Seduta n.262 del 22/12/2006
CCLXII Seduta
(Pomeridiana)
Venerdì 22 dicembre 2006
Presidenza del Presidente Spissu
indi
del Vicepresidente Secci
indi
del Presidente Spissu
La seduta è aperta alle ore 16 e 25.
ORRU', Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 19 dicembre 2006 (256), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Elia Corda, Fedele Sanciu, Alberto Sanna e Carlo Sanjust hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 22 dicembre 2006.
Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato dei documenti numero 11/A e 11 bis/A.
Il dibattito odierno prosegue con le dichiarazioni di voto sull'emendamento numero 113.
Ha domandato di parlare il consigliere Vittorio Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Mi dichiaro favorevole all'emendamento numero 113 e consiglio alla maggioranza di cambiare quella parola "colorata" in una speranza, in un filo di speranza, anche perché oggi sfido i consiglieri di maggioranza ad arrivare a Sassari tranquillamente, dato che la popolazione di quella zona è un po' in subbuglio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Tutti citano il filo rosso che, secondo me, più che un filo può essere un "fiocchetto rosso" del pacco natalizio sulla sanità. Ma, entrando nel merito, debbo dire che ritengo giusto, dal mio punto di vista, quanto detto dall'onorevole Marracini nel suo intervento sul fatto che questa premessa al Piano sanitario regionale può essere valida per qualunque tipologia di Piano, per qualunque settore.
(Interruzioni)
Io capisco l'esuberanza dell'onorevole Porcu, ma deve capire anche che vi è la necessità di approfondire tematiche più importanti e interessanti.
Io apprezzo molto il fatto, comunque, che la dottoressa Dirindin sia qui presente, tetragona (anche se spesso e volentieri usa il telefono), e probabilmente pensa che per il bene della sanità questo Piano, poiché deve essere esitato entro il 31/12/2006, sia un trofeo, come dicevo l'altro giorno, da appendere al carniere del cacciatore. Io ho paura che si imponga all'Aula di legiferare necessariamente su temi così importanti, di puntuale riferimento verso la persona umana, qual è appunto la sanità, per approvare il Piano entro il 31/12/2006 così che al giro di boa della legislatura il presidente Soru, attraverso un altro opuscolo che verrà distribuito in migliaia di copie in Sardegna, potrà dire che nei due anni e mezzo si sono realizzate tante cose.
Io credo che servirebbe invece meditare sulle cose che facciamo, su quello che proponiamo alla gente, e chiederci se questa è una sanità seria e obiettivamente amministrata. Il mio voto è favorevole all'emendamento.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 215.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, su questo emendamento chiedo la votazione nominale. Io voterò a favore dell'emendamento numero 215, ma vorrei spiegare il motivo per cui chiediamo la soppressione della parte della Premessa nella quale si sostiene che il Piano sanitario compie delle scelte.
Collega Pacifico, del quale colgo la disponibilità (spero possa servire a effettuare in Aula l'approfondimento degli emendamenti che è stato impossibile fare ieri sera in Commissione), il motivo per cui noi chiediamo la soppressione di questo paragrafo - forse su questo sarà difficile riuscire a intendersi però magari ci sono delle parti successive sulle quali potremo ragionare - deriva dal fatto che in realtà riteniamo che all'interno di questo Piano di scelte ce ne siano poche, o meglio che ci siano alcune scelte chiare e che ce ne siano altre che altrettanto chiare non sono.
Tra le scelte poco chiare, lo abbiamo detto a più riprese, ci sono quelle relative ai tanti obiettivi di salute che il Piano si pone, obiettivi che non sembrano adeguatamente supportati da una provvista finanziaria congrua alla loro realizzazione. Vi abbiamo chiesto quindi di individuare alcune priorità perché si possa effettivamente parlare di scelte, perché se gli obiettivi sono settecentocinquanta e non si individuano le priorità il Piano è sprovvisto di scelte. Sono due righe di obiettivi che non si negano a nessuno ma che non comportano nessuno sforzo di realizzazione mentre, per contro, c'è la scelta, questa sì, di fare la razionalizzazione della rete ospedaliera sulla base di tabelle che ancora non abbiamo compreso.
Su questo punto c'è la richiesta, da parte nostra, di spiegarci quanto meno in base a quali considerazioni siete arrivati a decidere la distribuzione dei posti letto per specialità e per territorio. Credo che sia questo già uno spunto di riflessione, se venisse raccolto potremmo iniziare a ragionare di cose concrete dopo aver parlato del filo rosso conduttore del Piano.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Signor Presidente, come già palesato in Commissione, su questo emendamento esprimerò un voto a favore. Collega Pacifico, nel suo precedente intervento lei ha chiesto di dare dei contributi; bene, io nell'intervento sulla Premessa, collega Pacifico, ho acclarato che il contributo di idee da noi fornito è stato tale da poter elaborare un Piano sanitario valido non per il prossimo anno e mezzo, come dite voi, ma per i prossimi dieci anni.
Voi, invece, vi nascondete dietro questa farsa della presentazione di un Piano che tra un anno e mezzo al massimo ridiscuteremo per approvarne un altro perché questo deve solo affrontare l'emergenza, il contingente. Ma proprio in questo paragrafo, collega Pacifico, se lei o i colleghi della maggioranza non l'aveste ben presente, vi ricordo che si parla di un processo di rinnovamento di un sistema che non si esaurirà di certo nel triennio di vigenza.
Bene, collega Pacifico, se lei dovesse condividere questo paragrafo è già in errore perché il triennio di vigenza prevede anche il 2006; ma il 2006, caro collega, è un anno che vi siete già bruciati, perché di questo Piano, quando arriveremo alla fine della discussione, dovrete rivedere appunto il titolo: non più il Piano 2006-2008, ma il Piano 2007-2009 o 2007-2008 perché davvero a questo arriveremo di questo passo. Non avete un minimo di slancio, di capacità di proposizione se non quella di portare in Aula un "mattone" che non avete voluto discutere né in Commissione né tanto meno volete discutere in Consiglio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Sono assolutamente favorevole a questo emendamento che propone di sopprimere un passo della Premessa che secondo me è abbastanza discutibile. Voi parlate di scelte fatte per la necessità di una gradualità in un processo di rinnovamento. Quello che poi però non capiamo è, invece, perché noi dovremmo condividere gioco forza una strategia che da una parte smantella l'esistente e dall'altra affida, in maniera praticamente assoluta, la guida della sanità ad una Giunta e a un Assessore che avranno la massima discrezionalità nelle scelte programmatorie.
Io, vedete, non credo neanche a quello che dice qualche mio collega dell'opposizione, e cioè che la fase attuativa sia nelle mani dei direttori generali. Questo mi dà l'occasione di rispondere al collega e amico Pacifico che stamattina mi ha un po' bacchettato quando ha detto: "Come, stiamo facendo il possibile per colmare il divario che esiste tra la sanità oristanese, di cui ogni tanto racconti, e quella di altre province, e adesso hai anche il coraggio di lamentarti?". Rispondo dicendo una cosa che io, in realtà, non avrei voluto dire nella discussione su questo Piano. Io sono molto grato all'onorevole Pacifico, all'onorevole Lai e anche all'Assessore, per averci consentito di mettere un piccolo tassello: l'inserimento di Oristano quale sede (insieme a Nuoro) del Polo oncologico per l'area centrale.
Vedete, questo era una richiesta che avrebbe dovuto portare avanti il nostro manager al quale io mi ero rivolto sia nel corso delle audizioni che nel corso di altri colloqui, perché ritenevo assurdo che Oristano rimanesse fuori dal Polo oncologico. Ebbene, lui mi ha sempre risposto, ufficialmente anche nella Commissione, che Oristano non aveva i presupposti per rappresentare il Polo oncologico. Questa battaglia doveva portarla avanti lui, se non l'ha voluta portare avanti, ne sono convinto, non è stato perché non è capace e neanche perché non la voleva. Però, mi è testimone l'onorevole Vargiu, al convegno organizzato l'altro sabato ad Oristano il manager ha avuto il coraggio di dire (non so se sia stato opportuno o meno farlo) che il Polo oncologico ad Oristano era una grandissima conquista e, quindi, si è vantato di quello che era un atto programmatorio fondamentale per la nostra provincia.
Però, io resto convinto che neanche i direttori generali hanno la sufficiente discrezionalità di portare avanti dei programmi di sviluppo per il proprio territorio e che, quindi, io devo alla Commissione, ai colleghi di maggioranza della Commissione, all'assessore Dirindin, se abbiamo ottenuto ad Oristano questo importante risultato. Questa è la strada da perseguire. Mentre invece dovrebbe essere il contrario, dovrebbe partire dal territorio la conquista…
PRESIDENTE. Onorevole Licandro, il tempo a sua disposizione è terminato. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, mi sembra di intuire già dal clima dell'Aula, siamo appena al secondo emendamento, ve ne saranno ancora tanti altri, che l'atteggiamento da parte dei colleghi della maggioranza non è propriamente quello che era stato annunciato durante la discussione generale. Avevate detto che si sarebbe discusso nel merito, che si sarebbero esaminate senza preconcetti le nostre e le vostre proposte. Mi pare invece che, da parte vostra, ci sia esclusivamente la volontà di ignorare le proposte dell'opposizione che sono state concretizzate con questi emendamenti.
Io credo che questo emendamento, invece, come anche tanti altri, meriti di essere esaminato con rispetto, perché propone di abolire quella parte della Premessa in cui si sostiene che all'interno di questo Piano vengono formulate delle scelte.
La nostra tesi, come voi sapete, è una tesi opposta, perché noi riteniamo che laddove delle scelte debbano essere formulate, quelle scelte non vengono formulate. Noi riteniamo che le uniche scelte che voi realmente avete effettuato siano quelle relative ai tagli, cioè siano quelle relative all'indebolimento inesorabile, gravissimo e inaccettabile di interi settori del Servizio sanitario regionale che verranno sostanzialmente cancellati, che verranno smantellati mediante questo Piano sanitario.
Mi riferisco ai servizi sanitari delle zone interne, mi riferisco ai presidi che scompariranno privando larghe fasce della popolazione di servizi irrinunciabili; mi riferisco in particolare agli ospedali di Cagliari, due, tre ospedali, che saranno letteralmente cancellati con questo Piano sanitario.
Non riesco a capire quale logicità possano avere delle scelte che comportano, ad esempio, la cancellazione dell'ospedale Marino, dove sono ancora in corso lavori, si stanno effettuando investimenti, ancora si sta lavorando e si stanno spendendo soldi. È stata appena costituita l'unità spinale, interi reparti sono in fase di ristrutturazione, e lo volete chiudere! L'ospedale Santissima Trinità di Cagliari, dove è stato appena realizzato, finalmente, dopo decenni di attesa, un pronto soccorso moderno, efficiente, dove sono stati spesi dei soldi e che verrà cancellato. Allora bisogna anche capire, se c'è, qual è la logica che sta dietro queste scelte..
