Seduta n.229 del 06/11/1997
CCXXIX SEDUTA
(Pomeridiana)
Giovedì 7 Novembre 1997
Presidenza del Vicepresidente Milia
La seduta è aperta alle ore 17 e 03.
PIRAS, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di mercoledì 4 novembre 1997, che è approvato.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Montis ha domandato di poter usufruire di due giorni di congedo a far data dal 6 Novembre 1997. Poiché non vi sono opposizioni il congedo è accordato.
Discussione degli articoli del disegno di legge: "Variazoni ai bilanci di previsione della Regione per l'anno finanziario 1997 e gli agli anni 1997-1999 e variazioni al bilancio di previsione dell'Azienda Foreste Demaniali della Regione sarda perl'anno 1997" (360)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 360. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 1.
PIRAS, Segretario:
Art. 1
1. Negli stati di previsione dell'entrata e della spesa dei bilanci della Regione per l'anno 1997 e per gli anni 1997-1999, sono introdotte le variazioni indicate, rispettivamente, nelle annesse Tabelle A e B.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 2.
PIRAS, Segretario:
Art. 2
1. Le somme stanziate per l'acquisizione di beni e servizi, nonchè quelle destinate alla realizzazione di opere pubbliche in esecuzione diretta da parte dell'Amministrazione regionale, qualora non impegnate nell'esercizio 1997, sono mantenute in bilancio quali residui nell'anno finanziario successivo, limitatamente agli importi degli appalti, comprensivi delle somme a disposizione per i quali i relativi bandi siano stati pubblicati prima della chiusura dell'esercizio stesso.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 3.
PIRAS, Segretario:
Art. 3
1. Le somme impegnate e non pagate entro il 31 dicembre 1997 in conto dei sottoelencati capitoli dello stato di previsione della spesa dell'Assessorato dei Lavori Pubblici permangono nel conto dei residui del bilancio regionale per l'anno 1998, per un ulteriore anno oltre i termini previsti dall'articolo 62 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11:
08002 - 08004 - 08025 - 08029 - 08031 - 08035/03 - 08035/12 - 08035/17 - 08035/18 - 08042 - 08042/04 - 08042/05 - 08056 - 08059 - 08059/01 - 08059/03 - 08065/01 - 08069/03 - 08091 - 08092 - 08093 - 08094 - 08098 - 08105 - 08106 - 08109 - 08111 - 08115/03 - 08171 - 08178 - 08182 - 08210 - 08215 - 08215/01 - 08215/06 - 08236 - 08237 - 08261 - 08272.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 4.
PIRAS, Segretario:
Art. 4
Nel bilancio dell'Azienda delle Foreste demaniali della Regione Sarda, per l'anno 1997, sono introdotte le seguenti variazioni:
(Denominazioni in sintesi) (importi in milioni)
SPESA
In diminuzione
Cap. 283 -
Acquisto e/o costruzione di immobili civili e relative pertinenze
lire 2.000
In aumento
Cap. 285 -
Costruzione opere destinate ad attività turistico-ricreative
lire 2.000
2. Le disponibilità sussistenti in conto del capitolo 240, alla chiusura dell'esercizio 1997, possono essere impegnate entro il 31 dicembre 1998.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). In merito all'articolo 4 le disponibilità sussistenti in conto del capitolo 240 alla chiusura dell'esercizio '97 possono essere impegnate entro il 31 dicembre 1998. Anche in questo caso noi andiamo al di fuori del principio di competenza, poiché le somme che vengono indicate nel bilancio di previsione devono essere le entrate accertate nell'anno e le uscite impegnate nell'anno. Le uscite non impegnate nell'anno devono essere portate in economia e non già essere impegnate nell'esercizio successivo. Qui sta diventando una prassi, il fatto di violare il principio della competenza del bilancio, principio esistente in tutte le pubbliche amministrazioni, non è un fatto solo della Regione autonoma della Sardegna, ma noi stravolgiamo questo principio in continuazione. Allora io chiedo, se il Gruppo me lo consente, il voto segreto su questo articolo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Sull'ordine dei lavori, signor Presidente, considerato che la richiesta di voto segreto constaterà la mancanza di numero legale, che è evidente, chiedo il rinvio di un'ora.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Io ritengo che si possa andare avanti eventualmente nell'esame degli altri articoli e consentire ai consiglieri di poter raggiungere l'aula, mi pare, per una questione di economia e che vada incontro anche all'esigenza dell'onorevole Bonesu, che ha una giusta preoccupazione di non dover attendere un'altra ora.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (Progr. Fed.). Io sono d'accordo con l'intervento del collega di Forza Italia. Sono contrario al rinvio. Se c'è da verificare il numero legale lo si verifichi e si vedrà chi è presente e chi non c'è.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.
MARTEDDU (Popolari). Signor Presidente, io sono per votare subito a scrutinio segreto, come è stato richiesto, l'articolo 4 e non sono per andare avanti col passo del gambero. Sarà il voto segreto a verificare se c'è il numero legale o non c'è.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'articolo 4.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 47
Votanti 47
Maggioranza 24
Favorevoli 26
Contrari 21
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLETTO - BERRIA - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - LA ROSA - LOMBARDO - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MILIA - MURGIA - OBINO - OPPIA - PALOMBA - PIRAS - PITTALIS - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO.)
Si dia lettura dell'articolo 5.
PIRAS, Segretario:
Art. 5
1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi e per gli effetti dell'articolo 33 dello Statuto speciale per la Sardegna ed entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Signor Presidente, stiamo votando sull'articolo 5 o sulle tabelle? PRESIDENTE. Sull'articolo 5, onorevole Casu.
CASU (F.I.). Ecco, sulle tabelle io ritengo che si possa vedere tabella per ogni stato di previsione. Esaminiamo ogni stato di previsione seppure globalmente. Ritengo di fare una cosa mi pare gradita a tutti i membri del Consiglio, siete d'accordo?
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 5, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura della tabella A.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Sull'ordine dei lavori. Evidentemente non ci siamo capiti con la segreteria. Io ritengo che si possa leggere il totale di ogni tabella, salvo che non ci siano emendamenti. Logicamente se ci sono emendamenti devono essere letti gli emendamenti, ma se non ci sono emendamenti si può passare a leggere direttamente il totale in aumento e il totale in diminuzione, a mio parere.
PIRAS, Segretario. ...perciò, io, siccome altri consiglieri mi hanno fatto questa richiesta leggo tutto quello che c'è da leggere.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Per non essere compartecipi della ridicolaggine cui questo Consiglio si sta esponendo, il Gruppo di Forza Italia abbandona in questo momento i lavori dell'Aula, rientrerà al momento della votazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (Progr. Fed.). Io credo, Presidente, che per evitare fatti incresciosi e anche reazioni che mi sembrano francamente un po' sopra le righe potrebbe essere opportuna a questo punto una rapida Conferenza dei Capigruppo per decidere come condurre i lavori.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta e convoco una brevissima Conferenza dei Capigruppo.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 23, viene ripresa alle ore 17 e 30)
PRESIDENTE. La Conferenza dei Capigruppo ha stabilito come da prassi consolidata che si dia lettura della intitolazione dei vari capitoli, quindi andiamo avanti con questo schema. Prego Segretario.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Alla tabella A è stato presentato l'emendamento numero 4. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare l'emendamento numero 4.
SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si tratta di assegnazioni statali in entrata.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.
SECCI (Popolari). Presidente, l'emendamento numero 4 prevede la modifica della tabella A per quanto riguarda la parte entrate, con la modifica dei capitoli a cui si è fatto riferimento, e poi prevede una modifica alla tabella B con l'inserimento di capitoli. Quindi voglio capire che cosa prevale, che cosa votiamo, tutto l'emendamento e quindi la variazione anche allo stato di previsione dei lavori pubblici e della sanità oppure se stiamo votando solamente sulla tabella A la parte che riguarda le entrate.
PRESIDENTE. E' collegato, onorevole Secci, è un unico emendamento con una parte relativa alle entrate e una alle uscite. Quindi lo votiamo contemporaneamente questo emendamento. Io chiedo se la Commissione ha esaminato questo emendamento. Dichiaro allora aperta la discussione sull'articolo e sull'emendamento. Se nessuno domanda di parlare ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore, per esprimere il parere sull'emendamento.
SASSU (Progr. Fed.), relatore. Il parere del relatore è favorevole. Si accoglie l'emendamento 4; naturalmente credo che in questa fase del voto ci riferiremo solamente alla tabella A, per quanto riguarda le entrate, poi successivamente potremo votare la parte B. L'emendamento è diviso in due parti. La parte A, come ricordava il presidente della Commissione è relativa alle entrate, mentre i capitoli in aumento riguardano la tabella B.
PRESIDENTE. Mettiamo in votazione l'emendamento nella sua interezza.
SECCI (Popolari). Presidente, tra l'altro questo è l'unico emendamento che prevede modifiche alla tabella A e alla tabella B. Tutti gli altri sono emendamenti alla tabella B.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento 4. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Mi pare che sia opportuno che l'emendamento venga votato in due parti. Una parte che riguarda la tabella A e l'altra parte che riguarda la tabella B. Sono due tabelle distinte che vengono modificate attraverso questo emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Casu, anche nella legge finanziaria è stata votata una serie di emendamenti che prevedevano variazioni di entrata e di uscita in un unico contesto. E comunque l'emendamento è stato già votato e approvato.
Si dia lettura della tabella B.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Procediamo ora all'esame per un motivo di economia e di semplificazione degli stati di previsione con gli emendamenti. Stato di previsione 01 relativo alla Presidenza. Se nessuno domanda di parlare lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Se nessuno domanda di parlare sullo stato di previsione, 02, relativo agli affari generali, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Allo stato di previsione della programmazione, 03, sono pervenuti gli emendamenti 5 e 6. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sassu. Ne ha facoltà.
SASSU (Progr. Fed.), relatore di maggioranza. Volevo segnalare, signor Presidente, che sia l'emendamento numero 5 sia l'emendamento numero 6 non si riferiscono allo stato di previsione della programmazione. L'emendamento numero 5 si riferisce alla difesa dell'ambiente e l'emendamento numero 6, in aumento, si riferisce ai lavori pubblici.
PRESIDENTE. Metto in votazione il capitolo 03 relativo alla programmazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente io devo far notare che si seguono due pesi e due misure. Mentre prima si è votata la tabella A insieme alla B, nel luogo dove si doveva trovare la tabella A, qua invece si fa finta che non riguardi l'Assessorato della programmazione e si spostano gli emendamenti per votarli nella parti della tabella B riguardanti l'Assessorato della difesa dell'ambiente e l'Assessorato dei lavori pubblici. Mi sembra che, per omogeneità della prassi è stata seguita nella precedente votazione, questi emendamenti debbano andare nell'Assessorato della programmazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io credo che, per la verità, l'emendamento numero 5 e l'emendamento numero 6 possano essere interpretati in questo modo: variazione allo stato di previsione dell'Assessore dell'ambiente, copertura un fondo della programmazione, come normalmente avviene. Quindi se dovessi dare un'interpretazione corretta del volere della Giunta regionale è proprio questa. Naturalmente c'è modo e modo di presentare gli emendamenti; questo è un modo corretto, altrettanto corretto potrebbe essere quello di aumento del capitolo dell'Assessore dell'ambiente, copertura Assessore della programmazione. Quindi nei contenuti ciò che si vuol dire con questo emendamento è che la variazione riguarda l'Assessore dell'ambiente.
PRESIDENTE. Per non dover tornare indietro, dopo aver approvato la tabella 03, normalmente si segue l'ordine della presentazione, quindi approvata la tabella 03 votiamo gli emendamenti sul capitolo relativo all'emendamento presentato. Metto in votazione la tabella 03. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Quindi andiamo avanti con la tabella 04. Se ne dia lettura.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Mi comunicano che è pervenuto un emendamento. Sospendo la seduta per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 45, viene ripresa alle ore 17 e 59.)
PRESIDENTE. Si dia lettura dell'emendamento numero 8.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare l'emendamento numero 8.
SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si tratta di una integrazione richiesta dall'Assessore competente per un'attività che è ritenuta irrinunciabile per via della legge, se non sbaglio 662, e che riguarda la messa in sicurezza dei locali dell'amministrazione regionale.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione ha facoltà di parlare il consigliere Sassu.
SASSU (Progr. Fed.), relatore di maggioranza. Lo accoglie.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 8. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione la tabella numero 04. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
La tabella numero 5 è stata precedentemente letta. Si dia lettura degli emendamenti ad essa presentati.(Vedere P.V.)
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare l'emendamento numero 5.
SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento numero 5 prevede, sulla base delle richieste dell'Assessore competente, un'integrazione su un capitolo di indennizzi per danni provocati dalla fauna marina.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 16 ha facoltà di illustrarlo. Poiché i presentatori non sono presenti, si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione ha facoltà di parlare il consigliere Sassu.
SASSU (Progr. Fed.), relatore di maggioranza. Per quanto riguarda l'emendamento numero 5, si accoglie; mentre l'emendamento numero 16 la Commissione non l'ha potuto valutare, è arrivato adesso in Aula, io voglio solo comunicare, ai colleghi de Consiglio, che nella proposta dei provvedimenti numero 359 e 360, c'è un'integrazione riferita alla sistemazione idraulico forestale per 22 miliardi. Quindi questo è un emendamento che aggiungerebbe ai 22 miliardi che già sono presenti nella proposta altri 2 miliardi.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento numero 16 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si conforma al parere del relatore della Commissione.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione l'emendamento numero 5. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Sull'emendamento numero 16 è stata chiesta la votazione a scrutinio segreto dal consigliere Vassallo.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 16.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 59
Votanti 59
Maggioranza 30
Favorevoli 11
Contrari 48
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - LA ROSA - LADU - LIPPI - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MILIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Metto in votazione la tabella 5. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Alla tabella 6 è stato presentato l'emendamento numero 9 che si intende ritirato.
Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione la tabella 6. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della tabella numero 7.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sulla tabella numero 7, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della tabella 8.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Alla tabella numero 8 sono stati presentati gli emendamenti numero 3 e 6. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Lorenzoni per illustrare l'emendamento numero 6.
LORENZONI (Popolari). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare l'emendamento numero 6.
SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si tratta del pagamento di una integrazione di un collaudo che era stato realizzato all'interno dell'Assessorato dei lavori pubblici.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Sassu.
SASSU (Progr.Fed.), relatore. Si accolgono entrambi gli emendamenti.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento numero 3 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta lo accoglie.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 6. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione la tabella 8. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della tabella 9:
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Alla tabella 9 è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Lorenzoni per illustrare l'emendamento numero 2.
LORENZONI (Popolari). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Sassu.
SASSU (Progr.Fed.), relatore. La Commissione non accoglie, in quanto già nei lavori della Commissione, su proposta di un consigliere, con un emendamento si era introdotta la cifra di 250 milioni che è contenuta nella proposta definitiva che è qui in discussione in aula. Pertanto questo ulteriore emendamento di integrazione di 250 milioni non viene accolto.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta si rimette al parere del relatore della Commissione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.
AMADU (Gruppo Misto). Chiedo la votazione a scrutinio segreto sull'emendamento numero 2.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 2.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 56
Votanti 56
Maggioranza 29
Favorevoli 23
Contrari 33
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DETTORI Bruno - DIANA - FANTOLA - FERRARI - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GRANARA - LA ROSA - LADU - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MILIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO.)
Metto in votazione la Tabella numero 9 Industria, ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Vorrei fare una qualche considerazione relativamente al capitolo 09037, Fondo...
PRESIDENTE. Per dichiarazione di voto, onorevole Casu?
CASU (F.I.). No,no, sto intervenendo sulla tabella.
PRESIDENTE. E' stata aperta la discussione prima. Prego per dichiarazione di voto, onorevole Casu.
CASU (F.I.). E' stata aperta la discussione adesso sulla Tabella, non sto intervenendo come dichiarazione di voto. Fondo partecipazione capitale della società ed enti legge regionale 22/53 per 36 miliardi e 650 milioni. Questa variazione di bilancio attinge le sue origini alla delibera della Giunta del 15/4/97 n.1456 consolidamento esposizione bancaria della Sipas S.p.A. e delle sue controllate, sottoscrizione e versamento capitale sociale della Sipas legge regionale 22/53, fondo istituito presso banca CIS. In sostanza, chiedo scusa ma la mia voce purtroppo per effetto dell'influenza è un po' rauca, ecco a me pare che relativamente a questo consolidamento di debiti, si tratta del consolidamento di debiti delle società del gruppo Sipas per 130 miliardi circa. Il fatto di considerare questo un aumento di capitale mi pare che costituisca una forzatura cui io ritengo che avrebbe dovuto decidere il Consiglio circa il consolidamento di questi debiti che comportano quote di ammortamento del consolidamento stesso per 144 miliardi, vi dico la cifra esatta: 128.518.799.424 il debito capitale ma con gli interessi va a superare i 144 miliardi, così diviso, una prima rata già pagata il 30 aprile 1997 di 35 miliardi; la seconda rata, quella di cui stiamo parlando che risulta dall'andamento del bilancio; la terza rata il 31/12/98, 36 miliardi 648 milioni; la quarta rata di 36 milioni 629 mila al 31/12/1999. Io ritengo che questo carico che arriva al bilancio regionale dovrebbe essere deliberato nono solo dalla Giunta ma anche dal Consiglio. Mi pare che considerare il fondo costituito dalle partecipazioni nelle società a capitale regionale sia una notevole forzatura e il consolidamento di un debito e non è la partecipazione in una società; aggiungiamo, l'assessore Pinna questa mattina diceva che noi abbiamo preso di mira l'Emsa, io dico che si dovrebbe prendere di mira anche la Sipas perché non scherza, in un solo colpo il bilancio regionale si fa carico di 144 miliardi di debito. Insomma non è cosa da niente quindi se sommiamo le passività e le perdite dell'uno e dell'altro gruppo arriviamo a delle cifre iperboliche. Io chiederei, per quanto riguarda questo capitolo, una votazione a parte relativamente alla Tabella 09037 e chiedere anche la votazione segreta.
PRESIDENTE. E' stata chiesta a scrutinio segreto la votazione per parti. Onorevole Casu, esclusivamente per il capitolo 09037 lo scrutinio segreto?
CASU (F.I.). Sì, solo questa parte.
PRESIDENTE. Metto in votazione il capitolo 09013/02. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione il capitolo 09015/01. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico del capitolo 09037.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 59
Votanti 59
Maggioranza 30
Favorevoli 30
Contrari 29
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CARLONI - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GRANARA - LA ROSA - LADU - LIPPI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MILIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Metto in votazione il capitolo 09042/02. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione il capitolo 09050. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione il capitolo 09144/01. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura della tabella 10.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Alla Tabella 10 Lavoro sono stati presentati due emendamenti, l'emendamento numero 7 che è stato ritirato e l'emendamento numero 10 di cui si dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si da per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.
SASSU (Progr.Fed.), relatore. Si accoglie.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione la Tabella numero 10. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della tabella numero 11.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Alla Tabella numero 11 Pubblica Istruzione sono pervenuti sei emendamenti, di cui il numero 11 è stato ritirato. Si dia lettura degli altri emendamenti.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Aresu per illustrare l'emendamento numero 1.
ARESU (Gruppo Misto). L'emendamento 1 si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare l'emendamento numero 12.
SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si tratta di un ripensamento, rispetto ad una proposta originaria, per cui l'Assessore competente si rende conto in realtà che le esigenze del capitolo 11124 sono quelle originariamente previste e quindi vengono riportate con l'emendamento al livello originario.
PRESIDENTE. L'emendamento 13 è stato ritirato. Ha facoltà di parlare il consigliere Amadu per illustrare l'emendamento numero 14.
AMADU (Gruppo Misto). Presidente, colleghi, si tratta di un emendamento che tende ad aumentare il contributo a favore delle scuole materne non statali in Sardegna. Si tratta di un provvedimento importante che consente alle scuole materne non statali di avere una autonomia organizzativa e di poter quindi svolgere quella funzione importante che finora hanno svolto. La Commissione ha deciso già un primo aumento però riteniamo che sia insufficiente, e questo serve ad integrare e quindi a dare piena soddisfazione alle richieste della organizzazione. Questo emendamento va in questa direzione. In riferimento alle modalità di voto chiedo che l'emendamento venga votato per appello nominale.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Frau per illustrare l'emendamento numero 15.
FRAU (A.N). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Sassu , relatore.
SASSU (Progr. Fed.), relatore. La Commissione accoglie l'emendamento numero 1, accoglie l'emendamento 12. Per quanto riguarda l'emendamento 14 la Commissione non accoglie giacché la Commissione ha ampiamente discusso il problema. C'era già stato in Commissione un emendamento che proponeva l'integrazione di quattro miliardi. A conclusione della discussione la Commissione ha determinato la somma di due miliardi e mezzo. Pertanto ritengo che debba essere mantenuta l'indicazione della Commissione e si propone il non accoglimento dell'emendamento numero 14. Per quanto riguarda l'emendamento 15 il relatore di maggioranza esprime il non accoglimento; anche qui in relazione alla discussione che si è svolta in Commissione. La proposta nel disegno di legge numero 360 di due miliardi nel capitolo 11064, per l'istituzione dei concerti del teatro lirico Pierluigi da Palestrina è una proposta nata nella Commissione. Pertanto non si accoglie l'emendamento che sopprime quella cifra.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è quello di attenersi a quello del relatore. Quindi la Giunta accoglie gli emendamenti 1 e 12, non accoglie gli emendamenti 14 e 15.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Macciotta. Ne ha facoltà.
MACCIOTTA (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi, io voglio intervenire sull'emendamento numero 14, perché ritengo che su questo argomento vada fatta anche chiarezza. Negli anni di esperienza di questa legislatura, questo problema si ripresenta regolarmente ogni anno. E ricordo che in anni passati c'è stata una valutazione delle effettive necessità per queste scuole, con immissione nel fondo relativo delle somme valutate come necessarie per il regolare funzionamento. Regolarmente, al momento dell'assestamento di bilancio, è successo quell'anno, vedo che succede anche quest'anno, queste somme che venivano valutate in maniera penso esatta, non vanno più bene, non bastano più e si richiedono nuovi stanziamenti abbastanza cospicui. Io faccio quindi questa osservazione, così come vorrei conoscere dall'Assessore competente se è possibile, anche se questi contributi erogati vengono regolarmente rendicontati perché l'amministrazione regionale si possa rendere conto di quelle che sono le effettive esigenze. Credo che questa sia una necessità elementare. Ricordo che nella dotazione che abbiamo messo in bilancio nel capitolo per quest'anno, se non vado errato, c'erano 35 miliardi che diventano 37 e mezzo con lo stanziamento deciso dalla Commissione, diventerebbero circa 40 miliardi se si approvasse questo emendamento. Ricordo ancora che la voce che denomina quel capitolo è quella di contributi straordinari per il funzionamento di queste scuole, ma non voglio cavillare su questo. Voglio dire soltanto che riguardando la legge, la legge prevede anche una graduazione del contributo. Si va cioè fino ad un contributo massimo, che è in una certa percentuale elevata, che non è detto debba valere per ogni scuola. Vorrei esprimere ancora il concetto, per maggiore chiarezza, che secondo la mia opinione i contributi massimi consentiti dalla nostra legge dovrebbero essere riservati a quelle scuole, localizzate sul territorio, in cui veramente si svolge una funzione vicaria alla assenza di analoghe istituzioni statali che copre la necessità di servizi di quel determinato territorio. Ma laddove questo non è e la scuola non statale si affianca alla scuola statale che, si suppone, in quel determinato territorio sia sufficiente per le esigenze, non capisco neanche la necessità di dare il contributo al massimo livello. Ho fatto questi chiarimenti perché ritengo che la questione vada affrontata, quindi dichiaro che non voterò questo emendamento mentre voterò la proposta originaria del testo che la Commissione ha portato in aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.
