Seduta n.263 del 27/12/2006 

CCLXIII SEDUTA

Mercoledì 27 dicembre 2006

Presidenza del Presidente Spissu

INDICE

La seduta è aperta alle ore 16 e 42.

SERRA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di mercoledì 20 dicembre 2006 (257), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Sanjust, Simonetta Sanna e Alberto Sanna hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana di mercoledì 27 dicembre 2006.

Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

SERRA, Segretario:

"Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sugli interventi di bonifica nei compendi minerari del Sulcis-Iglesiente oggetto del bando di cessione di cui alla deliberazione n.17/9 del 26 aprile 2006". (714)

"Interrogazione Cherchi Oscar, con richiesta di risposta scritta, sul rinnovo del CIRL del personale dell'Ente foreste della Sardegna e sulle mancate assunzioni nei nuovi cantieri". (715)

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

SERRA, Segretario:

"Mozione Capelli - La Spisa - Marrocu - Vargiu - Biancu - Biancareddu - Porcu - Artizzu - Balia - Ladu - Licheri - Atzeri - Caligaris di solidarietà del Consiglio Regionale della Sardegna ai giornalisti sardi ed italiani impegnati nella vertenza per il rinnovo del contratto di lavoro". (106)

"Mozione Capelli - Cuccu Franco Ignazio - La Spisa - Vargiu - Artizzu - Ladu - Biancareddu - Milia - Farigu - Diana - Lombardo - Cherchi Oscar - Gallus - Dedoni - Pisano - Moro - Amadu - Randazzo Alberto - Sanna Matteo - Contu - Licandro - Petrini - Randazzo Vittorio - Liori - Cassano - Rassu - Sanciu - Sanjust - Murgioni sui bandi di concorso, per titoli ed esami, per l'assunzione a tempo determinato di n. 2 medici della categoria D; n. 4 funzionari amministrativi - Area dei beni culturali e del patrimonio storico, artistico ed archeologico; n. 6 funzionari amministrativi con competenze in marketing della categoria D - livello retributivo D1 - Area economico-finanziaria e dello sviluppo del territorio; n. 5 funzionari amministrativi con competenze in mercato del lavoro e formazione professionale della categoria D - Livello retributivo D1 - Area economico-finanziaria e dello sviluppo del territorio, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento". (107)

"Mozione Capelli - Cuccu Franco Ignazio - La Spisa - Vargiu - Artizzu - Ladu - Biancareddu - Milia - Farigu - Diana - Lombardo - Cherchi Oscar - Gallus - Dedoni - Pisano - Moro - Amadu - Randazzo Alberto - Sanna Matteo - Contu - Licandro - Petrini - Randazzo Vittorio - Liori - Cassano - Rassu - Sanciu - Sanjust - Murgioni sulla deliberazione della Giunta regionale del 29 luglio 2005, n. 37/5, avente ad oggetto "L.R. 13 novembre 1998, n. 31, art. 29. Nomina Direttore Generale della Presidenza della Regione", con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento". (108)

"Mozione Capelli - Cuccu Franco Ignazio - La Spisa - Vargiu - Artizzu - Ladu - Biancareddu - Milia - Farigu - Diana - Gallus - Dedoni - Pisano - Moro - Amadu - Randazzo Alberto - Contu - Licandro - Petrini - Randazzo Vittorio - Liori - Cassano - Rassu - Sanciu - Sanjust sul decreto del Presidente del Consiglio regionale n. 316 del 26 febbraio 2003, modificato dal decreto n. 83 del 1° luglio 2005, con il quale è stato indetto un concorso per l'assunzione a tempo indeterminato di n. 10 posti di funzionario consiliare; avviso di reclutamento presso il Consiglio regionale, pubblicato nel BURAS il 18 agosto 2006, inerente una selezione per l'assunzione, a tempo determinato, per periodi di sei mesi, di n. 10 funzionari consiliari, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento". (109)

"Mozione Capelli - Cuccu Franco Ignazio - La Spisa - Vargiu - Artizzu - Ladu - Biancareddu - Milia - Farigu - Diana - Lombardo - Cherchi Oscar - Gallus - Dedoni - Pisano - Moro - Amadu - Randazzo Alberto - Sanna Matteo - Contu - Licandro - Petrini - Randazzo Vittorio - Liori - Cassano - Rassu - Sanciu - Sanjust - Murgioni sulla deliberazione della Giunta regionale n. 48/14 del 21 novembre 2006 di modifica della denominazione del Consorzio 21 in "Sardegna ricerche" e approvazione del relativo statuto e sulla deliberazione della Giunta regionale n. 48/12 del 21 novembre 2006 di nomina, quale membro del Comitato di gestione del Consorzio 21, del professor Alberto Silvani, in sostituzione del dimissionario professor Paolo Zanella, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento." (110)

Discussione del testo unificato "Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2007 e disposizioni per la chiusura dell'esercizio 2006" (265-266/A) della proposta di legge Floris Mario - Cherchi Oscar: "Autorizzazione per tre mesi dell'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per il 2007" (265/A) e del disegno di legge: "Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2007 e disposizioni per la chiusura dell'esercizio 2006" (266/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del testo unificato 265-266/A.

(Interruzione del consigliere La Spisa)

PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, su che cosa intende parlare?

LA SPISA (F.I.). Presidente, chiedo di parlare per porre una questione pregiudiziale, ai sensi dell'articolo 86 del Regolamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). La questione pregiudiziale riguarda una parte del testo unificato in discussione, che ha per titolo "Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2007 e disposizioni per la chiusura dell'esercizio del 2006". Nell'articolo 2, in particolare al comma 7, vi è una disposizione, su cui la Commissione si è dilungata nell'esame, che, a parere di molti componenti della Commissione, costituisce un accertamento di entrata, ascritta come variazione di bilancio sostanzialmente, nello stanziamento in conto del capitolo 12106 delle entrate. La questione pregiudiziale consiste nella richiesta che facciamo di un pronunciamento da parte della Presidenza, possibilmente anche con un parere degli Uffici del Consiglio, sulla legittimità di questa norma riguardo alle norme sulla contabilità e anche sulle norme costituzionali e sui principi della contabilità pubblica, in particolare quelli dell'annualità del bilancio.

Chiediamo che al Consiglio venga data pregiudizialmente una informazione su questo aspetto, in modo da poter valutare se questa disposizione non possa inficiare di illegittimità tutto il testo della legge o comunque se non possa essere un appesantimento del bilancio 2006 con una previsione di entrata non correttamente stimata.

PRESIDENTE. Sospendiamo la seduta per cinque minuti, mi riservo di approfondire. Come lei sa, sulle questioni pregiudiziali si pronuncia conclusivamente l'Aula, ad ogni buon conto io faccio la verifica che lei ha chiesto.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Presidente, chiedo, se è possibile, che venga allegato, agli atti del disegno di legge in questione, il parere di legittimità degli uffici della Giunta, in particolare, con riferimento al comma 7 dell'articolo 2.

PRESIDENTE. La sua richiesta è irrituale, essendo il provvedimento caricato in Consiglio, evidentemente il parere di legittimità è incluso. Non è mai successo che richiediamo gli atti, onorevole Capelli, se lei lo chiede evidentemente sa come si deve procedere.

Sospendo la seduta per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 52, viene ripresa alle ore 18 e 02)

PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto. Onorevole La Spisa, colleghi, sulla pregiudiziale che è stata sollevata e soprattutto sulla richiesta che è stata avanzata al Presidente, faccio rilevare che i dubbi e le pregiudiziali sarebbe più opportuno che vengano sollevati non a provvedimenti in discussione in Aula ma magari prima, perché questo ci consente anche di affrontare aspetti che non sono stati affrontati. Tuttavia, poiché la pregiudiziale è stata sollevata in Aula, ritengo che il comma 7 sia ammissibile poiché altre volte si è operato in questo modo in finanziarie precedenti. Abbiamo visto i precedenti che si sono determinati. Chiedo, quindi, all'onorevole La Spisa se intende mantenere la pregiudiziale, nel qual caso opereremo secondo quanto prevede l'articolo 86 del Regolamento, con un intervento per Gruppo non oltre i 5 minuti e poi la decisione dell'Aula con votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Naturalmente la pregiudiziale rimane, rimane perché è fondatissima sul piano giuridico. Anche le argomentazioni che lei, signor Presidente, ha dato riguardo a precedenti mi sembrano eccessivamente sintetiche per giustificare una assunzione di responsabilità da parte sua. Non capiamo se questa sia un'interpretazione che dà personalmente il Presidente o se sia supportata anche da un parere degli Uffici. Noi riteniamo che la questione rimanga, non abbiamo potuto sollevarla prima perché la questione è stata esaminata stamattina nella Commissione bilancio e soltanto a seguito del confronto che c'è stato in Commissione sulle argomentazioni addotte dal Presidente e Assessore del bilancio, noi abbiamo potuto valutare non solo qual è l'impatto di una disposizione di questo genere sul bilancio del 2006 (che già riteniamo grave, perché si tratta di entrare future che vengono iscritte modificando sostanzialmente uno stanziamento esistente e con una cifra molto, molto rilevante), ma anche considerare che ritenere ammissibile un'operazione finanziaria di questo genere (ed è ciò che l'Aula deve valutare) introduce un precedente pericolosissimo per cui in futuro (a cominciare dalla prossima manovra finanziaria che verrà presentata) sarà possibile gonfiare le entrate, iscrivendo somme che non sono assolutamente accertabili in quanto future e quindi in violazione di principi costituzionali oltre che della legislazione in materia di contabilità pubblica.

E' un fatto gravissimo, noi manteniamo la questione pregiudiziale perché sia il Consiglio ad assumersi la responsabilità di una decisione di questo genere.

PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, per precisare il concetto, le entrate sono state trattate sempre come entrate presunte in tutte le finanziarie che hanno preceduto questa; anche nella legislatura precedente le entrate dello Stato, soprattutto in conto IRPEF e IVA sono state presunte.

(Interruzione del consigliere Cappai)

PRESIDENTE. Chiedo scusa. Onorevole Cappai, quando si iscriverà a parlare, potrà dire ciò che ritiene.

Allo stesso modo si è fatto nel 2007, cioè un'entrata prevista per la copertura del disavanzo, che si è determinato negli anni precedenti, è stata trattata non diversamente da come si è fatto in altre finanziarie; poi, siccome questa non è una sede nella quale si può scendere troppo nei dettagli tecnici, procediamo come si fa con le pregiudiziali e l'Aula conclusivamente deciderà.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, io seguo lo schema che lei sta dando, quindi a nome del nostro Gruppo esprimo un voto favorevole alla pregiudiziale. Sulla base di quello che lei ha testé detto, le vorremmo far notare che la pregiudiziale è stata già posta questa mattina in Commissione anche se non nei termini perentori con cui l'onorevole La Spisa l'ha posta questa sera in Aula, nel senso che ci è sembrato di dover segnalare, al Presidente e Assessore della programmazione, non il fatto che fosse presente una previsione di copertura all'interno della finanziaria, ma che si stessero dettando delle norme relative a un esercizio che è già esaurito, quello del 2006 e quindi che la copertura di un deficit venga realizzata attraverso entrate che sono presunte, questo in contraddizione con l'articolo 81 della Costituzione che dice che il bilancio deve avere un esaurimento all'interno della propria annualità.

Il Presidente ha fatto una serie di valutazioni di carattere politico, alcune delle quali devo dire anche condivisibili però non ha superato il problema formale, cioè quello della legittimità o meno della norma. Anche stamattina, quando ci siamo confrontati in Commissione, il ragionamento è andato verso valutazioni di carattere politico che poi hanno ovviamente il sostegno delle parti, nel senso che ciascuno si prende la responsabilità della valutazione che effettua e politicamente ritiene di dover addivenire alle considerazioni che il Presidente ha fatto o di essere in disaccordo con queste; però, per quanto riguarda la parte formale, cioè sul fatto che una norma del genere sia legittima o non sia legittima, purtroppo in Commissione non c'è stato il chiarimento necessario. Gli uffici della Regione interpellati hanno dichiarato la loro convinzione che si tratta di una norma legittima, noi abbiamo sostenuto in Commissione e continuiamo a sostenere in Aula che, a nostro avviso, la norma non è legittima perché viola dei principi costituzionali.

Pertanto, sulla base di queste considerazioni (ovviamente senza aver la pretesa di voler convincere nessuno né di voler o poter entrare in dettagli tecnici che mi rendo conto non hanno la sede d'aula in questo momento per potersi realizzare), presidente Spissu, siccome si tratta alla fine di un'espressione di parere da parte del Consiglio su una questione che riveste un'importanza fondamentale anche per il futuro di questa legge se, così com'è, voi l'approverete, io le chiederei che venga fatta una votazione per appello nominale per cui ogni consigliere possa assumersi la responsabilità di sostenere la legittimità della norma o possa eventualmente dissentire rispetto ad una norma che ritiene illegittima come noi riteniamo che sia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.).Signor Presidente, io sono d'accordo e voto per la pregiudiziale sollevata dal collega La Spisa, ma inizialmente mi vorrei scusare della domanda che ho posto in apertura nel chiedere il parere di legittimità. Chiedo scusa, non per la risposta che ho avuto, non esaustiva, nel senso che in altro modo mi sarei dovuto procurare il parere di legittimità, così come chiesto stamattina in Commissione mi è stato detto "il parere di legittimità è stato dato", ma poiché riscontro che il parere di legittimità su un disegno di legge non è dovuto, pertanto non c'è perché non dovuto, non perché non sia stato riportato in delibera o perché sia stato dato. Perciò era inopportuna la mia domanda iniziale.

In merito invece alla pregiudiziale sul comma 7 dell'articolo 2, credo che questa sia una situazione decisamente diversa da una situazione di finanziaria dove si presumono delle entrate e delle uscite; siamo in una fase di consuntivo nel senso che, come dice il provvedimento di legge, sono disposizioni per la chiusura dell'esercizio 2006, perciò stiamo lavorando a consuntivo e a consuntivo riscontriamo che, per quanto previsto nel preventivo, cioè nella finanziaria, non si sono verificate le condizioni che sono state alterate in finanziaria stessa di presumibili entrate riferite all'IRPEF e all'IRPEG. Perciò, per quanto riguarda il parere di legittimità, io dichiaro di non essere nelle condizioni e di non avere le opportune informazioni giuridiche per poter dire, io, nel mio ruolo di consigliere regionale, se questo è legittimo e costituzionale o anticostituzionale.

Non sono in queste condizioni e non è neanche la mia funzione per intenderci. Certo, posso asserire sicuramente che non rispetta i dettami dell'articolo 36 della legge di contabilità, ma non posso esprimermi in quest'Aula sulla legittimità o meno di una norma, chiedo l'ausilio degli uffici, degli uffici studi, dei funzionari, di quelli che sono preposti ad aiutarci nella valutazione e nella opinione che noi poi dobbiamo esprimere in Aula cioè se ciò che stiamo facendo è coerente con la Costituzione italiana e perciò di conseguenza se è legittimo o palesemente illegittimo. Possiamo andare a fare delle considerazioni che faremo magari, visto che presumo che i colleghi della maggioranza non vorranno mettere in discussione l'atto della Giunta, suppongo che andremo a discutere questo provvedimento di legge nella sua interezza e in quella sede magari approfondiremo le nostre valutazioni e conoscenze sugli effetti del comma 7 dell'articolo 2.

Pertanto, esprimo a maggior ragione il parere favorevole alla pregiudiziale, confortato e, come dire, supportato dalla premessa che ho fatto; non abbiamo aspettato l'Aula per sollevare il problema, l'abbiamo fatto anche stamattina in sede di discussione in Commissione, ma non c'è stato né modo né tempo, abbiamo anche rinunciato alla relazione di minoranza, con senso di responsabilità, perché si potesse discutere l'esercizio provvisorio. Noi abbiamo in mente la discussione dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio e non, come prevede l'articolo 2, la discussione di un assestamento di bilancio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, è vero, questo problema è stato sollevato stamattina in Commissione. Voglio dire, non è che il fatto di non aver chiesto i termini tranquillizza tutti quanti perché, insomma, cinque giorni per la relazione di minoranza dovevano essere comunque concessi. Stamattina, Presidente, noi ci siamo trovati ad esaminare un testo di legge che, di fatto, è onnicomprensivo di almeno due provvedimenti di legge. Il fatto che la Giunta avesse deliberato due mesi di esercizio provvisorio è abbastanza normale, si è sempre verificato, forse due volte è successo che non sia stato chiesto l'esercizio provvisorio; benché avessimo avuto assicurazioni, nella precedente manovra 2005-2006, che non si sarebbe più verificato invece, di fatto, si è verificato. Ma ciò che è più grave è che noi siamo stati messi di fronte ad un disegno di legge che, oltre all'esercizio provvisorio, recita: "…disposizioni per la chiusura dell'esercizio 2006.". Già questo, voglio dire, per tutti quanti noi è un fatto assolutamente nuovo. Chi ha avuto modo di leggere gli otto commi dell'articolo 2, potrà rendersi conto che siamo in presenza di un sistema assolutamente nuovo. Non lo voglio definire corretto o non corretto, ma certamente è un sistema nuovo.

Ora, colleghi, tra tutti i commi che sono presenti in questo articolo 2, l'attenzione prima è andata sul comma 7 e sappiamo tutti perché. Ne è stata fatta menzione più volte in quest'Aula e anche stamattina in Commissione. Si tratta di dare legittimità, secondo me, ad una partita che si era aperta e chiusa velocemente nella finanziaria dell'anno scorso. Su questo il Presidente ritiene che non ci sia coincidenza di vedute, tra me e, credo, la minoranza e lo stesso Presidente, facente funzioni, Assessore del bilancio. Per correttezza, io credo che comunque tutti debbano sapere (credo abbiano avuto modo di leggerlo) che noi di fatto leggiamo nel comma 7 che lo stanziamento iscritto in conto del capitolo XY del bilancio per l'anno 2006 costituisce oggi accertamento d'entrata. Lo stiamo dicendo oggi che costituisce accertamento d'entrata! Noi questo lo dicevamo l'anno scorso. Dicevamo allora che stavate costituendo accertamento d'entrata. Allora "no", oggi "sì"! Quindi, chi come me pensa che questa sia una sorta di sanatoria, può continuarlo a pensare. Poi, può darsi io sbagli ma, di fatto, noi stiamo accertando oggi un'entrata di 1 miliardo e mezzo di euro.

Vede, Presidente, quando lei si è rivolto al collega Cappai, relativamente all'imputazione in bilancio di presunta entrata, devo dire che è vero, si è sempre verificato, si era verificato per 100 milioni di euro in più, con l'assessore Cappellacci, poi si è verificato per 200 milioni in più, con l'assessore Pigliaru. Stavamo parlando di 200 milioni di euro, per i quali tutti quanti noi avevamo certezze che non potessero cambiare poi la vita di nessuno. Ma, in questo caso, noi siamo andati ad imputare 1 miliardo e mezzo di euro, oggi, col comma 7, ritenendo di dover dare, io lo dico, una legittimità, che - secondo me - non è che non ci sia oggi, ma certamente non c'era allora! Questo è uno dei commi, ma, signori, si tratta anche di tutte le risorse in capo agli enti locali che gli enti locali non sono riusciti a spendere e per le quali la Regione Sardegna adotta poteri sostitutivi! Comma 5.

PRESIDENTE. Onorevole Diana, il tempo a sua disposizione è terminato.

DIANA (A.N.). Vorrei concludere!

PRESIDENTE. Concluda!

DIANA (A.N.). Queste somme sussistenti che dovrebbero rientrare, e debbono rientrare, benissimo, che rientrino! Ma la Regione, automaticamente, si sostituisce agli enti locali, per che cosa fondamentalmente? Perché questo si dice qui, si sostituisce agli enti locali; per che cosa? Per completare i bandi già in essere? I lavori che sono già iniziati? E tutte quelle somme che, invece, non sono neanche impegnate, perché non sono state completate le progettazioni e quant'altro, queste risorse, dove vanno? Questo c'è scritto qui!

CUGINI (D.S.). Tu stai trattando argomenti che non riguardano la pregiudiziale!

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Diana, concluda perché il suo tempo è scaduto.

DIANA (A.N.). Per avallare il voto favorevole alla pregiudiziale. Come no? Sono tutti argomenti che riguardano la pregiudiziale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Presidente, anche ascoltando le osservazioni dei colleghi questo pomeriggio, mi viene il dubbio che forse, in qualche modo, non si sia compreso bene di quali aspetti o di che cosa stiamo parlando. Anche in riferimento al collega Diana, qui non stiamo parlando, collega Diana, di somme disponibili per il bilancio 2006, qui stiamo parlando della copertura del disavanzo accumulato nelle gestioni precedenti. Quindi, non c'è un impatto sulla disponibilità di risorse per l'esercizio del 2006. Quindi, credo che i primi ad essere favorevoli a questo tipo di impostazione dovrebbero essere proprio i colleghi del centrodestra, perché questa non è un'impostazione che gonfia la spesa come ha detto il collega Vargiu, ma è un'impostazione che, al contrario, sgonfia la spesa, perché rende disponibili meno risorse per gli anni successivi e le mette al servizio di debiti fatti negli esercizi precedenti. Attenzione, non debiti fatti da questa Giunta, da quest'amministrazione, da questa maggioranza, ma da quelle precedenti; senza specificarne il colore, per non aprire una nuova polemica, come quella che abbiamo aperto in Commissione.

Quindi io credo che, al di là della legittimità, concordo con quanto diceva il collega Capelli, anch'io non ci voglio entrare, perché è arrivato questo disegno di legge insieme ad una delibera di Giunta, che porta la firma di un direttore generale, che si presuppone che quando firma dà in automatico un visto di legittimità; erano presenti in Commissione i funzionari dell'Assessorato ai quali è stata rivolta la domanda: "Ci confermate che secondo voi questo disegno di legge è legittimo?". Ci è stato confermato che questa impostazione è legittima, quindi, io posso anche avere dei dubbi o mettere in discussione la parola dei funzionari, che tra l'altro era detta non al bar, ma nell'esercizio di una loro funzione pubblica.

Quindi io do, in qualche modo, per assodata la legittimità e faccio quindi una considerazione più semplice, di quella che nelle aziende, in un'organizzazione qualsiasi, si chiamerà principio di prudenza contabile. E mi chiedo: ma questa impostazione, che è stata data per l'esercizio provvisorio e di chiusura del bilancio 2006, dal punto di vista contabile, è più prudente o meno prudente rispetto agli accadimenti che possono esserci? Cioè, mette la Regione al riparo da quello che può succedere o ci mette nelle condizioni magari di dover accertare, negli anni successivi, un buco maggiore? Ecco, io credo che sia più prudente, perché non autorizzare mutui aggiuntivi, ma vincolare quote delle entrate future per pagare i debiti, attenzione, pregressi, vuol dire di fatto minore disponibilità di spesa.

Perché se invece autorizzassi 1500 mutui di risorse aggiuntive, avrei disponibili per la spesa di quegli anni futuri perché ho maggiori risorse, per cui le cifre, onorevole Diana, sono diverse perché qui abbiamo una legge nazionale che sancisce che ci saranno quelle entrate anche se non cresce l'Irpef, se non cresce il Pil, se tutto ci va male avremo almeno 1500 milioni di entrate in più. Se noi autorizzassimo nuovi mutui non solo avremmo 1500 milioni in più da spendere, ma avremmo 1500 milioni più 1500 milioni di mutui. Quindi, dal punto di vista contabile, il non autorizzare i mutui e quindi non autorizzare la Giunta a contrarne di nuovi, impedirle di contrarne di nuovi, e costringere la Giunta che ci sarà nel 2013, che io non so di che colore sarà, non a fare politiche allegre, ma a fare politiche sane, di finanziamento della spesa con le proprie entrate, io credo che sia operazione contabile prudente. Forse voi non riuscite a capirlo perché magari avevate qualche abitudine un po' diversa e capire che si può ragionare in maniera prudente è un qualcosa che forse è un po' difficile da spiegare, ma io mi auguro che anche il dibattito di oggi ci aiuti a chiarirlo. Ed è per questo che siamo ovviamente contrari alla pregiudiziale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). A nome del mio Gruppo, preciso il parere favorevole alla questione pregiudiziale. Onorevole Porcu, qui non stiamo parlando di copertura del disavanzo, perciò richiamo oggettivamente l'attenzione dell'Aula su questo aspetto, su questo è pericoloso. Non stiamo parlando di copertura del disavanzo, perché siamo sul versante delle entrate non della spesa, stiamo autorizzando, accertando come entrata... Mi dispiace, Presidente, ma il paragone con quanto fatto nelle leggi finanziarie precedenti non regge, perché allora si era in sede di previsione del bilancio, quindi in previsione di spesa, si indicava e si stanziava una somma in previsione di un'entrata incerta, però stimata con un po' di azzardo, prima e dopo, ma comunque stimabile e ancora ragionevole, possibile. Qui a chiusura dell'esercizio stiamo invece accertando, come entrata, un'entrata, una somma che invece non è incerta è certa, ma è certa nel 2013. E' chiara la differenza.

E' una cosa importantissima, che occorre mettere a fuoco perché stiamo avviando un metodo, stiamo inaugurando e quindi creando un precedente pericolosissimo, cioè quello di considerare questi soldi in accertamento di entrata, a prescindere da come verranno utilizzati, oggi ci dite che verranno messi effettivamente così per coprire il disavanzo, ma domani possono anche essere messi per spenderli. Si avvia un precedente per cui potremo spendere, da ora in poi, i soldi che in entrata sono certi ma sono certi negli anni successivi. Questa è una rivoluzione del sistema della contabilità pubblica e credo che il Consiglio, per la correttezza del procedimento legislativo, dovrebbe avere un minimo di sussulto, di ragionevolezza e suggerire altre strade per raggiungere lo stesso obiettivo. Ma certamente non quello di calcolare e accertare come entrata una somma che non esiste oggi, non esiste e non esistono precedenti in questo senso.

Non è lo stesso precedente per cui si sono stanziati 1 miliardo e 500 milioni nel 2006 o nel 2005 sull'IVA 100 milioni in più, allora si prevedeva in entrata una somma che poteva ancora entrare, perché vi era una trattativa con lo Stato. Oggi, dallo Stato questo miliardo e mezzo non lo abbiamo! Allora, più ragionevolmente bisogna accertare invece che questa entrata non vi è stata e conseguentemente modificare le poste di bilancio. E' chiaro qual è il problema: in questo modo si evidenzierebbe che la copertura di disavanzo non c'è. E non c'è! Voi potete riempirvi la bocca sul fatto che avete risanato il bilancio, non lo avete risanato! Perché non si pagano i debiti facendo altri debiti, soprattutto non si pagano debiti ascrivendoli a generazioni future di casa tua. E' come se ci comprassimo una lavatrice ipotecando già gli stipendi che entreranno in famiglia fra due o tre anni. Non è così che si risana il bilancio, mi dispiace!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). L'ammissibilità della norma, per me, è stata accertata dal Presidente, sentiti gli Uffici, come ha riferito all'Aula. Per cui il nostro Gruppo voterà per respingere la pregiudiziale.

Prendiamo ora in esame la norma dal punto di vista politico: quando abbiamo accertato che, in Sardegna, il nostro bilancio aveva registrato una tale situazione di disavanzo, era di fatto per prendere atto che, negli anni dal 1999-2000 al 2004, si era speso molto di più di quelle che erano le entrate e le disponibilità delle risorse. Molto di più era quella cifra enorme di disavanzo che si era creato in quegli anni, si parlava quasi di 8 mila miliardi di vecchie lire. Nel bilancio 2006 e nel bilancio 2005, noi abbiamo fatto un'operazione di ridurre i costi riducendo il disavanzo, poi, quando abbiamo approvato il bilancio 2006, si è ritenuto che la vertenza con lo Stato sulle entrate avrebbe determinato già nel 2006 un'entrata che sarebbe stata utilizzata per ridurre quel disavanzo.

La giustificazione politica del disavanzo, da parte di tutti, in particolare dal centrodestra, era data dal fatto che si era determinato questo disavanzo enorme nel bilancio regionale perché lo Stato non aveva trasferito alla Regione le risorse dovute in materia di IVA, IRPEF e così via. E' evidente che, nel momento in cui si chiude la vertenza con lo Stato, con l'approvazione della finanziaria, noi prendiamo atto che ciò che avevamo previsto, cioè una maggiore entrata nel 2006 che avremmo utilizzato per abbattere il disavanzo, non si è concretizzato, ma si concretizza un grande straordinario risultato dal 2007 al 2010 e dal 2010 in poi, così come il disavanzo è stato determinato per una mancata entrata da parte dello Stato delle risorse dovute, riteniamo opportuno che questo disavanzo sia pagato da queste nuove entrate che lo Stato ci trasferirà dal 2010 in poi, in questo caso dal 2013, 2014, 2015. Cioè per una minore entrata da parte dello Stato in materia di IVA, IRPEF e così via, il disavanzo viene scaricato sulle annualità successive; una parte, dovuta al fatto che si chiude la vertenza con lo Stato con il famoso articolo "102" e quindi quel disavanzo, così come si è determinato per mancate entrate dello Stato, viene scaricato su maggiori entrate possibili negli anni successivi.

Altrimenti, se scegliamo la strada del mutuo, su chi scarichiamo? Se il disavanzo rimane e la strada non è quella di pensare di scaricare su quegli anni anticipando quelle entrate, nel bilancio 2006, l'altra strada è il mutuo, cioè scaricare comunque sulle successive generazioni, quindi su chi verrà a governare la Sardegna, quel disavanzo. Perché il disavanzo c'è, il disavanzo era determinato dal fatto che lo Stato non ha concesso le risorse, prendiamo atto che dal 2010 in poi le risorse ci saranno e scarichiamo su quegli anni quel disavanzo. , Da questo punto di vista, pare anche a me politicamente sostenibile. Dal punto di vista formale gli Uffici hanno chiarito che si dirà che sono entrate 2013, 2014, 2015, cioè sono entrate che alla Regione spettano e che quindi utilizziamo in questa direzione. Per cui, dal punto di vista formale, c'è la parola del Presidente, dopo aver sentiti gli Uffici, sull'ammissibilità; dal punto di vista politico, è sostenibile che questo disavanzo comunque venga scaricato sulle maggiori entrate che ci verranno dallo Stato negli anni successivi, perché questo disavanzo era determinato comunque da una mancanza di risorse da parte dello Stato. Anche il ricorso al mutuo per il disavanzo è comunque scaricare, sulle successive generazioni e sulle successive legislature, i costi di un disavanzo prodotto dal 2000-2004.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Noi voteremo a favore della pregiudiziale in merito al comma 7 dell'articolo 2 dell'esercizio provvisorio. Devo dire che non ci aspettavamo un esercizio provvisorio di tale portata, tant'è che non abbiamo chiesto neanche i termini previsti per analizzare meglio la proposta che non è limitata soltanto all'approvazione dell'esercizio provvisorio del bilancio ma prevede tutta una serie di altre cose. C'è voluto pertanto un po' di tempo per capire meglio qual era la logica e la filosofia che ha guidato questa azione da parte del Governo della Regione.

Devo dire che neanche le cose che ha detto il Presidente del Consiglio mi hanno convinto che questa azione portata avanti dalla Giunta regionale sia un'azione giusta, sono molto generiche, quando si dice che si facevano anche in passato, bisogna specificare meglio.

Bene, io credo che il fatto di rimandare agli anni 2013, 2014 e 2015 effettivamente sia andare troppo in là, perché probabilmente le cose potrebbero cambiare negli anni, e se è vero, onorevole Marrocu, che bisogna scaricare il disavanzo ma allora perché non si scarica a partire dal 2007? Perché si deve rimandare tutto al 2013? Effettivamente noi stiamo lasciando in eredità, a chi verrà molto dopo di noi, una situazione che non è sicuramente favorevole. Tanto più che io ho dubbi forti, fortissimi, che l'accertamento delle entrate non possa essere fatto oggi per entrate che dovrebbero venire dal 2010 in poi.

Ecco, mi pare che, dal punto di vista delle leggi di contabilità, questo sia come qualcuno dice, "il sistema nuovo"; può essere il sistema nuovo ma può essere un sistema molto pericoloso, io ho dubbi che questa operazione possa essere un'operazione giusta, perché se noi dovessimo procedere di questo passo io non so come le cose potrebbero andare.

Ecco, io avrei capito, Presidente, che lei avesse chiamato col suo vero nome le cose che noi stiamo facendo, che parlasse di un assestamento di bilancio - perché di quello in parte si tratta - e non di altre cose; mentre oggi questa manovra è stata infarcita di tutta una serie di altre cose di dubbia legittimità, non soltanto mi riferisco al comma 7, ma anche al comma 2 dell'articolo 2 (anche su questo, comunque, poi entreremo nel merito quando andremo a discutere, fuori dalla pregiudiziale, questo articolo).