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Io voterò a favore di questo emendamento. Per essere sincero, se l'Assessore mi perdona, credevo che il quarto capoverso fosse quello riservato ai rimandi all'appropriatezza. Ho provato a leggere nel vocabolario che mi è stato fornito da questo Consiglio regionale, e non ho trovato il significato della parola "appropriatezza". Chiederò successivamente all'Assessore, o a chi ha redatto questo Piano, di spiegarmi il significato del termine, dal momento che né lo Zingarelli né lo Zanichelli riescono a darmi risposta. Ma, in questo quarto capoverso di pagina 2, voi insistete nel dire che questo Piano compie delle scelte; e dite anche che intendete "offrire agli operatori obiettivi condivisibili, raggiungibili e circoscritti". Mi soffermo sul primo aggettivo, condivisibili, e vi ricordo che sono contrari i D.S., sono contrari i sindacati (CGIL, CISL e UIL), sono contrari a questo Piano gli enti locali, ma insistete ancora nel non presentare, voi, un emendamento soppressivo di questa parte della Premessa.
Scrivete poi che "Allo stesso modo il Piano individua i documenti e i percorsi attuativi". Io penso, Assessore, dottoressa Dirindin, che se con le parole "percorsi attuativi" intendete significare che per fare quello che avete detto nel Piano ci vogliono anche i fondi, questo Piano, va bocciato. Perché non avete detto come recupererete i fondi per attuare quei percorsi. Avete detto che farete cinque nuovi ospedali o, meglio, due ristrutturati e tre nuovi. Dove sono i fondi per fare questi ospedali? A meno che la "borsa" non continui ad averla Roma e Prodi, da quei quindici, venti miliardi di euro che ha a disposizione nella finanziaria di quest'anno, non abbia riservato, in una stanza segreta però, non in quest'Aula e neanche nelle aule parlamentari, al presidente Soru i dovuti finanziamenti. Non entro in merito poi alla possibilità che solo voi…
PRESIDENTE. Onorevole Cappai, il tempo a sua disposizione è terminato. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Per evitare di scordarmene annuncio subito il voto favorevole su questo emendamento numero 215. Questo Piano regionale di portata straordinaria, così come lo definite, vorrei dire che sembra quasi non scritto in Sardegna. Certamente sbaglio, però questo capoverso, ed ecco perché ne abbiamo chiesto la soppressione, dice: "Il Piano sanitario della Sardegna compie delle scelte". Dopo la parola "scelte", come punteggiatura ci sono i due punti. Avrei capito se ci fosse stato un punto, ma la realtà è che essendoci due punti, per come intendiamo noi la lingua italiana, avremmo dovuto avere una elencazione delle scelte. Qui di scelte non ce ne sono, anzi qui c'è la non scelta, perché da questo capoverso, ma anche dai successivi, non si evincono assolutamente, i 700-800 e passa obiettivi che questo Piano contiene.
Sto dicendo che questo Piano, oltre che essere un Piano assolutamente insufficiente (è stato scritto forse a dodici o a sedici mani), è assolutamente incomprensibile, non è un tutt'uno come dovrebbe essere un Piano. Ecco perché torna alla memoria il filo rosso, perché solo con il filo rosso si può forse percorrere quel famoso Piano, così come era detto nell'emendamento precedente. Ma sinceramente, colleghi, qualcuno mi dovrebbe spiegare (lo dovrebbe fare il Presidente della Commissione, o il relatore di maggioranza, onorevole Pacifico) che cosa vuol dire questo capoverso perché io, sinceramente, non riesco a capirne lo scopo. Non riesco a capire che cos'è che fa il Piano sanitario con le scelte che compie, perché all'interno di questo capoverso c'è un inciso che nulla ha a che vedere con i due punti. Cioè, questo capoverso non mi dice che scelte fa il Piano e non me lo dicono neanche i successivi.
Se qualcuno ha preparato o ha predisposto il Piano, lo vedremo nei giorni e nelle settimane successive quando individueremo alcuni punti e allora ve lo diremo perchè noi, diversamente da quello che avete fatto voi nella precedente legislatura, non vi spiattelliamo dall'inizio alcune copiature che pure ci sono in questo Piano.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, voterò a favore di questo emendamento, e vorrei dire che mi spiace aver sentito in quest'Aula, dalla voce di alcuni colleghi laureati in medicina, che soffermarsi sulla Premessa era tempo perso e che si voleva evitare di entrare nel merito. Mi dispiace che queste parole vengano proprio da chi dovrebbe capire che la Premessa è la sintesi del contenuto del Piano.
Mi dispiace anche che non si capisca che alcuni emendamenti sono un pretesto per verificare, da parte dei proponenti, la capacità di risposta e la consequenzialità che c'è tra la proposta e l'azione.
In questo caso, noi sappiamo bene che questo Piano sanitario figlio della "10", di cui voi portate addosso l'intera responsabilità, che sia un merito o meno questo si vedrà nel corso dei mesi e degli anni, contribuisce a certificare quello che nella "10" si è posto in essere: la delega in bianco. In alcune parti, che non devono essere necessariamente tutte quelle relative al controllo e alla verifica, ma comunque fondamentali, si è delegato tutto all'Esecutivo e in parte anche ai direttori generali (così si dice ma sappiamo quanto questo valga); anche questa è una scelta legittima, ma è una scelta facile perché costa confrontarsi, perché costa verificare la bontà delle proprie azioni e farlo a posteriori non è una gratificazione, né per l'una né per l'altra parte.
E su questi emendamenti, sicuramente possiamo anche dirlo provocatori, provocatori di una discussione, non ci sono risposte e a poco vale che il collega Pacifico dica che abbiamo approvato quaranta emendamenti; certo, conosciamo la tipologia di questi emendamenti, alcuni significativi, per carità! Poi vedremo anche quelli sospesi che forse sono più significativi di quelli velocemente approvati, ma molto meno significativi di quelli, velocemente e senza soffermarsi, accantonati.
Su questo si concentra la discussione sulla Premessa, perché iniziando bene si può percorrere un buon cammino insieme, iniziando male cioè non utilizzando le provocazioni della Premessa allora il percorso può essere difficoltoso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, Assessore e colleghi, noi voteremo a favore dell'emendamento numero 215 che, secondo me, inizia ad affrontare seriamente i limiti di questo Piano sanitario regionale. Soprattutto noi non condividiamo il punto in cui si dice che il Piano fa delle scelte. È chiaro che su questo, onorevole Pacifico, non siamo d'accordo perché scelte questo Piano non ne fa; perché questo Piano rinvia ad altre situazioni che sicuramente non coinvolgeranno questo Consiglio regionale Facciamo più bella figura se diciamo la verità: con questo Piano stiamo dando un'ampia delega ad altri. Fra colleghi non ci dobbiamo prendere in giro perchè questo Consiglio, approvando il Piano sanitario regionale, non farà delle scelte ma le faranno altri per questo Consiglio.
In questo paragrafo però si dice, giustamente, che in questo triennio non si esaurirà tutto il processo di rinnovamento proposto dal Piano sanitario regionale; su questo noi siamo perfettamente d'accordo perché questo triennio non servirà a nulla. Io non sono invece d'accordo quando si parla di tempi e criteri di realizzazione. Ma mi volete dire, colleghi, onorevole Pacifico, lei è una persona seria, dove sono indicati questi tempi e questi criteri, se indicate un solo tempo con le relative risorse?
Si è parlato di nuovi ospedali, ma mi volete dire dove farete questi nuovi ospedali? Con quali risorse, con quali tempi, con quali priorità, me lo volete dire questo? Non c'è nulla di tutto ciò nel Piano; allora dite chiaramente, e farete più bella figura, che state delegando ad altri le scelte. In questo modo sappiamo che le responsabilità non sono di questo Consiglio, sono della Giunta regionale e, quindi, siamo più tranquilli tutti e non continuiamo a prenderci in giro come abbiamo fatto sino adesso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Presidente, pur non condividendo del tutto i ragionamenti dei colleghi che mi hanno preceduto, mi associo con convinzione a coloro che voteranno a favore di questo emendamento perché il Piano in realtà una scelta strategica, importante, che io non condivido naturalmente, la compie ed è una scelta ideologica, spinta dal famoso "filo rosso", che riguarda la psichiatria. Su tutto il resto, colleghi, di scelte non ce ne sono. Colleghi del centrosinistra, io non vi chiamo laureati in medicina, voi siete medici perché esercitate, vi conosco e siete anche bravi, ma ciò non mi induce certamente a darvi la fiducia, perché altre scelte, permettetemi di dirlo, sono state fatte in altre Regioni, anche dolorose nei confronti della popolazione.
Pensiamo alla Toscana, per esempio, che ha chiuso ospedali, ha riformato da cima a fondo la propria sanità, l'ha riportata in pareggio, ma l'unica parte che, pur proposta, è stata assolutamente rigettata è questo modello di riforma della psichiatria; la riforma psichiatrica proposta da Trieste - come ho già avuto occasione di dire - è stata rifiutata in tutto il mondo . E voi volete imporla in Sardegna?
In Toscana hanno fatto scelte importanti, condivise dalla popolazione, non c'è stato uno sciopero, hanno ottenuto risultati, hanno avuto davvero il coraggio di fare scelte che magari potevano risultare a prima vista impopolari e che poi non lo sono risultate. Potevamo copiare da quella Regione, da quella Regione potevamo veramente imparare qualcosa di serio e di credibile! Poiché condivido appieno lo spirito di questo emendamento ribadisco che voterò a favore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Nel votare a favore di questo emendamento, tenuto conto che nella Premessa sono sintetizzate le questioni di fondo presenti nel Piano, preciso che fondamentalmente l'emendamento contiene una critica proprio al metodo e all'impostazione stessa del documento. Il Piano, così come l'Assessore aveva già anticipato nella prima discussione fatta in Consiglio regionale su questo importantissimo strumento di programmazione, è su molte questioni un Piano cosiddetto leggero. La leggerezza non dipende semplicemente dal numero delle pagine o delle parole; la leggerezza dipende dalla genericità, o generalità, diciamo così, anche in senso positivo in certi casi, degli atti di indirizzo politico contenuti nel Piano. Ma in questo caso la generalità diventa fumosità, genericità delle indicazioni e degli obiettivi e quindi rinvio, delega incondizionata per alcuni aspetti sulle scelte fondamentali, soprattutto quelle che toccano nel profondo la struttura sanitaria. Questo è ciò che noi critichiamo.
E in questo capoverso critichiamo l'ipocrisia con cui si fa riferimento al coinvolgimento di tutte le componenti del mondo della sanità, delle istituzioni, delle parti sociali, che invece tutti sappiamo non essere state adeguatamente coinvolte. Il rapporto con le istituzioni locali, con gli enti locali è stato un rapporto molto frettoloso, non si è certamente potuto approfondire il contenuto di questo Piano e, infatti, non esiste la condivisione delle scelte strategiche. Tutto verrà rinviato ad atti ulteriori di indirizzo politico che però non darà il Consiglio ma darà la Giunta regionale, con i manager molto vincolati proprio alle scelte dell'Assessorato. Questo è il metodo che noi consideriamo davvero inaccettabile.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, io, essendo nettamente contrario a questo Piano, così come è impostato, sono per contro a favore degli emendamenti. Alla base di questo emendamento sta l'individuazione di una posizione ideologica (così alcuni la definiscono) nelle scelte indicate; io non arrivo a tanto perché non rilevo nessuna posizione ideologica, anzi trovo invece che sia un modo "arraffazzonato" di proporre un modello di sanità che non è rispondente alle esigenze dei sardi.
A mio avviso questo Piano risponde ad una logica spartitoria che prevede un contentino per Oristano, un gadget per Sassari, un ottimo regalo per Olbia, una rivisitazione orchestrata in quel di Cagliari, ma effettivamente manca un concetto di sanità indirizzata a prevenire anziché a reprimere, a trovare soluzioni di minore spedalità.
