Seduta n.48 del 10/03/2000 

XLVIII SEDUTA

Venerdì 10 marzo 2000

Presidenza del Vicepresidente CARLONI

indi

del Vicepresidente SPISSU

indi

del Vicepresidente CARLONI

indi

del Vicepresidente SPISSU

indi

del Vicepresidente CARLONI

La seduta è aperta alle ore 9 e 43.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di martedì 29 febbraio 2000, che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico all'Aula che i consiglieri regionali Silvestro Ladu e Massimo Fantola hanno chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 10 marzo 2000. Se non vi sono opposizioni, il congedo si intende accordato.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico altresì all'Aula che sono pervenute alla Presidenza le seguenti proposte di legge:

Dai consiglieri Fadda - Sanna Gian Valerio - Sanna Salvatore - Pirisi - Loddo - Demuru - Selis - Giagu - Tunis Gianfranco - Vassallo - Capelli - Sanna Giacomo - Dore - Morittu - Falconi - Scano - Calledda - Pilo - Pacifico - La Spisa - Balia - Dettori Bruno - Masia - Deiana - Manca - Pinna - Onnis - Fantola - Rassu:

"Modifiche alla L.R. 38/94 e successive modifiche ed integrazioni". (55)

(Pervenuta l'8 marzo 2000 ed assegnata alla prima Commissione.)

dai consiglieri Dore - Deiana - Dettori Bruno - Loddo:

"Obbligo di demolizione delle opere edilizie abusive realizzate nelle zone costiere inedificabili". (56)

(Pervenuta l'8 marzo 2000 ed assegnata alla quarta Commissione.)

dai consiglieri Dore - Deiana - Dettori Bruno:

"Norme per la tutela delle formazioni monumentali botaniche". (57)

(Pervenuta l'8 marzo 2000 ed assegnata alla quinta Commissione.)

Elezione suppletiva di un componente del Consiglio di amministrazione dell'Azienda regionale sarda trasporti (ARST)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'elezione di un esperto in materia di trasporti dell'Azienda regionale sarda trasporti, ARST, in sostituzione di Salvatore Porqueddu, dimissionario.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Presidente, considerata la presenza piuttosto limitata dei colleghi in Aula, per non perdere tempo, se si dovesse arrivare alla votazione, non essendoci il numero legale, il rischio sarebbe di perdere un'oretta che credo, invece, con un quarto d'ora si possa recuperare la presenza degli stessi colleghi che in questo momento non sono presenti in Aula.

Votazione segreta per schede

PRESIDENTE. Il Consiglio regionale deve procedere all'elezione di un esperto in materia di trasporti quale componente del Consiglio di amministrazione dell'ARST in sostituzione di Salvatore Porcheddu che, eletto nella seduta del 27 febbraio ultimo scorso, ha dichiarato di non accettare l'incarico.

Ogni consigliere dovrà scrivere nella propria scheda un solo nome, e risulterà eletto il nominativo che avrà ottenuto il maggior numero di voti per ogni categoria.

Prego i consiglieri segretari di procedere all'appello.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione relativa all'elezione di un sostituto di Salvatore Porcheddu quale membro del comitato dell'ARST:

presenti 60

votanti 60

schede bianche 26

Ha ottenuto voti: Francesco PIRAS, 34.

Viene proclamato eletto: Francesco PIRAS.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI -CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GIAGU - GRANARA - LA SPISA - LAI - LIORI - LODDO - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - ORTU - PIANA - PILO - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RASSU - SANNA NIVOLI - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SPISSU - TUNIS Gianfranco - USAI - VASSALLO.)

Continuazione e fine della discussione degli articoli del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2000)"(21/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge finanziaria

Si dia lettura dell'articolo 15.

MANCA, Segretario:

Art. 15

Acquisizione "MARSILVA"

1. I finanziamenti destinati dall'articolo 1, lett. e), della legge regionale 25 maggio 1999, n. 18, per l'acquisizione e la valorizzazione del soprassuolo realizzato con impianti di forestazione della ex società Marsilva S.p.A., possono essere utilizzati, per la parte residua, anche per la realizzazione di infrastrutture per bacini di raccolta acque all'interno degli stessi compendi (cap. 05026/01).

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati 11 emendamenti. Se ne dia lettura.

MANCA, Segretario:

(Inserire emendamenti numeri 107, 5, 217, 60, 109, 108, 216, 249,110, 111, 112)

PRESIDENTE. L'emendamento numero 107 viene ritirato dai presentatori.

Ha facoltà di parlare il consigliere Cossa per illustrare l'emendamento numero 5.

COSSA (Patto Segni-Rif.Sardi). Presidente, questo emendamento viene avanzato allo scopo di attribuire allo strumento dell'accordo di programma previsto dall'articolo 27 della legge 142, così come integrato dall'articolo 17, comma 8, della legge Bassanini numero 127, alcuni snellimenti amministrativi già esistenti nella legislazione regionale.

Il primo comma dell'emendamento che si propone attribuisce piani attuativi, che vengono approvati con le procedere degli accordi di programma, di usufruire dell'articolo 3, terzo comma, della legge regionale numero 20 del '91, che consente ai proprietari di un'area all'interno di un più vasto comparto in cui insistono anche altre proprietà, di operare per stralci in presenza di un piano esteso all'intera area in caso di mancanza di assenso dei proprietari residui.

Con questa norma la legge 20 poneva i proprietari che avevano interesse a pianificare un territorio in condizioni di non essere vincolati alle volontà discordi di una minoranza di proprietari che avrebbero potuto avere l'interesse a mantenere una posizione assolutamente passiva.

Questa finalità vuole essere trasferita anche ai piani attuativi che seguono la procedura degli accordi di programma.

Il secondo comma, invece, si propone di applicare a tutti gli accordi di programma, sia a quelli della legge 142 che a quelli della legge regionale 45 dell'89, la previsione contenuta nell'articolo primo, comma 2 della legge 14/96 che disciplina i piani integrati d'area, i PIA.

Già la legge Bassanini ha previsto all'articolo 17, comma 8, una integrazione all'articolo 27 della legge 142/90, stabilendo che i progetti di opere pubbliche approvati mediante accordi di programma, avessero automaticamente dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza delle medesime opere.

La legge 14, sui piani integrati d'area, prevede che con l'approvazione della Giunta regionale di tali programmi le opere relative vengano dichiarate di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza anche per quelle opere che debbono essere eseguite da soggetti privati, quando le stesse siano ritenute dal programma necessarie per la sua attuazione.

Il richiamo a tale urgente legislazione regionale e l'applicazione dello stesso principio a tutti gli altri accordi di programma operanti in Sardegna può consentire un sicuro snellimento procedurale, nel momento in cui una modesta porzione di territorio ricadente nell'intervento rimane estranea alla proposta complessiva, non consentendo la realizzazione dell'intero programma se non attraverso defatiganti ed onerose trattative in cui il soggetto privato proponente si trova ad essere spesso soggetto a vessazioni.

Presidente della Giunta, queste sono le motivazioni che stanno alla base della presentazione di questo emendamento.

Naturalmente mi rendo conto della portata, per cui mi riservo di sentire il parere della Giunta al riguardo ed anche il parere del Consiglio; naturalmente se il Consiglio decidesse, riservandomi di accettare il parere del Consiglio anche per un puntuale esame del merito, eventualmente anche in altra sede, dell'emendamento medesimo.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Falconi per illustrare gli emendamenti numero 60 e 109.

FALCONI (D.S.-F.D.). Signor Presidente, intervengo solamente per ritirare gli emendamenti numero 60 e 109, che peraltro sono identici. Il collega Vassallo fa cenno anche al 217, che tratta sempre lo stesso argomento ed è identico ai due precedenti. Oltre a ritirarli avrei voluto dare qualche raccomandazione all'Assessore del turismo su questo emendamento all'articolo 4, mi pare, che peraltro è stato già accolto dalla Giunta.

La raccomandazione è questa: noi siamo in forte ritardo con l'applicazione di questa legge che è stata voluta da tutto il Consiglio e da tutta la Commissione VI per garantire una messa a norma di tutto il comparto alberghiero sardo rispetto alla 626.

Il bando non è stato possibile bandirlo prima di oggi per mancanza di finanziamenti. Ricordo che la legge numero 9 è stata notificata alla Comunità Europea e da questa non sono pervenuti dei rilievi.

Quindi tutto è pronto affinché si possa attuare un bando, quindi sollecito la Giunta e in particolare l'Assessore del turismo ad attuare (?) in tempi brevi. Questo ci consente di dare una risposta assolutamente urgente, ci consente altresì di verificare sul campo una parte di quel testo unico, cioè l'applicazione della 15 agli altri settori produttivi, in questo caso al turismo, quindi ha questa doppia valenza. Questo basta per sottolinearne l'importanza. Ritiro gli emendamenti numero 60, 109 e 217 che sono stati già accolti dalla Giunta agli articoli precedenti.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori degli emendamenti numero 108, 216 e 249 ha facoltà di illustrarli.

Anche qui la richiesta è la stessa perché mi sembra che si tratti di emendamenti che hanno lo stesso contenuto, gli stessi importi e le stesse attualità.

VASSALLO (R.C.). Presidente, soltanto per far notare che pur avendo le stesse finalità questi emendamenti sono rivolti a settori diversi, ed anche per questo erano formulati con due specifiche formulazioni, perché il primo emendamento era rivolto alle imprese turismo-artigianato, il secondo era rivolto al settore industria.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Vassallo, su quale emendamento sta parlando?

VASSALLO (R.C.). Lei ha annunciato che gli emendamenti sono uguali e si potrebbero unificare. Stavo facendo notare che l'emendamento...

PRESIDENTE. Allora, chiedo scusa, una precisazione: quando il collega Falconi è intervenuto dicendo che ritirava l'emendamento 217 lo ha fatto col suo consenso, perché era presentatore anche lei?

VASSALLO (R.C.). Sì.

PRESIDENTE. In realtà, per il resto sono uguali.

VASSALLO (R.C.). Stiamo parlando degli emendamenti numero 108, 216 e 249. L'emendamento 217 riguardava i finanziamenti alle imprese turistico-alberghiere, è stato già illustrato e avendo lo stesso oggetto è stato ritirato.

Stavo facendo notare che gli emendamenti 216 e 249, pur avendo lo stesso scopo, hanno due finalità completamente diverse, anche per questo sono stati presentati in maniera separata, nel senso che il 216 si rivolge alle imprese del settore turistico e dell'artigianato, il secondo si rivolge invece alle imprese del settore industria. Era soltanto una precisazione di carattere formale, ma poi diventa anche sostanziale.

Comunque illustrerò gli emendamenti nel loro complesso in quanto la finalità di questi emendamenti è quella di dare la possibilità alle imprese del turismo e dell'artigianato, in questo caso anche a quelle del settore industria, di avere servizi reali alle stesse società. Di che cosa si tratta? Di quei servizi fino ad oggi offerti dal Consorzio 21, consorzio di cui anche attraverso le audizioni fatte nelle diverse Commissioni competenti abbiamo visto che le associazioni di categoria hanno giustamente apprezzato, nel senso che sia gli operatori sia le loro associazioni ritenevano che questi servizi non soltanto avessero la grande funzione di permettere alle imprese di progredire, di fare forti avanzamenti anche sotto il piano tecnologico, ma permetteva concretamente di raggiungere mercati fino a ieri insperati. Abbiamo inoltre visto un orientamento dello stesso Consorzio 21 di estendere la sua attività oltre che al settore industria a settori come quello del turismo e dell'artigianato, settori che fino a qualche anno fa erano trascurati. Questo orientamento è derivato da una precisa indicazione del Consiglio regionale, che da tempo aveva invitato questo ente regionale a dedicare maggiore attenzione a due settori da tutti considerati strategici.

Per cui abbiamo potuto notare che i servizi sono serviti, abbiamo potuto notare un avanzamento della professionalità e della raffinatezza (?) dei lavori che questo Consorzio 21 offre alle imprese in Sardegna, e soprattutto abbiamo potuto notare che gli stessi servizi non sono creati da personale del Consorzio 21, ma è lo stesso operatore che sceglie la forma e i collaboratori più congeniali e più necessari per svolgere i servizi stessi.

Con questo cosa voglio dire? Che il Consorzio si limita a fare un coordinamento, a raggruppare nell'ambito delle proprie prerogative, delle proprie disposizioni, una serie di servizi che però è lo stesso operatore in maniera diretta che gestisce le sue necessità sulla base di programmi e progetti che il Consorzio 21 si limita a verificare, a controllare che i soldi che si spendono vadano a buon fine.

Riteniamo che queste attività e questi servizi possano avere una ragione, e hanno una ragione se si permette allo stesso Consorzio di avere una minima disponibilità finanziaria. E' per questo che indicando queste due gamme di settori, il turismo artigianato e separatamente il settore industria, riteniamo che la Regione Sardegna debba dotare questo Consorzio di somme sufficienti per svolgere la propria attività. Cinque miliardi sono poca cosa rispetto alle richieste e alle potenzialità che possono essere sviluppate, però sappiamo che siamo in una fase in cui grandi disponibilità la Regione non ha, per cui abbiamo fatto una richiesta limitata di finanziamento, convinti che anche in assestamento di bilancio probabilmente questa dotazione possa essere ulteriormente rimpinguata.

PRESIDENTE. Dovrebbero essere illustrati anche gli emendamenti numero 110, 111 e 112, presentati dallo stesso consigliere Vassallo, ma mi sembra che il loro contenuto, tranne in qualche particolare, sia identico.

VASSALLO (R.C.). Si danno per illustrati.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Su questo la Commissione si rimette all'Aula facendo presente che…

PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, sta iniziando nell'ordine, dall'emendamento soppressivo numero 107 quindi?

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. No, il soppressivo, a quanto mi risulta, è stato ritirato.

PRESIDENTE. Nessuno me lo aveva detto.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Il parere, dicevo, è di rinvio all'Aula per il solito motivo. Faccio notare che sulla questione sollevata dal collega Cossa si tratta evidentemente di disposizioni che in ogni caso possono essere tenute presenti in altri provvedimenti legislativi che non abbiano natura finanziaria come questa legge che stiamo discutendo; mentre, per quanto riguarda il trasferimento di fondi al Consorzio 21, il problema è evidentemente quello di una programmazione di questi interventi e di una disponibilità finanziaria che nella situazioni particolare di questa legge oggi è molto contenuta.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il complesso degli emendamenti presentati, in particolare degli emendamenti numero 108 - 216 - 249 - 110 - 112 e 111, prevedono interventi articolati; i programmi e i servizi reali alle imprese nei settori del turismo, dell'artigianato, dell'industria meritano sicuro apprezzamento trattandosi di emendamenti che tendono da un lato a valorizzare il ruolo del Consorzio 21, un ente importantissimo di cui va sicuramente anche rilanciata la funzione, apprezzando anche il risultato di alcuni interventi proprio con riferimento ai servizi reali in favore delle imprese. Pur tuttavia, pur essendo apprezzabili questi emendamenti che, tra l'altro, ricomprendono altro di uguale tenore che era già stato presentato in Commissione dalla stessa onorevole Mariella Pilo, e che era stato poi ritirato in Commissione, si pone l'esigenza di valutare la materia nel suo complesso e quindi un invito ai presentatori al ritiro con l'assicurazione da parte della Giunta che la questione sarà meglio valutata anche in sede di assestamento, anche alla luce di una riorganizzazione di compiti e di funzioni dello stesso sistema degli interventi verso il settore delle imprese.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali. Ne ha facoltà.

MILIA (F.I.-Sardegna), Assessore degli enti locali. Esclusivamente per l'emendamento numero 5; crediamo che per questo emendamento, data la delicatezza della materia e la natura della legge finanziaria che è in discussione, crediamo che sia opportuno che l'emendamento e la materia illustrata nell'emendamento venga trattata dalla Commissione competente, la Quarta Commissione.

Credo che l'occasione per la trattazione di questo argomento possa avvenire a brevissimo, anche perché la Giunta sta per esitare un disegno di legge riguardante la materia urbanistica che verrà illustrata la prossima settimana, speriamo alla fine della finanziaria, e quindi ci sarà occasione immediata perché la Quarta Commissione prenda in carico l'argomento e possa illustrarlo. Quindi chiediamo il ritiro dell'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA (Patto Segni-Rif.Sardi). Presidente, avevo già detto in premessa che mi rendevo conto dei problemi che poneva questo emendamento, quindi non ho nessuna difficoltà a ritirarlo. Volevo soltanto segnalare che si tratta di un'esigenza molto sentita soprattutto dalle amministrazioni locali, dove si registra un alto numero di interventi bloccati proprio per situazioni di questo genere che l'emendamento proposto tende a risolvere.

A me interessava porre il problema, prendo atto dell'impegno della Giunta di mandare avanti a breve il provvedimento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.

SANNA SALVATORE (D.S.-F.D.). Presidente, prendo atto delle dichiarazioni della Giunta e delle dichiarazioni del collega Cossa, presentatore dell'emendamento numero 5. Io volevo intervenire per esprimere tutte le mie perplessità su questo emendamento per una serie di motivi, pur riconoscendo alla questione di fondo posta dal collega Cossa una certa importanza, sono assolutamente convinto che comunque la materia, per tutta la complessità che presenta ed anche perché rimette in discussione previsioni di leggi nazionali e regionali, vada affrontata nella sede opportuna e non in finanziaria. Comunque prendo atto del ritiro dell'emendamento e delle dichiarazioni della Giunta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.-F.D.). Brevemente Presidente. Nell'intervenire sull'articolo e sugli emendamenti colgo l'occasione per spiegare rapidamente perché ho ritirato l'emendamento numero 107, perché è stato presentato per un disguido in quanto la finalità dell'emendamento, che era soppressivo, è stata già raggiunta nel confronto in Commissione, in quanto la ratio dell'emendamento era di ripristinare in modo nitido la finalizzazione degli stanziamenti previsti nella legge numero 18, e cioè l'acquisizione e la valorizzazione, naturalmente in quell'articolo, l'articolo 1, lettera o) - forse - della legge numero 18, cioè l'acquisizione e la valorizzazione del soprasuolo realizzato dalla società Marsilva. Nel testo esitato dalla Commissione questo obiettivo è raggiunto, dunque il testo dell'articolo - per quanto ci riguarda - va bene così.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo, ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Intervengo per prendere atto delle dichiarazioni dell'Assessore della programmazione che il problema dei servizi reali alle imprese verrà più in avanti riaffrontato in maniera anche più compiuta sulla base di una riorganizzazione dell'intero settore, per cui ritiriamo gli emendamenti che riguardavano questa materia.

PRESIDENTE. Degli emendamenti presentati non ne rimane più neanche uno, quindi si procede alla votazione dell'articolo 15.

Metto in votazione l'articolo 15. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 16.

MANCA, Segretario:

Art. 16

Interventi nel settore dei trasporti

1. E' autorizzato, nell'anno 2000, lo stanziamento di lire 135.000.000.000 per la concessione alle aziende di trasporto pubbliche e private di contributi d'esercizio previsti dalla legge regionale 27 agosto 1982, n. 16, e successive modificazioni ed integrazioni (cap. 13002/01).

2. E' autorizzato, nell'anno 2000, lo stanziamento di lire 10.000.000.000 per la concessione alle aziende di trasporto pubbliche e private di contributi per investimenti previsti dalla legge regionale n. 16 del 1982, e successive modifiche ed integrazioni (cap. 13026).

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati i seguenti emendamenti: 260, 2, 19, 20, 29, 61, 113, 114, 115, 255, 258. Se ne dia lettura.

MANCA, Segretario:

(Inserire emendamenti numeri 260, 2, 19, 20, 29, 61, 113, 114, 115, 255, 258)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Giacomo per illustrare l'emendamento 260, sostitutivo parziale.

SANNA Giacomo (Gruppo Misto). Sull'emendamento 260, in questa cifra che sembra piuttosto...

COGODI (R.C.) Presidente, vogliamo fare nostro l'emendamento numero 2.

PRESIDENTE. Prego, consigliere Sanna continui il suo intervento.

SANNA Giacomo (Gruppo Misto) La cifra prevista nell'articolo 16, al comma 1, di 135 miliardi non può trarre in inganno i colleghi per il semplice motivo che, seppur riferita alle aziende di trasporto pubbliche e private come contributi di esercizio, questa cifra comprende tutto ciò che su gomma si muove in Sardegna, sia di pubblico che di privato, a iniziare dalla nostra Azienda regionale sarda trasporti, per terminare con tutti i concessionari di linea già esistenti. Ma devo dire di più. Tutto le concessioni ulteriori che nel frattempo e che in anno in anno verranno rilasciate, si andrà ad attingere sempre da questi 135 miliardi, all'interno dei quali c'è il cosiddetto costo standard che serve a pagare sia i privati che il pubblico sulla cosiddetta tariffa a chilometro, come costo standard che viene rimborsata dalla Regione sarda.

Questa tariffa è rimasta invariata negli anni nonostante l'ISTAT abbia dimostrato chiaramente (è l'argomento principale di questi giorni nel costo del combustibile che sta subendo aumenti giornalieri piuttosto consistenti), quel costo standard è rimasto invariato, ma non solo; a fine anno viene quantificato e di conseguenza tutte le aziende, sia pubbliche che private, non riescono a fare un bilancio preventivo che possa finalmente rispondere alla realtà, per ciò che come significato un bilancio preventivo deve avere. Quindi, non avendo negli ultimi anni, saranno almeno quattro o cinque, aumentato questa cifra, rendiamo impossibile la gestione delle aziende soprattutto private in quanto non sanno effettivamente quello che sarà l'introito dal contratto fatto con la stessa Regione.

Noi chiediamo che questa cifra venga aumentata di dieci miliardi per consentire un pagamento rispondente più alla realtà della situazione, che venga pagato solo ed esclusivamente come costo standard, cioè per il servizio effettivamente svolto, e non come è accaduto in un recente passato, che queste cifre vengano erogate alle aziende in base ai debiti che vengono accumulati dalle stesse aziende; queste cifre servono per un contratto che le aziende hanno con la Regione per pagare effettivamente il servizio svolto e cioè il numero dei chilometri che queste aziende svolgono per conto della Regione sarda. Non può essere quindi premiata l'incapacità di gestire l'azienda di chi accumula debiti, ma deve essere chiaro sino in fondo che il pagamento deve essere fatto solo ed esclusivamente per quel servizio reso alla collettività.

L'aumento di dieci miliardi credo che in una manovra finanziaria come questa sia quasi irrisorio, ma è un'attenzione che il Consiglio deve avere ad un comparto così delicato ma importante, che credo presto dovrà subire una rivoluzione, una riforma vera e propria del sistema, già previsto nella maggior parte delle regioni d'Italia, ed anche qua nel recepimento della Bassanini dovrà subire appunto una riforma complessiva. In attesa della riforma questa finanziaria comunque dovrà andare avanti, questi dieci miliardi consentirebbero a tutte le aziende, compresa quella pubblica, di riequilibrare i loro bilanci e di consentire loro di fare una programmazione più seria, più rispondente alla realtà delle singole aziende.

PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato un emendamento tecnico da parte dell'onorevole Selis, il numero 295, che verrà letto successivamente.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Relativamente all'emendamento numero 2, per il quale non avevo chiesto la parola perché non mi pare che meriti nessuna illustrazione, puramente e semplicemente a noi interessava che venisse data lettura al Consiglio del testo di questo emendamento, cosa che è stata fatta, quindi l'emendamento si illustra da sé.

Per dire, ancora una volta, quanto noi riteniamo debba essere valutata come misurata e responsabile la condotta dell'opposizione in questa vicenda di elaborazione della finanziaria regionale e quanto invece appaia in più circostanze smodata e irresponsabile la condotta di settori della maggioranza.

L'onorevole Corona presenta un emendamento col quale chiede che vengano stanziati cento miliardi nel 2000, dico cento miliardi, così, perché siano aggiunti alla legge 488 in favore delle società turistico - alberghiere.

La 488, come ben si sa, è una legge nazionale, si sono fatti tanti ragionamenti e quante ne abbiamo sentito di rampogne all'opposizione quando chiede di integrare in situazioni di disagio sociale, di bisogni elementari dei cittadini da parte della Regione di incrementare, di integrare qua e là qualche provvedimento di legge nazionale che non consente poi di soddisfare i bisogni primari, e ci sentiamo sempre ripetere: "Ma la rivendicazione autonomistica comporta il fatto che, laddove lo Stato deve fare le cose, le faccia".

Questa è una legge nazionale, invece l'onorevole Corona, trattandosi di attività turistico - alberghiere, propone che la Regione aggiunga, non il miliardino, ma aggiunga, così, cento miliardi. Però non motiva questa proposta. E qui è il secondo aspetto; l'elaborazione della finanziaria regionale è una cosa seria, noi lo abbiamo fatto rilevare anche ieri, lo faremo rilevare anche in relazione ad altri emendamenti della maggioranza o di settori della maggioranza; ieri addirittura la Giunta era cascata in questa tentazione di far apparire una cosa per un'altra, di non rispondere ai bisogni ed agli interessi legittimi, però di rappresentare qualche volta un tentativo di risposta anche agli interessi non legittimi, presentando pezzi di carta con i quali può dire: "Qui o fuori di qui io volevo farlo, però non mi è stato possibile farlo". Questa non è responsabilità politica, non è neppure responsabilità istituzionale. L'onorevole Corona è parte, pare, abbastanza attiva della coalizione di maggioranza, avrebbe potuto rappresentare e comporre in un diverso equilibrio questa istanza, però a nessuno sfugge la enormità e la superficialità, pure, di una proposta buttata così, di cento miliardi per sopperire ad una graduatoria che è già stata fatta e che in base ai finanziamenti di cui la Regione può disporre sulla base della legge dello Stato, ha avuto il suo corso e il suo seguito.

Se l'onorevole Corona motiva e riprende l'emendamento, noi ci riserviamo di intervenire ancora nel merito, se l'onorevole Corona chiarisce invece solo che era una cosa buttata lì tanto per dire o per fare, è chiaro ed evidentemente che la ragione per la quale noi abbiamo richiamato l'emendamento è una ragione ampiamente superata e per quanto ci riguarda questo emendamento lo possiamo ritenere, non dico ritirato ma dato per disperso.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 20 si dà per illustrato poiché non è presente il presentatore, consigliere Amadu.

Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Giacomo per illustrare l'emendamento numero 29.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Sull'emendamento 29 richiama l'attenzione su, ritengo, l'azienda forse più vecchia nel settore, sto parlando della Pani.

La Pani, oltre i servizi di linea, svolge da qualche decennio servizi di gran turismo sui quali la Regione da sempre aveva consentito, come la legge prevede, l'erogazione di contributi.

L'anno scorso, con un intervento, questi contributi furono sospesi. Allora, sapendo benissimo che un sistema di trasporto così come è congegnato, come è stato strutturato negli anni, nell'improvvisazione, non avendo una programmazione di settore, non si può pensare di estrapolare giorno per giorno tagli di linee, eliminando quindi aziende di settore, creando presupposti di un livello occupazionale che comunque dobbiamo difendere e non abbattere, ritengo che questa azienda debba tuttora godere di quei contributi, che vada certamente rivista tutta l'impalcatura con la legge Bassanini e quindi nella riforma che la Regione andrà ad attivare nel settore per poi trovare risposte certamente più positive sia per l'utenza, quindi per i cittadini, sia per le stesse aziende.

In questo momento un taglio, come è stato fatto dalla precedente Giunta, non ha ragione di esistere perché non può essere motivato in nessun modo se non con quello di far perdere posti di lavoro che noi riteniamo invece indispensabili. Non si può prendere un'azienda come questa, dove storicamente e tutt'oggi svolge un servizio, forse con standard qualitativi, i migliori sull'Isola, in contrapposizione ad una linea ferroviaria che non si può chiamare tale se non perché non abbiamo altri aggettivi da assegnarle; riteniamo che questa azienda, ancor oggi vada salvaguardata e, ripeto, che comunque questa azienda insieme a tutte le altre debbano subire quel cambiamento, quel riordino complessivo, quella riforma che da tempo anche su quest'Isola attendiamo.

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, fa presente l'ufficio che probabilmente c'è un errore di battitura nella richiesta del finanziamento, che parla di 500.000 lire; è ovvio che si intendono 500 milioni.

Poiché nessuno dei presentatori domanda di parlare per illustrare l'emendamento numero 61, si dà per illustrato.

Ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi per illustrare gli emendamenti numeri 113 e 114.

PIRISI (D.S.-F.D.). Questo emendamento prevede un finanziamento a favore della società Ottana Sviluppo, la società che ha affiancato tutte le imprese del centro Sardegna per il contratto d'area di Ottana.

Riteniamo che sia un contributo importante che possa essere erogato da parte della Regione, sebbene con l'Assessore abbiamo già avuto modo di avere uno scambio di idee ed esistano dei vincoli imposti dalla Comunità Economica Europea.

Quindi vorrei sentire il parere dell'Assessore al bilancio e in questa fase, se esistono problemi di questa natura, credo che sia importante comunque un pronunciamento da parte dell'Assessore e della Giunta, dall'Assessore del bilancio e programmazione, affinché questo discorso e questo messaggio non cada nel vuoto.

L'emendamento 114, invece, è una cosa diversa; con i contratti d'area è individuata la figura del responsabile unico del contratto d'area, che ha poteri sostitutivi che gli vengono conferiti dalla legge.

C'è il problema dello snellimento delle pratiche di carattere burocratico, questa figura svolgerebbe le funzioni che vengono svolte nello sportello unico. Quindi si tratta di una figura estremamente importante, individuata dai soggetti pubblici nella figura del Presidente dell'Amministrazione provinciale di Nuoro, il quale ha costituito uno staff, e gli oneri derivanti per la costituzione di questo ufficio sono praticamente tutti quanti in capo all'amministrazione provinciale di Nuoro che non riceve neanche una somma. Chiedo all'Assessore se può essere corretto in modo tale che ci sia una precisazione soltanto: "L'Amministrazione regionale è autorizzata ad erogare per l'anno 2000 la somma di lire 200 milioni" - anziché 300 milioni - "per il funzionamento dell'ufficio del responsabile unico del contratto d'area di Ottana all'Amministrazione provinciale di Nuoro", cioè con l'aggiunta delle parole "all'Amministrazione provinciale di Nuoro" in modo che non esistano problemi come quelli di cui si parlava all'emendamento precedente.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero ha facoltà di illustrarlo.

FALCONI (D.S.-F.D.). Signor Presidente, intervengo molto brevemente, anche perché l'emendamento si illustra da solo. A questo voglio aggiungere l'antefatto di questo emendamento: lo sgombero neve è già finanziato da un capitolo dell'Assessorato del turismo, solo che è compreso dove sono previsti i finanziamenti per la pulizia delle spiagge. Va da sé che lo sgombero neve, che dovrebbe iniziare a novembre-dicembre, arriva quando per la pulizia spiagge sono già stati ripartiti tutti i fondi fra i comuni costieri, quindi puntualmente i comuni di Fonni e Desulo restano fuori da questi finanziamenti. Occorre, quindi, prevedere un capitolo a sé stante in modo che questi comuni garantiscano lo sgombero neve per le strade che conducono agli impianti di risalita, che sono in fase di completamento e quindi possono essere utilizzati nelle prossime annualità.

PRESIDENTE. Sono stati presentati adesso gli emendamenti numero 255, a firma del consigliere Sanna Giacomo, e 258 della Giunta regionale. Il contenuto è lo stesso.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento numero 258 è ritirato.

PRESIDENTE. E' stato presentato l'emendamento numero 295. Se ne dia lettura.

MANCA, Segretario:

(Inserire emendamento numero 295)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Giacomo Sanna per illustrare l'emendamento numero 255.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Signor Presidente, l'emendamento numero 255 è inerente a un capitolo che riguarda gli aeroporti sardi. Su questa vicenda la Regione, in questi anni, devo dire con grande attenzione, è riuscita a cambiare un po' la fisionomia e il sistema stesso aeroportuale sardo, dove i finanziamenti arrivati, sia per volontà regionale, ma anche per volontà nazionale e comunitaria, stanno consentendo un salto di qualità dei tre aeroporti principali, dove la Regione aveva contribuito a costituire le società di gestione. Parlo di Cagliari, Alghero e Olbia.

La quarta società costituita, la quinta, per l'esattezza, cioè l'ultima, quella di Oristano, ha avuto finanziamenti in questi anni che le hanno consentito di far muovere quella realtà. Adesso ha accumulato una serie di finanziamenti, ha completato l'iter che riguarda la progettazione esecutiva, mancano 3 miliardi da aggiungere a quelli che ha già in carico la stessa società di gestione per arrivare finalmente a definire la costruzione in modo completo e funzionale di quella realtà aeroportuale.

Due sono le cose, o ci crediamo e portiamo a compimento il progetto, oppure ciò che abbiamo fatto sino ad oggi non ha ragione di esistere. Ridimensioniamo il discorso, annulliamo quel programma portato avanti inizialmente, riduciamo i finanziamenti, lasciamo quella realtà non in grado di raggiungere l'obiettivo prefissato, ma questo credo non sia giusto e non sia nemmeno l'ambizione di questa Giunta. Ritengo che questa Giunta abbiamo anche il dovere, nella continuità amministrativa, di dare completezza a quella struttura aeroportuale, consentire di realizzarla interamente e di renderla funzionale. Per renderla funzionale, ai 12-13 miliardi già esistenti, è necessaria, dopo aver quantificato con il progetto esecutivo, la somma di 3 miliardi. Con questi 3 miliardi finalmente si può iniziare l'opera e portarla a compimento.

Noi abbiamo avuto sempre grosse difficoltà, soprattutto negli enti locali, la certezza delle risorse nel realizzare le opere. La certezza delle risorse ha portato enormi ritardi, e quando molte volte abbiamo realizzato le opere sono state opere non in grado di supportare la realtà del momento, quindi superate.

Credo che questo non possa e non debba avvenire nella realtà oristanese, che questo si possa risolvere aggiungendo alle risorse già esistenti questi 3 miliardi che sono più che necessari.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Selis per illustrare l'emendamento numero 295.

SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, ho atteso ad illustrare l'emendamento 295 per collegarlo, come è collegato, all'emendamento 61. L'emendamento 61 e l'emendamento 295 vanno visti assieme, infatti il 295 è praticamente un comma conclusivo del 61.

L'emendamento 61 riguarda un problema di cui abbiamo discusso molto, e direi positivamente, cioè cercando di trovare insieme la soluzione con la maggioranza e con la Giunta, perché è un problema che riguarda tutti, al quale siamo tutti sensibili, ed è il problema delle società e delle imprese giovanili finanziate ai sensi della 28. La 28 è una legge che deve essere notificata all'Unione Europea, per cui la mancanza di notifica blocca gli interventi.

La preoccupazione che noi come opposizione abbiamo avuto, ma immagino la maggioranza e credo sicuramente la Giunta, anche nel sentire le delegazioni dei giovani imprenditori, dei giovani che stanno creando società giovanili, è come si può fare per evitare che la notifica della nuova disciplina, che pure dobbiamo fare (è stato presentato un collegato alla finanziaria), blocchi le vecchie società o cooperative in corso di istruttoria.

Per essere chiari, noi abbiamo società e cooperative giovanili che non solo hanno presentato domanda di istruttoria e hanno l'istruttoria in corso nel 1999, ma che proprio per fare il progetto hanno anticipato dei soldi, si sono indebitate le famiglie, c'è stato davvero un grosso sforzo familiare e giovanile.

Se ora a queste imprese diciamo: "Bloccatevi, aspettate che la notifica all'Unione Europea che faremo con la nuova disciplina, che è il collegato, sblocchi la situazione", noi dobbiamo aspettarci, dobbiamo essere tutti consapevoli di questo, che molte di queste imprese non vadano in porto, falliscano, non riescano cioè a superare lo sforzo finanziario di aver anticipato tanti fondi.

L'emendamento 61 prevede una disciplina transitoria che consente di trattare con l'Unione Europea una prima partita, cioè di dire all'Unione Europea: "Chiudiamo il pregresso e poi, col collegato alla finanziaria apriamo la partita di una nuova disciplina, con la Giunta e con la maggioranza, quando abbiamo discusso il problema, ci siamo posti la questione di quale fosse la procedura migliore, abbiamo cioè concordato che la normativa è di reciproco interesse ed era uno dei punti dell'accordo, ma ci siamo chiesti se inserire questo articolo nella finanziaria non bloccasse l'intera finanziaria.

Chiedo un attimino all'Assessore, con il quale abbiamo discusso a lungo di questo se mi segue un momento.

Sia con l'Assessore che col Presidente, ma anche con gli altri Capigruppo, col Presidente della Commissione stavamo pensando due strade: o prendiamo questo articolo e ne facciamo subito una leggina a parte, anche durante la finanziaria, in modo che non intralci la finanziaria, o troviamo il modo, se inserito nella finanziaria, di notificare solo questo all'Unione Europea.

Si sono occupati di questo gli uffici dell'Assessorato, si sono occupati anche gli uffici del Consiglio che io ho coinvolto, e secondo me abbiamo trovato una soluzione - questo da parte mia, non so se poi l'Assessore condivida questa strada, ecco perché richiamavo la sua attenzione - ma da parte mia, da parte degli uffici del Consiglio con i quali abbiamo lavorato e ci siamo consultati, è possibile inserire questa norma nella finanziaria aggiungendo però un comma che appunto è questo del "295", poi in sede di coordinamento si preciserà l'articolo della presente legge, che dice: "E` data attuazione agli aiuti a partire dalla data di pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione sarda della decisione favorevole della Commissione CEE", in pratica si subordina l'entrata in vigore di questo articolo al placet dell'Unione Europea, quindi si può, a mio avviso, fondatamente, notificare solo l'articolo, non tutta la finanziaria, tantomeno tutto il bilancio, perché si dice all'Unione Europea "L'abbiamo inserita nella finanziaria ma ne diamo attuazione solamente quando l'Unione Europea ci darà il placet". Questo solamente per superare e raccorciare i tempi perché c'è davvero una grande preoccupazione da parte dei giovani che i tempi vadano accorciati.

Credo che questa sarebbe una strada possibile. L'altra è quella di fare una leggina subito, ma qualche giorno in più si spreca; mi parrebbe che questo approfondimento che abbiamo fatto anche con gli uffici del Consiglio di inserire questo emendamento numero 295 e quindi condizionare l'applicazione di questo emendamento numero 61 al placet dell'Unione Europea possa sbloccare la situazione.

Questa è la nostra posizione, l'ho illustrata, non c'è differenza di valutazione tra la Giunta e noi, stiamo tutti cercando la strada migliore per non bloccare il flusso di investimenti, di iniziativa ed intraprendenza che ha caratterizzato in questi anni questa attività giovanile; è per dare una rassicurazione ai giovani e alle loro famiglie che hanno anticipato tanti soldi, hanno investito tanti soldi che c'è il massimo di attenzione da parte delle istituzioni regionali (Consiglio, Giunta, maggioranza, opposizione) al loro impegno e al loro sforzo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 260 il parere è sempre di rinvio all'Aula, però facendo notare che nelle audizioni svolte nella fase preliminare all'approvazione della legge finanziaria tutti i rappresentanti del settore del trasporto pubblico locale hanno manifestato i problemi reali che incontrano e che quindi richiederebbero un intervento. Quindi è sì un parere di rinvio all'Aula, però invitando a riconsiderare l'urgenza di un problema sentito e reale.

Sull'emendamento numero 2, si fa notare che una mole di finanziamenti inferiore a quella prevista nell'emendamento è stata comunque destinata allo stesso settore, è evidente che l'intervento è diverso tipo, l'emendamento numero 2 è stato ritirato ma fatto proprio da un altro consigliere.

PRESIDENTE. Continui onorevole La Spisa, non c'è dubbio.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Quindi il parere è nella sostanza di (perché anche questo è stato visto in Commissione) segnalazione comunque di una soluzione che potrebbe essere buona, ma le risorse finanziarie comunque tutti sappiamo che già che nell'articolo 4 sono state destinate al settore in altro modo.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 29, si rinvia semplicemente al giudizio dell'Aula.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 61 e 295 , che è stato appena illustrato, effettivamente si concorda sul fatto che in Commissione più volte è stato affrontato il problema della legge numero 28 e sulla necessità di dare alle imprese giovanili un segnale di attenzione alla soluzione del problema che vivono molti imprenditori o aspiranti imprenditori, che però sono fermi a causa dell'incompatibilità dell'attuale normativa rispetto agli indirizzi dell'Unione Europea.

Francamente su questo direi che sostanzialmente noi avendo già destinato nel Fondo nuovi oneri per il collegato riguardante questa materia, abbiamo in qualche modo già affrontato sostanzialmente il problema dal punto di vista finanziario; se oggi inserire nella finanziaria, pur col correttivo dell'emendamento numero 295, pone alla legge finanziaria anche un minimo rischio di censura, di giudizio negativo, io credo non sia prudente inserire un articolo che sostanzialmente non mi sembra che cambi granché, anche perché su questa materia noi abbiamo, almeno ci risulta, una massa di risorse finanziarie che ancora sono in conto residui, che possono essere utilizzate e che invece una rapida approvazione del collegato può di fatto portarci ad avere una normativa pienamente in vigore.

Per quanto riguarda gli altri emendamenti, si rinvia semplicemente all'Aula e si dà invece un parere sostanzialmente favorevole sugli emendamenti numero 255 e 258 che riguarda i contributi straordinari per gli aeroporti.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Signor Presidente, brevemente per esprimere il parere sugli emendamenti relativi ai trasporti e per far notare rispettosamente e sommessamente al Consiglio che sono trascorse quasi due ore dall'inizio dei lavori e abbiamo approvato un articolo.

Per quanto riguarda il "260", siamo d'accordo per portare lo stanziamento da 135 a 140 miliardi sulla base della richiesta fatta dal competente organo e dall'Assessore che stima quali contributi necessari per l'ex legge in 140 miliardi.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 29 siamo d'accordo per accantonare i 500 milioni senza incorrere nelle cose che sono state sottolineate dal Capogruppo del Partito Popolare, onorevole Selis.

Per quanto riguarda il "258", la Giunta regionale ritira l'emendamento, invita l'onorevole Sanna a ritirare l'emendamento perché questo è un discorso molto serio, noi abbiamo chiesto alle società aeroportuali di avere soldi noi come Regione, non di darne; le società aeroportuali hanno sostenuto la tesi che loro hanno centinaia e centinaia, miliardi di miliardi per manutenzioni ordinarie e straordinarie, una parte di questo lo Stato sta cercando di darglielo attraverso il decreto legislativo per il funzionamento, quindi non mi sembra il caso che la Regione si carichi di oneri che non devono essere a carico della Regione ma a carico dello Stato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli altri emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento numero 2 è ritirato, il "19" è ritirato.

Il "20", presentatore l'onorevole Amadu, è un emendamento che pone all'attenzione del Consiglio la concessione di contributi a fondo perduto per i cosiddetti consorzi strada.

Si tratta di un problema di cui ha già dibattuto la Commissione, si tratta di un problema molto importante che questa Giunta valuta positivamente; accoglie quindi questo emendamento nelle finalità, ma invita il presentatore al ritiro posto che la materia può avere compiuta articolazione nel collegato alla finanziaria, collegato proprio nel settore del commercio, nel quale già trovano definizione gli interventi specifici nel settore dei consorzi. Quindi è apprezzabile l'emendamento, valuterà poi il collega Amadu con questa assicurazione da parte della Giunta per dare anche copertura finanziaria necessaria.

Sull'emendamento numero 29 ha già riferito il Presidente; sull'emendamento numero 61, il problema posto dall'onorevole Gian Mario Selis è un problema che ha effettivamente preoccupato un po' tutti i Gruppi politici di questa Giunta sulla necessità di sbloccare tutte le leggi di incentivazione, soprattutto quelle rivolte alle iniziative delle imprese giovanili. Il problema connesso alle norme in materia di aiuti di Stato non conformi alle direttive dell'Unione Europea ha purtroppo determinato un blocco delle leggi, alcune importanti come la legge 28 sulla costituzione di società per favorire appunto l'occupazione dei giovani e la creazione di imprese e di società rivolte a settori dell'industria, dei servizi, il settore turistico. Su questa materia ci siamo soffermati molto in Commissione; mi pare utile l'indicazione che è emersa anche dall'intervento dell'onorevole Selis di considerare la materia, al fine di non appesantire la finanziaria, di non creare quindi problemi che potrebbero coinvolgere altri aspetti della finanziaria, la estrapolazione proprio da questa finanziaria dell'emendamento perché se ne possa fare non fra un mese ma oggi, domani, martedì, alla ripresa dei lavori, un disegno di legge, una proposta presentata dalle forze politiche che possa trovare immediata approvazione e perché sulle risorse che abbiamo già concordato come primo intervento la legge possa essere già approvata anche prima del bilancio, partire verso il visto governativo e verso il visto dell'Unione Europea. Questo ci consente di riappropriarci di uno strumento importante posto che già per il settore un primo intervento di trenta miliardi sono accantonati nel fondo nuovi oneri legislativi.

Quindi non faccio ulteriori considerazioni perché sul punto sono accoglibili tutte le osservazioni fatte dall'onorevole Selis.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 113, anche qui un invito ai proponenti al ritiro perché purtroppo, trattandosi di interventi verso società private non è possibile, per le ragioni che ben tutti conosciamo, prevedere erogazioni in favore di soggetti privati. Il problema posto è ugualmente importantissimo, anche perché, come ha ricordato l'onorevole Pirisi, riguarda un settore, un territorio particolarmente disagiato e dove vi è la necessità di far riprendere soprattutto il volano dello sviluppo di quella industria che è già insediata nell'area di Ottana, quindi è senz'altro apprezzabile l'emendamento, ma si tratta di studiare il sistema perché questo intervento possa avere risultanza positiva e quindi l'invito al ritiro per riconsiderare la materia in un successivo momento.

L'emendamento numero 114 invece è sicuramente accoglibile, però l'invito al proponente è di integrare l'emendamento avendo come destinatario l'amministrazione provinciale e con la riduzione dell'importo da 300 a 200 milioni.

L'emendamento numero 115 pone un problema importante per la impiantistica di risalita sul Bruncu Spina, ma il problema va considerato globalmente; su questo ci possiamo impegnare come Giunta per valutare compiutamente l'intervento trattandosi dell'unico punto nel quale i sardi possono recarsi a sciare.

L'emendamento 295 è collegato al 61, per cui la materia va vista nel suo complesso in altra sede.

PRESIDENTE. Prima di dare la parola ai colleghi che l'hanno chiesta per la discussione sull'articolo e sugli emendamenti, richiamo quanto ha fatto presente un attimo fa il Presidente della Giunta, e cioè che siamo alle ore 11 e 30 e siamo all'esame dell'articolo 16. L'accordo all'unanimità era di finire per stamattina, ed ovviamente sono termini impossibili. L'accordo subordinato era che si sarebbe dovuto lavorare fino al pomeriggio, ma con questi tempi si lavorerà di sicuro stasera ed oltre stasera. Siccome l'accordo era che si finisse la finanziaria, ricordo ai colleghi, non per voler coartare nessuno, però di valutare anche l'opportunità e la quantità degli interventi perché i lavori stasera proseguiranno stanotte ed anche domani mattina, se necessario, perché l'accordo era che si finisse entro oggi l'esame della legge e si passasse a martedì per il prosieguo dei lavori.

Quindi ricordo soltanto ai colleghi che la perdita di tempo comporta soltanto che questo tempo venga ritrasferito a stasera, a stanotte o a domani mattina o al prosieguo di domani mattina.

Ha domandato di parlare il consigliere Corona. Ne ha facoltà.

CORONA (F.I.-Sardegna). Ho chiesto la parola per spiegare per quale motivo ho presentato l'emendamento numero 2 e il motivo per cui l'ho ritirato. Per la prima volta anche lo Stato nazionale si è accorto della Sardegna, ha fatto il bando, il sesto bando della "488" esclusivamente per la Sardegna destinando 50 miliardi alle imprese turistiche in Sardegna, e questo evidentemente risponde ai bisogni della Sardegna e indica che ci sono dei legittimi interessi per la Sardegna.

Io avevo chiesto che ci fosse un ulteriore stanziamento, perché solamente le prime 32 imprese di più di cento imprese sono state finanziate, 70 imprese sono rimaste fuori con pratiche già istruite positivamente dalle banche ed anche col decreto del Ministero dell'Industria; quindi ho chiesto che venisse finanziata questa iniziativa. In parte questo è stato accolto dalla Giunta con l'articolo numero 4, col finanziamento della legge numero 9, quindi mi sono sentito soddisfatto di quello che è stato fatto.

Avrei preferito, se fosse stata una mia decisione, finanziare direttamente le imprese della 488 perché erano immediatamente cantierabili, perché la spesa da parte della Regione era inferiore, in quanto il contributo che viene dato con la 9 è superiore a quello che invece viene dato con la 488.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.

AMADU (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi, per dichiarare, in riferimento all'emendamento numero 20 da me presentato, che preso atto delle assicurazioni dell'Assessore del bilancio, e che quindi la materia trattata nel mio emendamento verrà recepita nel collegato alla finanziaria, prendendo anche atto del fatto che il contenuto integrale dell'emendamento viene recepito, rimandiamo il tutto al collegato alla finanziaria, pertanto dichiaro di ritirare l'emendamento stesso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Presidente, per precisare circa l'emendamento 255, nel senso che la giustificazione addotta dal Presidente della Giunta non è su questo emendamento molto pertinente; spiego brevemente: c'è il problema dell'aeroporto di Oristano che ha usufruito, nel tempo, di risorse consistenti anche da parte dell'Amministrazione regionale. Ha attualmente cinque miliardi a valere sul patto territoriale comunitario, cinque miliardi di contributo regionale a valere sul bilancio '97, un miliardo e mezzo di voltura di un finanziamento precedentemente assegnato al Consorzio industriale ed ultimamente , nella finanziaria '98, altri due miliardi per la parte infrastrutturale.

Recentemente, i giorni scorsi, l'Assessore regionale, in conferenza di servizi sul posto, ha verificato col Ministero dei trasporti e con Civilavia la necessità per poter dare un esito funzionale all'aeroporto di Oristano, cioè definitivo, in grado di partire, a fronte di tutto questo finanziamento già disponibile, la mancanza di tre miliardi per consentire un lotto funzionale.

Il problema non è quello di dover pretendere soldi dalle società di gestione, che stanno operando, che stanno già operando e che quindi devono avere un rapporto funzionale con l'Amministrazione regionale diverso, qui si tratta solo ed esclusivamente di un finanziamento alla società di gestione che consenta l'acquisizione di un lotto funzionale esecutivo che potrebbe far partire l'aeroporto di Oristano in raccordo col Ministero dei trasporti e Civilavia, che sono le autorità competenti per dichiarare l'agibilità dell'aeroporto.

Questo per la motivazione, poi, evidentemente, in rapporto a questa precisazione sarebbe importante da parte dell'Assessore se volesse, non in questa sede, magari in sede di assestamento, assumere un impegno che consenta comunque di dare attuazione piena a questo intervento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Non aggiungiamo altro rispetto a quanto detto dal collega Sanna. Devo dire che questa legge ha terminato il suo corso, lo può terminare in questa finanziaria se si riuscisse a dare i tre miliardi per dare veramente funzionalità all'ultima società nata, dopodiché queste società producono benefici, c'è il business nazionale attorno a queste società. Spero che anche in Sardegna questo business nazionale trovi concretezza, rimane il fatto che abbiamo iniziato un'opera e dobbiamo portarla a compimento, quindi non può essere lasciata a metà del guado, credo sia necessario che questi tre miliardi, avendo spiegato ancora meglio quella che è la situazione reale dell'aeroporto di Oristano, debba trovare il pieno consenso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.-F.D.). Accogliendo positivamente gli impegni assunti dall'Assessore a nome della Giunta, per quanto riguarda la società Ottana Sviluppo, ritiriamo l'emendamento numero 113.

Per l'emendamento numero 114, accogliendo l'impegno dell'Assessore, riformulo l'emendamento nei seguenti termini: "L'Amministrazione regionale è autorizzata ad erogare, per l'anno 2000 la somma di lire 200 milioni per il funzionamento dell'ufficio del responsabile unico del contratto d'area di Ottana, all'Amministrazione provinciale di Nuoro."

PRESIDENTE. La Giunta ha preso atto della precisazione.

Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento 260 sostitutivo parziale, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio

PITTALIS (F.I.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento 260, con la precisazione fatta dal Presidente, cioè dei cinque miliardi, e indicando come fondo per la copertura il capitolo 06281.

PRESIDENTE. Con queste modifiche metto in votazione l'emendamento 260. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'articolo 16. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Gli emendamenti numeri 2 , 19 e 20 sono ritirati. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento numero 29 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'invito che formulo al presentatore è quello di ritirare l'emendamento, lasciando la dotazione di 500 milioni nel fondo nuovi oneri legislativi.

Noi possiamo, anche nel corso di quella leggina sulla legge 28, che verrà fatta martedì, inserire anche questo intervento, quindi prevedere la risorsa. Non è qui un problema di risorsa ma è un problema purtroppo di non compatibilità con il sistema di aiuti per le ragioni che tutti conosciamo.

PRESIDENTE. Si prende atto che l'emendamento 29 viene ritirato.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Se la Giunta fosse d'accordo, ma mi pare che fosse anche la proposta della Giunta, anche per non intralciare i lavori con un dibattito, ritiriamo gli emendamenti 61 e 295, con l'impegno che concordavo prima con la Giunta, che già in fine settimana e all'inizio del bilancio troviamo un momento per presentarlo come normativa autonoma, sentendo anche lo stato dei rapporti con l'Unione europea di cui prima ci riferiva la Giunta e gli assessori competenti. Quindi sono ritirati.

PRESIDENTE. Prendiamo atto che sono stati ritirati, il 113 è stato ritirato, il 114 è riformulato nei termini che sono stati detti prima, che il finanziamento da 300 è stato portato a 200 milioni e che si aggiunge all'Amministrazione provinciale di Nuoro.

Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento 114 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio

PITTALIS (F.I.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Solo per indicare il capitolo in diminuzione, in luogo di quello riportato nell'emendamento, 36103.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento 114 con questa modifica e precisazione dell'Assessore. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

L'emendamento 258 è stato ritirato.

Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento numero 255 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Invito i presentatori al ritiro di questo emendamento assicurando di dare copertura in assestamento.

chi lo ritira(?)

PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 17.

MANCA, Segretario:

CAPO IV

DISPOSIZIONI IN MATERIA
DI LAVORO, ATTIVITA' CULTURALI
E SOCIO-SANITARIE

Art. 17

Formazione professionale

1. La quota da destinare alla realizzazione del programma di formazione professionale è determinata, per l'anno 2000, in lire 59.500.000.000 (cap.10001).

2. La spesa di cui all'articolo 4 della legge regionale 13 giugno 1989, n. 42, è fissata in lire 95.412.000.000 ed è così ripartita:

cap. 10001 lire 10.511.000.000;

cap. 10002 lire 17.874.000.000;

cap. 10003 lire 67.027.000.000.

3. Restano confermate in modo permanente le disposizioni di cui all'articolo 25, commi 1 e 3, della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1.

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numeri 12, 292, 51,119, 120, 122, 124, 50, 203, 204 e 205. Se ne dia lettura.

MANCA, Segretario:

(Inserire emendamenti 12, 292, 51, 119, 120, 122, 124, 50) (vedere verbale per lettura emendamenti)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Ho chiesto di parlare per suggerire, come modalità di discussione di questo articolo, un modo che a me pare del tutto compatibile anche col Regolamento che ci aiuta. Siccome su questo articolo ci sono molti emendamenti, che però appartengono tutti a due gruppi di materia, un gruppo in materia di formazione professionale, un gruppo in materia di politiche attive del lavoro, e siccome il gruppo politiche attive del lavoro è stato trattato nell'interlocuzione politica intercorsa fra opposizione e maggioranza, e quindi può essere molto alleggerita la trattazione in aula delle questioni, il mio suggerimento è di trattare prima il gruppo formazione professionale, che sono quelli letti finora, dove ugualmente c'è da comporre alcune cose e molti emendamenti possono decadere o essere ritirati, e poi tenere tutto il gruppo politiche attive del lavoro insieme perché questo ci aiuta nell'economia complessiva del lavoro. Non so se è chiara la mia proposta.

PRESIDENTE. L'argomentazione è chiara. Se non vi sono opposizioni, per sveltire la trattazione dei lavori mi sembra che la proposta formulata dal consigliere Cogodi sia accoglibile. Se nessuno esprime un parere contrario ci sarà una trattazione dell'illustrazione degli emendamenti, che mi dicono gli uffici appartengono fino all'emendamento 50 sono omologhi.

Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Presidente, va bene, a noi pare corretta ed utile la proposta del collega Cogodi. Direi comunque di leggere gli emendamenti, dopo di che si separano le due discussioni per gruppi di emendamenti.

PRESIDENTE. Mi sembra che siamo tutti d'accordo. Gli uffici mi dicono che il primo gruppo riguarda gli emendamenti dal 12, così come sono stati letti in sequenza, fino al 50, e gli altri sono dal 203 fino ai restanti. Quindi siamo d'accordo su questo, possono essere illustrati per due gruppi di emendamenti.

Ha facoltà di parlare il consigliere Granara per illustrare l'emendamento numero 12.

GRANARA (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, io ho appreso che la Giunta a breve tratterà l'argomento a cui fa riferimento l'emendamento, la legge numero 42 del 1989, pertanto ritengo che questo emendamento debba essere ritirato visto che si affronterà tutto l'argomento e la norma 42 nel suo insieme. Pertanto, signor Presidente, lo ritenga ritirato.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 292, sostitutivo totale del 51, può essere illustrato.

LAI (D.S.-F.D.). Per andare incontro alle esigenze manifestate dal Presidente della Giunta presenteremo congiuntamente gli emendamenti di cui sono firmatari i componenti della Commissione, quindi gli emendamenti numero 51, 119, 120, 124 e 50, per quanto abbiano argomenti anche differenti. Li presentiamo insieme dicendo che sono emendamenti che mirano a porre in questa occasione la necessità di soddisfare una esigenza, che è un diritto costituzionale, stabilito nel '99 da una legge nazionale, di consentire a tutti i cittadini italiani di soddisfare l'obbligo formativo sino ai 18 anni. L'Italia, per la prima volta da un anno a questa parte, è il paese più avanzato d'Europa in questo campo perché consente ed obbliga in qualche modo tutti i suoi cittadini a compiere un percorso formativo che li porti sino ai 18 anni di età o con un diploma o con una qualifica. Quest'obbligo è stato recentemente regolamentato dal Consiglio dei Ministri la scorsa settimana, è stato presentato alla conferenza Stato-Regioni questo giovedì, e quindi approvato, è legge dello Stato e dall'anno scolastico 2000 - 2001 deve essere realizzato dalle Regioni con una modalità che prevede che le scuole pubbliche informino i servizi all'impiego che devono svolgere attività di orientamento di tutti i giovani che non concludono gli studi, che li abbandonano dopo il quindicesimo anno di età, per consentire una guida di questi giovani verso le opportunità formative, verso l'apprendistato in alternativa, per conseguire un titolo tra il diploma, la qualifica o una qualifica tramite il sistema dell'apprendistato.

Abbiamo riportato tutto all'interno dell'emendamento numero 292, che secondo noi implica un impegno rispetto a delle entrate per una somma minima che consenta il finanziamento di un primo piano che deve garantire a tutti i cittadini che compiono 15 anni nel 2000 l'accesso alle attività di formazione per ottenere una qualifica. Voglio dire, il vero cambio è che non possiamo più come Regione garantire soltanto un certo numero di attività formative sulla base dei finanziamenti, ma dobbiamo garantire al 20 per cento dei ragazzi, uno su cinque, che non conclude il diploma, di poter accedere ad un percorso formativo. Le esigenze economiche quindi non sono più basate sulle disponibilità esistenti ma su un obbligo che deve essere garantito, e garantito costituzionalmente non più dallo Stato ma dalla Regione.

Gli altri argomenti presenti negli emendamenti miravano unicamente ad iniziare a preparare il sistema attuale a soddisfare questa esigenza intervenendo su elementi di semplificazione che non richiedono grandi riforme ma piccole modifiche nelle disposizioni già esistenti.

Sappiamo, e chiediamo all'Assessore di prendere un impegno in questa direzione, ma riteniamo che non sia più un problema solo dell'Assessorato del lavoro, ma dell'Assessorato della pubblica istruzione e della Presidenza della Giunta perché si tratta di un diritto esteso a tutti i cittadini sardi, e quindi chiediamo impegni alla Giunta in queste due direzioni, disponibili ovviamente a rivedere la presentazione degli emendamenti.

PRESIDENTE. In quest'ottica, rimane soltanto il primo gruppo di cui si parlava, da illustrare l'emendamento numero 122, a firma Vasssallo, Cogodi e Ortu. Può essere illustrato. L'emendamento numero 122 si dà per illustrato.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore di maggioranza.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. All'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.

LURIDIANA, Assessore tecnico del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Per quanto riguarda il "51", il "124" e il "50" , la Giunta è del parere di non accoglierli perché sono già previsti nei POR.

C'è un impegno anche da parte della Giunta che nella manovra di assestamento del bilancio anno 2000 se gli stanziamenti del POR non fossero sufficienti, di trovare le risorse per poter dare quella formazione che è necessaria.

Invece, per quanto riguarda gli emendamenti numero 120 e 12, che riguardano gli insegnanti, così chiamati, della legge "42", si ritiene di non accoglierlo in quanto è allo studio dell'Assessorato del lavoro la norma di riforma del sistema di formazione professionale, dove in maniera organica verrà trattato anche il collocamento del personale del settore. Tutto questo verrà discusso naturalmente con la Commissione competente.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 12 era stato ritirato.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Su questi emendamenti il giudizio non è negativo sul merito; le osservazioni fatte dall'Assessore del lavoro si riferiscono alla opportunità che tutta la materia venga rivista nel collegato di cui egli ha parlato e per quanto riguarda le provviste finanziarie le stesse sono ampiamente previste nel POR e soprattutto, anche con riferimento all'obbligo formativo, la nuova stesura del programma operativo regionale per quanto riguarda specificatamente la misura, mi pare 3.1, prevede tra l'altro anche consistenti risorse per l'apprendistato ed anche per l'obbligo formativo.

Quindi eventuali necessità che si dovessero verificare o accertare nel corso dell'esercizio finanziario 2000 potranno trovare eventualmente compensazione, copertura, anche in fase successiva.

Quindi, dando un giudizio sul merito degli emendamenti positivo, per queste ragioni invitiamo i proponenti a ritirare gli emendamenti.

PRESIDENTE. Ricordo che è stato ritirato l'emendamento numero 12. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Brevissimamente per dire che i due elementi che sono presenti in questo articolo e in questo gruppo di emendamenti, la formazione e le politiche attive del lavoro, sono state giudicate unanimemente, sia dalla maggioranza che dall'opposizione e dalla Giunta ed anche da noi uno dei momenti significativi di questa manovra, è una delle politiche su cui scommettere molto dell'innovazione delle strategie di sviluppo; investire in formazione è un momento essenziale, dobbiamo trovare il modo non solo di stanziare del risorse ma anche di adeguare le nostre strategie, le nostre tecniche, le nostre metodologie di formazione.

Gli emendamenti che proponiamo vanno in questo senso, certamente in futuro dovremo dedicare un'attenzione particolare a questa materia, al momento della formazione e fare il punto sui progetti in corso, dai più tradizionali ai più avveniristici, dal progetto Marte, alla riforma della formazione professionale, ma questi emendamenti già consentono di fare un passo avanti e di mettere sul tappeto la questione.

Noi su questo argomento della formazione dopo la finanziaria ci proponiamo di richiamare l'attenzione, di stimolare, di suscitare il dibattito in Consiglio regionale chiamando il Consiglio, la Giunta e tutti noi a fare una riflessione sull'importanza di quello che viene chiamato investimento nel capitale umano e che ormai diventa l'elemento e la variabile strategica di ogni processo di sviluppo. Per questo ci permettiamo però di chiedere alla Giunta un'attenzione particolare su questo gruppo di emendamenti, che sono stati brevemente illustrati dal collega Silvio Lai, ne abbiamo però discusso più concretamente e a lungo con la Giunta e la maggioranza nel corso della ricerca, anche faticosa, ma produttiva di un accordo.

Mi riferisco a tutti i progetti, al progetto di formazione superiore, che va nella direzione che dicevo prima, così come mi riferisco all'attuazione del dovere dell'obbligo formativo su cui il collega Lai si soffermava prima.

Parlando con l'Assessore mi suggeriva e mi diceva che c'era un problema di copertura finanziaria, perché noi avevamo previsto di fare la copertura finanziaria, di indicare come fonte di copertura finanziaria il capitolo delle entrate 36103. Naturalmente non ci formalizziamo sulla copertura finanziaria, sul capitolo; se la Giunta ha problemi su questo capitolo possiamo differenziare, dire che ancora si può fare una riduzione del capitolo sull'acquisizione degli immobili, che probabilmente era sovradimensionato, da cui abbiamo già sottratto una quindicina di miliardi ma ne rimangono ancora una quarantina, che è il capitolo 04110.

Oppure fare una piccola riduzione sul capitolo 03017, che è la voce B) del quadro comunitario di sostegno sapendo che comunque questa risorsa va integrata nel momento dell'assestamento di bilancio, oppure ancora uno dei capitoli qualunque delle spese correnti che ci sono lasciando alla Giunta di indicare... Perché dico di lasciare alla Giunta di indicare oggi, perché a questo livello di elaborazione nessuno di noi, se non abbiamo a disposizione uffici, è in grado di tenere la contabilità di quello che abbiamo stanziato e speso, ma ci sembra che comunque, anche perché molti emendamenti sono stati ritirati, le risorse possono essere disponibili.

E` su questo discorso, sulla formazione, sull'importanza della formazione, su questo problema dell'obbligo formativo e del centro avanzato di formazione che chiederei un momento di maggiore attenzione.

Ricordo all'Assessore che lo avevamo indicato come uno dei punti qualificanti e strategici della nostra proposta, sia pure sapendo che era rimasto un po' in sospeso il discorso della copertura finanziaria, ma non credo che questo possa essere di ostacolo.

Mi auguro che si riesca a sbloccare questa situazione che per noi è qualificante.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.

PUSCEDDU (D.S.-F.D.). Signor Presidente, colleghi del Consiglio; intervengo sull'articolo 17, sul complesso degli emendamenti che sono stati presentati a seguito anche di una discussione che è avvenuta nella sede della Commissione competente, ed anche a seguito di una interlocuzione avvenuta con i rappresentanti della Giunta per sottolineare un fatto, un fatto negativo, vale a dire che a mio parere sto assistente ad una sottovalutazione dell'importanza dei temi che sono stati posti all'attenzione del Consiglio con la presentazione degli emendamenti.

Siamo in un momento di forte innovazione nel settore dell'istruzione, nel settore scolastico e nel settore del formazione; lo Stato in questa materia ha legiferato ripetutamente, negli ultimi anni abbiamo avuto dei processi di riforma che non trovano eguali negli ultimi decenni.

La nuova dimensione, che è proprio la dimensione della società della conoscenza, che dovrà portare all'investimento nel settore delle risorse umane, della cultura, dell'istruzione, della formazione, non può vedere il soggetto pubblico disattento rispetto a questi obiettivi.

Investire in formazione significa investire sul capitale umano, significa investire sull'effettiva possibilità di sviluppo e di riscatto che noi abbiamo rispetto alle condizioni di ritardo di sviluppo sociale ed economico.

Finora noi abbiamo avuto un approccio rispetto a questi problemi dove la formazione è stata vista come una spesa, come un costo, talvolta come risorse dilapidate ed usate male. E` vero, questa è una faccia della medaglia su cui noi dobbiamo riflettere; dobbiamo riflettere sul modo in cui è stata fatta formazione dal momento in cui questa competenza è stata trasferita dallo Stato alle Regioni. Mi riferisco alla legge numero 845 del '78 e alla successiva legge di disciplina della Regione, la legge numero 47. Questa legislazione, datata da circa trent'anni, ha necessità di essere profondamente riformata, ha necessità di essere innovata.

Allora noi dobbiamo cambiare questo sistema; è all'ordine del giorno un processo di riforma, ma è all'ordine del giorno un processo di investimento e trovo paradossale il fatto che non ci sia la consapevolezza da parte dell'operatore pubblico che sulla formazione, sull'istruzione, sulla cultura occorre investire.

E` di oggi la notizia riportata, un'intera pagina de "Il Sole 24 Ore" dove testimonia che alcune scuole in America sono state quotate in borsa, a Wall Street! Questo significa che se i privati ritengono strategico investire sulla scuola, sulla formazione, sarebbe paradossale che il pubblico non avvertisse questa esigenza.

Allora, proprio nel momento in cui noi andiamo a delineare un nuovo sistema, che è un sistema integrato dove diversi soggetti devono svolgere il proprio ruolo, sia la scuola, sia la formazione, sia l'apprendistato, sia le aziende in un processo che sta profondamente modificandosi perché dell'esigenza di formazione noi ne avremo bisogno in tutto l'arco della vita; abbiamo necessità di formare i giovani dall'inizio al cosiddetto concetto di flessibilità, di essere aperti all'esigenza dell'innovazione tecnologica, ad essere capaci di adattarsi alle diverse condizioni di vita e di lavoro che il futuro riserverà loro.

Allora vi è la necessità di cogliere appieno un'esigenza che il legislatore con la legge dell'anno scorso, la "144" del '99, ha voluto introdurre nel nostro sistema, vale a dire l'obbligo formativo che fa da pendant rispetto al processo di riforma che ha riordinato, elevato l'obbligo scolastico da 14 a 15 anni, ha riordinato i cicli e ha introdotto il sistema che ogni ragazzo, per combattere il concetto di dispersione scolastica, va accompagnato in un obbligo formativo fino al diciottesimo anno d'età, e questo obbligo deve esplicitarsi attraverso tre momenti che devono comunque collaborare: il momento dell'istruzione, la formazione fatta all'interno della scuola, dove vi è la necessità di ridefinire i curricula didattici prevedendo l'interscambio delle attività di alternanza tra scuola e lavoro, dei tirocini in azienda, degli stages, ed anche su questo versante la scuola dovrà attrezzarsi.

L'altro versante è quello della formazione professionale, che per legge è assegnata alle Regioni. Allora la nostra Regione, così come stanno facendo tutte le Regioni d'Italia, deve essere in grado di rispondere immediatamente a questa esigenza ora che è stato definito anche il percorso attuativo dell'obbligo formativo.

Ricordava il collega Lai che venerdì 25 febbraio è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il D.P.R., il regolamento attuativo dell'obbligo formativo; è stata fatta pochi giorni fa la conferenza Stato - Regioni per delineare il percorso attraverso la stipula di protocolli d'intesa per dare attuazione all'obbligo formativo.

Io non so se vi sia la sensibilità, se i rappresentanti della Giunta stiano seguendo questi processi che sono fortemente innovativi all'interno del sistema scolastico educativo e formativo del nostro paese. Vi è la necessità di dare risposte, non di rimandare le risposte! Le risposte vanno date oggi! Se c'è un problema di bilancio, si trovino, e sta alla Giunta trovare la capienza, le disponibilità.

Accolgo interamente quanto ha detto il collega Selis. Faccia la Giunta uno sforzo per reperire, per dare comunque un segnale perché questo è un obbligo che decorre dal 2000. I quindicenni dovranno essere già introdotti in questo sistema. Non serve dire che reperiremo le risorse all'interno del POR, a parte il fatto che il fondo sociale europeo nella sua nuova configurazione prevede il superamento della logica dell'intervento strettamente formativo, perché nelle politiche dell'Unione europea viene privilegiata piuttosto la formazione post diploma, viene privilegiata la formazione all'interno delle aziende. Questo invece è un settore che attiene precipuamente e specificatamente la formazione di base, la formazione iniziale che si lega al concetto della dispersione scolastica, e difatti è stata istituita, anche attraverso il regolamento attuativo, un'esigenza che le scuole dovranno comunicare, una volta assolto l'obbligo scolastico, ai servizi dell'impiego, quali sono i ragazzi che non continueranno più a scuola, ed allora i servizi dell'impiego dovranno stabilire un censimento delle persone che comunque dovranno essere accompagnate per esercitare e attuare l'obbligo formativo. Dovranno nominare dei tutor, ma noi siamo in ritardo in questa regione anche rispetto alla legislazione di riordino rispetto ai servizi dell'impiego. Ancora non abbiamo preso le competenze che lo Stato sta trasferendo agli enti locali e alle province in materia dei servizi all'impiego. Allora abbiamo la necessità che anche la Regione abbia la consapevolezza che deve riuscire a integrare, a realizzare le opportune interazioni tra servizi dell'impiego, sistema della formazione, sistema della scuola, perché l'obbligo formativo non è da meno rispetto all'altra grande innovazione, e che positivamente io dico la Giunta ha recepito, quella dell'istruzione - formazione tecnica superiore.

Apprezzo il fatto che la Giunta, anche attraverso specifici articoli di questa finanziaria, abbia introdotto e messo delle quote di cofinanziamento per l'istruzione e formazione tecnica superiore, ma quello è solo un aspetto. C'è questo aspetto che rischia invece di essere dimenticato ed abbandonato. Ma per applicare quest'obbligo noi dobbiamo fare un discorso di territorializzazione degli interventi, sulla base di bacini potenziali di utenza. Allora significa che noi dobbiamo avere la consapevolezza che la formazione professionale, così come è articolata in Sardegna, non va bene, non è in grado di rispondere alle nuove esigenze.

Noi dobbiamo fare un grosso sforzo di riforma. Apprezzo che questa sia l'intenzione dell'Assessore, l'intenzione della Giunta, però non siete conseguenti, perché non è possibile fare una riforma della formazione a costo zero. L'anno scorso, nella tabella B) del fondo nuovi oneri legislativi, erano stanziati venti miliardi nell'anno 2000 e venti miliardi nell'anno 2001 per la riforma della formazione. Oggi l'Assessore viene in Aula e dice che vorrà fare la riforma della formazione!

A testimonianza dell'importanza di questo settore giacciono in Commissione già tre disegni di legge su questo settore, e sarà proprio l'obiettivo politico prioritario su cui noi dovremmo misurarci. Allora io avrei apprezzato, da parte della Giunta, che avesse quantomeno o presentato un disegno di legge collegato alla finanziaria, oppure provveduto ad una provvista finanziaria nel fondo nuovi oneri legislativi. Tutto questo non è avvenuto. Allora questo significa che c'è proprio una volontà politica di tenere le cose come stanno, di non fare riforma, ma neanche di dare risposta a ciò che è un obbligo che ci viene dalla legge. Noi invece dobbiamo incidere profondamente riformando il sistema, accreditando le strutture, facendo formazione che sia adeguata e rispondente ai bisogni dei nostri giovani, dei lavoratori, del sistema delle imprese e di tutta la Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Ivana Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI IVANA (D.S.-F.D.). Sarò brevissima, anche perché è stato detto dai colleghi che mi hanno preceduto. Voglio solo ricordare che è importante ciò che hanno detto l'Assessore della programmazione, l'Assessore del lavoro e formazione professionale, e cioè che nelle priorità della Giunta c'è quella di affrontare il problema della formazione nel suo complesso in modo organico e cercare di dare risposte.

Mi pare comunque che gli emendamenti che sono stati presentati vadano proprio in questo senso, nel chiedere un'accelerazione e comunque una disponibilità da parte della Giunta di investire risorse in un campo come quello della formazione, ma soprattutto come quello dell'assolvimento dell'obbligo scolastico, che non possono più essere rinviate, e non possono più essere rinviate né completamente al POR né completamente alla riforma della formazione professionale fra le altre che giace in Consiglio, bisogna dire, purtroppo, già dalla scorsa legislatura non siamo riusciti a portare a compimento benché fosse iniziata la discussione in Commissione, ma mi pare che neanche adesso siamo pronti ad affrontare questa tematica in modo compiuto.

Voglio ricordare ai colleghi e alle colleghe che la Sardegna detiene ormai un triste primato, quello di essere la regione che più fortemente risente dei problemi della dispersione della mortalità scolastica. Venti per cento degli iscritti alle superiori non si diploma; solo la metà i coloro che si diplomano si iscrive all'università, e all'università si laureano uno su venti iscritti. Credo che questa sia un problema, una questione che la Regione Sardegna si deve porre, visto e considerato, fra l'altro, che la legislazione nazionale sta procedendo alla territorializzazione di queste tematiche, e quindi a far sì che le regioni, le province e i comuni siano i detentori di coloro che programmano ed erogano queste risorse e queste risposte.

Credo che l'Assessore della programmazione e l'Assessore del lavoro dovrebbero dimostrare non tanto a questo Consiglio regionale ma alla Sardegna, quindi agli uomini e donne di questa regione, la loro disponibilità, pertanto credo che sia necessario da parte loro che vi sia l'accoglimento degli emendamenti 51 - 124 e il 50 indicando, se non vi fosse una disponibilità tale di risorse quale quelle che vengono indicate dagli emendamenti, certamente una disponibilità ad accogliere in modo significativo questi emendamenti stessi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lai. Ne ha facoltà.

LAI (D.S.-F.D.). Signor Presidente, signor Presidente della Giunta, mi interessa aggiungere solo due elementi rispetto alla presentazione sintetica degli emendamenti che è stata fatta e in relazione alle segnalazioni, alle risposte che hanno dato, come parere della Giunta, l'Assessore Pittalis e l'Assessore Luridiana..

Il primo elemento, rispetto alla copertura, alla presenza, alla previsione che queste attività siano attivate con i POR. Ci sembra francamente poco probabile per due ordini di motivi: sia per gli indirizzi che l'Unione europea ha dato rispetto al fatto che questi fondi devono essere aggiuntivi, e l'esperienza profonda sul fondo sociale europeo ci consente di dire che su questi temi l'Unione europea è molto attenta. Questo significa che viene sostenuto soltanto il miglioramento e la compensazione di sistemi inesistenti, e soprattutto dopo la formazione professionale di base, cioè al di là di quelli che sono gli impegni che devono essere garantiti dallo Stato e dalle regioni.

Il secondo elemento, per il quale richiamavo anche l'attenzione dell'Assessore della pubblica istruzione, dicendo che non è più soltanto un problema di assessorato al lavoro, è che l'obbligo formativo rientra né più né meno tra quegli obblighi che da una parte vengono garantiti dallo Stato con la scuola elementare, la scuola media e la scuola superiore, e dall'altra, da oggi, a partire dallo scorso anno, a partire dalla Bassanini terza, devono essere garantiti dalla Regione nel completamento del corso di studi, cioè non sono più attività, iniziative estemporanee, devono essere garantite per tutti coloro che ne fanno richiesta, anzi, per tutti coloro che sono cittadini sardi, cittadini italiani. Tanto per dire quali sono i numeri, oggi dei ragazzi sardi che non hanno un diploma solo uno su 25 ha una qualifica professionale. Quindi oggi dobbiamo creare e iniziare a pensare che dal 2000, cioè da settembre, deve esserci un sistema che compensa 24 ragazzi su 25 che non hanno una qualifica tra quelli espulsi dai percorsi formativi. Non è una questione che può essere garantita con l'occasionalità dei piani formativi. Rappresenta l'istituzione, la strutturazione costante di un sistema formativo, alternativo a quello della scuola che porta al diploma, che tra l'altro deve essere integrato (ed è un altro elemento che sta in capo all'Assessorato al lavoro) con il sistema dell'apprendistato, che deve essere attivato con tutto il mondo,
del sistema artigianale, del sistema delle piccole imprese, che può consentire anch'esso di garantire l'obbligo formativo a diciotto anni.

La seconda cosa che voglio dire in merito a questo è che tutti noi sappiamo, l'ha detto anche il Presidente nelle dichiarazioni programmatiche, che il problema del lavoro non è soltanto un problema di creare le occasioni, ma è anche un problema di incontro tra domanda ed offerta. L'obbligo formativo impone una nuova strutturazione di servizi circoscrizionali all'impiego, cioè la necessità che ogni ragazzo, ogni giovane sardo di quattordici anni sia seguito sino alla fine del compimento dei diciotto anni e non abbandonato, sia che abiti in una periferia urbana di Sassari o Cagliari, sia che abiti in un paesino lontano nelle nostre zone interne. Significa dare cittadinanza ai giovani sardi, significa dare attenzione sino a quando non raggiungono almeno un livello educativo di qualifica, di titoli, che gli consenta di affrontare il mercato del lavoro, perché oggi il lavoro ci sarebbe, e ce ne sarebbe abbastanza se ci fossero i titoli, le competenze e le capacità, ed anche questo è un pezzo di lavoro che dobbiamo fare oltre a quello di finanziare le occasioni di lavoro, quello di fare incontrare la domanda, le potenzialità, con quella che è l'offerta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Poche considerazioni su questa partita della formazione professionale. Il Consiglio regionale dovrà trovare una occasione, uno spazio e uno stimolo perché discuta seriamente quanto prima della formazione professionale in Sardegna, non per via di emendamento, ma per via di testo principale, perché io condivido la gran parte delle cose che qui sono state dette come enunciazioni, però, se dovessimo approfondire appena il ragionamento so che non condividerei molte delle cose o delle conseguenze a cui portano certe affermazioni.

La formazione professionale è inutile dire che è un fattore determinante per lo sviluppo, intendo lo sviluppo non solo danaro, ma innanzitutto elevazione culturale e qualità della vita, dove anche il danaro c'entra, intendendo per danaro l'economia, i mezzi, le cose. Ma oltre alle risorse finanziarie, oltre ai beni materiali che si è capaci di produrre, una società progredisce quando è più libera, e per essere più libera deve essere più colta. Allora io voglio dire per intanto questo: i soggetti, i motori perché si ponga mano a un riordino vero e serio della formazione professionale anche in Sardegna, sono due, non è solo il motore pubblico, non è solo la Regione. La Regione deve fare la sua parte destinando le risorse, normando meglio la materia, controllando. Oggi si usa dire monitorando, io dico controllando che le finalità per cui i danari sono dati in base alle leggi siano utilizzati per quel fine e perché i risultati siano garantiti.

Dico che i motori sono due perché la Regione è un motore inceppato, è deficitario; la Regione ha una normativa datata, ma soprattutto una gestione farraginosa e distratta in materia di formazione professionale, e la Regione non è un'astrazione, la Regione è chi la governa (l'hanno detto bene i colleghi che sono intervenuti, Silvio Lai, Pusceddu e altri), la Regione è questa. Voi avete la responsabilità oggi di porre mano e innanzitutto porre testa ad avanzare una proposta seria e vera di riordino della formazione professionale.

Però il secondo motore non è la Regione, non appartiene alla Regione, e neppure al sistema pubblico; il secondo motore per mettere in movimento questo carro, questa macchina sono gli enti di formazione professionale, ed è il sistema associativo che genera e sostiene gli enti di formazione professionale, quindi non solo quelli pubblici ma anche quelli privati, e non è consentito più sottacere anche sotto questo versante sulla responsabilità, intesa in positivo, come capacità di pensare, capacità di fare, capacità di produrre. La gran parte degli enti di formazione professionale è una vita che io sento dire che lamentano che è insufficiente il finanziamento, che sono insufficienti le norme, che è insufficiente tutto, però non ho mai sentito dire che è insufficiente anche la loro capacità di adempiere i fini per i quali sono stati pensati, la legge li ha riconosciuti e il bilancio li sovvenziona.

Gli enti di formazione professionale non sono funghi che nascono quando piove, appartengono al sistema della consociazione sociale; gli enti di formazione professionale chiamano, quindi, in causa, sempre positivamente, come responsabilità e capacità di fare, il sistema sindacale, non tutti i sindacati hanno enti di formazione, però quei sindacati che hanno enti di formazione li possono avere per raggiungere determinate finalità. Le associazioni professionali, imprenditoriali che hanno enti di formazione in industria grande, piccola, media, le associazioni professionali dell'agricoltura, le associazioni professionali di ogni settore produttivo che ha enti di formazione devono rispondere in ragione della qualità e in ragione dei risultati che sa garantire alla società.

Questo l'ho voluto dire adesso, è una premessa di un ragionamento. Si arrivi quanto prima, la Giunta è in ritardo e ha una grande responsabilità, ad avanzare una proposta seria di riordino della formazione professionale, laddove le parole chiave siano due: una è la formazione permanente. Bisogna smetterla con la storia che nella vita c'è un tempo per imparare, un tempo per andare a scuola e poi un tempo per produrre. Il tempo della produzione è sempre, il tempo dell'imparare e dello studio è sempre. La formazione permanente significa elevazione e aggiornamento continuo perché si può andare a scuola, si può uscirne anche ottimi laureati e si può ridiventare asini, di questi tempi, anche in pochi anni. Quindi la formazione permanente è la capacità di imparare sempre, augurando che la vita media si allunghi fino a 250 anni, e allora a 249 anni uno deve essere ancora a scuola, in parte, perché si impara sempre per stare meglio.

La seconda parola chiave è l'animazione culturale, che vuol dire cultura, però con un'anima, con una capacità di sentire, di muovere le cose. E allora nei nostri territori innanzitutto bisogna pensare a quanti soggetti operatori siano capaci di infondere e quindi di accrescere una capacità di miglioramento culturale.

Di questo aspetto, credo, ne parleremo, seppure in modo sintetico, quando passeremo al capitolo successivo, quello riguardante le politiche attive del lavoro. Non c'è economia che tenga, non c'è capacità di accrescere la produzione in nessun settore se non c'è un ambiente culturalmente evoluto nei nostri territori, che consenta alle idee anche di nascere. Non basta sostenere le idee già nate, perché quando le idee quando sono buone possono nascere qui, possono essere importate da dove si vuole, ma se noi non creiamo nel tessuto sociale distribuito un sistema favorevole, una condizione favorevole, un ambiente favorevole alla ideazione, alla capacità di pensare e di elaborare, e quindi alla capacità progettuale che ne deriva, perché non c'è nessun progetto che non sia retto da un'idea, se noi non creiamo questa condizione è chiaro che tutto quello che si pensa di fare per lo sviluppo economico della Sardegna è tutto calato dall'alto, non può che essere così, disegnato da altri, e il protagonismo sociale, quando cade o quando si affievolisce, è chiaro che è un protagonismo ridotto, rachitico.

Molti pensano di essere protagonisti e non sono neppure comparse, perché non si pongono il problema della capacità di comprendere i processi e quindi di dominare il processo produttivo innanzitutto, di comprenderne gli sviluppi. Questo non vuol dire che tutti devono essere ricchi o che tutti devono essere grandi imprenditori; si può essere imprenditori grandi quando si è imprenditori di se stessi e quando si è capaci di collaborare.

Credo che questo ragionamento applicato alla formazione professionale ci porti a superare la limitatezza di alcuni emendamenti che pure sono stati presentati, hanno una loro utilità, e se la Giunta avesse capito questa utilità li avrebbe potuti anche accogliere perché si muovono in questa direzione. Però quegli emendamenti è chiaro che hanno il limite di essere una parte troppo piccola di un tutto, di un sistema che è talmente grande per qualità, e non solo per quantità, che deve essere capito.

Il mio intervento vale per dire che condivido gli emendamenti che sono stati presentati, che la Giunta ha fatto male a non accoglierli e a non accoglierli in questo spirito; avrebbe potuto accogliere quegli emendamenti dichiarando che sta pensando al riordino del settore nel suo insieme con alcuni valori, con alcuni obiettivi, con alcuni contenuti. La Giunta dice solo "rimandiamo a domani perché trattiamo nell'insieme la questione", aspettiamo questo domani. Che sia domani, perché non so se voi intendete che non è domani ma è dopodomani, non so neppure se avrete il tempo di poter presentare questa proposta, almeno questo è l'augurio che io vi faccio di cuore, che se lo fate domani, ok, presentateci la proposta sulla formazione, se è dopodomani spero non ne abbiate il tempo perché non meritate di presentare neppure questa proposta.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di intervenire l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ho già detto, nell'esprimere il parere sugli emendamenti, che vi è un'attenzione da parte della Giunta per questo settore, vi è una particolare attenzione perché siamo tutti consapevoli che il sistema della formazione professionale finora ha funzionato solo in funzione di esigenze non di chi deve essere formato, con questo non voglio neanche generalizzare, però ha funzionato solo, forse, in funzione di altre esigenze. Ed allora sicuramente va riformato il sistema; è già in fase di definizione il disegno di legge, su proposta dell'Assessore del lavoro, di modifica, di riordino, perché è assolutamente inconcepibile che oggi vi siano enti di formazione che non hanno né giovani da formare, non hanno attività, eppure il personale è a carico della Regione, quindi molte cose devono essere sicuramente razionalizzate e riportate anche ad una logica formativa e non soltanto ma di possibilità di sbocco che la formazione deve dare anche per l'occasione.

Sul problema specifico dell'obbligo formativo vi è già una prima indicazione data per quanto riguarda il fondo sociale europeo, perché non ha detto cose esatte il collega Pusceddu quando ritiene che sul POR Sardegna non vi sia, almeno nella rimodulazione recente che è stata operata, alcun riferimento, così come vi è un riferimento proprio nella legge "144" che prevede delle risorse ad hoc.

Ora, che la Regione debba e possa fare uno sforzo in questo senso si può anche essere d'accordo, ma è vero anche che purtroppo una questione di ristrettezze di bilancio, di risorse finanziarie non consente in questo momento l'intervento nella misura che è stata richiesta, per cui il problema verrà rivisto nell'ambito più complesso della definizione di ogni problematica connessa alla formazione professionale. Ecco, con questo spirito positivo, mi pare, perché non si sta esprimendo un giudizio negativo sul merito degli emendamenti, l'abbiamo detto, la Giunta è d'accordo, se fosse presente l'Assessore del lavoro l'avrebbe confermato sicuramente anch'egli perché è materia di competenza sua, quindi confermiamo quanto già detto.

PRESIDENTE. Ricordo all'Aula che era stato illustrato e discusso un blocco di emendamenti e che per il resto si soprassiede, cioè ai 203, 204, 205 e 206 perché hanno attinenza, vengono spostati e verranno illustrati subito dopo, quando si passerà all'esame dell'articolo 17 bis.

Metto in votazione l'articolo 17. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

All'articolo sono stati apportati gli emendamenti che sono stati illustrati, e all'emendamento numero 51 è stato apportato un emendamento sostitutivo soppressivo totale.

Quindi si passa all'esame in via di precedenza dell'emendamento numero 292 che è sostitutivo totale del 51.

Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PUSCEDDU (D.S.-F.D.). Per dichiarazione di voto, per dire che l'emendamento rimane perché è opportuno che resti traccia sull'affermazione dal punto di vista politico di un'esigenza che deve essere tenuta in massimo conto da parte della Regione, l'esigenza dell'obbligo formativo.

Quindi non è un problema di quanto costa la formazione, di quante risorse mettere. Già nel corso degli interventi noi abbiamo soffermato principalmente la nostra attenzione sulla qualità della formazione.

Io sottoscrivo gran parte delle affermazioni del collega Cogodi perché dobbiamo avere la consapevolezza che vi è la necessità di una ristrutturazione del sistema della formazione, ristrutturazione che deve riguardare sia gli operatori, sia gli enti, sia le strutture che possibilmente devono essere accreditate, devono rispondere a standard di qualità in termini di dotazioni organiche, di strutture, di risorse umane e di risorse tecniche.

Bisogna evitare ciò che è avvenuto finora, di enti che sorgono (diceva Cogodi) come funghi, vale a dire con quel circolo vizioso che l'offerta condiziona la domanda, che prima si fanno i piani, si attribuiscono corsi e poi crescono enti per realizzare determinati corsi, enti senza struttura, senza know-how, senza capacità, senza adeguate risorse.

Dobbiamo invece invertire il sistema, ma invertire significa allora tener presente l'offerta formativa, tenendo conto della domanda formativa. Allora vi è la necessità di ripensare, in termini sistemici, il discorso della formazione, dove la Regione deve definire il proprio ruolo, che deve essere un ruolo di programmazione; noi dobbiamo ridefinire nel complesso istituzionale il discorso della gestione. La Regione programmi, ma programmi sul serio, controlli ma controlli sul serio, faccia l'attività di alta sorveglianza e si liberi di tutti gli orpelli della gestione, deleghi agli enti locali, alle province, tutte le attività di mera gestione, questo è il discorso che dobbiamo fare. Però non possiamo più accettare che la Regione sia un "corsificio", dove non si fa un discorso complessivo sui bisogni di formazione, ma si attribuiscono sulla base di piani, che poi non sono piani, corsi qua e là disseminati sul territorio. Noi abbiamo puntato molto su questo emendamento dell'obbligo formativo, perché volevamo introdurre all'interno del sistema proprio una sperimentazione sulla capacità di questa Regione di rinnovare veramente il sistema della formazione, attraverso un discorso che superasse la mera logica di attribuzione e disseminazione di corsi e talvolta di dispersione di risorse pubbliche. Dispiace che non sia stato colto questo segnale, dispiace che si voglia invece continuare all'interno di una logica di risorse e di piani effettuati con le risorse del fondo sociale europeo, limitando dunque il discorso al singolo corso. Qui c'era invece l'esigenza di un salto di qualità, di definire ed ipotizzare, sperimentare una diversità, una innovazione, proprio in termini integrati, del discorso della formazione, della scuola e dei servizi per l'impiego. Ed è per questo che io ritengo che vi sia la necessità, quanto meno anche in termini puntuali. Siamo tutti d'accordo per fare la riforma; la riforma va fatta, va fatta in tempi brevi, però dobbiamo avere la consapevolezza che la riforma deve essere radicale, ma deve essere nel contempo anche sostenuta da una forte volontà politica e da adeguate risorse. Poi discuteremo su come queste risorse devono essere utilizzate, e osiamo allora uscire anche dall'altro circolo vizioso, quello del personale. Perché noi abbiamo personale della "42" che non può essere utilizzato a fini formativi, vi è allora la necessità di vedere complessivamente tutti questi aspetti. Per cui io dichiaro di votare favorevolmente all'emendamento 51 così come è stato riformulato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Lai, per dichiarazione di voto.

LAI (D.S.-F.D.). Intervengo per dichiarare il voto favorevole, perché mi rassicurano solo in parte gli impegni della Giunta, perché ritengo non sia stato colto invece il senso del problema. Ripeto una cosa, non si tratta di decidere di finanziare la cura di venti malati su cento che ce ne sono; se ci sono cento malati vanno curati cento malati. L'istruzione è esattamente come la sanità, un diritto al quale i cittadini devono poter accedere liberamente. Quest'ipotesi che venga, in un finanziamento eccezionale, spostato un obbligo e un diritto non ritengo colga l'esigenza. Avrei gradito ed apprezzato di più, sia dall'Assessore al lavoro, sia dall'Assessore alla programmazione, sia anche dall'Assessore alla pubblica istruzione perché diventerà un suo impegno, un impegno ad aprire un capitolo di bilancio su questa materia, perché è un impegno a garantire un diritto a cui i giovani sardi non possono rinunciare e a cui in questi anni hanno rinunciato. Non ha niente a che fare l'obbligo formativo, giustamente l'ha detto in questo caso anche l'Assessore della programmazione, con la formazione professionale, perché è altro, è obbligo da soddisfare all'interno dei percorsi scolastici, non ha niente a che fare con l'impegno a riformare la formazione professionale, l'impegno a rivedere tutto quello che è da rivedere. Si tratta di garantire un obbligo, ecco perché esprimo, come dichiarazione di voto, il voto positivo all'emendamento 292.

PRESIDENTE. Siamo in sede di votazione dell'emendamento numero 292, che è sostituivo totale dell'emendamento numero 51. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene.

(Non è approvato)

Siamo all'esame dell'emendamento 51 che non è stato sostituito, presentato dai consiglieri Pusceddu, Lai e Pirisi. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 119, presentato dai consiglieri Fadda, Lai e Pusceddu.

Ha domandato di parlare il consigliere Lai, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI (D.S.-F.D.). Questo emendamento è un po' diverso dagli altri; volevo soltanto sottolineare, nell'esprimere il voto positivo, che si tratta di un emendamento che non ha alcun costo. E sul quale mi sembra di aver capito che anche l'Assessore al lavoro abbia espresso un parere non negativo, perché si tratta semplicemente di estendere una possibilità, limitata soltanto a due organizzazioni, a tutte le organizzazioni che rientrano nel campo della formazione professionale. E` una disponibilità più ampia di quella attuale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CORDA (A.N.). Semplicemente per dire questo, l'argomento della formazione professionale è un argomento che conosco bene, perché da trentun anni mi occupo di questo settore, e ho avuto l'esperienza negativa anche di insegnare in un corso gestito da enti, eccetera, è un carrozzone disastroso, fatto di clientele e basta! Però non voglio far perdere tempo su questo tema che approfondiremo in altra occasione, volevo solamente dire quello che penso, perché mi sembrava che fosse dovuta la presenza, come parere, su questo settore che è disastrato, perché se si vuol veramente fare formazione in Sardegna occorre riformare un carrozzone inutile, che fatto così com'è fa solo danno e serve solo a chi gestisce i corsi e non a chi li frequenta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PUSCEDDU (D.S.-F.D.). Io ritengo che al di là degli aspetti folcloristici della dichiarazione che mi ha preceduto vi sia la necessità, e il senso di questo emendamento mira proprio a porre all'attenzione del Consiglio la punta di un iceberg. Allora, per il discorso della formazione bisogna porci il problema degli operatori della formazione. Vi è un'esigenza di tener conto che il personale iscritto negli albi della legge 42 è un personale con delle competenze professionali storicizzate. Anche questo personale ha necessità di rispondere ad esigenze di formazione, perché le esigenze formative, quando la formazione era considerata la scuola di serie B, aveva più una funzione di addestramento, era più portata verso la manualità, per cui servivano delle figure tecniche specialistiche per insegnare un determinato mestiere, e noi abbiamo questo personale che risente ancora di questi limiti e che ha necessità di essere riconvertito e di essere a sua volta formato. Però ci rendiamo conto che su alcune persone non è più possibile neanche effettuare una riconversione, perché allora c'è un'esigenza dell'amministrazione regionale, che è quella di ridurre l'appesantimento dell'onere finanziario, per riservare effettivamente le risorse finanziarie verso gli utenti, verso i fruitori della formazione, perché io concordo che c'è anche questo elemento distorcente all'interno del sistema, che molte volte si bada più a chi eroga formazione rispetto a chi invece deve ricevere la formazione. Ed allora introdurre delle misure che all'interno, senza ulteriore aggiuntività di costi economici, possano favorire un esodo e una fuoriuscita dal sistema significa cogliere un obiettivo che è quello di ridurre l'appesantimento economico che questa Regione sostiene. Infatti nella norma finanziaria che noi abbiamo testé approvato, all'articolo 17 c'è proprio scritto che viene destinata una quota di risorse per gli adempimenti della legge 42. Se l'impegno di queste risorse invece è ridotto, è inferiore, noi libereremo risorse a vantaggio della formazione. Una formazione che chiaramente deve essere di qualità deve tenere conto che dev'essere al passo con le esigenze della società, per cui è positivo che l'assessorato si sia fatto carico anche di questo problema e abbia portato avanti, attraverso un finanziamento dello Stato, del Mistero del lavoro, a valere sulla formazione continua, sulla legge 236, un progetto di formazione formatori, perché vi è proprio l'esigenza che il personale che opera sia riconvertito, abbia la possibilità di operare nel sistema attraverso un'adeguata riqualificazione. Per cui io mi rendo conto che non è possibile riformare la formazione a colpi di emendamenti, ma il senso di questi emendamenti è di porre l'attenzione politica su un'esigenza di riforma generale del sistema, del sistema della formazione che, come ho detto nel corso dell'intervento, ha necessità di essere integrato con la scuola, con il sistema delle imprese, con il sistema economico. E se allora noi non riusciamo cogliere proprio l'esigenza politica che è stata manifestata, qui è sufficiente dare almeno un segnale, che da parte della Giunta vi è l'esigenza di procedere, di iniziare il primo passo di un percorso. Stiamo chiedendo questo, il primo passo di un percorso. Questo è stato posto sia in Commissione, nell'interlocuzione politica, ma di fronte ad una chiusura e ad un atteggiamento che tende solo a dilazionare nel tempo la risposta a problemi che sono reali, che non possono - mi rendo conto - essere affrontati tutti in questa sede, ma che hanno bisogno di risposte adeguate e di esplicitazione di chiare volontà politiche da parte della Giunta regionale. Per questo dichiaro il mio voto a favore dell'emendamento numero 120.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento 119. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 120. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 122. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 124.

Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PUSCEDDU (D.S.-F.D.). L'emendamento 124, che è stato presentato, pone all'attenzione del Consiglio un grosso problema, che è il problema dell'accreditamento delle strutture formative. Si continua ad operare in un sistema dove i luoghi dove viene erogata la formazione sono talvolta occasionali, raccogliticci, dispersi in diverse parti del territorio, senza nessuna logica di sistema. Il problema dell'accreditamento delle strutture formative nasce dal patto del lavoro stipulato dal Governo con le organizzazioni sindacali. A seguito del patto del lavoro, con la legge Treu, la legge 196, all'articolo 17 è stata definita proprio l'esigenza che la formazione debba essere erogata attraverso strutture accreditate. Questo articolo, e il regolamento di attuazione dell'articolo, è stato successivamente sottoposto all'attenzione della Corte dei Conti e lì si è fermato, per cui ci troviamo ancora in una fase di interlocuzione, però resta valido il principio che le strutture che erogano formazione devono essere accreditate. Per essere accreditate qui entra proprio in pieno il ruolo pubblico dell'ente Regione. Chi è che accredita? Deve essere senz'altro la Regione. Ma per accreditare bisogna predefinire determinati standard di qualità riferiti alle strutture, riferiti alle risorse umane, riferiti alle dotazioni che devono avere queste strutture.

Allora io ritengo che, una volta che riusciremo a introdurre nel sistema l'accreditamento delle strutture, allora avremo fatto piazza pulita di tutti quegli elementi che, anche nel corso di questo dibattito, sono stati sollevati come elementi distorcenti di una corretta utilizzazione delle risorse finanziarie assegnate a questo settore. Però l'accreditamento necessita dell'adeguamento delle strutture, adeguamento che deve avvenire anche in termini di sicurezza, che deve avvenire anche in termini di accoglimento delle direttive previste dal decreto legislativo 626. Ma significa anche improntare il discorso in termini di qualità. Allora, non servirà tanto soffermarci sulle risorse e sulla quantità della formazione, ma piuttosto sulla qualità della formazione, che deve essere erogata in un sistema diffuso di accreditamento. Questo sistema sta andando anche ormai verso il sistema dell'istruzione formale, dell'istruzione scolastica; nel progetto di autonomia delle strutture scolastiche ogni scuola deve predisporre il proprio progetto di offerta formativa. Se la scuola deve fare questo io ritengo che, a maggior ragione, dovranno farlo gli enti, ma dovranno farlo le strutture degli enti, perché il concetto di accreditamento introduce un ulteriore elemento, che si supera, non sono gli enti accreditati, ma sono le singole strutture. Questo significa superare l'elemento di occasionalità dei luoghi dove viene erogata la formazione, significa avere strutture che abbiano caratteristiche di certezza, ma allora significa che anche la Regione deve fare un salto di qualità rispetto all'obiettivo di erogare una formazione che sia soprattutto finalizzata. Ed è per questo che io ritengo che introdurre con un emendamento, all'attenzione del Consiglio, seppur in termini problematici, al di là della dotazione finanziaria, perché mi rendo conto che il sistema di accreditamento, se è diffuso su tutto il territorio regionale, ha necessità del concorso di diverse risorse, risorse pubbliche, risorse private, appunto perché l'obiettivo è quello di riqualificare la spesa per la formazione. Allora io ritengo, dichiarando il mio voto favorevole sull'emendamento 124, che anche questo aspetto dovrà essere tenuto in massima considerazione nell'ipotesi di riforma del sistema della formazione professionale in Sardegna, per riuscire a garantire, nell'interesse degli utenti, nell'interesse dei giovani, nell'interesse di tutti quanti si avvicinano e hanno bisogno, un bisogno formativo, di riuscire a fare formazione in luoghi adeguati, idonei, che rispondano a standard di qualità.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 124. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto sull'emendamento numero 50 il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.

PUSCEDDU (D.S.-F.D.). Questo emendamento si riconnette a un'impostazione politica che le forze del centrosinistra hanno portato avanti anche nel corso della presentazione in Aula delle dichiarazioni programmatiche del Presidente Selis. Ricorderete la triade formazione-informazione-informatizzazione. Noi dobbiamo avere una consapevolezza, che la scommessa del futuro della nostra Isola si gioca sulla società della conoscenza, si gioca sull'applicazione delle nuove tecnologie, perché abbiamo un duplice obiettivo: il primo è quello di evitare che i nostri giovani siano degli emarginati, perché mentre prima era sufficiente saper leggere e saper far di conto per avere, quanto meno, una vita di relazione e inserirsi nella società, oggi se uno non conosce le lingue e l'informatica rischia di subire delle condizioni di marginalità sociale. Per cui vi è la necessità che ci sia una specifica finalizzazione di attività che privilegiano le attività formative nel settore delle nuove tecnologie dell'informazione e dell'informatizzazione. Per questo motivo, sottolineando proprio brevemente questi aspetti, ritengo che l'emendamento possa avere il mio voto favorevole.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 50. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Abbiamo terminato l'esame degli emendamenti e faccio presente all'Aula che, come dichiarato in precedenza, gli emendamenti numero 203, 204, 205, 206 saranno esaminati insieme ad altri 26 o 25, allegati al 17 bis.

Sospendo la seduta per dieci minuti per consentire di terminare il lavoro di coordinamento di questi emendamenti che potranno essere semplificati al massimo. Se l'Aula è d'accordo per sospendere il 17 bis.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Possiamo semmai organizzare i lavori in questo modo, se l'Aula ritiene: siccome vi è una serie di emendamenti all'articolo 17 bis, che sostanzialmente si riferiscono al piano del lavoro, quindi un emendamento della Giunta è stato già oggetto di approfondimento e di accordo con la maggioranza e con l'opposizione, si tratta di valutare quali emendamenti debbono essere ritirati e quali sono sostituivi, in modo da non appesantire il dibattito e i lavori dell'Aula. Quindi, una brevissima pausa, anche di cinque minuti per fare questa ricognizione, ci fa acquistare forse qualche minuto e forse anche un'ora in più.

PRESIDENTE. La richiesta è accolta, i lavori sono sospesi per dieci minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e10, viene ripresa alle ore 13 e 46.)

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SPISSU

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta, ma per sospenderla immediatamente perché i lavori di coordinamento dei testi degli emendamenti stanno durando più del previsto. A questo punto tanto vale interrompere la seduta e riprendere alle ore 15, consentendo a tutti noi, anziché attendere qui, di fare la pausa per il pranzo.

La seduta è sospesa, riprenderà alle ore 15.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 48, viene ripresa alle ore 15 e 32.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. Se siamo d'accordo, se l'Aula non oppone obiezioni, noi possiamo anche accelerare la lettura, nel senso che leggiamo un comma e diamo per letto l'intero articolo, altrimenti la sola lettura comporta dei tempi morti nel nostro lavoro.

Si dia lettura dell'articolo 17 bis.

MANCA, Segretario:

Art. 17 bis

Intervento straordinario per il lavoro

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata, nell'anno 2000, a promuovere un intervento straordinario per il lavoro articolato in tutti i comuni della Sardegna e rivolto:

a) al sostegno di progetti per igiene ambientale e la salvaguardia del territorio;

b) alla salvaguardia, valorizzazione e gestione ottimale dei beni culturali, archeologici e storici;

c) al sostegno di progetti produttivi di itinerari culturali di archeologia industriale e mineraria;

d) all'estensione e alla cultura del verde urbano.

2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzato lo stanziamento di lire 20.000.000.000 da ripartire secondo le disposizioni di cui all'articolo 5 della legge regionale 1 giugno 1993, n. 25 e successive modifiche e integrazioni (cap. 04021/02).

3. I fondi assegnati ai Comuni devono essere impegnati entro dodici mesi dall'erogazione; in caso di mancato impegno gli stessi devono essere resi entro i successivi sessanta giorni, con l'applicazione, in caso di inottemperanza, degli interessi legali di mora.

PRESIDENTE. Nell'articolo 17 bis ci trasciniamo dall'articolo 17 gli emendamenti 203, 204, 205, 206. Se ne dia lettura, sempre con lo stesso metodo.

MANCA, Segretario:

(Inserire emendamenti 283, 203, 204, 205, 206, 219,78,116, 279, 118, 68, 183, 121, 79, 221, 117, 125, 222, 123, 218, 220, 223, 224, 245, 277, 281, 282, 293, 291, 297)

PRESIDENTE. Sono stati inoltre presentati all'articolo 17 bis i seguenti emendamenti: 219, 78, 116, 279, 118, 68, 183, 121, 79, 221, all'emendamento numero 79 c'è un emendamento all'emendamento, il 281 e il 282, il 117, il 125, il 222, il 123, il 218, il 220, il 223, il 224, il 245, il 277. E` stato predisposto un emendamento di sintesi, poi cercheremo di capire quali emendamenti vengono ritirati perché compresi in questo emendamento di sintesi, che è il 283. Inoltre c'è un ulteriore emendamento, altri due emendamenti di sintesi, il 293 e il 291, e man mano che procediamo nel lavoro spieghiamo quali emendamenti assorbono.

Abbiamo alcuni emendamenti all'articolo 17 che riguardano l'articolo 19 della legge regionale numero 37 del 1998. Di questi emendamenti alcuni che adesso elenco, sono stati compresi, se naturalmente i presentatori sono d'accordo, in un emendamento di sintesi che è il 277 che trovate a pagina 170. Gli emendamenti che sarebbero compresi nel 277 sono i seguenti: 203 a pagina 146 che è uguale al 218 a pagina 165; il 205 a pagina 48 che è uguale al 220 a pagina 166; il 68 a pagina 153; il 183 a pagina 156; il 121 a pagina 157. L'insieme di questi emendamenti dovrebbero essere ricompresi nel 277, quindi se siete d'accordo apriamo l'illustrazione di questo emendamento; se qualcuno intende parlare, e ricordo che nel 277 abbiamo già votato una parte segnatamente il comma 11 quando abbiamo stabilito la posta finanziaria relativa a questo emendamento di cui stiamo parlando, la seconda annualità dell'articolo 19 della legge numero 37. Naturalmente i presentatori di tutti gli emendamenti che ho citato dovrebbero anche dire se vengono ritirati in quanto ricompresi.

Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per illustrare l'emendamento.

COGODI (R.C.). Per quanto attiene l'aspetto tecnico procedimentale abbiamo già istruito questa partita e quanto segnalato dal Presidente con l'aiuto degli uffici corrisponde a questa attività istruttoria che è stata compiuta, che alleggerisce di molto il carico degli emendamenti e dovrebbe anche snellire il confronto e la discussione. Tuttavia ancorché alcuni emendamenti siano compresi nel testo di un più ampio emendamento, noi riteniamo di comunicare il ritiro di tutti gli emendamenti che sono stati enumerati che corrispondono o a doppioni, o a testi consimili o a parti di proposta che sono contenuti in emendamenti più comprensivi, eccezion fatta che per un emendamento. Noi vorremmo tenere nella discussione il testo di un emendamento pure consimile con quello della Giunta regionale con il 277, non è un fatto di mera forma, è un fatto di sostanza, perché non ci parrebbe delicato che noi discutiamo un solo testo presentato dalla Giunta essendo quel testo di fatto il punto di arrivo di un confronto ed anche di un accordo politico, per cui noi terremmo solo pro forma come riferimento alla discussione anche l'emendamento numero 203 che è a firma Cogodi, Selis, Cugini, Balia, Dettori, Ortu ed altri, perché pur essendo contenuto nel 277 dovendo poi essere ritirato perché sarà superato dal voto del 277, ci consente di essere nella discussione e nel confronto con una nostra proposta, che poi è una parte della proposta che è andata in convergenza con la proposta della Giunta che ha aderito a questa proposta. Quindi ritiriamo tutti gli emendamenti che sono stati richiamati, eccezion fatta per il 203 che vogliamo tenere nella discussione insieme a quello che è firmato dalla Giunta, perché poi voteremo uno di questi due e voteremo quello più completo che è il 277 a firma dalla Giunta, però anche l'emendamento conclusivo della Giunta nasce da questa nostra proposta. Non vorremo trovarci come opposizione nella condizione di dover discutere ed approvare il solo emendamento della Giunta.

PRESIDENTE. Vengono ritirati gli emendamenti 218, 205, 220, 68, 183 e 121, rimangono il 203 e il 277 su questo primo blocco di argomenti. Onorevole Cogodi, nel suo intervento illustrava anche l'emendamento?

COGODI (R.C.). Lo diamo per illustrato perché è materia che abbiamo ampiamente dibattuto, poi avremmo possibilità posto che ci sarà necessità di qualche aggiustamento ancora, avremo occasione di precisare qualcosa, ma lo diamo per illustrato perché mi pare che questa parte sia stata gran parte della discussione generale e del confronto pubblico in questi giorni.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore egli enti locali, finanze ed urbanistica per illustrare l'emendamento numero 277.

milia (F.I.-Sardegna), Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Più che illustrare il 277 che è frutto, come ha già ricordato l'onorevole Cogodi, di un accordo tra quanto proposto dai presentatori del 203 e quanto proposto dalla Giunta, presumiamo di aver trovato un accordo su quello che riguarda il comma 4 e il comma 5. Il problema relativo al comma 5, io non ho ancora potuto predisporre l'emendamento da distribuire in Aula, però se l'onorevole Scano e Cogodi prestano un attimo di attenzione potrei leggere: "Comma 5: la Regione verifica in tal modo la rispondenza dei programmi e dei progetti rispetto agli obiettivi di sviluppo e di occupazione locale previsti dalla legge avvalendosi dei nuclei di valutazione ed assistenza che garantiscono alle amministrazioni comunali e alle provincie adeguato sostegno tecnico e amministrativo nella fase della programmazione e della progettazione al fine del migliore perseguimento degli obiettivi, ed assumono il ruolo di coordinamento o monitoraggio degli interventi stessi".

Questa mi pare che sia la sintesi di quanto discusso questa mattina nella pausa. Se questo comma, così come appena enunciato dal sottoscritto Assessore ,dovesse trovare l'accordo, lo faremmo predisporre immediatamente e distribuire all'Aula.

Sul quattro mi manca la stesura fatta dall'onorevole Ivana Dettori stamattina che ha tenuto la copia.

PRESIDENTE. Se c'è la necessità di coordinare i testi e definire meglio alcuni commi dell'articolo 17 bis segnatamente agli emendamenti 203 e 277, proporrei di sospenderne l'esame e darvi il tempo perché possiate coordinare i testi e poi, una volta che l'abbiamo battuto, lo distribuiamo in Aula ed apriamo la discussione, perché altrimenti trovo che sia complicato trovare un accordo all'interno dell'Aula su un testo orale. Quindi restano i due emendamenti 203 e 277 ed attendiamo un testo definitivo su questi punti.

Sempre nello stesso articolo procediamo per blocchi di emendamenti.

