Seduta n.50 del 30/11/2004 

L SEDUTA

Martedì 30 novembre 2004

Presidenza del Presidente SPISSU

La seduta è aperta alle ore 17 e 16.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 19 novembre 2004, che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Silvio Cherchi e Giovanni Moro hanno chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo per la seduta del 30 novembre. Se non ci sono opposizioni questi congedi si intendono accordati.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione, in applicazione dell'articolo 24 della legge regionale 7 gennaio 1977, numero 1, ha trasmesso l'elenco delle deliberazioni adottate dalla Giunta regionale nelle sedute del 16 e 18 novembre 2004.

Annunzio di presentazione di proposta di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata alla Presidenza la seguente proposta di legge:

PACIFICO - MASIA - ADDIS - COCCO - FRAU - IBBA - LAI - LANZI - SERRA: "Istituzione del servizio di telesoccorso-telecontrollo". (63)

(Pervenuta il 23 novembre 2004 ed assegnata alla settima Commissione.)

Annunzio interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza:

MANCA , Segretario:

"Interrogazione DEDONI - PISANO - VARGIU - CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sull'avvio delle attività dell'obbligo formativo". (86)

"Interrogazione DEDONI - PISANO - VARGIU - CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sulla limitazione all'iscrizione degli allievi ai primi e ai secondi anni dell'obbligo formativo prevista dalla deliberazione della Giunta regionale n. 46/10 del 9 novembre 2004". (87)

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Presidente, soltanto per sottolineare che noi eravamo qui in Aula dalle ore 16 e 30, orario corrispondente alla convocazione dell'Aula. Avremmo gradito l'apertura dei lavori e, se del caso, così come lei più volte ci ha invitato a fare nelle passate sedute, la richiesta di un'eventuale sospensione..

Credo che questo faccia parte dei corretti rapporti istituzionali tra maggioranza e opposizione, ma debba essere anche una forma di rispetto nei confronti della Presidenza.

PRESIDENTE. Onorevole Capelli, lei ha ragione. Io monitoravo le presenze in Aula, come abbiamo fatto altre volte.

Discussione dell'articolato del disegno di legge: "Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 11 maggio 2004, n. 6 (Legge finanziaria 2004), variazioni di bilancio e disposizioni varie" (31/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del disegno di legge numero 31/A. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI (U.D.C.). Chiedo la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. Chi sostiene la richiesta del consigliere Oppi?

(Sostengono la richiesta i consiglieri CAPPAI, RANDAZZO, ONIDA, MURGIONI.)

Verifica del numero legale

PRESIDENTE. Indico la votazione, con procedimento elettronico della verifica del numero legale.

Risultato della verifica

(Sono presenti: il Presidente SPISSU - ADDIS - AMADU - ATZERI - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPPAI- CASSANO - CHERCHI Oscar - COCCO - CORRIAS - CUCCA - DAVOLI - DEDONI - FADDA Paolo - FLORIS Mario - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - LANZI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MATTANA - MURGIONI - ONIDA - ORRU' - OPPI - PINNA - PIRISI - PISANO - RANDAZZO - SANNA Franco - SANNA Paolo Terzo - SCARPA - SECCI - SORU - URAS - VARGIU.)

PRESIDENTE. Colleghi, per la verifica del numero legale, occorre prestare attenzione al momento del voto elettronico. Il numero legale comunque è presente perché hanno votato 39 colleghi, più i 5 che hanno richiesto la verifica. RANDAZZO (U.D.C.). Io condivido quello che dice lei, Presidente, ma non è così.

PRESIDENTE. Onorevole Randazzo, non è che si debba condividere quello che dico io. Io dico quello che risulta dalla votazione,.

RANDAZZO (U.D.C.). Non capisco, ma mi adeguo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge numero 31/A.

Rispondono sì i consiglieri: ADDIS - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - COCCO - CORRIAS - CUCCA - DAVOLI - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - LANZI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SORU - URAS.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - LA SPISA - LICANDRO - LOMBARDO - MURGIONI - ONIDA - OPPI - PISANO - RANDAZZO - RASSU - SANCIU - SANJUST - SANNA Paolo Terzo - VARGIU.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - CHERCHI Oscar - FLORIS Mario - SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 60

Votanti 55

Astenuti 5

Maggioranza 28

Favorevoli 33

Contrari 22

(Il Consiglio approva).

Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1 e dei relativi emendamenti.

Art. 1

Modifiche ed integrazioni alla L.R. n. 6 del 2004

1. Nella legge regionale 11 maggio 2004, n. 6, sono introdotte le seguenti modifiche ed integrazioni:

a) nell'articolo 1, comma 10, gli importi di cui alle lettere a) e b), riferiti all'anno 2004, sono sostituiti come segue:

- "2004 euro 0 (UPB S03.006 - Cap. 03030)";

- "2004 euro 22.372.000 (UPB S03.007 - Cap. 03035)";

conseguentemente sono modificati gli importi di cui alla tabella A) per l'anno 2004 che passa da euro 4.485.000 a 0, ed alle voci 2 e 3 della tabella B) per l'anno 2004 che passano rispettivamente da euro 3.002.000 a 0 e da euro 23.000.000 a 0;

b) nell'articolo 4 dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti:

"1 bis. E' autorizzata, nell'anno 2004, la spesa di euro 500.000 per la realizzazione di interventi sulla diga di Monte Crispu (UPB S08.093 - Cap. 08375).

1 ter. Per l'avvio delle attività di progettazione degli interventi in materia di difesa del suolo di cui all'Accordo di Programma Quadro sottoscritto in data 31 marzo 2004, è autorizzata, nell'anno 2004, quale anticipazione delle assegnazioni statali, la spesa di euro 500.000 (UPB S08.062).

1 quater. È autorizzata, nell'anno 2004, la spesa di euro 400.000 per la realizzazione di interventi nei porti (UPB S08.071).";

c) nell'articolo 6, dopo il comma 2, è inserito il seguente:

"2 bis. Per le finalità di cui all'articolo 6, comma 6, della legge regionale 17 dicembre 2003, n. 13, è autorizzata, nell'anno 2004, la spesa di euro 500.000 (UPB S06.053 - Cap. 06261).";

d) nell'articolo 14 sono apportate le seguenti modifiche:

- dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti:

"1 bis. Per le finalità di cui all'articolo 15, comma 2, della legge regionale 29 aprile 2003, n. 3, relativamente alla copertura del disavanzo sanitario dell'anno 2003, è autorizzata la spesa di euro 148.969.000 per l'anno 2004 (UPB S12.028 - Cap. 12111).

1 ter. Per le finalità di cui all'articolo 15, comma 15, della legge regionale 29 aprile 2003, n. 3, è autorizzata, nell'anno 2004, la spesa di euro 1.500.000 (UPB S12.023 - Cap. 12012).

1 quater. Il comma 6 dell'articolo 1 della legge regionale 12 dicembre 2003, n. 12 è sostituito dal seguente:

"6. Nella convenzione sono altresì indicati i termini temporali assegnati a ciascuna fase dell'attività istruttoria nonché le sanzioni pecuniarie per il loro mancato rispetto a carico del soggetto convenzionato.;"

- il comma 13 è sostituito dal seguente:

"13. Le provvidenze previste dalla legge regionale 25 novembre 2003, n. 27 e successive modificazioni e integrazioni sono estese ai cittadini residenti in Sardegna affetti da neoplasia maligna. Le spese previste per l'attuazione del presente comma sono valutate in euro 500.000 per l'anno 2004 (UPB S12.066)";

e) nell'articolo 17, dopo il comma 2, è inserito il seguente:

"2 bis. A valere sullo stanziamento recato dall'UPB S05.015 una quota pari ad euro 800.000 è destinata alla concessione di contributi a favore degli enti locali per la redazione dei piani comunali di classificazione acustica e per la valutazione dei progetti definitivi ad opera delle province per interventi straordinari di risanamento acustico previsti dall'articolo 4 della Legge 26 ottobre 1995, n. 447.";

f) nella tabella C) sono introdotte le seguenti modifiche:

- l'importo per l'anno 2004 riferito alla L.R. 9/96 - art. 2 (UPB S03.053 - Cap. 03209) deve intendersi di euro 1.000.000;

- il riferimento alla L.R. 1/90 - art. 56 (UPB S11.041 - Cap. 11334) è soppresso;

g) nella tabella D) sono introdotte le seguenti modifiche:

