Seduta n.276 del 18/01/2007 

CCLXXVI SEDUTA

(POMERIDIANA)

GIOVEDI' 18 GENNAIO 2007

Presidenza del Vicepresidente SECCI

indi

Presidente SPISSU

Indi

del Vicepresidente SECCI

indi

Presidente SPISSU

INDICE

La seduta è aperta alle ore le 19 e 48.

CHERCHI OSCAR, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di giovedì 11 gennaio 2007 (270), che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Giovanni Battista Orrù ha chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 18 gennaio 2007.

Poiché non vi sono opposizioni, il congedo si intende accordato.

Annunzio di presentazione di proposta di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente proposta di legge:

SANNA Alberto - MARROCU - CALLEDDA - PIRISI - BARRACCIU - CHERCHI Silvio - CORRIAS - CUGINI - FLORIS Vincenzo - LAI - MATTANA - ORRU' - PACIFICO- SANNA Francesco: "Tutela degli ecosistemi vegetali e disciplina della raccolta e della commercializzazione dei funghi". (268)

(Pervenuta il 17 gennaio 2007 e assegnata alla quinta Commissione.)

Risposta scritta a interrogazione

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alla seguente interrogazione:

"Interrogazione CALIGARIS, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione dei lavoratori dell'ex zuccherificio di Villasor e sulle prospettive di riconversione agro-industriale dello stabilimento". (625)

(Risposta scritta in data 17 gennaio 2007.)

Continuazione della discussione delle partizioni del testo unificato "Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. 11/A e Doc. 11 bis/A) dei documenti "Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. n. 11/A) e "Integrazione al Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. n. 11 bis/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del testo unificato dei documenti 11/A e 11 bis/A.

E' in votazione l'emendamento numero 474. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Licandro. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Presidente!

PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, su che cosa intende parlare?

LA SPISA (F.I.). Vorrei chiedere la verifica del numero legale, Presidente.

PRESIDENTE. L'onorevole La Spisa chiede la verifica del numero legale. Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu.

Siccome la seduta è iniziata solamente da due minuti, in base al terzo comma dell'articolo 91 del Regolamento sospendo i lavori sino alle ore 19 e 58.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 50, viene ripresa alle ore 19 e 58.)

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

PRESIDENTE. Prego un Segretario dell'opposizione di accomodarsi al banco della Presidenza. Procediamo alla verifica del numero legale.

Verifica del numero legale

PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale, con procedimento elettronico.

(Segue la verifica)

Prendo atto che i consiglieri Liori, Contu e Milia risultano presenti.

Risultato della verifica

PRESIDENTE. Sono presenti 63 consiglieri.

(Risultano presenti i consiglieri: AMADU - ATZERI - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPPAI - CHERCHI Oscar - CHERCHI Silvio - COCCO - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA - FARIGU - FLORIS Vincenzo - FRAU - GALLUS - GESSA - GIAGU - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LANZI - LICANDRO - LICHERI - LIORI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MATTANA - MELONI - MILIA - MURGIONI - PACIFICO - PETRINI - PINNA - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PORCU - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SABATINI - SALIS - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SCARPA - SECCI - SERRA - SPISSU - UGGIAS - VARGIU.)

Poiché il Consiglio è in numero legale, procediamo con le dichiarazioni di voto sull'emendamento numero 474.

Onorevole Alberto Randazzo, prego.

LICANDRO (F.I.). Presidente, ero io il primo iscritto a parlare. Mi aveva dato la parola, poi è stata chiesta la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. Sì, le avevo già dato la parola. Chiedo scusa, stavo proseguendo nell'ordine. Prego, onorevole Licandro.

LICANDRO (F.I.). Signor Presidente, in riferimento all'emendamento che è in fase di votazione, devo dire che dell'intervento del collega Marrocu mi è piaciuta la parte in cui lui ha cercato di giustificare e difendere l'emendamento di sintesi dal quale è sparita la parola "Cagliari", che praticamente delegittima il lavoro che sta facendo in questi giorni in Commissione il cosiddetto gruppo di volenterosi, fra l'altro in orari che mettono seriamente a dura prova la lucidità di chiunque. Mi è piaciuta molto meno la parte finale, quando il collega Marrocu ha usato ancora una volta la parola "ricatti", perché credo che noi abbiamo dimostrato più d'una volta che non abbiamo nessuna intenzione di ostacolare il percorso in Aula del Piano sanitario. Se l'avessimo voluto fare ci saremmo trattenuti a discutere emendamento per emendamento. L'aver accettato, in via informale, di portare avanti i lavori in Commissione è la dimostrazione del fatto che non c'è assolutamente alcun ricatto, anzi! quel che non riesco a capire è che, fra l'altro, quando si parla di rispetto delle istituzioni questo rispetto molte volte viene sbandierato, ma non sempre viene messo in pratica.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SECCI

(Segue LICANDRO.) Oggi, praticamente, l'attività dell'Aula è stata bloccata dalle ore 15 alle 19 e 30 - e sono già le 20 passate - , con l'idea di far continuare i lavori della Commissione sanità, mentre sappiamo benissimo che qualche partito aveva delle esigenze evidentemente legate ad attività politiche.

Faccio notare che il partito che rappresento, Forza Italia, la scorsa settimana aveva un convegno sulla scuola alla presenza dell'onorevole Valentina Aprea, già sottosegretario del ministro Moratti. Ciò nonostante, nel pieno rispetto delle istituzioni, nessuno di noi è mancato in Consiglio regionale, tranne qualcuno per doveri di ospitalità, e abbiamo continuato a lavorare. Credo che, invece, l'assenza strategica della maggioranza per tutto il pomeriggio sia realmente una mancanza di rispetto delle istituzioni, così come credo che sia una mancanza di rispetto delle istituzioni, ancora una volta, costringerci a lavorare sino a notte fonda. Possiamo pure lavorare fino alle 4 del mattino, ma chiedo ancora una volta il rispetto dei tempi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Per dimostrare che non stiamo facendo ostruzionismo, sarò molto breve.

Non ho ancora capito cosa osta a che la maggioranza accetti la dicitura "città di Cagliari", visto che si prevede anche una riduzione dei posti letto ospedalieri per quanto riguarda la città di Cagliari. Qualche cattivo dice che dobbiamo basarci sulla trasparenza, e trasparenza è parlare in quest'Aula in modo limpido, condividendo, quando è il caso, anche gli interventi dei colleghi della maggioranza, che io stimo personalmente, però vorrei sentire delle parole chiare: è Cagliari, non è Cagliari o sono le vicinanze di Cagliari? Un documento che ha fatto il partito di maggioranza relativa in Consiglio regionale e di minoranza nel Comune di Cagliari nutre perplessità sul presunto spostamento dei centri ospedalieri da Cagliari a una città limitrofa, che potrebbe essere Quartu Sant'Elena. Il sindaco di Quartu si è espresso dicendo che sicuramente il nuovo ospedale sorgerà a Quartu. Siccome questa persona è legata all'attuale maggioranza in Regione, dai banchi dell'opposizione chiediamo un po' di chiarezza. Se ci sono accordi in tal senso, perché nascondersi o essere vaghi?

Ho sentito parlare della zona Su Paris e non sapendo dove fosse mi sono procurato la carta topografica di Quartu per identificarla. Non vorrei che il passante per strada "azzeccasse" qual è l'area, che si trova di fronte alla zona denominata Pitz'e Serra, così mi hanno spiegato. Mi dispiacerebbe che i passanti "azzeccassero" anche l'ubicazione della nuova struttura, che deve essere concertata, in base all'emendamento che avete presentato, con la Commissione consiliare.

I nostri commissari non si sono confusi, non stiamo facendo ostruzionismo e non accettiamo neanche il discorso del collega Marrocu, secondo cui i due terzi della popolazione della Sardegna risiedono nella ex provincia di Cagliari. Noi siamo chiari e abbiamo chiesto come mai nell'emendamento di sintesi non compare l'espressione "città di Cagliari", che era molto chiara. Non avevamo detto: nelle vicinanze, nelle zone limitrofe, a 10 o 20 chilometri! Il tempo è finito, continuerò dopo.

Voto a favore dell'emendamento numero 474.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, anch'io voterò a favore dell'emendamento numero 474 e colgo l'occasione per rammaricarmi di questo nuovo atteggiamento che sta emergendo in quest'Aula proprio per effetto della situazione che si è venuta a creare questa mattina, nel momento in cui un emendamento di sintesi approvato dalla Commissione, e quindi frutto di un accordo unanime tra i componenti della stessa, è arrivato in Aula modificato.

Ora, ciò che a noi principalmente preoccupa sono le ragioni nascoste, non dichiarate, che hanno determinato questo cambiamento di rotta. Quale volontà riesce a superare la volontà di una Commissione che licenzia unanimemente un emendamento di sintesi? Se non riusciamo a fare chiarezza su questo punto, credo che non potremo ristabilire le condizioni minime per un confronto democratico dentro quest'Aula. E voglio essere propositivo da questo punto di vista, per tentare di superare il problema cercando di capirlo insieme ai colleghi. Vorrei mi si spiegasse il motivo per cui, a pagina 102, laddove si parla della Provincia del Medio Campidano, è testualmente scritto ed è già stato approvato: "Il presente Piano prevede la realizzazione di una nuova struttura ospedaliera nel Comune di San Gavino". Cioè, è scritto testualmente che sarà realizzata una nuova struttura ospedaliera nel Comune di San Gavino! Non si dice in un comune del Medio Campidano, non si dice che il comune può essere scelto diversamente. Ma se, come è ovvio, dobbiamo usare un solo peso e una sola misura, è evidente che le due fattispecie devono essere tra loro coerenti ed è evidente che, così come scriviamo San Gavino - e probabilmente chi ha suggerito questo nome ha fatto bene -, possiamo tranquillamente indicare nel Piano sanitario che il nuovo ospedale policentrico sarà realizzato a Cagliari.

Mi pare che questo sia un problema di ovvia coerenza e quindi anche di chiarezza, il che, davvero, ci consentirebbe di proseguire superando quelle che sono delle difficoltà non oggettive, ma nascoste, che non riusciamo altrimenti a comprendere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, intanto faccio una premessa relativamente all'ordine dei lavori. Chiedo formalmente che si dia un'indicazione sull'orario di chiusura dei lavori di stasera e sulla eventuale prosecuzione degli stessi domani mattina e da che ora a che ora. Questo lo dico per correttezza, perché ho cercato di intervenire chiedendo la parola prima della conclusione dei lavori antimeridiani, avvenuta alle ore 15, ma non mi è stata data la facoltà di parlare e me ne lamento. In particolare, spero che lei, presidente Secci, si faccia interprete della mia lamentela presso il presidente Spissu.

Intendo, poi, annunciare il mio voto di astensione sull'emendamento 474, proprio perché, accogliendo le considerazioni dell'onorevole Silvio Cherchi e facendo riferimento alle valutazioni testé fatte anche dall'onorevole Pisano, mi domando per quale ragione non debba essere fatta chiarezza sulla locazione di questa importante struttura ospedaliera, che dovrà dare risposte all'interno di un territorio che, benché ampio, fa riferimento in via principale alla città di Cagliari. Sono state espresse a diversi livelli, sia da parte dei cittadini - e noi dobbiamo dare risposte proprio ai cittadini - sia da parte degli operatori sanitari, molte perplessità e io credo che su questo punto sia necessario fare chiarezza, altrimenti, oltre a definire i tempi, si indichi la zona in cui si ha intenzione di collocare questa struttura, e se si stabilisce che deve essere collocata in un'area diversa, si dettino i tempi necessari perché quest'area sia dotata delle necessarie infrastrutture. Sappiamo tutti, infatti, che i mezzi pubblici operano all'interno dell'area di Cagliari, per cui realizzare questa struttura ospedaliera in una zona fuori dal territorio di Cagliari comporta per i cittadini delle complicazioni e delle difficoltà legate alla impossibilità di poterla raggiungere agevolmente e in tempi brevi.

Tutti noi conosciamo benissimo i problemi che sono sorti relativamente al Policlinico universitario di Monserrato, per cui un po' di chiarezza sarebbe opportuna, visto che stiamo definendo il Piano sanitario, anche perché i tempi saranno lunghi e bisogna dare certezze e concretezza. Grazie.

PRESIDENTE. Onorevole Caligaris, lei continua a porre una domanda alla quale pensavo di aver già risposto. La Conferenza dei Capigruppo non ha stabilito fino a che ora proseguiranno i lavori questa sera, comunque fino a quando ci sarà la possibilità di lavorare. Se la discussione del Piano sanitario non si concluderà stasera - cosa peraltro molto probabile -, i lavori proseguiranno domani e dopodomani.

Questo è, per ora, lo stato dell'organizzazione dei nostri lavori. E' chiaro che man mano che si svilupperà il dibattito potremo sapere con migliore definizione - e, mi creda, è interesse mio oltre che nostro - come procederanno i lavori.

Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

IBBA (Gruppo Misto). Signor Presidente, veramente non capisco perché si stia facendo una tempesta in un bicchier d'acqua, dal momento che tutto il problema è circoscritto al fatto che nel testo del Piano sanitario, in riferimento all'ipotesi di costituzione del nuovo ospedale, che stiamo chiamando policentrico, col consenso di tutti, sia presente o no l'aggettivazione "di Cagliari" o "della città di Cagliari". Come se questo ospedale dovesse essere, come dire, di riferimento esclusivo per i cagliaritani, come se potesse esserci un ospedale di riferimento esclusivo per una parte della città! Ma l'Ospedale Brotzu, che è addirittura individuato con un nome che corrisponde a una parte della circoscrizione di Sant'Avendrace, nel territorio di San Michele, non per questo è dedicato solo a quella parte di territorio! E' un ospedale che offre assistenza ai cagliaritani, ai cittadini della provincia di Cagliari e del resto della Sardegna, così come l'ospedale policentrico, qualunque nome vorremo dargli.

Allora, stiamo ponendo un problema di carattere terminologico o stiamo strumentalmente utilizzando una dicitura per sostenere un ragionamento che non esiste, cioè il fatto che questo ospedale debba spegnere gli altri ospedali che oggi fanno parte della realtà cagliaritana? Chiunque abbia un minimo di buon senso capisce che è una pura sciocchezza semplicemente pensarlo, perché se guardiamo a ciò che potrà essere la sanità dei prossimi cinque o dieci anni siamo tutti in grado di capire che questa è una soluzione impossibile. Se siamo di fronte a un casus belli, come l'attentato di Sarajevo, che servì per scatenare la prima guerra mondiale, è un conto, ma se, invece, vogliamo ragionare seriamente sulla sanità e sulla organizzazione della rete ospedaliera il ragionamento da farsi è un altro.

Mi pare che si stia portando avanti un ragionamento del tutto inconsistente, questo è il motivo per cui voto a favore dell'emendamento all'emendamento numero 221.

PRESIDENTE. Onorevole Ibba, non è in votazione l'emendamento all'emendamento numero 221, bensì l'emendamento numero 474, sul quale il relatore ha espresso parere contrario. Volevo precisarlo, anche se ho capito il senso della sua dichiarazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Io ho capito molte cose. Già in precedenti interventi avevamo sollevato il dubbio che per qualcuno si tratta di vedere soddisfatte nel proprio territorio delle aspettative di carattere elettorale più che di saggia amministrazione da parte di legislatori attenti alle esigenze della Sardegna.

Non credo che la scelta sia tutta paris, onorevole Ibba, mi rivolgo a lei che è di Quartu. La vicinanza dell'onorevole Meloni all'Assessore e anche le prese di posizione e i silenzi parlano in quest'Aula. Le sembra saggio, onorevole Ibba, costringere i cittadini di tutta la Sardegna centro-occidentale ad attraversare la città di Cagliari per raggiungere un ospedale di questa importanza nella zona detta Su Paris? A me sembra meda in bessida, come dicono nel mio paese, permettetemi questa licenza che gli Uffici tradurranno per l'assessore Dirindin.

Non credo che si sarà in grado, in questi anni, di realizzare quest'opera, è l'unica cosa che mi consola, ma rimango certo molto sconsolato da atteggiamenti di questo genere. Credo che nessuno si aspettasse di poter togliere a Cagliari, in un colpo solo, quattro ospedali senza essere accusato di essere nemico della città, vero, onorevole Ibba? Era impensabile che non ci fosse una reazione a una scelta tanto sciagurata!

Quindi cosa si può dire? Si può dire soltanto che qui siamo al mercato delle vacche e che non stiamo più facendo un Piano sanitario. Ci avete fatto lavorare in piena notte, fino alle 4 del mattino, e ci avete costretti ad aspettare inutilmente in quest'aula non per migliorare il testo del Piano, ma per riportare a galla, tra l'altro, un medico "morto" politicamente, come il sindaco di Quartu. Forse sperate di vincere di nuovo le elezioni, come ho detto in un precedente intervento, ma credo che non abbiate chance!

Non è credibile una battaglia di questo genere, perché i cittadini di Quartu capiscono l'inefficacia di qualunque scelta, che sarebbe comunque destinata ad essere rinviata di due anni e mezzo, questa è la realtà. Se le scelte riguardanti Cagliari, fino ad oggi, sono state di quel tenore è perché c'era un'utilità, una convenienza per tutti. Non è possibile migliorare la viabilità e creare quella accessibilità che oggi si vede negata, per esempio, l'ospedale di Is Mirrionis, perché la situazione sarebbe peggiore di quanto non lo sia per il Policlinico universitario. Tra l'altro, la strada del Poetto, che è indispensabile percorrere per attraversare la città di Cagliari e raggiungere la zona di cui si parla, d'estate è sempre intasata e i tempi per raggiungere il nuovo ospedale sarebbero veramente intollerabili. Insomma, raggiungere l'ospedale in quella zona sarebbe veramente disagevole per i cittadini sardi. Scelta peggiore non si potrebbe fare, i miei complimenti!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, intervengo per dichiarare il mio voto a favore dell'emendamento numero 474 e fare, in questi pochi minuti, delle riflessioni sulla coerenza politica manifestata dalla maggioranza nel corso delle ultime ore.

Si è cercato, con la disponibilità di tutta la minoranza, di individuare dei percorsi affinché questo Piano fosse varato possibilmente nella sua compiutezza, con contenuti rispondenti alle necessità della nostra popolazione in termini di dotazione di servizi, di nuove tecnologie, di nuove strutture, di tutto quello di cui la Sardegna necessita. Questo è l'unico fatto che non si è negato, così come non si è negato, anche nella discussione di stamattina, che le strutture dell'area cagliaritana e della città di Cagliari in particolare, necessitano di una riorganizzazione. Io mi sono compiaciuto di questa disponibilità a cercare soluzioni rispondenti ai bisogni così individuati e la risposta la si è trovata in un emendamento che coglie tutte queste istanze.

Bene hanno fatto a intervenire i colleghi Cherchi, Mattana e per altri aspetti anche la collega Caligaris e persino il collega Marrocu, seppure non abbia condiviso appieno i contenuti del suo intervento, soprattutto quando ha percorso la strada del lancio delle sfide. Le sfide, qui, si raccolgono sulle idealità, sulla interpretazione del pensiero, sulle risposte da dare, sugli approfondimenti, ma soprattutto nel confronto che si deve attivare in quest'Aula. E il confronto di sicuro lo si attiva quando ci sono degli ideali da difendere, non soltanto raccogliendo delle sfide, che fino adesso si sono tradotte unicamente nel tentativo di questa maggioranza di "strangolare" la minoranza, impedendole di partecipare alla discussione.

Sull'ordine del lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Ha anticipato la mia richiesta l'onorevole Caligaris. Va bene andare a oltranza, però vorrei sapere a che ora finiremo questa sera e a che ora riprenderemo domani. Lo chiedo per esigenze fisiche mie personali, ma ritengo che sia dovere della Presidenza informare i consiglieri almeno su questo.

Contemporaneamente le chiedo, Presidente, com'è possibile che si sia già programmato di proseguire i lavori domani, dal momento che mi è stata consegnata in aula, non più tardi di ieri notte, la convocazione dell'Ufficio di Presidenza per le 9 e 30, che fino a questo momento mi consta non sia stata revocata. Come pure mi consta che alle 11 e 30 di domani sia previsto l'insediamento della Commissione d'inchiesta.

Come vede, Presidente, c'è poca chiarezza e io ho voluto intervenire solo per sollecitare da parte sua una risposta convincente, seria, ma soprattutto pratica, di modo che ognuno di noi sappia come comportarsi.

PRESIDENTE. La risposta, per adesso, è quella che è stata data all'onorevole Caligaris. Non appena avrò notizie più precise sarà mia cura informarne l'Aula.

Continuazione della discussione delle partizioni del testo unificato "Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. 11/A e Doc. 11 bis/A) del documento: "Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. n. 11/A) e del documento: "Integrazione al Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. n. 11 bis/A)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANJUST (F.I.). Ho preso la parola poche volte, a dir la verità, su questo Piano e non è mia intenzione reiterare gli interventi all'infinito, intervengo solo per cercare di capire qualcosa di più.

Mi è dispiaciuto sentire il collega Ibba, che tra l'altro stimo tantissimo, parlare di serietà, perché penso che sia un discorso molto serio quello che si sta facendo con questo emendamento. Dal momento che si paventa la chiusura di due ospedali che sono parte integrante della nostra città e che non si capisce dove sarà costruito il nuovo ospedale policentrico, che doveva essere realizzato a Cagliari, con l'approvazione, così mi pareva d'aver capito, anche dei colleghi della maggioranza (poi, improvvisamente, la dicitura "di Cagliari" è scomparsa dal testo dell'emendamento di sintesi), penso proprio, signor Presidente della Regione, che sia una questione di serietà, ma soprattutto di correttezza, far capire non solo a quest'Aula, perché possa votare con intelligenza gli emendamenti e le varie parti del Piano, ma anche ai cagliaritani e a tutti i sardi di che morte si deve morire.

Quindi la ringrazio, presidente Soru, innanzitutto per essere qui, anche perché, da quanto si dice, pare che sia stato lei a voler togliere la dicitura "di Cagliari" e le chiedo, veramente con estrema cortesia e gentilezza, di spiegare all'Aula il motivo di questa scelta e, soprattutto, di informarci, sempre che lei usi questa cortesia nei nostri confronti, se sono stati presi degli accordi e se si sono fatte delle riunioni, quantomeno interlocutorie, con la Giunta comunale e il Sindaco di Cagliari. Non vorrei che, per l'ennesima volta, si stessero prendendo delle posizioni magari tendenti a ridisegnare la geografia della nostra città, capoluogo della regione, da parte di chi ha ricevuto dagli elettori il mandato per fare altro.

Glielo chiedo, ripeto, con il massimo della serenità, della gentilezza e della cortesia e, probabilmente, se si instaurasse in Aula questo tipo di rapporto, si potrebbero evitare tantissimi interventi, che non vengono fatti per rallentare i lavori, ma veramente per cercare di capire qualche cosa di più.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Noi voteremo a favore dell'emendamento numero 474, e devo dire che non ci preoccupa l'ubicazione del nuovo ospedale, che siamo convinti non verrà costruito, tanto meno durante il nostro mandato in Consiglio regionale. Passeranno gli anni, diventeremo vecchi e sicuramente questo ospedale sarà ancora da realizzare.

Il problema è un altro; il problema è che una volta tanto bisogna dire con chiarezza che cosa si vuole fare. Abbiamo detto da subito che in questo Piano sono più le cose non dette che quelle dette. Allora, io credo che sia una questione di correttezza nei confronti del Consiglio, nei confronti della popolazione, nei confronti, insomma, di chi dovrà usufruire di questo Piano, dire chiaramente che cosa si vuole fare e che cosa, invece, non si vuole fare. Non si capisce quale sia il problema, perché se facciamo un Piano che, praticamente, dà mano libera alla Giunta e all'Assessorato della sanità allora non possiamo parlare di Piano sanitario e possiamo anche fare a meno di approvarlo. Però, se Piano sanitario deve essere, almeno si dica chiaramente quali sono le priorità, dove va costruito il nuovo ospedale ed entro quali tempi.

Qui non c'è veramente nulla di tutto ciò. L'idea che noi abbiamo di questo Piano è che, probabilmente, si vuole sostenere che si faranno tante cose, si realizzeranno tante strutture, pur sapendo che non sarà così, però si può sempre affermare che se la sanità non funziona è perché le strutture sono obsolete, sono vecchie e non si riesce a farle funzionare.

Se la struttura di cui stiamo parlando deve sorgere a Quartu, si dica che sorgerà a Quartu; se deve sorgere a Cagliari o a Villasimius si dica che sorgerà a Cagliari o a Villasimius! Credo che sia corretto, e non solo in questo caso, essere più chiari sui contenuti del Piano. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il presidente Soru per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Intervengo per dichiarare il mio voto contrario all'emendamento numero 474 e per provare a chiarire qualche punto sollevato durante la discussione, essendo stato chiamato in causa.

Sono stato chiamato in causa anche perché si è detto che la Giunta regionale è contraria alla città di Cagliari o se ne occupa troppo ed eventualmente in modo negativo. Mi pare di no, insomma. Ci occupiamo della città di Cagliari così come ci occupiamo doverosamente di tutta la Sardegna; è un nostro dovere e pertanto lo portiamo avanti. Ce ne occupiamo senza prevaricazioni, in maniera propositiva, e tutto quel che si fa per Cagliari deve essere necessariamente fatto d'intesa col Comune di Cagliari e col Sindaco di Cagliari, che la rappresenta. Al massimo ci può capitare di avviare una discussione, di fare una proposta, di lavorare assieme, e credo che lo stiamo facendo in molti casi. Non credo che sia stata contro la città di Cagliari la battaglia comune sulle servitù militari e il fatto che una parte importante di quel patrimonio demaniale e altri importanti beni dello Stato torneranno nella piena disponibilità del Comune di Cagliari, oppure la trattativa, molto ben avviata, con le Ferrovie dello Stato, per la ristrutturazione di una parte importantissima della città di Cagliari, che sarà nella disponibilità della città anche grazie all'intervento, eventualmente anche finanziario, della Regione. Non credo che sia contro la città di Cagliari neanche la decisione di investire, in maniera importante, sulle residenze universitarie e su un importante museo regionale e che la Regione offra la propria collaborazione, come è doveroso, anche alla città di Cagliari, senza alcuna prevaricazione, ma semplicemente con disponibilità.

Circa l'ospedale policentrico e la chiusura di alcuni ospedali di Cagliari, è vero, anch'io sono favorevole a non indicare specificatamente il luogo in cui l'ospedale dovrà sorgere, per nessun motivo particolare, se non quello della ragionevolezza. Stiamo parlando di migliorare la qualità dell'offerta ospedaliera ed è possibile che questa offerta migliori se cinquecento posti letto, o quanti sono, si possono recuperare accorpando tre strutture vecchie, progettate sessant'anni fa magari per realizzare non un ospedale civile, ma un albergo o un ospedale militare.

Io penso che la qualità dell'offerta ospedaliera possa migliorare, penso che possa migliorare il servizio ai cittadini e anche l'efficienza della sanità pubblica, quindi occorre risparmiare o riqualificare la spesa, quanto meno. Per questo motivo credo che sia giusto - ne sono totalmente convinto e lo si sarebbe dovuto fare magari l'ultima volta che è stata pensata la rete ospedaliera - investire sul nuovo, piuttosto che aggiustare ciò che è vecchio e che non può essere aggiustato. Quindi concordo con chi ha detto che sono stati spesi troppi soldi e male, però è uno sbaglio continuare a mettere soldi buoni su quelli ormai spesi male.

Credo sia giusto realizzare un nuovo ospedale, ma dove? A Cagliari? Perché no? Ma perché sì al 100 per cento? E, soprattutto, perché deciderlo adesso, senza un'analisi attenta dei flussi di traffico, delle percorrenze, delle aree disponibili? Io credo che questa decisione possa essere rinviata, senza demandarla specificamente alla Giunta, all'assessore Dirindin, al Presidente o a chiunque di noi. E' un argomento che rivedremo assieme, sul quale forniremo delle motivazioni tecniche e all'interno della Commissione sanità si deciderà dove ubicare un ospedale che è certamente dei cagliaritani, ma anche dei sanluresi, dei quartesi e via dicendo.

Forse vale la pena che ciascuno di noi guardi le cose con un pochino più di distacco, evitando qualsiasi campanilismo e ricordandosi che Cagliari è il suo agglomerato urbano, ma anche il suo territorio, e troveremo il modo, assieme, di scegliere il luogo migliore per questo ospedale. Non c'è nulla dietro, se non la volontà di fare meglio per tutti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARRACINI (Gruppo Misto). Nel dichiarare il voto contrario all'emendamento numero 474, approfitto dell'occasione, stante l'intervento del presidente Secci sull'ordine dei lavori, per ricordare che sabato l'onorevole Pittalis e io siamo impegnati in due congressi di partito ufficiali, la mattina a Oristano, la sera a Carbonia. Quindi essendo impegnati, al pari, credo, degli amici di Rifondazione Comunista, in congressi di partito già organizzati, chiediamo che, come sempre è successo, l'Aula non lavori in quella giornata.

Contestualmente, formulo ancora una volta l'invito, per tutto ciò che il gruppo di lavoro ha fatto sinora, stante anche l'intervento che mi è sembrato molto pacato, di apertura e contributivo del presidente Soru, a ristabilire un clima che consenta di chiudere la discussione di questo Piano sanitario entro stasera o al massimo entro domani. Ovverosia, chiedo che sia data la possibilità al gruppo di lavoro di trovare le condizioni…

(Interruzione del consigliere Liori)

MARRACINI (Gruppo Misto). Antonello, lo dico solo considerando il lavoro che abbiamo fatto finora, perché altrimenti dichiaro, sin da adesso, che alle ore 21 e 30 abbandonerò l'aula. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, credo che il problema dell'organizzazione e della calendarizzazione dei lavori sia irrisolvibile in questa situazione. Lungo tutto il cammino parlamentare del Piano sanitario qualunque tentativo che sia stato fatto per dare un certo ordine ai lavori è naufragato nel modo più misero, per cui credo che l'annuncio dato dal collega Marracini sia la logica conseguenza di una disorganizzazione dei lavori. E come potrebbe essere diversamente, se qualunque decisione presa in Conferenza dei Capigruppo viene poi comunque stravolta dai fatti?

Ma non voglio parlare di questo, voglio annunciare il nostro voto favorevole all'emendamento numero 474; un voto ancora più convinto dopo quel che ha detto il Presidente della Regione, il quale aveva annunciato di voler chiarire alcuni aspetti. Mi pare che lei, Presidente, non solo non abbia chiarito niente, ma abbia anzi aumentato i dubbi. Soprattutto lei, come spesso accade, ha aumentato le preoccupazioni in chi l'ha ascoltata, e non solo in noi, ma in quei sardi, in particolare cagliaritani e anche sanluresi, che vengono a curarsi a Cagliari e che quando scopriranno che quattro ospedali di Cagliari e i relativi 500 posti letto sono destinati a sparire avranno bisogno di una dose esagerata di ottimismo per non preoccuparsi delle sue parole e della sparizione o distruzione di importanti e fondamentali servizi sanitari della città che servono anche la provincia di Cagliari e tutta la regione.

E mi meraviglia che i colleghi della maggioranza, molti dei quali sono esperti di sanità, detto senza ironia e quindi senza attribuire alla parola esperto un doppio significato che faccia pensare a qualche interesse personale nella sanità, tacciano. Mi meraviglia che tacciano anche sulla sparizione del cenno che si faceva nel testo alla città di Cagliari. Io mi auguro, presidente Soru, che la città di Cagliari, che non ha con lei un rapporto affatto positivo e il Comune di Cagliari, che con lei non ha proprio per niente un rapporto positivo, non l'ha mai avuto, men che meno ce l'ha in questi giorni e mi auguro che meno ancora l'abbia in futuro, facciano sentire forte la propria voce per indicare con precisione - altro che collaborazione e intesa! - che non solo non c'è collaborazione e intesa, ma che il Comune di Cagliari si sente depredato di propri servizi fondamentali e dovrà indicare nella Giunta regionale e in lei i responsabili della distruzione di servizi sanitari essenziali. Altro che accordo e intesa!

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che ciascuno degli intervenuti ha potuto esprimere il suo pensiero liberamente e ascoltato dagli altri. Garantiamo a tutti questa opportunità.

Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Io dichiaro il mio voto conforme a quanto espresso già da altri colleghi della maggioranza rispetto a questo emendamento, ma vorrei ricordare brevemente al collega Artizzu che da lontano le cose si possono vedere diversamente.

La città di Cagliari ha ricevuto, nei primi due anni di legislatura, investimenti per 300 milioni di euro. Se lei considera che la massa manovrabile di un bilancio - forse qualcuno mi può correggere - è di 1 miliardo di euro, ha la misura dell'attenzione che questa Giunta ha avuto rispetto alla città di Cagliari.

Io che provengo da un territorio differente, avrei motivo di ritenere che la seconda parte della legislatura dovrà essere ragionevolmente destinata a un riequilibrio territoriale, perché non possiamo pensare che la Sardegna si chiuda in una città o che una città sia tutta la Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, io invece voterò favorevolmente all'emendamento numero 474, questo però non mi impedisce di affermare che sono parzialmente o quasi totalmente d'accordo con il collega Maninchedda, anche se ritengo che l'equilibrio territoriale non vada fatto togliendo qualcosa a qualcuno, ma destinando le risorse finanziarie a progetti e investimenti per il futuro.

Noi stiamo parlando di qualcosa che è a Cagliari e che qualcuno presume possa essere tolto a questa città per essere spostato altrove. Allora, questo non è riequilibrio; il riequilibrio è altro. Per esempio: perché resistere in giudizio, se se ne può fare a meno, per un importo di 1 milione di euro relativo alla raccolta differenziata a Nuoro? Perché resistere in giudizio così tenacemente soltanto perché una pratica è stata erroneamente presentata alle Poste con ventiquattr'ore di ritardo? Perché fare di tutto per negare un finanziamento di 50 milioni di euro per i PIT, risorse che sono state comunque assegnate ad altre zone, ma sono state negate a quell'area? Questo sarebbe riequilibrio territoriale!

Condivido l'idea che si possano sostenere le proprie ragioni con serenità, ma veda, Presidente, lei ha cercato di dare delle garanzie e io che non ho, ovviamente, l'autorevolezza per parlare per conto di altri, tanto meno di una parte del mio Gruppo, le devo confessare che non mi fido. Spesso, in quest'Aula, lei fa delle affermazioni, a volte fantasiose altre volte affascinanti, che nella comunicazione con noi, e non solo con noi, colpiscono, però poi gli atti non sono conseguenti. Come ci si può fidare di un Presidente-Assessore che ci propone un esercizio provvisorio che contiene un falso in bilancio, che ha fatto votare a quest'Aula un falso in bilancio per l'esercizio 2006? Come ci si può fidare di un Presidente, in questo caso non anche assessore, che parla di moralizzazione e poi consente un clientelismo esasperato all'interno delle azioni della sua Giunta? Com'è possibile che regolarmente diversi atti, circa il 40 per cento di quelli esitati dalla Giunta, siano viziati da palesi illegittimità? Mi dica lei se è possibile fidarsi!

Le sue parole, Presidente, formano un bel disegno se lei, oltre a impressionare con le sue affermazioni, riesce a ottenere la stima e la fiducia di chi l'ascolta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PETRINI (F.I.). Signor Presidente, io voto a favore dell'emendamento numero 474. Perché voto a favore? Perché è giusto, Presidente, che Cagliari abbia finalmente un grande ospedale, e forse le do ragione sul fatto che chiudendo due ospedali riusciamo a creare un ospedale eccezionale per la città. Durante la mattinata, in Commissione, abbiamo lavorato bene, anzi benissimo con i colleghi della maggioranza, poi in Aula ci siamo inceppati. E su che cosa? Sul fatto che questo ospedale debba sorgere a Cagliari, a Quartu, a Selargius o a Sanluri!

Presidente, basterebbe una parola da parte sua per metterci d'accordo e consentirci di andare avanti speditamente, dopo il lavoro che, dalle 9 del mattino, si è fatto in Commissione. Basta dire: "Lo facciamo a Cagliari", cosa le costa? E non perché ci debba dare per forza ragione. Per esempio, l'Ospedale Binaghi è ubicato in un'area di sette ettari; i militari stanno andando via, c'è un sacco di spazio. L'asse mediano è nelle vicinanze, per cui anche lì si potrebbe costruire un bellissimo e grandioso ospedale, la cui prima pietra sarà messa da lei, la seconda da noi.

Presidente, lei è quasi cagliaritano, ha costruito un impero qui a Cagliari, perché non posa un'altra pietra per questa città e per i cagliaritani? Così procediamo speditamente, facciamo contenti tutti e finalmente portiamo a termine la discussione di questo Piano sanitario che sembra non debba avere fine.

Veramente, Presidente, lei può fare in modo che si lavori seriamente e speditamente. Se invece vuole farci stare in quest'aula per molto tempo ancora, ci resteremo! Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Signor Presidente, colleghi, vorrei fare solo un cenno al dibattito che si sta svolgendo. Devo dire che mi dispiace che, per portare avanti le proprie posizioni politiche, pur legittime, si ripetano delle palesi non verità, tirando in ballo altri argomenti. E' stato richiamato ancora il falso in bilancio!

Ricordo ai colleghi che anche l'anno scorso, durante l'approvazione del bilancio 2006, si parlò di falso in bilancio; un falso in bilancio che però non è stato verificato così come quel bilancio non è stato impugnato. Anche oggi, per quanto riguarda la città di Cagliari, si discute, in maniera errata, della localizzazione del nuovo ospedale policentrico pensando a tutto tranne che agli interessi e ai diritti dei cittadini, in primis dei cagliaritani. Parlo anche da cagliaritano, in questo momento, e devo dire che non credo che sia una maggiore tutela per un cittadino di Cagliari conoscere la localizzazione esatta di questo ospedale, sapere se sarà all'interno dell'area urbana della città o in un altro punto del territorio comunale, perché ciò che interessa è che l'ospedale dia un servizio, che sia raggiungibile, che sia vicino a uno snodo viario, che nell'area in cui sorge siano offerti servizi anche ricettivi, insomma che quella struttura sia fruibile e migliori la qualità dell'assistenza.

Porre il problema in questi termini significa, veramente, non cogliere il problema fondamentale, che è quello di migliorare il servizio sanitario per i cagliaritani, per chi non è di Cagliari e per i cittadini dell'area vasta. Delimitare forzatamente il recinto all'interno del quale l'ospedale deve ricadere significherebbe alimentare già da oggi possibili speculazioni.

Non fa nessuna differenza per un abitante del quartiere di San Bartolomeo, di Sant'Elia, di Calamosca, del Sole o di Monte Mixi che l'ospedale sia localizzato nei pressi della strada statale 554, in un'area che direte voi o a Is Mirrionis. Anzi, forse l'ospedale potrà offrire un servizio migliore se sarà ubicato fuori della città piuttosto che in una parte congestionata del centro abitato, priva di parcheggi e in condizioni di degrado, come quella che si vuole individuare nel quartiere Is Mirrionis.

Quindi non è su questo piano che dobbiamo porre il problema, non è questo il nostro ruolo. Se il dibattito si svolge in questi termini, mi vengono dei dubbi profondi che quest'Aula abbia o possa avere titolo per discutere il Piano sanitario. Noi non dobbiamo stabilire l'ubicazione di una struttura sanitaria, ma dobbiamo chiedere che la sua ubicazione sia decisa con criteri scientifici, che tengano conto dei bisogni dei cittadini. E io credo che occorra riportare il dibattito su questo piano, anziché utilizzare questo argomento come grimaldello per fare una battaglia politica e per parlare d'altro, per esempio di Cagliari. Chiudo.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Porcu.

PORCU (Progetto Sardegna). Per cui voto contro l'emendamento numero 474 e auspico che una riflessione più serena possa portare a una maggiore condivisione del lavoro che stiamo facendo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Io voterò contro questo emendamento, non perché ritenga che Cagliari, nella cui area urbana risiede circa un terzo della popolazione dell'intera regione, non abbia bisogno di questo tipo di struttura o che il servizio che essa offre non debba essere di carattere regionale, ma perché penso che il Piano regionale dei servizi sanitari non sia un segmento a sé stante della programmazione degli interventi nel territorio, ma sia uno dei segmenti che devono costituire l'insieme della programmazione dei servizi sanitari nel territorio. L'ottica è quella di servire il cittadino, lo voglio precisare perché nella discussione a cui ho assistito mi sono convinto che sul Piano sanitario ci sono ottiche diverse e che l'ottica dei servizi al cittadino è forse una delle meno utilizzate. Sono utilizzate molte altre prospettive: i campanilismi, le difese di corporativismi territoriali e di casta e così via, e noi siamo qua a perdere moltissimo tempo, perché l'istruttoria del Piano è stata pessima, non c'è stato il dibattito che si sarebbe dovuto sviluppare e c'è stata anche un'eccessiva arrendevolezza alle richieste della minoranza, che ha provocato la paralisi.

Di questo ne teniamo conto e ne terremo conto nel prosieguo della discussione di questo Piano regionale dei servizi sanitari e nella discussione degli altri argomenti che saranno inseriti all'ordine del giorno del Consiglio.

PRESIDENTE. Procediamo alla votazione dell'emendamento numero 474.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 474.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Corda ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CHERCHI Oscar - CONTU - FARIGU - GALLUS - LICANDRO - LIORI - MILIA - MURGIONI - PETRINI - PISANO - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANJUST - SANNA Matteo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MARRACINI - MATTANA - MELONI - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS - URAS.

Si è astenuta la consigliera: CALIGARIS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 67

votanti 66

astenuti 1

maggioranza 34

favorevoli 20

contrari 46

(Il Consiglio non approva).

Siamo all'emendamento numero 475, che il relatore aveva chiesto di sospendere.

Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Signor Presidente, l'emendamento numero 475 è superato da un emendamento orale alla parte del Piano che riguarda le nuove strutture ospedaliere e sanitarie in Sardegna, e quindi le modalità della programmazione, e che è stato condiviso all'interno del gruppo di lavoro. Chiedo eventualmente il ritiro dell'emendamento numero 475 e l'approvazione, nel momento in cui si arriverà alla votazione del testo, dell'emendamento orale così come concordato.

PRESIDENTE. C'è una richiesta di ritiro dell'emendamento numero 475, sulla base delle osservazioni fatte dal relatore.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, nel dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento numero 475, che tra l'altro va nella direzione che il presidente Soru ha tratteggiato, vorrei, ed è inevitabile, commentare brevemente la sostanza delle sue dichiarazioni, ovviamente nei tre minuti che ho a disposizione, che comunque basteranno.

La prima considerazione, presidente Soru, è che bastava che il gruppo di volenterosi che ha approfondito la parte sanitaria nelle ore precedenti avesse la consapevolezza che la rappresentanza del centrosinistra che ne faceva parte era "a sovranità limitata", nel senso che prima trattava all'interno di quel gruppo e poi in un altro tavolo. Se noi avessimo saputo questo, presidente Soru, l'avremmo invitata a trattare insieme a noi, in maniera che il lavoro estenuante che stavamo facendo avesse un senso, perché trovare dei punti comuni per andare avanti speditamente e sapere che, dopo averne discusso per ore e ore, quegli stessi punti non esistono più, sono una fantasia, ovviamente è deludente per ciascuno di noi.

Per quanto riguarda l'ulteriore considerazione di sostanza e di merito che lei ha fatto, dichiarandosi disponibile a concordare, a concertare, eccetera, proprio il principio della concertazione con il Comune di Cagliari è quel che la delegazione "a sovranità limitata" sosteneva essere inaccettabile. Lei invita a non fare valutazioni a "occhiometro" sulla sede del nuovo ospedale di Cagliari, ma, scusi, e le valutazioni sulla chiusura degli ospedali di Cagliari, prevista nel Piano, come sono state fatte se non a "occhiometro"? Dov'è un'analisi che ci faccia capire qual è l'inadeguatezza degli ospedali di Cagliari: dei due che volete chiudere, di quelli che volete riconvertire, di quelli che non avete detto di voler chiudere, ma è palese che subiranno questa sorte?

Io avrei voluto che questo studio dettagliato, così come precisato nell'emendamento numero 475, fosse stato presentato e allora avremmo potuto discutere serenamente, in quest'Aula, della ospedalità cagliaritana. Senza questo, la sensazione che rimane è che ci sia qualcuno che è nemico di Cagliari e vuole davvero smantellare dei servizi essenziali per la città. Lei non è il sindaco di Cagliari, è il Presidente della Regione, per cui tratti il capoluogo della Sardegna e i suoi organi elettivi con l'attenzione e la disponibilità che meritano.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANJUST (F.I.). Nell'esprimere il mio voto favorevole all'emendamento numero 475, non posso non dichiararmi veramente dispiaciuto della considerazione che il collega Porcu ha dei cittadini cagliaritani.

Caro onorevole Porcu, il cittadino cagliaritano ama la sua città e vuole essere reso partecipe delle scelte che la riguardano, anche quelle fatte da chi non ha non dico il diritto, ma quanto meno il buon senso di confrontarsi con chi invece è stato preposto dagli elettori a fare quelle scelte. E non mi pare, d'altronde, che lei, insieme a qualche altro collega, abbia ragionato nello stesso modo allorquando sono stati fagocitati dei comitati che tutto erano tranne che spontanei, per esempio per la creazione di un silos oppure perché il Comune di Cagliari voleva eliminare due o tre pini da una piazza. Penso che qua il livello della discussione sia leggermente diverso e che dalle sue parole traspaia un metro di giudizio completamente diverso.

Ringrazio il presidente Soru per aver cercato di chiarire, al sottoscritto e all'intera Assemblea, il significato di ciò che si sta cercando di fare. Devo essere estremamente onesto, non sono soddisfatto di ciò che lui ha detto, per il semplice fatto che mi è sembrato abbastanza vago. A questo punto, chiedo, e mi rivolgo soprattutto a un Assessore che è stato chiamato qua proprio per redigere il Piano sanitario (questo si leggeva negli articoli dei nostri quotidiani quando fu scelto l'assessore Dirindin), a che cosa siano serviti due anni e mezzo di studi, se poi non si riesce neanche a indicare una delle cose più importanti, e cioè dove questo nuovo ospedale dovrà essere ubicato.

Sarò estremamente onesto e sincero nel dire che, con molta probabilità, ubicare questo ospedale fuori Cagliari potrebbe anche essere un bene per la città. Non sono tra quelli che, per forza di cose, vogliono che tutte le strutture siano concentrate nel centro urbano, però pretendo che ci sia una discussione in merito, pretendo che il Comune di Cagliari venga coinvolto e non gli si faccia subire, come in precedenza è accaduto, delle scelte che non è corretto, non è giusto, politicamente ma anche eticamente, decidere senza averlo consultato.

PORCU (Progetto Sardegna). Siamo d'accordo!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LICANDRO (F.I.). Signor Presidente, intanto dichiaro che voterò a favore dell'emendamento numero 475 e che continuerò a lavorare, in quest'Aula, all'esame degli emendamenti fino a quando potrò, secondo l'espressione usata dal Presidente del Consiglio, il quale ha detto testualmente che l'Aula lavorerà "fino a quando potrà". Non ha spiegato però chi stabilisce quanto possiamo ancora continuare a lavorare. Fra l'altro, visto che in questo Piano si parla di igiene degli alimenti e di nutrizione, faccio notare che è da due settimane che seguiamo un'alimentazione che sicuramente non è la più corretta possibile e che a molte persone, me compreso, provoca iperacidità gastrica. E siccome a me fa bene l'esomeprazolo (nessuno meglio di me sa cosa mi fa bene e cosa mi fa meno bene), ma l'Assessore non vuole assolutamente che lo prendiamo, devo confessare che io lo prendo di nascosto. A questo punto, vorrei sapere se lavoreremo fino alle 4, fino alle 5 o fino alla prossima colazione, o almeno ci si dica quando potremo avere un pasto non dico decente, ma che se non altro calmi i bruciori di stomaco.

Sull'emendamento numero 475 voterò a favore, perché sono convinto che dia maggiori garanzie circa quelli che sono i percorsi, piuttosto complessi, che porteranno alla chiusura dei presidi ospedalieri Santissima Trinità e Marino. Nel testo voi non specificate molto bene tutte le problematiche che conseguiranno, parlate di trasferimento in strutture nuove, ma sino ad allora questi due presidi continueranno ad operare, cioè potremo continuare a chiamare uno dei due "Trinità", come un famoso film penso dell'inizio degli anni '80. Non parlate di studi di fattibilità né di tutte quelle operazioni che credo siano indispensabili per il superamento delle due strutture sanitarie esistenti, e nemmeno pensate, perché non l'avete previsto, di coinvolgere la Commissione sanità in questo percorso di valutazione. Non sappiamo niente sul futuro di questi stabili, anche nell'ottica di una diversa utilizzazione, quindi dobbiamo preoccuparci di cosa resterà di essi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vittorio Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Signor Presidente, dichiaro sin da adesso che voterò a favore dell'emendamento numero 475. Intervengo solo per chiarire al collega Porcu che gli emendamenti che stiamo esaminando in questa fase sono stati presentati dalla minoranza più che altro per indurvi a riflettere sui criteri, sulle modalità e sui tempi di chiusura dei presidi ospedalieri in questione e di realizzazione del nuovo ospedale.

E' naturale che la minoranza, di fronte alla decisione di chiudere due ospedali di una città importante come il capoluogo della regione, chieda che il nuovo ospedale sia realizzato a Cagliari, perché si stanno appunto chiudendo due ospedali di questa città, non l'ospedale di San Gavino o quello di Alghero, onorevole Porcu! Perché non può essere costruito nella città di Cagliari il nuovo ospedale policentrico? Semplicemente questo vogliamo sapere.

Concludendo, chiedo la votazione sull'emendamento in questione. Continuerò dopo, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Annuncio il mio voto a favore dell'emendamento numero 475, che contiene alcuni concetti che è necessario esplicitare ulteriormente, confrontandoli con i dati relativi agli standard previsti nel Piano sanitario nazionale e nell'accordo Stato-Regioni, che prevedono, per il 2010, un livello di ospedalizzazione pari a 180 ricoveri per mille abitanti e un tasso di utilizzo dei posti letto del 75 per cento, ma soprattutto prevedono per la Sardegna 4,5 posti letto ogni mille abitanti per il 2007.

Se guardiamo la tabella numero 3, notiamo un dato certo per la provincia di Cagliari, e cioè che buona parte del taglio di 627 posti letto che si intende effettuare riguarda proprio le strutture sanitarie che sono state definite obsolete e che hanno determinato la necessità di una nuova struttura, di circa 450 posti letto - ma neanche questo è stato definito chiaramente -, che però non si sa dove e quando sarà realizzata. Mi auguro che ci sia un miracolo e che al 31 dicembre 2007 l'ospedale sia pronto, Assessore, altrimenti, vorrei sapere come si potrà rispettare, nel 2007, il parametro dei 4,5 posti letto per mille abitanti. Questo è uno degli obiettivi che ci si pone, considerando anche che per la provincia di Cagliari si intende mantenere il parametro di 4,7 posti letto per mille abitanti rispetto alla media regionale di 4,5.

Io credo anche nei miracoli, sono un cristiano credente e praticante e mi auguro che lei, assessore Dirindin, sia la santa che farà il miracolo per la Sardegna, con il contributo di questa maggioranza, che si ostina a non voler credere che non possiamo programmare una nuova ospedalità senza effettuare i tagli che lei ha previsto già dal 2007. Devo ammettere, però, che sono miscredente rispetto ai fatti della politica.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Poiché non è in aula decade dal diritto alla parola.

Ha domandato di parlare il consigliere Amadu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AMADU (U.D.C.). Signor Presidente, colleghi, intervengo intanto per annunciare il mio voto favorevole all'emendamento numero 475 e per sottolineare alcune personali riflessioni. La prima è che, davvero, tenuto conto…

PRESIDENTE. Onorevole Amadu, la capisco, però lei capisca me. A turno il chiacchierio c'è da parte di tutti, quindi accolgo il suo richiamo e prego i colleghi di ascoltare l'intervento dell'onorevole Amadu e quelli che seguiranno. Prego.

AMADU (U.D.C.). Grazie, Presidente. Rispetto alla problematica in esame, il contenuto del nostro emendamento è estremamente puntuale, serio e congruo. Se mi fossi trovato dall'altra parte della barricata, vale a dire al posto dei colleghi della maggioranza, avrei avuto difficoltà a non condividerlo perlomeno sul piano generale.

E' una cosa singolare, caro Presidente, gentili colleghi, che si parli della chiusura di importanti presidi ospedalieri di Cagliari prospettando la costruzione di un nuovo ospedale e non si dica che anche questo deve nascere a Cagliari. Francamente, trovo tutto questo singolare e credo che sia una forzatura non di poco conto. Non so se questo Piano sanitario sia una sorta di piano urbanistico-territoriale o turistico-regionale, dal momento che si continua con l'idea di destinare i vecchi ospedali, che comunque sono in attività e per i quali si spendono fior di denari pubblici, ad altre attività, si pensi all'attività turistico-alberghiera.

Prima abbiamo bloccato le coste, abbiamo detto che non bisognava più costruire lungo le coste, adesso col Piano sanitario si sta ipotizzando quasi un piano turistico-regionale. Ma, signori, stiamo attenti, stiamo parlando di edilizia turistica, di pianificazione comunale o intercomunale o stiamo parlando di pianificazione sanitaria? Credo che stiamo davvero forzando la mano, anche contro gli interessi dei cittadini.

Ricordo la presa di posizione di qualche giorno fa di alcuni aderenti a un importante partito della maggioranza, che, in modo netto e forte, dicevano: "Attenzione, gli ospedali di Cagliari non si toccano!" A noi farebbe comodo, probabilmente, che voi andaste avanti così, ma esprimiamo la nostra contrarietà perché questa vostra posizione va contro gli interessi della popolazione. E, su questa linea, su questo impegno ci attestiamo, convinti di quel che stiamo sostenendo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, mi pare che il senso di questo emendamento sia chiaro e potrebbe essere condiviso veramente da tutti. Noi chiediamo, in pratica, di sapere che sorte devono avere queste strutture, in particolare le due strutture che voi intendete sopprimere, che intendete chiudere. E mi pare che sia una domanda assolutamente legittima, anche perché, in queste strutture sono tuttora in corso consistenti investimenti di ristrutturazione. Se andate al Santissima Trinità, troverete un reparto di pronto soccorso nuovo di zecca; se andate all'Ospedale Marino vedrete che là dov'era il pronto soccorso è in costruzione un nuovo enorme edificio. Sono strutture per le quali si stanno spendendo milioni di euro ed è legittimo chiedersi se la destinazione di queste risorse sia stata decisa in modo oculato, ragionato e ponderato oppure no.

Insomma, probabilmente, ispirandosi alla Santissima Trinità, cui è intitolato l'ospedale, l'Assessore ha pensato che la mano destra non deve sapere quel che fa la sinistra, ma se le due mani fanno parte dello stesso corpo di un amministratore che con la mano sinistra spende dei soldi pubblici per realizzare una struttura nuova in un ospedale e con la mano destra chiude la porta di quell'ospedale e butta le chiavi in mare probabilmente questo non è l'ideale della saggezza.

Io non so chi abbia partorito quest'idea; non so se sia stato il manager della ASL numero 8, Gino Gumirato, a partorire questa brillante idea, una delle tante con le quali sta soccorrendo la sanità dell'area territoriale che gli è stata affidata, però credo che sia legittimo sapere che fine faranno questi stabili, così come è legittimo chiedere che la Commissione si occupi di questa fase di transizione, anche per capire che fine faranno i posti letto e i servizi, perché crediamo che queste strutture pubbliche offrano servizi importanti e non siano strutture da mettere all'asta in qualche licitazione per poi essere acquisite con estrema facilità da qualche fortunato che ha la possibilità di controllare le aste, possibilità che altri non hanno. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, per rispetto dell'onorevole Pacifico, relatore di questa legge, voterò contro l'emendamento numero 475. Volevo, però, cogliere l'occasione per ribadire che l'ospedale policentrico serve, ed è scritto nel Piano, per superare due strutture ospedaliere cagliaritane e, considerato che, per esempio, a San Gavino si parla dell'ospedale di San Gavino e che in ogni realtà territoriale la struttura sanitaria porta il nome del luogo in cui è ubicata, non si capisce perché non debba avvenire altrettanto per Cagliari.

Allora, siccome stiamo ponendo anche una questione relativa alle infrastrutture, cioè ci poniamo nell'ottica di dare garanzie a tutti i cittadini, ribadisco che è necessario dare un'indicazione di massima sui tempi di realizzazione di quest'opera e porre delle garanzie relativamente alla facilità di raggiungimento dell'ospedale e quindi a tutta quella serie di infrastrutture a cui ha fatto riferimento l'onorevole Chicco Porcu.

Se non diamo queste indicazioni, è evidente che l'aspetto più diretto, quello che riguarda i cittadini, verrà automaticamente trascurato, mancando uno studio preliminare, uno studio cioè di verifica sulla necessità oggettiva e, lo ribadisco, sulla ubicazione. D'altra parte, si potrebbe semplicemente precisare, a pagina 104, ultimo capoverso, laddove si parla dell'ospedale policentrico, che il nuovo ospedale è di Cagliari e risponde all'esigenza di mettere a disposizione della popolazione una struttura ospedaliera moderna. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, intervengo intanto per rinnovare la mia richiesta sull'orario di lavoro, perché ho veramente dei problemi personali, inoltre per dichiarare che voterò a favore dell'emendamento numero 475.

Mi dispiace che non sia in aula il collega Chicco Porcu. Eccolo, è rientrato. Caro collega, le voglio indicare i motivi per cui non conviene chiudere l'Ospedale Santissima Trinità, a meno di costruire il nuovo ospedale in quella stessa area: uno, l'area è gratis; due, i 1.800 dipendenti di quell'ospedale si sono comprati la casa lì intorno; tre, lei ha detto che quella in cui sorge il Santissima Trinità è una zona degradata, ma, la contraddico, perché eliminando l'ospedale il degrado aumenterebbe. Caro Chicco Porcu, io le ho fornito tre motivi, ma se lei leggesse attentamente ciò che è scritto nell'emendamento, probabilmente, questo tipo di ragionamento non lo farebbe. E anche la collega Caligaris, che di solito è molto attenta, se avesse letto attentamente questo emendamento probabilmente avrebbe dichiarato di astenersi, perché è un emendamento che invita la Giunta a presentare alla Commissione sanità un progetto entro novanta giorni. Naturalmente, se la Giunta presenta il progetto deve anche dire se la struttura in questione è realizzabile e dove deve essere ubicata, perché vorrei ricordare a quest'Aula che i componenti del partito di maggioranza relativa, cioè i D.S., sono contrari e siccome la loro sede regionale è in quella zona sono ancora più contrari.

E siccome il consiglio della circoscrizione ha deliberato contro questa impostazione, vi invito veramente a riflettere, a leggere con attenzione l'emendamento. Io non so cosa voglia dire "Paris" e non so cosa voglia dire "Quartu", certo è che a Quartu di ospedali ormai ce ne sono troppi e noi preferiremmo che i cagliaritani restassero a Cagliari, dato che l'Ospedale Marino è a Quartu e il Policlinico è a Monserrato. Vogliamo spogliare Cagliari degli ospedali cagliaritani e affermiamo che indicando Cagliari il costo delle aree potrebbe aumentare. Non è così, perché le aree le abbiamo gratis. Non si cerchi di giustificare con la speculazione edilizia un altro disegno!

Io invito l'Assessore a riflettere su questo punto, e non si giustifichi con argomentazioni che non hanno senso il fatto che non si vuole costruire l'ospedale policentrico a Cagliari.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PETRINI (F.I.). Signor Presidente, io voto a favore dell'emendamento numero 475, perché interessa l'Ospedale Santissima Trinità. Lei sa, Assessore, che cos'era quell'ospedale prima di diventare tale? Era una caserma, una grande caserma, dunque ha un percorso storico per i cagliaritani… Ridi, ridi, poi piangerai quando non ci sarà più!

Dicevo che l'Ospedale Santissima Trinità ha un trascorso storico per i cagliaritani e viene indicato col nome del quartiere in cui sorge, ossia Is Mirrionis. Ha preso il nome del quartiere, eccezionale!

( Interruzioni del consigliere Frau)

Frau, non fare lo spiritoso, mi sei simpatico, ma lasciami finire l'intervento.

Il quartiere Is Mirrionis è intensamente popolato, dunque l'ospedale serve in quel quartiere, ed è l'ospedale di Cagliari, dei cagliaritani, perché stranamente chi si sente male dove va? A Is Mirrionis!

( Interruzioni)

Presidente, io ho la mia dignità!

PRESIDENTE. Onorevole Petrini, raccolgo il suo invito, che però è rivolto anche a lei. Sa quante volte, appena finito di parlare, lei è andato a fare le stesse cose che stanno facendo i suoi colleghi?

Quindi, prego i colleghi di ascoltare l'onorevole Petrini e prego l'onorevole Petrini di ricordarsi, quando avrà finito di parlare, come ci si comporta in aula.

PETRINI (F.I.). Dicevo, Assessore, che questo ospedale ha una sua storia e inoltre si sono spesi tanti soldi per ristrutturarlo, un sacco di soldi! Ultimamente ne avete spesi anche voi per fare un pronto soccorso nuovo, un'entrata nuova, un padiglione nuovo. E ora ci chiedete di eliminare con un colpo di spugna questo ospedale! Posso sapere almeno che fine faranno quegli stabili, che cosa si deve realizzare, almeno questo!

Assessore, molte delle persone che siedono in questi banchi, quando il comune di Cagliari decide, come ha detto Sanjust, di eliminare un albero o fare dei parcheggi sotterranei scatenano un putiferio, come è successo ultimamente proprio a causa di un parcheggio sotterraneo. Figuriamoci cosa accadrà quando sarà eliminato l'Ospedale di Is Mirrionis! Collega frau, tu che eri in prima fila, ci sarai? Verrai additato come il primo responsabile!

Assessore, penso che sia veramente ingiusto chiudere questo ospedale, però se lei ha deciso così, lo chiuda pure. Lo chiuda! Questo dispiace non solo a me, ma a tutto il quartiere.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Petrini.

SANJUST (F.I.). Lo lasci finire, Presidente.

PRESIDENTE. Ha finito, infatti, onorevole Sanjust.

Ha domandato di parlare il consigliere Pisu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISU (R.C.). Signor Presidente, la discussione su questi emendamenti a me pare in parte oziosa e, lo voglio dire in modo netto, certo non qualifica questa istituzione. E questo comportamento non è giustificato neppure dall'ora tarda e dal fatto che siamo stanchi. Sto provando fastidio, vi dico la verità, per le argomentazioni che vengono addotte e che non hanno alcun senso.

PETRINI (F.I.). Se ti dà fastidio vai fuori!

PISU (R.C.). E' evidente che ci sono state riunioni su riunioni inutilmente. Ciascuno vuole dimostrare di essere difensore della città in cui è stato eletto…

(Interruzioni)

…altri seguono questi ragionamenti per continuare a fare del puro ostruzionismo, come dimostra il numero degli interventi della opposizione.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Scusate, colleghi. Onorevole Petrini, vede che aveva ragione il Presidente! Onorevole Petrini, lasciamo fare il suo intervento all'onorevole Pisu. Prego, onorevole Pisu.

PISU (R.C.). Le provocazioni della destra non mi hanno mai intimidito in quarant'anni di attività politica. Mai!

PETRINI (F.I.). Ma come si fa!

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Scusate, colleghi, abbiate pazienza. Prego, onorevole Pisu.

PISU (R.C.). Onorevole Contu, se ha sonno vada a dormire e non disturbi chi sta parlando.

PRESIDENTE. Onorevole Pisu, faccia la sua dichiarazione di voto, se no non ne usciamo, abbia pazienza! Onorevole Contu, per gentilezza!

PISU (R.C.). Signor Presidente, lei non mi sta dando la garanzia di poter parlare, scusi. Chiedo anche di recuperare il tempo.

PRESIDENTE. Ci provo, onorevole Pisu. Capisca che è difficile.

(Interruzione del consigliere Contu)

PRESIDENTE. Onorevole Contu, per gentilezza!

PISU (R.C.). Lo espella dall'aula, no?

PRESIDENTE. Onorevole Pisu, non mi suggerisca cosa fare, abbia pazienza! Prego.

PISU (R.C.). Io ho ascoltato l'onorevole Contu sempre con rispetto.

Cosa c'è da spiegare, mi chiedo. Com'è scritto in questi emendamenti, si costruirà un grande ospedale, che sarà ubicato in un'area scelta sulla base di criteri oggettivi, e a seguito di questo saranno chiuse alcune vecchie strutture. Qui a Cagliari si fanno grandi ospedali, perché c'è una popolazione considerevole che contribuirà ad aumentare l'utenza, nella logica più servizi più popolazione, più popolazione più servizi. Ma, cari signori, nella maggior parte dei territori della Sardegna, purtroppo, come tutti noi sappiamo, questo processo è inverso: ci sono meno servizi e meno popolazione e poi la riserva indiana!

Ma vi rendete conto di che cosa stiamo discutendo, qui, oggi? Questa discussione dimostra quale sia la vostra coerenza: nei territori affermate di volere il riequilibro territoriale e invece qui fate della pura demagogia soltanto per mostrarvi agli occhi dei vostri elettori come difensori della città di Cagliari!

Io propongo che l'ospedale policentrico sia ubicato al centro della Sardegna!

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Pisu.

PISU (R.C.). E propongo in particolare che lo si faccia a Laconi, che è appunto nel centro della Sardegna, così avremo 1.800 posti di lavoro, 1.800 appartamenti, dei supermarket e anche il riequilibro territoriale!

E' una provocazione, per dirvi che con i vostri ragionamenti state sfiorando il ridicolo! Grazie.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Se recuperiamo un minimo di serenità nel dibattito, possiamo proseguire.

Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Presidente, la mia dichiarazione di voto sarà molto breve. Sono contrario all'emendamento numero 475 e spero che la si finisca di spararle grosse in questo contesto. Ha cominciato l'onorevole Cappai affermando che a decidere su un ospedale che interessa 500 mila persone devono essere 20 consiglieri della Circoscrizione numero 3 di Cagliari o 100 suoi conoscenti che hanno la casa a Is Mirrionis! Capisco anche che l'onorevole Pisu, ironicamente, abbia proposto a questo punto Laconi come sede del nuovo ospedale, ma se facciamo a chi le spara più grosse, come nel noto racconto del pescatore, vi assicuro che un giorno io ho pescato una balena!

Allora, per evitare di continuare a spararle grosse, credo che sia importante, verso i colleghi, dare una risposta circa l'intendimento della maggioranza, sicuramente del Gruppo Progetto Sardegna, in ordine alla prosecuzione dei lavori, che i colleghi hanno più volte richiamato. Io sono tra quelli, Presidente, che ritengono che il lavoro fatto dalla Commissione sia buono e che, come ci ricordava il collega Vargiu, non fosse volto esclusivamente a trovare una convergenza o un accordo su tutto, ma anche a concludere che su alcune cose non siamo d'accordo. Allora, siccome abbiamo investito molto tempo in prove di accordo, in parte realizzate e in parte no, credo che sia molto importante, Presidente, anche per le esigenze che hanno manifestato il collega Marracini e i colleghi di Rifondazione Comunista, il cui congresso è fissato per sabato, che da questo momento in poi il Consiglio si attrezzi per andare avanti a oltranza, in modo da sfruttare ogni ora, ogni minuto per completare, entro la mezzanotte di venerdì, la discussione di questo Piano sanitario, il livello della quale comincia a crearmi imbarazzo e vergogna.

Quindi propongo che non ci siano limiti d'orario, che si facciano dei turni per andare in bagno e per mangiare e da questo momento in poi si lavori non stop sino alla mezzanotte di venerdì e, se sarà necessario, fino all'ora di colazione di sabato. Vorrà dire che qualche collega andrà stanco al congresso, ma potrà raccontare di aver fatto il suo dovere fino in fondo, contribuendo a fermare questa gara a chi le spara più grosse, che non è certo nell'interesse dei sardi.

PETRINI (F.I.). Va bene così, siamo d'accordo con te.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Porcu.

LICANDRO (F.I.). Confermalo anche quando andrà via il Presidente!

PETRINI (F.I.). Quando c'è il Presidente dicono queste cose!

PRESIDENTE. Onorevole Petrini, per gentilezza, abbia pazienza! Abbiamo capito cosa vuole dire, ma l'ha già detto durante il suo intervento, che bisogno c'è di ripeterlo?

PETRINI (F.I.). Mi scusi, Presidente.

PRESIDENTE. La scuso, certo. Prego i colleghi di prendere posto e di ascoltare gli interventi.

Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, ho apprezzato molto l'ultimo intervento, quello dell'onorevole Porcu, dal quale ho solo appreso che lui è contrario all'emendamento in discussione. Pensavo che mi avrebbe illuminato sul perché del suo voto contrario e su una delle cose che ho chiesto anche questo pomeriggio, cioè la ragione per cui l'ospedale policentrico non si chiami più "di Cagliari"? Se non si chiama più "di Cagliari" e lo si vuole ubicare fuori della città di Cagliari, a me va bene anche Oristano. Su questo seguo l'onorevole Pisu, che proponeva Laconi e che, però, ha difettato molto dal punto di vista delle argomentazioni, perché ha parlato delle zone interne in contrapposizione alla città di Cagliari. A me va bene, ma non è ponendo gli uni contro gli altri che riusciamo a risolvere i problemi.

Si dovrebbe parlare di sanità, ma, mi consentano il presidente Soru e la dottoressa Dirindin, io ho l'impressione che, ancora una volta, siamo di fronte a delle linee guida per la predisposizione di un piano sanitario, ma questo non è fare un piano sanitario. Io posso anche non dire che voglio il nuovo ospedale a Cagliari, in via Is Mirrionis, non mi interessa, ma se si dice che gli ospedali attualmente presenti a Cagliari città saranno smantellati, si dica esattamente dove sarà allocato il nuovo ospedale. A Quartu? Va bene Quartu, ma spiegate perché. Credo che ci siano sufficienti ragioni da addurre per far comprendere il perché di una scelta. Ma dire che Cagliari resta senza nosocomi significa che si intende sopprimere i vecchi ospedali, senza far capire dove sorgerà il nuovo. Insomma, lasciate le cose a metà!

Così pure, onorevole Pisu, non si è fatto niente di fortemente interessante per i distretti, per i territori, per i nosocomi situati in territori difficili da raggiungere, dove non c'è l'elisoccorso né il servizio 118. Siamo stanchi di dirlo! Questo è il Piano sanitario! Se ciò che noi diciamo non lo volete sentire, continuate pur con la vostra indicazione. Onorevole Porcu, non ci spaventa assolutamente la prospettiva di continuare a oltranza. A noi va benissimo, sappiate, però, che questa è la responsabilità massima che il centrosinistra si prende.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, voterò a favore dell'emendamento numero 475, anche perché, dopo aver sentito gli interventi di alcuni colleghi della maggioranza, ho molta difficoltà a credere che il cittadino sia al centro di questo Piano sanitario.

Per cercare di recuperare serenità e di organizzare meglio i lavori, voglio anche dichiarare, alla luce di alcuni interventi che ho sentito, che noi siamo disponibili a legare ai banchi uno dei nostri consiglieri se voi legate due dei vostri, così il clima in aula migliora moltissimo e forse riusciamo anche a entrare nel merito degli argomenti con più attenzione! Il primo della minoranza a essere legato ovviamente sarò io, senza coinvolgere i colleghi.

Io credo che a poco servano le prove di forza, le prove "muscolari", che lasciano sicuramente il tempo che trovano. Anzi, vi comunico - siccome voi dovete stare qui per garantire il numero legale - che farò una breve pausa per andare, insieme a un collega, a mangiare qualcosa di caldo. Perciò, se volete proseguire con questo argomento, sappiate che noi ne abbiamo tanti altri da contrapporre.

Chiuso questo discorso, riportando al centro del dibattito il cittadino e seguendo la linea proposta dal collega Maninchedda, che richiamo e a cui chiedo aiuto a proposito del riequilibrio territoriale e dei servizi sanitari, vorrei dire che quando arriveremo a discutere delle Centrali operative 118 e dell'elisoccorso, decideremo se devono essere due le zone interessate da questi servizi - così come indicato nel Piano sanitario - o se anche altre zone della Sardegna meritano uguale attenzione. Spero che allora tutti avranno l'onestà intellettuale di essere coerenti con quel che dichiarano.

Così come, per il buon lavoro fatto dalla Commissione, soprattutto in queste ultime ore, onorevole Porcu, le traduco quel che diceva poc'anzi il collega Vargiu: si è lavorato, si è raggiunta un'intesa, avete raggiunto un'intesa all'interno del gruppo di lavoro, dopodiché l'intesa, anche su questo argomento, è stata e vi è stata negata dal presidente Soru. L'onorevole Vargiu diceva: "A cosa serve lavorare seriamente se poi c'è la bacchettata di turno che vi rimette tutti in ginocchio e vi rende accondiscendenti e ubbidienti?"

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta, signori Assessori, mi ero ripromesso di non intervenire, anche perché sono intervenuto tante volte nei giorni scorsi, ma mi ha indotto a farlo l'intervento del collega Porcu.

Non bisogna minacciare di proseguire a oltranza. Si sta tentando di affrontare un argomento probabilmente molto sentito dai colleghi cagliaritani. Avrei voluto che fosse stato presente il presidente Soru in determinati momenti, ieri e avantieri, per esempio, quando io ho parlato in difesa degli ospedali delle zone interne per il fatto che, con un colpo di spugna, si sono voluti cancellare due presidi ospedalieri storici, certamente allo stato attuale non perfettamente funzionanti, in quanto abbandonati a sé stessi e privi, da due anni e mezzo a questa parte, di personale sufficiente e delle attrezzature necessarie, ma pur sempre indispensabili per una zona interna con un'utenza di 30 mila abitanti.

Ripeto, sono stati cancellati, con un colpo di spugna, due importanti presidi ospedalieri per sperimentare l'ospedale di comunità - che ospedale non è - che dovrebbe sopperire alle esigenze dei malati terminali e quant'altro. Io ho esortato l'Assessore e principalmente i colleghi del centrosinistra del Sassarese a riflettere, e pur accondiscendendo alla sperimentazione ho sostenuto che gli esperimenti vanno fatti a piccole dosi, che una parte soltanto di quei piccoli presidi deve essere destinata a ODC, che c'è la necessità di dotare quella zona di un'assistenza domiciliare integrata adeguata e che per il periodo di sperimentazione devono comunque essere mantenuti i servizi attualmente presenti.

Probabilmente, a livello territoriale è necessaria una ridistribuzione delle strutture sanitarie, ma è necessario che quelle che già esistono siano potenziate, migliorate o riconvertite, magari parzialmente, ma non del tutto cancellate. Grazie.

PRESIDENTE. Siamo in sede di votazione dell'emendamento numero 475, sul quale il consigliere Vittorio Randazzo aveva chiesto la votazione nominale. Chi appoggia la richiesta?

(Appoggia la richiesta il consigliere VARGIU.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 475.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Gallus ha votato a favore e il consigliere Masia ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPPAI - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - FLORIS Mario - GALLUS - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MURGIONI - PETRINI - PISANO - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANJUST - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MASIA - MATTANA - MELONI - PACIFICO - PINNA - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS - URAS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 65

votanti 65

maggioranza 33

favorevoli 20

contrari 45

(Il Consiglio non approva).

Per esprimere il parere sull'emendamento numero 476, ha facoltà di parlare il consigliere Pacifico.

PACIFICO (D.S.), relatore. Esprimo parere contrario.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Presidente, considerate le sollecitazioni che sono pervenute da diversi consiglieri, ritengo che sia necessaria una sospensione di mezz'ora per poi riprendere i lavori.

PRESIDENTE. E' stata avanzata una proposta di sospensione dei lavori per trenta minuti, se non ci sono osservazioni...

Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Ci sono osservazioni! Noi non siamo assolutamente d'accordo! Questa è una tecnica arrendevole, che protrae inutilmente la discussione, o meglio, la non discussione, producendo continue sospensioni sul nulla, in attesa di accordi inesistenti!

BIANCU (La Margherita-D.L.). Ma quali accordi!

URAS (R.C.). In attesa di accordi inesistenti! In attesa di accordi inesistenti!

PRESIDENTE. Scusate, onorevoli colleghi, ciascuno ha il diritto di esprimere il suo pensiero. Prego, onorevole Uras.

URAS (R.C.). Io credo che La Margherita rappresenti una parte importante della coalizione, ma non esaurisce la coalizione, non la esaurisce!

PRESIDENTE. Ha finito, onorevole Uras?

URAS (R.C.). Presidente, se è consentito...

PRESIDENTE. E' consentito, onorevole Uras.

URAS (R.C.). Noi avevamo previsto l'inizio dei lavori del Consiglio alle ore 12 e abbiamo invece iniziato alle 14.

CAPPAI (U.D.C.). Non è colpa nostra!

URAS (R.C.). Abbiamo interrotto alle ore 15 e abbiamo ripreso alle 20. Adesso si chiede una sospensione per che cosa? Per riposarci? Noi chiediamo di poter lavorare con continuità.

PRESIDENTE. L'onorevole Uras si è espresso contro la proposta di sospensione.

Onorevole Uras, la prego, non penso che sia questo il senso della proposta dell'onorevole Biancu.

(Interruzioni)

Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust. Ne ha facoltà.

SANJUST (F.I.). Prendo la parola per dichiarare che noi siamo invece favorevoli a una sospensione di un'ora, anziché di mezz'ora.

Vorrei anche ricordare ai colleghi che non siamo soli in aula, ci sono anche i dipendenti del Consiglio regionale, che penso abbiano diritto quanto noi per lo meno a una pausa di un'ora per poter mangiare qualcosa.

Vorrei tranquillizzare l'onorevole Uras: probabilmente gli accordi li dovete cercare al vostro interno, non li troverete certamente con noi, che non stiamo cercando alcun accordo, ma vogliamo fare semplicemente il nostro dovere di minoranza.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, colleghi, capisco che siamo stanchi, ma appunto per questo occorre avere un po' di pazienza in più.

Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). La mia proposta di una breve sospensione tendeva a consentirci di lavorare fin dopo la mezzanotte. Visto che non è stata accolta dai colleghi della opposizione e neanche dal collega Uras, propongo di continuare a oltranza.

PRESIDENTE. La proposta dell'onorevole Biancu è ritirata. La proposta dell'onorevole Sanjust rimane o è anch'essa ritirata?

Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust. Ne ha facoltà.

SANJUST (F.I.). La nostra rimane.

PRESIDENTE. Metto in votazione la richiesta di sospensione di un'ora. Chi l'approva alzi la mano. Chi non l'approva alzi la mano.

(Non è approvata)

Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato "Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. 11/A e Doc. 11 bis/A) dei documenti "Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. n. 11/A) e "Integrazione al Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. n. 11 bis/A)

PRESIDENTE. Continuiamo i nostri lavori con le dichiarazioni di voto sull'emendamento numero 476.

Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Io, naturalmente, non posso che sottolineare come in quest'Aula le persone che mostrano i "muscoli", che poi sono quelle che hanno fatto perdere almeno dieci giorni di lavoro, abbiano ancora il sopravvento e conculchino la volontà di chi invece ha capito già da molto che col dialogo... Presidente, per favore, vorrei un po' di silenzio per poter svolgere il mio intervento.

PRESIDENTE. Onorevole Liori, io ci provo...

LIORI (A.N.). Mi rifiuto di parlare in questo clima!

PRESIDENTE. Io rivolgo il richiamo a tutti, è solo che, di volta in volta, chi parla pretende il silenzio e quando ha finito di parlare contribuisce al brusio.

Prego i colleghi di ascoltare l'intervento dell'onorevole Liori.

LIORI (A.N.). Stimolato anche dall'intervento del collega di Rifondazione Comunista, l'onorevole Pisu, voglio ricordare, in tema di decentramento, contro il quale nessuno si è mai espresso con pareri e idee serie, che nel caso dell'ospedale policentrico di Cagliari i due pesi e le due misure sono rappresentate anche dal fatto che per San Gavino non si è avuto timore di dire dove doveva sorgere l'ospedale, mentre per Cagliari sì. Avrei preferito, se questa era la volontà, che la maggioranza avesse detto chiaramente di volere l'ospedale policentrico a Quartu, assumendosi così la responsabilità di una scelta che spetta a chi governa, per carità; l'opposizione può sempre dire: "Non mi va bene". Però, dove sta l'incongruenza, onorevole Pisu? Non mi sembra che, per quanto riguarda Sassari, il decentramento abbia portato a costruire l'ospedale a Thiesi o a Ittiri. A Sassari, che per sua fortuna, ha autorevoli esponenti in Consiglio regionale e nella stessa Commissione sanità (il Presidente è sassarese così come altri consiglieri che si danno da fare per questa città, dove forse al campanile ci tengono più che a Cagliari, che viene difesa dai non cagliaritani più che dagli stessi cagliaritani), gli ospedali non vengono costruiti in altri territori.

