Seduta n.93 del 18/10/2000
SEDUTA XCIII
(POMERIDIANA)
Mercoledì 18 ottobre 2000
Presidenza del Presidente SERRENTI
indi
del Vicepresidente SPISSU
indi
del Presidente SERRENTI
INDICE
La seduta è aperta alle ore 16 e 54.
PIANA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di martedì 3 ottobre 2000 (88), che è approvato.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione della mozione numero 26.
E' iscritto a parlare il consigliere Manca. Ne ha facoltà.
MANCA (Gruppo Misto). Colleghe e colleghi, vista la situazione, è con qualche disagio che reintervengo su un problema, come quello della blue tongue, che ci aveva tenuti occupati non tanti giorni fa. Quella convocazione, chiesta con grande determinazione dalle opposizioni, non era un sotterfugio o un espediente o un inganno, come in genere si pensa dai banchi della maggioranza, come d'altronde non era nostro intento farle perdere tempo. Era solo ed esclusivamente ciò che responsabilmente e ragionevolmente ritenevamo si dovesse fare, cioè promuovere un dibattito serio, approfondito e corretto su un tema che purtroppo è ben lungi dall'essere risolto. Questo dramma, come già evidenziato, non risparmia ormai né territori, né province. La nostra preoccupazione è quindi reale, visto che la malattia non sembra trovare alcun ostacolo di fronte a tutti i provvedimenti che, dal punto di vista sanitario, sono stati intrapresi.
Nella discussione della prima mozione ci avete accusato di aver detto cose completamente inesatte, "cretinate" in qualche caso ma, se permettete, posso dire che certe affermazioni sono del tutto gratuite e che certe cose non so se sia meglio dirle che farle. Si è però pensato, visto soprattutto il comportamento dell'Esecutivo dentro e fuori di quest'Aula, che fosse utile riproporre la nostra inquietudine e il nostro timore per conoscere meglio il problema e ricevere, da coloro che ne hanno il potere e il dovere, le giuste e dettagliate informazioni, non per curiosità, ma per il rispetto istituzionale dovutoci. Basta con questi atteggiamenti di supponenza; abbiate un po' di umiltà, comprensione e considerazione verso gli altri! Ricorrere alle mozioni, quindi a strumenti di un certo risalto costituzionale, è un atto consequenziale che non porterà alla risoluzione del problema, ma almeno ci permetterà di mantenere alta e viva l'attenzione su questo problema.
Fra tutte le assenze della maggioranza, spicca quella del vostro Presidente del Consiglio, forse perché impegnato nei suoi molteplici viaggi per monti, valli, mari e continenti, quasi a ripercorrere le orme del famigerato Gulliver. In tutto questo suo frenetico andirivieni non un cenno a favore di questi operatori; il suo sguardo è rivolto altrove, verso i prossimi lidi. Per colui che dovrebbe rappresentare tutti i sardi non c'è male!
Cosa contiene di nuovo la mozione odierna rispetto alla doviziosa discussione di un mese fa? Secondo me, molto. Siccome dalla precedente mozione nessun fatto nuovo e clamoroso ha interrotto…sinceramente…
PRESIDENTE. Onorevole Manca, siamo nella media, non c'è niente più del solito, le assicuro. Per cortesia, colleghi, un po' di attenzione, meno brusio; questo mormorio gli dà fastidio, è normale. Prego, onorevole Manca.
MANCA (Gruppo Misto). Dicevo, siccome dalla precedente mozione nessun fatto nuovo e clamoroso ha interrotto la monotonia e la tranquillità di chi ha la responsabilità in materia, non possiamo far altro che rimarcare e approfondire certi passaggi. Dal punto di vista epidemiologico, male stavamo, peggio stiamo. Per esempio, vorrei che venisse verificata una notizia diffusa, secondo la quale, nei mesi di maggio o giugno del corrente anno, in numerose aziende isolane ci sarebbe stata la presunta presenza di uno o più veterinari, i quali avrebbero praticato la fecondazione artificiale in arieti di razza "awacs" israeliani.
Come è stato detto, la malattia si sta diffondendo rapidamente nonostante tutte le strategie illustrate con grande enfasi, addirittura quella che inizialmente era considerata la panacea di tutti i mali, e cioè la disinfestazione contro il culicoides, si è dimostrata poco efficace, perché si è appurato che la disinfestazione mirata all'insetto adulto è inefficace.
Su questo fronte, la letteratura internazionale riporta solo fallimenti, vedi Szabo, Bettini ed altri. L'impiego di grandi quantità di insetticidi, condotto con grande clamore scenico e di risorse, è poco più che fumo negli occhi e nel contempo provoca un consistente danno ambientale.
Maggiori garanzie sembrerebbero prevenire dal trattamento "pure on" con piretroidi, i quali ultimi proteggerebbero le pecore per alcuni giorni; tuttavia, dobbiamo ricordarci che gli ospiti di elezione non sono gli ovini, quindi questa strategia non può minimamente intaccare la consistenza del serbatoio, che sappiamo essere i bovini.
A questo proposito non vi è stato nessun comunicato ufficiale né da parte delll'Assessorato né da parte dell'unità di crisi, a proposito della quale vorrei chiedere da chi è realmente formata. Chi sono i componenti? Chi li coordina? Con quali intenti? Con chi comunica? Dove si riunisce? A tutti noi sembra che agisca come nel periodo della Carboneria, non si vede, non sente e non parla. Questa mancanza di informazione, cari colleghi, è fonte di grande malumore a tutti i livelli.
La febbre catarrale non è una malattia contagiosa, non si trasmette per via orizzontale, ma solo tramite vettore. La modalità di trasmissione non può essere epidemica, da noi sono infatti comparsi focolai a distanza di oltre cento chilometri in linea d'aria; ciò che cosa impone? Un'attenta disamina epidemiologica per acclarare se, oltre alla diffusione finora ipotizzata, si siano verificati condizioni di veicolazione iatrogena, quindi destinate a perdurare nel tempo, ove non identificate e prontamente rimosse. Pastori della provincia di Cagliari, privi ormai della fiducia nelle strategie poste in essere dalla nostra Regione, nasconderebbero la malattia alle autorità sanitarie procedendo con vaccinazioni e con l'uso di presidi immunizzanti introdotti sottobanco, questo da informazioni di veterinari A.R.A.; di questi vaccini non si sa se siano attenuati o inattivi e se tali possano condurre in prospettiva alla creazione dei cosiddetti ceppi wild ricombinati. Sul problema della vaccinazione, fin dal primo momento l'unità di crisi ha deciso - con criteri discutibili - di scartare questa strada, senza peraltro programmare nessun approfondimento in materia.
Siccome, con lo stesso sierotipo sardo, la blue tongue è comparsa anche nelle isole Baleari, la questione impone che, nelle sedi opportune, si richieda con la dovuta energia l'intervento degli organismi comunitari al fine di impostare, e soprattutto finanziare, piani di studio, di lotta e di eradicazione della malattia su scala internazionale.
Sempre per quanto riguarda la prevenzione, l'assessore Oppi ha fatto assumere 60 o 80 veterinari, non ricordo bene, per coadiuvare i servizi veterinari delle A.S.L., nel controllo clinico e sierologico; sorvolo sulle metodiche seguite nell'approntare la graduatoria da parte degli ordini veterinari (su cui ci sarebbe molto da dire), ma ciò su cui mi voglio soffermare è il criterio matematico utilizzato per designare questi veterinari. Vi faccio l'esempio della A.S.L. 3 di Nuoro: 900 mila capi ovicaprini, 70 mila ovini e 4700 aziende, nella quale sono stati dislocati 10 veterinari; e l'esempio della A.S.L. 4 di Lanusei: 110 mila ovini da 900 mila e rotti, 10 mila bovini da 70 mila, 1022 aziende da quasi 5 mila, nella quale sono stati dislocati 10 veterinari. Cari colleghi, non conosco gli altri dati, se però i criteri sono come quelli usati per queste due A.S.L. che vi ho appena elencato, arriveremo alla mappatura e visita negli allevamenti con tempistiche non rispondenti alle reali esigenze che noi ricerchiamo e richiediamo.
Cosa si può dire poi per quanto riguarda gli abbattimenti? Secondo pareri chiaramente autorevoli, gli abbattimenti degli animali infetti, con sintomatologia clinica in atto, sono completamente inutili dal punto di vista della lotta alla malattia; gli animali in questa fase non risulterebbero viremici se non in maniera trascurabile; le norme UE impongono di fatto lo "stamping out", cosa significa? La soppressione di tutti i ricettivi in tutti i focolai anche se clinicamente sani.
Tuttavia tale obbligo è stato superato dalla richiesta avanzata dal professor Caporale dell'Istituto Zooprofilattico di Teramo, in nome e per conto dell'unità di crisi, di abbattere solo gli animali ammalati. E` evidente in ciò una strategia mirata ad evitare di procedere al vuoto biologico, ma resta il fatto che - in termini di lotta alla malattia - gli abbattimenti proposti e realizzati non possono che determinare effetti pressoché nulli.
PRESIDENTE. Onorevole Manca, le ricordo che il tempo fissato dal Regolamento a sua disposizione era di dieci minuti.
MANCA (Gruppo Misto). In altre parole si è provveduto ad ottenere la riduzione del numero dei capi da liquidare attraverso una sorta di do ut des; inoltre la giustificazione che solo i capi soppressi vengono rimborsati, al momento non è più valida. L'enorme numero di animali potrebbe creare anche un problema ecologico gravissimo, le procedure ove non condotte secondo le norme dell'Unione europea, oltre che contra legem rischierebbero infatti di inquinare le falde acquifere.
Ecco anche su questo versante c'è molto da fare: informare e soprattutto educare per prevenire. Questo è uno dei principi cardine sul quale la medicina moderna basa la sua opera. E` indispensabile una maggiore ed ampia sinergia d'azione tra tutte le istituzioni pubbliche (A.S.L., Università, Istituti Zooprofilattici e Comuni) e gli altri organismi con queste collegati (ARA, APA, cooperative ed associazioni varie) in modo da evitare modalità di informazioni e di intervento difformi e fuorvianti.
Il sistema della sanità veterinaria in Sardegna, se ve ne era bisogno, sta mostrando in questo periodo tutti i suoi limiti. Come detto, il personale alle dipendenze dell'Assessorato della sanità è ridottissimo, le A.S.L. di fatto non sono coordinate se non attraverso l'unità di crisi, e spesso sono attestate su posizioni conflittuali. Tutto ciò crea il rischio che l'Unione Europea, verificata la nostra inaffidabilità, intervenga imponendoci soluzioni draconiane e sostanzialmente contrarie agli interessi della nostra ovinicoltura. Molto importante è il discorso sui nostri prodotti, sarà necessario intraprendere tutte le misure per impedire che inutili e ulteriori allarmismi portino ad un deprezzamento dei nostri prodotti, perché tutti devono sapere e conoscere che la genuinità, qualità e innocuità non sono minimamente intaccati. Inoltre vorrei sapere se effettivamente corrisponde al vero la notizia secondo la quale per gli animali abbattuti vengono tolte anche le quote.
Per finire, vorrei riprendere, velocissimamente, Presidente, il discorso sulla movimentazione sia in entrata che in uscita.
PRESIDENTE. Onorevole Manca io devo sollecitarla ad arrivare alle conclusioni.
MANCA (Gruppo Misto). Sto arrivando alle conclusioni. Riprendo velocemente il discorso della movimentazione sia in entrata sia in uscita all'interno dell'isola. A questo riguardo credo che anche qui ben poco sia stato fatto.
I veterinari, ai punti frontalierie al servizio veterinario regionale, pochi erano e pochi sono rimasti. Non più tardi di un mese fa, l'assessore Oppi ci disse: "Non esiste un servizio veterinario regionale effettivo". Complimenti ed auguri!
Cari colleghi non è con i proclami e con gli annunci, più o meno solenni, che si fanno le campagne e le battaglie di qualsiasi genere esse siano; solo un generale impegno, un salutare riordino, un efficace riassetto potranno valorizzare, e ci auguriamo incrementare, le nostre strutture preposte alla salvaguardia del maggior patrimonio fino ad oggi presente nella nostra isola: la zootecnia.
Non mi interessa con che cosa e contro chi volete intraprendere questa battaglia: la burocrazia, gli sprechi, lo Stato senz'altro centralista, altri organismi nazionali o internazionali; però questa battaglia, se vuole il nostro appoggio, deve essere affrontata in maniera ferma e decisa.
Tutto ciò che rientra o deve rientrare nelle nostre prerogative, a nostro vantaggio, per una migliore qualità ed efficienza dei nostri servizi, per la salvaguardia delle nostre grandi potenzialità, deve esserci dato in maniera chiara, decisa e poco equivocabile. Non possiamo permettere che altri ci guidino.
PRESIDENTE. Onorevole Manca, abbia pazienza, io non le posso dare il doppio del tempo.
MANCA (Gruppo Misto). Ho finito, Presidente.
PRESIDENTE. Ma ha altre due, tre cartelle, come si fa? Concluda, la prego; le do dieci secondi per concludere, se no hanno ragione i colleghi di lamentarsi.
MANCA (Gruppo Misto). Tutto ciò che doveva essere sotto il nostro controllo, doveva essere a noi consegnato, a cominciare dai porti ed aeroporti, ben sapendo che, sicuramente, da questa via il morbo entrava. Non possiamo permettere che, attraverso questi nostri accessi, continui a penetrare, senza alcun controllo e verifica, quanto di peggio il mondo esterno può introdurre.
Questi sono alcuni dei quesiti, degli interrogativi che pongo alla vostra attenzione; per limiti di tempo breve, ne ho trascurato molti altri che riprenderò in ulteriori occasioni.
Giuramento di consigliere
PRESIDENTE. Constatata la presenza del dottor Pierpaolo Vargiu, lo invito ad entrare in Aula e a prestare il giuramento prescritto dall'articolo 23 dello Statuto Speciale per la Sardegna e dall'articolo 3 del Decreto del Presidente della Repubblica del 19 maggio 1949, numero 250.
Invito l'onorevole collega a presentarsi di fronte al banco della Presidenza.
Do lettura della formula del giuramento prevista dall'articolo 3 del citato D.P.R., dopo di che il consigliere Vargiu risponderà: "Giuro".
"Giuro di essere fedele alla Repubblica e di esercitare il mio ufficio al solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione autonoma della Sardegna".
VARGIU (Patto Segni-Rif. Sardi): "Lo giuro".
PRESIDENTE. Proseguiamo con la discussione della mozione numero 26. E` iscritto a parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Presidente, immaginavo che, nonostante le dichiarate disponibilità a voler discutere in modo serio, non ci sarebbe stata alternanza tra maggioranza ed opposizione e che però… chiedo scusa, io vorrei tentare di parlare...
PRESIDENTE. Onorevole Ortu, mi dispiace, ma io non ho nessun iscritto a parlare della maggioranza, ho un solo intervento.
ORTU (R.C.). E' per quello che dicevo "Immagino". Però vorrei almeno poter parlare, questo, Presidente, glielo chiedo come le chiedo anche di scontare il minuto che sto perdendo.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Onorevole Ortu, non ho capito perché si è seduto.
ORTU (R.C.). Perché non si può parlare, Presidente. Lei mi faccia parlare in un'Aula che ascolta. Chi non vuole ascoltare vada fuori.
PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto e di prestare attenzione.
Prego, onorevole Ortu.
ORTU (R.C.). Dicevo, immaginavo che non ci sarebbe stata discussione questa sera. Ho sostenuto ieri, in Commissione, che noi avremmo voluto una discussione utile e seria, una discussione che avesse la finalità di tracciare una serie di indirizzi in base ai quali eventualmente si potesse adottare una legge adeguata alle esigenze del settore e rispondente al problema che le categorie interessate stanno ponendo.
Ma debbo confessare che la regia di stamattina era protesa, ed è riuscita nel suo intento, ad evitare la discussione; anzi non era la regia che è stata in qualche modo imposta stamattina, ma quella già preordinata negli atti che sono stati compiuti e nelle decisioni che sono state adottate dalla maggioranza già nella giornata di ieri. Purtroppo debbo dire che quella regia si è affermata non solo con il consenso ma anche con l'apporto determinante del Presidente del Consiglio.
La discussione di stamattina, per molti versi inutile, ha vanificato l'importanza di questo dibattito, lo ha di fatto svuotato, tant'è che stasera si sta conducendo solo perchè chi è davvero dotato di grande volontà prende la parola e tenta, sull'argomento, di dire la sua e di portare alcuni elementi. Questo era l'obiettivo implicito contenuto nell'abile proposta avanzata dall'onorevole Contu, assecondata in modo maldestro ed esplicito dall'onorevole Pili il quale, intervenendo dopo l'onorevole Contu, addirittura imponeva la condizione di sospendere in modo perentorio la discussione, altrimenti non so cosa sarebbe successo.
Questo obiettivo, già indicato e comunicato ieri alla stampa, è stato perseguito stamattina, ripeto, anche con l'assenso del Presidente, il quale avrebbe dovuto imporre invece di passare alla discussione della mozione in modo serio ed equilibrato, discussione che adesso diventa quasi inutile. E` stata messa in atto una mistificazione per cui addirittura la stampa dàla notizia che, in Aula, la maggioranza oggi non avrebbe consentito di discutere la mozione ma avrebbe preteso di passare subito, così è detto, all'esame del disegno di legge.
D'altronde gli esponenti della maggioranza anche oggi, in tutte le dichiarazioni rese nel corso dei telegiornali, hanno messo in atto il tentativo di nascondere i fatti reali accusando l'opposizione, che ha chiesto un dibattito su una materia così delicata, di voler fare solo chiacchiere, parole dell'onorevole Usai, al contrario della maggioranza che vuole compiere atti.
Ebbene, diciamo quali sono questi atti che la maggioranza vuole compiere! Non fa altro che discutere ormai da settimane e settimane su un eventuale disegno di legge, lo annuncia alla stampa ma non riesce,perché non ne ha la capacità, a portarlo in discussione in Consiglio.
Incalzata dalla mozione che noi abbiamo presentato, l'11 ottobre, si affretta a far pervenire...
Diceva, onorevole Floris?
FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Sicuramente non siamo incalzati da voi; ci state solo facendo perdere tempo.
ORTU (R.C.). Ma lei non perda tempo...
PRESIDENTE. Onorevole Floris, la prego non interrompa.
ORTU (R.C.). Onorevole Floris, non perda tempo dicendo cose inutili, non c'è bisogno.
Dicevo che, dopo la presentazione della nostra mozione, la maggioranza si è affrettata a far presentare alla Giunta regionale un disegno di legge, ma non ha nemmeno la capacità di coordinare gli atti perché esso possa approdare in Consiglio; avrebbe avuto tutto il tempo a disposizione, perché il disegno di legge è stato presentato mercoledì 11, mentre la mozione è stata presentata il lunedì in Consiglio regionale, ma non solo, è pervenuta al segretario della Commissione il venerdì alle ore 13 e 45, dunque una volta informato il Presidente, la Commissione agricoltura poteva essere convocata, se davvero c'era la volontà, così come è stato dichiarato alla stampa dall'onorevole Usai, che non voleva fare chiacchiere, ma voleva compiere atti.
Ecco, accettando pure la data di venerdì 13, le Commissioni potevano essere tranquillamente convocate, non dico per sabato, almeno per lunedì, in modo da istruire il disegno di legge, portarlo in aula, e poterlo eventualmente discutere anche oggi in Aula.
In realtà non si ha, ripeto, la capacità e la volontà, perché non è solo una questione di capacità, si tratta anche di non aver la volontà di definire una ipotesi che consenta di tracciare alcune linee guida di intervento per quanto riguarda il dramma che stanno attraversando l'agricoltura e la zootecnia sarda. Questa volontà non c'è' e ciò è dimostrato dagli atti compiuti; si convoca la Commissione agricoltura nella giornata di ieri e non si predispone che anche le altre Commissioni interessate, che dovevano essere coinvolte, diano i lori pareri in modo tale da consentire alla Commissione agricoltura di istruire il relativo atto per essere discusso in Aula: e oggi si dice che non si vorrebbero fare chiacchiere, che si vorrebbero compiere atti, cioè si vorrebbe addirittura discutere di un provvedimento che tutti sanno, compreso l'onorevole Usai, che non può essere posto all'ordine del giorno del Consiglio, tant'è che non lo è.
Nel merito della proposta dell'onorevole Contu, qui si sta lanciando una sfida, ma davvero si vuole intervenire in tempi rapidi? Ebbene, ieri, in Commissione agricoltura, io ho proposto un itinerario, perché capisco, sono consapevole, sono d'accordo che gli allevatori hanno bisogno di risposte rapide, tempestive, ma io aggiungo precise e adeguate. Allora, ieri, in Commissione, io ho avanzato una proposta alla maggioranza, che è stata condivisa dall'opposizione, perché non è stata perseguita quella strada? Ho proposto di assumere la discussione sulla mozione come discussione preliminare, di indirizzo, dalla quale attingere poi le indicazioni per approvare il disegno di legge; si sospenda la seduta del Consiglio dopo la discussione generale sulla mozione, domani si torni nelle Commissioni, si esamini il provvedimento, lo si approvi e lo si riporti in Aula.
Questo poteva essere già fatto da ieri, non avremmo perso tutto il tempo che abbiamo perso stamattina.. Non si è voluto fare perché non si voleva la discussione; la realtà è che tutte le iniziative messe in atto dalla maggioranza erano tese ad impedire una discussione seria in Aula, perché la maggioranza sa di essere in difficoltà rispetto all'esigenza di una valutazione critica, anche rispetto a ciò che si è fatto nel corso di questi mesi.
Lunedì, a Guspini, ho assistito ad una iniziativa promossa dalla Comunità montana e da tutti i sindaci di quel territorio, , alla quale ha partecipatoil professor Del Rio, che mi risulta oggi faccia parte anche dell'unità di crisi, sarebbe stato interessante sentirlo e discutere, d'altronde il parere lo ha espresso pubblicamente, anche in altre occasioni; a quell'incontro c'erano i sindaci, c'erano quattrocento allevatori, erano anni che non mi capitava più di partecipare a un'assemblea con molta gente presente, seguita con viva attenzione e dalla quale emergeva tanta preoccupazione.
PRESIDENTE. Onorevole Ortu, le voglio fare osservare che il tempo a lei concesso è passato. Chiedo a tutti i colleghi, per cortesia, di stare dentro il tempo.
ORTU (R.C.). Avremo modo di continuare questa discussione. Io concludo, però chiedo la cortesia di consentirmi di concludere un ragionamento.
In quell'occasione, per quanto riguarda la disinfestazione, il professore Del Rio ha detto che quanto finora è stato messo in atto è del tutto insufficiente e spesso anche inutile, che addirittura è uno spreco e può diventare dannoso perché, essendo stato messo in atto in modo indiscriminato su tutto e in tutte le aziende, c'è il rischio che quegli insetticidi utilizzati tornino nella catena alimentare poiché si depositano e hanno una attività - passatemi il termine, non sono un tecnico - che addirittura si manifesta per lungo tempo creando problemi in prospettiva per il latte e i formaggi.
Non c'è la volontà di combattere e quindi di contenere l'espandersi della malattia; non c'è la volontà di volerla eradicare. Questo è il nodo di fondo!
PRESIDENTE. Onorevole Ortu, io devo insistere, la prego di concludere.
ORTU (R.C.). Termino, Presidente. Quindi noi abbiamo bisogno di una riflessione seria ed attenta, che possa tornare su questi argomenti perché non è affatto vero che il vettore con l'inverno e con il calare delle temperature diventa inattivo; è vero che è meno virulento, ma conserva addirittura la sua attività per un tempo maggiore rispetto al periodo caldo, cioè al periodo estivo.
Si pone un problema serio di come combattere, come eradicare, quindi di come approntare una mappatura dei territori per estirpare le larve che sono l'elemento che consentiranno alla malattia di riprodursi e di ripresentarsi anche nel corso dei prossimi mesi e di diventare endemica.
Io concludo, Presidente, anche se le cose da dire sarebbero tante, è necessario trovare il modo di poterle dire e di avviare davvero una riflessione seria su quale provvedimento adottare, per poter sviluppare un'ipotesi che agisca su due versanti: un piano di eradicazione e il risarcimento in tempi rapidi, tramite indennizzo, agli allevatori.
Queste sono le esigenze, ne avremmo voluto discutere, ma non bastano certo dieci minuti. Non è stato possibile discuterne stamattina in un Consiglio regionale che viene ogni volta espropriato dalle sue competenze e dalle sue facoltà, un Consiglio regionale al quale viene impedito di dibattere in modo serio, con una ragione o con un'altra, attraverso il perseguimento di un disegno ben congegnato. Questo non è accettabile e su questa questione occorre aprire una discussione anche all'interno di quest'Aula.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Sanna, voglio invitare tutti i colleghi a non costringermi a chiedere loro, più volte, di concludere l'intervento. Vi prego di attenervi al tempo a vostra disposizione che consta di dieci minuti, altrimenti sono costretto a togliere la parola a qualcuno e questo atteggiamento, essendo antipatico, non lo voglio adottare.