Ha colto bene, onorevole Pacifico, e anche lei, onorevole Lai, due esimi medici che con la loro presenza in Commissione certamente avrebbero potuto dare maggiore impulso a una sanità che, così, è invece meno attenta di quello che avremmo voluto. E il risultato forse non è dovuto tanto alla presenza dei medici in Commissione quanto a quella di alcuni altri tecnici che utilizzano la sanità per alcune "svirgolettate", diciamo così, di organizzazione parasanitaria…
PRESIDENTE. Onorevole Dedoni, il tempo a sua disposizione è terminato.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Io inviterei gli onorevoli colleghi delle minoranze a ragionare un po' sull'ostruzionismo; io ho visto anche questo emendamento e chiaramente non si può essere contrari al fatto che un Piano venga redatto coinvolgendo gli operatori del settore, le organizzazioni sindacali, bisogna essere solo favorevoli! Quindi, siccome stiamo discutendo sulla Premessa e non ancora il merito delle proposte, se l'ostruzionismo ha un senso, ha un senso anche nel merito; perché se è un ostruzionismo al Piano, cioè non si vuole il Piano, è la stessa posizione del "non vogliamo il Piano paesaggistico", "non vogliamo il Piano regionale sull'elettricità e sull'energia", "non vogliamo il Piano sanitario", "non vogliamo il Piano socio-assistenziale", "non vogliamo un Piano di niente"! E che cosa vogliamo? Vogliamo rimanere in una condizione di non regolamentazione di queste materie per non fare nulla?
Noi abbiamo passato vent'anni senza Piano. Abbiamo passato vent'anni! E io dico che le responsabilità si possono attribuire equamente fra gli schieramenti, però oggi abbiamo l'opportunità di discutere il Piano, di approvarlo anche migliorandolo, anche entrando nel merito su alcune questioni. Io sono convinto, purtroppo, questo lo dico perché noi siamo da questa parte, a sinistra, e loro sono da quella parte, a destra, che voi condividete almeno l'80 per cento di questo Piano! E allora discutete sul merito! Non facciamo questo ostruzionismo che indebolisce l'istituzione del Consiglio, indebolisce i partiti, noi tutti,! Entriamo nel merito, ragioniamo veramente piuttosto che fare ostruzionismo, anche perché non siete capaci di farlo come noi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vittorio Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Presidente, ho preso la parola approfittando del fatto che è presente in Aula l'Assessore degli enti locali. Io, nei miei precedenti interventi, ho ribadito che in questo Piano si è scelto di trasferire prestazioni, già sanitarie, dal campo sanitario al campo sociale, quindi in carico all'Assessorato degli enti locali.
Io ribadisco l'invito alla maggioranza di prevedere, almeno nel capitolo dell'Assessorato regionale degli enti locali, i fondi che serviranno alla cura di quelle patologie . Come diceva anche il collega Liori, nel capitolo riguardante la salute mentale è scritto chiaro e tondo che la cura della salute mentale è passata dal settore sanitario a quello sociale. Quindi, senza fondi io non so come riusciremo a dare qualsiasi tipo di risposta a queste persone. Gli obiettivi sono tanti, la scelta per il momento è solo questa, per me.
Voto a favore dell'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Presidente, io annuncio che voterò a favore di questo emendamento numero 215, che evoca tra l'altro una legge importante che difende e tutela il mondo femminile. Casualmente questo capoverso è scritto totalmente al maschile; è composto da undici righe separate da un solo punto, tanto da far perdere il fiato a chi lo legge, così che non si riesce nemmeno a interpretare bene il senso, si ha difficoltà a capire qual è l'elemento centrale.
Per fortuna ci viene in soccorso il dettaglio di stile di mettere in grassetto il punto centrale (così io interpreto il grassetto), per cui evidentemente il concetto principale non può che essere da quel " per" che collega la scelta strategica.
Si dice che ci sono dei traguardi strategici che vengono individuati, sui quali convergono questi sforzi (e questi sforzi sono anonimi perché non si capisce bene che tipo di sforzo sia e in che modo converga sul traguardo strategico), e poi si dice "per offrire agli operatori". Finalmente si svela l'arcano, quindi evidentemente, il grassetto lo dice, è "per offrire agli operatori" che tutto questo insieme di scelte, di obiettivi strategici viene elaborato.
E allora è per questo che noi votiamo a favore, perché va cassato assolutamente l'intendimento di fare scelte strategiche, di individuare traguardi strategici che siano soltanto finalizzati a fare e a "offrire agli operatori", anche se siano obiettivi condivisi, che vengono studiati e, naturalmente, apprezzati anche da tutti, soprattutto probabilmente s'intende dal mondo sindacale.
Ecco, questo intendimento nostro, delle opposizioni, non può che essere legittimo: cancelliamo un'assurdità e un'atrocità, scritta al maschile, facciamo in modo che non ci siano questi sforzi anonimi, non individuati, che convergono su questo traguardo strategico finalizzato esclusivamente a offrire agli operatori qualcosa di condiviso. E' veramente avvilente che noi dobbiamo scrivere un qualcosa di simile che verrebbe privato...
PRESIDENTE. Onorevole Pisano, il tempo a sua disposizione è terminato.
Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.).Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, perché abolire questo paragrafo? Non c'è bisogno di spiegarlo dato che si dice " daremo obiettivi, offriremo servizi...", ma i piani non vanno scritti con le parti sociali? Onorevole Uras, ci insegna a fare l'opposizione? Se lei ha letto il capoverso in discussione avrà colto che il confronto con le parti sociali sarà successivo. Io mi sarei offeso (lo dico perché penso che molti sindacalisti siano presenti in quest'Aula) nel leggere questa dizione perché dice chiaramente che si fanno le cose e poi si concerta. Se siamo ancora in democrazia le cose si concertano prima!
Onorevole Lai, lei ha detto "si stanno arrendendo", eviti di usare toni in quest'Aula di questo tipo perché qua le voci arrivano e poi questo ci stimola e ovviamente la citiamo perché ci fa piacere. Anche io sentivo la sua mancanza nella discussione in quest'Aula che, avendo una notevole risonanza acustica, permette di sentire i commenti che si fanno negli angoli. Se questa è la resa non capisco cosa vuol dire la vittoria, perché dall'altra parte non vedo nessuno che sorride.
Se questa è la resa ben vengano le rese perché a oggi lei non ci ha dato ancora una risposta concreta e un obiettivo da raggiungere. Ha citato grandi numeri ma ha detto che non servono bilanci, non servono soldi, e così via. Vuole sentire cose concrete? Incominciamo a mettere in regola le strutture pubbliche che lavorano ripristinando le dotazioni organiche del personale! Parliamo di cose serie, qua abbiamo il tema, le favoline, che non servono a molto e non servono soprattutto ai sardi.
L'opposizione, onorevole Uras, la sta facendo lei perché alle quattro, quando doveva iniziare l'Aula, non era presente. I lavori iniziano in ritardo perché non ci siete voi (ce le avete insegnate bene queste cose), ma non abbiamo chiesto il numero legale perché siamo persone serie, che ritengono di dover andare avanti e cercare di migliorare questo Piano in quest'Aula. Sono i malati che chiedono questo.
Il mio voto è a favore dell'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Franco Ignazio Cuccu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUCCU FRANCO IGNAZIO (U.D.C.). Credo che, al di là delle molte questioni sollevate, se c'era un capoverso della Premessa che meritava un emendamento soppressivo era il quarto di pagina 2. Massacra la grammatica e la sintassi, recepisce la punteggiatura come gli spaghetti la bottarga (evidentemente l'unico scrittore disponibile era quello aggregato al comitato scientifico del Piano paesaggistico), e perché, relativamente alla sostanza, ha la stessa chiarezza del fonogramma di Borgo Chiesa Nuova.
Borgo Chiesa Nuova era un piccolo paese di montagna colpito da un fatto sismico; quindi il Ministero dell'interno, come sempre accade in questi frangenti, aveva mandato un fonogramma alla locale caserma dei Carabinieri, così formulato: "Pregasi di fornire notizie sisma, dettagliare grado scala Mercalli, rispondere con urgenza". La risposta che partì dalla stazione era questa: "In paese c'era un tale Sisma ma è emigrato; il grado, io sono brigadiere, quello che scrive è appuntato; la scala Mercalli è stata demolita perché era abusiva. E adesso lo devo lasciare perché fuori c'è un terremoto della madonna". Ecco, io credo che la chiarezza di questo comma possa essere paragonata a quel fonogramma.
Voterò a favore dell'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Io credo che l'apertura al confronto che è stata dichiarata stamattina sia ancora in essere; abbiamo le forze e le possibilità di dare ancora un contributo positivo a questo Piano per migliorarlo, così come sotto l'abile guida del Presidente della Commissione ha fatto tutta la Commissione. Abbiamo giorni da qui a Capodanno (anche sino alla Befana c'è ancora tempo), ci sono i tempi necessari, quindi, perché vengano compiuti tutti gli atti necessari pur di migliorare questo Piano.
Credo che per raggiungere questo obiettivo sia gli amici dell'opposizione che quelli della maggioranza abbiano l'intenzione di passare queste festività assieme, perché questo è sempre stato un desiderio di tutti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Signor Presidente, il mio sarà un intervento brevissimo perchè purtroppo debbo andare via per impegni non lieti. Non voglio andar via, però, prima di aver rivolto un augurio di buon Natale a tutti e un invito alla riflessione. Spero, infatti, che in questi giorni ognuno di noi, tornando nei territori di provenienza possa sentire le opinioni delle persone, riflettere e tentare di portare consigli utili al miglioramento di questo importantissimo strumento. Ma voglio anticipare il contenuto del prossimo emendamento collegandomi alla data di nascita del Piano. Prima vorrei raccontare un aneddoto. Io sono nato nel 1949, la gloriosa classe di ferro del '49, tra i miei compaesani uno, il compare o compagno Marcucci (compagno perché sempre visceralmente comunista) era nato il 21 dicembre, l'ultimo nato di questa classe di ferro, era nato un minuto prima della mezzanotte del 31 dicembre ma la mamma lo denunciò nel 1950, cioè un minuto dopo per guadagnare un anno. E fra di noi si discuteva su chi fosse coetaneo del più giovane.
Mi sembra che relativamente a questo Piano si possa dire la stessa cosa; si fa nascere con un parto prematuro, ma i parti prematuri molte volte possono essere anche pericolosi e difficoltosi, lasciamolo nascere naturalmente con i tempi giusti, come e quando deve nascere e poi noi possiamo tutti assieme, da ottimi ostetrici, in questo caso, specialisti di tutto, tentare di migliorarlo.
Quel filo rosso, altrimenti, che poi è un filo conduttore anche se è rosso, perché insieme al rosso c'è l'azzurro e per condurre l'elettricità ci vogliono tutti e due, potrebbe spezzarsi e funzionare a corrente alternata. Voto a favore dell'emendamento.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero di 215.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Davoli ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - FARIGU - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MURGIONI - PETRINI - PISANO - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUCCU GIUSEPPE - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - UGGIAS - URAS.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - FLORIS Mario - SCARPA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 68
Votanti 64
Astenuti 4
Maggioranza 33
Favorevoli 22
Contrari 42
(Il Consiglio non approva).
Metto ora in votazione l'emendamento numero 112.
Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Signor Presidente, il collega Marracini, nel suo intervento, dava il senso della specificità di questa Premessa che è tale da far sì che possa essere tranquillamente anche la premessa per un piano economico, per un piano commerciale e quant'altro. Ma io credo che il collega abbia voluto nel suo intervento riconoscere la debolezza della presentazione del Piano, e uno dei primi punti di debolezza è appunto il titolo: Piano sanitario della Sardegna 2006-2008. Qualcuno ha già anticipato il fatto che ormai i tempi non possono essere più questi perchè non abbiamo la certezza di poter approvare il Piano entro la fine dell'anno.
Io rimarco questo fatto che già era stato rilevato durante le discussioni in Commissione; ci si aspettava quindi che l'Assessore prendesse atto che, quando nella Premessa si dice che si vuole dare il segnale del cambiamento, molto probabilmente un segnale di cambiamento il Piano poi lo deve dare, perlomeno nella forma.
Se noi dovessimo approvare un Piano 2006-2008 non ci sarebbe corrispondenza tra l'aspetto formale e l'aspetto sostanziale. In questo emendamento si invita l'Assessore a emendare il titolo perché, Assessore, lei incorrerà, e non potrebbe permettersi di farlo, in una figuraccia insistendo (lei ha insistito sulla stampa in questi giorni su questo aspetto) che questo è il Piano per il 2006. Questo è un falso e sarà un falso di giorno in giorno, di ora in ora, man mano che il 2006, inesorabilmente, si avvia alla conclusione. Naturalmente voterò a favore dell'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, anche io annuncio il voto favorevole all'emendamento. Vorrei chiedere a colleghi come Sandro Frau, che ha la cortesia di ascoltarmi da vicino così sente meglio la mia voce, cosa c'è di specioso in questo emendamento. Collega Uras cosa c'è di specioso in questo emendamento? Mi sembra ovvio che se oggi approvassimo il Piano, è il 22 dicembre del 2006, il Piano non potrà programmare il 2006 ma programmerà il 2007, quindi mi sembra ovvio che il Piano triennale sia il Piano in cui programmeremo i prossimi tre anni.
Capisco il motivo per cui voi non accedete al cambiamento, perché il cambiamento porterebbe alla necessità di dirci se i livelli di consuntivo della spesa che avete inserito nel Piano, quelli che cambiano di qualche liretta ma in sostanza rimangono simili, sono quelli che dice il presidente Soru che ci dà un deficit per il 2006 di 100 milioni di euro o sono quelli che scrive l'assessore Dirindin che ci dà per il 2006 un deficit stimato di 170 milioni di euro. Quindi, sulla base di queste piccole questioni, 70 milioni di euro in ballo, che non sono chiare perché il presidente Soru dice in Aula, certificandole e testimoniandole, cose diverse da quelle che l'assessore Dirindin scrive nel Piano, noi abbiamo presentato un emendamento sostitutivo per introdurre nel Piano le stesse cose che il presidente Soru ha detto in Aula.
A quel punto sarete voi a dirci se in Aula chi dice cose inesatte è il presidente Soru o l'assessore Dirindin. Il collega Frau ieri in Commissione suggeriva l'accettazione dell'emendamento perché è una sfida. Il collega Lai, che è più accorto, ci faceva capire che forse la sfida non era accettata dall'intero centrosinistra; ma se il relatore di maggioranza, intervenendo nella discussione, ci dicesse che sta accettando la sfida e quindi che viene accolto l'emendamento sostitutivo in cui noi scriviamo nel Piano che l'equilibrio di bilancio sarà nel 2007, come ha detto Soru, e non nel 2009 come scrive l'assessore Dirindin e che la spesa del 2006 sarà in deficit di 100 milioni di euro, come ha detto il presidente Soru, e non di 170 come ha scritto l'assessore Dirindin, io ne ritiro un altro.
Questa accettazione sarebbe il segno che inizia veramente un percorso di discussione ed inizia un percorso di discussione su cose serie perché, ha ragione il collega Frau, si tratta di una sfida, è una sfida che voi fate ed è una sfida che noi siamo felici di raccogliere perché è una sfida virtuosa nel senso che va verso quel miglioramento del deficit che ci consentirà di liberare risorse da destinare, speriamo, alla costruzione della rete del territorio. Questi, colleghi, sono i problemi che rimangono aperti in Aula, quelli per cui stiamo discutendo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, intanto io chiedo a lei e agli Uffici se si può portare in approvazione una Premessa che inizia con "il Piano sanitario della Sardegna 2006-2008"; perché dico questo? Perché nel quarto capoverso della pagina successiva il Piano sanitario della Sardegna compie delle scelte, sono le famose scelte, ma: "nella consapevolezza che il processo di rinnovamento del sistema di servizi alla persona sarà di necessità graduale e non si esaurirà certo nel triennio di vigenza…". Per capire, Presidente, quale sarebbe il triennio di vigenza? Il 2006-2008? O il 2007-2009? Prima di continuare ho bisogno di avere in merito un parere suo e degli Uffici, perché il 2006-2008 non è il triennio di vigenza, in qualche punto c'è un errore.
PRESIDENTE. Onorevole Diana, adesso procediamo con le dichiarazioni di voto poi vediamo.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, certo, avendo una risposta si potrebbe evitare una serie di dichiarazioni di voto, ma capisco che l'argomento richiede un certo approfondimento, tant'è che in fase di discussione generale costituì l'esordio delle mie argomentazioni nel discutere, appunto, questo Piano sanitario.
Certo è una novità anche questa, quella di discutere di un atto di programmazione che, per sua natura, agisce sul futuro e che, invece, viene proposto acquisendone una buona parte, circa un terzo per il passato. Questo dice la data e nasconde, a mio avviso, anche un certo obiettivo che è poco nobile rispetto alla nobiltà che dovrebbero avere gli argomenti del Piano sanitario regionale, cioè quello di avere la possibilità nel 2008 di concludere l'anno presentando un secondo Piano sanitario e, quindi, dimostrando l'efficienza, quindi dimostrando non l'efficacia, presumibilmente, ma l'efficienza dell'azione. Tutto questo, permettetemi è il caso di dire, sulla pelle dei cittadini.
E in questo contesto il collega Uras si consente di dirci come si fa l'opposizione, l'ostruzionismo, proprio lui che è figlio dell'ostruzionismo, è figlio del populismo, della demagogia e della propaganda, su questo è basata l'azione politica del collega e del suo partito. Ma il collega dovrebbe seguire gli interventi di chi sta cercando di tenere un filo logico, non solo gli interventi simpatici che a volte servono a sdrammatizzare anche la situazione, come quello del collega Rassu. Ma la difficoltà è distinguere, la difficoltà è seguire e, difficilmente, riesce a seguire chi frequenta quest'Aula comunicando con gli spot.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, le prime parole di questo Piano sanitario nella premessa sono: "Il Piano sanitario regionale della Sardegna 2006-2008" e siccome si dice che questo Piano ha compiuto delle scelte, io vorrei domandare alla dottoressa Dirindin quali sono le scelte del 2006. Quella di aver creato quattro nuovi primariati a Carbonia? Quella di aver firmato con stratosferiche velocità l'autorizzazione ad una nuova struttura a Platamona? Oppure posso rivolgermi al professor Gessa, luminare della scienza in campo medico, e chiedergli che cosa ha prodotto il Piano sanitario regionale nel 2006.
Sicuramente nessuno di voi può rispondere a questa domanda. Allora, la cosa migliore sarebbe accettare questo emendamento che è giusto, ha un senso, ha un significato, il triennio è il 2007-2009; o forse eravate veramente convinti che Soru avrebbe potuto scrivere, o recitare, nelle dichiarazioni di fine anno anche il varo del Piano sanitario regionale? No, questo non lo potrà dire Soru, dovrà dirlo nel 2007, per cui lo dirà con un anno di ritardo, anzi io dico con due anni di ritardo, dal momento che la dottoressa Dirindin alla stampa, non in quest'Aula, l'aveva annunciato già dal Natale del 2004. Sembrava il Gesù bambino del 2004, poi non è stato neanche il Gesù bambino del 2005, non lo sarà neanche nel 2006, se mai sarà la Befana del 2007, se dovessimo approvarlo la notte della Befana del 2007.
Ma, prendete atto che gli emendamenti che abbiamo proposto hanno un significato e smettete di sostenere che sono emendamenti che fanno perdere tempo a quest'Aula. Sono emendamenti presentati per migliorare questo Piano, perché tutto ciò che è contenuto nei nostri emendamenti, ripeto, ha un significato.
E' ovvio che se cambiate il titolo dovete cambiare anche i dati sulla spesa portati nel Piano, aggiornandoli con quelli del 2006 che mancano. Dottoressa, le rinnovo ancora una volta l'invito a dichiarare a quanto ammonta il deficit del 2006, perché ancora non l'ha detto in quest'Aula, neanche in sede di replica sul dibattito generale. Dovete aggiornare le tabelle dei dati epidemiologici che sono ormai superate e, quindi, se sono diverse rispetto a quelle degli anni precedenti possono farci commettere errori nelle scelte che voi dite di aver affrontato in questo Piano, ma che di fatto non esistono.
Non esistono scelte profonde, esistono solo interessi di parte, di parte politica, dal momento che con questa opposizione non si è cercato di dialogare: non si è accettato un emendamento in Commissione, neanche quelli più significativi. PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, io voterò contro l'emendamento numero 112; però vorrei dire che non capisco il perché le opposizioni si ostinino a voler evitare che il Piano entri in vigore dal 1 gennaio 2007, quando sanno benissimo che così non sarà, visto che è un atto di programmazione che non contiene neppure la clausola dell'immeditata entrata in vigore.
Tra l'altro tutti sanno che le aziende miste sono frutto di un accordo tra le parti e non attendono sicuramente questo Piano per divenire operative. L'approvazione quindi è una significativa scelta politica, che condivido. Auspico però che ciascuno svolga il suo ruolo e che le motivazioni, che da una parte e dall'altra vengono addotte, siano sempre sostenute da principi ed azioni coerenti e significative. Così ha poco senso impuntarsi sulle date.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). La maggioranza si ostina a dire che il problema per noi è quello di non volere che il Piano sanitario regionale venga approvato entro il 31 di dicembre; questo non è vero: non è questo il nostro obiettivo. Sicuramente ci ostineremo a dire, finché lo capirà il maggior numero possibile di persone, che noi non abbiamo alcun problema a che il Piano venga approvato adesso, come non avremmo avuto alcun problema neanche che un Piano fosse approvato entro quest'anno. Anzi, negli atti di indirizzo sulla pianificazione sanitaria anche noi avevamo sottolineato, con tutto il Consiglio regionale, che il Piano sarebbe dovuto essere sufficientemente, o ragionevolmente, snello nella sua elaborazione, presentazione, esame ed approvazione.
Non vi è stata questa rapidità, perché il Governo regionale non è riuscito a costruire un atto di programmazione condiviso, nei tempi che si era proposto. Tra l'altro, a seguito di questo ritardo, non ha voluto neanche apportare correzioni; questo avrebbe potuto farlo perchè, per esempio, le tabelle riguardanti la razionalizzazione della rete ospedaliera sono state corrette, così come sono state fatte proposte anche pochi giorni prima della definitiva approvazione del Piano sanitario in Commissione. Si sarebbe potuto eventualmente inserire una sorta di allegato con l'aggiornamento delle tabelle delle analisi sui dati epidemiologici, ma soprattutto, dal punto di vista amministrativo, con l'aggiornamento delle tabelle riguardanti i costi del ripianamento finanziario che, invece, rimangono ancora avvolti in una nube oscura.