Non si prevede un ridimensionamento pari a quello previsto per Cagliari in quella città. A Sassari il decentramento non lo si fa chiudendo quattro ospedali e portandoli in periferia, a Cagliari sì! I maligni dicono che c'è una volontà persecutoria contro la città di Cagliari, perché chiudere il Santissima Trinità vuol dire che le famiglie dei 1.800 dipendenti si sposteranno di conseguenza, come ha detto l'onorevole Cappai, così come tante altre famiglie si sposteranno a seguito della chiusura dell'Ospedale Binaghi e dell'Ospedale Marino. E' normale che la città di Cagliari non viva tanto allegramente l'ipotesi di ubicare l'ospedale policentrico in una zona periferica, che potrebbe avvantaggiarsene. Magari è anche giusto. Cagliari, del resto, non si è mai opposta alla chiusura del San Giovanni di Dio, i cui servizi verranno totalmente trasferiti al Policlinico di Monserrato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, esprimo il mio voto a favore dell'emendamento numero 476, che sostanzialmente mira a rivendicare un ruolo autonomo nell'ambito del sistema ospedaliero cagliaritano all'Ospedale Binaghi, anche perché questo presidio ha una proiezione futura, al di là del territorio della ASL numero 8, che dovrebbe comunque garantirgli la sua autonomia.

Devo dire che voto con serenità e con convinzione a favore di questo emendamento, così come ho votato a favore del 475, e inviterei il collega Porcu, che ha fatto alcune rilevazioni di merito, a leggerlo. Collega Porcu, io mi rendo conto che stiamo andando di corsa, che stiamo facendo dichiarazioni di voto, che siamo presi dal ritmo dei lavori e non leggiamo neppure gli emendamenti, ma ti invito a leggere questo emendamento. Poi vieni da me, come fai spesso, e mi dici che cosa non condividi di questo emendamento e anche del 475, su cui hai fatto la dichiarazione di voto prima.

E' vero che siamo stanchi, che i ritmi dei lavori dell'Aula ci hanno deluso, ma sono ritmi, collega Uras, collega Pisu, che state dettando voi!

PISU (R.C.). Gli emendamenti li avete fatti voi!

VARGIU (Riformatori Sardi). Collega Pisu, lasciami parlare. Io ti ho lasciato parlare, hai detto tante cose che non condivido, ma non avrei potuto capirle se non ti avessi lasciato parlare. Allora, per sapere se non condividi quel che dico lascia che lo dica e poi esprimerai il tuo dissenso.

Abbiamo costituito un tavolo di volenterosi; perfetto, è stato quello che ha consentito di sciogliere dei nodi, ma anche di evidenziare le differenze sostanziali che ci separano, però su alcune cose abbiamo trovato in voi disponibilità a comprendere le nostre esigenze. Su quelle cose voi avete detto che c'era l'impegno ad andare in Aula con questo emendamento. Poi, arrivati in Aula, l'avete cambiato, è questo il problema che ha creato le attuali difficoltà. Dopo aver lavorato insieme a noi nella Commissione, nella sottocommissione, nel gruppo di volenterosi, avete preso un impegno e ci avete proposto due emendamenti che poi in Aula avete modificato. E' questo il problema, cioè i volenterosi si sono sentiti presi in giro, perché la delegazione di centrosinistra trattante non era la "Cassazione", ma la "Corte d'Appello"! Dopo è arrivata la "Cassazione", la quale ha cambiato la sentenza, cioè ha cambiato quel che voi vi eravate impegnati a portare in Aula. Ci siamo intesi su quello che è successo? Se ci siamo intesi, tutto il resto va di conseguenza, ci potete dire ciò che volete, ascoltiamo tutto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, intervengo per esprimere il mio voto a favore dell'emendamento numero 476, che mi dà l'opportunità di sottolineare l'errore del collega Pisu - col quale mi scuso per la mia intemperanza - nell'indicare in Laconi la sede del nuovo ospedale.

In questo emendamento, collega Pisu, si chiede che l'ospedale policentrico operi in rete, oltre che nella nuova struttura, su due ulteriori sedi staccate. Queste sedi sono Isili e Muravera. Forse, nella foga, lei ha confuso il suo paese, Laconi, con il comune di Isili, sede di un ospedale nel suo territorio. Credo che sia stato un lapsus freudiano, come si usa dire, nel senso che lei vuole così bene al suo paese da citarlo pensando però a Isili. Io sono d'accordo con lei e questo lapsus non l'addebito di sicuro, come invece ha fatto qualcun altro, al suo forte campanilismo.

Io dico che per quanto riguarda la sede del nuovo ospedale, il cosiddetto ospedale policentrico, una scelta la dobbiamo fare, ma la dobbiamo fare riconoscendo che chi deve garantire, con questo intervento, con questo Piano, i nuovi servizi ospedalieri alla città di Cagliari li può garantire soltanto considerando la disponibilità dei cagliaritani nella maniera più favorevole. Credo che non potrei condividere altre scelte e tanto meno la nostra linea politica potrebbe orientarsi su altre scelte, perché una politica sanitaria condivisa e condivisibile è quella che va incontro al cittadino, che soddisfa le esigenze del territorio garantendo un diritto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Stavo mangiando un panino.

PRESIDENTE. Può rinunciare, onorevole Cappai, non c'è l'obbligo di intervenire.

CAPPAI (U.D.C.). No!

PRESIDENTE. E allora svolga il suo intervento!

CAPPAI (U.D.C.). Siamo in aula perché vogliamo partecipare alla stesura di questo Piano sanitario o almeno contribuire a correggerlo, nei limiti del possibile, in alcune parti.

Voterò a favore dell'emendamento numero 476 e vorrei invitare, ancora una volta, il collega Porcu a leggere questo emendamento, perché ha un significato. Anche questo emendamento ha un significato! Noi diciamo che il nuovo ospedale policentrico opererà in rete, oltre che nella struttura di nuova costruzione, se mai nascerà, su due ulteriori sedi staccate, che, come ha già detto il collega Contu, sono l'Ospedale di Isili, ridimensionato (io farei le barricate se fossi al posto del sindaco, anzi dell'ex sindaco di Laconi), e l'Ospedale San Marcellino di Muravera, anch'esso ridimensionato. Ma del ridimensionamento ne parlerò quando arriveremo a un altro emendamento.

Io cerco sempre di fare un ragionamento coerente e vorrei richiamare l'attenzione di quest'Aula, ancora una volta, su dove sarà costruito questo nuovo ospedale. Il collega Giorico, ieri, a momenti si alzava dal banco per andare a ringraziare l'Assessore che ha deciso di costruire un nuovo ospedale ad Alghero. Cioè l'ospedale di Alghero sarà costruito ad Alghero, quello di San Gavino a San Gavino, stranamente solo per il nuovo ospedale di Cagliari non si vuole indicare Cagliari, nonostante la Regione sarda possieda tante aree nel territorio della città e quindi non spenderebbe un euro per acquistarle! E allora mi domando: perché? Cosa c'è dietro? Ce lo volete spiegare una volta per tutte? Il dubbio che ci sia qualcosa dietro resta, per cui dovete essere chiari.

Noi vorremmo il nuovo ospedale a Cagliari, voi nell'hinterland. Noi diciamo Cagliari per i motivi che ho esposto prima, e adesso ne aggiungo degli altri. Qualcuno ha detto, mi pare fosse l'onorevole Uggias: "Dobbiamo esaminare la rete viaria". E' già stato risolto quel problema: per il Binaghi con l'asse mediano e per gli ospedali Brotzu e Santissima Trinità creando una rotonda. I vostri predecessori hanno fatto bene a studiare anche il sistema viario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LICANDRO (F.I.). Signor Presidente, cercherò di usare dei toni moderati, visto che ogni tanto prevale forse la voglia di strafare. Devo dire la verità, quando il collega Uras ci bacchetta con la sua voce possente e anche con la sua mole imponente provo un po' di soggezione. Io vorrei, invece, suscitare un senso di serenità in quest'Aula.

Voterò, chiaramente, a favore di questo emendamento, che prevede che l'ospedale policentrico (non voglio entrare nel merito della discussione su dove sorgerà, lo deciderete con calma e con l'autorità che vi deriva dai numeri) operi in rete con due ulteriori sedi staccate, quelle di Isili e Muravera. Questo è uno di quegli emendamenti sui quali, sinceramente, abbiamo tentato di discutere proficuamente nel corso del lavoro svolto ufficiosamente dalla Commissione, per questo non condivido assolutamente e respingo al mittente le accuse di strumentalità. Il lavoro della Commissione non doveva per forza far sì che tutti la pensassimo alla stessa maniera, cioè non doveva portare, per carità, a quelli che i più, anche gli organi di informazione, maliziosamente hanno definito accordi, ma semplicemente a una sintesi dei diversi pensieri. Il nostro rammarico - il mio in particolare, perché avrei continuato volentieri a lavorare in quella Commissione - nasce dal fatto che proprio gli emendamenti sui quali c'era un'identità di vedute in Aula sono stati modificati. E, badate bene, quello dell'emendamento sull'ospedale policentrico, da cui è sparita la dicitura "di Cagliari", non è l'unico caso. E' successo anche per altri emendamenti che, così ci è stato detto, con molta sincerità, dovevano essere ancora valutati, come se dovessero ricevere un tacito assenso.

Per cui, sinceramente, a me non spaventa l'ipotesi di continuare a lavorare in Aula anche fino a tarda ora, mi attrezzerò. Spero che il Regolamento non proibisca di mangiare qualcosa in questi banchi!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). L'emendamento che stiamo valutando, il numero 476, richiama la necessità che l'ospedale policentrico operi in rete soltanto attraverso i due ospedali che sono stati richiamati, senza incidere sull'autonomia dell'Ospedale Binaghi. Qualcuno direbbe, per scienza e conoscenza, che probabilmente non è la cosa migliore eliminare un ospedale che ha dimostrato una grande capacità di incidere nella sanità della città di Cagliari e non solo.

Io credo che il presidente Soru stia studiando per fare prossimamente il sindaco di Cagliari, perché effettivamente sta ponendo in essere una programmazione che a noi è sconosciuta. Probabilmente il Presidente ha in testa un suo modello di città che sono convinto sia buono, perché apprezzo la sua intelligenza e la sua capacità, pur tuttavia, se l'ospedale policentrico dovrà sorgere in una certa zona devo ipotizzare, come più di un collega ha detto poc'anzi, che ci sarà anche uno spostamento sostanzioso di attrezzature. Sono convinto che a Cagliari servirà ciò che non è mai decollato e che è necessario per il trasporto cittadino, cioè un collegamento diretto con le zone periferiche. Probabilmente è qualcosa che l'onorevole Soru ha bene in testa, che da prossimo sindaco di Cagliari sta studiando e non ci vuole ancora svelare, ma ci saranno delle argomentazioni di carattere elettorale al momento opportuno. Però, perché noi possiamo compartecipare a questa scelta o a questa ipotesi di ubicazione fuori Cagliari dell'ospedale policentrico, credo che qualcosa ci debba essere disvelata, di modo che sappiamo se l'ipotesi più plausibile è, per esempio, quella di Quartu. Non so quali siano le altre ubicazioni ipotizzate. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANJUST (F.I.). Innanzitutto voglio ringraziare, per la sensibilità dimostrata nei confronti di chi deve subire le nostre argomentazioni, chi ha chiesto di sospendere per mezz'ora o un'ora questa "bellissima" chiacchierata.

Io voterò a favore dell'emendamento numero 476 e vorrei ritornare brevemente sull'intervento che ha fatto poco fa l'onorevole Vargiu, per chiedere ai colleghi come ci si possa fidare ancora, posto che gli accordi presi in Commissione tra i cosiddetti volenterosi, dopo tante ore di discussione, non dico sprecate, ma impegnate nel cercare di capirsi meglio, vengono sistematicamente disattesi. Visto che tanto qua faremo notte, presumo, abbiamo tutto il tempo, quantomeno noi, per cercare di capire le argomentazioni che vi hanno portato a scrivere queste parti del Piano sanitario. Quindi utilizzo questi pochissimi secondi per sollecitare nuovamente l'intervento del presidente Soru, visto che è in aula, o dell'assessore Dirindin, che troppo poche volte ha preso la parola, per lo meno in questi giorni, se non per dichiarare un parere "conforme", parola odiatissima perché non fa capire niente. Vorrei che ci si spiegasse il motivo per cui il nuovo ospedale non può sorgere a Cagliari. Ripeto, io potrei anche essere assolutamente favorevole a una soluzione che non veda Cagliari protagonista di questa nuova struttura ospedaliera, però spiegatemi il perché. Che cosa porterebbe l'Amministrazione regionale a decidere di non realizzarla a Cagliari? Quali sono i pro e i contro rispetto a questa proposta? Se riuscite a spiegarmelo, sono disposto a non intervenire più e a votare favorevolmente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vittorio Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Signor Presidente, dichiaro il mio voto favorevole all'emendamento numero 476 e approfitto dell'occasione per chiedere a chi sta ascoltando questo dialogo tra maggioranza e opposizione dalle tribune riservate al pubblico di trattenersi, perché fra poco arriveremo al punto che interessa loro e capiranno che le promesse che sono state fatte saranno disattese. Grazie.

PRESIDENTE. Colgo l'occasione dell'intervento dell'onorevole Randazzo per ricordare ai colleghi che sugli emendamenti si parla per dichiarazione di voto attenendosi all'argomento oggetto della discussione. Questa Presidenza non sta operando, mi sembra, in modo così rigido, però non è neppure consentito che ciascuno parli di quel che vuole. Per cui, per evitare spiacevoli inconvenienti che già si sono verificati, prego tutti i colleghi di ricordarsi, responsabilmente, che le regole che ci siamo dati valgono per tutti e in ogni momento.

Ha domandato di parlare il consigliere Petrini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PETRINI (F.I.). Signor Presidente, intervengo solo per fare una considerazione su questo grande ospedale che dovrebbe sorgere non si sa dove. Prima ho chiesto dove dovrebbe essere costruito, nessuno mi ha ancora risposto. Giustamente, se non hanno dato risposta a personaggi più in alto di me, figuriamoci se la danno a me!

A me fa piacere sapere che in questo grande ospedale dovrebbe essere collocata un'unità spinale, e dunque se sorgerà a Cagliari bene, Assessore, se no non fa niente. Mi rassegno, l'importante è che in questo grande ospedale vi sia veramente un'unità spinale eccezionale.

(Interruzioni)

E' una battaglia persa, Assessore! E' una battaglia persa! Presidente, lo si deve fare questo grande ospedale con 480 posti letto? Facciamolo! Però ci dica almeno quali sono le sue intenzioni. Potete farlo dove volete, purché sia vicino al capoluogo, perché l'utenza maggiore, Presidente, è quella di Cagliari! Grazie.

PRESIDENTE. Dobbiamo procedere alla votazione dell'emendamento numero 476. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Chiedo la votazione nominale, Presidente.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 476.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Frau ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: CONTU - LOMBARDO - MURGIONI - PETRINI - PISANO - SANJUST - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MASIA - MATTANA - MELONI - PACIFICO - PINNA - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS - URAS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 50

Votanti 50

Maggioranza 26

Favorevoli 7

Contrari 43

(Il Consiglio non approva).

Dobbiamo procedere alla votazione dell'emendamento numero 479. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, esprimo il mio voto a favore dell'emendamento numero 479, che riguarda un centro periferico (spoke) del futuro ospedale policentrico, e cioè l'Ospedale San Marcellino di Muravera.

Io credo che le considerazioni che in questo emendamento sono espresse a proposito di questo ospedale meriterebbero sicuramente attenzione e forse anche accoglimento, quanto meno parziale, da parte della maggioranza. Ragionando del San Marcellino, noi individuiamo alcuni elementi di criticità, come forse il collega Murgioni, che è un sindaco della zona, potrà confermare. Ex sindaco, è vero, dimenticavo che è stato rimosso.

Intanto, vi è il problema dell'elisoccorso, cioè l'Ospedale di Muravera, che può tranquillamente essere ridimensionato nell'ottica del ragionamento che voi proponete, necessita però di un collegamento immediato con il centro traumatologico di riferimento, in particolare durante il periodo estivo, quando la pressione sull'Ospedale aumenta notevolmente. E siccome esiste già un eliporto all'interno di questa struttura, che però non è conforme alle norme, la prima considerazione che facciamo è che, nel triennio di vigenza del Piano, l'eliporto dell'Ospedale di Muravera deve tornare a essere funzionale.

La seconda considerazione è legata al ruolo degli ospedali periferici, nel senso che la riduzione di alcune attività molto intense dal punto di vista dell'assistenza, che non possono essere gestite all'interno di questi ospedali, deve andare di pari passo col rafforzamento delle strutture dell'emergenza-urgenza, quindi col rafforzamento delle strutture di pronto soccorso - noi diciamo anche di osservazione breve intensiva e di terapia semintensiva - e dei servizi, per esempio quello di laboratorio e radiologico, ad esse collegati.

La terza considerazione riguarda la dialisi. L'Ospedale di Muravera è costretto ad affittare delle villette per poter strutturare il servizio di dialisi e garantire ai pazienti, compresi i turisti, anche durante l'estate un'offerta di carattere terapeutico indispensabile.

Io non credo che queste siano considerazioni contrarie al buon senso ed esplicitarle all'interno del Piano sanitario contribuirebbe a dare a questa struttura quella identità e visibilità di ospedale periferico che è fondamentale perché poi possiate avere il consenso delle popolazioni per realizzare il previsto cambiamento della sua attività di riferimento.

Se non fate questo commettete un errore, ma, a mente della legge numero 10 del 2006, da voi stessi approvata, i sindaci non ve lo consentiranno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LICANDRO (F.I.). Signor Presidente, intanto dichiaro che voterò a favore dell'emendamento numero 479. Raccolgo l'invito del Presidente a motivare il mio voto attenendomi al tema in discussione, anche se devo ammettere, per quanto riguarda le dichiarazioni di voto fatte dai colleghi della maggioranza, che non ho capito il motivo del loro voto contrario, dal momento che hanno parlato di ben altro che degli emendamenti in discussione.

Per quanto riguarda il presidio di Muravera, voi stessi riconoscete che questo ospedale serve, fra l'altro, un territorio a grande vocazione turistica, dovuta anche alla sua posizione geografica, però, secondo me, nel Piano siete eccessivamente parchi in merito alle funzioni di degenza ordinaria per acuti inserite, tra l'altro, in un contesto in cui, durante la stagione estiva, le esigenze degli utenti cambiano radicalmente. E proprio in riferimento alle particolari condizioni geomorfologiche del nostro territorio, unitamente alle grandi difficoltà legate alla rete viaria, condizioni che diventano certamente più precarie durante la stagione estiva, ha assolutamente ragione il collega Vargiu quando dice che nel sistema di emergenza-urgenza è fondamentale il servizio di elisoccorso, proprio per garantire quella sicurezza alla quale hanno diritto sia i residenti sia tutte quelle persone che durante l'estate vengono in Sardegna per trascorrere un periodo di vacanza. E siccome hanno diritto alle ferie non soltanto le persone sane, ma anche quelle che hanno problemi di salute, ad esempio tutti quelli che in attesa di trapianto devono fare la dialisi, noi abbiamo la necessità di potenziare, appunto, il servizio di dialisi anche attraverso l'adeguamento della dotazione organica e il rinnovo della tecnologia utilizzata, in modo da garantire almeno 30-40 posti disponibili da utilizzare durante la stagione estiva.

In ogni caso l'Ospedale di Muravera deve essere potenziato e reso più funzionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli colleghi, anch'io intervengo, brevemente, per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento numero 479, presentato dal collega Vargiu, che mi sembra colga dei bisogni che devono essere assolutamente soddisfatti. Il San Marcellino è un ospedale che dà risposte sia alla popolazione locale, che, almeno finché non sarà completata la nuova rete viaria, ha grosse difficoltà a spostarsi per usufruire di servizi sanitari essenziali, sia a tutti coloro che nella stagione estiva affluiscono nella zona di Muravera, una zona ad alta vocazione turistica: tra Villasimius, Muravera, Costa Rei, Villaputzu e così via sono circa centomila le persone che trascorrono le vacanze in questa zona.

Com'è stato brillantemente ricordato da altri colleghi, il San Marcellino deve garantire l'essenziale attività assistenziale diurna, ma questo ospedale svolge anche attività poliambulatoriale e quindi risponde alle esigenze più elementari della medicina preventiva sul territorio (quella di livello un po' più elevato rispetto al medico di famiglia) e alle esigenze di una popolazione che non è molto numerosa, ma che nel periodo estivo aumenta considerevolmente. Non è scritto da nessuna parte che durante il periodo delle vacanze non ci si possa ammalare o non si possa essere ricoverati e quindi abbiamo anche il dovere di fornire adeguate prestazioni sanitarie ai turisti, i quali oltretutto devono pagare la prestazione in base al sistema DRG, così come paghiamo anche noi quando abbiamo la disavventura di ammalarci fuori della Sardegna. Tant'è, in questo territorio, considerata la situazione viaria, un servizio di pronto soccorso è necessario e nessuna delle esigenze mi sembra che venga trascurata in questo emendamento.

E' chiaro che anche questo ospedale, dovendo agire in rete con l'ospedale policentrico, che anch'io continuo ad augurarmi rimanga nell'aria strettamente cagliaritana, necessita di un rinnovamento tecnologico per rispondere alle esigenze di una medicina certamente non di primissimo livello, ma comunque soddisfacente e dignitosa, per adempiere i doveri di ospitalità e anche per soddisfare le esigenze della popolazione locale, che ha pari dignità rispetto a chi viene da fuori.

Penso anch'io che una particolare attenzione vada riservata alle esigenze dei dializzati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Murgioni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MURGIONI (Fortza Paris). Signor Presidente, anch'io dichiaro il mio voto favorevole a questo emendamento e ringrazio i colleghi che mi hanno preceduto per aver ben evidenziato i problemi dell'Ospedale San Marcellino.

Voglio ricordare che la zona del Sarrabus è storicamente una delle zone più disagiate ed essendo lontana da Cagliari ha sempre avuto problemi proprio legati a questo fatto. Anche il Gerrei, che è una delle zone più povere della Sardegna, necessita di servizi sanitari. E' anche vero quel che si diceva, cioè che è una zona a forte economia turistica, mi riferisco ai territori di Villasimius, Castiadas, Muravera e Villaputzu, dove transitano, nell'arco della stagione turistica, che attualmente è di cinque mesi, circa 2 milioni di persone. Sono numeri, ma sono numeri grandi e non solo in riferimento all'ultima stagione turistica.

Si è parlato di turismo e di incremento delle presenze turistiche in Sardegna e la zona che ha avuto l'incremento maggiore, il 34 per cento, è proprio quella del comprensorio Castiadas-Muravera, segue Villasimius con un incremento pari al 31 per cento, se non ricordo male. Quindi c'è in questo territorio una presenza vera di turisti, che hanno bisogno, ovviamente, anche di servizi sanitari. E a questo si sta lavorando, al fine di allungare la stagione turistica da cinque a otto mesi, possibilmente.

I servizi sanitari sono carenti, questo lo so, quindi bisogna migliorarli e penso che a questo debba pensare la Regione. Potenziare un presidio come il San Marcellino mi sembra che sia una cosa dovuta, anche perché la zona di Muravera per un certo periodo diventa la vetrina della Sardegna. L'altro polo turistico forte è Olbia, a cui la Regione ha prestato grande attenzione per quanto riguarda la rete ospedaliera, e di questo le do atto, però, in effetti, alla nostra zona è stata dedicata un'attenzione minore, ecco perché i contenuti di questo emendamento diventano importanti. L'elisoccorso, per esempio, è un servizio indispensabile, perché da quella zona, che dista circa settanta chilometri da Cagliari, le strade da percorrere per raggiungere il capoluogo sono solo due: la vecchia SS 125, difficilissima da percorrere, e la nuova SS 125.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, esprimo il mio voto a favore dell'emendamento numero 479, che percorre, con i suoi contenuti, quelle che sono le scelte che dovrebbero caratterizzare, nell'ambito della riorganizzazione della rete ospedaliera, il mantenimento nella zona del Sarrabus-Gerrei di un ospedale che risponde alle esigenze non solo della popolazione locale, ma, come hanno già detto alcuni colleghi che mi hanno preceduto, anche dei numerosi turisti che giungono in questo territorio durante la stagione estiva.

Nella prospettazione del Piano, noi abbiamo ricercato quelle che sono le motivazioni che ci hanno portato a sostenere questo emendamento. Il mantenimento delle funzioni di degenza ordinaria per acuti e post-acuti, ma soprattutto l'inserimento nella rete dell'emergenza di un pronto soccorso dimensionato alle esigenze anche del periodo estivo, nonché l'adeguamento dell'eliporto alle necessità di funzionamento dell'elisoccorso garantiscono, a nostro avviso, una risposta efficiente ai bisogni che possono manifestarsi non solo durante la stagione estiva, ma anche nel resto dell'anno.

Sul problema del potenziamento del servizio di dialisi ci siamo soffermati quando abbiamo parlato delle nefropatie. Credo che l'aumento del numero di posti letto di dialisi al fine di soddisfare anche le esigenze dei turisti, così come previsto in questo emendamento, sia dettato da una motivazione nobile. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, voterò a favore dell'emendamento numero 479, sul quale chiedo sin d'ora la votazione nominale.

Voglio fare una considerazione di carattere generale: ogni qual volta noi denunciamo una contraddizione tra i principi ispiratori di questo Piano sanitario e i suoi contenuti riscontriamo da parte vostra una totale sordità. Come direbbe il mio amico Nicola Rassu, da quell'orecchio proprio non ci si sente. Allora bisogna fare un'osservazione precisa: se davvero l'enunciato è quello di voler andare verso il territorio, se il principio è quello di eliminare l'ospedalocentricità, come voi l'avete chiamata, è evidente che dobbiamo restituire ai territori servizi davvero efficienti. Il caso di dell'Ospedale San Marcellino di Muravera è emblematico da questo punto di vista.

Credo che valga la pena chiedere qui scusa per un'affermazione che un mio collega ha fatto qualche tempo fa, rivolgendosi all'assessore Dirindin, e accostando la figura dell'Assessore, a mio giudizio in maniera veramente inesatta, a quella del ministro Bogino. La figura di questo ministro sabaudo va rivalutata, perché fu un grande ministro. Per otto anni fu lui l'artefice della territorializzazione dei servizi e non a caso fu rimosso dal re proprio per la sua ostinazione: fece la riforma dei Monti granatici, fece la riforma dei consigli comunali locali, fece la riforma contro i feudatari. E tutto questo, ovviamente, non trovò che inasprimento in quella che era la nobiltà cagliaritana di allora, che riferì al re che, di conseguenza, rimosse questa figura scomoda.

Ecco, io credo che fare quell'accostamento sia stato ingiusto, ma nei confronti del ministro Bogino, perché mentre lui era fortemente territorialista per quanto riguarda i servizi e tutta la sua politica ispiratrice, la sua conterranea piemontese, l'assessore Dirindin - glielo riferirà sicuramente l'assessore Dadea, che in questo periodo le è sempre vicino - non si sta comportando parimenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, in assenza dall'Assessore della sanità, ma fino a pochi minuti fa non c'era neanche il Presidente della Commissione e tanto meno il relatore di maggioranza, mi rivolgo al presidente Soru.

Lei conosce molto bene questa zona, Presidente. La conosce bene! Anche la domenica dopo Ferragosto lei era a Castiadas per fare un sopralluogo in una lottizzazione. Io ero presente, non mi dica di no. Quindi lei conosce molto bene quel territorio e sicuramente avrà letto bene anche questo emendamento. Tutti voi avrete letto bene l'emendamento e giustamente avete scritto, a pagina 105 del Piano: "il presidio San Marcellino di Muravera, in considerazione della sua posizione geografica e della forte vocazione turistica, …" Quindi avete riconosciuto a questo territorio una carenza sotto l'aspetto geografico e una valenza sotto l'aspetto turistico. Però, nel Piano, a questo ospedale togliete servizi e posti letto. Perché? Io non so se la dottoressa Dirindin abbia fatto un corso di taglio e cucito, però ho notato che negli ospedali, cosiddetti, zonali di una volta ha tagliato i reparti di ostetricia e ginecologia.

In questo emendamento noi diciamo che devono restare intatte le funzioni di degenza ordinaria per acuti, cioè vi stiamo chiedendo di lasciare l'ostetricia al San Marcellino di Muravera. Perché glielo chiediamo, Presidente? Perché, essendo lei un ottimo conoscitore della strada piena di curve che da Muravera porta a Cagliari, capisce bene che, per esempio, una partoriente non può fare quel tragitto - cinquantasette chilometri di curve! - per arrivare a Cagliari, dal momento che non ci sarà più un reparto di ostetricia al San Marcellino. Ebbene, voi state togliendo a questa zona, che avete riconosciuto essere una zona povera, uno dei principali servizi. E' vero che il tasso di natalità in Italia, e anche in Sardegna, è diminuito, ma in quella zona sta crescendo, e voi decidete di chiudere il reparto di ostetricia!

Ecco perché mi dispiace che non sia in aula l'assessore Dirindin, che vuole chiudere un reparto di ostetricia dove il tasso di natalità è in aumento. Probabilmente, come dicevo prima, ha fatto un corso di taglio e cucito!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PETRINI (F.I.). Signor Presidente, il San Marcellino è l'ospedale del Sarrabus-Gerrei, una zona disagiata dal punto di vista della viabilità, perché, come diceva il collega che è appena intervenuto, bisogna percorrere troppe curve per arrivare agli ospedali di Cagliari.

Proprio in quell'ospedale io ho vissuto, Presidente, una triste esperienza. Un collega della zona mi ha detto che nella stagione turistica, per cinque mesi all'anno, la popolazione di quella zona sfiora i 2 milioni. La stanchezza mi sta prendendo, penso che si sia sbagliato con le cifre, 2 milioni mi sembra una cifra impossibile, però, se l'ha detto lui ci credo. A causa di un incidente capitato a mia figlia, mi sono dovuto recare al pronto soccorso del San Marcellino, dove ho aspettato per quasi sei ore! Sono arrivato all'una del pomeriggio e alle 7 della sera ero ancora lì. Ringrazio il personale che è stato veramente gentilissimo, per carità, ma chiedo che sia potenziato almeno il pronto soccorso di questo ospedale, perché è una cosa giusta anche nei confronti dei turisti che vengono in Sardegna a trascorrere le vacanze. Come ha detto lei, Presidente, i turisti portano ricchezza, diamogli dunque un servizio.

PITTALIS (Gruppo Misto). Ma mica vengono qui per visitare l'ospedale!

PETRINI (F.I.). Non c'entra niente, i turisti, caro mio, portano ricchezza alla Sardegna! Grazie.

PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta di votazione nominale avanzata dal consigliere Pisano?

(Appoggia la richiesta di votazione nominale il consigliere LADU.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 479.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: CONTU - DIANA - LADU - LOMBARDO - MURGIONI - PETRINI - PISANO - RASSU - SANJUST - SERRA.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MELONI - PACIFICO - PINNA - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SORU - UGGIAS - URAS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 53

Votanti 53

Maggioranza 27

Favorevoli 10

Contrari 43

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 484. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 487. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

Su che cosa intende parlare, onorevole Contu?

CONTU (F.I.). Per dichiarazione di voto, Presidente.

PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione dell'emendamento numero 487.

CONTU (F.I.). Sì, infatti, le è sfuggita la mia iscrizione a parlare. Rinuncio, Presidente.

PRESIDENTE. Mi dispiace, onorevole Contu, però, mi creda, ho guardato attentamente il monitor, evidentemente lei si è iscritto dopo.

Metto in votazione l'emendamento numero 487. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto sull'emendamento numero 490. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). La ringrazio, Presidente. L'emendamento numero 490 è quello che indica, nell'ambito dell'offerta del sud Sardegna, la necessità di localizzare un Trauma Center di primo livello all'interno dell'Ospedale Brotzu. Io credo che questa esigenza sia molto sentita, nel senso che chiunque conosca il funzionamento della sanità nel sud Sardegna, sa che, oggi, la gestione dell'emergenza-urgenza avviene in maniera a dir poco estemporanea, e anche in questo senso abbiamo sollecitato, da parte della Commissione sanità, un'indagine, una rilevazione che ci possa dare qualche informazione sull'appropriatezza dell'intervento del servizio 118, sull'appropriatezza del trasporto da parte del 118 dei pazienti critici all'ospedale giusto e sull'effettiva capacità di quell'ospedale di esercitare un'azione a 360 gradi che possa consentire la formulazione della diagnosi e della terapia in tempi brevi.

Non si tratta di un'azione priva di effetti sulle diseconomie di sistema, perché potrete ben immaginare come la presenza di diverse strutture che esercitano un'attività rispetto all'emergenza-urgenza comporta che nell'ambito del sud Sardegna siano contemporaneamente attive diverse unità per il recepimento dei pazienti traumatizzati critici, con un dispendio di energie e di risorse, anche economiche, assai significativo. Quindi un Trauma Center unico, oltre che essere utile per il paziente, perché consente di dare una risposta unica a un'esigenza che può nascere in rapporto a differenti problematiche del paziente, risolve il problema dell'appropriatezza del servizio 118, perché indica la struttura di riferimento senza che ci sia alcuna possibilità d'errore. Quindi è impossibile che il paziente venga trasportato in una struttura inadeguata, come invece spesso avviene. Inoltre, il Trauma Center unico favorisce un'economia di scala, perché consente di evitare che ci siano diverse équipe chirurgiche, magari ulteriormente divise per specializzazioni, attive ventiquattr'ore su ventiquattro, nelle varie strutture del sud Sardegna, in attesa di ricevere i pazienti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, esprimo il mio voto favorevole all'emendamento numero 490. Il potenziamento dell'attività nel campo della traumatologia, sia nella fase acuta sia in quella riabilitativa, credo che sia esaustivo di quelli che sono i bisogni non solo del sud, ma dell'intera Sardegna in riferimento ai politraumatismi, che rappresentano sempre più una casistica importante nella nostra società. I politraumatismi, frequentemente dovuti a incidenti stradali e sul lavoro, ma anche a incidenti domestici, determinano la necessità di centri in grado di mettere in campo tutta la professionalità richiesta in questi casi.

La richiesta, contenuta nell'emendamento, di realizzare un Trauma Center in cui operino delle équipe polispecialistiche dà senso e compimento al testo del Piano, laddove l'espressione "consolida e rafforza" ha un significato estremamente blando rispetto alla funzione che all'Ospedale Brotzu viene attribuita al quarto punto del sub paragrafo che riguarda, appunto, gli obiettivi posti dal Piano rispetto all'Azienda Ospedaliera Brotzu. Credo che questo Trauma Center debba necessariamente essere dotato delle tecnologie più avanzate, in modo da poter trattare adeguatamente i diversi casi che si presentano. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 490. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 490.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Meloni ha votato contro, il consigliere Rassu a favore.

Rispondono sì i consiglieri: DIANA - LOMBARDO - MASIA - MURGIONI - RASSU - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BRUNO - CACHIA - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MELONI - PINNA - PISU - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS - URAS.

Si sono astenuti i consiglieri: PISANO - SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 45

Votanti 43

Astenuti 3

Maggioranza 22

Favorevoli 6

Contrari 37

(Il Consiglio non approva).

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto sull'emendamento numero 97. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, l'emendamento numero 97, che poi è identico al 146, appare riduttivo, nel senso che il problema che ci si pone è ancora quello di cui all'emendamento numero 490, che non è stato considerato meritevole dell'attenzione dell'Aula. Il punto è: quale tipo di traumatologia deve essere trattato all'interno del centro di riferimento garantito dall'Azienda ospedaliera ad alta specializzazione? Nel senso che la garanzia che le patologie traumatiche complesse siano trattate all'interno dell'Azienda Ospedaliera Brotzu esiste già, ovviamente, essendoci un pronto soccorso attrezzato e un reparto di ortopedia in grado di trattare queste patologie.

Quindi il mio voto sull'emendamento numero 97, pur favorevole, viene dato con una riserva mentale, nel senso che non sono convinto che questo emendamento sia in grado di incidere in alcun modo sull'offerta che questa Azienda ospedaliera garantirà e soprattutto sull'attività che il programmatore regionale intende far ricadere su di essa.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

(Segue VARGIU.) Se si vuole dare una qualificazione diversa all'offerta sanitaria dell'Azienda, è a mio avviso indispensabile identificare nell'Azienda Brotzu il punto di riferimento come Trauma Center. Anche quando ne abbiamo discusso all'interno della Commissione di volenterosi, l'orientamento era quello di garantire che l'intera offerta del sud Sardegna fosse compendiata nell'Azienda Brotzu, quindi non soltanto l'offerta di tipo traumatologico, legata alle patologie osteoarticolari post-traumatiche, ma anche quella legata alla quantità e qualità delle necessità che, veicolate attraverso il 118, possono presentarsi al pronto soccorso di una struttura complessa.

Quindi, senza infingimenti, è necessario dichiarare quale risposta vogliamo dare nel sud Sardegna, per quanto riguarda i traumi, attraverso il pronto soccorso.

PRESIDENTE. E' in votazione l'emendamento numero 97. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 97.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Francesco Sanna ha votato a favore, il consigliere La Spisa si è astenuto.

Rispondono sì i consiglieri: BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FRAU - GIAGU - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MELONI - MURGIONI - PACIFICO - PINNA - PISU - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS - URAS.

Risponde no li consigliere: GESSA.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - LA SPISA - SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 44

Votanti 41

Astenuti 3

Maggioranza 21

Favorevoli 40

Contrari 1

(Il Consiglio approva).

L'emendamento numero 146 è ritirato.

Passiamo all'emendamento numero 520. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.),relatore. Signor Presidente, questo emendamento è accolto così formulato: "Consolida e rafforza l'area dei servizi diagnostici con specifica attenzione all'offerta neurologica, correlata alle attività della Stroke Unit e della neurochirurgia".

PRESIDENTE. Va bene. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, ovviamente esprimo il mio voto favorevole a questo emendamento che io stesso ho presentato. Devo dire che la correzione proposta dal collega Pacifico, come relatore della Commissione, sostanzialmente non leva niente alla sostanza dell'emendamento, quindi può essere assolutamente accettata, e testimonia che se c'è l'intendimento di ragionare sulle cose senza preclusioni strumentali rispetto ai problemi si riesce a trovare un accordo.

Probabilmente l'emendamento, visto che il collega Pacifico, a nome della maggioranza, ne ha chiesto la parziale modifica, non era accettabile nella sua interezza da parte della maggioranza, ma evidentemente si è compreso che l'esigenza che noi ponevamo, esigenza non ricompresa ab origine nel Piano, è reale. Nel senso che si è raffinata, all'interno dell'Azienda Ospedaliera Brotzu, una risposta che è correlata al comparto neurologico ed è legata anche all'importante attività di traumatologia complessa che questo ospedale svolge. Un'attività che viene svolta all'interno dei servizi, perché tante volte, discutendo le diverse parti di questo Piano, soprattutto quando abbiamo parlato degli ospedali periferici, vi abbiamo detto che se l'emergenza-urgenza è centrale nel Piano per quanto riguarda la piccola ospedalità, e di fatto lo è, ad essa sono legati i servizi di radiologia, di laboratorio, il pronto soccorso e l'osservazione breve intensiva, sono cioè legate tutte quelle attività che consentono anche all'ospedale di piccole dimensioni di poter dare una risposta sanitaria accettabile, dignitosa e di qualità. Il problema fondamentale, infatti, è che anche l'ospedale di piccole dimensioni deve garantire questo tipo di assistenza e a maggior ragione lo deve garantire l'unica azienda ad alta specializzazione della Sardegna. E non avrebbe senso che questa Azienda non raffinasse, anche nel campo della diagnostica per immagini, la risposta neuroradiologica, che diventa una risposta qualificata rispetto al servizio che deve svolgere.

Quindi il problema che dobbiamo avere sempre presente è che se attribuiamo a un ospedale la vocazione di rispondere ai bisogni di assistenza dei cittadini, è necessario che quell'ospedale sia messo nelle condizioni di dare quella risposta. Per cui non dobbiamo avere paura di dire che cosa c'è all'interno di quell'ospedale; non dobbiamo aver paura di dare al direttore generale un'indicazione sulla risposta che noi vogliamo da quell'ospedale, perché questo rientra nell'attività di programmazione che spetta al Consiglio.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 520. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

E' in votazione il testo del sub paragrafo "Provincia di Cagliari - ASL 8".

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, esprimo il mio voto contrario al testo di questo paragrafo, sul quale chiedo la votazione nominale, con la considerazione che il testo definitivo che esce da quest'Aula per quanto riguarda la provincia di Cagliari ovviamente noi non lo possiamo considerare sufficiente, così come non consideriamo sufficiente la parte che riguarda l'Azienda Ospedaliera Brotzu. Purtroppo, nonostante il confronto in Aula si sia svolto in maniera abbastanza esaustiva, perché è stata accolta la nostra necessità di discutere per arricchire, attraverso il dialogo, le posizioni di ciascuno di noi (obiettivo che è stato sicuramente raggiunto), sulla parte che stiamo per votare non siamo riusciti a concordare un testo che noi potessimo considerare accettabile dal punto di vista qualitativo, quindi siamo costretti ad esprimere un voto contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, credo che la discussione svolta finora sulla parte riguardante la ASL numero 8 di Cagliari e l'Azienda Ospedaliera Brotzu, così come la discussione sulle restanti aziende sanitarie della Sardegna, abbia significato per noi l'impegno a dare il nostro contributo affinché i contenuti del Piano sulla rete ospedaliera potessero essere non solo analizzati, ma soprattutto arricchiti. Siamo andati, quindi, a ricercare i punti di debolezza, soprattutto abbiamo colto tra gli obiettivi ciò che per quanto riguarda l'Azienda Ospedaliera Brotzu non era rispondente alle esigenze non solo della provincia di Cagliari, ma dell'intera regione.

Credo che il nostro impegno, in Commissione e in Aula, alla ricerca di soluzioni più confacenti ai bisogni della provincia di Cagliari e dell'intera regione fosse qualcosa di cui questo Piano necessitava. Non ritengo si siano esauriti i termini del confronto e avremo occasione, nel prosieguo della discussione, di offrire ancora il nostro contributo nella piena consapevolezza che la Sardegna, che ha lamentato, purtroppo, per troppi anni, l'assenza di una pianificazione sanitaria, potrebbe ulteriormente rimproverarci la nostra mancanza di impegno. Noi, quindi, continueremo a impegnarci fattivamente fino alla conclusione dell'iter di approvazione del Piano sanitario. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, esprimo anch'io il mio voto contrario a questo sub paragrafo e cercherò, ancora una volta, di esporre il mio ragionamento.

Al di là delle considerazioni fatte dai colleghi sull'Ospedale Brotzu di Cagliari e sugli altri ospedali cagliaritani - nel merito dei quali non voglio entrare - faccio due considerazioni sul San Marcellino di Muravera e sul San Giuseppe di Isili.

Io sono contrario all'impostazione del Piano e, come ho avuto modo di dire altre volte, assessore Dirindin, se fossi un professore di geografia le darei 2 come voto, perché non ha senso eliminare il reparto di ostetricia e ginecologia in questi due ospedali. Lei consente a Sassari il potenziamento dei reparti, il potenziamento delle tecnologie, l'apertura di una nuova struttura - che poi è sempre la stessa, è il Centro benessere balneare - dove il reparto di ginecologia può effettuare 300 visite, 1.000 prelievi, 1.000 esami citologici. Questa struttura è a soli 13 chilometri da Sassari, eppure lei ha autorizzato molteplici prestazioni sanitarie, mentre elimina l'ostetricia e la ginecologia a Isili, a cui fanno riferimento le popolazioni di Escolca, Serri, Esterzili, Seulo, Nuragus, Genoni, Sadali, Villanovatulo, Nurallao, Gergei, Laconi - e mi meraviglia che l'ex sindaco di Laconi consenta che si chiuda il reparto di ginecologia a Isili -, Nurri, Escalaplano e Orroli.

Vorrei sapere, dottoressa Dirindin, se lei ha mai visitato questi paesi, se è mai stata a Esterzili. Ci vogliono due ore per arrivare in macchina a Esterzili e se mia nipote, che abita lì, dovesse partorire dovrebbe venire a Cagliari per raggiungere il reparto di ostetricia più vicino! Non so se in quel caso partoriente e nascituro arriverebbero in tempo, proprio non lo so! Evidentemente lei non ha cognizione dei tempi di percorrenza delle nostre strade. Io sono andato la settimana scorsa a Sadali, assieme al collega Pisano, per parlare di questo tema e certamente i sindaci di quella zona non vogliono che si chiuda il reparto di ginecologia e ostetricia di Isili.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LICANDRO (F.I.). Signor Presidente, voterò contro questa parte del Piano sanitario che, con rammarico, noi non possiamo certamente condividere né nei metodi né nei contenuti. Altre volte, per altre parti del Piano, non abbiamo richiesto la votazione nominale; abbiamo votato per alzata di mano e ci siamo astenuti, ma questa volta abbiamo tutte le motivazioni per votare contro.

Vi ricordo che è stata una nostra scelta quella di riportare in Commissione un percorso che andava fatto in altri tempi, ma credo che voi, anche con accuse che non condividiamo, abbiate vanificato tutti i nostri sforzi. Mi chiedo, a questo punto, dove saremmo se non avessimo accettato di condividere per un certo tratto il percorso di questo Piano. Credo che saremmo ancora alla prima parte.

Non possiamo condividere questa parte perché siamo convinti che questo Piano non rappresenti, al contrario di quanto voi affermate, la centralità del cittadino. Sono previsti dei parametri ai quali noi dobbiamo adeguarci, ma ai quali si dovranno adeguare soprattutto i cittadini. Praticamente da subito dobbiamo raggiungere il tasso di ospedalizzazione del 75 per cento, entro il 2010 dobbiamo raggiungere i 180 ricoveri ogni 1.000 abitanti e poi dobbiamo avere 4,5 posti letto ogni 1.000 abitanti. Ebbene, pongo una domanda all'Assessore: visto e considerato che le particolari condizioni geomorfologiche della nostra Isola permangono e che si dovrebbe fare in modo che i modelli previsti nel Piano sanitario nazionale non siano applicati alla nostra Isola, per quale motivo non tentiamo di fare il percorso inverso, stabilendo un termine entro il quale adattare le condizioni geomorfologiche della nostra Isola a quelli che sono i parametri nazionali? Forse allora i conti tornerebbero!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Il mio voto su questa parte del Piano è contrario. Sostanzialmente noi riteniamo che il parere negativo su quanto è scritto e su quanto è stato, solo in minima parte, emendato finora derivi dal fatto che non condividiamo di questo testo né la sostanza né il metodo con cui è stato scritto, con cui sono state fatte le valutazioni, non essendoci stato nel merito un confronto serio e approfondito.

L'approfondimento delle motivazioni strategiche che sono contenute in questa parte, in particolare considerando quel che è stato il cuore del dibattito anche di queste ore, cioè il dimensionamento e le scelte di fondo sulla rete ospedaliera per quanto riguarda la città di Cagliari, deriva dal fatto che si prefigura uno scenario futuro molto incerto e che la valutazione sull'esistente è ridotta a pochissime righe, in cui la critica alle strutture ospedaliere esistenti non è supportata da un'analisi rigorosa. Sembra che si siano fatte più che altro delle affermazioni di principio; le diseconomicità registrate sono, di fatto, delineate con estrema genericità. E con estrema genericità si prefigura un futuro che è del tutto incerto, in particolare per quanto riguarda la struttura ospedaliera di nuova istituzione, mentre risulta assolutamente incomprensibile e poco credibile l'affermazione che fino a che non sarà realizzata la nuova struttura i presidi ospedalieri Santissima Trinità e Marino continueranno a garantire l'assistenza sanitaria.

Crediamo che questa sia una semplice enunciazione di principio, più che una logica conseguenza di una scelta molto forte, quella della chiusura di questi ospedali, che come tale contrasta con la dichiarazione che queste strutture continueranno a funzionare e a garantire lo stesso livello di assistenza. Abbiamo sottolineato come sia poco credibile che, con un destino ormai segnato, queste strutture possano garantire effettivamente aggiornamento tecnologico e affidabilità nell'organizzazione. Il confronto è stato sostanzialmente inutile, per ora non abbiamo visto nulla.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PETRINI (F.I.). Grazie, Presidente, rinuncio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Noi votiamo contro questo sub paragrafo, anche perché siamo delusi della risposta che la maggioranza ha dato in merito alle proposte di miglioramento avanzate dall'opposizione. Votiamo contro perché non condividiamo la filosofia di questo Piano, ma non condividiamo neanche il modo in cui è stato affrontato il confronto in Consiglio regionale.

Le cose che abbiamo detto durante il dibattito le possiamo riconfermare adesso, cioè i contenuti di questo Piano non sono chiari, si parla di fantomatiche nuove strutture ospedaliere, però non si dice dove dovranno sorgere, quando saranno realizzate e con quali risorse. Sono convinto che fra due o tre anni, quando finirà il periodo di vigenza del Piano, tutto sarà uguale a oggi. Non so dove porterà e a che cosa servirà lo sforzo che stiamo facendo adesso per approvare questo Piano. Credo che servirà a poco, anche perché poco o nulla farà questa Giunta regionale in merito ai cambiamenti previsti nel Piano.

Si sarebbe potuto fare un lavoro migliore se lo si fosse voluto; si sarebbe potuto consegnare ai sardi un documento di grande utilità, considerato che la sanità riguarda una parte importante della vita e che nel prossimo futuro dovremo impegnare ingenti risorse della Regione per gestire bene questo settore. Quindi avremmo dovuto valutare secondo un'ottica diversa tutto ciò che riguarda la riorganizzazione della sanità. Stiamo perdendo una grande occasione, un'occasione importante e non credo che l'approvazione di questo Piano determinerà un benché minimo miglioramento delle condizioni di salute dei sardi. Non so quali margini di miglioramento ci siano per quanto riguarda la parte del Piano che rimane da approvare.

PRESIDENTE. Metto in votazione il testo del sub paragrafo "Provincia di Cagliari - ASL 8". Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Per esprimere il parere sull'emendamento numero 480 ha facoltà di parlare il consigliere Pacifico, relatore.

PACIFICO (D.S.), relatore. Esprimo parere contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Voto a favore dell'emendamento numero 480 e proprio la dichiarazione di voto su questo emendamento mi consente di ragionare ancora sul problema dell'ospedalità cagliaritana, nel senso che le dichiarazioni che ha reso all'Aula il presidente Soru, tutto sommato, non sono state considerate né al di fuori della correttezza né al di fuori della ragionevolezza, solo che è anomalo che una parte del Piano sia basata sull'intuizione e un'altra parte invece richieda uno studio scientifico. Cioè la parte che prevede la chiusura per alcune strutture ospedaliere, la dichiarazione d'obsolescenza per altre e di riconversione e parziale superamento per altre ancora, è basata su considerazioni d'evidenza, nel senso che chiunque vada al San Giovanni di Dio o all'Ospedale Marino si fa immediatamente l'idea che queste strutture non sono perfettamente efficienti e in grado di garantire la migliore assistenza possibile, ed è palese, scontato e pacifico che debbano essere superate, dichiarate obsolete o, in prospettiva, chiuse. La parte che riguarda nel concreto il superamento delle strutture che si vorrebbero dichiarare obsolete e chiudere richiede, invece, uno studio scientifico.

Insomma, a nostro avviso tutto richiede uno studio scientifico: quindi ci deve essere una valutazione dei bisogni, una valutazione della domanda sanitaria della città di Cagliari, una valutazione del tipo di assistenza che gli ospedali che devono essere dichiarati obsoleti forniscono, una valutazione degli stabili adibiti a ospedali. Basti pensare all'Ospedale Marino, alla parte cara al collega Petrini, quella che riguarda l'unità spinale, una struttura assolutamente nuova, così come la camera iperbarica. Insomma, noi ci chiediamo: che fine faranno queste strutture, cosa abbiamo intenzione di farne in prospettiva? Come avverrà la dismissione graduale e come saranno garantiti i livelli di assistenza nel frattempo, dal momento che queste strutture sono state giudicate meritevoli di dismissione e superamento?

Ecco, un Piano che riguardasse queste cose, colleghi della maggioranza, un Piano dettagliato, preciso come uno studio analitico, ci avrebbe sicuramente rasserenato e probabilmente non saremmo stati colti di sorpresa all'idea che l'ospedale di Cagliari possa non essere a Cagliari, perché sarebbe stato supportato da un ragionamento, da una riflessione sia sulla pars destruens sia sulla pars construens.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Voto a favore dell'emendamento numero 480, che di fatto continua il nostro ragionamento e che, molto sinteticamente ed efficacemente, descrive una preoccupazione che non è solo nostra, come consiglieri di opposizione, ma che noi, come partiti, come realtà sociali o anche semplicemente come utenti del sistema sanitario sardo, e cagliaritano in particolare, abbiamo registrato, e cioè il disorientamento per la scelta, contenuta nel Piano, di dismettere alcune delle strutture esistenti; scelta non supportata da uno studio organico approfondito, dettagliato, analitico, che consentirebbe, se il Piano che stiamo per approvare contenesse un impegno in tal senso, di prendere decisioni supportate da elementi di conoscenza reali. Invece, in questo Piano non ci sono elementi di conoscenza reali e gli operatori del sistema sanitario vivranno, nei prossimi mesi e nei prossimi anni, nella totale incertezza.

Qualche giorno fa, in occasione di una visita all'Ospedale Santissima Trinità, una struttura dotata di apparecchiature all'avanguardia, che offre un'assistenza sanitaria di qualità altissima, ho percepito da parte degli operatori sanitari proprio questa incertezza. Non si sa che cosa potrà accadere nell'ipotesi in cui, così come dice il Piano, questa struttura dovesse chiudere e soprattutto non si sa cosa accadrà per quanto riguarda l'offerta dei servizi nel periodo intermedio - che non sarà breve - necessario per la progettazione, la realizzazione e la messa in funzione della nuova struttura ospedaliera, che non si sa dove sorgerà, con quali risorse sarà realizzata e quale impatto avrà sul complesso dei servizi alla popolazione, da quello dei trasporti a quello delle infrastrutture.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Rinuncio, Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Signor Presidente, intervengo adesso, anche in riferimento all'emendamento numero 221, ovviamente esprimendo il mio voto contrario all'emendamento numero 480, anche perché credo che l'emendamento orale che è stato concordato dal gruppo di volenterosi riprenda in sintesi i principi che hanno ispirato questo emendamento.

Credo anche che sia opportuno significare che la discussione che è avvenuta sulla parte che riguarda la provincia di Cagliari, la ASL numero 8 e l'Azienda Ospedaliera Brotzu ha risentito sicuramente del fatto che stiamo appunto parlando della ASL numero 8 e del Brotzu, quindi siamo alla fine della discussione sulla rete ospedaliera regionale. Probabilmente, se le contraddizioni insite in un piano di ristrutturazione così importante per questo territorio fossero state affrontate all'inizio della discussione del Piano sanitario, non ci saremmo ritrovati in queste condizioni di difficoltà.

La seconda considerazione è che questo problema non deve essere affrontato con superficialità. A me dispiace, perché molti lo hanno affrontato non solo con superficialità, ma anche usando espressioni che, a mio avviso, non rendono merito a chi ha tentato di trovare punti di convergenza e di sintesi che andassero in direzione dell'interesse generale e di un miglioramento dei servizi che devono essere erogati ai cittadini. Stiamo parlando di un territorio che paga il prezzo più alto nella riduzione dei posti letto per acuti: 722 posti letto per acuti in meno, oltre il 50 per cento della riduzione complessiva di posti letto. Tra l'altro, molti mesi prima della discussione del Piano sanitario, era stato presentato un piano aziendale che aveva preannunciato, in maniera drastica e drammatica, all'opinione pubblica i contenuti di una linea che veniva espressa dalla maggioranza e che non era stata di fatto discussa.

Io ricordo che abbiamo iniziato la discussione sul sistema sanitario sapendo che era prevista la chiusura di tre ospedali di Cagliari. E si diceva, anche allora, che per una città come Cagliari, dove la sanità pesa ed è molto rilevante dal punto di vista sociale, parlare della chiusura di tre ospedali e della costruzione di un nuovo ospedale con 450 posti letto al di fuori del contesto cittadino avrebbe comunque scatenato una discussione che avrebbe coinvolto le istituzioni e la politica, strumentalmente o meno, ma che comunque sarebbe stata molto significativa. Credo che di questo aspetto se ne debba tener conto.

Continuo a dire che noi dobbiamo guardare molto lontano e pensare non soltanto alla costruzione di un sistema sanitario per il prossimo biennio o triennio, ma a una sanità capace di evolversi e di offrire servizi moderni ai cittadini.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 480. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Per esprimere il parere sull'emendamento numero 469 ha facoltà di parlare il consigliere Pacifico, relatore.

PACIFICO (D.S.), relatore. Esprimo parere contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, esprimo il mio voto a favore dell'emendamento numero 469, sul quale chiedo la votazione nominale. Questo emendamento è di una semplicità estrema e forse, proprio nella sua semplicità, grida: "Il re è nudo"!

E' un emendamento che dice, testualmente, che l'ospedale policentrico è localizzato, come gli esistenti presidi che stiamo per chiudere, all'interno del territorio della città di Cagliari. Ai colleghi che vengono da altre realtà territoriali della Sardegna vorrei chiedere: chi di voi sarebbe disposto a chiudere un ospedale, o addirittura due, nella sua città senza avere la certezza che un nuovo ospedale sarà costruito nella stessa area urbana? I colleghi di Alghero sarebbero forse disposti a chiudere gli ospedali di Alghero per aprirne uno a Ossi? I colleghi di Sassari sarebbero forse disposti a chiudere gli ospedali di Sassari per farne uno a Sorso? E i colleghi di Olbia sarebbero a loro volta disposti a chiudere gli ospedali di Olbia per farne uno a Tempio? Quindi io vorrei chiedere: cosa c'è di irragionevole nel fatto che una città grande, che ha 200 mila abitanti, che viene privata di due ospedali storici, chieda che sia garantita la risposta sanitaria all'interno del contesto urbano e che sia garantita ai cagliaritani la possibilità di capire le ragioni per cui si è deciso che quella risposta sanitaria non è più appropriata? Probabilmente, dalla discussione di queste ragioni emergerà che è necessario garantire una risposta sanitaria all'interno della città di Cagliari, per il contesto dei trasporti urbani, per i collegamenti viari, per il tipo di residenza.

Voi sostenente che questo non è necessario scriverlo, che sarà il risultato di studi successivi. Bene, vi vorremmo allora chiedere gli studi precedenti, perché altrimenti la sensazione è che voi facciate tutto per intuizione, ma noi non siamo convinti che ciò che viene fatto per intuizione sia nell'interesse dei fruitori, cioè dei sardi e dei cagliaritani in particolare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Signor Presidente, voto contro questo emendamento e faccio osservare immediatamente all'onorevole Vargiu che sta facendo il cattedratico, perché ci sta spiegando che gli ospedali debbono essere localizzati all'interno della città, così come lo sono oggi. Credo che il collega Vargiu, che stimo come persona intelligente e capace, oggi stia dando veramente prova di grettezza - chiedo scusa per il termine un po' pesante - e stia dimostrando di voler fare l'opposizione attraverso l'ostruzionismo, facendo così torto alla sua intelligenza!

Non è scritto da nessuna parte che l'ospedale policentrico dovrà essere ubicato fuori della città di Cagliari. Io credo che nella pianificazione sanitaria sia giusto e corretto, onorevole Vargiu, valutare qual è il sito più appropriato, per dare la risposta sanitaria più elevata. I due ospedali di cui si parla - così è scritto e mi pare che nessuno l'abbia contestato - sono inadeguati rispetto ai servizi che, oggi, devono erogare. E lei, che è un operatore sanitario, dovrebbe qui dire: "Cari colleghi, noi oggi non dobbiamo indicare il sito, ma dobbiamo individuare, all'interno di una pianificazione corretta, tutto ciò che ci porterà a fare successivamente la scelta più appropriata". Invece è tutta la sera che si dicono cose che non stanno né in cielo né in terra. E' come se i professori di lettere antiche dovessero dire dove vanno situati i licei classici o i fabbri dove vanno collocate le officine meccaniche! L'ospedale è al servizio della cittadinanza e rientra nella pianificazione che deve essere fatta.

Io ho cercato di contenermi, cari colleghi, ma a tutto c'è un limite! State facendo torto alla vostra intelligenza e se l'ostruzionismo deve essere di questo livello, benissimo, allora ci confronteremo seriamente, ribattendo a tutte le cose che state dicendo e che fanno veramente un grande torto a quest'Aula e anche all'intelligenza dei cagliaritani e di tutti i sardi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

(Interruzioni)

CAPPAI (U.D.C.). Presidente, vedo che c'è molto fermento.

PRESIDENTE. Prego, onorevole Cappai.

CAPPAI (U.D.C.). Vorrei ricordare all'onorevole Pirisi, perché se lo porti a casa, che i primi ad averci dato ragione su questa battaglia sono i suoi compagni di partito, da via Emilia in su, per cui respingiamo le considerazioni che ha fatto al mittente.

Noi stiamo facendo una battaglia per la nostra città, però, allo stesso tempo, all'onorevole Pirisi voglio chiedere come mai questo ragionamento non lo fa per l'ospedale di Alghero o per quello di San Gavino, per i quali sono indicate esattamente le località. Mi meraviglia che una persona sensibile e affezionata alla città di Nuoro come lei non consenta ai cagliaritani di difendere la propria città!

Abbiamo detto che dobbiamo comprare un'area in cui edificare questo nuovo ospedale. Le suggerisco un'altra area, onorevole Soru, quella di un ospedale che purtroppo è stato chiuso. Mi riferisco all'Ospedale Psichiatrico di Cagliari, che sorge all'interno di un'area piuttosto vasta!

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Cappai, continui.

CAPPAI (U.D.C.). I "pastori" vadano a pascolare le pecore!

PRESIDENTE. Prego, onorevole Cappai, concluda il suo intervento.

CAPPAI (U.D.C.). Non mi interessa ragionare con gente ignorante, perché noi stiamo cercando di lavorare.

(Interruzione del consigliere Amadu)

PRESIDENTE. Invito i colleghi a contenere le manifestazioni di dissenso. Va bene? Avevamo già detto quel che lei sta dicendo adesso, onorevole Amadu, vediamo di non esagerare. L'ora è tarda per tutti, però cerchiamo di mantenere un livello adeguato di confronto.

Prego, onorevole Cappai.

CAPPAI (U.D.C.). Rinuncio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Milia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

(Interruzioni)

MILIA (U.D.C.). Prendo la parola, dopo l'intervento del collega Pirisi, che da buon pianificatore è voluto intervenire oggi e non quando sarebbe stato opportuno, perché anch'io ho da dire qualche cosa.

E dico, presidente Soru, che quando si pianifica e si razionalizza, poiché la visione che lei ha, e io ne sono convinto, è molto ampia rispetto alle esigenze non solo della sanità, ma anche della politica regionale, bisogna uscire dagli equivoci. Questa Regione a Cagliari ha trasformato l'Hotel Golfo degli Angeli nell'Ospedale Marino, ad Alghero vuole trasformare l'Ospedale Marino - così si dice, io non sono addentro alle segrete cose della vostra programmazione - in albergo a cinque stelle! Ma se si vuole razionalizzare e si ha in mente un disegno globale, bisogna verificare se a Cagliari, come sostengono i colleghi, ci sono aree importanti che possono essere utilizzate. Per esempio, le strutture sanitarie che si vogliono dismettere sono ubicate all'interno di vaste aree. L'Ospedale Binaghi, come ricordava il collega Petrini, ha sette ettari attorno, e anche l'Ospedale Marino è situato all'interno di un'area piuttosto ampia. Allora le domando, Presidente: per i campus universitari c'è bisogno di acquisire delle aree se quelle che ho indicato sono a disposizione?

Questa è razionalizzazione e questa è la domanda che io pongo a questa maggioranza, perché se si ha un disegno globale di razionalizzazione credo che si possa utilizzare tutto quel che c'è senza ledere l'ospedalità cagliaritana. Io non credo che il Presidente la voglia ledere, però è chiaro che, seppure a quest'ora, vogliamo che a questa domanda sia data una risposta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Anche se l'intervento un po' insofferente del collega Pirisi sembra voler continuare ancora su un vecchio ritornello, che è quello di screditare il tentativo che noi stiamo facendo di portare la ragionevolezza in questa discussione, noi insistiamo. E insistiamo, così com'è stato detto anche adesso, proprio nel sottolineare un'assenza, non possiamo dire nella vostra testa, perché nella vostra testa sicuramente c'è razionalità, c'è molta, molta lucidità, ma a monte. Non si intravede in questo testo l'analisi sulla base della quale voi state proponendo per l'ospedalità cagliaritana una rivoluzione di questo tipo, senza garantire, se non genericamente, con tre righe, una continuità nell'offerta dei servizi ospedalieri nella rete cittadina e senza rassicurare una popolazione che conta in strutture e servizi che rappresentano non solo una tradizione, non solo una comodità per la vicinanza di alcuni reparti e servizi particolari, ma anche la concreta possibilità di dare risposte immediate alla richiesta di salute, soprattutto in caso di patologie acute, nel territorio della città.

Voi state facendo una scelta strategica di fondo senza uno straccio di piano economico, di valutazione. Dite semplicemente che le strutture sono obsolete, che è antieconomico tenerle così come sono, ma non lo dite sulla base di un'analisi, di uno studio, di un'indicazione precisa. Rimane sullo sfondo una scelta molto radicale, non ragionata, e in lontananza tutta una serie di punti interrogativi molto forti e, permetteteci, anche inquietanti sul valore delle aree che vengono dismesse e di quelle che dovranno essere acquistate. E' su questo che il Piano sanitario non fa assolutamente chiarezza. Noi non possiamo passare sotto silenzio questo punto, che è il cuore del problema.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Mi dispiace che proprio il collega La Spisa, che di solito respinge la cultura del sospetto, ora invece la alimenti.

Intanto non è in discussione l'ospedalità di Cagliari; l'unica discussione è su un emendamento di sintesi condiviso, in cui non si fa più riferimento alla città di Cagliari. Tra l'altro, devo essere onesto, nella maggioranza non c'era un'intesa totale su questo emendamento, il che non significa che non sia condivisibile l'ipotesi di ricercare nel territorio comunale di Cagliari aree idonee - e se sono pubbliche tanto meglio - a ospitare il nuovo ospedale. Semplicemente, si è deciso, e io concordo, che la scelta deve ricadere sull'area più idonea della città di Cagliari, perché l'ospedale policentrico non risponde solo alle esigenze della popolazione cagliaritana, ma anche a quelle delle popolazioni dei tanti comuni, come voi stessi sino adesso avete sostenuto, che gravitano attorno a Cagliari. Parlo di 800 mila o 1 milione di cittadini, di cui il 15-20 per cento vive a Cagliari.

Inoltre abbiamo ritenuto opportuno, anziché delegare questa scelta alla Giunta, che la Giunta stessa trasmetta i dati al Consiglio, il quale, attraverso la Commissione di competenza, esprimerà il suo parere. Sarà la Commissione, a quel punto, a valutare se la scelta sarà stata fatta in funzione di qualche sospetto che voi qui avete adombrato, magari per premiare un comune in cui sono prossime le elezioni o per soddisfare interessi diffusi, oppure sulla base di criteri oggettivi, come per esempio la possibilità di rispondere alle esigenze di 800 mila abitanti, anziché solo di 150 mila, o la presenza di condizioni di viabilità tali da consentire ai cittadini di raggiungere agevolmente l'ospedale, evitando di incunearsi nel traffico cittadino, il che corrisponde anche agli interessi degli abitanti di Cagliari, perché spesso si fa prima ad arrivare in periferia che a spostarsi da un quartiere all'altro della città.

Sarà la Commissione a fare questa valutazione e se risponde meglio ai requisiti richiesti un'area di Cagliari, si farà l'ospedale a Cagliari, ma perché dobbiamo vincolare il Piano scrivendo "solo a Cagliari", se poi il sito più idoneo è in periferia, magari in comune di Selargius, a cinquanta metri dall'Ospedale Brotzu, o in un altro comune? Che difficoltà c'è ad accogliere l'emendamento di sintesi? Sinceramente non riesco a capirlo, ho qualche perplessità. Forse si vuole solo rispondere a qualche sollecitazione propagandistica, sostenendo che si sta privando la città di Cagliari. Ma di che cosa? Noi stiamo dicendo semplicemente che di due ospedali se ne fa uno solo e che il sito su cui sorgerà il nuovo ospedale andrà individuato sulla base di criteri oggettivi.

PRESIDENTE. Onorevole Marrocu, il microfono è spento, perché il tempo è scaduto.

Ha domandato di parlare il consigliere Amadu per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.

AMADU (U.D.C.). Signor Presidente, io apprezzo lo sforzo del Capogruppo del partito di maggioranza relativa, l'onorevole Marrocu, perché nonostante condividiamo poco o nulla sul piano politico ci accomuna la sportività. Quindi, anche sotto questo profilo, apprezzo il suo sforzo, ma ho l'impressione che lui confonda questa riunione del Consiglio con una riunione di maggioranza e che lo sforzo che sta facendo, seppure convincente per le argomentazioni addotte, sia più che altro un parlare a suocera perché nuora intenda!

Noi abbiamo espresso le nostre posizioni e l collega Marrocu si riferiva a due posizioni differenti che sono emerse all'interno dei D.S. e della maggioranza, per cui non capisco la ragione per cui si sia rivolto a noi. Capisco l'obiettivo, però mi pare che l'indirizzo sia un altro, probabilmente voleva dire "c'è posta per te" a qualcuno in particolare.

Se parliamo degli ospedali Cagliari, mi pare davvero difficile spiegare perché il nuovo ospedale non deve essere ubicato a Cagliari. Se parlassimo di Sassari e dicessimo che il nuovo ospedale sarà costruito a Porto Torres, ognuno dovrebbe spiegare il perché. Vorrei chiedere al Collega Bruno, se si parlasse dell'ospedale di Alghero da realizzare a Uri o a Putifigari, cosa c'entrerebbe che fosse l'Ospedale di Alghero? Qui, stiamo parlando di Cagliari, non di Quartu o di un altro comune della provincia di Cagliari; stiamo parlando, piaccia o non piaccia, della città capoluogo della regione.

Io spesso sono stato additato come componente del Consiglio che si occupa soprattutto del nord Sardegna, ma davanti alle esigenze del capoluogo della regione, dico che Cagliari è Cagliari e bisogna rispettare le esigenze e le prerogative del suo territorio.

Collega Marrocu, mettetevi d'accordo. Mentre esprimo il mio voto favorevole all'emendamento numero 469, invito i colleghi a non farci perdere tempo e a recepire le nostre buone intenzioni, che sono quelle di farli recedere da un proposito che è politicamente sbagliato e che porterà loro soltanto dissenso e negatività. A noi questo, lo ripeto ancora una volta, può solo far piacere sotto il profilo del nostro ruolo di oppositori, ma probabilmente non servirà alla causa per la quale tutti ci stiamo battendo, quella di offrire servizi sanitari adeguati alle popolazioni che ne hanno diritto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Spero che lei, signor Presidente del Consiglio, non permetta più che colleghi della minoranza, qualsiasi sia il ruolo che essi svolgono in quest'Aula, che può anche non essere condiviso dai colleghi della maggioranza, siano oggetto di scherno e fischi, come è successo al collega Cappai.

Io credo che si stia veramente scadendo di tono: può esserci un dibattito politico, può esserci un atteggiamento di forte contrasto, ma, colleghi della maggioranza, voglio ricordarvi che vi è stato un periodo in cui all'ingresso del Presidente del Consiglio i consiglieri si alzavano in piedi. Nessuno di noi forse ha conosciuto quel periodo, ma la storia ce lo insegna. Il senso del rispetto che esisteva in quest'Aula sta andando man mano scemando.

Ora, io non voglio essere partecipe di questo tipo di atteggiamenti e di comportamenti, alla minoranza...

PIRISI (D.S.). Onorevole Diana, poi sono arrivati anche i presidenti che votavano da dietro la tenda!

DIANA (A.N.). Onorevole Pirisi, se intende ascoltarmi può farlo tranquillamente.

Io voglio solo invitare tutti quanti ad avere maggiore rispetto di noi stessi e delle persone che ci rappresentano e che rappresentano i sardi.

Sono stato cittadino di Cagliari, perché ho trascorso in questa città tutta la mia gioventù, e ricordo il periodo in cui Sestu aveva 4.500 abitanti, Monserrato era una frazione di Cagliari e Sinnai non raggiungeva i 15.000 abitanti. Ricordo Pirri, ricordo Quartu, ricordo tutto molto bene. Questa città si è svenata per l'hinterland di Cagliari, ha ceduto di tutto! E' una città che si è spopolata in virtù del fatto che forse, a suo tempo, non ha saputo fare scelte appropriate di pianificazione urbanistica e la gente è scappata da Cagliari. Ma questa città, che secondo me è ancora il fiore all'occhiello della Sardegna, ha una grandissima qualità che è quella di supplire a tutta una serie di carenze. Sto terminando, Presidente.

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Diana.

DIANA (A.N.). La città di Cagliari ha un ruolo guida in questa regione che non può assolutamente essere messo in discussione. Ora, voi volete chiudere degli ospedali, ma non si capisce dove vogliate sistemare il nuovo ospedale.

Voglio solo dire un'ultima cosa. Presidente Soru, il San Giovanni di Dio è stato costruito con l'apporto determinante dei lasciti di persone che hanno creduto nella sanità di allora. Vogliamo disconoscere anche la volontà di quei benefattori? Ci sono le lapidi che lo dimostrano e voi volete demolire questo monumento importantissimo!

PRESIDENTE. Onorevole Diana, le ho dato qualche secondo in più perché condivido il discorso che lei ha fatto e invito i colleghi naturalmente al rispetto reciproco e della istituzione nella quale ci troviamo. Ovviamente questo è un invito che io rivolgo a tutti.

Allo stesso modo, io rispetto il tempo che ciascuno di voi ha a disposizione per fare la dichiarazione di voto, perché per il modo in cui stiamo procedendo non è possibile concedere ad alcuni qualche secondo in più e ad altri togliere la parola.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, voterò a favore dell'emendamento numero 469 e colgo l'invito del collega Diana, che ringrazio per aver contribuito a riportare nei termini corretti questa discussione. Nello stesso tempo, credo che ciò che si cerca non sia mai l'offesa, ma un semplice confronto, anche quando si usano termini duri, come probabilmente farò io nel prosieguo di questo intervento.

Mi rifaccio all'intervento del collega Marrocu, di cui ho apprezzato la serietà e la correttezza. Siccome qui non abbiamo carenze di tipo mentale, presumo, al collega Marrocu, che continua a ripetere che voi avete contribuito alla decisione che le indicazioni della Giunta siano portate all'attenzione della Commissione consiliare, vorrei porre una domanda, alla quale spero risponda. All'interno della Commissione che ha esaminato gli emendamenti si era raggiunto un accordo, in base al quale il sito del nuovo nosocomio doveva essere individuato nel territorio di Cagliari. Perché la decisione unanime di quella Commissione e dell'Assessore della sanità, così mi risulta, è stata poi modificata? Risponda a questa domanda, onorevole Marrocu, e probabilmente si troverà l'accordo per il prosieguo della discussione. Mi dia una risposta seria, da consigliere regionale rappresentante dei sardi, da uomo d'onore, da persona seria, quale io ritengo lei sia. Mi dia una risposta in merito a questo episodio e a tutti quei casi in cui dei Presidenti di Commissione sono stati "silurati" perché non volevano subire l'arrogante imperio del Presidente della Regione o avete dovuto fare non uno, ma mille passi indietro. Qual è il rapporto di fiducia che deve esistere in quest'Aula? Devo credere al Presidente o a quel che ha detto il professor Brigaglia, in Procura, e che è stato riportato dalle emittenti locali? A mezzanotte va in onda la replica, potete guardarla.

Allora, a che cosa dobbiamo credere prima noi e poi i sardi: a quel che si dice in maniera populistica o alla realtà dei fatti?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vittorio Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Signor Presidente, io sono da poco in questo Consiglio regionale, ma posso dire di aver imparato che ogni tanto, quando il dialogo si impantana, qualcuno della maggioranza si alza e punta il dito contro qualche consigliere della minoranza. Non mi sembra il caso, però saranno gli elettori a dire se sia giusto comportarsi così.

Per quanto riguarda quel che ha detto l'onorevole Marrocu, spero che quando la Commissione dovrà pronunciarsi sul progetto del nuovo ospedale di Cagliari, che sostituirà i due ospedali che dovranno essere dismessi, ci siano i consiglieri di maggioranza di Cagliari, e vorrò vedere se essi saranno d'accordo con quel che sarà stato pianificato. Grazie.

Dichiaro il mio voto favorevole all'emendamento numero 469.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Onorevole Uras o Uggias, mi scusi?

PRESIDENTE. Uggias.

UGGIAS (La Margherita-D.L.). Grazie, Presidente, c'è un po' di confusione.

PRESIDENTE. Succede che anche chi governa i microfoni possa…

UGGIAS (La Margherita-D.L.). Chi governa i microfoni è più che giustificato, visto che sembra che faccia da solo un lavoro assolutamente defatigante, per cui dobbiamo avere comprensione nei suoi confronti.

Mi riferivo al fatto che non si capisce molto bene se stiamo discutendo l'emendamento di sintesi o un altro emendamento che niente ha a che fare con la discussione sulla ubicazione dell'ospedale. Su questo, però, vorrei esprimermi dicendo ai colleghi che hanno sollevato delle questioni relativamente al metodo e al merito della scelta che si farà sulla sede del nuovo ospedale che si dovrebbe apprezzare il contenuto della proposta che la maggioranza sta portando all'attenzione del Consiglio. Si era detto che ci sarebbe stata una scelta esclusiva da parte della Giunta, invece noi siamo arrivati alla determinazione, su cui dovremmo essere tutti favorevoli, di coinvolgere in questa scelta il Consiglio regionale attraverso la Commissione sanità.

Io non ho partecipato, devo essere sincero, alla discussione sulla opportunità di realizzare il nuovo ospedale a Cagliari oppure no, perché mi sembrava una questione strettamente cagliaritana, però, da esterno rispetto alla città castellana, voglio dire che per me l'Università è di Cagliari, a prescindere dal fatto che l'edificio sia ubicato nel territorio di Monserrato; l'aeroporto che è a Elmas è comunque l'aeroporto di Cagliari e anche il nuovo ospedale sarà l'ospedale di Cagliari, perché la sanità cagliaritana, che nel Piano conta 2.900 posti letto, non può essere contenuta entro le mura del Castello, ma deve essere fruibile dai cittadini dell'intero territorio regionale. In quest'ottica dobbiamo guardare al nuovo ospedale di Cagliari.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, noi continuiamo, anche sostenendo questo emendamento, a difendere la nostra idea e gli interessi della città di Cagliari, che, nonostante le tenui rassicurazioni, numericamente scarse peraltro, continuiamo a vedere minacciata da una scelta che, se realizzata, la priverebbe di ospedali importanti, ricchi di storia, come ha ricordato il collega Diana, nati grazie alla generosità e alla nobiltà d'animo di molti nostri concittadini.

Noi li difendiamo e sono anche sicuro, Presidente, che quelle aree non saranno mai dismesse, perché diventeranno aree verdi, come prevede il Piano urbanistico di Cagliari. E sono anche sicuro che il Comune di Cagliari non permetterà che quelle aree siano vendute, che abbiano una destinazione diversa da quella di aree verdi. Lo dico - anche per fugare qualche dubbio sul fatto - perché sono certo che un domani queste aree potranno essere trasformate in altro.

Quelle aree e quegli edifici appartengono alla città di Cagliari, sono regolamentate dal Piano urbanistico comunale di Cagliari e non saranno vendute. La città e il Comune di Cagliari non permetteranno che quelle aree vadano in mano ai privati, agli speculatori, ai palazzinari. E lei, presidente Soru, se nel momento in cui si farà il nuovo ospedale sarà ancora il Presidente della Regione - io, ovviamente, mi auguro di no - dovrà realizzare il nuovo ospedale unicamente con le ridotte ed esigue risorse regionali per la sanità, perché quei beni non saranno venduti e non saranno dismessi, per cui la Regione non potrà incamerare da essi risorse da destinare alla realizzazione del nuovo ospedale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Signor Presidente del Consiglio, oltre a dichiarare il mio voto contrario all'emendamento numero 469, volevo esternarle il mio personale imbarazzo, perché è dalle 7 di sera che stiamo discutendo di un unico argomento, e cioè se l'ospedale di Cagliari deve essere costruito dentro o fuori Cagliari.

Io mi domando e le domando se questo fatto risponde ai principi del nostro Regolamento, che ci consentono di eccepire sulla programmazione quando sono in discussione argomenti concreti. Oggi, noi stiamo discutendo del nulla! Nel Piano sanitario non è scritto dove sarà localizzato il nuovo ospedale, e mi domando, a proposito di quel che diceva il collega La Spisa, se sia più inquietante proporre emendamenti con cui si decide a priori, in assenza di uno studio di fattibilità, di uno studio dei bisogni, dove collocare l'ospedale o rimandare la decisione a dei criteri oggettivi? Che cosa è più preoccupante, onorevole Vargiu? Lei è maestro nel rilevare le contraddizioni altrui, ci fa sempre la lezioncina su cosa non va, sulle nostre mancate risposte, ma voglio farle notare che in nessuno dei tanti emendamenti che ha presentato lei afferma di non condividere l'idea che gli ospedali esistenti abbiano delle criticità. Non ha fatto una sola obiezione su quel che è un dato comune, e cioè che stiamo parlando di strutture che non sono nate come strutture ospedaliere e ci sta tenendo inchiodati a questi banchi ad ascoltare per ore su una cosa assodata.

