Seduta n.416 del 04/12/2003
CDXVI SEDUTA
(Pomeridiana)
Giovedì 4 dicembre 2003
Presidenza del Vicepresidente Salvatore Sanna
indi
del Vicepresidente Biggio
La seduta è aperta alle ore 16 e 39.
FRAU, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta del martedì 11 novembre 2003 (410), che è approvato.
PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che stiamo esaminando il progetto di legge 314/A, siamo all'articolo 3. Se ne dia lettura.
FRAU, Segretario, f.f.
Art. 3
Accertamenti sanitari
1. Ai sensi dell'articolo 11, comma 1, della Legge 24 dicembre 1993, n. 537, gli accertamenti sanitari dell'invalidità civile, della cecità e del sordomutismo, nonché dell'handicap derivante dall'invalidità ai sensi dell'articolo 4 della Legge 5 febbraio 1992, n. 104, sono svolti dalle Aziende sanitarie locali competenti per territorio tramite le Commissioni sanitarie presso le stesse operanti, composte come previsto dalla Legge 15 ottobre 1990, n. 295 e come integrate ai sensi dell'articolo 4 della Legge n. 104 del 1992.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(È approvato)
Si dia lettura dell'articolo 4.
ORTU, Segretario:
Art. 4
Termini
1. Gli accertamenti sanitari di cui all'articolo 3 devono essere effettuati entro i tre mesi dalla trasmissione alle Aziende sanitarie locali competenti per territorio, della relativa pratica.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Presidente, non so se ritenga opportuno, il relatore è arrivato adesso, ma manca l'Assessore competente, anche l'Aula ha bisogno di capire la posizione della Giunta sui singoli argomenti, anche perché stamattina è nato un problema anche sullo stesso articolato della Commissione, quindi vorremmo quanto meno avere presente l'Assessore competente.
(Interruzione)
A me andrebbe benissimo, però valuti il Presidente.
PRESIDENTE. Colleghi, io non ho difficoltà a recepire le questioni poste dall'onorevole Sanna Gian Valerio, naturalmente per quanto è possibile, anche se ci sono questioni.
(Interruzione)
All'articolo 4 è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
ORTU, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Vassallo - Cogodi - Ortu
All'art. 4 è aggiunto il seguente periodo:
"Trascorso inutilmente tale termine, l'interessato può presentare una diffida a provvedere, in carta semplice, all'Assessorato dell'Igiene e Sanità e Assistenza sociale, che fissa la data della visita da effettuarsi entro il termine dei successivi tre mesi, dandone formale comunicazione ali 'interessato." (14)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per illustrare l'emendamento numero 14.
VASSALLO (R.C.). Presidente, colleghi, l'emendamento numero 14 è un elemento di garanzia, peraltro non è nemmeno una novità, nel senso che nella legislazione vigente, precisamente nel D.P.R. 21.9.94 n. 698, si da disposizioni sulle possibilità che i cittadini hanno di provvedere ai ricorsi per cui anche nei confronti delle Regioni in questo caso, per cui abbiamo ritenuto opportuno richiamare una norma già in vigore nella disciplina nazionale, riportarla nella disciplina regionale, per cui un elemento di garanzia molto normale e molto ovvio ci sembra anche. Grazie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore ha facoltà di parlare il consigliere Cassano.
CASSANO (Rif. Sardi-U.D.R.). Contrario perché è previsto già il periodo, il tempo stabilito per legge entro quando eventualmente si deve chiudere l'istruttoria per gli accertamenti sanitari, quindi non riesco a capire onestamente. È solo perdere tempo e basta questo, quindi sono contrario.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cassano. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Si ritiene pleonastico questo emendamento, come richiamato giustamente dall'onorevole Vassallo è già previsto da legge nazionale il diritto a fissare una data successiva. Perciò non si accoglie.
PRESIDENTE. Onorevole Rassu, per cortesia! Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Io sinceramente non penso che sia pleonastico questo articolo perché è vero che una norma nazionale prevede attraverso un regolamento questa norma, però qua stiamo parlando di materia trasferita alle Regioni perché è il recepimento di una normativa che viaggia per conto suo. Dato che la legge in questione che stiamo approvando prevede norme, richiama accertamenti sanitari e quant'altro, non si capisce perché non debba richiamare questa norma che è una norma di garanzia. Chi l'ha detto che il cittadino può avvalersi del D.P.R. 698 in applicazione della legge numero tot che sarà? Non mi sembra assolutamente. Peraltro voglio dire, fissa un procedimento richiamato anche in altre leggi regionali, questo della possibilità di rivolgersi all'Assessorato per chiedere di procedere, per cui di procedere alle visite, di procedere affinché chi di competenza faccia le cose che deve fare. È già previsto in altre leggi regionali. Faccio un esempio: la legge sui malati di mente prevede espressamente in legge regionale questa norma. Ed allora perché in altre leggi regionali richiamiamo questa norma così come è presentata in questo emendamento ed in questa legge no? Veramente questo non lo capisco. Comunque, volete bocciarlo? Bocciatelo. Però ritengo che sia una bocciatura non considerata nel senso che non si comprende appieno il perché di un atteggiamento ostile ad una norma che di sicuro danno non può fare, ma soltanto può fare un beneficio nel senso che è comunque un elemento di garanzia nei confronti dei cittadini.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Vassallo. Vi sono altri interventi? Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 14. Onorevole Cogodi, su che cosa vuole intervenire? Colleghi, per cortesia un po' di silenzio. Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto.
COGODI (R.C.). La dichiarazione di voto sull'emendamento numero 14 per ribadire quanto il collega Vassallo poc'anzi affermava, un puro e semplice richiamo all'attenzione.
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia io non posso continuare i lavori con questo brusio, prego.
COGODI (R.C.). Un puro e semplice richiamo all'attenzione e all'interesse anche, vorrei dire, dell'Aula, dell'Assemblea legislativa perché le leggi quando si fanno siano fatte per quanto possibile bene, perché poi a non dedicare qualche minuto nel momento in quale la legge nasce, poi accade che gli effetti sono perversi, distorti ed è sempre più un modo usuale di commentare i difetti della politica e anche delle istituzioni pubbliche, ivi compresa questa che sarebbe la massima istituzione pubblica nel dire che quando si fanno le cose bisogna farle bene. Che alcune leggi per farle male è meglio non farle e poi tutti, dopo, col senno di poi a riconoscere che aveva ragione quel consigliere che proponeva una diversa dicitura o una diversa impostazione. Adesso quel consigliere è il collega Vassallo e però nella più totale disattenzione parrebbe che quel che si dice non è che abbia molto valore. L'emendamento 14 stabilisce una elementare misura di garanzia per il cittadino nei confronti della pubblica amministrazione, trascorso inutilmente tale termine, cioè si prevede un termine, la pubblica amministrazione lo deve rispettare, non lo rispetta, il cittadino è in balia di tutti i venti; qui si dice: l'interessato, il cittadino ha un interesse vero, aveva un termine dato dalla legge, il termine è decorso, può presentare una diffida a provvedere, ovviamente in carta semplice perché qualcuno gli fa pagare pure il bollo, a chi? All'Assessorato dell'igiene, cioè alla sua Regione, il quale Assessorato non viene preso ed impiccato, no, nel momento in cui è decorso inutilmente il termine e il cittadino lo rappresenta alla struttura politica - istituzionale della sua Regione, cioè all'Assessorato, cosa fa l'Assessorato? Fissa la data della visita da effettuarsi entro il termine dei successivi tre mesi. Cosa vuol dire trenta giorni?
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia. Onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Tu vuoi dire entro 30 giorni? Si metta 30 giorni, io sto dicendo qual è l'emendamento che non volete. Io accetto di interloquire, cioè si può respingere una norma perché non è sufficientemente di garanzia, dice, no, la voglio migliore. Poi propone, è previsto l'emendamento all'emendamento, quando è una cosa ragionevole, quando è un cosa ovvia si può anche, come dire, con una segnalazione orale concordare che il testo sia diverso, quindi può essere che vada bene, 30 giorni, va bene, proponiamo oralmente se l'Aula concorda che sia 30 giorni, parrebbe anche più ragionevole. Noi nel pensare l'emendamento abbiamo anche largheggiato e quel cittadino si trova tre mesi che sono già decorsi. E poi noi ipotizziamo altri tre mesi che è il termine che fissa l'Assessore perché debba avere la visita medica, dice bene il collega Rassu interrompendo per dire che va bene 30 grandi, perché 90 sono già passati, diciamo e proponiamo 30 giorni, in modo che i 90 diventano 120 giorni perché questa persona che ha un diritto, che è in handicap, che è un cittadino che ha non una ma mille ragioni di rivolgersi alla pubblica amministrazione, una condizione di svantaggio, ma insomma dopo 4 mesi potrà essere visitato? E qui si dice: no, si fa finta di non sentire, di non capire, si alza la mano e però alzando la mano state condannando una persona ad aspettare inutilmente 4 mesi, che poi non saranno 4 mesi, perché se non c'è un termine che responsabilizza almeno un ufficio e crea una condizione almeno di allerta per chi deve provvedere, quei 4 mesi diventeranno 4 anni e quel cittadino che deve fare? Con la tasca destra della giacca, se ha la giacca piena di milioni va dall'avvocato per fare un ricorso al TAR e se ha anche la tasca sinistra piena di altri milioni va da un altro avvocato e può darsi che possa impugnare qualcosa alla Corte Costituzionale, ma senza TAR e senza Corte Costituzionale e senza le due tasche piene di milioni un cittadino qualsiasi e normale potrà avere un termine entro il quale potrà fare una domanda ed una istituzione che fissi un altro termine entro cui qualcuno lo deve almeno visitare? E si ricorre al TAR e il TAR sta fissando le udienze di chi ricorre oggi fra 4 anni o 5 quasi, perché i TAR sono intasati dai ricorsi di gente che ha qualche ragione da lamentare, perché noi federalisti molto e garantisti molto e riformatori del Titolo V della Costituzione con un colpo di mano in occasione di una legge finanziaria due anni fa dicendo che era una cosa di tre giorni, che poi si sarebbe provveduto in via ordinaria e migliore, è stato abrogato in questa Regione il controllo di legalità degli atti della pubblica amministrazione, niente CO.RE.CO. niente CO.CI.CO., il controllo di legalità è stato abrogato e si è trasmesso tutto di nuovo al controllo burocratico e politico degli Assessorati regionali per garantire meglio il cittadino. Quindi il cittadino che ha strumenti di azione legale, di azione giurisdizionale è garantito, che ha lo stuolo degli avvocati intorno, ma il cittadino normale, comune non ha un'autorità anche di fronte al più grande sopruso della pubblica amministrazione, e quanti ce n'è di soprusi, per non dire atti sbagliati, ma spesso anche atti arbitrari, anche atti in odio, quel cittadino non ha possibilità di difesa, di fronte all'istituzione nessuna, TAR o Corte Costituzionale; e questa cosa si era fatta con un emendamento durante una finanziaria, addirittura per impedire che chi era contrario, e noi eravamo contrari, potessimo addirittura intervenire a dire che non eravamo d'accordo. Perché con l'emendamento all'emendamento in quella fase si impediva addirittura di poter intervenire ad una parte dell'Assemblea legislativa per dire almeno che non era d'accordo, non dico per esprimere ragioni, più di due anni fa e si diceva che era per giorni.
È rimasto così e così rimarrà, per dire che almeno qualche strumento piccolo, labile, di difesa dell'interesse del cittadino bisognerà pure stabilirlo nelle leggi. Questo pare essere il più soft, il più dolce perché è un semplice ricorso, è una segnalazione all'Assessore, perché l'Assessore, l'Assessorato, l'ufficio fissi un termine entro cui il povero cristo che si vede decorrere il termine inutilmente già fissato dalla legge, possa avere un altro termine entro cui possa essere visitato. Dite voi se è da respingere anche questa proposta. Poi, se è da respingere chiediamo anche il voto poi per appello nominale, manco per appello nominale, per voto elettronico, almeno anche per vedere, per ricordarci anche di qualcuno di noi che siamo oggi legislatori se quando non lo saremo più magari incontrandoci all'angolo di una strada e commentando qualcosa, a qualcuno si potrà dire: ma cosa pensavi quando pensavi di fare le leggi migliori senza ascoltare mai.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Demuru per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEMURU (D.S.). Signor Presidente, brevemente, per dire che io sono favorevole a questo emendamento 14 per due fondamentali motivi. Intanto perché, diciamo, aggiunge una garanzia al cittadino, l'articolo 4 rientra nello spirito di velocizzare quella prima fase dell'accertamento sanitario fissando i tre mesi entro i quali deve essere effettuato e concluso tale procedimento. E in effetti, detto questo, il cittadino che non fosse soddisfatto entro quei tre mesi non avrebbe armi in mano, semplici perlomeno, per poter reclamare questo diritto. L'emendamento 14 di fatto fornisce un'arma semplice, facilmente utilizzabile, perché questo diritto gli venga riconosciuto. Ma l'altro aspetto e qui è un altro aspetto positivo che io voglio richiamare è che consente all'Assessorato anche, in qualche maniera, anche se in via indiretta, un controllo dell'efficienza di questa prima fase perché se non ci sono reclami, chiamiamoli così, due sono le ipotesi o perché i cittadini sono stati soddisfatti in quei tre mesi, oppure perché i cittadini non ritengono di poterlo fare; però se fossero molti a non essere soddisfatti in quei tre mesi e si allungassero i tempi in modo eccessivo, qualche o molti cittadini farebbero ricorso e attraverso questi ricorsi, il numero di questi ricorsi, si avrebbe anche un controllo di questa fase di accertamento sanitario. Pertanto riconfermo il mio voto a favore dell'emendamento 14.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, io credo che effettivamente è necessario ringraziare il collega Vassallo per questo emendamento. Lo dico così senza fare delle adulazioni perché? Perché la storia della prassi e delle procedure che riguardano le richieste di invalidità penso siano notorie a tutti, stamane c'è stato un ampio dibattito che ha illustrato quale sia lo stato delle cose in questo delicato problema che riguarda una larga fascia della nostra cittadinanza. E si sa anche i tempi biblici che intercorrono molte volte tra la richiesta, la visita e nel caso la risposta da parte degli enti erogatori. Quindi, è un emendamento che mi trova perfettamente favorevole, anzi io direi se non dare tre mesi, magari possibilmente, perché tre più tre sono sei mesi, sono 180 giorni ed è molto. Io ho fatto la sparata così, 30 giorni, però se fossero 60 giorni sarebbe ancora meglio, giusto per le motivazioni che ha detto il collega Cogodi e il collega Demuru, il cittadino non può stare inerme a subire, deve avere in mano un'arma per difendersi e in questo caso è il ricorso avverso l'Assessore, dove istituirà un ufficio, istituirà dei collaboratori che possano giustamente far capo a questa problematica e obbligare quindi entro il termine se non di tre mesi, o di 60 giorni, o di quanto decidiamo di indicare, obblighi giustamente ad adempiere al loro compito la Commissione preposta. Quindi, esprimo il mio parere favorevole a questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Rif.Sardi-U.D.R.). Presidente e colleghi del Consiglio io personalmente voterò contro questo emendamento e mi associo alla richiesta fatta dal collega Cogodi per una votazione con scrutinio elettronico palese perché è molto utile che si possa sapere anche fuori da questo Consiglio qual è il tipo di ragionamento che viene fatto per la soluzione dei problemi della sanità. Nel senso che evidentemente c'è qualche collega di questo Consiglio che ritiene che i problemi di carenze che esistano all'interno della sanità sarda o all'interno delle A.S.L. della Sardegna si possano risolvere con leggi, quindi con provvedimenti di legge che dicono che se non ci sono strutture di risonanza magnetica in Sardegna, per cui ci sono 30 giorni di liste d'attesa per fare una risonanza magnetica, basta fare una legge che dice che le strutture devono fare gli esami entro dieci giorni ed in questa maniera si risolve il problema.
Perché lo stesso ragionamento viene oggi applicato alle Commissioni di prima istanza; le Commissioni di prima istanza oggi svolgono perfettamente il loro lavoro, nel senso che entro 90 giorni danno risposta a tutti i cittadini, ma perché lo fanno? Lo fanno perché sono in numero congruo rispetto alle domande, se noi dimezzassimo le Commissioni di prima istanza, le Commissioni di prima istanza impiegherebbero non più tre mesi ma ne impiegherebbero sei e hai voglia a mettere normative di legge dove dici che entro 40 giorni, entro 15 giorni, entro 8 ore dalla presentazione della domanda! Bisogna investire risorse se si vuole avere efficienza nei servizi offerti al cittadino. Se non si investono risorse non si può introdurre surrettiziamente all'interno di una legge una normativa che consegna all'Assessorato della sanità l'obbligo di predisporre le visite mediche in strutture che non sono dell'Assessorato della sanità, perché le Commissioni di prima istanza, che sono territorialmente afferenti alle A.S.L. sono delle Commissioni autonome che non hanno rapporto con l'Assessorato della sanità, per cui l'Assessorato della sanità non può fare prenotazioni all'interno delle Commissioni. Quindi, la realtà è che non può essere introdotta per normativa di legge una regola che può essere fatta soltanto mettendo in condizioni le Commissioni sanità di prima istanza con adeguate risorse economiche di poter funzionare.
È per questo che io voterò contro questo emendamento dal sapore populistico e demagogico e mi associo alla richiesta che la votazione avvenga per scrutinio elettronico palese.
PRESIDENTE. Se non ci sono altre dichiarazioni di voto procediamo. Chiedo naturalmente a otto consiglieri di appoggiare la richiesta avanzato dall'onorevole Cogodi.
(Appoggiano la richiesta di votazione nominale i consiglieri DEMURU, VASSALLO, DETTORI, BALIA, MANCA, PINNA.)
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio palese, con procedimento elettronico dell'emendamento 14, primo firmatario Vassallo.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - COGODI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - FADDA - FALCONI - GRANELLA - MANCA - MARROCU - MASIA - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - RASSU - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SELIS - SPISSU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: BALLETTO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - FANTOLA - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LICANDRO - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MURGIA - ONIDA - PIANA - PILO - PIRASTU - PISANO - USAI -VARGIU.
Si sono astenuti i consiglieri: GIAGU - SANNA Gian Valerio - SECCI.
PRESIDENTE. Prima di proclamare l'esito della votazione invito i colleghi, visto che dovremo procedere ad altre votazioni, a voler garantire la loro presenza in Aula, perché questa Presidenza procederà ad una apertura e chiusura delle votazioni con una certa rapidità per evitare equivoci. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 53
Votanti 50
Astenuti 3
Maggioranza 25
Favorevoli 25
Contrari 25
(Il Consiglio non approva).
I due colleghi consiglieri Deiana, che ha votato verde, e Usai, che ha votato rosso, che il Presidente ha ammesso alla dichiarazione di voto, come si vede hanno votato in modo da comunque confermare l'esito precedente, quindi invito i Segretari a voler prendere atto di questo e però invito tutti i colleghi alla prossima votazione ad essere presenti in Aula al momento del voto perché i colleghi Segretari debbono certificare la loro presenza al momento del voto stesso. Onorevole Deiana, se non fossi stato sicuro della sua presenza io per primo non l'avrei ammessa alla dichiarazione, lo stesso vale per l'onorevole Usai.
Colleghi, prima dell'articolo 5 obbligatoriamente dobbiamo procedere all'esame dell'articolo 6, norma sull'entrata in vigore. All'articolo 6 è stato presentato l'emendamento sostitutivo numero 16 e dall'approvazione o meno dell'articolo e dell'emendamento, parlo del 6 e del 16, ne risulta fortemente influenzata anche la norma finanziaria. Ed è per questo che è necessario quindi esaminare prima l'articolo 6 e l'emendamento 16 sostitutivo totale e poi successivamente la norma finanziaria. Si dia lettura dell'articolo 6.
ORTU, Segretario:
Art. 6
Entrata in vigore
1. La presente legge, per gli effetti dell'articolo 4 del decreto legislativo 17 aprile 2001, n. 234, entra in vigore il sessantesimo giorno dall'effettivo trasferimento alla Regione dei beni e delle risorse da parte dello Stato con i provvedimenti di cui all'articolo 7 del decreto legislativo n. 112 del 1998.
PRESIDENTE. All'articolo 6 è stato presentato l'emendamento sostitutivo numero 16, primo firmatario Vassallo. Si dia lettura dell'emendamento 16
ORTU, Segretario:
Emendamento sostitutivo totale Vassallo - Cogodi - Ortu
L'art. 6 è sostituito dal seguente:
1. La presente legge, in deroga a quanto previsto dall'articolo 4 del D.Lgs. 17 aprile 2001, n. 234, entra in vigore il giorno della sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della R.A.S. ". (16)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per illustrare l'emendamento.
VASSALLO (R.C.). Noi nel formulare l'emendamento numero 16 abbiamo tenuto conto, e nella dovuta considerazione, di tutti gli interventi pubblici che ci sono stati sia sulla stampa stampata, sia sulle televisioni, sia su diversi organi di informazione dove su questa materia si sono sprecati fiumi di parole e dove tutti i consiglieri regionali intervenuti, e devo dire che sono diversi e di tutti gli schieramenti politici, ritenevano opportuno dare immediatamente attuazione alla legge che stiamo discutendo per risolvere e definire un problema che, a detta di tutti, così come peraltro poi è anche vero, nel senso che corrisponde alla realtà, risolve un problema annoso, di diversi anni e che dà una prospettiva della prosecuzione un po' più ordinata di una vicenda che riguarda migliaia di persone, migliaia di invalidi civili della nostra isola. Per cui abbiamo provveduto a fare una norma che dice che la legge entra in vigore nel momento in cui viene approvata e non una norma in cui si dice che la legge entra in vigore quando il governo ci trasferirà le somme, perché così come peraltro abbiamo appreso, sapevamo già, ma l'abbiamo riappreso dall'intervento dell'Assessore che i soldi trasferiti sono soltanto quelli delle convenzioni, che altri soldi non ce ne sono, per cui noi approveremo una legge che non esplicherebbe nel concreto nessun effetto rispetto al risultato che si aspettano gli utenti.
Detto questo a noi è sembrato doveroso fare una norma che corrisponda alle aspettative di tutti quelli che stanno fuori e soprattutto alle aspettative che qua sono state pronunciate in questa occasione ma anche in precedenza. Chiaramente c'è da dire che questo emendamento numero 16, si collega certamente all'emendamento numero 15, perché non basterebbe dire che la legge entra in vigore nella data della sua pubblicazione se poi non si fa una norma concreta che permetta alla Giunta anche di operare e di recuperare anche le somme, che però in questo caso sarebbero mere somme di anticipazione, per cui non nuovi stanziamenti, perché noi condividiamo il fatto che la Giunta regionale, male ha fatto a non averlo fatto prima, deve rivendicare dal governo il trasferimento di tutte le somme necessarie perché la legge possa esplicare i suoi effetti. Perché non si possono trasferire competenze senza trasferire le opportune risorse.
Per cui l'emendamento 16 è un emendamento molto semplice che si comprende chiaramente, penso che non ci sia bisogno di dire altro, mi auguro solamente che alle parole si corrisponda coi fatti, per cui che si riconsideri l'articolo così come era stato formulato dalla Commissione, la Commissione abbia l'opportunità di riconsiderarlo e anche di modificarlo, se si vuole fare un'opera buona, se no dobbiamo dire che abbiamo fatto una legge che però esplicherà i suoi effetti quando il governo, chissà quando, trasferirà le risorse.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione ha facoltà di parlare il consigliere Cassano.
CASSANO (Rif.Sardi). Io vorrei chiarire che in linea generale potrei essere anche favorevole al principio che suggerisce con questo emendamento il collega Vassallo, tant'è che poi mi riservo di sentire anche la Giunta, nel senso che il concetto è preciso, nel senso che se potesse entrare in vigore domani mattina sarei più soddisfatto forse di Vassallo che questo provvedimento entrasse in vigore. Però sotto il profilo tecnico e anche economico, siccome abbiamo accantonato risorse per il 2003 e siamo a dicembre, io sotto il profilo tecnico non so se eventualmente è fattibile un provvedimento del genere, nel senso che siamo a dicembre, ormai le risorse le avevamo impegnate per l'anno 2003; poiché non riusciremo comunque a spendere queste risorse, tecnicamente non so cosa succederà, questo lo vorrei sentire eventualmente, diversamente non avrei alcuna difficoltà a dire che va bene il principio che entri in vigore il giorno dopo la sua pubblicazione.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
CAPELLI (U.D.C.) Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale . Presidente, allora in linea di principio riterrei che sia il 16 che il 15 siamo emendamenti ammissibili, dovrei però fare alcune osservazioni. Allora, riprendo quello che ha detto il relatore, nel senso che l'immediata, l'entrata in vigore dal momento di pubblicazione sul BURAS non avverrà sicuramente fuori dai termini della spendibilità delle risorse per il 2003, questo mi sembra acquisito e pacifico, e dall'altra parte nell'articolo si dice che entra in vigore al sessantesimo giorno dall'effettivo trasferimento alla Regione dei beni e delle risorse. Per quanto attiene alle risorse, condividendo nella sostanza l'emendamento numero 15, anche questo però è scontato, non soltanto nella forma ma anche nella sostanza, che la regione è nelle condizioni, visto lo stanziamento previsto di 2.099.000 euro, è scontato che sia nelle condizioni di anticipare eventuali risorse non trasferite nei tempi certi dallo Stato. Il problema rimane per il trasferimento dei beni e del personale, dico, in più, perché noi potremmo essere nelle condizioni di avere approvata la nostra legge in tempi certi e urgenti e comunque al giorno della pubblicazione sulla Gazzetta, ma non avere la disponibilità del personale perché non avviene contestualmente l'effettivo trasferimento della risorsa umana per poter dare corso allo svolgimento soprattutto e al recupero delle pratiche soprattutto precedenti. Per cui siamo un po' in una situazione particolare; per cui io non avrei, avendo spiegato il perché, nessuna difficoltà neanche per l'emendamento numero 16, tenendo conto che non stiamo parlando soltanto però di trasferimento di risorse, anzi quello è superabilissimo, per cui il 15 mi rimetto all'Aula ma spiegando che è una cosa superata dall'impegno formale della Giunta e comunque dall'impegno preso in legge sullo stanziamento.
PRESIDENTE. Assessore sul 15 magari dovrà tornarci successivamente, adesso stiamo discutendo solo del 16.
CAPELLI (U.D.C.) Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Allora, ho anticipato il giudizio pensando che avessero illustrato anche il 15 nell'intervento dell'onorevole Vassallo. Per cui sul 16 ritengo che possa a questo punto anche essere recepito. Sul 15 mi rimetto all'Aula ma specificando che non uso il termine di prima che è pleonastico, ma ritengo che ci sia già l'impegno nella legge stessa per cui potremmo evitare di appesantire ulteriormente il testo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Locci. Ne ha facoltà.
LOCCI (Gruppo Misto). Brevissimamente Presidente per dire che siamo favorevoli al testo dell'emendamento 16 ma aggiungendo che proprio su questa materia la discussione in Commissione è stata seria e approfondita e volevo qui spiegare il motivo per cui il testo che è arrivato in Aula non conteneva una disposizione identica all'emendamento proposto dai colleghi. Io vorrei che nell'ambito dei lavori parlamentari che stiamo facendo rimanesse agli atti la motivazione che a me pare una motivazione, e cioè la seguente: il trasferimento di poteri e il trasferimento di funzioni in via di principio per la nuova repubblica federale che si sta con fatica tentando di costruire deve essere in via di principio accompagnata dal trasferimento di risorse economiche, finanziarie e umane per realizzare il trasferimento in maniera effettiva, diversamente continuerà ad accadere ciò che è accaduto negli ultimi anni, e cioè che lo Stato tende ad alleggerire se stesso da funzioni e poteri trasferendoli verso il basso, ma non apportando verso le regioni, province e comuni, le necessarie risorse per l'attuazione dei poteri e per l'espletamento delle funzioni. Per cui io dico che dobbiamo essere senz'altro favorevoli perché si tratta di indennizzi verso persone estremamente bisognose e che la pubblica amministrazione si trova in fortissimo ritardo verso le istanze presentate. Questo, quindi, deve costituire, nell'iter dei nostri lavori parlamentari, una eccezione e deve essere chiaro che si tratta di un'eccezione che non può essere prassi, non può costituire precedente, per cui nell'ambito degli eventuali ulteriori trasferimenti di poteri, secondo la nostra opinione, il Consiglio dovrà pretendere dallo Stato che unitamente a poteri e funzioni vengano trasferite risorse economiche, finanziarie e umane. Grazie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Questo articolo 6 non dico che la dice lunga, ma in realtà la dice tutta sulla doppiezza dei comportamenti politici di quanti si affannano a dichiarare all'opinione pubblica che tengono a cuore le sorti delle povera gente, l'espressione povera qui significa gente che ha una particolare condizione di bisogno, stiamo parlando di invalidi civili, gente che ha difficoltà a vivere. Su questo argomento, su questo obiettivo, su questa legge si sono sentiti comunicati, invocazioni, conferenze stampa e quant'altro. C'è l'urgenza, il Consiglio è renitente rispetto al lavoro che dev'essere fatto. Immaginate, il Consiglio è qui, esamina questa legge appena è arrivata, la Giunta, la maggioranza non mettevano in condizioni il Consiglio di esaminare la legge, adesso la stiamo esaminando e, nel momento in cui la stiamo esaminando si sono dette già un sacco di cose, anche interessanti, articolo 6: questa legge non esiste, questa legge non entrerà in vigore, questa legge il Consiglio la approverebbe e Cassano, e Vargiu, e Fantola e Pisano terranno un'altra conferenza stampa, stanotte, domattina "la nostra legge è stata approvata". A parte che non è più la vostra legge, che sarebbe del Consiglio, pure modificata un poco e dovrà essere ancora modificata, e direste, imbrogliando il prossimo, che avete avanzato una proposta di legge che risolve i problemi degli invalidi civili, e qui è scritto che questa legge non entra in vigore se non quando lo stato trasferirà, e manco subito un attimo dopo, avete tanta fretta, dopo sessanta giorni inizierà ad avere vigore questa legge secondo voi, non sessanta minuti, sessanta giorni ancora dopo che lo Stato avrà trasferito i beni e le risorse.
Domanda: lo Stato, che ha trasferito con una sua norma legislativa queste competenze alla Regione, quando è che doveva trasferire i beni e le risorse? Già da tempo? No, non l'ha fatto. Cosa ha fatto la Giunta, il Governo, voi cosa avete fatto per dire, per chiedere, per diffidare, per intimare, per bombardare lo Stato che non fa quello che con le sue legge dice che intende fare? Cosa avete fatto: zero, niente. E così continuerete a non fare niente, perchè quando qui diciamo lo Stato diciamo il Governo, il vostro governo di destra, e quindi nulla avete fatto, nulla farete, questa legge rimane lettera morta. E rimane morta persino per 60 giorni dopo che lo Stato avesse, quando semmai lo farà, trasferito i beni e le risorse che avrebbe già dovuto trasferire. Io dico solo una cosa: in questo mondo ci si può anche indignare e io ritengo di essere indignato. Sono indignato per un simile comportamento scorretto, disdicevole, disonorevole, di chi ai quattro venti va a dire, per tempo e tempo, che il primo resta il migliore, come il formaggino Mio vi ricordate, più sensibile degli altri, e poi con l'inganno di un articolo che tutto rinvia e che rimanda, e quindi lascia la legge morta, inerte, non è vero che ha risolto nulla. Voi questo articolo 6 lo dovete cambiare, il Consiglio lo deve cambiare per la sua dignità, perchè nel momento nel quale fa una legge questa legge deve entrare in vigore subito. Altra cosa saranno le difficoltà applicative di una legge, ipotizziamo anche questo purtroppo, che una legge può avere un adempimento difficoltoso, ma almeno la legge deve essere viva quando è approvata! La legge istituisce diritti del cittadino, poi se quel diritto non è immediatamente soddisfatto ci sarà una causa, una responsabilità, ma non la dovrà pagare sempre il cittadino che ha il diritto questa responsabilità. Come si può sentire da un medico, che pure so che rappresenta altri medici, in quest'Aula dire, in ragione dell'emendamento precedente, che quando un cittadino ha diritto ad una visita questo non è un cittadino qualsiasi ma è un invalido civile, e passano novanta giorni, e si propone che l'assessorato della sanità fissi attraverso i mezzi, i modi e i poteri, un termine entro in cui quel cittadino in altri 30 o 90 addirittura si diceva giorni, possa essere sottoposto a visita, possa dire: no, non è possibile, perchè io medico so che le strutture sanitarie andrebbero in difficoltà a visitare un invalido civile. Ma come si permette un medico? La deontologia medica appartiene a chi porta quella responsabilità, ma come si permette un legislatore di dire che il diritto del cittadino cede il passo di fronte alla difficoltà di organizzazione di una struttura sanitaria? La struttura sanitaria si deve adeguare o se ha ragione legittima di non poter svolgere un compito non lo svolge, non lo potrà svolgere, darà conto del perchè, e può darsi anche sia un perchè motivato, ma perchè negare in legge il diritto del cittadino ad essere visitato? Non si può negare in legge il diritto. Altra cosa, ripeto, è la difficoltà applicativa.
Insomma, non è possibile presentare leggi che sono bluff, presentare leggi che sono veri e propri inganni nei confronti dei cittadini. Si ritiri questa legge, si accantoni. Se deve essere detto che la legge non entra in vigore prima dei 60 giorni da quando quello stato e quel governo che non ha fatto quello che doveva fare, e nessuno di voi dice come lo farà d'ora in poi, non entra in vigore, non è vero che esisterà è molto più dignitoso dire la accantono, la approvo quando la posso approvare.
Poi però c'è un altro emendamento, noi ci siamo premurati di vedere le cose, c'è anche un altro emendamento presentato da noi, dal gruppo di rifondazione, il collega Vassallo ha operato questo lavoro, è meritorio e ci ha aiutato in questo, e altri, un altro emendamento che dice anche come sopperire ai ritardi dello Stato anche attraverso una forma di anticipazione che la Regione fa in tante cose e potrebbe anche fare in parte per cittadini molto deboli, quelli che appunto sono in condizione di invalidità civile, ma quello lo vedremo dopo. Intanto però non dite signori così detti da voi stessi autodetti riformatori. Noi l'abbiamo sempre pensato, non è un caso, è la vicenda politica che lo dimostra che i riformatori alla Fantola erano bolle di sapone. Questa è una riforma alla Fantola, cioè una non riforma, è un imbroglio di riforma, è un inganno di riforma e si possono usare parole pesanti quando è pesante l'iniziativa che si assume. Si possono usare toni duri quando siete così duri contro la logica contro il buon diritto dei cittadini. Ritiratela la legge e la Commissione presenti un testo, una norma che abbia effetto e vigore che serva a qualcuno, non a voi per fare conferenze stampa fasulle per manifestare una politica di riforma altrettanto fasulla come siete voi fasulli. Questo mi sento di dire e dico poi chi vorrà dice: "ma ci sono toni duri in quella parte del Consiglio". No, non sono duri, trovassi parole più dure le adopererei per questo modo imbroglione che avete di proporre leggi, di fare conferenza stampa, di rivolgervi anche all'attenzione dei più deboli dicendo che risolvete i problemi e poi in legge, Cassano...
PRESIDENTE. Concluda onorevole Cogodi.
COGODI (R:C.). ... c'è scritto anche nella proposta originaria che doveva entrare in vigore 60 giorni dopo quando lo Stato avrebbe fatto una cosa che non ha fatto e non si sa quando farà. Qui è dall'inizio che voi avete pensato l'inganno e il Consiglio non può accettare una simile evoluzione ed una simile conclusione. Per cui su questo punto noi riteniamo debba esserci una assunzione reale, concreta, seria, io dico anche misurata ed equilibrata perchè di questo è capace e ci aiuti a trovare anche a noi la nostra serenità e il nostro equilibrio perchè si trovi una soluzione adeguata. Ci deve essere un confronto politico che porti il Consiglio a definire una legge che entri in vigore, perchè una legge che non entra in vigore è un inganno, è una parvenza, è un imbroglio di legge.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I. - Sardegna). Ho ascoltato con attenzione alcuni passaggi dell'intervento dell'onorevole Cogodi, però non raccolto la provocazione. Prima di parlare delle inadempienze dello Stato, sarebbe bene parlare delle inadempienze sul decentramento della nostra Regione. Mi rifaccio alla famosa legge 142 dove la nostra Regione credo sia l'unica in Italia che ancora non abbia demandato i poteri agli organi periferici, alle province e ai comuni almeno nella sua compiutezza. Quindi prima ci facciamo un esame di coscienza noi e poi, giustamente, dobbiamo vedere quali sono i difetti e le manchevolezze o le omissioni dello Stato centrale che certamente, in questo gli dò ragione, non è molto svelto, né tanto meno attento ma non perchè sia il Governo di centro destra, appunto perchè è il potere centrale nel dare risposte quanto meno in tempi certi alle Regioni e agli organi periferici dello stato.