Ciò che sappiamo con certezza è che l'Assessore e il Presidente danno numeri diversi; ma non vi è stato neanche l'atto di responsabilità di dare dati precisi, ad esempio, sul disavanzo del 2006 che ormai è chiuso.
PRESIDENTE Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, sono a favore dell'emendamento numero 112 per tutte le motivazioni addotte nei diversi interventi che si sono susseguiti. Io stesso, anticipando questo emendamento, avevo detto che il periodo effettivo di programmazione è 2007-2009, perchè se anche fosse approvato oggi questo Piano, non avrebbe da programmare un bel niente per il 2006, perché quel che dato è dato. Non credo che ci sia un bel niente da programmare se non le festività fino alla Befana.
Noi non siamo assolutamente contrari a trovare una soluzione per approvare nel più breve tempo possibile questo Piano sanitario, ma non prima di aver affrontato un serio dibattito per migliorarlo notevolmente nell'interesse degli utenti. Perché questo è il problema che pone questo Piano. Non vi è una razionalizzazione certa, si presuppone di dare 750 indicazioni programmatiche sulla base di una risorsa finanziaria evanescente.
Ho chiesto più di una volta all'assessore Dirindin di fornirci le slide promesse a quest'Aula dal presidente Soru, ma ancora non le vediamo. Non conosciamo ancora i dati effettivi. Allora vuol dire che "gatta ci cova", vuol dire che c'è qualcosa che non va bene. Vuol dire che i conti non sono in ordine, vuol dire che si è finito di sbaraccare la sanità già dichiarata fallimentare qualche anno fa, vuol dire che non si è riusciti a realizzare niente di concreto per far progredire la sanità sarda.
Allora bisogna confrontarsi, essere disponibili, caro onorevole Uras, provare a fare opposizione, di questo siamo tutti capaci: lei lo può fare da sinistra, noi dal centro. Io però credo che sia importante, perlomeno per la mia educazione e il mio modo di vedere, costruire insieme qualcosa che valga per tutti. Non perché è importante per una parte o per l'altra, perché l'ammalato non ha un colore, non siede né da una parte né dall'altra di questi seggi, non ha un partito politico predefinito. L'ammalato è ammalato, è un uomo che va curato.
La sanità pertanto deve essere posta nelle condizioni di operare nel modo più opportuno, evitando i confronti muscolari all'interno di queste istituzioni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Presidente, Assessori, colleghi, l'emendamento numero 112 viene prima del "113", e su quest'ultimo numero al mio paese mi hanno insegnato ad essere un po' cauti.
Si teme il 113 perchè da noi significa carabinieri, siamo periferia! Comunque il "113" viene sempre prima del 118, come mi diceva qualcuno, che non arriva mai, tant'è che da quando è stato istituito il tempo dell'attesa, in provincia di Cagliari, si è come minimo triplicato.
In ogni caso, anche questo Piano sembra non arrivare mai. Questi giorni gira nell'Aula un giornale "Chimera" (il nome è tutto un programma), sulla cui prima pagina campeggia una testa su una boa e si parla di bilancio di medio termine: ecco la fretta di chiudere con questo Piano. Dal bilancio di medio termine mancano il Documento di programmazione finanziaria, la legge di bilancio e manca soprattutto questo importante atto di programmazione che si pensava di sbandierare nell'intervista tradizionale di fine anno del Presidente della Giunta regionale.
La fretta che la maggioranza di centrosinistra ha avuto, tentando di imporci di varare un Piano in Commissione in tre giorni senza discuterlo, non trova spiegazione se non dal punto di vista politico. Voi stessi avete detto che non c'è tutta questa urgenza di far entrare il Piano in vigore. La collega Caligaris, brillantemente, ha detto che ci sono i termini anche per quanto riguarda l'entrata in vigore del Protocollo d'intesa tra le Università e le ASL, salvo poi anche questo, essendo stato fatto in fretta, avere bisogno di qualche ritocco che non si può più fare perché il Piano è successivo all'accordo per le aziende miste.
Noi non abbiamo tutta questa fretta, abbiamo voglia di partecipare al confronto, abbiamo voglia di migliorare il testo, dato che gli errori cominciano proprio dal titolo, come ha sottolineato qualcuno. Ecco, non può essere eliminata la nostra voglia di partecipare, è tanta e tale la voglia che vogliamo lavorare oggi, lavoreremo domani, se voi foste disponibili lavoreremmo anche il giorno di Natale, tra Natale e Capodanno e anche il giorno di Capodanno.
I fuochi d'artificio potremmo vederli dalle finestre del Consiglio. Quindi colleghi, non lamentatevi, poiché l'opposizione l'avete fatta voi in Commissione impedendoci di lavorare, è chiaro che lavoreremo in Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Signor Presidente, anch'io naturalmente voterò a favore di questo emendamento che, in effetti, si propone di cambiare il titolo del Piano: cioè neanche il titolo va bene. Questo Piano, in effetti, un Piano che si propone la programmazione della sanità in Sardegna, è frutto di una programmazione errata, perché tutto quello che noi possiamo affermare, in realtà, è che avete sbagliato i tempi, perché i motivi che ora vi spingono ad avere fretta, in effetti, avreste dovuto averli mesi fa.
Non era a dicembre inoltrato che doveva arrivare l'input di concludere in maniera così veloce i lavori nella Commissione sanità, dovevate farvi prendere dalla fretta perlomeno a settembre. E a questo punto, per rispondere in parte alla collega Caligaris - ogni tanto fa piacere sentire la voce di qualche collega della maggioranza - che non ha vissuto i lavori nella Commissione sanità e quindi non ne ha conosciuto i tempi e le motivazioni, io mi sentirei di chiedere se non sfiora nessuno il pensiero che un numero così elevato di emendamenti in realtà non sia altro che il frutto di una programmazione dei lavori in Commissione volutamente troppo veloce. Che motivo avremmo di presentare una marea di emendamenti se ci fossero dei punti del Piano sanitario che noi potremmo comprendere e condividere pienamente, come se fossero il frutto di un lavoro congiunto, al di là delle strumentalizzazioni, del gioco delle parti tra la maggioranza e l'opposizione?
Quindi, i motivi sicuramente sono altri. In primo luogo effettivamente suona male parlare di un programma che parte dal 2006, quando il 2006 è già finito. In secondo luogo, l'hanno detto meglio di me altri colleghi, praticamente si tratterebbe di aggiornare tabelle, dati epidemiologici, dati sulla spesa e tutto il resto. Infine, ne ha parlato prima di me il collega Liori, il Presidente ha necessità di portare l'approvazione del Piano a quella che io chiamo non conferenza di fine anno, ma conferenza di fine danno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Presidente, Assessore, questo emendamento, sul quale voteremo a favore, è importante perché la Giunta regionale fa delle affermazioni che noi riteniamo inopportune quando si parla di effficienza ed efficacia. Non so quale utilità possa avere, mi rendo conto, un lavoro fatto in questo modo, ma mi pare che quest'Aula si sia resa perfettamente conto di questa situazione. Però, a dire il vero, è una situazione che ha voluto questa maggioranza che, se avesse voluto, avrebbe potuto affrontare e risolvere il problema del Piano in mille altri modi. E io credo che se la maggioranza volesse si potrebbe fare, ancora, un lavoro diverso.
Questo non perché ha ragione l'onorevole Uras, o meglio ha ragione quando dice che l'opposizione non sa fare ostruzionismo, questo lo sappiamo! L'ostruzionismo mica l'abbiamo inventato noi, o l'abbiamo praticato noi! L'avete inventato voi, lo sapete fare voi; noi avremmo preferito, invece, fare un lavoro diverso, avremmo preferito portare in Aula un documento condiviso e condivisibile e in grado effettivamente di dare ai sardi uno strumento di programmazione che fosse veramente all'altezza dei tempi che sta vivendo la sanità.
Presidente, io sto sentendo dei rumori che mi disturbano! Comunque, concludo dicendo che se la maggioranza avesse voluto veramente approvare un Piano che coinvolgesse tutto il Consiglio regionale, avrebbe dovuto intanto arrivare in Aula in modo diverso perchè sono stati fatti dei colpi di mano, inaccettabili, da parte della Commissione.
PRESIDENTE. Posso chiedere ai colleghi, quando si spostano, di stare attenti a non urtare i cestini?
Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, io ringrazio l'accompagnamento musicale e devo anche lodarne la varietà, perché siamo passati dal semplice cicalino ad una musica etnica particolarmente gradevole, ma pochi istanti fa addirittura alla sinfonia della Carmen!
MARROCU (D.S.). Ci mancano solo i fuochi d'artificio!
ARTIZZU (A.N.). E poi le percussioni, naturalmente, ma tutto questo è abbastanza comprensibile, per il clima tutto sommato gradevole che crea questo accompagnamento musicale. Peraltro, potrebbe richiamare l'Assessore, forse, alla necessità di puntare anche sulla musicoterapia (universalmente riconosciuta come strumento valido per aiutare pazienti affetti da specifiche patologie) in questo Piano sanitario regionale. Fatta questa premessa che credo fosse doverosa nei confronti dei musicisti in Aula annuncio il mio voto favorevole su questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vittorio Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Signor Presidente, forse non utilizzerò tutti e tre i minuti a disposizione, ma vorrei provare a spiegare alla collega Caligaris perché noi vorremmo cambiare il titolo di questo Piano sanitario. Noi sappiamo che fra i settecentocinquanta obiettivi, di cui abbiamo parlato, ce ne sono alcuni, già attuati nel 2006 che agevolano o vanno a vantaggio di qualcuno all'interno di quest'Aula; quindi se non approviamo il Piano così com'è cadrebbero tutti quei "favorini", o comunque molti di quelli...
(Interruzioni)
Ne sei sicuro? Io invece sono sicuro del contrario e non credo che sarò smentito dai fatti. Voterò a favore dell'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, io voterò a favore dell'emendamento numero 112 e, nel dichiarare questo, vorrei in questo clima festaiolo spezzare una lancia in favore dell'assessore Dirindin. Me lo permetta, Assessore, è quasi un atto dovuto, perché quando tredici mesi fa lei presentò il disegno di legge e ottenne l'approvazione da parte della Giunta, azzeccò il titolo; infatti in quel momento davvero si trattava di un Piano e di una programmazione triennale 2006-2008, con un anticipo tra l'altro di due mesi. Quindi è evidente che noi non possiamo continuare a pensare che sia l'Assessore il motivo della presentazione di questo emendamento.
Noi vogliamo emendare il titolo perché è un atto dovuto; in altri tempi un ufficio legislativo di questo importante Consesso non avrebbe permesso assolutamente che fosse posto in discussione un testo di legge con questo titolo perché l'avrebbe ritenuto incongruo.
Questa maggioranza, che usa tra l'altro il concetto di incongruo anche in altre occasioni, non può non accorgersi che questo titolo è assolutamente n inaccettabile, non proponibile, non pensabile e nemmeno pubblicabile; è illegittimo dover scrivere che si tratta di un atto di programmazione per il 2006-2008, non possiamo avere la pretesa di programmare il passato e di cancellare questi tredici mesi che sono stati appunto di gestazione di questo importante documento. Bisogna rendersi conto che sono trascorsi e che quindi, essendo trascorsi, naturalmente occorre adeguare il titolo.