C'è un ulteriore emendamento sostitutivo 283 presentato della Giunta regionale sempre all'articolo 17 bis che sostituirebbe gli emendamenti 78, 116 , 118, 117 , 125 , 222, 162, 279, 211 e 223.

Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare l'emendamento numero 283.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il contenuto è chiaro per cui mi rimetto direttamente all'articolato. Semmai mi preme integrare con la copertura finanziaria che ho già indicato agli uffici e che se sono così cortesi da mettere a disposizione dei consiglieri, siccome è articolata, ad evitare una inutile elencazione di numeri e di capitoli, e in più l'aggiunta del comma sette, che è stato proposto sotto forma di emendamento al fine di garantire la continuità e il coordinamento del precedente intervento straordinario di lavoro finanziato ai termini dell'articolo 27 della legge regionale 8 marzo 1997 numero 8 con quello previsto dal presente articolo, la Giunta regionale, in applicazione dell'articolo 4 lettera I della legge regionale 7 gennaio 1977 numero 1, emana apposite direttive ed approva i relativi programmi.

PRESIDENTE. C'è l'emendamento 297 che è un emendamento al 283 che diventa il comma 7 dell'articolo 17 bis. Chiedo ai colleghi se l'emendamento numero 283, che è stato ulteriormente emendato con il 297, fa ritirare o assorbe gli emendamenti che ho citato prima.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). In effetti l'emendamento 283 contiene e quindi supera gli emendamenti 78, 116, 118, 117, 125, 222 e 279. Per un completamento invece funzionale del testo, già in sede di interlocuzione preliminare si era convenuto che un comma aggiuntivo, che può essere il sette o l'otto, se il sette è occupato dalla proposta di coordinamento avanzata poc'anzi dall'Assessore, che è costituito dal primo comma dell'emendamento 223, mentre il secondo comma dell'articolo 223 si ritira. Il primo comma dell'emendamento 223, in buona sostanza, completa il sistema riconoscendo ai comuni la facoltà, e non l'obbligo, se ritengono di coordinare anche gli interventi ex articolo ex 94 (io lo chiamo così) questi che adesso vanno sulla 25, se lo ritengono di coordinarli e di fare un programma unico insieme all'articolo 19. E' una facoltà riconosciuta ai comuni, non impone nessun obbligo. Questa è una prima osservazione che quanto prima si era concordata.

Ugualmente il 283, ritiene la Giunta, dovrebbe essere completato con l'emendamento 297, in ordine un quale però mi permetto di chiedere qualche chiarimento. Noi riconosciamo che vi è sicuramente l'esigenza di una norma che garantisca il passaggio fra il vecchio sistema dell'articolo 37, che viene dalla legge 11 dell'88 e poi via via modificato, e il nuovo sistema, che attraverso la legge 25 assegna la partita direttamente ai comuni, e quindi deve essere inaugurato un nuovo modo di utilizzare questi stanziamenti ai fini del lavoro e per le finalità che sono qui elencate. Una norma di raccordo e una fase di passaggio ci dovrà essere, quindi reputo l'idea che è avanzata nell'emendamento 297 utile, non so però se lo strumento che viene ipotizzato è quello più congruo, perché qui si ipotizza, al fine di garantire la continuità e il coordinamento del precedente intervento straordinario, si ipotizzano direttive della Giunta e approvazione dei programmi da parte della Giunta. Stiamo attenti, io comprendo quale è la finalità e lo spirito con cui questo emendamento è stato da ultimo predisposto, noi non l'avevamo ancora esaminato, però c'è il rischio che si introduca un effetto possibile che è l'esatto contrario di quanto noi vorremmo e reputo anche di quanto vorrebbe la Giunta, perché c'è il rischio di introdurre un blocco dell'operatività di questi 100 miliardi, perché la scelta della legge 25, e quindi della maggiore autonomia comunale, pure finalizzata e incanalata attraverso le finalità in modo puntuale elencate in legge (le lettere a, b, c, d), se sono subordinate a direttive della Giunta, le quali direttive devono essere pensate, fatte, elaborate e approvate, e se queste direttive devono contenere elementi non sono di raccordo tra il vecchio e il nuovo sistema, ma come qui è detto per la continuità e il coordinamento del precedente intervento, vuol dire che il precedente intervento non può neppure continuare fino a quando non ci sono direttive, anzi viene bloccato, perché se le direttive sono lo strumento per garantire la continuità del precedente intervento, vuol dire che se non ci sono le direttine non può neppure continuare quello che è iniziato. Il coordinamento, poi, del precedente intervento è collegato a una approvazione dei programmi; se si blocca quello che è già iniziato e non si può fare nulla di nuovo perché bisogna che la Regione approvi i programmi, conviene anche dire chi è che deve approvare questi programmi, quale ufficio, quale autorità. E siccome questa cosa è nata dall'idea che è stata molto esplicitata dalla Giunta, anzi enfatizzata, qui e all'esterno, che trasferire i fondi e lo stanziamento e anche le modalità sulla legge 25 era una esaltazione dell'autonomia comunale, se passiamo da un situazione nella quale la Regione attualmente assiste male i comuni in ragione di questo intervento, a una fase nella quale deve approvare i programmi, approvare i programmi vuol dire stabilire i criteri in base ai quali li approva. Cioè torniamo a un controllo di merito, perché in base a quali criteri li approva? Con quale strumento, con quale ufficio? Cioè non si comprende come questo emendamento possa garantire né la snellezza, né la maggiore autonomia, questo lo dico senza polemica perché so che finora quello che ha detto la Giunta in tutte le circostanze era che questo era un miglioramento del sistema. Noi non stiamo aggiungendo danari, questi sono i 100 miliardi che hanno presso all'Assessorato del lavoro, ex articolo 94, che hanno una procedura ormai collaudata per cui funziona questo sistema, c'è voluto del tempo per mettere a punto e far funzionare quella procedura, non è la migliore, però almeno funziona. Se per migliorare le cose noi introduciamo non dei filtri, ma dei blocchi addirittura dell'attività pregressa e delle approvazioni di programmi futuri, noi abbiamo preso quei 10 miliardi parlando di autonomia e in realtà stiamo facendo un'altra cosa.

Quindi, suggerisco alla Giunta di ripensare l'emendamento 297 in una norma che sia puramente procedimentale e dica che la Regione cura di coordinare tutto quello che c'è in essere, che non si ferma perché era tutto regolare e legittimo in base alla legge, cura di coordinare o di agevolare, di aiutare i comuni nel passaggio dal vecchio al nuovo sistema. Cioè che la Regione svolga una funzione attiva nel coordinare e nel garantire e aiutare i comuni in questo passaggio; mentre il 297, forse senza volerlo, introduce elementi che però vanno nella direzione opposta. Per ora mi limito a questa osservazione, poi dica la Giunta che cosa intende esattamente e poi verifichiamo.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, per cercare di capire, alcuni emendamenti sono ritirati, e sono il 78, 116, 118, 117, 125, 222 e 279 perché vengono ritenuti assorbiti dal 283, lei fa delle osservazioni al 297.

COGODI (R.C.). Faccio delle osservazioni al 297 e propongo, perché già parte dell'interlocuzione che è avvenuta, che il primo comma del 223 costituisca un comma aggiuntivo del 223.

PRESIDENTE. Prego l'Assessore di prendere nota di queste cose perché stiamo facendo un difficile lavoro di coordinamento in aula.

COGODI (R.C.). E' un po' complesso ma si capisce.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA SALVATORE (D.S.-F.D.). In relazione all'ultima parte, che condivido, dell'intervento del collega Cogodi, anche a me pare che ridefinire l'azione della Giunta, come si fa con l'emendamento 297, richiamandosi alla legge numero 1, che è del 77, lo voglio ricordare, quindi una legge che sostanzialmente richiederebbe anche qualche aggiornamento, impone come conseguenza quanto è detto nella parte finale dell'emendamento, cioè che la Giunta si muove attraverso apposite direttive e poi approva i programmi. Anche a me pare che questo sostanzialmente possa essere definito come un passo indietro e sono convinto che la Giunta non voglia ottenere questo risultato.

Occorre sicuramente soffermarci un attimo, anzi credo che a questo punto tutto l'articolo vada ridefinito e riscritto, non so con quale forma, passiamo a un altro articolo, sospendiamo, rivediamolo tutto, perché sta diventando un fatto abbastanza complesso. Il rischio è che partendo dell'esigenza di migliorare la situazione, di snellire le procedure, di ottenere migliori risultati, a seconda di come riscriviamo l'articolo noi otteniamo l'effetto opposto. Quindi pongo un problema all'attenzione di tutta l'Aula perché credo che sia abbastanza complesso.

Stiamo parlando, per capirci bene, di un articolo che tra una cosa e l'altra sostanzialmente, se non ricordo male, muove qualcosa come 400 miliardi. Allora vale o no la pena di fermarci un attimino per scrivere questo articolo con molta attenzione? Se no credo che possiamo correre qualche rischio partendo tutti dall'intenzione di ottenere un migliore risultato.

PRESIDENTE. L'Assessore vuole eventualmente intervenire? C'è una proposta dell'onorevole in Sanna di fermarsi un attimo, magari sospendendo l'esame di questo articolo, però prima di sospenderlo io discuterei anche dell'altro blocco di emendamenti così assumiamo un orientamento generale dell'Aula e poi sospendiamo perché ci sia una scrittura che consenta a tutti anche di capire il testo definitivo dell'articolo. Siamo d'accordo su questo? Quindi passiamo all'altro blocco di emendamenti.

Passiamo all'esame dell'emendamento numero 291 a firma Selis, Cogodi, Spissu che dovrebbe sostituire gli emendamenti numero 79, 221, 281 e 282. L'emendamento numero 291 inoltre ha un emendamento all'emendamento che è il 293 sempre a firma Selis e più.

Per illustrare l'emendamento numero 293 ha facoltà di parlare il consigliere Orrù.

ORRU' (D.S.-F.D.). Mi limito a illustrare l'emendamento numero 293 perché si tratta di una specificazione di un intervento di risanamento ambientale relativamente al punto B del comma due del "291". Si tratta di una specificazione di un intervento in un'area mineraria molto vasta che è quella di Montevecchio Ingurtosu. Il "293" non altera né la dotazione finanziaria, né altera le finalità dell'intervento, né la destinazione delle risorse, ma è motivata credo dalla necessità, direi più che dalla necessità dall'urgenza di alcuni interventi di risanamento ambientale che ricadono in quell'area, ne cito due in particolare, uno è la fuoriuscita dei cosiddetti fanghi rossi, così sono stati definiti in quanto contengono sostanze inquinanti che vanno direttamente in mare e fuoriescono dalla miniera di Casargius provocando un gravissimo danno ad un'area ambientale di particolare pregio quale quella delle dune di Piscinas. Per altro su questo c'è già un progetto esecutivo dell'Assessorato dell'ambiente per due miliardi di intervento, è all'attenzione del Ministero dell'Ambiente nell'ambito di un intervento più complessivo, noi pensiamo che questa sia una possibilità che può essere offerta di un intervento immediato.

Il secondo aspetto della motivazione è l'intervento in corso di realizzazione della messa in sicurezza dell'unico bacino artificiale che c'è su quel territorio che è la diga di Donegani(?), basta pensare che si sta intervenendo per mettere in sicurezza anche dal punto di vista della struttura oltre che dell'impiantistica, del drenaggio e così via. L'intervento si sta effettuando su un progetto dell'Assessorato dei lavori pubblici predisposto dal Genio civile e gli importi disponibili sono nettamente inferiori a quelle necessità, si tratta di un primo intervento, per cui anche la parte residua dei tre miliardi e mezzo che vengono destinati a quell'area sarebbero sufficienti per completare quel tipo di intervento di messa in sicurezza di un bacino che qualora succeda qualcosa di irreparabile, speriamo che non accada, danneggerebbe irreversibilmente un'area tra le più pregiate della nostra isola. Quindi la proposta di emendamento coglie secondo me due obiettivi che sia la Giunta che il Consiglio si è riproposto più volte, cioè quello della tempestività e dell'efficacia degli interventi, nonché quello dell'immediata cantierabilità, perchè si tratta di due interventi, almeno quei due che ho citato, i cui atti sono esecutivi e sono entrambi nelle mani della Giunta regionale.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 291 ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo.

VASSALLO (R.C.). L'emendamento numero 291 è stato fatto per raccordare tutta un'altra serie di emendamenti che in sintesi si proponevano una serie di misure che erano finalizzate ad interventi straordinari per il ripristino ambientale, argomento per altro da tutti gli emendamenti presentati trattato molto ampiamente anche dai banchi della maggioranza che hanno presentato altri emendamenti.

Noi al fine di accelerare il lavoro dell'Aula ci siamo permessi di fare questo emendamento omnibus che raccoglie tutte le sensibilità presenti in quest'Aula rispetto ad un argomento da tutti considerato importante e determinante rispetto alla scelte politiche che il Consiglio regionale sta facendo e una maggiore attenzione rispetto al ripristino ambientale e alla situazione di degrado ambientale di alcune zone del nostro territorio.

Per altro noi abbiamo visto che all'emendamento numero 291 è stato presentato un ulteriore emendamento all'emendamento attraverso l'emendamento numero 293 che consideriamo un ulteriore contributo dell'Aula alla formulazione di questo emendamento omnibus che con questo emendamento "293" viene completamente completato.

L'emendamento prevede diverse misure, oltre quelle poc'anzi illustrate dal collega, ve n'è una che si pone il fine di fronteggiare fenomeni di inquinamento del sottosuolo, dell'area, dell'acqua attraverso interventi specifici di recupero e di valore ambientale nelle zone dove si sono verificati gravi fenomeni di inquinamento industriale. Indichiamo anche alcune zone industriali e precisamente le zone industriali dove vi è il maggior grado di inquinamento. Oltre a questo, al punto B è stata indicata una situazione che noi riteniamo sia soggetta ad una particolare attenzione da parte di questo Consiglio regionale che sono le aree del parco geominerario storico ambientale della Sardegna, per altro parco riconosciuto dall'UNESCO, e parco dove sappiamo vi sono gravi emergenze ambientali. Per altro questo intervento interessa praticamente tutte le province della Sardegna, sono coinvolti circa 88 comuni sparsi nella nostra isola, è un intervento necessario, indifferibile ed urgente e per tale motivo è stato inserito dentro questo provvedimento. Così come è stato inserito l'intervento di recupero ambientale della alta zona industriale che è quella di Ottana. Poi per quanto riguarda le zone zoominerarie poc'anzi il collega ha illustrato le finalità dell'emendamento numero 293.

Per non farla lunga, noi riteniamo che questo lavoro di coordinamento dei vari emendamenti ci possa permettere di affrontare degnamente ed approfonditamente una materia di sicuro articolata e complessa, che però questo possa essere un primo segnale generale e complessivo che si dà rispetto ad un problema così delicato, per vedere poi strada facendo, anche con ulteriori provvedimenti anche specifici, come meglio affrontare una problematica che di sicuro non ha bisogno di soli 20 miliardi, ma ha bisogno di interventi più articolati e specifici che di sicuro impegneranno maggiori risorse finanziarie.

Mi fermo qua anche perché vorremmo sentire le risposte della Giunta, se le risposte sono positive sono convinto che potremmo andare avanti anche speditamente.

PRESIDENTE. Quindi il 291 emendato con il 293 sostituisce gli emendamenti 79, 221, 281 e 282 che sono ritirati.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

la SPISA (F.I.-Sardegna), relatore. Il parere della Commissione è favorevole agli emendamenti di sintesi appena citati, in quanto evidentemente definiscono quelli che erano gli accordi già raggiunti in Commissione.

PRESIDENTE. Torniamo un attimino indietro, perché l'Assessore vuole proporre un testo sull'emendamento 283.

Ha domandato di parlare l'assessore Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il comma 7 può essere così modificato: "al fine di garantire la migliore operatività del presente intervento, la Regione garantisce ai comuni ogni utile supporto amministrativo e tecnico ed emana, ove ritenuto opportuno, direttive specifiche di indirizzo e di coordinamento".

Così come pare senz'altro accoglibile il primo comma dell'emendamento 223 a pagina 167; da inserire nell'emendamento 283, dopo il quarto comma, il primo comma dell'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). La proposta ultima avanzata dall'Assessore ci trova concordi, forse si può fare qualche limatura ancora sul precedente comma, sulla questione delle direttive. Dove è scritto "ove ritenuto opportuno" forse si può semplificare e dire "ove opportuno", perché l'opportunità deve essere valutata alla luce di un'esigenza obiettiva, non è un fatto di discrezionalità della Giunta, che si alza la mattina e se c'è il sole fa direttive, se piove non fa direttive.

L'opportunità deriva dalla condizione e dalla situazione oggettiva. Perché le direttive devono essere eventuali? Perché la Regione - è detto giustamente in questo emendamento di precisazione - garantisce ai comuni i supporti necessari perché il sistema funzioni, ed è al fine di garantire la migliore operatività dell'intervento. Se l'operatività è in campo, non trova ostacoli e con i suoi mezzi ordinari la Regione, con i suoi uffici, con l'assistenza che può dare, valuta che tutto funziona perfettamente, potrebbe anche ritenere non utili le direttive. Se invece vi fossero elementi che rientrano nel campo delle direttive, che non è una nuova legge - che la deve fare il Consiglio - ma ambiti di interpretazione, di coordinamento, di assestamento di procedure e di organizzazione, tutta roba che rientra nel campo delle direttive e si rappresentasse la obiettiva esigenza di emanare direttive specifiche, la Giunta le adotta. E` una formula che nella legislazione regionale è usata più volte, questo lo dico perché mi pare di aver capito che qualche collega abbia detto: "Ma come? Opportune direttive la Giunta può farle, non farle, decide, c'è arbitrio". Non c'è nessun arbitrio, quando si dice "l'opportunità" in termini tecnici e giuridici vuol dire che l'opportunità deriva dalla valutazione di un'esigenza obiettiva, che non è una discrezionalità e un arbitrio. Quindi a me parrebbe che così, migliorata poco poco nell'esposizione, l'ultima proposta che è stata avanzata dall'Assessore della programmazione a nome della Giunta, possa essere da noi condivisa, insieme all'inclusione del primo comma dell'emendamento 223, come lo stesso Assessore ha richiamato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.

SANNA Salvatore (D.S.-F.D.) Anche io credo che la proposta avanzata dall'Assessore Pittalis sostanzialmente abbia accolto le richieste che abbiamo avanzato. La difficoltà tecnica - lo dicevo prima o lo ribadisco adesso - è quella di riscrivere utilizzando le parole, le virgole più opportune ed anche più consone al linguaggio parlamentare, l'articolo. Perché nella sostanza, nel merito dell'articolo mi pare che ci sia l'accordo condiviso. Ed allora, io ripropongo quanto riproposto prima, si dia il tempo materiale, senza sospendere i lavori, andiamo avanti con i lavori, di riscriverlo tutto; badate che questo articolo sta diventando un collage, allora, valutatelo, per me è uguale, per me lo posso votare anche così, lo condivido e quindi, non ho difficoltà.

Valutiamo se non sia opportuno, senza sospendere i lavori, che venga riscritto l'intero articolo e così, ci ragioniamo meglio e forse, probabilmente, in questo modo lavorano meglio anche gli uffici, sia gli uffici dell'amministrazione che quelli del Consiglio. Senza sospendere i lavori.

PRESIDENTE. Io avevo colto già da prima il senso della sua richiesta, infatti io proponevo una sospensione dell'esame dell'articolo per coordinare i testi di tutti questi emendamenti che si stanno anche via via formando in Aula e di passare all'articolo successivo intanto che si mettono insieme i testi.

Se siete d'accordo, sull'articolo 17 bis, io completerei questo lavoro di ricognizione degli ulteriori emendamenti rimasti oltre ai blocchi che abbiamo esaminato, così sappiamo su che cosa devono lavorare quelli che lavoreranno al coordinamento del testo.

Segue l'emendamento 219; chiedo di sapere se viene ritirato.

COGODI (R.C.). E` ritirato.

PRESIDENTE. Poi c'è l'emendamento 123.

LAI (D.S.-F.D.). E' ritirato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 204 ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi.

COGODI (R.C.). L'emendamento numero 204 non parla di danaro, non parla di cifre, non parla di finanziamenti e neppure aggiunge complicazioni procedimentali o appesantimenti normativi di sorta. L'emendamento 204 è pensato come un articolo di finalità generali per la legge regionale numero 37. Accade questo, che ormai questa Regione, aveva ed oggi io comincio a dire, ha di più, con il miglioramento normativo che si intravede, ha di più una legge di carattere generale sulle politiche attive del lavoro. Non è ancora una legge organica quella regionale, perché pezzi di legislazione rimangono ancora dispersi. Perché la legislazione per il lavoro in questa regione si è prodotta nel tempo, e si è affastellata, si è aggiunto pezzo a pezzo, perché è una produzione legislativa che ormai data da 15 anni Ed era inevitabile che ogni volta che si pensava di aggiungere nuovi strumenti per migliorare il sistema dovessero anche sopravvivere pezzi del vecchio sistema.

Voglio ricordare che, a partire dalla prima legge di politica attiva del lavoro, che in questa regione data dal 1983, che è la prima edizione della "28", e poi successivamente, il primo intervento straordinario per il lavoro, che è dell'88, i progetti speciali e poi l'Agenzia regionale per il lavoro, la legge 33, e poi l'articolo 94, i progetti comunali che adesso stiamo riordinando e riformando, e poi il piano straordinario, la legge 37, migliorata e migliorabile ancora, prima o poi la Regione, che si era anche convenuto che un ordine del giorno conclusivo dei lavori di questa tornata consiliare, dell'approvazione della finanziaria e del bilancio, impegni tutti noi, non solo la Giunta ma anche il Consiglio, entro un tempo congruo, di mesi, a riordinare meglio tutta questa materia perché merita di essere ordinata, essere resa più efficace e più produttiva.

Tuttavia, la legge di più ampia portata, che è la legge 37, allo stato delle cose non ha un articolo di finalità. Manca l'articolo 1 in quella legge, perché quando il Consiglio approvò, nella fine del '98 la legge, tutte le attenzioni si concentrarono sui settori di intervento e sui destinatari dell'intervento, sparì, come dire, non ci fu sufficiente attenzione a dare una finalità generale.

Questo emendamento 204, dice semplicemente quello che parrebbe ovvio, perché è una dichiarazione di principi di ordine generale, è quello che è nella Costituzione della Repubblica, è quello che è nello Statuto di autonomia, è quello che è nei programmi e nella programmazione e nei documenti generali di sviluppo dalla Regione. Cioè, dire che la Regione assume come valore essenziale del suo programma generale di sviluppo l'obiettivo strategico di garantire il diritto al lavoro di tutti i sardi.

Questa non è una norma immediatamente cogente, è una norma, come si suol dire, di carattere programmatico, è una norma di valore costituzionale interno, è un obiettivo strategico, quello dello sviluppo della Regione, che si deve accompagnare alla opportunità di un lavoro per tutti sardi. Dire questo non è fare della filosofia, non è come dire, uscire fuori dal tema, dal seminato, è invece, più propriamente, come osiamo dire tanto spesso, dare un senso, dare un valore, dare un'anima anche alla legislazione. Quindi, io porgo, noi porgiamo, i firmatari di questo emendamento, a tutto il Consiglio, questa riflessione; non cambia nulla sotto il profilo effettuale, non è che cambia nulla nella legge e neppure nella finanziaria, è un completamento di ordine politico che a noi parrebbe che il Consiglio regionale debba assumere. Se però, vi fossero delle obiezioni, delle contrarietà, se la Giunta ritenesse la cosa superflua, si può anche rimandare a quando si farà il riordino generale e a quando si vorrà dare un'impostazione più organica ed anche più caratterizzata a tutta la legislazione regionale già prodotta e quella, speriamo, ancora da produrre, in materia di lavoro e di sviluppo locale.

Noi abbiamo voluto presentarlo per dire che le proposte che noi avanziamo sono proposte di carattere politico-generale, che qui non c'è affatto localismo, che in queste nostre proposte non c'è affatto corporativismo, che le proposte in materia di lavoro e di sviluppo locale sono proposte di sviluppo dell'intera regione. Questo era il significato, se però vi fosse una qualche contrarietà, noi non abbiamo difficoltà a rimettere questo consiglio che diamo, siamo consiglieri per consigliare e quindi, in questo caso, diamo un consiglio. Se riteniamo diamo questa raffigurazione, rappresentazione di ordine generale, alla legge generale per il lavoro.

Però non vorremo, su questo punto, che come dire è di valore generale, non riteniamo, se non c'è accordo di ampia portata, che il Consiglio si divida su questo, per cui ritireremo l'emendamento se non vi fosse questo accordo di ampia portata.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cogodi; quindi, il suo emendamento permane.

Per esprimere il parere sull'emendamento 204 ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Per dire che noi apprezziamo e condividiamo il contenuto dell'emendamento 204, ma riteniamo che forse è più opportuno rimandarlo a quando tratteremo tutta la materia organica delle politiche attive del lavoro, in modo da evitare che ci siano pezzi, anche per semplificazione.

Quindi, ne accogliamo integralmente non lo spirito, ma la sostanza dell'emendamento, però invitiamo a programmarlo quando faremo il quadro della legislazione sulle politiche attive del lavoro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Alla luce di quanto dichiarato dal Presidente della Giunta, noi ritiriamo l'emendamento e ci è di conforto il fatto che abbiamo già scritto l'articolo 1 della prossima legge generale sul lavoro.

PRESIDENTE. Quindi, l'articolo 204 è ritirato. L'emendamento 206 all'articolo 17 che ci siamo trascinati al 17 bis è uguale al 225 dell'articolo 18; quindi, se i presentatori sono d'accordo, lo discutiamo quando affronteremo l'articolo 18.

Cogodi, Selis, Cugini, e più, numero 206. D'accordo?

Per illustrare l'emendamento 245 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si tratta della prosecuzione degli interventi previsti dall'articolo 87 della legge regionale numero 6 del '92, che necessita della relativa copertura finanziaria di 400 milioni.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. E' rimasto l'emendamento 224 che possiamo affrontare nell'articolo 20 bis, perché riguarda la materia dell'informatizzazione, dell'introduzione dei computer nelle scuole, quindi, se i presentatori sono d'accordo lo esaminiamo nell'articolo 20 bis.

L'emendamento 224, Cogodi, Ortu, Vassallo, se sono d'accordo lo affrontiamo nell'articolo 20 bis.

COGODI (R.C.). Va bene.

PRESIDENTE. Io credo che possiamo affrontare l'emendamento 245, che è l'ultimo illustrato dall'assessore Pittalis, sugli altri blocchi di emendamenti che ne annullano altri, restiamo intesi che facciamo una sospensione della trattazione dell'articolo in modo che si possa coordinare un testo che a questo punto sia chiaro circa a tutti altrimenti è un collage incompressibile.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Due parole sull'emendamento numero 245. Noi abbiamo preso atto che poc'anzi la Giunta regionale, condividendo lo spirito e, ci è stato detto, anche il contenuto, e quindi anche il corpo di un nostro precedente emendamento, tuttavia riteneva opportuno che venisse ritirato. Direi che potrebbe valere analogamente lo stesso ragionamento. Questo emendamento 245, secondo noi, introduce una piccola variazione, non del tutto lineare ed organica, in un contesto che stiamo prevedendo invece in termini estremamente positivi. Di che cosa si tratta? Di 400 milioni, che, si può dire, rispetto ai tanti interventi non è di grande portata, però questi 400 milioni sono la prosecuzione di un progetto che un tempo fu pensato perché si voleva studiare, ricercare, pubblicizzare e divulgare elementi conoscitivi sulla condizioni giovanile. Accade che ogni volta che in questa regione si vuole fare una sperimentazione, che si vuole curare un qualche studio, una qualche ricerca, studiare un argomento, si istituisce una nuova università. Cioè, ogni studio iniziato, ogni progetto finalizzato diventa una linea di spesa e di attività permanente. Quel progetto fu pensato per uno studio e una ricerca sulla condizione giovanile; è vero che la condizione giovanile è un fatto permanente, nel senso che i giovani ci sono sempre, e quando i giovani invecchiano altri giovani crescono, però è anche vero che tutte queste cose devono essere prima o poi raccordate con altre cose che nel frattempo la regione fa. Allora, noi stiamo istituendo i nuclei di assistenza e consulenza ai comuni in materia di lavoro, di politica locale, di sviluppo locale, di animazione economica e di animazione culturale nel territorio. E' chiaro ed evidente che anche queste tematiche dello studio sulla condizione giovanile, la pubblicizzazione di queste conoscenze, e quant'altro, sono un'articolazione di questo impegno di vasta portata, articolata nel territorio che la Regione sta pensando di fare. Io voglio dire questo: non è possibile che la Regione continui sempre, anche quando fa una cosa nuova, a conservare anche le cose vecchie. Così non si riordina mai nulla, così si continua a affastellare, così non si fa riforma, mai si fa riforma in concreto.

Non c'è Fantola, al quale io voglio tanto bene, però ogni volta che io mi riferisco al concetto di una qualche riforma, ho presente Fantola, perché Fantola non esisterebbe - intendo politicamente - se non esistesse, l'idea, il bisogno, l'anelito di una riforma; però, quando si tratta di riformare qualcosa in concreto non c'è un voce (non c'è Fantola, lo farà Cossa, lo farà Demontis) che ci ricordi che le riforme si fanno davvero ogni giorno, anche partendo dalle cose ordinarie.

Qui c'è un punto di riforma, stiamo facendo una cosa nuova, una cosa nobile, una cosa importante, questa iniziativa è ampiamente compresa in quello che stiamo facendo. Questi 400 milioni per proseguire, e l'anno prossimo saranno altri 400 per continuare a proseguire, non sono una cosa che vanno bene. L'invito che rivolgo alla Giunta è di dare un segno tangibile di disponibilità verso un pochino di riordino e di novità, ritirando di sicuro questo emendamento e magari pensando non a rinunciare neppure alla somma perché sono attività utili queste, magari a riversare questa somma in coordinamento con altre attività, l'interno di una operatività di organica e più produttiva della Regione. Può essere che nello stesso capitolo che deve sostenere le attività di animazione sul territorio possa essere aggiunta questa somma. Io non sto dicendo di cassare la finalità, ma di non fare, di non tenere tutti questi compartimenti stagno, tutta queste gente che non si conosce, intendo dire soggetti che non si conoscono, monadi, che prendono alloggio in qualche pezzo di Regione e una volta che sono alloggiati lì, saranno pure in un sottoscala, ci rimangono fino a quando durerà la Regione.

Questo era un progetto specifico, i progetti devono iniziare e devono finire e le cose che hanno utilità permanente appartengono all'attività ordinaria della Regione, non a progetti di studio e ricerca che ogni anno devono proseguire, sembrando sempre una cosa a termine che invece diventano le cose più definitive.

PRESIDENTE. Credo che a questo punto, poi torniamo sull'insieme degli emendamenti, sospendiamo, come abbiamo detto, la discussione sull'articolo 17 bis, vediamo di coordinare i testi con gli emendamenti che sono stati presentati e poi ci torniamo con un testo che sia più comprensibile a tutti. Quindi, se siete d'accordo, sospendiamo l'articolo 17 bis, e passiamo all'articolo 18. Se ne dia lettura.

MANCA, Segretario:

Art. 18

Lavori socialmente utili - Istruttoria pratiche cooperative produzione

1. All'articolo 1, comma 2, della legge regionale 20 gennaio 1997, n. 7, alla fine della lettera a), è aggiunta la seguente espressione: "il presente rimborso chilometrico è erogato limitatamente ai lavoratori che godono dell'assegno INPS e dell'integrazione regionale".

2. Dopo il comma 4 dell'articolo 1 della legge regionale n. 7 del 1997 è aggiunto il seguente comma:

"4 bis. L'Amministrazione regionale è autorizzata ad erogare le somme necessarie ai soggetti pubblici o alle associazioni o ai consorzi tra soggetti pubblici di cui al presente articolo a seguito della presentazione di un'istanza contenente tutti gli elementi necessari a identificare la titolarità e la legittimità della loro richiesta; tali soggetti possono rendicontare le somme spese con una dichiarazione riepilogativa delle medesime sottoscritta dal legale rappresentante dell'ente o dal responsabile amministrativo-contabile.".

3. La disposizione di cui al comma 2 ha carattere retroattivo per tutti gli enti attuatori impegnati nei lavori socialmente utili (cap. 10136/01).

4. Il termine di cui al comma 2 dell'articolo 25 della legge regionale 6 dicembre 1997, n. 32, prorogato dall'articolo 35, comma 8, della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1, è ulteriormente prorogato al 31 dicembre 2000 (cap. 10129).

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 278, 209, 226, 126, 207, 227, 208, 228, 211 e 225, che è uguale al 206 che ci siamo trascinati dall'articolo precedente. Se ne dia lettura.

MANCA, Segretario:

(Inserire emendamenti numeri 278, 209, 226, 126, 207, 227, 208, 228, 211 e 225)

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 278, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si intende illustrato.

PRESIDENTE. E` stato presentato l'emendamento numero 209 che è uguale al "226". Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per illustrare l'emendamento.

COGODI (R.C.). Noi lo diamo per illustrato, perché c'era un'assicurazione della Giunta sulla capienza dei fondi della Regione per le stesse finalità. Se c'è questa garanzia, riterremo anche superabile l'emendamento.

PRESIDENTE. Lo ritira, onorevole Cogodi?

COGODI (R.C.). No; stiamo parlando del 209, che non è ritirato, cioè conosciamo di una disponibilità della Giunta o all'accoglimento o alla garanzia che si può dare che vi è copertura finanziaria nel bilancio della Regione per sopperire a questi bisogni, per cui io ho detto che dal nostro punto di vista, qualora vi fosse questa garanzia sufficiente, l'emendamento potrebbe essere superato. Noi, allo stato, non lo ritiriamo perché aspettiamo questa garanzia e questa dimostrazione.

PRESIDENTE. Ho capito.

Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare l'Assessore del lavoro.

LURIDIANA, Assessore tecnico del lavoro. Riguardo anche il 226 e il 126 che trattano lo stesso argomento; abbiamo la copertura finanziaria e quindi, non ci sono problemi per quando li riguarda.

PRESIDENTE. Quindi, sono accolti?

LURIDIANA, Assessore tecnico del lavoro. No, esistono le risorse nel bilancio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Effettivamente dall'esame coordinato di tutti i diversi emendamenti risulta che in un emendamento, esattamente il numero 209, è contenuta anche una misura in più rispetto a quelle che sono prese in considerazione attualmente nel sistema normativo regionale. Però, ci rendiamo conto che allo stato delle cose, anche esigenze che possono essere - da noi, ma speriamo da tutto il Consiglio e dalla Giunta - ritenute esigenze da tenere in giusto conto, non possiamo né rappresentarle, né confrontarle, né risolverle tutte, rispetto all'idea e all'ipotesi che noi avevamo e che manteniamo e conserviamo nel momento nel quale abbiamo pensato a fare gli emendamenti. Per cui, prendendo atto che la Giunta regionale dichiara che vi è copertura finanziaria sufficiente ed integrale e se non vi fosse la reperisce, per le finalità che sono enunciate negli emendamenti, noi per quanto è in nostra disponibilità per la parte nostra, per le nostre firme, noi riteniamo questi emendamenti superati e quindi, per quanto è nella nostra disponibilità, li ritiriamo.

Li ritiriamo però, ripeto, alla luce della dichiarata non disponibilità, ma della dichiarata sussistenza di copertura finanziaria sufficiente per tutte le misure che sono contenute negli emendamenti. Per le misure che sono già legge della Regione e norma, è chiaro che potranno essere operative, per le misure che sono enunciate e non sono ancora norma della Regione è ovvio che ci riserviamo e prendiamo atto della disponibilità della Giunta, a ritenerle accoglibili nella situazione nella quale si procederà a norme specifiche in materia che immaginiamo sia uno dei prossimi collegati alla manovra finanziaria.

PRESIDENTE. Quindi, anche il "126" a firma Vassallo, Pinna, Calledda che ha lo stesso significato si intende ritirato? Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Per quanto riguarda la nostra parte di disponibilità, sì. Noi siamo dei condomini in questi emendamenti e quindi, per la nostra parte di condominio, sì.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna, ne ha facoltà.

PINNA (D.S.-F.D.). E' ritirato con le stesse motivazioni.

PRESIDENTE. Anche l'onorevole Pinna dice che è ritirato.

COGODI (R.C.). Sempre con questa precisazione.

PRESIDENTE. Benissimo. Sono stati presentati gli emendamenti numero 207 e 227 che hanno lo stesso oggetto.

COGODI (R.C.). Qui c'è una specifica competenza per materia del collega onorevole Pinna e quindi, non posso che cedere il passo.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 207 ha facoltà di parlare il consigliere Pinna.

PINNA (D.S.-F.D.). Si tratta di un emendamento di cui si è già discusso in passato, relativo alla copertura delle adempienze da parte della Regione in relazione all'intesa di programma firmata dalla Regione sarda con il Ministero dell'ambiente, il Ministero del lavoro e il Ministero dei beni culturali in relazione al progetto di lavori socialmente utili da realizzare nell'area del Parco geominerario. Questa era la quota di competenza della Regione che non è mai stata inserita in bilancio, per cui diciamo che è anche un atto dovuto perché in parte il soggetto attuatore le spese le ha già sostenute, ed è relativo in particolare, ai costi sostenuti per materiali ed attrezzature che erano un impegno della Regione nell'ambito dell'intesa di programma che è stata finanziata in prevalenza dallo Stato con circa 13 miliardi. Si tratta dunque quasi di una sanatoria da portare a termine con l'approvazione di questo emendamento.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 127 si dà per illustrato riguardando lo stesso oggetto.

Sono stati presentati gli emendamenti 208 e 228 che sono uguali.

Per illustrare l'emendamento numero 208, ha facoltà di parlare il consigliere Selis.

SELIS (Popolari-P.S.). Si da per illustrato.

PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 208 e 228 si danno per illustrati.

E` stato presentato l'emendamento 225 che è uguale al 206 che avevamo nell'articolo precedente.

Si dà per illustrato.

Per esprimere il parere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Parere favorevole all'emendamento 278, essendo sostanzialmente una errata corrige. Per gli altri emendamenti si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Favorevole sul 278; invito al ritiro dell'emendamento 207; il 207 e il 227 sono simili, sì? Il 208 e il 228, pure. Hanno già trovato accoglimento in altro emendamento approvato della Giunta regionale. Ora sto facendo verificare.

Si accoglie l'emendamento 211, il primo comma, cioè la prima parte.

Sul 225 interviene l'Assessore del personale.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

MASALA (A.N.), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione Sul 225 mi corre l'obbligo di precisare che la Commissione ha già approvato una proposta di legge che era stata respinta dal Governo, quindi una legge rinviata, che ha già disciplinato il problema del personale assunto con i progetti dei lavori socialmente utili. L'emendamento si propone di recepire la legge nazionale portata dal decreto legislativo primo dicembre 1997, numero 468, che come è noto riserva nelle selezioni il 30 per cento ai dipendenti lavoratori socialmente utili. Però dice che in deroga all'articolo 52 della legge 31 del '98, la quale stabilisce che prima di fare le assunzioni per chiamata dagli uffici di collocamento, è necessario procedere a una selezione all'interno del personale che è dipendente della medesima Regione e degli enti strumentali da almeno tre anni, perché di fatto si è verificato questo, che attraverso gli anni, mentre in passato per accedere - poniamo alla quarta qualifica - era necessario il concorso, successivamente l'accesso per chiamata andava direttamente in quinta qualifica quindi, abbiamo l'assurdo che chi ha fatto il concorso è stato scavalcato da chi il concorso invece non ha fatto.

In questo caso, l'articolo 52 richiede ai fini della selezione una permanenza nell'amministrazione di almeno tre anni ed allora, i lavoratori socialmente utili, presumibilmente, anzi certamente, non hanno tre anni di anzianità per cui, l'emendamento può essere accolto se viene inteso nel senso che non si deve assolutamente verificare alcuno scavalcamento di chi è già in servizio. Cioè, nel senso che si accede nei limiti del 30 per cento alla selezione, ma ovviamente a seguire rispetto a chi ha già un'anzianità di tre anni e si trova per esempio in quarta qualifica rispetto alla quinta che dovesse eventualmente chiamarsi.

Questa precisazione si rende ancora più necessaria perché ci avviamo alla stipula del rinnovo contrattuale che fa sparire tutte queste qualifiche e ci troveremo di fronte ad un'unica categoria, per cui è assolutamente necessario che risulti a verbale anche come interpretazione autentica di questa norma, quanto io ho detto.

Credo che in questo senso e con questo spirito, in questi limiti possa essere accolto l'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato da parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Riteniamo valido sotto il profilo formale e sostanziale soprattutto il ragionamento che ha esposto l'Assessore e siccome la norma che è contenuta nell'emendamento non contrasta col sistema, ma potrebbe invece prestarsi a diverse interpretazioni, noi riteniamo che correttamente l'Assessore abbia indicato la via del chiarimento attraverso l'interpretazione autentica che propone al Consiglio, noi condividiamo questo tipo di interpretazione autentica e quindi, riteniamo soddisfacente il livello di accoglimento che è stato manifestato dell'Assessore del personale, con questa interpretazione che noi riteniamo valida e quindi, ugualmente la proponiamo al Consiglio perché approvando la norma, l'approvi con questa autentica interpretazione in origine, per cui non si possa verificare quella distonia, chiamiamola così, eventuale, che può essere in astratto paventata.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne la facoltà.

PINNA (D.S.-F.D.). Mi sono associato all'onorevole Cogodi per quanto riguarda l'emendamento 126 dopo le dichiarazioni fatte dall'Assessore Luridiana, sull'esistenza delle coperture già presenti in bilancio. E questo dei lavori socialmente utili è un argomento che abbiamo trattato in sede di discussioni preliminari tra maggioranza ed opposizione e, in quella circostanza, era stato inserito l'emendamento 207 come una delle esigenze da accogliere, in quanto si tratta di far fronte ad un impegno sottoscritto dalla Regione nell'intesa di programma sottoscritta il 10 dicembre 1997, per spese per altro già sostenute la cui mancanza comporta una notevole difficoltà nella prosecuzione dei lavori programmati, in quanto proprio per effetto della necessità di poter disporre dei materiali e delle attrezzature, sono stati programmati dei lavori che richiedono appunto interventi e costi aggiuntivi. Lavori che riguardano 53 cantieri sparsi in tutta la Sardegna, in tutte le provincie della Sardegna; lavori che hanno portato a importantissimi risultati nel recupero di siti archeologici e di archeologia industriale, e che sono noti a tutti per l'importanza e per il riconoscimento che è venuto dalle diverse sovrintendenze, dai comuni interessati e così via. Per cui all'Assessore Pittalis ricordo questa discussione che è stata fatta, e prego di verificare questo emendamento perché si tratta di far fronte ad un impegno già assunto da parte della Regione che deve trovare copertura.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Due parole per dire che condivido le argomentazioni dell'onorevole Pinna e per sottolineare l'esigenza che va rappresentata all'amministrazione regionale di raccogliere l'indicazione che proviene dagli emendamenti 207 e 227, tenendo presente che tra l'altro oltre le cose dette dall'onorevole Pinna che condivido, per quanto riguarda questo aspetto l'amministrazione regionale e gli Assessori competenti in più di un'occasione hanno anche concordato con le numerosissime delegazioni dei lavoratori che si sono recate sia presso il Consiglio, che presso la Giunta regionale. Si tratta tra l'altro di un numero notevole di cantieri e un numero consideravole anche di lavoratori che sono impegnati in questi cantieri.

Senza i provvedimenti dell'amministrazione regionale verrebbero messe a rischio le stesse provvidenze dell'amministrazione statale, per cui è indispensabile trovare modo di comporre la richiesta che viene avanzata con gli emendamenti 207 e 227. E' un interesse che riguarda la Sardegna, che riguarda un numero notevolissimo di lavoratori, e ritengo che, data anche l'esiguità della spessa che viene indicata, possa essere composta senza alcun problema.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.

PUSCEDDU (D.S.-F.D.). Mi rivolgo alla Giunta anche per avere degli elementi di maggior conoscenza rispetto a ciò che stiamo legiferando. Vorrei conoscere da parte dell'Assessore al personale quanti sono i progetti di lavori socialmente utili predisposti a portati avanti dall'Amministrazione regionale e dai suoi enti strumentali in modo da avere anche un momento di conoscenza dell'impatto, anche a fini economici, dell'operazione che stiamo procedendo a compiere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Chiedo scusa al Presidente, all'Aula e ai presentatori dell'emendamento 225, l'onorevole Cogodi, perché c'è una difficoltà di ordine tecnico che è rappresentata dal divieto posto dalla legge di contabilità regionale, esattamente dall'articolo 13 lettera C del terzo comma che vieta alla legge finanziaria l'inserimento di norme che riguardano l'organizzazione di uffici e questioni relative al personale. Quindi, siccome l'emendamento incide sull'ordinamento del personale, ovviamente, non può essere inserito e compreso nella legge finanziaria. Dico comunque che la Giunta ha già approvato il disegno di legge per la definizione del problema riguardante sia i dipendenti dei lavori socialmente utili che quelli della legge nazionale numero 10 del '91, nonché quelli dei progetti obiettivo, praticamente affronterà la questione di tutto il precariato regionale. Quindi il problema verrà ugualmente risolto in quella sede; il problema è in corso di approvazione da parte della Giunta, ma questo è un ostacolo che mi vede costretto a ritirare l'assenso che avevo dato in precedenza.

PRESIDENTE. Quindi gli emendamenti 206 e 225 vengono considerati decaduti in quanti incompatibili con la norma.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Siamo nella fase che in termini tecnici giudiziari i colleghi avvocati chiamerebbero fase conciliativa, e quindi non è caso di inserire ulteriori elementi che possano divaricare, per altro ci rendiamo conto anche della ristrettezza dei tempi ed anche della stanchezza, però ho il dovere di rappresentare alla Giunta e al Consiglio il fatto che sulla sopravvenuta interpretazione restrittiva di ammissibilità dell'emendamento non mi sento affatto di concordare. Noi non abbiamo nessun interesse a introdurre nella legge finanziaria della Regione, non dico elementi di anomalia o di illegittimità, ma non abbiamo nessun interesse neppure ad inserire elementi di dubbio per cui, laddove sussistesse anche solo un dubbio sulla legittimità di una norma in questa legge finanziaria, la mia e la nostra opinione è che questo dubbio venga eliminato e che, l'abbiamo fatto in altre situazioni, concordiamo che vivrà una norma giuridica affianco alla finanziaria.

Tuttavia, nel caso contemplato, mi permetto di non essere d'accordo sull'interpretazione che da ultimo è stata rappresentata in via tecnica alla Giunta, perché in questo caso noi non stiamo trattando di personale, non stiamo trattando di personale della Regione, né stiamo definendo assunzioni presso la Regione, questo deve essere chiarissimo, noi stiamo semplicemente operando il recepimento nella nostra Regione, con ritardo, di una norma dello Stato che demanda alle Regioni a Statuto speciale, in nome della loro autonomia e in forza della loro autonomia, di far valere una legge dello Stato con un proprio atto di autonomia. Noi stiamo applicando in Sardegna una legge dello Stato che vale in tutte le regioni d'Italia. Qui noi stiamo eliminando una discriminazione, perché questi lavoratori, se fossero lavoratori della Regione Toscana hanno una legge dello Stato che gli riconosce un diritto, perché la Regione Toscana è una Regione a Statuto ordinario. Siccome questi lavoratori non sono figli dello Statuto ordinario della Toscana, ma questi lavoratori sono figli dell'autonomia speciale, accade che se la Regione non recepisce l'operatività della norma statale questi lavoratori rimangono discriminati. Non c'entra nulla, giustamente la legge di contabilità fa divieto che in finanziaria si trattino questioni attinenti il personale, ma che cosa? Assunzioni del personale della Regione, promozioni del personale della Regione, come era pessimo uso fare in tutte le finanziarie del passato, ma non il recepimento di una norma, che dà semplicemente alla Giunta la possibilità di operare, neppure l'obbligo, la possibilità, con l'interpretazione per altro non restrittiva ma giusta, equa, che l'Assessore prima ha proposto e che il Consiglio si apprestava a recepire. Quindi mi permetto di dissentire totalmente; non è questo il momento di introdurre divaricazioni in un confronto che è produttivo e convergente, però non possiamo neppure accettare, siamo legislatori e, per quanto c'è dato, comprendiamo anche qualche rudimento di diritto, abbiamo letto qualche legge dello Stato e anche della Regione, oltre che qualche rigo del vocabolario, e mi permetto di dire che dissento completamente con questa interpretazione tecnico - giuridica, se la Giunta però ritenesse di credervi e di insistere nel suo ultimo orientamento, non è causa di difficoltà insanabile. Però, valutiamo le cose, l'emendamento c'è da tanto, non è stato dichiarato inammissibile in commissione, non è stato dichiarato inammissibile in Aula eppure pende da settimane qui, non vedo perché si debba dichiarare inammissibile post mortem, dopo che era stato già praticamente consegnato alla positiva valutazione del Consiglio e alla sua approvazione. Come emendamento quasi non c'era più, era quasi norma, e poi c'è sempre una puntualità e una solerzia che trovo sempre così puntuale e stringente, quando si tratta di risolvere un problema umano e sociale non vedo tutta questa solerzia in riferimento a tante altre norme, anche di questa finanziaria, dove il confine fra quello che è possibile o no, a norma della legge di contabilità, non è solo un confino incerto, ma è sicuramente un confine che è stato oltrepassato di molto. Però, quando si tratta di disgraziati, di lavoratori, di gente che è lì solo perché compie questo lavoro in una Regione speciale anziché in una Regione ordinaria, è la settima volta che in questo Consiglio regionale si pone questo problema, e sempre si trova modo per dire si farà la prossima volta.

Intendete farlo la prossima volta? Fatelo la prossima volta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione per una precisazione. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Vorrei raccomandare al consigliere Cogodi di ritirare l'emendamento, perché in verità proprio il suo intervento mi ha convinto che quel margine di dubbio che avevo, invece è stato dissolto, perché effettivamente nel momento in cui noi con l'emendamento deroghiamo all'articolo 52 della legge 31 stiamo incidendo sull'ordinamento, perché si dà il caso che l'articolo 52 abbia come titolo "Accesso al lavoro" proprio quello al quale lei diceva che invece non si dovesse riferire. La prego di ritirare l'emendamento perché lei sa che nello spirito e nella sostanza l'abbiamo accolto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA SALVATORE (D.S.-F.D.). Intervengo solo per precisare in relazione a questo argomento che nel testo relativo alla legge rinviata 429, che la Commissione prima ha per altro già ridefinito, e quindi trasmesso all'Aula perché venga approvato, all'articolo 6 è già, credo, ridefinito questo problema. Quindi, per quanto mi riguarda, credo che possa essere recepito l'invito dell'assessore Masala, perché, finita la finanziaria e approvato il bilancio, presumo che la Conferenza dei Capigruppo decida di far pervenire immediatamente all'Aula questo provvedimento che dovrebbe dare comunque una risposta a questo e ad altri problemi.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi è intervenuto tre volte sullo stesso tema.

COGODI (R.C.). Se devo ritirare l'emendamento dovrò dirlo, oppure lei ritiene che lo possa ritirare senza dirlo? Veda lei!

PRESIDENTE. Prego.

COGODI (R.C.). Qui ci sono strani modi di affrontare le cose. Io sono intervenuto per sostenere l'emendamento, legittimamente, per illustrarlo e interloquendo nella discussione. Mi sono stancato del fatto che devo essere sempre richiamato come se esercitando un diritto, per altro ritengo utilmente, è un dovere di consigliere regionale, su questa fase e su questa questione anche per delega di trenta colleghi si interloquisce e si interviene e pare che stiamo disturbando chissà chi. Io non sto disturbando nessuno. Ho chiesto la parola perché ho diritto di chiederla per dire che mi rendo conto, pur non condividendo l'interpretazione che è stata data, che se noi manteniamo questo emendamento e il Consiglio regionale lo dovesse, come voi fatte quando date parere contrario, ormai siete una falange macedone, vi muovete tutti in formazione acritica, voi lo boccereste. Pur sapendo che è una proposta giusta voi la boccereste, e so che se una norma viene bocciata almeno per sei mesi deve dormire prima di poter tornare Consiglio regionale. Allora noi ritiriamo l'emendamento, ma non perché siamo convinti dell'argomento che è stato dato; ritiriamo l'emendamento però chiediamo quella garanzia che qui è stata data, che non chissà quando, ma nel primo strumento utile, la prima norma che possa affiancare la finanziaria, che quasi se fosse possibile camminino insieme, contenga la risoluzione di questo fatto di giustizia per questa categoria di lavoratori.

Quindi, con questa precisazione, e avuta questa garanzia, noi ritiriamo l'emendamento di cui si discute.

PRESIDENTE. Naturalmente nessuno vuole privarla del diritto di intervenire tutte le volte che lei ritiene di intervenire, così come del resto mi pare stia facendo senza alcun problema.

Onorevole Vassallo, chiede di intervenire?

VASSALLO (R.C.). Sì, dato che la discussione non è ancora conclusa.

PRESIDENTE. Era già conclusa, però siamo sempre nell'esercizio di un diritto. Prego.

VASSALLO (R.C.). E' conclusa quando si mette in votazione.

PRESIDENTE. Infatti stavamo passando alla fase di votazione. Prego.

VASSALLO (R.C.). Non l'aveva ancora messo in votazione. Colgo l'occasione soltanto per fare una affermazione. Il Governo ha varato recentemente l'integrazione e modifica della disciplina dei lavori socialmente utili in attuazione della delega conferita dall'articolo 45, comma 2, della legge 17 maggio 1999, numero 144. Io consiglierei alla Giunta, e soprattutto all'Assessore del lavoro, di cominciare a predisporre quello schema attuativo così come impegno assunto in quest'aula poc'anzi, perché i tempi di esecuzione e di attuazione di questa legge delega non sono lunghi, nel senso che abbiamo pochi mesi per predisporre i piani attuativi di questa legge deroga per la parte che compete alla Regione, per cui non vorrei che con questo andazzo, con questo modo di rinviare, ci potessimo ritrovare quando i buoi sono scappati, nel senso quando ormai non c'è più niente da fare. Per cui mi auguro che questo invito fatto solennemente in quest'aula possa essere dall'Assessore del lavoro recepito, e quanto prima di vedere nella sesta Commissione competente per materia il disegno di legge che regolamenta questa questione.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento soppressivo parziale numero 278.

USAI (A.N.). Chiedo la votazione nominale con sistema elettronico.

PRESIDENTE. La richiesta è accolta. Prego di indicare i consiglieri che sostengono la richiesta del collega Usai.

USAI (A.N.). Le vorrei ricordare sommessamente che immeritatamente e pro tempore sono Capogruppo di Alleanza Nazionale.

PRESIDENTE. E' comunque richiesto un numero di consiglieri, come lei sa.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 278 all'articolo 18.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). So che essendo stata indetta la votazione, e non dovendo nel modo più assoluto derogare alle norme regolamentari, per avere la parola può darsi che io debba parlare per dichiarazione di voto e quindi dovrei astenermi.

PRESIDENTE. Scusi, onorevole Cogodi, io non vorrei aprire con lei una questione procedimentale, siamo in fase di votazione, lei poteva farlo un attimo prima.

COGODI (R.C.). Sì, le chiedo scusa…

PRESIDENTE. Io accetto le sue scuse, dica quello che deve dire.

COGODI (R.C.). Questo articolo dice: "nel quarto comma è eliminata la dizione: "(Capitolo 10129)". Io sono certo che metà almeno del Consiglio regionale non ha contezza di che cosa sia questa cosa, perché qui stiamo votando un numero, un capitolo di bilancio tra 7850 capitoli. Darà la possibilità di andare a cercarlo per vedere che cosa è?

PRESIDENTE. La sua dichiarazione di voto, onorevole?

COGODI (R.C.). Non ce n'è. Non si capisce cos'è, stiamo chiedendo la possibilità...

PRESIDENTE. Abbia, pazienza, siccome è stata richiesta la votazione in questo modo non posso che prendere atto di questo. Così come credo che non sia corretto dire che nessuno dei consiglieri o la metà dei consiglieri non abbia contezza di ciò.

COGODI (R.C.). Ho detto la metà e so quello che dico, perché la metà se lo sta chiedendo.

PRESIDENTE. Abbia pazienza. Siamo in fase di votazione, prego i colleghi di inserire le schede.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - DEMONTIS - DEMURU - DETTORI Ivana - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LICANDRO - LOMBARDO - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - ORRU' - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SCANO - SCARPA - SPISSU - TUNIS Gianfranco - USAI.

Rispondono no i consiglieri: MANCA - SANNA Alberto.

Si sono astenuti i consiglieri: CALLEDDA - CUGINI - DEIANA - DETTORI Bruno - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - LAI - LODDO - MORITTU - PACIFICO - PIRISI - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SELIS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione dell'emendamento numero 278, ricordo che per l'approvazione è richiesta la maggioranza relativa pari a 27 voti:

presenti 66

votanti 50

astenuti 16

favorevoli 48

contrari 2

(Il Consiglio approva)

Metto in votazione l'articolo 18. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 207.

Ha domandato di parlare il consigliere Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Pinna (d.S.-F.D.). Per dichiarazione di voto. Ho già spiegato i motivi che mi spingono insieme a tutti gli altri presentatori di questo emendamento a sollecitare ancora una riflessione su questo specifico emendamento che riguarda interventi su diverse aree della Sardegna, su 53 cantieri nei quali si stanno realizzando opere di recupero ambientale, di recupero di strutture di archeologia industriale, di sentieri naturalistici e io nel dichiarare il mio voto favorevole a questo emendamento voglio ricordare che tanti colleghi anche della maggioranza hanno incontrato questi lavoratori assicurando loro l'intervento perché il loro lavoro diventasse più proficuo, questi 550 lavoratori hanno avuto modo di manifestare la loro protesta proprio per la mancanza del rispetto dell'impegno contenuto dell'intesa di programma da parte della Regione, per cui nel dichiarare il mio voto favorevole chiedo che si voti questo emendamento per appello nominale.

PRESIDENTE. Poiché l'emendamento numero 207 è eguale al "227" chiedo se possiamo unificarli nella votazione. Quindi li votiamo insieme.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento non ha copertura in ogni caso, io inviterei a indicare un altro capitolo per la copertura.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (D.S.-F.D.). Se, come a noi risultava che potesse essere coperto dal capitolo 03017, chiedo che l'Assessore verifichi la possibilità di coprirlo con il capitolo 04111.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

pittalis (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. E' un capitolo che ha capienza, ma abbiamo già ridotto di 29 miliardi questo capitolo, si tratta di non ridurre ulteriormente perché bisogna far fronte a impegni già assunti. L'emendamento come tale non è ricevibile per mancanza di copertura.

PRESIDENTE. Prego i presentatori dell'emendamento di trovare una soluzione.

Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Il 03017 può trovare copertura nella voce 8 tabella B 03017, altrimenti a gradimento dell'Assessore qualche altra voce.

PRESIDENTE. Onorevole Vassallo, abbiamo già chiesto all'Assessore di trovare una copertura, quindi. Intanto che si ricerca la copertura propongo di esaminare gli emendamenti numero 208 e 228.

Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Per quanto riguarda il 208 e il 228 è stato già approvato l'articolo 4 bis, quindi il riferimento è all'emendamento 243, per cui invito i proponenti a ritirarli essendo già stati approvati.

PRESIDENTE. Sono decaduti quindi. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Per confermare che il ritiro è un fatto puramente formale nel senso che sono già superati perché nel merito lo stanziamento per queste finalità è già approvato dal Consiglio regionale, quindi non sono da ritirare, sono già superati.

PRESIDENTE. Torniamo agli emendamenti numero 207 e 227, se non c'è copertura finanziaria io naturalmente non posso mettere in votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Scusi, so che siamo stanchi e ci dovremmo armare tutti di un po' di pazienza, l'emendamento che è stato presentato non è privo di copertura finanziaria, è stata indicata una fonte di copertura finanziaria, la Giunta regionale dice che da questa fonte è già stata attinta molta acqua per 28 miliardi mi pare di aver sentito, quindi è una fonte che portava molta acqua, quello che rimane di acqua, dice la Giunta, è necessario per coprire impegni assunti dalla Regione, a parte il fatto che è una affermazione e non è un conto e che la cabina di regia può anche dire che ci sono degli impegni assunti alla Regione, noi sappiamo che gli impegni assunti alla regione verranno sicuramente assolti. Dovremmo allora chiedere quali impegni, se si tratta di contratti, quando è che scadono questi contratti e quando è che scadono questi pagamenti, o se sono impegni di altra natura, se sono vincolanti, dovremmo fare una indagine su questo punto, non basta una dichiarazione per dire che ci sono altri impegni della Regione. La fonte finanziaria che è stata indicata è una fonte valida, l'emendamento è stato ammesso e può essere votato. Se nascesse mai poi un problema di incongruenza fra impegni finanziari diversi il Consiglio regionale è qui, e prima che poniamo la parola fine a questo lavoro, troverà modo il Consiglio regionale di aggiustare una eventuale incongruenza, però non si può dire che non c'è copertura finanziaria. Per altro il collega Vassallo ha indicato anche un'altra fonte di copertura finanziaria, la Giunta non ha detto che quella non fa.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non esiste neanche!

ORTU (R.C.). Come non esiste! pagina 43, Asssesore, Tabella B, voce O.

cogodi (R.C.). Perché dobbiamo andare a fare questa cosa poco simpatica di andare a cercare chissà dove la copertura finanziaria. La copertura è stata indicata, il Consiglio può votare benissimo, la copertura finanziaria è all'interno della disponibilità di questo capitolo, nascesse una incongruenza che la Giunta rappresenta al Consiglio, stiamo parlando di due miliardi, non di duecento miliardi.

FLORIS Mario (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Il suo collega sta guardando il testo del proponente, non quello dell'Aula.

PRESIDENTE. Assessore Pittalis prego, onorevole Cogodi, lei ha finito!

pittalis (F.I- Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Qui non siamo al mercato Dove tutto si può acquisire. L'onorevole Vassallo ha indicato la voce O della tabella B che è stata emendata dopo il passaggio in commissione, quindi il testo che l'Aula esamina è il testo della Commissione dove non esiste neppure la voce O. Io ribadisco che gli emendamenti devono avere copertura, laddove è stato possibile provare la copertura l'abbiamo fatto, siccome sono stati assunti degli impegni rispetto ai quali questa Giunta intende mantenere fino in fondo gli impegni stessi, poi non si dica che altre questioni non hanno copertura.

Cogodi (R.C.). Non avevo finito, sono stato invaso...

OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità. Sta facendo tutte le sceneggiate napoletane.

PRESIDENTE. Assessore Oppi, per piacere, lasci guidare a me l'Aula, se ha bisogno di parlare mi chieda di intervenire. Le ricordo onorevole Cogodi che lei stava parlando in dichiarazione di voto.

cogodi (R.C.). Dia il titolo che le pare, la sceneggiata la fa l'Assessore Oppi perché è esperto, è vocato a mestiere. La faccia in altra sede, non in Consiglio regionale e non sui banchi della Giunta. Questo atteggiamento dell'Assessore Oppi....

PRESIDENTE. E` stato già richiamato a mantenere in Aula un atteggiamento consono, a lei rivolgo la preghiera di proseguire nel suo intervento.

Cogodi (R.C.)Ma che sia consono, ma che la smetta, perché qui non è che ci misuriamo a peso.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi la prego di svolgere il suo intervento.

cogodi (R.C.). Hai rotto le scatole mi hai capito!

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi per cortesia. Onorevole Cogodi, mi costringe a toglierle la parola, svolga il suo intervento e prego i colleghi di non vociare.

COGODI (R.C.). Svolgo questo ed ogni successivo altro intervento che riterrò utile. L'emendamento aveva nel momento nel quale è stato presentato e ha tuttora copertura finanziaria perché indica una fonte di copertura finanziaria, rispetto alla quale non è stata data al Consiglio dimostrazione che questa fonte non ci sia. E' stata fatta una affermazione generica da parte dell'Assessore del bilancio che quello che è rimasto in quella fonte sarebbe necessario per sopperire ad altri obblighi della Regione. Siccome l'emendamento aveva una sua copertura finanziaria, era valido quando è stato presentato, è valido tuttora, può essere votato; e se nascesse un problema di incongruenza in ragione di eventuali coperture da dare ad un capitolo, a un fondo di bilancio che per via della approvazione del Consiglio fosse stato superato nella sulla entità, il Consiglio può, prima di terminare i sui lavori, porre rimedio a questa eventuale situazione. Allo stato delle cose non è corretto che si dica in modo generico che non ha copertura finanziaria perché la copertura c'è.

PRESIDENTE. Il capitolo che è stato indicato, lo 03017, è una tabella con una serie di punti e di voci. Sono stati indicati il punto 8, che non esiste, e la voce 7 che ha soltanto 80 milioni, quindi risulta senza copertura finanziaria, nel senso che alla tabella indicata non esiste copertura.

PINNA (D.S.-F.D.). Nel testo dell'emendamento ci sono indicati i capitoli.

PRESIDENTE. Abbia pazienza, onorevole Pinna, il capitolo 03017 è quello che è specificato nella tabella B che è una serie di voci. La voce 6 ha capienza, quindi indichiamo la voce 6.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico degli emendamenti numeri 207 e 227 all'articolo 18.

Rispondono sì i consiglieri: CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - GIAGU - LAI - LODDO - MANCA - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - SANNA Alberto - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SELIS - SPISSU - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - DEMONTIS - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LICANDRO - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - USAI.

Si è astenuto il consigliere: SCANO.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione. Per l'approvazione è richiesta la maggioranza relativa pari a 33 voti.

presenti 64

votanti 63

astenuti 1

maggioranza 33

favorevoli 26

contrari 37

(Il Consiglio non approva)

PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 19.

MANCA, segretario:

Art. 19

Campi sosta

1. Per le finalità previste dall'articolo 48 della legge regionale 8 marzo 1997, n. 8, relativa ai campi sosta e transito per le popolazioni nomadi, è autorizzata la spesa di lire 400.000.000 per ciascuno degli anni 2000, 2001 e 2002 (cap. 12001/11).

PRESIDENTE. All'articolo 19 sono stati presentati cinque emendamenti (il 66 e il 127 che erano stati presentati sono stati ritirati).

Se ne dia lettura.

MANCA, segretario:

(Inserire emendamenti numeri 128, 229, 77, 181, 252)

PRESIDENTE. L'emendamento 128 viene ritirato dai presentatori.

Per illustrare l'emendamento numero 229 ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi.

COGODI (R.C.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Dettori Bruno per illustrare l'emendamento 77.

DETTORI BRUNO (I Democratici). Intendo illustrarlo molto brevemente per portare, intanto sono uguali per cui uno dei due è ritirato. Parliamo del 181, il 77 rimane in piedi; però mi preme dare queste informative all'Aula perché, su questo problema credo che una qualche responsabilità noi ce la dobbiamo assumere. Mi riferisco al fatto che i comuni hanno indicazioni da parte sia del Governo nazionale, sia della Regione, e mi riferisco alla legge numero 225 del 1992, alla legge regionale sull'istituzione del servizio nazionale della protezione civile e alla legge regionale 3 del 1989, "Interventi regionali in materia di protezione civile", che indicano alle amministrazioni regionali, provinciali e comunali, relativamente ai piani di previsione per la protezione civile, di organizzare della cartografia in quei comuni che hanno subito calamità, non in quelli che le dovranno subire, mi in quelli che le hanno subite, organizzare una cartografia affinché certi eventi calamitosi non abbiano a ripetersi, perché noi siamo quella nazione, quella regione nella quale succedono, a distanza quasi programmata, gli stessi eventi, e ne subiamo danni incredibili. L'ultimo l'abbiamo avuto qui a Capoterra, l'abbiamo avuto nella Sardegna meridionale e i disastri li abbiamo ancora molti vicini e prossimi alla memoria.

La richiesta che i proponendoli dell'emendamento avanzano è quella di vincolare una parte delle risorse che arrivano ai comuni che sono stati oggetto di queste calamità, che li vincoli ad organizzare una cartografia del rischio ambientale, solo questo, perché i comuni si ritrovano sempre impossibilitati ad organizzare queste cartografie perché altre esigenze, altri bisogni pressanti del momento non gli consentono di lasciare nessuna cifra, nessuna risorsa disponibile a queste cartografie.

Con l'emendamento la proposta è questa: l'assessorato agli enti locali deve organizzare un piano e imporre ai comuni delle risorse, lo stanziamento delle risorse al fine della predisposizione di cartografie tematiche per la prevenzione di queste calamità.

PRESIDENTE. Mi fanno notare che nell'approvazione dell'articolo 9, già avvenuta, al capitolo indicato per la copertura finanziaria, non esiste più nessun fondo, non esiste più la disponibilità, e quindi c'è questo problema. Abbiamo già utilizzato quel capitolo con nostra votazione.

L'emendamento numero 181 è già stato ritirato. L'emendamento 252 viene dato per illustrato.

Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna) , relatore di maggioranza. Si rimette all'Aula per tutti gli emendamenti tranne per il 252 per cui dà parere favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si esprime parere negativo sull'emendamento numero 229; l'emendamento numero 77 non ha copertura, quindi invito il presentatore a ritirarlo e la questione la possiamo rivedere semmai nel collegato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bruno Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI BRUNO (I Democratici). Non ho difficoltà a ritirare l'emendamento, ma comunque non è un aumento di nulla, è semplicemente un vincolare risorse presenti in un capitolo a questo fine, cioè fare in modo che gli enti locali organizzino un piano, vincolando delle risorse, affinché si possa organizzare una cartografia tematica per la predisposizione di modelli atti a evitare che si ripetano le stesse calamità ogni volta che piove in una certa maniera, i millimetri (?) che noi sappiamo.

Solo questo. Siccome la legge nazionale esiste, esiste anche una legge regionale che impone ai comuni queste cartografie, ed è all'interno della protezione civile, i comuni non ne sono ancora dotati e noi continueremo a piangere responsabilità esterne, quando le responsabilità sono in capo agli amministratori che non hanno la risorsa, perché non gli viene vincolata per organizzare questa cartografia a tematica. Solo questo; per cui si trovi il sistema perché ai comuni questi denari arrivino vincolati per questo fine, perché ritengo, non è un problema semplicemente altro che quello di non essere miopi nella gestione del territorio e nella sua utilizzazione.

Per quanto mi riguarda, l'emendamento può essere ritirato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Soltanto due parole sul 229. Come si potrà notare, il 229 chiedeva un aumento di 100 sul capitolo 01201/11. Di che cosa si tratta? Si tratta soltanto di aver preso atto che un programma della Regione stava finanziando un programma per i campi nomadi e nella stesura del programma ho verificato che mancano 100 milioni. Credo che la Giunta stia facendo un'alta programmazione e quanto meno, proprio partendo dall'esperienza precedente, partendo dalle richieste che i comuni hanno avanzato, dal programma già in atto in questo momento, si riconosca quantomeno che mancavano questi 100 milioni e si abbia la buona volontà di rimpinguare una somma che è dovuta.

Comunque, se non lo si ritiene opportuno, si ritira l'emendamento.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 19. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 252. Chi lo approvava alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 20.

MANCA, Segretario:

Art. 20

Finanziamenti alle Università e agli enti e organismi operanti nei settori culturale, socio-culturale e della sicurezza sociale

1. A valere sullo stanziamento recato dal capitolo 11063 per l'anno 2000:

a) una quota pari a lire 3.000.000.000 è attribuita al Consorzio per la promozione degli studi universitari di Nuoro per gli interventi previsti dall'articolo 47, comma 3, della legge regionale 7 aprile 1995, n. 6;

a) una quota pari a lire 1.500.000.000 e a lire 750.000.000 è attribuita al Consorzio per l'Università degli studi di Oristano quale contributo regionale rispettivamente per le spese di costituzione e di funzionamento e per il finanziamento dei diplomi universitari in biotecnologie agro-industriali e in tecnologie alimentari;

b) una quota pari a lire 500.000.000 è attribuita all'associazione per l'istituzione della Libera Università Nuorese (AILUN) quale contributo aggiuntivo per le proprie attività istituzionali;

c) una quota pari a lire 800.000.000 è attribuita all'Associazione Universitaria Sulcis-Iglesiente (AUSI), per il finanziamento dei diplomi in scienze dei materiali e per la promozione d'intesa con la FORGEA INTERNATIONAL per la formazione di tecnici nel settore dei materiali e dell'ambiente.

2 Per la prosecuzione ed il completamento dell'intervento previsto dall'articolo 2, lett. a), della legge regionale 25 maggio 1999, n. 18, è autorizzata, nell'anno 2000 l'ulteriore spesa di lire 2.000.000.000 (cap. 10022).

3. Nel comma 2 dell'articolo 27 della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1, le parole "all'istituzione dei dottorati di ricerca e di corsi di perfezionamento" sono sostituite da "per il reclutamento per la ricerca (assegni di ricerca, dottorati di ricerca, contratti di ricerca)"; per le predette finalità, da svolgere negli anni accademici 2000-2002 e 2001-2003, è destinata una quota pari a lire 1.000.000.000 dello stanziamento recato dal capitolo 11065 per ciascuno degli anni 2000 e 2001, in ragione di lire 600.000.000 all'Università di Cagliari e di lire 400.000.000 all'Università di Sassari.

4. La legge regionale 13 luglio 1988, n. 21, è abrogata (cap. 02179).

5. La legge regionale 18 dicembre 1987, n. 57 e successive modifiche e integrazioni è abrogata (cap. 11099/P).

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 47, 46, 131, 52, 129, 130, 49, 48, 132, 134. Se ne dia lettura.

MANCA, Segretario:

(Inserire testo emendamenti numeri 47, 46, 131, 52, 129, 130, 49, 48, 132, 134)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 47 ha facoltà di illustrarlo.

SELIS (Popolari-P.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 46 ha facoltà di illustrarlo.

SELIS (Popolari-P.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 131 ha facoltà di illustrarlo.

DETTORI IVANA (D.S.-F.D.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 52 ha facoltà di illustrarlo.

SANNA ALBERTO (D.S.-F.D.). L'emendamento numero 52 ha l'obiettivo di soddisfare le esigenze nuove che si sono andate manifestando nel corso di questi ultimi anni per la gestione e il funzionamento dei corsi di laurea dell'Università di Oristano, che è una sezione staccata di quella di Cagliari e di quella di Sassari. Noi avevamo a Oristano, nell'anno accademico '96-'97, due corsi di diploma universitario: "Economia e amministrazione di imprese", "Economia e gestione dei servizi turistici", con 50 studenti iscritti a questi due corsi di lauree.

Nell'anno accademico 1999-2000 si sono aggiunti altri tre corsi di diploma universitario che sono: "Biotecnologie agroindustriali", "Tecnologie Alimentari" e "Viticoltura ed enologie", anche questi corsi di diploma sono programmati e collegati con le Università di Cagliari e di Sassari. Attualmente frequentano questi cinque corsi 255 studenti e sono previsti, per il 2002, 350 studenti.

Nel '96, anno di istituzione dei primi due corsi di laurea, la finanziaria regionale metteva a disposizione 2 miliardi e 250 milioni, oggi in base a queste accresciute necessità, si pone l'esigenza minima di aumentare di almeno 350 milioni la dotazione finanziaria per il buon funzionamento dell'università di Oristano.

Quindi, questo è il senso della proposta; è un emendamento che anche nella misura è piuttosto contenuto e quindi credo che sia un emendamento realistico e rispondente alle esigenze.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento 129, ha facoltà di parlare il consigliere Pinna.

PINNA (D.S.-F.D.). Nel testo licenziato dalla Commissione ho visto con molto piacere che la Giunta regionale ha introdotto un emendamento all'articolo 20, comma 1, punto D, che si pone l'obiettivo, se non capisco male, e vista la formulazione che comunque mi pare poco comprensibile, di finanziare le attività del FORGEA International che è un centro internazionale per la formazione di tecnici minerari ed ambientali dei paesi in via di sviluppo, che ha già avviato la sua attività facendo un primo corso finanziato all'UNIDO, e a cui hanno partecipato quindici tecnici provenienti dai paesi in via di sviluppo, in particolare dal bacino del Mediterraneo e dei paesi dell'America Latina e i cui risultati sono stati estremamente positivi e importanti anche perché questo centro nasce su proposte, è stato promosso dal Ministero degli Affari Esteri, e risponde un po' alla logica della nuova cooperazione internazionale che il nostro paese intende portare avanti con i paesi in via di sviluppo quando si pone il problema, non già di dare aiuti in danaro e in infrastrutture, ma soprattutto di aiutare questi paesi nel settore della formazione dei tecnici.

Dunque, questa formazione dovrebbe essere fatta nei paesi interessati, ma soprattutto dovrebbe essere realizzata nel nostro paese presso le strutture che consentono questa formazione. Il Ministero degli Esteri ha individuato una serie di filiere nel settore della formazione di questi tecnici, alcuni dovrebbero, per quanto riguarda l'agroalimentare, la Lombardia, per quanto riguarda l'industria meccanica, il Piemonte e per quanto riguarda l'industria mineraria dell'ambiente e dei nuovi materiali è stata indicata la Sardegna come centro per realizzare questa importante attività.

E` un fatto estremamente importante perché se questo centro dovesse funzionare regolarmente, si riuscirebbe a raggiungere l'obiettivo di ospitare circa 150 - 200 tecnici provenienti da paesi in via di sviluppo, in sostanza la Sardegna, in particolare nel bacino del Mediterraneo, potrebbe diventare un po' il centro di incontro della classe dirigente dei paesi in via di sviluppo, attivando rapporti prima di tutto culturali, scientifici, per poi farli diventare in prospettiva, anche rapporti di cooperazione economica di grande importanza e di grande rilevanza. Ora, il centro ha finito di funzionare o ha interrotto il suo funzionamento per due ragioni essenziali. La prima è relativa al fatto che occorreva trovare finanziamenti internazionali per finanziare i corsi e quindi reclutare i tecnici dei paesi in via di sviluppo con un ragionamento ben definito, ospitarli, pagare i docenti, organizzare corsi, tutto quanto era necessario per portare avanti questa attività. A questo problema, proprio nei mesi scorsi si è ovviato con una decisione importantissima del Ministero degli Affari Esteri da una parte e dell'UNIDO dall'altra e il Ministero degli Affari Esteri ha dato un finanziamento di 4 miliardi e mezzo all'UNESCO, da destinare proprio al finanziamento dei corsi del FORGEA, quindi il FORGEA International, per quanto riguarda le attività e i corsi sarà finanziato dall'UNESCO, questo è un fatto estremamente importante, un altro corso è stato finanziato dall'UNIDO di Viena(?) e dunque, questo centro diventa, è anche diventato elemento di attrazione dei finanziamenti da parte degli organismi internazionali.

Quello che occorre, quello che manca ulteriormente per rendere operativo il tutto, è la mancanza dei costi di gestione. Allora, mi fa piacere che la Giunta regionale abbia inserito questo emendamento, che spero abbia l'obiettivo di finanziare con 800 milioni la gestione di questo centro e tuttavia io, nell'emendamento, non intravedo come questi denari possano arrivare al FORGEA International considerato che il finanziamento è disposto in favore dell'AUSI, l'università del Sulcis Iglesiente che è un istituto di grande rilevanza e di grande importanza a cui il collega Pili ha dato un impulso importante perché venisse realizzato, e tuttavia devo sottolineare, questo lo potrà confermare sia il collega Pili che l'Assessore Onida, l'attività dell'AUSI è già finanziata con uno stanziamento annuale di 500 milioni e dunque non si comprende come questo finanziamento per il FORGEA debba passare attraverso l'AUSI e poi essere girato al FORGEA International facendo dei passaggi che probabilmente potrebbero trovare anche dei cortocircuiti nel trasferimento dei danari in quanto non capisco come l'AUSI possa finanziare il FORGEA, considerato anche che non vi partecipa neanche come consorziato. E dunque l'emendamento, presentato da me e da altri colleghi, ha proprio lo scopo di destinare con chiarezza questo finanziamento al destinatario finale per evitare passaggi inutili e per evitare lungaggini che, a mio avviso, non sono per niente fruttuose, considerato che i corsi possono iniziare subito un po' per effetto dei finanziamenti internazionali.

Se esiste un problema, che io non conosco e che non mi risulta, di finanziare e di dare ulteriori contributi all'AUSI per il suo funzionamento, si dica questo e io sono pronto a sostenere che ulteriori finanziamenti possono andare all'AUSI, diversamente non capisco davvero questo passaggio che rischia davvero di creare un cortocircuito e di non far giungere lo stanziamento al destinatario finale.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 130, ha facoltà di parlare il consigliere Pusceddu.

PUSCEDDU (D.S.-F.D.). Si da per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 49 ha facoltà di parlare il consigliere Lai.

LAI (D.S.-F.D.). Si da per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 48 ha facoltà di parlare il consigliere Lai.

LAI (D.S.-F.D.). Si da per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 132 ha facoltà di parlare il consigliere Pinna.

PINNA (D.S.-F.D.). Se è possibile, Presidente, io propongo che questo emendamento venga trasferito e trattato assieme per essere coordinato ed eventualmente anche ritirato se sarà necessario e trasferito all'articolo 24 per essere trattato ed eventualmente coordinato, insieme all'emendamento numero 45 di pagina 231.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori ha facoltà di illustrare l'emendamento 134

BALIA (F.S.D.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore. Sugli emendamenti appena illustrati, il parere è di rimettere all'Aula la valutazione. Vorrei soltanto però, far osservare, a meno di un errore da parte mia, che l'emendamento 36 è stato letto o non è stato letto? Riguarda il 20 bis, giusto? Va bene all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Anche in questa occasione chiedo soccorso al collega Onida che esprimerà il parere su alcuni emendamenti.

Parere negativo per il 47; parere positivo per il 46; per l'emendamento della collega Ivana Dettori, il numero 131, invito al ritiro, semmai a una riformulazione dell'intervento semmai da allocare - tenuto conto della scarsissima ormai disponibilità di risorse - sempre nel contesto dell'articolo 20.

Sul 52 interverrà il collega Onida; sul 129 mi pare che il presentatore lo abbia già ritirato, no? Avendo già costituito oggetto di previsione nel contesto dell'articolo 20, previsto testualmente una quota pari a lire 800 milioni è attribuita all'associazione universitaria Sulcis Iglesiente per il finanziamento dei diplomi scienze dei materiali e la promozione d'intesa con la FORGEA International, per la formazione di tecnici nel settore dei materiali e dell'ambiente. Mi pare sostanzialmente simile e comunque, non si accoglie, tenuto conto della previsione già contenuta nell'articolo 20.

Il 130 merita un'attenzione nel disegno di legge sulla formazione professionale e quindi, l'invito è al ritiro e comunque non si accoglie.

Il 36 si accoglie. Il 49 è lasciato al parere dell'Assessore Onida e così pure il 48, il 132 e il 134.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore Onida.

ONIDA (P.P.S.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Evidentemente io confermo i pareri del relatore e dell'Assessore del bilancio, ma sulla questione della università diffusa voglio trattenermi un attimino per fare una valutazione che credo importante.

L'emendamento numero 52 lo accolgo, lo accoglierei e debbo anche dire che stranamente il risultato non approda alle mie proposte sui capitoli e sulle questioni che riguardano il mio Assessorato, pur avendolo io inoltrato come è dimostrabile agli atti. Ma non è questo il problema; il problema è un altro. Sulla questione della spesa universitaria e soprattutto in ordine a questa esigenza, a questa sensibilità, che sta montando di portare sul territorio della Sardegna momenti di didattica universitaria, la cosiddetta università diffusa sul territorio, è necessario che noi facciamo una riflessione un po' più acuta. Non è pensabile lasciare a manager, pur intelligenti, imprenditori a dir la verità, che il discorso di diffondere l'università sulla Sardegna sia il metodo più corretto. Ho avuto modo ultimamente di confrontarmi con gli studenti, con gli ERSU, con le università, e ho visto delle cose che sono indubbiamente da eliminare. Io non so se sono stati il metodo fino a oggi seguito, io ritengo però che da questo momento in poi, almeno per quanto mi riguarda, tenterò proprio di eliminare questo sistema di lavoro.

La Regione non può essere il rubinetto che si apre per dare danari all'università in ogni modo, né a quella accentrata sulle città, né a quella che diciamo università diffusa sul territorio. La Regione è il soggetto che pianifica e programma, non da sola ma insieme ai rettori, questo sistema di allargamento dell'università in Sardegna, decide insieme ai rettori e dico anche al sistema più ampio e rappresentativo della democrazia locale, le cose che devono avvenire e questo invece non sta avvenendo. Io mi sono ritrovato ultimamente, agli ultimi giorni in cui dovevamo presentare gli emendamenti alla Commissione, con degli operatori del settore della cultura, soprattutto di questi manager che si preoccupano insieme anche a soggetti, sindaci del territorio di allargare l'università, che da una tasca mi hanno tirato fuori un emendamento per portare i 350 milioni in più all'università di Oristano, dall'altra tasca mi hanno tirato fuori l'emendamento per portare 800 milioni per fare l'università dal mare ad Alghero. Io non ce l'ho né contro l'università del mare a Alghero, immaginate se ce l'ho contro i 350 milioni in più sull'università di Oristano; è il metodo che non va assolutamente bene.

E allora, noi dobbiamo, io credo e questo lo dico agli amici dell'Aula e lo dico a tutti, ma lo dico soprattutto alla Giunta, su questo argomento dobbiamo veramente fare chiarezza. Noi abbiamo la necessità, insieme ai due rettori di Sassari e di Cagliari di ridare significato, di rispettare una norma della legge numero 26, chiamata legge Fois, mi sto riferendo al collega Paolo Fois che era in mezzo a noi nella passata legislatura, che prevede una cosa molto importante. Primo: che la pianificazione avvenga attraverso il lavoro congiunto e contestuale che deve nascere in questo contesto di soggetti istituzionali, l'Assessore della cultura e dell'istruzione, l'Assessore del bilancio e della programmazione e i due rettori dell'università. Secondo, e questo è ancora più importante: noi non conosciamo e non sappiamo quante risorse e quanti denari vanno nella direzione delle università, perché non sono soltanto questi i capitoli che danno soldi all'università; ogni assessorato, l'ambiente, l'agricoltura, l'istruzione e così via, attraverso convenzioni danno risorse all'università.

Nasce un consorzio e a questo consorzio, ogni anno, su ogni finanziaria si danno risorse, aumentano le risorse senza che a monte ci sia un confronto, una valutazione, una pianificazione dei soggetti così come ho detto ed allora; questa è una prassi che deve finire.

Sull'emendamento io dico che va bene, pur portando all'attenzione dell'Aula un'altra piccola ma non insignificante nota. Io non credo di dover aprire la Bibbia per andare a recuperare che ci sono problemi di moralità o di stile, ma quando a presiedere un consorzio universitario come il numero 1, che è quello che riguarda Oristano, c'è un consigliere regionale, non mi pare neppure molto corretto che quel consigliere regionale, Presidente di quel consorzio, faccia l'emendamento per dare soldi a se stesso e per realizzare un obiettivo che può essere anche indubbiamente corretto e positivo. Ed allora, questo lo dico per concludere che la Regione e gli assessorati competenti, non possono non mettere attenzione anche agli statuti del sistema attraverso i quali i consorzi reggono, lavorano e decidono su queste questioni.

Avvertita l'aula su questi problemi, richiamata l'attenzione della Giunta nella sua interezza su questi problemi, sull'emendamento numero 52, io esprimo una valutazione positiva.

Sulle altre questioni: 49, 48, io credo che dobbiamo, per motivi che ho detto e quindi non ripeto, prestare attenzione alle cose che i colleghi, con i loro emendamenti hanno chiesto, credo di dovermi impegnare, di dover impegnare la Giunta che nel momento dell'assestamento, avendovi in via preliminare, concluso le consultazioni, soprattutto quella con i rettori, noi troveremo un'attenzione per venire incontro alle esigenze che sono contenute in questi emendamenti, per stare attenti e per pensare con più pragmatismo, con più coscienza e conoscenza anche a questa esigenza di portare sul territorio della Sardegna la facoltà, i corsi universitari, le lauree brevi e così via.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.-F.D.). Posso chiedere all'Assessore Onida di poter ripetere la posizione della Giunta e dell'assessorato sull'emendamento 132 e 134?

PRESIDENTE. Il 132 l'abbiamo spostato alla discussione che faremo all'articolo 24. Quindi, solo sul 134.

ONIDA (P.P.S.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Sul 134 io sarei favorevole, chiaramente il problema della individuazione delle risorse, se è possibile decidere oggi, la lascio al collega Pittalis, se non che questo problema, che è un problema molto serio ed è problema che noi possiamo e che dobbiamo in qualche modo raccogliere e risolvere in una fase successiva.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Ivana Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI IVANA (D.S.-F.D.). Volevo intervenire brevemente sull'emendamento 131. Voglio prima fare una riflessione, anche essa molto breve, su alcune delle questioni sollevate dall'Assessore Onida sull'università e sulle università diffuse e sui consorzi per la promozione degli studi universitari. So che questo non è né il luogo né il momento adatto, visto che siamo in Aula da una settimana, credo comunque che rispetto a questo sarà importante rifare il punto e che magari l'Assessore riferisca all'Aula sul sistema universitario nel suo complesso, soprattutto sui consorzi della promozione, in modo tale che si possa fare una riflessione perché anche io sono convinta che sull'università diffusa sia necessario fare il punto della situazione e probabilmente avremo anche soluzioni diverse, ma che sarà necessario confrontare.

Sull'emendamento 131, Assessore Pittalis, lei, come può ben capire, questo emendamento era volto a potenziare la struttura universitaria nuorese che, debbo dire, rispetto alle altre, ha una storia e una struttura diversa: è il settimo anno di vita, ormai strutturata, ha docenti di ruolo ordinari che sono stati dati dal MURST(?), quindi diciamo che ha una sua strutturazione, e soprattutto è una università che si ritaglia uno spazio in discipline attinenti al territorio ma che non sono neanche presenti in altre università della Regione Sardegna.

Capisco la richiesta dell'Assessore Pittalis e voglio cogliere anche il suo suggerimento affinché comunque, per far sì che questa struttura sia potenziata, possano essere aumentate le risorse, sempre nell'articolo 20, come l'Assessore diceva, io suggerirei, non do neanche l'entità, sarà poi l'Assessore a dirci, nel comma 3, proprio(?) sui dottorati di ricerca, perché naturalmente i dottorati di ricerca che possono anche essere finalizzati a far sì che studenti dell'università di Nuoro partecipino con pari opportunità all'utilizzo di questi dottorati stessi, pertanto se l'Assessore dà assicurazioni in tal senso, sono pronta a ritirare l'emendamento 131.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (D.S.-F.D.). Io volevo chiedere una precisazione all'Assessore Pittalis o all'Assessore Onida sul problema che ho posto in relazione al finanziamento per il FORGEA International, perché prima l'Assessore mi ha chiesto se l'avevo ritirato e gli ho detto di no, mi ha detto che poi non si accoglieva perché nel testo proposto dalla Commissione ci sono le stesse finalità; non ho problemi per ritirare l'emendamento, considerato che non c'è un impegno di risorse qua, ulteriore rispetto a quello già stanziato della Giunta.

Volevo avere una risposta per sapere se questi soldi, seppure attraverso un passaggio tortuoso, arrivano o no al FORGEA International (questi 800 milioni), se no dove si fermano gli altri soldi e per quale ragione. Se arriva questo chiarimento, sé è stata verificata la legittimità del trasferimento delle risorse da un consorzio all'altro, qual è l'utilità e se questi fondi arrivano poi al destinatario finale.

Se questa garanzia, la Giunta regionale me la dà, io non ho problemi a ritirare questo emendamento, fermo restando che, anche in questo intervento non posso che esprimere apprezzamento per aver introdotto questo provvedimento estremamente importante, perché, non ripeto quello detto con l'illustrazione dell'emendamento, con l'avvio operativo e concreto di questo centro si riesce a mobilitare risorse provenienti da organismi internazionali, alcune di queste già deliberate per quasi 5 miliardi, che arrivano, appunto, in Sardegna nel settore della formazione. Si dà concretezza ad una parte anche dell'obiettivo che tutti noi abbiamo, che risultava anche delle dichiarazioni del presidente Floris, di dare una spinta importante alla centralità della Sardegna nel Mediterraneo, ma soprattutto, con l'avvio di questo centro e di questa attività didattica e scientifica, si dà avvio concreto e si può dare avvio concreto alla realizzazione dell'università del Mediterraneo in Sardegna.

E dunque io, Assessore Pittalis, sono disposto a ritirarlo se lei nel suo intervento e nelle sue precisazioni mi assicura che questi fondi, comunque nei tempi necessari, arrivano al destinatario finale.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, intervengo per esprimere una valutazione sull'articolo 20 e l'emendamento numero 129, che ovviamente non può essere accolto, per una serie di ragioni. Intanto perché si tratta di un finanziamento di 800 milioni del bilancio regionale, e mi pare assolutamente improponibile che il Consiglio regionale della Sardegna destini 800 milioni ad un organismo che non ha nessun radicamento in Sardegna. Il finanziamento che è stato indicato nell'articolo 20 della finanziaria, invece, individua un soggetto che è già radicato nel territorio del Sulcis - Iglesiente.

COGODI (R.C.). Berlusconi ne ha!

PILI (F.I.-Sardegna). Onorevole Cogodi, forse non ha capito di che cosa stiamo parlando.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, lasciamo intervenire? Prego, onorevole Pili, non si lasci interrompere, prosegua.

PILI (F.I.-Sardegna). Dicevo che l'individuazione di un soggetto come il FORGEA, senza alcun radicamento nel territorio, rappresenta una spesa sicuramente non finalizzata. E il testo dell'emendamento non può essere accolto perché l'articolo 20 ha invece individuato un'articolazione dell'università compatibile, ripeto, con quello che è già avvenuto in altre realtà della Sardegna, Oristano e Nuoro in particolar modo, e che va ad ampliare in una zona assolutamente debole sul piano culturale la presenza universitaria.

Quindi, per questa ragione noi riteniamo di non dover accogliere questo emendamento, perché porterebbe, senza nessuna contrattazione, i finanziamenti ad un soggetto non radicato nel territorio.

Aggiungo però che nello stesso articolo predisposto dalla Giunta regionale è possibile prevedere intese con il FORGEA, per la presenza dell'Università del Mediterraneo in quel territorio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.

PUSCEDDU (D.S.-F.D.). Presidente, molto brevemente rispetto ai temi che sono stati affrontati nell'esame di questi articoli, e in particolare a quanto è stato detto sul ruolo dell'università nella nostra regione. Anch'io concordo con l'esigenza dell'università diffusa, del nuovo ruolo che l'università deve svolgere, un ruolo di promozione, in riferimento all'organizzazione della ricerca, ma soprattutto anche come azione di supporto, in termini di referente scientifico per l'attività di alta formazione. Già all'interno dell'istruzione superiore vi è un coinvolgimento dell'università, però vi è la necessità, e ritengo che l'Assessore abbia colto proprio questa esigenza, che assieme al rilancio e all'affermazione dell'università diffusa, per cui del maggior legame anche rispetto alle istanze territoriali, attraverso anche una diversificazione dell'intervento dell'università, che deve avere sì le sue aree di eccellenza, ma deve poter svolgere attività di supporto rispetto all'alta formazione.

Ritengo che ci siano le condizioni per poter, nel prosieguo, sviluppare iniziative legislative che diano soprattutto certezze in termini, diciamo, anche di riferimenti legislativi. E' vero che è stata approvata dalla Regione la legge 26 del '96, questa legge è stata approvata, ma è largamente disattesa. E' una legge disattesa che dovrebbe invece regolare i rapporti Regione-Università, per cui vi è la necessità di fare una sintesi di tutte le esigenze che sono state prospettate, anche di recente, nel corso dell'audizione con i rettori delle Università di Sassari e Cagliari, per dare veramente un nuovo ruolo e uno slancio all'attività dell'università che deve essere diffusa su tutto il territorio della Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ivana Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI IVANA (D.S.-F.D.). Per dire che è ritirato l'emendamento numero 134.

SELIS (Popolari-P.S.). L'emendamento numero 47 è ritirato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto delle territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento numero 52, che è stato accolto della Giunta, reca però un problema di copertura, perché viene indicato il capitolo sia in aumento che in diminuzione per 250 milioni per l'anno 2001. Trattandosi di risorse che devono essere impiegate nel 2001, si pone qui un problema: o eliminare la competenza anno 2001 e lasciare appunto la competenza anno 2000, che però riduce l'importo e quindi conseguentemente deve intendersi anche ridotto l'importo di cui al punto 2 dell'emendamento.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 129, il collega Pili ha posto in evidenza un dato, che però mi pare vada nella stessa direzione del proponente l'emendamento, e cioè che i fondi arrivino al destinatario finale, certamente, ma valorizzando anche l'Associazione universitaria del Sulcis-Iglesiente, che è un'istituzione che sicuramente pone le basi anche per creare in quel territorio un punto essenziale di riferimento nell'ambito delle iniziative universitarie. Quindi, con l'assicurazione che i fondi arriveranno, perché dovranno necessariamente arrivare, anche per come è formulato l'articolo 20, al destinatario finale, confermo l'invito al ritiro.

Per quanto riguarda l'emendamento 49, ugualmente vi è un problema di copertura finanziaria non corretta, per quanto attiene soprattutto alle voci riferite al 2001 e 2002; ugualmente per l'emendamento 48. L'emendamento 134 è stato già ritirato.

Rimane un ultimo aspetto, raccogliendo la sollecitazione, anche perché nel passato sicuramente hanno funzionato bene, i dottorati di ricerca e i corsi di perfezionamento, o meglio le borse di studio per quel settore, propongo di aumentare di 500 milioni il terzo comma, e quindi prevedendo una diversa ripartizione tra l'Università di Cagliari e di Sassari, 900 milioni in luogo dei 600, e 600 milioni per l'università di Sassari in luogo dei 400 milioni. Il capitolo è lo 04019.

PRESIDENTE. Abbiamo esaurito la discussione generale sugli articoli e sugli emendamenti, passiamo alla votazione.

L'emendamento numero 47 è stato ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 46. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Sull'emendamento numero 131 ha domandato di parlare la consigliera Dettori Ivana. Ne ha facoltà.

DETTORI IVANA (D.S.-F.D.). In base alle dichiarazioni dell'Assessore, adesso non so come si possa modificare, se si intende modificato l'emendamento numero 131 in cui anziché nel comma 1 si intenda nel comma 3, oppure se viene accettato l'emendamento orale dell'Assessore per mettere quelle cifre, così come lui ha indicato, nel comma tre. Non so dal punto di vista del coordinamento come questo possa essere fatto.

PRESIDENTE. Va bene, si mette in votazione l'emendamento accogliendo le indicazioni dell'Assessore.

Ha domandato di parlare la consigliera Dettori Ivana. Ne ha facoltà.

DETTORI IVANA (D.S.-F.D.). Si ritira l'emendamento.

PRESIDENTE. Allora, l'emendamento si intende ritirato, però assumiamo le indicazioni rese dall'Assessore.

Sull'emendamento numero 52 ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto per dichiarazione di voto.

SANNA ALBERTO (D.S.-F.D.). L'Assessore Pittalis su questo emendamento ha posto un problema di copertura finanziaria. Certo, io mi rendo conto che, con tanti emendamenti che provengono da tutte le parti, c'è la difficoltà da parte nostra, dei consiglieri che non abbiamo certamente il quadro delle disponibilità e poi non possiamo sapere quello che propongono negli altri emendamenti tutti gli altri colleghi del Consiglio, cioè c'è un problema, la proposta dell'onorevole Pittalis, che è quella di far cadere il 2001, pone un problema di programmazione, cioè tenga conto che nel 2001 l'università di Oristano avrà 150 studenti in più, rispetto a quest'anno, quindi c'è un problema di programmazione. E` chiaro che se si ha la certezza finanziaria, quindi anche rispetto al 2001 si programma l'attività accademica con questa certezza, cioè si può programmare, se noi invece diamo soltanto una risposta con 100 milioni per il 2000, allora viene meno il senso della proposta. Proposta che tra l'altro l'onorevole Onida ha accolto, quindi io credo che se c'è un problema di copertura in sede di coordinamento questo può essere risolto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.

ONIDA (P.P.S.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Non c'è ombra di dubbio, il ragionamento che faceva l'onorevole Sanna è corretto. L'impostazione biennale non può che essere contestuale. Il collega Pittalis, per una questione tecnica, per una questione di copertura dice: per il 2000 va bene così, non va bene così per il 2001, rimane fermo l'impegno della Giunta di recuperare per il 2001 le risorse necessarie, ma non con questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Io ho detto che l'emendamento per la copertura è formulato non correttamente, pur tuttavia attese anche le considerazioni svolte dal collega Onida, che aveva già presentato anche un emendamento di questo tenore, come ha ricordato, avendo apprezzato le finalità, possiamo semmai eliminare la competenza anno 2001, quindi questo lo vedremo nel 2001 per quell'anno, semmai integrare con il capitolo 36103 i 250 milioni che mancano per il 2000.

SANNA ALBERTO (D.S.-F.D.). Quindi si carica tutto sul 2000.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Io devo porre in votazione l'emendamento numero 52 con le correzioni che sono state proposte dall'Assessore e che mi pare vengano condivise. Cosa vuol dire approvato? E` approvato quando lo mettiamo in votazione e lo approviamo davvero.

Metto in votazione l'emendamento numero 52. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. La controprova va chiesta un attimo prima.

Metto in votazione l'emendamento numero 129.

Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (D.S.-F.D.). Se ho capito bene l'affermazione dell'Assessore, credo di poter anche ritirare l'emendamento nel senso che mi è sembrato di capire, mi corregga se sbaglio l'Assessore, che gli 800 milioni previsti nel testo dell'articolo 20 sono destinati al FORGEA International ed arrivano nei tempi tecnici strettamente necessari, questo è quanto ho capito dalle dichiarazioni dell'onorevole Pittalis, se è così io ritiro l'emendamento.

Ma chi è l'Assessore, io non ho capito, se risponde l'onorevole (?). Io ho chiesto all'Assessore la risposta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Allora, perché non ci siano equivoci, è di tale chiarezza la lettera D dell'articolo 20, che forse è bene anche leggerla: "Una quota pari a lire 800 milioni è attribuita all'associazione universitaria Sulcis Iglesiente, per il finanziamento dei diplomi in scienze dei materiali e per la promozione, d'intesa con la Forgea International, per la formazione di tecnici nel settore dei materiali e dell'ambiente".

Questo è il senso, ogni altra interpretazione mi pare sia superflua.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (D.S.-F.D.). Prima nelle dichiarazioni che ha reso l'Assessore Pittalis ha assicurato che questo finanziamento finirà al destinatario, da quello che ha detto adesso, in sostanza risulta che se vuole questa associazione intermediaria, che è stata interposta, che è l'AUSI, glieli da, se non vuole non glieli da.

COGODI (R.C.). Se è d'intesa, è d'intesa, è scritto!

PRESIDENTE. Onorevole, non ho capito se l'emendamento viene mantenuto o ritirato.

PINNA (D.S.-F.D.). Ritiro l'emendamento.

PRESIDENTE. L'emendamento è ritirato. L'emendamento numero 130 viene ritirato.

Metto in votazione l'articolo 20 con una modifica che è stata introdotta dall'Assessore Pittalis al comma 3, le ultime due righe del comma sono corrette negli importi nel modo seguente, a valere sul capitolo 04019, anziché 600 milioni 900 milioni all'Università di Cagliari e 600 milioni all'Università di Sassari. Ancora nel terzo comma, nel terz'ultimo rigo, la quota pari a lire un miliardo è corretta in un miliardo e 500 milioni. Quindi, con queste correzioni pongo in votazione l'articolo 20.

Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 49. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 48. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene.

(Non è approvato)

Torniamo all'articolo 17 bis, essendo stata raggiunta una formulazione che a questo punto consente di votare l'articolo con gli emendamenti che sono stati anche sintetizzati, che quindi ne fanno decadere altri.

Avevamo detto, nella discussione che abbiamo fatto prima di sospendere la votazione sull'articolo, che restavano in piedi alcuni emendamenti, e segnatamente l'emendamento numero 283, che ne ha assorbito alcuni; c'è stata una riformulazione dell'emendamento numero 297, che adesso porta il numero 302, del quale prego il Segretario di dare lettura.

MASIA, Segretario:

(Inserire testo emendamento numero 302)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Voglio rammentare che si congiunge con questo emendamento, come avevano concordato, anche il primo comma dell'emendamento numero 223.

PRESIDENTE. Certo, onorevole Cogodi, siamo consapevoli di questo, poi arriviamo anche al punto che lei ha adesso richiamato. Adesso chiedo all'Assessore se vuole illustrare il 302.

Rimane in piedi l'emendamento 223, che è quello il cui primo comma lei ha chiesto che venga inserito nell'articolo 37.

COGODI (R.C.). Siccome anche il 302 di fatto è concordato, così la Giunta può dare il parere su tutto l'articolo.

PRESIDENTE. Ma era già stato dato il parere dell'Assessore sul suo emendamento 223, e segnatamente sul primo comma dell'emendamento 223 l'Assessore aveva già dato il parere positivo. Era già stato accolto dall'Assessore.

COGODI (R.C.). Ma deve essere trasfuso in questo emendamento.

PRESIDENTE. Sì. Siccome è un po' complesso, anche tecnicamente, il sistema di votazione, perché sono emendamenti degli emendamenti, se stiamo tutti attenti e seguiamo le procedure riusciamo ad andare avanti.

Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, per esprimere il parere sugli emendamenti.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Anche per l'Aula, stiamo discutendo dell'emendamento 283, che contiene, o meglio sostituisce tutta una serie di emendamenti, quelli che ha richiamato il Presidente, ed anche per mia memoria vorrei ricapitolarli. Emendamenti 279, 78, 184, 193.

PRESIDENTE. Questo lavoro lo avevamo già fatto, Assessore, siamo rimasti al 283; adesso lei dovrebbe esprimere il parere della Giunta sull'emendamento all'emendamento, che è nuovo, che è il 302. Poi riepiloghiamo noi, magari, un attimo prima della votazione.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Perfetto, va bene. Il 302, sostanzialmente, integra l'emendamento 283, dopo il comma 4, "al fine proprio di conseguire la migliore operatività dell'intervento previsto dal presente articolo, la Regione garantisce ai comuni ogni utile supporto di ordine amministrativo e tecnico, ed ove ritenuto opportuno emana specifiche direttive di indirizzo e di coordinamento".

Se è solo su questo emendamento, io mi fermo qui, poi invito la Presidenza semmai a fare una ricognizione esatta degli emendamenti che si intendono assorbiti da questo.

PRESIDENTE. Per riepilogare la situazione, prima che sospendessimo la discussione sull'articolo avevamo annunciato che restavano in piedi gli emendamenti 283, 297 e in parte il 223. Tutti gli altri emendamenti, naturalmente, sono stati ritirati, o sono stati assorbiti da questo emendamento per accordo che è intervenuto tra i consiglieri e tra i presentatori e la Giunta. Quindi tutti gli altri emendamenti, naturalmente, cadono.

Ha facoltà esprimere il parere sull'emendamento il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore. Il relatore esprime parere favorevole.

PRESIDENTE. Procediamo in questo ordine. Prima mettiamo in votazione l'emendamento all'emendamento, il numero 302. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 283. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 223, primo comma. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. All'emendamento 277 sono stati presentati due ulteriori emendamenti, il 299, al quale occorre apportare un piccola correzione, nel primo comma, al penultimo rigo si dice "sono assistiti da nuclei regionali" e bisogna cassare "regionali", e l'emendamento numero 300.

Si dia lettura dei due emendamenti.

MASIA, Segretario:

(Inserire testo emendamenti numeri 299, 300)

PRESIDENTE. Gli emendamenti si danno per illustrati.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Solo per segnalare un errore di battitura della Giunta. All'emendamento 300, nella seconda riga, è scritto "rispondenza nei programmi e dei progetti", intendo che si debba intendere "rispondenza dei programmi e dei progetti".

PRESIDENTE. Onorevole, Cogodi resta in piedi un suo emendamento, poi ci torniamo.

Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.-F.D.). Solo due parole, per sottolineare, è giusto che lo facciamo, perché altrimenti rischiamo di passare sotto silenzio anche scelte importanti che facciamo, che qui non stiamo solo garantendo la provvista finanziaria della seconda annualità dell'articolo 19, stiamo dando una strumentazione ai comuni, e stiamo facendo anche qualcosa di più, che emerge dalla lettura del 299. Cioè, stiamo dicendo che i comuni sono assistiti, aiutati, supportati da questi nuclei di assistenza tecnico finanziaria, per l'espletamento delle funzioni che in capo ai comuni sono poste, non solo dall'articolo 19 della 37, ma anche della normativa regionale P.I.A., dalla normativa nazionale, quindi programmazione negoziata, ossia patti territoriali, contratti d'area e di programma, e dalla normativa europea, per esempio i Leader, ecco, per l'espletamento delle funzioni derivanti da questa complessa normativa, i comuni si avvarranno di questi nuclei di assistenza, nei quali forse possiamo vedere, sarà una esperienza da sviluppare, la matrice delle agenzie locali per lo sviluppo. Mi pareva giusto segnalare questo, perché talvolta, forse nella congerie di argomenti, di emendamenti, di articoli tutti importanti di cui ci occupiamo possono, come dire, rischiare di scomparire scelte di un certo significato che andiamo facendo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA SALVATORE (D.S.-F.D.). Rapidamente, Presidente, perché anch'io volevo sottolineare l'aspetto importante della ridefinizione della funzione di questi nuclei di assistenza all'azione dei comuni, nel senso che ricordava anche il collega Scano. Mi pare che si sia sostanzializzata un'intesa piena tra l'opposizione e la maggioranza, il Governo regionale, nell'intendere, appunto, che questi nuclei di assistenza, di fatto l'assistenza la forniranno anche al di là delle funzioni previste e dalle azioni previste dall'articolo 19 della 37. Questo è molto importante, perché tutti abbiamo sottolineato a più riprese quanto poco coordinamento ci sia, e a livello regionale ed anche a livello locale, tra i diversi finanziamenti che concorrono tutti a sviluppare azioni per lo sviluppo locale e per l'occupazione. Quindi, questo è molto importante.

Lo dico personalmente perché io avrei lasciato l'azione ai comuni, di decidere se avvalersi o meno di questi nuclei, però capisco che qui c'è un'intesa che va rispettata, e alla luce anche di questi chiarimenti dichiaro la mia totale adesione a questa formulazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Presidente, colleghi, certamente è da condividere la scelta e l'impostazione data, però credo occorra chiarire qui i limiti dei significati di quanto è stato detto. Perché da un lato mi pare che qui si debbano sostituire quasi questi nuclei come soggetti programmatori e soggetti che devono intervenire e sostituire quasi il comune, altro è dare un'assistenza tecnica, meramente tecnica e consultiva per mere posizioni, situazioni di indirizzo nel rispetto della norma. Non vorrei che, come c'è un verso, una abitudine, una sorta di adagiarsi sempre nelle comode poltrone degli altri devono fare, che diventassero poi, queste strutture, un qualcosa sulle quale accomodarsi, ed attraverso le quali implementare posti di lavoro che non servono, a gente che magari ha già 2 - 3 lavori perché fanno i consulenti o cose di questo genere.

A futura memoria è chiaro che poi le interpretazioni autentiche o meno occorrerà dare sulle funzioni di queste uffici, non è che dovranno sostituire qualcuno o qualcosa che non funzionerà o che non funziona o che, per caso, abbia difetto. Altro è dare e supportare i comuni che non hanno né risorse né cose su alcuni aspetti di cui necessitano.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA (Patto Segni-Rif.Sardi).Presidente, brevemente per dire che io trovo che si sia trovata una soluzione onorevole, che ha visto sostanzialmente confrontarsi due tesi, quella che diceva che era necessario, in qualche maniera, introdurre un meccanismo che salvaguardasse gli obiettivi dell'articolo 19 e della legge, che, non dimentichiamolo, sono quelli di creare posti di lavoro stabili, non di dare vita a interventi improduttivi o a posti di lavoro precari, che dopo due o tre anni finiscono nel nulla, e la tesi di chi invece metteva più l'accento sull'esigenza di lasciare comunque massima discrezionalità ai comuni, quasi con un intento pedagogico, nel senso che a distanza di anni prima o poi queste risorse avrebbero dato frutto.

Per cui io condivido il giudizio appena espresso dal collega Tore Sanna su questa materia, nell'evidenziare che anch'io amerei pensare che i comuni sardi, tutti i comuni sardi abbiano la maturità necessaria per fare quello che si auspicherebbe, mentre invece ci troviamo, ahimè, a dover prendere atto che spesso è necessario un supporto. Ripeto, credo che il congegno studiato salvaguardi le due esigenze senza introdurre forme di controllo, e dia comunque la necessità assistenza. Mi permetto di dire che comunque anche questo meccanismo andrà verificato sul campo, perché stiamo comunque continuando ad impegnare risorse ingenti, e credo che non sia nell'interesse di nessuno permettere che queste risorse vadano sperperate da chicchessia.

Un'ultima annotazione per dire che concordo nell'articolazione territoriale che si è voluta attribuire ai nuclei e che esistono nei ruoli del personale della Regione sarda, così come più volte ha sottolineato il collega Cogodi, persone qualificate, motivate e specificamente destinate a questo tipo di attività. Sto parlando del personale della Agenzia del lavoro, che quindi potrà trovare nei nuclei che andiamo a istituire anche un suo nuovo ruolo ed una diversa esperienza, sia pure sempre nell'ambito della creazione di sviluppo locale e di occupazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

MILIA (F.I.-Sardegna), Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Grazie Presidente. Brevemente, senza enfasi e in un'aula che è un po' stanca, debbo dire che questa Giunta regionale approvando sia il rifinanziamento dell'annualità 2000 del piano del lavoro per quello che riguarda l'articolo 19, e soprattutto concertando assieme alle forze sociali e alla opposizione un testo che risponda effettivamente alle esigenze dell'articolo 19, credo che abbia compiuto un grosso passo avanti per quello che riguarda la effettiva realizzazione degli obiettivi che si prefigge la legge 37.

Sin dalle prime battute in quest'aula, le prime battute dalla nascita della nostra Giunta, si diceva che anche durante la legge sull'alluvione volessimo portare via i soldi al piano del lavoro per darli a chi in quel momento si trovava in condizioni molto difficili. Questa non è mai stata l'intenzione della Giunta. La Giunta ha verificato puntualmente sul campo, con i mezzi di cui era in possesso, qual era l'effettiva portata di questo piano del lavoro, in relazione all'articolo 19, e qual era l'effettivo punto di realizzazione. Stabilito questo, crediamo di aver mediato fra due posizioni apparentemente contrastanti perché l'Assessore degli enti locali e la Giunta certamente non possono e non vogliono, non hanno questa intenzione di fare la guerra né ai comuni né alle associazioni che li rappresentano, ma allo stesso tempo tengo qui a precisare che anche le associazioni che rappresentano i comuni, e i sindaci che ci onorano, come consiglieri regionali, della loro presenza in quest'aula, devono certamente capire che strumenti che dispongono di ingenti risorse finanziarie devono anche avere un'applicazione pratica e un'applicazione sul campo che veramente vada nel senso di quello che l'articolo 19 ha prescritto.