Pertanto io credo che la Giunta regionale bene avrebbe fatto a limitarsi a presentare l'approvazione dell'esercizio provvisorio e poi lasciare tutte le altre cose, che hanno bisogno di un metabolismo diverso, alla discussione del bilancio vero, perché in quella occasione ci sarà la possibilità di approfondire meglio alcuni temi che a noi oggi pare siano molto forzati e di dubbia legittimità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Non è un Capogruppo, Presidente!

PRESIDENTE. Il Presidente della Regione, ai sensi del Regolamento.

SORU, Presidente della Regione. Occuperò pochi secondi per non gravare sulla discussione, però credevo fosse opportuno sentire anche il parere della Giunta su un argomento di questa importanza. Riferirò alcune cose già riferite stamattina in Commissione, per cercare di chiarire, anche a chi non avesse partecipato, ai tanti consiglieri che non hanno partecipato stamattina al dibattito, anche il merito della discussione, e riportarla anche un po' in un suo percorso storico.

Oggi stiamo parlando di cifre, in effetti, importanti per il ripianamento del disavanzo, cioè della somma dei deficit che nel corso degli anni si è accumulato. L'anno scorso, in piena vertenza per le entrate, avevamo iscritto, in modo anche forte, così, di confronto con lo Stato, un saldo di accertamento, cioè degli ulteriori accertamenti di entrate, per 1 miliardo e 850 milioni. Prudentemente, avevamo destinato queste maggiori entrate non a finanziare ulteriori spese ma a diminuire la quantità di mutui già autorizzati e che avrebbero potuto essere contratti, ed è sinonimo, in qualche modo, a diminuzione del disavanzo, a diminuzione dei mutui autorizzati e non ancora contratti, per una cifra identica. Passavamo da oltre 3 miliardi a qualcosa come 1 miliardo e mezzo.

Volevo dire che queste cifre imponenti non appartengono alla storia della Amministrazione regionale: ancora nel 1991 non avevamo nessun disavanzo, anzi avevamo un avanzo, avevamo più crediti di debiti. Avevamo un avanzo di circa 200 milioni, nel '91, nel '92 un po' di meno, nel '93 più o meno in equilibrio, ancora nel '94 avevamo un disavanzo di circa 250 milioni di euro, rapportato al bilancio dell'epoca, cioè debiti a cui corrispondevano mutui contratti e mutui autorizzati, pari a circa il 5 per cento della somma del bilancio, al 5 per cento dell'ammontare, della dimensione del bilancio della Regione. Questo ancora dodici anni fa.

Progressivamente, in pochi anni, si è iniziato ad accumulare dei deficit, deficit che venivano finanziati, come? Rimandandoli, appunto, alle future generazioni, con dei mutui autorizzati che poi gradualmente, quando la spesa si è manifestata, si sono anche dovuti contrarre. Negli ultimi cinque anni, lo abbiamo detto tante volte, poi questo percorso è cresciuto anche in maniera esponenziale; per cui, mentre dodici anni fa, eravamo ad un disavanzo di 200 milioni, il 5 per cento del bilancio annuale, nel 2004 eravamo ad un disavanzo di 6 miliardi di euro, oltre un anno di bilancio. Questi 6 miliardi di euro gravano, certo, sulle future generazioni, sono lavatrici già comprate che dovranno pagare le future generazioni; già comprate non per decisione di questa Amministrazione, opportunamente è stato detto "chiunque l'abbia fatto". Per 6 miliardi di euro, finanziati come? In parte con mutui già contratti e in parte con mutui già autorizzati che si possono ancora contrarre.

Noi oggi stiamo di fatto dicendo: "era stato deciso nel passato di contrarre questi mutui perché le entrate non erano sufficienti a coprire le spese". E' stato detto che queste entrate non erano sufficienti, in parte perché le spese erano troppe, in parte perché lo Stato non ci stava passando questi soldi. Nel momento in cui lo Stato, con la nuova legge finanziaria, si impegna, con delle regole di compartecipazione totalmente nuove, a passarci questi soldi, possiamo fare due cose: o mantenere i mutui autorizzati e tenerceli stretti ed eventualmente contrarli davvero e spendere tutti quei soldi e poi, man mano che arrivano i soldi dallo Stato, continuare a spendere anche quelli, sulla base di quanto è stato già autorizzato, è possibile farlo; oppure, più prudentemente, possiamo dire di cancellare una parte di quelle autorizzazioni di mutuo e metterci dentro un percorso di maggior severità di bilancio impegnandoci già da oggi a pagare i debiti fatti nel passato con le risorse che arriveranno nel futuro.

PRESIDENTE. Presidente, concluda prego.

SORU, Presidente della Regione. L'ultima cosa che si può dire a questa Amministrazione e a questa proposta è che stiamo scaricando debiti nostri nel futuro delle generazioni; casomai stiamo cercando di porre in equilibrio il carico per le generazioni future sulla base dei debiti che sono stati fatti nel passato.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione della questione pregiudiziale.

(Interruzione del consigliere Vargiu)

Onorevole Vargiu, si vota per alzata di mano come da Regolamento.

Metto in votazione la questione pregiudiziale. Chi la approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non la approva alzi la mano.

(Non è approvata)

L'ordine del giorno reca la discussione del testo unificato 265-266/A.

Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore.

CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore. Mi rimetto alla relazione scritta.

PRESIDENTE. Ricordo ai consiglieri che intendono prendere la parola di iscriversi non oltre la conclusione del primo intervento.

E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Mi dispiace annoiare il Consiglio con la ripetizione dei miei interventi, però questo provvedimento di legge, che presenta molte particolarità, non merita di essere licenziato in maniera frettolosa dal Consiglio, quanto meno non merita che venga licenziato frettolosamente dall'opposizione, come minimo per far capire che possiamo anche accettare che la logica dei numeri faccia prevalere una proposta di legge rispetto ad un'altra, ma che almeno questo non passi con una sostanziale acquiescenza da parte nostra. Questo testo di legge è pesantemente condizionato dal caso di cui abbiamo brevemente e sommariamente discusso nella questione pregiudiziale.

CAPELLI (U.D.C.). Giorgio, non c'è né il Presidente, né l'Assessore!

LA SPISA (F.I.). Non fa niente se non c'è né il Presidente né Assessore, non è un problema, tanto ormai le indicazioni le ha date. Ormai è prassi questa, non ci meraviglia più nulla, francamente non ci sentiamo offesi da questo, ci sentiamo molto più offesi dalle parole che vengono dette, quando saltuariamente il Presidente è presente in Aula, anche da queste ultime che ha pronunciato, tra l'altro in maniera irrituale, nella discussione sulla questione pregiudiziale. Anche adesso il Presidente, anche adesso questa Giunta dimostrano di avere una concezione della contabilità (che è veramente fantasiosa, è veramente allegra) che insiste ancora su una demonizzazione del passato. Tra l'altro, citando sempre numeri sbagliati, ancora numeri sbagliati… Presidente, guardi che non mi ascolti l'onorevole Pirisi, che è una persona molto… pazienza, ma che neanche il Presidente…

PIRISI (D.S.). Io la sto ascoltando…

LA SPISA (F.I.). Volevo richiamare l'attenzione, Peppino. Vorrei innanzitutto precisare che stamattina il Presidente ci ha passato una tabellina in cui il disavanzo di amministrazione della Regione, nel 2004, aveva una punta massima di 3 miliardi e 98 milioni di euro…

(Interruzione del consigliere Porcu)

LA SPISA (F.I.). No, di disavanzo, Chicco, stai attento, disavanzo di amministrazione, la punta massima è 3 miliardi e 98 milioni, non 6 miliardi. Ma, Presidente, con i numeri pensa davvero in questa Aula di fare come…

(Interruzione dell'Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione)

LA SPISA (F.I.). No, no, no, ha detto 6 miliardi di euro, abbiamo sentito bene tutti, 6 miliardi di euro, perché di lire, caso mai, dovevano essere 6 mila miliardi. Caro Assessore, la prego, almeno, di rimanere in quell'area di salvataggio dai giudizi dell'opposizione, che noi le accreditiamo sempre per la sua prudenza e per la sua competenza, è meglio che non si avventuri in queste cose. Si è parlato di 6 miliardi di euro di disavanzo, mentre non è così…

(Interruzione del consigliere Dedoni)

LA SPISA (F.I.). Purtroppo è un'abitudine, però scusate! Con i numeri, da parte del Presidente, sembra di assistere ai tentativi di convincimento dei testimoni di Geova, quando ci citano i numeri dei capitoli dei libri della Bibbia, riportando i versetti e ovviamente facendo leva sulla nostra abissale ignoranza in questo punto. Non può fare conto su questa questione, perché in questa Aula anche se siamo molto meno esperti di lui in termini di finanza fantasiosa, anche se ci intendiamo molto meno di lui di debiti, però certamente le cifre le sappiamo ascoltare e paragonare con la realtà, per cui adesso basta! Adesso basta! Ogni tanto il Presidente prende la parola, spara alcune cifre, come ha fatto qualche giorno fa, a proposito del Piano sanitario regionale, quando ci ha detto che il disavanzo delle Aziende era inferiore a quello iscritto nei bilanci e nel Piano sanitario regionale, così come in mille altre occasioni ha fatto, non è il caso di parlare di tutte, contraddicendo se stesso e il proprio Assessore.

Veramente questo Consiglio non ne può più di una difesa da parte del Presidente che si limita solo e sistematicamente all'indicazione degli errori del passato, dimenticando che questi errori nascono da una conduzione politica di anni, che ha visto la corresponsabilità di diverse amministrazioni, diverse realtà, diversi governi di diverso colore e che, di volta in volta, però pone all'attenzione del Consiglio argomentazioni, cercando di portare il Consiglio, quindi anche l'opinione pubblica, che in qualche modo ci ascolta direttamente o indirettamente, verso una valutazione positiva delle sue scelte. Non è così!

Noi assistiamo in questo modo ad un'operazione veramente rischiosissima, perché si apre una stagione nuova, in questo modo, si apre una stagione in cui, davvero, potranno essere iscritte in bilancio somme assolutamente non accertabili nell'esercizio in corso, nell'esercizio di cui si tratta, e in qualche modo noi ci avviamo davvero verso una totale inaffidabilità di quanto politicamente, finanziariamente e tecnicamente si dice in questa Aula.

Questo esercizio provvisorio, che non è solo l'autorizzazione all'esercizio provvisorio, ma contiene anche disposizioni per la chiusura dell'esercizio 2006, è insieme autorizzazione all'esercizio provvisorio, ma anche di fatto una variazione di bilancio che doveva essere fatta in tempi diversi, che non è stata fatta perché la Giunta e la maggioranza hanno deciso di fare altro in questo Consiglio; si assumono la responsabilità di dare a questa Regione, per il terzo anno consecutivo in questa legislatura, un bilancio, e quindi un esercizio finanziario ridotto nei mesi, che comprimerà la capacità di spesa, come sempre, forse questo porterà ulteriormente un'economia di spesa.

Non vorremmo che fosse questo, di fatto, l'obiettivo recondito che Presidente e Giunta hanno, cioè quello di mantenere la cattiva abitudine di esercizi provvisori che comprimono la spesa evidentemente e di lasciare al bilancio di esercizio un'operatività molto limitata, di fatto 6-8 mesi al massimo, costringendo poi, anno dopo anno, a mettere nella legge di autorizzazione all'esercizio provvisorio ciò che è contenuto anche questo anno, cioè accantonamenti in conto residui che, nella legge di contabilità, vietate, anzi inasprite le sanzioni previste in caso di accantonamento in conto residui, ma poi sistematicamente, come in questa occasione, fate come sempre e come tutti; cioè prevedete che vengano accantonate in conto residui nel bilancio somme riguardanti la programmazione delle spese per i programmi comunitari, prevedete altri accantonamenti in conto residui, prevedete, sempre nel filone della finanza creativa, anche la ridefinizione di che cosa è un impegno di spesa, perché nel secondo comma dell'articolo 2, voi, sostanzialmente, considerate come impegni di spesa le somme relative alla copertura di bandi pubblici pubblicati entro il 31 dicembre 2006.

Facendo sostanzialmente un'operazione identica, cioè accantonando, per non perdere quelle risorse, ma considerando come impegni di spesa ciò che tecnicamente e giuridicamente non è un impegno di spesa, poniamo una somma stanziata per un'opera pubblica che richieda un bando o comunque interventi finanziari che richiedano bandi e che quindi non individuano un soggetto a cui imputare l'obbligazione a cui viene attribuito anche l'impegno di spesa, voi, in qualche modo, state ridefinendo che cos'è un impegno di spesa.

Una "fantasiosità" dietro l'altra. Noi non vi seguiamo su questa strada, pensiamo che questa sia una modalità assolutamente sbagliata di gestire la finanza regionale; soprattutto, è una modalità che, di fatto, prende in giro tutti, cerca di prendere in giro il Consiglio, la maggioranza fa finta di lasciarsi prendere in giro, io non credo che siate così sprovveduti da farlo, sappiamo perfettamente che, in cuor vostro, non valutate esattamente nello stesso modo sul piano tecnico e legislativo queste questioni, ma siete costretti, evidentemente, a dire che vi va bene così, ad accettare che l'interpretazione del Presidente del Consiglio sia quella più corretta, continuate a tenere la testa sotto la sabbia, siete padronissimi di farlo. Noi, però, da questa scelta, assolutamente non condivisibile, ci dissociamo totalmente e crediamo che si debba giungere a un pronunciamento molto forte, anche in sede di approvazione dell'esercizio provvisorio, che non sia di semplice astensione, ma credo che possa portarci al voto contrario a questa legge, che voi, certamente, state conducendo in maniera assolutamente irrituale, calpestando le norme sulla contabilità e violando apertamente anche le norme costituzionali.

Io spero ancora che possa esserci giustizia in questo mondo e che qualche Corte si accorga di questo, certamente non parliamo delle sedi civili o penali, parliamo però della sede di tutela e salvaguardia delle norme costituzionali, su cui crediamo davvero che debba esserci un pronunciamento forte, perché questa è una china veramente pericolosa per la finanza regionale e per l'equilibrio, ma soprattutto per il rispetto della programmazione della spesa per i prossimi anni.

Noi avremo, in questo modo, bilanci futuri già ipotecati, verranno compressi proprio dalle scelte che si fanno adesso. Avete detto, mesi fa, di aver avuto da parte del Governo nazionale una grandissima attenzione, tanto da riconoscere nella legge appena approvata un sistema di entrate che permetterà, a partire dal 2010, 1 miliardo e mezzo di euro all'anno in più. Giustamente, o meglio probabilmente, avete ragionato in questi termini: tutto questo merito che ha avuto il centrosinistra non poteva poi essere consegnato ad altre amministrazioni future (che potrebbero essere certamente, noi ve lo auguriamo sul piano personale, ancora di centrosinistra, ma potrebbero non esserlo), e quindi, giustamente avete detto: "Qualche cosa lasciatela spendere anche a noi!". Questa è la verità!

La potete spendere con l'approvazione del settimo comma dell'articolo 2, in due modi. Il primo modo di spenderla è accreditandovi un successo politico, quello dell'abbattimento del disavanzo, che non esiste, non è vero che in questo modo il disavanzo viene abbattuto e i mutui non verranno contratti, perché se la spesa e se le necessità di cassa obbligheranno ad accendere mutui, questi mutui verranno ugualmente accesi, il disavanzo ripartirà e l'indebitamento non si fermerà per questo. L'indebitamento non si ferma con alcuni artifici contabili, le banche non si fermano davanti a un prestigiatore, le banche si fermano davanti a impegni seri, a persone serie, non siamo di fronte a persone serie, le banche non si troveranno davanti a persone serie in questa occasione. L'indebitamento ripartirà, però, nel breve termine, voi incassate questo successo politico. State risanando il bilancio regionale, lo direte ancora nella conferenza di fine anno, lo direte ancora certamente, e forse qualcuno ancora vi crederà, ma prima o poi le bugie vengono allo scoperto, potete tenerle sotto l'acqua per un po' di tempo, ma prima o poi vengono a galla. In questo modo, per voi, il primo successo è questo.

Ma c'è un altro successo che vi apprestate ad incassare, e non è un successo politico, è un possibile successo di risorse finanziarie che, negli ultimi due anni e mezzo di legislatura, cercherete di spendere, non per risanare i bilanci, ma per poter conquistare ancora consenso e potere, per poterlo mantenere, utilizzando una norma, un precedente che si apre, per questo, pericolosamente perché, come lo farete voi negli ultimi due anni, lo potrà fare chiunque altro nel futuro, e magari qualcuno, anche in altre sedi, si sentirà autorizzato a farlo.

Ecco, su questo noi crediamo sia nostro dovere annoiare ancora un po' quest'Aula per far presente quale sia veramente l'efficacia, quale sia l'effetto perverso di questa disposizione che vi apprestate ad approvare.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, mi chiedo per quanto tempo andrà avanti ancora l'interim alla programmazione e ho il serio dubbio che potremmo ritrovarci, se non "David Copperfield", "Silvan" alla programmazione, perché questo è un gioco di prestigio. L'articolo 2 del testo di legge è un gioco di prestigio, neanche di grande qualità.

Vorrei riferirmi, come al solito, ad alcuni interventi e al dialogo con i colleghi della maggioranza, quando si dice: "Noi dobbiamo pagare un debito, come volete che lo paghiamo?". Indebitandoci ulteriormente, diceva il collega Porcu, o utilizzando le future entrate per risanare. Io sono d'accordo che, utilizzando le future entrate certe, le si debba utilizzare per risanare. Su questo siamo totalmente d'accordo, però, vorrei ricordare al collega Porcu che esiste la certezza del diritto, cioè le nostre aspettative e quanto noi dobbiamo porre in essere deve essere tutto dentro i canali ben delimitati del diritto e di quello Stato di diritto che io continuo a richiamare in quest'Aula che noi stiamo calpestando, che voi state calpestando.

Se ci fosse una legge che dicesse che anche noi siamo responsabili delle cose che sbagliamo e ne siamo responsabili diretti (per esempio se si fanno più di tre leggi anticostituzionali ce ne andiamo a casa), noi saremmo a casa, a causa vostra, già da diverso tempo e, probabilmente, in passato, altri sarebbero andati a casa ancora prima. Ma, sa, due cose sbagliate non fanno una cosa giusta. Allora, noi abbiamo un'eredità che non è quella di impegnare i fondi per pagare il debito, l'eredità è il debito, purtroppo, questa è una presa d'atto. Abbiamo come eredità un disavanzo abbastanza gravoso, che non sono i 6 miliardi di euro, come giustamente ha rilevato il collega La Spisa, ma è comunque un debito rilevante. Poi, poco conta se si dice 3 miliardi o 6 miliardi di euro; i numeri, il nostro Presidente, ce li ha dati già in diverse occasioni, non ultima sul Piano sanitario. Io credo che la stampa darà poco rilievo al fatto che il Presidente-Assessore, per l'ennesima volta, in corso di discussione del Piano sanitario, abbia dato dei numeri sbagliati, paragonando il 3 per cento del deficit dello Stato con il 22 per cento della Regione. I parametri sono del 3 per cento contro il 4,5 per cento, ma non vi voglio tediare su questo, basta che vi leggiate quanto ha scritto l'assessore Pigliaru, in riferimento a quanto ha detto il presidente Soru in quest'Aula. Ma, sicuramente, non uscirà fuori che, per l'ennesima volta, ha dato i numeri, ha fatto il solito spot, lo spot populistico e demagogico che sta governando questa legislatura.

Ma torniamo allo Stato di diritto e alle violazioni che ci sono, palesi, su questo provvedimento di legge. Certo, io prima ho detto che non sono in grado di esprimere se una legge è legittima o illegittima, richiamo ancora una volta, sempre per il collega Porcu, che il parere di legittimità su un disegno di legge non è dovuto, perciò nessuno ha espresso un parere di legittimità, né il Presidente né i funzionari né altri, perché non è dovuto, è una legge, per cui non si esprime un parere di legittimità e ho fatto il mea culpa su questo, ma c'è chi potrà esprimere il parere di costituzionalità o meno.

Già nel 2006 è stato palesemente violato il principio di veridicità del bilancio, lo dichiarate oggi, lo dichiarate oggi col comma 7 dell'articolo 2 del testo di legge che abbiamo in discussione, il principio di veridicità del bilancio, il principio attuativo dell'articolo 81 della Costituzione italiana; negando questo principio sono stati iscritti, nel 2006, ben 1 miliardo e 850 milioni di euro, sto cercando di dare giusti i numeri, per quanto mi riguarda, per IRPEG e IRPEF, sono stati iscritti senza titolo, perciò quel principio l'avete già negato nel 2006 e oggi state confermando che quello era un principio di veridicità del bilancio negato. Infatti, quelle aspettative non si sono realizzate, quelle che voi avete dichiarato nella finanziaria 2006, perciò automaticamente cosa doveva succedere? Che la Ragioneria della Regione avrebbe dovuto cancellare a fine esercizio 2006, ai sensi dell'articolo 36, in particolare il comma 1, della legge di contabilità, tutte le poste per le quali non si è realizzato il titolo a riscuotere, questa era l'operazione da fare.

Come risanare poi? Con quali fondi? Ci sono diverse vie, ci sono tante vie, è chiaro che noi comunque dobbiamo pagare e che la triste eredità è il disavanzo, non il fatto che ci impegniamo. Certo, mi sarebbe piaciuto sentire in quest'Aula, anche dal Presidente, per onestà intellettuale, non soltanto i numeri del disavanzo ma perché questo disavanzo negli anni si è verificato (oltre gli sprechi, anticipo): minori trasferimenti dello Stato, deleghe dello Stato cui non sono seguiti i trasferimenti dovuti, è inutile che ricordi che abbiamo risanato la legge numero 28, è inutile che ricordi la blue tongue e le alluvioni, è inutile che ricordi tutto questo per quanto riguarda la passata legislatura e dovrei ricordare tanto per le altre legislature. Di fatto si è creato un disavanzo.

Certo è che, se avessimo portato a termine la nostra lotta contro lo Stato, con il Governo, non contro, con il Governo per avere il dovuto, cioè i 4 miliardi e mezzo di euro, oggi non saremmo qui a discutere di come risanare quel disavanzo, perché noi abbiamo dato una delega al Presidente perché lo Stato ci rimborsasse quanto dovuto, cioè i 4 miliardi e mezzo e dispari e qualche virgola in più che ci deve per i minori trasferimenti. Così noi avremmo risanato, ma noi non siamo in quella situazione oggi. Allora, che cosa vogliamo fare con questa operazione oltre che confermare la violazione del bilancio del 2006, nel principio di veridicità, che viene negato e violato? Non avevamo il titolo allora e lo si conferma adesso ricorrendo alle quote di compartecipazione del 2013, 2014 e 2015 di competenza.

Credo che sia stato molto elegante il collega La Spisa; ritengo che la Corte dei Conti dovrà sicuramente e necessariamente intervenire e chiarire, non so che tipo di chiarimento darà ma, comunque, dovrà poi magari esprimersi seguendo tutta una serie di sentenze che ci sono già state in merito a fatti di questo tipo. Se passa questo principio, mi chiedo: tutti i patti di stabilità dei comuni sono sanati, no? Sono tutti fuori dal patto di stabilità, però se passa il principio che posso ipotecare "future" non "certe" entrate, io sfido chiunque di voi a dirmi se, nel 2013, ci saranno quelle compartecipazioni, quei trasferimenti dell'IVA, a quanto sarà l'IVA nel 2013, addirittura esagero e ironizzo, se ci sarà la Repubblica nel 2013! Io vi sfido ad assumere certezza in quest'Aula e a dire che cosa avverrà nel 2013, ma noi lo possiamo fare dal 2007 con un piano di ammortamento molto più dilazionato, con quegli stessi che sono stati usati in passato a breve termine, portarlo anche a medio-lungo termine e quindi cercare di sanare il disavanzo, con le entrate reali, con la cassa reale e quindi cercare di portare a termine un'operazione che sia legittima. Noi stiamo ipotecando, ma "ipoteca" è sbagliato come termine perché l'ipoteca richiede un bene per poter essere ipotecato, noi non stiamo neanche ipotecando, noi stiamo usando un artifizio contabile che… onorevole Porcu, io credo che, nella sua azienda, se lei si presentasse con un artifizio di questo genere non gli darebbe credito nessuno.

(Interruzione del consigliere Porcu)

CAPELLI (U.D.C.). Io spero che capisca quello che sto dicendo, nel senso che mi sto riferendo ad un artifizio contabile, questo è un artifizio contabile, un po' truffaldino anche, per certi versi, perché stiamo trasmettendo all'esterno, stiamo dando una comunicazione all'esterno che sappiamo non realistica che colpirà il cuore e la mente della gente ma non risolverà il problema in ogni caso. Io sarei felice che invece questo si potesse fare sempre, perché allora non ci sarebbero più buchi di bilancio, perché possiamo ipotecare il futuro che dovrà venire a 10 anni, a 15 anni, a 20 anni, pagheremo i debiti che abbiamo, questo è un dato di fatto, con quello che arriverà, con quello che matureremo, se poi lo matureremo non è dato sapere.

Credo che questo non sia corretto, così come non è corretta la tabella cui ha fatto riferimento il Presidente della Giunta nonché Assessore, è chiaro che senza questo artifizio noi avremmo un risultato di amministrazione che sarebbe di meno 2 miliardi e 788 milioni di euro, non molto differente, ahimè, dal 2005, così come invece avremmo un risultato di gestione di circa 34 milioni di euro positivo. Questi sono numeri che cambiano la situazione, ma io non lo voglio dire per sostenere che comunque non siete riusciti, è difficile riuscire, bisogna ammetterlo, è difficile risanare d'un botto una situazione incancrenita negli anni, ma quello che non mi spiego è perché dobbiamo prendere in giro il prossimo. Chiunque abbia amministrato precedentemente si assume le responsabilità della gestione precedente; ripeto, sarebbe sempre meglio sottolineare, oltre gli sprechi, anche i motivi del perché si siano create quelle condizioni che avremmo potuto risanare in altro modo ma non è giusto, invece, nascondere la realtà, non è giusto nasconderla all'Aula, non è giusto nasconderla al prossimo, non è giusto nasconderla a quelli che saranno i futuri elettori ma cittadini, consideriamoli per un attimo cittadini e non elettori. Perciò questa smania di ricerca continua del consenso a tutti i costi, a costo di modificare le cifre, di nasconderle, a costo di raccontare delle frottole, non è il modo di amministrare correttamente.

Allora, le modalità per risanare ci sono e penso che si possano trovare, anche nella finanziaria 2007, perché no? Si può trovare il modo, si può discutere di quale può essere il modo per iniziare un percorso di risanamento ma anche questo è quantomeno irrituale; presentare una legge di richiesta di esercizio provvisorio, per l'ennesima volta, anche questo non è cambiato, questa non è la nuova politica, questa è la vecchia politica, quella di cambiare le situazioni, di modificare la realtà, quella di trasmettere messaggi non realistici. Questa è la vecchia politica, il peggio della vecchia politica, noi abbiamo l'obbligo di essere trasparenti e corretti e se non lo sono stati in passato non giustifica il fatto che dobbiamo continuare ad esserlo. Perciò, perché parlare ed inserire nella richiesta di esercizio provvisorio un assestamento di bilancio e non chiamarlo con il suo nome?

Non è un delitto fare un assestamento di bilancio. E' una cosa normale, che può avvenire, perché sono state sbagliate delle previsioni, perché non si sono realizzate alcune condizioni di entrata, perché ci sono state delle condizioni straordinarie anche nelle uscite. Un normale assestamento di bilancio è d'obbligo per chi, con il concetto già previsto dal Codice Civile del buon padre di famiglia, cerca di amministrare i fondi. Invece no, lo si cerca di mascherare con una richiesta di esercizio provvisorio. Se questi anni non sono passati invano, qualcuno dovrebbe capire che due mesi di esercizio provvisorio ce li siamo già mangiati. Torneremo in quest'Aula per chiedere l'ennesimo, anche questo è legittimo ovviamente, no? Verificando che i due mesi non bastano si chiederà un altro mese o quanto servirà, per un massimo di quattro. Anche qui, ripeto, se due anni e mezzo non sono passati invano, servirebbero a comprendere che con gli argomenti che dovrà discutere l'Aula e con il fatto che il bilancio e la finanziaria non saranno discussi in due giorni o in due ore (credo che tutti vorranno approfondire quanto previsto in essi), noi stiamo ragionando oggi essendo già a fine gennaio. A fine gennaio la Commissione prenderà in carico il provvedimento esitato dalla Giunta e non credo che in trenta o in ventiquattro giorni lavorativi si riuscirà a esaminare né la finanziaria, né il bilancio.

Allora, sarebbe più realistico che così come è previsto nella proposta di legge dei colleghi per l'esercizio provvisorio, si vada quanto meno a tre mesi di esercizio provvisorio, perché la realtà è già questa, lo sappiamo già che è così! Credo che non ci sarà negato il diritto di sentire le parti sociali o il diritto di discutere in Commissione, evitando per quanto possibile lungaggini e scontri da Aula. Questo è l'auspicio che facciamo oggi per la finanziaria che sarà proposta domani.

In conclusione, non so, discuterò ovviamente con i colleghi della maggioranza e dell'opposizione, quale sarà la nostra opinione e quale sarà il voto su questo testo di legge. Se rimanesse l'articolo 1 sarebbe, come consuetudine, un voto di astensione; purtroppo c'è l'articolo 2 sul quale non credo che ci sarà un voto di astensione, ma chissà forse potremmo anche decidere che lo voterete da soli e questa sarà una vostra responsabilità. Io credo…

CUGINI (D.S.). Potete votare per parti.

CAPELLI (U.D.C.). Ma c'è un voto finale sull'intero corpo della legge, onorevole Cugini, che bisogna dare in ogni caso.

CUGINI (D.S.). Lo so, ma per distinguere…

CAPELLI (U.D.C.). Allora, io credo che, per comunicare una corretta informazione a noi tutti e soprattutto da quest'Aula verso l'esterno (molto spesso si parla perché sentano altri o perché arrivi un messaggio all'esterno, cosa a mio avviso deleteria anche questa, perché dovrebbe esserci comunque un confronto interno tra di noi, tra legislatori) questa volta dovrebbe essere diffuso un messaggio corretto (passi un messaggio che ripete quanto avvenuto nella finanziaria 2006), cioè che stiamo negando il principio di veridicità del bilancio (ripeto, principio espresso e attuativo dell'articolo 81 della Costituzione italiana) e stiamo, per l'ennesima volta, proponendo un artifizio contabile molto pesante, che potrebbe determinare un precedente pericoloso e che già intravediamo nell'articolato della finanziaria 2007 che sarà proposta, perché è ovvio che, se stiamo già impegnando il 2013, il 2014 e il 2015, presumiamo fin d'ora che ci sarà un impegno preciso anche per quanto riguarda gli anni antecedenti al 2013 in finanziaria e che si provvederà ad anticipare o quanto meno a prevedere che, anche quelle future entrate, andranno a coprire le annualità precedenti.

Credo di avere concluso, Presidente, invitando a scorporare i due articoli, se questo fosse possibile o se fosse ritenuto ragionevole, non volendomi assumere, in questa sede, la responsabilità di votare un articolo che, per quanto mi riguarda, è palesemente anticostituzionale e illegittimo.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, la parte da riservare alla forma è solo la parte iniziale dell'intervento. Mi scuso col presidente Spissu se la mia scarsa conoscenza delle normative regolamentari mi ha fatto richiedere sulla pregiudiziale il voto per appello nominale; ovviamente sposto la richiesta al comma 7 dell'articolo 2, nel senso che sin d'ora avanzo la richiesta perché su quel comma, scorporato dal resto dell'articolo, si possa avere una votazione per appello nominale che consenta a ciascun consigliere di esprimere eventuali perplessità sostanziali sul testo della norma.

Esaurito questo aspetto di carattere formale, vorrei cercare di aprire con i colleghi del centrosinistra uno spazio di ragionamento, se possibile anche sentendo, nel proseguo degli interventi, qualche parere che venga dall'Aula e non soltanto dalla Giunta o dal Presidente della Commissione. Cercherò di seguire il filo del ragionamento che ha posto il collega Marrocu (che normalmente è sempre persona di equilibrio e interviene in Aula proponendo filoni di discorso), che ha onestamente delle ragioni pregnanti di essere; le riflessioni che ha fatto Siro Marrocu in Aula meritano sicuramente una risposta, non possono essere considerate riflessioni lasciate al vento che le disperde.