E' iscritto a parlare il consigliere Sanna Alberto. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, per la seconda volta nel giro di un mese, il centrosinistra ha portato questo problema all'attenzione di quest'Aula perché gli atti posti in essere dalla Giunta non hanno dato risultati soddisfacenti o in certi casi addirittura si sostiene che siano state compiute azioni dannose.
Molto schematicamente voglio fare alcune considerazioni sulle questioni che, secondo me, sono da affrontare e da definire. Intanto, voglio dire con molta chiarezza che, a mio parere, trattandosi di un problema di natura sanitaria animale, la responsabilità principale è in capo all'Assessore della sanità, per competenza e per funzioni; partendo dai risultati dell'azione di governo, debbo dire che l'onorevole Oppi mi pare si stia distinguendo, anche in questa esperienza di governo, come un gran maestro di clientelismo e di lottizzazione, ma non altrettanto come uomo di governo; il caso della blue tongue lo sta drammaticamente evidenziando.
Mi pare che uno dei punti più deboli dell'azione dell'Assessore della sanità si sostanzi nella mancanza di una strategia atta a combattere l'epidemia, cioè ancora non si è deciso se si intenda agire direttamente per l'eradicazione della malattia o invece combatterla pur convivendo con essa, cioè andando verso una soluzione di tipo endemico della stessa malattia. L'altro punto deboleriguarda una mancanza di indirizzo e di coordinamento da parte dell'Assessore della sanità; la stessa unità di crisi lancia segnali contrastanti sui diversi modi da mettere in campo per combattere la malattia; a mio parere, anche i rapporti dell'Assessore con le A.S.L. mancano di coordinamento e di indirizzo, egli stesso ha detto anche in quest'Aula che le competenze relative al problema in discussione appartengono ai servizi veterinari delle A.S.L. demandando così la responsabilità ad esse; questo mi pare un modo per non assumere quella quota di responsabilità, direi fondamentale, che è in capo all'Assessore e che non può essere scaricata né sull'unità di crisi nè tanto meno sulle A.S.L.. Evito di parlare poi dei rapporti con i comuni, che sono sporadici, saltuari e limitati solo a quelli colpiti dalla malattia, mentre gli altri sono lasciati praticamente in balia di se stessi.
Anche le responsabilità dell'assessore Usai sono comunque pesanti, non voglio certamente sottacerle, oltretutto perché' prima di essere Assessore, per tanti anni, mi pare per venti anni, egli si è occupato del governo dei servizi veterinari della Regione sarda...
USAI, Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Sono esattamente ventiquattro.
SANNA ALBERTO (D.S.).Ventiquattro, la ringrazio di questa correzione. A mio parere, per quanto detto, egli avrebbe dovuto mettere in campo anche questa sua lunga esperienza per combattere la malattia, mentre dai risultati mi pare che neanche questa abbia avuto una grande valenza.
Uno dei punti di debolezza dell'azione dell'assessore Usai, a mio parere, è costituito da un rapporto di fatto inesistente con gli allevatori, i quali sono lasciati a se stessi, senza un'informazione adeguata o un'azione tesa verso la prevenzione. Leggevo oggi un ultimo intervento sulla stampa degli allevatori del comune di Narbolia, dove proprio ieri si è tenuta un'assemblea, con esso denunciavano proprio queste cose che ormai sulla stampa e nei territori sono all'ordine del giorno.
L'altro punto debole dell'azione dell'assessore Usai riguarda gli interventi a favore delle aziende colpite; essi, in un primo momento, si erano annunciati come rapidi e tempestivi, mentre solo oggi, a distanza di due mesi, viene portato in quest'Aula il disegno di legge diretto ad indennizzare le aziende, ma esso viene portato in modo strumentale per impedire che l'Aula discuta serenamente, in modo costruttivo, la mozione sulla blue tongue, che contiene gli stessi problemi, quasi a voler scaricare sull'opposizione la responsabilità dei ritardi della Giunta.
Riconosciamo che il provvedimento è urgente ed importante, non saremo certamente noi a sottovalutare questa sua rilevanza, però non vogliamo che l'urgenza determini altri errori; il provvedimento va esaminato avendo la conoscenza adeguata dei dati e un'informazione completa, informazione che non viene data alle Commissioni competenti. Su questo dovremo aprire una parentesi perché è assurdo che tra l'Esecutivo e le Commissioni non ci sia quel rapporto quotidiano d'informazione sugli atti e sui provvedimenti che il primo adotta e che costituiscono la condizione stessa perché le Commissioni possano svolgere il loro compito di controllo e di indirizzo.
Noi siamo favorevoli all'esame di questo disegno di legge ma vogliamo che si tenga ben presente che i due mesi di ritardo sono dovuti tutti a voi, noi ne siamo assolutamente estranei; come non è accettabile che, in quest'Aula, stamattina, la maggioranza abbia fatto ostruzionismo rallentando la discussione sulla questione, impedendo così anche ai membri delle Commissioni competenti di far tesoro dei contenuti del dibattito, che poi saranno utilizzati in sede legislativa, forzando la mano e i tempi in modo assurdo e incomprensibile.
I Vicepresidenti delle due Commissioni, agricoltura e sanità, hanno chiesto di poter audire i rappresentanti delle categorie interessate e dell'unità di crisi perché riteniamo che sia questa la premessa fondamentale per elaborare una buona legge. Questa Giunta ha agito in questi due mesi sempre in modo frettoloso e senza un'idea precisa delle azioni da compiere, non vogliamo continuare su questa linea.
Un altro punto che voglio sollevare è il rapporto intercorso tra la Giunta regionale e il Governo nazionale su questa questione. Non c'è stata un'iniziativa istituzionale politica adeguata, si sono attivati soltanto i canali burocratici tra gli Assessorati e i Ministeri competenti; insomma, anche su questo problema, abbiamo assistito al solito atteggiamento subalterno di questa Giunta che, da un lato, si lamenta e protesta, in modo anche sterile e improduttivo lanciando grandi proclami di autonomia e di principi mentre poi nella politica concreta, negli atti di governo e nei comportamenti, non è in grado di avanzare una proposta e di portare avanti la difesa degli interessi di questa comunità regionale, solo così concretamente si può combattere una battaglia in difesa della nostra autonomia.
PRESIDENTE. Onorevole Sanna le faccio notare che i dieci minuti sono passati da un po'.
SANNA ALBERTO (D.S.). Concludo rapidamente, onorevole Presidente, e mi scuso se dovrò abusare di qualche minuto, però voglio dire ancora alcune cose; i Vicepresidenti delle due Commissioni, sanità e agricoltura, hanno preso l'iniziativa di incontrare il Ministro dell'Agricoltura perché era necessario stabilire un rapporto con il Governo. Abbiamo rappresentato la situazione nei suoi termini esatti e abbiamo chiesto al Ministro Pecoraro Scanio di intervenire presso i Ministri della Sanità e del Tesoro, e presso l'Unione Europea, perché siano fatti i controlli sanitari negli scali della nostra Isola, perché sia rimosso il blocco totale della movimentazione esterna degli animali vivi, perché ci sia il sostegno del Governo alle imprese colpite da questa malattia, perché sia definito un pacchetto di misure tra il Governo italiano, l'Unione Europea e la Regione autonoma della Sardegna per l'eradicazione della malattia, perché ci sia un piano di interventi che operi nel medio e nel lungo periodo teso alla prevenzione della malattia medesima.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SPISSU
(Segue SANNA ALBERTO.) L'atteggiamento del Ministro è stato di grande disponibilità e ha detto che sarà conseguente a queste nostre richieste. Anche l'assessore Usai recentemente ha richiesto un incontro all'onorevole Pecoraro Scanio, il quale però ci ha anche detto che pur essendo disponibile fin dall'inizio ad incontrare la Giunta regionale non aveva ricevuto a questo riguardo, da parte della Giunta stessa, alcuna interlocuzione o azione tesa in questa direzione.
Concludendo il mio intervento, credo che questa vicenda sia molto grave, molto pericolosa per la nostra economia, ritengo però che il motivo maggiore di preoccupazione di tutti noi dev'essere il fatto che ancora rimangono ad occuparsi di questi problemi, in quegli Assessorati, i signori Oppi e Usai. A mio parere, questa è la cosa più preoccupante, io credo che dovrebbero sentirsi in dovere di rassegnare le dimissioni e di occuparsi di altro, perché io non penso che con la loro presenza ci possano essere prospettive diverse rispetto a questo problema. Concludo davvero dicendo, a margine del mio discorso, che nella risposta degli Assessori al mio intervento, pubblicata la settimana scorsa sulla stampa mi ha colpito molto la loro grande disponibilità al confronto, il grande respiro culturale della loro dissertazione, il rispetto profondo che loro hanno manifestato nelle posizioni e verso le persone, e soprattutto lo stile da loro adoperato.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.
PACIFICO (D.S.). Onorevoli colleghi, a distanza, io direi, di un mese, oramai, dalla richiesta di convocazione del Consiglio, oltre che a due mesi dall'inizio dell'epidemia di febbre catarrale ovina, per l'ennesima volta, su richiesta del centrosinistra, si discute la mozione sulla drammatica situazione del settore zootecnico, che tutti riconosciamo di rilevanza economica e sociale primaria in Italia e soprattutto per la Sardegna intera.
Nonostante l'evidente imbarazzo, manifestato soprattutto stamattina dalla Giunta Regionale, e i tentativi di sottostimare tale drammatico evento, utilizzando toni non consoni, io direi a volte anche intimidatori, non si può non riconoscere, da parte di tutte le componenti politiche del Consiglio, che la richiesta delle opposizioni appare legittima per diversi motivi.
Io credo che tutti ci accorgiamo dell'apparente cortina di silenzio calata dagli organi istituzionali sulla vicenda, non si hanno dati aggiornati, niente si viene a sapere, il Consiglio non viene informato, le Commissioni competenti neppure; credo che tutti quanti dobbiamo prendere atto di questa situazione.
L'impossibilità o quasi di avere dati aggiornati non consente alle Commissioni di poter operare in merito ai provvedimenti di legge presentati, in quanto noi ignoriamo ufficialmente lo stato delle cose e ne veniamo a conoscenza solo per sentito dire o perché qualcuno di noi, avendo qualche canale di informazione rispetto all'unità di crisi, riesce ad avere qualche dato in più, ma non si tratta di tutto il Consiglio, di tutti noi e di tutti i componenti delle Commissioni; oltre al mancato coinvolgimento - in maniera seria, forte e concreta - dei diversi livelli istituzionali, mi riferisco all'Unione Europea e al Governo nazionale. Risponde al vero che l'assessore Usai ha chiesto più volte di essere ricevuto dal Ministro, lo abbiamo verificare durante l'incontro che io e l'onorevole Sanna abbiamo avuto lunedì scorso al Ministero dell'Agricoltura; ma è pur vero che questa richiesta di intervento ci appare tardiva e forse non rappresentava la drammaticità della situazione.
L'evidente ritardo con cui si affrontano i problemi che, volta per volta, si manifestano e l'uso di inseguire le situazioni e gli eventi, rappresentano, come appare a tutti, la procedura seguita anche in questo caso, più che cercare di operare attraverso una reale programmazione di una linea di condotta ferma e chiara, che non solo contrasti adesso l'epidemia ma ponga dei punti fermi nella strategia futura per combattere questa grave epizoozia.
Io direi che questa situazione appare irreale, si assiste giornalmente ad una sorta di bollettino di guerra che, con fatica filtra dagli Assessorati competenti, dal quale apprendiamo che nuovi e continui focolai vengono individuati e di conseguenza migliaia di capi vengono abbattuti giornalmente, dopo essere posti in quarantena, secondo le indicazioni dei decreti assessoriali; a me sembra che tutto il settore zootecnico viva una sorta di quarantena immateriale, ma non per questo meno drammatica per le conseguenze economiche e sociali che derivano dall'immagine stessa di questo settore così rilevante.
Rispetto al disastro che si prospetta per l'intero settore, mi pare che la Giunta, io direi, con assoluta pochezza di idee, tenta di rincorrere le situazioni che si creano e che le opposizioni denunciavano già da oltre un mese, al manifestarsi dei primi casi di blue tongue. La Giunta minimizzò; io ricordo che si parlò allora di un'epidemia circoscritta che avrebbe potuto probabilmente interessare non più di 20 o 30.000 capi, prima dell'inverno. Credo che nessuno dei noi abbia scordato queste affermazioni. Questo comportamento fu tenuto quando si denunciò lo scarso livello di controllo dell'epidemia, a fronte della quale arrivò poi la rincorsa per l'emanazione di provvedimenti, sia relativamente al blocco della movimentazione animale (il 1 e il 5 settembre, rafforzato poi il 13 settembre, ma troppo tardi), e al rafforzamento degli organici dei veterinari esposti in prima linea, rispetto a questa drammatica evenienza. Questo ancora è avvenuto quando si è sottostimato il grave problema dello smaltimento di decine di migliaia di capi ovini morti o abbattuti.
Ricordo la superficialità e la supponenza che vennero espresse su questo problema, affrontato allora dall'onorevole Pinna, per poi ricredersi e correre ai ripari, anche se noi non abbiamo avuto ancora notizie di provvedimenti che siano stati emanati concretamente, perché neanche le stesse associazioni degli allevatori ne sono a conoscenza Così come non mi pare serrato il dialogo della Giunta regionale con il Governo nazionale o comunque non corrispondente alla gravità del problema.
Il 16 ottobre, quando abbiamo incontrato il Ministro Pecoraro Scanio, io e l'onorevole Sanna eravamo in possesso solo di un foglio, foglio rilasciato dall'unità di crisi, alle ore 9 dello stesso lunedì mattina, aggiornato comunque al giovedì precedente. In questo foglio erano brevemente elencatic: il numero degli allevamenti ovicaprini dei comuni interessati (7206); i capi ovicaprini nei comuni interessati; il numero dei focolai (2261), io credo che le stime che oggi l'assessore Oppi e probabilmente Usai ci porteranno saranno di gran lunga superiori, a dimostrazione dell'evoluzione di quest'epidemia; il numero dei capi ovini nei focolai (528.000); i capi morti (9.900); i capi abbattuti (76.778), dato aggiornato a giovedì scorso. Ma la cosa più drammatica (che io non comprendo e qualcuno me la dovrà spiegare) è perché il numero dei capi ammalati è di 48.000; vi sono disposizioni precise perché non vengano abbattuti? Perché continua a crescere questo numero di capi abbattuti? A noi risulta, a margine del mio intervento, che proprio giovedì mattina alcuni veterinari dell'unità di crisi hanno denunciato l'incongruenza dei comportamenti tra le direttive emanate dai veterinari dell'unità di crisi e i veterinari delle unità sanitarie locali; a fronte di una direttiva di abbattimento dei capi (a questo proposito sono state presentate denunce all'interno delle unità di crisi dopo la segnalazione di alcuni veterinari), vengono date indicazioni di non abbattimento dei capi da parte del veterinario dell'A.S.L. il quale suggerisce di metterli invece in un recinto e di aspettare. Io credo che questo fatto sia drammatico perché non è il modo migliore per affrontare questa terribile evenienza, circoscrivere questa epidemia e quindi anche debellarla per il futuro.
Nel lungo colloquio intercorso con il Ministro Pecoraro Scanio si è analizzata in maniera approfondita la situazione per identificare le azioni possibili per far fronte almeno alle prime esigenze. Si è esaminato l'emendamento alla finanziaria 2001, presentato dai deputati del centrosinistra, prima firmataria l'onorevole Dedoni, con l'approvazione di un provvedimento che incrementa di 50 miliardi il fondo a disposizione ai sensi della legge numero 218, "Misura per la lotta contro le malattie epizootiche". Il Ministro ci ha assicurato che questo è solo un primo provvedimento, assumendo poi impegni precisi per quanto riguarda il futuro. Io credo che noi abbiamo il dovere di incalzare il Governo nazionale per quanto riguarda questi aspetti.
La settimana precedente a questo colloquio, le opposizioni presentavano la mozione oggi discussa in quest'Aula, la quale - mio parere - ha avuto almeno il merito di accelerare, guarda caso, la presentazione di un disegno di legge della maggioranza nei tre giorni successivi. Questo disegno di legge è stato inviato alla sola Commissione agricoltura, nonostante i rilevanti aspetti sanitari, e appare ad una prima lettura, mi si consenta, strutturalmente debole, se non inconsistente in alcune sue parti. Io credo che, al fine di garantire il massimo risultato di efficacia possibile, sarebbe opportuna prima di tutto un'analisi congiunta del provvedimento di legge da parte delle Commissioni sanità e agricoltura, e poi un incontro subito con gli esperti dell'unità di crisi al fine di verificare con il massimo rigore lo stato dell'epizoozia e le possibili prospettive.
Ebbene, nonostante queste richieste siano, io credo, congrue e sensate, oggi si è assistito al tentativo di liquidare in poche battute un disegno di legge, con le possibili ricadute negative sugli aspetti evolutivi dell'epidemia. Non si tratta qui, colleghi, di esaminare un provvedimento di legge che vada a risarcire solamente i danni subiti, perché io non credo che le associazioni degli allevatori chiedano soltanto questo, ma qualcosa che vada oltre, che dia certezze del futuro per l'intero settore e notizie sicure sulle misure adottate per combattere la calamità che è di fronte a tutti noi. Rispetto al disastro che si prospetta per l'intero settore, non mi pare che si elevino voci chiare rispetto a quanto succede e soprattutto rispetto a quanto va fatto e dichiarato a tutela di tale patrimonio. Pare, piuttosto, che volta per volta si rincorrano eventi e circostanze e che la capacità di affrontare le situazioni venga affinata in una sorta di esperienza sul campo, che è il segno dell'inadeguatezza di un sistema di controllo, di prevenzione e di efficacia degli interventi, nei confronti di un settore come quello della sanità veterinaria di così rilevante importanza nella nostra terra. Si è scontata la prima fase dell'epidemia per i ritardi nella diagnosi e nella predisposizione dei primi basilari interventi; io ricordo, ho detto anche prima, che soltanto il 5 settembre viene emanato un decreto di blocco della movimentazione animale, venti giorni dopo la prima diagnosi.
Non si sono informate subito le associazioni di categoria, sottovalutando, io credo, il problema; e questo non lo diciamo soltanto noi, perché Giuseppe Scagliola, nell'editoriale del periodico della Coldiretti (quindi non è stato detto né dall'onorevole Alberto Sanna, né dall'onorevole Emanuele Sanna, così duramente attaccati sugli organi di stampa) ha scritto "Sui tavoli della Coldiretti non è arrivata una sola informativa scritta degli Assessorati regionali dell'agricoltura e della sanità che desse conto della gravissima crisi in atto; nessuno ha comunicato modalità di contagio e profilassi da adottare, né descritto in modo realistico e non emotivo la situazione che sembrava delineandosi sotto gli occhi degli allevatori". Ebbene, io credo che a queste cose vada data risposta.
Parlando con gli operatori, così come è capitato a tutti noi, nelle pubbliche assemblee che si sono tenute, è facilmente riscontrabile la frammentarietà e la contraddittorietà dei provvedimenti che venivano assunti. Esempio eclatante è l'atteggiamento assunto per lo smaltimento dei capi morti o abbattuti. Io ricordo la sottovalutazione del problema: ma si poteva davvero pensare di disseminare il territorio di centinaia e poi migliaia di fosse comuni, contravvenendo alle indicazioni dei decreti legislativi, alle norme europee, agli aspetti igienico - sanitari inerenti allo smaltimento dei capi morti o abbattuti?
Ebbene, riconoscete almeno da chi, per responsabilità rispetto a tale drammatica situazione, è arrivato il suggerimento per la soluzione di questo problema, che poi è stato recepito; io ricordo che, quando l'onorevole Giampiero Pinna sollevò questo problema, all'inizio vi fu un atteggiamento di estrema superficialità rispetto alla situazione, ma subito dopo si riconobbe invece la drammaticità del problema stesso. Ricordo, signor Presidente e colleghi tutti, ma soprattutto mi rivolgo alla Giunta regionale, che l'epidemia della blue tongue non è episodio, seppur drammatico, circoscrivibile ai confini delle aziende zootecniche. Io credo che sia una vera e propria emergenza di ordine pubblico, che potrebbe avere proporzioni drammatiche e ingovernabili se non si interviene in maniera decisa e concreta.
Io credo che questo non sia un episodio che si possa sottovalutare, così come si sono sottovalutati in alcune situazioni i provvedimenti inerenti alle catastrofi tipo le alluvioni, prendiamo ad esempio Assemini, noi speriamo che ad Assemini non risucceda la stessa cosa che è successa l'anno scorso, perché le persone che hanno perso gran parte dei loro beni e delle loro case in seguito a quell'evento, oggi si trovano ad aspettare ancora i rimborsi promessi, ma non solo, io credo che nessuna delle soluzioni adottate, nessuna delle risorse destinate, siano state spese per almeno arginare un evento di tale drammatica rilevanza, così come l'anno scorso è avvenuto, ed evitare la possibilità che si ripeta.
PRESIDENTE. Onorevole Pacifico, concluda.
PACIFICO (D.S.). Io credo che lo stesso atteggiamento non si debba avere, così come quando per venti giorni si è aspettato che una nave carica di carbone, destinata alla centrale ENEL del Sulcis affondasse alla prima mareggiata e al primo rafforzamento del maestrale. Sono segni gravi, e io credo che questa maggioranza e questa Giunta abbiano una forte responsabilità; i segnali che arrivano da questa opposizione, da questa minoranza, in questo Consiglio non possono essere considerati sempre strumentali ed esclusivamente strumentali.
Io mi rivolgo alla vostra attenzione nella speranza che i suggerimenti che arrivano da questa parte, nell'interesse generale, vengano accolti. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Ivana Dettori. Ne ha facoltà.
DETTORI IVANA (D.S.). Colleghe, colleghi, Presidente, sarò telegrafica perché i colleghi che mi hanno adesso preceduto, l'onorevole Alberto Sanna e l'onorevole Nazareno Pacifico, hanno detto cose che non solo io condivido, ma debbo dire l'intero nostro Gruppo condivide e sottoscrive.
Vorrei solo sottolineare una questione che mi preme molto e che io ed altri miei colleghi abbiamo potuto constatare in questi giorni durante un sopralluogo con la Commissione consiliare competente.
Prima però vorrei ricordare quanto il professor Pantaleoni (sicuramente tutti voi lo conoscete, anche perché è stato spesso citato in questa Aula ultimamente), docente della Sezione di entomologia del Dipartimento di protezione delle piante dell'Università di Sassari, ha detto: "La lotta a un insetto vettore non si fa sui giornali, né nelle assemblee o nelle aule consiliari. A volte questa mi sembra una vicenda incredibile, forse qualcuno dovrebbe fare un respiro profondo e fermarsi a pensare".
Naturalmente fermarsi a pensare, a mio parere, voleva significare riflettere un attimo serenamente e, prima di prendere decisioni, avere una capacità di effettuare scelte efficaci nei tempi dovuti, cioè immediatamente. Quando si è in situazioni di emergenza ci sono decisioni che vanno assunte subito dopo le quali si riflette ancora un po' per assumere poi le iniziative a più lungo termine. Bisogna dire che questo non è stato fatto.
Molto spesso questa Giunta e questa maggioranza tendono a far sì che il Consiglio non assuma alcun ruolo, come se una discussione franca in quest'Aula potesse danneggiare gli uni o gli altri. Io credo (non è il momento giusto per discutere di questo argomento, lo cito solamente) che tutti noi dobbiamo riflettere sul nostro ruolo di egislatori e sull'alto valore da attribuire a quest'Aula e ai nostri comportamenti, mami duole dire, e credo che tutta l'opinione pubblica possa notarlo, che i nostri comportamenti non sempre sono all'altezza delle funzioni che dobbiamo svolgere.
Stamane si è parlato tanto di fretta; l'onorevole Felicetto Contu, mi dispiace dirlo, interviene sempre per dire che bisogna agire in fretta, che è necessario che assumiamo decisioni, che dobbiamo legiferare. Anche oggi abbiamo finito per perdere più di tre ore, non ricordo precisamente quanto, per decidere il nulla, qualcuno direbbe "aria fritta"; come dire, si perde tempo sul serio perché si lo si vuole perdere, così come è accaduto stamani, per altri motivi, e siccome tutti noi abbiamo presente perché si è voluto perdere tempo, rispetto ad un consigliere della maggioranza, non voglio neanche dilungarmi a lungo, ma evidenziare che sappiamo tutti di cosa stiamo parlando, quindi non prendiamoci in giro.