Allora, se lei non ha trovato il tempo, nonostante i suoi oltre cento emendamenti, per dire che non è assodato che quegli ospedali abbiano delle criticità, dov'è la contraddizione? E perché deve rilevare una contraddizione nel fatto che non si voglia prendere una decisione senza prima capire, attraverso uno studio di fattibilità, uno studio sulle aree, dove può essere collocato il nuovo ospedale di Cagliari?

Io credo che questa discussione, che ci ha tenuti per cinque ore nell'aula del Consiglio regionale, sia imbarazzante e credo anche che il nostro Presidente dovrebbe aiutarci a superare questo scoglio, rappresentato non da un dibattito, ma da un chiaro intento ostruzionistico da parte della minoranza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, provo un po' di imbarazzo a parlare dopo l'onorevole Porcu, però volevo ricordare, ed è la ragione per cui mi asterrò sull'emendamento, il dato che ha fornito l'onorevole Nazareno Pacifico, e cioè 722 posti letto per acuti in meno a Cagliari. Richiamando tutti i ragionamenti che sono stati fatti stasera, ritengo che potrebbe essere d'aiuto precisare che la Commissione esprime un parere vincolante in merito all'ubicazione dell'ospedale policentrico.

Propongo, quindi, un emendamento orale all'emendamento numero 221, quello che è stato elaborato come sintesi, che potrebbe aiutare a sciogliere questo nodo, e che prevede che la Commissione consiliare non sia semplicemente sentita, ma sia chiamata a esprimere, entro trenta giorni, un parere vincolante relativamente all'ubicazione dell'ospedale policentrico. Dico questo perché, da un certo punto di vista, non essendo esplicitato un quadro di riferimento temporale, ovviamente ci si può pure porre l'interrogativo se mai questo ospedale sarà realizzato. Avere di fronte un arco di tempo definito da un certo punto di vista darebbe delle garanzie.

Inoltre, parlare di massima fruibilità non è sufficiente a chiarire esattamente una posizione che possa essere di garanzia totale e reale per i cittadini. Quindi invito i colleghi a prendere in considerazione la mia proposta ed eventualmente a precisare, nell'emendamento di sintesi, che il parere della Commissione è vincolante. Penso che questo potrebbe aiutare. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANJUST (F.I.). Ringrazio l'onorevole Porcu perché ogni volta sollecita il mio intervento successivo. Ciò che è grave è proprio il fatto che, in questi due anni e mezzo, non si sia pensato di effettuare questo studio di fattibilità, che avrebbe dimostrato chiaramente, oggi, all'Aula, la bontà dell'idea dello spostamento di alcuni ospedali. Quel che mi chiedo io è proprio questo, caro Assessore: se, in questi due anni e mezzo, avevate l'idea precisa di eliminare due strutture ospedaliere cagliaritane per costruirne una nuova fuori delle mura cittadine, penso che gli uffici che avrebbero dovuto porre in essere tutta una serie di studi…

(Interruzione)

Potrei parlare anche del Poetto e l'Ospedale Marino situato al Poetto penso che sia… No, non l'abbiamo pensato prima, però, sulla chiusura dell'Ospedale Marino, che proprio dal punto di vista viario ha sicuramente meno problemi del Santissima Trinità, penso che tutti possano farsi un'idea. Invece qua si pensa solo ed esclusivamente a chiudere delle strutture che, fino a prova contraria, hanno ben operato all'interno della città di Cagliari, senza dire dove, eventualmente, il nuovo ospedale potrà essere ubicato. E noi continueremo fino a quando non ci direte dove volete costruirlo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Ricordo ciò che accadeva circa venticinque anni fa, quando si litigava non per chiudere gli ospedali, ma per aprirli. Era il tempo in cui si facevano le riforme per riconoscere dei diritti; adesso le riforme si fanno, e qui ci sono i Riformatori, per abolire dei diritti. E' un capovolgimento di fronte, è un tornare indietro, significa riconoscere un percorso virtuoso come dannoso per proporne uno dannoso come virtuoso. E il danno va a carico dei lavoratori, delle persone più deboli, della gran parte del popolo.

Noi stiamo discutendo di un fatto che richiama tutta una serie di considerazioni attinenti più all'urbanistica che alla sanità. Dove vada collocato un ospedale, sempre e comunque raggiungibile, non è un problema di natura sanitaria, è un problema di natura urbanistica. Il centrodestra ci ha ubriacato, in questi anni, parlando di area vasta di Cagliari, ricomprendendo in essa il litorale da Villasimius fino a Pula e oltre, e ha organizzato o meglio ha proposto di organizzare i servizi in quella dimensione. La sinistra ha una tradizione e una cultura, e ha anche una proposta politica pluridecennale che parla di area urbana in un contesto urbano che non si racchiude nella municipalità di Cagliari.

Allora, forse non è il caso di stare qua per ore a chiedere dove ubicheremo una struttura che, probabilmente, decideremo di realizzare fra qualche anno, sempre in ragione dell'esigenza di servizi sanitari, piuttosto che solo ed esclusivamente di considerazioni di natura urbanistica, che comunque vanno ricomprese, quando si fanno operazioni di questa natura. Oggi noi approviamo un Piano che parla dell'esigenza di ristrutturare delle strutture ospedaliere obsolete, nate e riorganizzate in edifici che non avevano quel preciso scopo.

PRESIDENTE. Onorevole Uras, concluda con tre parole.

URAS (R.C.). Continuerò successivamente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Silvio Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI SILVIO (D.S.). E' per me abbastanza difficile intervenire a quest'ora della notte. Ribadisco quel che ho detto stamattina, e cioè che non ho condiviso il fatto che si sia modificato l'emendamento concordato in Commissione. Ritengo che sia stato un errore e lo sottolineo, ma, detto questo, mi appello alla lealtà dei colleghi dell'opposizione che insieme a me e agli altri colleghi hanno partecipato alla stesura di quell'emendamento. Il compromesso che abbiamo raggiunto non riguardava la localizzazione del nuovo ospedale; anzi, avevamo deciso esattamente il contrario, cioè fare un emendamento che non prevedesse una localizzazione precisa, ma che fugasse la preoccupazione che Cagliari fosse esclusa a priori, avendo presenti ben altre preoccupazioni attinenti a due obiettivi da raggiungere, che a me sembra, al di là di questo aspetto che, ripeto, non condivido, siano stati raggiunti. Uno di questi obiettivi era cogliere un aspetto nodale delle critiche avanzate dall'opposizione, cioè l'eccesso di delega alla Giunta, per cui abbiamo previsto un passaggio in Commissione; l'altro obiettivo era quello di rafforzare - per quel che vale, ma insomma anche per quello, giustamente - la valutazione e il giudizio del Consiglio regionale, per evitare che nel periodo di transizione ci sia una lenta agonia delle strutture che dovranno essere chiuse.

Questi erano i punti seri sui quali abbiamo raggiunto un accordo e che sono contenuti nell'emendamento di sintesi. Tutto il resto è un'altra cosa, che, naturalmente, non modifica le diverse valutazioni che sono state fatte e che non riguardano soltanto il Consiglio regionale, ma anche i cittadini e le amministrazioni comunali, con le quali chiedo che ci sia un confronto, perché modificare così pesantemente la rete ospedaliera, considerati tutti i limiti e i difetti che ha, significa modificare molte cose della realtà della città di Cagliari e dei paesi limitrofi.

Credo che sia necessario fare una discussione su questo, perché la scelta della localizzazione non è soltanto una scelta tecnica basata sui flussi di traffico, ma è anche un problema di organizzazione di un complesso delicato quale quello di un'area urbana, e quindi c'è bisogno, oltre che di tecnici, anche di un confronto politico, che dovrà essere attivato anche con le amministrazioni comunali e con le organizzazioni sindacali, perché influisce anche sui posti di lavoro, con le associazioni di categoria, eccetera. Se si tratta di sanità moderna, per quel poco che ne capisco… Un secondo, Presidente.

PRESIDENTE. Il tempo è finito, onorevole Cherchi. Colleghi, le regole sono uguali per tutti.

Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori, condivido lo spirito dell'intervento dell'onorevole Cherchi, però vorrei iniziare ricordando cosa fece un filosofo medico dell'antichità al quale fu chiesto di decidere in che luogo di Bagdad si dovesse situare un ospedale. Quel medico se la cavò egregiamente incaricando quaranta servi di piazzare quaranta pezzi di carne su quaranta pali, che fece presidiare giorno e notte, per poi decidere di costruire l'ospedale nel punto in cui l'ultimo pezzo di carne iniziò a putrefarsi.

Siccome tutto questo oggi non ha senso, credo che non abbia senso neanche che il Consiglio regionale, come ha detto lei, onorevole Cherchi, decida dove situare il nuovo ospedale, qual è il terreno migliore, perché non è compito suo. Noi abbiamo altro di cui occuparci, abbiamo già fatto troppe invasioni di campo in quelle che sono le competenze dei comuni, però ha fatto bene l'onorevole Diana a ricordare che Cagliari è il capoluogo della Sardegna e che pertanto non può subire un ridimensionamento del suo ruolo di città guida perdendo di colpo quattro ospedali. Quindi i cittadini cagliaritani hanno bisogno di essere tranquillizzati sul fatto che l'ospedale policentrico sarà tipizzato da "cagliaritanità", permettetemi questo neologismo assolutamente giustificabile.

Il fatto che nel Piano manchi il richiamo alla città di Cagliari ha un significato in politica e nessuno si deve scandalizzare se i cagliaritani difendono questa posizione. Io non sono cagliaritano per nascita, ma lo sono d'adozione, lo sono affettivamente, pur mantenendo l'orgoglio di essere di Desulo, cioè di un paese dell'interno, e ritengo giusta questa difesa da parte dei cagliaritani, che hanno certamente i vantaggi di vivere nel capoluogo della regione, ma ne hanno anche gli svantaggi. Pensate che cosa ha significato per Roma ospitare milioni di pellegrini quando è morto Papa Giovanni Paolo II: c'è stata una sorta di invasione, i cittadini che abitavano in determinate vie sono stati invitati a non uscire di casa, a non usare i mezzi pubblici, eppure i romani hanno sopportato tutto questo con una dignità che ha meravigliato il mondo. E Cagliari, nel suo piccolo, paga lo scotto di essere il capoluogo della regione: ogni volta che si fa una manifestazione sotto questo palazzo si blocca la città, lo sapete tutti. Quindi ci sono onori e oneri, però è giusto che Cagliari abbia il rispetto che merita da quest'Aula, anche perché non si è opposta al trasferimento - che anzi ha incoraggiato - a Monserrato dell'Ospedale Civile, l'ospedale più vecchio, orgoglio della città, così come non si è opposta alle proposte di trasferimento di enti importanti al di fuori delle mura cittadine.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà

MARRACINI (Gruppo Misto). Mi pare interessantissimo questo dibattito. Ho scoperto che Cagliari è il capoluogo della Sardegna, ed è una bella cosa! Poi sto bene qua, a quest'ora, con tutti voi! Secondo i miei calcoli ci vogliono ancora ottantotto ore per finire la discussione, giusto per farlo capire a chi stava dormendo, perché ci sono ancora 160 emendamenti su ciascuno dei quali si può intervenire per tre minuti e credo che i colleghi della minoranza non abbiano nessuna intenzione di cedere. Quindi abbiamo ancora molte ore da trascorrere qui dentro, cerchiamo di farlo nel modo migliore.

Credo che la "buonanima" dell'onorevole Pacifico abbia fatto il suo dovere in quel gruppetto di sciocchi che hanno lavorato in questi giorni. Lo dico perché mi sento appunto uno sciocco, non farò mai più una cosa del genere, lo giuro. In tre giorni abbiamo esaminato 400 emendamenti e siamo al dodicesimo giorno di discussione! Io mi sono assentato per andare a fare una commissione e quando sono tornato, due ore dopo, mi è sembrato che il tempo si fosse fermato. E' stato bellissimo, era una sensazione che non avevo mai vissuto in vita mia! Se continuiamo così, probabilmente, staremo in quest'aula anche la settimana prossima.

Credo sia palese che qualche errore, in termini di procedura, a un certo punto del nostro lavoro è stato commesso. L'ho detto tre ore fa, lo ripeto adesso, però se siamo in un contesto di sordi e probabilmente continueremo così per altre ottantotto ore. Sono contento di stare qui con voi! Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PETRINI (F.I.). Signor Presidente, gira e rigira siamo ancora all'ospedale policentrico. Ha detto bene l'onorevole Marracini, se non ricordo male anch'io avevo previsto che per approvare questo Piano, procedendo a un ritmo così lento, saremmo rimasti in aula per due mesi.

Insomma, io sono uno di quei fessi che hanno lavorato in Commissione.

(Interruzione)

Come non è vero? Mi ha sostituito Mariano Contu qualche volta, però ho partecipato anch'io, stia tranquillo, stia tranquillo! E abbiamo fatto un ottimo lavoro, arrivando a tratti quasi al litigio, ma raggiungendo sempre un accordo.

Ci fa male stare qui, cari colleghi, fa male alla nostra salute! A me soprattutto! Guardate l'Assessore, è qui da un paio di giorni, non ci lascia un minuto soli, per evitare, badate bene, che sbagliamo o che sbagliate! E mi dispiace, assessore Dirindin, che lei abbia questo ruolo ingrato, perché mi è molto simpatica, in fondo in fondo lei è una persona buona!

(Interruzioni)

Ragazzi, sto parlando seriamente! Io vi ho interrotto, scusate? E allora lasciatemi finire, per favore!

CONTU (F.I.). Frau, te ne vai per cortesia? Presidente, preghi il collega di tornare al suo posto, per cortesia.

PETRINI (F.I.). Dottoressa Dirindin, in fondo in fondo lei mi è molto simpatica, anzi mi sbilancio: le voglio bene, mi creda! Lei si sta rovinando l'esistenza per questo Piano e io non lo voglio assolutamente, perché effettivamente - l'ho detto altre volte, anche se poi i colleghi mi hanno strigliato dietro le quinte - lei è brava, è veramente brava! Perlomeno questo è ciò che penso io, non i miei colleghi.

Allora, cari colleghi, vogliamo tornare in Commissione? Carissimo presidente Soru, ci vuole far lavorare in Commissione?

PIRISI (D.S.). Gli ridia la parola, Presidente, gli lasci completare il concetto!

PRESIDENTE. Onorevole Petrini, purtroppo devo applicare la regola, anche se era proiettato in una dichiarazione d'amore!

PETRINI (F.I.). L'Assessore sta veramente lavorando per i sardi. Grazie, Assessore!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Signor Presidente, signor Assessore, meno male che ogni tanto qualche intervento ci risveglia, così facciamo compagnia al collega Marracini, che nel rientrare in aula dopo una breve assenza ha avuto l'impressione che il tempo si fosse fermato. Noi che eravamo qua ci siamo accorti che è ferma la maggioranza, non il tempo!

Caro collega Pirisi, mi fa piacere che sia qui vicino, perché è solidale con i cagliaritani ed è giusto che lei sia il primo a fare la battaglia per ripristinare quella dicitura che è scomparsa dall'emendamento nel passaggio dalla Commissione all'Aula. Qui non stiamo parlando di Aritzo; se fosse in discussione Aritzo discuterei anche di Aritzo, o di Sarule, non ho di questi problemi, ma non è in discussione nessuno di questi due comuni. Mi rivolgo alla Giunta: non capisco perché le parole del Presidente, persona che io stimo, non abbiano né aperto né chiuso la discussione che abbiamo iniziato col primo emendamento sulla ospedalità di Cagliari. Il Presidente ha detto che l'ospedale policentrico può sorgere a Cagliari o da altre parti, ma la domanda che è stata posta in tutti gli interventi è questa: perché non indicare Cagliari? Qualcuno dice che i numeri per modificare le cose li avrete anche dopo, il problema è che vogliamo almeno un po' di trasparenza. Presidente, lei non ha detto: "Ho trattato con i comuni". Il collega Cherchi dice: "Ovviamente, dopo discuteremo con i comuni", ma la concertazione si fa prima, non dopo! I comuni si sono lamentati e non diranno un bel niente sull'applicabilità di quello che stiamo scrivendo nel Piano! E al collega Cherchi dico: il parere preventivo non fa mai male!

Io ho sentito solo la versione del Sindaco di Quartu, che ovviamente ha dato la sua disponibilità a costruire l'ospedale policentrico a Quartu, ma non ho sentito il parere del Sindaco di Cagliari, che sicuramente non è stato interpellato sulla opportunità di realizzare questo ospedale a Cagliari. Chiedo alla Giunta di essere chiara! Magari cadono i pregiudizi se, supportati dai dati tecnici che ogni tanto arrivano in quest'Aula, ci dite: "E' più facile arrivare in quel tal paese che in un altro" oppure "A Cagliari non c'è sicuramente un'area idonea dove realizzare un numero congruo di parcheggi e che sia facilmente fruibile ", ma siate chiari!

Collega Porcu, se non deve essere a Cagliari la sede del nuovo ospedale basta dirlo, non ci sono problemi! Io non sono come lei, non ragiono per preconcetti. Basta dire: non sarà a Cagliari!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MASIA (Federalista-Autonomista Sardo). Signor Presidente, il tempo è breve e si potrebbero addurre molte ragioni per giustificare la scelta che stiamo portando avanti. Naturalmente non rinnego niente di quel che è stato deciso in Commissione.

La Commissione era favorevole a mediare e il risultato è, infatti, una mediazione, che può essere condivisibile oppure no. Io, naturalmente, mi sono tirato indietro, perché obiettivamente i cagliaritani avevano dalla loro parte delle ragioni, però, se volessi cercare degli argomenti convincenti ne troverei tanti. E sono principalmente tre le ragioni da addurre: la prima è di natura urbanistica; la seconda è la tanto decantata leadership di Cagliari, che si propone spesso come città metropolitana, per la sua dimensione, e poi, invece, ragiona in piccolo; la terza ragione è di carattere finanziario. Nessuno può negare che Cagliari sia una città densamente popolata, dove ci sono pochi spazi liberi e dove qualunque standard si possa recuperare è una ricchezza su cui i cagliaritani sicuramente devono riflettere e a cui non possono rinunciare. Se poi è una città metropolitana non capisco per quale motivo non debba proporsi come tale, visto che ha un territorio così vasto che non si sa dove finisca e dove inizino Quartu, Selargius e Pirri. La città di Cagliari coincide col suo territorio. Quante volte capita, a noi sassaresi, di dire: "Scendiamo a Cagliari" e invece ci fermiamo a Sestu? Quante volte ci capita di dire che stiamo andando a Cagliari ma dentro la città, in via Roma, non ci arriviamo perché abbiamo degli interessi nell'area vasta?

Detto questo, perché fermarsi, in questo momento, su una scelta precisa? Per quale motivo, visto che non esistono aree all'interno della città, dare un'indicazione precisa dettata dal mercato, che imporrebbe di sottostare a una o due offerte, il cui costo potrebbe anche inficiare il progetto che intendiamo realizzare? Io credo che ci voglia un minimo di concorrenzialità, un minimo di possibilità di entrare nel merito delle scelte urbanistiche per migliorare gli standard di cui questo territorio ha grande bisogno. Credo che su questo si debba riflettere per poter fare una scelta oculata al momento opportuno e consentire ai cagliaritani e a tutti quelli che hanno l'opportunità di entrare nel merito di questo argomento di decidere senza subire questa pressione, perché sono altri i problemi che abbiamo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LICANDRO (F.I.). Signor Presidente, intanto dopo le dichiarazioni di stima del collega Petrini all'Assessore della sanità e quelle del collega Randazzo al Presidente della Regione, mi trovo un po' in difficoltà, comunque dichiaro, a questo punto, la mia stima nei confronti del collega Marracini, che ha chiarito, in maniera finalmente decisa e senz'ombra di dubbio, che finché la Commissione (Commissione formata da persone che sono state definite in tanti modi e che io continuo a ritenere di volenterosi) ha lavorato noi abbiamo esitato centinaia di emendamenti. Non li ho contati esattamente, il collega Marracini ha detto che sono 400, mi fido della sua capacità di valutazione. Finché abbiamo lavorato in armonia, osservando ciò che dovrebbe caratterizzare maggiormente i nostri rapporti, e cioè il rispetto, abbiamo fatto pochissimi interventi nella discussione delle singole parti e solo qualcuno per dichiarazione di voto e siamo riusciti a esitare delle parti del Piano molto importanti, come quelle che riguardano il distretto, la salute mentale e la prevenzione. Ecco, allora mi domando: come è possibile che oggi abbiamo fatto tutta questa battaglia andando a toccare quello che probabilmente era un nervo scoperto? Chiaramente io non sono cagliaritano, frequento Cagliari solamente da qualche anno, da quando sono consigliere regionale, però ho cercato, ascoltando tutti gli interventi, di capire come mi comporterei io se mi dicessero che l'Ospedale Civile di Oristano è un fallimento, soprattutto dal punto di vista urbanistico. Non sono un esperto in urbanistica, anzi non ne capisco niente, e penso che se mi dicessero che quell'ospedale va spostato a Zerfaliu perché lì si è individuato un sito migliore, non solo avrei da ridire, ma farei una battaglia feroce, come credo tutti quelli che come me si sentono oristanesi doc. Allora, mi chiedo: tutte le considerazioni che ha fatto il collega Masia - quindi mi riallaccio alla domanda che ha posto il collega Capelli - per quale motivo non sono state fatte in Commissione? Perché in Commissione non ci è stato spiegato che per tutti questi motivi, che possono essere anche sacrosanti, non era opportuno indicare Cagliari nell'emendamento di sintesi che abbiamo tutti condiviso? Probabilmente ce ne saremmo convinti e ci saremmo risparmiati un'intera giornata qui in aula in un clima di grande tensione, che certamente non aiuta nessuno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. In questo clima che va migliorando, voglio intervenire anch'io per dire che ho apprezzato e condivido il concetto espresso dal consigliere Diana in gran parte del suo intervento, e cioè che tutto sommato quest'Aula merita un comportamento e un dibattito migliori. Merita un comportamento migliore, che è dato sicuramente dall'agire, dal muoversi, da diverse cose, ma soprattutto dalla qualità del dibattito e dalla volontà che esso sottende. Non è certo apprezzabile il fischio che si è sentito poc'anzi, ma credo si sia trattato di un segno di esasperazione che dipendeva molto dalla qualità del dibattito di questi giorni.

Peraltro vorrei approfittarne, poiché ci siamo richiamati tutti alla figura del pastore usando questa parola in modo quasi dispregiativo, per ricordare che siamo tutti nipoti o pronipoti di pastori in questa regione. E i pastori, che sono persone libere, serie, molto spesso sagge e di poche parole, in questo caso avrebbero forse potuto insegnarci qualcosa. Ne approfitto anche per dire che si può elevare la qualità del dibattito evitando di richiamare, ogni volta, chissà quali misfatti, chissà quali reati, chissà quali cose nascoste e magari anche problemi totalmente diversi da quelli di cui si discute.

Il consigliere Milia ha chiesto come mai abbiamo comprato un'area per fare un campus. Semplicemente perché il Presidente dell'ERSU - nominato dal centrodestra - prima del 2004 ha stipulato un contratto d'acquisto di quell'immobile. Noi abbiamo cercato in tutte le maniere di svincolarci da quel contratto, non ci siamo riusciti e l'abbiamo dovuto onorare. Allora abbiamo cercato di migliorarne diversi aspetti che ora non interessa ricordare.

Il tempo a mia disposizione è quasi finito, ma se può servire a ridurre il vostro disagio vi dico che è vero che si era raggiunto un accordo nella Commissione di volenterosi, ma direi che siamo tutti volenterosi, anche noi della Giunta che non abbiamo partecipato a quella Commissione. L'assessore Dirindin, volenterosamente, ha viaggiato per due anni...

PRESIDENTE. Prego, Presidente.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Posso intervenire successivamente.

PRESIDENTE. Concluda pure, Presidente, prego.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Dicevo che volenterosamente l'assessore Dirindin ha viaggiato per due anni, ma poiché siamo tutti esseri umani le persone che hanno partecipato a quella riunione della Commissione possono aver sbagliato o possono aver avuto un'opinione che non coincide con quella di altri volenterosi della Giunta. Allora, loro avevano un'opinione diversa dalla nostra e siccome non è necessario né imporre la nostra opinione né impedire che anch'essa sia tenuta in considerazione, perché scandalizzarsi se c'è un'opinione diversa? Ha diritto di cittadinanza anche l'opinione della Giunta in questo dibattito o no? Se la risposta è sì, non credo che si debba vanificare tutto il buon lavoro che avete fatto vada vanificato solo perché anche noi vogliamo partecipare a questo dibattito.

E allora parliamo del merito: perché "città di Cagliari" e non eventualmente "area di Cagliari"? La proposta della Giunta è quella di scrivere "area di Cagliari" per quanto riguarda l'ubicazione del nuovo ospedale di Cagliari, anche perché non credo che si facciano gli interessi della città confondendo la città stessa con l'area daziaria. Potevano farlo nel 1800, ma direi che una cosa del genere oggi è abbastanza fuori luogo.

A volte l'intuito è utile e credo che sia abbastanza intuitivo che l'ospedale che fu progettato da Gaetano Cima oggi non è più utile. Allora rispettiamo tutti la memoria dei suoi antichi benefattori destinando l'edificio a qualcosa di diverso, magari ancora legato alla medicina, alla sanità, all'università, ma quelle donazioni non devono essere una condanna sulla qualità dell'offerta di salute nel 2000.

Insomma, io richiamerei l'Aula alla ragionevolezza. Vogliamo parlare di questo argomento per un'altra ora ancora? Facciamolo, però, poi, lasciamolo da parte, continuiamo a riferirci a tutto quello che di buono la Commissione ha fatto e magari riduciamo il disagio di tutti.

PRESIDENTE. Colleghi, avendo concluso la lunga, lunghissima serie delle dichiarazioni di voto sull'emendamento numero 469, procediamo alla votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, avevo chiesto la votazione nominale su questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha ragione, onorevole Vargiu, ma è passato tanto di quel tempo dal primo intervento!

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 469.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CONTU - DEDONI - DIANA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MURGIONI - PETRINI - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANJUST - SANNA Matteo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - SORU - UGGIAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - CALIGARIS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 66

votanti 64

astenuti 2

maggioranza 33

favorevoli 20

contrari 44

(Il Consiglio non approva).

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto sull'emendamento numero 482. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, esprimo il mio voto a favore dell'emendamento numero 482, che consente di fare delle riflessioni su quel che il presidente Soru e altri colleghi della maggioranza hanno detto.

L'emendamento riguarda l'Ospedale Marino di Cagliari, cosa significa questo? Se qualche collega di buona volontà avesse desiderio di leggere l'emendamento sull'Ospedale Marino potrebbe capire che cosa noi intendevamo dire quando abbiamo dichiarato di non essere affatto convinti che fosse un'idea buona chiudere determinati ospedali di Cagliari. Noi abbiamo detto che l'idea della chiusura dell'Ospedale Marino e dell'Ospedale Santissima Trinità è un'intuizione, ma un'intuizione da supportare, di cui discutere, su cui ragionare. E' per questo che non siamo convinti che l'intuizione sulla ubicazione dell'eventuale nuovo ospedale sia buona quanto quella della chiusura di ospedali esistenti. L'intuizione della chiusura è l'intuizione del barbiere, perché ha ragione il presidente Soru, se si entra al San Giovanni di Dio magari viene in mente che Gaetano Cima l'ha progettato 150 anni fa e quindi può essere chiuso, ma ci saranno dei dati, ci sarà un supporto, ci sarà uno studio analitico, ci sarà qualcuno che avrà valutato i bisogni! Non l'abbiamo mai saputo, presidente Soru. Lei fa cenno di sì e io sono convinto che ci sia uno studio in tal senso, ma noi non l'abbiamo mai visto, non ne abbiamo mai saputo niente.

I cagliaritani hanno il diritto di sapere se la risposta storica che è stata data attraverso gli ospedali di Cagliari è da considerarsi esaurita ed è quindi necessario che 750 posti letto per acuti spariscano e gli altri 750 siano riservati all'area di Cagliari? E' una risposta che serve, perché parlare di pianificazione ha senso solo se c'è una pianificazione.

Per quanto riguarda, presidente Soru, il suo apprezzamento per il lavoro fatto dai volenterosi, tra cui ovviamente includiamo tutti coloro che sono presenti in quest'aula, il ragionamento è un altro: si era detto che i volenterosi avevano un mandato pieno, per cui se fossero arrivati a delle considerazioni condivise queste sarebbero rimaste tali. Se ci fosse stato detto che c'erano altri volenterosi che, però, in quel momento non potevano partecipare, li avremmo aspettati e avremmo ragionato insieme a loro, perché è inutile ripetere in aula lo stesso ragionamento che è stato fatto dai volenterosi, non ha senso, è una pratica ostruzionistica che evidentemente la maggioranza sta attuando perché non ha interesse ad approvare il Piano, avendo da gestire altri problemi che sono estranei alla logica di questo documento. Altra spiegazione non ci può essere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Voto a favore dell'emendamento numero 482, che non credo tutti i colleghi abbiano letto. Vorrei precisare che questo emendamento, che dimostra come il lavoro svolto in particolare dai nostri colleghi più volenterosi, ma sicuramente dal primo firmatario, l'onorevole Vargiu, tende effettivamente, in maniera altamente qualificata, a controproporre alle scelte strategiche contenute in questa parte del Piano un ragionevole convincimento che rafforza l'idea che la rete ospedaliera esistente, sia pure limitata e con grandi carenze e anche diseconomie, obbedisce a una logica nel rapporto tra l'area urbana e i servizi sanitari esistenti.

Ciò che si dice riguardo all'Ospedale Marino è che per il suo posizionamento geografico e anche per l'integrazione, forse limitata attualmente, tra le strutture di nuova concezione, cioè unità spinale e terapia iperbarica, come dice l'emendamento, e quelle ospitate nel corpo di fabbrica principale, questo ospedale costituisce un valore da salvaguardare.

Ricordo che ero consigliere comunale quando fu inaugurato il nuovo Ospedale Marino nella struttura alberghiera dell'ex albergo ESIT; inaugurazione fatta dall'allora direttore Igino Meloni, che vantò in maniera enfatica, fino all'eccesso direi, l'utilità di quella scelta e la tenacia con cui si arrivò a quel risultato. Dov'è finito l'orgoglio testimoniato da ciò che disse l'allora amministratore dell'Unità Sanitaria Locale numero 21? Chi in quest'Aula ha ereditato il nome e anche la tradizione politica oggi si appiattisce, invece, su una soluzione che non sappiamo davvero dove porterà. Era sbagliata allora la scelta? Non è assolutamente più utile tenere una struttura di questo tipo? Questo emendamento dimostra analiticamente che invece è utile, così come è possibile un'integrazione tra rete urbana e modernità della struttura ospedaliera se si mettono energie, fantasia e capacità progettuale. Ed è per questo che insistiamo ancora e cerchiamo di dimostrare che è possibile una scelta diversa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vittorio Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Signor Presidente, leggo il secondo capoverso dell'emendamento: "E' per questo che la sua attuale offerta sanitaria deve essere tutelata e potenziata, anche in relazione alla sua centralità geografica rispetto al Comune di Quartu e alla fascia costiera, ad alta densità di popolazione, che innalza significativamente i propri livelli demografici nel corso del periodo estivo". Questa affermazione, cari colleghi, l'ha fatta anche il Sindaco di Quartu, come Presidente del distretto, quando è stato audito in Commissione, e non capisco perché i membri di maggioranza della Commissione non l'abbiano recepita. E' una dichiarazione di principi, sia per la storia che per le prospettive che in quel momento il sindaco forse non aveva, che non toglie niente al Piano. Si chiede solo che la città di Quartu continui a usufruire dei servizi dell'Ospedale Marino. E' naturale che, successivamente, essendogli stato chiesto di individuare un'area per l'ospedale policentrico, il Sindaco di Quartu, da serio amministratore qual è, si sia impegnato a cercarla.

Dichiaro il mio voto favorevole all'emendamento numero 482. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, intendo esprimere il mio voto a favore dell'emendamento numero 482, che coglie uno dei temi dell'ospedalità cagliaritana al servizio dell'area cagliaritana, riguarda cioè l'Ospedale Marino, che risponde alle esigenze non solo di questo territorio, in quanto è ancora oggi centro di riferimento per la sua attività traumatologica, ortopedica e chirurgica. Quel che si chiede in questo emendamento è il potenziamento della funzione di questo ospedale, soprattutto in considerazione del periodo di transizione sino alla realizzazione dell'ospedale policentrico.

Credo che l'attività svolta da questo ospedale, prima nella vecchia struttura e poi nella nuova - si fa per dire -, cioè nell'ex albergo ESIT, trasformato in struttura ospedaliera, fosse finalizzata non solo a impegnare la struttura, ma soprattutto a offrire all'area cagliaritana servizi importanti, che oggi si intende eliminare da quel contesto a causa della vetustà e inadeguatezza degli edifici e quant'altro nel Piano è detto. Ritengo che questa scelta sia condizionata da tanti fattori e non penso, per le cose che ho già detto, che si possa procedere alla dismissione di questo presidio prima che sia realizzato il nuovo ospedale.

Per cui, la validità di questo emendamento sta proprio in ciò che l'esperienza insegna: la trasformazione dell'ex albergo ESIT ha richiesto tanti anni e un impegno finanziario notevole (in un'ala dell'ospedale manca addirittura l'acqua calda!) e credo che la realizzazione del nuovo ospedale richiederà ugualmente tanti anni non solo per la progettazione, ma anche per la costruzione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, intervengo sull'emendamento numero 482 anche a seguito delle dichiarazioni rese dal collega Porcu, che continua a parlare di ostruzionismo.

Collega Porcu, l'ostruzionismo lo sappiamo fare per averlo imparato nella precedente legislatura, quando gli emendamenti erano sistematicamente soppressivi di commi, di capitoli, di articoli, di tutto. Questo emendamento è aggiuntivo, pertanto nulla toglie a ciò che è scritto nel Piano, anzi lo integra e lo migliora. Questo è lo spirito con cui è stato presentato. Allora, parlare di ostruzionismo quando si discute un emendamento come il 482 è offensivo nei confronti del collega che lo ha presentato, in questo caso il collega Vargiu, e di tutti coloro che lo hanno sottoscritto e lo sostengono, ed è perciò compito nostro sostenere questo emendamento. In questo emendamento non si dicono cose banali, si dicono cose importantissime, alcune delle quali sono state richiamate nel dibattito, così come è stato richiamato il Sindaco di Quartu, è stato richiamato colui che, a gran voce, ha voluto a suo tempo l'ospedale policentrico, sono state richiamate diverse questioni della massima importanza, quindi non è ostruzionismo. E mi meraviglia che questo emendamento, l'emendamento precedente e quello successivo non abbiano avuto nella Commissione un riconoscimento. Il collega Pacifico ne dovrà rendere conto di questo, e non solo lui, ma forse anche altri colleghi della maggioranza che non si sono impegnati sufficientemente per portare a sintesi ciò che noi abbiamo chiesto e che io personalmente continuo a chiedere.

Ora, ringrazio il presidente Soru per le cose che ha detto nei miei confronti, però devo dire che il suo intervento non è servito a fare chiarezza su quelli che sono gli intendimenti del Governo regionale. E' pur vero che la pianificazione urbanistica può incidere, come ha detto l'onorevole Masia, e sono necessarie ingenti risorse finanziarie per mettere mano a questa iniziativa. Non so se la manovra finanziaria per il 2007 sia ancora uno stralcio, un qualcosa che deve essere modificato, ma mi risulta che sia già stata presentata dal presidente Soru e io sfido i colleghi - chi non l'avesse ancora fatto ha sempre tempo per farlo nel fine settimana - a individuare dove è possibile reperire le risorse necessarie per ciò che ci stiamo proponendo di fare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Colleghi, se mai ce ne fosse bisogno, questo emendamento dimostra più cose. Nell'annunciare il mio voto favorevole, dico intanto che da parte nostra non c'è nessuna malevolenza nei confronti della città di Quartu Sant'Elena, a cui riconosciamo il diritto di avere l'Ospedale Marino, che è l'ospedale dei quartesi, ma svolge un ruolo importante anche rispetto alle esigenze che si manifestano durante la stagione turistica. Riconosciamo che questo ospedale necessita di un potenziamento dal punto di vista del personale, delle attrezzature e della struttura, che, lo sappiamo tutti, era nata per essere un albergo. E la città di Cagliari avrebbe fatto bene a non rinunciare a quei pochi alberghi che aveva sul mare, a iniziare dall'Hotel Moderno. L'unico rimasto ormai è l'Hotel Mediterraneo, che comunque è assolutamente inadeguato ai bisogni della città. L'Ospedale Marino, tutto può essere, fuorché un ospedale. Basta parlare con i medici che vi lavorano per rendersene conto. Pur affacciandosi su un panorama bellissimo - e lavorare in un posto come quello è di per sé gradevole - l'ospedale al suo interno è assolutamente inadeguato. Io c'ero altro giorno, mi avete visto col braccio ingessato, e vi posso assicurare che il giorno che i NAS, in seguito alle indicazioni del Governo, hanno ispezionato tutti gli ospedali, nel reparto di chirurgia della mano dell'Ospedale Marino mancava, come ha detto l'onorevole Contu, l'acqua calda. Credo che non sia una cosetta da poco! I NAS non se ne sono accorti, però qui dentro ce lo possiamo dire: questo ospedale va chiuso e bene ha fatto la Giunta a dire che va spostato in una struttura moderna, adeguata ai bisogni della società.

Noi riconosciamo che la città di Quartu ha il diritto di avere un ospedale nel suo territorio, però non è neanche vero che Cagliari sia priva di aree in cui ubicare, in maniera adeguata, un ospedale che sia punto di riferimento di un'organizzazione policentrica. La gran parte dell'utenza che proviene dal Medio-Campidano e dal Sulcis arriva a Cagliari dalle strade statali 130 e 131. E tutti sappiamo, o per lo meno lo sa chi conosce la geografia di questo territorio, che la Piana di San Lorenzo, circa cinquecento ettari di terreno che arrivano fino alla periferia di Sestu, è in territorio di Cagliari. Quindi non è vero che Cagliari non ha aree; possiamo avere altre riserve, possiamo avere di tutto, ma a Cagliari esistono le zone dove ubicare dignitosamente l'ospedale policentrico.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Io voterò contro questo emendamento. Riprendo alcuni ragionamenti che, a pieno titolo, facevano colleghi del Sassarese, di Guamaggiore e di altri territori e città, per dire che qua nessuno vuole impoverire o depauperare di servizi generali di prima grandezza, come i presidi ospedalieri di cui si parla, la città di Cagliari. Si delinea un percorso, che peraltro non deve essere pensato esclusivamente da chi sta in quest'Aula, ma deve essere condiviso anche da altri soggetti, per esempio dalle autorità locali e dai soggetti sociali dell'area urbana di Cagliari. Quindi va fatto un ragionamento più partecipato e noi siamo favorevoli alla partecipazione anche di questi soggetti.

Badate, prima qualcuno diceva che l'Ospedale Marino è nato come albergo e il Santissima Trinità come casermetta, cioè stiamo parlando di strutture che avevano tutte un'origine diversa da quella attuale, che quindi sono costate risorse finanziarie ingenti. E nonostante le risorse finanziarie ingenti, il Marino è un cantiere sempre aperto e così pure altri ospedali, che non hanno neppure l'acqua calda. Non hanno l'acqua calda!

Ha detto bene il collega Liori, queste cose vanno riviste, quindi bisogna avere un po' di considerazione nei confronti di chi sta da questa parte, evitando di utilizzare strumentalmente una buona intenzione, girandola, come si suol dire, in un'operazione di tipo corporativo e territoriale, a vantaggio della speculazione politico-elettorale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Rinuncio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Io voterò a favore dell'emendamento numero 482, che, come giustamente diceva il collega Diana, nulla toglie alla programmazione posta in questo paragrafo per le strutture sanitarie della ASL numero 8. Essendo aggiuntivo, questo emendamento concorre semplicemente a spiegare e individuare meglio gli interventi da programmare per l'Ospedale Marino di Cagliari.

Approfitto dell'occasione per spiegare meglio un concetto che ho esposto in un precedente intervento e che potrebbe essere stato travisato. Signor Presidente, in quest'Aula, come nella politica italiana, ci sono stati dei grandi uomini, che sono diventati tali per la loro capacità di tenere unite maggioranze e partiti e di sapersi confrontare. Lei prima ha fatto un esempio che dimostra tutta la sua grande capacità nel gestire il ruolo ma non le ragioni, perché se lei avesse partecipato a quella riunione della Commissione e avesse posto le sue ragioni pariteticamente con i componenti della Commissione si sarebbe trovato in minoranza e, quindi, accettando un ruolo di minoranza, avrebbe gratificato la maggioranza di quel pensiero. Perciò lei in questo caso ha esercitato non la forza di una ragione, ma la forza di un ruolo. La forza della ragione è ciò che rende e che ha reso in quest'Aula. E' scomparso qualche giorno fa un grande Presidente della Regione che usava con grande sacrificio e con grande umiltà la forza della ragione per costruire una grande Regione. La forza del ruolo è una cosa completamente diversa, ed è quella che lei ha esercitato in questo caso.

Non entro nel merito del discorso sulla ubicazione dell'ospedale policentrico. Rispetto chi meglio di me conosce questa realtà e le esigenze, e se queste esigenze fossero da lei rappresentate e io le condividessi non avrei nessun problema a rendere pubblica la mia condivisione. E' la differenza fondamentale della forza della ragione rispetto alla forza del ruolo.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 482. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 478. I primi tre capoversi di questo emendamento sono superati da un emendamento orale, che è stato approvato nella seduta antimeridiana.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, intervengo sulla parte che lei ha giudicato non superata; la parte che forse è stata superata da un precedente emendamento già approvato ovviamente la considero ricompresa in quell'emendamento.

Dichiaro, intanto, il mio voto a favore dell'emendamento numero 478. Mi sembra che il ragionamento sull'Ospedale Binaghi, sul quale peraltro la maggioranza ha acceduto a valutare positivamente alcune delle considerazioni svolte dalla minoranza, fosse uno dei ragionamenti centrali per quanto riguarda l'ospedalità cagliaritana. Cercando di spogliarmi delle logiche di campanile devo dire intanto che nell'ambito dell'ospedalità cagliaritana una struttura, l'INRCA, è già chiusa, due strutture, il Marino e il Santissima Trinità, sono superate e quindi sono da considerarsi in fase di chiusura, un'altra struttura, quella del Cima, come è stato detto più volte dalla maggioranza di governo della Regione, va superata in quanto offre una risposta sanitaria che sicuramente non è da terzo millennio. L'ultimo degli ospedali rimasti, cioè il Binaghi, sostanzialmente, in base al piano aziendale presentato a maggio dalla ASL numero 8, è destinato a perdere una parte fondamentale del suo ruolo per diventare, in larga misura, una sorta di poliambulatorio integrato nel territorio, che fornisce prestazioni più che altro legate all'attività di prevenzione, soprattutto per quanto riguarda le patologie femminili. Può darsi che in questo vi sia della ragionevolezza, ma per poterlo dimostrare è necessario che il tutto sia inserito all'interno di una pianificazione reale.

Il collega Pirisi chiedeva: "Non vi convince la nostra pianificazione?" Collega Pirisi, il problema è che non c'è una pianificazione. E' possibile che voi abbiate una buona pianificazione sull'ospedalità cagliaritana da qualche parte, ma ciò che avete sottoposto al nostro giudizio, attraverso il Piano sanitario, sono semplicemente delle intuizioni; intuizioni assolutamente generiche e sostanzialmente condivisibili. Se mi dite che il San Giovanni di Dio è un ospedale vecchio, perché progettato da Gaetano Cima intorno al 1850, io concordo con voi, avendovi tra l'altro esercitato la mia vita professione per tanti anni, però questo non significa che ci sia uno studio dei bisogni, una rilevazione dell'esistente e una proposta su ciò che va fatto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LICANDRO (F.I.). Signor Presidente, intanto mi fa piacere che la discussione sia tornata sui binari della normalità e della serenità. Non vorrei che gli ospedali Marino e Binaghi non suscitassero lo stesso interesse che hanno suscitato altre strutture. Approfitto di quest'attimo di calma, anche se ho l'impressione che dopo la discussione dei prossimi quattro emendamenti torneremo a parlare dell'ospedale policentrico di Cagliari.

L'Ospedale Binaghi, per me che abito e lavoro come operatore della sanità nella provincia di Oristano, è certamente uno dei presidi cagliaritani al quale sono molto legato. Questo legame sta tutto nella parte iniziale dell'emendamento numero 478, su cui dichiaro il mio voto favorevole, in cui si dice che l'Ospedale Binaghi svolge un ruolo fondamentale nel panorama sanitario di diverse province per quanto riguarda le patologie respiratorie. Siccome ho sempre avuto l'abitudine, come medico, di seguire i miei pazienti anche quando vengono ricoverati, e soprattutto quando il ricovero si protrae per lungo tempo, sono andato al Binaghi tantissime volte e quindi conosco perfettamente quelle corsie, oltre che le figure professionali di primo piano che vi operano e certamente i medici, che hanno rispetto di tutti noi. In questo ospedale ci sono di sicuro dei reparti di degenza medica assolutamente insostituibili, dove vengono trattate delle patologie che altrimenti dovrebbero essere trattate in altri reparti, ma senza le stesse possibilità di cura. Ecco perché sono un po' preoccupato e sono convinto che, al di là delle considerazioni di parte, prima di trasformare questo ospedale in un poliambulatorio dovremmo pensarci bene. Questo perché più che un ospedale il Binaghi rappresenta, per usare le parole del collega La Spisa, un valore da salvaguardare.

Resto del parere che, in ogni caso, sia una struttura che va certamente potenziata, creando un unico dipartimento d'organo che possa passare anche attraverso la razionalizzazione dei posti letto complessivi, legando naturalmente il tutto all'appropriatezza dei ricoveri.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Non parlerò più, stasera, per dichiarazione di voto, così tranquillizzo qualche collega che ha molta fretta d'andar via, però vorrei intervenire sull'ordine dei lavori, Presidente. L'ho fatto in apertura di seduta, stasera, rivolgendomi al presidente Secci, per sapere a che ora finiranno i lavori odierni e se è confermata per domani la convocazione dell'Ufficio di Presidenza per le ore 9 e 30 e l'insediamento della Commissione d'inchiesta, nonché l'inizio dei lavori dell'Aula alle 11 e 30.

Il presidente Secci mi ha assicurato che non appena lei fosse arrivato in aula avrebbe risposto alla mia richiesta, ma siccome all'una e 16 del 19 gennaio non ho ancora ricevuto una risposta, mi rivolgo a lei sperando di ottenerla.

PRESIDENTE. Onorevole Cappai, la convocazione dell'Ufficio di Presidenza è confermata, è invece revocata la convocazione della Commissione d'inchiesta per l'elezione del Presidente. Non sono in condizioni di dare indicazioni sugli orari di lavoro dell'Aula, perché non mi è stato consentito di fare la programmazione dei lavori. L'andamento della discussione di questa sera è tale per cui il tema è libero, il tempo è libero, il modo di procedere è assolutamente libero. Siccome devo garantire che il Piano sanitario sia approvato in un tempo ragionevolmente certo, procediamo in questo modo.

CAPPAI (U.D.C.). Anche domani?

PRESIDENTE. L'Aula lavorerà nell'intera giornata di domani e di dopodomani, così come stabilito dalla Conferenza dei Presidenti di Gruppo.

Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). L'Ospedale Binaghi insiste senz'altro su una delle aree di maggior pregio della città di Cagliari e ha svolto un ruolo importantissimo nella storia della cura delle malattie pneumologiche. Nacque come sanatorio, uno di quei sanatori che hanno ispirato dei capolavori della letteratura italiana e dove tantissimi scrittori, tra cui anche il nostro Giuseppe Dessì, si sono ritrovati a fare esperienza di vita.

L'edificio del Binaghi è stato recuperato - così come capitò, peraltro, alla Clinica pediatrica di Cagliari, che venne costruita nel periodo in cui si verificò una tristemente nota epidemia di poliomielite - per destinarlo a un uso più consono e più attuale. Però, in effetti, io non credo molto nella organizzazione della sanità per settori, seppure molte nazioni la adottino. A Rotterdam c'è un centro di patologia toracica che si occupa di tutto: cardiologia, pneumologia e tutto ciò che può interessare quella zona del corpo, come la patologia del mediastino, e che può essere sottoposto a cura in un unico centro. Io ho un'altra visione, anche se ritengo che questo tipo di organizzazione, come qualche collega ha ricordato, potrebbe essere risolutivo.

Quel che non capisco è la ragione per cui, con disinvoltura, contemporaneamente alla richiesta di chiusura o di riconversione e destinazione ad altro uso dell'Ospedale Binaghi, nell'ex Ospedale Psichiatrico un padiglione importantissimo, di dimensioni veramente notevoli, sia stato concesso dal Direttore generale della ASL a un'associazione privata che, per quanto si occupi di patologie psichiatriche, è comunque "targata".

Ho avuto modo di ricordare, durante i miei precedenti interventi sulla psichiatria, che si è voluto "socializzare" la cura delle malattie mentali affidandola ad associazioni e dando valore e rilevanza in particolare a un'associazione di categoria che oggi occupa appunto un padiglione dell'ex Ospedale Psichiatrico, che è stato ristrutturato e che potrebbe essere destinato a ospedale. Io veramente non riesco a capire la disinvoltura con cui questi edifici vengono assegnati a delle associazioni che potrebbero tutt'al più occupare un appartamentino periferico!

Comunque, il Binaghi è certamente una di quelle strutture che possono essere utilizzate dal mondo sanitario o universitario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, annuncio il mio voto favorevole all'emendamento numero 478. Vale per il Binaghi lo stesso ragionamento che è stato fatto per gli altri presidi ospedalieri. Qui, come diceva l'onorevole Liori, entriamo nel cuore della città, siamo in una zona di particolare pregio ambientale. Insomma, dicevo prima che il presidente Soru non ha chiarito quale sia la volontà del Governo regionale sulla effettiva ubicazione dell'ospedale policentrico di Cagliari, ma, come diceva il collega Licandro, fra breve questo discorso sarà certamente riaperto.

Sarebbe bastato esaminare quell'emendamento prima e probabilmente avremmo evitato quattro ore di discussione, ma non c'era la volontà di accogliere gli emendamenti già discussi così come non c'è la volontà di accogliere l'emendamento che esamineremo tra circa un'ora, per cui discuteremo ancora di questo argomento.

Onorevole Soru, io non sono il Sindaco di Cagliari, ma spero che lui faccia ciò che sto per dire. Quando si chiuderanno le quattro strutture ospedaliere che insistono nel centro abitato di Cagliari e che, a detta vostra, hanno creato e creano problemi alla città, perché gravano di servizi, gravano di servitù, gravano di tutta una serie di problematiche connesse con la frequentazione della città, quanto meno il Sindaco di Cagliari dovrà chiedere di rientrare immediatamente in possesso dei relativi edifici, che non possono rimanere patrimonio della Regione Sardegna ma devono diventare patrimonio della città di Cagliari. Non può essere diversamente, quindi scordiamoci che si possano alienare quei beni eventualmente per finanziare o partecipare alla costruzione del nuovo ospedale che non sarà di Cagliari, questa volta, ma dell'hinterland di Cagliari, come voi avete detto.

Vi è stato dimostrato che Cagliari ha delle aree sufficientemente ampie per ospitare anche il nuovo ospedale e non si capisce per quale motivo stiamo girando attorno a questa questione. E' questo che spaventa, segno evidente che c'è un'idea diversa, che non è certo quella di mantenere all'interno della città di Cagliari una struttura straordinariamente importante e certamente nuova per quel che riguarda la sanità sarda.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, esprimo il mio voto a favore dell'emendamento numero 478, che tratta dall'Ospedale Binaghi oggetto, in questo Piano sanitario, di un ridimensionamento delle funzioni fino ad oggi espletate anche come centro di riferimento per le malattie pneumologiche.

Questo ospedale, che ha subito già qualche scorporo (sappiamo del trasferimento della chirurgia toracica) dovrebbe diventare una di quelle strutture da accorpare al "realizzando" (uso questo termine con buona speranza) ospedale policentrico, di cui parleremo ancora in occasione della discussione dei prossimi emendamenti e sul quale abbiamo ancora qualche concetto da esprimere, oltre a ciò che riguarda la sua ubicazione.

L'Ospedale Binaghi, per il quale è previsto uno smantellamento o quanto meno una trasformazione in struttura prevalentemente poliambulatoriale, riutilizzando i reparti oggi dedicati alla chirurgia, continua a ospitare il Centro trapianti di cellule staminali e il Centro per la sclerosi multipla e, comunque sia, rispetto a quelli che sono gli obiettivi del Piano, rimane "polo pneumologico della rete regionale, con Sassari e Nuoro, riferimento territoriale per il sistema respiratorio". Credo che questo ospedale, ubicato nel centro di Cagliari e a ridosso di un'area di grande valenza ambientale, confinante con il parco di Monte Urpinu e il parco di Molentargius, costituisca un patrimonio che dovrebbe essere valorizzato appunto per la sua ubicazione e per la sua ricchezza ambientale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, prendo la parola relativamente alla parte dell'emendamento numero 478 non accolta nell'emendamento già approvato di cui si è detto, perché, come è stato già ampiamente esposto dai colleghi che sono intervenuti, per il trattamento di patologie così importanti come quelle respiratorie, il superamento di questo ospedale, oltre alla chiusura dell'INRCA, non solo elimina un altro presidio ospedaliero di Cagliari, secondo questa benedetta pianificazione del Piano sanitario, ma annulla, in via definitiva, un centro di riferimento specifico per il trattamento delle malattie pneumologiche.

Ora io mi chiedo: se si elimina la chirurgia toracica, pensate che la rianimazione, l'anatomia patologica, la radiologia, la farmacia, il laboratorio possano dare delle risposte positive? Credo di no, e ridurre un'ospedalità che ha garantito un servizio così…

(Interruzione del consigliere Pirisi)

Onorevole Pirisi, mi deve dire che cosa la spinge, a quest'ora…

PIRISI (D.S.). E' ora di finirla!

DEDONI (Riformatori Sardi). Onorevole Pirisi, la si finirà, però bisogna capire che c'è necessità di un approfondimento. Debbo dire che ho apprezzato l'intervento del presidente Soru, che ha riconosciuto effettivamente…

(Interruzioni)

Ma questa serata va trascorsa! Credo che questa serata vada trascorsa, perché va approfondita tutta la parte più importante del Piano, che fino adesso non è stata trattata. Credo che sarà opportuno confrontarsi…

(Interruzioni)

Ecco, allora, se abbiamo colto questo punto, possiamo fare dei passi in avanti anche per domani.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PETRINI (F.I.). Signor Presidente, io sono favorevole all'emendamento numero 478. Perché? Perché l'Ospedale Binaghi è diventato abbastanza completo, dico abbastanza, perché volete eliminare la chirurgia.

Il Binaghi l'ho visto, diciamo, agli inizi…

LAI (D.S.). Sì, nell'Ottocento!

PETRINI (F.I.). Nel Novecento, stai sbagliando! Non fare lo spiritoso, non siamo a Sassari, siamo a Cagliari!

PIRISI (D.S.). Anche Leopardi c'è passato!

PETRINI (F.I.). Io ricordo quando all'Ospedale Binaghi si curava la TBC.

CUGINI (D.S.). Era Ghinami, non Binaghi!

PETRINI (F.I.). Cugini, mi sei simpatico, non fare lo spiritoso!

Posso, Presidente? Ma non si può parlare seriamente!

PRESIDENTE. Onorevole Petrini, non si rivolga a chi la sta interrompendo, prosegua.

PETRINI (F.I.). Mi rivolgo a lei, Presidente.

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, lasciate proseguire l'onorevole Petrini. Grazie.

PETRINI (F.I.). Io ricordo quando al Binaghi si curava la TBC, malattia grave per la Sardegna, e soprattutto la silicosi. Ricordo quel periodo, c'erano tantissimi pazienti e si eseguivano anche degli interventi chirurgici. Oggi, voi, volete eliminare il reparto di chirurgia toracica. Che cosa ce ne facciamo di un ospedale per la cura delle malattie respiratorie dove non c'è la chirurgia toracica? E' un ospedale monco, monco veramente!

Presidente, mi creda, io ho lavorato in quell'ospedale, per diciannove anni, sei mesi e un giorno…

PIRISI (D.S.). Vergogna, un pensionato baby!

PETRINI (F.I.). E ho seguito passo a passo…Era chirurgo di quell'ospedale il professor Brotzu. Così la smettono! Era molto bravo il professor Brotzu, molto bravo!

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, lasciamo parlare l'onorevole Petrini.

Onorevole Caligaris, ho preso atto della sua richiesta, ma interverrà, anche se intende parlare sull'ordine dei lavori, quando sarà il suo turno.

Prego, onorevole Petrini.

PETRINI (F.I.). Grazie, Presidente. Dicevo che il chirurgo responsabile, molto bravo, era il professor Brotzu.

Presidente, adesso il Piano sanitario prevede, nell'ottica di un ridimensionamento delle funzioni di questo ospedale, l'eliminazione della chirurgia toracica, senza la quale il Binaghi cessa di essere centro di riferimento pneumologico, perché non può più svolgere l'attività che ha svolto finora. Allora io chiedo a lei e all'Assessore della sanità di valutare se si può lasciare almeno la chirurgia toracica, perché toglierla non ha senso. Grazie.

Sull'ordine del lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, voglio avanzare una proposta di buon senso. Visto che dobbiamo domani lavorare tutto il giorno e avremo bisogno anche dei funzionari, dei commessi e dei tecnici, chiedo di sottoporre all'attenzione dell'Aula la possibilità di stabilire adesso un termine, di modo che domani possiamo finalmente lavorare di giorno, anziché di notte, per poi non concludere nulla. Se ci diamo un termine, domani possiamo iniziare presto e concludere i lavori entro orari "umani", ma continuare così significa veramente non essere in grado di lavorare domani. Grazie.

PRESIDENTE. Onorevole Caligaris, abbiamo ben presente questo problema e quindi cercheremo di gestire le cose al meglio, compatibilmente con la duplice esigenza di finire la discussione del Piano sanitario e di lasciare che il dibattito si sviluppi liberamente, così come sta avvenendo. E anche compatibilmente con la nostra resistenza.

Per ora è così, naturalmente non va bene, quindi annuncio che non si può procedere ulteriormente in questo modo.

Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Io sono molto d'accordo con la collega Caligaris e invito i colleghi della minoranza a valutare due interventi che ci sono stati: il primo è quello del presidente Soru, che ha dato dei chiarimenti che possono consentire una lettura dell'emendamento orale proposto dal relatore della Commissione diversa da quella che ne state dando voi; il secondo intervento è quello del collega Silvio Cherchi, che ha portato elementi che possono anch'essi consentire di valutare quello stesso emendamento in modo diverso.

Non c'è nella maggioranza e nella Giunta la volontà che voi continuate a sostenere vi sia. Io inviterei, veramente, a un'interlocuzione nuova, mentre proseguiamo gli interventi senza interruzioni, per evitare che rimaniamo sino a tarda notte - e ormai siamo alle prime ore del primo mattino - senza concludere nulla, il che non farebbe bene né a voi né a noi. Quindi sono favorevole ad accelerare la discussione. Si faccia una piccola interlocuzione su quell'emendamento e poi si chiuda questo dibattito, perché è giusto, nell'interesse di tutti, che questo Piano sanitario sia approvato. Quel che c'era da dire lo si è detto, nell'interesse di tutti. Non possiamo continuare questa maratona, perché non è assolutamente accettabile, per tutti noi, quello che sta succedendo.

PRESIDENTE. Prego i colleghi di esperire tutti i tentativi per evitare questo andamento dei lavori che non è compatibile con le esigenze che ho più volte richiamato in queste giornate.

Ha domandato di parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.

MARRACINI (Gruppo Misto). Sostanzialmente mi ha preceduto l'onorevole Marrocu, perché sull'Ospedale Binaghi avevamo tra l'altro raggiunto un'intesa. Cioè, il Binaghi sta pagando una lunghezza di discussione che è dovuta al solito intoppo. Allora, per la stima che ho nei confronti di tutti i colleghi della minoranza, se anche ci fosse stato un errore da parte di taluni - e sicuramente c'è stato, essendosi rotto il meccanismo -, credo che non si debba protrarre all'infinito un comportamento che, veramente, sta diventando ridicolo e anche di cattivo gusto.

Questo tentativo va fatto, anche nella consapevolezza che forse la stanchezza, le prove di forza e qualche malinteso hanno determinato questa situazione, che non ha sicuramente portato nessun vantaggio né alla dignità dell'Aula né al ragionamento che stiamo facendo. Sono le 2 meno 20, potremmo dire di tutto sul Binaghi, per esempio che si trova in via Is Guadazzonis e quant'altro, ma non servirebbe a niente. Bisogna cercare una soluzione che ci porti ad accelerare, col metodo che seguivamo prima, la discussione dei prossimi argomenti, ponendo fine a questa farsa.

Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato "Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. 11/A e Doc. 11 bis/A) dei documenti "Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. n. 11/A) e "Integrazione al Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. n. 11 bis/A)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Intervengo per dichiarare che voterò contro l'emendamento numero 478 e per provare, ancora una volta, a dare un contributo, se è possibile.

E' stato detto che l'argomento è ancora vago, che la risposta della Giunta non ha chiarito a sufficienza le questioni. Intanto credo che dovrebbe essere sufficientemente chiaro che il nuovo ospedale non è un pericolo per la città di Cagliari, piuttosto è una grossa opportunità. E con città di Cagliari intendo non solamente i cittadini che sono iscritti all'anagrafe di Cagliari, ma anche, eventualmente, quelli di Sestu, di Pirri e di Selargius. E credo che se chiedessimo a mille o duemila cittadini se sarebbero contenti del fatto che si costruirà un ospedale nuovo e magari verranno chiusi il Santissima Trinità, il San Giovanni di Dio e l'Ospedale Marino, in grandissima parte quei cittadini risponderebbero affermativamente.

Chiunque abbia visto nascere un bambino, anche recentemente, al San Giovanni di Dio, avrà notato in che condizioni devono stare le partorienti; chiunque sia entrato, anche recentemente, all'Ospedale Marino avrà preso atto dello stato dei vari reparti; chiunque, anche recentemente, sia andato a vedere i reparti del Santissima Trinità, non solo quello delle malattie infettive, nuovissimo e bellissimo, ma anche i reparti che trattano malattie sconosciute, dovute magari ancora all'amianto, si sarà reso conto della situazione in cui versa questo ospedale. E allora il nuovo ospedale è un'opportunità per Cagliari, non un problema. Credo che Cagliari abbia la responsabilità morale di essere la "capitale" della Sardegna e di fare pertanto un ragionamento che vada un po' più in là della sua cinta daziaria.

Detto questo, la Giunta non ha nessuna intenzione di collocare il nuovo ospedale fuori Cagliari invece che a Cagliari. Il discorso è semplicemente sospeso. Chiedo scusa, denuncio la mia ignoranza, non sapevo nemmeno che la Piana di San Lorenzo facesse ancora parte del territorio comunale di Cagliari e non di Monserrato. Quindi non si sa se l'ospedale policentrico sorgerà nella cinta daziaria di Cagliari o al di fuori di essa. Può darsi che le aree vuote vicino all'Ospedale Brotzu siano bellissime e andrà benissimo realizzarlo lì, anche perché la zona è collegata bene con le strade statali 130 e 554. Ma lo dobbiamo decidere noi questa sera? Vale la pena deciderlo in buona fede in futuro, magari sentendo il parere della Commissione consiliare o, se volete, di tutti i sindaci dell'area di Cagliari? A cosa ci stiamo attaccando? Perché continuiamo a stare qui a discutere del niente? L'ospedale policentrico è una fortuna per i cittadini e per la città di Cagliari. Potrà subire qualche disagio il dipendente che ha comprato casa a Is Mirrionis, ma magari quella zona, senza l'ospedale, sarà più bella e il valore delle case crescerà.

Se mi concedete qualche secondo ancora vorrei aggiungere qualcosa su Cagliari.

PRESIDENTE. Prego, Presidente.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. E' stato detto: "A chi appartengono quegli immobili?" Appartengono certamente a Cagliari! A chi appartiene il San Giovanni di Dio? Nessuno sarà capace di sostituirlo, di spostarlo; bisognerà vedere se per Cagliari sarà più importante avere un ospedale ormai in disuso (fino a due mesi fa c'era persino una ciminiera per incenerire i rifiuti dell'ospedale, ed era sulla strada, chiunque passasse di là la poteva vedere) o poter disporre di un patrimonio da destinare magari ad aule universitarie, a biblioteca, a pensionato universitario, a ciò che la città deciderà. Le aree di Is Mirrionis rientrano totalmente nel PUC di Cagliari, e il Comune di Cagliari deciderà se realizzarvi una piazza, una piazza con centri direzionali, con abitazioni che serviranno magari a trattenere qualcuno a Cagliari evitando che vadano tutti a Sinnai, e forse ciò contribuirà ad abbassare il costo dei terreni e degli appartamenti in città. Queste aree, ripeto, sono di certo nella disponibilità del Comune di Cagliari e dei cittadini cagliaritani.

Voi state negando un'evidente opportunità per questa città. Allora, ancora una volta, cerchiamo di essere ragionevoli e di concentrarci sugli interessi di quei cittadini che tutti rappresentiamo e vogliamo rappresentare. Poi, è comprensibile che, essendo Cagliari una grande città, certamente più grande di Isili, da parte dei consiglieri di Cagliari possa esserci una tentazione campanilistica per ottenere visibilità locale. E' stato fatto e forse ora può bastare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Voto a favore dell'emendamento numero 478, ma ne approfitto per tentare, se ci riesco, con quel po' di lucidità che mi rimane a quest'ora, di ragionare sul perché non ci convince né la perorazione fatta adesso dal Presidente né l'arrendevolezza di alcuni colleghi della sinistra. Mi riferisco, in particolare, a quel che ha detto Siro Marrocu, sottolineando quanto aveva detto in precedenza Silvio Cherchi.

Non è cosa da poco che sulla questione dell'ospedale di Cagliari, si preveda in questo Piano una definizione a maglia larga, come quella proposta dal Presidente, cioè "area di Cagliari" o "area vasta di Cagliari", e non si ritenga invece necessario mantenere nella città una struttura ospedaliera degna di un'area come quella cagliaritana e della sua popolazione, composta sia da residenti sia da persone che gravitano intorno a Cagliari per tantissimi motivi. Se noi togliamo dal Piano l'indicazione "città di Cagliari", diamo totale discrezionalità alla Giunta regionale, perché nessuno ci può convincere che la scelta che sarà proposta dalla Giunta possa, con un semplice parere, non del Consiglio, ma solo della Commissione, garantire un livello di confronto reale e non paternalistico, com'è nell'impostazione di questo Governo regionale, che pensa di poter ragionare, di poter decidere…

PIRISI (D.S.). Stai alle cose, la tua è demagogia spicciola!

LA SPISA (F.I.). Scusa Pirisi, che cosa stai dicendo? Perché non cerchi di ascoltare? Non è demagogia questa!

PRESIDENTE. Onorevole Pirisi! Prego, onorevole La Spisa.

LA SPISA (F.I.). Posso recuperare qualche secondo, vista l'interruzione?

PRESIDENTE. Il conteggio del tempo è stato interrotto quando lei si è fermato. L'ho interrotto io stesso. Prego.

LA SPISA (F.I.). Il nodo è questo. Se non lo volete sciogliere, voi l'opposizione non la convincerete. Forse convincerete una parte della maggioranza che si metterà la coscienza a posto per poter dire ai suoi, o a se stessa, che qualche cosa l'ha conquistata, ma non ha conquistato nulla! Non ha conquistato nulla perché la decisione su questo punto deve essere del Consiglio regionale e non della Giunta. E' una decisione, cioè, affidata al Piano e non a un atto attuativo del Piano. E' chiaro?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.) Ammetto Presidente che avrei voluto fare un intervento diverso da quello che, purtroppo, dopo l'intervento dell'onorevole La Spisa, sono costretto a fare, avevo appunti diversi. Mi pareva che le considerazioni del collega Marrocu e del presidente Soru sul tema avessero offerto la possibilità di una conclusione positiva. Questo non viene apprezzato, pazienza!

Degli ultimi 3.832 giorni, 2.188 giorni io li ho trascorsi a Cagliari e penso di aver acquisito una "cagliaritanità" simile a quella che hanno molti di voi. Simile, non uguale. Ritengo, quindi, di potermi considerare un estimatore della città di Cagliari. Però, detto questo, sull'emendamento numero 478 noi non siamo d'accordo, lo dico ai firmatari, perché propone la ripetizione di ciò che è successo per il Brotzu. E' abbastanza chiaro che voi volete fare clientela e state sottoponendo al giudizio del Consiglio regionale un'idea che parla, in modo preciso, di tanti interventi che sono stati fatti qua in questi giorni.

Caro La Spisa, tu vuoi la guerra e per indurci a rinunciare a fare un Piano sanitario corretto ci proponi un pateracchio! Il collega Contu, che forse ha avuto un attimo di "lucidità", non ha firmato questo emendamento; l'ha firmato, invece, il collega La Spisa che si alza in aula per proporci un'idea di moralità che sinceramente non convince. Questo lo dico per La Spisa, ma anche per Vargiu, con il quale c'è sempre stato un rapporto di correttezza, però mi pare che siamo andati oltre il seminato! Collega Vargiu, qui siamo di nuovo di fronte a un insieme di indicazioni personalizzate, a una contrapposizione alle strutture e alle professionalità che già ci sono nel cagliaritano, quindi noi bocciamo questo emendamento soprattutto perché è assolutamente clientelistico. E tu e La Spisa siete i rappresentanti delle clientele!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Randazzo Vittorio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VITTORIO RANDAZZO (U.D.C.). Rinuncio, Presidente. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, naturalmente mi complimento innanzitutto con il collega Cugini per essere così bravo nell'individuare le clientele, e spero che continui ad esercitare proficuamente questo suo fiuto.

CUGINI (D.S.). Sono cacciatore come te, ho un certo fiuto e conosco gli uccelli, a differenza di te.

ARTIZZU (A.N.). Bene, bene, me ne rallegro…

CUGINI (D.S.). Anche su quel terreno, se vogliamo aprire un confronto, siamo disponibili, ma a tempo debito. Adesso parliamo delle cose serie.

ARTIZZU (A.N.). Sì, cerchiamo di ritornare sul terreno.

Presidente Soru, io ho ascoltato rispettosamente il suo intervento, che però non è bastato assolutamente per fugare le nostre perplessità e i nostri timori, perché se non ci fosse stata l'intenzione di escludere la città di Cagliari quale luogo dove edificare il nuovo ospedale, non si sarebbe vista la necessità di modificare il testo. Se la Giunta ha ritenuto opportuno modificare il testo evidentemente si voleva lanciare un messaggio politico preciso. E il messaggio politico è: togliere "città di Cagliari" dal testo. Poi, ognuno lo può interpretare come vuole, ma io mi meraviglio che lei si meravigli. Il testo sarebbe rimasto com'era prima, se non ci fosse stata questa intenzione.

Colleghi, mi permetto per un minuto ancora, e non lo faccio per perdere tempo, di richiamare la vostra attenzione. La cosa più strana che sta succedendo, a mio modesto avviso, adesso in aula, non è il protrarsi della discussione fino alle 2 meno 10, perché questo rientra in una prassi normale, e non è nemmeno il numero consistente di interventi da parte dell'opposizione, ma anche della maggioranza, se è per quello, in quanto anche questo è perfettamente normale. La cosa che io ritengo veramente strana è che voi vi meravigliate che della chiusura di quattro ospedali della città di Cagliari noi dell'opposizione ne vogliamo discutere. Non stiamo parlando di una cosa marginale, e qui si può essere cagliaritani, sassaresi, galluresi o nuoresi, non cambia nulla, perché se i quattro ospedali fossero stati chiusi a Sassari il discorso sarebbe stato identico, sarebbe stato ugualmente valido e importante. La cosa strana, incomprensibile per noi e per i cittadini, sarebbe se, davanti alla chiusura di quattro ospedali, il Consiglio regionale facesse passare tutto sotto silenzio e non se ne discutesse neanche! Credo che ne sia discusso anche troppo poco, e la discussione ovviamente non si esaurirà qui.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Io pensavo che dopo gli interventi del Presidente della Regione i colleghi della minoranza avrebbero ritirato tutta una sfilza di emendamenti. La verità vera, cari colleghi, ha iniziato a dirla il collega Cugini, e adesso basta con le cortesie e il lancio di coriandoli e petali di rose! Qui sta venendo fuori la vera faccia, cari colleghi, quella che sta dietro i discorsi, come dire, tranquilli, concilianti, di reciproca stima. Quando voi parlate, come in questo emendamento, della realizzazione di un'azienda autonoma, state in sostanza proponendo primariati, state proponendo direttori generali, state proponendo un mondo di clientele! E noi diciamo di no a questo, cari colleghi, perché del Binaghi se ne parla nella pagina 105!

Non abbiatevene a male, perché adesso, state tranquilli, se volete che rimaniamo qui, noi ci rimaniamo e discutiamo delle cose, però non camuffate le intenzioni vere dietro ragionamenti che non stanno né in cielo né in terra!

LA SPISA (F.I.). Proponi una commissione d'inchiesta!

PIRISI (D.S.). No, per quanto riguarda le commissioni d'inchiesta, il vostro nume tutelare, che si chiama Berlusconi, ci ha dato prove grandi e grandiose di correttezza, sotto ogni profilo! Lasciate perdere! Oggi ho letto sulla cronaca di commissioni d'inchiesta costituite in altre sedi, quelle appropriate. Lasciate perdere, non è il caso di scherzare su questo! E in tutti i casi, non tirateci per i capelli, cari colleghi, state calmi e buoni!

Allora, esistono delle opportunità per la città di Cagliari e non è scritto da nessuna parte che il nuovo ospedale sarà realizzato fuori del suo territorio. Mi pare, invece, che sia scritto in maniera chiarissima, a pagina 104, che si propone la realizzazione di un ospedale policentrico in sostituzione degli ospedali Santissima Trinità e Marino, inadeguati sotto il profilo organizzativo, logistico e assistenziale. Ma se un ospedale di Cagliari non risponde più a quelle che sono le caratteristiche minime che dovrebbe avere un presidio di questo genere, sarà il caso che lo si sostituisca con una struttura efficiente e che quella superficie, quei volumi possano essere utilizzati dalla città di Cagliari per altri fini? Inoltre, nessuno qua sta considerando il ruolo che dovrebbero svolgere i consigli comunali.

Ma di quale paternalismo stiamo parlando, onorevole La Spisa? Ma smettiamola di dire cose che non stanno né in cielo né in terra!

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 478. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 471. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, esprimo il mio voto favorevole all'emendamento numero 471, un voto che vorrei spiegare. Questo emendamento riguarda la radioterapia e probabilmente meriterebbe di essere accolto dall'Aula in un clima differente rispetto a quello in cui stiamo lavorando, perché ricorda quel che abbiamo già detto durante la discussione generale, e cioè che la radioterapia non funziona soltanto attraverso la disponibilità delle macchine. La radioterapia funziona se insieme alle macchine c'è tutto ciò che serve per farle funzionare.

E ciò che innanzitutto serve per far funzionare le macchine, e quindi per evitare che qualche migliaio di pazienti che dovrebbe fruire della terapia radiante sia privato di una risposta assistenziale importante, è la formazione degli operatori. Chi conosce la situazione dei formatori in ambito radioterapico sa perfettamente che l'Università di Cagliari non è in grado, in questo momento, di garantire una formazione adeguata. Allora, io credo che il compito del programmatore regionale, affinché non ci sia il problema che le macchine poi siano utilizzate per 4, 6 od 8 ore al giorno, anziché per 12, 14 o 16, come dovrebbe essere, sia quello di attivare per tempo dei rapporti virtuosi con l'Università, finalizzati a formare il personale medico e tecnico che dovrà far funzionare quelle macchine.

Quindi mi sembra che l'emendamento numero 471 sia l'ennesimo emendamento di buon senso, l'ennesimo emendamento aggiuntivo rispetto alle riflessioni che voi avete fatto, e se lo si fosse affrontato nel merito in termini di serenità si sarebbe arrivati alla conclusione che è positivo avviare un rapporto con l'Università di Cagliari per la formazione del personale. L'Università ci chiede tante cose, ci propone le sue esigenze riguardo a un'infinità di problemi, rivendica un ruolo su mille cose, per cui la Regione potrebbe dire chiaramente quali sono le sue esigenze di programmazione e chiedere all'Università di andarle dietro, anzi di procedere insieme nel dare risposte a queste esigenze.

Questo emendamento, sul quale io esprimo ovviamente il mio voto favorevole, indica una strada e chiunque abbia del buon senso sa che è la strada che deve essere percorsa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessoredell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.

DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. E' la seconda volta che mi capita, nel corso di questo dibattito, di intervenire sulla radioterapia e, francamente, ancora una volta, mi meraviglia che si continui a chiedere che nel Piano sia scritto che si farà ciò che in realtà si sta già facendo e che per anni non è stato fatto. Mi sembra che la richiesta sia perlomeno tardiva.

Ho detto più volte, in Commissione, che stiamo già provvedendo alla formazione del personale affinché il piano per la radioterapia, appena gli interventi strutturali saranno terminati, possa diventare operativo. In questo abbiamo coinvolto l'Università, così come abbiamo già autorizzato la ASL numero 8 a organizzarsi per dotarsi del personale necessario. Quindi mi sembra che questo emendamento sia del tutto inutile, perché si riferisce a cose già fatte.

PIRISI (D.S.). Ritiratelo allora!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Licandro, intervenga.

LICANDRO (F.I.). Posso aspettare, Presidente, è interessante!

(Interruzioni)

LICANDRO (F.I.). Diciamo che eravamo abituati ad affrontare altri temi alle 2 della notte. Abbiamo affrontato il tema della salute mentale e sicuramente ci sentivamo più a nostro agio nel parlare di salute mentale a queste ore della notte. Sono ore che dovrebbero essere dedicate al riposo, visto che domani sarà un'altra giornata di intenso lavoro, però, sinceramente, se avete tutta questa voglia di interloquire è molto semplice, non credo che ve lo vieti nessuno, schiacciate il pulsante sotto la luce rossa e potrete dire ciò che volete senza essere interrotti, perché a volte è pure interessante ascoltarvi. Ma se parlate tutti insieme è difficile capire quel che dite. Capisco che possiate avere nostalgia del lavoro in Commissione, dove si parlava uno alla volta, però… Come?

LAI (D.S.). Mimmo, fai la persona seria, dai!

LICANDRO (F.I.). No, non parlo della Madonna del Rimedio. Noi forse siamo monotoni, sotto un certo aspetto, però lo siete anche voi, perché quando ritenete che ci siano clientele - secondo voi, perché le vedete dappertutto, forse siete abituati a quello che dicevamo noi nella scorsa legislatura -, quando intravedete marchette chiedete nomi e cognomi, codici fiscali e quant'altro, quando invece non c'è alcun tipo di clientela, come nel caso di questo emendamento, parlate di dignità, di ostruzionismo e di tante altre belle cose. La realtà è che il dialogo lo rifiutate voi per primi, colleghi, perché noi il percorso l'avevamo già portato avanti.

(Interruzioni)

Troviamo un accordo, uno di noi si iscrive a parlare, accende il microfono e voi potrete…

URAS (R.C.). E andiamo, sospendiamo…

LICANDRO (F.I.). Uras, ti sei svegliato? Stavi dormendo fino a poco fa! Ti sei svegliato e non hai capito di cosa stiamo parlando! Abbi pazienza, fatti spiegare prima di che cosa stiamo parlando!

PRESIDENTE. Onorevole Licandro, concluda.

LICANDRO (F.I.). Va bene, ecco, schiaccia il pulsante e parla! Vedrai che ti lasciamo parlare, perché noi siamo abituati a farvi parlare!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Presidente, chiederò di recuperare il tempo di tutte le interruzioni che mi saranno fatte, quindi la prego di cronometrare.

Vorrei ricordare agli onorevoli colleghi, a proposito delle clientele, che nella passata legislatura fu approvato all'unanimità il disegno di legge che prevedeva che gli ospedali Binaghi, Oncologico e Microcitemico fossero costituiti in un'unica azienda ospedaliera denominata Fra' Nicola da Gesturi. Nello stesso provvedimento, se non ricordo male, si prevedeva - e quella non era una marchetta, non era clientelismo - l'istituzione dell'Azienda Santissima Annunziata a Sassari. Quel provvedimento, ripeto, passò all'unanimità.

