Seduta n.456 del 30/10/2008
CDLVI Seduta
Giovedì 30 ottobre 2008
(ANTIMERIDIANA)
Presidenza del Presidente SPISSU
INDICE
La seduta è aperta alle ore 10 e 39.
MANCA, Segretario dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di giovedì 9 ottobre 2008 (447), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Silvio Cherchi, Cugini, Espa e Scarpa hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 30 ottobre 2008.
Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.
del contenimento dei consumi energetici (290)
PRESIDENTE. Bene colleghi, dopo aver votato nella serata di ieri il passaggio all'esame degli articoli, esaminiamo gli articoli. All'articolo 1 sono stati presentati gli emendamenti soppressivo totale numero 75, i sostitutivi totali numero 16, i soppressivi parziali numero 18, 19, 17, 217, i sostitutivi parziali 124, 123, 127, 125, gli aggiuntivi numero 1, 126, 216 e 76.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1 e dei relativi emendamenti:
1. La presente legge, nel dettare la disciplina concernente il governo del territorio regionale, assicura lo sviluppo sostenibile di tutte le attività umane che producono effetti diretti e indiretti sul territorio della Sardegna, senza pregiudizio per la qualità della vita delle generazioni future, nel rispetto della conservazione e riproducibilità delle risorse naturali anche mediante un minore consumo di territorio, e garantisce un uso egualitario delle risorse comuni.
2. La Regione, nel rispetto delle disposizioni costituzionali e in attuazione dell'articolo 3, lettera f), dello Statuto speciale approvato con legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3:
a) disciplina le attività di governo del territorio regionale secondo le norme della presente legge, di intesa con gli enti locali e in modo da assicurare, attraverso un costante coordinamento tra i differenti livelli, modalità di pianificazione condivise e tra loro coerenti;
b) sottopone la pianificazione paesaggistica regionale ad intesa con il Ministero per i beni e le attività culturali (MIBAC), secondo gli indirizzi previsti dagli articoli 133 e 145 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio) e successive modifiche e integrazioni.
3. La presente legge si ispira ai principi di sussidiarietà, coerenza, adeguatezza ed efficienza, mediante l'attribuzione ai comuni di tutte le funzioni relative al governo del territorio non espressamente conferite dall'ordinamento e dalla presente legge alle province e alla Regione.
4. La presente legge si ispira ai principi della semplificazione, dell'efficienza dell'azione amministrativa, della partecipazione e della tutela dei diritti del cittadino. I comuni, e loro forme associative, le province e la Regione attuano, attraverso le disposizioni della presente legge, la responsabilizzazione dei livelli amministrativi preposti allo svolgimento delle procedure, assicurando la certezza dei tempi anche attraverso l'applicazione del principio del silenzio assenso.
Emendamento soppressivo totale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai.
Articolo 1
L'art. 1 è soppresso. (75)
Emendamento sostitutivo totale Masia - Balia - Ibba - Caligaris.
Articolo 1
PRINCIPI
La Regione, nel rispetto delle disposizioni costituzionali e in attuazione dell'articolo 3, lettera f), dello Statuto speciale approvato con legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3, disciplina le attività di governo del territorio regionale secondo le nonne della presente legge, di in tesa con gli enti locali e in modo da assicurare, attraverso un costante coordinamento tra i differenti livelli, modalità di pianificazione condivise e tra loro coerenti. (16)
Emendamento soppressivo parziale Masia - Balia - Ibba - Caligaris.
Articolo 1
Nell'art. 1 è soppresso il comma 1. (18)
Emendamento soppressivo parziale Masia - Balia - Ibba - Caligaris.
Articolo 1
Al comma 2, è soppressa la lettera b).(19)
Emendamento soppressivo parziale Masia - Balia - Ibba - Caligaris.
Articolo 1
Nell'art. 1, al comma 4, sono soppresse le parole: "anche attraverso l'applicazione del principio del silenzio assenso". (17)
Emendamento soppressivo parziale Uras - Davoli - Pisu.
Articolo 1
Nel comma 4 dopo le parole "la certezza dei tempi" sono soppresse le seguenti parole: "anche attraverso l'applicazione del principio del silenzio assenso". (217)
Emendamento sostitutivo parziale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai.
Articolo 1
Nel comma 1 le parole "nel dettare la disciplina concernente il governo del territorio" sono così sostituite: "in attuazione a quanto previsto dall'art. 117, terzo comma, della costituzione detta le norme di governo del territorio sardo". (124)
Emendamento sostitutivo parziale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai.
Articolo 1
Nel comma 2 lett. Sostituire le parole "sottopone la pianificazione paesaggistica regionale" con "sottopone la pianificazione paesaggistica adottata dal Consiglio regionale".(123)
Emendamento sostitutivo parziale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai.
Articolo 1
La presente legge riconosce ai comuni le funzioni relative alla pianificazione e governo del territorio nel rispetto dei principi di sussidiarietà , coerenza, adeguatezza ed efficienza, fatte salve le pianificazioni di competenza della regione previste dalla presente legge. (127)
Emendamento sostitutivo parziale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai.
Articolo 1
Nel comma 4, le parole "assicurando la certezza dei tempi anche attraverso l'applicazione del principio del silenzio assenso" sono così sostituite:
"assicurando il rispetto dei tempi previsti dalle apposite normative anche attraverso l'applicazione del silenzio assenso". (125)
Emendamento aggiuntivo Liori - Diana - Moro - Sanna Matteo - Artizzu - Murgioni - Ladu - Cuccu Franco Ignazio - Cappai - Amadu - Pittalis - Contu - La Spisa - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Capelli.
Articolo 1
Nel comma 1, dell'articolo 1, dopo le parole: "assicura lo sviluppo sostenibile" introdurre: "in totale sicurezza idrogeologica". (1)
Emendamento aggiuntivo Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai.
Articolo 1
Nel comma 2, lett.a), dopo le parole "tra loro coerenti" sono aggiunte le parole "Tutti gli atti, le deliberazioni e le direttive sono sottoposti alla preventiva approvazione della conferenza Regioni - Enti Locali". (126)
Emendamento aggiuntivo Uras - Davoli - Pisu.
Articolo 1
Nel comma 4, dopo "silenzio assenso", aggiungere "alle sole istruttorie tra i soggetti della pianificazione di cui al comma 1 dell'art.3 della presente legge". (216).)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Sì Presidente, vorrei chiedere la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Dobbiamo aspettare ancora qualche minuto, onorevole La Spisa. Fra cinque minuti votiamo la verifica del numero legale.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 43, viene ripresa alle ore 10 e 46.)
PRESIDENTE. Va bene colleghi. Se prendiamo posto e se prendono posto anche i segretari, un altro Capogruppo che insieme all'onorevole La Spisa chiede la verifica? Oppure i consiglieri.
(Appoggia la richiesta il consigliere Capelli)
Prima verifica del numero legale
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
Prendo atto che il consigliere Floris Vincenzo è presente.
(Risultano presenti i consiglieri: Agus - Balia - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Capelli - Cappai - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Fadda - Farigu - Floris Vincenzo - Frau - Gallus - La Spisa - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Liori - Manca - Marracini - Masia - Mattana - Murgioni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Rassu - Sabatini - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Spissu - Uggias - Uras.)
PRESIDENTE. Dichiaro che sono presenti 40 consiglieri, non siamo in numero legale, la seduta è aggiornata fra 30 minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 48 , viene ripresa alle ore 11 e 18.)
PRESIDENTE. Bene colleghi, se riprendiamo posto, ripetiamo la votazione per la verifica del numero legale. Prego i colleghi di stare in Aula.
Un Segretario della minoranza.
La richiesta è stata avanzata degli onorevoli La Spisa e Capelli.
Seconda verifica del numero legale
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
Prendo atto che i consiglieri Gallus, Giorico e Murgioni sono presenti.
(Risultano presenti i consiglieri:Agus - Amadu - Atzeri - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda - Farigu - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gallus - Gessa - Giorico - Ibba - La Spisa - Ladu - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Masia - Mattana - Milia - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Franco - Sanna Matteo - Sanna Simonetta - Serra - Spissu - Tocco - Uggias - Uras - Vargiu.)
PRESIDENTE. Sono presenti 63 consiglieri, siamo in numero legale.
Possiamo procedere nel lavoro di esame dell'articolo 1 e degli emendamenti, che ho prima richiamato.
Dobbiamo mettere in votazione il titolo: "Disciplina per il governo del territorio regionale".
Metto ora in votazione il titolo. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Siamo alla discussione dell'articolo 1.
E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Ma intanto in apertura, signor Presidente, mi permetta di esprimere solidarietà al mondo della Scuola, genitori, studenti, insegnanti, oggi nelle piazze italiane per manifestare contrarietà nei confronti di un decreto, ormai trasformato in legge, che penalizza pesantemente la scuola pubblica…
PRESIDENTE. Colleghi, non siate intolleranti…
CALIGARIS (Gruppo Misto). … ma soprattutto, colleghi, per opporsi…. onorevole Sanjust!
PRESIDENTE. Onorevole Sanjust, se tutte le volte che lei parla d'altro organizzassimo… Onorevole Sanjust, stia sereno e lasci proseguire la collega!
(Interruzione)
Onorevole Sanjust, la invito ancora a… abbiamo capito la sua obiezione!
SANJUST (F.I.). Allora lei faccia rispettare l'Aula!
PRESIDENTE. E allora lei stia in silenzio, altrimenti la faccio accomodare fuori!
SANJUST (F.I.). Allora lei faccia rispettare l'Aula!
PRESIDENTE. Sì, e lei rispetti l'Aula prima di tutto, lei e anche il Presidente, e poi andiamo avanti.
Onorevole Caligaris prosegua!
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Dico che è soprattutto una manifestazione per opporsi ad una logica autoritaria, che si sta diffondendo, per cui chi comanda ha sempre ragione e chi dissente è un nemico della società, e addirittura è un conservatore. Un paradosso che neppure Zenone avrebbe potuto dimostrare e che trova appunto il sostegno, evidentemente, di tanti.
Presidente, ho riflettuto a lungo sul titolo di questa legge, e sulle parole con cui l'assessore Gian Valerio Sanna ne ha sottolineato il senso. L'articolo 1, da questo punto di vista, è illuminante e, allo stesso tempo, evidenzia le contraddizioni che caratterizzano l'articolato; contraddizioni, sostengo da Socialista, relativamente alle finalità che una legge urbanistica non dovrebbe contenere. L'analisi urbanistica, secondo quanto è nella cultura collettiva dei cittadini, deve contemplare tutti gli aspetti statici e dinamici che fanno parte del territorio, considerato con una sorta di animismo un organismo vivente. Una legge quindi dovrebbe prospettare norme di carattere generale in modo attivo, cioè condiviso con la comunità, rispetto al passato, al presente, e al futuro, anzi, direi soprattutto guardando al futuro ed è proprio per ciò che la pianificazione territoriale deve avere come protagonisti gli amministratori con i quali condividere gli obiettivi.
in apertura ho fatto riferimento alla scuola, ebbene, la comunità scolastica, ogni singola classe, opera all'interno di una cornice generale, quella della scuola pubblica statale che detta per esempio le linee di sviluppo conoscitivo per ciascun indirizzo di studio, in quel contesto però ogni singola realtà scolastica nella sua autonomia…
PRESIDENTE. Le chiedo scusa, siamo all'articolo 1 della legge urbanistica.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, sto facendo un esempio pratico, sul rapporto con gli enti locali e quindi sui principi che l'articolo 1 sostiene, che mi sembrano in contraddizione con quanto afferma la legge, è solo un esempio.
PRESIDENTE. Va bene.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Allora, dicevo, che in quel contesto ogni realtà scolastica, nella sua autonomia, conoscendo la comunità locale nella sua specificità, elabora il piano di lavoro e lo articola, addirittura per valorizzare ogni singolo componente. Ovviamente ciascuno deve conoscere qual è l'obiettivo e contribuire a raggiungerlo, ma è localmente che avviene il controllo, governare il territorio significa quindi garantire regole certe a tutti i cittadini, valorizzando il principio della qualità ambientale, coniugando chiarezza ed efficacia dell'azione. Siamo d'accordo con lei assessore Sanna quando afferma che l'attrattività del territorio molto deve alla bellezza naturale, ma se applicassimo questo principio fino in fondo non dovremmo neppure consentire l'ingresso nei parchi ai cittadini in quanto ogni presenza minima dell'uomo altera l'equilibrio della natura, la salute del territorio e la sua vivibilità quindi sono un problema sempre più vivo e richiedono una saggia politica, così com'è la proposta non è soddisfacente, ed è per questo che i socialisti unitariamente hanno proposto dei suggerimenti emendativi, proprio a partire dall'articolo uno, innanzitutto intendo far rilevare come sia contraddittorio porre fra i principi della legge una finalità. Nel comma uno infatti si afferma che legge assicura lo sviluppo sostenibile di tutte le attività umane che producono effetti diretti ed indiretti sul territorio, a me non sembra che questo possa essere considerato un principio informatore, ma è lo scopo che una norma del Governo del territorio intende perseguire, tutti siamo consapevoli che non si può garantire lo sviluppo sostenibile con una legge, sono la nostra vita, il modo con cui consumiamo i beni, le modalità di comportamento su ogni aspetto della quotidianità, ad incrementare o ridurre la velocità del degrado del sistema. C'è la questione della velocità con cui viene dissipata l'energia, i rischi per la nostra sopravvivenza e per il futuro della specie umana.