SECCI (Popolari). Signor Presidente, parlo sugli emendamenti numero 14 e 15. Gli emendamenti, come sicuramente tutti i colleghi hanno avuto modo di apprezzare, riguardano materie estremamente importanti e delicate. L'emendamento numero 14 riguarda l'aumento del capitolo 11018 che riguarda la materia dei contributi straordinari alle scuole materne. In Commissione bilancio e programmazione io e altri colleghi abbiamo presentato un emendamento che prevedeva un aumento dello stanziamento di 4 miliardi, sulla base di una serie di valutazioni che io, correttamente, voglio illustrare all'Aula, e cioè che il sistema delle scuole materne private in Sardegna ha vissuto, da molti anni, attraverso finanziamenti straordinari della Regione che ne hanno consentito, seppure con estrema difficoltà, di proseguire nell'attività. Non ci sono dubbi che sia emerso, in moltissime circostanze e da più parti politiche presenti in Consiglio regionale, sulla necessità di una rivisitazione dell'intervento della Regione in questo settore. Io mi sono permesso di ricordare in Commissione, e lo faccio in quest'Aula, che il modo per affrontare i problemi di ristrutturazione di un settore così delicato non è quello di tagliare le risorse ma di affrontare alla radice la norma che ha determinato l'erogazione delle risorse e quindi adottare prima le modifiche legislative di fare i tagli. In questo spirito, in Commissione, è stata accolta un'indicazione che poi ha trovato la Commissione a larga maggioranza condividere questa tesi, e cioè che fosse necessario e condivisibile, che fosse utile, questa è stata la decisione, di riportare lo stanziamento del capitolo a cui si fa riferimento per il 1997, allo stesso stanziamento del '96 che era di 38 miliardi. Lo stanziamento del bilancio di quest'anno, previsto al capitolo 11018, era di 35 miliardi, con l'aumento che è stato approvato si riporta quindi allo stesso stanziamento dell'anno scorso il finanziamento. E quindi evidentemente, essendo stata questa una mediazione raggiunta, io sono del parere che i colleghi che hanno giustamente, perché rappresentano un problema anche è serio, che da me è condiviso, e che sicuramente è molto sentito, però ecco, considerata che questa che è stata adottata è una mediazione all'interno della Commissione, chiedo al collega Amadu che l'ha presentato che voglia ritirare l'emendamento e che il problema venga riproposto nell'esame della finanziaria o con strumenti collegati alla finanziaria, per cui si dia una risposta normativa prima di operare altri tagli. Per quanto riguarda l'emendamento numero 15, signor Presidente, questo emendamento, l'importo di aumento del capitolo 11074 è stato un aumento introdotto durante i lavori della Commissione, ed è stato un aumento introdotto durante i lavori della Commissione, attraverso un dibattito molto responsabile, molto serio, che non dimentica e che non ha dimenticato in nessun passaggio, sia pure delicato, le traversie che il problema che stiamo esaminando ha attraversato in quest'Aula in più di una circostanza. La Commissione ha accolto la proposta di aumentare la dotazione per riportarla, anche questa, allo stanziamento 1996 a favore dell'ente lirico Pierluigi da Palestrina, e puntualmente è arrivato in Aula un emendamento che tende a riportare invece le cose come stanno. E sono convinto, signor Presidente del Consiglio, che arriverà puntualmente in quest'Aula anche una richiesta di votazione a scrutinio segreto su questo emendamento.
BIGGIO (A.N.) Lo facciamo subito, per liberare le coscienze.
USAI Edoardo (A.N.). Induci la gente che non voleva intervenire ad intervenire.
SECCI (Popolari). Intervenga quanto vuole, onorevole Usai, io dico quello che penso con molta serenità, con molta tranquillità. E' sicuro che il suo disturbo non interromperà il mio pensiero, non si preoccupi. Io ritengo, Presidente, che su questo problema, se ci sono ragioni di dissenso politico che possono essere giustificate e che sicuramente hanno motivazioni di interesse generale, è giusto che i colleghi coraggiosi dicano questo in quest'Aula e consentano che questo emendamento si voti in modo palese, in modo tale che si sappia finalmente che cosa si vuole, chi lo vuole e perché lo vuole. E l'Aula ovviamente, come in tutti i casi della democrazia, sarà sovrana.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (A.N.). Molto brevemente, signor Presidente, io volevo intervenire solo per chiedere lo scrutinio segreto sull'emendamento numero 15.
E' strano veramente che nel momento in cui si presentano degli emendamenti per cifre irrisorie, qui c'è la chiusura totale, parlo per i 250 milioni per la stazione del sughero di Tempio, poco fa, siamo poi invece disponibilissimi a dare soldi a tutti gli altri. Perché cose che vengono bocciate regolarmente poi vengono riproposte in quest'Aula? Per cui noi siamo liberissimi eventualmente di contarci con la massima tranquillità, anche a scrutinio palese, ma per dare la possibilità a tutti di poter votare in coscienza, io credo che lo scrutinio segreto sia il mezzo migliore. Pertanto chiediamo sull'emendamento numero 15 lo scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lippi. Ne ha facoltà.
LIPPI (F.I.). Signor Presidente, colleghi, intervengo sull'emendamento numero 15 in relazione al finanziamento previsto nel bilancio per l'ente lirico di Cagliari, e devo dire che intervengo anche con un po' di imbarazzo perché l'Aula e i colleghi ricorderanno che l'anno scorso, in occasione della finanziaria, insieme al collega Usai fummo artefici di un emendamento attraverso il quale si cercava di ridurre le risorse destinate a questo importantissimo istituto, perché all'epoca la nomina del nuovo sovrintendente dello stesso ente provocò, come primo provvedimento dello stesso, l'aumento dei suoi emolumenti e l'aumento degli emolumenti delle persone che lui stesso chiamò nella propria segreteria. E in quell'occasione ricordo che si aprì un dibattito, in quest'Aula dove noi stessi, per primi, di certo non intendevamo, in questa maniera, penalizzare l'ente lirico di Cagliari, al quale riconoscevamo e riconosciamo ancora oggi la sua grande importanza, non solo per la città di Cagliari, ma per tutta la Sardegna, ma volevamo anche dare però un segnale, soprattutto un segnale di trasparenza e di chiarezza su un qualche cosa che, a nostro giudizio, con troppo anticipo rispetto a quello che doveva essere, in teoria, la parte del sovrintendente, il farsi conoscere e il farsi apprezzare per le sue qualità, con troppo anticipo, dicevo, era stato forse fatto, in un momento nel quale, non va dimenticato, lo stesso ente attraversava allora, come attraversa oggi, un momento di estrema crisi, c'erano problemi per gli stipendi dei dipendenti, le risorse statali venivano tagliate, c'erano problemi tra la Regione, la stessa Regione attraverso l'Assessorato della pubblica istruzione e l'ente lirico, quindi in tutta questa confusione ci sembrava strano che come primo provvedimento il nuovo sovrintendente, invece di pensare a salvaguardare gli stipendi dei propri dipendenti pensasse solo ed esclusivamente ad aumentare i propri. Oggi però, e mi rivolgo evidentemente ai colleghi del centro destra che hanno presentato questo emendamento, che tende a eliminare i 2 miliardi di finanziamento per l'ente lirico, la situazione mi sembrerebbe estremamente diversa rispetto a quella di un anno fa. Oggi stiamo o potremmo mettere a serio rischio la programmazione della stagione prossima futura dello stesso ente. E allora, io credo che su questo vada fatta un'attenta riflessione, collega Usai, ho visto che lei prontamente, e ne ho apprezzato anche il gesto, dopo l'intervento del collega Secci e dopo che il Presidente ha dato la parola a me giustamente e prontamente ha chiesto la parola al Presidente per esprimere anche la sua opinione. Quindi l'invito che io voglio fare ai presentatori dell'emendamento, a nome di Forza Italia che crede in questa istituzione, che crede che questa istituzione possa dare non solo a Cagliari, ma veramente alla Sardegna intera, e credo che durante questa stagione l'abbia pienamente dimostrato, tra l'altro consentendo la riapertura di un importante spazio culturale quale l'anfiteatro di Cagliari, che oramai era chiuso da tanti anni, credo che il Consiglio regionale debba testimoniare a questo ente, e quindi all'ente stesso e non certo al soprintendente, il suo pieno appoggio e il suo pieno impegno, lasciando che l'Ente lirico di Cagliari possa sopravvivere consentendo una programmazione degna di questo ente e consentendo non solo ai cagliaritani, ma a tutta la Sardegna, di poter godere delle manifestazioni che lo stesso ente sarà in grado di poter organizzare nella prossima stagione.
Quindi non capisco la posizione, pur rispettandola, dei presentatori dell'emendamento. Chiedo che anche attraverso le parole del collega Usai si possa trovare una soluzione e un rimedio che possa consentire all'Ente lirico di Cagliari di
sopravvivere e di poter andare avanti nella programmazione dei propri lavori.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Edoardo Usai. Ne ha facoltà.
USAI EDOARDO (A.N.). Signor Presidente, lo stesso imbarazzo che ha mostrato l'onorevole Lippi, devo dire la verità, ce l'ho anch'io. Perché io, ancorché nato ad Ardauli, mi ritengo cagliaritano perché abito a Cagliari da quasi cinquant'anni, amo la mia città, amo tutto quello che fa cultura, spettacolo nella mia città, voglio nobilitare sotto tutti i profili la mia città. Quanto io vado dicendo da qualche tempo sull'Ente lirico di Cagliari non è uno schiaffo alla mia città, è una riflessione attenta su quello che avviene all'interno dell'Ente lirico di Cagliari che, l'ho detto altre volte, ma non l'ho detto soltanto io, è un nido di vipere perché, una volta che viene insediato un soprintendente, in quel momento si scatenano vendette, scontri trasversali, eccetera. Io contesto due cose: uno è il metodo, e mi riferisco a che cosa intendo per metodo. Il Consiglio regionale, con un voto abbastanza chiaro, alcune settimane fa aveva bocciato l'ipotesi di erogare due miliardi all'Ente lirico di Cagliari, per come è gestito, per come è condotto, per la programmazione. Certo, mi si dirà, ho portato un premio Nobel a Cagliari. Dio mio, se il povero Nobel avesse la possibilità, oltre che aver inventato la dinamite, di fare qualche altra cosa, rivedrebbe anche quest'ultimo premio Nobel, ma questa è una sciocchezza che forse non attiene al nostro dibattito. Allora, il metodo: il Consiglio regionale ha bocciato qualche settimana fa la ipotesi di erogare due miliardi all'Ente lirico. Ma, insomma, quello che è uscito dalla finestra deve rientrare dalla porta, perché? Per salvare l'istituzione di Cagliari o per dare una mano, perché le cose sono queste, a chi è preposto in questo momento al vertice della istituzione? Io non dimentico una cosa, perché non posso dimenticarla e voglio ricordarla a tutti, che il maestro Giuliano, che ha preceduto l'attuale sovrintendente, o meglio, dopo il maestro Giuliano c'è stato il commissario Carboni, e poi è venuto l'attuale sovrintendente. Il maestro Giuliano fece una stagione, poveretto, con 2 miliardi e 300 milioni. E' chiaro, signor Presidente, che è facilissimo prendere gli artisti, dire di pagherò, e poi chiedere ogni volta al comune di Cagliari, alla provincia di Cagliari, alla Regione sarda, i denari per poter pagare questi signori. Quindi il metodo non mi va bene. E il merito, sono già entrato nel merito, la gestione, il Consiglio regionale non sa niente di questa gestione, il Consiglio regionale aspetta sempre e comunque quella ispezione che era stata richiesta, non so se a ragione, se ne avesse titolo o non ne avesse titolo, da parte dell'Assessorato. Il Consiglio regionale aspetta risposte su come vengono spesi i denari; il Consiglio regionale - il Consiglio regionale, non Alleanza Nazionale, non Francesco Lippi, non Edoardo Usai, nessuno - vuole sapere come vengono spesi questi denari, perché con 24 miliardi si fa un cartellone e una programmazione, con tre miliardi se ne fa un'altra, con 300 miliardi se ne fa un'altra ancora. E allora, tutti quanti coi denari siamo bravi, se questo è vero, riflettiamo sul fatto che la Regione non può erogare ulteriormente altri denari, che la Regione deve essere posta d'acconto per quel che riguarda programmazione, cartelli e quant'altre cose, diciamo anche che noi insistiamo su questo emendamento perché riteniamo che la stagione che è stata fatta, da cani, come sostengono alcuni, con 2 miliardi e 300 milioni, forse con 14 miliardi o con 23 miliardi può essere fatta molto meglio, e questo penso che sia sufficiente. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Zucca. Ne ha facoltà.