Quindi, colleghi, io capisco che alle 2 della notte si possa dare in escandescenze, però la memoria lunga ce l'abbiamo tutti e soprattutto mi sembrano poco consoni certi interventi, come quello dell'Assessore, che dovrebbe avere un ruolo più tecnico e meno politico, perché qui di cose da ricordare del passato ce ne sarebbero tante. Il passato affonda le sue radici in quel che abbiamo trovato noi del centrodestra quando siamo arrivati qui: il disastro! Non abbiamo fatto una bella figura, lo confesso, sono uno dei pochi del mio partito che si sono salvati dopo quella esperienza, e il fatto che dieci consiglieri siano stati rimandati a casa non è una cosetta da poco! E' stato un bel segnale da parte dell'opinione pubblica, ma mi creda, Assessore, così come non ha fatto una bella figura chi l'ha preceduta, non state facendo una bella figura voi, perché lei la sanità sarda, fino adesso, non l'ha migliorata affatto. E tra quel che ha detto lei all'Aula e quel che ha detto l'onorevole Vargiu - che conosco sin da quando era bambino - mi permetta di credere alle parole del collega.

Quindi, per il principio di fiducia, io sostengo l'emendamento numero 471, che non mi sembra chieda niente di strano. Se poi è vero che si sta già provvedendo alla formazione del personale medico e tecnico, non è pletorico scriverlo nel Piano sanitario, perché serve oggi e servirà domani, in quanto non credo che questa formazione stia per finire. La situazione della radioterapia è veramente indecente ed è necessario che al più presto questo servizio venga adeguato a quelle che sono le necessità, perché il fatto che mille sardi, a tutt'oggi, non riescano a fare la radioterapia a cui hanno diritto è scandaloso. In questi due anni e mezzo, assessore Dirindin, miracoli lei non ne ha fatto e ancora oggi, ogni anno, molti pazienti muoiono senza essersi potuti sottoporre a trattamento radioterapico. E' uno scandalo del quale la Sardegna si deve vergognare e se lei riuscirà a porre fine a questa situazione avrà fatto molto per la nostra regione e gliene daremo atto, perché avrà dato una risposta importante in un settore veramente carente della sanità sarda.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, innanzitutto annuncio che voterò a favore dell'emendamento numero 471, relativo alla radioterapia, ma devo dire che mi ha stupito e veramente non sono riuscito a capire l'intervento dell'Assessore, che avrebbe invece dovuto fare chiarezza.

La Sardegna ha una tradizione storica nel campo della cosiddetta fisica sanitaria radioterapica e ha la fortuna di aver avuto un personaggio illustre, il professor Mario Ladu - amico carissimo, tra l'altro, del professor Gessa -, il quale ha formato gli unici operatori radioterapici che ci sono oggi in Sardegna. Lei parla di formazione in atto, Assessore, e già questo potrebbe essere sufficiente per dire che avrebbe dovuto accogliere questo emendamento, in quanto ripete semplicemente ciò che, a suo dire, si sta già facendo. Per chiarezza, lei dovrebbe dire: "Siccome lo stiamo facendo, accogliamo l'emendamento, tanto due righe in più non cambiano sicuramente il contenuto del Piano sanitario, anzi rafforzano quel che noi stiamo già facendo". Però vorrei davvero capire in quale facoltà, in quale corso di specializzazione di medicina oggi stiamo formando i fisici sanitari radioterapici, perché se lei si riferiva alla formazione regionale, sappiamo bene che riguarda operatori di basso livello professionale, che hanno soltanto il compito di accendere e utilizzare determinati macchinari, ma non certo di elaborare un piano di trattamento radioterapico. Altro è ciò che studiano i giovani universitari della Sardegna che ancora oggi sono costretti ad andare a Pisa, a Torino o a Milano per frequentare i corsi di fisica sanitaria.

Allora, cari colleghi, che a quest'ora, giustamente, avete il diritto di risentirvi, facciamo chiarezza, diteci dov'è che si sta facendo questa formazione. Qui in Sardegna, potenzialmente, potremmo far lavorare 35 tecnici di fisica sanitaria! Mondino Ibba, tu che stai alzando le mani in maniera plateale, hai anche la capacità di intervenire per dire: "Queste cose le stiamo già facendo, per cui accogliamo questo emendamento". Il tuo silenzio non significa niente, non dà nessun contributo!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, intervengo per esprimere il mio voto a favore dell'emendamento numero 471, che riconosce, sotto diversi aspetti, la necessità non solo di un servizio di radioterapia per i pazienti sardi, ma anche del richiesto personale specializzato, affinché questo tipo di terapia possa essere effettuato secondo le esigenze anche in Sardegna.

Quel che a me dispiace è che la grande sensibilità dimostrata da tanti colleghi della maggioranza, che hanno partecipato alla discussione del Piano in Commissione e in Consiglio, sia improvvisamente scomparsa. L'ora è quella che è, ho ricordato...

(Interruzioni)

Presidente Soru, io l'avevo invitata a farsi promotore dell'acquisizione di tutta quella strumentazione necessaria a verificare le condizioni fisiche e mentali dei componenti il Consiglio regionale, perché qualche collega a una certa ora "sballa", come si usa dire. Presidente, se non siamo in grado di stare nell'aula...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Petrini!

CONTU (F.I.). Sballa o sbarella, siamo lì, il significato è quello. I colleghi che non reggono alla fatica per l'impegno profuso durante tutto il giorno vadano a riposare tranquillamente e serenamente, perché noi altrettanto tranquillamente e serenamente vogliamo portare avanti la discussione. Ha fatto bene il collega che mi ha preceduto a dire che molto probabilmente l'ora migliore per parlare di malattie mentali è proprio questa! Qualcuno ne dà segnali proprio in queste ore.

Presidente, abbia pazienza, lei non può tollerare che in aula...

PRESIDENTE. Io ho pazienza, ma lei non continui a ripetere i termini "malattie mentali". Di pazienza ne abbiamo avuta anche troppa, vada avanti.

CONTU (F.I.). Sì, ma la cosa deve essere reciproca. So che ha un ruolo molto difficile da svolgere, Presidente, ma abbia pazienza anche lei.

Comunque, l'ultima notizia che ci ha dato l'Assessore andrà verificata, anche a seguito di ciò che il collega Pisano, che mi ha preceduto, ha riferito in Aula.

PRESIDENTE. Colleghi, siamo tutti giustamente stanchi per l'approfondito confronto che si sta sviluppando, però cerchiamo di renderci la vita un po' più agevole.

Naturalmente, il modo in cui stiamo procedendo non va bene e il Presidente del Consiglio è chiamato a far sì che il lavoro si svolga in modo consono a un'assemblea parlamentare e alla conclusione del lavoro stesso. Stiamo invece procedendo in un modo non consono alla conclusione del nostro lavoro, il che non consente di sviluppare il confronto, che è diventato un'altra cosa. Quindi continuiamo a lavorare, ma invito tutti a tener conto del fatto che si sta innestando un meccanismo che non va bene, che non funziona e che costringe il Presidente del Consiglio a fare quello che non vorrebbe fare.

Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Accogliendo l'invito del Presidente, utilizzerò solo trenta secondi dei tre minuti previsti, per dichiarare il mio voto contrario all'emendamento numero 471 e per sostenere una tesi che è un po' quella che è stata sostenuta e voluta dalla minoranza.

Si è detto che il confronto in Commissione è stato affrettato, che abbiamo bisogno di riflettere, di trovare dei punti di convergenza, di scegliere le cose su cui concentrare l'attenzione delle parti, in modo da contribuire a migliorare il testo del Piano. Si è creata, mi pare, una specie di nuovo organismo, che non è previsto neppure nel Regolamento, il cosiddetto gruppo di volenterosi. Onorevole Vargiu, li ha chiamati lei così. Se era un gruppo di volenterosi avrebbe dovuto risolvere il problema, perché non credo che sia interesse della minoranza, se non per creare problemi al prosieguo della legislatura, alla discussione della finanziaria, al processo di riforme e così via, ritardare l'approvazione del Piano sanitario, come peraltro strumentalmente si sta facendo. Non credo che sia interesse della minoranza, che tra l'altro si autodefinisce riformatrice, portatrice di riforme, fermare il processo riformatore o anche semplicemente il processo di attuazione di quegli adempimenti che per vent'anni sono stati disattesi. Quindi è arrivato il tempo di dire quali e quanti degli emendamenti sono ritenuti significativi, trovare il punto di caduta, chiudere la discussione del Piano sanitario, tanto ci saranno, nei prossimi dieci anni, almeno mille occasione per ritornarci, migliorarlo e vedere un po' se è possibile anche attuarlo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Rinuncia, Petrini!

PETRINI (F.I.). Io voterò a favore dell'emendamento numero 471. Sono veramente deluso del comportamento di tutti. Io sono stato per tanti anni consigliere comunale di Cagliari e devo dire che scene di questo genere non ne avevo mai viste. Non è colpa della sinistra, non è colpa della destra, è colpa di tutti. Come ha detto il Presidente, dobbiamo cercare di recuperare la nostra dignità, perché qui la stiamo perdendo tutti e questo mi dispiace, perché siete delle persone eccezionali. Mi dispiace veramente, cari colleghi. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Ero quasi tentato di dire: tu quoque, Onorio, ma veramente penso che l'appello dell'onorevole Petrini debba essere fatto proprio da quella parte.

Io parlo seriamente, penso di interpretare il sentimento di molti colleghi che non stanno partecipando a questo teatrino che rasenta, in certi momenti, davvero la vergogna. Qualcuno ha parlato di talk show e se i sardi potessero assistere, in video, a ciò che sta succedendo probabilmente il loro giudizio sarebbe ancora più tagliente. Ma lo dico, badate, perché apprezzo il lavoro che hanno fatto i colleghi della opposizione e lo dimostra il fatto - e questo è un problema che pongo anche alla riflessione della maggioranza - che è stata accolta una quantità incredibile di emendamenti e, guarda caso, sono tutti emendamenti dell'opposizione. Allora mi chiedo quale sia il livello se non dell'accordo, una parola che non piace all'opposizione, quanto meno dell'intesa che è stata raggiunta se ancora stasera stiamo parlando del nulla!

Allora, io dico veramente cerchiamo di recuperare la dignità di quest'Aula e di molti colleghi che in silenzio stanno assistendo, ma al limite anche della sopportazione, a interventi che non dicono nulla e che sono costretti qui a subire. Si salvaguardi almeno la dignità dell'Istituzione e, se consentite, anche la dignità e la pazienza di quei colleghi che non sono intervenuti. Lo dico soprattutto in riferimento a quegli interventi che davvero non danno nessun contributo utile al lavoro che stiamo svolgendo.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 471. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 473. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 483 era stato sospeso. Per esprimere il parere su questo emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Pacifico, relatore.

PACIFICO (D.S.), relatore. Esprimo parere contrario.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 483. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

All'emendamento numero 221 era stato presentato un emendamento di sintesi, che non credo sia più tale. Per esprimere il parere sull'emendamento numero 221 ha facoltà di parlare il consigliere Pacifico, relatore.

PACIFICO (D.S.), relatore. Presidente, anche alla luce della discussione che è avvenuta in Aula, ritengo che l'emendamento orale da me presentato, che nasceva dalla sintesi di una discussione svoltasi in Commissione per valutare la possibilità di un punto di caduta definitivo sulla rete ospedaliera cagliaritana, non abbia più senso, essendo venuti meno i motivi di unitarietà che hanno portato all'esplicitazione di quell'emendamento. Grazie.

Sull'emendamento numero 221 esprimo parere favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vittorio Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Accogliendo il suggerimento dell'onorevole Pirisi di attenerci agli emendamenti, mi ero riservato di parlare sull'emendamento di sintesi, che in gran parte è contenuto nell'emendamento numero 221, quindi credo di poter intervenire al riguardo.

L'emendamento di sintesi diceva: "Operando al massimo delle potenzialità tecnologiche, organizzative e strutturali, senza riduzione dei livelli assistenziali fino ad oggi garantiti". Questo è il risultato del lavoro della Commissione, grazie ai famosi volenterosi. Io ho deciso di parlare nel contesto di questo emendamento, per via di un episodio a cui mi è capitato di assistere a dicembre, e che vi racconto.

Una persona a me cara è stata ricoverata all'Ospedale Binagli dal 5 al 22 dicembre… Se l'onorevole Ibba stesse attento, magari mi potrebbe suggerire un termine medico che ora non mi viene. No, no, lo dico solo perché mi aiuti.

IBBA (Gruppo Misto). Ti aiuto, ti aiuto!

RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Grazie. Questa persona è stata ricoverata perché le era stata riscontrata una "macchia" sospetta nei polmoni e ha dovuto aspettare sino al 22 dicembre, perché al Binagli… Per cortesia, Assessore, se può prestare attenzione, poi vedrà…

IBBA (Gruppo Misto). E' attenta, è attenta!

RANDAZZO (U.D.C.). E' importante quello che sto dicendo. E' un fatto personale che avevo difficoltà a raccontarvi. L'attenzione dell'Assessore e della Giunta mi aiuterebbe forse ad andare avanti. Grazie.

Mi dispiace che stia finendo il tempo, magari termino il discorso intervenendo sull'emendamento successivo.

PRESIDENTE. Il tempo è finito, il microfono si spegne automaticamente.

RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Grazie dell'aiuto, Presidente!

PRESIDENTE. Onorevole Randazzo, guardi che io mi posso pure distrarre, ma quando il tempo finisce il microfono si spegne. Lei può dire anche delle cose interessanti, ma le deve dire nel tempo concesso. Tutto qui, è così per tutti. Le chiedo scusa.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, vorrei fare due considerazioni. La prima è che si era avuta l'impressione che la maggioranza fosse convinta della bontà del testo del cosiddetto emendamento di sintesi che, come ha detto il collega Pacifico, di sintesi non è. E il fatto che quell'emendamento non sia più all'attenzione dell'Aula ci fa pensare che probabilmente su quell'argomento non era stata fatta una riflessione tale da determinare il convincimento della maggioranza. Ne prendiamo atto, ma questa non può essere una cosa assolutamente neutra, ovviamente, nei nostri rapporti.

Seconda considerazione: vorrei invitare tutti quei colleghi che normalmente fanno le pulci agli emendamenti presentati dal centrodestra, che vengono quindi contestati per qualsiasi motivo, a leggersi l'emendamento numero 221, su cui è stato espresso parere favorevole. L'emendamento dice: "L'ubicazione del nuovo ospedale dovrà essere assunta tenendo conto della necessità di garantire la massima fruibilità da parte dei cittadini". E vorrei ben vedere che non fosse così! Pensavate forse che si sarebbe costruito un ospedale non fruibile dai cittadini, che vi siete sentiti costretti a scrivere un emendamento di questo genere? Avete improvvisamente letto nel Piano che ai cittadini sarà impedito l'accesso all'ospedale policentrico di Cagliari, che sentite la necessità di discutere, alle 2 e 30 del mattino, un emendamento che dice che l'ospedale deve essere fruibile dai cittadini? E da chi dovrebbe essere fruibile, dai cani?

Colleghi, voi che criticate i nostri emendamenti, avete letto cosa scrivete voi in questo emendamento sul quale avete espresso parere favorevole e magari ci sarà anche la discussione in Aula? Vi potevate risparmiare un emendamento che dice che un ospedale deve essere fruibile dai cittadini. Vorrei ben vedere che non lo fosse!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Signor Presidente, io ritengo che, dopo sei ore di discussione, non sia giusto che l'Aula non si pronunci sull'emendamento di sintesi. Quindi penso che lo si debba mettere ai voti.

L'emendamento può essere integrato oralmente ed è giusto comunque che l'Aula si pronunci, perché è il frutto di un lavoro comune e gli obiettivi di quel lavoro, a mio parere, vengono raggiunti da quell'emendamento.

So che il collega Cherchi intende proporre - e io ho spero che venga accettata anche dalla minoranza - un'ulteriore integrazione che prevede che la Giunta, prima di decidere sulla ubicazione del nuovo ospedale, avvii una consultazione con le amministrazioni locali interessate. Questo oltre al già previsto parere della Commissione consiliare. Quindi mi pare giusto che si arrivi al voto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il presidente Soru per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Utilizzo solo un secondo perché desidero difendere la bellezza, vorrei dire, di quell'emendamento, che invece, nella sua semplicità, rendeva chiaro ciò che noi esattamente pensiamo dopo sei ore di discussione.

L'ubicazione dell'ospedale policentrico deve essere tale da massimizzarne l'accessibilità da parte dei cittadini. Questo è il criterio di localizzazione dell'ospedale ed è perfetto l'emendamento numero 221, che significa che l'ospedale non deve essere localizzato in base alla vicinanza o lontananza della casa d'abitazione di chi lavora al suo interno, non deve essere localizzato in base a campanilismi o agli interessi di chi possiede un terreno piuttosto che un altro. Deve essere localizzato massimizzandone l'accessibilità da parte dei cittadini. E' l'emendamento migliore che abbia visto in questa giornata.

PRESIDENTE. Vorrei sentire il relatore sulla proposta di sintesi.

PACIFICO (d.s.), relatore. Chiedo due minuti di sospensione.

PRESIDENTE. Sospendo la seduta per due minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 2 e 33 di venerdì 19 gennaio, viene ripresa alle ore 2 e 44.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Signor Presidente, l'emendamento sostitutivo dell'emendamento numero 221 recita: "Dopo le parole 'l'assistenza sanitaria' il testo è sostituito dal seguente: 'operando al massimo delle potenzialità tecnologiche, organizzative e strutturali senza riduzione dei livelli assistenziali fino ad oggi garantiti. La scelta dell'ubicazione del nuovo ospedale policentrico dovrà essere assunta previa consultazione degli Enti locali, sentita la Commissione sanità del Consiglio regionale che si esprime entro trenta giorni dalla richiesta'".

PRESIDENTE. Metto in votazione questo emendamento.

LIORI (A.N.). Io vorrei leggerlo perché non l'ho capito. A quest'ora ho necessità di leggerlo.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Chiedo scusa, colleghi, pensavo che ne aveste preso visione. Non faremo una discussione su questo per altri cinque minuti, onorevole Liori. Ci mancherebbe altro!

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, noi le chiediamo scusa se l'integrazione all'emendamento ha comportato un ritardo di alcuni minuti nei lavori d'Aula, comunque necessari per scambiare, nell'ambito della minoranza, qualche considerazione sull'emendamento steso.

Ci sarà una sola dichiarazione di voto che credo e spero sia precisa, ed è l'ultima volta che su questo argomento noi vi diciamo che consideriamo questo emendamento assolutamente insoddisfacente. Avevamo chiesto cose ben diverse, che non riguardavano soltanto il parere della Commissione sanità, ma riguardavano soprattutto la specificazione della sede e del percorso di concertazione che si doveva avviare unitamente alla chiusura dei due ospedali di Cagliari.

Crediamo che sia necessario ribadire che c'era da parte vostra un convincimento differente. Questo convincimento non è stato rispettato ed è ciò che ha comportato sei ore di discussione in Aula di un argomento sul quale speriamo di aver chiarito come la pensiamo. Il mio voto è contrario.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento orale proposto dal relatore. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

(Interruzioni)

Gli emendamenti numero 221 e 149 sono decaduti.

Passiamo all'emendamento numero 93. Ha domandato di parlare il consigliere Serra per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SERRA (Federalista-Autonomista Sardo). Signor Presidente, capisco di essere sfortunato data l'ora, così come credo siano sfortunate le partorienti del Sarcidano e della Barbagia di Seulo e, probabilmente, anche i nascituri di quella zona.

Esprimo il mio voto favorevole, ovviamente, su questo emendamento che ho sottoscritto e sul quale chiedo la votazione nominale, se un Capogruppo o sette colleghi sostengono questa mia richiesta.

PORCU (Progetto Sardegna). La sostengo io.

SERRA (Federalista-Autonomista Sardo). Dopo la discussione d'alto livello che si è svolta finora, stiamo per passare, purtroppo, a una questione che potrebbe essere giudicata minore ma che minore non è, a mio avviso, anche se interessa meno persone di quante ne interessavano le cose che sono state trattate finora. Si tratta comunque, secondo me, di una questione importante, su cui mi limiterò a fare due brevissime considerazioni.

Il manager della ASL numero 8, il dottor Gumirato, qualche tempo fa, sia in Commissione sanità sia in incontri con gli amministratori del nostro territorio, cioè del Sarcidano, di cui ho già detto anche l'altro giorno, ha sostenuto che la chiusura del reparto di ostetricia e ginecologia dell'Ospedale di Isili non produce assolutamente alcun risparmio, perché il costo di quel reparto, rispetto alla spesa complessiva della ASL numero 8, è assolutamente ininfluente.

Credo che l'azione portata avanti sinora dalla Giunta e dalla maggioranza per quanto riguarda il riequilibrio demografico tra la costa e l'interno della Sardegna, vada nella direzione che abbiamo detto, in quanto occorre assolutamente proteggere i territori dell'interno. Lo abbiamo affermato attraverso tante argomentazioni e anche la Giunta e la maggioranza lo hanno sostenuto diverse volte.

Noi non stiamo chiedendo l'apertura di una nuova divisione di ostetricia; stiamo semplicemente dicendo che un'area ostetrica all'interno di quell'ospedale va mantenuta, tutto qui. Quell'area ostetrica - così è stata definita nell'emendamento - esiste da sedici anni e non si è mai verificato un caso critico. Il presidente Soru, poco fa, parlando delle nascite al San Giovanni di Dio, ha ritenuto che lì ci siano dei problemi, allora perché togliere questa possibilità a quelle zone? Qual è il senso di decretare la fine, nel Piano sanitario, di quel reparto di ostetricia e ginecologia?

Voglio fare, in conclusione, semplicemente un appello.

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Serra.

SERRA (Federalista-Autonomista Sardo). Grazie, Presidente. Occorre assolutamente che il Consiglio approvi questo emendamento, pertanto chiedo a tutti i consiglieri di votare a favore e di agevolare in questo modo la riorganizzazione di quell'ospedale e di quel reparto in particolare. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISU (R.C.). Signor Presidente, la condivisione complessiva di questo Piano sanitario regionale non ci esime, com'è ovvio, dal contribuire a migliorarlo in quest'Aula e soprattutto a evitare che si possano fare delle sottovalutazioni o commettere degli errori, anche gravi e incomprensibili, a danno sia delle popolazioni sia degli amministratori locali interessati. Questo può avvenire per la sanità in generale e i piccoli ospedali delle zone interne della Sardegna in particolare.

Spesso si fanno ragionamenti - come abbiamo visto anche oggi - centralistici, nascondendosi dietro espressioni come "servizio di qualità", senza trovare il giusto punto di equilibrio tra questa sacrosanta esigenza e quella di garantire servizi essenziali e di civiltà a popolazioni e comunità svantaggiate su tutto, anche sulla sanità.

Vedete, per noi amministratori delle aree interne, è insopportabile trovarci in discussioni settoriali, oggi sulla sanità, ieri sulla scuola, domani su un altro servizio, in cui si perde sempre qualcosa a discapito dell'utenza e dei cittadini. Non ci si accorge che, così facendo, ci si riduce a una qualità dei servizi e della vita così bassa che dalle zone interne se ne vanno via anche coloro che hanno un lavoro, oltre ai giovani e a intere famiglie che preferiscono trasferirsi a Cagliari, nelle zone costiere o fuori della Sardegna. Per questo non posso accettare nessuna riduzione dell'offerta di servizi sanitari nelle aree interne, anzi mi sarei aspettato un loro potenziamento in termini di qualità, perché quando all'Ospedale di Isili si sono fatte importanti scelte, come quella della angiologia, si sono avuti risultati sorprendenti e i pazienti arrivavano persino da Sassari e Cagliari.

Mi sembra pertanto ragionevole l'emendamento proposto dai colleghi Serra e Atzeri, che ha riscosso l'interesse anche di altri colleghi, sia della maggioranza sia della opposizione, perché fa riferimento all'area ostetrica-ginecologia che nel Piano non è citata in riferimento a quell'ospedale. Conosciamo i dati statistici sulla sicurezza, ma è necessario fare riferimento alle distanze, che nel caso in questione superano i 70, gli 80 e anche i 90 chilometri. Vi è anche un bacino d'utenza di 40-50 piccoli comuni che non deve essere ulteriormente penalizzato. Per noi della maggioranza, per il centrosinistra, questo è un banco di prova.

SANJUST (F.I.). Non è campanilismo questo! Solo quello su Cagliari lo è!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Rinuncio Presidente, perché condivido le considerazioni dei due colleghi che sono appena intervenuti. E comunque questa, collega Sanjust, non è una marchetta, è un'esigenza! Sessanta comuni fanno riferimento all'Ospedale di Isili e, come ho già detto, evidentemente l'Assessore non conosce la geografia!

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cappai. L'onorevole Liori, non essendo in aula, decade dal diritto alla parola.

Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, voterò a favore dell'emendamento numero 93. Siamo a ruota libera, onorevole Pirisi, ciascuno dice quel che ritiene più opportuno.

Io ho vissuto per lavoro a Isili, per cui conosco quel territorio, dove ho partecipato a diverse manifestazioni. So che si tratta di un'esigenza sentita e credo che, avendo prestato attenzione a tante altre realtà ed essendoci impegnati in particolare sul fronte cagliaritano, il problema del presidio di Isili non sia di minore importanza e soprattutto non lo è la questione dell'area ostetrica-ginecologica, intorno alla quale ruota tutta una serie di servizi. Tra l'altro non si tratta di instaurare un nuovo servizio, ma semplicemente di mantenere quello esistente. Io credo che sarebbe un errore cancellarlo, quindi voterò a favore dell'emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, voterò anch'io a favore dell'emendamento numero 93, presentato dai colleghi Serra e Atzeri, e devo dire di condividere in pieno le motivazioni che ha portato l'onorevole Serra, che sono state fatte proprie dall'onorevole Pisu, sulla esigenza di territorializzare i servizi, e in particolare un servizio primario come questo.

Il ragionamento che si sta facendo e che riguarda un bacino d'utenza di 120 mila abitanti, distribuiti su 60 comuni è molto valido e soprattutto coerente con quello che l'assessore Dirindin, in questa stessa sede, aveva detto essere il principio ispiratore della filosofia di questo Piano. Però mi piace far rilevare la grossissima incoerenza dei colleghi che hanno firmato e stanno sostenendo questo emendamento, la cui sostanza non può essere diversa, nella maniera più assoluta, da quella dell'emendamento che abbiamo discusso pochi minuti fa e che riguardava l'Ospedale di Muravera.

Ci dovete spiegare che differenza c'è tra questo emendamento e quello relativo al presidio di Muravera, col quale, in maniera analoga, si tentava di difendere il servizio di ostetricia esistente in questo ospedale e quindi il diritto di nascere in un territorio distante da Cagliari, con tutte le motivazioni che noi sappiamo bene essere legate al problema delle nascite.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). In breve, Presidente, io sono perfettamente d'accordo e voterò a favore di questo emendamento, voglio però rimarcare una cosa: il Gruppo Rifondazione Comunista, quando si è trattato di difendere altri ospedali periferici, mi riferisco principalmente all'Ospedale di Thiesi, a cui fanno riferimento centri abitati che distano anche 70 chilometri da Sassari, ha condiviso l'eliminazione, con un colpo di spugna, non di un reparto di ostetricia e ginecologia, bensì di due intere strutture ospedaliere, per far spazio alla cosiddetta sperimentazione degli ospedali di comunità.

Io concordo pienamente con ciò che hanno affermato i colleghi Serra e Pisu e successivamente il collega Pisano. Avrei voluto comunque che ci fosse stata la stessa coerenza quando si è parlato di altri ospedali periferici, perché, cari colleghi, è giusto che i territori dell'interno, che sono stati spogliati di tutti i servizi periferici, abbiano un'assistenza sanitaria uguale a quella che viene offerta ai territori vicini ai capoluoghi di provincia e quindi agli ospedali più grandi, ed è giusto che questo principio sia affermato per tutti i territori dell'interno.

Giustamente, in questo momento si sta difendendo una struttura periferica, ma mi domando perché non si sia fatto altrettanto quando, con un colpo di spugna, lo ripeto ancora, sono state cancellate ben due strutture ospedaliere contigue al solo fine di fare una sperimentazione sugli ODC, quindi forse due ospedali di comunità. Ecco, quindi, che c'è un'incongruenza. Non è possibile una cosa del genere, vuol dire che non c'è attenzione per le proposte avanzate da questa parte, pur essendo serie, fondate e motivate da esigenze territoriali, ma c'è attenzione solo per le proposte che provengono da un'altra parte politica.

Questo volevo dire, proprio perché mi piace essere sempre obiettivo. Ho detto all'inizio che voto a favore dell'emendamento.

MARROCU (D.S.). Noi votiamo contro, siamo coerenti!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Io sono favorevole all'emendamento numero 93 e voglio ricordare che la stessa condizione la vive l'Ospedale di Ghilarza, per cui chiedo pari attenzione per questo ospedale.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Dedoni, prego.

DEDONI (Riformatori Sardi). Avevo finito. Mi riservo di presentare un emendamento orale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LICANDRO (F.I.). Signor Presidente, mi ha appena anticipato il collega Dedoni. Io voterò a favore di questo emendamento, per gli stessi identici discorsi che ho sempre fatto sul reparto di ostetricia e ginecologia dell'Ospedale di Ghilarza. Io auguro al collega Serra che le sue argomentazioni abbiano più fortuna delle mie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

IBBA (Gruppo Misto). Signor Presidente, voterò a favore di questo emendamento presentato dal collega Serra e spero che ciò non susciti scandalo da parte di nessuno. Voterò a favore pur avendo votato contro l'emendamento che riguardava Muravera. Il Piano descrive, infatti, due realtà totalmente diverse per quanto riguarda Isili e Muravera, e la proposta del collega Serra, in pratica, affianca e in qualche modo rende simile la condizione di Isili, che oggi non c'è, ma che forse dopo l'emendamento ci potrà essere, a quella di Muravera, che già c'è ed è totalmente diversa da quella di Ghilarza. Per cui non si può fare un'analogia tra la condizione di Isili e quella di Ghilarza, per motivi intrinseci alla struttura e per il rapporto territoriale che esiste, per esempio, con la città capoluogo della provincia di Oristano.

Voterò a favore di questo emendamento per gli stessi motivi per cui ho votato a favore del mantenimento della chirurgia pediatrica nella ASL numero 7 di Iglesias.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Signor Presidente, cerco di essere sintetico per far capire le ragioni per cui diciamo no a questo emendamento. Noi, a volte, accentuiamo un po' i toni, forse l'ora tarda non consente di fare ragionamenti molto lucidi e me ne dispiace, perché noi abbiamo ragionato lungamente col collega Serra sulla realtà di tutti i piccoli ospedali, sulla sicurezza delle madri, sulla capacità di erogare un servizio nei reparti di ginecologia e soprattutto in quelli di ostetricia.

L'attività ostetrica-ginecologica a Isili non verrà annullata. L'ospedale di Isili sarà in rete con l'ospedale policentrico cagliaritano e in questo momento è in rete con l'Ospedale Santissima Trinità di Cagliari. La presenza dell'ostetrica e del ginecologo è garantita nell'arco delle ventiquattr'ore tutti i giorni per le emergenze, ma il 90 per cento dei parti deve essere programmato in sicurezza per le mamme e per i bambini. E garantire oggi un organico pieno che ruoti a Isili per effettuare un numero di parti così ridotto è una condizione di insicurezza che nessuno di noi può consentire.

Credo che l'ospedale di Isili sarà valorizzato, così come è avvenuto in questi anni, diversificando le attività in funzione delle emergenti richieste di salute da parte dei cittadini e rimarrà un presidio ginecologico-ostetrico nell'arco delle ventiquattr'ore. Se dovessimo cambiare la nostra decisione per Isili, è chiaro che metteremmo in una situazione di contraddizione anche l'intera maggioranza, per ciò che è stato fatto per tutti gli altri ospedali che sono nella stessa identica situazione. Quindi richiamo a un atteggiamento di coerenza con quanto abbiamo approvato relativamente alle parti precedenti del Piano.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI (D.S.). Signor Presidente, è evidente che l'esperienza che stiamo facendo con il Piano sanitario comporta la necessità che per atti di programmazione di questo genere si stabilisca, in futuro, una modalità di lavoro differente, per evitare di che si accentui una modalità un po' da apprendisti stregoni e che, come è successo in questo caso, il lavoro intenso fatto dalla Commissione sanità - sino a una certa fase tutti insieme, in una seconda fase separatamente - possa essere oggetto di questo tipo di invenzioni dell'ultimo momento.

Nel caso specifico, non si tratta di un'invenzione dell'ultimo momento, perché il collega Serra ha ottenuto, diciamo, una serie di ragionamenti comuni, tra i quali uno in particolare: tutto il tema dei parti e della presenza delle sedi di ostetricia organizzate è stato rinviato nel Piano, mettendo quindi tutti i piccoli ospedali nelle stesse condizioni, a un programma che riguardasse il sistema delle nascite in Sardegna e che rispondesse a quelli che sono i requisiti nazionali e internazionali, che niente hanno a che fare con le distanze, ma molto con la sicurezza della madre e dei bambini. Infatti, dove si effettuano meno di cinquecento parti all'anno - giusto per non improvvisarci tutti ginecologi basta chiederlo al collega Frau -, la possibilità che il bambino o la mamma muoiano è venti volte superiore ai centri dove si fanno più di cinquecento parti all'anno. Quindi, quando si chiede di mantenere un reparto di ostetricia in un piccolo ospedale dove si effettua un numero di parti inferiore a questo parametro, non si fa del bene alle mamme e ai nascituri che ad esso si rivolgono, ma si fa loro del male.

Allora, noi abbiamo rimandato questo delicatissimo argomento a un piano specifico, separato dal Piano sanitario, senza prendere l'impegno di tenere aperti dei reparti che rischiano di essere più dannosi che vantaggiosi. Non si scherza con la salute, né delle madri né dei bambini.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Io credo che pensare che qualcuno scherzi sulla salute delle madri e dei bambini sia eccessivo da parte di chi ci ha rappresentato le ragioni per le quali reputa più utile la cancellazione di quel presidio.

Ritengo che il collega Serra, così come il collega Pisu, e tutti coloro che hanno parlato a favore del mantenimento di quel presidio, non abbiano l'intenzione di ammazzare bambini o di mettere in pericolo la salute delle partorienti. Questo lo dico perché certe considerazioni bisogna farle nel modo dovuto, sapendo chi sono gli interlocutori e tenendo conto della correttezza che è stata dimostrata attorno a questo Piano da certe forze politiche, del distacco rispetto agli interessi particolari che quelle stesse forze politiche hanno dimostrato in ogni momento e della loro lealtà nei confronti della coalizione. Per cui, se queste forze politiche pongono un problema vanno ascoltate e quel problema va valutato insieme al fine di trovare una soluzione di cui tutti siano convinti.

Qua non digerisce più nulla nessuno, per cui io penso, e così voglio chiudere, se me lo consenti, collega Pirisi…

Presidente, ho il diritto di terminare il mio intervento!

PRESIDENTE. Prosegua, onorevole Uras.

URAS (R.C.). La richiesta avanzata dall'onorevole Serra con l'emendamento numero 93 nasce dal rischio e dalla preoccupazione che non ci sarà per le partorienti di Isili e dei paesi del circondario un presidio ospedaliero agevolmente raggiungibile in altra area geografica della Sardegna e si pensa che quelle donne finiranno per partorire in casa, con ostetriche del luogo, in condizioni di maggiore disagio e in assenza di medici. Di questo si sta parlando, e chi ha la responsabilità di pensare a tutti nello stesso modo probabilmente si pone il problema di sostenere la tesi che è stata avanzata con questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Io voterò secondo l'orientamento offerto a quest'Aula dal relatore, ma voglio aggiungere un però, perché i romani dicevano: summum ius, summa iniuria. Ho sentito, qui, mediazioni alte su venti posti letto spalmati su tutta la Sardegna; ho sentito mediazioni alte su un centro ad Alghero, di cui non so niente e poco mi interessa sapere, che sia privato o quant'altro, e non le ho viste guidate dall'idea di rispondere alla richiesta di salute del cittadino. Invece, sugli aspetti relativi alla riorganizzazione dei presidi sanitari nel territorio rurale si applica una razionalità inflessibile, di cui io mi fido, ma ho un sospetto, che vorrei verificare nel prosieguo dei lavori, non di oggi, ma di questa legislatura, il sospetto, cioè, che alla fine la riduzione della presenza di presidi ospedalieri nell'area rurale si traduca in un grande vantaggio economico all'interno delle aree urbane, dove ci sono grandi soggetti economici e dove ci sono grandi soggetti economici legati anche a grandi soggetti politici.

Io sono convinto che ci sia un eccesso di scrupolo, un eccessivo uso di riga e squadra per quanto riguarda i paesi dell'interno e un eccesso di grande trattativa politico-finanziaria per quanto riguarda le aree urbane. E credo anche che sia mancato l'equilibrio nella valutazione di questi aspetti. Per cui, la posizione dell'onorevole Serra non è campata per aria. Potrei fare l'esempio di altri colleghi che hanno tutelato condizioni assolutamente analoghe relative ad altri luoghi eppure sono stati ascoltati. Non serve richiamare una razionalità che non è presente in ogni millimetro di questo Piano, ed è comunque più dignitoso chi difende un presidio che non è Muravera, non è Thiesi, non è Ghilarza, rispetto a chi ha difeso qualche interesse economico non propriamente chiaro a chi non è addentro a questa Babele di interessi economici e politici.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Capisco bene le difficoltà nel trattare il problema della rete dei punti nascita, peraltro ricordo che abbiamo già approvato la parte che riguarda la tutela della donna e del bambino quando ci siamo occupati dell'attività all'interno del distretto. Ne abbiamo discusso a lungo in Commissione, così come è segnato nel documento che è già stato approvato dal Consiglio, abbiamo fatto un'analisi e c'è una verità che purtroppo è drammatica, ma che non possiamo disconoscere: la mortalità dei bambini alla nascita è inversamente proporzionale al numero di parti che si effettuano nei reparti.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità, così come il Progetto obiettivo materno infantile, che è stato confermato già due volte di seguito, in questo Paese, da vari Governi, chiede che tutti i reparti che fanno nascere meno di 500 bambini all'anno siano chiusi. Quello che noi però abbiamo scritto nel Piano, e che, ripeto, è già stato approvato, è che noi non vogliamo applicare in modo automatico questa indicazione del Progetto obiettivo materno infantile italiano, perché ci rendiamo conto che in questa realtà ciò potrebbe comportare degli effetti assolutamente difficili da capire e, forse, persino non così completamente positivi.

Abbiamo detto che ci sono dei reparti che fanno nascere dai 200 ai 400 bambini e riteniamo che con le dovute attenzioni questi reparti possano sopravvivere. Per i reparti che fanno nascere un numero ancora più basso di bambini abbiamo proposto di definire dei modelli organizzativi che possano consentire l'accesso rapido da parte della mamma nel caso in cui abbia dei problemi e possano garantire la salute della mamma e del bambino e, ovviamente, la presenza di professionalità adeguate. Questo non lo abbiamo rinviato, ma lo abbiamo concordato, dicendo che, successivamente, avremmo esaminato alla stessa maniera le singole realtà di questi piccoli reparti e avremmo valutato, tenendo conto del bacino di riferimento, della rete viaria, eccetera, quale modello organizzativo fosse in grado di rispondere a questi tre obiettivi: accesso rapido, tutela della mamma e tutela del bambino.

Quindi crediamo che anche per la struttura di cui stiamo parlando sia opportuno usare la stessa terminologia, la stessa frase che abbiamo usato per le altre, il che non vuol dire che il giorno dopo l'approvazione del Piano il reparto di ostetricia in questione sarà chiuso. Assolutamente no! Viene garantita intanto la presenza, come ha già detto il relatore, in condizioni di emergenza e per ventiquattr'ore al giorno, del medico e delle professionalità che sono necessarie, ma certo, nel corso di questi anni, avremo bisogno di definire che cos'è meglio, affinché la regola secondo cui, come purtroppo è dimostrato in tutti i paesi sviluppati, più piccolo è il reparto più bambini muoiono alla nascita non abbia a produrre effetti negativi sui nascituri.

PRESIDENTE. L'onorevole Serra aveva chiesto la votazione nominale sull'emendamento numero 93. Chi appoggia la richiesta?

(Appoggiano la richiesta di votazione nominale i consiglieri MARRACINI, PISU, PISANO, DEDONI, MANINCHEDDA, URAS, PINNA.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 93.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CALIGARIS - CAPELLI - CAPPAI - CONTU - DAVOLI - DEDONI - DIANA - IBBA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MARRACINI - MURGIONI - PETRINI - PISANO - PISU - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SALIS - SANJUST - SERRA - URAS - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PORCU - SABATINI - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SORU - UGGIAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - PITTALIS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 66

Votanti 64

Astenuti 2

Maggioranza 33

Favorevoli 27

Contrari 37

(Il Consiglio non approva).

CAPPAI (U.D.C.). Vorrei sapere come ha votato l'onorevole Cerina, dato che, pur non essendo presente in aula, il suo voto risulta.

PRESIDENTE. Colleghi, ci sono i Segretari.

(Interruzioni )

Va bene, l'onorevole Cerina non c'è, anche perché non si muove velocissimamente, e non può improvvisamente diventare una lepre alle 4 del mattino, quindi qualcuno ha votato per errore.

Metto in votazione l'emendamento numero 481. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 500. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 500.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Sanjust ha votato a favore

Rispondono sì i consiglieri: DEDONI - LA SPISA - LOMBARDO - PISANO - RASSU - SANJUST - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CALIGARIS - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS - URAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 53

Votanti 52

Astenuto 1

Maggioranza 27

Favorevoli 7

Contrari 45

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 486. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Il riferimento è all'emendamento numero 486, sul quale avevo espresso parere negativo perché nelle interlocuzioni che vi erano state in Commissione si era convenuto di apportare alcune modifiche alla pagina 106 del testo del Piano sanitario riguardanti l'Azienda Ospedaliera Brotzu. Si tratta di tre emendamenti orali di piccolo taglio che vanno inseriti nei vari capoversi. Se posso, vorrei esporli, poi consegnerò il testo scritto agli Uffici.

PRESIDENTE. Sì, prego.

PACIFICO (D.S.), relatore. Allora, al primo punto, dopo le parole "attualmente presenti in urologia, nefrologia, gastroenterologia)" va inserito i periodo "anche attraverso il potenziamento delle attività di terapia intensiva e di rianimazione"; al quarto punto la parola "traumatologia" è sostituita con "patologie traumatiche complesse" e vengono cassate le frasi "nella fase acuta e riabilitativa" e "per il trattamento delle lesioni traumatiche complesse" sostituite da "(trauma-center)". Il punto successivo resta invariato. Al sesto punto dopo le parole "chirurgie generali" va aggiunta la frase "diversificandole dall'attività del centro trapianti di fegato". Posso consegnare il testo di queste correzioni?

PRESIDENTE. Sì.

PACIFICO (D.S.), relatore. Presidente, mi ero dimenticato un punto. Posso?

PRESIDENTE. Prego, onorevole Pacifico.

PACIFICO (D.S.), relatore. Al secondo capoverso, dopo le parole "del bacino del Mediterraneo" va inserito "La Regione rafforza il proprio impegno per garantire il ruolo di alta specializzazione dell'azienda Brotzu".

PRESIDENTE. Va bene. Ci consegna il testo, onorevole Pacifico?

PACIFICO (D.S.), relatore. Sì. Per una questione di coerenza del testo la dicitura "patologie traumatiche complesse (trauma-center)"è la stessa che abbiamo utilizzato anche per la ASL numero 1 e per l'Ospedale Santissima Annunziata di Sassari. In sede di coordinamento occorre omogeneizzare le due dizioni in maniera che non vi siano discrepanze. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Intervengo dopo.

PRESIDENTE. Metto in votazione le modifiche testé proposte dal relatore alla pagina 106. Chi le approva alzi la mano.

(Sono approvate)

L'emendamento numero 147 era stato sospeso. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Presidente, sulla cardiologia pediatrica dell'Ospedale Brotzu vi sono due emendamenti: il 147, presentato dalla maggioranza, e il 489. Le prime tre righe di entrambi gli emendamenti sono pressoché identiche, per cui se il primo firmatario del 489, il collega Vargiu, è d'accordo i due emendamenti possono essere unificati limitatamente a questa parte.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, volevo solo ricordare all'Aula che nella sala regia c'è un signore che dalle 19 e 30 di questa sera sta accendendo e spegnendo i microfoni senza nemmeno avere la possibilità di spostarsi per le normali esigenze fisiologiche. Ritengo che, umanamente parlando, un minimo di rispetto anche per il personale ci debba essere. Non ci rendiamo conto neanche di questo, ma non fa niente.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cappai, per averci ricordato questo problema. Naturalmente stiamo attenti a rispettare il lavoro di ciascuno.

Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato "Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. 11/A e Doc. 11 bis/A) dei documenti "Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. n. 11/A) e "Integrazione al Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. n. 11 bis/A)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Dopo la dichiarazione fatta dal relatore di maggioranza, intervengo a favore degli emendamenti unificati numero 147 e 489, che rendono giustizia di un problema che si vive pressoché quotidianamente, perché tante famiglie sono costrette a rivolgersi a strutture extraregionali per ottenere i servizi inerenti alla cardiologia pediatrica. Per cui l'istituzione del servizio di cardiologia pediatrica presso la struttura Brotzu risponde alle esigenze di una fascia di domanda sanitaria particolarmente debole.

Il fatto che sia la maggioranza sia la minoranza abbiano colto questa esigenza è segno di alta sensibilità rispetto a una problematica che sappiamo essere importante per i bambini che purtroppo hanno bisogno di questo tipo di assistenza. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). In riferimento alla richiesta del collega Pacifico, relatore di maggioranza, devo dire che anche su questo argomento purtroppo le discussioni che noi abbiamo fatto all'interno del gruppo di volenterosi sembra siano servite a poco, perché questo gruppo aveva preso in esame anche la parte successiva dell'emendamento numero 489. Noi, infatti, sosteniamo che le esigenze della cardiologia pediatrica stanno creando, ancora oggi, in Sardegna, una mobilità passiva extraregionale significativa e non ha nessun senso che si debbano chiedere per cortesia delle prestazioni sanitarie che devono essere un diritto dei cittadini sardi.

Allora, era stato preso un impegno che ora viene disatteso, ma dev'essere richiamata la responsabilità del presidente Soru anche su questo? Vorremmo capirlo! Vorremmo capire se negate l'esigenza di cui stiamo parlando! Vi abbiamo fornito i dati: 4 mila prestazioni di cardiologia pediatrica all'anno, il 60 per cento delle quali viene effettuato fuori della provincia di Cagliari. Vi abbiamo anche detto che i cateterismi cardiaci non possono essere fatti altrove. E voi negate la possibilità di creare una nuova struttura dopo che in Commissione avevate acceduto a queste nostre considerazioni!

La responsabilità ve la prendete davanti ai sardi, non è con noi che state disattendendo degli accordi. State disattendendo delle considerazioni che abbiamo fatto insieme questa mattina, non capisco! Eravate addivenuti alle nostre stesse considerazioni perché vi avevamo convinti con la forza o perché davvero ritenevate che l'istituzione di questo servizio avesse un significato per i bambini cardiopatici sardi? Ci vorrebbe una risposta in questo senso, non è che siccome sono le 4 del mattino non esistono più risposte in quest'Aula!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.

DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Per tutta la stesura del Piano e anche in occasione del dibattito che abbiamo fatto in Commissione abbiamo seguito alcune regole. Una di queste era quella di evitare, nella maniera più rigorosa possibile, ma qualche volta, come sapete, c'è stato un cedimento, l'istituzione di servizi o di unità di strutture complesse o semplici, perché la programmazione regionale non implica la creazione di nuove strutture, di nuove posizioni organizzative, implica la garanzia dell'assistenza.

Noi siamo assolutamente d'accordo sul fatto che bisogna rafforzare la cardiologia pediatrica in questa regione, siccome però per nessuna delle parti del Piano che riguardano le diverse Aziende sanitarie e le strutture che all'interno delle stesse devono essere rafforzate abbiamo parlato di creazione di nuovi servizi, bensì della necessità di garantire l'assistenza, mi sembra doveroso applicare questo principio anche in questo caso. Questo non vuol dire che non debba essere garantita e potenziata questa forma di assistenza, ovviamente.

PRESIDENTE. Vorrei sapere se gli emendamenti devono essere messi in votazione separatamente oppure no.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Separatamente.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 147. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 488. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 489. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Voterò a favore dell'emendamento numero 489, che chiede l'istituzione di una cardiologia pediatrica, degna di tal nome, presso l'Ospedale Brotzu di Cagliari.

Devo dirle, assessore Dirindin, che lei non mi ha assolutamente convinto. Mi avrebbe convinto qualora non avesse usato il telefono per raccomandare dei pazienti che non possono essere curati presso il Centro di cardiologia pediatrica di Cagliari, perché se non viene potenziato questo centro non è in grado di dare le risposte assistenziali che lei ha chiesto siano fornite, ben sapendo che non esistono strutture idonee. Allora, il presidente Soru non alza il telefono personalmente, lo fa fare all'Assessore! E l'Assessore alza il telefono per fare delle raccomandazioni ben sapendo che le strutture che esistono a Cagliari non sono in grado di dare le risposte che lei stessa chiede.

Se lei fa questo dovrebbe anche avere l'onestà culturale - che non ha - di garantire ai cardiopatici sardi, soprattutto quando si tratta di piccoli pazienti, quell'assistenza che a Cagliari non viene fornita!

PORCU (Progetto Sardegna). Stai esagerando!

VARGIU (Riformatori Sardi). L'Assessore sa che non sto esagerando, perché posso fare nomi e cognomi dei pazienti che si sono rivolti a lei!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Io voterò contro l'emendamento numero 489.

Ne approfitto per chiedere un chiarimento all'onorevole Vargiu. Lei sa se io ho mai chiesto all'Assessore di raccomandare qualcuno, per qualsiasi motivo, presso qualche ospedale di Cagliari? Se non è così la prego di chiarirlo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

Rapidissimamente, perché naturalmente questa procedura non è prevista.

VARGIU (Riformatori Sardi). Il presidente Soru ha ragione, la foga oratoria mi ha sicuramente fatto dire un'inesattezza. L'assessore Dirindin raccomanda a nome suo, non del presidente Soru!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.

DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Vorrei che lei chiarisse, onorevole Vargiu, perché posso pure riferire di alcuni casi sui quali ho chiesto informazioni e che riguardavano in particolare dei bambini. E' una cosa che mi capita frequentemente, perché quando ci viene segnalato, purtroppo, il mancato rispetto di un diritto usiamo questi casi, ovviamente, non per favorire la singola persona che ci ha portato a conoscenza del caso, ma come esempio per intervenire, chiedere quali sono i problemi e cercare di capire come affrontarli.

(Interruzioni)

Sì, l'abbiamo fatto, vi possiamo anche portare molte testimonianze e vorrei che voi ne portaste altrettante relativamente al periodo in cui governavate voi. L'abbiamo fatto, soprattutto quando si trattava di piccoli pazienti e abbiamo anche chiesto ai professionisti di non strumentalizzare le mamme che sono angosciate per i problemi dei loro bambini, semplicemente per chiedere...

VARGIU (Riformatori Sardi). Le mamme sono angosciate perché in Sardegna non c'è la risposta sanitaria che chiedono. Lei lo sa benissimo ed è per quello che alza il telefono!

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Vargiu!

VARGIU (Riformatori Sardi). Le prestazioni sanitarie sono un diritto di tutti, non solo di chi ha un canale privilegiato per effettuare una chiamata all'Assessore!

DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Non credo di dover chiedere il permesso a lei per alzare il telefono e chiedere come mai non viene assistito un bambino!

VARGIU (Riformatori Sardi). Ha chiesto che venga assistito un bambino che qui non può essere assistito, lo sa benissimo, perché non c'è la struttura idonea e lei non la vuole creare!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Intervengo per esprimere il mio voto a favore dell'emendamento numero 489.

Nei passaggi precedenti si chiedeva all'Assessore l'informazione necessaria per far capire a tutti noi se siamo in grado o no di assicurare la risposta in cardiologia pediatrica, quindi di garantire l'assistenza cardiologica ai bambini. L'esigenza era quella di sapere se l'Assessore ha avuto la sensibilità di accertare se le prestazioni venivano erogate, come tentava inutilmente di far capire, perché sinceramente noi non c'eravamo e non possiamo saperlo. Non lo possiamo sapere, però la risposta non può essere che lei ha bisogno di telefonare ai reparti per sapere qual è la situazione. Credo che questi sistemi vengano adottati in regimi non democratici e un Assessore non si dovrebbe permettere di interloquire con un reparto, magari interrompendo un servizio, per soddisfare la sua curiosità. Dovrebbe, invece, interessarsi di programmare il servizio, visti i dati che sono stati forniti, di cui è a conoscenza, e i bisogni, che non sono cosa di poco conto rispetto ai sacrifici che vengono richiesti alle famiglie, anche in momenti difficili. La sensibilità personale può essere utilizzata per altri fini.

Anziché impegnarsi nella ricerca di soluzioni, lei, Assessore, viene qua a raccontarci che questo serviva quasi per testare la correttezza di professionisti che gestiscono la sanità. Questo per dire che nel sistema sardo della sanità lei si è integrata poco, male e in maniera non rispondente a ciò che noi ci saremmo aspettati. Grazie.

MARROCU (D.S.). Ma siediti che hai disturbato anche troppo, è una cosa assurda!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Noi votiamo contro l'emendamento numero 489, sul quale il relatore, a nome della Commissione, e la Giunta hanno espresso parere contrario.

A me dispiace sinceramente - ed è un fatto che non si giustifica con l'ora tarda - che un collega serio e corretto utilizzi il parere contrario su un emendamento, espresso, tra l'altro, in coerenza con un giudizio che l'Assessore, la Giunta e la Commissione hanno espresso su tutto il Piano, come pretesto per sferrare un attacco personale, violento, inutile, senza argomenti e stupido!

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo la calma e anche gli atteggiamenti giusti rispetto agli argomenti che sono in discussione. Onorevole Marrocu!

VARGIU (Riformatori Sardi). Gli Assessori danno risposte generali, non personali!

MARROCU (D.S.). Chissà cosa c'è dietro tutta questa veemenza! Pensate agli "accozzi" vostri!

PRESIDENTE. Onorevoli Marrocu e Vargiu, proviamo a mantenere uno stile adeguato alla discussione.

Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Aveva dato la parola al presidente Soru.

PRESIDENTE. Quando dirigerà lei la lascerò dirigere, onorevole Dedoni! Vuole intervenire?

MASIA (Federalista-Autonomista Sardo). Rinuncia!

PRESIDENTE. Bene, l'onorevole Dedoni ha rinunciato.

DEDONI (Riformatori Sardi). Non ho rinunciato!

PRESIDENTE. Sì, ha rinunciato!

DEDONI (Riformatori Sardi). Presidente, intervengo dopo!

PRESIDENTE. Va bene, non c'è problema!

Ha domandato di parlare il Presidente della Regione per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SORU (Progetto Sardegna). Vediamo, consigliere Dedoni, se il mio intervento può servire anche per dare una risposta a lei.

E' vero, gli Assessori si devono occupare di problemi generali e non personali, e per occuparsi di problemi generali è importante occuparsi, quando capita, anche dei problemi personali, soprattutto quando questi possono essere drammatici e hanno bisogno di una risposta. Credo che nessuno possa per questo accusare l'Assessore della sanità di clientelismo, visto che comunque lascerà la Sardegna e non sta cercando carriere politiche qui. Quindi quell'accusa è sicuramente fuori luogo. Però, per chi ha voluto ascoltare, credo che l'Assessore, così come il relatore in precedenza, abbia detto che questo Piano vuole garantire il miglioramento dell'assistenza in cardiochirurgia pediatrica, e vuole garantirlo nelle forme più adeguate. Semplicemente l'eventuale apertura di una struttura complessa non deve essere decisa nel Piano sanitario; deve essere decisa in un atto aziendale e così sarà. Probabilmente ci sarà da aprire un primariato, e lo si farà. Stiamo soltanto dicendo che questo non deve essere scritto nel Piano sanitario, ma noi siamo quanto voi convinti che debba essere offerta un'assistenza migliore; l'abbiamo sperimentato e lo faremo probabilmente con lo stesso meccanismo che voi avete individuato. Semplicemente rivendichiamo l'opportunità di non individuare i servizi o i primariati nel Piano sanitario.

PRESIDENTE. Procediamo alla votazione della seconda parte dell'emendamento numero 489, in quanto la prima parte è identica al testo dell'emendamento numero 147, già approvato. Quindi votiamo la parte che inizia con le parole "alla cardiologia pediatrica viene attribuito il riconoscimento".

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della seconda parte dell'emendamento numero 489.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Pinna ha votato contro.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 60

votanti 60

maggioranza 31

favorevoli 15

contrari 45

(Il Consiglio non approva).

L'emendamento numero 10 è decaduto, in quanto compreso nell'emendamento orale di modifica della pagina 106. Passiamo all'emendamento numero 94.

DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. E' ritirato.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 11. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 9. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 12. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 13. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Per esprimere il parere sull'emendamento numero 491 ha facoltà di parlare il consigliere Pacifico, relatore.

PACIFICO (D.S.), relatore. Esprimo parere contrario.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 491. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'esame della Parte II, capitolo 3, paragrafi 3.4, 3.5, 3.5 bis, a cui sono stati presentati quindici emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dei paragrafi 3.4, 3.5, 3.5 bis e dei relativi emendamenti:

3.4 Le Aziende ospedaliero-universitarie

L'attività assistenziale necessaria per lo svolgimento dei compiti istituzionali delle Università di Cagliari e Sassari è determinata nel quadro della programmazione regionale e nel rispetto dei principi generali che regolano la riorganizzazione dell'intera rete ospedaliera regionale, Università inclusa. La programmazione regionale, d'intesa con le Università, definisce un percorso per l'individuazione del fabbisogno formativo.

Il Protocollo d'intesa siglato dalla Regione Sardegna e dalle Università di Cagliari e Sassari l'11 ottobre 2004 ha dato l'avvio alla procedura per l'istituzione di due Aziende ospedaliero-universitarie, una a Cagliari e l'altra a Sassari.

L'accordo con le Università di Cagliari e Sassari

In attuazione di tale Protocollo sono stati predisposti e sottoscritti dalla Regione e dalle Università i primi preliminari accordi volti a garantire la collaborazione tra aziende sanitarie e strutture universitarie sul piano dell'assistenza necessaria per un completo esercizio delle funzioni di didattica e di ricerca, istituzionalmente proprie dell'Università.

In attesa della concreta istituzione ed attivazione delle due Aziende ospedaliero-universitarie di Cagliari e Sassari, la Regione, di concerto con le Università, provvede ad individuare modalità che assicurino continuità nell'erogazione dell'assistenza e nei processi di miglioramento e riqualificazione in corso, che garantiscano certezza agli operatori ospedalieri ed universitari, che favoriscano un ordinato ed equilibrato passaggio dall'attuale situazione a quella definitiva.

A tal fine, promuovendo una concreta collaborazione tra Regione ed Università, possono essere individuati degli specifici organismi straordinari incaricati di gestire la complessa fase della transizione.

In ragione dei protocolli d'intesa sottoscritti tra Regione e Università, il presente Piano definisce la struttura delle Aziende ospedaliero-universitarie di Cagliari e Sassari.

Azienda ospedaliero-universitaria di Cagliari

L'applicazione degli standard nazionali di riferimento, definiti come media regionale è pari a 4,5 posti letto per mille abitanti (di cui 3,5 per acuti e 1 per lungodegenza e riabilitazione), è compatibile con una dotazione complessiva sul territorio dell'ASL di Cagliari superiore a tale parametro, in ragione della funzione di polo di riferimento attribuito a Cagliari per le specialità a minore diffusione e rare.

Sulla base di tali parametri si ritiene di poter stimare per l'Azienda ospedaliero-universitaria di Cagliari un dimensionamento complessivo non superiore a 700 posti letto.

In attuazione dell'articolo 6 del Protocollo d'intesa tra la Regione Autonoma della Sardegna e le Università degli Studi di Cagliari e di Sassari sottoscritto in 11 ottobre 2004, il perseguimento di un adeguato livello di unitarietà strutturale e logistica dell'Azienda ospedaliero-universitaria deve essere considerato un obiettivo tendenziale dando atto che, allo stato attuale, la sede dell'Azienda sarà presso il Policlinico universitario di Monserrato ed il Presidio San Giovanni di Dio con il complesso pediatrico.

L'Azienda ospedaliero-universitaria svolge la propria attività, oltrechè nella sede anche nelle strutture universitarie attualmente convenzionate con la ASL n. 8 di Cagliari (P.O. Binaghi, P.O. Santissima Trinità, P.O. Microcitemico e P.O. Marino) sulla base di un apposito atto che regolamenta i rapporti tra le due Aziende e fermo restando l'obiettivo di medio periodo di pervenire ad un adeguato livello di unitarietà.

Qualora nell'Azienda ospedaliero-universitaria non siano disponibili specifiche strutture essenziali per un corretto svolgimento dell'attività didattica, l'Università concorda con la Regione, con apposito atto, l'utilizzazione di altre strutture pubbliche.

La definizione della rete ospedaliera della città di Cagliari e specificamente della nuova Azienda ospedaliero-universitaria dovrà essere coerente con i seguenti indirizzi di carattere generale:

· l'assegnazione delle funzioni all'Azienda ospedaliero-universitaria dovrà avvenire in coerenza con la vocazione che tradizionalmente la caratterizza;

· l'organizzazione delle strutture deve svilupparsi in una logica dipartimentale, tenendo conto dell'esigenza di garantire, anche in assenza di una unitarietà strutturale e logistica dell'Azienda ospedaliero-universitaria, l'efficienza organizzativa;

· le duplicazioni, rispetto alle altre strutture che insistono nel territorio dell'area metropolitana di Cagliari, non adeguatamente motivate devono essere gradualmente superate, tenuto conto del fabbisogno di assistenza, del volume e della tipologia dell'attività svolta nell'ultimo triennio, dell'efficienza organizzativa delle singole unità operative, dei criteri di accreditamento delle strutture stesse e dei requisiti minimi per l'accreditamento dei corsi di studio della Facoltà di Medicina;

· la natura, i compiti e le responsabilità delle strutture ospedaliere dell'area metropolitana di Cagliari portano a prevedere per l'Azienda ospedaliero-universitaria la presenza dei seguenti Dipartimenti: Medicina, Chirurgia, Materno infantile, Emergenza-Urgenza, Servizi;

· nei Dipartimenti dell'Azienda ospedaliero-universitaria confluiranno le funzioni di seguito indicate: nella Medicina la medicina interna, la medicina del lavoro, la cardiologia, la dermatologia, la gastroenterologia, la reumatologia, la neurologia, le malattie endocrine e metaboliche, la nefrologia, l'oncologia medica, l'allergologia; nella Chirurgia (destinata a regime ad operare presso la sede di Monserrato) confluiranno le funzioni di chirurgia generale, otorinolaringoiatria, oculistica, odontoiatria, chirurgia vascolare; nel Materno infantile confluiranno le funzioni di clinica pediatrica, neuropsichiatria infantile, neonatologia, terapia intensiva neonatale, ostetricia e ginecologia, chirurgia pediatrica; nell'Emergenza-Urgenza confluiranno le funzioni del Pronto Soccorso e della rianimazione;

· le strutture di degenza psichiatrica dovranno confluire nel Dipartimento di Salute Mentale in un'ottica di forte integrazione tra ospedale e territorio;

· allo scopo di perseguire, all'interno dell'Azienda ospedaliero-universitaria, un'efficace integrazione è opportuno un adeguato equilibrio tra i due ordinamenti nell'affidamento degli incarichi di direzione delle strutture, complesse e semplici, secondo i principi enunciati nel Protocollo d'intesa;

· i servizi per i quali si dovrà, tendenzialmente, evitare ogni duplicazione saranno specificati con apposito atto, tenendo conto del fabbisogno e delle peculiarità presenti.

Azienda ospedaliero-universitaria di Sassari

L'applicazione degli standard nazionali di riferimento, definiti come media regionale e pari a 4,5 posti letto per mille abitanti (di cui 3,5 per acuti e 1 per lungodegenza e riabilitazione), è compatibile con una dotazione complessiva sul territorio dell'ASL di Sassari superiore a tale parametro, in ragione della funzione di polo di riferimento attribuito a Sassari per le specialità a minore diffusione e rare.

La programmazione sanitaria regionale prevede la presenza sull'area metropolitana di Sassari di un presidio ospedaliero (Santissima Annunziata) e di un'Azienda ospedaliero-universitaria, per un totale di posti letto intorno a 950, distribuiti fra le due strutture in maniera equilibrata.

In attuazione dell'articolo 7, comma 6, del Protocollo d'intesa tra la Regione Autonoma della Sardegna e le Università degli Studi di Cagliari e di Sassari sottoscritto in data 11 ottobre 2004, il perseguimento di un adeguato livello di unitarietà strutturale e logistica dell'Azienda ospedaliero-universitaria deve essere considerato un obiettivo tendenziale dando atto che, allo stato attuale, la sede dell'Azienda sarà presso le strutture universitarie attualmente convenzionate con l'Azienda Usl n. 1, il Policlinico universitario e il Presidio Santissima Annunziata.

Qualora nell'Azienda ospedaliero-uuniversitaria non siano disponibili specifiche strutture essenziali per un corretto svolgimento dell'attività didattica, l'Università concorda con la Regione, con apposito atto, l'utilizzazione di altre strutture pubbliche.

In attesa di una complessiva valutazione e revisione del fabbisogno di formazione le attività essenziali per lo svolgimento dei compiti istituzionali dei settori scientifico-disciplinari di oncologia medica e di malattie cutanee e veneree saranno garantite nell'ambito della dotazione complessiva dei posti letto del Dipartimento di Medicina Interna dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria, nonché dalle strutture assistenziali di Oncologia e Dermatologia dell'ASL, in maniera integrata e complementare.

La definizione della rete ospedaliera della città di Sassari e specificamente del presidio ASL Santissima Annunziata e della nuova Azienda ospedaliero-universitaria dovrà essere coerente con i seguenti indirizzi di carattere generale:

· l'assegnazione delle singole funzioni all'interno dell'Azienda ospedaliero-universitaria e del presidio ospedaliero Santissima Annunziata dovrà avvenire in coerenza con la vocazione generale attribuita alle due strutture;

· l'organizzazione di entrambe le strutture deve svilupparsi in una logica dipartimentale;

· le attività di supporto (tecniche, amministrative e professionali) devono, per quanto possibile, mantenere una gestione unitaria nel rispetto dell'autonomia giuridica dell'Azienda ospedaliero-universitaria;

· le duplicazioni non adeguatamente motivate devono essere gradualmente superate, tenuto conto del fabbisogno di assistenza, del volume e della tipologia dell'attività svolta nell'ultimo triennio, dell'efficienza organizzativa delle singole unità operative e dei criteri di accreditamento delle strutture stesse e dei requisiti minimi per l'accreditamento dei corsi di studio della Facoltà di Medicina;

· la natura, i compiti e le responsabilità delle due strutture ospedaliere della città portano a prevedere per l'Azienda ospedaliero-universitaria un Dipartimento internistico, un Dipartimento chirurgico ed uno per la lungodegenza e riabilitazione, nonché il Dipartimento Materno infantile. A sua volta nel P.O. Santissima Annunziata sarà presente un Dipartimento internistico, un Dipartimento chirurgico, uno per la lungodegenza - riabilitazione ed il Dipartimento dell'Emergenza-Urgenza. Relativamente all'attività di emergenza-urgenza dovranno prevedersi accordi interaziendali tra Azienda ospedaliero-universitaria e ASL che garantiscano idonee modalità organizzative a fini sia assistenziali che didattici;

· nel Dipartimento internistico dell'Azienda ospedaliero-universitaria confluiranno le funzioni di medicina interna, ematologia, neurologia, malattie infettive e pneumologia, mentre in quello chirurgico confluiranno la chirurgia generale, la chirurgia vascolare, l'ORL, l'oculistica, l'urologia, la maxillo-facciale, la chirurgia plastica, l'ortopedia e l'anestesia e terapia intensiva. Il Dipartimento internistico dell'Azienda ospedaliero-universitaria comprenderà anche la funzione di cardiologia e terapia intensiva cardiologica da svolgere in maniera integrata e complementare con il presidio ospedaliero Santissima Annunziata. Nel dipartimento internistico del presidio ospedaliero Santissima Annunziata è inclusa la medicina interna, la geriatria, la gastroenterologia, la nefrologia, l'oncologia e la dermatologia; mentre nel dipartimento chirurgico confluiranno la chirurgia generale, la neurochirurgia, l'ortopedia - traumatologia;

· nel Dipartimento dell'emergenza-urgenza dovranno essere incluse le funzioni di: cardiologia, unità coronarica, emodinamica, interventistica cardiaca, cardiochirurgia, chirurgia d'urgenza e dei trapianti, centro ustioni, terapia intensiva post-operatoria, rianimazione, diagnostica radiologica d'urgenza; in quello Materno Infantile dovranno essere incluse la ginecologia e ostetricia, la pediatria, la patologia neonatale, la chirurgia pediatrica, la terapia intensiva neonatale pediatrica e la neuropsichiatria infantile;

· le strutture di degenza psichiatrica dovranno confluire nel Dipartimento di Salute Mentale;

· allo scopo di perseguire, all'interno dell'Azienda ospedaliero-universitaria, un'efficace integrazione è opportuno un adeguato equilibrio tra i due ordinamenti nell'affidamento degli incarichi di direzione delle strutture, complesse e semplici, secondo i principi enunciati nel Protocollo d'intesa;

· i laboratori di base dovranno essere unificati, mentre per quelli di secondo livello si dovranno tendenzialmente evitare duplicazioni così come per gli altri servizi di diagnosi e cura.

3.5 Integrazione dell'ospedale nella rete di risposte - Reti Integrate (Hub and Spoke)

Principio delle reti integrate

La modalità di produzione ed erogazione dell'assistenza ospedaliera secondo il principio delle reti integrate prevede la concentrazione della casistica più complessa in un numero limitato di centri (hub), che trattano volumi di attività tali da garantire la qualità dell'assistenza, ed il trattamento della restante casistica in centri periferici (spoke) la cui attività è fortemente integrata con quella dei centri. Il sistema, ove adeguatamente sviluppato, è in grado di garantire a tutta la popolazione equità di accesso a prestazioni di qualità uniforme su tutto il territorio regionale.

La rete ospedaliera organizzata e sviluppata secondo il modello dell'hub and spoke garantisce minima congestione, forte specializzazione, massima efficienza tecnica attraverso la concentrazione della casistica e la tempestività di invio dalla periferia.

Secondo questo modello, la connessione nell'ambito di una stessa specialità in differenti ospedali è più forte della connessione con altre specialità all'interno dello stesso ospedale. Tale organizzazione potrebbe essere oggetto di equivoci, per il ruolo subordinato che verrebbe richiesto allo spoke (ai raggi), sottovalutando il ruolo fondamentale delle cure in strutture di primo livello che rimangono titolari nella gestione del processo assistenziale del paziente dell'area territoriale di riferimento.

La metodologia di lavoro per organizzare operativamente la rete prevede l'individuazione dei bacini di popolazione di riferimento in relazione ai fabbisogni specifici ed ai volumi di attività clinica, la definizione delle caratteristiche dei nodi della rete ed i criteri di riferimento fra i servizi, stabilendo modalità attraverso le quali mantenere le competenze del centro leader e le modalità attraverso le quali condividere le competenze disponibili con la periferia. La funzionalità della rete è legata allo sviluppo e connotazione di un sistema informativo e alla definizione delle modalità della committenza.

Nel corso della organizzazione, si valuteranno gli aspetti critici del modello di organizzazione hub and spoke, in particolare la definizione specifica delle funzioni hub ed i criteri del sistema di relazioni fra nodi, centri intermedi e centri periferici, tenendo conto che la pianificazione potrebbe essere divergente rispetto alle strutture o alle relazioni funzionali attualmente esistenti.

Attualmente, nel nostro Paese, il modello sta trovando attuazione con risultati soddisfacenti in particolare nell'area cardiologica e oncologica.

Il presente Piano promuove l'organizzazione in rete di tutte le strutture che erogano assistenza ospedaliera in Sardegna, a partire dalla rete per l'assistenza in oncologia ed in cardiologia (si vedano in proposito i rispettivi capitoli), anche grazie all'avvio del progetto regionale, già finanziato con i fondi finalizzati agli obiettivi prioritari del PSN 2003-2005, di collegamento in rete dei servizi presenti sul territorio per l'assistenza dei malati oncologici.

3.5 bis Gli ospedali di comunità

Gli Ospedali di comunità (ODC) rappresentano un "anello strategico" all'interno della rete ospedaliera perché si rivolgono ai pazienti con un bisogno di assistenza con prevalente valenza sanitaria che non è possibile soddisfare né in RSA né a domicilio ma per i quali, allo stesso tempo, un ricovero ospedaliero ordinario di tipo classico risulterebbe inappropriato.

In tal senso gli ODC sono le strutture appropriate per realizzare l'integrazione ospedale-territorio, auspicata nella programmazione sanitaria.

Gli ODC sono nati e si sono sviluppati nel Regno Unito tra gli anni '20 e gli anni'40 del secolo scorso ed attualmente vengono lì definiti come "strutture organizzative cooperative dei medici di famiglia". Nel nostro Paese l'attenzione verso questa innovativa forma di organizzazione dell'assistenza sanitaria ha inizio nella seconda metà degli anni '90, quando regioni come l'Emilia Romagna, la Toscana, l'Umbria dimostrano che i piccoli ospedali, non più in grado di assicurare la stessa qualità delle prestazioni dei centri ad elevata specializzazione, possono essere riconvertiti per soddisfare una crescente domanda di salute legata a patologie croniche invalidanti in fase di riacutizzazione. Si tratta infatti di patologie che, se gestite in un ospedale ad alta specializzazione, determinerebbero solo un aumento dei tempi di degenza, rallentando i ritmi dell'attività ospedaliera ordinaria, rivolta agli acuti, ad alto fabbisogno tecnologico con conseguente aumento delle liste d'attesa.

È intenzione di questo Piano dare avvio ad una sperimentazione volta a riorganizzare i piccoli presidi ospedalieri in Ospedali di Comunità, offrendo risposta ad un bisogno di salute finora rimasto insoddisfatto.

Strutturalmente un Ospedale di Comunità si deve collocare in un Centro polifunzionale, dove sono svolte tutte le funzioni tipiche dell'assistenza territoriale.

I servizi del centro polifunzionale

· amministrativi (CUP, scelta del medico)

· medico-legali e certificativi (servizio sociale; vaccinazioni)

· di diagnostica strumentale (punti di prelievo ematici, radiologia, ecografia, endoscopia, ECG)

· di poliambulatorio (cardiologi, oculisti, chirurghi, fisiatri)

· territoriali (ortopedici, neurologi, pediatri)

· infermieristici (assistenza domiciliare, ADI, ADP, ADIP)

· consultori

· urgenza-emergenza (guardia medica, 118)

All'interno del Centro polifunzionale l'Ospedale di Comunità definisce una struttura caratterizzata da un numero limitato di posti letto e spazi dove sia possibile socializzare per riprodurre dimensioni simili a quelle dei luoghi familiari (sale da pranzo; soggiorni; locali di incontro per il personale o per - e con - i familiari).

L'Ospedale di Comunità è adatto quindi al ricovero di pazienti con patologie post-acute, in via di stabilizzazione, patologie croniche in fase di riacutizzazione e patologie in fase terminale che non richiedono un'assistenza ad elevata complessità medico-specialistica.

Possono essere pazienti per l'ODC:

· post-acuti anziani fragili a rischio di non autosufficienza colpiti, ad esempio, da patologie quali ictus cerebri, fratture femorali, sindromi da immobilizzazione;

· acuti a basso rischio non gestibile a domicilio affetti ad esempio da scompensi cardiaci non complicati, patologie dermatologiche, traumatismi minori dovuti per esempio ad osteoporosi;

· pazienti terminali non gestibili a domicilio caratterizzati da scompenso irreversibile, demenze ad elevato stadio, patologie oncologiche trattabili con cure palliative, patologie croniche quali ad esempio quelle cardiorespiratorie, neoplastiche, vascolari, broncopatie;

· pazienti in riabilitazione

La richiesta del ricovero può avvenire sia su proposta del medico ospedaliero con il passaggio dall'ospedale specializzato all'ODC, sia su proposta del medico di base qualora il paziente non sia già ricoverato. Il ricovero nell'ODC è giustificato dal bisogno di cura di persone con problemi prevalentemente sanitari (e non socio-sanitari come può accadere in una struttura per la lungodegenza del tipo RSA, dove sono ricoverati soggetti con patologie croniche stabilizzate), per questo la permanenza dei pazienti non dovrebbe superare i 30 giorni.

Responsabile della direzione sanitaria, dell'organizzazione complessiva, della gestione e dell'igiene pubblica dell'Ospedale di Comunità è un medico del Distretto, dipendente della ASL che ha anche il compito di coordinare tutte le figure professionali che operano o interagiscono con la struttura.

Responsabile della presa in cura del paziente è invece il medico di medicina generale, che si avvale delle professionalità e delle tecnologie presenti nell'Ospedale di Comunità e nel Centro Polifunzionale richiedendo tutte le consulenze specialistiche necessarie ed allo stesso tempo affidando l'assistenza del paziente al personale infermieristico specializzato che, di concerto con il medico del paziente predispone un piano personalizzato di cura da attuarsi secondo le modalità tipiche dell'ospedale (dall'erogazione dei farmaci agli accertamenti diagnostici).

Tutte queste caratteristiche fanno dell'Ospedale di Comunità un modello organizzativo complesso e significativamente innovativo dove il medico di medicina generale riconquista un ruolo attivo nella cura dei propri pazienti, ruolo che nel corso degli ultimi anni è venuto meno dal momento che i medici di base sono rimasti di fatto isolati ed hanno assunto spesso le funzioni di meri prescrittori di ricette. Allo stesso tempo l'ODC valorizza il ruolo attivo degli infermieri che, coordinati da un caposala, hanno le competenze specifiche e professionali per il trattamento clinico del paziente, evidenziando miglioramenti o peggioramenti delle sue condizioni al medico competente che in tal modo può definire i necessari e più appropriati percorsi di cura (trasferimenti in assistenza domiciliare o in centri di specializzazione). Medici e infermieri insieme ad altre figure specializzate afferenti o presenti nella struttura (fisiatri, geriatri, tecnici di riabilitazione, cardiologi, neurologi ed altri specialisti) grazie agli ODC tornano a lavorare in team, a comunicare e interagire per la migliore e più appropriata cura dei pazienti.

EMENDAMENTO sostitutivo parziale VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - RANDAZZO Alberto - AMADU - LADU - LA SPISA. (494)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - LADU - DIANA - AMADU. (495)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale LIORI - DIANA - SANNA Matteo - ARTIZZU - CAPPAI - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CONTU - RASSU - LICANDRO - MURGIONI - GALLUS. (18)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale LIORI - DIANA - SANNA Matteo - ARTIZZU - CAPPAI - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CONTU - RASSU - LICANDRO - MURGIONI - GALLUS. (20)

EMENDAMENTO aggiuntivo AMADU - CASSANO - RASSU - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - CAPPAI - LIORI - DIANA - LICANDRO - CONTU - LADU - GALLUS - SANNA Matteo. (41)

EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - AMADU -- LADU - LA SPISA. (493)

EMENDAMENTO aggiuntivo MARRACINI - ATZERI. (95)

EMENDAMENTO aggiuntivo CONTU - LA SPISA - LICANDRO - PETRINI - RASSU - LIORI - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - CHERCHI Oscar. (195)

EMENDAMENTO aggiuntivo AMADU - CASSANO - RASSU - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - CAPPAI - LIORI - DIANA - LICANDRO - CONTU - LADU - GALLUS - SANNA Matteo. (42)

EMENDAMENTO aggiuntivo IBBA. (7)

EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - RANDAZZO Alberto - AMADU - LADU. (496)

EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - LADU. (505)

EMENDAMENTO aggiuntivo CONTU - LA SPISA - LICANDRO - PETRINI - RASSU - LIORI - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - CHERCHI Oscar. (186)

EMENDAMENTO aggiuntivo CONTU - LA SPISA - LICANDRO - PETRINI - RASSU - LIORI - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - CHERCHI Oscar. (185)

EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - LADU. (504).)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pacifico, relatore.

PACIFICO (D.S.), relatore. Sugli emendamenti numero 494, 495, 18, 20, 41, 493, 95, 195, 42, 496, 505, 186, 185 e 504 esprimo parere contrario. L'emendamento numero 7 lo si ritiene ritirato in conseguenza dell'approvazione di un emendamento sull'INRCA.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione l'emendamento numero 494. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 495. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 18. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 20. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione il testo dei paragrafi 3.4, 3.5. 3.5 bis. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 41. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 493. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 95 è stato ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 195. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 42. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 7 è stato ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 496. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 505. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 186. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 185. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 504. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

(Interruzioni)

CAPPAI (U.D.C.). Ma che cosa sta dicendo? Ma lo sa che quel ragazzo l'hanno dovuto portare al pronto soccorso l'altro giorno? Ma non si vergogna?

PRESIDENTE. Onorevole Cappai, per cortesia!

Colleghi, siccome è molto tardi, per consentire a tutti una pausa di riposo, i lavori del Consiglio si concludono a questo punto, riprenderanno domani, anzi oggi, alle ore 12. L'Ufficio di Presidenza è aggiornato alle ore 11 e 30.

La seduta è tolta alle ore 4 di venerdì 19 gennaio.