Dicevo, si perde tempo come stamani, quando invece in realtà, come ha già detto poc'anzi il collega Velio Ortu, si poteva assumere la discussione sulla mozione come una discussione generale sul disegno di legge della Giunta, portarlo all'esame della Commissione competente, e iscriverlo all'ordine del giorno di venerdì per approvarlo. Queste erano proposte concrete e non sono state assunte da voi, perché? Perché provenivano dalla minoranza, e la minoranza, ormai per assunto, vuol far perdere tempo, non vuol far discutere, non vuol far prendere decisioni. Questi sarebbero stati fatti concreti, ma ciò naturalmente non è avvenuto.
Riprendo un punto importante della mozione, egregiamente illustrata stamane dal collega Emanuele Sanna, dove c'è scritto: "Nonostante il serrato e responsabile dibattito che, su richiesta dei Gruppi di opposizione, si è svolto in Consiglio regionale (riunito in seduta straordinaria in data 19 settembre), le indicazioni operative e istituzionali emerse nell'Assemblea sarda sono state" - quindi nell'Assemblea sarda, correttamente nell'Assemblea sarda, e non come in realtà è una discussione serrata dei Gruppi dell'opposizione - dicevamo "le indicazioni operative e istituzionali emerse nell'Assemblea sarda sono state sostanzialmente disattese dalla Giunta regionale e che, di conseguenza, l'epidemia di "lingua blu" sta dilagando senza controllo in tutto il territorio regionale col rischio sempre più concreto che crolli uno dei pilastri fondamentali del sistema produttivo della nostra Regione". A mio parere è questa la questione su cui era necessario dibattere, adesso voi siete in mora e dovete davvero, naturalmente, decidere subito.
Dopo tutto questo, il disegno di legge viene esitato dalla Giunta stessa l'11 ottobre 2000; quindi cosa dire della capacità, così detta, che noi facciamo perdere tempo e che nella passata legislatura non abbiamo affrontato problemi che non c'erano? Un Assessore della Giunta ha detto:"Non siamo maghi e quindi non avremmo potuto prevedere ciò che sarebbe successo!". Questo non l'ho detto io; pertanto, proviamo un pochino a ragionare e prendere decisioni che portino a soluzione in qualche modo i problemi che abbiamo davanti. Le categorie quali il tempo, la fretta, i fatti vengono utilizzati strumentalmente da voi per non discutere dei gravi problemi che abbiamo il dovere, tutti, maggioranza e minoranza, di risolvere.
Giungo finalmente alla questione che volevo portare alla vostra conoscenza. La settimana scorsa, la Commissione sanità si è recata in visita alla A.S.L. numero 3, quindi una parte della provincia di Nuoro, per controllarne e verificarne l'organizzazione e la funzionalità; tutti noi abbiamo potuto sentire i responsabili dei servizi veterinari nei dipartimenti di prevenzione. Gli operatori del settore - dico questo sapendo di non poter essere smentita, visto che erano presenti anche i colleghi della maggioranza - hanno tutti indistintamente lamentato l'assenza di direttive da parte della Giunta e l'incapacità di intervenire nella situazione data, in qualunque modo questa si dimostrasse, anche per la totale carenza di informazione. Leggendo dagli organi di stampa e ascoltando quanto i miei colleghi hanno detto poc'anzi, pare che questa lamentazione sia stata avanzata anche dalle categorie, io uso il termine "pare", anche se invece voi sapete che sicuramente così è, perché queste categorie non sono state sentite, nè sono state utilizzate le loro competenze nella lotta mirata a questa emergenza.
Un'ultima cosa in conclusione, se questa fantomatica unità di crisi, di cui nulla è dato sapere, esiste, si faccia sentire, batta un colpo, perché questo? Perché non si è mai sentito un comunicato da parte di questa unità di crisi, che invece sicuramente sarebbe risultato molto utile. Io chiedo che molto sommessamente, vista la gravità della situazione, questa Giunta e questa maggioranza riflettano su quanto è avvenuto, su quali dovrebbero essere i loro atti e i loro mancati comportamenti, dopo di che ne traggano la doverosa conclusione. Grazie.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.
FALCONI (D.S). Il fatto che quattro o cinque consiglieri regionali dello stesso Gruppo intervengano consecutivamente fa apparire o che solo quest'area politica o la Coalizione Autonomista hanno interesse a questo dibattito oppure che il dibattito è strumentale, ovvero addirittura forse nessuna delle due ipotesi.
La maggioranza ha scelto, ne prendiamo atto, di non partecipare a questo dibattito che noi riteniamo molto utile; utile per quest'Aula e per noi consiglieri regionali. E' stata denunciata da molti interventi una totale mancanza di informazione sull'unità di crisi, sull'entità di questo danno che affligge la Sardegna, ma soprattutto sulle direttive di governo che questa Giunta deve dare su questa catastrofe, sia pure dolorosa, informazioni che servono a noi in quest'Aula, ma soprattutto agli operatori che devono conoscere, è nei loro diritti, la direttrice di marcia per uscire da una situazione di emergenza.
A questa mancanza di dialogo con i nostri colleghi consiglieri, appartenenti all'attuale maggioranza, corrisponde un atteggiamento quanto mai strano della Giunta per quanto riguarda questo dibattito, quasi di fastidio, di reticenza, come di prepotenza, anche di gestualità non consona al luogo. A riprova di questo abbiamo assistito poco fa, mentre interveniva il collega Sanna, a cose davvero inconsuete non solo per un'Aula parlamentare, ma per una convivenza civile e quindi per un dibattito civile. Noi non riteniamo di dover dare questo taglio per affrontare i problemi; siamo per affrontarli in modo serio e così li deve affrontare quest'Aula anche dal punto di vista finanziario, purtroppo ritengo, e questa è una mia prima considerazione, che così non stia avvenendo.
Vorrei ricordare la disponibilità finanziaria relativa a questo settore: 50 miliardi assegnati con questo disegno di legge di cui stiamo trattando, stamani anche altri colleghi hanno ripreso questo aspetto; altri 50 miliardi attribuiti dal Governo; e, udite, udite, 400 miliardi di impegno di spesa nel Documento di programmazione economica e finanziaria. Per un totale pari a 500 miliardi, siamo vicini al ridicolo a parlare di queste cifre.
La situazione è drammaticamente in evoluzione; io penso che un modo più serio di gestione sarebbe avere la disponibilità a spendere via via che occorre, dotando i vari capitoli della necessaria provvista finanziaria, stando attenti a non trasformare tutto questo in un grande business, un grande affare non certo per i pastori ma per i tanti altri che dall'agricoltura "mungono", per stare nella terminologia adatta, e con la consapevolezza di dover affrontare un fenomeno nuovo che, ahinoi, può ripetersi. Anche questo è già stato detto, rischiamo tutti quanti a quest'ora di ripeterci, purtroppo noi stiamo scivolando verso la stessa condizione dei tropici con la siccità, e non solo, anche con le endemie.
Sorvolo sulle molte altre considerazioni che volevo fare nel mio intervento per soffermarmi su quella che ritengo centralee che riguarda il mercato. Il mercato che viene danneggiato da questa ulteriore endemia sarda, quel mercato che segue molto l'immagine positiva che una Regione riesce a darsi, e in questo momento la Sardegna è la Regione che ha aumentato maggiormente la sua capacità di esportazione, non solo nel meridione ma in tutta l'Italia. Questo risultato non scaturisce dal nulla, ma da una costruzione paziente di una strategia basata in questi anni dalla coniugazione dei diversi comparti legati al rispetto ambientale della nostra Isola, a partire quindi dal comparto agro-alimentare.
Questo valore aggiunto, che il mercato riconosce ai nostri prodotti, si è tradotto in questa inattesa crescita che è sotto gli occhi quasi attoniti anche delle altre Regioni, e che interessa anche altri comparti sempre marcatamente sardi quale quello dei lapidei. Bene, questi settori vengono danneggiati, viene danneggiata questa crescita, questo slancio che era proprio basato sulla qualità delle nostre esportazioni nel settore agroalimentare.
Noi contiamo molto in questo settore in Italia e nel Mediterraneo, anche se siamo abbastanza piccoli nel Mediterraneo, come entità di bestiame posseduto; per esempio rispetto alla Turchia che ha 42 milioni di capi ovini o al Marocco che ne ha 7 milioni, noi con 3 milioni e mezzo di capi ovini riusciamo a produrre tanto latte quanto tutti gli altri paesi del Mediterraneo messi insieme rappresentando così un gigante produttivo di latte e quindi di formaggi. Questa è la nostra grande specializzazione produttiva; noi la dobbiamo difendere a tutti i costi, però convinti che essa sia un patrimonio di tutta a Sardegna e non solo degli allevatori. Il fatto che l'agnello sardo spunti costi sicuramente maggiori rispetto agli agnelli argentini o agli agnelli rumeni, è una conquista della Sardegna; ma dobbiare stare attenti, perché un'oscillazione, fra qualche mese, di mille o duemila lire al chilo per un milione di agnelli che si macelleranno nel mese di dicembre, è una oscillazione che può valere venti miliardi e che è reddito per i nostri allevatori. Quindi, non solo con l'abbattimento dei capi infetti o non infetti (perché sono stati commessi anche questi errori), ma anche con un intervento tardivo, a volte ci si fermava ad aspettare gli eventi senza tenerli sotto controllo, senza impartire delle direttive di governo, o con un intervento sbagliato, si possono provocare danni anche ad altri settori collaterali.
Mi avvio alla conclusione. Ho già trattato, all'inizio del mio intervento, l'argomento "indennizzi"; sembra che, con le somme promesse nel Documento di programmazione economica e finanziaria e con la disponibilità reale finanziaria, abbiamo a disposizione una montagna di danari, stiamo attenti! Poi, in legge o sotto forma di decreti assessoriali o della Presidenza, noi diremo come vorremo spendere questi danari, ma stiamo attenti a non farlo diventare un business, e soprattutto stiamo attenti a difendere quel patrimonio descritto da tanti colleghi e da me per ultimo; quindi puntiamo al reimpianto produttivo delle nostre aziende, non consideriamole un patrimonio solo di chi in esse ci lavora.
Si sta parlando di erogare indennizzi per il bestiame, per la mancata produzione, e per tante altre cose, ma i danni che oggi non si riscontrano, non potranno essere riscontrabili. Ci sono danni incalcolabili non solo per quanto riguarda l'immagine della nostra Regione, ma anche la movimentazione del bestiame. Noi stiamo bloccando tutta la ricerca per il miglioramento della genetica del nostro bestiame; gli arieti che noi esportiamo valgono otto o dieci milioni in tutta l'Europa, oggi anche questo traffico è bloccato.. Senza parlare dei danni alle strutture lattiero-casearie che non sono quantificabili; c'è un'alterazione del mercato e in questi giorni, nei quali si stanno contrattando le quote-latte, proprio perché c'è una fibrillazione dannosa, gli allevatori non accettano neanche le caparre.
Quindi, concludendo, per far fronte a questa grande emergenza, che non è limitata solo al settore della zootecnia, ci vuole un progetto organico di governo per uscire dal provvisorio; dopo mesi di unità di crisi, si avvii finalmente un progetto che riconduca alla normalità questo comparto e tutto ciò che ruota attorno ad esso.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che questo dibattito si stia svolgendo a senso unico, soltanto i rappresentanti del centrosinistra stanno cercando di dialogare, di capire e di portare all'attenzione anche del centrodestra la situazione drammatica che stanno vivendo le nostre campagne. Io non credo che il centrodestra faccia bene ad estraniarsi da questo dibattito, come è dimostrato dal fatto che sinora si sono iscritti a parlare solamente gli esponenti dell'opposizione. Guardate, al di là delle critiche, al di là dell'atteggiamento molto severo che il centrosinistra mostra nei confronti di questa Giunta regionale, il dramma nelle campagne rimane, e rimarrà se non riusciremo, anche tutti assieme, a trovare delle soluzioni per una risposta seria. Stamattina, dopo la proposta di sospendere questo dibattito, avanzata dall'onorevole Contu, mi sono opposto con severità…
CONTU (C.C.D.). Non ho chiesto la sospensione.
FADDA (Popolari-P.S.). Era una specie di sospensione. Onorevole Contu, se vogliamo essere precisi, per Regolamento non si può tenere contemporaneamente la seduta del Consiglio e la seduta delle Commissioni, quindi sto dando dignità alla sua richiesta.
Dicevo che già nell'intervento che ho fatto stamattina ho cercato di dimostrare, in seguito alle dichiarazioni da lei stesso fatte in quest'Aula, signor Presidente della Giunta, che, il Governo regionale avrebbe fatto bene a ritirare questo disegno di legge, perché nessuno deve speculare sulle disgrazie altrui, né la maggioranza né l'opposizione. Questa Giunta regionale non può dichiarare pubblicamente di essere stata capace di risparmiare 45 miliardi, perchè quei 45 miliardi erano rappresentati dallo stanziamento previsto da una legge - voglio precisarlo - che è stata condivisa da tutti gli amministratori locali, discussa e votata da tutti noi, dopo un dibattito in quest'Aula, a favore di coloro che avevano subito danni per l'emergenza "alluvione". Non è giusto che la destinazione di quei 45 miliardi venga modificata senza che vi sia una riga nella relazione della Giunta regionale, e si manifesti soltanto perché si esaminano con attenzione i capitoli di bilancio; signor Presidente della Giunta, le avevamo dato pieni poteri e ora ci rivolgiamo a lei, che ha permesso questo, per ricordarle che anche in questi giorni quelle comunità, dal Sarrabus a Capoterra e a Uta, stavano vivendo lo stesso dramma per il terrore che l'alluvione potesse ripetersi.
Non solo, io ho presentato un'interrogazione alla Giunta regionale per chiedere come mai questi fondi sono stati tolti senza che sia stato presentato al Consiglio regionale lo status quo, cioè che cosa si è speso, che cosa si è fatto. Debbo dire che anche oggi, assessore Usai, tantissimi allevatori qui presenti hanno dichiarato di non aver ancora ricevuto, per quell'alluvione, i rimborsi. Assessore Usai, addirittura qualcuno di questi mi diceva: "Non vorremmo che i fondi stanziati per l'alluvione, che adesso ci togliete per dirottarli a favore dell'emergenza "lingua blu", l'anno venturo ci vengano tolti perché questa Giunta è brava a risparmiare.". Il disastro potrebbe ripetersi se noi non interveniamo, come hanno chiesto i sindaci, immediatamente nella prevenzione idrogeologica di quel territorio; il Presidente della Giunta e l'Assessore dei lavori pubblici hanno ricevuto delle lettere di protesta da parte delle associazioni interessate per quanto riguarda questo problema e purtroppo nulla è stato fatto.
Allora, io mi chiedo, signor Presidente della Giunta, se lalegge sull'alluvione, anche secondo dichiarazioni che io ho condiviso, ha dato dei frutti perché è stato tutto decentrato ai comuni, perché non si è adottato lo stesso sistema? Domani in Commissione affronteremo il problema, abbiamo chiesto la seduta pubblica anche per questo. Invece, si vuole di nuovo accentrare, visto che l'esperienza, come ha dichiarato il Presidente della Giunta regionale, è stata positiva nel distribuire non so quanto; anzi, io chiedo al Presidente della Giunta che riferisca al Consiglio regionale sullo stato di attuazione di quella legge, e l'assessore Masala dovrebbe dire perché si vuole stravolgere la legge numero 31, per quanto riguarda i distacchi che devono essere fatti.
Come dicevo all'inizio del mio intervento, come ha fatto la volta scorsa il centrodestra, possiamo anche dire che questa Giunta regionale ha operato bene; ma voi siete convinti, se in quest'Aula anche oggi noi termineremo con una decisione, che gli allevatori saranno soddisfatti? Guardate, i problemi che si stanno vivendo nelle campagne sono dovuti ad una disorganizzazione generale; assessore Oppi, lei può chiedere agli allevatori quante volte hanno chiamato, ma inutilmente, i veterinari per abbattere i capi, questi ultimi non avevano i medicinali per poterlo fare. Lo chieda, non è stata una volta, ma due, tre, quattro, cinque, dieci volte; inoltre dopo la morte di questi capi, siccome non sono stati abbattuti, si rischia (io sono convinto che ci sarà l'impegno di tutto il Consiglio regionale perché questo non accada) che per responsabilità della pubblica amministrazione non venga erogato il relativo rimborso.
Un altro problema che credo debba essere posto, di cui non troviamo cenno all'interno del provvedimento, riguarda per esempio, i caseifici: quali sono i provvedimenti che la Giunta regionale ha previsto per quei pastori che, con grande dedizione e con grande passione, hanno fatto di tutto per salvare il proprio gregge e i capi ammalati?Quest'anno essi si ritroveranno senza produzione perché le pecore hanno abortito e, a fronte di una mancata produzione di latte, loro devono comunque fronteggiare le spese anche quest'anno. E allora qualcuno inizia a dire che sarebbe stato meglio aver fatto perire o anche ammazzare le altre pecore e gli altri capi posseduti, visto che il rimborso è dovuto soltanto per i capi abbattuti.
Da parte di tutti gli allevatori c'è stata davvero una grande passione, una grande professionalità, nonostante la disperazione e - perché non dirlo? - nonostante la sfiducia totale nelle istituzioni; sfiducia totale dovuta alle dichiarazioni apparse un mese fa a titoli cubitali su "L'Unione Sarda" e mi sembra anche su "La Nuova", mi dispiace che non ci sia l'assessore Pittalis, nelle quali si annunciava che era pronto uno stanziamento di 50 miliardi, si fece anche una conferenza stampa, per poi scoprire che invece doveva essere presentato ancora il relativo disegno di legge.
In Aula l'assessore Pittalis aveva dichiarato che non c'era bisogno di provvedimenti legislativi perchè i fondi erano immediatamente disponibili con le leggi di settore; poi abbiamo scoperto, l'altro giorno, che invece era indispensabile la presentazione di un disegno di legge. Bene, si tratta di un disegno di legge che peggiora enormemente i provvedimenti già approvati da questo Consiglio regionale in fatto di snellezza. Con questo disegno di legge dovranno essere previsti finanziamenti, unità di crisi, e soprattutto un responsabile che veramente riesca a trovare una soluzione per abbattere questo dramma che ha colpito la nostra Isola. Insieme alle associazioni degli allevatori, e anche ai pastori, lavorando giorno e notte, da domani procederemo ad un dibattito per sollecitare la Giunta regionale, contrariamente a quanto si è sentito dire; è chiaro che a qualcuno poteva interessare che non si facesse questo dibattito, addirittura la Giunta Regionale non ci fornisce i dati, non sappiamo nulla, neanche telefonando agli uffici, e chi vi parla è un ex Assessore, tutta questa materia è top secret, per constatarlo basta chiedere al funzionario del Consiglio regionale se è riuscito ad ottenere almeno un dato.
Oggi molto probabilmente sarebbe bastato ...
OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. L'onorevole Pacifico è andato e li ha presi, l'ha detto lui!
FADDA (Popolari-P.S.). Per verificare le mie affermazioni, io credo che sia giusto chiedere al dirigente che si occupa della Commissione se è riuscito ad avere i dati per poterli trasmettere ai consiglieri regionali. Si parlava di 30.000 capi, di 40.000 capi, di 50.000, molto probabilmente siamo oltre i 100.000 capi, e allora, dando per scontato che questa Giunta regionale non toccherà una lira del finanziamento previsto dalla legge sull'alluvione, io credo all'Assessore della programmazione che stamattina ha dichiarato, finalmente, che la Regione è disponibile, per questo provvedimento, anche a contrarre un mutuo. Con ciò si sta affermando che questi fondi non sono sufficienti e che, molto probabilmente, dovremo separare il finanziamento 2000 da quello 2001. Il Governo nazionale, per iniziativa del centrosinistra, ha già stanziato 50 miliardi; io dico che sono insufficienti e che, insieme al centrodestra e ai parlamentari sardi, dobbiamo condurre una battaglia perché il Governo nazionale possa aumentare questi fondi, allo stesso tempo però noi dobbiamo prevedere, domani in Commissione, che gli stanziamenti siano disponibili subito. Per quanto riguarda la prevenzione, pur riconoscendo il nostro impegno, molti pastori e molti allevatori sono terrorizzati al pensiero di ricostituire il gregge, prima che la causa di questo dramma venga eliminata totalmente . Aspettano con ansia il prossimo provvedimento dato che purtroppo con quelli finora approvati non si è data risposta definitiva.
Si può discutere di tutto, si può anche accusare il centrosinistra di voler portare la Giunta regionale a discutere inutilmente di questo problema, come voi dite, però almeno vi abbiamo spinto a presentare un disegno di legge, che domani esamineremo, però certamente non ci si può accusare di non aver attenzione; ripeto, anche se noi cercassimo di difendervi, credeteci, saranno gli allevatori che, comunque, non vi difenderanno se continuerete con questo atteggiamento.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S). Signor Presidente, cari colleghi, anch'io, come i cinque colleghi del Gruppo e gli altri colleghi del centrosinistra che sono già intervenuti, sinceramente non capisco, dopo l'accordo trovato con i Capigruppo, perché non ci sia una partecipazione dei colleghi della maggioranza a questo dibattito relativo ad un problema così grave, soprattutto alla luce dell'impostazione raggiunta e dell'iter di lavoro concordato, secondo il quale alla mozione seguirà domani il lavoro delle Commissioni e venerdì la ripresa dell'esame del disegno di legge in Aula.
Stamani, illustrando la mozione, il collega Emanuele Sanna ha denunciato i ritardi, le leggerezze e il pressappochismo con i quali si è affrontato e si sta affrontando un vero dramma per l'economia sarda. Ha sollecitato risposte più puntuali e più efficaci, ha lanciato un allarme e ha chiamato ognuno di noi, singoli consiglieri, ad assumersi anche responsabilità personali; ha detto, ripeto, che in Sardegna si sente l'esigenza di avere le riforme. Il Consiglio regionale attuale può anche non affrontare questo grande tema, ma il prossimo Consiglio regionale, nella legislatura che verrà, potrebbe essere chiamato a recuperare questo ritardo; cosa che purtroppo non potrebbe verificarsi rispetto al problema qui oggi denunciato, perchè i ritardi, le nostre negligenze, il nostro pressappochismo, la leggerezza con i quali questo viene affrontato potrebbero determinare effetti drammatici e non recuperabili neanche nel futuro nei confronti di un settore determinante per la nostra economia.
Secondo me, attraverso una posizione illustrata dal collega Contu, si è riusciti, o perlomeno si è tentato, di introdurre un atteggiamento, che io reputo ingannevole, con il quale si riconosce che la mozione ha sollevato i problemi, ha posto i suoi interrogativi, ha lanciato un allarme, però lascia intendere che c'è un disegno di legge che già affrontaquei problemi, che già risponde a quegli interrogativi, che già ha in sé la risposta a quell'allarme lanciato dal centrosinistra, per cui evitiamo le chiacchiere, evitiamo le parole, evitiamo di dibattere (e lo state facendo), perché basta convocare la Commissione e approvare quel disegno di legge; cioè alle parole devono seguire i fatti.
Ebbene, questa è una posizione ingannevole, non veritiera, perché in quel disegno di legge non c'è nessuna risposta agli interrogativi, alle sollecitazioni, agli allarmi che vengono lanciati dalla mozione (il sottoscritto l'ha già visto); addirittura quel disegno di legge poteva non essere neppure discusso nelle Commissioni sanità e agricoltura perché esso è composto esclusivamente da due soli articoli che di per sé rappresentano una manovra finanziaria e cioè si recuperano risorse stanziate per i danni subiti in seguito ad una calamità per dirottarle verso quelli di un'altra. Questo è il contenuto del disegno di legge di cui si parla, il quale non dà alcuna risposta agli interrogativi e alle preoccupazioni manifestate nella mozione. Il disegno di legge è solo questo per cui, ripeto, poteva essere persino evitato il passaggio nelle Commissioni agricoltura e sanità.
Allora, anche se domani, in Commissione, dopo essere stati informati dall'Assessore (parlo dell'aspetto economico e quindi dell'agricoltura) circa le direttive che sembrerebbero essere state approvate e trasmesse all'Unione Europea per attuare l'articolo 23 della legge numero 8, sulla calamità, affrontassimo il problema del risarcimento dei danni patiti dalle singole aziende e dai singoli allevatori, rimarrebbe sempre l'aspetto relativo al danno subito dall'intera economia, per il quale non solo a noi, ma a tutti, appare non sia stata posta in essere una strategia.