Insomma, il concetto di sostenibilità é l'insieme delle relazioni tra tutte le attività umane le relative interazioni e i rapporti con gli equilibri dell'intero sistema. Queste relazioni devono consentire lo sviluppo della vita umana, il soddisfacimento degli individui e dei loro bisogni sociali, in modo tale che le modificazioni apportate alla natura, quindi al territorio, non distruggano il contesto fisico globale, in realtà come socialista sono tra coloro che sono convinti della necessità di ripianare il disequilibrio sociale, tra gli esseri umani e insieme e quello con la natura, se davvero si vorrà promuovere uno sviluppo sostenibile, e sono tra coloro che ritengono ineludibile un intervento serio per garantire la giustizia tra le persone che animano la società e per l'impiego equilibrato dei beni, senza condizioni di estrema ricchezza o di estrema povertà ed è proprio su questo che si gioca il presente e il futuro anche della nostra Regione. Ecco perché sorprende che in un comma si possa garantire, ma forse si voleva piuttosto dire promuovere, lo sviluppo sostenibile. Analogamente risulta del tutto impraticabile la garanzia da parte della Regione di un uso egualitario delle risorse comuni, d'altra parte nella lettera b del secondo comma dell'articolo 1 la Regione sembra voler abdicare alla propria autonomia, non si comprende infatti la ragione per mettere in legge l'esigenza di sottoporre la pianificazione paesaggistica ad un'intesa con il Ministero. Gli emendamenti proposti richiamano anche la necessità di rivedere, cancellandola, la pratica del silenzio assenso che a nostro avviso appare troppo pericolosa. Insomma, tutti questi aspetti richiedono, in questo articolo, una particolare attenzione perché intervenire sui principi significa condividere il valore della conservazione delle qualità naturali esistenti con i cittadini che vi risiedono, e quindi con gli enti locali, significa promozione e ricerca di nuove qualità ambientali, sottraendo via via il territorio, quando è necessario, anzi indispensabile, proprio agli abusi che spesso i privati senza scrupoli, ma non solo, vi hanno prodotto, significa agire suo patrimonio esistente favorendo, così come avviene per i rifiuti, la cultura del riutilizzo dei beni, e lei assessore Sanna che ha indicato nel 25 percento il patrimonio non utilizzato ha messo già l'accento su questo aspetto. Quindi, io credo che i suggerimenti emendativi che richiamano sostanzialmente al principio delle disposizioni costituzionali siano sufficienti ed è per questo motivo che noi abbiamo proposto di mantenere in piedi sostanzialmente il comma 2 dell'articolo 1 ed eliminare tutte le parti che risultano un di più, anche considerando che quanto è previsto dal comma 3 fa parte della normativa in quanto è ovvio che la legge regionale debba ispirarsi ai principi della sussidiarietà, della coerenza, dell'efficienza e dell'adeguatezza.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Una legge più importante di questa inizia esattamente con le parole: "e in principio fu la luce!", in questa legge che vuole evidentemente tentare di dare luce e chiarezza alle finalità e ai principi del governo del territorio in Sardegna, credo che non ci sia confronto, che qui non ci sia quella chiarezza di cui avrebbe bisogno questa legge. La prima riga dell'articolo 1 recita testualmente: la presente legge nel dettare la disciplina concernente il governo del territorio regionale - e prosegue - e omette di dire che nel prosieguo di tutti gli articoli che introduce, del governo del territorio, di questo territorio, va a fare analisi e soprattutto pianificazione soltanto nell'1 per cento del territorio, nel senso esattamente che si è drammaticamente dimenticato che gran parte del territorio della Sardegna ha una vocazione agricola, quindi non c'è nessun articolo, in tutto il testo, che parli dei terreni agricoli, noi non sappiamo che cosa accadrà, se davvero vogliamo rivendicare capacità di governo del territorio io credo che sia essenziale innanzitutto metterci d'accordo su un punto, che il territorio è tutto, è rappresentato dai 24 mila chilometri quadri ed oltre che costituisce il territorio della Sardegna. Questo perché non accada ciò che inevitabilmente accadrà una volta esitata questa legge, perché continueranno altrimenti a vigere dei vincoli su gran parte del territorio, che poco hanno a che fare con una legge che invece dovrebbe essere pertinente al governo del territorio. Parlo ovviamente del Piano Paesaggistico Regionale che ha introdotto i vincoli nei terreni agricoli. Si parla poi, nel proseguo sempre dell'articolo, del cosiddetto principio di sussidiarietà, che viene riconosciuto come principio base della pianificazione successiva che è dentro l'articolato. Anche in questo caso bisogna riconoscere, al di là di tutte le critiche che possono essere mosse al testo, che questa sussidiarietà è intesa in maniera abbastanza anomala. Nel senso che il richiamato principio di equiordinazione, tra Comuni, Province e Regione, è difficile da percepire e mi pare che l'avessimo già richiamato anche in discussione generale, e qui è presente, tra l'altro, l'Assessore che aveva fatto questa affermazione, un'affermazione forte che diceva: cosa proibisce alla Regione di sostituirsi a un ente locale che si dimostra incapace di governare il proprio territorio, quando sia palese questa carenza di governo locale. Siccome è un'affermazione forte, come tale deve essere veramente analizzata nel complesso. Perché il principio di sostituzione è un principio delicatissimo che se da un lato, noi tutti, riteniamo assolutamente necessario, in determinati casi, in determinate fattispecie giuridiche, è evidente che è però uno strumento in mano al Governo regionale, in mano alla Giunta regionale, in meno probabilmente al Presidente della Regione, che davvero fa paura. Perché allora bisognerebbe entrare nel merito preciso di quel confine che ci consente di poter determinare la negligenza dell'autorità locale, nel principio del governo del proprio territorio. Solo a quel punto far scattare il meccanismo sostitutivo, che qualificherebbe l'intervento della Regione. D'altro canto l'articolo 117 della Costituzione intende in maniera diversa il potere di copianificazione da parte naturalmente dei Comuni, della Provincia e della Regione, mettendoli su un piano paritario.
PINNA (P.D.). E' il 118.
PISANO (Riformatori Sardi). 118, scusi Presidente, da lei accetto assolutamente le indicazioni, anzi la ringrazio. Quindi, in questo senso proprio perché è evidente che questo riconoscimento deve avvenire su un piano di uguaglianza del potere di governo. Ma se noi andiamo a verificare il processo di formazione dello strumento più importante, probabilmente, che è il PUC, e quindi il Piano Urbanistico Comunale, noi ci accorgiamo che alla fine vi è un controllo gerarchico della Regione, attraverso il sistema del processo di coerenza dello strumento a tutti gli strumenti di pianificazione regionale, che appare gigantesco rispetto, appunto, all'interpretazione invece del livello ugualitario del governo in mano ai Comuni, Province e Regione. Diventa difficile pensarlo, perché noi sappiamo quanto è stato, in questi anni ultimi - e non negli ultimi soli quattro anni naturalmente - difficile riuscire ad arrivare a un processo finale snello, veloce di approvazione dei Piani Urbanistici Comunali. E se noi anziché alleviare, snellire questo processo lo appesantiamo ancora di più con pareri che sono i più disparati, quello del Ministero dei beni culturali, ad esempio, che bloccherebbe per 45 giorni ovviamente la pianificazione, quello relativo naturalmente al Piano strategico ambientale che pure costituisce un gradino, e quindi una soglia che dovrà essere superata perché il Piano Urbanistico Comunale possa ritenersi approvato, io credo che questo livello di pianificazione così oppressivo, così ossessivo oserei dire, ci porta indietro anche nel tempo. Dice qualche famoso urbanista, che tra l'altro io credo abbia collaborato anche alla stessa stesura di questo progetto di legge: state attenti perché vi sono alcune indicazioni che non sono molto condivisibili. Ad esempio, l'istituto della perequazione che voi state introducendo è un istituto molto sano che consente di risolvere molti problemi, ma come l'avete introdotto dandogli una valenza molto ampia rispetto al territorio per il quale dovrebbe essere utilizzato, è pericolosissimo. Cioè io la perequazione la posso usare bene, ed è ottima da questo punto di vista, all'interno di un Piano attuativo, di un PIA come voi lo chiamate, ma non ha più senso utilizzare lo stesso strumento dentro un livello più ampio che potrebbe essere il Piano Urbanistico Comunale. Perché diventa troppo strumentale l'utilizzo di questo istituto in funzione, naturalmente, di principi più generali che sono anche a rischio, tra l'altro, di illegittimità costituzionale, dice lo stesso urbanista. Io posso compensare qualche cosa all'interno di una pianificazione stretta, ma è difficile pensare che io possa restituire diritti, che diventano naturalmente anche valutabili da un punto di vista patrimoniale, in funzione di uno strumento così ampio come il Piano Urbanistico Comunale. Ecco io credo che l'articolo 1 debba essere riscritto anche in quelli che sono i principi…
PRESIDENTE. Prego, concluda onorevole.
PISANO (Riformatori Sardi). …debba essere riscritto in modo tale da rappresentare quella che è la finalità effettiva di questa legge.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pisano.
E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Molto brevemente Presidente, per illustrare gli emendamenti che abbiamo proposto all'articolo 1 sotto il profilo del significato che noi attribuiamo proprio a questi emendamenti. Sul contenuto dell'articolo 1, devo dire, noi abbiamo una posizione di sostanziale e generale condivisione. Riteniamo che siano, in modo particolare, specificati i principi a cui la legge ritiene di attenersi, anzi, il lavoro che tenteremo di fare nel corso della discussione è proprio di aiutare, perché questi principi poi siano coerentemente sviluppati lungo tutto il testo. Per cui, introdurre concetti, che peraltro stiamo ripetendo in gran parte degli atti normativi che riguardano la pianificazione territoriale e comunque l'intervento regionale nel governo del territorio e dei beni comuni, dire che sono principi a cui attenersi: evitare il pregiudizio della qualità della vita delle generazioni future, quindi conservare il patrimonio ambientale e naturale intatto - anzi, noi ci spingiamo ancora oltre: recuperando ciò che è stato compromesso -; il rispetto della conservazione e della riproducibilità delle risorse naturali; determinare una controtendenza rispetto alla cultura di questi anni che è stata devastante, che noi paghiamo, che pagano in questi giorni i cittadini dell'area a sud di Cagliari, la pagano subendo le conseguenze tragiche di un pessimo, in quel caso, governo del territorio e degli interventi su quel territorio ai fini di residenza e di attività economica. Quindi, introdurre il concetto del minore consumo di territorio ci aiuta a rimediare rispetto ad un orientamento sviluppista, che più che sviluppista era di crescita economica senza ritegno, tutto fondato sul consumo delle risorse naturali, che ha accompagnato anche per decenni la cultura del dopoguerra di classi dirigenti politicamente connotate in modo diverso, non solo moderato, ma anche di sinistra, ma anche di cultura di ispirazione socialista e comunista. Quindi, è una revisione importante di questi atteggiamenti che si stabilisce in legge. Garantire un uso egualitario delle risorse comuni è poi un principio necessario… noi oggi abbiamo la commercializzazione dell'acqua, c'è chi va per strada e per le piazze a sostenere che l'acqua è una merce e che deve essere sottoposta ad una gestione speculativa, in funzione anche di arricchimento personale e privato di gruppi finanziari, di grandi multinazionali della gestione delle risorse naturali. Questo avviene in altri Paesi, sistematicamente, e si profilano le guerre sull'acqua, in ragione del comportamento negativo di una cultura manageriale dei predatori. Io suggerisco a tutti di andare a cercarsi un libriccino che ha scritto Gamblait - che non è un veterocomunista, è uno che ha accompagnato Roosevelt nelle fasi più difficili e più complicate della storia degli Stati Uniti, quando cioè si trattava di uscire da crisi profonde - che configura la classe dirigente che regge le sorti dell'economia, negli Stati Uniti e nel mondo, come una classe di predatori, che non hanno nulla, che non investono e non rischiano nulla, e il loro capitale, badate, è prevalentemente costituito dal capitale risparmiato dai singoli cittadini, dalla massa dei lavoratori, e questa classe dirigente è fatta di manager che pensano al loro personale profitto. Noi ne abbiamo piene - piene, ripeto - non solo le banche, non sono gli istituti di credito, anche le istituzioni! E dopo aver depredato il danaro privato dei lavoratori, adesso vogliono depredare il danaro pubblico dei cittadini, per rimediare ai guasti di una cultura dello sviluppo e del consumo che hanno iniettato, attraverso i media, in modo massiccio alla nostra società. Sarebbe gente da andare a cercare con i forconi, da chiudere in qualche angolo, da mettere in gabbia, per impedire che continui a danneggiare, e invece no, sono lì a darci le ricette per uscire fuori dalle condizioni di crisi in cui hanno gettato non un Paese, non una regione, non uno Stato, neppure un continente, il mondo intero! E ancora si vede sparsa questa cultura del consumo disastroso, dei diritti… di chi? Dei diritti di chi ha privilegio a mantenere il privilegio, a danno di tutti!