- l'importo di euro 40.000 per l'anno 2004 relativo al riferimento legislativo L.R. 35/89 è soppresso (UPB S11.041 - Cap. 11319);

- l'importo di euro 30.000 relativo al riferimento legislativo L.R. 35/89 è soppresso (UPB S11.041 - Cap. 11320);

- l'importo per l'anno 2004 di euro 50.000 relativo al riferimento legislativo L.R. 3/2003, articolo 15, comma 9, è soppresso (UPB S12.066 - Cap. 12262);

h) nella tabella E) sono introdotte le seguenti modifiche:

- l'importo di euro 300.000 per l'anno 2004 relativo al riferimento legislativo L.R. 6/92 - art. 52 è sostituito con quello di euro 3.150.000 (UPB S03.027 - Cap. 03108);

- l'importo di euro 830.000 per l'anno 2004 relativo al riferimento legislativo L.R. 1/86 - art. 2 è sostituito con quello di euro 980.000 (UPB S10.038 - Cap. 10136);

i) nella tabella F), fermo restando l'importo totale, sono introdotte le seguenti modifiche:

- le seguenti voci di spesa sono incrementate dell'importo accanto alle stesse indicato:

:

UPB S08.071

Cap. 08298

euro 400.000

UPB S08.073

Cap. 08313

euro 3.000.000

UPB S08.073

Cap. 08323

euro 1.600.000

- le seguenti voci di spesa sono diminuite dell'importo accanto alle stesse indicato:

UPB S05.087

Cap. 05321

euro 158.000

UPB S06.040

Cap. 06155

euro 500.000

UPB S06.062

Cap. 06319

euro 500.000

UPB S06.072

Cap. 06393

euro 600.000

UPB S06.079

Cap. 06417

euro 150.000

UPB S06.086

Cap. 06442

euro 400.000

UPB S06.092

Cap. 06461

euro 400.000

UPB S06.099

Cap. 06485

euro 300.000

UPB S06.107

Cap. 06518

euro 300.000

UPB S06.114

Cap. 06542

euro 200.000

UPB S07.028

Cap. 07084

euro 481.000

UPB S08.046

Cap. 08185

euro 211.000

UPB S08.073

Cap. 08322

euro 5.000.000

UPB S11.073

Cap. 11153

euro 900.000

UPB S13.024

Cap. 13054

euro 1.000.000

2. Le spese di cui le norme vigenti hanno determinato gli stanziamenti da iscrivere in conto del bilancio per l'anno 2004 sono rideterminate negli importi indicati nella tabella A) allegata alla presente legge.

EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPELLI - OPPI - CAPPAI - AMADU - BIANCAREDDU - CUCCU FRANCO IGNAZIO - RANDAZZO - LA SPISA - DIANA

Art. 1

Il Comma 1 quater della novella, lettera d), dell'articolo 1, è soppresso. (87)

EMENDAMENTO soppressivo parziale VARGIU - PISANO - CASSANO - DEDONI

Art. 1

Il comma 1 quater della lett. d) del comma 1 dell'art. 1 è soppresso. (145)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPELLI - OPPI - CAPPAI - AMADU - BIANCAREDDU - CUCCU FRANCO IGNAZIO - RANDAZZO - LA SPISA - DIANA

Art. 1

Al comma 1 quater della novella, lettera d), dell'articolo 1 le parole "a carico del soggetto convenzionato" sono soppresse. (86)

EMENDAMENTO soppressivo parziale LA SPISA - DIANA - RASSU - OPPI

Art. 1

Nella tabella A di cui all'articolo 1, comma 2 è eliminata la riduzione di euro 700.000 della UPB S03.028 capitolo 03113.

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

S08.014 Finanziamento agli enti strumentali

Anno 2004 euro 700.000

mediante riduzione del capitolo 08027

In aumento

S03.028

Anno 2004 euro 700.000 (118)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPPAI - CAPELLI - OPPI - LA SPISA - DIANA

Art. 1

Nella tabella A, rideterminazioni di spesa, è soppresso il riferimento alla UPB S05.046 Fermo biologico. (60)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPPAI - CAPELLI - OPPI - LA SPISA - DIANA

Art. 1

Nella tabella A di cui all'articolo 1, comma 2 è eliminata la riduzione di euro 600.000 della UPB S05.046 capitolo 05146.

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

S03.008 Programmazione negoziata

Anno 2004 euro 600.000

In aumento

S05.046

Anno 2004 euro 370.000 (96)

EMENDAMENTO soppressivo parziale LA SPISA - DIANA - RASSU - OPPI

Art. 1

Nella tabella A di cui all'articolo 1, comma 2 è eliminata la riduzione di euro 600.000 della UPB S05.046 capitolo 05146.

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

S08.014 Finanziamento agli enti strumentali

Anno 2004 euro 600.000

mediante riduzione del capitolo 08027

In aumento

S05.046

Anno 2004 euro 600.000 (117)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPPAI - CAPELLI - OPPI - LA SPISA - DIANA

Art. 1

Nella tabella A di cui all'articolo 1, comma 2 è eliminata la riduzione di euro 500.000 della UPB S06.040 capitolo 06155.

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

S03.008 Programmazione negoziata

Anno 2004 euro 500.000

In aumento

S06.040

Anno 2004 euro 500.000 (97)

EMENDAMENTO soppressivo parziale LA SPISA - DIANA - RASSU - OPPI

Art. 1

Nella tabella A di cui all'articolo 1, comma 2 è eliminata la riduzione di euro 500.000 della UPB S06.040 capitolo 06155.

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

S08.014 Finanziamento agli enti strumentali

Anno 2004 euro 500.000

mediante riduzione del capitolo 08027

In aumento

S06.040

Anno 2004 euro 500.000 (116)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPPAI - CAPELLI - OPPI - LA SPISA - DIANA

Art. 1

Nella tabella A sono soppresse le rideterminazioni di spesa relative alla UPB S06.062 e alla UPB S06.053. (38)

EMENDAMENTO soppressivo parziale LADU - ONIDA - MURGIONI

Art. 1

Nella tabella A del comma 2 è eliminata la diminuzione di euro 2.000.000 del capitolo 06260 (UPB S06.053).

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

UPB S03.008 Programmazione negoziata

Anno 2004 euro 2.000.000

In aumento

S06.053

Anno 2004 euro 2.000.000 (14)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPPAI - CAPELLI - OPPI - LA SPISA - DIANA

Art. 1

Nella tabella A di cui all'articolo 1, comma 2 è eliminata la riduzione di euro 2.000.000 della UPB S06.053 capitolo 06260.

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

S03.008 Programmazione negoziata

Anno 2004 euro 2.000.000

In aumento

S06.053

Anno 2004 euro 2.0000 (94)

EMENDAMENTO soppressivo parziale LA SPISA - DIANA - RASSU - OPPI

Art. 1

Nella tabella A di cui all'articolo 1, comma 2 è eliminata la riduzione di euro 2.000.000 della UPB S06.053 capitolo 06260.

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

S08.014 Finanziamento agli enti strumentali

Anno 2004 euro 2.000.000

mediante riduzione del capitolo 08027

In aumento

S06.053

Anno 2004 euro 2.000.000 (115)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPPAI - CAPELLI - OPPI - LA SPISA - DIANA

Art. 1

Nella tabella A di cui all'articolo 1, comma 2 è eliminata la riduzione di euro 480.000 della UPB S06.062 capitolo 06234 (150.000), capitolo 06325 (330.000).

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

S03.008 Programmazione negoziata

Anno 2004 euro 480.000

In aumento

S06.062

Anno 2004 euro 480.000 (95)

EMENDAMENTO soppressivo parziale LADU - ONIDA - MURGIONI

Art. 1

Nella tabella A del comma 2 è eliminata la diminuzione di euro 330.000 del capitolo 06325 (UPB S06.062).

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

S03.008 Programmazione negoziata

Anno 2004 euro 330.000

In aumento

S06.062

Anno 2004 euro 330.000 (12)

EMENDAMENTO soppressivo parziale OPPI - CAPELLI - AMADU - BIANCAREDDU - CAPPAI - CUCCU FRANCO IGNAZIO - RANDAZZO - LA SPISA - DIANA

Art. 1

Nell'art. 1, comma 2, parte in diminuzione, è eliminata la seguente voce:

UPB S09.029 euro 52.000

Cap. 09.095

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S09.029 euro 52.000

Cap. 09.095

In diminuzione

S03.008 euro 52.000 (73)

EMENDAMENTO soppressivo parziale LA SPISA - DIANA - RASSU - OPPI

Art. 1

Nella tabella A di cui all'articolo 1, comma 2 è eliminata la riduzione di euro 500.000 della UPB S10.027 capitolo 10083.