Allegati seduta

CCLXXVI SEDUTA

(POMERIDIANA)

GIOVEDI' 18 GENNAIO 2007

Presidenza del Vicepresidente SECCI

indi

Presidente SPISSU

Indi

del Vicepresidente SECCI

indi

Presidente SPISSU

INDICE

La seduta è aperta alle ore le 19 e 48.

CHERCHI OSCAR, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di giovedì 11 gennaio 2007 (270), che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Giovanni Battista Orrù ha chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 18 gennaio 2007.

Poiché non vi sono opposizioni, il congedo si intende accordato.

Annunzio di presentazione di proposta di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente proposta di legge:

SANNA Alberto - MARROCU - CALLEDDA - PIRISI - BARRACCIU - CHERCHI Silvio - CORRIAS - CUGINI - FLORIS Vincenzo - LAI - MATTANA - ORRU' - PACIFICO- SANNA Francesco: "Tutela degli ecosistemi vegetali e disciplina della raccolta e della commercializzazione dei funghi". (268)

(Pervenuta il 17 gennaio 2007 e assegnata alla quinta Commissione.)

Risposta scritta a interrogazione

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alla seguente interrogazione:

"Interrogazione CALIGARIS, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione dei lavoratori dell'ex zuccherificio di Villasor e sulle prospettive di riconversione agro-industriale dello stabilimento". (625)

(Risposta scritta in data 17 gennaio 2007.)

Continuazione della discussione delle partizioni del testo unificato "Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. 11/A e Doc. 11 bis/A) dei documenti "Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. n. 11/A) e "Integrazione al Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. n. 11 bis/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del testo unificato dei documenti 11/A e 11 bis/A.

E' in votazione l'emendamento numero 474. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Licandro. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Presidente!

PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, su che cosa intende parlare?

LA SPISA (F.I.). Vorrei chiedere la verifica del numero legale, Presidente.

PRESIDENTE. L'onorevole La Spisa chiede la verifica del numero legale. Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu.

Siccome la seduta è iniziata solamente da due minuti, in base al terzo comma dell'articolo 91 del Regolamento sospendo i lavori sino alle ore 19 e 58.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 50, viene ripresa alle ore 19 e 58.)

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

PRESIDENTE. Prego un Segretario dell'opposizione di accomodarsi al banco della Presidenza. Procediamo alla verifica del numero legale.

Verifica del numero legale

PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale, con procedimento elettronico.

(Segue la verifica)

Prendo atto che i consiglieri Liori, Contu e Milia risultano presenti.

Risultato della verifica

PRESIDENTE. Sono presenti 63 consiglieri.

(Risultano presenti i consiglieri: AMADU - ATZERI - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPPAI - CHERCHI Oscar - CHERCHI Silvio - COCCO - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA - FARIGU - FLORIS Vincenzo - FRAU - GALLUS - GESSA - GIAGU - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LANZI - LICANDRO - LICHERI - LIORI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MATTANA - MELONI - MILIA - MURGIONI - PACIFICO - PETRINI - PINNA - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PORCU - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SABATINI - SALIS - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SCARPA - SECCI - SERRA - SPISSU - UGGIAS - VARGIU.)

Poiché il Consiglio è in numero legale, procediamo con le dichiarazioni di voto sull'emendamento numero 474.

Onorevole Alberto Randazzo, prego.

LICANDRO (F.I.). Presidente, ero io il primo iscritto a parlare. Mi aveva dato la parola, poi è stata chiesta la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. Sì, le avevo già dato la parola. Chiedo scusa, stavo proseguendo nell'ordine. Prego, onorevole Licandro.

LICANDRO (F.I.). Signor Presidente, in riferimento all'emendamento che è in fase di votazione, devo dire che dell'intervento del collega Marrocu mi è piaciuta la parte in cui lui ha cercato di giustificare e difendere l'emendamento di sintesi dal quale è sparita la parola "Cagliari", che praticamente delegittima il lavoro che sta facendo in questi giorni in Commissione il cosiddetto gruppo di volenterosi, fra l'altro in orari che mettono seriamente a dura prova la lucidità di chiunque. Mi è piaciuta molto meno la parte finale, quando il collega Marrocu ha usato ancora una volta la parola "ricatti", perché credo che noi abbiamo dimostrato più d'una volta che non abbiamo nessuna intenzione di ostacolare il percorso in Aula del Piano sanitario. Se l'avessimo voluto fare ci saremmo trattenuti a discutere emendamento per emendamento. L'aver accettato, in via informale, di portare avanti i lavori in Commissione è la dimostrazione del fatto che non c'è assolutamente alcun ricatto, anzi! quel che non riesco a capire è che, fra l'altro, quando si parla di rispetto delle istituzioni questo rispetto molte volte viene sbandierato, ma non sempre viene messo in pratica.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SECCI

(Segue LICANDRO.) Oggi, praticamente, l'attività dell'Aula è stata bloccata dalle ore 15 alle 19 e 30 - e sono già le 20 passate - , con l'idea di far continuare i lavori della Commissione sanità, mentre sappiamo benissimo che qualche partito aveva delle esigenze evidentemente legate ad attività politiche.

Faccio notare che il partito che rappresento, Forza Italia, la scorsa settimana aveva un convegno sulla scuola alla presenza dell'onorevole Valentina Aprea, già sottosegretario del ministro Moratti. Ciò nonostante, nel pieno rispetto delle istituzioni, nessuno di noi è mancato in Consiglio regionale, tranne qualcuno per doveri di ospitalità, e abbiamo continuato a lavorare. Credo che, invece, l'assenza strategica della maggioranza per tutto il pomeriggio sia realmente una mancanza di rispetto delle istituzioni, così come credo che sia una mancanza di rispetto delle istituzioni, ancora una volta, costringerci a lavorare sino a notte fonda. Possiamo pure lavorare fino alle 4 del mattino, ma chiedo ancora una volta il rispetto dei tempi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Per dimostrare che non stiamo facendo ostruzionismo, sarò molto breve.

Non ho ancora capito cosa osta a che la maggioranza accetti la dicitura "città di Cagliari", visto che si prevede anche una riduzione dei posti letto ospedalieri per quanto riguarda la città di Cagliari. Qualche cattivo dice che dobbiamo basarci sulla trasparenza, e trasparenza è parlare in quest'Aula in modo limpido, condividendo, quando è il caso, anche gli interventi dei colleghi della maggioranza, che io stimo personalmente, però vorrei sentire delle parole chiare: è Cagliari, non è Cagliari o sono le vicinanze di Cagliari? Un documento che ha fatto il partito di maggioranza relativa in Consiglio regionale e di minoranza nel Comune di Cagliari nutre perplessità sul presunto spostamento dei centri ospedalieri da Cagliari a una città limitrofa, che potrebbe essere Quartu Sant'Elena. Il sindaco di Quartu si è espresso dicendo che sicuramente il nuovo ospedale sorgerà a Quartu. Siccome questa persona è legata all'attuale maggioranza in Regione, dai banchi dell'opposizione chiediamo un po' di chiarezza. Se ci sono accordi in tal senso, perché nascondersi o essere vaghi?

Ho sentito parlare della zona Su Paris e non sapendo dove fosse mi sono procurato la carta topografica di Quartu per identificarla. Non vorrei che il passante per strada "azzeccasse" qual è l'area, che si trova di fronte alla zona denominata Pitz'e Serra, così mi hanno spiegato. Mi dispiacerebbe che i passanti "azzeccassero" anche l'ubicazione della nuova struttura, che deve essere concertata, in base all'emendamento che avete presentato, con la Commissione consiliare.

I nostri commissari non si sono confusi, non stiamo facendo ostruzionismo e non accettiamo neanche il discorso del collega Marrocu, secondo cui i due terzi della popolazione della Sardegna risiedono nella ex provincia di Cagliari. Noi siamo chiari e abbiamo chiesto come mai nell'emendamento di sintesi non compare l'espressione "città di Cagliari", che era molto chiara. Non avevamo detto: nelle vicinanze, nelle zone limitrofe, a 10 o 20 chilometri! Il tempo è finito, continuerò dopo.

Voto a favore dell'emendamento numero 474.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, anch'io voterò a favore dell'emendamento numero 474 e colgo l'occasione per rammaricarmi di questo nuovo atteggiamento che sta emergendo in quest'Aula proprio per effetto della situazione che si è venuta a creare questa mattina, nel momento in cui un emendamento di sintesi approvato dalla Commissione, e quindi frutto di un accordo unanime tra i componenti della stessa, è arrivato in Aula modificato.

Ora, ciò che a noi principalmente preoccupa sono le ragioni nascoste, non dichiarate, che hanno determinato questo cambiamento di rotta. Quale volontà riesce a superare la volontà di una Commissione che licenzia unanimemente un emendamento di sintesi? Se non riusciamo a fare chiarezza su questo punto, credo che non potremo ristabilire le condizioni minime per un confronto democratico dentro quest'Aula. E voglio essere propositivo da questo punto di vista, per tentare di superare il problema cercando di capirlo insieme ai colleghi. Vorrei mi si spiegasse il motivo per cui, a pagina 102, laddove si parla della Provincia del Medio Campidano, è testualmente scritto ed è già stato approvato: "Il presente Piano prevede la realizzazione di una nuova struttura ospedaliera nel Comune di San Gavino". Cioè, è scritto testualmente che sarà realizzata una nuova struttura ospedaliera nel Comune di San Gavino! Non si dice in un comune del Medio Campidano, non si dice che il comune può essere scelto diversamente. Ma se, come è ovvio, dobbiamo usare un solo peso e una sola misura, è evidente che le due fattispecie devono essere tra loro coerenti ed è evidente che, così come scriviamo San Gavino - e probabilmente chi ha suggerito questo nome ha fatto bene -, possiamo tranquillamente indicare nel Piano sanitario che il nuovo ospedale policentrico sarà realizzato a Cagliari.

Mi pare che questo sia un problema di ovvia coerenza e quindi anche di chiarezza, il che, davvero, ci consentirebbe di proseguire superando quelle che sono delle difficoltà non oggettive, ma nascoste, che non riusciamo altrimenti a comprendere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, intanto faccio una premessa relativamente all'ordine dei lavori. Chiedo formalmente che si dia un'indicazione sull'orario di chiusura dei lavori di stasera e sulla eventuale prosecuzione degli stessi domani mattina e da che ora a che ora. Questo lo dico per correttezza, perché ho cercato di intervenire chiedendo la parola prima della conclusione dei lavori antimeridiani, avvenuta alle ore 15, ma non mi è stata data la facoltà di parlare e me ne lamento. In particolare, spero che lei, presidente Secci, si faccia interprete della mia lamentela presso il presidente Spissu.

Intendo, poi, annunciare il mio voto di astensione sull'emendamento 474, proprio perché, accogliendo le considerazioni dell'onorevole Silvio Cherchi e facendo riferimento alle valutazioni testé fatte anche dall'onorevole Pisano, mi domando per quale ragione non debba essere fatta chiarezza sulla locazione di questa importante struttura ospedaliera, che dovrà dare risposte all'interno di un territorio che, benché ampio, fa riferimento in via principale alla città di Cagliari. Sono state espresse a diversi livelli, sia da parte dei cittadini - e noi dobbiamo dare risposte proprio ai cittadini - sia da parte degli operatori sanitari, molte perplessità e io credo che su questo punto sia necessario fare chiarezza, altrimenti, oltre a definire i tempi, si indichi la zona in cui si ha intenzione di collocare questa struttura, e se si stabilisce che deve essere collocata in un'area diversa, si dettino i tempi necessari perché quest'area sia dotata delle necessarie infrastrutture. Sappiamo tutti, infatti, che i mezzi pubblici operano all'interno dell'area di Cagliari, per cui realizzare questa struttura ospedaliera in una zona fuori dal territorio di Cagliari comporta per i cittadini delle complicazioni e delle difficoltà legate alla impossibilità di poterla raggiungere agevolmente e in tempi brevi.

Tutti noi conosciamo benissimo i problemi che sono sorti relativamente al Policlinico universitario di Monserrato, per cui un po' di chiarezza sarebbe opportuna, visto che stiamo definendo il Piano sanitario, anche perché i tempi saranno lunghi e bisogna dare certezze e concretezza. Grazie.

PRESIDENTE. Onorevole Caligaris, lei continua a porre una domanda alla quale pensavo di aver già risposto. La Conferenza dei Capigruppo non ha stabilito fino a che ora proseguiranno i lavori questa sera, comunque fino a quando ci sarà la possibilità di lavorare. Se la discussione del Piano sanitario non si concluderà stasera - cosa peraltro molto probabile -, i lavori proseguiranno domani e dopodomani.

Questo è, per ora, lo stato dell'organizzazione dei nostri lavori. E' chiaro che man mano che si svilupperà il dibattito potremo sapere con migliore definizione - e, mi creda, è interesse mio oltre che nostro - come procederanno i lavori.

Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

IBBA (Gruppo Misto). Signor Presidente, veramente non capisco perché si stia facendo una tempesta in un bicchier d'acqua, dal momento che tutto il problema è circoscritto al fatto che nel testo del Piano sanitario, in riferimento all'ipotesi di costituzione del nuovo ospedale, che stiamo chiamando policentrico, col consenso di tutti, sia presente o no l'aggettivazione "di Cagliari" o "della città di Cagliari". Come se questo ospedale dovesse essere, come dire, di riferimento esclusivo per i cagliaritani, come se potesse esserci un ospedale di riferimento esclusivo per una parte della città! Ma l'Ospedale Brotzu, che è addirittura individuato con un nome che corrisponde a una parte della circoscrizione di Sant'Avendrace, nel territorio di San Michele, non per questo è dedicato solo a quella parte di territorio! E' un ospedale che offre assistenza ai cagliaritani, ai cittadini della provincia di Cagliari e del resto della Sardegna, così come l'ospedale policentrico, qualunque nome vorremo dargli.

Allora, stiamo ponendo un problema di carattere terminologico o stiamo strumentalmente utilizzando una dicitura per sostenere un ragionamento che non esiste, cioè il fatto che questo ospedale debba spegnere gli altri ospedali che oggi fanno parte della realtà cagliaritana? Chiunque abbia un minimo di buon senso capisce che è una pura sciocchezza semplicemente pensarlo, perché se guardiamo a ciò che potrà essere la sanità dei prossimi cinque o dieci anni siamo tutti in grado di capire che questa è una soluzione impossibile. Se siamo di fronte a un casus belli, come l'attentato di Sarajevo, che servì per scatenare la prima guerra mondiale, è un conto, ma se, invece, vogliamo ragionare seriamente sulla sanità e sulla organizzazione della rete ospedaliera il ragionamento da farsi è un altro.

Mi pare che si stia portando avanti un ragionamento del tutto inconsistente, questo è il motivo per cui voto a favore dell'emendamento all'emendamento numero 221.

PRESIDENTE. Onorevole Ibba, non è in votazione l'emendamento all'emendamento numero 221, bensì l'emendamento numero 474, sul quale il relatore ha espresso parere contrario. Volevo precisarlo, anche se ho capito il senso della sua dichiarazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Io ho capito molte cose. Già in precedenti interventi avevamo sollevato il dubbio che per qualcuno si tratta di vedere soddisfatte nel proprio territorio delle aspettative di carattere elettorale più che di saggia amministrazione da parte di legislatori attenti alle esigenze della Sardegna.

Non credo che la scelta sia tutta paris, onorevole Ibba, mi rivolgo a lei che è di Quartu. La vicinanza dell'onorevole Meloni all'Assessore e anche le prese di posizione e i silenzi parlano in quest'Aula. Le sembra saggio, onorevole Ibba, costringere i cittadini di tutta la Sardegna centro-occidentale ad attraversare la città di Cagliari per raggiungere un ospedale di questa importanza nella zona detta Su Paris? A me sembra meda in bessida, come dicono nel mio paese, permettetemi questa licenza che gli Uffici tradurranno per l'assessore Dirindin.

Non credo che si sarà in grado, in questi anni, di realizzare quest'opera, è l'unica cosa che mi consola, ma rimango certo molto sconsolato da atteggiamenti di questo genere. Credo che nessuno si aspettasse di poter togliere a Cagliari, in un colpo solo, quattro ospedali senza essere accusato di essere nemico della città, vero, onorevole Ibba? Era impensabile che non ci fosse una reazione a una scelta tanto sciagurata!

Quindi cosa si può dire? Si può dire soltanto che qui siamo al mercato delle vacche e che non stiamo più facendo un Piano sanitario. Ci avete fatto lavorare in piena notte, fino alle 4 del mattino, e ci avete costretti ad aspettare inutilmente in quest'aula non per migliorare il testo del Piano, ma per riportare a galla, tra l'altro, un medico "morto" politicamente, come il sindaco di Quartu. Forse sperate di vincere di nuovo le elezioni, come ho detto in un precedente intervento, ma credo che non abbiate chance!

Non è credibile una battaglia di questo genere, perché i cittadini di Quartu capiscono l'inefficacia di qualunque scelta, che sarebbe comunque destinata ad essere rinviata di due anni e mezzo, questa è la realtà. Se le scelte riguardanti Cagliari, fino ad oggi, sono state di quel tenore è perché c'era un'utilità, una convenienza per tutti. Non è possibile migliorare la viabilità e creare quella accessibilità che oggi si vede negata, per esempio, l'ospedale di Is Mirrionis, perché la situazione sarebbe peggiore di quanto non lo sia per il Policlinico universitario. Tra l'altro, la strada del Poetto, che è indispensabile percorrere per attraversare la città di Cagliari e raggiungere la zona di cui si parla, d'estate è sempre intasata e i tempi per raggiungere il nuovo ospedale sarebbero veramente intollerabili. Insomma, raggiungere l'ospedale in quella zona sarebbe veramente disagevole per i cittadini sardi. Scelta peggiore non si potrebbe fare, i miei complimenti!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, intervengo per dichiarare il mio voto a favore dell'emendamento numero 474 e fare, in questi pochi minuti, delle riflessioni sulla coerenza politica manifestata dalla maggioranza nel corso delle ultime ore.

Si è cercato, con la disponibilità di tutta la minoranza, di individuare dei percorsi affinché questo Piano fosse varato possibilmente nella sua compiutezza, con contenuti rispondenti alle necessità della nostra popolazione in termini di dotazione di servizi, di nuove tecnologie, di nuove strutture, di tutto quello di cui la Sardegna necessita. Questo è l'unico fatto che non si è negato, così come non si è negato, anche nella discussione di stamattina, che le strutture dell'area cagliaritana e della città di Cagliari in particolare, necessitano di una riorganizzazione. Io mi sono compiaciuto di questa disponibilità a cercare soluzioni rispondenti ai bisogni così individuati e la risposta la si è trovata in un emendamento che coglie tutte queste istanze.

Bene hanno fatto a intervenire i colleghi Cherchi, Mattana e per altri aspetti anche la collega Caligaris e persino il collega Marrocu, seppure non abbia condiviso appieno i contenuti del suo intervento, soprattutto quando ha percorso la strada del lancio delle sfide. Le sfide, qui, si raccolgono sulle idealità, sulla interpretazione del pensiero, sulle risposte da dare, sugli approfondimenti, ma soprattutto nel confronto che si deve attivare in quest'Aula. E il confronto di sicuro lo si attiva quando ci sono degli ideali da difendere, non soltanto raccogliendo delle sfide, che fino adesso si sono tradotte unicamente nel tentativo di questa maggioranza di "strangolare" la minoranza, impedendole di partecipare alla discussione.

Sull'ordine del lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Ha anticipato la mia richiesta l'onorevole Caligaris. Va bene andare a oltranza, però vorrei sapere a che ora finiremo questa sera e a che ora riprenderemo domani. Lo chiedo per esigenze fisiche mie personali, ma ritengo che sia dovere della Presidenza informare i consiglieri almeno su questo.

Contemporaneamente le chiedo, Presidente, com'è possibile che si sia già programmato di proseguire i lavori domani, dal momento che mi è stata consegnata in aula, non più tardi di ieri notte, la convocazione dell'Ufficio di Presidenza per le 9 e 30, che fino a questo momento mi consta non sia stata revocata. Come pure mi consta che alle 11 e 30 di domani sia previsto l'insediamento della Commissione d'inchiesta.

Come vede, Presidente, c'è poca chiarezza e io ho voluto intervenire solo per sollecitare da parte sua una risposta convincente, seria, ma soprattutto pratica, di modo che ognuno di noi sappia come comportarsi.

PRESIDENTE. La risposta, per adesso, è quella che è stata data all'onorevole Caligaris. Non appena avrò notizie più precise sarà mia cura informarne l'Aula.

Continuazione della discussione delle partizioni del testo unificato "Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. 11/A e Doc. 11 bis/A) del documento: "Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. n. 11/A) e del documento: "Integrazione al Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. n. 11 bis/A)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANJUST (F.I.). Ho preso la parola poche volte, a dir la verità, su questo Piano e non è mia intenzione reiterare gli interventi all'infinito, intervengo solo per cercare di capire qualcosa di più.

Mi è dispiaciuto sentire il collega Ibba, che tra l'altro stimo tantissimo, parlare di serietà, perché penso che sia un discorso molto serio quello che si sta facendo con questo emendamento. Dal momento che si paventa la chiusura di due ospedali che sono parte integrante della nostra città e che non si capisce dove sarà costruito il nuovo ospedale policentrico, che doveva essere realizzato a Cagliari, con l'approvazione, così mi pareva d'aver capito, anche dei colleghi della maggioranza (poi, improvvisamente, la dicitura "di Cagliari" è scomparsa dal testo dell'emendamento di sintesi), penso proprio, signor Presidente della Regione, che sia una questione di serietà, ma soprattutto di correttezza, far capire non solo a quest'Aula, perché possa votare con intelligenza gli emendamenti e le varie parti del Piano, ma anche ai cagliaritani e a tutti i sardi di che morte si deve morire.

Quindi la ringrazio, presidente Soru, innanzitutto per essere qui, anche perché, da quanto si dice, pare che sia stato lei a voler togliere la dicitura "di Cagliari" e le chiedo, veramente con estrema cortesia e gentilezza, di spiegare all'Aula il motivo di questa scelta e, soprattutto, di informarci, sempre che lei usi questa cortesia nei nostri confronti, se sono stati presi degli accordi e se si sono fatte delle riunioni, quantomeno interlocutorie, con la Giunta comunale e il Sindaco di Cagliari. Non vorrei che, per l'ennesima volta, si stessero prendendo delle posizioni magari tendenti a ridisegnare la geografia della nostra città, capoluogo della regione, da parte di chi ha ricevuto dagli elettori il mandato per fare altro.

Glielo chiedo, ripeto, con il massimo della serenità, della gentilezza e della cortesia e, probabilmente, se si instaurasse in Aula questo tipo di rapporto, si potrebbero evitare tantissimi interventi, che non vengono fatti per rallentare i lavori, ma veramente per cercare di capire qualche cosa di più.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Noi voteremo a favore dell'emendamento numero 474, e devo dire che non ci preoccupa l'ubicazione del nuovo ospedale, che siamo convinti non verrà costruito, tanto meno durante il nostro mandato in Consiglio regionale. Passeranno gli anni, diventeremo vecchi e sicuramente questo ospedale sarà ancora da realizzare.

Il problema è un altro; il problema è che una volta tanto bisogna dire con chiarezza che cosa si vuole fare. Abbiamo detto da subito che in questo Piano sono più le cose non dette che quelle dette. Allora, io credo che sia una questione di correttezza nei confronti del Consiglio, nei confronti della popolazione, nei confronti, insomma, di chi dovrà usufruire di questo Piano, dire chiaramente che cosa si vuole fare e che cosa, invece, non si vuole fare. Non si capisce quale sia il problema, perché se facciamo un Piano che, praticamente, dà mano libera alla Giunta e all'Assessorato della sanità allora non possiamo parlare di Piano sanitario e possiamo anche fare a meno di approvarlo. Però, se Piano sanitario deve essere, almeno si dica chiaramente quali sono le priorità, dove va costruito il nuovo ospedale ed entro quali tempi.

Qui non c'è veramente nulla di tutto ciò. L'idea che noi abbiamo di questo Piano è che, probabilmente, si vuole sostenere che si faranno tante cose, si realizzeranno tante strutture, pur sapendo che non sarà così, però si può sempre affermare che se la sanità non funziona è perché le strutture sono obsolete, sono vecchie e non si riesce a farle funzionare.

Se la struttura di cui stiamo parlando deve sorgere a Quartu, si dica che sorgerà a Quartu; se deve sorgere a Cagliari o a Villasimius si dica che sorgerà a Cagliari o a Villasimius! Credo che sia corretto, e non solo in questo caso, essere più chiari sui contenuti del Piano. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il presidente Soru per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Intervengo per dichiarare il mio voto contrario all'emendamento numero 474 e per provare a chiarire qualche punto sollevato durante la discussione, essendo stato chiamato in causa.

Sono stato chiamato in causa anche perché si è detto che la Giunta regionale è contraria alla città di Cagliari o se ne occupa troppo ed eventualmente in modo negativo. Mi pare di no, insomma. Ci occupiamo della città di Cagliari così come ci occupiamo doverosamente di tutta la Sardegna; è un nostro dovere e pertanto lo portiamo avanti. Ce ne occupiamo senza prevaricazioni, in maniera propositiva, e tutto quel che si fa per Cagliari deve essere necessariamente fatto d'intesa col Comune di Cagliari e col Sindaco di Cagliari, che la rappresenta. Al massimo ci può capitare di avviare una discussione, di fare una proposta, di lavorare assieme, e credo che lo stiamo facendo in molti casi. Non credo che sia stata contro la città di Cagliari la battaglia comune sulle servitù militari e il fatto che una parte importante di quel patrimonio demaniale e altri importanti beni dello Stato torneranno nella piena disponibilità del Comune di Cagliari, oppure la trattativa, molto ben avviata, con le Ferrovie dello Stato, per la ristrutturazione di una parte importantissima della città di Cagliari, che sarà nella disponibilità della città anche grazie all'intervento, eventualmente anche finanziario, della Regione. Non credo che sia contro la città di Cagliari neanche la decisione di investire, in maniera importante, sulle residenze universitarie e su un importante museo regionale e che la Regione offra la propria collaborazione, come è doveroso, anche alla città di Cagliari, senza alcuna prevaricazione, ma semplicemente con disponibilità.

Circa l'ospedale policentrico e la chiusura di alcuni ospedali di Cagliari, è vero, anch'io sono favorevole a non indicare specificatamente il luogo in cui l'ospedale dovrà sorgere, per nessun motivo particolare, se non quello della ragionevolezza. Stiamo parlando di migliorare la qualità dell'offerta ospedaliera ed è possibile che questa offerta migliori se cinquecento posti letto, o quanti sono, si possono recuperare accorpando tre strutture vecchie, progettate sessant'anni fa magari per realizzare non un ospedale civile, ma un albergo o un ospedale militare.

Io penso che la qualità dell'offerta ospedaliera possa migliorare, penso che possa migliorare il servizio ai cittadini e anche l'efficienza della sanità pubblica, quindi occorre risparmiare o riqualificare la spesa, quanto meno. Per questo motivo credo che sia giusto - ne sono totalmente convinto e lo si sarebbe dovuto fare magari l'ultima volta che è stata pensata la rete ospedaliera - investire sul nuovo, piuttosto che aggiustare ciò che è vecchio e che non può essere aggiustato. Quindi concordo con chi ha detto che sono stati spesi troppi soldi e male, però è uno sbaglio continuare a mettere soldi buoni su quelli ormai spesi male.

Credo sia giusto realizzare un nuovo ospedale, ma dove? A Cagliari? Perché no? Ma perché sì al 100 per cento? E, soprattutto, perché deciderlo adesso, senza un'analisi attenta dei flussi di traffico, delle percorrenze, delle aree disponibili? Io credo che questa decisione possa essere rinviata, senza demandarla specificamente alla Giunta, all'assessore Dirindin, al Presidente o a chiunque di noi. E' un argomento che rivedremo assieme, sul quale forniremo delle motivazioni tecniche e all'interno della Commissione sanità si deciderà dove ubicare un ospedale che è certamente dei cagliaritani, ma anche dei sanluresi, dei quartesi e via dicendo.

Forse vale la pena che ciascuno di noi guardi le cose con un pochino più di distacco, evitando qualsiasi campanilismo e ricordandosi che Cagliari è il suo agglomerato urbano, ma anche il suo territorio, e troveremo il modo, assieme, di scegliere il luogo migliore per questo ospedale. Non c'è nulla dietro, se non la volontà di fare meglio per tutti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARRACINI (Gruppo Misto). Nel dichiarare il voto contrario all'emendamento numero 474, approfitto dell'occasione, stante l'intervento del presidente Secci sull'ordine dei lavori, per ricordare che sabato l'onorevole Pittalis e io siamo impegnati in due congressi di partito ufficiali, la mattina a Oristano, la sera a Carbonia. Quindi essendo impegnati, al pari, credo, degli amici di Rifondazione Comunista, in congressi di partito già organizzati, chiediamo che, come sempre è successo, l'Aula non lavori in quella giornata.

Contestualmente, formulo ancora una volta l'invito, per tutto ciò che il gruppo di lavoro ha fatto sinora, stante anche l'intervento che mi è sembrato molto pacato, di apertura e contributivo del presidente Soru, a ristabilire un clima che consenta di chiudere la discussione di questo Piano sanitario entro stasera o al massimo entro domani. Ovverosia, chiedo che sia data la possibilità al gruppo di lavoro di trovare le condizioni…

(Interruzione del consigliere Liori)

MARRACINI (Gruppo Misto). Antonello, lo dico solo considerando il lavoro che abbiamo fatto finora, perché altrimenti dichiaro, sin da adesso, che alle ore 21 e 30 abbandonerò l'aula. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, credo che il problema dell'organizzazione e della calendarizzazione dei lavori sia irrisolvibile in questa situazione. Lungo tutto il cammino parlamentare del Piano sanitario qualunque tentativo che sia stato fatto per dare un certo ordine ai lavori è naufragato nel modo più misero, per cui credo che l'annuncio dato dal collega Marracini sia la logica conseguenza di una disorganizzazione dei lavori. E come potrebbe essere diversamente, se qualunque decisione presa in Conferenza dei Capigruppo viene poi comunque stravolta dai fatti?

Ma non voglio parlare di questo, voglio annunciare il nostro voto favorevole all'emendamento numero 474; un voto ancora più convinto dopo quel che ha detto il Presidente della Regione, il quale aveva annunciato di voler chiarire alcuni aspetti. Mi pare che lei, Presidente, non solo non abbia chiarito niente, ma abbia anzi aumentato i dubbi. Soprattutto lei, come spesso accade, ha aumentato le preoccupazioni in chi l'ha ascoltata, e non solo in noi, ma in quei sardi, in particolare cagliaritani e anche sanluresi, che vengono a curarsi a Cagliari e che quando scopriranno che quattro ospedali di Cagliari e i relativi 500 posti letto sono destinati a sparire avranno bisogno di una dose esagerata di ottimismo per non preoccuparsi delle sue parole e della sparizione o distruzione di importanti e fondamentali servizi sanitari della città che servono anche la provincia di Cagliari e tutta la regione.

E mi meraviglia che i colleghi della maggioranza, molti dei quali sono esperti di sanità, detto senza ironia e quindi senza attribuire alla parola esperto un doppio significato che faccia pensare a qualche interesse personale nella sanità, tacciano. Mi meraviglia che tacciano anche sulla sparizione del cenno che si faceva nel testo alla città di Cagliari. Io mi auguro, presidente Soru, che la città di Cagliari, che non ha con lei un rapporto affatto positivo e il Comune di Cagliari, che con lei non ha proprio per niente un rapporto positivo, non l'ha mai avuto, men che meno ce l'ha in questi giorni e mi auguro che meno ancora l'abbia in futuro, facciano sentire forte la propria voce per indicare con precisione - altro che collaborazione e intesa! - che non solo non c'è collaborazione e intesa, ma che il Comune di Cagliari si sente depredato di propri servizi fondamentali e dovrà indicare nella Giunta regionale e in lei i responsabili della distruzione di servizi sanitari essenziali. Altro che accordo e intesa!

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che ciascuno degli intervenuti ha potuto esprimere il suo pensiero liberamente e ascoltato dagli altri. Garantiamo a tutti questa opportunità.

Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Io dichiaro il mio voto conforme a quanto espresso già da altri colleghi della maggioranza rispetto a questo emendamento, ma vorrei ricordare brevemente al collega Artizzu che da lontano le cose si possono vedere diversamente.

La città di Cagliari ha ricevuto, nei primi due anni di legislatura, investimenti per 300 milioni di euro. Se lei considera che la massa manovrabile di un bilancio - forse qualcuno mi può correggere - è di 1 miliardo di euro, ha la misura dell'attenzione che questa Giunta ha avuto rispetto alla città di Cagliari.

Io che provengo da un territorio differente, avrei motivo di ritenere che la seconda parte della legislatura dovrà essere ragionevolmente destinata a un riequilibrio territoriale, perché non possiamo pensare che la Sardegna si chiuda in una città o che una città sia tutta la Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, io invece voterò favorevolmente all'emendamento numero 474, questo però non mi impedisce di affermare che sono parzialmente o quasi totalmente d'accordo con il collega Maninchedda, anche se ritengo che l'equilibrio territoriale non vada fatto togliendo qualcosa a qualcuno, ma destinando le risorse finanziarie a progetti e investimenti per il futuro.

Noi stiamo parlando di qualcosa che è a Cagliari e che qualcuno presume possa essere tolto a questa città per essere spostato altrove. Allora, questo non è riequilibrio; il riequilibrio è altro. Per esempio: perché resistere in giudizio, se se ne può fare a meno, per un importo di 1 milione di euro relativo alla raccolta differenziata a Nuoro? Perché resistere in giudizio così tenacemente soltanto perché una pratica è stata erroneamente presentata alle Poste con ventiquattr'ore di ritardo? Perché fare di tutto per negare un finanziamento di 50 milioni di euro per i PIT, risorse che sono state comunque assegnate ad altre zone, ma sono state negate a quell'area? Questo sarebbe riequilibrio territoriale!

Condivido l'idea che si possano sostenere le proprie ragioni con serenità, ma veda, Presidente, lei ha cercato di dare delle garanzie e io che non ho, ovviamente, l'autorevolezza per parlare per conto di altri, tanto meno di una parte del mio Gruppo, le devo confessare che non mi fido. Spesso, in quest'Aula, lei fa delle affermazioni, a volte fantasiose altre volte affascinanti, che nella comunicazione con noi, e non solo con noi, colpiscono, però poi gli atti non sono conseguenti. Come ci si può fidare di un Presidente-Assessore che ci propone un esercizio provvisorio che contiene un falso in bilancio, che ha fatto votare a quest'Aula un falso in bilancio per l'esercizio 2006? Come ci si può fidare di un Presidente, in questo caso non anche assessore, che parla di moralizzazione e poi consente un clientelismo esasperato all'interno delle azioni della sua Giunta? Com'è possibile che regolarmente diversi atti, circa il 40 per cento di quelli esitati dalla Giunta, siano viziati da palesi illegittimità? Mi dica lei se è possibile fidarsi!

Le sue parole, Presidente, formano un bel disegno se lei, oltre a impressionare con le sue affermazioni, riesce a ottenere la stima e la fiducia di chi l'ascolta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PETRINI (F.I.). Signor Presidente, io voto a favore dell'emendamento numero 474. Perché voto a favore? Perché è giusto, Presidente, che Cagliari abbia finalmente un grande ospedale, e forse le do ragione sul fatto che chiudendo due ospedali riusciamo a creare un ospedale eccezionale per la città. Durante la mattinata, in Commissione, abbiamo lavorato bene, anzi benissimo con i colleghi della maggioranza, poi in Aula ci siamo inceppati. E su che cosa? Sul fatto che questo ospedale debba sorgere a Cagliari, a Quartu, a Selargius o a Sanluri!

Presidente, basterebbe una parola da parte sua per metterci d'accordo e consentirci di andare avanti speditamente, dopo il lavoro che, dalle 9 del mattino, si è fatto in Commissione. Basta dire: "Lo facciamo a Cagliari", cosa le costa? E non perché ci debba dare per forza ragione. Per esempio, l'Ospedale Binaghi è ubicato in un'area di sette ettari; i militari stanno andando via, c'è un sacco di spazio. L'asse mediano è nelle vicinanze, per cui anche lì si potrebbe costruire un bellissimo e grandioso ospedale, la cui prima pietra sarà messa da lei, la seconda da noi.

Presidente, lei è quasi cagliaritano, ha costruito un impero qui a Cagliari, perché non posa un'altra pietra per questa città e per i cagliaritani? Così procediamo speditamente, facciamo contenti tutti e finalmente portiamo a termine la discussione di questo Piano sanitario che sembra non debba avere fine.

Veramente, Presidente, lei può fare in modo che si lavori seriamente e speditamente. Se invece vuole farci stare in quest'aula per molto tempo ancora, ci resteremo! Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Signor Presidente, colleghi, vorrei fare solo un cenno al dibattito che si sta svolgendo. Devo dire che mi dispiace che, per portare avanti le proprie posizioni politiche, pur legittime, si ripetano delle palesi non verità, tirando in ballo altri argomenti. E' stato richiamato ancora il falso in bilancio!

Ricordo ai colleghi che anche l'anno scorso, durante l'approvazione del bilancio 2006, si parlò di falso in bilancio; un falso in bilancio che però non è stato verificato così come quel bilancio non è stato impugnato. Anche oggi, per quanto riguarda la città di Cagliari, si discute, in maniera errata, della localizzazione del nuovo ospedale policentrico pensando a tutto tranne che agli interessi e ai diritti dei cittadini, in primis dei cagliaritani. Parlo anche da cagliaritano, in questo momento, e devo dire che non credo che sia una maggiore tutela per un cittadino di Cagliari conoscere la localizzazione esatta di questo ospedale, sapere se sarà all'interno dell'area urbana della città o in un altro punto del territorio comunale, perché ciò che interessa è che l'ospedale dia un servizio, che sia raggiungibile, che sia vicino a uno snodo viario, che nell'area in cui sorge siano offerti servizi anche ricettivi, insomma che quella struttura sia fruibile e migliori la qualità dell'assistenza.

Porre il problema in questi termini significa, veramente, non cogliere il problema fondamentale, che è quello di migliorare il servizio sanitario per i cagliaritani, per chi non è di Cagliari e per i cittadini dell'area vasta. Delimitare forzatamente il recinto all'interno del quale l'ospedale deve ricadere significherebbe alimentare già da oggi possibili speculazioni.

Non fa nessuna differenza per un abitante del quartiere di San Bartolomeo, di Sant'Elia, di Calamosca, del Sole o di Monte Mixi che l'ospedale sia localizzato nei pressi della strada statale 554, in un'area che direte voi o a Is Mirrionis. Anzi, forse l'ospedale potrà offrire un servizio migliore se sarà ubicato fuori della città piuttosto che in una parte congestionata del centro abitato, priva di parcheggi e in condizioni di degrado, come quella che si vuole individuare nel quartiere Is Mirrionis.

Quindi non è su questo piano che dobbiamo porre il problema, non è questo il nostro ruolo. Se il dibattito si svolge in questi termini, mi vengono dei dubbi profondi che quest'Aula abbia o possa avere titolo per discutere il Piano sanitario. Noi non dobbiamo stabilire l'ubicazione di una struttura sanitaria, ma dobbiamo chiedere che la sua ubicazione sia decisa con criteri scientifici, che tengano conto dei bisogni dei cittadini. E io credo che occorra riportare il dibattito su questo piano, anziché utilizzare questo argomento come grimaldello per fare una battaglia politica e per parlare d'altro, per esempio di Cagliari. Chiudo.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Porcu.

PORCU (Progetto Sardegna). Per cui voto contro l'emendamento numero 474 e auspico che una riflessione più serena possa portare a una maggiore condivisione del lavoro che stiamo facendo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Io voterò contro questo emendamento, non perché ritenga che Cagliari, nella cui area urbana risiede circa un terzo della popolazione dell'intera regione, non abbia bisogno di questo tipo di struttura o che il servizio che essa offre non debba essere di carattere regionale, ma perché penso che il Piano regionale dei servizi sanitari non sia un segmento a sé stante della programmazione degli interventi nel territorio, ma sia uno dei segmenti che devono costituire l'insieme della programmazione dei servizi sanitari nel territorio. L'ottica è quella di servire il cittadino, lo voglio precisare perché nella discussione a cui ho assistito mi sono convinto che sul Piano sanitario ci sono ottiche diverse e che l'ottica dei servizi al cittadino è forse una delle meno utilizzate. Sono utilizzate molte altre prospettive: i campanilismi, le difese di corporativismi territoriali e di casta e così via, e noi siamo qua a perdere moltissimo tempo, perché l'istruttoria del Piano è stata pessima, non c'è stato il dibattito che si sarebbe dovuto sviluppare e c'è stata anche un'eccessiva arrendevolezza alle richieste della minoranza, che ha provocato la paralisi.

Di questo ne teniamo conto e ne terremo conto nel prosieguo della discussione di questo Piano regionale dei servizi sanitari e nella discussione degli altri argomenti che saranno inseriti all'ordine del giorno del Consiglio.

PRESIDENTE. Procediamo alla votazione dell'emendamento numero 474.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 474.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Corda ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CHERCHI Oscar - CONTU - FARIGU - GALLUS - LICANDRO - LIORI - MILIA - MURGIONI - PETRINI - PISANO - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANJUST - SANNA Matteo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MARRACINI - MATTANA - MELONI - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS - URAS.

Si è astenuta la consigliera: CALIGARIS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 67

votanti 66

astenuti 1

maggioranza 34

favorevoli 20

contrari 46

(Il Consiglio non approva).

Siamo all'emendamento numero 475, che il relatore aveva chiesto di sospendere.

Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Signor Presidente, l'emendamento numero 475 è superato da un emendamento orale alla parte del Piano che riguarda le nuove strutture ospedaliere e sanitarie in Sardegna, e quindi le modalità della programmazione, e che è stato condiviso all'interno del gruppo di lavoro. Chiedo eventualmente il ritiro dell'emendamento numero 475 e l'approvazione, nel momento in cui si arriverà alla votazione del testo, dell'emendamento orale così come concordato.

PRESIDENTE. C'è una richiesta di ritiro dell'emendamento numero 475, sulla base delle osservazioni fatte dal relatore.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, nel dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento numero 475, che tra l'altro va nella direzione che il presidente Soru ha tratteggiato, vorrei, ed è inevitabile, commentare brevemente la sostanza delle sue dichiarazioni, ovviamente nei tre minuti che ho a disposizione, che comunque basteranno.

La prima considerazione, presidente Soru, è che bastava che il gruppo di volenterosi che ha approfondito la parte sanitaria nelle ore precedenti avesse la consapevolezza che la rappresentanza del centrosinistra che ne faceva parte era "a sovranità limitata", nel senso che prima trattava all'interno di quel gruppo e poi in un altro tavolo. Se noi avessimo saputo questo, presidente Soru, l'avremmo invitata a trattare insieme a noi, in maniera che il lavoro estenuante che stavamo facendo avesse un senso, perché trovare dei punti comuni per andare avanti speditamente e sapere che, dopo averne discusso per ore e ore, quegli stessi punti non esistono più, sono una fantasia, ovviamente è deludente per ciascuno di noi.

Per quanto riguarda l'ulteriore considerazione di sostanza e di merito che lei ha fatto, dichiarandosi disponibile a concordare, a concertare, eccetera, proprio il principio della concertazione con il Comune di Cagliari è quel che la delegazione "a sovranità limitata" sosteneva essere inaccettabile. Lei invita a non fare valutazioni a "occhiometro" sulla sede del nuovo ospedale di Cagliari, ma, scusi, e le valutazioni sulla chiusura degli ospedali di Cagliari, prevista nel Piano, come sono state fatte se non a "occhiometro"? Dov'è un'analisi che ci faccia capire qual è l'inadeguatezza degli ospedali di Cagliari: dei due che volete chiudere, di quelli che volete riconvertire, di quelli che non avete detto di voler chiudere, ma è palese che subiranno questa sorte?

Io avrei voluto che questo studio dettagliato, così come precisato nell'emendamento numero 475, fosse stato presentato e allora avremmo potuto discutere serenamente, in quest'Aula, della ospedalità cagliaritana. Senza questo, la sensazione che rimane è che ci sia qualcuno che è nemico di Cagliari e vuole davvero smantellare dei servizi essenziali per la città. Lei non è il sindaco di Cagliari, è il Presidente della Regione, per cui tratti il capoluogo della Sardegna e i suoi organi elettivi con l'attenzione e la disponibilità che meritano.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANJUST (F.I.). Nell'esprimere il mio voto favorevole all'emendamento numero 475, non posso non dichiararmi veramente dispiaciuto della considerazione che il collega Porcu ha dei cittadini cagliaritani.

Caro onorevole Porcu, il cittadino cagliaritano ama la sua città e vuole essere reso partecipe delle scelte che la riguardano, anche quelle fatte da chi non ha non dico il diritto, ma quanto meno il buon senso di confrontarsi con chi invece è stato preposto dagli elettori a fare quelle scelte. E non mi pare, d'altronde, che lei, insieme a qualche altro collega, abbia ragionato nello stesso modo allorquando sono stati fagocitati dei comitati che tutto erano tranne che spontanei, per esempio per la creazione di un silos oppure perché il Comune di Cagliari voleva eliminare due o tre pini da una piazza. Penso che qua il livello della discussione sia leggermente diverso e che dalle sue parole traspaia un metro di giudizio completamente diverso.

Ringrazio il presidente Soru per aver cercato di chiarire, al sottoscritto e all'intera Assemblea, il significato di ciò che si sta cercando di fare. Devo essere estremamente onesto, non sono soddisfatto di ciò che lui ha detto, per il semplice fatto che mi è sembrato abbastanza vago. A questo punto, chiedo, e mi rivolgo soprattutto a un Assessore che è stato chiamato qua proprio per redigere il Piano sanitario (questo si leggeva negli articoli dei nostri quotidiani quando fu scelto l'assessore Dirindin), a che cosa siano serviti due anni e mezzo di studi, se poi non si riesce neanche a indicare una delle cose più importanti, e cioè dove questo nuovo ospedale dovrà essere ubicato.

Sarò estremamente onesto e sincero nel dire che, con molta probabilità, ubicare questo ospedale fuori Cagliari potrebbe anche essere un bene per la città. Non sono tra quelli che, per forza di cose, vogliono che tutte le strutture siano concentrate nel centro urbano, però pretendo che ci sia una discussione in merito, pretendo che il Comune di Cagliari venga coinvolto e non gli si faccia subire, come in precedenza è accaduto, delle scelte che non è corretto, non è giusto, politicamente ma anche eticamente, decidere senza averlo consultato.

PORCU (Progetto Sardegna). Siamo d'accordo!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LICANDRO (F.I.). Signor Presidente, intanto dichiaro che voterò a favore dell'emendamento numero 475 e che continuerò a lavorare, in quest'Aula, all'esame degli emendamenti fino a quando potrò, secondo l'espressione usata dal Presidente del Consiglio, il quale ha detto testualmente che l'Aula lavorerà "fino a quando potrà". Non ha spiegato però chi stabilisce quanto possiamo ancora continuare a lavorare. Fra l'altro, visto che in questo Piano si parla di igiene degli alimenti e di nutrizione, faccio notare che è da due settimane che seguiamo un'alimentazione che sicuramente non è la più corretta possibile e che a molte persone, me compreso, provoca iperacidità gastrica. E siccome a me fa bene l'esomeprazolo (nessuno meglio di me sa cosa mi fa bene e cosa mi fa meno bene), ma l'Assessore non vuole assolutamente che lo prendiamo, devo confessare che io lo prendo di nascosto. A questo punto, vorrei sapere se lavoreremo fino alle 4, fino alle 5 o fino alla prossima colazione, o almeno ci si dica quando potremo avere un pasto non dico decente, ma che se non altro calmi i bruciori di stomaco.

Sull'emendamento numero 475 voterò a favore, perché sono convinto che dia maggiori garanzie circa quelli che sono i percorsi, piuttosto complessi, che porteranno alla chiusura dei presidi ospedalieri Santissima Trinità e Marino. Nel testo voi non specificate molto bene tutte le problematiche che conseguiranno, parlate di trasferimento in strutture nuove, ma sino ad allora questi due presidi continueranno ad operare, cioè potremo continuare a chiamare uno dei due "Trinità", come un famoso film penso dell'inizio degli anni '80. Non parlate di studi di fattibilità né di tutte quelle operazioni che credo siano indispensabili per il superamento delle due strutture sanitarie esistenti, e nemmeno pensate, perché non l'avete previsto, di coinvolgere la Commissione sanità in questo percorso di valutazione. Non sappiamo niente sul futuro di questi stabili, anche nell'ottica di una diversa utilizzazione, quindi dobbiamo preoccuparci di cosa resterà di essi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vittorio Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Signor Presidente, dichiaro sin da adesso che voterò a favore dell'emendamento numero 475. Intervengo solo per chiarire al collega Porcu che gli emendamenti che stiamo esaminando in questa fase sono stati presentati dalla minoranza più che altro per indurvi a riflettere sui criteri, sulle modalità e sui tempi di chiusura dei presidi ospedalieri in questione e di realizzazione del nuovo ospedale.

E' naturale che la minoranza, di fronte alla decisione di chiudere due ospedali di una città importante come il capoluogo della regione, chieda che il nuovo ospedale sia realizzato a Cagliari, perché si stanno appunto chiudendo due ospedali di questa città, non l'ospedale di San Gavino o quello di Alghero, onorevole Porcu! Perché non può essere costruito nella città di Cagliari il nuovo ospedale policentrico? Semplicemente questo vogliamo sapere.

Concludendo, chiedo la votazione sull'emendamento in questione. Continuerò dopo, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Annuncio il mio voto a favore dell'emendamento numero 475, che contiene alcuni concetti che è necessario esplicitare ulteriormente, confrontandoli con i dati relativi agli standard previsti nel Piano sanitario nazionale e nell'accordo Stato-Regioni, che prevedono, per il 2010, un livello di ospedalizzazione pari a 180 ricoveri per mille abitanti e un tasso di utilizzo dei posti letto del 75 per cento, ma soprattutto prevedono per la Sardegna 4,5 posti letto ogni mille abitanti per il 2007.

Se guardiamo la tabella numero 3, notiamo un dato certo per la provincia di Cagliari, e cioè che buona parte del taglio di 627 posti letto che si intende effettuare riguarda proprio le strutture sanitarie che sono state definite obsolete e che hanno determinato la necessità di una nuova struttura, di circa 450 posti letto - ma neanche questo è stato definito chiaramente -, che però non si sa dove e quando sarà realizzata. Mi auguro che ci sia un miracolo e che al 31 dicembre 2007 l'ospedale sia pronto, Assessore, altrimenti, vorrei sapere come si potrà rispettare, nel 2007, il parametro dei 4,5 posti letto per mille abitanti. Questo è uno degli obiettivi che ci si pone, considerando anche che per la provincia di Cagliari si intende mantenere il parametro di 4,7 posti letto per mille abitanti rispetto alla media regionale di 4,5.

Io credo anche nei miracoli, sono un cristiano credente e praticante e mi auguro che lei, assessore Dirindin, sia la santa che farà il miracolo per la Sardegna, con il contributo di questa maggioranza, che si ostina a non voler credere che non possiamo programmare una nuova ospedalità senza effettuare i tagli che lei ha previsto già dal 2007. Devo ammettere, però, che sono miscredente rispetto ai fatti della politica.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Poiché non è in aula decade dal diritto alla parola.

Ha domandato di parlare il consigliere Amadu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AMADU (U.D.C.). Signor Presidente, colleghi, intervengo intanto per annunciare il mio voto favorevole all'emendamento numero 475 e per sottolineare alcune personali riflessioni. La prima è che, davvero, tenuto conto…

PRESIDENTE. Onorevole Amadu, la capisco, però lei capisca me. A turno il chiacchierio c'è da parte di tutti, quindi accolgo il suo richiamo e prego i colleghi di ascoltare l'intervento dell'onorevole Amadu e quelli che seguiranno. Prego.

AMADU (U.D.C.). Grazie, Presidente. Rispetto alla problematica in esame, il contenuto del nostro emendamento è estremamente puntuale, serio e congruo. Se mi fossi trovato dall'altra parte della barricata, vale a dire al posto dei colleghi della maggioranza, avrei avuto difficoltà a non condividerlo perlomeno sul piano generale.

E' una cosa singolare, caro Presidente, gentili colleghi, che si parli della chiusura di importanti presidi ospedalieri di Cagliari prospettando la costruzione di un nuovo ospedale e non si dica che anche questo deve nascere a Cagliari. Francamente, trovo tutto questo singolare e credo che sia una forzatura non di poco conto. Non so se questo Piano sanitario sia una sorta di piano urbanistico-territoriale o turistico-regionale, dal momento che si continua con l'idea di destinare i vecchi ospedali, che comunque sono in attività e per i quali si spendono fior di denari pubblici, ad altre attività, si pensi all'attività turistico-alberghiera.

Prima abbiamo bloccato le coste, abbiamo detto che non bisognava più costruire lungo le coste, adesso col Piano sanitario si sta ipotizzando quasi un piano turistico-regionale. Ma, signori, stiamo attenti, stiamo parlando di edilizia turistica, di pianificazione comunale o intercomunale o stiamo parlando di pianificazione sanitaria? Credo che stiamo davvero forzando la mano, anche contro gli interessi dei cittadini.

Ricordo la presa di posizione di qualche giorno fa di alcuni aderenti a un importante partito della maggioranza, che, in modo netto e forte, dicevano: "Attenzione, gli ospedali di Cagliari non si toccano!" A noi farebbe comodo, probabilmente, che voi andaste avanti così, ma esprimiamo la nostra contrarietà perché questa vostra posizione va contro gli interessi della popolazione. E, su questa linea, su questo impegno ci attestiamo, convinti di quel che stiamo sostenendo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, mi pare che il senso di questo emendamento sia chiaro e potrebbe essere condiviso veramente da tutti. Noi chiediamo, in pratica, di sapere che sorte devono avere queste strutture, in particolare le due strutture che voi intendete sopprimere, che intendete chiudere. E mi pare che sia una domanda assolutamente legittima, anche perché, in queste strutture sono tuttora in corso consistenti investimenti di ristrutturazione. Se andate al Santissima Trinità, troverete un reparto di pronto soccorso nuovo di zecca; se andate all'Ospedale Marino vedrete che là dov'era il pronto soccorso è in costruzione un nuovo enorme edificio. Sono strutture per le quali si stanno spendendo milioni di euro ed è legittimo chiedersi se la destinazione di queste risorse sia stata decisa in modo oculato, ragionato e ponderato oppure no.

Insomma, probabilmente, ispirandosi alla Santissima Trinità, cui è intitolato l'ospedale, l'Assessore ha pensato che la mano destra non deve sapere quel che fa la sinistra, ma se le due mani fanno parte dello stesso corpo di un amministratore che con la mano sinistra spende dei soldi pubblici per realizzare una struttura nuova in un ospedale e con la mano destra chiude la porta di quell'ospedale e butta le chiavi in mare probabilmente questo non è l'ideale della saggezza.

Io non so chi abbia partorito quest'idea; non so se sia stato il manager della ASL numero 8, Gino Gumirato, a partorire questa brillante idea, una delle tante con le quali sta soccorrendo la sanità dell'area territoriale che gli è stata affidata, però credo che sia legittimo sapere che fine faranno questi stabili, così come è legittimo chiedere che la Commissione si occupi di questa fase di transizione, anche per capire che fine faranno i posti letto e i servizi, perché crediamo che queste strutture pubbliche offrano servizi importanti e non siano strutture da mettere all'asta in qualche licitazione per poi essere acquisite con estrema facilità da qualche fortunato che ha la possibilità di controllare le aste, possibilità che altri non hanno. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, per rispetto dell'onorevole Pacifico, relatore di questa legge, voterò contro l'emendamento numero 475. Volevo, però, cogliere l'occasione per ribadire che l'ospedale policentrico serve, ed è scritto nel Piano, per superare due strutture ospedaliere cagliaritane e, considerato che, per esempio, a San Gavino si parla dell'ospedale di San Gavino e che in ogni realtà territoriale la struttura sanitaria porta il nome del luogo in cui è ubicata, non si capisce perché non debba avvenire altrettanto per Cagliari.

Allora, siccome stiamo ponendo anche una questione relativa alle infrastrutture, cioè ci poniamo nell'ottica di dare garanzie a tutti i cittadini, ribadisco che è necessario dare un'indicazione di massima sui tempi di realizzazione di quest'opera e porre delle garanzie relativamente alla facilità di raggiungimento dell'ospedale e quindi a tutta quella serie di infrastrutture a cui ha fatto riferimento l'onorevole Chicco Porcu.

Se non diamo queste indicazioni, è evidente che l'aspetto più diretto, quello che riguarda i cittadini, verrà automaticamente trascurato, mancando uno studio preliminare, uno studio cioè di verifica sulla necessità oggettiva e, lo ribadisco, sulla ubicazione. D'altra parte, si potrebbe semplicemente precisare, a pagina 104, ultimo capoverso, laddove si parla dell'ospedale policentrico, che il nuovo ospedale è di Cagliari e risponde all'esigenza di mettere a disposizione della popolazione una struttura ospedaliera moderna. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, intervengo intanto per rinnovare la mia richiesta sull'orario di lavoro, perché ho veramente dei problemi personali, inoltre per dichiarare che voterò a favore dell'emendamento numero 475.

Mi dispiace che non sia in aula il collega Chicco Porcu. Eccolo, è rientrato. Caro collega, le voglio indicare i motivi per cui non conviene chiudere l'Ospedale Santissima Trinità, a meno di costruire il nuovo ospedale in quella stessa area: uno, l'area è gratis; due, i 1.800 dipendenti di quell'ospedale si sono comprati la casa lì intorno; tre, lei ha detto che quella in cui sorge il Santissima Trinità è una zona degradata, ma, la contraddico, perché eliminando l'ospedale il degrado aumenterebbe. Caro Chicco Porcu, io le ho fornito tre motivi, ma se lei leggesse attentamente ciò che è scritto nell'emendamento, probabilmente, questo tipo di ragionamento non lo farebbe. E anche la collega Caligaris, che di solito è molto attenta, se avesse letto attentamente questo emendamento probabilmente avrebbe dichiarato di astenersi, perché è un emendamento che invita la Giunta a presentare alla Commissione sanità un progetto entro novanta giorni. Naturalmente, se la Giunta presenta il progetto deve anche dire se la struttura in questione è realizzabile e dove deve essere ubicata, perché vorrei ricordare a quest'Aula che i componenti del partito di maggioranza relativa, cioè i D.S., sono contrari e siccome la loro sede regionale è in quella zona sono ancora più contrari.

E siccome il consiglio della circoscrizione ha deliberato contro questa impostazione, vi invito veramente a riflettere, a leggere con attenzione l'emendamento. Io non so cosa voglia dire "Paris" e non so cosa voglia dire "Quartu", certo è che a Quartu di ospedali ormai ce ne sono troppi e noi preferiremmo che i cagliaritani restassero a Cagliari, dato che l'Ospedale Marino è a Quartu e il Policlinico è a Monserrato. Vogliamo spogliare Cagliari degli ospedali cagliaritani e affermiamo che indicando Cagliari il costo delle aree potrebbe aumentare. Non è così, perché le aree le abbiamo gratis. Non si cerchi di giustificare con la speculazione edilizia un altro disegno!

Io invito l'Assessore a riflettere su questo punto, e non si giustifichi con argomentazioni che non hanno senso il fatto che non si vuole costruire l'ospedale policentrico a Cagliari.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PETRINI (F.I.). Signor Presidente, io voto a favore dell'emendamento numero 475, perché interessa l'Ospedale Santissima Trinità. Lei sa, Assessore, che cos'era quell'ospedale prima di diventare tale? Era una caserma, una grande caserma, dunque ha un percorso storico per i cagliaritani… Ridi, ridi, poi piangerai quando non ci sarà più!

Dicevo che l'Ospedale Santissima Trinità ha un trascorso storico per i cagliaritani e viene indicato col nome del quartiere in cui sorge, ossia Is Mirrionis. Ha preso il nome del quartiere, eccezionale!

( Interruzioni del consigliere Frau)

Frau, non fare lo spiritoso, mi sei simpatico, ma lasciami finire l'intervento.

Il quartiere Is Mirrionis è intensamente popolato, dunque l'ospedale serve in quel quartiere, ed è l'ospedale di Cagliari, dei cagliaritani, perché stranamente chi si sente male dove va? A Is Mirrionis!

( Interruzioni)

Presidente, io ho la mia dignità!

PRESIDENTE. Onorevole Petrini, raccolgo il suo invito, che però è rivolto anche a lei. Sa quante volte, appena finito di parlare, lei è andato a fare le stesse cose che stanno facendo i suoi colleghi?

Quindi, prego i colleghi di ascoltare l'onorevole Petrini e prego l'onorevole Petrini di ricordarsi, quando avrà finito di parlare, come ci si comporta in aula.

PETRINI (F.I.). Dicevo, Assessore, che questo ospedale ha una sua storia e inoltre si sono spesi tanti soldi per ristrutturarlo, un sacco di soldi! Ultimamente ne avete spesi anche voi per fare un pronto soccorso nuovo, un'entrata nuova, un padiglione nuovo. E ora ci chiedete di eliminare con un colpo di spugna questo ospedale! Posso sapere almeno che fine faranno quegli stabili, che cosa si deve realizzare, almeno questo!

Assessore, molte delle persone che siedono in questi banchi, quando il comune di Cagliari decide, come ha detto Sanjust, di eliminare un albero o fare dei parcheggi sotterranei scatenano un putiferio, come è successo ultimamente proprio a causa di un parcheggio sotterraneo. Figuriamoci cosa accadrà quando sarà eliminato l'Ospedale di Is Mirrionis! Collega frau, tu che eri in prima fila, ci sarai? Verrai additato come il primo responsabile!

Assessore, penso che sia veramente ingiusto chiudere questo ospedale, però se lei ha deciso così, lo chiuda pure. Lo chiuda! Questo dispiace non solo a me, ma a tutto il quartiere.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Petrini.

SANJUST (F.I.). Lo lasci finire, Presidente.

PRESIDENTE. Ha finito, infatti, onorevole Sanjust.

Ha domandato di parlare il consigliere Pisu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISU (R.C.). Signor Presidente, la discussione su questi emendamenti a me pare in parte oziosa e, lo voglio dire in modo netto, certo non qualifica questa istituzione. E questo comportamento non è giustificato neppure dall'ora tarda e dal fatto che siamo stanchi. Sto provando fastidio, vi dico la verità, per le argomentazioni che vengono addotte e che non hanno alcun senso.

PETRINI (F.I.). Se ti dà fastidio vai fuori!

PISU (R.C.). E' evidente che ci sono state riunioni su riunioni inutilmente. Ciascuno vuole dimostrare di essere difensore della città in cui è stato eletto…

(Interruzioni)

…altri seguono questi ragionamenti per continuare a fare del puro ostruzionismo, come dimostra il numero degli interventi della opposizione.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Scusate, colleghi. Onorevole Petrini, vede che aveva ragione il Presidente! Onorevole Petrini, lasciamo fare il suo intervento all'onorevole Pisu. Prego, onorevole Pisu.

PISU (R.C.). Le provocazioni della destra non mi hanno mai intimidito in quarant'anni di attività politica. Mai!

PETRINI (F.I.). Ma come si fa!

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Scusate, colleghi, abbiate pazienza. Prego, onorevole Pisu.

PISU (R.C.). Onorevole Contu, se ha sonno vada a dormire e non disturbi chi sta parlando.

PRESIDENTE. Onorevole Pisu, faccia la sua dichiarazione di voto, se no non ne usciamo, abbia pazienza! Onorevole Contu, per gentilezza!

PISU (R.C.). Signor Presidente, lei non mi sta dando la garanzia di poter parlare, scusi. Chiedo anche di recuperare il tempo.

PRESIDENTE. Ci provo, onorevole Pisu. Capisca che è difficile.

(Interruzione del consigliere Contu)

PRESIDENTE. Onorevole Contu, per gentilezza!

PISU (R.C.). Lo espella dall'aula, no?

PRESIDENTE. Onorevole Pisu, non mi suggerisca cosa fare, abbia pazienza! Prego.

PISU (R.C.). Io ho ascoltato l'onorevole Contu sempre con rispetto.

Cosa c'è da spiegare, mi chiedo. Com'è scritto in questi emendamenti, si costruirà un grande ospedale, che sarà ubicato in un'area scelta sulla base di criteri oggettivi, e a seguito di questo saranno chiuse alcune vecchie strutture. Qui a Cagliari si fanno grandi ospedali, perché c'è una popolazione considerevole che contribuirà ad aumentare l'utenza, nella logica più servizi più popolazione, più popolazione più servizi. Ma, cari signori, nella maggior parte dei territori della Sardegna, purtroppo, come tutti noi sappiamo, questo processo è inverso: ci sono meno servizi e meno popolazione e poi la riserva indiana!

Ma vi rendete conto di che cosa stiamo discutendo, qui, oggi? Questa discussione dimostra quale sia la vostra coerenza: nei territori affermate di volere il riequilibro territoriale e invece qui fate della pura demagogia soltanto per mostrarvi agli occhi dei vostri elettori come difensori della città di Cagliari!

Io propongo che l'ospedale policentrico sia ubicato al centro della Sardegna!

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Pisu.

PISU (R.C.). E propongo in particolare che lo si faccia a Laconi, che è appunto nel centro della Sardegna, così avremo 1.800 posti di lavoro, 1.800 appartamenti, dei supermarket e anche il riequilibro territoriale!

E' una provocazione, per dirvi che con i vostri ragionamenti state sfiorando il ridicolo! Grazie.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Se recuperiamo un minimo di serenità nel dibattito, possiamo proseguire.

Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Presidente, la mia dichiarazione di voto sarà molto breve. Sono contrario all'emendamento numero 475 e spero che la si finisca di spararle grosse in questo contesto. Ha cominciato l'onorevole Cappai affermando che a decidere su un ospedale che interessa 500 mila persone devono essere 20 consiglieri della Circoscrizione numero 3 di Cagliari o 100 suoi conoscenti che hanno la casa a Is Mirrionis! Capisco anche che l'onorevole Pisu, ironicamente, abbia proposto a questo punto Laconi come sede del nuovo ospedale, ma se facciamo a chi le spara più grosse, come nel noto racconto del pescatore, vi assicuro che un giorno io ho pescato una balena!

Allora, per evitare di continuare a spararle grosse, credo che sia importante, verso i colleghi, dare una risposta circa l'intendimento della maggioranza, sicuramente del Gruppo Progetto Sardegna, in ordine alla prosecuzione dei lavori, che i colleghi hanno più volte richiamato. Io sono tra quelli, Presidente, che ritengono che il lavoro fatto dalla Commissione sia buono e che, come ci ricordava il collega Vargiu, non fosse volto esclusivamente a trovare una convergenza o un accordo su tutto, ma anche a concludere che su alcune cose non siamo d'accordo. Allora, siccome abbiamo investito molto tempo in prove di accordo, in parte realizzate e in parte no, credo che sia molto importante, Presidente, anche per le esigenze che hanno manifestato il collega Marracini e i colleghi di Rifondazione Comunista, il cui congresso è fissato per sabato, che da questo momento in poi il Consiglio si attrezzi per andare avanti a oltranza, in modo da sfruttare ogni ora, ogni minuto per completare, entro la mezzanotte di venerdì, la discussione di questo Piano sanitario, il livello della quale comincia a crearmi imbarazzo e vergogna.

Quindi propongo che non ci siano limiti d'orario, che si facciano dei turni per andare in bagno e per mangiare e da questo momento in poi si lavori non stop sino alla mezzanotte di venerdì e, se sarà necessario, fino all'ora di colazione di sabato. Vorrà dire che qualche collega andrà stanco al congresso, ma potrà raccontare di aver fatto il suo dovere fino in fondo, contribuendo a fermare questa gara a chi le spara più grosse, che non è certo nell'interesse dei sardi.

PETRINI (F.I.). Va bene così, siamo d'accordo con te.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Porcu.

LICANDRO (F.I.). Confermalo anche quando andrà via il Presidente!

PETRINI (F.I.). Quando c'è il Presidente dicono queste cose!

PRESIDENTE. Onorevole Petrini, per gentilezza, abbia pazienza! Abbiamo capito cosa vuole dire, ma l'ha già detto durante il suo intervento, che bisogno c'è di ripeterlo?

PETRINI (F.I.). Mi scusi, Presidente.

PRESIDENTE. La scuso, certo. Prego i colleghi di prendere posto e di ascoltare gli interventi.

Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, ho apprezzato molto l'ultimo intervento, quello dell'onorevole Porcu, dal quale ho solo appreso che lui è contrario all'emendamento in discussione. Pensavo che mi avrebbe illuminato sul perché del suo voto contrario e su una delle cose che ho chiesto anche questo pomeriggio, cioè la ragione per cui l'ospedale policentrico non si chiami più "di Cagliari"? Se non si chiama più "di Cagliari" e lo si vuole ubicare fuori della città di Cagliari, a me va bene anche Oristano. Su questo seguo l'onorevole Pisu, che proponeva Laconi e che, però, ha difettato molto dal punto di vista delle argomentazioni, perché ha parlato delle zone interne in contrapposizione alla città di Cagliari. A me va bene, ma non è ponendo gli uni contro gli altri che riusciamo a risolvere i problemi.

Si dovrebbe parlare di sanità, ma, mi consentano il presidente Soru e la dottoressa Dirindin, io ho l'impressione che, ancora una volta, siamo di fronte a delle linee guida per la predisposizione di un piano sanitario, ma questo non è fare un piano sanitario. Io posso anche non dire che voglio il nuovo ospedale a Cagliari, in via Is Mirrionis, non mi interessa, ma se si dice che gli ospedali attualmente presenti a Cagliari città saranno smantellati, si dica esattamente dove sarà allocato il nuovo ospedale. A Quartu? Va bene Quartu, ma spiegate perché. Credo che ci siano sufficienti ragioni da addurre per far comprendere il perché di una scelta. Ma dire che Cagliari resta senza nosocomi significa che si intende sopprimere i vecchi ospedali, senza far capire dove sorgerà il nuovo. Insomma, lasciate le cose a metà!

Così pure, onorevole Pisu, non si è fatto niente di fortemente interessante per i distretti, per i territori, per i nosocomi situati in territori difficili da raggiungere, dove non c'è l'elisoccorso né il servizio 118. Siamo stanchi di dirlo! Questo è il Piano sanitario! Se ciò che noi diciamo non lo volete sentire, continuate pur con la vostra indicazione. Onorevole Porcu, non ci spaventa assolutamente la prospettiva di continuare a oltranza. A noi va benissimo, sappiate, però, che questa è la responsabilità massima che il centrosinistra si prende.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, voterò a favore dell'emendamento numero 475, anche perché, dopo aver sentito gli interventi di alcuni colleghi della maggioranza, ho molta difficoltà a credere che il cittadino sia al centro di questo Piano sanitario.

Per cercare di recuperare serenità e di organizzare meglio i lavori, voglio anche dichiarare, alla luce di alcuni interventi che ho sentito, che noi siamo disponibili a legare ai banchi uno dei nostri consiglieri se voi legate due dei vostri, così il clima in aula migliora moltissimo e forse riusciamo anche a entrare nel merito degli argomenti con più attenzione! Il primo della minoranza a essere legato ovviamente sarò io, senza coinvolgere i colleghi.

Io credo che a poco servano le prove di forza, le prove "muscolari", che lasciano sicuramente il tempo che trovano. Anzi, vi comunico - siccome voi dovete stare qui per garantire il numero legale - che farò una breve pausa per andare, insieme a un collega, a mangiare qualcosa di caldo. Perciò, se volete proseguire con questo argomento, sappiate che noi ne abbiamo tanti altri da contrapporre.

Chiuso questo discorso, riportando al centro del dibattito il cittadino e seguendo la linea proposta dal collega Maninchedda, che richiamo e a cui chiedo aiuto a proposito del riequilibrio territoriale e dei servizi sanitari, vorrei dire che quando arriveremo a discutere delle Centrali operative 118 e dell'elisoccorso, decideremo se devono essere due le zone interessate da questi servizi - così come indicato nel Piano sanitario - o se anche altre zone della Sardegna meritano uguale attenzione. Spero che allora tutti avranno l'onestà intellettuale di essere coerenti con quel che dichiarano.

Così come, per il buon lavoro fatto dalla Commissione, soprattutto in queste ultime ore, onorevole Porcu, le traduco quel che diceva poc'anzi il collega Vargiu: si è lavorato, si è raggiunta un'intesa, avete raggiunto un'intesa all'interno del gruppo di lavoro, dopodiché l'intesa, anche su questo argomento, è stata e vi è stata negata dal presidente Soru. L'onorevole Vargiu diceva: "A cosa serve lavorare seriamente se poi c'è la bacchettata di turno che vi rimette tutti in ginocchio e vi rende accondiscendenti e ubbidienti?"

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta, signori Assessori, mi ero ripromesso di non intervenire, anche perché sono intervenuto tante volte nei giorni scorsi, ma mi ha indotto a farlo l'intervento del collega Porcu.

Non bisogna minacciare di proseguire a oltranza. Si sta tentando di affrontare un argomento probabilmente molto sentito dai colleghi cagliaritani. Avrei voluto che fosse stato presente il presidente Soru in determinati momenti, ieri e avantieri, per esempio, quando io ho parlato in difesa degli ospedali delle zone interne per il fatto che, con un colpo di spugna, si sono voluti cancellare due presidi ospedalieri storici, certamente allo stato attuale non perfettamente funzionanti, in quanto abbandonati a sé stessi e privi, da due anni e mezzo a questa parte, di personale sufficiente e delle attrezzature necessarie, ma pur sempre indispensabili per una zona interna con un'utenza di 30 mila abitanti.

Ripeto, sono stati cancellati, con un colpo di spugna, due importanti presidi ospedalieri per sperimentare l'ospedale di comunità - che ospedale non è - che dovrebbe sopperire alle esigenze dei malati terminali e quant'altro. Io ho esortato l'Assessore e principalmente i colleghi del centrosinistra del Sassarese a riflettere, e pur accondiscendendo alla sperimentazione ho sostenuto che gli esperimenti vanno fatti a piccole dosi, che una parte soltanto di quei piccoli presidi deve essere destinata a ODC, che c'è la necessità di dotare quella zona di un'assistenza domiciliare integrata adeguata e che per il periodo di sperimentazione devono comunque essere mantenuti i servizi attualmente presenti.

Probabilmente, a livello territoriale è necessaria una ridistribuzione delle strutture sanitarie, ma è necessario che quelle che già esistono siano potenziate, migliorate o riconvertite, magari parzialmente, ma non del tutto cancellate. Grazie.

PRESIDENTE. Siamo in sede di votazione dell'emendamento numero 475, sul quale il consigliere Vittorio Randazzo aveva chiesto la votazione nominale. Chi appoggia la richiesta?

(Appoggia la richiesta il consigliere VARGIU.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 475.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Gallus ha votato a favore e il consigliere Masia ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPPAI - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - FLORIS Mario - GALLUS - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MURGIONI - PETRINI - PISANO - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANJUST - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MASIA - MATTANA - MELONI - PACIFICO - PINNA - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS - URAS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 65

votanti 65

maggioranza 33

favorevoli 20

contrari 45

(Il Consiglio non approva).

Per esprimere il parere sull'emendamento numero 476, ha facoltà di parlare il consigliere Pacifico.

PACIFICO (D.S.), relatore. Esprimo parere contrario.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Presidente, considerate le sollecitazioni che sono pervenute da diversi consiglieri, ritengo che sia necessaria una sospensione di mezz'ora per poi riprendere i lavori.

PRESIDENTE. E' stata avanzata una proposta di sospensione dei lavori per trenta minuti, se non ci sono osservazioni...

Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Ci sono osservazioni! Noi non siamo assolutamente d'accordo! Questa è una tecnica arrendevole, che protrae inutilmente la discussione, o meglio, la non discussione, producendo continue sospensioni sul nulla, in attesa di accordi inesistenti!

BIANCU (La Margherita-D.L.). Ma quali accordi!

URAS (R.C.). In attesa di accordi inesistenti! In attesa di accordi inesistenti!

PRESIDENTE. Scusate, onorevoli colleghi, ciascuno ha il diritto di esprimere il suo pensiero. Prego, onorevole Uras.

URAS (R.C.). Io credo che La Margherita rappresenti una parte importante della coalizione, ma non esaurisce la coalizione, non la esaurisce!

PRESIDENTE. Ha finito, onorevole Uras?

URAS (R.C.). Presidente, se è consentito...

PRESIDENTE. E' consentito, onorevole Uras.

URAS (R.C.). Noi avevamo previsto l'inizio dei lavori del Consiglio alle ore 12 e abbiamo invece iniziato alle 14.

CAPPAI (U.D.C.). Non è colpa nostra!

URAS (R.C.). Abbiamo interrotto alle ore 15 e abbiamo ripreso alle 20. Adesso si chiede una sospensione per che cosa? Per riposarci? Noi chiediamo di poter lavorare con continuità.

PRESIDENTE. L'onorevole Uras si è espresso contro la proposta di sospensione.

Onorevole Uras, la prego, non penso che sia questo il senso della proposta dell'onorevole Biancu.

(Interruzioni)

Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust. Ne ha facoltà.

SANJUST (F.I.). Prendo la parola per dichiarare che noi siamo invece favorevoli a una sospensione di un'ora, anziché di mezz'ora.

Vorrei anche ricordare ai colleghi che non siamo soli in aula, ci sono anche i dipendenti del Consiglio regionale, che penso abbiano diritto quanto noi per lo meno a una pausa di un'ora per poter mangiare qualcosa.

Vorrei tranquillizzare l'onorevole Uras: probabilmente gli accordi li dovete cercare al vostro interno, non li troverete certamente con noi, che non stiamo cercando alcun accordo, ma vogliamo fare semplicemente il nostro dovere di minoranza.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, colleghi, capisco che siamo stanchi, ma appunto per questo occorre avere un po' di pazienza in più.

Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). La mia proposta di una breve sospensione tendeva a consentirci di lavorare fin dopo la mezzanotte. Visto che non è stata accolta dai colleghi della opposizione e neanche dal collega Uras, propongo di continuare a oltranza.

PRESIDENTE. La proposta dell'onorevole Biancu è ritirata. La proposta dell'onorevole Sanjust rimane o è anch'essa ritirata?

Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust. Ne ha facoltà.

SANJUST (F.I.). La nostra rimane.

PRESIDENTE. Metto in votazione la richiesta di sospensione di un'ora. Chi l'approva alzi la mano. Chi non l'approva alzi la mano.

(Non è approvata)

Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato "Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. 11/A e Doc. 11 bis/A) dei documenti "Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. n. 11/A) e "Integrazione al Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. n. 11 bis/A)

PRESIDENTE. Continuiamo i nostri lavori con le dichiarazioni di voto sull'emendamento numero 476.

Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Io, naturalmente, non posso che sottolineare come in quest'Aula le persone che mostrano i "muscoli", che poi sono quelle che hanno fatto perdere almeno dieci giorni di lavoro, abbiano ancora il sopravvento e conculchino la volontà di chi invece ha capito già da molto che col dialogo... Presidente, per favore, vorrei un po' di silenzio per poter svolgere il mio intervento.

PRESIDENTE. Onorevole Liori, io ci provo...

LIORI (A.N.). Mi rifiuto di parlare in questo clima!

PRESIDENTE. Io rivolgo il richiamo a tutti, è solo che, di volta in volta, chi parla pretende il silenzio e quando ha finito di parlare contribuisce al brusio.

Prego i colleghi di ascoltare l'intervento dell'onorevole Liori.

LIORI (A.N.). Stimolato anche dall'intervento del collega di Rifondazione Comunista, l'onorevole Pisu, voglio ricordare, in tema di decentramento, contro il quale nessuno si è mai espresso con pareri e idee serie, che nel caso dell'ospedale policentrico di Cagliari i due pesi e le due misure sono rappresentate anche dal fatto che per San Gavino non si è avuto timore di dire dove doveva sorgere l'ospedale, mentre per Cagliari sì. Avrei preferito, se questa era la volontà, che la maggioranza avesse detto chiaramente di volere l'ospedale policentrico a Quartu, assumendosi così la responsabilità di una scelta che spetta a chi governa, per carità; l'opposizione può sempre dire: "Non mi va bene". Però, dove sta l'incongruenza, onorevole Pisu? Non mi sembra che, per quanto riguarda Sassari, il decentramento abbia portato a costruire l'ospedale a Thiesi o a Ittiri. A Sassari, che per sua fortuna, ha autorevoli esponenti in Consiglio regionale e nella stessa Commissione sanità (il Presidente è sassarese così come altri consiglieri che si danno da fare per questa città, dove forse al campanile ci tengono più che a Cagliari, che viene difesa dai non cagliaritani più che dagli stessi cagliaritani), gli ospedali non vengono costruiti in altri territori.