La prima valutazione che comunque va posta all'Aula, valutazione già posta stamattina in Commissione, è che siamo al 27 dicembre 2007 e non c'è traccia né in Consiglio, né in Aula, né in Commissione, della manovra finanziaria 2007 e del bilancio triennale. Io credo che questo valga, purtroppo, come una dichiarazione di fallimento dell'intero Consiglio e della maggioranza, perché c'era l'obiettivo posto con maggior forza con il cambiamento del sistema istituzionale che ci aveva fatto prendere un impegno ferreo che mai più si sarebbe andati oltre i termini regolamentari per la finanziaria e per il bilancio, che avremmo anche noi provato ad attivare un circuito virtuoso che ci potesse portare, alla fine dell'anno di competenza, ad avere il bilancio dell'anno successivo e la finanziaria per l'anno successivo. Questo avrebbe ovviamente comportato che, il 31 dicembre 2006, noi saremmo stati in grado di approvare la legge finanziaria dell'anno successivo. L'assessore Pigliaru - qualcuno l'ha ricordato stamattina in Commissione - aveva preso l'impegno sulla parola l'anno scorso che, se non fosse riuscito a presentare in Aula nei tempi regolamentari la manovra finanziaria dell'anno successivo, del 2007, si sarebbe dimesso. Purtroppo l'unica cosa che registriamo è effettivamente la dimissione dall'assessore Pigliaru, ma non la presenza in Aula della manovra finanziaria.

Devo dire che abbiamo atteso la manovra finanziaria del 2007, che ci sarebbe stata utile, colleghi, ad esempio per la valutazione del Piano sanitario regionale che abbiamo avuto in discussione, perché la contezza delle poste di bilancio dell'anno venturo e dei prossimi tre anni, ci avrebbe probabilmente, anche sul Piano sanitario, aiutato a fare un discorso più sui numeri, quindi sulla sostanza concreta delle cose che non soltanto sulle filosofie di indirizzo, sui temi generali e quindi su cose che hanno il difetto di non avere la concretezza che è sostenuta, invece, dalla contezza delle risorse economiche disponibili.

Quindi avere la manovra finanziaria del 2007 in mano, conoscerla, sapere quali sono le sue linee fondamentali, ci avrebbe aiutato, e ci aiuterebbe, in tante cose al momento della chiusura delle partite economiche relative al 2006. Sarebbe stato, forse, accettabile uno slittamento dei tempi se dallo slittamento dei tempi - legato all'attesa di eventi nazionali di particolare impatto - fosse poi derivato qualcosa di diverso da quello che invece la legge finanziaria del 2007 dello Stato ci riserva, nel senso che io vi vorrei chiedere sui nostri conti del 2007, sulla manovra finanziaria della Regione del 2007, in che cosa incide sostanzialmente, al punto da averci impedito di averla oggi in Aula, la manovra finanziaria dello Stato. Nel senso che, se i nostri ragionamenti sono quelli che derivano dall'approvazione del nuovo sistema delle entrate della Sardegna, sostanzialmente avremmo potuto scrivere la manovra finanziaria del 2007 sin dal momento in cui abbiamo avuto idea di quelle che sarebbero state le poste in bilancio nella finanziaria dello Stato, eventualmente con l'accordo che si poteva riscrivere una piccola parte del capitolo delle entrate se in qualche maniera si fossero modificate le specifiche voci di entrate che dallo Stato ci derivavano.

Insomma, non c'è neanche una considerazione di opportunità che ci consente di dire che bene abbiamo fatto, nel non avere ad oggi la manovra finanziaria per il 2007, ad aspettare che ci fosse la corrispettiva manovra finanziaria da parte dello Stato. Allora, quando andiamo a verificare l'attuale testo di legge di autorizzazione all'esercizio provvisorio, che questo Consiglio si appresta ad approvare, colleghi, io devo esprimere rammarico, perché, se penso che sarà la prima volta che una minoranza verrà costretta ad esprimere un voto che non sia quello di astensione tradizionale, da prassi, sulla richiesta di esercizio provvisorio che viene presentato da parte del Governo regionale, insomma, non è possibile non esprimere rammarico. Ma il rammarico è legato al fatto che la manovra di esercizio provvisorio di quest'anno non è più una manovra di autorizzazione all'esercizio provvisorio del 2007, ma è qualcosa di ben diverso, cioè è una manovra che contiene al suo interno ciò che serve a portare a compimento il bilancio del 2006, ma che lo contiene in una maniera che noi riteniamo o impropria o illegittima, scegliete voi l'aggettivo migliore.

Io politicamente ho compreso sia il ragionamento fatto stamattina in Commissione dal presidente Soru, sia il ragionamento ribadito dal collega Porcu e sia - e lo condivido di più - quello che è stato espresso in Aula dal collega Marrocu. Il collega Marrocu, mi correggerà se ho interpretato male le sue parole, ma credo di averle interpretate bene perchè poi ne condivido la sostanza, dice che ci sono dei problemi legati a un sottofinanziamento della spesa da parte dello Stato, adesso che abbiamo avuto restituite queste somme, le utilizziamo in maniera tale da abbattere il deficit e quindi, sostanzialmente per risanare quella parte di debito che è proprio derivante dal sottofinanziamento che proveniva dallo Stato. Quindi, è anche un ragionamento che, dal punto di vista logico, è assolutamente coerente.

Però io vorrei chiedere al collega Marrocu, se passa il principio che un bilancio a consuntivo (quindi alla chiusura del bilancio alla fine dell'anno) possa trovare al suo interno, in questo caso per l'abbattimento del deficit, delle risorse che sono in competenza di un bilancio che ci sarà fra 6, 7 o 8 anni, che cosa impedisce, se quelle risorse potessero davvero essere utilizzate e noi abbiamo il dubbio forte che non possano, che per il 2007 quelle risorse vengano usate per finanziare nuova spesa? Il problema è: possono essere usate o non possono essere usate in un anno di competenza che non è quello di riferimento? Cioè, nel 2006 possono essere utilizzate le risorse regionali certe del 2013, sì o no? Perché, se possono essere usate, le possiamo usare per abbattere il deficit, ma le possiamo usare anche per finanziare nuova spesa, mentre se non possono essere usate non le possiamo usare né per abbattere il deficit né per finanziare nuova spesa. Cioè, nessuno ci dice che nel 2007 voi non direte che le entrate certe del 2013, 2014, 2015 (perché sono d'accordo con la Ragioneria o con gli uffici della Ragioneria, di entrate certe si tratta, nel senso che non stiamo dicendo "le maggiori entrate discendenti dall'accordo di cui alla finanziaria 2007", stiamo parlando delle normali entrate che arrivano comunque dallo Stato alla Regione Sardegna)si stanno utilizzando per finanziare spesa o per ripianare deficit.

Quindi, il ragionamento è sul fatto se sia possibile o no; non è il ragionamento sulla finalità nobile per cui le state utilizzando, perché se è possibile possono essere usate anche per finalità meno nobili, ammesso che sia meno nobile finanziare nuova spesa, se invece non è possibile non possono essere utilizzate per nessuna finalità, né che questa sia nobile, politicamente comprensibile, né che questa sia politicamente non condivisibile, come potrebbe essere l'eventuale necessità di finanziare nuova spesa. E' questo l'elemento fondamentale del ragionamento che comunque in quest'Aula si deve svolgere, è questo il macigno che noi, in questo momento, abbiamo deposto in Aula, perché non stiamo a discutere dei successi politici del Governo di centrosinistra, almeno in Aula, non siamo alla conferenza stampa di fine anno in cui qualcuno potrebbe trionfalisticamente dire "Abbiamo abbattuto il debito di 1.500 milioni di euro". Non è questo il problema, almeno dentro quest'Aula! Nel senso che non abbiamo i giornalisti in campo, non stiamo facendo pubblicità progresso, né stiamo preparandoci alla prossima campagna elettorale. Stiamo discutendo tra di noi e cercando di comprendere se l'utilizzo delle risorse, attraverso questo tipo di norma, è proprio o non è proprio.

Questo è l'elemento fondamentale che abbiamo oggi all'attenzione e a cui dobbiamo dare una risposta, anche perché negli anni futuri lo stesso tipo di ragionamento deve essere fatto e qualcuno mi deve spiegare perché, negli anni passati, non è stato fatto, forse non c'era un creativo a sufficienza, mi potrebbe rispondere qualcuno, qui si sono fatti esempi di famiglie e lavatrici, siccome nella mia ottica sono forse più comprensibili rispetto ai ragionamenti dei massimi sistemi, sposo gli esempi delle lavatrici e delle famiglie. Dunque, se una famiglia deve accedere ad un mutuo per comprarsi la lavatrice, se ha la possibilità invece di impegnare risorse proprie degli anni successivi, è ovvio che non fa il mutuo. Quindi, è ovvio che, se la Regione sino a oggi ha scelto la strada del mutuo, la strada del mutuo era una strada obbligata per finanziare il deficit perché era una strada che comunque ricadeva nella annualità di competenza. Invece, dire che si utilizzano soldi di annualità che ancora non ci sono, sembra - poi, ripeto, verremo smentiti, io sarò lieto di essere smentito - una forzatura delle norme con le quali normalmente si stende un bilancio che introduce degli elementi inquietanti per gli anni a venire.

Nel senso che se questo principio diventasse legge e, quindi, diventasse un principio utilizzabile normalmente e routinariamente, qualsiasi amministrazione regionale sarebbe autorizzata non a fare un mutuo che ricade sugli anni a venire, ma a dire che sta impegnando le risorse certe degli anni a venire per poter coprire le spese dell'anno di esercizio! Quindi questo diventa un vulnus che veramente ha degli aspetti inquietanti per gli elementi che comporta sull'intera attività del Consiglio! E non possiamo dire che oggi c'è un risultato politico da spendere e che oggi c'è una valenza politica, che io comprendo, l'ho compreso nelle parole del Presidente stamattina, del collega Porcu, del collega Marrocu, si dice: "E' stato raggiunto un risultato politico e lo stiamo spendendo abbattendo il deficit". Ma se è normativamente possibile, collega Marrocu, spenderlo nella annualità 2006, significa che nella annualità 2007 lo possiamo spendere anche per finanziare nuova spesa, perché o è possibile o non è possibile usarlo e se è possibile deciderà la Giunta, deciderà il Governo, deciderà la maggioranza come usarlo, ma si può usare!

Quindi, quello che noi vi stiamo ponendo come problema è che non siamo affatto convinti che si possa usare e che, se si potesse usare, sarebbe probabilmente una iattura, perché la discrezionalità - che oggi è virtuosa - della Giunta regionale, domani, quando voi sarete all'opposizione potrebbe non esser più virtuosa, quindi potrebbe verificarsi che, non con lo stesso utilizzo nobile, politicamente, che oggi si vuol fare nell'abbattere il deficit, soldi di competenze future, accertate, per legge, come in questo caso, siano utilizzati invece per finalità assai meno nobili come stiamo dicendo essere quella di finanziare una nuova spesa, magari nuova spesa in annata elettorale così ci intendiamo meglio anche sulla non nobiltà del finanziamento della nuova spesa.

Questo è il ragionamento sul quale varrebbe la pena di sentire qualche ulteriore interlocuzione e qualche ulteriore voce in Aula. Colleghi, oggi, anche durante la legge di esercizio provvisorio in Aula non c'è quel clima che normalmente abbiamo conosciuto nelle leggi di esercizio provvisorio, cioè un clima in cui politicamente la minoranza significa alla maggioranza il fatto che l'esercizio provvisorio non è un successo politico, un clima in cui c'è comunque la comprensione delle difficoltà di sistema in cui si muove la maggioranza e quindi non c'è uno scontro frontale e non c'è una minoranza che si contrappone semplicemente sull'atto formalmente dovuto che è quello di consentire l'esercizio provvisorio dell'anno successivo. Invece noi riusciamo in quest'Aula, in questi giorni, a trovare un clima di scontro anche sull'esercizio provvisorio; questo perché, anche nell'esercizio provvisorio, la maggioranza intende surrettiziamente introdurre elementi nuovi che non sono quelli della normale discussione d'Aula, avvenuta altre volte a mente di molti dei colleghi presenti, sull'autorizzazione all'esercizio provvisorio.

Ecco io credo che se noi continuiamo a scivolare in questa china per cui ogni volta si forza un po' di più la capacità di sopportazione e di tolleranza dell'Aula, poi alla fine i margini di ragionamento diventano sempre più modesti, voi imponete sempre di più la vostra volontà senza discussione, senza dialogo, senza confronto, noi andiamo sempre di più a cercare in sedi che sono extra istituzionali, come faremo in questo caso, la possibile risposta a quelle che riteniamo siano vostre forzature; questo - l'abbiamo sottolineato in tanti sia tra di noi che tra di voi, molte volte - non aiuta certo l'Aula a riacquistare quella centralità di cui ci riempiamo normalmente molto la bocca senza che poi, nella sostanza dei comportamenti, siamo in grado di essere conseguenti. Questa è la riflessione che volevo fare, spero che tra di voi ci sia qualcuno che la ritenga meritevole di essere raccolta e aiuti nel dibattito che continuerà a svilupparsi ad approfondire gli argomenti che sono sul tappeto.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.).Signor Presidente, non volevo intervenire in discussione generale perché molto bene i colleghi che mi hanno preceduto hanno espresso il parere dell'opposizione. Però poi, leggendo la relazione della Commissione, dove si dice che il provvedimento, oltre a contenere l'autorizzazione all'esercizio provvisorio così come proposto dalla Giunta, prevede anche la possibilità di conservare in conto residui alcune risorse relative soprattutto ai programmi comunitari al fine di evitare possibili ritardi nell'attuazione degli stessi programmi, mi sento in dovere di intervenire perché vorrei richiamare soprattutto la maggioranza a rileggersi attentamente il comma 1 dell'articolo 2; in esso state dando una delega in bianco al presidente Soru, ancora una volta al presidente Soru! Infatti, recita l'ultima parte del comma 1 dell'articolo 2: "l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio" - cioè Soru - "provvede, con proprio decreto," cioè con decreto di Soru "previa deliberazione della Giunta regionale assunta su proposta del medesimo… alle conseguenti e necessarie variazioni di bilancio", cioè Soru sta facendo il Presidente, l'Assessore, fa i decreti, gestirà tutti i fondi comunitari. Mah!

Io non sarò molto lungo nell'intervento perché, ripeto, già molto bene i miei colleghi hanno espresso il nostro punto di vista, però vorrei fare un altro appello sempre al centrosinistra, soprattutto a quei colleghi che sono sindaci, vicesindaci, Assessori o comunque hanno la responsabilità di un'amministrazione locale. Vi siete posti il problema, a quale titolo Soru vi toglie i finanziamenti concessi per amministrarli direttamente? A quale titolo? In base a quale norma? In base a quale regolamento del mio comune, Soru viene, mi toglie i soldi e poi appalta lui l'opera?

Ma vi siete letti attentamente il comma 5 dell'articolo 2? Cioè si sta sostituendo al mio sindaco! E questo non è possibile! E' impensabile che possa avvenire! Cosa andrà a dire il capogruppo dei DS al vicesindaco di Villacidro quando gli verrà tolto il finanziamento per la realizzazione della Casa Dessì? La cosa più strana è che questi fondi verranno gestiti direttamente dall'amministrazione regionale per il conseguimento delle finalità per le quali furono agli stessi enti assegnati, cioè il presidente Soru con questo articolo, perché proposto da lui in qualità di Assessore della programmazione, con l'articolo 2 comma 5 sta dicendo al Sindaco di Cagliari: "Siccome non sei in grado di spendere i soldi per la 'Città della musica', me li restituisci e li gestisco io". Ecco che cosa sta dicendo in questo articolo il Presidente della Regione nonché Assessore della programmazione!

E' possibile - pongo la domanda agli uffici - che la Giunta regionale o meglio il presidente Soru possa togliere i finanziamenti ai comuni e amministrarli direttamente? E' possibile? Ecco il perché di quanto hanno detto i miei colleghi sull'articolo 2. Presidente Soru, poteva tranquillamente mettere in finanziaria quello che c'è nell'articolo 2, non c'è nessuna giustificazione per quello che c'è scritto.

Poi non entro in merito al comma 2 dell'articolo 2 perché potrei pensare che qualche finanziamento in questo modo venga riservato per l'appalto di "Sardegna fatti bella" o come si chiama la pubblicità della Sardegna, cioè quell'appalto che è contestato dalla Procura, per il quale la Procura sta indagando, perché anche qui potrei pensare che è fatto per tenere in piedi quell'impegno, lo posso pensare dal momento che lei, durante l'intervento, non ha spiegato a quest'Aula perché ha voluto inserire l'articolo 2 (credevo che lo facesse invece lei non l'ha fatto), ma si è limitato solo a continuare a criticare i debiti, che sono stati troppo numerosi, che bisogna ripianarli, ci ha indicato come e noi non ci crediamo, però l'articolo 2 non è fatto solo dal comma 7, è fatto anche da altri commi e tutti possono lasciare spazio a diverse interpretazioni.

Vede, onorevole Soru, per il rispetto dovuto a quest'Aula, perché è la prima volta che veniamo chiamati ad esprimerci sull'esercizio provvisorio in cui lei approfitta per inserire altro, io mi rivolgo ancora ai sindaci, ai vicesindaci e agli amministratori presenti in quest'Aula: se aveste portato nel vostro Consiglio comunale l'approvazione per l'esercizio provvisorio, quale sarebbe stato il funzionario che vi avrebbe dato l'"okay" sotto l'aspetto giuridico e sotto l'aspetto di legittimità su una cosa del genere? Nessuno. Mi dispiace che non ci siano l'onorevole Barracciu, l'onorevole Mattana, altri colleghi che siedono in quest'Aula e che sono anche amministratori locali, non vi avrebbe dato nessuno il parere di legittimità, però qui votate a favore di una illegittimità solo perché la sta proponendo il presidente Soru.

Noi comprendiamo, o almeno io penso, che dietro questo articolo 2 ci siano cose di grandissima importanza, Presidente, che lei vuole tenere nascoste a quest'Aula. Certo che i soldi per gli accordi sindacali devono essere mantenuti, ma perché, se previsti a febbraio, cambiava qualcosa? Certo che non dobbiamo restituire i fondi comunitari, però, se inseriti nella finanziaria a febbraio, cambiava qualcosa? Avrebbe potuto fare anche questo per gli enti locali, in finanziaria; ma se la fa adesso, cosa cambia? Oppure se l'avesse fatto a febbraio, cosa sarebbe cambiato? Niente. Allora il consiglio che può dare uno umile come me, Presidente, è che presenti, per conto della Giunta, un emendamento soppressivo totale dell'articolo 2 e lo riproponga pari pari in finanziaria, perché questo è un puro assestamento di bilancio, non è altro! E non è consentito, in questo periodo, l'assestamento di bilancio.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, Assessore, colleghi, io spero che il nostro voto a questa manovra finanziaria non sia un voto contrario; lo sapremo dopo aver sentito la risposta della Giunta regionale contenente l'orientamento in merito al tanto contestato articolo 2 dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio. Io credevo, come tanti altri, che questa manovra fosse semplice e scontata, tant'è che siamo venuti tutti qui pensando che si dovesse approvare l'esercizio provvisorio, ma non per due mesi, perché mi pare che ogni persona che abbia un po' di esperienza amministrativa sa come, giunti a questo punto, sia praticamente impossibile accertare che due mesi di esercizio provvisorio siano sufficienti. Io credo che ce ne vorranno almeno tre.

Quello che ci preoccupa veramente è che, effettivamente, per la prima volta, l'esercizio provvisorio del bilancio viene integrato da tutta una serie di altre situazioni nuove che sono di dubbia, anzi di molto dubbia legittimità. Siamo, per dire la verità, preoccupati per ciò che sta avvenendo questa sera in Aula, non tanto perché, come l'anno scorso d'altronde e come due anni fa, la manovra di bilancio arriva in questo Consiglio regionale con grande ritardo, l'anno scorso era dovuto al problema delle entrate, due anni fa per il noviziato, l'anno prossimo non solo quale sarà la motivazione, però sta di fatto che questo Consiglio regionale non riesce mai ad approvare nei termini il bilancio di programmazione della Regione sarda anzi, mi pare che stiano allungando sempre invece i ritardi per quanto riguarda questa manovra.

Allora, non c'è solo il ritardo in questa manovra, ci sono delle novità. Il collega Porcu diceva che questa è una finanzia nuova, di fantasia, che, comunque, introduce delle novità. Bene, io trovo certe nuove finanziarie, diciamo, certi nuovi sistemi, alcune volte molto difficili da percorrere, anche perché l'esperienza ci dice che una certa finanza fantasiosa e creativa ci ha portato spesso a dei capitomboli clamorosi. Io spero che in questo caso non succeda, perché credo che questo Consiglio regionale non se lo possa permettere.

So che, nei bilanci, le entrate devono essere sempre certe ed esigibili, non è così in questo caso, insomma, nel quale praticamente stiamo parlando di entrate che dovrebbero arrivare nelle casse della Regione Sardegna dopo il 2010; io credo che nessuno ci possa garantire che le cose rimangano così come sono nei prossimi anni. Io credo che l'impegno a cui stiamo sottoponendo questo Consiglio regionale sia eccessivamente troppo distanziato nel tempo e che questa operazione, Presidente, sia imprudente.

Ci sono, voglio dire, tanti punti che ci lasciano perplessi, non è soltanto il comma 7 dell'articolo 2, ma anche il comma 2 dell'articolo 2, dove si dice che: "Le somme relative alla copertura di bandi pubblicati entro il 31 dicembre 2006 costituiscono per lo stesso esercizio titolo per l'impegno di spesa…". Io ho molti dubbi che questo sia vero; così come c'è tutta una serie di altre cose che io ritengo possano, in qualche modo, inficiare l'approvazione stessa dell'esercizio provvisorio. Insomma io credo che, al di là di questo tentativo di aggiustare il bilancio, prendendo da una parte e spostando dall'altra, non si risolva sicuramente il problema.

Presidente, io dico che il problema è invece semplicemente politico. Questo Consiglio regionale ha fatto una battaglia nei confronti del Governo nazionale per le entrate, una battaglia che pensavamo di aver vinto, una battaglia che abbiamo fatto tutti assieme maggioranza e opposizione; bene, i risultati non ci sono stati, perché le entrate che dovevamo incassare da parte dello Stato, Presidente, non ci sono state. Allora, nonostante queste entrate non ci siano state e ci dovrebbero essere dopo il 2010, noi ci comportiamo come se queste entrate ci fossero già. Io credo che non sia giusto questo. Noi, Regione, dovremmo fare questo tipo di operazione una volta avuta la certezza delle entrate.

Allora la realtà vera è che questo Governo nazionale non ha dato nulla di quanto aveva promesso in tempi più sospetti, questi sì, in una certa fase politica;pertanto, oggi, che non si dà nulla praticamente alla Regione Sardegna, noi dobbiamo giustificare comunque una serie di operazioni (che sono dei veri e propri artifizi contabili) che non credo sia in grado di risolvere i problemi della Sardegna, anzi crea ombre sul futuro della spendita delle risorse finanziarie e anche sulla sicurezza delle risorse stesse.

Chiudo, augurandomi che, anche da parte della maggioranza, ci sia una riconsiderazione di questa situazione, nel senso che questo esercizio provvisorio, che è un vero e proprio assestamento di bilancio, perlomeno in alcune parti, venga chiamato col suo nome giusto. Comunque, io avrei sinceramente rimandato tutto alla seconda parte, quella dell'approvazione della manovra di bilancio vero della Regione Sardegna, perché credo che quella fase sarebbe l'occasione più giusta anche per verificare alcune situazioni riguardo la contabilità del bilancio della Regione.

Io chiedo, alla maggioranza, alla Giunta regionale e al suo Presidente di rinunciare all'approvazione dell'articolo 2, perché credo che se questo non dovesse succedere, noi rischiamo di approvare uno strumento che magari potrebbe avere dei problemi in una seconda fase. Poiché non siamo una Repubblica autonoma, dove possiamo fare tutto quello che vogliamo, credo che organi superiori possano intervenire, diciamo, su una situazione che è stata ampiamente denunciata, per quanto ci riguarda, ed evidenziata per la quale mi pare che la maggioranza, solo in modo minimale, abbia tentato di prendere in considerazione le osservazioni che noi, come opposizione, oggi stiamo facendo.

Pertanto, chiedo che la maggioranza rinunci all'approvazione dell'articolo 2, in modo da avere il tempo per verificare meglio tutta una serie di poste in bilancio che oggi, a parer nostro, sono molto dubbie.PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, un brevissimo intervento per richiamare l'attenzione su tre aspetti.

Il primo: la questione dei tempi. Ritengo che non sia chiaramente un esempio da seguire quello di affrontare un argomento di questa portata tra Natale e Capodanno.

Il secondo: la questione della chiarezza e della linearità del provvedimento. L'ho detto anche in altre circostanze, ma devo dire che ho l'impressione di non essere particolarmente ascoltata. Ritengo auspicabile che si riducano le ambiguità dei testi di legge e che si abbiano a disposizione costantemente numeri chiari, espliciti e comprensibili a tutti anche a chi, come me, non ha molta esperienza di documenti finanziari di enti pubblici.

Ritengo infine, Presidente, che non giovi ai lavori dell'Aula cambiare in continuazione argomento all'ordine del giorno; ne abbiamo aperti due (il garante dei diritti dei detenuti e il Piano sanitario) e anche questo non favorisce una preparazione adeguata e un clima idoneo ad affrontare gli argomenti.PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.

SORU, Presidente della Regione. Signor Presidente, consigliera Caligaris, cerchiamo di scrivere le cose con la maggior semplicità possibile, alcune rimangono difficili e quindi hanno bisogno di essere affrontate con pazienza, con dedizione e anche con qualche approfondimento di competenza. Cercheremo di scrivere le cose in maniera ancora più semplice, ma ho paura che le difficoltà comunque non potranno sparire completamente.

Intanto abbiamo presentato un disegno di legge e si discute dell'esercizio provvisorio. E' stato ricordato come l'anno scorso la Giunta, nella persona dell'Assessore del bilancio dell'epoca, si fosse impegnata a presentare per tempo il provvedimento di legge di bilancio, io ho la responsabilità invece di aver suggerito alla Giunta di posticipare la presentazione della legge di bilancio per un motivo molto semplice: preferire di presentare una legge con riferimenti certi e non totalmente sospesa per aria.

Ci sono diversi motivi per cui quest'anno potevamo essere in ritardo e sicuramente dei motivi abbastanza straordinari: una nuova legge di contabilità che ha impegnato gli Uffici nella riclassificazione di un bilancio ricco di UU.PP.BB. e capitoli e che, come sapete, si è dovuto riorganizzare invece per strategie e per obiettivi; contemporaneamente, il passaggio, dopo quasi trent'anni, a un nuovo sistema informativo della Regione con la messa in funzione, dal 1º gennaio, quindi dai prossimi giorni, del progetto SIBAR che riguarda i sistemi informativi di base della Regione e quindi in queste settimane, soprattutto, gli Uffici erano impegnati nel far partire, in maniera più efficace e più efficiente possibile, un progetto effettivamente complicato.

Ma, maggiormente, è valida la terza motivazione che è quella che un bilancio si deve riferire a dei dati certi, come voi avete ricordato, e nel momento in cui era ancora in discussione la legge finanziaria dello Stato, che riguardava una possibile situazione totalmente diversa delle entrate della nostra Regione, ritenevamo sbagliato impegnare il Consiglio in una laboriosa sessione di bilancio su un bilancio che si sarebbe dovuto rivedere da lì a poche settimane o anzi che nasceva già vecchio perché nel frattempo si sarebbe presumibilmente approvata la legge finanziaria dello Stato e quindi ricalcolare le entrate.

Abbiamo ritenuto, per questi motivi, aspettare come stiamo aspettando, aspettare come abbiamo aspettato l'approvazione della legge finanziaria e, in questi ultimi giorni, abbiamo ritenuto sbagliato interrompere la discussione del Piano sanitario e soprattutto, contestualmente alle altre difficoltà a cui ho accennato (riclassificazione dei bilanci, rilascio del nuovo sistema informativo), riadeguare immediatamente, alla nuova legge finanziaria dello Stato, le nuove entrate e il prospetto di bilancio.

La tabella del disavanzo. Non ho partecipato a tutta la discussione perché mi sono dovuto assentare, mi è stato riferito che sono stati contestati i dati sulle tabelle del disavanzo. In realtà si tratta di una tabella che ho consegnato stamattina in Commissione, che rimane valida, è assolutamente valida, quindi sono assolutamente inconfutabili le cose che ho riferito nel mio precedente intervento.

Per riportare la discussione, spero, a un livello di maggior confronto, quanto meno di predisposizione al dialogo, di chiarezza, almeno nella sostanza, se non negli aspetti più tecnici e meno adatti alla discussione in quest'Aula, vorrei ricordare a qualcuno che, per la contabilità della Regione, o quantomeno per la terminologia normalmente utilizzata, immaginiamo che la Regione nasca nel 1990, se nel primo anno si fa 1 miliardo di deficit, quello è un disavanzo di 1 miliardo, si è speso più di quanto non è entrato; nel momento in cui si fa un debito finanziario, si contrae un mutuo, nominalmente si cancella il disavanzo, per cui il disavanzo è zero, è naturalmente evidente a tutti che il disavanzo continua a rimanere 1 miliardo, almeno il disavanzo totale, che è dato dai mutui contratti e dai mutui autorizzati. Se poi consideriamo cancellato il disavanzo semplicemente perché abbiamo contratto un mutuo e abbiamo 1 miliardo di euro di mutuo, io credo che vada rivista un po' la terminologia.

Infatti, abbiamo individuato una tabella, che credo si debba sempre tenere a mente, in cui si fa la somma del disavanzo vero, totale, della Regione che è dato dalla somma dei deficit che hanno creato il disavanzo e dai mutui che sono stati contratti, per i quali si pagano interessi e rate di ammortamento, e da mutui già autorizzati ancora da contrarre. Bene, se sommiamo queste due categorie vedrete che siamo partiti da un avanzo positivo negli anni '90, ai primi anni '90, a un disavanzo totale fatto di mutui contratti e di mutui solo autorizzati non ancora contratti che hanno sfiorato i 6 miliardi di euro. Quindi un'enormità. Ripeto le cose che ho detto prima, siamo passati da un disavanzo totale, che era ancora nel 1994 inferiore al 5 per cento del bilancio dell'anno, a qualcosa che ha superato il bilancio di un intero anno nel 1994.

Per cercare di avere un confronto, ho ascoltato con molta attenzione i vostri interventi, quindi cerco di allargare la riflessione anche sui vostri interventi. Se sia giusto, o meno, anche per il futuro, iscrivere a riduzione del disavanzo, quindi accertare definitivamente, un saldo di accertamento, che era stato proposto nel bilancio del 1996, nel 1997, anche quando riguarda, non questo anno o l'anno successivo, ma degli anni a venire, in questo caso 2013, 2014 e 2015.

Sono state fatte delle ipotesi. La prima a cui mi riferisco è stata fatta nella legge finanziaria per il 1998, nell'articolo 2, in cui, anche in quel caso, c'era un disavanzo e si diceva che, anziché finanziarlo con un mutuo, per circa 1.961 miliardi, circa 1 miliardo di euro, (è stato proprio il momento in cui, come ricordavo prima, ha iniziato a esplodere il disavanzo totale) si impegnavano un po' delle cifre del 1998, del 1999, del 2000, 2001, sino al 2007; cioè si era detto di mettere da parte 161 miliardi del 1998, poi 200 miliardi (100 milioni di euro) per i prossimi anni, fino al 2007.

Nell'anno successivo, nella legge finanziaria del 1999, all'articolo 3, si confermava ancora quell'impostazione, modificando un po' le cifre, e si diceva di mettere da parte per il 1998, anziché 161 miliardi, la metà, 80 miliardi, così per il 1999, 2000 e 2001, per i primi tre anni, e poi, dal 2002 al 2007, per i successivi cinque anni, altri 331 milioni. Cioè c'era ancora la consapevolezza del fatto del tutto straordinario di quella mole di disavanzo e si voleva coprire, non autorizzando mutui, ma impegnando le cifre degli anni successivi, fino al 2007, ancora nel 1999.

Poi però è successo che, con la legge finanziaria del 2002, questa promessa prudente è stata cancellata; con l'articolo 3 della legge numero 7 del 2002 si è preferito tralasciare di mettere da parte i soldi ma effettivamente spenderli; cioè, inizialmente si era detto che, avendo un disavanzo importante, si finanziava non contraendo mutui ma impegnando le somme del 2001, del 2002 e del 2003; poi, quando si è arrivati al dunque, al momento opportuno, quell'impegno è stato cancellato.

Allora, quello che stiamo facendo in questo caso è, piuttosto che lasciare una promessa vaga che poi qualcuno cancellerà, accertare definitivamente questa entrata in maniera che rimanga effettivamente a copertura del disavanzo, a diminuzione del disavanzo, e che non ci sia nessuno che nel futuro, magari un po' troppo allegramente, con qualche leggerezza, ricancelli questo impegno che legittimamente questo Consiglio regionale si vuol dare quest'anno. La nostra è stata una proposta che si basa su questo tipo di ragionamento: un impegno di rigore, di serietà, che valga per oggi e per il futuro e che non venga contraddetta con articoli di segno opposto magari fra due o tre anni.