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

S08.014 Finanziamento agli enti strumentali

Anno 2004 euro 500.000

mediante riduzione del capitolo 08027

In aumento

S10.027

Anno 2004 euro 500.000 (114)

EMENDAMENTO soppressivo parziale LADU - ONIDA - MURGIONI

Art. 1

Nella tabella A del comma 2 è eliminata la diminuzione di euro 4.000.000 del capitolo 10186 (UPB S10.049).

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

UPB S03.008 Programmazione negoziata

Anno 2004 euro 4.000.000

In aumento

S10.049

Anno 2004 euro 4.000.000 (11)

EMENDAMENTO soppressivo parziale LA SPISA - DIANA - RASSU - OPPI

Art. 1

Nella tabella A di cui all'articolo 1, comma 2 è eliminata la riduzione di euro 4.000.000 della UPB S10.049 capitolo 10186.

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

S08.014 Finanziamento agli enti strumentali

Anno 2004 euro 4.000.000

mediante riduzione del capitolo 08027

In aumento

S10.049

Anno 2004 euro 4.000.000 (113)

EMENDAMENTO soppressivo parziale LADU - ONIDA - MURGIONI

Art. 1

Nella tabella A del comma 2 è eliminata la diminuzione di euro 2.700.000 del capitolo 11070 (UPB S11.058).

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

UPB S03.008 Programmazione negoziata

Anno 2004 euro 2.700.000

In aumento

S11.058

Anno 2004 euro 2.700.000

Per incrementare il capitolo 11070 (10)

EMENDAMENTO soppressivo parziale LA SPISA - DIANA - RASSU - OPPI

Art. 1

Nella tabella A di cui all'articolo 1, comma 2 è eliminata la riduzione di euro 2.700.000 della UPB S11.058 capitolo 11070.

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

S08.014 Finanziamento agli enti strumentali

Anno 2004 euro 2.700.000

mediante riduzione del capitolo 08027

In aumento

S11.058

Anno 2004 euro 2.700.000 (119)

EMENDAMENTO soppressivo parziale LA SPISA - DIANA - RASSU - OPPI

Art. 1

Nella tabella A di cui all'articolo 1, comma 2 è eliminata la riduzione di euro 1.100.000 della UPB S11.070 capitolo 11120.

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

S08.014 Finanziamento agli enti strumentali

Anno 2004 euro 1.100.000

mediante riduzione del capitolo 08027

In aumento

S11.070

Anno 2004 euro 1.100.000 (120)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale SCARPA - ATZERI

Art. 1

Dalla tabella A viene eliminata la voce:

"UPB S11.070 - cap. 11122 Contributi alle Università di Cagliari e Sassari - Valorizzazione della cultura e della lingua sarda. Importo riduzione euro 340.000"

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S11.070 anno 2004 + 340.000 euro

In diminuzione

UPB S11.070 anno 2004 + 340.000 euro

Finanziamento agli enti strumentali

A favore del capitolo 11022 (7)

EMENDAMENTO soppressivo parziale DEDONI - CASSANO - PISANO - VARGIU

Art. 1

Dalla tabella A viene eliminata la voce:

"UPB S11.070 - cap. 11122 Contributi alle Università di Cagliari e Sassari - Valorizzazione della cultura e della lingua sarda euro 340.000"

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

11 - Pubblica Istruzione

UPB S11.070 - Formazione universitaria

anno 2004 euro 340.000

a favore del cap. 11122

In diminuzione

03 - Programmazione

UPB S03.008 - Fondo per la programmazione negoziata

anno 2004 euro 340.000

(29)

EMENDAMENTO soppressivo parziale LA SPISA - DIANA - RASSU - OPPI

Art. 1

Nella tabella A di cui all'articolo 1, comma 2 è eliminata la riduzione di euro 55.000 della UPB S11.070 capitolo 11127.

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

S08.014 Finanziamento agli enti strumentali

Anno 2004 euro 55.000

mediante riduzione del capitolo 08027

In aumento

S11.070

Anno 2004 euro 55.000 (121)

EMENDAMENTO soppressivo parziale LA SPISA - DIANA - RASSU - OPPI

Art. 1

Nella tabella A di cui all'articolo 1, comma 2 è eliminata la riduzione di euro 85.000 della UPB S11.070 capitolo 11140.

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

S08.014 Finanziamento agli enti strumentali

Anno 2004 euro 85.000

mediante riduzione del capitolo 08027

In aumento

S11.070

Anno 2004 euro 85.000 (122)

EMENDAMENTO soppressivo parziale LA SPISA - DIANA - RASSU - OPPI

Art. 1

Nella tabella A di cui all'articolo 1, comma 2 è eliminata la riduzione di euro 7.000 della UPB S11.070 capitolo 11144.

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

S08.014 Finanziamento agli enti strumentali

Anno 2004 euro 7.000

mediante riduzione del capitolo 08027

In aumento

S11.070

Anno 2004 euro 7.000 (123)

EMENDAMENTO soppressivo parziale LA SPISA - DIANA - RASSU - OPPI

Art. 1

Nella tabella A di cui all'articolo 1, comma 2 è eliminata la riduzione di euro 370.000 della UPB S11.070 capitolo 11150.

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

S08.014 Finanziamento agli enti strumentali

Anno 2004 euro 370.000

mediante riduzione del capitolo 08027

In aumento

S11.070

Anno 2004 euro 370.000 (124)

EMENDAMENTO soppressivo parziale OPPI - CAPELLI - AMADU - BIANCAREDDU - CAPPAI - CUCCU FRANCO IGNAZIO - RANDAZZO - LA SPISA - DIANA

Art. 1

Nell'articolo 1, comma 2, parte in diminuzione, è eliminata la seguente voce:

UPB S12.025 euro 15.000

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S12.025 euro 15.000

Cap. 12.087

In diminuzione

UPB S03.008 euro 15.000 (71)

EMENDAMENTO soppressivo parziale OPPI - CAPELLI - AMADU - BIANCAREDDU - CAPPAI - CUCCU FRANCO IGNAZIO - RANDAZZO - LA SPISA - DIANA

Art. 1

Nell'articolo 1, comma 2, parte in diminuzione, è eliminata la seguente voce:

UPB S12.042 euro 18.000

Cap. 12.086

Cap. 12.162

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S12.042 euro 18.000

Cap. 12.086 (10.000)

Cap. 12.162 (8.000)

In diminuzione

UPB S03.008 euro 18.000 (56)

EMENDAMENTO soppressivo parziale OPPI - CAPELLI - AMADU - BIANCAREDDU - CAPPAI - CUCCU FRANCO IGNAZIO - RANDAZZO - LA SPISA - DIANA

Art. 1

Nell'articolo 1, comma 2, parte in diminuzione, è eliminata la seguente voce:

UPB S12.056 euro 75.000

Cap. 12.211

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S12.056 euro 75.000

In diminuzione

UPB S03.008 euro 75.000 (72)

EMENDAMENTO soppressivo parziale OPPI - CAPELLI - AMADU - BIANCAREDDU - CAPPAI - CUCCU FRANCO IGNAZIO - RANDAZZO - LA SPISA - DIANA

Art. 1

Nell'articolo 1, comma 2, parte in diminuzione, è eliminata la seguente voce:

UPB S12.076 euro 40.000

Cap. 12.314

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S12.076 euro 40.000

In diminuzione

UPB S03.008 euro 40.000 (70)

EMENDAMENTO soppressivo parziale OPPI - CAPELLI - AMADU - BIANCAREDDU - CAPPAI - CUCCU FRANCO IGNAZIO - RANDAZZO - LA SPISA - DIANA

Art. 1

Nell'articolo 1, comma 2, parte in diminuzione, è eliminata la seguente voce:

UPB S12.077 euro 50.000

Cap. 12.319

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S12.077 euro 50.000

In diminuzione

UPB S03.008 euro 50.000 (52)

EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 1

Modifiche ed integrazioni alla L.R. n. 6/2004

Nel comma 1, prima della lettera a), è inserita la seguente.