Concordo, e questo era il senso del mio intervento, con quanto ha detto il Presidente della Commissione, l'onorevole Locci. Mi dico immediatamente favorevole a questo emendamento, ma è giusto che lo Stato assieme alle competenze, contemporaneamente trasferisca alle Regioni non solo gli oneri, ma anche gli onori, cioè quello che effettivamente le compete come materiale umano, quindi risorse umane e risorse finanziarie.
Ho sentito con piacere la disponibilità della Giunta e del relatore, primo firmatario della legge, l'onorevole Cassano, e quindi neanche a loro è sfuggita probabilmente questa disattenzione dell'articolo 6, disattenzione che io non reputo premeditata, bensì una disattenzione che fa parte del contesto della legge. Non dovendo essere accettato l'emendamento numero 16, la legge non è altro che una enunciazione di principi e resterebbe tale senz'altro non meno di un paio di anni. Per cui, se effettivamente si vuole dare una risposta certa, concreta, veloce e subitanea ad una categoria di cittadini che per situazione economica e per condizioni di salute certamente è una delle categorie meno abbienti della nostra società, è necessario sfrondare completamente tutte le motivazioni che sono previste in legge e che non consentono l'immediata applicazione della legge poiché se no, effettivamente, dovremmo dare ragione al collega Cogodi, ma così non è.
La legge arrivata in Commissione è stata esitata dalla Commissione il 26 luglio 2003. Ho visto e constatato che nessun'altra legge fotocopia, come di solito succede, non me ne voglia nessuno, ma è la verità, in tutti gli altri settori è stata presentata da altri Gruppi. Si è chiesto e ottenuto, giustamente, il passaggio in Aula per le motivazioni d'urgenza che nella legge stessa sono contenute e allora facciamo sì che questa sia una legge applicabile immediatamente perché è una normativa aspettata da tutti i disabili e dagli invalidi civili.
Per cui, per le motivazioni che ho appena espresso, mi dichiaro favorevole all'emendamento numero 16 poiché la legge, se non venisse applicata nell'immediatezza e si aspettasse, passerà senz'altro qualche anno, almeno un anno, cioè il trapasso dei poteri dallo Stato alle Regioni, dallo Stato federale, la legge resterebbe di per sé stessa una enunciazione di principi e quindi seppur non premeditatamente questo pensato dai proponenti magari dovremmo dare ragione all'onorevole Cogodi. Per cui, tenendo conto anche della disponibilità del relatore e della Giunta, mi dichiaro mi dichiaro favorevole all'emendamento numero 16.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Demuru. Ne ha facoltà.
DEMURU (D.S.). L'articolo 6, a prescindere dai toni e forse dalle esagerazioni, è evidente che in Commissione forse non è stato valutato appieno per quanto riguarda i tempi di entrata in vigore. In effetti è prevalso quello che il Presidente della Commissione testé ha annunciato, il principio per cui noi comunque dobbiamo difendere che a funzioni che vengono trasmesse dallo Stato alla Regione corrispondano anche le risorse finanziarie, umane, di mezzi e quant'altro. E' vero anche che oggi noi stiamo approvando una legge che ha un senso se può entrare in vigore immediatamente perché sollecitata dalle categorie, deve risolvere gli arretrati, deve garantire i diritti agli invalidi civili o agli aspiranti tali, perché non sono tali fino a quando non vengono dichiarati.
Detto questo io do il contributo in serenità anche; a noi interessa che questa legge venga approvata e che entri in vigore subito, pertanto ci dichiariamo favorevoli all'emendamento presentato da Vassallo e più e, dato che ci siamo, poiché l'emendamento 15 è conseguente all'emendamento 16, anche su quello siamo totalmente d'accordo.
Una breve considerazione su alcune cose dette. Non stiamo facendo a gara a chi rappresenta meglio, prima, dopo, gli invalidi civili. Io penso che sia interesse di tutto questo Consiglio difendere queste categorie che sono deboli, lo ripetiamo, pertanto non facciamo a gara su questo. Però una piccola risposta al collega Vargiu io la voglio dare, perché insinuare interpretazioni, che si vorrebbe penalizzare categorie, questo non è sicuramente il nostro intento, però non dobbiamo neanche dare l'impressione, siccome il presidente Vargiu rappresenta anche me come categoria dei medici, che la sanità e i medici hanno paura dei controlli. Lui giustamente ha detto che le Commissioni sanitarie delle ASL sono abbastanza puntuali nel definire le pratiche, però un controllo non farebbe male, anzi sarebbe uno strumento in più per la categoria qualora, contestata anche dall'Assessore in alcune prestazioni non immediate, sarebbe un'arma per poter a quel punto reclamare ciò che i medici italiani in genere e della Sardegna in particolare reclamano in mezzi, risorse e organizzazione. Quindi non deve essere vissuta come un qualcosa che va a penalizzare od offendere la categoria dei medici, caro Vargiu, è il contrario. I medici hanno sempre dato anche dimostrazione di efficienza quando sono stati messi nelle condizioni e in questa fattispecie sono stati messi anche nelle condizioni dalle ASL, le Commissioni funzionano, quindi non vedrei questa ira funesta del presidente delle federazione nei confronti di un emendamento che comunque è stato bocciato, ma era anche ininfluente tutto sommato, perché se tu funzionasse e se tutto poi andrà a buon fine niente ci sarebbe di aggiuntivo a quell'emendamento.
Concludendo, noi non abbiamo interesse a fare conferenze stampa per dire: "Vi abbiamo approvato la legge". Noi abbiamo interesse a che questa legge sia approvata ed entri in funzione immediatamente; le condizioni ci sono, gli emendamenti 16 e 15 lo consentono, pertanto chiedo che questo emendamento 16 sia fatto proprio da tutto il Consiglio, stante che anche l'Assessore l'ha fatto, e un invito all'onorevole Cogodi: le Commissioni istruiscono una legge, può sfuggire anche qualcosa, diversamente che senso ha che le leggi vengano in Consiglio se sono già perfette? Si perfezionano, ma senza drammatizzare.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare metto in votazione l'emendamento numero 16. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Sia dia lettura dell'articolo 5.
ORTU, Segretario:
Art. 5
Norma finanziaria
1. Le spese previste per l'attuazione della presente legge sono valutate in euro 2.099.000 annui in ragione di euro 2.000.000 quale integrazione di risorse regionali di cui all'articolo 1, comma 2, della presente legge e di euro 99.000 di assegnazioni dello Stato a termini del D.P.C.M. 13 novembre 2000.
2. Nel bilancio della Regione per gli anni 2003-2005 sono apportate le seguenti variazioni:
In aumento
Entrate
12 - SANITA'
UPB E12.041 -
Servizi socio-assistenziali (AS)
2003 euro 99.000
2004 euro 99.000
2005 euro 99.000
Spesa
In diminuzione
UPB S03.007 -
FNOL - Spese di investimento
2003 euro 2.000.000
2004 euro 2.000.000
2005 euro 2.000.000
mediante riduzione della voce 2 della tabella A allegata alla legge finanziaria
In aumento
12 - SANITA'
UPB S12.066 -
Servizi socio-assistenziali (FR-AS)
2003 euro 2.099.000
2004 euro 2.099.000
2005 euro 2.099.000
3. Le spese per l'attuazione della presente legge gravano sulla suddetta UPB del bilancio della Regione per gli anni 2003-2005 e su quelle corrispondenti dei bilanci della regione per gli anni successivi.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 15. Se ne dia lettura.
ORTU, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Vassallo - Cogodi - Ortu
Nell'art. 5, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:
" 1 bis. L'Assessore della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del territorio, al fine di dare concreto e immediato avvio agli interventi di cui alla presente legge e nelle more dei trasferimenti delle risorse finanziarie da parte dello Stato, è autorizzato, previa deliberazione della Giunta regionale adottata in concerto con gli Assessori interessati, ad operare le opportune anticipazioni, anche attraverso lo storno di fondi dalle UU.PP.BB. che presentino le necessarie disponibilità. " (15)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 15 ha facoltà di illustrarlo.
VASSALLO (R.C.). Molto brevemente anche perché il ragionamento che facevo poc'anzi sull'emendamento numero 16 in effetti è collegato all'emendamento numero 15, nel senso che l'emendamento numero 15 è l'emendamento che praticamente autorizza la Giunta a operare sulle varie UPB che eventualmente avessero disponibilità. E cosa dice sostanzialmente? Dice che, verificata la necessità, gli Assessori si incontreranno, verificheranno che eventuali prelievi non creeranno problemi alle eventuali competenze dei rispettivi capitoli, è possibile effettuare dei prelievi per dare risposte alla legge che stiamo discutendo.
Per cui è una semplice norma che permette di dare concreto avvio alla legge in questione, e penso che possa essere senza nessun problema approvato perché vi sono le garanzie da parte di tutti, compresa la Giunta che dovrà poi verificare se può o non può fare certe cose.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento numero 15 ha facoltà di parlare il consigliere Cassano, relatore.
CASSANO (Rif. Sardi-U.D.R.), relatore. Presidente, io ho già espresso il mio parere, quindi mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. No, scusi onorevole Cassano, il suo parere lei l'ha espresso quando non lo doveva esprimere. Adesso lei si rimette all'Aula sull'emendamento numero 15.
CASSANO (Riformatori Sardi-U.D.R.). Sì.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Io riprendo quanto già affermato in precedenza sull'emendamento numero 16 e non tedierò l'Aula nella ripetizione delle considerazioni precedentemente fatte anticipando il parere sul 15, aggiungo solo una cosa: l'emendamento riguarda solo ed esclusivamente le anticipazioni relative ai 99 mila euro, in quanto i 2 milioni sono già di disponibilità in quanto fondi regionali, mentre invece qui dovremo essere autorizzati come Giunta, cosa che comunque è possibile anche senza questo emendamento, alle anticipazioni relative ai 99 mila euro, e per questo mi sono già espresso precedentemente. Cioè nella sostanza il concetto è più che giusto, ma c'è un appesantimento soltanto della legge che stiamo esitando. Aggiungo, nel momento in cui noi stipuleremo le convenzioni con l'ente che sarà deputato alla gestione dell'attività prevista dal comma 2 è ovvio che sarà nostra cura rimandare il pagamento delle convenzioni, cioè degli atti corrispondenti, degli atti conseguenti che noi dovremo retribuire all'ente in convenzione, gli trasferiremo i pagamenti al momento in cui avremo ricevuto le quote statali. Per cui ritengo sia superfluo questo emendamento. Io posso anche pensare che si possa non condividere questo aspetto, però chiunque vada a fare una convenzione in come e per conto della pubblica amministrazione, cioè della Regione, non dà garanzie che non può dare, perciò l'ente, che sia l'INPS, che sia il ministero, che siano le ASL, che siano gli enti locali, attenderanno per convenzione, perché la convenzione, come voi avete sostenuto, la Giunta la sottoscriverà con chi accetterà le condizioni poste dalla Giunta, il pagamento delle pratiche avverrà solo ed esclusivamente nel momento in cui la Regione sarda avrà i trasferimenti statali. Per cui mi sembra superfluo e ritengo non accettabile l'emendamento numero 15.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Riprendo con molta semplicità e con tutta la possibile serenità l'argomento che ha usato il rappresentante della Giunta regionale. L'emendamento numero 15, a suo modesto parere, lasciamo perdere il parere...
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Cogodi, solo perché così lei durante il suo intervento potrà chiarirci questo aspetto. L'emendamento numero 15 - chiedo la cortesia ai colleghi di prestare un po' di attenzione - propone lo storno di fondi dalle UPB che presentino le necessarie disponibilità. Ora, così come è scritta questa proposta appare a questa Presidenza come un eccesso di delega alla Giunta, in quanto lo storno di fondi non può essere fatto da una UPB all'altra dalla Giunta. Quindi probabilmente non era intenzione del proponente l'emendamento fare questa proposta, vi prego negli interventi di esprimervi anche in relazione a questo problema.
COGODI (R.C.). Ovviamente riprendo dal punto in cui sono stato fermato dalla interlocuzione della Presidenza e riprendo proprio dal punto che adesso la Presidenza invita a porci ognuno di noi responsabilmente. E' vero che non è consentito lo spostamento di somme, di stanziamenti da una UPB all'altra, non è consentito a meno che non lo consenta la legge. Siccome questa è una legge noi stiamo appunto proponendo che sia consentito in questo caso e per questa finalità. Infatti, se non c'è la legge, se non c'è l'emendamento che se approvato costituisce norma, non è possibile, ecco perché lo proponiamo. Né questa è una norma di portata generale, è una norma specifica, dice solo in questa situazione, laddove ci siano UPB che manifestano disponibilità di somme non spendibili per le finalità proprie di quella UBP, la Giunta è autorizzata ad operare il trasferimento in questa funzione e solo per questo. Quindi è la legge che lo consentirebbe in modo specifico. Ecco perché serve l'emendamento. E la precisazione che la Presidenza ha chiesto che operassimo è estremamente utile, e così noi la stiamo fornendo, proprio per mettere nel nulla, se ancora ce ne fosse bisogno, l'argomentazione che ha presentato la Giunta, cioè che questa norma sarebbe superflua. Proprio questo fatto dimostra, il richiamo del Presidente, che non è superfluo, non è superfluo proprio perché introduce una potestà che diversamente non ci sarebbe. Però dice la Giunta che l'istituto dell'anticipazione che con questa norma in questo modo si propone, sarebbe superfluo per un altro motivo, perché comunque - dice la Giunta - se noi non disponessimo dei trasferimenti che lo Stato deve operare in capo alla Regione, noi non potremmo comunque cominciare a pagare gli aventi diritto, gli invalidi civili.
CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. No, ascolta, o ci capiamo qui…
COGODI (R.C.). Ci siamo capiti benissimo!
CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. No, non ci siamo capiti.
PRESIDENTE. Assessore Capelli, per cortesia!
COGODI (R.C.). Ci siamo capiti benissimo! Smettiamola con i giochi prestigio perché stiamo lavorando e seriamente.
CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Sì, stiamo lavorando seriamente, sii serio!
PRESIDENTE. Assessore Capelli, per cortesia!
COGODI (R.C.). Dire che una norma è superflua e motivarla nel modo in cui è stata motivata è quello che abbiamo sentito e inteso, al quale abbiamo dato un significato, che è questo. E' ovvio che un'anticipazione, proprio perché è un'anticipazione, è in conto di quello che non hai, perché i 2 miliardi che sono i 2 milioni di euro che sono stanziati con questa legge è chiaro che quelli ce li hai, li sta stanziando la legge, quindi su quello non dovrai fare nessuna anticipazione. L'anticipazione si intende, anche sul piano logico, solo ed esclusivamente in funzione delle somme che dovresti già avere, che non ti hanno dato perché il tuo Governo fellone ti dà competenze e non ti dà danari, e te li deve dare, in attesa che il tuo governo fellone oltre alle competenze a questa Regione dia anche i danari necessari come previsto nelle leggi dello Stato, la Regione, poverina, supplisce, ed avendo direzioni di spesa che talvolta capita che tengono risorse ferme e non spendibili per quello che si era pensato, questa norma autorizza a prelevare da quelle e in quanto sia compatibile, vero?, perchè se quell'UPB ha il suo programma di spesa e la finalizzazione è operativamente realizzabile è chiaro che non puoi fare l'operazione. Ma per l'ipotesi che si verificasse che per quella direzione di spesa non ci sono le condizioni giuridiche ed oggettive di operatività e quindi, come spesso accade, sono danari che vanno in perenzione, stanziamenti che vanno in perenzione, la Giunta è autorizzata sin d'ora, senza dover tornare in Aula a chiedere l'autorizzazione con una norma di legge, è autorizzata sin d'ora a poter compiere questa operazione. E poi dice non ci comprendiamo. L'Assessore chiama tutto questo un appesantimento. Non è un appesantimento, è un alleggerimento, è un alleggerimento nei confronti del diritto del cittadino ed è un alleggerimento anche nei confronti dell'azione della pubblica amministrazione che non dovrà vedersi contestata, "ricorsata" e pure maledetta, perchè con le leggi istituisce diritti e poi, con la pratica di governo, non è in grado di soddisfare quei diritti che ha istituito con le sue leggi, quindi è un alleggerimento, non è un appesantimento. Se vogliamo ragionare quindi ragioniamo, ragioniamo però tenendo in debito conto la distinzione che corre fra l'attività di legislazione che è questa che il Consiglio compie, e l'attività di amministrazione, o altra attività operativa di servizio, che altre istituzioni devono compiere. Qui c'è una confusione di ruoli, c'è una confusione mentale, qui nessuno accetta l'idea di essere legislatore perché tutti nello stesso tempo pensano di essere anche amministratori e di essere operatori dei servizi. Un medico qui non è medico, un medico qui è legislatore. Un avvocato qui non è avvocato, qui è legislatore. Un qualsiasi cittadino lascia da parte il suo campo di lavoro e di interessi specifici, quando entra in quest'aula, alza la mano o usa la parola, usa argomenti e potere per fare norme di legge, che siano giuste queste norme, poi ad applicarle sarà il governo e dovrà essere il governo, ed anche tutte le strutture di servizio che dovranno essere adeguate in funzione della buona legge. Non è che non si possano fare buone leggi più perché abbiamo cattivi servizi o cattiva gestione dei servizi. Non è che cessa il diritto del cittadino ad essere visitato perchè la struttura sanitaria non è in grado di visitare tutti. Il diritto del cittadino rimane, anzi a maggior ragione deve essere riaffermato e garantito, perchè il cittadino che non venisse visitato subisce un torto e, almeno in parte, di quel torto qualcuno lo dovrà ripagare e si saprà da parte di chi, perchè non è che tutte le A.S.L. o i servizi sanitari o tutti gli uffici anche dell'amministrazione regionale non funzionano tutti per colpa del Consiglio regionale, cioè dell'organo legislativo? Ci sarà in questo mondo - l'ho detto in altra circostanza - anche qualche altra colpa di qualcun altro che non sia solo esclusiva del Consiglio regionale della Sardegna? Ci sarà pure un'incapacità ad organizzare gli uffici e i servizi da qualche altra parte di qualche dirigente o qualche manager? Ci sarà uno spreco o un interesse diverso, talvolta anche peloso, ci sarà da qualche parte qualche ragione altra diversa dalla responsabilità del solo Consiglio regionale, della Assemblea legislativa perchè le cose non vanno tutte bene? Questo è un po' il punto che è un punto anche politico e d'onore, se volete capirlo.
Ecco perchè questa norma tende ad agevolare, in qualche modo ad alleviare un disagio che già si prevede posto che lo Stato ancora non ha fatto, lo Stato, il Governo, non ha ancora fatto quello che deve fare, che lo faccia quanto prima, che l'autorità e il potere regionale si muova perchè il Governo Berlusconi faccia quello che deve fare in base alle leggi dello Stato, ma nel frattempo che il peso in esclusiva, il danno non lo paghi il cittadino che ha un diritto. Quell'invalido civile, e questo lo dico soprattutto a quelli che invocano ad ogni pie' sospinto la società civile, un invalido civile secondo voi appartiene alla società civile o no? È civile due volte, uno perchè appartiene alla società e due perchè in quella società qualcosa gli è tolto, cioè un diritto che deriva anche dalla sua condizione di maggior debolezza rispetto ad altri? Questa è la ragione per cui questo emendamento vale quanto l'altro, per molti versi sul piano dell'efficacia pratica vale più dell'altro, perchè anche la legge - questo l'abbiamo già votato - entra in vigore subito, ma se entra in vigore subito e voi non volevate manco che entrasse in vigore, però non ha i mezzi, allora è inutile che entri in vigore come prima vi abbiamo convinto a votare per l'entrata in vigore se non ha i mezzi per poter operare. Diversi colleghi l'hanno già adombrata questa connessione tra il precedentemente emendamento e questo il 15, bisogna compiere questa operazione perché almeno in parte o in gran parte si arrivi verso la soddisfazione concreta, reale effettiva e la condizione di diritto in cui versano questi cittadini, trentamila si dice, che aspettano da troppo tempo e ingiustamente per loro di avere almeno avviata a soluzione il bisogno e il diritto di cui sono portatori.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.
PUSCEDDU (D.S.). A differenza dell'Assessore della sanità io non ritengo superfluo questo emendamento, anzi sono del parere che questo emendamento possa dare un significato profondo alla proposta di legge che stiamo per approvare anche perchè attraverso il sistema delle anticipazioni si raggiunge una finalità che è quella di dare un concreto ed immediato avvio agli interventi che con la legge intendiamo perseguire, anche perchè noi potremmo fare una mera legge di procedura oppure una legge che viene incontro a bisogni reali, concreti e quotidiani che una fascia particolarmente disagiata della nostra società vive giorno per giorno. Io assieme ad alcuni colleghi avevo presentato l'emendamento numero 6 che aveva una finalità analoga a questa, lì veniva ipotizzata una sorta di fondo di rotazione, ma c'era necessità di avere copertura finanziaria per dotare questo fondo, per cui non ho insistito su quell'emendamento perchè ho ritenuto questo emendamento numero 15, attraverso un accorgimento che modifica in via del tutto eccezionale norme di contabilità di operare degli stormi e garantire quella finalità che anche con l'emendamento 6 noi intendevamo perseguire, questo dell'anticipazione degli interventi, per questi motivi, perchè ritengo che sia necessario e urgente sia sveltire le procedure amministrative, ma soprattutto far ottenere i benefici a quei cittadini disagiati che ne hanno diritto ma soprattutto bisogno, perchè, come ho sostenuto nel precedente intervento, noi non possiamo scaricare sui cittadini più deboli le lungaggini burocratiche e ritardi che sono propri della amministrazione, anche perchè talvolta questi ritardi sono incomprensibili, sono ingiustificati e rischiano di svuotare il concetto stesso e la finalità stessa della legge. Per questi motivi io ritengo che con l'emendamento 15 si fa un'operazione di giustizia, si fa un'operazione importante e si dà maggiore spessore alla legge di cui stiamo discutendo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Se fosse possibile vorrei un attimo l'attenzione dell'assessore Capelli. Per quanto concerne questo emendamento al di là delle norme di contabilità che possono anche prevedere che indipendentemente dalla norma possono essere fatti trasferimenti da un'UPB all'altra, io credo che sia importante che il Consiglio regionale approvi questo emendamento eventualmente emendandolo per un'altra ragione, alcune motivazioni le ha dette adesso anche il collega Pusceddu, noi non possiamo accettare, Assessore, che lo Stato nel trasferirci queste competenze ci dia 90 mila euro soltanto. Noi dobbiamo dire che questa è una anticipazione e che noi anticiperemo le risorse, perchè se noi mettiamo in legge che stiamo accettando, io verificherei anche D.P.C.M. 13 novembre 2000, perchè poi abbiamo avuto il decreto 234 che riguarda proprio la Sardegna, ma questo è un altro problema, però non possiamo noi mettere in legge che ci stiamo accontentando di 99 mila euro, è un assurdo. Noi dobbiamo dire in questo articolo che la Regione provvederà alle anticipazioni necessarie per poter attuare i lavori, diciamo, quanto è necessario perchè le competenze vengano trasferite alla Regione. Se non mettiamo questo, è una resa totale da parte di questa Regione, di questo Consiglio regionale, della Giunta regionale, nei confronti del Governo. Noi dobbiamo dire che i 99 mila euro sono una semplice anticipazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Relativamente all'emendamento presentato dall'onorevole Cogodi, debbo dire che l'intenzione è senz'altro buona, però a me pare che il risultato sia nelle cose. Occorre infatti tener presente che questa legge trova il finanziamento, fotografando l'attuale situazione, parlando della norma finanziaria, con 2 milioni e 99 mila euro di cui 2 mila di fondi regionali e 99 di fondi statali. Io posso essere d'accordo con l'onorevole Fadda quando dice che non ci dobbiamo accontentare di 99 mila euro, e sicuramente nessuno credo che abbia mai detto che si accontenta di 99 mila euro, è la fotografia dell'esistente. Come avviene la compilazione del bilancio? La compilazione del bilancio avviene in questo modo: ci sono le assegnazioni statali e i fondi regionali, quindi nelle competenze vengono iscritte le somme di cui si prevede l'incasso e cioè in questo caso 99 mila di risorse di assegnazioni statali e due milioni di risorse regionali, una volta che la somma è iscritta a bilancio, le anticipazioni, quindi i pagamenti nell'ambito delle somme stanziate in bilancio, avvengono con riferimento alle esigenze di cassa, cioè man mano che esiste il bisogno, che matura l'esigenza, viene pagato. Noi potremmo, tenendo conto dell'indicazione dell'Aula, con riferimento a questo aspetto particolare tener conto di questo come raccomandazione, di modo che nella compilazione del bilancio 2004, nella voce "cassa", si iscrivano le risorse comprensive anche delle risorse statali, di modo che all'occorrenza si abbia la disponibilità finanziaria per far fronte alle spese, però il risultato è identico, perchè noi potremmo scrivere qualunque norma ma se non c'è l'impegno nelle competenze noi non possiamo fare niente.
Allora la raccomandazione dell'Aula potrebbe essere, diciamo così, accolta dalla Giunta in questi termini, nel senso cioè che la somma che si ritiene necessaria per fronteggiare le esigenze soprattutto all'inizio vengono iscritte tutte come cassa, quindi 2 milioni e 99 mila euro relativamente alle UPB relative. Per quanto concerne invece l'indicazione dell'onorevole Fadda, è chiaro che l'Assessore della sanità non solo non accetta i 99 mila euro che lo Stato vuole trasferire insieme al trasferimento delle risorse, ma evidentemente aprirà un contenzioso con lo Stato perchè le risorse vengano trasferite nella stessa misura in cui avrebbe dovuto lo Stato sostenere per fare la stessa cosa, perchè non è pensabile che lo Stato trasferisca alla Regione delle competenze e non anche le risorse relative. Questo credo che sia un obbligo d'onore della Giunta e l'Assessore della sanità credo che in questa direzione debba andare perchè non è pensabile agire in modo diverso.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIO
(Segue MASALA.) Però concretamente io credo che il risultato sia identico, perchè una volta che sono iscritte tutte le somme nella voce cassa con riferimento alle competenze iscritte in bilancio, le anticipazioni sono nelle cose, perchè le anticipazioni vengono fatte con riferimento a tutte le somme iscritte in bilancio indipendentemente dal fatto che sia scritto o no in norma. Meno male che le esigenze esistono. Quindi noi le anticipazioni le facciamo con riferimento alle somme iscritte nella voce cassa nel bilancio e questo può essere utilizzato come raccomandazione senz'altro. Quindi confermo quello che ha detto l'Assessore della sanità nel senso che sotto il profilo pratico la norma non raggiunge un risultato diverso da quello che si ottiene naturalmente attraverso l'applicazione delle ordinarie procedure.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Assessore, io penso che forse non ci stiamo comprendendo, perchè questa può essere materia ostica quando si parla di soldi, di bilancio e di collocazione di fondi, però il senso dell'emendamento numero 15 ha un senso se è collegato all'operatività della legge per cui all'emendamento numero 16 che abbiamo già approvato. Perché dico questa cosa? Perché noi allo stato attuale non conosciamo quanto concretamente costerà questa legge, per cui quanti beneficiari ci saranno, quanti soldi dovremo sborsare concretamente perchè la legge diventi attiva. Noi siamo in una fase in cui non abbiamo ancora elementi di certezza, gli unici elementi di certezza sono i 90 mila euro che ci ha trasferito lo Stato e i due milioni di euro che abbiamo messo come Consiglio regionale, che peraltro abbiamo detto che servono ad altro, perchè servono per incrementare sulla base di criteri che dovremo stabilire.
Detto questo l'emendamento numero 15 ha soltanto il valore di rispondere a tutte le domande che gli aventi diritto faranno, per cui se mancano i soldi è perchè quando fa una domanda e quando la Commissione medica certificherà che ha i requisiti e quant'altro, noi assumiamo una obbligazione nei confronti di questi cittadini e come tale l'obbligazione va onorata con i soldi. Allora cosa diciamo? Diamo l'autorizzazione alla Giunta che in concerto tra essi anche gli Assessori verifichino dove hanno le opportune disponibilità, che comunque hanno soldi fermi che non spendono o che non possono spendere ed attraverso questi fondi operino le necessarie anticipazioni. Qualcuno dice: è un eccesso di delega? Be', in qualche caso ci vuole anche l'eccesso di delega, fermo restando che si tratta comunque... entro la legge chiaramente e che comunque si tratta di somme di anticipazione perchè così come tutti qua hanno detto è necessario che lo Stato comunque ci trasferisca quello che noi spendiamo, perchè non è possibile che accettiamo il trasferimento di competenze senza le opportune risorse. Per cui tutto il suo ragionamento, Assessore, non mi ha assolutamente convinto, anzi, mi ha convinto del contrario, che è necessaria l'approvazione dell'emendamento 15 se vogliamo che questa legge non solo entri in vigore alla data della sua pubblicazione ma che, subito dopo, possa esplicare gli effetti previsti dagli articoli che in precedenza abbiamo approvato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Chiedo scusa ai colleghi perchè so che non potrei parlare perchè ho già preso la parola.
Presidente, la regione Friuli Venezia Giulia nell'approvare questa legge...
CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene, sanità e dell'assistenza sociale. Questo è un altro fatto.
FADDA (La Margherita-D..L.). Come? Sì, a parte questo, però molto probabilmente era una legge che la Giunta e la Maggioranza aveva seguito con molta più attenzione. Allora, il problema è questo: la regione Friuli Venezia Giulia nella propria legge ha scritto (questa è già la legge approvata dal Friuli Venezia Giulia) "Si provvederà ad approvare entro tre anni dalla data di entrata in vigore del presente decreto a garantire in via definitiva il finanziamento delle spese necessarie per l'esercizio delle funzioni trasferite previa valutazione, di intesa tra lo Stato e la Regione, delle spese aggiuntive documentate". Questo vuole raggiungere anche questo obiettivo, perchè tutto il Consiglio regionale sta dicendo che non ci possiamo appiattire sulle posizioni che lo Stato....
CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Emendamento orale, questo, presenta un emendamento orale.
PRESIDENTE. Stiamo parlando di disporre un altro testo che esponga diversamente, abbiamo compreso bene? Un qualcosa di sintesi fra la volontà e qualcosa che non porti una stesura del tipo che è contenuta nell'emendamento 15 che comporta chiaramente un eccesso di delega e non è possibile. Io direi di sospendere cinque minuti i lavori, stando in Aula, è l'unica strada percorribile. Io mi appello al vostro buonsenso, diversamente avremo difficoltà a porlo ai voti. Cinque minuti di sospensione.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 19, viene ripresa alle ore 18 e 49.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. È stato distribuito l'emendamento 20 sostitutivo dell'emendamento 15. Se ne dia lettura.
ORTU, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Cogodi - Ortu - Vassallo - Pusceddu - Fadda
Nell'articolo 5, dopo il comma 1, è aggiunto il seguente:
"1 bis. L'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, al fine di dare concreto e immediato avvio agli interventi di cui alla presente legge e nelle more dei trasferimenti delle risorse finanziarie da parte dello Stato, è autorizzato, previa deliberazione della Giunta regionale, adottata in concerto con gli Assessori interessati, ad operare le opportune anticipazioni.
Entro un anno dalla data in entrata in vigore della presente legge la Giunta regionale provvede a garantire in via definitiva il finanziamento delle spese necessarie per l'esercizio delle funzioni trasferite, previe valutazioni, d'intesa tra lo Stato e la Regione, delle spese aggiuntive documentate.". (20)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Io credo che ci troviamo di fronte ad un piccolo equivoco; quando noi parliamo di anticipazioni; se ci riferiamo alle anticipazioni relativamente alle somme iscritte in bilancio non esiste alcun problema, se al contrario ci si riferisce ad anticipazioni di spese non iscritte in bilancio la cosa non è tecnicamente possibile perchè per quanto ne so io se qui ci si vuole riferire alle anticipazioni delle pensioni erogande, le somme rientreranno nella disponibilità dell'INPS o dell'ente erogatore, direttamente né più né meno come avviene oggi. Questo è il punto.
Pertanto, siccome la questione non è chiara la questione relativamente al primo punto dell'emendamento, la Giunta ha espresso già in sede di discussione, di preparazione, le sue perplessità perchè ha necessità di capire se quando si parla di anticipazioni ci si riferisce solo ed esclusivamente alle somme iscritte in bilancio, cioè nel caso specifico della legge in discussione due milioni e 99 mila euro. Se così è, anche se è superflua dal mio punto di vista perchè basta scrivere la somma come cassa, il parere sarebbe di rimessione all'Aula. Se, al contrario, ci si riferisce alle anticipazioni delle pensioni, la Giunta non lo può accogliere perchè evidentemente non può pagare delle somme che non sono iscritte in bilancio. Relativamente alla seconda parte il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Per contribuire, speriamo che si riesca a contribuire, a chiarire, per quanto possibile, e speriamo che sia possibile, questo punto di apparente incomprensione. Perché dico apparente? Perché il Presidente, che è pure ad interim ancora per qualche ora, che è pure ad interim Assessore del bilancio, fra qualche ora non lo sarà più, però adesso ha la competenza di parlare anche come Assessore del bilancio. Poi se questa riunione del Consiglio dura fin dopo mezzanotte, il ragionamento non lo può più fare come Assessore del bilancio perchè non lo sarà più. Però abbiamo avuto modo di chiarire già nell'interlocuzione che si è avuta che l'anticipazione di cui si parla è l'anticipazione che la Regione può fare, per cui la norma non è velleitaria, se no stiamo dicendo che la legge era un bluff e noi introduciamo una norma che sarebbe ugualmente un altro piccolo bluff. No, questo lo lasciamo a chi ha particolare attenzione e vocazione ai bluff.
Quindi l'anticipazione è importante che ci sia come istituto nei termini nei quali legittimamente la Giunta la può utilizzare. Il punto da chiarire, perchè rimanga anche come chiarimento interpretativo per i proponenti e quindi per l'Aula se condividerà, l'anticipazione si riferisce, noi diciamo ovviamente, alla parte relativa al costo del servizio; quindi in questo concordiamo con la precisazione fatta dall'onorevole Presidente della Giunta, perchè una volta attivato il servizio, se il servizio funziona, cioè la pratica è sbrigata, la pensione a quel punto la corrisponde lo Stato, non è che c'è bisogno che la Regione anticipi.
Quello che la Regione deve fare è di sbrigare le pratiche, ed è questo il dramma, gli anni di pregresso e la montagna di pratiche adesso da affrontare e quello che si rappresenta, che le A.S.L. non potrebbero fare le visite, che quelli non possono, che non si hanno i mezzi e quant'altro. Ecco, la Regione intervenga per ricondurre a linearità e se lo Stato è in ritardo, e lo è, e non è solo un ritardo, è peggio di un ritardo, è un boicottaggio, è una lesione dei diritti, lo Stato venga sollecitato a recuperare il ritardo ma anche la Regione lo recuperi e di suo la Regione metta quello che può anche in via di anticipazione perchè il servizio funzioni e sia ricondotto a regime attraverso il disbrigo dell'arretrato. Quindi su questo concordiamo.