Quindi questi nuclei di valutazione non sono certamente degli organi controllo, serviranno per quei piccoli comuni che non hanno la capacità e la possibilità in fase progettuale e in fase di programmazione, e allo stesso tempo però controlleranno quei grandi comuni che hanno grandi capacità di progettazione, grandi capacità di programmazione e che a volte fanno finta di leggere gli articoli di legge a seconda delle loro convenienze. Questo senza spirito polemico, ma credo che in quest'aula si sia realizzato un grosso risultato per tutta la Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.-F.D.). Intervengo per esprimere due preoccupazioni. Una riguarda i tempi dell'operatività dei nuclei. Non vorrei che questi tempi fossero lunghi e che quindi potessero intralciare l'attività di programmazione dei comuni. L'altra preoccupazione riguarda la verifica che i nuclei devono realizzare sui programmi e sui progetti delle amministrazioni comunali. Anche a questo proposito, non vorrei che questa verifica fosse un appesantimento, si manifestasse sotto forma di appesantimento burocratico, che credo vanificherebbe lo spirito di questa norma, ma mi auguro che l'Assessore in fase di definizione delle norme di attuazione scongiuri questi pericoli.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Poche parole per dire, signor Presidente, colleghi consiglieri, che anche noi concordiamo sul fatto che nel Consiglio regionale, in questa circostanza e in questa materia, si è realizzato davvero un grande evento.

Io concordo con i colleghi che sono già intervenuti, e concordo anche in modo esplicito e pressoché totale con le cose che stasera qui ha detto anche l'Assessore regionale degli enti locali. Noi abbiamo compiuto in Consiglio regionale, in questo tempo di polemica, ma anche di passione e di fatica, un grande passo avanti. La Regione sarda ha compiuto un grande passo avanti. Abbiamo recuperato - questo onestamente lo dobbiamo riconoscere - attraverso una valutazione critica di un'esperienza che era grandemente positiva nella sua intuizione e nella sua azione, ma che era anche grandemente a rischio rispetto a possibili esiti negativi o a possibili deviazioni rispetto all'obiettivo principale della legge, che era quello di promuovere sviluppo locale attivando i fattori locali di sviluppo, fattori materiali e immateriali, per produrre lavoro, occupazione, lavoro vero, lavoro buono, lavoro produttivo, lavoro stabile.

Questa era la finalità della legge, quello era scritto, era sancito in modo solenne nella legge. Dobbiamo riconoscere che questa grande intuizione, questa grande proposta politica non sempre aveva svolgimento sufficientemente positivo in tutte le parti del territorio regionale.

La finanziaria è entrata, però, in Consiglio regionale senza contenere la previsione di rifinanziamento della seconda annualità. Onestamente questo lo dobbiamo riconoscere perché secondo me è ancora più importante quello che è accaduto, perché attraverso un confronto, una riflessione critica, un miglioramento del sistema, un confronto che è stato aspro, ma che è stato produttivo, che anche la Giunta e la maggioranza hanno recuperato un'idea positiva in materia di sviluppo locale e in materia di sostegno alle politiche attive del lavoro, perché noi non ci siamo mai nascosti la difficoltà. C'è una parte, è vero, c'è un'opinione della politica, della politica in generale e della politica che è presente anche in quest'aula, che sotto la specie della denuncia delle disfunzioni e sotto la specie della rappresentazione delle difficoltà, intendeva colpire l'idea che la Regione dovesse e debba sostenere, come sostiene, ed ancora di più di come sostiene, le politiche del lavoro e dell'occupazione. Ecco perché l'operazione o l'opera che è stata compiuta secondo me e secondo noi, secondo il nostro Gruppo, è un'operazione grandemente in attivo. E` stata recuperata questa sfiducia, è stata recuperata questa idea di mortificare l'intervento regionale in materia di occupazione e di lavoro, ma nello stesso tempo si è migliorato il sistema, perché quello che era dato, e quello che viene ancora di più dato, cioè la seconda annualità del piano di lavoro, che prelude poi alla terza, e noi immaginiamo possa preludere anche a tutte le successive annualità nelle quali questa generosa applicazione della Regione, della sua politica, del suo governo, al di là delle Giunte che lo rappresentano e lo costituiscono, del suo governo autonomistico, perché in materia di occupazione e di lavoro noi abbiamo a conoscere, e soprattutto quelli che ne hanno più diritto e bisogno, i disoccupati, abbiano a conoscere tempi e giorni migliori.

Un'ultima considerazione: le cose che si sono dette sul rapporto Regione-Comuni. Cari colleghi, questa questione torna ancora una volta. Io sono convinto che tornerà, io sono fra quelli che ritengono che non è più autonomista quello che rinuncia alla funzione dell'autonomia regionale. La Regione Autonoma della Sardegna è il riferimento primo, ed è anche il potere primo dell'autonomia. La Regione Autonoma della Sardegna è, rispetto a tutto il sistema delle autonomie, il motore di tutte le autonomie. Sono diverse le funzioni, e autonomia vera vuol dire autonomia di tutti, e autonomia di tutti vuol dire autonomia di ognuno per il compito e per la capacità che ha. I compiti delle amministrazioni locali e dei comuni sono compiti di esercitare la rappresentanza a livello locale e sono i compiti di rappresentare gli interessi delle comunità in autonomia totale; però l'autonomia totale è autonomia, è un sistema di relazioni, e l'autonomia regionale è il riferimento dell'indirizzo generale, del coordinamento generale e del controllo finalizzato al buon esito delle politiche generali nella Regione Sardegna, per cui l'esercizio delle funzioni regionali, di indirizzo, di coordinamento e di controllo non sono contro i comuni, non sono contro il sistema delle autonomie, ma esaltano in funzione delle autonomie, quando l'indirizzo, il coordinamento e il controllo non maschera però momenti sostitutivi nella decisione e nella gestione delle competenze proprie dei comuni. Su questo tema c'è stata troppa confusione nel passato e in nome di una malintesa autonomia questa norma che oggi stiamo approvando, in nome di una malintesa autonomia, e forse di altro pure, ancora peggio male inteso, se così si può dire, questa stessa norma quando il Consiglio regionale ha approvato la legge numero 37, non l'ha voluta approvare. Il Consiglio regionale della Sardegna questa norma allora non la volle approvare in nome di una malintesa autonomia, perchè supportare i comuni, aiutare i comuni, rendere ai comuni e a tutto il sistema delle autonomie un servizio in supporto tecnico, amministrativo, non è un sostituirsi al potere comunale. Ho sentito dire anche oggi, in quest'Aula, sarebbe stato meglio se ai comuni si fosse data solo la possibilità di servirsi dei supporti tecnici della Regione. Non sono d'accordo. Ai comuni deve essere data una opportunità che debbono utilizzare se ne hanno bisogno, se serve loro, d'accordo, per quanto attiene al supporto tecnico-amministrativo, ma per quanto attiene la coerenza di quello che si fa rispetto agli obiettivi della legge, per quanto attiene però all'efficienza e al risultato che deve essere dato rispetto a quello che la legge vuole, e che vuole con i danari di tutti, di tutta la collettività, tutti i comuni debbono essere in condizioni di rispondere agli obiettivi della legge. Ecco perché ritengo estremamente opportuno ed appropriato questo sistema, estremamente rispettoso delle autonomie comunali, ma anche estremamente funzionale all'esaltazione dei compiti di indirizzo, di coordinamento e di controllo della Regione, perché questo darà migliori risultati, e sarà dal miglior risultato che deriveranno anche l'eliminazione ed ulteriori remore e difficoltà di tutti quelli che non vogliono aiutare il lavoro perché parlano di assistenzialismo e in realtà sono contro la possibilità che si aiuti il lavoro produttivo, e quindi si tolgono tutti gli alibi, ma non è solo una questione tattica, è una questione strategica.

Ho quindi terminato con queste considerazioni. Ce n'è voluto, c'è voluto un confronto che, ripeto, è stato anche aspro e difficile, però questo risultato io credo che ripaghi tutti. Ripaga chiunque ci ha creduto, chiunque se ne è convinto, e io penso che soprattutto dovrà ripagare quelli che aspettano e guardano alla Regione per avere soddisfatto un diritto e per avere di nuovo fiducia nell'autonomia e nell'istituzione regionale.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, lei nel suo intervento non ci ha spiegato se l'emendamento numero 203…

COGODI (R.C.). Chiedo venia, con l'approvazione dell'emendamento numero 277 e degli ulteriori emendamenti che lo integrano, si intende ovviamente decaduto, superato l'emendamento numero 203.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento (?) all'emendamento numero 299. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 300 con la correzione richiamata dall'onorevole Cogodi "la rispondenza dei programmi e dei progetti". Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 277, con esclusione del comma 11 che è già stato votato ed approvato. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Passiamo adesso agli emendamenti numero 291 e 293 che sono due emendamenti aggiuntivi che sono stati superati dall'emendamento numero 301, che sostituisce gli emendamenti numero 78, 221, 281, 291, 293, 266 e 267.

Si dia lettura dell'emendamento numero 301.

MASIA, Segretario:

(Inserire testo emendamento numero 301)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 301

ha facoltà di illustrarlo.

USAI (A.N.).Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore. Favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere è favorevole. Vi è da fare una integrazione perchè manca la copertura finanziaria nell'emendamento. Probabilmente nella fretta è sfuggito.

Mi permetto di dare un suggerimento ai presentatori.

Il capitolo di nuova istituzione, lo 05001-01, è in diminuzione, in entrata il capitolo 36128 competenza anno 2000, quindici miliardi.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento 301, lo metto in votazione con le precisazioni sulla copertura finanziaria fatte dall'assessore Pittalis. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Sempre all'articolo 17 bis resta ancora l'emendamento numero 245, della Giunta, a pagina 169. L'emendamento è stato già illustrato.

Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore. Il parere era già stato dato, favorevole.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 20 bis.

MASIA, Segretario:

Art. 20 bis

Proroga interventi culturali

1. E' prorogata al 31 dicembre 2000 l'utilizzazione dei contributi impegnati nell'esercizio finanziario 1999 a carico dei corrispondenti capitoli di bilancio per l'attuazione delle finalità di cui alle sottoelencate leggi regionali:

a) L.R. 22 gennaio 1990, n. 1, art. 60 - Svolgimento delle attività istituzionali di enti e organismi con finalità didattiche e socio culturali - (cap. 11099);

b) L.R. 22 gennaio 1990, n. 1, art. 56 - Svolgimento attività teatrali e musicali e di iniziative culturali - (cap. 11102/03);

c) L.R. 21 giugno 1950, n. 17 - Contributi per manifestazioni culturali, di spettacolo, artistiche e sportive - (cap. 11115);

d) L.R. 8 luglio 1996, n. 26 - Norme sui rapporti tra la Regione e le Università della Sardegna - (cap. 11065);

e) L.R. 15 ottobre 1997, n. 26 - Promozione e valorizzazione della cultura e della lingua della Sardegna - (capp. 11061 e ss.).

PRESIDENTE. All'articolo 20 bis sono stati presentati gli emendamenti 36, 40, 41, 42, 135, 69, 182, 74, 180, 133. Se ne dia lettura.

MASIA, Segretario:

(Inserire testo emendamenti numeri 36, 40, 41, 42, 135, 69, 182, 74, 180, 133)

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CARLONI

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (Gruppo Misto). Chiedo che venga reinserito l'emendamento numero 28, già discusso all'articolo 8 e ritirato per un errore di valutazione e di interpretazione; chiedo che venga reinserito all'articolo 20 bis e posto in discussione.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cossa per illustrare l'emendamento numero 36.

COSSA (Patto Segni-Rif. Sardi). L'emendamento si propone di sopperire a quella che probabilmente è stata una svista, inserendo tra le leggi i cui termini vengono prorogati al 31 dicembre 2000, anche la legge numero 64 dell'86 recante interventi regionali per lo sviluppo delle attività musicali popolari.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Rassu per illustrare l'emendamento numero 40.

RASSU (F.I.-Sardegna) Signor Presidente, io esporrò questo emendamento all'inizio in lingua nazionale e tenterò di completarlo in limba, data la particolarità dell'emendamento. Questo emendamento si propone di finanziare il centro studi filologici sardi, che è un'associazione costituita presso l'Università di Sassari, ed è nata nella falsa riga del centro studi filologici siciliani, già costituito con legge del 1951. La legge 26 del 1997 all'articolo 4 propone di istituire un catalogo generale del patrimonio culturale della Sardegna, e all'articolo 9 propone azioni ed interventi atti alla conservazione del nostro patrimonio culturale. Anche la legge 482 dello Stato, praticamente istituisce la tutela delle tradizioni linguistiche e culturali locali. Bene, a Sassari esiste questo centro filologico degli studi sardi, ne è Presidente il Professor Nicola Tanda, fa parte del comitato scientifico, tra gli altri, il professor Angelo Castellaccio, il professor Giuseppe Meloni, il professor Luciano Cicu(?). Qual è lo scopo di questa richiesta? Praticamente lo scopo è di consentire la realizzazione ed una edizione critica del corpus dei testi più importanti della nostra cultura, la cultura sarda.

"Noisi, dopo de chimbant'annos de autonomia in Sardigna, semmus resissidos, duos annos faghede, a faghere approvare sa legge supra sa limba sarda, e nd'ada apidu conclusione occannu. Este una cosa importantissima pro tottu su populu sardu. Non nor divimmusu assolutamente irgunzare, anzisi, nor divimmus leare onore e bantu chi semmus resissidos a no faghere reconnoschere in tuttu s'Europa commente populu a sé stante e commente zente appartenente puru a sa patria italiana ma identificada etnicamente in sa Regione Sarda, in sa Nassione Sarda. Custa est un'iniziativa chi aggiuada senz'ateru sos istudiosos sardos de s'Universidade a si dotare de unu patrimoniu chi ancora non tenimmusu, cun custu corpus "Degli scrittori sardi", chi praticamente no est'ateru chi una raccolta de sas massimas iscritturas de sos istudiosos sardoso. E` custu s'iscopu de custa presentazione, e de custu s'iscopu de custa richiesta de custu emendamentu chi, istante finzasa sa modestia de sa cifra, chi es parisi a duchentos milionese, penso chi data s'importanza chi tenede, pozzada essere senz'ateru approvada e bida benignamente de custa Assemblea de su populu sardu".

(La parte in sardo non è stata controllata)

PRESIDENTE. Onorevole Rassu, dovrebbe reiterarlo in campidanese perchè noi abbiamo una certa difficoltà a capire; metà l'abbiamo capita, la sostanza l'abbiamo capita.

Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Presidente, colleghi, io sono di dialetto diverso; questa lingua non la capisco, sono campidanese, del sud, estremo sud; sarebbe opportuno che ci fosse un traduttore quando dobbiamo affrontare conferenze di questo tipo, diversamente non saremo in condizioni di fare le nostre scelte.

In un momento in cui si esaltava, come poco fa, l'autonomia, il senso dell'autonomia ed altre valenze, il momento in cui si sta dando riconoscimento a questa Giunta, a questo governo, di certe capacità e possibilità, visto che tanto i nostri colleghi Consiglieri, anche dell'opposizione, confidano, visto i carichi di lavoro che stanno dando a questo Governo, credo che si possa provvedere anche a questa abbisogna.

PRESIDENTE. Il presentatore ha fatto quello che la legge gli consente, di fare il bilingue, abbiamo fatto una legge appositamente, era nei limiti dei suoi diritti.

Dobbiamo passare ad illustrare l'emendamento numero 41, in relazione al quale erano già stati presentati due emendamenti all'articolo 17 bis, il 224, che si trova a pagina 168, e il 230 all'articolo 22 bis, che si trova a pagina 224. Trattandosi di argomenti attinenti alla stessa materia, è stato opportunamente redatto un emendamento di sintesi da parte della Regione che porta il numero 298 e che potrà essere illustrato dalla Giunta.

Si dia lettura dell'emendamento numero 298.

MASIA, Segretario:

(Inserire testo emendamento numero 298)

PRESIDENTE. L'emendamento numero 298 si dà per illustrato.

Ha facoltà di parlare il consigliere Selis per illustrare l'emendamento numero 135.

SELIS (Popolari-P.S.). L'emendamento numero 41 e l'emendamento numero 135 sono intimamente connessi, riguardano il progetto di diffusione di informatizzazione per il quale c'era stata una nostra proposta, un dialogo positivo con la Giunta, la Giunta l'ha accolto, e questi due emendamenti, 41 e 135, se non sbaglio, chiedo anche conferma all'Assessore, sono compresi in questo emendamento di sintesi, e questo è un punto qualificante, insieme al piano del lavoro e insieme alle altre cose, dell'accordo Giunta - Maggioranza ed opposizione, dello sforzo comune, pur nella divisione dei ruoli ed anche della distinzione delle responsabilità, di trovare un punto di sintesi sugli interessi collettivi della nostra Regione. Mi pare che queste poche parole bastino per sottolinearne l'importanza, e naturalmente noi siamo ovviamente favorevoli.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, lo stesso vale per il 69 e il 182?

SELIS (Popolari-P.S.). Il 69 e il 182 possono essere compresi nell'articolo 135 e quindi anche questi rientrano nell'emendamento di sintesi; questi li possiamo considerare ritirati, e poi gli altri verranno superati dall'emendamento di sintesi a cui si faceva riferimento.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 74 ha facoltà di parlare il consigliere Pusceddu.

PUSCEDDU (D.S.-F.D.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 180 viene ritirato.

Per illustrare l'emendamento numero 133 ha facoltà di parlare il consigliere Fadda.

FADDA (Popolari-P.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 28 ha facoltà di parlare il consigliere Capelli.

CAPELLI (Gruppo Misto). Si dà per illustrato in quanto precedentemente presentato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento, ha facoltà di

parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna)., relatore di maggioranza .Mi rimetto all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Parere positivo per l'emendamento numero 36, positivo per il 40, anche apprezzando l'intervento in lingua sarda del collega Rassu.

Sull'emendamento numero 40 prego gli Uffici, se i presentatori logicamente consentono, di apportare una modifica al capitolo in diminuzione, l'imputazione è sul capitolo 36103; non si accolgono gli emendamenti 42 e 74; si accolgono il 133 e il 28.

PRESIDENTE. Faccio presente che l'emendamento 133, per il quale ha espresso parere favorevole l'Assessore, è collegato all'emendamento numero 27 che è stato presentato all'articolo 24, quindi se non vi sono questioni ritengo che sia opportuno spostarlo e trattarlo insieme all'articolo 24.

Ha domandato di parlare il consigliere Manca. Ne ha facoltà.

MANCA (Gruppo Misto). "Ringrazio su presidente ca m'ha dadu sa parAula".

(Interruzione)

MANCA (Gruppo Misto). "Ista assa muda po piachere ca inoche semmus sardos e quindi carchi borta deppimus raionare finzas in sardu. Presidente, po piaghere, sun disturbande custa zente. Cherio intervennere ieo puru supra s'emendamentu baranta presentatu dae s'amicu Nicola e ateros collegas, chi riguardata praticamente s'emendamentu numeru baranta chi, commente ischites, este ligatu a cussa lezze chi purtroppo chin grande ritardu este approvata dae sa Sardigna, e praticamente a sa lezze numeru bintiser de su 1997, sichita poi dae sa lezze nazionale, praticamente dae sa 482 de su 1999".

PRESIDENTE. Prego i colleghi di prestare attenzione. Non assistiamo spesso ad interventi in lingua sarda, quindi prego di dare attenzione.

MANCA (Gruppo Misto). "Su chi surprendete este appuntu chi intendere raionare una pessona in sardu siat una cosa de ispantu, ca custu denotata effettivamente chi semmus perdende completamente sa cultura e tottu su chi è liatu a issa.

M'appo iscrittu finas carchi cosa pro la tradurre a sos chi non comprendene.

Ippo nande chi sa lezze regionale numeru 26 este istetia una lezze abbastanza travagliata, chi chiaramente non tenete, a s'internu suo, tottus cussos istrumentos pro essere veramente efficace, e este propriu a custu riguardu chi ammus ritennitu, ieo e sos amicos, de intervennere presentande custu emendamentu. Custu emendamentu chi cunsentiti appuntu de la migliorare custa lezze, e commente in tottus sa tradiziones chi si rispettana, sas tradiziones culturales de sa limba, chi tenene istitutos chi las tutelana custas cosasa. Nois, cun custa lezze appuntu, creande custu istitutu chi ha natu Nicola, este s'istitutu de tutela, ammur fattu custu, chin custa lezze ammus creatu custu, però sor fundos non sun sufficientes, ecco proite nois ammus presentatu custu emendamentu chi cunsentiti a custu corpusu, a custu organismu, chi sunu sos iscrittores sardos, cunsentiti appuntu a custa istruttura, de pubblicare e de tennere a disposizione tottus custos testoso de interesse culturale chi riguardana sa cultura sarda, custu centru filologicu sardu chi tenete su situ in Sassari e chi, commente ha natu Nicola, in Sicilia esistidi dae su 1951. Evidentemente in cussa regione teniata meta prus a coro de nois sas attividades culturalese appuntu ligatas ass'origine nostra. Tenzo a precisare chi chiaramente, su chi ha natu s'Assessore Pittalis, su bonu accoglimentu de custu emendamentu, mi achete estremamente piaghere, e andata in sa direzione chi nos consentiti, a pacu a pacu, passu dopo passu, de recuperare tottus cussas operas, cussas publicaziones chi sunu utiles a nois, ma presumo a tottus sas generaziones chi dopo e noi benini, chi ana bennere quindi a connoschenza de tottu sa cultura. E isperemmas chi custa zente, custor zovanos, sa zoventude chi ata a benne dopo, la tenza meta prus a coro de cantu mi pare la tenimmus a coro nois. Custa tematicas chi consentini appuntu chin custu dinare de recuperare custa memoria istorica, potet'essere una adeguata finzas promozione, non solu dae su puntu de vista culturale, ma de nos ache connoschere veramente, in maniera adeguata e cumpleta, a livellu nazionale e internazionale. Infattis sa tradiziones populares e letterarias sunu un elementu fondamentale de sa Sardigna. Iai l'ischiter benissimu chi tenimmus a custu riguardo finas premio Nobel de sa letteratura e ateros lettaratos connottoso in campu nazionale e in campu internazionale.

Ammus quindi espressu grande personalidades letterarias, e quindi è necessariu, commente nois in custu emendamentu ammus chiestu, chi tottus custos istudiosos chi si interessana de custas tematicas tenzan sos istrumentos pro potere continuare a lu achere. S'interventu quindi de sa Giunta andata in sa direzione giusta, e mi auguro soprattutto chi in sos annos chi benini, in sos annos chi ana a bennere, custasa attividades venzana incentivatasa e rafforzatasa".

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.

FRAU (A.N.). Io parlo in italiano perché proprio ieri la Commissione affari costituzionali della Camera ha accettato un emendamento di Alleanza Nazionale che riconosce la lingua italiana come lingua ufficiale dello Stato. Finalmente, questo credo che sia importante. Ma non era questo il discorso, cioè questi due interventi, cosiddetti in limba, stanno ancora a dimostrare, io l'ho detto tante volte nella passata legislatura, che purtroppo non esiste una lingua sarda, esistono varie parlate sarde, pertanto ognuno di noi non si riconosce.

Terminato questo problema, non voglio fare assolutamente polemica perché ognuno di voi conosce la mia posizione su questo.

PRESIDENTE. Prego i colleghi che non sono interessati alla discussione o a discutere su emendamenti che non sono discussione di accomodarsi fuori.

FRAU (A.N.). Esiste la legge numero 26 del 1997 sulla lingua e cultura sarda, che in pratica porta avanti tutte queste cose che si vogliono portare avanti con questo emendamento, quindi ci sono dei fondi proprio per queste cose. Allora io dico: perché deliberare, dotare, quindi spendere altri duecento milioni per qualche cosa che già è contemplata all'interno della legge numero 26?

Io credo che l'Associazione centro studi filologici sardi possa rifarsi a quella legge e chiedere i contributi, come fanno tutti, su quella legge. Pertanto mi sembra che avere una legge e poi chiedere altri soldi extra, mi sembra veramente che non sia il modo migliore per spendere i soldi. Io mi trovo veramente in questa situazione, perché altrimenti in mille modi, cioè noi diamo questi contributi in mille rivoli, e credo che non sia questo il modo di amministrare, di spendere bene i soldi. Esiste un legge e pertanto bisogna rifarsi a quella legge. Tutti gli altri soldi dati extra sono sicuramente soldi spesi male. Grazie.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Le leggi si possono modificare e migliorare.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'articolo 20 bis, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 36. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 40. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 298, ricordando che è l'emendamento di sintesi presentato dalla Giunta, che compendiava il 136, il 69, il 182 e il 41, nonché il 224 e il 230.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sono da intendersi cancellate le scritte a penna sulla prima facciata dell'emendamento perché il punto successivo al 6 contiene l'enunciazione di quanto è stato riportato a penna, quindi è stato completato nella seconda pagina.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 298 di cui si è detto prima, con la precisazione fatta dall'Assessore che è superflua la correzione apportata a penna, quindi è da intendersi soltanto il testo dattiloscritto. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 42. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 74. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 28. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 21.

MASIA, Segretario:

Art. 21

Interventi per lo sport
e per manifestazioni tradizionali

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a proseguire gli interventi relativi alle prestazioni di garanzie reali e obbligatorie già concesse ai soli sodalizi sportivi isolani sui mutui contratti ed in essere ai sensi dell'articolo 16 della legge regionale 9 giugno 1989, n. 36 (cap. 11124/20).

2. E' autorizzata, altresì, la prosecuzione dell'erogazione del concorso sugli interessi già concessi ai soli sodalizi sportivi sui mutui contratti ed in essere ai sensi dell'articolo 11 della legge regionale n. 36 del 1989 (cap. 11124/19).

3. Al fine di consentire l'organizzazione di manifestazione di interesse regionale nel campo delle tradizioni popolari e del folklore è autorizzata, per l'anno 2000, la spesa di lire 2.000.000.000 (cap. 11136); il relativo programma è approvato dalla Giunta regionale a' termini dell'articolo 4, lett. i), della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1, e successive modifiche e integrazioni.

4. E' autorizzata la concessione di un contributo straordinario nella misura massima del novantacinque per cento della spesa sostenuta e documentata, e comunque non superiore a lire 300.000.000, a favore del Comitato Regionale Sardegna della Lega Nazionale Dilettanti della Federazione Italiana Gioco Calcio quale concorso finanziario della Regione allo svolgimento in Sardegna, nel giugno del 2000, del primo campionato europeo di calcio con la partecipazione delle squadre nazionali dilettanti del Belgio, della Francia, della Germania, dell'Italia, del Lussemburgo, dell'Olanda, della Spagna e di San Marino (cap. 11118).

5. E' autorizzata nell'anno 2000 la concessione di un contributo straordinario di lire 385.000.000 a favore del C.O.N.I., Comitato regionale per la Sardegna, per la predisposizione del progetto esecutivo relativo alla realizzazione della sede regionale del Comitato e delle Federazioni sportive della Sardegna (cap. 11117/12).

PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato l'emendamento numero 136. (?) Se ne dia lettura.

MASIA, Segretario:

Inserire testo emendamenti numeri 136, 80, 248)

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 136 ha facoltà di parlare il consigliere Marrocu.

MARROCU (D.S.-F.D.). L'emendamento è ritirato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 80, ha facoltà di parlare la consigliera Dettori Ivana.

DETTORI IVANA (D.S-F.D.). Intervengo molto sinteticamente: questo emendamento è stato presentato perché è necessario integrare i fondi stanziati per la concessione dei contributi alle società che partecipano ai campionati nazionali 1999-2000, come previsto dall'articolo 27 della legge 17/99. Alla fine, dico quali integrazioni intendo portare e sostituzioni. Perché questo?

Perché nel programma approvato dalla Giunta regionale, sulla base delle disponibilità finanziarie di quei programmi, ha ridotto il contributo della Regione dal 95 per cento al 55 per cento delle spese sostenute dalle società, determinando un danno incalcolabile per le società stesse, che rischiano di non poter concludere il campionato. Voglio ricordare che queste sono società, molte delle quali società femminili, calcio, soft-ball, che praticamente sono presenti in tutto il territorio della Regione, sono naturalmente composte soprattutto da giovani, che sostanzialmente portano fuori dalla nostra Regione la cultura, lo sport da noi praticato; quindi un'immagine della Sardegna che è anche antagonista di quella che generalmente passa per i mass-media.

Quindi, in questo caso, spesso le società hanno dovuto rinunciare, anche su indicazione dell'Assessorato della pubblica istruzione, al contributo di sponsorizzazione, proprio perché spesso questi due contributi non sono sommabili, quindi su suggerimento dell'Assessorato hanno ritirato la richiesta e si sono sostanzialmente trovati nell'impossibilità di proseguire il campionato.

Se l'Assessore mi ascolta un attimo, volevo proporre che venisse dall'emendamento cassato l'articolo 28, all'ultimo rigo, perché in realtà è solo l'articolo 27 della legge regionale 17 del 1999, e proporrei per la copertura finanziaria, anche su suggerimento che abbiamo accolto, di mettere in aumento il capitolo 36103 anziché l'11117.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 248, ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo.

VASSALLO (R.C.). Si tratta di un emendamento molto semplice che riguarda il recupero di opere di grande pregio, e precisamente le opere fluviali. Mi sto riferendo ai ponti romani. Non so se è a conoscenza di tutti che la nostra isola ha opere di grande pregio e di grande importanza, riconosciute tra le migliori della nostra Italia, anche dell'intera penisola; stiamo a constatare che nonostante abbiamo questo grande patrimonio non è mai stato fatto nessun intervento di conservazione e restauro di queste opere, per cui con questo emendamento si propone semplicemente di fare in modo che la Giunta attivi un programma per il recupero dei ponti romani esistenti in Sardegna.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore. Favorevole per l'emendamento numero 80, per il resto si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Con l'emendamento numero 80 abbiamo proprio toccato - come si suol dire - il fondo, e penso che dovrebbe indebitarsi ora ciascun consigliere per trovare risorse.

Io questo emendamento lo reputo utile e quindi senz'altro accoglibile. Gli uffici mi dicono che a questo punto, però, non rimane veramente nient'altro; il capitolo di riferimento, le ultime risorse da imputare sul 36103 in diminuzione.

Non si accoglie, proprio per ragione di mancanza di disponibilità di risorse, il 248.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 21, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 80 con la precisazione fatta dall'Assessore. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 248. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene

(Non è approvato)

Si dia lettura dell'articolo 22.

MASIA, Segretario:

Art. 22

Beni culturali, biblioteche e archivi

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere agli enti locali contributi, sino al 90 per cento della spesa prevista in progetto e ritenuta ammissibile, per l'affidamento in gestione a cooperative e società, mediante convenzione, dei servizi relativi ad aree archeologiche, beni museali, biblioteche ed archivi. La durata delle convenzioni non può essere inferiore ai tre anni. Nel caso di servizi a rientro tariffario il contributo da erogare a favore degli enti locali deve tenere conto del rientro medesimo.

2. Le modalità di applicazione del presente articolo sono disciplinate con apposite direttive adottate dalla Giunta regionale entro sessanta giorni dall'approvazione della presente legge.

3. Gli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo sono valutati in lire 15.400.000.000 per l'anno 2000, in lire 5.000.000.000 per l'anno 2001 ed in lire 2.000.000.000 per gli anni successivi (cap. 11129).

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti 138, 137, 141, 139, 142, e 140. Se ne dia lettura.

MASIA, Segretario:

(Inserire testo emendamenti numeri )

PRESIDENTE. Gli emendamenti possono essere illustrati tenendo presente che il 137 e il 141 trattano la stessa materia, così come il 139 e il 142.

Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per illustrare l'emendamento numero 138.

SANNA GianValerio (Popolari-P.S.). Per economia dei lavori, per annunciare il ritiro degli emendamenti 138, 137, 141, 139, e del 142, specificando che in ragione delle esigenze manifestate in questi emendamenti, si è già recepito, nel testo della Commissione, laddove poi dovesse risultare insufficiente, eventualmente in sede di assestamento potrà essere verificato proprio in rapporto alla funzionalità di quelli.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Pusceddu per illustrare l'emendamento numero 140.

PUSCEDDU (D.S.-F.D.). Molto brevemente, signor Presidente, per dire che questo emendamento tende a dare una risposta, seppur parziale, ad un problema che è oggetto di attenzione anche a livello di opinione pubblica e che riguarda il museo etnografico "Sa domu 'e farra", il quale, nato per iniziativa di un privato, è stato acquisito diversi anni fa al patrimonio regionale. L'amministrazione regionale ha incaricato l'ISRE, l'Istituto Regionale Etnografico, suo ente strumentale, a provvedere alla catalogazione, alla sistemazione dei reperti presenti, anche per darne una fruizione più puntuale e per consentire l'apertura al pubblico. Però, questo museo è chiuso da quattro anni, la Regione sta sostenendo spese di custodia annuali; vi è la necessità, per poter provvedere alla catalogazione dei beni e alla riapertura del museo, di intervenire per quanto riguarda alcuni interventi urgenti in materia di agibilità dei locali e di adeguamento alla normativa della sicurezza.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento numero 140 ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza.. Il relatore si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS, (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Invito al proponente è al ritiro con l'assicurazione che la Giunta terrà conto di questa esigenza rimettendola appunto ad una valutazione nel programma che verrà fatto su proposta dell'Assessore competente alla Giunta.

PUSCEDDU (D.S.-F.D.) L'emendamento 140 è ritirato.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 22, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 22 bis.

MASIA, Segretario:

Art. 22 bis

Borse di studio

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere borse di studio per favorire la frequenza, in Italia e all'estero, di corsi di formazione professionale di alto contenuto scientifico e tecnologico e di scuole e corsi post-universitari da parte dei giovani disoccupati che non abbiano compiuto 35 anni.

2. Le modalità di applicazione del presente articolo sono disciplinate annualmente con apposite direttive adottate dalla Giunta regionale entro trenta giorni dall'approvazione del bilancio.

3. Gli oneri relativi all'attuazione del presente articolo sono valutati in lire 6.000.000.000 per l'anno 2000 ed in lire 3.000.000.000 per l'anno 2001; alla determinazione degli oneri per gli anni successivi si provvede con legge finanziaria (cap. 11139/02).

PRESIDENTE. All'articolo 22 bis sono stati presentati gli emendamenti numero 251, 26, 143, 202 e 230. Si dà atto che il 230 è stato già esaminato ed assorbito in quello precedente, l'emendamento numero 298 presentato dalla Giunta, e quindi è stato ritirato.

Uno dei presentatori dell'emendamento numero 251 ha facoltà di illustrarlo.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Consigliere Sanna Giacomo per illustrare l'emendamento numero 26.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Sull'emendamento numero 26 signor Presidente, ci sono due punti che vanno, a parer mio, modificati.

Il primo è riferito alla legge regionale, cioè alla 26 del 1997, dove al comma 4 dell'articolo 13 portiamo avanti una sostituzione che riteniamo ormai necessaria, che è il cumulo tra i contributi regionali e quelli concessi da altri soggetti per la medesima iniziativa, non può superare l'importo delle spese previste ammesse e documentate, perché questo consentirebbe di non bloccare una serie di possibilità che vengono volta per volta a verificarsi, e potrebbe consentire, appunto, di poter sommare i diversi tipi di finanziamento, che siano essi regionali, che siano essi nazionali o comunitari. Quindi è un limite che la legge si sta portando avanti.

Nel secondo punto portiamo avanti il comma 7 dell'articolo 13 della stessa legge, e vogliamo suggerire una modifica, che i contributi di cui al presente articolo, salvo quelli finalizzati alla promozione e tutela del dialetto tabarchino, sono concedibili solo ai soggetti avente sede e residenza nei comuni compresi nell'ambito di applicazione (e qui faccio riferimento alla legge nazionale, quella del dicembre del 1999, la 482, per essere più chiaro).

Un comune che non si dichiara di lingua sarda, riteniamo che non si possa consentire in quel comune che le società che operano possano partecipare alle risorse messe a disposizione dalla nostra legge, per il semplice motivo che dopo aver approvato la legge, dopo che la stessa legge nazionale, ultima, recentissima, viene approvata e va a modificare, a migliorare alcune situazioni, i nostri comuni non si possono tirare indietro.

Il Comune di Cagliari, come tutti i comuni, di Sassari ed altri, si devono dichiarare comuni di lingua Sarda. Le associazioni che risiedono in quella realtà, solo in quel modo, solo dopo questo atto che la legge prevede, potrebbero partecipare serenamente, a pieno titolo, alla richiesta delle risorse messe da noi a disposizione.

Questo per impedire che la stessa legge nazionale e quella regionale vengano disattese in un disinteresse che noi riteniamo comunque non debba esistere.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 143 si dà per illustrato.

Ha facoltà di parlare, per illustrare l'emendamento numero 202, il consigliere Liori.

LIORI (A.N.). Signor Presidente, solo per dire che l'emendamento viene ritirato, in quanto, avendo parlato con l'Assessore abbiamo, preso accordi perché questo emendamento trova più giusta allocazione nell'assestamento di bilancio.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 251. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento numero 26 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sull'emendamento numero 26 si accoglie la prima parte, il primo punto. Il secondo punto, secondo la Giunta meriterebbe un passaggio in Commissione, trattandosi di materia che pone anche proprio dei limiti, e quindi, accoglibile senz'altro anche nel merito, ma sarebbe opportuno un passaggio in Commissione.

Il primo punto si accoglie senz'altro, quindi, l'invito al presentatore, la materia a riconsiderarla ad un esame più attento in Commissione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Sul primo punto credo che non ci sia niente da dire, in quanto la Giunta, con molta attenzione, ha recepito la nostra prima parte dell'emendamento.

Sul secondo (mi dispiace che non ci sia l'Assessore alla pubblica istruzione presente in Aula), ma sul secondo non stiamo parlando, nell'emendamento non c'è aumento di spesa e non c'è niente, quindi, non c'è un vincolo di carattere finanziario.

Sul secondo punto, noi abbiamo predisposto questo emendamento perché riteniamo che la legge nazionale che comunque ci appartiene, debba essere recepita, e quindi possa contribuire a migliorare la 26, legge regionale fatta nel 1997. Se le modifiche per migliorare anche ciò che abbiamo fatto, non si riesce a portarle in tempi ragionevolmente brevi, e questo è uno strumento che ci può consentire di migliorarla, una volta che abbiamo deciso, noi come volontà del Consiglio regionale, nell'approvare la 26, non vedo la difficoltà nel recepire un ulteriore miglioramento della stessa 26.

I nostri comuni hanno quasi l'obbligo, questo la legge nazionale dice, di dichiararsi.

Non stiamo obbligando nessuno a farlo in un determinato modo, stiamo dicendo che i comuni hanno l'obbligo di dichiararsi. Credo che nel dichiararsi comune di lingua sarda, i nostri comuni non debbano avere tutta questa difficoltà che vedo sta emergendo con un eventuale passaggio in Commissione. Passaggio in Commissione significa che dobbiamo aspettare la prossima finanziaria perché la legge 26 subisca questo tipo di miglioramento. Noi parliamo di un miglioramento che risponde poi alla realtà del territorio nazionale, nel quale l'aspetto linguistico forse ha avuto maggiori attenzioni di quanto il Consiglio regionale non ne abbia avuto verso questo tema specifico.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Sanna, sono passato all'esame del 26 aggiuntivo. Ma prima deve essere votato l'articolo 22 bis.

Metto in votazione l'articolo 22 bis. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero26, primo comma, dove si parla di cumulo, fino ad ammesse documentate. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione il secondo comma, così come richiesto dall'Assessore.

Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 143 è stato ritirato.

Si dia lettura dell'articolo 23.

MASIA, Segretario.

Art. 23

Interventi integrativi in materia
di diritto allo studio

1. Lo stanziamento di cui al capitolo 11024 può essere utilizzato anche nel corso dell'anno scolastico antecedente a quello cui si riferisce lo stanziamento di bilancio, qualora si verifichino esigenze gravi e impreviste.

2. A seguito dell'attribuzione di nuove competenze in materia di istruzione superiore alle amministrazioni provinciali per effetto della Legge 11 gennaio 1996, n. 23, l'Amministrazione regionale è autorizzata ad erogare alle predette amministrazioni i finanziamenti per particolari esigenze sui fondi per il diritto allo studio, attingendo dagli stanziamenti recati dal capitolo 11024.

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 43 e 253. Se ne dia lettura.

MASIA, Segretario.

(Inserire testo emendamenti numeri 43 e 253)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 43 ha facoltà di illustrarlo.

SELIS (Popolari-P.S.). E' ritirato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 253 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.

RESIDENTE. Essendo aggiuntivo si mette in votazione prima l'articolo numero 23. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 253. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 24.

MASIA, Segretario.

Art. 24

Attività di ricerca applicata
ed innovazione tecnologica

1. Nel comma 1 dell'articolo 37 della legge regionale 29 gennaio 1994, n. 2, l'espressione "da erogarsi per metà alle Università sarde, garantendo una quota pari al 15 per cento alle sedi decentrate, e per metà a consorzi, enti, istituti, società e centri di ricerca d'impresa" è sostituita dalla seguente: "da erogarsi alle Università sarde, a consorzi, enti, istituti, società e centri di ricerca e a imprese aventi sedi operative in Sardegna"; a tal fine possono essere utilizzate le risorse disponibili sul titolo di spesa 11.3.10/I del programma di intervento per gli anni 1988-89-90 della Legge 24 giugno 1974, n. 268.

2. Per le finalità di cui al comma 1 dell'articolo 25 della legge regionale 24 dicembre 1998, n. 37, le disponibilità sussistenti in conto residui dei capitoli 03211 e 03211/01 - articolo 1 - alla data di entrata in vigore della presente legge sono trasferite alla contabilità speciale di cui all'articolo 2, comma 2, della Legge 24 giugno 1974, n. 268, per essere attribuite al titolo di spesa 11.3.10/I del programma di intervento per gli anni 1988-89-90, approvato dal CIPE il 12 marzo 1991.

3. Nel comma 1 del precitato articolo 25, l'espressione "un programma di ricerca applicata e di innovazione tecnologica" è sostituita dalla seguente: "programmi di ricerca applicata e di innovazione tecnologica".

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numeri 9, 10, 27, 44, 45 (132 e 133 presentati rispettivamente agli articoli 20 e 20 bis). Se ne dia lettura.

MASIA, Segretario.

(Inserire testo emendamenti numeri 9, 10, 27, 44, 45)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 9 ha facoltà di illustrarlo.

COSSA (Patto Segni-Rif.Sardi). Lo illustro anche a nome dei colleghi Corona ed Emilio Floris. Con questo emendamento abbiamo inteso sollecitare un intervento di 200 milioni da erogare alla società "Parco Scientifico e Tecnologico della Sardegna" per consentire di intervenire sulle spese di organizzazione e di funzionamento a questa società in maniera da consentire di acquisire nuovi contratti, sia presso l'Unione Europea che presso il Ministero dell'università e della ricerca scientifica e attivare, quindi, una non irrilevante mole di risorse.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 10 ha facoltà di illustrarlo.

BIGGIO (A.N.). Signor Presidente, l'emendamento numero 10 è simile ad altri emendamenti presentati per la struttura Parco scientifico e tecnologico della Sardegna, questo grande mostro che deve nascere e non nasce mai.

Chi mi conosce dalla scorsa legislatura sa che sono contrario, in quanto la Sardegna è una regione povera, o è povera o non è povera. Se è povera la ricerca la fanno i ricchi e poi quando diventiamo ricchi facciamo la ricerca. Invece risorse dappertutto, e va bene. Non quadrano i conti tra la richiesta di 100 milioni, 200 milioni per funzionamenti, sia pure riferiti ad alcuni articoli, alcuni in particolare, e non quadrano ancor più se confronto poi le esigenze che sono invero molto modeste per il Parco scientifico, quindi, deve essere qualcosa di particolare che sarà bene conoscere anche rispetto, per esempio, ai 400 chiesti per la gestione del Consorzio Satta di Nuoro, che ha bisogno di ben 400 milioni per far leggere i libri ai nuoresi. Sembrano cose un po' così, nelle quale occorrerebbe mettere un po' di ordine.

PRESIDENTE. Onorevole Biggio l'ha illustrato a nome dell'onorevole Usai?

Uno dei presentatori dell'emendamento numero 27 ha facoltà di illustrarlo.

FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). E' ritirato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 133, che era stato spostato dall'articolo 20 bis, ha facoltà di illustrarlo.

FADDA (Popolari-P.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 44 ha facoltà di illustrarlo.

SELIS (Popolari-P.S.). Gli emendamenti numero 44 3 45 si danno per illustrati.

PRESIDENTE. Rimane l'emendamento 132, che era sospeso e proveniva dall'articolo 20. Può essere illustrato.

PINNA (D.S.-F.D.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore di maggioranza.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Il relatore si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Gli emendamenti numero 9 e 10 contengono interventi per la società Parco scientifico e tecnologico della Sardegna. Trattandosi di una società consortile a responsabilità limitata, gli emendamenti come tali purtroppo non sono accoglibili, però do assicurazioni ai proponenti che sarà cura dell'Assessore della programmazione invitare il Consorzio 21, dal quale l'ente dipende, a destinare una quota parte, pari a 200 milioni, per la società Parco scientifico e tecnologico. Quindi, siccome il Consorzio 21 ha già risorse sufficienti, una quota delle risorse destinate al Consorzio verranno, appunto, proprio su mia indicazione, destinata allo scopo indicato dagli emendamenti 9 e 10. Qui è solo un problema di ammissibilità dell'intervento, altrimenti li avremmo accolti. Il 27 è ritirato, ma si accoglie il 133. Invito i presentatori al ritiro dell'emendamento numero 44, così come del 45. Il 44 è stato già previsto con emendamento al bilancio nel capitolo nuovi oneri legislativi per l'intervento.

L'emendamento 132 necessita di un esame più appropriato nella competente Commissione di merito e non si accoglie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Dettori Ivana. Ne ha facoltà.

DETTORI IVANA (D.S.-F.D.). Intervengo sull'articolo 23, per ricordare su interventi integrativi in materia di diritto allo studio, che il Consorzio per la pubblica lettura Sebastiano Satta non ha contributi per far leggere...

PRESIDENTE. Mi scusi onorevole, sta parlando su quale articolo.

DETTORI IVANA (D.S.-F.D.). Sto parlando sull'articolo 23.

PRESIDENTE. Siamo all'esame dell'articolo 24.

DETTORI IVANA (D.S-F.D.). Scusi, ho sbagliato io: sull'articolo 24, attività di ricerca applicata.

Proprio perché il Consorzio per la pubblica lettura Sebastiano Satta fa attività di ricerca, cosa che forse il collega Biggio non sa, e che è un Consorzio per la pubblica lettura, non prende denari per fare leggere libri ai nuoresi. Ma se fossimo più informati in quest'Aula, sapremo ad esempio che per motivi non del tutto comprensibili o forse sì, ma non sto qua a ricordarli, nella legislatura scorsa approvammo in Commissione la legge quadro sui sistemi bibliotecari come il collega Frau ricorderà perché lavorò con noi proficuamente, e che proprio perchè questa Regione, unica Regione tutta Italia, non si è ancora dotata di una legge quadro sui sistemi bibliotecari, siamo costretti a spendere maggiori risorse anzichè, ad esempio, risparmiarne e far sì che i sistemi bibliotecari integrati della Regione Sardegna, funzionassero meglio.

Onde per cui, credo che l'onorevole Biggio mi debba delle scuse sotto questo aspetto, e, tra l'altro per senso di responsabilità, pur essendo io all'opposizione, ho ritirato l'emendamento sul contributo straordinario della biblioteca Satta che svolge un compito lodevole non solo per la città di Nuoro, ma per l'intera Regione Sardegna, in quanto dà servizi a tutte le altre biblioteche della Regione, confidando nel fatto che questo Consiglio regionale al più presto approvi la legge quadro dei sistemi bibliotecari.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Abbiamo già concordato, se fosse possibile, chiederei all'Assessore e all'Assemblea di sospendere l'emendamento numero 44, perché gli uffici stanno studiando una nuova formulazione forse più operativa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA (Patto Segni-Rif.Sardi). Sull'emendamento numero 9, di cui la Giunta ha dichiarato la inammissibilità per dire che prendiamo molto sul serio l'impegno preso dall'Assessore. Personalmente avevo predisposto un ordine del giorno al riguardo che mi astengo dal presentare a seguito delle dichiarazioni dell'Assessore. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di a parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.

AMADU (Gruppo Misto). In riferimento all'emendamento numero 27 presentato dai colleghi Floris Emilio, Corona, La Spisa e Granara ritirato, dichiaro di far mio questo emendamento e quindi chiedo che venga messo ai voti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Presidente, colleghi, cara collega Dettori, io credo di non dovere nessuna scusa, posso esprimere la mia simpatia alla collega Dettori perché non ho sicuramente citato e parlato della collega Dettori, né credo che la collega Dettori rappresenti il Consorzio per la lettura di Nuoro.

Ho detto, e poi avremo piacere quando si potrà di vedere il resoconto, non ho detto se in positivo o in negativo, non quadrano queste richieste di poche centinaia di milioni che in alcuni casi sembrano molte e in altri casi sembrano poche, ma volete immaginare, io leggo un Consorzio lettura, sono ignorante e non sono obbligato a conoscere tutto quanto succeda nella città di Nuoro, quindi penso che sia un Consorzio per la lettura, che faccia ricerca è una cosa che sto apprendendo e mi fa piacere, si doveva avere il garbo semmai di precisare per sviluppare attività di tale o tal altra, perché sono sempre ermetici, perché l'ermetismo è anche quello un'eredità che abbiamo dal modo di gestire che si ha e si aveva della politica, sempre ermetiche le cose, solo per iniziati, allora quindi credo che sia stata chiarito e non devo nessuna scusa, resta il fatto della poca chiarezza di queste richieste. Sono partito dalla considerazione della richiesta che è risibile. Parco tecnologico si chiede dai 100 ai 200 milioni. Qui c'è qualcosa che non quadra assolutamente, che fa pensare, signori!

PINNA (D.S.-F.D.). L'ha chiesto Usai.

BIGGIO (A.N.). Chiunque l'abbia chiesto, io non sono una persona che fa bandiera, le cose corrette le sottoscrivo, le cose che non mi quadrano le denuncio, anche se le abbia chieste per giusta causa, io non ne conosco la causa. Le ha chieste Usai e mi sorprende che Usai aveva una ragione che altri poi hanno raddoppiato la cosa. Cioè si raddoppia per fare simpatia o si raddoppia perché ci sono esigenze serie? Questo era il punto, cara collega Dettori, quindi credo che sia chiaro e non debba chiedere nessuna scusa.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento numero 27 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, tenendo conto che il "133" ha lo stesso tenore.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta aveva già accolto il "133" e a maggiore ragione accoglie il "27", quindi gli emendamenti possono essere unificati e si indica il capitolo di riferimento, in diminuzione, che è il 36103.

PRESIDENTE. La Giunta l'aveva approvato, benissimo, ma con il "27" sono 400?

OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità. C'è un incremento di 200.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si accoglie l'emendamento così come formulato, sono due emendamenti distinti che possono essere accorpati, quindi non si sommano i due emendamenti. Semmai allora un attimino, chiediamo ai presentatori.

PRESIDENTE. Sono due emendamenti, uno a firma Floris, Corona, La Spisa fatto proprio dall'onorevole Amadu che parla di un incremento di 200 milioni per l'istituto tumori, e il "133" presentato da Fadda, Pirisi e Sanna che parla dello stesso argomento con un ulteriore incremento di 200 milioni, se vengono approvati stiamo parlando di 200 per un emendamento e 200 per l'altro emendamento, c'è indecisione da parte della Giunta, sarebbe stato così se Amadu non avrebbe fatto proprio l'emendamento di Floris che è stato ritirato.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Gli emendamenti sono due, uno era stato ritirato dal collega Floris e l'altro fatto proprio dal collega Amadu, credo che a livello di coordinamento l'imputazione del capitolo, così come abbiamo detto per altri…

PRESIENTE. Sono diversi.

FADDA (Popolari-P.S.) Il contributo è sempre lo stesso, per la stessa associazione.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il capitolo è il 122213/01.

PRESIDENTE. Onorevole Amadu, era già stato ritirato l'emendamento precedente, stiamo complicando le cose che mirano allo stesso oggetto, è libera l'Assemblea di deliberare 400 invece che 200.

BIGGIO (A.N.). Vorrei sentire il parere dell'Assessore.

PRESIDENTE. Onorevole Fadda, sul 133?

FADDA (Popolari-P.S.). Anche formalmente si votano assieme, si modifica il capitolo e rimangono i due emendamenti, tanto il collega Amadu è d'accordo, in sede di coordinamento questo è possibile.

OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità. Il capitolo è il 12164.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

La SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Non mi sembra che si tratti soltanto di scegliere quale sia il capitolo di riferimento, c'è anche un problema di norma sostanziale, bisogna scegliere quale articolo viene approvato non solo il capitolo in cui si mettono i soldi. Si approva l'articolo proposto da Fadda e più o quello proposto da Floris e più che è composto di due commi? O si sospende un attimo e si coordina altrimenti uno due dei viene ritirato; non si può coordinare dopo perché sono due testi diversi. Insisto che non si può abbinare, trenta secondi e si fa un testo unico.

PRESIDENTE. Mi sembra che l'ipotesi sia o questa o che uno dei due ritiri l'emendamento perché la funzione è la stessa. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.) Ripeto quello che ho già detto, sono d'accordo con il Presidente La Spisa, i due emendamenti vanno abbinati, è come se fossero stati coordinati, il Consiglio sta votando poi si vede l'imputazione che l'Assessore alla sanità ha già dato e credo che non ci siano problemi, sono d'accordo tutti i presentatori.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento 27.Ha facoltà di parlare l'Assessore Pittalis.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Proponiamo una sintesi: "E' autorizzata l'erogazione per l'anno 2000 di un contributo straordinario di lire 200 milioni al coordinamento regionale della Lega Italiana per la lotta contro i tumori". Si istituisce un capitolo 12064 di nuova istituzione "Contributo straordinario per l'anno 2000 al coordinamento regionale" così come indicato nell'emendamento 27, 200 milioni in aumento, in diminuzione il capitolo che ho già indicato. Va bene ai proponenti?

(Interruzioni)

(Segue PITTALIS) E` già indicato nell'emendamento: "Per lo svolgimento di un programma di educazione sanitaria nelle scuole, di prevenzione, di educazione fonetica e di dissuasione al tabagismo". Questo significava fare una sintesi dei due emendamenti.

PRESIDENTE. Si stanno complicando le cose, il fine è questo, stiamo dando un finanziamento di 200 milioni all'ente per i tumori, lo riporta il 27 e lo riporta anche il 133, non vedo come variano le cose, se votiamo l'emendamento 27 mi sembra che sia assorbente anche al 133, bisogna dargli soltanto una paternità, se volete dite che i presentatori sono congiunti ma la finalità è la stessa, stiamo complicando una cosa che non ha modo di essere complicata. Se l'onorevole Fadda ritira il suo emendamento poniamo in votazione l'emendamento numero 27.

FADDA (Popolari-P.S.). Era stato ritirato l'emendamento numero 27, poi il collega Amadu l'ha fatto proprio, adesso si chiede a me di ritirarlo perché un altro collega lo faccia proprio. Io ho chiesto che si unifichino le cose e poi in sede di coordinamento si vede.

PRESIDENTE. Ho capito che nessuno li vuole ritirare, li possiamo unificare a me basta la giustificazione tecnica su come finanziare(?) un emendamento congiunto, però siccome non sono tecnico ditemi voi come.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Così non scontentiamo nessuno. Le due proposte non posso essere arbitrariamente unificate dagli uffici in sede di coordinamento, e non è giusto neanche nei loro confronti. Dobbiamo noi dire per che cosa vanno dati questi soldi, per i compiti istituzionali dell'associazione o per una campagna promozionale di quel che è. Noi possiamo anche dire, se proprio nessuno vuole recedere, che viene dato per i compiti istituzionali e in particolare per lo svolgimento eccetera, eccetera.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Oppi.

OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità. A me sembra che l'obiettivo deve essere quello di raggiungere un fine, e stiamo facendo di un piccolo problema un grande problema.

In linea di principio questi contributi mirati non si dovrebbero dare, però è invalso in questo Consiglio regionale, per esempio in questi ultimi anni ed anche l'anno scorso, di dare un contributo straordinario con un capitolo, probabilmente sarebbe stato più opportuno presentare questo emendamento in fase di bilancio. Si è ritenuto di presentarlo durante la finanziaria, credo che problemi non ce ne possano essere, così come è avvenuto per i donatori di modello osseo, per altro c'è un emendamento della Giunta che è simile, non credo che l'onorevole Fadda stia facendo problemi sulla dicitura dell'emendamento, gli interessa raggiungere l'obiettivo, lo stesso obiettivo che intendevano raggiungere gli altri tre presentatori dell'emendamento, che è quello di poter stanziare 200 milioni per una campagna mirata, così come nell'emendamento presentato, in modo tale che il consorzio possa utilizzare questa risorsa ai fini istituzionali, ma al tempo stesso per fare un lavoro specifico. Quindi non credo che ci siano problemi. Esiste questo, votiamo anche il 27, non cambia niente nella sostanza, ma credo che tutti siano d'accordo.

PRESIDENTE. La soluzione che si propone è questa: Vengono unificati i due emendamenti con l'integrazione del primo comma dell'emendamento 27 dopo "La lega italiana per la lotta contro i tumori per i fini di istituto per lo svolgimento di un programma di educazione", specificando che è in aumento la voce di cui al capitolo 12064 di nuova istituzione, con contributo straordinario per l'anno 2000 al coordinamento regionale della lega italiana contro i tumori per i fini di istituto e per lo svolgimento dei programmi di educazione e con il capitolo in diminuzione del 36103 delle entrate.

Metto in votazione l'emendamento così come integrato e modificato. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 45. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi lo mano.

(Non è approvato)

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 132 ha facoltà di parlare il consigliere Pinna.

PINNA (D.S.-F.D.). Ho chiesto di spostare l'emendamento 132 ad un momento successivo in cui venisse trattato l'emendamento 45, perché l'eventuale approvazione del 45 poteva ricomprendere tutta una serie di proposte e di obiettivi contenuti nel 132. Considerato che il 45 è stato bocciato chiedo che possa essere preso in considerazione almeno una parte del 132, in particolare il punto A e il punto C dell'emendamento.

PRESIDENTE. Il presentatore ha chiesto una votazione per parti, il primo comma, compresa la lettera A e il secondo la lettera C.

Metto in votazione il primo comma dell'emendamento 132 che parte con la dizione: "Dall'articolo 20 dopo il comma 5 sono aggiunti i seguenti 5 bis" fino alla lettera a) dove finisce con "nel settore di produzione cinematografica". Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione la lettera c) dell'emendamento numero 132 che parte da "centro della scultura del Mediterraneo" fino a "scuola di cultura." Chi l'approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non l'approva alzi lo mano.

(Non è approvata)

PRESIDENTE. Sia dia lettura dell'articolo 25.

LICANDRO, Segretario:

Art. 25

Integrazione al F.S.N.
- Contributo all'Istituto Zooprofilattico

1. E' autorizzato, nell'anno 2000, lo stanziamento complessivo di lire 981.674.000.000 quale integrazione della Regione per il finanziamento della spesa di parte corrente ed in conto capitale riguardante il fondo sanitario nazionale (capp. 12104/01, 12133/02 e 12139/02).

2. E' autorizzato lo stanziamento di lire 1.000.000.000 per ciascuno degli anni 2000, 2001 e 2002 quale contributo da erogare all'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna per il suo funzionamento (cap. 12162/01).

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati tre emendamenti. Se ne dia lettura.

LICANDRO, Segretario:

(inserire testo emendamenti numeri 147, 145, 4)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Manca per illustrare l'emendamento numero 147.

MANCA (Gruppo Misto). L'emendamento numero 147 prevede un aumento di competenza dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna di 500 milioni, che servono più che altro a questo istituto per migliorare tutte quelle prestazioni che sono fondamentali in un settore così importante nel comparto nel quale questo istituto opera. Il settore d'intervento di questo istituto è molto ampio, come ben sapete, ma non tutti, mi risulta, queste somme servono sicuramente, anche se non sono eccessive, perché mi risulta che negli anni scorsi erano molto più sostenute, queste somme permettono un adeguamento di tutte quelle attività, e quindi di quelle esigenze che l'istituto effettua e che sono necessarie e indispensabili per il suo funzionamento, che deve avere quindi le sue adeguate risorse finanziarie. Il servizio in questo settore agroalimentare, scientifico e di ricerca è molto importante ed è degno delle migliori strutture, sia nazionali che internazionali, per cui ritengo che l'emendamento debba essere da parte della Giunta accolto.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero ha facoltà di illustrarlo.

PIRISI (D.S.-F.D.). l'emendamento 145 recita che il capitolo 12160/02 ha la seguente denominazione, qui è indicato come "contributo all'Istituto zooprofilattico", proponiamo una correzione, cioè che sia "contributo straordinario all'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna per lo svolgimento dei compiti istituzionali di interesse regionale". Perché questa dicitura diversa? Perché nel capitolo 12160/02 non è contemplata la lotta alla pesta suina africana. Siccome noi sappiamo che c'è un contributo di 800 milioni da parte dell'Unione Europea, se non si corregge il capitolo 12160/02, parlando dei compiti di istituto per lo svolgimento di interesse regionale, rischieremmo di non poter andare avanti in questo tipo di azione fondamentale, che è quella appunto di arrivare a debellare la pesta suina africana, ed è importante che poi nel bilancio adeguiamo le somme che sono stanziate proprio per consentire un'azione incisiva ed efficace per debellare questo male che rischia di diventare endemico se non si interviene in maniera adeguata con danni che sono enormi per tutta l'economia che si basa sul maiale.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cassano per illustrare l'emendamento numero 4.

CASSANO (Patto Segni-Rif.Sardi). Brevemente, Signor Presidente, per richiamare l'attenzione su questo emendamento che ha come obiettivo quello di ripianare i disavanzi di esercizio in favore dell'Opera San Giovanni Battista con sede in Ploaghe. Quindi faccio appello alla sensibilità della Giunta e del Consiglio perché questa proposta venga accolta. Grazie.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore di maggioranza.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Su questi emendamenti la Commissione si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Sull'emendamento numero 147, cioè quello illustrato dall'onorevole Manca, devo comunicare che l'aumento di contributo, siccome è in conto capitale, non è necessario, in quanto lo stesso istituto utilizza gli avanzi di amministrazione per spese in conto capitale negli anni seguenti al momento. Quindi ci può essere un momento di riflessione, ma di fatto questa è la situazione ad oggi, quindi non accoglie, ma ne tiene conto, fa le valutazioni e farà conti più puntuali.

Per quanto riguarda l'emendamento 145, prospettato dall'onorevole Pirisi, di fatto bisogna correggere che si tratta di un contributo straordinario, perché diversamente si trasformerebbe un contributo straordinario in una spesa obbligatoria. Però di fatto anche se la CE ha considerato chiusa l'esperienza della peste suina, ma di fatto ha dato un contributo di 400.000 euro, di conseguenza 800 milioni, in più ci sono le disponibilità finanziarie residui, quindi si può andare avanti. Si tratta di garantire i livelli occupativi, quindi con un'integrazione di circa 500 milioni si garantiscono questi livelli e tutte le sperimentazioni che devono essere conseguenti che però sono nettamente inferiori rispetto alle 140-150 mila del passato. Quindi si tratta di utilizzare 800 milioni per i residui, ma dare la garanzia, se non in questa fase anche in fase di assestamento, del mantenimento di questi livelli, e quindi l'integrazione del contributo straordinario nell'arco dell'anno 2000.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 4 relativo a un contributo straordinario, si tratta del ripianamento di debiti di anni precedenti. Noi abbiamo molti enti ed istituti che sono nella stessa situazione di necessità di ripiano dei debiti, quindi personalmente, per la situazione che ho visto, per la situazione debitoria, credo che si possa esaminare con la massima attenzione questa ed altre situazioni di sofferenza, ma dare un miliardo specifico ad un ente e mortificarne altri mi sembrerebbe un atto di ingiustizia nei confronti degli altri. Troppi enti hanno questa situazione di sofferenza, si tratta di valutarla, eventualmente mettere un capitolo ad hoc, dare sulla base di situazioni che si sono magari contributi a ciascuno ma attraverso dei criteri obiettivi, se no è una polverizzazione, si tratta di dare ad un ente rispetto ad un altro ed è un privilegio che obiettivamente non si comprenderebbe. Per cui ritengo che in questa fase l'emendamento debba essere ritirato e visto in un'ottica diversa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Manca. Ne ha facoltà.

MANCA (Gruppo Misto). Accogliendo lo spirito con cui gli Assessori hanno accolto il nostro emendamento ritiro l'emendamento numero 147.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.-F.D.). Ci interessava richiamare l'attenzione della Giunta su un aspetto che riteniamo di importanza comunque grande, perché appunto gradiremmo che con il contributo della Regione e i fondi che sono arrivati da parte dell'Unione Europea si mettesse mano in maniera efficace alla lotta per la eradicazione della peste suina africana. Quindi, signor Assessore, a noi interessa semplicemente che attraverso l'azione dello zooprofilattico si possa intervenire in questo settore. Crediamo anche che sia necessaria un'integrazione delle risorse e che si possa consentire l'azione complessiva che viene portata avanti dallo zooprofilattico stesso. Quindi, Assessore, questo emendamento così come è stato integrato dalle cose che lei ha detto può essere tenuto; qualora si ritenesse invece che attraverso la denominazione del capitolo 12160 possa andare bene lo stesso non abbiamo difficoltà a ritirarlo, purché si abbiano le garanzie che il messaggio viene recepito.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cassano. Ne ha facoltà.

CASSANO (Patto Segni-Rif-Sardi). Brevemente, signor Presidente, per chiarire meglio, perché io vorrei capire di più da parte della Giunta su questo, non avrei alcun problema a ritirare l'emendamento però se è possibile vorrei conoscere i tempi di attuazione di questa richiesta perché ci sono aspettative deluse che potrebbero anche disattendere questo impegno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'onorevole collega Giorgio Oppi ha ben chiarito qual è l'intenzione della Giunta. Innanzitutto operare una ricognizione che mi pare preliminare per comprendere esattamente quali e quanti interventi occorre operare nei confronti degli enti morali che hanno delle sofferenze, e quindi hanno necessità di far fronte ai disavanzi di esercizio. Una volta operata questa ricognizione, noi pensiamo anche nel corso dei prossimi mesi in assestamento possano trovare accoglimento sia quanto esposto nell'emendamento numero 4, ma anche altre richieste che sicuramente proverranno.

Quindi l'assicurazione in questo senso all'onorevole Cassano che ha posto un problema rilevante che è sicuramente accoglibile nella sostanza, ma da rivedere una volta che si opera una ricognizione complessiva in tutto il territorio regionale, quindi l'invito è al ritiro dell'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cassano. Ne ha facoltà.

CASSANO (Patto Segni-Rif.Sardi). Lo ritiro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Deiana. Ne ha facoltà.

Deiana (I Democratici). Conosco bene la situazione che presentava il collega Cassano e ne condividevo il contenuto, tanto è vero che dicevo a lui che mi sarei espresso favorevolmente anche nel voto se l'emendamento fosse messo in votazione, visto che il collega Cassano intende ritirarlo faccio mio l'emendamento numero 4 firmato Cassano.

PRESIDENTE. Allora, è l'unico emendamento che rimane in piedi.

Metto in votazione l'articolo 25. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 4, ritirato dal consigliere Cassano, che è stato fatto proprio dal consigliere Deiana. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Sono le ore 21 e 30, io direi che… andiamo avanti? Non stiamo scherzando, qui bisogna che ci si metta d'accordo per non trovare confusione, siccome siamo d'accordo per andare avanti da stamattina, e siccome c'è la prospettiva che andando avanti gli stomaci ad un certo punto si ribellino e siccome i Questori mi dicono che hanno approntato qualcosa per chi vuole andare a rifocillarsi, qui bisogna che ci si metta d'accordo o si sospende la seduta per mezz'ora, o si va avanti senza mangiare. L'Aula è sovrana, ditemi che cosa si intende fare.

(Interruzioni)

Benissimo, si proseguono i lavori con l'esame dell'articolo 125 bis.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SPISSU

Si dia lettura dell'articolo 25 bis.

LICANDRO, Segretario:

Art. 25 bis

Contributi per il trasporto degli handicappati

1. A valere sullo stanziamento recato del capitolo 12001-01 una quota non superiore a lire 5.000.000.000 è destinata all'adeguamento dell'importo di cui all'articolo 10 della legge regionale 26 febbraio 1999, n. 8, da lire 13.000 a lire 31.000.

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 75, 231, 247, 11 15, 37, 38, 67, 144, 146, 261, 262, 263, 264, 265; gli emendamenti numero 266 e 267 sono decaduti.

Si dia lettura degli emendamenti.

LICANDRO, Segretario:

(Inserire testo emendamenti numeri 75, 231, 247, 11 15, 37, 38, 67, 144, 146, 261, 262, 263, 264, 265; 266 e 267)(per gli emendamenti 266 e 267 vedi verbale)

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 75, ha facoltà di parlare il consigliere Selis.

SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, colleghi mi rivolgo a voi ed anche agli uditori presenti più interessati, per dire che questo che è diventato articolo in Commissione che era stato presentato come un emendamento da alcuni colleghi, suscita non poche perplessità.

L'emendamento che abbiamo presentato serve e lo vedrete, è brevissimo, l'articolo 15 è soppresso, serviva per memoria. Io in realtà posso anche ritirare l'emendamento e poi chiedere ai colleghi che condividono la mia posizione, di bocciare l'articolo.

Anzi, farò senz'altro così, farò così, ritiro l'emendamento e poi dopo chiederò ai colleghi che condividono questa posizione, di votare no all'articolo 25 bis. Mi chiederete perché faccio questo.

Faccio questo perché io credo che questo emendamento e questo articolo, suscitino dei problemi in qualche modo di coscienza. Allora non voglio, credo che dobbiamo tutti sentirci liberi in questa Aula di fare quello che più riteniamo in coscienza giusto. Non voglio neanche portare il relatore a dire se è favorevole o contrario, perché nella sua libertà di coscienza lui e la commissione voteranno come ritengono, e non voglio neanche portare la Giunta a dire se è favorevole o contraria alla mia proposta di abrogazione di questo articolo, cosa che se lasciassi l'emendamento, indurrei la Giunta a pronunciarsi e dovrebbe dire se è favorevole o contraria o rimettersi all'Aula.

Risolvo il problema di coscienza del relatore e della Giunta ritirando l'emendamento ma chiedendo che questo articolo venga bocciato. Anzi, prima ancora che venga bocciato, io chiedo, e lascio così - come vedete è un intervento molto pacato e problematico - chiedo e mi sono chiesto se i colleghi, tutti i colleghi 3 o 4 che hanno presentato, quelli del centro sinistra, questo emendamento non avessero fatto nella fretta, nella concitazione di quei giorni, un errore di valutazione.

Sono arrivato alla conclusione che almeno la gran parte aveva fatto un errore di valutazione, o per lo meno come tutti quanti siamo indotti a fare, in certi momenti, ci sia stato un qualche momento di distrazione, e che quindi, ci sia stato un errore di calcolo, che abbia indotto a portare lo stanziamento per i contributi, per il trasporto degli handicappati dalle 13 mila lire dell'anno scorso alle 31 mila lire.

Allora, voi sapete, cari colleghi come era la situazione. La legge del 1985 prevedeva che a questi istituti venisse dato un contributo modesto, non la spesa totale ma un contributo; la legge del 1999, quindi la finanziaria dell'anno scorso, portò poi questo contributo che era negli anni precedenti di 11 mila lire, a 13 mila lire, quindi un incremento quasi del 20 per cento; poi previde un comma quella legge che questo contributo - lo dico proprio raccontando i fatti - che questo contributo di 13 mila lire potesse essere incrementato giustamente, anno dopo anno, della svalutazione ISTAT.

Venne ritenuto cioè da quest'Aula e, immagino, da tutti gli istituti ed enti interessati, le 13 mila lire vennero ritenute un contributo congruo. E questa Aula, secondo me giustamente, per massimo di obiettività disse: "Questo contributo anno per anno si aggiorna e cresce, e cresce della svalutazione complessiva". La svalutazione l'anno scoro è stata intorno al due per cento e quindi, il contributo poteva andare a 13 mila e 500 lire, si poteva portare a 14 mila lire, sappiamo come funziona perché le spese magari crescono più rapidamente, ma pensare di passare da 13 mila lire o da 13 mila e 500, a 31 mila lire con un incremento quasi del 300 per cento, del 300 o 250 per cento, a me sembra che sia stato un errore di calcolo.

Non posso pensare cioè che colleghi avvertiti ed accorti possano proporre l'anno dopo che questo emendamento possa passare dalle 13 mila lire circa alle 31 mila lire, senza che ci sia stata nessuna motivazione né negli emendamenti né in Aula.

Lo dico perché così molto pacatamente questo emendamento è stato firmato anche da colleghi del centro sinistra, del centro destra e del centro, però mi pare che ci sia stato questo errore di calcolo. In un momento di austerità che l'Assessore Pittalis e la Giunta ci hanno richiamato più volte, che ci dicevano: "Non aumentiamo le spese". La Giunta ha fatto battaglie anche in quest'Aula, anche trovando qualche tensione con la sua stessa parte politica per ridurre le spese, triplicare questo contributo a favore di associazioni o di enti, mi sembra sinceramente effettivo(?)

Il secondo motivo per cui ritiro l'emendamento chiedendo che venga bocciato l'articolo è proprio per questo: perché i proponenti, gli interessati e coloro che sostengono e la stessa Giunta se ci dicessero: "Questo è stato un errore di calcolo per cui riformuliamo lo stanziamento, e riformuliamolo sulla base ISTAT, anche su un incremento un po' di più, di 1, 2 per cento, un 3 per cento, il 5 per cento se volete, ma passare dal 13 al 31 è quasi triplicare del 300 per cento. Non c'è giustificazione, non è una legge di 30 anni fa, è una legge dell'anno scorso, è una legge recentissima.

Io sarei disponibile ad aumentare non del due ma del 5, 6, 7 per cento ma oltre questo, credo che noi tutti quanti noi che dobbiamo non fare delle battaglie di schieramento su tutto, su queste cose siamo chiamati a farci portatori degli interessi generali della collettività. Oltre questo non si può andare.

Per questo ritiro l'emendamento, ma non ritiro la mia posizione che vi chiede di bocciare l'articolo, per questo lascio alla Giunta e agli interessati, a coloro che hanno più interesse, la possibilità di rimediare a questo che continuo a pensare che sia un errore di calcolo grossolano. Naturalmente, avverto anche, che se questa correzione non ci dovesse essere, mi riservo di prendere la parola in sede di dibattito per fare qualche considerazione in più, su questo incremento così abnorme di spesa, con questo incremento così abnorme di stanziamento che, in un momento di austerità con tanti bisogni che abbiamo, non trova, non ha nessuna giustificazione e mi auguro che gli interessati e la Giunta vogliano correggerli tranquillamente con molta serenità e con molta pacatezza.

Mi riservo caso mai di intervenire nel dibattito per apprezzare le decisioni che la Giunta e gli interessati vorranno assumere o per valutare le posizioni che saranno espresse.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per illustrare l'emendamento numero 231.

Cogodi (R.C.). Per agevolare anche i lavori del Consiglio, mi riferisco contestualmente sia all'emendamento 231 che all'emendamento 247 di cui siamo presentatori. Per quanto riguarda l'emendamento numero 231, condividiamo il ragionamento testé fatto dal collega, onorevole Selis, e quindi, lo ritiriamo. L'illustrazione qui è semplice, perché l'emendamento è soppressivo totale, però per ragionamento fatto dal collega Selis lo ritiriamo preferendo che il Consiglio possa pronunciarsi direttamente sul testo dell'articolo che è pervenuto in Aula.

Ugualmente ritiriamo l'emendamento numero 247, con il quale emendamento, a dimostrazione del fatto che non siamo, che non eravamo e non siamo presi da nessuna furia vendicativa, noi avevamo proposto in linea con quella che era l'ipotesi che in via amministrativa era stata determinata dalla Giunta regionale, un qualche adeguamento a questo fine di un contributo che in via ordinaria si può pensare che possa essere o avrebbe potuto essere adeguato.

Quindi, questo emendamento 247 è la dimostrazione che da parte nostra non vi era e non vi è nessun pregiudizio di alcun genere, né personale né politico.

Tuttavia l'emendamento 247 oggi lo ritiriamo. Noi riteniamo che per quanto riguarda questa partita, le cose oggi debbano stare così come sono e che, se debbono essere fatti dei miglioramenti normativi, devono essere fatti andando a vedere meglio la norma, quando è nata, perché è nata molti anni fa, come ha assolto al suo compito, adeguarla in funzione dell'utilità sociale per la quale era stata pensata dal legislatore regionale molti anni fa, e verificare quanto quella norma assolva al suo compito specifico e quindi, migliorare la normativa però con dati, con elementi di fatto conoscitivi e probanti. Secondo noi questo deve fare il Consiglio regionale.

Questo dobbiamo fare noi oggi. Vedete, dirà qualcuno: ma perché dobbiamo drammatizzare ogni cosa? Qui non c'è da drammatizzare nulla, non c'è nulla di drammatico, però vi chiedo, cari colleghi: perché mai prima dell'articolo 25 bis si comprende, per la stanchezza, per la necessità di scambiare un'opinione, perché, pure trattando argomenti di grandissima rilevanza, quest'Aula era, come dire, vivace, un pochino distratta? Perché improvvisamente all'articolo 25 bis qui si è fatto silenzio? Perché i colleghi tutti hanno preso posto e hanno assunto un atteggiamento, come dire, riflessivo?

Credo che ci sia una ragione e che a questa ragione noi non possiamo sfuggire senza, lo ripeto e poi non lo dico più, senza che qui si eserciti nessuna attività che vada nella direzione di un pregiudizio o di una caccia, peggio ancora di caccia alle streghe.

La verità è - lo sappiamo tutti - che questo Consiglio regionale sta vivendo un momento difficile. Noi possiamo fare finta di non saperlo e di non capirlo, però questo Consiglio regionale è la massima assemblea elettiva dei sardi, l'espressione prima del potere autonomistico. In questi giorni ancora sappiamo, in queste ore, sta vivendo una prova difficilissima.

E noi siamo qui a sopportare questa prova difficile; o siamo capaci, non di reagire ma di tenere le posizioni, non di reagire, ma di agire, di fare cioè cose buone che dimostrino alla gente che questo Consiglio regionale è meritevole di elogio, che qui alberga l'onore di tutti, oppure se noi compissimo qualche atto, qualche gesto, appena sbagliato in questa situazione, noi creeremmo delle difficoltà e dei danni enormi, perché si accrescerebbe quel distacco e quella disistima che sentiamo attorno crescere, purtroppo! Purtroppo, colleghi! E noi non ce ne rendiamo conto e se ce ne rendiamo conto fatichiamo a riconoscerlo. Noi pensiamo, noi vogliamo che tutti i consiglieri regionali che siedono in quest'Aula, noi vogliamo, noi siamo convinti che tutti i consiglieri regionali che siedono in questa Aula, nessuno di loro è mosso da nessun interesse personale. Però lo dobbiamo dimostrare.

In questo momento lo dobbiamo dimostrare, e dobbiamo compiere un gesto e un atto che sono semplicissimi. Quando la Giunta regionale ha presentato la finanziaria, questo aumento di 5 miliardi su questa finalità non c'era. Quindi, vuole dire che il Governo della Regione non aveva valutato l'opportunità, meno che mai la necessità che vi fossero questi 5 miliardi per questa finalità; poi è accaduto che nel corso dei lavori di esame in Consiglio, la maggioranza in Commissione abbia aggiunto questo articolo 25 bis.

Se questo articolo 25 bis fosse fondato, fosse accompagnato da elementi conoscitivi, illustrativi della sua necessità, allora il Consiglio regionale potrebbe esaminarli; ma non c'è nulla di tutto questo. Noi sappiamo solo che questo contributo è stato adeguato un anno fa, nella finanziaria dell'anno scorso, è stato adeguato da 11 a 13 mila lire l'anno scorso nel 1999, siamo nel 2000, e che è stato adeguato fra il 1989 e il 1999, a distanza di 10 anni, da 11 a 13 mila lire, e che oggi, alla sola distanza di 1 anno si vorrebbe adeguarlo da 13 a 31 mila lire.

Sulla base di quali considerazioni, sulla base di quali ragionamenti e sulla base di quali dati oggettivi? Non ce n'è!

Scusate, se qui si deve interrompere per andare a pranzo, a cena o a passeggio, per cortesia chi presiede l'Assemblea interrompa l'assemblea. Io non l'accetto, mi dà estremamente fastidio e reagisco male se continuo a sentire "Ahiò ed ahià".

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, la invito a continuare il suo intervento e invito i colleghi a non proferire verbo.

COGODI (R.C.). No, i colleghi possono proferire i verbi che vogliono, purché siano verbi appropriati e che consentano a chi vuole svolgere un ragionamento di poterlo svolgere; perché io insisto nel dire che questa non è una cosetta, insito nel dire che questa è una cosa brutta, che il Consiglio regionale deve possibilmente evitare. Rimandando, non in via di punizione, perché qua non c'è da punire né da premiare nessuno, però rimandando ad un momento successivo di approfondimento e, quindi, di decidere a ragion veduta che cosa eventualmente è giusto fare, non in questo modo, immotivato e non giustificato. In questo modo e in questo momento, insisto nel dirlo, lo dico chiaramente, io sono per tutte le libertà, quando io dico che sono per tutte le libertà in genere aggiungo: ivi comprese la mia. Qui dico: sono per tutti le libertà ivi compresa la libertà del collega Randazzo.

Il collega Randazzo può sedere dove vuole in questi banchi: a sinistra, al centro o a destra, salvo il giudizio che sul piano politico si può dare, ma non c'entra nulla questo emendamento con il collega Randazzo e con la sua libertà. Però, di fatto, tutti sanno, tutti conosciamo che attraverso questo emendamento...

PRESIDENTE. Tempo, onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Il tempo in questa fase è decorso, quindi in questa fase confermo che noi ritiriamo i nostri due emendamenti numero 231 e 247, riservandoci di intervenire nel merito nel corso della discussione generale.

PRESIDENTE. Si danno per illustrati gli emendamenti numero 11, 15, 37, 38, 67, 144, 146, 261, 262 (l'emendamento numero 263 è ritirato) 264 e 265.

Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Come per tutti gli altri emendamenti che non sono stati visti in Commissione, il parere di rinvio all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Invito i presentatori degli emendamenti 11 e 15 a ritirarli, perché la materia troverà compiuta definizione nel disegno di legge, anzi proprio nel collegato alla finanziaria dell'Assessorato del lavoro.

L'emendamento numero 37 della Giunta regionale va corretto: l'anno di riferimento è solo il 2000 e il capitolo d'imputazione è il 36103, in luogo di quello indicato nell'emendamento stesso. Così anche per l'emendamento 38: capitolo in diminuzione 36103; sugli emendamenti 67 e 144 esprimerà un parere più compiuto l'assessore Oppi; l'emendamento 146 non si accoglie; l'emendamento 261 è limitato al 2000, sempre sul capitolo che ho già indicato per gli altri emendamenti della Giunta.

L'emendamento 262 la Giunta regionale lo ritira, perché dopo una riflessione avvenuta in Commissione, sul punto si ritiene che la materia possa trovare migliore collocazione nel collegato.

Il 263 è ritirato; sul 264 e sul 265 interverrà il collega Oppi per il parere.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti numero 267, 144, 264 e 265 ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. L'emendamento 67 riguarda associazione (?) operatori sociali. La spesa prevista di 3 miliardi è senza copertura. Abbiamo fatto un esame di dettaglio e possiamo dire che la spesa a regime sarà superiore a 6 miliardi, da questo per poter essere più puntuali e precisi, sarà opportuno che in fase di assestamento possiamo indicare una cifra più puntuale, quindi, si accoglie certamente. Però, dobbiamo individuare la copertura e la cifra esatta.

Per quanto riguarda invece il 64 è semplicemente poter riutilizzare spese conto capitale, altrimenti andrebbero perente, quindi, di conseguenza abbiamo proposto questo emendamento che è finalizzato solo a questo scopo, quindi, non porta nessuna copertura finanziaria, sarebbero delle risorse finanziarie che noi non riusciremmo a spendere, quindi, stiamo chiedendo, come vedete dall'emendamento, di poterle utilizzare anche dopo un anno.

Per quanto riguarda, invece, il 265, si tratta di un atto molto importante perché è l'istituzione della conferenza permanente per la programmazione sanitaria e sociosanitaria. Comprendiamo che questa potrebbe essere esitata in tempi diversi, ovviamente unitamente al piano sanitario, però con molta obiettività, nonostante tutti, gli sforzi sono passati 5 anni, il piano non è stato esitato, bene ha fatto l'assessore Fadda a predisporre lo strumento che in quel momento gli consentiva di poter fare dei provvedimenti, e così come ha predisposto, anche se abbiamo riscontrato recentemente che anch'esso ha esigenza di essere rivisitato riguardo al riordino delle strutture, l'esigenza di avere questo strumento ci consente di poter avere un'attività propria, perché senza questa conferenza permanente per la programmazione saremmo impossibilitati a svolgere ogni atto relativo di programmazione. E' fatta a norma della 229, come vedete le presenze sono quelle istituzionali, quindi sono riferite alla legge vigente, e soprattutto i principi di questo decreto, con la Conferenza sono assicurate le forme di partecipazione degli enti locali, quindi è fortemente innovativo ed è il fulcro della 229, delle formazioni sociali e delle organizzazioni sindacali, delle strutture accreditate e del servizio sanitario nazionale. Tale organismo (?) assorbe l'importante funzione di fornire pareri e valutazioni sugli obiettivi e contenuti del piano sanitario regionale, e di tutti i provvedimenti che configurano atti di programmazione e d'indirizzo.

Secondo le previsione dell'articolo due comma ter del citato 229, il progetto del piano sanitario regionale è sottoposto alla Conferenza e viene approvato dal Consiglio regionale con il parere e le (?) osservazioni eventualmente formulate dalla stessa Conferenza. Partecipa nei termini stabiliti dalle norme regionali alle verifiche dei piani delle aziende ospedaliere (questo è molto importante) e dei piani metropolitani.

L'emendamento per l'istituzione della consulta dà applicazione alle norme introdotte dal dispositivo di legge 229, sulla partecipazione - come dicevo poco fa - delle autonomie locali, infatti voi sapete che parte integrante di queste Commissioni sono propri i presidenti della Provincia, sono i rappresentanti degli organismi dei comuni delle singole ASL e ovviamente le altre figure che sono elencate nell'emendamento.

Si rende necessaria questa modificazione delle vigenti disposizioni riguardo all'articolo 42 della legge numero 5, in attesa dell'adeguamento del più complessivo atto di riforma. Quindi è soltanto un passaggio obbligato per evitare una paralisi, perché senza questo organismo ci troveremmo obiettivamente in (?) di obiettiva difficoltà.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Sull'emendamento 11 Presidente, in seguito alle specificazioni ottenute dalla Giunta, che disciplinerà l'argomento sul collegato o con un disegno di legge separato, ritengo di dover ritirare l'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia. ne ha facoltà.

MASIA (F.S.D.). Per l'emendamento numero 15 che è identico al precedente appena citato, anch'io avendo sentito l'impegno assunto dell'Assessore che ha dichiarato che questo emendamento troverà risposta nel collegato, ritiro l'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pilo. Ne ha facoltà.

PILO (F.I.-Sardegna). Io intervengo perché le cose che ho sentito dai banchi dell'opposizione mi hanno molto colpito, e credo non si possa consentire, all'interno di quest'Aula, il generarsi di sospetti o di giudizi non espressi fino in fondo che si rivelano molto severi.

Credo, colleghi della sinistra che non mi possiate certe accusare di essere una persona che si nasconde dietro un dito, che accetta botteghe o che fa patti in nome di cose non chiare o che accetta i sotterfugi.

Io sono una persona chiara e in nome di questa chiarezza prendo la parola perché difendo l'articolo 25 bis, difendo la proposta di aumentare il contributo per il trasporto dei disabili, e non lo faccio per difendere un collega di questo Consiglio, non lo faccio per difendere nessuna entità, nessun soggetto beneficiario di questo aumento in termini economici. Lo faccio, invece, per la difesa degli utenti che del servizio beneficiano. Allora, come voi sapete le tariffe nazionali sono molto diverse da quelle che vengono applicate in Sardegna. La Sardegna è l'ultima nel tariffario nazionale, ultima dopo la Sicilia, che comunque vede un divario notevolissimo tra noi e loro.

Questo divario rischia di essere un danno per i beneficiari del trasporto che sono i disabili.

Come voi sapete, il problema non è tanto di risparmiare le due lire e un quarto, il problema è di consentire a queste persone di poter usufruire del servizio nel migliore dei modi. Significa poterne usufruire con mezzi adeguati, con l'assistenza infermieristica che è necessaria, significa che queste persone devono poter avere un servizio che consenta loro di percorrere in termini di chilometri tutto il percorso che è necessario che venga coperto. Allora, io non credo che in nome di un risparmio o in nome di un'illazione, o in nome di un sospetto, noi possiamo privare i disabili di un servizio che è assolutamente necessario. Credo anche che questo problema che è stato sollevato, forse anche da un collega che è in mezzo a queste cose, sia comunque un problema condiviso da molti soggetti e da molti anche soggetti cooperative e associazioni varie. Vi devo dire che anch'io forse un po' all'interno del clima di sospetto che era nato su questo famoso emendamento, ho preso alcune informazioni; vi devo dire serenamente che ho parlato con alcune cooperative che si rifanno esplicitamente alla sinistra e queste stesse cooperative mi hanno confermato che effettivamente c'è un problema di adeguare i costi.

Onorevole Selis, il problema di adeguare i costi si pone in termini di valutazione ISTAT se si parte da un costo che è attualmente adeguato e che quindi deve subire soltanto un incremento dovuto all'aumento del costo legato all'inflazione. Ma, se invece noi partiamo da un divario che è decisamente ben lontano dai due punti in percentuale a cui lei faceva riferimento, è chiaro che è dovere di questa Assemblea riportare la Sardegna ad una situazione paritaria, per cui ripartiamo da lì, poi l'incremento ISTAT lo vediamo avendo stabilito qual è il costo obiettivo sulla valutazione di questo trasporto.

Allora, vi chiedo di mettere da parte questo atteggiamento sospettoso, perchè qua stiamo affrontando un problema che tocca delle persone che hanno necessità di questo servizio e quindi, affrontiamo con serenità questo aspetto e non tocca il collega Randazzo, piuttosto che chiunque si debba occupare di trasporto, ma tocca gli utenti del trasporto stesso e quindi i disabili.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta regionale. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO, Presidente della Giunta. Signor Presidente, colleghi del Consiglio, l'onorevole Selis ha fatto un richiamo ingiusto alla coscienza che per la verità è una coscienza un po' furbetta la sua, quanto quella anche dell'onorevole Cogodi in questo senso: non è che l'onorevole Cogodi e l'onorevole Selis dicano "Noi ritiriamo l'emendamento così per fare un regalo al Consiglio". Si capisce che se l'emendamento non ha una maggioranza è evidente che si boccia l'emendamento e quindi automaticamente l'articolo rimane in vita.

Questo noi lo comprendiamo e quindi comprendiamo anche la ragione per cui prima è stato presentato un emendamento soppressivo totale e poi, invece, nel dibattito si è ritirato questo emendamento per passare poi a bocciare l'articolo.

E` chiaro c'è un problema di coscienza, ma c'è innanzitutto da dire quello che lo stesso onorevole Selis ha detto: questo emendamento non nasce come proposta della Giunta regionale, ma nasce come proposta del Consiglio presentato dagli onorevoli Randazzo, Manca, Pacifico e Pinna, portato in Commissione, apprezzato dalla Giunta regionale e inserito nell'articolo 25 bis.

Io non vorrei però che, richiamandomi proprio alle cose che diceva l'onorevole Selis, che noi trattassimo questo emendamento come se fosse l'emendamento Randazzo. Lo dico con estrema franchezza, perché questi sono soldi che vengono dati ai comuni, alle aziende sanitarie e che vengono dati a tutti coloro che fanno questo trasporto, e tutti quelli che fanno i trasporti, per la verità, hanno detto che effettivamente, in quest'ultimo periodo, c'è stato un aumento che ognuno di noi poi sente nelle proprie tasche tutti i giorni, perché basta vedere che aumento ha avuto la benzina in questi ultimi 10 mesi, ed è un aumento che varia dal 45 al 50 per cento. C'è anche da dire che il trasporto non è più quello di una volta, perché dovendo arrivare nelle zone interne e nei centri storici bisogna anche usare mezzi più piccoli e quindi una maggiore spesa, e comunque noi ci rendiamo conto che effettivamente queste cifre, sono cifre forse esorbitanti, forse non adeguate alla realtà che vogliono rappresentare, quindi, non è che ci mettiamo qui a difendere cose che probabilmente come impatto anche esterno, difendibili non sono.

Quindi, io volevo proporre ai colleghi, magari di sospendere un attimo l'esame dell'articolo 25 e di vedere di trovare una soluzione che sia in linea con le cose che sono state sottolineate dai colleghi, cercando di quantificare queste risorse che possono essere date, tenendo presente, però, che per quanto questo non possa, come dire, interessare il Consiglio, per certi versi, dobbiamo dire che le cifre che sono indicate, perché non dirlo, onorevole Selis, ce lo siamo detti anche nei "pourparler", nelle altre Regioni sono notevolmente superiori a quelle che sono indicate nell'articolo 25 bis della legge regionale sarda.

Credo che questa sia l'ultima Regione; ci sono trasporti per persona che costano 55 - 60 mila lire per arrivare anche a 48 - 50 mila lire della Sicilia che poi non è.... ma comunque questi sono ragionamenti.

Quindi, noi prendiamo il suggerimento che è pervenuto dall'onorevole Selis e dall'onorevole Cogodi, e volevo pregare, se è possibile andare avanti e trovarci un attimino per trovare una soluzione.

PRESIDENTE. Prego di valutare la proposta del Presidente Floris che propone di sospendere un attimino la discussione sul punto. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Il dibattito è iniziato e quindi, credo che sia giusto per un'informazione completa che dobbiamo dare a tutti i consiglieri.

Ritengo che questo articolo 25 bis, per tutta una serie di considerazioni che sono state fatte dall'assessore Pittalis non potesse essere ammesso in base alla legge sulla contabilità, perché modifica una legge di settore. Noi, per impedire nella scorsa legislatura che gli aumenti venissero stabiliti con legge finanziaria, abbiamo approvato una nuova legge.

Allora ritengo che sia giusto che il Consiglio sappia che la Regione non deve intervenire in tutto il costo del trasporto, ma la prima legge che venne fatta nel 1985 si decise di dare un contributo di sei mila lire, venne aumentata poi a undicimila lire e venne approvata l'anno scorso, all'unanimità da questo Consiglio regionale, una legge che stabiliva di togliere alla finanziaria gli aumenti, di portarla a tredicimila lire e di dare mandato alla Giunta regionale, quindi secondo me questo articolo di legge comunque non può essere approvato in questo modo, non può essere approvato.

Il collega Cogodi nel suo intervento ha fatto un ragionamento, benissimo, c'è il problema del trasporto degli handicappati, si faccia una legge di settore, si verifichi, si metta il Consiglio nelle condizioni, per il momento la Giunta regionale aumenti, perché ci sono stati come diceva il Presidente Floris, degli aumenti, ed io credo di non essere un Assessore che può essere tacciato di essere di parte; credo che l'anno scorso da Assessore ho proposto le tredici mila lire, alla Commissione prima e al Consiglio dopo, ed è stato approvato all'unanimità.

Vorrei che per un attimo l'Assessore alla sanità dicesse in che modo, per esempio, si farà fronte, caro Assessore, agli impegni che questo Consiglio regionale, che la Giunta Regionale ha preso nei confronti dei Comuni, perché noi andiamo a toccare, cara onorevole Pilo, proprio i fondi dei cittadini più deboli, perché questi il capitolo con cui sono stati inseriti sono i fondi che vanno alle categorie più deboli, per cercare di fare in modo che i Piani socio-assistenziali vengano davvero applicati e si dia una risposta ai problemi dei cittadini più deboli.

Allora io chiedo, non abbiamo niente contro nessuno, ma vi sembra possibile che un Consiglio regionale approvi all'unanimità una legge che stabilisce le tredici mila lire e poi va a trentun mila lire? Chiedo che a questo punto alla Giunta Regionale che si esamini, le cose che stava dicendo anche il Presidente Floris, che si modifichino le leggi di settore, perché noi abbiamo una legge dove si dice che si dà un contributo, che si metta il Consiglio nelle condizioni di poter valutare con la massima serenità. E` chiedere troppo che le leggi di settore non vengano modificate nella finanziaria, che è una delle linee non solo scritte nella legge di contabilità, ma che l'Assessore Pittalis ha portato in questa Aula e in Commissione?

Chiedo alla Giunta se le cose che sono state dichiarate, quando altri colleghi hanno presentato degli emendamenti e gli è stato detto: "Non è possibile perché violano la legge sulla contabilità" qui stiamo modificando una legge di settore, non è più compito della finanziaria, se di queste cose si vuol discutere!

Innanzitutto dobbiamo trovare altri fondi, non possono essere tolti ai più deboli della nostra società, allora si faccia una legge di settore, si esaminino quelli che possono essere i costi, si decida se la Regione deve intervenire totalmente, dica l'Assessore se il patto di stabilità deve essere soltanto una dichiarazione di principio, come ha fatto e come abbiamo scritto anche nella legge finanziaria, o se deve essere rispettata.

Valutiamo, non dico adesso: "Non siamo in grado" si presenti una legge, la Giunta Regionale presenti una legge, un disegno di legge che dica queste cose e non c'è nessuno; guardate, se c'è un settore che ho cercato di seguire da Assessore è questo.

Chiedo al Consiglio regionale: "E` possibile che tutti quanti, noi, siamo trattati allo stesso modo, che ad alcuni si accettano gli emendamenti e ad altri no?" Questa è una modifica di una legge di settore, doveva passare nella Commissione competente, allora chiedo all'Assessore, alla Giunta regionale, sospendiamo, nessuno vuole fare delle lotte; la Giunta Regionale predisponga un disegno di legge, si trovino le fonti di finanziamento, non si tolgano i soldi ai più deboli, caro onorevole Biggio è così se guarda a che capitolo sono stati assegnati questi fondi, faccia un disegno di legge, si discute nella Commissione competente e siamo disponibili ad esaminare quelli che possono essere i costi, se la Regione deve intervenire totalmente, se deve intervenire con un contributo, c'è la massima disponibilità.

Quindi accolgo la proposta che ha fatto il Presidente Floris, dicendo comunque che è necessario che su questa materia non siano nelle norme finanziarie, ma che ci siano le leggi di settore, così come ha fatto la Giunta precedente e il Consiglio l'ha approvata, si modifichi quella legge, però permettendo a tutti i consiglieri regionali di poter valutare con la massima serenità se i costi per tutti... E` chiaro che tutti desiderano che questi aumenti ci siano, ci mancherebbe altro, tutte le cooperative desiderano... se noi aumentiamo anche le altre tariffe desiderano anche quelle, però in un clima di serenità.

Questo Consiglio regionale deve affrontare questo problema, siamo disponibili, caro Presidente, quindi non c'è nessun accanimento, chiediamo alla Giunta regionale che presenti un disegno di legge e lo affronteremo con la serenità, credo, perché stiamo parlando di un settore delicato, che la materia merita.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU. (D.S.-F.D.) Solo due brevissime considerazioni perché il collega Fadda ha di fatto sostenuto poco fa quelle che erano le argomentazioni che anch'io vorrei fare, anche perché ritengo che anche argomenti come questi devono essere affrontati con molta serenità, quindi c'è una questione di forma che è stata posta, che è quella che si modifica una legge di settore e che è giusto che una legge di settore venga discussa nella Commissione di merito e magari trovare quelle risposte che la stessa collega Pilo qui poneva, cioè valutare la congruità dell'intervento, verificare che cosa avviene nelle altre Regioni e creare quel convincimento e quella serenità nell'approvare o non approvare una norma che credo che sia giusta.

Ma c'è anche un altro aspetto che vorrei fare, è un invito che invece faccio anche ad un collega, anche al collega Alberto Randazzo, col quale ho anche un rapporto di stima e di amicizia, perché anche lui contribuisca a chiedere che su questo articolo si soprassieda, si voti contro, si consenta che ci sia un progetto di legge che poi venga esaminato dalla Commissione, che convinca attraverso un percorso lungo della discussione un esame più attento di questo argomento e tolga quello che qui veniva detto dalla collega Pilo, i sospetti, che è la cosa che più dispiace proprio il fatto che si crei questo clima di sospetto di cui la collega Pilo ha detto.

Ma chi può aiutare in questa direzione è proprio il collega Alberto Randazzo, perché è chiaro che è evidente che ci sia il sospetto che anche la sua scelta politica, che io penso invece sia motivata dal fatto che lui ha maturato un progetto politico diverso da quello che aveva un mese fa, e che quindi la scelta politica del collega Randazzo di non collocarsi più nel centro sinistra e di essere di fatto di supporto alla maggioranza, sia strettamente legato a quello che è avvenuto Commissione per questo emendamento.

Poiché penso che sia un sospetto che offenda il collega, perché anche lui credo che si debba sentire offeso del fatto che possa essere questo emendamento una risposta a una scelta politica che lui ha fatto, penso che debba togliere dall'imbarazzo l'intero Consiglio e togliere questo sospetto, chiedendo lui stesso che questo provvedimento vada in Commissione e vada in una legge di settore, proprio per ricreare quel clima sereno e togliere dall'Aula e da questo Consiglio questo clima di sospetto di cui anche la collega Pilo ha parlato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI. (R.C.). Ritengo che debba essere presa in seria considerazione anche la proposta avanzata dal Presidente della Giunta di una sospensione, per valutare diverse ipotesi di soluzione da rappresentare al Consiglio.

Tuttavia prima dell'eventuale, e ritengo anche utile sospensione, noi riteniamo, noi della nostra parte politica, qui ci conosciamo, ma ci fosse uno che è arrivato adesso, noi del Gruppo della Rifondazione Comunista; noi riteniamo che il Consiglio regionale debba invece assumere un orientamento preciso e debba decidere. Non ci siamo appellati a nessuna coscienza, noi abbiamo già in fase di illustrazione degli emendamenti affacciato un ragionamento e abbiamo addotto ragioni per le quali non è utile, non è opportuno, anzi, è dannoso che il Consiglio regionale voti questo articolo 25 bis. Non importa com'è nato questo articolo 25 bis, importa quello che ora rappresenta, e se un collega ha, in sede di Commissione, firmato una proposta di emendamento.

Il fatto è che anche addurre queste parrebbe che... già in questo, vede Presidente, se uno volesse riconoscerebbe della malizia, perché addebitare quasi, a questo o a quel collega, di avere inizialmente firmato l'emendamento, è come dire: "Bada che ci sei anche tu", per cui perché richiamare chi ha inizialmente firmato l'emendamento? Nessuno di noi mette in dubbio l'onestà degli intenti, noi mettiamo in dubbio oggi la fondatezza, allo stato delle cose, di una misura che prevede 5 miliardi in partenza, e nessuno ha dimostrato quanti saranno in arrivo, questa è una misura che, come dire, poi deve essere valutata alla fine, 5 miliardi in partenza per un aumento di un contributo che in un anno... sono aumentate tutte le cose, anche la benzina sta aumentando ogni giorno, ma in un anno lievita da tredici mila a trentun mila, cioè si invertono le cifre: tredici, trentuno; sembra un giochino.

Allora voglio dire chiaramente questo: noi abbiamo detto, diciamo e diremo sempre quello che pensiamo, io sostengo, noi sosteniamo che non è vero che questa è una tariffa, secondo: noi sosteniamo che questo è l'emendamento Randazzo.

Voglio dire due parole sull'una e sull'altra cosa: non è vero che questa è una tariffa, questo è un contributo, perché così lo definisce la legge della Regione, e c'è una differenza sostanziale fra una tariffa e un contributo, perché la legge della Regione, quella dell'85, da cui deriva poi... via via sono derivati gli articoli successivi, definisce l'articolo 92, questa forma di contribuzione della Regione ai Comuni, quindi contributo, in conto trasporto dei soggetti handicappati in misura fissa, che la legge originaria definisce in lire sei mila giornaliere. Badate, avere scritto in una legge regionale sei mila giornaliere, ancora di più vi dice che questo contributo, non tariffa, quindi è un aiuto indiretto, dato ai soggetti handicappati attraverso il Comune, ai fini di un'eventuale mobilità o esigenza di mobilità che i Comuni dovrebbero valutare, non attraverso quei Comuni poi che scaricano tutto, convenzionino i soggetti privati, perché il contributo è definito in entità giornaliera, addirittura, quindi non è una tariffa per un passaggio, non si aziona il tassametro, perché allora non si capirebbe perché avviene in misura fissa. Cosa è un trasporto breve? Si paga uguale ad un trasporto lungo? Un trasporto semplice si paga uguale ad un trasporto complicato? Se la legge della Regione dice: "contributo" intende dire contributo alla famiglia o alla persona attraverso il Comune e lo definisce giornaliero, non a tratta, non a passaggio.

Quindi è un'altra cosa; non c'entrano nulla le tariffe. Perché non c'entrano nulla qui le tariffe? Per una ragione, perché l'assistenza ai soggetti handicappati dalla Regione è regolato già con altre leggi e con altri danari, per cui già per l'assistenza agli handicappati le associazioni che operano questo servizio, che lo svolgono, hanno i finanziamenti in convenzione dalla Regione; ho chiesto approssimati conti, mi è stato risposto che la Regione spende più di cento miliardi all'anno per questa partita e che l'incidenza di una sola associazione, quella dell'Aias, è intorno al settanta per cento o al sessanta per cento, o di gran lunga prevalente rispetto a tutte le altre.

Quindi c'è anche una condizione di monopolio all'interno di questa... c'è un problema, è che gestire sessanta, settanta, ottanta miliardi di danaro pubblico in un servizio pone un problema, che è giusto porsi quando si è amministratori saggi.

Allora ho detto, primo, che non è vero che questa è una tariffa, questo è un contributo, ed è tutt'altra cosa, e va allineata l'entità del contributo in ragione dei servizi che oggi, dopo quindici, sedici anni, da quando la Regione ha approvato la legge, dei servizi che oggi si possono offrire ai soggetti più sfortunati e deboli che sono i soggetti handicappati, quello che sì che va riconsiderato e va adeguato, il contributo e il servizio da erogare e da garantire ai soggetti handicappati.

Secondo, l'ho già detto, questo è l'emendamento Randazzo, perché il soggetto destinatario finale, per come stanno le cose, per oltre il sessanta per cento è un'azienda di cui Randazzo, il collega Randazzo, non so, la famiglia Randazzo è amministratore e quindi gestisce questo servizio, perché non lo dobbiamo dire? E` così. Siccome non è neppure proibito questo, o non sarebbe proibito, però siamo delicati, per favore, non chiedete delicatezza sempre ai colleghi e agli altri, noi non abbiamo nessun pregiudizio, non ne abbiamo manifestato e non ne manifestiamo, sappiamo che in questo mondo, in questa vita, in questa società e anche in questa regione per esercitare il diritto alla politica non è detto che tutti debbano smettere né le professioni, né le attività imprenditoriali, c'è chi si regola un modo e chi si regola in un altro, però bisogna avere il senso della misura, bisogna avere il senso delle cose, anche a tutela di tutti quei cittadini che si applicano alla politica e debbono nel contempo fare i conti con le loro proprie attività economiche, non complichiamo le cose, perché a complicare le cose poi nascono altre esigenze e nascono poi altre esigenze sul piano politico e anche sul piano dell'organizzazione delle funzioni politiche e delle funzioni istituzionali.

Volevamo dire questo, qui non c'è nessuna diplomazia, da parte nostra siccome non c'è nessun pregiudizio, non ci deve essere neppure nessuna diplomazia. Vedo colleghi che dicono: "Ma si voterà a voto segreto, si voterà a voto palese" noi abbiamo detto una cosa semplice, per una cosa del genere credo che molti consiglieri regionali dovrebbero semplicemente alzarsi e dire: "In questa situazione, per una ragione di opportunità politica e istituzionale" perché vogliamo approfondire la questione, regolarla bene, non punire nessuno, molti colleghi dicono: "Soprassediamo a questo articolo, lo mandiamo ad una Commissione di merito che lo esamini nel contesto dell'utilità sociale che vorrebbe raggiungere".

Se questo non accade ecco allora che non è più sospetto, ve lo dico, se ciò non accade non ce n'è più di sospetto qua dentro, c'è la certezza, c'è la certezza che si vuole invece raggiungere un obiettivo alto, c'è la certezza che si vuole favorire, perché qui siamo nella condizione esemplare di possibile favoritismo, non c'è dubbio, se voi ci volete dare questa certezza commettete un errore, perché non la dareste solo a noi, in quest'Aula noi siamo minoranza, voi siete maggioranza, però di fronte a un'opinione pubblica che è preoccupata, che è pensosa, noi abbiamo il diritto e il dovere, tutti insieme, di dare una risposta che sia una risposta alta, politica, che non è contro nessuno, ma che è a tutela della nostra funzione. Quello che il Consiglio deve fare è, ritirando questo articolo, in questo momento, per queste ragioni, è un atto di autonomia ed è un atto di autostima dell'Assemblea regionale che può, se vuole, evitare un incidente grave.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.-F.D.). Signor Presidente, solo per due semplici e brevi considerazioni: la prima è questa, le questioni sollevate dall'articolo 25 bis non sono generate dall'adeguamento di un contributo, sono generate, piuttosto, se vogliamo dirci le cose senza ipocrisia e con chiarezza, dalla misura dell'adeguamento, dalle circostanze in cui l'adeguamento matura e - perché no? - dalle concomitanze politiche, non ci si chieda di prescindere da questi aspetti.

Altra cosa è demandare l'esame della congruità dell'adeguamento a una sede di merito (la Commissione competente), utilizzare tabelle, dati e parametri, compresi quelli delle altre Regioni, e giungere quindi, sulla base di un processo fondato su dati, alla determinazione della misura dell'adeguamento.

La seconda considerazione è di altro ordine e riguarda non solo l'articolo 25 bis, ma può riguardare altre parti della legge finanziaria. Faccio l'esempio dell'emendamento 265, dell'emendamento 263, ancorché ritirato, ma è un emendamento presentato dalla Giunta Regionale, quindi mi autorizza a fare qualche riflessione.

La riflessione riguarda il carattere della legge finanziaria. I colleghi sanno, lo dico senza lunghi discorsi, che questo Consiglio, come altre assemblee parlamentari, e come anche il Parlamento nazionale, negli ultimi anni ha operato una riflessione sul carattere della legge finanziaria. Prima le leggi finanziarie erano delle leggi finanziarie omnibus, in cui trovava allocazione ogni genere di norme, particolari, molto puntuali, talvolta o spesso identificate nel beneficiario finale, e così via. Negli ultimi anni c'è stata una riflessione anche qui; una riflessione che ci ha portato, prima nella prassi di alcune leggi finanziare, di alcune sessioni di bilancio e poi nel varo di una legge di riforma del bilancio della legge di contabilità, a definire una finanziaria diversa nel suo profilo e nel suo carattere.

Io non voglio dire ciò, non voglio sollevare la questione in termini polemici verso una parte, potrei farlo, sarei autorizzato a farlo verso la Giunta. Voglio introdurre questo argomento, su cui credo che avremo modo di ritornare, approvata la legge finanziaria e ultimata la manovra di bilancio, come stimolo a una riflessione.

Il Consiglio regionale sul profilo della legge finanziaria sta facendo marcia indietro, stiamo tornando alla legge omnibus. Guardate l'emendamento 265 della Giunta, "Programmazione sanitaria e sociosanitaria", leggete l'articolo 13 della legge di contabilità e ditemi se c'entra qualcosa. Guardate l'emendamento 263 ritirato, ma presentato dalla Giunta, è dato un contributo a un'azienda per essere destinato a un ospedale.

In estrema sintesi l'articolo 13 dice: "La legge finanziaria non può contenere disposizioni che prevedano nuove spese, disposizioni che modifichino l'oggetto degli interventi e delle leggi di spese alle condizioni degli stessi interventi, norme di organizzazione" - adesso su questo sorvolo - "disposizioni in materie diverse da quelle espressamente considerate ammissibili ai sensi dei precedenti commi 1 e 2". Leggete i commi 1 e 2 che definiscono non più come divieto, ma in positivo, le materie che possono essere disciplinate dalla legge finanziaria.

Se guardiamo senza spirito di parte, senza faziosità, ma con la riflessione che deve essere propria, anche nella capacità di distacco dal contingente, di un'assemblea parlamentare penso che potremmo oggettivamente dire che un terzo, naturalmente la quantificazione la sto facendo a braccio, della legge finanziaria 2000 è fuori e contro l'articolo 13 della legge di contabilità.

Ho detto questo, e ho concluso, primo per evitare scivoloni del genere dell'articolo 25 bis, almeno rimuoviamo gli inconvenienti più appariscenti; in secondo luogo per avviare una riflessione in modo che il Consiglio regionale, Giunta e Consiglio, io sto parlando non delle parti politiche, ma degli organi istituzionali, il Governo della Regione e il Parlamento della Regione riprendano la strada da cui ci si sta scostando, e che avevamo fissato con molta nettezza nella riforma del bilancio e della legge di contabilità approvata solo pochi mesi fa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale Ne ha facoltà.

OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Intervengo cercando di prendere spunto da alcune osservazioni di alcuni colleghi, mi appello soprattutto a quanto è stato detto da taluni, che noi no dobbiamo …. ho voluto fare questo intervento perché sono tornato indietro di molti anni. Io sono stato sempre considerato, io non voi, alcuni di voi nemici per eccellenza dell'AIAS, veri nemici, per cinque anni sono stato considerato con decine di corsivi il nemico dell'AIAS. Non voi, io, ero chiamato "Attila" e avevo corsivi quasi giornalieri.