A questo proposito vorrei ricordarvi che la calamità della peste suina africana, pur essendo stata subita da imprese singole, ha recato danni maggiori alle aziende industrializzate; infatti mentre le prime hanno avuto la possibilità di ricostituirsi il capitale attraverso l'indennizzo ricevuto per l'animale abbattuto, le altre - pur avendo salvato la propria azienda dalla calamità- - sono state coinvolte in una crisi di settore, perché non erano in grado di commercializzare e di valorizzare il loro patrimonio, trovandosi così realmente esposte al fallimento. Tutto questo è avvenuto perché i nostri allevamenti, quelli non colpiti dalla calamità, non sono stati posti nella possibilità di esportare il loro prodotto, come invece è avvenuto in altre Regioni più avanzate d'Italia, come l'Emilia Romagna, o in altre nazioni, come l'Olanda, e di conseguenza ne hanno subito la concorrenza.
Allora oggi manca prima di tutto qualsiasi informazione sulla strategia di intervento per quanto riguarda il danno subito dalla singola azienda, poi, per gli aspetti sanitari, e non intendo soffermarmi su di essi, i colleghi della Commissione sanità hanno denunciato, come l'ha appena fatto anche il collega Fadda, persino negligenze inaccettabili, come la presunta impossibilità da parte dei veterinari di abbattere gli animali, e ancora per quanto riguarda l'economia, e quindi l'agricoltura e l'allevamento, noi denunciamo la mancanza di una strategiaper la difesa del settore sul mercato. Non stiamo parlando di un settore marginale, limitato ad una nicchia di mercato, ma del settore più importante e strategico dell'economia sarda, che coinvolge maggiormente i cittadini sardi, che costituisce l'asse portante dell'economia; è un fatto veramente inaccettabile l'assenza assoluta di politica per salvaguardarlo, difenderlo e rafforzarlo in un momento di crisi come questo.
Constatando che, rispetto alle calamità, non si sta procedendo con una linea di indirizzo uniforme, vorrei ricordare che, nella passata legislatura, questo Consiglio approvò all'unanimità la legge numero 8, di cui io ero tra l'altro il relatore, all'interno della quale l'articolo 23 conteneva l'indicazione di una strategia per affrontare i danni subiti dalla produzione agricola derivanti da calamità, avversità atmosferiche, epizoozie e malattie vegetali, strategia che sarebbe dovuta essere sempre la stessa proprio per evitare che per ogni singola circostanza di volta in volta ci fosse bisogno di emanare una nuova legge; per cui appare inutile tutto quell'iter burocratico che stiamo seguendo oggi, che seguiremo domani, e ancora venerdì, che ha come unico risultato quello di decidere in ritardo il risarcimento dei danni Tutti sappiamo che l'Unione Europea consente di risarcire fino al 100 per cento il danno accertato e, proprio per evitare il ritardo suddetto, l'articolo 23 della citata legge numero 8 del 1998, poneva in capo alla Giunta, su proposta dell'Assessore dell'agricoltura, l'emanazione delle direttive di attuazione degli interventi relativamente ai singoli casi.
Purtroppo così non si è agito per l'alluvione, per la quale è stata predisposta una legge apposita, né per la siccità, in occasione della quale si è proceduto ad approvare una legge apposita, e allo stesso modo sembrerebbe volersi comportare in questo caso, uso il termine "sembrerebbe" perché ovviamente stiamo parlando solo di un disegno di legge. Quindi domani la Commissione prenderà in esame questo disegno di legge rinviando alle direttive previste dall'articolo 23 della legge numero 8 la definizione degli aiuti da erogare per risarcire i danni alla produzione, quindi per il mancato conseguimento di reddito, problema che fu affrontato, Assessore, nel 1998 anche per la tubercolosi bovina e risolto con l'articolo 20 sul quale si aprì un contenzioso con l'Unione Europea, che poi consentì di intervenire per indennizzare oltre che l'animale abbattuto anche mancato reddito.
Il risarcimento fu circoscritto soltanto a quattro aziende, ma comunque eravamo intervenuti ottenendo l'assenso dell'Unione Europea a quella norma. Oggi vengo a sapere, e questo mi dispiace, che la Giunta contemporaneamente al disegno di legge ha approvato anche le direttive e addirittura le avrebbe già trasmesse all'Unione Europea. Allora io mi chiedo, se domani la Commissione, modificando il disegno di legge, imponesse che le direttive, rispetto ad un problema così drammatico, così importante, che ha chiamato due volte il Consiglio Regionale ad un dibattito, venissero sottoposte al suo parere e anche l'Aula approvasse tale modifica, che cosa succederebbe? La norma non sarebbe comunque efficace in quanto queste direttive sono state già approvate e trasmesse all'Unione Europea.
Assessore, io non sono abituato a sollevare polemiche strumentali, ma a me pare che sarebbe bastata un po' di sensibilità nei confronti del Consiglio, della Commissione, ed anche nei confronti delle organizzazioni professionali agricole che si lamentano, come ha ricordato il collega Pacifico, nel trasmettere le direttive e, manifestando l'intendimento di applicare l'articolo 23 e di intervenire quindi sull'articolo 2 del disegno di legge, riguardante il mancato conseguimento del reddito da parte degli allevatori, domandare un parere o sollecitare un giudizio a noi e alle categorie interessate. Invece è da tre giorni che chiediamo di avere questa informazione, io ho attivato il segretario della Commissione già dalla settimana scorsa per sapere quali erano gli orientamenti, ad oggi non sono stati fatti conoscere, forse li conosceremo domani. Anche in questo caso, si dimostra, ripeto, un atteggiamento di poca sensibilità nei confronti della Commissione e del Consiglio; quindi concludo dicendo che quell'atteggiamento (che ho qui denunciato nell'avvio del mio intervento) di pressappochismo e di leggerezza, nei confronti di un problema così importante e così drammatico per un settore tantodeterminante per la nostra economia, non è accettabile.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (C.C.D.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, io credo che il dibattito sia sempre utile, però anche in un dibattito ci dev'essere un limite.
Io vorrei ricordare all'onorevole Alberto Sanna, ai colleghi dell'opposizione, della maggioranza e anche a me stesso, che questo Consiglio ha già dibattuto il problema, respingendo un ordine del giorno presentato dall'opposizione e approvandone uno presentato dalla maggioranza; per inciso dirò che avrei preferito un ordine del giorno unitario, ma questo è un altro discorso, sta di fatto però...
CUGINI (D.S.). Ci dica quello che è stato fatto!
CONTU (C.C.D.). Ci sto arrivando, mi lasci parlare, io non interrompo mai nessuno. Lasciate parlare anche me! Insomma, se qualche volta noi interrompiamo, sembra che qui debba cascare il mondo e veniamo tacciati di essere dei maleducati, mentre invece le vostre interruzioni sono considerate lecite; in quest'Assemblea c'è una dittatura dell'opposizione, non certo della maggioranza, e io sono stufo e stanco anche di questo.
Credo di dover ricordare che non esistono solo i diritti della minoranza ma anche quelli della maggioranza. Se invece di sollevare una polemica per la polemica, noi ci ricordassimo anche delle azioni che abbiamo già compiuto, ci renderemo conto che già nell'ordine del giorno, votato il 19 settembre, sono contenute le problematiche che vengono riaffacciate oggi nella mozione presentata dall'opposizione. Io capisco che l'opposizione tenti nuovamente, surrettiziamente a mio giudizio, di far approvare quello che è stato già respinto dall'Assemblea regionale, mi riferisco all'ordine del giorno prima detto. Dovrei persino dire che se, per caso e per azzardo, noi impazzissimo tutti e votassimo favorevolmente la mozione presentata dall'opposizione, la Giunta si troverebbe di fronte a questo problema: ottemperare alla decisione che quest'Assemblea ha preso il giorno 19 settembre o a quella che verrebbe assunta oggi o domani in base alla mozione?.
Non voglio fare polemiche, ma io pongo questo problema ritenendo che onestamente esiste. Prima ho apprezzato l'intervento di Marrocu, molto sereno, se vogliamo direi anche costruttivo, tra l'altro magnifico intervento da farsi durante la discussione dei progetti di legge, perché alcune osservazioni sono a mio giudizio esatte. Ma ho l'impressione che, al di là di alcuni interventi, qui ci sia stata un'atmosfera, se mi è consentito dirlo, di "dagli all'untore", mi sta ricordando l'atmosfera manzoniana, sembra quasi che questi poveri "unterelli" di Assessore della sanità e di Assessore dell'agricoltura siano andati in giro cercando di diffondere il morbo terribile di cui si tratta, per cui "Dagli all'untore! Dagli all'untore!". Devo dire che è facile indicare alle nostre popolazioni, ai nostri allevatori chi è l'untore: eccoli, sono qua!
Mi domando se è questa la maniera per affrontare i problemi. Io capisco che giustamente l'opposizione debba svolgere un suo ruolo, e che possa anche strumentalizzare alcune problematiche, rientra nel gioco normale della politica, non sono certamente io a strapparmi le vesti, ne ho visto tante nella mia, purtroppo, non breve esistenza, per cui non mi meraviglio, assolutamente, però bisogna pure che ci diamo una regolata.
Sono intervenuto stamattina e qualcuno, dandomi dell'abile, grazie per l'abile, non sapevo di esserlo, (Ortu, proprio tu hai detto così) ha detto che ho tentato di bloccare la discussione. Caro Ortu, io non ho tentato di bloccare nessuna discussione, mi preoccupavo solo che da quest'Aula uscisse qualche cosa di quanto più possibilmente unitario; mi rendo conto che gli strumenti che abbiamo in mano, oggi, sono soltanto due: la mozione, presentata dall'opposizione, e il disegno di legge presentato dalla Giunta. Io non ho chiesto alcuna sospensione della discussione, ahimè, ho chiesto soltanto, alla cortesia e alla sensibilità dell'Assemblea, che si consentisse, con una deroga, l'esame del problema da parte delle Commissioni, negli intervalli della discussione, posto che so benissimo che non si può lavorare in concomitanza a meno che non ci sia l'unanimità del consenso. Perché l'ho chiesto? Perché' a mio giudizio, camminando parallelamente, con grande probabilità, saremmo arrivati a non arroccarci sulle rispettive posizioni, voi sulla vostra mozione, noi sul nostro disegno di legge, ma probabilmente saremmo arrivati ad un ordine del giorno unitario.
Perché insisto molto sulla parola "unitario"? Perché tutti quanti stiamo parlando, dimenticandoci che questo problema non riguarda soltanto la Sardegna, ma è un problema nazionale ed europeo. Io non sono affatto contento che la "lingua blu" ci sia oggi anche in altre località, che non ricordo esattamente, in Sicilia o in Calabria, io non gioisco per le disgrazie altrui, ma capisco benissimo che questo problema non è più un problema soltanto sardo, è un problema nazionale, è un problema europeo; chi mi dice che dalla Sardegna non passi alla Corsica, che dalla Corsica non passi alla Provenza e che domani l'Europa si trovi a dover contrastare la diffusione di un morbo che può, in un certo senso, rovinare la sua economia?
Ecco perché io credo che su un argomento così difficile sia opportuno un minimo di incontro tra tutte le parti politiche; si tratta di tagliare qualcosa da una partee dall'altra, in quanto di perfetto non c'è nulla, è perfettibile il disegno di legge, ma è perfettibile anche la mozione da voi presentata. Io sono molto attento alle vostre affermazioni, l'onorevole Fadda ha detto una cosa che mi lascia un po' perplesso, perché francamente non piace molto neanche me, cioè egli ha dichiarato che abbiamo utilizzato fondi che erano già destinati all'alluvione; però io ne capisco la ratio.
Cari amici miei, ma perché prima di attaccare gli untori, non attaccate anche qualche untore che sta a Roma? Il "Ministro Pecoraro Scanio dei miei stivali" ha previsto uno stanziamento di soli 18 miliardi per l'alluvione in Sardegna, mentre per la Valle d'Aosta, per la Lombardia, e altre Regioni sono stati stanziati 1500 miliardi! Amici carissimi, vi rendete conto della differenza tra il trattamento che viene usato nei confronti del Sud Italia, verso questa povera Sardegna, e quello nei confronti delle altre Regioni più ricche?
Su questo punto sono intransigente e dico che noi dobbiamo riprendere il discorso anche sul capitolo "alluvione" perché non è giusto, ripeto, che soltanto la Sardegna sia trattata come la "domestica da strapazzo". Questo non è possibile! Vorrei dire ancora un'altra cosa sul Ministro Pecoraro Scanio. Voi dite: "Pecoraro Scanio è stato correttissimo, ci ha promesso che bla bla, bla bla, bla bla ...", ed è curioso come mentre le sue promesse sono prese come oro colato, lo stesso non accade per i nostri Assessori, "poveri untori". Se mi è consentito, vorrei avanzare anche io qualche dubbio sulle espressioni di Pecoraro Scanio, a parte il fatto che la competenza sul problema in discussione non è di Pecoraro, ma è del Ministro Veronesi, il quale, a mio giudizio, si comporterebbe molto bene se, invece che occuparsi dell'embrione, facesse in modo che quest'epidemia venisse studiata a fondo, affinché si possano stanziare i fondi e adoperare gli strumenti necessari per estirparla. Ma perché ci siamo dimenticati che se questo morbo è entrato in Sardegna, lo si deve al fatto che i nostri porti non sono salvaguardati? Esistono soltanto due o tre funzionari che hanno il compito di impedire che queste malattie entrino in Sardegna, e la colpa di chi è? A chi spetta la polizia sanitaria, alla Regione sarda o al Ministro Veronesi?
Io dico, cari amici, che qui non si tratta di ...
PRESIDENTE. Onorevole Contu, io cerco di scampanellare per richiamare la sua attenzione.
CONTU (C.C.D.), Concludo dicendo che il problema non è cercare di chi siano le colpe, se del Ministro Veronesi, del Ministro Pecoraro Scanio, dell'onorevole Oppi o dell'assessore Usai. Il nostro vero problema è quello di verificare se siamo capaci, anche questa volta, di affrontare una battaglia di così vaste dimensioni con un minimo di buona volontà ed uno spirito unitario, così almeno io spero diventi.
CUGINI (D.S.). Collega Contu, quel Ministro dell'agricoltura è un collaboratore stretto dell'assessore Usai.
OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Sì, ma da una settimana, però!
CUGINI (D.S.). Almeno Pecoraro Scanio dice pubblicamente quello che non hanno il coraggio di dire altri!
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.
PIRISI (D.S.). Signor Presidente, colleghe e colleghi, io credo che l'onorevole Contu abbia fatto bene a fare questa difesa d'ufficio, poiché è il Capogruppo del Gruppo che esprime i due Assessori, intorno ai quali oggi si sta discutendo. Comunque, onorevole Contu, questa sua difesa d'ufficio non è credibile; glielo dico, onorevole Contu, perché dalla discussione odierna sono emersi con chiarezza un grande imbarazzo e un forte scollamento di questa affastellata maggioranza che oggi governa la Sardegna. Questo è il dato che inconfutabilmente credo sia arrivato non solo davanti agli occhi degli allevatori qui presenti, ma soprattutto di tutti i cittadini della Sardegna, quindi non soltanto degli addetti ai lavori, ma di coloro che oggi hanno a cuore un problema che sta toccando, direi, quasi ogni famiglia della Sardegna.
Intorno a questo tema, io credo che non possano esserci, onorevole Contu, strumentalizzazioni da parte di chicchessia. Da parte nostra non ve ne sono, e nessuno oggi sta evocando qui un clima, un'atmosfera di tipo manzoniano del "dagli all'untore", credo invece che stiamo assistendo, o piuttosto stiamo evocando una situazione di tipo kafkiano, creando una Babele in modo tale da non far capire niente di quello che sta accadendo. Invece la verità è che chi governa ha delle responsabilità, e le ha perché le ha assunte davanti a questo parlamento e davanti a tutti i cittadini della Sardegna. Allora è giusto, è doveroso da parte nostra rilevare le inadempienze e i forti ritardi.
Ma in che modo potremmo noi giudicare il silenzio, che oggi sta veramente facendo rumore, dei Presidenti delle due Commissioni, agricoltura e sanità, che oggi non sono ancora intervenuti in questo dibattito? E' un fatto politico rilevante, caro onorevole Contu, e nessuno qui sta gridando "dagli agli untori". E che dire ancora del silenzio a cui sono stati costretti o ridotti... prego, signor Presidente della Giunta?
FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta. E' un silenzio assenso.
CUGINI (D.S.). Come quello di Marco Tunis, Granara e Liori. Bell'assenso!
PIRISI (D.S.). Sì, Presidente. Adesso vorrei continuare. Che dire poi del silenzio a cui sono stati costretti dei nostri colleghi che non sono dei guerrafondai dell'opposizione, ma sono componenti della maggioranza che sostiene questa Giunta: l'onorevole Marco Fabrizio Tunis, l'onorevole Granara, l'onorevole Liori, l'onorevole Pilo, l'onorevole Rassu. Stamattina si è arrivati al fatto, quasi grottesco, del ritiro della loro firma da un'interpellanza, in modo che non potesse essere discussa; io invece voglio riportare alla discussione qualcuno dei punti che loro hanno sollevato e che ritengo siano meritevoli di attenzione. L'interpellanza è depositata, onorevole Granara, io leggo le firme in essa apposte, sono state messe nero su bianco, quindi non può esserci neanche rischio di equivoco interpretativo.
Viene detto: "Rilevato che i primi focolai del terribile morbo sono insorti nella parte sud occidentale della Sardegna oramai dalla primavera inoltrata, e si sono diffusi in tutto il territorio isolano in zone assolutamente incontaminate, nonostante le tanto sbandierate costituzioni di unità di crisi e delle tanto decantate misure di salvaguardia adottate; osservato che le azioni di lotta assunte si sono appalesate fallimentari perché sbagliate nella pratica attuazione e quindi con amarezza bisogna riconoscere che la annunciata battaglia è come non fosse mai avvenuta" - non la voglio leggere tutta, ma sarebbe da farlo - ancora dice "non c'è stata la necessaria informazione per gli addetti ai lavori, né sono stati forniti messaggi sanitari per gli allevatori, oramai delusi, storditi ed amareggiati dalle tante manchevolezze". E poi si continua: "Rilevato inoltre che a tutt'oggi le autorità non hanno ancora determinato se ci sarà un risarcimento oltre che per gli ovini abbattuti anche per gli ovini morti per la malattia…" eccetera eccetera.
Evidentemente, onorevoli colleghi, le osservazioni che sono state sollevate dalla nostra interpellanza non erano degli elementi cervellotici di chi vuol compiere in qualche misura strumentalizzazioni intorno a temi così gravi, si trattava di dar voce ai tanti allevatori, ai tanti cittadini che sono preoccupatissimi per quanto sta accadendo. Credo che lo spirito dei colleghi della maggioranza, nel firmare questa interpellanza, fosse esattamente questo. Nessun intento di speculazione, ma volontà di conoscere sollevando anche le doverose osservazioni critiche.
Chi governa ha onori ed oneri. Gli onori non possono andare alla maggioranza e gli oneri poi essere ripartiti con l'opposizione. Questo è un fatto inaccettabile e sbagliato. A voi onori ed oneri, perché la responsabilità, per le parti che sono frutto di leggerezza, inadempienze e così via, ve la dovete assumere voi totalmente. Noi abbiamo sollevato il problema con una interpellanza, avevamo chiesto la convocazione urgente del Consiglio a suo tempo, onorevole Contu anche lei ha ricordato la data del 19 settembre, per dibattere e discutere di questo tema, sul quale all'inizio si è minimizzato, molta gente pensava che questo morbo non potesse arrivare nei loro appezzamenti e nelle loro greggi. Oggi purtroppo il male si è diffuso e si è esteso dappertutto, addirittura non credo che esistano parti della Sardegna che non siano state toccate. Ebbene, onorevole Presidente della Giunta, credo che non ci possiamo assolutamente abituare all'epidemia, ritengo che ad essa dobbiamo contrapporci con forza e penso che non possa essere accettato questo atteggiamento di ineluttabilità del male.
Se dovessimo in qualche misura mettere la macchina indietro e tornare a quando voi stavate all'opposizione, direi quasi che questa maggioranza porta un po' iella alla Sardegna, dal momento che abbiamo avuto siccità, alluvioni, naufragi ed oggi la blue tongue. Occorre, onorevole Contu, armare qualche mago sapiente perché ci tolga il malocchio, ma forse sarebbe più opportuno che ci togliesse questa maggioranza che oggi sta governando la Sardegna, sarebbe più salutare forse per tutti.
Però cerco di attenermi soltanto ad alcune brevissime considerazioni. E` stato detto stamattina dall'onorevole Pittalis, Assessore del bilancio, che l'agricoltura è considerata un settore strategico dalla Giunta, ma finora abbiamo avuto soltanto una mera declamazione di questo concetto, senza i conseguenti fatti concreti; va anche detto che nel Documento di programmazione economica e finanziaria il settore agricolo in modo particolare è considerato quasi come una cenerentola della Sardegna, e non un settore strategico e di fondamentale importanza. Questo è un dato inconfutabile, è agli atti. Quando si fanno enunciati di questo genere bisogna essere conseguenti. Io credo che sia, lo abbiamo detto, uno dei settori strategici della Sardegna, e quindi siamo molto preoccupati per quello che sta accadendo e chiediamo che vengano realizzati interventi corretti.
E` stato anche detto che qualcuno stava creando allarmismo. Ebbene io credo che almeno su piccole cose si crea davvero un allarmismo forte da parte dei cittadini, per esempio essi non sanno che fine faranno le colture biologiche, in quanto non sappiamo neppure come è stata oggi condotta la lotta con gli insetticidi che sono stati irrorati,e quali ripercussioni negative potrebbero esserci nei prodotti biologici in Sardegna. Abbiamo necessità di sapere qualcosa anche nel merito di questo aspetto. Introduco ancora una cosa che è di poca valenza, per esempio abbiamo letto sul giornale che le lumache e i funghi non possono essere raccolti, io credo che occorra dire una parola chiara ai cittadini che vanno a raccogliere funghi: se possono andare a raccoglierli e dove, oppure si emetta un'ordinanza di divieto. Io credo che anche su queste minutaglie ci sia stato veramente un grande pressappochismo ed è giusto che si diano risposte alle notizie che, quando appaiono sulla stampa, diventano incontrollate e incontrollabili. Badate, è una piccola cosa, però a qualcuno di voi o a tutti quanti sono state rivolte delle domande in tal senso.
Mi avvio alla conclusione, signor Presidente, ritornando brevissimamente su uno degli aspetti che è stato già sollevato, cioè l'eliminazione degli animali che sono morti o sono stati abbattuti. I loro corpi, se immessi nel ciclo biologico sardo, sono delle vere bombe ecologiche. Siccome ci sono state manchevolezze anche sotto questo profilo, come è stato evidenziato nella mozione presentata da noi e illustrata dall'onorevole Emanuele Sanna, credo che sia necessario capire dove sono queste fosse comuni, nelle quali sono state seppellite le bestie, per verificare se sono per caso vicino a qualche sorgente o a qualche falda freatica;è bene che si sappia per evitare di incorrere in mali che potrebbero essere ancora peggiori di quelli che oggi abbiamo di fronte.
Credo che anche la discussione sul vostro disegno di legge servirà a chiarire l'inadeguatezza della proposta che è stata avanzata, perché la si sta leggendo soltanto in chiave economica mentre credo che il settore abbia necessità, non solo di quelli, ma di ben altri interventi comunque.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Piana. Ne ha facoltà.
PIANA (P.P.S.-C.D.U. Sardi). Signor Presidente, onorevoli consiglieri, credo che sia giusto fare una riflessione a soli trenta giorni dalla precedente seduta del Consiglio regionale, nella quale si è dibattuto il problema sulla lingua blu. Il centrosinistra ha presentato una mozione che in alcuni aspetti può sembrare, anzi forse lo è, una strumentalizzazione politica su come si vuole affrontare l'argomento; argomento invece che merita maggiore attenzione, e anche maggiore rispetto da parte di alcuni consiglieri regionali e dell'intero Consiglio regionale. Quando io parlo di rispetto, voglio riferirmi al fatto che questo Consiglio regionale, esattamente il 19 settembre, ha approvato un ordine del giorno che, all'interno di alcuni punti, prevedeva degli impegni; io credo di dare atto alla Giunta regionale nella sua interezza, ma in particolare agli Assessori competenti, che quasi tutti i punti, per non dire tutti, sono stati rispettati.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI
(Segue PIANA.) Nello stesso ordine del giorno, votato qua in Consiglio regionale, si chiedevano addirittura misure urgenti per indennizzare gli allevatori colpiti dal virus. Ebbene, noi facciamo arrivare in Aula per l'approvazione un provvedimento di legge, e qui il centrosinistra, l'opposizione, nonostante in Commissione abbia attuato tutti quei comportamenti tendenti a rallentare l'iter e l'approvazione della stessa legge, forse perché l'Aula ha una platea molto più vasta, si comporta esattamente al contrario. In Commissione ha frenato, ha chiesto aggiornamenti delle sedute ad un giorno, a due giorni, alla settimana successiva, qui in Aula invece vuole l'urgenza immediata.