La Giunta anticiperà con quello che c'è in cassa; in cassa ci sono per intanto i due milioni di euro, quindi quattro miliardi, però siccome può essere che quei quattro miliardi non siano sufficienti perchè erano pensati in via di integrazione, non anche di anticipazione di altre spese, siccome la Regione ha fra le mani il bilancio e lei ben dice che può anticipare, se i danari ce li ha iscritti in bilancio e in cassa, tenga conto e quindi qualcuno scriva adesso, qualcuno di voi che è lì, lei che è Assessore del bilancio, che nel bilancio della Regione di quest'anno, quello che ancora in Consiglio non è arrivato e doveva arrivare e comunque arriverà nei prossimi mesi, bisognerà iscrivere quanto serve perchè in via di anticipazione nell'anno intermedio in cui si ritiene che la Regione debba risolvere questa partita con lo Stato, avvenga correntemente l'esercizio di questa funzione e quindi il soddisfacimento dei diritti. Quindi su questo punto ci siamo chiariti, naturalmente rimane da mettere in bilancio quanto si riterrà che serva perchè il servizio davvero funzioni nel frattempo. Questo è il primo punto. Il secondo punto: sì, è un pochino, proprio quello che lei dice che è pacifico, sì, è pacifico come Nazareno, anche Nazareno è pacifico, ma non abbiamo cambiato molto se uno si chiama pacifico e invece non lo è, perchè questa seconda parte della norma è pacifica allo stesso modo del nome di una persona che se lo tiene perchè ce l'ha, perchè gli hanno dato quel nome.
E le spiego perchè, perchè noi stiamo mettendo in legge un pezzetto tratto da una normativa che è della Regione che è stata adottata da un'altra Regione, ed è una normativa utile, funzionale, ma lì è riportata come normativa di attuazione, quindi come norma di rango amministrativo, non di rango legislativo. Ora noi stiamo trasferendo nel rango legislativo una norma di rango amministrativo o intermedio, perchè è norma di attuazione derivata da uno statuto, da una norma costituzionale ma nella gerarchia delle fonti ha una sua specificità ma non ha la cogenza della norma, perchè pattizia, della norma legislativa, perchè la norma di attuazione è una norma pattizia che deriva dell'avvenuto accordo fra due soggetti istituzionali: lo Stato e la Regione. Io in modo unilaterale in una legge della Regione oggi sto inserendo una norma nella quale dico che entro un anno faccio redigere un accordo fra la Regione e lo Stato, e se lo Stato in non si accorda? Rimane una norma in bianco.
Con questo limite che però ognuno di noi ha presente, che quindi la seconda parte è una norma puramente programmatica, cioè di impegno politico e non è cogente, perchè io non posso con una norma di legge della sola Regione vincolare lo Stato a fare una cosa entro un anno, con questo limite, essendo consapevoli che è un limite e che ha valore di norma programmatica, questo lo dico anche perchè non venga inficiata di illegittimità la norma stessa, perchè se io con una norma della sola regione pretendo di vincolare lo Stato a fare una cosa entro un certo termine...
PRESIDENTE. Concluda onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Questi trenta secondi le assicuro che sono di interesse comune, lo sto dicendo io ma lo dovrebbe dire ognuno degli ottanta consiglieri regionali, che nel momento nel quale stiamo facendo una norma noi vogliamo che la norma di legge viva e non sia inficiata di incostituzionalità, quindi dobbiamo avere chiaro in partenza che la seconda parte è una norma di programma, che la Giunta è impegnata a tentare di realizzare, che una norma della sola Regione non può vincolare un altro potere costituito dell'ordinamento che è lo Stato, che può essere richiamato ad un impegno, impegno che può essere rivendicato ma non legislativamente risolto. Ecco, con questi chiarimenti, per la prima parte di sostanza, per la seconda parte pure di merito ma comunque di esatta configurazione giuridica istituzionale, noi riteniamo che l'emendamento che abbiamo concordato e che porta la firma di tre consiglieri del nostro gruppo, anche per ragioni di ordine tecnico, perchè sostituisce un precedente emendamento, quindi solo per questa ragione, altrimenti avrebbe comportato la firma, ritengo, pressocchè della totalità del Consiglio, forse anche del Gruppo dei Riformatori, forse, è auspicabile anche questo perchè qui si tratta di risolvere davvero un problema. Quindi ogni volta che c'è da risolvere davvero un problema noi abbiamo il dubbio che se facciamo un punto di riforma i Riformatori abbiano interesse a farlo. Con questo limite e con questo richiamo e con questo auspicio, che sia condiviso da tutti, noi riteniamo che l'emendamento concordato possa essere risolutivo di questa questione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Demuru. Ne ha facoltà.
DEMURU (D.S.). Presidente, per ribadire un concetto, perchè di tanto in tanto sorgono dubbi interpretativi. Noi abbiamo approvato l'articolo 1, il comma 2 prevedeva risorse aggiuntive ai benefici per gli invalidi. Questa è l'idea e la sostanza quando abbiamo approvato questa norma ed è anche facile dedurre l'interpretazione di questo tipo di norma se andiamo a rileggere l'articolo 6 che è stato bocciato, perchè l'articolo 6 vincolava l'entrata in vigore della norma ai trasferimenti delle risorse da parte dello Stato per la procedura, quindi è evidente che non aveva senso un articolo 6 se non dando un'interpretazione del comma 2 dell'articolo 1 come risorse aggiuntive per benefici agli invalidi. Questo è il punto. L'emendamento 16, che poi è stato corretto e tradotto in emendamento 20, aveva ed ha un senso nel momento in cui noi abbiamo deciso, giustamente, che la norma entrasse immediatamente in vigore e a quel punto, poichè le risorse del comma 2 dell'articolo 1 erano indicate come risorse aggiuntive per gli invalidi per nuovi benefici, non per la procedura, c'era la necessità di introdurre un emendamento che coprisse le spese della procedura, anticipasse le spese di funzionamento che sono a carico dello Stato. Quindi non ci equivoci su questa interpretazione, e mi rivolgo anche al relatore, perchè questa era e questa è l'interpretazione che ha dato la Commissione, perchè diversamente che senso aveva due milioni di Euro per sopperire alle spese dell'iter procedurale, stante che l'articolo 6 indicava che poteva entrare in funzione solo ed esclusivamente dopo i trasferimenti di tali risorse. Quindi ha un senso l'emendamento 20, che va ad anticipare quelle spese che sono a carico dello Stato e che lo Stato ci deve trasferire e servono per il funzionamento della procedura. I due milioni di Euro servono come aggiuntivi ai benefici degli invalidi.
PRESIDENTE. Poichè nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 5. Chi lo approva alzi la mano.
(È approvato)
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento 20, sostitutivo dell'emendamento 15. Chi lo approva alzi la mano.
(È approvato)
PRESIDENTE. Si dia lettura dell'ordine del giorno numero 1.
ORTU, Segretario:
ORDINE DEL GIORNO VASSALLO - COGODI - ORTU sulla proposta di legge numero 314/A.
II Consiglio regionale, a conclusione del dibattito
considerata la grave situazione prodotta dal notevole ritardo accumulato da parte degli uffici dell'Assessorato della Sanità nella istruzione e valutazione delle pratiche di finanziamento dei piani di sostegno a favore di persone con handicap grave, di cui alla Legge 104/92 ed alla Legge 162/98, che sta causando ingenti danni non solo di carattere economico a famiglie spesso indigenti e comunque già pesantemente provate dalla presenza spesso anche plurima di familiari portatori di handicap;
impegna la Giunta regionale
a disporre gli opportuni provvedimenti perché, contestualmente alla approvazione dei piani personalizzati trasmessi dai Comuni in attuazione di quanto previsto dall'art. 3 della L. 104/92 e dalle successive disposizioni introdotte dall'art. 1, comma 1, lett. C, della L. 162/98, nonché dalle direttive attuative emanate dalla Giunta regionale con atto 23/75 del 18.7.2002, venga effettuato il trasferimento delle risorse complessivamente assegnate ad ogni Comune. Analogo trasferimento dovrà essere immediatamente adottato anche per le somme relative all'annualità 2002 del Bilancio regionale, riferibili a piani approvati, per i quali non si sia ancora disposta l'erogazione ai Comuni interessati. I Comuni pertanto procederanno immediatamente alla spesa per la realizzazione dei piani in gestione diretta, nonché all'immediata erogazione agli aventi diritto della prevista anticipazione dell'80% per i piani gestiti in forma indiretta, curando il controllo sull'effettivo avvio ed attuazione dei piani e la successiva rendicontazione all'Assessorato dell'Igiene, Sanità e Assistenza sociale. (1)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno non può essere illustrato. Per esprimere il parere sull'ordine del giorno ha facoltà di parlare il consigliere Cassano, relatore.
CASSANO (Rif. Sardi), relatore. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'Igiene e Sanità e dell'Assistenza sociale.
CAPELLI (U.D.R.) Assessore dell'Igiene e Sanità e dell'Assistenza sociale. I sottoscrittori di quest'ordine del giorno colgono e sottolineano un problema che è all'attenzione dell'Assessorato già da tempo, esattamente dal 30 di aprile di quest'anno, termine ultimo per la presentazione dei progetti legati alla 162.
Vorrei cogliere l'occasione per informare il Consiglio che ieri c'è stato un incontro con le associazioni dei familiari che sono direttamente legati alle problematiche della 162 e abbiamo chiarito lo stato dell'arte delle erogazioni. Nell'ordine del giorno si sottolinea l'urgenza per l'esito delle pratiche, è stato sottolineato diverse volte in Giunta che la situazione è legata strettamente alla disponibilità del personale che deve esaminare esattamente ad oggi giacenti esattamente 2611 pratiche. L'arretrato di queste pratiche si è venuto a creare per due ordini di motivi: il primo, e il più importante, è il fatto della mancanza di disponibilità di organici presso l'Assessorato, allo stato ci sono solo due persone che si occupano del problema e del caricamento dati. Come voi sapete il caricamento dati avviene attraverso dei codici e non attraverso dei nomi proprio per avere la discrezionalità su casi di tale portata e di riservatezza e nell'ultimo periodo sono state distaccate ulteriori tre persone che si stanno adoperando per azzerare la situazione, che contiamo di poter incrementare, compatibilmente alla disponibilità di personale più volte rimarcata in fase di riunione di Giunta, in seguito alla indisponibilità di organici. Questo è un problema che ovviamente non vuole essere riversare responsabilità su altri, ma è proprio una situazione cronica dell'Assessorato alla sanità, come già denunciato in precedenza dall'onorevole Oppi che ricopriva questo incarico. Per cui ritengo che si stia facendo tutto il possibile, e forse anche qualcosa di più, perchè si possa dare risposte in tempi rapidi. Dall'altra parte c'è però, devo denunciare, una serie di inadempienze da parte dei comuni, che più volte sollecitati non hanno spedito tempestivamente i progetti e che più volte sollecitati dopo aver avuto la destinazione delle somme di loro competenza, non si sono contestualmente organizzati e non sono stati tempestivi nell'erogazione delle somme alle famiglie. Fra l'altro i comuni hanno la disponibilità, nei casi più urgenti e gravi, alle antecipazioni delle somme, pari all'80 per cento, e molto spesso non intervengono con delle anticipazioni riversando le responsabilità sulla Regione sarda. Questo è un grave atto e soprattutto non è corretto riservare responsabilità che sono proprie dell'ente locale sull'ente superiore. Le cifre in questione a volte sono di poca rilevanza e nonostante questo i comuni non offrono l'adeguata collaborazione. Per cui ritengo che nella sostanza l'ordine del giorno sottolinea un problema decisamente importante; comunque è all'attenzione già da tempo della Giunta regionale e dell'Assessorato. Per cui vorrei un attimino rileggere con attenzione l'impegno che viene chiesto alla Giunta regionale e quindi verificare tutti i passaggi di impegno che vengono richiesti nell'ordine del giorno. Perciò chiedo cinque minuti, ho necessità di rivederlo.
PRESIDENTE. Colleghi, concediamo cinque minuti all'Assessore non allontanandoci dall'Aula.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 14, viene ripresa alle ore 19 e 22. )
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Presidente, nell'ordine del giorno l'impegno della Giunta al trasferimento della somma contestualmente all'approvazione dei piani personalizzati è un impegno che prima di discuterlo e assumersi la responsabilità di cambiare quello che è previsto in direttive, è un impegno per il quale bisogna comunque riflettere su come avviene oggi. Nel momento in cui il piano viene approvato i comuni hanno l'obbligo di avviare il piano. Nel momento in cui il comune comunica che è stato avviato il piano riceve l'anticipazione dell'80 per cento e soltanto in una fase successiva riceve il saldo del 20 per cento a rendicontazione. Questa è la prassi. E' successo che molti comuni non hanno avviato il piano; hanno presentato il piano, che è stato regolarmente approvato, dopodiché non hanno dato corso al piano approvato e hanno ripresentato alcuni piani modificati sostanzialmente, per cui si sono accumulati ritardi perché c'è stata una riproposizione del piano.
Un particolare rilevato in tanti piani presentati dai comuni è che nel personale è stabilito che per alcuni progetti è previsto l'accompagnamento o l'affiancamento di personale specializzato; personale specializzato che viene pagato a tabella come personale specializzato. In seguito alla delibera e all'approvazione del piano molti comuni hanno sostituito il personale specializzato con le badanti, non modificando l'impegno di spesa. Per essere ancora più chiari: si sostituiva la figura del personale specializzato pagato a "x" lire ora o "x" euro ora, con delle badanti che ovviamente dovevano essere retribuite a "y" euro ora. Per cui questo comporta una modifica dell'impegno di spesa su quel piano, anche perché sarebbe poco corretto pagare personale non specializzato a tariffa di personale specializzato.
Questi sono ulteriori elementi di valutazione e ulteriori elementi per spiegare i ritardi accumulati. Con questo ordine del giorno noi ci stiamo impegnando a trasferire le somme ancor prima che i piani vengano avviati. Io credo che bisogna rimarcare la responsabilità dei comuni e impegnare i comuni affinché nel momento in cui viene approvato il piano diano l'avvio al piano stesso, perché in quel momento ricevono comunque l'80 per cento delle somme autorizzate, per cui è un impegno a modificare delle direttive che, praticamente, pur trasferendo le somme non lasciano nessun controllo e ritengo che in questo caso vada invece verificato l'opportuno impegno del comune nella spendita di questi progetti fino a modifica o di parte della 162, esattamente il comma 1, lettera c), in una prossima valutazione della funzionalità della stessa 162, che è un'ottima legge, riconosciuta di alto livello in tutta Italia, ma che, ovviamente, dopo alcuni anni di applicazione richiede una rivisitazione e un aggiornamento dopo l'opportuno monitoraggio.
Ritengo perciò importante l'ordine del giorno perché solleva e riporta all'attenzione un problema rilevante legato alla 162, allo stato di bisogno di alcuni nuclei famigliari, ma ritengo impegnativo oltre modo quanto richiesto nel dispositivo dell'ordine del giorno stesso non essendo presenti, da parte di questa amministrazione, responsabilità sui tempi e sui modi di erogazione che qui vengono sostanzialmente modificati.
Per quanto riguarda il problema sicuramente c'è una sensibilizzazione della Giunta intera a risolvere quanto prima questi impegni sulla 162; c'è ugualmente l'impegno da parte della Giunta a mettere nelle condizioni il servizio del sistema socioassistenziale di poter dare immediate risposte a tutto il sistema socioassistenziale nel momento in cui l'organico sarà quanto meno sufficiente. Quindi il parere è negativo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazioni voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). A noi sembra inverosimile che anche in esito alla discussione che c'è stata precedentemente all'esame della legge di merito sugli invalidi civili adesso si creino addirittura nuove barriere, non architettoniche, ma politiche, mentali, per l'accoglimento di un ordine del giorno, non di una cannonata, di un ordine del giorno che invita la Giunta a risolvere - questo è il valore di un ordine del giorno - un altro dramma sociale che incide in modo terribile nella carne viva di gente che sta male, che è portatrice di un handicap, e in base ad una legge di questa Regione si è detto: "Tu, invece di portare le istituzioni pubbliche a sopportare una spesa grande con i ricoveri ospedalieri, con gli istituti specializzati, con tutte quelle forme costosissime istituzionalizzate, che dovrebbero essere migliori delle forme anche familiari, perché non tutti i familiari sono in grado di assistere adeguatamente una persona che sta male, in luogo dell'istituto specializzato, in luogo degli ospedali e di tutto quanto costa questa roba, tu in casa, con un progetto definito personalizzato, puoi avere un aiuto. E questo aiuto viene in parte sorretto dal potere pubblico".
Questa è la legge e questo è l'istituto, cioè si dice da ogni parte che l'affetto qualche volta guarisce o allevia le sofferenze più di tante strutture specializzate. Che cosa è accaduto, cosa sta accadendo? Sta accadendo che queste persone che hanno presentato una domanda, la domanda è stata approvata, il progetto è approvato, approvato il progetto queste persone lo attuano, e come lo attuano? Assumendo una persona che sia quella che poi loro devono pagare, e la pagano. Per cui oggi abbiamo questa condizione vigente che c'è una persona che è portatrice di un disagio, di un handicap, oltre al disagio della sua condizione, questa persona oltre che disagiata oggi è anche indebitata, perché ha preso l'aiutante e non lo può pagare, perché gli è stato detto: "Il progetto è approvato, daremo i soldi al comune che li dà a te" la Regione non li dà al comune e il comune non li dà a quella famiglia". Non solo, abbiamo una persona che era già disagiata, che è anche indebitata e in più è anche condannata, perché deve tenere quello che ha assunto perché se non lo paga più e lo licenzia viene meno la condizione per cui gli può essere riconosciuto poi il contributo, perché c'è anche quest'altro aspetto assurdo, perché se quello dice al badante o allo specializzato: "Io non ti posso più pagare perché mi hanno approvato il progetto, mi hanno autorizzato, ma non mi danno i soldi." E no, perché se quello interrompe il progetto poi non è più nella condizione di avere neppure il riconoscimento successivo. Ma chi autorizza regioni, istituti, assessorati, uffici, burocrati a condannare la gente che già sta male? Allora l'Assessore se ne esce qui dicendo: "Dal 30 aprile noi sappiamo tutto questo". Ma vi rendete conto cosa hanno sopportato questa gente e queste famiglie dal 30 di aprile ad oggi? "Non possiamo fare le cose che dobbiamo fare perché quell'ufficio ha solo due impiegati". Ma non vi vergognate di tenere 2800 condizioni di pena perché voi in un ufficio che deve badare a queste cose avete due impiegati? Ma avete segreterie straripanti, ma avete staff dirigenziali e meno dirigenziali pletorici, ma avete un mare di convenzionati in questa Regione per ogni e qualsiasi cosa inutile, per riempire cartacce che non servono a niente, e dite di non poter pagare…
PRESIDENTE. Concluda.
COGODI (R.C.). Ho finito, certo, ci sarebbe da dire altro. E dite che non potete pagare 2800 condizioni di disagio e aggiungete pure penalità perché avreste due impiegati. Questa Regione che ha un esercito, stuoli di dipendenti e di convenzionati! Avete altri figli e altri nipoti? Prendete anche quelli, se volete, per risolvere queste pratiche. E' un modo di dire, è molto polemico; no, non prendeteli, prendete le persone capaci, che sanno fare le cose e risolvete i problemi, almeno quelli più drammaticamente presenti nella società e all'attenzione e al dovere del Governo della Regione.
Questo ordine del giorno dice solo: fate quello che dovete fare, date ai comuni i danari, nel bilancio ci sono e voi non vi nascondete dietro due impiegati.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Presidente, colleghi, questa cosa non può passare così per due ordini di motivi. Ma scusate un attimo, vi sono migliaia di persone che aspettano una risposta, ci sono comuni che hanno deciso e hanno la possibilità di anticipare e anticiperanno i soldi, rimangono comunque migliaia di persone che attendono una risposta. Noi vi stiamo proponendo, con questo ordine del giorno, una metodologia che risolve i problemi, che vi risolve i problemi, perché nella vostra procedura vi sono due passaggi e soprattutto ve n'è uno inutile, perché voi siete centralisti e volete il controllo sul controllo. E perché noi vi chiediamo con questo ordine del giorno di trasferire i soldi nel momento in cui approvate i progetti? Perché se così non fate voi mettete in condizione tutti i soggetti che assumono delle persone di non poter rispettare il requisito, che è anche quello di pagare i contributi. E voi lo sapete che questa condizione ormai permane da mesi e c'è gente che si è indebitata con le banche per responsabilità vostra? E allora cosa vi chiediamo? Vi chiediamo di fare quello che vi è possibile fare. Voi approvate i progetti, sapete quanti progetti approvate e quanti soldi dovete dare ad ogni singolo comune. Dato che la responsabilità del controllo rimane comunque in capo ai comuni, dovete trasferire le somme, i comuni, sulla base delle direttive che voi avete approvato, e sono qua, hanno il dovere di anticipare, se verificheranno che quel progetto ha avuto inizio e che chiaramente quel progetto corrisponde alle direttive che voi avete approvato. Per cui qual è il problema di fare contestualmente all'approvazione dei progetti il trasferimento delle somme? Il problema è che volete continuare a gestire anche queste piccole cose, probabilmente per dire a singole persone: "Il tuo progetto sta tranquillo che tra qualche giorno te lo farò approvare io".
Questa metodologia deve finire, deve finire! Per cui rendetevi conto che esprimere un parere negativo su un ordine del giorno è molto semplice, però sarebbe ora che aveste il coraggio di dire le cose alla gente come stanno e non continuare a vendere fumo, così come state facendo, a promettere che farete e continuate sempre a non fare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazioni di voto il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Presidente, io intervengo sull'ordine del giorno presentato dai colleghi Vassallo, Cogodi e Ortu, che se mi fosse stato proposto avrei firmato anch'io e che, senza scaldarmi come ha fatto l'onorevole Vassallo, che sente un problema reale, io ho sottoposto qualche giorno fa con una lettera al Presidente della Giunta e all'Assessore regionale della sanità chiedendo all'uno e all'altro di trasferire ai comuni le risorse necessarie per far fronte ai progetti che sono stati approvati e autorizzati e su cui le famiglie si sono impegnate assumendo gli assistenti per risolvere gravi problemi familiari con handicap gravissimi. Molti comuni, come forse il Presidente e l'Assessore sanno, per far fronte alla pressione delle famiglie e delle associazioni che non hanno nessuna possibilità di assistere i loro congiunti, perché spesso famiglie monoreddito, con gravi problemi economici oltre che con gravi problemi di salute di un loro congiunto, molti comuni, attenti alle pressioni delle famiglie e a questo fortissimo disagio sociale provocato dal mancato trasferimento delle risorse dalla Regione ai comuni, stanno anticipando con proprie risorse alle famiglie quanto dovuto sulla base dei progetti che sono stati approvati.
Di fronte a questa situazione, di fronte a una emergenza che non diventa occupazione delle piazze antistanti il Consiglio regionale, che non diventa clamorosa protesta delle famiglie che ogni giorno però devono risolversi il problema, questo Consiglio regionale e la Giunta se la cava dicendo che non si sa bene quali problemi impediscono il trasferimento delle risorse. Io penso che la Giunta debba far proprio questo ordine del giorno, essere favorevole a questo ordine del giorno, penso che il Consiglio debba approvare questo ordine del giorno con la raccomandazione alla Giunta perché vengano trasferite le risorse.
Io chiedo ai colleghi e compagni Vassallo, Cogodi e Ortu che alle loro firme possano essere associate le firme di tutti coloro che condividono questo ordine del giorno, e io sono fra quelli.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Io credo che ci sia molta confusione, perché voglio ricordare a me stesso che cosa è avvenuto per quanto riguarda la 162.
L'anno scorso la C.I.S.L. in particolare ha avanzato la richiesta per mettere nel bilancio 20 miliardi di lire per poter venire incontro a famiglie bisognose senza specificare come, quando, attraverso quale articolazione, allora è evidente che siccome la strada più rapida era quella che il bilancio è stato approvato a marzo - aprile di progetti che erano tantissimi e non potevano trovare soddisfazione con le esigue risorse finanziarie della 162, si è ritenuto che fosse l'unica strada da perseguire approvare questi progetti e quindi immettere queste risorse per l'approvazione di progetti già presentati. Ora, è chiaro che ci sono difficoltà obiettive, le conosciamo: il settore dell'assistenza non ha personale; il settore dell'assistenza non ha neanche responsabili di servizi e un semplice funzionario trova difficoltà a istruirle soprattutto quando molti comuni hanno modificato il progetto stesso. Credo che la cosa più corretta sia quella di un'audizione in Commissione del funzionario che ci faccia conoscere lo stato dell'arte, è ovvio però che a quei comuni che hanno fatto la domanda e non l'hanno modificata le risorse devono pervenire. A parte il fatto che i comuni sono in condizione in questo momento di poter anticipare le risorse finanziarie perchè quest'anno è stato quadruplicato per la stragrande maggioranza dei comuni in termini del riequilibrio, mettendo 40 miliardi disponibili proprio per l'assistenza, hanno anche la possibilità in taluni casi, quando avessero modificato il progetto, perchè è chiaro che la modifica del progetto implica difficoltà obiettive sia del valore, perchè se le risorse finanziarie servono per approvare ottocento, mille progetti, se si modificano e variano i costi sono soltanto ottocento, quindi potremmo incorrere nella responsabilità di danneggiare 200 famiglie bisognose per le quali certamente dovremmo farci carico. Al riguardo voglio ricordare all'Assessore che sarà opportuno quando esamineremo nel dettaglio la pratica di mettere alcune postille relativamente al reddito, perchè non è concepibile che però possano usufruire di un aiuto sostanziale praticamente famiglie che non hanno assolutamente bisogno; quindi una fascia di reddito che elimini che alcune situazioni che sono abnormi, cioè redditi di due - trecento milioni-quattrocento milioni all'anno, devono avere gli stessi diritti di gente che è disagiata e bisognosa non è assolutamente giunto. Di fatto non si può non recepire l'esigenza che è di moltissime famiglie, non possiamo trascurare le difficoltà dei comuni, però credo che in un paio di giorni possiamo essere in condizione di avere un quadro di riferimento, valutare, spingere e soprattutto sostenere con forza questa struttura che non è in grado di poter far fronte perchè in pochissimo tempo le risorse, cioè la determinazione, perchè in effetti si tratta della determinazione del funzionario, non si tratta praticamente di responsabilità, dell'Assessorato o dell'Assessore, politica, è soltanto una responsabilità del responsabile del servizio e dei suoi collaboratori che non hanno fatto le determinazioni per essere chiari, perchè ci sono i progetti, c'è la graduatoria, c'è tutto e ci sono le risorse finanziarie. Io sono perchè in Commissione, perchè ai comuni non si può anticipare (?) perché ci sono difficoltà, si possa conoscere immediatamente lo stato dell'arte e ovviamente l'Assessore si faccia carico di stimolare perchè tutte le pratiche, laddove non ci sono state modifiche, vengano esitate con la massima celerità possibile. Quindi inviterei i colleghi a perdere qualche giorno di tempo ed avere un quadro di riferimento preciso, diversamente non l'avremmo né oggi e non l'avremmo neanche nell'arco di un paio di giorni e non potremmo dare quel contributo che serve ad accelerare e che ci mette nelle condizioni di sapere in assestamento e nel bilancio quali sono le reali esigenze sulla base delle domande di queste famiglie bisognose.
PRESIDENTE. Non ha chiarito se vota a favore o contro l'ordine del giorno.
OPPI (U.D.C.). Io ho invitato a ritirare, se rimane in questi termini sono contrario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Presidente, io ritengo che la discussione è sempre utile, ma se sia l'Assessore, sia il collega Oppi avessero letto o guardato con attenzione l'ordine del giorno, ritengo che, pur essendo utili le discussioni, il problema si poteva tranquillamente superare. Questo è un ordine del giorno tranquillamente accoglibile da parte della Giunta, intanto noi non stiamo sostenendo la tesi della C.I.S.L. di mettere 20 miliardi, 40, 50, né la tesi di spenderli chissà come. Lungi da noi anche l'idea di un intervento a pioggia, noi abbiamo sempre sostenuto che anche questi, oltre gli altri interventi, debbano pur tenere conto del reddito per essere chiari, anzi c'era l'emendamento 19 che in relazione ai provvedimenti della legge intendeva introdurre questa formulazione, diceva che non si poteva prescindere dal reddito e quindi dalle esigenze anche di riequilibrio sociale. Se avessimo guardato, se qualcuno avesse guardato con attenzione l'ordine del giorno senza pregiudizi, l'ordine del giorno si può tranquillamente accogliere e votare, perchè noi cosa chiediamo nella parte dispositiva? Diciamo che occorre disporre gli opportuni provvedimenti perchè contestualmente all'approvazione dei piani vengano trasferite le risorse ai comuni. Qui si è detto anche da parte prima di Capelli poi di Oppi…
(Interruzione)
Come?
OPPI (U.D.C.). I piani sono già stati approvati da sette mesi.
ORTU (R.C.). Allora qual è il problema, voi avete detto:"Noi non abbiamo personale per fare le istruttorie.". Noi vi diciamo, se i piani sono stati approvati, se le istruttorie sono state fatte e se quei piani rispettano il dettato della legge, se li avete approvati perchè non li finanziate? Se li avete approvati perchè non li finanziate? Altrimenti dovevate chiedere o dovevate a suo tempo modificare oppure mettere in atto un provvedimento per modificare eventualmente la disposizione normativa. Noi non stiamo dicendo di andare oltre il dettato della legge, non vi stiamo nemmeno chiedendo di andare oltre le cose che avete fatto anche se sono insufficienti, vi stiamo dicendo le cose che avete fatto e soprattutto i piani che avete approvato dategli attuazione conseguente, non lasciate né i comuni, né i cittadini interessati in balia delle onde.
Un'altra osservazione, e ho anche concluso, in relazione alle considerazioni dell'Assessore. L'Assessore dice: "ma molti piani poi non vengono attuati così come sulla base di quanto approvato". Ma scusatemi un attimo, ma che cosa vuol dire, allora per questo non dobbiamo finanziare le cose che sono regolari? Noi vi proponiamo di snellire, di sveltire il decentramento, ma nell'ultima parte dell'ordine del giorno vi diciamo anche che bisogna curare, curando il controllo sull'effettivo avvio e attuazione dei piani, quindi vi stiamo dicendo: fate una verifica e caso mai i piani che non vengono attuati in modo regolare vengano sospesi e se ci sono poi anche irregolarità gravi possono essere chiamati i soggetti interessati anche a restituire le somme che eventualmente fossero state percepite in modo indebito. Questo vi stiamo chiedendo, vi stiamo chiedendo di dare attuazione e quindi concretizzare un iter che voi stessi dite che avete messo in atto, dite che avete approvato i piani, quindi non si capisce per che cosa manchi il personale, vi diciamo anche di fare controlli, però vi diciamo, conseguentemente, che quegli atti devono essere poi condotti in modo tale che possano consentire ai cittadini che hanno bisogno di poter disporre delle risorse per garantire...
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Ortu, grazie.
ORTU (R.C.). Ho concluso, per poter garantire l'assistenza ai propri congiunti sulla base dei piani e delle richieste presentate.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Grazie, Presidente, non volevo intervenire, però da come si è sviluppato il dibattito su questo ordine del giorno sono costretto a fare alcune precisazioni e dico che probabilmente i presentatori dell'ordine del giorno conoscono poco la materia, mi sia consentito...
(Interruzioni)
Mi lasciate parlare, scusate?
COGODI (R.C.). Come ti permetti? Non la conosci neanche tu!
PRESIDENTE. Onorevole Cappai, abbia pazienza un attimo. Onorevole Cogodi, le devo ricordare che stasera lei stesso ha sottolineato il linguaggio forte usato durante il suo intervento in critica, condivisibile o no, ad un provvedimento promosso, promanato, proposto dai suoi colleghi, ha usato parole ben più forti e toni ben diversi da quelli usati dall'onorevole Cappai e nessuno ha fiatato. Io la invito, come ogni volta, invito particolarmente lei e il suo vicino onorevole Vassallo a comportarsi nello stesso modo, lasciate che ognuno svolga il suo intervento. L'onorevole Cappai si è limitato a sostenere, non ha parlato di intenzioni, di intenzionalità come da altre parti è stato sostenuto, e qui abbiamo sentito tutti, né altre aggettivazioni che abbiamo udito qui dentro, che probabilmente qualcuno o è male informato o conosce male la materia. Consentite che ognuno svolga il suo intervento, non potete e non è consentito che si interrompa l'intervento di un collega. Abbiamo sentito ben altro onorevole Cogodi e nessuno ha reagito ai suoi interventi, pertanto abbia la bontà o di non ascoltare o se vuole ascoltare taccia come altri hanno tacciato e tacciono quando lei interviene. Prego onorevole Cappai.
COGODI (R.C.). Purché non dica che non conosciamo la materia!
CAPPAI (U.D.C.). Correggo la frase e dico: non conoscono approfonditamente la materia, dico che non conoscono lo stato dell'arte. Vorrei portare il dibattito sulla 162 a un discorso serio perchè fra i principi ispiratori del mio partito c'è la difesa delle categorie più deboli e quindi sono costretto ad intervenire per questo principalmente, perchè ce l'abbiamo nel nostro DNA la tutele e la difesa delle categorie più deboli e tutto quanto avviene attorno non lo deleghiamo a nessuno men che meno a voi.
Voi dovete sapere che le pratiche presentate al primo bando della 162 erano il doppio della disponibilità finanziaria della Regione e con un emendamento in finanziaria 2002, su richiesta delle associazioni, si è riusciti a finanziare tutti i progetti presentati dai comuni che assommavano a circa 700. Al secondo bando i progetti sono stati 1360 e rotti, per cui non c'era, anche in questo caso, tutta la copertura finanziaria. Ma il principio della 162 è uno, che lascia libertà al beneficiario del finanziamento della 162 di assumere la persona solo dopo che ha ricevuto il finanziamento e mai nessun comune ha autorizzato il presentatore del progetto ad assumere chicchessia senza che avesse la certezza del finanziamento del progetto. Ma dico di più, la Regione i progetti li ha finanziati al cento per cento, in prima battuta, quindi qual è il problema per le famiglie che stanno anticipando i soldi, qual è? Perché secondo me non ce n'è gente che poteva anticipare i soldi perchè ha avuto il finanziamento al cento per cento iniziale, o meglio, all'80 per cento, perchè il 20 per cento esce dai fondi comunali, quindi poteva tutt'al più iniziare un progetto ma solo con il 20 per cento dei fondi comunali, l'altro 80 per cento lo doveva aspettare dalla Regione, quindi non vedo che senso abbia questo ordine del giorno. Avrei capito se si invitasse la Giunta ad accelerare lo studio di queste 2600 pratiche che ci sono ferme, ma non vedo quali danni si stiano creando oggi alle famiglie in quanto stanno anticipando dei soldi. Vi dirò di più, del residuo dell'anno scorso in questi giorni i comuni hanno persino avuto il finanziamento, in questi giorni sono arrivati i finanziamenti, ecco perchè mi sono permesso di dire che forse non conoscete a fondo la materia, solo per questo, perchè i progetti che non erano stati finanziati per mancanza di fondi sono stati finanziati in questi giorni. Per cui anch'io se l'ordine del giorno venisse tenuto in questa forma voterò contro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita - D.L.). Io non riesco a comprendere del perchè tanto allarmismo, vorrei ricordare al collega Cappai ma anche al collega Oppi che l'emendamento alla finanziaria era stato presentato dai colleghi della Margherita e del centrosinistra, perché si riconoscano anche i meriti. Le sto dicendo che l'emendamento approvato nella finanziaria per destinare i fondi alla 162 era stato presentato dalle opposizioni, quindi per riconoscere quello che le opposizioni hanno fatto su questa materia.