1a) Nell'articolo 1, dopo il comma 8, è inserito il seguente:

"8 bis. I mutui ed i prestiti obbligazionari di cui ai precedenti commi 1 e 8 possono essere stipulati per una durata massima di ammortamento di trent'anni. La Giunta Regionale, con propria delibera, stabilisce i criteri di contrazione e di emissione, anche con specifico riferimento alla scelta tra tasso fisso e variabile, nonché il tasso massimo da corrispondere, che comunque deve essere tale da garantire l'economicità dell'operazione rispetto a quella eventualmente realizzabile con la Cassa Depositi e Prestiti. (139)

EMENDAMENTO aggiuntivo Giunta Regionale

Art. 1

Modifiche ed integrazioni alla L.R. n. 6/2004

c bis) In deroga a quanto stabilito dall'art. 14, comma 5, della legge regionale 29 aprile 2003, n. 3 il contributo da erogare alla Fondazione Teatro lirico di Cagliari per l'anno 2004 resta determinato nello stanziamento iscritto in bilancio per lo stesso anno. (137)

EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 1

Modifiche ed integrazioni alla L.R. n. 6/2004

Nel comma 1, dell'articolo 1, dopo la lett. c) è istituita la seguente:

c ter) nell'articolo 12, dopo il comma 1 è istituito il seguente:

12 bis. Al comma 3 dell'articolo 5 della Legge Regionale 24 aprile 2001, relativo alla realizzazione di un programma straordinario di edilizia scolastica, è introdotta la seguente lettera:

d) alle spese di realizzazione e funzionamento a regime dell'articolazione regionale dell'Anagrafe Nazionale dell'edilizia scolastica. (138)

EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 1

Modifiche ed integrazioni alla L.R. n. 6/2004

Nel comma 1, dell'articolo 1, dopo la lett. c) è inserita la seguente:

c quater) il comma 6 dell'articolo 7 è sostituito dal seguente:

6. Al fine di definire le procedure di liquidazione della SIPAS S.p.A., la stessa è autorizzata ad incassare le disponibilità sussistenti sui Fondi Speciali "Fondo di dotazione da utilizzare quale anticipazione degli stanziamenti che l'AIMA potrà destinare alla Sardegna per l'ammasso delle carni" e "Fondo speciale per favorire l'accesso al credito delle aziende industriali agroalimentari ammesse al godimento dei contributi CISE", complessivamente ammontanti a Euro 2.037.775,33, quale acconto sul pagamento del debito della RAS verso la stessa SIPAS, pari, a tutto il 31 ottobre 2003, a Euro 7.822.000, riveniente della gestione degli impianti di Arborea e Chiesi. Per le stesse finalità è autorizzata, nel corso del 2004, la spesa di Euro 507.000 (U.P.B. S09.046 - Cap. 09118). (141)

EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 1

Nell'articolo 1, comma 1, alla lettera g) è aggiunto il seguente:

la riduzione di euro 26.000 riferita all'UPB SI 1.020 (cap. 11321) è soppressa.

Copertura finanziaria

In aumento

UPB S11.020 euro 26.000

In diminuzione

UPB S03.015 euro 26.000 (142)

EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - OPPI - CAPPAI - AMADU - BIANCAREDDU - CUCCU FRANCO IGNAZIO - RANDAZZO - LA SPISA - DIANA

Art. 1

Dopo il comma 2 è aggiunto il seguente comma 2bis:

2bis. Nella legge regionale 11 maggio 2004, n. 6, art. 18, dopo il comma 23 è aggiunto il seguente comma:

"23/bis. Per le finalità di cui all'art. 56 della Legge regionale 22 gennaio 1990, n. 1, è autorizzata nell'anno 2004 l'ulteriore spesa di euro 200.000. Dette disponibilità sono destinate ad integrare i contributi erogati nell'anno 2004, per l'espletamento delle attività annuali, a favore dì Enti e/o Associazioni di promozione e organizzazione di manifestazioni stabili musicali e di spettacolo residenti nella città di Nuoro e operanti anche nella provincia che siano stati riconosciuti e finanziati dall'Assessorato della Pubblica Istruzione della Regione Sarda ai sensi della legge regionale 22 gennaio 1990, n. 1, art. 56". (UPB S11.069-Cap. 11334)

COPERTURA FINANZIARIA

In Diminuzione

UPB S 03.007 euro 200.000

In Aumento

UPB SI 1.069 euro 200.000 (88)

EMENDAMENTO aggiuntivo MARROCU - BIANCU - PINNA - LICHERI - CACHIA

Art. 1

All'articolo1, dopo il comma 2 è inserito il seguente:

2/bis. Nelle more della stipula dell'Accordo di Programma e a seguito dell'Intesa Istituzionale, siglata il 23.01.2004, tra la Regione Sarda, il Ministero della Difesa, Comando Militare della Sardegna e il Comune di Macomer, l'Amministrazione regionale è autorizzata ad anticipare allo stesso Comune di Macomer, secondo le modalità previste dalla legge regionale 22 aprile 1987, n. 24, e successive modifiche e integrazioni, i finanziamenti di cui al comma 7 dell'articolo 18 della legge regionale 29 aprile 2003 n.3 e successive modifiche e integrazioni, destinati alla realizzazione di interventi individuati con delibera di Giunta Regionale. (143)

EMENDAMENTO aggiuntivo CHERCHI Oscar

Art. 1

Dopo l'articolo 1 è aggiunto il seguente:

Art 1 bis

Attività sportive

Per le finalità di cui all'articolo 31 della legge regionale 17 maggio 1999, n. 17, è autorizzata nell'anno 2004 l'ulteriore spesa di euro 500.000 da destinare ai sodalizi sportivi che militino nei campionati femminili e già beneficiari di interventi per l'anno in corso.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

11 - PUBBLICA ISTRUZIONE

UPBS11.036

anno2004 euro 500,000

In diminuzione

03 - PROGRAMMAZIONE

UPB S03.008 - Programmazione negoziata

anno2004 euro 500,000 (1)

EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO

Art. 1

Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:

"Art. 1 bis

Disposizioni a favore del trasporto pubblico

1. E' autorizzata al fine di sostenere gli oneri derivanti dall'ultimo rinnovo contrattuale siglato dalle imprese di trasporto pubblico locale della Sardegna, la spesa complessiva di euro 13.000.000 per l'anno 2004 a favore delle medesime aziende.

2. Nel bilancio della Regione per l'anno 2004, sono introdotte le seguenti variazioni:

In aumento

13-Trasporti

UPB S13.011 - Gestione del servizio di trasporto pubblico di linea

Anno 2004 competenza euro 13.000.000

In diminuzione

03 - Programmazione

UPBS03.007 - FNOL

Anno 2004 competenza euro 13.000.000 (23)

EMENDAMENTO aggiuntivo DEDONI - PISANO - VARGIU - CASSANO

Art. 1

Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:

"Art. 1 bis

E' autorizzata per l'anno 2004 la spesa di euro 50.000 a favore del Comune di Oristano per il funzionamento dell'Istituto storico arborense per la ricerca e la documentazione sul giudicato ed il marchesato. (UPB S11.020)

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

11 - Pubblica Istruzione

UPB SI 1.020 - Interventi per la tutela e la valorizzazione della lingua e della cultura sarda

Anno 2004 euro 50.000

In diminuzione

03 - Programmazione

UPB S03.008 - Fondo per la programmazione negoziata

Anno 2004 euro 50.000 (24)

EMENDAMENTO aggiuntivo CASSANO - PISANO - VARGIU - DEDONI

Art. 1

Dopo l'articolo 1 è aggiunto il seguente:

"Art. 1 bis

1. La Regione Autonoma della Sardegna interviene a sostegno delle organizzazioni di volontariato iscritte al Registro generale di cui alla legge regionale 39/1993, in forma di contributo per il funzionamento delle stesse organizzazioni, per la formazione e l'aggiornamento dei volontari impegnati in attività specifiche e per la predisposizione di progetti innovativi finalizzati allo sviluppo ed al miglioramento della specificità delle attività di volontariato nei vari settori.

2. Entro centottanta giorni dalla data dì entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale determina, con propria deliberazione, ì criteri e le modalità per la concessione dei contributi di cui al precedente comma."

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

01 - PRESIDENZA

UPB S01.017 - Volontariato

Anno 2004 euro 1.000.000

In diminuzione

03 - PROGRAMMAZIONE

UPB S03.008 - Fondo per la programmazione negoziata

Anno 2004 euro 1.000.000 (26)

EMENDAMENTO aggiuntivo DEDONI - CASSANO - PISANO - VARGIU

Art. 1

Dopo l'articolo 1 è aggiunto il seguente:

Art. 1 bis

Attività sportive

Per le finalità di cui all'art. 31 della L.R. 17/1999, è autorizzata nell'anno 2004 la spesa di euro 600.000 da destinare ai sodalizi sportivi che militino nei campionati femminili.