Insomma, mettiamoci d'accordo, io credo che su questo argomento sia necessaria coerenza, ecco perché affermo che invece si stia strumentalizzando veramente ai fini politici di chi è opposizione, un'opposizione che veramente non produce assolutamente niente, sino ad oggi in tutti i discorsi che sono stati affrontati e in tutti gli interventi svolti non c'è stata una sola vera proposta. Solamente critiche, solamente accuse. Io devo dire che forse non state seguendo esattamente le azioni intraprese dalla Giunta.
SANNA EMANUELE (D.S.).Forse non hai letto la mozione.
PIANA (P.P.S.-C.D.U. Sardi). Sicuramente è lei che non conosce il comportamento dei suoi colleghi nelle Commissioni .
Certo, gli allevatori stanno vivendo un dramma e stanno aspettando i soldi degli indennizzi, quegli indennizzi che il Governo nazionale e il vostro Ministro a Roma dovrebbero erogare entro 60 giorni dall'abbattimento dei capi, così come prevede la legge nazionale numero 218. Il che non avviene e la Regione sta facendo di più, si sta addirittura sostituendo in questo caso al Ministro, anticipando venticinque miliardi, mentre si dice che la Giunta regionale non sta facendo niente. Ma dov'è il Ministro? Dov'è il Governo nazionale in questo momento così difficile per la Sardegna? Altro che fare viaggi e pubblicare proclami sui giornali, non è così! Noi vi chiediamo di approvare un provvedimento di legge, di dargli un canale preferenziale, di superare tutti gli ostacoli burocratici e regolamentari che ci sono in questo Consiglio regionale; mi auguro che domani riusciate a dare la vostra collaborazione su questo, cosa che in Commissione agricoltura c'è stato solamente ieri sera.
Ed allora vi chiedo: dov'è la collaborazione che voi volete offrire? Certo che c'è la disperazione degli allevatori, di chi vede andar perduto un patrimonio raggiunto dopo tanti anni di lavoro, ed è facile alimentare polemiche, organizzare assemblee e sparare addosso a chi ha responsabilità; è troppo facile questo. Certamente l'opposizione deve incalzare, ma non deve arrivare a queste strumentalizzazioni che, secondo me, si ripercuotono su chi le alimenta.
Bisogna veramente stare attenti a come si diffondono le notizie, non c'è un'informativa, ho sentito dire che le disinfestazioni non sono state attuate, e addirittura che possono essere compromessi sia i prodotti come il latte che gli agnelli e quant'altro. Le A.S.L. e l'Assessorato della Sanità non hanno autorizzato assolutamente l'utilizzo di insetticidi, ma esclusivamente di piretroidi, cioè la deltametrina, che è in libera vendita, e per la quale non c'è bisogno né di patentino, né di concessioni, perché chiunque può distribuirlo e disinfestare. Allora, dov'è il pericolo? Quali insetticidi si cerca di far credere che si stanno utilizzando?Assolutamente non è vero!
Si dice poi che la Giunta non ha coinvolto le associazioni di categoria; invece a me dagli atti, e mi si smentisca su questo e gli Assessori lo dicano, risulta che nell'unità di crisi, che sta lavorando, ci sono i migliori esperti internazionali, europei, nazionali, regionali e gli appartenenti di tutte le associazioni di categoria, da quelle agricole a quelle regionali allevatori. Ed allora dov'è il mancato coinvolgimento? Il coinvolgimento c'è tutto, anche dei veterinari. Invece anche su questo grandi accuse, ma basate su che cosa, su quali dati? Noi vogliamo fornire i dati, e vogliamo che siano confermati poi dall'Assessore. Da chi è composto il comitato di crisi? Da tutte le associazioni di categoria e da quanti sono interessati. Allora perché mi venite a dire che non abbiamo coinvolto le associazioni di categoria?. Purtroppo abbiamo avuto notizia che questa malattia addirittura sta diventando europea, che si sta diffondendo a livello nazionale, con il coinvolgimento della Calabria, della Sicilia ed anche di altre isole del Mediterraneo. Sicuramente siamo di fronte ad una malattia della quale non tutti gli aspetti si conoscono, ecco il dramma!
Ed allora di che cosa si accusa questa maggioranza? Anche nell'ultimo DPEF, che questo Consiglio regionale ha approvato, è stata inserita una direttiva per la Giunta; io credo che tutti gli atti messi in atto sino ad oggi dalla Giunta, con uno sforzo notevole, possono essere considerati i più possibili, i più idonei. Certamente una malattia così particolare, oserei dire sconosciuta, ha certamente anche delle parti in ombra.
Sono state avanzate tutte le sollecitazioni possibili, sono state poste interrogazioni da parte di parlamentari della Sardegna al Governo nazionale, io ho anche letto una risposta nella quale il Ministro della Sanità affermava in Parlamento che le azioni attuate dalla Regione Sardegna sono state tutte quelle necessarie, utili e consigliate dallo stesso Ministero della Sanità e dalla Commissione Europea, dovete sapere che alcune di esse sono anche controllate e autorizzate dalla Commissione Europea.
Colleghi consiglieri, non bisogna strumentalizzare il dramma di fronte al quale ci troviamo; oggi lo si sta facendo, ed allora noi chiediamo al Consiglio regionale nella sua interezza ma soprattutto alla minoranza, all'opposizione, che oggi ha proferito tante parole, ma presentato poche proposte, di approvare, domani in Commissione, e dopodomani in Aula, quel disegno di legge che permetterà di dare risposte concrete a chi in campagna sta aspettando gli equi indennizzi.
E' ciò che veramente questa maggioranza e noi chiediamo a tutti quanti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cassano. Ne ha facoltà.
CASSANO (Patto Segni-Rif. Sardi). Brevemente, signor Presidente, vorrei parlare come Capogruppo dei Riformatori, visto che sono delegato a farlo, in caso contrario non parlo.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto).Vorrei sapere se sono ancora aperte le iscrizioni perché, quando sono andato a vedere l'elenco, mi hanno detto che erano chiuse.
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, se vuole parlare, le do la parola.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Non è questo il punto! Non può essere un momento sì ed un momento no.
PRESIDENTE. Ma infatti non è così, tant'è che, ad esempio, l'onorevole Demuru si è iscritto da poco, eppure gli daremo la parola.
CASSANO (Patto Segni-Rif. Sardi). Dalle ore 10 in punto sono presente in quest'Aula, ho ascoltato attentamente e con pazienza tutti gli interventi, mi pare doveroso che anche gli altri colleghi si comportino allo stesso modo nei nostri e nei miei confronti, soprattutto l'amico Giacomo Sanna, visto che siamo anche ambedue sassaresi.
Signor Presidente, colleghe e colleghi, desidero prendere la parola brevemente per riaffermare e sottolineare che, come Gruppo consiliare, condividiamo pienamente la strategia e le azioni finora intraprese dalla Giunta regionale per il controllo dell'epidemia di lingua blu.
In particolare condividiamo l'operato degli Assessori regionali della sanità e dell'agricoltura i quali oggi sono ingiustamente oggetto di violenti e pretestuosi attacchi da parte dell'opposizione. Non è la prima volta, cari colleghi, che l'opposizione sfrutta gravi situazioni di emergenza - lo abbiamo visto con le alluvioni e la siccità - che sicuramente non scaturiscono da colpe dell'attuale Giunta, per alimentare solo ed esclusivamente sterili ed inutili polemiche, che non fanno altro che dilatare i tempi e quindi allontanare le prospettive di soluzioni reali per il problema della lingua blu.
Tutto ciò denota una chiara e palese insofferenza, cari colleghi della opposizione, soprattutto da parte di chi ha rivestito in passato cariche importanti, come quella dell'Assessorato della sanità. Insofferenze politiche del centrosinistra sardo per la perdita del potere gestito per decenni, mentre, a mio parere, bisognerebbe concentrarsi sulla realtà dei fatti e sulla improcrastinabile necessità di arrivare nel più breve tempo possibile ad una soluzione immediata delle emergenze. Questo oggi ci chiedono gli allevatori presenti che, dai banchi del pubblico, ci osservano, stasera molto meno numerosi di questa mattina, perché evidentemente si sono stancati, si sono stufati degli inutili discorsi che noi solitamente facciamo. Sicuramente l'urgenza di chi ha visto sopprimere decine di capi di bestiame, e quindi scomparire il frutto di anni di sacrifici e di lavoro, è trovare una soluzione e non assistere a sterili polemiche, soprattutto politiche e per niente utili all'aspetto più pratico e impellente del problema. Migliaia di famiglie sarde vedono oggi sfumare le proprie prospettive economiche e occupazionali. Pertanto, nell'attendere gli sviluppi dell'epidemia (che dovrebbe a breve tempo avere un andamento favorevole al suo contenimento, in quanto - almeno gli esperti dicono - l'abbassamento della temperatura probabilmente eviterà un'ulteriore diffusione dei focolai) chiediamo quale strategia si voglia intraprendere nell'immediato futuro per fare in modo che, con il ritorno della bella stagione, non si riproponga l'attuale situazione.
L'unità di crisi istituita dall'Assessorato ha dimostrato di lavorare con grande efficienza; in particolare i dirigenti responsabili e il personale dei servizi veterinari di sanità delle A.S.L., a nostro modesto parere, hannolavorato e si sono impegnati come ci si aspettava. Infatti ci risulta che in breve tempo sono stati individuati i focolai, sono stati abbattuti gli animali infetti e comunicati i dati relativi alla malattia. E' notizia recente, inoltre, che un focolaio di lingua blu è stato individuato in provincia di Palermo ed anche in altre regioni del Mediterraneo.
Signor Presidente, cari amici, questo non è un problema solo sardo, probabilmente riguarderà anche l'Europa; quindi non sbaglieremmo se eventualmente dovessimo coinvolgere Bruxelles per questo problema così importante, così delicato che interessa la sopravvivenza degli stessi allevatori della nostra Isola. Per questo suggeriamo che l'unità di crisi venga integrata da tecnici provenienti dalle varie facoltà di veterinaria e agraria italiane e soprattutto straniere.
Ci chiediamo anche se in futuro dovremo ricorrere ad una prevenzione tramite la vaccinazione di tutti gli ovini, o se invece dovremo continuare a combattere l'insetto vettore con tutte le perplessità che è legittimo avere sull'efficacia di questo tipo di lotta e sui danni all'ambiente che essa a lungo andare potrebbe portare come conseguenza.
Concludo riaffermando la necessità che sia le Commissioni, sia quest'Aula, procedano, senza altri ritardi, senza perdere neppure un'ora di tempo, ad approvare la legge che in parte servirà ad alleviare i disagi, i danni e soprattutto le sofferenze degli allevatori e dei nostri conterranei sardi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Bruno Dettori. Ne ha facoltà.
DETTORI BRUNO (I DEMOCRATICI). Signor Presidente, colleghi e colleghe, in un'Aula ormai - credo - già provata dalla stanchezza, voglio comunque riferire l'atteggiamento dei Democratici in merito a questo problema. Credo che nel dibattito sia stato detto tutto, e forse anche di più. E' rimasto l'assessore Usai a presidiare i banchi della Giunta, mi auguro che abbia la compiacenza, se resiste per questi ultimi interventi, di arrivare fino in fondo, anche perché, per quanto ci riguarda, l'argomento oggi all'ordine del giorno assume una grande rilevanza. Ci sembra, infatti, di cogliere che questa Assemblea stia maturando una nuova consapevolezza, consapevolezza che sta producendo una netta inversione di tendenza verso l'agricoltura in generale. Mi sembra e ci sembra di notare un'attenzione. Finalmente si sta comprendendo il reale valore strategico di questo comparto e quanto sia per tutti noi decisivo far recuperare al mondo agricolo la dignità che esso merita.
Assessore, da quest'Aula deve levarsi alto e unitario, se è possibile, l'impegno per garantire, a chi presidia la nostra storia, le nostre campagne, a coloro che possono dare, fra i più sicuri imprenditori, futuro alla Sardegna, orgoglio a tutti noi di essere sardi, gli strumenti europei per misurarsi con la cosiddetta globalizzazione. Al contrario, non solo non abbiamo assicurato adeguate infrastrutture al mondo agricolo (acqua, energia, viabilità), ma abbiamo abbassato la guardia sulle più elementari norme di prevenzione igienico-sanitarie, con la conseguenza che a subire l'insieme di queste inadempienze di volta in volta siano i più deboli, gli stessi che da sempre hanno pagato, pagato caro di persona, e cioè i nostri agricoltori.
Bene, affrontiamo pure questa emergenza, ristoriamo chi ha subito i danni, ma non fermiamoci. Non ci possiamo fermare a questo adempimento. Non possiamo accontentarci: se la malattia non viene eradicata, l'immagine dei nostri prodotti, la stessa nostra immagine non potrà essere più la stessa. Questa Assemblea, maggioranza ed opposizione, dovrà licenziare questa partita con un impegno più alto, che restituisca fiducia a coloro che operano nel mondo rurale, e dia dignità a chi opera in particolare nell'agricoltura. Attenzione, però, in questa fase il clientelismo può essere il vero virus che può far fallire questa iniziativa.
Signor Presidente, mi riferisco al Presidente della Giunta, anche se assente, spero che ascolti, portiamo al tavolo verde regionale e nazionale un piano organico moderno di sviluppo dell'agricoltura, di rilancio dell'agricoltura; utilizziamo bene le risorse che ci derivano dall'essere collocati nell'Obiettivo 1, solo così tutto il mondo agricolo potrà recuperare i ritardi strutturali, i ritardi della formazione, i ritardi di competitività e potrà riscoprire l'orgoglio della sua tradizione.
Nel mio intervento, io ho voluto spostare il tiro sull'argomento più incalzante che ci riguarda; spero che tutti comprendano che il momento su questo versante è maturo per andare a rimboccarsi le maniche in Commissione, per licenziare il provvedimento e per dare a questa mozione una definizione speriamo unitaria.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.-Sardegna). Io conosco l'onorevole Oppi da molti anni…
SANNA EMANUELE (D.S.). Noi da anche di più!
PILI (F.I.-Sardegna). Probabilmente lei anche di più perché lo ha conosciuto all'università, siete stati compagni di banco, credo. E proprio lei, onorevole Sanna, in queste ultime ore mi faceva notare come l'onorevole Oppi fosse un po' teso e preoccupato. Devo dirle, onorevole Sanna, che io, che lo conosco meno di lei, mi sono reso conto che non solo è teso e preoccupato, ma credo che sia anche spaventato. Spaventato così come credo sia spaventato l'onorevole - futuro probabilmente - Usai.
Sono preoccupati della irresponsabilità. Io sono convinto che loro abbiano commesso un grave errore, lo dico qui, lo dico al Presidente della Giunta, cioè aver troppo facilmente assunto in capo alla Regione una situazione, talmente grave, per la quale la Regione aveva veramente pochissime responsabilità. Hanno voluto anticipare tutto e tutti i provvedimenti. Hanno scelto questa strada che è difficile per chi amministra, perché credo che questa Giunta regionale e questa maggioranza avrebbe potuto già dal primo giorno, dal 24 agosto, aprire con lo Stato, col Governo nazionale uno scontro frontale; sarebbe stata la maggioranza barricadiera, la maggioranza che protesta, la maggioranza che rivendica.
L'onorevole Oppi e il collega di Giunta, Usai, con l'intera Giunta e l'intera maggioranza, hanno scelto di non aspettare, hanno scelto di operare, hanno scelto di intervenire. Io non so se hanno scelto di operare nel modo migliore o in un modo perfettibile, certamente non avevano elementi di riferimento, né in Italia, né all'estero. Allora chi si permette di giudicare l'operato di questi esponenti della Giunta, ma credo della maggioranza tutta, deve assumersi anche la responsabilità di quello che sostiene. Responsabilità, consentitemelo, che non si evince dalle dichiarazioni che il Ministro dell'Agricoltura rilascia ad un quotidiano, sul quale tutto si potrà dire, ma non che è schierato con questa maggioranza, e che riporta fedelmente anche i respiri dell'onorevole Pecoraro Scanio, nella quale intervista il Ministro dice: "Beh, sì, è un'emergenza, cercheremo i soldi nel Fondo di solidarietà nazionale, ma la materia non mi compete". Quando un Ministro di Stato, responsabile dell'agricoltura, dichiara al quotidiano "La Nuova", lunedì 11 settembre, che la competenza non è la sua, allora, colleghi del Consiglio, colleghi della minoranza e dell'opposizione, hanno ben donde Usai e Oppi di essere preoccupati e tesi. A questo riguardo hanno proposto un provvedimento di legge all'attenzione del Consiglio, e qui non ci sono strategie politiche.
Questa mattina, prima il collega Contu e poi io abbiamo detto con estrema chiarezza che bisognava bloccare questa discussione, per dare all'esterno un'immagine diversa di questo Consiglio regionale; non un Consiglio regionale che perde un'intera giornata per affrontare un tema venti giorni fa già discusso da tutti con dettagli tecnici probabilmente eccessivi per l'Assemblea legislativa sarda e che forse invece meritava oggi di giungere ad un provvedimento finale.
Abbiamo chiesto di poter arrivare a questo risultato o in caso contrario di invertire il percorso e di sentire subito gli Assessori sull'evolversi della situazione in questi venti giorni, probabilmente avremmo così potuto dare le risposte a quei vostri dieci punti. Mi fermo a dieci perché avete messo per ultimo quello più importante: predisporre e concordare col Governo italiano un piano organico di interventi dello Stato per l'eradicazione del virus. Lo avete messo al decimo punto e politicamente avete ragione, perché c'è una responsabilità politica, quella sì che è grave, gravissima, colleghi del Consiglio, di questa minoranza, che è minoranza in Sardegna ma è maggioranza nel Governo di Roma.
COGODI (R.C.). Non tutti!
PILI (F.I.-Sardegna). Non tutti, onorevole Cogodi, perché vedo che lei apre le porte per sfuggire dalle responsabilità del Governo, e così dice che la materia non gli compete.
Colleghi del Consiglio, farò un breve excursus di questi punti. Al primo punto si dice di impegnare la Giunta regionale nell'individuazione dei dati. E' stato già detto venti giorni fa che esiste un'unità di crisi che quotidianamente, rispetto ai dati delle U.S.L, analizza e riferisce il numero e l'ubicazione degli allevamenti interessati. Ma vi pare che una Giunta regionale non possa avere già questi dati?
SANNA ALBERTO (D.S.). Non li ha, o perlomeno non ce li ha dati.
PILI (F.I.-Sardegna). Onorevoli colleghi, già fatto! Si dice di assicurare mezzi e supporti tecnici e finanziari adeguati alle A.S.L. e ai comuni; anche questo in parte è stato già fatto e in parte è già previsto nel provvedimento all'attenzione del Consiglio. Si dice di andare a condurre un'indagine clinica e sierologica; già avviata. A promuovere un robusto progetto di ricerca e di sperimentazione; è stato già fatto. Ma se lo sapevate perché avete presentato la mozione, colleghi della minoranza?
PRESIDENTE. Colleghi per cortesia, facciamo finire l'onorevole Pili.
PILI (F.I.-Sardegna). Se mi fate concludere l'esame dei punti, vi accorgerete che avete scritto anche altre cose inutili.
A potenziare immediatamente il servizio veterinario dell'Assessorato, l'avete detto voi! Vedete i vostri volti che sorridono e che in maniera di scherno ribattono alle mie affermazioni, dimostrano con quale poca serietà si voglia affrontare questo tema e credo che sia assolutamente inutile...
SANNA EMANUELE (D.S.). Sei il primo che sta facendo un intervento di merito, ti chiediamo scusa!
PRESIDENTE. Colleghi per favore, onorevole Sanna, vi chiedo per cortesia di far finire l'onorevole Pili.
PILI (F.I.-Sardegna). Ad attivare e rendere immediatamente operative tutte le misure di pronto indennizzo per gli allevatori; questo non è stato fatto perché non c'è stato consentito...
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Onorevole Sanna Alberto. Colleghi, chiedo scusa, l'onorevole Pili non ha mai interrotto nessuno, vi prego di lasciargli fare il suo intervento.
PILI (F.I.-Sardegna). Dicevo che la previsione delle misure di pronto indennizzo è contenuta nel disegno di legge, nel quale è contenuta anche una cosa molto più importante, e io credo che politicamente, a nessuno di noi possa sfuggire, cioè che la somma stanziata è destinata ad anticipare quella delle assegnazioni statali.
Tutti coloro che oggi sono intervenuti hanno limitato al massimo gli interventi per una scelta della maggioranza, per dare possibilità di essere celeri in quest'Aula, almeno una volta tanto, rispetto ai ritardi accumulati qualche volta anche per responsabilità della maggioranza, di fronte ad un'emergenza che non è più soltanto un'emergenza della Sardegna. E' di queste ore, di pochi minuti fa, l'ultima agenzia in cui si dice che la malattia della lingua blu, nella provincia di Reggio Calabria, ha indotto il Ministero della sanità ad estendere il provvedimento cautelativo per la Regione Sicilia e per la Regione Calabria. E' stato attivato un dipartimento che verrà convocato, anche qui mi permetterei di sottolineare la scarsa tempestività della convocazione, il 26 ottobre.
Un dato è certo, e concludo, qualcuno di voi nei vostri interventi ha affermato di aver incontrato il Ministro dell'agricoltura. Io sono onorato di avere dei colleghi che hanno avuto questo piacere e questo privilegio, certamente la cosa che più mi preoccupa è che da una parte sollecitate l'Assessore dell'agricoltura e l'Assessore della sanità a incontrare il Ministro dell'Agricoltura, dall'altra lui dice di non essere competente; ci sono le lettere di richiesta d'incontro datate 8 settembre 2000.
E` evidente che la politica molto spesso si confonde con le istituzioni e che i partiti, molto spesso, si dimenticano che, al di sopra di tutto, ci sono gli interessi di tanti allevatori che oggi avrebbero meritato un Consiglio regionale che decidesse di sospendere la discussione su questa mozione per esaminare finalmente un provvedimento, questo sì, serio e dettagliato, che prevede le risorse necessarie per affrontare il problema.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Demuru. Ne ha facoltà.
DEMURU (D.S.). Signor Presidente, colleghi, è evidente che la lunga discussione ci ha portato a essere insofferenti, io penso e mi auguro, per stanchezza. Anche all'annuncio del mio intervento c'è stato qualcuno che ha manifestato insofferenza. Sarò molto breve, anzi sarei stato molto più breve, se non fosse riemersa questo pomeriggio in alcuni tratti la polemica pretestuosa di stamattina.
Vengo al dunque: in Commissione, io ho condiviso la proposta dell'onorevole Ortu per ciò che concerneva il dibattito di stamattina;, in pratica si proponeva che il dibattito sulla mozione - per cortesia, se mi ascoltate è meglio, per me e per voi - fosse un inizio di discussione generale del disegno di legge numero 114, richiamato tante volte da chi è intervenuto della maggioranza, per affermare e dichiarare l'urgenza della sua approvazione. Se noi stamattina, invece di perderci in obiezioni procedurali, avessimo iniziato il discorso e parlato del morbo della lingua blu, sia la minoranza che la maggioranza e soprattutto la Giunta, probabilmente domani mattina la Commissione sarebbe stata più celere nel discutere ed esitare il provvedimento. Il dibattito di oggi non ha contribuito per niente a perfezionare o a ipotizzare miglioramenti per quella legge.
Mi dispiace che l'onorevole Piana (non so se sia ancora in Aula, vedo che ci sei) abbia duramente criticato i membri della Commissione agricoltura e in particolare, se ho capito bene, quelli dell'opposizione, i quali strumentalmente avrebbero impedito di discutere ieri. Devo dire che io personalmente sono uno fra quelli molto assidui sia in tutte le sedute delle Commissioni che in tutte le sedute del Consiglio. Capisco che politicamente ci sono momenti di polemica, però non va bene emettere un giudizio senza richiamare le motivazioni poste alla base di alcune osservazioni fatte. E così chiudiamo questa piccola polemica.
A parte la proposta dell'onorevole Ortu, la mia esigenza, che ieri ho ripetutamente posto in Commissione e fuori, era di approvare una legge seria che non avesse la possibilità di avere dei rilievi da parte dell'Unione Europea. Se oggi avessimo discusso della mozione, nel senso che indicavo prima, probabilmente mi sarei chiarito i dubbi che io ho, se gli altri li hanno o non li hanno non lo so, e domani avrei potuto lavorare molto meglio. Perché dico questo? Perché l'articolo 2 del provvedimento di legge numero 114, adesso entro un po' nel merito di esso, prevede la concessione di aiuti agli allevatori. Quali aiuti? Ecco il mio dubbio. Esso nasce dalla lettura degli orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato nel settore agricolo, possiamo anche riassumerne il contenuto dicendo che gli aiuti agli agricoltori a titolo di indennizzo - vorrei che la Giunta mi ascoltasse, perché è una domanda che io faccio - per le perdite causate da epizoozie e da fitopatie, possono essere autorizzati unicamente nell'ambito di un idoneo programma di prevenzione, controllo ed eradicazione della malattia in questione, realizzato a livello comunitario, nazionale o regionale.