Assessore, non riesco a comprendere un dibattito su questa materia perchè questo ordine del giorno le chiede soltanto di verificare le cause e di dare le disposizioni necessarie perchè i progetti approvati, e naturalmente rispettando le direttive, rispettando le norme, quindi con tutte le procedure, venga attuato nel più breve tempo possibile, perchè i comuni non sono più in grado di anticipare le risorse, perchè le famiglie hanno comunque iniziato, quindi non riesco veramente a comprendere perchè non accolga questo ordine del giorno. Poi se lei dice che ci possono essere delle modifiche da apportare anche all'ordine del giorno sul fatto che deve essere dato non il cento per cento ma l'80 per cento, perchè questo è quello che prevede, accettiamo che all'interno dell'ordine del giorno, perchè il 20 per cento verrà dato soltanto a consuntivo, possiamo anche inserire questo. Però, Assessore, credo che sia interesse innanzitutto suo e della Giunta regionale, fare in modo che questo ordine del giorno venga approvato e si dia attuazione. Non c'è niente, è stato sollevato un problema, qualche collega l'ha fatto attraverso una lettera al Presidente della Regione, credo che questo Consiglio regionale non stia accusando nessuno, riusciamo anche a comprendere quelle che sono le difficoltà che l'Assessore, che la Giunta regionale può attraversare a causa della carenza di personale, però Assessore, quando c'è una emergenza, e questa è una emergenza perchè stiamo parlando delle categorie più deboli della nostra società, io ho fatto l'Assessore, le dico: "prenda il personale che ha in altri servizi per due giorni lo trasferisca lì" senza fare la demagogia che ha fatto il collega Cogodi, però se c'è una emergenza, e lei questa la considera una emergenza, si prenda il personale disponibile, si dà anche un premio di produttivi, poi Assessore, se lei non sa come risolvere il problema, assessore Capelli, lo dica al Presidente Masala, lui le assunzioni clientelari le sa fare, è bravissimo, anzi grazie a queste assunzioni è diventato anche Presidente della Regione, quindi può essere anche un augurio per quanto lo ricorda. Quindi, Assessore, non facciamo di un problema quello che non è uun problema, io la invito a accogliere l'emendamento, dia le disposizioni, affronti il problema e dia queste risorse ai comuni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Sino ad un certo punto dell'intervento del consigliere Fadda era sicuramente accoglibile la sua proposta, però sicuramente si renderà conto egli stesso che l'ordine del giorno non va in tal senso, l'ordine del giorno dice ben altro rispetto a quello che lei propone consigliere Fadda, se lei avrà modo di presentare un ordine del giorno in tal senso nulla osta l'accoglimento di quanto da lei proposto.
Io credo che forse la vicinanza della campagna elettorale ci sta portando, o meglio, sicuramente non vorrei essere omologato e non voglio essere omologato il tal senso, sta portando ad utilizzare tutto purché si arrivi agli onori delle cronache o si possa avere un voto in più. Io non mi sento di strumentalizzare i casi di queste famiglie, non mi sento di portare avanti la campagna elettorale sui bisogni della gente. Ecco perché, generalmente si dice che un ordine del giorno non si nega a nessuno perchè poi non c'è l'impegno conseguente. Invece, sentendomi impegnato da questo ordine del giorno, mi permetto di discuterlo e di rigettarlo.
igettarlo perchè chi si vuole occupare davvero dei casi di necessità, di bisogno legati alla legge numero 162, lo faccia pure, sostenga o sproni la Giunta affinché sempre meglio si possa fare, ma non usi la demagogia, perché io avrei accettato per esempio un ordine del giorno che impegni la Giunta e l'intero Consiglio a prevedere la continuità dell'intervento nel prossimo triennio. Perchè voi tutti sapete che l'esito della 162 è legato alle annualità, cioè noi finanziamo dei progetti e creiamo delle aspettative in una famiglia e poi, a seconda di come va la finanziaria, quei progetti potrebbero non aver corso nell'anno seguente. Perciò miglioriamo la situazione di quella famiglia, la situazione sanitaria, di assistenza sociale, umorale di quella famiglia e poi improvvisamente li mettiamo nella condizione di staccargli la spina e non avere più la continuità dell'intervento.
Avrei apprezzato molto, da qualsiasi parte fosse venuto questo suggerimento, di garantire la continuità dell'intervento, invece cosa si fa? Si fa la corsa allo stanziamento, la corsa alla spesa; cosa che probabilmente anche alcuni dei sottoscrittori delle note inviate al Presidente Masala e al sottoscritto non sanno, è che le stesse associazioni delle famiglie chiedono che ci sia continuità, chiedono che sia un controllo dei progetti e un controllo della spesa, perchè i 15 miliardi che avevamo prima di lire diventeranno l'anno prossimo 30 miliardi perchè c'è una corsa alla domanda per la "162".
Perciò i rappresentanti delle famiglie realmente bisognose dell'intervento della legge 162 ieri vengono e dicono: per cortesia, il Consiglio, la Giunta si impegni per un rigoroso controllo, perchè non ci sia una corsa alla spesa. Così come sollecitano che come da più parti ventilato non si trasformi questo intervento con un intervento a pioggia, perchè c'è anche chi da una certa parte propone: "Non passiamo più attraverso i progetti" e questo è un primo passaggio, questo ordine del giorno è un primo passaggio, perchè ho spiegato prima, per chi ha avuto la pazienza di ascoltare, che nel momento in cui i progetti vengono approvati e il Comune comunica che sono avviati ricevono immediatamente l'accreditamento dell'80 per cento
VASSALLO (R.C.). Stai dicendo delle bugie!
PRESIDENTE. Assessore, si limiti alle dichiarazioni di voto.
CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale . Sto facendo dichiarazioni di voto, e chiunque sostenga il contrario è male informato e in male fede, è totalmente in male fede. Queste sono le motivazioni, le richieste della famiglie che necessitano della 162, un rigoroso controllo delle assegnazioni, che i progetti vadano in porto così come approvati, perchè i comuni non li avviano, io vi ho fatto il caso delle badanti. Nel caso in cui la badante è stata sostituita, o meglio il personale specializzato è stato sostituito con una badante, noi abbiamo un risparmio di risorse che ci consente di finanziare altri progetti che hanno uguale dignità.
In questo modo noi non siamo assolutamente in grado di controllare la spesa e di dare anche risposte positive a ulteriori progetti. Per cui ritengo che sia completamente fuori indirizzo l'ordine del giorno, disponibile sulla proposta dell'onorevole Fadda prima e precedentemente dell'onorevole OPPi, vediamoci in Commissione pronti a relazionare stato dell'arte e su quanto si sta ponendo in essere. Onorevole Fadda, lo spostamento del personale a supporto delle pratiche della legge 162 è stata già fatto da oltre tre settimane, alcuni progetti sono già stati esitati, già comunicati ai comuni e molte somme già accreditate. Se questo non saremmo stati in grado di fare forse era meglio che non ci assumessimo neanche la responsabilità di gestione dell'assessorato.
FADDA (La Margherita-D.L.). Lo potevi dire prima non ti avrei dato il suggerimento!
CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene, sanità e dell'assistenza sociale. L'ho detto, non mi hai sentito.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (S.D.I.-S.U.). Presidente, non nascondo che non ero molto interessato a un dibattito eccessivamente scomposto su una normativa che rischia di essere altrettanto scomposta e persino inutile per certi versi. Le ultime affermazioni fatte però dall'onorevole Capelli che è uomo di governo e che quindi gestisce la cosa pubblica, mi hanno indotto ad intervenire. Dicevo che l'onorevole Capelli, con molta nonchalance lui che gestisce la cosa pubblica, che detiene le leve e gli strumenti del potere, che ha la potestà di assumere decisioni importanti, muove invece una critica alle opposizioni che sono intervenute in Aula e hanno presentato un ordine del giorno, dicendo che interventi ed ordini del giorno sono frutto di una campagna elettorale che è alle porte.
Questa Giunta regionale, al pari delle altre che l'hanno preceduta, al riguardo è il fulgido e concreto esempio, non oggi che siamo alle soglie della campagna elettorale, ma dall'inizio del suo decorso si è caratterizzata, fondamentalmente e quasi esclusivamente, per operazioni di nepotismo e di clientele, le ultime delle quali, ma dopo numerose segnalazioni attraverso interpellanze ed interrogazioni, tutte rimaste senza risposta, sono state segnalate da un organo di informazione della stampa isolana, richiamate per procedure, percorsi, pratiche poco garantiste e fuorvianti dei concorsi pubblici rispetto ad assunzioni avviate attraverso procedure quanto meno controverse ed oscure. e quando non hanno trovato altro modo, i signori della Giunta, di praticare queste procedure sono ricorsi alle società di gestione dei servizi, suggerendo nomi e cognomi di persone che dovevano essere chiamate e che sono state chiamate. Nomi e cognomi di cittadini che hanno titoli e diritti, ma hanno titoli e diritti pari ed eguali ad altri cittadini disoccupati che invece vengono da questa Giunta regionale regolarmente discriminati ed esclusi. E voglio rammentare che queste pratiche sono state utilizzate e vi hanno attinto a piene mani proprio a partire dal settore della sanità, giocando...
PRESIDENTE. Prego, concluda onorevole Balia.
BALIA (S.D.I.-S.U.). Concludo subito, Presidente. Giocando direttamente un ruolo, ma con una copertura, quella dei manager.
Bene, staremo a vedere la conclusione di quelle cose! Certo è che non si comprende perché un ordine del giorno così articolato, che naturalmente noi sottoscriviamo, non possa prevedere al limite due votazioni, una relativa alla prima parte che è quella di critica rispetto all'inoperatività dell'Assessorato e della Giunta regionale, e l'altra invece favorevole, anche per parte dell'attuale maggioranza, relativa alla seconda parte, laddove si chiede l'effettivo trasferimento delle risorse complessivamente già assegnate ad ogni comune, e riferibili a piani già approvati.
Si preferisce invece disquisire ed attaccare e soprattutto accusare gli altri di pratiche che invece si professa per primi!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi sulle modalità di voto.. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Chiedo lo scrutinio per parti, accedendo anche alla richiesta che è stata formulata al collega Balia di votare anche per parti, la parte espositiva distinta dalla parte dispositiva.
PRESIDENTE. Non si capisce onorevole Cogodi!
COGODI (R.C.). Allora, chiediamo uno: che la votazione avvenga per scrutinio attraverso schede elettroniche, palese. Due, che la votazione avvenga per parti dell'ordine del giorno, distinguendo la parte motiva dove si danno i giudizi politici nella prima parte dell'ordine del giorno, dalla parte dispositiva "impegni alla Giunta", che invece è quella che a prescindere dal giudizio politico contiene l'indicazione per l'azione della Giunta.
PRESIDENTE. Naturalmente otto consiglieri che avvallino la richiesta.
(I consiglieri VASSALLO, DEMURU, SCARPA, BALIA, DETTORI, PACIFICO, MASIA appoggiano la richiesta.)
Quindi, separazione della prima parte dalla seconda parte.
Colleghi, se non ci sono altri interventi, mettiamo in votazione la prima parte dell'ordine del giorno numero 1. Si vota per voto elettronico palese.
Votazione nominalePRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico della prima parte dell'ordine del giorno numero 1.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - FADDA - FALCONI - LAI - MANCA - MASIA - ORTU - PACIFICO - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Salvatore - SCARPA - SPISSU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - ONIDA - OPPI - PETRINI - PIANA - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - USAI -VARGIU.
Si è astenuto: il Vicepresidente BIGGIO.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 59
Votanti 58
Astenuti 1
Maggioranza 30
Favorevoli 23
Contrari 35
Gli onorevoli Cugini e Pacifico votano verde.
(Il Consiglio non approva).
Votazione nominalePRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico della seconda parte dell'ordine del giorno numero 1.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - CARLONI - COGODI - CORDA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - FADDA - FALCONI - LAI - LOCCI - MANCA - MASIA - ORTU - PACIFICO - PIRISI - PISANO - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Salvatore - SCARPA - SPISSU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri:AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORONA - DIANA - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - ONIDA - OPPI - PETRINI - PIANA - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - USAI -VARGIU.
Si è astenuto: il Vicepresidente BIGGIO.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 61
Votanti 60
Astenuti 1
Maggioranza 31
Favorevoli 27
Contrari 33
(Il Consiglio non approva).
Gli onorevoli Vargiu e Petrini hanno votato rosso.
Passiamo alla votazione finale della legge. E' stata chiesta la votazione elettronica.
Votazione nominalePRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico della proposta di legge numero 314/A.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MASALA - MASIA - ONIDA - OPPI - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILO - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCARPA - SPISSU - USAI - VARGIU - VASSALLO.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 60
Votanti 60
Maggioranza 31
Favorevoli 60
(Il Consiglio approva).
Il consigliere Petrini ha votato verde.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Siccome è facile intendere dal movimento dei colleghi dai banchi dei rispettivi Gruppi che deve essere intercorsa qualche comunicazione o comunque un intendimento relativo alla cessazione dei lavori del Consiglio a questo punto, io chiedo che il Presidente del Consiglio comunichi qual è l'intendimento vero, cioè a quando si pensa di aggiornare i lavori del Consiglio, posto che non è intervenuto nessun accordo in nessuna sede circa l'ordine dei lavori del Consiglio, e che tutto farebbe intendere che il Consiglio si aggiorni a domani mattina ad ora usuale, se così non fosse io mi permetto di annunciare che chiederò la parola per pochi minuti per porre una questione pregiudiziale.
PRESIDENTE. E' stato chiesto un breve intervento dell'onorevole Cogodi, che ha bisogno di porre qualche piccolo problema, poi sentiamo. Vorrei sentire anche gli altri tre colleghi e dopodiché procediamo con l'onorevole Cogodi.
Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Io più o meno volevo dire, come ha detto l'onorevole Cogodi, volevo capire come s'intende proseguire e soprattutto vorrei capire come il Presidente della Giunta intenda procedere per quanto riguardo il terzo punto all'ordine del giorno dei lavori di questo Consiglio, che sono le dichiarazioni che dovevano essere rese ai sensi dell'articolo 120 del Regolamento per quanto riguarda la scadenza dei novanta giorni per gli interim. Poiché i novanta giorni scadono domani e poiché dalla scadenza deriva una seria inoperatività per la Giunta, volevo capire se questa non sia ritenuta dal Presidente della Giunta stesso, oltre che dai colleghi del Consiglio, una questione che deve essere affrontata con urgenza per evitare una situazione di congelamento della Giunta che di fatto verrebbe a partire dalla giornata di domani.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Spissu, comunque preciso che i lavori terminano questa sera con l'impegno a proseguire martedì prossimo alle 16 e 30. Ci sono state diverse richieste dei gruppi per impegni politici e la Presidenza si è preoccupata di sentire un po' tutti, e quindi evitando di fare una Conferenza dei Capigruppo che ci avrebbe fatto solo perdere del tempo ed avendo sentito la totalità dei Capigruppo, ci si è orientati per una soluzione di questo tipo, interrompere questa sera a questo punto i lavori e poi riprendere martedì pomeriggio alle 16 e 30.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Grazie Presidente, praticamente con le comunicazioni che ha dato in questo momento all'Aula, giungo nella determinazione, essendomi pervenuta notizia che la Commissione Agricoltura ha esaurito il proprio lavoro in esecuzione dell'ordine del giorno votato recentemente dal Consiglio, relativamente alle proposte di legge 478 - 487 - 490, per questa proposta unificata che perviene appunto dalla Commissione Agricoltura è necessario, come è noto, che la Commissione Terza sia convocata per esprimere il necessario e doveroso parere finanziario, poiché lei ha comunicato all'Aula che i lavori riprenderanno martedì alle 16 e 30, io chiederei a questa Presidenza di voler convocare in Aula la Commissione Terza per lo stesso giorno, martedì, verosimilmente mezz'ora - un'ora prima dei lavori dell'Aula, e quindi proporrei e suggerisco alla Presidenza di voler convocare in Aula la Commissione Terza per la dazione del parere per martedì alle ore 16.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (A.N.). Grazie Presidente, sullo stesso argomento, ringrazio il Presidente Balletto per aver chiesto la convocazione urgente della propria Commissione, ma noi abbiamo mandato la proposta di legge anche alla Commissione seconda, Politiche Comunitarie, e alla Commissione settima, Sanità, perché ci sono alcune parti che interessano anche queste commissioni di merito. Pertanto la prego, io ho già parlato con i due Presidenti, comunque la prego di voler convocare in Aula anche le altre due Commissioni in modo che tutte e tre nella giornata di martedì possano dare il parere, in modo che poi la Commissione Agricoltura, anche durante i lavori dell'Aula, questo potrebbe essere anche mercoledì mattina, possa riunirsi, così per esitare in via formale questa proposta di legge unificata, così come era stato fatto, cioè come era stato proposto con l'ordine del giorno approvato a suo tempo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Pilo. Ne ha facoltà.
PILO (F.I.-Sardegna). Mi associo alla richiesta del collega Frau.
PRESIDENTE. In pratica, state chiedendo la convocazione della Commissione seconda, Commissione terza, Commissione settima e la quinta non si convoca, ha esaurito il suo lavoro? Trovo un po' complicato, comunque per le ore 16. Perché non di mattina? Per difficoltà di alcuni ad arrivare! Onorevole Pilo per le 16? Allora, il Consiglio bisogna spostarlo alle ore 17, perchè non vedo come in mezz'ora tre commissioni possano vagliare tutto.
Il Consiglio è convocato per le 17.30, allora; organizziamo i lavori e poi dopo parla l'onorevole Cogodi. Alle 16 le commissioni terza, seconda e settima, con raccomandazioni ai segretari di fare rammentazioni telefoniche.
Sulla scadenza dell'interim di quattro Assessorati assunti dal Presidente della Regione
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Ma, a me pare signor Presidente del Consiglio e Presidente della Giunta, mi rivolgo principalmente o loro ed ovviamente ai colleghi, perché all'uno e all'altro intendo porre un quesito che richiama una specifica responsabilità di ognuno. Solo a questo punto, solo ora, dopo che è stato richiesto quale fosse l'intendimento sul come procedere nell'ordine dei lavori consiliari, solo adesso è possibile avanzare un'obiezione, perchè noi abbiamo, da parte della Presidenza del Consiglio, organo di governo interno dell'Assemblea, garante delle prerogative del Consiglio regionale, avuto dopo aver richiesto ovviamente un parere non qualsiasi, un parere vincolante, un parere che guida l'azione dell'Assemblea regionale, il quale parere ci ha edotto, essendo poi fatto proprio e quindi comunicato ai consiglieri regionali dalla Presidenza del Consiglio, che il giorno 5 di dicembre, cioè domani, accade un fatto che non è un fatto qualsiasi, credo che sia un fatto che accade per la prima volta da quando esiste la Regione Autonoma, che quattro assessorati, quattro comparti importanti di amministrazione, se entro mezzanotte di domani non interverrà, ed è potere del Consiglio fare questo, e solo del Consiglio, o una proroga dell'assunzione ad interim di quegli incarichi o la nomina dei rispettivi assessori, questa Regione si troverà per la prima volta nella sua storia avendo un pezzo importante della sua amministrazione del suo Governo, non scoperto di assessorato, o di assessore, praticamente paralizzato. E' la prima volta che si mette in conto, da parte di un Consiglio regionale, di consentire che un pezzo dell'organismo sia paralizzato, dell'organismo istituzionale. Io ritengo che tutto possa accadere in questo mondo, anche questo fatto. Però che non possa accadere facendo finta o che non accade o che tutti siano d'accordo. Quindi, io mi permetto intanto di dire a lei, signor Presidente del Consiglio, quando opera una consultazione dei Gruppi circa i lavori del Consiglio di consultare tutti i Gruppi, perché io posso dire che il nostro Gruppo non è stato consultato e siccome qui parrebbe che ci sia una...
(Intervento fuori microfono)
COGODI (R.C.). Mi d'accabaisi? Riguarda anche voi la cosa! A te Pilo non interessa, vero?
USAI (A.N.). Lo sguardo severo…attenti eh!
COGODI (R.C.). Non è questione di attenti, a te sull'attenti ti mette Storace! Io sto dicendo una cosa che riguarda la responsabilità del Consiglio regionale, collega Pilo sull'orecchio mi viene questo suo ronzio. Io ho chiesto la parola e sto esercitando un mio diritto e tu no! Scusi Presidente, le pare che io debba...
(Interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Onorevole Pilo, per cortesia! Prego onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Dicevo, e me ne scuso, che è la prima volta che accade, ed accade una cosa che ricade esclusivamente nella responsabilità del Consiglio regionale, il quale è libero di attenersi a qualsiasi condotta, però non che si faccia finta che tutti siamo d'accordo perché è stato comunicato che sarebbero stati consultati quasi tutti i Capigruppo, io non capisco cosa significa "quasi tutti" quando...
PRESIDENTE. Non ho mai detto "quasi" onorevole Cogodi!
CORONA (F.I. - Sardegna). Non ha detto "quasi".
COGODI (R.C.). Signor Presidente, io me lo sono segnato tra virgolette, voi potete dire tutto quello che volete, ha detto "quasi tutti i Capigruppo" anche perché è così, ha detto la verità, tant'è che io non sono stato consultato, quindi se sono stati consultati tutti gli altri sono "quasi tutti", quindi ha detto la verità, che cosa devi dire tu Corona che non è così! Allora, rimane il fatto...
(Interruzioni)
Non c'è nessuna di offensivo! Non c'è nulla di polemico! Non c'è nulla di offensivo! Sto facendo puramente un intervento, e ho puro concluso, sto richiedendo che il Consiglio regionale abbia una comunicazione da parte di chi è portatore della responsabilità prima, che è il Presidente della Giunta, il quale se non c'è Consiglio domani e noi siamo contrari al fatto che non ci sia Consiglio domani, perché domani scade il termine di legge e noi vorremmo che domani la Regione entri o rimanga nella completezza delle sue potestà di governo, o con la proroga se vorrete voi maggioranza, dare una proroga all'interim o nominando gli assessori che una maggioranza dovrebbe nominare, noi siamo contrari quindi a non tenere Consiglio domani, ma se l'opinione prevalente è che domani non c'è Consiglio vuol dire che avete messo in conto e non so chi e quanti, di superare alla leggera, secondo noi troppo alla leggera, il termine perentorio del 5 di dicembre. Vorremmo almeno conoscere, dal Presidente della Giunta, che porta in via esclusiva questa responsabilità, come dire, di amministrazione e di governo, quanto tempo intende che la Regione rimanga in stato di catalessi, cioè con quattro branche dell'amministrazione.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cogodi. Concluda pure, era nel senso che attendevo la sua prosecuzione.
COGODI (R.C.). Quanto ritiene il Presidente della Giunta di assumersi questa responsabilità di tenere la Regione in stato di catalessi con le competenze dell'Assessorato della Programmazione e del Bilancio, degli Enti Locali, dell'Urbanistica, della Pubblica Istruzione e dell'Industria, senza possibilità alcuna di compiere atti di amministrazione, per cui anche gli addetti di quegli uffici dovrebbero andare a fare presenza o istruire pratiche senza determinare nulla nei prossimi giorni, perchè ogni atto di determinazione, ogni atto di amministrazione attiva nei prossimi giorni è ovvio che sarà radicalmente nullo, con tutto il danno che ne deriverà. Allora, io sto chiedendo, posto che è una prerogativa del Consiglio quella o di accordare la proroga se la Giunta la chiederà, se il Presidente la chiederà, dell'interim, o di nominare i rispettivi incarichi o incaricati assessoriali o assessorili, chiedo di sapere almeno perchè domani non si può lavorare perchè si rispettino i termini di legge in una materia così delicata, quali sono le ragioni per cui la Giunta e la maggioranza intendono superare la giornata di domani, e chi altri oltre la Giunta e la maggioranza, e secondo di conoscere quali siano i tempi entro i quali il Presidente della Regione ritiene di tenere lo stato di parziale paralisi o comunque di catalessi, cioè una cosa che non è del tutto morto, non si può seppellire, ma insomma assomiglia essere morta, che sarebbe la Regione che voi dite in questo momento di governare.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'Assessore Masala, mi compete fare un chiarimento, onorevole Cogodi; la ringrazio perchè lei è sempre molto stimolante nei suoi interventi per vari aspetti, lei stimola anche il pensiero, la fantasia talvolta, vede io non sono così approfondito come lei nell'eloquio e nella ricerca della parola, la parola appropriata, e le diverse parole sullo stesso argomento e prenderla da su, prenderla da giù, e riportare l'argomento, l'enfasi nella pronuncia, eccetera, la capacità di espressione, gli alti e i bassi nei toni, e tutte queste cose qua, di solito io sono un po' brontolone e poco esperto e molto sintetico nelle mie espressioni, e sto ripensando a quel "quasi" di cui lei parlava, e credo che probabilmente in maniera "freudiana" o come si può dire, nel subconscio che si agita in me chissà per quali e grandi preoccupazioni per avere detto una cosa di impreciso, probabilmente, non pensando e non volendo ho detto il vero, nel senso che è vero che io le ho parlato, è vero che io le ho comunicato che la volontà è quella o era quella, io ne sono l'interprete e me ne assumo, e confermo assumendomi, le responsabilità su quello che io ho comunicato all'Aula, glielo ho comunicato e quasi ho fatto a meno, e lì evidentemente arriva la sua punizione, giustamente, perché lei è molto preciso ed abile nell'applicare…, e dire: "No, non sono stato...", io siccome non uso dire bugie, s'immagini se mi metto a dirle per una cosa così delicata, a mentire all'Aula per una cosa che avrei potuto dire: "Non ho parlato all'onorevole Cogodi, la maggioranza era quella e ho deciso così!"
In effetti, io ho mal inteso questa comunicazione alla cui lei non ha replicato, e la intendevo anche una consultazione, perché sono caduto in una trappola con me stesso, caro onorevoli Cogodi, ma non dica, non sostenga e non comunichi qualcosa come quasi a dire: "Biggio sta dicendo le bugie!". Io non le dico! Io a lei ho comunicato che ho sentito tutti, che era deciso questo, probabilmente non le ho chiesto se dava il parere, visto che lei mi ha parlato di altre cose pensavo fosse acquisito anche da lei e le stesse bene, e ho considerato che forse il "quasi" subconsciamente mi è venuto fuori per questo, se l'ho pronunciato, non credo, perché le assicuro e non ci voglio tornare più, onorevole Cogodi, su queste cose. Io se devo dire una bugia forse la dico per qualcosa di importante, non per queste sciocchezze e queste amenità. Quindi ne ho parlato con lei, probabilmente non chiedendole il parere, però lei aveva altri progetti in mente, la sua effervescenza, la sua passione che ben conosciamo, il suo seguire con grande attaccamento, con grande amore, con grande dedizione tutti i problemi che lei segue, eccetera, l'hanno portato ad altre cose e non si è soffermato su quel piccolo aspetto. Adesso arrivati al punto, la lamentela: ahimè non è stato consultato.
COGODI (R.C.). Non è una lamentela.
PRESIDENTE. E' stato consultato probabilmente in maniera impropria, le è stato comunicato.
Detto questo e precisato, ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Grazie, Presidente. Io sono perfettamente consapevole dell'importanza della questione che ha sollevato l'onorevole Cogodi.
FADDA (La Margherita-D.L.). Prima l'onorevole Spissu.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. E l'onorevole Spissu prima di lui, per la verità, ma l'argomento e quindi la consapevolezza, è chiaro, riguarda il problema in senso oggettivo, a prescindere da questo.
Dicevo, non vado a dire che le dichiarazioni del Presidente erano previste al terzo punto dell'ordine del giorno, che l'organizzazione, eccetera, non dico tutte queste cose, né intervengo in ordine alle ragioni che sono state addotte circa la decadenza, circa lo stand-by e tutte queste cose, della Giunta e degli Assessorati relativi, dico soltanto al Consiglio, come è giusto che sia, che io farò le dichiarazioni nel giro di qualche giorno e quindi diciamo che domani è venerdì e fino a domani a mezzanotte credo che siamo sempre nella legalità, che sabato, domenica e lunedì è festa, quindi non abbiamo rischi di sorta, e senza far riferimento alla cosiddetta continuità amministrativa, alle questioni che poi tutti quanti noi conosciamo, che esamineremo casomai in altra sede, io comunico al Consiglio che avrò appunto necessità di alcuni giorni per fare le dichiarazioni ai sensi dell'articolo 120 del Regolamento, come al terzo punto all'ordine del giorno.
COGODI (R.C.). Deve dire quando.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Io, insomma, non faccio come l'onorevole Cogodi, nel senso che sebbene non abbia partecipato a quelle riunioni segrete che avrebbero deciso di spostare il Consiglio regionale a martedì, escludendo l'onorevole Cogodi, io non ho fatto nessuna riunione di consorteria insomma, mi pare che il Presidente abbia svolto la consultazione in aula, abbia tenuto conto delle opinioni dei Gruppi e abbia comunicato che il Consiglio si fa martedì. Resta il problema politico se lasciamo trascorrere la festività di San Nicola, a Sassari è il santo patrono della città, quindi noi sassaresi naturalmente siamo impegnati a onorare la festa, poi c'è la domenica, poi c'è l'Immacolata, quindi questa situazione di illegittimità nella quale si troverebbe la Giunta forse non produce alcun danno per la Sardegna, tuttavia da martedì si pone un problema che è un problema politico, non solo degli Assessori che l'onorevole Masala trattiene ad interim, ma anche per l'intera Giunta, perché l'intera Giunta, il collegio può operare in alcuni settori soltanto invocando la continuità amministrativa di cui parlava il presidente Masala, tuttavia c'è un fatto politico inusuale che si verifica per la prima volta, ma anche da questo punto di vista il presidente Masala è un innovatore, non si era mai vista una Giunta con 28 voti che sopravvivesse, ma martedì noi vogliamo capire se secondo l'onorevole Masala riprendiamo come se niente fosse a discutere dell'assestamento, che non si sa quanto durerà, perché può durare due giorni, può durare tre giorni, può durare dieci giorni, perché una manovra di bilancio come quella dell'assestamento naturalmente richiede tutto il tempo che necessita perché la discussione sia ampia, approfondita e puntuale. Quindi resta il problema politico. Io penso che il presidente Masala martedì, quindi utilizzando queste giornate feriali per predisporre le dichiarazioni, si debba presentare in Aula con le comunicazioni che, ai sensi dell'articolo 120 del Regolamento, devono essere fatte, sciogliendo e risolvendo il problema degli interim o attraverso la proroga o con la nomina degli Assessori, cosa che io auguro al presidente Masala, così insomma ci consente di concludere in pace la legislatura, però non dipende naturalmente da noi, perché noi non voteremo comunque la proposta che lui farà. Quindi io propongo che martedì si riprenda dalle dichiarazioni anziché dall'assestamento.
PRESIDENTE. Credo che l'intervento dell'onorevole Spissu sia stato esaustivo, per cui, confermando la convocazione delle Commissioni terza, seconda e settima per le ore 16 del 9 dicembre e togliendo la seduta, comunico che il Consiglio è convocato per martedì prossimo 9 dicembre alle ore 17 e 30.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Noi vorremmo che almeno ci fosse chiarezza che comprendiamo esattamente quello che si sta decidendo e chi lo decide, perché testé il collega Spissu, che è il Capogruppo mi pare del maggior Gruppo consiliare, quindi porta anche una responsabilità, non parla così con poca forza di rappresentanza, come può capitare ai rappresentanti di Gruppi piccoli, ha detto pur esso, e quindi siamo diversi Gruppi, che martedì riteniamo, per gli argomenti che sono stati esposti, il Consiglio regionale debba ripartire dalle comunicazioni del Presidente sugli interim o sul completamento della Giunta.
Noi vogliamo capire se è questo l'intendimento e se è questo che la Presidenza ci sta comunicando, che martedì, essendo d'accordo il Presidente della Giunta, il Consiglio riprende con le comunicazioni del Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, ha terminato? Credevo avesse terminato.
COGODI (R. C.). Ho terminato, aspetto la risposta.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, qui siamo vaccinati credo tutti quanti. Credo che il discorso dell'onorevole Spissu sia stato chiaro per tutti, per maggioranza, per opposizione, per il Consiglio, per gli uffici e quant'altri qui abbiano udito e sentito. Credo sia molto chiaro, poi attiene alla volontà di ciascuno. Se lei ha una domanda precisa da porre, però il problema, la storia (?) la conosciamo. Se ha un problema da porre lo ponga, diversamente abbiamo compreso il messaggio che è stato dato. Abbiamo capito bene.
COGODI (R.C.). Io formalizzo la mia proposta.
PRESIDENTE. Io, tra l'altro, condivido anche quanto è stato detto perché chiaramente ci vuole chiarezza. Adesso abbiate pazienza, terminiamo questo giro di interventi e poi definiamo le cose.
Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Sì, Presidente, per porre una domanda al Presidente della Giunta. Presidente, la domanda che io le voglio porre è questa: siccome sappiamo che all'ordine del giorno c'è l'assestamento di bilancio, se lei si impegna oggi a chiedere martedì, all'inizio dei lavori, l'inversione dell'ordine del giorno. Certo, Presidente, lo deve chiedere lei. Siccome l'ordine del giorno prevede l'assestamento di bilancio e credo che sia utile a tutti che si normalizzi una situazione che non rispetta più le leggi, io credo che sia un suo dovere, senza che noi glielo chiediamo, che lei martedì, all'inizio dei lavori, e vogliamo questo impegno politico, chieda l'inversione dell'ordine del giorno per fare le dichiarazioni che sono previste al terzo punto dell'ordine del giorno stesso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Io sono spiacente, ma l'ordine del giorno è stato predisposto dalla Conferenza dei Presidenti di Gruppo, alla quale forse lei non era presente, ma era presente senz'altro un rappresentante del suo Gruppo.
FADDA (La Margherita-D.L.). Guardi che io ho fatto la battaglia perché fosse al secondo punto, quindi lei non dica cose, quando uno c'è, perché c'eravamo tutti e due. Chi non era presente? Abbiamo fatto una battaglia!
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Benissimo.
FADDA (La Margherita-D.L.). Allora?
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Allora non cambia niente, perché i casi sono due: o lei non era presente oppure era presente e si è battuto...
FADDA (La Margherita-D.L.). Ma se l'abbiamo aspettato per un'ora!
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. E si è battuto per mettere la questione al secondo punto, se tutti gli altri hanno detto: "No, va al terzo punto" ed è stato inserito al terzo punto, perché dovrei essere io a chiedere l'inversione dell'ordine del giorno? Lei chieda martedì l'inversione dell'ordine del giorno e l'Aula, per qualunque cosa, è stato detto, siccome una volta che è stato stabilito per prassi, adesso parliamo serenamente, io ho sentito in Conferenza Capigruppo sempre affermare questo principio: quando l'ordine del giorno è stato stabilito dalla Conferenza, una volta stabilito è l'Aula che deve decidere. Ora, ognuno di noi ha il diritto di chiedere l'inversione dell'ordine del giorno. Perché dovrei essere io e non lei? Perché dovrei essere io e non l'Assessore?
FADDA (La Margherita-D.L.). Perché è lei la causa dei mali della Sardegna, l'ha capito? Non può tenere quattro interim.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. No, io non sono la causa, io non sono la causa di niente. Io mi attengo scrupolosamente al Regolamento.
FADDA (La Margherita-D.L.). Rispetti la legge!
COGODI (R.C.). C'è una scadenza di legge! Non c'entrano nulla il secondo e il terzo punto!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Presidente, io mi rendo conto che oramai sta diventando una riunione tra quattro amici più che una riunione di Consiglio regionale, però mi sembra che il presidente Masala sottovaluti il problema.
Quando in sede di Conferenza dei Capigruppo abbiamo stilato quell'ordine del giorno si pensava questa settimana di lavorare più giornate, si pensava di fare…
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Io sono qua anche domani, non ho chiesto io di andare a martedì, forse l'ha chiesto qualcun altro!
FADDA (La Margherita-D.L.). Neanche noi l'abbiamo chiesto!
spissu (d.s.). Si pensava di fare più velocemente con la legge sull'invalidità, che abbiamo approvato oggi, quindi si ragionava in un quadro diverso che ci consentisse, entro il 5, di affrontare il problema degli interim, che comunque scadono.
COGODI (R.C.). E' un obbligo.
spissu (d.s.). Allora il presidente Masala non può non valutare come siamo di fronte a una situazione nuova, non può continuare a dire che c'è bisogno di un'inversione dell'ordine del giorno, chiesto ai sensi del Regolamento, con due terzi dei votanti che votano per l'inversione dell'ordine del giorno, non può sottovalutare che se iniziamo con l'assestamento può darsi che questa Regione resti per quindici giorni senza una Giunta che possa fare un atto.
Allora io lo invito a non sottovalutare questo problema e lo invito a presentarsi in Aula, martedì, con le dichiarazioni, proponendo egli stesso l'inversione dell'ordine del giorno. Altrimenti, ripeto, l'assestamento inizierà e impiegheremo tutto il tempo che è necessario sull'assestamento.
COGODI (R.C.). C'è una decadenza di legge, non c'entra nulla neppure l'inversione. Fate come vi pare!
PRESIDENTE. La seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore 20 e 55.