Sono quello che, a seguito di una serie di valutazioni, di indagini ecc., ha messo a freno e ha messo ordine nel settore della riabilitazione facendo indagini, non chiudendo i centri, dando le proroghe e sanando tutti i centri della Sardegna, dell'AIAS e non dell'AIAS, che non avevano autorizzazioni o erano in posizioni di illegittimità. Sono stato anche denunciato dall'AIAS, ciò nonostante questa mia scelta, che era per il pluralismo e che ha fatto crescere anche un'altra società, si chiama Cooperativa Primavera, è nata e cresciuta nella mia gestione, ebbene, nel primo intervento che ho fatto in quest'aula ho voluto precisare che molti di voi che parlavano di pluralismo se n'erano dimenticati. Quella frase forse è passata inosservata, io so che confacendo (?) questa serie di verifiche e controlli l'AIAS, la Cooperativa Primavera, ecc., senza mortificare nessuno hanno di fatto concretizzato e creato strutture che sono le più efficienti in Sardegna, parlo di due o tre centri rispetto ad altri. Poi io mi sono allontanato, mi sono dedicato ad altre cose, e per cinque anni non ho mai sentito parlare di AIAS.

Voi avete nobilitato, e ve l'ho detto nel mio intervento in quest'aula, avete riabilitato a tutti gli effetti l'AIAS. Quindi parlo da quel momento, perché è sbagliato il tiro, le mie valutazioni personali sono diverse: nel momento in cui la Commissione ha esitato un provvedimento e ha attinto dai fondi del dodici zero zero uno, bene avete fatto voi e bene abbiamo fatto noi ad attivare immediatamente una serie di provvedimenti, di emendamenti, per esempio Sanna, Pinna, Sanna, Loddo, Morittu, che chiedono nel dispositivo del bilancio sedici miliardi e cinquecento che improvvisamente, per un errore del funzionario, non certamente zelante, che non ne azzecca una, che improvvisamente mancavano i sedici miliardi e cinquecento milioni per equiparazione per i Comuni.

Ha fatto bene l'onorevole Fadda quando ha visto che si trattava di una cifra inferiore a quella necessaria per dare garanzie di equiparazione a fare l'emendamento, cioè che voleva dare nel bilancio di nove miliardi, che garantivano la copertura dei trentanove miliardi e cinquecento milioni necessari, non i ventitré erronei, né i trentatré successivi necessari per dare garanzia ai progetti obiettivi, ai consultori, a un'altra voce specifica e i sedici miliardi di equiparazione dei Comuni; non servivano i trentatré, perché non si possono dare i soldi ad alcuni Comuni e altri no, e non serviva il resto.

Quindi l'esigenza nostra è che quel capitolo, come ha detto prima Paolo Fadda, non venga intaccato, non si può toccare attraverso un capitolo specifico che vedrebbe penalizzato e creerebbe una serie di disfunzioni all'interno del 12001. L'Assessore ha garantito, ha fatto proprie certe osservazioni e ha messo nel bilancio i trentanove miliardi e i cinquecento sessantuno, più una cifra che non conosco, non sono grado di quantificare, che deve tener conto di un problema, ecco perché io dico che ognuno di noi ha fatto le sue battaglie, qui c'è un problema di...qui si tratta di fare verifiche e controlli sui Comuni, perché in questi anni, perché magari manca il funzionario, è mancato il controllo perché i Comuni fanno pagare a pie' di lista e ci troveremo in tempi brevi altri quaranta, cinquanta miliardi per la legge 15, i due miliardi e tre sono già una richiesta fatta dall'attuale Commissario di Iglesias per cifre anticipate e sollecitate agli Organi della Regione per cifre anticipate sulla 15 per due miliardi e 600 milioni circa, poi chissà quanti altri Comuni mancando questo controllo, perché anche i Comuni sono abituati a pagare a pie' di lista e poi i conti arrivano dopo.

Nel caso specifico ritengo che certamente quello che ha detto Scano, che ha detto poc'anzi altri che sono intervenuti, si tratta di vedere che cosa può aver impressionato il rapporto tra tredicimila e trentuno, questo rapporto che raddoppia l'entità della spesa e che probabilmente può essere contenuto nei cinque e può anche sforare dai cinque per questi inghippi che si determinano.

Credo però che se parliamo di cifre, ne ho una davanti, devo dire subito che per esempio in Sicilia già nel '94 avevano ventisettemila e cinquecento, nel '95 ventinove mila e cinquecento. Quindi non è l'equiparazione delle Regioni che oggi sono divise in regioni povere, ricche, eccetera, ma se noi non facciamo un caso personale di chicchessia, io ho dimenticato che sono stato accusato di essere nemico, quando forse ero meno nemico di altri e ho fatto il mio dovere, altri che hanno da farsi perdonare il fatto che hanno esaltato le figure e poi improvvisamente diventano nuovamente dei cerberi o diventano dei pericoli pubblici, invece con molto senso di responsabilità, accogliendo la proposta del Presidente, accogliendo le istanze praticamente dell'onorevole Fadda che ha detto le stesse cose, le cose che ha detto l'onorevole Scano ci si possa incontrare e valutare in modo attento e preciso, senza intaccare la preoccupazione dell'assessore Fadda che è essenzialmente quella, il fondo dei più poveri, guai se noi praticamente facessimo una battaglia fra i poveri e togliessimo anche una lira che è fondamentale, ho detto all'Assessore competente: "Prima bisogna avere la certezza dei trentanove miliardi e cinquecento sessantuno, se c'è una cifra integrativa e ci sono le risorse è un fatto che vedremo concretamente in fase di bilancio, dando la certezza tutti quanti del diritto".

Allora in questa situazione, facendo valutazioni attente, lo spirito che è stato anche chiesto dal Presidente, ci possa essere un momento di riflessione per valutare attentamente certo quale possa essere in termini reali questo incremento, che praticamente deve essere rapportato anche ai costi, deve essere apportato forse ad una sottovalutazione del passato, non crei questa sensazione che ci sia stata un'azione, da una parte o dall'altra, magari dal centrodestra, su valutazioni che offendono anche la dignità di ognuno di noi, probabilmente riusciremo ad ottenere un risultato positivo e ognuno è tranquillo con la propria coscienza, convinto di aver il proprio dovere e che non ci sono favoritismi di alcun genere, ma è il rispetto di alcune regole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Usai. Ne ha facoltà.

USAI (A.N.). Presidente, io devo dire la verità, esprimo piacere per il clima sereno nel quale si sta svolgendo questo dibattito, clima sereno, clima di ragionamento fra persone che vogliono ragionare su un problema che esiste.

Quindi faccio brevissime considerazioni non tanto per contestare affermazioni che ho sentito, quanto per dire che per esempio per quel che attiene la legge di settore, alla quale faceva riferimento il collega Paolo Fadda, la legge di settore esiste già e ha normato la materia. Quello che stiamo trattando oggi noi con l'articolo 25 bis è soltanto un adeguamento di tariffa di una legge di settore che esiste già e che ha già normato tutta la materia.

Così come, senza fare polemiche con nessuno, non è che questa norma possa violare, così come si è detto, le norme della contabilità, perché l'articolo 13 al punto A dice che la legge finanziaria ha le seguenti finalità, la prima è il rifinanziamento di leggi settoriali di spesa della Regione. Quindi sotto questo profilo non mi sembra che ci sia da menare scandalo, e faceva osservare giustamente l'assessore Oppi, i dati che ha lui ce li ho anch'io, amico mio Paolo Fadda…

FADDA (Popolari-P.S.). Non la sto interrompendo perché interverrò dopo se è il caso di intervenire.

USAI (A.N.). Ma la Sicilia nell'anno 1995 erano 28.180, 29.814 nell'anno successivo.

Ora non è che noi vogliamo ricopiare quello che la Sicilia, ho notizia per esempio che in Lombardia sono 70.000 lire, ma quella è una Regione ricca, il bilancio della sanità della regione Lombardia, se non mi sbaglio, è simile al bilancio complessivo della Regione Sarda, ma non stiamo parlando di questo.

Volevo dire che qua si tratta di un problema di giustizia sostanziale, giustizia sostanziale significa che non bisogna fare trattamenti di favore né nei confronti di una parte, né nei confronti dell'altra, che non bisogna avere atteggiamenti punitivi né nei confronti di una parte, né nei confronti di un'altra.

Siccome io credo che il Consiglio stia esaminando con grande serenità questo problema, siccome io sono certissimo che non ci sono atteggiamenti punitivi nei confronti di nessuno, allora ragioniamo su quello che ha detto il Presidente e che ha detto anche l'assessore Oppi; esiste la possibilità di valutare con serenità quello che il Consiglio ritiene opportuno fare, e trovare, sempre avendo come obiettivo la serenità, il lavoro proficuo, la conclusione di questi lavori che abbisognano di grande riflessione, però la conclusione ci dovrà essere, raccogliendo l'appello del Presidente della Regione, valutare, dieci minuti, un quarto d'ora, il tempo che sarà necessario, quella che è la soluzione che non penalizza nessuno, non mortifica nessuno, non fa prevalere, non punisce nessuno. Questo volevo dire, vi ringrazio.

PRESIDENTE. Mi pare di capire, onorevole Usai, che lei chiede una sospensione dei lavori per dieci minuti, un quarto d'ora.

Credo di poter accogliere questa sospensione, anche perché credo che la possiamo utilizzare utilmente per fare una pausa per rifocillarci, quindi uniamo l'utile al dilettevole, sospendiamo la seduta per un quarto d'ora.

(La seduta, sospesa alle ore 22 e 59, viene ripresa alle ore 23 e 55.)

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CARLONI

PRESIDENTE. Eravamo in una fase di sospensione in relazione all'articolo 25. Se non è stato sciolto il nodo per il quale era stata chiesta la sospensione, io propongo di andare avanti.

Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). Avevo domandato di parlare prima della sospensione.

PRESIDENTE. Non avevo visto il suo nome, mi scusi.

CUGINI (D.S.-F.D.). Io normalmente dico la verità.

PRESIDENTE. Una comunicazione all'Aula. Diversi colleghi si lamentano del fatto che, contrariamente alla raccomandazione, ci sono diversi colleghi che fumano o nell'Aula nascostamente o nelle adiacenze dell'Aula, facendo pervenire il fumo all'interno e dando conseguentemente fastidio a chi è allergico al fumo; quindi un po' di rispetto per chi chiede l'applicazione di una norma che, fra l'altro, è sanzionata amministrativamente. Quindi vi prego di essere cortesi con chi non tollera il fumo.

CUGINI (D.S.-F.D.). Noi abbiamo interrotto per dare la possibilità all'Assemblea, al Consiglio, di valutare il contenuto del dibattito che è intervenuto sull'articolo 25 bis, e per verificare - possiamo dire liberamente - se potevano maturare le condizioni per trovare un punto d'incontro tra la posizione che ha espresso la Giunta tramite l'articolo 25 bis e il contributo che hanno dato i colleghi, in particolare i colleghi del centro-sinistra, per costruire una soluzione sostanzialmente diversa dall'articolo 25 bis.

Durante la ricreazione effettivamente si è lavorato, Presidente Carloni, per una ipotesi risolutiva; e, a mio giudizio, poi posso anche sbagliare, siamo arrivati ad una possibile conclusione. Perché è stata riconosciuta l'esigenza di una verifica quantitativa del contributo che viene attualmente erogato, contributo che è stato aggiornato recentissimamente, frutto di una valutazione della Giunta, della Commissione o delle Commissioni competenti, e conclusivamente frutto anche di un voto dell'Aula, che il collega Fadda ha richiamato per ricordare che il voto sul provvedimento è stato un voto unanime.

Noi diciamo che non ci sono le ragioni politiche per variare la procedura, mentre ci sono invece considerazioni di merito per procedere, come è stato detto, ad un aggiornamento del contributo per rispondere alle esigenze che effettivamente esistono nel settore, e che tanti colleghi hanno richiamato considerandole questioni urgenti e questioni prioritarie. Siccome a mio giudizio siamo vicini ad un possibile punto d'incontro, perché abbiamo potuto verificare che la Giunta è disponibile ad un approfondimento in proprio dell'argomento della materia, per dare la possibilità di esaminare una proposta capace di rispondere al dibattito che sin qui si è svolto, e questa proposta che la Giunta può produrre, valutando l'insieme dei componenti o delle componenti che determinano il contributo. Questa proposta della Giunta può essere e deve essere sottoposta alla verifica, all'attenzione delle Commissioni di competenza, e così come abbiamo fatto l'anno scorso, esaminata nelle Commissioni questa proposta arriva in Aula, quindi con una legge specifica sull'argomento, e in Aula si riapre la discussione e il confronto se il lavoro fatto dalla Giunta e fatto dalle Commissioni, così come è avvenuto nel recente passato, corrisponde alle aspettative che l'argomento propone alla nostra attenzione, si procede al voto. Questo che cosa vuol dire? Vuol dire che abbiamo aggiornato la discussione questa sera e con gli altri interventi che verranno dopo, abbiamo verificato che c'è una, chiamiamola impropriamente emergenza; si tratta di metterla rapidamente all'ordine del giorno e di riportarla in quest'Aula.

Che cosa comporta questa iniziativa? Comporta chiaramente il superamento dell'articolo 25 bis, e quindi comporta l'accoglimento della nostra indicazione di lavoro, quella iniziale fatta dal collega Selis, riproposta dagli altri colleghi che hanno preso la parola. Se la affrontiamo così, e concludo Presidente Carloni e Presidente Floris, effettivamente vengono a cadere tutte le altre sottolineature che sono state fatte.

Vedo che il collega Randazzo condivide la mia indicazione di lavoro. Se la collochiamo in questo modo sono convinto che il problema può essere portato ad una positiva soluzione e ad una risposta che tiene aperta l'attenzione dell'insieme del Consiglio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.-Sardegna).Signor Presidente, su questa vicenda io credo che prima della sospensione chiesta dal Presidente della Giunta, o meglio dal collega Usai, per esaminare la possibilità prospettata dal Presidente di una soluzione che affronti il problema della quantificazione dal punto di vista finanziario del problema, aveva assunto toni di carattere politico ed anche valutazioni sul piano istituzionale, cioè relativamente proprio alla compatibilità di un articolo di questo tipo, come il 25 bis, rispetto alle norme sulla contabilità regionale, e di compatibilità di un intervento di questo genere, di adeguamento cioè in legge finanziaria di un contributo per un servizio che i comuni rendono attraverso la collaborazione di enti privati, di associazioni senza scopo di lucro - ricordiamocene - sono stati sollevati sostanzialmente due ordini di problemi. Uno è quello che un intervento di questo tipo non fosse compatibile con la legge di contabilità. Il collega Scano, di cui tutti ovviamente riconosciamo l'evidente competenza in materia finanziaria, ha detto che due terzi di questa legge finanziaria, di quella che stiamo esaminando, è contraria alla legge di contabilità, mi correggo, un terzo? Va bene. E quindi faceva ipotizzare che anche questo articolo potesse, in qualche modo, rientrare in questa fattispecie. Che questo articolo sia favorevole o contrario alla legge di contabilità non toglie il fatto che se mettiamo che se fosse vero che in questa legge che stiamo esaminando un terzo delle disposizioni in essa contenute sono contrarie alla legge di contabilità, è anche vero che anche le leggi finanziarie approvate negli esercizi precedenti sono piene zeppe di disposizioni che certamente contrastano con l'articolo 13 della legge di contabilità.

Io ho qui la legge numero 1 del 1999; mi chiedo se, ad esempio, sia compatibile con la legge di compatibilità della Regione l'articolo 31 che prevede norma transitoria in materia di valutazione di impatto ambientale, in attuazione delle disposizioni comunitarie, del Decreto del Presidente della Repubblica eccetera, si dispone che A), B), C), D) siano assoggettati alla procedura di valutazione di impatto ambientale i progetti di cui all'allegato A) eccetera. Questa è una norma compatibile con la legge di contabilità? E` compatibile con la legge di contabilità la disposizione del nono comma dell'articolo 27? La legge numero 11, l'articolo 13, ha ripreso e specificato meglio i limiti che erano già contenuti nella legge, cioè le modifiche fatte alla legge 11, le recenti modifiche, hanno ripreso gli stessi contenuti.

Allora la motivazione addotta non ha nessun fondamento, credo; così come non ha fondamento, ancora di più, la motivazione che alcuni colleghi, evidentemente della sinistra, hanno addotto in quest'Aula su questo fatto, e cioè su questo argomento in discussione. Alcuni evidentemente sono convinti che alcuni partiti siano legittimati a rendere morale qualunque tipo di intervento. Ci sono forze politiche che si ritengono la varechina del mondo politico. Tutto quel che toccano purificano, sterilizzano; ciò che fanno altri no.

Un articolo approvato sulla base di un emendamento, firmato da quattro rappresentanti del centro - sinistra, è stato accolto dalla Commissione. La proposta evidentemente era una proposta sana. Nell'accoglimento da parte della Commissione diventa un intervento che prevede sostanzialmente un favoritismo nei confronti di privati, così come dice il nostro collega.

Su questo punto credo che veramente bisogna essere chiari. Io rientro da questa polemica di cui mi scuso, ma che comunque non potevo evitare di fare perché l'articolo 25 bis è stato approvato in Commissione con il nostro voto, e non possiamo ammettere che fosse illegittima la proposta o illegittimo l'accoglimento da parte della Commissione. Dobbiamo invece far rientrare la discussione in un ambito molto più realistico, cioè se l'articolo 25 bis, dal punto di vista finanziario, preveda una spesa e delle indicazioni, dei parametri di spesa, che possano portare ad uno sfondamento del tetto ammissibile per spese di questo tipo; cioè bisogna verificare se l'ipotesi anche, di modifica di questo articolo, che eventualmente ritocchi l'importo del contributo, possa essere accettata, portando cioè ad una soluzione di ragionevolezza, in termini proprio di politica finanziaria e non in termini di polemica tra gruppi che si sentano più o meno traditi da alcuni rappresentanti. Dobbiamo veramente fare una scelta di politica finanziaria seria, senza polemiche inutili.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). Volevo sapere: quanti iscritti a parlare ci sono?

PRESIDENTE. Si era iscritto a parlare l'onorevole Fadda. Mi dicono che era già intervenuto, quindi non so per che cosa vuol prendere la parola. Inoltre, a nome suo, si è iscritto a parlare il Gruppo dei D.S.

CUGINI (D.S.-F.D.). Della coalizione; a nome mio della coalizione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Credo di essere uno dei Consiglieri che ha cercato...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Chiedo ai colleghi di consentire il regolare intervento.

FADDA (Popolari-P.S.). Chiedo scusa ai colleghi se l'intervento del collega La Spisa mi costringe a riprendere la parola.

Non credo di aver disturbato i lavori del Consiglio; stiamo discutendo di un problema importante, però le accuse gratuite, onorevole La Spisa, che lei ha fatto su questo argomento cercherò, per quanto mi è possibile, di confutarle, perché credo che quando ho presentato in quest'Aula il disegno di legge che decideva l'aumento da undici a tredicimila lire, non ho toccato qualcosa e l'ho trasformata in oro, e credo che l'appartenenza politica, anche di tante persone che lavorano in questo mondo, fossero vicine al Partito Popolare. Non riesco a comprendere perché in quest'Aula, dopo che all'unanimità, col voto dell'attuale Assessore Pittalis, si decide di portare da undici a tredicimila lire, che cosa sia successo perché tutti gli aumenti, tutte le tariffe che sono state citate c'erano anche l'anno scorso.

Io ho presentato un disegno di legge per portarlo da undici a tredicimila lire. Io comunque credo che si stia violando la legge numero 8, perché non si può non abolire il comma 4 dell'articolo 10 che dice: "Per gli anni successivi l'importo del contributo può essere aggiornato in correlazione con l'andamento del costo della vita rilevato dagli indici ISTAT". Allora si abolisca prima questo comma e poi si decida. Si abolisca questo comma di questa legge, perché credo che non sia assolutamente pensabile che si decida un aumento violando una legge, perché questa è ancora legge. Quindi non riesco a comprendere quando io dico al Presidente della Giunta: "Presentate un disegno di legge, siamo aperti a qualsiasi tipo di contributo per cercare di esaminare e mettere il Consiglio nelle condizioni di poter valutare. Presentate un disegno legge, ma non violate le leggi", perché insieme al 25 bis ci voleva un comma che diceva che veniva abolito anche il comma 4 di questa legge. Il comma 4 vige, e non riesco a capire quali sono le motivazioni che hanno portato la Giunta regionale ad accogliere questo emendamento e a non ascoltare il suggerimento. Noi non vogliamo entrare nel merito - l'abbiamo già detto -, non vogliamo fare polemiche, vogliamo rispettare le leggi. Del patto di stabilità ce ne ha parlato l'Assessore Pittalis. Quali sono le condizioni che hanno determinato questo aumento? Può darsi che siano tutte giustificate, ma discutiamolo in quest'Aula come ho fatto io, presentando il disegno legge che portava l'aumento da undici a tredicimila lire, e nessuno, in quella occasione, ha detto che erano pochi i fondi che noi stabilivamo. E del resto vorrei ricordare una cosa: che questo articolo non sono cinque miliardi, sono otto miliardi e duecento milioni i costi che questo articolo comporta. Sono otto miliardi e trecento milioni, perché una volta che si stabilisce la tariffa, trentunmila lire, non si può dire che l'importo massimo è cinquemila lire, perché semmai bisognava fare il contrario. Non solo, ma la legge che noi abbiamo approvato l'anno scorso, all'unanimità, diceva "massimo" l'importo di tredicimila lire. Allora chiedo: che cosa cambia? Ma perché non vogliamo continuare con la finanziaria? Siamo tutti disponibili a discutere e rivedere questo problema.

Si presenti una legge che si modifica, la legge che c'è in vigore, e ne discuteremo. Chi avrà ragione portando argomenti, documentandosi anche di più, lo farà come è stato fatto la volta scorsa, un anno fa. Allora io chiedo al Presidente della Giunta, per far andare avanti i lavori della finanziaria, che così come è stato fatto in passato venga fatto adesso: si presenti un disegno di legge. La Giunta, di cui io facevo parte, questo ha fatto per portare a conoscenza tutto il Consiglio di un settore così delicato. Quindi io invito di nuovo il Presidente della Giunta, e non ci sono atteggiamenti di rivalsa, perché avrei potuto proporre anch'io 20.000, 25.000-30.000 lire, visto quanto c'era in Sicilia. Voi credete che io, da Assessore, non sia stato informato che i prezzi in Sicilia potevano essere questi? Ma voi pensate davvero che io non conoscessi quali erano gli importi? Nonostante questo, per il contenimento della spesa sanitaria, ho chiesto un sacrificio a tutte le associazioni, per dire: "Aumentiamo a 13.000 lire e poi ci saranno gli aumenti ISTAT", e qui, con facilità, si porta l'aumento a 31.000 lire senza valutare, senza pezze giustificative. Discutiamone in quest'aula di questo argomento. Non ci sono - ripeto - atteggiamenti contrari a nulla, però facciamolo come è stato fatto in passato, e non credo che sia passato moltissimo tempo, è passato un anno, discutiamolo in un disegno legge, dove si affronta, semmai, tutto il problema degli handicappati, che sono problemi grossi. Non sto dicendo nulla che non sia possibile fare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda. Ne ha facoltà.

(Interruzioni)

CORDA (A.N.). Quando finirà il clamore, davvero poco opportuno rispetto a questo problema che stiamo trattando in quest'aula, credo che potremo iniziare anche a fare delle riflessioni che sono quanto mai opportune davanti ad un problema come questo.

Io sono perplesso, e sono perplesso per molte ragioni. Una perché, da una parte, certamente è evidente a tutti, non lo possiamo nascondere, che un aumento da 13.000 a 31.000 lire non sia una cosa da poco, e però c'è anche da domandarsi, se uno si pone questi problemi di coscienza, come mai questi stessi problemi non si siano posti nella Commissione consiliare, laddove questo provvedimento, con queste condizioni, è stato approvato all'unanimità.

FADDA (Popolari-P.S.). Il centrosinistra non c'era!

CORDA (A.N.). Se il centrosinistra non c'era è un torto del centrosinistra, ma se questo emendamento, che poi è diventato un articolo di legge, è passato in Commissione con la firma anche di illustri onorevoli colleghi della sinistra, è evidente che c'era da parte del centrosinistra la volontà di appoggiare questo articolo.

Dicevo che le perplessità sono legate al fatto che - come dicevo prima - c'è, non v'è dubbio, una evidente riflessione da fare sul fatto che 13.000 e 31.000 sono quasi due volte e mezzo, ma se questo articolo di legge serve a colmare una lacuna che esiste fra quelle che sono le condizioni del trasporto degli handicappati in altre regioni d'Italia e quelle che ci sono in Sardegna, allora c'è da domandarsi se, a fronte di un servizio che deve essere erogato a persone disabili, e quindi una quantità di erogazione che può anche intervenire sulla qualità del servizio e sulla qualità del trasporto, io mi domando se i problemi di coscienza che ci stiamo ponendo adesso di fronte a questo problema così grande, che è quello dell'assistenza agli handicappati, come mai ci stiamo ponendo solo adesso, per una somma tutto sommato non rilevantissima, davanti ad una manovra di 9000 miliardi? Allora perché porsi adesso questi problemi quando non ce li siamo posti davanti ad emendamenti di decine di miliardi per altri settori? Mi sembra francamente che queste perplessità siano perplessità giuste.

Assessore del bilancio, io credo che la Giunta abbia un ruolo in questo Consiglio, e il Consiglio ne abbia un altro, quindi le sollecitazioni che la Giunta muove al Consiglio, anche se a un consigliere di maggioranza, sono poco opportune. Anche se lei dice "stringere", di "stringere" me lo dice il Presidente e non lei, Assessore.

Detto questo, devo dire che in questa perplessità, in questo disagio che c'è da parte dei consiglieri, è inutile negarlo, la proposta che ha fatto il Presidente della Giunta mi sembra estremamente equilibrata. Quindi, invito anche l'ex Assessore della sanità, Paolo Fadda, a riflettere su questo punto e a cercare di trovare un accordo con la Giunta affinché si possa arrivare ad una soluzione equilibrata.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sollecitavo l'amico e collega Corda, non per togliergli la parola, ci mancherebbe altro, ma proprio perché avendo egli, proprio con la lungimiranza che lo contraddistingue - lo dico seriamente - sul piano politico, previsto quello che la Giunta in effetti ha fatto, e cioè proporre una soluzione che possa rappresentare anche la sintesi del dibattito.

E' per questa ragione che io invitavo il collega Corda a stringere i tempi perché proprio su quello che egli stesso diceva abbiamo trovato un'intesa. Quindi mi scuso se l'atto è stato interpretato in altro modo, ma era solo a questo fine. Ci mancherebbe altro! Anzi, con grande stima e con grande piacere ho sentito il contributo che è venuto dal collega Cesare Corda.

L'ipotesi che può essere proposta, perché qui non c'è da nascondere niente, da fare la parte di chissà chi, ma si tratta di dare un contributo alla soluzione di un problema, che può essere quindi rivista la disposizione dell'articolo 25 bis: "A valere sullo stanziamento recato dal capitolo 12001/01, una quota non superiore a lire cinque miliardi è destinata all'adeguamento dell'importo di cui al comma primo dell'articolo 10 della legge regionale 26 febbraio 1999, numero 8. Alla determinazione del contributo giornaliero pro capite provvede la Giunta regionale, a termine dell'articolo 4 lettera i) della legge regionale 7 gennaio 1977 numero 1, sentita la competente Commissione consiliare, la quale esprime il proprio parere vincolante entro il termine di giorni trenta". Quindi, in questo modo, mi pare che vi sia un controllo del Consiglio regionale, e non è un controllo qualunque, ma è un controllo addirittura tale da determinare un vincolo per la Giunta regionale, perché deve esprimere un parere vincolante, e quindi mi pare che in questo modo possa anche essere pienamente soddisfatta la richiesta di chi su questa problematica ha voluto porre delle questioni che sono legittime, e questa sorta di emendamento mi pare possa trovare accoglimento da parte del Consiglio.

Questa è una ipotesi che la Giunta propone come ipotesi di soluzione ed anche di mediazione, soprattutto mettendo in evidenza il ruolo del Consiglio regionale, ruolo, ripeto, che vincola, poi, anche la Giunta regionale nell'adozione dei provvedimenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). L'Assessore del bilancio e della programmazione, a nome della Giunta regionale, ha avanzato al Consiglio una proposta del tutto nuova che, anche in base al nostro Regolamento, può essere considerata ammissibile qualora si interpreti in via di coordinamento e di affinamento di una norma già proposta al Consiglio, e in quanto vi sia una condivisione larga da parte del Consiglio, sennò non si potrebbe neppure sul piano procedimentale avanzare una nuova proposta.

A me pare che la proposta, che si prospetta, possa avere un qualche fondamento se viene precisata ed anche parzialmente corretta. Insomma, siamo alla ricerca di una soluzione. Corretta nel senso che il Consiglio regionale potrebbe accantonare una somma di cinque miliardi, perché potrebbe il Consiglio regionale, non dico accantonare, destinare una somma di cinque miliardi in favore dei cittadini sardi, dei soggetti portatori di handicap, quindi cominciamo a chiarire questo punto. Nessuno vuole colpire una categoria debole ed anche sfortunata della società. Si accantonino e si destinino cinque miliardi, o otto, come dice Paolo Fadda, che questo costa otto e mezzo, arrotondiamo a dieci miliardi, destinati ad una categoria debole e sfortunata perché si migliori la sua condizione di esistenza. Quindi precisiamo che la destinazione, i destinatari della somma sono i soggetti portatori di handicap, i quali soggetti portatori di handicap, potranno avere bisogno, per migliorare la loro condizione, di migliorare anche le condizioni di trasporto, ma non è detto che dappertutto e sempre l'emergenza per tutti sia il trasporto. Può essere che in certe condizioni vi sia bisogno di un intervento anche diverso, e quindi la Giunta, all'interno di questa destinazione, elabori un programma articolato, flessibile, da gestire attraverso i comuni, quindi all'interno del meccanismo della legge, perché si migliori la condizione dei cittadini portatori di handicap, dove può rientrare anche il miglioramento delle condizioni di trasporto, per quanto costa davvero il trasporto, perché quella che deve essere superata è questa cosa della quota fissa. Io ancora non ho capito come si fa a dire che il trasporto costa uguale dappertutto quando non si è definito da dove a dove. Così come non ho capito perché mai se la legge già diceva "massimo tredicimila lire", di fatto accada che ogni unità di trasporto sia fatta a tredicimila, cioè si fa una specie di media; non ho capito media di che cosa. Sarebbe come dire che chi prende il treno paga sempre mille lire sia che vada a Elmas, sia che vada a Milano passando per la nave. Non è possibile! Oppure si faccia una conferenza di servizio e vediamo cosa ne viene fuori, perché mentre dimezziamo il costo degli aerei o vorremmo dimezzare il costo degli aerei, triplichiamo quelli dei pulmini. Con queste tariffe qui si sta ipotizzando un trasporto da qui a lì che può essere dalla casa all'ambulatorio, che può essere nella stessa strada, di 31 mila lire, che è un mezzo biglietto Cagliari - Roma secondo la rivendicazione autonomistica ultima. Cioè non è possibile, come dire, sparare cifre. I costi debbono essere dedotti dalle condizioni reali nelle quali il servizio si svolge, in favore di quei soggetti. Badate che qui non si stanno comprando pulmini, non si stanno rottamando pulmini; qui stiamo pensando a garantire un servizio a cittadini deboli. Ed allora si adotti un criterio con cui si vuole arrivare a questo obiettivo e a questa finalità. Come si può arrivare? Allora, se la proposta avanzata dall'Assessore venisse così integrata, cioè destinare un'entità di risorse finanziarie a questi soggetti e, all'interno di questa destinazione nel rispetto della legge, si adotti un programma di miglior sostegno della condizione di vita dei soggetti handicappati, abbiano o non abbiano associazione, e si prenda in considerazione, fra gli elementi del miglioramento della loro condizione, anche eventualmente quella del trasporto, analizzando i costi, e quindi tenendo conto di quanto vale, allora questa proposta potrebbe essere presa in considerazione. Al di fuori di questo, Presidente, conviene ritirare anche i fogli che stanno circolando, perché al di fuori di una larga condivisione la proposta non è neanche ammissibile allo stato delle cose. Quindi io ho preso la parola per dire che può essere presa in considerazione la proposta della Giunta, se però si integra e si corregge in un modo che possa essere accettabile, cioè se non è un trucco, non che lo sia, assessore Pittalis, non si innervosisca, ho detto "che non sia", mica ho detto che è, che non possa essere, aggiungo, che non possa apparire un trucco, perché se questa norma dice che farà la Giunta quello che oggi dovrebbe fare il Consiglio, qui stiamo facendo una specie di norma, di legge delega. Questo non solo non è giusto, ma non è neanche possibile, perché in questa Regione non esistono leggi delega, neppure passando attraverso il parere della Commissione, perché la Commissione si riunisce, fra l'altro, non tutte le Commissioni rappresentano la realtà e la composizione del Consiglio, perché avete un po' pasticciato anche nel comporre le Commissioni, con gruppi strani, transgenici, come ben sapete, per cui in Commissione spesso vi è una rappresentanza alterata della realtà del Consiglio. La Commissione si riunisce anche dove vuole e quando vuole, non ne sappiamo nulla, decide non in seduta pubblica, e invece cose del genere, parliamoci chiaro, devono essere decise in seduta pubblica, così come stiamo discutendo e così come il Consiglio vorrà decidere, per cui credo anche impraticabile sotto il profilo formale una specie di delega alla Giunta che vorrebbe fare in via amministrativa, per delega del Consiglio, quello che non vorrebbe fare oggi. Se deve fare quello che è scritto qui, tanto vale che lo faccia oggi.

Se la maggioranza del Consiglio lo ritiene, alzi la mano, decida, si assuma la sua responsabilità; però, prima che si arrivi a questo, io credo che avremo ancora qualcosa da dire.

Il mio intervento vale per dire che si può, perseguire un obiettivo di soluzione, però integrando la proposta, dal nostro punto di vista nei termini nei quali noi riteniamo che debba essere integrata e corretta, ed altri colleghi aiuteranno a definire meglio una proposta che sia però una vera proposta a favore dei portatori di handicap e non in ragione di altre esigenze delle quali abbiamo detto e per le quali confermiamo un giudizio radicalmente negativo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.-F.D.). Intervengo anche io rapidamente, signor Presidente, proseguendo il ragionamento svolto da chi mi ha proceduto, per dire che è possibile uscire da questa discussione con una soluzione nitida, corretta e chiara. Non ha, a mio giudizio, queste caratteristiche, e non mi convince, la proposta della Giunta; che poi, in realtà, come ci diceva l'Assessore Pittalis, è la proposta di Cesare Corda, perché giustamente "bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare"; ha detto che Cesare Corda ha anticipato con lungimiranza la proposta, quindi è la proposta del collega Cesare Corda. A parte le battute, la proposta sia di Cesare o sia della Giunta, a mio giudizio non va bene, né dal punto di vista formale, anche io credo, non ci ho riflettuto a fondo, non ho avuto la possibilità di farlo, ma la lettura di questo testo mi fa esprimere, mi porta ad esprimere un rilievo formale. Anche io sono convinto che possa esserci, e forse ci sia, così come è formulato, un eccesso di delega alla Giunta. E non mi sembrerebbe prudente mettere a repentaglio la legge finanziaria con una disposizione normativa viziata da un eccesso di delega. Mi chiedo naturalmente - sto ora ragionando a voce alta - se la previsione di un passaggio in Commissione, col parere vincolante della Commissione, possa attenuare, diminuire, eliminare la inammissibilità di questa delega; così, su due piedi, propenderei per ritenere che il vizio ci sia e rimanga, però possiamo rifletterci e parlarne. Sicuramente rimane il rilievo al di là del versante formale, il rilievo di carattere politico. Il testo che ci è stato proposto è, io lo dico senza giri di parole, un modo soft per fare la stessa cosa, è una foglia di fico. Ed allora io, se proprio debbo esprimere una preferenza preferisco che piuttosto che farla in modo soft, prolungato, se la Giunta e la maggioranza intendono assumersi questa responsabilità, se la assumano. E tuttavia, come dicevo iniziando il mio intervento, ed anche concludendolo ora, da questa vicenda sarebbe preferibile uscire con una soluzione che abbia i caratteri insieme della correttezza, della indiscutibilità sotto il profilo formale, della solidità sotto il piano politico e istituzionale, ed anche della eleganza sotto il profilo etico, demandando ad uno specifico provvedimento, come è stato più volte da diversi colleghi proposto, l'esame e la risoluzione della questione, la determinazione, l'adeguamento del contributo. Eventualmente uno specifico provvedimento potrebbe anche essere anticipato nella copertura finanziaria con un apposito accantonamento che indicherebbe la volontà del Consiglio di mettere mano al problema predisponendone anche lo spazio nell'architettura della legge finanziaria, e tuttavia rimandando ad uno specifico provvedimento del Consiglio la determinazione della misura.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la proposta fatta adesso dal collega Scano porterebbe, come d'altronde sarebbe necessario, ad un voto da parte del Consiglio, e sono anche certo che la maggioranza di questo Consiglio la pensa esattamente così, come l'articolo 25 bis ha predisposto il tutto. Però, noi non vogliamo assolutamente creare con la minoranza del Consiglio un rapporto conflittuale in merito ad un problema, come questo degli handicappati, che credo riguardi tutti quanti, soprattutto in questa materia dei trasporti dei soggetti handicappati che è fondamentale, come è fondamentale la riabilitazione e quant'altro. Ma questo del mezzo di trasporto diventa un fatto singolarmente prioritario anche rispetto al resto. Allora noi non siamo contrari, o perlomeno per venire incontro alle esigenze manifestate, neanche ad accantonare queste cifre per questo scopo e presentando un apposito disegno di legge, sempre che ci sia la volontà del Consiglio di fare in modo che questo disegno di legge venga approvato subito dopo la finanziaria e non come si è soliti fare assumere questi impegni per poi mantenerli quando poi il sole è tramontato. Se così è io pregherei i colleghi di assumere questo impegno per fare in modo che si esca da questa impasse nella quale il Consiglio è caduto alla fine dei suoi lavori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris Emilio. Ne ha facoltà.

FLORIS Emilio (F.I.-Sardegna). Solo per dire che noi con questa proposta ci ritroviamo in linea, così risolviamo tutti i problemi del Consiglio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Credo che la proposta che ha fatto il Presidente, che ringrazio anche per questa disponibilità, possa essere accolta da noi tutti, quindi noi ci impegniamo a discutere il disegno di legge che la Giunta Regionale presenterà velocissimamente, quindi non ci sono da questo punto di vista degli ostacoli.

L'unica cosa che chiedo, Presidente, qui anche d'accordo con l'Assessore Oppi, è che l'Assessore Pittalis verifichi il problema del capitolo 12001/01, quindi che non vengano intaccati i soldi che devono andare... quindi che ci sia questa verifica da parte dell'Assessore, perché ci sono degli impegni che abbiamo preso con i Comuni e credo che l'Assessore voglia rispettarli.

PRESIDENTE. Soprassediamo per cercare di formalizzare questa proposta sulla quale mi sembra siamo tutti d'accordo, temporaneamente possiamo proseguire con l'articolo 26. Se ne dia lettura.

LICANDRO, Segretario:

CAPO V

DISPOSIZIONI DIVERSE

Art. 26

Collegamenti marittimi con le isole minori

1. Al fine di garantire la continuità territoriale dei collegamenti marittimi tra la Sardegna e le sue isole minori, l'Amministrazione regionale è autorizzata a prorogare nell'anno 2000 i contratti d'appalto in essere al 31 dicembre 1999 per l'esercizio di dette relazioni di traffico.

2. Per le finalità previste dall'attuazione del presente articolo è autorizzata la spesa di lire 3.600.000.000 (cap. 13039).

PRESIDENTE. All'articolo 26 sono stati presentati 5 emendamenti. Se ne dia lettura.

LICANDRO, Segretario:

(Inserire testo emendamenti numeri 250, 149, 30, 148, 1)

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 250 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per illustrare l'emendamento numero 149.

COGODI (R.C.). L'emendamento a nostra firma è l'emendamento numero 149, del quale emendamento annunciamo il ritiro.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Giacomo per illustrare l'emendamento numero 30.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Signor Presidente, si tratta di reinserire le parole "per i servizi notturni", in quanto il riferimento e il collegamento con le isole minori, sappiamo benissimo che con le isole minori, durante le ore notturne la Saremar, cioè la compagnia di bandiera, non esercita quel tipo di servizio, quindi il riferimento credo che sia d'obbligo per non confondere o portare ad una cattiva interpretazione della legge su un servizio che è garantito dallo Stato e che certamente la Regione non potrà sostituire, perlomeno sino adesso.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 148 si dà per illustrato. Per illustrare l'emendamento numero 1 ha facoltà di parlare il consigliere Giacomo Sanna.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Presidente, sull'emendamento numero 1 il riferimento è ad una incomprensione che da tempo va avanti, che riguarda, faccio il classico esempio, l'area industriale di Olbia, ma credo che questo possa essere riferito anche ad altre realtà analoghe, per un errore di valutazione verso il quale è stato portato il comune di Olbia, nelle aree industriali soggette a vincolo lo stesso comune, su un'informazione data dall'allora responsabile del Governo, parlo del rappresentante che ha come responsabilità quella della tutela del paesaggio, più precisamente allora era il dottor Roberto Carità, con un telegramma informò che il Comune di Olbia che l'area industriale non era soggetta a vincolo e, di conseguenza, il Comune di Olbia rilasciò le concessioni edilizie in quell'area per attività industriali e artigianali.

Oggi è accaduto un fatto strano, che una verifica più puntuale e precisa ha portato a dare un'interpretazione completamente diversa: quelle aree sono soggetto a vincolo paesaggistico, con un danno, per chi ha iniziato l'attività di costruzione, piuttosto consistente.

Quindi è l'utenza, è il cittadino che si trova in questa difficoltà, il comune non riesce dare risposte perché il soggetto a vincolo non gli consente di uscire da questo impasse, ci sono momenti particolari, come del resto ha vissuto lo stesso comune di Firenze e dove il Tar del Lazio ebbe modo di dare ragione per questo tipo di interpretazione allo stesso comune di Firenze.

Noi in questa applicazione di indennità risarcitoria vogliamo che venga chiarito che non c'è l'automatismo fra l'ammenda e il danno ambientale; se non c'è danno ambientale non ci può essere ammenda, questo va chiarito come l'ha chiarito il Comune di Firenze, per noi diventa essenziale far uscire da questa grossissima difficoltà in cui si trovano decine di imprenditori, che ripeto, hanno iniziato a costruire l'immobile per avviare la loro attività e che oggi si trovano bloccati i lavori con una serie di impegni sia con le banche, sia con i costruttori, che rischierebbero di farli letteralmente fallire.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Il parere è favorevole all'emendamento numero 250, sugli altri si rinvia all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere è favorevole sul 250, il 149 è ritirato, sul 30 la preoccupazione è che il comma 1 dell'articolo 26 possa essere limitato per i soli servizi notturni, mentre invece la finalità è anche per i servizi giornalieri.

Questa è l'unica preoccupazione che ha indotto la Giunta, già in Commissione, a respingere l'emendamento. Eventualmente se sul punto si chiarisce meglio ci riserviamo il parere, anche perché è assente l'assessore dei trasporti che avrebbe dovuto relazionare, essendo il competente in materia, comunque esprimo a nome della Giunta il parere.

Il 148 non si accoglie, l'emendamento 1 è questione che riteniamo debba essere rimessa ad un collegato, anche perché incide sul sistema delle indennità risarcitorie, previste da disposizioni legislative nazionali, sulle quali evidentemente non possiamo incidere con legge regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Sull'emendamento numero 1 noi riteniamo che non ci siano problemi per quanto riguarda la possibilità di essere accettato e quindi messo in legge. Tengo presenti le paure che l'Assessore ha manifestato, nella possibilità che la legge finanziaria possa essere rinviata a causa della presenza di un emendamento come questo. La presenza in un collegato mi sta bene, accetto l'impegno della Giunta e ritiro l'emendamento numero 1.

Sul 30 vorrei ricordare a tutti noi che i collegamenti fra La Maddalena e l'isola di Carloforte durante le ore giornaliere sono svolte dallo Stato, attraverso una società, quindi di una compagnia di bandiera, la Saremar.

La Saremar non svolge, anche per problemi di carattere finanziario, e quindi il disinteresse e il disimpegno dello Stato per anni ha portato la Saremar a non fare i collegamenti nelle ore notturne, isolando queste due realtà. Nella passata legislatura abbiamo predisposto un disegno di legge, l'abbiamo approvato ed era per i collegamenti notturni, quindi era specifico. Diversamente, lasciando i collegamenti così per tutte le ventiquattr'ore, noi rischieremmo di essere anche fraintesi; l'interpretazione che potrebbe essere data è quella che stiamo entrando noi stessi in concorrenza, facendo una gara con la compagnia di bandiera che già opera, e questo potrebbe portare invece a interpretazioni errate e non veritiere, perché noi questo tipo di servizio non l'abbiamo mai fatto, continueremo a non farlo sino a quando la Saremar sarà lì a garantire gli orari giornalieri durante l'arco della giornata, ma faremo quel servizio solo ed esclusivamente nelle ore notturne.

Ecco perché ho fatto l'emendamento specificando che si tratta di servizi notturni, perché sono nati così, la legge è nata così, ha quel tipo di obiettivo e quel tipo di intervento sia di carattere sociale, sia di vera e propria continuità territoriale nell'arco delle ventiquattr'ore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Granara. Ne ha facoltà.

GRANARA (F.I.-Sardegna). Intervengo per confermare lo stesso punto di vista espresso su questa norma dal collega Sanna. Il principio della socialità va tenuto presente, il collegamento necessariamente quello notturno dove non ci può essere una logica concorrenziale, perché purtroppo è un collegamento deficitario da un punto di vista economico ed è quello che assicura invece quella continuità di cui le popolazioni hanno bisogno, soprattutto in mancanza di ospedali.

La Commissione competente comunque ha già predisposto una norma che andrà a breve in Aula, una norma molto più completa della vecchia legge Baghino, così chiamata, una norma dove si parlerà di frequenze, di orari, di prezzi, di trasporto, di qualità dei servizi, quindi necessariamente questa legge potrà essere all'altezza della situazione e fronteggiare tutte le incidenze di queste isole minori. Mi dichiaro perfettamente d'accordo su quanto esposto dall'amico Sanna.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 250. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

All'articolo 26 così sostituito, è stato presentato l'emendamento numero 30, sul quale deve ancora essere espresso il parere della Giunta.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta lo accoglie.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 30. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento 148. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Si dia lettura dell'articolo 26 bis.

LICANDRO, Segretario:

Art. 26 bis

Utilizzazione fondi ex art. 21
della L.R. n. 32/1997

1. I fondi disponibili per gli interventi previsti dall'articolo 21 della legge regionale 6 dicembre 1997, n. 32 possono essere destinati anche alla realizzazione di un nuovo aereoporto nel territorio dell'Ogliastra.

PRESIDENTE. All'articolo 26 bis sono stati presentati gli emendamenti numeri 39, 150, 232, 233, 151 e 246. E` stato presentato un ulteriore emendamento di sintesi, il 290, che riunisce gli emendamenti ultimi citati, cioè il 151 e il 246.. Si dia lettura degli emendamenti.

LICANDRO, Segretario:

(Inserire testo emendamenti numeri 39, 150, 232, 233, 151 e 246 e 290)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 39 ha facoltà di illustrarlo.

COSSA (Patto Segni-Rif.Sardi). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per illustrare l'emendamento numero 150, che è uguale al 232, proposto dagli stessi presentatori.

COGODI (R.C.). Il nostro Gruppo ha presentato gli emendamenti 150, 151, 232, 233 e 290, permane nella discussione il "290", che compendia in gran parte alcuni di questi emendamenti, ma anche gli altri emendamenti non compendiati nel "290" noi procediamo a ritirarli, anche per un'altra ragione, oltre al fatto che in parte sono compresi nel "290". L'altra ulteriore ragione è un tangibile segno di gratitudine alla Giunta Regionale per il suo atteggiamento responsabile che ha adottato precedentemente in relazione all'articolo 25 bis.

PRESIDENTE. Rimangono in piedi gli emendamenti numero 39 e 290.

Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Il relatore si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'invito è a ritirare l'emendamento 39, l'intervento potrà avere nel quadro delle manifestazioni la giusta attenzione, e un invito al ritiro anche dell'emendamento numero 290, essendo la materia già oggetto del disegno di legge collegato in materia di ambiente, già all'esame della Commissione competente.

PRESIDENTE. Rimangono in piedi gli emendamenti numero 39 e 290, di sintesi del "151"(?) e "246"(?), gli altri sono ritirati.

Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.-F.D.). Il mio non è un intervento, ho letto l'emendamento numero 39, sul quale ho sentito che la Giunta invita i presentatori a ritirarlo. Non ripeto le considerazioni che ho svolto prima a proposito dell'articolo 13 della legge di contabilità, ma essendo un emendamento firmato da un consigliere del Gruppo dei Riformatori, Cossa, io penso proprio che tu lo debba ritirare.

COSSA (Patto Segni-Rif. Sardi). Stavo concordando il ritiro con l'Assessore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Presidente, colleghi, per invitare il collega Cossa a ritirare l'emendamento numero 39.

PRESIDENTE. Prego collega Cossa, esprima il suo parere sulle richieste dei colleghi. Ha domandato di parlare il consigliere Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA (Patto Segni-Rif.Sardi). Siccome avevo già deciso di ritirare l'emendamento, volevo comunicare al collega Scano e in particolare all'onorevole Biggio, che oggi ho trovato particolarmente solerte, che non ho bisogno di sollecitazioni particolari, grazie, l'emendamento è ritirato.

PRESIDENTE. Allora rimane in piedi l'emendamento numero 290.

Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Due considerazioni: una sull'emendamento numero 290 e una sugli emendamenti che abbiamo già ritirato, soltanto per ricordare alla Giunta che per quanto riguarda le misure per il fermo biologico, gli stanziamenti che sono stati attivati rispetto a questa misura sono ampiamente insufficienti, per cui sono convinto che per ottemperare l'impegno che comunque si assumerà la Giunta, attraverso l'approvazione del fermo biologico che la Commissione dovrebbe approvare a breve, dovrà comunque in assestamento di bilancio trovare le somme necessarie.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 290 lo ritiriamo, anche perché in precedenza abbiamo visto che è stato respinto un emendamento di Dettori che praticamente conteneva le stesse finalità, ci associamo all'ordine del giorno numero 2 che tratta proprio lo stesso argomento.

PRESIDENTE. Non rimangono in piedi gli emendamenti. Quindi metto in votazione l'articolo 26 bis. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'articolo 27. Se ne dia lettura.

LICANDRO, Segretario:

Art. 27

Partecipazione a programmi di iniziativa comunitaria o statale

1. Nel comma 1 dell'articolo 20 della legge regionale 8 marzo 1997, n. 8, dopo le parole: "di iniziativa comunitaria" sono aggiunte "e/o statale" e dopo le parole: "non finanziate dall'Unione Europea" sono aggiunte: "e/o dallo Stato"; i maggiori oneri derivanti dall'attuazione del presente comma sono valutati per l'anno 2000 in lire 3.440.000.000 (cap. 03059).

2. E' autorizzata, nell'anno 2000, la spesa di lire 743.000.000 quale cofinanziamento della Misura 1 "Aiuti agli investimenti nel settore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli in applicazione del regolamento CE n. 951/97" del Programma agrimonetario attuato ai sensi dei regolamenti CE nn. 805/97 e 806/97 (cap. 06235); tale somma è versata all'A.I.M.A. che provvede all'erogazione della stessa ai beneficiari finali, unitamente alle quote comunitaria e statale .

3. L'Amministrazione regionale, nell'ambito delle proprie competenze, concorre, in attuazione della Legge 18 dicembre 1997, n. 440, alla realizzazione degli interventi volti all'arricchimento ed all'ampliamento dell'offerta formativa e per gli interventi perequativi, con particolare riguardo alle iniziative di formazione e istruzione tecnica superiore (I.F.T.S.).

4. Gli interventi di cui al comma 3 sono curati dall'Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, d'intesa con l'Assessorato del lavoro, formazione professionale e sicurezza sociale.

5. Per le finalità di cui al comma 1, è autorizzata la spesa di lire 2.800.000.000 quale quota del trenta per cento a carico della Regione Sardegna, sull'importo complessivo di lire 9.200.000.000 necessario per l'attuazione dei progetti I.F.T.S. cofinanziati dallo Stato (cap. 11002).

PRESIDENTE. All'articolo 27 sono stati presentati i seguenti emendamenti: 155, 153, 154. Se ne dia lettura.

LICANDRO, Segretario:

(Inserire testo emendamenti numeri155, 153, 154)

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 155, ha facoltà di parlare il consigliere Pusceddu.

PUSCEDDU (D.S.-F.D.). Si da per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 153, ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Si da per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 154, ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Si da per illustrato.

PRESIDENTE. Il relatore si rimette all'Aula. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento numero 155 si accoglie perché è una giusta puntualizzazione, il "153" e il "154" non si accolgono, un invito ai proponenti al ritiro, potendo trovare la materia oggetto di specifica previsione all'interno del POR Sardegna.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 155. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'articolo 27. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Gli emendamenti numero 153 e 154 vengono ritirati?

MASIA (F.S.D.). Sì.

Si dia lettura dell'articolo 27 bis.

LICANDRO, Segretario:

Art. 27 bis

Proseguimento interventi inclusi nella programmazione comunitaria 1994/1999

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a proseguire nell'anno 2000 gli interventi previsti nei programmi o iniziative comunitarie ricadenti nella programmazione del periodo 1994/1999, i cui finanziamenti non hanno trovato impegno giuridicamente vincolante a' termini di quanto stabilito dall'Unione europea con decisione n. c(97)103516 del 23 aprile 1997, ma che sono rendicontati alla stessa Unione europea attraverso interventi sostitutivi finanziati con risorse proprie e/o statali.

PRESIDENTE. All'articolo 27 bis sono stati presentati i seguenti emendamenti: 152, 156 e 234 tutti aggiuntivi. Se ne dia lettura.

LICANDRO, Segretario:

(Inserire testo emendamenti numeri 152, 156 e 234)

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 152, presentatori Pinna, Falconi e più.

PINNA (D.S.-F.D.)Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Pinna per illustrare l'emendamento 156.

PINNA (D.S.-F.D.). Io chiedo scusa, Presidente e cari colleghi, l'ora è tarda, siamo tutti stanchi, tuttavia consentitemi di dire alcune parole su questo emendamento perché è un problema che abbiamo già trattato in Commissione nel dare il parere alla finanziaria, alla presenza dell'Assessore; si tratta di un capitolo che ormai era presente con dotazione finanziaria nei due precedenti esercizi e che ha avuto un ruolo e un'utilità direi importante per quei Comuni e quelle amministrazioni che hanno potuto utilizzarli.

Ora che questi siti minerari sono definitivamente dismessi, si pone ancora di più in queste aree l'esigenza di riutilizzare le strutture a fini turistici, così come è specificato nel capitolo 070302 che non è di nuova istituzione ma, come dicevo, è un capitolo che riviene dai precedenti esercizi.

Credo che questo sia un fatto estremamente importante prima di tutto perché esiste una legge dello Stato, la "204" del '93, sulla base della quale è stato elaborato un piano per la riconversione delle aree minerarie dismesse, e il primo articolo di questa legge prevede che gli stanziamenti dello Stato e il piano di riconversione siano realizzati attraverso il cofinanziamento tra i fondi statali e quelli regionali e comunitari.

Credo che questo sia estremamente importante, che la Regione si ponga questo problema di cofinanziare questi piani, come peraltro fatto fino all'esercizio precedente, in quanto ci troviamo di fronte ad una serie di aree sparse su tutta la Sardegna e di Comuni interni fortemente svantaggiati, proprio perché hanno perso l'unica attività che ha caratterizzato la loro economia.

Credo che i Comuni marginali, che non sono solo quelli dell'Iglesiente, perché a torto quando si parla di aree minerarie dismesse si parla dell'Iglesiente, ma come il Sarrabus - Gerrei, come Ballao, come Villassalto, come Lula, come Orani, come Gadoni credo che possano usufruire nel loro futuro del beneficio che può derivare dalla valorizzazione di queste strutture, che non significano soltanto strutture fisiche, ma anche un patrimonio di cultura, di storia, di identità, di archeologia industriale che può contribuire a creare una nicchia di mercato per quanto riguarda le attività turistiche in stagioni diverse da quelle di punta in Sardegna, ma anche nelle stesse stagioni di punta, perché noi dobbiamo pensare anche che questo patrimonio, tra l'altro riconosciuto dall'UNESCO, di importanza internazionale come patrimonio dell'umanità, possano essere dei siti che durante la stagione estiva, quando la Sardegna è visitata da otto milioni di turisti questi paesi e questo patrimonio possano essere utilizzati per ricavare un minimo di reddito per queste comunità.

Allora l'emendamento ha questo obiettivo, di riconfermare un intervento della Regione come c'è stato negli anni precedenti, con uno stanziamento che sia consistente, almeno questa è l'intenzione dell'emendamento, poi vediamo le disponibilità finanziarie, già negli incontri preliminari l'Assessore Pittalis diceva: "Abbiamo raschiato il fondo" l'ha ripetuto questa sera, credo che per questo problema si possano individuare dei fondi, abbiamo cercato di raschiare tutti, io credo che qualcosa ci sia ancora da raschiare.

Se questo capitolo è ormai esaurito, quello a cui si fa riferimento per la copertura, credo che si possa fare uno sforzo per individuarne qualche altro, e io qua ne voglio indicare uno, che probabilmente sarà ancora tutto da verificare e tuttavia, per quanto mi risulta, e per quanto mi consta di sapere ancorché non abbia elementi precisi da portare in quest'Aula, invito la Giunta Regionale a fare la verifica, mi risulta che come è successo a me nel 1995, quando sono diventato Presidente dell'Ente Minerario Sardo, che ho trovato degli accantonamenti rinvenienti dall'IVA, da altri recuperi, anche in altri enti ci siano forti disponibilità, mi riferisco in particolare all'Ersat, e credo che se queste notizie risultano veritiere, io invito la Giunta, in particolare l'Assessore competente a fare questa verifica, credo che piuttosto che lasciare immobilizzati, aggiungendoci ancora altri cento miliardi nella finanziaria di quest'anno, questi fondi possano essere più proficuamente utilizzati per coprire, se non interamente, almeno in parte con dieci miliardi questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per illustrare gli emendamenti gli emendamenti 156 e 234, hanno gli stessi presentatori e mi sembra che abbiano lo stesso oggetto.

VASSALLO (R.C.). Riteniamo che l'emendamento 234, dato che era stato già affrontato anche in Commissione, anche in separata sede con la Giunta, sia uno di quegli emendamenti che rientrava nel pacchetto e comunque era recepito.

Non vorremo che l'ora tarda facesse venir meno agli impegni, per cui anche l'accoglimento dell'emendamento stesso, di che cosa si tratta? Si tratta di una somma aggiuntiva degli stanziamenti di provenienza nazionale, precisamente quelli che derivano dalla legge 431. Io peraltro ho visto che proprio recentemente l'Assessorato competente ha già provveduto a comunicare ai Comuni della Sardegna, che poi è avvenuto attraverso una divisione così come si opera per la "25", la comunicazione delle somme che ogni Comune ha a disposizione per far fronte alle necessità per il sostegno alle abitazioni in locazione.

Però la somma che lo Stato ci ha messo a disposizione, mi sembra che assomma 4 miliardi e 385 milioni circa voi capite benissimo che con 4 miliardi e 500 milioni le risorse che sono state distribuite per ogni comune sono veramente esigue, per cui che cosa chiediamo con questo emendamento?

Chiediamo di aumentare leggermente lo stanziamento di ulteriori 2 miliardi, in modo da far in modo che i comuni possano concretamente fare una programmazione efficiente e, soprattutto, che possa dare una risposta concreta, a tutti coloro che sono in affitto e che hanno un canone di locazione molto elevato rispetto al reddito delle singole persone.

Non voglio aggiungere altro e non la voglia fare lunga. Mi auguro che l'Assessore alla programmazione abbia capito il messaggio che abbiamo lanciato, anche perché l'emendamento è veramente serio ed è veramente molto sentito da tutti i comuni, e peraltro questa misura va a sostegno concreto alle stesse misure che i comuni già attivano oggi attraverso i piani socio assistenziali; per cui è una misura sociale ampiamente condivisa ed ampiamente attesa da tutte le comunità.

Presidente. Per esprimere il parere sull'emendamento, ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Il relatore si rimette alla clemenza dell'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento 152 non trova accoglimento, anche perché andare ad incidere ancora sulle risorse dell'ERSAT, purtroppo porrebbe il problema di come pagare gli stipendi ai dipendenti.

Quindi, non si accoglie.

L'emendamento 156, che si accoglie nella sostanza, non lo si dice per fare una battuta e per liquidare il problema; purtroppo è un problema veramente ormai di risorse che non sono disponibili; l'invito al proponente è al ritiro e a riconsiderare in assestamento la questione.

Per l'emendamento 234 valgono le stesse ragioni del precedente.

Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Rapidamente due cose. Una è relativa alla dichiarazione resa testé dall'Assessore del bilancio e della programmazione sugli emendamenti 156 o 234, che sono identici, per cui noi prendiamo atto che la Giunta accoglie nella sostanza, e non è un modo di dire, cioè lo accoglie davvero l'emendamento e però, rappresenta, in questa fase e in questo momento, anche se qualche movimento sarebbe ancora possibile fare, la difficoltà alla copertura finanziaria. Però, voglio ricordare all'Assessore che, mentre prendiamo atto positivamente della sua dichiarazione, questo emendamento era fra quelli per i quali si era anche convenuto, in sede di interlocuzione, di confronto tra maggioranza ed opposizione, di tenerlo in debito conto; prendiamo atto che la Giunta si è dimenticata e che l'Assessore, proprio perché era poco e perché era delicata la questione l'ha tralasciata, perché si trattava di destinare questi due miliardi per incrementare, dal punto di vista della Regione, come prevede la legge della Stato e come fanno tutte le regioni, il fondo per l'aiuto da dare alle famiglie bisognose, che sono poi le famiglie davvero povere, che non possono sostenere i canoni di locazione.

Abbiamo un bel dire noi che i canoni devono essere liberalizzati, che l'equo canone puniva i proprietari, poi si liberalizzano gli affitti degli alloggi, però, per i poveri si è fatta una legge per aiutarli a pagare questo canone e le istituzioni pubbliche, solo in parte, coprono questo fabbisogno sociale.

Lo Stato ha messo una parte, ha chiamato le regioni a mettere un'altra parte, quasi tutte le ragioni l'hanno fatto e la Regione Sarda non lo fa; prendiamo atto che c'è la buona volontà e che almeno in termini, così di primo avvio, la Giunta intendendo garantire questa copertura; l'occasione può essere quella prossima dell'assestamento, può essere anche l'esame della legge sul riordino dei canoni di locazione degli IACP e del patrimonio pubblico, che è un'altra legge che dovrebbe pervenire quanto prima in Consiglio, insomma, la prima occasione utile deve essere quella che consente alla Giunta di rispondere a questo bisogno sociale essenziale.

La seconda cosa che volevo dire è ancora più rapida, perché va bene procedere speditamente però, insomma, non cadiamo in un eccesso di presunto "buonismo" per cui le cose passano adesso, così al volo. Io mi sono prenotato due volte per intervenire sui due articoli precedenti, per dire una parola, solo una parola e non sono stato ascoltato e sono stato al mio posto, va bene, procediamo. Tuttavia in relazione ad un articolo già approvato, l'articolo 26 bis, mi permetto di far osservare una cosa che, in via di coordinamento dovrebbe, secondo me, essere presa in considerazione; con l'articolo 26 bis si è approvata una norma con la quale si dice che i fondi della legge 32 possono essere destinati anche alla realizzazione di un nuovo aeroporto nel territorio dell'Ogliastra. Io credo che quel "anche" sia un di più, nel senso che rende la norma davvero, come dire, inutilizzabile; perché non credo che il Consiglio regionale stia decidendo di fare due aeroporti; credo che volesse decidere che qualora non si completi ed adegui l'aeroporto che si era deciso di adeguare in base alla legge della Regione, possa - ed è una facoltà - pensarsi all'ipotesi di un nuovo aeroporto, però se si dice nella norma "anche" può rimanere una interpretazione equivoca per cui si aprirebbe la possibilità, la strada anche (appunto "anche") alla distinzione, ad un'ipotesi folle e assurda, che non credo sia nella volontà né dalla Giunta proponente né del Consiglio, di ipotizzare due aeroporti. Per cui in sede di coordinamento suggerirei di togliere "anche" e, quindi, di lasciare aperta la possibilità, in base alla valutazione che in concreto di opportunità e di utilità che il Governo della Regione farà, di ipotizzare o il completamento dell'aeroporto che si pensava prima o un nuovo aeroporto, perché questa credo sia l'alternativa, non di pensare in ipotesi anche a due aeroporti o di lasciare aperta una rivendicazione possibile da parte di un soggetto avente interesse, qualora si decidesse di pensare ad un nuovo aeroporto.

Quindi, il suggerimento è, in sede di coordinamento, se la Giunta concorda, di eliminare la parola "anche" per eliminare questo equivoco che potrebbe proprio bloccare la norma.

Presidente. Per esprimere il parere della Giunta ha la facoltà di parlare l'Assessore alla programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Pur trattandosi di un articolo già approvato, però le preoccupazioni rappresentate dall'onorevole Cogodi sono condivisibili, anche perché l'articolo, così com'è formulato, potrebbe dare luogo a diverse interpretazioni. Lo spirito dell'articolo è quello che ha riassunto, nel senso vero, lo stesso onorevole Cogodi, ma era nelle intenzioni anche del preponente - onorevole Cossa - che ha introdotto questo articolo con un suo emendamento. Quindi, trattandosi di un aspetto migliorativo che viene dal contributo in Consiglio, mi pare che si possa senz'altro accogliere, ma mi rivolgo soprattutto al proponente, onorevole Cossa, trattandosi di un articolo introdotto in finanziaria sull'emendamento del collega, prima di esprimere il parere della Giunta, che posso anche anticipare in senso positivo, comunque di rimettermi alle valutazioni del collega Cossa.

Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA (Patto Segni-Rif.Sardi). L'Assessore ha correttamente interpretato il mio pensiero, l'osservazione del collega Cogodi risponde totalmente al buon senso, quindi si può senz'altro accogliere il suggerimento.

Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Sull'emendamento 156 pregherei la Giunta di voler accogliere le raccomandazioni del collega Cogodi, che appunto si riferiscono alle risorse attribuite dallo Stato per interventi a sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione.

E' un argomento veramente molto importante, so che sulla finanziaria non ci sono le risorse, però ha annunciato l'onorevole Cogodi di un provvedimento che sta per arrivare in Aula, io penso che la Giunta in quell'occasione debba pensare ad un emendamento che tenda a favorire le famiglie più povere, più disagiate, quelle che sono proprio oggetto delle nuove povertà.

Sono sicuro che questo la Giunta lo farà proprio in quell'occasione, per cui ritengo che l'emendamento - se l'onorevole Cogodi è d'accordo - si possa ritirare e presentare in altra occasione.

Presidente. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 27 bis. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto sull'emendamento numero 152 il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (D.S.-F.D.). Velocemente, ovviamente intervengo per dire che voto a favore di questo emendamento, come segno se volete di testimonianza perché la Giunta, pur accogliendone il significato, non trova copertura finanziaria, come segno di testimonianza per le occasioni che si verificheranno successivamente con il Quadro comunitario di sostegno, con l'assestamento di bilancio e così via, perché credo che lì possano e debbano essere trovate delle risorse per queste aree che sono in tutti gli emendamenti raggruppate sotto la voce "Parco geominerario, storico e ambientale della Sardegna" riconosciuto dall'unesco, che sono appunto le aree che l'unesco ha riconosciuto come patrimonio dell'umanità. Questo lo voglio ripetere perché come tutti voi sapete in Parlamento esiste una proposta di legge istitutiva di questo parco, che verrà istituito tuttavia a seguito di un'intesa tra lo Stato e la Regione. Con questo emendamento, che è già stato approvato dalla Commissione ambiente del Senato si raggiunge un obiettivo estremamente importante: innanzitutto si propone di istituire questo parco al di fuori dei condizionamenti, dei vincoli della legge 394, della legge quadro istitutiva dei parchi e delle riserve naturali, e in secondo luogo vengono affermati due principi che mi sembrano estremamente importanti per questa struttura che può essere organizzata per valorizzare gli aspetti storico-culturali e paesistico-ambientali presenti in questi siti e gli elementi importanti e innovativi sono due: il primo è che la gestione di questa struttura organizzata verrà affidata non a un ente nominato del Governo, ma a un consorzio di comuni; il secondo è che questo parco non avrà un piano del parco, quindi vincoli che si sovrappongono a quelli già esistenti, ma poggerà essenzialmente sulle scelte fatte dalle amministrazioni comunali con i loro piani urbanistici.

Allora, io credo di che di fronte a queste possibilità questo parco non sarà visto contro gli enti locali, perché dagli enti locali è voluto; non sarà un parco dei vincoli, ma dovrà essere un parco delle opportunità per recuperare queste strutture e questi valori e creare occasioni di nuovo lavoro in questi territori.

Presidente. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 152. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Si dia lettura dell'articolo 28.

LICANDRO, Segretario:

Art. 28

Comitati provinciali della caccia

1. A seguito dell'avvenuta costituzione dei Comitati provinciali faunistici di cui all'articolo 13 della legge regionale 29 luglio 1998, n. 23, i Comitati provinciali della caccia, operanti ai sensi dell'articolo 75 della legge regionale 28 aprile 1978, n. 32, e successive modifiche ed integrazioni, e soppressi per effetto dell'articolo 58 della legge regionale n. 32 del 1978, riversano alle entrate del bilancio regionale (cap. 36108) le proprie giacenze, le quali sono assegnate alle province per lo svolgimento dei compiti istituzionali previsti dall'articolo 12 della legge regionale n. 23 del 1998 (cap. 05107/01) e per l'attuazione degli interventi della caccia programmata (capp. 05107/02 e 05107/10).

2. Al programma di intervento di cui al comma 1 si provvede a' termini dell'articolo 4, lett. i), della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1, e successive modifiche ed integrazioni.

3. L'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, è autorizzato a disporre, con propri decreti, l'iscrizione delle somme rinvenienti ai sensi del comma 1, con pari accertamento della correlativa entrata, nei rispettivi capitoli di spesa.

Presidente. All'articolo 28 sono stati presentati gli emendamenti numeri 157, 296 e 303.

Se ne dia lettura.

LICANDRO, Segretario:

(Inserire testo emendamenti numeri 157, 296 (?) e 303)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 157 ha facoltà di illustrarlo.

MARROCU (D.S.-F.D.). Si tratta di una modifica a una legge di settore, però non crea sospetti e darebbe una risposta a un settore che è quello del mondo venatorio, che in questo periodo ha subito numerosi torti, uno dei quali è proprio l'interpretazione errata di che è stata data della legge 23, applicando una tassa impropria, nonostante gli uffici, sia il Consiglio regionale sia gli stessi funzionari dell'Assessorato, abbiano ritenuto che è stata un'interpretazione impropria della norma legge 23. Con questo emendamento si tende a rendere giustizia al mondo venatorio, annullando alcune parti di una norma che andrebbe annullata, riducendo la tassa in attesa che decorrano alcuni istituti previsti dalla legge, per la quale era dovuta la tassa, perché non si può far pagare una tassa se non c'è un istituto per il quale la tassa va pagata, e aggiungo, per l'Assessore (siccome non voglio intervenire dopo vista l'ora tarda), anche rispetto alle osservazioni che vengono fatte a una parte dell'emendamento, che non si può dire oggi che approvando questo emendamento si abbia una riduzione delle entrate, perché viene ridotto l'importo delle tasse, perché intanto le entrate sono solo previsionarie, quindi, non si sa cosa avverrà, ma noi siamo convinti che se non si modifica la 23 e poi la legge sulla caccia numero 157 il numero dei cacciatori che pagano le tasse sarà sempre più basso, quindi può darsi invece che risolvendo alcuni problemi come questa norma prevede il numero dei cacciatori che pagano le tasse sia più alto, e quindi le entrate, anche se si riduce l'importo per il singolo cacciatore, possano essere anche superiori a quelle che sono state già previste.

Pertanto mi auguro che la Giunta lo approvi.

Presidente. per illustrare l'emendamento numero 303, ha facoltà di parlare il consigliere Amadu.

Amadu (Gruppo Misto). Presidente e colleghi, solo un minuto di pazienza per dire e confermare che questo emendamento, presentato da me e dai colleghi Onnis e Scarpa, tende a correggere due errori secondo noi commessi dal legislatore, naturalmente in buona fede ma che in qualche modo vanno corretti.

Col punto 3 che conferma praticamente la previsione che il collega Marrocu ed altre colleghi hanno anch'essi previsto, tende ad evitare che ci sia un'azione estorsiva, tra virgolette del legislatore, mentre il punto 2, in particolare, prevede che la tassa per l'esercizio venatorio debba essere pagata prima dell'inizio dell'attività venatoria, mentre attualmente la norma prevede che si debba pagare comunque entro il 31 gennaio.

Al 31 gennaio il calendario venatorio non è stato ancora redatto, per cui i cacciatori rischiano di pagare per un'annata venatoria di cui non prevedono né la durata, né i tempi né la previsione in sostanza, per cui si afferma che la tassa viene pagata comunque entro il 31 dicembre e comunque prima che inizi l'attività venatoria, ma quando si conosce il calendario e quindi il cacciatore decide di andare a caccia sapendo che ha davanti a sé un periodo ben preciso e ben individuato di tempi da dedicare all'attività venatoria. Quindi, sono due correzioni sostanzialmente che non incidono assolutamente su alcuna norma di carattere né regolamentare né tanto meno che contrasta con la normativa attinente alla legge finanziaria. Quindi, credo che non ci sia nulla da osservare, naturalmente la volontà dell'Assemblea è sovrana in riferimento al problema trattato.

Presidente. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

La SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Il parere, in questo caso, è che il problema sollevato è sostanzialmente rilevante e ci sono degli interessi che potrebbero essere presi in considerazione; se non ci sono riflessi negativi sul livello delle entrare potrebbe essere accolta almeno in parte la sostanza di queste proposte; ovviamente è l'Aula che deve stabilire questo.

Presidente. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

pittalis (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Gli emendamenti numeri 157 e 303 sono accoglibili perché pongono un problema reale, un problema sentito e quindi eliminano delle incongruenze; però, allo stato, possiamo realisticamente accogliere il punto 2 dell'emendamento numero 303 che non mi pare sia ricompreso nell'emendamento numero 157, perché per quanto riguarda gli altri punti relativi alla soppressione della tassa, purtroppo manca l'entrata corrispondente. Noi abbiamo valutato in oltre 5 miliardi che allo stato però, purtroppo, quasi 6 mi suggerisce l'Assessore dell'ambiente, allora anche per questo emendamento possiamo senz'altro assumere un impegno solenne anche perché la materia ha già costituito oggetto di discussione, si trova su questo la Giunta perfettamente d'accordo ed allineata sulla necessità di sopprimere sia il comma dell'articolo 80 della legge regionale numero 23 del 1998, e di accogliere anche la modifica o meglio l'aggiunta al comma 2 dell'articolo 96, per cui io invito i proponenti degli entrambi gli emendamenti a valutare il ritiro da qui all'assestamento sino alla mese di maggio, perché non esiste il capitolo di entrata, così come sono purtroppo non possono trovare accoglimento.

Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Onnis. Ne ha facoltà.

Onnis (A.N.). Per aderire all'impostazione e alle spiegazioni che sono state prospettate dai colleghi Marrocu ed Amadu; qui, Assessore, non c'è un'ipotesi di soppressione della tassa.

Lei avrà letto certamente con attenzione gli emendamenti, si prevede soltanto che anziché la riscossione di quella tassa che attualmente viene fatta pagare ai cacciatori, si riscuota la vecchia tassa prevista dalla vecchia legge numero 32; perché quello che viene richiesto ai cacciatori da anni in Sardegna è una sorta di illecito arricchimento da parte della Regione. Si tratta di una tassa pesante, 125 mila lire all'anno, che molti operai, disoccupati e giovani non possono pagare, una tassa che dovrebbe essere corrisposta alla Regione correlativamente all'attivazione di quegli istituti della legge sulla caccia, ma questa legge non è stata ancora attuata, gli istituti non funzionano, la Regione non affronta queste spese, incamera questi soldi dai cacciatori e non dà ai cacciatori quello che attraverso la legge dovrebbe dare. Quindi, non si può che ci sia il rischio di risorse non esistenti, perché come puntualmente osservava l'onorevole Marrocu proprio ridurre la tassa potrebbe significare un moltiplicarsi delle licenze di caccia, e quindi un aumento anche forte delle entrate nelle casse della Regione. La tassa di cui si chiede l'istituzione è quella prevista dalla vecchia legge numero 32, non quella prevista dalla nuova legge. Quindi, insistiamo perché almeno questo ai cacciatori della Sardegna venga riconosciuto.

Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.

Amadu (Gruppo Misto). Presidente, colleghi, vorrei rassicurare i consiglieri che, in particolare, il punto 2 dell'emendamento mio e dei colleghi Onnis e Scarpa attiene al deferimento di un termine, siccome l'esercizio finanziario termina il 31 dicembre non si sta dicendo che nessuno deve pagare, ma deve pagare quando si conosce per cui su quel punto, mi pare, non ci siano problemi, è pacifico. Su questo, mi pare, che debba essere considerata acquisibile, anche in termini normativi, da stasera, da questa notte.

Mentre il punto 3 attiene ad un'azione del legislatore e quindi della Regione, che è vessatoria ed è estorsiva, tra virgolette, nei confronti dei cacciatori perché, a fronte di un pagamento, deve essere corrisposto un servizio. Noi diciamo semplicemente che quel pagamento verrà attivato quando la legge regionale verrà messa in essere; la legge regionale sulla caccia attualmente non è attuata in quanto manca il piano regionale faunistico e mancano una serie di atti che il Consiglio, la Giunta e le Commissioni devono compiere, siccome c'è un'inadempienza normativa dovuta all'Assemblea, dovuta a motivi validi e giustificabili, ma il servizio venatorio non è garantito ai cacciatori a fronte di questa mancanza di servizio non è possibile pretendere una tassa che non è dovuta. La tassa partirà - è questo lo spirito della nostra iniziativa - quando il servizio verrà garantito. Questo è quello che chiediamo.

Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

Balletto (F.I.-Sardegna). I colleghi che mi hanno preceduto hanno magistralmente dato dimostrazione di quanto sia opportuno se non necessario procedere alla modifica della disposizione normativa che fissa la tassa nella misura di 125.000 lire per anno, questo in relazione al fatto che si tratta di una vera tassa e la tassa si corrisponde in relazione ad un servizio di cui l'utente può concretamente e realmente fruire, cosa che non è avvenuta dal momento in cui non sono stati attivati gli istituti in funzione dei quali la maggiore richiesta di pagamento per la concessione regionale prevedeva a carico di ciascun cacciatore. Paradossalmente questa disposizione poi, si è tradotta in un danno nei confronti delle categorie di cacciatori che per un motivo o per l'altro meno di altri possono affrontare il pagamento di questa cifra che può essere anche ritenuta considerevole. Paradossalmente questa tassa favorisce i più ricchi e quelli che possono spendere, danneggia e comprime le giuste aspettative di coloro i quali non possono spendere. D'altro canto il pagamento della tassa è previsto entro la data del 31 gennaio dell'anno successivo, quindi per la prossima annata venatoria il pagamento della tassa non avrebbe influenza sulle disponibilità dell'anno 2000. Capisco che anche questa è materia che meglio di altre dovrebbe essere disciplinata in una legge di settore, però, francamente va detto che in questa finanziaria interventi su leggi di settore se ne sono visti tantissimi, quindi non farebbe male - a mio modo di vedere - la Giunta se accogliesse questi emendamenti che vanno verso una direzione che dà risposta, soddisfazione e soprattutto giustizia ad una classe che si vede penalizzata da una legge che aveva, nel momento in cui è stata istituita, buone intenzioni ma che di fatto non è mai entrata in vigore e che si sostanzia nella penalizzazione soprattutto di quei cacciatori che devono pagare di più per non aver ottenuto nulla. Ripeto, ancora una volta, soprattutto va a danneggiare quei cacciatori che costituendo le classi o i soggetti meno abbienti affrontano sacrifici notevoli per dover adempiere a questa imposizione.

Richiederei anch'io alla Giunta di vedere se è possibile rivedere il parere che è stato esposto in precedenza e possano i predetti emendamenti essere accolti.

Presidente. Ha domandato da parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

Rassu (F.I.-Sardegna). Ma credo che i colleghi che mi hanno preceduto abbiano esaurientemente elencato le motivazioni che ci spingono a richiedere appunto l'attenzione precisa della Giunta su questi emendamenti. Io mi trovo in perfetta sintonia con l'emendamento presentato dal collega Marrocu e dal collega Franco Onnis e completamente d'accordo in quanto ha specificato l'onorevole Amadu. L'onorevole Balletto, tra l'altro, ha precisato che oltre l'aspetto sociale, e ha ragione sono proprio i cacciatori meno abbienti quelli che soffrono e subiscono di più questa iniquità, perché di iniquità si tratta, in quanto si paga sino ad oggi una tassa per avere dei servizi di una legge che ancora non è stata varata, ed è assolutamente ingiusto e iniquo continuare su questa strada.

Non solo, ma l'onorevole Balletto da quale esperto in materia finanziaria quale è, ha precisato tra l'altro che non arrecherebbe l'abbattimento di questa tassa nessun aggravio a quella che è la finanziaria di quest'anno, in quanto entrerebbe in vigore, nel caso sono proventi che verrebbero ad incrementare le casse della Regione nel 2001. Per cui anch'io esprimo parare favorevole per questi due emendamenti pregando la Giunta di rivedere le sue posizioni.

Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

Cogodi (R.C.). Ho seguito anch'io come tutti voi, cari colleghi, questa discussione appassionata adesso a notte fonda, impegnata e in difesa dei più deboli, dei disoccupati e dei meno abbienti.

Ho sentito dire che si paga in questa Regione una tassa esosa, vessatoria, dice un altro collega persino estorsiva, dell'entità di lire 125 mila all'anno. 365 giorni in un anno, 125 mila lire quanto farà? 327 lire al giorno! Tutto questo in nome dei meno abbienti, dei disoccupati dice il collega Onnis, dei ceti più deboli e in dispregio della bene merita classe dei cacciatori, sono diventati una classe non so sé prima elementare o terza media! La classe dei cacciatori! In questo Consiglio non è la prima volta che ci si produce in queste performance strabilianti, nel cuore della notte non le avevo ancora sentite. Vogliamo essere poco poco seri! Ed allora Assessore del bilancio che deve curare anche le entrate della Regione, presenti una proposta perché siano immediatamente esentati dalla tassa di caccia ma, anche dal canone di affitto esoso, perché prima avete negato quattro soldi per limitare i canoni esosi dell'affitto delle case che non sono dei poveri, ma sono dei ricchi; quelli erano danari che andavano per consentire a qualcuno di vivere una casa per pagare l'affitto ai ricchi che hanno le case, l'avete negato. Però, in nome di questa giustizia sociale invocata così appassionatamente, chiedo che almeno questa cosa sia risparmiata ai disoccupati, che paghino la tassa per la caccia, i disoccupati e anche i lavoratori, anche gli operai e che per converso paghino il doppio, il triplo, il decuplo gli avvocati, i commercialisti, gli ingegneri, gli architetti, i medici e consimili, anche gli altri burocratici e tutti i consiglieri regionali, completate la categoria! Esercitatevi in questo! Però, per favore rispettate i disoccupati e gli operai e quanti hanno bisogno di tante cose, perché adesso a parte ogni battuta, non reputo neppure moralmente accettabile ed onesto chiamare in causa i disoccupati in ragione di queste 125 mila lire che siete voi che non volete pagare, magari il disoccupato si arrangia pure per le 125 mila lire. Siete voi che fate pena quando pensate di difendere categorie sociali o gente che esercitano diritti, non hanno nulla i cacciatori; cosa non hanno nulla!

ONNIS (A.N.). Non ti devi permettere di dire "Fate pena", perché io ti dico che sei tu a fare pena.

COGODI (R.C.).Ma non è così! Non è così, io difendo la mia opinione e mi sono seccato di dover assistere a questo tipo di....

ONNIS (A.N.). Ed è da molto che tu stai facendo pena. Te lo dico, è da molto che stai facendo pena e non hai neppure il senso del ridicolo

COGODI (R.C.). E dopo che l'hai detto? Ma pensi tu di avere il senso del ridicolo quando trattieni un Consiglio regionale alle due di notte a chiedere per i cacciatori, avvocati, commercialisti, ingegneri, architetti e definisci tassa esosa e persino estorsiva 125 mila lire per te, per una tassa per andare a caccia in questa Regione? Abbiate pazienza! Si può dire tutto, si può ascoltare tutto, si può giocare e si può scherzare, però se vuoi metterla sul serio, la mettiamo sul serio.

ONNIS (A.N.). Si può scherzare ma non si offende nessuno

Presidente. Prego i colleghi di moderare la polemica perché altrimenti sospendo la seduta.

Cogodi (R.C.). Io non sto offendendo nessuno, sto dicendo che è semplicemente...

ONNIS (A.N.). Ricordati che noi ci conosciamo da molto!

COGODI (R.C.).Che vuol dire che mi fai totò?

Presidente. Prego i colleghi di moderare i toni perché sono costretto altrimenti a sospendere la seduta.

Cogodi (R.C.). Reputo penoso che in nome dei disoccupati chi possiede molto definisca esoso ed estorsivo un tributo di 125 mila lire all'anno alla Regione. Questa è l'opinione che esprimo, perché con questa storia non se ne può più. Allora, io non sono né per tenere le tasse uguali per tutti, perché la Costituzione dice che deve essere progressiva la contribuzione dei cittadini, né la gratuità per tutti, né uguale per tutti. Studi la Regione un sistema progressivo come recita la Costituzione, paghino zero i disoccupati, così almeno non vengono addotti in circostanze men che opportune, non vengano importunati cioè, non paghino i disoccupati e non paghino gli operai e chi ha reddito sino a 20 milioni all'anno; paghino il doppio e quanto devono pagare tutti gli altri perché insomma non è più accettabile che ci propongano ripetutamente simili argomentazioni che sono offensive oltre che per i disoccupati, anche per noi che siamo abbastanza occupati!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Presidente, onorevoli colleghi, caro collega Cogodi, in Sardegna risultiamo 1 milione e mezzo di abitanti, i disoccupati si parla che siano 320 mila aumentati, arrorotondiamo anche a 300 mila, poi ci sono anche quelli fasulli e quindi saranno anche un po' meno, quindi non credo che tutto il mondo dei cacciatori sia fatto e siano soltanto i disoccupati e che sia tutta la Sardegna fatta e formata da disoccupati. Detto questo il rispetto va ai disoccupati, ma va anche a coloro i quali producono. Se lei è di quelle persone che non produce, che però ha propensione per coloro i quali non producono o non hanno l'opportunità di poter produrre è una sua scelta; ma lei non può ergersi ad unico tutore, gliel'ho già rammentato, di queste categorie; lei non ha il verbo unico, non incarna nessuno, lei è uno che ha le sue teorie politiche, che noi rispettiamo e che io rispetto.

Condivido anche molte delle sue opinioni, talvolta, ma non ne condivido gli atteggiamenti quando si erge ad unico tutore di categorie poco abbienti, di categorie neglette e di tutti coloro che hanno poche opportunità di raggiungere traguardi di ricchezza, diciamo medio bassa, addirittura.

Perché politiche fatte, esplicate e volute da quelle parti e quelle posizioni politiche che lei difende, hanno anche contribuito fino ad ora - poi le altre possibilità non sono state verificate - a determinare questo grande numero di disoccupati, di negletti e di persone, di famiglie che hanno bisogno della casa popolare, dell'assistenza, perché li avete abituati all'assistenza.

Io mi scuso con l'onorevole Contu per la sua stanchezza, anch'io sono molto stanco, ma non posso permettere che soltanto da una voce, perché poi i media riprendono e riportano solo certe voci, continuano a non riportare la mia voce e continuano a riportare solo una voce, solo alcune voci e sono sempre quelli di costoro.

Arriviamo alla caccia, caro collega Cogodi. Affermato e asserito che lei non è, non sarà e non potrà essere mai l'unico e nuovo profeta rappresentante di queste categorie, anche perché non sempre le ha rappresentate bene.

I cacciatori. I cacciatori sono una categoria come un'altra, che hanno bisogno anche loro delle loro economie, che hanno le loro tutele, hanno i loro interessi e le loro particolari esigenze, anche di risparmio, sia pure anche della vuota di 120 - 150 mila lire all'anno.

Il provvedimento è corretto, le richieste sono corrette e condivisibili, ma credo che il provvedimento non leghi e non si rapporti con l'articolo 13; il tanto invocato articolo 13. Per cui penso che possa essere recepito dalla Giunta, ma riportato poi al collegato, come tutta la materia riguardante gli argomenti che poco hanno a che fare con la finanziaria.

Mi dispiace se vi ho fatto perdere tempo, però alcune precisazioni andavano fatte.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta aveva già preannunciato l'accoglimento degli emendamenti. Si riserva un parere definitivo all'esito di una verifica sul piano tecnico dell'individuazione del capitolo; ed allora pregherei gli uffici di prendere nota: l'entrata del capitolo 11604 va diminuita di due miliardi; la minor entrata trova compensazione nel capitolo 36103 per l'anno 2000. Quindi, l'emendamento si intende accolto integralmente.

Presidente. Mi scusi Assessore, sono due gli emendamenti. Gli emendamenti sono riuniti con le osservazioni fatte adesso dall'Assessore.

Metto in votazione l'articolo 28. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 157, che viene unificato al 303, con le osservazioni anche in punto di entrate, precisate dall'Assessore. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 29.

LICANDRO, Segretario:

Art. 29

Servizio Agrometereologico Regionale

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata, nell'anno 2000, ad effettuare la spesa di lire 2.000.000.000 per il completamento degli interventi relativi alla realizzazione del censimento delle variazioni meteorologiche, per l'acquisizione delle serie storiche dei dati disponibili e per la costituzione di una banca dati meteorologica (cap. 06339).

PRESIDENTE. All'articolo 29 sono stati presentati due emendamenti.

Se ne dia lettura.

LICANDRO, Segretario:

(Inserire testo emendamenti numeri 158, 235)

PRESIDENTE. l'emendamento numero158 viene ritirato. Per illustrare l'emendamento numero 235 ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo.

VASSALLO (R.C.). Brevemente, anche se gradirei su questo emendamento l'attenzione e il tempo che avete dedicato per quello dei cacciatori. Questo emendamento riguarda una tematica di cui è stata interessata, si può dire, un terzo della Sardegna, precisamente il nord Sardegna. E riguarda le misure che il capoluogo di provincia, Sassari, Porto Torres, Sorso, Sennori, tutti comuni, Alghero, stanno richiedendo da tempo un forte intervento della Regione per fermare l'inquinamento ambientale che è presente nella zona del Nord Sardegna e precisamente a Porto Torres. Un inquinamento che sta devastando l'intera provincia di Sassari.

E' vero, è passato un po' di tempo, la tensione, la notizia della fuoruscita dell'Orimulsion dalla centrale del Fiume Santo, probabilmente, fa sempre meno notizia; ma il problema dell'utilizzo di questo combustibile, al di là dell'inquinamento derivato dalla fuoruscita di questo olio in mare rimane. E rimane perché, con un atto di superbia al di fuori di tutte le norme, in questa centrale si sta utilizzando un combustibile dalla popolazione tutta rifiutato. E si sta utilizzando un combustibile in dispregio di tutte le norme che ci sono, perché quella centrale è stata costruita, pur essendo una centrale policombustibile, e sono state effettuate le valutazioni di impatto ambientale sulla base di altri combustibili, e precisamente l'olio combustibile e il carbone.

Per cui siamo in presenza di un grosso impianto che funziona con un olio non ancora sperimentato, in quanto tutte le sperimentazioni e tutti i dati non sono ancora in possesso degli enti locali, ma non mi risulta nemmeno della Regione, in quanto il Ministro competente non ha ancora provveduto a consegnare tutti i dati, soprattutto quelli riferiti ai metalli pesanti. Inoltre, come ogni valutazione di impatto ambientale questa va fatta sul posto per capire come si combinano i diversi inquinanti in quella situazione data.

Io ho sentito, ed abbiamo assistito alle proteste di numerosi gruppi parlamentari e devo dire che in questo caso si è molto distinta Alleanza Nazionale col senatore Campus. Mi duole il fatto che, mentre a Roma una forza politica fa una certa politica, in Sardegna sembra che ne voglia fare un'altra. Noi con questo emendamento intendiamo riaffermare la podestà di questa nostra Regione di normarsi come meglio crede, di normarsi sulla base della legislazione e sulla base del nostro Statuto, e sulla base anche delle nuove norme pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale, precisamente nel dicembre del 1999 (la 302 del 27 dicembre 1999), che integra il precedente atto di indirizzo e di coordinamento del 12 aprile 1996, in attuazione dell'articolo 40, comma 1, della legge 22 febbraio 1994, numero 146 concernente disposizioni in materia di valutazioni di impatto ambientale. In effetti, queste modifiche di legge sottopongono e dispongono l'elenco di tutte le opere, anche quelle ex novo e di quelle già realizzate, che devono essere sottoposte a nuova valutazione d'impatto ambientale, e indica anche le podestà e il decentramento effettuato alle Regioni che hanno il potere di normare questa materia.

Noi riteniamo che questa materia vada normata e non a caso abbiamo presentato un emendamento all'articolo 31 e alla legge 1/99, una legge finanziaria, dove erano contenute le prime norme sull'impatto ambientale e sulle procedure. Noi attraverso questo emendamento aggiungiamo un terzo comma, che vuole cercare di dare dignità a una Regione che su un argomento così delicato e così importante si è sempre tirata indietro, lasciando i propri cittadini e le proprie comunità decentrate, molto distanti dal capoluogo, da Cagliari, per cui da questa sede quelle più distanti, quel del Nord Sardegna abbandonate a sé stesse, lasciando gli amministratori locali a combattere una battaglia contro lo Stato completamente isolati da tutti.

E' ora di finirla! E' ora di avere uno scatto di coraggio ed uno scatto di autonomia, questa parola che tante volte rivendichiamo.

PRESIDENTE. Onorevole Vassallo il tempo sta decorrendo.

VASSALLO (R.C.). Questa parola che tante volte rivendichiamo con solerzia dobbiamo imparare, oltre che a pronunciarla, anche ad applicarla.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore di maggioranza.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

PANI, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. L'emendamento proposto è condiviso dalla Giunta e dal sottoscritto Assessore. E' un emendamento che io stesso, per quanto non ne abbia fatto menzione l'onorevole Vassallo, ho suggerito che fosse presentato, perché ritengo che sia necessario intervenire per verificare e sottoporre a controllo impianti di questo genere e impianti che stanno entrando in funzione anche in questi giorni, anche di maggiore potenza, onorevole Vassallo. E non è vero che la Regione sia assente; non è vero che la Regione abbia dimostrato indifferenza nei confronti delle popolazioni di quel sito e di qualsiasi altro sito regionale. Lei sa bene, perché insieme a me ha partecipato a quel dibattito popolare, a quell'assemblea, che il sottoscritto ha voluto soprattutto sentire nell'ambito di quelle ripercussioni determinate dall'inquinamento dell'Orimulsion. Quella centrale, quel gruppo termico attualmente adopera un combustibile che è in fase di sperimentazione; non è certamente un combustibile che questa amministrazione ha consigliato, questa amministrazione ha voluto, questa amministrazione in un rapporto di corretta gestione sta peraltro completando le verifiche che devono essere ancora portate a termine.

Qualche problema esiste ed esisterà nella nostra Regione per quanto si riferisce alla produzione dell'energia elettrica, perché siamo deficitari, abbiamo necessità di maggiori incrementi, se vogliamo in qualche modo avere un'occupazione di carattere industriale un pochino più qualificata e più presente nell'intero territorio. Ecco perché, pur esprimendo riserve di carattere speciale e particolare, avendo appreso quest'oggi che è entrato completamente in funzione l'impianto di gassificazione di Sarroch che produce 450 megawatt, onorevole Vassallo, con un gruppo termico e un treno di produzione che consuma Tar, il che significa rifiuto, il che significa trasformazione di sostanze che dovrebbero andare in discarica, faremo in modo che anche quell'impianto sia sottoposto a verifica, sia sottoposto a controllo perché in questa zona non si verifichi ancora quanto si sta verificando in altre zone di questa nostra Regione.

Stiano tranquilli i signori onorevoli consiglieri, perché io non ho l'abitudine di trascurare il compito che mi viene attribuito e ritengo che in questo settore nessuno mi possa dire niente, sino a prova contraria, sino a quando non dimostrerò di non poter seguire i problemi che invece debbono essere seguiti col massimo interesse e con la massima attenzione.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 29. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 235. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 30.

LICANDRO, Segretario:

Art. 30

FITQ - Contribuzioni pregresse

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata al versamento della somma di lire 5.000.000.000 per ciascuno degli anni 2000, 2001 e 2002 a favore del Fondo integrativo pensioni istituito con la legge regionale 5 maggio 1965, n. 15, a titolo di pagamento di quote di contribuzioni pregresse dovute per la copertura contributiva di periodi di servizio riconosciuti utili a favore di personale transitato nei ruoli regionali in virtù di norme statali e regionali.

PRESIDENTE. All'articolo 30 sono stati presentati i seguenti emendamenti: 6, 159, 160 e 210, tutti aggiuntivi.

Se ne dia lettura.

LICANDRO,Segretario:

(Inserire emendamenti numeri 6, 159, 160 e 210)

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 6, ha facoltà di parlare il consigliere Cossa.

COSSA (Patto Segni-Rif.Sardi). Presidente, l'emendamento presentato mira a tamponare una situazione particolare che si sta venendo a verificare, per cui al 30 maggio se non vado errando vanno a scadere una serie di contratti relativi a progetti obiettivo. L'emendamento mira a dare il tempo all'amministrazione regionale di espletare le procedure concorsuali o comunque di trovare una soluzione senza che nel frattempo vi sia pregiudizio, pregiudizio che deriverebbe dal venir meno di un rilevante numero di figure che operano nell'ambito dell'amministrazione.

PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti numero 159 e 210, ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi,

COGODI (R.C.). Ritiriamo l'emendamento numero 159, materia che è stata già precedentemente trattata e vorremmo invece brevemente illustrare l'emendamento numero 210.

Con l'emendamento numero 210 proponiamo che la Regione operi una sperimentazione in materia di organizzazione del lavoro e anche di maggiore efficacia e produttività dei servizi. Noi parliamo di un progetto sperimentale che la Giunta regionale dovrebbe, entro una certa data, diciamo tre mesi, sarà quello di cui si ha bisogno, perché si metta in campo un progetto sperimentale di tele-lavoro che non vuol dire guardare la televisione a casa, ma attraverso i mezzi di comunicazione e di trasmissione a distanza si possa migliorare l'efficienza e l'efficacia dell'attività di alcuni servizi e migliorare anche in molte situazioni le condizioni del lavoro, perché molte attività di lavoro si possono svolgere tranquillamente senza recarsi negli uffici. Quindi, anche realizzando delle economie, forti economie nell'uso delle risorse che possono essere poi devolute all'incremento della stessa occupazione, quindi, per alleggerire il carico del lavoro, liberare parte del tempo che si è costretti a dedicare al lavoro e quindi ridurre anche l'orario di lavoro ed occupare più persone. Noi non vorremmo fare adesso ragionamenti, non tanto per l'ora ma così, non proponiamo un modello da generalizzare, proponiamo che la Regione adotti, che la Giunta regionale promuova ed adotti un modulo sperimentale di tele-lavoro.

E` necessario avere un articolo di legge perché per adottare un modulo sperimentale di telelavoro bisogna, in qualche modo, derogare a tutta quella normativa, alla disciplina che regola il rapporto di lavoro che tradizionalmente è stata, ed ancora è molto rigida, quindi bisogna (come dire) ricorrere a sistemi e a moduli più flessibili e non potrebbe essere sperimentato se non c'è l'articolo, se non c'è la norma che lo autorizza anche perché deve autorizzare la deroga alla disciplina usuale, che è quella del lavoro che si svolge presso gli uffici. E` un emendamento che non costa. E` un emendamento che apre verso una possibilità di svolgimento migliore dell'attività lavorativa ed anche di migliore efficienza tendenzialmente del servizio. Non è la soluzione per tutte le situazioni, però, ripeto, l'emendamento propone un progetto sperimentale.

Quindi, con questi limiti e con questa raccomandazione noi proponiamo che il Consiglio regionale condivida questa proposta e che la stessa Giunta la faccia propria.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 160, ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi.

PIRISI (D.S.-F.D.). Si da per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Il parere non può che essere di dubbia ammissibilità, in sede di legge finanziaria, di norme che riguardano l'organizzazione degli uffici.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

MASALA (A.N.), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Per quanto riguarda l'emendamento numero 6, invito il presentatore al ritiro assicurandolo del fatto che la Giunta ha già preso in esame il problema, è stato già presentato il disegno di legge relativo alla definizione del problema che riguarda il personale assunto con la legge numero 22 del 1998, tenendo presente anche il fatto che non solo a maggio, ma addirittura qualche contratto relativo a qualche progetto obiettivo è già scaduto, comunque è senz'altro all'esame della Giunta e verrà affrontato con apposito disegno di legge. In questa sede non potrebbe trovare accoglimento anche perché una proroga del contratto per un anno determinerebbe la trasformazione del contratto da biennale a triennale; dovrà essere esaminata invece la possibilità di realizzare una selezione nei limiti delle disponibilità delle piante organiche, ai fini della sistemazione definitiva delle cose. Invito il proponente al ritiro, garantendolo in questa cosa.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 210, debbo fare due osservazioni: la prima è di ordine procedurale, cioè non può questa norma essere compresa nella legge finanziaria perché contrasta, come l'onorevole Cogodi ben sa, con la legge di contabilità; ma, a parte questo, c'è un'altra considerazione che riguarda una delibera già adottata dalla Giunta precedente, esattamente nel 29 luglio 1998, nel corso della quale furono approvate una serie di misure relative al Piano telematico regionale. Tra queste misure c'è una sotto misura, chiamiamola così, che riguarda proprio l'approvazione di progetti di telelavoro che sono attualmente in corso di attuazione sotto il profilo dell'approfondimento e quindi, verranno realizzati quanto prima. Pertanto, diciamo che l'emendamento è accolto nella sostanza perché è stato già attuato in precedenza dalla precedente amministrazione, anche se è in corso di attuazione in questa attuale.

Anche per il 160 si suggerisce il ritiro ai presentatori perché in realtà, nonostante l'apparenza, questo emendamento comporta una modifica dal punto di vista organizzativo, perché non è irrilevante il fatto che il bollettino ufficiale contenga un richiamo, così come è stato richiesto; quindi, determina un problema anche di natura organizzativa. Quindi, il problema potrà essere esaminato, però, mi pare, che non possa essere accolto in questa sede.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.

SANNA Salvatore (D.S.-F.D.). Presidente, per dire che sono totalmente d'accordo con quanto affermato dall'assessore Masala relativamente all'emendamento numero 6; tra l'altro si tratta con chiarezza di una norma in materia di personale che mi pare non possa assolutamente essere accolta in finanziaria perché vietata esplicitamente da altre disposizioni di legge. Naturalmente anch'io ribadisco che il problema c'è, ed è un problema urgente, al quale va trovata rapidissimamente una risposta, ma l'Assessore Masala stesso ci ha dato assicurazione di aver già presentato un disegno di legge e, quindi, esamineremo il problema nella sede opportuna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA (Patto Segni-Rif. Sardi). Presidente sono felice che l'Assessore Masala abbia annunciato che la Giunta ha già preso in esame il problema; la formulazione assolutamente asettica dell'emendamento credo che possa fugare dubbi e sospetti di qualsivoglia genere, dietro la presentazione dell'emendamento non vi era se non la preoccupazione della situazione di disagio che si sarebbe venuta a creare se non si venisse a fronteggiare in tempo la situazione. Prendo atto che la Giunta si è già attività in questo senso, naturalmente attendiamo di avere notizie in tal senso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Relativamente all'emendamento 210, data l'ora e data l'intenzione non del tutto benevola della Giunta, ci accingiamo anche noi a ritirarlo. Non senza però aver fatto osservare che, quanto all'ammissibilità, io ho sentito anche stasera non dico un bisticcio ma insomma una discussione interessante tra parte consistente della maggioranza e parte consistente dell'opposizione; una vivace interlocuzione attorno al tema se fosse metà della finanziaria fuori dalla legge di contabilità, o come sosteneva parte considerevole della maggioranza un terzo, o un quarto, potevate fare un quarto ed una gazzosa e metterci anche questo! Vi tenete il quarto senza la gazzosa e siamo a posto!

Però, la seconda osservazione invece volevo veramente farla; mi pare un pochino più puntuale e un pochino più pertinente. Assessore Masala lei sa bene, come sappiamo tutti, che una cosa è che la Giunta deliberi un programma di attività, e quello è un atto di valore amministrativo, una cosa è che con la legge si abbia la fonte normativa principale e primaria perché si possa compiere una determinata azione. Ora, in materia di organizzazione del personale, stante la rigidità o comunque la formalità o la formalizzazione che regola la disciplina del rapporto di lavoro pubblico, nella nostra Regione così come in tutti i comparti dell'amministrazione pubblica, senza una norma autorizzativa che possa derogare alla normale condizione ed ai normali vincoli in materia di organizzazione del lavoro pubblico, progetti sperimentali di telelavoro lo possono prevedere i programmi di tutte le Giunte che volete, di quelle di prima e di quelle di dopo, ma è difficile poterli attuare. Per cui questa osservazione proprio non mi pare pertinente.

Tuttavia si è detto che si riconosce anche qui lo spirito ma anche il fondamento, la finalità, la bontà, tutto quello che si può dire per non accogliere un emendamento, prendiamo atto di questo e ritirandolo, come dire, confidiamo nel fatto che in prossime e successive occasioni possa essere ripresa la questione, ripreso l'argomento, forse anche organizzato meglio il testo, pensata meglio la norma e però anche questo nuovo modo di organizzare il lavoro in parte, che ripeto per noi non vuole essere sostitutivo del modo ordinario ed usuale di organizzare il lavoro negli uffici, possa essere sperimentato e messo in campo.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare su questo articolo 30, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Rimane in piedi l'emendamento 160, presentato dai colleghi Pusceddu, Pirisi e Calledda.

PIRISI (D.S.-F.D.). L'emendamento 160 è ritirato.

PRESIDENTE. Ha motivato il perché non sia opportuno?

Allora, è ritirato anche il 160.

Prima di passare all'esame dell'articolo 31 mi sembra a questo punto ritenere opportuno passare all'esame degli emendamenti che erano stati sospesi, cioè ce n'erano uno all'articolo 4, uno al 24, oltre al famoso 25 bis, è rimasto sospeso l'emendamento numero 269 che non ho per le mani al momento, che è aggiuntivo all'articolo 4. Se vogliamo ricordarlo!

Si dice che è ritirato, per cui rimane in piedi l'emendamento 44 all'articolo 24.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Abbiamo concordato con l'Assessore una formulazione che propone l'Assessore.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. L'emendamento 44, nella terza riga, dopo le parole "la Regione promuove", inserire "a termine della legge regionale 14 settembre 1987 numero 36". Al terzo comma lo stanziamento è ridotto da dieci a cinque per l'anno 2000; quindi, eliminando 2001. Per la copertura finanziaria l'anno di riferimento è il 2000, in aumento sul capitolo indicato, ridotto a cinque, e in diminuzione il nuovo capitolo è il 36103 in luogo 03017, sempre per l'anno 2000.

PRESIDENTE. Con le osservazioni concordate e proposte dall'Assessore, metto in votazione l'emendamento numero 44 dell'articolo 24. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

PRESIDENTE. Rimane da prendere in considerazione l'articolo 25 bis, che era stato sospeso.

Allora, all'articolo 25 bis è stato presentato l'emendamento 305.

Se ne dia lettura.

MANCA, Segretario.

(Inserire testo emendamento numero 305)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere del Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Con l'emendamento 305 abbiamo previsto, alla tabella A), voce 4 bis, interventi per il trasporto dei portatori di handicap, per l'anno 2000, lire cinque miliardi sul capitolo 03016. La copertura finanziaria in diminuzione, capitolo 0402003; la copertura riguarda un capitolo che verrà, per le esigenze che si rappresenteranno, rimpinguato nel corso della manovra di bilancio già nella prossima settimana.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Con questa assicurazione che la prossima settimana noi diamo copertura al capitolo 0402003, siamo favorevoli a questo emendamento, però siccome riguarda talassemici, e tutta una serie di competenze trasferite ai comuni per assistere categorie davvero svantaggiate, c'è l'impegno della Giunta che col bilancio verrà ripristinato questo capitolo, e quindi siamo favorevoli.

PRESIDENTE. Poiché nessuno altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 305. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'articolo 25 bis. Chi lo approva alzi lo mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

PRESIDENTE. Avevo dimenticato un emendamento. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, per illustrare l'emendamento numero 37.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Sull'emendamento numero 37 abbiamo già evidenziato di limitare all'esercizio finanziario 2000, il capitolo di riferimento in diminuzione è il 36103.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 37. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 38. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. Emendamenti numero 67 e 144. Ha domandato di parlare consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Uno è ritirato, perché sono identici, rimane l'altro.

PRESIDENTE. Onorevole Fadda, visto che è trascorso un po' di tempo dalla trattazione di questi emendamenti…

FADDA (Popolari-P.S.). Per fare in fretta, l'Assessore Oppi nel suo intervento ha dichiarato che era non soltanto favorevole, ma che in assestamento di bilancio avrebbe previsto altri tre miliardi, perché questi non erano sufficienti, perché erano necessari sei miliardi. Queste sono le dichiarazioni che l'Assessore ha reso in Aula.

Questo è un emendamento che ogni anno viene riproposto.

Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.

OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. E` stato rilevato, di fatto, che la proposta, per quanto riguarda i tre miliardi, era senza copertura; che spesa a regime non sono tre miliardi, come previsto, ma sono oltre sei miliardi, che avremmo quantificato meglio questo, e in fase di assestamento avremmo messo la cifra necessaria per i consultori familiari. Ma non che si approvano adesso i 3 miliardi, e poi fa il resto, perché non c'è copertura e in qualsiasi caso non siamo in grado di quantificare la spesa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). La copertura c'è nel capitolo 12001/01. Io consiglierei all'Assessore, lasciando questo impegno, che l'emendamento rimanga così come è, però se l'Assessore dice che nell'assestamento di bilancio, perché comunque i comuni provvederanno ai concorsi e non potrà dare una risposta, siccome la copertura c'è, semmai nell'assestamento di bilancio si aggiunge.

E' il consiglio che do dall'Assessore, però se l'Assessore non lo condivide, io ritiro l'emendamento. Però, consiglierei all'Assessore, per i problemi che ci sono, di tenerlo.

PRESIDENTE. Sono ritirati entrambi gli emendamenti, il 67 e il 144. Rimane l'emendamento numero 146 istitutivo di un articolo 25 ter.

Metto in votazione l'emendamento numero 146. Chi lo approva alzi lo mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Rimane l'emendamento numero 261 della Giunta regionale.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Variazione come per i precedenti: anno 2000.

PRESIDENTE. Con la precisazione fatta dall'Assessore, metto in votazione l'emendamento numero 261. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 264. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 265.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Dunque, qui occorre istituire il capitolo. Sul capitolo 36103 prevediamo 30 milioni; va istituito il capitolo di spesa, connesso in coordinamento poi gli uffici. E sul 36103, 30 milioni.

PRESIDENTE. Con la precisazione dell'Assessore in ordine alla copertura, metto in votazione l'emendamento numero 265. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 31.

MANCA, Segretario:

Art. 31

Copertura finanziaria

1. Le spese derivanti dall'applicazione della presente legge trovano copertura nelle previsioni d'entrata del bilancio pluriennale della Regione per il triennio 2000-2001-2002 ed in quelle dei bilanci per gli anni successivi.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 32.

MANCA, Segretario:

Art. 32

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura della tabella A.

MANCA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la tabella A. Chi l'approva alzi la mano.

(E' approvata)

Si dia lettura della Tabella B.

MANCA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sulle tabelle è chiaro che gli uffici terranno conto di quanto il Consiglio ha approvato e in sede di ordinamento opereranno le dovute variazioni.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la Tabella B. Chi l'approva alzi la mano.

(E` approvata)

Si dia lettura della Tabella C.

MANCA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la tabella C. Chi l'approva alzi la mano.

(E' approvata)

Si dia lettura della tabella D.

MANCA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la tabella D. Chi l'approva alzi la mano.

(E' approvata)

Si dia lettura della tabella E.

MANCA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la tabella E. Chi l'approva alzi la mano.

(E' approvata)

Si dia lettura della tabella F.

MANCA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la tabella F. Chi l'approva alzi la mano.

(E' approvata)

Sono stati presentati degli ordini del giorno.

Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). Li vediamo la prossima settimana.

PRESIDENTE. Li vediamo la prossima settimana con l'accordo dell'Aula?

DEIANA (I Democratici). Escluso il numero 1.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). Presidente, la ringrazio per la cortesia, siccome c'è una discussione in corso sul combustibile riferito a Porto Torres, nei prossimi giorni, è bene che questo lo approviamo, poi gli altri li approviamo la prossima settimana.

Quindi, chiedo che venga messo in votazione l'ordine del giorno numero 1, a firma di Deiana e più.

PRESIDENTE. Se non vi sono opposizioni la richiesta è accolta. Si dia lettura dell'ordine del giorno numero 1.

MANCA, Segretario:

(Inserire testo ordine del giorno numero 1)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'ordine del giorno numero 1 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta lo accoglie.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'ordine del giorno numero 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

I restanti ordini del giorno verranno portati all'ordine del giorno della prossima seduta, così come la votazione finale sulla legge finanziaria, insieme a quella del bilancio.

SANNA EMANUELE (D.S.-F.D.). Quando si vota la finanziaria?

PRESIDENTE. Gli accordi che avevamo preso con i Capigruppo prevedevano di riprendere i lavori martedì alle ore 17, altrimenti facciamo una breve Conferenza dei Capigruppo per stabilirlo.

Secondo gli accordi, il Consiglio è riconvocato per martedì 21, alle ore 17.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Volevo solo capire, accordi o non accordi, perché quando un consigliere regionale chiede la parola qui si decide di darla o di non darla.

PRESIDENTE. Preggo.

COGODI (R.C.). Lei preghi quanto le pare, però voglio capire qual è la ragione per la quale…

PRESIDENTE. Non si sente, onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Va bene, non si sente, allora arrangiatevi, buonanotte!

PRESIDENTE. Allora, il Consiglio è riconvocato martedì alle ore 17.

La seduta è tolta alle ore 3 e 05 dell'11 marzo 2000.