Nelle prossime settimane entreremo nel vivo della sessione di bilancio e quindi parleremo di tutte le poste del bilancio, vedrete che la proposta della Giunta è quella di rispondere in maniera abbastanza straordinaria ad una situazione del tutto straordinaria; cioè noi, quest'anno, lo stiamo trascurando, cerchiamo di valutarlo forse non per l'importanza che effettivamente ha, ma abbiamo registrato una modifica del nostro articolo 8 dello Statuto e del livello di compartecipazioni che, da subito, dice che le nostre compartecipazioni cambiano in maniera importante, di circa 1 miliardo e 600 milioni di euro l'anno; poi, per i prossimi tre anni, lo Stato ci mette un tetto dicendo che comunque nel 2007 non sarà più di tanto, nel 2008 non più di tanto, nel 2009 non più di tanto, solamente nel 2010 entrerà effettivamente a regime e si avrà 1 miliardo e 600 milioni di euro in più di compartecipazioni.

Ora, davanti a una situazione straordinaria di questo genere, è sbagliato cercare di rimettere in equilibrio un periodo di bilancio più vasto dei normali tre anni? Anziché considerare tre anni, è sbagliato considerare magari qualche anno in più e mettere la società sarda davanti ad una situazione di equilibrio di entrate e di spese, piuttosto che concentrare i sacrifici tutti in un anno? Lasciando solo ad un anno, o solo dopo una certa data, la possibilità, del tutto straordinaria, un salto di 1 miliardo e mezzo di euro di spesa in più?

Noi, la nostra proposta, quella che vi presenteremo, è di riequilibrare il flusso delle entrate e delle uscite per un periodo più vasto, perché credo che sia giusto per la nostra società; e, allo stesso modo, abbiamo voluto garantire al risanamento del disavanzo (garantire oggi e garantire anche per domani) una parte di quelle entrate, cioè riequilibrando anche, in qualche maniera, gli impegni per le nuove generazioni e cioè: non lasciamo che paghino tutto gli altri, qualche cosa la anticipiamo noi, piuttosto che con dei mutui a 30 anni, pagandoli con le risorse che abbiamo avuto in più per il 2013, il 2014 e il 2015. Quindi è una politica di riequilibrio che stiamo cercando di fare e che forse non siamo riusciti a spiegare stamattina in Commissione e oggi a quest'Aula.

Vorrei dare alcune risposte un po' più puntuali. Consigliere Capelli, volevo tranquillizzarla circa il comma 1, mi pare, dell'articolo 2...

CAPELLI (U.D.C.). No, no, non Capelli, è Cappai. Non l'ho detto io.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Cappai, chiedo scusa. Volevo tranquillizzarla su questo punto. E' una norma, un punto, che abbiamo dovuto prevedere a fronte di attività che erano portate avanti dai comuni ma su finanziamenti regionali e in cui la responsabilità era in capo alla Regione, poi, per semplificare, abbiamo spostato la responsabilità dell'attuazione ai comuni. Ora, i comuni non hanno speso, entro la data prevista, queste risorse e quindi al 31 dicembre di quest'anno gliele avremmo comunque dovute prendere, sarebbero andate in economia. In questo modo le stiamo riportando nella responsabilità della Regione dove già erano, riguardano pochissime opere, delle opere che stavano in capo all'Assessorato dei lavori pubblici...

CAPPAI (U.D.C.). Il comma 1 non dice quello.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Non so quale comma sia, parlavo del punto a cui lei si riferiva.

Quindi, stiamo riportando nella responsabilità dell'Assessorato regionale delle somme che erano già nella responsabilità dell'Assessorato regionale e la cui attuazione era stata trasferita ai comuni, i comuni non li hanno spesi per tempo e quindi al 31 dicembre, tra qualche giorno, andranno in economia. In questo modo non andranno in economia e potranno essere utilizzate per gli stessi fini dall'Assessorato. Si tratta soprattutto dei fondi di attività legate ai porti, i porti turistici della Sardegna, che l'Assessorato programmerà, ma non sottraendoli ai comuni perché ai comuni sarebbero stati sottratti in ogni caso tra qualche giorno.

Così come l'eccessiva responsabilità riguarda la riprogrammazione delle somme che rimangono iscritte in bilancio e che vengono liberate dei fondi POR, sulla base dei progetti coerenti; in realtà si tratta di riprogrammarli ma all'interno degli stessi Assi e all'interno delle recenti modifiche del Complemento di programmazione del POR. Quindi si tratta di tenerle assolutamente all'interno degli stessi vincoli, degli stessi percorsi previsti normalmente dal POR.

Per finire. Non stiamo parlando all'esterno, ci stiamo parlando responsabilmente tra di noi e credo che responsabilmente dovremmo portare a termine questa discussione. E' dispiaciuto che l'anno scorso abbiamo approvato da soli la legge finanziaria e di bilancio, pur non avendo, credo, fatto un danno alla Sardegna con quella legge finanziaria e di bilancio, né avendo fatto finanza creativa, come qualcuno disse, o onirica, come qualcun altro disse.

Allora, sarebbe opportuno, pur nella differenza delle posizioni, che tutti possano partecipare anche a questa votazione, che è data, non dalla volontà di beneficiare di presunti successi nella vertenza con il Governo, che pure ci sono stati, anticipando le spese, ma dalla volontà di dare un contributo doveroso al risanamento del disavanzo della Regione, che credo tutti vogliamo, nelle modalità che ho cercato di spiegare.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Sulla votazione relativa al passaggio all'esame degli articoli io mi asterrò, perché ho ancora in mente il disegno di legge per l'autorizzazione all'esercizio provvisorio. Ho necessità di alcuni chiarimenti proprio in quello spirito costruttivo e di confronto che ha richiamato il Presidente. Allora i 6 miliardi a cui lei si riferiva, presumo che siano il debito totale, non il disavanzo. Sa, lei mi insegna che non è la stessa cosa, perché il disavanzo non è di 6 miliardi, il debito totale (è composto come bene è scritto tra l'altro) è un'altra cosa. Così come non mi stancherò di dire che io sono d'accordo con il concetto di utilizzare fondi propri certi per la copertura del disavanzo.

E' chiaro che ancora adesso non è comprensibile perché si parte dal 2013 e non dal 2010, per esempio, secondo il ragionamento che ha fatto lei, evidentemente quelli del 2010, 2011 e 2012 serviranno per altro, fin qua ci arrivo. Perciò quello da cui io parto, al di là della finanza creativa, o al di là delle buone intenzioni, è lo Stato di diritto, che è un concetto che non riesce ad entrare in quest'Aula. Cioè io mi devo riferire alle leggi vigenti; quando lei non c'era, ho detto che ogni comune è autorizzato, in questo modo, a risanare il proprio bilancio e quindi siccome sono tutti fuori dal patto di stabilità, sottoscrivendo un impegno con la Regione, a loro volta, avranno parte di quelle maggiori entrate, destinate agli enti locali, e potrebbero tutti risanare il bilancio pensando di far riferimento alla norma che è prevista nel disegno di legge, perciò tutti l'avrebbero risanato. Mi sembra che fili il ragionamento.

Allora io dico che c'è una Costituzione italiana che mi obbliga a ragionare non fantasticamente, ma seguendo il diritto, seguendo le leggi; se noi vogliamo andare oltre, siamo coscienti di questo, andiamo oltre le leggi, quindi il principio di veridicità del bilancio e della annualità del bilancio, quelli che lei ha richiamato, Presidente, del 1998, Giunta Palomba, e delle seguenti Giunte di centrodestra, avevano un periodo di ammortamento che partiva molto prima. Non ha detto le coperture a cui faceva riferimento, perché sono indicate le coperture, bisognerebbe dirlo all'Aula, e dire quali sono le coperture attraverso le quali si procedeva alla dilazione della copertura del disavanzo, o comunque ci sono i riferimenti, in ogni caso, che andrebbero letti, anche quelli, per completezza di informazione. Questa è un'altra storia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Io intervengo perché sollecitato dal collega Vargiu, il quale ha rivolto un garbato invito che mi pare non possa cadere nel vuoto, anche perché ho avuto l'impressione, ad un certo punto della discussione, che non fossimo in un'Aula parlamentare, ma forse in un'aula giudiziaria, posto che si sono evocate Procure della Repubblica, comportamenti illeciti, prassi truffaldine. Allora a me sembra che si debbano riportare le questioni su un altro versante. Io non voglio convincere nessuno, ma è il convincimento che ho formulato per me stesso e che sottopongo alla riflessione dei colleghi.

Intanto non è un'iniziativa che nasce senza un riferimento legislativo, basta leggere l'articolo 1, comma 4, della legge finanziaria del 2006, dove testualmente si prevede la possibilità della copertura del disavanzo mediante utilizzo di entrate proprie per le restanti quote. Quindi non è che la Giunta si sia mossa così, alla cieca, c'è un riferimento legislativo che legittima un'operazione di questa natura, ma volendo fare anche memoria su quello che non è una prassi, ma aveva un riferimento normativo ben preciso, non mi pare tra l'altro che la Corte Costituzionale sia mai intervenuta a dichiarare l'illegittimità di una norma della legge di contabilità, l'articolo 17, prima di essere novellato, prevedeva che "la Regione, qualora ne ravvisi la necessità, può stanziare somme che verranno assegnate dallo Stato negli anni futuri, provvedendo a compensare tali maggiori spese con minori erogazioni per lo stesso scopo negli anni successivi", cioè quello che abbiamo sempre fatto e mi stupisce la sorpresa che ha suscitato in molti colleghi la previsione di questa norma.

Io ho seguito l'intervento lucido del collega La Spisa, si può dissentire, si può obiettare, perché sono scelte politiche, allora a me piace quel confronto, mi piace mantenere il dibattito con le cose dette dal collega Vargiu sulla possibilità di creare, per il futuro, un'ipotesi che possa consentire maggiore responsabilità ai governi futuri, che possa consentire nell'immediato la certezza di disporre delle sostanze di cui la Regione effettivamente può disporre…

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Pittalis, anzi diciamo che ha finito il tempo.

PITTALIS (Gruppo Misto). Ad evitare, e chiudo, che si creino situazioni allarmanti, e tralascio le responsabilità politiche, perché non è questo il tema oggi in discussione, di situazioni di vera bancarotta che abbiamo sempre denunciato anche nei nostri atti di programmazione economica.

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Chiedo di intervenire sulle modalità di voto, Presidente, solo per avere la certezza che si voti con lo scrutinio elettronico palese.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Gessa e Soru hanno votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS - URAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - AMADU - ARTIZZU - ATZERI - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - FARIGU - GALLUS - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - PETRINI - PISANO - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANNA Matteo - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 73

votanti 48

astenuti 25

maggioranza 25

favorevoli 48

(Il Consiglio approva)

Passiamo all'esame del Titolo.

(Si riporta di seguito il titolo:

Titolo:

Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2007 e disposizioni per la chiusura dell'esercizio 2006.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione il Titolo. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Art. 1
Esercizio provvisorio

1. Ai sensi e per gli effetti dell'articolo 29 della legge regionale 2 agosto 2006, n. 11 (Norme in materia di programmazione, di bilancio e di contabilità della Regione autonoma della Sardegna. Abrogazione delle leggi regionali 7 luglio 1975, n. 27, 5 maggio 1983, n. 11, e 9 giugno 1999, n. 23), è autorizzato l'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2007 per un periodo non superiore a mesi due, dal 1° gennaio al 28 febbraio 2007.

2. Negli impegni di spesa la Giunta regionale non può superare due dodicesimi dello stanziamento previsto per ciascuna UPB dello stato di previsione della spesa.

3. Nei pagamenti di spesa la Giunta regionale è autorizzata al pagamento dell'intero ammontare dei residui nonché degli impegni di spesa assunti in conto competenza a' termini del comma 2.

4. Il limite di cui al comma 2 non si applica ove si tratti di spese obbligatorie e tassativamente regolate dalla legge e non suscettibili di impegno o di pagamento frazionati in dodicesimi; tale deroga è da intendersi riferita a tutti i casi in cui le norme vigenti dispongono in ordine all'entità e alla scadenza delle erogazioni.

5. Il limite di cui al comma 2 non si applica ai fondi per la riassegnazione dei residui perenti di cui all'articolo 26 della legge regionale n. 11 del 2006, nonché agli altri fondi di riserva di cui all'articolo 24 della stessa legge regionale.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 1, lo metto in votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, intervengo sempre sulle modalità di voto, per chiedere la votazione nominale dell'articolo 1.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS - URAS.

Rispondono no i consiglieri: ARTIZZU - LIORI - SANNA Matteo.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - AMADU - ATZERI - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - FARIGU - LA SPISA - LICANDRO - LOMBARDO - MILIA - MURGIONI - PETRINI - PISANO - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 73

votanti 52

astenuti 21

maggioranza 27

favorevoli 49

contrari 3

(Il Consiglio approva)

Passiamo all'esame dell'articolo 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Art. 2

Disposizioni per la chiusura dell'esercizio 2006

1. Le somme resesi disponibili sui capitoli di spesa relativi al finanziamento degli interventi inclusi nella programmazione comunitaria del periodo 2000-2006, a seguito della rendicontazione all'Unione europea di progetti coerenti, permangono sul conto dei residui del bilancio regionale per essere utilizzate, nell'anno 2007, anche per finalità differenti da quelle per le quali sono state stanziate purché rispondenti agli obiettivi fissati dall'Asse prioritario di riferimento o da quanto previsto nelle relazioni di accompagnamento delle modifiche al Complemento di programmazione al Programma operativo regionale approvate dal Comitato di sorveglianza. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio provvede, con proprio decreto, previa deliberazione della Giunta regionale assunta su proposta del medesimo, di concerto con gli Assessori competenti, alle conseguenti e necessarie variazioni di bilancio.

2. Le somme relative alla copertura di bandi pubblicati entro il 31 dicembre 2006 costituiscono per lo stesso esercizio titolo per l'impegno di spesa; le eventuali disponibilità derivanti a seguito del minor importo di aggiudicazione, nei bandi relativi all'acquisizione di beni e servizi o per la realizzazione di opere, costituiscono economia di spesa.

3. Le somme stanziate dal comma 3 dell'articolo 3 e dal comma 4 dell'articolo 6 della legge regionale 24 febbraio 2006, n. 1 (legge finanziaria 2006), non impegnate alla chiusura dell'esercizio 2006, permangono nel conto dei residui per essere utilizzate nell'esercizio successivo.

4. Le somme sussistenti in conto residui ed in conto competenza del bilancio per l'anno 2006 destinate alla copertura degli oneri derivanti dagli accordi sindacali (capitoli 03024 e 03025) permangono nel conto dei residui per essere utilizzate nell'esercizio 2007.

5. Le somme recuperate dagli enti locali per mancata impegnabilità a' termini di legge, e le relative residue somme sussistenti in conto residui del bilancio regionale, possono essere utilizzate, entro il 31 dicembre 2007, in gestione diretta dall'Amministrazione regionale per il conseguimento delle finalità per le quali furono agli stessi enti assegnate.

6. In deroga alle disposizioni di cui al comma 7 dell'articolo 30 della legge regionale n. 11 del 2006 l'autorizzazione alla contrazione dei mutui di cui al comma 1 dell'articolo 1 della legge regionale n. 1 del 2006 cessa al 31 dicembre 2006.

7. Lo stanziamento iscritto in conto del capitolo 12106-01 (UPB E03.034) del bilancio per l'anno 2006 costituisce accertamento d'entrata a valere su quota parte del gettito delle compartecipazioni tributarie spettanti alla Regione in ragione di euro 500.000.000 per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015.

8. Sono annullati alla data del 31 dicembre 2006 tutti gli ordini di accreditamento accesi, in conto competenza e in conto residui, a favore di funzionari delegati. Le somme detenute in contanti dai funzionari delegati e non utilizzate entro il 31 dicembre 2006 devono essere riversate in conto entrata del bilancio regionale entro il 15 gennaio 2007 e sono iscritte, previo loro accertamento, con decreto dell'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per essere destinate alle finalità per le quali sono state accreditate. Le somme rinvenienti dall'operazione di annullamento degli ordini di accreditamento costituiscono disponibilità del capitolo e sono utilizzate nell'esercizio 2007 per le medesime finalità per le quali sono state stanziate. Con decreto dell'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, su richiesta dell'Assessore competente per materia, si provvede alla ripartizione di dette disponibilità tra diversi centri di responsabilità.)

PRESIDENTE. Ricordo che sull'articolo 2 è stata chiesta dall'onorevole Vargiu la votazione per parti.

E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Riguardo all'articolo 2, mi voglio riferire alle argomentazioni, certamente serene, ispirate al tentativo di una discussione ragionevole su questo tema, del collega Pittalis, il quale afferma che, sostanzialmente, l'operazione che si propone oggi è corretta, rispondente al dettato delle norme sulla contabilità e, soprattutto, corrispondente ad un analogo metodo utilizzato negli anni precedenti. Però, io insisto (credo non si possa smentire, salvo prova contraria) sul fatto che l'operazione avviata, se non ricordo male, quando era assessore Pier Sandro Scano, tenuta in parte negli anni successivi, prevedeva, sì, l'accertamento in entrata e il risanamento, quindi la copertura del disavanzo, con entrate previste negli anni successivi, ma l'utilizzo di queste entrate veniva autorizzato anno per anno. Non si prevedeva cioè, sul lato delle entrate, un accertamento di un'entrata, come in questo esercizio, di una somma che invece era da accertare in entrata in un esercizio successivo. E' una differenza sostanziale molto molto forte.

Noi, in questo caso, stiamo accertando in entrata una somma che non entrerà, infatti l'abbattimento del disavanzo rischia di essere fittizio e, soprattutto, si introduce un sistema di accertamento di entrate che possono essere anche teoricamente utilizzate non per ripianare i disavanzi, ma per avere in conto, sul versante della spesa, delle somme in uscita dal bilancio regionale. Questo è ciò che noi contestiamo e di cui segnaliamo la possibile dichiarazione di illegittimità.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Intervengo per concludere quanto sostenevo precedentemente. La legge numero 1 del 2006 prevedeva l'iscrizione, senza titolo, di 1 miliardo e 850 milioni di euro per IRPEF e IRPEG. Non sono io che dico che il principio di veridicità del bilancio è stato calpestato (scusate il termine, non me ne viene in mente un altro), ma lo dice il comma 7 dell'articolo 2. Che sia anticostituzionale l'articolo 1 della legge del 2006, , credo che sia palese, se uno legge l'articolo 81 della Costituzione. Oggi, invece, col comma 7, si ritorna alla violazione del principio di veridicità del bilancio e si aggiunge anche la violazione del principio di annualità del bilancio. Chi ha iscritto quelle somme del 1998, 1999, 2000, fino al 2003, deve rispondere (non sono io che devo rispondere di quei bilanci, che sicuramente ho votato, non quello del '98 perché non c'ero, ma quelli successivi) di quell'azione denunciata dal presidente Soru, non io, qualcun altro, in quest'Aula, perché il presidente Soru ha fatto un riferimento ben preciso.

Quanto al poter, invece, impegnare somme che arriveranno dallo Stato, il riferimento è alla norma dello Stato che prevede esplicitamente che, per l'anno X, Y e Z, saranno trasferite le somme alla Regione Sardegna o chicchessia, pari a tot euro. Quelle le possiamo iscrivere al bilancio, perché sono entrate certe e certificate e il riferimento che si faceva prima è a questa norma dei fondi trasferiti dallo Stato. Non è un riferimento a potenziali entrate che si verificheranno, continuo a dire. Nel 2013, e il "102" non fa riferimento a questo, non si dice quanto lo Stato trasferirà, ma noi presumiamo che, avendo il trasferimento dei nove decimi contro i tre decimi, potremo avere un trasferimento sicuramente maggiore, se avremo la riscossione dei nove decimi.

Questo è un potenziale introito, che mi auguro si verifichi, ma che, per chi ha un riferimento al diritto, non è assolutamente in grado di essere definito norma o quantificazione di entrata certa e certificabile. Non lo è. Non sappiamo, continuo a dire, se nel 2013 ci saranno i nove decimi di quale Iva, se ci sarà una modifica delle aliquote IVA. Faccio esempi banali che a me servono per comprendere. Ho esasperato il concetto perché io non so neanche se ci sarà la Repubblica, di questo passo, nel 2013 e le norme, è dimostrato proprio da questa norma, sono tutte modificabili, in ogni caso.

Allora, è questa la carenza di rispondenza al principio di veridicità del bilancio, ma una e indiscutibile è l'annualità del bilancio, in ogni caso, a cui noi dobbiamo fare riferimento. Io non sto dicendo queste cose perché non voglio che si risani il disavanzo con i fondi propri, non voglio che si facciano i mutui, non voglio il tanto peggio tanto meglio, voglio la realtà, voglio trasferire in questa legge un'azione possibile che sia in linea con lo Stato di diritto, che sia in linea con il diritto, che sia in linea con la Costituzione, perché, diversamente, la finanza creativa diventa tutt'altro, cioè del tutto e possibile, e non sono regole certe di riferimento.

Noi dobbiamo dare e seguire regole certe. Non si può pensare che chi arriva decide di modificare le regole. Non si può! Non si può pensare che non diamo più certezza di Stato di diritto a noi stessi e ai cittadini. Non si può dire che oggi è così e domani, perché si vuole perseguire un'altra fantasiosa iniziativa, si cambia una legge in dispregio della legge che regola quel principio, quel bilancio, quell'esercizio e quant'altro. Non si può! E' a questo che mi riferisco. Mi riferisco all'articolo 36 della legge di contabilità, che avete votato voi; nella nuova legge di contabilità si prevede quale procedura seguire, una volta accertato che quelle aspettative non si sono realizzate.

I buoni intendimenti, che sono stati portati all'attenzione dell'Aula nell'esame di questo provvedimento di legge, sono tutti condivisibili, i buoni intendimenti che, troppo spesso, vengono enunciati con, perdonatemi, una certa superficialità; lo vediamo nello stesso articolo 2 dove si è annunciato che finanziavamo i parchi, per intenderci, mi pare, con 21 milioni 21 milioni e 500 mila euro per l'annualità 2006, e stiamo dicendo oggi che, poiché non ce l'abbiamo fatta nel 2006, lo facciamo nel 2007. E' umano. Allora perché, nel momento in cui si dicono delle cose, sembra che si debbano annunciare delle certezze assolute. Non è così!

Ecco che cosa si discute dell'articolo 2. Poi la possibilità, come ha detto anche la collega Caligaris, di non avere il tempo e gli strumenti per poter accertare coscientemente, con contezza, che cosa stiamo votando. Forse gli stessi colleghi avrebbero avuto necessità di un parere giuridico, necessità di capire che cosa stiamo andando a fare, necessità di capire le conseguenze dell'approvazione di una norma di questo tipo, non solo nel caso specifico, ma nelle future leggi che esamineremo, nelle future finanziarie. E' chiaro ed evidente che questo apre un problema anche nella prossima discussione di finanziaria, perciò non c'è la volontà preconcetta o il pregiudizio di andare contro un'iniziativa che fantasiosamente viene proposta. E' pura fantasia, non è riscontrabile nella realtà del diritto, continuo a dire. A qualcuno può dar fastidio questa parola, ma noi facciamo leggi, non facciamo un esercizio di fantasia o per trovare soluzioni fantasiose, noi non dobbiamo scontrarci con le regole che ci siamo dati e con le regole che altri hanno dato in sede parlamentare; questo è il concetto.

Ecco perché alla fine si riduce ad enunciazioni che servono più fuori da quest'Aula che dentro questa Aula. Il confronto è accettato serenamente, correttamente, però non ci sono state le risposte e non le risposte sul principio, sull'obiettivo, ma le risposte di merito; il merito è una cosa di cui noi tutti dobbiamo avere certezza assoluta per poter esprimere un giudizio. E l'Aula? La discussione di stamattina, la discussione di stasera che poi si è accavallata, no? A volte si danno delle risposte immediate in Commissione, non ragionate, come quella sul parere di legittimità che pare sia stato dato quando invece non serve, che confondono un po' le idee a chi propone la stessa domanda ricevendo una risposta non appropriata.

Ecco perché non c'entra nulla l'articolo 2 e gran parte dell'articolo 2 con la richiesta di esercizio provvisorio; ed ecco perché, siamo in fase di discussione perciò posso comunque annunciare il voto al di là di eventuali altri interventi di chiarimento, sono decisamente contrario all'articolo 2 che inficia, ahimè, anche la volontà di esprimersi diversamente sull'intero corpo di legge.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 2, per il quale, ripeto, è stata chiesta dall'onorevole Vargiu la votazione separata del comma 7 con appello nominale.

Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, intervengo brevemente per dichiarare il mio voto contrario all'articolo 2 e per fare una riflessione, ovviamente generale, in funzione del suo contenuto, ad eccezione del comma 7, che andremo a votare separatamente. Credo davvero che i sette commi che andiamo a votare adesso con l'approvazione dell'articolo 2 siano - da ogni punto di vista delle norme che regolamentano soprattutto la contabilità - di fatto, rivoluzionari. Sono rivoluzionari e costituiscono, a mio giudizio, una sorta di uovo di colombo perché, se dovesse essere introdotto, nell'insieme delle norme di contabilità, il principio generale che attraverso il filo rosso unisce questi sette commi, davvero ci sarebbe da sorprendersi. Io, sinceramente, lo dico con molta sincerità, stento a comprendere il motivo per il quale si vuole derogare da principi che sono capisaldi delle norme di contabilità in questo modo così forte.

Noi abbiamo, ad esempio, nel comma 2 il capovolgimento totale del principio secondo il quale vale impegno anche ciò che non è impegnato il che significa esattamente tenere nei residui delle somme che non sono impegnate. Vedo che l'assessore Mannoni fa cenno che non è così, ma mi sarebbe veramente piaciuto che fosse intervenuto in maniera diretta per contraddirmi, in maniera anche tecnica e scientifica, sicuramente ha la competenza per farlo e per dirmi che le cose non sono così. Allo stesso modo, dentro il comma 1, è detto in maniera esplicita che, fatti salvi i principi dei complementi di programmazione, fatti salvi i principi che sono indicati dentro lo stesso Asse della misura del POR, però può essere cambiato tutto ciò che l'Asse del POR stesso prevede, cioè nell'ambito dello stesso Asse e, quindi, questo significa derogare completamente da quelli che sono gli atti di programmazione e poter finanziare qualcosa che non è assolutamente previsto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Io voterò a favore dell'articolo 2, intanto perché le perplessità relative alla legittimità di alcuni commi contenuti in questo articolo sono state, diciamo, spazzate via dalla Presidenza del Consiglio, la quale ci ha garantito sotto questo profilo e a ciascuno di noi non è dato sapere di più di quanto sanno i nostri uffici proprio sotto questo profilo. Quindi, la valutazione è solo ed esclusivamente di ordine politico, ed essendo solo ed esclusivamente di ordine politico è chiaro ed evidente che l'impegno, lo sforzo, che si fa con questo articolo è quello di rendere spendibili risorse finanziarie che, in qualche misura, non sarebbero più spendibili o non sarebbero spendibili se non si intervenisse con norme sotto ogni profilo legittime come quelle contenute nell'articolo 2.

Allora, il fatto che i bandi costituiscano titolo per impegno, questo noi lo riscontriamo in diverse altre finanziarie; è stato fatto in altre situazioni anche senza il supporto, diciamo così, autorevole della legge. Il fatto che risorse che rischiano di andare in economia siano conservate in conto residui è stato fatto in altre circostanze ed è stato fatto, io dico purtroppo, anche un cambiamento di soggetto di spesa, cioè risorse finanziarie destinate ai comuni sono state recuperate, cito la Giunta Masala e cito il Piano straordinario per il lavoro! Il precedente è lì! Quando ci fu la contestazione nel centrosinistra, quei banchi rimasero in silenzio, e il Piano straordinario per il lavoro fu scippato, come prima circostanza, come prima occasione, proprio in quell'anno, con Masala Presidente. Io lo ricordo benissimo, non ero d'accordo. Sono perplesso per alcuni versi anche su alcune disposizioni contenute pure in questo articolo, però se andavate a cercare il precedente, il precedente lo trovate: Masala e Piano straordinario per il lavoro.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 2, escluso il comma 7. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo ora alla votazione del comma 7 dell'articolo 2. E' stata richiesta la votazione per chiamata nominale dall'onorevole Vargiu.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, nella richiesta di votare, appunto, singolarmente il comma 7, anche perché ogni consigliere si potesse assumere la responsabilità diretta nell'esprimere il voto, io vorrei reiterare ai colleghi della minoranza le due domande, da me prima avanzate, che sono rimaste senza risposta se non per quella data dal collega Pittalis, che vorrei sapere se è condivisa da tutti. La prima è: se l'interpretazione che dà il collega Pittalis, cioè che per ogni anno di competenza possono essere impegnate risorse del 2013, del 2014, del 2015, perché si accendono i mutui? Nel senso che è molto più semplice che qualsiasi amministrazione non faccia mai i mutui e impegni sempre risorse di competenze future. Quindi se si sono accesi mutui sino ad oggi, si è fatta una sciocchezza perché sui mutui si paga interesse, mentre impegnando risorse future non è necessario pagare interessi.

La seconda: se il principio è questo, significa che, oltre che essere finanziato l'abbattimento del deficit, come virtuosamente si sta facendo per il 2006, si può finanziare anche la spesa corrente? Vorrei dai colleghi della maggioranza una risposta a entrambe le domande, se fosse possibile.

(Interruzione del consigliere Cugini)

PRESIDENTE. Siamo in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del comma 7 dell'articolo 2.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Frau ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS - URAS.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - ATZERI - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - FARIGU - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - PETRINI - PISANO - RASSU - SANNA Matteo - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 69

votanti 68

astenuti 1

maggioranza 35

favorevoli 48

contrari 20

(Il Consiglio approva)

Passiamo all'esame dell'articolo 3.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:

Art. 3

Entrata in vigore

1. L'articolo 1 della presente legge entra in vigore il 1° gennaio 2007, l'articolo 2 nel giorno della sua pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Sardegna.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo alla votazione finale della legge.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, noi abbiamo posto un problema reale; il fatto che sia un problema reale lo si verificherà non solo in questa legge, ma anche nel futuro. Però non avendo avuto assolutamente (contrariamente a quel che dice l'onorevole Uras) rassicurazioni sulle perplessità che sono state affacciate, non essendo stata spazzata via assolutamente la preoccupazione che si inauguri una procedura, attraverso questo precedente, che porterà all'assenza di stabilità e di affidabilità delle poste di bilancio e dei bilanci successivi, noi abbiamo un dubbio molto forte che questa legge sia davvero viziata nella sua legittimità. Non essendo tradizione che l'opposizione voti contro l'esercizio provvisorio, noi non parteciperemo al voto.

PRESIDENTE. Invito i colleghi a predisporsi alla votazione con il sistema elettronico, pregandoli di non andar via perché poi dovremo votare anche l'esercizio provvisorio del bilancio del Consiglio.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del testo unificato numero 265-266/A.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS - URAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 50

Votanti 49

Astenuto 1

Maggioranza 25

Favorevoli 49

(Il Consiglio approva)

Discussione della delibera di autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio interno del Consiglio regionale per l'anno 2007.


PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della delibera di autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio interno del Consiglio regionale per l'anno 2007.

Invito i consiglieri Questori a prendere posto nei banchi della Giunta.

(I consiglieri Questori URAS, GIORICO e CAPPAI prendono posto presso i banchi della Giunta.)

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Giorico, Questore.

GIORICO (Gruppo Misto), Questore. A seguito della presentazione da parte della Giunta regionale del disegno di legge concernente l'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2007 si rende necessario anche per il bilancio interno far ricorso ad analoga autorizzazione per lo stesso periodo di tempo indicato nel citato disegno di legge.

Infatti, secondo una prassi ormai consolidata, il progetto di bilancio del Consiglio viene presentato all'approvazione dell'Assemblea a conclusione della discussione e approvazione del bilancio della Regione.

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, dichiaro chiusa la discussione generale. Passiamo all'esame dell'articolo unico.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo unico:

Articolo unico

E' autorizzato l'esercizio provvisorio del bilancio interno del Consiglio dal 1° gennaio al 28 febbraio 2007 secondo lo schema degli stati di previsione delle entrate e delle spese del bilancio per l'esercizio finanziario 2006 e dei relativi provvedimenti di variazione.

Durante l'esercizio provvisorio gli impegni di spesa non poteranno superare, su ciascun capitolo dello stato di previsione di cui al comma precedente, i due dodicesimi dello stanziamento complessivo; tale limite non si applica qualora si tratti di spesa obbligatoria e non suscettibile di impegno di pagamenti frazionati in dodicesimi.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo unico,procediamo alla votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della delibera di autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio interno del Consiglio.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Contu, Soru, Giorico, Uras e Cappai hanno votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCAREDDU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - DEDONI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LANZI - LICANDRO - LICHERI - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PITTALIS - PORCU - RASSU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Matteo - SECCI - SERRA - SORU - SPISSU - UGGIAS - URAS - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 68

votanti 68

maggioranza 35

favorevoli 68

(Il Consiglio approva)

I lavori del Consiglio sono aggiornati alle ore 10 di domani, giovedì 28 dicembre; mentre alle ore 9 e 30 è convocata la Conferenza dei Presidenti di Gruppo.

La seduta è tolta alle ore 20 e 56.