Presidente, io la invito, perché è nella sfera delle sue competenze e delle sue responsabilità, a operare questa correzione perché non avrebbe assolutamente significato che quest'Aula licenziasse un titolo così formulato, errato già nella sua premessa.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sulle modalità di voto per chiedere la votazione nominale .
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 112.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: BIANCAREDDU - CONTU - DEDONI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOMBARDO - PISANO - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.
Si è astenuto: il Presidente SPISSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 50
Votanti 49
Astenuti 1
Maggioranza 25
Favorevoli 9
Contrari 40
(Il Consiglio non approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 212.
Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
(Interruzioni)
CONTU (F.I.). Signor Presidente, vorrei non essere disturbato, anche perchè l'esuberanza dei colleghi della maggioranza sarebbe più fruttuosa se fosse volta a farci capire se, eventualmente, esistono davvero da parte loro motivazioni per stare in Aula, per partecipare alla discussione; vorremmo capire se davvero o condividono i contenuti della Premessa, se davvero il loro pensiero è quello riportato nella Premessa, cioè se pensano che la sanità sarda abbia bisogno di un Piano sanitario 2006-2008, se pensano che sia adeguato il titolo, se pensano davvero di dare risposte ai problemi della gente.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SECCI
(Interruzioni)
(Segue CONTU.) Guardate che le provocazioni poi automaticamente creano altre provocazioni e poi si sa dove si inizia e non si sa dove si finisce. Io ritengo, colleghi, visto che non lo dice il Presidente, che questa sia un'Aula parlamentare e non il parco pubblico dove suonare bonghetti, tam tam e quant'altro. Credo, per chi non ha altro da fare, che le piazze attorno al palazzo del Consiglio consentano di fare adunate di questo tipo, non è necessario stare in Consiglio se non si ha soprattutto voglia di stare ad ascoltare.
Collega Pacifico, sulla pneumologia ci siamo confrontati in merito alla necessità di una rivisitazione e redistribuzione dei reparti, ma credo che a qualche collega manchi un parametro: quello del controllo della situazione polmonare che, molto probabilmente, in questo momento, non è proprio la migliore, per cui provvedere ad accompagnare il collega che ha problemi polmonari a fare una visita consentirebbe di togliere "l'ingombro" dall'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, intanto mi scuso con i consiglieri, colleghi della maggioranza, che hanno giustamente ragione di rumoreggiare, comprendo. Colleghi, se oggi noi siamo qua in quest'Aula, è perché forse ci sono stati dei malintesi, c'è stata una gestione del percorso che ci ha portato a questa sera non congrua. Oggi noi abbiamo un obbligo, reciproco, che è quello (senza pensare chi l'ha causato) di continuare a ragionare tra di noi sino alle ore 21. Continueremo a farlo, con senso di sopportazione reciproca, e anche l'accettazione di quello che sta succedendo, probabilmente, è una cosa utile se ci aiuta ad aprire, tutti insieme, dei canali di ragionamento.
Io vorrei difendere nel merito l'emendamento numero 212, sul quale esprimo un voto favorevole, che non è un emendamento da niente, collega Pacifico, relatore di maggioranza. Voi nel Piano avete scritto (stiamo affrontando una questione di merito che non sarà fondamentale, ma è comunque sintomatica della filosofia del Piano) che pensate di puntare non tanto sull'efficienza, che attiene al buon funzionamento del sistema, quanto sull'efficacia, cioè il prodotto dell'efficienza.
Noi non pensiamo che ci sia questa subordinazione tra efficienza ed efficacia. Efficienza ed efficacia sono le facce della stessa medaglia. Un sistema che non è efficiente non potrà mai garantire delle risposte efficaci. Se la macchina con la quale io intendo raggiungere la città di Sassari non ha le ruote, quindi non è efficiente, è difficile che io raggiunga quella città, o meglio è difficile che si raggiunga l'obiettivo di garantire la qualità della salute.
Quindi, noi pensiamo che sarebbe stato utile se, quando avete scritto nel Piano quelle quattro, cinque righe che noi vi proponiamo di cambiare aveste effettuato una giusta valutazione del significato del termine "efficienza". Anche perché, per noi, rendere efficienti le parti del sistema significa stanziare risorse, completare gli organici, assumere i precari, tutte cose reali che in questo momento il sistema chiede, con forza, che vengano realizzate.
Quindi questo è l'argomento del contendere, non semplicemente la sostituzione di un capoverso con un altro, la modifica di una relazione con un'altra o di una parola con un'altra. Noi chiediamo che i due concetti abbiano la stessa dignità, perché per garantire la qualità è necessario che efficienza ed efficacia lavorino insieme.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Presidente, questo problema era stato già affrontato anche nella discussione della Premessa. Ora, al di là dell'emendamento presentato dalla minoranza, onestamente credo che non possa che essere condiviso il fatto che l'attenzione sia puntata tanto sull'efficienza quanto sull'efficacia. Ma si può dire che l'attenzione non è puntata tanto sull'efficienza? No! E' puntata sull'efficienza e sull'efficacia. Non stiamo chiedendo niente di straordinario, stiamo perdendo più tempo a fare dichiarazioni di voto di quello che avremmo perso ad approvare in Commissione, onorevole Pacifico, un emendamento come questo. Cambia la vostra filosofia forse dire che questo Piano punta non tanto all'efficienza quanto all'efficacia? Intendendo l'efficienza solo come costi? Non è assolutamente possibile un fatto di questo genere. Io credo che sia assolutamente elementare. E ieri in Commissione, su questo emendamento, bastava che l'Assessore dicesse, credo non avesse niente in contrario a dire le cose che stiamo dicendo noi, che efficienza ed efficacia debbono andare di pari passo. Invece no, voi intendete dare un segnale che è un segnale pericoloso, è un segnale che indica la strada che voi nel futuro vorrete percorrere. Per questo noi votiamo a favore di questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Presidente, io naturalmente voterò a favore di questo emendamento che è un chiaro esempio del metodo che è stato adottato in Commissione per esaminare gli emendamenti. Voi avete detto, più di una volta, di voler discutere le questioni tutti insieme, maggioranza e minoranza, in un confronto serio e proficuo che vada al di là dei normali scontri che esistono fra opposte fazioni. Ma questo emendamento io credo che sia stato letto forse un po' troppo frettolosamente, avevamo da poco chiuso la discussione sul secondo gruppo di emendamenti, superato da poco anche la terza ora di lavoro e quindi, probabilmente, la stanchezza cominciava già a farsi sentire.
Se l'avessimo letto con più attenzione, se voi lo aveste letto con più attenzione, e se avessimo avuto la possibilità di discuterne saremmo riusciti, probabilmente, ad apprezzarne lo spirito, l'essenza, tutte quelle cose che il sistema, come ha detto poco fa il collega Vargiu, vuole e chiede. E' un emendamento che afferma che noi possiamo centrare l'obiettivo, che è anche un obiettivo vostro, che è l'obiettivo dell'efficacia delle prestazioni attraverso il raggiungimento di livelli di efficienza sempre maggiori. Mentre in quello che voi scrivete, cioè il periodo che noi vogliamo sostituire, non si riesce a capire come si chieda, come si pretenda, come si voglia scindere il binomio efficacia-efficienza.
Io resto convinto che l'efficacia abbia la stessa valenza dell'efficienza. Ma siccome il contenimento della spesa continua ad essere un vostro chiodo fisso, visto che parlate anche di risparmio economico in queste poche righe, io credo che invece si possa affermare che il risparmio economico si può ottenere proprio con la ottimizzazione del rapporto fra l'efficacia e l'efficienza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Il voto su questo emendamento è favorevole. Nella Premessa, in un Piano sanitario regionale proposto dal centrosinistra, in questo piccolo capoverso una delle cose che sicuramente colpisce è proprio il voler rivendicare come tipicamente ed orgogliosamente di sinistra il contenuto di questo atto di pianificazione. Si vuole dimostrare che le azioni di pianificazione politica in tutti i settori, ma in particolare in questo che riguarda la salute del cittadino, puntano non tanto alla predisposizione di servizi che eliminino sprechi ma alla risposta qualitativamente e quantitativamente significativa a favore dei cittadini, perciò all'efficacia.
In realtà, sembra soltanto una definizione più nominalistica che sostanziale.
La realtà di questo Piano, noi lo vogliamo sottolineare anche attraverso questo emendamento, è invece quella di uno strumento di pianificazione che punta innanzitutto alla efficienza, intendendo per efficienza soprattutto la correzione (molto puntigliosa nelle enunciazioni ma nei fatti certamente incapace di raggiungere i risultati, così come dimostrano le tabelle) del disavanzo; la realtà è che questo Piano è proprio incentrato sul recupero degli sprechi, ma non si dice bene come e dove questi sprechi verranno eliminati.
Mentre l'efficacia, cioè l'incremento qualitativo e quantitativo dei servizi, è fumoso, affidato più a parole che a scelte precise.
Questo Piano, infatti, non contiene scelte precise, contiene enunciazioni che vogliono portare ad una maggiore efficacia e non invece decisioni che possono essere tangibili e riconoscibili dai cittadini. Noi crediamo che questo emergerà durante l'attuazione del Piano, questo è il motivo per cui non condividiamo il contenuto di questo Piano sanitario regionale.
Ribadisco il voto favorevole all'emendamento e chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Presidente, io avrei proposto la soppressione totale di questo capoverso del quale, relativamente alla prima parte, ho avuto modo di dirlo nel mio precedente intervento, dottoressa Dirindin, non capisco il significato. Sono frequenti i rimandi all'appropriatezza, termine del quale avrà la gentilezza e l'accortezza di spiegarmi il significato, dato che non è indicato neanche nel vocabolario italiano. Ma l'emendamento attiene alla seconda parte dove voi scrivete: "l'attenzione non è puntata tanto sull'efficienza intesa come strumento utile al risparmio economico, quanto sull'efficacia, vista come la ricerca del modo migliore di operare per il bene della persona ammalata". Voi dite che l'obiettivo quindi non è tanto l'efficienza, cioè che il sistema sanitario previsto in questo Piano funzioni bene, quanto l'efficacia, cioè che fornisca buone risposte alla salute dei cittadini. Ma siamo veramente convinti che le scelte presenti in questo Piano determinino quell'efficacia che possa fornire buone risposte alla salute dei cittadini?
Voi avete detto che bisogna eliminare i doppioni di reparti, ma qualcuno dimentica che per primo ha chiesto l'apertura di nuovi reparti, perché magari in altri tempi c'era questo o quell'altro primario da sistemare. Noi invece sosteniamo che efficienza ed efficacia siano due facce della stessa medaglia, cioè devono camminare assieme, sono inscindibili: per raggiungere un obiettivo efficiente non si può che operare efficacemente. Se il sistema non fosse efficiente, cioè non funzionasse bene come si potrebbe garantire che non vi sia spreco di risorse, soprattutto che le risorse vengano destinate a migliorare la qualità delle prestazioni?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Credo, signor Presidente, che mi sia dovuto il poter esprimere il mio voto a favore dell'emendamento Questo emendamento tenta di chiarire quali sono le interpretazioni che si possono dare a due concetti: quello dell'efficienza e quello dell'efficacia….
MARROCU (D.S.). L'onorevole Contu è già intervenuto, è stato il primo!