Non si prevede un ridimensionamento pari a quello previsto per Cagliari in quella città. A Sassari il decentramento non lo si fa chiudendo quattro ospedali e portandoli in periferia, a Cagliari sì! I maligni dicono che c'è una volontà persecutoria contro la città di Cagliari, perché chiudere il Santissima Trinità vuol dire che le famiglie dei 1.800 dipendenti si sposteranno di conseguenza, come ha detto l'onorevole Cappai, così come tante altre famiglie si sposteranno a seguito della chiusura dell'Ospedale Binaghi e dell'Ospedale Marino. E' normale che la città di Cagliari non viva tanto allegramente l'ipotesi di ubicare l'ospedale policentrico in una zona periferica, che potrebbe avvantaggiarsene. Magari è anche giusto. Cagliari, del resto, non si è mai opposta alla chiusura del San Giovanni di Dio, i cui servizi verranno totalmente trasferiti al Policlinico di Monserrato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, esprimo il mio voto a favore dell'emendamento numero 476, che sostanzialmente mira a rivendicare un ruolo autonomo nell'ambito del sistema ospedaliero cagliaritano all'Ospedale Binaghi, anche perché questo presidio ha una proiezione futura, al di là del territorio della ASL numero 8, che dovrebbe comunque garantirgli la sua autonomia.

Devo dire che voto con serenità e con convinzione a favore di questo emendamento, così come ho votato a favore del 475, e inviterei il collega Porcu, che ha fatto alcune rilevazioni di merito, a leggerlo. Collega Porcu, io mi rendo conto che stiamo andando di corsa, che stiamo facendo dichiarazioni di voto, che siamo presi dal ritmo dei lavori e non leggiamo neppure gli emendamenti, ma ti invito a leggere questo emendamento. Poi vieni da me, come fai spesso, e mi dici che cosa non condividi di questo emendamento e anche del 475, su cui hai fatto la dichiarazione di voto prima.

E' vero che siamo stanchi, che i ritmi dei lavori dell'Aula ci hanno deluso, ma sono ritmi, collega Uras, collega Pisu, che state dettando voi!

PISU (R.C.). Gli emendamenti li avete fatti voi!

VARGIU (Riformatori Sardi). Collega Pisu, lasciami parlare. Io ti ho lasciato parlare, hai detto tante cose che non condivido, ma non avrei potuto capirle se non ti avessi lasciato parlare. Allora, per sapere se non condividi quel che dico lascia che lo dica e poi esprimerai il tuo dissenso.

Abbiamo costituito un tavolo di volenterosi; perfetto, è stato quello che ha consentito di sciogliere dei nodi, ma anche di evidenziare le differenze sostanziali che ci separano, però su alcune cose abbiamo trovato in voi disponibilità a comprendere le nostre esigenze. Su quelle cose voi avete detto che c'era l'impegno ad andare in Aula con questo emendamento. Poi, arrivati in Aula, l'avete cambiato, è questo il problema che ha creato le attuali difficoltà. Dopo aver lavorato insieme a noi nella Commissione, nella sottocommissione, nel gruppo di volenterosi, avete preso un impegno e ci avete proposto due emendamenti che poi in Aula avete modificato. E' questo il problema, cioè i volenterosi si sono sentiti presi in giro, perché la delegazione di centrosinistra trattante non era la "Cassazione", ma la "Corte d'Appello"! Dopo è arrivata la "Cassazione", la quale ha cambiato la sentenza, cioè ha cambiato quel che voi vi eravate impegnati a portare in Aula. Ci siamo intesi su quello che è successo? Se ci siamo intesi, tutto il resto va di conseguenza, ci potete dire ciò che volete, ascoltiamo tutto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, intervengo per esprimere il mio voto a favore dell'emendamento numero 476, che mi dà l'opportunità di sottolineare l'errore del collega Pisu - col quale mi scuso per la mia intemperanza - nell'indicare in Laconi la sede del nuovo ospedale.

In questo emendamento, collega Pisu, si chiede che l'ospedale policentrico operi in rete, oltre che nella nuova struttura, su due ulteriori sedi staccate. Queste sedi sono Isili e Muravera. Forse, nella foga, lei ha confuso il suo paese, Laconi, con il comune di Isili, sede di un ospedale nel suo territorio. Credo che sia stato un lapsus freudiano, come si usa dire, nel senso che lei vuole così bene al suo paese da citarlo pensando però a Isili. Io sono d'accordo con lei e questo lapsus non l'addebito di sicuro, come invece ha fatto qualcun altro, al suo forte campanilismo.

Io dico che per quanto riguarda la sede del nuovo ospedale, il cosiddetto ospedale policentrico, una scelta la dobbiamo fare, ma la dobbiamo fare riconoscendo che chi deve garantire, con questo intervento, con questo Piano, i nuovi servizi ospedalieri alla città di Cagliari li può garantire soltanto considerando la disponibilità dei cagliaritani nella maniera più favorevole. Credo che non potrei condividere altre scelte e tanto meno la nostra linea politica potrebbe orientarsi su altre scelte, perché una politica sanitaria condivisa e condivisibile è quella che va incontro al cittadino, che soddisfa le esigenze del territorio garantendo un diritto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Stavo mangiando un panino.

PRESIDENTE. Può rinunciare, onorevole Cappai, non c'è l'obbligo di intervenire.

CAPPAI (U.D.C.). No!

PRESIDENTE. E allora svolga il suo intervento!

CAPPAI (U.D.C.). Siamo in aula perché vogliamo partecipare alla stesura di questo Piano sanitario o almeno contribuire a correggerlo, nei limiti del possibile, in alcune parti.

Voterò a favore dell'emendamento numero 476 e vorrei invitare, ancora una volta, il collega Porcu a leggere questo emendamento, perché ha un significato. Anche questo emendamento ha un significato! Noi diciamo che il nuovo ospedale policentrico opererà in rete, oltre che nella struttura di nuova costruzione, se mai nascerà, su due ulteriori sedi staccate, che, come ha già detto il collega Contu, sono l'Ospedale di Isili, ridimensionato (io farei le barricate se fossi al posto del sindaco, anzi dell'ex sindaco di Laconi), e l'Ospedale San Marcellino di Muravera, anch'esso ridimensionato. Ma del ridimensionamento ne parlerò quando arriveremo a un altro emendamento.

Io cerco sempre di fare un ragionamento coerente e vorrei richiamare l'attenzione di quest'Aula, ancora una volta, su dove sarà costruito questo nuovo ospedale. Il collega Giorico, ieri, a momenti si alzava dal banco per andare a ringraziare l'Assessore che ha deciso di costruire un nuovo ospedale ad Alghero. Cioè l'ospedale di Alghero sarà costruito ad Alghero, quello di San Gavino a San Gavino, stranamente solo per il nuovo ospedale di Cagliari non si vuole indicare Cagliari, nonostante la Regione sarda possieda tante aree nel territorio della città e quindi non spenderebbe un euro per acquistarle! E allora mi domando: perché? Cosa c'è dietro? Ce lo volete spiegare una volta per tutte? Il dubbio che ci sia qualcosa dietro resta, per cui dovete essere chiari.

Noi vorremmo il nuovo ospedale a Cagliari, voi nell'hinterland. Noi diciamo Cagliari per i motivi che ho esposto prima, e adesso ne aggiungo degli altri. Qualcuno ha detto, mi pare fosse l'onorevole Uggias: "Dobbiamo esaminare la rete viaria". E' già stato risolto quel problema: per il Binaghi con l'asse mediano e per gli ospedali Brotzu e Santissima Trinità creando una rotonda. I vostri predecessori hanno fatto bene a studiare anche il sistema viario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LICANDRO (F.I.). Signor Presidente, cercherò di usare dei toni moderati, visto che ogni tanto prevale forse la voglia di strafare. Devo dire la verità, quando il collega Uras ci bacchetta con la sua voce possente e anche con la sua mole imponente provo un po' di soggezione. Io vorrei, invece, suscitare un senso di serenità in quest'Aula.

Voterò, chiaramente, a favore di questo emendamento, che prevede che l'ospedale policentrico (non voglio entrare nel merito della discussione su dove sorgerà, lo deciderete con calma e con l'autorità che vi deriva dai numeri) operi in rete con due ulteriori sedi staccate, quelle di Isili e Muravera. Questo è uno di quegli emendamenti sui quali, sinceramente, abbiamo tentato di discutere proficuamente nel corso del lavoro svolto ufficiosamente dalla Commissione, per questo non condivido assolutamente e respingo al mittente le accuse di strumentalità. Il lavoro della Commissione non doveva per forza far sì che tutti la pensassimo alla stessa maniera, cioè non doveva portare, per carità, a quelli che i più, anche gli organi di informazione, maliziosamente hanno definito accordi, ma semplicemente a una sintesi dei diversi pensieri. Il nostro rammarico - il mio in particolare, perché avrei continuato volentieri a lavorare in quella Commissione - nasce dal fatto che proprio gli emendamenti sui quali c'era un'identità di vedute in Aula sono stati modificati. E, badate bene, quello dell'emendamento sull'ospedale policentrico, da cui è sparita la dicitura "di Cagliari", non è l'unico caso. E' successo anche per altri emendamenti che, così ci è stato detto, con molta sincerità, dovevano essere ancora valutati, come se dovessero ricevere un tacito assenso.

Per cui, sinceramente, a me non spaventa l'ipotesi di continuare a lavorare in Aula anche fino a tarda ora, mi attrezzerò. Spero che il Regolamento non proibisca di mangiare qualcosa in questi banchi!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). L'emendamento che stiamo valutando, il numero 476, richiama la necessità che l'ospedale policentrico operi in rete soltanto attraverso i due ospedali che sono stati richiamati, senza incidere sull'autonomia dell'Ospedale Binaghi. Qualcuno direbbe, per scienza e conoscenza, che probabilmente non è la cosa migliore eliminare un ospedale che ha dimostrato una grande capacità di incidere nella sanità della città di Cagliari e non solo.

Io credo che il presidente Soru stia studiando per fare prossimamente il sindaco di Cagliari, perché effettivamente sta ponendo in essere una programmazione che a noi è sconosciuta. Probabilmente il Presidente ha in testa un suo modello di città che sono convinto sia buono, perché apprezzo la sua intelligenza e la sua capacità, pur tuttavia, se l'ospedale policentrico dovrà sorgere in una certa zona devo ipotizzare, come più di un collega ha detto poc'anzi, che ci sarà anche uno spostamento sostanzioso di attrezzature. Sono convinto che a Cagliari servirà ciò che non è mai decollato e che è necessario per il trasporto cittadino, cioè un collegamento diretto con le zone periferiche. Probabilmente è qualcosa che l'onorevole Soru ha bene in testa, che da prossimo sindaco di Cagliari sta studiando e non ci vuole ancora svelare, ma ci saranno delle argomentazioni di carattere elettorale al momento opportuno. Però, perché noi possiamo compartecipare a questa scelta o a questa ipotesi di ubicazione fuori Cagliari dell'ospedale policentrico, credo che qualcosa ci debba essere disvelata, di modo che sappiamo se l'ipotesi più plausibile è, per esempio, quella di Quartu. Non so quali siano le altre ubicazioni ipotizzate. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANJUST (F.I.). Innanzitutto voglio ringraziare, per la sensibilità dimostrata nei confronti di chi deve subire le nostre argomentazioni, chi ha chiesto di sospendere per mezz'ora o un'ora questa "bellissima" chiacchierata.

Io voterò a favore dell'emendamento numero 476 e vorrei ritornare brevemente sull'intervento che ha fatto poco fa l'onorevole Vargiu, per chiedere ai colleghi come ci si possa fidare ancora, posto che gli accordi presi in Commissione tra i cosiddetti volenterosi, dopo tante ore di discussione, non dico sprecate, ma impegnate nel cercare di capirsi meglio, vengono sistematicamente disattesi. Visto che tanto qua faremo notte, presumo, abbiamo tutto il tempo, quantomeno noi, per cercare di capire le argomentazioni che vi hanno portato a scrivere queste parti del Piano sanitario. Quindi utilizzo questi pochissimi secondi per sollecitare nuovamente l'intervento del presidente Soru, visto che è in aula, o dell'assessore Dirindin, che troppo poche volte ha preso la parola, per lo meno in questi giorni, se non per dichiarare un parere "conforme", parola odiatissima perché non fa capire niente. Vorrei che ci si spiegasse il motivo per cui il nuovo ospedale non può sorgere a Cagliari. Ripeto, io potrei anche essere assolutamente favorevole a una soluzione che non veda Cagliari protagonista di questa nuova struttura ospedaliera, però spiegatemi il perché. Che cosa porterebbe l'Amministrazione regionale a decidere di non realizzarla a Cagliari? Quali sono i pro e i contro rispetto a questa proposta? Se riuscite a spiegarmelo, sono disposto a non intervenire più e a votare favorevolmente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vittorio Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Signor Presidente, dichiaro il mio voto favorevole all'emendamento numero 476 e approfitto dell'occasione per chiedere a chi sta ascoltando questo dialogo tra maggioranza e opposizione dalle tribune riservate al pubblico di trattenersi, perché fra poco arriveremo al punto che interessa loro e capiranno che le promesse che sono state fatte saranno disattese. Grazie.

PRESIDENTE. Colgo l'occasione dell'intervento dell'onorevole Randazzo per ricordare ai colleghi che sugli emendamenti si parla per dichiarazione di voto attenendosi all'argomento oggetto della discussione. Questa Presidenza non sta operando, mi sembra, in modo così rigido, però non è neppure consentito che ciascuno parli di quel che vuole. Per cui, per evitare spiacevoli inconvenienti che già si sono verificati, prego tutti i colleghi di ricordarsi, responsabilmente, che le regole che ci siamo dati valgono per tutti e in ogni momento.

Ha domandato di parlare il consigliere Petrini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PETRINI (F.I.). Signor Presidente, intervengo solo per fare una considerazione su questo grande ospedale che dovrebbe sorgere non si sa dove. Prima ho chiesto dove dovrebbe essere costruito, nessuno mi ha ancora risposto. Giustamente, se non hanno dato risposta a personaggi più in alto di me, figuriamoci se la danno a me!

A me fa piacere sapere che in questo grande ospedale dovrebbe essere collocata un'unità spinale, e dunque se sorgerà a Cagliari bene, Assessore, se no non fa niente. Mi rassegno, l'importante è che in questo grande ospedale vi sia veramente un'unità spinale eccezionale.

(Interruzioni)

E' una battaglia persa, Assessore! E' una battaglia persa! Presidente, lo si deve fare questo grande ospedale con 480 posti letto? Facciamolo! Però ci dica almeno quali sono le sue intenzioni. Potete farlo dove volete, purché sia vicino al capoluogo, perché l'utenza maggiore, Presidente, è quella di Cagliari! Grazie.

PRESIDENTE. Dobbiamo procedere alla votazione dell'emendamento numero 476. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Chiedo la votazione nominale, Presidente.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 476.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Frau ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: CONTU - LOMBARDO - MURGIONI - PETRINI - PISANO - SANJUST - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MASIA - MATTANA - MELONI - PACIFICO - PINNA - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS - URAS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 50

Votanti 50

Maggioranza 26

Favorevoli 7

Contrari 43

(Il Consiglio non approva).

Dobbiamo procedere alla votazione dell'emendamento numero 479. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, esprimo il mio voto a favore dell'emendamento numero 479, che riguarda un centro periferico (spoke) del futuro ospedale policentrico, e cioè l'Ospedale San Marcellino di Muravera.

Io credo che le considerazioni che in questo emendamento sono espresse a proposito di questo ospedale meriterebbero sicuramente attenzione e forse anche accoglimento, quanto meno parziale, da parte della maggioranza. Ragionando del San Marcellino, noi individuiamo alcuni elementi di criticità, come forse il collega Murgioni, che è un sindaco della zona, potrà confermare. Ex sindaco, è vero, dimenticavo che è stato rimosso.

Intanto, vi è il problema dell'elisoccorso, cioè l'Ospedale di Muravera, che può tranquillamente essere ridimensionato nell'ottica del ragionamento che voi proponete, necessita però di un collegamento immediato con il centro traumatologico di riferimento, in particolare durante il periodo estivo, quando la pressione sull'Ospedale aumenta notevolmente. E siccome esiste già un eliporto all'interno di questa struttura, che però non è conforme alle norme, la prima considerazione che facciamo è che, nel triennio di vigenza del Piano, l'eliporto dell'Ospedale di Muravera deve tornare a essere funzionale.

La seconda considerazione è legata al ruolo degli ospedali periferici, nel senso che la riduzione di alcune attività molto intense dal punto di vista dell'assistenza, che non possono essere gestite all'interno di questi ospedali, deve andare di pari passo col rafforzamento delle strutture dell'emergenza-urgenza, quindi col rafforzamento delle strutture di pronto soccorso - noi diciamo anche di osservazione breve intensiva e di terapia semintensiva - e dei servizi, per esempio quello di laboratorio e radiologico, ad esse collegati.

La terza considerazione riguarda la dialisi. L'Ospedale di Muravera è costretto ad affittare delle villette per poter strutturare il servizio di dialisi e garantire ai pazienti, compresi i turisti, anche durante l'estate un'offerta di carattere terapeutico indispensabile.

Io non credo che queste siano considerazioni contrarie al buon senso ed esplicitarle all'interno del Piano sanitario contribuirebbe a dare a questa struttura quella identità e visibilità di ospedale periferico che è fondamentale perché poi possiate avere il consenso delle popolazioni per realizzare il previsto cambiamento della sua attività di riferimento.

Se non fate questo commettete un errore, ma, a mente della legge numero 10 del 2006, da voi stessi approvata, i sindaci non ve lo consentiranno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LICANDRO (F.I.). Signor Presidente, intanto dichiaro che voterò a favore dell'emendamento numero 479. Raccolgo l'invito del Presidente a motivare il mio voto attenendomi al tema in discussione, anche se devo ammettere, per quanto riguarda le dichiarazioni di voto fatte dai colleghi della maggioranza, che non ho capito il motivo del loro voto contrario, dal momento che hanno parlato di ben altro che degli emendamenti in discussione.

Per quanto riguarda il presidio di Muravera, voi stessi riconoscete che questo ospedale serve, fra l'altro, un territorio a grande vocazione turistica, dovuta anche alla sua posizione geografica, però, secondo me, nel Piano siete eccessivamente parchi in merito alle funzioni di degenza ordinaria per acuti inserite, tra l'altro, in un contesto in cui, durante la stagione estiva, le esigenze degli utenti cambiano radicalmente. E proprio in riferimento alle particolari condizioni geomorfologiche del nostro territorio, unitamente alle grandi difficoltà legate alla rete viaria, condizioni che diventano certamente più precarie durante la stagione estiva, ha assolutamente ragione il collega Vargiu quando dice che nel sistema di emergenza-urgenza è fondamentale il servizio di elisoccorso, proprio per garantire quella sicurezza alla quale hanno diritto sia i residenti sia tutte quelle persone che durante l'estate vengono in Sardegna per trascorrere un periodo di vacanza. E siccome hanno diritto alle ferie non soltanto le persone sane, ma anche quelle che hanno problemi di salute, ad esempio tutti quelli che in attesa di trapianto devono fare la dialisi, noi abbiamo la necessità di potenziare, appunto, il servizio di dialisi anche attraverso l'adeguamento della dotazione organica e il rinnovo della tecnologia utilizzata, in modo da garantire almeno 30-40 posti disponibili da utilizzare durante la stagione estiva.

In ogni caso l'Ospedale di Muravera deve essere potenziato e reso più funzionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli colleghi, anch'io intervengo, brevemente, per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento numero 479, presentato dal collega Vargiu, che mi sembra colga dei bisogni che devono essere assolutamente soddisfatti. Il San Marcellino è un ospedale che dà risposte sia alla popolazione locale, che, almeno finché non sarà completata la nuova rete viaria, ha grosse difficoltà a spostarsi per usufruire di servizi sanitari essenziali, sia a tutti coloro che nella stagione estiva affluiscono nella zona di Muravera, una zona ad alta vocazione turistica: tra Villasimius, Muravera, Costa Rei, Villaputzu e così via sono circa centomila le persone che trascorrono le vacanze in questa zona.

Com'è stato brillantemente ricordato da altri colleghi, il San Marcellino deve garantire l'essenziale attività assistenziale diurna, ma questo ospedale svolge anche attività poliambulatoriale e quindi risponde alle esigenze più elementari della medicina preventiva sul territorio (quella di livello un po' più elevato rispetto al medico di famiglia) e alle esigenze di una popolazione che non è molto numerosa, ma che nel periodo estivo aumenta considerevolmente. Non è scritto da nessuna parte che durante il periodo delle vacanze non ci si possa ammalare o non si possa essere ricoverati e quindi abbiamo anche il dovere di fornire adeguate prestazioni sanitarie ai turisti, i quali oltretutto devono pagare la prestazione in base al sistema DRG, così come paghiamo anche noi quando abbiamo la disavventura di ammalarci fuori della Sardegna. Tant'è, in questo territorio, considerata la situazione viaria, un servizio di pronto soccorso è necessario e nessuna delle esigenze mi sembra che venga trascurata in questo emendamento.

E' chiaro che anche questo ospedale, dovendo agire in rete con l'ospedale policentrico, che anch'io continuo ad augurarmi rimanga nell'aria strettamente cagliaritana, necessita di un rinnovamento tecnologico per rispondere alle esigenze di una medicina certamente non di primissimo livello, ma comunque soddisfacente e dignitosa, per adempiere i doveri di ospitalità e anche per soddisfare le esigenze della popolazione locale, che ha pari dignità rispetto a chi viene da fuori.

Penso anch'io che una particolare attenzione vada riservata alle esigenze dei dializzati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Murgioni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MURGIONI (Fortza Paris). Signor Presidente, anch'io dichiaro il mio voto favorevole a questo emendamento e ringrazio i colleghi che mi hanno preceduto per aver ben evidenziato i problemi dell'Ospedale San Marcellino.

Voglio ricordare che la zona del Sarrabus è storicamente una delle zone più disagiate ed essendo lontana da Cagliari ha sempre avuto problemi proprio legati a questo fatto. Anche il Gerrei, che è una delle zone più povere della Sardegna, necessita di servizi sanitari. E' anche vero quel che si diceva, cioè che è una zona a forte economia turistica, mi riferisco ai territori di Villasimius, Castiadas, Muravera e Villaputzu, dove transitano, nell'arco della stagione turistica, che attualmente è di cinque mesi, circa 2 milioni di persone. Sono numeri, ma sono numeri grandi e non solo in riferimento all'ultima stagione turistica.

Si è parlato di turismo e di incremento delle presenze turistiche in Sardegna e la zona che ha avuto l'incremento maggiore, il 34 per cento, è proprio quella del comprensorio Castiadas-Muravera, segue Villasimius con un incremento pari al 31 per cento, se non ricordo male. Quindi c'è in questo territorio una presenza vera di turisti, che hanno bisogno, ovviamente, anche di servizi sanitari. E a questo si sta lavorando, al fine di allungare la stagione turistica da cinque a otto mesi, possibilmente.

I servizi sanitari sono carenti, questo lo so, quindi bisogna migliorarli e penso che a questo debba pensare la Regione. Potenziare un presidio come il San Marcellino mi sembra che sia una cosa dovuta, anche perché la zona di Muravera per un certo periodo diventa la vetrina della Sardegna. L'altro polo turistico forte è Olbia, a cui la Regione ha prestato grande attenzione per quanto riguarda la rete ospedaliera, e di questo le do atto, però, in effetti, alla nostra zona è stata dedicata un'attenzione minore, ecco perché i contenuti di questo emendamento diventano importanti. L'elisoccorso, per esempio, è un servizio indispensabile, perché da quella zona, che dista circa settanta chilometri da Cagliari, le strade da percorrere per raggiungere il capoluogo sono solo due: la vecchia SS 125, difficilissima da percorrere, e la nuova SS 125.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, esprimo il mio voto a favore dell'emendamento numero 479, che percorre, con i suoi contenuti, quelle che sono le scelte che dovrebbero caratterizzare, nell'ambito della riorganizzazione della rete ospedaliera, il mantenimento nella zona del Sarrabus-Gerrei di un ospedale che risponde alle esigenze non solo della popolazione locale, ma, come hanno già detto alcuni colleghi che mi hanno preceduto, anche dei numerosi turisti che giungono in questo territorio durante la stagione estiva.

Nella prospettazione del Piano, noi abbiamo ricercato quelle che sono le motivazioni che ci hanno portato a sostenere questo emendamento. Il mantenimento delle funzioni di degenza ordinaria per acuti e post-acuti, ma soprattutto l'inserimento nella rete dell'emergenza di un pronto soccorso dimensionato alle esigenze anche del periodo estivo, nonché l'adeguamento dell'eliporto alle necessità di funzionamento dell'elisoccorso garantiscono, a nostro avviso, una risposta efficiente ai bisogni che possono manifestarsi non solo durante la stagione estiva, ma anche nel resto dell'anno.

Sul problema del potenziamento del servizio di dialisi ci siamo soffermati quando abbiamo parlato delle nefropatie. Credo che l'aumento del numero di posti letto di dialisi al fine di soddisfare anche le esigenze dei turisti, così come previsto in questo emendamento, sia dettato da una motivazione nobile. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, voterò a favore dell'emendamento numero 479, sul quale chiedo sin d'ora la votazione nominale.

Voglio fare una considerazione di carattere generale: ogni qual volta noi denunciamo una contraddizione tra i principi ispiratori di questo Piano sanitario e i suoi contenuti riscontriamo da parte vostra una totale sordità. Come direbbe il mio amico Nicola Rassu, da quell'orecchio proprio non ci si sente. Allora bisogna fare un'osservazione precisa: se davvero l'enunciato è quello di voler andare verso il territorio, se il principio è quello di eliminare l'ospedalocentricità, come voi l'avete chiamata, è evidente che dobbiamo restituire ai territori servizi davvero efficienti. Il caso di dell'Ospedale San Marcellino di Muravera è emblematico da questo punto di vista.

Credo che valga la pena chiedere qui scusa per un'affermazione che un mio collega ha fatto qualche tempo fa, rivolgendosi all'assessore Dirindin, e accostando la figura dell'Assessore, a mio giudizio in maniera veramente inesatta, a quella del ministro Bogino. La figura di questo ministro sabaudo va rivalutata, perché fu un grande ministro. Per otto anni fu lui l'artefice della territorializzazione dei servizi e non a caso fu rimosso dal re proprio per la sua ostinazione: fece la riforma dei Monti granatici, fece la riforma dei consigli comunali locali, fece la riforma contro i feudatari. E tutto questo, ovviamente, non trovò che inasprimento in quella che era la nobiltà cagliaritana di allora, che riferì al re che, di conseguenza, rimosse questa figura scomoda.

Ecco, io credo che fare quell'accostamento sia stato ingiusto, ma nei confronti del ministro Bogino, perché mentre lui era fortemente territorialista per quanto riguarda i servizi e tutta la sua politica ispiratrice, la sua conterranea piemontese, l'assessore Dirindin - glielo riferirà sicuramente l'assessore Dadea, che in questo periodo le è sempre vicino - non si sta comportando parimenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, in assenza dall'Assessore della sanità, ma fino a pochi minuti fa non c'era neanche il Presidente della Commissione e tanto meno il relatore di maggioranza, mi rivolgo al presidente Soru.

Lei conosce molto bene questa zona, Presidente. La conosce bene! Anche la domenica dopo Ferragosto lei era a Castiadas per fare un sopralluogo in una lottizzazione. Io ero presente, non mi dica di no. Quindi lei conosce molto bene quel territorio e sicuramente avrà letto bene anche questo emendamento. Tutti voi avrete letto bene l'emendamento e giustamente avete scritto, a pagina 105 del Piano: "il presidio San Marcellino di Muravera, in considerazione della sua posizione geografica e della forte vocazione turistica, …" Quindi avete riconosciuto a questo territorio una carenza sotto l'aspetto geografico e una valenza sotto l'aspetto turistico. Però, nel Piano, a questo ospedale togliete servizi e posti letto. Perché? Io non so se la dottoressa Dirindin abbia fatto un corso di taglio e cucito, però ho notato che negli ospedali, cosiddetti, zonali di una volta ha tagliato i reparti di ostetricia e ginecologia.

In questo emendamento noi diciamo che devono restare intatte le funzioni di degenza ordinaria per acuti, cioè vi stiamo chiedendo di lasciare l'ostetricia al San Marcellino di Muravera. Perché glielo chiediamo, Presidente? Perché, essendo lei un ottimo conoscitore della strada piena di curve che da Muravera porta a Cagliari, capisce bene che, per esempio, una partoriente non può fare quel tragitto - cinquantasette chilometri di curve! - per arrivare a Cagliari, dal momento che non ci sarà più un reparto di ostetricia al San Marcellino. Ebbene, voi state togliendo a questa zona, che avete riconosciuto essere una zona povera, uno dei principali servizi. E' vero che il tasso di natalità in Italia, e anche in Sardegna, è diminuito, ma in quella zona sta crescendo, e voi decidete di chiudere il reparto di ostetricia!

Ecco perché mi dispiace che non sia in aula l'assessore Dirindin, che vuole chiudere un reparto di ostetricia dove il tasso di natalità è in aumento. Probabilmente, come dicevo prima, ha fatto un corso di taglio e cucito!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PETRINI (F.I.). Signor Presidente, il San Marcellino è l'ospedale del Sarrabus-Gerrei, una zona disagiata dal punto di vista della viabilità, perché, come diceva il collega che è appena intervenuto, bisogna percorrere troppe curve per arrivare agli ospedali di Cagliari.

Proprio in quell'ospedale io ho vissuto, Presidente, una triste esperienza. Un collega della zona mi ha detto che nella stagione turistica, per cinque mesi all'anno, la popolazione di quella zona sfiora i 2 milioni. La stanchezza mi sta prendendo, penso che si sia sbagliato con le cifre, 2 milioni mi sembra una cifra impossibile, però, se l'ha detto lui ci credo. A causa di un incidente capitato a mia figlia, mi sono dovuto recare al pronto soccorso del San Marcellino, dove ho aspettato per quasi sei ore! Sono arrivato all'una del pomeriggio e alle 7 della sera ero ancora lì. Ringrazio il personale che è stato veramente gentilissimo, per carità, ma chiedo che sia potenziato almeno il pronto soccorso di questo ospedale, perché è una cosa giusta anche nei confronti dei turisti che vengono in Sardegna a trascorrere le vacanze. Come ha detto lei, Presidente, i turisti portano ricchezza, diamogli dunque un servizio.

PITTALIS (Gruppo Misto). Ma mica vengono qui per visitare l'ospedale!

PETRINI (F.I.). Non c'entra niente, i turisti, caro mio, portano ricchezza alla Sardegna! Grazie.

PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta di votazione nominale avanzata dal consigliere Pisano?

(Appoggia la richiesta di votazione nominale il consigliere LADU.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 479.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: CONTU - DIANA - LADU - LOMBARDO - MURGIONI - PETRINI - PISANO - RASSU - SANJUST - SERRA.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MELONI - PACIFICO - PINNA - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SORU - UGGIAS - URAS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 53

Votanti 53

Maggioranza 27

Favorevoli 10

Contrari 43

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 484. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 487. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

Su che cosa intende parlare, onorevole Contu?

CONTU (F.I.). Per dichiarazione di voto, Presidente.

PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione dell'emendamento numero 487.

CONTU (F.I.). Sì, infatti, le è sfuggita la mia iscrizione a parlare. Rinuncio, Presidente.

PRESIDENTE. Mi dispiace, onorevole Contu, però, mi creda, ho guardato attentamente il monitor, evidentemente lei si è iscritto dopo.

Metto in votazione l'emendamento numero 487. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto sull'emendamento numero 490. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). La ringrazio, Presidente. L'emendamento numero 490 è quello che indica, nell'ambito dell'offerta del sud Sardegna, la necessità di localizzare un Trauma Center di primo livello all'interno dell'Ospedale Brotzu. Io credo che questa esigenza sia molto sentita, nel senso che chiunque conosca il funzionamento della sanità nel sud Sardegna, sa che, oggi, la gestione dell'emergenza-urgenza avviene in maniera a dir poco estemporanea, e anche in questo senso abbiamo sollecitato, da parte della Commissione sanità, un'indagine, una rilevazione che ci possa dare qualche informazione sull'appropriatezza dell'intervento del servizio 118, sull'appropriatezza del trasporto da parte del 118 dei pazienti critici all'ospedale giusto e sull'effettiva capacità di quell'ospedale di esercitare un'azione a 360 gradi che possa consentire la formulazione della diagnosi e della terapia in tempi brevi.

Non si tratta di un'azione priva di effetti sulle diseconomie di sistema, perché potrete ben immaginare come la presenza di diverse strutture che esercitano un'attività rispetto all'emergenza-urgenza comporta che nell'ambito del sud Sardegna siano contemporaneamente attive diverse unità per il recepimento dei pazienti traumatizzati critici, con un dispendio di energie e di risorse, anche economiche, assai significativo. Quindi un Trauma Center unico, oltre che essere utile per il paziente, perché consente di dare una risposta unica a un'esigenza che può nascere in rapporto a differenti problematiche del paziente, risolve il problema dell'appropriatezza del servizio 118, perché indica la struttura di riferimento senza che ci sia alcuna possibilità d'errore. Quindi è impossibile che il paziente venga trasportato in una struttura inadeguata, come invece spesso avviene. Inoltre, il Trauma Center unico favorisce un'economia di scala, perché consente di evitare che ci siano diverse équipe chirurgiche, magari ulteriormente divise per specializzazioni, attive ventiquattr'ore su ventiquattro, nelle varie strutture del sud Sardegna, in attesa di ricevere i pazienti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, esprimo il mio voto favorevole all'emendamento numero 490. Il potenziamento dell'attività nel campo della traumatologia, sia nella fase acuta sia in quella riabilitativa, credo che sia esaustivo di quelli che sono i bisogni non solo del sud, ma dell'intera Sardegna in riferimento ai politraumatismi, che rappresentano sempre più una casistica importante nella nostra società. I politraumatismi, frequentemente dovuti a incidenti stradali e sul lavoro, ma anche a incidenti domestici, determinano la necessità di centri in grado di mettere in campo tutta la professionalità richiesta in questi casi.

La richiesta, contenuta nell'emendamento, di realizzare un Trauma Center in cui operino delle équipe polispecialistiche dà senso e compimento al testo del Piano, laddove l'espressione "consolida e rafforza" ha un significato estremamente blando rispetto alla funzione che all'Ospedale Brotzu viene attribuita al quarto punto del sub paragrafo che riguarda, appunto, gli obiettivi posti dal Piano rispetto all'Azienda Ospedaliera Brotzu. Credo che questo Trauma Center debba necessariamente essere dotato delle tecnologie più avanzate, in modo da poter trattare adeguatamente i diversi casi che si presentano. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 490. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 490.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Meloni ha votato contro, il consigliere Rassu a favore.

Rispondono sì i consiglieri: DIANA - LOMBARDO - MASIA - MURGIONI - RASSU - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BRUNO - CACHIA - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MELONI - PINNA - PISU - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS - URAS.

Si sono astenuti i consiglieri: PISANO - SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 45

Votanti 43

Astenuti 3

Maggioranza 22

Favorevoli 6

Contrari 37

(Il Consiglio non approva).

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto sull'emendamento numero 97. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, l'emendamento numero 97, che poi è identico al 146, appare riduttivo, nel senso che il problema che ci si pone è ancora quello di cui all'emendamento numero 490, che non è stato considerato meritevole dell'attenzione dell'Aula. Il punto è: quale tipo di traumatologia deve essere trattato all'interno del centro di riferimento garantito dall'Azienda ospedaliera ad alta specializzazione? Nel senso che la garanzia che le patologie traumatiche complesse siano trattate all'interno dell'Azienda Ospedaliera Brotzu esiste già, ovviamente, essendoci un pronto soccorso attrezzato e un reparto di ortopedia in grado di trattare queste patologie.

Quindi il mio voto sull'emendamento numero 97, pur favorevole, viene dato con una riserva mentale, nel senso che non sono convinto che questo emendamento sia in grado di incidere in alcun modo sull'offerta che questa Azienda ospedaliera garantirà e soprattutto sull'attività che il programmatore regionale intende far ricadere su di essa.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

(Segue VARGIU.) Se si vuole dare una qualificazione diversa all'offerta sanitaria dell'Azienda, è a mio avviso indispensabile identificare nell'Azienda Brotzu il punto di riferimento come Trauma Center. Anche quando ne abbiamo discusso all'interno della Commissione di volenterosi, l'orientamento era quello di garantire che l'intera offerta del sud Sardegna fosse compendiata nell'Azienda Brotzu, quindi non soltanto l'offerta di tipo traumatologico, legata alle patologie osteoarticolari post-traumatiche, ma anche quella legata alla quantità e qualità delle necessità che, veicolate attraverso il 118, possono presentarsi al pronto soccorso di una struttura complessa.

Quindi, senza infingimenti, è necessario dichiarare quale risposta vogliamo dare nel sud Sardegna, per quanto riguarda i traumi, attraverso il pronto soccorso.

PRESIDENTE. E' in votazione l'emendamento numero 97. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 97.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Francesco Sanna ha votato a favore, il consigliere La Spisa si è astenuto.

Rispondono sì i consiglieri: BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FRAU - GIAGU - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MELONI - MURGIONI - PACIFICO - PINNA - PISU - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS - URAS.

Risponde no li consigliere: GESSA.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - LA SPISA - SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 44

Votanti 41

Astenuti 3

Maggioranza 21

Favorevoli 40

Contrari 1

(Il Consiglio approva).

L'emendamento numero 146 è ritirato.

Passiamo all'emendamento numero 520. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.),relatore. Signor Presidente, questo emendamento è accolto così formulato: "Consolida e rafforza l'area dei servizi diagnostici con specifica attenzione all'offerta neurologica, correlata alle attività della Stroke Unit e della neurochirurgia".

PRESIDENTE. Va bene. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, ovviamente esprimo il mio voto favorevole a questo emendamento che io stesso ho presentato. Devo dire che la correzione proposta dal collega Pacifico, come relatore della Commissione, sostanzialmente non leva niente alla sostanza dell'emendamento, quindi può essere assolutamente accettata, e testimonia che se c'è l'intendimento di ragionare sulle cose senza preclusioni strumentali rispetto ai problemi si riesce a trovare un accordo.

Probabilmente l'emendamento, visto che il collega Pacifico, a nome della maggioranza, ne ha chiesto la parziale modifica, non era accettabile nella sua interezza da parte della maggioranza, ma evidentemente si è compreso che l'esigenza che noi ponevamo, esigenza non ricompresa ab origine nel Piano, è reale. Nel senso che si è raffinata, all'interno dell'Azienda Ospedaliera Brotzu, una risposta che è correlata al comparto neurologico ed è legata anche all'importante attività di traumatologia complessa che questo ospedale svolge. Un'attività che viene svolta all'interno dei servizi, perché tante volte, discutendo le diverse parti di questo Piano, soprattutto quando abbiamo parlato degli ospedali periferici, vi abbiamo detto che se l'emergenza-urgenza è centrale nel Piano per quanto riguarda la piccola ospedalità, e di fatto lo è, ad essa sono legati i servizi di radiologia, di laboratorio, il pronto soccorso e l'osservazione breve intensiva, sono cioè legate tutte quelle attività che consentono anche all'ospedale di piccole dimensioni di poter dare una risposta sanitaria accettabile, dignitosa e di qualità. Il problema fondamentale, infatti, è che anche l'ospedale di piccole dimensioni deve garantire questo tipo di assistenza e a maggior ragione lo deve garantire l'unica azienda ad alta specializzazione della Sardegna. E non avrebbe senso che questa Azienda non raffinasse, anche nel campo della diagnostica per immagini, la risposta neuroradiologica, che diventa una risposta qualificata rispetto al servizio che deve svolgere.

Quindi il problema che dobbiamo avere sempre presente è che se attribuiamo a un ospedale la vocazione di rispondere ai bisogni di assistenza dei cittadini, è necessario che quell'ospedale sia messo nelle condizioni di dare quella risposta. Per cui non dobbiamo avere paura di dire che cosa c'è all'interno di quell'ospedale; non dobbiamo aver paura di dare al direttore generale un'indicazione sulla risposta che noi vogliamo da quell'ospedale, perché questo rientra nell'attività di programmazione che spetta al Consiglio.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 520. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

E' in votazione il testo del sub paragrafo "Provincia di Cagliari - ASL 8".

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, esprimo il mio voto contrario al testo di questo paragrafo, sul quale chiedo la votazione nominale, con la considerazione che il testo definitivo che esce da quest'Aula per quanto riguarda la provincia di Cagliari ovviamente noi non lo possiamo considerare sufficiente, così come non consideriamo sufficiente la parte che riguarda l'Azienda Ospedaliera Brotzu. Purtroppo, nonostante il confronto in Aula si sia svolto in maniera abbastanza esaustiva, perché è stata accolta la nostra necessità di discutere per arricchire, attraverso il dialogo, le posizioni di ciascuno di noi (obiettivo che è stato sicuramente raggiunto), sulla parte che stiamo per votare non siamo riusciti a concordare un testo che noi potessimo considerare accettabile dal punto di vista qualitativo, quindi siamo costretti ad esprimere un voto contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, credo che la discussione svolta finora sulla parte riguardante la ASL numero 8 di Cagliari e l'Azienda Ospedaliera Brotzu, così come la discussione sulle restanti aziende sanitarie della Sardegna, abbia significato per noi l'impegno a dare il nostro contributo affinché i contenuti del Piano sulla rete ospedaliera potessero essere non solo analizzati, ma soprattutto arricchiti. Siamo andati, quindi, a ricercare i punti di debolezza, soprattutto abbiamo colto tra gli obiettivi ciò che per quanto riguarda l'Azienda Ospedaliera Brotzu non era rispondente alle esigenze non solo della provincia di Cagliari, ma dell'intera regione.

Credo che il nostro impegno, in Commissione e in Aula, alla ricerca di soluzioni più confacenti ai bisogni della provincia di Cagliari e dell'intera regione fosse qualcosa di cui questo Piano necessitava. Non ritengo si siano esauriti i termini del confronto e avremo occasione, nel prosieguo della discussione, di offrire ancora il nostro contributo nella piena consapevolezza che la Sardegna, che ha lamentato, purtroppo, per troppi anni, l'assenza di una pianificazione sanitaria, potrebbe ulteriormente rimproverarci la nostra mancanza di impegno. Noi, quindi, continueremo a impegnarci fattivamente fino alla conclusione dell'iter di approvazione del Piano sanitario. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, esprimo anch'io il mio voto contrario a questo sub paragrafo e cercherò, ancora una volta, di esporre il mio ragionamento.

Al di là delle considerazioni fatte dai colleghi sull'Ospedale Brotzu di Cagliari e sugli altri ospedali cagliaritani - nel merito dei quali non voglio entrare - faccio due considerazioni sul San Marcellino di Muravera e sul San Giuseppe di Isili.

Io sono contrario all'impostazione del Piano e, come ho avuto modo di dire altre volte, assessore Dirindin, se fossi un professore di geografia le darei 2 come voto, perché non ha senso eliminare il reparto di ostetricia e ginecologia in questi due ospedali. Lei consente a Sassari il potenziamento dei reparti, il potenziamento delle tecnologie, l'apertura di una nuova struttura - che poi è sempre la stessa, è il Centro benessere balneare - dove il reparto di ginecologia può effettuare 300 visite, 1.000 prelievi, 1.000 esami citologici. Questa struttura è a soli 13 chilometri da Sassari, eppure lei ha autorizzato molteplici prestazioni sanitarie, mentre elimina l'ostetricia e la ginecologia a Isili, a cui fanno riferimento le popolazioni di Escolca, Serri, Esterzili, Seulo, Nuragus, Genoni, Sadali, Villanovatulo, Nurallao, Gergei, Laconi - e mi meraviglia che l'ex sindaco di Laconi consenta che si chiuda il reparto di ginecologia a Isili -, Nurri, Escalaplano e Orroli.

Vorrei sapere, dottoressa Dirindin, se lei ha mai visitato questi paesi, se è mai stata a Esterzili. Ci vogliono due ore per arrivare in macchina a Esterzili e se mia nipote, che abita lì, dovesse partorire dovrebbe venire a Cagliari per raggiungere il reparto di ostetricia più vicino! Non so se in quel caso partoriente e nascituro arriverebbero in tempo, proprio non lo so! Evidentemente lei non ha cognizione dei tempi di percorrenza delle nostre strade. Io sono andato la settimana scorsa a Sadali, assieme al collega Pisano, per parlare di questo tema e certamente i sindaci di quella zona non vogliono che si chiuda il reparto di ginecologia e ostetricia di Isili.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LICANDRO (F.I.). Signor Presidente, voterò contro questa parte del Piano sanitario che, con rammarico, noi non possiamo certamente condividere né nei metodi né nei contenuti. Altre volte, per altre parti del Piano, non abbiamo richiesto la votazione nominale; abbiamo votato per alzata di mano e ci siamo astenuti, ma questa volta abbiamo tutte le motivazioni per votare contro.

Vi ricordo che è stata una nostra scelta quella di riportare in Commissione un percorso che andava fatto in altri tempi, ma credo che voi, anche con accuse che non condividiamo, abbiate vanificato tutti i nostri sforzi. Mi chiedo, a questo punto, dove saremmo se non avessimo accettato di condividere per un certo tratto il percorso di questo Piano. Credo che saremmo ancora alla prima parte.

Non possiamo condividere questa parte perché siamo convinti che questo Piano non rappresenti, al contrario di quanto voi affermate, la centralità del cittadino. Sono previsti dei parametri ai quali noi dobbiamo adeguarci, ma ai quali si dovranno adeguare soprattutto i cittadini. Praticamente da subito dobbiamo raggiungere il tasso di ospedalizzazione del 75 per cento, entro il 2010 dobbiamo raggiungere i 180 ricoveri ogni 1.000 abitanti e poi dobbiamo avere 4,5 posti letto ogni 1.000 abitanti. Ebbene, pongo una domanda all'Assessore: visto e considerato che le particolari condizioni geomorfologiche della nostra Isola permangono e che si dovrebbe fare in modo che i modelli previsti nel Piano sanitario nazionale non siano applicati alla nostra Isola, per quale motivo non tentiamo di fare il percorso inverso, stabilendo un termine entro il quale adattare le condizioni geomorfologiche della nostra Isola a quelli che sono i parametri nazionali? Forse allora i conti tornerebbero!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Il mio voto su questa parte del Piano è contrario. Sostanzialmente noi riteniamo che il parere negativo su quanto è scritto e su quanto è stato, solo in minima parte, emendato finora derivi dal fatto che non condividiamo di questo testo né la sostanza né il metodo con cui è stato scritto, con cui sono state fatte le valutazioni, non essendoci stato nel merito un confronto serio e approfondito.

L'approfondimento delle motivazioni strategiche che sono contenute in questa parte, in particolare considerando quel che è stato il cuore del dibattito anche di queste ore, cioè il dimensionamento e le scelte di fondo sulla rete ospedaliera per quanto riguarda la città di Cagliari, deriva dal fatto che si prefigura uno scenario futuro molto incerto e che la valutazione sull'esistente è ridotta a pochissime righe, in cui la critica alle strutture ospedaliere esistenti non è supportata da un'analisi rigorosa. Sembra che si siano fatte più che altro delle affermazioni di principio; le diseconomicità registrate sono, di fatto, delineate con estrema genericità. E con estrema genericità si prefigura un futuro che è del tutto incerto, in particolare per quanto riguarda la struttura ospedaliera di nuova istituzione, mentre risulta assolutamente incomprensibile e poco credibile l'affermazione che fino a che non sarà realizzata la nuova struttura i presidi ospedalieri Santissima Trinità e Marino continueranno a garantire l'assistenza sanitaria.

Crediamo che questa sia una semplice enunciazione di principio, più che una logica conseguenza di una scelta molto forte, quella della chiusura di questi ospedali, che come tale contrasta con la dichiarazione che queste strutture continueranno a funzionare e a garantire lo stesso livello di assistenza. Abbiamo sottolineato come sia poco credibile che, con un destino ormai segnato, queste strutture possano garantire effettivamente aggiornamento tecnologico e affidabilità nell'organizzazione. Il confronto è stato sostanzialmente inutile, per ora non abbiamo visto nulla.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PETRINI (F.I.). Grazie, Presidente, rinuncio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Noi votiamo contro questo sub paragrafo, anche perché siamo delusi della risposta che la maggioranza ha dato in merito alle proposte di miglioramento avanzate dall'opposizione. Votiamo contro perché non condividiamo la filosofia di questo Piano, ma non condividiamo neanche il modo in cui è stato affrontato il confronto in Consiglio regionale.

Le cose che abbiamo detto durante il dibattito le possiamo riconfermare adesso, cioè i contenuti di questo Piano non sono chiari, si parla di fantomatiche nuove strutture ospedaliere, però non si dice dove dovranno sorgere, quando saranno realizzate e con quali risorse. Sono convinto che fra due o tre anni, quando finirà il periodo di vigenza del Piano, tutto sarà uguale a oggi. Non so dove porterà e a che cosa servirà lo sforzo che stiamo facendo adesso per approvare questo Piano. Credo che servirà a poco, anche perché poco o nulla farà questa Giunta regionale in merito ai cambiamenti previsti nel Piano.

Si sarebbe potuto fare un lavoro migliore se lo si fosse voluto; si sarebbe potuto consegnare ai sardi un documento di grande utilità, considerato che la sanità riguarda una parte importante della vita e che nel prossimo futuro dovremo impegnare ingenti risorse della Regione per gestire bene questo settore. Quindi avremmo dovuto valutare secondo un'ottica diversa tutto ciò che riguarda la riorganizzazione della sanità. Stiamo perdendo una grande occasione, un'occasione importante e non credo che l'approvazione di questo Piano determinerà un benché minimo miglioramento delle condizioni di salute dei sardi. Non so quali margini di miglioramento ci siano per quanto riguarda la parte del Piano che rimane da approvare.

PRESIDENTE. Metto in votazione il testo del sub paragrafo "Provincia di Cagliari - ASL 8". Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Per esprimere il parere sull'emendamento numero 480 ha facoltà di parlare il consigliere Pacifico, relatore.

PACIFICO (D.S.), relatore. Esprimo parere contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Voto a favore dell'emendamento numero 480 e proprio la dichiarazione di voto su questo emendamento mi consente di ragionare ancora sul problema dell'ospedalità cagliaritana, nel senso che le dichiarazioni che ha reso all'Aula il presidente Soru, tutto sommato, non sono state considerate né al di fuori della correttezza né al di fuori della ragionevolezza, solo che è anomalo che una parte del Piano sia basata sull'intuizione e un'altra parte invece richieda uno studio scientifico. Cioè la parte che prevede la chiusura per alcune strutture ospedaliere, la dichiarazione d'obsolescenza per altre e di riconversione e parziale superamento per altre ancora, è basata su considerazioni d'evidenza, nel senso che chiunque vada al San Giovanni di Dio o all'Ospedale Marino si fa immediatamente l'idea che queste strutture non sono perfettamente efficienti e in grado di garantire la migliore assistenza possibile, ed è palese, scontato e pacifico che debbano essere superate, dichiarate obsolete o, in prospettiva, chiuse. La parte che riguarda nel concreto il superamento delle strutture che si vorrebbero dichiarare obsolete e chiudere richiede, invece, uno studio scientifico.

Insomma, a nostro avviso tutto richiede uno studio scientifico: quindi ci deve essere una valutazione dei bisogni, una valutazione della domanda sanitaria della città di Cagliari, una valutazione del tipo di assistenza che gli ospedali che devono essere dichiarati obsoleti forniscono, una valutazione degli stabili adibiti a ospedali. Basti pensare all'Ospedale Marino, alla parte cara al collega Petrini, quella che riguarda l'unità spinale, una struttura assolutamente nuova, così come la camera iperbarica. Insomma, noi ci chiediamo: che fine faranno queste strutture, cosa abbiamo intenzione di farne in prospettiva? Come avverrà la dismissione graduale e come saranno garantiti i livelli di assistenza nel frattempo, dal momento che queste strutture sono state giudicate meritevoli di dismissione e superamento?

Ecco, un Piano che riguardasse queste cose, colleghi della maggioranza, un Piano dettagliato, preciso come uno studio analitico, ci avrebbe sicuramente rasserenato e probabilmente non saremmo stati colti di sorpresa all'idea che l'ospedale di Cagliari possa non essere a Cagliari, perché sarebbe stato supportato da un ragionamento, da una riflessione sia sulla pars destruens sia sulla pars construens.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Voto a favore dell'emendamento numero 480, che di fatto continua il nostro ragionamento e che, molto sinteticamente ed efficacemente, descrive una preoccupazione che non è solo nostra, come consiglieri di opposizione, ma che noi, come partiti, come realtà sociali o anche semplicemente come utenti del sistema sanitario sardo, e cagliaritano in particolare, abbiamo registrato, e cioè il disorientamento per la scelta, contenuta nel Piano, di dismettere alcune delle strutture esistenti; scelta non supportata da uno studio organico approfondito, dettagliato, analitico, che consentirebbe, se il Piano che stiamo per approvare contenesse un impegno in tal senso, di prendere decisioni supportate da elementi di conoscenza reali. Invece, in questo Piano non ci sono elementi di conoscenza reali e gli operatori del sistema sanitario vivranno, nei prossimi mesi e nei prossimi anni, nella totale incertezza.

Qualche giorno fa, in occasione di una visita all'Ospedale Santissima Trinità, una struttura dotata di apparecchiature all'avanguardia, che offre un'assistenza sanitaria di qualità altissima, ho percepito da parte degli operatori sanitari proprio questa incertezza. Non si sa che cosa potrà accadere nell'ipotesi in cui, così come dice il Piano, questa struttura dovesse chiudere e soprattutto non si sa cosa accadrà per quanto riguarda l'offerta dei servizi nel periodo intermedio - che non sarà breve - necessario per la progettazione, la realizzazione e la messa in funzione della nuova struttura ospedaliera, che non si sa dove sorgerà, con quali risorse sarà realizzata e quale impatto avrà sul complesso dei servizi alla popolazione, da quello dei trasporti a quello delle infrastrutture.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Rinuncio, Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Signor Presidente, intervengo adesso, anche in riferimento all'emendamento numero 221, ovviamente esprimendo il mio voto contrario all'emendamento numero 480, anche perché credo che l'emendamento orale che è stato concordato dal gruppo di volenterosi riprenda in sintesi i principi che hanno ispirato questo emendamento.

Credo anche che sia opportuno significare che la discussione che è avvenuta sulla parte che riguarda la provincia di Cagliari, la ASL numero 8 e l'Azienda Ospedaliera Brotzu ha risentito sicuramente del fatto che stiamo appunto parlando della ASL numero 8 e del Brotzu, quindi siamo alla fine della discussione sulla rete ospedaliera regionale. Probabilmente, se le contraddizioni insite in un piano di ristrutturazione così importante per questo territorio fossero state affrontate all'inizio della discussione del Piano sanitario, non ci saremmo ritrovati in queste condizioni di difficoltà.

La seconda considerazione è che questo problema non deve essere affrontato con superficialità. A me dispiace, perché molti lo hanno affrontato non solo con superficialità, ma anche usando espressioni che, a mio avviso, non rendono merito a chi ha tentato di trovare punti di convergenza e di sintesi che andassero in direzione dell'interesse generale e di un miglioramento dei servizi che devono essere erogati ai cittadini. Stiamo parlando di un territorio che paga il prezzo più alto nella riduzione dei posti letto per acuti: 722 posti letto per acuti in meno, oltre il 50 per cento della riduzione complessiva di posti letto. Tra l'altro, molti mesi prima della discussione del Piano sanitario, era stato presentato un piano aziendale che aveva preannunciato, in maniera drastica e drammatica, all'opinione pubblica i contenuti di una linea che veniva espressa dalla maggioranza e che non era stata di fatto discussa.

Io ricordo che abbiamo iniziato la discussione sul sistema sanitario sapendo che era prevista la chiusura di tre ospedali di Cagliari. E si diceva, anche allora, che per una città come Cagliari, dove la sanità pesa ed è molto rilevante dal punto di vista sociale, parlare della chiusura di tre ospedali e della costruzione di un nuovo ospedale con 450 posti letto al di fuori del contesto cittadino avrebbe comunque scatenato una discussione che avrebbe coinvolto le istituzioni e la politica, strumentalmente o meno, ma che comunque sarebbe stata molto significativa. Credo che di questo aspetto se ne debba tener conto.

Continuo a dire che noi dobbiamo guardare molto lontano e pensare non soltanto alla costruzione di un sistema sanitario per il prossimo biennio o triennio, ma a una sanità capace di evolversi e di offrire servizi moderni ai cittadini.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 480. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Per esprimere il parere sull'emendamento numero 469 ha facoltà di parlare il consigliere Pacifico, relatore.

PACIFICO (D.S.), relatore. Esprimo parere contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, esprimo il mio voto a favore dell'emendamento numero 469, sul quale chiedo la votazione nominale. Questo emendamento è di una semplicità estrema e forse, proprio nella sua semplicità, grida: "Il re è nudo"!

E' un emendamento che dice, testualmente, che l'ospedale policentrico è localizzato, come gli esistenti presidi che stiamo per chiudere, all'interno del territorio della città di Cagliari. Ai colleghi che vengono da altre realtà territoriali della Sardegna vorrei chiedere: chi di voi sarebbe disposto a chiudere un ospedale, o addirittura due, nella sua città senza avere la certezza che un nuovo ospedale sarà costruito nella stessa area urbana? I colleghi di Alghero sarebbero forse disposti a chiudere gli ospedali di Alghero per aprirne uno a Ossi? I colleghi di Sassari sarebbero forse disposti a chiudere gli ospedali di Sassari per farne uno a Sorso? E i colleghi di Olbia sarebbero a loro volta disposti a chiudere gli ospedali di Olbia per farne uno a Tempio? Quindi io vorrei chiedere: cosa c'è di irragionevole nel fatto che una città grande, che ha 200 mila abitanti, che viene privata di due ospedali storici, chieda che sia garantita la risposta sanitaria all'interno del contesto urbano e che sia garantita ai cagliaritani la possibilità di capire le ragioni per cui si è deciso che quella risposta sanitaria non è più appropriata? Probabilmente, dalla discussione di queste ragioni emergerà che è necessario garantire una risposta sanitaria all'interno della città di Cagliari, per il contesto dei trasporti urbani, per i collegamenti viari, per il tipo di residenza.

Voi sostenente che questo non è necessario scriverlo, che sarà il risultato di studi successivi. Bene, vi vorremmo allora chiedere gli studi precedenti, perché altrimenti la sensazione è che voi facciate tutto per intuizione, ma noi non siamo convinti che ciò che viene fatto per intuizione sia nell'interesse dei fruitori, cioè dei sardi e dei cagliaritani in particolare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Signor Presidente, voto contro questo emendamento e faccio osservare immediatamente all'onorevole Vargiu che sta facendo il cattedratico, perché ci sta spiegando che gli ospedali debbono essere localizzati all'interno della città, così come lo sono oggi. Credo che il collega Vargiu, che stimo come persona intelligente e capace, oggi stia dando veramente prova di grettezza - chiedo scusa per il termine un po' pesante - e stia dimostrando di voler fare l'opposizione attraverso l'ostruzionismo, facendo così torto alla sua intelligenza!

Non è scritto da nessuna parte che l'ospedale policentrico dovrà essere ubicato fuori della città di Cagliari. Io credo che nella pianificazione sanitaria sia giusto e corretto, onorevole Vargiu, valutare qual è il sito più appropriato, per dare la risposta sanitaria più elevata. I due ospedali di cui si parla - così è scritto e mi pare che nessuno l'abbia contestato - sono inadeguati rispetto ai servizi che, oggi, devono erogare. E lei, che è un operatore sanitario, dovrebbe qui dire: "Cari colleghi, noi oggi non dobbiamo indicare il sito, ma dobbiamo individuare, all'interno di una pianificazione corretta, tutto ciò che ci porterà a fare successivamente la scelta più appropriata". Invece è tutta la sera che si dicono cose che non stanno né in cielo né in terra. E' come se i professori di lettere antiche dovessero dire dove vanno situati i licei classici o i fabbri dove vanno collocate le officine meccaniche! L'ospedale è al servizio della cittadinanza e rientra nella pianificazione che deve essere fatta.

Io ho cercato di contenermi, cari colleghi, ma a tutto c'è un limite! State facendo torto alla vostra intelligenza e se l'ostruzionismo deve essere di questo livello, benissimo, allora ci confronteremo seriamente, ribattendo a tutte le cose che state dicendo e che fanno veramente un grande torto a quest'Aula e anche all'intelligenza dei cagliaritani e di tutti i sardi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

(Interruzioni)

CAPPAI (U.D.C.). Presidente, vedo che c'è molto fermento.

PRESIDENTE. Prego, onorevole Cappai.

CAPPAI (U.D.C.). Vorrei ricordare all'onorevole Pirisi, perché se lo porti a casa, che i primi ad averci dato ragione su questa battaglia sono i suoi compagni di partito, da via Emilia in su, per cui respingiamo le considerazioni che ha fatto al mittente.

Noi stiamo facendo una battaglia per la nostra città, però, allo stesso tempo, all'onorevole Pirisi voglio chiedere come mai questo ragionamento non lo fa per l'ospedale di Alghero o per quello di San Gavino, per i quali sono indicate esattamente le località. Mi meraviglia che una persona sensibile e affezionata alla città di Nuoro come lei non consenta ai cagliaritani di difendere la propria città!

Abbiamo detto che dobbiamo comprare un'area in cui edificare questo nuovo ospedale. Le suggerisco un'altra area, onorevole Soru, quella di un ospedale che purtroppo è stato chiuso. Mi riferisco all'Ospedale Psichiatrico di Cagliari, che sorge all'interno di un'area piuttosto vasta!

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Cappai, continui.

CAPPAI (U.D.C.). I "pastori" vadano a pascolare le pecore!

PRESIDENTE. Prego, onorevole Cappai, concluda il suo intervento.

CAPPAI (U.D.C.). Non mi interessa ragionare con gente ignorante, perché noi stiamo cercando di lavorare.

(Interruzione del consigliere Amadu)

PRESIDENTE. Invito i colleghi a contenere le manifestazioni di dissenso. Va bene? Avevamo già detto quel che lei sta dicendo adesso, onorevole Amadu, vediamo di non esagerare. L'ora è tarda per tutti, però cerchiamo di mantenere un livello adeguato di confronto.

Prego, onorevole Cappai.

CAPPAI (U.D.C.). Rinuncio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Milia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

(Interruzioni)

MILIA (U.D.C.). Prendo la parola, dopo l'intervento del collega Pirisi, che da buon pianificatore è voluto intervenire oggi e non quando sarebbe stato opportuno, perché anch'io ho da dire qualche cosa.

E dico, presidente Soru, che quando si pianifica e si razionalizza, poiché la visione che lei ha, e io ne sono convinto, è molto ampia rispetto alle esigenze non solo della sanità, ma anche della politica regionale, bisogna uscire dagli equivoci. Questa Regione a Cagliari ha trasformato l'Hotel Golfo degli Angeli nell'Ospedale Marino, ad Alghero vuole trasformare l'Ospedale Marino - così si dice, io non sono addentro alle segrete cose della vostra programmazione - in albergo a cinque stelle! Ma se si vuole razionalizzare e si ha in mente un disegno globale, bisogna verificare se a Cagliari, come sostengono i colleghi, ci sono aree importanti che possono essere utilizzate. Per esempio, le strutture sanitarie che si vogliono dismettere sono ubicate all'interno di vaste aree. L'Ospedale Binaghi, come ricordava il collega Petrini, ha sette ettari attorno, e anche l'Ospedale Marino è situato all'interno di un'area piuttosto ampia. Allora le domando, Presidente: per i campus universitari c'è bisogno di acquisire delle aree se quelle che ho indicato sono a disposizione?

Questa è razionalizzazione e questa è la domanda che io pongo a questa maggioranza, perché se si ha un disegno globale di razionalizzazione credo che si possa utilizzare tutto quel che c'è senza ledere l'ospedalità cagliaritana. Io non credo che il Presidente la voglia ledere, però è chiaro che, seppure a quest'ora, vogliamo che a questa domanda sia data una risposta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Anche se l'intervento un po' insofferente del collega Pirisi sembra voler continuare ancora su un vecchio ritornello, che è quello di screditare il tentativo che noi stiamo facendo di portare la ragionevolezza in questa discussione, noi insistiamo. E insistiamo, così com'è stato detto anche adesso, proprio nel sottolineare un'assenza, non possiamo dire nella vostra testa, perché nella vostra testa sicuramente c'è razionalità, c'è molta, molta lucidità, ma a monte. Non si intravede in questo testo l'analisi sulla base della quale voi state proponendo per l'ospedalità cagliaritana una rivoluzione di questo tipo, senza garantire, se non genericamente, con tre righe, una continuità nell'offerta dei servizi ospedalieri nella rete cittadina e senza rassicurare una popolazione che conta in strutture e servizi che rappresentano non solo una tradizione, non solo una comodità per la vicinanza di alcuni reparti e servizi particolari, ma anche la concreta possibilità di dare risposte immediate alla richiesta di salute, soprattutto in caso di patologie acute, nel territorio della città.

Voi state facendo una scelta strategica di fondo senza uno straccio di piano economico, di valutazione. Dite semplicemente che le strutture sono obsolete, che è antieconomico tenerle così come sono, ma non lo dite sulla base di un'analisi, di uno studio, di un'indicazione precisa. Rimane sullo sfondo una scelta molto radicale, non ragionata, e in lontananza tutta una serie di punti interrogativi molto forti e, permetteteci, anche inquietanti sul valore delle aree che vengono dismesse e di quelle che dovranno essere acquistate. E' su questo che il Piano sanitario non fa assolutamente chiarezza. Noi non possiamo passare sotto silenzio questo punto, che è il cuore del problema.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Mi dispiace che proprio il collega La Spisa, che di solito respinge la cultura del sospetto, ora invece la alimenti.

Intanto non è in discussione l'ospedalità di Cagliari; l'unica discussione è su un emendamento di sintesi condiviso, in cui non si fa più riferimento alla città di Cagliari. Tra l'altro, devo essere onesto, nella maggioranza non c'era un'intesa totale su questo emendamento, il che non significa che non sia condivisibile l'ipotesi di ricercare nel territorio comunale di Cagliari aree idonee - e se sono pubbliche tanto meglio - a ospitare il nuovo ospedale. Semplicemente, si è deciso, e io concordo, che la scelta deve ricadere sull'area più idonea della città di Cagliari, perché l'ospedale policentrico non risponde solo alle esigenze della popolazione cagliaritana, ma anche a quelle delle popolazioni dei tanti comuni, come voi stessi sino adesso avete sostenuto, che gravitano attorno a Cagliari. Parlo di 800 mila o 1 milione di cittadini, di cui il 15-20 per cento vive a Cagliari.

Inoltre abbiamo ritenuto opportuno, anziché delegare questa scelta alla Giunta, che la Giunta stessa trasmetta i dati al Consiglio, il quale, attraverso la Commissione di competenza, esprimerà il suo parere. Sarà la Commissione, a quel punto, a valutare se la scelta sarà stata fatta in funzione di qualche sospetto che voi qui avete adombrato, magari per premiare un comune in cui sono prossime le elezioni o per soddisfare interessi diffusi, oppure sulla base di criteri oggettivi, come per esempio la possibilità di rispondere alle esigenze di 800 mila abitanti, anziché solo di 150 mila, o la presenza di condizioni di viabilità tali da consentire ai cittadini di raggiungere agevolmente l'ospedale, evitando di incunearsi nel traffico cittadino, il che corrisponde anche agli interessi degli abitanti di Cagliari, perché spesso si fa prima ad arrivare in periferia che a spostarsi da un quartiere all'altro della città.

Sarà la Commissione a fare questa valutazione e se risponde meglio ai requisiti richiesti un'area di Cagliari, si farà l'ospedale a Cagliari, ma perché dobbiamo vincolare il Piano scrivendo "solo a Cagliari", se poi il sito più idoneo è in periferia, magari in comune di Selargius, a cinquanta metri dall'Ospedale Brotzu, o in un altro comune? Che difficoltà c'è ad accogliere l'emendamento di sintesi? Sinceramente non riesco a capirlo, ho qualche perplessità. Forse si vuole solo rispondere a qualche sollecitazione propagandistica, sostenendo che si sta privando la città di Cagliari. Ma di che cosa? Noi stiamo dicendo semplicemente che di due ospedali se ne fa uno solo e che il sito su cui sorgerà il nuovo ospedale andrà individuato sulla base di criteri oggettivi.

PRESIDENTE. Onorevole Marrocu, il microfono è spento, perché il tempo è scaduto.

Ha domandato di parlare il consigliere Amadu per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.

AMADU (U.D.C.). Signor Presidente, io apprezzo lo sforzo del Capogruppo del partito di maggioranza relativa, l'onorevole Marrocu, perché nonostante condividiamo poco o nulla sul piano politico ci accomuna la sportività. Quindi, anche sotto questo profilo, apprezzo il suo sforzo, ma ho l'impressione che lui confonda questa riunione del Consiglio con una riunione di maggioranza e che lo sforzo che sta facendo, seppure convincente per le argomentazioni addotte, sia più che altro un parlare a suocera perché nuora intenda!

Noi abbiamo espresso le nostre posizioni e l collega Marrocu si riferiva a due posizioni differenti che sono emerse all'interno dei D.S. e della maggioranza, per cui non capisco la ragione per cui si sia rivolto a noi. Capisco l'obiettivo, però mi pare che l'indirizzo sia un altro, probabilmente voleva dire "c'è posta per te" a qualcuno in particolare.

Se parliamo degli ospedali Cagliari, mi pare davvero difficile spiegare perché il nuovo ospedale non deve essere ubicato a Cagliari. Se parlassimo di Sassari e dicessimo che il nuovo ospedale sarà costruito a Porto Torres, ognuno dovrebbe spiegare il perché. Vorrei chiedere al Collega Bruno, se si parlasse dell'ospedale di Alghero da realizzare a Uri o a Putifigari, cosa c'entrerebbe che fosse l'Ospedale di Alghero? Qui, stiamo parlando di Cagliari, non di Quartu o di un altro comune della provincia di Cagliari; stiamo parlando, piaccia o non piaccia, della città capoluogo della regione.

Io spesso sono stato additato come componente del Consiglio che si occupa soprattutto del nord Sardegna, ma davanti alle esigenze del capoluogo della regione, dico che Cagliari è Cagliari e bisogna rispettare le esigenze e le prerogative del suo territorio.

Collega Marrocu, mettetevi d'accordo. Mentre esprimo il mio voto favorevole all'emendamento numero 469, invito i colleghi a non farci perdere tempo e a recepire le nostre buone intenzioni, che sono quelle di farli recedere da un proposito che è politicamente sbagliato e che porterà loro soltanto dissenso e negatività. A noi questo, lo ripeto ancora una volta, può solo far piacere sotto il profilo del nostro ruolo di oppositori, ma probabilmente non servirà alla causa per la quale tutti ci stiamo battendo, quella di offrire servizi sanitari adeguati alle popolazioni che ne hanno diritto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Spero che lei, signor Presidente del Consiglio, non permetta più che colleghi della minoranza, qualsiasi sia il ruolo che essi svolgono in quest'Aula, che può anche non essere condiviso dai colleghi della maggioranza, siano oggetto di scherno e fischi, come è successo al collega Cappai.

Io credo che si stia veramente scadendo di tono: può esserci un dibattito politico, può esserci un atteggiamento di forte contrasto, ma, colleghi della maggioranza, voglio ricordarvi che vi è stato un periodo in cui all'ingresso del Presidente del Consiglio i consiglieri si alzavano in piedi. Nessuno di noi forse ha conosciuto quel periodo, ma la storia ce lo insegna. Il senso del rispetto che esisteva in quest'Aula sta andando man mano scemando.

Ora, io non voglio essere partecipe di questo tipo di atteggiamenti e di comportamenti, alla minoranza...

PIRISI (D.S.). Onorevole Diana, poi sono arrivati anche i presidenti che votavano da dietro la tenda!

DIANA (A.N.). Onorevole Pirisi, se intende ascoltarmi può farlo tranquillamente.

Io voglio solo invitare tutti quanti ad avere maggiore rispetto di noi stessi e delle persone che ci rappresentano e che rappresentano i sardi.

Sono stato cittadino di Cagliari, perché ho trascorso in questa città tutta la mia gioventù, e ricordo il periodo in cui Sestu aveva 4.500 abitanti, Monserrato era una frazione di Cagliari e Sinnai non raggiungeva i 15.000 abitanti. Ricordo Pirri, ricordo Quartu, ricordo tutto molto bene. Questa città si è svenata per l'hinterland di Cagliari, ha ceduto di tutto! E' una città che si è spopolata in virtù del fatto che forse, a suo tempo, non ha saputo fare scelte appropriate di pianificazione urbanistica e la gente è scappata da Cagliari. Ma questa città, che secondo me è ancora il fiore all'occhiello della Sardegna, ha una grandissima qualità che è quella di supplire a tutta una serie di carenze. Sto terminando, Presidente.

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Diana.

DIANA (A.N.). La città di Cagliari ha un ruolo guida in questa regione che non può assolutamente essere messo in discussione. Ora, voi volete chiudere degli ospedali, ma non si capisce dove vogliate sistemare il nuovo ospedale.

Voglio solo dire un'ultima cosa. Presidente Soru, il San Giovanni di Dio è stato costruito con l'apporto determinante dei lasciti di persone che hanno creduto nella sanità di allora. Vogliamo disconoscere anche la volontà di quei benefattori? Ci sono le lapidi che lo dimostrano e voi volete demolire questo monumento importantissimo!

PRESIDENTE. Onorevole Diana, le ho dato qualche secondo in più perché condivido il discorso che lei ha fatto e invito i colleghi naturalmente al rispetto reciproco e della istituzione nella quale ci troviamo. Ovviamente questo è un invito che io rivolgo a tutti.

Allo stesso modo, io rispetto il tempo che ciascuno di voi ha a disposizione per fare la dichiarazione di voto, perché per il modo in cui stiamo procedendo non è possibile concedere ad alcuni qualche secondo in più e ad altri togliere la parola.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, voterò a favore dell'emendamento numero 469 e colgo l'invito del collega Diana, che ringrazio per aver contribuito a riportare nei termini corretti questa discussione. Nello stesso tempo, credo che ciò che si cerca non sia mai l'offesa, ma un semplice confronto, anche quando si usano termini duri, come probabilmente farò io nel prosieguo di questo intervento.

Mi rifaccio all'intervento del collega Marrocu, di cui ho apprezzato la serietà e la correttezza. Siccome qui non abbiamo carenze di tipo mentale, presumo, al collega Marrocu, che continua a ripetere che voi avete contribuito alla decisione che le indicazioni della Giunta siano portate all'attenzione della Commissione consiliare, vorrei porre una domanda, alla quale spero risponda. All'interno della Commissione che ha esaminato gli emendamenti si era raggiunto un accordo, in base al quale il sito del nuovo nosocomio doveva essere individuato nel territorio di Cagliari. Perché la decisione unanime di quella Commissione e dell'Assessore della sanità, così mi risulta, è stata poi modificata? Risponda a questa domanda, onorevole Marrocu, e probabilmente si troverà l'accordo per il prosieguo della discussione. Mi dia una risposta seria, da consigliere regionale rappresentante dei sardi, da uomo d'onore, da persona seria, quale io ritengo lei sia. Mi dia una risposta in merito a questo episodio e a tutti quei casi in cui dei Presidenti di Commissione sono stati "silurati" perché non volevano subire l'arrogante imperio del Presidente della Regione o avete dovuto fare non uno, ma mille passi indietro. Qual è il rapporto di fiducia che deve esistere in quest'Aula? Devo credere al Presidente o a quel che ha detto il professor Brigaglia, in Procura, e che è stato riportato dalle emittenti locali? A mezzanotte va in onda la replica, potete guardarla.

Allora, a che cosa dobbiamo credere prima noi e poi i sardi: a quel che si dice in maniera populistica o alla realtà dei fatti?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vittorio Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Signor Presidente, io sono da poco in questo Consiglio regionale, ma posso dire di aver imparato che ogni tanto, quando il dialogo si impantana, qualcuno della maggioranza si alza e punta il dito contro qualche consigliere della minoranza. Non mi sembra il caso, però saranno gli elettori a dire se sia giusto comportarsi così.

Per quanto riguarda quel che ha detto l'onorevole Marrocu, spero che quando la Commissione dovrà pronunciarsi sul progetto del nuovo ospedale di Cagliari, che sostituirà i due ospedali che dovranno essere dismessi, ci siano i consiglieri di maggioranza di Cagliari, e vorrò vedere se essi saranno d'accordo con quel che sarà stato pianificato. Grazie.

Dichiaro il mio voto favorevole all'emendamento numero 469.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Onorevole Uras o Uggias, mi scusi?

PRESIDENTE. Uggias.

UGGIAS (La Margherita-D.L.). Grazie, Presidente, c'è un po' di confusione.

PRESIDENTE. Succede che anche chi governa i microfoni possa…

UGGIAS (La Margherita-D.L.). Chi governa i microfoni è più che giustificato, visto che sembra che faccia da solo un lavoro assolutamente defatigante, per cui dobbiamo avere comprensione nei suoi confronti.

Mi riferivo al fatto che non si capisce molto bene se stiamo discutendo l'emendamento di sintesi o un altro emendamento che niente ha a che fare con la discussione sulla ubicazione dell'ospedale. Su questo, però, vorrei esprimermi dicendo ai colleghi che hanno sollevato delle questioni relativamente al metodo e al merito della scelta che si farà sulla sede del nuovo ospedale che si dovrebbe apprezzare il contenuto della proposta che la maggioranza sta portando all'attenzione del Consiglio. Si era detto che ci sarebbe stata una scelta esclusiva da parte della Giunta, invece noi siamo arrivati alla determinazione, su cui dovremmo essere tutti favorevoli, di coinvolgere in questa scelta il Consiglio regionale attraverso la Commissione sanità.

Io non ho partecipato, devo essere sincero, alla discussione sulla opportunità di realizzare il nuovo ospedale a Cagliari oppure no, perché mi sembrava una questione strettamente cagliaritana, però, da esterno rispetto alla città castellana, voglio dire che per me l'Università è di Cagliari, a prescindere dal fatto che l'edificio sia ubicato nel territorio di Monserrato; l'aeroporto che è a Elmas è comunque l'aeroporto di Cagliari e anche il nuovo ospedale sarà l'ospedale di Cagliari, perché la sanità cagliaritana, che nel Piano conta 2.900 posti letto, non può essere contenuta entro le mura del Castello, ma deve essere fruibile dai cittadini dell'intero territorio regionale. In quest'ottica dobbiamo guardare al nuovo ospedale di Cagliari.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, noi continuiamo, anche sostenendo questo emendamento, a difendere la nostra idea e gli interessi della città di Cagliari, che, nonostante le tenui rassicurazioni, numericamente scarse peraltro, continuiamo a vedere minacciata da una scelta che, se realizzata, la priverebbe di ospedali importanti, ricchi di storia, come ha ricordato il collega Diana, nati grazie alla generosità e alla nobiltà d'animo di molti nostri concittadini.

Noi li difendiamo e sono anche sicuro, Presidente, che quelle aree non saranno mai dismesse, perché diventeranno aree verdi, come prevede il Piano urbanistico di Cagliari. E sono anche sicuro che il Comune di Cagliari non permetterà che quelle aree siano vendute, che abbiano una destinazione diversa da quella di aree verdi. Lo dico - anche per fugare qualche dubbio sul fatto - perché sono certo che un domani queste aree potranno essere trasformate in altro.

Quelle aree e quegli edifici appartengono alla città di Cagliari, sono regolamentate dal Piano urbanistico comunale di Cagliari e non saranno vendute. La città e il Comune di Cagliari non permetteranno che quelle aree vadano in mano ai privati, agli speculatori, ai palazzinari. E lei, presidente Soru, se nel momento in cui si farà il nuovo ospedale sarà ancora il Presidente della Regione - io, ovviamente, mi auguro di no - dovrà realizzare il nuovo ospedale unicamente con le ridotte ed esigue risorse regionali per la sanità, perché quei beni non saranno venduti e non saranno dismessi, per cui la Regione non potrà incamerare da essi risorse da destinare alla realizzazione del nuovo ospedale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Signor Presidente del Consiglio, oltre a dichiarare il mio voto contrario all'emendamento numero 469, volevo esternarle il mio personale imbarazzo, perché è dalle 7 di sera che stiamo discutendo di un unico argomento, e cioè se l'ospedale di Cagliari deve essere costruito dentro o fuori Cagliari.

Io mi domando e le domando se questo fatto risponde ai principi del nostro Regolamento, che ci consentono di eccepire sulla programmazione quando sono in discussione argomenti concreti. Oggi, noi stiamo discutendo del nulla! Nel Piano sanitario non è scritto dove sarà localizzato il nuovo ospedale, e mi domando, a proposito di quel che diceva il collega La Spisa, se sia più inquietante proporre emendamenti con cui si decide a priori, in assenza di uno studio di fattibilità, di uno studio dei bisogni, dove collocare l'ospedale o rimandare la decisione a dei criteri oggettivi? Che cosa è più preoccupante, onorevole Vargiu? Lei è maestro nel rilevare le contraddizioni altrui, ci fa sempre la lezioncina su cosa non va, sulle nostre mancate risposte, ma voglio farle notare che in nessuno dei tanti emendamenti che ha presentato lei afferma di non condividere l'idea che gli ospedali esistenti abbiano delle criticità. Non ha fatto una sola obiezione su quel che è un dato comune, e cioè che stiamo parlando di strutture che non sono nate come strutture ospedaliere e ci sta tenendo inchiodati a questi banchi ad ascoltare per ore su una cosa assodata.