ZUCCA (Progr. Fed.). Brevissimamente, per dire che non condivido quasi niente di ciò che ha detto il collega Usai, sia in ordine al fatto che il Consiglio ripensi un qualcosa che aveva già deciso. Non ci si è scandalizzati ieri, quando il Consiglio, a distanza di trenta secondi, ha votato in maniera difforme, vorrei che ci si scandalizzasse oggi dove non c'è niente da scandalizzarsi nel fatto che riflettendo si torni a discutere di un problema con cognizione differente.
Io faccio parte della Commissione ottava, che prima presiedevo, e abbiamo richiesto dati e chiarimenti al sovrintendente, intanto relativamente ad alcuni problemi sollevati più volte dall'onorevole Usai, cioè alla retribuzione. Ci ha presentato i dati in maniera precisa, esplicita, dettagliata, comparata con tutti gli altri emolumenti di tutti gli altri sovrintendenti degli enti lirici d'Italia, comparati con le spese sostenute per le retribuzioni e gli emolumenti a coloro che l'hanno preceduto, e la Commissione unanimemente ha preso atto del fatto che non c'era niente di scandaloso e non c'era niente di cui menare vergogna da parte della Regione. Seconda cosa: il sovrintendente si è detto anche disponibilissimo a venire, se lo convochiamo, nella Commissione di merito, che è la Commissione ottava, a riferire dettagliatamente su tutte le poste del bilancio dell'ente, ma non è neanche competenza di una Commissione richiedere tutto questo, c'è un consiglio di amministrazione e poi tutti questi ragionamenti secondo me sono destituiti di fondamento perché non stiamo dando i soldi ad un sovrintendente perché ne faccia quello che gli pare e piace, stiamo concedendo un finanziamento all'ente lirico che ha portato delle prestigiosissime manifestazioni a Cagliari e che è l'ente più prestigioso a livello nazionale che ci sia in Sardegna. Io mi dichiaro favorevole al testo precedente e contrario all'emendamento soppressivo del contributo.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 12. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 14. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (Progr. Fed.). Sull'emendamento numero 14, noi che non abbiamo mai chiesto in quest'Aula il voto segreto, questa volta chiediamo il voto segreto perché mi pare che nella richiesta di voto per appello nominale ci fosse un qualcosa di strumentale e allora chiediamo il voto segreto.
PRESIDENTE. Onorevole Amadu, la richiesta di voto segreto è stata fatta a norma, la sua richiesta di appello nominale non era corroborata dalla richiesta di altri sette consiglieri.
(Interruzione del consigliere Amadu)
Siamo in fase di voto e in ogni caso la richiesta di voto segreto supera la sua richiesta.
AMADU (Gruppo misto). Allora questo va bene.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 14.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 69
Votanti 69
Maggioranza 35
Favorevoli 32
Contrari 37
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GRANARA - LA ROSA - LADU - LIPPI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MILIA - MURGIA - OBINO - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 15.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 68
Votanti 68
Maggioranza 35
Favorevoli 29
Contrari 39
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GRANARA - LA ROSA - LADU - LIPPI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MILIA - MURGIA - OBINO - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Metto in votazione lo stato di previsione. Tabella numero 11.
(E' approvata)
Si dia lettura della tabella 12.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sulla tabella numero 12, la metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura della tabella 13.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sulla tabella numero 13, la metto in votazione. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
Poiché sono stati esaminati tutti e due i provvedimenti passiamo alla votazione finale. La risposta "sì" si intenderà per l'approvazione del disegno di legge numero 359 e 360, chi volesse differenziare il proprio voto dovrà specificarlo al momento del voto.
Votazione per appello nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale dei disegni di legge numero 359 e 360.
Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì; coloro i quali sono contrari risponderanno no. Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello. (E' estratto il numero 39, corrispondente al nome del consigliere La Rosa.)
Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello iniziando dal consigliere La Rosa.
CONCAS, Segretario procede all'appello:
Rispondono sì per entrambi i disegni di legge i consiglieri: LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - USAI Pietro - ZUCCA - BALIA - BALLERO - BERRIA - BONESU - BUSONERA - CHERCHI - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - FOIS Pietro - GHIRRA - GIAGU.-
Rispondono no per entrambi i disegni di legge i consiglieri: LIPPI - LOMBARDO - MARRACINI - MARRAS - MILIA - OPPIA - PIRASTU - PITTALIS - SANNA NIVOLI - TUNIS Marco - AMADU - ARESU - BALLETTO - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - CASU - DEMONTIS - FLORIS - FRAU - GRANARA.
Si sono astenuti i consiglieri: LA ROSA - VASSALLO - CONCAS - FANTOLA.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 65
Votanti 61
Astenuti 4
Maggioranza
Favorevoli 39
Contrari 22
(Il Consiglio approva).
Discussione generale del testo unificato delle proposte di legge Fantola - Lippi - Marteddu - Dettori Bruno - Floris - Loddo: "Modifiche alla legge regionale 6 marzo 1979, n. 7 (Norme per l'elezione del Consiglio regionale della Sardegna) e successive modificazioni" (291) e Scano - Berria - Cugini - Ghirra - Dettori Ivana - Zucca - Busonera - Cherchi - Cucca - Diana - Falconi - Fois Paolo - Marrocu - Obino - Sanna Salvatore - Usai Pietro: "Modifica delle norme per l'elezione del Consiglio regionale della Sardegna" (337)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione congiunta delle proposte di legge numero 291 e 337. Relatore di maggioranza il consigliere Fantola. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.
MARTEDDU (Popolari). Presidente, sappiamo tutti, e ne siamo ben consapevoli, che l'argomento che stiamo per affrontare è un argomento di grande interesse, non solo per il Consiglio regionale, perché intende in qualche modo dettare le norme per le elezioni, modificare le norme per l'elezione della Assemblea regionale. Sappiamo anche che attorno a questo provvedimento, che a memoria mia non ne ricordo uno più breve, più conciso, eppure attorno ad esso sta crescendo un interesse politico generale molto alto. Noi riteniamo che questa questione per la sua portata per tutto ciò che può comportare, per il fatto che sull'argomento sono in carico alla Commissione prima diverse proposte di legge, mi pare che siano adesso non ricordo il numero, tre o quattro, e che comunque diversi Gruppi politici, diversi consiglieri regionali hanno presentato proposte di legge per regolare o per ridisegnare un nuovo modello elettorale per il Consiglio regionale; per il fatto che delle regole elettorali delle regioni a Statuto speciale se n'è occupata ampiamente anche la Bicamerale, quindi credo che tutti questi argomenti e la portata stessa e l'importanza non tanto del provvedimento che è in carico all'aula in questo momento, ma dei provvedimenti che sull'argomento sono all'esame del Consiglio regionale, della Commissione prima, io pongo in base all'articolo 86 del Regolamento la questione sospensiva, non tanto per riportare in Commissione il provvedimento stesso, ma per discutere come dice l'articolo 86 in altra data il provvedimento stesso.
PRESIDENTE. E' stata posta una questione sospensiva in base all'articolo 86 del Regolamento. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (Progr. Fed.). Brevemente, signor Presidente, colleghi, per dire che in prima Commissione si è svolta una discussione lunga e approfondita sul rapporto tra le proposte di legge numero 291 e 337 da una parte e gli altri progetti di legge presentati in materia elettorale. E una discussione lunga e approfondita anche sulla opportunità o meno di procedere ad uno stralcio e ad una anticipazione della materia molto circoscritta contenuta nei progetti di legge numero 291 e 337. Quella discussione ha avuto, sia pure con una marcata difformità di pronunciamenti delle varie forze politiche, ha avuto una conclusione. Naturalmente può essere legittimamente, come ha fatto poc'anzi il collega Marteddu, posta una questione sospensiva; noi tuttavia per i motivi abbondantemente dibattuti in prima Commissione, che ora non ritengo opportuno nemmeno richiamare, per gli stessi motivi ove fosse mantenuta e posta ai voti ci esprimeremmo contrariamente alla proposta di sospensione e perché l'aula possa procedere, secondo la programmazione che insieme decideremo, all'esame dei progetti di legge che sono all'attenzione dell'aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Dieci secondi per sottoscrivere in questa occasione quanto testé detto dal collega capogruppo del PDS. Riteniamo che le questioni rappresentate stasera dal collega Marteddu siano state tra l'altro ampiamente dibattute in sede di Commissione e che comunque è legittima la richiesta. Comunque preannuncio il voto contrario di Forza Italia alla richiesta di sospensiva.
PRESIDENTE. Poiché non vi sono altri interventi, metto in discussione la proposta di sospensiva posta dall'onorevole Marteddu. Chi la approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non la approva alzi la mano. Chi si astiene.
(Non è approvata)
Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.
MARTEDDU (Popolari). Chiedo alla cortesia sua e dei colleghi una sospensione di dieci minuti, perché ho necessità di riunire il Gruppo dei Popolari.
PRESIDENTE. Se non vi sono opposizioni la richiesta di sospensione è accolta. La seduta riprenderà alle ore 19 e 35.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 23, viene ripresa alle ore 19 e 46.)
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Fantola, relatore di maggioranza.