Intervengo solo - e chiudo - per dire che su una cosa di questo articolo non siamo d'accordo. Non siamo d'accordo nel condividere un'idea della semplificazione che si fonda sull'assenza della pubblica amministrazione, cioè sul fatto che la pubblica amministrazione non riesca a rispondere, per sue inadeguatezze, nei tempi che sono necessari a consentire l'esercizio pieno dei diritti di cittadinanza, e quindi dei diritti dei cittadini, anche utenti, e per raggiungere l'obiettivo la cosa più semplice è dire che si determina la condizione del silenzio-assenso: tu fai la domanda, se entro trenta giorni non ti rispondo, la domanda è accolta. In materia urbanistica, in materia edilizia, badate, ma non solo anche in materia di attività produttive, noi abbiamo una posizione chiara; siamo contrari anche alla circolare, alla direttiva che è stata emanata in attuazione delle norme sullo Sportello unico delle attività produttive, sotto questo profilo. Perché la preoccupazione principale nostra, di legislatori, e degli amministratori, quindi della Giunta in questo caso, ma vale per il Governo, vale per tutti i livelli istituzionali, non è quello di trovare un modo per risolvere attraverso il silenzio-assenso, ma deve essere quello di provare a risolvere attraverso l'organizzazione degli uffici della Regione, dei Comuni, dei soggetti cioè destinati alla pianificazione, al governo dell'edilizia, al governo del territorio e all'attuazione delle norme urbanistiche. Quindi, io mi sarei aspettato - lo devo dire - che a conclusione di questo comma, anziché il riferimento al silenzio-assenso, ci fosse: la Regione promuove un'assunzione di massa di cinquecento ingegneri e li mette a disposizione del sistema delle autonomie locali, dei soggetti della programmazione della pianificazione territoriale, perché possano rispondere adeguatamente ai cittadini.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uras. E' iscritto a parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, questa legge, di cui la Sardegna ha ed aveva bisogno, comunque, è una legge che a mio parere è arrivata troppo presto in Aula, ed è una legge che, pur cercando di dare risposte - e molte ne ha date agli annosi e innumerevoli problemi della nostra Isola in campo urbanistico, edilizio e quant'altro -, proprio per la fretta che forse si è avuta nel portarla in Aula, ha delle carenze che mi sono state segnalate (io per professione non faccio né il geologo, né l'architetto, né l'urbanistica o l'ingegnere) e che quindi mi permetto di riportare per l'autorevolezza delle persone che me lo hanno segnalato, e che ho cercato di tradurre anche in emendamenti finalizzati alle manchevolezze di questa legge. Mi permetto di portare un'argomentazione che credo possa essere utile all'Aula. Ancor prima che succedesse tutto questo ultimo disastro, della calamità naturale che ha colpito i comuni di Cagliari e dintorni, Capoterra per primo, per l'intensità e la gravità di ciò che è accaduto, ma anche i comuni di Monserrato, di Cagliari stesso ecc. e qualche comune che si è salvato anche per la - nessuno lo ha detto - per l'attività degli amministratori cito il Comune di Selargius che ha ripulito tutti i canali prima che succedesse questo disastro permettendo all'acqua di defluire mentre altri comuni, ho visto passando all'entrata di Quartu, in barba a tutte le indicazioni anche degli ambientalisti di turno che impedivano di tagliare le canne nei canali che permettono il defluire all'acqua di Quartu adesso il Comune di Quartu ho visto che forte dell'esperienza e del disastro dei comuni vicini si è messo a ripulire canali eliminando la canna dove qualcuno dice: non bisognerebbe tagliare a fare interventi perché ci vanno a dormire gli storni, gli stormi possono andare a dormire altrove però la gente ha il diritto di vivere, come peraltro è anche richiamato, ma non in maniera sufficiente da questa legge, in sicurezza idrogeologica.
Questa legge è ispirata a garantire questa sicurezza idrogeologica non sulla base di un criterio di prevenzione, ma richiama genericamente delle norme, appunto, di recupero di messa in sicurezza del territorio e quindi si occupa soltanto, almeno i richiami della legge questo dicono, dovrebbe occuparsi solamente di recuperare il danno fatto, cioè nelle zone abusive e quant'altro. In realtà la nostra Isola ha bisogno di un'azione di prevenzione, così come in medicina; piuttosto che curare il malato è meglio impedire che si ammali. E la medicina preventiva in tal senso ha dato grandi risultati alla sanità così bisogna che noi entriamo in una cultura, in una cultura che impedisca che accadimenti come quello delle precipitazioni inusuali, che però sono cicliche, abbiamo dati storici che risalgono al 1700 di precipitazioni di questo tipo con grandi calamità anche decine di morti nel Campidano sono successe in questi secoli, si ripetano ciclicamente. Io sono 15 anni qua dentro è la terza volta che ci occupiamo di Capoterra, di Pula e di questi comuni per i disastri che sono capitati. Quindi è impensabile che in tutti questi anni non si sia fatto niente non solo per recuperare, mettere in sicurezza quei territori, certamente cosa gravissima, ma dato che stiamo agendo per dare norme urbanistiche dobbiamo impedire che quello che è successo a Capoterra, un'edilizia selvaggia, un'edilizia disordinata, un'edilizia che si sviluppa in maniera spontanea, perché l'abusivismo questo crea, impedisca che si ripetano episodi di questo genere.
L'importanza di un diverso concetto di un diverso approccio all'urbanistica è evidente, perché una Regione che crea nuovi insediamenti, nuove attività, che crea nuove viabilità le crea in totale sicurezza idrica geologica. Il che vuol dire che una strada non si allargherà più se è fatta secondo criteri che impediscono per esempio il fatto, ricordo quello di Assemini dove la strada statale 130, che passa a ridosso dell'abitato, ha creato una diga allagando tutte le attività che erano alla destra andando verso Iglesias dove per un metro mezzo, 2 metri di altezza l'acqua era stata sbarrata ed impedita nel suo deflusso nazionale naturale da una strada fatta dalla Regione, fatta dall'ANAS, fatto dallo Stato. Quindi assolutamente questo ci dice che non soltanto gli speculatori privati, questo ci dice che è mancata totalmente nella nostra Isola una cultura della prevenzione di questi atti. Del resto a Capoterra abbiamo le scuole costruite nell'alveo del fiume, abbiamo la caserma della forestale che è costruita nel letto del fiume in un isolato è circondata a destra e da tutte le parti, sembra quasi un isolotto dentro il fiume di Santa Lucia; la caserma della forestale l'ente che dovrebbe più di tutti gli altri tutelare, impedire questi scempi in barba a tutte le leggi, ai principi della legge Galli e quant'altro è costruita nel letto di un fiume. Quindi credo che questo la dica lunga su come fino ad oggi noi abbiamo interagito.
L'importanza è notevole, perché la Regione ogni paio di anni arriva a spendere centinaia di miliardi, centinaia di milioni di euro in calamità paralizza l'attività di una istituzione che deve affrontare ogni volta qualche calamità, non è possibile continuare su questa strada. Ecco perché gli emendamenti che io ho presentato e anche il primo articolo contiene concetti ed emendamenti in tal senso indirizzati, io spero che l'Aula sia sensibile e li accolga inducono il legislatore che poi vorrà intervenire come meglio potrà amministrativamente con delle direttive dall'Assessorato, tutto quello che può essere fatto, facendo interagire tutti gli istituti preposti a questo, per favorire che in futuro la nostra Regione garantisca la totale sicurezza idrogeologica dei cittadini costruendo abitazioni, case, aziende, zone industriali, PIA, PUC tutto quello che è possibile che dia direttive e che permetta alle attività umane da quelle di abitazione a quelle lavorative che vengano costruite, appunto, rispettando questi principi, che non sto di certo a spiegare all'Assessore che li conosce meglio di me e che l'Aula può del resto facilmente intuire.
Io auguro a questa legge comunque se accogliesse soltanto questo di arrivare in porto e di realizzare quello che sto dicendo, perché sono certo che la Sardegna nel lungo periodo, costruendo sempre in questi criteri e comunque portando avanti anche l'azione di messa in sicurezza di quanto fino ad oggi è stato mal costruito, cosa che credo che sia comunque dovere di ogni amministrazione pubblica e la Regione non è esclusa, lo Stato e quant'altro qualunque cifra si spenda, i cittadini hanno diritto di andare in treno di andare in macchina senza essere spazzati via, di iniziare un'attività senza che questo si allaghi perché magari gli è stato permesso di costruire in un posto dove non avrebbe dovuto costruire e quant'altro non sto qui ad insistere su concetti già abbondantemente ripetuti. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Sì grazie Presidente. Io inizio cercando anche di evidenziare quello che è successo ieri, è stata una giornata negativa, una giornata negativa per questo Consiglio in particolare perché non s'era mai visto che la Giunta, da quando esiste la Regione, abbia mai bloccato i lavori del Consiglio. Si è recuperato, certamente, e si è recuperato proprio con un voto unanime del centro sinistra che ha detto che questa legge deve andare avanti. Credo che questo fatto ci debba far riflettere e oggi stiamo parlando di quelli che sono i principi, oggi sono i principi di una legge ma ci sono dei principi che non possono essere in alcun modo modificati ed è quello del rispetto di questo Consiglio e di questo organismo che quando viene meno offende tutti i sardi la Sardegna e noi qui che siamo stati eletti.
Dicevo che è stata recuperata l'unanimità col voto del centrosinistra, la volontà di andare avanti con questa legge e noi socialisti lo abbiamo detto fin dal primo momento che questa è una legge di cui si sente fortemente il bisogno, oggi più che mai, oggi più che mai perché in questi anni a nessuno sfugge che l'applicabilità, le interpretazioni di quelle che sono le norme che sono state emanate su questo argomento hanno fatto diventare i cittadini sardi dei sudditi, hanno fatto diventare gli enti locali coloro che hanno dovuto sopportare la pressione di quei cittadini, che volevano capire che fine facevano le proprie risorse, le proprie aspettative. Noi la legge la vogliamo proprio perché dobbiamo superare questa fase, noi vogliamo fare in modo che davvero attraverso questa legge si ritorni alla chiarezza, si ritorni alla certezza del diritto, noi vogliamo davvero salvaguardare il territorio e valorizzare quelle che sono le risorse, ma principalmente vogliamo che si ritorni, si restituisca il ruolo agli enti locali a coloro, che nei territori sono vicini ai cittadini e ne capiscono quelli che sono l'opportunità di sviluppo, e di come devono essere gestite le proprie risorse.
Come socialisti, pur volendola questa legge, non possiamo nascondere che ha bisogno di essere fortemente modificata e non possiamo nemmeno nascondere che proprio dall'inizio si deve vedere questo, perché nel momento in cui si parla di principi beh come si fa a non dire che è una enunciazione dove obiettivamente alcuni aspetti denunciano una situazione del tutto irrealistica. Assicurare come abbiamo già detto lo sviluppo sostenibile di tutte le attività umane è un'esagerazione. Abbiamo presentato un emendamento che proprio in quella linea noi Socialisti vogliamo dimostrare che si deve andare, ed è un emendamento di sintesi che evidenzia in poche righe quello che deve essere il principio. Lo leggo proprio perché mi sembra opportuno evidenziarlo nella chiarezza, poche righe, sono quattro righe: "La Regione, nel rispetto delle disposizioni costituzionali, in attuazione dell'articolo 3, lettera f) dello Statuto speciale della Sardegna, approvato con legge costituzionale 26 febbraio del '48 numero 3, disciplina le attività di governo del territorio regionale secondo le norme della presente legge e di intesa" - questo sì che non è pleonastico - "con gli enti locali e in modo da assicurare attraverso un costante coordinamento tra i differenti livelli modalità di pianificazioni condivise e fra loro coerenti". Questi sono i principi che vanno rispettati, tutto il resto, compreso anche quello che citava la collega, ma anche il collega Uras. Dire nei principi che dobbiamo attenerci al silenzio assenso, ma davvero c'è questo retropensiero. Attenzione, dobbiamo salvaguardare alcune cose fondamentali, già mettiamolo nei principi. Credo che i principi debbano essere alti, credo che attraverso una legge di questo spessore i principi debbano essere davvero quelli di chiarezza, di applicabilità, di rispetto, e quindi di una legge tanto attesa e, logicamente, questo Consiglio si deve far carico di modificare, di migliorare, sapendo che non poteva essere rinviata in Commissione, sapendo che non potevamo rinunciare ad una legge che ponesse fine a questi anni di sudditanza su questi aspetti che sono di governo del territorio ma anche di sviluppo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pinna. E' iscritto a parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.