Allegati seduta

CCLXIII SEDUTA

Mercoledì 27 dicembre 2006

Presidenza del Presidente Spissu

INDICE

La seduta è aperta alle ore 16 e 42.

SERRA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di mercoledì 20 dicembre 2006 (257), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Sanjust, Simonetta Sanna e Alberto Sanna hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana di mercoledì 27 dicembre 2006.

Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

SERRA, Segretario:

"Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sugli interventi di bonifica nei compendi minerari del Sulcis-Iglesiente oggetto del bando di cessione di cui alla deliberazione n.17/9 del 26 aprile 2006". (714)

"Interrogazione Cherchi Oscar, con richiesta di risposta scritta, sul rinnovo del CIRL del personale dell'Ente foreste della Sardegna e sulle mancate assunzioni nei nuovi cantieri". (715)

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

SERRA, Segretario:

"Mozione Capelli - La Spisa - Marrocu - Vargiu - Biancu - Biancareddu - Porcu - Artizzu - Balia - Ladu - Licheri - Atzeri - Caligaris di solidarietà del Consiglio Regionale della Sardegna ai giornalisti sardi ed italiani impegnati nella vertenza per il rinnovo del contratto di lavoro". (106)

"Mozione Capelli - Cuccu Franco Ignazio - La Spisa - Vargiu - Artizzu - Ladu - Biancareddu - Milia - Farigu - Diana - Lombardo - Cherchi Oscar - Gallus - Dedoni - Pisano - Moro - Amadu - Randazzo Alberto - Sanna Matteo - Contu - Licandro - Petrini - Randazzo Vittorio - Liori - Cassano - Rassu - Sanciu - Sanjust - Murgioni sui bandi di concorso, per titoli ed esami, per l'assunzione a tempo determinato di n. 2 medici della categoria D; n. 4 funzionari amministrativi - Area dei beni culturali e del patrimonio storico, artistico ed archeologico; n. 6 funzionari amministrativi con competenze in marketing della categoria D - livello retributivo D1 - Area economico-finanziaria e dello sviluppo del territorio; n. 5 funzionari amministrativi con competenze in mercato del lavoro e formazione professionale della categoria D - Livello retributivo D1 - Area economico-finanziaria e dello sviluppo del territorio, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento". (107)

"Mozione Capelli - Cuccu Franco Ignazio - La Spisa - Vargiu - Artizzu - Ladu - Biancareddu - Milia - Farigu - Diana - Lombardo - Cherchi Oscar - Gallus - Dedoni - Pisano - Moro - Amadu - Randazzo Alberto - Sanna Matteo - Contu - Licandro - Petrini - Randazzo Vittorio - Liori - Cassano - Rassu - Sanciu - Sanjust - Murgioni sulla deliberazione della Giunta regionale del 29 luglio 2005, n. 37/5, avente ad oggetto "L.R. 13 novembre 1998, n. 31, art. 29. Nomina Direttore Generale della Presidenza della Regione", con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento". (108)

"Mozione Capelli - Cuccu Franco Ignazio - La Spisa - Vargiu - Artizzu - Ladu - Biancareddu - Milia - Farigu - Diana - Gallus - Dedoni - Pisano - Moro - Amadu - Randazzo Alberto - Contu - Licandro - Petrini - Randazzo Vittorio - Liori - Cassano - Rassu - Sanciu - Sanjust sul decreto del Presidente del Consiglio regionale n. 316 del 26 febbraio 2003, modificato dal decreto n. 83 del 1° luglio 2005, con il quale è stato indetto un concorso per l'assunzione a tempo indeterminato di n. 10 posti di funzionario consiliare; avviso di reclutamento presso il Consiglio regionale, pubblicato nel BURAS il 18 agosto 2006, inerente una selezione per l'assunzione, a tempo determinato, per periodi di sei mesi, di n. 10 funzionari consiliari, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento". (109)

"Mozione Capelli - Cuccu Franco Ignazio - La Spisa - Vargiu - Artizzu - Ladu - Biancareddu - Milia - Farigu - Diana - Lombardo - Cherchi Oscar - Gallus - Dedoni - Pisano - Moro - Amadu - Randazzo Alberto - Sanna Matteo - Contu - Licandro - Petrini - Randazzo Vittorio - Liori - Cassano - Rassu - Sanciu - Sanjust - Murgioni sulla deliberazione della Giunta regionale n. 48/14 del 21 novembre 2006 di modifica della denominazione del Consorzio 21 in "Sardegna ricerche" e approvazione del relativo statuto e sulla deliberazione della Giunta regionale n. 48/12 del 21 novembre 2006 di nomina, quale membro del Comitato di gestione del Consorzio 21, del professor Alberto Silvani, in sostituzione del dimissionario professor Paolo Zanella, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento." (110)

Discussione del testo unificato "Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2007 e disposizioni per la chiusura dell'esercizio 2006" (265-266/A) della proposta di legge Floris Mario - Cherchi Oscar: "Autorizzazione per tre mesi dell'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per il 2007" (265/A) e del disegno di legge: "Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2007 e disposizioni per la chiusura dell'esercizio 2006" (266/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del testo unificato 265-266/A.

(Interruzione del consigliere La Spisa)

PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, su che cosa intende parlare?

LA SPISA (F.I.). Presidente, chiedo di parlare per porre una questione pregiudiziale, ai sensi dell'articolo 86 del Regolamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). La questione pregiudiziale riguarda una parte del testo unificato in discussione, che ha per titolo "Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2007 e disposizioni per la chiusura dell'esercizio del 2006". Nell'articolo 2, in particolare al comma 7, vi è una disposizione, su cui la Commissione si è dilungata nell'esame, che, a parere di molti componenti della Commissione, costituisce un accertamento di entrata, ascritta come variazione di bilancio sostanzialmente, nello stanziamento in conto del capitolo 12106 delle entrate. La questione pregiudiziale consiste nella richiesta che facciamo di un pronunciamento da parte della Presidenza, possibilmente anche con un parere degli Uffici del Consiglio, sulla legittimità di questa norma riguardo alle norme sulla contabilità e anche sulle norme costituzionali e sui principi della contabilità pubblica, in particolare quelli dell'annualità del bilancio.

Chiediamo che al Consiglio venga data pregiudizialmente una informazione su questo aspetto, in modo da poter valutare se questa disposizione non possa inficiare di illegittimità tutto il testo della legge o comunque se non possa essere un appesantimento del bilancio 2006 con una previsione di entrata non correttamente stimata.

PRESIDENTE. Sospendiamo la seduta per cinque minuti, mi riservo di approfondire. Come lei sa, sulle questioni pregiudiziali si pronuncia conclusivamente l'Aula, ad ogni buon conto io faccio la verifica che lei ha chiesto.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Presidente, chiedo, se è possibile, che venga allegato, agli atti del disegno di legge in questione, il parere di legittimità degli uffici della Giunta, in particolare, con riferimento al comma 7 dell'articolo 2.

PRESIDENTE. La sua richiesta è irrituale, essendo il provvedimento caricato in Consiglio, evidentemente il parere di legittimità è incluso. Non è mai successo che richiediamo gli atti, onorevole Capelli, se lei lo chiede evidentemente sa come si deve procedere.

Sospendo la seduta per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 52, viene ripresa alle ore 18 e 02)

PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto. Onorevole La Spisa, colleghi, sulla pregiudiziale che è stata sollevata e soprattutto sulla richiesta che è stata avanzata al Presidente, faccio rilevare che i dubbi e le pregiudiziali sarebbe più opportuno che vengano sollevati non a provvedimenti in discussione in Aula ma magari prima, perché questo ci consente anche di affrontare aspetti che non sono stati affrontati. Tuttavia, poiché la pregiudiziale è stata sollevata in Aula, ritengo che il comma 7 sia ammissibile poiché altre volte si è operato in questo modo in finanziarie precedenti. Abbiamo visto i precedenti che si sono determinati. Chiedo, quindi, all'onorevole La Spisa se intende mantenere la pregiudiziale, nel qual caso opereremo secondo quanto prevede l'articolo 86 del Regolamento, con un intervento per Gruppo non oltre i 5 minuti e poi la decisione dell'Aula con votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Naturalmente la pregiudiziale rimane, rimane perché è fondatissima sul piano giuridico. Anche le argomentazioni che lei, signor Presidente, ha dato riguardo a precedenti mi sembrano eccessivamente sintetiche per giustificare una assunzione di responsabilità da parte sua. Non capiamo se questa sia un'interpretazione che dà personalmente il Presidente o se sia supportata anche da un parere degli Uffici. Noi riteniamo che la questione rimanga, non abbiamo potuto sollevarla prima perché la questione è stata esaminata stamattina nella Commissione bilancio e soltanto a seguito del confronto che c'è stato in Commissione sulle argomentazioni addotte dal Presidente e Assessore del bilancio, noi abbiamo potuto valutare non solo qual è l'impatto di una disposizione di questo genere sul bilancio del 2006 (che già riteniamo grave, perché si tratta di entrare future che vengono iscritte modificando sostanzialmente uno stanziamento esistente e con una cifra molto, molto rilevante), ma anche considerare che ritenere ammissibile un'operazione finanziaria di questo genere (ed è ciò che l'Aula deve valutare) introduce un precedente pericolosissimo per cui in futuro (a cominciare dalla prossima manovra finanziaria che verrà presentata) sarà possibile gonfiare le entrate, iscrivendo somme che non sono assolutamente accertabili in quanto future e quindi in violazione di principi costituzionali oltre che della legislazione in materia di contabilità pubblica.

E' un fatto gravissimo, noi manteniamo la questione pregiudiziale perché sia il Consiglio ad assumersi la responsabilità di una decisione di questo genere.

PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, per precisare il concetto, le entrate sono state trattate sempre come entrate presunte in tutte le finanziarie che hanno preceduto questa; anche nella legislatura precedente le entrate dello Stato, soprattutto in conto IRPEF e IVA sono state presunte.

(Interruzione del consigliere Cappai)

PRESIDENTE. Chiedo scusa. Onorevole Cappai, quando si iscriverà a parlare, potrà dire ciò che ritiene.

Allo stesso modo si è fatto nel 2007, cioè un'entrata prevista per la copertura del disavanzo, che si è determinato negli anni precedenti, è stata trattata non diversamente da come si è fatto in altre finanziarie; poi, siccome questa non è una sede nella quale si può scendere troppo nei dettagli tecnici, procediamo come si fa con le pregiudiziali e l'Aula conclusivamente deciderà.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, io seguo lo schema che lei sta dando, quindi a nome del nostro Gruppo esprimo un voto favorevole alla pregiudiziale. Sulla base di quello che lei ha testé detto, le vorremmo far notare che la pregiudiziale è stata già posta questa mattina in Commissione anche se non nei termini perentori con cui l'onorevole La Spisa l'ha posta questa sera in Aula, nel senso che ci è sembrato di dover segnalare, al Presidente e Assessore della programmazione, non il fatto che fosse presente una previsione di copertura all'interno della finanziaria, ma che si stessero dettando delle norme relative a un esercizio che è già esaurito, quello del 2006 e quindi che la copertura di un deficit venga realizzata attraverso entrate che sono presunte, questo in contraddizione con l'articolo 81 della Costituzione che dice che il bilancio deve avere un esaurimento all'interno della propria annualità.

Il Presidente ha fatto una serie di valutazioni di carattere politico, alcune delle quali devo dire anche condivisibili però non ha superato il problema formale, cioè quello della legittimità o meno della norma. Anche stamattina, quando ci siamo confrontati in Commissione, il ragionamento è andato verso valutazioni di carattere politico che poi hanno ovviamente il sostegno delle parti, nel senso che ciascuno si prende la responsabilità della valutazione che effettua e politicamente ritiene di dover addivenire alle considerazioni che il Presidente ha fatto o di essere in disaccordo con queste; però, per quanto riguarda la parte formale, cioè sul fatto che una norma del genere sia legittima o non sia legittima, purtroppo in Commissione non c'è stato il chiarimento necessario. Gli uffici della Regione interpellati hanno dichiarato la loro convinzione che si tratta di una norma legittima, noi abbiamo sostenuto in Commissione e continuiamo a sostenere in Aula che, a nostro avviso, la norma non è legittima perché viola dei principi costituzionali.

Pertanto, sulla base di queste considerazioni (ovviamente senza aver la pretesa di voler convincere nessuno né di voler o poter entrare in dettagli tecnici che mi rendo conto non hanno la sede d'aula in questo momento per potersi realizzare), presidente Spissu, siccome si tratta alla fine di un'espressione di parere da parte del Consiglio su una questione che riveste un'importanza fondamentale anche per il futuro di questa legge se, così com'è, voi l'approverete, io le chiederei che venga fatta una votazione per appello nominale per cui ogni consigliere possa assumersi la responsabilità di sostenere la legittimità della norma o possa eventualmente dissentire rispetto ad una norma che ritiene illegittima come noi riteniamo che sia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.).Signor Presidente, io sono d'accordo e voto per la pregiudiziale sollevata dal collega La Spisa, ma inizialmente mi vorrei scusare della domanda che ho posto in apertura nel chiedere il parere di legittimità. Chiedo scusa, non per la risposta che ho avuto, non esaustiva, nel senso che in altro modo mi sarei dovuto procurare il parere di legittimità, così come chiesto stamattina in Commissione mi è stato detto "il parere di legittimità è stato dato", ma poiché riscontro che il parere di legittimità su un disegno di legge non è dovuto, pertanto non c'è perché non dovuto, non perché non sia stato riportato in delibera o perché sia stato dato. Perciò era inopportuna la mia domanda iniziale.

In merito invece alla pregiudiziale sul comma 7 dell'articolo 2, credo che questa sia una situazione decisamente diversa da una situazione di finanziaria dove si presumono delle entrate e delle uscite; siamo in una fase di consuntivo nel senso che, come dice il provvedimento di legge, sono disposizioni per la chiusura dell'esercizio 2006, perciò stiamo lavorando a consuntivo e a consuntivo riscontriamo che, per quanto previsto nel preventivo, cioè nella finanziaria, non si sono verificate le condizioni che sono state alterate in finanziaria stessa di presumibili entrate riferite all'IRPEF e all'IRPEG. Perciò, per quanto riguarda il parere di legittimità, io dichiaro di non essere nelle condizioni e di non avere le opportune informazioni giuridiche per poter dire, io, nel mio ruolo di consigliere regionale, se questo è legittimo e costituzionale o anticostituzionale.

Non sono in queste condizioni e non è neanche la mia funzione per intenderci. Certo, posso asserire sicuramente che non rispetta i dettami dell'articolo 36 della legge di contabilità, ma non posso esprimermi in quest'Aula sulla legittimità o meno di una norma, chiedo l'ausilio degli uffici, degli uffici studi, dei funzionari, di quelli che sono preposti ad aiutarci nella valutazione e nella opinione che noi poi dobbiamo esprimere in Aula cioè se ciò che stiamo facendo è coerente con la Costituzione italiana e perciò di conseguenza se è legittimo o palesemente illegittimo. Possiamo andare a fare delle considerazioni che faremo magari, visto che presumo che i colleghi della maggioranza non vorranno mettere in discussione l'atto della Giunta, suppongo che andremo a discutere questo provvedimento di legge nella sua interezza e in quella sede magari approfondiremo le nostre valutazioni e conoscenze sugli effetti del comma 7 dell'articolo 2.

Pertanto, esprimo a maggior ragione il parere favorevole alla pregiudiziale, confortato e, come dire, supportato dalla premessa che ho fatto; non abbiamo aspettato l'Aula per sollevare il problema, l'abbiamo fatto anche stamattina in sede di discussione in Commissione, ma non c'è stato né modo né tempo, abbiamo anche rinunciato alla relazione di minoranza, con senso di responsabilità, perché si potesse discutere l'esercizio provvisorio. Noi abbiamo in mente la discussione dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio e non, come prevede l'articolo 2, la discussione di un assestamento di bilancio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, è vero, questo problema è stato sollevato stamattina in Commissione. Voglio dire, non è che il fatto di non aver chiesto i termini tranquillizza tutti quanti perché, insomma, cinque giorni per la relazione di minoranza dovevano essere comunque concessi. Stamattina, Presidente, noi ci siamo trovati ad esaminare un testo di legge che, di fatto, è onnicomprensivo di almeno due provvedimenti di legge. Il fatto che la Giunta avesse deliberato due mesi di esercizio provvisorio è abbastanza normale, si è sempre verificato, forse due volte è successo che non sia stato chiesto l'esercizio provvisorio; benché avessimo avuto assicurazioni, nella precedente manovra 2005-2006, che non si sarebbe più verificato invece, di fatto, si è verificato. Ma ciò che è più grave è che noi siamo stati messi di fronte ad un disegno di legge che, oltre all'esercizio provvisorio, recita: "…disposizioni per la chiusura dell'esercizio 2006.". Già questo, voglio dire, per tutti quanti noi è un fatto assolutamente nuovo. Chi ha avuto modo di leggere gli otto commi dell'articolo 2, potrà rendersi conto che siamo in presenza di un sistema assolutamente nuovo. Non lo voglio definire corretto o non corretto, ma certamente è un sistema nuovo.

Ora, colleghi, tra tutti i commi che sono presenti in questo articolo 2, l'attenzione prima è andata sul comma 7 e sappiamo tutti perché. Ne è stata fatta menzione più volte in quest'Aula e anche stamattina in Commissione. Si tratta di dare legittimità, secondo me, ad una partita che si era aperta e chiusa velocemente nella finanziaria dell'anno scorso. Su questo il Presidente ritiene che non ci sia coincidenza di vedute, tra me e, credo, la minoranza e lo stesso Presidente, facente funzioni, Assessore del bilancio. Per correttezza, io credo che comunque tutti debbano sapere (credo abbiano avuto modo di leggerlo) che noi di fatto leggiamo nel comma 7 che lo stanziamento iscritto in conto del capitolo XY del bilancio per l'anno 2006 costituisce oggi accertamento d'entrata. Lo stiamo dicendo oggi che costituisce accertamento d'entrata! Noi questo lo dicevamo l'anno scorso. Dicevamo allora che stavate costituendo accertamento d'entrata. Allora "no", oggi "sì"! Quindi, chi come me pensa che questa sia una sorta di sanatoria, può continuarlo a pensare. Poi, può darsi io sbagli ma, di fatto, noi stiamo accertando oggi un'entrata di 1 miliardo e mezzo di euro.

Vede, Presidente, quando lei si è rivolto al collega Cappai, relativamente all'imputazione in bilancio di presunta entrata, devo dire che è vero, si è sempre verificato, si era verificato per 100 milioni di euro in più, con l'assessore Cappellacci, poi si è verificato per 200 milioni in più, con l'assessore Pigliaru. Stavamo parlando di 200 milioni di euro, per i quali tutti quanti noi avevamo certezze che non potessero cambiare poi la vita di nessuno. Ma, in questo caso, noi siamo andati ad imputare 1 miliardo e mezzo di euro, oggi, col comma 7, ritenendo di dover dare, io lo dico, una legittimità, che - secondo me - non è che non ci sia oggi, ma certamente non c'era allora! Questo è uno dei commi, ma, signori, si tratta anche di tutte le risorse in capo agli enti locali che gli enti locali non sono riusciti a spendere e per le quali la Regione Sardegna adotta poteri sostitutivi! Comma 5.

PRESIDENTE. Onorevole Diana, il tempo a sua disposizione è terminato.

DIANA (A.N.). Vorrei concludere!

PRESIDENTE. Concluda!

DIANA (A.N.). Queste somme sussistenti che dovrebbero rientrare, e debbono rientrare, benissimo, che rientrino! Ma la Regione, automaticamente, si sostituisce agli enti locali, per che cosa fondamentalmente? Perché questo si dice qui, si sostituisce agli enti locali; per che cosa? Per completare i bandi già in essere? I lavori che sono già iniziati? E tutte quelle somme che, invece, non sono neanche impegnate, perché non sono state completate le progettazioni e quant'altro, queste risorse, dove vanno? Questo c'è scritto qui!

CUGINI (D.S.). Tu stai trattando argomenti che non riguardano la pregiudiziale!

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Diana, concluda perché il suo tempo è scaduto.

DIANA (A.N.). Per avallare il voto favorevole alla pregiudiziale. Come no? Sono tutti argomenti che riguardano la pregiudiziale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Presidente, anche ascoltando le osservazioni dei colleghi questo pomeriggio, mi viene il dubbio che forse, in qualche modo, non si sia compreso bene di quali aspetti o di che cosa stiamo parlando. Anche in riferimento al collega Diana, qui non stiamo parlando, collega Diana, di somme disponibili per il bilancio 2006, qui stiamo parlando della copertura del disavanzo accumulato nelle gestioni precedenti. Quindi, non c'è un impatto sulla disponibilità di risorse per l'esercizio del 2006. Quindi, credo che i primi ad essere favorevoli a questo tipo di impostazione dovrebbero essere proprio i colleghi del centrodestra, perché questa non è un'impostazione che gonfia la spesa come ha detto il collega Vargiu, ma è un'impostazione che, al contrario, sgonfia la spesa, perché rende disponibili meno risorse per gli anni successivi e le mette al servizio di debiti fatti negli esercizi precedenti. Attenzione, non debiti fatti da questa Giunta, da quest'amministrazione, da questa maggioranza, ma da quelle precedenti; senza specificarne il colore, per non aprire una nuova polemica, come quella che abbiamo aperto in Commissione.

Quindi io credo che, al di là della legittimità, concordo con quanto diceva il collega Capelli, anch'io non ci voglio entrare, perché è arrivato questo disegno di legge insieme ad una delibera di Giunta, che porta la firma di un direttore generale, che si presuppone che quando firma dà in automatico un visto di legittimità; erano presenti in Commissione i funzionari dell'Assessorato ai quali è stata rivolta la domanda: "Ci confermate che secondo voi questo disegno di legge è legittimo?". Ci è stato confermato che questa impostazione è legittima, quindi, io posso anche avere dei dubbi o mettere in discussione la parola dei funzionari, che tra l'altro era detta non al bar, ma nell'esercizio di una loro funzione pubblica.

Quindi io do, in qualche modo, per assodata la legittimità e faccio quindi una considerazione più semplice, di quella che nelle aziende, in un'organizzazione qualsiasi, si chiamerà principio di prudenza contabile. E mi chiedo: ma questa impostazione, che è stata data per l'esercizio provvisorio e di chiusura del bilancio 2006, dal punto di vista contabile, è più prudente o meno prudente rispetto agli accadimenti che possono esserci? Cioè, mette la Regione al riparo da quello che può succedere o ci mette nelle condizioni magari di dover accertare, negli anni successivi, un buco maggiore? Ecco, io credo che sia più prudente, perché non autorizzare mutui aggiuntivi, ma vincolare quote delle entrate future per pagare i debiti, attenzione, pregressi, vuol dire di fatto minore disponibilità di spesa.

Perché se invece autorizzassi 1500 mutui di risorse aggiuntive, avrei disponibili per la spesa di quegli anni futuri perché ho maggiori risorse, per cui le cifre, onorevole Diana, sono diverse perché qui abbiamo una legge nazionale che sancisce che ci saranno quelle entrate anche se non cresce l'Irpef, se non cresce il Pil, se tutto ci va male avremo almeno 1500 milioni di entrate in più. Se noi autorizzassimo nuovi mutui non solo avremmo 1500 milioni in più da spendere, ma avremmo 1500 milioni più 1500 milioni di mutui. Quindi, dal punto di vista contabile, il non autorizzare i mutui e quindi non autorizzare la Giunta a contrarne di nuovi, impedirle di contrarne di nuovi, e costringere la Giunta che ci sarà nel 2013, che io non so di che colore sarà, non a fare politiche allegre, ma a fare politiche sane, di finanziamento della spesa con le proprie entrate, io credo che sia operazione contabile prudente. Forse voi non riuscite a capirlo perché magari avevate qualche abitudine un po' diversa e capire che si può ragionare in maniera prudente è un qualcosa che forse è un po' difficile da spiegare, ma io mi auguro che anche il dibattito di oggi ci aiuti a chiarirlo. Ed è per questo che siamo ovviamente contrari alla pregiudiziale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). A nome del mio Gruppo, preciso il parere favorevole alla questione pregiudiziale. Onorevole Porcu, qui non stiamo parlando di copertura del disavanzo, perciò richiamo oggettivamente l'attenzione dell'Aula su questo aspetto, su questo è pericoloso. Non stiamo parlando di copertura del disavanzo, perché siamo sul versante delle entrate non della spesa, stiamo autorizzando, accertando come entrata... Mi dispiace, Presidente, ma il paragone con quanto fatto nelle leggi finanziarie precedenti non regge, perché allora si era in sede di previsione del bilancio, quindi in previsione di spesa, si indicava e si stanziava una somma in previsione di un'entrata incerta, però stimata con un po' di azzardo, prima e dopo, ma comunque stimabile e ancora ragionevole, possibile. Qui a chiusura dell'esercizio stiamo invece accertando, come entrata, un'entrata, una somma che invece non è incerta è certa, ma è certa nel 2013. E' chiara la differenza.

E' una cosa importantissima, che occorre mettere a fuoco perché stiamo avviando un metodo, stiamo inaugurando e quindi creando un precedente pericolosissimo, cioè quello di considerare questi soldi in accertamento di entrata, a prescindere da come verranno utilizzati, oggi ci dite che verranno messi effettivamente così per coprire il disavanzo, ma domani possono anche essere messi per spenderli. Si avvia un precedente per cui potremo spendere, da ora in poi, i soldi che in entrata sono certi ma sono certi negli anni successivi. Questa è una rivoluzione del sistema della contabilità pubblica e credo che il Consiglio, per la correttezza del procedimento legislativo, dovrebbe avere un minimo di sussulto, di ragionevolezza e suggerire altre strade per raggiungere lo stesso obiettivo. Ma certamente non quello di calcolare e accertare come entrata una somma che non esiste oggi, non esiste e non esistono precedenti in questo senso.

Non è lo stesso precedente per cui si sono stanziati 1 miliardo e 500 milioni nel 2006 o nel 2005 sull'IVA 100 milioni in più, allora si prevedeva in entrata una somma che poteva ancora entrare, perché vi era una trattativa con lo Stato. Oggi, dallo Stato questo miliardo e mezzo non lo abbiamo! Allora, più ragionevolmente bisogna accertare invece che questa entrata non vi è stata e conseguentemente modificare le poste di bilancio. E' chiaro qual è il problema: in questo modo si evidenzierebbe che la copertura di disavanzo non c'è. E non c'è! Voi potete riempirvi la bocca sul fatto che avete risanato il bilancio, non lo avete risanato! Perché non si pagano i debiti facendo altri debiti, soprattutto non si pagano debiti ascrivendoli a generazioni future di casa tua. E' come se ci comprassimo una lavatrice ipotecando già gli stipendi che entreranno in famiglia fra due o tre anni. Non è così che si risana il bilancio, mi dispiace!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). L'ammissibilità della norma, per me, è stata accertata dal Presidente, sentiti gli Uffici, come ha riferito all'Aula. Per cui il nostro Gruppo voterà per respingere la pregiudiziale.

Prendiamo ora in esame la norma dal punto di vista politico: quando abbiamo accertato che, in Sardegna, il nostro bilancio aveva registrato una tale situazione di disavanzo, era di fatto per prendere atto che, negli anni dal 1999-2000 al 2004, si era speso molto di più di quelle che erano le entrate e le disponibilità delle risorse. Molto di più era quella cifra enorme di disavanzo che si era creato in quegli anni, si parlava quasi di 8 mila miliardi di vecchie lire. Nel bilancio 2006 e nel bilancio 2005, noi abbiamo fatto un'operazione di ridurre i costi riducendo il disavanzo, poi, quando abbiamo approvato il bilancio 2006, si è ritenuto che la vertenza con lo Stato sulle entrate avrebbe determinato già nel 2006 un'entrata che sarebbe stata utilizzata per ridurre quel disavanzo.

La giustificazione politica del disavanzo, da parte di tutti, in particolare dal centrodestra, era data dal fatto che si era determinato questo disavanzo enorme nel bilancio regionale perché lo Stato non aveva trasferito alla Regione le risorse dovute in materia di IVA, IRPEF e così via. E' evidente che, nel momento in cui si chiude la vertenza con lo Stato, con l'approvazione della finanziaria, noi prendiamo atto che ciò che avevamo previsto, cioè una maggiore entrata nel 2006 che avremmo utilizzato per abbattere il disavanzo, non si è concretizzato, ma si concretizza un grande straordinario risultato dal 2007 al 2010 e dal 2010 in poi, così come il disavanzo è stato determinato per una mancata entrata da parte dello Stato delle risorse dovute, riteniamo opportuno che questo disavanzo sia pagato da queste nuove entrate che lo Stato ci trasferirà dal 2010 in poi, in questo caso dal 2013, 2014, 2015. Cioè per una minore entrata da parte dello Stato in materia di IVA, IRPEF e così via, il disavanzo viene scaricato sulle annualità successive; una parte, dovuta al fatto che si chiude la vertenza con lo Stato con il famoso articolo "102" e quindi quel disavanzo, così come si è determinato per mancate entrate dello Stato, viene scaricato su maggiori entrate possibili negli anni successivi.

Altrimenti, se scegliamo la strada del mutuo, su chi scarichiamo? Se il disavanzo rimane e la strada non è quella di pensare di scaricare su quegli anni anticipando quelle entrate, nel bilancio 2006, l'altra strada è il mutuo, cioè scaricare comunque sulle successive generazioni, quindi su chi verrà a governare la Sardegna, quel disavanzo. Perché il disavanzo c'è, il disavanzo era determinato dal fatto che lo Stato non ha concesso le risorse, prendiamo atto che dal 2010 in poi le risorse ci saranno e scarichiamo su quegli anni quel disavanzo. , Da questo punto di vista, pare anche a me politicamente sostenibile. Dal punto di vista formale gli Uffici hanno chiarito che si dirà che sono entrate 2013, 2014, 2015, cioè sono entrate che alla Regione spettano e che quindi utilizziamo in questa direzione. Per cui, dal punto di vista formale, c'è la parola del Presidente, dopo aver sentiti gli Uffici, sull'ammissibilità; dal punto di vista politico, è sostenibile che questo disavanzo comunque venga scaricato sulle maggiori entrate che ci verranno dallo Stato negli anni successivi, perché questo disavanzo era determinato comunque da una mancanza di risorse da parte dello Stato. Anche il ricorso al mutuo per il disavanzo è comunque scaricare, sulle successive generazioni e sulle successive legislature, i costi di un disavanzo prodotto dal 2000-2004.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Noi voteremo a favore della pregiudiziale in merito al comma 7 dell'articolo 2 dell'esercizio provvisorio. Devo dire che non ci aspettavamo un esercizio provvisorio di tale portata, tant'è che non abbiamo chiesto neanche i termini previsti per analizzare meglio la proposta che non è limitata soltanto all'approvazione dell'esercizio provvisorio del bilancio ma prevede tutta una serie di altre cose. C'è voluto pertanto un po' di tempo per capire meglio qual era la logica e la filosofia che ha guidato questa azione da parte del Governo della Regione.

Devo dire che neanche le cose che ha detto il Presidente del Consiglio mi hanno convinto che questa azione portata avanti dalla Giunta regionale sia un'azione giusta, sono molto generiche, quando si dice che si facevano anche in passato, bisogna specificare meglio.

Bene, io credo che il fatto di rimandare agli anni 2013, 2014 e 2015 effettivamente sia andare troppo in là, perché probabilmente le cose potrebbero cambiare negli anni, e se è vero, onorevole Marrocu, che bisogna scaricare il disavanzo ma allora perché non si scarica a partire dal 2007? Perché si deve rimandare tutto al 2013? Effettivamente noi stiamo lasciando in eredità, a chi verrà molto dopo di noi, una situazione che non è sicuramente favorevole. Tanto più che io ho dubbi forti, fortissimi, che l'accertamento delle entrate non possa essere fatto oggi per entrate che dovrebbero venire dal 2010 in poi.

Ecco, mi pare che, dal punto di vista delle leggi di contabilità, questo sia come qualcuno dice, "il sistema nuovo"; può essere il sistema nuovo ma può essere un sistema molto pericoloso, io ho dubbi che questa operazione possa essere un'operazione giusta, perché se noi dovessimo procedere di questo passo io non so come le cose potrebbero andare.

Ecco, io avrei capito, Presidente, che lei avesse chiamato col suo vero nome le cose che noi stiamo facendo, che parlasse di un assestamento di bilancio - perché di quello in parte si tratta - e non di altre cose; mentre oggi questa manovra è stata infarcita di tutta una serie di altre cose di dubbia legittimità, non soltanto mi riferisco al comma 7, ma anche al comma 2 dell'articolo 2 (anche su questo, comunque, poi entreremo nel merito quando andremo a discutere, fuori dalla pregiudiziale, questo articolo).