FANTOLA (Gruppo Misto). Signor Presidente, l'obiettivo di una riforma del sistema elettorale e di una riforma della forma di governo è quello di avere una guida per la Sardegna, di ottenere una guida per la Sardegna, stabile, autorevole, credibile. Credo che questo sia un obiettivo di tutto questo Consiglio, maggioranza e opposizione, credo che sia un obiettivo anche di quelli che oggi sono favorevoli alla proposta di legge che andiamo a discutere, come di coloro che voteranno contro questa proposta di legge. Per avere un governo stabile, credibile e autorevole, dal mio punto di vista bisogna marciare e bisogna arrivare a un sistema bipolare; un sistema cioè che preveda due alternative di governo; due alternative di governo, sottoposte al voto degli elettori e sulle quali gli elettori si possono pronunciare. Per arrivare a questo la strada che io intravedo, che io vedo, che io ho cercato di rappresentare, ne parleremo un minuto dopo in diverse proposte di legge, è quello di giungere a un vero presidenzialismo e a un maggioritario, per fare in modo, appunto, che il cittadino, al momento del voto, possa scegliere tutto: possa scegliere le coalizioni, oltre che il proprio partito di appartenenza, possa scegliere i programmi, che sono espressioni di queste coalizioni, che possa scegliere le persone chiamate a realizzare i programmi. Io sono convinto, cioè, che la riforma elettorale vera è una riforma che faccia scegliere al cittadino tutto quello che può scegliere prima del voto, e non fare in modo che le scelte vengano fatte dai Gruppi, dopo il voto, ingenerando, tra l'altro, una instabilità negli esecutivi di cui siamo tutti a conoscenza, facendo in modo che i programmi vengano cambiati, che le maggioranze vengano mutate e che gli stessi uomini, chiamati alla guida del governo, vengano successivamente cambiati e non scelti dagli elettori. Ripeto, a mio modo di vedere, una riforma elettorale è una riforma che passa per l'elezione diretta del Presidente della Regione e per un sistema maggioritario. Queste, a mio avviso, sono le due riforme cardine. Devo aggiungere che, come più volte ho ripetuto, per quanto riguarda il Consiglio regionale, altre due riforme hanno una grande rilevanza: la riduzione del numero dei consiglieri e l'incompatibilità tra la funzione di consigliere e quella di assessore. Su quest'ultimo tema dell'incompatibilità tra la funzione di consigliere e quella di assessore, voglio aggiungere che oltre al motivo di fondo, che a mio avviso sostiene questa proposta, e cioè il fatto che ci sia una drastica divisione di funzioni tra chi è chiamato alla guida del governo e chi è chiamato al controllo, per fare in modo che non ci siano assessori che danno la fiducia a se stessi, ma che le due funzioni abbiano una separatezza, c'è da aggiungere che la prova della caduta dell'incompatibilità in questo Consiglio, ha determinato in aggiunta, una fortissima instabilità, della quale tutti quanti noi siamo testimoni. Debbo dire che quindi, dal mio punto di vista, sarebbe importante l'introduzione dell'incompatibilità che peraltro non è oggetto di questa proposta di legge né di emendamenti da portare alla stessa. Questa riforma a cui facevo riferimento è sicuramente una riforma globale, una riforma difficile da ottenere, una riforma che implica profonde trasformazioni, ripeto, sia sulle leggi elettorali, sia sulla forma di governo. Una riforma che necessità la modifica dello Statuto. Io sono così convinto di questa modifica dello Statuto, che ormai da diversi anni, con tanti colleghi, sia della maggioranza che dell'opposizione, mi sono più volte battuto per la modifica dello Statuto stesso, una modifica che tendesse ad eliminare due problemi: l'impossibilità di un'elezione diretta del Presidente e tendesse a eliminare, anzi eliminasse un solo termine, "proporzionale", dallo Statuto. Quel termine che impedisce l'introduzione, nel sistema elettorale regionale di un sistema maggioritario. Su questi problemi il Consiglio regionale, nella scorsa legislatura, si è già pronunciato. Il Consiglio regionale ha fatto, la scorsa legislatura, grandi passi avanti, devo dire sotto la spinta di un movimento riformatore che era fortissimo nella nostra Regione, sono state approvate queste modifiche di Statuto, e queste modifiche di Statuto, in quanto tali, approvate dal Consiglio regionale, sono state trasmesse a Roma per l'approvazione del Parlamento. In questi anni, queste modifiche di Statuto, che oggi sarebbero state importantissime per fare una vera riforma elettorale, sono state fatte morire a Roma; nessuno si è preoccupate di sollecitarle e sono rimaste chiuse in uno dei tanti cassetti di cui anche questo Consiglio mi sembra sia pieno. Devo dire sono state fatte morire con gravissime responsabilità di tutto questo Consiglio, delle forze politiche e dei parlamentari sardi a Roma, che si sono disinteressati di leggi approvate da questo Consiglio regionale. La decadenza delle proposte di legge di modifica dello Statuto avvenuta un anno e mezzo orsono, ha determinato che alcuni consiglieri, fra i quali il sottoscritto, abbiano ripresentato in Consiglio regionale nuovamente delle proposte di legge sugli stessi argomenti, delle quali una, la ricordo, è una proposta di legge presentata da diverso tempo, non ricordo quando, ancora più breve di quella che stiamo discutendo adesso, una proposta di legge che chiedeva semplicemente l'abrogazione di una parola, la parola "proporzionale", dallo Statuto sardo, per fare in modo che questo Consiglio potesse scegliere legittimamente, coi pieni poteri, se dotarsi ancora di un sistema proporzionale o passare al sistema maggioritario. Queste proposte di legge non sono state prese in esame da nessuna Commissione, questa proposte di legge non sono state mai esaminate.
Passando il tempo, e rendendoci tutti conto che le modifiche necessitavano di tempi lunghi per l'approvazione, necessitano dei tempi lunghi, sapete che necessitano della doppia lettura a Roma, è stata presentata da alcuni colleghi, tra i quali il sottoscritto, una proposta di legge a Statuto ordinario, una proposta di legge che non è la vera riforma elettorale, che non è la riforma elettorale cui facevo riferimento io prima, ma è una proposta di legge che si muove in quella direzione. La proposta di legge presentata, ne farò un brevissimo riferimento, si basava su due punti: il primo punto era l'eliminazione del ballottaggio a tre, che quando fu introdotto, cinque anni fa forse, a mio avviso ha rappresentato l'ultima vittoria proprio della partitocrazia sarda che stava andando a morire, e una serie di due provvedimenti che tendevano a rendere quanto più maggioritario - e uso un'espressione sicuramente non corretta - potesse essere il nostro sistema proporzionale. Cioè due modifiche della legge elettorale che accompagnavano l'eliminazione del ballottaggio a tre: la prima, l'aumento dei seggi sul listone regionale; la seconda, la riduzione del coefficiente di proporzionalità per fare in modo che la legge elettorale avesse caratteristiche maggioritarie per quanto concesso dal nostro Statuto. Questa proposta di legge, anche questa proposta di legge non è stata esaminata dalla Commissione; non essendo stata esaminata dalla Commissione nel mese di giugno ne ho richiesto la discussione in Aula, basandomi sull'articolo 101, che fissava i termini per poter essere discussa in Commissione. Siccome questa proposta di legge, nonostante la fissazione dei termini, non era stata ancora discussa, alla fine di settembre è stata inserita all'ordine del giorno. Nel frattempo, devo dirlo subito, era Giunta una proposta di legge presentata dal Gruppo progressista federativo, del tutto simile a quella che era stata da me presentata, nella quale veniva sostanzialmente ribadita la necessità di porre fine al cosiddetto trilottaggio. Questa proposta di legge, dico la proposta di legge presentata insieme ad alcuni colleghi, è stata riposta in discussione nella prima Commissione su iniziativa giusta, necessaria, e che io ho condiviso dal primo momento, del presidente della Commissione stessa, che ha ritenuto opportuno discutere insieme i due provvedimenti, e ha ritenuto opportuno che tutti i Gruppi politici su questa proposta arrivassero a un accordo. E c'è stato un accordo, lo dico un accordo che non ha compreso tutte le forze politiche, ma un accordo in cui tutti abbiamo rinunciato a qualcosa, io stesso ho rinunciato a due punti che consideravo essenziali della mia proposta di legge, quello cioè dell'innalzamento della quota sul listone regionale e l'aumento del tasso maggioritario, perché si è ritenuto che questa proposta di legge fosse il denominatore comune che potesse permettere una approvazione a larga maggioranza in questo Consiglio.
Siamo, pertanto, giunti oggi all'esame di questo provvedimento. Ripeto, faccio due ultime osservazioni: la prima è una sintesi di quello che ho detto, lo ripeto, questa non è la grande riforma elettorale, questa non è la riforma elettorale così ampia, così profonda, così significativa che oggi veramente servirebbe alla Sardegna. Questa è una riforma elettorale che elimina, però, un aspetto deleterio e disastroso dell'attuale legge elettorale, è una legge che introducendo il ballottaggio a due si muove verso una riforma elettorale maggioritaria e bipolare, un sistema dell'alternanza nella quale si confrontano due schieramenti contrapposti, è un primo passo, l'unico che in questo momento, diciamolo francamente, di grande stagnazione che viviamo tutti, un momento di palude nella quale siamo tutti immersi, è l'unica che oggi aveva un ampio consenso e che introduceva degli elementi positivi, eliminando questo sgradevole e anche comico ballottaggio a tre per il quale siamo più o meno conosciuti in tutt'Italia. Ripeto, questa non è la riforma elettorale, sono così convinto che questa non è la riforma elettorale che io auspico che nello stesso momento in cui viene approvata questa proposta di legge venga approvata da questo Consiglio una proposta di legge di richiesta di poteri a Roma, una proposta di legge che permetta, se ci sono i tempi, di avere direttamente noi poteri per fare in breve tempo una riforma elettorale, una riforma della forma di governo completa. Questo deve essere a mio avviso l'impegno che deve essere preso innanzi tutto da questo Consiglio, questo è un impegno che devono prendere tutte le forze politiche e i parlamentari sardi, un impegno cioè perché Roma, in tempi brevi e in tempi utili affinché possa essere modificata la legge elettorale e la forma di governo con la modifica dello Statuto, permetta a noi, permetta a questo Consiglio di fare una vera riforma elettorale. Questa riforma però consente, se i tempi non ci saranno, consente se le lungaggini della Bicamerale, le lungaggini romane e la mancanza a volte anche di un vero interesse verso questa riforma, ad eliminare una legge elettorale impossibile, assurda, i cui risultati deleteri abbiamo tutti sotto gli occhi e consente di muoverci verso una riforma elettorale moderna, nella quale gli schieramenti contrapposti si contrappongano e nella quale all'elettore sia concesso scegliere tra diverse alternative di governo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Bonesu, relatore di minoranza.
BONESU (P.S.d'Az.), relatore di minoranza. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è uno strano Consiglio regionale, dove chiaramente l'onorevole Fantola parla per la maggioranza e a me tocca parlare per la minoranza. Credo che la cosa non sia priva di rilievo politico, e credo che il futuro dirà se operazioni del genere premiano chi ne è promotore.