In aumento

11 - Pubblica Istruzione

UPB SI 1.036 - Manifestazioni ed iniziative dì promozione nel settore dello sport

Anno 2004 euro 600.000

In diminuzione

08 - Lavori Pubblici

UPB S08.014 - Finanziamenti agli enti strumentali. Parte corrente

Anno 2004 euro 600.000 (33)

EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - PISANO - CASSANO - DEDONI

Art. 1

Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:

"Art. 1bis

E' autorizzata nell'anno 2004 la spesa di euro 260.000 per la concessione di borse di studio per la frequenza della Scuola di Specializzazione per la formazione iniziale degli Insegnanti della Scuola Secondaria (SSIS) (UPB S11.075 - Cap. 11181)

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

11 - Pubblica Istruzione

UPB S11.075 - Formazione integrata

Anno 2004 euro 260.000

In diminuzione

03 - Programmazione

UPB S03.008 - Fondo per la programmazione negoziata

Anno 2004 euro 260.000 (34)

EMENDAMENTO aggiuntivo LA SPISA - VARGIU - DIANA - LADU - CAPPAI - BIANCAREDDU - CUCCU FRANCO IGNAZIO - RANDAZZO - AMADU

Art. 1

Dopo l'articolo 1 è aggiunto il seguente:

Art. 1 bis

Disposizioni in materia sanitaria

1. Per le finalità dì cui all'articolo 5 della legge regionale 17 dicembre 2003, n. 13 è autorizzata a decorrere dall'anno 2005 la spesa annua valuta in euro 15.000.000; alla relativa spesa si fa fronte con le disponibilità recate dalla UPB S12.028. (92)

EMENDAMENTO aggiuntivo OPPI - LA SPISA - RASSU - CAPELLI - VARGIU - LADU

Art. 1

Dopo l'articolo 1 è aggiunto il seguente:

Art. 1 bis

Manifestazioni di grande interesse turistico

1. È autorizzata nell'anno 2004 la concessione di un contributo di euro 50.000 a favore dell'associazione Sant'Antine di Sedilo per le spese sostenute per l'organizzazione dell'Ardia nell'anno 2003 (UPB S07.020).

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S07.020 - promozione e propaganda turistica

Anno 2004 euro 25.000

In diminuzione

UPB S03.008 - programmazione negoziata

Anno 2004 euro 25.000 (98)

EMENDAMENTO aggiuntivo CASSANO - VARGIU

Art. 1

Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:

Art. 1 bis

"Per il completamento della strada Ossi-Corte Lottene-Sabbie Silicee è autorizzato, per l'anno 2004, un finanziamento di euro 3.500.000 in favore dell'Amministrazione provinciale di Sassari".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

08 - Lavori Pubblici

UPB S08.073 - Finanziamento agli Enti locali per la realizzazione di opere di loro interesse

Anno 2004 euro 3.500.000

In diminuzione

03 - Programmazione

UPB S03.008 - Fondo per la programmazione negoziata

Anno 2004 euro 3.500.000 (135)

EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - OPPI - LA SPISA - VARGIU - DIANA

Art. 1

Dopo l'articolo 1 è aggiunto il seguente:

Art. 1 bis

Nella L.R. 24/1999, all'art.3 è aggiunto il seguente comma:

e) i lavoratori in carico agli Uffici dell'Ente Forestale della Sardegna con rapporto di lavoro atipico (Interinale e Co.Co.Co.), vengono assunti dallo stesso Ente con rapporto di lavoro a tempo determinato per un periodo non superiore ai 24 mesi, fino all'espletamento dei concorsi per il completamento della pianta organica, ai sensi delle disposizioni di cui alla L.R. 31/1998; la spesa prevista per l'attuazione del presente articolo è valutata in euro 750.000 ( settecentocinquantamila), alla stessa si fa fronte con le somme previste nel bilancio dell'Ente Foreste della Sardegna. (146)

PRESIDENTE. Gli emendamenti possono essere illustrati. L'emendamento 87 è uguale all'emendamento 145. Uno dei presentatori ha facoltà di illustrarli.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, colleghi, signori Assessori, la legge regionale numero 12 del 2003, disciplina le funzioni trasferite dallo Stato in materia di concessione dei trattamenti economici agli invalidi civili. La Giunta regionale, con propria delibera licenziava lo schema di convenzione, previsto nella citata legge, da sottoporre all'INPS per l'approvazione. L'INPS, dopo un'attenta valutazione proponeva, con successiva nota, di apportare una serie di modifiche sostanziali allo schema di convenzione, soprattutto relativamente al punto dove si prevedeva a carico dell'istituto una sanzione pecuniaria in caso di ritardata erogazione di trattamenti economici in favore del richiedente la prestazione.

La richiesta dell'INPS non fu accolta, in quanto la stessa normativa regionale succitata dispone, all'articolo 1, comma 6, l'applicazione di detta sanzione. In ragione di ciò, e preso atto dell'indisponibilità dell'INPS a sottoscrivere la convenzione, si rese necessario e indispensabile attivare canali alternativi per lo svolgimento delle funzioni concessive trasferite dallo Stato. L'articolo proposto dalla Giunta, con un emendamento in Commissione, mira ad abrogare la norma che garantisce all'invalido la corresponsione di una penale, da parte dell'INPS, in caso di ritardato pagamento delle provvidenze economiche.

Il Consiglio regionale, prevedendo tale funzione risarcitoria per il disagio arrecato all'utente, aveva raggiunto, una volta tanto, dico, nella storia dell'autonomia, un grande traguardo di civiltà. Nel caso passasse questa norma all'INPS verrà retrocessa, per ciascuna pratica istruita, la somma di 36 euro e tale somma andrà ad aggiungersi ai 18 euro circa che l'INPS attualmente percepisce per la liquidazione provvidenza a favore degli invalidi civili.

L'INPS respingeva l'idea della sanzione sulla base della considerazione che in caso di ritardato pagamento avrebbe riconosciuto comunque all'invalido gli interessi legali, tanto sarebbe bastato per tacitare l'invalido. L'obiezione che la Regione fece, a ragione, era che gli interessi legali sono comunque dovuti per legge, in quanto l'INPS deteneva, nelle sue banche, denaro altrui, cioè degli invalidi, denaro che comunque fruttava interessi bancari sicuramente superiori agli interessi legali riconosciuti.

Qualcuno infatti ha anche chiesto all'INPS quale interesse bancario percepisce per la detenzione di denaro altrui. Potrebbe quindi essere lucrativo per l'INPS ritardare il pagamento delle provvidenze agli invalidi civili? La Regione inoltre fece presente che la sanzione prevista dalla legge numero 12 del 2003 aveva natura risarcitoria per il disservizio arrecato al cittadino invalido e quindi il pagamento degli interessi legali non poteva sostituirlo, perché di mera natura finanziaria.

Mediamente in un anno sono circa diecimila le pratiche di nuova invalidità istruite; pertanto, moltiplicando diecimila per trentasei euro arriviamo a un impegno di 360.000 mila euro. Tale somma spetterebbe ogni anno all'INPS. Al momento risulta in essere una convenzione con sedici operatori esterni, la cosiddetta task force, che sta permettendo alla Regione di annullare l'arretrato accumulato. In provincia di Nuoro siamo ad agosto 2004, in provincia di Cagliari siamo a marzo 2004; a Sassari e a Oristano, per mancanza di personale e per mancato pagamento anche dello straordinario dovuto a questo personale, siamo decisamente indietro. Ma c'è anche la disponibilità, per esempio, di Cagliari a supportare Sassari e Oristano per recuperare ulteriormente le pratiche arretrate.

Questi operatori stanno permettendo alla Regione di annullare l'arretrato accumulato dalla sinergica azione, allora, a mio avviso, negativa, della Prefettura e dell'INPS. Il costo di tale convenzione non supera i 200.000 euro. Se ne deduce che la Regione è in grado di erogare finalmente un servizio efficiente, con un risparmio netto di 160.000 euro l'anno.

Attualmente il servizio regionale delle provvidenze agli invalidi civili in soli tre mesi è riuscito a recuperare, praticamente, dai numeri che vi ho illustrato poc'anzi, il 40 per cento dell'arretrato accumulatosi in tre anni.