Sembrerebbero quindi aiuti intesi semplicemente a compensare gli agricoltori delle perdite subite, senza prevedere alcuna iniziativa per risolvere il problema alla fonte, perciò vanno considerati meri aiuti al funzionamento, dunque incompatibili con il mercato comune. Stante che anche sulla stampa, purtroppo, ci sono stati dei pronunciamenti, forse anche di membri del Comitato di crisi, forse, non so, ma qualcuno mi ha detto che è così, in cui si criticavano alcuni interventi, non tutti evidentemente, ne consegue che il mio dubbio evidentemente era fondato. Formulo un'altra domanda: la Giunta ha la possibilità di fornire alla Commissione, che deve legiferare in modo tranquillo, tutti i provvedimenti e le relazioni eventuali che, secondo quello che ha detto l'onorevole Marrocu, la Giunta avrebbe già fornito? In caso affermativo io non avrei questo dubbio. E' stata fatta una relazione che dimostri l'idoneità degli interventi? Perché questo vi chiederanno. Approvando in un'ora una legge che è chiaramente aspettata da tutti, probabilmente rischieremmo di provocare dei danni o dei ritardi di mesi.
Questa era la motivazione per cui, onorevole Piana, ieri io ed anche altri ponevamo il problema; non per perdere tempo, secondo quello che lei poco fa ha detto. Poi, avrei da dirle anche un'altra cosa, in contraddizione alla sua teoria, perché adesso mi è stata consegnata la convocazione della V Commissione a firma dell'onorevole Presidente Onnis. Ma insomma, qui bisogna intenderci: o Onnis ha in qualche maniera voluto soggiacere ad un ricatto dell'opposizione, oppure si è ricreduto anche lui della bontà di qualche audizione, che la cosa sia chiarificatrice a chi deve compiere l'opera legislativa. E chiudo sull'argomento "114", perché domani avremo da parlarne.
Io non volevo sollevare alcuna polemica, ma è evidente che alcuni interventi l'hanno stimolata. L'onorevole Contu, giustamente, come altri d'altronde, ha adombrato l'ipotesi che alcuni interventi fossero strumentali. Badate bene, io penso che sia compito, dovere quindi, di un'opposizione criticare la Giunta, ma con quella critica giusta e costruttiva, è evidente. Se le critiche sono prese come offese, anche quando offese non sono, possiamo anche rinunciare alla critica, io personalmente non critico. Però, insomma, qui è stato detto che un mese fa abbiamo già discusso e non discusso, mi rifaccio all'interpellanza che è stata presentata da autorevoli consiglieri della maggioranza, signori, questa è dell'11 ottobre! Leggo l'interpellanza numero 85: "Sulle inadempienze degli Assessori competenti in ordine alla diffusione della epidemia fra gli ovini denominata 'lingua blu'". Ora, io non so se sia compito della maggioranza fare delle critiche, però ci sono e sono severe, perché dicono "osservato che le azioni di lotta assunte si sono..."…
PRESIDENTE. Quel documento è stato ritirato pertanto...
DEMURU (D.S.). Sì, lo so, ma è un documento, scusi, Presidente...
PRESIDENTE. Lei esprima pure il suo giudizio, ma non faccia riferimento a un documento che non esiste.
FADDA (Popolari-P.S.). Ma è stato presentato!
COGODI (R.C.). Ognuno si riferisce a quello che vuole!
PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Demuru. Sta leggendo un documento che non esiste, pertanto può dire le stesse cose senza riferirsi ad un documento inesistente.
FADDA (Popolari-P.S.). Perché inesistente? E' un documento che deve essere discusso in Commissione, è stato presentato.
ORTU (R.C.). Anche se hanno ritirato la firma, il documento rimane.
CUGINI (D.S.). Tunis ed altri non hanno ritirato la firma. Non si può discutere in Aula, ma le altre firme rimangono, Presidente! Ma Presidente di che cosa?
PRESIDENTE. E' ritirato!
ORTU (R.C.). No, non è ritirato, non si può discutere in Aula, ma il documento c'è. E' così!
PRESIDENTE. Onorevole Ortu, guardi che le fa male! Non se la prenda così.
Prego, onorevole Demuru.
DEMURU (D.S.). Presidente, scusate, un attimo, Luigi, se mi è consentito, io chiedo anche scusa al Presidente e a tutto il Consiglio. Io non volevo introdurre un'ingiuria, un vulnus al Regolamento. Sono un po' inesperto del Regolamento, anche se questo non mi assolverebbe da errori, però ho citato quelle frasi, a prescindere dal fatto che il documento esista o no, per rinforzare il mio discorso. Ma è possibile che se la minoranza assolve quello che non è un diritto, ma è un sacrosanto dovere di fare dei rilievi su alcune cose che poi compaiono anche in un'interpellanza della maggioranza, ritirata o meno, è possibile che ci si scateni in una baruffa, o in qualcosa che non so come definire?
Allora, poiché vedo che il tempo sta scorrendo, voglio arrivare a un'altra piccola critica e questo, secondo me, rientra nei diritti e fa parte della discussione di oggi. E' evidente che questo provvedimento di legge numero 114 è urgente e noi domani, se ci saranno le condizioni, lo approveremo; se non sarà domani, sarà sabato o domenica, non ci sono di questi problemi, è stata già dichiarata anche in Commissione la disponibilità a lavorare anche di domenica, se l'urgenza e la necessità c'è. Ma un'altra cosa che, per esempio, nessuno ha citato è la drammaticità di questa epidemia: l'abbiamo capita tutti e tutti ne abbiamo preso atto? Sicuramente era necessario questo provvedimento legislativo...
PRESIDENTE. Onorevole Demuru, mi perdoni, ma le devo far notare che il tempo passa. Arrivi alle conclusioni.
DEMURU (D.S.). Ci sto arrivando, un minuto. Una cosa, per esempio, che sarebbe stata molto importante e che avrebbe dato un segnale alla popolazione sulla serietà con cui la Giunta affrontava anche questo dramma, sarebbe stata quella di nominare i direttori delle A.S.L., i quali erano direttamente interessati a questa epidemia della lingua blu.
Io, stamattina, ed è la polemica che faccio, ho sentito l'onorevole Pittalis - che oggi non vedo - il quale ha riportato il tutto più a un problema di controllo di gestione, che è giustissimo, io sono convinto che sia giustissimo, e quindi la Giunta ha la necessità di nominare con attenzione i direttori generali, i quali a loro volta hanno la necessità di nominare con molta attenzione quelli che sono preposti al controllo di gestione. Questo volevo dire in polemica, questo e basta.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Indipendentemente da come si sono articolati gli interventi, mi viene sollecitata una serie di documenti. Devo rispondere a tredici punti della mozione, deve fornire una serie di dati e poiché io, in dieci minuti, non riuscirei neanche a leggerne una parte, vorrei sapere di quale tempo posso disporre.
PRESIDENTE. Se i colleghi sono d'accordo, essendo giunti alla fine della discussione, essendo l'intervento dell'Assessore la sintesi di tutto il dibattito, potremmo raddoppiare il tempo per la Giunta, e naturalmente, siccome vanno mantenuti gli equilibri, anche per l'opposizione. Pertanto la Giunta può avere a disposizione quaranta minuti, anzichè venti come prevede il Regolamento, e così l'opposizione avrà venti minuti, anziché dieci. Se siamo d'accordo, procediamo in questo modo.
COGODI (R.C.). Quindi chi ha parlato per dieci minuti deve parlare per altri dieci?
PRESIDENTE. No, adesso c'è la replica della Giunta, poi c'è la replica dei presentatori della mozione, i quali hanno a disposizione non dieci minuti, come previsto dal Regolamento, ma venti.
FADDA (Popolari-P.S.). Venti a testa?
PRESIDENTE. No, venti complessivamente, la Giunta quaranta complessivamente.
COGODI (R.C.). L'Assessore in venti minuti dice quello che deve dire. Il Regolamento prevede poi integrazioni scritte.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, le faccio osservare che sono due gli Assessori che devono intervenire. Io proponevo di raddoppiare i tempi per la Giunta e per l'opposizione. Non parlano quaranta minuti l'uno e quaranta minuti l'altro, sia chiaro, ma parlano venti minuti l'uno e venti minuti l'altro. Prego?
COGODI (R.C.). Lo capisce che raddoppiare venti fa quaranta e raddoppiare dieci fa venti?
Presidente. Certo, onorevole Cogodi, lo prevede anche il Regolamento, quando si tratta di questioni particolarmente importanti. Io ricordo che nell'altro dibattito ci fu una protesta perché decisi, allo scadere del tempo, di chiedere all'Assessore di interrompere il suo intervento. Adesso, arrivati alla conclusione del dibattito, credo che sia utile per l'Aula sentire sia le informazioni fornite dall'Assessore della sanità che dall'Assessore dell'agricoltura, dopodichè i presentatori della mozione avranno il tempo raddoppiato per fare le loro osservazioni e quant'altro. Se siamo d'accordo procediamo in questo modo.
Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-P.S.). Presidente, io comprendo che ciascun Assessore abbia questa esigenza, quindi mi sembra giusto che abbia il tempo per poter esporre le sue motivazioni, anche perché l'argomento lo merita. A questo punto però essendo diversi i partiti che hanno presentato la mozione, chiedo che all'opposizione siano concessi, anziché venti minuti, almeno trenta minuti, perché altrimenti non riusciamo a dividere il tempo.
Credo che su questo non ci possano essere problemi, noi siamo disponibili anche a cinquanta minuti per la Giunta, però chiediamo almeno trenta minuti per noi.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
Le ricordo che la Giunta ha a disposizione complessivamente quaranta minuti, per cui lei dovrà impiegarne la metà.
OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Parlo in quest'Aula con la piena coscienza di aver compiuto il mio dovere, senza alcuna pretesa di riconoscimenti, dopo aver lavorato in condizioni difficilissime, con la convinzione che la sofferenza della Sardegna (già martoriata da altri eventi, che tutti conosciamo, come la siccità e l'alluvione) meritasse questa attenzione. Quindi, con molta pacatezza, sento il dovere di fare un excursus e fornire eventualmente risposte a tutti i quesiti che voi avete posto nei tredici punti della mozione.
Prima di addentrarmi nell'esposizione, voglio porre in evidenza un aspetto che già di per sé può rispondere a qualche domanda. E' noto a tutti che la Giunta precedente ha governato per cinque anni, che l'Assessorato della sanità ha una disponibilità di circa quindici dipendenti, aveva venti dipendenti in posizione di comando...
PINNA (D.S.). Nei cinque anni precedenti vi era un altro Assessore.
OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Lasciami parlare, io non ti ho interrotto, se no continuiamo in una polemica che non serve.
PRESIDENTE. Onorevole Pinna, la prego, altrimenti ci sarebbe bisogno non di quaranta minuti ma di un paio d'ore.
OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ho detto che vi erano in posizione di comando venti dipendenti, oggi in applicazione della legge numero 31 ce ne sono due; per quanto riguarda i veterinari dei cinque previsti nella pianta organica, ce n'è uno comandato, questo a seguito dell'interpretazione della legge numero 31. Non sto facendo osservazioni nei confronti di nessuno.
Ciò premesso, occorre prendere atto che, sin dal primo giorno, l'insufficiente organico, di cui è dotato l'Assessorato, è stato coadiuvato, così parliamo di questa struttura, da personale dell'Istituto Zooprofilattico di Sassari e da due veterinari in qualche modo messi a disposizione dalle Aziende, i quali hanno operato con grande senso di responsabilità.
Io credo di dover dire quali sono state le principali azioni poste in essere. Innanzitutto sono state effettuate dieci riunioni ufficiali, sono stati emanati cinque decreti assessoriali relativi all'individuazione di zone di protezione, di sorveglianza, regolamentazione e movimentazione animale, attivazione della lotta all'insetto, sono state inviate note ai quattro Prefetti della Regione per richiesta di collaborazione delle Forze dell'ordine, e quindici note alle A.S.L con le quali vengono indicate le azioni sanitarie da porre in essere. Costante e giornaliera interlocuzione con il Ministero della Sanità e con le autorità comunitarie; sono state effettuate 16 mila visite cliniche negli allevamenti ovini della Sardegna. Per quanto riguarda la sierologia sono stati esaminati 1374 bovini, 132 caprini, 1064 ovini, 12 cervi, 23 mufloni, più alcuni animali presenti nei circhi equestri della Sardegna, cioè 5 dromedari, 1 cammello e 1 lama. Sono state effettuate, ne darò poi copia a ciascuno, 261 catture di insetti vettori in altrettanti siti sparsi in tutto il territorio dell'isola. Decisioni comunitarie...
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). E il cammello?
OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Il cammello evidentemente può anche rassomigliare a qualcuno, non lo so, però sta di fatto che anche questo è stato fatto.
Per quanto riguarda la cronologia delle azioni da voi considerate nel punto 1, innanzitutto va precisato che il numero dei focolai individuati ammonta a 3.105, che il totale dei capi ovini colpiti e abbattuti è 107.500, di cui i morti sono 15.500, e quelli abbattuti sono 92.000. Le direttive emanate, in questo sottofascicolo, sono 30, poi vi leggerò il loro contenuto; le indicazioni operative sono state fornite ai Servizi delle Aziende A.S.L, in quanto interlocutori istituzionali, essi sono organi tecnici delle Autorità sanitarie locali e quindi preposti a fornire ai sindaci le informazioni necessarie.
Appare superfluo fornire indicazioni - come da voi è stato chiesto - alle altre istituzioni che operano nel campo della zooprofilassi, in quanto l'Istituto zooprofilattico è componente a tutti gli effetti dell'unità di crisi e quindi esso stesso è organo propositore, forse il maggiore organo propositore e realizzatore di azioni sanitarie. I rappresentanti delle associazioni di categoria, gli amministratori provinciali, sono ufficialmente componenti dell'unità di crisi, la quale dirò poi da chi è costituita nei particolari.
Punto 2 della vostra mozione: lotta al vettore. Una lotta sistematica, ambientalmente corretta, contro il vettore può essere condotta al termine dello studio regionale che si è da subito avviato. Al momento sono state posizionate trappole in 261 siti con altrettante catture, per stabilire la presenza e la percentuale di densità dell'insetto vettore rispetto ad altri insetti. Sono stati emanati otto atti, fra note e decreti, con i quali si sono dati alle Aziende A.S.L gli indirizzi di lotta nei confronti dell'insetto; e gli atti sono tutti qui, ve ne faremo avere copia. Si è sempre parlato di lotta mirata tramite trattamenti negli allevamenti e in ogni sito dove si sospetti la presenza degli insetti, posto che la presenza dei siti di riproduzione è puntiforme e non generalizzata. Da parte dell'Istituto di referenza di Teramo, dell'Istituto di Sassari, della Facoltà di agraria di Sassari, sono già in atto ricerche sulla biologia del vettore, necessarie ai fini di qualunque intervento di tipo strategico da intraprendere.
Punto 3: smaltimento capi abbattuti. La Giunta regionale ha adottato apposita delibera, in data 5 settembre 2000, con la quale si è impegnata a mettere a disposizione delle amministrazioni comunali e delle Aziende A.S.L le somme necessarie per affrontare le spese di abbattimento e distruzione degli animali. Per quanto riguarda i metodi di distruzione delle carcasse degli animali abbattuti in quanto ammalati, si ribadisce che l'entrata in vigore della recente normativa comunitaria, pur prevedendo in via prioritaria la distruzione tramite pretrattamento o termodistruzione in appositi stabilimenti, non esclude la possibilità di procedere all'interramento degli animali morti, così come previsto dalla precedente normativa. La più recente notizia è che il Ministero della Sanità nel recepire la decisione dell'Unione Europea ha utilizzato la facoltà di deroga, che appunto consente in particolari condizioni l'interramento degli animali morti per malattia nell'allevamento sede del focolaio. Peraltro questo Assessorato, in esecuzione di decisione dell'Unione Europea, ha invitato le due Aziende A.S.L. maggiormente interessate ad avviare contatti con le ditte presenti in Sardegna abilitate alla distruzione tramite pretrattamento o termodistruzione, pur sapendo che tale procedimento porterà un aggravio della spesa. E' pur vero che questo, come qualcuno ha detto, è stato sollecitato dall'onorevole Giampiero Pinna, il quale si è incontrato con due funzionari appartenenti a questa struttura di crisi i quali,dopo aver avuto l'illustrazione di questo progetto, hanno eseguito una ricerca sistematica trovando una società che però non possedeva i requisiti di legge, cosa che in tre giorni fra Regione, A.S.L. numero 8 e Ministero è stata risolta, per cui dal giorno 8 tale società poteva operare. Dopo tre giorni di incontri laboriosi, al fine di verificare, oltre la compatibilità, il prezzo, e se vi erano anche altre strutture aventi le richieste caratteristiche, si è arrivati, ieri notte, ad un accordo sull'importo di 133.000 lire più IVA, che vuole dire 150.000 lire per capo abbattuto. Si sono così raccolte le istanze di chi ha prospettato una soluzione che non è risolutiva, ma che potrebbe in qualsiasi caso alleviare il problema relativo all'impatto ambientale.
Per quanto riguarda l'indagine clinica sugli allevamenti, ripresa dal punto 4 della mozione, essa è stata prontamente avviata nell'ambito di un sistema di epidemio-sorveglianza insieme agli studi sulla presenza del vettore, al fine di conoscere in tempi stretti la situazione degli allevamenti sardi nei confronti della malattia; a tal fine sono stati convenzionati 60 allevatori. Al riguardo, devo dire che si è ottenuta, subito dopo la richiesta, la collaborazione di tutti i veterinari dell'associazione giovani allevatori.
Per quanto riguarda una capillare azione di monitoraggio e sierologico, si specifica che tale azione non ha valore nel momento in cui l'epidemia è ancora in corso. Comunque, si ribadisce che l'azione di epidemio-sorveglianza è già in atto in quanto l'analisi dei sieri, di cui si è disposto lo stoccaggio, darà un quadro preciso di com'era la situazione sanitaria prima del manifestarsi dell'epidemia. Le azioni di monitoraggio e sierologico nei confronti degli animali selvatici sono state avviate con decreto il 5 settembre; ne è risultato che ci sono stati 480 ovini positivi su 1060, 126 bovini su 1370, 12 cervi, di cui positivi 0, 23 mufloni, di cui positivi 1. Esami sierologici in seguito alla presenza degli animali della specie recettive hanno portato a risultati negativi. Totale esami sierologici: 2.612, di cui profilattici e positivi 625. In seguito ad intercorsi accordi con il Centro di referenza nazionale di Teramo, l'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna provvede direttamente, dalla data odierna, all'esecuzione degli esami sierologici.
Visite cliniche negli allevamenti della Regione: sono stati visitati 16 mila aziende. Saltiamo un po'...
Messa a punto del vaccino. Giova ricordare che Paesi come gli Stati Uniti, Israele, il Sud Africa ed altri, sono da tempo impegnati nella ricerca di un'efficace alternativa all'attuale vaccino. Il vaccino per gli ovini, attualmente a disposizione dell'Unione Europea, non è sufficientemente efficace e sicuro in quanto può determinare aborti. A questo proposito l'Unione Europea ha raccomandato l'attuazione di adeguate ricerche finalizzate alla preparazione di un apposito vaccino da utilizzarsi nei bovini e nelle capre.
Potenziamento del servizio veterinario regionale. Ne abbiamo parlato tanto, abbiamo detto che non esiste niente; nel provvedimento di legge, che avremo in esame, è stata proposta la possibilità di qualche distacco. Non c'è da meravigliarsi, verificato che molte A.S.L hanno distaccato personale pagato da loro, senza che neppure la Regione sapesse niente. Così come è stato previsto il potenziamento dei servizi veterinari. Abbiamo già detto che abbiamo assunto 80 veterinari, secondo criteri che, pur potendo essere anche discutibili, sono stati stabiliti dagli uffici, potenziando certamente proporzionalmente Nuoro, perché si è sempre detto, anche in questa sede, che Nuoro è fondamentale, perché il verificarsi di un evento di questa portata, a Nuoro, vorrebbe dire la fine di tutto il comparto ovicaprino in Sardegna. Soltanto questa è la motivazione.
L'elenco nominativo dei componenti dell'Unità di crisi. Essa è composta da circa 50 persone appartenenti agli assessorati, agli istituti zooprofilattici, al centro di referenza di malattie esotiche, nonché da responsabili delle A.S.L., costantemente convocati, delle università agrarie, da entomologi, come Palmas, Contini, il dottor Mantega, da dipendenti della provincia di Nuoro, di Oristano e di Sassari, dell'ANCI Sardegna, con il massimo suo rappresentante, anche se inizialmente è intervenuto con un altro, associazioni pastori sardi, agricoltori, coltivatori diretti, Confagricoltura. Questa è l'unità di crisi. Proprio una struttura molto limitata, operativamente non costituita, coordinata dal responsabile del servizio preposto al controllo giornaliero di routine. Abbiamo inserito in essa tutti quelli da voi sollecitati nel dibattito precedente.
Fondi per gli ingenti abbattimenti:. forse saranno insufficienti, ma si tratta soltanto di un'anticipazione. Il 14 settembre è stata inviata una nota al Ministero, con la quale si evidenziava lo stato di emergenza e si rappresentava l'esigenza di un rapido reperimento di risorse finanziarie, al fine di poter indennizzare gli allevatori. Sapete tutti quanti che nel Fondo di solidarietà non ci sono più soldi perché sono andati dispersi in altri rivoli. Quindi l'esigenza dell'anticipazione da parte della Regione è fondamentale, perché quel Fondo nazionale non è stato rimpinguato dopo che le somme in esso contenute sono state dirottate verso strutture diverse e verso altre Regioni. Il 13 ottobre si inviava una nota al Ministero dopo aver quantificato i dati in circa 86 mila capi.
Il piano di eradicazione. E` ragionevole pensare che un piano generale di controllo sarà disposto a livello nazionale, in considerazione del fatto che la malattia è presente in più Regioni italiane, in Sicilia, in Calabria, adesso anche nelle Baleari. Anche con una certa soddisfazione va detto che, mentre noi abbiamo anticipato i tempi prevenendo le direttive del Ministero, in Sicilia la movimentazione è stata bloccata con decreto del Ministero.
I piani di controllo della malattia si predispongono nel rispetto di particolari condizioni. Ai porti sono previsti dei controlli da parte dell'UVAC (Uffici veterinari per gli adempimenti CEE del Ministero), organo preposto nella programmazione del libero mercato europeo, che possono successivamente essere effettuati a destino a campione, oppure quando esiste fondato sospetto di frode.
Dai paesi terzi in Sardegna possono arrivare animali che sono controllati tramite i PIF, i posti ispettori frontalieri, ma come voi sapete attualmente l'attività del PIF di Cagliari è sospesa per gravi carenze strutturali e gestionali; pertanto nell'Isola non possono entrare animali se non già controllati e sdoganati in altro PIF dello Stato italiano. Poichè l'Amministrazione regionale non può istituire ulteriori misure di vigilanza, ha provveduto a inviare una nota al Ministro competente, nella quale si fanno presenti i rischi ai quali andiamo incontro dopo l'eliminazione di quella struttura portante anzidetta.
Esportazione di animali vivi dalla Sardegna. Il divieto di esportazione dei capi vivi provenienti dalla Sardegna è regolamentato da norma comunitaria e nazionale e rimarrà in vigore sino al 30 novembre. Si è in stretto contatto con le strutture sanitarie nazionali e comunitarie per riconsiderare il divieto dopo tale data. Punto 13: in data 14 settembre, 3 ottobre e 10 ottobre sono state diffuse apposite note informative sulla malattia e sulla modalità di disinfestazione. Attualmente è stato stampato un opuscolo illustrativo che è in fase di distribuzione. I servizi veterinari sono stati invitati (si ha notizia che in tale modo stiamo già operando) a convocare apposite riunioni zonali con gli amministratori locali e con gli operatori del settore per informarli sulle azioni da intraprendere per contrastare la malattia.