PRESIDENTE. Onorevole Contu, mi scusi, ma a seguito di un controllo ho rilevato che lei è già intervenuto in dichiarazione di voto su questo emendamento.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, voterò a favore del "212" richiamando un attimino l'attenzione di quanti dicono che noi non vogliamo il Piano sanitario. Riaffermo per l'ennesima volta che riteniamo, invece, opportuno esitare il Piano sanitario perché la Sardegna ne ha bisogno. Tanto non è ostruzionistica la nostra azione che se voi avrete la pazienza di sfogliare i volumi degli emendamenti troverete dieci, forse quindici emendamenti soppressivi (ognuno di questi ha un fine ben preciso) e tanti emendamenti sostitutivi totali o parziali del contenuto del Piano.
Questa è la nostra proposta di Piano che offriamo al confronto; e questo emendamento è una proposta alternativa di Piano perché non è soltanto un gioco sulle parole, efficacia ed efficienza, e non vogliamo neanche negare che l'efficienza, qui subordinata all'efficacia, sia strumento utile per il risparmio economico. Possiamo in un qualche senso concordare su questo ma non possiamo distinguere l'efficacia dall'efficienza; comprendo bene quello che c'è scritto o che si vuole dire: l'efficienza come puro risparmio, ma allora vi invito a leggere alcune parti del Piano sanitario regionale dove questo principio è negato.
E' negato perché c'è un puro, come dichiarato, ragionamento ragionieristico che a volte è utile e necessario, perché non si fanno le nozze coi fichi secchi, bisogna programmare quanto più possibile a seconda delle risorse che si hanno, perciò su questo si concorda pienamente; però certe cose si nascondono grazie al fatto che il Consiglio si è inchinato alle imposizioni del Piano perché tutto è volto verso un rigido risparmio economico ma, dico ancora di più, verso tagli non sempre utili, necessari ed efficaci che riguardano posti di lavoro, l'efficienza, l'efficacia dell'azione.
Torneremo sull'argomento dell'emergenza, sul 118, torneremo su alcuni capitoli e vedrete che se si accetta un discorso diverso di impostazione iniziale probabilmente, su alcune parti, potremmo anche concordare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, per annunciare il voto favorevole a questo emendamento e anche per sottolineare brevemente quello che a nostro avviso è il significato, il valore di questo emendamento. I concetti di efficienza ed efficacia francamente andrebbero meglio spiegati all'interno del Piano; vorremmo anche chiarire se, come a nostro avviso in effetti è, efficienza ed efficacia sono le due facce della stessa medaglia. Perché non siamo d'accordo quando nel Piano si afferma che l'obiettivo è l'efficienza oppure l'obiettivo è l'efficacia.
Noi crediamo che non possa essere considerato necessariamente efficace un Piano che basa molta della sua sostanza, Assessore, sulla eliminazione di alcuni servizi. Noi stiamo ribadendo, ma non ci stanchiamo di ripeterlo, tutta la nostra preoccupazione perché vaste zone della Sardegna rischiano, in attuazione di questo Piano, di rimanere scoperte dal punto di vista dei servizi sanitari, perché molti abitanti delle zone interne rischiano di avere meno servizi di quei pochi che già al giorno d'oggi hanno. E voi sapete quanti comuni della Sardegna più interna sono già interessati e danneggiati dal fenomeno dello spopolamento che ha portato poi a catena altri effetti negativi: sono state eliminate le scuole, la farmacia, l'ufficio postale, perfino le caserme dei carabinieri, e adesso si rischia di avere anche dei servizi sanitari in meno.
Questo comporta, Assessore, che i viaggi della speranza che un tempo si facevano verso il continente oggi vengano riproposti come necessità per molti sardi all'interno della nostra stessa regione, che poi non sarebbero più viaggi della speranza, quanto viaggi della necessità. Per poter accedere a una cura specialistica, per poter accedere a una visita o a un esame particolari, molti sardi dovranno percorrere più chilometri e troveranno certamente meno strutture a disposizione, meno posti letto a disposizione perché una fascia più ampia di popolazione si riverserà verso quegli ospedali, quei pochi ospedali, purtroppo, temiamo di dover credere, che saranno ancora disposizione del pubblico.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Presidente, credo che a nessuno sia mai sfuggito che efficienza ed efficacia siano le due facce di una stessa medaglia, e che quando si chiede che ci sia maggiore efficienza si ipotizza anche che l'efficacia conseguita offra il meglio a chi riceve l'azione data. Assodato questo, credo che nessuno leggendo il testo dell'emendamento, è una sfida che rivolgo a tutta l'Aula, possa non trovare migliorativa la formulazione di quella parte della Premessa da noi proposta.
Noi infatti modifichiamo così: "Soltanto il raggiungimento di livelli sempre maggiori di efficienza, intesa come buon funzionamento complessivo e senza sprechi del sistema che eroga le prestazioni sanitarie, può consentire di centrare l'obiettivo dell'efficacia delle prestazioni rese, che resta l'indicatore sostanziale dell'effettiva qualità raggiunta". Ora, sentire il relatore di maggioranza che nega validità a una proposta di questa portata mi pare voler escludere a priori qualunque forma di dialogo e di ricerca di quelle soluzioni condivise che sono auspicate e auspicabili…
(Interruzioni)
DEDONI (Riformatori Sardi). Se vogliamo andare allo scontro siamo capaci di trovare motivi di scontro, forti, anche in merito a qualcosa che misurerà non solo la capacità di tenuta dei nervi, ma anche la vostra conoscenza e gli interessi che potreste avere!
PIRISI (D.S.). E' Natale!
DEDONI (Riformatori Sardi). Proprio per quello! Presidente Pirisi, lei risolve tutti i problemi! Allora, se si auspica, come è auspicabile, un momento di rasserenamento può darsi…
PRESIDENTE. Onorevole Dedoni, il tempo a sua disposizione è terminato.
Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Presidente, preliminarmente vorrei dichiarare che la musica non serve più a svegliare la buonanima di Welby. Siccome qui nessuno dorme sarebbe bene fare un po' di silenzio, non per me che sono abituato alle intemperanze, però per via del clima natalizio tutt'al più potreste suonare Jingle bells!
Sul contenuto di questo emendamento l'onorevole Maninchedda (maestro in questo genere di discussioni) avrebbe potuto chiarire le idee a tutti noi; però, al di là del problema semantico, l'efficacia è senz'altro l'obiettivo finale di qualunque attività di un Piano sanitario regionale ma, se se si trascura l'efficienza, Assessore, vuol dire che ci sono sprechi.
Tutta la medicina moderna è orientata al rapporto costi-benefici e lei me lo insegna perché anche lei è maestra su questo quanto l'onorevole Maninchedda. L'emendamento, quindi, ha senz'altro un suo fondamento, una sua dignità e, come giustamente rilevato dal collega proponente, sarebbe bene prenderlo in più seria considerazione. Io voterò senz'altro a favore e invito i colleghi a fare altrettanto. PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Vorrei dire che questa sera avrei preferito fare un tipo di dibattito diverso. Speriamo che questo avvenga nei prossimi giorni anche perché il tipo di discussione in corso credo non sia utile a nessuno, tanto meno ai sardi. Questa maggioranza, invece di continuare in un braccio di ferro che non serve a nessuno, può invertire questa tendenza; se non si vuole entrare nel merito di un possibile cambio di rotta noi continuiamo a discutere perché vogliamo migliorare il Piano.
Il Piano ha bisogno di miglioramenti che allo stato noi non vediamo. Si parla di efficienza e di efficacia che è una conseguenza dell'efficienza. L'efficienza, Assessore, noi in questi due anni e mezzo non l'abbiamo vista , non so se la vedremo nei prossimi due anni e mezzo da qui alla fine della legislatura.
Spesso si dice che il buongiorno si vede dal mattino, il mattino è iniziato da un po' di tempo, e in due anni e mezzo Assessore, noi abbiamo assistito ad un peggioramento della situazione sanitaria regionale: le liste d'attesa sono aumentate, la gente che va a curarsi fuori dalla Sardegna è sempre in aumento, chi opera nel territorio sa quanto sia grave questa situazione. Pertanto io credo che dovremmo iniziare a migliorare l'esistente, poi si potrà anche parlare delle altre cose.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 212.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere La Spisa ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: CAPELLI - DEDONI - LA SPISA - LOMBARDO.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PITTALIS - SABATINI - SALIS - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 45
Votanti 45
Maggioranza 23
Favorevoli 4
Contrari 41
(Il Consiglio non approva).
Metto ora in votazione il testo della Premessa.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, io credo che le valutazioni espresse sugli emendamenti che abbiamo trattato fino adesso dimostrino sufficientemente che noi stiamo iniziando a contrastare ciò che voi avete scritto in Premessa. Siccome ci è stato detto più volte che noi condividiamo l'80 per cento del Piano, allora bisogna che noi precisiamo che cosa condividiamo del Piano. Condividiamo le ovvietà, anzi ve ne abbiamo aggiunto alcune, non perché le ovvietà, siccome sono ovvie, non abbiano diritto di essere dentro il Piano, ci mancherebbe altro, ma perché le ovvietà, siccome sono ovvie, normalmente sono condivise; per cui le cose che sono ovvie e sulle quali siamo tutti d'accordo sono condivise, non c'è dubbio.
Però, a parte le ovvietà, sia quelle che avete scritto voi sia quelle che noi abbiamo ritenuto di aggiungere perchè voi avevate dimenticato di scriverle, noi vi abbiamo contestato che in Premessa non c'è uno studio ragionevole della situazione della sanità sarda, non c'è una individuazione delle cause di quell'ospedalocentrismo che voi avete detto essere una delle malattie della sanità sarda, non c'è uno straccio di riferimento al sottofinanziamento ultradecennale della sanità sarda che è quello che, a nostro avviso, ha concorso in maniera determinante all'ospedalocentrismo. Colleghi, se manca questo ragionamento di fondo, è molto difficile che voi possiate individuare le terapie adatte perché in medicina se un medico sbaglia la diagnosi, è facile che sbagli anche la terapia.
Allora, voi in questo momento non vi siete resi conto che non ci sono risorse per fare in maniera diversa ciò che si è fatto finora; cioè per smantellare l'ospedalocentrismo e costruire il territorio sono necessarie risorse. È necessario dire allo Stato non che da domani ci occupiamo noi della sanità, bensì che siccome per dieci anni non si è occupato a sufficienza della sanità sarda, oggi ci deve aiutare a colmare quel gap infrastrutturale che ci separa da Regioni più evolute della nostra.
Questo, nella Premessa, non c'è scritto! E il fatto che non ci sia scritto è una carenza grave del Piano, carenza cui noi vi abbiamo chiesto, con gli emendamenti e con gli interventi di dichiarazione di voto che stiamo facendo, di porre rimedio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Signor Presidente, per annunciare il mio voto contrario ai contenuti di questa Premessa che tutto dicono e niente affermano.
Io credo, Presidente, che per poter condividere i contenuti di questa Premessa, questi avrebbero dovuto fare riferimento allo spirito della "502" , la legge che dettava le linee per il Piano sanitario nazionale e per i Piani sanitari regionali. Di tutto questo nel contenuto di questa Premessa non c'è niente. I contenuti reali diventano una questione marginale, mentre si fanno affermazioni ricercando idee chiave, linee e fili, concetti che avrebbero dovuto caratterizzare il Piano e che invece poi non troviamo neanche espressi nelle scelte che si intenderebbero fare.
Il collega Vargiu parla della mancata coniugazione tra le filosofie che avrebbero dovuto essere espresse nel Piano, quello che manca è quell'integrazione che avrebbe dovuto essere ricercata in questo Piano tra i contenuti della legge numero 10 e i contenuti della legge numero 23.