L'onorevole Fantola è partito dalle grandi idee, dalle grandi riforme, ed è approdato all'articolo 1 di questa leggina che più leggina non si può. Un articolo 1 che modifica la legge elettorale soltanto in uno dei meccanismi; modifica il meccanismo sulle liste ammesse al secondo turno, portandole da tre a due. Se questa legge fosse stata applicata nel 1994, questo Consiglio regionale sarebbe uguale per settantotto ottantesimi, l'unico mutamento sarebbe che avremmo due consiglieri popolari in meno e un consigliere di Forza Italia e uno del PDS in più. Questo ovviamente se coloro che sarebbero stati puniti da questa legge non avessero adottato le contromisure dando luogo a chissà quali risultati, ma il meccanismo in sé stesso non cambia praticamente niente. Noi abbiamo una legge elettorale che è assurda perché non rispetta né i principi del proporzionale né i principi del maggioritario né il principio di una più libera espressione dei cittadini né il principio di un ordinamento elettorale impostato su scelte partitiche. Noi abbiamo una legge elettorale che guarda all'indietro e non guarda avanti. Una legge elettorale che porta a un Consiglio regionale dove ci sono otto Gruppi e un Gruppo Misto che è il terzo Gruppo per consistenza del Consiglio, una legge elettorale che è una truffa per l'elettore, perché l'elettore crede di votare un Presidente della Giunta regionale invece i suoi voti servono a fare entrare un candidato di non grande rilievo semplicemente perché è in quella lista e usufruisce di questa protezione accordata alla lista del candidato Presidente. Credo che tutti questi vizi vengano esasperati, non chiaramente attenuati dalla proposta di legge che oggi viene in discussione. Credo che noi abbiamo bisogno di ben altro, credo che la riforma dello Statuto si imponga, si sono affermate negli ultimi tempi in Italia e sottolineo in Italia perché in altri paesi il processo è di tipo diverso, basta pensare che persino la Gran Bretagna, che è la patria dell'uninominale secco, sta andando alla riforma in senso proporzionale. Per esempio sarà proporzionale gran parte della composizione del futuro Parlamento scozzese. Si è affermato un criterio maggioritario, salvo che per le elezioni europee, tutte le elezioni, a qualunque livello, sono improntate a questo criterio, più o meno corretto, più o meno chiaro ma sicuramente se tutti i sistemi elettorali adottati dai comuni alle province, alle regioni a statuto ordinario, alla Camera e al Senato sono sicuramente più chiari e comprensibili e danno poteri agli elettori superiori a questo pasticcio che è il sistema elettorale per il Consiglio regionale della Sardegna. Sistema elettorale che parte dalla premessa statutaria che deve essere proporzionale, ma a quel punto cerca di svuotare la proporzionalità, non cerca neanche di cogliere il valore della proporzionalità perché il principio della proporzionalità è un principio che intende assumere, come elemento essenziale, la rappresentatività del Consiglio, cioè che tutti gli elettori siano rappresentati in proporzione alle loro volontà. Quindi un Consiglio come una fotografia della società, come fotografica del corpo elettorale, invece questa legge introduce dei meccanismi che tendono a svisare questo, e quando tutte le liste che non sono le prime tre o come viene proposto le prime due, non partecipano alla determinazione per l'elezione di un quinto del Consiglio regionale, chiaramente si sta violando la proporzionalità di un quinto, un quinto del Consiglio regionale non è più eletto col criterio proporzionale e credo che se nessuno l'ha sollevato per le precedenti elezioni, credo che siccome errare humanum est ma perseverare è "diabolicum", a nessuno verrà l'idea, dopo il prossimo turno elettorale, di sollevare la questione del mancato rispetto. Ma questo meccanismo ha anche un elemento distorsivo perché i sedici seggi del collegio regionale vengono sottratti ai collegi provinciali e la ripartizione poi non è proporzionale: Oristano perde due consiglieri regionali e non ne ottiene nessuno, Nuoro è praticamente in una situazione perché ne ha ottenuto uno, significa che le città più grosse si impadroniscono dei seggi che competerebbero alle provincie più periferiche violando anche in questo modo il criterio di proporzionalità. Terza considerazione, per il collegio regionale non si adotta né la proporzionale pura né la proporzionale corretta né il metodo d'Hondt ma un sistema che favorisce in modo assoluto la lista più votata. E' vero che siccome le differenze tra la prima e la seconda lista sono minime, come è risultato nel 1994, tutta questa grande truffa porta a una differenza di due seggi che non facilita per niente la governabilità perché la governabilità con la vecchia legge o con questa proposta è assicurata comunque da quei gruppi che non entrano comunque nelle due liste più votate, si può rigirare quanto si vuole, questo serve ad aumentare il prezzo da parte dei vincitori e dei secondi ma non serve sicuramente a creare un Consiglio che sia omogeneo alla lista più votata. Questo è un sistema che semplicemente cambia i rapporti di forza in questa Assemblea falsando il risultato dato dagli elettori ma non crea sicuramente condizioni di governabilità. L'esperienza lo ha ampiamente dimostrato, perché abbandonando i criteri di proporzionalità che presuppone che poi si passi a giunte di coalizione, si crea l'assurdo che si propone un Presidente della Giunta anche preindicato, che ha comunque una minoranza di voti in Consiglio, anzi, abbiamo verificato in questa legislatura che il sistema porta a scardinare le alleanze elettorali perché il cartello vincente, quello dei progressisti, pur di trovare l'accordo con le altre forze ha scaricato la forza minoritaria in quel cartello, cioè Rifondazione Comunista. Quindi questo sistema elettorale anziché assicurare la compattezza delle coalizioni è un incentivo a sfasciare le coalizioni e andare a una contrattazione che è priva non solo di senso politico ma credo anche di senso etico e soprattutto rompe il rapporto di fiducia tra le forze politiche che hanno chiesto un voto agli elettori e gli elettori che lo hanno dato. Perché credo che quelli che hanno votato la lista progressista volessero una coalizione tra le tre forze che costituivano quella lista, e invece si sono ritrovati in una coalizione profondamente diversa e credo che non tutti saranno soddisfatti di questo, ma è insito nel sistema, non è un accidente avvenuto nel 1994 questo fatto, è nel sistema stesso perché con questo sistema, con quattro quinti proporzionali e un quinto di falso maggioritario, non è proporzionale ma non è neanche maggioritario, noi abbiamo il risultato che sarà sempre la volontà di forze che non rientrano nelle prime liste a determinare le coalizioni. Per cui la legge, semplicemente, aumenta il potere contrattuale di quelle forze che sono al primo o al secondo posto, e dico al primo e al secondo posto perché il sistema elettorale è fatto in modo che le prime due forze arrivino molto vicini come voti e come seggi, perché sapendo che saranno le prime due liste che prenderanno i voti, chiaramente ci sarà un affluire nelle due liste e chiaramente l'affluenza sarà determinata fin quando c'è la speranza di vincere, se non c'è la speranza di vincere chiaramente non c'è più l'affluenza, ma credo che due schieramenti, come avviene in tutti i criteri maggioritari, si creino di forza pressoché equivalente e quindi di seggi pressoché equivalenti. Su queste storture la nostra legge elettorale imposta una ennesima stortura, e una ennesima truffa in danno agli elettori, perché la ripartizione dei seggi anziché avvenire nel momento che si vota, viene invece rinviata ad una seconda votazione cosiddetta di ballottaggio che avviene due settimane dopo e che avviene, come ha dimostrato l'esperienza, con una minima partecipazione del corpo elettorale, si è raggiunto appena il 50 per cento di partecipazione, ma non si sarebbe raggiunta la volta scorsa se per le elezioni comunali che richiamano molta più gente non si fosse contemporaneamente votato a Cagliari, Oristano, Alghero. Riportiamo Cagliari, Oristano Alghero nella media regionale, e noi troviamo che non più del 44 per cento degli elettori si è recato al voto. Questa è la dimostrazione che questo sistema di ballottaggio è una truffa in danno agli elettori, è spogliare la maggioranza degli elettori del loro diritto sovrano di decidere di questa Assemblea regionale, è privare di legittimazione vera i candidati del collegio regionale che non sono eletti sulla base di un voto espresso dalla gran parte dei cittadini, vengono eletti come attribuzione di seggi non come preferenza da un voto espresso da una minoranza di cittadini. Qualcuno si scandalizza per il ballottaggio a tre. Ma io ricordo per esempio che il ballottaggio a tre è vigente in Francia per la Camera; chiunque prenda il 12,5 per cento dei voti è ammesso al secondo turno se non rinuncia. Ma io dico che c'è da scandalizzarsi perché questo non è affatto un ballottaggio. Ballottaggio vuol dire che l'elettore è chiamato a scegliere un vincitore e uno o più sconfitti. Con questo sistema non c'è né vincitore né sconfitti. Perché chi vince si aggiudicherà uno, due, tre seggi al massimo in più; chi perde si aggiudicherà uno, due, tre seggi al massimo in meno. Il che vuol dire che sono tutti e due schieramenti che realizzano una parità, una parità che finisce per bloccare il Consiglio, per non prevedere una maggioranza chiara, e io faccio notare che per esempio nel 1994 lo schieramento progressista con tutte queste operazioni prese 29 seggi. Lo schieramento del Polo, che pure aveva prevalso al primo turno, ne prese 28. Ebbene in questo Consiglio quindi c'è una forza pari quasi ad un terzo che non è rappresentata nelle prime due liste. Il che vuol dire che le due liste principali si bilanciano, la differenza è di un solo seggio, ma l'equilibrio di questa Assemblea è determinato da chi a questo scontro a due non ha partecipato. E qua si ha un bel dire che si dà potere ai cittadini. Credo che il potere ai cittadini non ci sia perché il voto dei cittadini non determina un distacco effettivo e il tutto è rinviato alle trattative tra i partiti, che avvengono dopo le elezioni. E l'equilibrio che si è creato in questa Assemblea è un equilibrio che si è creato a seguito di accordi politici che nulla avevano a che fare con il risultato elettorale, perché se ci fosse stata una maggiore affinità politica dei partiti che siedono nei banchi che non sono di sinistra con il Polo, il Polo aveva i numeri per governare perché non era sicuramente il seggio di differenza dopo il secondo turno che creava la differenza politica, numerica tra il Polo e lo schieramento progressista. E' una legge quindi che non determina assolutamente niente; è una legge che non crea né una rappresentanza proporzionale, rispettosa degli elettori nelle loro espressioni partitiche e territoriali e non crea neppure situazioni di governabilità. Io credo che questa situazione possa essere risolta completamente con una legge elettorale più simile a quella che hanno le regioni a statuto ordinario, che non sarà perfetta ma sicuramente assicura sia la rappresentanza sia la governabilità. Ovviamente non assicura la serietà delle forze politiche; se qualche Regione a statuto ordinario ha avuto ed ha dei problemi chiaramente non deriva da un meccanismo elettorale. I meccanismi elettorali possono essere i più perfetti possibili, anche il sistema inglese può dare un'ampia maggioranza a Blair con il sistema uninominale secco, se poi il Partito laburista si spacca e metà va con i conservatori chiaramente la volontà degli elettori, quell'equilibrio che era stato raggiunto con il voto elettorale, salta. Non possiamo pensare che i meccanismi elettorali di per sé stessi assicurino un buon governo. Il meccanismo elettorale può aiutare certi processi politici, non può imporsi come strumento per capovolgere processi politici. Ma ritorniamo al collegio unico regionale. Qua si è fatta una campagna negli anni precedenti contro i collegi troppo vasti che poi hanno bisogno di campagne elettorali dispendiose; bene, quel collegio regionale è dopo le elezioni europee il collegio più vasto che abbiamo nella normativa elettorale. Alla Camera siamo a collegi uninominali, e abbiamo il collegio regionale ma senza preferenze con lista bloccata, e quindi i sedici candidati anche per il meccanismo della preferenza unica sono costretti ad una campagna elettorale personale dispendiosa, battendo tutta la Sardegna. Il che è il contrario di tutto quello che si è detto negli ultimi anni circa la semplificazione dei procedimenti elettorali, circa il risparmio delle spese elettorali, io vorrei sapere un candidato al collegio regionale, che la faccia sul serio la campagna, senza disporre di strutture già esistenti, ma che proprio corra come candidato libero nella lista e debba cercarsi i voti in tutta la Sardegna quanto debba spendere e se davvero i parametri di spesa previsti nella legge regionale possano seriamente essere rispettati. Io credo che il collegio regionale, così come concepito, con preferenza unica, sia un sistema che genera corruzione e comunque violazione delle regole sulla campagna elettorale, sui fondi spendibili in campagna elettorale, perché non è umanamente possibile prendere i voti necessari senza disporre di una organizzazione che costa quello che normalmente costa. Io credo che se si vuole continuare con una lista che sia al di là dei collegi provinciali si impone un discorso di lista bloccata. Ma la lista