Ho poi l'esigenza di prospettare altri problemi, il primo dei quali riguarda gli interventi mirati. La Commissione Europea, in data 3 ottobre, ha detto che iIn Sardegna sono state adottate le misure necessarie ad affrontare la situazione, le quali rispecchiano quelle già adottate dalle autorità italiane ", per italiane si intende sarde, visto che la blue tongue si è presentata per il momento soltanto in Sardegna. Ma vi è di più, il Ministero della Sanità, a seguito di interpellanze presentate, ha precisato che la malattia attualmente è confinata alla Regione Sardegna e che specifiche informative sono state trasmesse ad alcune Regioni nelle quali si possono essere presentati focolai. Nelle aree intorno ai focolai, in applicazione di quanto previsto dal D.P.R., sono state istituite particolari zone di restrizione. In merito all'origine del contagio si dice che si stanno vagliando diverse ipotesi tra le quali l'arrivo di insetti vettori quasi probabilmente dal Sud Africa e dalla Tunisia. Nel prossimo futuro l'attenzione principale sarà rivolta a verificare la presenza degli insetti vettori nel periodo invernale e quindi avere tempo a "biglie ferme" di poter impostare un discorso in prospettiva.
Detto questo, l'ultima esigenza è dare notizia delle direttive emanate dal giorno 25 agosto, non prima, fino al 14 ottobre, ogni giorno. Gli ultimi provvedimenti hanno creato molte preoccupazioni perché riguardano la movimentazione in zone indenni da malattie e la nota circolare con cui si ammette la movimentazione e la macellazione in zone di protezione, concordata e trasmessa già il 13 ottobre a tutte le A.S.L. della Sardegna, in seguito ad accoglimento totale da parte del Ministero delle varie richieste di deroga.
Mi siano consentite soltanto altre due osservazioni: il provvedimento di legge, a cui avete fatto riferimento oggi, non è dell'11, come qualcuno ha detto confondendosi, ma è del 3 ottobre; il che vuole dire che esso è stato inoltrato alla Giunta il 26 o il 27 settembre, e che l'11 ottobre è pervenuto in Consiglio; è un po' diverso. I dati non sono top secret, e va detto anche che esso può essere visto e corretto, infatti anche io sono stato convocato per domani al fine di esprimere una mia valutazione. Sono stato convocato con alcuni di coloro che fanno parte del nucleo di crisi che è stato formato, i quali potranno esprimere le loro reali valutazioni in quanto partecipano operativamente dalla mattina alla sera.
Nessuno me ne voglia, però ho ancora l'esigenza di far notare che in effetti anche stasera si ribadiscono sempre le stesse cose fondamentali, tra le quali l'inidoneità degli interventi, che si ritengono superficiali, che certamente sono ripetitivi, che esiste uno scollamento tra i vari organismi, e infine uno sconsiderato ottimismo. Noi non siamo mai stati ottimisti, non abbiamo mai assunto atteggiamenti di questo tipo, io non ho mai parlato di dati e percentuali precise, come dice il Sottosegretario alla Sanità.
Io non sono maestro delle lottizzazioni, tutto al più posso aver lottizzato molto bene i progetti e le proposte che erano rimaste dal 1999, per quanto riguarda alcuni settori, a cui abbiamo dato piena esecutività. Quindi il collega Sanna, se mi deve criticare, lo faccia proprio apertis verbis, con la massima franchezza, perché con altrettanta franchezza avrà una risposta; non si può dire che noi siamo arroganti e praticamente anche lanciare accuse che io ritengo fuori luogo in questa fase, se si vuole creare un certo clima.
Così come va detto che io, per la verità, non ho sentito alcuna proposta operativa. Si dice "non bisogna effettuare la disinfestazione", "bisogna effettuarla",ancora si dice "forse si poteva non fare questo e si poteva fare un'altra cosa". Ma qual è la proposta? E' forse stato detto stasera che bisogna fare la disinfestazione? Che bisogna mettere in pratica delle azioni mirate? Noi abbiamo fatto compiutamente tutto quello che potevamo fare di concerto con le A.S.L., che sono praticamente il nostro braccio operativo, attraverso referenti che la struttura assessoriale ha scelto e di meglio non ci poteva essere; si tratta degli entomologi sardi, delle università, delle associazioni di categoria, eccetera. Poi, in termini personali, ritengo che ognuno possa fare quello che ritiene più opportuno, anche dissociandosi - magari in altra sede - da quelle che sono le linee fondamentali.
PRESIDENTE. Assessore Oppi, i venti minuti a lei concessi sono trascorsi.
OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Concludo dicendo che le strutture sono quelle che sono, noi abbiamo attivato le procedure descritte, io sono in grado di dare tutta la documentazione relativa ai trenta decreti (che non ho voluto leggere)i quali rappresentano, giorno per giorno, i provvedimenti che sono stati presi di concerto con gli organi preposti, il Ministero competente e l'Unione Europea, riguardo alle movimentazioni, alle deroghe, eccetera,. Di più non potevamo fare; la documentazione, che è molto copiosa, dimostrerà praticamente come, giorno per giorno, abbiamo raccolto suggerimenti, ancora continuiamo a raccoglierli. Se poi si ritiene di individuare, attraverso le Commissioni e l'Aula, una persona che possa rivestire il ruolo di referente di questa struttura, ben venga la vostra indicazione; se questo può servire a realizzare una cosa che tutti sappiamo non si può realizzare, certamente noi gli daremo tutto il supporto fondamentale.
Questo è un morbo, e ho concluso, al quale non c'è rimedio. Potremmo fare mille cose e ritrovarci ancora l'anno venturo di fronte a questa calamità, o non fare niente, come dicono gli esperti a livello internazionale, e l'anno venturo non avere il morbo. Quindi si tratta di avviare gli studi appropriati, sulla base di tutto il lavoro compiuto da questa équipe a livello regionale di concerto con gli amici di Teramo, eccetera, in modo da poter, a biglie ferme, analizzare la situazione e creare le condizioni per un'azione mirata, di prevenzione, per il prossimo futuro.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
USAI, Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Onorevoli consiglieri, signor Presidente, io cercherò, per quanto possibile, di attenermi esclusivamente, nell'informare quest'Aula, alle azioni che sono state fatte dall'Assessorato dell'agricoltura.
Spero di non offendere nessuno e soprattutto di fornire a questo Consiglio le esaurienti risposte alla richiesta di informazioni da esso più volte avanzata, anche se alcune notizie sono state già riferite dal collega Oppi, in Aula, e prima ancora sono state di fatto già fornite anche nei colloqui e negli incontri avuti con le Commissioni competenti..
Che cosa ha fatto l'Assessorato? Il 24 agosto fu diagnosticato definitivamente il virus della blue tongue in un'azienda della provincia di Cagliari. Il 26 agosto, l'Assessorato ha disposto che 115 operatori dell'Associazione regionale allevatori, 115 veterinari, coadiuvassero i servizi veterinari delle aziende USL nell'azione di controllo clinico degli allevamenti ovini e caprini, per verificare l'eventuale presenza della malattia in essi. Tant'è che sono stati identificati dai servizi veterinari quasi 1900 focolai, a fronte di 2300. Non c'è stata una dichiarazione da parte dell'allevatore, ma si è andati ad accertare la malattia: nell'arco di cinque settimane, sono state verificate 16 mila aziende.
Ora voglio dare una risposta all'onorevole Sanna, sperando questa volta di non ricadere nel ridicolo e sperando che, non cadendo nel ridicolo, non gli dia più risposte che forse sono state troppo pesanti.
SANNA EMANUELE (D.S.). Dipende da lei.
USAI, Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Mi creda, nella mia attività ho sempre fatto tutto con molta serietà e la serietà non sposa niente, né il ridicolo, né il tentativo di cadere nel ridicolo.
Durante la prima riunione della Conferenza Stato-Regioni, tenutasi tra il Ministro Pecoraro Scanio e gli Assessori regionali dell'agricoltura, informai il Ministro della grave situazione che si stava registrando in Sardegna; debbo dire che il Ministro, con molta attenzione, mi chiese di essere informato costantemente e quotidianamente. Queste dichiarazioni del Ministro le possiamo leggere sul giornale "La Nuova". Io conosco il Ministro e non penso che, nell'incontro che ha avuto ieri con i Vicepresidenti della Commissione agricoltura e della Commissione sanità, abbia detto cose non vere, perché il rapporto tra l'Assessorato regionale dell'agricoltura e il Ministero dell'Agricoltura è un rapporto di collaborazione costante che considera anche le azioni che noi abbiamo richiesto, non come Assessorato, ma azioni che erano state richieste da quest'Aula. Noi ci siamo fatti interpreti anche di quella richiesta contenuta nell'interpellanza che era stata votata in quest'Aula dalla maggioranza e che, consentitemi, fatta eccezione per il cappello nel quale si davano diverse valutazioni sull'operato della Giunta, era pressoché identica a quella presentata dall'opposizione.
L'8 settembre, il Ministro, approfittando di una sua visita in Sardegna, ribadisce quanto aveva già segnalato nell'incontro di Roma, tant'è che - nel successivo incontro con gli Assessori regionali dell'agricoltura - dice che bisogna rivedere il decreto legislativo numero 185, cioè quello che prevede il fondo per la solidarietà in caso di calamità naturali, ritenendolo del tutto insufficiente e definendolo irrisorio nei confronti delle esigenze che si vanno appalesando in tutte le Regioni italiane.
Del resto la prima tranche di 165 miliardi, a valere su tutto quanto era successo nel primo semestre del 2000, ha portato alla Regione Sardegna solo 18 miliardi, a fronte delle spese sostenute per la calamità naturale registratasi l'11 o il 12 novembre del '99; per un totale di 130 miliardi, lo Stato rimborsa soltanto 18 miliardi e 300 milioni. Consentitemi, quanto c'è oggi in quel capitolo, 164 miliardi, è del tutto irrisorio per le azioni che dovranno essere supportate di intervento di solidarietà, visto quello sta succedendo in questi giorni, visto quello che è successo in termini di siccità nei mesi precedenti, non solo per la Sardegna, ma per tutta l'Italia. E poi si dichiara che ci saranno migliaia di miliardi, guarda caso queste migliaia di miliardi vanno sempre a favorire quelle Regioni che hanno una zootecnia forte, un'agricoltura fortissima, mai quelle che hanno un'agricoltura e una zootecnia debole.
Perché incomincia a diventare preoccupante adesso la blue tongue? Perché è uscita dai confini della Sardegna. E' diventata un problema per le Baleari, dove si è insediata la settimana scorsa, ma è diventata un problema anche per la Sicilia, dove c'è da cinque giorni, un problema per la Calabria, dove c'è da quattro giorni, un problema per la Puglia, dove è arrivato oggi. Adesso è un problema!
Allora che dire - consentitemi il sospetto - dei servizi veterinari in questo periodo tanto strapazzati, servizi veterinari sardi che questa malattia hanno diagnosticato il 24 agosto? Io non penso che il 24 agosto la malattia fosse presente solo in Sardegna, è stata solo diagnosticata per prima in Sardegna, e questo vale per quelli che credono che i servizi veterinari, nonostante il numero angusto e le ristrettezze nelle quali sono ormai caduti per una politica sanitaria che, diciamocelo chiaramente, non privilegia la prevenzione; una politica sanitaria, in termini generali, che all'interno delle aziende U.S.L. certamente non ha privilegiato e non privilegia l'aspetto preventivo. Anche se, in Sardegna, qualcosa di più si è fatto rispetto ad altre Regioni d'Italia, però certamente la parte legata alla veterinaria in Sardegna ha ancora grosse lacune da colmare; molti sono i veterinari andati in pensione in questi anni, pochi quelli che sono stati sostituiti. Certo, le ristrettezze nelle quali le A.S.L. si aggirano (ristrettezze terrificanti, spesso c'è addirittura la difficoltà di mettere su i soldi per pagare gli stipendi in alcune di queste aziende) rendono necessarie delle serie meditazioni sull'azione di prevenzione che dev'essere fatta. Un'azione di prevenzione, però, che doveva nascere già da tempo; io non mi stancherò di ripeterlo , e mi fa piacere che ci sia stato qualche intervento, oggi, che abbia posto l'accento sulla necessità di riverificare il tutto nel proseguo, restituendo l'ERLAS, anche se io mi sarei accontentato di un CRAAI, depurato di quegli aspetti negativi che forse c'erano (io non li ho mai visti, ma chi li ha visti certamente li può anche riferire), il quale nasceva con il preciso scopo di eliminare gli insetti nocivi dalla Sardegna. Diciamocelo chiaramente, le competenze del CRAAI furono trasferite alle province, però senza i finanziamenti, le possibilità di intervento, i mezzi, le strutture e il nuovo personale, perché gli ex dipendenti del CRAAI, una parte dei quali è andata a irrobustire gli uffici dell'amministrazione regionale, e una parte è stata collocata in quiescenza, non sono stati sostituiti; nel frattempo, l'imicola (ma non solo, anche altri insetti) sta sopravanzando il livello di guardia in maniera preoccupante, e forse la sua presenza non risale a pochi giorni fa.
Per quanto riguarda gli interventi, sulla base di quell'interpellanza votata dalla maggioranza, che chiedeva di coinvolgere nell'intervento l'Unione Europea, il 14 e il 15 settembre sono stato a Bruxelles, negli Uffici della Commissione, presso la VI Direzione generale per chiedere un atto di solidarietà nei confronti dell'azione che stava avviando la Giunta regionale, soprattutto per l'aspetto relativo al mancato reddito da parte degli allevatori. Al riguardo mi è stato detto, con molta brutalità, che l'eventuale intervento dell'Unione Europeaavrebbe riguardato esclusivamente gli aspetti sanitari; perché l'Unione Europea intervenga riguardo ad altri aspetti, deve esserci infatti una grave turbativa di mercato, cosa che è avvenuta per la BSE, cioè per la cosiddetta mucca pazza, e purtroppo anche per la peste suina classica. Quando ha riguardato la Germania e l'Olanda, allora è diventato un problema di mercato.
Quindi, anche se io ho poca fiducia che l'Unione Europea intervenga, non per questo non dobbiamo tenere presente, e non si poteva non tenere presente, la disperazione dei nostri allevatori che chiedono gli indennizzi dovuti per legge, sulla base del decreto legislativo 118; ma basta leggersi i giornali, più o meno quotidiani, per sapere che il Governo non può erogarli perché, ci sono 800 miliardi da pagare per il virus dell'influenza aviaria. In altre Regioni italiane ci sono ancora ben altre disperazioni più forti da colmare.
Che fare? Dovevamo aspettare che il Governo recuperasse tutti questi finanziamenti oppure, sulla base del contenuto dell'interpellanza approvata dalla maggioranza, di fatto presente anche nell'interpellanza della minoranza, dovevamo sostituirci ad esso? E` quello che abbiamo fatto, presentando il 3 ottobre un disegno di legge, certamente non esaustivo, ma concordato sul tavolo verde con le organizzazioni professionali agricole. Durante un incontro avvenuto il 27 settembre, tali organizzazioni professionali agricole hanno chiesto un'anticipazione sulle indennità per gli animali abbattuti e sul mancato reddito, che è stato valutato tecnicamente dagli uffici, proprio sulla base dell'articolo 23 della legge regionale numero 8 del 1998, già approvato dall'Unione Europea, che quindi va solo soddisfatto per quanto riguarda la parte amministrativa.
Con questo provvedimento, approvato dalla Giunta regionale il 3 ottobre, abbiamo cercato di dare risposte anche alle altre domande scaturite in quest'Aula, per esempio, quella tendente a conoscere i motivi per i quali non è stato previsto l'indennizzo per gli animali morti ma soltanto per gli animaliabbattuti. A tal fine abbiamo considerato la possibilità di ristorare gli allevatori anche per i 10.000 capi morti agli stessi prezzi dei capi abbattuti, ritenendolo un atto di giustizia perchè, come è stato detto molto bene, malgrado l'irrobustimento dei servizi veterinari, certamente, davanti a 800 focolari, 450 veterinari non potevano avere il dono dell'ubiquità andando in giro da tutte le parti e nel mentre, nelle greggi infette, le pecore morivano. Allora, essendo venuta proprio da quest'Aula questa sollecitazione, abbiamo ritenuto di contemplare questo indennizzo all'interno del disegno di legge.
Così come nel disegno di legge, obbligatoriamente, abbiamo previsto che bisogna ristorare gli allevatori del mancato reddito, sulla base di tecniche scientifiche, non politiche, cioè si deve tener conto di quanto un ovino rende secondo la razza , il latte, il premio comunitario ma anche la quota che gli viene aggiunta a seconda che viva in una zona svantaggiata o avvantaggiata, oltre al fatto che si tratti di un ovino selezionato o no. Allora, dopo questa disamina, nell'atto deliberativo si è previsto il pagamento del 90 per cento del mancato reddito per ogni ovino, oltre a dei finanziamenti aggiuntivi per ristorare gli allevatoriobbligati a non movimentare i capi all'interno della Sardegna, per evitare la possibilità di trasmissione dell'infezione; ebbene, bisognava intervenire in aiuto a questi allevatori per le razioni alimentari dal momento che dovevano mantenere le greggi nelle aziende e spesso in esse non vi era pascolo sufficiente.
Nello stesso articolato di legge, proprio perché vogliamo ritornare a essere pragmatici, abbiamo chiesto il rafforzamento delle strutture e del personale dell'Assessorato dell'agricoltura e dell'Assessorato della sanità, regolato dalla legge precedente che, chissà perché, anziché migliorare la situazione dell'apparato regionale la sta di fatto penalizzando, prevedendo buchi in pianta organica, per lo meno nell'Assessorato dell'agricoltura, di 183 unità. Allora chiediamo che in questa situazione, mentre vengono avviate le procedure per i concorsi, si possa attingere personale dagli enti strumentali della Regione per dare una mano agli uffici interessati proprio per dare pronta risposta agli allevatori.
Il 22 settembre, abbiamo chiesto al Ministro dell'Agricoltura che ci aiutasse viste tutte le peculiarità contenute in questo disegno di legge; glielo abbiamo chiesto anticipatamente, ma ci è stato detto che non vi era la possibilità, se non predisponendo una nuova norma riguardante appunto quel fondo di solidarietà.
Abbiamo chiesto ancora al Ministero della Sanità, il 26 settembre, richiesta proveniente da quest'Aula, che si aumentasse la potenzialità della ricerca scientifica, non in maniera robusta, come è stato detto, non conta la robustezza, conta il progetto; e debbo dire, con molta soddisfazione, proprio oggi viene riportato sulla stampa, che le sinergie fra gli istituti di ricerca stanno individuando la strada giusta, che speriamo ardentemente possa essere raggiunta come obiettivo quanto prima nei prossimi mesi o nei primi giorni di aprile quando, io mi auguro, possano esserci già state una lotta strutturale su un insetto vettore, una lotta articolata sugli animali sieropositivi, una verifica dei siti per eliminare le situazioni che facilitano il propagarsi dell'insetto, attraverso un piano organico che, al momento attuale, non è possibile realizzare perché mancano ancora elementi all'interno della ricerca epidemiologica, svolta dall'unità di crisi, ma soprattutto dal Ministero, dall'Istituto superiore di sanità, dall'Istituto di referenza dei virus esotici e dall'Istituto Zooprofilattico di Sassari.
Abbiamo chiesto anche altre azioni di sostegno; per esempio, che non venissero mortificati quegli allevatori che, all'interno delle zone definite di sorveglianza, cioè dove la malattia è presente, non potevano macellare, perché macelli a capacità limitata avevano finito la loro potenzialità. Ci è arrivata finalmente la risposta, per cui, nelle zone dove si è verificata la malattia, chiaramente con alcune precauzioni, si può macellare anche al di là delle U.G.B. (Unità Grandi Bovini) previste per quell'impianto.
Il 13 ottobre abbiamo sollecitato ancora una volta il Ministro dell'agricoltura, dopo averlo già fatto sei volte, finalmente ieri è arrivata la buona notizia, da parte del Direttore generale del Ministero dell'Agricoltura, con la quale si conferma l'intervento favorevole presso la Gea per il mantenimento delle quote dei premi dell'Unione europea per l'allevamento degli ovini, come richiesto da quest'Aula, in modo che agli allevatori sardi, oltre al danno che hanno avuto, non si aggiunga la beffa.
Ho voluto riferire così quanto l'Assessorato va facendo, certo con difficoltà, forse anche sbagliando qualche volta, ma certamente con nessuna superficialità.
Presidente, prima di concludere, e ho finito davvero, voglio esprimere un'ulteriore considerazione, mi fa piacere che, all'interno della mozione della minoranza, sia emersa inderogabilmente la necessità di potenziare i servizi veterinari dell'Assessorato; lo dico perché ci sono stato 26 anni e per 26 anni ho ribadito a tutti gli Assessori, a qualsiasi partito essi appartenessero, che questa era una necessità. Mi fa piacere che l'onorevole Emanuele Sanna abbia rilevato che la prevenzione non si fa con le chiacchiere, che si fa con gli strumenti e con le strutture; egli ha chiesto una nuova ERLAS, basta però che si mandi avanti, onorevole Sanna, il disegno di legge dal quale potrebbe scaturire una ERLAS nuova, più agile, più preparata, più in sintonia con i tempi, in grado di dare quelle risposte che oggi non ci sono. Quel disegno di legge è già in Consiglio da giugno di quest'anno insieme ad un altro provvedimento di legge presentato dalla minoranza, che sarebbe opportuno mandare avanti per evitare di fare voli pindarici mentre la malattia continua ancora a colpire.
Signor Presidente, la ringrazio e chiedo scusa per aver superato i termini che mi erano stati assegnati.
PRESIDENTE. I firmatari della mozione hanno facoltà di replicare.
Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Quanto tempo ho a disposizione, sette minuti?
PRESIDENTE. Il tempo a disposizione è di trenta minuti complessivamente, se li consuma tutti lei, non da agli altri firmatari la possibilità di intervenire.
ORTU (R.C.). Se si può quantificare il tempo assegnato ad ognuno sarebbe utile per tutti, compreso il sottoscritto.
Io vorrei subito dire all'assessore Usai, il quale giustamente sottolineava l'esigenza di evitare la demagogia in quest'Aula, che nessuno di noi ha mai detto, oltre che mai pensato, che gli allevatori non debbano essere risarciti, oltre che per i capi deceduti, non abbattuti, per essere chiari, anche per il mancato reddito. Nessuno di noi ha mai detto il contrario e non è questo in discussione, assessore Usai.
Ma torniamo al merito della questione. Io vorrei porre un problema di carattere generale. Noi avremmo voluto, come abbiamo ripetutamente sottolineato, una discussione seria, reale e utile. Però, per poter ottenere in questo Consiglio un risultato di questo genere, cioè una discussione seria e reale, ci dobbiamo porre anche il problema della conduzione di quest'Aula; non è più accettabile che, in questo Consiglio, accadano le cose che sono accadute oggi, per le quali addirittura si impedisce o si vuole impedire all'onorevole Demuru di rendere al Consiglio dichiarazioni contenute in un atto di questo Consiglio, con l'affermazione, da parte del Presidente dell'Assemblea, il quale contravviene così ai suoi compiti di direzione di quest'Assemblea, che quell'atto non esisterebbe più. Allora il Presidente si deve leggere il Regolamento, forse sarebbe meglio che se lo ripassasse ogni tanto, così avrebbe capito, il Presidente, che in quel documento, delle cinque firme - al di là dei pentiti e dissociati, due che si sono manifestati pubblicamente in quest'Aula, uno addirittura sembra sia ancora occulto - ne rimangono ancora ben due, compreso il presentatore...
PRESIDENTE. Non la voglio contraddire, ma guardi che non è così.
ORTU (R.C.). Quindi rimane un atto…lei non ha diritto di contraddirmi.
PRESIDENTE. E` stato ritirato.
ORTU (R.C.). Non è stato ritirato, a meno che non gliel'abbiano ritirato in sede privata, ma di questo a me importa poco, quell'atto non è stato ritirato, ed è un atto di questo Consiglio. Ma, qualora fosse anche un atto ritirato, non si può impedire a nessuno di richiamare comunque un atto che è stato presentato in questo Consiglio o una dichiarazione che, a qualsiasi titolo, qualche consigliere, in qualsiasi momento, avrebbe fatto.
Allora, perché ho voluto richiamare quell'atto? Perché, badate, a meno che gli Assessori non abbiano compiuto miracoli nel corso di questi giorni, ma non ci credo, la risposta che stiamo cercando sta proprio in quell'atto dell'11 ottobre. Quindi non è una dichiarazione dell'opposizione, è la maggioranza o una parte della maggioranza che con un atto formale dice, visto che non l'ha potuto leggere l'onorevole Demuru lo leggo io: "Le azioni di lotta assunte si sono appalesate fallimentari perché sbagliate nella pratica attuazione e quindi, con amarezza, bisogna riconoscere che l'annunciata battaglia è come se non fosse mai avvenuta". Ecco, questo è.
Onorevole Emilio Floris, lei in quest'Aula, quando parlo io, tenta sempre o di correggermi o di distrarmi. Io lo capirei se lei ne fosse capace, ma dato che lei non lo è, mi consenta almeno di esprimere il mio pensiero, poi sentiremo anche il suo.
Floris EMILIO (F.I.-Sardegna). Non la sto neanche ascoltando, abbia pazienza.