Allegati seduta
CDXVI SEDUTA
(Pomeridiana)
Giovedì 4 dicembre 2003
Presidenza del Vicepresidente Salvatore Sanna
indi
del Vicepresidente Biggio
La seduta è aperta alle ore 16 e 39.
FRAU, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta del martedì 11 novembre 2003 (410), che è approvato.
PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che stiamo esaminando il progetto di legge 314/A, siamo all'articolo 3. Se ne dia lettura.
FRAU, Segretario, f.f.
Art. 3
Accertamenti sanitari
1. Ai sensi dell'articolo 11, comma 1, della Legge 24 dicembre 1993, n. 537, gli accertamenti sanitari dell'invalidità civile, della cecità e del sordomutismo, nonché dell'handicap derivante dall'invalidità ai sensi dell'articolo 4 della Legge 5 febbraio 1992, n. 104, sono svolti dalle Aziende sanitarie locali competenti per territorio tramite le Commissioni sanitarie presso le stesse operanti, composte come previsto dalla Legge 15 ottobre 1990, n. 295 e come integrate ai sensi dell'articolo 4 della Legge n. 104 del 1992.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(È approvato)
Si dia lettura dell'articolo 4.
ORTU, Segretario:
Art. 4
Termini
1. Gli accertamenti sanitari di cui all'articolo 3 devono essere effettuati entro i tre mesi dalla trasmissione alle Aziende sanitarie locali competenti per territorio, della relativa pratica.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Presidente, non so se ritenga opportuno, il relatore è arrivato adesso, ma manca l'Assessore competente, anche l'Aula ha bisogno di capire la posizione della Giunta sui singoli argomenti, anche perché stamattina è nato un problema anche sullo stesso articolato della Commissione, quindi vorremmo quanto meno avere presente l'Assessore competente.
(Interruzione)
A me andrebbe benissimo, però valuti il Presidente.
PRESIDENTE. Colleghi, io non ho difficoltà a recepire le questioni poste dall'onorevole Sanna Gian Valerio, naturalmente per quanto è possibile, anche se ci sono questioni.
(Interruzione)
All'articolo 4 è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
ORTU, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Vassallo - Cogodi - Ortu
All'art. 4 è aggiunto il seguente periodo:
"Trascorso inutilmente tale termine, l'interessato può presentare una diffida a provvedere, in carta semplice, all'Assessorato dell'Igiene e Sanità e Assistenza sociale, che fissa la data della visita da effettuarsi entro il termine dei successivi tre mesi, dandone formale comunicazione ali 'interessato." (14)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per illustrare l'emendamento numero 14.
VASSALLO (R.C.). Presidente, colleghi, l'emendamento numero 14 è un elemento di garanzia, peraltro non è nemmeno una novità, nel senso che nella legislazione vigente, precisamente nel D.P.R. 21.9.94 n. 698, si da disposizioni sulle possibilità che i cittadini hanno di provvedere ai ricorsi per cui anche nei confronti delle Regioni in questo caso, per cui abbiamo ritenuto opportuno richiamare una norma già in vigore nella disciplina nazionale, riportarla nella disciplina regionale, per cui un elemento di garanzia molto normale e molto ovvio ci sembra anche. Grazie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore ha facoltà di parlare il consigliere Cassano.
CASSANO (Rif. Sardi-U.D.R.). Contrario perché è previsto già il periodo, il tempo stabilito per legge entro quando eventualmente si deve chiudere l'istruttoria per gli accertamenti sanitari, quindi non riesco a capire onestamente. È solo perdere tempo e basta questo, quindi sono contrario.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cassano. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Si ritiene pleonastico questo emendamento, come richiamato giustamente dall'onorevole Vassallo è già previsto da legge nazionale il diritto a fissare una data successiva. Perciò non si accoglie.
PRESIDENTE. Onorevole Rassu, per cortesia! Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Io sinceramente non penso che sia pleonastico questo articolo perché è vero che una norma nazionale prevede attraverso un regolamento questa norma, però qua stiamo parlando di materia trasferita alle Regioni perché è il recepimento di una normativa che viaggia per conto suo. Dato che la legge in questione che stiamo approvando prevede norme, richiama accertamenti sanitari e quant'altro, non si capisce perché non debba richiamare questa norma che è una norma di garanzia. Chi l'ha detto che il cittadino può avvalersi del D.P.R. 698 in applicazione della legge numero tot che sarà? Non mi sembra assolutamente. Peraltro voglio dire, fissa un procedimento richiamato anche in altre leggi regionali, questo della possibilità di rivolgersi all'Assessorato per chiedere di procedere, per cui di procedere alle visite, di procedere affinché chi di competenza faccia le cose che deve fare. È già previsto in altre leggi regionali. Faccio un esempio: la legge sui malati di mente prevede espressamente in legge regionale questa norma. Ed allora perché in altre leggi regionali richiamiamo questa norma così come è presentata in questo emendamento ed in questa legge no? Veramente questo non lo capisco. Comunque, volete bocciarlo? Bocciatelo. Però ritengo che sia una bocciatura non considerata nel senso che non si comprende appieno il perché di un atteggiamento ostile ad una norma che di sicuro danno non può fare, ma soltanto può fare un beneficio nel senso che è comunque un elemento di garanzia nei confronti dei cittadini.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Vassallo. Vi sono altri interventi? Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 14. Onorevole Cogodi, su che cosa vuole intervenire? Colleghi, per cortesia un po' di silenzio. Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto.
COGODI (R.C.). La dichiarazione di voto sull'emendamento numero 14 per ribadire quanto il collega Vassallo poc'anzi affermava, un puro e semplice richiamo all'attenzione.
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia io non posso continuare i lavori con questo brusio, prego.
COGODI (R.C.). Un puro e semplice richiamo all'attenzione e all'interesse anche, vorrei dire, dell'Aula, dell'Assemblea legislativa perché le leggi quando si fanno siano fatte per quanto possibile bene, perché poi a non dedicare qualche minuto nel momento in quale la legge nasce, poi accade che gli effetti sono perversi, distorti ed è sempre più un modo usuale di commentare i difetti della politica e anche delle istituzioni pubbliche, ivi compresa questa che sarebbe la massima istituzione pubblica nel dire che quando si fanno le cose bisogna farle bene. Che alcune leggi per farle male è meglio non farle e poi tutti, dopo, col senno di poi a riconoscere che aveva ragione quel consigliere che proponeva una diversa dicitura o una diversa impostazione. Adesso quel consigliere è il collega Vassallo e però nella più totale disattenzione parrebbe che quel che si dice non è che abbia molto valore. L'emendamento 14 stabilisce una elementare misura di garanzia per il cittadino nei confronti della pubblica amministrazione, trascorso inutilmente tale termine, cioè si prevede un termine, la pubblica amministrazione lo deve rispettare, non lo rispetta, il cittadino è in balia di tutti i venti; qui si dice: l'interessato, il cittadino ha un interesse vero, aveva un termine dato dalla legge, il termine è decorso, può presentare una diffida a provvedere, ovviamente in carta semplice perché qualcuno gli fa pagare pure il bollo, a chi? All'Assessorato dell'igiene, cioè alla sua Regione, il quale Assessorato non viene preso ed impiccato, no, nel momento in cui è decorso inutilmente il termine e il cittadino lo rappresenta alla struttura politica - istituzionale della sua Regione, cioè all'Assessorato, cosa fa l'Assessorato? Fissa la data della visita da effettuarsi entro il termine dei successivi tre mesi. Cosa vuol dire trenta giorni?
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia. Onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Tu vuoi dire entro 30 giorni? Si metta 30 giorni, io sto dicendo qual è l'emendamento che non volete. Io accetto di interloquire, cioè si può respingere una norma perché non è sufficientemente di garanzia, dice, no, la voglio migliore. Poi propone, è previsto l'emendamento all'emendamento, quando è una cosa ragionevole, quando è un cosa ovvia si può anche, come dire, con una segnalazione orale concordare che il testo sia diverso, quindi può essere che vada bene, 30 giorni, va bene, proponiamo oralmente se l'Aula concorda che sia 30 giorni, parrebbe anche più ragionevole. Noi nel pensare l'emendamento abbiamo anche largheggiato e quel cittadino si trova tre mesi che sono già decorsi. E poi noi ipotizziamo altri tre mesi che è il termine che fissa l'Assessore perché debba avere la visita medica, dice bene il collega Rassu interrompendo per dire che va bene 30 grandi, perché 90 sono già passati, diciamo e proponiamo 30 giorni, in modo che i 90 diventano 120 giorni perché questa persona che ha un diritto, che è in handicap, che è un cittadino che ha non una ma mille ragioni di rivolgersi alla pubblica amministrazione, una condizione di svantaggio, ma insomma dopo 4 mesi potrà essere visitato? E qui si dice: no, si fa finta di non sentire, di non capire, si alza la mano e però alzando la mano state condannando una persona ad aspettare inutilmente 4 mesi, che poi non saranno 4 mesi, perché se non c'è un termine che responsabilizza almeno un ufficio e crea una condizione almeno di allerta per chi deve provvedere, quei 4 mesi diventeranno 4 anni e quel cittadino che deve fare? Con la tasca destra della giacca, se ha la giacca piena di milioni va dall'avvocato per fare un ricorso al TAR e se ha anche la tasca sinistra piena di altri milioni va da un altro avvocato e può darsi che possa impugnare qualcosa alla Corte Costituzionale, ma senza TAR e senza Corte Costituzionale e senza le due tasche piene di milioni un cittadino qualsiasi e normale potrà avere un termine entro il quale potrà fare una domanda ed una istituzione che fissi un altro termine entro cui qualcuno lo deve almeno visitare? E si ricorre al TAR e il TAR sta fissando le udienze di chi ricorre oggi fra 4 anni o 5 quasi, perché i TAR sono intasati dai ricorsi di gente che ha qualche ragione da lamentare, perché noi federalisti molto e garantisti molto e riformatori del Titolo V della Costituzione con un colpo di mano in occasione di una legge finanziaria due anni fa dicendo che era una cosa di tre giorni, che poi si sarebbe provveduto in via ordinaria e migliore, è stato abrogato in questa Regione il controllo di legalità degli atti della pubblica amministrazione, niente CO.RE.CO. niente CO.CI.CO., il controllo di legalità è stato abrogato e si è trasmesso tutto di nuovo al controllo burocratico e politico degli Assessorati regionali per garantire meglio il cittadino. Quindi il cittadino che ha strumenti di azione legale, di azione giurisdizionale è garantito, che ha lo stuolo degli avvocati intorno, ma il cittadino normale, comune non ha un'autorità anche di fronte al più grande sopruso della pubblica amministrazione, e quanti ce n'è di soprusi, per non dire atti sbagliati, ma spesso anche atti arbitrari, anche atti in odio, quel cittadino non ha possibilità di difesa, di fronte all'istituzione nessuna, TAR o Corte Costituzionale; e questa cosa si era fatta con un emendamento durante una finanziaria, addirittura per impedire che chi era contrario, e noi eravamo contrari, potessimo addirittura intervenire a dire che non eravamo d'accordo. Perché con l'emendamento all'emendamento in quella fase si impediva addirittura di poter intervenire ad una parte dell'Assemblea legislativa per dire almeno che non era d'accordo, non dico per esprimere ragioni, più di due anni fa e si diceva che era per giorni.
È rimasto così e così rimarrà, per dire che almeno qualche strumento piccolo, labile, di difesa dell'interesse del cittadino bisognerà pure stabilirlo nelle leggi. Questo pare essere il più soft, il più dolce perché è un semplice ricorso, è una segnalazione all'Assessore, perché l'Assessore, l'Assessorato, l'ufficio fissi un termine entro cui il povero cristo che si vede decorrere il termine inutilmente già fissato dalla legge, possa avere un altro termine entro cui possa essere visitato. Dite voi se è da respingere anche questa proposta. Poi, se è da respingere chiediamo anche il voto poi per appello nominale, manco per appello nominale, per voto elettronico, almeno anche per vedere, per ricordarci anche di qualcuno di noi che siamo oggi legislatori se quando non lo saremo più magari incontrandoci all'angolo di una strada e commentando qualcosa, a qualcuno si potrà dire: ma cosa pensavi quando pensavi di fare le leggi migliori senza ascoltare mai.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Demuru per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEMURU (D.S.). Signor Presidente, brevemente, per dire che io sono favorevole a questo emendamento 14 per due fondamentali motivi. Intanto perché, diciamo, aggiunge una garanzia al cittadino, l'articolo 4 rientra nello spirito di velocizzare quella prima fase dell'accertamento sanitario fissando i tre mesi entro i quali deve essere effettuato e concluso tale procedimento. E in effetti, detto questo, il cittadino che non fosse soddisfatto entro quei tre mesi non avrebbe armi in mano, semplici perlomeno, per poter reclamare questo diritto. L'emendamento 14 di fatto fornisce un'arma semplice, facilmente utilizzabile, perché questo diritto gli venga riconosciuto. Ma l'altro aspetto e qui è un altro aspetto positivo che io voglio richiamare è che consente all'Assessorato anche, in qualche maniera, anche se in via indiretta, un controllo dell'efficienza di questa prima fase perché se non ci sono reclami, chiamiamoli così, due sono le ipotesi o perché i cittadini sono stati soddisfatti in quei tre mesi, oppure perché i cittadini non ritengono di poterlo fare; però se fossero molti a non essere soddisfatti in quei tre mesi e si allungassero i tempi in modo eccessivo, qualche o molti cittadini farebbero ricorso e attraverso questi ricorsi, il numero di questi ricorsi, si avrebbe anche un controllo di questa fase di accertamento sanitario. Pertanto riconfermo il mio voto a favore dell'emendamento 14.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, io credo che effettivamente è necessario ringraziare il collega Vassallo per questo emendamento. Lo dico così senza fare delle adulazioni perché? Perché la storia della prassi e delle procedure che riguardano le richieste di invalidità penso siano notorie a tutti, stamane c'è stato un ampio dibattito che ha illustrato quale sia lo stato delle cose in questo delicato problema che riguarda una larga fascia della nostra cittadinanza. E si sa anche i tempi biblici che intercorrono molte volte tra la richiesta, la visita e nel caso la risposta da parte degli enti erogatori. Quindi, è un emendamento che mi trova perfettamente favorevole, anzi io direi se non dare tre mesi, magari possibilmente, perché tre più tre sono sei mesi, sono 180 giorni ed è molto. Io ho fatto la sparata così, 30 giorni, però se fossero 60 giorni sarebbe ancora meglio, giusto per le motivazioni che ha detto il collega Cogodi e il collega Demuru, il cittadino non può stare inerme a subire, deve avere in mano un'arma per difendersi e in questo caso è il ricorso avverso l'Assessore, dove istituirà un ufficio, istituirà dei collaboratori che possano giustamente far capo a questa problematica e obbligare quindi entro il termine se non di tre mesi, o di 60 giorni, o di quanto decidiamo di indicare, obblighi giustamente ad adempiere al loro compito la Commissione preposta. Quindi, esprimo il mio parere favorevole a questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Rif.Sardi-U.D.R.). Presidente e colleghi del Consiglio io personalmente voterò contro questo emendamento e mi associo alla richiesta fatta dal collega Cogodi per una votazione con scrutinio elettronico palese perché è molto utile che si possa sapere anche fuori da questo Consiglio qual è il tipo di ragionamento che viene fatto per la soluzione dei problemi della sanità. Nel senso che evidentemente c'è qualche collega di questo Consiglio che ritiene che i problemi di carenze che esistano all'interno della sanità sarda o all'interno delle A.S.L. della Sardegna si possano risolvere con leggi, quindi con provvedimenti di legge che dicono che se non ci sono strutture di risonanza magnetica in Sardegna, per cui ci sono 30 giorni di liste d'attesa per fare una risonanza magnetica, basta fare una legge che dice che le strutture devono fare gli esami entro dieci giorni ed in questa maniera si risolve il problema.
Perché lo stesso ragionamento viene oggi applicato alle Commissioni di prima istanza; le Commissioni di prima istanza oggi svolgono perfettamente il loro lavoro, nel senso che entro 90 giorni danno risposta a tutti i cittadini, ma perché lo fanno? Lo fanno perché sono in numero congruo rispetto alle domande, se noi dimezzassimo le Commissioni di prima istanza, le Commissioni di prima istanza impiegherebbero non più tre mesi ma ne impiegherebbero sei e hai voglia a mettere normative di legge dove dici che entro 40 giorni, entro 15 giorni, entro 8 ore dalla presentazione della domanda! Bisogna investire risorse se si vuole avere efficienza nei servizi offerti al cittadino. Se non si investono risorse non si può introdurre surrettiziamente all'interno di una legge una normativa che consegna all'Assessorato della sanità l'obbligo di predisporre le visite mediche in strutture che non sono dell'Assessorato della sanità, perché le Commissioni di prima istanza, che sono territorialmente afferenti alle A.S.L. sono delle Commissioni autonome che non hanno rapporto con l'Assessorato della sanità, per cui l'Assessorato della sanità non può fare prenotazioni all'interno delle Commissioni. Quindi, la realtà è che non può essere introdotta per normativa di legge una regola che può essere fatta soltanto mettendo in condizioni le Commissioni sanità di prima istanza con adeguate risorse economiche di poter funzionare.
È per questo che io voterò contro questo emendamento dal sapore populistico e demagogico e mi associo alla richiesta che la votazione avvenga per scrutinio elettronico palese.
PRESIDENTE. Se non ci sono altre dichiarazioni di voto procediamo. Chiedo naturalmente a otto consiglieri di appoggiare la richiesta avanzato dall'onorevole Cogodi.
(Appoggiano la richiesta di votazione nominale i consiglieri DEMURU, VASSALLO, DETTORI, BALIA, MANCA, PINNA.)
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio palese, con procedimento elettronico dell'emendamento 14, primo firmatario Vassallo.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - COGODI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - FADDA - FALCONI - GRANELLA - MANCA - MARROCU - MASIA - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - RASSU - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SELIS - SPISSU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: BALLETTO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - FANTOLA - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LICANDRO - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MURGIA - ONIDA - PIANA - PILO - PIRASTU - PISANO - USAI -VARGIU.
Si sono astenuti i consiglieri: GIAGU - SANNA Gian Valerio - SECCI.
PRESIDENTE. Prima di proclamare l'esito della votazione invito i colleghi, visto che dovremo procedere ad altre votazioni, a voler garantire la loro presenza in Aula, perché questa Presidenza procederà ad una apertura e chiusura delle votazioni con una certa rapidità per evitare equivoci. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 53
Votanti 50
Astenuti 3
Maggioranza 25
Favorevoli 25
Contrari 25
(Il Consiglio non approva).
I due colleghi consiglieri Deiana, che ha votato verde, e Usai, che ha votato rosso, che il Presidente ha ammesso alla dichiarazione di voto, come si vede hanno votato in modo da comunque confermare l'esito precedente, quindi invito i Segretari a voler prendere atto di questo e però invito tutti i colleghi alla prossima votazione ad essere presenti in Aula al momento del voto perché i colleghi Segretari debbono certificare la loro presenza al momento del voto stesso. Onorevole Deiana, se non fossi stato sicuro della sua presenza io per primo non l'avrei ammessa alla dichiarazione, lo stesso vale per l'onorevole Usai.
Colleghi, prima dell'articolo 5 obbligatoriamente dobbiamo procedere all'esame dell'articolo 6, norma sull'entrata in vigore. All'articolo 6 è stato presentato l'emendamento sostitutivo numero 16 e dall'approvazione o meno dell'articolo e dell'emendamento, parlo del 6 e del 16, ne risulta fortemente influenzata anche la norma finanziaria. Ed è per questo che è necessario quindi esaminare prima l'articolo 6 e l'emendamento 16 sostitutivo totale e poi successivamente la norma finanziaria. Si dia lettura dell'articolo 6.
ORTU, Segretario:
Art. 6
Entrata in vigore
1. La presente legge, per gli effetti dell'articolo 4 del decreto legislativo 17 aprile 2001, n. 234, entra in vigore il sessantesimo giorno dall'effettivo trasferimento alla Regione dei beni e delle risorse da parte dello Stato con i provvedimenti di cui all'articolo 7 del decreto legislativo n. 112 del 1998.
PRESIDENTE. All'articolo 6 è stato presentato l'emendamento sostitutivo numero 16, primo firmatario Vassallo. Si dia lettura dell'emendamento 16
ORTU, Segretario:
Emendamento sostitutivo totale Vassallo - Cogodi - Ortu
L'art. 6 è sostituito dal seguente:
1. La presente legge, in deroga a quanto previsto dall'articolo 4 del D.Lgs. 17 aprile 2001, n. 234, entra in vigore il giorno della sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della R.A.S. ". (16)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per illustrare l'emendamento.
VASSALLO (R.C.). Noi nel formulare l'emendamento numero 16 abbiamo tenuto conto, e nella dovuta considerazione, di tutti gli interventi pubblici che ci sono stati sia sulla stampa stampata, sia sulle televisioni, sia su diversi organi di informazione dove su questa materia si sono sprecati fiumi di parole e dove tutti i consiglieri regionali intervenuti, e devo dire che sono diversi e di tutti gli schieramenti politici, ritenevano opportuno dare immediatamente attuazione alla legge che stiamo discutendo per risolvere e definire un problema che, a detta di tutti, così come peraltro poi è anche vero, nel senso che corrisponde alla realtà, risolve un problema annoso, di diversi anni e che dà una prospettiva della prosecuzione un po' più ordinata di una vicenda che riguarda migliaia di persone, migliaia di invalidi civili della nostra isola. Per cui abbiamo provveduto a fare una norma che dice che la legge entra in vigore nel momento in cui viene approvata e non una norma in cui si dice che la legge entra in vigore quando il governo ci trasferirà le somme, perché così come peraltro abbiamo appreso, sapevamo già, ma l'abbiamo riappreso dall'intervento dell'Assessore che i soldi trasferiti sono soltanto quelli delle convenzioni, che altri soldi non ce ne sono, per cui noi approveremo una legge che non esplicherebbe nel concreto nessun effetto rispetto al risultato che si aspettano gli utenti.
Detto questo a noi è sembrato doveroso fare una norma che corrisponda alle aspettative di tutti quelli che stanno fuori e soprattutto alle aspettative che qua sono state pronunciate in questa occasione ma anche in precedenza. Chiaramente c'è da dire che questo emendamento numero 16, si collega certamente all'emendamento numero 15, perché non basterebbe dire che la legge entra in vigore nella data della sua pubblicazione se poi non si fa una norma concreta che permetta alla Giunta anche di operare e di recuperare anche le somme, che però in questo caso sarebbero mere somme di anticipazione, per cui non nuovi stanziamenti, perché noi condividiamo il fatto che la Giunta regionale, male ha fatto a non averlo fatto prima, deve rivendicare dal governo il trasferimento di tutte le somme necessarie perché la legge possa esplicare i suoi effetti. Perché non si possono trasferire competenze senza trasferire le opportune risorse.
Per cui l'emendamento 16 è un emendamento molto semplice che si comprende chiaramente, penso che non ci sia bisogno di dire altro, mi auguro solamente che alle parole si corrisponda coi fatti, per cui che si riconsideri l'articolo così come era stato formulato dalla Commissione, la Commissione abbia l'opportunità di riconsiderarlo e anche di modificarlo, se si vuole fare un'opera buona, se no dobbiamo dire che abbiamo fatto una legge che però esplicherà i suoi effetti quando il governo, chissà quando, trasferirà le risorse.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione ha facoltà di parlare il consigliere Cassano.
CASSANO (Rif.Sardi). Io vorrei chiarire che in linea generale potrei essere anche favorevole al principio che suggerisce con questo emendamento il collega Vassallo, tant'è che poi mi riservo di sentire anche la Giunta, nel senso che il concetto è preciso, nel senso che se potesse entrare in vigore domani mattina sarei più soddisfatto forse di Vassallo che questo provvedimento entrasse in vigore. Però sotto il profilo tecnico e anche economico, siccome abbiamo accantonato risorse per il 2003 e siamo a dicembre, io sotto il profilo tecnico non so se eventualmente è fattibile un provvedimento del genere, nel senso che siamo a dicembre, ormai le risorse le avevamo impegnate per l'anno 2003; poiché non riusciremo comunque a spendere queste risorse, tecnicamente non so cosa succederà, questo lo vorrei sentire eventualmente, diversamente non avrei alcuna difficoltà a dire che va bene il principio che entri in vigore il giorno dopo la sua pubblicazione.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
CAPELLI (U.D.C.) Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale . Presidente, allora in linea di principio riterrei che sia il 16 che il 15 siamo emendamenti ammissibili, dovrei però fare alcune osservazioni. Allora, riprendo quello che ha detto il relatore, nel senso che l'immediata, l'entrata in vigore dal momento di pubblicazione sul BURAS non avverrà sicuramente fuori dai termini della spendibilità delle risorse per il 2003, questo mi sembra acquisito e pacifico, e dall'altra parte nell'articolo si dice che entra in vigore al sessantesimo giorno dall'effettivo trasferimento alla Regione dei beni e delle risorse. Per quanto attiene alle risorse, condividendo nella sostanza l'emendamento numero 15, anche questo però è scontato, non soltanto nella forma ma anche nella sostanza, che la regione è nelle condizioni, visto lo stanziamento previsto di 2.099.000 euro, è scontato che sia nelle condizioni di anticipare eventuali risorse non trasferite nei tempi certi dallo Stato. Il problema rimane per il trasferimento dei beni e del personale, dico, in più, perché noi potremmo essere nelle condizioni di avere approvata la nostra legge in tempi certi e urgenti e comunque al giorno della pubblicazione sulla Gazzetta, ma non avere la disponibilità del personale perché non avviene contestualmente l'effettivo trasferimento della risorsa umana per poter dare corso allo svolgimento soprattutto e al recupero delle pratiche soprattutto precedenti. Per cui siamo un po' in una situazione particolare; per cui io non avrei, avendo spiegato il perché, nessuna difficoltà neanche per l'emendamento numero 16, tenendo conto che non stiamo parlando soltanto però di trasferimento di risorse, anzi quello è superabilissimo, per cui il 15 mi rimetto all'Aula ma spiegando che è una cosa superata dall'impegno formale della Giunta e comunque dall'impegno preso in legge sullo stanziamento.
PRESIDENTE. Assessore sul 15 magari dovrà tornarci successivamente, adesso stiamo discutendo solo del 16.
CAPELLI (U.D.C.) Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Allora, ho anticipato il giudizio pensando che avessero illustrato anche il 15 nell'intervento dell'onorevole Vassallo. Per cui sul 16 ritengo che possa a questo punto anche essere recepito. Sul 15 mi rimetto all'Aula ma specificando che non uso il termine di prima che è pleonastico, ma ritengo che ci sia già l'impegno nella legge stessa per cui potremmo evitare di appesantire ulteriormente il testo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Locci. Ne ha facoltà.
LOCCI (Gruppo Misto). Brevissimamente Presidente per dire che siamo favorevoli al testo dell'emendamento 16 ma aggiungendo che proprio su questa materia la discussione in Commissione è stata seria e approfondita e volevo qui spiegare il motivo per cui il testo che è arrivato in Aula non conteneva una disposizione identica all'emendamento proposto dai colleghi. Io vorrei che nell'ambito dei lavori parlamentari che stiamo facendo rimanesse agli atti la motivazione che a me pare una motivazione, e cioè la seguente: il trasferimento di poteri e il trasferimento di funzioni in via di principio per la nuova repubblica federale che si sta con fatica tentando di costruire deve essere in via di principio accompagnata dal trasferimento di risorse economiche, finanziarie e umane per realizzare il trasferimento in maniera effettiva, diversamente continuerà ad accadere ciò che è accaduto negli ultimi anni, e cioè che lo Stato tende ad alleggerire se stesso da funzioni e poteri trasferendoli verso il basso, ma non apportando verso le regioni, province e comuni, le necessarie risorse per l'attuazione dei poteri e per l'espletamento delle funzioni. Per cui io dico che dobbiamo essere senz'altro favorevoli perché si tratta di indennizzi verso persone estremamente bisognose e che la pubblica amministrazione si trova in fortissimo ritardo verso le istanze presentate. Questo, quindi, deve costituire, nell'iter dei nostri lavori parlamentari, una eccezione e deve essere chiaro che si tratta di un'eccezione che non può essere prassi, non può costituire precedente, per cui nell'ambito degli eventuali ulteriori trasferimenti di poteri, secondo la nostra opinione, il Consiglio dovrà pretendere dallo Stato che unitamente a poteri e funzioni vengano trasferite risorse economiche, finanziarie e umane. Grazie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Questo articolo 6 non dico che la dice lunga, ma in realtà la dice tutta sulla doppiezza dei comportamenti politici di quanti si affannano a dichiarare all'opinione pubblica che tengono a cuore le sorti delle povera gente, l'espressione povera qui significa gente che ha una particolare condizione di bisogno, stiamo parlando di invalidi civili, gente che ha difficoltà a vivere. Su questo argomento, su questo obiettivo, su questa legge si sono sentiti comunicati, invocazioni, conferenze stampa e quant'altro. C'è l'urgenza, il Consiglio è renitente rispetto al lavoro che dev'essere fatto. Immaginate, il Consiglio è qui, esamina questa legge appena è arrivata, la Giunta, la maggioranza non mettevano in condizioni il Consiglio di esaminare la legge, adesso la stiamo esaminando e, nel momento in cui la stiamo esaminando si sono dette già un sacco di cose, anche interessanti, articolo 6: questa legge non esiste, questa legge non entrerà in vigore, questa legge il Consiglio la approverebbe e Cassano, e Vargiu, e Fantola e Pisano terranno un'altra conferenza stampa, stanotte, domattina "la nostra legge è stata approvata". A parte che non è più la vostra legge, che sarebbe del Consiglio, pure modificata un poco e dovrà essere ancora modificata, e direste, imbrogliando il prossimo, che avete avanzato una proposta di legge che risolve i problemi degli invalidi civili, e qui è scritto che questa legge non entra in vigore se non quando lo stato trasferirà, e manco subito un attimo dopo, avete tanta fretta, dopo sessanta giorni inizierà ad avere vigore questa legge secondo voi, non sessanta minuti, sessanta giorni ancora dopo che lo Stato avrà trasferito i beni e le risorse.
Domanda: lo Stato, che ha trasferito con una sua norma legislativa queste competenze alla Regione, quando è che doveva trasferire i beni e le risorse? Già da tempo? No, non l'ha fatto. Cosa ha fatto la Giunta, il Governo, voi cosa avete fatto per dire, per chiedere, per diffidare, per intimare, per bombardare lo Stato che non fa quello che con le sue legge dice che intende fare? Cosa avete fatto: zero, niente. E così continuerete a non fare niente, perchè quando qui diciamo lo Stato diciamo il Governo, il vostro governo di destra, e quindi nulla avete fatto, nulla farete, questa legge rimane lettera morta. E rimane morta persino per 60 giorni dopo che lo Stato avesse, quando semmai lo farà, trasferito i beni e le risorse che avrebbe già dovuto trasferire. Io dico solo una cosa: in questo mondo ci si può anche indignare e io ritengo di essere indignato. Sono indignato per un simile comportamento scorretto, disdicevole, disonorevole, di chi ai quattro venti va a dire, per tempo e tempo, che il primo resta il migliore, come il formaggino Mio vi ricordate, più sensibile degli altri, e poi con l'inganno di un articolo che tutto rinvia e che rimanda, e quindi lascia la legge morta, inerte, non è vero che ha risolto nulla. Voi questo articolo 6 lo dovete cambiare, il Consiglio lo deve cambiare per la sua dignità, perchè nel momento nel quale fa una legge questa legge deve entrare in vigore subito. Altra cosa saranno le difficoltà applicative di una legge, ipotizziamo anche questo purtroppo, che una legge può avere un adempimento difficoltoso, ma almeno la legge deve essere viva quando è approvata! La legge istituisce diritti del cittadino, poi se quel diritto non è immediatamente soddisfatto ci sarà una causa, una responsabilità, ma non la dovrà pagare sempre il cittadino che ha il diritto questa responsabilità. Come si può sentire da un medico, che pure so che rappresenta altri medici, in quest'Aula dire, in ragione dell'emendamento precedente, che quando un cittadino ha diritto ad una visita questo non è un cittadino qualsiasi ma è un invalido civile, e passano novanta giorni, e si propone che l'assessorato della sanità fissi attraverso i mezzi, i modi e i poteri, un termine entro in cui quel cittadino in altri 30 o 90 addirittura si diceva giorni, possa essere sottoposto a visita, possa dire: no, non è possibile, perchè io medico so che le strutture sanitarie andrebbero in difficoltà a visitare un invalido civile. Ma come si permette un medico? La deontologia medica appartiene a chi porta quella responsabilità, ma come si permette un legislatore di dire che il diritto del cittadino cede il passo di fronte alla difficoltà di organizzazione di una struttura sanitaria? La struttura sanitaria si deve adeguare o se ha ragione legittima di non poter svolgere un compito non lo svolge, non lo potrà svolgere, darà conto del perchè, e può darsi anche sia un perchè motivato, ma perchè negare in legge il diritto del cittadino ad essere visitato? Non si può negare in legge il diritto. Altra cosa, ripeto, è la difficoltà applicativa.
Insomma, non è possibile presentare leggi che sono bluff, presentare leggi che sono veri e propri inganni nei confronti dei cittadini. Si ritiri questa legge, si accantoni. Se deve essere detto che la legge non entra in vigore prima dei 60 giorni da quando quello stato e quel governo che non ha fatto quello che doveva fare, e nessuno di voi dice come lo farà d'ora in poi, non entra in vigore, non è vero che esisterà è molto più dignitoso dire la accantono, la approvo quando la posso approvare.
Poi però c'è un altro emendamento, noi ci siamo premurati di vedere le cose, c'è anche un altro emendamento presentato da noi, dal gruppo di rifondazione, il collega Vassallo ha operato questo lavoro, è meritorio e ci ha aiutato in questo, e altri, un altro emendamento che dice anche come sopperire ai ritardi dello Stato anche attraverso una forma di anticipazione che la Regione fa in tante cose e potrebbe anche fare in parte per cittadini molto deboli, quelli che appunto sono in condizione di invalidità civile, ma quello lo vedremo dopo. Intanto però non dite signori così detti da voi stessi autodetti riformatori. Noi l'abbiamo sempre pensato, non è un caso, è la vicenda politica che lo dimostra che i riformatori alla Fantola erano bolle di sapone. Questa è una riforma alla Fantola, cioè una non riforma, è un imbroglio di riforma, è un inganno di riforma e si possono usare parole pesanti quando è pesante l'iniziativa che si assume. Si possono usare toni duri quando siete così duri contro la logica contro il buon diritto dei cittadini. Ritiratela la legge e la Commissione presenti un testo, una norma che abbia effetto e vigore che serva a qualcuno, non a voi per fare conferenze stampa fasulle per manifestare una politica di riforma altrettanto fasulla come siete voi fasulli. Questo mi sento di dire e dico poi chi vorrà dice: "ma ci sono toni duri in quella parte del Consiglio". No, non sono duri, trovassi parole più dure le adopererei per questo modo imbroglione che avete di proporre leggi, di fare conferenza stampa, di rivolgervi anche all'attenzione dei più deboli dicendo che risolvete i problemi e poi in legge, Cassano...
PRESIDENTE. Concluda onorevole Cogodi.
COGODI (R:C.). ... c'è scritto anche nella proposta originaria che doveva entrare in vigore 60 giorni dopo quando lo Stato avrebbe fatto una cosa che non ha fatto e non si sa quando farà. Qui è dall'inizio che voi avete pensato l'inganno e il Consiglio non può accettare una simile evoluzione ed una simile conclusione. Per cui su questo punto noi riteniamo debba esserci una assunzione reale, concreta, seria, io dico anche misurata ed equilibrata perchè di questo è capace e ci aiuti a trovare anche a noi la nostra serenità e il nostro equilibrio perchè si trovi una soluzione adeguata. Ci deve essere un confronto politico che porti il Consiglio a definire una legge che entri in vigore, perchè una legge che non entra in vigore è un inganno, è una parvenza, è un imbroglio di legge.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I. - Sardegna). Ho ascoltato con attenzione alcuni passaggi dell'intervento dell'onorevole Cogodi, però non raccolto la provocazione. Prima di parlare delle inadempienze dello Stato, sarebbe bene parlare delle inadempienze sul decentramento della nostra Regione. Mi rifaccio alla famosa legge 142 dove la nostra Regione credo sia l'unica in Italia che ancora non abbia demandato i poteri agli organi periferici, alle province e ai comuni almeno nella sua compiutezza. Quindi prima ci facciamo un esame di coscienza noi e poi, giustamente, dobbiamo vedere quali sono i difetti e le manchevolezze o le omissioni dello Stato centrale che certamente, in questo gli dò ragione, non è molto svelto, né tanto meno attento ma non perchè sia il Governo di centro destra, appunto perchè è il potere centrale nel dare risposte quanto meno in tempi certi alle Regioni e agli organi periferici dello stato.