PINNA (P.D.). Grazie, signor Presidente. Io credo che l'articolo 1 e l'articolo 2, a dire il vero, in Commissione si discussero perché si pensava in un primo momento a un'unica formulazione, poi abbiamo pensato più opportunamente di separare, i due livelli sono due articoli molto importanti, e non possono essere assolutamente considerati due articoli di facciata. Perché? Perché sia nel riferimento ai principi sia al riferimento poi nel 2 alle finalità si affermano, si fanno delle considerazioni di estrema importanza che poi devono trovare, e lo scopo e la preoccupazione della Commissione sono stati proprio quello, di trovare un'adeguata coerenza sia nel riferimento agli strumenti della pianificazione sia nel riferimento anche alle fasi procedurali. Perché sono importanti? Prima di tutto, e questo l'ho detto anche durante la discussione generale, noi stiamo approvando una nuova disciplina per il governo del territorio, cioè questa non è la legge urbanistica, è molto più ampia rispetto alla legge urbanistica. E' vero che in materia urbanistica il nostro Statuto ci riconosce la potestà esclusiva all'articolo 3, però è anche altrettanto vero che l'articolo 117, così come è stato modificato dal 2001, dice che il governo del territorio è materia concorrente, e dice, il quarto comma, che nelle materie di legislazione concorrente spetta alle regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei principi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato. Cioè, il ragionamento che abbiamo fatto in Commissione è molto semplice, la materia urbanistica è stata inglobata nella più vasta materia del territorio, e il territorio esso stesso deve attenersi ai principi fondamentali sanciti appunto dal Codice Urbani in poi, ma che si rifanno in modo fondamentale, a sua volta, all'articolo 9 della Costituzione, e cioè abbiamo detto questo: "Benissimo, la Sardegna vanta una tradizione autonomistica e speciale in materia di urbanistica, oggi siamo chiamati nella corretta interpretazione dell'articolo 117 a mantenere questa tradizione", pur sapendo che però la nostra legge che noi stiamo appunto approvando deve contenere quei principi richiamati appunto dall'articolo 9 della Costituzione, che ci rendono sotto questo punto di vista ancora più autonomi, cioè della serie, poiché l'articolo 9 della Costituzione dice che la Repubblica promuove e tutela il paesaggio e della Repubblica noi siamo parte fondamentale la nostra legge non può non prevedere quegli elementi di rigore che non devono essere affidati all'azione dello Stato, ma che noi, proprio perché abbiamo ritenuto l'autonomia come forma privilegiata di responsabilità, in qualche modo facciamo proprio. Ecco perché il comma 1. Il comma 1 dice che tra i principi fondamentali noi mettiamo al cuore di questa legge la tutela, la promozione, il verbo assicurare non vuol certo dire che esercitiamo un'azione di onnipotenza, però mettiamo la tutela e la promozione dello sviluppo sostenibile, perché riteniamo che il territorio sia uno spazio che abbracci contemporaneamente una pluralità di azioni, e queste azioni devono essere coordinate fra di loro, e questo è un principio che noi mettiamo in legge, sapendo che grava su di noi una grande responsabilità. La capacità che abbiamo oggi noi di tutelare il paesaggio e la sostenibilità o la durevolezza, come dice l'Unione Europea, è la garanzia perché le nuove generazioni possano ricevere in dote un bene che è stato perlomeno preservato. Mi sembra di aver sentito oggi dai giornali e dai notiziari la notizia che ormai la Cina ha superato gli Stati Uniti d'America nella emissione di CO2. Allora, capite perfettamente che è chiaro che noi non siamo né la Cina né l'America, su di noi grava la responsabilità di gestire questo pezzo di territorio, però credo che questo principio, riaffermato nel comma 1, sia importante, ma non semplicemente perché è una semplice enunciazione, ma perché nei vari passaggi successivi della legge e degli strumenti e ai quali dovranno attenersi tutti, perché anche, sentivo prima l'onorevole Pisano, dobbiamo intenderci sull'articolo 114, quando dice che la Repubblica, lo Stato non è più un apparato ma è un ordinamento, ma l'equiordinazione mantiene la distinzione di livelli, perché ci sono livelli legislativi che sono in capo alle Regioni e allo Stato, e ci sono invece funzioni amministrative, e il "118", quando parla anche delle funzioni amministrative, dice che può anche succedere che prevalga l'esercizio unitario e che solamente la legge, e da questo punto di vista la legge è ancora carente, stabilisce esattamente qual è il livello. Però questo non significa che sia che si parli del più piccolo comune della Sardegna, sia che si parli della Regione, sia che si parli dell'Italia noi non possiamo assolutamente prescindere dal rispetto di principi e valori fondamentali che devono diventare prassi. Se vogliamo evitare, d'altra parte in questi giorni devo dire che su questi temi si sono sprecate anche considerazioni e diverse affermazioni. Infatti, il comma 2 dell'articolo 1 dei principi dice due cose fondamentali, dice: "A: ribadiamo l'articolo 3 dello Statuto". Cioè non siamo assolutamente disposti con questa legge a rinnegare quell'autonomia in materia di urbanistica e di edilizia che ci è consegnata dalla Costituzione. E diciamo un'altra cosa, sappiamo perfettamente che la materia paesaggistica, non la materia urbanistica, la materia paesaggistica è una competenza che è prima di tutto posta in capo allo Stato, però abbiamo visto che l'ultima formulazione, il decreto legislativo numero 63 dice che la materia paesaggistica può essere delegata alla Regione e la Regione la può delegare ai comuni o alle loro forme associate, o ai comuni associati, come si diceva. Questo cosa significa, allora? che noi in legge abbiamo previsto, in questo senso, credo, fedeli anche ad una tradizione, mi ricordo, appunto, della legge numero 28, che in maniera, devo dire, in quel testo non così chiara, comunque prevedeva spazi di autonomia anche per questo tipo di materia, tant'è che questo articolo 1, va poi corredato con l'articolo 15, ma l'articolo precedente, il 14, sulla autorizzazione paesaggistica, per cui, lo sforzo verso il quale ci siamo costantemente orientati, è stato proprio quello di creare un raccordo, in modo tale che pur riconoscendo, in questa fase, che la pianificazione paesaggistica non è completamente in capo alla Regione, di fatto prevediamo forme ex ante di intesa e di collaborazione, per semplificare le procedure che noi abbiamo successivamente previsto. Certo, abbiamo detto anche altre cose, abbiamo detto che la semplificazione o, perlomeno, pur nel rispetto, perché la semplificazione non significa che noi vogliamo introdurre in legge scorciatoie che possano in qualche modo premiare i furbi, noi crediamo, è questo lo scopo anche della riflessione che facciamo in questo momento in aula, che questa legge debba e possa essere anche una risposta ai cittadini; chiaramente anche al sistema degli enti locali. Allora, l'alleanza tra la Regione, il sistema degli enti locali e i cittadini, rappresentano uno dei grandi obiettivi che vogliamo perseguire, e la semplificazione ha come obiettivo fondamentale quello di rendere possibile il rispetto dei principi citati nel comma 1 dell'articolo 1.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pinna. E' iscritto a parlare il consigliere Pileri. Ne ha facoltà.
PILERI (F.I.). Sì, grazie Presidente. Sentendo alcuni interventi, sembrerebbe che la salvaguardia dell'ambiente e la tutela sia una prerogativa di una sola parte politica. Io credo che non ci sia una forza politica, sia di destra, sia di sinistra, che possa da sola governare il territorio, che possa erigersi a difesa, come l'unica componente a difesa dell'ambiente. In questi anni, anche alla luce di quanto è successo in questi giorni, dei gravi fatti che si sono rivelati e che sono accaduti, evidentemente bisogna aprire una riflessione che deve portarci a trovare responsabilità in tutte le forze politiche, siano esse di centrodestra o centrosinistra, ma, soprattutto, sulle persone che forse hanno amministrato in questi anni, si a livello regionale, si a livello comunale. Assessore, lei, in chiusura della discussione generale ha detto: ho sentito e sento dalle opposizioni la solita nenia; beh, io, Assessore, la invito a riflettere su quanto accaduto soprattutto ieri, in aula, quando su un tema così importante, così difficile, e in un contesto anche così drammatico, in cui si è parlato di errori urbanistici, la maggioranza non ha avuto il coraggio di iniziare il dibattito della legge, abbandonando l'aula, quindi, questo è un fatto assolutamente grande, solo con molta fatica si è riusciti a ricomporre i numeri per poter andare avanti con la votazione e, quindi, è giusto e sacrosanto governare il territorio, però, governare non significa solo imporre dei vincoli, dei vincoli che a volte sono sterili, dei vincoli, come quelli posti dal Piano paesaggistico regionale, che non governano in maniera chiara l'uso del territorio; una legge deve governare il controllo, il rispetto, la tutela, ma deve anche governare l'uso del territorio. Tant'è vero che il titolo della legge non è forse idoneo, non è all'altezza, perché si parla di "disciplina per il governo del territorio regionale", quando invece una legge...
(Interruzioni del consigliere Pinna)
... Scusi, Presidente, non è da lei... quando invece una legge che ormai è datata, ha i suoi anni, come la legge 45/89, detta come titolo: "norme per l'uso e la tutela del territorio regionale", quindi "uso e tutela del territorio regionale". Assessore, la nostra posizione, nell'ambito dell'opposizione in questo Consiglio regionale, ovviamente è una posizione critica, così come abbiamo espresso nelle relazioni e negli interventi durante la discussione generale. Non è critica sulla necessità di tutela del territorio, quella è una necessità impellente che, anche per noi, è, forse, il primo motivo per poter scrivere e fare una legge importante, ma noi siamo critici sull'impostazione generale della legge e anche sul posizionamento temporale di questa legge, rispetto ad altri importanti atti di pianificazione urbanistica come il Piano paesaggistico regionale che, come abbiamo detto, andrebbe modificato e corretto, e questo non è stato fatto, come la necessità di fare le direttive, quindi gli atti di indirizzo che voi oggi state proponendo nell'ambito della legge che noi abbiamo chiesto che, invece, fossero degli atti indipendenti da approvare in Consiglio regionale con apposita procedura, atti che sono necessari, ma che avrebbero consentito ai comuni della Sardegna di poter approvare piani urbanistici comunali, comuni della Sardegna che oggi sono fermi con la pianificazione. Sì, stanno lavorando, ma con molta fatica, proprio per mancanza di direttive e per difficoltà nell'applicazione di norme contenute in un Piano paesaggistico regionale che, come ho detto prima, andavano modificate. Quindi, è un'impostazione della legge che più che preoccuparsi della salvaguardia, della tutela, dell'uso del territorio, si cardina, ha dei punti fondamentali per determinare chi deve governare le scelte sul territorio, le scelte urbanistiche. Per il Piano paesaggistico regionale, la Giunta, e non il Consiglio regionale, per le direttive e gli atti di indirizzo, la Giunta, e non il Consiglio regionale, come previsto dalla legge numero 45, ma, anche con l'ultimo emendamento che avete presentato stamattina all'articolo 35, dove inserite la Commissione paesaggio regionale, che non è stata approvata con il disegno di legge numero 161 e in Commissione perché c'erano divergenze, e oggi proponete l'emendamento, e voi sapete che anche noi, lì, abbiamo espresso la necessità che la terna della Commissione venisse nominata dal Consiglio regionale e non dalla Giunta; quindi, Giunta-Giunta-Giunta. Quindi, un'impostazione centralista, come rilevato anche dal Consiglio delle autonomie locali, tant'è vero che hanno detto: tutto il disegno di legge permeato da un dirigismo del livello del Governo regionale, il testo risulta chiaramente orientato verso il consolidamento del potere nelle mani della Giunta; questo non lo abbiamo detto noi, Assessore, l'ha detto il Consiglio delle autonomie locali, dove mi pare ci siano anche autorevoli esponenti della vostra parte politica. Quindi, il problema è che forse, in mancanza della modifica che noi abbiamo auspicato del Piano paesaggistico regionale, nella mancanza di quelle direttive che avreste dovuto fare in applicazione dell'articolo 4 e 5 della legge numero 45, per dare e creare a monte gli indirizzi chiari e precisi affinché i comuni, su alcuni temi, non potessero avere quelle discrezionalità che forse hanno portato alcune amministrazioni a commettere degli errori, quindi direttive approvate con legge dal Consiglio regionale, e quindi queste problematiche hanno comportato, come ho detto prima, che i comuni hanno avuto difficoltà ad approvare lo strumento fondamentale di pianificazione a livello comunale, ma quindi anche a livello regionale, cioè il piano urbanistico comunale. Quindi è una legge che, a questo punto, anche se dovesse essere approvata, perché io non credo che gli emendamenti importanti e sostanziali che noi abbiamo presentato vengano approvati, però una legge che potrebbe essere approvata ma che rischia di rivelarsi inutile per gli enti locali e per la salvaguardia dell'ambiente, ma che raggiunge un risultato, quindi, quello che ho detto prima: pieni poteri alla Giunta in materia di pianificazione territoriale urbanistica. E certo basta guardare cosa hanno fatto le altre Regioni su questo tema con le nuove normative urbanistiche, come ha fatto, ad esempio, la Regione Lombardia, dove le direttive, ma anche il piano paesaggistico regionale viene approvato dal Consiglio e non dalla Giunta.
Abbiamo presentato emendamenti sull'articolo 1, dove ovviamente richiamiamo modifiche fondamentali, sostanziali, soprattutto con riferimento al fatto che la pianificazione paesaggistica deve essere adottata dopo la preparazione da parte della Giunta e da parte del Consiglio regionale, e quindi è ovvio che, in mancanza di approvazione di questi emendamenti, il nostro voto sarà costantemente contrario alla legge.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore agli enti locali, finanze ed urbanistica.
SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico agli enti locali, finanze ed urbanistica. Signor Presidente, brevemente rispetto ad alcune considerazioni di carattere critico che sono state fatte. Io credo che è molto difficile, quando si tenta di raccordare le ambizioni legislative con gli obiettivi auspicabili, dire che c'è una formula esatta che risponde a questa esigenza. E' un tentativo di aggiornare l'orientamento legislativo a quelle che sono le mutate esigenze; mai nessuna norma di principi poi, nella sua applicazione, risulta un meccanismo perfetto, atto ad assicurare questo, e quindi credo che noi abbiamo fatto bene a esitare un testo così articolato per alcune ragioni. Qualcuno dice: "Ma perché citate l'intesa con il Ministero?". Noi abbiamo qui dentro due esigenze: quella di dare alla Regione la pienezza della sua autonomia legislativa in materia urbanistica, dettata dal fatto che non noi, ma lo Stato ci dice che "salva la potestà esclusiva dello Stato di tutela del paesaggio, quale limite all'esercizio delle attribuzioni delle Regioni in materia urbanistica", cioè la legge dello Stato propone un contenimento della stessa autonomia riconosciuta nei poteri delle Regioni a Statuto speciale in virtù di una sopravvenuta norma che tenterebbe, in ragione dell'esplicazione della sua potestà, di limitare le potestà riconosciute alle Regioni. Questo si può evitare solo in un certo modo, cioè rispettando il passaggio previsto nel codice di garanzia, attraverso l'intesa del rispetto delle prerogative che lo Stato conferisce alle Regioni nella pianificazione paesaggistica, per dare poi corso a tutta la disciplina urbanistica senza produrre vincoli alcuni che possano derivare da questa sopravvenuta capacità, possibilità dello Stato di intervenire al limite della potestà legislativa delle Regioni. E' un fatto necessario, quindi, precisare questo perché tutto il resto del sistema legislativo può godere della sua pienezza dell'autonomia.