Pertanto io credo che la Giunta regionale bene avrebbe fatto a limitarsi a presentare l'approvazione dell'esercizio provvisorio e poi lasciare tutte le altre cose, che hanno bisogno di un metabolismo diverso, alla discussione del bilancio vero, perché in quella occasione ci sarà la possibilità di approfondire meglio alcuni temi che a noi oggi pare siano molto forzati e di dubbia legittimità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Non è un Capogruppo, Presidente!

PRESIDENTE. Il Presidente della Regione, ai sensi del Regolamento.

SORU, Presidente della Regione. Occuperò pochi secondi per non gravare sulla discussione, però credevo fosse opportuno sentire anche il parere della Giunta su un argomento di questa importanza. Riferirò alcune cose già riferite stamattina in Commissione, per cercare di chiarire, anche a chi non avesse partecipato, ai tanti consiglieri che non hanno partecipato stamattina al dibattito, anche il merito della discussione, e riportarla anche un po' in un suo percorso storico.

Oggi stiamo parlando di cifre, in effetti, importanti per il ripianamento del disavanzo, cioè della somma dei deficit che nel corso degli anni si è accumulato. L'anno scorso, in piena vertenza per le entrate, avevamo iscritto, in modo anche forte, così, di confronto con lo Stato, un saldo di accertamento, cioè degli ulteriori accertamenti di entrate, per 1 miliardo e 850 milioni. Prudentemente, avevamo destinato queste maggiori entrate non a finanziare ulteriori spese ma a diminuire la quantità di mutui già autorizzati e che avrebbero potuto essere contratti, ed è sinonimo, in qualche modo, a diminuzione del disavanzo, a diminuzione dei mutui autorizzati e non ancora contratti, per una cifra identica. Passavamo da oltre 3 miliardi a qualcosa come 1 miliardo e mezzo.

Volevo dire che queste cifre imponenti non appartengono alla storia della Amministrazione regionale: ancora nel 1991 non avevamo nessun disavanzo, anzi avevamo un avanzo, avevamo più crediti di debiti. Avevamo un avanzo di circa 200 milioni, nel '91, nel '92 un po' di meno, nel '93 più o meno in equilibrio, ancora nel '94 avevamo un disavanzo di circa 250 milioni di euro, rapportato al bilancio dell'epoca, cioè debiti a cui corrispondevano mutui contratti e mutui autorizzati, pari a circa il 5 per cento della somma del bilancio, al 5 per cento dell'ammontare, della dimensione del bilancio della Regione. Questo ancora dodici anni fa.

Progressivamente, in pochi anni, si è iniziato ad accumulare dei deficit, deficit che venivano finanziati, come? Rimandandoli, appunto, alle future generazioni, con dei mutui autorizzati che poi gradualmente, quando la spesa si è manifestata, si sono anche dovuti contrarre. Negli ultimi cinque anni, lo abbiamo detto tante volte, poi questo percorso è cresciuto anche in maniera esponenziale; per cui, mentre dodici anni fa, eravamo ad un disavanzo di 200 milioni, il 5 per cento del bilancio annuale, nel 2004 eravamo ad un disavanzo di 6 miliardi di euro, oltre un anno di bilancio. Questi 6 miliardi di euro gravano, certo, sulle future generazioni, sono lavatrici già comprate che dovranno pagare le future generazioni; già comprate non per decisione di questa Amministrazione, opportunamente è stato detto "chiunque l'abbia fatto". Per 6 miliardi di euro, finanziati come? In parte con mutui già contratti e in parte con mutui già autorizzati che si possono ancora contrarre.

Noi oggi stiamo di fatto dicendo: "era stato deciso nel passato di contrarre questi mutui perché le entrate non erano sufficienti a coprire le spese". E' stato detto che queste entrate non erano sufficienti, in parte perché le spese erano troppe, in parte perché lo Stato non ci stava passando questi soldi. Nel momento in cui lo Stato, con la nuova legge finanziaria, si impegna, con delle regole di compartecipazione totalmente nuove, a passarci questi soldi, possiamo fare due cose: o mantenere i mutui autorizzati e tenerceli stretti ed eventualmente contrarli davvero e spendere tutti quei soldi e poi, man mano che arrivano i soldi dallo Stato, continuare a spendere anche quelli, sulla base di quanto è stato già autorizzato, è possibile farlo; oppure, più prudentemente, possiamo dire di cancellare una parte di quelle autorizzazioni di mutuo e metterci dentro un percorso di maggior severità di bilancio impegnandoci già da oggi a pagare i debiti fatti nel passato con le risorse che arriveranno nel futuro.

PRESIDENTE. Presidente, concluda prego.

SORU, Presidente della Regione. L'ultima cosa che si può dire a questa Amministrazione e a questa proposta è che stiamo scaricando debiti nostri nel futuro delle generazioni; casomai stiamo cercando di porre in equilibrio il carico per le generazioni future sulla base dei debiti che sono stati fatti nel passato.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione della questione pregiudiziale.

(Interruzione del consigliere Vargiu)

Onorevole Vargiu, si vota per alzata di mano come da Regolamento.

Metto in votazione la questione pregiudiziale. Chi la approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non la approva alzi la mano.

(Non è approvata)

L'ordine del giorno reca la discussione del testo unificato 265-266/A.

Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore.

CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore. Mi rimetto alla relazione scritta.

PRESIDENTE. Ricordo ai consiglieri che intendono prendere la parola di iscriversi non oltre la conclusione del primo intervento.

E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Mi dispiace annoiare il Consiglio con la ripetizione dei miei interventi, però questo provvedimento di legge, che presenta molte particolarità, non merita di essere licenziato in maniera frettolosa dal Consiglio, quanto meno non merita che venga licenziato frettolosamente dall'opposizione, come minimo per far capire che possiamo anche accettare che la logica dei numeri faccia prevalere una proposta di legge rispetto ad un'altra, ma che almeno questo non passi con una sostanziale acquiescenza da parte nostra. Questo testo di legge è pesantemente condizionato dal caso di cui abbiamo brevemente e sommariamente discusso nella questione pregiudiziale.

CAPELLI (U.D.C.). Giorgio, non c'è né il Presidente, né l'Assessore!

LA SPISA (F.I.). Non fa niente se non c'è né il Presidente né Assessore, non è un problema, tanto ormai le indicazioni le ha date. Ormai è prassi questa, non ci meraviglia più nulla, francamente non ci sentiamo offesi da questo, ci sentiamo molto più offesi dalle parole che vengono dette, quando saltuariamente il Presidente è presente in Aula, anche da queste ultime che ha pronunciato, tra l'altro in maniera irrituale, nella discussione sulla questione pregiudiziale. Anche adesso il Presidente, anche adesso questa Giunta dimostrano di avere una concezione della contabilità (che è veramente fantasiosa, è veramente allegra) che insiste ancora su una demonizzazione del passato. Tra l'altro, citando sempre numeri sbagliati, ancora numeri sbagliati… Presidente, guardi che non mi ascolti l'onorevole Pirisi, che è una persona molto… pazienza, ma che neanche il Presidente…

PIRISI (D.S.). Io la sto ascoltando…

LA SPISA (F.I.). Volevo richiamare l'attenzione, Peppino. Vorrei innanzitutto precisare che stamattina il Presidente ci ha passato una tabellina in cui il disavanzo di amministrazione della Regione, nel 2004, aveva una punta massima di 3 miliardi e 98 milioni di euro…

(Interruzione del consigliere Porcu)

LA SPISA (F.I.). No, di disavanzo, Chicco, stai attento, disavanzo di amministrazione, la punta massima è 3 miliardi e 98 milioni, non 6 miliardi. Ma, Presidente, con i numeri pensa davvero in questa Aula di fare come…

(Interruzione dell'Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione)

LA SPISA (F.I.). No, no, no, ha detto 6 miliardi di euro, abbiamo sentito bene tutti, 6 miliardi di euro, perché di lire, caso mai, dovevano essere 6 mila miliardi. Caro Assessore, la prego, almeno, di rimanere in quell'area di salvataggio dai giudizi dell'opposizione, che noi le accreditiamo sempre per la sua prudenza e per la sua competenza, è meglio che non si avventuri in queste cose. Si è parlato di 6 miliardi di euro di disavanzo, mentre non è così…

(Interruzione del consigliere Dedoni)

LA SPISA (F.I.). Purtroppo è un'abitudine, però scusate! Con i numeri, da parte del Presidente, sembra di assistere ai tentativi di convincimento dei testimoni di Geova, quando ci citano i numeri dei capitoli dei libri della Bibbia, riportando i versetti e ovviamente facendo leva sulla nostra abissale ignoranza in questo punto. Non può fare conto su questa questione, perché in questa Aula anche se siamo molto meno esperti di lui in termini di finanza fantasiosa, anche se ci intendiamo molto meno di lui di debiti, però certamente le cifre le sappiamo ascoltare e paragonare con la realtà, per cui adesso basta! Adesso basta! Ogni tanto il Presidente prende la parola, spara alcune cifre, come ha fatto qualche giorno fa, a proposito del Piano sanitario regionale, quando ci ha detto che il disavanzo delle Aziende era inferiore a quello iscritto nei bilanci e nel Piano sanitario regionale, così come in mille altre occasioni ha fatto, non è il caso di parlare di tutte, contraddicendo se stesso e il proprio Assessore.

Veramente questo Consiglio non ne può più di una difesa da parte del Presidente che si limita solo e sistematicamente all'indicazione degli errori del passato, dimenticando che questi errori nascono da una conduzione politica di anni, che ha visto la corresponsabilità di diverse amministrazioni, diverse realtà, diversi governi di diverso colore e che, di volta in volta, però pone all'attenzione del Consiglio argomentazioni, cercando di portare il Consiglio, quindi anche l'opinione pubblica, che in qualche modo ci ascolta direttamente o indirettamente, verso una valutazione positiva delle sue scelte. Non è così!

Noi assistiamo in questo modo ad un'operazione veramente rischiosissima, perché si apre una stagione nuova, in questo modo, si apre una stagione in cui, davvero, potranno essere iscritte in bilancio somme assolutamente non accertabili nell'esercizio in corso, nell'esercizio di cui si tratta, e in qualche modo noi ci avviamo davvero verso una totale inaffidabilità di quanto politicamente, finanziariamente e tecnicamente si dice in questa Aula.

Questo esercizio provvisorio, che non è solo l'autorizzazione all'esercizio provvisorio, ma contiene anche disposizioni per la chiusura dell'esercizio 2006, è insieme autorizzazione all'esercizio provvisorio, ma anche di fatto una variazione di bilancio che doveva essere fatta in tempi diversi, che non è stata fatta perché la Giunta e la maggioranza hanno deciso di fare altro in questo Consiglio; si assumono la responsabilità di dare a questa Regione, per il terzo anno consecutivo in questa legislatura, un bilancio, e quindi un esercizio finanziario ridotto nei mesi, che comprimerà la capacità di spesa, come sempre, forse questo porterà ulteriormente un'economia di spesa.

Non vorremmo che fosse questo, di fatto, l'obiettivo recondito che Presidente e Giunta hanno, cioè quello di mantenere la cattiva abitudine di esercizi provvisori che comprimono la spesa evidentemente e di lasciare al bilancio di esercizio un'operatività molto limitata, di fatto 6-8 mesi al massimo, costringendo poi, anno dopo anno, a mettere nella legge di autorizzazione all'esercizio provvisorio ciò che è contenuto anche questo anno, cioè accantonamenti in conto residui che, nella legge di contabilità, vietate, anzi inasprite le sanzioni previste in caso di accantonamento in conto residui, ma poi sistematicamente, come in questa occasione, fate come sempre e come tutti; cioè prevedete che vengano accantonate in conto residui nel bilancio somme riguardanti la programmazione delle spese per i programmi comunitari, prevedete altri accantonamenti in conto residui, prevedete, sempre nel filone della finanza creativa, anche la ridefinizione di che cosa è un impegno di spesa, perché nel secondo comma dell'articolo 2, voi, sostanzialmente, considerate come impegni di spesa le somme relative alla copertura di bandi pubblici pubblicati entro il 31 dicembre 2006.

Facendo sostanzialmente un'operazione identica, cioè accantonando, per non perdere quelle risorse, ma considerando come impegni di spesa ciò che tecnicamente e giuridicamente non è un impegno di spesa, poniamo una somma stanziata per un'opera pubblica che richieda un bando o comunque interventi finanziari che richiedano bandi e che quindi non individuano un soggetto a cui imputare l'obbligazione a cui viene attribuito anche l'impegno di spesa, voi, in qualche modo, state ridefinendo che cos'è un impegno di spesa.

Una "fantasiosità" dietro l'altra. Noi non vi seguiamo su questa strada, pensiamo che questa sia una modalità assolutamente sbagliata di gestire la finanza regionale; soprattutto, è una modalità che, di fatto, prende in giro tutti, cerca di prendere in giro il Consiglio, la maggioranza fa finta di lasciarsi prendere in giro, io non credo che siate così sprovveduti da farlo, sappiamo perfettamente che, in cuor vostro, non valutate esattamente nello stesso modo sul piano tecnico e legislativo queste questioni, ma siete costretti, evidentemente, a dire che vi va bene così, ad accettare che l'interpretazione del Presidente del Consiglio sia quella più corretta, continuate a tenere la testa sotto la sabbia, siete padronissimi di farlo. Noi, però, da questa scelta, assolutamente non condivisibile, ci dissociamo totalmente e crediamo che si debba giungere a un pronunciamento molto forte, anche in sede di approvazione dell'esercizio provvisorio, che non sia di semplice astensione, ma credo che possa portarci al voto contrario a questa legge, che voi, certamente, state conducendo in maniera assolutamente irrituale, calpestando le norme sulla contabilità e violando apertamente anche le norme costituzionali.

Io spero ancora che possa esserci giustizia in questo mondo e che qualche Corte si accorga di questo, certamente non parliamo delle sedi civili o penali, parliamo però della sede di tutela e salvaguardia delle norme costituzionali, su cui crediamo davvero che debba esserci un pronunciamento forte, perché questa è una china veramente pericolosa per la finanza regionale e per l'equilibrio, ma soprattutto per il rispetto della programmazione della spesa per i prossimi anni.

Noi avremo, in questo modo, bilanci futuri già ipotecati, verranno compressi proprio dalle scelte che si fanno adesso. Avete detto, mesi fa, di aver avuto da parte del Governo nazionale una grandissima attenzione, tanto da riconoscere nella legge appena approvata un sistema di entrate che permetterà, a partire dal 2010, 1 miliardo e mezzo di euro all'anno in più. Giustamente, o meglio probabilmente, avete ragionato in questi termini: tutto questo merito che ha avuto il centrosinistra non poteva poi essere consegnato ad altre amministrazioni future (che potrebbero essere certamente, noi ve lo auguriamo sul piano personale, ancora di centrosinistra, ma potrebbero non esserlo), e quindi, giustamente avete detto: "Qualche cosa lasciatela spendere anche a noi!". Questa è la verità!

La potete spendere con l'approvazione del settimo comma dell'articolo 2, in due modi. Il primo modo di spenderla è accreditandovi un successo politico, quello dell'abbattimento del disavanzo, che non esiste, non è vero che in questo modo il disavanzo viene abbattuto e i mutui non verranno contratti, perché se la spesa e se le necessità di cassa obbligheranno ad accendere mutui, questi mutui verranno ugualmente accesi, il disavanzo ripartirà e l'indebitamento non si fermerà per questo. L'indebitamento non si ferma con alcuni artifici contabili, le banche non si fermano davanti a un prestigiatore, le banche si fermano davanti a impegni seri, a persone serie, non siamo di fronte a persone serie, le banche non si troveranno davanti a persone serie in questa occasione. L'indebitamento ripartirà, però, nel breve termine, voi incassate questo successo politico. State risanando il bilancio regionale, lo direte ancora nella conferenza di fine anno, lo direte ancora certamente, e forse qualcuno ancora vi crederà, ma prima o poi le bugie vengono allo scoperto, potete tenerle sotto l'acqua per un po' di tempo, ma prima o poi vengono a galla. In questo modo, per voi, il primo successo è questo.

Ma c'è un altro successo che vi apprestate ad incassare, e non è un successo politico, è un possibile successo di risorse finanziarie che, negli ultimi due anni e mezzo di legislatura, cercherete di spendere, non per risanare i bilanci, ma per poter conquistare ancora consenso e potere, per poterlo mantenere, utilizzando una norma, un precedente che si apre, per questo, pericolosamente perché, come lo farete voi negli ultimi due anni, lo potrà fare chiunque altro nel futuro, e magari qualcuno, anche in altre sedi, si sentirà autorizzato a farlo.

Ecco, su questo noi crediamo sia nostro dovere annoiare ancora un po' quest'Aula per far presente quale sia veramente l'efficacia, quale sia l'effetto perverso di questa disposizione che vi apprestate ad approvare.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, mi chiedo per quanto tempo andrà avanti ancora l'interim alla programmazione e ho il serio dubbio che potremmo ritrovarci, se non "David Copperfield", "Silvan" alla programmazione, perché questo è un gioco di prestigio. L'articolo 2 del testo di legge è un gioco di prestigio, neanche di grande qualità.

Vorrei riferirmi, come al solito, ad alcuni interventi e al dialogo con i colleghi della maggioranza, quando si dice: "Noi dobbiamo pagare un debito, come volete che lo paghiamo?". Indebitandoci ulteriormente, diceva il collega Porcu, o utilizzando le future entrate per risanare. Io sono d'accordo che, utilizzando le future entrate certe, le si debba utilizzare per risanare. Su questo siamo totalmente d'accordo, però, vorrei ricordare al collega Porcu che esiste la certezza del diritto, cioè le nostre aspettative e quanto noi dobbiamo porre in essere deve essere tutto dentro i canali ben delimitati del diritto e di quello Stato di diritto che io continuo a richiamare in quest'Aula che noi stiamo calpestando, che voi state calpestando.

Se ci fosse una legge che dicesse che anche noi siamo responsabili delle cose che sbagliamo e ne siamo responsabili diretti (per esempio se si fanno più di tre leggi anticostituzionali ce ne andiamo a casa), noi saremmo a casa, a causa vostra, già da diverso tempo e, probabilmente, in passato, altri sarebbero andati a casa ancora prima. Ma, sa, due cose sbagliate non fanno una cosa giusta. Allora, noi abbiamo un'eredità che non è quella di impegnare i fondi per pagare il debito, l'eredità è il debito, purtroppo, questa è una presa d'atto. Abbiamo come eredità un disavanzo abbastanza gravoso, che non sono i 6 miliardi di euro, come giustamente ha rilevato il collega La Spisa, ma è comunque un debito rilevante. Poi, poco conta se si dice 3 miliardi o 6 miliardi di euro; i numeri, il nostro Presidente, ce li ha dati già in diverse occasioni, non ultima sul Piano sanitario. Io credo che la stampa darà poco rilievo al fatto che il Presidente-Assessore, per l'ennesima volta, in corso di discussione del Piano sanitario, abbia dato dei numeri sbagliati, paragonando il 3 per cento del deficit dello Stato con il 22 per cento della Regione. I parametri sono del 3 per cento contro il 4,5 per cento, ma non vi voglio tediare su questo, basta che vi leggiate quanto ha scritto l'assessore Pigliaru, in riferimento a quanto ha detto il presidente Soru in quest'Aula. Ma, sicuramente, non uscirà fuori che, per l'ennesima volta, ha dato i numeri, ha fatto il solito spot, lo spot populistico e demagogico che sta governando questa legislatura.

Ma torniamo allo Stato di diritto e alle violazioni che ci sono, palesi, su questo provvedimento di legge. Certo, io prima ho detto che non sono in grado di esprimere se una legge è legittima o illegittima, richiamo ancora una volta, sempre per il collega Porcu, che il parere di legittimità su un disegno di legge non è dovuto, perciò nessuno ha espresso un parere di legittimità, né il Presidente né i funzionari né altri, perché non è dovuto, è una legge, per cui non si esprime un parere di legittimità e ho fatto il mea culpa su questo, ma c'è chi potrà esprimere il parere di costituzionalità o meno.

Già nel 2006 è stato palesemente violato il principio di veridicità del bilancio, lo dichiarate oggi, lo dichiarate oggi col comma 7 dell'articolo 2 del testo di legge che abbiamo in discussione, il principio di veridicità del bilancio, il principio attuativo dell'articolo 81 della Costituzione italiana; negando questo principio sono stati iscritti, nel 2006, ben 1 miliardo e 850 milioni di euro, sto cercando di dare giusti i numeri, per quanto mi riguarda, per IRPEG e IRPEF, sono stati iscritti senza titolo, perciò quel principio l'avete già negato nel 2006 e oggi state confermando che quello era un principio di veridicità del bilancio negato. Infatti, quelle aspettative non si sono realizzate, quelle che voi avete dichiarato nella finanziaria 2006, perciò automaticamente cosa doveva succedere? Che la Ragioneria della Regione avrebbe dovuto cancellare a fine esercizio 2006, ai sensi dell'articolo 36, in particolare il comma 1, della legge di contabilità, tutte le poste per le quali non si è realizzato il titolo a riscuotere, questa era l'operazione da fare.

Come risanare poi? Con quali fondi? Ci sono diverse vie, ci sono tante vie, è chiaro che noi comunque dobbiamo pagare e che la triste eredità è il disavanzo, non il fatto che ci impegniamo. Certo, mi sarebbe piaciuto sentire in quest'Aula, anche dal Presidente, per onestà intellettuale, non soltanto i numeri del disavanzo ma perché questo disavanzo negli anni si è verificato (oltre gli sprechi, anticipo): minori trasferimenti dello Stato, deleghe dello Stato cui non sono seguiti i trasferimenti dovuti, è inutile che ricordi che abbiamo risanato la legge numero 28, è inutile che ricordi la blue tongue e le alluvioni, è inutile che ricordi tutto questo per quanto riguarda la passata legislatura e dovrei ricordare tanto per le altre legislature. Di fatto si è creato un disavanzo.

Certo è che, se avessimo portato a termine la nostra lotta contro lo Stato, con il Governo, non contro, con il Governo per avere il dovuto, cioè i 4 miliardi e mezzo di euro, oggi non saremmo qui a discutere di come risanare quel disavanzo, perché noi abbiamo dato una delega al Presidente perché lo Stato ci rimborsasse quanto dovuto, cioè i 4 miliardi e mezzo e dispari e qualche virgola in più che ci deve per i minori trasferimenti. Così noi avremmo risanato, ma noi non siamo in quella situazione oggi. Allora, che cosa vogliamo fare con questa operazione oltre che confermare la violazione del bilancio del 2006, nel principio di veridicità, che viene negato e violato? Non avevamo il titolo allora e lo si conferma adesso ricorrendo alle quote di compartecipazione del 2013, 2014 e 2015 di competenza.

Credo che sia stato molto elegante il collega La Spisa; ritengo che la Corte dei Conti dovrà sicuramente e necessariamente intervenire e chiarire, non so che tipo di chiarimento darà ma, comunque, dovrà poi magari esprimersi seguendo tutta una serie di sentenze che ci sono già state in merito a fatti di questo tipo. Se passa questo principio, mi chiedo: tutti i patti di stabilità dei comuni sono sanati, no? Sono tutti fuori dal patto di stabilità, però se passa il principio che posso ipotecare "future" non "certe" entrate, io sfido chiunque di voi a dirmi se, nel 2013, ci saranno quelle compartecipazioni, quei trasferimenti dell'IVA, a quanto sarà l'IVA nel 2013, addirittura esagero e ironizzo, se ci sarà la Repubblica nel 2013! Io vi sfido ad assumere certezza in quest'Aula e a dire che cosa avverrà nel 2013, ma noi lo possiamo fare dal 2007 con un piano di ammortamento molto più dilazionato, con quegli stessi che sono stati usati in passato a breve termine, portarlo anche a medio-lungo termine e quindi cercare di sanare il disavanzo, con le entrate reali, con la cassa reale e quindi cercare di portare a termine un'operazione che sia legittima. Noi stiamo ipotecando, ma "ipoteca" è sbagliato come termine perché l'ipoteca richiede un bene per poter essere ipotecato, noi non stiamo neanche ipotecando, noi stiamo usando un artifizio contabile che… onorevole Porcu, io credo che, nella sua azienda, se lei si presentasse con un artifizio di questo genere non gli darebbe credito nessuno.

(Interruzione del consigliere Porcu)

CAPELLI (U.D.C.). Io spero che capisca quello che sto dicendo, nel senso che mi sto riferendo ad un artifizio contabile, questo è un artifizio contabile, un po' truffaldino anche, per certi versi, perché stiamo trasmettendo all'esterno, stiamo dando una comunicazione all'esterno che sappiamo non realistica che colpirà il cuore e la mente della gente ma non risolverà il problema in ogni caso. Io sarei felice che invece questo si potesse fare sempre, perché allora non ci sarebbero più buchi di bilancio, perché possiamo ipotecare il futuro che dovrà venire a 10 anni, a 15 anni, a 20 anni, pagheremo i debiti che abbiamo, questo è un dato di fatto, con quello che arriverà, con quello che matureremo, se poi lo matureremo non è dato sapere.

Credo che questo non sia corretto, così come non è corretta la tabella cui ha fatto riferimento il Presidente della Giunta nonché Assessore, è chiaro che senza questo artifizio noi avremmo un risultato di amministrazione che sarebbe di meno 2 miliardi e 788 milioni di euro, non molto differente, ahimè, dal 2005, così come invece avremmo un risultato di gestione di circa 34 milioni di euro positivo. Questi sono numeri che cambiano la situazione, ma io non lo voglio dire per sostenere che comunque non siete riusciti, è difficile riuscire, bisogna ammetterlo, è difficile risanare d'un botto una situazione incancrenita negli anni, ma quello che non mi spiego è perché dobbiamo prendere in giro il prossimo. Chiunque abbia amministrato precedentemente si assume le responsabilità della gestione precedente; ripeto, sarebbe sempre meglio sottolineare, oltre gli sprechi, anche i motivi del perché si siano create quelle condizioni che avremmo potuto risanare in altro modo ma non è giusto, invece, nascondere la realtà, non è giusto nasconderla all'Aula, non è giusto nasconderla al prossimo, non è giusto nasconderla a quelli che saranno i futuri elettori ma cittadini, consideriamoli per un attimo cittadini e non elettori. Perciò questa smania di ricerca continua del consenso a tutti i costi, a costo di modificare le cifre, di nasconderle, a costo di raccontare delle frottole, non è il modo di amministrare correttamente.

Allora, le modalità per risanare ci sono e penso che si possano trovare, anche nella finanziaria 2007, perché no? Si può trovare il modo, si può discutere di quale può essere il modo per iniziare un percorso di risanamento ma anche questo è quantomeno irrituale; presentare una legge di richiesta di esercizio provvisorio, per l'ennesima volta, anche questo non è cambiato, questa non è la nuova politica, questa è la vecchia politica, quella di cambiare le situazioni, di modificare la realtà, quella di trasmettere messaggi non realistici. Questa è la vecchia politica, il peggio della vecchia politica, noi abbiamo l'obbligo di essere trasparenti e corretti e se non lo sono stati in passato non giustifica il fatto che dobbiamo continuare ad esserlo. Perciò, perché parlare ed inserire nella richiesta di esercizio provvisorio un assestamento di bilancio e non chiamarlo con il suo nome?

Non è un delitto fare un assestamento di bilancio. E' una cosa normale, che può avvenire, perché sono state sbagliate delle previsioni, perché non si sono realizzate alcune condizioni di entrata, perché ci sono state delle condizioni straordinarie anche nelle uscite. Un normale assestamento di bilancio è d'obbligo per chi, con il concetto già previsto dal Codice Civile del buon padre di famiglia, cerca di amministrare i fondi. Invece no, lo si cerca di mascherare con una richiesta di esercizio provvisorio. Se questi anni non sono passati invano, qualcuno dovrebbe capire che due mesi di esercizio provvisorio ce li siamo già mangiati. Torneremo in quest'Aula per chiedere l'ennesimo, anche questo è legittimo ovviamente, no? Verificando che i due mesi non bastano si chiederà un altro mese o quanto servirà, per un massimo di quattro. Anche qui, ripeto, se due anni e mezzo non sono passati invano, servirebbero a comprendere che con gli argomenti che dovrà discutere l'Aula e con il fatto che il bilancio e la finanziaria non saranno discussi in due giorni o in due ore (credo che tutti vorranno approfondire quanto previsto in essi), noi stiamo ragionando oggi essendo già a fine gennaio. A fine gennaio la Commissione prenderà in carico il provvedimento esitato dalla Giunta e non credo che in trenta o in ventiquattro giorni lavorativi si riuscirà a esaminare né la finanziaria, né il bilancio.

Allora, sarebbe più realistico che così come è previsto nella proposta di legge dei colleghi per l'esercizio provvisorio, si vada quanto meno a tre mesi di esercizio provvisorio, perché la realtà è già questa, lo sappiamo già che è così! Credo che non ci sarà negato il diritto di sentire le parti sociali o il diritto di discutere in Commissione, evitando per quanto possibile lungaggini e scontri da Aula. Questo è l'auspicio che facciamo oggi per la finanziaria che sarà proposta domani.

In conclusione, non so, discuterò ovviamente con i colleghi della maggioranza e dell'opposizione, quale sarà la nostra opinione e quale sarà il voto su questo testo di legge. Se rimanesse l'articolo 1 sarebbe, come consuetudine, un voto di astensione; purtroppo c'è l'articolo 2 sul quale non credo che ci sarà un voto di astensione, ma chissà forse potremmo anche decidere che lo voterete da soli e questa sarà una vostra responsabilità. Io credo…

CUGINI (D.S.). Potete votare per parti.

CAPELLI (U.D.C.). Ma c'è un voto finale sull'intero corpo della legge, onorevole Cugini, che bisogna dare in ogni caso.

CUGINI (D.S.). Lo so, ma per distinguere…

CAPELLI (U.D.C.). Allora, io credo che, per comunicare una corretta informazione a noi tutti e soprattutto da quest'Aula verso l'esterno (molto spesso si parla perché sentano altri o perché arrivi un messaggio all'esterno, cosa a mio avviso deleteria anche questa, perché dovrebbe esserci comunque un confronto interno tra di noi, tra legislatori) questa volta dovrebbe essere diffuso un messaggio corretto (passi un messaggio che ripete quanto avvenuto nella finanziaria 2006), cioè che stiamo negando il principio di veridicità del bilancio (ripeto, principio espresso e attuativo dell'articolo 81 della Costituzione italiana) e stiamo, per l'ennesima volta, proponendo un artifizio contabile molto pesante, che potrebbe determinare un precedente pericoloso e che già intravediamo nell'articolato della finanziaria 2007 che sarà proposta, perché è ovvio che, se stiamo già impegnando il 2013, il 2014 e il 2015, presumiamo fin d'ora che ci sarà un impegno preciso anche per quanto riguarda gli anni antecedenti al 2013 in finanziaria e che si provvederà ad anticipare o quanto meno a prevedere che, anche quelle future entrate, andranno a coprire le annualità precedenti.

Credo di avere concluso, Presidente, invitando a scorporare i due articoli, se questo fosse possibile o se fosse ritenuto ragionevole, non volendomi assumere, in questa sede, la responsabilità di votare un articolo che, per quanto mi riguarda, è palesemente anticostituzionale e illegittimo.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, la parte da riservare alla forma è solo la parte iniziale dell'intervento. Mi scuso col presidente Spissu se la mia scarsa conoscenza delle normative regolamentari mi ha fatto richiedere sulla pregiudiziale il voto per appello nominale; ovviamente sposto la richiesta al comma 7 dell'articolo 2, nel senso che sin d'ora avanzo la richiesta perché su quel comma, scorporato dal resto dell'articolo, si possa avere una votazione per appello nominale che consenta a ciascun consigliere di esprimere eventuali perplessità sostanziali sul testo della norma.

Esaurito questo aspetto di carattere formale, vorrei cercare di aprire con i colleghi del centrosinistra uno spazio di ragionamento, se possibile anche sentendo, nel proseguo degli interventi, qualche parere che venga dall'Aula e non soltanto dalla Giunta o dal Presidente della Commissione. Cercherò di seguire il filo del ragionamento che ha posto il collega Marrocu (che normalmente è sempre persona di equilibrio e interviene in Aula proponendo filoni di discorso), che ha onestamente delle ragioni pregnanti di essere; le riflessioni che ha fatto Siro Marrocu in Aula meritano sicuramente una risposta, non possono essere considerate riflessioni lasciate al vento che le disperde.

La prima valutazione che comunque va posta all'Aula, valutazione già posta stamattina in Commissione, è che siamo al 27 dicembre 2007 e non c'è traccia né in Consiglio, né in Aula, né in Commissione, della manovra finanziaria 2007 e del bilancio triennale. Io credo che questo valga, purtroppo, come una dichiarazione di fallimento dell'intero Consiglio e della maggioranza, perché c'era l'obiettivo posto con maggior forza con il cambiamento del sistema istituzionale che ci aveva fatto prendere un impegno ferreo che mai più si sarebbe andati oltre i termini regolamentari per la finanziaria e per il bilancio, che avremmo anche noi provato ad attivare un circuito virtuoso che ci potesse portare, alla fine dell'anno di competenza, ad avere il bilancio dell'anno successivo e la finanziaria per l'anno successivo. Questo avrebbe ovviamente comportato che, il 31 dicembre 2006, noi saremmo stati in grado di approvare la legge finanziaria dell'anno successivo. L'assessore Pigliaru - qualcuno l'ha ricordato stamattina in Commissione - aveva preso l'impegno sulla parola l'anno scorso che, se non fosse riuscito a presentare in Aula nei tempi regolamentari la manovra finanziaria dell'anno successivo, del 2007, si sarebbe dimesso. Purtroppo l'unica cosa che registriamo è effettivamente la dimissione dall'assessore Pigliaru, ma non la presenza in Aula della manovra finanziaria.