Concordo, e questo era il senso del mio intervento, con quanto ha detto il Presidente della Commissione, l'onorevole Locci. Mi dico immediatamente favorevole a questo emendamento, ma è giusto che lo Stato assieme alle competenze, contemporaneamente trasferisca alle Regioni non solo gli oneri, ma anche gli onori, cioè quello che effettivamente le compete come materiale umano, quindi risorse umane e risorse finanziarie.
Ho sentito con piacere la disponibilità della Giunta e del relatore, primo firmatario della legge, l'onorevole Cassano, e quindi neanche a loro è sfuggita probabilmente questa disattenzione dell'articolo 6, disattenzione che io non reputo premeditata, bensì una disattenzione che fa parte del contesto della legge. Non dovendo essere accettato l'emendamento numero 16, la legge non è altro che una enunciazione di principi e resterebbe tale senz'altro non meno di un paio di anni. Per cui, se effettivamente si vuole dare una risposta certa, concreta, veloce e subitanea ad una categoria di cittadini che per situazione economica e per condizioni di salute certamente è una delle categorie meno abbienti della nostra società, è necessario sfrondare completamente tutte le motivazioni che sono previste in legge e che non consentono l'immediata applicazione della legge poiché se no, effettivamente, dovremmo dare ragione al collega Cogodi, ma così non è.
La legge arrivata in Commissione è stata esitata dalla Commissione il 26 luglio 2003. Ho visto e constatato che nessun'altra legge fotocopia, come di solito succede, non me ne voglia nessuno, ma è la verità, in tutti gli altri settori è stata presentata da altri Gruppi. Si è chiesto e ottenuto, giustamente, il passaggio in Aula per le motivazioni d'urgenza che nella legge stessa sono contenute e allora facciamo sì che questa sia una legge applicabile immediatamente perché è una normativa aspettata da tutti i disabili e dagli invalidi civili.
Per cui, per le motivazioni che ho appena espresso, mi dichiaro favorevole all'emendamento numero 16 poiché la legge, se non venisse applicata nell'immediatezza e si aspettasse, passerà senz'altro qualche anno, almeno un anno, cioè il trapasso dei poteri dallo Stato alle Regioni, dallo Stato federale, la legge resterebbe di per sé stessa una enunciazione di principi e quindi seppur non premeditatamente questo pensato dai proponenti magari dovremmo dare ragione all'onorevole Cogodi. Per cui, tenendo conto anche della disponibilità del relatore e della Giunta, mi dichiaro mi dichiaro favorevole all'emendamento numero 16.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Demuru. Ne ha facoltà.
DEMURU (D.S.). L'articolo 6, a prescindere dai toni e forse dalle esagerazioni, è evidente che in Commissione forse non è stato valutato appieno per quanto riguarda i tempi di entrata in vigore. In effetti è prevalso quello che il Presidente della Commissione testé ha annunciato, il principio per cui noi comunque dobbiamo difendere che a funzioni che vengono trasmesse dallo Stato alla Regione corrispondano anche le risorse finanziarie, umane, di mezzi e quant'altro. E' vero anche che oggi noi stiamo approvando una legge che ha un senso se può entrare in vigore immediatamente perché sollecitata dalle categorie, deve risolvere gli arretrati, deve garantire i diritti agli invalidi civili o agli aspiranti tali, perché non sono tali fino a quando non vengono dichiarati.
Detto questo io do il contributo in serenità anche; a noi interessa che questa legge venga approvata e che entri in vigore subito, pertanto ci dichiariamo favorevoli all'emendamento presentato da Vassallo e più e, dato che ci siamo, poiché l'emendamento 15 è conseguente all'emendamento 16, anche su quello siamo totalmente d'accordo.
Una breve considerazione su alcune cose dette. Non stiamo facendo a gara a chi rappresenta meglio, prima, dopo, gli invalidi civili. Io penso che sia interesse di tutto questo Consiglio difendere queste categorie che sono deboli, lo ripetiamo, pertanto non facciamo a gara su questo. Però una piccola risposta al collega Vargiu io la voglio dare, perché insinuare interpretazioni, che si vorrebbe penalizzare categorie, questo non è sicuramente il nostro intento, però non dobbiamo neanche dare l'impressione, siccome il presidente Vargiu rappresenta anche me come categoria dei medici, che la sanità e i medici hanno paura dei controlli. Lui giustamente ha detto che le Commissioni sanitarie delle ASL sono abbastanza puntuali nel definire le pratiche, però un controllo non farebbe male, anzi sarebbe uno strumento in più per la categoria qualora, contestata anche dall'Assessore in alcune prestazioni non immediate, sarebbe un'arma per poter a quel punto reclamare ciò che i medici italiani in genere e della Sardegna in particolare reclamano in mezzi, risorse e organizzazione. Quindi non deve essere vissuta come un qualcosa che va a penalizzare od offendere la categoria dei medici, caro Vargiu, è il contrario. I medici hanno sempre dato anche dimostrazione di efficienza quando sono stati messi nelle condizioni e in questa fattispecie sono stati messi anche nelle condizioni dalle ASL, le Commissioni funzionano, quindi non vedrei questa ira funesta del presidente delle federazione nei confronti di un emendamento che comunque è stato bocciato, ma era anche ininfluente tutto sommato, perché se tu funzionasse e se tutto poi andrà a buon fine niente ci sarebbe di aggiuntivo a quell'emendamento.
Concludendo, noi non abbiamo interesse a fare conferenze stampa per dire: "Vi abbiamo approvato la legge". Noi abbiamo interesse a che questa legge sia approvata ed entri in funzione immediatamente; le condizioni ci sono, gli emendamenti 16 e 15 lo consentono, pertanto chiedo che questo emendamento 16 sia fatto proprio da tutto il Consiglio, stante che anche l'Assessore l'ha fatto, e un invito all'onorevole Cogodi: le Commissioni istruiscono una legge, può sfuggire anche qualcosa, diversamente che senso ha che le leggi vengano in Consiglio se sono già perfette? Si perfezionano, ma senza drammatizzare.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare metto in votazione l'emendamento numero 16. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Sia dia lettura dell'articolo 5.
ORTU, Segretario:
Art. 5
Norma finanziaria
1. Le spese previste per l'attuazione della presente legge sono valutate in euro 2.099.000 annui in ragione di euro 2.000.000 quale integrazione di risorse regionali di cui all'articolo 1, comma 2, della presente legge e di euro 99.000 di assegnazioni dello Stato a termini del D.P.C.M. 13 novembre 2000.
2. Nel bilancio della Regione per gli anni 2003-2005 sono apportate le seguenti variazioni:
In aumento
Entrate
12 - SANITA'
UPB E12.041 -
Servizi socio-assistenziali (AS)
2003 euro 99.000
2004 euro 99.000
2005 euro 99.000
Spesa
In diminuzione
UPB S03.007 -
FNOL - Spese di investimento
2003 euro 2.000.000
2004 euro 2.000.000
2005 euro 2.000.000
mediante riduzione della voce 2 della tabella A allegata alla legge finanziaria
In aumento
12 - SANITA'
UPB S12.066 -
Servizi socio-assistenziali (FR-AS)
2003 euro 2.099.000
2004 euro 2.099.000
2005 euro 2.099.000
3. Le spese per l'attuazione della presente legge gravano sulla suddetta UPB del bilancio della Regione per gli anni 2003-2005 e su quelle corrispondenti dei bilanci della regione per gli anni successivi.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 15. Se ne dia lettura.
ORTU, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Vassallo - Cogodi - Ortu
Nell'art. 5, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:
" 1 bis. L'Assessore della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del territorio, al fine di dare concreto e immediato avvio agli interventi di cui alla presente legge e nelle more dei trasferimenti delle risorse finanziarie da parte dello Stato, è autorizzato, previa deliberazione della Giunta regionale adottata in concerto con gli Assessori interessati, ad operare le opportune anticipazioni, anche attraverso lo storno di fondi dalle UU.PP.BB. che presentino le necessarie disponibilità. " (15)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 15 ha facoltà di illustrarlo.
VASSALLO (R.C.). Molto brevemente anche perché il ragionamento che facevo poc'anzi sull'emendamento numero 16 in effetti è collegato all'emendamento numero 15, nel senso che l'emendamento numero 15 è l'emendamento che praticamente autorizza la Giunta a operare sulle varie UPB che eventualmente avessero disponibilità. E cosa dice sostanzialmente? Dice che, verificata la necessità, gli Assessori si incontreranno, verificheranno che eventuali prelievi non creeranno problemi alle eventuali competenze dei rispettivi capitoli, è possibile effettuare dei prelievi per dare risposte alla legge che stiamo discutendo.
Per cui è una semplice norma che permette di dare concreto avvio alla legge in questione, e penso che possa essere senza nessun problema approvato perché vi sono le garanzie da parte di tutti, compresa la Giunta che dovrà poi verificare se può o non può fare certe cose.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento numero 15 ha facoltà di parlare il consigliere Cassano, relatore.
CASSANO (Rif. Sardi-U.D.R.), relatore. Presidente, io ho già espresso il mio parere, quindi mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. No, scusi onorevole Cassano, il suo parere lei l'ha espresso quando non lo doveva esprimere. Adesso lei si rimette all'Aula sull'emendamento numero 15.
CASSANO (Riformatori Sardi-U.D.R.). Sì.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Io riprendo quanto già affermato in precedenza sull'emendamento numero 16 e non tedierò l'Aula nella ripetizione delle considerazioni precedentemente fatte anticipando il parere sul 15, aggiungo solo una cosa: l'emendamento riguarda solo ed esclusivamente le anticipazioni relative ai 99 mila euro, in quanto i 2 milioni sono già di disponibilità in quanto fondi regionali, mentre invece qui dovremo essere autorizzati come Giunta, cosa che comunque è possibile anche senza questo emendamento, alle anticipazioni relative ai 99 mila euro, e per questo mi sono già espresso precedentemente. Cioè nella sostanza il concetto è più che giusto, ma c'è un appesantimento soltanto della legge che stiamo esitando. Aggiungo, nel momento in cui noi stipuleremo le convenzioni con l'ente che sarà deputato alla gestione dell'attività prevista dal comma 2 è ovvio che sarà nostra cura rimandare il pagamento delle convenzioni, cioè degli atti corrispondenti, degli atti conseguenti che noi dovremo retribuire all'ente in convenzione, gli trasferiremo i pagamenti al momento in cui avremo ricevuto le quote statali. Per cui ritengo sia superfluo questo emendamento. Io posso anche pensare che si possa non condividere questo aspetto, però chiunque vada a fare una convenzione in come e per conto della pubblica amministrazione, cioè della Regione, non dà garanzie che non può dare, perciò l'ente, che sia l'INPS, che sia il ministero, che siano le ASL, che siano gli enti locali, attenderanno per convenzione, perché la convenzione, come voi avete sostenuto, la Giunta la sottoscriverà con chi accetterà le condizioni poste dalla Giunta, il pagamento delle pratiche avverrà solo ed esclusivamente nel momento in cui la Regione sarda avrà i trasferimenti statali. Per cui mi sembra superfluo e ritengo non accettabile l'emendamento numero 15.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Riprendo con molta semplicità e con tutta la possibile serenità l'argomento che ha usato il rappresentante della Giunta regionale. L'emendamento numero 15, a suo modesto parere, lasciamo perdere il parere...
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Cogodi, solo perché così lei durante il suo intervento potrà chiarirci questo aspetto. L'emendamento numero 15 - chiedo la cortesia ai colleghi di prestare un po' di attenzione - propone lo storno di fondi dalle UPB che presentino le necessarie disponibilità. Ora, così come è scritta questa proposta appare a questa Presidenza come un eccesso di delega alla Giunta, in quanto lo storno di fondi non può essere fatto da una UPB all'altra dalla Giunta. Quindi probabilmente non era intenzione del proponente l'emendamento fare questa proposta, vi prego negli interventi di esprimervi anche in relazione a questo problema.
COGODI (R.C.). Ovviamente riprendo dal punto in cui sono stato fermato dalla interlocuzione della Presidenza e riprendo proprio dal punto che adesso la Presidenza invita a porci ognuno di noi responsabilmente. E' vero che non è consentito lo spostamento di somme, di stanziamenti da una UPB all'altra, non è consentito a meno che non lo consenta la legge. Siccome questa è una legge noi stiamo appunto proponendo che sia consentito in questo caso e per questa finalità. Infatti, se non c'è la legge, se non c'è l'emendamento che se approvato costituisce norma, non è possibile, ecco perché lo proponiamo. Né questa è una norma di portata generale, è una norma specifica, dice solo in questa situazione, laddove ci siano UPB che manifestano disponibilità di somme non spendibili per le finalità proprie di quella UBP, la Giunta è autorizzata ad operare il trasferimento in questa funzione e solo per questo. Quindi è la legge che lo consentirebbe in modo specifico. Ecco perché serve l'emendamento. E la precisazione che la Presidenza ha chiesto che operassimo è estremamente utile, e così noi la stiamo fornendo, proprio per mettere nel nulla, se ancora ce ne fosse bisogno, l'argomentazione che ha presentato la Giunta, cioè che questa norma sarebbe superflua. Proprio questo fatto dimostra, il richiamo del Presidente, che non è superfluo, non è superfluo proprio perché introduce una potestà che diversamente non ci sarebbe. Però dice la Giunta che l'istituto dell'anticipazione che con questa norma in questo modo si propone, sarebbe superfluo per un altro motivo, perché comunque - dice la Giunta - se noi non disponessimo dei trasferimenti che lo Stato deve operare in capo alla Regione, noi non potremmo comunque cominciare a pagare gli aventi diritto, gli invalidi civili.
CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. No, ascolta, o ci capiamo qui…
COGODI (R.C.). Ci siamo capiti benissimo!
CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. No, non ci siamo capiti.
PRESIDENTE. Assessore Capelli, per cortesia!
COGODI (R.C.). Ci siamo capiti benissimo! Smettiamola con i giochi prestigio perché stiamo lavorando e seriamente.
CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Sì, stiamo lavorando seriamente, sii serio!
PRESIDENTE. Assessore Capelli, per cortesia!
COGODI (R.C.). Dire che una norma è superflua e motivarla nel modo in cui è stata motivata è quello che abbiamo sentito e inteso, al quale abbiamo dato un significato, che è questo. E' ovvio che un'anticipazione, proprio perché è un'anticipazione, è in conto di quello che non hai, perché i 2 miliardi che sono i 2 milioni di euro che sono stanziati con questa legge è chiaro che quelli ce li hai, li sta stanziando la legge, quindi su quello non dovrai fare nessuna anticipazione. L'anticipazione si intende, anche sul piano logico, solo ed esclusivamente in funzione delle somme che dovresti già avere, che non ti hanno dato perché il tuo Governo fellone ti dà competenze e non ti dà danari, e te li deve dare, in attesa che il tuo governo fellone oltre alle competenze a questa Regione dia anche i danari necessari come previsto nelle leggi dello Stato, la Regione, poverina, supplisce, ed avendo direzioni di spesa che talvolta capita che tengono risorse ferme e non spendibili per quello che si era pensato, questa norma autorizza a prelevare da quelle e in quanto sia compatibile, vero?, perchè se quell'UPB ha il suo programma di spesa e la finalizzazione è operativamente realizzabile è chiaro che non puoi fare l'operazione. Ma per l'ipotesi che si verificasse che per quella direzione di spesa non ci sono le condizioni giuridiche ed oggettive di operatività e quindi, come spesso accade, sono danari che vanno in perenzione, stanziamenti che vanno in perenzione, la Giunta è autorizzata sin d'ora, senza dover tornare in Aula a chiedere l'autorizzazione con una norma di legge, è autorizzata sin d'ora a poter compiere questa operazione. E poi dice non ci comprendiamo. L'Assessore chiama tutto questo un appesantimento. Non è un appesantimento, è un alleggerimento, è un alleggerimento nei confronti del diritto del cittadino ed è un alleggerimento anche nei confronti dell'azione della pubblica amministrazione che non dovrà vedersi contestata, "ricorsata" e pure maledetta, perchè con le leggi istituisce diritti e poi, con la pratica di governo, non è in grado di soddisfare quei diritti che ha istituito con le sue leggi, quindi è un alleggerimento, non è un appesantimento. Se vogliamo ragionare quindi ragioniamo, ragioniamo però tenendo in debito conto la distinzione che corre fra l'attività di legislazione che è questa che il Consiglio compie, e l'attività di amministrazione, o altra attività operativa di servizio, che altre istituzioni devono compiere. Qui c'è una confusione di ruoli, c'è una confusione mentale, qui nessuno accetta l'idea di essere legislatore perché tutti nello stesso tempo pensano di essere anche amministratori e di essere operatori dei servizi. Un medico qui non è medico, un medico qui è legislatore. Un avvocato qui non è avvocato, qui è legislatore. Un qualsiasi cittadino lascia da parte il suo campo di lavoro e di interessi specifici, quando entra in quest'aula, alza la mano o usa la parola, usa argomenti e potere per fare norme di legge, che siano giuste queste norme, poi ad applicarle sarà il governo e dovrà essere il governo, ed anche tutte le strutture di servizio che dovranno essere adeguate in funzione della buona legge. Non è che non si possano fare buone leggi più perché abbiamo cattivi servizi o cattiva gestione dei servizi. Non è che cessa il diritto del cittadino ad essere visitato perchè la struttura sanitaria non è in grado di visitare tutti. Il diritto del cittadino rimane, anzi a maggior ragione deve essere riaffermato e garantito, perchè il cittadino che non venisse visitato subisce un torto e, almeno in parte, di quel torto qualcuno lo dovrà ripagare e si saprà da parte di chi, perchè non è che tutte le A.S.L. o i servizi sanitari o tutti gli uffici anche dell'amministrazione regionale non funzionano tutti per colpa del Consiglio regionale, cioè dell'organo legislativo? Ci sarà in questo mondo - l'ho detto in altra circostanza - anche qualche altra colpa di qualcun altro che non sia solo esclusiva del Consiglio regionale della Sardegna? Ci sarà pure un'incapacità ad organizzare gli uffici e i servizi da qualche altra parte di qualche dirigente o qualche manager? Ci sarà uno spreco o un interesse diverso, talvolta anche peloso, ci sarà da qualche parte qualche ragione altra diversa dalla responsabilità del solo Consiglio regionale, della Assemblea legislativa perchè le cose non vanno tutte bene? Questo è un po' il punto che è un punto anche politico e d'onore, se volete capirlo.
Ecco perchè questa norma tende ad agevolare, in qualche modo ad alleviare un disagio che già si prevede posto che lo Stato ancora non ha fatto, lo Stato, il Governo, non ha ancora fatto quello che deve fare, che lo faccia quanto prima, che l'autorità e il potere regionale si muova perchè il Governo Berlusconi faccia quello che deve fare in base alle leggi dello Stato, ma nel frattempo che il peso in esclusiva, il danno non lo paghi il cittadino che ha un diritto. Quell'invalido civile, e questo lo dico soprattutto a quelli che invocano ad ogni pie' sospinto la società civile, un invalido civile secondo voi appartiene alla società civile o no? È civile due volte, uno perchè appartiene alla società e due perchè in quella società qualcosa gli è tolto, cioè un diritto che deriva anche dalla sua condizione di maggior debolezza rispetto ad altri? Questa è la ragione per cui questo emendamento vale quanto l'altro, per molti versi sul piano dell'efficacia pratica vale più dell'altro, perchè anche la legge - questo l'abbiamo già votato - entra in vigore subito, ma se entra in vigore subito e voi non volevate manco che entrasse in vigore, però non ha i mezzi, allora è inutile che entri in vigore come prima vi abbiamo convinto a votare per l'entrata in vigore se non ha i mezzi per poter operare. Diversi colleghi l'hanno già adombrata questa connessione tra il precedentemente emendamento e questo il 15, bisogna compiere questa operazione perché almeno in parte o in gran parte si arrivi verso la soddisfazione concreta, reale effettiva e la condizione di diritto in cui versano questi cittadini, trentamila si dice, che aspettano da troppo tempo e ingiustamente per loro di avere almeno avviata a soluzione il bisogno e il diritto di cui sono portatori.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.
PUSCEDDU (D.S.). A differenza dell'Assessore della sanità io non ritengo superfluo questo emendamento, anzi sono del parere che questo emendamento possa dare un significato profondo alla proposta di legge che stiamo per approvare anche perchè attraverso il sistema delle anticipazioni si raggiunge una finalità che è quella di dare un concreto ed immediato avvio agli interventi che con la legge intendiamo perseguire, anche perchè noi potremmo fare una mera legge di procedura oppure una legge che viene incontro a bisogni reali, concreti e quotidiani che una fascia particolarmente disagiata della nostra società vive giorno per giorno. Io assieme ad alcuni colleghi avevo presentato l'emendamento numero 6 che aveva una finalità analoga a questa, lì veniva ipotizzata una sorta di fondo di rotazione, ma c'era necessità di avere copertura finanziaria per dotare questo fondo, per cui non ho insistito su quell'emendamento perchè ho ritenuto questo emendamento numero 15, attraverso un accorgimento che modifica in via del tutto eccezionale norme di contabilità di operare degli stormi e garantire quella finalità che anche con l'emendamento 6 noi intendevamo perseguire, questo dell'anticipazione degli interventi, per questi motivi, perchè ritengo che sia necessario e urgente sia sveltire le procedure amministrative, ma soprattutto far ottenere i benefici a quei cittadini disagiati che ne hanno diritto ma soprattutto bisogno, perchè, come ho sostenuto nel precedente intervento, noi non possiamo scaricare sui cittadini più deboli le lungaggini burocratiche e ritardi che sono propri della amministrazione, anche perchè talvolta questi ritardi sono incomprensibili, sono ingiustificati e rischiano di svuotare il concetto stesso e la finalità stessa della legge. Per questi motivi io ritengo che con l'emendamento 15 si fa un'operazione di giustizia, si fa un'operazione importante e si dà maggiore spessore alla legge di cui stiamo discutendo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Se fosse possibile vorrei un attimo l'attenzione dell'assessore Capelli. Per quanto concerne questo emendamento al di là delle norme di contabilità che possono anche prevedere che indipendentemente dalla norma possono essere fatti trasferimenti da un'UPB all'altra, io credo che sia importante che il Consiglio regionale approvi questo emendamento eventualmente emendandolo per un'altra ragione, alcune motivazioni le ha dette adesso anche il collega Pusceddu, noi non possiamo accettare, Assessore, che lo Stato nel trasferirci queste competenze ci dia 90 mila euro soltanto. Noi dobbiamo dire che questa è una anticipazione e che noi anticiperemo le risorse, perchè se noi mettiamo in legge che stiamo accettando, io verificherei anche D.P.C.M. 13 novembre 2000, perchè poi abbiamo avuto il decreto 234 che riguarda proprio la Sardegna, ma questo è un altro problema, però non possiamo noi mettere in legge che ci stiamo accontentando di 99 mila euro, è un assurdo. Noi dobbiamo dire in questo articolo che la Regione provvederà alle anticipazioni necessarie per poter attuare i lavori, diciamo, quanto è necessario perchè le competenze vengano trasferite alla Regione. Se non mettiamo questo, è una resa totale da parte di questa Regione, di questo Consiglio regionale, della Giunta regionale, nei confronti del Governo. Noi dobbiamo dire che i 99 mila euro sono una semplice anticipazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Relativamente all'emendamento presentato dall'onorevole Cogodi, debbo dire che l'intenzione è senz'altro buona, però a me pare che il risultato sia nelle cose. Occorre infatti tener presente che questa legge trova il finanziamento, fotografando l'attuale situazione, parlando della norma finanziaria, con 2 milioni e 99 mila euro di cui 2 mila di fondi regionali e 99 di fondi statali. Io posso essere d'accordo con l'onorevole Fadda quando dice che non ci dobbiamo accontentare di 99 mila euro, e sicuramente nessuno credo che abbia mai detto che si accontenta di 99 mila euro, è la fotografia dell'esistente. Come avviene la compilazione del bilancio? La compilazione del bilancio avviene in questo modo: ci sono le assegnazioni statali e i fondi regionali, quindi nelle competenze vengono iscritte le somme di cui si prevede l'incasso e cioè in questo caso 99 mila di risorse di assegnazioni statali e due milioni di risorse regionali, una volta che la somma è iscritta a bilancio, le anticipazioni, quindi i pagamenti nell'ambito delle somme stanziate in bilancio, avvengono con riferimento alle esigenze di cassa, cioè man mano che esiste il bisogno, che matura l'esigenza, viene pagato. Noi potremmo, tenendo conto dell'indicazione dell'Aula, con riferimento a questo aspetto particolare tener conto di questo come raccomandazione, di modo che nella compilazione del bilancio 2004, nella voce "cassa", si iscrivano le risorse comprensive anche delle risorse statali, di modo che all'occorrenza si abbia la disponibilità finanziaria per far fronte alle spese, però il risultato è identico, perchè noi potremmo scrivere qualunque norma ma se non c'è l'impegno nelle competenze noi non possiamo fare niente.
Allora la raccomandazione dell'Aula potrebbe essere, diciamo così, accolta dalla Giunta in questi termini, nel senso cioè che la somma che si ritiene necessaria per fronteggiare le esigenze soprattutto all'inizio vengono iscritte tutte come cassa, quindi 2 milioni e 99 mila euro relativamente alle UPB relative. Per quanto concerne invece l'indicazione dell'onorevole Fadda, è chiaro che l'Assessore della sanità non solo non accetta i 99 mila euro che lo Stato vuole trasferire insieme al trasferimento delle risorse, ma evidentemente aprirà un contenzioso con lo Stato perchè le risorse vengano trasferite nella stessa misura in cui avrebbe dovuto lo Stato sostenere per fare la stessa cosa, perchè non è pensabile che lo Stato trasferisca alla Regione delle competenze e non anche le risorse relative. Questo credo che sia un obbligo d'onore della Giunta e l'Assessore della sanità credo che in questa direzione debba andare perchè non è pensabile agire in modo diverso.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIO
(Segue MASALA.) Però concretamente io credo che il risultato sia identico, perchè una volta che sono iscritte tutte le somme nella voce cassa con riferimento alle competenze iscritte in bilancio, le anticipazioni sono nelle cose, perchè le anticipazioni vengono fatte con riferimento a tutte le somme iscritte in bilancio indipendentemente dal fatto che sia scritto o no in norma. Meno male che le esigenze esistono. Quindi noi le anticipazioni le facciamo con riferimento alle somme iscritte nella voce cassa nel bilancio e questo può essere utilizzato come raccomandazione senz'altro. Quindi confermo quello che ha detto l'Assessore della sanità nel senso che sotto il profilo pratico la norma non raggiunge un risultato diverso da quello che si ottiene naturalmente attraverso l'applicazione delle ordinarie procedure.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Assessore, io penso che forse non ci stiamo comprendendo, perchè questa può essere materia ostica quando si parla di soldi, di bilancio e di collocazione di fondi, però il senso dell'emendamento numero 15 ha un senso se è collegato all'operatività della legge per cui all'emendamento numero 16 che abbiamo già approvato. Perché dico questa cosa? Perché noi allo stato attuale non conosciamo quanto concretamente costerà questa legge, per cui quanti beneficiari ci saranno, quanti soldi dovremo sborsare concretamente perchè la legge diventi attiva. Noi siamo in una fase in cui non abbiamo ancora elementi di certezza, gli unici elementi di certezza sono i 90 mila euro che ci ha trasferito lo Stato e i due milioni di euro che abbiamo messo come Consiglio regionale, che peraltro abbiamo detto che servono ad altro, perchè servono per incrementare sulla base di criteri che dovremo stabilire.
Detto questo l'emendamento numero 15 ha soltanto il valore di rispondere a tutte le domande che gli aventi diritto faranno, per cui se mancano i soldi è perchè quando fa una domanda e quando la Commissione medica certificherà che ha i requisiti e quant'altro, noi assumiamo una obbligazione nei confronti di questi cittadini e come tale l'obbligazione va onorata con i soldi. Allora cosa diciamo? Diamo l'autorizzazione alla Giunta che in concerto tra essi anche gli Assessori verifichino dove hanno le opportune disponibilità, che comunque hanno soldi fermi che non spendono o che non possono spendere ed attraverso questi fondi operino le necessarie anticipazioni. Qualcuno dice: è un eccesso di delega? Be', in qualche caso ci vuole anche l'eccesso di delega, fermo restando che si tratta comunque... entro la legge chiaramente e che comunque si tratta di somme di anticipazione perchè così come tutti qua hanno detto è necessario che lo Stato comunque ci trasferisca quello che noi spendiamo, perchè non è possibile che accettiamo il trasferimento di competenze senza le opportune risorse. Per cui tutto il suo ragionamento, Assessore, non mi ha assolutamente convinto, anzi, mi ha convinto del contrario, che è necessaria l'approvazione dell'emendamento 15 se vogliamo che questa legge non solo entri in vigore alla data della sua pubblicazione ma che, subito dopo, possa esplicare gli effetti previsti dagli articoli che in precedenza abbiamo approvato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Chiedo scusa ai colleghi perchè so che non potrei parlare perchè ho già preso la parola.
Presidente, la regione Friuli Venezia Giulia nell'approvare questa legge...
CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene, sanità e dell'assistenza sociale. Questo è un altro fatto.
FADDA (La Margherita-D..L.). Come? Sì, a parte questo, però molto probabilmente era una legge che la Giunta e la Maggioranza aveva seguito con molta più attenzione. Allora, il problema è questo: la regione Friuli Venezia Giulia nella propria legge ha scritto (questa è già la legge approvata dal Friuli Venezia Giulia) "Si provvederà ad approvare entro tre anni dalla data di entrata in vigore del presente decreto a garantire in via definitiva il finanziamento delle spese necessarie per l'esercizio delle funzioni trasferite previa valutazione, di intesa tra lo Stato e la Regione, delle spese aggiuntive documentate". Questo vuole raggiungere anche questo obiettivo, perchè tutto il Consiglio regionale sta dicendo che non ci possiamo appiattire sulle posizioni che lo Stato....
CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Emendamento orale, questo, presenta un emendamento orale.
PRESIDENTE. Stiamo parlando di disporre un altro testo che esponga diversamente, abbiamo compreso bene? Un qualcosa di sintesi fra la volontà e qualcosa che non porti una stesura del tipo che è contenuta nell'emendamento 15 che comporta chiaramente un eccesso di delega e non è possibile. Io direi di sospendere cinque minuti i lavori, stando in Aula, è l'unica strada percorribile. Io mi appello al vostro buonsenso, diversamente avremo difficoltà a porlo ai voti. Cinque minuti di sospensione.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 19, viene ripresa alle ore 18 e 49.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. È stato distribuito l'emendamento 20 sostitutivo dell'emendamento 15. Se ne dia lettura.
ORTU, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Cogodi - Ortu - Vassallo - Pusceddu - Fadda
Nell'articolo 5, dopo il comma 1, è aggiunto il seguente:
"1 bis. L'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, al fine di dare concreto e immediato avvio agli interventi di cui alla presente legge e nelle more dei trasferimenti delle risorse finanziarie da parte dello Stato, è autorizzato, previa deliberazione della Giunta regionale, adottata in concerto con gli Assessori interessati, ad operare le opportune anticipazioni.
Entro un anno dalla data in entrata in vigore della presente legge la Giunta regionale provvede a garantire in via definitiva il finanziamento delle spese necessarie per l'esercizio delle funzioni trasferite, previe valutazioni, d'intesa tra lo Stato e la Regione, delle spese aggiuntive documentate.". (20)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Io credo che ci troviamo di fronte ad un piccolo equivoco; quando noi parliamo di anticipazioni; se ci riferiamo alle anticipazioni relativamente alle somme iscritte in bilancio non esiste alcun problema, se al contrario ci si riferisce ad anticipazioni di spese non iscritte in bilancio la cosa non è tecnicamente possibile perchè per quanto ne so io se qui ci si vuole riferire alle anticipazioni delle pensioni erogande, le somme rientreranno nella disponibilità dell'INPS o dell'ente erogatore, direttamente né più né meno come avviene oggi. Questo è il punto.
Pertanto, siccome la questione non è chiara la questione relativamente al primo punto dell'emendamento, la Giunta ha espresso già in sede di discussione, di preparazione, le sue perplessità perchè ha necessità di capire se quando si parla di anticipazioni ci si riferisce solo ed esclusivamente alle somme iscritte in bilancio, cioè nel caso specifico della legge in discussione due milioni e 99 mila euro. Se così è, anche se è superflua dal mio punto di vista perchè basta scrivere la somma come cassa, il parere sarebbe di rimessione all'Aula. Se, al contrario, ci si riferisce alle anticipazioni delle pensioni, la Giunta non lo può accogliere perchè evidentemente non può pagare delle somme che non sono iscritte in bilancio. Relativamente alla seconda parte il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Per contribuire, speriamo che si riesca a contribuire, a chiarire, per quanto possibile, e speriamo che sia possibile, questo punto di apparente incomprensione. Perché dico apparente? Perché il Presidente, che è pure ad interim ancora per qualche ora, che è pure ad interim Assessore del bilancio, fra qualche ora non lo sarà più, però adesso ha la competenza di parlare anche come Assessore del bilancio. Poi se questa riunione del Consiglio dura fin dopo mezzanotte, il ragionamento non lo può più fare come Assessore del bilancio perchè non lo sarà più. Però abbiamo avuto modo di chiarire già nell'interlocuzione che si è avuta che l'anticipazione di cui si parla è l'anticipazione che la Regione può fare, per cui la norma non è velleitaria, se no stiamo dicendo che la legge era un bluff e noi introduciamo una norma che sarebbe ugualmente un altro piccolo bluff. No, questo lo lasciamo a chi ha particolare attenzione e vocazione ai bluff.
Quindi l'anticipazione è importante che ci sia come istituto nei termini nei quali legittimamente la Giunta la può utilizzare. Il punto da chiarire, perchè rimanga anche come chiarimento interpretativo per i proponenti e quindi per l'Aula se condividerà, l'anticipazione si riferisce, noi diciamo ovviamente, alla parte relativa al costo del servizio; quindi in questo concordiamo con la precisazione fatta dall'onorevole Presidente della Giunta, perchè una volta attivato il servizio, se il servizio funziona, cioè la pratica è sbrigata, la pensione a quel punto la corrisponde lo Stato, non è che c'è bisogno che la Regione anticipi.
Quello che la Regione deve fare è di sbrigare le pratiche, ed è questo il dramma, gli anni di pregresso e la montagna di pratiche adesso da affrontare e quello che si rappresenta, che le A.S.L. non potrebbero fare le visite, che quelli non possono, che non si hanno i mezzi e quant'altro. Ecco, la Regione intervenga per ricondurre a linearità e se lo Stato è in ritardo, e lo è, e non è solo un ritardo, è peggio di un ritardo, è un boicottaggio, è una lesione dei diritti, lo Stato venga sollecitato a recuperare il ritardo ma anche la Regione lo recuperi e di suo la Regione metta quello che può anche in via di anticipazione perchè il servizio funzioni e sia ricondotto a regime attraverso il disbrigo dell'arretrato. Quindi su questo concordiamo.