ORTU (R.C.). Fa bene a non ascoltare, perché tanto lei non sarebbe in grado di capire.
COGODI (R.C.). Ma è possibile che non si possa intervenire in quest'Aula senza che o il Presidente o Emilio Floris interrompano?
(Interruzione del consigliere Pili)
PRESIDENTE. Onorevole Pili, avevo detto durante il suo intervento che lei non interrompeva nessuno, la prego.
ORTU (R.C.). Presidente, io chiedo di poter recuperare il minuto che ho perso.
Dicevo, il giudizio sul merito delle cose fatte sta negli atti che produce la stessa maggioranza che poi, chiaro è, si tenta anche di imbavagliarla, perché non ha potuto esprimere, badate questo è danno, è un danno per il Consiglio, è un danno per la stessa maggioranza. Ma voi pensate che pure blindando i vostri confini, facendo il recinto, così come si fa per la lingua blu, siete in grado poi di tenere quei capi dentro? Prima o poi vi scapperanno, non è utile nemmeno per voi, perché è vero che si può mettere il bavaglio una, due, tre volte, si può chiedere all'onorevole Marco Tunis di sparire dall'Aula per tutte le volte che volete, ma prima o poi le contraddizioni vi scoppieranno in mano.
Ma io voglio anche dire qualcosa nel merito, il giudizio lo dà la vostra interpellanza, ma nel merito, onorevole Pili, a lei che era così attento alle vicende di questo Consiglio, dov'è quel disegno di legge che lei ha dichiarato alla stampa che questo Consiglio avrebbe potuto approvare senza una discussione inutile?
In quale ordine del giorno è scritto? Eppure lì c'è la bacheca con l'ordine del giorno di questo Consiglio, se non l'ha letta e se non ha letto l'ordine del giorno, perché non prova a leggere, così in qualche modo si renderà anche conto di come funzionano le istituzioni e di come funziona questa istituzione, caro onorevole Pili? Quindi non c'era nessun disegno di legge in discussione, si voleva impedire una discussione reale che, ripeto, sarebbe stata produttiva per approvare una legge seria, sarebbe stata utile al Consiglio e sarebbe stata utile anche alla maggioranza se ci fosse stato il concorso e il confronto e se, con il concorso e con il confronto, fossimo approdati anche ad alcune linee di indirizzo.
Questi sono i fatti, quindi la vostra urgenza è motivata dal fatto che voi, dal 3 ottobre, avete perso di fatto 15 giorni per trasmettere gli atti a questo Consiglio. Badate, a ieri, non so se ad oggi, addirittura il disegno di legge non era stato distribuito ai consiglieri, quindi tecnicamente non era nemmeno discutibile;questo dice il Regolamento! Ma ieri, nonostante tutto, in Commissione, abbiamo derogato anche a questa indicazione del Regolamento. Nel Regolamento è scritto che un disegno di legge, prima di essere messo in discussione, deve essere distribuito ai consiglieri; ebbene quel disegno di legge, a cui voi vi riferite, fino alla giornata di ieri, non era ancora pervenuto ai consiglieri. Quindi non poteva essere neppure discusso, eppure noi ieri abbiamo accettato la discussione in Commissione, abbiamo avanzato proposte costruttive, prospettando di esaminarlo in Aula e poi di nuovo in Commissione; non lo si è voluto fare.
Nel merito delle proposte, cari assessori Oppi e Usai, noi non mettiamo in discussione l'esigenza di dare risposte rapide e tempestive sul terreno dei risarcimenti; ma quelle contenute in questo disegno di legge sono del tutto inadeguate e insufficienti. I dati di cui disponete non sono reali, si parla di quasi 100.0000 capi abbattuti e di altri 100.000 che sarebbero colpiti dalla malattia, ma per esempio l'altro giorno per il comune di Arbus si davano 750 capi abbattuti, mentreil sindaco ha detto che erano quasi 4.000. Quindi bisogna fare davvero una riflessione seria.
Si pone infatti il problema delle ripercussioni e quindi del danno economico complessivo per il settore e per gli allevatori. Ci vuole la volontà di ascoltare quello che si dice in quest'Aula. Noi abbiamo avanzzato una proposta, in modo chiaro, l'ho detto io, lo ha ripreso l'onorevole Demuru, che nel disegno di legge bisogna pensare...
PRESIDENTE. Onorevole Ortu, le faccio osservare che ha superato i dieci minuti.
ORTU (R.C.). Ho finito. Bisogna pensare a un'impalcatura che possa prevedere la possibilità di dotare questa Regione di un programma di prevenzione, di controllo, di eradicazione; questa è la condizione che pongono gli orientamenti comunitari, l'Unione Europea, per evitare che domani la legge non venga cassata, altrimenti, davvero, qui si finisce per fare demagogia e il tempo che dite di voler recuperare oggi in realtà lo state facendo perdere a noi, ai produttori e all'economia di quest'Isola.
PRESIDENTE. .Dopo essermi consultato con gli Uffici per quanto riguarda il documento al quale gli onorevoli Ortu e Demuru si riferivano, mi corre l'obbligo di porgere loro le mie scuse per aver inteso male che esso fosse stato ritirato, mentre è stato presentato in Commissione.
Ha facoltà di replicare il consigliere Giacomo Sanna.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Credo che i toni si siano smorzati, se il collega Ortu è d'accordo.
Nell'ascoltare l'assessore Usai, l'interesse suscitato mi ha portato al convincimento che la disperazione degli allevatori non è dovuta tanto all'epidemia attuale in corso quanto a come i Consigli regionali, succedutisi fino ad oggi, hanno affrontato il problema sanitario e della prevenzione nel comparto agricolo e ovino-caprino da considerare quasi indispensabile nella nostra economia. Si parla di prevenzione in certi momenti, poi questa viene meno quando ci sono altre emergenze, altri interessi, forse anche scopi elettorali attraverso i quali si può rispondere al meglio e dare, quindi, quegli strumenti necessari per appianare e appagare le aspettative di chi sta amministrando. La prevenzione è un fatto serio e se dovessimo fare la scaletta delle malattie, considerando il comparto del quale oggi stiamo discutendo, partendo dalla peste suina, dall'agalassia, dalla mucca pazza, dalla lingua blu e me ne sono dimenticato forse qualcuna, credo di dover verificare che esse qui si siano radicate, stanno bene, stanno molto bene, difficile cacciarle via. Da tempo immemorabile noi stiamo spendendo diversi miliardi per mantenerle in vita, da altre parti invece riescono a spendere i miliardi per debellarle e cacciarle via. Credo che questo sia il tentativo vero che dobbiamo fare una volta per tutte. Allora, quando si parla di prevenzione, si cerca in tutti i modi di attivarla. Però, assessore Usai, se lei fosse stato tecnico di altro settore avrei trovato anche giustificazioni, dire alibi forse è troppo, siccome lei è un tecnico di quel settore veterinario a cui facciamo riferimento…
USAI, Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Onorevole Sanna, in questa sede, non rispondo a lei della mia professionalità, ma politicamente del mio ruolo di Assessore.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Le sue conoscenze tecniche non la esimono, non le fanno perdere nemmeno un po' della sua responsabilità. Non si inquieti.
USAI, Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Non mi inquieto se lei non fa riferimento alla mia professionalità.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Prometto di non trattarla male, non si inquieti, ci conosciamo da troppo tempo…
PRESIDENTE. Assessore, la prego.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). E io Presidente, la prego di farmi recuperare. Faccia l'arbitro!
Assessore Usai, ci conosciamo troppo bene, non si inquieti perché vedrà che non la faccio inquietare più di tanto.
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, prosegua il suo intervento, non colga le interruzioni.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Io proseguo il mio intervento quando mi si consente di poter parlare senza interruzioni. Quando mi si interrompe, mi permetta anche lei di poter finire il mio intervento.
La prevenzione, assessore Usai, va estesa a tutti i settori, non limitata a quello del quale lei si sta occupando; va estesa anche a quei settori dove certe calamità si ripetono con una frequenza costante, per esempio di alluvioni in questa Regione non se ne parla solo dall'ultima alluvione che c'è stata, ma se ne parla da tempo, così come si parla di siccità da diversi anni. Siccome sappiamo benissimo che si sta andando purtroppo in progressione, la prevenzione diventa d'obbligo e quella che non è stata fatta prima deve essere accelerata enormemente in questo momento, diversamente le emergenze continueranno. Io non scherzo del tutto dicendo che c'è un portatore sano, credo che sia anche la verità; è necessario, ripeto, attivare al più presto tutta la programmazione di settore perché lo stesso assessore Oppi, pur richiamando l'intervento del collega Manca, credo che non l'abbia capito, perché così è, se lui mi dice che il gruppo di Nuoro è quello al quale teniamo di più perché è il più numeroso, essendo il cuore dell'economia di questo settore, dopodichè nei fatti vengono assegnati dieci veterinari a Nuoro e dieci veterinari a Lanusei. Non vedo l'attenzione particolare!
OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Io non assegno niente; è competenza dell'unità di crisi.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Sono sensibili ai richiami, Presidente, sono sensibili. Io non gli ho toccato niente, glielo posso garantire perché da questa distanza non ci riuscirei, neanche una scena boccaccesca potrebbe consentirmelo. Allora dieci veterinari a Lanusei, dieci veterinari a Nuoro: mi si deve spiegare se questa è la giusta ripartizione, la giusta attenzione quando Nuoro ha, rispetto a Lanusei, in fatto di aziende, di capi ovicaprini e di capi bovini, un volume superiore di ben cinque volte. Se questa è la ripartizione, è forse questa una buona programmazione di settore, la giusta attenzione che merita quel comparto a cui ha fatto riferimento?
OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. E' difficile capirlo ma non avremmo dovuto mandare neanche un veterinario.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Assessore, ascolti, i suoi mal di pancia non sono i miei mal di pancia, mi lasci parlare, lei mi deve lasciar parlare. Io l'ho ascoltata in religioso silenzio.
OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Anche le sue frustrazioni non sono le mie frustrazioni.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Io l'ho ascoltata in religioso silenzio anche quando ha parlato di cammelli, di lama, con la sua grande preoccupazione, ma lei non distingue un cammello da un dromedario perché non sa contare fino a due, lasci perdere!
Presidente, per cortesia, mi rivolgo a lei se c'è, se non vuol fare il vigile, faccia il semaforo, ma faccia qualcosa perché a questo punto è impensabile continuare!.
COGODI (R.C.). Ma lei è il Presidente di questa Assemblea!
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, lei così complica le cose, lo sa.
COGODI (R.C.). Ma come si fa a dare del cammello ad un collega che sta parlando? Ma dove siamo? Ma lei sta presiedendo il Consiglio regionale o che cosa? Ma non è possibile!
OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ma devi sempre intervenire, ma perché non ti fai i fatti tuoi?
COGODI (R.C.). Mi vuoi impedire di parlare? Ma tu mi hai impedito qualche volta, non mi impedirai mai!
PRESIDENTE. I lavori del Consiglio sono sospesi per qualche minuto.
(Il Presidente abbandona l'Aula)
(La seduta, sospesa alle ore 21 e 06, viene ripresa alle ore 21 e 11.)
PRESIDENTE. Colleghi riprendiamo i lavori con un po' più di silenzio e di attenzione. Prego l'onorevole Giacomo Sanna di riprendere il suo intervento, la prego di scusare l'interruzione ma era necessaria. La informo che eravamo arrivati al diciannovesimo minuto del suo intervento.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Considerando tutto il circo?
PRESIDENTE. No, netti.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Allora, credo che continuare il discorso venga anche male; come avrei grosse difficoltà a fare apprezzamenti su degli animali perché farei un torto agli animali; però, visto e considerato che per qualcuno lo sport preferito è creare questo tipo di clima in Aula, e che rivolgere ad alcuni Assessori, e meno male solo ad alcuni, delle domande e delle osservazioni, forse anche far capire che qualche errore si è commesso, diventa sempre più difficile. Vuol dire che sarà necessario agire in modo diverso, perché quando non funziona l'Aula ognuno è libero di dire ciò che pensa nel modo educato, nel modo giusto, ma non di perdere l'occasione per utilizzare le proprie capacità, se ne ha, per far capire a chi non vuole capire che questa è un'Aula consiliare, che è l'Aula del Consiglio regionale e non il bar a fianco, dove si può anche discutere e scherzare; ma quando la serietà dell'argomento lo richiede, come questo che è in discussione, credo che certi atteggiamenti dovrebbero non essere presenti. Ma ognuno ha la sua maturità, e la propria sensibilità è quella che conta.
Assessore Usai, parlo solo con lei perché così mi conviene. Ci conosciamo da tanto tempo, un tempo nel quale la politica non aveva senso; allora, mi viene più facile dialogare con lei, e dico dialogare. Prima di tutto le voglio avanzare un'osservazione: il fatto che si dica che non c'è nessun vaccino, credo che possa solo preoccupare enormemente i nostri allevatori. Perché dire che non c'è alcun vaccino sembra quasi una condanna, e oggi io credo che i nostri allevatori abbiano dato il massimo della loro sensibilità e che essa vada supportata in modo diverso; vada supportata intanto con un'informazione capillare, perché non è pensabile andare in giro per la Sardegna e sentirsi porre delle domande alle quali molti di noi non sono in grado di rispondere, io per primo non conosco i particolari, non sono un tecnico del settore, e quindi ho difficoltà ancora maggiori.
L'informazione capillare serve per rasserenare, per tranquillizzare, per mettere al corrente giustamente i nostri allevatori su ciò che state facendo, su ciò che volete fare, su quali percorsi intendete procedere, sui comportarmenti da adottare e gli atteggiamenti da assumere; in caso contrario ognuno utilizza il santo "arrangiati", perché questo sta avvenendo. Dove non è arrivata notizia, si stanno attivando da soli, ognuno con le proprie conoscenze, sia professionali che personali.
Io non voglio abusare del tempo a disposizione, perché c'è qualche altro collega che deve parlare, ma come già accennato dal collega Pacifico, al contrario invece di ciò che è stato detto nei pochi interventi della maggioranza durante i quali si è continuato a dire che tutte le associazioni erano state informate, vorrei portare alla vostra attenzione la pagina di un giornale di categoria, dei primi di ottobre, nella quale è pubblicata la dichiarazione di un responsabile della categoria che dice che sui tavoli della Coldiretti non è arrivata una sola informazione scritta da parte degli Assessorati regionali dell'agricoltura e della sanità che desse conto della gravissima crisi in atto, e ancora "bla, bla, bla".
E' sintomatico: l'informazione non è arrivata neanche dove doveva arrivare. Lei ha testimoniato dicendo che si è predisposto un tavolo verde il 27 settembre. E allora è in contraddizione chi, come responsabile della categoria, scrive queste dichiarazioni. Io non voglio mettere in dubbio la sua…
(Interruzione del consigliere Contu)
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Ce l'ha anche lei? Mi fa piacere, è arrivato a tutti, onorevole Contu, ce l'hanno dato gratis, quindi lei non ha pagato niente. Detto questo, credo che sia necessario fare molta chiarezza. Forse troppo silenzio, troppe cose si sono tenute in una stanza su questo problema; è necessario aprire le porte e le finestre di questa stanza e far sì che le notizie vengano divulgate, l'informazione fuoriesca, la gente si rassereni, sappia a che cosa sta andando incontro, perché diversamente, stante qualche intervento di stasera, la stampa va a recepire solo gli aspetti negativi e cioè che non c'è vaccinoe che gli allevatori sono condannati a veder morire le lorogreggi, a veder morire, forse definitivamente, la loro attività.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Emanuele. Ne ha facoltà.
SANNA EMANUELE (D.S.). Signor Presidente e onorevole colleghi, farò due brevissime considerazioni, perché la giornata è stata abbastanza deludente. La prima considerazione è sulla Giunta.
Stamattina il Presidente Floris ci ha garbatamente consigliato di usare un altro strumento regolamentare per affrontare in maniera più stringente e produttiva questo drammatico problema. Noi, onorevole Floris, abbiamo usato quello strumento più di un mese fa, esattamente il 10 settembre quando abbiamo chiesto la convocazione straordinaria del Consiglio, e deliberatamente non abbiamo presentato una mozione in Consiglio regionale, ma abbiamo chiesto, in Conferenza dei Capigruppo, che fosse la Giunta a fare comunicazioni in Consiglio e a dare l'opportunità all'Aula, in una situazione già molto preoccupante, di discutere.
I colleghi di Alleanza Nazionale, che hanno dato un preziosissimo contributo a questo dibattito, vedo che hanno voglia di parlare adesso!
FRAU (A.N.). Qualcosa da dire l'avremmo avuta.
SANNA EMANUELE (D.S.). Ma vi hanno interdetto. Ho capito che vi hanno interdetto. Quel dibattito, che è stato serio e, come lei sa, approfondito, si è concluso con due ordini del giorno. Io capisco che la Giunta e la maggioranza non potessero accettare, come dire, l'analisi e le critiche, già abbastanza esplicite da parte dell'opposizione e delle minoranze sull'operato della Giunta, che manifestava già in quella data limiti molto preoccupanti, però io continuo a non capire, lo dico in particolare all'assessore Pittalis, perché ci ha dato una mano per mettere in votazione il nostro ordine del giorno, mentre il Presidente sembrava interpretare diversamente - in quel momento e in quella seduta, - il Regolamento; continuo a non capire il perché la maggioranza si sia chiusa a riccio in quella circostanza dissennatamente e non abbia approvato il dispositivo del nostro ordine del giorno.
Che cosa c'era di anomalo, di eversivo, nel dispositivo dell'ordine del giorno della Coalizione Autonomista e dei Sardisti a conclusione di quel serrato dibattito del 19 settembre scorso? Voi avete scelto una linea autarchica, signor Presidente, avete scelto una linea propagandistica. Io ho ascoltato con molta attenzione l'assessore Oppi ed anche l'assessore Usai. "Abbiamo fatto tutto il possibile" ha detto l'assessore Oppi, il quale ha ripreso puntualmente i tredici punti del dispositivo della nostra mozione, e ha cercato di spiegare che cosa si è fatto attorno a tutti i problemi che noi abbiamo sollevato. Ma il risultato, onorevole Oppi, è che, dai primi di settembre, quando lei è venuto in Commissione e ha previsto una moria e un abbattimento forse in provincia di Cagliari di diecimila capi, rispetto ai venticinquemila capi del precedente rapporto della Giunta di un mese fa in quest'Aula, il numero dei capi sacrificati, morti o abbattuti, si è quadruplicato.
L'Assessore ci dice che è stato fatto tutto e poi conclude così il suo intervento: "Affidiamoci alla buona sorte, alla benevolenza del destino, perché i tecnici ci dicono che nonostante quello che abbiamo fatto può darsi che l'anno prossimo la malattia ritorni e diventi endemica in Sardegna, oppure che, anche se non facciamo niente, può darsi che la prossima primavera gli allevamenti e la zootecnia sarda siano in perfetta salute". Io non credo che ci possiamo, signor Presidente e cari colleghi, rassegnare a questa ineluttabilità del destino; questa è una terribile malattia diffusiva ed epidemica che si deve arrestare con i mezzi che la sanità e le attuali conoscenze scientifiche ci mettono a disposizione.
Onorevole Assessore veterinario, noi rispettiamo la sua professionalità, ma attenzione a non continuare a seminare, come ha fatto - secondo me - anche stasera nel suo intervento, pericolose illusioni. Lei sa, come me, che il vaccino non lo avremo nei prossimi mesi, che il vaccino non è neanche autorizzato ancora alla sperimentazione; lei sa queste cose e diffondere queste notizie che vengono riprese dai media ed amplificate in buona fede, come è avvenuto in questi giorni, significa deresponsabilizzare le istituzioni e gli allevatori dai comportamenti più rigorosi che dobbiamo assumere adesso per bloccare l'epidemia e prevenire l'endemia.
Ci ha bombardato di comunicati stampa ed anche di qualche insulto a proposito dell'abolizione del CRAAI, di cui lei sembra avere un particolare rimpianto. La legge soppressiva del CRAAI, la numero 2 del 25 gennaio del 1980, è stata votata dall'assessore Oppi, allora consigliere regionale della Democrazia Cristiana, e non è stata votata da me e dal Gruppo del Partito Comunista di allora. Non è l'orco comunista che ha soppresso quell'ente regionale; e la legge numero 13 del 1986, che ha delegato alle province le funzioni di un ente ormai decotto e chiaramente parassitario, è stata votata da tutti i Gruppi politici presenti in Consiglio regionale.
Per quanto riguarda l'A.R.P.A. (Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente), caro Assessore, il disegno di legge della Giunta è fermo in Commissione ma non per responsabilità delle opposizioni, noi abbiamo presentato due nostre proposte di legge come opposizioni, se quello non procede, se è finito, come altri provvedimenti, in un binario morto, fatevi un laico atto di contrizione. La maggioranza non c'è nelle Commissioni, non cammina. Noi siamo parte della comunità italiana e della comunità europea, signor Presidente! Anche qui apprendiamo che l'assessore Usai ha rapporti continui e quotidiani col Ministro Pecoraro Scanio. Ci fa piacere, però da un lato è pessimista e scarica le responsabilità sul Governo e dall'altro verso è pessimista sull'intervento dell'Unione Europea.
Allora, il Governo ha stanziato 50 miliardi. Io penso che siano un punto di sutura molto superficiale su una malattia e su un danno che ha colpito le strutture profonde e portanti del sistema economico e zootecnico della nostra Regione. Noi dobbiamo battere i pugni, e se è necessario anche altro, per pretendere insieme dal Governo solidarietà nazionale e dall'Unione Europea intervento adeguato per questa minaccia della zootecnia sarda e anche nazionale e comunitaria.
Diceva l'onorevole Pili nel suo intervento - e mi ricordava un altro Pili, Pili maior - che nel 1981, quando avevamo già da due anni la peste suina africana nel territorio della nostra Isola, siamo andati, come sa bene il veterinario dottor Usai, per mesi a condurre una durissima trattativa con gli organi dell'Unione Europea, e il piano di eradicazione della peste suina africana è stato finanziato con 120 miliardi di allora dallo Stato italiano e dall'Unione Europea perché era un'emergenza nazionale comunitaria. Non bastano le lettere, non basta assessore Oppi che ci dica, o l'assessore Usai, che ci sono i fonogrammi, i documenti o i fax di sollecitazione. Voi siete il Governo della Regione Autonoma della Sardegna, e dovevate venire voi in Consiglio regionale a chiedere sostegno e mobilitazione istituzionale. Non lo avete fatto, ed è questa la critica che vi muoviamo!
Infine vorrei dire due rapidissime parole alla maggioranza, signor Presidente. La maggioranza ha confermato, in Aula, una sostanziale indisponibilità a confrontarsi con i Gruppi di opposizione su un problema di eccezionale complessità e soprattutto di eccezionale rilevanza economica e sociale per la nostra Regione, in particolare per il mondo agropastorale che resta, non dimentichiamocelo mai, con la sua laboriosità e con la sua peculiare e consolidata cultura produttiva, una delle leve fondamentali del lavoro e dello sviluppo della Sardegna. Peccato, cari colleghi della maggioranza!
Il collega Corda scriveva tutto il giorno al computer, presenta come un self-service proposte e disegni di legge per sollecitare un maggiore impegno e una maggiore laboriosità dei consiglieri regionali. L'impegno si manifesta in Aula, ascoltando i colleghi che intervengono e replicando e discutendo, anche duramente, collega Corda, se è necessario.
Si è persa una preziosa occasione per ripristinare in quest'Aula una corretta dialettica democratica e insieme il ruolo alto di sintesi politica di questa Assemblea quando si devono affrontare problemi o emergenze cruciali per la nostra comunità regionale, proprio come questa. Potevate contrastare con argomenti, con fatti, con dati e toni anche duri la nostra analisi e le nostre denunce. Potevate replicare nel merito alle nostre accuse, motivate e certificate dall'evoluzione drammatica dell'epidemia di blue tongue, e invece avete preferito una strada, in Consiglio regionale, poco responsabile. Hanno parlato gli speaker, i gendarmi della maggioranza consegnata in caserma, che cova le sue tossine e i suoi conflitti opponendo lo scudo del silenzio verso i Gruppi consiliari. A me ha colpito il silenzio di A.N., in particolare di quei Presidenti di A.N. delle due Commissioni competenti. Andremo in Commissione, domani, cari colleghi, fino a quando non si aprirà uno spiraglio positivo per avviare a corretta soluzione questa drammatica emergenza. Voi avete fatto ostruzionismo a voi stessi e noi non vi seguiremo su questa strada sconsiderata.
PRESIDENTE. I lavori odierni del Consiglio finiscono a questo punto, riprenderanno venerdì 20 ottobre alle ore 10. Nella giornata di domani lavoreranno le Commissioni. .
La seduta è tolta alle ore 21 e 30.
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