Poi, come diceva anche l'onorevole Pinna, c'è un'esigenza di garantire ai comuni la pienezza dell'attuabilità degli strumenti urbanistici, perché se è vero com'è vero che in questa norma noi superiamo i limiti del conferimento della delega paesaggistica ai comuni contenuta nella legge regionale numero 28, dicendo che una volta che i piani urbanistici comunali sono adeguati alla strumentazione paesaggistica tutti i poteri di autorizzazione paesaggistica sono conferiti ai comuni, è altresì necessario dimostrare che i comuni esercitano quella funzione in ragione di un rispetto della disciplina paesaggistica che è insita all'interno del piano urbanistico comunale. Solo attraverso questi meccanismi noi pensiamo che l'esercizio della funzione di delegazione non venga impugnata dallo Stato, perché ovviamente lo Stato tutela quello che rappresenta la sua competenza.
Poi qui si è parlato anche di sostenibilità; io sono molto d'accordo con le osservazioni dell'onorevole Liori, ma l'attenzione all'assetto idrogeologico è proprio uno di quegli elementi che si compendia nel ragionamento di sostenibilità che è stato introdotto in tutta l'ultima generazione legislativa in materia di governo del territorio e credo che questa attenzione debba essere sostenuta.
Sul piano dell'autonomia dei comuni, onorevole Pileri, io dico questo: la cosa più logica che sarebbe necessaria per suffragare affermazioni in un'Aula parlamentare nei confronti dei cittadini è che voi prendeste la legge numero 45 e, in termini comparativi, poteste confrontare ciò che prevedeva la legge numero 45 in materia di prerogative dei comuni e paragonarle a quelle che abbiamo disposto in questa legge. Già questo elemento avrebbe detto se siamo in una condizione di avanzamento nell'autonomia o di arretramento, ma non si fa neanche questo esempio, si elude! Sembra che l'invenzione a privare dell'autonomia del comune sia una di quelle questioni che io ho chiamato "nenia" perché semplicemente mi riferisco al fatto che, quando spesso si discute e si indica la luna, c'è qualcuno che parla sempre e solo del dito! E allora dobbiamo decidere se ci raccordiamo sui termini portando elementi concreti, come per esempio la possibilità di aver eliminato il doppio passaggio che oggi incombe ai comuni, cioè se vogliono fare un determinato piano attuativo, che non è conforme al PUC, è necessario prima approntare una variante, con tutta la procedura, e poi dare l'assenso alla procedura del piano attuativo, mentre noi introduciamo una semplificazione che mette i comuni nella condizione di ripensare anche la programmazione nel momento in cui vogliono attuare un piano attuativo diverso, promuovendo, nella piena garanzia della trasparenza delle procedure, un'unica procedura che faccia variante e produca l'approvazione del piano attuativo, chiaramente nella trasparenza di tutti i passaggi. Vorrei capire che cosa significa togliere autonomia ai comuni quando gli chiediamo il visto di coerenza, perché oggi non è così. Non è assolutamente vero che i comuni oggi sono nell'impossibilità di fare i piani urbanistici comunali dal momento che già una decina di comuni sono all'adozione dei piani, hanno già esperito la fase di adozione dei piani urbanistici in adeguamento alla disciplina paesaggistica.
Sulla questione del silenzio assenso, è un punto delicato sul quale sembrerebbe incombere la concezione che il silenzio assenso è una specie di lavacro nel quale, poiché non si può far aspettare nessuno, diviene…, decorsi i termini, scatta. Dovremmo, invece, cercare di interpretarlo in una maniera diversa. Ci sono, nell'esperienza che si vive oggi, una moltitudine di cittadini che probabilmente, non avendo un peso maggiore di altri, aspettano tempi biblici per poter avere delle risposte e non sempre questo è correlato a carichi di lavoro, a incombenze di tipo diverso, e noi sappiamo benissimo come hanno funzionato in questi anni queste cose, perché il singolo cittadino molte volte non è messo alla pari di altri soggetti che domandano e che, invece, attendono. E allora il silenzio assenso è un sistema attraverso il quale intanto non vengono eluse le responsabilità, ma si cerca di utilizzare il sistema della responsabilità e non dell'assenza della pubblica amministrazione nelle procedure di risposta ai cittadini, perché abbiamo precisato poi anche negli emendamenti che il ricorso al silenzio assenso va documentato, va motivato, cioè uno non può non rispondere perché vuole dire di sì, ma non risponde solo ed esclusivamente se dimostra di non poter fare altrimenti e per fattispecie molto limitate, che non eludono le autorizzazioni obbligatorie, che non eludono le procedure e che affidano l'autorizzazione, in casi molto limitati, all'autocertificazione della conformità della proposta alle leggi. L'autocertificazione, come voi sapete molto bene, è uno degli strumenti largamente diffusi in questi ultimi anni per l'accelerazione dell'attività amministrativa e io credo che non dobbiamo accedere a quest'idea del silenzio assenso come basato sull'assenza della pubblica amministrazione, ma sulla capacità di efficientare maggiormente gli Uffici tecnici, razionalizzare il loro lavoro e anche chiedere agli amministratori, come spesso è necessario, di rivedere - come abbiamo previsto anche in una norma specifica della legge - l'organizzazione degli Uffici tecnici che, qualora fossero insufficienti, devono adeguare le loro strutture alle nuove esigenze di autorizzazione. E' chiarissimo che questo riguarda, ovviamente, i Comuni, ma riguarda anche la Regione.
Quindi, io credo che questo articolo rappresenti esattamente questa ambizione, di delineare un processo nel quale c'è effettivamente un'applicazione di sussidiarietà, ma c'è anche una declinazione corretta del principio di adeguatezza che non vede e non deve vedere in competizione l'articolazione del sistema istituzionale regionale fra Regione, Comuni e Province.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza.
PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Grazie, Presidente. Sull'emendamento numero 75 il parere è negativo. Sull'emendamento numero 16 si invita al ritiro perché è già compreso nell'articolato della legge. Io, se mi è consentito, ai proponenti direi che l'espressione che è stata utilizzata nella seconda riga, quando si dice "assicura", potrebbe essere sostituita con "promuove". Mi pare più pertinente, Presidente, una dicitura di questo tipo. Sugli emendamenti numero 18, 19 e 17 c'è un invito al ritiro altrimenti il parere è negativo. Anche per quanto attiene l'emendamento numero 217, ha argomentato poc'anzi l'Assessore sul silenzio assenso, si invitano i colleghi al ritiro o esattamente, siccome è uguale all'emendamento numero 17, il parere è negativo. Sugli emendamenti numero 124, 123, 127 e 125 il parere è negativo. Questo emendamento che ha proposto l'onorevole Liori, il numero 1, ha articolato la propria... però volevo dirle questo, in tutti i casi, onorevole Liori, che ha già detto anche l'Assessore nella sua replica, in tutti i casi il principio che si voleva inserire, quello di garantire una sicurezza sotto il profilo idrogeologico, è già contenuto all'interno del concetto di sviluppo sostenibile. Però noi riteniamo che in tutti i casi si possa, per esempio, dire che debba esserci un particolare riguardo alla sicurezza idrogeologica del territorio. Quindi, riteniamo comunque che sia un rafforzativo di un concetto che comunque è già contenuto all'interno della legge. Per l'emendamento numero 126 si esprime parere negativo anche perché, lo dico all'onorevole Pileri, io lo inviterei al ritiro altrimenti il parere è negativo perché in tutti i casi si tratta di un appesantimento - al contrario di quanto è stato testé affermato - di procedure che andrebbero a gravare sugli enti locali. Quindi, o ritiro o, in tutti casi, voto negativo. Per l'emendamento numero 216 si chiede il ritiro, altrimenti il parere è negativo, ma si tratta già di una parte contenuta... se n'è già parlato poc'anzi di silenzio assenso. Sono tutti gli emendamenti dell'articolo 1.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze, urbanistica.
SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze, urbanistica. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Emendamento numero 75.
Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.
AMADU (F.I.). Sulle modalità di voto, Presidente, per chiedere il voto elettronico palese. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Signor Presidente, per motivare i voti che noi esprimeremo sugli emendamenti e per dare qualche risposta anche all'intervento fatto dal Presidente della Commissione. Sui principi noi non abbiamo difficoltà, ma - come abbiamo detto ieri - abbiamo difficoltà a credere a chi li pronuncia. Quando si dice che si è per lo sviluppo sostenibile, a noi si dicono cose che ci toccano, però allora faccio una domanda per sollevare un caso: se si è per lo sviluppo sostenibile, come si fa a tollerare che la Saras emetta a 6,22 milioni di tonnellate all'anno di CO2? Che abbia violato per 26 volte nel 2005 il valore bersaglio per la protezione della salute umana? E sto tacendo le immissioni di PM10 eccetera, eccetera. Allora, è chiaro che voi potreste dirmi: "Sì, vabbè, d'accordo, ma la Saras... non stiamo parlando di questo, questo è sviluppo sostenibile". Però c'è un problema, la Saras non ha l'autorizzazione integrata ambientale che doveva avere dal 31 dicembre del 2004. Era o non era un compito della Regione dirgli: "Sentite, cari signori, noi siamo per lo sviluppo sostenibile!", e invece niente, non si fa! La Saras non si preoccupa di avere l'autorizzazione integrata ambientale. Ma cosa accade? Che la Saras si dota della certificazione EMAS, che è una certificazione importante di tipo europea. Chi fa la certificazione EMAS alla Saras? L'agenzia nazionale della protezione del territorio e dell'ambiente. E di chi si serve? Dell'ARPAS. Allora l'ARPAS dà la certificazione europea alla Saras, però non si occupa di fare l'autorizzazione integrata ambientale di una impresa che emette 6,22 milioni di tonnellate di CO2 all'anno. Ho ragione di credere che la Regione Sardegna, quando parla di sviluppo sostenibile, non è completamente credibile? Ho ragione di credere che quando c'è di mezzo l'alta finanza italiana, in Sardegna si fanno figli e figliastri? I nostri voti sono condizionati dal non credere che ci sia un autentico impegno in questa direzione, non da una contrarietà al principio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, io voterò contro l'emendamento numero 75 perché ritengo che comunque la legge abbia necessità di fissare dei principi. Però volevo intervenire per accogliere positivamente il suggerimento dell'onorevole Pirisi, chiedendo eventualmente che insieme alla parola "promuove" venga aggiunta anche la parola "tutela", che sono i due termini che ha usato il Presidente della Commissione per esplicitare il termine "assicura" che è contenuto nel primo comma. "Tutela" perché la tutela prevede anche un atto, un'azione maggiore di controllo e quindi, pur non assicurando in assoluto lo sviluppo sostenibile, però la Regione assume l'impegno che è quello di farsi, in qualche modo, artefice di un'azione di salvaguardia che mi sembra anche, in modo indiretto, sia stata sollecitata dall'onorevole Maninchedda nel porre l'accento su questi aspetti che comunque restano contraddittori nell'operato attuativo delle norme a livello locale. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Sì, credo che a questo emendamento noi voteremo contro perché tra il voler riscrivere i princìpi e togliere dalla legge i princìpi, credo che ci sia una grande differenza, non è condivisibile in alcun modo un emendamento di questo genere. E continuiamo nel dire che scrivere i princìpi con tutti questi commi ci sembra esagerato, per cui il nostro emendamento di cui si parlerà più avanti, voglio dire, non era sicuramente strumentale, non era sicuramente con intenzioni diverse tranne quello di sottolineare appunto l'esigenza di essere il più possibile snelli e allo stesso tempo arrivare immediatamente a quello che è il significato di questa legge. Voteremo contro questo emendamento perché non è corretto e naturalmente riteniamo che nel primo comma trasformare la parola riscrivere la parola "da assicurare a promuovere" sicuramente si avvicina molto a quelle che sono le nostre, diciamo evidenze che abbiamo sottolineato nell'intervento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Presidente, voto contrario all'emendamento, sulla proposta di correzione in "promuove" anziché "assicura lo sviluppo sostenibile", stiamo parlando di una legge che ovviamente per essere efficace deve essere interpretata conseguentemente, con azioni di governo di tutti i soggetti istituzionali preposti alla sua attuazione, con un rispetto rigoroso da parte del cittadino delle sue prescrizioni.
Promuovere lo sviluppo sostenibile di tutte le attività umane è la finalità della legge a prescindere dal fatto che si usi il termine "assicura". Perché non v'è dubbio che di per sé la legge non assicurerà nulla, neppure il rispetto di sé stessa perché questo è ampiamente dimostrato in letteratura, tante leggi, io ne ho una lista infinita, sono state fatte per essere attuate a incominciare dalle leggi finanziarie dello Stato e della Regione, e sono rimaste lettera morta, cioè non si sono attuate. Quindi, è un modo come dire: "Ma sì, la realtà è un pochino, poco poco diversa sul piano dei princìpi, sul piano del principio non può essere intesa, io non sollevo questioni".