La Giunta anticiperà con quello che c'è in cassa; in cassa ci sono per intanto i due milioni di euro, quindi quattro miliardi, però siccome può essere che quei quattro miliardi non siano sufficienti perchè erano pensati in via di integrazione, non anche di anticipazione di altre spese, siccome la Regione ha fra le mani il bilancio e lei ben dice che può anticipare, se i danari ce li ha iscritti in bilancio e in cassa, tenga conto e quindi qualcuno scriva adesso, qualcuno di voi che è lì, lei che è Assessore del bilancio, che nel bilancio della Regione di quest'anno, quello che ancora in Consiglio non è arrivato e doveva arrivare e comunque arriverà nei prossimi mesi, bisognerà iscrivere quanto serve perchè in via di anticipazione nell'anno intermedio in cui si ritiene che la Regione debba risolvere questa partita con lo Stato, avvenga correntemente l'esercizio di questa funzione e quindi il soddisfacimento dei diritti. Quindi su questo punto ci siamo chiariti, naturalmente rimane da mettere in bilancio quanto si riterrà che serva perchè il servizio davvero funzioni nel frattempo. Questo è il primo punto. Il secondo punto: sì, è un pochino, proprio quello che lei dice che è pacifico, sì, è pacifico come Nazareno, anche Nazareno è pacifico, ma non abbiamo cambiato molto se uno si chiama pacifico e invece non lo è, perchè questa seconda parte della norma è pacifica allo stesso modo del nome di una persona che se lo tiene perchè ce l'ha, perchè gli hanno dato quel nome.
E le spiego perchè, perchè noi stiamo mettendo in legge un pezzetto tratto da una normativa che è della Regione che è stata adottata da un'altra Regione, ed è una normativa utile, funzionale, ma lì è riportata come normativa di attuazione, quindi come norma di rango amministrativo, non di rango legislativo. Ora noi stiamo trasferendo nel rango legislativo una norma di rango amministrativo o intermedio, perchè è norma di attuazione derivata da uno statuto, da una norma costituzionale ma nella gerarchia delle fonti ha una sua specificità ma non ha la cogenza della norma, perchè pattizia, della norma legislativa, perchè la norma di attuazione è una norma pattizia che deriva dell'avvenuto accordo fra due soggetti istituzionali: lo Stato e la Regione. Io in modo unilaterale in una legge della Regione oggi sto inserendo una norma nella quale dico che entro un anno faccio redigere un accordo fra la Regione e lo Stato, e se lo Stato in non si accorda? Rimane una norma in bianco.
Con questo limite che però ognuno di noi ha presente, che quindi la seconda parte è una norma puramente programmatica, cioè di impegno politico e non è cogente, perchè io non posso con una norma di legge della sola Regione vincolare lo Stato a fare una cosa entro un anno, con questo limite, essendo consapevoli che è un limite e che ha valore di norma programmatica, questo lo dico anche perchè non venga inficiata di illegittimità la norma stessa, perchè se io con una norma della sola regione pretendo di vincolare lo Stato a fare una cosa entro un certo termine...
PRESIDENTE. Concluda onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Questi trenta secondi le assicuro che sono di interesse comune, lo sto dicendo io ma lo dovrebbe dire ognuno degli ottanta consiglieri regionali, che nel momento nel quale stiamo facendo una norma noi vogliamo che la norma di legge viva e non sia inficiata di incostituzionalità, quindi dobbiamo avere chiaro in partenza che la seconda parte è una norma di programma, che la Giunta è impegnata a tentare di realizzare, che una norma della sola Regione non può vincolare un altro potere costituito dell'ordinamento che è lo Stato, che può essere richiamato ad un impegno, impegno che può essere rivendicato ma non legislativamente risolto. Ecco, con questi chiarimenti, per la prima parte di sostanza, per la seconda parte pure di merito ma comunque di esatta configurazione giuridica istituzionale, noi riteniamo che l'emendamento che abbiamo concordato e che porta la firma di tre consiglieri del nostro gruppo, anche per ragioni di ordine tecnico, perchè sostituisce un precedente emendamento, quindi solo per questa ragione, altrimenti avrebbe comportato la firma, ritengo, pressocchè della totalità del Consiglio, forse anche del Gruppo dei Riformatori, forse, è auspicabile anche questo perchè qui si tratta di risolvere davvero un problema. Quindi ogni volta che c'è da risolvere davvero un problema noi abbiamo il dubbio che se facciamo un punto di riforma i Riformatori abbiano interesse a farlo. Con questo limite e con questo richiamo e con questo auspicio, che sia condiviso da tutti, noi riteniamo che l'emendamento concordato possa essere risolutivo di questa questione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Demuru. Ne ha facoltà.
DEMURU (D.S.). Presidente, per ribadire un concetto, perchè di tanto in tanto sorgono dubbi interpretativi. Noi abbiamo approvato l'articolo 1, il comma 2 prevedeva risorse aggiuntive ai benefici per gli invalidi. Questa è l'idea e la sostanza quando abbiamo approvato questa norma ed è anche facile dedurre l'interpretazione di questo tipo di norma se andiamo a rileggere l'articolo 6 che è stato bocciato, perchè l'articolo 6 vincolava l'entrata in vigore della norma ai trasferimenti delle risorse da parte dello Stato per la procedura, quindi è evidente che non aveva senso un articolo 6 se non dando un'interpretazione del comma 2 dell'articolo 1 come risorse aggiuntive per benefici agli invalidi. Questo è il punto. L'emendamento 16, che poi è stato corretto e tradotto in emendamento 20, aveva ed ha un senso nel momento in cui noi abbiamo deciso, giustamente, che la norma entrasse immediatamente in vigore e a quel punto, poichè le risorse del comma 2 dell'articolo 1 erano indicate come risorse aggiuntive per gli invalidi per nuovi benefici, non per la procedura, c'era la necessità di introdurre un emendamento che coprisse le spese della procedura, anticipasse le spese di funzionamento che sono a carico dello Stato. Quindi non ci equivoci su questa interpretazione, e mi rivolgo anche al relatore, perchè questa era e questa è l'interpretazione che ha dato la Commissione, perchè diversamente che senso aveva due milioni di Euro per sopperire alle spese dell'iter procedurale, stante che l'articolo 6 indicava che poteva entrare in funzione solo ed esclusivamente dopo i trasferimenti di tali risorse. Quindi ha un senso l'emendamento 20, che va ad anticipare quelle spese che sono a carico dello Stato e che lo Stato ci deve trasferire e servono per il funzionamento della procedura. I due milioni di Euro servono come aggiuntivi ai benefici degli invalidi.
PRESIDENTE. Poichè nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 5. Chi lo approva alzi la mano.
(È approvato)
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento 20, sostitutivo dell'emendamento 15. Chi lo approva alzi la mano.
(È approvato)
PRESIDENTE. Si dia lettura dell'ordine del giorno numero 1.
ORTU, Segretario:
ORDINE DEL GIORNO VASSALLO - COGODI - ORTU sulla proposta di legge numero 314/A.
II Consiglio regionale, a conclusione del dibattito
considerata la grave situazione prodotta dal notevole ritardo accumulato da parte degli uffici dell'Assessorato della Sanità nella istruzione e valutazione delle pratiche di finanziamento dei piani di sostegno a favore di persone con handicap grave, di cui alla Legge 104/92 ed alla Legge 162/98, che sta causando ingenti danni non solo di carattere economico a famiglie spesso indigenti e comunque già pesantemente provate dalla presenza spesso anche plurima di familiari portatori di handicap;
impegna la Giunta regionale
a disporre gli opportuni provvedimenti perché, contestualmente alla approvazione dei piani personalizzati trasmessi dai Comuni in attuazione di quanto previsto dall'art. 3 della L. 104/92 e dalle successive disposizioni introdotte dall'art. 1, comma 1, lett. C, della L. 162/98, nonché dalle direttive attuative emanate dalla Giunta regionale con atto 23/75 del 18.7.2002, venga effettuato il trasferimento delle risorse complessivamente assegnate ad ogni Comune. Analogo trasferimento dovrà essere immediatamente adottato anche per le somme relative all'annualità 2002 del Bilancio regionale, riferibili a piani approvati, per i quali non si sia ancora disposta l'erogazione ai Comuni interessati. I Comuni pertanto procederanno immediatamente alla spesa per la realizzazione dei piani in gestione diretta, nonché all'immediata erogazione agli aventi diritto della prevista anticipazione dell'80% per i piani gestiti in forma indiretta, curando il controllo sull'effettivo avvio ed attuazione dei piani e la successiva rendicontazione all'Assessorato dell'Igiene, Sanità e Assistenza sociale. (1)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno non può essere illustrato. Per esprimere il parere sull'ordine del giorno ha facoltà di parlare il consigliere Cassano, relatore.
CASSANO (Rif. Sardi), relatore. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'Igiene e Sanità e dell'Assistenza sociale.
CAPELLI (U.D.R.) Assessore dell'Igiene e Sanità e dell'Assistenza sociale. I sottoscrittori di quest'ordine del giorno colgono e sottolineano un problema che è all'attenzione dell'Assessorato già da tempo, esattamente dal 30 di aprile di quest'anno, termine ultimo per la presentazione dei progetti legati alla 162.
Vorrei cogliere l'occasione per informare il Consiglio che ieri c'è stato un incontro con le associazioni dei familiari che sono direttamente legati alle problematiche della 162 e abbiamo chiarito lo stato dell'arte delle erogazioni. Nell'ordine del giorno si sottolinea l'urgenza per l'esito delle pratiche, è stato sottolineato diverse volte in Giunta che la situazione è legata strettamente alla disponibilità del personale che deve esaminare esattamente ad oggi giacenti esattamente 2611 pratiche. L'arretrato di queste pratiche si è venuto a creare per due ordini di motivi: il primo, e il più importante, è il fatto della mancanza di disponibilità di organici presso l'Assessorato, allo stato ci sono solo due persone che si occupano del problema e del caricamento dati. Come voi sapete il caricamento dati avviene attraverso dei codici e non attraverso dei nomi proprio per avere la discrezionalità su casi di tale portata e di riservatezza e nell'ultimo periodo sono state distaccate ulteriori tre persone che si stanno adoperando per azzerare la situazione, che contiamo di poter incrementare, compatibilmente alla disponibilità di personale più volte rimarcata in fase di riunione di Giunta, in seguito alla indisponibilità di organici. Questo è un problema che ovviamente non vuole essere riversare responsabilità su altri, ma è proprio una situazione cronica dell'Assessorato alla sanità, come già denunciato in precedenza dall'onorevole Oppi che ricopriva questo incarico. Per cui ritengo che si stia facendo tutto il possibile, e forse anche qualcosa di più, perchè si possa dare risposte in tempi rapidi. Dall'altra parte c'è però, devo denunciare, una serie di inadempienze da parte dei comuni, che più volte sollecitati non hanno spedito tempestivamente i progetti e che più volte sollecitati dopo aver avuto la destinazione delle somme di loro competenza, non si sono contestualmente organizzati e non sono stati tempestivi nell'erogazione delle somme alle famiglie. Fra l'altro i comuni hanno la disponibilità, nei casi più urgenti e gravi, alle antecipazioni delle somme, pari all'80 per cento, e molto spesso non intervengono con delle anticipazioni riversando le responsabilità sulla Regione sarda. Questo è un grave atto e soprattutto non è corretto riservare responsabilità che sono proprie dell'ente locale sull'ente superiore. Le cifre in questione a volte sono di poca rilevanza e nonostante questo i comuni non offrono l'adeguata collaborazione. Per cui ritengo che nella sostanza l'ordine del giorno sottolinea un problema decisamente importante; comunque è all'attenzione già da tempo della Giunta regionale e dell'Assessorato. Per cui vorrei un attimino rileggere con attenzione l'impegno che viene chiesto alla Giunta regionale e quindi verificare tutti i passaggi di impegno che vengono richiesti nell'ordine del giorno. Perciò chiedo cinque minuti, ho necessità di rivederlo.
PRESIDENTE. Colleghi, concediamo cinque minuti all'Assessore non allontanandoci dall'Aula.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 14, viene ripresa alle ore 19 e 22. )
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Presidente, nell'ordine del giorno l'impegno della Giunta al trasferimento della somma contestualmente all'approvazione dei piani personalizzati è un impegno che prima di discuterlo e assumersi la responsabilità di cambiare quello che è previsto in direttive, è un impegno per il quale bisogna comunque riflettere su come avviene oggi. Nel momento in cui il piano viene approvato i comuni hanno l'obbligo di avviare il piano. Nel momento in cui il comune comunica che è stato avviato il piano riceve l'anticipazione dell'80 per cento e soltanto in una fase successiva riceve il saldo del 20 per cento a rendicontazione. Questa è la prassi. E' successo che molti comuni non hanno avviato il piano; hanno presentato il piano, che è stato regolarmente approvato, dopodiché non hanno dato corso al piano approvato e hanno ripresentato alcuni piani modificati sostanzialmente, per cui si sono accumulati ritardi perché c'è stata una riproposizione del piano.
Un particolare rilevato in tanti piani presentati dai comuni è che nel personale è stabilito che per alcuni progetti è previsto l'accompagnamento o l'affiancamento di personale specializzato; personale specializzato che viene pagato a tabella come personale specializzato. In seguito alla delibera e all'approvazione del piano molti comuni hanno sostituito il personale specializzato con le badanti, non modificando l'impegno di spesa. Per essere ancora più chiari: si sostituiva la figura del personale specializzato pagato a "x" lire ora o "x" euro ora, con delle badanti che ovviamente dovevano essere retribuite a "y" euro ora. Per cui questo comporta una modifica dell'impegno di spesa su quel piano, anche perché sarebbe poco corretto pagare personale non specializzato a tariffa di personale specializzato.
Questi sono ulteriori elementi di valutazione e ulteriori elementi per spiegare i ritardi accumulati. Con questo ordine del giorno noi ci stiamo impegnando a trasferire le somme ancor prima che i piani vengano avviati. Io credo che bisogna rimarcare la responsabilità dei comuni e impegnare i comuni affinché nel momento in cui viene approvato il piano diano l'avvio al piano stesso, perché in quel momento ricevono comunque l'80 per cento delle somme autorizzate, per cui è un impegno a modificare delle direttive che, praticamente, pur trasferendo le somme non lasciano nessun controllo e ritengo che in questo caso vada invece verificato l'opportuno impegno del comune nella spendita di questi progetti fino a modifica o di parte della 162, esattamente il comma 1, lettera c), in una prossima valutazione della funzionalità della stessa 162, che è un'ottima legge, riconosciuta di alto livello in tutta Italia, ma che, ovviamente, dopo alcuni anni di applicazione richiede una rivisitazione e un aggiornamento dopo l'opportuno monitoraggio.
Ritengo perciò importante l'ordine del giorno perché solleva e riporta all'attenzione un problema rilevante legato alla 162, allo stato di bisogno di alcuni nuclei famigliari, ma ritengo impegnativo oltre modo quanto richiesto nel dispositivo dell'ordine del giorno stesso non essendo presenti, da parte di questa amministrazione, responsabilità sui tempi e sui modi di erogazione che qui vengono sostanzialmente modificati.
Per quanto riguarda il problema sicuramente c'è una sensibilizzazione della Giunta intera a risolvere quanto prima questi impegni sulla 162; c'è ugualmente l'impegno da parte della Giunta a mettere nelle condizioni il servizio del sistema socioassistenziale di poter dare immediate risposte a tutto il sistema socioassistenziale nel momento in cui l'organico sarà quanto meno sufficiente. Quindi il parere è negativo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazioni voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). A noi sembra inverosimile che anche in esito alla discussione che c'è stata precedentemente all'esame della legge di merito sugli invalidi civili adesso si creino addirittura nuove barriere, non architettoniche, ma politiche, mentali, per l'accoglimento di un ordine del giorno, non di una cannonata, di un ordine del giorno che invita la Giunta a risolvere - questo è il valore di un ordine del giorno - un altro dramma sociale che incide in modo terribile nella carne viva di gente che sta male, che è portatrice di un handicap, e in base ad una legge di questa Regione si è detto: "Tu, invece di portare le istituzioni pubbliche a sopportare una spesa grande con i ricoveri ospedalieri, con gli istituti specializzati, con tutte quelle forme costosissime istituzionalizzate, che dovrebbero essere migliori delle forme anche familiari, perché non tutti i familiari sono in grado di assistere adeguatamente una persona che sta male, in luogo dell'istituto specializzato, in luogo degli ospedali e di tutto quanto costa questa roba, tu in casa, con un progetto definito personalizzato, puoi avere un aiuto. E questo aiuto viene in parte sorretto dal potere pubblico".
Questa è la legge e questo è l'istituto, cioè si dice da ogni parte che l'affetto qualche volta guarisce o allevia le sofferenze più di tante strutture specializzate. Che cosa è accaduto, cosa sta accadendo? Sta accadendo che queste persone che hanno presentato una domanda, la domanda è stata approvata, il progetto è approvato, approvato il progetto queste persone lo attuano, e come lo attuano? Assumendo una persona che sia quella che poi loro devono pagare, e la pagano. Per cui oggi abbiamo questa condizione vigente che c'è una persona che è portatrice di un disagio, di un handicap, oltre al disagio della sua condizione, questa persona oltre che disagiata oggi è anche indebitata, perché ha preso l'aiutante e non lo può pagare, perché gli è stato detto: "Il progetto è approvato, daremo i soldi al comune che li dà a te" la Regione non li dà al comune e il comune non li dà a quella famiglia". Non solo, abbiamo una persona che era già disagiata, che è anche indebitata e in più è anche condannata, perché deve tenere quello che ha assunto perché se non lo paga più e lo licenzia viene meno la condizione per cui gli può essere riconosciuto poi il contributo, perché c'è anche quest'altro aspetto assurdo, perché se quello dice al badante o allo specializzato: "Io non ti posso più pagare perché mi hanno approvato il progetto, mi hanno autorizzato, ma non mi danno i soldi." E no, perché se quello interrompe il progetto poi non è più nella condizione di avere neppure il riconoscimento successivo. Ma chi autorizza regioni, istituti, assessorati, uffici, burocrati a condannare la gente che già sta male? Allora l'Assessore se ne esce qui dicendo: "Dal 30 aprile noi sappiamo tutto questo". Ma vi rendete conto cosa hanno sopportato questa gente e queste famiglie dal 30 di aprile ad oggi? "Non possiamo fare le cose che dobbiamo fare perché quell'ufficio ha solo due impiegati". Ma non vi vergognate di tenere 2800 condizioni di pena perché voi in un ufficio che deve badare a queste cose avete due impiegati? Ma avete segreterie straripanti, ma avete staff dirigenziali e meno dirigenziali pletorici, ma avete un mare di convenzionati in questa Regione per ogni e qualsiasi cosa inutile, per riempire cartacce che non servono a niente, e dite di non poter pagare…
PRESIDENTE. Concluda.
COGODI (R.C.). Ho finito, certo, ci sarebbe da dire altro. E dite che non potete pagare 2800 condizioni di disagio e aggiungete pure penalità perché avreste due impiegati. Questa Regione che ha un esercito, stuoli di dipendenti e di convenzionati! Avete altri figli e altri nipoti? Prendete anche quelli, se volete, per risolvere queste pratiche. E' un modo di dire, è molto polemico; no, non prendeteli, prendete le persone capaci, che sanno fare le cose e risolvete i problemi, almeno quelli più drammaticamente presenti nella società e all'attenzione e al dovere del Governo della Regione.
Questo ordine del giorno dice solo: fate quello che dovete fare, date ai comuni i danari, nel bilancio ci sono e voi non vi nascondete dietro due impiegati.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Presidente, colleghi, questa cosa non può passare così per due ordini di motivi. Ma scusate un attimo, vi sono migliaia di persone che aspettano una risposta, ci sono comuni che hanno deciso e hanno la possibilità di anticipare e anticiperanno i soldi, rimangono comunque migliaia di persone che attendono una risposta. Noi vi stiamo proponendo, con questo ordine del giorno, una metodologia che risolve i problemi, che vi risolve i problemi, perché nella vostra procedura vi sono due passaggi e soprattutto ve n'è uno inutile, perché voi siete centralisti e volete il controllo sul controllo. E perché noi vi chiediamo con questo ordine del giorno di trasferire i soldi nel momento in cui approvate i progetti? Perché se così non fate voi mettete in condizione tutti i soggetti che assumono delle persone di non poter rispettare il requisito, che è anche quello di pagare i contributi. E voi lo sapete che questa condizione ormai permane da mesi e c'è gente che si è indebitata con le banche per responsabilità vostra? E allora cosa vi chiediamo? Vi chiediamo di fare quello che vi è possibile fare. Voi approvate i progetti, sapete quanti progetti approvate e quanti soldi dovete dare ad ogni singolo comune. Dato che la responsabilità del controllo rimane comunque in capo ai comuni, dovete trasferire le somme, i comuni, sulla base delle direttive che voi avete approvato, e sono qua, hanno il dovere di anticipare, se verificheranno che quel progetto ha avuto inizio e che chiaramente quel progetto corrisponde alle direttive che voi avete approvato. Per cui qual è il problema di fare contestualmente all'approvazione dei progetti il trasferimento delle somme? Il problema è che volete continuare a gestire anche queste piccole cose, probabilmente per dire a singole persone: "Il tuo progetto sta tranquillo che tra qualche giorno te lo farò approvare io".
Questa metodologia deve finire, deve finire! Per cui rendetevi conto che esprimere un parere negativo su un ordine del giorno è molto semplice, però sarebbe ora che aveste il coraggio di dire le cose alla gente come stanno e non continuare a vendere fumo, così come state facendo, a promettere che farete e continuate sempre a non fare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazioni di voto il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Presidente, io intervengo sull'ordine del giorno presentato dai colleghi Vassallo, Cogodi e Ortu, che se mi fosse stato proposto avrei firmato anch'io e che, senza scaldarmi come ha fatto l'onorevole Vassallo, che sente un problema reale, io ho sottoposto qualche giorno fa con una lettera al Presidente della Giunta e all'Assessore regionale della sanità chiedendo all'uno e all'altro di trasferire ai comuni le risorse necessarie per far fronte ai progetti che sono stati approvati e autorizzati e su cui le famiglie si sono impegnate assumendo gli assistenti per risolvere gravi problemi familiari con handicap gravissimi. Molti comuni, come forse il Presidente e l'Assessore sanno, per far fronte alla pressione delle famiglie e delle associazioni che non hanno nessuna possibilità di assistere i loro congiunti, perché spesso famiglie monoreddito, con gravi problemi economici oltre che con gravi problemi di salute di un loro congiunto, molti comuni, attenti alle pressioni delle famiglie e a questo fortissimo disagio sociale provocato dal mancato trasferimento delle risorse dalla Regione ai comuni, stanno anticipando con proprie risorse alle famiglie quanto dovuto sulla base dei progetti che sono stati approvati.
Di fronte a questa situazione, di fronte a una emergenza che non diventa occupazione delle piazze antistanti il Consiglio regionale, che non diventa clamorosa protesta delle famiglie che ogni giorno però devono risolversi il problema, questo Consiglio regionale e la Giunta se la cava dicendo che non si sa bene quali problemi impediscono il trasferimento delle risorse. Io penso che la Giunta debba far proprio questo ordine del giorno, essere favorevole a questo ordine del giorno, penso che il Consiglio debba approvare questo ordine del giorno con la raccomandazione alla Giunta perché vengano trasferite le risorse.
Io chiedo ai colleghi e compagni Vassallo, Cogodi e Ortu che alle loro firme possano essere associate le firme di tutti coloro che condividono questo ordine del giorno, e io sono fra quelli.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Io credo che ci sia molta confusione, perché voglio ricordare a me stesso che cosa è avvenuto per quanto riguarda la 162.
L'anno scorso la C.I.S.L. in particolare ha avanzato la richiesta per mettere nel bilancio 20 miliardi di lire per poter venire incontro a famiglie bisognose senza specificare come, quando, attraverso quale articolazione, allora è evidente che siccome la strada più rapida era quella che il bilancio è stato approvato a marzo - aprile di progetti che erano tantissimi e non potevano trovare soddisfazione con le esigue risorse finanziarie della 162, si è ritenuto che fosse l'unica strada da perseguire approvare questi progetti e quindi immettere queste risorse per l'approvazione di progetti già presentati. Ora, è chiaro che ci sono difficoltà obiettive, le conosciamo: il settore dell'assistenza non ha personale; il settore dell'assistenza non ha neanche responsabili di servizi e un semplice funzionario trova difficoltà a istruirle soprattutto quando molti comuni hanno modificato il progetto stesso. Credo che la cosa più corretta sia quella di un'audizione in Commissione del funzionario che ci faccia conoscere lo stato dell'arte, è ovvio però che a quei comuni che hanno fatto la domanda e non l'hanno modificata le risorse devono pervenire. A parte il fatto che i comuni sono in condizione in questo momento di poter anticipare le risorse finanziarie perchè quest'anno è stato quadruplicato per la stragrande maggioranza dei comuni in termini del riequilibrio, mettendo 40 miliardi disponibili proprio per l'assistenza, hanno anche la possibilità in taluni casi, quando avessero modificato il progetto, perchè è chiaro che la modifica del progetto implica difficoltà obiettive sia del valore, perchè se le risorse finanziarie servono per approvare ottocento, mille progetti, se si modificano e variano i costi sono soltanto ottocento, quindi potremmo incorrere nella responsabilità di danneggiare 200 famiglie bisognose per le quali certamente dovremmo farci carico. Al riguardo voglio ricordare all'Assessore che sarà opportuno quando esamineremo nel dettaglio la pratica di mettere alcune postille relativamente al reddito, perchè non è concepibile che però possano usufruire di un aiuto sostanziale praticamente famiglie che non hanno assolutamente bisogno; quindi una fascia di reddito che elimini che alcune situazioni che sono abnormi, cioè redditi di due - trecento milioni-quattrocento milioni all'anno, devono avere gli stessi diritti di gente che è disagiata e bisognosa non è assolutamente giunto. Di fatto non si può non recepire l'esigenza che è di moltissime famiglie, non possiamo trascurare le difficoltà dei comuni, però credo che in un paio di giorni possiamo essere in condizione di avere un quadro di riferimento, valutare, spingere e soprattutto sostenere con forza questa struttura che non è in grado di poter far fronte perchè in pochissimo tempo le risorse, cioè la determinazione, perchè in effetti si tratta della determinazione del funzionario, non si tratta praticamente di responsabilità, dell'Assessorato o dell'Assessore, politica, è soltanto una responsabilità del responsabile del servizio e dei suoi collaboratori che non hanno fatto le determinazioni per essere chiari, perchè ci sono i progetti, c'è la graduatoria, c'è tutto e ci sono le risorse finanziarie. Io sono perchè in Commissione, perchè ai comuni non si può anticipare (?) perché ci sono difficoltà, si possa conoscere immediatamente lo stato dell'arte e ovviamente l'Assessore si faccia carico di stimolare perchè tutte le pratiche, laddove non ci sono state modifiche, vengano esitate con la massima celerità possibile. Quindi inviterei i colleghi a perdere qualche giorno di tempo ed avere un quadro di riferimento preciso, diversamente non l'avremmo né oggi e non l'avremmo neanche nell'arco di un paio di giorni e non potremmo dare quel contributo che serve ad accelerare e che ci mette nelle condizioni di sapere in assestamento e nel bilancio quali sono le reali esigenze sulla base delle domande di queste famiglie bisognose.
PRESIDENTE. Non ha chiarito se vota a favore o contro l'ordine del giorno.
OPPI (U.D.C.). Io ho invitato a ritirare, se rimane in questi termini sono contrario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Presidente, io ritengo che la discussione è sempre utile, ma se sia l'Assessore, sia il collega Oppi avessero letto o guardato con attenzione l'ordine del giorno, ritengo che, pur essendo utili le discussioni, il problema si poteva tranquillamente superare. Questo è un ordine del giorno tranquillamente accoglibile da parte della Giunta, intanto noi non stiamo sostenendo la tesi della C.I.S.L. di mettere 20 miliardi, 40, 50, né la tesi di spenderli chissà come. Lungi da noi anche l'idea di un intervento a pioggia, noi abbiamo sempre sostenuto che anche questi, oltre gli altri interventi, debbano pur tenere conto del reddito per essere chiari, anzi c'era l'emendamento 19 che in relazione ai provvedimenti della legge intendeva introdurre questa formulazione, diceva che non si poteva prescindere dal reddito e quindi dalle esigenze anche di riequilibrio sociale. Se avessimo guardato, se qualcuno avesse guardato con attenzione l'ordine del giorno senza pregiudizi, l'ordine del giorno si può tranquillamente accogliere e votare, perchè noi cosa chiediamo nella parte dispositiva? Diciamo che occorre disporre gli opportuni provvedimenti perchè contestualmente all'approvazione dei piani vengano trasferite le risorse ai comuni. Qui si è detto anche da parte prima di Capelli poi di Oppi…
(Interruzione)
Come?
OPPI (U.D.C.). I piani sono già stati approvati da sette mesi.
ORTU (R.C.). Allora qual è il problema, voi avete detto:"Noi non abbiamo personale per fare le istruttorie.". Noi vi diciamo, se i piani sono stati approvati, se le istruttorie sono state fatte e se quei piani rispettano il dettato della legge, se li avete approvati perchè non li finanziate? Se li avete approvati perchè non li finanziate? Altrimenti dovevate chiedere o dovevate a suo tempo modificare oppure mettere in atto un provvedimento per modificare eventualmente la disposizione normativa. Noi non stiamo dicendo di andare oltre il dettato della legge, non vi stiamo nemmeno chiedendo di andare oltre le cose che avete fatto anche se sono insufficienti, vi stiamo dicendo le cose che avete fatto e soprattutto i piani che avete approvato dategli attuazione conseguente, non lasciate né i comuni, né i cittadini interessati in balia delle onde.
Un'altra osservazione, e ho anche concluso, in relazione alle considerazioni dell'Assessore. L'Assessore dice: "ma molti piani poi non vengono attuati così come sulla base di quanto approvato". Ma scusatemi un attimo, ma che cosa vuol dire, allora per questo non dobbiamo finanziare le cose che sono regolari? Noi vi proponiamo di snellire, di sveltire il decentramento, ma nell'ultima parte dell'ordine del giorno vi diciamo anche che bisogna curare, curando il controllo sull'effettivo avvio e attuazione dei piani, quindi vi stiamo dicendo: fate una verifica e caso mai i piani che non vengono attuati in modo regolare vengano sospesi e se ci sono poi anche irregolarità gravi possono essere chiamati i soggetti interessati anche a restituire le somme che eventualmente fossero state percepite in modo indebito. Questo vi stiamo chiedendo, vi stiamo chiedendo di dare attuazione e quindi concretizzare un iter che voi stessi dite che avete messo in atto, dite che avete approvato i piani, quindi non si capisce per che cosa manchi il personale, vi diciamo anche di fare controlli, però vi diciamo, conseguentemente, che quegli atti devono essere poi condotti in modo tale che possano consentire ai cittadini che hanno bisogno di poter disporre delle risorse per garantire...
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Ortu, grazie.
ORTU (R.C.). Ho concluso, per poter garantire l'assistenza ai propri congiunti sulla base dei piani e delle richieste presentate.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Grazie, Presidente, non volevo intervenire, però da come si è sviluppato il dibattito su questo ordine del giorno sono costretto a fare alcune precisazioni e dico che probabilmente i presentatori dell'ordine del giorno conoscono poco la materia, mi sia consentito...
(Interruzioni)
Mi lasciate parlare, scusate?
COGODI (R.C.). Come ti permetti? Non la conosci neanche tu!
PRESIDENTE. Onorevole Cappai, abbia pazienza un attimo. Onorevole Cogodi, le devo ricordare che stasera lei stesso ha sottolineato il linguaggio forte usato durante il suo intervento in critica, condivisibile o no, ad un provvedimento promosso, promanato, proposto dai suoi colleghi, ha usato parole ben più forti e toni ben diversi da quelli usati dall'onorevole Cappai e nessuno ha fiatato. Io la invito, come ogni volta, invito particolarmente lei e il suo vicino onorevole Vassallo a comportarsi nello stesso modo, lasciate che ognuno svolga il suo intervento. L'onorevole Cappai si è limitato a sostenere, non ha parlato di intenzioni, di intenzionalità come da altre parti è stato sostenuto, e qui abbiamo sentito tutti, né altre aggettivazioni che abbiamo udito qui dentro, che probabilmente qualcuno o è male informato o conosce male la materia. Consentite che ognuno svolga il suo intervento, non potete e non è consentito che si interrompa l'intervento di un collega. Abbiamo sentito ben altro onorevole Cogodi e nessuno ha reagito ai suoi interventi, pertanto abbia la bontà o di non ascoltare o se vuole ascoltare taccia come altri hanno tacciato e tacciono quando lei interviene. Prego onorevole Cappai.
COGODI (R.C.). Purché non dica che non conosciamo la materia!
CAPPAI (U.D.C.). Correggo la frase e dico: non conoscono approfonditamente la materia, dico che non conoscono lo stato dell'arte. Vorrei portare il dibattito sulla 162 a un discorso serio perchè fra i principi ispiratori del mio partito c'è la difesa delle categorie più deboli e quindi sono costretto ad intervenire per questo principalmente, perchè ce l'abbiamo nel nostro DNA la tutele e la difesa delle categorie più deboli e tutto quanto avviene attorno non lo deleghiamo a nessuno men che meno a voi.
Voi dovete sapere che le pratiche presentate al primo bando della 162 erano il doppio della disponibilità finanziaria della Regione e con un emendamento in finanziaria 2002, su richiesta delle associazioni, si è riusciti a finanziare tutti i progetti presentati dai comuni che assommavano a circa 700. Al secondo bando i progetti sono stati 1360 e rotti, per cui non c'era, anche in questo caso, tutta la copertura finanziaria. Ma il principio della 162 è uno, che lascia libertà al beneficiario del finanziamento della 162 di assumere la persona solo dopo che ha ricevuto il finanziamento e mai nessun comune ha autorizzato il presentatore del progetto ad assumere chicchessia senza che avesse la certezza del finanziamento del progetto. Ma dico di più, la Regione i progetti li ha finanziati al cento per cento, in prima battuta, quindi qual è il problema per le famiglie che stanno anticipando i soldi, qual è? Perché secondo me non ce n'è gente che poteva anticipare i soldi perchè ha avuto il finanziamento al cento per cento iniziale, o meglio, all'80 per cento, perchè il 20 per cento esce dai fondi comunali, quindi poteva tutt'al più iniziare un progetto ma solo con il 20 per cento dei fondi comunali, l'altro 80 per cento lo doveva aspettare dalla Regione, quindi non vedo che senso abbia questo ordine del giorno. Avrei capito se si invitasse la Giunta ad accelerare lo studio di queste 2600 pratiche che ci sono ferme, ma non vedo quali danni si stiano creando oggi alle famiglie in quanto stanno anticipando dei soldi. Vi dirò di più, del residuo dell'anno scorso in questi giorni i comuni hanno persino avuto il finanziamento, in questi giorni sono arrivati i finanziamenti, ecco perchè mi sono permesso di dire che forse non conoscete a fondo la materia, solo per questo, perchè i progetti che non erano stati finanziati per mancanza di fondi sono stati finanziati in questi giorni. Per cui anch'io se l'ordine del giorno venisse tenuto in questa forma voterò contro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita - D.L.). Io non riesco a comprendere del perchè tanto allarmismo, vorrei ricordare al collega Cappai ma anche al collega Oppi che l'emendamento alla finanziaria era stato presentato dai colleghi della Margherita e del centrosinistra, perché si riconoscano anche i meriti. Le sto dicendo che l'emendamento approvato nella finanziaria per destinare i fondi alla 162 era stato presentato dalle opposizioni, quindi per riconoscere quello che le opposizioni hanno fatto su questa materia.