Allora, se lei non ha trovato il tempo, nonostante i suoi oltre cento emendamenti, per dire che non è assodato che quegli ospedali abbiano delle criticità, dov'è la contraddizione? E perché deve rilevare una contraddizione nel fatto che non si voglia prendere una decisione senza prima capire, attraverso uno studio di fattibilità, uno studio sulle aree, dove può essere collocato il nuovo ospedale di Cagliari?

Io credo che questa discussione, che ci ha tenuti per cinque ore nell'aula del Consiglio regionale, sia imbarazzante e credo anche che il nostro Presidente dovrebbe aiutarci a superare questo scoglio, rappresentato non da un dibattito, ma da un chiaro intento ostruzionistico da parte della minoranza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, provo un po' di imbarazzo a parlare dopo l'onorevole Porcu, però volevo ricordare, ed è la ragione per cui mi asterrò sull'emendamento, il dato che ha fornito l'onorevole Nazareno Pacifico, e cioè 722 posti letto per acuti in meno a Cagliari. Richiamando tutti i ragionamenti che sono stati fatti stasera, ritengo che potrebbe essere d'aiuto precisare che la Commissione esprime un parere vincolante in merito all'ubicazione dell'ospedale policentrico.

Propongo, quindi, un emendamento orale all'emendamento numero 221, quello che è stato elaborato come sintesi, che potrebbe aiutare a sciogliere questo nodo, e che prevede che la Commissione consiliare non sia semplicemente sentita, ma sia chiamata a esprimere, entro trenta giorni, un parere vincolante relativamente all'ubicazione dell'ospedale policentrico. Dico questo perché, da un certo punto di vista, non essendo esplicitato un quadro di riferimento temporale, ovviamente ci si può pure porre l'interrogativo se mai questo ospedale sarà realizzato. Avere di fronte un arco di tempo definito da un certo punto di vista darebbe delle garanzie.

Inoltre, parlare di massima fruibilità non è sufficiente a chiarire esattamente una posizione che possa essere di garanzia totale e reale per i cittadini. Quindi invito i colleghi a prendere in considerazione la mia proposta ed eventualmente a precisare, nell'emendamento di sintesi, che il parere della Commissione è vincolante. Penso che questo potrebbe aiutare. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANJUST (F.I.). Ringrazio l'onorevole Porcu perché ogni volta sollecita il mio intervento successivo. Ciò che è grave è proprio il fatto che, in questi due anni e mezzo, non si sia pensato di effettuare questo studio di fattibilità, che avrebbe dimostrato chiaramente, oggi, all'Aula, la bontà dell'idea dello spostamento di alcuni ospedali. Quel che mi chiedo io è proprio questo, caro Assessore: se, in questi due anni e mezzo, avevate l'idea precisa di eliminare due strutture ospedaliere cagliaritane per costruirne una nuova fuori delle mura cittadine, penso che gli uffici che avrebbero dovuto porre in essere tutta una serie di studi…

(Interruzione)

Potrei parlare anche del Poetto e l'Ospedale Marino situato al Poetto penso che sia… No, non l'abbiamo pensato prima, però, sulla chiusura dell'Ospedale Marino, che proprio dal punto di vista viario ha sicuramente meno problemi del Santissima Trinità, penso che tutti possano farsi un'idea. Invece qua si pensa solo ed esclusivamente a chiudere delle strutture che, fino a prova contraria, hanno ben operato all'interno della città di Cagliari, senza dire dove, eventualmente, il nuovo ospedale potrà essere ubicato. E noi continueremo fino a quando non ci direte dove volete costruirlo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Ricordo ciò che accadeva circa venticinque anni fa, quando si litigava non per chiudere gli ospedali, ma per aprirli. Era il tempo in cui si facevano le riforme per riconoscere dei diritti; adesso le riforme si fanno, e qui ci sono i Riformatori, per abolire dei diritti. E' un capovolgimento di fronte, è un tornare indietro, significa riconoscere un percorso virtuoso come dannoso per proporne uno dannoso come virtuoso. E il danno va a carico dei lavoratori, delle persone più deboli, della gran parte del popolo.

Noi stiamo discutendo di un fatto che richiama tutta una serie di considerazioni attinenti più all'urbanistica che alla sanità. Dove vada collocato un ospedale, sempre e comunque raggiungibile, non è un problema di natura sanitaria, è un problema di natura urbanistica. Il centrodestra ci ha ubriacato, in questi anni, parlando di area vasta di Cagliari, ricomprendendo in essa il litorale da Villasimius fino a Pula e oltre, e ha organizzato o meglio ha proposto di organizzare i servizi in quella dimensione. La sinistra ha una tradizione e una cultura, e ha anche una proposta politica pluridecennale che parla di area urbana in un contesto urbano che non si racchiude nella municipalità di Cagliari.

Allora, forse non è il caso di stare qua per ore a chiedere dove ubicheremo una struttura che, probabilmente, decideremo di realizzare fra qualche anno, sempre in ragione dell'esigenza di servizi sanitari, piuttosto che solo ed esclusivamente di considerazioni di natura urbanistica, che comunque vanno ricomprese, quando si fanno operazioni di questa natura. Oggi noi approviamo un Piano che parla dell'esigenza di ristrutturare delle strutture ospedaliere obsolete, nate e riorganizzate in edifici che non avevano quel preciso scopo.

PRESIDENTE. Onorevole Uras, concluda con tre parole.

URAS (R.C.). Continuerò successivamente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Silvio Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI SILVIO (D.S.). E' per me abbastanza difficile intervenire a quest'ora della notte. Ribadisco quel che ho detto stamattina, e cioè che non ho condiviso il fatto che si sia modificato l'emendamento concordato in Commissione. Ritengo che sia stato un errore e lo sottolineo, ma, detto questo, mi appello alla lealtà dei colleghi dell'opposizione che insieme a me e agli altri colleghi hanno partecipato alla stesura di quell'emendamento. Il compromesso che abbiamo raggiunto non riguardava la localizzazione del nuovo ospedale; anzi, avevamo deciso esattamente il contrario, cioè fare un emendamento che non prevedesse una localizzazione precisa, ma che fugasse la preoccupazione che Cagliari fosse esclusa a priori, avendo presenti ben altre preoccupazioni attinenti a due obiettivi da raggiungere, che a me sembra, al di là di questo aspetto che, ripeto, non condivido, siano stati raggiunti. Uno di questi obiettivi era cogliere un aspetto nodale delle critiche avanzate dall'opposizione, cioè l'eccesso di delega alla Giunta, per cui abbiamo previsto un passaggio in Commissione; l'altro obiettivo era quello di rafforzare - per quel che vale, ma insomma anche per quello, giustamente - la valutazione e il giudizio del Consiglio regionale, per evitare che nel periodo di transizione ci sia una lenta agonia delle strutture che dovranno essere chiuse.

Questi erano i punti seri sui quali abbiamo raggiunto un accordo e che sono contenuti nell'emendamento di sintesi. Tutto il resto è un'altra cosa, che, naturalmente, non modifica le diverse valutazioni che sono state fatte e che non riguardano soltanto il Consiglio regionale, ma anche i cittadini e le amministrazioni comunali, con le quali chiedo che ci sia un confronto, perché modificare così pesantemente la rete ospedaliera, considerati tutti i limiti e i difetti che ha, significa modificare molte cose della realtà della città di Cagliari e dei paesi limitrofi.

Credo che sia necessario fare una discussione su questo, perché la scelta della localizzazione non è soltanto una scelta tecnica basata sui flussi di traffico, ma è anche un problema di organizzazione di un complesso delicato quale quello di un'area urbana, e quindi c'è bisogno, oltre che di tecnici, anche di un confronto politico, che dovrà essere attivato anche con le amministrazioni comunali e con le organizzazioni sindacali, perché influisce anche sui posti di lavoro, con le associazioni di categoria, eccetera. Se si tratta di sanità moderna, per quel poco che ne capisco… Un secondo, Presidente.

PRESIDENTE. Il tempo è finito, onorevole Cherchi. Colleghi, le regole sono uguali per tutti.

Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori, condivido lo spirito dell'intervento dell'onorevole Cherchi, però vorrei iniziare ricordando cosa fece un filosofo medico dell'antichità al quale fu chiesto di decidere in che luogo di Bagdad si dovesse situare un ospedale. Quel medico se la cavò egregiamente incaricando quaranta servi di piazzare quaranta pezzi di carne su quaranta pali, che fece presidiare giorno e notte, per poi decidere di costruire l'ospedale nel punto in cui l'ultimo pezzo di carne iniziò a putrefarsi.

Siccome tutto questo oggi non ha senso, credo che non abbia senso neanche che il Consiglio regionale, come ha detto lei, onorevole Cherchi, decida dove situare il nuovo ospedale, qual è il terreno migliore, perché non è compito suo. Noi abbiamo altro di cui occuparci, abbiamo già fatto troppe invasioni di campo in quelle che sono le competenze dei comuni, però ha fatto bene l'onorevole Diana a ricordare che Cagliari è il capoluogo della Sardegna e che pertanto non può subire un ridimensionamento del suo ruolo di città guida perdendo di colpo quattro ospedali. Quindi i cittadini cagliaritani hanno bisogno di essere tranquillizzati sul fatto che l'ospedale policentrico sarà tipizzato da "cagliaritanità", permettetemi questo neologismo assolutamente giustificabile.

Il fatto che nel Piano manchi il richiamo alla città di Cagliari ha un significato in politica e nessuno si deve scandalizzare se i cagliaritani difendono questa posizione. Io non sono cagliaritano per nascita, ma lo sono d'adozione, lo sono affettivamente, pur mantenendo l'orgoglio di essere di Desulo, cioè di un paese dell'interno, e ritengo giusta questa difesa da parte dei cagliaritani, che hanno certamente i vantaggi di vivere nel capoluogo della regione, ma ne hanno anche gli svantaggi. Pensate che cosa ha significato per Roma ospitare milioni di pellegrini quando è morto Papa Giovanni Paolo II: c'è stata una sorta di invasione, i cittadini che abitavano in determinate vie sono stati invitati a non uscire di casa, a non usare i mezzi pubblici, eppure i romani hanno sopportato tutto questo con una dignità che ha meravigliato il mondo. E Cagliari, nel suo piccolo, paga lo scotto di essere il capoluogo della regione: ogni volta che si fa una manifestazione sotto questo palazzo si blocca la città, lo sapete tutti. Quindi ci sono onori e oneri, però è giusto che Cagliari abbia il rispetto che merita da quest'Aula, anche perché non si è opposta al trasferimento - che anzi ha incoraggiato - a Monserrato dell'Ospedale Civile, l'ospedale più vecchio, orgoglio della città, così come non si è opposta alle proposte di trasferimento di enti importanti al di fuori delle mura cittadine.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà

MARRACINI (Gruppo Misto). Mi pare interessantissimo questo dibattito. Ho scoperto che Cagliari è il capoluogo della Sardegna, ed è una bella cosa! Poi sto bene qua, a quest'ora, con tutti voi! Secondo i miei calcoli ci vogliono ancora ottantotto ore per finire la discussione, giusto per farlo capire a chi stava dormendo, perché ci sono ancora 160 emendamenti su ciascuno dei quali si può intervenire per tre minuti e credo che i colleghi della minoranza non abbiano nessuna intenzione di cedere. Quindi abbiamo ancora molte ore da trascorrere qui dentro, cerchiamo di farlo nel modo migliore.

Credo che la "buonanima" dell'onorevole Pacifico abbia fatto il suo dovere in quel gruppetto di sciocchi che hanno lavorato in questi giorni. Lo dico perché mi sento appunto uno sciocco, non farò mai più una cosa del genere, lo giuro. In tre giorni abbiamo esaminato 400 emendamenti e siamo al dodicesimo giorno di discussione! Io mi sono assentato per andare a fare una commissione e quando sono tornato, due ore dopo, mi è sembrato che il tempo si fosse fermato. E' stato bellissimo, era una sensazione che non avevo mai vissuto in vita mia! Se continuiamo così, probabilmente, staremo in quest'aula anche la settimana prossima.

Credo sia palese che qualche errore, in termini di procedura, a un certo punto del nostro lavoro è stato commesso. L'ho detto tre ore fa, lo ripeto adesso, però se siamo in un contesto di sordi e probabilmente continueremo così per altre ottantotto ore. Sono contento di stare qui con voi! Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PETRINI (F.I.). Signor Presidente, gira e rigira siamo ancora all'ospedale policentrico. Ha detto bene l'onorevole Marracini, se non ricordo male anch'io avevo previsto che per approvare questo Piano, procedendo a un ritmo così lento, saremmo rimasti in aula per due mesi.

Insomma, io sono uno di quei fessi che hanno lavorato in Commissione.

(Interruzione)

Come non è vero? Mi ha sostituito Mariano Contu qualche volta, però ho partecipato anch'io, stia tranquillo, stia tranquillo! E abbiamo fatto un ottimo lavoro, arrivando a tratti quasi al litigio, ma raggiungendo sempre un accordo.

Ci fa male stare qui, cari colleghi, fa male alla nostra salute! A me soprattutto! Guardate l'Assessore, è qui da un paio di giorni, non ci lascia un minuto soli, per evitare, badate bene, che sbagliamo o che sbagliate! E mi dispiace, assessore Dirindin, che lei abbia questo ruolo ingrato, perché mi è molto simpatica, in fondo in fondo lei è una persona buona!

(Interruzioni)

Ragazzi, sto parlando seriamente! Io vi ho interrotto, scusate? E allora lasciatemi finire, per favore!

CONTU (F.I.). Frau, te ne vai per cortesia? Presidente, preghi il collega di tornare al suo posto, per cortesia.

PETRINI (F.I.). Dottoressa Dirindin, in fondo in fondo lei mi è molto simpatica, anzi mi sbilancio: le voglio bene, mi creda! Lei si sta rovinando l'esistenza per questo Piano e io non lo voglio assolutamente, perché effettivamente - l'ho detto altre volte, anche se poi i colleghi mi hanno strigliato dietro le quinte - lei è brava, è veramente brava! Perlomeno questo è ciò che penso io, non i miei colleghi.

Allora, cari colleghi, vogliamo tornare in Commissione? Carissimo presidente Soru, ci vuole far lavorare in Commissione?

PIRISI (D.S.). Gli ridia la parola, Presidente, gli lasci completare il concetto!

PRESIDENTE. Onorevole Petrini, purtroppo devo applicare la regola, anche se era proiettato in una dichiarazione d'amore!

PETRINI (F.I.). L'Assessore sta veramente lavorando per i sardi. Grazie, Assessore!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Signor Presidente, signor Assessore, meno male che ogni tanto qualche intervento ci risveglia, così facciamo compagnia al collega Marracini, che nel rientrare in aula dopo una breve assenza ha avuto l'impressione che il tempo si fosse fermato. Noi che eravamo qua ci siamo accorti che è ferma la maggioranza, non il tempo!

Caro collega Pirisi, mi fa piacere che sia qui vicino, perché è solidale con i cagliaritani ed è giusto che lei sia il primo a fare la battaglia per ripristinare quella dicitura che è scomparsa dall'emendamento nel passaggio dalla Commissione all'Aula. Qui non stiamo parlando di Aritzo; se fosse in discussione Aritzo discuterei anche di Aritzo, o di Sarule, non ho di questi problemi, ma non è in discussione nessuno di questi due comuni. Mi rivolgo alla Giunta: non capisco perché le parole del Presidente, persona che io stimo, non abbiano né aperto né chiuso la discussione che abbiamo iniziato col primo emendamento sulla ospedalità di Cagliari. Il Presidente ha detto che l'ospedale policentrico può sorgere a Cagliari o da altre parti, ma la domanda che è stata posta in tutti gli interventi è questa: perché non indicare Cagliari? Qualcuno dice che i numeri per modificare le cose li avrete anche dopo, il problema è che vogliamo almeno un po' di trasparenza. Presidente, lei non ha detto: "Ho trattato con i comuni". Il collega Cherchi dice: "Ovviamente, dopo discuteremo con i comuni", ma la concertazione si fa prima, non dopo! I comuni si sono lamentati e non diranno un bel niente sull'applicabilità di quello che stiamo scrivendo nel Piano! E al collega Cherchi dico: il parere preventivo non fa mai male!

Io ho sentito solo la versione del Sindaco di Quartu, che ovviamente ha dato la sua disponibilità a costruire l'ospedale policentrico a Quartu, ma non ho sentito il parere del Sindaco di Cagliari, che sicuramente non è stato interpellato sulla opportunità di realizzare questo ospedale a Cagliari. Chiedo alla Giunta di essere chiara! Magari cadono i pregiudizi se, supportati dai dati tecnici che ogni tanto arrivano in quest'Aula, ci dite: "E' più facile arrivare in quel tal paese che in un altro" oppure "A Cagliari non c'è sicuramente un'area idonea dove realizzare un numero congruo di parcheggi e che sia facilmente fruibile ", ma siate chiari!

Collega Porcu, se non deve essere a Cagliari la sede del nuovo ospedale basta dirlo, non ci sono problemi! Io non sono come lei, non ragiono per preconcetti. Basta dire: non sarà a Cagliari!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MASIA (Federalista-Autonomista Sardo). Signor Presidente, il tempo è breve e si potrebbero addurre molte ragioni per giustificare la scelta che stiamo portando avanti. Naturalmente non rinnego niente di quel che è stato deciso in Commissione.

La Commissione era favorevole a mediare e il risultato è, infatti, una mediazione, che può essere condivisibile oppure no. Io, naturalmente, mi sono tirato indietro, perché obiettivamente i cagliaritani avevano dalla loro parte delle ragioni, però, se volessi cercare degli argomenti convincenti ne troverei tanti. E sono principalmente tre le ragioni da addurre: la prima è di natura urbanistica; la seconda è la tanto decantata leadership di Cagliari, che si propone spesso come città metropolitana, per la sua dimensione, e poi, invece, ragiona in piccolo; la terza ragione è di carattere finanziario. Nessuno può negare che Cagliari sia una città densamente popolata, dove ci sono pochi spazi liberi e dove qualunque standard si possa recuperare è una ricchezza su cui i cagliaritani sicuramente devono riflettere e a cui non possono rinunciare. Se poi è una città metropolitana non capisco per quale motivo non debba proporsi come tale, visto che ha un territorio così vasto che non si sa dove finisca e dove inizino Quartu, Selargius e Pirri. La città di Cagliari coincide col suo territorio. Quante volte capita, a noi sassaresi, di dire: "Scendiamo a Cagliari" e invece ci fermiamo a Sestu? Quante volte ci capita di dire che stiamo andando a Cagliari ma dentro la città, in via Roma, non ci arriviamo perché abbiamo degli interessi nell'area vasta?

Detto questo, perché fermarsi, in questo momento, su una scelta precisa? Per quale motivo, visto che non esistono aree all'interno della città, dare un'indicazione precisa dettata dal mercato, che imporrebbe di sottostare a una o due offerte, il cui costo potrebbe anche inficiare il progetto che intendiamo realizzare? Io credo che ci voglia un minimo di concorrenzialità, un minimo di possibilità di entrare nel merito delle scelte urbanistiche per migliorare gli standard di cui questo territorio ha grande bisogno. Credo che su questo si debba riflettere per poter fare una scelta oculata al momento opportuno e consentire ai cagliaritani e a tutti quelli che hanno l'opportunità di entrare nel merito di questo argomento di decidere senza subire questa pressione, perché sono altri i problemi che abbiamo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LICANDRO (F.I.). Signor Presidente, intanto dopo le dichiarazioni di stima del collega Petrini all'Assessore della sanità e quelle del collega Randazzo al Presidente della Regione, mi trovo un po' in difficoltà, comunque dichiaro, a questo punto, la mia stima nei confronti del collega Marracini, che ha chiarito, in maniera finalmente decisa e senz'ombra di dubbio, che finché la Commissione (Commissione formata da persone che sono state definite in tanti modi e che io continuo a ritenere di volenterosi) ha lavorato noi abbiamo esitato centinaia di emendamenti. Non li ho contati esattamente, il collega Marracini ha detto che sono 400, mi fido della sua capacità di valutazione. Finché abbiamo lavorato in armonia, osservando ciò che dovrebbe caratterizzare maggiormente i nostri rapporti, e cioè il rispetto, abbiamo fatto pochissimi interventi nella discussione delle singole parti e solo qualcuno per dichiarazione di voto e siamo riusciti a esitare delle parti del Piano molto importanti, come quelle che riguardano il distretto, la salute mentale e la prevenzione. Ecco, allora mi domando: come è possibile che oggi abbiamo fatto tutta questa battaglia andando a toccare quello che probabilmente era un nervo scoperto? Chiaramente io non sono cagliaritano, frequento Cagliari solamente da qualche anno, da quando sono consigliere regionale, però ho cercato, ascoltando tutti gli interventi, di capire come mi comporterei io se mi dicessero che l'Ospedale Civile di Oristano è un fallimento, soprattutto dal punto di vista urbanistico. Non sono un esperto in urbanistica, anzi non ne capisco niente, e penso che se mi dicessero che quell'ospedale va spostato a Zerfaliu perché lì si è individuato un sito migliore, non solo avrei da ridire, ma farei una battaglia feroce, come credo tutti quelli che come me si sentono oristanesi doc. Allora, mi chiedo: tutte le considerazioni che ha fatto il collega Masia - quindi mi riallaccio alla domanda che ha posto il collega Capelli - per quale motivo non sono state fatte in Commissione? Perché in Commissione non ci è stato spiegato che per tutti questi motivi, che possono essere anche sacrosanti, non era opportuno indicare Cagliari nell'emendamento di sintesi che abbiamo tutti condiviso? Probabilmente ce ne saremmo convinti e ci saremmo risparmiati un'intera giornata qui in aula in un clima di grande tensione, che certamente non aiuta nessuno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. In questo clima che va migliorando, voglio intervenire anch'io per dire che ho apprezzato e condivido il concetto espresso dal consigliere Diana in gran parte del suo intervento, e cioè che tutto sommato quest'Aula merita un comportamento e un dibattito migliori. Merita un comportamento migliore, che è dato sicuramente dall'agire, dal muoversi, da diverse cose, ma soprattutto dalla qualità del dibattito e dalla volontà che esso sottende. Non è certo apprezzabile il fischio che si è sentito poc'anzi, ma credo si sia trattato di un segno di esasperazione che dipendeva molto dalla qualità del dibattito di questi giorni.

Peraltro vorrei approfittarne, poiché ci siamo richiamati tutti alla figura del pastore usando questa parola in modo quasi dispregiativo, per ricordare che siamo tutti nipoti o pronipoti di pastori in questa regione. E i pastori, che sono persone libere, serie, molto spesso sagge e di poche parole, in questo caso avrebbero forse potuto insegnarci qualcosa. Ne approfitto anche per dire che si può elevare la qualità del dibattito evitando di richiamare, ogni volta, chissà quali misfatti, chissà quali reati, chissà quali cose nascoste e magari anche problemi totalmente diversi da quelli di cui si discute.

Il consigliere Milia ha chiesto come mai abbiamo comprato un'area per fare un campus. Semplicemente perché il Presidente dell'ERSU - nominato dal centrodestra - prima del 2004 ha stipulato un contratto d'acquisto di quell'immobile. Noi abbiamo cercato in tutte le maniere di svincolarci da quel contratto, non ci siamo riusciti e l'abbiamo dovuto onorare. Allora abbiamo cercato di migliorarne diversi aspetti che ora non interessa ricordare.

Il tempo a mia disposizione è quasi finito, ma se può servire a ridurre il vostro disagio vi dico che è vero che si era raggiunto un accordo nella Commissione di volenterosi, ma direi che siamo tutti volenterosi, anche noi della Giunta che non abbiamo partecipato a quella Commissione. L'assessore Dirindin, volenterosamente, ha viaggiato per due anni...

PRESIDENTE. Prego, Presidente.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Posso intervenire successivamente.

PRESIDENTE. Concluda pure, Presidente, prego.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Dicevo che volenterosamente l'assessore Dirindin ha viaggiato per due anni, ma poiché siamo tutti esseri umani le persone che hanno partecipato a quella riunione della Commissione possono aver sbagliato o possono aver avuto un'opinione che non coincide con quella di altri volenterosi della Giunta. Allora, loro avevano un'opinione diversa dalla nostra e siccome non è necessario né imporre la nostra opinione né impedire che anch'essa sia tenuta in considerazione, perché scandalizzarsi se c'è un'opinione diversa? Ha diritto di cittadinanza anche l'opinione della Giunta in questo dibattito o no? Se la risposta è sì, non credo che si debba vanificare tutto il buon lavoro che avete fatto vada vanificato solo perché anche noi vogliamo partecipare a questo dibattito.

E allora parliamo del merito: perché "città di Cagliari" e non eventualmente "area di Cagliari"? La proposta della Giunta è quella di scrivere "area di Cagliari" per quanto riguarda l'ubicazione del nuovo ospedale di Cagliari, anche perché non credo che si facciano gli interessi della città confondendo la città stessa con l'area daziaria. Potevano farlo nel 1800, ma direi che una cosa del genere oggi è abbastanza fuori luogo.

A volte l'intuito è utile e credo che sia abbastanza intuitivo che l'ospedale che fu progettato da Gaetano Cima oggi non è più utile. Allora rispettiamo tutti la memoria dei suoi antichi benefattori destinando l'edificio a qualcosa di diverso, magari ancora legato alla medicina, alla sanità, all'università, ma quelle donazioni non devono essere una condanna sulla qualità dell'offerta di salute nel 2000.

Insomma, io richiamerei l'Aula alla ragionevolezza. Vogliamo parlare di questo argomento per un'altra ora ancora? Facciamolo, però, poi, lasciamolo da parte, continuiamo a riferirci a tutto quello che di buono la Commissione ha fatto e magari riduciamo il disagio di tutti.

PRESIDENTE. Colleghi, avendo concluso la lunga, lunghissima serie delle dichiarazioni di voto sull'emendamento numero 469, procediamo alla votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, avevo chiesto la votazione nominale su questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha ragione, onorevole Vargiu, ma è passato tanto di quel tempo dal primo intervento!

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 469.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CONTU - DEDONI - DIANA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MURGIONI - PETRINI - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANJUST - SANNA Matteo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - SORU - UGGIAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - CALIGARIS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 66

votanti 64

astenuti 2

maggioranza 33

favorevoli 20

contrari 44

(Il Consiglio non approva).

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto sull'emendamento numero 482. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, esprimo il mio voto a favore dell'emendamento numero 482, che consente di fare delle riflessioni su quel che il presidente Soru e altri colleghi della maggioranza hanno detto.

L'emendamento riguarda l'Ospedale Marino di Cagliari, cosa significa questo? Se qualche collega di buona volontà avesse desiderio di leggere l'emendamento sull'Ospedale Marino potrebbe capire che cosa noi intendevamo dire quando abbiamo dichiarato di non essere affatto convinti che fosse un'idea buona chiudere determinati ospedali di Cagliari. Noi abbiamo detto che l'idea della chiusura dell'Ospedale Marino e dell'Ospedale Santissima Trinità è un'intuizione, ma un'intuizione da supportare, di cui discutere, su cui ragionare. E' per questo che non siamo convinti che l'intuizione sulla ubicazione dell'eventuale nuovo ospedale sia buona quanto quella della chiusura di ospedali esistenti. L'intuizione della chiusura è l'intuizione del barbiere, perché ha ragione il presidente Soru, se si entra al San Giovanni di Dio magari viene in mente che Gaetano Cima l'ha progettato 150 anni fa e quindi può essere chiuso, ma ci saranno dei dati, ci sarà un supporto, ci sarà uno studio analitico, ci sarà qualcuno che avrà valutato i bisogni! Non l'abbiamo mai saputo, presidente Soru. Lei fa cenno di sì e io sono convinto che ci sia uno studio in tal senso, ma noi non l'abbiamo mai visto, non ne abbiamo mai saputo niente.

I cagliaritani hanno il diritto di sapere se la risposta storica che è stata data attraverso gli ospedali di Cagliari è da considerarsi esaurita ed è quindi necessario che 750 posti letto per acuti spariscano e gli altri 750 siano riservati all'area di Cagliari? E' una risposta che serve, perché parlare di pianificazione ha senso solo se c'è una pianificazione.

Per quanto riguarda, presidente Soru, il suo apprezzamento per il lavoro fatto dai volenterosi, tra cui ovviamente includiamo tutti coloro che sono presenti in quest'aula, il ragionamento è un altro: si era detto che i volenterosi avevano un mandato pieno, per cui se fossero arrivati a delle considerazioni condivise queste sarebbero rimaste tali. Se ci fosse stato detto che c'erano altri volenterosi che, però, in quel momento non potevano partecipare, li avremmo aspettati e avremmo ragionato insieme a loro, perché è inutile ripetere in aula lo stesso ragionamento che è stato fatto dai volenterosi, non ha senso, è una pratica ostruzionistica che evidentemente la maggioranza sta attuando perché non ha interesse ad approvare il Piano, avendo da gestire altri problemi che sono estranei alla logica di questo documento. Altra spiegazione non ci può essere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Voto a favore dell'emendamento numero 482, che non credo tutti i colleghi abbiano letto. Vorrei precisare che questo emendamento, che dimostra come il lavoro svolto in particolare dai nostri colleghi più volenterosi, ma sicuramente dal primo firmatario, l'onorevole Vargiu, tende effettivamente, in maniera altamente qualificata, a controproporre alle scelte strategiche contenute in questa parte del Piano un ragionevole convincimento che rafforza l'idea che la rete ospedaliera esistente, sia pure limitata e con grandi carenze e anche diseconomie, obbedisce a una logica nel rapporto tra l'area urbana e i servizi sanitari esistenti.

Ciò che si dice riguardo all'Ospedale Marino è che per il suo posizionamento geografico e anche per l'integrazione, forse limitata attualmente, tra le strutture di nuova concezione, cioè unità spinale e terapia iperbarica, come dice l'emendamento, e quelle ospitate nel corpo di fabbrica principale, questo ospedale costituisce un valore da salvaguardare.

Ricordo che ero consigliere comunale quando fu inaugurato il nuovo Ospedale Marino nella struttura alberghiera dell'ex albergo ESIT; inaugurazione fatta dall'allora direttore Igino Meloni, che vantò in maniera enfatica, fino all'eccesso direi, l'utilità di quella scelta e la tenacia con cui si arrivò a quel risultato. Dov'è finito l'orgoglio testimoniato da ciò che disse l'allora amministratore dell'Unità Sanitaria Locale numero 21? Chi in quest'Aula ha ereditato il nome e anche la tradizione politica oggi si appiattisce, invece, su una soluzione che non sappiamo davvero dove porterà. Era sbagliata allora la scelta? Non è assolutamente più utile tenere una struttura di questo tipo? Questo emendamento dimostra analiticamente che invece è utile, così come è possibile un'integrazione tra rete urbana e modernità della struttura ospedaliera se si mettono energie, fantasia e capacità progettuale. Ed è per questo che insistiamo ancora e cerchiamo di dimostrare che è possibile una scelta diversa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vittorio Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Signor Presidente, leggo il secondo capoverso dell'emendamento: "E' per questo che la sua attuale offerta sanitaria deve essere tutelata e potenziata, anche in relazione alla sua centralità geografica rispetto al Comune di Quartu e alla fascia costiera, ad alta densità di popolazione, che innalza significativamente i propri livelli demografici nel corso del periodo estivo". Questa affermazione, cari colleghi, l'ha fatta anche il Sindaco di Quartu, come Presidente del distretto, quando è stato audito in Commissione, e non capisco perché i membri di maggioranza della Commissione non l'abbiano recepita. E' una dichiarazione di principi, sia per la storia che per le prospettive che in quel momento il sindaco forse non aveva, che non toglie niente al Piano. Si chiede solo che la città di Quartu continui a usufruire dei servizi dell'Ospedale Marino. E' naturale che, successivamente, essendogli stato chiesto di individuare un'area per l'ospedale policentrico, il Sindaco di Quartu, da serio amministratore qual è, si sia impegnato a cercarla.

Dichiaro il mio voto favorevole all'emendamento numero 482. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, intendo esprimere il mio voto a favore dell'emendamento numero 482, che coglie uno dei temi dell'ospedalità cagliaritana al servizio dell'area cagliaritana, riguarda cioè l'Ospedale Marino, che risponde alle esigenze non solo di questo territorio, in quanto è ancora oggi centro di riferimento per la sua attività traumatologica, ortopedica e chirurgica. Quel che si chiede in questo emendamento è il potenziamento della funzione di questo ospedale, soprattutto in considerazione del periodo di transizione sino alla realizzazione dell'ospedale policentrico.

Credo che l'attività svolta da questo ospedale, prima nella vecchia struttura e poi nella nuova - si fa per dire -, cioè nell'ex albergo ESIT, trasformato in struttura ospedaliera, fosse finalizzata non solo a impegnare la struttura, ma soprattutto a offrire all'area cagliaritana servizi importanti, che oggi si intende eliminare da quel contesto a causa della vetustà e inadeguatezza degli edifici e quant'altro nel Piano è detto. Ritengo che questa scelta sia condizionata da tanti fattori e non penso, per le cose che ho già detto, che si possa procedere alla dismissione di questo presidio prima che sia realizzato il nuovo ospedale.

Per cui, la validità di questo emendamento sta proprio in ciò che l'esperienza insegna: la trasformazione dell'ex albergo ESIT ha richiesto tanti anni e un impegno finanziario notevole (in un'ala dell'ospedale manca addirittura l'acqua calda!) e credo che la realizzazione del nuovo ospedale richiederà ugualmente tanti anni non solo per la progettazione, ma anche per la costruzione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, intervengo sull'emendamento numero 482 anche a seguito delle dichiarazioni rese dal collega Porcu, che continua a parlare di ostruzionismo.

Collega Porcu, l'ostruzionismo lo sappiamo fare per averlo imparato nella precedente legislatura, quando gli emendamenti erano sistematicamente soppressivi di commi, di capitoli, di articoli, di tutto. Questo emendamento è aggiuntivo, pertanto nulla toglie a ciò che è scritto nel Piano, anzi lo integra e lo migliora. Questo è lo spirito con cui è stato presentato. Allora, parlare di ostruzionismo quando si discute un emendamento come il 482 è offensivo nei confronti del collega che lo ha presentato, in questo caso il collega Vargiu, e di tutti coloro che lo hanno sottoscritto e lo sostengono, ed è perciò compito nostro sostenere questo emendamento. In questo emendamento non si dicono cose banali, si dicono cose importantissime, alcune delle quali sono state richiamate nel dibattito, così come è stato richiamato il Sindaco di Quartu, è stato richiamato colui che, a gran voce, ha voluto a suo tempo l'ospedale policentrico, sono state richiamate diverse questioni della massima importanza, quindi non è ostruzionismo. E mi meraviglia che questo emendamento, l'emendamento precedente e quello successivo non abbiano avuto nella Commissione un riconoscimento. Il collega Pacifico ne dovrà rendere conto di questo, e non solo lui, ma forse anche altri colleghi della maggioranza che non si sono impegnati sufficientemente per portare a sintesi ciò che noi abbiamo chiesto e che io personalmente continuo a chiedere.

Ora, ringrazio il presidente Soru per le cose che ha detto nei miei confronti, però devo dire che il suo intervento non è servito a fare chiarezza su quelli che sono gli intendimenti del Governo regionale. E' pur vero che la pianificazione urbanistica può incidere, come ha detto l'onorevole Masia, e sono necessarie ingenti risorse finanziarie per mettere mano a questa iniziativa. Non so se la manovra finanziaria per il 2007 sia ancora uno stralcio, un qualcosa che deve essere modificato, ma mi risulta che sia già stata presentata dal presidente Soru e io sfido i colleghi - chi non l'avesse ancora fatto ha sempre tempo per farlo nel fine settimana - a individuare dove è possibile reperire le risorse necessarie per ciò che ci stiamo proponendo di fare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Colleghi, se mai ce ne fosse bisogno, questo emendamento dimostra più cose. Nell'annunciare il mio voto favorevole, dico intanto che da parte nostra non c'è nessuna malevolenza nei confronti della città di Quartu Sant'Elena, a cui riconosciamo il diritto di avere l'Ospedale Marino, che è l'ospedale dei quartesi, ma svolge un ruolo importante anche rispetto alle esigenze che si manifestano durante la stagione turistica. Riconosciamo che questo ospedale necessita di un potenziamento dal punto di vista del personale, delle attrezzature e della struttura, che, lo sappiamo tutti, era nata per essere un albergo. E la città di Cagliari avrebbe fatto bene a non rinunciare a quei pochi alberghi che aveva sul mare, a iniziare dall'Hotel Moderno. L'unico rimasto ormai è l'Hotel Mediterraneo, che comunque è assolutamente inadeguato ai bisogni della città. L'Ospedale Marino, tutto può essere, fuorché un ospedale. Basta parlare con i medici che vi lavorano per rendersene conto. Pur affacciandosi su un panorama bellissimo - e lavorare in un posto come quello è di per sé gradevole - l'ospedale al suo interno è assolutamente inadeguato. Io c'ero altro giorno, mi avete visto col braccio ingessato, e vi posso assicurare che il giorno che i NAS, in seguito alle indicazioni del Governo, hanno ispezionato tutti gli ospedali, nel reparto di chirurgia della mano dell'Ospedale Marino mancava, come ha detto l'onorevole Contu, l'acqua calda. Credo che non sia una cosetta da poco! I NAS non se ne sono accorti, però qui dentro ce lo possiamo dire: questo ospedale va chiuso e bene ha fatto la Giunta a dire che va spostato in una struttura moderna, adeguata ai bisogni della società.

Noi riconosciamo che la città di Quartu ha il diritto di avere un ospedale nel suo territorio, però non è neanche vero che Cagliari sia priva di aree in cui ubicare, in maniera adeguata, un ospedale che sia punto di riferimento di un'organizzazione policentrica. La gran parte dell'utenza che proviene dal Medio-Campidano e dal Sulcis arriva a Cagliari dalle strade statali 130 e 131. E tutti sappiamo, o per lo meno lo sa chi conosce la geografia di questo territorio, che la Piana di San Lorenzo, circa cinquecento ettari di terreno che arrivano fino alla periferia di Sestu, è in territorio di Cagliari. Quindi non è vero che Cagliari non ha aree; possiamo avere altre riserve, possiamo avere di tutto, ma a Cagliari esistono le zone dove ubicare dignitosamente l'ospedale policentrico.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Io voterò contro questo emendamento. Riprendo alcuni ragionamenti che, a pieno titolo, facevano colleghi del Sassarese, di Guamaggiore e di altri territori e città, per dire che qua nessuno vuole impoverire o depauperare di servizi generali di prima grandezza, come i presidi ospedalieri di cui si parla, la città di Cagliari. Si delinea un percorso, che peraltro non deve essere pensato esclusivamente da chi sta in quest'Aula, ma deve essere condiviso anche da altri soggetti, per esempio dalle autorità locali e dai soggetti sociali dell'area urbana di Cagliari. Quindi va fatto un ragionamento più partecipato e noi siamo favorevoli alla partecipazione anche di questi soggetti.

Badate, prima qualcuno diceva che l'Ospedale Marino è nato come albergo e il Santissima Trinità come casermetta, cioè stiamo parlando di strutture che avevano tutte un'origine diversa da quella attuale, che quindi sono costate risorse finanziarie ingenti. E nonostante le risorse finanziarie ingenti, il Marino è un cantiere sempre aperto e così pure altri ospedali, che non hanno neppure l'acqua calda. Non hanno l'acqua calda!

Ha detto bene il collega Liori, queste cose vanno riviste, quindi bisogna avere un po' di considerazione nei confronti di chi sta da questa parte, evitando di utilizzare strumentalmente una buona intenzione, girandola, come si suol dire, in un'operazione di tipo corporativo e territoriale, a vantaggio della speculazione politico-elettorale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Rinuncio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Io voterò a favore dell'emendamento numero 482, che, come giustamente diceva il collega Diana, nulla toglie alla programmazione posta in questo paragrafo per le strutture sanitarie della ASL numero 8. Essendo aggiuntivo, questo emendamento concorre semplicemente a spiegare e individuare meglio gli interventi da programmare per l'Ospedale Marino di Cagliari.

Approfitto dell'occasione per spiegare meglio un concetto che ho esposto in un precedente intervento e che potrebbe essere stato travisato. Signor Presidente, in quest'Aula, come nella politica italiana, ci sono stati dei grandi uomini, che sono diventati tali per la loro capacità di tenere unite maggioranze e partiti e di sapersi confrontare. Lei prima ha fatto un esempio che dimostra tutta la sua grande capacità nel gestire il ruolo ma non le ragioni, perché se lei avesse partecipato a quella riunione della Commissione e avesse posto le sue ragioni pariteticamente con i componenti della Commissione si sarebbe trovato in minoranza e, quindi, accettando un ruolo di minoranza, avrebbe gratificato la maggioranza di quel pensiero. Perciò lei in questo caso ha esercitato non la forza di una ragione, ma la forza di un ruolo. La forza della ragione è ciò che rende e che ha reso in quest'Aula. E' scomparso qualche giorno fa un grande Presidente della Regione che usava con grande sacrificio e con grande umiltà la forza della ragione per costruire una grande Regione. La forza del ruolo è una cosa completamente diversa, ed è quella che lei ha esercitato in questo caso.

Non entro nel merito del discorso sulla ubicazione dell'ospedale policentrico. Rispetto chi meglio di me conosce questa realtà e le esigenze, e se queste esigenze fossero da lei rappresentate e io le condividessi non avrei nessun problema a rendere pubblica la mia condivisione. E' la differenza fondamentale della forza della ragione rispetto alla forza del ruolo.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 482. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 478. I primi tre capoversi di questo emendamento sono superati da un emendamento orale, che è stato approvato nella seduta antimeridiana.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, intervengo sulla parte che lei ha giudicato non superata; la parte che forse è stata superata da un precedente emendamento già approvato ovviamente la considero ricompresa in quell'emendamento.

Dichiaro, intanto, il mio voto a favore dell'emendamento numero 478. Mi sembra che il ragionamento sull'Ospedale Binaghi, sul quale peraltro la maggioranza ha acceduto a valutare positivamente alcune delle considerazioni svolte dalla minoranza, fosse uno dei ragionamenti centrali per quanto riguarda l'ospedalità cagliaritana. Cercando di spogliarmi delle logiche di campanile devo dire intanto che nell'ambito dell'ospedalità cagliaritana una struttura, l'INRCA, è già chiusa, due strutture, il Marino e il Santissima Trinità, sono superate e quindi sono da considerarsi in fase di chiusura, un'altra struttura, quella del Cima, come è stato detto più volte dalla maggioranza di governo della Regione, va superata in quanto offre una risposta sanitaria che sicuramente non è da terzo millennio. L'ultimo degli ospedali rimasti, cioè il Binaghi, sostanzialmente, in base al piano aziendale presentato a maggio dalla ASL numero 8, è destinato a perdere una parte fondamentale del suo ruolo per diventare, in larga misura, una sorta di poliambulatorio integrato nel territorio, che fornisce prestazioni più che altro legate all'attività di prevenzione, soprattutto per quanto riguarda le patologie femminili. Può darsi che in questo vi sia della ragionevolezza, ma per poterlo dimostrare è necessario che il tutto sia inserito all'interno di una pianificazione reale.

Il collega Pirisi chiedeva: "Non vi convince la nostra pianificazione?" Collega Pirisi, il problema è che non c'è una pianificazione. E' possibile che voi abbiate una buona pianificazione sull'ospedalità cagliaritana da qualche parte, ma ciò che avete sottoposto al nostro giudizio, attraverso il Piano sanitario, sono semplicemente delle intuizioni; intuizioni assolutamente generiche e sostanzialmente condivisibili. Se mi dite che il San Giovanni di Dio è un ospedale vecchio, perché progettato da Gaetano Cima intorno al 1850, io concordo con voi, avendovi tra l'altro esercitato la mia vita professione per tanti anni, però questo non significa che ci sia uno studio dei bisogni, una rilevazione dell'esistente e una proposta su ciò che va fatto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LICANDRO (F.I.). Signor Presidente, intanto mi fa piacere che la discussione sia tornata sui binari della normalità e della serenità. Non vorrei che gli ospedali Marino e Binaghi non suscitassero lo stesso interesse che hanno suscitato altre strutture. Approfitto di quest'attimo di calma, anche se ho l'impressione che dopo la discussione dei prossimi quattro emendamenti torneremo a parlare dell'ospedale policentrico di Cagliari.

L'Ospedale Binaghi, per me che abito e lavoro come operatore della sanità nella provincia di Oristano, è certamente uno dei presidi cagliaritani al quale sono molto legato. Questo legame sta tutto nella parte iniziale dell'emendamento numero 478, su cui dichiaro il mio voto favorevole, in cui si dice che l'Ospedale Binaghi svolge un ruolo fondamentale nel panorama sanitario di diverse province per quanto riguarda le patologie respiratorie. Siccome ho sempre avuto l'abitudine, come medico, di seguire i miei pazienti anche quando vengono ricoverati, e soprattutto quando il ricovero si protrae per lungo tempo, sono andato al Binaghi tantissime volte e quindi conosco perfettamente quelle corsie, oltre che le figure professionali di primo piano che vi operano e certamente i medici, che hanno rispetto di tutti noi. In questo ospedale ci sono di sicuro dei reparti di degenza medica assolutamente insostituibili, dove vengono trattate delle patologie che altrimenti dovrebbero essere trattate in altri reparti, ma senza le stesse possibilità di cura. Ecco perché sono un po' preoccupato e sono convinto che, al di là delle considerazioni di parte, prima di trasformare questo ospedale in un poliambulatorio dovremmo pensarci bene. Questo perché più che un ospedale il Binaghi rappresenta, per usare le parole del collega La Spisa, un valore da salvaguardare.

Resto del parere che, in ogni caso, sia una struttura che va certamente potenziata, creando un unico dipartimento d'organo che possa passare anche attraverso la razionalizzazione dei posti letto complessivi, legando naturalmente il tutto all'appropriatezza dei ricoveri.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Non parlerò più, stasera, per dichiarazione di voto, così tranquillizzo qualche collega che ha molta fretta d'andar via, però vorrei intervenire sull'ordine dei lavori, Presidente. L'ho fatto in apertura di seduta, stasera, rivolgendomi al presidente Secci, per sapere a che ora finiranno i lavori odierni e se è confermata per domani la convocazione dell'Ufficio di Presidenza per le ore 9 e 30 e l'insediamento della Commissione d'inchiesta, nonché l'inizio dei lavori dell'Aula alle 11 e 30.

Il presidente Secci mi ha assicurato che non appena lei fosse arrivato in aula avrebbe risposto alla mia richiesta, ma siccome all'una e 16 del 19 gennaio non ho ancora ricevuto una risposta, mi rivolgo a lei sperando di ottenerla.

PRESIDENTE. Onorevole Cappai, la convocazione dell'Ufficio di Presidenza è confermata, è invece revocata la convocazione della Commissione d'inchiesta per l'elezione del Presidente. Non sono in condizioni di dare indicazioni sugli orari di lavoro dell'Aula, perché non mi è stato consentito di fare la programmazione dei lavori. L'andamento della discussione di questa sera è tale per cui il tema è libero, il tempo è libero, il modo di procedere è assolutamente libero. Siccome devo garantire che il Piano sanitario sia approvato in un tempo ragionevolmente certo, procediamo in questo modo.

CAPPAI (U.D.C.). Anche domani?

PRESIDENTE. L'Aula lavorerà nell'intera giornata di domani e di dopodomani, così come stabilito dalla Conferenza dei Presidenti di Gruppo.

Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). L'Ospedale Binaghi insiste senz'altro su una delle aree di maggior pregio della città di Cagliari e ha svolto un ruolo importantissimo nella storia della cura delle malattie pneumologiche. Nacque come sanatorio, uno di quei sanatori che hanno ispirato dei capolavori della letteratura italiana e dove tantissimi scrittori, tra cui anche il nostro Giuseppe Dessì, si sono ritrovati a fare esperienza di vita.

L'edificio del Binaghi è stato recuperato - così come capitò, peraltro, alla Clinica pediatrica di Cagliari, che venne costruita nel periodo in cui si verificò una tristemente nota epidemia di poliomielite - per destinarlo a un uso più consono e più attuale. Però, in effetti, io non credo molto nella organizzazione della sanità per settori, seppure molte nazioni la adottino. A Rotterdam c'è un centro di patologia toracica che si occupa di tutto: cardiologia, pneumologia e tutto ciò che può interessare quella zona del corpo, come la patologia del mediastino, e che può essere sottoposto a cura in un unico centro. Io ho un'altra visione, anche se ritengo che questo tipo di organizzazione, come qualche collega ha ricordato, potrebbe essere risolutivo.

Quel che non capisco è la ragione per cui, con disinvoltura, contemporaneamente alla richiesta di chiusura o di riconversione e destinazione ad altro uso dell'Ospedale Binaghi, nell'ex Ospedale Psichiatrico un padiglione importantissimo, di dimensioni veramente notevoli, sia stato concesso dal Direttore generale della ASL a un'associazione privata che, per quanto si occupi di patologie psichiatriche, è comunque "targata".

Ho avuto modo di ricordare, durante i miei precedenti interventi sulla psichiatria, che si è voluto "socializzare" la cura delle malattie mentali affidandola ad associazioni e dando valore e rilevanza in particolare a un'associazione di categoria che oggi occupa appunto un padiglione dell'ex Ospedale Psichiatrico, che è stato ristrutturato e che potrebbe essere destinato a ospedale. Io veramente non riesco a capire la disinvoltura con cui questi edifici vengono assegnati a delle associazioni che potrebbero tutt'al più occupare un appartamentino periferico!

Comunque, il Binaghi è certamente una di quelle strutture che possono essere utilizzate dal mondo sanitario o universitario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, annuncio il mio voto favorevole all'emendamento numero 478. Vale per il Binaghi lo stesso ragionamento che è stato fatto per gli altri presidi ospedalieri. Qui, come diceva l'onorevole Liori, entriamo nel cuore della città, siamo in una zona di particolare pregio ambientale. Insomma, dicevo prima che il presidente Soru non ha chiarito quale sia la volontà del Governo regionale sulla effettiva ubicazione dell'ospedale policentrico di Cagliari, ma, come diceva il collega Licandro, fra breve questo discorso sarà certamente riaperto.

Sarebbe bastato esaminare quell'emendamento prima e probabilmente avremmo evitato quattro ore di discussione, ma non c'era la volontà di accogliere gli emendamenti già discussi così come non c'è la volontà di accogliere l'emendamento che esamineremo tra circa un'ora, per cui discuteremo ancora di questo argomento.

Onorevole Soru, io non sono il Sindaco di Cagliari, ma spero che lui faccia ciò che sto per dire. Quando si chiuderanno le quattro strutture ospedaliere che insistono nel centro abitato di Cagliari e che, a detta vostra, hanno creato e creano problemi alla città, perché gravano di servizi, gravano di servitù, gravano di tutta una serie di problematiche connesse con la frequentazione della città, quanto meno il Sindaco di Cagliari dovrà chiedere di rientrare immediatamente in possesso dei relativi edifici, che non possono rimanere patrimonio della Regione Sardegna ma devono diventare patrimonio della città di Cagliari. Non può essere diversamente, quindi scordiamoci che si possano alienare quei beni eventualmente per finanziare o partecipare alla costruzione del nuovo ospedale che non sarà di Cagliari, questa volta, ma dell'hinterland di Cagliari, come voi avete detto.

Vi è stato dimostrato che Cagliari ha delle aree sufficientemente ampie per ospitare anche il nuovo ospedale e non si capisce per quale motivo stiamo girando attorno a questa questione. E' questo che spaventa, segno evidente che c'è un'idea diversa, che non è certo quella di mantenere all'interno della città di Cagliari una struttura straordinariamente importante e certamente nuova per quel che riguarda la sanità sarda.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, esprimo il mio voto a favore dell'emendamento numero 478, che tratta dall'Ospedale Binaghi oggetto, in questo Piano sanitario, di un ridimensionamento delle funzioni fino ad oggi espletate anche come centro di riferimento per le malattie pneumologiche.

Questo ospedale, che ha subito già qualche scorporo (sappiamo del trasferimento della chirurgia toracica) dovrebbe diventare una di quelle strutture da accorpare al "realizzando" (uso questo termine con buona speranza) ospedale policentrico, di cui parleremo ancora in occasione della discussione dei prossimi emendamenti e sul quale abbiamo ancora qualche concetto da esprimere, oltre a ciò che riguarda la sua ubicazione.

L'Ospedale Binaghi, per il quale è previsto uno smantellamento o quanto meno una trasformazione in struttura prevalentemente poliambulatoriale, riutilizzando i reparti oggi dedicati alla chirurgia, continua a ospitare il Centro trapianti di cellule staminali e il Centro per la sclerosi multipla e, comunque sia, rispetto a quelli che sono gli obiettivi del Piano, rimane "polo pneumologico della rete regionale, con Sassari e Nuoro, riferimento territoriale per il sistema respiratorio". Credo che questo ospedale, ubicato nel centro di Cagliari e a ridosso di un'area di grande valenza ambientale, confinante con il parco di Monte Urpinu e il parco di Molentargius, costituisca un patrimonio che dovrebbe essere valorizzato appunto per la sua ubicazione e per la sua ricchezza ambientale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, prendo la parola relativamente alla parte dell'emendamento numero 478 non accolta nell'emendamento già approvato di cui si è detto, perché, come è stato già ampiamente esposto dai colleghi che sono intervenuti, per il trattamento di patologie così importanti come quelle respiratorie, il superamento di questo ospedale, oltre alla chiusura dell'INRCA, non solo elimina un altro presidio ospedaliero di Cagliari, secondo questa benedetta pianificazione del Piano sanitario, ma annulla, in via definitiva, un centro di riferimento specifico per il trattamento delle malattie pneumologiche.

Ora io mi chiedo: se si elimina la chirurgia toracica, pensate che la rianimazione, l'anatomia patologica, la radiologia, la farmacia, il laboratorio possano dare delle risposte positive? Credo di no, e ridurre un'ospedalità che ha garantito un servizio così…

(Interruzione del consigliere Pirisi)

Onorevole Pirisi, mi deve dire che cosa la spinge, a quest'ora…

PIRISI (D.S.). E' ora di finirla!

DEDONI (Riformatori Sardi). Onorevole Pirisi, la si finirà, però bisogna capire che c'è necessità di un approfondimento. Debbo dire che ho apprezzato l'intervento del presidente Soru, che ha riconosciuto effettivamente…

(Interruzioni)

Ma questa serata va trascorsa! Credo che questa serata vada trascorsa, perché va approfondita tutta la parte più importante del Piano, che fino adesso non è stata trattata. Credo che sarà opportuno confrontarsi…

(Interruzioni)

Ecco, allora, se abbiamo colto questo punto, possiamo fare dei passi in avanti anche per domani.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PETRINI (F.I.). Signor Presidente, io sono favorevole all'emendamento numero 478. Perché? Perché l'Ospedale Binaghi è diventato abbastanza completo, dico abbastanza, perché volete eliminare la chirurgia.

Il Binaghi l'ho visto, diciamo, agli inizi…

LAI (D.S.). Sì, nell'Ottocento!

PETRINI (F.I.). Nel Novecento, stai sbagliando! Non fare lo spiritoso, non siamo a Sassari, siamo a Cagliari!

PIRISI (D.S.). Anche Leopardi c'è passato!

PETRINI (F.I.). Io ricordo quando all'Ospedale Binaghi si curava la TBC.

CUGINI (D.S.). Era Ghinami, non Binaghi!

PETRINI (F.I.). Cugini, mi sei simpatico, non fare lo spiritoso!

Posso, Presidente? Ma non si può parlare seriamente!

PRESIDENTE. Onorevole Petrini, non si rivolga a chi la sta interrompendo, prosegua.

PETRINI (F.I.). Mi rivolgo a lei, Presidente.

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, lasciate proseguire l'onorevole Petrini. Grazie.

PETRINI (F.I.). Io ricordo quando al Binaghi si curava la TBC, malattia grave per la Sardegna, e soprattutto la silicosi. Ricordo quel periodo, c'erano tantissimi pazienti e si eseguivano anche degli interventi chirurgici. Oggi, voi, volete eliminare il reparto di chirurgia toracica. Che cosa ce ne facciamo di un ospedale per la cura delle malattie respiratorie dove non c'è la chirurgia toracica? E' un ospedale monco, monco veramente!

Presidente, mi creda, io ho lavorato in quell'ospedale, per diciannove anni, sei mesi e un giorno…

PIRISI (D.S.). Vergogna, un pensionato baby!

PETRINI (F.I.). E ho seguito passo a passo…Era chirurgo di quell'ospedale il professor Brotzu. Così la smettono! Era molto bravo il professor Brotzu, molto bravo!

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, lasciamo parlare l'onorevole Petrini.

Onorevole Caligaris, ho preso atto della sua richiesta, ma interverrà, anche se intende parlare sull'ordine dei lavori, quando sarà il suo turno.

Prego, onorevole Petrini.

PETRINI (F.I.). Grazie, Presidente. Dicevo che il chirurgo responsabile, molto bravo, era il professor Brotzu.

Presidente, adesso il Piano sanitario prevede, nell'ottica di un ridimensionamento delle funzioni di questo ospedale, l'eliminazione della chirurgia toracica, senza la quale il Binaghi cessa di essere centro di riferimento pneumologico, perché non può più svolgere l'attività che ha svolto finora. Allora io chiedo a lei e all'Assessore della sanità di valutare se si può lasciare almeno la chirurgia toracica, perché toglierla non ha senso. Grazie.

Sull'ordine del lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, voglio avanzare una proposta di buon senso. Visto che dobbiamo domani lavorare tutto il giorno e avremo bisogno anche dei funzionari, dei commessi e dei tecnici, chiedo di sottoporre all'attenzione dell'Aula la possibilità di stabilire adesso un termine, di modo che domani possiamo finalmente lavorare di giorno, anziché di notte, per poi non concludere nulla. Se ci diamo un termine, domani possiamo iniziare presto e concludere i lavori entro orari "umani", ma continuare così significa veramente non essere in grado di lavorare domani. Grazie.

PRESIDENTE. Onorevole Caligaris, abbiamo ben presente questo problema e quindi cercheremo di gestire le cose al meglio, compatibilmente con la duplice esigenza di finire la discussione del Piano sanitario e di lasciare che il dibattito si sviluppi liberamente, così come sta avvenendo. E anche compatibilmente con la nostra resistenza.

Per ora è così, naturalmente non va bene, quindi annuncio che non si può procedere ulteriormente in questo modo.

Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Io sono molto d'accordo con la collega Caligaris e invito i colleghi della minoranza a valutare due interventi che ci sono stati: il primo è quello del presidente Soru, che ha dato dei chiarimenti che possono consentire una lettura dell'emendamento orale proposto dal relatore della Commissione diversa da quella che ne state dando voi; il secondo intervento è quello del collega Silvio Cherchi, che ha portato elementi che possono anch'essi consentire di valutare quello stesso emendamento in modo diverso.

Non c'è nella maggioranza e nella Giunta la volontà che voi continuate a sostenere vi sia. Io inviterei, veramente, a un'interlocuzione nuova, mentre proseguiamo gli interventi senza interruzioni, per evitare che rimaniamo sino a tarda notte - e ormai siamo alle prime ore del primo mattino - senza concludere nulla, il che non farebbe bene né a voi né a noi. Quindi sono favorevole ad accelerare la discussione. Si faccia una piccola interlocuzione su quell'emendamento e poi si chiuda questo dibattito, perché è giusto, nell'interesse di tutti, che questo Piano sanitario sia approvato. Quel che c'era da dire lo si è detto, nell'interesse di tutti. Non possiamo continuare questa maratona, perché non è assolutamente accettabile, per tutti noi, quello che sta succedendo.

PRESIDENTE. Prego i colleghi di esperire tutti i tentativi per evitare questo andamento dei lavori che non è compatibile con le esigenze che ho più volte richiamato in queste giornate.

Ha domandato di parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.

MARRACINI (Gruppo Misto). Sostanzialmente mi ha preceduto l'onorevole Marrocu, perché sull'Ospedale Binaghi avevamo tra l'altro raggiunto un'intesa. Cioè, il Binaghi sta pagando una lunghezza di discussione che è dovuta al solito intoppo. Allora, per la stima che ho nei confronti di tutti i colleghi della minoranza, se anche ci fosse stato un errore da parte di taluni - e sicuramente c'è stato, essendosi rotto il meccanismo -, credo che non si debba protrarre all'infinito un comportamento che, veramente, sta diventando ridicolo e anche di cattivo gusto.

Questo tentativo va fatto, anche nella consapevolezza che forse la stanchezza, le prove di forza e qualche malinteso hanno determinato questa situazione, che non ha sicuramente portato nessun vantaggio né alla dignità dell'Aula né al ragionamento che stiamo facendo. Sono le 2 meno 20, potremmo dire di tutto sul Binaghi, per esempio che si trova in via Is Guadazzonis e quant'altro, ma non servirebbe a niente. Bisogna cercare una soluzione che ci porti ad accelerare, col metodo che seguivamo prima, la discussione dei prossimi argomenti, ponendo fine a questa farsa.

Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato "Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. 11/A e Doc. 11 bis/A) dei documenti "Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. n. 11/A) e "Integrazione al Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. n. 11 bis/A)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Intervengo per dichiarare che voterò contro l'emendamento numero 478 e per provare, ancora una volta, a dare un contributo, se è possibile.

E' stato detto che l'argomento è ancora vago, che la risposta della Giunta non ha chiarito a sufficienza le questioni. Intanto credo che dovrebbe essere sufficientemente chiaro che il nuovo ospedale non è un pericolo per la città di Cagliari, piuttosto è una grossa opportunità. E con città di Cagliari intendo non solamente i cittadini che sono iscritti all'anagrafe di Cagliari, ma anche, eventualmente, quelli di Sestu, di Pirri e di Selargius. E credo che se chiedessimo a mille o duemila cittadini se sarebbero contenti del fatto che si costruirà un ospedale nuovo e magari verranno chiusi il Santissima Trinità, il San Giovanni di Dio e l'Ospedale Marino, in grandissima parte quei cittadini risponderebbero affermativamente.

Chiunque abbia visto nascere un bambino, anche recentemente, al San Giovanni di Dio, avrà notato in che condizioni devono stare le partorienti; chiunque sia entrato, anche recentemente, all'Ospedale Marino avrà preso atto dello stato dei vari reparti; chiunque, anche recentemente, sia andato a vedere i reparti del Santissima Trinità, non solo quello delle malattie infettive, nuovissimo e bellissimo, ma anche i reparti che trattano malattie sconosciute, dovute magari ancora all'amianto, si sarà reso conto della situazione in cui versa questo ospedale. E allora il nuovo ospedale è un'opportunità per Cagliari, non un problema. Credo che Cagliari abbia la responsabilità morale di essere la "capitale" della Sardegna e di fare pertanto un ragionamento che vada un po' più in là della sua cinta daziaria.

Detto questo, la Giunta non ha nessuna intenzione di collocare il nuovo ospedale fuori Cagliari invece che a Cagliari. Il discorso è semplicemente sospeso. Chiedo scusa, denuncio la mia ignoranza, non sapevo nemmeno che la Piana di San Lorenzo facesse ancora parte del territorio comunale di Cagliari e non di Monserrato. Quindi non si sa se l'ospedale policentrico sorgerà nella cinta daziaria di Cagliari o al di fuori di essa. Può darsi che le aree vuote vicino all'Ospedale Brotzu siano bellissime e andrà benissimo realizzarlo lì, anche perché la zona è collegata bene con le strade statali 130 e 554. Ma lo dobbiamo decidere noi questa sera? Vale la pena deciderlo in buona fede in futuro, magari sentendo il parere della Commissione consiliare o, se volete, di tutti i sindaci dell'area di Cagliari? A cosa ci stiamo attaccando? Perché continuiamo a stare qui a discutere del niente? L'ospedale policentrico è una fortuna per i cittadini e per la città di Cagliari. Potrà subire qualche disagio il dipendente che ha comprato casa a Is Mirrionis, ma magari quella zona, senza l'ospedale, sarà più bella e il valore delle case crescerà.

Se mi concedete qualche secondo ancora vorrei aggiungere qualcosa su Cagliari.

PRESIDENTE. Prego, Presidente.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. E' stato detto: "A chi appartengono quegli immobili?" Appartengono certamente a Cagliari! A chi appartiene il San Giovanni di Dio? Nessuno sarà capace di sostituirlo, di spostarlo; bisognerà vedere se per Cagliari sarà più importante avere un ospedale ormai in disuso (fino a due mesi fa c'era persino una ciminiera per incenerire i rifiuti dell'ospedale, ed era sulla strada, chiunque passasse di là la poteva vedere) o poter disporre di un patrimonio da destinare magari ad aule universitarie, a biblioteca, a pensionato universitario, a ciò che la città deciderà. Le aree di Is Mirrionis rientrano totalmente nel PUC di Cagliari, e il Comune di Cagliari deciderà se realizzarvi una piazza, una piazza con centri direzionali, con abitazioni che serviranno magari a trattenere qualcuno a Cagliari evitando che vadano tutti a Sinnai, e forse ciò contribuirà ad abbassare il costo dei terreni e degli appartamenti in città. Queste aree, ripeto, sono di certo nella disponibilità del Comune di Cagliari e dei cittadini cagliaritani.

Voi state negando un'evidente opportunità per questa città. Allora, ancora una volta, cerchiamo di essere ragionevoli e di concentrarci sugli interessi di quei cittadini che tutti rappresentiamo e vogliamo rappresentare. Poi, è comprensibile che, essendo Cagliari una grande città, certamente più grande di Isili, da parte dei consiglieri di Cagliari possa esserci una tentazione campanilistica per ottenere visibilità locale. E' stato fatto e forse ora può bastare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Voto a favore dell'emendamento numero 478, ma ne approfitto per tentare, se ci riesco, con quel po' di lucidità che mi rimane a quest'ora, di ragionare sul perché non ci convince né la perorazione fatta adesso dal Presidente né l'arrendevolezza di alcuni colleghi della sinistra. Mi riferisco, in particolare, a quel che ha detto Siro Marrocu, sottolineando quanto aveva detto in precedenza Silvio Cherchi.

Non è cosa da poco che sulla questione dell'ospedale di Cagliari, si preveda in questo Piano una definizione a maglia larga, come quella proposta dal Presidente, cioè "area di Cagliari" o "area vasta di Cagliari", e non si ritenga invece necessario mantenere nella città una struttura ospedaliera degna di un'area come quella cagliaritana e della sua popolazione, composta sia da residenti sia da persone che gravitano intorno a Cagliari per tantissimi motivi. Se noi togliamo dal Piano l'indicazione "città di Cagliari", diamo totale discrezionalità alla Giunta regionale, perché nessuno ci può convincere che la scelta che sarà proposta dalla Giunta possa, con un semplice parere, non del Consiglio, ma solo della Commissione, garantire un livello di confronto reale e non paternalistico, com'è nell'impostazione di questo Governo regionale, che pensa di poter ragionare, di poter decidere…

PIRISI (D.S.). Stai alle cose, la tua è demagogia spicciola!

LA SPISA (F.I.). Scusa Pirisi, che cosa stai dicendo? Perché non cerchi di ascoltare? Non è demagogia questa!

PRESIDENTE. Onorevole Pirisi! Prego, onorevole La Spisa.

LA SPISA (F.I.). Posso recuperare qualche secondo, vista l'interruzione?

PRESIDENTE. Il conteggio del tempo è stato interrotto quando lei si è fermato. L'ho interrotto io stesso. Prego.

LA SPISA (F.I.). Il nodo è questo. Se non lo volete sciogliere, voi l'opposizione non la convincerete. Forse convincerete una parte della maggioranza che si metterà la coscienza a posto per poter dire ai suoi, o a se stessa, che qualche cosa l'ha conquistata, ma non ha conquistato nulla! Non ha conquistato nulla perché la decisione su questo punto deve essere del Consiglio regionale e non della Giunta. E' una decisione, cioè, affidata al Piano e non a un atto attuativo del Piano. E' chiaro?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.) Ammetto Presidente che avrei voluto fare un intervento diverso da quello che, purtroppo, dopo l'intervento dell'onorevole La Spisa, sono costretto a fare, avevo appunti diversi. Mi pareva che le considerazioni del collega Marrocu e del presidente Soru sul tema avessero offerto la possibilità di una conclusione positiva. Questo non viene apprezzato, pazienza!

Degli ultimi 3.832 giorni, 2.188 giorni io li ho trascorsi a Cagliari e penso di aver acquisito una "cagliaritanità" simile a quella che hanno molti di voi. Simile, non uguale. Ritengo, quindi, di potermi considerare un estimatore della città di Cagliari. Però, detto questo, sull'emendamento numero 478 noi non siamo d'accordo, lo dico ai firmatari, perché propone la ripetizione di ciò che è successo per il Brotzu. E' abbastanza chiaro che voi volete fare clientela e state sottoponendo al giudizio del Consiglio regionale un'idea che parla, in modo preciso, di tanti interventi che sono stati fatti qua in questi giorni.

Caro La Spisa, tu vuoi la guerra e per indurci a rinunciare a fare un Piano sanitario corretto ci proponi un pateracchio! Il collega Contu, che forse ha avuto un attimo di "lucidità", non ha firmato questo emendamento; l'ha firmato, invece, il collega La Spisa che si alza in aula per proporci un'idea di moralità che sinceramente non convince. Questo lo dico per La Spisa, ma anche per Vargiu, con il quale c'è sempre stato un rapporto di correttezza, però mi pare che siamo andati oltre il seminato! Collega Vargiu, qui siamo di nuovo di fronte a un insieme di indicazioni personalizzate, a una contrapposizione alle strutture e alle professionalità che già ci sono nel cagliaritano, quindi noi bocciamo questo emendamento soprattutto perché è assolutamente clientelistico. E tu e La Spisa siete i rappresentanti delle clientele!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Randazzo Vittorio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VITTORIO RANDAZZO (U.D.C.). Rinuncio, Presidente. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, naturalmente mi complimento innanzitutto con il collega Cugini per essere così bravo nell'individuare le clientele, e spero che continui ad esercitare proficuamente questo suo fiuto.

CUGINI (D.S.). Sono cacciatore come te, ho un certo fiuto e conosco gli uccelli, a differenza di te.

ARTIZZU (A.N.). Bene, bene, me ne rallegro…

CUGINI (D.S.). Anche su quel terreno, se vogliamo aprire un confronto, siamo disponibili, ma a tempo debito. Adesso parliamo delle cose serie.

ARTIZZU (A.N.). Sì, cerchiamo di ritornare sul terreno.

Presidente Soru, io ho ascoltato rispettosamente il suo intervento, che però non è bastato assolutamente per fugare le nostre perplessità e i nostri timori, perché se non ci fosse stata l'intenzione di escludere la città di Cagliari quale luogo dove edificare il nuovo ospedale, non si sarebbe vista la necessità di modificare il testo. Se la Giunta ha ritenuto opportuno modificare il testo evidentemente si voleva lanciare un messaggio politico preciso. E il messaggio politico è: togliere "città di Cagliari" dal testo. Poi, ognuno lo può interpretare come vuole, ma io mi meraviglio che lei si meravigli. Il testo sarebbe rimasto com'era prima, se non ci fosse stata questa intenzione.

Colleghi, mi permetto per un minuto ancora, e non lo faccio per perdere tempo, di richiamare la vostra attenzione. La cosa più strana che sta succedendo, a mio modesto avviso, adesso in aula, non è il protrarsi della discussione fino alle 2 meno 10, perché questo rientra in una prassi normale, e non è nemmeno il numero consistente di interventi da parte dell'opposizione, ma anche della maggioranza, se è per quello, in quanto anche questo è perfettamente normale. La cosa che io ritengo veramente strana è che voi vi meravigliate che della chiusura di quattro ospedali della città di Cagliari noi dell'opposizione ne vogliamo discutere. Non stiamo parlando di una cosa marginale, e qui si può essere cagliaritani, sassaresi, galluresi o nuoresi, non cambia nulla, perché se i quattro ospedali fossero stati chiusi a Sassari il discorso sarebbe stato identico, sarebbe stato ugualmente valido e importante. La cosa strana, incomprensibile per noi e per i cittadini, sarebbe se, davanti alla chiusura di quattro ospedali, il Consiglio regionale facesse passare tutto sotto silenzio e non se ne discutesse neanche! Credo che ne sia discusso anche troppo poco, e la discussione ovviamente non si esaurirà qui.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Io pensavo che dopo gli interventi del Presidente della Regione i colleghi della minoranza avrebbero ritirato tutta una sfilza di emendamenti. La verità vera, cari colleghi, ha iniziato a dirla il collega Cugini, e adesso basta con le cortesie e il lancio di coriandoli e petali di rose! Qui sta venendo fuori la vera faccia, cari colleghi, quella che sta dietro i discorsi, come dire, tranquilli, concilianti, di reciproca stima. Quando voi parlate, come in questo emendamento, della realizzazione di un'azienda autonoma, state in sostanza proponendo primariati, state proponendo direttori generali, state proponendo un mondo di clientele! E noi diciamo di no a questo, cari colleghi, perché del Binaghi se ne parla nella pagina 105!

Non abbiatevene a male, perché adesso, state tranquilli, se volete che rimaniamo qui, noi ci rimaniamo e discutiamo delle cose, però non camuffate le intenzioni vere dietro ragionamenti che non stanno né in cielo né in terra!

LA SPISA (F.I.). Proponi una commissione d'inchiesta!

PIRISI (D.S.). No, per quanto riguarda le commissioni d'inchiesta, il vostro nume tutelare, che si chiama Berlusconi, ci ha dato prove grandi e grandiose di correttezza, sotto ogni profilo! Lasciate perdere! Oggi ho letto sulla cronaca di commissioni d'inchiesta costituite in altre sedi, quelle appropriate. Lasciate perdere, non è il caso di scherzare su questo! E in tutti i casi, non tirateci per i capelli, cari colleghi, state calmi e buoni!

Allora, esistono delle opportunità per la città di Cagliari e non è scritto da nessuna parte che il nuovo ospedale sarà realizzato fuori del suo territorio. Mi pare, invece, che sia scritto in maniera chiarissima, a pagina 104, che si propone la realizzazione di un ospedale policentrico in sostituzione degli ospedali Santissima Trinità e Marino, inadeguati sotto il profilo organizzativo, logistico e assistenziale. Ma se un ospedale di Cagliari non risponde più a quelle che sono le caratteristiche minime che dovrebbe avere un presidio di questo genere, sarà il caso che lo si sostituisca con una struttura efficiente e che quella superficie, quei volumi possano essere utilizzati dalla città di Cagliari per altri fini? Inoltre, nessuno qua sta considerando il ruolo che dovrebbero svolgere i consigli comunali.

Ma di quale paternalismo stiamo parlando, onorevole La Spisa? Ma smettiamola di dire cose che non stanno né in cielo né in terra!

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 478. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 471. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, esprimo il mio voto favorevole all'emendamento numero 471, un voto che vorrei spiegare. Questo emendamento riguarda la radioterapia e probabilmente meriterebbe di essere accolto dall'Aula in un clima differente rispetto a quello in cui stiamo lavorando, perché ricorda quel che abbiamo già detto durante la discussione generale, e cioè che la radioterapia non funziona soltanto attraverso la disponibilità delle macchine. La radioterapia funziona se insieme alle macchine c'è tutto ciò che serve per farle funzionare.

E ciò che innanzitutto serve per far funzionare le macchine, e quindi per evitare che qualche migliaio di pazienti che dovrebbe fruire della terapia radiante sia privato di una risposta assistenziale importante, è la formazione degli operatori. Chi conosce la situazione dei formatori in ambito radioterapico sa perfettamente che l'Università di Cagliari non è in grado, in questo momento, di garantire una formazione adeguata. Allora, io credo che il compito del programmatore regionale, affinché non ci sia il problema che le macchine poi siano utilizzate per 4, 6 od 8 ore al giorno, anziché per 12, 14 o 16, come dovrebbe essere, sia quello di attivare per tempo dei rapporti virtuosi con l'Università, finalizzati a formare il personale medico e tecnico che dovrà far funzionare quelle macchine.

Quindi mi sembra che l'emendamento numero 471 sia l'ennesimo emendamento di buon senso, l'ennesimo emendamento aggiuntivo rispetto alle riflessioni che voi avete fatto, e se lo si fosse affrontato nel merito in termini di serenità si sarebbe arrivati alla conclusione che è positivo avviare un rapporto con l'Università di Cagliari per la formazione del personale. L'Università ci chiede tante cose, ci propone le sue esigenze riguardo a un'infinità di problemi, rivendica un ruolo su mille cose, per cui la Regione potrebbe dire chiaramente quali sono le sue esigenze di programmazione e chiedere all'Università di andarle dietro, anzi di procedere insieme nel dare risposte a queste esigenze.

Questo emendamento, sul quale io esprimo ovviamente il mio voto favorevole, indica una strada e chiunque abbia del buon senso sa che è la strada che deve essere percorsa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessoredell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.

DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. E' la seconda volta che mi capita, nel corso di questo dibattito, di intervenire sulla radioterapia e, francamente, ancora una volta, mi meraviglia che si continui a chiedere che nel Piano sia scritto che si farà ciò che in realtà si sta già facendo e che per anni non è stato fatto. Mi sembra che la richiesta sia perlomeno tardiva.

Ho detto più volte, in Commissione, che stiamo già provvedendo alla formazione del personale affinché il piano per la radioterapia, appena gli interventi strutturali saranno terminati, possa diventare operativo. In questo abbiamo coinvolto l'Università, così come abbiamo già autorizzato la ASL numero 8 a organizzarsi per dotarsi del personale necessario. Quindi mi sembra che questo emendamento sia del tutto inutile, perché si riferisce a cose già fatte.

PIRISI (D.S.). Ritiratelo allora!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Licandro, intervenga.

LICANDRO (F.I.). Posso aspettare, Presidente, è interessante!

(Interruzioni)

LICANDRO (F.I.). Diciamo che eravamo abituati ad affrontare altri temi alle 2 della notte. Abbiamo affrontato il tema della salute mentale e sicuramente ci sentivamo più a nostro agio nel parlare di salute mentale a queste ore della notte. Sono ore che dovrebbero essere dedicate al riposo, visto che domani sarà un'altra giornata di intenso lavoro, però, sinceramente, se avete tutta questa voglia di interloquire è molto semplice, non credo che ve lo vieti nessuno, schiacciate il pulsante sotto la luce rossa e potrete dire ciò che volete senza essere interrotti, perché a volte è pure interessante ascoltarvi. Ma se parlate tutti insieme è difficile capire quel che dite. Capisco che possiate avere nostalgia del lavoro in Commissione, dove si parlava uno alla volta, però… Come?

LAI (D.S.). Mimmo, fai la persona seria, dai!

LICANDRO (F.I.). No, non parlo della Madonna del Rimedio. Noi forse siamo monotoni, sotto un certo aspetto, però lo siete anche voi, perché quando ritenete che ci siano clientele - secondo voi, perché le vedete dappertutto, forse siete abituati a quello che dicevamo noi nella scorsa legislatura -, quando intravedete marchette chiedete nomi e cognomi, codici fiscali e quant'altro, quando invece non c'è alcun tipo di clientela, come nel caso di questo emendamento, parlate di dignità, di ostruzionismo e di tante altre belle cose. La realtà è che il dialogo lo rifiutate voi per primi, colleghi, perché noi il percorso l'avevamo già portato avanti.

(Interruzioni)

Troviamo un accordo, uno di noi si iscrive a parlare, accende il microfono e voi potrete…

URAS (R.C.). E andiamo, sospendiamo…

LICANDRO (F.I.). Uras, ti sei svegliato? Stavi dormendo fino a poco fa! Ti sei svegliato e non hai capito di cosa stiamo parlando! Abbi pazienza, fatti spiegare prima di che cosa stiamo parlando!

PRESIDENTE. Onorevole Licandro, concluda.

LICANDRO (F.I.). Va bene, ecco, schiaccia il pulsante e parla! Vedrai che ti lasciamo parlare, perché noi siamo abituati a farvi parlare!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Presidente, chiederò di recuperare il tempo di tutte le interruzioni che mi saranno fatte, quindi la prego di cronometrare.

Vorrei ricordare agli onorevoli colleghi, a proposito delle clientele, che nella passata legislatura fu approvato all'unanimità il disegno di legge che prevedeva che gli ospedali Binaghi, Oncologico e Microcitemico fossero costituiti in un'unica azienda ospedaliera denominata Fra' Nicola da Gesturi. Nello stesso provvedimento, se non ricordo male, si prevedeva - e quella non era una marchetta, non era clientelismo - l'istituzione dell'Azienda Santissima Annunziata a Sassari. Quel provvedimento, ripeto, passò all'unanimità.

Quindi, colleghi, io capisco che alle 2 della notte si possa dare in escandescenze, però la memoria lunga ce l'abbiamo tutti e soprattutto mi sembrano poco consoni certi interventi, come quello dell'Assessore, che dovrebbe avere un ruolo più tecnico e meno politico, perché qui di cose da ricordare del passato ce ne sarebbero tante. Il passato affonda le sue radici in quel che abbiamo trovato noi del centrodestra quando siamo arrivati qui: il disastro! Non abbiamo fatto una bella figura, lo confesso, sono uno dei pochi del mio partito che si sono salvati dopo quella esperienza, e il fatto che dieci consiglieri siano stati rimandati a casa non è una cosetta da poco! E' stato un bel segnale da parte dell'opinione pubblica, ma mi creda, Assessore, così come non ha fatto una bella figura chi l'ha preceduta, non state facendo una bella figura voi, perché lei la sanità sarda, fino adesso, non l'ha migliorata affatto. E tra quel che ha detto lei all'Aula e quel che ha detto l'onorevole Vargiu - che conosco sin da quando era bambino - mi permetta di credere alle parole del collega.