Allegati seduta

XLVIII SEDUTA

Venerdì 10 marzo 2000

Presidenza del Vicepresidente CARLONI

indi

del Vicepresidente SPISSU

indi

del Vicepresidente CARLONI

indi

del Vicepresidente SPISSU

indi

del Vicepresidente CARLONI

La seduta è aperta alle ore 9 e 43.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di martedì 29 febbraio 2000, che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico all'Aula che i consiglieri regionali Silvestro Ladu e Massimo Fantola hanno chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 10 marzo 2000. Se non vi sono opposizioni, il congedo si intende accordato.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico altresì all'Aula che sono pervenute alla Presidenza le seguenti proposte di legge:

Dai consiglieri Fadda - Sanna Gian Valerio - Sanna Salvatore - Pirisi - Loddo - Demuru - Selis - Giagu - Tunis Gianfranco - Vassallo - Capelli - Sanna Giacomo - Dore - Morittu - Falconi - Scano - Calledda - Pilo - Pacifico - La Spisa - Balia - Dettori Bruno - Masia - Deiana - Manca - Pinna - Onnis - Fantola - Rassu:

"Modifiche alla L.R. 38/94 e successive modifiche ed integrazioni". (55)

(Pervenuta l'8 marzo 2000 ed assegnata alla prima Commissione.)

dai consiglieri Dore - Deiana - Dettori Bruno - Loddo:

"Obbligo di demolizione delle opere edilizie abusive realizzate nelle zone costiere inedificabili". (56)

(Pervenuta l'8 marzo 2000 ed assegnata alla quarta Commissione.)

dai consiglieri Dore - Deiana - Dettori Bruno:

"Norme per la tutela delle formazioni monumentali botaniche". (57)

(Pervenuta l'8 marzo 2000 ed assegnata alla quinta Commissione.)

Elezione suppletiva di un componente del Consiglio di amministrazione dell'Azienda regionale sarda trasporti (ARST)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'elezione di un esperto in materia di trasporti dell'Azienda regionale sarda trasporti, ARST, in sostituzione di Salvatore Porqueddu, dimissionario.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Presidente, considerata la presenza piuttosto limitata dei colleghi in Aula, per non perdere tempo, se si dovesse arrivare alla votazione, non essendoci il numero legale, il rischio sarebbe di perdere un'oretta che credo, invece, con un quarto d'ora si possa recuperare la presenza degli stessi colleghi che in questo momento non sono presenti in Aula.

Votazione segreta per schede

PRESIDENTE. Il Consiglio regionale deve procedere all'elezione di un esperto in materia di trasporti quale componente del Consiglio di amministrazione dell'ARST in sostituzione di Salvatore Porcheddu che, eletto nella seduta del 27 febbraio ultimo scorso, ha dichiarato di non accettare l'incarico.

Ogni consigliere dovrà scrivere nella propria scheda un solo nome, e risulterà eletto il nominativo che avrà ottenuto il maggior numero di voti per ogni categoria.

Prego i consiglieri segretari di procedere all'appello.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione relativa all'elezione di un sostituto di Salvatore Porcheddu quale membro del comitato dell'ARST:

presenti 60

votanti 60

schede bianche 26

Ha ottenuto voti: Francesco PIRAS, 34.

Viene proclamato eletto: Francesco PIRAS.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI -CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GIAGU - GRANARA - LA SPISA - LAI - LIORI - LODDO - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - ORTU - PIANA - PILO - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RASSU - SANNA NIVOLI - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SPISSU - TUNIS Gianfranco - USAI - VASSALLO.)

Continuazione e fine della discussione degli articoli del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2000)"(21/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge finanziaria

Si dia lettura dell'articolo 15.

MANCA, Segretario:

Art. 15

Acquisizione "MARSILVA"

1. I finanziamenti destinati dall'articolo 1, lett. e), della legge regionale 25 maggio 1999, n. 18, per l'acquisizione e la valorizzazione del soprassuolo realizzato con impianti di forestazione della ex società Marsilva S.p.A., possono essere utilizzati, per la parte residua, anche per la realizzazione di infrastrutture per bacini di raccolta acque all'interno degli stessi compendi (cap. 05026/01).

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati 11 emendamenti. Se ne dia lettura.

MANCA, Segretario:

(Inserire emendamenti numeri 107, 5, 217, 60, 109, 108, 216, 249,110, 111, 112)

PRESIDENTE. L'emendamento numero 107 viene ritirato dai presentatori.

Ha facoltà di parlare il consigliere Cossa per illustrare l'emendamento numero 5.

COSSA (Patto Segni-Rif.Sardi). Presidente, questo emendamento viene avanzato allo scopo di attribuire allo strumento dell'accordo di programma previsto dall'articolo 27 della legge 142, così come integrato dall'articolo 17, comma 8, della legge Bassanini numero 127, alcuni snellimenti amministrativi già esistenti nella legislazione regionale.

Il primo comma dell'emendamento che si propone attribuisce piani attuativi, che vengono approvati con le procedere degli accordi di programma, di usufruire dell'articolo 3, terzo comma, della legge regionale numero 20 del '91, che consente ai proprietari di un'area all'interno di un più vasto comparto in cui insistono anche altre proprietà, di operare per stralci in presenza di un piano esteso all'intera area in caso di mancanza di assenso dei proprietari residui.

Con questa norma la legge 20 poneva i proprietari che avevano interesse a pianificare un territorio in condizioni di non essere vincolati alle volontà discordi di una minoranza di proprietari che avrebbero potuto avere l'interesse a mantenere una posizione assolutamente passiva.

Questa finalità vuole essere trasferita anche ai piani attuativi che seguono la procedura degli accordi di programma.

Il secondo comma, invece, si propone di applicare a tutti gli accordi di programma, sia a quelli della legge 142 che a quelli della legge regionale 45 dell'89, la previsione contenuta nell'articolo primo, comma 2 della legge 14/96 che disciplina i piani integrati d'area, i PIA.

Già la legge Bassanini ha previsto all'articolo 17, comma 8, una integrazione all'articolo 27 della legge 142/90, stabilendo che i progetti di opere pubbliche approvati mediante accordi di programma, avessero automaticamente dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza delle medesime opere.

La legge 14, sui piani integrati d'area, prevede che con l'approvazione della Giunta regionale di tali programmi le opere relative vengano dichiarate di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza anche per quelle opere che debbono essere eseguite da soggetti privati, quando le stesse siano ritenute dal programma necessarie per la sua attuazione.

Il richiamo a tale urgente legislazione regionale e l'applicazione dello stesso principio a tutti gli altri accordi di programma operanti in Sardegna può consentire un sicuro snellimento procedurale, nel momento in cui una modesta porzione di territorio ricadente nell'intervento rimane estranea alla proposta complessiva, non consentendo la realizzazione dell'intero programma se non attraverso defatiganti ed onerose trattative in cui il soggetto privato proponente si trova ad essere spesso soggetto a vessazioni.

Presidente della Giunta, queste sono le motivazioni che stanno alla base della presentazione di questo emendamento.

Naturalmente mi rendo conto della portata, per cui mi riservo di sentire il parere della Giunta al riguardo ed anche il parere del Consiglio; naturalmente se il Consiglio decidesse, riservandomi di accettare il parere del Consiglio anche per un puntuale esame del merito, eventualmente anche in altra sede, dell'emendamento medesimo.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Falconi per illustrare gli emendamenti numero 60 e 109.

FALCONI (D.S.-F.D.). Signor Presidente, intervengo solamente per ritirare gli emendamenti numero 60 e 109, che peraltro sono identici. Il collega Vassallo fa cenno anche al 217, che tratta sempre lo stesso argomento ed è identico ai due precedenti. Oltre a ritirarli avrei voluto dare qualche raccomandazione all'Assessore del turismo su questo emendamento all'articolo 4, mi pare, che peraltro è stato già accolto dalla Giunta.

La raccomandazione è questa: noi siamo in forte ritardo con l'applicazione di questa legge che è stata voluta da tutto il Consiglio e da tutta la Commissione VI per garantire una messa a norma di tutto il comparto alberghiero sardo rispetto alla 626.

Il bando non è stato possibile bandirlo prima di oggi per mancanza di finanziamenti. Ricordo che la legge numero 9 è stata notificata alla Comunità Europea e da questa non sono pervenuti dei rilievi.

Quindi tutto è pronto affinché si possa attuare un bando, quindi sollecito la Giunta e in particolare l'Assessore del turismo ad attuare (?) in tempi brevi. Questo ci consente di dare una risposta assolutamente urgente, ci consente altresì di verificare sul campo una parte di quel testo unico, cioè l'applicazione della 15 agli altri settori produttivi, in questo caso al turismo, quindi ha questa doppia valenza. Questo basta per sottolinearne l'importanza. Ritiro gli emendamenti numero 60, 109 e 217 che sono stati già accolti dalla Giunta agli articoli precedenti.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori degli emendamenti numero 108, 216 e 249 ha facoltà di illustrarli.

Anche qui la richiesta è la stessa perché mi sembra che si tratti di emendamenti che hanno lo stesso contenuto, gli stessi importi e le stesse attualità.

VASSALLO (R.C.). Presidente, soltanto per far notare che pur avendo le stesse finalità questi emendamenti sono rivolti a settori diversi, ed anche per questo erano formulati con due specifiche formulazioni, perché il primo emendamento era rivolto alle imprese turismo-artigianato, il secondo era rivolto al settore industria.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Vassallo, su quale emendamento sta parlando?

VASSALLO (R.C.). Lei ha annunciato che gli emendamenti sono uguali e si potrebbero unificare. Stavo facendo notare che l'emendamento...

PRESIDENTE. Allora, chiedo scusa, una precisazione: quando il collega Falconi è intervenuto dicendo che ritirava l'emendamento 217 lo ha fatto col suo consenso, perché era presentatore anche lei?

VASSALLO (R.C.). Sì.

PRESIDENTE. In realtà, per il resto sono uguali.

VASSALLO (R.C.). Stiamo parlando degli emendamenti numero 108, 216 e 249. L'emendamento 217 riguardava i finanziamenti alle imprese turistico-alberghiere, è stato già illustrato e avendo lo stesso oggetto è stato ritirato.

Stavo facendo notare che gli emendamenti 216 e 249, pur avendo lo stesso scopo, hanno due finalità completamente diverse, anche per questo sono stati presentati in maniera separata, nel senso che il 216 si rivolge alle imprese del settore turistico e dell'artigianato, il secondo si rivolge invece alle imprese del settore industria. Era soltanto una precisazione di carattere formale, ma poi diventa anche sostanziale.

Comunque illustrerò gli emendamenti nel loro complesso in quanto la finalità di questi emendamenti è quella di dare la possibilità alle imprese del turismo e dell'artigianato, in questo caso anche a quelle del settore industria, di avere servizi reali alle stesse società. Di che cosa si tratta? Di quei servizi fino ad oggi offerti dal Consorzio 21, consorzio di cui anche attraverso le audizioni fatte nelle diverse Commissioni competenti abbiamo visto che le associazioni di categoria hanno giustamente apprezzato, nel senso che sia gli operatori sia le loro associazioni ritenevano che questi servizi non soltanto avessero la grande funzione di permettere alle imprese di progredire, di fare forti avanzamenti anche sotto il piano tecnologico, ma permetteva concretamente di raggiungere mercati fino a ieri insperati. Abbiamo inoltre visto un orientamento dello stesso Consorzio 21 di estendere la sua attività oltre che al settore industria a settori come quello del turismo e dell'artigianato, settori che fino a qualche anno fa erano trascurati. Questo orientamento è derivato da una precisa indicazione del Consiglio regionale, che da tempo aveva invitato questo ente regionale a dedicare maggiore attenzione a due settori da tutti considerati strategici.

Per cui abbiamo potuto notare che i servizi sono serviti, abbiamo potuto notare un avanzamento della professionalità e della raffinatezza (?) dei lavori che questo Consorzio 21 offre alle imprese in Sardegna, e soprattutto abbiamo potuto notare che gli stessi servizi non sono creati da personale del Consorzio 21, ma è lo stesso operatore che sceglie la forma e i collaboratori più congeniali e più necessari per svolgere i servizi stessi.

Con questo cosa voglio dire? Che il Consorzio si limita a fare un coordinamento, a raggruppare nell'ambito delle proprie prerogative, delle proprie disposizioni, una serie di servizi che però è lo stesso operatore in maniera diretta che gestisce le sue necessità sulla base di programmi e progetti che il Consorzio 21 si limita a verificare, a controllare che i soldi che si spendono vadano a buon fine.

Riteniamo che queste attività e questi servizi possano avere una ragione, e hanno una ragione se si permette allo stesso Consorzio di avere una minima disponibilità finanziaria. E' per questo che indicando queste due gamme di settori, il turismo artigianato e separatamente il settore industria, riteniamo che la Regione Sardegna debba dotare questo Consorzio di somme sufficienti per svolgere la propria attività. Cinque miliardi sono poca cosa rispetto alle richieste e alle potenzialità che possono essere sviluppate, però sappiamo che siamo in una fase in cui grandi disponibilità la Regione non ha, per cui abbiamo fatto una richiesta limitata di finanziamento, convinti che anche in assestamento di bilancio probabilmente questa dotazione possa essere ulteriormente rimpinguata.

PRESIDENTE. Dovrebbero essere illustrati anche gli emendamenti numero 110, 111 e 112, presentati dallo stesso consigliere Vassallo, ma mi sembra che il loro contenuto, tranne in qualche particolare, sia identico.

VASSALLO (R.C.). Si danno per illustrati.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Su questo la Commissione si rimette all'Aula facendo presente che…

PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, sta iniziando nell'ordine, dall'emendamento soppressivo numero 107 quindi?

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. No, il soppressivo, a quanto mi risulta, è stato ritirato.

PRESIDENTE. Nessuno me lo aveva detto.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Il parere, dicevo, è di rinvio all'Aula per il solito motivo. Faccio notare che sulla questione sollevata dal collega Cossa si tratta evidentemente di disposizioni che in ogni caso possono essere tenute presenti in altri provvedimenti legislativi che non abbiano natura finanziaria come questa legge che stiamo discutendo; mentre, per quanto riguarda il trasferimento di fondi al Consorzio 21, il problema è evidentemente quello di una programmazione di questi interventi e di una disponibilità finanziaria che nella situazioni particolare di questa legge oggi è molto contenuta.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il complesso degli emendamenti presentati, in particolare degli emendamenti numero 108 - 216 - 249 - 110 - 112 e 111, prevedono interventi articolati; i programmi e i servizi reali alle imprese nei settori del turismo, dell'artigianato, dell'industria meritano sicuro apprezzamento trattandosi di emendamenti che tendono da un lato a valorizzare il ruolo del Consorzio 21, un ente importantissimo di cui va sicuramente anche rilanciata la funzione, apprezzando anche il risultato di alcuni interventi proprio con riferimento ai servizi reali in favore delle imprese. Pur tuttavia, pur essendo apprezzabili questi emendamenti che, tra l'altro, ricomprendono altro di uguale tenore che era già stato presentato in Commissione dalla stessa onorevole Mariella Pilo, e che era stato poi ritirato in Commissione, si pone l'esigenza di valutare la materia nel suo complesso e quindi un invito ai presentatori al ritiro con l'assicurazione da parte della Giunta che la questione sarà meglio valutata anche in sede di assestamento, anche alla luce di una riorganizzazione di compiti e di funzioni dello stesso sistema degli interventi verso il settore delle imprese.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali. Ne ha facoltà.

MILIA (F.I.-Sardegna), Assessore degli enti locali. Esclusivamente per l'emendamento numero 5; crediamo che per questo emendamento, data la delicatezza della materia e la natura della legge finanziaria che è in discussione, crediamo che sia opportuno che l'emendamento e la materia illustrata nell'emendamento venga trattata dalla Commissione competente, la Quarta Commissione.

Credo che l'occasione per la trattazione di questo argomento possa avvenire a brevissimo, anche perché la Giunta sta per esitare un disegno di legge riguardante la materia urbanistica che verrà illustrata la prossima settimana, speriamo alla fine della finanziaria, e quindi ci sarà occasione immediata perché la Quarta Commissione prenda in carico l'argomento e possa illustrarlo. Quindi chiediamo il ritiro dell'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA (Patto Segni-Rif.Sardi). Presidente, avevo già detto in premessa che mi rendevo conto dei problemi che poneva questo emendamento, quindi non ho nessuna difficoltà a ritirarlo. Volevo soltanto segnalare che si tratta di un'esigenza molto sentita soprattutto dalle amministrazioni locali, dove si registra un alto numero di interventi bloccati proprio per situazioni di questo genere che l'emendamento proposto tende a risolvere.

A me interessava porre il problema, prendo atto dell'impegno della Giunta di mandare avanti a breve il provvedimento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.

SANNA SALVATORE (D.S.-F.D.). Presidente, prendo atto delle dichiarazioni della Giunta e delle dichiarazioni del collega Cossa, presentatore dell'emendamento numero 5. Io volevo intervenire per esprimere tutte le mie perplessità su questo emendamento per una serie di motivi, pur riconoscendo alla questione di fondo posta dal collega Cossa una certa importanza, sono assolutamente convinto che comunque la materia, per tutta la complessità che presenta ed anche perché rimette in discussione previsioni di leggi nazionali e regionali, vada affrontata nella sede opportuna e non in finanziaria. Comunque prendo atto del ritiro dell'emendamento e delle dichiarazioni della Giunta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.-F.D.). Brevemente Presidente. Nell'intervenire sull'articolo e sugli emendamenti colgo l'occasione per spiegare rapidamente perché ho ritirato l'emendamento numero 107, perché è stato presentato per un disguido in quanto la finalità dell'emendamento, che era soppressivo, è stata già raggiunta nel confronto in Commissione, in quanto la ratio dell'emendamento era di ripristinare in modo nitido la finalizzazione degli stanziamenti previsti nella legge numero 18, e cioè l'acquisizione e la valorizzazione, naturalmente in quell'articolo, l'articolo 1, lettera o) - forse - della legge numero 18, cioè l'acquisizione e la valorizzazione del soprasuolo realizzato dalla società Marsilva. Nel testo esitato dalla Commissione questo obiettivo è raggiunto, dunque il testo dell'articolo - per quanto ci riguarda - va bene così.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo, ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Intervengo per prendere atto delle dichiarazioni dell'Assessore della programmazione che il problema dei servizi reali alle imprese verrà più in avanti riaffrontato in maniera anche più compiuta sulla base di una riorganizzazione dell'intero settore, per cui ritiriamo gli emendamenti che riguardavano questa materia.

PRESIDENTE. Degli emendamenti presentati non ne rimane più neanche uno, quindi si procede alla votazione dell'articolo 15.

Metto in votazione l'articolo 15. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 16.

MANCA, Segretario:

Art. 16

Interventi nel settore dei trasporti

1. E' autorizzato, nell'anno 2000, lo stanziamento di lire 135.000.000.000 per la concessione alle aziende di trasporto pubbliche e private di contributi d'esercizio previsti dalla legge regionale 27 agosto 1982, n. 16, e successive modificazioni ed integrazioni (cap. 13002/01).

2. E' autorizzato, nell'anno 2000, lo stanziamento di lire 10.000.000.000 per la concessione alle aziende di trasporto pubbliche e private di contributi per investimenti previsti dalla legge regionale n. 16 del 1982, e successive modifiche ed integrazioni (cap. 13026).

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati i seguenti emendamenti: 260, 2, 19, 20, 29, 61, 113, 114, 115, 255, 258. Se ne dia lettura.

MANCA, Segretario:

(Inserire emendamenti numeri 260, 2, 19, 20, 29, 61, 113, 114, 115, 255, 258)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Giacomo per illustrare l'emendamento 260, sostitutivo parziale.

SANNA Giacomo (Gruppo Misto). Sull'emendamento 260, in questa cifra che sembra piuttosto...

COGODI (R.C.) Presidente, vogliamo fare nostro l'emendamento numero 2.

PRESIDENTE. Prego, consigliere Sanna continui il suo intervento.

SANNA Giacomo (Gruppo Misto) La cifra prevista nell'articolo 16, al comma 1, di 135 miliardi non può trarre in inganno i colleghi per il semplice motivo che, seppur riferita alle aziende di trasporto pubbliche e private come contributi di esercizio, questa cifra comprende tutto ciò che su gomma si muove in Sardegna, sia di pubblico che di privato, a iniziare dalla nostra Azienda regionale sarda trasporti, per terminare con tutti i concessionari di linea già esistenti. Ma devo dire di più. Tutto le concessioni ulteriori che nel frattempo e che in anno in anno verranno rilasciate, si andrà ad attingere sempre da questi 135 miliardi, all'interno dei quali c'è il cosiddetto costo standard che serve a pagare sia i privati che il pubblico sulla cosiddetta tariffa a chilometro, come costo standard che viene rimborsata dalla Regione sarda.

Questa tariffa è rimasta invariata negli anni nonostante l'ISTAT abbia dimostrato chiaramente (è l'argomento principale di questi giorni nel costo del combustibile che sta subendo aumenti giornalieri piuttosto consistenti), quel costo standard è rimasto invariato, ma non solo; a fine anno viene quantificato e di conseguenza tutte le aziende, sia pubbliche che private, non riescono a fare un bilancio preventivo che possa finalmente rispondere alla realtà, per ciò che come significato un bilancio preventivo deve avere. Quindi, non avendo negli ultimi anni, saranno almeno quattro o cinque, aumentato questa cifra, rendiamo impossibile la gestione delle aziende soprattutto private in quanto non sanno effettivamente quello che sarà l'introito dal contratto fatto con la stessa Regione.

Noi chiediamo che questa cifra venga aumentata di dieci miliardi per consentire un pagamento rispondente più alla realtà della situazione, che venga pagato solo ed esclusivamente come costo standard, cioè per il servizio effettivamente svolto, e non come è accaduto in un recente passato, che queste cifre vengano erogate alle aziende in base ai debiti che vengono accumulati dalle stesse aziende; queste cifre servono per un contratto che le aziende hanno con la Regione per pagare effettivamente il servizio svolto e cioè il numero dei chilometri che queste aziende svolgono per conto della Regione sarda. Non può essere quindi premiata l'incapacità di gestire l'azienda di chi accumula debiti, ma deve essere chiaro sino in fondo che il pagamento deve essere fatto solo ed esclusivamente per quel servizio reso alla collettività.

L'aumento di dieci miliardi credo che in una manovra finanziaria come questa sia quasi irrisorio, ma è un'attenzione che il Consiglio deve avere ad un comparto così delicato ma importante, che credo presto dovrà subire una rivoluzione, una riforma vera e propria del sistema, già previsto nella maggior parte delle regioni d'Italia, ed anche qua nel recepimento della Bassanini dovrà subire appunto una riforma complessiva. In attesa della riforma questa finanziaria comunque dovrà andare avanti, questi dieci miliardi consentirebbero a tutte le aziende, compresa quella pubblica, di riequilibrare i loro bilanci e di consentire loro di fare una programmazione più seria, più rispondente alla realtà delle singole aziende.

PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato un emendamento tecnico da parte dell'onorevole Selis, il numero 295, che verrà letto successivamente.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Relativamente all'emendamento numero 2, per il quale non avevo chiesto la parola perché non mi pare che meriti nessuna illustrazione, puramente e semplicemente a noi interessava che venisse data lettura al Consiglio del testo di questo emendamento, cosa che è stata fatta, quindi l'emendamento si illustra da sé.

Per dire, ancora una volta, quanto noi riteniamo debba essere valutata come misurata e responsabile la condotta dell'opposizione in questa vicenda di elaborazione della finanziaria regionale e quanto invece appaia in più circostanze smodata e irresponsabile la condotta di settori della maggioranza.

L'onorevole Corona presenta un emendamento col quale chiede che vengano stanziati cento miliardi nel 2000, dico cento miliardi, così, perché siano aggiunti alla legge 488 in favore delle società turistico - alberghiere.

La 488, come ben si sa, è una legge nazionale, si sono fatti tanti ragionamenti e quante ne abbiamo sentito di rampogne all'opposizione quando chiede di integrare in situazioni di disagio sociale, di bisogni elementari dei cittadini da parte della Regione di incrementare, di integrare qua e là qualche provvedimento di legge nazionale che non consente poi di soddisfare i bisogni primari, e ci sentiamo sempre ripetere: "Ma la rivendicazione autonomistica comporta il fatto che, laddove lo Stato deve fare le cose, le faccia".

Questa è una legge nazionale, invece l'onorevole Corona, trattandosi di attività turistico - alberghiere, propone che la Regione aggiunga, non il miliardino, ma aggiunga, così, cento miliardi. Però non motiva questa proposta. E qui è il secondo aspetto; l'elaborazione della finanziaria regionale è una cosa seria, noi lo abbiamo fatto rilevare anche ieri, lo faremo rilevare anche in relazione ad altri emendamenti della maggioranza o di settori della maggioranza; ieri addirittura la Giunta era cascata in questa tentazione di far apparire una cosa per un'altra, di non rispondere ai bisogni ed agli interessi legittimi, però di rappresentare qualche volta un tentativo di risposta anche agli interessi non legittimi, presentando pezzi di carta con i quali può dire: "Qui o fuori di qui io volevo farlo, però non mi è stato possibile farlo". Questa non è responsabilità politica, non è neppure responsabilità istituzionale. L'onorevole Corona è parte, pare, abbastanza attiva della coalizione di maggioranza, avrebbe potuto rappresentare e comporre in un diverso equilibrio questa istanza, però a nessuno sfugge la enormità e la superficialità, pure, di una proposta buttata così, di cento miliardi per sopperire ad una graduatoria che è già stata fatta e che in base ai finanziamenti di cui la Regione può disporre sulla base della legge dello Stato, ha avuto il suo corso e il suo seguito.

Se l'onorevole Corona motiva e riprende l'emendamento, noi ci riserviamo di intervenire ancora nel merito, se l'onorevole Corona chiarisce invece solo che era una cosa buttata lì tanto per dire o per fare, è chiaro ed evidentemente che la ragione per la quale noi abbiamo richiamato l'emendamento è una ragione ampiamente superata e per quanto ci riguarda questo emendamento lo possiamo ritenere, non dico ritirato ma dato per disperso.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 20 si dà per illustrato poiché non è presente il presentatore, consigliere Amadu.

Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Giacomo per illustrare l'emendamento numero 29.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Sull'emendamento 29 richiama l'attenzione su, ritengo, l'azienda forse più vecchia nel settore, sto parlando della Pani.

La Pani, oltre i servizi di linea, svolge da qualche decennio servizi di gran turismo sui quali la Regione da sempre aveva consentito, come la legge prevede, l'erogazione di contributi.

L'anno scorso, con un intervento, questi contributi furono sospesi. Allora, sapendo benissimo che un sistema di trasporto così come è congegnato, come è stato strutturato negli anni, nell'improvvisazione, non avendo una programmazione di settore, non si può pensare di estrapolare giorno per giorno tagli di linee, eliminando quindi aziende di settore, creando presupposti di un livello occupazionale che comunque dobbiamo difendere e non abbattere, ritengo che questa azienda debba tuttora godere di quei contributi, che vada certamente rivista tutta l'impalcatura con la legge Bassanini e quindi nella riforma che la Regione andrà ad attivare nel settore per poi trovare risposte certamente più positive sia per l'utenza, quindi per i cittadini, sia per le stesse aziende.

In questo momento un taglio, come è stato fatto dalla precedente Giunta, non ha ragione di esistere perché non può essere motivato in nessun modo se non con quello di far perdere posti di lavoro che noi riteniamo invece indispensabili. Non si può prendere un'azienda come questa, dove storicamente e tutt'oggi svolge un servizio, forse con standard qualitativi, i migliori sull'Isola, in contrapposizione ad una linea ferroviaria che non si può chiamare tale se non perché non abbiamo altri aggettivi da assegnarle; riteniamo che questa azienda, ancor oggi vada salvaguardata e, ripeto, che comunque questa azienda insieme a tutte le altre debbano subire quel cambiamento, quel riordino complessivo, quella riforma che da tempo anche su quest'Isola attendiamo.

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, fa presente l'ufficio che probabilmente c'è un errore di battitura nella richiesta del finanziamento, che parla di 500.000 lire; è ovvio che si intendono 500 milioni.

Poiché nessuno dei presentatori domanda di parlare per illustrare l'emendamento numero 61, si dà per illustrato.

Ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi per illustrare gli emendamenti numeri 113 e 114.

PIRISI (D.S.-F.D.). Questo emendamento prevede un finanziamento a favore della società Ottana Sviluppo, la società che ha affiancato tutte le imprese del centro Sardegna per il contratto d'area di Ottana.

Riteniamo che sia un contributo importante che possa essere erogato da parte della Regione, sebbene con l'Assessore abbiamo già avuto modo di avere uno scambio di idee ed esistano dei vincoli imposti dalla Comunità Economica Europea.

Quindi vorrei sentire il parere dell'Assessore al bilancio e in questa fase, se esistono problemi di questa natura, credo che sia importante comunque un pronunciamento da parte dell'Assessore e della Giunta, dall'Assessore del bilancio e programmazione, affinché questo discorso e questo messaggio non cada nel vuoto.

L'emendamento 114, invece, è una cosa diversa; con i contratti d'area è individuata la figura del responsabile unico del contratto d'area, che ha poteri sostitutivi che gli vengono conferiti dalla legge.

C'è il problema dello snellimento delle pratiche di carattere burocratico, questa figura svolgerebbe le funzioni che vengono svolte nello sportello unico. Quindi si tratta di una figura estremamente importante, individuata dai soggetti pubblici nella figura del Presidente dell'Amministrazione provinciale di Nuoro, il quale ha costituito uno staff, e gli oneri derivanti per la costituzione di questo ufficio sono praticamente tutti quanti in capo all'amministrazione provinciale di Nuoro che non riceve neanche una somma. Chiedo all'Assessore se può essere corretto in modo tale che ci sia una precisazione soltanto: "L'Amministrazione regionale è autorizzata ad erogare per l'anno 2000 la somma di lire 200 milioni" - anziché 300 milioni - "per il funzionamento dell'ufficio del responsabile unico del contratto d'area di Ottana all'Amministrazione provinciale di Nuoro", cioè con l'aggiunta delle parole "all'Amministrazione provinciale di Nuoro" in modo che non esistano problemi come quelli di cui si parlava all'emendamento precedente.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero ha facoltà di illustrarlo.

FALCONI (D.S.-F.D.). Signor Presidente, intervengo molto brevemente, anche perché l'emendamento si illustra da solo. A questo voglio aggiungere l'antefatto di questo emendamento: lo sgombero neve è già finanziato da un capitolo dell'Assessorato del turismo, solo che è compreso dove sono previsti i finanziamenti per la pulizia delle spiagge. Va da sé che lo sgombero neve, che dovrebbe iniziare a novembre-dicembre, arriva quando per la pulizia spiagge sono già stati ripartiti tutti i fondi fra i comuni costieri, quindi puntualmente i comuni di Fonni e Desulo restano fuori da questi finanziamenti. Occorre, quindi, prevedere un capitolo a sé stante in modo che questi comuni garantiscano lo sgombero neve per le strade che conducono agli impianti di risalita, che sono in fase di completamento e quindi possono essere utilizzati nelle prossime annualità.

PRESIDENTE. Sono stati presentati adesso gli emendamenti numero 255, a firma del consigliere Sanna Giacomo, e 258 della Giunta regionale. Il contenuto è lo stesso.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento numero 258 è ritirato.

PRESIDENTE. E' stato presentato l'emendamento numero 295. Se ne dia lettura.

MANCA, Segretario:

(Inserire emendamento numero 295)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Giacomo Sanna per illustrare l'emendamento numero 255.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Signor Presidente, l'emendamento numero 255 è inerente a un capitolo che riguarda gli aeroporti sardi. Su questa vicenda la Regione, in questi anni, devo dire con grande attenzione, è riuscita a cambiare un po' la fisionomia e il sistema stesso aeroportuale sardo, dove i finanziamenti arrivati, sia per volontà regionale, ma anche per volontà nazionale e comunitaria, stanno consentendo un salto di qualità dei tre aeroporti principali, dove la Regione aveva contribuito a costituire le società di gestione. Parlo di Cagliari, Alghero e Olbia.

La quarta società costituita, la quinta, per l'esattezza, cioè l'ultima, quella di Oristano, ha avuto finanziamenti in questi anni che le hanno consentito di far muovere quella realtà. Adesso ha accumulato una serie di finanziamenti, ha completato l'iter che riguarda la progettazione esecutiva, mancano 3 miliardi da aggiungere a quelli che ha già in carico la stessa società di gestione per arrivare finalmente a definire la costruzione in modo completo e funzionale di quella realtà aeroportuale.

Due sono le cose, o ci crediamo e portiamo a compimento il progetto, oppure ciò che abbiamo fatto sino ad oggi non ha ragione di esistere. Ridimensioniamo il discorso, annulliamo quel programma portato avanti inizialmente, riduciamo i finanziamenti, lasciamo quella realtà non in grado di raggiungere l'obiettivo prefissato, ma questo credo non sia giusto e non sia nemmeno l'ambizione di questa Giunta. Ritengo che questa Giunta abbiamo anche il dovere, nella continuità amministrativa, di dare completezza a quella struttura aeroportuale, consentire di realizzarla interamente e di renderla funzionale. Per renderla funzionale, ai 12-13 miliardi già esistenti, è necessaria, dopo aver quantificato con il progetto esecutivo, la somma di 3 miliardi. Con questi 3 miliardi finalmente si può iniziare l'opera e portarla a compimento.

Noi abbiamo avuto sempre grosse difficoltà, soprattutto negli enti locali, la certezza delle risorse nel realizzare le opere. La certezza delle risorse ha portato enormi ritardi, e quando molte volte abbiamo realizzato le opere sono state opere non in grado di supportare la realtà del momento, quindi superate.

Credo che questo non possa e non debba avvenire nella realtà oristanese, che questo si possa risolvere aggiungendo alle risorse già esistenti questi 3 miliardi che sono più che necessari.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Selis per illustrare l'emendamento numero 295.

SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, ho atteso ad illustrare l'emendamento 295 per collegarlo, come è collegato, all'emendamento 61. L'emendamento 61 e l'emendamento 295 vanno visti assieme, infatti il 295 è praticamente un comma conclusivo del 61.

L'emendamento 61 riguarda un problema di cui abbiamo discusso molto, e direi positivamente, cioè cercando di trovare insieme la soluzione con la maggioranza e con la Giunta, perché è un problema che riguarda tutti, al quale siamo tutti sensibili, ed è il problema delle società e delle imprese giovanili finanziate ai sensi della 28. La 28 è una legge che deve essere notificata all'Unione Europea, per cui la mancanza di notifica blocca gli interventi.

La preoccupazione che noi come opposizione abbiamo avuto, ma immagino la maggioranza e credo sicuramente la Giunta, anche nel sentire le delegazioni dei giovani imprenditori, dei giovani che stanno creando società giovanili, è come si può fare per evitare che la notifica della nuova disciplina, che pure dobbiamo fare (è stato presentato un collegato alla finanziaria), blocchi le vecchie società o cooperative in corso di istruttoria.

Per essere chiari, noi abbiamo società e cooperative giovanili che non solo hanno presentato domanda di istruttoria e hanno l'istruttoria in corso nel 1999, ma che proprio per fare il progetto hanno anticipato dei soldi, si sono indebitate le famiglie, c'è stato davvero un grosso sforzo familiare e giovanile.

Se ora a queste imprese diciamo: "Bloccatevi, aspettate che la notifica all'Unione Europea che faremo con la nuova disciplina, che è il collegato, sblocchi la situazione", noi dobbiamo aspettarci, dobbiamo essere tutti consapevoli di questo, che molte di queste imprese non vadano in porto, falliscano, non riescano cioè a superare lo sforzo finanziario di aver anticipato tanti fondi.

L'emendamento 61 prevede una disciplina transitoria che consente di trattare con l'Unione Europea una prima partita, cioè di dire all'Unione Europea: "Chiudiamo il pregresso e poi, col collegato alla finanziaria apriamo la partita di una nuova disciplina, con la Giunta e con la maggioranza, quando abbiamo discusso il problema, ci siamo posti la questione di quale fosse la procedura migliore, abbiamo cioè concordato che la normativa è di reciproco interesse ed era uno dei punti dell'accordo, ma ci siamo chiesti se inserire questo articolo nella finanziaria non bloccasse l'intera finanziaria.

Chiedo un attimino all'Assessore, con il quale abbiamo discusso a lungo di questo se mi segue un momento.

Sia con l'Assessore che col Presidente, ma anche con gli altri Capigruppo, col Presidente della Commissione stavamo pensando due strade: o prendiamo questo articolo e ne facciamo subito una leggina a parte, anche durante la finanziaria, in modo che non intralci la finanziaria, o troviamo il modo, se inserito nella finanziaria, di notificare solo questo all'Unione Europea.

Si sono occupati di questo gli uffici dell'Assessorato, si sono occupati anche gli uffici del Consiglio che io ho coinvolto, e secondo me abbiamo trovato una soluzione - questo da parte mia, non so se poi l'Assessore condivida questa strada, ecco perché richiamavo la sua attenzione - ma da parte mia, da parte degli uffici del Consiglio con i quali abbiamo lavorato e ci siamo consultati, è possibile inserire questa norma nella finanziaria aggiungendo però un comma che appunto è questo del "295", poi in sede di coordinamento si preciserà l'articolo della presente legge, che dice: "E` data attuazione agli aiuti a partire dalla data di pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione sarda della decisione favorevole della Commissione CEE", in pratica si subordina l'entrata in vigore di questo articolo al placet dell'Unione Europea, quindi si può, a mio avviso, fondatamente, notificare solo l'articolo, non tutta la finanziaria, tantomeno tutto il bilancio, perché si dice all'Unione Europea "L'abbiamo inserita nella finanziaria ma ne diamo attuazione solamente quando l'Unione Europea ci darà il placet". Questo solamente per superare e raccorciare i tempi perché c'è davvero una grande preoccupazione da parte dei giovani che i tempi vadano accorciati.

Credo che questa sarebbe una strada possibile. L'altra è quella di fare una leggina subito, ma qualche giorno in più si spreca; mi parrebbe che questo approfondimento che abbiamo fatto anche con gli uffici del Consiglio di inserire questo emendamento numero 295 e quindi condizionare l'applicazione di questo emendamento numero 61 al placet dell'Unione Europea possa sbloccare la situazione.

Questa è la nostra posizione, l'ho illustrata, non c'è differenza di valutazione tra la Giunta e noi, stiamo tutti cercando la strada migliore per non bloccare il flusso di investimenti, di iniziativa ed intraprendenza che ha caratterizzato in questi anni questa attività giovanile; è per dare una rassicurazione ai giovani e alle loro famiglie che hanno anticipato tanti soldi, hanno investito tanti soldi che c'è il massimo di attenzione da parte delle istituzioni regionali (Consiglio, Giunta, maggioranza, opposizione) al loro impegno e al loro sforzo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 260 il parere è sempre di rinvio all'Aula, però facendo notare che nelle audizioni svolte nella fase preliminare all'approvazione della legge finanziaria tutti i rappresentanti del settore del trasporto pubblico locale hanno manifestato i problemi reali che incontrano e che quindi richiederebbero un intervento. Quindi è sì un parere di rinvio all'Aula, però invitando a riconsiderare l'urgenza di un problema sentito e reale.

Sull'emendamento numero 2, si fa notare che una mole di finanziamenti inferiore a quella prevista nell'emendamento è stata comunque destinata allo stesso settore, è evidente che l'intervento è diverso tipo, l'emendamento numero 2 è stato ritirato ma fatto proprio da un altro consigliere.

PRESIDENTE. Continui onorevole La Spisa, non c'è dubbio.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Quindi il parere è nella sostanza di (perché anche questo è stato visto in Commissione) segnalazione comunque di una soluzione che potrebbe essere buona, ma le risorse finanziarie comunque tutti sappiamo che già che nell'articolo 4 sono state destinate al settore in altro modo.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 29, si rinvia semplicemente al giudizio dell'Aula.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 61 e 295 , che è stato appena illustrato, effettivamente si concorda sul fatto che in Commissione più volte è stato affrontato il problema della legge numero 28 e sulla necessità di dare alle imprese giovanili un segnale di attenzione alla soluzione del problema che vivono molti imprenditori o aspiranti imprenditori, che però sono fermi a causa dell'incompatibilità dell'attuale normativa rispetto agli indirizzi dell'Unione Europea.

Francamente su questo direi che sostanzialmente noi avendo già destinato nel Fondo nuovi oneri per il collegato riguardante questa materia, abbiamo in qualche modo già affrontato sostanzialmente il problema dal punto di vista finanziario; se oggi inserire nella finanziaria, pur col correttivo dell'emendamento numero 295, pone alla legge finanziaria anche un minimo rischio di censura, di giudizio negativo, io credo non sia prudente inserire un articolo che sostanzialmente non mi sembra che cambi granché, anche perché su questa materia noi abbiamo, almeno ci risulta, una massa di risorse finanziarie che ancora sono in conto residui, che possono essere utilizzate e che invece una rapida approvazione del collegato può di fatto portarci ad avere una normativa pienamente in vigore.

Per quanto riguarda gli altri emendamenti, si rinvia semplicemente all'Aula e si dà invece un parere sostanzialmente favorevole sugli emendamenti numero 255 e 258 che riguarda i contributi straordinari per gli aeroporti.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Signor Presidente, brevemente per esprimere il parere sugli emendamenti relativi ai trasporti e per far notare rispettosamente e sommessamente al Consiglio che sono trascorse quasi due ore dall'inizio dei lavori e abbiamo approvato un articolo.

Per quanto riguarda il "260", siamo d'accordo per portare lo stanziamento da 135 a 140 miliardi sulla base della richiesta fatta dal competente organo e dall'Assessore che stima quali contributi necessari per l'ex legge in 140 miliardi.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 29 siamo d'accordo per accantonare i 500 milioni senza incorrere nelle cose che sono state sottolineate dal Capogruppo del Partito Popolare, onorevole Selis.

Per quanto riguarda il "258", la Giunta regionale ritira l'emendamento, invita l'onorevole Sanna a ritirare l'emendamento perché questo è un discorso molto serio, noi abbiamo chiesto alle società aeroportuali di avere soldi noi come Regione, non di darne; le società aeroportuali hanno sostenuto la tesi che loro hanno centinaia e centinaia, miliardi di miliardi per manutenzioni ordinarie e straordinarie, una parte di questo lo Stato sta cercando di darglielo attraverso il decreto legislativo per il funzionamento, quindi non mi sembra il caso che la Regione si carichi di oneri che non devono essere a carico della Regione ma a carico dello Stato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli altri emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento numero 2 è ritirato, il "19" è ritirato.

Il "20", presentatore l'onorevole Amadu, è un emendamento che pone all'attenzione del Consiglio la concessione di contributi a fondo perduto per i cosiddetti consorzi strada.

Si tratta di un problema di cui ha già dibattuto la Commissione, si tratta di un problema molto importante che questa Giunta valuta positivamente; accoglie quindi questo emendamento nelle finalità, ma invita il presentatore al ritiro posto che la materia può avere compiuta articolazione nel collegato alla finanziaria, collegato proprio nel settore del commercio, nel quale già trovano definizione gli interventi specifici nel settore dei consorzi. Quindi è apprezzabile l'emendamento, valuterà poi il collega Amadu con questa assicurazione da parte della Giunta per dare anche copertura finanziaria necessaria.

Sull'emendamento numero 29 ha già riferito il Presidente; sull'emendamento numero 61, il problema posto dall'onorevole Gian Mario Selis è un problema che ha effettivamente preoccupato un po' tutti i Gruppi politici di questa Giunta sulla necessità di sbloccare tutte le leggi di incentivazione, soprattutto quelle rivolte alle iniziative delle imprese giovanili. Il problema connesso alle norme in materia di aiuti di Stato non conformi alle direttive dell'Unione Europea ha purtroppo determinato un blocco delle leggi, alcune importanti come la legge 28 sulla costituzione di società per favorire appunto l'occupazione dei giovani e la creazione di imprese e di società rivolte a settori dell'industria, dei servizi, il settore turistico. Su questa materia ci siamo soffermati molto in Commissione; mi pare utile l'indicazione che è emersa anche dall'intervento dell'onorevole Selis di considerare la materia, al fine di non appesantire la finanziaria, di non creare quindi problemi che potrebbero coinvolgere altri aspetti della finanziaria, la estrapolazione proprio da questa finanziaria dell'emendamento perché se ne possa fare non fra un mese ma oggi, domani, martedì, alla ripresa dei lavori, un disegno di legge, una proposta presentata dalle forze politiche che possa trovare immediata approvazione e perché sulle risorse che abbiamo già concordato come primo intervento la legge possa essere già approvata anche prima del bilancio, partire verso il visto governativo e verso il visto dell'Unione Europea. Questo ci consente di riappropriarci di uno strumento importante posto che già per il settore un primo intervento di trenta miliardi sono accantonati nel fondo nuovi oneri legislativi.

Quindi non faccio ulteriori considerazioni perché sul punto sono accoglibili tutte le osservazioni fatte dall'onorevole Selis.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 113, anche qui un invito ai proponenti al ritiro perché purtroppo, trattandosi di interventi verso società private non è possibile, per le ragioni che ben tutti conosciamo, prevedere erogazioni in favore di soggetti privati. Il problema posto è ugualmente importantissimo, anche perché, come ha ricordato l'onorevole Pirisi, riguarda un settore, un territorio particolarmente disagiato e dove vi è la necessità di far riprendere soprattutto il volano dello sviluppo di quella industria che è già insediata nell'area di Ottana, quindi è senz'altro apprezzabile l'emendamento, ma si tratta di studiare il sistema perché questo intervento possa avere risultanza positiva e quindi l'invito al ritiro per riconsiderare la materia in un successivo momento.

L'emendamento numero 114 invece è sicuramente accoglibile, però l'invito al proponente è di integrare l'emendamento avendo come destinatario l'amministrazione provinciale e con la riduzione dell'importo da 300 a 200 milioni.

L'emendamento numero 115 pone un problema importante per la impiantistica di risalita sul Bruncu Spina, ma il problema va considerato globalmente; su questo ci possiamo impegnare come Giunta per valutare compiutamente l'intervento trattandosi dell'unico punto nel quale i sardi possono recarsi a sciare.

L'emendamento 295 è collegato al 61, per cui la materia va vista nel suo complesso in altra sede.

PRESIDENTE. Prima di dare la parola ai colleghi che l'hanno chiesta per la discussione sull'articolo e sugli emendamenti, richiamo quanto ha fatto presente un attimo fa il Presidente della Giunta, e cioè che siamo alle ore 11 e 30 e siamo all'esame dell'articolo 16. L'accordo all'unanimità era di finire per stamattina, ed ovviamente sono termini impossibili. L'accordo subordinato era che si sarebbe dovuto lavorare fino al pomeriggio, ma con questi tempi si lavorerà di sicuro stasera ed oltre stasera. Siccome l'accordo era che si finisse la finanziaria, ricordo ai colleghi, non per voler coartare nessuno, però di valutare anche l'opportunità e la quantità degli interventi perché i lavori stasera proseguiranno stanotte ed anche domani mattina, se necessario, perché l'accordo era che si finisse entro oggi l'esame della legge e si passasse a martedì per il prosieguo dei lavori.

Quindi ricordo soltanto ai colleghi che la perdita di tempo comporta soltanto che questo tempo venga ritrasferito a stasera, a stanotte o a domani mattina o al prosieguo di domani mattina.

Ha domandato di parlare il consigliere Corona. Ne ha facoltà.

CORONA (F.I.-Sardegna). Ho chiesto la parola per spiegare per quale motivo ho presentato l'emendamento numero 2 e il motivo per cui l'ho ritirato. Per la prima volta anche lo Stato nazionale si è accorto della Sardegna, ha fatto il bando, il sesto bando della "488" esclusivamente per la Sardegna destinando 50 miliardi alle imprese turistiche in Sardegna, e questo evidentemente risponde ai bisogni della Sardegna e indica che ci sono dei legittimi interessi per la Sardegna.

Io avevo chiesto che ci fosse un ulteriore stanziamento, perché solamente le prime 32 imprese di più di cento imprese sono state finanziate, 70 imprese sono rimaste fuori con pratiche già istruite positivamente dalle banche ed anche col decreto del Ministero dell'Industria; quindi ho chiesto che venisse finanziata questa iniziativa. In parte questo è stato accolto dalla Giunta con l'articolo numero 4, col finanziamento della legge numero 9, quindi mi sono sentito soddisfatto di quello che è stato fatto.

Avrei preferito, se fosse stata una mia decisione, finanziare direttamente le imprese della 488 perché erano immediatamente cantierabili, perché la spesa da parte della Regione era inferiore, in quanto il contributo che viene dato con la 9 è superiore a quello che invece viene dato con la 488.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.

AMADU (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi, per dichiarare, in riferimento all'emendamento numero 20 da me presentato, che preso atto delle assicurazioni dell'Assessore del bilancio, e che quindi la materia trattata nel mio emendamento verrà recepita nel collegato alla finanziaria, prendendo anche atto del fatto che il contenuto integrale dell'emendamento viene recepito, rimandiamo il tutto al collegato alla finanziaria, pertanto dichiaro di ritirare l'emendamento stesso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Presidente, per precisare circa l'emendamento 255, nel senso che la giustificazione addotta dal Presidente della Giunta non è su questo emendamento molto pertinente; spiego brevemente: c'è il problema dell'aeroporto di Oristano che ha usufruito, nel tempo, di risorse consistenti anche da parte dell'Amministrazione regionale. Ha attualmente cinque miliardi a valere sul patto territoriale comunitario, cinque miliardi di contributo regionale a valere sul bilancio '97, un miliardo e mezzo di voltura di un finanziamento precedentemente assegnato al Consorzio industriale ed ultimamente , nella finanziaria '98, altri due miliardi per la parte infrastrutturale.

Recentemente, i giorni scorsi, l'Assessore regionale, in conferenza di servizi sul posto, ha verificato col Ministero dei trasporti e con Civilavia la necessità per poter dare un esito funzionale all'aeroporto di Oristano, cioè definitivo, in grado di partire, a fronte di tutto questo finanziamento già disponibile, la mancanza di tre miliardi per consentire un lotto funzionale.

Il problema non è quello di dover pretendere soldi dalle società di gestione, che stanno operando, che stanno già operando e che quindi devono avere un rapporto funzionale con l'Amministrazione regionale diverso, qui si tratta solo ed esclusivamente di un finanziamento alla società di gestione che consenta l'acquisizione di un lotto funzionale esecutivo che potrebbe far partire l'aeroporto di Oristano in raccordo col Ministero dei trasporti e Civilavia, che sono le autorità competenti per dichiarare l'agibilità dell'aeroporto.

Questo per la motivazione, poi, evidentemente, in rapporto a questa precisazione sarebbe importante da parte dell'Assessore se volesse, non in questa sede, magari in sede di assestamento, assumere un impegno che consenta comunque di dare attuazione piena a questo intervento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Non aggiungiamo altro rispetto a quanto detto dal collega Sanna. Devo dire che questa legge ha terminato il suo corso, lo può terminare in questa finanziaria se si riuscisse a dare i tre miliardi per dare veramente funzionalità all'ultima società nata, dopodiché queste società producono benefici, c'è il business nazionale attorno a queste società. Spero che anche in Sardegna questo business nazionale trovi concretezza, rimane il fatto che abbiamo iniziato un'opera e dobbiamo portarla a compimento, quindi non può essere lasciata a metà del guado, credo sia necessario che questi tre miliardi, avendo spiegato ancora meglio quella che è la situazione reale dell'aeroporto di Oristano, debba trovare il pieno consenso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.-F.D.). Accogliendo positivamente gli impegni assunti dall'Assessore a nome della Giunta, per quanto riguarda la società Ottana Sviluppo, ritiriamo l'emendamento numero 113.

Per l'emendamento numero 114, accogliendo l'impegno dell'Assessore, riformulo l'emendamento nei seguenti termini: "L'Amministrazione regionale è autorizzata ad erogare, per l'anno 2000 la somma di lire 200 milioni per il funzionamento dell'ufficio del responsabile unico del contratto d'area di Ottana, all'Amministrazione provinciale di Nuoro."

PRESIDENTE. La Giunta ha preso atto della precisazione.

Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento 260 sostitutivo parziale, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio

PITTALIS (F.I.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento 260, con la precisazione fatta dal Presidente, cioè dei cinque miliardi, e indicando come fondo per la copertura il capitolo 06281.

PRESIDENTE. Con queste modifiche metto in votazione l'emendamento 260. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'articolo 16. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Gli emendamenti numeri 2 , 19 e 20 sono ritirati. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento numero 29 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'invito che formulo al presentatore è quello di ritirare l'emendamento, lasciando la dotazione di 500 milioni nel fondo nuovi oneri legislativi.

Noi possiamo, anche nel corso di quella leggina sulla legge 28, che verrà fatta martedì, inserire anche questo intervento, quindi prevedere la risorsa. Non è qui un problema di risorsa ma è un problema purtroppo di non compatibilità con il sistema di aiuti per le ragioni che tutti conosciamo.

PRESIDENTE. Si prende atto che l'emendamento 29 viene ritirato.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Se la Giunta fosse d'accordo, ma mi pare che fosse anche la proposta della Giunta, anche per non intralciare i lavori con un dibattito, ritiriamo gli emendamenti 61 e 295, con l'impegno che concordavo prima con la Giunta, che già in fine settimana e all'inizio del bilancio troviamo un momento per presentarlo come normativa autonoma, sentendo anche lo stato dei rapporti con l'Unione europea di cui prima ci riferiva la Giunta e gli assessori competenti. Quindi sono ritirati.

PRESIDENTE. Prendiamo atto che sono stati ritirati, il 113 è stato ritirato, il 114 è riformulato nei termini che sono stati detti prima, che il finanziamento da 300 è stato portato a 200 milioni e che si aggiunge all'Amministrazione provinciale di Nuoro.

Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento 114 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio

PITTALIS (F.I.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Solo per indicare il capitolo in diminuzione, in luogo di quello riportato nell'emendamento, 36103.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento 114 con questa modifica e precisazione dell'Assessore. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

L'emendamento 258 è stato ritirato.

Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento numero 255 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Invito i presentatori al ritiro di questo emendamento assicurando di dare copertura in assestamento.

chi lo ritira(?)

PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 17.

MANCA, Segretario:

CAPO IV

DISPOSIZIONI IN MATERIA
DI LAVORO, ATTIVITA' CULTURALI
E SOCIO-SANITARIE

Art. 17

Formazione professionale

1. La quota da destinare alla realizzazione del programma di formazione professionale è determinata, per l'anno 2000, in lire 59.500.000.000 (cap.10001).

2. La spesa di cui all'articolo 4 della legge regionale 13 giugno 1989, n. 42, è fissata in lire 95.412.000.000 ed è così ripartita:

cap. 10001 lire 10.511.000.000;

cap. 10002 lire 17.874.000.000;

cap. 10003 lire 67.027.000.000.

3. Restano confermate in modo permanente le disposizioni di cui all'articolo 25, commi 1 e 3, della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1.

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numeri 12, 292, 51,119, 120, 122, 124, 50, 203, 204 e 205. Se ne dia lettura.

MANCA, Segretario:

(Inserire emendamenti 12, 292, 51, 119, 120, 122, 124, 50) (vedere verbale per lettura emendamenti)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Ho chiesto di parlare per suggerire, come modalità di discussione di questo articolo, un modo che a me pare del tutto compatibile anche col Regolamento che ci aiuta. Siccome su questo articolo ci sono molti emendamenti, che però appartengono tutti a due gruppi di materia, un gruppo in materia di formazione professionale, un gruppo in materia di politiche attive del lavoro, e siccome il gruppo politiche attive del lavoro è stato trattato nell'interlocuzione politica intercorsa fra opposizione e maggioranza, e quindi può essere molto alleggerita la trattazione in aula delle questioni, il mio suggerimento è di trattare prima il gruppo formazione professionale, che sono quelli letti finora, dove ugualmente c'è da comporre alcune cose e molti emendamenti possono decadere o essere ritirati, e poi tenere tutto il gruppo politiche attive del lavoro insieme perché questo ci aiuta nell'economia complessiva del lavoro. Non so se è chiara la mia proposta.

PRESIDENTE. L'argomentazione è chiara. Se non vi sono opposizioni, per sveltire la trattazione dei lavori mi sembra che la proposta formulata dal consigliere Cogodi sia accoglibile. Se nessuno esprime un parere contrario ci sarà una trattazione dell'illustrazione degli emendamenti, che mi dicono gli uffici appartengono fino all'emendamento 50 sono omologhi.

Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Presidente, va bene, a noi pare corretta ed utile la proposta del collega Cogodi. Direi comunque di leggere gli emendamenti, dopo di che si separano le due discussioni per gruppi di emendamenti.

PRESIDENTE. Mi sembra che siamo tutti d'accordo. Gli uffici mi dicono che il primo gruppo riguarda gli emendamenti dal 12, così come sono stati letti in sequenza, fino al 50, e gli altri sono dal 203 fino ai restanti. Quindi siamo d'accordo su questo, possono essere illustrati per due gruppi di emendamenti.

Ha facoltà di parlare il consigliere Granara per illustrare l'emendamento numero 12.

GRANARA (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, io ho appreso che la Giunta a breve tratterà l'argomento a cui fa riferimento l'emendamento, la legge numero 42 del 1989, pertanto ritengo che questo emendamento debba essere ritirato visto che si affronterà tutto l'argomento e la norma 42 nel suo insieme. Pertanto, signor Presidente, lo ritenga ritirato.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 292, sostitutivo totale del 51, può essere illustrato.

LAI (D.S.-F.D.). Per andare incontro alle esigenze manifestate dal Presidente della Giunta presenteremo congiuntamente gli emendamenti di cui sono firmatari i componenti della Commissione, quindi gli emendamenti numero 51, 119, 120, 124 e 50, per quanto abbiano argomenti anche differenti. Li presentiamo insieme dicendo che sono emendamenti che mirano a porre in questa occasione la necessità di soddisfare una esigenza, che è un diritto costituzionale, stabilito nel '99 da una legge nazionale, di consentire a tutti i cittadini italiani di soddisfare l'obbligo formativo sino ai 18 anni. L'Italia, per la prima volta da un anno a questa parte, è il paese più avanzato d'Europa in questo campo perché consente ed obbliga in qualche modo tutti i suoi cittadini a compiere un percorso formativo che li porti sino ai 18 anni di età o con un diploma o con una qualifica. Quest'obbligo è stato recentemente regolamentato dal Consiglio dei Ministri la scorsa settimana, è stato presentato alla conferenza Stato-Regioni questo giovedì, e quindi approvato, è legge dello Stato e dall'anno scolastico 2000 - 2001 deve essere realizzato dalle Regioni con una modalità che prevede che le scuole pubbliche informino i servizi all'impiego che devono svolgere attività di orientamento di tutti i giovani che non concludono gli studi, che li abbandonano dopo il quindicesimo anno di età, per consentire una guida di questi giovani verso le opportunità formative, verso l'apprendistato in alternativa, per conseguire un titolo tra il diploma, la qualifica o una qualifica tramite il sistema dell'apprendistato.

Abbiamo riportato tutto all'interno dell'emendamento numero 292, che secondo noi implica un impegno rispetto a delle entrate per una somma minima che consenta il finanziamento di un primo piano che deve garantire a tutti i cittadini che compiono 15 anni nel 2000 l'accesso alle attività di formazione per ottenere una qualifica. Voglio dire, il vero cambio è che non possiamo più come Regione garantire soltanto un certo numero di attività formative sulla base dei finanziamenti, ma dobbiamo garantire al 20 per cento dei ragazzi, uno su cinque, che non conclude il diploma, di poter accedere ad un percorso formativo. Le esigenze economiche quindi non sono più basate sulle disponibilità esistenti ma su un obbligo che deve essere garantito, e garantito costituzionalmente non più dallo Stato ma dalla Regione.

Gli altri argomenti presenti negli emendamenti miravano unicamente ad iniziare a preparare il sistema attuale a soddisfare questa esigenza intervenendo su elementi di semplificazione che non richiedono grandi riforme ma piccole modifiche nelle disposizioni già esistenti.

Sappiamo, e chiediamo all'Assessore di prendere un impegno in questa direzione, ma riteniamo che non sia più un problema solo dell'Assessorato del lavoro, ma dell'Assessorato della pubblica istruzione e della Presidenza della Giunta perché si tratta di un diritto esteso a tutti i cittadini sardi, e quindi chiediamo impegni alla Giunta in queste due direzioni, disponibili ovviamente a rivedere la presentazione degli emendamenti.

PRESIDENTE. In quest'ottica, rimane soltanto il primo gruppo di cui si parlava, da illustrare l'emendamento numero 122, a firma Vasssallo, Cogodi e Ortu. Può essere illustrato. L'emendamento numero 122 si dà per illustrato.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore di maggioranza.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. All'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.

LURIDIANA, Assessore tecnico del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Per quanto riguarda il "51", il "124" e il "50" , la Giunta è del parere di non accoglierli perché sono già previsti nei POR.

C'è un impegno anche da parte della Giunta che nella manovra di assestamento del bilancio anno 2000 se gli stanziamenti del POR non fossero sufficienti, di trovare le risorse per poter dare quella formazione che è necessaria.

Invece, per quanto riguarda gli emendamenti numero 120 e 12, che riguardano gli insegnanti, così chiamati, della legge "42", si ritiene di non accoglierlo in quanto è allo studio dell'Assessorato del lavoro la norma di riforma del sistema di formazione professionale, dove in maniera organica verrà trattato anche il collocamento del personale del settore. Tutto questo verrà discusso naturalmente con la Commissione competente.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 12 era stato ritirato.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Su questi emendamenti il giudizio non è negativo sul merito; le osservazioni fatte dall'Assessore del lavoro si riferiscono alla opportunità che tutta la materia venga rivista nel collegato di cui egli ha parlato e per quanto riguarda le provviste finanziarie le stesse sono ampiamente previste nel POR e soprattutto, anche con riferimento all'obbligo formativo, la nuova stesura del programma operativo regionale per quanto riguarda specificatamente la misura, mi pare 3.1, prevede tra l'altro anche consistenti risorse per l'apprendistato ed anche per l'obbligo formativo.

Quindi eventuali necessità che si dovessero verificare o accertare nel corso dell'esercizio finanziario 2000 potranno trovare eventualmente compensazione, copertura, anche in fase successiva.

Quindi, dando un giudizio sul merito degli emendamenti positivo, per queste ragioni invitiamo i proponenti a ritirare gli emendamenti.

PRESIDENTE. Ricordo che è stato ritirato l'emendamento numero 12. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Brevissimamente per dire che i due elementi che sono presenti in questo articolo e in questo gruppo di emendamenti, la formazione e le politiche attive del lavoro, sono state giudicate unanimemente, sia dalla maggioranza che dall'opposizione e dalla Giunta ed anche da noi uno dei momenti significativi di questa manovra, è una delle politiche su cui scommettere molto dell'innovazione delle strategie di sviluppo; investire in formazione è un momento essenziale, dobbiamo trovare il modo non solo di stanziare del risorse ma anche di adeguare le nostre strategie, le nostre tecniche, le nostre metodologie di formazione.

Gli emendamenti che proponiamo vanno in questo senso, certamente in futuro dovremo dedicare un'attenzione particolare a questa materia, al momento della formazione e fare il punto sui progetti in corso, dai più tradizionali ai più avveniristici, dal progetto Marte, alla riforma della formazione professionale, ma questi emendamenti già consentono di fare un passo avanti e di mettere sul tappeto la questione.

Noi su questo argomento della formazione dopo la finanziaria ci proponiamo di richiamare l'attenzione, di stimolare, di suscitare il dibattito in Consiglio regionale chiamando il Consiglio, la Giunta e tutti noi a fare una riflessione sull'importanza di quello che viene chiamato investimento nel capitale umano e che ormai diventa l'elemento e la variabile strategica di ogni processo di sviluppo. Per questo ci permettiamo però di chiedere alla Giunta un'attenzione particolare su questo gruppo di emendamenti, che sono stati brevemente illustrati dal collega Silvio Lai, ne abbiamo però discusso più concretamente e a lungo con la Giunta e la maggioranza nel corso della ricerca, anche faticosa, ma produttiva di un accordo.

Mi riferisco a tutti i progetti, al progetto di formazione superiore, che va nella direzione che dicevo prima, così come mi riferisco all'attuazione del dovere dell'obbligo formativo su cui il collega Lai si soffermava prima.

Parlando con l'Assessore mi suggeriva e mi diceva che c'era un problema di copertura finanziaria, perché noi avevamo previsto di fare la copertura finanziaria, di indicare come fonte di copertura finanziaria il capitolo delle entrate 36103. Naturalmente non ci formalizziamo sulla copertura finanziaria, sul capitolo; se la Giunta ha problemi su questo capitolo possiamo differenziare, dire che ancora si può fare una riduzione del capitolo sull'acquisizione degli immobili, che probabilmente era sovradimensionato, da cui abbiamo già sottratto una quindicina di miliardi ma ne rimangono ancora una quarantina, che è il capitolo 04110.

Oppure fare una piccola riduzione sul capitolo 03017, che è la voce B) del quadro comunitario di sostegno sapendo che comunque questa risorsa va integrata nel momento dell'assestamento di bilancio, oppure ancora uno dei capitoli qualunque delle spese correnti che ci sono lasciando alla Giunta di indicare... Perché dico di lasciare alla Giunta di indicare oggi, perché a questo livello di elaborazione nessuno di noi, se non abbiamo a disposizione uffici, è in grado di tenere la contabilità di quello che abbiamo stanziato e speso, ma ci sembra che comunque, anche perché molti emendamenti sono stati ritirati, le risorse possono essere disponibili.

E` su questo discorso, sulla formazione, sull'importanza della formazione, su questo problema dell'obbligo formativo e del centro avanzato di formazione che chiederei un momento di maggiore attenzione.

Ricordo all'Assessore che lo avevamo indicato come uno dei punti qualificanti e strategici della nostra proposta, sia pure sapendo che era rimasto un po' in sospeso il discorso della copertura finanziaria, ma non credo che questo possa essere di ostacolo.

Mi auguro che si riesca a sbloccare questa situazione che per noi è qualificante.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.

PUSCEDDU (D.S.-F.D.). Signor Presidente, colleghi del Consiglio; intervengo sull'articolo 17, sul complesso degli emendamenti che sono stati presentati a seguito anche di una discussione che è avvenuta nella sede della Commissione competente, ed anche a seguito di una interlocuzione avvenuta con i rappresentanti della Giunta per sottolineare un fatto, un fatto negativo, vale a dire che a mio parere sto assistente ad una sottovalutazione dell'importanza dei temi che sono stati posti all'attenzione del Consiglio con la presentazione degli emendamenti.

Siamo in un momento di forte innovazione nel settore dell'istruzione, nel settore scolastico e nel settore del formazione; lo Stato in questa materia ha legiferato ripetutamente, negli ultimi anni abbiamo avuto dei processi di riforma che non trovano eguali negli ultimi decenni.

La nuova dimensione, che è proprio la dimensione della società della conoscenza, che dovrà portare all'investimento nel settore delle risorse umane, della cultura, dell'istruzione, della formazione, non può vedere il soggetto pubblico disattento rispetto a questi obiettivi.

Investire in formazione significa investire sul capitale umano, significa investire sull'effettiva possibilità di sviluppo e di riscatto che noi abbiamo rispetto alle condizioni di ritardo di sviluppo sociale ed economico.

Finora noi abbiamo avuto un approccio rispetto a questi problemi dove la formazione è stata vista come una spesa, come un costo, talvolta come risorse dilapidate ed usate male. E` vero, questa è una faccia della medaglia su cui noi dobbiamo riflettere; dobbiamo riflettere sul modo in cui è stata fatta formazione dal momento in cui questa competenza è stata trasferita dallo Stato alle Regioni. Mi riferisco alla legge numero 845 del '78 e alla successiva legge di disciplina della Regione, la legge numero 47. Questa legislazione, datata da circa trent'anni, ha necessità di essere profondamente riformata, ha necessità di essere innovata.

Allora noi dobbiamo cambiare questo sistema; è all'ordine del giorno un processo di riforma, ma è all'ordine del giorno un processo di investimento e trovo paradossale il fatto che non ci sia la consapevolezza da parte dell'operatore pubblico che sulla formazione, sull'istruzione, sulla cultura occorre investire.

E` di oggi la notizia riportata, un'intera pagina de "Il Sole 24 Ore" dove testimonia che alcune scuole in America sono state quotate in borsa, a Wall Street! Questo significa che se i privati ritengono strategico investire sulla scuola, sulla formazione, sarebbe paradossale che il pubblico non avvertisse questa esigenza.

Allora, proprio nel momento in cui noi andiamo a delineare un nuovo sistema, che è un sistema integrato dove diversi soggetti devono svolgere il proprio ruolo, sia la scuola, sia la formazione, sia l'apprendistato, sia le aziende in un processo che sta profondamente modificandosi perché dell'esigenza di formazione noi ne avremo bisogno in tutto l'arco della vita; abbiamo necessità di formare i giovani dall'inizio al cosiddetto concetto di flessibilità, di essere aperti all'esigenza dell'innovazione tecnologica, ad essere capaci di adattarsi alle diverse condizioni di vita e di lavoro che il futuro riserverà loro.

Allora vi è la necessità di cogliere appieno un'esigenza che il legislatore con la legge dell'anno scorso, la "144" del '99, ha voluto introdurre nel nostro sistema, vale a dire l'obbligo formativo che fa da pendant rispetto al processo di riforma che ha riordinato, elevato l'obbligo scolastico da 14 a 15 anni, ha riordinato i cicli e ha introdotto il sistema che ogni ragazzo, per combattere il concetto di dispersione scolastica, va accompagnato in un obbligo formativo fino al diciottesimo anno d'età, e questo obbligo deve esplicitarsi attraverso tre momenti che devono comunque collaborare: il momento dell'istruzione, la formazione fatta all'interno della scuola, dove vi è la necessità di ridefinire i curricula didattici prevedendo l'interscambio delle attività di alternanza tra scuola e lavoro, dei tirocini in azienda, degli stages, ed anche su questo versante la scuola dovrà attrezzarsi.

L'altro versante è quello della formazione professionale, che per legge è assegnata alle Regioni. Allora la nostra Regione, così come stanno facendo tutte le Regioni d'Italia, deve essere in grado di rispondere immediatamente a questa esigenza ora che è stato definito anche il percorso attuativo dell'obbligo formativo.

Ricordava il collega Lai che venerdì 25 febbraio è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il D.P.R., il regolamento attuativo dell'obbligo formativo; è stata fatta pochi giorni fa la conferenza Stato - Regioni per delineare il percorso attraverso la stipula di protocolli d'intesa per dare attuazione all'obbligo formativo.

Io non so se vi sia la sensibilità, se i rappresentanti della Giunta stiano seguendo questi processi che sono fortemente innovativi all'interno del sistema scolastico educativo e formativo del nostro paese. Vi è la necessità di dare risposte, non di rimandare le risposte! Le risposte vanno date oggi! Se c'è un problema di bilancio, si trovino, e sta alla Giunta trovare la capienza, le disponibilità.

Accolgo interamente quanto ha detto il collega Selis. Faccia la Giunta uno sforzo per reperire, per dare comunque un segnale perché questo è un obbligo che decorre dal 2000. I quindicenni dovranno essere già introdotti in questo sistema. Non serve dire che reperiremo le risorse all'interno del POR, a parte il fatto che il fondo sociale europeo nella sua nuova configurazione prevede il superamento della logica dell'intervento strettamente formativo, perché nelle politiche dell'Unione europea viene privilegiata piuttosto la formazione post diploma, viene privilegiata la formazione all'interno delle aziende. Questo invece è un settore che attiene precipuamente e specificatamente la formazione di base, la formazione iniziale che si lega al concetto della dispersione scolastica, e difatti è stata istituita, anche attraverso il regolamento attuativo, un'esigenza che le scuole dovranno comunicare, una volta assolto l'obbligo scolastico, ai servizi dell'impiego, quali sono i ragazzi che non continueranno più a scuola, ed allora i servizi dell'impiego dovranno stabilire un censimento delle persone che comunque dovranno essere accompagnate per esercitare e attuare l'obbligo formativo. Dovranno nominare dei tutor, ma noi siamo in ritardo in questa regione anche rispetto alla legislazione di riordino rispetto ai servizi dell'impiego. Ancora non abbiamo preso le competenze che lo Stato sta trasferendo agli enti locali e alle province in materia dei servizi all'impiego. Allora abbiamo la necessità che anche la Regione abbia la consapevolezza che deve riuscire a integrare, a realizzare le opportune interazioni tra servizi dell'impiego, sistema della formazione, sistema della scuola, perché l'obbligo formativo non è da meno rispetto all'altra grande innovazione, e che positivamente io dico la Giunta ha recepito, quella dell'istruzione - formazione tecnica superiore.

Apprezzo il fatto che la Giunta, anche attraverso specifici articoli di questa finanziaria, abbia introdotto e messo delle quote di cofinanziamento per l'istruzione e formazione tecnica superiore, ma quello è solo un aspetto. C'è questo aspetto che rischia invece di essere dimenticato ed abbandonato. Ma per applicare quest'obbligo noi dobbiamo fare un discorso di territorializzazione degli interventi, sulla base di bacini potenziali di utenza. Allora significa che noi dobbiamo avere la consapevolezza che la formazione professionale, così come è articolata in Sardegna, non va bene, non è in grado di rispondere alle nuove esigenze.

Noi dobbiamo fare un grosso sforzo di riforma. Apprezzo che questa sia l'intenzione dell'Assessore, l'intenzione della Giunta, però non siete conseguenti, perché non è possibile fare una riforma della formazione a costo zero. L'anno scorso, nella tabella B) del fondo nuovi oneri legislativi, erano stanziati venti miliardi nell'anno 2000 e venti miliardi nell'anno 2001 per la riforma della formazione. Oggi l'Assessore viene in Aula e dice che vorrà fare la riforma della formazione!

A testimonianza dell'importanza di questo settore giacciono in Commissione già tre disegni di legge su questo settore, e sarà proprio l'obiettivo politico prioritario su cui noi dovremmo misurarci. Allora io avrei apprezzato, da parte della Giunta, che avesse quantomeno o presentato un disegno di legge collegato alla finanziaria, oppure provveduto ad una provvista finanziaria nel fondo nuovi oneri legislativi. Tutto questo non è avvenuto. Allora questo significa che c'è proprio una volontà politica di tenere le cose come stanno, di non fare riforma, ma neanche di dare risposta a ciò che è un obbligo che ci viene dalla legge. Noi invece dobbiamo incidere profondamente riformando il sistema, accreditando le strutture, facendo formazione che sia adeguata e rispondente ai bisogni dei nostri giovani, dei lavoratori, del sistema delle imprese e di tutta la Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Ivana Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI IVANA (D.S.-F.D.). Sarò brevissima, anche perché è stato detto dai colleghi che mi hanno preceduto. Voglio solo ricordare che è importante ciò che hanno detto l'Assessore della programmazione, l'Assessore del lavoro e formazione professionale, e cioè che nelle priorità della Giunta c'è quella di affrontare il problema della formazione nel suo complesso in modo organico e cercare di dare risposte.

Mi pare comunque che gli emendamenti che sono stati presentati vadano proprio in questo senso, nel chiedere un'accelerazione e comunque una disponibilità da parte della Giunta di investire risorse in un campo come quello della formazione, ma soprattutto come quello dell'assolvimento dell'obbligo scolastico, che non possono più essere rinviate, e non possono più essere rinviate né completamente al POR né completamente alla riforma della formazione professionale fra le altre che giace in Consiglio, bisogna dire, purtroppo, già dalla scorsa legislatura non siamo riusciti a portare a compimento benché fosse iniziata la discussione in Commissione, ma mi pare che neanche adesso siamo pronti ad affrontare questa tematica in modo compiuto.

Voglio ricordare ai colleghi e alle colleghe che la Sardegna detiene ormai un triste primato, quello di essere la regione che più fortemente risente dei problemi della dispersione della mortalità scolastica. Venti per cento degli iscritti alle superiori non si diploma; solo la metà i coloro che si diplomano si iscrive all'università, e all'università si laureano uno su venti iscritti. Credo che questa sia un problema, una questione che la Regione Sardegna si deve porre, visto e considerato, fra l'altro, che la legislazione nazionale sta procedendo alla territorializzazione di queste tematiche, e quindi a far sì che le regioni, le province e i comuni siano i detentori di coloro che programmano ed erogano queste risorse e queste risposte.

Credo che l'Assessore della programmazione e l'Assessore del lavoro dovrebbero dimostrare non tanto a questo Consiglio regionale ma alla Sardegna, quindi agli uomini e donne di questa regione, la loro disponibilità, pertanto credo che sia necessario da parte loro che vi sia l'accoglimento degli emendamenti 51 - 124 e il 50 indicando, se non vi fosse una disponibilità tale di risorse quale quelle che vengono indicate dagli emendamenti, certamente una disponibilità ad accogliere in modo significativo questi emendamenti stessi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lai. Ne ha facoltà.

LAI (D.S.-F.D.). Signor Presidente, signor Presidente della Giunta, mi interessa aggiungere solo due elementi rispetto alla presentazione sintetica degli emendamenti che è stata fatta e in relazione alle segnalazioni, alle risposte che hanno dato, come parere della Giunta, l'Assessore Pittalis e l'Assessore Luridiana..

Il primo elemento, rispetto alla copertura, alla presenza, alla previsione che queste attività siano attivate con i POR. Ci sembra francamente poco probabile per due ordini di motivi: sia per gli indirizzi che l'Unione europea ha dato rispetto al fatto che questi fondi devono essere aggiuntivi, e l'esperienza profonda sul fondo sociale europeo ci consente di dire che su questi temi l'Unione europea è molto attenta. Questo significa che viene sostenuto soltanto il miglioramento e la compensazione di sistemi inesistenti, e soprattutto dopo la formazione professionale di base, cioè al di là di quelli che sono gli impegni che devono essere garantiti dallo Stato e dalle regioni.

Il secondo elemento, per il quale richiamavo anche l'attenzione dell'Assessore della pubblica istruzione, dicendo che non è più soltanto un problema di assessorato al lavoro, è che l'obbligo formativo rientra né più né meno tra quegli obblighi che da una parte vengono garantiti dallo Stato con la scuola elementare, la scuola media e la scuola superiore, e dall'altra, da oggi, a partire dallo scorso anno, a partire dalla Bassanini terza, devono essere garantiti dalla Regione nel completamento del corso di studi, cioè non sono più attività, iniziative estemporanee, devono essere garantite per tutti coloro che ne fanno richiesta, anzi, per tutti coloro che sono cittadini sardi, cittadini italiani. Tanto per dire quali sono i numeri, oggi dei ragazzi sardi che non hanno un diploma solo uno su 25 ha una qualifica professionale. Quindi oggi dobbiamo creare e iniziare a pensare che dal 2000, cioè da settembre, deve esserci un sistema che compensa 24 ragazzi su 25 che non hanno una qualifica tra quelli espulsi dai percorsi formativi. Non è una questione che può essere garantita con l'occasionalità dei piani formativi. Rappresenta l'istituzione, la strutturazione costante di un sistema formativo, alternativo a quello della scuola che porta al diploma, che tra l'altro deve essere integrato (ed è un altro elemento che sta in capo all'Assessorato al lavoro) con il sistema dell'apprendistato, che deve essere attivato con tutto il mondo,
del sistema artigianale, del sistema delle piccole imprese, che può consentire anch'esso di garantire l'obbligo formativo a diciotto anni.

La seconda cosa che voglio dire in merito a questo è che tutti noi sappiamo, l'ha detto anche il Presidente nelle dichiarazioni programmatiche, che il problema del lavoro non è soltanto un problema di creare le occasioni, ma è anche un problema di incontro tra domanda ed offerta. L'obbligo formativo impone una nuova strutturazione di servizi circoscrizionali all'impiego, cioè la necessità che ogni ragazzo, ogni giovane sardo di quattordici anni sia seguito sino alla fine del compimento dei diciotto anni e non abbandonato, sia che abiti in una periferia urbana di Sassari o Cagliari, sia che abiti in un paesino lontano nelle nostre zone interne. Significa dare cittadinanza ai giovani sardi, significa dare attenzione sino a quando non raggiungono almeno un livello educativo di qualifica, di titoli, che gli consenta di affrontare il mercato del lavoro, perché oggi il lavoro ci sarebbe, e ce ne sarebbe abbastanza se ci fossero i titoli, le competenze e le capacità, ed anche questo è un pezzo di lavoro che dobbiamo fare oltre a quello di finanziare le occasioni di lavoro, quello di fare incontrare la domanda, le potenzialità, con quella che è l'offerta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Poche considerazioni su questa partita della formazione professionale. Il Consiglio regionale dovrà trovare una occasione, uno spazio e uno stimolo perché discuta seriamente quanto prima della formazione professionale in Sardegna, non per via di emendamento, ma per via di testo principale, perché io condivido la gran parte delle cose che qui sono state dette come enunciazioni, però, se dovessimo approfondire appena il ragionamento so che non condividerei molte delle cose o delle conseguenze a cui portano certe affermazioni.

La formazione professionale è inutile dire che è un fattore determinante per lo sviluppo, intendo lo sviluppo non solo danaro, ma innanzitutto elevazione culturale e qualità della vita, dove anche il danaro c'entra, intendendo per danaro l'economia, i mezzi, le cose. Ma oltre alle risorse finanziarie, oltre ai beni materiali che si è capaci di produrre, una società progredisce quando è più libera, e per essere più libera deve essere più colta. Allora io voglio dire per intanto questo: i soggetti, i motori perché si ponga mano a un riordino vero e serio della formazione professionale anche in Sardegna, sono due, non è solo il motore pubblico, non è solo la Regione. La Regione deve fare la sua parte destinando le risorse, normando meglio la materia, controllando. Oggi si usa dire monitorando, io dico controllando che le finalità per cui i danari sono dati in base alle leggi siano utilizzati per quel fine e perché i risultati siano garantiti.

Dico che i motori sono due perché la Regione è un motore inceppato, è deficitario; la Regione ha una normativa datata, ma soprattutto una gestione farraginosa e distratta in materia di formazione professionale, e la Regione non è un'astrazione, la Regione è chi la governa (l'hanno detto bene i colleghi che sono intervenuti, Silvio Lai, Pusceddu e altri), la Regione è questa. Voi avete la responsabilità oggi di porre mano e innanzitutto porre testa ad avanzare una proposta seria e vera di riordino della formazione professionale.

Però il secondo motore non è la Regione, non appartiene alla Regione, e neppure al sistema pubblico; il secondo motore per mettere in movimento questo carro, questa macchina sono gli enti di formazione professionale, ed è il sistema associativo che genera e sostiene gli enti di formazione professionale, quindi non solo quelli pubblici ma anche quelli privati, e non è consentito più sottacere anche sotto questo versante sulla responsabilità, intesa in positivo, come capacità di pensare, capacità di fare, capacità di produrre. La gran parte degli enti di formazione professionale è una vita che io sento dire che lamentano che è insufficiente il finanziamento, che sono insufficienti le norme, che è insufficiente tutto, però non ho mai sentito dire che è insufficiente anche la loro capacità di adempiere i fini per i quali sono stati pensati, la legge li ha riconosciuti e il bilancio li sovvenziona.

Gli enti di formazione professionale non sono funghi che nascono quando piove, appartengono al sistema della consociazione sociale; gli enti di formazione professionale chiamano, quindi, in causa, sempre positivamente, come responsabilità e capacità di fare, il sistema sindacale, non tutti i sindacati hanno enti di formazione, però quei sindacati che hanno enti di formazione li possono avere per raggiungere determinate finalità. Le associazioni professionali, imprenditoriali che hanno enti di formazione in industria grande, piccola, media, le associazioni professionali dell'agricoltura, le associazioni professionali di ogni settore produttivo che ha enti di formazione devono rispondere in ragione della qualità e in ragione dei risultati che sa garantire alla società.

Questo l'ho voluto dire adesso, è una premessa di un ragionamento. Si arrivi quanto prima, la Giunta è in ritardo e ha una grande responsabilità, ad avanzare una proposta seria di riordino della formazione professionale, laddove le parole chiave siano due: una è la formazione permanente. Bisogna smetterla con la storia che nella vita c'è un tempo per imparare, un tempo per andare a scuola e poi un tempo per produrre. Il tempo della produzione è sempre, il tempo dell'imparare e dello studio è sempre. La formazione permanente significa elevazione e aggiornamento continuo perché si può andare a scuola, si può uscirne anche ottimi laureati e si può ridiventare asini, di questi tempi, anche in pochi anni. Quindi la formazione permanente è la capacità di imparare sempre, augurando che la vita media si allunghi fino a 250 anni, e allora a 249 anni uno deve essere ancora a scuola, in parte, perché si impara sempre per stare meglio.

La seconda parola chiave è l'animazione culturale, che vuol dire cultura, però con un'anima, con una capacità di sentire, di muovere le cose. E allora nei nostri territori innanzitutto bisogna pensare a quanti soggetti operatori siano capaci di infondere e quindi di accrescere una capacità di miglioramento culturale.

Di questo aspetto, credo, ne parleremo, seppure in modo sintetico, quando passeremo al capitolo successivo, quello riguardante le politiche attive del lavoro. Non c'è economia che tenga, non c'è capacità di accrescere la produzione in nessun settore se non c'è un ambiente culturalmente evoluto nei nostri territori, che consenta alle idee anche di nascere. Non basta sostenere le idee già nate, perché quando le idee quando sono buone possono nascere qui, possono essere importate da dove si vuole, ma se noi non creiamo nel tessuto sociale distribuito un sistema favorevole, una condizione favorevole, un ambiente favorevole alla ideazione, alla capacità di pensare e di elaborare, e quindi alla capacità progettuale che ne deriva, perché non c'è nessun progetto che non sia retto da un'idea, se noi non creiamo questa condizione è chiaro che tutto quello che si pensa di fare per lo sviluppo economico della Sardegna è tutto calato dall'alto, non può che essere così, disegnato da altri, e il protagonismo sociale, quando cade o quando si affievolisce, è chiaro che è un protagonismo ridotto, rachitico.

Molti pensano di essere protagonisti e non sono neppure comparse, perché non si pongono il problema della capacità di comprendere i processi e quindi di dominare il processo produttivo innanzitutto, di comprenderne gli sviluppi. Questo non vuol dire che tutti devono essere ricchi o che tutti devono essere grandi imprenditori; si può essere imprenditori grandi quando si è imprenditori di se stessi e quando si è capaci di collaborare.

Credo che questo ragionamento applicato alla formazione professionale ci porti a superare la limitatezza di alcuni emendamenti che pure sono stati presentati, hanno una loro utilità, e se la Giunta avesse capito questa utilità li avrebbe potuti anche accogliere perché si muovono in questa direzione. Però quegli emendamenti è chiaro che hanno il limite di essere una parte troppo piccola di un tutto, di un sistema che è talmente grande per qualità, e non solo per quantità, che deve essere capito.

Il mio intervento vale per dire che condivido gli emendamenti che sono stati presentati, che la Giunta ha fatto male a non accoglierli e a non accoglierli in questo spirito; avrebbe potuto accogliere quegli emendamenti dichiarando che sta pensando al riordino del settore nel suo insieme con alcuni valori, con alcuni obiettivi, con alcuni contenuti. La Giunta dice solo "rimandiamo a domani perché trattiamo nell'insieme la questione", aspettiamo questo domani. Che sia domani, perché non so se voi intendete che non è domani ma è dopodomani, non so neppure se avrete il tempo di poter presentare questa proposta, almeno questo è l'augurio che io vi faccio di cuore, che se lo fate domani, ok, presentateci la proposta sulla formazione, se è dopodomani spero non ne abbiate il tempo perché non meritate di presentare neppure questa proposta.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di intervenire l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ho già detto, nell'esprimere il parere sugli emendamenti, che vi è un'attenzione da parte della Giunta per questo settore, vi è una particolare attenzione perché siamo tutti consapevoli che il sistema della formazione professionale finora ha funzionato solo in funzione di esigenze non di chi deve essere formato, con questo non voglio neanche generalizzare, però ha funzionato solo, forse, in funzione di altre esigenze. Ed allora sicuramente va riformato il sistema; è già in fase di definizione il disegno di legge, su proposta dell'Assessore del lavoro, di modifica, di riordino, perché è assolutamente inconcepibile che oggi vi siano enti di formazione che non hanno né giovani da formare, non hanno attività, eppure il personale è a carico della Regione, quindi molte cose devono essere sicuramente razionalizzate e riportate anche ad una logica formativa e non soltanto ma di possibilità di sbocco che la formazione deve dare anche per l'occasione.

Sul problema specifico dell'obbligo formativo vi è già una prima indicazione data per quanto riguarda il fondo sociale europeo, perché non ha detto cose esatte il collega Pusceddu quando ritiene che sul POR Sardegna non vi sia, almeno nella rimodulazione recente che è stata operata, alcun riferimento, così come vi è un riferimento proprio nella legge "144" che prevede delle risorse ad hoc.

Ora, che la Regione debba e possa fare uno sforzo in questo senso si può anche essere d'accordo, ma è vero anche che purtroppo una questione di ristrettezze di bilancio, di risorse finanziarie non consente in questo momento l'intervento nella misura che è stata richiesta, per cui il problema verrà rivisto nell'ambito più complesso della definizione di ogni problematica connessa alla formazione professionale. Ecco, con questo spirito positivo, mi pare, perché non si sta esprimendo un giudizio negativo sul merito degli emendamenti, l'abbiamo detto, la Giunta è d'accordo, se fosse presente l'Assessore del lavoro l'avrebbe confermato sicuramente anch'egli perché è materia di competenza sua, quindi confermiamo quanto già detto.

PRESIDENTE. Ricordo all'Aula che era stato illustrato e discusso un blocco di emendamenti e che per il resto si soprassiede, cioè ai 203, 204, 205 e 206 perché hanno attinenza, vengono spostati e verranno illustrati subito dopo, quando si passerà all'esame dell'articolo 17 bis.

Metto in votazione l'articolo 17. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

All'articolo sono stati apportati gli emendamenti che sono stati illustrati, e all'emendamento numero 51 è stato apportato un emendamento sostitutivo soppressivo totale.

Quindi si passa all'esame in via di precedenza dell'emendamento numero 292 che è sostitutivo totale del 51.

Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PUSCEDDU (D.S.-F.D.). Per dichiarazione di voto, per dire che l'emendamento rimane perché è opportuno che resti traccia sull'affermazione dal punto di vista politico di un'esigenza che deve essere tenuta in massimo conto da parte della Regione, l'esigenza dell'obbligo formativo.

Quindi non è un problema di quanto costa la formazione, di quante risorse mettere. Già nel corso degli interventi noi abbiamo soffermato principalmente la nostra attenzione sulla qualità della formazione.

Io sottoscrivo gran parte delle affermazioni del collega Cogodi perché dobbiamo avere la consapevolezza che vi è la necessità di una ristrutturazione del sistema della formazione, ristrutturazione che deve riguardare sia gli operatori, sia gli enti, sia le strutture che possibilmente devono essere accreditate, devono rispondere a standard di qualità in termini di dotazioni organiche, di strutture, di risorse umane e di risorse tecniche.

Bisogna evitare ciò che è avvenuto finora, di enti che sorgono (diceva Cogodi) come funghi, vale a dire con quel circolo vizioso che l'offerta condiziona la domanda, che prima si fanno i piani, si attribuiscono corsi e poi crescono enti per realizzare determinati corsi, enti senza struttura, senza know-how, senza capacità, senza adeguate risorse.

Dobbiamo invece invertire il sistema, ma invertire significa allora tener presente l'offerta formativa, tenendo conto della domanda formativa. Allora vi è la necessità di ripensare, in termini sistemici, il discorso della formazione, dove la Regione deve definire il proprio ruolo, che deve essere un ruolo di programmazione; noi dobbiamo ridefinire nel complesso istituzionale il discorso della gestione. La Regione programmi, ma programmi sul serio, controlli ma controlli sul serio, faccia l'attività di alta sorveglianza e si liberi di tutti gli orpelli della gestione, deleghi agli enti locali, alle province, tutte le attività di mera gestione, questo è il discorso che dobbiamo fare. Però non possiamo più accettare che la Regione sia un "corsificio", dove non si fa un discorso complessivo sui bisogni di formazione, ma si attribuiscono sulla base di piani, che poi non sono piani, corsi qua e là disseminati sul territorio. Noi abbiamo puntato molto su questo emendamento dell'obbligo formativo, perché volevamo introdurre all'interno del sistema proprio una sperimentazione sulla capacità di questa Regione di rinnovare veramente il sistema della formazione, attraverso un discorso che superasse la mera logica di attribuzione e disseminazione di corsi e talvolta di dispersione di risorse pubbliche. Dispiace che non sia stato colto questo segnale, dispiace che si voglia invece continuare all'interno di una logica di risorse e di piani effettuati con le risorse del fondo sociale europeo, limitando dunque il discorso al singolo corso. Qui c'era invece l'esigenza di un salto di qualità, di definire ed ipotizzare, sperimentare una diversità, una innovazione, proprio in termini integrati, del discorso della formazione, della scuola e dei servizi per l'impiego. Ed è per questo che io ritengo che vi sia la necessità, quanto meno anche in termini puntuali. Siamo tutti d'accordo per fare la riforma; la riforma va fatta, va fatta in tempi brevi, però dobbiamo avere la consapevolezza che la riforma deve essere radicale, ma deve essere nel contempo anche sostenuta da una forte volontà politica e da adeguate risorse. Poi discuteremo su come queste risorse devono essere utilizzate, e osiamo allora uscire anche dall'altro circolo vizioso, quello del personale. Perché noi abbiamo personale della "42" che non può essere utilizzato a fini formativi, vi è allora la necessità di vedere complessivamente tutti questi aspetti. Per cui io dichiaro di votare favorevolmente all'emendamento 51 così come è stato riformulato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Lai, per dichiarazione di voto.

LAI (D.S.-F.D.). Intervengo per dichiarare il voto favorevole, perché mi rassicurano solo in parte gli impegni della Giunta, perché ritengo non sia stato colto invece il senso del problema. Ripeto una cosa, non si tratta di decidere di finanziare la cura di venti malati su cento che ce ne sono; se ci sono cento malati vanno curati cento malati. L'istruzione è esattamente come la sanità, un diritto al quale i cittadini devono poter accedere liberamente. Quest'ipotesi che venga, in un finanziamento eccezionale, spostato un obbligo e un diritto non ritengo colga l'esigenza. Avrei gradito ed apprezzato di più, sia dall'Assessore al lavoro, sia dall'Assessore alla programmazione, sia anche dall'Assessore alla pubblica istruzione perché diventerà un suo impegno, un impegno ad aprire un capitolo di bilancio su questa materia, perché è un impegno a garantire un diritto a cui i giovani sardi non possono rinunciare e a cui in questi anni hanno rinunciato. Non ha niente a che fare l'obbligo formativo, giustamente l'ha detto in questo caso anche l'Assessore della programmazione, con la formazione professionale, perché è altro, è obbligo da soddisfare all'interno dei percorsi scolastici, non ha niente a che fare con l'impegno a riformare la formazione professionale, l'impegno a rivedere tutto quello che è da rivedere. Si tratta di garantire un obbligo, ecco perché esprimo, come dichiarazione di voto, il voto positivo all'emendamento 292.

PRESIDENTE. Siamo in sede di votazione dell'emendamento numero 292, che è sostituivo totale dell'emendamento numero 51. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene.

(Non è approvato)

Siamo all'esame dell'emendamento 51 che non è stato sostituito, presentato dai consiglieri Pusceddu, Lai e Pirisi. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 119, presentato dai consiglieri Fadda, Lai e Pusceddu.

Ha domandato di parlare il consigliere Lai, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI (D.S.-F.D.). Questo emendamento è un po' diverso dagli altri; volevo soltanto sottolineare, nell'esprimere il voto positivo, che si tratta di un emendamento che non ha alcun costo. E sul quale mi sembra di aver capito che anche l'Assessore al lavoro abbia espresso un parere non negativo, perché si tratta semplicemente di estendere una possibilità, limitata soltanto a due organizzazioni, a tutte le organizzazioni che rientrano nel campo della formazione professionale. E` una disponibilità più ampia di quella attuale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CORDA (A.N.). Semplicemente per dire questo, l'argomento della formazione professionale è un argomento che conosco bene, perché da trentun anni mi occupo di questo settore, e ho avuto l'esperienza negativa anche di insegnare in un corso gestito da enti, eccetera, è un carrozzone disastroso, fatto di clientele e basta! Però non voglio far perdere tempo su questo tema che approfondiremo in altra occasione, volevo solamente dire quello che penso, perché mi sembrava che fosse dovuta la presenza, come parere, su questo settore che è disastrato, perché se si vuol veramente fare formazione in Sardegna occorre riformare un carrozzone inutile, che fatto così com'è fa solo danno e serve solo a chi gestisce i corsi e non a chi li frequenta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PUSCEDDU (D.S.-F.D.). Io ritengo che al di là degli aspetti folcloristici della dichiarazione che mi ha preceduto vi sia la necessità, e il senso di questo emendamento mira proprio a porre all'attenzione del Consiglio la punta di un iceberg. Allora, per il discorso della formazione bisogna porci il problema degli operatori della formazione. Vi è un'esigenza di tener conto che il personale iscritto negli albi della legge 42 è un personale con delle competenze professionali storicizzate. Anche questo personale ha necessità di rispondere ad esigenze di formazione, perché le esigenze formative, quando la formazione era considerata la scuola di serie B, aveva più una funzione di addestramento, era più portata verso la manualità, per cui servivano delle figure tecniche specialistiche per insegnare un determinato mestiere, e noi abbiamo questo personale che risente ancora di questi limiti e che ha necessità di essere riconvertito e di essere a sua volta formato. Però ci rendiamo conto che su alcune persone non è più possibile neanche effettuare una riconversione, perché allora c'è un'esigenza dell'amministrazione regionale, che è quella di ridurre l'appesantimento dell'onere finanziario, per riservare effettivamente le risorse finanziarie verso gli utenti, verso i fruitori della formazione, perché io concordo che c'è anche questo elemento distorcente all'interno del sistema, che molte volte si bada più a chi eroga formazione rispetto a chi invece deve ricevere la formazione. Ed allora introdurre delle misure che all'interno, senza ulteriore aggiuntività di costi economici, possano favorire un esodo e una fuoriuscita dal sistema significa cogliere un obiettivo che è quello di ridurre l'appesantimento economico che questa Regione sostiene. Infatti nella norma finanziaria che noi abbiamo testé approvato, all'articolo 17 c'è proprio scritto che viene destinata una quota di risorse per gli adempimenti della legge 42. Se l'impegno di queste risorse invece è ridotto, è inferiore, noi libereremo risorse a vantaggio della formazione. Una formazione che chiaramente deve essere di qualità deve tenere conto che dev'essere al passo con le esigenze della società, per cui è positivo che l'assessorato si sia fatto carico anche di questo problema e abbia portato avanti, attraverso un finanziamento dello Stato, del Mistero del lavoro, a valere sulla formazione continua, sulla legge 236, un progetto di formazione formatori, perché vi è proprio l'esigenza che il personale che opera sia riconvertito, abbia la possibilità di operare nel sistema attraverso un'adeguata riqualificazione. Per cui io mi rendo conto che non è possibile riformare la formazione a colpi di emendamenti, ma il senso di questi emendamenti è di porre l'attenzione politica su un'esigenza di riforma generale del sistema, del sistema della formazione che, come ho detto nel corso dell'intervento, ha necessità di essere integrato con la scuola, con il sistema delle imprese, con il sistema economico. E se allora noi non riusciamo cogliere proprio l'esigenza politica che è stata manifestata, qui è sufficiente dare almeno un segnale, che da parte della Giunta vi è l'esigenza di procedere, di iniziare il primo passo di un percorso. Stiamo chiedendo questo, il primo passo di un percorso. Questo è stato posto sia in Commissione, nell'interlocuzione politica, ma di fronte ad una chiusura e ad un atteggiamento che tende solo a dilazionare nel tempo la risposta a problemi che sono reali, che non possono - mi rendo conto - essere affrontati tutti in questa sede, ma che hanno bisogno di risposte adeguate e di esplicitazione di chiare volontà politiche da parte della Giunta regionale. Per questo dichiaro il mio voto a favore dell'emendamento numero 120.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento 119. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 120. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 122. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 124.

Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PUSCEDDU (D.S.-F.D.). L'emendamento 124, che è stato presentato, pone all'attenzione del Consiglio un grosso problema, che è il problema dell'accreditamento delle strutture formative. Si continua ad operare in un sistema dove i luoghi dove viene erogata la formazione sono talvolta occasionali, raccogliticci, dispersi in diverse parti del territorio, senza nessuna logica di sistema. Il problema dell'accreditamento delle strutture formative nasce dal patto del lavoro stipulato dal Governo con le organizzazioni sindacali. A seguito del patto del lavoro, con la legge Treu, la legge 196, all'articolo 17 è stata definita proprio l'esigenza che la formazione debba essere erogata attraverso strutture accreditate. Questo articolo, e il regolamento di attuazione dell'articolo, è stato successivamente sottoposto all'attenzione della Corte dei Conti e lì si è fermato, per cui ci troviamo ancora in una fase di interlocuzione, però resta valido il principio che le strutture che erogano formazione devono essere accreditate. Per essere accreditate qui entra proprio in pieno il ruolo pubblico dell'ente Regione. Chi è che accredita? Deve essere senz'altro la Regione. Ma per accreditare bisogna predefinire determinati standard di qualità riferiti alle strutture, riferiti alle risorse umane, riferiti alle dotazioni che devono avere queste strutture.

Allora io ritengo che, una volta che riusciremo a introdurre nel sistema l'accreditamento delle strutture, allora avremo fatto piazza pulita di tutti quegli elementi che, anche nel corso di questo dibattito, sono stati sollevati come elementi distorcenti di una corretta utilizzazione delle risorse finanziarie assegnate a questo settore. Però l'accreditamento necessita dell'adeguamento delle strutture, adeguamento che deve avvenire anche in termini di sicurezza, che deve avvenire anche in termini di accoglimento delle direttive previste dal decreto legislativo 626. Ma significa anche improntare il discorso in termini di qualità. Allora, non servirà tanto soffermarci sulle risorse e sulla quantità della formazione, ma piuttosto sulla qualità della formazione, che deve essere erogata in un sistema diffuso di accreditamento. Questo sistema sta andando anche ormai verso il sistema dell'istruzione formale, dell'istruzione scolastica; nel progetto di autonomia delle strutture scolastiche ogni scuola deve predisporre il proprio progetto di offerta formativa. Se la scuola deve fare questo io ritengo che, a maggior ragione, dovranno farlo gli enti, ma dovranno farlo le strutture degli enti, perché il concetto di accreditamento introduce un ulteriore elemento, che si supera, non sono gli enti accreditati, ma sono le singole strutture. Questo significa superare l'elemento di occasionalità dei luoghi dove viene erogata la formazione, significa avere strutture che abbiano caratteristiche di certezza, ma allora significa che anche la Regione deve fare un salto di qualità rispetto all'obiettivo di erogare una formazione che sia soprattutto finalizzata. Ed è per questo che io ritengo che introdurre con un emendamento, all'attenzione del Consiglio, seppur in termini problematici, al di là della dotazione finanziaria, perché mi rendo conto che il sistema di accreditamento, se è diffuso su tutto il territorio regionale, ha necessità del concorso di diverse risorse, risorse pubbliche, risorse private, appunto perché l'obiettivo è quello di riqualificare la spesa per la formazione. Allora io ritengo, dichiarando il mio voto favorevole sull'emendamento 124, che anche questo aspetto dovrà essere tenuto in massima considerazione nell'ipotesi di riforma del sistema della formazione professionale in Sardegna, per riuscire a garantire, nell'interesse degli utenti, nell'interesse dei giovani, nell'interesse di tutti quanti si avvicinano e hanno bisogno, un bisogno formativo, di riuscire a fare formazione in luoghi adeguati, idonei, che rispondano a standard di qualità.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 124. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto sull'emendamento numero 50 il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.

PUSCEDDU (D.S.-F.D.). Questo emendamento si riconnette a un'impostazione politica che le forze del centrosinistra hanno portato avanti anche nel corso della presentazione in Aula delle dichiarazioni programmatiche del Presidente Selis. Ricorderete la triade formazione-informazione-informatizzazione. Noi dobbiamo avere una consapevolezza, che la scommessa del futuro della nostra Isola si gioca sulla società della conoscenza, si gioca sull'applicazione delle nuove tecnologie, perché abbiamo un duplice obiettivo: il primo è quello di evitare che i nostri giovani siano degli emarginati, perché mentre prima era sufficiente saper leggere e saper far di conto per avere, quanto meno, una vita di relazione e inserirsi nella società, oggi se uno non conosce le lingue e l'informatica rischia di subire delle condizioni di marginalità sociale. Per cui vi è la necessità che ci sia una specifica finalizzazione di attività che privilegiano le attività formative nel settore delle nuove tecnologie dell'informazione e dell'informatizzazione. Per questo motivo, sottolineando proprio brevemente questi aspetti, ritengo che l'emendamento possa avere il mio voto favorevole.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 50. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Abbiamo terminato l'esame degli emendamenti e faccio presente all'Aula che, come dichiarato in precedenza, gli emendamenti numero 203, 204, 205, 206 saranno esaminati insieme ad altri 26 o 25, allegati al 17 bis.

Sospendo la seduta per dieci minuti per consentire di terminare il lavoro di coordinamento di questi emendamenti che potranno essere semplificati al massimo. Se l'Aula è d'accordo per sospendere il 17 bis.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Possiamo semmai organizzare i lavori in questo modo, se l'Aula ritiene: siccome vi è una serie di emendamenti all'articolo 17 bis, che sostanzialmente si riferiscono al piano del lavoro, quindi un emendamento della Giunta è stato già oggetto di approfondimento e di accordo con la maggioranza e con l'opposizione, si tratta di valutare quali emendamenti debbono essere ritirati e quali sono sostituivi, in modo da non appesantire il dibattito e i lavori dell'Aula. Quindi, una brevissima pausa, anche di cinque minuti per fare questa ricognizione, ci fa acquistare forse qualche minuto e forse anche un'ora in più.

PRESIDENTE. La richiesta è accolta, i lavori sono sospesi per dieci minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e10, viene ripresa alle ore 13 e 46.)

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SPISSU

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta, ma per sospenderla immediatamente perché i lavori di coordinamento dei testi degli emendamenti stanno durando più del previsto. A questo punto tanto vale interrompere la seduta e riprendere alle ore 15, consentendo a tutti noi, anziché attendere qui, di fare la pausa per il pranzo.

La seduta è sospesa, riprenderà alle ore 15.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 48, viene ripresa alle ore 15 e 32.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. Se siamo d'accordo, se l'Aula non oppone obiezioni, noi possiamo anche accelerare la lettura, nel senso che leggiamo un comma e diamo per letto l'intero articolo, altrimenti la sola lettura comporta dei tempi morti nel nostro lavoro.

Si dia lettura dell'articolo 17 bis.

MANCA, Segretario:

Art. 17 bis

Intervento straordinario per il lavoro

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata, nell'anno 2000, a promuovere un intervento straordinario per il lavoro articolato in tutti i comuni della Sardegna e rivolto:

a) al sostegno di progetti per igiene ambientale e la salvaguardia del territorio;

b) alla salvaguardia, valorizzazione e gestione ottimale dei beni culturali, archeologici e storici;

c) al sostegno di progetti produttivi di itinerari culturali di archeologia industriale e mineraria;

d) all'estensione e alla cultura del verde urbano.

2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzato lo stanziamento di lire 20.000.000.000 da ripartire secondo le disposizioni di cui all'articolo 5 della legge regionale 1 giugno 1993, n. 25 e successive modifiche e integrazioni (cap. 04021/02).

3. I fondi assegnati ai Comuni devono essere impegnati entro dodici mesi dall'erogazione; in caso di mancato impegno gli stessi devono essere resi entro i successivi sessanta giorni, con l'applicazione, in caso di inottemperanza, degli interessi legali di mora.

PRESIDENTE. Nell'articolo 17 bis ci trasciniamo dall'articolo 17 gli emendamenti 203, 204, 205, 206. Se ne dia lettura, sempre con lo stesso metodo.

MANCA, Segretario:

(Inserire emendamenti 283, 203, 204, 205, 206, 219,78,116, 279, 118, 68, 183, 121, 79, 221, 117, 125, 222, 123, 218, 220, 223, 224, 245, 277, 281, 282, 293, 291, 297)

PRESIDENTE. Sono stati inoltre presentati all'articolo 17 bis i seguenti emendamenti: 219, 78, 116, 279, 118, 68, 183, 121, 79, 221, all'emendamento numero 79 c'è un emendamento all'emendamento, il 281 e il 282, il 117, il 125, il 222, il 123, il 218, il 220, il 223, il 224, il 245, il 277. E` stato predisposto un emendamento di sintesi, poi cercheremo di capire quali emendamenti vengono ritirati perché compresi in questo emendamento di sintesi, che è il 283. Inoltre c'è un ulteriore emendamento, altri due emendamenti di sintesi, il 293 e il 291, e man mano che procediamo nel lavoro spieghiamo quali emendamenti assorbono.

Abbiamo alcuni emendamenti all'articolo 17 che riguardano l'articolo 19 della legge regionale numero 37 del 1998. Di questi emendamenti alcuni che adesso elenco, sono stati compresi, se naturalmente i presentatori sono d'accordo, in un emendamento di sintesi che è il 277 che trovate a pagina 170. Gli emendamenti che sarebbero compresi nel 277 sono i seguenti: 203 a pagina 146 che è uguale al 218 a pagina 165; il 205 a pagina 48 che è uguale al 220 a pagina 166; il 68 a pagina 153; il 183 a pagina 156; il 121 a pagina 157. L'insieme di questi emendamenti dovrebbero essere ricompresi nel 277, quindi se siete d'accordo apriamo l'illustrazione di questo emendamento; se qualcuno intende parlare, e ricordo che nel 277 abbiamo già votato una parte segnatamente il comma 11 quando abbiamo stabilito la posta finanziaria relativa a questo emendamento di cui stiamo parlando, la seconda annualità dell'articolo 19 della legge numero 37. Naturalmente i presentatori di tutti gli emendamenti che ho citato dovrebbero anche dire se vengono ritirati in quanto ricompresi.

Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per illustrare l'emendamento.

COGODI (R.C.). Per quanto attiene l'aspetto tecnico procedimentale abbiamo già istruito questa partita e quanto segnalato dal Presidente con l'aiuto degli uffici corrisponde a questa attività istruttoria che è stata compiuta, che alleggerisce di molto il carico degli emendamenti e dovrebbe anche snellire il confronto e la discussione. Tuttavia ancorché alcuni emendamenti siano compresi nel testo di un più ampio emendamento, noi riteniamo di comunicare il ritiro di tutti gli emendamenti che sono stati enumerati che corrispondono o a doppioni, o a testi consimili o a parti di proposta che sono contenuti in emendamenti più comprensivi, eccezion fatta che per un emendamento. Noi vorremmo tenere nella discussione il testo di un emendamento pure consimile con quello della Giunta regionale con il 277, non è un fatto di mera forma, è un fatto di sostanza, perché non ci parrebbe delicato che noi discutiamo un solo testo presentato dalla Giunta essendo quel testo di fatto il punto di arrivo di un confronto ed anche di un accordo politico, per cui noi terremmo solo pro forma come riferimento alla discussione anche l'emendamento numero 203 che è a firma Cogodi, Selis, Cugini, Balia, Dettori, Ortu ed altri, perché pur essendo contenuto nel 277 dovendo poi essere ritirato perché sarà superato dal voto del 277, ci consente di essere nella discussione e nel confronto con una nostra proposta, che poi è una parte della proposta che è andata in convergenza con la proposta della Giunta che ha aderito a questa proposta. Quindi ritiriamo tutti gli emendamenti che sono stati richiamati, eccezion fatta per il 203 che vogliamo tenere nella discussione insieme a quello che è firmato dalla Giunta, perché poi voteremo uno di questi due e voteremo quello più completo che è il 277 a firma dalla Giunta, però anche l'emendamento conclusivo della Giunta nasce da questa nostra proposta. Non vorremo trovarci come opposizione nella condizione di dover discutere ed approvare il solo emendamento della Giunta.

PRESIDENTE. Vengono ritirati gli emendamenti 218, 205, 220, 68, 183 e 121, rimangono il 203 e il 277 su questo primo blocco di argomenti. Onorevole Cogodi, nel suo intervento illustrava anche l'emendamento?

COGODI (R.C.). Lo diamo per illustrato perché è materia che abbiamo ampiamente dibattuto, poi avremmo possibilità posto che ci sarà necessità di qualche aggiustamento ancora, avremo occasione di precisare qualcosa, ma lo diamo per illustrato perché mi pare che questa parte sia stata gran parte della discussione generale e del confronto pubblico in questi giorni.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore egli enti locali, finanze ed urbanistica per illustrare l'emendamento numero 277.

milia (F.I.-Sardegna), Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Più che illustrare il 277 che è frutto, come ha già ricordato l'onorevole Cogodi, di un accordo tra quanto proposto dai presentatori del 203 e quanto proposto dalla Giunta, presumiamo di aver trovato un accordo su quello che riguarda il comma 4 e il comma 5. Il problema relativo al comma 5, io non ho ancora potuto predisporre l'emendamento da distribuire in Aula, però se l'onorevole Scano e Cogodi prestano un attimo di attenzione potrei leggere: "Comma 5: la Regione verifica in tal modo la rispondenza dei programmi e dei progetti rispetto agli obiettivi di sviluppo e di occupazione locale previsti dalla legge avvalendosi dei nuclei di valutazione ed assistenza che garantiscono alle amministrazioni comunali e alle provincie adeguato sostegno tecnico e amministrativo nella fase della programmazione e della progettazione al fine del migliore perseguimento degli obiettivi, ed assumono il ruolo di coordinamento o monitoraggio degli interventi stessi".

Questa mi pare che sia la sintesi di quanto discusso questa mattina nella pausa. Se questo comma, così come appena enunciato dal sottoscritto Assessore ,dovesse trovare l'accordo, lo faremmo predisporre immediatamente e distribuire all'Aula.

Sul quattro mi manca la stesura fatta dall'onorevole Ivana Dettori stamattina che ha tenuto la copia.

PRESIDENTE. Se c'è la necessità di coordinare i testi e definire meglio alcuni commi dell'articolo 17 bis segnatamente agli emendamenti 203 e 277, proporrei di sospenderne l'esame e darvi il tempo perché possiate coordinare i testi e poi, una volta che l'abbiamo battuto, lo distribuiamo in Aula ed apriamo la discussione, perché altrimenti trovo che sia complicato trovare un accordo all'interno dell'Aula su un testo orale. Quindi restano i due emendamenti 203 e 277 ed attendiamo un testo definitivo su questi punti.

Sempre nello stesso articolo procediamo per blocchi di emendamenti.