Assessore, non riesco a comprendere un dibattito su questa materia perchè questo ordine del giorno le chiede soltanto di verificare le cause e di dare le disposizioni necessarie perchè i progetti approvati, e naturalmente rispettando le direttive, rispettando le norme, quindi con tutte le procedure, venga attuato nel più breve tempo possibile, perchè i comuni non sono più in grado di anticipare le risorse, perchè le famiglie hanno comunque iniziato, quindi non riesco veramente a comprendere perchè non accolga questo ordine del giorno. Poi se lei dice che ci possono essere delle modifiche da apportare anche all'ordine del giorno sul fatto che deve essere dato non il cento per cento ma l'80 per cento, perchè questo è quello che prevede, accettiamo che all'interno dell'ordine del giorno, perchè il 20 per cento verrà dato soltanto a consuntivo, possiamo anche inserire questo. Però, Assessore, credo che sia interesse innanzitutto suo e della Giunta regionale, fare in modo che questo ordine del giorno venga approvato e si dia attuazione. Non c'è niente, è stato sollevato un problema, qualche collega l'ha fatto attraverso una lettera al Presidente della Regione, credo che questo Consiglio regionale non stia accusando nessuno, riusciamo anche a comprendere quelle che sono le difficoltà che l'Assessore, che la Giunta regionale può attraversare a causa della carenza di personale, però Assessore, quando c'è una emergenza, e questa è una emergenza perchè stiamo parlando delle categorie più deboli della nostra società, io ho fatto l'Assessore, le dico: "prenda il personale che ha in altri servizi per due giorni lo trasferisca lì" senza fare la demagogia che ha fatto il collega Cogodi, però se c'è una emergenza, e lei questa la considera una emergenza, si prenda il personale disponibile, si dà anche un premio di produttivi, poi Assessore, se lei non sa come risolvere il problema, assessore Capelli, lo dica al Presidente Masala, lui le assunzioni clientelari le sa fare, è bravissimo, anzi grazie a queste assunzioni è diventato anche Presidente della Regione, quindi può essere anche un augurio per quanto lo ricorda. Quindi, Assessore, non facciamo di un problema quello che non è uun problema, io la invito a accogliere l'emendamento, dia le disposizioni, affronti il problema e dia queste risorse ai comuni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Sino ad un certo punto dell'intervento del consigliere Fadda era sicuramente accoglibile la sua proposta, però sicuramente si renderà conto egli stesso che l'ordine del giorno non va in tal senso, l'ordine del giorno dice ben altro rispetto a quello che lei propone consigliere Fadda, se lei avrà modo di presentare un ordine del giorno in tal senso nulla osta l'accoglimento di quanto da lei proposto.
Io credo che forse la vicinanza della campagna elettorale ci sta portando, o meglio, sicuramente non vorrei essere omologato e non voglio essere omologato il tal senso, sta portando ad utilizzare tutto purché si arrivi agli onori delle cronache o si possa avere un voto in più. Io non mi sento di strumentalizzare i casi di queste famiglie, non mi sento di portare avanti la campagna elettorale sui bisogni della gente. Ecco perché, generalmente si dice che un ordine del giorno non si nega a nessuno perchè poi non c'è l'impegno conseguente. Invece, sentendomi impegnato da questo ordine del giorno, mi permetto di discuterlo e di rigettarlo.
igettarlo perchè chi si vuole occupare davvero dei casi di necessità, di bisogno legati alla legge numero 162, lo faccia pure, sostenga o sproni la Giunta affinché sempre meglio si possa fare, ma non usi la demagogia, perché io avrei accettato per esempio un ordine del giorno che impegni la Giunta e l'intero Consiglio a prevedere la continuità dell'intervento nel prossimo triennio. Perchè voi tutti sapete che l'esito della 162 è legato alle annualità, cioè noi finanziamo dei progetti e creiamo delle aspettative in una famiglia e poi, a seconda di come va la finanziaria, quei progetti potrebbero non aver corso nell'anno seguente. Perciò miglioriamo la situazione di quella famiglia, la situazione sanitaria, di assistenza sociale, umorale di quella famiglia e poi improvvisamente li mettiamo nella condizione di staccargli la spina e non avere più la continuità dell'intervento.
Avrei apprezzato molto, da qualsiasi parte fosse venuto questo suggerimento, di garantire la continuità dell'intervento, invece cosa si fa? Si fa la corsa allo stanziamento, la corsa alla spesa; cosa che probabilmente anche alcuni dei sottoscrittori delle note inviate al Presidente Masala e al sottoscritto non sanno, è che le stesse associazioni delle famiglie chiedono che ci sia continuità, chiedono che sia un controllo dei progetti e un controllo della spesa, perchè i 15 miliardi che avevamo prima di lire diventeranno l'anno prossimo 30 miliardi perchè c'è una corsa alla domanda per la "162".
Perciò i rappresentanti delle famiglie realmente bisognose dell'intervento della legge 162 ieri vengono e dicono: per cortesia, il Consiglio, la Giunta si impegni per un rigoroso controllo, perchè non ci sia una corsa alla spesa. Così come sollecitano che come da più parti ventilato non si trasformi questo intervento con un intervento a pioggia, perchè c'è anche chi da una certa parte propone: "Non passiamo più attraverso i progetti" e questo è un primo passaggio, questo ordine del giorno è un primo passaggio, perchè ho spiegato prima, per chi ha avuto la pazienza di ascoltare, che nel momento in cui i progetti vengono approvati e il Comune comunica che sono avviati ricevono immediatamente l'accreditamento dell'80 per cento
VASSALLO (R.C.). Stai dicendo delle bugie!
PRESIDENTE. Assessore, si limiti alle dichiarazioni di voto.
CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale . Sto facendo dichiarazioni di voto, e chiunque sostenga il contrario è male informato e in male fede, è totalmente in male fede. Queste sono le motivazioni, le richieste della famiglie che necessitano della 162, un rigoroso controllo delle assegnazioni, che i progetti vadano in porto così come approvati, perchè i comuni non li avviano, io vi ho fatto il caso delle badanti. Nel caso in cui la badante è stata sostituita, o meglio il personale specializzato è stato sostituito con una badante, noi abbiamo un risparmio di risorse che ci consente di finanziare altri progetti che hanno uguale dignità.
In questo modo noi non siamo assolutamente in grado di controllare la spesa e di dare anche risposte positive a ulteriori progetti. Per cui ritengo che sia completamente fuori indirizzo l'ordine del giorno, disponibile sulla proposta dell'onorevole Fadda prima e precedentemente dell'onorevole OPPi, vediamoci in Commissione pronti a relazionare stato dell'arte e su quanto si sta ponendo in essere. Onorevole Fadda, lo spostamento del personale a supporto delle pratiche della legge 162 è stata già fatto da oltre tre settimane, alcuni progetti sono già stati esitati, già comunicati ai comuni e molte somme già accreditate. Se questo non saremmo stati in grado di fare forse era meglio che non ci assumessimo neanche la responsabilità di gestione dell'assessorato.
FADDA (La Margherita-D.L.). Lo potevi dire prima non ti avrei dato il suggerimento!
CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene, sanità e dell'assistenza sociale. L'ho detto, non mi hai sentito.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (S.D.I.-S.U.). Presidente, non nascondo che non ero molto interessato a un dibattito eccessivamente scomposto su una normativa che rischia di essere altrettanto scomposta e persino inutile per certi versi. Le ultime affermazioni fatte però dall'onorevole Capelli che è uomo di governo e che quindi gestisce la cosa pubblica, mi hanno indotto ad intervenire. Dicevo che l'onorevole Capelli, con molta nonchalance lui che gestisce la cosa pubblica, che detiene le leve e gli strumenti del potere, che ha la potestà di assumere decisioni importanti, muove invece una critica alle opposizioni che sono intervenute in Aula e hanno presentato un ordine del giorno, dicendo che interventi ed ordini del giorno sono frutto di una campagna elettorale che è alle porte.
Questa Giunta regionale, al pari delle altre che l'hanno preceduta, al riguardo è il fulgido e concreto esempio, non oggi che siamo alle soglie della campagna elettorale, ma dall'inizio del suo decorso si è caratterizzata, fondamentalmente e quasi esclusivamente, per operazioni di nepotismo e di clientele, le ultime delle quali, ma dopo numerose segnalazioni attraverso interpellanze ed interrogazioni, tutte rimaste senza risposta, sono state segnalate da un organo di informazione della stampa isolana, richiamate per procedure, percorsi, pratiche poco garantiste e fuorvianti dei concorsi pubblici rispetto ad assunzioni avviate attraverso procedure quanto meno controverse ed oscure. e quando non hanno trovato altro modo, i signori della Giunta, di praticare queste procedure sono ricorsi alle società di gestione dei servizi, suggerendo nomi e cognomi di persone che dovevano essere chiamate e che sono state chiamate. Nomi e cognomi di cittadini che hanno titoli e diritti, ma hanno titoli e diritti pari ed eguali ad altri cittadini disoccupati che invece vengono da questa Giunta regionale regolarmente discriminati ed esclusi. E voglio rammentare che queste pratiche sono state utilizzate e vi hanno attinto a piene mani proprio a partire dal settore della sanità, giocando...
PRESIDENTE. Prego, concluda onorevole Balia.
BALIA (S.D.I.-S.U.). Concludo subito, Presidente. Giocando direttamente un ruolo, ma con una copertura, quella dei manager.
Bene, staremo a vedere la conclusione di quelle cose! Certo è che non si comprende perché un ordine del giorno così articolato, che naturalmente noi sottoscriviamo, non possa prevedere al limite due votazioni, una relativa alla prima parte che è quella di critica rispetto all'inoperatività dell'Assessorato e della Giunta regionale, e l'altra invece favorevole, anche per parte dell'attuale maggioranza, relativa alla seconda parte, laddove si chiede l'effettivo trasferimento delle risorse complessivamente già assegnate ad ogni comune, e riferibili a piani già approvati.
Si preferisce invece disquisire ed attaccare e soprattutto accusare gli altri di pratiche che invece si professa per primi!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi sulle modalità di voto.. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Chiedo lo scrutinio per parti, accedendo anche alla richiesta che è stata formulata al collega Balia di votare anche per parti, la parte espositiva distinta dalla parte dispositiva.
PRESIDENTE. Non si capisce onorevole Cogodi!
COGODI (R.C.). Allora, chiediamo uno: che la votazione avvenga per scrutinio attraverso schede elettroniche, palese. Due, che la votazione avvenga per parti dell'ordine del giorno, distinguendo la parte motiva dove si danno i giudizi politici nella prima parte dell'ordine del giorno, dalla parte dispositiva "impegni alla Giunta", che invece è quella che a prescindere dal giudizio politico contiene l'indicazione per l'azione della Giunta.
PRESIDENTE. Naturalmente otto consiglieri che avvallino la richiesta.
(I consiglieri VASSALLO, DEMURU, SCARPA, BALIA, DETTORI, PACIFICO, MASIA appoggiano la richiesta.)
Quindi, separazione della prima parte dalla seconda parte.
Colleghi, se non ci sono altri interventi, mettiamo in votazione la prima parte dell'ordine del giorno numero 1. Si vota per voto elettronico palese.
Votazione nominalePRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico della prima parte dell'ordine del giorno numero 1.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - FADDA - FALCONI - LAI - MANCA - MASIA - ORTU - PACIFICO - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Salvatore - SCARPA - SPISSU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - ONIDA - OPPI - PETRINI - PIANA - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - USAI -VARGIU.
Si è astenuto: il Vicepresidente BIGGIO.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 59
Votanti 58
Astenuti 1
Maggioranza 30
Favorevoli 23
Contrari 35
Gli onorevoli Cugini e Pacifico votano verde.
(Il Consiglio non approva).
Votazione nominalePRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico della seconda parte dell'ordine del giorno numero 1.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - CARLONI - COGODI - CORDA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - FADDA - FALCONI - LAI - LOCCI - MANCA - MASIA - ORTU - PACIFICO - PIRISI - PISANO - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Salvatore - SCARPA - SPISSU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri:AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORONA - DIANA - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - ONIDA - OPPI - PETRINI - PIANA - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - USAI -VARGIU.
Si è astenuto: il Vicepresidente BIGGIO.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 61
Votanti 60
Astenuti 1
Maggioranza 31
Favorevoli 27
Contrari 33
(Il Consiglio non approva).
Gli onorevoli Vargiu e Petrini hanno votato rosso.
Passiamo alla votazione finale della legge. E' stata chiesta la votazione elettronica.
Votazione nominalePRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico della proposta di legge numero 314/A.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MASALA - MASIA - ONIDA - OPPI - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILO - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCARPA - SPISSU - USAI - VARGIU - VASSALLO.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 60
Votanti 60
Maggioranza 31
Favorevoli 60
(Il Consiglio approva).
Il consigliere Petrini ha votato verde.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Siccome è facile intendere dal movimento dei colleghi dai banchi dei rispettivi Gruppi che deve essere intercorsa qualche comunicazione o comunque un intendimento relativo alla cessazione dei lavori del Consiglio a questo punto, io chiedo che il Presidente del Consiglio comunichi qual è l'intendimento vero, cioè a quando si pensa di aggiornare i lavori del Consiglio, posto che non è intervenuto nessun accordo in nessuna sede circa l'ordine dei lavori del Consiglio, e che tutto farebbe intendere che il Consiglio si aggiorni a domani mattina ad ora usuale, se così non fosse io mi permetto di annunciare che chiederò la parola per pochi minuti per porre una questione pregiudiziale.
PRESIDENTE. E' stato chiesto un breve intervento dell'onorevole Cogodi, che ha bisogno di porre qualche piccolo problema, poi sentiamo. Vorrei sentire anche gli altri tre colleghi e dopodiché procediamo con l'onorevole Cogodi.
Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Io più o meno volevo dire, come ha detto l'onorevole Cogodi, volevo capire come s'intende proseguire e soprattutto vorrei capire come il Presidente della Giunta intenda procedere per quanto riguardo il terzo punto all'ordine del giorno dei lavori di questo Consiglio, che sono le dichiarazioni che dovevano essere rese ai sensi dell'articolo 120 del Regolamento per quanto riguarda la scadenza dei novanta giorni per gli interim. Poiché i novanta giorni scadono domani e poiché dalla scadenza deriva una seria inoperatività per la Giunta, volevo capire se questa non sia ritenuta dal Presidente della Giunta stesso, oltre che dai colleghi del Consiglio, una questione che deve essere affrontata con urgenza per evitare una situazione di congelamento della Giunta che di fatto verrebbe a partire dalla giornata di domani.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Spissu, comunque preciso che i lavori terminano questa sera con l'impegno a proseguire martedì prossimo alle 16 e 30. Ci sono state diverse richieste dei gruppi per impegni politici e la Presidenza si è preoccupata di sentire un po' tutti, e quindi evitando di fare una Conferenza dei Capigruppo che ci avrebbe fatto solo perdere del tempo ed avendo sentito la totalità dei Capigruppo, ci si è orientati per una soluzione di questo tipo, interrompere questa sera a questo punto i lavori e poi riprendere martedì pomeriggio alle 16 e 30.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Grazie Presidente, praticamente con le comunicazioni che ha dato in questo momento all'Aula, giungo nella determinazione, essendomi pervenuta notizia che la Commissione Agricoltura ha esaurito il proprio lavoro in esecuzione dell'ordine del giorno votato recentemente dal Consiglio, relativamente alle proposte di legge 478 - 487 - 490, per questa proposta unificata che perviene appunto dalla Commissione Agricoltura è necessario, come è noto, che la Commissione Terza sia convocata per esprimere il necessario e doveroso parere finanziario, poiché lei ha comunicato all'Aula che i lavori riprenderanno martedì alle 16 e 30, io chiederei a questa Presidenza di voler convocare in Aula la Commissione Terza per lo stesso giorno, martedì, verosimilmente mezz'ora - un'ora prima dei lavori dell'Aula, e quindi proporrei e suggerisco alla Presidenza di voler convocare in Aula la Commissione Terza per la dazione del parere per martedì alle ore 16.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (A.N.). Grazie Presidente, sullo stesso argomento, ringrazio il Presidente Balletto per aver chiesto la convocazione urgente della propria Commissione, ma noi abbiamo mandato la proposta di legge anche alla Commissione seconda, Politiche Comunitarie, e alla Commissione settima, Sanità, perché ci sono alcune parti che interessano anche queste commissioni di merito. Pertanto la prego, io ho già parlato con i due Presidenti, comunque la prego di voler convocare in Aula anche le altre due Commissioni in modo che tutte e tre nella giornata di martedì possano dare il parere, in modo che poi la Commissione Agricoltura, anche durante i lavori dell'Aula, questo potrebbe essere anche mercoledì mattina, possa riunirsi, così per esitare in via formale questa proposta di legge unificata, così come era stato fatto, cioè come era stato proposto con l'ordine del giorno approvato a suo tempo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Pilo. Ne ha facoltà.
PILO (F.I.-Sardegna). Mi associo alla richiesta del collega Frau.
PRESIDENTE. In pratica, state chiedendo la convocazione della Commissione seconda, Commissione terza, Commissione settima e la quinta non si convoca, ha esaurito il suo lavoro? Trovo un po' complicato, comunque per le ore 16. Perché non di mattina? Per difficoltà di alcuni ad arrivare! Onorevole Pilo per le 16? Allora, il Consiglio bisogna spostarlo alle ore 17, perchè non vedo come in mezz'ora tre commissioni possano vagliare tutto.
Il Consiglio è convocato per le 17.30, allora; organizziamo i lavori e poi dopo parla l'onorevole Cogodi. Alle 16 le commissioni terza, seconda e settima, con raccomandazioni ai segretari di fare rammentazioni telefoniche.
Sulla scadenza dell'interim di quattro Assessorati assunti dal Presidente della Regione
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Ma, a me pare signor Presidente del Consiglio e Presidente della Giunta, mi rivolgo principalmente o loro ed ovviamente ai colleghi, perché all'uno e all'altro intendo porre un quesito che richiama una specifica responsabilità di ognuno. Solo a questo punto, solo ora, dopo che è stato richiesto quale fosse l'intendimento sul come procedere nell'ordine dei lavori consiliari, solo adesso è possibile avanzare un'obiezione, perchè noi abbiamo, da parte della Presidenza del Consiglio, organo di governo interno dell'Assemblea, garante delle prerogative del Consiglio regionale, avuto dopo aver richiesto ovviamente un parere non qualsiasi, un parere vincolante, un parere che guida l'azione dell'Assemblea regionale, il quale parere ci ha edotto, essendo poi fatto proprio e quindi comunicato ai consiglieri regionali dalla Presidenza del Consiglio, che il giorno 5 di dicembre, cioè domani, accade un fatto che non è un fatto qualsiasi, credo che sia un fatto che accade per la prima volta da quando esiste la Regione Autonoma, che quattro assessorati, quattro comparti importanti di amministrazione, se entro mezzanotte di domani non interverrà, ed è potere del Consiglio fare questo, e solo del Consiglio, o una proroga dell'assunzione ad interim di quegli incarichi o la nomina dei rispettivi assessori, questa Regione si troverà per la prima volta nella sua storia avendo un pezzo importante della sua amministrazione del suo Governo, non scoperto di assessorato, o di assessore, praticamente paralizzato. E' la prima volta che si mette in conto, da parte di un Consiglio regionale, di consentire che un pezzo dell'organismo sia paralizzato, dell'organismo istituzionale. Io ritengo che tutto possa accadere in questo mondo, anche questo fatto. Però che non possa accadere facendo finta o che non accade o che tutti siano d'accordo. Quindi, io mi permetto intanto di dire a lei, signor Presidente del Consiglio, quando opera una consultazione dei Gruppi circa i lavori del Consiglio di consultare tutti i Gruppi, perché io posso dire che il nostro Gruppo non è stato consultato e siccome qui parrebbe che ci sia una...
(Intervento fuori microfono)
COGODI (R.C.). Mi d'accabaisi? Riguarda anche voi la cosa! A te Pilo non interessa, vero?
USAI (A.N.). Lo sguardo severo…attenti eh!
COGODI (R.C.). Non è questione di attenti, a te sull'attenti ti mette Storace! Io sto dicendo una cosa che riguarda la responsabilità del Consiglio regionale, collega Pilo sull'orecchio mi viene questo suo ronzio. Io ho chiesto la parola e sto esercitando un mio diritto e tu no! Scusi Presidente, le pare che io debba...
(Interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Onorevole Pilo, per cortesia! Prego onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Dicevo, e me ne scuso, che è la prima volta che accade, ed accade una cosa che ricade esclusivamente nella responsabilità del Consiglio regionale, il quale è libero di attenersi a qualsiasi condotta, però non che si faccia finta che tutti siamo d'accordo perché è stato comunicato che sarebbero stati consultati quasi tutti i Capigruppo, io non capisco cosa significa "quasi tutti" quando...
PRESIDENTE. Non ho mai detto "quasi" onorevole Cogodi!
CORONA (F.I. - Sardegna). Non ha detto "quasi".
COGODI (R.C.). Signor Presidente, io me lo sono segnato tra virgolette, voi potete dire tutto quello che volete, ha detto "quasi tutti i Capigruppo" anche perché è così, ha detto la verità, tant'è che io non sono stato consultato, quindi se sono stati consultati tutti gli altri sono "quasi tutti", quindi ha detto la verità, che cosa devi dire tu Corona che non è così! Allora, rimane il fatto...
(Interruzioni)
Non c'è nessuna di offensivo! Non c'è nulla di polemico! Non c'è nulla di offensivo! Sto facendo puramente un intervento, e ho puro concluso, sto richiedendo che il Consiglio regionale abbia una comunicazione da parte di chi è portatore della responsabilità prima, che è il Presidente della Giunta, il quale se non c'è Consiglio domani e noi siamo contrari al fatto che non ci sia Consiglio domani, perché domani scade il termine di legge e noi vorremmo che domani la Regione entri o rimanga nella completezza delle sue potestà di governo, o con la proroga se vorrete voi maggioranza, dare una proroga all'interim o nominando gli assessori che una maggioranza dovrebbe nominare, noi siamo contrari quindi a non tenere Consiglio domani, ma se l'opinione prevalente è che domani non c'è Consiglio vuol dire che avete messo in conto e non so chi e quanti, di superare alla leggera, secondo noi troppo alla leggera, il termine perentorio del 5 di dicembre. Vorremmo almeno conoscere, dal Presidente della Giunta, che porta in via esclusiva questa responsabilità, come dire, di amministrazione e di governo, quanto tempo intende che la Regione rimanga in stato di catalessi, cioè con quattro branche dell'amministrazione.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cogodi. Concluda pure, era nel senso che attendevo la sua prosecuzione.
COGODI (R.C.). Quanto ritiene il Presidente della Giunta di assumersi questa responsabilità di tenere la Regione in stato di catalessi con le competenze dell'Assessorato della Programmazione e del Bilancio, degli Enti Locali, dell'Urbanistica, della Pubblica Istruzione e dell'Industria, senza possibilità alcuna di compiere atti di amministrazione, per cui anche gli addetti di quegli uffici dovrebbero andare a fare presenza o istruire pratiche senza determinare nulla nei prossimi giorni, perchè ogni atto di determinazione, ogni atto di amministrazione attiva nei prossimi giorni è ovvio che sarà radicalmente nullo, con tutto il danno che ne deriverà. Allora, io sto chiedendo, posto che è una prerogativa del Consiglio quella o di accordare la proroga se la Giunta la chiederà, se il Presidente la chiederà, dell'interim, o di nominare i rispettivi incarichi o incaricati assessoriali o assessorili, chiedo di sapere almeno perchè domani non si può lavorare perchè si rispettino i termini di legge in una materia così delicata, quali sono le ragioni per cui la Giunta e la maggioranza intendono superare la giornata di domani, e chi altri oltre la Giunta e la maggioranza, e secondo di conoscere quali siano i tempi entro i quali il Presidente della Regione ritiene di tenere lo stato di parziale paralisi o comunque di catalessi, cioè una cosa che non è del tutto morto, non si può seppellire, ma insomma assomiglia essere morta, che sarebbe la Regione che voi dite in questo momento di governare.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'Assessore Masala, mi compete fare un chiarimento, onorevole Cogodi; la ringrazio perchè lei è sempre molto stimolante nei suoi interventi per vari aspetti, lei stimola anche il pensiero, la fantasia talvolta, vede io non sono così approfondito come lei nell'eloquio e nella ricerca della parola, la parola appropriata, e le diverse parole sullo stesso argomento e prenderla da su, prenderla da giù, e riportare l'argomento, l'enfasi nella pronuncia, eccetera, la capacità di espressione, gli alti e i bassi nei toni, e tutte queste cose qua, di solito io sono un po' brontolone e poco esperto e molto sintetico nelle mie espressioni, e sto ripensando a quel "quasi" di cui lei parlava, e credo che probabilmente in maniera "freudiana" o come si può dire, nel subconscio che si agita in me chissà per quali e grandi preoccupazioni per avere detto una cosa di impreciso, probabilmente, non pensando e non volendo ho detto il vero, nel senso che è vero che io le ho parlato, è vero che io le ho comunicato che la volontà è quella o era quella, io ne sono l'interprete e me ne assumo, e confermo assumendomi, le responsabilità su quello che io ho comunicato all'Aula, glielo ho comunicato e quasi ho fatto a meno, e lì evidentemente arriva la sua punizione, giustamente, perché lei è molto preciso ed abile nell'applicare…, e dire: "No, non sono stato...", io siccome non uso dire bugie, s'immagini se mi metto a dirle per una cosa così delicata, a mentire all'Aula per una cosa che avrei potuto dire: "Non ho parlato all'onorevole Cogodi, la maggioranza era quella e ho deciso così!"
In effetti, io ho mal inteso questa comunicazione alla cui lei non ha replicato, e la intendevo anche una consultazione, perché sono caduto in una trappola con me stesso, caro onorevoli Cogodi, ma non dica, non sostenga e non comunichi qualcosa come quasi a dire: "Biggio sta dicendo le bugie!". Io non le dico! Io a lei ho comunicato che ho sentito tutti, che era deciso questo, probabilmente non le ho chiesto se dava il parere, visto che lei mi ha parlato di altre cose pensavo fosse acquisito anche da lei e le stesse bene, e ho considerato che forse il "quasi" subconsciamente mi è venuto fuori per questo, se l'ho pronunciato, non credo, perché le assicuro e non ci voglio tornare più, onorevole Cogodi, su queste cose. Io se devo dire una bugia forse la dico per qualcosa di importante, non per queste sciocchezze e queste amenità. Quindi ne ho parlato con lei, probabilmente non chiedendole il parere, però lei aveva altri progetti in mente, la sua effervescenza, la sua passione che ben conosciamo, il suo seguire con grande attaccamento, con grande amore, con grande dedizione tutti i problemi che lei segue, eccetera, l'hanno portato ad altre cose e non si è soffermato su quel piccolo aspetto. Adesso arrivati al punto, la lamentela: ahimè non è stato consultato.
COGODI (R.C.). Non è una lamentela.
PRESIDENTE. E' stato consultato probabilmente in maniera impropria, le è stato comunicato.
Detto questo e precisato, ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Grazie, Presidente. Io sono perfettamente consapevole dell'importanza della questione che ha sollevato l'onorevole Cogodi.
FADDA (La Margherita-D.L.). Prima l'onorevole Spissu.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. E l'onorevole Spissu prima di lui, per la verità, ma l'argomento e quindi la consapevolezza, è chiaro, riguarda il problema in senso oggettivo, a prescindere da questo.
Dicevo, non vado a dire che le dichiarazioni del Presidente erano previste al terzo punto dell'ordine del giorno, che l'organizzazione, eccetera, non dico tutte queste cose, né intervengo in ordine alle ragioni che sono state addotte circa la decadenza, circa lo stand-by e tutte queste cose, della Giunta e degli Assessorati relativi, dico soltanto al Consiglio, come è giusto che sia, che io farò le dichiarazioni nel giro di qualche giorno e quindi diciamo che domani è venerdì e fino a domani a mezzanotte credo che siamo sempre nella legalità, che sabato, domenica e lunedì è festa, quindi non abbiamo rischi di sorta, e senza far riferimento alla cosiddetta continuità amministrativa, alle questioni che poi tutti quanti noi conosciamo, che esamineremo casomai in altra sede, io comunico al Consiglio che avrò appunto necessità di alcuni giorni per fare le dichiarazioni ai sensi dell'articolo 120 del Regolamento, come al terzo punto all'ordine del giorno.
COGODI (R.C.). Deve dire quando.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Io, insomma, non faccio come l'onorevole Cogodi, nel senso che sebbene non abbia partecipato a quelle riunioni segrete che avrebbero deciso di spostare il Consiglio regionale a martedì, escludendo l'onorevole Cogodi, io non ho fatto nessuna riunione di consorteria insomma, mi pare che il Presidente abbia svolto la consultazione in aula, abbia tenuto conto delle opinioni dei Gruppi e abbia comunicato che il Consiglio si fa martedì. Resta il problema politico se lasciamo trascorrere la festività di San Nicola, a Sassari è il santo patrono della città, quindi noi sassaresi naturalmente siamo impegnati a onorare la festa, poi c'è la domenica, poi c'è l'Immacolata, quindi questa situazione di illegittimità nella quale si troverebbe la Giunta forse non produce alcun danno per la Sardegna, tuttavia da martedì si pone un problema che è un problema politico, non solo degli Assessori che l'onorevole Masala trattiene ad interim, ma anche per l'intera Giunta, perché l'intera Giunta, il collegio può operare in alcuni settori soltanto invocando la continuità amministrativa di cui parlava il presidente Masala, tuttavia c'è un fatto politico inusuale che si verifica per la prima volta, ma anche da questo punto di vista il presidente Masala è un innovatore, non si era mai vista una Giunta con 28 voti che sopravvivesse, ma martedì noi vogliamo capire se secondo l'onorevole Masala riprendiamo come se niente fosse a discutere dell'assestamento, che non si sa quanto durerà, perché può durare due giorni, può durare tre giorni, può durare dieci giorni, perché una manovra di bilancio come quella dell'assestamento naturalmente richiede tutto il tempo che necessita perché la discussione sia ampia, approfondita e puntuale. Quindi resta il problema politico. Io penso che il presidente Masala martedì, quindi utilizzando queste giornate feriali per predisporre le dichiarazioni, si debba presentare in Aula con le comunicazioni che, ai sensi dell'articolo 120 del Regolamento, devono essere fatte, sciogliendo e risolvendo il problema degli interim o attraverso la proroga o con la nomina degli Assessori, cosa che io auguro al presidente Masala, così insomma ci consente di concludere in pace la legislatura, però non dipende naturalmente da noi, perché noi non voteremo comunque la proposta che lui farà. Quindi io propongo che martedì si riprenda dalle dichiarazioni anziché dall'assestamento.
PRESIDENTE. Credo che l'intervento dell'onorevole Spissu sia stato esaustivo, per cui, confermando la convocazione delle Commissioni terza, seconda e settima per le ore 16 del 9 dicembre e togliendo la seduta, comunico che il Consiglio è convocato per martedì prossimo 9 dicembre alle ore 17 e 30.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Noi vorremmo che almeno ci fosse chiarezza che comprendiamo esattamente quello che si sta decidendo e chi lo decide, perché testé il collega Spissu, che è il Capogruppo mi pare del maggior Gruppo consiliare, quindi porta anche una responsabilità, non parla così con poca forza di rappresentanza, come può capitare ai rappresentanti di Gruppi piccoli, ha detto pur esso, e quindi siamo diversi Gruppi, che martedì riteniamo, per gli argomenti che sono stati esposti, il Consiglio regionale debba ripartire dalle comunicazioni del Presidente sugli interim o sul completamento della Giunta.
Noi vogliamo capire se è questo l'intendimento e se è questo che la Presidenza ci sta comunicando, che martedì, essendo d'accordo il Presidente della Giunta, il Consiglio riprende con le comunicazioni del Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, ha terminato? Credevo avesse terminato.
COGODI (R. C.). Ho terminato, aspetto la risposta.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, qui siamo vaccinati credo tutti quanti. Credo che il discorso dell'onorevole Spissu sia stato chiaro per tutti, per maggioranza, per opposizione, per il Consiglio, per gli uffici e quant'altri qui abbiano udito e sentito. Credo sia molto chiaro, poi attiene alla volontà di ciascuno. Se lei ha una domanda precisa da porre, però il problema, la storia (?) la conosciamo. Se ha un problema da porre lo ponga, diversamente abbiamo compreso il messaggio che è stato dato. Abbiamo capito bene.
COGODI (R.C.). Io formalizzo la mia proposta.
PRESIDENTE. Io, tra l'altro, condivido anche quanto è stato detto perché chiaramente ci vuole chiarezza. Adesso abbiate pazienza, terminiamo questo giro di interventi e poi definiamo le cose.
Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Sì, Presidente, per porre una domanda al Presidente della Giunta. Presidente, la domanda che io le voglio porre è questa: siccome sappiamo che all'ordine del giorno c'è l'assestamento di bilancio, se lei si impegna oggi a chiedere martedì, all'inizio dei lavori, l'inversione dell'ordine del giorno. Certo, Presidente, lo deve chiedere lei. Siccome l'ordine del giorno prevede l'assestamento di bilancio e credo che sia utile a tutti che si normalizzi una situazione che non rispetta più le leggi, io credo che sia un suo dovere, senza che noi glielo chiediamo, che lei martedì, all'inizio dei lavori, e vogliamo questo impegno politico, chieda l'inversione dell'ordine del giorno per fare le dichiarazioni che sono previste al terzo punto dell'ordine del giorno stesso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Io sono spiacente, ma l'ordine del giorno è stato predisposto dalla Conferenza dei Presidenti di Gruppo, alla quale forse lei non era presente, ma era presente senz'altro un rappresentante del suo Gruppo.
FADDA (La Margherita-D.L.). Guardi che io ho fatto la battaglia perché fosse al secondo punto, quindi lei non dica cose, quando uno c'è, perché c'eravamo tutti e due. Chi non era presente? Abbiamo fatto una battaglia!
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Benissimo.
FADDA (La Margherita-D.L.). Allora?
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Allora non cambia niente, perché i casi sono due: o lei non era presente oppure era presente e si è battuto...
FADDA (La Margherita-D.L.). Ma se l'abbiamo aspettato per un'ora!
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. E si è battuto per mettere la questione al secondo punto, se tutti gli altri hanno detto: "No, va al terzo punto" ed è stato inserito al terzo punto, perché dovrei essere io a chiedere l'inversione dell'ordine del giorno? Lei chieda martedì l'inversione dell'ordine del giorno e l'Aula, per qualunque cosa, è stato detto, siccome una volta che è stato stabilito per prassi, adesso parliamo serenamente, io ho sentito in Conferenza Capigruppo sempre affermare questo principio: quando l'ordine del giorno è stato stabilito dalla Conferenza, una volta stabilito è l'Aula che deve decidere. Ora, ognuno di noi ha il diritto di chiedere l'inversione dell'ordine del giorno. Perché dovrei essere io e non lei? Perché dovrei essere io e non l'Assessore?
FADDA (La Margherita-D.L.). Perché è lei la causa dei mali della Sardegna, l'ha capito? Non può tenere quattro interim.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. No, io non sono la causa, io non sono la causa di niente. Io mi attengo scrupolosamente al Regolamento.
FADDA (La Margherita-D.L.). Rispetti la legge!
COGODI (R.C.). C'è una scadenza di legge! Non c'entrano nulla il secondo e il terzo punto!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Presidente, io mi rendo conto che oramai sta diventando una riunione tra quattro amici più che una riunione di Consiglio regionale, però mi sembra che il presidente Masala sottovaluti il problema.
Quando in sede di Conferenza dei Capigruppo abbiamo stilato quell'ordine del giorno si pensava questa settimana di lavorare più giornate, si pensava di fare…
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Io sono qua anche domani, non ho chiesto io di andare a martedì, forse l'ha chiesto qualcun altro!
FADDA (La Margherita-D.L.). Neanche noi l'abbiamo chiesto!
spissu (d.s.). Si pensava di fare più velocemente con la legge sull'invalidità, che abbiamo approvato oggi, quindi si ragionava in un quadro diverso che ci consentisse, entro il 5, di affrontare il problema degli interim, che comunque scadono.
COGODI (R.C.). E' un obbligo.
spissu (d.s.). Allora il presidente Masala non può non valutare come siamo di fronte a una situazione nuova, non può continuare a dire che c'è bisogno di un'inversione dell'ordine del giorno, chiesto ai sensi del Regolamento, con due terzi dei votanti che votano per l'inversione dell'ordine del giorno, non può sottovalutare che se iniziamo con l'assestamento può darsi che questa Regione resti per quindici giorni senza una Giunta che possa fare un atto.
Allora io lo invito a non sottovalutare questo problema e lo invito a presentarsi in Aula, martedì, con le dichiarazioni, proponendo egli stesso l'inversione dell'ordine del giorno. Altrimenti, ripeto, l'assestamento inizierà e impiegheremo tutto il tempo che è necessario sull'assestamento.
COGODI (R.C.). C'è una decadenza di legge, non c'entra nulla neppure l'inversione. Fate come vi pare!
PRESIDENTE. La seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore 20 e 55.
Versione per la stampa