Questo promuovere anziché assicurare come un indebolimento dell'obiettivo finale perché l'obiettivo finale, badate, è un problema di sopravvivenza, qualcuno farà anche mille lire in più se non si persegue questo obiettivo, ma poi crepiamo in molti.
PRESIDENTE. Votiamo l'emendamento numero 75. E' stata richiesta dall'onorevole Amadu la votazione elettronica. Chi appoggia la richiesta?
Dichiaro aperta la votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 75.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Diana e Liori hanno votato a favore e i consiglieri Lanzi e Salis hanno votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Farigu - Floris Mario - La Spisa - Ladu - Licandro - Liori - Lombardo - Maninchedda - Murgioni - Petrini - Pileri - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu.
Rispondono no i consiglieri: Agus - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Tocco - Uras.
Si è astenut: il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 66
votanti 65
astenuti 1
maggioranza 33
favorevoli 24
contrari 41
(Il Consiglio non approva).
PRESIDENTE. Emendamento numero 16. C'è stato un invito al ritiro. E' l'emendamento Masia, Balia, Ibba, Caligaris.
Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Sì Presidente, credo che su questo argomento e su questo emendamento mi sono espresso più volte e accetto naturalmente l'invito al ritiro tenuto conto naturalmente della volontà di andare avanti senza sottolineare alcuni aspetti che mi pare ci saranno occasioni più avanti.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 16 è ritirato, il numero 18...
Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.
PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Presidente, c'era questa raccomandazione, cioè di sostituire...
PRESIDENTE. La correzione la vediamo quando votiamo l'articolo.
PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Ah, grazie Presidente.
PRESIDENTE. Emendamento numero 18 dell'onorevole Masia, Balia, Ibba e Caligaris. Parere negativo. E' ritirato.
Emendamento numero 19.
Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). E' ritirato.
PRESIDENTE. E' ritirato. Emendamento numero 17 che è uguale al numero 217, uno è dell'onorevole Masia, l'altro è dell'onorevole Uras e più.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, io ho ascoltato con molta attenzione le considerazioni svolte in Aula dell'assessore Sanna piuttosto che dal Presidente della Commissione. Ritengo però che questa dicitura così come è formulata non sia in grado di dare garanzia proprio a quelle persone alle quali ha fatto riferimento l'assessore Sanna che si troverebbero nella oggettiva difficoltà poi ad avere le risposte. Io credo che sarebbe opportuno che proprio in virtù del fatto che tutti i cittadini devono essere trattati allo stesso modo, che il silenzio assenso non debba esserci perché è una contraddizione anche rispetto al concetto di efficienza, di efficacia, di responsabilità della macchina amministrativa. La macchina amministrativa, se noi accettiamo il principio che c'è il silenzio assenso, automaticamente è soggetta a due condizioni che sono contrastanti: l'uno le pressioni da parte di chi i mezzi ce li ha a non esprimersi e dall'altra di chi i mezzi non ce li ha a non avere alla fine nessuna risposta. Perché chi non ha i mezzi poi non sa neanche di avere la possibilità di non ottenerla la risposta. Allora, io personalmente ritengo che questo emendamento debba essere mantenuto, perché inserirlo qui è un aspetto veramente non accettabile...
PRESIDENTE. Va bene!
CALIGARIS (Gruppo Misto). Ho i tre minuti Presidente, mentre nell'altra parte in cui figura il silenzio assenso, appare molto più circoscritto e definito e assume un significato differente. Voterò a favore quindi, Presidente.
PRESIDENTE. Bene, questa era la cosa per la quale aveva la parola.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Noi manteniamo e votiamo a favore dell'emendamento numero 217 che è identico all'emendamento testé illustrato dalla collega Caligaris, e mi preme semplicemente sottolineare questo: "Che la semplificazione amministrativa può anche essere un obiettivo nel quadro del quale qualche strumento funziona anche così, anche col silenzio assenso". Cioè quando si tratta di ottenere determinate autorizzazioni che hanno una rilevanza, diciamo, contenuta sotto il profilo dell'intervento edilizio, dell'intervento urbanistico, o i soggetti che ne fanno richiesta, che sono coinvolti, sono soggetti pubblici; cioè nei casi in cui questo strumento può essere utilizzato va bene, però non è che si semplifica una procedura, anche attraverso il principio del silenzio assenso. Il silenzio assenso non è un principio, è una degenerazione, ed è una degenerazione dovuta all'inadeguatezza della pubblica amministrazione. Io mi sarei aspettato, lo dico e chiudo, che anziché "anche attraverso il principio del silenzio assenso", si fosse suggerito "anche attraverso il potenziamento delle strutture operative competenti all'attuazione della presente legge".
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SALIS (Gruppo Misto). Grazie Signor Presidente. Molto velocemente per chiedere, se possibile, invece che andare ad una votazione su questo singolo elemento, lo chiedo ai proponenti, a chi ha presentato l'emendamento, all'articolo 19, dello sportello urbanistico, è normata tutta una serie di casi, nei quali il silenzio assenso non può essere applicato. Chiedo ai colleghi di poter leggere con attenzione l'emendamento della Giunta numero 250, a pagina 135, dove ci sono una serie di interventi, per i quali il silenzio assenso non si applica, e che potrebbe essere eventualmente visto, inquadrandolo all'interno delle perplessità che questo emendamento in discussione ora sta portando, dentro l'emendamento numero 250 sullo sportello urbanistico; eviteremo probabilmente le lacerazioni e, forse, tutte le giuste obiezioni e le giuste riflessioni, che possono trovare risposta nell'emendamento numero 250, eventualmente modificato. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PIRISI (P.D.). Sì, Presidente. Io credo che su questo punto non sia il caso di fare delle battaglie di religione, però vorrei dire che il comma 4 parla, cioè che la presente legge si ispira ai principi della semplificazione, dell'efficienza dell'azione amministrativa, della partecipazione e della tutela dei diritti del cittadino, i Comuni e le loro forme associative, le Province e le Regioni, attuano attraverso le disposizioni della presente legge la responsabilizzazione dei livelli amministrativi, e quindi si richiama fortemente a questo aspetto, diritti amministrativi preposti allo svolgimento delle procedure, assicurando la certezza dei tempi. Questa è la questione che ci preme dire. E si dice anche, "anche attraverso l'istituto del silenzio assenso". Più che principio è in istituto. Evidentemente noi sappiamo che a volte ci sono dei disgraziati, che devono costruirsi la propria casupola, e che non hanno tanti mezzi per poter andare avanti, e magari incorrono in motivi di varia natura per cui una casa che è stata inserita all'interno degli strumenti urbanistici, per cui sappiamo l'altezza, la volumetria e quant'altro, se non si risponde all'interno di un determinato tempo dato si passa a quest'istituto. Lungi dalla Commissione e da tutti quanti noi l'idea e l'ipotesi che, attraverso questo elemento, possano - come ho detto anche nella mia relazione - introdursi atti di furberia o furbate. Si tratta di dare una risposta, per evitare che l'immobilismo, a volte, che subiscono molti cittadini diventi un sopruso vero e proprio. E poi, diciamoci la verità, perché qui, badate, siamo tutte quante persone svezzate, ma qualcuno di voi ha certezza che una volta che viene rilasciata la concessione edilizia o il permesso di costruire le cose vengono fatte tutte quante secondo legge? Se così fosse in Italia il fenomeno dell'abusivismo non esisterebbe. Altre volte, diciamocelo pure, il fatto che non ci siano regole minime ha consentito e favorito l'abusivismo e la speculazione. Quindi, badate, si tratta, come dire, di un'estrema ratio, usiamo quest'espressione, non della pratica corrente che dovrebbe esistere. Per cui io credo che noi stiamo facendo un lavoro che sarà molto apprezzato e che va solo in questa direzione, però il rigore di questa legge sarà mantenuto in tutte le sue parti. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Sì, era proprio per questo, nel senso che questo emendamento in linea di massima, se dovesse essere approvato, non cambia i principi della legge. Credo che fermarsi, com'è stato detto, assicurando la certezza dei tempi, significa - voglio dire - garantire il cittadino. Se poi è anche attraverso l'applicazione, sembra che stiamo dicendo che esiste solo questo. Io credo che ci sia l'esigenza, fermandosi a quel punto, di assicurare appunto la certezza dei tempi, e credo che sia più che garantista. Poco fa mi è capitato di dire appunto, intervenendo, mi sembra che metterlo nei principi, quasi esista un retro-pensiero e valorizzare quest'istituto, che mi sembra invece che possa esistere, ma che non sia uno dei fondamentali.
PRESIDENTE. Votiamo insieme gli emendamenti numero 17 e 217. L'onorevole Uras ha chiesto l'elettronico palese, un altro capogruppo?
(Appoggia la richiesta il consigliere Artizzu.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 17 insieme all'emendamento numero 217.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Giorico e Porcu hanno votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Atzeri - Balia - Caligaris - Davoli - Fadda - Gessa - Ibba - Lanzi - Licheri - Lombardo - Masia - Pisu - Serra - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Amadu - Artizzu - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cappai - Cassano - Cerina - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Diana - Farigu - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gallus - Giagu - Giorico - Ladu - Lai Silvio - Licandro - Liori - Manca - Mattana - Murgioni - Orrù - Pacifico - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Porcu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Tocco.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Dedoni - Salis.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 64
votanti 61
astenuti 3
maggioranza 31
favorevoli 14
contrari 47
(Il Consiglio non approva).
(Non è approvato)
Emendamento numero 123.
Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PILERI (F.I.). Sì, Presidente, per dire che questo emendamento…
PRESIDENTE. Le chiedo scusa, perché c'è la Sinistra turbolenta. Onorevole Salis, si sente molto la vostra voce, forse rimbalza. Grazie.
PILERI (F.I.). Volevo dire che già dall'esame dei primi emendamenti si capisce che non c'è la benché minima volontà di esaminarli, e quindi di trovare anche accordi modificativi importanti al disegno di legge. Questo emendamento è un emendamento che rappresenta uno spartiacque importante, perché è collegato con l'articolo 29, dove viene definita la procedura di approvazione del Piano paesaggistico regionale. E quindi questa frase adottata dal Consiglio regionale, se viene bocciata, vuol dire che l'articolo 29 non verrà assolutamente modificato. Ed è ovvio che noi siamo, invece, favorevoli al fatto che il Piano paesaggistico regionale venga approvato dal Consiglio regionale, in modo tale che vengano modificati i criteri stabiliti con la Legge regionale 8.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.
AMADU (F.I.). Grazie Presidente, per chiedere il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Chi sostiene la proposta dell'onorevole Amadu?
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 123 all'articolo 1.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Manca ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Farigu - Floris Mario - Ladu - Liori - Lombardo - Murgioni - Pileri - Pisano - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu.
Rispondono no i consiglieri: Agus - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Tocco.
Si è astenuto il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 57
votanti 56
astenuti 1
maggioranza 29
favorevoli 18
contrari 38
(Il Consiglio non approva).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 127, lo metto in votazione.
Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Metto ora in votazione l'articolo 1.
Al testo dell'articolo è stata proposta dal relatore la modifica di un termine anziché "assicura", "promuove"; l'onorevole Calligaris ha proposto di aggiungere anche "tutela", l'Assessore Sanna propone:"tutela e promuove".
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FADDA (Sinistra Autonomista). Una dichiarazione di voto sull'articolo. Intanto esprimo il parere favorevole all'articolo, ne condivido i principi che si esprimono, ma dagli interventi tutti riconoscono la necessità di una buona legge urbanistica poi invece prevalgono altri interessi, spesso si esprime rispetto verso le istituzioni e poi si vuole spogliare l'Aula della sua competenza primaria: fare le leggi. La Giunta sollecitava l'approvazione di questa legge prima del referendum, c'era un po' di preoccupazione, poi, dopo il flop è scattato il contrordine: la legge non serve, affossiamola, la rimandiamo in Commissione, bene ha fatto l'Aula, la rimandiamo in discussione e io spero di approvarla nei tempi più brevi possibili. Noi riteniamo importante questa legge urbanistica che l'Aula deve comunque migliorare anche con il contributo delle opposizioni. Con l'approvazione di questa legge si conferma la volontà di questo centrosinistra di salvaguardare l'ambiente, il territorio, e di tramandarlo alle generazioni future. E' evidente che nell'Aula ci sono sensibilità diverse e spesso bisogna trovare delle convergenze, l'invito è ad uno sforzo congiunto per ottimizzare questa legge urbanistica senza prevaricazioni e forzature e verso nessuno.
Chi lo approva alzi la mano.
(E'approvato)
L'emendamento numero 1 è stato ritirato.
(Non è approvato)
Emendamento numero 216, Uras, Davoli e Pisu. C'è un invito al ritiro.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Intervengo per chiedere che questo contenuto possa essere spostato all'articolo relativo allo sportello unico per l'urbanistica.
PRESIDENTE. Nell'articolo 19, emendamento sostitutivo totale numero 250.