Devo dire che abbiamo atteso la manovra finanziaria del 2007, che ci sarebbe stata utile, colleghi, ad esempio per la valutazione del Piano sanitario regionale che abbiamo avuto in discussione, perché la contezza delle poste di bilancio dell'anno venturo e dei prossimi tre anni, ci avrebbe probabilmente, anche sul Piano sanitario, aiutato a fare un discorso più sui numeri, quindi sulla sostanza concreta delle cose che non soltanto sulle filosofie di indirizzo, sui temi generali e quindi su cose che hanno il difetto di non avere la concretezza che è sostenuta, invece, dalla contezza delle risorse economiche disponibili.

Quindi avere la manovra finanziaria del 2007 in mano, conoscerla, sapere quali sono le sue linee fondamentali, ci avrebbe aiutato, e ci aiuterebbe, in tante cose al momento della chiusura delle partite economiche relative al 2006. Sarebbe stato, forse, accettabile uno slittamento dei tempi se dallo slittamento dei tempi - legato all'attesa di eventi nazionali di particolare impatto - fosse poi derivato qualcosa di diverso da quello che invece la legge finanziaria del 2007 dello Stato ci riserva, nel senso che io vi vorrei chiedere sui nostri conti del 2007, sulla manovra finanziaria della Regione del 2007, in che cosa incide sostanzialmente, al punto da averci impedito di averla oggi in Aula, la manovra finanziaria dello Stato. Nel senso che, se i nostri ragionamenti sono quelli che derivano dall'approvazione del nuovo sistema delle entrate della Sardegna, sostanzialmente avremmo potuto scrivere la manovra finanziaria del 2007 sin dal momento in cui abbiamo avuto idea di quelle che sarebbero state le poste in bilancio nella finanziaria dello Stato, eventualmente con l'accordo che si poteva riscrivere una piccola parte del capitolo delle entrate se in qualche maniera si fossero modificate le specifiche voci di entrate che dallo Stato ci derivavano.

Insomma, non c'è neanche una considerazione di opportunità che ci consente di dire che bene abbiamo fatto, nel non avere ad oggi la manovra finanziaria per il 2007, ad aspettare che ci fosse la corrispettiva manovra finanziaria da parte dello Stato. Allora, quando andiamo a verificare l'attuale testo di legge di autorizzazione all'esercizio provvisorio, che questo Consiglio si appresta ad approvare, colleghi, io devo esprimere rammarico, perché, se penso che sarà la prima volta che una minoranza verrà costretta ad esprimere un voto che non sia quello di astensione tradizionale, da prassi, sulla richiesta di esercizio provvisorio che viene presentato da parte del Governo regionale, insomma, non è possibile non esprimere rammarico. Ma il rammarico è legato al fatto che la manovra di esercizio provvisorio di quest'anno non è più una manovra di autorizzazione all'esercizio provvisorio del 2007, ma è qualcosa di ben diverso, cioè è una manovra che contiene al suo interno ciò che serve a portare a compimento il bilancio del 2006, ma che lo contiene in una maniera che noi riteniamo o impropria o illegittima, scegliete voi l'aggettivo migliore.

Io politicamente ho compreso sia il ragionamento fatto stamattina in Commissione dal presidente Soru, sia il ragionamento ribadito dal collega Porcu e sia - e lo condivido di più - quello che è stato espresso in Aula dal collega Marrocu. Il collega Marrocu, mi correggerà se ho interpretato male le sue parole, ma credo di averle interpretate bene perchè poi ne condivido la sostanza, dice che ci sono dei problemi legati a un sottofinanziamento della spesa da parte dello Stato, adesso che abbiamo avuto restituite queste somme, le utilizziamo in maniera tale da abbattere il deficit e quindi, sostanzialmente per risanare quella parte di debito che è proprio derivante dal sottofinanziamento che proveniva dallo Stato. Quindi, è anche un ragionamento che, dal punto di vista logico, è assolutamente coerente.

Però io vorrei chiedere al collega Marrocu, se passa il principio che un bilancio a consuntivo (quindi alla chiusura del bilancio alla fine dell'anno) possa trovare al suo interno, in questo caso per l'abbattimento del deficit, delle risorse che sono in competenza di un bilancio che ci sarà fra 6, 7 o 8 anni, che cosa impedisce, se quelle risorse potessero davvero essere utilizzate e noi abbiamo il dubbio forte che non possano, che per il 2007 quelle risorse vengano usate per finanziare nuova spesa? Il problema è: possono essere usate o non possono essere usate in un anno di competenza che non è quello di riferimento? Cioè, nel 2006 possono essere utilizzate le risorse regionali certe del 2013, sì o no? Perché, se possono essere usate, le possiamo usare per abbattere il deficit, ma le possiamo usare anche per finanziare nuova spesa, mentre se non possono essere usate non le possiamo usare né per abbattere il deficit né per finanziare nuova spesa. Cioè, nessuno ci dice che nel 2007 voi non direte che le entrate certe del 2013, 2014, 2015 (perché sono d'accordo con la Ragioneria o con gli uffici della Ragioneria, di entrate certe si tratta, nel senso che non stiamo dicendo "le maggiori entrate discendenti dall'accordo di cui alla finanziaria 2007", stiamo parlando delle normali entrate che arrivano comunque dallo Stato alla Regione Sardegna)si stanno utilizzando per finanziare spesa o per ripianare deficit.

Quindi, il ragionamento è sul fatto se sia possibile o no; non è il ragionamento sulla finalità nobile per cui le state utilizzando, perché se è possibile possono essere usate anche per finalità meno nobili, ammesso che sia meno nobile finanziare nuova spesa, se invece non è possibile non possono essere utilizzate per nessuna finalità, né che questa sia nobile, politicamente comprensibile, né che questa sia politicamente non condivisibile, come potrebbe essere l'eventuale necessità di finanziare nuova spesa. E' questo l'elemento fondamentale del ragionamento che comunque in quest'Aula si deve svolgere, è questo il macigno che noi, in questo momento, abbiamo deposto in Aula, perché non stiamo a discutere dei successi politici del Governo di centrosinistra, almeno in Aula, non siamo alla conferenza stampa di fine anno in cui qualcuno potrebbe trionfalisticamente dire "Abbiamo abbattuto il debito di 1.500 milioni di euro". Non è questo il problema, almeno dentro quest'Aula! Nel senso che non abbiamo i giornalisti in campo, non stiamo facendo pubblicità progresso, né stiamo preparandoci alla prossima campagna elettorale. Stiamo discutendo tra di noi e cercando di comprendere se l'utilizzo delle risorse, attraverso questo tipo di norma, è proprio o non è proprio.

Questo è l'elemento fondamentale che abbiamo oggi all'attenzione e a cui dobbiamo dare una risposta, anche perché negli anni futuri lo stesso tipo di ragionamento deve essere fatto e qualcuno mi deve spiegare perché, negli anni passati, non è stato fatto, forse non c'era un creativo a sufficienza, mi potrebbe rispondere qualcuno, qui si sono fatti esempi di famiglie e lavatrici, siccome nella mia ottica sono forse più comprensibili rispetto ai ragionamenti dei massimi sistemi, sposo gli esempi delle lavatrici e delle famiglie. Dunque, se una famiglia deve accedere ad un mutuo per comprarsi la lavatrice, se ha la possibilità invece di impegnare risorse proprie degli anni successivi, è ovvio che non fa il mutuo. Quindi, è ovvio che, se la Regione sino a oggi ha scelto la strada del mutuo, la strada del mutuo era una strada obbligata per finanziare il deficit perché era una strada che comunque ricadeva nella annualità di competenza. Invece, dire che si utilizzano soldi di annualità che ancora non ci sono, sembra - poi, ripeto, verremo smentiti, io sarò lieto di essere smentito - una forzatura delle norme con le quali normalmente si stende un bilancio che introduce degli elementi inquietanti per gli anni a venire.

Nel senso che se questo principio diventasse legge e, quindi, diventasse un principio utilizzabile normalmente e routinariamente, qualsiasi amministrazione regionale sarebbe autorizzata non a fare un mutuo che ricade sugli anni a venire, ma a dire che sta impegnando le risorse certe degli anni a venire per poter coprire le spese dell'anno di esercizio! Quindi questo diventa un vulnus che veramente ha degli aspetti inquietanti per gli elementi che comporta sull'intera attività del Consiglio! E non possiamo dire che oggi c'è un risultato politico da spendere e che oggi c'è una valenza politica, che io comprendo, l'ho compreso nelle parole del Presidente stamattina, del collega Porcu, del collega Marrocu, si dice: "E' stato raggiunto un risultato politico e lo stiamo spendendo abbattendo il deficit". Ma se è normativamente possibile, collega Marrocu, spenderlo nella annualità 2006, significa che nella annualità 2007 lo possiamo spendere anche per finanziare nuova spesa, perché o è possibile o non è possibile usarlo e se è possibile deciderà la Giunta, deciderà il Governo, deciderà la maggioranza come usarlo, ma si può usare!

Quindi, quello che noi vi stiamo ponendo come problema è che non siamo affatto convinti che si possa usare e che, se si potesse usare, sarebbe probabilmente una iattura, perché la discrezionalità - che oggi è virtuosa - della Giunta regionale, domani, quando voi sarete all'opposizione potrebbe non esser più virtuosa, quindi potrebbe verificarsi che, non con lo stesso utilizzo nobile, politicamente, che oggi si vuol fare nell'abbattere il deficit, soldi di competenze future, accertate, per legge, come in questo caso, siano utilizzati invece per finalità assai meno nobili come stiamo dicendo essere quella di finanziare una nuova spesa, magari nuova spesa in annata elettorale così ci intendiamo meglio anche sulla non nobiltà del finanziamento della nuova spesa.

Questo è il ragionamento sul quale varrebbe la pena di sentire qualche ulteriore interlocuzione e qualche ulteriore voce in Aula. Colleghi, oggi, anche durante la legge di esercizio provvisorio in Aula non c'è quel clima che normalmente abbiamo conosciuto nelle leggi di esercizio provvisorio, cioè un clima in cui politicamente la minoranza significa alla maggioranza il fatto che l'esercizio provvisorio non è un successo politico, un clima in cui c'è comunque la comprensione delle difficoltà di sistema in cui si muove la maggioranza e quindi non c'è uno scontro frontale e non c'è una minoranza che si contrappone semplicemente sull'atto formalmente dovuto che è quello di consentire l'esercizio provvisorio dell'anno successivo. Invece noi riusciamo in quest'Aula, in questi giorni, a trovare un clima di scontro anche sull'esercizio provvisorio; questo perché, anche nell'esercizio provvisorio, la maggioranza intende surrettiziamente introdurre elementi nuovi che non sono quelli della normale discussione d'Aula, avvenuta altre volte a mente di molti dei colleghi presenti, sull'autorizzazione all'esercizio provvisorio.

Ecco io credo che se noi continuiamo a scivolare in questa china per cui ogni volta si forza un po' di più la capacità di sopportazione e di tolleranza dell'Aula, poi alla fine i margini di ragionamento diventano sempre più modesti, voi imponete sempre di più la vostra volontà senza discussione, senza dialogo, senza confronto, noi andiamo sempre di più a cercare in sedi che sono extra istituzionali, come faremo in questo caso, la possibile risposta a quelle che riteniamo siano vostre forzature; questo - l'abbiamo sottolineato in tanti sia tra di noi che tra di voi, molte volte - non aiuta certo l'Aula a riacquistare quella centralità di cui ci riempiamo normalmente molto la bocca senza che poi, nella sostanza dei comportamenti, siamo in grado di essere conseguenti. Questa è la riflessione che volevo fare, spero che tra di voi ci sia qualcuno che la ritenga meritevole di essere raccolta e aiuti nel dibattito che continuerà a svilupparsi ad approfondire gli argomenti che sono sul tappeto.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.).Signor Presidente, non volevo intervenire in discussione generale perché molto bene i colleghi che mi hanno preceduto hanno espresso il parere dell'opposizione. Però poi, leggendo la relazione della Commissione, dove si dice che il provvedimento, oltre a contenere l'autorizzazione all'esercizio provvisorio così come proposto dalla Giunta, prevede anche la possibilità di conservare in conto residui alcune risorse relative soprattutto ai programmi comunitari al fine di evitare possibili ritardi nell'attuazione degli stessi programmi, mi sento in dovere di intervenire perché vorrei richiamare soprattutto la maggioranza a rileggersi attentamente il comma 1 dell'articolo 2; in esso state dando una delega in bianco al presidente Soru, ancora una volta al presidente Soru! Infatti, recita l'ultima parte del comma 1 dell'articolo 2: "l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio" - cioè Soru - "provvede, con proprio decreto," cioè con decreto di Soru "previa deliberazione della Giunta regionale assunta su proposta del medesimo… alle conseguenti e necessarie variazioni di bilancio", cioè Soru sta facendo il Presidente, l'Assessore, fa i decreti, gestirà tutti i fondi comunitari. Mah!

Io non sarò molto lungo nell'intervento perché, ripeto, già molto bene i miei colleghi hanno espresso il nostro punto di vista, però vorrei fare un altro appello sempre al centrosinistra, soprattutto a quei colleghi che sono sindaci, vicesindaci, Assessori o comunque hanno la responsabilità di un'amministrazione locale. Vi siete posti il problema, a quale titolo Soru vi toglie i finanziamenti concessi per amministrarli direttamente? A quale titolo? In base a quale norma? In base a quale regolamento del mio comune, Soru viene, mi toglie i soldi e poi appalta lui l'opera?

Ma vi siete letti attentamente il comma 5 dell'articolo 2? Cioè si sta sostituendo al mio sindaco! E questo non è possibile! E' impensabile che possa avvenire! Cosa andrà a dire il capogruppo dei DS al vicesindaco di Villacidro quando gli verrà tolto il finanziamento per la realizzazione della Casa Dessì? La cosa più strana è che questi fondi verranno gestiti direttamente dall'amministrazione regionale per il conseguimento delle finalità per le quali furono agli stessi enti assegnati, cioè il presidente Soru con questo articolo, perché proposto da lui in qualità di Assessore della programmazione, con l'articolo 2 comma 5 sta dicendo al Sindaco di Cagliari: "Siccome non sei in grado di spendere i soldi per la 'Città della musica', me li restituisci e li gestisco io". Ecco che cosa sta dicendo in questo articolo il Presidente della Regione nonché Assessore della programmazione!

E' possibile - pongo la domanda agli uffici - che la Giunta regionale o meglio il presidente Soru possa togliere i finanziamenti ai comuni e amministrarli direttamente? E' possibile? Ecco il perché di quanto hanno detto i miei colleghi sull'articolo 2. Presidente Soru, poteva tranquillamente mettere in finanziaria quello che c'è nell'articolo 2, non c'è nessuna giustificazione per quello che c'è scritto.

Poi non entro in merito al comma 2 dell'articolo 2 perché potrei pensare che qualche finanziamento in questo modo venga riservato per l'appalto di "Sardegna fatti bella" o come si chiama la pubblicità della Sardegna, cioè quell'appalto che è contestato dalla Procura, per il quale la Procura sta indagando, perché anche qui potrei pensare che è fatto per tenere in piedi quell'impegno, lo posso pensare dal momento che lei, durante l'intervento, non ha spiegato a quest'Aula perché ha voluto inserire l'articolo 2 (credevo che lo facesse invece lei non l'ha fatto), ma si è limitato solo a continuare a criticare i debiti, che sono stati troppo numerosi, che bisogna ripianarli, ci ha indicato come e noi non ci crediamo, però l'articolo 2 non è fatto solo dal comma 7, è fatto anche da altri commi e tutti possono lasciare spazio a diverse interpretazioni.

Vede, onorevole Soru, per il rispetto dovuto a quest'Aula, perché è la prima volta che veniamo chiamati ad esprimerci sull'esercizio provvisorio in cui lei approfitta per inserire altro, io mi rivolgo ancora ai sindaci, ai vicesindaci e agli amministratori presenti in quest'Aula: se aveste portato nel vostro Consiglio comunale l'approvazione per l'esercizio provvisorio, quale sarebbe stato il funzionario che vi avrebbe dato l'"okay" sotto l'aspetto giuridico e sotto l'aspetto di legittimità su una cosa del genere? Nessuno. Mi dispiace che non ci siano l'onorevole Barracciu, l'onorevole Mattana, altri colleghi che siedono in quest'Aula e che sono anche amministratori locali, non vi avrebbe dato nessuno il parere di legittimità, però qui votate a favore di una illegittimità solo perché la sta proponendo il presidente Soru.

Noi comprendiamo, o almeno io penso, che dietro questo articolo 2 ci siano cose di grandissima importanza, Presidente, che lei vuole tenere nascoste a quest'Aula. Certo che i soldi per gli accordi sindacali devono essere mantenuti, ma perché, se previsti a febbraio, cambiava qualcosa? Certo che non dobbiamo restituire i fondi comunitari, però, se inseriti nella finanziaria a febbraio, cambiava qualcosa? Avrebbe potuto fare anche questo per gli enti locali, in finanziaria; ma se la fa adesso, cosa cambia? Oppure se l'avesse fatto a febbraio, cosa sarebbe cambiato? Niente. Allora il consiglio che può dare uno umile come me, Presidente, è che presenti, per conto della Giunta, un emendamento soppressivo totale dell'articolo 2 e lo riproponga pari pari in finanziaria, perché questo è un puro assestamento di bilancio, non è altro! E non è consentito, in questo periodo, l'assestamento di bilancio.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, Assessore, colleghi, io spero che il nostro voto a questa manovra finanziaria non sia un voto contrario; lo sapremo dopo aver sentito la risposta della Giunta regionale contenente l'orientamento in merito al tanto contestato articolo 2 dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio. Io credevo, come tanti altri, che questa manovra fosse semplice e scontata, tant'è che siamo venuti tutti qui pensando che si dovesse approvare l'esercizio provvisorio, ma non per due mesi, perché mi pare che ogni persona che abbia un po' di esperienza amministrativa sa come, giunti a questo punto, sia praticamente impossibile accertare che due mesi di esercizio provvisorio siano sufficienti. Io credo che ce ne vorranno almeno tre.

Quello che ci preoccupa veramente è che, effettivamente, per la prima volta, l'esercizio provvisorio del bilancio viene integrato da tutta una serie di altre situazioni nuove che sono di dubbia, anzi di molto dubbia legittimità. Siamo, per dire la verità, preoccupati per ciò che sta avvenendo questa sera in Aula, non tanto perché, come l'anno scorso d'altronde e come due anni fa, la manovra di bilancio arriva in questo Consiglio regionale con grande ritardo, l'anno scorso era dovuto al problema delle entrate, due anni fa per il noviziato, l'anno prossimo non solo quale sarà la motivazione, però sta di fatto che questo Consiglio regionale non riesce mai ad approvare nei termini il bilancio di programmazione della Regione sarda anzi, mi pare che stiano allungando sempre invece i ritardi per quanto riguarda questa manovra.

Allora, non c'è solo il ritardo in questa manovra, ci sono delle novità. Il collega Porcu diceva che questa è una finanzia nuova, di fantasia, che, comunque, introduce delle novità. Bene, io trovo certe nuove finanziarie, diciamo, certi nuovi sistemi, alcune volte molto difficili da percorrere, anche perché l'esperienza ci dice che una certa finanza fantasiosa e creativa ci ha portato spesso a dei capitomboli clamorosi. Io spero che in questo caso non succeda, perché credo che questo Consiglio regionale non se lo possa permettere.

So che, nei bilanci, le entrate devono essere sempre certe ed esigibili, non è così in questo caso, insomma, nel quale praticamente stiamo parlando di entrate che dovrebbero arrivare nelle casse della Regione Sardegna dopo il 2010; io credo che nessuno ci possa garantire che le cose rimangano così come sono nei prossimi anni. Io credo che l'impegno a cui stiamo sottoponendo questo Consiglio regionale sia eccessivamente troppo distanziato nel tempo e che questa operazione, Presidente, sia imprudente.

Ci sono, voglio dire, tanti punti che ci lasciano perplessi, non è soltanto il comma 7 dell'articolo 2, ma anche il comma 2 dell'articolo 2, dove si dice che: "Le somme relative alla copertura di bandi pubblicati entro il 31 dicembre 2006 costituiscono per lo stesso esercizio titolo per l'impegno di spesa…". Io ho molti dubbi che questo sia vero; così come c'è tutta una serie di altre cose che io ritengo possano, in qualche modo, inficiare l'approvazione stessa dell'esercizio provvisorio. Insomma io credo che, al di là di questo tentativo di aggiustare il bilancio, prendendo da una parte e spostando dall'altra, non si risolva sicuramente il problema.

Presidente, io dico che il problema è invece semplicemente politico. Questo Consiglio regionale ha fatto una battaglia nei confronti del Governo nazionale per le entrate, una battaglia che pensavamo di aver vinto, una battaglia che abbiamo fatto tutti assieme maggioranza e opposizione; bene, i risultati non ci sono stati, perché le entrate che dovevamo incassare da parte dello Stato, Presidente, non ci sono state. Allora, nonostante queste entrate non ci siano state e ci dovrebbero essere dopo il 2010, noi ci comportiamo come se queste entrate ci fossero già. Io credo che non sia giusto questo. Noi, Regione, dovremmo fare questo tipo di operazione una volta avuta la certezza delle entrate.

Allora la realtà vera è che questo Governo nazionale non ha dato nulla di quanto aveva promesso in tempi più sospetti, questi sì, in una certa fase politica;pertanto, oggi, che non si dà nulla praticamente alla Regione Sardegna, noi dobbiamo giustificare comunque una serie di operazioni (che sono dei veri e propri artifizi contabili) che non credo sia in grado di risolvere i problemi della Sardegna, anzi crea ombre sul futuro della spendita delle risorse finanziarie e anche sulla sicurezza delle risorse stesse.

Chiudo, augurandomi che, anche da parte della maggioranza, ci sia una riconsiderazione di questa situazione, nel senso che questo esercizio provvisorio, che è un vero e proprio assestamento di bilancio, perlomeno in alcune parti, venga chiamato col suo nome giusto. Comunque, io avrei sinceramente rimandato tutto alla seconda parte, quella dell'approvazione della manovra di bilancio vero della Regione Sardegna, perché credo che quella fase sarebbe l'occasione più giusta anche per verificare alcune situazioni riguardo la contabilità del bilancio della Regione.

Io chiedo, alla maggioranza, alla Giunta regionale e al suo Presidente di rinunciare all'approvazione dell'articolo 2, perché credo che se questo non dovesse succedere, noi rischiamo di approvare uno strumento che magari potrebbe avere dei problemi in una seconda fase. Poiché non siamo una Repubblica autonoma, dove possiamo fare tutto quello che vogliamo, credo che organi superiori possano intervenire, diciamo, su una situazione che è stata ampiamente denunciata, per quanto ci riguarda, ed evidenziata per la quale mi pare che la maggioranza, solo in modo minimale, abbia tentato di prendere in considerazione le osservazioni che noi, come opposizione, oggi stiamo facendo.

Pertanto, chiedo che la maggioranza rinunci all'approvazione dell'articolo 2, in modo da avere il tempo per verificare meglio tutta una serie di poste in bilancio che oggi, a parer nostro, sono molto dubbie.PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, un brevissimo intervento per richiamare l'attenzione su tre aspetti.

Il primo: la questione dei tempi. Ritengo che non sia chiaramente un esempio da seguire quello di affrontare un argomento di questa portata tra Natale e Capodanno.

Il secondo: la questione della chiarezza e della linearità del provvedimento. L'ho detto anche in altre circostanze, ma devo dire che ho l'impressione di non essere particolarmente ascoltata. Ritengo auspicabile che si riducano le ambiguità dei testi di legge e che si abbiano a disposizione costantemente numeri chiari, espliciti e comprensibili a tutti anche a chi, come me, non ha molta esperienza di documenti finanziari di enti pubblici.

Ritengo infine, Presidente, che non giovi ai lavori dell'Aula cambiare in continuazione argomento all'ordine del giorno; ne abbiamo aperti due (il garante dei diritti dei detenuti e il Piano sanitario) e anche questo non favorisce una preparazione adeguata e un clima idoneo ad affrontare gli argomenti.PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.

SORU, Presidente della Regione. Signor Presidente, consigliera Caligaris, cerchiamo di scrivere le cose con la maggior semplicità possibile, alcune rimangono difficili e quindi hanno bisogno di essere affrontate con pazienza, con dedizione e anche con qualche approfondimento di competenza. Cercheremo di scrivere le cose in maniera ancora più semplice, ma ho paura che le difficoltà comunque non potranno sparire completamente.

Intanto abbiamo presentato un disegno di legge e si discute dell'esercizio provvisorio. E' stato ricordato come l'anno scorso la Giunta, nella persona dell'Assessore del bilancio dell'epoca, si fosse impegnata a presentare per tempo il provvedimento di legge di bilancio, io ho la responsabilità invece di aver suggerito alla Giunta di posticipare la presentazione della legge di bilancio per un motivo molto semplice: preferire di presentare una legge con riferimenti certi e non totalmente sospesa per aria.

Ci sono diversi motivi per cui quest'anno potevamo essere in ritardo e sicuramente dei motivi abbastanza straordinari: una nuova legge di contabilità che ha impegnato gli Uffici nella riclassificazione di un bilancio ricco di UU.PP.BB. e capitoli e che, come sapete, si è dovuto riorganizzare invece per strategie e per obiettivi; contemporaneamente, il passaggio, dopo quasi trent'anni, a un nuovo sistema informativo della Regione con la messa in funzione, dal 1º gennaio, quindi dai prossimi giorni, del progetto SIBAR che riguarda i sistemi informativi di base della Regione e quindi in queste settimane, soprattutto, gli Uffici erano impegnati nel far partire, in maniera più efficace e più efficiente possibile, un progetto effettivamente complicato.

Ma, maggiormente, è valida la terza motivazione che è quella che un bilancio si deve riferire a dei dati certi, come voi avete ricordato, e nel momento in cui era ancora in discussione la legge finanziaria dello Stato, che riguardava una possibile situazione totalmente diversa delle entrate della nostra Regione, ritenevamo sbagliato impegnare il Consiglio in una laboriosa sessione di bilancio su un bilancio che si sarebbe dovuto rivedere da lì a poche settimane o anzi che nasceva già vecchio perché nel frattempo si sarebbe presumibilmente approvata la legge finanziaria dello Stato e quindi ricalcolare le entrate.

Abbiamo ritenuto, per questi motivi, aspettare come stiamo aspettando, aspettare come abbiamo aspettato l'approvazione della legge finanziaria e, in questi ultimi giorni, abbiamo ritenuto sbagliato interrompere la discussione del Piano sanitario e soprattutto, contestualmente alle altre difficoltà a cui ho accennato (riclassificazione dei bilanci, rilascio del nuovo sistema informativo), riadeguare immediatamente, alla nuova legge finanziaria dello Stato, le nuove entrate e il prospetto di bilancio.

La tabella del disavanzo. Non ho partecipato a tutta la discussione perché mi sono dovuto assentare, mi è stato riferito che sono stati contestati i dati sulle tabelle del disavanzo. In realtà si tratta di una tabella che ho consegnato stamattina in Commissione, che rimane valida, è assolutamente valida, quindi sono assolutamente inconfutabili le cose che ho riferito nel mio precedente intervento.

Per riportare la discussione, spero, a un livello di maggior confronto, quanto meno di predisposizione al dialogo, di chiarezza, almeno nella sostanza, se non negli aspetti più tecnici e meno adatti alla discussione in quest'Aula, vorrei ricordare a qualcuno che, per la contabilità della Regione, o quantomeno per la terminologia normalmente utilizzata, immaginiamo che la Regione nasca nel 1990, se nel primo anno si fa 1 miliardo di deficit, quello è un disavanzo di 1 miliardo, si è speso più di quanto non è entrato; nel momento in cui si fa un debito finanziario, si contrae un mutuo, nominalmente si cancella il disavanzo, per cui il disavanzo è zero, è naturalmente evidente a tutti che il disavanzo continua a rimanere 1 miliardo, almeno il disavanzo totale, che è dato dai mutui contratti e dai mutui autorizzati. Se poi consideriamo cancellato il disavanzo semplicemente perché abbiamo contratto un mutuo e abbiamo 1 miliardo di euro di mutuo, io credo che vada rivista un po' la terminologia.

Infatti, abbiamo individuato una tabella, che credo si debba sempre tenere a mente, in cui si fa la somma del disavanzo vero, totale, della Regione che è dato dalla somma dei deficit che hanno creato il disavanzo e dai mutui che sono stati contratti, per i quali si pagano interessi e rate di ammortamento, e da mutui già autorizzati ancora da contrarre. Bene, se sommiamo queste due categorie vedrete che siamo partiti da un avanzo positivo negli anni '90, ai primi anni '90, a un disavanzo totale fatto di mutui contratti e di mutui solo autorizzati non ancora contratti che hanno sfiorato i 6 miliardi di euro. Quindi un'enormità. Ripeto le cose che ho detto prima, siamo passati da un disavanzo totale, che era ancora nel 1994 inferiore al 5 per cento del bilancio dell'anno, a qualcosa che ha superato il bilancio di un intero anno nel 1994.

Per cercare di avere un confronto, ho ascoltato con molta attenzione i vostri interventi, quindi cerco di allargare la riflessione anche sui vostri interventi. Se sia giusto, o meno, anche per il futuro, iscrivere a riduzione del disavanzo, quindi accertare definitivamente, un saldo di accertamento, che era stato proposto nel bilancio del 1996, nel 1997, anche quando riguarda, non questo anno o l'anno successivo, ma degli anni a venire, in questo caso 2013, 2014 e 2015.

Sono state fatte delle ipotesi. La prima a cui mi riferisco è stata fatta nella legge finanziaria per il 1998, nell'articolo 2, in cui, anche in quel caso, c'era un disavanzo e si diceva che, anziché finanziarlo con un mutuo, per circa 1.961 miliardi, circa 1 miliardo di euro, (è stato proprio il momento in cui, come ricordavo prima, ha iniziato a esplodere il disavanzo totale) si impegnavano un po' delle cifre del 1998, del 1999, del 2000, 2001, sino al 2007; cioè si era detto di mettere da parte 161 miliardi del 1998, poi 200 miliardi (100 milioni di euro) per i prossimi anni, fino al 2007.

Nell'anno successivo, nella legge finanziaria del 1999, all'articolo 3, si confermava ancora quell'impostazione, modificando un po' le cifre, e si diceva di mettere da parte per il 1998, anziché 161 miliardi, la metà, 80 miliardi, così per il 1999, 2000 e 2001, per i primi tre anni, e poi, dal 2002 al 2007, per i successivi cinque anni, altri 331 milioni. Cioè c'era ancora la consapevolezza del fatto del tutto straordinario di quella mole di disavanzo e si voleva coprire, non autorizzando mutui, ma impegnando le cifre degli anni successivi, fino al 2007, ancora nel 1999.

Poi però è successo che, con la legge finanziaria del 2002, questa promessa prudente è stata cancellata; con l'articolo 3 della legge numero 7 del 2002 si è preferito tralasciare di mettere da parte i soldi ma effettivamente spenderli; cioè, inizialmente si era detto che, avendo un disavanzo importante, si finanziava non contraendo mutui ma impegnando le somme del 2001, del 2002 e del 2003; poi, quando si è arrivati al dunque, al momento opportuno, quell'impegno è stato cancellato.

Allora, quello che stiamo facendo in questo caso è, piuttosto che lasciare una promessa vaga che poi qualcuno cancellerà, accertare definitivamente questa entrata in maniera che rimanga effettivamente a copertura del disavanzo, a diminuzione del disavanzo, e che non ci sia nessuno che nel futuro, magari un po' troppo allegramente, con qualche leggerezza, ricancelli questo impegno che legittimamente questo Consiglio regionale si vuol dare quest'anno. La nostra è stata una proposta che si basa su questo tipo di ragionamento: un impegno di rigore, di serietà, che valga per oggi e per il futuro e che non venga contraddetta con articoli di segno opposto magari fra due o tre anni.