Quindi, per il principio di fiducia, io sostengo l'emendamento numero 471, che non mi sembra chieda niente di strano. Se poi è vero che si sta già provvedendo alla formazione del personale medico e tecnico, non è pletorico scriverlo nel Piano sanitario, perché serve oggi e servirà domani, in quanto non credo che questa formazione stia per finire. La situazione della radioterapia è veramente indecente ed è necessario che al più presto questo servizio venga adeguato a quelle che sono le necessità, perché il fatto che mille sardi, a tutt'oggi, non riescano a fare la radioterapia a cui hanno diritto è scandaloso. In questi due anni e mezzo, assessore Dirindin, miracoli lei non ne ha fatto e ancora oggi, ogni anno, molti pazienti muoiono senza essersi potuti sottoporre a trattamento radioterapico. E' uno scandalo del quale la Sardegna si deve vergognare e se lei riuscirà a porre fine a questa situazione avrà fatto molto per la nostra regione e gliene daremo atto, perché avrà dato una risposta importante in un settore veramente carente della sanità sarda.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, innanzitutto annuncio che voterò a favore dell'emendamento numero 471, relativo alla radioterapia, ma devo dire che mi ha stupito e veramente non sono riuscito a capire l'intervento dell'Assessore, che avrebbe invece dovuto fare chiarezza.

La Sardegna ha una tradizione storica nel campo della cosiddetta fisica sanitaria radioterapica e ha la fortuna di aver avuto un personaggio illustre, il professor Mario Ladu - amico carissimo, tra l'altro, del professor Gessa -, il quale ha formato gli unici operatori radioterapici che ci sono oggi in Sardegna. Lei parla di formazione in atto, Assessore, e già questo potrebbe essere sufficiente per dire che avrebbe dovuto accogliere questo emendamento, in quanto ripete semplicemente ciò che, a suo dire, si sta già facendo. Per chiarezza, lei dovrebbe dire: "Siccome lo stiamo facendo, accogliamo l'emendamento, tanto due righe in più non cambiano sicuramente il contenuto del Piano sanitario, anzi rafforzano quel che noi stiamo già facendo". Però vorrei davvero capire in quale facoltà, in quale corso di specializzazione di medicina oggi stiamo formando i fisici sanitari radioterapici, perché se lei si riferiva alla formazione regionale, sappiamo bene che riguarda operatori di basso livello professionale, che hanno soltanto il compito di accendere e utilizzare determinati macchinari, ma non certo di elaborare un piano di trattamento radioterapico. Altro è ciò che studiano i giovani universitari della Sardegna che ancora oggi sono costretti ad andare a Pisa, a Torino o a Milano per frequentare i corsi di fisica sanitaria.

Allora, cari colleghi, che a quest'ora, giustamente, avete il diritto di risentirvi, facciamo chiarezza, diteci dov'è che si sta facendo questa formazione. Qui in Sardegna, potenzialmente, potremmo far lavorare 35 tecnici di fisica sanitaria! Mondino Ibba, tu che stai alzando le mani in maniera plateale, hai anche la capacità di intervenire per dire: "Queste cose le stiamo già facendo, per cui accogliamo questo emendamento". Il tuo silenzio non significa niente, non dà nessun contributo!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, intervengo per esprimere il mio voto a favore dell'emendamento numero 471, che riconosce, sotto diversi aspetti, la necessità non solo di un servizio di radioterapia per i pazienti sardi, ma anche del richiesto personale specializzato, affinché questo tipo di terapia possa essere effettuato secondo le esigenze anche in Sardegna.

Quel che a me dispiace è che la grande sensibilità dimostrata da tanti colleghi della maggioranza, che hanno partecipato alla discussione del Piano in Commissione e in Consiglio, sia improvvisamente scomparsa. L'ora è quella che è, ho ricordato...

(Interruzioni)

Presidente Soru, io l'avevo invitata a farsi promotore dell'acquisizione di tutta quella strumentazione necessaria a verificare le condizioni fisiche e mentali dei componenti il Consiglio regionale, perché qualche collega a una certa ora "sballa", come si usa dire. Presidente, se non siamo in grado di stare nell'aula...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Petrini!

CONTU (F.I.). Sballa o sbarella, siamo lì, il significato è quello. I colleghi che non reggono alla fatica per l'impegno profuso durante tutto il giorno vadano a riposare tranquillamente e serenamente, perché noi altrettanto tranquillamente e serenamente vogliamo portare avanti la discussione. Ha fatto bene il collega che mi ha preceduto a dire che molto probabilmente l'ora migliore per parlare di malattie mentali è proprio questa! Qualcuno ne dà segnali proprio in queste ore.

Presidente, abbia pazienza, lei non può tollerare che in aula...

PRESIDENTE. Io ho pazienza, ma lei non continui a ripetere i termini "malattie mentali". Di pazienza ne abbiamo avuta anche troppa, vada avanti.

CONTU (F.I.). Sì, ma la cosa deve essere reciproca. So che ha un ruolo molto difficile da svolgere, Presidente, ma abbia pazienza anche lei.

Comunque, l'ultima notizia che ci ha dato l'Assessore andrà verificata, anche a seguito di ciò che il collega Pisano, che mi ha preceduto, ha riferito in Aula.

PRESIDENTE. Colleghi, siamo tutti giustamente stanchi per l'approfondito confronto che si sta sviluppando, però cerchiamo di renderci la vita un po' più agevole.

Naturalmente, il modo in cui stiamo procedendo non va bene e il Presidente del Consiglio è chiamato a far sì che il lavoro si svolga in modo consono a un'assemblea parlamentare e alla conclusione del lavoro stesso. Stiamo invece procedendo in un modo non consono alla conclusione del nostro lavoro, il che non consente di sviluppare il confronto, che è diventato un'altra cosa. Quindi continuiamo a lavorare, ma invito tutti a tener conto del fatto che si sta innestando un meccanismo che non va bene, che non funziona e che costringe il Presidente del Consiglio a fare quello che non vorrebbe fare.

Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Accogliendo l'invito del Presidente, utilizzerò solo trenta secondi dei tre minuti previsti, per dichiarare il mio voto contrario all'emendamento numero 471 e per sostenere una tesi che è un po' quella che è stata sostenuta e voluta dalla minoranza.

Si è detto che il confronto in Commissione è stato affrettato, che abbiamo bisogno di riflettere, di trovare dei punti di convergenza, di scegliere le cose su cui concentrare l'attenzione delle parti, in modo da contribuire a migliorare il testo del Piano. Si è creata, mi pare, una specie di nuovo organismo, che non è previsto neppure nel Regolamento, il cosiddetto gruppo di volenterosi. Onorevole Vargiu, li ha chiamati lei così. Se era un gruppo di volenterosi avrebbe dovuto risolvere il problema, perché non credo che sia interesse della minoranza, se non per creare problemi al prosieguo della legislatura, alla discussione della finanziaria, al processo di riforme e così via, ritardare l'approvazione del Piano sanitario, come peraltro strumentalmente si sta facendo. Non credo che sia interesse della minoranza, che tra l'altro si autodefinisce riformatrice, portatrice di riforme, fermare il processo riformatore o anche semplicemente il processo di attuazione di quegli adempimenti che per vent'anni sono stati disattesi. Quindi è arrivato il tempo di dire quali e quanti degli emendamenti sono ritenuti significativi, trovare il punto di caduta, chiudere la discussione del Piano sanitario, tanto ci saranno, nei prossimi dieci anni, almeno mille occasione per ritornarci, migliorarlo e vedere un po' se è possibile anche attuarlo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Rinuncia, Petrini!

PETRINI (F.I.). Io voterò a favore dell'emendamento numero 471. Sono veramente deluso del comportamento di tutti. Io sono stato per tanti anni consigliere comunale di Cagliari e devo dire che scene di questo genere non ne avevo mai viste. Non è colpa della sinistra, non è colpa della destra, è colpa di tutti. Come ha detto il Presidente, dobbiamo cercare di recuperare la nostra dignità, perché qui la stiamo perdendo tutti e questo mi dispiace, perché siete delle persone eccezionali. Mi dispiace veramente, cari colleghi. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Ero quasi tentato di dire: tu quoque, Onorio, ma veramente penso che l'appello dell'onorevole Petrini debba essere fatto proprio da quella parte.

Io parlo seriamente, penso di interpretare il sentimento di molti colleghi che non stanno partecipando a questo teatrino che rasenta, in certi momenti, davvero la vergogna. Qualcuno ha parlato di talk show e se i sardi potessero assistere, in video, a ciò che sta succedendo probabilmente il loro giudizio sarebbe ancora più tagliente. Ma lo dico, badate, perché apprezzo il lavoro che hanno fatto i colleghi della opposizione e lo dimostra il fatto - e questo è un problema che pongo anche alla riflessione della maggioranza - che è stata accolta una quantità incredibile di emendamenti e, guarda caso, sono tutti emendamenti dell'opposizione. Allora mi chiedo quale sia il livello se non dell'accordo, una parola che non piace all'opposizione, quanto meno dell'intesa che è stata raggiunta se ancora stasera stiamo parlando del nulla!

Allora, io dico veramente cerchiamo di recuperare la dignità di quest'Aula e di molti colleghi che in silenzio stanno assistendo, ma al limite anche della sopportazione, a interventi che non dicono nulla e che sono costretti qui a subire. Si salvaguardi almeno la dignità dell'Istituzione e, se consentite, anche la dignità e la pazienza di quei colleghi che non sono intervenuti. Lo dico soprattutto in riferimento a quegli interventi che davvero non danno nessun contributo utile al lavoro che stiamo svolgendo.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 471. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 473. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 483 era stato sospeso. Per esprimere il parere su questo emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Pacifico, relatore.

PACIFICO (D.S.), relatore. Esprimo parere contrario.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 483. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

All'emendamento numero 221 era stato presentato un emendamento di sintesi, che non credo sia più tale. Per esprimere il parere sull'emendamento numero 221 ha facoltà di parlare il consigliere Pacifico, relatore.

PACIFICO (D.S.), relatore. Presidente, anche alla luce della discussione che è avvenuta in Aula, ritengo che l'emendamento orale da me presentato, che nasceva dalla sintesi di una discussione svoltasi in Commissione per valutare la possibilità di un punto di caduta definitivo sulla rete ospedaliera cagliaritana, non abbia più senso, essendo venuti meno i motivi di unitarietà che hanno portato all'esplicitazione di quell'emendamento. Grazie.

Sull'emendamento numero 221 esprimo parere favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vittorio Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Accogliendo il suggerimento dell'onorevole Pirisi di attenerci agli emendamenti, mi ero riservato di parlare sull'emendamento di sintesi, che in gran parte è contenuto nell'emendamento numero 221, quindi credo di poter intervenire al riguardo.

L'emendamento di sintesi diceva: "Operando al massimo delle potenzialità tecnologiche, organizzative e strutturali, senza riduzione dei livelli assistenziali fino ad oggi garantiti". Questo è il risultato del lavoro della Commissione, grazie ai famosi volenterosi. Io ho deciso di parlare nel contesto di questo emendamento, per via di un episodio a cui mi è capitato di assistere a dicembre, e che vi racconto.

Una persona a me cara è stata ricoverata all'Ospedale Binagli dal 5 al 22 dicembre… Se l'onorevole Ibba stesse attento, magari mi potrebbe suggerire un termine medico che ora non mi viene. No, no, lo dico solo perché mi aiuti.

IBBA (Gruppo Misto). Ti aiuto, ti aiuto!

RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Grazie. Questa persona è stata ricoverata perché le era stata riscontrata una "macchia" sospetta nei polmoni e ha dovuto aspettare sino al 22 dicembre, perché al Binagli… Per cortesia, Assessore, se può prestare attenzione, poi vedrà…

IBBA (Gruppo Misto). E' attenta, è attenta!

RANDAZZO (U.D.C.). E' importante quello che sto dicendo. E' un fatto personale che avevo difficoltà a raccontarvi. L'attenzione dell'Assessore e della Giunta mi aiuterebbe forse ad andare avanti. Grazie.

Mi dispiace che stia finendo il tempo, magari termino il discorso intervenendo sull'emendamento successivo.

PRESIDENTE. Il tempo è finito, il microfono si spegne automaticamente.

RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Grazie dell'aiuto, Presidente!

PRESIDENTE. Onorevole Randazzo, guardi che io mi posso pure distrarre, ma quando il tempo finisce il microfono si spegne. Lei può dire anche delle cose interessanti, ma le deve dire nel tempo concesso. Tutto qui, è così per tutti. Le chiedo scusa.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, vorrei fare due considerazioni. La prima è che si era avuta l'impressione che la maggioranza fosse convinta della bontà del testo del cosiddetto emendamento di sintesi che, come ha detto il collega Pacifico, di sintesi non è. E il fatto che quell'emendamento non sia più all'attenzione dell'Aula ci fa pensare che probabilmente su quell'argomento non era stata fatta una riflessione tale da determinare il convincimento della maggioranza. Ne prendiamo atto, ma questa non può essere una cosa assolutamente neutra, ovviamente, nei nostri rapporti.

Seconda considerazione: vorrei invitare tutti quei colleghi che normalmente fanno le pulci agli emendamenti presentati dal centrodestra, che vengono quindi contestati per qualsiasi motivo, a leggersi l'emendamento numero 221, su cui è stato espresso parere favorevole. L'emendamento dice: "L'ubicazione del nuovo ospedale dovrà essere assunta tenendo conto della necessità di garantire la massima fruibilità da parte dei cittadini". E vorrei ben vedere che non fosse così! Pensavate forse che si sarebbe costruito un ospedale non fruibile dai cittadini, che vi siete sentiti costretti a scrivere un emendamento di questo genere? Avete improvvisamente letto nel Piano che ai cittadini sarà impedito l'accesso all'ospedale policentrico di Cagliari, che sentite la necessità di discutere, alle 2 e 30 del mattino, un emendamento che dice che l'ospedale deve essere fruibile dai cittadini? E da chi dovrebbe essere fruibile, dai cani?

Colleghi, voi che criticate i nostri emendamenti, avete letto cosa scrivete voi in questo emendamento sul quale avete espresso parere favorevole e magari ci sarà anche la discussione in Aula? Vi potevate risparmiare un emendamento che dice che un ospedale deve essere fruibile dai cittadini. Vorrei ben vedere che non lo fosse!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Signor Presidente, io ritengo che, dopo sei ore di discussione, non sia giusto che l'Aula non si pronunci sull'emendamento di sintesi. Quindi penso che lo si debba mettere ai voti.

L'emendamento può essere integrato oralmente ed è giusto comunque che l'Aula si pronunci, perché è il frutto di un lavoro comune e gli obiettivi di quel lavoro, a mio parere, vengono raggiunti da quell'emendamento.

So che il collega Cherchi intende proporre - e io ho spero che venga accettata anche dalla minoranza - un'ulteriore integrazione che prevede che la Giunta, prima di decidere sulla ubicazione del nuovo ospedale, avvii una consultazione con le amministrazioni locali interessate. Questo oltre al già previsto parere della Commissione consiliare. Quindi mi pare giusto che si arrivi al voto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il presidente Soru per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Utilizzo solo un secondo perché desidero difendere la bellezza, vorrei dire, di quell'emendamento, che invece, nella sua semplicità, rendeva chiaro ciò che noi esattamente pensiamo dopo sei ore di discussione.

L'ubicazione dell'ospedale policentrico deve essere tale da massimizzarne l'accessibilità da parte dei cittadini. Questo è il criterio di localizzazione dell'ospedale ed è perfetto l'emendamento numero 221, che significa che l'ospedale non deve essere localizzato in base alla vicinanza o lontananza della casa d'abitazione di chi lavora al suo interno, non deve essere localizzato in base a campanilismi o agli interessi di chi possiede un terreno piuttosto che un altro. Deve essere localizzato massimizzandone l'accessibilità da parte dei cittadini. E' l'emendamento migliore che abbia visto in questa giornata.

PRESIDENTE. Vorrei sentire il relatore sulla proposta di sintesi.

PACIFICO (d.s.), relatore. Chiedo due minuti di sospensione.

PRESIDENTE. Sospendo la seduta per due minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 2 e 33 di venerdì 19 gennaio, viene ripresa alle ore 2 e 44.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Signor Presidente, l'emendamento sostitutivo dell'emendamento numero 221 recita: "Dopo le parole 'l'assistenza sanitaria' il testo è sostituito dal seguente: 'operando al massimo delle potenzialità tecnologiche, organizzative e strutturali senza riduzione dei livelli assistenziali fino ad oggi garantiti. La scelta dell'ubicazione del nuovo ospedale policentrico dovrà essere assunta previa consultazione degli Enti locali, sentita la Commissione sanità del Consiglio regionale che si esprime entro trenta giorni dalla richiesta'".

PRESIDENTE. Metto in votazione questo emendamento.

LIORI (A.N.). Io vorrei leggerlo perché non l'ho capito. A quest'ora ho necessità di leggerlo.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Chiedo scusa, colleghi, pensavo che ne aveste preso visione. Non faremo una discussione su questo per altri cinque minuti, onorevole Liori. Ci mancherebbe altro!

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, noi le chiediamo scusa se l'integrazione all'emendamento ha comportato un ritardo di alcuni minuti nei lavori d'Aula, comunque necessari per scambiare, nell'ambito della minoranza, qualche considerazione sull'emendamento steso.

Ci sarà una sola dichiarazione di voto che credo e spero sia precisa, ed è l'ultima volta che su questo argomento noi vi diciamo che consideriamo questo emendamento assolutamente insoddisfacente. Avevamo chiesto cose ben diverse, che non riguardavano soltanto il parere della Commissione sanità, ma riguardavano soprattutto la specificazione della sede e del percorso di concertazione che si doveva avviare unitamente alla chiusura dei due ospedali di Cagliari.

Crediamo che sia necessario ribadire che c'era da parte vostra un convincimento differente. Questo convincimento non è stato rispettato ed è ciò che ha comportato sei ore di discussione in Aula di un argomento sul quale speriamo di aver chiarito come la pensiamo. Il mio voto è contrario.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento orale proposto dal relatore. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

(Interruzioni)

Gli emendamenti numero 221 e 149 sono decaduti.

Passiamo all'emendamento numero 93. Ha domandato di parlare il consigliere Serra per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SERRA (Federalista-Autonomista Sardo). Signor Presidente, capisco di essere sfortunato data l'ora, così come credo siano sfortunate le partorienti del Sarcidano e della Barbagia di Seulo e, probabilmente, anche i nascituri di quella zona.

Esprimo il mio voto favorevole, ovviamente, su questo emendamento che ho sottoscritto e sul quale chiedo la votazione nominale, se un Capogruppo o sette colleghi sostengono questa mia richiesta.

PORCU (Progetto Sardegna). La sostengo io.

SERRA (Federalista-Autonomista Sardo). Dopo la discussione d'alto livello che si è svolta finora, stiamo per passare, purtroppo, a una questione che potrebbe essere giudicata minore ma che minore non è, a mio avviso, anche se interessa meno persone di quante ne interessavano le cose che sono state trattate finora. Si tratta comunque, secondo me, di una questione importante, su cui mi limiterò a fare due brevissime considerazioni.

Il manager della ASL numero 8, il dottor Gumirato, qualche tempo fa, sia in Commissione sanità sia in incontri con gli amministratori del nostro territorio, cioè del Sarcidano, di cui ho già detto anche l'altro giorno, ha sostenuto che la chiusura del reparto di ostetricia e ginecologia dell'Ospedale di Isili non produce assolutamente alcun risparmio, perché il costo di quel reparto, rispetto alla spesa complessiva della ASL numero 8, è assolutamente ininfluente.

Credo che l'azione portata avanti sinora dalla Giunta e dalla maggioranza per quanto riguarda il riequilibrio demografico tra la costa e l'interno della Sardegna, vada nella direzione che abbiamo detto, in quanto occorre assolutamente proteggere i territori dell'interno. Lo abbiamo affermato attraverso tante argomentazioni e anche la Giunta e la maggioranza lo hanno sostenuto diverse volte.

Noi non stiamo chiedendo l'apertura di una nuova divisione di ostetricia; stiamo semplicemente dicendo che un'area ostetrica all'interno di quell'ospedale va mantenuta, tutto qui. Quell'area ostetrica - così è stata definita nell'emendamento - esiste da sedici anni e non si è mai verificato un caso critico. Il presidente Soru, poco fa, parlando delle nascite al San Giovanni di Dio, ha ritenuto che lì ci siano dei problemi, allora perché togliere questa possibilità a quelle zone? Qual è il senso di decretare la fine, nel Piano sanitario, di quel reparto di ostetricia e ginecologia?

Voglio fare, in conclusione, semplicemente un appello.

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Serra.

SERRA (Federalista-Autonomista Sardo). Grazie, Presidente. Occorre assolutamente che il Consiglio approvi questo emendamento, pertanto chiedo a tutti i consiglieri di votare a favore e di agevolare in questo modo la riorganizzazione di quell'ospedale e di quel reparto in particolare. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISU (R.C.). Signor Presidente, la condivisione complessiva di questo Piano sanitario regionale non ci esime, com'è ovvio, dal contribuire a migliorarlo in quest'Aula e soprattutto a evitare che si possano fare delle sottovalutazioni o commettere degli errori, anche gravi e incomprensibili, a danno sia delle popolazioni sia degli amministratori locali interessati. Questo può avvenire per la sanità in generale e i piccoli ospedali delle zone interne della Sardegna in particolare.

Spesso si fanno ragionamenti - come abbiamo visto anche oggi - centralistici, nascondendosi dietro espressioni come "servizio di qualità", senza trovare il giusto punto di equilibrio tra questa sacrosanta esigenza e quella di garantire servizi essenziali e di civiltà a popolazioni e comunità svantaggiate su tutto, anche sulla sanità.

Vedete, per noi amministratori delle aree interne, è insopportabile trovarci in discussioni settoriali, oggi sulla sanità, ieri sulla scuola, domani su un altro servizio, in cui si perde sempre qualcosa a discapito dell'utenza e dei cittadini. Non ci si accorge che, così facendo, ci si riduce a una qualità dei servizi e della vita così bassa che dalle zone interne se ne vanno via anche coloro che hanno un lavoro, oltre ai giovani e a intere famiglie che preferiscono trasferirsi a Cagliari, nelle zone costiere o fuori della Sardegna. Per questo non posso accettare nessuna riduzione dell'offerta di servizi sanitari nelle aree interne, anzi mi sarei aspettato un loro potenziamento in termini di qualità, perché quando all'Ospedale di Isili si sono fatte importanti scelte, come quella della angiologia, si sono avuti risultati sorprendenti e i pazienti arrivavano persino da Sassari e Cagliari.

Mi sembra pertanto ragionevole l'emendamento proposto dai colleghi Serra e Atzeri, che ha riscosso l'interesse anche di altri colleghi, sia della maggioranza sia della opposizione, perché fa riferimento all'area ostetrica-ginecologia che nel Piano non è citata in riferimento a quell'ospedale. Conosciamo i dati statistici sulla sicurezza, ma è necessario fare riferimento alle distanze, che nel caso in questione superano i 70, gli 80 e anche i 90 chilometri. Vi è anche un bacino d'utenza di 40-50 piccoli comuni che non deve essere ulteriormente penalizzato. Per noi della maggioranza, per il centrosinistra, questo è un banco di prova.

SANJUST (F.I.). Non è campanilismo questo! Solo quello su Cagliari lo è!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Rinuncio Presidente, perché condivido le considerazioni dei due colleghi che sono appena intervenuti. E comunque questa, collega Sanjust, non è una marchetta, è un'esigenza! Sessanta comuni fanno riferimento all'Ospedale di Isili e, come ho già detto, evidentemente l'Assessore non conosce la geografia!

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cappai. L'onorevole Liori, non essendo in aula, decade dal diritto alla parola.

Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, voterò a favore dell'emendamento numero 93. Siamo a ruota libera, onorevole Pirisi, ciascuno dice quel che ritiene più opportuno.

Io ho vissuto per lavoro a Isili, per cui conosco quel territorio, dove ho partecipato a diverse manifestazioni. So che si tratta di un'esigenza sentita e credo che, avendo prestato attenzione a tante altre realtà ed essendoci impegnati in particolare sul fronte cagliaritano, il problema del presidio di Isili non sia di minore importanza e soprattutto non lo è la questione dell'area ostetrica-ginecologica, intorno alla quale ruota tutta una serie di servizi. Tra l'altro non si tratta di instaurare un nuovo servizio, ma semplicemente di mantenere quello esistente. Io credo che sarebbe un errore cancellarlo, quindi voterò a favore dell'emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, voterò anch'io a favore dell'emendamento numero 93, presentato dai colleghi Serra e Atzeri, e devo dire di condividere in pieno le motivazioni che ha portato l'onorevole Serra, che sono state fatte proprie dall'onorevole Pisu, sulla esigenza di territorializzare i servizi, e in particolare un servizio primario come questo.

Il ragionamento che si sta facendo e che riguarda un bacino d'utenza di 120 mila abitanti, distribuiti su 60 comuni è molto valido e soprattutto coerente con quello che l'assessore Dirindin, in questa stessa sede, aveva detto essere il principio ispiratore della filosofia di questo Piano. Però mi piace far rilevare la grossissima incoerenza dei colleghi che hanno firmato e stanno sostenendo questo emendamento, la cui sostanza non può essere diversa, nella maniera più assoluta, da quella dell'emendamento che abbiamo discusso pochi minuti fa e che riguardava l'Ospedale di Muravera.

Ci dovete spiegare che differenza c'è tra questo emendamento e quello relativo al presidio di Muravera, col quale, in maniera analoga, si tentava di difendere il servizio di ostetricia esistente in questo ospedale e quindi il diritto di nascere in un territorio distante da Cagliari, con tutte le motivazioni che noi sappiamo bene essere legate al problema delle nascite.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). In breve, Presidente, io sono perfettamente d'accordo e voterò a favore di questo emendamento, voglio però rimarcare una cosa: il Gruppo Rifondazione Comunista, quando si è trattato di difendere altri ospedali periferici, mi riferisco principalmente all'Ospedale di Thiesi, a cui fanno riferimento centri abitati che distano anche 70 chilometri da Sassari, ha condiviso l'eliminazione, con un colpo di spugna, non di un reparto di ostetricia e ginecologia, bensì di due intere strutture ospedaliere, per far spazio alla cosiddetta sperimentazione degli ospedali di comunità.

Io concordo pienamente con ciò che hanno affermato i colleghi Serra e Pisu e successivamente il collega Pisano. Avrei voluto comunque che ci fosse stata la stessa coerenza quando si è parlato di altri ospedali periferici, perché, cari colleghi, è giusto che i territori dell'interno, che sono stati spogliati di tutti i servizi periferici, abbiano un'assistenza sanitaria uguale a quella che viene offerta ai territori vicini ai capoluoghi di provincia e quindi agli ospedali più grandi, ed è giusto che questo principio sia affermato per tutti i territori dell'interno.

Giustamente, in questo momento si sta difendendo una struttura periferica, ma mi domando perché non si sia fatto altrettanto quando, con un colpo di spugna, lo ripeto ancora, sono state cancellate ben due strutture ospedaliere contigue al solo fine di fare una sperimentazione sugli ODC, quindi forse due ospedali di comunità. Ecco, quindi, che c'è un'incongruenza. Non è possibile una cosa del genere, vuol dire che non c'è attenzione per le proposte avanzate da questa parte, pur essendo serie, fondate e motivate da esigenze territoriali, ma c'è attenzione solo per le proposte che provengono da un'altra parte politica.

Questo volevo dire, proprio perché mi piace essere sempre obiettivo. Ho detto all'inizio che voto a favore dell'emendamento.

MARROCU (D.S.). Noi votiamo contro, siamo coerenti!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Io sono favorevole all'emendamento numero 93 e voglio ricordare che la stessa condizione la vive l'Ospedale di Ghilarza, per cui chiedo pari attenzione per questo ospedale.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Dedoni, prego.

DEDONI (Riformatori Sardi). Avevo finito. Mi riservo di presentare un emendamento orale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LICANDRO (F.I.). Signor Presidente, mi ha appena anticipato il collega Dedoni. Io voterò a favore di questo emendamento, per gli stessi identici discorsi che ho sempre fatto sul reparto di ostetricia e ginecologia dell'Ospedale di Ghilarza. Io auguro al collega Serra che le sue argomentazioni abbiano più fortuna delle mie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

IBBA (Gruppo Misto). Signor Presidente, voterò a favore di questo emendamento presentato dal collega Serra e spero che ciò non susciti scandalo da parte di nessuno. Voterò a favore pur avendo votato contro l'emendamento che riguardava Muravera. Il Piano descrive, infatti, due realtà totalmente diverse per quanto riguarda Isili e Muravera, e la proposta del collega Serra, in pratica, affianca e in qualche modo rende simile la condizione di Isili, che oggi non c'è, ma che forse dopo l'emendamento ci potrà essere, a quella di Muravera, che già c'è ed è totalmente diversa da quella di Ghilarza. Per cui non si può fare un'analogia tra la condizione di Isili e quella di Ghilarza, per motivi intrinseci alla struttura e per il rapporto territoriale che esiste, per esempio, con la città capoluogo della provincia di Oristano.

Voterò a favore di questo emendamento per gli stessi motivi per cui ho votato a favore del mantenimento della chirurgia pediatrica nella ASL numero 7 di Iglesias.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Signor Presidente, cerco di essere sintetico per far capire le ragioni per cui diciamo no a questo emendamento. Noi, a volte, accentuiamo un po' i toni, forse l'ora tarda non consente di fare ragionamenti molto lucidi e me ne dispiace, perché noi abbiamo ragionato lungamente col collega Serra sulla realtà di tutti i piccoli ospedali, sulla sicurezza delle madri, sulla capacità di erogare un servizio nei reparti di ginecologia e soprattutto in quelli di ostetricia.

L'attività ostetrica-ginecologica a Isili non verrà annullata. L'ospedale di Isili sarà in rete con l'ospedale policentrico cagliaritano e in questo momento è in rete con l'Ospedale Santissima Trinità di Cagliari. La presenza dell'ostetrica e del ginecologo è garantita nell'arco delle ventiquattr'ore tutti i giorni per le emergenze, ma il 90 per cento dei parti deve essere programmato in sicurezza per le mamme e per i bambini. E garantire oggi un organico pieno che ruoti a Isili per effettuare un numero di parti così ridotto è una condizione di insicurezza che nessuno di noi può consentire.

Credo che l'ospedale di Isili sarà valorizzato, così come è avvenuto in questi anni, diversificando le attività in funzione delle emergenti richieste di salute da parte dei cittadini e rimarrà un presidio ginecologico-ostetrico nell'arco delle ventiquattr'ore. Se dovessimo cambiare la nostra decisione per Isili, è chiaro che metteremmo in una situazione di contraddizione anche l'intera maggioranza, per ciò che è stato fatto per tutti gli altri ospedali che sono nella stessa identica situazione. Quindi richiamo a un atteggiamento di coerenza con quanto abbiamo approvato relativamente alle parti precedenti del Piano.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI (D.S.). Signor Presidente, è evidente che l'esperienza che stiamo facendo con il Piano sanitario comporta la necessità che per atti di programmazione di questo genere si stabilisca, in futuro, una modalità di lavoro differente, per evitare di che si accentui una modalità un po' da apprendisti stregoni e che, come è successo in questo caso, il lavoro intenso fatto dalla Commissione sanità - sino a una certa fase tutti insieme, in una seconda fase separatamente - possa essere oggetto di questo tipo di invenzioni dell'ultimo momento.

Nel caso specifico, non si tratta di un'invenzione dell'ultimo momento, perché il collega Serra ha ottenuto, diciamo, una serie di ragionamenti comuni, tra i quali uno in particolare: tutto il tema dei parti e della presenza delle sedi di ostetricia organizzate è stato rinviato nel Piano, mettendo quindi tutti i piccoli ospedali nelle stesse condizioni, a un programma che riguardasse il sistema delle nascite in Sardegna e che rispondesse a quelli che sono i requisiti nazionali e internazionali, che niente hanno a che fare con le distanze, ma molto con la sicurezza della madre e dei bambini. Infatti, dove si effettuano meno di cinquecento parti all'anno - giusto per non improvvisarci tutti ginecologi basta chiederlo al collega Frau -, la possibilità che il bambino o la mamma muoiano è venti volte superiore ai centri dove si fanno più di cinquecento parti all'anno. Quindi, quando si chiede di mantenere un reparto di ostetricia in un piccolo ospedale dove si effettua un numero di parti inferiore a questo parametro, non si fa del bene alle mamme e ai nascituri che ad esso si rivolgono, ma si fa loro del male.

Allora, noi abbiamo rimandato questo delicatissimo argomento a un piano specifico, separato dal Piano sanitario, senza prendere l'impegno di tenere aperti dei reparti che rischiano di essere più dannosi che vantaggiosi. Non si scherza con la salute, né delle madri né dei bambini.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Io credo che pensare che qualcuno scherzi sulla salute delle madri e dei bambini sia eccessivo da parte di chi ci ha rappresentato le ragioni per le quali reputa più utile la cancellazione di quel presidio.

Ritengo che il collega Serra, così come il collega Pisu, e tutti coloro che hanno parlato a favore del mantenimento di quel presidio, non abbiano l'intenzione di ammazzare bambini o di mettere in pericolo la salute delle partorienti. Questo lo dico perché certe considerazioni bisogna farle nel modo dovuto, sapendo chi sono gli interlocutori e tenendo conto della correttezza che è stata dimostrata attorno a questo Piano da certe forze politiche, del distacco rispetto agli interessi particolari che quelle stesse forze politiche hanno dimostrato in ogni momento e della loro lealtà nei confronti della coalizione. Per cui, se queste forze politiche pongono un problema vanno ascoltate e quel problema va valutato insieme al fine di trovare una soluzione di cui tutti siano convinti.

Qua non digerisce più nulla nessuno, per cui io penso, e così voglio chiudere, se me lo consenti, collega Pirisi…

Presidente, ho il diritto di terminare il mio intervento!

PRESIDENTE. Prosegua, onorevole Uras.

URAS (R.C.). La richiesta avanzata dall'onorevole Serra con l'emendamento numero 93 nasce dal rischio e dalla preoccupazione che non ci sarà per le partorienti di Isili e dei paesi del circondario un presidio ospedaliero agevolmente raggiungibile in altra area geografica della Sardegna e si pensa che quelle donne finiranno per partorire in casa, con ostetriche del luogo, in condizioni di maggiore disagio e in assenza di medici. Di questo si sta parlando, e chi ha la responsabilità di pensare a tutti nello stesso modo probabilmente si pone il problema di sostenere la tesi che è stata avanzata con questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Io voterò secondo l'orientamento offerto a quest'Aula dal relatore, ma voglio aggiungere un però, perché i romani dicevano: summum ius, summa iniuria. Ho sentito, qui, mediazioni alte su venti posti letto spalmati su tutta la Sardegna; ho sentito mediazioni alte su un centro ad Alghero, di cui non so niente e poco mi interessa sapere, che sia privato o quant'altro, e non le ho viste guidate dall'idea di rispondere alla richiesta di salute del cittadino. Invece, sugli aspetti relativi alla riorganizzazione dei presidi sanitari nel territorio rurale si applica una razionalità inflessibile, di cui io mi fido, ma ho un sospetto, che vorrei verificare nel prosieguo dei lavori, non di oggi, ma di questa legislatura, il sospetto, cioè, che alla fine la riduzione della presenza di presidi ospedalieri nell'area rurale si traduca in un grande vantaggio economico all'interno delle aree urbane, dove ci sono grandi soggetti economici e dove ci sono grandi soggetti economici legati anche a grandi soggetti politici.

Io sono convinto che ci sia un eccesso di scrupolo, un eccessivo uso di riga e squadra per quanto riguarda i paesi dell'interno e un eccesso di grande trattativa politico-finanziaria per quanto riguarda le aree urbane. E credo anche che sia mancato l'equilibrio nella valutazione di questi aspetti. Per cui, la posizione dell'onorevole Serra non è campata per aria. Potrei fare l'esempio di altri colleghi che hanno tutelato condizioni assolutamente analoghe relative ad altri luoghi eppure sono stati ascoltati. Non serve richiamare una razionalità che non è presente in ogni millimetro di questo Piano, ed è comunque più dignitoso chi difende un presidio che non è Muravera, non è Thiesi, non è Ghilarza, rispetto a chi ha difeso qualche interesse economico non propriamente chiaro a chi non è addentro a questa Babele di interessi economici e politici.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Capisco bene le difficoltà nel trattare il problema della rete dei punti nascita, peraltro ricordo che abbiamo già approvato la parte che riguarda la tutela della donna e del bambino quando ci siamo occupati dell'attività all'interno del distretto. Ne abbiamo discusso a lungo in Commissione, così come è segnato nel documento che è già stato approvato dal Consiglio, abbiamo fatto un'analisi e c'è una verità che purtroppo è drammatica, ma che non possiamo disconoscere: la mortalità dei bambini alla nascita è inversamente proporzionale al numero di parti che si effettuano nei reparti.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità, così come il Progetto obiettivo materno infantile, che è stato confermato già due volte di seguito, in questo Paese, da vari Governi, chiede che tutti i reparti che fanno nascere meno di 500 bambini all'anno siano chiusi. Quello che noi però abbiamo scritto nel Piano, e che, ripeto, è già stato approvato, è che noi non vogliamo applicare in modo automatico questa indicazione del Progetto obiettivo materno infantile italiano, perché ci rendiamo conto che in questa realtà ciò potrebbe comportare degli effetti assolutamente difficili da capire e, forse, persino non così completamente positivi.

Abbiamo detto che ci sono dei reparti che fanno nascere dai 200 ai 400 bambini e riteniamo che con le dovute attenzioni questi reparti possano sopravvivere. Per i reparti che fanno nascere un numero ancora più basso di bambini abbiamo proposto di definire dei modelli organizzativi che possano consentire l'accesso rapido da parte della mamma nel caso in cui abbia dei problemi e possano garantire la salute della mamma e del bambino e, ovviamente, la presenza di professionalità adeguate. Questo non lo abbiamo rinviato, ma lo abbiamo concordato, dicendo che, successivamente, avremmo esaminato alla stessa maniera le singole realtà di questi piccoli reparti e avremmo valutato, tenendo conto del bacino di riferimento, della rete viaria, eccetera, quale modello organizzativo fosse in grado di rispondere a questi tre obiettivi: accesso rapido, tutela della mamma e tutela del bambino.

Quindi crediamo che anche per la struttura di cui stiamo parlando sia opportuno usare la stessa terminologia, la stessa frase che abbiamo usato per le altre, il che non vuol dire che il giorno dopo l'approvazione del Piano il reparto di ostetricia in questione sarà chiuso. Assolutamente no! Viene garantita intanto la presenza, come ha già detto il relatore, in condizioni di emergenza e per ventiquattr'ore al giorno, del medico e delle professionalità che sono necessarie, ma certo, nel corso di questi anni, avremo bisogno di definire che cos'è meglio, affinché la regola secondo cui, come purtroppo è dimostrato in tutti i paesi sviluppati, più piccolo è il reparto più bambini muoiono alla nascita non abbia a produrre effetti negativi sui nascituri.

PRESIDENTE. L'onorevole Serra aveva chiesto la votazione nominale sull'emendamento numero 93. Chi appoggia la richiesta?

(Appoggiano la richiesta di votazione nominale i consiglieri MARRACINI, PISU, PISANO, DEDONI, MANINCHEDDA, URAS, PINNA.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 93.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CALIGARIS - CAPELLI - CAPPAI - CONTU - DAVOLI - DEDONI - DIANA - IBBA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MARRACINI - MURGIONI - PETRINI - PISANO - PISU - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SALIS - SANJUST - SERRA - URAS - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PORCU - SABATINI - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SORU - UGGIAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - PITTALIS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 66

Votanti 64

Astenuti 2

Maggioranza 33

Favorevoli 27

Contrari 37

(Il Consiglio non approva).

CAPPAI (U.D.C.). Vorrei sapere come ha votato l'onorevole Cerina, dato che, pur non essendo presente in aula, il suo voto risulta.

PRESIDENTE. Colleghi, ci sono i Segretari.

(Interruzioni )

Va bene, l'onorevole Cerina non c'è, anche perché non si muove velocissimamente, e non può improvvisamente diventare una lepre alle 4 del mattino, quindi qualcuno ha votato per errore.

Metto in votazione l'emendamento numero 481. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 500. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 500.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Sanjust ha votato a favore

Rispondono sì i consiglieri: DEDONI - LA SPISA - LOMBARDO - PISANO - RASSU - SANJUST - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CALIGARIS - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS - URAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 53

Votanti 52

Astenuto 1

Maggioranza 27

Favorevoli 7

Contrari 45

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 486. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Il riferimento è all'emendamento numero 486, sul quale avevo espresso parere negativo perché nelle interlocuzioni che vi erano state in Commissione si era convenuto di apportare alcune modifiche alla pagina 106 del testo del Piano sanitario riguardanti l'Azienda Ospedaliera Brotzu. Si tratta di tre emendamenti orali di piccolo taglio che vanno inseriti nei vari capoversi. Se posso, vorrei esporli, poi consegnerò il testo scritto agli Uffici.

PRESIDENTE. Sì, prego.

PACIFICO (D.S.), relatore. Allora, al primo punto, dopo le parole "attualmente presenti in urologia, nefrologia, gastroenterologia)" va inserito i periodo "anche attraverso il potenziamento delle attività di terapia intensiva e di rianimazione"; al quarto punto la parola "traumatologia" è sostituita con "patologie traumatiche complesse" e vengono cassate le frasi "nella fase acuta e riabilitativa" e "per il trattamento delle lesioni traumatiche complesse" sostituite da "(trauma-center)". Il punto successivo resta invariato. Al sesto punto dopo le parole "chirurgie generali" va aggiunta la frase "diversificandole dall'attività del centro trapianti di fegato". Posso consegnare il testo di queste correzioni?

PRESIDENTE. Sì.

PACIFICO (D.S.), relatore. Presidente, mi ero dimenticato un punto. Posso?

PRESIDENTE. Prego, onorevole Pacifico.

PACIFICO (D.S.), relatore. Al secondo capoverso, dopo le parole "del bacino del Mediterraneo" va inserito "La Regione rafforza il proprio impegno per garantire il ruolo di alta specializzazione dell'azienda Brotzu".

PRESIDENTE. Va bene. Ci consegna il testo, onorevole Pacifico?

PACIFICO (D.S.), relatore. Sì. Per una questione di coerenza del testo la dicitura "patologie traumatiche complesse (trauma-center)"è la stessa che abbiamo utilizzato anche per la ASL numero 1 e per l'Ospedale Santissima Annunziata di Sassari. In sede di coordinamento occorre omogeneizzare le due dizioni in maniera che non vi siano discrepanze. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Intervengo dopo.

PRESIDENTE. Metto in votazione le modifiche testé proposte dal relatore alla pagina 106. Chi le approva alzi la mano.

(Sono approvate)

L'emendamento numero 147 era stato sospeso. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Presidente, sulla cardiologia pediatrica dell'Ospedale Brotzu vi sono due emendamenti: il 147, presentato dalla maggioranza, e il 489. Le prime tre righe di entrambi gli emendamenti sono pressoché identiche, per cui se il primo firmatario del 489, il collega Vargiu, è d'accordo i due emendamenti possono essere unificati limitatamente a questa parte.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, volevo solo ricordare all'Aula che nella sala regia c'è un signore che dalle 19 e 30 di questa sera sta accendendo e spegnendo i microfoni senza nemmeno avere la possibilità di spostarsi per le normali esigenze fisiologiche. Ritengo che, umanamente parlando, un minimo di rispetto anche per il personale ci debba essere. Non ci rendiamo conto neanche di questo, ma non fa niente.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cappai, per averci ricordato questo problema. Naturalmente stiamo attenti a rispettare il lavoro di ciascuno.

Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato "Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. 11/A e Doc. 11 bis/A) dei documenti "Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. n. 11/A) e "Integrazione al Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. n. 11 bis/A)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Dopo la dichiarazione fatta dal relatore di maggioranza, intervengo a favore degli emendamenti unificati numero 147 e 489, che rendono giustizia di un problema che si vive pressoché quotidianamente, perché tante famiglie sono costrette a rivolgersi a strutture extraregionali per ottenere i servizi inerenti alla cardiologia pediatrica. Per cui l'istituzione del servizio di cardiologia pediatrica presso la struttura Brotzu risponde alle esigenze di una fascia di domanda sanitaria particolarmente debole.

Il fatto che sia la maggioranza sia la minoranza abbiano colto questa esigenza è segno di alta sensibilità rispetto a una problematica che sappiamo essere importante per i bambini che purtroppo hanno bisogno di questo tipo di assistenza. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). In riferimento alla richiesta del collega Pacifico, relatore di maggioranza, devo dire che anche su questo argomento purtroppo le discussioni che noi abbiamo fatto all'interno del gruppo di volenterosi sembra siano servite a poco, perché questo gruppo aveva preso in esame anche la parte successiva dell'emendamento numero 489. Noi, infatti, sosteniamo che le esigenze della cardiologia pediatrica stanno creando, ancora oggi, in Sardegna, una mobilità passiva extraregionale significativa e non ha nessun senso che si debbano chiedere per cortesia delle prestazioni sanitarie che devono essere un diritto dei cittadini sardi.

Allora, era stato preso un impegno che ora viene disatteso, ma dev'essere richiamata la responsabilità del presidente Soru anche su questo? Vorremmo capirlo! Vorremmo capire se negate l'esigenza di cui stiamo parlando! Vi abbiamo fornito i dati: 4 mila prestazioni di cardiologia pediatrica all'anno, il 60 per cento delle quali viene effettuato fuori della provincia di Cagliari. Vi abbiamo anche detto che i cateterismi cardiaci non possono essere fatti altrove. E voi negate la possibilità di creare una nuova struttura dopo che in Commissione avevate acceduto a queste nostre considerazioni!

La responsabilità ve la prendete davanti ai sardi, non è con noi che state disattendendo degli accordi. State disattendendo delle considerazioni che abbiamo fatto insieme questa mattina, non capisco! Eravate addivenuti alle nostre stesse considerazioni perché vi avevamo convinti con la forza o perché davvero ritenevate che l'istituzione di questo servizio avesse un significato per i bambini cardiopatici sardi? Ci vorrebbe una risposta in questo senso, non è che siccome sono le 4 del mattino non esistono più risposte in quest'Aula!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.

DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Per tutta la stesura del Piano e anche in occasione del dibattito che abbiamo fatto in Commissione abbiamo seguito alcune regole. Una di queste era quella di evitare, nella maniera più rigorosa possibile, ma qualche volta, come sapete, c'è stato un cedimento, l'istituzione di servizi o di unità di strutture complesse o semplici, perché la programmazione regionale non implica la creazione di nuove strutture, di nuove posizioni organizzative, implica la garanzia dell'assistenza.

Noi siamo assolutamente d'accordo sul fatto che bisogna rafforzare la cardiologia pediatrica in questa regione, siccome però per nessuna delle parti del Piano che riguardano le diverse Aziende sanitarie e le strutture che all'interno delle stesse devono essere rafforzate abbiamo parlato di creazione di nuovi servizi, bensì della necessità di garantire l'assistenza, mi sembra doveroso applicare questo principio anche in questo caso. Questo non vuol dire che non debba essere garantita e potenziata questa forma di assistenza, ovviamente.

PRESIDENTE. Vorrei sapere se gli emendamenti devono essere messi in votazione separatamente oppure no.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Separatamente.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 147. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 488. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 489. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Voterò a favore dell'emendamento numero 489, che chiede l'istituzione di una cardiologia pediatrica, degna di tal nome, presso l'Ospedale Brotzu di Cagliari.

Devo dirle, assessore Dirindin, che lei non mi ha assolutamente convinto. Mi avrebbe convinto qualora non avesse usato il telefono per raccomandare dei pazienti che non possono essere curati presso il Centro di cardiologia pediatrica di Cagliari, perché se non viene potenziato questo centro non è in grado di dare le risposte assistenziali che lei ha chiesto siano fornite, ben sapendo che non esistono strutture idonee. Allora, il presidente Soru non alza il telefono personalmente, lo fa fare all'Assessore! E l'Assessore alza il telefono per fare delle raccomandazioni ben sapendo che le strutture che esistono a Cagliari non sono in grado di dare le risposte che lei stessa chiede.

Se lei fa questo dovrebbe anche avere l'onestà culturale - che non ha - di garantire ai cardiopatici sardi, soprattutto quando si tratta di piccoli pazienti, quell'assistenza che a Cagliari non viene fornita!

PORCU (Progetto Sardegna). Stai esagerando!

VARGIU (Riformatori Sardi). L'Assessore sa che non sto esagerando, perché posso fare nomi e cognomi dei pazienti che si sono rivolti a lei!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Io voterò contro l'emendamento numero 489.

Ne approfitto per chiedere un chiarimento all'onorevole Vargiu. Lei sa se io ho mai chiesto all'Assessore di raccomandare qualcuno, per qualsiasi motivo, presso qualche ospedale di Cagliari? Se non è così la prego di chiarirlo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

Rapidissimamente, perché naturalmente questa procedura non è prevista.

VARGIU (Riformatori Sardi). Il presidente Soru ha ragione, la foga oratoria mi ha sicuramente fatto dire un'inesattezza. L'assessore Dirindin raccomanda a nome suo, non del presidente Soru!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.

DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Vorrei che lei chiarisse, onorevole Vargiu, perché posso pure riferire di alcuni casi sui quali ho chiesto informazioni e che riguardavano in particolare dei bambini. E' una cosa che mi capita frequentemente, perché quando ci viene segnalato, purtroppo, il mancato rispetto di un diritto usiamo questi casi, ovviamente, non per favorire la singola persona che ci ha portato a conoscenza del caso, ma come esempio per intervenire, chiedere quali sono i problemi e cercare di capire come affrontarli.

(Interruzioni)

Sì, l'abbiamo fatto, vi possiamo anche portare molte testimonianze e vorrei che voi ne portaste altrettante relativamente al periodo in cui governavate voi. L'abbiamo fatto, soprattutto quando si trattava di piccoli pazienti e abbiamo anche chiesto ai professionisti di non strumentalizzare le mamme che sono angosciate per i problemi dei loro bambini, semplicemente per chiedere...

VARGIU (Riformatori Sardi). Le mamme sono angosciate perché in Sardegna non c'è la risposta sanitaria che chiedono. Lei lo sa benissimo ed è per quello che alza il telefono!

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Vargiu!

VARGIU (Riformatori Sardi). Le prestazioni sanitarie sono un diritto di tutti, non solo di chi ha un canale privilegiato per effettuare una chiamata all'Assessore!

DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Non credo di dover chiedere il permesso a lei per alzare il telefono e chiedere come mai non viene assistito un bambino!

VARGIU (Riformatori Sardi). Ha chiesto che venga assistito un bambino che qui non può essere assistito, lo sa benissimo, perché non c'è la struttura idonea e lei non la vuole creare!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Intervengo per esprimere il mio voto a favore dell'emendamento numero 489.

Nei passaggi precedenti si chiedeva all'Assessore l'informazione necessaria per far capire a tutti noi se siamo in grado o no di assicurare la risposta in cardiologia pediatrica, quindi di garantire l'assistenza cardiologica ai bambini. L'esigenza era quella di sapere se l'Assessore ha avuto la sensibilità di accertare se le prestazioni venivano erogate, come tentava inutilmente di far capire, perché sinceramente noi non c'eravamo e non possiamo saperlo. Non lo possiamo sapere, però la risposta non può essere che lei ha bisogno di telefonare ai reparti per sapere qual è la situazione. Credo che questi sistemi vengano adottati in regimi non democratici e un Assessore non si dovrebbe permettere di interloquire con un reparto, magari interrompendo un servizio, per soddisfare la sua curiosità. Dovrebbe, invece, interessarsi di programmare il servizio, visti i dati che sono stati forniti, di cui è a conoscenza, e i bisogni, che non sono cosa di poco conto rispetto ai sacrifici che vengono richiesti alle famiglie, anche in momenti difficili. La sensibilità personale può essere utilizzata per altri fini.

Anziché impegnarsi nella ricerca di soluzioni, lei, Assessore, viene qua a raccontarci che questo serviva quasi per testare la correttezza di professionisti che gestiscono la sanità. Questo per dire che nel sistema sardo della sanità lei si è integrata poco, male e in maniera non rispondente a ciò che noi ci saremmo aspettati. Grazie.

MARROCU (D.S.). Ma siediti che hai disturbato anche troppo, è una cosa assurda!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Noi votiamo contro l'emendamento numero 489, sul quale il relatore, a nome della Commissione, e la Giunta hanno espresso parere contrario.

A me dispiace sinceramente - ed è un fatto che non si giustifica con l'ora tarda - che un collega serio e corretto utilizzi il parere contrario su un emendamento, espresso, tra l'altro, in coerenza con un giudizio che l'Assessore, la Giunta e la Commissione hanno espresso su tutto il Piano, come pretesto per sferrare un attacco personale, violento, inutile, senza argomenti e stupido!

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo la calma e anche gli atteggiamenti giusti rispetto agli argomenti che sono in discussione. Onorevole Marrocu!

VARGIU (Riformatori Sardi). Gli Assessori danno risposte generali, non personali!

MARROCU (D.S.). Chissà cosa c'è dietro tutta questa veemenza! Pensate agli "accozzi" vostri!

PRESIDENTE. Onorevoli Marrocu e Vargiu, proviamo a mantenere uno stile adeguato alla discussione.

Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Aveva dato la parola al presidente Soru.

PRESIDENTE. Quando dirigerà lei la lascerò dirigere, onorevole Dedoni! Vuole intervenire?

MASIA (Federalista-Autonomista Sardo). Rinuncia!

PRESIDENTE. Bene, l'onorevole Dedoni ha rinunciato.

DEDONI (Riformatori Sardi). Non ho rinunciato!

PRESIDENTE. Sì, ha rinunciato!

DEDONI (Riformatori Sardi). Presidente, intervengo dopo!

PRESIDENTE. Va bene, non c'è problema!

Ha domandato di parlare il Presidente della Regione per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SORU (Progetto Sardegna). Vediamo, consigliere Dedoni, se il mio intervento può servire anche per dare una risposta a lei.

E' vero, gli Assessori si devono occupare di problemi generali e non personali, e per occuparsi di problemi generali è importante occuparsi, quando capita, anche dei problemi personali, soprattutto quando questi possono essere drammatici e hanno bisogno di una risposta. Credo che nessuno possa per questo accusare l'Assessore della sanità di clientelismo, visto che comunque lascerà la Sardegna e non sta cercando carriere politiche qui. Quindi quell'accusa è sicuramente fuori luogo. Però, per chi ha voluto ascoltare, credo che l'Assessore, così come il relatore in precedenza, abbia detto che questo Piano vuole garantire il miglioramento dell'assistenza in cardiochirurgia pediatrica, e vuole garantirlo nelle forme più adeguate. Semplicemente l'eventuale apertura di una struttura complessa non deve essere decisa nel Piano sanitario; deve essere decisa in un atto aziendale e così sarà. Probabilmente ci sarà da aprire un primariato, e lo si farà. Stiamo soltanto dicendo che questo non deve essere scritto nel Piano sanitario, ma noi siamo quanto voi convinti che debba essere offerta un'assistenza migliore; l'abbiamo sperimentato e lo faremo probabilmente con lo stesso meccanismo che voi avete individuato. Semplicemente rivendichiamo l'opportunità di non individuare i servizi o i primariati nel Piano sanitario.

PRESIDENTE. Procediamo alla votazione della seconda parte dell'emendamento numero 489, in quanto la prima parte è identica al testo dell'emendamento numero 147, già approvato. Quindi votiamo la parte che inizia con le parole "alla cardiologia pediatrica viene attribuito il riconoscimento".

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della seconda parte dell'emendamento numero 489.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Pinna ha votato contro.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 60

votanti 60

maggioranza 31

favorevoli 15

contrari 45

(Il Consiglio non approva).

L'emendamento numero 10 è decaduto, in quanto compreso nell'emendamento orale di modifica della pagina 106. Passiamo all'emendamento numero 94.

DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. E' ritirato.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 11. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 9. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 12. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 13. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Per esprimere il parere sull'emendamento numero 491 ha facoltà di parlare il consigliere Pacifico, relatore.

PACIFICO (D.S.), relatore. Esprimo parere contrario.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 491. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'esame della Parte II, capitolo 3, paragrafi 3.4, 3.5, 3.5 bis, a cui sono stati presentati quindici emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dei paragrafi 3.4, 3.5, 3.5 bis e dei relativi emendamenti:

3.4 Le Aziende ospedaliero-universitarie

L'attività assistenziale necessaria per lo svolgimento dei compiti istituzionali delle Università di Cagliari e Sassari è determinata nel quadro della programmazione regionale e nel rispetto dei principi generali che regolano la riorganizzazione dell'intera rete ospedaliera regionale, Università inclusa. La programmazione regionale, d'intesa con le Università, definisce un percorso per l'individuazione del fabbisogno formativo.

Il Protocollo d'intesa siglato dalla Regione Sardegna e dalle Università di Cagliari e Sassari l'11 ottobre 2004 ha dato l'avvio alla procedura per l'istituzione di due Aziende ospedaliero-universitarie, una a Cagliari e l'altra a Sassari.

L'accordo con le Università di Cagliari e Sassari

In attuazione di tale Protocollo sono stati predisposti e sottoscritti dalla Regione e dalle Università i primi preliminari accordi volti a garantire la collaborazione tra aziende sanitarie e strutture universitarie sul piano dell'assistenza necessaria per un completo esercizio delle funzioni di didattica e di ricerca, istituzionalmente proprie dell'Università.

In attesa della concreta istituzione ed attivazione delle due Aziende ospedaliero-universitarie di Cagliari e Sassari, la Regione, di concerto con le Università, provvede ad individuare modalità che assicurino continuità nell'erogazione dell'assistenza e nei processi di miglioramento e riqualificazione in corso, che garantiscano certezza agli operatori ospedalieri ed universitari, che favoriscano un ordinato ed equilibrato passaggio dall'attuale situazione a quella definitiva.

A tal fine, promuovendo una concreta collaborazione tra Regione ed Università, possono essere individuati degli specifici organismi straordinari incaricati di gestire la complessa fase della transizione.

In ragione dei protocolli d'intesa sottoscritti tra Regione e Università, il presente Piano definisce la struttura delle Aziende ospedaliero-universitarie di Cagliari e Sassari.

Azienda ospedaliero-universitaria di Cagliari

L'applicazione degli standard nazionali di riferimento, definiti come media regionale è pari a 4,5 posti letto per mille abitanti (di cui 3,5 per acuti e 1 per lungodegenza e riabilitazione), è compatibile con una dotazione complessiva sul territorio dell'ASL di Cagliari superiore a tale parametro, in ragione della funzione di polo di riferimento attribuito a Cagliari per le specialità a minore diffusione e rare.

Sulla base di tali parametri si ritiene di poter stimare per l'Azienda ospedaliero-universitaria di Cagliari un dimensionamento complessivo non superiore a 700 posti letto.

In attuazione dell'articolo 6 del Protocollo d'intesa tra la Regione Autonoma della Sardegna e le Università degli Studi di Cagliari e di Sassari sottoscritto in 11 ottobre 2004, il perseguimento di un adeguato livello di unitarietà strutturale e logistica dell'Azienda ospedaliero-universitaria deve essere considerato un obiettivo tendenziale dando atto che, allo stato attuale, la sede dell'Azienda sarà presso il Policlinico universitario di Monserrato ed il Presidio San Giovanni di Dio con il complesso pediatrico.

L'Azienda ospedaliero-universitaria svolge la propria attività, oltrechè nella sede anche nelle strutture universitarie attualmente convenzionate con la ASL n. 8 di Cagliari (P.O. Binaghi, P.O. Santissima Trinità, P.O. Microcitemico e P.O. Marino) sulla base di un apposito atto che regolamenta i rapporti tra le due Aziende e fermo restando l'obiettivo di medio periodo di pervenire ad un adeguato livello di unitarietà.

Qualora nell'Azienda ospedaliero-universitaria non siano disponibili specifiche strutture essenziali per un corretto svolgimento dell'attività didattica, l'Università concorda con la Regione, con apposito atto, l'utilizzazione di altre strutture pubbliche.

La definizione della rete ospedaliera della città di Cagliari e specificamente della nuova Azienda ospedaliero-universitaria dovrà essere coerente con i seguenti indirizzi di carattere generale:

· l'assegnazione delle funzioni all'Azienda ospedaliero-universitaria dovrà avvenire in coerenza con la vocazione che tradizionalmente la caratterizza;

· l'organizzazione delle strutture deve svilupparsi in una logica dipartimentale, tenendo conto dell'esigenza di garantire, anche in assenza di una unitarietà strutturale e logistica dell'Azienda ospedaliero-universitaria, l'efficienza organizzativa;

· le duplicazioni, rispetto alle altre strutture che insistono nel territorio dell'area metropolitana di Cagliari, non adeguatamente motivate devono essere gradualmente superate, tenuto conto del fabbisogno di assistenza, del volume e della tipologia dell'attività svolta nell'ultimo triennio, dell'efficienza organizzativa delle singole unità operative, dei criteri di accreditamento delle strutture stesse e dei requisiti minimi per l'accreditamento dei corsi di studio della Facoltà di Medicina;

· la natura, i compiti e le responsabilità delle strutture ospedaliere dell'area metropolitana di Cagliari portano a prevedere per l'Azienda ospedaliero-universitaria la presenza dei seguenti Dipartimenti: Medicina, Chirurgia, Materno infantile, Emergenza-Urgenza, Servizi;

· nei Dipartimenti dell'Azienda ospedaliero-universitaria confluiranno le funzioni di seguito indicate: nella Medicina la medicina interna, la medicina del lavoro, la cardiologia, la dermatologia, la gastroenterologia, la reumatologia, la neurologia, le malattie endocrine e metaboliche, la nefrologia, l'oncologia medica, l'allergologia; nella Chirurgia (destinata a regime ad operare presso la sede di Monserrato) confluiranno le funzioni di chirurgia generale, otorinolaringoiatria, oculistica, odontoiatria, chirurgia vascolare; nel Materno infantile confluiranno le funzioni di clinica pediatrica, neuropsichiatria infantile, neonatologia, terapia intensiva neonatale, ostetricia e ginecologia, chirurgia pediatrica; nell'Emergenza-Urgenza confluiranno le funzioni del Pronto Soccorso e della rianimazione;

· le strutture di degenza psichiatrica dovranno confluire nel Dipartimento di Salute Mentale in un'ottica di forte integrazione tra ospedale e territorio;

· allo scopo di perseguire, all'interno dell'Azienda ospedaliero-universitaria, un'efficace integrazione è opportuno un adeguato equilibrio tra i due ordinamenti nell'affidamento degli incarichi di direzione delle strutture, complesse e semplici, secondo i principi enunciati nel Protocollo d'intesa;

· i servizi per i quali si dovrà, tendenzialmente, evitare ogni duplicazione saranno specificati con apposito atto, tenendo conto del fabbisogno e delle peculiarità presenti.

Azienda ospedaliero-universitaria di Sassari

L'applicazione degli standard nazionali di riferimento, definiti come media regionale e pari a 4,5 posti letto per mille abitanti (di cui 3,5 per acuti e 1 per lungodegenza e riabilitazione), è compatibile con una dotazione complessiva sul territorio dell'ASL di Sassari superiore a tale parametro, in ragione della funzione di polo di riferimento attribuito a Sassari per le specialità a minore diffusione e rare.

La programmazione sanitaria regionale prevede la presenza sull'area metropolitana di Sassari di un presidio ospedaliero (Santissima Annunziata) e di un'Azienda ospedaliero-universitaria, per un totale di posti letto intorno a 950, distribuiti fra le due strutture in maniera equilibrata.

In attuazione dell'articolo 7, comma 6, del Protocollo d'intesa tra la Regione Autonoma della Sardegna e le Università degli Studi di Cagliari e di Sassari sottoscritto in data 11 ottobre 2004, il perseguimento di un adeguato livello di unitarietà strutturale e logistica dell'Azienda ospedaliero-universitaria deve essere considerato un obiettivo tendenziale dando atto che, allo stato attuale, la sede dell'Azienda sarà presso le strutture universitarie attualmente convenzionate con l'Azienda Usl n. 1, il Policlinico universitario e il Presidio Santissima Annunziata.

Qualora nell'Azienda ospedaliero-uuniversitaria non siano disponibili specifiche strutture essenziali per un corretto svolgimento dell'attività didattica, l'Università concorda con la Regione, con apposito atto, l'utilizzazione di altre strutture pubbliche.

In attesa di una complessiva valutazione e revisione del fabbisogno di formazione le attività essenziali per lo svolgimento dei compiti istituzionali dei settori scientifico-disciplinari di oncologia medica e di malattie cutanee e veneree saranno garantite nell'ambito della dotazione complessiva dei posti letto del Dipartimento di Medicina Interna dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria, nonché dalle strutture assistenziali di Oncologia e Dermatologia dell'ASL, in maniera integrata e complementare.

La definizione della rete ospedaliera della città di Sassari e specificamente del presidio ASL Santissima Annunziata e della nuova Azienda ospedaliero-universitaria dovrà essere coerente con i seguenti indirizzi di carattere generale:

· l'assegnazione delle singole funzioni all'interno dell'Azienda ospedaliero-universitaria e del presidio ospedaliero Santissima Annunziata dovrà avvenire in coerenza con la vocazione generale attribuita alle due strutture;

· l'organizzazione di entrambe le strutture deve svilupparsi in una logica dipartimentale;

· le attività di supporto (tecniche, amministrative e professionali) devono, per quanto possibile, mantenere una gestione unitaria nel rispetto dell'autonomia giuridica dell'Azienda ospedaliero-universitaria;

· le duplicazioni non adeguatamente motivate devono essere gradualmente superate, tenuto conto del fabbisogno di assistenza, del volume e della tipologia dell'attività svolta nell'ultimo triennio, dell'efficienza organizzativa delle singole unità operative e dei criteri di accreditamento delle strutture stesse e dei requisiti minimi per l'accreditamento dei corsi di studio della Facoltà di Medicina;

· la natura, i compiti e le responsabilità delle due strutture ospedaliere della città portano a prevedere per l'Azienda ospedaliero-universitaria un Dipartimento internistico, un Dipartimento chirurgico ed uno per la lungodegenza e riabilitazione, nonché il Dipartimento Materno infantile. A sua volta nel P.O. Santissima Annunziata sarà presente un Dipartimento internistico, un Dipartimento chirurgico, uno per la lungodegenza - riabilitazione ed il Dipartimento dell'Emergenza-Urgenza. Relativamente all'attività di emergenza-urgenza dovranno prevedersi accordi interaziendali tra Azienda ospedaliero-universitaria e ASL che garantiscano idonee modalità organizzative a fini sia assistenziali che didattici;

· nel Dipartimento internistico dell'Azienda ospedaliero-universitaria confluiranno le funzioni di medicina interna, ematologia, neurologia, malattie infettive e pneumologia, mentre in quello chirurgico confluiranno la chirurgia generale, la chirurgia vascolare, l'ORL, l'oculistica, l'urologia, la maxillo-facciale, la chirurgia plastica, l'ortopedia e l'anestesia e terapia intensiva. Il Dipartimento internistico dell'Azienda ospedaliero-universitaria comprenderà anche la funzione di cardiologia e terapia intensiva cardiologica da svolgere in maniera integrata e complementare con il presidio ospedaliero Santissima Annunziata. Nel dipartimento internistico del presidio ospedaliero Santissima Annunziata è inclusa la medicina interna, la geriatria, la gastroenterologia, la nefrologia, l'oncologia e la dermatologia; mentre nel dipartimento chirurgico confluiranno la chirurgia generale, la neurochirurgia, l'ortopedia - traumatologia;

· nel Dipartimento dell'emergenza-urgenza dovranno essere incluse le funzioni di: cardiologia, unità coronarica, emodinamica, interventistica cardiaca, cardiochirurgia, chirurgia d'urgenza e dei trapianti, centro ustioni, terapia intensiva post-operatoria, rianimazione, diagnostica radiologica d'urgenza; in quello Materno Infantile dovranno essere incluse la ginecologia e ostetricia, la pediatria, la patologia neonatale, la chirurgia pediatrica, la terapia intensiva neonatale pediatrica e la neuropsichiatria infantile;

· le strutture di degenza psichiatrica dovranno confluire nel Dipartimento di Salute Mentale;

· allo scopo di perseguire, all'interno dell'Azienda ospedaliero-universitaria, un'efficace integrazione è opportuno un adeguato equilibrio tra i due ordinamenti nell'affidamento degli incarichi di direzione delle strutture, complesse e semplici, secondo i principi enunciati nel Protocollo d'intesa;

· i laboratori di base dovranno essere unificati, mentre per quelli di secondo livello si dovranno tendenzialmente evitare duplicazioni così come per gli altri servizi di diagnosi e cura.

3.5 Integrazione dell'ospedale nella rete di risposte - Reti Integrate (Hub and Spoke)

Principio delle reti integrate

La modalità di produzione ed erogazione dell'assistenza ospedaliera secondo il principio delle reti integrate prevede la concentrazione della casistica più complessa in un numero limitato di centri (hub), che trattano volumi di attività tali da garantire la qualità dell'assistenza, ed il trattamento della restante casistica in centri periferici (spoke) la cui attività è fortemente integrata con quella dei centri. Il sistema, ove adeguatamente sviluppato, è in grado di garantire a tutta la popolazione equità di accesso a prestazioni di qualità uniforme su tutto il territorio regionale.

La rete ospedaliera organizzata e sviluppata secondo il modello dell'hub and spoke garantisce minima congestione, forte specializzazione, massima efficienza tecnica attraverso la concentrazione della casistica e la tempestività di invio dalla periferia.

Secondo questo modello, la connessione nell'ambito di una stessa specialità in differenti ospedali è più forte della connessione con altre specialità all'interno dello stesso ospedale. Tale organizzazione potrebbe essere oggetto di equivoci, per il ruolo subordinato che verrebbe richiesto allo spoke (ai raggi), sottovalutando il ruolo fondamentale delle cure in strutture di primo livello che rimangono titolari nella gestione del processo assistenziale del paziente dell'area territoriale di riferimento.

La metodologia di lavoro per organizzare operativamente la rete prevede l'individuazione dei bacini di popolazione di riferimento in relazione ai fabbisogni specifici ed ai volumi di attività clinica, la definizione delle caratteristiche dei nodi della rete ed i criteri di riferimento fra i servizi, stabilendo modalità attraverso le quali mantenere le competenze del centro leader e le modalità attraverso le quali condividere le competenze disponibili con la periferia. La funzionalità della rete è legata allo sviluppo e connotazione di un sistema informativo e alla definizione delle modalità della committenza.

Nel corso della organizzazione, si valuteranno gli aspetti critici del modello di organizzazione hub and spoke, in particolare la definizione specifica delle funzioni hub ed i criteri del sistema di relazioni fra nodi, centri intermedi e centri periferici, tenendo conto che la pianificazione potrebbe essere divergente rispetto alle strutture o alle relazioni funzionali attualmente esistenti.

Attualmente, nel nostro Paese, il modello sta trovando attuazione con risultati soddisfacenti in particolare nell'area cardiologica e oncologica.

Il presente Piano promuove l'organizzazione in rete di tutte le strutture che erogano assistenza ospedaliera in Sardegna, a partire dalla rete per l'assistenza in oncologia ed in cardiologia (si vedano in proposito i rispettivi capitoli), anche grazie all'avvio del progetto regionale, già finanziato con i fondi finalizzati agli obiettivi prioritari del PSN 2003-2005, di collegamento in rete dei servizi presenti sul territorio per l'assistenza dei malati oncologici.

3.5 bis Gli ospedali di comunità

Gli Ospedali di comunità (ODC) rappresentano un "anello strategico" all'interno della rete ospedaliera perché si rivolgono ai pazienti con un bisogno di assistenza con prevalente valenza sanitaria che non è possibile soddisfare né in RSA né a domicilio ma per i quali, allo stesso tempo, un ricovero ospedaliero ordinario di tipo classico risulterebbe inappropriato.

In tal senso gli ODC sono le strutture appropriate per realizzare l'integrazione ospedale-territorio, auspicata nella programmazione sanitaria.

Gli ODC sono nati e si sono sviluppati nel Regno Unito tra gli anni '20 e gli anni'40 del secolo scorso ed attualmente vengono lì definiti come "strutture organizzative cooperative dei medici di famiglia". Nel nostro Paese l'attenzione verso questa innovativa forma di organizzazione dell'assistenza sanitaria ha inizio nella seconda metà degli anni '90, quando regioni come l'Emilia Romagna, la Toscana, l'Umbria dimostrano che i piccoli ospedali, non più in grado di assicurare la stessa qualità delle prestazioni dei centri ad elevata specializzazione, possono essere riconvertiti per soddisfare una crescente domanda di salute legata a patologie croniche invalidanti in fase di riacutizzazione. Si tratta infatti di patologie che, se gestite in un ospedale ad alta specializzazione, determinerebbero solo un aumento dei tempi di degenza, rallentando i ritmi dell'attività ospedaliera ordinaria, rivolta agli acuti, ad alto fabbisogno tecnologico con conseguente aumento delle liste d'attesa.

È intenzione di questo Piano dare avvio ad una sperimentazione volta a riorganizzare i piccoli presidi ospedalieri in Ospedali di Comunità, offrendo risposta ad un bisogno di salute finora rimasto insoddisfatto.

Strutturalmente un Ospedale di Comunità si deve collocare in un Centro polifunzionale, dove sono svolte tutte le funzioni tipiche dell'assistenza territoriale.

I servizi del centro polifunzionale

· amministrativi (CUP, scelta del medico)

· medico-legali e certificativi (servizio sociale; vaccinazioni)

· di diagnostica strumentale (punti di prelievo ematici, radiologia, ecografia, endoscopia, ECG)

· di poliambulatorio (cardiologi, oculisti, chirurghi, fisiatri)

· territoriali (ortopedici, neurologi, pediatri)

· infermieristici (assistenza domiciliare, ADI, ADP, ADIP)

· consultori

· urgenza-emergenza (guardia medica, 118)

All'interno del Centro polifunzionale l'Ospedale di Comunità definisce una struttura caratterizzata da un numero limitato di posti letto e spazi dove sia possibile socializzare per riprodurre dimensioni simili a quelle dei luoghi familiari (sale da pranzo; soggiorni; locali di incontro per il personale o per - e con - i familiari).

L'Ospedale di Comunità è adatto quindi al ricovero di pazienti con patologie post-acute, in via di stabilizzazione, patologie croniche in fase di riacutizzazione e patologie in fase terminale che non richiedono un'assistenza ad elevata complessità medico-specialistica.

Possono essere pazienti per l'ODC:

· post-acuti anziani fragili a rischio di non autosufficienza colpiti, ad esempio, da patologie quali ictus cerebri, fratture femorali, sindromi da immobilizzazione;

· acuti a basso rischio non gestibile a domicilio affetti ad esempio da scompensi cardiaci non complicati, patologie dermatologiche, traumatismi minori dovuti per esempio ad osteoporosi;

· pazienti terminali non gestibili a domicilio caratterizzati da scompenso irreversibile, demenze ad elevato stadio, patologie oncologiche trattabili con cure palliative, patologie croniche quali ad esempio quelle cardiorespiratorie, neoplastiche, vascolari, broncopatie;

· pazienti in riabilitazione

La richiesta del ricovero può avvenire sia su proposta del medico ospedaliero con il passaggio dall'ospedale specializzato all'ODC, sia su proposta del medico di base qualora il paziente non sia già ricoverato. Il ricovero nell'ODC è giustificato dal bisogno di cura di persone con problemi prevalentemente sanitari (e non socio-sanitari come può accadere in una struttura per la lungodegenza del tipo RSA, dove sono ricoverati soggetti con patologie croniche stabilizzate), per questo la permanenza dei pazienti non dovrebbe superare i 30 giorni.

Responsabile della direzione sanitaria, dell'organizzazione complessiva, della gestione e dell'igiene pubblica dell'Ospedale di Comunità è un medico del Distretto, dipendente della ASL che ha anche il compito di coordinare tutte le figure professionali che operano o interagiscono con la struttura.

Responsabile della presa in cura del paziente è invece il medico di medicina generale, che si avvale delle professionalità e delle tecnologie presenti nell'Ospedale di Comunità e nel Centro Polifunzionale richiedendo tutte le consulenze specialistiche necessarie ed allo stesso tempo affidando l'assistenza del paziente al personale infermieristico specializzato che, di concerto con il medico del paziente predispone un piano personalizzato di cura da attuarsi secondo le modalità tipiche dell'ospedale (dall'erogazione dei farmaci agli accertamenti diagnostici).

Tutte queste caratteristiche fanno dell'Ospedale di Comunità un modello organizzativo complesso e significativamente innovativo dove il medico di medicina generale riconquista un ruolo attivo nella cura dei propri pazienti, ruolo che nel corso degli ultimi anni è venuto meno dal momento che i medici di base sono rimasti di fatto isolati ed hanno assunto spesso le funzioni di meri prescrittori di ricette. Allo stesso tempo l'ODC valorizza il ruolo attivo degli infermieri che, coordinati da un caposala, hanno le competenze specifiche e professionali per il trattamento clinico del paziente, evidenziando miglioramenti o peggioramenti delle sue condizioni al medico competente che in tal modo può definire i necessari e più appropriati percorsi di cura (trasferimenti in assistenza domiciliare o in centri di specializzazione). Medici e infermieri insieme ad altre figure specializzate afferenti o presenti nella struttura (fisiatri, geriatri, tecnici di riabilitazione, cardiologi, neurologi ed altri specialisti) grazie agli ODC tornano a lavorare in team, a comunicare e interagire per la migliore e più appropriata cura dei pazienti.

EMENDAMENTO sostitutivo parziale VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - RANDAZZO Alberto - AMADU - LADU - LA SPISA. (494)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - LADU - DIANA - AMADU. (495)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale LIORI - DIANA - SANNA Matteo - ARTIZZU - CAPPAI - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CONTU - RASSU - LICANDRO - MURGIONI - GALLUS. (18)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale LIORI - DIANA - SANNA Matteo - ARTIZZU - CAPPAI - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CONTU - RASSU - LICANDRO - MURGIONI - GALLUS. (20)

EMENDAMENTO aggiuntivo AMADU - CASSANO - RASSU - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - CAPPAI - LIORI - DIANA - LICANDRO - CONTU - LADU - GALLUS - SANNA Matteo. (41)

EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - AMADU -- LADU - LA SPISA. (493)

EMENDAMENTO aggiuntivo MARRACINI - ATZERI. (95)

EMENDAMENTO aggiuntivo CONTU - LA SPISA - LICANDRO - PETRINI - RASSU - LIORI - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - CHERCHI Oscar. (195)

EMENDAMENTO aggiuntivo AMADU - CASSANO - RASSU - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - CAPPAI - LIORI - DIANA - LICANDRO - CONTU - LADU - GALLUS - SANNA Matteo. (42)

EMENDAMENTO aggiuntivo IBBA. (7)

EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Vittorio - RANDAZZO Alberto - AMADU - LADU. (496)

EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - LADU. (505)

EMENDAMENTO aggiuntivo CONTU - LA SPISA - LICANDRO - PETRINI - RASSU - LIORI - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - CHERCHI Oscar. (186)

EMENDAMENTO aggiuntivo CONTU - LA SPISA - LICANDRO - PETRINI - RASSU - LIORI - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - CHERCHI Oscar. (185)

EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO - LOMBARDO - LIORI - SANCIU - CAPELLI - LICANDRO - RASSU - PETRINI - DIANA - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - LADU. (504).)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pacifico, relatore.

PACIFICO (D.S.), relatore. Sugli emendamenti numero 494, 495, 18, 20, 41, 493, 95, 195, 42, 496, 505, 186, 185 e 504 esprimo parere contrario. L'emendamento numero 7 lo si ritiene ritirato in conseguenza dell'approvazione di un emendamento sull'INRCA.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione l'emendamento numero 494. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 495. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 18. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 20. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione il testo dei paragrafi 3.4, 3.5. 3.5 bis. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 41. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 493. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 95 è stato ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 195. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 42. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 7 è stato ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 496. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 505. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 186. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 185. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 504. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

(Interruzioni)

CAPPAI (U.D.C.). Ma che cosa sta dicendo? Ma lo sa che quel ragazzo l'hanno dovuto portare al pronto soccorso l'altro giorno? Ma non si vergogna?

PRESIDENTE. Onorevole Cappai, per cortesia!

Colleghi, siccome è molto tardi, per consentire a tutti una pausa di riposo, i lavori del Consiglio si concludono a questo punto, riprenderanno domani, anzi oggi, alle ore 12. L'Ufficio di Presidenza è aggiornato alle ore 11 e 30.

La seduta è tolta alle ore 4 di venerdì 19 gennaio.