Al momento, per questioni organizzative l'INPS non risulta essere in grado di far fronte nemmeno all'elaborazione dei dati informatici che la Regione, pur non avendone l'obbligo, inserisce nel sistema INPS on line. Figuriamoci se dovesse fare l'istruttoria delle pratiche!

Detto questo e per arrivare al nocciolo della questione, ritengo che questa norma prevista nel comma 1 quater dell'articolo 1 arrechi non vantaggi ma danni alla Regione. Noi stiamo esaminando un assestamento di bilancio per recuperare il disavanzo della spesa sanitaria, in gran parte, e per una parte facciamo anche dell'altro su questo assestamento di bilancio. Allora, se l'assestamento di bilancio deve coprire un disavanzo nel bilancio della sanità, certo, sono trasferimenti statali, ma sono comunque trasferimenti ai quali provvediamo anche noi per la quota di fondo regionale, mi chiedo se con un assestamento di bilancio dobbiamo costituire maggiori spese per la Regione sarda. Mi sembra che questo non sia il fine dell'assestamento presentato, non sia il fine dell'azione della Giunta fin qui svolta, non sia negli intendimenti della Giunta nel prossimo futuro.

Ritengo che i sedici operatori, e l'istituzione del servizio è stata fatta a tempo di record, proprio per recuperare quelle tremila pratiche che a dicembre del 2003 giacevano inevase a seguito del trasferimento delle competenze dallo Stato alla Regione, abbiano operato in maniera devo dire encomiabile; sono stati recuperati denari, sono state evase pratiche, c'è il pieno sostegno e condivisione dei patronati e delle associazioni che, a loro volta, ritengono dannoso questo comma 1 quater dell'articolo 1, lettera d) dell'assestamento di bilancio, che assegna irrimediabilmente all'INPS la delega del servizio per la concessione di provvidenze a favore degli invalidi civili.

Ora, se la Regione dovesse delegare le predette funzioni all'INPS, il servizio degli invalidi civili istituito presso l'Assessorato alla sanità che fine farà? Sarà soppresso? Sarà mantenuto? Che fine faranno quei dipendenti che hanno deciso coraggiosamente di investire nel nuovo servizio e ancora, anche contro la volontà a volte dei loro precedenti dirigenti, si sono resi disponibili per il servizio di nuova istituzione? La Regione a quel punto cosa farà? Darà loro il benservito a favore dell'I.N.P.S., e così vi sarà un aggravio per le casse regionali.

Premetto ancora che la funzione di concessione della previdenza è delegata, non è trasferita. Ne consegue che essa non può avere una durata temporanea e pertanto può essere revocata per gravi inadempienze contrattuali o eventualmente non rinnovata allo scadere del contratto triennale.

Io invito i colleghi, invito la Giunta e l'assessore Pigliaru a riflettere sugli effetti di questo comma; effetti che andrebbero contro quanto emerso nel corso della discussione generale lunga e approfondita, anche sugli emendamenti allora presentati, sulla legge numero 12. Invito a riflettere sugli effetti negativi di tipo economico che potrebbe produrre l'approvazione di questo comma e soprattutto sulla possibilità che i funzionari della Regione sarda perdano la motivazione necessaria per un buon svolgimento del loro lavoro .

In ultimo vorrei sottolineare che qualora questo comma trovi l'approvazione dell'Aula, si può configurare senz'altro come norma intrusa nel disegno di legge.

PRESIDENTE.. Ha facoltà di parlare il consigliere Vargiu per illustrare l'emendamento 86.

VARGIU (Riformatori Sardi). Giusto per poter completare il ragionamento, magari brevemente, che ha fatto il collega Capelli, visto che gli emendamenti 87 e 145 erano identici, questo è un emendamento che sopprime alcune parole all'interno del comma 1 quater della lettera d) dell'articolo 1.

Il problema che noi solleviamo sostanzialmente con questi emendamenti è relativo al fatto che durante il lavoro in Commissione, e con una stesura che forse non è stata colta immediatamente da tutti i commissari, la Giunta ha introdotto una modifica alla legge che il Consiglio regionale aveva approvato, la legge 12, sulle invalidità civili.

Detto francamente, difficilmente può essere adottato all'interno di una legge di assestamento di bilancio questo metodo, nel senso che per la mia esperienza nella passata legislatura, in più di una circostanza è stato fatto rilevare da autorevoli colleghi come le leggi di bilancio e le leggi di assestamento di bilancio siano delle leggi nelle quali si parla di numeri e di contabilità e tutto ciò che è normativa andrebbe forse meglio riservato a momenti specifici in cui si discute appunto di normativa.

Il collega Gian Valerio Sanna è stato uno dei colleghi che nella scorsa legislatura ha con più forza sostenuto questo principio; principio che nella scorsa legislatura, va detto con chiarezza, non è mai stato applicato sino in fondo, però il segnale che voi oggi ci state dandoci fa capire che anche in questa legislatura ci troveremo di fronte ad un atteggiamento che nella scorsa legislatura è stato dal centrosinistra ampiamente condannato, a mio avviso, con piena ragione, come ebbi modo di dire in più di una circostanza.

Ciò premesso va detto che questa norma intrusa che modifica la legge numero 12 crea anche dei problemi sostanziali; il Consiglio regionale infatti aveva introdotto all'interno della legge numero 12, una serie di norme che, in maniera rigida, vincolavano agli impegni che avrebbe assunto chi stipulava una convenzione con la Regione.

Questo si era fatto, ben avendo in mente che, fondamentalmente, fosse l'I.N.P.S. l'ente di riferimento, per fare in modo che l'I.N.P.S. potesse essere assoggettato alla necessità di arrivare alla definizione completa della pratica, cioè sia per la parte che prima era di competenza delle Prefetture, che ora è in carico alla Regione, sia per la parte erogativa che invece è di competenza diretta dell'I.N.P.S., in un lasso di tempo certo, che si era individuato nei sei mesi, i sei mesi aggiunti a quelli previsti per gli accertamenti delle ASL costituivano un tempo certo, all'interno del quale il cittadino aveva diritto di conoscere la risposta alla sua richiesta di provvidenze per l'invalidità.

Quindi ci sembrava, sembrava all'intero Consiglio regionale che approvò quella legge all'unanimità, che il ragionamento che l'I.N.P.S. fosse costretta a rispettare per i due passaggi dei tempi certi e che contemporaneamente fosse costretta a pagare una penale, qualora i tempi stretti non fossero stati rispettati, giustificasse il fatto che la Regione comunque nel far la convenzione con l'I.N.P.S. si dichiarava disponibile ad erogare delle risorse economiche all'I.N.P.S. per l'attività che gli veniva delegata.

Quindi si trattava di un meccanismo che era finalizzato all'efficienza e alla garanzia del diritto del cittadino di avere una risposta in tempi certi dal momento della presentazione della domanda.

Ora, smantellare questo meccanismo forse renderà più facile fare la convenzione con l'I.N.P.S., però in realtà è un regalo gratuito all'I.N.P.S., è un torto gratuito ai cittadini che non vedono più riconosciuti né tempi certi e né la sicurezza che se i tempi certi non sono mantenuti in qualche misura l'I.N.P.S. deve sanare il danno che al cittadino stesso verrebbe in questo modo procurato.

Quindi, noi chiederemmo che si ritornasse alla stesura originaria della legge 12 approvando questo emendamento che cassa ciò che è stato interpolato in Commissione. .

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa per illustrare l'emendamento 118.

LA SPISA (F.I.). L'emendamento riguarda la tabella A ed è il primo di una serie di emendamenti che, io credo, possono essere illustrati in maniera molto semplice. L'emendamento 118, in particolare, , riguarda la problematica relativa alla diffusione della cultura informatica e quindi, come previsto anche nella legge esitata a suo tempo, si parla di iniziative di informatizzazione, di alfabetizzazione informatica e linguistica che sono considerati obiettivi di particolare rilevanza. Erano considerati tali perlomeno nella legge istitutiva nella prospettiva di una valorizzazione di queste conoscenze e della loro diffusione con particolare riguardo ai giovani e alle famiglie.

L'emendamento ha evidentemente lo scopo di segnalare il fatto che una decurtazione di risorse può non essere opportuna e quindi è in qualche modo anche implicitamente una richiesta di chiarimento su quale sia il motivo per cui queste risorse siano state considerate non più necessarie da parte della Giunta.

PRESIDENTE. L'emendamento 60 a firma Cappai e più è privo della copertura finanziaria.

Ha facoltà di parlare il consigliere Cappai per illustrare l'emendamento 96.