C'è un ulteriore emendamento sostitutivo 283 presentato della Giunta regionale sempre all'articolo 17 bis che sostituirebbe gli emendamenti 78, 116 , 118, 117 , 125 , 222, 162, 279, 211 e 223.

Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare l'emendamento numero 283.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il contenuto è chiaro per cui mi rimetto direttamente all'articolato. Semmai mi preme integrare con la copertura finanziaria che ho già indicato agli uffici e che se sono così cortesi da mettere a disposizione dei consiglieri, siccome è articolata, ad evitare una inutile elencazione di numeri e di capitoli, e in più l'aggiunta del comma sette, che è stato proposto sotto forma di emendamento al fine di garantire la continuità e il coordinamento del precedente intervento straordinario di lavoro finanziato ai termini dell'articolo 27 della legge regionale 8 marzo 1997 numero 8 con quello previsto dal presente articolo, la Giunta regionale, in applicazione dell'articolo 4 lettera I della legge regionale 7 gennaio 1977 numero 1, emana apposite direttive ed approva i relativi programmi.

PRESIDENTE. C'è l'emendamento 297 che è un emendamento al 283 che diventa il comma 7 dell'articolo 17 bis. Chiedo ai colleghi se l'emendamento numero 283, che è stato ulteriormente emendato con il 297, fa ritirare o assorbe gli emendamenti che ho citato prima.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). In effetti l'emendamento 283 contiene e quindi supera gli emendamenti 78, 116, 118, 117, 125, 222 e 279. Per un completamento invece funzionale del testo, già in sede di interlocuzione preliminare si era convenuto che un comma aggiuntivo, che può essere il sette o l'otto, se il sette è occupato dalla proposta di coordinamento avanzata poc'anzi dall'Assessore, che è costituito dal primo comma dell'emendamento 223, mentre il secondo comma dell'articolo 223 si ritira. Il primo comma dell'emendamento 223, in buona sostanza, completa il sistema riconoscendo ai comuni la facoltà, e non l'obbligo, se ritengono di coordinare anche gli interventi ex articolo ex 94 (io lo chiamo così) questi che adesso vanno sulla 25, se lo ritengono di coordinarli e di fare un programma unico insieme all'articolo 19. E' una facoltà riconosciuta ai comuni, non impone nessun obbligo. Questa è una prima osservazione che quanto prima si era concordata.

Ugualmente il 283, ritiene la Giunta, dovrebbe essere completato con l'emendamento 297, in ordine un quale però mi permetto di chiedere qualche chiarimento. Noi riconosciamo che vi è sicuramente l'esigenza di una norma che garantisca il passaggio fra il vecchio sistema dell'articolo 37, che viene dalla legge 11 dell'88 e poi via via modificato, e il nuovo sistema, che attraverso la legge 25 assegna la partita direttamente ai comuni, e quindi deve essere inaugurato un nuovo modo di utilizzare questi stanziamenti ai fini del lavoro e per le finalità che sono qui elencate. Una norma di raccordo e una fase di passaggio ci dovrà essere, quindi reputo l'idea che è avanzata nell'emendamento 297 utile, non so però se lo strumento che viene ipotizzato è quello più congruo, perché qui si ipotizza, al fine di garantire la continuità e il coordinamento del precedente intervento straordinario, si ipotizzano direttive della Giunta e approvazione dei programmi da parte della Giunta. Stiamo attenti, io comprendo quale è la finalità e lo spirito con cui questo emendamento è stato da ultimo predisposto, noi non l'avevamo ancora esaminato, però c'è il rischio che si introduca un effetto possibile che è l'esatto contrario di quanto noi vorremmo e reputo anche di quanto vorrebbe la Giunta, perché c'è il rischio di introdurre un blocco dell'operatività di questi 100 miliardi, perché la scelta della legge 25, e quindi della maggiore autonomia comunale, pure finalizzata e incanalata attraverso le finalità in modo puntuale elencate in legge (le lettere a, b, c, d), se sono subordinate a direttive della Giunta, le quali direttive devono essere pensate, fatte, elaborate e approvate, e se queste direttive devono contenere elementi non sono di raccordo tra il vecchio e il nuovo sistema, ma come qui è detto per la continuità e il coordinamento del precedente intervento, vuol dire che il precedente intervento non può neppure continuare fino a quando non ci sono direttive, anzi viene bloccato, perché se le direttive sono lo strumento per garantire la continuità del precedente intervento, vuol dire che se non ci sono le direttine non può neppure continuare quello che è iniziato. Il coordinamento, poi, del precedente intervento è collegato a una approvazione dei programmi; se si blocca quello che è già iniziato e non si può fare nulla di nuovo perché bisogna che la Regione approvi i programmi, conviene anche dire chi è che deve approvare questi programmi, quale ufficio, quale autorità. E siccome questa cosa è nata dall'idea che è stata molto esplicitata dalla Giunta, anzi enfatizzata, qui e all'esterno, che trasferire i fondi e lo stanziamento e anche le modalità sulla legge 25 era una esaltazione dell'autonomia comunale, se passiamo da un situazione nella quale la Regione attualmente assiste male i comuni in ragione di questo intervento, a una fase nella quale deve approvare i programmi, approvare i programmi vuol dire stabilire i criteri in base ai quali li approva. Cioè torniamo a un controllo di merito, perché in base a quali criteri li approva? Con quale strumento, con quale ufficio? Cioè non si comprende come questo emendamento possa garantire né la snellezza, né la maggiore autonomia, questo lo dico senza polemica perché so che finora quello che ha detto la Giunta in tutte le circostanze era che questo era un miglioramento del sistema. Noi non stiamo aggiungendo danari, questi sono i 100 miliardi che hanno presso all'Assessorato del lavoro, ex articolo 94, che hanno una procedura ormai collaudata per cui funziona questo sistema, c'è voluto del tempo per mettere a punto e far funzionare quella procedura, non è la migliore, però almeno funziona. Se per migliorare le cose noi introduciamo non dei filtri, ma dei blocchi addirittura dell'attività pregressa e delle approvazioni di programmi futuri, noi abbiamo preso quei 10 miliardi parlando di autonomia e in realtà stiamo facendo un'altra cosa.

Quindi, suggerisco alla Giunta di ripensare l'emendamento 297 in una norma che sia puramente procedimentale e dica che la Regione cura di coordinare tutto quello che c'è in essere, che non si ferma perché era tutto regolare e legittimo in base alla legge, cura di coordinare o di agevolare, di aiutare i comuni nel passaggio dal vecchio al nuovo sistema. Cioè che la Regione svolga una funzione attiva nel coordinare e nel garantire e aiutare i comuni in questo passaggio; mentre il 297, forse senza volerlo, introduce elementi che però vanno nella direzione opposta. Per ora mi limito a questa osservazione, poi dica la Giunta che cosa intende esattamente e poi verifichiamo.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, per cercare di capire, alcuni emendamenti sono ritirati, e sono il 78, 116, 118, 117, 125, 222 e 279 perché vengono ritenuti assorbiti dal 283, lei fa delle osservazioni al 297.

COGODI (R.C.). Faccio delle osservazioni al 297 e propongo, perché già parte dell'interlocuzione che è avvenuta, che il primo comma del 223 costituisca un comma aggiuntivo del 223.

PRESIDENTE. Prego l'Assessore di prendere nota di queste cose perché stiamo facendo un difficile lavoro di coordinamento in aula.

COGODI (R.C.). E' un po' complesso ma si capisce.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA SALVATORE (D.S.-F.D.). In relazione all'ultima parte, che condivido, dell'intervento del collega Cogodi, anche a me pare che ridefinire l'azione della Giunta, come si fa con l'emendamento 297, richiamandosi alla legge numero 1, che è del 77, lo voglio ricordare, quindi una legge che sostanzialmente richiederebbe anche qualche aggiornamento, impone come conseguenza quanto è detto nella parte finale dell'emendamento, cioè che la Giunta si muove attraverso apposite direttive e poi approva i programmi. Anche a me pare che questo sostanzialmente possa essere definito come un passo indietro e sono convinto che la Giunta non voglia ottenere questo risultato.

Occorre sicuramente soffermarci un attimo, anzi credo che a questo punto tutto l'articolo vada ridefinito e riscritto, non so con quale forma, passiamo a un altro articolo, sospendiamo, rivediamolo tutto, perché sta diventando un fatto abbastanza complesso. Il rischio è che partendo dell'esigenza di migliorare la situazione, di snellire le procedure, di ottenere migliori risultati, a seconda di come riscriviamo l'articolo noi otteniamo l'effetto opposto. Quindi pongo un problema all'attenzione di tutta l'Aula perché credo che sia abbastanza complesso.

Stiamo parlando, per capirci bene, di un articolo che tra una cosa e l'altra sostanzialmente, se non ricordo male, muove qualcosa come 400 miliardi. Allora vale o no la pena di fermarci un attimino per scrivere questo articolo con molta attenzione? Se no credo che possiamo correre qualche rischio partendo tutti dall'intenzione di ottenere un migliore risultato.

PRESIDENTE. L'Assessore vuole eventualmente intervenire? C'è una proposta dell'onorevole in Sanna di fermarsi un attimo, magari sospendendo l'esame di questo articolo, però prima di sospenderlo io discuterei anche dell'altro blocco di emendamenti così assumiamo un orientamento generale dell'Aula e poi sospendiamo perché ci sia una scrittura che consenta a tutti anche di capire il testo definitivo dell'articolo. Siamo d'accordo su questo? Quindi passiamo all'altro blocco di emendamenti.

Passiamo all'esame dell'emendamento numero 291 a firma Selis, Cogodi, Spissu che dovrebbe sostituire gli emendamenti numero 79, 221, 281 e 282. L'emendamento numero 291 inoltre ha un emendamento all'emendamento che è il 293 sempre a firma Selis e più.

Per illustrare l'emendamento numero 293 ha facoltà di parlare il consigliere Orrù.

ORRU' (D.S.-F.D.). Mi limito a illustrare l'emendamento numero 293 perché si tratta di una specificazione di un intervento di risanamento ambientale relativamente al punto B del comma due del "291". Si tratta di una specificazione di un intervento in un'area mineraria molto vasta che è quella di Montevecchio Ingurtosu. Il "293" non altera né la dotazione finanziaria, né altera le finalità dell'intervento, né la destinazione delle risorse, ma è motivata credo dalla necessità, direi più che dalla necessità dall'urgenza di alcuni interventi di risanamento ambientale che ricadono in quell'area, ne cito due in particolare, uno è la fuoriuscita dei cosiddetti fanghi rossi, così sono stati definiti in quanto contengono sostanze inquinanti che vanno direttamente in mare e fuoriescono dalla miniera di Casargius provocando un gravissimo danno ad un'area ambientale di particolare pregio quale quella delle dune di Piscinas. Per altro su questo c'è già un progetto esecutivo dell'Assessorato dell'ambiente per due miliardi di intervento, è all'attenzione del Ministero dell'Ambiente nell'ambito di un intervento più complessivo, noi pensiamo che questa sia una possibilità che può essere offerta di un intervento immediato.

Il secondo aspetto della motivazione è l'intervento in corso di realizzazione della messa in sicurezza dell'unico bacino artificiale che c'è su quel territorio che è la diga di Donegani(?), basta pensare che si sta intervenendo per mettere in sicurezza anche dal punto di vista della struttura oltre che dell'impiantistica, del drenaggio e così via. L'intervento si sta effettuando su un progetto dell'Assessorato dei lavori pubblici predisposto dal Genio civile e gli importi disponibili sono nettamente inferiori a quelle necessità, si tratta di un primo intervento, per cui anche la parte residua dei tre miliardi e mezzo che vengono destinati a quell'area sarebbero sufficienti per completare quel tipo di intervento di messa in sicurezza di un bacino che qualora succeda qualcosa di irreparabile, speriamo che non accada, danneggerebbe irreversibilmente un'area tra le più pregiate della nostra isola. Quindi la proposta di emendamento coglie secondo me due obiettivi che sia la Giunta che il Consiglio si è riproposto più volte, cioè quello della tempestività e dell'efficacia degli interventi, nonché quello dell'immediata cantierabilità, perchè si tratta di due interventi, almeno quei due che ho citato, i cui atti sono esecutivi e sono entrambi nelle mani della Giunta regionale.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 291 ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo.

VASSALLO (R.C.). L'emendamento numero 291 è stato fatto per raccordare tutta un'altra serie di emendamenti che in sintesi si proponevano una serie di misure che erano finalizzate ad interventi straordinari per il ripristino ambientale, argomento per altro da tutti gli emendamenti presentati trattato molto ampiamente anche dai banchi della maggioranza che hanno presentato altri emendamenti.

Noi al fine di accelerare il lavoro dell'Aula ci siamo permessi di fare questo emendamento omnibus che raccoglie tutte le sensibilità presenti in quest'Aula rispetto ad un argomento da tutti considerato importante e determinante rispetto alla scelte politiche che il Consiglio regionale sta facendo e una maggiore attenzione rispetto al ripristino ambientale e alla situazione di degrado ambientale di alcune zone del nostro territorio.

Per altro noi abbiamo visto che all'emendamento numero 291 è stato presentato un ulteriore emendamento all'emendamento attraverso l'emendamento numero 293 che consideriamo un ulteriore contributo dell'Aula alla formulazione di questo emendamento omnibus che con questo emendamento "293" viene completamente completato.

L'emendamento prevede diverse misure, oltre quelle poc'anzi illustrate dal collega, ve n'è una che si pone il fine di fronteggiare fenomeni di inquinamento del sottosuolo, dell'area, dell'acqua attraverso interventi specifici di recupero e di valore ambientale nelle zone dove si sono verificati gravi fenomeni di inquinamento industriale. Indichiamo anche alcune zone industriali e precisamente le zone industriali dove vi è il maggior grado di inquinamento. Oltre a questo, al punto B è stata indicata una situazione che noi riteniamo sia soggetta ad una particolare attenzione da parte di questo Consiglio regionale che sono le aree del parco geominerario storico ambientale della Sardegna, per altro parco riconosciuto dall'UNESCO, e parco dove sappiamo vi sono gravi emergenze ambientali. Per altro questo intervento interessa praticamente tutte le province della Sardegna, sono coinvolti circa 88 comuni sparsi nella nostra isola, è un intervento necessario, indifferibile ed urgente e per tale motivo è stato inserito dentro questo provvedimento. Così come è stato inserito l'intervento di recupero ambientale della alta zona industriale che è quella di Ottana. Poi per quanto riguarda le zone zoominerarie poc'anzi il collega ha illustrato le finalità dell'emendamento numero 293.

Per non farla lunga, noi riteniamo che questo lavoro di coordinamento dei vari emendamenti ci possa permettere di affrontare degnamente ed approfonditamente una materia di sicuro articolata e complessa, che però questo possa essere un primo segnale generale e complessivo che si dà rispetto ad un problema così delicato, per vedere poi strada facendo, anche con ulteriori provvedimenti anche specifici, come meglio affrontare una problematica che di sicuro non ha bisogno di soli 20 miliardi, ma ha bisogno di interventi più articolati e specifici che di sicuro impegneranno maggiori risorse finanziarie.

Mi fermo qua anche perché vorremmo sentire le risposte della Giunta, se le risposte sono positive sono convinto che potremmo andare avanti anche speditamente.

PRESIDENTE. Quindi il 291 emendato con il 293 sostituisce gli emendamenti 79, 221, 281 e 282 che sono ritirati.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

la SPISA (F.I.-Sardegna), relatore. Il parere della Commissione è favorevole agli emendamenti di sintesi appena citati, in quanto evidentemente definiscono quelli che erano gli accordi già raggiunti in Commissione.

PRESIDENTE. Torniamo un attimino indietro, perché l'Assessore vuole proporre un testo sull'emendamento 283.

Ha domandato di parlare l'assessore Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il comma 7 può essere così modificato: "al fine di garantire la migliore operatività del presente intervento, la Regione garantisce ai comuni ogni utile supporto amministrativo e tecnico ed emana, ove ritenuto opportuno, direttive specifiche di indirizzo e di coordinamento".

Così come pare senz'altro accoglibile il primo comma dell'emendamento 223 a pagina 167; da inserire nell'emendamento 283, dopo il quarto comma, il primo comma dell'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). La proposta ultima avanzata dall'Assessore ci trova concordi, forse si può fare qualche limatura ancora sul precedente comma, sulla questione delle direttive. Dove è scritto "ove ritenuto opportuno" forse si può semplificare e dire "ove opportuno", perché l'opportunità deve essere valutata alla luce di un'esigenza obiettiva, non è un fatto di discrezionalità della Giunta, che si alza la mattina e se c'è il sole fa direttive, se piove non fa direttive.

L'opportunità deriva dalla condizione e dalla situazione oggettiva. Perché le direttive devono essere eventuali? Perché la Regione - è detto giustamente in questo emendamento di precisazione - garantisce ai comuni i supporti necessari perché il sistema funzioni, ed è al fine di garantire la migliore operatività dell'intervento. Se l'operatività è in campo, non trova ostacoli e con i suoi mezzi ordinari la Regione, con i suoi uffici, con l'assistenza che può dare, valuta che tutto funziona perfettamente, potrebbe anche ritenere non utili le direttive. Se invece vi fossero elementi che rientrano nel campo delle direttive, che non è una nuova legge - che la deve fare il Consiglio - ma ambiti di interpretazione, di coordinamento, di assestamento di procedure e di organizzazione, tutta roba che rientra nel campo delle direttive e si rappresentasse la obiettiva esigenza di emanare direttive specifiche, la Giunta le adotta. E` una formula che nella legislazione regionale è usata più volte, questo lo dico perché mi pare di aver capito che qualche collega abbia detto: "Ma come? Opportune direttive la Giunta può farle, non farle, decide, c'è arbitrio". Non c'è nessun arbitrio, quando si dice "l'opportunità" in termini tecnici e giuridici vuol dire che l'opportunità deriva dalla valutazione di un'esigenza obiettiva, che non è una discrezionalità e un arbitrio. Quindi a me parrebbe che così, migliorata poco poco nell'esposizione, l'ultima proposta che è stata avanzata dall'Assessore della programmazione a nome della Giunta, possa essere da noi condivisa, insieme all'inclusione del primo comma dell'emendamento 223, come lo stesso Assessore ha richiamato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.

SANNA Salvatore (D.S.-F.D.) Anche io credo che la proposta avanzata dall'Assessore Pittalis sostanzialmente abbia accolto le richieste che abbiamo avanzato. La difficoltà tecnica - lo dicevo prima o lo ribadisco adesso - è quella di riscrivere utilizzando le parole, le virgole più opportune ed anche più consone al linguaggio parlamentare, l'articolo. Perché nella sostanza, nel merito dell'articolo mi pare che ci sia l'accordo condiviso. Ed allora, io ripropongo quanto riproposto prima, si dia il tempo materiale, senza sospendere i lavori, andiamo avanti con i lavori, di riscriverlo tutto; badate che questo articolo sta diventando un collage, allora, valutatelo, per me è uguale, per me lo posso votare anche così, lo condivido e quindi, non ho difficoltà.

Valutiamo se non sia opportuno, senza sospendere i lavori, che venga riscritto l'intero articolo e così, ci ragioniamo meglio e forse, probabilmente, in questo modo lavorano meglio anche gli uffici, sia gli uffici dell'amministrazione che quelli del Consiglio. Senza sospendere i lavori.

PRESIDENTE. Io avevo colto già da prima il senso della sua richiesta, infatti io proponevo una sospensione dell'esame dell'articolo per coordinare i testi di tutti questi emendamenti che si stanno anche via via formando in Aula e di passare all'articolo successivo intanto che si mettono insieme i testi.

Se siete d'accordo, sull'articolo 17 bis, io completerei questo lavoro di ricognizione degli ulteriori emendamenti rimasti oltre ai blocchi che abbiamo esaminato, così sappiamo su che cosa devono lavorare quelli che lavoreranno al coordinamento del testo.

Segue l'emendamento 219; chiedo di sapere se viene ritirato.

COGODI (R.C.). E` ritirato.

PRESIDENTE. Poi c'è l'emendamento 123.

LAI (D.S.-F.D.). E' ritirato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 204 ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi.

COGODI (R.C.). L'emendamento numero 204 non parla di danaro, non parla di cifre, non parla di finanziamenti e neppure aggiunge complicazioni procedimentali o appesantimenti normativi di sorta. L'emendamento 204 è pensato come un articolo di finalità generali per la legge regionale numero 37. Accade questo, che ormai questa Regione, aveva ed oggi io comincio a dire, ha di più, con il miglioramento normativo che si intravede, ha di più una legge di carattere generale sulle politiche attive del lavoro. Non è ancora una legge organica quella regionale, perché pezzi di legislazione rimangono ancora dispersi. Perché la legislazione per il lavoro in questa regione si è prodotta nel tempo, e si è affastellata, si è aggiunto pezzo a pezzo, perché è una produzione legislativa che ormai data da 15 anni Ed era inevitabile che ogni volta che si pensava di aggiungere nuovi strumenti per migliorare il sistema dovessero anche sopravvivere pezzi del vecchio sistema.

Voglio ricordare che, a partire dalla prima legge di politica attiva del lavoro, che in questa regione data dal 1983, che è la prima edizione della "28", e poi successivamente, il primo intervento straordinario per il lavoro, che è dell'88, i progetti speciali e poi l'Agenzia regionale per il lavoro, la legge 33, e poi l'articolo 94, i progetti comunali che adesso stiamo riordinando e riformando, e poi il piano straordinario, la legge 37, migliorata e migliorabile ancora, prima o poi la Regione, che si era anche convenuto che un ordine del giorno conclusivo dei lavori di questa tornata consiliare, dell'approvazione della finanziaria e del bilancio, impegni tutti noi, non solo la Giunta ma anche il Consiglio, entro un tempo congruo, di mesi, a riordinare meglio tutta questa materia perché merita di essere ordinata, essere resa più efficace e più produttiva.

Tuttavia, la legge di più ampia portata, che è la legge 37, allo stato delle cose non ha un articolo di finalità. Manca l'articolo 1 in quella legge, perché quando il Consiglio approvò, nella fine del '98 la legge, tutte le attenzioni si concentrarono sui settori di intervento e sui destinatari dell'intervento, sparì, come dire, non ci fu sufficiente attenzione a dare una finalità generale.

Questo emendamento 204, dice semplicemente quello che parrebbe ovvio, perché è una dichiarazione di principi di ordine generale, è quello che è nella Costituzione della Repubblica, è quello che è nello Statuto di autonomia, è quello che è nei programmi e nella programmazione e nei documenti generali di sviluppo dalla Regione. Cioè, dire che la Regione assume come valore essenziale del suo programma generale di sviluppo l'obiettivo strategico di garantire il diritto al lavoro di tutti i sardi.

Questa non è una norma immediatamente cogente, è una norma, come si suol dire, di carattere programmatico, è una norma di valore costituzionale interno, è un obiettivo strategico, quello dello sviluppo della Regione, che si deve accompagnare alla opportunità di un lavoro per tutti sardi. Dire questo non è fare della filosofia, non è come dire, uscire fuori dal tema, dal seminato, è invece, più propriamente, come osiamo dire tanto spesso, dare un senso, dare un valore, dare un'anima anche alla legislazione. Quindi, io porgo, noi porgiamo, i firmatari di questo emendamento, a tutto il Consiglio, questa riflessione; non cambia nulla sotto il profilo effettuale, non è che cambia nulla nella legge e neppure nella finanziaria, è un completamento di ordine politico che a noi parrebbe che il Consiglio regionale debba assumere. Se però, vi fossero delle obiezioni, delle contrarietà, se la Giunta ritenesse la cosa superflua, si può anche rimandare a quando si farà il riordino generale e a quando si vorrà dare un'impostazione più organica ed anche più caratterizzata a tutta la legislazione regionale già prodotta e quella, speriamo, ancora da produrre, in materia di lavoro e di sviluppo locale.

Noi abbiamo voluto presentarlo per dire che le proposte che noi avanziamo sono proposte di carattere politico-generale, che qui non c'è affatto localismo, che in queste nostre proposte non c'è affatto corporativismo, che le proposte in materia di lavoro e di sviluppo locale sono proposte di sviluppo dell'intera regione. Questo era il significato, se però vi fosse una qualche contrarietà, noi non abbiamo difficoltà a rimettere questo consiglio che diamo, siamo consiglieri per consigliare e quindi, in questo caso, diamo un consiglio. Se riteniamo diamo questa raffigurazione, rappresentazione di ordine generale, alla legge generale per il lavoro.

Però non vorremo, su questo punto, che come dire è di valore generale, non riteniamo, se non c'è accordo di ampia portata, che il Consiglio si divida su questo, per cui ritireremo l'emendamento se non vi fosse questo accordo di ampia portata.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cogodi; quindi, il suo emendamento permane.

Per esprimere il parere sull'emendamento 204 ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Per dire che noi apprezziamo e condividiamo il contenuto dell'emendamento 204, ma riteniamo che forse è più opportuno rimandarlo a quando tratteremo tutta la materia organica delle politiche attive del lavoro, in modo da evitare che ci siano pezzi, anche per semplificazione.

Quindi, ne accogliamo integralmente non lo spirito, ma la sostanza dell'emendamento, però invitiamo a programmarlo quando faremo il quadro della legislazione sulle politiche attive del lavoro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Alla luce di quanto dichiarato dal Presidente della Giunta, noi ritiriamo l'emendamento e ci è di conforto il fatto che abbiamo già scritto l'articolo 1 della prossima legge generale sul lavoro.

PRESIDENTE. Quindi, l'articolo 204 è ritirato. L'emendamento 206 all'articolo 17 che ci siamo trascinati al 17 bis è uguale al 225 dell'articolo 18; quindi, se i presentatori sono d'accordo, lo discutiamo quando affronteremo l'articolo 18.

Cogodi, Selis, Cugini, e più, numero 206. D'accordo?

Per illustrare l'emendamento 245 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si tratta della prosecuzione degli interventi previsti dall'articolo 87 della legge regionale numero 6 del '92, che necessita della relativa copertura finanziaria di 400 milioni.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. E' rimasto l'emendamento 224 che possiamo affrontare nell'articolo 20 bis, perché riguarda la materia dell'informatizzazione, dell'introduzione dei computer nelle scuole, quindi, se i presentatori sono d'accordo lo esaminiamo nell'articolo 20 bis.

L'emendamento 224, Cogodi, Ortu, Vassallo, se sono d'accordo lo affrontiamo nell'articolo 20 bis.

COGODI (R.C.). Va bene.

PRESIDENTE. Io credo che possiamo affrontare l'emendamento 245, che è l'ultimo illustrato dall'assessore Pittalis, sugli altri blocchi di emendamenti che ne annullano altri, restiamo intesi che facciamo una sospensione della trattazione dell'articolo in modo che si possa coordinare un testo che a questo punto sia chiaro circa a tutti altrimenti è un collage incompressibile.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Due parole sull'emendamento numero 245. Noi abbiamo preso atto che poc'anzi la Giunta regionale, condividendo lo spirito e, ci è stato detto, anche il contenuto, e quindi anche il corpo di un nostro precedente emendamento, tuttavia riteneva opportuno che venisse ritirato. Direi che potrebbe valere analogamente lo stesso ragionamento. Questo emendamento 245, secondo noi, introduce una piccola variazione, non del tutto lineare ed organica, in un contesto che stiamo prevedendo invece in termini estremamente positivi. Di che cosa si tratta? Di 400 milioni, che, si può dire, rispetto ai tanti interventi non è di grande portata, però questi 400 milioni sono la prosecuzione di un progetto che un tempo fu pensato perché si voleva studiare, ricercare, pubblicizzare e divulgare elementi conoscitivi sulla condizioni giovanile. Accade che ogni volta che in questa regione si vuole fare una sperimentazione, che si vuole curare un qualche studio, una qualche ricerca, studiare un argomento, si istituisce una nuova università. Cioè, ogni studio iniziato, ogni progetto finalizzato diventa una linea di spesa e di attività permanente. Quel progetto fu pensato per uno studio e una ricerca sulla condizione giovanile; è vero che la condizione giovanile è un fatto permanente, nel senso che i giovani ci sono sempre, e quando i giovani invecchiano altri giovani crescono, però è anche vero che tutte queste cose devono essere prima o poi raccordate con altre cose che nel frattempo la regione fa. Allora, noi stiamo istituendo i nuclei di assistenza e consulenza ai comuni in materia di lavoro, di politica locale, di sviluppo locale, di animazione economica e di animazione culturale nel territorio. E' chiaro ed evidente che anche queste tematiche dello studio sulla condizione giovanile, la pubblicizzazione di queste conoscenze, e quant'altro, sono un'articolazione di questo impegno di vasta portata, articolata nel territorio che la Regione sta pensando di fare. Io voglio dire questo: non è possibile che la Regione continui sempre, anche quando fa una cosa nuova, a conservare anche le cose vecchie. Così non si riordina mai nulla, così si continua a affastellare, così non si fa riforma, mai si fa riforma in concreto.

Non c'è Fantola, al quale io voglio tanto bene, però ogni volta che io mi riferisco al concetto di una qualche riforma, ho presente Fantola, perché Fantola non esisterebbe - intendo politicamente - se non esistesse, l'idea, il bisogno, l'anelito di una riforma; però, quando si tratta di riformare qualcosa in concreto non c'è un voce (non c'è Fantola, lo farà Cossa, lo farà Demontis) che ci ricordi che le riforme si fanno davvero ogni giorno, anche partendo dalle cose ordinarie.

Qui c'è un punto di riforma, stiamo facendo una cosa nuova, una cosa nobile, una cosa importante, questa iniziativa è ampiamente compresa in quello che stiamo facendo. Questi 400 milioni per proseguire, e l'anno prossimo saranno altri 400 per continuare a proseguire, non sono una cosa che vanno bene. L'invito che rivolgo alla Giunta è di dare un segno tangibile di disponibilità verso un pochino di riordino e di novità, ritirando di sicuro questo emendamento e magari pensando non a rinunciare neppure alla somma perché sono attività utili queste, magari a riversare questa somma in coordinamento con altre attività, l'interno di una operatività di organica e più produttiva della Regione. Può essere che nello stesso capitolo che deve sostenere le attività di animazione sul territorio possa essere aggiunta questa somma. Io non sto dicendo di cassare la finalità, ma di non fare, di non tenere tutti questi compartimenti stagno, tutta queste gente che non si conosce, intendo dire soggetti che non si conoscono, monadi, che prendono alloggio in qualche pezzo di Regione e una volta che sono alloggiati lì, saranno pure in un sottoscala, ci rimangono fino a quando durerà la Regione.

Questo era un progetto specifico, i progetti devono iniziare e devono finire e le cose che hanno utilità permanente appartengono all'attività ordinaria della Regione, non a progetti di studio e ricerca che ogni anno devono proseguire, sembrando sempre una cosa a termine che invece diventano le cose più definitive.

PRESIDENTE. Credo che a questo punto, poi torniamo sull'insieme degli emendamenti, sospendiamo, come abbiamo detto, la discussione sull'articolo 17 bis, vediamo di coordinare i testi con gli emendamenti che sono stati presentati e poi ci torniamo con un testo che sia più comprensibile a tutti. Quindi, se siete d'accordo, sospendiamo l'articolo 17 bis, e passiamo all'articolo 18. Se ne dia lettura.

MANCA, Segretario:

Art. 18

Lavori socialmente utili - Istruttoria pratiche cooperative produzione

1. All'articolo 1, comma 2, della legge regionale 20 gennaio 1997, n. 7, alla fine della lettera a), è aggiunta la seguente espressione: "il presente rimborso chilometrico è erogato limitatamente ai lavoratori che godono dell'assegno INPS e dell'integrazione regionale".

2. Dopo il comma 4 dell'articolo 1 della legge regionale n. 7 del 1997 è aggiunto il seguente comma:

"4 bis. L'Amministrazione regionale è autorizzata ad erogare le somme necessarie ai soggetti pubblici o alle associazioni o ai consorzi tra soggetti pubblici di cui al presente articolo a seguito della presentazione di un'istanza contenente tutti gli elementi necessari a identificare la titolarità e la legittimità della loro richiesta; tali soggetti possono rendicontare le somme spese con una dichiarazione riepilogativa delle medesime sottoscritta dal legale rappresentante dell'ente o dal responsabile amministrativo-contabile.".

3. La disposizione di cui al comma 2 ha carattere retroattivo per tutti gli enti attuatori impegnati nei lavori socialmente utili (cap. 10136/01).

4. Il termine di cui al comma 2 dell'articolo 25 della legge regionale 6 dicembre 1997, n. 32, prorogato dall'articolo 35, comma 8, della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1, è ulteriormente prorogato al 31 dicembre 2000 (cap. 10129).

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 278, 209, 226, 126, 207, 227, 208, 228, 211 e 225, che è uguale al 206 che ci siamo trascinati dall'articolo precedente. Se ne dia lettura.

MANCA, Segretario:

(Inserire emendamenti numeri 278, 209, 226, 126, 207, 227, 208, 228, 211 e 225)

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 278, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si intende illustrato.

PRESIDENTE. E` stato presentato l'emendamento numero 209 che è uguale al "226". Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per illustrare l'emendamento.

COGODI (R.C.). Noi lo diamo per illustrato, perché c'era un'assicurazione della Giunta sulla capienza dei fondi della Regione per le stesse finalità. Se c'è questa garanzia, riterremo anche superabile l'emendamento.

PRESIDENTE. Lo ritira, onorevole Cogodi?

COGODI (R.C.). No; stiamo parlando del 209, che non è ritirato, cioè conosciamo di una disponibilità della Giunta o all'accoglimento o alla garanzia che si può dare che vi è copertura finanziaria nel bilancio della Regione per sopperire a questi bisogni, per cui io ho detto che dal nostro punto di vista, qualora vi fosse questa garanzia sufficiente, l'emendamento potrebbe essere superato. Noi, allo stato, non lo ritiriamo perché aspettiamo questa garanzia e questa dimostrazione.

PRESIDENTE. Ho capito.

Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare l'Assessore del lavoro.

LURIDIANA, Assessore tecnico del lavoro. Riguardo anche il 226 e il 126 che trattano lo stesso argomento; abbiamo la copertura finanziaria e quindi, non ci sono problemi per quando li riguarda.

PRESIDENTE. Quindi, sono accolti?

LURIDIANA, Assessore tecnico del lavoro. No, esistono le risorse nel bilancio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Effettivamente dall'esame coordinato di tutti i diversi emendamenti risulta che in un emendamento, esattamente il numero 209, è contenuta anche una misura in più rispetto a quelle che sono prese in considerazione attualmente nel sistema normativo regionale. Però, ci rendiamo conto che allo stato delle cose, anche esigenze che possono essere - da noi, ma speriamo da tutto il Consiglio e dalla Giunta - ritenute esigenze da tenere in giusto conto, non possiamo né rappresentarle, né confrontarle, né risolverle tutte, rispetto all'idea e all'ipotesi che noi avevamo e che manteniamo e conserviamo nel momento nel quale abbiamo pensato a fare gli emendamenti. Per cui, prendendo atto che la Giunta regionale dichiara che vi è copertura finanziaria sufficiente ed integrale e se non vi fosse la reperisce, per le finalità che sono enunciate negli emendamenti, noi per quanto è in nostra disponibilità per la parte nostra, per le nostre firme, noi riteniamo questi emendamenti superati e quindi, per quanto è nella nostra disponibilità, li ritiriamo.

Li ritiriamo però, ripeto, alla luce della dichiarata non disponibilità, ma della dichiarata sussistenza di copertura finanziaria sufficiente per tutte le misure che sono contenute negli emendamenti. Per le misure che sono già legge della Regione e norma, è chiaro che potranno essere operative, per le misure che sono enunciate e non sono ancora norma della Regione è ovvio che ci riserviamo e prendiamo atto della disponibilità della Giunta, a ritenerle accoglibili nella situazione nella quale si procederà a norme specifiche in materia che immaginiamo sia uno dei prossimi collegati alla manovra finanziaria.

PRESIDENTE. Quindi, anche il "126" a firma Vassallo, Pinna, Calledda che ha lo stesso significato si intende ritirato? Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Per quanto riguarda la nostra parte di disponibilità, sì. Noi siamo dei condomini in questi emendamenti e quindi, per la nostra parte di condominio, sì.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna, ne ha facoltà.

PINNA (D.S.-F.D.). E' ritirato con le stesse motivazioni.

PRESIDENTE. Anche l'onorevole Pinna dice che è ritirato.

COGODI (R.C.). Sempre con questa precisazione.

PRESIDENTE. Benissimo. Sono stati presentati gli emendamenti numero 207 e 227 che hanno lo stesso oggetto.

COGODI (R.C.). Qui c'è una specifica competenza per materia del collega onorevole Pinna e quindi, non posso che cedere il passo.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 207 ha facoltà di parlare il consigliere Pinna.

PINNA (D.S.-F.D.). Si tratta di un emendamento di cui si è già discusso in passato, relativo alla copertura delle adempienze da parte della Regione in relazione all'intesa di programma firmata dalla Regione sarda con il Ministero dell'ambiente, il Ministero del lavoro e il Ministero dei beni culturali in relazione al progetto di lavori socialmente utili da realizzare nell'area del Parco geominerario. Questa era la quota di competenza della Regione che non è mai stata inserita in bilancio, per cui diciamo che è anche un atto dovuto perché in parte il soggetto attuatore le spese le ha già sostenute, ed è relativo in particolare, ai costi sostenuti per materiali ed attrezzature che erano un impegno della Regione nell'ambito dell'intesa di programma che è stata finanziata in prevalenza dallo Stato con circa 13 miliardi. Si tratta dunque quasi di una sanatoria da portare a termine con l'approvazione di questo emendamento.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 127 si dà per illustrato riguardando lo stesso oggetto.

Sono stati presentati gli emendamenti 208 e 228 che sono uguali.

Per illustrare l'emendamento numero 208, ha facoltà di parlare il consigliere Selis.

SELIS (Popolari-P.S.). Si da per illustrato.

PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 208 e 228 si danno per illustrati.

E` stato presentato l'emendamento 225 che è uguale al 206 che avevamo nell'articolo precedente.

Si dà per illustrato.

Per esprimere il parere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Parere favorevole all'emendamento 278, essendo sostanzialmente una errata corrige. Per gli altri emendamenti si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Favorevole sul 278; invito al ritiro dell'emendamento 207; il 207 e il 227 sono simili, sì? Il 208 e il 228, pure. Hanno già trovato accoglimento in altro emendamento approvato della Giunta regionale. Ora sto facendo verificare.

Si accoglie l'emendamento 211, il primo comma, cioè la prima parte.

Sul 225 interviene l'Assessore del personale.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

MASALA (A.N.), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione Sul 225 mi corre l'obbligo di precisare che la Commissione ha già approvato una proposta di legge che era stata respinta dal Governo, quindi una legge rinviata, che ha già disciplinato il problema del personale assunto con i progetti dei lavori socialmente utili. L'emendamento si propone di recepire la legge nazionale portata dal decreto legislativo primo dicembre 1997, numero 468, che come è noto riserva nelle selezioni il 30 per cento ai dipendenti lavoratori socialmente utili. Però dice che in deroga all'articolo 52 della legge 31 del '98, la quale stabilisce che prima di fare le assunzioni per chiamata dagli uffici di collocamento, è necessario procedere a una selezione all'interno del personale che è dipendente della medesima Regione e degli enti strumentali da almeno tre anni, perché di fatto si è verificato questo, che attraverso gli anni, mentre in passato per accedere - poniamo alla quarta qualifica - era necessario il concorso, successivamente l'accesso per chiamata andava direttamente in quinta qualifica quindi, abbiamo l'assurdo che chi ha fatto il concorso è stato scavalcato da chi il concorso invece non ha fatto.

In questo caso, l'articolo 52 richiede ai fini della selezione una permanenza nell'amministrazione di almeno tre anni ed allora, i lavoratori socialmente utili, presumibilmente, anzi certamente, non hanno tre anni di anzianità per cui, l'emendamento può essere accolto se viene inteso nel senso che non si deve assolutamente verificare alcuno scavalcamento di chi è già in servizio. Cioè, nel senso che si accede nei limiti del 30 per cento alla selezione, ma ovviamente a seguire rispetto a chi ha già un'anzianità di tre anni e si trova per esempio in quarta qualifica rispetto alla quinta che dovesse eventualmente chiamarsi.

Questa precisazione si rende ancora più necessaria perché ci avviamo alla stipula del rinnovo contrattuale che fa sparire tutte queste qualifiche e ci troveremo di fronte ad un'unica categoria, per cui è assolutamente necessario che risulti a verbale anche come interpretazione autentica di questa norma, quanto io ho detto.

Credo che in questo senso e con questo spirito, in questi limiti possa essere accolto l'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato da parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Riteniamo valido sotto il profilo formale e sostanziale soprattutto il ragionamento che ha esposto l'Assessore e siccome la norma che è contenuta nell'emendamento non contrasta col sistema, ma potrebbe invece prestarsi a diverse interpretazioni, noi riteniamo che correttamente l'Assessore abbia indicato la via del chiarimento attraverso l'interpretazione autentica che propone al Consiglio, noi condividiamo questo tipo di interpretazione autentica e quindi, riteniamo soddisfacente il livello di accoglimento che è stato manifestato dell'Assessore del personale, con questa interpretazione che noi riteniamo valida e quindi, ugualmente la proponiamo al Consiglio perché approvando la norma, l'approvi con questa autentica interpretazione in origine, per cui non si possa verificare quella distonia, chiamiamola così, eventuale, che può essere in astratto paventata.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne la facoltà.

PINNA (D.S.-F.D.). Mi sono associato all'onorevole Cogodi per quanto riguarda l'emendamento 126 dopo le dichiarazioni fatte dall'Assessore Luridiana, sull'esistenza delle coperture già presenti in bilancio. E questo dei lavori socialmente utili è un argomento che abbiamo trattato in sede di discussioni preliminari tra maggioranza ed opposizione e, in quella circostanza, era stato inserito l'emendamento 207 come una delle esigenze da accogliere, in quanto si tratta di far fronte ad un impegno sottoscritto dalla Regione nell'intesa di programma sottoscritta il 10 dicembre 1997, per spese per altro già sostenute la cui mancanza comporta una notevole difficoltà nella prosecuzione dei lavori programmati, in quanto proprio per effetto della necessità di poter disporre dei materiali e delle attrezzature, sono stati programmati dei lavori che richiedono appunto interventi e costi aggiuntivi. Lavori che riguardano 53 cantieri sparsi in tutta la Sardegna, in tutte le provincie della Sardegna; lavori che hanno portato a importantissimi risultati nel recupero di siti archeologici e di archeologia industriale, e che sono noti a tutti per l'importanza e per il riconoscimento che è venuto dalle diverse sovrintendenze, dai comuni interessati e così via. Per cui all'Assessore Pittalis ricordo questa discussione che è stata fatta, e prego di verificare questo emendamento perché si tratta di far fronte ad un impegno già assunto da parte della Regione che deve trovare copertura.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Due parole per dire che condivido le argomentazioni dell'onorevole Pinna e per sottolineare l'esigenza che va rappresentata all'amministrazione regionale di raccogliere l'indicazione che proviene dagli emendamenti 207 e 227, tenendo presente che tra l'altro oltre le cose dette dall'onorevole Pinna che condivido, per quanto riguarda questo aspetto l'amministrazione regionale e gli Assessori competenti in più di un'occasione hanno anche concordato con le numerosissime delegazioni dei lavoratori che si sono recate sia presso il Consiglio, che presso la Giunta regionale. Si tratta tra l'altro di un numero notevole di cantieri e un numero consideravole anche di lavoratori che sono impegnati in questi cantieri.

Senza i provvedimenti dell'amministrazione regionale verrebbero messe a rischio le stesse provvidenze dell'amministrazione statale, per cui è indispensabile trovare modo di comporre la richiesta che viene avanzata con gli emendamenti 207 e 227. E' un interesse che riguarda la Sardegna, che riguarda un numero notevolissimo di lavoratori, e ritengo che, data anche l'esiguità della spessa che viene indicata, possa essere composta senza alcun problema.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.

PUSCEDDU (D.S.-F.D.). Mi rivolgo alla Giunta anche per avere degli elementi di maggior conoscenza rispetto a ciò che stiamo legiferando. Vorrei conoscere da parte dell'Assessore al personale quanti sono i progetti di lavori socialmente utili predisposti a portati avanti dall'Amministrazione regionale e dai suoi enti strumentali in modo da avere anche un momento di conoscenza dell'impatto, anche a fini economici, dell'operazione che stiamo procedendo a compiere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Chiedo scusa al Presidente, all'Aula e ai presentatori dell'emendamento 225, l'onorevole Cogodi, perché c'è una difficoltà di ordine tecnico che è rappresentata dal divieto posto dalla legge di contabilità regionale, esattamente dall'articolo 13 lettera C del terzo comma che vieta alla legge finanziaria l'inserimento di norme che riguardano l'organizzazione di uffici e questioni relative al personale. Quindi, siccome l'emendamento incide sull'ordinamento del personale, ovviamente, non può essere inserito e compreso nella legge finanziaria. Dico comunque che la Giunta ha già approvato il disegno di legge per la definizione del problema riguardante sia i dipendenti dei lavori socialmente utili che quelli della legge nazionale numero 10 del '91, nonché quelli dei progetti obiettivo, praticamente affronterà la questione di tutto il precariato regionale. Quindi il problema verrà ugualmente risolto in quella sede; il problema è in corso di approvazione da parte della Giunta, ma questo è un ostacolo che mi vede costretto a ritirare l'assenso che avevo dato in precedenza.

PRESIDENTE. Quindi gli emendamenti 206 e 225 vengono considerati decaduti in quanti incompatibili con la norma.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Siamo nella fase che in termini tecnici giudiziari i colleghi avvocati chiamerebbero fase conciliativa, e quindi non è caso di inserire ulteriori elementi che possano divaricare, per altro ci rendiamo conto anche della ristrettezza dei tempi ed anche della stanchezza, però ho il dovere di rappresentare alla Giunta e al Consiglio il fatto che sulla sopravvenuta interpretazione restrittiva di ammissibilità dell'emendamento non mi sento affatto di concordare. Noi non abbiamo nessun interesse a introdurre nella legge finanziaria della Regione, non dico elementi di anomalia o di illegittimità, ma non abbiamo nessun interesse neppure ad inserire elementi di dubbio per cui, laddove sussistesse anche solo un dubbio sulla legittimità di una norma in questa legge finanziaria, la mia e la nostra opinione è che questo dubbio venga eliminato e che, l'abbiamo fatto in altre situazioni, concordiamo che vivrà una norma giuridica affianco alla finanziaria.

Tuttavia, nel caso contemplato, mi permetto di non essere d'accordo sull'interpretazione che da ultimo è stata rappresentata in via tecnica alla Giunta, perché in questo caso noi non stiamo trattando di personale, non stiamo trattando di personale della Regione, né stiamo definendo assunzioni presso la Regione, questo deve essere chiarissimo, noi stiamo semplicemente operando il recepimento nella nostra Regione, con ritardo, di una norma dello Stato che demanda alle Regioni a Statuto speciale, in nome della loro autonomia e in forza della loro autonomia, di far valere una legge dello Stato con un proprio atto di autonomia. Noi stiamo applicando in Sardegna una legge dello Stato che vale in tutte le regioni d'Italia. Qui noi stiamo eliminando una discriminazione, perché questi lavoratori, se fossero lavoratori della Regione Toscana hanno una legge dello Stato che gli riconosce un diritto, perché la Regione Toscana è una Regione a Statuto ordinario. Siccome questi lavoratori non sono figli dello Statuto ordinario della Toscana, ma questi lavoratori sono figli dell'autonomia speciale, accade che se la Regione non recepisce l'operatività della norma statale questi lavoratori rimangono discriminati. Non c'entra nulla, giustamente la legge di contabilità fa divieto che in finanziaria si trattino questioni attinenti il personale, ma che cosa? Assunzioni del personale della Regione, promozioni del personale della Regione, come era pessimo uso fare in tutte le finanziarie del passato, ma non il recepimento di una norma, che dà semplicemente alla Giunta la possibilità di operare, neppure l'obbligo, la possibilità, con l'interpretazione per altro non restrittiva ma giusta, equa, che l'Assessore prima ha proposto e che il Consiglio si apprestava a recepire. Quindi mi permetto di dissentire totalmente; non è questo il momento di introdurre divaricazioni in un confronto che è produttivo e convergente, però non possiamo neppure accettare, siamo legislatori e, per quanto c'è dato, comprendiamo anche qualche rudimento di diritto, abbiamo letto qualche legge dello Stato e anche della Regione, oltre che qualche rigo del vocabolario, e mi permetto di dire che dissento completamente con questa interpretazione tecnico - giuridica, se la Giunta però ritenesse di credervi e di insistere nel suo ultimo orientamento, non è causa di difficoltà insanabile. Però, valutiamo le cose, l'emendamento c'è da tanto, non è stato dichiarato inammissibile in commissione, non è stato dichiarato inammissibile in Aula eppure pende da settimane qui, non vedo perché si debba dichiarare inammissibile post mortem, dopo che era stato già praticamente consegnato alla positiva valutazione del Consiglio e alla sua approvazione. Come emendamento quasi non c'era più, era quasi norma, e poi c'è sempre una puntualità e una solerzia che trovo sempre così puntuale e stringente, quando si tratta di risolvere un problema umano e sociale non vedo tutta questa solerzia in riferimento a tante altre norme, anche di questa finanziaria, dove il confine fra quello che è possibile o no, a norma della legge di contabilità, non è solo un confino incerto, ma è sicuramente un confine che è stato oltrepassato di molto. Però, quando si tratta di disgraziati, di lavoratori, di gente che è lì solo perché compie questo lavoro in una Regione speciale anziché in una Regione ordinaria, è la settima volta che in questo Consiglio regionale si pone questo problema, e sempre si trova modo per dire si farà la prossima volta.

Intendete farlo la prossima volta? Fatelo la prossima volta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione per una precisazione. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Vorrei raccomandare al consigliere Cogodi di ritirare l'emendamento, perché in verità proprio il suo intervento mi ha convinto che quel margine di dubbio che avevo, invece è stato dissolto, perché effettivamente nel momento in cui noi con l'emendamento deroghiamo all'articolo 52 della legge 31 stiamo incidendo sull'ordinamento, perché si dà il caso che l'articolo 52 abbia come titolo "Accesso al lavoro" proprio quello al quale lei diceva che invece non si dovesse riferire. La prego di ritirare l'emendamento perché lei sa che nello spirito e nella sostanza l'abbiamo accolto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA SALVATORE (D.S.-F.D.). Intervengo solo per precisare in relazione a questo argomento che nel testo relativo alla legge rinviata 429, che la Commissione prima ha per altro già ridefinito, e quindi trasmesso all'Aula perché venga approvato, all'articolo 6 è già, credo, ridefinito questo problema. Quindi, per quanto mi riguarda, credo che possa essere recepito l'invito dell'assessore Masala, perché, finita la finanziaria e approvato il bilancio, presumo che la Conferenza dei Capigruppo decida di far pervenire immediatamente all'Aula questo provvedimento che dovrebbe dare comunque una risposta a questo e ad altri problemi.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi è intervenuto tre volte sullo stesso tema.

COGODI (R.C.). Se devo ritirare l'emendamento dovrò dirlo, oppure lei ritiene che lo possa ritirare senza dirlo? Veda lei!

PRESIDENTE. Prego.

COGODI (R.C.). Qui ci sono strani modi di affrontare le cose. Io sono intervenuto per sostenere l'emendamento, legittimamente, per illustrarlo e interloquendo nella discussione. Mi sono stancato del fatto che devo essere sempre richiamato come se esercitando un diritto, per altro ritengo utilmente, è un dovere di consigliere regionale, su questa fase e su questa questione anche per delega di trenta colleghi si interloquisce e si interviene e pare che stiamo disturbando chissà chi. Io non sto disturbando nessuno. Ho chiesto la parola perché ho diritto di chiederla per dire che mi rendo conto, pur non condividendo l'interpretazione che è stata data, che se noi manteniamo questo emendamento e il Consiglio regionale lo dovesse, come voi fatte quando date parere contrario, ormai siete una falange macedone, vi muovete tutti in formazione acritica, voi lo boccereste. Pur sapendo che è una proposta giusta voi la boccereste, e so che se una norma viene bocciata almeno per sei mesi deve dormire prima di poter tornare Consiglio regionale. Allora noi ritiriamo l'emendamento, ma non perché siamo convinti dell'argomento che è stato dato; ritiriamo l'emendamento però chiediamo quella garanzia che qui è stata data, che non chissà quando, ma nel primo strumento utile, la prima norma che possa affiancare la finanziaria, che quasi se fosse possibile camminino insieme, contenga la risoluzione di questo fatto di giustizia per questa categoria di lavoratori.

Quindi, con questa precisazione, e avuta questa garanzia, noi ritiriamo l'emendamento di cui si discute.

PRESIDENTE. Naturalmente nessuno vuole privarla del diritto di intervenire tutte le volte che lei ritiene di intervenire, così come del resto mi pare stia facendo senza alcun problema.

Onorevole Vassallo, chiede di intervenire?

VASSALLO (R.C.). Sì, dato che la discussione non è ancora conclusa.

PRESIDENTE. Era già conclusa, però siamo sempre nell'esercizio di un diritto. Prego.

VASSALLO (R.C.). E' conclusa quando si mette in votazione.

PRESIDENTE. Infatti stavamo passando alla fase di votazione. Prego.

VASSALLO (R.C.). Non l'aveva ancora messo in votazione. Colgo l'occasione soltanto per fare una affermazione. Il Governo ha varato recentemente l'integrazione e modifica della disciplina dei lavori socialmente utili in attuazione della delega conferita dall'articolo 45, comma 2, della legge 17 maggio 1999, numero 144. Io consiglierei alla Giunta, e soprattutto all'Assessore del lavoro, di cominciare a predisporre quello schema attuativo così come impegno assunto in quest'aula poc'anzi, perché i tempi di esecuzione e di attuazione di questa legge delega non sono lunghi, nel senso che abbiamo pochi mesi per predisporre i piani attuativi di questa legge deroga per la parte che compete alla Regione, per cui non vorrei che con questo andazzo, con questo modo di rinviare, ci potessimo ritrovare quando i buoi sono scappati, nel senso quando ormai non c'è più niente da fare. Per cui mi auguro che questo invito fatto solennemente in quest'aula possa essere dall'Assessore del lavoro recepito, e quanto prima di vedere nella sesta Commissione competente per materia il disegno di legge che regolamenta questa questione.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento soppressivo parziale numero 278.

USAI (A.N.). Chiedo la votazione nominale con sistema elettronico.

PRESIDENTE. La richiesta è accolta. Prego di indicare i consiglieri che sostengono la richiesta del collega Usai.

USAI (A.N.). Le vorrei ricordare sommessamente che immeritatamente e pro tempore sono Capogruppo di Alleanza Nazionale.

PRESIDENTE. E' comunque richiesto un numero di consiglieri, come lei sa.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 278 all'articolo 18.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). So che essendo stata indetta la votazione, e non dovendo nel modo più assoluto derogare alle norme regolamentari, per avere la parola può darsi che io debba parlare per dichiarazione di voto e quindi dovrei astenermi.

PRESIDENTE. Scusi, onorevole Cogodi, io non vorrei aprire con lei una questione procedimentale, siamo in fase di votazione, lei poteva farlo un attimo prima.

COGODI (R.C.). Sì, le chiedo scusa…

PRESIDENTE. Io accetto le sue scuse, dica quello che deve dire.

COGODI (R.C.). Questo articolo dice: "nel quarto comma è eliminata la dizione: "(Capitolo 10129)". Io sono certo che metà almeno del Consiglio regionale non ha contezza di che cosa sia questa cosa, perché qui stiamo votando un numero, un capitolo di bilancio tra 7850 capitoli. Darà la possibilità di andare a cercarlo per vedere che cosa è?

PRESIDENTE. La sua dichiarazione di voto, onorevole?

COGODI (R.C.). Non ce n'è. Non si capisce cos'è, stiamo chiedendo la possibilità...

PRESIDENTE. Abbia, pazienza, siccome è stata richiesta la votazione in questo modo non posso che prendere atto di questo. Così come credo che non sia corretto dire che nessuno dei consiglieri o la metà dei consiglieri non abbia contezza di ciò.

COGODI (R.C.). Ho detto la metà e so quello che dico, perché la metà se lo sta chiedendo.

PRESIDENTE. Abbia pazienza. Siamo in fase di votazione, prego i colleghi di inserire le schede.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - DEMONTIS - DEMURU - DETTORI Ivana - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LICANDRO - LOMBARDO - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - ORRU' - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SCANO - SCARPA - SPISSU - TUNIS Gianfranco - USAI.

Rispondono no i consiglieri: MANCA - SANNA Alberto.

Si sono astenuti i consiglieri: CALLEDDA - CUGINI - DEIANA - DETTORI Bruno - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - LAI - LODDO - MORITTU - PACIFICO - PIRISI - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SELIS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione dell'emendamento numero 278, ricordo che per l'approvazione è richiesta la maggioranza relativa pari a 27 voti:

presenti 66

votanti 50

astenuti 16

favorevoli 48

contrari 2

(Il Consiglio approva)

Metto in votazione l'articolo 18. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 207.

Ha domandato di parlare il consigliere Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Pinna (d.S.-F.D.). Per dichiarazione di voto. Ho già spiegato i motivi che mi spingono insieme a tutti gli altri presentatori di questo emendamento a sollecitare ancora una riflessione su questo specifico emendamento che riguarda interventi su diverse aree della Sardegna, su 53 cantieri nei quali si stanno realizzando opere di recupero ambientale, di recupero di strutture di archeologia industriale, di sentieri naturalistici e io nel dichiarare il mio voto favorevole a questo emendamento voglio ricordare che tanti colleghi anche della maggioranza hanno incontrato questi lavoratori assicurando loro l'intervento perché il loro lavoro diventasse più proficuo, questi 550 lavoratori hanno avuto modo di manifestare la loro protesta proprio per la mancanza del rispetto dell'impegno contenuto dell'intesa di programma da parte della Regione, per cui nel dichiarare il mio voto favorevole chiedo che si voti questo emendamento per appello nominale.

PRESIDENTE. Poiché l'emendamento numero 207 è eguale al "227" chiedo se possiamo unificarli nella votazione. Quindi li votiamo insieme.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento non ha copertura in ogni caso, io inviterei a indicare un altro capitolo per la copertura.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (D.S.-F.D.). Se, come a noi risultava che potesse essere coperto dal capitolo 03017, chiedo che l'Assessore verifichi la possibilità di coprirlo con il capitolo 04111.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

pittalis (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. E' un capitolo che ha capienza, ma abbiamo già ridotto di 29 miliardi questo capitolo, si tratta di non ridurre ulteriormente perché bisogna far fronte a impegni già assunti. L'emendamento come tale non è ricevibile per mancanza di copertura.

PRESIDENTE. Prego i presentatori dell'emendamento di trovare una soluzione.

Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Il 03017 può trovare copertura nella voce 8 tabella B 03017, altrimenti a gradimento dell'Assessore qualche altra voce.

PRESIDENTE. Onorevole Vassallo, abbiamo già chiesto all'Assessore di trovare una copertura, quindi. Intanto che si ricerca la copertura propongo di esaminare gli emendamenti numero 208 e 228.

Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Per quanto riguarda il 208 e il 228 è stato già approvato l'articolo 4 bis, quindi il riferimento è all'emendamento 243, per cui invito i proponenti a ritirarli essendo già stati approvati.

PRESIDENTE. Sono decaduti quindi. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Per confermare che il ritiro è un fatto puramente formale nel senso che sono già superati perché nel merito lo stanziamento per queste finalità è già approvato dal Consiglio regionale, quindi non sono da ritirare, sono già superati.

PRESIDENTE. Torniamo agli emendamenti numero 207 e 227, se non c'è copertura finanziaria io naturalmente non posso mettere in votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Scusi, so che siamo stanchi e ci dovremmo armare tutti di un po' di pazienza, l'emendamento che è stato presentato non è privo di copertura finanziaria, è stata indicata una fonte di copertura finanziaria, la Giunta regionale dice che da questa fonte è già stata attinta molta acqua per 28 miliardi mi pare di aver sentito, quindi è una fonte che portava molta acqua, quello che rimane di acqua, dice la Giunta, è necessario per coprire impegni assunti dalla Regione, a parte il fatto che è una affermazione e non è un conto e che la cabina di regia può anche dire che ci sono degli impegni assunti alla Regione, noi sappiamo che gli impegni assunti alla regione verranno sicuramente assolti. Dovremmo allora chiedere quali impegni, se si tratta di contratti, quando è che scadono questi contratti e quando è che scadono questi pagamenti, o se sono impegni di altra natura, se sono vincolanti, dovremmo fare una indagine su questo punto, non basta una dichiarazione per dire che ci sono altri impegni della Regione. La fonte finanziaria che è stata indicata è una fonte valida, l'emendamento è stato ammesso e può essere votato. Se nascesse mai poi un problema di incongruenza fra impegni finanziari diversi il Consiglio regionale è qui, e prima che poniamo la parola fine a questo lavoro, troverà modo il Consiglio regionale di aggiustare una eventuale incongruenza, però non si può dire che non c'è copertura finanziaria. Per altro il collega Vassallo ha indicato anche un'altra fonte di copertura finanziaria, la Giunta non ha detto che quella non fa.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non esiste neanche!

ORTU (R.C.). Come non esiste! pagina 43, Asssesore, Tabella B, voce O.

cogodi (R.C.). Perché dobbiamo andare a fare questa cosa poco simpatica di andare a cercare chissà dove la copertura finanziaria. La copertura è stata indicata, il Consiglio può votare benissimo, la copertura finanziaria è all'interno della disponibilità di questo capitolo, nascesse una incongruenza che la Giunta rappresenta al Consiglio, stiamo parlando di due miliardi, non di duecento miliardi.

FLORIS Mario (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Il suo collega sta guardando il testo del proponente, non quello dell'Aula.

PRESIDENTE. Assessore Pittalis prego, onorevole Cogodi, lei ha finito!

pittalis (F.I- Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Qui non siamo al mercato Dove tutto si può acquisire. L'onorevole Vassallo ha indicato la voce O della tabella B che è stata emendata dopo il passaggio in commissione, quindi il testo che l'Aula esamina è il testo della Commissione dove non esiste neppure la voce O. Io ribadisco che gli emendamenti devono avere copertura, laddove è stato possibile provare la copertura l'abbiamo fatto, siccome sono stati assunti degli impegni rispetto ai quali questa Giunta intende mantenere fino in fondo gli impegni stessi, poi non si dica che altre questioni non hanno copertura.

Cogodi (R.C.). Non avevo finito, sono stato invaso...

OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità. Sta facendo tutte le sceneggiate napoletane.

PRESIDENTE. Assessore Oppi, per piacere, lasci guidare a me l'Aula, se ha bisogno di parlare mi chieda di intervenire. Le ricordo onorevole Cogodi che lei stava parlando in dichiarazione di voto.

cogodi (R.C.). Dia il titolo che le pare, la sceneggiata la fa l'Assessore Oppi perché è esperto, è vocato a mestiere. La faccia in altra sede, non in Consiglio regionale e non sui banchi della Giunta. Questo atteggiamento dell'Assessore Oppi....

PRESIDENTE. E` stato già richiamato a mantenere in Aula un atteggiamento consono, a lei rivolgo la preghiera di proseguire nel suo intervento.

Cogodi (R.C.)Ma che sia consono, ma che la smetta, perché qui non è che ci misuriamo a peso.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi la prego di svolgere il suo intervento.

cogodi (R.C.). Hai rotto le scatole mi hai capito!

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi per cortesia. Onorevole Cogodi, mi costringe a toglierle la parola, svolga il suo intervento e prego i colleghi di non vociare.

COGODI (R.C.). Svolgo questo ed ogni successivo altro intervento che riterrò utile. L'emendamento aveva nel momento nel quale è stato presentato e ha tuttora copertura finanziaria perché indica una fonte di copertura finanziaria, rispetto alla quale non è stata data al Consiglio dimostrazione che questa fonte non ci sia. E' stata fatta una affermazione generica da parte dell'Assessore del bilancio che quello che è rimasto in quella fonte sarebbe necessario per sopperire ad altri obblighi della Regione. Siccome l'emendamento aveva una sua copertura finanziaria, era valido quando è stato presentato, è valido tuttora, può essere votato; e se nascesse un problema di incongruenza in ragione di eventuali coperture da dare ad un capitolo, a un fondo di bilancio che per via della approvazione del Consiglio fosse stato superato nella sulla entità, il Consiglio può, prima di terminare i sui lavori, porre rimedio a questa eventuale situazione. Allo stato delle cose non è corretto che si dica in modo generico che non ha copertura finanziaria perché la copertura c'è.

PRESIDENTE. Il capitolo che è stato indicato, lo 03017, è una tabella con una serie di punti e di voci. Sono stati indicati il punto 8, che non esiste, e la voce 7 che ha soltanto 80 milioni, quindi risulta senza copertura finanziaria, nel senso che alla tabella indicata non esiste copertura.

PINNA (D.S.-F.D.). Nel testo dell'emendamento ci sono indicati i capitoli.

PRESIDENTE. Abbia pazienza, onorevole Pinna, il capitolo 03017 è quello che è specificato nella tabella B che è una serie di voci. La voce 6 ha capienza, quindi indichiamo la voce 6.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico degli emendamenti numeri 207 e 227 all'articolo 18.

Rispondono sì i consiglieri: CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - GIAGU - LAI - LODDO - MANCA - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - SANNA Alberto - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SELIS - SPISSU - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - DEMONTIS - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LICANDRO - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - USAI.

Si è astenuto il consigliere: SCANO.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione. Per l'approvazione è richiesta la maggioranza relativa pari a 33 voti.

presenti 64

votanti 63

astenuti 1

maggioranza 33

favorevoli 26

contrari 37

(Il Consiglio non approva)

PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 19.

MANCA, segretario:

Art. 19

Campi sosta

1. Per le finalità previste dall'articolo 48 della legge regionale 8 marzo 1997, n. 8, relativa ai campi sosta e transito per le popolazioni nomadi, è autorizzata la spesa di lire 400.000.000 per ciascuno degli anni 2000, 2001 e 2002 (cap. 12001/11).

PRESIDENTE. All'articolo 19 sono stati presentati cinque emendamenti (il 66 e il 127 che erano stati presentati sono stati ritirati).

Se ne dia lettura.

MANCA, segretario:

(Inserire emendamenti numeri 128, 229, 77, 181, 252)

PRESIDENTE. L'emendamento 128 viene ritirato dai presentatori.

Per illustrare l'emendamento numero 229 ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi.

COGODI (R.C.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Dettori Bruno per illustrare l'emendamento 77.

DETTORI BRUNO (I Democratici). Intendo illustrarlo molto brevemente per portare, intanto sono uguali per cui uno dei due è ritirato. Parliamo del 181, il 77 rimane in piedi; però mi preme dare queste informative all'Aula perché, su questo problema credo che una qualche responsabilità noi ce la dobbiamo assumere. Mi riferisco al fatto che i comuni hanno indicazioni da parte sia del Governo nazionale, sia della Regione, e mi riferisco alla legge numero 225 del 1992, alla legge regionale sull'istituzione del servizio nazionale della protezione civile e alla legge regionale 3 del 1989, "Interventi regionali in materia di protezione civile", che indicano alle amministrazioni regionali, provinciali e comunali, relativamente ai piani di previsione per la protezione civile, di organizzare della cartografia in quei comuni che hanno subito calamità, non in quelli che le dovranno subire, mi in quelli che le hanno subite, organizzare una cartografia affinché certi eventi calamitosi non abbiano a ripetersi, perché noi siamo quella nazione, quella regione nella quale succedono, a distanza quasi programmata, gli stessi eventi, e ne subiamo danni incredibili. L'ultimo l'abbiamo avuto qui a Capoterra, l'abbiamo avuto nella Sardegna meridionale e i disastri li abbiamo ancora molti vicini e prossimi alla memoria.

La richiesta che i proponendoli dell'emendamento avanzano è quella di vincolare una parte delle risorse che arrivano ai comuni che sono stati oggetto di queste calamità, che li vincoli ad organizzare una cartografia del rischio ambientale, solo questo, perché i comuni si ritrovano sempre impossibilitati ad organizzare queste cartografie perché altre esigenze, altri bisogni pressanti del momento non gli consentono di lasciare nessuna cifra, nessuna risorsa disponibile a queste cartografie.

Con l'emendamento la proposta è questa: l'assessorato agli enti locali deve organizzare un piano e imporre ai comuni delle risorse, lo stanziamento delle risorse al fine della predisposizione di cartografie tematiche per la prevenzione di queste calamità.

PRESIDENTE. Mi fanno notare che nell'approvazione dell'articolo 9, già avvenuta, al capitolo indicato per la copertura finanziaria, non esiste più nessun fondo, non esiste più la disponibilità, e quindi c'è questo problema. Abbiamo già utilizzato quel capitolo con nostra votazione.

L'emendamento numero 181 è già stato ritirato. L'emendamento 252 viene dato per illustrato.

Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna) , relatore di maggioranza. Si rimette all'Aula per tutti gli emendamenti tranne per il 252 per cui dà parere favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si esprime parere negativo sull'emendamento numero 229; l'emendamento numero 77 non ha copertura, quindi invito il presentatore a ritirarlo e la questione la possiamo rivedere semmai nel collegato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bruno Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI BRUNO (I Democratici). Non ho difficoltà a ritirare l'emendamento, ma comunque non è un aumento di nulla, è semplicemente un vincolare risorse presenti in un capitolo a questo fine, cioè fare in modo che gli enti locali organizzino un piano, vincolando delle risorse, affinché si possa organizzare una cartografia tematica per la predisposizione di modelli atti a evitare che si ripetano le stesse calamità ogni volta che piove in una certa maniera, i millimetri (?) che noi sappiamo.

Solo questo. Siccome la legge nazionale esiste, esiste anche una legge regionale che impone ai comuni queste cartografie, ed è all'interno della protezione civile, i comuni non ne sono ancora dotati e noi continueremo a piangere responsabilità esterne, quando le responsabilità sono in capo agli amministratori che non hanno la risorsa, perché non gli viene vincolata per organizzare questa cartografia a tematica. Solo questo; per cui si trovi il sistema perché ai comuni questi denari arrivino vincolati per questo fine, perché ritengo, non è un problema semplicemente altro che quello di non essere miopi nella gestione del territorio e nella sua utilizzazione.

Per quanto mi riguarda, l'emendamento può essere ritirato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Soltanto due parole sul 229. Come si potrà notare, il 229 chiedeva un aumento di 100 sul capitolo 01201/11. Di che cosa si tratta? Si tratta soltanto di aver preso atto che un programma della Regione stava finanziando un programma per i campi nomadi e nella stesura del programma ho verificato che mancano 100 milioni. Credo che la Giunta stia facendo un'alta programmazione e quanto meno, proprio partendo dall'esperienza precedente, partendo dalle richieste che i comuni hanno avanzato, dal programma già in atto in questo momento, si riconosca quantomeno che mancavano questi 100 milioni e si abbia la buona volontà di rimpinguare una somma che è dovuta.

Comunque, se non lo si ritiene opportuno, si ritira l'emendamento.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 19. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 252. Chi lo approvava alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 20.

MANCA, Segretario:

Art. 20

Finanziamenti alle Università e agli enti e organismi operanti nei settori culturale, socio-culturale e della sicurezza sociale

1. A valere sullo stanziamento recato dal capitolo 11063 per l'anno 2000:

a) una quota pari a lire 3.000.000.000 è attribuita al Consorzio per la promozione degli studi universitari di Nuoro per gli interventi previsti dall'articolo 47, comma 3, della legge regionale 7 aprile 1995, n. 6;

a) una quota pari a lire 1.500.000.000 e a lire 750.000.000 è attribuita al Consorzio per l'Università degli studi di Oristano quale contributo regionale rispettivamente per le spese di costituzione e di funzionamento e per il finanziamento dei diplomi universitari in biotecnologie agro-industriali e in tecnologie alimentari;

b) una quota pari a lire 500.000.000 è attribuita all'associazione per l'istituzione della Libera Università Nuorese (AILUN) quale contributo aggiuntivo per le proprie attività istituzionali;

c) una quota pari a lire 800.000.000 è attribuita all'Associazione Universitaria Sulcis-Iglesiente (AUSI), per il finanziamento dei diplomi in scienze dei materiali e per la promozione d'intesa con la FORGEA INTERNATIONAL per la formazione di tecnici nel settore dei materiali e dell'ambiente.

2 Per la prosecuzione ed il completamento dell'intervento previsto dall'articolo 2, lett. a), della legge regionale 25 maggio 1999, n. 18, è autorizzata, nell'anno 2000 l'ulteriore spesa di lire 2.000.000.000 (cap. 10022).

3. Nel comma 2 dell'articolo 27 della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1, le parole "all'istituzione dei dottorati di ricerca e di corsi di perfezionamento" sono sostituite da "per il reclutamento per la ricerca (assegni di ricerca, dottorati di ricerca, contratti di ricerca)"; per le predette finalità, da svolgere negli anni accademici 2000-2002 e 2001-2003, è destinata una quota pari a lire 1.000.000.000 dello stanziamento recato dal capitolo 11065 per ciascuno degli anni 2000 e 2001, in ragione di lire 600.000.000 all'Università di Cagliari e di lire 400.000.000 all'Università di Sassari.

4. La legge regionale 13 luglio 1988, n. 21, è abrogata (cap. 02179).

5. La legge regionale 18 dicembre 1987, n. 57 e successive modifiche e integrazioni è abrogata (cap. 11099/P).

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 47, 46, 131, 52, 129, 130, 49, 48, 132, 134. Se ne dia lettura.

MANCA, Segretario:

(Inserire testo emendamenti numeri 47, 46, 131, 52, 129, 130, 49, 48, 132, 134)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 47 ha facoltà di illustrarlo.

SELIS (Popolari-P.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 46 ha facoltà di illustrarlo.

SELIS (Popolari-P.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 131 ha facoltà di illustrarlo.

DETTORI IVANA (D.S.-F.D.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 52 ha facoltà di illustrarlo.

SANNA ALBERTO (D.S.-F.D.). L'emendamento numero 52 ha l'obiettivo di soddisfare le esigenze nuove che si sono andate manifestando nel corso di questi ultimi anni per la gestione e il funzionamento dei corsi di laurea dell'Università di Oristano, che è una sezione staccata di quella di Cagliari e di quella di Sassari. Noi avevamo a Oristano, nell'anno accademico '96-'97, due corsi di diploma universitario: "Economia e amministrazione di imprese", "Economia e gestione dei servizi turistici", con 50 studenti iscritti a questi due corsi di lauree.

Nell'anno accademico 1999-2000 si sono aggiunti altri tre corsi di diploma universitario che sono: "Biotecnologie agroindustriali", "Tecnologie Alimentari" e "Viticoltura ed enologie", anche questi corsi di diploma sono programmati e collegati con le Università di Cagliari e di Sassari. Attualmente frequentano questi cinque corsi 255 studenti e sono previsti, per il 2002, 350 studenti.

Nel '96, anno di istituzione dei primi due corsi di laurea, la finanziaria regionale metteva a disposizione 2 miliardi e 250 milioni, oggi in base a queste accresciute necessità, si pone l'esigenza minima di aumentare di almeno 350 milioni la dotazione finanziaria per il buon funzionamento dell'università di Oristano.

Quindi, questo è il senso della proposta; è un emendamento che anche nella misura è piuttosto contenuto e quindi credo che sia un emendamento realistico e rispondente alle esigenze.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento 129, ha facoltà di parlare il consigliere Pinna.

PINNA (D.S.-F.D.). Nel testo licenziato dalla Commissione ho visto con molto piacere che la Giunta regionale ha introdotto un emendamento all'articolo 20, comma 1, punto D, che si pone l'obiettivo, se non capisco male, e vista la formulazione che comunque mi pare poco comprensibile, di finanziare le attività del FORGEA International che è un centro internazionale per la formazione di tecnici minerari ed ambientali dei paesi in via di sviluppo, che ha già avviato la sua attività facendo un primo corso finanziato all'UNIDO, e a cui hanno partecipato quindici tecnici provenienti dai paesi in via di sviluppo, in particolare dal bacino del Mediterraneo e dei paesi dell'America Latina e i cui risultati sono stati estremamente positivi e importanti anche perché questo centro nasce su proposte, è stato promosso dal Ministero degli Affari Esteri, e risponde un po' alla logica della nuova cooperazione internazionale che il nostro paese intende portare avanti con i paesi in via di sviluppo quando si pone il problema, non già di dare aiuti in danaro e in infrastrutture, ma soprattutto di aiutare questi paesi nel settore della formazione dei tecnici.

Dunque, questa formazione dovrebbe essere fatta nei paesi interessati, ma soprattutto dovrebbe essere realizzata nel nostro paese presso le strutture che consentono questa formazione. Il Ministero degli Esteri ha individuato una serie di filiere nel settore della formazione di questi tecnici, alcuni dovrebbero, per quanto riguarda l'agroalimentare, la Lombardia, per quanto riguarda l'industria meccanica, il Piemonte e per quanto riguarda l'industria mineraria dell'ambiente e dei nuovi materiali è stata indicata la Sardegna come centro per realizzare questa importante attività.

E` un fatto estremamente importante perché se questo centro dovesse funzionare regolarmente, si riuscirebbe a raggiungere l'obiettivo di ospitare circa 150 - 200 tecnici provenienti da paesi in via di sviluppo, in sostanza la Sardegna, in particolare nel bacino del Mediterraneo, potrebbe diventare un po' il centro di incontro della classe dirigente dei paesi in via di sviluppo, attivando rapporti prima di tutto culturali, scientifici, per poi farli diventare in prospettiva, anche rapporti di cooperazione economica di grande importanza e di grande rilevanza. Ora, il centro ha finito di funzionare o ha interrotto il suo funzionamento per due ragioni essenziali. La prima è relativa al fatto che occorreva trovare finanziamenti internazionali per finanziare i corsi e quindi reclutare i tecnici dei paesi in via di sviluppo con un ragionamento ben definito, ospitarli, pagare i docenti, organizzare corsi, tutto quanto era necessario per portare avanti questa attività. A questo problema, proprio nei mesi scorsi si è ovviato con una decisione importantissima del Ministero degli Affari Esteri da una parte e dell'UNIDO dall'altra e il Ministero degli Affari Esteri ha dato un finanziamento di 4 miliardi e mezzo all'UNESCO, da destinare proprio al finanziamento dei corsi del FORGEA, quindi il FORGEA International, per quanto riguarda le attività e i corsi sarà finanziato dall'UNESCO, questo è un fatto estremamente importante, un altro corso è stato finanziato dall'UNIDO di Viena(?) e dunque, questo centro diventa, è anche diventato elemento di attrazione dei finanziamenti da parte degli organismi internazionali.

Quello che occorre, quello che manca ulteriormente per rendere operativo il tutto, è la mancanza dei costi di gestione. Allora, mi fa piacere che la Giunta regionale abbia inserito questo emendamento, che spero abbia l'obiettivo di finanziare con 800 milioni la gestione di questo centro e tuttavia io, nell'emendamento, non intravedo come questi denari possano arrivare al FORGEA International considerato che il finanziamento è disposto in favore dell'AUSI, l'università del Sulcis Iglesiente che è un istituto di grande rilevanza e di grande importanza a cui il collega Pili ha dato un impulso importante perché venisse realizzato, e tuttavia devo sottolineare, questo lo potrà confermare sia il collega Pili che l'Assessore Onida, l'attività dell'AUSI è già finanziata con uno stanziamento annuale di 500 milioni e dunque non si comprende come questo finanziamento per il FORGEA debba passare attraverso l'AUSI e poi essere girato al FORGEA International facendo dei passaggi che probabilmente potrebbero trovare anche dei cortocircuiti nel trasferimento dei danari in quanto non capisco come l'AUSI possa finanziare il FORGEA, considerato anche che non vi partecipa neanche come consorziato. E dunque l'emendamento, presentato da me e da altri colleghi, ha proprio lo scopo di destinare con chiarezza questo finanziamento al destinatario finale per evitare passaggi inutili e per evitare lungaggini che, a mio avviso, non sono per niente fruttuose, considerato che i corsi possono iniziare subito un po' per effetto dei finanziamenti internazionali.

Se esiste un problema, che io non conosco e che non mi risulta, di finanziare e di dare ulteriori contributi all'AUSI per il suo funzionamento, si dica questo e io sono pronto a sostenere che ulteriori finanziamenti possono andare all'AUSI, diversamente non capisco davvero questo passaggio che rischia davvero di creare un cortocircuito e di non far giungere lo stanziamento al destinatario finale.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 130, ha facoltà di parlare il consigliere Pusceddu.

PUSCEDDU (D.S.-F.D.). Si da per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 49 ha facoltà di parlare il consigliere Lai.

LAI (D.S.-F.D.). Si da per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 48 ha facoltà di parlare il consigliere Lai.

LAI (D.S.-F.D.). Si da per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 132 ha facoltà di parlare il consigliere Pinna.

PINNA (D.S.-F.D.). Se è possibile, Presidente, io propongo che questo emendamento venga trasferito e trattato assieme per essere coordinato ed eventualmente anche ritirato se sarà necessario e trasferito all'articolo 24 per essere trattato ed eventualmente coordinato, insieme all'emendamento numero 45 di pagina 231.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori ha facoltà di illustrare l'emendamento 134

BALIA (F.S.D.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore. Sugli emendamenti appena illustrati, il parere è di rimettere all'Aula la valutazione. Vorrei soltanto però, far osservare, a meno di un errore da parte mia, che l'emendamento 36 è stato letto o non è stato letto? Riguarda il 20 bis, giusto? Va bene all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Anche in questa occasione chiedo soccorso al collega Onida che esprimerà il parere su alcuni emendamenti.

Parere negativo per il 47; parere positivo per il 46; per l'emendamento della collega Ivana Dettori, il numero 131, invito al ritiro, semmai a una riformulazione dell'intervento semmai da allocare - tenuto conto della scarsissima ormai disponibilità di risorse - sempre nel contesto dell'articolo 20.

Sul 52 interverrà il collega Onida; sul 129 mi pare che il presentatore lo abbia già ritirato, no? Avendo già costituito oggetto di previsione nel contesto dell'articolo 20, previsto testualmente una quota pari a lire 800 milioni è attribuita all'associazione universitaria Sulcis Iglesiente per il finanziamento dei diplomi scienze dei materiali e la promozione d'intesa con la FORGEA International, per la formazione di tecnici nel settore dei materiali e dell'ambiente. Mi pare sostanzialmente simile e comunque, non si accoglie, tenuto conto della previsione già contenuta nell'articolo 20.

Il 130 merita un'attenzione nel disegno di legge sulla formazione professionale e quindi, l'invito è al ritiro e comunque non si accoglie.

Il 36 si accoglie. Il 49 è lasciato al parere dell'Assessore Onida e così pure il 48, il 132 e il 134.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore Onida.

ONIDA (P.P.S.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Evidentemente io confermo i pareri del relatore e dell'Assessore del bilancio, ma sulla questione della università diffusa voglio trattenermi un attimino per fare una valutazione che credo importante.

L'emendamento numero 52 lo accolgo, lo accoglierei e debbo anche dire che stranamente il risultato non approda alle mie proposte sui capitoli e sulle questioni che riguardano il mio Assessorato, pur avendolo io inoltrato come è dimostrabile agli atti. Ma non è questo il problema; il problema è un altro. Sulla questione della spesa universitaria e soprattutto in ordine a questa esigenza, a questa sensibilità, che sta montando di portare sul territorio della Sardegna momenti di didattica universitaria, la cosiddetta università diffusa sul territorio, è necessario che noi facciamo una riflessione un po' più acuta. Non è pensabile lasciare a manager, pur intelligenti, imprenditori a dir la verità, che il discorso di diffondere l'università sulla Sardegna sia il metodo più corretto. Ho avuto modo ultimamente di confrontarmi con gli studenti, con gli ERSU, con le università, e ho visto delle cose che sono indubbiamente da eliminare. Io non so se sono stati il metodo fino a oggi seguito, io ritengo però che da questo momento in poi, almeno per quanto mi riguarda, tenterò proprio di eliminare questo sistema di lavoro.

La Regione non può essere il rubinetto che si apre per dare danari all'università in ogni modo, né a quella accentrata sulle città, né a quella che diciamo università diffusa sul territorio. La Regione è il soggetto che pianifica e programma, non da sola ma insieme ai rettori, questo sistema di allargamento dell'università in Sardegna, decide insieme ai rettori e dico anche al sistema più ampio e rappresentativo della democrazia locale, le cose che devono avvenire e questo invece non sta avvenendo. Io mi sono ritrovato ultimamente, agli ultimi giorni in cui dovevamo presentare gli emendamenti alla Commissione, con degli operatori del settore della cultura, soprattutto di questi manager che si preoccupano insieme anche a soggetti, sindaci del territorio di allargare l'università, che da una tasca mi hanno tirato fuori un emendamento per portare i 350 milioni in più all'università di Oristano, dall'altra tasca mi hanno tirato fuori l'emendamento per portare 800 milioni per fare l'università dal mare ad Alghero. Io non ce l'ho né contro l'università del mare a Alghero, immaginate se ce l'ho contro i 350 milioni in più sull'università di Oristano; è il metodo che non va assolutamente bene.

E allora, noi dobbiamo, io credo e questo lo dico agli amici dell'Aula e lo dico a tutti, ma lo dico soprattutto alla Giunta, su questo argomento dobbiamo veramente fare chiarezza. Noi abbiamo la necessità, insieme ai due rettori di Sassari e di Cagliari di ridare significato, di rispettare una norma della legge numero 26, chiamata legge Fois, mi sto riferendo al collega Paolo Fois che era in mezzo a noi nella passata legislatura, che prevede una cosa molto importante. Primo: che la pianificazione avvenga attraverso il lavoro congiunto e contestuale che deve nascere in questo contesto di soggetti istituzionali, l'Assessore della cultura e dell'istruzione, l'Assessore del bilancio e della programmazione e i due rettori dell'università. Secondo, e questo è ancora più importante: noi non conosciamo e non sappiamo quante risorse e quanti denari vanno nella direzione delle università, perché non sono soltanto questi i capitoli che danno soldi all'università; ogni assessorato, l'ambiente, l'agricoltura, l'istruzione e così via, attraverso convenzioni danno risorse all'università.

Nasce un consorzio e a questo consorzio, ogni anno, su ogni finanziaria si danno risorse, aumentano le risorse senza che a monte ci sia un confronto, una valutazione, una pianificazione dei soggetti così come ho detto ed allora; questa è una prassi che deve finire.

Sull'emendamento io dico che va bene, pur portando all'attenzione dell'Aula un'altra piccola ma non insignificante nota. Io non credo di dover aprire la Bibbia per andare a recuperare che ci sono problemi di moralità o di stile, ma quando a presiedere un consorzio universitario come il numero 1, che è quello che riguarda Oristano, c'è un consigliere regionale, non mi pare neppure molto corretto che quel consigliere regionale, Presidente di quel consorzio, faccia l'emendamento per dare soldi a se stesso e per realizzare un obiettivo che può essere anche indubbiamente corretto e positivo. Ed allora, questo lo dico per concludere che la Regione e gli assessorati competenti, non possono non mettere attenzione anche agli statuti del sistema attraverso i quali i consorzi reggono, lavorano e decidono su queste questioni.

Avvertita l'aula su questi problemi, richiamata l'attenzione della Giunta nella sua interezza su questi problemi, sull'emendamento numero 52, io esprimo una valutazione positiva.

Sulle altre questioni: 49, 48, io credo che dobbiamo, per motivi che ho detto e quindi non ripeto, prestare attenzione alle cose che i colleghi, con i loro emendamenti hanno chiesto, credo di dovermi impegnare, di dover impegnare la Giunta che nel momento dell'assestamento, avendovi in via preliminare, concluso le consultazioni, soprattutto quella con i rettori, noi troveremo un'attenzione per venire incontro alle esigenze che sono contenute in questi emendamenti, per stare attenti e per pensare con più pragmatismo, con più coscienza e conoscenza anche a questa esigenza di portare sul territorio della Sardegna la facoltà, i corsi universitari, le lauree brevi e così via.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.-F.D.). Posso chiedere all'Assessore Onida di poter ripetere la posizione della Giunta e dell'assessorato sull'emendamento 132 e 134?

PRESIDENTE. Il 132 l'abbiamo spostato alla discussione che faremo all'articolo 24. Quindi, solo sul 134.

ONIDA (P.P.S.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Sul 134 io sarei favorevole, chiaramente il problema della individuazione delle risorse, se è possibile decidere oggi, la lascio al collega Pittalis, se non che questo problema, che è un problema molto serio ed è problema che noi possiamo e che dobbiamo in qualche modo raccogliere e risolvere in una fase successiva.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Ivana Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI IVANA (D.S.-F.D.). Volevo intervenire brevemente sull'emendamento 131. Voglio prima fare una riflessione, anche essa molto breve, su alcune delle questioni sollevate dall'Assessore Onida sull'università e sulle università diffuse e sui consorzi per la promozione degli studi universitari. So che questo non è né il luogo né il momento adatto, visto che siamo in Aula da una settimana, credo comunque che rispetto a questo sarà importante rifare il punto e che magari l'Assessore riferisca all'Aula sul sistema universitario nel suo complesso, soprattutto sui consorzi della promozione, in modo tale che si possa fare una riflessione perché anche io sono convinta che sull'università diffusa sia necessario fare il punto della situazione e probabilmente avremo anche soluzioni diverse, ma che sarà necessario confrontare.

Sull'emendamento 131, Assessore Pittalis, lei, come può ben capire, questo emendamento era volto a potenziare la struttura universitaria nuorese che, debbo dire, rispetto alle altre, ha una storia e una struttura diversa: è il settimo anno di vita, ormai strutturata, ha docenti di ruolo ordinari che sono stati dati dal MURST(?), quindi diciamo che ha una sua strutturazione, e soprattutto è una università che si ritaglia uno spazio in discipline attinenti al territorio ma che non sono neanche presenti in altre università della Regione Sardegna.

Capisco la richiesta dell'Assessore Pittalis e voglio cogliere anche il suo suggerimento affinché comunque, per far sì che questa struttura sia potenziata, possano essere aumentate le risorse, sempre nell'articolo 20, come l'Assessore diceva, io suggerirei, non do neanche l'entità, sarà poi l'Assessore a dirci, nel comma 3, proprio(?) sui dottorati di ricerca, perché naturalmente i dottorati di ricerca che possono anche essere finalizzati a far sì che studenti dell'università di Nuoro partecipino con pari opportunità all'utilizzo di questi dottorati stessi, pertanto se l'Assessore dà assicurazioni in tal senso, sono pronta a ritirare l'emendamento 131.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (D.S.-F.D.). Io volevo chiedere una precisazione all'Assessore Pittalis o all'Assessore Onida sul problema che ho posto in relazione al finanziamento per il FORGEA International, perché prima l'Assessore mi ha chiesto se l'avevo ritirato e gli ho detto di no, mi ha detto che poi non si accoglieva perché nel testo proposto dalla Commissione ci sono le stesse finalità; non ho problemi per ritirare l'emendamento, considerato che non c'è un impegno di risorse qua, ulteriore rispetto a quello già stanziato della Giunta.

Volevo avere una risposta per sapere se questi soldi, seppure attraverso un passaggio tortuoso, arrivano o no al FORGEA International (questi 800 milioni), se no dove si fermano gli altri soldi e per quale ragione. Se arriva questo chiarimento, sé è stata verificata la legittimità del trasferimento delle risorse da un consorzio all'altro, qual è l'utilità e se questi fondi arrivano poi al destinatario finale.

Se questa garanzia, la Giunta regionale me la dà, io non ho problemi a ritirare questo emendamento, fermo restando che, anche in questo intervento non posso che esprimere apprezzamento per aver introdotto questo provvedimento estremamente importante, perché, non ripeto quello detto con l'illustrazione dell'emendamento, con l'avvio operativo e concreto di questo centro si riesce a mobilitare risorse provenienti da organismi internazionali, alcune di queste già deliberate per quasi 5 miliardi, che arrivano, appunto, in Sardegna nel settore della formazione. Si dà concretezza ad una parte anche dell'obiettivo che tutti noi abbiamo, che risultava anche delle dichiarazioni del presidente Floris, di dare una spinta importante alla centralità della Sardegna nel Mediterraneo, ma soprattutto, con l'avvio di questo centro e di questa attività didattica e scientifica, si dà avvio concreto e si può dare avvio concreto alla realizzazione dell'università del Mediterraneo in Sardegna.

E dunque io, Assessore Pittalis, sono disposto a ritirarlo se lei nel suo intervento e nelle sue precisazioni mi assicura che questi fondi, comunque nei tempi necessari, arrivano al destinatario finale.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, intervengo per esprimere una valutazione sull'articolo 20 e l'emendamento numero 129, che ovviamente non può essere accolto, per una serie di ragioni. Intanto perché si tratta di un finanziamento di 800 milioni del bilancio regionale, e mi pare assolutamente improponibile che il Consiglio regionale della Sardegna destini 800 milioni ad un organismo che non ha nessun radicamento in Sardegna. Il finanziamento che è stato indicato nell'articolo 20 della finanziaria, invece, individua un soggetto che è già radicato nel territorio del Sulcis - Iglesiente.

COGODI (R.C.). Berlusconi ne ha!

PILI (F.I.-Sardegna). Onorevole Cogodi, forse non ha capito di che cosa stiamo parlando.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, lasciamo intervenire? Prego, onorevole Pili, non si lasci interrompere, prosegua.

PILI (F.I.-Sardegna). Dicevo che l'individuazione di un soggetto come il FORGEA, senza alcun radicamento nel territorio, rappresenta una spesa sicuramente non finalizzata. E il testo dell'emendamento non può essere accolto perché l'articolo 20 ha invece individuato un'articolazione dell'università compatibile, ripeto, con quello che è già avvenuto in altre realtà della Sardegna, Oristano e Nuoro in particolar modo, e che va ad ampliare in una zona assolutamente debole sul piano culturale la presenza universitaria.

Quindi, per questa ragione noi riteniamo di non dover accogliere questo emendamento, perché porterebbe, senza nessuna contrattazione, i finanziamenti ad un soggetto non radicato nel territorio.

Aggiungo però che nello stesso articolo predisposto dalla Giunta regionale è possibile prevedere intese con il FORGEA, per la presenza dell'Università del Mediterraneo in quel territorio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.

PUSCEDDU (D.S.-F.D.). Presidente, molto brevemente rispetto ai temi che sono stati affrontati nell'esame di questi articoli, e in particolare a quanto è stato detto sul ruolo dell'università nella nostra regione. Anch'io concordo con l'esigenza dell'università diffusa, del nuovo ruolo che l'università deve svolgere, un ruolo di promozione, in riferimento all'organizzazione della ricerca, ma soprattutto anche come azione di supporto, in termini di referente scientifico per l'attività di alta formazione. Già all'interno dell'istruzione superiore vi è un coinvolgimento dell'università, però vi è la necessità, e ritengo che l'Assessore abbia colto proprio questa esigenza, che assieme al rilancio e all'affermazione dell'università diffusa, per cui del maggior legame anche rispetto alle istanze territoriali, attraverso anche una diversificazione dell'intervento dell'università, che deve avere sì le sue aree di eccellenza, ma deve poter svolgere attività di supporto rispetto all'alta formazione.

Ritengo che ci siano le condizioni per poter, nel prosieguo, sviluppare iniziative legislative che diano soprattutto certezze in termini, diciamo, anche di riferimenti legislativi. E' vero che è stata approvata dalla Regione la legge 26 del '96, questa legge è stata approvata, ma è largamente disattesa. E' una legge disattesa che dovrebbe invece regolare i rapporti Regione-Università, per cui vi è la necessità di fare una sintesi di tutte le esigenze che sono state prospettate, anche di recente, nel corso dell'audizione con i rettori delle Università di Sassari e Cagliari, per dare veramente un nuovo ruolo e uno slancio all'attività dell'università che deve essere diffusa su tutto il territorio della Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ivana Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI IVANA (D.S.-F.D.). Per dire che è ritirato l'emendamento numero 134.

SELIS (Popolari-P.S.). L'emendamento numero 47 è ritirato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto delle territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento numero 52, che è stato accolto della Giunta, reca però un problema di copertura, perché viene indicato il capitolo sia in aumento che in diminuzione per 250 milioni per l'anno 2001. Trattandosi di risorse che devono essere impiegate nel 2001, si pone qui un problema: o eliminare la competenza anno 2001 e lasciare appunto la competenza anno 2000, che però riduce l'importo e quindi conseguentemente deve intendersi anche ridotto l'importo di cui al punto 2 dell'emendamento.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 129, il collega Pili ha posto in evidenza un dato, che però mi pare vada nella stessa direzione del proponente l'emendamento, e cioè che i fondi arrivino al destinatario finale, certamente, ma valorizzando anche l'Associazione universitaria del Sulcis-Iglesiente, che è un'istituzione che sicuramente pone le basi anche per creare in quel territorio un punto essenziale di riferimento nell'ambito delle iniziative universitarie. Quindi, con l'assicurazione che i fondi arriveranno, perché dovranno necessariamente arrivare, anche per come è formulato l'articolo 20, al destinatario finale, confermo l'invito al ritiro.

Per quanto riguarda l'emendamento 49, ugualmente vi è un problema di copertura finanziaria non corretta, per quanto attiene soprattutto alle voci riferite al 2001 e 2002; ugualmente per l'emendamento 48. L'emendamento 134 è stato già ritirato.

Rimane un ultimo aspetto, raccogliendo la sollecitazione, anche perché nel passato sicuramente hanno funzionato bene, i dottorati di ricerca e i corsi di perfezionamento, o meglio le borse di studio per quel settore, propongo di aumentare di 500 milioni il terzo comma, e quindi prevedendo una diversa ripartizione tra l'Università di Cagliari e di Sassari, 900 milioni in luogo dei 600, e 600 milioni per l'università di Sassari in luogo dei 400 milioni. Il capitolo è lo 04019.

PRESIDENTE. Abbiamo esaurito la discussione generale sugli articoli e sugli emendamenti, passiamo alla votazione.

L'emendamento numero 47 è stato ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 46. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Sull'emendamento numero 131 ha domandato di parlare la consigliera Dettori Ivana. Ne ha facoltà.

DETTORI IVANA (D.S.-F.D.). In base alle dichiarazioni dell'Assessore, adesso non so come si possa modificare, se si intende modificato l'emendamento numero 131 in cui anziché nel comma 1 si intenda nel comma 3, oppure se viene accettato l'emendamento orale dell'Assessore per mettere quelle cifre, così come lui ha indicato, nel comma tre. Non so dal punto di vista del coordinamento come questo possa essere fatto.

PRESIDENTE. Va bene, si mette in votazione l'emendamento accogliendo le indicazioni dell'Assessore.

Ha domandato di parlare la consigliera Dettori Ivana. Ne ha facoltà.

DETTORI IVANA (D.S.-F.D.). Si ritira l'emendamento.

PRESIDENTE. Allora, l'emendamento si intende ritirato, però assumiamo le indicazioni rese dall'Assessore.

Sull'emendamento numero 52 ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto per dichiarazione di voto.

SANNA ALBERTO (D.S.-F.D.). L'Assessore Pittalis su questo emendamento ha posto un problema di copertura finanziaria. Certo, io mi rendo conto che, con tanti emendamenti che provengono da tutte le parti, c'è la difficoltà da parte nostra, dei consiglieri che non abbiamo certamente il quadro delle disponibilità e poi non possiamo sapere quello che propongono negli altri emendamenti tutti gli altri colleghi del Consiglio, cioè c'è un problema, la proposta dell'onorevole Pittalis, che è quella di far cadere il 2001, pone un problema di programmazione, cioè tenga conto che nel 2001 l'università di Oristano avrà 150 studenti in più, rispetto a quest'anno, quindi c'è un problema di programmazione. E` chiaro che se si ha la certezza finanziaria, quindi anche rispetto al 2001 si programma l'attività accademica con questa certezza, cioè si può programmare, se noi invece diamo soltanto una risposta con 100 milioni per il 2000, allora viene meno il senso della proposta. Proposta che tra l'altro l'onorevole Onida ha accolto, quindi io credo che se c'è un problema di copertura in sede di coordinamento questo può essere risolto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.

ONIDA (P.P.S.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Non c'è ombra di dubbio, il ragionamento che faceva l'onorevole Sanna è corretto. L'impostazione biennale non può che essere contestuale. Il collega Pittalis, per una questione tecnica, per una questione di copertura dice: per il 2000 va bene così, non va bene così per il 2001, rimane fermo l'impegno della Giunta di recuperare per il 2001 le risorse necessarie, ma non con questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Io ho detto che l'emendamento per la copertura è formulato non correttamente, pur tuttavia attese anche le considerazioni svolte dal collega Onida, che aveva già presentato anche un emendamento di questo tenore, come ha ricordato, avendo apprezzato le finalità, possiamo semmai eliminare la competenza anno 2001, quindi questo lo vedremo nel 2001 per quell'anno, semmai integrare con il capitolo 36103 i 250 milioni che mancano per il 2000.

SANNA ALBERTO (D.S.-F.D.). Quindi si carica tutto sul 2000.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Io devo porre in votazione l'emendamento numero 52 con le correzioni che sono state proposte dall'Assessore e che mi pare vengano condivise. Cosa vuol dire approvato? E` approvato quando lo mettiamo in votazione e lo approviamo davvero.

Metto in votazione l'emendamento numero 52. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. La controprova va chiesta un attimo prima.

Metto in votazione l'emendamento numero 129.

Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (D.S.-F.D.). Se ho capito bene l'affermazione dell'Assessore, credo di poter anche ritirare l'emendamento nel senso che mi è sembrato di capire, mi corregga se sbaglio l'Assessore, che gli 800 milioni previsti nel testo dell'articolo 20 sono destinati al FORGEA International ed arrivano nei tempi tecnici strettamente necessari, questo è quanto ho capito dalle dichiarazioni dell'onorevole Pittalis, se è così io ritiro l'emendamento.

Ma chi è l'Assessore, io non ho capito, se risponde l'onorevole (?). Io ho chiesto all'Assessore la risposta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Allora, perché non ci siano equivoci, è di tale chiarezza la lettera D dell'articolo 20, che forse è bene anche leggerla: "Una quota pari a lire 800 milioni è attribuita all'associazione universitaria Sulcis Iglesiente, per il finanziamento dei diplomi in scienze dei materiali e per la promozione, d'intesa con la Forgea International, per la formazione di tecnici nel settore dei materiali e dell'ambiente".

Questo è il senso, ogni altra interpretazione mi pare sia superflua.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (D.S.-F.D.). Prima nelle dichiarazioni che ha reso l'Assessore Pittalis ha assicurato che questo finanziamento finirà al destinatario, da quello che ha detto adesso, in sostanza risulta che se vuole questa associazione intermediaria, che è stata interposta, che è l'AUSI, glieli da, se non vuole non glieli da.

COGODI (R.C.). Se è d'intesa, è d'intesa, è scritto!

PRESIDENTE. Onorevole, non ho capito se l'emendamento viene mantenuto o ritirato.

PINNA (D.S.-F.D.). Ritiro l'emendamento.

PRESIDENTE. L'emendamento è ritirato. L'emendamento numero 130 viene ritirato.

Metto in votazione l'articolo 20 con una modifica che è stata introdotta dall'Assessore Pittalis al comma 3, le ultime due righe del comma sono corrette negli importi nel modo seguente, a valere sul capitolo 04019, anziché 600 milioni 900 milioni all'Università di Cagliari e 600 milioni all'Università di Sassari. Ancora nel terzo comma, nel terz'ultimo rigo, la quota pari a lire un miliardo è corretta in un miliardo e 500 milioni. Quindi, con queste correzioni pongo in votazione l'articolo 20.

Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 49. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 48. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene.

(Non è approvato)

Torniamo all'articolo 17 bis, essendo stata raggiunta una formulazione che a questo punto consente di votare l'articolo con gli emendamenti che sono stati anche sintetizzati, che quindi ne fanno decadere altri.

Avevamo detto, nella discussione che abbiamo fatto prima di sospendere la votazione sull'articolo, che restavano in piedi alcuni emendamenti, e segnatamente l'emendamento numero 283, che ne ha assorbito alcuni; c'è stata una riformulazione dell'emendamento numero 297, che adesso porta il numero 302, del quale prego il Segretario di dare lettura.

MASIA, Segretario:

(Inserire testo emendamento numero 302)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Voglio rammentare che si congiunge con questo emendamento, come avevano concordato, anche il primo comma dell'emendamento numero 223.

PRESIDENTE. Certo, onorevole Cogodi, siamo consapevoli di questo, poi arriviamo anche al punto che lei ha adesso richiamato. Adesso chiedo all'Assessore se vuole illustrare il 302.

Rimane in piedi l'emendamento 223, che è quello il cui primo comma lei ha chiesto che venga inserito nell'articolo 37.

COGODI (R.C.). Siccome anche il 302 di fatto è concordato, così la Giunta può dare il parere su tutto l'articolo.

PRESIDENTE. Ma era già stato dato il parere dell'Assessore sul suo emendamento 223, e segnatamente sul primo comma dell'emendamento 223 l'Assessore aveva già dato il parere positivo. Era già stato accolto dall'Assessore.

COGODI (R.C.). Ma deve essere trasfuso in questo emendamento.

PRESIDENTE. Sì. Siccome è un po' complesso, anche tecnicamente, il sistema di votazione, perché sono emendamenti degli emendamenti, se stiamo tutti attenti e seguiamo le procedure riusciamo ad andare avanti.

Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, per esprimere il parere sugli emendamenti.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Anche per l'Aula, stiamo discutendo dell'emendamento 283, che contiene, o meglio sostituisce tutta una serie di emendamenti, quelli che ha richiamato il Presidente, ed anche per mia memoria vorrei ricapitolarli. Emendamenti 279, 78, 184, 193.

PRESIDENTE. Questo lavoro lo avevamo già fatto, Assessore, siamo rimasti al 283; adesso lei dovrebbe esprimere il parere della Giunta sull'emendamento all'emendamento, che è nuovo, che è il 302. Poi riepiloghiamo noi, magari, un attimo prima della votazione.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Perfetto, va bene. Il 302, sostanzialmente, integra l'emendamento 283, dopo il comma 4, "al fine proprio di conseguire la migliore operatività dell'intervento previsto dal presente articolo, la Regione garantisce ai comuni ogni utile supporto di ordine amministrativo e tecnico, ed ove ritenuto opportuno emana specifiche direttive di indirizzo e di coordinamento".

Se è solo su questo emendamento, io mi fermo qui, poi invito la Presidenza semmai a fare una ricognizione esatta degli emendamenti che si intendono assorbiti da questo.

PRESIDENTE. Per riepilogare la situazione, prima che sospendessimo la discussione sull'articolo avevamo annunciato che restavano in piedi gli emendamenti 283, 297 e in parte il 223. Tutti gli altri emendamenti, naturalmente, sono stati ritirati, o sono stati assorbiti da questo emendamento per accordo che è intervenuto tra i consiglieri e tra i presentatori e la Giunta. Quindi tutti gli altri emendamenti, naturalmente, cadono.

Ha facoltà esprimere il parere sull'emendamento il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore. Il relatore esprime parere favorevole.

PRESIDENTE. Procediamo in questo ordine. Prima mettiamo in votazione l'emendamento all'emendamento, il numero 302. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 283. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 223, primo comma. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. All'emendamento 277 sono stati presentati due ulteriori emendamenti, il 299, al quale occorre apportare un piccola correzione, nel primo comma, al penultimo rigo si dice "sono assistiti da nuclei regionali" e bisogna cassare "regionali", e l'emendamento numero 300.

Si dia lettura dei due emendamenti.

MASIA, Segretario:

(Inserire testo emendamenti numeri 299, 300)

PRESIDENTE. Gli emendamenti si danno per illustrati.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Solo per segnalare un errore di battitura della Giunta. All'emendamento 300, nella seconda riga, è scritto "rispondenza nei programmi e dei progetti", intendo che si debba intendere "rispondenza dei programmi e dei progetti".

PRESIDENTE. Onorevole, Cogodi resta in piedi un suo emendamento, poi ci torniamo.

Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.-F.D.). Solo due parole, per sottolineare, è giusto che lo facciamo, perché altrimenti rischiamo di passare sotto silenzio anche scelte importanti che facciamo, che qui non stiamo solo garantendo la provvista finanziaria della seconda annualità dell'articolo 19, stiamo dando una strumentazione ai comuni, e stiamo facendo anche qualcosa di più, che emerge dalla lettura del 299. Cioè, stiamo dicendo che i comuni sono assistiti, aiutati, supportati da questi nuclei di assistenza tecnico finanziaria, per l'espletamento delle funzioni che in capo ai comuni sono poste, non solo dall'articolo 19 della 37, ma anche della normativa regionale P.I.A., dalla normativa nazionale, quindi programmazione negoziata, ossia patti territoriali, contratti d'area e di programma, e dalla normativa europea, per esempio i Leader, ecco, per l'espletamento delle funzioni derivanti da questa complessa normativa, i comuni si avvarranno di questi nuclei di assistenza, nei quali forse possiamo vedere, sarà una esperienza da sviluppare, la matrice delle agenzie locali per lo sviluppo. Mi pareva giusto segnalare questo, perché talvolta, forse nella congerie di argomenti, di emendamenti, di articoli tutti importanti di cui ci occupiamo possono, come dire, rischiare di scomparire scelte di un certo significato che andiamo facendo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA SALVATORE (D.S.-F.D.). Rapidamente, Presidente, perché anch'io volevo sottolineare l'aspetto importante della ridefinizione della funzione di questi nuclei di assistenza all'azione dei comuni, nel senso che ricordava anche il collega Scano. Mi pare che si sia sostanzializzata un'intesa piena tra l'opposizione e la maggioranza, il Governo regionale, nell'intendere, appunto, che questi nuclei di assistenza, di fatto l'assistenza la forniranno anche al di là delle funzioni previste e dalle azioni previste dall'articolo 19 della 37. Questo è molto importante, perché tutti abbiamo sottolineato a più riprese quanto poco coordinamento ci sia, e a livello regionale ed anche a livello locale, tra i diversi finanziamenti che concorrono tutti a sviluppare azioni per lo sviluppo locale e per l'occupazione. Quindi, questo è molto importante.

Lo dico personalmente perché io avrei lasciato l'azione ai comuni, di decidere se avvalersi o meno di questi nuclei, però capisco che qui c'è un'intesa che va rispettata, e alla luce anche di questi chiarimenti dichiaro la mia totale adesione a questa formulazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Presidente, colleghi, certamente è da condividere la scelta e l'impostazione data, però credo occorra chiarire qui i limiti dei significati di quanto è stato detto. Perché da un lato mi pare che qui si debbano sostituire quasi questi nuclei come soggetti programmatori e soggetti che devono intervenire e sostituire quasi il comune, altro è dare un'assistenza tecnica, meramente tecnica e consultiva per mere posizioni, situazioni di indirizzo nel rispetto della norma. Non vorrei che, come c'è un verso, una abitudine, una sorta di adagiarsi sempre nelle comode poltrone degli altri devono fare, che diventassero poi, queste strutture, un qualcosa sulle quale accomodarsi, ed attraverso le quali implementare posti di lavoro che non servono, a gente che magari ha già 2 - 3 lavori perché fanno i consulenti o cose di questo genere.

A futura memoria è chiaro che poi le interpretazioni autentiche o meno occorrerà dare sulle funzioni di queste uffici, non è che dovranno sostituire qualcuno o qualcosa che non funzionerà o che non funziona o che, per caso, abbia difetto. Altro è dare e supportare i comuni che non hanno né risorse né cose su alcuni aspetti di cui necessitano.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA (Patto Segni-Rif.Sardi).Presidente, brevemente per dire che io trovo che si sia trovata una soluzione onorevole, che ha visto sostanzialmente confrontarsi due tesi, quella che diceva che era necessario, in qualche maniera, introdurre un meccanismo che salvaguardasse gli obiettivi dell'articolo 19 e della legge, che, non dimentichiamolo, sono quelli di creare posti di lavoro stabili, non di dare vita a interventi improduttivi o a posti di lavoro precari, che dopo due o tre anni finiscono nel nulla, e la tesi di chi invece metteva più l'accento sull'esigenza di lasciare comunque massima discrezionalità ai comuni, quasi con un intento pedagogico, nel senso che a distanza di anni prima o poi queste risorse avrebbero dato frutto.

Per cui io condivido il giudizio appena espresso dal collega Tore Sanna su questa materia, nell'evidenziare che anch'io amerei pensare che i comuni sardi, tutti i comuni sardi abbiano la maturità necessaria per fare quello che si auspicherebbe, mentre invece ci troviamo, ahimè, a dover prendere atto che spesso è necessario un supporto. Ripeto, credo che il congegno studiato salvaguardi le due esigenze senza introdurre forme di controllo, e dia comunque la necessità assistenza. Mi permetto di dire che comunque anche questo meccanismo andrà verificato sul campo, perché stiamo comunque continuando ad impegnare risorse ingenti, e credo che non sia nell'interesse di nessuno permettere che queste risorse vadano sperperate da chicchessia.

Un'ultima annotazione per dire che concordo nell'articolazione territoriale che si è voluta attribuire ai nuclei e che esistono nei ruoli del personale della Regione sarda, così come più volte ha sottolineato il collega Cogodi, persone qualificate, motivate e specificamente destinate a questo tipo di attività. Sto parlando del personale della Agenzia del lavoro, che quindi potrà trovare nei nuclei che andiamo a istituire anche un suo nuovo ruolo ed una diversa esperienza, sia pure sempre nell'ambito della creazione di sviluppo locale e di occupazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

MILIA (F.I.-Sardegna), Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Grazie Presidente. Brevemente, senza enfasi e in un'aula che è un po' stanca, debbo dire che questa Giunta regionale approvando sia il rifinanziamento dell'annualità 2000 del piano del lavoro per quello che riguarda l'articolo 19, e soprattutto concertando assieme alle forze sociali e alla opposizione un testo che risponda effettivamente alle esigenze dell'articolo 19, credo che abbia compiuto un grosso passo avanti per quello che riguarda la effettiva realizzazione degli obiettivi che si prefigge la legge 37.

Sin dalle prime battute in quest'aula, le prime battute dalla nascita della nostra Giunta, si diceva che anche durante la legge sull'alluvione volessimo portare via i soldi al piano del lavoro per darli a chi in quel momento si trovava in condizioni molto difficili. Questa non è mai stata l'intenzione della Giunta. La Giunta ha verificato puntualmente sul campo, con i mezzi di cui era in possesso, qual era l'effettiva portata di questo piano del lavoro, in relazione all'articolo 19, e qual era l'effettivo punto di realizzazione. Stabilito questo, crediamo di aver mediato fra due posizioni apparentemente contrastanti perché l'Assessore degli enti locali e la Giunta certamente non possono e non vogliono, non hanno questa intenzione di fare la guerra né ai comuni né alle associazioni che li rappresentano, ma allo stesso tempo tengo qui a precisare che anche le associazioni che rappresentano i comuni, e i sindaci che ci onorano, come consiglieri regionali, della loro presenza in quest'aula, devono certamente capire che strumenti che dispongono di ingenti risorse finanziarie devono anche avere un'applicazione pratica e un'applicazione sul campo che veramente vada nel senso di quello che l'articolo 19 ha prescritto.