bloccata ha il contrappeso che è una decisione dei partiti politici e dà ancora meno peso agli elettori. Qua non ci si può rigirare; non si possono fare collegi enormi e poi mandare gli elettori a scegliere fra candidati che o non hanno possibilità di essere conosciuti o sono conosciuti ma al prezzo della violazione di altre regole. E tornando ai vizi di questa legge che porta ad un Consiglio regionale come conosciamo e come potremmo conoscere anche peggio considerato il meccanismo perverso che c'è. E credo la legge abbia tanti altri punti su cui il Consiglio farebbe bene a soffermarsi, altro che esaurire con questo articolo unico la discussione! E mi spiego. Se viene approvato questo articolo unico noi corriamo il rischio di avere questa legge elettorale per decenni, perché la Bicamerale sta dando alle regioni la possibilità di fare la propria legge elettorale senza vincoli, ma sta imponendo che la legge venga approvata con una maggioranza dei due terzi. Quindi la legge che stiamo elaborando poi per essere modificata avrà bisogno dei due terzi dei voti dei consiglieri, 54 voti, che in questa materia non credo sia tanto facile raggiungere a meno di un accordo generale. Mi sembra che questa leggina sia un colpo di mano prima che scattino certi meccanismi che non rendano possibile modificare la legge elettorale regionale se non con un accordo più complessivo delle forze politiche rispetto a quello che può essere raggiunto oggi. Per cui questa legge elettorale, non sarà solo la legge delle prossime elezioni regionali, sarà la legge che probabilmente ci trascineremo oltre se non verranno superati con un accordo vasto, di natura politica, certi problemi che oggi appaiono irrisolvibili, ma appaiono irrisolvibili proprio perché non li si vuole affrontare con una discussione aperta, con una discussione a tutto campo. Per esempio ci sono problemi nella legge elettorale che possono essere affrontati. Dicevo quello del collegio regionale. Io ho presentato una proposta di legge che la Commissione ha ritenuto di non dover unificare, in cui dico che nei limiti del sistema proporzionale è ammissibile un limitato premio di maggioranza, che non stravolgerebbe il sistema proporzionale ma aiuterebbe le possibilità di governare in questa Regione, creando una effettiva differenza tra vi vince e chi perde e tra l'altro eliminando il secondo turno del cosiddetto ballottaggio. Ma ci sono altri problemi. Necessiterebbe di una riflessione il problema delle preferenze. La preferenza, per esempio, del collegio regionale fa sì che si vota o il candidato presidente o il candidato consigliere. L'elettorato dei due schieramenti più votati la volta precedente si è comportato in modo diametralmente opposto, ha avuto un comportamento non univoco. Perché non consentire all'elettore, se si vuol mantenere questo sistema, di poter esprimere due preferenze, dando il voto sia per il candidato presidente che per un altro dei candidati? Perché, per esempio, non si vuole portare alla duplice preferenza, anche nei collegi provinciali? Qua formare le liste si dovranno formare tutte di nemici, perché saranno tutti l'uno contro l'altro armato, e già qualche conseguenza la vediamo in questo Consiglio. I Gruppi non sono più coaguli di persone che hanno anche gli stessi obiettivi elettorali, sono coaguli di persone che si vedono concorrenti dal punto di vista elettorale, che si combatteranno, forse in certi casi anche non in modo corretto, per affermare un proprio personale voto. E la preferenza unica consente poi l'elezione più facilitata per coloro che hanno un elettorato su base territoriale ristretta e fortemente concentrata, un elettorato cioè di tipo clientelare. Ci sono candidati che forse non otterrebbero se non il voto dei parenti con una preferenza unica, ma che poi godono di stima tale da poter essere votati da gran parte di quegli elettori che esprimono la preferenza per un altro candidato con cui hanno sicuramente un rapporto più stretto. Questo tipo di candidati viene distrutto da questa legge. Uno che gode di una stima universale ma non ha un rapporto stretto con gli elettori voti non ne prende, se viene candidato finirà agli ultimi posti. Viene favorito chi, nel paesello suo, riesce a seminare bene perché opera con modi da prima repubblica, diciamo così, per compendiare la cosa. Questa legge elettorale è una continuazione della prima repubblica, magari con attori parzialmente diversi, ma continua a perpetuare quei sistemi elettorali, quei modi di catturare il voto che erano propri della prima repubblica. Altro problema: la concatenazione delle elezioni. Noi andiamo a votare lo stesso giorno, come è avvenuto per l'ultima volta, per le europee, per certi comuni, per le circoscrizioni. Gli elettori, molti, hanno espresso il voto all'una del mattino, perché c'era la fila, con tutte quelle schede. Be' credo che questo non serva a far concentrare l'attenzione su un'assemblea come questa che è rappresentativa del popolo sardo, che deve avere una sua dignità e non può essere posta dall'elettore tra le infinite schede che si trova in mano, di vari colori, su cui tracciare crocette. Occorre preservare l'elezione del Consiglio regionale della Sardegna come volontà del popolo sardo riflessa come un qualcosa su cui l'elettore possa concentrare l'attenzione. E per concentrare l'attenzione occorre isolarla da altre elezioni, con un dibattito preelettorale che riguardi i temi della Sardegna, con un voto che sia indirizzato, per il Parlamento sardo, sui problemi della Sardegna, sugli uomini della Sardegna, sui partiti che in Sardegna compiono la loro attività. Credo che questo lo dobbiamo avere isolando le elezioni regionali da altre elezioni. In base allo Statuto, il Presidente della Regione ha sei settimane, sei domeniche in cui fissare il turno elettorale. Ebbene, in queste sei domeniche è chiaro che non si voterà in tutte sei per altre elezioni. Chiaramente una norma che imponesse al Presidente della Regione di fissare le elezioni in una domenica libera avrebbe la funzione di semplificare non solo la volontà degli elettori, l'espressione di voto, il dibattito eccetera, ma credo consentirebbe una concentrazione degna della dignità che questa assemblea deve avere, che le istituzioni regionali devono avere. Non possiamo andare a chiedere voti in coda ai candidati delle circoscrizioni, come è avvenuto l'ultima volta; è un qualcosa che effettivamente non rende giustizia alla dignità di una Regione autonoma, per quanto poco funzionante, per quanto fallita, come la Sardegna. Tutti questi problemi e tanti altri, che credo i colleghi potranno illustrare, dovevano portare il Consiglio ad affrontare veramente il tema della legge elettorale, anche nella considerazione che facevo che questa discussione potrebbe essere l'ultima prima del nuovo regime per cui le leggi elettorali sono libere nel contenuto ma devono essere approvate a maggioranza qualificata. Questo in Commissione non si è voluto; non si è voluto discutere su proposte organiche che c'erano, non si è voluto portare in Aula un disegno più vasto; si è voluto tentare una leggina da colpo di mano per soddisfare i mini interessi elettorali: piccola legge, piccoli interessi, piccola visuale. E credo che di questo non possa giovarsi. Io credo che il Consiglio regionale, se non si fa prendere dalla fretta, ormai è in discussione in quest'Aula, la discussione credo vada condotta con tutta la serenità e la ponderazione che è necessaria. Noi sardisti, ma anche altri Gruppi, abbiamo presentato una serie di emendamenti: chiediamo che su questi emendamenti si rifletta; non si vada a bocciarli senza avere esaminato tutte le conseguenze dell'attuale legge e delle possibilità di riforma. Qua non c'è nessun tentativo dilatorio ostruzionistico; c'è semplicemente la volontà di fare una legge elettorale che sia modificativa veramente dell'attuale aborto di legge elettorale. Se si vuole continuare con leggi elettorali del genere si faccia pure, ma poi non si stia a predicare, per i prossimi quattro anni, che questo Consiglio non ha autorevolezza, non ha governabilità, che le istituzioni sono nello stato di degrado in cui sono. In questo momento siamo chiamati a fare scelte; dobbiamo farle pensando che non riguardano soltanto noi ma riguardano istituzioni che devono aver vita anche oltre il nostro mandato.
PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare, in questo momento, ventisei consiglieri; io chiedo all'Aula se si può iniziare con la discussione generale...
E' iscritto a parlare il consigliere Lorenzoni. Ne ha facoltà.
LORENZONI (Popolari). Signor Presidente, io chiederei, se è possibile, di intervenire domani mattina. Sono le otto e mezza; mi sembra che oggettivamente iniziare su un argomento così importante mi dà la sensazione e il clima generale nella quale si svolge questa discussione sia quasi una da carboneria e non la discussione di un'importantissima legge che il Consiglio regionale debba fare. Io credo che sia importante, per l'economia del dibattito, per la democrazia del dibattito stesso, lasciare l'espressione massima che il Consiglio possa fare su una legge, che non è, badate bene, di un articolo ma, a mio avviso, come è la relazione del collega Bonesu e la relazione dello stesso Fantola, una legge molto più complessa, che non si esaurisce con un articolo, ma che è il tentativo vero che il Consiglio regionale possa dare una legge elettorale seria. Allora, su questo argomento, a mio avviso, si deve sviluppare un dibattito che anche l'iscrizione di ventisei persone è testimonianza di un desiderio ampio di dibattito. Per questo io chiedo di poter intervenire domani, con un'analisi anche personale più approfondita e quindi anche gli altri, in questo senso, possono, nella notte, prepararsi gli interventi.
PRESIDENTE. Onorevole Lorenzoni, il Presidente non ha nessun problema a spostare il suo intervento a domani ma devo procedere indubbiamente con la chiama del prossimo iscritto che è l'onorevole Ballero, se non ci sonno obiezioni.
LORENZONI (Popolari). Chiedo scusa, Presidente, forse non sono stato chiaro. La mia richiesta era di poter iniziare domani mattina la discussione; un rinvio a domani mattina della discussione generale.
PRESIDENTE. Il Presidente si rimette all'Aula.
Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.
MARTEDDU (Popolari). Forse è importante riunire la Conferenza dei Presidenti di Gruppo, signor Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Signor Presidente, nessun problema se un Capogruppo chiede la convocazione della Conferenza dei Capigruppo, io a nome del mio Gruppo, penso, avendo anche discusso con il collega Luigi Biggio, che rappresenta il Gruppo di Alleanza Nazionale, noi andiamo a oltranza, almeno per quel che riguarda la discussione. Mi pare che altre volta, per importanti provvedimenti, come la legge finanziaria, siamo arrivati alle quattro del mattino, se l'onorevole Lorenzoni parla di carboneria è qualcosa forse che riguarda lui o il suo Gruppo, noi le facciamo alla luce di questo Consiglio, alla luce, e quindi riteniamo, signor Presidente, sin da ora fermamente e serenamente di andare avanti con i lavori dell'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (Progr. Fed.). Signor Presidente, noi siamo molto determinati ad andare avanti nell'esame di questa legge. Le scelte che abbiamo fatto le abbiamo naturalmente riflettute e ponderate, non siamo però per fare blitz, non vogliamo nemmeno surriscaldare un clima che ci sembra già francamente caldo in modo spropositato, visto che l'oggetto di cui stiamo parlando è semplicemente l'eliminazione di una bizzarria, ma questo lo dirò nel dibattito, lo diremo nel dibattito. Mi pare che sia da accogliere, d'altra parte va comunque accolta per Regolamento, la proposta di tenere una breve Conferenza dei Capigruppo che decida la programmazione dei lavori per i prossimi giorni.
PRESIDENTE. Convoco una brevissima Conferenza dei Capigruppo.
(La seduta, sospesa alle ore 20 e 37, viene ripresa alle ore 20 e 59.)
PRESIDENTE. Comunico che i lavori del Consiglio riprenderanno domani mattina alle ore 9 e 30, col primo intervento dell'onorevole Lorenzoni. Gli attuali iscritti al dibattito dovranno essere in aula alle 9 e 30, perché diversamente i lavori non potranno procedere con la speditezza dovuta, e chi non sarà presente quando verrà chiamato a parlare verrà depennato dalla lista degli iscritti.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Signor Presidente, io debbo dare atto, perché mi pare anche doveroso, che da parte di alcune forze politiche della maggioranza, fra le quali il Partito Democratico della Sinistra, vi sia la seria consapevolezza che sulle regole occorre certamente confrontarsi, ma ho preso atto anche, da parte di questa forza politica di maggioranza, del tentativo sereno di respingere, come ha fatto il Gruppo di Forza Italia e il Gruppo di Alleanza Nazionale, ogni tentativo per procrastinare sine die. A nome del Gruppo di Forza Italia io noto un atteggiamento ostruzionistico da parte di alcune forze politiche della attuale maggioranza, noto che vi è un intento dilatorio, noto soprattutto che si vuole rinviare la discussione di questa sera sulla motivazione che mi consente il collega Marteddu di rendere pubblica perché gli iscritti a parlare non sono pronti e preparati sull'argomento. Lascio all'opinione pubblica ogni considerazione al riguardo. Questo per una questione di serietà e una questione di dignità di questa istituzione, che non può essere dileggiata oltre misura.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.