Passiamo all'esame dell'articolo 2. All'articolo 2 sono stati presentati gli emendamenti: il soppressivo totale numero 76; i soppressivi parziali numero20, 21, 22, 23, 24; gli aggiuntivi numero 2 e 142.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2 e dei relativi emendamenti:
1. I comuni, e loro forme associative, le province e la Regione, sulla base delle disposizioni della presente legge, esercitano la funzione della pianificazione mediante l'adozione e l'utilizzo di un sistema informativo territoriale unificato e accessibile, al fine di disporre di elementi conoscitivi raffrontabili per il raggiungimento delle seguenti finalità:
a) coordinamento delle dinamiche del territorio regionale con le politiche di sviluppo nazionali ed europee;
b) adeguamento della pianificazione territoriale ai principi di tutela e valorizzazione del paesaggio e tutela dell'integrità fisica e dell'identità culturale del territorio, con la riduzione della pressione urbana degli insediamenti sui sistemi naturali ed ambientali;
c) conseguimento di più elevati livelli di qualità architettonica, edilizia ed insediativa e della diffusione dell'attività edilizia sostenibile e dell'efficienza energetica delle abitazioni;
d) sviluppo di un sistema equilibrato e policentrico di aree urbane, promuovendo altresì la massima integrazione tra le diverse vocazioni territoriali della regione;
e) promozione, in considerazione degli elevati livelli di interdipendenza degli enti locali nella gestione del governo del territorio, della pianificazione sovracomunale al fine di incentivare l'attuazione di politiche comuni;
f) tutela delle identità storico-culturalidegli insediamenti urbani ed extraurbani, attraverso la riqualificazione e il recupero edilizio ed ambientale degli aggregati esistenti, con particolare riferimento alla salvaguardia e valorizzazione dei centri storici, dei centri minori dell'interno a rischio di spopolamento e la promozione della qualità dell'architettura nei nuovi interventi;
g) tutela dei territori costieri, del paesaggio rurale, montano e delle aree di importanza naturalistica;
h) messain sicurezza degli abitati e del territorio dai rischi di dissesto idrogeologico.
Emendamento soppressivo totale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai.
Articolo 2
L'art. 2 è soppresso. (76)
Emendamento soppressivo parziale Masia - Balia - Ibba - Caligaris.
Articolo 2
Al comma 1 sono soppresse le parole da "mediante" fino a "raffrontabili". (20)
Emendamento soppressivo parziale Masia - Balia - Ibba - Caligaris.
Articolo 2
Al comma 1 è soppressa la lettera c). (21)
Emendamento soppressivo parziale Masia - Balia - Ibba - Caligaris.
Articolo 2
Al comma 1 è soppressa la lettera d). (22)
Emendamento soppressivo parziale Masia - Balia - Ibba - Caligaris.
Articolo 2
Al comma 1 lettera f) sono soppresse le parole da "e la promozione" fino a "dei nuovi interventi". (23)
Emendamento soppressivo parziale Masia - Balia - Ibba - Caligaris.
Articolo 2
Al comma 1 è soppressa la lettera h). (24)
Emendamento aggiuntivo Liori - Diana - Moro - Sanna Matteo - Artizzu - Murgioni - Ladu - Cuccu Franco Ignazio - Cappai - Amadu - Pittalis - Contu - La Spisa - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Capelli.
Articolo 2
Al termine dell'articolo 2, dopo la lettera h) aggiungere la seguente:
"h bis) conseguimento di più elevati livelli di prevenzione dei rischi idro-geologici e significativo raggiungimento di una più diffusa e persistente condizione di sicurezza geologica". (2)
Emendamento aggiuntivo Giunta Regionale.
Articolo 2
Dopo l'articolo 2 è inserito il Titolo II:
"Strumenti e contenuti della pianificazione" e il Capo I: "Soggetti e strumenti della pianificazione". (242).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Tutti abbiamo vissuto momenti di difficoltà politica, momenti di tensione, e talvolta sappiamo che è difficile rinunciare alle proprie posizioni, ma io devo esprimere apprezzamento per il comportamento di molti consiglieri della maggioranza che hanno ritenuto di far prevalere il senso di responsabilità rispetto alle proprie posizioni politiche. Non credo che si tratti di posizioni di comodo, ma sono certamente posizioni sofferte e meditate, e hanno dato una lezione politica anche alla Giunta regionale che invece voleva mettersi su posizioni di intransigenza. E devo dire questo, perché la posizione di molti colleghi della maggioranza hanno restituito a questo Consiglio un minimo di dignità politica, hanno ritenuto che di fronte ad interessi generali, globali della nostra comunità, di fronte a questi interessi che sono interessi plurimi, non si possa andare a senso unico, io questo lo apprezzò molto proprio perché parliamo sempre di interessi, e non di principi, e non di valori, e non solo richiami alle nostre coscienze individuali, quindi sentire la Giunta regionale che dice che il contemperamento degli interessi sia un vuoto preoccupa, preoccupa molto, perché quando gli interessi in campo sono tanti, è evidente che o si mediano o prevale un solo interesse, che non può essere quello di chi ritiene che è venuto qui e rappresenti il superiore, il supremo, perché sappiamo benissimo che nel fare politica tutti rappresentiamo una parte di interessi della nostra comunità. Allora, quali interessi, pomposamente l'Assessore e il Presidente della commissione hanno detto: noi non stiamo presentando una semplice leggina urbanistica, stiamo presentando una legge del governo del territorio, udite udite… ma questa pomposa affermazione nasconde interessi forti, fortissimi, perché il governo del territorio vuol dire governare quale territorio? E per quali interessi si governa questo territorio? Signor Presidente, di fronte agli eventi calamitosi, e alle vittime che ci sono state, rispetto a questi morti e a questi danneggiati questa legge andrebbe immediatamente ritirata, perché è sconvolgente che in questa legge ci vogliano legittimare gli scantinati e le mansarde…
PINNA (P.D.). Non c'è qui!
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Udite, udite! C'è, c'è!
PINNA (P.D.). Non c'è!
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). C'è, c'è! E si tratta… lo direte, se lo volete dire! Dite quello che volete!
PRESIDENTE. Scusate, lasciamo che l'onorevole Floris esponga, se non c'è qualcuno poi gli spiegherà che forse sbaglia.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). C'è, c'è! Se l'hai tolta con gli emendamenti non lo so.
C'era? C'era. E io parlo, c'era, allora c'era Ci volevano far passare e trasformare in residenze gli scantinati ed i solai, attenzione, si volevano modificare le altezze, quindi le altezze non erano più quelle dell'introdotto dell'ultimo solaio, l'altezza sappiamo che non è una cosa che riguarda soltanto i metri o i centimetri, ma riguarda la salubrità delle case, cioè a fronte di centinaia di pratiche che sono ferme per il condono edilizio sui piani di risanamento, si voleva fare questo misfatto! E ultime non secondario problema è che questa legge è piena di controlli e di procedure nei meriti, nel merito! Controlli e procedure nei confronti di soggetti della pianificazione urbanistica regionale, tutti lo ripetiamo, con pari dignità istituzionale e costituzionale. Troppi articoli di questa legge sono pieni di questi principi, i comuni della Sardegna, e lo vedremo poi quando andremo negli articoli che riguardano i comuni, non sono dei minori da porre sotto tutela, come si dice qui e come si afferma, devono essere messi nella condizione di operare, con serenità e responsabilità, le scelte più idonee alla crescita, allo sviluppo e al progresso della loro comunità secondo le regole del diritto comune, della competenza, della trasparenza, degli interessi generali nel quadro e nel solco dei principi generali, e non dalla formazione dei controlli nel merito entro i quali si conformano e si tutelano i più generali interessi pubblici della comunità regionale, statale e comunitaria. Ma se voi andate a vedere alcuni di questi articoli, questi ci sono, non è che non ci sono, per esempio l'adozione del PUC: il piano adottato dal Consiglio comunale è trasmesso alla Regione, che - come recita testualmente la norma - lo sottopone alla verifica di coerenza e può proporre le modifiche necessarie per la coerenza, per assicurare la coerenza, col Piano Paesaggistico Regionale. Verifica di coerenza che comporta, ed è detto chiaramente, l'acquisizione preventiva in sede di istruttoria regionale del parere degli organi regionali e del Ministero dei beni ambientali e culturali. Se questo non è uno schiaffo agli enti locali e una abdicazione alla potestà statutaria regionale nei confronti di un Misero statale, ditemelo voi. Ed è inutile che banalizziamo. C'è la delega per il rilascio alle Amministrazioni comunali dell'autorizzazione paesaggistica, finalizzata all'esercizio, legittimamente intervenuti, per quanto riguarda i piani attuativi del PUC e col particolare che l'efficacia dell'autorizzazione paesaggistica non è lasciata all'autonoma responsabilità dell'ente locale, ma è condizionata alla conferma e all'annullamento da parte dei competenti uffici regionali. Ma andiamo a vedere le misure di salvaguardia che prevede che la Giunta regionale possa deliberare provvedimenti volti a inibire o sospendere, anche se solo per tre mesi, trasformazioni di destinazioni d'uso a costruzioni su aree pubbliche e private anche se con mentivo degli strumenti urbanistici vigenti. Cosa c'è Assessore? E' inutile che le banalizzi.
SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. L'ha scritta lei, l'ha scritta lei!
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Perché lei quando era in questi banchi non usava quel linguaggio, quando ero Presidente lei da questi banchi diceva che bisognava delegare tutto agli enti locali, bisognava che la Regione la smettesse di fare il padre padrone, e adesso che è lì vuole trasformare la sua posizione politica, lo faccia pure ma io di quello che sto dicendo ne sono convinto, ne ero convinto ieri, ne sono convinto oggi, ne sarò convinto anche domani.
PIRISI (P.D.). Ieri no!
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). E' anche significativa la compensazione paesaggistica prevista dall'articolo 28, cioè nel concetto generale sembrerebbe una buona idea, ma chi è che ha compiuto questo misfatto attraverso la depredazione delle aree private? Che adesso sono oggetto di recupero e di tutela paesaggistica. Ma queste aree private di chi sono? Queste aree deprezzate attraverso il Piano Regionale Paesaggistico che adesso vanno rivalorizzate, quali interessi nascondono? E perché la Regione si deve occupare di queste cose? Perché per governo del territorio si intende che la Regione deve avere l'occhio vigile su tutto quello che avviene nella Regione sarda, ecco quali sono i motivi veri per cui noi respingiamo questi principi e queste finalità, perché siamo contro queste finalità. Noi riteniamo che la Regione debba entrare nell'alveo della programmazione, debba fare leggi che sono veramente leggi che riguardano tutti, lasciando la libertà agli altri operatori del settore di fare le scelte che ritengono compatibili con lo sviluppo del prodotto territorio.
PRESIDENTE. Grazie. Sono chiuse le iscrizioni a parlare.
E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
Erano chiuse colleghi, quindi chi si sta iscrivendo dopo non parlerà.
URAS (R.C.). Molto brevemente Presidente. Questo è un articolo fondamentale. Le finalità di questa legge sono tutte di pari grado, non vi sono finalità che risultino sovraordinate rispetto ad altre, del resto come potrebbe essere sovraordinato il coordinamento delle dinamiche del territorio regionale con le politiche di sviluppo nazionali ed europee, alla tutela dei territori costieri del paesaggio rurale, montano, e delle aree di importanza naturalistica? Sono finalità tutte da perseguire. E il tema sarà: come? Come cioè questo testo si configurerà in quest'Aula in considerazione del fatto che, questo è un giudizio che è anche di merito oltre che politico, noi abbiamo dato sempre sistematicamente attorno a questo testo. Abbiamo detto: questo testo così come è uscito dalla Commissione a noi non pare adeguato rispetto alle alte finalità che si propone. Noi siamo d'accordo, invece, sulle finalità, siamo un pochino meno d'accordo sulle modalità che poi, successivamente, vengono individuate per perseguire queste finalità. Ma come non si può essere d'accordo con le finalità che mirano a determinare uno sviluppo di un sistema equilibrato e policentrico di aree urbane? Cioè non una concentrazione su alcune aree, con una polarizzazione della popolazione, con lo spopolamento di altre realtà? Ma come non si può pensare che non ci debba essere una politica diversa della distribuzione delle attività di lavoro e produttive? Una politica diversa in tutto il territorio regionale di distribuzione delle residenze, in modo tale che ci sia una nuova e più equilibrata gestione anche della mobilità interna delle popolazioni e una configurazione diversa degli insediamenti urbani rispetto a quella che c'è stata. Cioè è una discussione che è in corso, tutti noi la stiamo facendo da anni, e tutti quanti noi ci stiamo ponendo il problema di quale sia l'architettura istituzionale che è più necessaria per il raggiungimento di questi obiettivi alti. La lotta allo spopolamento, alla condizione di malessere, alla sensazione di essere abbandonati che colpisce gli abitanti, i nostri, direbbe il collega Atzeri, compatrioti delle zone interne. Ma è un problema o non è un problema? E' un problema. E la gestione, il governo del territorio incide e incide notevolmente su questi fenomeni, incide quando si determinano in modo disordinato, incide quando si tenta un'ordinazione che non è adeguata agli obiettivi. Per cui, noi sull'articolo 2 e su queste finalità siamo d'accordo e stiamo attenti. Perché abbiamo voluto che si facesse un supplemento di istruttoria che non è una vergogna perché ogni volta che si fanno le cose c'è sempre il pericolo, perché? Perché insieme alla politica grande viaggia la politichetta, quella che ci mette nell'angolo, quello che mette nell'angolo questo Palazzo sta in questo Palazzo non nella figura del Presidente della Regione o del Presidente del Consiglio dei Ministri, che sono persone a cui noi abbiamo delegato, attraverso comportamenti politici sistematici anche nella costruzione dei percorsi elettorali, quella funzione quasi padronale che io contesto, in linea di principio ho sempre contestato e continuerò a contrastare perché è frutto di un sistema che non ho costruito io, che avete costruito voi, che avete concorso a costruire voialtri. Ed è questo il limite. Però gran parte delle considerazioni vanno rivolte qua dentro: perché succede il caos? Perché ieri, improvvisamente, siamo arrivati qua a doverci trovare ad un voto per il passaggio gli articoli tutto concitato, che non ha consentito alla maggioranza, non solo alle minoranze, sicuramente a questa maggioranza, di fare approfondimenti necessari sotto il profilo del merito per andare all'approvazione migliore della legge, del testo migliore, perché? Perché ha viaggiato la politichetta, perché diventa più rilevante aprire contraddizioni, far pagare prezzi, aumentare il prezzo di noi stessi sul mercato politico, piuttosto che raggiungere gli obiettivi di governo che noi dobbiamo esercitare; per cui c'è questo articolarsi tra la capacità politica vera, la qualità politica vera, quella che viene a soccorrere quando facciamo le leggi, e invece la non qualità, la politica che non vale, la politica dell'apparenza. E anche quando facciamo cose buone… io lo dico al Presidente del Consiglio ma lo dico anche a tutti voi colleghi: l'altro giorno siamo rimasti fino all'una di notte, quasi, per discutere un testo che riguardava gli interventi urgenti di ristoro alle popolazioni vittime dei danni dell'alluvione; abbiamo preso un testo che era configurato in un certo modo, ci abbiamo lavorato tutti, lo abbiamo tutti approvato e abbiamo tirato fuori un testo molto migliore di quello che abbiamo avuto all'origine, più rispondente, ebbene non siamo riusciti a far capire all'esterno di questo palazzo (pare che noi non si sia in grado di comunicare più nulla) che questo era un merito e una fatica, anche positiva, di questo Consiglio attorno ad una tragedia che avevamo voluto affrontare non in un modo burocratico (ci è arrivata la leggina, la approviamo in tre minuti) ma che abbiamo voluto vivere per dare una risposta positiva. E quindi è questa nostra incapacità che esalta gli altri: non sono le qualità degli altri, sono le nostre insufficienze! Io credo che questo lo dovremmo tenere presente mentre discutiamo questa legge, perché sconti non ne farà nessuno, questa è una legge delicata; l'ultima legge, la numero 45, è del 1989, non sono leggi, quelle in materia di territorio, che si possono cambiare dall'oggi al domani. E poi, quando si tratta di rispondere alle imprese, ai lavoratori, ai cittadini, anche a quelli più deboli, che hanno diritto ad avere una casa, che hanno diritto ad esercitare ogni loro funzione, anche economica, loro si troveranno queste disposizioni davanti, per cui va fatto il lavoro di qualità, di miglioramento dei suoi contenuti, non va presa sotto gamba, non è una leggina - mi scuseranno gli appassionati - sulla caccia, è una legge urbanistica, che regola la vita dei cittadini. Per cui, questa è la riflessione che noi facciamo attorno a questi contenuti, raccomandandoci, ecco, un po' più di senso di popolo, che è quello che ci aiuterà anche… non è un problema… dice: "ma il Consiglio regionale è relegato…" Badate, forse mi prenderò anche il vostro giudizio negativo, anche pesanti osservazioni, però ci sono momenti nei quali io dico che ce lo meritiamo tutti e ce lo meritiamo tutto il giudizio negativo, perché non siamo all'altezza, perché non vogliamo essere all'altezza!