Nelle prossime settimane entreremo nel vivo della sessione di bilancio e quindi parleremo di tutte le poste del bilancio, vedrete che la proposta della Giunta è quella di rispondere in maniera abbastanza straordinaria ad una situazione del tutto straordinaria; cioè noi, quest'anno, lo stiamo trascurando, cerchiamo di valutarlo forse non per l'importanza che effettivamente ha, ma abbiamo registrato una modifica del nostro articolo 8 dello Statuto e del livello di compartecipazioni che, da subito, dice che le nostre compartecipazioni cambiano in maniera importante, di circa 1 miliardo e 600 milioni di euro l'anno; poi, per i prossimi tre anni, lo Stato ci mette un tetto dicendo che comunque nel 2007 non sarà più di tanto, nel 2008 non più di tanto, nel 2009 non più di tanto, solamente nel 2010 entrerà effettivamente a regime e si avrà 1 miliardo e 600 milioni di euro in più di compartecipazioni.

Ora, davanti a una situazione straordinaria di questo genere, è sbagliato cercare di rimettere in equilibrio un periodo di bilancio più vasto dei normali tre anni? Anziché considerare tre anni, è sbagliato considerare magari qualche anno in più e mettere la società sarda davanti ad una situazione di equilibrio di entrate e di spese, piuttosto che concentrare i sacrifici tutti in un anno? Lasciando solo ad un anno, o solo dopo una certa data, la possibilità, del tutto straordinaria, un salto di 1 miliardo e mezzo di euro di spesa in più?

Noi, la nostra proposta, quella che vi presenteremo, è di riequilibrare il flusso delle entrate e delle uscite per un periodo più vasto, perché credo che sia giusto per la nostra società; e, allo stesso modo, abbiamo voluto garantire al risanamento del disavanzo (garantire oggi e garantire anche per domani) una parte di quelle entrate, cioè riequilibrando anche, in qualche maniera, gli impegni per le nuove generazioni e cioè: non lasciamo che paghino tutto gli altri, qualche cosa la anticipiamo noi, piuttosto che con dei mutui a 30 anni, pagandoli con le risorse che abbiamo avuto in più per il 2013, il 2014 e il 2015. Quindi è una politica di riequilibrio che stiamo cercando di fare e che forse non siamo riusciti a spiegare stamattina in Commissione e oggi a quest'Aula.

Vorrei dare alcune risposte un po' più puntuali. Consigliere Capelli, volevo tranquillizzarla circa il comma 1, mi pare, dell'articolo 2...

CAPELLI (U.D.C.). No, no, non Capelli, è Cappai. Non l'ho detto io.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Cappai, chiedo scusa. Volevo tranquillizzarla su questo punto. E' una norma, un punto, che abbiamo dovuto prevedere a fronte di attività che erano portate avanti dai comuni ma su finanziamenti regionali e in cui la responsabilità era in capo alla Regione, poi, per semplificare, abbiamo spostato la responsabilità dell'attuazione ai comuni. Ora, i comuni non hanno speso, entro la data prevista, queste risorse e quindi al 31 dicembre di quest'anno gliele avremmo comunque dovute prendere, sarebbero andate in economia. In questo modo le stiamo riportando nella responsabilità della Regione dove già erano, riguardano pochissime opere, delle opere che stavano in capo all'Assessorato dei lavori pubblici...

CAPPAI (U.D.C.). Il comma 1 non dice quello.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Non so quale comma sia, parlavo del punto a cui lei si riferiva.

Quindi, stiamo riportando nella responsabilità dell'Assessorato regionale delle somme che erano già nella responsabilità dell'Assessorato regionale e la cui attuazione era stata trasferita ai comuni, i comuni non li hanno spesi per tempo e quindi al 31 dicembre, tra qualche giorno, andranno in economia. In questo modo non andranno in economia e potranno essere utilizzate per gli stessi fini dall'Assessorato. Si tratta soprattutto dei fondi di attività legate ai porti, i porti turistici della Sardegna, che l'Assessorato programmerà, ma non sottraendoli ai comuni perché ai comuni sarebbero stati sottratti in ogni caso tra qualche giorno.

Così come l'eccessiva responsabilità riguarda la riprogrammazione delle somme che rimangono iscritte in bilancio e che vengono liberate dei fondi POR, sulla base dei progetti coerenti; in realtà si tratta di riprogrammarli ma all'interno degli stessi Assi e all'interno delle recenti modifiche del Complemento di programmazione del POR. Quindi si tratta di tenerle assolutamente all'interno degli stessi vincoli, degli stessi percorsi previsti normalmente dal POR.

Per finire. Non stiamo parlando all'esterno, ci stiamo parlando responsabilmente tra di noi e credo che responsabilmente dovremmo portare a termine questa discussione. E' dispiaciuto che l'anno scorso abbiamo approvato da soli la legge finanziaria e di bilancio, pur non avendo, credo, fatto un danno alla Sardegna con quella legge finanziaria e di bilancio, né avendo fatto finanza creativa, come qualcuno disse, o onirica, come qualcun altro disse.

Allora, sarebbe opportuno, pur nella differenza delle posizioni, che tutti possano partecipare anche a questa votazione, che è data, non dalla volontà di beneficiare di presunti successi nella vertenza con il Governo, che pure ci sono stati, anticipando le spese, ma dalla volontà di dare un contributo doveroso al risanamento del disavanzo della Regione, che credo tutti vogliamo, nelle modalità che ho cercato di spiegare.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Sulla votazione relativa al passaggio all'esame degli articoli io mi asterrò, perché ho ancora in mente il disegno di legge per l'autorizzazione all'esercizio provvisorio. Ho necessità di alcuni chiarimenti proprio in quello spirito costruttivo e di confronto che ha richiamato il Presidente. Allora i 6 miliardi a cui lei si riferiva, presumo che siano il debito totale, non il disavanzo. Sa, lei mi insegna che non è la stessa cosa, perché il disavanzo non è di 6 miliardi, il debito totale (è composto come bene è scritto tra l'altro) è un'altra cosa. Così come non mi stancherò di dire che io sono d'accordo con il concetto di utilizzare fondi propri certi per la copertura del disavanzo.

E' chiaro che ancora adesso non è comprensibile perché si parte dal 2013 e non dal 2010, per esempio, secondo il ragionamento che ha fatto lei, evidentemente quelli del 2010, 2011 e 2012 serviranno per altro, fin qua ci arrivo. Perciò quello da cui io parto, al di là della finanza creativa, o al di là delle buone intenzioni, è lo Stato di diritto, che è un concetto che non riesce ad entrare in quest'Aula. Cioè io mi devo riferire alle leggi vigenti; quando lei non c'era, ho detto che ogni comune è autorizzato, in questo modo, a risanare il proprio bilancio e quindi siccome sono tutti fuori dal patto di stabilità, sottoscrivendo un impegno con la Regione, a loro volta, avranno parte di quelle maggiori entrate, destinate agli enti locali, e potrebbero tutti risanare il bilancio pensando di far riferimento alla norma che è prevista nel disegno di legge, perciò tutti l'avrebbero risanato. Mi sembra che fili il ragionamento.

Allora io dico che c'è una Costituzione italiana che mi obbliga a ragionare non fantasticamente, ma seguendo il diritto, seguendo le leggi; se noi vogliamo andare oltre, siamo coscienti di questo, andiamo oltre le leggi, quindi il principio di veridicità del bilancio e della annualità del bilancio, quelli che lei ha richiamato, Presidente, del 1998, Giunta Palomba, e delle seguenti Giunte di centrodestra, avevano un periodo di ammortamento che partiva molto prima. Non ha detto le coperture a cui faceva riferimento, perché sono indicate le coperture, bisognerebbe dirlo all'Aula, e dire quali sono le coperture attraverso le quali si procedeva alla dilazione della copertura del disavanzo, o comunque ci sono i riferimenti, in ogni caso, che andrebbero letti, anche quelli, per completezza di informazione. Questa è un'altra storia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Io intervengo perché sollecitato dal collega Vargiu, il quale ha rivolto un garbato invito che mi pare non possa cadere nel vuoto, anche perché ho avuto l'impressione, ad un certo punto della discussione, che non fossimo in un'Aula parlamentare, ma forse in un'aula giudiziaria, posto che si sono evocate Procure della Repubblica, comportamenti illeciti, prassi truffaldine. Allora a me sembra che si debbano riportare le questioni su un altro versante. Io non voglio convincere nessuno, ma è il convincimento che ho formulato per me stesso e che sottopongo alla riflessione dei colleghi.

Intanto non è un'iniziativa che nasce senza un riferimento legislativo, basta leggere l'articolo 1, comma 4, della legge finanziaria del 2006, dove testualmente si prevede la possibilità della copertura del disavanzo mediante utilizzo di entrate proprie per le restanti quote. Quindi non è che la Giunta si sia mossa così, alla cieca, c'è un riferimento legislativo che legittima un'operazione di questa natura, ma volendo fare anche memoria su quello che non è una prassi, ma aveva un riferimento normativo ben preciso, non mi pare tra l'altro che la Corte Costituzionale sia mai intervenuta a dichiarare l'illegittimità di una norma della legge di contabilità, l'articolo 17, prima di essere novellato, prevedeva che "la Regione, qualora ne ravvisi la necessità, può stanziare somme che verranno assegnate dallo Stato negli anni futuri, provvedendo a compensare tali maggiori spese con minori erogazioni per lo stesso scopo negli anni successivi", cioè quello che abbiamo sempre fatto e mi stupisce la sorpresa che ha suscitato in molti colleghi la previsione di questa norma.

Io ho seguito l'intervento lucido del collega La Spisa, si può dissentire, si può obiettare, perché sono scelte politiche, allora a me piace quel confronto, mi piace mantenere il dibattito con le cose dette dal collega Vargiu sulla possibilità di creare, per il futuro, un'ipotesi che possa consentire maggiore responsabilità ai governi futuri, che possa consentire nell'immediato la certezza di disporre delle sostanze di cui la Regione effettivamente può disporre…

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Pittalis, anzi diciamo che ha finito il tempo.

PITTALIS (Gruppo Misto). Ad evitare, e chiudo, che si creino situazioni allarmanti, e tralascio le responsabilità politiche, perché non è questo il tema oggi in discussione, di situazioni di vera bancarotta che abbiamo sempre denunciato anche nei nostri atti di programmazione economica.

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Chiedo di intervenire sulle modalità di voto, Presidente, solo per avere la certezza che si voti con lo scrutinio elettronico palese.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Gessa e Soru hanno votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS - URAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - AMADU - ARTIZZU - ATZERI - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - FARIGU - GALLUS - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - PETRINI - PISANO - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANNA Matteo - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 73

votanti 48

astenuti 25

maggioranza 25

favorevoli 48

(Il Consiglio approva)

Passiamo all'esame del Titolo.

(Si riporta di seguito il titolo:

Titolo:

Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2007 e disposizioni per la chiusura dell'esercizio 2006.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione il Titolo. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Art. 1
Esercizio provvisorio

1. Ai sensi e per gli effetti dell'articolo 29 della legge regionale 2 agosto 2006, n. 11 (Norme in materia di programmazione, di bilancio e di contabilità della Regione autonoma della Sardegna. Abrogazione delle leggi regionali 7 luglio 1975, n. 27, 5 maggio 1983, n. 11, e 9 giugno 1999, n. 23), è autorizzato l'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2007 per un periodo non superiore a mesi due, dal 1° gennaio al 28 febbraio 2007.

2. Negli impegni di spesa la Giunta regionale non può superare due dodicesimi dello stanziamento previsto per ciascuna UPB dello stato di previsione della spesa.

3. Nei pagamenti di spesa la Giunta regionale è autorizzata al pagamento dell'intero ammontare dei residui nonché degli impegni di spesa assunti in conto competenza a' termini del comma 2.

4. Il limite di cui al comma 2 non si applica ove si tratti di spese obbligatorie e tassativamente regolate dalla legge e non suscettibili di impegno o di pagamento frazionati in dodicesimi; tale deroga è da intendersi riferita a tutti i casi in cui le norme vigenti dispongono in ordine all'entità e alla scadenza delle erogazioni.

5. Il limite di cui al comma 2 non si applica ai fondi per la riassegnazione dei residui perenti di cui all'articolo 26 della legge regionale n. 11 del 2006, nonché agli altri fondi di riserva di cui all'articolo 24 della stessa legge regionale.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 1, lo metto in votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, intervengo sempre sulle modalità di voto, per chiedere la votazione nominale dell'articolo 1.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS - URAS.

Rispondono no i consiglieri: ARTIZZU - LIORI - SANNA Matteo.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - AMADU - ATZERI - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - FARIGU - LA SPISA - LICANDRO - LOMBARDO - MILIA - MURGIONI - PETRINI - PISANO - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 73

votanti 52

astenuti 21

maggioranza 27

favorevoli 49

contrari 3

(Il Consiglio approva)

Passiamo all'esame dell'articolo 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Art. 2

Disposizioni per la chiusura dell'esercizio 2006

1. Le somme resesi disponibili sui capitoli di spesa relativi al finanziamento degli interventi inclusi nella programmazione comunitaria del periodo 2000-2006, a seguito della rendicontazione all'Unione europea di progetti coerenti, permangono sul conto dei residui del bilancio regionale per essere utilizzate, nell'anno 2007, anche per finalità differenti da quelle per le quali sono state stanziate purché rispondenti agli obiettivi fissati dall'Asse prioritario di riferimento o da quanto previsto nelle relazioni di accompagnamento delle modifiche al Complemento di programmazione al Programma operativo regionale approvate dal Comitato di sorveglianza. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio provvede, con proprio decreto, previa deliberazione della Giunta regionale assunta su proposta del medesimo, di concerto con gli Assessori competenti, alle conseguenti e necessarie variazioni di bilancio.

2. Le somme relative alla copertura di bandi pubblicati entro il 31 dicembre 2006 costituiscono per lo stesso esercizio titolo per l'impegno di spesa; le eventuali disponibilità derivanti a seguito del minor importo di aggiudicazione, nei bandi relativi all'acquisizione di beni e servizi o per la realizzazione di opere, costituiscono economia di spesa.

3. Le somme stanziate dal comma 3 dell'articolo 3 e dal comma 4 dell'articolo 6 della legge regionale 24 febbraio 2006, n. 1 (legge finanziaria 2006), non impegnate alla chiusura dell'esercizio 2006, permangono nel conto dei residui per essere utilizzate nell'esercizio successivo.

4. Le somme sussistenti in conto residui ed in conto competenza del bilancio per l'anno 2006 destinate alla copertura degli oneri derivanti dagli accordi sindacali (capitoli 03024 e 03025) permangono nel conto dei residui per essere utilizzate nell'esercizio 2007.

5. Le somme recuperate dagli enti locali per mancata impegnabilità a' termini di legge, e le relative residue somme sussistenti in conto residui del bilancio regionale, possono essere utilizzate, entro il 31 dicembre 2007, in gestione diretta dall'Amministrazione regionale per il conseguimento delle finalità per le quali furono agli stessi enti assegnate.

6. In deroga alle disposizioni di cui al comma 7 dell'articolo 30 della legge regionale n. 11 del 2006 l'autorizzazione alla contrazione dei mutui di cui al comma 1 dell'articolo 1 della legge regionale n. 1 del 2006 cessa al 31 dicembre 2006.

7. Lo stanziamento iscritto in conto del capitolo 12106-01 (UPB E03.034) del bilancio per l'anno 2006 costituisce accertamento d'entrata a valere su quota parte del gettito delle compartecipazioni tributarie spettanti alla Regione in ragione di euro 500.000.000 per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015.

8. Sono annullati alla data del 31 dicembre 2006 tutti gli ordini di accreditamento accesi, in conto competenza e in conto residui, a favore di funzionari delegati. Le somme detenute in contanti dai funzionari delegati e non utilizzate entro il 31 dicembre 2006 devono essere riversate in conto entrata del bilancio regionale entro il 15 gennaio 2007 e sono iscritte, previo loro accertamento, con decreto dell'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per essere destinate alle finalità per le quali sono state accreditate. Le somme rinvenienti dall'operazione di annullamento degli ordini di accreditamento costituiscono disponibilità del capitolo e sono utilizzate nell'esercizio 2007 per le medesime finalità per le quali sono state stanziate. Con decreto dell'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, su richiesta dell'Assessore competente per materia, si provvede alla ripartizione di dette disponibilità tra diversi centri di responsabilità.)

PRESIDENTE. Ricordo che sull'articolo 2 è stata chiesta dall'onorevole Vargiu la votazione per parti.

E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Riguardo all'articolo 2, mi voglio riferire alle argomentazioni, certamente serene, ispirate al tentativo di una discussione ragionevole su questo tema, del collega Pittalis, il quale afferma che, sostanzialmente, l'operazione che si propone oggi è corretta, rispondente al dettato delle norme sulla contabilità e, soprattutto, corrispondente ad un analogo metodo utilizzato negli anni precedenti. Però, io insisto (credo non si possa smentire, salvo prova contraria) sul fatto che l'operazione avviata, se non ricordo male, quando era assessore Pier Sandro Scano, tenuta in parte negli anni successivi, prevedeva, sì, l'accertamento in entrata e il risanamento, quindi la copertura del disavanzo, con entrate previste negli anni successivi, ma l'utilizzo di queste entrate veniva autorizzato anno per anno. Non si prevedeva cioè, sul lato delle entrate, un accertamento di un'entrata, come in questo esercizio, di una somma che invece era da accertare in entrata in un esercizio successivo. E' una differenza sostanziale molto molto forte.

Noi, in questo caso, stiamo accertando in entrata una somma che non entrerà, infatti l'abbattimento del disavanzo rischia di essere fittizio e, soprattutto, si introduce un sistema di accertamento di entrate che possono essere anche teoricamente utilizzate non per ripianare i disavanzi, ma per avere in conto, sul versante della spesa, delle somme in uscita dal bilancio regionale. Questo è ciò che noi contestiamo e di cui segnaliamo la possibile dichiarazione di illegittimità.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Intervengo per concludere quanto sostenevo precedentemente. La legge numero 1 del 2006 prevedeva l'iscrizione, senza titolo, di 1 miliardo e 850 milioni di euro per IRPEF e IRPEG. Non sono io che dico che il principio di veridicità del bilancio è stato calpestato (scusate il termine, non me ne viene in mente un altro), ma lo dice il comma 7 dell'articolo 2. Che sia anticostituzionale l'articolo 1 della legge del 2006, , credo che sia palese, se uno legge l'articolo 81 della Costituzione. Oggi, invece, col comma 7, si ritorna alla violazione del principio di veridicità del bilancio e si aggiunge anche la violazione del principio di annualità del bilancio. Chi ha iscritto quelle somme del 1998, 1999, 2000, fino al 2003, deve rispondere (non sono io che devo rispondere di quei bilanci, che sicuramente ho votato, non quello del '98 perché non c'ero, ma quelli successivi) di quell'azione denunciata dal presidente Soru, non io, qualcun altro, in quest'Aula, perché il presidente Soru ha fatto un riferimento ben preciso.

Quanto al poter, invece, impegnare somme che arriveranno dallo Stato, il riferimento è alla norma dello Stato che prevede esplicitamente che, per l'anno X, Y e Z, saranno trasferite le somme alla Regione Sardegna o chicchessia, pari a tot euro. Quelle le possiamo iscrivere al bilancio, perché sono entrate certe e certificate e il riferimento che si faceva prima è a questa norma dei fondi trasferiti dallo Stato. Non è un riferimento a potenziali entrate che si verificheranno, continuo a dire. Nel 2013, e il "102" non fa riferimento a questo, non si dice quanto lo Stato trasferirà, ma noi presumiamo che, avendo il trasferimento dei nove decimi contro i tre decimi, potremo avere un trasferimento sicuramente maggiore, se avremo la riscossione dei nove decimi.

Questo è un potenziale introito, che mi auguro si verifichi, ma che, per chi ha un riferimento al diritto, non è assolutamente in grado di essere definito norma o quantificazione di entrata certa e certificabile. Non lo è. Non sappiamo, continuo a dire, se nel 2013 ci saranno i nove decimi di quale Iva, se ci sarà una modifica delle aliquote IVA. Faccio esempi banali che a me servono per comprendere. Ho esasperato il concetto perché io non so neanche se ci sarà la Repubblica, di questo passo, nel 2013 e le norme, è dimostrato proprio da questa norma, sono tutte modificabili, in ogni caso.

Allora, è questa la carenza di rispondenza al principio di veridicità del bilancio, ma una e indiscutibile è l'annualità del bilancio, in ogni caso, a cui noi dobbiamo fare riferimento. Io non sto dicendo queste cose perché non voglio che si risani il disavanzo con i fondi propri, non voglio che si facciano i mutui, non voglio il tanto peggio tanto meglio, voglio la realtà, voglio trasferire in questa legge un'azione possibile che sia in linea con lo Stato di diritto, che sia in linea con il diritto, che sia in linea con la Costituzione, perché, diversamente, la finanza creativa diventa tutt'altro, cioè del tutto e possibile, e non sono regole certe di riferimento.

Noi dobbiamo dare e seguire regole certe. Non si può pensare che chi arriva decide di modificare le regole. Non si può! Non si può pensare che non diamo più certezza di Stato di diritto a noi stessi e ai cittadini. Non si può dire che oggi è così e domani, perché si vuole perseguire un'altra fantasiosa iniziativa, si cambia una legge in dispregio della legge che regola quel principio, quel bilancio, quell'esercizio e quant'altro. Non si può! E' a questo che mi riferisco. Mi riferisco all'articolo 36 della legge di contabilità, che avete votato voi; nella nuova legge di contabilità si prevede quale procedura seguire, una volta accertato che quelle aspettative non si sono realizzate.

I buoni intendimenti, che sono stati portati all'attenzione dell'Aula nell'esame di questo provvedimento di legge, sono tutti condivisibili, i buoni intendimenti che, troppo spesso, vengono enunciati con, perdonatemi, una certa superficialità; lo vediamo nello stesso articolo 2 dove si è annunciato che finanziavamo i parchi, per intenderci, mi pare, con 21 milioni 21 milioni e 500 mila euro per l'annualità 2006, e stiamo dicendo oggi che, poiché non ce l'abbiamo fatta nel 2006, lo facciamo nel 2007. E' umano. Allora perché, nel momento in cui si dicono delle cose, sembra che si debbano annunciare delle certezze assolute. Non è così!

Ecco che cosa si discute dell'articolo 2. Poi la possibilità, come ha detto anche la collega Caligaris, di non avere il tempo e gli strumenti per poter accertare coscientemente, con contezza, che cosa stiamo votando. Forse gli stessi colleghi avrebbero avuto necessità di un parere giuridico, necessità di capire che cosa stiamo andando a fare, necessità di capire le conseguenze dell'approvazione di una norma di questo tipo, non solo nel caso specifico, ma nelle future leggi che esamineremo, nelle future finanziarie. E' chiaro ed evidente che questo apre un problema anche nella prossima discussione di finanziaria, perciò non c'è la volontà preconcetta o il pregiudizio di andare contro un'iniziativa che fantasiosamente viene proposta. E' pura fantasia, non è riscontrabile nella realtà del diritto, continuo a dire. A qualcuno può dar fastidio questa parola, ma noi facciamo leggi, non facciamo un esercizio di fantasia o per trovare soluzioni fantasiose, noi non dobbiamo scontrarci con le regole che ci siamo dati e con le regole che altri hanno dato in sede parlamentare; questo è il concetto.

Ecco perché alla fine si riduce ad enunciazioni che servono più fuori da quest'Aula che dentro questa Aula. Il confronto è accettato serenamente, correttamente, però non ci sono state le risposte e non le risposte sul principio, sull'obiettivo, ma le risposte di merito; il merito è una cosa di cui noi tutti dobbiamo avere certezza assoluta per poter esprimere un giudizio. E l'Aula? La discussione di stamattina, la discussione di stasera che poi si è accavallata, no? A volte si danno delle risposte immediate in Commissione, non ragionate, come quella sul parere di legittimità che pare sia stato dato quando invece non serve, che confondono un po' le idee a chi propone la stessa domanda ricevendo una risposta non appropriata.

Ecco perché non c'entra nulla l'articolo 2 e gran parte dell'articolo 2 con la richiesta di esercizio provvisorio; ed ecco perché, siamo in fase di discussione perciò posso comunque annunciare il voto al di là di eventuali altri interventi di chiarimento, sono decisamente contrario all'articolo 2 che inficia, ahimè, anche la volontà di esprimersi diversamente sull'intero corpo di legge.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 2, per il quale, ripeto, è stata chiesta dall'onorevole Vargiu la votazione separata del comma 7 con appello nominale.

Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, intervengo brevemente per dichiarare il mio voto contrario all'articolo 2 e per fare una riflessione, ovviamente generale, in funzione del suo contenuto, ad eccezione del comma 7, che andremo a votare separatamente. Credo davvero che i sette commi che andiamo a votare adesso con l'approvazione dell'articolo 2 siano - da ogni punto di vista delle norme che regolamentano soprattutto la contabilità - di fatto, rivoluzionari. Sono rivoluzionari e costituiscono, a mio giudizio, una sorta di uovo di colombo perché, se dovesse essere introdotto, nell'insieme delle norme di contabilità, il principio generale che attraverso il filo rosso unisce questi sette commi, davvero ci sarebbe da sorprendersi. Io, sinceramente, lo dico con molta sincerità, stento a comprendere il motivo per il quale si vuole derogare da principi che sono capisaldi delle norme di contabilità in questo modo così forte.

Noi abbiamo, ad esempio, nel comma 2 il capovolgimento totale del principio secondo il quale vale impegno anche ciò che non è impegnato il che significa esattamente tenere nei residui delle somme che non sono impegnate. Vedo che l'assessore Mannoni fa cenno che non è così, ma mi sarebbe veramente piaciuto che fosse intervenuto in maniera diretta per contraddirmi, in maniera anche tecnica e scientifica, sicuramente ha la competenza per farlo e per dirmi che le cose non sono così. Allo stesso modo, dentro il comma 1, è detto in maniera esplicita che, fatti salvi i principi dei complementi di programmazione, fatti salvi i principi che sono indicati dentro lo stesso Asse della misura del POR, però può essere cambiato tutto ciò che l'Asse del POR stesso prevede, cioè nell'ambito dello stesso Asse e, quindi, questo significa derogare completamente da quelli che sono gli atti di programmazione e poter finanziare qualcosa che non è assolutamente previsto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Io voterò a favore dell'articolo 2, intanto perché le perplessità relative alla legittimità di alcuni commi contenuti in questo articolo sono state, diciamo, spazzate via dalla Presidenza del Consiglio, la quale ci ha garantito sotto questo profilo e a ciascuno di noi non è dato sapere di più di quanto sanno i nostri uffici proprio sotto questo profilo. Quindi, la valutazione è solo ed esclusivamente di ordine politico, ed essendo solo ed esclusivamente di ordine politico è chiaro ed evidente che l'impegno, lo sforzo, che si fa con questo articolo è quello di rendere spendibili risorse finanziarie che, in qualche misura, non sarebbero più spendibili o non sarebbero spendibili se non si intervenisse con norme sotto ogni profilo legittime come quelle contenute nell'articolo 2.

Allora, il fatto che i bandi costituiscano titolo per impegno, questo noi lo riscontriamo in diverse altre finanziarie; è stato fatto in altre situazioni anche senza il supporto, diciamo così, autorevole della legge. Il fatto che risorse che rischiano di andare in economia siano conservate in conto residui è stato fatto in altre circostanze ed è stato fatto, io dico purtroppo, anche un cambiamento di soggetto di spesa, cioè risorse finanziarie destinate ai comuni sono state recuperate, cito la Giunta Masala e cito il Piano straordinario per il lavoro! Il precedente è lì! Quando ci fu la contestazione nel centrosinistra, quei banchi rimasero in silenzio, e il Piano straordinario per il lavoro fu scippato, come prima circostanza, come prima occasione, proprio in quell'anno, con Masala Presidente. Io lo ricordo benissimo, non ero d'accordo. Sono perplesso per alcuni versi anche su alcune disposizioni contenute pure in questo articolo, però se andavate a cercare il precedente, il precedente lo trovate: Masala e Piano straordinario per il lavoro.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 2, escluso il comma 7. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo ora alla votazione del comma 7 dell'articolo 2. E' stata richiesta la votazione per chiamata nominale dall'onorevole Vargiu.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, nella richiesta di votare, appunto, singolarmente il comma 7, anche perché ogni consigliere si potesse assumere la responsabilità diretta nell'esprimere il voto, io vorrei reiterare ai colleghi della minoranza le due domande, da me prima avanzate, che sono rimaste senza risposta se non per quella data dal collega Pittalis, che vorrei sapere se è condivisa da tutti. La prima è: se l'interpretazione che dà il collega Pittalis, cioè che per ogni anno di competenza possono essere impegnate risorse del 2013, del 2014, del 2015, perché si accendono i mutui? Nel senso che è molto più semplice che qualsiasi amministrazione non faccia mai i mutui e impegni sempre risorse di competenze future. Quindi se si sono accesi mutui sino ad oggi, si è fatta una sciocchezza perché sui mutui si paga interesse, mentre impegnando risorse future non è necessario pagare interessi.

La seconda: se il principio è questo, significa che, oltre che essere finanziato l'abbattimento del deficit, come virtuosamente si sta facendo per il 2006, si può finanziare anche la spesa corrente? Vorrei dai colleghi della maggioranza una risposta a entrambe le domande, se fosse possibile.

(Interruzione del consigliere Cugini)

PRESIDENTE. Siamo in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del comma 7 dell'articolo 2.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Frau ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS - URAS.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - ATZERI - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - FARIGU - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - PETRINI - PISANO - RASSU - SANNA Matteo - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 69

votanti 68

astenuti 1

maggioranza 35

favorevoli 48

contrari 20

(Il Consiglio approva)

Passiamo all'esame dell'articolo 3.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:

Art. 3

Entrata in vigore

1. L'articolo 1 della presente legge entra in vigore il 1° gennaio 2007, l'articolo 2 nel giorno della sua pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Sardegna.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo alla votazione finale della legge.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, noi abbiamo posto un problema reale; il fatto che sia un problema reale lo si verificherà non solo in questa legge, ma anche nel futuro. Però non avendo avuto assolutamente (contrariamente a quel che dice l'onorevole Uras) rassicurazioni sulle perplessità che sono state affacciate, non essendo stata spazzata via assolutamente la preoccupazione che si inauguri una procedura, attraverso questo precedente, che porterà all'assenza di stabilità e di affidabilità delle poste di bilancio e dei bilanci successivi, noi abbiamo un dubbio molto forte che questa legge sia davvero viziata nella sua legittimità. Non essendo tradizione che l'opposizione voti contro l'esercizio provvisorio, noi non parteciperemo al voto.

PRESIDENTE. Invito i colleghi a predisporsi alla votazione con il sistema elettronico, pregandoli di non andar via perché poi dovremo votare anche l'esercizio provvisorio del bilancio del Consiglio.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del testo unificato numero 265-266/A.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS - URAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 50

Votanti 49

Astenuto 1

Maggioranza 25

Favorevoli 49

(Il Consiglio approva)

Discussione della delibera di autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio interno del Consiglio regionale per l'anno 2007.


PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della delibera di autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio interno del Consiglio regionale per l'anno 2007.

Invito i consiglieri Questori a prendere posto nei banchi della Giunta.

(I consiglieri Questori URAS, GIORICO e CAPPAI prendono posto presso i banchi della Giunta.)

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Giorico, Questore.

GIORICO (Gruppo Misto), Questore. A seguito della presentazione da parte della Giunta regionale del disegno di legge concernente l'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2007 si rende necessario anche per il bilancio interno far ricorso ad analoga autorizzazione per lo stesso periodo di tempo indicato nel citato disegno di legge.

Infatti, secondo una prassi ormai consolidata, il progetto di bilancio del Consiglio viene presentato all'approvazione dell'Assemblea a conclusione della discussione e approvazione del bilancio della Regione.

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, dichiaro chiusa la discussione generale. Passiamo all'esame dell'articolo unico.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo unico:

Articolo unico

E' autorizzato l'esercizio provvisorio del bilancio interno del Consiglio dal 1° gennaio al 28 febbraio 2007 secondo lo schema degli stati di previsione delle entrate e delle spese del bilancio per l'esercizio finanziario 2006 e dei relativi provvedimenti di variazione.

Durante l'esercizio provvisorio gli impegni di spesa non poteranno superare, su ciascun capitolo dello stato di previsione di cui al comma precedente, i due dodicesimi dello stanziamento complessivo; tale limite non si applica qualora si tratti di spesa obbligatoria e non suscettibile di impegno di pagamenti frazionati in dodicesimi.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo unico,procediamo alla votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della delibera di autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio interno del Consiglio.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Contu, Soru, Giorico, Uras e Cappai hanno votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCAREDDU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - DEDONI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LANZI - LICANDRO - LICHERI - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PITTALIS - PORCU - RASSU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Matteo - SECCI - SERRA - SORU - SPISSU - UGGIAS - URAS - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 68

votanti 68

maggioranza 35

favorevoli 68

(Il Consiglio approva)

I lavori del Consiglio sono aggiornati alle ore 10 di domani, giovedì 28 dicembre; mentre alle ore 9 e 30 è convocata la Conferenza dei Presidenti di Gruppo.

La seduta è tolta alle ore 20 e 56.