MARTEDDU (Popolari). Signor Presidente, io credo che l'onorevole Pittalis stia andando in un crescendo di offese al Consiglio regionale, e non so se in questo intende coinvolgere il PDS in questa stranissima alleanza che si sta determinando, per cui le regole e le regole elettorali sono patrimonio di tutto il Consiglio e coinvolgono maggioranza e opposizione, ma di fatto il tentativo è di mettere fuori campo metà del Consiglio regionale. Noi stiamo cercando solo di dire che abbiamo necessità di approfondire l'argomento, l'abbiamo detto quanto abbiamo chiesto la sospensiva, lo stiamo chiedendo in questo momento, abbiamo rimarcato e sottolineato l'idea che dopo due giorni e mezzo di dibattito sulla manovra di assestamento del bilancio, abbiamo necessità, passando a un altro argomento, di approfondire le questioni, abbiamo posto molto modestamente questa esigenza alla Presidenza del Consiglio e ai colleghi, e ci si risponde direi quasi con insulto. Io credo che questo noi non possiamo tollerarlo, io credo che se questo crescendo di insulti nei confronti dei consiglieri regionali prosegue noi non potremo che augurare strada lunga a questa strana alleanza che si sta determinando su questo argomento tra Forza Italia e il Partito Democratico della Sinistra. Sottolineo e ribadisco che la nostra richiesta espressa in Conferenza dei Capigruppo è stata solo quella di aggiornare i lavori a domani mattina per consentire un approfondimento degli argomenti che mi paiono, così come si sta dimostrando, di grande importanza per il Consiglio regionale e per la Sardegna. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (Progr. Fed.). Nessuno la prenda male, ma io consiglierei, innanzi tutto a me stesso, ma un po' anche agli altri, qualche impacco di ghiaccio. Un po' di impacchi di ghiaccio fanno bene, bisogna tenere autocontrollo, serenità e tranquillità. Voglio subito tranquillizzare il collega Marteddu che non c'è nessuna alleanza politica diversa da quella che c'era. L'unica alleanza politica che noi abbiamo è quella del centro sinistra, così come nazionalmente il fatto che in Bicamerale il Partito popolare abbia votato non con il P.D.S. ma con altri non ha determinato la nascita di una alleanza politica differente dal centro sinistra. Quindi con questi argomenti...
FADDA (Popolari), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
L'avete fatto anche lì di votare con loro.
SCANO (Progr.Fed.). Assessore Fadda, non mi interrompa. Con questi argomenti non si fa molta strada. Quindi noi con tutta tranquillità respingiamo affermazioni del tutto fuori luogo. Detto questo noi avremmo preferito, l'abbiamo detto in Conferenza dei Capigruppo, procedere stasera ragionevolmente, non ad oltranza, diciamo per un'oretta, come altre volte abbiamo fatto, abbiamo riscontrato però delle obiezioni, delle opinioni diverse, ne prendiamo atto con molta tranquillità e non ne facciamo certamente un dramma, tra l'altro siamo tutti stanchi per una giornata che ci ha impegnato molto sull'assestamento di bilancio. Quindi andiamo pure tranquillamente a domani, domani verificheremo le posizioni politiche e decideremo di conseguenza la tabella di marcia. Se la discussione sarà serena, al di là della differenza delle posizioni politiche, legittima, doverosa, assolutamente comprensibile decideremo la tabella di marcia, se non ci sarà serenità nelle posizioni sarà difficile chiedere serenità nella determinazione della tabella di marcia.
PIRAS (Popolari). Potrebbe anche non esserci più la Giunta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (Progr. S.F.D.). Io credo, signor Presidente...
PRESIDENTE. Scusi onorevole Balia, vi prego di prendere posto e di non interrompere l'onorevole Balia. Prego.
BALIA (Progr.S.F.D.). Io credo, signor Presidente, che le esasperazioni non giovino, né quando vengono da una parte né quando vengono dall'altra e probabilmente è anche esasperante trarre conclusioni eccessive dal dibattito che si sta sviluppando stasera rispetto a questo argomento, certo è che il tono dell'onorevole Pittalis dentro quest'Aula stasera, ma in altre occasioni, ripetutamente è sempre un tono da maestro che da lezioni agli altri, è sempre un tono di aggressione, ieri parlava di dileggio e di vergogna, stasera continua a parlare di dileggio e di vergogna, vorrei comprendere dove stia il dileggio e la vergogna laddove un consistentissimo numero di consiglieri regionali di maggioranza e di opposizione nel caso specifico chiedono alle ore 21 l'aggiornamento della seduta alle ore 9 e 30 di domani mattina. Io vorrei che l'onorevole Pittalis mi spiegasse laddove stia in questo caso il dileggio e la vergogna. Evidentemente però ci si è abituati, ci si è impadroniti quasi esclusivamente di certi termini e si è in grado dentro quest'Aula di servirsi sempre di questi termini dando costantemente lezioni agli altri, lezioni che invece gli altri guarda caso nello specifico sono in grado di rifiutare, ci pare una sorta di esaltazione assolutamente indebita, assolutamente non legittima, assolutamente non dovuta, assolutamente non necessaria per la correttezza e la prosecuzione dei lavori dentro l'Aula medesima con la serenità che i lavori, rispetto a questo argomento che è argomento importantissimo, meritano. Rispetto poi alle conclusioni dei lavori della Bicamerale, una annotazione l'onorevole Scano me la consentirà. In quel caso non si sono è vero tratte conclusioni politiche, noi non vogliamo trarre conclusioni politiche neanche da questo evento, riconosciamo che il problema delle riforme, e in specifico della riforma elettorale, non possono essere di esclusiva competenza della maggioranza; però riaffermiamo che probabilmente le forze di maggioranza dentro la Bicamerale si sono incontrate e hanno discusso senza trovare alcun accordo e questo non ha certamente significato motivo di scandalo, per cui se anche le forze di questa maggioranza si fossero incontrate pure su questo argomento e pure forse nella difficoltà di trovare percorsi e itinerari comuni neanche questo fatto sarebbe stato ovviamente motivo di scandalo. Allo stato delle cose vi era nella Conferenza dei Capigruppo la richiesta di aggiornamento dei lavori alle ore 9 e 30 di domani mattina, e su questo, signor Presidente, vogliamo fermarci. Consigliamo a tutti di riacquistare un attimino di serenità perchè probabilmente ci guadagnano nei lavori il Consiglio regionale e il popolo sardo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.
AMADU (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghe e colleghi, io ribadisco la mia posizione espressa in Conferenza dei Capigruppo, dato che si è voluto portare in quest'Aula appunto il dibattito in ordine alla prosecuzione dei lavori e devo dire che da un lato occorre una presa d'atto secondo cui le forze più ampie di questo Consiglio vogliono esaminare questa legge e comunque sia definirla in tempi molto rapidi per cui ogni istanza relativamente ad un rinvio anche a dopo le elezioni nessuno l'ha proposto e mi pare che non si sia espresso sotto questo profilo neanche un tentativo di dilazionare i tempi di esame e quindi di decisione in ordine a questa materia. E' anche vero però che da un lato ci sono posizioni abbastanza decise direi più che dure, e il decisionismo, se così possiamo definirlo, nasce da che cosa? Nasce da una esigenza di chiarezza evidentemente di uscire da una situazione di ipocrisia, da una situazione che lega il problema delle riforme al problema del governo o meglio alla gestione del potere in questa fase. E' questo un legame sicuramente dannoso per l'esito delle riforme stesse. Però da un lato vi è anche un'altra esigenza posta da chi presentando emendamenti o approfondimenti in ordine a questa materia vuole che esca fuori un qualcosa che soddisfi quella esigenza di riforma sulla materia che riguarda non soltanto questo Consiglio ma soprattutto i rapporti tra questo Consiglio quindi tra gli eletti e gli elettori, sia chiaro questo, che noi dobbiamo fare una legge elettorale che serva soprattutto agli elettori e non a noi, serva agli elettori e alla rappresentanza popolare che meglio si può esprimere in quest'Aula. Allora se questa esigenza viene soppesata attentamente, se viene evitata ogni ipotesi di andare oltre un certo termine, in Conferenza dei Capigruppo facendomi interprete anche di chi poneva l'esigenza di problemi di una riflessione su alcune esigenze fondamentali, io dicevo che si poteva continuare anche per un'ora stasera, andare a domani mattina e poi porre martedì come termine ultimo per arrivare comunque a una decisione dell'Assemblea. Io credo e mantengo ferma questa posizione che modestamente credo che possa raccogliere esigenze di diverso tipo. Dire che andiamo domani senza una formalizzazione di quello che sarà dopo, ben sapendo che con decine di iscritti sicuramente domani non si può chiudere, io credo che per una sana e tranquilla gestione di questa materia senza che ci possano essere colpi di mano che non soddisfano nessuno alla fine e non so davvero a chi possa giovare. Io credo davvero che si possa già da stasera stabilire un andamento che consenta di bloccare ipotesi dilatorie, sia chiaro nessuno le ha chieste però ci possono essere questi tentativi; siccome ormai i tentativi sono dichiarati, anche il P.P. che sembrava molto perplesso sul procedere insieme ad altre forze non ha posto un atteggiamento ulteriormente dilatorio, per cui se tutti in quest'Aula dichiariamo che entro martedì sera noi chiudiamo questa vicenda, io credo che si possa procedere, programmando per stasera un'altra ora, se siamo in condizioni, se gli oratori iscritti a parlare sono in condizioni di esprimersi, altrimenti si inizia già domani mattina poi si sospende domani all'ora che possiamo concordare e poi si riprende o lunedì o martedì per definire comunque entro martedì di andare nelle nostre rispettive sedi per partecipare legittimamente alla campagna elettorale, per cui io insisto su questa idea che nasce da una sommatoria di esigenze senza che ci siano prevaricazioni, o posizioni nette che sembrano preludere chissà che cosa ma che oramai tattiche dilatorie o spazi per delazioni non ce ne possono essere e credo che questa Assemblea comunque entro martedì debba pronunciarsi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.-Progr.). Signor Presidente, signori consiglieri, a me sembra che in quest'Aula bisogna finirla di fare il processo alle intenzioni. Nel senso che tutte le volte che un Gruppo, un consigliere o quant'altro ritiene che su una materia debba un attimo ragionare, approfondire, comunque argomentare le proprie ragioni vengono dagli altri o da qualcuno ritenute azioni di rattoppo. Allora mi sembra che in un consesso come questo il dibattito, sempre che sia argomentato, profondamente ragionato sia sempre utile perché non penso che qualcuno qua dentro abbia la verità in tasca e su una materia come questa, come la legge elettorale, è necessario che prima di passare al voto occorra stare un attimo con i piedi per terra. Vedete, se si trattasse soltanto di votare un articolo, per cui dare un giudizio su un articolo unico a prescindere dalle carenze, dai possibili miglioramenti di quell'articolo unico, che poi non si capisce bene come si potrebbe migliorare nel senso che si passa da tre a due, il ragionamento era molto semplice ed anche molto sbrigativo. Ma qua siamo di fronte ad un fatto molto diverso; siamo di fronte ad un articolo unico e di fronte a 17 emendamenti che pongono, rispetto al tema in discussione, una serie di problematiche che sono di indubbio interesse e di indubbia necessità di approfondimento. Per cui il fatto di discutere, non soltanto nella discussione generale, ma anche nell'approfondimento dei vari emendamenti presentati e io presuppongo che ce ne saranno altri domani, è un fatto di necessità perché se no liquidare così in una battuta, sì o no, i vari emendamenti che qua ci sono, io non vi nascondo che non li ho ancora letti, penso che sarebbe poca cosa e soprattutto sarebbe una cosa che non va nell'interesse dei sardi. Perché un giudizio comunque va espresso nel merito delle cose, per cui anche nel merito degli emendamenti, quindi anche questi dovranno essere discussi ed approfonditi da tutta l'aula, se veramente si vuole fare una cosa nell'interesse della gente. Qualcuno potrà anche liquidarli in un colpo solo, cercare di fare i colpi di maggioranza, nel senso che si potranno determinare situazioni di questo tipo, ma in situazioni di questo tipo ognuno si assumerà la responsabilità del proprio atteggiamento, della propria decisione. Noi siamo, come voi sapete, proporzionalisti, per cui noi valuteremo con attenzione gli emendamenti che vanno in questa direzione e non ci presteremo a giochi di parte, nel senso che sosterremo precisamente quella che è la nostra posizione non soltanto qua, ma anche a Roma, in tutti i consessi dove noi siamo presenti. Io sono convinto quindi che qui non ci sia una pratica dilatoria, c'è soltanto la pratica del buon senso, che sulle cose serie bisognerà andarci con calma, bisognerà andarci con i piedi per terra, anche perdendo un giorno in più ma soprattutto facendo le cose bene nell'interesse della gente, nell'interesse di chi poi dovrà andare a votare.
PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi, i lavori riprenderanno domani mattina alle ore 9 e 30.
La seduta è tolta alle ore 21 e 19.
Versione per la stampa