In queste ore - lo dico perché, Presidente, circola un appello che abbiamo fatto proprio in molti - il nostro circolo degli emigrati (lo dico a conclusione, non c'entra nulla, poi mi rimprovererà), il circolo degli emigrati di Milano, che paga 80.000 euro di affitto all'anno per mantenere una struttura che è stata affidata dal Comune di Milano diversi anni fa, è stato fatto oggetto di sfratto. Hanno chiesto un incontro al Sindaco, hanno chiesto di poter essere ascoltati e hanno fatto un appello; molti colleghi lo hanno fatto proprio e stanno sottoscrivendo questo appello inviandolo al Sindaco di Milano perché consenta al nostro circolo di mantenere quelle funzioni di aggregazione sociale, di volontariato e di rappresentanza che gli è anche riconosciuta dalla legge regionale. Lo dico perché lo passeremo in giro.
PRESIDENTE. Grazie. E' iscritto a parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.
PIRISI (P.D.). Presidente, io intervengo su questo importantissimo articolo per dire che non ci sono parti che devono essere tolte ma all'interno di questo articolo sono compendiate davvero le finalità, e il punto è che noi tutti quanti assieme dovremmo fare in modo che le finalità di questa legge, anche attraverso un'azione incisiva che certamente non riusciremo a portare avanti in questo scorcio di fine legislatura, ma che nella prossima dovrà essere anche oggetto di grande attenzione all'inizio della stessa… Cioè noi oggi dobbiamo cercare veramente di creare un equilibrio territoriale per evitare che questa nostra Isola continui ad essere una ciambella e lo diventi sempre di più, con una città lineare lungo le coste e il vuoto all'interno. Questo è uno strumento che può servire ad aiutare in questa direzione, ed è esplicitato questo concetto proprio all'interno dell'articolo stesso quando si dice che si punta a valorizzare i centri storici e i centri minori dell'interno a rischio di spopolamento, e la produzione della qualità dell'architettura nei nuovi interventi. Io credo che sia un articolo di fondamentale importanza, però, chiedo scusa, anche se poi durante il prosieguo entreremo nel merito dei diversi punti, io vorrei interloquire con l'onorevole Floris perché l'intervento che ha fatto, debbo dire la sincera verità, a parte un apprezzamento che ha espresso nei confronti di coloro i quali, ha detto l'onorevole Floris, hanno ridato dignità a quest'Aula attraverso una certa azione… Io su questo punto voglio dire con estrema forza, signor Presidente: se c'è qualcuno che pensa e ritiene, qui o da altre parti d'Italia…. da altre parti d'Italia non abbiamo dubbi che ci sia, c'è un Presidente del Consiglio dei Ministri che cerca sempre di annullare il ruolo e la funzione del Parlamento, un Presidente del Consiglio dei Ministri che è insofferente rispetto alle opposizioni, che cerca in tutti i modi di esercitare un potere assolutistico; ebbene noi siamo contrari a questa concezione, e se per esempio anche qui si tentasse qualche operazione di tal genere, se si tentasse qualcosa del genere qui da noi, io posso garantire tutti che la gente, i colleghi, i consiglieri regionali, che hanno una formazione che tiene alla valorizzazione dei luoghi nei quali si esercita la democrazia, si batteranno fino allo spasimo perché questo non accada. Io posso parlare certamente per me: non accetterò in alcun modo che la mia funzione possa essere in qualche misura piegata a fini di qualunque natura essi siano, perché ritengo che il fine non giustifica mai i mezzi, i mezzi a volte sono fondamentali per l'esercizio della democrazia.
Entrando nel merito, io volevo ricordarle, onorevole Floris, innanzitutto che la Regione Lombardia ha fatto una legge per il governo del territorio, la Regione Veneto ha fatto norme per il governo del territorio, la Regione Umbria ha fatto norme in materia di governo del territorio: tutte le leggi delle Regioni parlano di norme per il governo del territorio, signor Vicepresidente della Commissione urbanistica, ma come si fa a dire che già il titolo, nell'intervento che precedentemente ha fatto, non è adeguato, quando in tutta Italia questo si fa, quando in tutta Italia, e tra l'altro l'ha approvato anche in Commissione e oggi viene qui e dirci che non è adeguato, ma badate il gioco delle parti alla fine diventa stucchevole entriamo nel merito e confrontiamoci sulle cose, e allora dico: ma se io prendessi in mano, ma o la sensazione che in tutti i casi lo farò, il testo che è stato presentato del disegno di legge presentato dal centrodestra nella passata legislatura, uno quella dell'onorevole avvocato Andrea Biancareddu, che non era uno che stava da questa parte del Consiglio, ma stava da quella parte, e stava anche là al posto dell'assessore Gian Valerio Sanna.
DIANA (A.N.). Biancareddu era dalla parte di tutti.
PIRISI (P.D.). Che… no, ha ragione per altri versi però, non quando esercitava la funzione di Assessore all'urbanistica, ha ragione il suo richiamo è pertinente la ringrazio. Però quando è stato presentato anche il disegno di legge dell'onorevole Milia assieme all'onorevole Onida, io vorrei che prima di assumere atteggiamenti di un certo tipo e prima di emettere dei giudizi che sembrano quasi sentenze direi andate e verificate le fonti che ci avete proposto nella passata legislatura e che non avete avuto neppure, come dire, la capacità di portarli nella sede propria che è quella della Commissione di merito. E' una cosa che rispetto a ciò che noi stiamo facendo, prevedeva tutto quanto nelle mani di un uomo solo, e la concezione che vi ha animato sotto questo profilo è quella che noi a Roma oggi vediamo esercitata perbacco. E quando si parla di oltre Tirreno, quando si parla di oltre Tirreno, cambiate subito atteggiamento.
Che dire poi, onorevole Floris, dell'osservazione che ha fatto; parlava di un'altra legge, ma non del testo che abbiamo in Aula, la proposta degli scantinati e dei sottotetti è stata avanzata dal centrodestra e l'abbiamo espunto dal testo perché lo ritenevamo esattamente, o anzi un pochino indecente per non usare altri termini. Ma come si fa a far discendere da una cosa che neanche c'è scritta in legge l'idea che noi dovremmo ritirare quel testo, mah confrontiamoci sulle cose concrete. E allora anche confrontandoci sulle cose concrete; se io leggo che per comprovati motivi di urgenza ed in relazione alle finalità di cui all'articolo 1 la Giunta regionale può deliberare provvedimenti idonei ad inibire o a sospendere per un periodo non superiore a tre mesi non rinnovabili trasformazioni di destinazioni d'uso e costruzioni su aree pubbliche o private anche se consentite dagli strumenti urbanistici vigenti...
(Interruzione del consigliere Artizzu.)
Sto leggendo l'articolo 14 comma 1 della legge del 1989 numero 45, caro onorevole Capogruppo di Alleanza Nazionale. Quindi o è il caso che vi documentiate poco poco poco, però onorevole Floris, io magari mi leggo qualche documento, ma lei c'era allora, lei ha votato, ha sostenuto, era forse Presidente?
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Lei sta utilizzando ancora la mia legge che dura ancora da trent'anni.
PIRISI (P.D.). Sì però voglio dire che lei ha censurato questa proposta che c'è in Aula dicendo che era aberrante, le ho detto, le dico, onorevole Floris, perché lei ha detto che è coerente oggi come nel passato, non le dico: attenzione vi stanno sfuggendo troppe cose che avete fatto e attenzione! Troppe cose che sono nelle leggi vostre oggi rivenite a criticarle, su questo terreno, ma che costrutto date alle sorti della Sardegna, nessuno! C'è un atteggiamento preconcetto e quando c'è un atteggiamento prevenuto: hai sbagliato, cari colleghi, noi vi stiamo lanciando una sfida e non stiamo dicendo che ci arrocchiamo sulla proposta che abbiamo avanzato, vi stiamo dicendo: date un contributo fattivo perché ci sono dei punti sui quali possiamo anche discutere ragionare; ma se qualcuno ha in mente di scardinare l'impalcatura generale di questa legge, ha sbagliato, completamente. Noi vogliamo confrontarci per portar dare alla Sardegna una legge che sia realmente una legge che sia realmente conformata, che sia strutturata per dare le risposte cittadini. Questo è il discorso.
(Interruzione dei consiglieri Dedoni e Floris.)
No è inutile, io capisco anche il suo imbarazzo, onorevole Floris...
DEDONI (Riformatori Sardi). La legge era di Cogodi.
PIRISI (P.D.). Legge di Cogodi? Lo sa chi era l'Assessore allora quando è stata votata la legge numero 45? Era l'assessore Satta dello stesso partito, dello stesso Gruppo di cui lei faceva parte; e il Presidente della Giunta chi era?
SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico agli enti locali, finanze, urbanistica. Presidente della Giunta?
PIRISI (P.D.). Nel 1989? No, io non me lo ricordo ma lei sì, onorevole Floris, non scherziamo perbacco io capisco il suo imbarazzo però io sono perché noi ci conffrontiamo nel merito...
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Ma quale imbarazzo…
PIRISI (P.D.). E no, certo, se non è imbarazzo, voglio dire ha fatto un autogol di quelli incredibili e capisco anche che un po' di imbarazzo ci sia. Andare a parlar male di un provvedimento varato quando lei era Presidente, perbacco, perbacco! Perbacco, scusate, cari colleghi io non ho ancora visto un impianto organico da Riformatori come diceva l'onorevole Cogodi neanche una legge piccola piccola, piccola piccola piccola piccolina così, ma è una riforma mai.
DEDONI (Riformatori Sardi). Stai citando troppo Cogodi chiedi il permesso ad Uras. Se avete copiato una legge cosa c'è di innovativo?
PIRISI (P.D.). Ecco… allora io… ma io con l'onorevole Cogodi lo cito e dico anche cose contrarie, però insomma veramente confrontiamoci nel merito dopodiché credo che otterremo qualche risultato positivo per tutti. Però prima di sollevare l'indice accusatore davvero guardate che cosa state indicando e non puntate sempre...
PRESIDENTE. Grazie. Colleghi abbiamo ancora quattro iscritti a parlare sull'articolo. Quindi io proporrei di sospendere i lavori di questa mattina a questo punto e di riprendere questa sera alle ore 16, pregandovi di essere puntuali perché così possiamo finire in un orario non troppo avanzato questa sera. Il primo iscritto a parlare è l'onorevole Oscar Cherchi alle ore 16. La seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore 13 e 42.
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