Anche ieri, in occasione dell'esame degli emendamenti, si è voluto sorvolare su questo aspetto, quasi che il contenuto di tanti emendamenti presentati dalla minoranza non fossero contributi di idee e fossero stati elaborati per un'altra regione. Noi invece il nostro contributo lo abbiamo dato: è nelle centinaia di emendamenti che sono stati presentati.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Signor Presidente, naturalmente noi non possiamo votare a favore della Premessa per tenere fede a tutto quello che abbiamo detto nelle dichiarazioni di voto sugli emendamenti presentati; emendamenti che noi abbiamo presentato, fra l'altro, con spirito collaborativo e che sono stati regolarmente respinti al mittente. Inoltre ero e resto convinto che questo Piano sanitario non colma il divario che esiste tra le varie realtà territoriali della Sardegna che, in materia sanitaria, presentano una disposizione a macchia di leopardo.
Per quanto riguarda la provincia di Oristano, mi sento di dire che da decenni, senza sapere perché, è la cenerentola della sanità isolana; dopo il varo di questo Piano sanitario resteremo sempre ultimi ma almeno sapremo i motivi.
Devo aggiungere che, al di là del gioco delle parti, sono abbastanza deluso dal comportamento della maggioranza, e sorvolo sul disinteresse, sulla sporadicità degli interventi e le intemperanze che sono legate al fatto che non si può esprimere liberamente quello che si vorrebbe dire. A meno che il silenzio non dipenda invece dal fatto che siete perfettamente convinti che tutto quello che c'è scritto nel Piano a voi va bene, che tutto quello che si doveva fare, o che si poteva fare, è stato fatto, così pure tutto quello che si doveva dire è stato detto.
O forse continuate a portare avanti il discorso che noi vogliamo soltanto fare ostruzionismo e che, quindi, rimanete in Aula soltanto perché ve lo impone il Regolamento, perché dovete garantire il numero legale. In realtà, a noi sembra quasi che il vostro comportamento tenda ad evitare il confronto politico: del resto voi avete la vostra idea di sanità che non volete assolutamente confrontare con la nostra.
Un'ultima cosa; ho letto una delibera della Giunta datata 20 dicembre, quindi appena due giorni fa, sui tetti di spesa per le aziende pubbliche e anche per quelle private; sicuramente approfondiremo tutti i particolari, perché ci sembra che l'obiettivo del contenimento della spesa sia valido per qualcuno, ma sia diversamente valido per qualcun altro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Dopo gli emendamenti modificativi, per i quali abbiamo espresso il nostro parere favorevole, adesso esprimiamo invece il parere contrario sulla Premessa che, come abbiamo già detto diffusamente, rappresenta l'impostazione complessiva originale, propria della politica sanitaria di questo governo regionale.
La Premessa si apre con una dichiarazione marcatamente polemica verso un passato di assenza di pianificazione, che ha generato carenze e sovrapposizioni nell'offerta dei servizi, in una situazione normativa di forte ritardo nel recepimento della legislazione nazionale. A questi fatti, l'assenza del Piano e l'assenza di una normativa, vengono imputati gli aspetti negativi della sanità sarda.
Vi è in questo una caratterizzazione tipicamente politica, fortemente polemica, tesa ad esprimere un giudizio sommario sul passato; un giudizio che però, implicitamente, è un'accusa nei confronti della politica della sinistra, del ruolo politico che la sinistra ha avuto in questi ultimi venti anni nella politica sanitaria. Le carenze, le inefficienze, le sovrapposizioni di servizi, se vi sono state, sono state determinate non tanto dalla mancanza della pianificazione, diciamo la verità, quanto da un comportamento che, se è stato perverso da parte nostra, come voi dite, è stato forse ancora più perverso da parte della sinistra.
La sinistra nella politica sanitaria è andata a braccetto con le lobby, che voi oggi dite di voler combattere. Questo è un passato che vi pesa e che volete in qualche modo esorcizzare; ma non ci riuscite attraverso questo Piano e non ci riuscirete neanche attraverso le scelte che farete in seguito al varo di questo Piano e che purtroppo obbediscono a quel filo conduttore di un certo colore che, invece, voi cercate di nascondere con le belle parole e i buoni intenti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, io ieri chiudevo il mio intervento sostenendo una linea che ritengo logica nell'esame del Piano sanitario. Ho fatto l'anamnesi, siamo poi arrivati ad una parziale diagnosi, e quindi dovremmo stabilire la terapia. Credo che quanto scritto nella Premessa ci differenzi proprio sulla diagnosi e sulla terapia da applicare; si è parlato infatti di condivisione sulla Premessa, noi abbiamo le voci della piazza, come le avete voi, sentite le voci della piazza, unificando nel termine piazza, termine nobile "piazza", i sindacati, le associazioni dei medici, il personale infermieristico, gli enti locali, che manifestano quello che noi abbiamo cercato di riportare in questa Aula, di riportarlo pubblicamente anche se, per onestà intellettuale devo dire, sappiamo che anche da voi questo è condiviso.
Sono condivise le preoccupazioni espresse su questo Piano sanitario, le preoccupazioni per le liste d'attesa, le preoccupazioni per l'efficacia e l'efficienza di questo Piano; ma soprattutto ci sono, e si nascondono, anche delle preoccupazioni politiche. In molti, voi e noi, stiamo subendo questo Piano, perché non stiamo ragionando sullo stesso, perciò subiamo quello che il sistema ci costringe a subire da un po' di tempo a questa parte.
Io credo che dovremo rimandare la discussione sul Piano; la discussione seria sul Piano avverrà sicuramente in una fase successiva a questi mesi, e forse anche al prossimo anno, quando saremo tutti un po' più liberi, in quest'Aula di esprimere la nostra posizione. Direi perciò che la prognosi su questo Piano è riservata ed è affidata alla reazione del paziente; quella reazione, frutto di forza di volontà, che soltanto il paziente può mettere in gioco per uscire da un principio di coma nel quale quest'Aula sta sprofondando.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Rinuncio al mio intervento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Io dico che questa Premessa è sbagliata così come è sbagliato tutto il Piano sanitario regionale. Pertanto io credo che sia opportuno aspettare tempi migliori per discutere più adeguatamente tutto il materiale che abbiamo a disposizione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Presidente, Assessori e colleghi, credo che siano stati forniti sufficienti argomenti stasera per giustificare il perché di un'opposizione ad una Premessa tanto incoerente con i fini che il Piano si propone. D'altra parte anche io, intervenendo sia sulla Premessa che sugli emendamenti, ho parlato praticamente di tutto. Voglio solo ricordare che su questo documento non c'è condivisione non da parte dell'opposizione, che magari svolge il suo compito come crede o come glielo permettono gli strumenti della politica, ma da parte degli enti locali , che oggi sono scesi in piazza nei territori, da parte degli stessi partiti di governo e dei sindacati governativi; è chiaro che l'opposizione non può essere d'accordo su questo Piano e con una Premessa al Piano che, addirittura, non è coerente con gli obiettivi che questo Piano si pone per la Sardegna.
Questo Piano è velleitario, perché è detto nella Premessa che i cambiamenti sono faticosi e ardui. A me sembra che siano impossibili…
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. Onorevole Liori, c'è qualche altro intervento che si sta svolgendo nel frattempo; appena si completano questi altri ragionamenti può riprendere.
LIORI (A.N.) Presidente, non ho bisogno di ripetere.
PRESIDENTE. Ne ho bisogno io. Io ho bisogno di capire definitivamente come vogliamo continuare a lavorare in quest'Aula. Io non ho altri strumenti naturalmente, se non quello di richiamare continuamente i colleghi, non ho altri strumenti se non quello di suonare il campanello, non ho altri strumenti che mi consentano di portare in questa Aula quel decoro che è dovuto.
Mi appello, perciò, e non smetterò mai di farlo, alla sensibilità di tutti i colleghi, anche di quelli che danno le spalle alla Presidenza, gesto che, come sappiamo, non è consentito dal nostro Regolamento. Prego quindi i colleghi di non dare le spalle alla Presidenza, prego i colleghi di stare seduti al loro posto, prego i colleghi che hanno da fare altro di farlo nelle altre sedi che in Consiglio ci sono, numerose.
Mi scuserete per questo richiamo, ma lo farò tutte le volte che lo riterrò necessario; sono convinto che piano piano ci convinceremo tutti che forse si può stare in quest'Aula in modo diverso.
Prosegua il suo intervento, onorevole Liori.
LIORI (A.N.). Presidente, nell'apprezzare il suo intervento, io vorrei sottolineare come sull'atteggiamento odierno dell'opposizione, secondo me, ha influito non poco l'atteggiamento irriguardoso tenuto dai colleghi in Commissione. Comunque rinuncio al mio intervento e la ringrazio nuovamente a nome di tutte le persone di buona volontà e di buon senso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Molto brevemente, Presidente, per annunciare il voto contrario, ovviamente, alla Premessa di questo Piano sanitario regionale, benché mi renda conto che, successivamente, dovremo affrontare 11 emendamenti aggiuntivi che potrebbero, se accolti in toto o in parte, modificare sostanzialmente il contenuto della Premessa.
Ora, per ciò che abbiamo detto, questa Premessa non può che essere da noi osteggiata e quindi non possiamo che votare contro. Spero che da parte della maggioranza ci sia la sensibilità di accogliere qualcuno degli emendamenti aggiuntivi che certamente potrebbero modificare sostanzialmente una Premessa che allo stato, lo ribadisco, non possiamo condividere.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, annuncio che voteremo contro questa prima parte del testo del Piano. Credo che ciascuno di noi, in questa giornata, abbia avuto l'opportunità in totale buonafede e in totale buona predisposizione di illustrare i motivi per cui non si condivide questo testo nel suo insieme e le parti salienti di questa Premessa.
Voglio solo sottolineare, ancora una volta, che non condividiamo la filosofia dei tagli, non condividiamo la filosofia del risparmio come unico obiettivo da perseguire e, soprattutto, che vediamo con forte preoccupazione come gli effetti di questo risparmio influiranno non tanto e non solo sulla razionalizzazione del sistema sanitario regionale quanto su una perdita di servizi nei confronti dei cittadini.
Noi viviamo in una Regione già sofferente per tanti altri motivi che, certamente, ha al momento un sistema sanitario regionale non adeguato alle aspettative e ai diritti dei cittadini; non intravediamo però in questo Piano sanitario, e nemmeno in questa Premessa, i presupposti affinché il diritto dei cittadini, soprattutto di quelli che non possono permettersi cure private a proprie spese, venga adeguatamente tutelato.
PRESIDENTE. Metto in votazione la Premessa. Chi la approva alzi la mano. Chi non la approva alzi la mano.
(E' approvata)
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Presidente, per cortesia poiché dobbiamo anche programmare i lavori della prossima settimana, riterrei opportuno convocare una Conferenza dei Capigruppo.
PRESIDENTE. Se non ci sono opposizioni alla proposta dell'onorevole Biancu sospendo i lavori del Consiglio e convoco una Conferenza dei Capigruppo.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 05, viene ripresa alle ore 20 e 19.)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
PRESIDENTE. Colleghi, il Consiglio è convocato per mercoledì 27 dicembre alle ore 16 e 30; i lavori proseguiranno nelle successive giornate di giovedì 28 e venerdì 29 dicembre. Buon Natale a tutti.
La seduta è tolta alle ore 20 e 20.
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