Quindi questi nuclei di valutazione non sono certamente degli organi controllo, serviranno per quei piccoli comuni che non hanno la capacità e la possibilità in fase progettuale e in fase di programmazione, e allo stesso tempo però controlleranno quei grandi comuni che hanno grandi capacità di progettazione, grandi capacità di programmazione e che a volte fanno finta di leggere gli articoli di legge a seconda delle loro convenienze. Questo senza spirito polemico, ma credo che in quest'aula si sia realizzato un grosso risultato per tutta la Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.-F.D.). Intervengo per esprimere due preoccupazioni. Una riguarda i tempi dell'operatività dei nuclei. Non vorrei che questi tempi fossero lunghi e che quindi potessero intralciare l'attività di programmazione dei comuni. L'altra preoccupazione riguarda la verifica che i nuclei devono realizzare sui programmi e sui progetti delle amministrazioni comunali. Anche a questo proposito, non vorrei che questa verifica fosse un appesantimento, si manifestasse sotto forma di appesantimento burocratico, che credo vanificherebbe lo spirito di questa norma, ma mi auguro che l'Assessore in fase di definizione delle norme di attuazione scongiuri questi pericoli.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Poche parole per dire, signor Presidente, colleghi consiglieri, che anche noi concordiamo sul fatto che nel Consiglio regionale, in questa circostanza e in questa materia, si è realizzato davvero un grande evento.

Io concordo con i colleghi che sono già intervenuti, e concordo anche in modo esplicito e pressoché totale con le cose che stasera qui ha detto anche l'Assessore regionale degli enti locali. Noi abbiamo compiuto in Consiglio regionale, in questo tempo di polemica, ma anche di passione e di fatica, un grande passo avanti. La Regione sarda ha compiuto un grande passo avanti. Abbiamo recuperato - questo onestamente lo dobbiamo riconoscere - attraverso una valutazione critica di un'esperienza che era grandemente positiva nella sua intuizione e nella sua azione, ma che era anche grandemente a rischio rispetto a possibili esiti negativi o a possibili deviazioni rispetto all'obiettivo principale della legge, che era quello di promuovere sviluppo locale attivando i fattori locali di sviluppo, fattori materiali e immateriali, per produrre lavoro, occupazione, lavoro vero, lavoro buono, lavoro produttivo, lavoro stabile.

Questa era la finalità della legge, quello era scritto, era sancito in modo solenne nella legge. Dobbiamo riconoscere che questa grande intuizione, questa grande proposta politica non sempre aveva svolgimento sufficientemente positivo in tutte le parti del territorio regionale.

La finanziaria è entrata, però, in Consiglio regionale senza contenere la previsione di rifinanziamento della seconda annualità. Onestamente questo lo dobbiamo riconoscere perché secondo me è ancora più importante quello che è accaduto, perché attraverso un confronto, una riflessione critica, un miglioramento del sistema, un confronto che è stato aspro, ma che è stato produttivo, che anche la Giunta e la maggioranza hanno recuperato un'idea positiva in materia di sviluppo locale e in materia di sostegno alle politiche attive del lavoro, perché noi non ci siamo mai nascosti la difficoltà. C'è una parte, è vero, c'è un'opinione della politica, della politica in generale e della politica che è presente anche in quest'aula, che sotto la specie della denuncia delle disfunzioni e sotto la specie della rappresentazione delle difficoltà, intendeva colpire l'idea che la Regione dovesse e debba sostenere, come sostiene, ed ancora di più di come sostiene, le politiche del lavoro e dell'occupazione. Ecco perché l'operazione o l'opera che è stata compiuta secondo me e secondo noi, secondo il nostro Gruppo, è un'operazione grandemente in attivo. E` stata recuperata questa sfiducia, è stata recuperata questa idea di mortificare l'intervento regionale in materia di occupazione e di lavoro, ma nello stesso tempo si è migliorato il sistema, perché quello che era dato, e quello che viene ancora di più dato, cioè la seconda annualità del piano di lavoro, che prelude poi alla terza, e noi immaginiamo possa preludere anche a tutte le successive annualità nelle quali questa generosa applicazione della Regione, della sua politica, del suo governo, al di là delle Giunte che lo rappresentano e lo costituiscono, del suo governo autonomistico, perché in materia di occupazione e di lavoro noi abbiamo a conoscere, e soprattutto quelli che ne hanno più diritto e bisogno, i disoccupati, abbiano a conoscere tempi e giorni migliori.

Un'ultima considerazione: le cose che si sono dette sul rapporto Regione-Comuni. Cari colleghi, questa questione torna ancora una volta. Io sono convinto che tornerà, io sono fra quelli che ritengono che non è più autonomista quello che rinuncia alla funzione dell'autonomia regionale. La Regione Autonoma della Sardegna è il riferimento primo, ed è anche il potere primo dell'autonomia. La Regione Autonoma della Sardegna è, rispetto a tutto il sistema delle autonomie, il motore di tutte le autonomie. Sono diverse le funzioni, e autonomia vera vuol dire autonomia di tutti, e autonomia di tutti vuol dire autonomia di ognuno per il compito e per la capacità che ha. I compiti delle amministrazioni locali e dei comuni sono compiti di esercitare la rappresentanza a livello locale e sono i compiti di rappresentare gli interessi delle comunità in autonomia totale; però l'autonomia totale è autonomia, è un sistema di relazioni, e l'autonomia regionale è il riferimento dell'indirizzo generale, del coordinamento generale e del controllo finalizzato al buon esito delle politiche generali nella Regione Sardegna, per cui l'esercizio delle funzioni regionali, di indirizzo, di coordinamento e di controllo non sono contro i comuni, non sono contro il sistema delle autonomie, ma esaltano in funzione delle autonomie, quando l'indirizzo, il coordinamento e il controllo non maschera però momenti sostitutivi nella decisione e nella gestione delle competenze proprie dei comuni. Su questo tema c'è stata troppa confusione nel passato e in nome di una malintesa autonomia questa norma che oggi stiamo approvando, in nome di una malintesa autonomia, e forse di altro pure, ancora peggio male inteso, se così si può dire, questa stessa norma quando il Consiglio regionale ha approvato la legge numero 37, non l'ha voluta approvare. Il Consiglio regionale della Sardegna questa norma allora non la volle approvare in nome di una malintesa autonomia, perchè supportare i comuni, aiutare i comuni, rendere ai comuni e a tutto il sistema delle autonomie un servizio in supporto tecnico, amministrativo, non è un sostituirsi al potere comunale. Ho sentito dire anche oggi, in quest'Aula, sarebbe stato meglio se ai comuni si fosse data solo la possibilità di servirsi dei supporti tecnici della Regione. Non sono d'accordo. Ai comuni deve essere data una opportunità che debbono utilizzare se ne hanno bisogno, se serve loro, d'accordo, per quanto attiene al supporto tecnico-amministrativo, ma per quanto attiene la coerenza di quello che si fa rispetto agli obiettivi della legge, per quanto attiene però all'efficienza e al risultato che deve essere dato rispetto a quello che la legge vuole, e che vuole con i danari di tutti, di tutta la collettività, tutti i comuni debbono essere in condizioni di rispondere agli obiettivi della legge. Ecco perché ritengo estremamente opportuno ed appropriato questo sistema, estremamente rispettoso delle autonomie comunali, ma anche estremamente funzionale all'esaltazione dei compiti di indirizzo, di coordinamento e di controllo della Regione, perché questo darà migliori risultati, e sarà dal miglior risultato che deriveranno anche l'eliminazione ed ulteriori remore e difficoltà di tutti quelli che non vogliono aiutare il lavoro perché parlano di assistenzialismo e in realtà sono contro la possibilità che si aiuti il lavoro produttivo, e quindi si tolgono tutti gli alibi, ma non è solo una questione tattica, è una questione strategica.

Ho quindi terminato con queste considerazioni. Ce n'è voluto, c'è voluto un confronto che, ripeto, è stato anche aspro e difficile, però questo risultato io credo che ripaghi tutti. Ripaga chiunque ci ha creduto, chiunque se ne è convinto, e io penso che soprattutto dovrà ripagare quelli che aspettano e guardano alla Regione per avere soddisfatto un diritto e per avere di nuovo fiducia nell'autonomia e nell'istituzione regionale.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, lei nel suo intervento non ci ha spiegato se l'emendamento numero 203…

COGODI (R.C.). Chiedo venia, con l'approvazione dell'emendamento numero 277 e degli ulteriori emendamenti che lo integrano, si intende ovviamente decaduto, superato l'emendamento numero 203.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento (?) all'emendamento numero 299. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 300 con la correzione richiamata dall'onorevole Cogodi "la rispondenza dei programmi e dei progetti". Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 277, con esclusione del comma 11 che è già stato votato ed approvato. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Passiamo adesso agli emendamenti numero 291 e 293 che sono due emendamenti aggiuntivi che sono stati superati dall'emendamento numero 301, che sostituisce gli emendamenti numero 78, 221, 281, 291, 293, 266 e 267.

Si dia lettura dell'emendamento numero 301.

MASIA, Segretario:

(Inserire testo emendamento numero 301)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 301

ha facoltà di illustrarlo.

USAI (A.N.).Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore. Favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere è favorevole. Vi è da fare una integrazione perchè manca la copertura finanziaria nell'emendamento. Probabilmente nella fretta è sfuggito.

Mi permetto di dare un suggerimento ai presentatori.

Il capitolo di nuova istituzione, lo 05001-01, è in diminuzione, in entrata il capitolo 36128 competenza anno 2000, quindici miliardi.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento 301, lo metto in votazione con le precisazioni sulla copertura finanziaria fatte dall'assessore Pittalis. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Sempre all'articolo 17 bis resta ancora l'emendamento numero 245, della Giunta, a pagina 169. L'emendamento è stato già illustrato.

Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore. Il parere era già stato dato, favorevole.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 20 bis.

MASIA, Segretario:

Art. 20 bis

Proroga interventi culturali

1. E' prorogata al 31 dicembre 2000 l'utilizzazione dei contributi impegnati nell'esercizio finanziario 1999 a carico dei corrispondenti capitoli di bilancio per l'attuazione delle finalità di cui alle sottoelencate leggi regionali:

a) L.R. 22 gennaio 1990, n. 1, art. 60 - Svolgimento delle attività istituzionali di enti e organismi con finalità didattiche e socio culturali - (cap. 11099);

b) L.R. 22 gennaio 1990, n. 1, art. 56 - Svolgimento attività teatrali e musicali e di iniziative culturali - (cap. 11102/03);

c) L.R. 21 giugno 1950, n. 17 - Contributi per manifestazioni culturali, di spettacolo, artistiche e sportive - (cap. 11115);

d) L.R. 8 luglio 1996, n. 26 - Norme sui rapporti tra la Regione e le Università della Sardegna - (cap. 11065);

e) L.R. 15 ottobre 1997, n. 26 - Promozione e valorizzazione della cultura e della lingua della Sardegna - (capp. 11061 e ss.).

PRESIDENTE. All'articolo 20 bis sono stati presentati gli emendamenti 36, 40, 41, 42, 135, 69, 182, 74, 180, 133. Se ne dia lettura.

MASIA, Segretario:

(Inserire testo emendamenti numeri 36, 40, 41, 42, 135, 69, 182, 74, 180, 133)

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CARLONI

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (Gruppo Misto). Chiedo che venga reinserito l'emendamento numero 28, già discusso all'articolo 8 e ritirato per un errore di valutazione e di interpretazione; chiedo che venga reinserito all'articolo 20 bis e posto in discussione.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cossa per illustrare l'emendamento numero 36.

COSSA (Patto Segni-Rif. Sardi). L'emendamento si propone di sopperire a quella che probabilmente è stata una svista, inserendo tra le leggi i cui termini vengono prorogati al 31 dicembre 2000, anche la legge numero 64 dell'86 recante interventi regionali per lo sviluppo delle attività musicali popolari.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Rassu per illustrare l'emendamento numero 40.

RASSU (F.I.-Sardegna) Signor Presidente, io esporrò questo emendamento all'inizio in lingua nazionale e tenterò di completarlo in limba, data la particolarità dell'emendamento. Questo emendamento si propone di finanziare il centro studi filologici sardi, che è un'associazione costituita presso l'Università di Sassari, ed è nata nella falsa riga del centro studi filologici siciliani, già costituito con legge del 1951. La legge 26 del 1997 all'articolo 4 propone di istituire un catalogo generale del patrimonio culturale della Sardegna, e all'articolo 9 propone azioni ed interventi atti alla conservazione del nostro patrimonio culturale. Anche la legge 482 dello Stato, praticamente istituisce la tutela delle tradizioni linguistiche e culturali locali. Bene, a Sassari esiste questo centro filologico degli studi sardi, ne è Presidente il Professor Nicola Tanda, fa parte del comitato scientifico, tra gli altri, il professor Angelo Castellaccio, il professor Giuseppe Meloni, il professor Luciano Cicu(?). Qual è lo scopo di questa richiesta? Praticamente lo scopo è di consentire la realizzazione ed una edizione critica del corpus dei testi più importanti della nostra cultura, la cultura sarda.

"Noisi, dopo de chimbant'annos de autonomia in Sardigna, semmus resissidos, duos annos faghede, a faghere approvare sa legge supra sa limba sarda, e nd'ada apidu conclusione occannu. Este una cosa importantissima pro tottu su populu sardu. Non nor divimmusu assolutamente irgunzare, anzisi, nor divimmus leare onore e bantu chi semmus resissidos a no faghere reconnoschere in tuttu s'Europa commente populu a sé stante e commente zente appartenente puru a sa patria italiana ma identificada etnicamente in sa Regione Sarda, in sa Nassione Sarda. Custa est un'iniziativa chi aggiuada senz'ateru sos istudiosos sardos de s'Universidade a si dotare de unu patrimoniu chi ancora non tenimmusu, cun custu corpus "Degli scrittori sardi", chi praticamente no est'ateru chi una raccolta de sas massimas iscritturas de sos istudiosos sardoso. E` custu s'iscopu de custa presentazione, e de custu s'iscopu de custa richiesta de custu emendamentu chi, istante finzasa sa modestia de sa cifra, chi es parisi a duchentos milionese, penso chi data s'importanza chi tenede, pozzada essere senz'ateru approvada e bida benignamente de custa Assemblea de su populu sardu".

(La parte in sardo non è stata controllata)

PRESIDENTE. Onorevole Rassu, dovrebbe reiterarlo in campidanese perchè noi abbiamo una certa difficoltà a capire; metà l'abbiamo capita, la sostanza l'abbiamo capita.

Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Presidente, colleghi, io sono di dialetto diverso; questa lingua non la capisco, sono campidanese, del sud, estremo sud; sarebbe opportuno che ci fosse un traduttore quando dobbiamo affrontare conferenze di questo tipo, diversamente non saremo in condizioni di fare le nostre scelte.

In un momento in cui si esaltava, come poco fa, l'autonomia, il senso dell'autonomia ed altre valenze, il momento in cui si sta dando riconoscimento a questa Giunta, a questo governo, di certe capacità e possibilità, visto che tanto i nostri colleghi Consiglieri, anche dell'opposizione, confidano, visto i carichi di lavoro che stanno dando a questo Governo, credo che si possa provvedere anche a questa abbisogna.

PRESIDENTE. Il presentatore ha fatto quello che la legge gli consente, di fare il bilingue, abbiamo fatto una legge appositamente, era nei limiti dei suoi diritti.

Dobbiamo passare ad illustrare l'emendamento numero 41, in relazione al quale erano già stati presentati due emendamenti all'articolo 17 bis, il 224, che si trova a pagina 168, e il 230 all'articolo 22 bis, che si trova a pagina 224. Trattandosi di argomenti attinenti alla stessa materia, è stato opportunamente redatto un emendamento di sintesi da parte della Regione che porta il numero 298 e che potrà essere illustrato dalla Giunta.

Si dia lettura dell'emendamento numero 298.

MASIA, Segretario:

(Inserire testo emendamento numero 298)

PRESIDENTE. L'emendamento numero 298 si dà per illustrato.

Ha facoltà di parlare il consigliere Selis per illustrare l'emendamento numero 135.

SELIS (Popolari-P.S.). L'emendamento numero 41 e l'emendamento numero 135 sono intimamente connessi, riguardano il progetto di diffusione di informatizzazione per il quale c'era stata una nostra proposta, un dialogo positivo con la Giunta, la Giunta l'ha accolto, e questi due emendamenti, 41 e 135, se non sbaglio, chiedo anche conferma all'Assessore, sono compresi in questo emendamento di sintesi, e questo è un punto qualificante, insieme al piano del lavoro e insieme alle altre cose, dell'accordo Giunta - Maggioranza ed opposizione, dello sforzo comune, pur nella divisione dei ruoli ed anche della distinzione delle responsabilità, di trovare un punto di sintesi sugli interessi collettivi della nostra Regione. Mi pare che queste poche parole bastino per sottolinearne l'importanza, e naturalmente noi siamo ovviamente favorevoli.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, lo stesso vale per il 69 e il 182?

SELIS (Popolari-P.S.). Il 69 e il 182 possono essere compresi nell'articolo 135 e quindi anche questi rientrano nell'emendamento di sintesi; questi li possiamo considerare ritirati, e poi gli altri verranno superati dall'emendamento di sintesi a cui si faceva riferimento.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 74 ha facoltà di parlare il consigliere Pusceddu.

PUSCEDDU (D.S.-F.D.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 180 viene ritirato.

Per illustrare l'emendamento numero 133 ha facoltà di parlare il consigliere Fadda.

FADDA (Popolari-P.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 28 ha facoltà di parlare il consigliere Capelli.

CAPELLI (Gruppo Misto). Si dà per illustrato in quanto precedentemente presentato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento, ha facoltà di

parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna)., relatore di maggioranza .Mi rimetto all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Parere positivo per l'emendamento numero 36, positivo per il 40, anche apprezzando l'intervento in lingua sarda del collega Rassu.

Sull'emendamento numero 40 prego gli Uffici, se i presentatori logicamente consentono, di apportare una modifica al capitolo in diminuzione, l'imputazione è sul capitolo 36103; non si accolgono gli emendamenti 42 e 74; si accolgono il 133 e il 28.

PRESIDENTE. Faccio presente che l'emendamento 133, per il quale ha espresso parere favorevole l'Assessore, è collegato all'emendamento numero 27 che è stato presentato all'articolo 24, quindi se non vi sono questioni ritengo che sia opportuno spostarlo e trattarlo insieme all'articolo 24.

Ha domandato di parlare il consigliere Manca. Ne ha facoltà.

MANCA (Gruppo Misto). "Ringrazio su presidente ca m'ha dadu sa parAula".

(Interruzione)

MANCA (Gruppo Misto). "Ista assa muda po piachere ca inoche semmus sardos e quindi carchi borta deppimus raionare finzas in sardu. Presidente, po piaghere, sun disturbande custa zente. Cherio intervennere ieo puru supra s'emendamentu baranta presentatu dae s'amicu Nicola e ateros collegas, chi riguardata praticamente s'emendamentu numeru baranta chi, commente ischites, este ligatu a cussa lezze chi purtroppo chin grande ritardu este approvata dae sa Sardigna, e praticamente a sa lezze numeru bintiser de su 1997, sichita poi dae sa lezze nazionale, praticamente dae sa 482 de su 1999".

PRESIDENTE. Prego i colleghi di prestare attenzione. Non assistiamo spesso ad interventi in lingua sarda, quindi prego di dare attenzione.

MANCA (Gruppo Misto). "Su chi surprendete este appuntu chi intendere raionare una pessona in sardu siat una cosa de ispantu, ca custu denotata effettivamente chi semmus perdende completamente sa cultura e tottu su chi è liatu a issa.

M'appo iscrittu finas carchi cosa pro la tradurre a sos chi non comprendene.

Ippo nande chi sa lezze regionale numeru 26 este istetia una lezze abbastanza travagliata, chi chiaramente non tenete, a s'internu suo, tottus cussos istrumentos pro essere veramente efficace, e este propriu a custu riguardu chi ammus ritennitu, ieo e sos amicos, de intervennere presentande custu emendamentu. Custu emendamentu chi cunsentiti appuntu de la migliorare custa lezze, e commente in tottus sa tradiziones chi si rispettana, sas tradiziones culturales de sa limba, chi tenene istitutos chi las tutelana custas cosasa. Nois, cun custa lezze appuntu, creande custu istitutu chi ha natu Nicola, este s'istitutu de tutela, ammur fattu custu, chin custa lezze ammus creatu custu, però sor fundos non sun sufficientes, ecco proite nois ammus presentatu custu emendamentu chi cunsentiti a custu corpusu, a custu organismu, chi sunu sos iscrittores sardos, cunsentiti appuntu a custa istruttura, de pubblicare e de tennere a disposizione tottus custos testoso de interesse culturale chi riguardana sa cultura sarda, custu centru filologicu sardu chi tenete su situ in Sassari e chi, commente ha natu Nicola, in Sicilia esistidi dae su 1951. Evidentemente in cussa regione teniata meta prus a coro de nois sas attividades culturalese appuntu ligatas ass'origine nostra. Tenzo a precisare chi chiaramente, su chi ha natu s'Assessore Pittalis, su bonu accoglimentu de custu emendamentu, mi achete estremamente piaghere, e andata in sa direzione chi nos consentiti, a pacu a pacu, passu dopo passu, de recuperare tottus cussas operas, cussas publicaziones chi sunu utiles a nois, ma presumo a tottus sas generaziones chi dopo e noi benini, chi ana bennere quindi a connoschenza de tottu sa cultura. E isperemmas chi custa zente, custor zovanos, sa zoventude chi ata a benne dopo, la tenza meta prus a coro de cantu mi pare la tenimmus a coro nois. Custa tematicas chi consentini appuntu chin custu dinare de recuperare custa memoria istorica, potet'essere una adeguata finzas promozione, non solu dae su puntu de vista culturale, ma de nos ache connoschere veramente, in maniera adeguata e cumpleta, a livellu nazionale e internazionale. Infattis sa tradiziones populares e letterarias sunu un elementu fondamentale de sa Sardigna. Iai l'ischiter benissimu chi tenimmus a custu riguardo finas premio Nobel de sa letteratura e ateros lettaratos connottoso in campu nazionale e in campu internazionale.

Ammus quindi espressu grande personalidades letterarias, e quindi è necessariu, commente nois in custu emendamentu ammus chiestu, chi tottus custos istudiosos chi si interessana de custas tematicas tenzan sos istrumentos pro potere continuare a lu achere. S'interventu quindi de sa Giunta andata in sa direzione giusta, e mi auguro soprattutto chi in sos annos chi benini, in sos annos chi ana a bennere, custasa attividades venzana incentivatasa e rafforzatasa".

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.

FRAU (A.N.). Io parlo in italiano perché proprio ieri la Commissione affari costituzionali della Camera ha accettato un emendamento di Alleanza Nazionale che riconosce la lingua italiana come lingua ufficiale dello Stato. Finalmente, questo credo che sia importante. Ma non era questo il discorso, cioè questi due interventi, cosiddetti in limba, stanno ancora a dimostrare, io l'ho detto tante volte nella passata legislatura, che purtroppo non esiste una lingua sarda, esistono varie parlate sarde, pertanto ognuno di noi non si riconosce.

Terminato questo problema, non voglio fare assolutamente polemica perché ognuno di voi conosce la mia posizione su questo.

PRESIDENTE. Prego i colleghi che non sono interessati alla discussione o a discutere su emendamenti che non sono discussione di accomodarsi fuori.

FRAU (A.N.). Esiste la legge numero 26 del 1997 sulla lingua e cultura sarda, che in pratica porta avanti tutte queste cose che si vogliono portare avanti con questo emendamento, quindi ci sono dei fondi proprio per queste cose. Allora io dico: perché deliberare, dotare, quindi spendere altri duecento milioni per qualche cosa che già è contemplata all'interno della legge numero 26?

Io credo che l'Associazione centro studi filologici sardi possa rifarsi a quella legge e chiedere i contributi, come fanno tutti, su quella legge. Pertanto mi sembra che avere una legge e poi chiedere altri soldi extra, mi sembra veramente che non sia il modo migliore per spendere i soldi. Io mi trovo veramente in questa situazione, perché altrimenti in mille modi, cioè noi diamo questi contributi in mille rivoli, e credo che non sia questo il modo di amministrare, di spendere bene i soldi. Esiste un legge e pertanto bisogna rifarsi a quella legge. Tutti gli altri soldi dati extra sono sicuramente soldi spesi male. Grazie.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Le leggi si possono modificare e migliorare.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'articolo 20 bis, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 36. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 40. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 298, ricordando che è l'emendamento di sintesi presentato dalla Giunta, che compendiava il 136, il 69, il 182 e il 41, nonché il 224 e il 230.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sono da intendersi cancellate le scritte a penna sulla prima facciata dell'emendamento perché il punto successivo al 6 contiene l'enunciazione di quanto è stato riportato a penna, quindi è stato completato nella seconda pagina.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 298 di cui si è detto prima, con la precisazione fatta dall'Assessore che è superflua la correzione apportata a penna, quindi è da intendersi soltanto il testo dattiloscritto. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 42. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 74. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 28. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 21.

MASIA, Segretario:

Art. 21

Interventi per lo sport
e per manifestazioni tradizionali

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a proseguire gli interventi relativi alle prestazioni di garanzie reali e obbligatorie già concesse ai soli sodalizi sportivi isolani sui mutui contratti ed in essere ai sensi dell'articolo 16 della legge regionale 9 giugno 1989, n. 36 (cap. 11124/20).

2. E' autorizzata, altresì, la prosecuzione dell'erogazione del concorso sugli interessi già concessi ai soli sodalizi sportivi sui mutui contratti ed in essere ai sensi dell'articolo 11 della legge regionale n. 36 del 1989 (cap. 11124/19).

3. Al fine di consentire l'organizzazione di manifestazione di interesse regionale nel campo delle tradizioni popolari e del folklore è autorizzata, per l'anno 2000, la spesa di lire 2.000.000.000 (cap. 11136); il relativo programma è approvato dalla Giunta regionale a' termini dell'articolo 4, lett. i), della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1, e successive modifiche e integrazioni.

4. E' autorizzata la concessione di un contributo straordinario nella misura massima del novantacinque per cento della spesa sostenuta e documentata, e comunque non superiore a lire 300.000.000, a favore del Comitato Regionale Sardegna della Lega Nazionale Dilettanti della Federazione Italiana Gioco Calcio quale concorso finanziario della Regione allo svolgimento in Sardegna, nel giugno del 2000, del primo campionato europeo di calcio con la partecipazione delle squadre nazionali dilettanti del Belgio, della Francia, della Germania, dell'Italia, del Lussemburgo, dell'Olanda, della Spagna e di San Marino (cap. 11118).

5. E' autorizzata nell'anno 2000 la concessione di un contributo straordinario di lire 385.000.000 a favore del C.O.N.I., Comitato regionale per la Sardegna, per la predisposizione del progetto esecutivo relativo alla realizzazione della sede regionale del Comitato e delle Federazioni sportive della Sardegna (cap. 11117/12).

PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato l'emendamento numero 136. (?) Se ne dia lettura.

MASIA, Segretario:

Inserire testo emendamenti numeri 136, 80, 248)

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 136 ha facoltà di parlare il consigliere Marrocu.

MARROCU (D.S.-F.D.). L'emendamento è ritirato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 80, ha facoltà di parlare la consigliera Dettori Ivana.

DETTORI IVANA (D.S-F.D.). Intervengo molto sinteticamente: questo emendamento è stato presentato perché è necessario integrare i fondi stanziati per la concessione dei contributi alle società che partecipano ai campionati nazionali 1999-2000, come previsto dall'articolo 27 della legge 17/99. Alla fine, dico quali integrazioni intendo portare e sostituzioni. Perché questo?

Perché nel programma approvato dalla Giunta regionale, sulla base delle disponibilità finanziarie di quei programmi, ha ridotto il contributo della Regione dal 95 per cento al 55 per cento delle spese sostenute dalle società, determinando un danno incalcolabile per le società stesse, che rischiano di non poter concludere il campionato. Voglio ricordare che queste sono società, molte delle quali società femminili, calcio, soft-ball, che praticamente sono presenti in tutto il territorio della Regione, sono naturalmente composte soprattutto da giovani, che sostanzialmente portano fuori dalla nostra Regione la cultura, lo sport da noi praticato; quindi un'immagine della Sardegna che è anche antagonista di quella che generalmente passa per i mass-media.

Quindi, in questo caso, spesso le società hanno dovuto rinunciare, anche su indicazione dell'Assessorato della pubblica istruzione, al contributo di sponsorizzazione, proprio perché spesso questi due contributi non sono sommabili, quindi su suggerimento dell'Assessorato hanno ritirato la richiesta e si sono sostanzialmente trovati nell'impossibilità di proseguire il campionato.

Se l'Assessore mi ascolta un attimo, volevo proporre che venisse dall'emendamento cassato l'articolo 28, all'ultimo rigo, perché in realtà è solo l'articolo 27 della legge regionale 17 del 1999, e proporrei per la copertura finanziaria, anche su suggerimento che abbiamo accolto, di mettere in aumento il capitolo 36103 anziché l'11117.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 248, ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo.

VASSALLO (R.C.). Si tratta di un emendamento molto semplice che riguarda il recupero di opere di grande pregio, e precisamente le opere fluviali. Mi sto riferendo ai ponti romani. Non so se è a conoscenza di tutti che la nostra isola ha opere di grande pregio e di grande importanza, riconosciute tra le migliori della nostra Italia, anche dell'intera penisola; stiamo a constatare che nonostante abbiamo questo grande patrimonio non è mai stato fatto nessun intervento di conservazione e restauro di queste opere, per cui con questo emendamento si propone semplicemente di fare in modo che la Giunta attivi un programma per il recupero dei ponti romani esistenti in Sardegna.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore. Favorevole per l'emendamento numero 80, per il resto si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Con l'emendamento numero 80 abbiamo proprio toccato - come si suol dire - il fondo, e penso che dovrebbe indebitarsi ora ciascun consigliere per trovare risorse.

Io questo emendamento lo reputo utile e quindi senz'altro accoglibile. Gli uffici mi dicono che a questo punto, però, non rimane veramente nient'altro; il capitolo di riferimento, le ultime risorse da imputare sul 36103 in diminuzione.

Non si accoglie, proprio per ragione di mancanza di disponibilità di risorse, il 248.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 21, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 80 con la precisazione fatta dall'Assessore. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 248. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene

(Non è approvato)

Si dia lettura dell'articolo 22.

MASIA, Segretario:

Art. 22

Beni culturali, biblioteche e archivi

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere agli enti locali contributi, sino al 90 per cento della spesa prevista in progetto e ritenuta ammissibile, per l'affidamento in gestione a cooperative e società, mediante convenzione, dei servizi relativi ad aree archeologiche, beni museali, biblioteche ed archivi. La durata delle convenzioni non può essere inferiore ai tre anni. Nel caso di servizi a rientro tariffario il contributo da erogare a favore degli enti locali deve tenere conto del rientro medesimo.

2. Le modalità di applicazione del presente articolo sono disciplinate con apposite direttive adottate dalla Giunta regionale entro sessanta giorni dall'approvazione della presente legge.

3. Gli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo sono valutati in lire 15.400.000.000 per l'anno 2000, in lire 5.000.000.000 per l'anno 2001 ed in lire 2.000.000.000 per gli anni successivi (cap. 11129).

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti 138, 137, 141, 139, 142, e 140. Se ne dia lettura.

MASIA, Segretario:

(Inserire testo emendamenti numeri )

PRESIDENTE. Gli emendamenti possono essere illustrati tenendo presente che il 137 e il 141 trattano la stessa materia, così come il 139 e il 142.

Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per illustrare l'emendamento numero 138.

SANNA GianValerio (Popolari-P.S.). Per economia dei lavori, per annunciare il ritiro degli emendamenti 138, 137, 141, 139, e del 142, specificando che in ragione delle esigenze manifestate in questi emendamenti, si è già recepito, nel testo della Commissione, laddove poi dovesse risultare insufficiente, eventualmente in sede di assestamento potrà essere verificato proprio in rapporto alla funzionalità di quelli.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Pusceddu per illustrare l'emendamento numero 140.

PUSCEDDU (D.S.-F.D.). Molto brevemente, signor Presidente, per dire che questo emendamento tende a dare una risposta, seppur parziale, ad un problema che è oggetto di attenzione anche a livello di opinione pubblica e che riguarda il museo etnografico "Sa domu 'e farra", il quale, nato per iniziativa di un privato, è stato acquisito diversi anni fa al patrimonio regionale. L'amministrazione regionale ha incaricato l'ISRE, l'Istituto Regionale Etnografico, suo ente strumentale, a provvedere alla catalogazione, alla sistemazione dei reperti presenti, anche per darne una fruizione più puntuale e per consentire l'apertura al pubblico. Però, questo museo è chiuso da quattro anni, la Regione sta sostenendo spese di custodia annuali; vi è la necessità, per poter provvedere alla catalogazione dei beni e alla riapertura del museo, di intervenire per quanto riguarda alcuni interventi urgenti in materia di agibilità dei locali e di adeguamento alla normativa della sicurezza.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento numero 140 ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza.. Il relatore si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS, (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Invito al proponente è al ritiro con l'assicurazione che la Giunta terrà conto di questa esigenza rimettendola appunto ad una valutazione nel programma che verrà fatto su proposta dell'Assessore competente alla Giunta.

PUSCEDDU (D.S.-F.D.) L'emendamento 140 è ritirato.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 22, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 22 bis.

MASIA, Segretario:

Art. 22 bis

Borse di studio

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere borse di studio per favorire la frequenza, in Italia e all'estero, di corsi di formazione professionale di alto contenuto scientifico e tecnologico e di scuole e corsi post-universitari da parte dei giovani disoccupati che non abbiano compiuto 35 anni.

2. Le modalità di applicazione del presente articolo sono disciplinate annualmente con apposite direttive adottate dalla Giunta regionale entro trenta giorni dall'approvazione del bilancio.

3. Gli oneri relativi all'attuazione del presente articolo sono valutati in lire 6.000.000.000 per l'anno 2000 ed in lire 3.000.000.000 per l'anno 2001; alla determinazione degli oneri per gli anni successivi si provvede con legge finanziaria (cap. 11139/02).

PRESIDENTE. All'articolo 22 bis sono stati presentati gli emendamenti numero 251, 26, 143, 202 e 230. Si dà atto che il 230 è stato già esaminato ed assorbito in quello precedente, l'emendamento numero 298 presentato dalla Giunta, e quindi è stato ritirato.

Uno dei presentatori dell'emendamento numero 251 ha facoltà di illustrarlo.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Consigliere Sanna Giacomo per illustrare l'emendamento numero 26.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Sull'emendamento numero 26 signor Presidente, ci sono due punti che vanno, a parer mio, modificati.

Il primo è riferito alla legge regionale, cioè alla 26 del 1997, dove al comma 4 dell'articolo 13 portiamo avanti una sostituzione che riteniamo ormai necessaria, che è il cumulo tra i contributi regionali e quelli concessi da altri soggetti per la medesima iniziativa, non può superare l'importo delle spese previste ammesse e documentate, perché questo consentirebbe di non bloccare una serie di possibilità che vengono volta per volta a verificarsi, e potrebbe consentire, appunto, di poter sommare i diversi tipi di finanziamento, che siano essi regionali, che siano essi nazionali o comunitari. Quindi è un limite che la legge si sta portando avanti.

Nel secondo punto portiamo avanti il comma 7 dell'articolo 13 della stessa legge, e vogliamo suggerire una modifica, che i contributi di cui al presente articolo, salvo quelli finalizzati alla promozione e tutela del dialetto tabarchino, sono concedibili solo ai soggetti avente sede e residenza nei comuni compresi nell'ambito di applicazione (e qui faccio riferimento alla legge nazionale, quella del dicembre del 1999, la 482, per essere più chiaro).

Un comune che non si dichiara di lingua sarda, riteniamo che non si possa consentire in quel comune che le società che operano possano partecipare alle risorse messe a disposizione dalla nostra legge, per il semplice motivo che dopo aver approvato la legge, dopo che la stessa legge nazionale, ultima, recentissima, viene approvata e va a modificare, a migliorare alcune situazioni, i nostri comuni non si possono tirare indietro.

Il Comune di Cagliari, come tutti i comuni, di Sassari ed altri, si devono dichiarare comuni di lingua Sarda. Le associazioni che risiedono in quella realtà, solo in quel modo, solo dopo questo atto che la legge prevede, potrebbero partecipare serenamente, a pieno titolo, alla richiesta delle risorse messe da noi a disposizione.

Questo per impedire che la stessa legge nazionale e quella regionale vengano disattese in un disinteresse che noi riteniamo comunque non debba esistere.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 143 si dà per illustrato.

Ha facoltà di parlare, per illustrare l'emendamento numero 202, il consigliere Liori.

LIORI (A.N.). Signor Presidente, solo per dire che l'emendamento viene ritirato, in quanto, avendo parlato con l'Assessore abbiamo, preso accordi perché questo emendamento trova più giusta allocazione nell'assestamento di bilancio.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 251. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento numero 26 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sull'emendamento numero 26 si accoglie la prima parte, il primo punto. Il secondo punto, secondo la Giunta meriterebbe un passaggio in Commissione, trattandosi di materia che pone anche proprio dei limiti, e quindi, accoglibile senz'altro anche nel merito, ma sarebbe opportuno un passaggio in Commissione.

Il primo punto si accoglie senz'altro, quindi, l'invito al presentatore, la materia a riconsiderarla ad un esame più attento in Commissione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Sul primo punto credo che non ci sia niente da dire, in quanto la Giunta, con molta attenzione, ha recepito la nostra prima parte dell'emendamento.

Sul secondo (mi dispiace che non ci sia l'Assessore alla pubblica istruzione presente in Aula), ma sul secondo non stiamo parlando, nell'emendamento non c'è aumento di spesa e non c'è niente, quindi, non c'è un vincolo di carattere finanziario.

Sul secondo punto, noi abbiamo predisposto questo emendamento perché riteniamo che la legge nazionale che comunque ci appartiene, debba essere recepita, e quindi possa contribuire a migliorare la 26, legge regionale fatta nel 1997. Se le modifiche per migliorare anche ciò che abbiamo fatto, non si riesce a portarle in tempi ragionevolmente brevi, e questo è uno strumento che ci può consentire di migliorarla, una volta che abbiamo deciso, noi come volontà del Consiglio regionale, nell'approvare la 26, non vedo la difficoltà nel recepire un ulteriore miglioramento della stessa 26.

I nostri comuni hanno quasi l'obbligo, questo la legge nazionale dice, di dichiararsi.

Non stiamo obbligando nessuno a farlo in un determinato modo, stiamo dicendo che i comuni hanno l'obbligo di dichiararsi. Credo che nel dichiararsi comune di lingua sarda, i nostri comuni non debbano avere tutta questa difficoltà che vedo sta emergendo con un eventuale passaggio in Commissione. Passaggio in Commissione significa che dobbiamo aspettare la prossima finanziaria perché la legge 26 subisca questo tipo di miglioramento. Noi parliamo di un miglioramento che risponde poi alla realtà del territorio nazionale, nel quale l'aspetto linguistico forse ha avuto maggiori attenzioni di quanto il Consiglio regionale non ne abbia avuto verso questo tema specifico.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Sanna, sono passato all'esame del 26 aggiuntivo. Ma prima deve essere votato l'articolo 22 bis.

Metto in votazione l'articolo 22 bis. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero26, primo comma, dove si parla di cumulo, fino ad ammesse documentate. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione il secondo comma, così come richiesto dall'Assessore.

Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 143 è stato ritirato.

Si dia lettura dell'articolo 23.

MASIA, Segretario.

Art. 23

Interventi integrativi in materia
di diritto allo studio

1. Lo stanziamento di cui al capitolo 11024 può essere utilizzato anche nel corso dell'anno scolastico antecedente a quello cui si riferisce lo stanziamento di bilancio, qualora si verifichino esigenze gravi e impreviste.

2. A seguito dell'attribuzione di nuove competenze in materia di istruzione superiore alle amministrazioni provinciali per effetto della Legge 11 gennaio 1996, n. 23, l'Amministrazione regionale è autorizzata ad erogare alle predette amministrazioni i finanziamenti per particolari esigenze sui fondi per il diritto allo studio, attingendo dagli stanziamenti recati dal capitolo 11024.

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 43 e 253. Se ne dia lettura.

MASIA, Segretario.

(Inserire testo emendamenti numeri 43 e 253)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 43 ha facoltà di illustrarlo.

SELIS (Popolari-P.S.). E' ritirato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 253 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.

RESIDENTE. Essendo aggiuntivo si mette in votazione prima l'articolo numero 23. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 253. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 24.

MASIA, Segretario.

Art. 24

Attività di ricerca applicata
ed innovazione tecnologica

1. Nel comma 1 dell'articolo 37 della legge regionale 29 gennaio 1994, n. 2, l'espressione "da erogarsi per metà alle Università sarde, garantendo una quota pari al 15 per cento alle sedi decentrate, e per metà a consorzi, enti, istituti, società e centri di ricerca d'impresa" è sostituita dalla seguente: "da erogarsi alle Università sarde, a consorzi, enti, istituti, società e centri di ricerca e a imprese aventi sedi operative in Sardegna"; a tal fine possono essere utilizzate le risorse disponibili sul titolo di spesa 11.3.10/I del programma di intervento per gli anni 1988-89-90 della Legge 24 giugno 1974, n. 268.

2. Per le finalità di cui al comma 1 dell'articolo 25 della legge regionale 24 dicembre 1998, n. 37, le disponibilità sussistenti in conto residui dei capitoli 03211 e 03211/01 - articolo 1 - alla data di entrata in vigore della presente legge sono trasferite alla contabilità speciale di cui all'articolo 2, comma 2, della Legge 24 giugno 1974, n. 268, per essere attribuite al titolo di spesa 11.3.10/I del programma di intervento per gli anni 1988-89-90, approvato dal CIPE il 12 marzo 1991.

3. Nel comma 1 del precitato articolo 25, l'espressione "un programma di ricerca applicata e di innovazione tecnologica" è sostituita dalla seguente: "programmi di ricerca applicata e di innovazione tecnologica".

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numeri 9, 10, 27, 44, 45 (132 e 133 presentati rispettivamente agli articoli 20 e 20 bis). Se ne dia lettura.

MASIA, Segretario.

(Inserire testo emendamenti numeri 9, 10, 27, 44, 45)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 9 ha facoltà di illustrarlo.

COSSA (Patto Segni-Rif.Sardi). Lo illustro anche a nome dei colleghi Corona ed Emilio Floris. Con questo emendamento abbiamo inteso sollecitare un intervento di 200 milioni da erogare alla società "Parco Scientifico e Tecnologico della Sardegna" per consentire di intervenire sulle spese di organizzazione e di funzionamento a questa società in maniera da consentire di acquisire nuovi contratti, sia presso l'Unione Europea che presso il Ministero dell'università e della ricerca scientifica e attivare, quindi, una non irrilevante mole di risorse.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 10 ha facoltà di illustrarlo.

BIGGIO (A.N.). Signor Presidente, l'emendamento numero 10 è simile ad altri emendamenti presentati per la struttura Parco scientifico e tecnologico della Sardegna, questo grande mostro che deve nascere e non nasce mai.

Chi mi conosce dalla scorsa legislatura sa che sono contrario, in quanto la Sardegna è una regione povera, o è povera o non è povera. Se è povera la ricerca la fanno i ricchi e poi quando diventiamo ricchi facciamo la ricerca. Invece risorse dappertutto, e va bene. Non quadrano i conti tra la richiesta di 100 milioni, 200 milioni per funzionamenti, sia pure riferiti ad alcuni articoli, alcuni in particolare, e non quadrano ancor più se confronto poi le esigenze che sono invero molto modeste per il Parco scientifico, quindi, deve essere qualcosa di particolare che sarà bene conoscere anche rispetto, per esempio, ai 400 chiesti per la gestione del Consorzio Satta di Nuoro, che ha bisogno di ben 400 milioni per far leggere i libri ai nuoresi. Sembrano cose un po' così, nelle quale occorrerebbe mettere un po' di ordine.

PRESIDENTE. Onorevole Biggio l'ha illustrato a nome dell'onorevole Usai?

Uno dei presentatori dell'emendamento numero 27 ha facoltà di illustrarlo.

FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). E' ritirato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 133, che era stato spostato dall'articolo 20 bis, ha facoltà di illustrarlo.

FADDA (Popolari-P.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 44 ha facoltà di illustrarlo.

SELIS (Popolari-P.S.). Gli emendamenti numero 44 3 45 si danno per illustrati.

PRESIDENTE. Rimane l'emendamento 132, che era sospeso e proveniva dall'articolo 20. Può essere illustrato.

PINNA (D.S.-F.D.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore di maggioranza.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Il relatore si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Gli emendamenti numero 9 e 10 contengono interventi per la società Parco scientifico e tecnologico della Sardegna. Trattandosi di una società consortile a responsabilità limitata, gli emendamenti come tali purtroppo non sono accoglibili, però do assicurazioni ai proponenti che sarà cura dell'Assessore della programmazione invitare il Consorzio 21, dal quale l'ente dipende, a destinare una quota parte, pari a 200 milioni, per la società Parco scientifico e tecnologico. Quindi, siccome il Consorzio 21 ha già risorse sufficienti, una quota delle risorse destinate al Consorzio verranno, appunto, proprio su mia indicazione, destinata allo scopo indicato dagli emendamenti 9 e 10. Qui è solo un problema di ammissibilità dell'intervento, altrimenti li avremmo accolti. Il 27 è ritirato, ma si accoglie il 133. Invito i presentatori al ritiro dell'emendamento numero 44, così come del 45. Il 44 è stato già previsto con emendamento al bilancio nel capitolo nuovi oneri legislativi per l'intervento.

L'emendamento 132 necessita di un esame più appropriato nella competente Commissione di merito e non si accoglie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Dettori Ivana. Ne ha facoltà.

DETTORI IVANA (D.S.-F.D.). Intervengo sull'articolo 23, per ricordare su interventi integrativi in materia di diritto allo studio, che il Consorzio per la pubblica lettura Sebastiano Satta non ha contributi per far leggere...

PRESIDENTE. Mi scusi onorevole, sta parlando su quale articolo.

DETTORI IVANA (D.S.-F.D.). Sto parlando sull'articolo 23.

PRESIDENTE. Siamo all'esame dell'articolo 24.

DETTORI IVANA (D.S-F.D.). Scusi, ho sbagliato io: sull'articolo 24, attività di ricerca applicata.

Proprio perché il Consorzio per la pubblica lettura Sebastiano Satta fa attività di ricerca, cosa che forse il collega Biggio non sa, e che è un Consorzio per la pubblica lettura, non prende denari per fare leggere libri ai nuoresi. Ma se fossimo più informati in quest'Aula, sapremo ad esempio che per motivi non del tutto comprensibili o forse sì, ma non sto qua a ricordarli, nella legislatura scorsa approvammo in Commissione la legge quadro sui sistemi bibliotecari come il collega Frau ricorderà perché lavorò con noi proficuamente, e che proprio perchè questa Regione, unica Regione tutta Italia, non si è ancora dotata di una legge quadro sui sistemi bibliotecari, siamo costretti a spendere maggiori risorse anzichè, ad esempio, risparmiarne e far sì che i sistemi bibliotecari integrati della Regione Sardegna, funzionassero meglio.

Onde per cui, credo che l'onorevole Biggio mi debba delle scuse sotto questo aspetto, e, tra l'altro per senso di responsabilità, pur essendo io all'opposizione, ho ritirato l'emendamento sul contributo straordinario della biblioteca Satta che svolge un compito lodevole non solo per la città di Nuoro, ma per l'intera Regione Sardegna, in quanto dà servizi a tutte le altre biblioteche della Regione, confidando nel fatto che questo Consiglio regionale al più presto approvi la legge quadro dei sistemi bibliotecari.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Abbiamo già concordato, se fosse possibile, chiederei all'Assessore e all'Assemblea di sospendere l'emendamento numero 44, perché gli uffici stanno studiando una nuova formulazione forse più operativa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA (Patto Segni-Rif.Sardi). Sull'emendamento numero 9, di cui la Giunta ha dichiarato la inammissibilità per dire che prendiamo molto sul serio l'impegno preso dall'Assessore. Personalmente avevo predisposto un ordine del giorno al riguardo che mi astengo dal presentare a seguito delle dichiarazioni dell'Assessore. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di a parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.

AMADU (Gruppo Misto). In riferimento all'emendamento numero 27 presentato dai colleghi Floris Emilio, Corona, La Spisa e Granara ritirato, dichiaro di far mio questo emendamento e quindi chiedo che venga messo ai voti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Presidente, colleghi, cara collega Dettori, io credo di non dovere nessuna scusa, posso esprimere la mia simpatia alla collega Dettori perché non ho sicuramente citato e parlato della collega Dettori, né credo che la collega Dettori rappresenti il Consorzio per la lettura di Nuoro.

Ho detto, e poi avremo piacere quando si potrà di vedere il resoconto, non ho detto se in positivo o in negativo, non quadrano queste richieste di poche centinaia di milioni che in alcuni casi sembrano molte e in altri casi sembrano poche, ma volete immaginare, io leggo un Consorzio lettura, sono ignorante e non sono obbligato a conoscere tutto quanto succeda nella città di Nuoro, quindi penso che sia un Consorzio per la lettura, che faccia ricerca è una cosa che sto apprendendo e mi fa piacere, si doveva avere il garbo semmai di precisare per sviluppare attività di tale o tal altra, perché sono sempre ermetici, perché l'ermetismo è anche quello un'eredità che abbiamo dal modo di gestire che si ha e si aveva della politica, sempre ermetiche le cose, solo per iniziati, allora quindi credo che sia stata chiarito e non devo nessuna scusa, resta il fatto della poca chiarezza di queste richieste. Sono partito dalla considerazione della richiesta che è risibile. Parco tecnologico si chiede dai 100 ai 200 milioni. Qui c'è qualcosa che non quadra assolutamente, che fa pensare, signori!

PINNA (D.S.-F.D.). L'ha chiesto Usai.

BIGGIO (A.N.). Chiunque l'abbia chiesto, io non sono una persona che fa bandiera, le cose corrette le sottoscrivo, le cose che non mi quadrano le denuncio, anche se le abbia chieste per giusta causa, io non ne conosco la causa. Le ha chieste Usai e mi sorprende che Usai aveva una ragione che altri poi hanno raddoppiato la cosa. Cioè si raddoppia per fare simpatia o si raddoppia perché ci sono esigenze serie? Questo era il punto, cara collega Dettori, quindi credo che sia chiaro e non debba chiedere nessuna scusa.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento numero 27 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, tenendo conto che il "133" ha lo stesso tenore.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta aveva già accolto il "133" e a maggiore ragione accoglie il "27", quindi gli emendamenti possono essere unificati e si indica il capitolo di riferimento, in diminuzione, che è il 36103.

PRESIDENTE. La Giunta l'aveva approvato, benissimo, ma con il "27" sono 400?

OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità. C'è un incremento di 200.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si accoglie l'emendamento così come formulato, sono due emendamenti distinti che possono essere accorpati, quindi non si sommano i due emendamenti. Semmai allora un attimino, chiediamo ai presentatori.

PRESIDENTE. Sono due emendamenti, uno a firma Floris, Corona, La Spisa fatto proprio dall'onorevole Amadu che parla di un incremento di 200 milioni per l'istituto tumori, e il "133" presentato da Fadda, Pirisi e Sanna che parla dello stesso argomento con un ulteriore incremento di 200 milioni, se vengono approvati stiamo parlando di 200 per un emendamento e 200 per l'altro emendamento, c'è indecisione da parte della Giunta, sarebbe stato così se Amadu non avrebbe fatto proprio l'emendamento di Floris che è stato ritirato.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Gli emendamenti sono due, uno era stato ritirato dal collega Floris e l'altro fatto proprio dal collega Amadu, credo che a livello di coordinamento l'imputazione del capitolo, così come abbiamo detto per altri…

PRESIENTE. Sono diversi.

FADDA (Popolari-P.S.) Il contributo è sempre lo stesso, per la stessa associazione.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il capitolo è il 122213/01.

PRESIDENTE. Onorevole Amadu, era già stato ritirato l'emendamento precedente, stiamo complicando le cose che mirano allo stesso oggetto, è libera l'Assemblea di deliberare 400 invece che 200.

BIGGIO (A.N.). Vorrei sentire il parere dell'Assessore.

PRESIDENTE. Onorevole Fadda, sul 133?

FADDA (Popolari-P.S.). Anche formalmente si votano assieme, si modifica il capitolo e rimangono i due emendamenti, tanto il collega Amadu è d'accordo, in sede di coordinamento questo è possibile.

OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità. Il capitolo è il 12164.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

La SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Non mi sembra che si tratti soltanto di scegliere quale sia il capitolo di riferimento, c'è anche un problema di norma sostanziale, bisogna scegliere quale articolo viene approvato non solo il capitolo in cui si mettono i soldi. Si approva l'articolo proposto da Fadda e più o quello proposto da Floris e più che è composto di due commi? O si sospende un attimo e si coordina altrimenti uno due dei viene ritirato; non si può coordinare dopo perché sono due testi diversi. Insisto che non si può abbinare, trenta secondi e si fa un testo unico.

PRESIDENTE. Mi sembra che l'ipotesi sia o questa o che uno dei due ritiri l'emendamento perché la funzione è la stessa. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.) Ripeto quello che ho già detto, sono d'accordo con il Presidente La Spisa, i due emendamenti vanno abbinati, è come se fossero stati coordinati, il Consiglio sta votando poi si vede l'imputazione che l'Assessore alla sanità ha già dato e credo che non ci siano problemi, sono d'accordo tutti i presentatori.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento 27.Ha facoltà di parlare l'Assessore Pittalis.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Proponiamo una sintesi: "E' autorizzata l'erogazione per l'anno 2000 di un contributo straordinario di lire 200 milioni al coordinamento regionale della Lega Italiana per la lotta contro i tumori". Si istituisce un capitolo 12064 di nuova istituzione "Contributo straordinario per l'anno 2000 al coordinamento regionale" così come indicato nell'emendamento 27, 200 milioni in aumento, in diminuzione il capitolo che ho già indicato. Va bene ai proponenti?

(Interruzioni)

(Segue PITTALIS) E` già indicato nell'emendamento: "Per lo svolgimento di un programma di educazione sanitaria nelle scuole, di prevenzione, di educazione fonetica e di dissuasione al tabagismo". Questo significava fare una sintesi dei due emendamenti.

PRESIDENTE. Si stanno complicando le cose, il fine è questo, stiamo dando un finanziamento di 200 milioni all'ente per i tumori, lo riporta il 27 e lo riporta anche il 133, non vedo come variano le cose, se votiamo l'emendamento 27 mi sembra che sia assorbente anche al 133, bisogna dargli soltanto una paternità, se volete dite che i presentatori sono congiunti ma la finalità è la stessa, stiamo complicando una cosa che non ha modo di essere complicata. Se l'onorevole Fadda ritira il suo emendamento poniamo in votazione l'emendamento numero 27.

FADDA (Popolari-P.S.). Era stato ritirato l'emendamento numero 27, poi il collega Amadu l'ha fatto proprio, adesso si chiede a me di ritirarlo perché un altro collega lo faccia proprio. Io ho chiesto che si unifichino le cose e poi in sede di coordinamento si vede.

PRESIDENTE. Ho capito che nessuno li vuole ritirare, li possiamo unificare a me basta la giustificazione tecnica su come finanziare(?) un emendamento congiunto, però siccome non sono tecnico ditemi voi come.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Così non scontentiamo nessuno. Le due proposte non posso essere arbitrariamente unificate dagli uffici in sede di coordinamento, e non è giusto neanche nei loro confronti. Dobbiamo noi dire per che cosa vanno dati questi soldi, per i compiti istituzionali dell'associazione o per una campagna promozionale di quel che è. Noi possiamo anche dire, se proprio nessuno vuole recedere, che viene dato per i compiti istituzionali e in particolare per lo svolgimento eccetera, eccetera.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Oppi.

OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità. A me sembra che l'obiettivo deve essere quello di raggiungere un fine, e stiamo facendo di un piccolo problema un grande problema.

In linea di principio questi contributi mirati non si dovrebbero dare, però è invalso in questo Consiglio regionale, per esempio in questi ultimi anni ed anche l'anno scorso, di dare un contributo straordinario con un capitolo, probabilmente sarebbe stato più opportuno presentare questo emendamento in fase di bilancio. Si è ritenuto di presentarlo durante la finanziaria, credo che problemi non ce ne possano essere, così come è avvenuto per i donatori di modello osseo, per altro c'è un emendamento della Giunta che è simile, non credo che l'onorevole Fadda stia facendo problemi sulla dicitura dell'emendamento, gli interessa raggiungere l'obiettivo, lo stesso obiettivo che intendevano raggiungere gli altri tre presentatori dell'emendamento, che è quello di poter stanziare 200 milioni per una campagna mirata, così come nell'emendamento presentato, in modo tale che il consorzio possa utilizzare questa risorsa ai fini istituzionali, ma al tempo stesso per fare un lavoro specifico. Quindi non credo che ci siano problemi. Esiste questo, votiamo anche il 27, non cambia niente nella sostanza, ma credo che tutti siano d'accordo.

PRESIDENTE. La soluzione che si propone è questa: Vengono unificati i due emendamenti con l'integrazione del primo comma dell'emendamento 27 dopo "La lega italiana per la lotta contro i tumori per i fini di istituto per lo svolgimento di un programma di educazione", specificando che è in aumento la voce di cui al capitolo 12064 di nuova istituzione, con contributo straordinario per l'anno 2000 al coordinamento regionale della lega italiana contro i tumori per i fini di istituto e per lo svolgimento dei programmi di educazione e con il capitolo in diminuzione del 36103 delle entrate.

Metto in votazione l'emendamento così come integrato e modificato. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 45. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi lo mano.

(Non è approvato)

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 132 ha facoltà di parlare il consigliere Pinna.

PINNA (D.S.-F.D.). Ho chiesto di spostare l'emendamento 132 ad un momento successivo in cui venisse trattato l'emendamento 45, perché l'eventuale approvazione del 45 poteva ricomprendere tutta una serie di proposte e di obiettivi contenuti nel 132. Considerato che il 45 è stato bocciato chiedo che possa essere preso in considerazione almeno una parte del 132, in particolare il punto A e il punto C dell'emendamento.

PRESIDENTE. Il presentatore ha chiesto una votazione per parti, il primo comma, compresa la lettera A e il secondo la lettera C.

Metto in votazione il primo comma dell'emendamento 132 che parte con la dizione: "Dall'articolo 20 dopo il comma 5 sono aggiunti i seguenti 5 bis" fino alla lettera a) dove finisce con "nel settore di produzione cinematografica". Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione la lettera c) dell'emendamento numero 132 che parte da "centro della scultura del Mediterraneo" fino a "scuola di cultura." Chi l'approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non l'approva alzi lo mano.

(Non è approvata)

PRESIDENTE. Sia dia lettura dell'articolo 25.

LICANDRO, Segretario:

Art. 25

Integrazione al F.S.N.
- Contributo all'Istituto Zooprofilattico

1. E' autorizzato, nell'anno 2000, lo stanziamento complessivo di lire 981.674.000.000 quale integrazione della Regione per il finanziamento della spesa di parte corrente ed in conto capitale riguardante il fondo sanitario nazionale (capp. 12104/01, 12133/02 e 12139/02).

2. E' autorizzato lo stanziamento di lire 1.000.000.000 per ciascuno degli anni 2000, 2001 e 2002 quale contributo da erogare all'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna per il suo funzionamento (cap. 12162/01).

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati tre emendamenti. Se ne dia lettura.

LICANDRO, Segretario:

(inserire testo emendamenti numeri 147, 145, 4)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Manca per illustrare l'emendamento numero 147.

MANCA (Gruppo Misto). L'emendamento numero 147 prevede un aumento di competenza dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna di 500 milioni, che servono più che altro a questo istituto per migliorare tutte quelle prestazioni che sono fondamentali in un settore così importante nel comparto nel quale questo istituto opera. Il settore d'intervento di questo istituto è molto ampio, come ben sapete, ma non tutti, mi risulta, queste somme servono sicuramente, anche se non sono eccessive, perché mi risulta che negli anni scorsi erano molto più sostenute, queste somme permettono un adeguamento di tutte quelle attività, e quindi di quelle esigenze che l'istituto effettua e che sono necessarie e indispensabili per il suo funzionamento, che deve avere quindi le sue adeguate risorse finanziarie. Il servizio in questo settore agroalimentare, scientifico e di ricerca è molto importante ed è degno delle migliori strutture, sia nazionali che internazionali, per cui ritengo che l'emendamento debba essere da parte della Giunta accolto.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero ha facoltà di illustrarlo.

PIRISI (D.S.-F.D.). l'emendamento 145 recita che il capitolo 12160/02 ha la seguente denominazione, qui è indicato come "contributo all'Istituto zooprofilattico", proponiamo una correzione, cioè che sia "contributo straordinario all'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna per lo svolgimento dei compiti istituzionali di interesse regionale". Perché questa dicitura diversa? Perché nel capitolo 12160/02 non è contemplata la lotta alla pesta suina africana. Siccome noi sappiamo che c'è un contributo di 800 milioni da parte dell'Unione Europea, se non si corregge il capitolo 12160/02, parlando dei compiti di istituto per lo svolgimento di interesse regionale, rischieremmo di non poter andare avanti in questo tipo di azione fondamentale, che è quella appunto di arrivare a debellare la pesta suina africana, ed è importante che poi nel bilancio adeguiamo le somme che sono stanziate proprio per consentire un'azione incisiva ed efficace per debellare questo male che rischia di diventare endemico se non si interviene in maniera adeguata con danni che sono enormi per tutta l'economia che si basa sul maiale.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cassano per illustrare l'emendamento numero 4.

CASSANO (Patto Segni-Rif.Sardi). Brevemente, Signor Presidente, per richiamare l'attenzione su questo emendamento che ha come obiettivo quello di ripianare i disavanzi di esercizio in favore dell'Opera San Giovanni Battista con sede in Ploaghe. Quindi faccio appello alla sensibilità della Giunta e del Consiglio perché questa proposta venga accolta. Grazie.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore di maggioranza.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Su questi emendamenti la Commissione si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Sull'emendamento numero 147, cioè quello illustrato dall'onorevole Manca, devo comunicare che l'aumento di contributo, siccome è in conto capitale, non è necessario, in quanto lo stesso istituto utilizza gli avanzi di amministrazione per spese in conto capitale negli anni seguenti al momento. Quindi ci può essere un momento di riflessione, ma di fatto questa è la situazione ad oggi, quindi non accoglie, ma ne tiene conto, fa le valutazioni e farà conti più puntuali.

Per quanto riguarda l'emendamento 145, prospettato dall'onorevole Pirisi, di fatto bisogna correggere che si tratta di un contributo straordinario, perché diversamente si trasformerebbe un contributo straordinario in una spesa obbligatoria. Però di fatto anche se la CE ha considerato chiusa l'esperienza della peste suina, ma di fatto ha dato un contributo di 400.000 euro, di conseguenza 800 milioni, in più ci sono le disponibilità finanziarie residui, quindi si può andare avanti. Si tratta di garantire i livelli occupativi, quindi con un'integrazione di circa 500 milioni si garantiscono questi livelli e tutte le sperimentazioni che devono essere conseguenti che però sono nettamente inferiori rispetto alle 140-150 mila del passato. Quindi si tratta di utilizzare 800 milioni per i residui, ma dare la garanzia, se non in questa fase anche in fase di assestamento, del mantenimento di questi livelli, e quindi l'integrazione del contributo straordinario nell'arco dell'anno 2000.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 4 relativo a un contributo straordinario, si tratta del ripianamento di debiti di anni precedenti. Noi abbiamo molti enti ed istituti che sono nella stessa situazione di necessità di ripiano dei debiti, quindi personalmente, per la situazione che ho visto, per la situazione debitoria, credo che si possa esaminare con la massima attenzione questa ed altre situazioni di sofferenza, ma dare un miliardo specifico ad un ente e mortificarne altri mi sembrerebbe un atto di ingiustizia nei confronti degli altri. Troppi enti hanno questa situazione di sofferenza, si tratta di valutarla, eventualmente mettere un capitolo ad hoc, dare sulla base di situazioni che si sono magari contributi a ciascuno ma attraverso dei criteri obiettivi, se no è una polverizzazione, si tratta di dare ad un ente rispetto ad un altro ed è un privilegio che obiettivamente non si comprenderebbe. Per cui ritengo che in questa fase l'emendamento debba essere ritirato e visto in un'ottica diversa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Manca. Ne ha facoltà.

MANCA (Gruppo Misto). Accogliendo lo spirito con cui gli Assessori hanno accolto il nostro emendamento ritiro l'emendamento numero 147.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.-F.D.). Ci interessava richiamare l'attenzione della Giunta su un aspetto che riteniamo di importanza comunque grande, perché appunto gradiremmo che con il contributo della Regione e i fondi che sono arrivati da parte dell'Unione Europea si mettesse mano in maniera efficace alla lotta per la eradicazione della peste suina africana. Quindi, signor Assessore, a noi interessa semplicemente che attraverso l'azione dello zooprofilattico si possa intervenire in questo settore. Crediamo anche che sia necessaria un'integrazione delle risorse e che si possa consentire l'azione complessiva che viene portata avanti dallo zooprofilattico stesso. Quindi, Assessore, questo emendamento così come è stato integrato dalle cose che lei ha detto può essere tenuto; qualora si ritenesse invece che attraverso la denominazione del capitolo 12160 possa andare bene lo stesso non abbiamo difficoltà a ritirarlo, purché si abbiano le garanzie che il messaggio viene recepito.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cassano. Ne ha facoltà.

CASSANO (Patto Segni-Rif-Sardi). Brevemente, signor Presidente, per chiarire meglio, perché io vorrei capire di più da parte della Giunta su questo, non avrei alcun problema a ritirare l'emendamento però se è possibile vorrei conoscere i tempi di attuazione di questa richiesta perché ci sono aspettative deluse che potrebbero anche disattendere questo impegno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'onorevole collega Giorgio Oppi ha ben chiarito qual è l'intenzione della Giunta. Innanzitutto operare una ricognizione che mi pare preliminare per comprendere esattamente quali e quanti interventi occorre operare nei confronti degli enti morali che hanno delle sofferenze, e quindi hanno necessità di far fronte ai disavanzi di esercizio. Una volta operata questa ricognizione, noi pensiamo anche nel corso dei prossimi mesi in assestamento possano trovare accoglimento sia quanto esposto nell'emendamento numero 4, ma anche altre richieste che sicuramente proverranno.

Quindi l'assicurazione in questo senso all'onorevole Cassano che ha posto un problema rilevante che è sicuramente accoglibile nella sostanza, ma da rivedere una volta che si opera una ricognizione complessiva in tutto il territorio regionale, quindi l'invito è al ritiro dell'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cassano. Ne ha facoltà.

CASSANO (Patto Segni-Rif.Sardi). Lo ritiro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Deiana. Ne ha facoltà.

Deiana (I Democratici). Conosco bene la situazione che presentava il collega Cassano e ne condividevo il contenuto, tanto è vero che dicevo a lui che mi sarei espresso favorevolmente anche nel voto se l'emendamento fosse messo in votazione, visto che il collega Cassano intende ritirarlo faccio mio l'emendamento numero 4 firmato Cassano.

PRESIDENTE. Allora, è l'unico emendamento che rimane in piedi.

Metto in votazione l'articolo 25. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 4, ritirato dal consigliere Cassano, che è stato fatto proprio dal consigliere Deiana. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Sono le ore 21 e 30, io direi che… andiamo avanti? Non stiamo scherzando, qui bisogna che ci si metta d'accordo per non trovare confusione, siccome siamo d'accordo per andare avanti da stamattina, e siccome c'è la prospettiva che andando avanti gli stomaci ad un certo punto si ribellino e siccome i Questori mi dicono che hanno approntato qualcosa per chi vuole andare a rifocillarsi, qui bisogna che ci si metta d'accordo o si sospende la seduta per mezz'ora, o si va avanti senza mangiare. L'Aula è sovrana, ditemi che cosa si intende fare.

(Interruzioni)

Benissimo, si proseguono i lavori con l'esame dell'articolo 125 bis.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SPISSU

Si dia lettura dell'articolo 25 bis.

LICANDRO, Segretario:

Art. 25 bis

Contributi per il trasporto degli handicappati

1. A valere sullo stanziamento recato del capitolo 12001-01 una quota non superiore a lire 5.000.000.000 è destinata all'adeguamento dell'importo di cui all'articolo 10 della legge regionale 26 febbraio 1999, n. 8, da lire 13.000 a lire 31.000.

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 75, 231, 247, 11 15, 37, 38, 67, 144, 146, 261, 262, 263, 264, 265; gli emendamenti numero 266 e 267 sono decaduti.

Si dia lettura degli emendamenti.

LICANDRO, Segretario:

(Inserire testo emendamenti numeri 75, 231, 247, 11 15, 37, 38, 67, 144, 146, 261, 262, 263, 264, 265; 266 e 267)(per gli emendamenti 266 e 267 vedi verbale)

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 75, ha facoltà di parlare il consigliere Selis.

SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, colleghi mi rivolgo a voi ed anche agli uditori presenti più interessati, per dire che questo che è diventato articolo in Commissione che era stato presentato come un emendamento da alcuni colleghi, suscita non poche perplessità.

L'emendamento che abbiamo presentato serve e lo vedrete, è brevissimo, l'articolo 15 è soppresso, serviva per memoria. Io in realtà posso anche ritirare l'emendamento e poi chiedere ai colleghi che condividono la mia posizione, di bocciare l'articolo.

Anzi, farò senz'altro così, farò così, ritiro l'emendamento e poi dopo chiederò ai colleghi che condividono questa posizione, di votare no all'articolo 25 bis. Mi chiederete perché faccio questo.

Faccio questo perché io credo che questo emendamento e questo articolo, suscitino dei problemi in qualche modo di coscienza. Allora non voglio, credo che dobbiamo tutti sentirci liberi in questa Aula di fare quello che più riteniamo in coscienza giusto. Non voglio neanche portare il relatore a dire se è favorevole o contrario, perché nella sua libertà di coscienza lui e la commissione voteranno come ritengono, e non voglio neanche portare la Giunta a dire se è favorevole o contraria alla mia proposta di abrogazione di questo articolo, cosa che se lasciassi l'emendamento, indurrei la Giunta a pronunciarsi e dovrebbe dire se è favorevole o contraria o rimettersi all'Aula.

Risolvo il problema di coscienza del relatore e della Giunta ritirando l'emendamento ma chiedendo che questo articolo venga bocciato. Anzi, prima ancora che venga bocciato, io chiedo, e lascio così - come vedete è un intervento molto pacato e problematico - chiedo e mi sono chiesto se i colleghi, tutti i colleghi 3 o 4 che hanno presentato, quelli del centro sinistra, questo emendamento non avessero fatto nella fretta, nella concitazione di quei giorni, un errore di valutazione.

Sono arrivato alla conclusione che almeno la gran parte aveva fatto un errore di valutazione, o per lo meno come tutti quanti siamo indotti a fare, in certi momenti, ci sia stato un qualche momento di distrazione, e che quindi, ci sia stato un errore di calcolo, che abbia indotto a portare lo stanziamento per i contributi, per il trasporto degli handicappati dalle 13 mila lire dell'anno scorso alle 31 mila lire.

Allora, voi sapete, cari colleghi come era la situazione. La legge del 1985 prevedeva che a questi istituti venisse dato un contributo modesto, non la spesa totale ma un contributo; la legge del 1999, quindi la finanziaria dell'anno scorso, portò poi questo contributo che era negli anni precedenti di 11 mila lire, a 13 mila lire, quindi un incremento quasi del 20 per cento; poi previde un comma quella legge che questo contributo - lo dico proprio raccontando i fatti - che questo contributo di 13 mila lire potesse essere incrementato giustamente, anno dopo anno, della svalutazione ISTAT.

Venne ritenuto cioè da quest'Aula e, immagino, da tutti gli istituti ed enti interessati, le 13 mila lire vennero ritenute un contributo congruo. E questa Aula, secondo me giustamente, per massimo di obiettività disse: "Questo contributo anno per anno si aggiorna e cresce, e cresce della svalutazione complessiva". La svalutazione l'anno scoro è stata intorno al due per cento e quindi, il contributo poteva andare a 13 mila e 500 lire, si poteva portare a 14 mila lire, sappiamo come funziona perché le spese magari crescono più rapidamente, ma pensare di passare da 13 mila lire o da 13 mila e 500, a 31 mila lire con un incremento quasi del 300 per cento, del 300 o 250 per cento, a me sembra che sia stato un errore di calcolo.

Non posso pensare cioè che colleghi avvertiti ed accorti possano proporre l'anno dopo che questo emendamento possa passare dalle 13 mila lire circa alle 31 mila lire, senza che ci sia stata nessuna motivazione né negli emendamenti né in Aula.

Lo dico perché così molto pacatamente questo emendamento è stato firmato anche da colleghi del centro sinistra, del centro destra e del centro, però mi pare che ci sia stato questo errore di calcolo. In un momento di austerità che l'Assessore Pittalis e la Giunta ci hanno richiamato più volte, che ci dicevano: "Non aumentiamo le spese". La Giunta ha fatto battaglie anche in quest'Aula, anche trovando qualche tensione con la sua stessa parte politica per ridurre le spese, triplicare questo contributo a favore di associazioni o di enti, mi sembra sinceramente effettivo(?)

Il secondo motivo per cui ritiro l'emendamento chiedendo che venga bocciato l'articolo è proprio per questo: perché i proponenti, gli interessati e coloro che sostengono e la stessa Giunta se ci dicessero: "Questo è stato un errore di calcolo per cui riformuliamo lo stanziamento, e riformuliamolo sulla base ISTAT, anche su un incremento un po' di più, di 1, 2 per cento, un 3 per cento, il 5 per cento se volete, ma passare dal 13 al 31 è quasi triplicare del 300 per cento. Non c'è giustificazione, non è una legge di 30 anni fa, è una legge dell'anno scorso, è una legge recentissima.

Io sarei disponibile ad aumentare non del due ma del 5, 6, 7 per cento ma oltre questo, credo che noi tutti quanti noi che dobbiamo non fare delle battaglie di schieramento su tutto, su queste cose siamo chiamati a farci portatori degli interessi generali della collettività. Oltre questo non si può andare.

Per questo ritiro l'emendamento, ma non ritiro la mia posizione che vi chiede di bocciare l'articolo, per questo lascio alla Giunta e agli interessati, a coloro che hanno più interesse, la possibilità di rimediare a questo che continuo a pensare che sia un errore di calcolo grossolano. Naturalmente, avverto anche, che se questa correzione non ci dovesse essere, mi riservo di prendere la parola in sede di dibattito per fare qualche considerazione in più, su questo incremento così abnorme di spesa, con questo incremento così abnorme di stanziamento che, in un momento di austerità con tanti bisogni che abbiamo, non trova, non ha nessuna giustificazione e mi auguro che gli interessati e la Giunta vogliano correggerli tranquillamente con molta serenità e con molta pacatezza.

Mi riservo caso mai di intervenire nel dibattito per apprezzare le decisioni che la Giunta e gli interessati vorranno assumere o per valutare le posizioni che saranno espresse.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per illustrare l'emendamento numero 231.

Cogodi (R.C.). Per agevolare anche i lavori del Consiglio, mi riferisco contestualmente sia all'emendamento 231 che all'emendamento 247 di cui siamo presentatori. Per quanto riguarda l'emendamento numero 231, condividiamo il ragionamento testé fatto dal collega, onorevole Selis, e quindi, lo ritiriamo. L'illustrazione qui è semplice, perché l'emendamento è soppressivo totale, però per ragionamento fatto dal collega Selis lo ritiriamo preferendo che il Consiglio possa pronunciarsi direttamente sul testo dell'articolo che è pervenuto in Aula.

Ugualmente ritiriamo l'emendamento numero 247, con il quale emendamento, a dimostrazione del fatto che non siamo, che non eravamo e non siamo presi da nessuna furia vendicativa, noi avevamo proposto in linea con quella che era l'ipotesi che in via amministrativa era stata determinata dalla Giunta regionale, un qualche adeguamento a questo fine di un contributo che in via ordinaria si può pensare che possa essere o avrebbe potuto essere adeguato.

Quindi, questo emendamento 247 è la dimostrazione che da parte nostra non vi era e non vi è nessun pregiudizio di alcun genere, né personale né politico.

Tuttavia l'emendamento 247 oggi lo ritiriamo. Noi riteniamo che per quanto riguarda questa partita, le cose oggi debbano stare così come sono e che, se debbono essere fatti dei miglioramenti normativi, devono essere fatti andando a vedere meglio la norma, quando è nata, perché è nata molti anni fa, come ha assolto al suo compito, adeguarla in funzione dell'utilità sociale per la quale era stata pensata dal legislatore regionale molti anni fa, e verificare quanto quella norma assolva al suo compito specifico e quindi, migliorare la normativa però con dati, con elementi di fatto conoscitivi e probanti. Secondo noi questo deve fare il Consiglio regionale.

Questo dobbiamo fare noi oggi. Vedete, dirà qualcuno: ma perché dobbiamo drammatizzare ogni cosa? Qui non c'è da drammatizzare nulla, non c'è nulla di drammatico, però vi chiedo, cari colleghi: perché mai prima dell'articolo 25 bis si comprende, per la stanchezza, per la necessità di scambiare un'opinione, perché, pure trattando argomenti di grandissima rilevanza, quest'Aula era, come dire, vivace, un pochino distratta? Perché improvvisamente all'articolo 25 bis qui si è fatto silenzio? Perché i colleghi tutti hanno preso posto e hanno assunto un atteggiamento, come dire, riflessivo?

Credo che ci sia una ragione e che a questa ragione noi non possiamo sfuggire senza, lo ripeto e poi non lo dico più, senza che qui si eserciti nessuna attività che vada nella direzione di un pregiudizio o di una caccia, peggio ancora di caccia alle streghe.

La verità è - lo sappiamo tutti - che questo Consiglio regionale sta vivendo un momento difficile. Noi possiamo fare finta di non saperlo e di non capirlo, però questo Consiglio regionale è la massima assemblea elettiva dei sardi, l'espressione prima del potere autonomistico. In questi giorni ancora sappiamo, in queste ore, sta vivendo una prova difficilissima.

E noi siamo qui a sopportare questa prova difficile; o siamo capaci, non di reagire ma di tenere le posizioni, non di reagire, ma di agire, di fare cioè cose buone che dimostrino alla gente che questo Consiglio regionale è meritevole di elogio, che qui alberga l'onore di tutti, oppure se noi compissimo qualche atto, qualche gesto, appena sbagliato in questa situazione, noi creeremmo delle difficoltà e dei danni enormi, perché si accrescerebbe quel distacco e quella disistima che sentiamo attorno crescere, purtroppo! Purtroppo, colleghi! E noi non ce ne rendiamo conto e se ce ne rendiamo conto fatichiamo a riconoscerlo. Noi pensiamo, noi vogliamo che tutti i consiglieri regionali che siedono in quest'Aula, noi vogliamo, noi siamo convinti che tutti i consiglieri regionali che siedono in questa Aula, nessuno di loro è mosso da nessun interesse personale. Però lo dobbiamo dimostrare.

In questo momento lo dobbiamo dimostrare, e dobbiamo compiere un gesto e un atto che sono semplicissimi. Quando la Giunta regionale ha presentato la finanziaria, questo aumento di 5 miliardi su questa finalità non c'era. Quindi, vuole dire che il Governo della Regione non aveva valutato l'opportunità, meno che mai la necessità che vi fossero questi 5 miliardi per questa finalità; poi è accaduto che nel corso dei lavori di esame in Consiglio, la maggioranza in Commissione abbia aggiunto questo articolo 25 bis.

Se questo articolo 25 bis fosse fondato, fosse accompagnato da elementi conoscitivi, illustrativi della sua necessità, allora il Consiglio regionale potrebbe esaminarli; ma non c'è nulla di tutto questo. Noi sappiamo solo che questo contributo è stato adeguato un anno fa, nella finanziaria dell'anno scorso, è stato adeguato da 11 a 13 mila lire l'anno scorso nel 1999, siamo nel 2000, e che è stato adeguato fra il 1989 e il 1999, a distanza di 10 anni, da 11 a 13 mila lire, e che oggi, alla sola distanza di 1 anno si vorrebbe adeguarlo da 13 a 31 mila lire.

Sulla base di quali considerazioni, sulla base di quali ragionamenti e sulla base di quali dati oggettivi? Non ce n'è!

Scusate, se qui si deve interrompere per andare a pranzo, a cena o a passeggio, per cortesia chi presiede l'Assemblea interrompa l'assemblea. Io non l'accetto, mi dà estremamente fastidio e reagisco male se continuo a sentire "Ahiò ed ahià".

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, la invito a continuare il suo intervento e invito i colleghi a non proferire verbo.

COGODI (R.C.). No, i colleghi possono proferire i verbi che vogliono, purché siano verbi appropriati e che consentano a chi vuole svolgere un ragionamento di poterlo svolgere; perché io insisto nel dire che questa non è una cosetta, insito nel dire che questa è una cosa brutta, che il Consiglio regionale deve possibilmente evitare. Rimandando, non in via di punizione, perché qua non c'è da punire né da premiare nessuno, però rimandando ad un momento successivo di approfondimento e, quindi, di decidere a ragion veduta che cosa eventualmente è giusto fare, non in questo modo, immotivato e non giustificato. In questo modo e in questo momento, insisto nel dirlo, lo dico chiaramente, io sono per tutte le libertà, quando io dico che sono per tutte le libertà in genere aggiungo: ivi comprese la mia. Qui dico: sono per tutti le libertà ivi compresa la libertà del collega Randazzo.

Il collega Randazzo può sedere dove vuole in questi banchi: a sinistra, al centro o a destra, salvo il giudizio che sul piano politico si può dare, ma non c'entra nulla questo emendamento con il collega Randazzo e con la sua libertà. Però, di fatto, tutti sanno, tutti conosciamo che attraverso questo emendamento...

PRESIDENTE. Tempo, onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Il tempo in questa fase è decorso, quindi in questa fase confermo che noi ritiriamo i nostri due emendamenti numero 231 e 247, riservandoci di intervenire nel merito nel corso della discussione generale.

PRESIDENTE. Si danno per illustrati gli emendamenti numero 11, 15, 37, 38, 67, 144, 146, 261, 262 (l'emendamento numero 263 è ritirato) 264 e 265.

Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Come per tutti gli altri emendamenti che non sono stati visti in Commissione, il parere di rinvio all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Invito i presentatori degli emendamenti 11 e 15 a ritirarli, perché la materia troverà compiuta definizione nel disegno di legge, anzi proprio nel collegato alla finanziaria dell'Assessorato del lavoro.

L'emendamento numero 37 della Giunta regionale va corretto: l'anno di riferimento è solo il 2000 e il capitolo d'imputazione è il 36103, in luogo di quello indicato nell'emendamento stesso. Così anche per l'emendamento 38: capitolo in diminuzione 36103; sugli emendamenti 67 e 144 esprimerà un parere più compiuto l'assessore Oppi; l'emendamento 146 non si accoglie; l'emendamento 261 è limitato al 2000, sempre sul capitolo che ho già indicato per gli altri emendamenti della Giunta.

L'emendamento 262 la Giunta regionale lo ritira, perché dopo una riflessione avvenuta in Commissione, sul punto si ritiene che la materia possa trovare migliore collocazione nel collegato.

Il 263 è ritirato; sul 264 e sul 265 interverrà il collega Oppi per il parere.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti numero 267, 144, 264 e 265 ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. L'emendamento 67 riguarda associazione (?) operatori sociali. La spesa prevista di 3 miliardi è senza copertura. Abbiamo fatto un esame di dettaglio e possiamo dire che la spesa a regime sarà superiore a 6 miliardi, da questo per poter essere più puntuali e precisi, sarà opportuno che in fase di assestamento possiamo indicare una cifra più puntuale, quindi, si accoglie certamente. Però, dobbiamo individuare la copertura e la cifra esatta.

Per quanto riguarda invece il 64 è semplicemente poter riutilizzare spese conto capitale, altrimenti andrebbero perente, quindi, di conseguenza abbiamo proposto questo emendamento che è finalizzato solo a questo scopo, quindi, non porta nessuna copertura finanziaria, sarebbero delle risorse finanziarie che noi non riusciremmo a spendere, quindi, stiamo chiedendo, come vedete dall'emendamento, di poterle utilizzare anche dopo un anno.

Per quanto riguarda, invece, il 265, si tratta di un atto molto importante perché è l'istituzione della conferenza permanente per la programmazione sanitaria e sociosanitaria. Comprendiamo che questa potrebbe essere esitata in tempi diversi, ovviamente unitamente al piano sanitario, però con molta obiettività, nonostante tutti, gli sforzi sono passati 5 anni, il piano non è stato esitato, bene ha fatto l'assessore Fadda a predisporre lo strumento che in quel momento gli consentiva di poter fare dei provvedimenti, e così come ha predisposto, anche se abbiamo riscontrato recentemente che anch'esso ha esigenza di essere rivisitato riguardo al riordino delle strutture, l'esigenza di avere questo strumento ci consente di poter avere un'attività propria, perché senza questa conferenza permanente per la programmazione saremmo impossibilitati a svolgere ogni atto relativo di programmazione. E' fatta a norma della 229, come vedete le presenze sono quelle istituzionali, quindi sono riferite alla legge vigente, e soprattutto i principi di questo decreto, con la Conferenza sono assicurate le forme di partecipazione degli enti locali, quindi è fortemente innovativo ed è il fulcro della 229, delle formazioni sociali e delle organizzazioni sindacali, delle strutture accreditate e del servizio sanitario nazionale. Tale organismo (?) assorbe l'importante funzione di fornire pareri e valutazioni sugli obiettivi e contenuti del piano sanitario regionale, e di tutti i provvedimenti che configurano atti di programmazione e d'indirizzo.

Secondo le previsione dell'articolo due comma ter del citato 229, il progetto del piano sanitario regionale è sottoposto alla Conferenza e viene approvato dal Consiglio regionale con il parere e le (?) osservazioni eventualmente formulate dalla stessa Conferenza. Partecipa nei termini stabiliti dalle norme regionali alle verifiche dei piani delle aziende ospedaliere (questo è molto importante) e dei piani metropolitani.

L'emendamento per l'istituzione della consulta dà applicazione alle norme introdotte dal dispositivo di legge 229, sulla partecipazione - come dicevo poco fa - delle autonomie locali, infatti voi sapete che parte integrante di queste Commissioni sono propri i presidenti della Provincia, sono i rappresentanti degli organismi dei comuni delle singole ASL e ovviamente le altre figure che sono elencate nell'emendamento.

Si rende necessaria questa modificazione delle vigenti disposizioni riguardo all'articolo 42 della legge numero 5, in attesa dell'adeguamento del più complessivo atto di riforma. Quindi è soltanto un passaggio obbligato per evitare una paralisi, perché senza questo organismo ci troveremmo obiettivamente in (?) di obiettiva difficoltà.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Sull'emendamento 11 Presidente, in seguito alle specificazioni ottenute dalla Giunta, che disciplinerà l'argomento sul collegato o con un disegno di legge separato, ritengo di dover ritirare l'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia. ne ha facoltà.

MASIA (F.S.D.). Per l'emendamento numero 15 che è identico al precedente appena citato, anch'io avendo sentito l'impegno assunto dell'Assessore che ha dichiarato che questo emendamento troverà risposta nel collegato, ritiro l'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pilo. Ne ha facoltà.

PILO (F.I.-Sardegna). Io intervengo perché le cose che ho sentito dai banchi dell'opposizione mi hanno molto colpito, e credo non si possa consentire, all'interno di quest'Aula, il generarsi di sospetti o di giudizi non espressi fino in fondo che si rivelano molto severi.

Credo, colleghi della sinistra che non mi possiate certe accusare di essere una persona che si nasconde dietro un dito, che accetta botteghe o che fa patti in nome di cose non chiare o che accetta i sotterfugi.

Io sono una persona chiara e in nome di questa chiarezza prendo la parola perché difendo l'articolo 25 bis, difendo la proposta di aumentare il contributo per il trasporto dei disabili, e non lo faccio per difendere un collega di questo Consiglio, non lo faccio per difendere nessuna entità, nessun soggetto beneficiario di questo aumento in termini economici. Lo faccio, invece, per la difesa degli utenti che del servizio beneficiano. Allora, come voi sapete le tariffe nazionali sono molto diverse da quelle che vengono applicate in Sardegna. La Sardegna è l'ultima nel tariffario nazionale, ultima dopo la Sicilia, che comunque vede un divario notevolissimo tra noi e loro.

Questo divario rischia di essere un danno per i beneficiari del trasporto che sono i disabili.

Come voi sapete, il problema non è tanto di risparmiare le due lire e un quarto, il problema è di consentire a queste persone di poter usufruire del servizio nel migliore dei modi. Significa poterne usufruire con mezzi adeguati, con l'assistenza infermieristica che è necessaria, significa che queste persone devono poter avere un servizio che consenta loro di percorrere in termini di chilometri tutto il percorso che è necessario che venga coperto. Allora, io non credo che in nome di un risparmio o in nome di un'illazione, o in nome di un sospetto, noi possiamo privare i disabili di un servizio che è assolutamente necessario. Credo anche che questo problema che è stato sollevato, forse anche da un collega che è in mezzo a queste cose, sia comunque un problema condiviso da molti soggetti e da molti anche soggetti cooperative e associazioni varie. Vi devo dire che anch'io forse un po' all'interno del clima di sospetto che era nato su questo famoso emendamento, ho preso alcune informazioni; vi devo dire serenamente che ho parlato con alcune cooperative che si rifanno esplicitamente alla sinistra e queste stesse cooperative mi hanno confermato che effettivamente c'è un problema di adeguare i costi.

Onorevole Selis, il problema di adeguare i costi si pone in termini di valutazione ISTAT se si parte da un costo che è attualmente adeguato e che quindi deve subire soltanto un incremento dovuto all'aumento del costo legato all'inflazione. Ma, se invece noi partiamo da un divario che è decisamente ben lontano dai due punti in percentuale a cui lei faceva riferimento, è chiaro che è dovere di questa Assemblea riportare la Sardegna ad una situazione paritaria, per cui ripartiamo da lì, poi l'incremento ISTAT lo vediamo avendo stabilito qual è il costo obiettivo sulla valutazione di questo trasporto.

Allora, vi chiedo di mettere da parte questo atteggiamento sospettoso, perchè qua stiamo affrontando un problema che tocca delle persone che hanno necessità di questo servizio e quindi, affrontiamo con serenità questo aspetto e non tocca il collega Randazzo, piuttosto che chiunque si debba occupare di trasporto, ma tocca gli utenti del trasporto stesso e quindi i disabili.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta regionale. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO, Presidente della Giunta. Signor Presidente, colleghi del Consiglio, l'onorevole Selis ha fatto un richiamo ingiusto alla coscienza che per la verità è una coscienza un po' furbetta la sua, quanto quella anche dell'onorevole Cogodi in questo senso: non è che l'onorevole Cogodi e l'onorevole Selis dicano "Noi ritiriamo l'emendamento così per fare un regalo al Consiglio". Si capisce che se l'emendamento non ha una maggioranza è evidente che si boccia l'emendamento e quindi automaticamente l'articolo rimane in vita.

Questo noi lo comprendiamo e quindi comprendiamo anche la ragione per cui prima è stato presentato un emendamento soppressivo totale e poi, invece, nel dibattito si è ritirato questo emendamento per passare poi a bocciare l'articolo.

E` chiaro c'è un problema di coscienza, ma c'è innanzitutto da dire quello che lo stesso onorevole Selis ha detto: questo emendamento non nasce come proposta della Giunta regionale, ma nasce come proposta del Consiglio presentato dagli onorevoli Randazzo, Manca, Pacifico e Pinna, portato in Commissione, apprezzato dalla Giunta regionale e inserito nell'articolo 25 bis.

Io non vorrei però che, richiamandomi proprio alle cose che diceva l'onorevole Selis, che noi trattassimo questo emendamento come se fosse l'emendamento Randazzo. Lo dico con estrema franchezza, perché questi sono soldi che vengono dati ai comuni, alle aziende sanitarie e che vengono dati a tutti coloro che fanno questo trasporto, e tutti quelli che fanno i trasporti, per la verità, hanno detto che effettivamente, in quest'ultimo periodo, c'è stato un aumento che ognuno di noi poi sente nelle proprie tasche tutti i giorni, perché basta vedere che aumento ha avuto la benzina in questi ultimi 10 mesi, ed è un aumento che varia dal 45 al 50 per cento. C'è anche da dire che il trasporto non è più quello di una volta, perché dovendo arrivare nelle zone interne e nei centri storici bisogna anche usare mezzi più piccoli e quindi una maggiore spesa, e comunque noi ci rendiamo conto che effettivamente queste cifre, sono cifre forse esorbitanti, forse non adeguate alla realtà che vogliono rappresentare, quindi, non è che ci mettiamo qui a difendere cose che probabilmente come impatto anche esterno, difendibili non sono.

Quindi, io volevo proporre ai colleghi, magari di sospendere un attimo l'esame dell'articolo 25 e di vedere di trovare una soluzione che sia in linea con le cose che sono state sottolineate dai colleghi, cercando di quantificare queste risorse che possono essere date, tenendo presente, però, che per quanto questo non possa, come dire, interessare il Consiglio, per certi versi, dobbiamo dire che le cifre che sono indicate, perché non dirlo, onorevole Selis, ce lo siamo detti anche nei "pourparler", nelle altre Regioni sono notevolmente superiori a quelle che sono indicate nell'articolo 25 bis della legge regionale sarda.

Credo che questa sia l'ultima Regione; ci sono trasporti per persona che costano 55 - 60 mila lire per arrivare anche a 48 - 50 mila lire della Sicilia che poi non è.... ma comunque questi sono ragionamenti.

Quindi, noi prendiamo il suggerimento che è pervenuto dall'onorevole Selis e dall'onorevole Cogodi, e volevo pregare, se è possibile andare avanti e trovarci un attimino per trovare una soluzione.

PRESIDENTE. Prego di valutare la proposta del Presidente Floris che propone di sospendere un attimino la discussione sul punto. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Il dibattito è iniziato e quindi, credo che sia giusto per un'informazione completa che dobbiamo dare a tutti i consiglieri.

Ritengo che questo articolo 25 bis, per tutta una serie di considerazioni che sono state fatte dall'assessore Pittalis non potesse essere ammesso in base alla legge sulla contabilità, perché modifica una legge di settore. Noi, per impedire nella scorsa legislatura che gli aumenti venissero stabiliti con legge finanziaria, abbiamo approvato una nuova legge.

Allora ritengo che sia giusto che il Consiglio sappia che la Regione non deve intervenire in tutto il costo del trasporto, ma la prima legge che venne fatta nel 1985 si decise di dare un contributo di sei mila lire, venne aumentata poi a undicimila lire e venne approvata l'anno scorso, all'unanimità da questo Consiglio regionale, una legge che stabiliva di togliere alla finanziaria gli aumenti, di portarla a tredicimila lire e di dare mandato alla Giunta regionale, quindi secondo me questo articolo di legge comunque non può essere approvato in questo modo, non può essere approvato.

Il collega Cogodi nel suo intervento ha fatto un ragionamento, benissimo, c'è il problema del trasporto degli handicappati, si faccia una legge di settore, si verifichi, si metta il Consiglio nelle condizioni, per il momento la Giunta regionale aumenti, perché ci sono stati come diceva il Presidente Floris, degli aumenti, ed io credo di non essere un Assessore che può essere tacciato di essere di parte; credo che l'anno scorso da Assessore ho proposto le tredici mila lire, alla Commissione prima e al Consiglio dopo, ed è stato approvato all'unanimità.

Vorrei che per un attimo l'Assessore alla sanità dicesse in che modo, per esempio, si farà fronte, caro Assessore, agli impegni che questo Consiglio regionale, che la Giunta Regionale ha preso nei confronti dei Comuni, perché noi andiamo a toccare, cara onorevole Pilo, proprio i fondi dei cittadini più deboli, perché questi il capitolo con cui sono stati inseriti sono i fondi che vanno alle categorie più deboli, per cercare di fare in modo che i Piani socio-assistenziali vengano davvero applicati e si dia una risposta ai problemi dei cittadini più deboli.

Allora io chiedo, non abbiamo niente contro nessuno, ma vi sembra possibile che un Consiglio regionale approvi all'unanimità una legge che stabilisce le tredici mila lire e poi va a trentun mila lire? Chiedo che a questo punto alla Giunta Regionale che si esamini, le cose che stava dicendo anche il Presidente Floris, che si modifichino le leggi di settore, perché noi abbiamo una legge dove si dice che si dà un contributo, che si metta il Consiglio nelle condizioni di poter valutare con la massima serenità. E` chiedere troppo che le leggi di settore non vengano modificate nella finanziaria, che è una delle linee non solo scritte nella legge di contabilità, ma che l'Assessore Pittalis ha portato in questa Aula e in Commissione?

Chiedo alla Giunta se le cose che sono state dichiarate, quando altri colleghi hanno presentato degli emendamenti e gli è stato detto: "Non è possibile perché violano la legge sulla contabilità" qui stiamo modificando una legge di settore, non è più compito della finanziaria, se di queste cose si vuol discutere!

Innanzitutto dobbiamo trovare altri fondi, non possono essere tolti ai più deboli della nostra società, allora si faccia una legge di settore, si esaminino quelli che possono essere i costi, si decida se la Regione deve intervenire totalmente, dica l'Assessore se il patto di stabilità deve essere soltanto una dichiarazione di principio, come ha fatto e come abbiamo scritto anche nella legge finanziaria, o se deve essere rispettata.

Valutiamo, non dico adesso: "Non siamo in grado" si presenti una legge, la Giunta Regionale presenti una legge, un disegno di legge che dica queste cose e non c'è nessuno; guardate, se c'è un settore che ho cercato di seguire da Assessore è questo.

Chiedo al Consiglio regionale: "E` possibile che tutti quanti, noi, siamo trattati allo stesso modo, che ad alcuni si accettano gli emendamenti e ad altri no?" Questa è una modifica di una legge di settore, doveva passare nella Commissione competente, allora chiedo all'Assessore, alla Giunta regionale, sospendiamo, nessuno vuole fare delle lotte; la Giunta Regionale predisponga un disegno di legge, si trovino le fonti di finanziamento, non si tolgano i soldi ai più deboli, caro onorevole Biggio è così se guarda a che capitolo sono stati assegnati questi fondi, faccia un disegno di legge, si discute nella Commissione competente e siamo disponibili ad esaminare quelli che possono essere i costi, se la Regione deve intervenire totalmente, se deve intervenire con un contributo, c'è la massima disponibilità.

Quindi accolgo la proposta che ha fatto il Presidente Floris, dicendo comunque che è necessario che su questa materia non siano nelle norme finanziarie, ma che ci siano le leggi di settore, così come ha fatto la Giunta precedente e il Consiglio l'ha approvata, si modifichi quella legge, però permettendo a tutti i consiglieri regionali di poter valutare con la massima serenità se i costi per tutti... E` chiaro che tutti desiderano che questi aumenti ci siano, ci mancherebbe altro, tutte le cooperative desiderano... se noi aumentiamo anche le altre tariffe desiderano anche quelle, però in un clima di serenità.

Questo Consiglio regionale deve affrontare questo problema, siamo disponibili, caro Presidente, quindi non c'è nessun accanimento, chiediamo alla Giunta regionale che presenti un disegno di legge e lo affronteremo con la serenità, credo, perché stiamo parlando di un settore delicato, che la materia merita.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU. (D.S.-F.D.) Solo due brevissime considerazioni perché il collega Fadda ha di fatto sostenuto poco fa quelle che erano le argomentazioni che anch'io vorrei fare, anche perché ritengo che anche argomenti come questi devono essere affrontati con molta serenità, quindi c'è una questione di forma che è stata posta, che è quella che si modifica una legge di settore e che è giusto che una legge di settore venga discussa nella Commissione di merito e magari trovare quelle risposte che la stessa collega Pilo qui poneva, cioè valutare la congruità dell'intervento, verificare che cosa avviene nelle altre Regioni e creare quel convincimento e quella serenità nell'approvare o non approvare una norma che credo che sia giusta.

Ma c'è anche un altro aspetto che vorrei fare, è un invito che invece faccio anche ad un collega, anche al collega Alberto Randazzo, col quale ho anche un rapporto di stima e di amicizia, perché anche lui contribuisca a chiedere che su questo articolo si soprassieda, si voti contro, si consenta che ci sia un progetto di legge che poi venga esaminato dalla Commissione, che convinca attraverso un percorso lungo della discussione un esame più attento di questo argomento e tolga quello che qui veniva detto dalla collega Pilo, i sospetti, che è la cosa che più dispiace proprio il fatto che si crei questo clima di sospetto di cui la collega Pilo ha detto.

Ma chi può aiutare in questa direzione è proprio il collega Alberto Randazzo, perché è chiaro che è evidente che ci sia il sospetto che anche la sua scelta politica, che io penso invece sia motivata dal fatto che lui ha maturato un progetto politico diverso da quello che aveva un mese fa, e che quindi la scelta politica del collega Randazzo di non collocarsi più nel centro sinistra e di essere di fatto di supporto alla maggioranza, sia strettamente legato a quello che è avvenuto Commissione per questo emendamento.

Poiché penso che sia un sospetto che offenda il collega, perché anche lui credo che si debba sentire offeso del fatto che possa essere questo emendamento una risposta a una scelta politica che lui ha fatto, penso che debba togliere dall'imbarazzo l'intero Consiglio e togliere questo sospetto, chiedendo lui stesso che questo provvedimento vada in Commissione e vada in una legge di settore, proprio per ricreare quel clima sereno e togliere dall'Aula e da questo Consiglio questo clima di sospetto di cui anche la collega Pilo ha parlato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI. (R.C.). Ritengo che debba essere presa in seria considerazione anche la proposta avanzata dal Presidente della Giunta di una sospensione, per valutare diverse ipotesi di soluzione da rappresentare al Consiglio.

Tuttavia prima dell'eventuale, e ritengo anche utile sospensione, noi riteniamo, noi della nostra parte politica, qui ci conosciamo, ma ci fosse uno che è arrivato adesso, noi del Gruppo della Rifondazione Comunista; noi riteniamo che il Consiglio regionale debba invece assumere un orientamento preciso e debba decidere. Non ci siamo appellati a nessuna coscienza, noi abbiamo già in fase di illustrazione degli emendamenti affacciato un ragionamento e abbiamo addotto ragioni per le quali non è utile, non è opportuno, anzi, è dannoso che il Consiglio regionale voti questo articolo 25 bis. Non importa com'è nato questo articolo 25 bis, importa quello che ora rappresenta, e se un collega ha, in sede di Commissione, firmato una proposta di emendamento.

Il fatto è che anche addurre queste parrebbe che... già in questo, vede Presidente, se uno volesse riconoscerebbe della malizia, perché addebitare quasi, a questo o a quel collega, di avere inizialmente firmato l'emendamento, è come dire: "Bada che ci sei anche tu", per cui perché richiamare chi ha inizialmente firmato l'emendamento? Nessuno di noi mette in dubbio l'onestà degli intenti, noi mettiamo in dubbio oggi la fondatezza, allo stato delle cose, di una misura che prevede 5 miliardi in partenza, e nessuno ha dimostrato quanti saranno in arrivo, questa è una misura che, come dire, poi deve essere valutata alla fine, 5 miliardi in partenza per un aumento di un contributo che in un anno... sono aumentate tutte le cose, anche la benzina sta aumentando ogni giorno, ma in un anno lievita da tredici mila a trentun mila, cioè si invertono le cifre: tredici, trentuno; sembra un giochino.

Allora voglio dire chiaramente questo: noi abbiamo detto, diciamo e diremo sempre quello che pensiamo, io sostengo, noi sosteniamo che non è vero che questa è una tariffa, secondo: noi sosteniamo che questo è l'emendamento Randazzo.

Voglio dire due parole sull'una e sull'altra cosa: non è vero che questa è una tariffa, questo è un contributo, perché così lo definisce la legge della Regione, e c'è una differenza sostanziale fra una tariffa e un contributo, perché la legge della Regione, quella dell'85, da cui deriva poi... via via sono derivati gli articoli successivi, definisce l'articolo 92, questa forma di contribuzione della Regione ai Comuni, quindi contributo, in conto trasporto dei soggetti handicappati in misura fissa, che la legge originaria definisce in lire sei mila giornaliere. Badate, avere scritto in una legge regionale sei mila giornaliere, ancora di più vi dice che questo contributo, non tariffa, quindi è un aiuto indiretto, dato ai soggetti handicappati attraverso il Comune, ai fini di un'eventuale mobilità o esigenza di mobilità che i Comuni dovrebbero valutare, non attraverso quei Comuni poi che scaricano tutto, convenzionino i soggetti privati, perché il contributo è definito in entità giornaliera, addirittura, quindi non è una tariffa per un passaggio, non si aziona il tassametro, perché allora non si capirebbe perché avviene in misura fissa. Cosa è un trasporto breve? Si paga uguale ad un trasporto lungo? Un trasporto semplice si paga uguale ad un trasporto complicato? Se la legge della Regione dice: "contributo" intende dire contributo alla famiglia o alla persona attraverso il Comune e lo definisce giornaliero, non a tratta, non a passaggio.

Quindi è un'altra cosa; non c'entrano nulla le tariffe. Perché non c'entrano nulla qui le tariffe? Per una ragione, perché l'assistenza ai soggetti handicappati dalla Regione è regolato già con altre leggi e con altri danari, per cui già per l'assistenza agli handicappati le associazioni che operano questo servizio, che lo svolgono, hanno i finanziamenti in convenzione dalla Regione; ho chiesto approssimati conti, mi è stato risposto che la Regione spende più di cento miliardi all'anno per questa partita e che l'incidenza di una sola associazione, quella dell'Aias, è intorno al settanta per cento o al sessanta per cento, o di gran lunga prevalente rispetto a tutte le altre.

Quindi c'è anche una condizione di monopolio all'interno di questa... c'è un problema, è che gestire sessanta, settanta, ottanta miliardi di danaro pubblico in un servizio pone un problema, che è giusto porsi quando si è amministratori saggi.

Allora ho detto, primo, che non è vero che questa è una tariffa, questo è un contributo, ed è tutt'altra cosa, e va allineata l'entità del contributo in ragione dei servizi che oggi, dopo quindici, sedici anni, da quando la Regione ha approvato la legge, dei servizi che oggi si possono offrire ai soggetti più sfortunati e deboli che sono i soggetti handicappati, quello che sì che va riconsiderato e va adeguato, il contributo e il servizio da erogare e da garantire ai soggetti handicappati.

Secondo, l'ho già detto, questo è l'emendamento Randazzo, perché il soggetto destinatario finale, per come stanno le cose, per oltre il sessanta per cento è un'azienda di cui Randazzo, il collega Randazzo, non so, la famiglia Randazzo è amministratore e quindi gestisce questo servizio, perché non lo dobbiamo dire? E` così. Siccome non è neppure proibito questo, o non sarebbe proibito, però siamo delicati, per favore, non chiedete delicatezza sempre ai colleghi e agli altri, noi non abbiamo nessun pregiudizio, non ne abbiamo manifestato e non ne manifestiamo, sappiamo che in questo mondo, in questa vita, in questa società e anche in questa regione per esercitare il diritto alla politica non è detto che tutti debbano smettere né le professioni, né le attività imprenditoriali, c'è chi si regola un modo e chi si regola in un altro, però bisogna avere il senso della misura, bisogna avere il senso delle cose, anche a tutela di tutti quei cittadini che si applicano alla politica e debbono nel contempo fare i conti con le loro proprie attività economiche, non complichiamo le cose, perché a complicare le cose poi nascono altre esigenze e nascono poi altre esigenze sul piano politico e anche sul piano dell'organizzazione delle funzioni politiche e delle funzioni istituzionali.

Volevamo dire questo, qui non c'è nessuna diplomazia, da parte nostra siccome non c'è nessun pregiudizio, non ci deve essere neppure nessuna diplomazia. Vedo colleghi che dicono: "Ma si voterà a voto segreto, si voterà a voto palese" noi abbiamo detto una cosa semplice, per una cosa del genere credo che molti consiglieri regionali dovrebbero semplicemente alzarsi e dire: "In questa situazione, per una ragione di opportunità politica e istituzionale" perché vogliamo approfondire la questione, regolarla bene, non punire nessuno, molti colleghi dicono: "Soprassediamo a questo articolo, lo mandiamo ad una Commissione di merito che lo esamini nel contesto dell'utilità sociale che vorrebbe raggiungere".

Se questo non accade ecco allora che non è più sospetto, ve lo dico, se ciò non accade non ce n'è più di sospetto qua dentro, c'è la certezza, c'è la certezza che si vuole invece raggiungere un obiettivo alto, c'è la certezza che si vuole favorire, perché qui siamo nella condizione esemplare di possibile favoritismo, non c'è dubbio, se voi ci volete dare questa certezza commettete un errore, perché non la dareste solo a noi, in quest'Aula noi siamo minoranza, voi siete maggioranza, però di fronte a un'opinione pubblica che è preoccupata, che è pensosa, noi abbiamo il diritto e il dovere, tutti insieme, di dare una risposta che sia una risposta alta, politica, che non è contro nessuno, ma che è a tutela della nostra funzione. Quello che il Consiglio deve fare è, ritirando questo articolo, in questo momento, per queste ragioni, è un atto di autonomia ed è un atto di autostima dell'Assemblea regionale che può, se vuole, evitare un incidente grave.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.-F.D.). Signor Presidente, solo per due semplici e brevi considerazioni: la prima è questa, le questioni sollevate dall'articolo 25 bis non sono generate dall'adeguamento di un contributo, sono generate, piuttosto, se vogliamo dirci le cose senza ipocrisia e con chiarezza, dalla misura dell'adeguamento, dalle circostanze in cui l'adeguamento matura e - perché no? - dalle concomitanze politiche, non ci si chieda di prescindere da questi aspetti.

Altra cosa è demandare l'esame della congruità dell'adeguamento a una sede di merito (la Commissione competente), utilizzare tabelle, dati e parametri, compresi quelli delle altre Regioni, e giungere quindi, sulla base di un processo fondato su dati, alla determinazione della misura dell'adeguamento.

La seconda considerazione è di altro ordine e riguarda non solo l'articolo 25 bis, ma può riguardare altre parti della legge finanziaria. Faccio l'esempio dell'emendamento 265, dell'emendamento 263, ancorché ritirato, ma è un emendamento presentato dalla Giunta Regionale, quindi mi autorizza a fare qualche riflessione.

La riflessione riguarda il carattere della legge finanziaria. I colleghi sanno, lo dico senza lunghi discorsi, che questo Consiglio, come altre assemblee parlamentari, e come anche il Parlamento nazionale, negli ultimi anni ha operato una riflessione sul carattere della legge finanziaria. Prima le leggi finanziarie erano delle leggi finanziarie omnibus, in cui trovava allocazione ogni genere di norme, particolari, molto puntuali, talvolta o spesso identificate nel beneficiario finale, e così via. Negli ultimi anni c'è stata una riflessione anche qui; una riflessione che ci ha portato, prima nella prassi di alcune leggi finanziare, di alcune sessioni di bilancio e poi nel varo di una legge di riforma del bilancio della legge di contabilità, a definire una finanziaria diversa nel suo profilo e nel suo carattere.

Io non voglio dire ciò, non voglio sollevare la questione in termini polemici verso una parte, potrei farlo, sarei autorizzato a farlo verso la Giunta. Voglio introdurre questo argomento, su cui credo che avremo modo di ritornare, approvata la legge finanziaria e ultimata la manovra di bilancio, come stimolo a una riflessione.

Il Consiglio regionale sul profilo della legge finanziaria sta facendo marcia indietro, stiamo tornando alla legge omnibus. Guardate l'emendamento 265 della Giunta, "Programmazione sanitaria e sociosanitaria", leggete l'articolo 13 della legge di contabilità e ditemi se c'entra qualcosa. Guardate l'emendamento 263 ritirato, ma presentato dalla Giunta, è dato un contributo a un'azienda per essere destinato a un ospedale.

In estrema sintesi l'articolo 13 dice: "La legge finanziaria non può contenere disposizioni che prevedano nuove spese, disposizioni che modifichino l'oggetto degli interventi e delle leggi di spese alle condizioni degli stessi interventi, norme di organizzazione" - adesso su questo sorvolo - "disposizioni in materie diverse da quelle espressamente considerate ammissibili ai sensi dei precedenti commi 1 e 2". Leggete i commi 1 e 2 che definiscono non più come divieto, ma in positivo, le materie che possono essere disciplinate dalla legge finanziaria.

Se guardiamo senza spirito di parte, senza faziosità, ma con la riflessione che deve essere propria, anche nella capacità di distacco dal contingente, di un'assemblea parlamentare penso che potremmo oggettivamente dire che un terzo, naturalmente la quantificazione la sto facendo a braccio, della legge finanziaria 2000 è fuori e contro l'articolo 13 della legge di contabilità.

Ho detto questo, e ho concluso, primo per evitare scivoloni del genere dell'articolo 25 bis, almeno rimuoviamo gli inconvenienti più appariscenti; in secondo luogo per avviare una riflessione in modo che il Consiglio regionale, Giunta e Consiglio, io sto parlando non delle parti politiche, ma degli organi istituzionali, il Governo della Regione e il Parlamento della Regione riprendano la strada da cui ci si sta scostando, e che avevamo fissato con molta nettezza nella riforma del bilancio e della legge di contabilità approvata solo pochi mesi fa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale Ne ha facoltà.

OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Intervengo cercando di prendere spunto da alcune osservazioni di alcuni colleghi, mi appello soprattutto a quanto è stato detto da taluni, che noi no dobbiamo …. ho voluto fare questo intervento perché sono tornato indietro di molti anni. Io sono stato sempre considerato, io non voi, alcuni di voi nemici per eccellenza dell'AIAS, veri nemici, per cinque anni sono stato considerato con decine di corsivi il nemico dell'AIAS. Non voi, io, ero chiamato "Attila" e avevo corsivi quasi giornalieri.