CAPPAI (U.D.C.). Presidente, l'emendamento 60 è certamente senza copertura finanziaria, comunque lo illustriamo insieme al 96, in quanto hanno lo stesso intento, cioè rimpinguare lo stanziamento previsto nell'UPB S05046 portandolo a 10 milioni di euro, eliminando quindi la riduzione di 600 mila euro prevista nell'assestamento.

Ricordo che questa era stata una richiesta avanzata fortemente dal centrosinistra nella predisposizione del bilancio del 2004. Mi meraviglia che lo stesso centrosinistra oggi conceda, o meglio, non si esprima sul taglio di 600 mila euro previsto in questa UPB. Mi dispiace che non sia presente il collega Alberto Sanna che ha sempre difeso il fermo biologico.

Quindi, noi chiediamo con questo emendamento che venga ripristinato l'importo iniziale dello stanziamento, riportandolo a 10 milioni di euro. Un taglio di 600 mila euro non è giustificato, perchè poi saremo costretti successivamente a reintervenire, a meno che non succeda qualcosa di nuovo, cioè che si approvi in brevissimo tempo una norma che abolisca il fermo biologico.

PRESIDENTE. Anche l'emendamento 117, è sullo stesso argomento, pur essendo diversa la copertura, quindi viene dato per illustrato. Ha facoltà di parlare il consigliere Cappai per illustrare l'emendamento 97.

CAPPAI (U.D.C.). Io vorrei richiamare l'attenzione dell'Aula sull'importanza di questo emendamento. Non più tardi di quindici giorni fa abbiamo ricevuto le associazioni di categoria del settore agricolo che insieme ad alcuni sindaci hanno chiesto alla Commissione agricoltura garanzie sulla lotta alla virosi del pomodoro. Hanno anche chiesto alla maggioranza di centrosinistra di chiarire come intenda combattere questa malattia e quali interventi questa Giunta intenda mettere in campo per sostenere il reddito di quelle famiglie che oggi, soprattutto nel basso Campidano, curano, attraverso le serre, la produzione di questi prodotti agricoli.

Lo stanziamento di un milione di euro era stato anche questo difeso a spada tratta dall'attuale Presidente della Commissione agricoltura, allora capo dell'opposizione all'interno della Commissione. L'onorevole Sanna dieci giorni fa, davanti ai sindaci dei comuni di Assemini, Villaspeciosa, Vallermosa e altri, si era impegnato a chiedere uno stanziamento, da avere a tutti i costi, di un milione di euro appunto. Oggi però lo stesso Presidente accetta che quella sua richiesta venga dimezzata, cioè lo stanziamento per la lotta contro i parassiti delle colture agrarie venga stabilito in cinquecento mila euro.

Io vorrei invitare soprattutto i componenti della Commissione agricoltura a stare molto attenti perché davanti ai sindaci abbiamo preso unanimemente degli impegni sulla materia, infatti nel corso dell'audizione la Commissione ha unanimemente condiviso le lamentele degli operatori. Chiederei perciò alla maggioranza di ripristinare nel capitolo 06155 dell'UPB S06040 l'importo originario di un milione di euro, risorse che probabilmente non saranno neanche sufficienti.

PRESIDENTE. .. L'emendamento 116 è uguale all'emendamento 97 testè illustrato dall'onorevole Cappai. Sono diversi i firmatari e cambia anche l'unità previsionale di base su cui si opera la copertura. L'emendamento 116 viene dato per illustrato dai presentatori.

L'emendamento 38, a firma Cappai e più, è privo di copertura finanziaria; essendo un soppressivo parziale, ovviamente si crea uno sbilancio, per cui bisogna prevedere quale destinazione dare alle somme soppresse.

Gli emendamento 14 e 94 a firma Ladu e più sono totalmente uguali mentre nel 115 a firma La Spisa e più cambia la copertura. Ha facoltà di parlare il consigliere Ladu per illustrare gli emendamenti 14 e 94.

LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, questo emendamento, relativo all'abbattimento dei costi energetici a favore dei consorzi di bonifica, pone l'accento sulla difficile situazione che stanno attraversando in questo momento non tanto i consorzi di bonifica, quanto i destinatari ultimi di questi finanziamenti, cioè gli agricoltori.

Noi negli anni scorsi assegnavamo un contributo ai consorzi di bonifica, che sopportavano costi energetici per il sollevamento dell'acqua molto alti. In questo modo i consorzi a loro volta potevano contenere le tariffe dell'acqua a carico degli operatori del settore agropastorale.

Oggi, se questo emendamento non dovesse essere accolto, i consorzi di bonifica, per chiudere i propri bilanci, saranno costretti ad aumentare le tariffe per l'irrigazione e quindi a gravare ulteriormente su un settore che è già fortissimamente in crisi.

Ne abbiamo già parlato in altre occasioni in questo Consiglio regionale, e credo che ne riparleremo anche fra non molto; sicuramente, soprattutto in merito ai consorzi di bonifica, qualche cosa va rivista perché secondo noi ci sono forse degli sprechi che vanno eliminati, però non vorremmo che i costi eccessivi poi gravassero soprattutto sugli agricoltori. Se è vero come è vero che occorre affrontare il discorso su tutti i consorzi in genere, e che probabilmente si può procedere ad una ulteriore semplificazione dei consorzi di bonifica, perché alcuni possono essere tranquillamente accorpati, rimane il fatto che questo capitolo, questa voce incide soprattutto sul mondo agropastorale.

Poi vedremo anche quali sono le altre cause della crisi, però questa dell'alto costo dell'acqua per irrigazione ne è una componente importante; perchè sono costi che oggi pagano comunque gli agricoltori; e a questi costi dobbiamo aggiungere quelli per i mezzi agricoli, per i mangimi, per i concimi ed altri ancora che, effettivamente, rendono praticamente impossibile oggi continuare a vivere nel mondo delle campagne.

Si è parlato anche di possibili interventi da parte del governo della Regione, interventi che mi rendo conto non sono semplici, considerata la crisi che ha anche altre motivazioni, come dicevo, però io credo che questo emendamento meriti una considerazione da parte della maggioranza, perché se non fosse accolto significherebbe che graveranno sul mondo agro pastorale costi sempre più pesanti; e mi pare che al momento questo non sia opportuno.

La crisi del settore abbiamo già detto che ha motivazioni diverse, fra queste ricordiamo la carenza di infrastrutture e la difficoltà a competere sui mercati italiano ed europeo. Quindi noi dobbiamo intervenire su un tessuto che oggi ha bisogno di profonde trasformazioni e interventi radicali.

Pertanto io credo che l'emendamento, pur non prevedendo una misura molto importante, possa essere accolto, però il comparto nel suo complesso ha bisogno di interventi forti, e senza fare demagogia, perché ci rendiamo conto che il momento è molto delicato, si può cercare di trovare delle soluzioni per evitare uno spopolamento delle campagne, per fare in modo che un comparto che è stato e che probabilmente costituisce ancora l'asse portante della nostra economia abbia la possibilità non dico di vivere ma almeno di sopravvivere.

Credo che in Sardegna oggi ci siano le condizioni perché ci sia una ripresa dell'intero settore; pertanto invito il Consiglio ad accogliere questo emendamento che sicuramente avrà ricadute importanti su tutto il comparto agropastorale. PRESIDENTE. L'emendamento 115, La Spisa e più, uguale ai precedenti tranne che per la copertura finanziaria che fa riferimento ad una diversa unità previsionale, si dà per illustrato.

Per illustrare l' emendamento 95, Cappai, Capelli e più, ha facoltà di parlare il consigliere Cappai.

CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, un breve intervento per sottolineare l'importanza di questo emendamento. Vorrei richiamare l'attenzione sui due capitoli della UPB S06062 cui fa riferimento questo emendamento. Il primo è il capitolo 06234 che prevede un contributo straordinario al Consorzio interprovinciale per la frutticoltura di Cagliari, Nuoro ed Oristano da destinare ad Agrosarda. Agrosarda è una società che opera all'interno del Consorzio provinciale per la frutticoltura, creata tanti anni fa con lo scopo di svolgere funzioni inerenti il controllo di qualità dei prodotti agricoli. Questo capitolo ha una dotazione iniziale di 250 mila euro.

La Giunta, in assestamento propone di togliere 150 mila euro. Mi chiedo se Agrosarda potrà con i restanti 100 mila euro svolgere i compiti istituzionali per cui è stata creata. Lascio a voi la valutazione in un momento di particolare difficoltà per il settore agricolo, ma soprattutto per quanto riguarda la commercializzazione dei nostri prodotti e quindi il controllo di qualità dei medesimi.