Sono quello che, a seguito di una serie di valutazioni, di indagini ecc., ha messo a freno e ha messo ordine nel settore della riabilitazione facendo indagini, non chiudendo i centri, dando le proroghe e sanando tutti i centri della Sardegna, dell'AIAS e non dell'AIAS, che non avevano autorizzazioni o erano in posizioni di illegittimità. Sono stato anche denunciato dall'AIAS, ciò nonostante questa mia scelta, che era per il pluralismo e che ha fatto crescere anche un'altra società, si chiama Cooperativa Primavera, è nata e cresciuta nella mia gestione, ebbene, nel primo intervento che ho fatto in quest'aula ho voluto precisare che molti di voi che parlavano di pluralismo se n'erano dimenticati. Quella frase forse è passata inosservata, io so che confacendo (?) questa serie di verifiche e controlli l'AIAS, la Cooperativa Primavera, ecc., senza mortificare nessuno hanno di fatto concretizzato e creato strutture che sono le più efficienti in Sardegna, parlo di due o tre centri rispetto ad altri. Poi io mi sono allontanato, mi sono dedicato ad altre cose, e per cinque anni non ho mai sentito parlare di AIAS.

Voi avete nobilitato, e ve l'ho detto nel mio intervento in quest'aula, avete riabilitato a tutti gli effetti l'AIAS. Quindi parlo da quel momento, perché è sbagliato il tiro, le mie valutazioni personali sono diverse: nel momento in cui la Commissione ha esitato un provvedimento e ha attinto dai fondi del dodici zero zero uno, bene avete fatto voi e bene abbiamo fatto noi ad attivare immediatamente una serie di provvedimenti, di emendamenti, per esempio Sanna, Pinna, Sanna, Loddo, Morittu, che chiedono nel dispositivo del bilancio sedici miliardi e cinquecento che improvvisamente, per un errore del funzionario, non certamente zelante, che non ne azzecca una, che improvvisamente mancavano i sedici miliardi e cinquecento milioni per equiparazione per i Comuni.

Ha fatto bene l'onorevole Fadda quando ha visto che si trattava di una cifra inferiore a quella necessaria per dare garanzie di equiparazione a fare l'emendamento, cioè che voleva dare nel bilancio di nove miliardi, che garantivano la copertura dei trentanove miliardi e cinquecento milioni necessari, non i ventitré erronei, né i trentatré successivi necessari per dare garanzia ai progetti obiettivi, ai consultori, a un'altra voce specifica e i sedici miliardi di equiparazione dei Comuni; non servivano i trentatré, perché non si possono dare i soldi ad alcuni Comuni e altri no, e non serviva il resto.

Quindi l'esigenza nostra è che quel capitolo, come ha detto prima Paolo Fadda, non venga intaccato, non si può toccare attraverso un capitolo specifico che vedrebbe penalizzato e creerebbe una serie di disfunzioni all'interno del 12001. L'Assessore ha garantito, ha fatto proprie certe osservazioni e ha messo nel bilancio i trentanove miliardi e i cinquecento sessantuno, più una cifra che non conosco, non sono grado di quantificare, che deve tener conto di un problema, ecco perché io dico che ognuno di noi ha fatto le sue battaglie, qui c'è un problema di...qui si tratta di fare verifiche e controlli sui Comuni, perché in questi anni, perché magari manca il funzionario, è mancato il controllo perché i Comuni fanno pagare a pie' di lista e ci troveremo in tempi brevi altri quaranta, cinquanta miliardi per la legge 15, i due miliardi e tre sono già una richiesta fatta dall'attuale Commissario di Iglesias per cifre anticipate e sollecitate agli Organi della Regione per cifre anticipate sulla 15 per due miliardi e 600 milioni circa, poi chissà quanti altri Comuni mancando questo controllo, perché anche i Comuni sono abituati a pagare a pie' di lista e poi i conti arrivano dopo.

Nel caso specifico ritengo che certamente quello che ha detto Scano, che ha detto poc'anzi altri che sono intervenuti, si tratta di vedere che cosa può aver impressionato il rapporto tra tredicimila e trentuno, questo rapporto che raddoppia l'entità della spesa e che probabilmente può essere contenuto nei cinque e può anche sforare dai cinque per questi inghippi che si determinano.

Credo però che se parliamo di cifre, ne ho una davanti, devo dire subito che per esempio in Sicilia già nel '94 avevano ventisettemila e cinquecento, nel '95 ventinove mila e cinquecento. Quindi non è l'equiparazione delle Regioni che oggi sono divise in regioni povere, ricche, eccetera, ma se noi non facciamo un caso personale di chicchessia, io ho dimenticato che sono stato accusato di essere nemico, quando forse ero meno nemico di altri e ho fatto il mio dovere, altri che hanno da farsi perdonare il fatto che hanno esaltato le figure e poi improvvisamente diventano nuovamente dei cerberi o diventano dei pericoli pubblici, invece con molto senso di responsabilità, accogliendo la proposta del Presidente, accogliendo le istanze praticamente dell'onorevole Fadda che ha detto le stesse cose, le cose che ha detto l'onorevole Scano ci si possa incontrare e valutare in modo attento e preciso, senza intaccare la preoccupazione dell'assessore Fadda che è essenzialmente quella, il fondo dei più poveri, guai se noi praticamente facessimo una battaglia fra i poveri e togliessimo anche una lira che è fondamentale, ho detto all'Assessore competente: "Prima bisogna avere la certezza dei trentanove miliardi e cinquecento sessantuno, se c'è una cifra integrativa e ci sono le risorse è un fatto che vedremo concretamente in fase di bilancio, dando la certezza tutti quanti del diritto".

Allora in questa situazione, facendo valutazioni attente, lo spirito che è stato anche chiesto dal Presidente, ci possa essere un momento di riflessione per valutare attentamente certo quale possa essere in termini reali questo incremento, che praticamente deve essere rapportato anche ai costi, deve essere apportato forse ad una sottovalutazione del passato, non crei questa sensazione che ci sia stata un'azione, da una parte o dall'altra, magari dal centrodestra, su valutazioni che offendono anche la dignità di ognuno di noi, probabilmente riusciremo ad ottenere un risultato positivo e ognuno è tranquillo con la propria coscienza, convinto di aver il proprio dovere e che non ci sono favoritismi di alcun genere, ma è il rispetto di alcune regole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Usai. Ne ha facoltà.

USAI (A.N.). Presidente, io devo dire la verità, esprimo piacere per il clima sereno nel quale si sta svolgendo questo dibattito, clima sereno, clima di ragionamento fra persone che vogliono ragionare su un problema che esiste.

Quindi faccio brevissime considerazioni non tanto per contestare affermazioni che ho sentito, quanto per dire che per esempio per quel che attiene la legge di settore, alla quale faceva riferimento il collega Paolo Fadda, la legge di settore esiste già e ha normato la materia. Quello che stiamo trattando oggi noi con l'articolo 25 bis è soltanto un adeguamento di tariffa di una legge di settore che esiste già e che ha già normato tutta la materia.

Così come, senza fare polemiche con nessuno, non è che questa norma possa violare, così come si è detto, le norme della contabilità, perché l'articolo 13 al punto A dice che la legge finanziaria ha le seguenti finalità, la prima è il rifinanziamento di leggi settoriali di spesa della Regione. Quindi sotto questo profilo non mi sembra che ci sia da menare scandalo, e faceva osservare giustamente l'assessore Oppi, i dati che ha lui ce li ho anch'io, amico mio Paolo Fadda…

FADDA (Popolari-P.S.). Non la sto interrompendo perché interverrò dopo se è il caso di intervenire.

USAI (A.N.). Ma la Sicilia nell'anno 1995 erano 28.180, 29.814 nell'anno successivo.

Ora non è che noi vogliamo ricopiare quello che la Sicilia, ho notizia per esempio che in Lombardia sono 70.000 lire, ma quella è una Regione ricca, il bilancio della sanità della regione Lombardia, se non mi sbaglio, è simile al bilancio complessivo della Regione Sarda, ma non stiamo parlando di questo.

Volevo dire che qua si tratta di un problema di giustizia sostanziale, giustizia sostanziale significa che non bisogna fare trattamenti di favore né nei confronti di una parte, né nei confronti dell'altra, che non bisogna avere atteggiamenti punitivi né nei confronti di una parte, né nei confronti di un'altra.

Siccome io credo che il Consiglio stia esaminando con grande serenità questo problema, siccome io sono certissimo che non ci sono atteggiamenti punitivi nei confronti di nessuno, allora ragioniamo su quello che ha detto il Presidente e che ha detto anche l'assessore Oppi; esiste la possibilità di valutare con serenità quello che il Consiglio ritiene opportuno fare, e trovare, sempre avendo come obiettivo la serenità, il lavoro proficuo, la conclusione di questi lavori che abbisognano di grande riflessione, però la conclusione ci dovrà essere, raccogliendo l'appello del Presidente della Regione, valutare, dieci minuti, un quarto d'ora, il tempo che sarà necessario, quella che è la soluzione che non penalizza nessuno, non mortifica nessuno, non fa prevalere, non punisce nessuno. Questo volevo dire, vi ringrazio.

PRESIDENTE. Mi pare di capire, onorevole Usai, che lei chiede una sospensione dei lavori per dieci minuti, un quarto d'ora.

Credo di poter accogliere questa sospensione, anche perché credo che la possiamo utilizzare utilmente per fare una pausa per rifocillarci, quindi uniamo l'utile al dilettevole, sospendiamo la seduta per un quarto d'ora.

(La seduta, sospesa alle ore 22 e 59, viene ripresa alle ore 23 e 55.)

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CARLONI

PRESIDENTE. Eravamo in una fase di sospensione in relazione all'articolo 25. Se non è stato sciolto il nodo per il quale era stata chiesta la sospensione, io propongo di andare avanti.

Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). Avevo domandato di parlare prima della sospensione.

PRESIDENTE. Non avevo visto il suo nome, mi scusi.

CUGINI (D.S.-F.D.). Io normalmente dico la verità.

PRESIDENTE. Una comunicazione all'Aula. Diversi colleghi si lamentano del fatto che, contrariamente alla raccomandazione, ci sono diversi colleghi che fumano o nell'Aula nascostamente o nelle adiacenze dell'Aula, facendo pervenire il fumo all'interno e dando conseguentemente fastidio a chi è allergico al fumo; quindi un po' di rispetto per chi chiede l'applicazione di una norma che, fra l'altro, è sanzionata amministrativamente. Quindi vi prego di essere cortesi con chi non tollera il fumo.

CUGINI (D.S.-F.D.). Noi abbiamo interrotto per dare la possibilità all'Assemblea, al Consiglio, di valutare il contenuto del dibattito che è intervenuto sull'articolo 25 bis, e per verificare - possiamo dire liberamente - se potevano maturare le condizioni per trovare un punto d'incontro tra la posizione che ha espresso la Giunta tramite l'articolo 25 bis e il contributo che hanno dato i colleghi, in particolare i colleghi del centro-sinistra, per costruire una soluzione sostanzialmente diversa dall'articolo 25 bis.

Durante la ricreazione effettivamente si è lavorato, Presidente Carloni, per una ipotesi risolutiva; e, a mio giudizio, poi posso anche sbagliare, siamo arrivati ad una possibile conclusione. Perché è stata riconosciuta l'esigenza di una verifica quantitativa del contributo che viene attualmente erogato, contributo che è stato aggiornato recentissimamente, frutto di una valutazione della Giunta, della Commissione o delle Commissioni competenti, e conclusivamente frutto anche di un voto dell'Aula, che il collega Fadda ha richiamato per ricordare che il voto sul provvedimento è stato un voto unanime.

Noi diciamo che non ci sono le ragioni politiche per variare la procedura, mentre ci sono invece considerazioni di merito per procedere, come è stato detto, ad un aggiornamento del contributo per rispondere alle esigenze che effettivamente esistono nel settore, e che tanti colleghi hanno richiamato considerandole questioni urgenti e questioni prioritarie. Siccome a mio giudizio siamo vicini ad un possibile punto d'incontro, perché abbiamo potuto verificare che la Giunta è disponibile ad un approfondimento in proprio dell'argomento della materia, per dare la possibilità di esaminare una proposta capace di rispondere al dibattito che sin qui si è svolto, e questa proposta che la Giunta può produrre, valutando l'insieme dei componenti o delle componenti che determinano il contributo. Questa proposta della Giunta può essere e deve essere sottoposta alla verifica, all'attenzione delle Commissioni di competenza, e così come abbiamo fatto l'anno scorso, esaminata nelle Commissioni questa proposta arriva in Aula, quindi con una legge specifica sull'argomento, e in Aula si riapre la discussione e il confronto se il lavoro fatto dalla Giunta e fatto dalle Commissioni, così come è avvenuto nel recente passato, corrisponde alle aspettative che l'argomento propone alla nostra attenzione, si procede al voto. Questo che cosa vuol dire? Vuol dire che abbiamo aggiornato la discussione questa sera e con gli altri interventi che verranno dopo, abbiamo verificato che c'è una, chiamiamola impropriamente emergenza; si tratta di metterla rapidamente all'ordine del giorno e di riportarla in quest'Aula.

Che cosa comporta questa iniziativa? Comporta chiaramente il superamento dell'articolo 25 bis, e quindi comporta l'accoglimento della nostra indicazione di lavoro, quella iniziale fatta dal collega Selis, riproposta dagli altri colleghi che hanno preso la parola. Se la affrontiamo così, e concludo Presidente Carloni e Presidente Floris, effettivamente vengono a cadere tutte le altre sottolineature che sono state fatte.

Vedo che il collega Randazzo condivide la mia indicazione di lavoro. Se la collochiamo in questo modo sono convinto che il problema può essere portato ad una positiva soluzione e ad una risposta che tiene aperta l'attenzione dell'insieme del Consiglio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.-Sardegna).Signor Presidente, su questa vicenda io credo che prima della sospensione chiesta dal Presidente della Giunta, o meglio dal collega Usai, per esaminare la possibilità prospettata dal Presidente di una soluzione che affronti il problema della quantificazione dal punto di vista finanziario del problema, aveva assunto toni di carattere politico ed anche valutazioni sul piano istituzionale, cioè relativamente proprio alla compatibilità di un articolo di questo tipo, come il 25 bis, rispetto alle norme sulla contabilità regionale, e di compatibilità di un intervento di questo genere, di adeguamento cioè in legge finanziaria di un contributo per un servizio che i comuni rendono attraverso la collaborazione di enti privati, di associazioni senza scopo di lucro - ricordiamocene - sono stati sollevati sostanzialmente due ordini di problemi. Uno è quello che un intervento di questo tipo non fosse compatibile con la legge di contabilità. Il collega Scano, di cui tutti ovviamente riconosciamo l'evidente competenza in materia finanziaria, ha detto che due terzi di questa legge finanziaria, di quella che stiamo esaminando, è contraria alla legge di contabilità, mi correggo, un terzo? Va bene. E quindi faceva ipotizzare che anche questo articolo potesse, in qualche modo, rientrare in questa fattispecie. Che questo articolo sia favorevole o contrario alla legge di contabilità non toglie il fatto che se mettiamo che se fosse vero che in questa legge che stiamo esaminando un terzo delle disposizioni in essa contenute sono contrarie alla legge di contabilità, è anche vero che anche le leggi finanziarie approvate negli esercizi precedenti sono piene zeppe di disposizioni che certamente contrastano con l'articolo 13 della legge di contabilità.

Io ho qui la legge numero 1 del 1999; mi chiedo se, ad esempio, sia compatibile con la legge di compatibilità della Regione l'articolo 31 che prevede norma transitoria in materia di valutazione di impatto ambientale, in attuazione delle disposizioni comunitarie, del Decreto del Presidente della Repubblica eccetera, si dispone che A), B), C), D) siano assoggettati alla procedura di valutazione di impatto ambientale i progetti di cui all'allegato A) eccetera. Questa è una norma compatibile con la legge di contabilità? E` compatibile con la legge di contabilità la disposizione del nono comma dell'articolo 27? La legge numero 11, l'articolo 13, ha ripreso e specificato meglio i limiti che erano già contenuti nella legge, cioè le modifiche fatte alla legge 11, le recenti modifiche, hanno ripreso gli stessi contenuti.

Allora la motivazione addotta non ha nessun fondamento, credo; così come non ha fondamento, ancora di più, la motivazione che alcuni colleghi, evidentemente della sinistra, hanno addotto in quest'Aula su questo fatto, e cioè su questo argomento in discussione. Alcuni evidentemente sono convinti che alcuni partiti siano legittimati a rendere morale qualunque tipo di intervento. Ci sono forze politiche che si ritengono la varechina del mondo politico. Tutto quel che toccano purificano, sterilizzano; ciò che fanno altri no.

Un articolo approvato sulla base di un emendamento, firmato da quattro rappresentanti del centro - sinistra, è stato accolto dalla Commissione. La proposta evidentemente era una proposta sana. Nell'accoglimento da parte della Commissione diventa un intervento che prevede sostanzialmente un favoritismo nei confronti di privati, così come dice il nostro collega.

Su questo punto credo che veramente bisogna essere chiari. Io rientro da questa polemica di cui mi scuso, ma che comunque non potevo evitare di fare perché l'articolo 25 bis è stato approvato in Commissione con il nostro voto, e non possiamo ammettere che fosse illegittima la proposta o illegittimo l'accoglimento da parte della Commissione. Dobbiamo invece far rientrare la discussione in un ambito molto più realistico, cioè se l'articolo 25 bis, dal punto di vista finanziario, preveda una spesa e delle indicazioni, dei parametri di spesa, che possano portare ad uno sfondamento del tetto ammissibile per spese di questo tipo; cioè bisogna verificare se l'ipotesi anche, di modifica di questo articolo, che eventualmente ritocchi l'importo del contributo, possa essere accettata, portando cioè ad una soluzione di ragionevolezza, in termini proprio di politica finanziaria e non in termini di polemica tra gruppi che si sentano più o meno traditi da alcuni rappresentanti. Dobbiamo veramente fare una scelta di politica finanziaria seria, senza polemiche inutili.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). Volevo sapere: quanti iscritti a parlare ci sono?

PRESIDENTE. Si era iscritto a parlare l'onorevole Fadda. Mi dicono che era già intervenuto, quindi non so per che cosa vuol prendere la parola. Inoltre, a nome suo, si è iscritto a parlare il Gruppo dei D.S.

CUGINI (D.S.-F.D.). Della coalizione; a nome mio della coalizione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Credo di essere uno dei Consiglieri che ha cercato...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Chiedo ai colleghi di consentire il regolare intervento.

FADDA (Popolari-P.S.). Chiedo scusa ai colleghi se l'intervento del collega La Spisa mi costringe a riprendere la parola.

Non credo di aver disturbato i lavori del Consiglio; stiamo discutendo di un problema importante, però le accuse gratuite, onorevole La Spisa, che lei ha fatto su questo argomento cercherò, per quanto mi è possibile, di confutarle, perché credo che quando ho presentato in quest'Aula il disegno di legge che decideva l'aumento da undici a tredicimila lire, non ho toccato qualcosa e l'ho trasformata in oro, e credo che l'appartenenza politica, anche di tante persone che lavorano in questo mondo, fossero vicine al Partito Popolare. Non riesco a comprendere perché in quest'Aula, dopo che all'unanimità, col voto dell'attuale Assessore Pittalis, si decide di portare da undici a tredicimila lire, che cosa sia successo perché tutti gli aumenti, tutte le tariffe che sono state citate c'erano anche l'anno scorso.

Io ho presentato un disegno di legge per portarlo da undici a tredicimila lire. Io comunque credo che si stia violando la legge numero 8, perché non si può non abolire il comma 4 dell'articolo 10 che dice: "Per gli anni successivi l'importo del contributo può essere aggiornato in correlazione con l'andamento del costo della vita rilevato dagli indici ISTAT". Allora si abolisca prima questo comma e poi si decida. Si abolisca questo comma di questa legge, perché credo che non sia assolutamente pensabile che si decida un aumento violando una legge, perché questa è ancora legge. Quindi non riesco a comprendere quando io dico al Presidente della Giunta: "Presentate un disegno di legge, siamo aperti a qualsiasi tipo di contributo per cercare di esaminare e mettere il Consiglio nelle condizioni di poter valutare. Presentate un disegno legge, ma non violate le leggi", perché insieme al 25 bis ci voleva un comma che diceva che veniva abolito anche il comma 4 di questa legge. Il comma 4 vige, e non riesco a capire quali sono le motivazioni che hanno portato la Giunta regionale ad accogliere questo emendamento e a non ascoltare il suggerimento. Noi non vogliamo entrare nel merito - l'abbiamo già detto -, non vogliamo fare polemiche, vogliamo rispettare le leggi. Del patto di stabilità ce ne ha parlato l'Assessore Pittalis. Quali sono le condizioni che hanno determinato questo aumento? Può darsi che siano tutte giustificate, ma discutiamolo in quest'Aula come ho fatto io, presentando il disegno legge che portava l'aumento da undici a tredicimila lire, e nessuno, in quella occasione, ha detto che erano pochi i fondi che noi stabilivamo. E del resto vorrei ricordare una cosa: che questo articolo non sono cinque miliardi, sono otto miliardi e duecento milioni i costi che questo articolo comporta. Sono otto miliardi e trecento milioni, perché una volta che si stabilisce la tariffa, trentunmila lire, non si può dire che l'importo massimo è cinquemila lire, perché semmai bisognava fare il contrario. Non solo, ma la legge che noi abbiamo approvato l'anno scorso, all'unanimità, diceva "massimo" l'importo di tredicimila lire. Allora chiedo: che cosa cambia? Ma perché non vogliamo continuare con la finanziaria? Siamo tutti disponibili a discutere e rivedere questo problema.

Si presenti una legge che si modifica, la legge che c'è in vigore, e ne discuteremo. Chi avrà ragione portando argomenti, documentandosi anche di più, lo farà come è stato fatto la volta scorsa, un anno fa. Allora io chiedo al Presidente della Giunta, per far andare avanti i lavori della finanziaria, che così come è stato fatto in passato venga fatto adesso: si presenti un disegno di legge. La Giunta, di cui io facevo parte, questo ha fatto per portare a conoscenza tutto il Consiglio di un settore così delicato. Quindi io invito di nuovo il Presidente della Giunta, e non ci sono atteggiamenti di rivalsa, perché avrei potuto proporre anch'io 20.000, 25.000-30.000 lire, visto quanto c'era in Sicilia. Voi credete che io, da Assessore, non sia stato informato che i prezzi in Sicilia potevano essere questi? Ma voi pensate davvero che io non conoscessi quali erano gli importi? Nonostante questo, per il contenimento della spesa sanitaria, ho chiesto un sacrificio a tutte le associazioni, per dire: "Aumentiamo a 13.000 lire e poi ci saranno gli aumenti ISTAT", e qui, con facilità, si porta l'aumento a 31.000 lire senza valutare, senza pezze giustificative. Discutiamone in quest'aula di questo argomento. Non ci sono - ripeto - atteggiamenti contrari a nulla, però facciamolo come è stato fatto in passato, e non credo che sia passato moltissimo tempo, è passato un anno, discutiamolo in un disegno legge, dove si affronta, semmai, tutto il problema degli handicappati, che sono problemi grossi. Non sto dicendo nulla che non sia possibile fare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda. Ne ha facoltà.

(Interruzioni)

CORDA (A.N.). Quando finirà il clamore, davvero poco opportuno rispetto a questo problema che stiamo trattando in quest'aula, credo che potremo iniziare anche a fare delle riflessioni che sono quanto mai opportune davanti ad un problema come questo.

Io sono perplesso, e sono perplesso per molte ragioni. Una perché, da una parte, certamente è evidente a tutti, non lo possiamo nascondere, che un aumento da 13.000 a 31.000 lire non sia una cosa da poco, e però c'è anche da domandarsi, se uno si pone questi problemi di coscienza, come mai questi stessi problemi non si siano posti nella Commissione consiliare, laddove questo provvedimento, con queste condizioni, è stato approvato all'unanimità.

FADDA (Popolari-P.S.). Il centrosinistra non c'era!

CORDA (A.N.). Se il centrosinistra non c'era è un torto del centrosinistra, ma se questo emendamento, che poi è diventato un articolo di legge, è passato in Commissione con la firma anche di illustri onorevoli colleghi della sinistra, è evidente che c'era da parte del centrosinistra la volontà di appoggiare questo articolo.

Dicevo che le perplessità sono legate al fatto che - come dicevo prima - c'è, non v'è dubbio, una evidente riflessione da fare sul fatto che 13.000 e 31.000 sono quasi due volte e mezzo, ma se questo articolo di legge serve a colmare una lacuna che esiste fra quelle che sono le condizioni del trasporto degli handicappati in altre regioni d'Italia e quelle che ci sono in Sardegna, allora c'è da domandarsi se, a fronte di un servizio che deve essere erogato a persone disabili, e quindi una quantità di erogazione che può anche intervenire sulla qualità del servizio e sulla qualità del trasporto, io mi domando se i problemi di coscienza che ci stiamo ponendo adesso di fronte a questo problema così grande, che è quello dell'assistenza agli handicappati, come mai ci stiamo ponendo solo adesso, per una somma tutto sommato non rilevantissima, davanti ad una manovra di 9000 miliardi? Allora perché porsi adesso questi problemi quando non ce li siamo posti davanti ad emendamenti di decine di miliardi per altri settori? Mi sembra francamente che queste perplessità siano perplessità giuste.

Assessore del bilancio, io credo che la Giunta abbia un ruolo in questo Consiglio, e il Consiglio ne abbia un altro, quindi le sollecitazioni che la Giunta muove al Consiglio, anche se a un consigliere di maggioranza, sono poco opportune. Anche se lei dice "stringere", di "stringere" me lo dice il Presidente e non lei, Assessore.

Detto questo, devo dire che in questa perplessità, in questo disagio che c'è da parte dei consiglieri, è inutile negarlo, la proposta che ha fatto il Presidente della Giunta mi sembra estremamente equilibrata. Quindi, invito anche l'ex Assessore della sanità, Paolo Fadda, a riflettere su questo punto e a cercare di trovare un accordo con la Giunta affinché si possa arrivare ad una soluzione equilibrata.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sollecitavo l'amico e collega Corda, non per togliergli la parola, ci mancherebbe altro, ma proprio perché avendo egli, proprio con la lungimiranza che lo contraddistingue - lo dico seriamente - sul piano politico, previsto quello che la Giunta in effetti ha fatto, e cioè proporre una soluzione che possa rappresentare anche la sintesi del dibattito.

E' per questa ragione che io invitavo il collega Corda a stringere i tempi perché proprio su quello che egli stesso diceva abbiamo trovato un'intesa. Quindi mi scuso se l'atto è stato interpretato in altro modo, ma era solo a questo fine. Ci mancherebbe altro! Anzi, con grande stima e con grande piacere ho sentito il contributo che è venuto dal collega Cesare Corda.

L'ipotesi che può essere proposta, perché qui non c'è da nascondere niente, da fare la parte di chissà chi, ma si tratta di dare un contributo alla soluzione di un problema, che può essere quindi rivista la disposizione dell'articolo 25 bis: "A valere sullo stanziamento recato dal capitolo 12001/01, una quota non superiore a lire cinque miliardi è destinata all'adeguamento dell'importo di cui al comma primo dell'articolo 10 della legge regionale 26 febbraio 1999, numero 8. Alla determinazione del contributo giornaliero pro capite provvede la Giunta regionale, a termine dell'articolo 4 lettera i) della legge regionale 7 gennaio 1977 numero 1, sentita la competente Commissione consiliare, la quale esprime il proprio parere vincolante entro il termine di giorni trenta". Quindi, in questo modo, mi pare che vi sia un controllo del Consiglio regionale, e non è un controllo qualunque, ma è un controllo addirittura tale da determinare un vincolo per la Giunta regionale, perché deve esprimere un parere vincolante, e quindi mi pare che in questo modo possa anche essere pienamente soddisfatta la richiesta di chi su questa problematica ha voluto porre delle questioni che sono legittime, e questa sorta di emendamento mi pare possa trovare accoglimento da parte del Consiglio.

Questa è una ipotesi che la Giunta propone come ipotesi di soluzione ed anche di mediazione, soprattutto mettendo in evidenza il ruolo del Consiglio regionale, ruolo, ripeto, che vincola, poi, anche la Giunta regionale nell'adozione dei provvedimenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). L'Assessore del bilancio e della programmazione, a nome della Giunta regionale, ha avanzato al Consiglio una proposta del tutto nuova che, anche in base al nostro Regolamento, può essere considerata ammissibile qualora si interpreti in via di coordinamento e di affinamento di una norma già proposta al Consiglio, e in quanto vi sia una condivisione larga da parte del Consiglio, sennò non si potrebbe neppure sul piano procedimentale avanzare una nuova proposta.

A me pare che la proposta, che si prospetta, possa avere un qualche fondamento se viene precisata ed anche parzialmente corretta. Insomma, siamo alla ricerca di una soluzione. Corretta nel senso che il Consiglio regionale potrebbe accantonare una somma di cinque miliardi, perché potrebbe il Consiglio regionale, non dico accantonare, destinare una somma di cinque miliardi in favore dei cittadini sardi, dei soggetti portatori di handicap, quindi cominciamo a chiarire questo punto. Nessuno vuole colpire una categoria debole ed anche sfortunata della società. Si accantonino e si destinino cinque miliardi, o otto, come dice Paolo Fadda, che questo costa otto e mezzo, arrotondiamo a dieci miliardi, destinati ad una categoria debole e sfortunata perché si migliori la sua condizione di esistenza. Quindi precisiamo che la destinazione, i destinatari della somma sono i soggetti portatori di handicap, i quali soggetti portatori di handicap, potranno avere bisogno, per migliorare la loro condizione, di migliorare anche le condizioni di trasporto, ma non è detto che dappertutto e sempre l'emergenza per tutti sia il trasporto. Può essere che in certe condizioni vi sia bisogno di un intervento anche diverso, e quindi la Giunta, all'interno di questa destinazione, elabori un programma articolato, flessibile, da gestire attraverso i comuni, quindi all'interno del meccanismo della legge, perché si migliori la condizione dei cittadini portatori di handicap, dove può rientrare anche il miglioramento delle condizioni di trasporto, per quanto costa davvero il trasporto, perché quella che deve essere superata è questa cosa della quota fissa. Io ancora non ho capito come si fa a dire che il trasporto costa uguale dappertutto quando non si è definito da dove a dove. Così come non ho capito perché mai se la legge già diceva "massimo tredicimila lire", di fatto accada che ogni unità di trasporto sia fatta a tredicimila, cioè si fa una specie di media; non ho capito media di che cosa. Sarebbe come dire che chi prende il treno paga sempre mille lire sia che vada a Elmas, sia che vada a Milano passando per la nave. Non è possibile! Oppure si faccia una conferenza di servizio e vediamo cosa ne viene fuori, perché mentre dimezziamo il costo degli aerei o vorremmo dimezzare il costo degli aerei, triplichiamo quelli dei pulmini. Con queste tariffe qui si sta ipotizzando un trasporto da qui a lì che può essere dalla casa all'ambulatorio, che può essere nella stessa strada, di 31 mila lire, che è un mezzo biglietto Cagliari - Roma secondo la rivendicazione autonomistica ultima. Cioè non è possibile, come dire, sparare cifre. I costi debbono essere dedotti dalle condizioni reali nelle quali il servizio si svolge, in favore di quei soggetti. Badate che qui non si stanno comprando pulmini, non si stanno rottamando pulmini; qui stiamo pensando a garantire un servizio a cittadini deboli. Ed allora si adotti un criterio con cui si vuole arrivare a questo obiettivo e a questa finalità. Come si può arrivare? Allora, se la proposta avanzata dall'Assessore venisse così integrata, cioè destinare un'entità di risorse finanziarie a questi soggetti e, all'interno di questa destinazione nel rispetto della legge, si adotti un programma di miglior sostegno della condizione di vita dei soggetti handicappati, abbiano o non abbiano associazione, e si prenda in considerazione, fra gli elementi del miglioramento della loro condizione, anche eventualmente quella del trasporto, analizzando i costi, e quindi tenendo conto di quanto vale, allora questa proposta potrebbe essere presa in considerazione. Al di fuori di questo, Presidente, conviene ritirare anche i fogli che stanno circolando, perché al di fuori di una larga condivisione la proposta non è neanche ammissibile allo stato delle cose. Quindi io ho preso la parola per dire che può essere presa in considerazione la proposta della Giunta, se però si integra e si corregge in un modo che possa essere accettabile, cioè se non è un trucco, non che lo sia, assessore Pittalis, non si innervosisca, ho detto "che non sia", mica ho detto che è, che non possa essere, aggiungo, che non possa apparire un trucco, perché se questa norma dice che farà la Giunta quello che oggi dovrebbe fare il Consiglio, qui stiamo facendo una specie di norma, di legge delega. Questo non solo non è giusto, ma non è neanche possibile, perché in questa Regione non esistono leggi delega, neppure passando attraverso il parere della Commissione, perché la Commissione si riunisce, fra l'altro, non tutte le Commissioni rappresentano la realtà e la composizione del Consiglio, perché avete un po' pasticciato anche nel comporre le Commissioni, con gruppi strani, transgenici, come ben sapete, per cui in Commissione spesso vi è una rappresentanza alterata della realtà del Consiglio. La Commissione si riunisce anche dove vuole e quando vuole, non ne sappiamo nulla, decide non in seduta pubblica, e invece cose del genere, parliamoci chiaro, devono essere decise in seduta pubblica, così come stiamo discutendo e così come il Consiglio vorrà decidere, per cui credo anche impraticabile sotto il profilo formale una specie di delega alla Giunta che vorrebbe fare in via amministrativa, per delega del Consiglio, quello che non vorrebbe fare oggi. Se deve fare quello che è scritto qui, tanto vale che lo faccia oggi.

Se la maggioranza del Consiglio lo ritiene, alzi la mano, decida, si assuma la sua responsabilità; però, prima che si arrivi a questo, io credo che avremo ancora qualcosa da dire.

Il mio intervento vale per dire che si può, perseguire un obiettivo di soluzione, però integrando la proposta, dal nostro punto di vista nei termini nei quali noi riteniamo che debba essere integrata e corretta, ed altri colleghi aiuteranno a definire meglio una proposta che sia però una vera proposta a favore dei portatori di handicap e non in ragione di altre esigenze delle quali abbiamo detto e per le quali confermiamo un giudizio radicalmente negativo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.-F.D.). Intervengo anche io rapidamente, signor Presidente, proseguendo il ragionamento svolto da chi mi ha proceduto, per dire che è possibile uscire da questa discussione con una soluzione nitida, corretta e chiara. Non ha, a mio giudizio, queste caratteristiche, e non mi convince, la proposta della Giunta; che poi, in realtà, come ci diceva l'Assessore Pittalis, è la proposta di Cesare Corda, perché giustamente "bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare"; ha detto che Cesare Corda ha anticipato con lungimiranza la proposta, quindi è la proposta del collega Cesare Corda. A parte le battute, la proposta sia di Cesare o sia della Giunta, a mio giudizio non va bene, né dal punto di vista formale, anche io credo, non ci ho riflettuto a fondo, non ho avuto la possibilità di farlo, ma la lettura di questo testo mi fa esprimere, mi porta ad esprimere un rilievo formale. Anche io sono convinto che possa esserci, e forse ci sia, così come è formulato, un eccesso di delega alla Giunta. E non mi sembrerebbe prudente mettere a repentaglio la legge finanziaria con una disposizione normativa viziata da un eccesso di delega. Mi chiedo naturalmente - sto ora ragionando a voce alta - se la previsione di un passaggio in Commissione, col parere vincolante della Commissione, possa attenuare, diminuire, eliminare la inammissibilità di questa delega; così, su due piedi, propenderei per ritenere che il vizio ci sia e rimanga, però possiamo rifletterci e parlarne. Sicuramente rimane il rilievo al di là del versante formale, il rilievo di carattere politico. Il testo che ci è stato proposto è, io lo dico senza giri di parole, un modo soft per fare la stessa cosa, è una foglia di fico. Ed allora io, se proprio debbo esprimere una preferenza preferisco che piuttosto che farla in modo soft, prolungato, se la Giunta e la maggioranza intendono assumersi questa responsabilità, se la assumano. E tuttavia, come dicevo iniziando il mio intervento, ed anche concludendolo ora, da questa vicenda sarebbe preferibile uscire con una soluzione che abbia i caratteri insieme della correttezza, della indiscutibilità sotto il profilo formale, della solidità sotto il piano politico e istituzionale, ed anche della eleganza sotto il profilo etico, demandando ad uno specifico provvedimento, come è stato più volte da diversi colleghi proposto, l'esame e la risoluzione della questione, la determinazione, l'adeguamento del contributo. Eventualmente uno specifico provvedimento potrebbe anche essere anticipato nella copertura finanziaria con un apposito accantonamento che indicherebbe la volontà del Consiglio di mettere mano al problema predisponendone anche lo spazio nell'architettura della legge finanziaria, e tuttavia rimandando ad uno specifico provvedimento del Consiglio la determinazione della misura.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la proposta fatta adesso dal collega Scano porterebbe, come d'altronde sarebbe necessario, ad un voto da parte del Consiglio, e sono anche certo che la maggioranza di questo Consiglio la pensa esattamente così, come l'articolo 25 bis ha predisposto il tutto. Però, noi non vogliamo assolutamente creare con la minoranza del Consiglio un rapporto conflittuale in merito ad un problema, come questo degli handicappati, che credo riguardi tutti quanti, soprattutto in questa materia dei trasporti dei soggetti handicappati che è fondamentale, come è fondamentale la riabilitazione e quant'altro. Ma questo del mezzo di trasporto diventa un fatto singolarmente prioritario anche rispetto al resto. Allora noi non siamo contrari, o perlomeno per venire incontro alle esigenze manifestate, neanche ad accantonare queste cifre per questo scopo e presentando un apposito disegno di legge, sempre che ci sia la volontà del Consiglio di fare in modo che questo disegno di legge venga approvato subito dopo la finanziaria e non come si è soliti fare assumere questi impegni per poi mantenerli quando poi il sole è tramontato. Se così è io pregherei i colleghi di assumere questo impegno per fare in modo che si esca da questa impasse nella quale il Consiglio è caduto alla fine dei suoi lavori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris Emilio. Ne ha facoltà.

FLORIS Emilio (F.I.-Sardegna). Solo per dire che noi con questa proposta ci ritroviamo in linea, così risolviamo tutti i problemi del Consiglio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Credo che la proposta che ha fatto il Presidente, che ringrazio anche per questa disponibilità, possa essere accolta da noi tutti, quindi noi ci impegniamo a discutere il disegno di legge che la Giunta Regionale presenterà velocissimamente, quindi non ci sono da questo punto di vista degli ostacoli.

L'unica cosa che chiedo, Presidente, qui anche d'accordo con l'Assessore Oppi, è che l'Assessore Pittalis verifichi il problema del capitolo 12001/01, quindi che non vengano intaccati i soldi che devono andare... quindi che ci sia questa verifica da parte dell'Assessore, perché ci sono degli impegni che abbiamo preso con i Comuni e credo che l'Assessore voglia rispettarli.

PRESIDENTE. Soprassediamo per cercare di formalizzare questa proposta sulla quale mi sembra siamo tutti d'accordo, temporaneamente possiamo proseguire con l'articolo 26. Se ne dia lettura.

LICANDRO, Segretario:

CAPO V

DISPOSIZIONI DIVERSE

Art. 26

Collegamenti marittimi con le isole minori

1. Al fine di garantire la continuità territoriale dei collegamenti marittimi tra la Sardegna e le sue isole minori, l'Amministrazione regionale è autorizzata a prorogare nell'anno 2000 i contratti d'appalto in essere al 31 dicembre 1999 per l'esercizio di dette relazioni di traffico.

2. Per le finalità previste dall'attuazione del presente articolo è autorizzata la spesa di lire 3.600.000.000 (cap. 13039).

PRESIDENTE. All'articolo 26 sono stati presentati 5 emendamenti. Se ne dia lettura.

LICANDRO, Segretario:

(Inserire testo emendamenti numeri 250, 149, 30, 148, 1)

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 250 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per illustrare l'emendamento numero 149.

COGODI (R.C.). L'emendamento a nostra firma è l'emendamento numero 149, del quale emendamento annunciamo il ritiro.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Giacomo per illustrare l'emendamento numero 30.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Signor Presidente, si tratta di reinserire le parole "per i servizi notturni", in quanto il riferimento e il collegamento con le isole minori, sappiamo benissimo che con le isole minori, durante le ore notturne la Saremar, cioè la compagnia di bandiera, non esercita quel tipo di servizio, quindi il riferimento credo che sia d'obbligo per non confondere o portare ad una cattiva interpretazione della legge su un servizio che è garantito dallo Stato e che certamente la Regione non potrà sostituire, perlomeno sino adesso.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 148 si dà per illustrato. Per illustrare l'emendamento numero 1 ha facoltà di parlare il consigliere Giacomo Sanna.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Presidente, sull'emendamento numero 1 il riferimento è ad una incomprensione che da tempo va avanti, che riguarda, faccio il classico esempio, l'area industriale di Olbia, ma credo che questo possa essere riferito anche ad altre realtà analoghe, per un errore di valutazione verso il quale è stato portato il comune di Olbia, nelle aree industriali soggette a vincolo lo stesso comune, su un'informazione data dall'allora responsabile del Governo, parlo del rappresentante che ha come responsabilità quella della tutela del paesaggio, più precisamente allora era il dottor Roberto Carità, con un telegramma informò che il Comune di Olbia che l'area industriale non era soggetta a vincolo e, di conseguenza, il Comune di Olbia rilasciò le concessioni edilizie in quell'area per attività industriali e artigianali.

Oggi è accaduto un fatto strano, che una verifica più puntuale e precisa ha portato a dare un'interpretazione completamente diversa: quelle aree sono soggetto a vincolo paesaggistico, con un danno, per chi ha iniziato l'attività di costruzione, piuttosto consistente.

Quindi è l'utenza, è il cittadino che si trova in questa difficoltà, il comune non riesce dare risposte perché il soggetto a vincolo non gli consente di uscire da questo impasse, ci sono momenti particolari, come del resto ha vissuto lo stesso comune di Firenze e dove il Tar del Lazio ebbe modo di dare ragione per questo tipo di interpretazione allo stesso comune di Firenze.

Noi in questa applicazione di indennità risarcitoria vogliamo che venga chiarito che non c'è l'automatismo fra l'ammenda e il danno ambientale; se non c'è danno ambientale non ci può essere ammenda, questo va chiarito come l'ha chiarito il Comune di Firenze, per noi diventa essenziale far uscire da questa grossissima difficoltà in cui si trovano decine di imprenditori, che ripeto, hanno iniziato a costruire l'immobile per avviare la loro attività e che oggi si trovano bloccati i lavori con una serie di impegni sia con le banche, sia con i costruttori, che rischierebbero di farli letteralmente fallire.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Il parere è favorevole all'emendamento numero 250, sugli altri si rinvia all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere è favorevole sul 250, il 149 è ritirato, sul 30 la preoccupazione è che il comma 1 dell'articolo 26 possa essere limitato per i soli servizi notturni, mentre invece la finalità è anche per i servizi giornalieri.

Questa è l'unica preoccupazione che ha indotto la Giunta, già in Commissione, a respingere l'emendamento. Eventualmente se sul punto si chiarisce meglio ci riserviamo il parere, anche perché è assente l'assessore dei trasporti che avrebbe dovuto relazionare, essendo il competente in materia, comunque esprimo a nome della Giunta il parere.

Il 148 non si accoglie, l'emendamento 1 è questione che riteniamo debba essere rimessa ad un collegato, anche perché incide sul sistema delle indennità risarcitorie, previste da disposizioni legislative nazionali, sulle quali evidentemente non possiamo incidere con legge regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Sull'emendamento numero 1 noi riteniamo che non ci siano problemi per quanto riguarda la possibilità di essere accettato e quindi messo in legge. Tengo presenti le paure che l'Assessore ha manifestato, nella possibilità che la legge finanziaria possa essere rinviata a causa della presenza di un emendamento come questo. La presenza in un collegato mi sta bene, accetto l'impegno della Giunta e ritiro l'emendamento numero 1.

Sul 30 vorrei ricordare a tutti noi che i collegamenti fra La Maddalena e l'isola di Carloforte durante le ore giornaliere sono svolte dallo Stato, attraverso una società, quindi di una compagnia di bandiera, la Saremar.

La Saremar non svolge, anche per problemi di carattere finanziario, e quindi il disinteresse e il disimpegno dello Stato per anni ha portato la Saremar a non fare i collegamenti nelle ore notturne, isolando queste due realtà. Nella passata legislatura abbiamo predisposto un disegno di legge, l'abbiamo approvato ed era per i collegamenti notturni, quindi era specifico. Diversamente, lasciando i collegamenti così per tutte le ventiquattr'ore, noi rischieremmo di essere anche fraintesi; l'interpretazione che potrebbe essere data è quella che stiamo entrando noi stessi in concorrenza, facendo una gara con la compagnia di bandiera che già opera, e questo potrebbe portare invece a interpretazioni errate e non veritiere, perché noi questo tipo di servizio non l'abbiamo mai fatto, continueremo a non farlo sino a quando la Saremar sarà lì a garantire gli orari giornalieri durante l'arco della giornata, ma faremo quel servizio solo ed esclusivamente nelle ore notturne.

Ecco perché ho fatto l'emendamento specificando che si tratta di servizi notturni, perché sono nati così, la legge è nata così, ha quel tipo di obiettivo e quel tipo di intervento sia di carattere sociale, sia di vera e propria continuità territoriale nell'arco delle ventiquattr'ore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Granara. Ne ha facoltà.

GRANARA (F.I.-Sardegna). Intervengo per confermare lo stesso punto di vista espresso su questa norma dal collega Sanna. Il principio della socialità va tenuto presente, il collegamento necessariamente quello notturno dove non ci può essere una logica concorrenziale, perché purtroppo è un collegamento deficitario da un punto di vista economico ed è quello che assicura invece quella continuità di cui le popolazioni hanno bisogno, soprattutto in mancanza di ospedali.

La Commissione competente comunque ha già predisposto una norma che andrà a breve in Aula, una norma molto più completa della vecchia legge Baghino, così chiamata, una norma dove si parlerà di frequenze, di orari, di prezzi, di trasporto, di qualità dei servizi, quindi necessariamente questa legge potrà essere all'altezza della situazione e fronteggiare tutte le incidenze di queste isole minori. Mi dichiaro perfettamente d'accordo su quanto esposto dall'amico Sanna.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 250. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

All'articolo 26 così sostituito, è stato presentato l'emendamento numero 30, sul quale deve ancora essere espresso il parere della Giunta.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta lo accoglie.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 30. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento 148. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Si dia lettura dell'articolo 26 bis.

LICANDRO, Segretario:

Art. 26 bis

Utilizzazione fondi ex art. 21
della L.R. n. 32/1997

1. I fondi disponibili per gli interventi previsti dall'articolo 21 della legge regionale 6 dicembre 1997, n. 32 possono essere destinati anche alla realizzazione di un nuovo aereoporto nel territorio dell'Ogliastra.

PRESIDENTE. All'articolo 26 bis sono stati presentati gli emendamenti numeri 39, 150, 232, 233, 151 e 246. E` stato presentato un ulteriore emendamento di sintesi, il 290, che riunisce gli emendamenti ultimi citati, cioè il 151 e il 246.. Si dia lettura degli emendamenti.

LICANDRO, Segretario:

(Inserire testo emendamenti numeri 39, 150, 232, 233, 151 e 246 e 290)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 39 ha facoltà di illustrarlo.

COSSA (Patto Segni-Rif.Sardi). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per illustrare l'emendamento numero 150, che è uguale al 232, proposto dagli stessi presentatori.

COGODI (R.C.). Il nostro Gruppo ha presentato gli emendamenti 150, 151, 232, 233 e 290, permane nella discussione il "290", che compendia in gran parte alcuni di questi emendamenti, ma anche gli altri emendamenti non compendiati nel "290" noi procediamo a ritirarli, anche per un'altra ragione, oltre al fatto che in parte sono compresi nel "290". L'altra ulteriore ragione è un tangibile segno di gratitudine alla Giunta Regionale per il suo atteggiamento responsabile che ha adottato precedentemente in relazione all'articolo 25 bis.

PRESIDENTE. Rimangono in piedi gli emendamenti numero 39 e 290.

Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Il relatore si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'invito è a ritirare l'emendamento 39, l'intervento potrà avere nel quadro delle manifestazioni la giusta attenzione, e un invito al ritiro anche dell'emendamento numero 290, essendo la materia già oggetto del disegno di legge collegato in materia di ambiente, già all'esame della Commissione competente.

PRESIDENTE. Rimangono in piedi gli emendamenti numero 39 e 290, di sintesi del "151"(?) e "246"(?), gli altri sono ritirati.

Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.-F.D.). Il mio non è un intervento, ho letto l'emendamento numero 39, sul quale ho sentito che la Giunta invita i presentatori a ritirarlo. Non ripeto le considerazioni che ho svolto prima a proposito dell'articolo 13 della legge di contabilità, ma essendo un emendamento firmato da un consigliere del Gruppo dei Riformatori, Cossa, io penso proprio che tu lo debba ritirare.

COSSA (Patto Segni-Rif. Sardi). Stavo concordando il ritiro con l'Assessore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Presidente, colleghi, per invitare il collega Cossa a ritirare l'emendamento numero 39.

PRESIDENTE. Prego collega Cossa, esprima il suo parere sulle richieste dei colleghi. Ha domandato di parlare il consigliere Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA (Patto Segni-Rif.Sardi). Siccome avevo già deciso di ritirare l'emendamento, volevo comunicare al collega Scano e in particolare all'onorevole Biggio, che oggi ho trovato particolarmente solerte, che non ho bisogno di sollecitazioni particolari, grazie, l'emendamento è ritirato.

PRESIDENTE. Allora rimane in piedi l'emendamento numero 290.

Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Due considerazioni: una sull'emendamento numero 290 e una sugli emendamenti che abbiamo già ritirato, soltanto per ricordare alla Giunta che per quanto riguarda le misure per il fermo biologico, gli stanziamenti che sono stati attivati rispetto a questa misura sono ampiamente insufficienti, per cui sono convinto che per ottemperare l'impegno che comunque si assumerà la Giunta, attraverso l'approvazione del fermo biologico che la Commissione dovrebbe approvare a breve, dovrà comunque in assestamento di bilancio trovare le somme necessarie.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 290 lo ritiriamo, anche perché in precedenza abbiamo visto che è stato respinto un emendamento di Dettori che praticamente conteneva le stesse finalità, ci associamo all'ordine del giorno numero 2 che tratta proprio lo stesso argomento.

PRESIDENTE. Non rimangono in piedi gli emendamenti. Quindi metto in votazione l'articolo 26 bis. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'articolo 27. Se ne dia lettura.

LICANDRO, Segretario:

Art. 27

Partecipazione a programmi di iniziativa comunitaria o statale

1. Nel comma 1 dell'articolo 20 della legge regionale 8 marzo 1997, n. 8, dopo le parole: "di iniziativa comunitaria" sono aggiunte "e/o statale" e dopo le parole: "non finanziate dall'Unione Europea" sono aggiunte: "e/o dallo Stato"; i maggiori oneri derivanti dall'attuazione del presente comma sono valutati per l'anno 2000 in lire 3.440.000.000 (cap. 03059).

2. E' autorizzata, nell'anno 2000, la spesa di lire 743.000.000 quale cofinanziamento della Misura 1 "Aiuti agli investimenti nel settore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli in applicazione del regolamento CE n. 951/97" del Programma agrimonetario attuato ai sensi dei regolamenti CE nn. 805/97 e 806/97 (cap. 06235); tale somma è versata all'A.I.M.A. che provvede all'erogazione della stessa ai beneficiari finali, unitamente alle quote comunitaria e statale .

3. L'Amministrazione regionale, nell'ambito delle proprie competenze, concorre, in attuazione della Legge 18 dicembre 1997, n. 440, alla realizzazione degli interventi volti all'arricchimento ed all'ampliamento dell'offerta formativa e per gli interventi perequativi, con particolare riguardo alle iniziative di formazione e istruzione tecnica superiore (I.F.T.S.).

4. Gli interventi di cui al comma 3 sono curati dall'Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, d'intesa con l'Assessorato del lavoro, formazione professionale e sicurezza sociale.

5. Per le finalità di cui al comma 1, è autorizzata la spesa di lire 2.800.000.000 quale quota del trenta per cento a carico della Regione Sardegna, sull'importo complessivo di lire 9.200.000.000 necessario per l'attuazione dei progetti I.F.T.S. cofinanziati dallo Stato (cap. 11002).

PRESIDENTE. All'articolo 27 sono stati presentati i seguenti emendamenti: 155, 153, 154. Se ne dia lettura.

LICANDRO, Segretario:

(Inserire testo emendamenti numeri155, 153, 154)

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 155, ha facoltà di parlare il consigliere Pusceddu.

PUSCEDDU (D.S.-F.D.). Si da per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 153, ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Si da per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 154, ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Si da per illustrato.

PRESIDENTE. Il relatore si rimette all'Aula. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento numero 155 si accoglie perché è una giusta puntualizzazione, il "153" e il "154" non si accolgono, un invito ai proponenti al ritiro, potendo trovare la materia oggetto di specifica previsione all'interno del POR Sardegna.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 155. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'articolo 27. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Gli emendamenti numero 153 e 154 vengono ritirati?

MASIA (F.S.D.). Sì.

Si dia lettura dell'articolo 27 bis.

LICANDRO, Segretario:

Art. 27 bis

Proseguimento interventi inclusi nella programmazione comunitaria 1994/1999

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a proseguire nell'anno 2000 gli interventi previsti nei programmi o iniziative comunitarie ricadenti nella programmazione del periodo 1994/1999, i cui finanziamenti non hanno trovato impegno giuridicamente vincolante a' termini di quanto stabilito dall'Unione europea con decisione n. c(97)103516 del 23 aprile 1997, ma che sono rendicontati alla stessa Unione europea attraverso interventi sostitutivi finanziati con risorse proprie e/o statali.

PRESIDENTE. All'articolo 27 bis sono stati presentati i seguenti emendamenti: 152, 156 e 234 tutti aggiuntivi. Se ne dia lettura.

LICANDRO, Segretario:

(Inserire testo emendamenti numeri 152, 156 e 234)

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 152, presentatori Pinna, Falconi e più.

PINNA (D.S.-F.D.)Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Pinna per illustrare l'emendamento 156.

PINNA (D.S.-F.D.). Io chiedo scusa, Presidente e cari colleghi, l'ora è tarda, siamo tutti stanchi, tuttavia consentitemi di dire alcune parole su questo emendamento perché è un problema che abbiamo già trattato in Commissione nel dare il parere alla finanziaria, alla presenza dell'Assessore; si tratta di un capitolo che ormai era presente con dotazione finanziaria nei due precedenti esercizi e che ha avuto un ruolo e un'utilità direi importante per quei Comuni e quelle amministrazioni che hanno potuto utilizzarli.

Ora che questi siti minerari sono definitivamente dismessi, si pone ancora di più in queste aree l'esigenza di riutilizzare le strutture a fini turistici, così come è specificato nel capitolo 070302 che non è di nuova istituzione ma, come dicevo, è un capitolo che riviene dai precedenti esercizi.

Credo che questo sia un fatto estremamente importante prima di tutto perché esiste una legge dello Stato, la "204" del '93, sulla base della quale è stato elaborato un piano per la riconversione delle aree minerarie dismesse, e il primo articolo di questa legge prevede che gli stanziamenti dello Stato e il piano di riconversione siano realizzati attraverso il cofinanziamento tra i fondi statali e quelli regionali e comunitari.

Credo che questo sia estremamente importante, che la Regione si ponga questo problema di cofinanziare questi piani, come peraltro fatto fino all'esercizio precedente, in quanto ci troviamo di fronte ad una serie di aree sparse su tutta la Sardegna e di Comuni interni fortemente svantaggiati, proprio perché hanno perso l'unica attività che ha caratterizzato la loro economia.

Credo che i Comuni marginali, che non sono solo quelli dell'Iglesiente, perché a torto quando si parla di aree minerarie dismesse si parla dell'Iglesiente, ma come il Sarrabus - Gerrei, come Ballao, come Villassalto, come Lula, come Orani, come Gadoni credo che possano usufruire nel loro futuro del beneficio che può derivare dalla valorizzazione di queste strutture, che non significano soltanto strutture fisiche, ma anche un patrimonio di cultura, di storia, di identità, di archeologia industriale che può contribuire a creare una nicchia di mercato per quanto riguarda le attività turistiche in stagioni diverse da quelle di punta in Sardegna, ma anche nelle stesse stagioni di punta, perché noi dobbiamo pensare anche che questo patrimonio, tra l'altro riconosciuto dall'UNESCO, di importanza internazionale come patrimonio dell'umanità, possano essere dei siti che durante la stagione estiva, quando la Sardegna è visitata da otto milioni di turisti questi paesi e questo patrimonio possano essere utilizzati per ricavare un minimo di reddito per queste comunità.

Allora l'emendamento ha questo obiettivo, di riconfermare un intervento della Regione come c'è stato negli anni precedenti, con uno stanziamento che sia consistente, almeno questa è l'intenzione dell'emendamento, poi vediamo le disponibilità finanziarie, già negli incontri preliminari l'Assessore Pittalis diceva: "Abbiamo raschiato il fondo" l'ha ripetuto questa sera, credo che per questo problema si possano individuare dei fondi, abbiamo cercato di raschiare tutti, io credo che qualcosa ci sia ancora da raschiare.

Se questo capitolo è ormai esaurito, quello a cui si fa riferimento per la copertura, credo che si possa fare uno sforzo per individuarne qualche altro, e io qua ne voglio indicare uno, che probabilmente sarà ancora tutto da verificare e tuttavia, per quanto mi risulta, e per quanto mi consta di sapere ancorché non abbia elementi precisi da portare in quest'Aula, invito la Giunta Regionale a fare la verifica, mi risulta che come è successo a me nel 1995, quando sono diventato Presidente dell'Ente Minerario Sardo, che ho trovato degli accantonamenti rinvenienti dall'IVA, da altri recuperi, anche in altri enti ci siano forti disponibilità, mi riferisco in particolare all'Ersat, e credo che se queste notizie risultano veritiere, io invito la Giunta, in particolare l'Assessore competente a fare questa verifica, credo che piuttosto che lasciare immobilizzati, aggiungendoci ancora altri cento miliardi nella finanziaria di quest'anno, questi fondi possano essere più proficuamente utilizzati per coprire, se non interamente, almeno in parte con dieci miliardi questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per illustrare gli emendamenti gli emendamenti 156 e 234, hanno gli stessi presentatori e mi sembra che abbiano lo stesso oggetto.

VASSALLO (R.C.). Riteniamo che l'emendamento 234, dato che era stato già affrontato anche in Commissione, anche in separata sede con la Giunta, sia uno di quegli emendamenti che rientrava nel pacchetto e comunque era recepito.

Non vorremo che l'ora tarda facesse venir meno agli impegni, per cui anche l'accoglimento dell'emendamento stesso, di che cosa si tratta? Si tratta di una somma aggiuntiva degli stanziamenti di provenienza nazionale, precisamente quelli che derivano dalla legge 431. Io peraltro ho visto che proprio recentemente l'Assessorato competente ha già provveduto a comunicare ai Comuni della Sardegna, che poi è avvenuto attraverso una divisione così come si opera per la "25", la comunicazione delle somme che ogni Comune ha a disposizione per far fronte alle necessità per il sostegno alle abitazioni in locazione.

Però la somma che lo Stato ci ha messo a disposizione, mi sembra che assomma 4 miliardi e 385 milioni circa voi capite benissimo che con 4 miliardi e 500 milioni le risorse che sono state distribuite per ogni comune sono veramente esigue, per cui che cosa chiediamo con questo emendamento?

Chiediamo di aumentare leggermente lo stanziamento di ulteriori 2 miliardi, in modo da far in modo che i comuni possano concretamente fare una programmazione efficiente e, soprattutto, che possa dare una risposta concreta, a tutti coloro che sono in affitto e che hanno un canone di locazione molto elevato rispetto al reddito delle singole persone.

Non voglio aggiungere altro e non la voglia fare lunga. Mi auguro che l'Assessore alla programmazione abbia capito il messaggio che abbiamo lanciato, anche perché l'emendamento è veramente serio ed è veramente molto sentito da tutti i comuni, e peraltro questa misura va a sostegno concreto alle stesse misure che i comuni già attivano oggi attraverso i piani socio assistenziali; per cui è una misura sociale ampiamente condivisa ed ampiamente attesa da tutte le comunità.

Presidente. Per esprimere il parere sull'emendamento, ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Il relatore si rimette alla clemenza dell'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento 152 non trova accoglimento, anche perché andare ad incidere ancora sulle risorse dell'ERSAT, purtroppo porrebbe il problema di come pagare gli stipendi ai dipendenti.

Quindi, non si accoglie.

L'emendamento 156, che si accoglie nella sostanza, non lo si dice per fare una battuta e per liquidare il problema; purtroppo è un problema veramente ormai di risorse che non sono disponibili; l'invito al proponente è al ritiro e a riconsiderare in assestamento la questione.

Per l'emendamento 234 valgono le stesse ragioni del precedente.

Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Rapidamente due cose. Una è relativa alla dichiarazione resa testé dall'Assessore del bilancio e della programmazione sugli emendamenti 156 o 234, che sono identici, per cui noi prendiamo atto che la Giunta accoglie nella sostanza, e non è un modo di dire, cioè lo accoglie davvero l'emendamento e però, rappresenta, in questa fase e in questo momento, anche se qualche movimento sarebbe ancora possibile fare, la difficoltà alla copertura finanziaria. Però, voglio ricordare all'Assessore che, mentre prendiamo atto positivamente della sua dichiarazione, questo emendamento era fra quelli per i quali si era anche convenuto, in sede di interlocuzione, di confronto tra maggioranza ed opposizione, di tenerlo in debito conto; prendiamo atto che la Giunta si è dimenticata e che l'Assessore, proprio perché era poco e perché era delicata la questione l'ha tralasciata, perché si trattava di destinare questi due miliardi per incrementare, dal punto di vista della Regione, come prevede la legge della Stato e come fanno tutte le regioni, il fondo per l'aiuto da dare alle famiglie bisognose, che sono poi le famiglie davvero povere, che non possono sostenere i canoni di locazione.

Abbiamo un bel dire noi che i canoni devono essere liberalizzati, che l'equo canone puniva i proprietari, poi si liberalizzano gli affitti degli alloggi, però, per i poveri si è fatta una legge per aiutarli a pagare questo canone e le istituzioni pubbliche, solo in parte, coprono questo fabbisogno sociale.

Lo Stato ha messo una parte, ha chiamato le regioni a mettere un'altra parte, quasi tutte le ragioni l'hanno fatto e la Regione Sarda non lo fa; prendiamo atto che c'è la buona volontà e che almeno in termini, così di primo avvio, la Giunta intendendo garantire questa copertura; l'occasione può essere quella prossima dell'assestamento, può essere anche l'esame della legge sul riordino dei canoni di locazione degli IACP e del patrimonio pubblico, che è un'altra legge che dovrebbe pervenire quanto prima in Consiglio, insomma, la prima occasione utile deve essere quella che consente alla Giunta di rispondere a questo bisogno sociale essenziale.

La seconda cosa che volevo dire è ancora più rapida, perché va bene procedere speditamente però, insomma, non cadiamo in un eccesso di presunto "buonismo" per cui le cose passano adesso, così al volo. Io mi sono prenotato due volte per intervenire sui due articoli precedenti, per dire una parola, solo una parola e non sono stato ascoltato e sono stato al mio posto, va bene, procediamo. Tuttavia in relazione ad un articolo già approvato, l'articolo 26 bis, mi permetto di far osservare una cosa che, in via di coordinamento dovrebbe, secondo me, essere presa in considerazione; con l'articolo 26 bis si è approvata una norma con la quale si dice che i fondi della legge 32 possono essere destinati anche alla realizzazione di un nuovo aeroporto nel territorio dell'Ogliastra. Io credo che quel "anche" sia un di più, nel senso che rende la norma davvero, come dire, inutilizzabile; perché non credo che il Consiglio regionale stia decidendo di fare due aeroporti; credo che volesse decidere che qualora non si completi ed adegui l'aeroporto che si era deciso di adeguare in base alla legge della Regione, possa - ed è una facoltà - pensarsi all'ipotesi di un nuovo aeroporto, però se si dice nella norma "anche" può rimanere una interpretazione equivoca per cui si aprirebbe la possibilità, la strada anche (appunto "anche") alla distinzione, ad un'ipotesi folle e assurda, che non credo sia nella volontà né dalla Giunta proponente né del Consiglio, di ipotizzare due aeroporti. Per cui in sede di coordinamento suggerirei di togliere "anche" e, quindi, di lasciare aperta la possibilità, in base alla valutazione che in concreto di opportunità e di utilità che il Governo della Regione farà, di ipotizzare o il completamento dell'aeroporto che si pensava prima o un nuovo aeroporto, perché questa credo sia l'alternativa, non di pensare in ipotesi anche a due aeroporti o di lasciare aperta una rivendicazione possibile da parte di un soggetto avente interesse, qualora si decidesse di pensare ad un nuovo aeroporto.

Quindi, il suggerimento è, in sede di coordinamento, se la Giunta concorda, di eliminare la parola "anche" per eliminare questo equivoco che potrebbe proprio bloccare la norma.

Presidente. Per esprimere il parere della Giunta ha la facoltà di parlare l'Assessore alla programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Pur trattandosi di un articolo già approvato, però le preoccupazioni rappresentate dall'onorevole Cogodi sono condivisibili, anche perché l'articolo, così com'è formulato, potrebbe dare luogo a diverse interpretazioni. Lo spirito dell'articolo è quello che ha riassunto, nel senso vero, lo stesso onorevole Cogodi, ma era nelle intenzioni anche del preponente - onorevole Cossa - che ha introdotto questo articolo con un suo emendamento. Quindi, trattandosi di un aspetto migliorativo che viene dal contributo in Consiglio, mi pare che si possa senz'altro accogliere, ma mi rivolgo soprattutto al proponente, onorevole Cossa, trattandosi di un articolo introdotto in finanziaria sull'emendamento del collega, prima di esprimere il parere della Giunta, che posso anche anticipare in senso positivo, comunque di rimettermi alle valutazioni del collega Cossa.

Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA (Patto Segni-Rif.Sardi). L'Assessore ha correttamente interpretato il mio pensiero, l'osservazione del collega Cogodi risponde totalmente al buon senso, quindi si può senz'altro accogliere il suggerimento.

Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Sull'emendamento 156 pregherei la Giunta di voler accogliere le raccomandazioni del collega Cogodi, che appunto si riferiscono alle risorse attribuite dallo Stato per interventi a sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione.

E' un argomento veramente molto importante, so che sulla finanziaria non ci sono le risorse, però ha annunciato l'onorevole Cogodi di un provvedimento che sta per arrivare in Aula, io penso che la Giunta in quell'occasione debba pensare ad un emendamento che tenda a favorire le famiglie più povere, più disagiate, quelle che sono proprio oggetto delle nuove povertà.

Sono sicuro che questo la Giunta lo farà proprio in quell'occasione, per cui ritengo che l'emendamento - se l'onorevole Cogodi è d'accordo - si possa ritirare e presentare in altra occasione.

Presidente. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 27 bis. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto sull'emendamento numero 152 il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (D.S.-F.D.). Velocemente, ovviamente intervengo per dire che voto a favore di questo emendamento, come segno se volete di testimonianza perché la Giunta, pur accogliendone il significato, non trova copertura finanziaria, come segno di testimonianza per le occasioni che si verificheranno successivamente con il Quadro comunitario di sostegno, con l'assestamento di bilancio e così via, perché credo che lì possano e debbano essere trovate delle risorse per queste aree che sono in tutti gli emendamenti raggruppate sotto la voce "Parco geominerario, storico e ambientale della Sardegna" riconosciuto dall'unesco, che sono appunto le aree che l'unesco ha riconosciuto come patrimonio dell'umanità. Questo lo voglio ripetere perché come tutti voi sapete in Parlamento esiste una proposta di legge istitutiva di questo parco, che verrà istituito tuttavia a seguito di un'intesa tra lo Stato e la Regione. Con questo emendamento, che è già stato approvato dalla Commissione ambiente del Senato si raggiunge un obiettivo estremamente importante: innanzitutto si propone di istituire questo parco al di fuori dei condizionamenti, dei vincoli della legge 394, della legge quadro istitutiva dei parchi e delle riserve naturali, e in secondo luogo vengono affermati due principi che mi sembrano estremamente importanti per questa struttura che può essere organizzata per valorizzare gli aspetti storico-culturali e paesistico-ambientali presenti in questi siti e gli elementi importanti e innovativi sono due: il primo è che la gestione di questa struttura organizzata verrà affidata non a un ente nominato del Governo, ma a un consorzio di comuni; il secondo è che questo parco non avrà un piano del parco, quindi vincoli che si sovrappongono a quelli già esistenti, ma poggerà essenzialmente sulle scelte fatte dalle amministrazioni comunali con i loro piani urbanistici.

Allora, io credo di che di fronte a queste possibilità questo parco non sarà visto contro gli enti locali, perché dagli enti locali è voluto; non sarà un parco dei vincoli, ma dovrà essere un parco delle opportunità per recuperare queste strutture e questi valori e creare occasioni di nuovo lavoro in questi territori.

Presidente. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 152. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Si dia lettura dell'articolo 28.

LICANDRO, Segretario:

Art. 28

Comitati provinciali della caccia

1. A seguito dell'avvenuta costituzione dei Comitati provinciali faunistici di cui all'articolo 13 della legge regionale 29 luglio 1998, n. 23, i Comitati provinciali della caccia, operanti ai sensi dell'articolo 75 della legge regionale 28 aprile 1978, n. 32, e successive modifiche ed integrazioni, e soppressi per effetto dell'articolo 58 della legge regionale n. 32 del 1978, riversano alle entrate del bilancio regionale (cap. 36108) le proprie giacenze, le quali sono assegnate alle province per lo svolgimento dei compiti istituzionali previsti dall'articolo 12 della legge regionale n. 23 del 1998 (cap. 05107/01) e per l'attuazione degli interventi della caccia programmata (capp. 05107/02 e 05107/10).

2. Al programma di intervento di cui al comma 1 si provvede a' termini dell'articolo 4, lett. i), della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1, e successive modifiche ed integrazioni.

3. L'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, è autorizzato a disporre, con propri decreti, l'iscrizione delle somme rinvenienti ai sensi del comma 1, con pari accertamento della correlativa entrata, nei rispettivi capitoli di spesa.

Presidente. All'articolo 28 sono stati presentati gli emendamenti numeri 157, 296 e 303.

Se ne dia lettura.

LICANDRO, Segretario:

(Inserire testo emendamenti numeri 157, 296 (?) e 303)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 157 ha facoltà di illustrarlo.

MARROCU (D.S.-F.D.). Si tratta di una modifica a una legge di settore, però non crea sospetti e darebbe una risposta a un settore che è quello del mondo venatorio, che in questo periodo ha subito numerosi torti, uno dei quali è proprio l'interpretazione errata di che è stata data della legge 23, applicando una tassa impropria, nonostante gli uffici, sia il Consiglio regionale sia gli stessi funzionari dell'Assessorato, abbiano ritenuto che è stata un'interpretazione impropria della norma legge 23. Con questo emendamento si tende a rendere giustizia al mondo venatorio, annullando alcune parti di una norma che andrebbe annullata, riducendo la tassa in attesa che decorrano alcuni istituti previsti dalla legge, per la quale era dovuta la tassa, perché non si può far pagare una tassa se non c'è un istituto per il quale la tassa va pagata, e aggiungo, per l'Assessore (siccome non voglio intervenire dopo vista l'ora tarda), anche rispetto alle osservazioni che vengono fatte a una parte dell'emendamento, che non si può dire oggi che approvando questo emendamento si abbia una riduzione delle entrate, perché viene ridotto l'importo delle tasse, perché intanto le entrate sono solo previsionarie, quindi, non si sa cosa avverrà, ma noi siamo convinti che se non si modifica la 23 e poi la legge sulla caccia numero 157 il numero dei cacciatori che pagano le tasse sarà sempre più basso, quindi può darsi invece che risolvendo alcuni problemi come questa norma prevede il numero dei cacciatori che pagano le tasse sia più alto, e quindi le entrate, anche se si riduce l'importo per il singolo cacciatore, possano essere anche superiori a quelle che sono state già previste.

Pertanto mi auguro che la Giunta lo approvi.

Presidente. per illustrare l'emendamento numero 303, ha facoltà di parlare il consigliere Amadu.

Amadu (Gruppo Misto). Presidente e colleghi, solo un minuto di pazienza per dire e confermare che questo emendamento, presentato da me e dai colleghi Onnis e Scarpa, tende a correggere due errori secondo noi commessi dal legislatore, naturalmente in buona fede ma che in qualche modo vanno corretti.

Col punto 3 che conferma praticamente la previsione che il collega Marrocu ed altre colleghi hanno anch'essi previsto, tende ad evitare che ci sia un'azione estorsiva, tra virgolette del legislatore, mentre il punto 2, in particolare, prevede che la tassa per l'esercizio venatorio debba essere pagata prima dell'inizio dell'attività venatoria, mentre attualmente la norma prevede che si debba pagare comunque entro il 31 gennaio.

Al 31 gennaio il calendario venatorio non è stato ancora redatto, per cui i cacciatori rischiano di pagare per un'annata venatoria di cui non prevedono né la durata, né i tempi né la previsione in sostanza, per cui si afferma che la tassa viene pagata comunque entro il 31 dicembre e comunque prima che inizi l'attività venatoria, ma quando si conosce il calendario e quindi il cacciatore decide di andare a caccia sapendo che ha davanti a sé un periodo ben preciso e ben individuato di tempi da dedicare all'attività venatoria. Quindi, sono due correzioni sostanzialmente che non incidono assolutamente su alcuna norma di carattere né regolamentare né tanto meno che contrasta con la normativa attinente alla legge finanziaria. Quindi, credo che non ci sia nulla da osservare, naturalmente la volontà dell'Assemblea è sovrana in riferimento al problema trattato.

Presidente. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

La SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Il parere, in questo caso, è che il problema sollevato è sostanzialmente rilevante e ci sono degli interessi che potrebbero essere presi in considerazione; se non ci sono riflessi negativi sul livello delle entrare potrebbe essere accolta almeno in parte la sostanza di queste proposte; ovviamente è l'Aula che deve stabilire questo.

Presidente. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

pittalis (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Gli emendamenti numeri 157 e 303 sono accoglibili perché pongono un problema reale, un problema sentito e quindi eliminano delle incongruenze; però, allo stato, possiamo realisticamente accogliere il punto 2 dell'emendamento numero 303 che non mi pare sia ricompreso nell'emendamento numero 157, perché per quanto riguarda gli altri punti relativi alla soppressione della tassa, purtroppo manca l'entrata corrispondente. Noi abbiamo valutato in oltre 5 miliardi che allo stato però, purtroppo, quasi 6 mi suggerisce l'Assessore dell'ambiente, allora anche per questo emendamento possiamo senz'altro assumere un impegno solenne anche perché la materia ha già costituito oggetto di discussione, si trova su questo la Giunta perfettamente d'accordo ed allineata sulla necessità di sopprimere sia il comma dell'articolo 80 della legge regionale numero 23 del 1998, e di accogliere anche la modifica o meglio l'aggiunta al comma 2 dell'articolo 96, per cui io invito i proponenti degli entrambi gli emendamenti a valutare il ritiro da qui all'assestamento sino alla mese di maggio, perché non esiste il capitolo di entrata, così come sono purtroppo non possono trovare accoglimento.

Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Onnis. Ne ha facoltà.

Onnis (A.N.). Per aderire all'impostazione e alle spiegazioni che sono state prospettate dai colleghi Marrocu ed Amadu; qui, Assessore, non c'è un'ipotesi di soppressione della tassa.

Lei avrà letto certamente con attenzione gli emendamenti, si prevede soltanto che anziché la riscossione di quella tassa che attualmente viene fatta pagare ai cacciatori, si riscuota la vecchia tassa prevista dalla vecchia legge numero 32; perché quello che viene richiesto ai cacciatori da anni in Sardegna è una sorta di illecito arricchimento da parte della Regione. Si tratta di una tassa pesante, 125 mila lire all'anno, che molti operai, disoccupati e giovani non possono pagare, una tassa che dovrebbe essere corrisposta alla Regione correlativamente all'attivazione di quegli istituti della legge sulla caccia, ma questa legge non è stata ancora attuata, gli istituti non funzionano, la Regione non affronta queste spese, incamera questi soldi dai cacciatori e non dà ai cacciatori quello che attraverso la legge dovrebbe dare. Quindi, non si può che ci sia il rischio di risorse non esistenti, perché come puntualmente osservava l'onorevole Marrocu proprio ridurre la tassa potrebbe significare un moltiplicarsi delle licenze di caccia, e quindi un aumento anche forte delle entrate nelle casse della Regione. La tassa di cui si chiede l'istituzione è quella prevista dalla vecchia legge numero 32, non quella prevista dalla nuova legge. Quindi, insistiamo perché almeno questo ai cacciatori della Sardegna venga riconosciuto.

Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.

Amadu (Gruppo Misto). Presidente, colleghi, vorrei rassicurare i consiglieri che, in particolare, il punto 2 dell'emendamento mio e dei colleghi Onnis e Scarpa attiene al deferimento di un termine, siccome l'esercizio finanziario termina il 31 dicembre non si sta dicendo che nessuno deve pagare, ma deve pagare quando si conosce per cui su quel punto, mi pare, non ci siano problemi, è pacifico. Su questo, mi pare, che debba essere considerata acquisibile, anche in termini normativi, da stasera, da questa notte.

Mentre il punto 3 attiene ad un'azione del legislatore e quindi della Regione, che è vessatoria ed è estorsiva, tra virgolette, nei confronti dei cacciatori perché, a fronte di un pagamento, deve essere corrisposto un servizio. Noi diciamo semplicemente che quel pagamento verrà attivato quando la legge regionale verrà messa in essere; la legge regionale sulla caccia attualmente non è attuata in quanto manca il piano regionale faunistico e mancano una serie di atti che il Consiglio, la Giunta e le Commissioni devono compiere, siccome c'è un'inadempienza normativa dovuta all'Assemblea, dovuta a motivi validi e giustificabili, ma il servizio venatorio non è garantito ai cacciatori a fronte di questa mancanza di servizio non è possibile pretendere una tassa che non è dovuta. La tassa partirà - è questo lo spirito della nostra iniziativa - quando il servizio verrà garantito. Questo è quello che chiediamo.

Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

Balletto (F.I.-Sardegna). I colleghi che mi hanno preceduto hanno magistralmente dato dimostrazione di quanto sia opportuno se non necessario procedere alla modifica della disposizione normativa che fissa la tassa nella misura di 125.000 lire per anno, questo in relazione al fatto che si tratta di una vera tassa e la tassa si corrisponde in relazione ad un servizio di cui l'utente può concretamente e realmente fruire, cosa che non è avvenuta dal momento in cui non sono stati attivati gli istituti in funzione dei quali la maggiore richiesta di pagamento per la concessione regionale prevedeva a carico di ciascun cacciatore. Paradossalmente questa disposizione poi, si è tradotta in un danno nei confronti delle categorie di cacciatori che per un motivo o per l'altro meno di altri possono affrontare il pagamento di questa cifra che può essere anche ritenuta considerevole. Paradossalmente questa tassa favorisce i più ricchi e quelli che possono spendere, danneggia e comprime le giuste aspettative di coloro i quali non possono spendere. D'altro canto il pagamento della tassa è previsto entro la data del 31 gennaio dell'anno successivo, quindi per la prossima annata venatoria il pagamento della tassa non avrebbe influenza sulle disponibilità dell'anno 2000. Capisco che anche questa è materia che meglio di altre dovrebbe essere disciplinata in una legge di settore, però, francamente va detto che in questa finanziaria interventi su leggi di settore se ne sono visti tantissimi, quindi non farebbe male - a mio modo di vedere - la Giunta se accogliesse questi emendamenti che vanno verso una direzione che dà risposta, soddisfazione e soprattutto giustizia ad una classe che si vede penalizzata da una legge che aveva, nel momento in cui è stata istituita, buone intenzioni ma che di fatto non è mai entrata in vigore e che si sostanzia nella penalizzazione soprattutto di quei cacciatori che devono pagare di più per non aver ottenuto nulla. Ripeto, ancora una volta, soprattutto va a danneggiare quei cacciatori che costituendo le classi o i soggetti meno abbienti affrontano sacrifici notevoli per dover adempiere a questa imposizione.

Richiederei anch'io alla Giunta di vedere se è possibile rivedere il parere che è stato esposto in precedenza e possano i predetti emendamenti essere accolti.

Presidente. Ha domandato da parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

Rassu (F.I.-Sardegna). Ma credo che i colleghi che mi hanno preceduto abbiano esaurientemente elencato le motivazioni che ci spingono a richiedere appunto l'attenzione precisa della Giunta su questi emendamenti. Io mi trovo in perfetta sintonia con l'emendamento presentato dal collega Marrocu e dal collega Franco Onnis e completamente d'accordo in quanto ha specificato l'onorevole Amadu. L'onorevole Balletto, tra l'altro, ha precisato che oltre l'aspetto sociale, e ha ragione sono proprio i cacciatori meno abbienti quelli che soffrono e subiscono di più questa iniquità, perché di iniquità si tratta, in quanto si paga sino ad oggi una tassa per avere dei servizi di una legge che ancora non è stata varata, ed è assolutamente ingiusto e iniquo continuare su questa strada.

Non solo, ma l'onorevole Balletto da quale esperto in materia finanziaria quale è, ha precisato tra l'altro che non arrecherebbe l'abbattimento di questa tassa nessun aggravio a quella che è la finanziaria di quest'anno, in quanto entrerebbe in vigore, nel caso sono proventi che verrebbero ad incrementare le casse della Regione nel 2001. Per cui anch'io esprimo parare favorevole per questi due emendamenti pregando la Giunta di rivedere le sue posizioni.

Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

Cogodi (R.C.). Ho seguito anch'io come tutti voi, cari colleghi, questa discussione appassionata adesso a notte fonda, impegnata e in difesa dei più deboli, dei disoccupati e dei meno abbienti.

Ho sentito dire che si paga in questa Regione una tassa esosa, vessatoria, dice un altro collega persino estorsiva, dell'entità di lire 125 mila all'anno. 365 giorni in un anno, 125 mila lire quanto farà? 327 lire al giorno! Tutto questo in nome dei meno abbienti, dei disoccupati dice il collega Onnis, dei ceti più deboli e in dispregio della bene merita classe dei cacciatori, sono diventati una classe non so sé prima elementare o terza media! La classe dei cacciatori! In questo Consiglio non è la prima volta che ci si produce in queste performance strabilianti, nel cuore della notte non le avevo ancora sentite. Vogliamo essere poco poco seri! Ed allora Assessore del bilancio che deve curare anche le entrate della Regione, presenti una proposta perché siano immediatamente esentati dalla tassa di caccia ma, anche dal canone di affitto esoso, perché prima avete negato quattro soldi per limitare i canoni esosi dell'affitto delle case che non sono dei poveri, ma sono dei ricchi; quelli erano danari che andavano per consentire a qualcuno di vivere una casa per pagare l'affitto ai ricchi che hanno le case, l'avete negato. Però, in nome di questa giustizia sociale invocata così appassionatamente, chiedo che almeno questa cosa sia risparmiata ai disoccupati, che paghino la tassa per la caccia, i disoccupati e anche i lavoratori, anche gli operai e che per converso paghino il doppio, il triplo, il decuplo gli avvocati, i commercialisti, gli ingegneri, gli architetti, i medici e consimili, anche gli altri burocratici e tutti i consiglieri regionali, completate la categoria! Esercitatevi in questo! Però, per favore rispettate i disoccupati e gli operai e quanti hanno bisogno di tante cose, perché adesso a parte ogni battuta, non reputo neppure moralmente accettabile ed onesto chiamare in causa i disoccupati in ragione di queste 125 mila lire che siete voi che non volete pagare, magari il disoccupato si arrangia pure per le 125 mila lire. Siete voi che fate pena quando pensate di difendere categorie sociali o gente che esercitano diritti, non hanno nulla i cacciatori; cosa non hanno nulla!

ONNIS (A.N.). Non ti devi permettere di dire "Fate pena", perché io ti dico che sei tu a fare pena.

COGODI (R.C.).Ma non è così! Non è così, io difendo la mia opinione e mi sono seccato di dover assistere a questo tipo di....

ONNIS (A.N.). Ed è da molto che tu stai facendo pena. Te lo dico, è da molto che stai facendo pena e non hai neppure il senso del ridicolo

COGODI (R.C.). E dopo che l'hai detto? Ma pensi tu di avere il senso del ridicolo quando trattieni un Consiglio regionale alle due di notte a chiedere per i cacciatori, avvocati, commercialisti, ingegneri, architetti e definisci tassa esosa e persino estorsiva 125 mila lire per te, per una tassa per andare a caccia in questa Regione? Abbiate pazienza! Si può dire tutto, si può ascoltare tutto, si può giocare e si può scherzare, però se vuoi metterla sul serio, la mettiamo sul serio.

ONNIS (A.N.). Si può scherzare ma non si offende nessuno

Presidente. Prego i colleghi di moderare la polemica perché altrimenti sospendo la seduta.

Cogodi (R.C.). Io non sto offendendo nessuno, sto dicendo che è semplicemente...

ONNIS (A.N.). Ricordati che noi ci conosciamo da molto!

COGODI (R.C.).Che vuol dire che mi fai totò?

Presidente. Prego i colleghi di moderare i toni perché sono costretto altrimenti a sospendere la seduta.

Cogodi (R.C.). Reputo penoso che in nome dei disoccupati chi possiede molto definisca esoso ed estorsivo un tributo di 125 mila lire all'anno alla Regione. Questa è l'opinione che esprimo, perché con questa storia non se ne può più. Allora, io non sono né per tenere le tasse uguali per tutti, perché la Costituzione dice che deve essere progressiva la contribuzione dei cittadini, né la gratuità per tutti, né uguale per tutti. Studi la Regione un sistema progressivo come recita la Costituzione, paghino zero i disoccupati, così almeno non vengono addotti in circostanze men che opportune, non vengano importunati cioè, non paghino i disoccupati e non paghino gli operai e chi ha reddito sino a 20 milioni all'anno; paghino il doppio e quanto devono pagare tutti gli altri perché insomma non è più accettabile che ci propongano ripetutamente simili argomentazioni che sono offensive oltre che per i disoccupati, anche per noi che siamo abbastanza occupati!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Presidente, onorevoli colleghi, caro collega Cogodi, in Sardegna risultiamo 1 milione e mezzo di abitanti, i disoccupati si parla che siano 320 mila aumentati, arrorotondiamo anche a 300 mila, poi ci sono anche quelli fasulli e quindi saranno anche un po' meno, quindi non credo che tutto il mondo dei cacciatori sia fatto e siano soltanto i disoccupati e che sia tutta la Sardegna fatta e formata da disoccupati. Detto questo il rispetto va ai disoccupati, ma va anche a coloro i quali producono. Se lei è di quelle persone che non produce, che però ha propensione per coloro i quali non producono o non hanno l'opportunità di poter produrre è una sua scelta; ma lei non può ergersi ad unico tutore, gliel'ho già rammentato, di queste categorie; lei non ha il verbo unico, non incarna nessuno, lei è uno che ha le sue teorie politiche, che noi rispettiamo e che io rispetto.

Condivido anche molte delle sue opinioni, talvolta, ma non ne condivido gli atteggiamenti quando si erge ad unico tutore di categorie poco abbienti, di categorie neglette e di tutti coloro che hanno poche opportunità di raggiungere traguardi di ricchezza, diciamo medio bassa, addirittura.

Perché politiche fatte, esplicate e volute da quelle parti e quelle posizioni politiche che lei difende, hanno anche contribuito fino ad ora - poi le altre possibilità non sono state verificate - a determinare questo grande numero di disoccupati, di negletti e di persone, di famiglie che hanno bisogno della casa popolare, dell'assistenza, perché li avete abituati all'assistenza.

Io mi scuso con l'onorevole Contu per la sua stanchezza, anch'io sono molto stanco, ma non posso permettere che soltanto da una voce, perché poi i media riprendono e riportano solo certe voci, continuano a non riportare la mia voce e continuano a riportare solo una voce, solo alcune voci e sono sempre quelli di costoro.

Arriviamo alla caccia, caro collega Cogodi. Affermato e asserito che lei non è, non sarà e non potrà essere mai l'unico e nuovo profeta rappresentante di queste categorie, anche perché non sempre le ha rappresentate bene.

I cacciatori. I cacciatori sono una categoria come un'altra, che hanno bisogno anche loro delle loro economie, che hanno le loro tutele, hanno i loro interessi e le loro particolari esigenze, anche di risparmio, sia pure anche della vuota di 120 - 150 mila lire all'anno.

Il provvedimento è corretto, le richieste sono corrette e condivisibili, ma credo che il provvedimento non leghi e non si rapporti con l'articolo 13; il tanto invocato articolo 13. Per cui penso che possa essere recepito dalla Giunta, ma riportato poi al collegato, come tutta la materia riguardante gli argomenti che poco hanno a che fare con la finanziaria.

Mi dispiace se vi ho fatto perdere tempo, però alcune precisazioni andavano fatte.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta aveva già preannunciato l'accoglimento degli emendamenti. Si riserva un parere definitivo all'esito di una verifica sul piano tecnico dell'individuazione del capitolo; ed allora pregherei gli uffici di prendere nota: l'entrata del capitolo 11604 va diminuita di due miliardi; la minor entrata trova compensazione nel capitolo 36103 per l'anno 2000. Quindi, l'emendamento si intende accolto integralmente.

Presidente. Mi scusi Assessore, sono due gli emendamenti. Gli emendamenti sono riuniti con le osservazioni fatte adesso dall'Assessore.

Metto in votazione l'articolo 28. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 157, che viene unificato al 303, con le osservazioni anche in punto di entrate, precisate dall'Assessore. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 29.

LICANDRO, Segretario:

Art. 29

Servizio Agrometereologico Regionale

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata, nell'anno 2000, ad effettuare la spesa di lire 2.000.000.000 per il completamento degli interventi relativi alla realizzazione del censimento delle variazioni meteorologiche, per l'acquisizione delle serie storiche dei dati disponibili e per la costituzione di una banca dati meteorologica (cap. 06339).

PRESIDENTE. All'articolo 29 sono stati presentati due emendamenti.

Se ne dia lettura.

LICANDRO, Segretario:

(Inserire testo emendamenti numeri 158, 235)

PRESIDENTE. l'emendamento numero158 viene ritirato. Per illustrare l'emendamento numero 235 ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo.

VASSALLO (R.C.). Brevemente, anche se gradirei su questo emendamento l'attenzione e il tempo che avete dedicato per quello dei cacciatori. Questo emendamento riguarda una tematica di cui è stata interessata, si può dire, un terzo della Sardegna, precisamente il nord Sardegna. E riguarda le misure che il capoluogo di provincia, Sassari, Porto Torres, Sorso, Sennori, tutti comuni, Alghero, stanno richiedendo da tempo un forte intervento della Regione per fermare l'inquinamento ambientale che è presente nella zona del Nord Sardegna e precisamente a Porto Torres. Un inquinamento che sta devastando l'intera provincia di Sassari.

E' vero, è passato un po' di tempo, la tensione, la notizia della fuoruscita dell'Orimulsion dalla centrale del Fiume Santo, probabilmente, fa sempre meno notizia; ma il problema dell'utilizzo di questo combustibile, al di là dell'inquinamento derivato dalla fuoruscita di questo olio in mare rimane. E rimane perché, con un atto di superbia al di fuori di tutte le norme, in questa centrale si sta utilizzando un combustibile dalla popolazione tutta rifiutato. E si sta utilizzando un combustibile in dispregio di tutte le norme che ci sono, perché quella centrale è stata costruita, pur essendo una centrale policombustibile, e sono state effettuate le valutazioni di impatto ambientale sulla base di altri combustibili, e precisamente l'olio combustibile e il carbone.

Per cui siamo in presenza di un grosso impianto che funziona con un olio non ancora sperimentato, in quanto tutte le sperimentazioni e tutti i dati non sono ancora in possesso degli enti locali, ma non mi risulta nemmeno della Regione, in quanto il Ministro competente non ha ancora provveduto a consegnare tutti i dati, soprattutto quelli riferiti ai metalli pesanti. Inoltre, come ogni valutazione di impatto ambientale questa va fatta sul posto per capire come si combinano i diversi inquinanti in quella situazione data.

Io ho sentito, ed abbiamo assistito alle proteste di numerosi gruppi parlamentari e devo dire che in questo caso si è molto distinta Alleanza Nazionale col senatore Campus. Mi duole il fatto che, mentre a Roma una forza politica fa una certa politica, in Sardegna sembra che ne voglia fare un'altra. Noi con questo emendamento intendiamo riaffermare la podestà di questa nostra Regione di normarsi come meglio crede, di normarsi sulla base della legislazione e sulla base del nostro Statuto, e sulla base anche delle nuove norme pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale, precisamente nel dicembre del 1999 (la 302 del 27 dicembre 1999), che integra il precedente atto di indirizzo e di coordinamento del 12 aprile 1996, in attuazione dell'articolo 40, comma 1, della legge 22 febbraio 1994, numero 146 concernente disposizioni in materia di valutazioni di impatto ambientale. In effetti, queste modifiche di legge sottopongono e dispongono l'elenco di tutte le opere, anche quelle ex novo e di quelle già realizzate, che devono essere sottoposte a nuova valutazione d'impatto ambientale, e indica anche le podestà e il decentramento effettuato alle Regioni che hanno il potere di normare questa materia.

Noi riteniamo che questa materia vada normata e non a caso abbiamo presentato un emendamento all'articolo 31 e alla legge 1/99, una legge finanziaria, dove erano contenute le prime norme sull'impatto ambientale e sulle procedure. Noi attraverso questo emendamento aggiungiamo un terzo comma, che vuole cercare di dare dignità a una Regione che su un argomento così delicato e così importante si è sempre tirata indietro, lasciando i propri cittadini e le proprie comunità decentrate, molto distanti dal capoluogo, da Cagliari, per cui da questa sede quelle più distanti, quel del Nord Sardegna abbandonate a sé stesse, lasciando gli amministratori locali a combattere una battaglia contro lo Stato completamente isolati da tutti.

E' ora di finirla! E' ora di avere uno scatto di coraggio ed uno scatto di autonomia, questa parola che tante volte rivendichiamo.

PRESIDENTE. Onorevole Vassallo il tempo sta decorrendo.

VASSALLO (R.C.). Questa parola che tante volte rivendichiamo con solerzia dobbiamo imparare, oltre che a pronunciarla, anche ad applicarla.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore di maggioranza.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

PANI, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. L'emendamento proposto è condiviso dalla Giunta e dal sottoscritto Assessore. E' un emendamento che io stesso, per quanto non ne abbia fatto menzione l'onorevole Vassallo, ho suggerito che fosse presentato, perché ritengo che sia necessario intervenire per verificare e sottoporre a controllo impianti di questo genere e impianti che stanno entrando in funzione anche in questi giorni, anche di maggiore potenza, onorevole Vassallo. E non è vero che la Regione sia assente; non è vero che la Regione abbia dimostrato indifferenza nei confronti delle popolazioni di quel sito e di qualsiasi altro sito regionale. Lei sa bene, perché insieme a me ha partecipato a quel dibattito popolare, a quell'assemblea, che il sottoscritto ha voluto soprattutto sentire nell'ambito di quelle ripercussioni determinate dall'inquinamento dell'Orimulsion. Quella centrale, quel gruppo termico attualmente adopera un combustibile che è in fase di sperimentazione; non è certamente un combustibile che questa amministrazione ha consigliato, questa amministrazione ha voluto, questa amministrazione in un rapporto di corretta gestione sta peraltro completando le verifiche che devono essere ancora portate a termine.

Qualche problema esiste ed esisterà nella nostra Regione per quanto si riferisce alla produzione dell'energia elettrica, perché siamo deficitari, abbiamo necessità di maggiori incrementi, se vogliamo in qualche modo avere un'occupazione di carattere industriale un pochino più qualificata e più presente nell'intero territorio. Ecco perché, pur esprimendo riserve di carattere speciale e particolare, avendo appreso quest'oggi che è entrato completamente in funzione l'impianto di gassificazione di Sarroch che produce 450 megawatt, onorevole Vassallo, con un gruppo termico e un treno di produzione che consuma Tar, il che significa rifiuto, il che significa trasformazione di sostanze che dovrebbero andare in discarica, faremo in modo che anche quell'impianto sia sottoposto a verifica, sia sottoposto a controllo perché in questa zona non si verifichi ancora quanto si sta verificando in altre zone di questa nostra Regione.

Stiano tranquilli i signori onorevoli consiglieri, perché io non ho l'abitudine di trascurare il compito che mi viene attribuito e ritengo che in questo settore nessuno mi possa dire niente, sino a prova contraria, sino a quando non dimostrerò di non poter seguire i problemi che invece debbono essere seguiti col massimo interesse e con la massima attenzione.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 29. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 235. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 30.

LICANDRO, Segretario:

Art. 30

FITQ - Contribuzioni pregresse

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata al versamento della somma di lire 5.000.000.000 per ciascuno degli anni 2000, 2001 e 2002 a favore del Fondo integrativo pensioni istituito con la legge regionale 5 maggio 1965, n. 15, a titolo di pagamento di quote di contribuzioni pregresse dovute per la copertura contributiva di periodi di servizio riconosciuti utili a favore di personale transitato nei ruoli regionali in virtù di norme statali e regionali.

PRESIDENTE. All'articolo 30 sono stati presentati i seguenti emendamenti: 6, 159, 160 e 210, tutti aggiuntivi.

Se ne dia lettura.

LICANDRO,Segretario:

(Inserire emendamenti numeri 6, 159, 160 e 210)

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 6, ha facoltà di parlare il consigliere Cossa.

COSSA (Patto Segni-Rif.Sardi). Presidente, l'emendamento presentato mira a tamponare una situazione particolare che si sta venendo a verificare, per cui al 30 maggio se non vado errando vanno a scadere una serie di contratti relativi a progetti obiettivo. L'emendamento mira a dare il tempo all'amministrazione regionale di espletare le procedure concorsuali o comunque di trovare una soluzione senza che nel frattempo vi sia pregiudizio, pregiudizio che deriverebbe dal venir meno di un rilevante numero di figure che operano nell'ambito dell'amministrazione.

PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti numero 159 e 210, ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi,

COGODI (R.C.). Ritiriamo l'emendamento numero 159, materia che è stata già precedentemente trattata e vorremmo invece brevemente illustrare l'emendamento numero 210.

Con l'emendamento numero 210 proponiamo che la Regione operi una sperimentazione in materia di organizzazione del lavoro e anche di maggiore efficacia e produttività dei servizi. Noi parliamo di un progetto sperimentale che la Giunta regionale dovrebbe, entro una certa data, diciamo tre mesi, sarà quello di cui si ha bisogno, perché si metta in campo un progetto sperimentale di tele-lavoro che non vuol dire guardare la televisione a casa, ma attraverso i mezzi di comunicazione e di trasmissione a distanza si possa migliorare l'efficienza e l'efficacia dell'attività di alcuni servizi e migliorare anche in molte situazioni le condizioni del lavoro, perché molte attività di lavoro si possono svolgere tranquillamente senza recarsi negli uffici. Quindi, anche realizzando delle economie, forti economie nell'uso delle risorse che possono essere poi devolute all'incremento della stessa occupazione, quindi, per alleggerire il carico del lavoro, liberare parte del tempo che si è costretti a dedicare al lavoro e quindi ridurre anche l'orario di lavoro ed occupare più persone. Noi non vorremmo fare adesso ragionamenti, non tanto per l'ora ma così, non proponiamo un modello da generalizzare, proponiamo che la Regione adotti, che la Giunta regionale promuova ed adotti un modulo sperimentale di tele-lavoro.

E` necessario avere un articolo di legge perché per adottare un modulo sperimentale di telelavoro bisogna, in qualche modo, derogare a tutta quella normativa, alla disciplina che regola il rapporto di lavoro che tradizionalmente è stata, ed ancora è molto rigida, quindi bisogna (come dire) ricorrere a sistemi e a moduli più flessibili e non potrebbe essere sperimentato se non c'è l'articolo, se non c'è la norma che lo autorizza anche perché deve autorizzare la deroga alla disciplina usuale, che è quella del lavoro che si svolge presso gli uffici. E` un emendamento che non costa. E` un emendamento che apre verso una possibilità di svolgimento migliore dell'attività lavorativa ed anche di migliore efficienza tendenzialmente del servizio. Non è la soluzione per tutte le situazioni, però, ripeto, l'emendamento propone un progetto sperimentale.

Quindi, con questi limiti e con questa raccomandazione noi proponiamo che il Consiglio regionale condivida questa proposta e che la stessa Giunta la faccia propria.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 160, ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi.

PIRISI (D.S.-F.D.). Si da per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Il parere non può che essere di dubbia ammissibilità, in sede di legge finanziaria, di norme che riguardano l'organizzazione degli uffici.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

MASALA (A.N.), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Per quanto riguarda l'emendamento numero 6, invito il presentatore al ritiro assicurandolo del fatto che la Giunta ha già preso in esame il problema, è stato già presentato il disegno di legge relativo alla definizione del problema che riguarda il personale assunto con la legge numero 22 del 1998, tenendo presente anche il fatto che non solo a maggio, ma addirittura qualche contratto relativo a qualche progetto obiettivo è già scaduto, comunque è senz'altro all'esame della Giunta e verrà affrontato con apposito disegno di legge. In questa sede non potrebbe trovare accoglimento anche perché una proroga del contratto per un anno determinerebbe la trasformazione del contratto da biennale a triennale; dovrà essere esaminata invece la possibilità di realizzare una selezione nei limiti delle disponibilità delle piante organiche, ai fini della sistemazione definitiva delle cose. Invito il proponente al ritiro, garantendolo in questa cosa.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 210, debbo fare due osservazioni: la prima è di ordine procedurale, cioè non può questa norma essere compresa nella legge finanziaria perché contrasta, come l'onorevole Cogodi ben sa, con la legge di contabilità; ma, a parte questo, c'è un'altra considerazione che riguarda una delibera già adottata dalla Giunta precedente, esattamente nel 29 luglio 1998, nel corso della quale furono approvate una serie di misure relative al Piano telematico regionale. Tra queste misure c'è una sotto misura, chiamiamola così, che riguarda proprio l'approvazione di progetti di telelavoro che sono attualmente in corso di attuazione sotto il profilo dell'approfondimento e quindi, verranno realizzati quanto prima. Pertanto, diciamo che l'emendamento è accolto nella sostanza perché è stato già attuato in precedenza dalla precedente amministrazione, anche se è in corso di attuazione in questa attuale.

Anche per il 160 si suggerisce il ritiro ai presentatori perché in realtà, nonostante l'apparenza, questo emendamento comporta una modifica dal punto di vista organizzativo, perché non è irrilevante il fatto che il bollettino ufficiale contenga un richiamo, così come è stato richiesto; quindi, determina un problema anche di natura organizzativa. Quindi, il problema potrà essere esaminato, però, mi pare, che non possa essere accolto in questa sede.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.

SANNA Salvatore (D.S.-F.D.). Presidente, per dire che sono totalmente d'accordo con quanto affermato dall'assessore Masala relativamente all'emendamento numero 6; tra l'altro si tratta con chiarezza di una norma in materia di personale che mi pare non possa assolutamente essere accolta in finanziaria perché vietata esplicitamente da altre disposizioni di legge. Naturalmente anch'io ribadisco che il problema c'è, ed è un problema urgente, al quale va trovata rapidissimamente una risposta, ma l'Assessore Masala stesso ci ha dato assicurazione di aver già presentato un disegno di legge e, quindi, esamineremo il problema nella sede opportuna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA (Patto Segni-Rif. Sardi). Presidente sono felice che l'Assessore Masala abbia annunciato che la Giunta ha già preso in esame il problema; la formulazione assolutamente asettica dell'emendamento credo che possa fugare dubbi e sospetti di qualsivoglia genere, dietro la presentazione dell'emendamento non vi era se non la preoccupazione della situazione di disagio che si sarebbe venuta a creare se non si venisse a fronteggiare in tempo la situazione. Prendo atto che la Giunta si è già attività in questo senso, naturalmente attendiamo di avere notizie in tal senso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Relativamente all'emendamento 210, data l'ora e data l'intenzione non del tutto benevola della Giunta, ci accingiamo anche noi a ritirarlo. Non senza però aver fatto osservare che, quanto all'ammissibilità, io ho sentito anche stasera non dico un bisticcio ma insomma una discussione interessante tra parte consistente della maggioranza e parte consistente dell'opposizione; una vivace interlocuzione attorno al tema se fosse metà della finanziaria fuori dalla legge di contabilità, o come sosteneva parte considerevole della maggioranza un terzo, o un quarto, potevate fare un quarto ed una gazzosa e metterci anche questo! Vi tenete il quarto senza la gazzosa e siamo a posto!

Però, la seconda osservazione invece volevo veramente farla; mi pare un pochino più puntuale e un pochino più pertinente. Assessore Masala lei sa bene, come sappiamo tutti, che una cosa è che la Giunta deliberi un programma di attività, e quello è un atto di valore amministrativo, una cosa è che con la legge si abbia la fonte normativa principale e primaria perché si possa compiere una determinata azione. Ora, in materia di organizzazione del personale, stante la rigidità o comunque la formalità o la formalizzazione che regola la disciplina del rapporto di lavoro pubblico, nella nostra Regione così come in tutti i comparti dell'amministrazione pubblica, senza una norma autorizzativa che possa derogare alla normale condizione ed ai normali vincoli in materia di organizzazione del lavoro pubblico, progetti sperimentali di telelavoro lo possono prevedere i programmi di tutte le Giunte che volete, di quelle di prima e di quelle di dopo, ma è difficile poterli attuare. Per cui questa osservazione proprio non mi pare pertinente.

Tuttavia si è detto che si riconosce anche qui lo spirito ma anche il fondamento, la finalità, la bontà, tutto quello che si può dire per non accogliere un emendamento, prendiamo atto di questo e ritirandolo, come dire, confidiamo nel fatto che in prossime e successive occasioni possa essere ripresa la questione, ripreso l'argomento, forse anche organizzato meglio il testo, pensata meglio la norma e però anche questo nuovo modo di organizzare il lavoro in parte, che ripeto per noi non vuole essere sostitutivo del modo ordinario ed usuale di organizzare il lavoro negli uffici, possa essere sperimentato e messo in campo.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare su questo articolo 30, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Rimane in piedi l'emendamento 160, presentato dai colleghi Pusceddu, Pirisi e Calledda.

PIRISI (D.S.-F.D.). L'emendamento 160 è ritirato.

PRESIDENTE. Ha motivato il perché non sia opportuno?

Allora, è ritirato anche il 160.

Prima di passare all'esame dell'articolo 31 mi sembra a questo punto ritenere opportuno passare all'esame degli emendamenti che erano stati sospesi, cioè ce n'erano uno all'articolo 4, uno al 24, oltre al famoso 25 bis, è rimasto sospeso l'emendamento numero 269 che non ho per le mani al momento, che è aggiuntivo all'articolo 4. Se vogliamo ricordarlo!

Si dice che è ritirato, per cui rimane in piedi l'emendamento 44 all'articolo 24.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Abbiamo concordato con l'Assessore una formulazione che propone l'Assessore.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. L'emendamento 44, nella terza riga, dopo le parole "la Regione promuove", inserire "a termine della legge regionale 14 settembre 1987 numero 36". Al terzo comma lo stanziamento è ridotto da dieci a cinque per l'anno 2000; quindi, eliminando 2001. Per la copertura finanziaria l'anno di riferimento è il 2000, in aumento sul capitolo indicato, ridotto a cinque, e in diminuzione il nuovo capitolo è il 36103 in luogo 03017, sempre per l'anno 2000.

PRESIDENTE. Con le osservazioni concordate e proposte dall'Assessore, metto in votazione l'emendamento numero 44 dell'articolo 24. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

PRESIDENTE. Rimane da prendere in considerazione l'articolo 25 bis, che era stato sospeso.

Allora, all'articolo 25 bis è stato presentato l'emendamento 305.

Se ne dia lettura.

MANCA, Segretario.

(Inserire testo emendamento numero 305)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere del Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Con l'emendamento 305 abbiamo previsto, alla tabella A), voce 4 bis, interventi per il trasporto dei portatori di handicap, per l'anno 2000, lire cinque miliardi sul capitolo 03016. La copertura finanziaria in diminuzione, capitolo 0402003; la copertura riguarda un capitolo che verrà, per le esigenze che si rappresenteranno, rimpinguato nel corso della manovra di bilancio già nella prossima settimana.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Con questa assicurazione che la prossima settimana noi diamo copertura al capitolo 0402003, siamo favorevoli a questo emendamento, però siccome riguarda talassemici, e tutta una serie di competenze trasferite ai comuni per assistere categorie davvero svantaggiate, c'è l'impegno della Giunta che col bilancio verrà ripristinato questo capitolo, e quindi siamo favorevoli.

PRESIDENTE. Poiché nessuno altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 305. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'articolo 25 bis. Chi lo approva alzi lo mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

PRESIDENTE. Avevo dimenticato un emendamento. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, per illustrare l'emendamento numero 37.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Sull'emendamento numero 37 abbiamo già evidenziato di limitare all'esercizio finanziario 2000, il capitolo di riferimento in diminuzione è il 36103.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 37. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 38. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. Emendamenti numero 67 e 144. Ha domandato di parlare consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Uno è ritirato, perché sono identici, rimane l'altro.

PRESIDENTE. Onorevole Fadda, visto che è trascorso un po' di tempo dalla trattazione di questi emendamenti…

FADDA (Popolari-P.S.). Per fare in fretta, l'Assessore Oppi nel suo intervento ha dichiarato che era non soltanto favorevole, ma che in assestamento di bilancio avrebbe previsto altri tre miliardi, perché questi non erano sufficienti, perché erano necessari sei miliardi. Queste sono le dichiarazioni che l'Assessore ha reso in Aula.

Questo è un emendamento che ogni anno viene riproposto.

Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.

OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. E` stato rilevato, di fatto, che la proposta, per quanto riguarda i tre miliardi, era senza copertura; che spesa a regime non sono tre miliardi, come previsto, ma sono oltre sei miliardi, che avremmo quantificato meglio questo, e in fase di assestamento avremmo messo la cifra necessaria per i consultori familiari. Ma non che si approvano adesso i 3 miliardi, e poi fa il resto, perché non c'è copertura e in qualsiasi caso non siamo in grado di quantificare la spesa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). La copertura c'è nel capitolo 12001/01. Io consiglierei all'Assessore, lasciando questo impegno, che l'emendamento rimanga così come è, però se l'Assessore dice che nell'assestamento di bilancio, perché comunque i comuni provvederanno ai concorsi e non potrà dare una risposta, siccome la copertura c'è, semmai nell'assestamento di bilancio si aggiunge.

E' il consiglio che do dall'Assessore, però se l'Assessore non lo condivide, io ritiro l'emendamento. Però, consiglierei all'Assessore, per i problemi che ci sono, di tenerlo.

PRESIDENTE. Sono ritirati entrambi gli emendamenti, il 67 e il 144. Rimane l'emendamento numero 146 istitutivo di un articolo 25 ter.

Metto in votazione l'emendamento numero 146. Chi lo approva alzi lo mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Rimane l'emendamento numero 261 della Giunta regionale.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Variazione come per i precedenti: anno 2000.

PRESIDENTE. Con la precisazione fatta dall'Assessore, metto in votazione l'emendamento numero 261. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 264. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 265.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Dunque, qui occorre istituire il capitolo. Sul capitolo 36103 prevediamo 30 milioni; va istituito il capitolo di spesa, connesso in coordinamento poi gli uffici. E sul 36103, 30 milioni.

PRESIDENTE. Con la precisazione dell'Assessore in ordine alla copertura, metto in votazione l'emendamento numero 265. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 31.

MANCA, Segretario:

Art. 31

Copertura finanziaria

1. Le spese derivanti dall'applicazione della presente legge trovano copertura nelle previsioni d'entrata del bilancio pluriennale della Regione per il triennio 2000-2001-2002 ed in quelle dei bilanci per gli anni successivi.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 32.

MANCA, Segretario:

Art. 32

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura della tabella A.

MANCA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la tabella A. Chi l'approva alzi la mano.

(E' approvata)

Si dia lettura della Tabella B.

MANCA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sulle tabelle è chiaro che gli uffici terranno conto di quanto il Consiglio ha approvato e in sede di ordinamento opereranno le dovute variazioni.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la Tabella B. Chi l'approva alzi la mano.

(E` approvata)

Si dia lettura della Tabella C.

MANCA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la tabella C. Chi l'approva alzi la mano.

(E' approvata)

Si dia lettura della tabella D.

MANCA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la tabella D. Chi l'approva alzi la mano.

(E' approvata)

Si dia lettura della tabella E.

MANCA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la tabella E. Chi l'approva alzi la mano.

(E' approvata)

Si dia lettura della tabella F.

MANCA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la tabella F. Chi l'approva alzi la mano.

(E' approvata)

Sono stati presentati degli ordini del giorno.

Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). Li vediamo la prossima settimana.

PRESIDENTE. Li vediamo la prossima settimana con l'accordo dell'Aula?

DEIANA (I Democratici). Escluso il numero 1.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). Presidente, la ringrazio per la cortesia, siccome c'è una discussione in corso sul combustibile riferito a Porto Torres, nei prossimi giorni, è bene che questo lo approviamo, poi gli altri li approviamo la prossima settimana.

Quindi, chiedo che venga messo in votazione l'ordine del giorno numero 1, a firma di Deiana e più.

PRESIDENTE. Se non vi sono opposizioni la richiesta è accolta. Si dia lettura dell'ordine del giorno numero 1.

MANCA, Segretario:

(Inserire testo ordine del giorno numero 1)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'ordine del giorno numero 1 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta lo accoglie.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'ordine del giorno numero 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

I restanti ordini del giorno verranno portati all'ordine del giorno della prossima seduta, così come la votazione finale sulla legge finanziaria, insieme a quella del bilancio.

SANNA EMANUELE (D.S.-F.D.). Quando si vota la finanziaria?

PRESIDENTE. Gli accordi che avevamo preso con i Capigruppo prevedevano di riprendere i lavori martedì alle ore 17, altrimenti facciamo una breve Conferenza dei Capigruppo per stabilirlo.

Secondo gli accordi, il Consiglio è riconvocato per martedì 21, alle ore 17.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Volevo solo capire, accordi o non accordi, perché quando un consigliere regionale chiede la parola qui si decide di darla o di non darla.

PRESIDENTE. Preggo.

COGODI (R.C.). Lei preghi quanto le pare, però voglio capire qual è la ragione per la quale…

PRESIDENTE. Non si sente, onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Va bene, non si sente, allora arrangiatevi, buonanotte!

PRESIDENTE. Allora, il Consiglio è riconvocato martedì alle ore 17.

La seduta è tolta alle ore 3 e 05 dell'11 marzo 2000.