Mi domando quindi se non sia il caso di non creare problemi ad Agrosarda ripristinando lo stanziamento di 250 mila euro in modo che quella società possa svolgere correttamente il proprio compito che poi, ripeto, è il suo compito istituzionale.

Allora diciamo che non faremo più i controlli di qualità quindi, non delegando nessuno a farli, elimineremo la società Agrosarda; e, in base alle cose che si sentono, può darsi che questo sia anche nelle intenzioni della Giunta o del suo Presidente. Comunque, per il momento la società è in attività, sicuramente sinora avrà svolto il suo compito e gli impegni assunti devono essere certamente mantenuti.

L'altro capitolo della unità previsionale di base che viene decurtato è lo 06325 relativo, anche qui richiamo l'attenzione dell'Aula, a "spese per la valorizzazione e il potenziamento dei prodotti locali di origine protetta del settore lattiero caseario". Questo capitolo aveva una dotazione iniziale di 500 mila euro, voi in assestamento togliete 330 mila euro.

Vorrei richiamare l'attenzione della Giunta, ma soprattutto l'attenzione di quest'Aula sull'importanza che ha questo capitolo in un momento in cui allevatori e associazioni di categoria siedono ancora, e sono passati due mesi, a quel tavolo tecnico - è stato definito così dall'assessore Addis - per raggiungere un accordo sul prezzo del latte, accordo che nonostante l'intervento del presidente Soru non è stato ancora raggiunto.

E oggi noi togliamo fondi a questo capitolo che invece, in un momento come questo, deve mantenere lo stanziamento iniziale, se non addirittura vederlo aumentare, in quanto volto alla valorizzazione e al potenziamento dei prodotti del settore lattiero caseario. Attività che può concorrere a far recuperare una parte di reddito agli allevatori. .

Quindi, l'invito che faccio alla Giunta è di ripristinare lo stanziamento iniziale in questi due capitoli.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Ladu per illustrare l'emendamento 12 a firma Ladu, Onida, Murgioni.

LADU (Fortza Paris). Questo emendamento chiede il ripristino degli stanziamenti iniziali previsti per la valorizzazione dei prodotti D.O.P. lattiero caseari. E' pertanto un altro emendamento centrale nella risposta alla crisi che sta attraversando oggi il comparto agricolo; e noi riteniamo, pur nella consapevolezza dei problemi seri che ostacolano il recupero del comparto, che alcuni interventi possano essere programmati.

Noi oggi siamo consapevoli che la riduzione o, meglio, l'eliminazione totale delle incentivazioni date per l'esportazione del pecorino romano, (dal luglio 2004 non vengono più dati i contributi), ha causato di fatto una riduzione del prezzo del latte. Infatti, poiché circa il sessanta, forse quest'anno il settanta per cento del latte ovino viene trasformato in pecorino romano, qualsiasi riduzione effettuata sul prezzo del prodotto pecorino romano poi incide pesantemente anche sul prezzo del latte.

Ecco perchè noi diciamo che effettivamente, considerato che oggi non c'è più la possibilità di incentivare le esportazioni, tutto il settore ha bisogno di una rivisitazione, ha bisogno di ulteriori interventi.

Io so che la Giunta, il Presidente, l'Assessore, stanno tentando di raggiungere un accordo sul prezzo del latte, però mi pare che risultati non se ne siano visti; io mi rendo conto che non è cosa semplice, che non si può imporre certamente il prezzo del latte a nessuno, però io credo che la Giunta regionale qualcosa possa fare, nel senso che può incentivare la trasformazione del latte ovino in altri tipi di formaggio, dando vita quindi ad alcune produzioni a denominazione di origine controllata che avranno la possibilità di entrare nei mercati, soprattutto italiani ed europei, e probabilmente americani. Io devo ricordare che l'Europa consuma grandi quantità di formaggio; in Germania oggi il consumo è di 17 chili pro capite. Sono quantità enormi, consumano molto più formaggio di noi, e quindi può essere un mercato disponibile ad accogliere i nostri prodotti. Allora, se la situazione è questa, difficilmente oggi si può raggiungere un accordo tra gli industriali e gli operatori del settore, perchè gli industriali naturalmente fanno la loro politica e i pastori viceversa vorrebbero che il prezzo del latte avesse almeno gli stessi costi della produzione, ma in realtà così non è.

Allora, poiché difficilmente noi possiamo dire oggi al presidente del Consorzio di tutela del pecorino romano di non produrre più pecorino romano, è chiaro che quello continuerà a farlo perchè quel consorzio deve andare avanti, dobbiamo fare un discorso molto semplice che ho già fatto e che ripeto. La Regione sarda dovrebbe incentivare altri tipi di produzioni in modo che non ci sia questa corsa comunque alla produzione del pecorino romano che, bisogna dirlo, è particolarmente diffusa in Sardegna perchè ha tempi di lavorazione veloci che consentono una serie di risparmi nella prima fase di produzione e di trasformazione, però poi effettivamente questo formaggio non entra nel mercato.

Quindi noi da un tipo di prodotto di altissima qualità che è il latte ovino non riusciamo a produrre un formaggio di uguale qualità. Riuscire a valorizzare questa filiera di produzione potrebbe determinare effettivamente la svolta nella crisi del mondo agropastorale.

La crisi che investe il mondo agropastorale oggi è dovuta a una diminuzione del prezzo del latte ovino, perchè tutte le altre voci del comparto sono assolutamente secondarie, quello che conta veramente è il prezzo del pecorino, il prezzo del latte. Da un rialzo del prezzo del latte conseguirà una ripresa dell'intero comparto.

Noi siamo convinti che da solo il mondo della pastorizia non riuscirà a uscire da questa situazione, è indispensabile che la Regione, pur nella consapevolezza che non è semplice intervenire in questa materia perchè non è che si possa imporre all'industriale di pagare di più, intervenga valorizzando altri tipi di produzioni, invogliando anche i produttori a fare altri tipi di formaggio.

Noi crediamo che benché la cifra indicata nel capitolo sia una cifra minima, può diventare una cifra importante se spesa in modo intelligente, se si riesce a individuare nuovi mercati per invogliare il mondo della pastorizia a cambiare tipi di produzione.

Oggi la situazione a me pare che sia assolutamente ingessata, che da soli gli operatori del comparto difficilmente riusciranno a superare questa crisi, però se interveniamo come governo della Regione, anche partendo da questo tipo di intervento, sono convinto che ci potrà essere un futuro diverso, un futuro di speranza anche per il mondo agricolo e pastorale, soprattutto perché la crisi del settore non è ancora esplosa in tutta la sua gravità.

Certo non saranno questi interventi che risolveranno il problema e che ci faranno uscire dalla crisi, però credo che questa possa essere la strada giusta per fare in modo che un comparto che ha caratterizzato la storia economica e sociale della Sardegna abbia un futuro, perchè secondo noi costituisce una voce importante per la nostra economia.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Oppi per illustrare l'emendamento 73 a firma Oppi, Capelli e più.

OPPI (U.D.C.). Si dà per illustrato. Approfitto per rivolgere una preghiera all'Assessore; avremmo l'esigenza di avere lo stato della spesa aggiornato, se è possibile per domani mattina, così da avere un quadro di riferimento più puntuale. L'ultimo stato della spesa è stato fornito infatti in Commissione nel mese di ottobre. PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa per illustrare l'emendamento 114.

LA SPISA (F.I.). L'emendamento 114 riguarda l'UPB S10027, capitolo 10083 sulle borse di studio per giovani laureati. Non comprendiamo perchè sia stata introdotta questa riduzione, se è determinata dal fatto che le procedure amministrative che sono preventivamente stabilite per l'erogazione di queste borse di studio siano state svolte in ritardo o perchè ci sia stata una richiesta inferiore alle aspettative.

Noi crediamo che forse il motivo non sia né l'uno né l'altro, ci rendiamo conto però che in ogni caso la decurtazione che, se non ricordo male, è del 50 per cento rispetto allo stanziamento iniziale, sia una decurtazione veramente rilevante, considerando soprattutto la finalità dello stanziamento. La concessione delle borse di studio mira a qualificare il livello di conoscenza dei nostri laureati per un migliore accesso al mercato del lavoro. Ci sembra francamente che questa sia una riduzione di spesa, rispetto anche ad altre riduzioni di spesa che se non giustificabili quantomeno possono essere più facilmente comprensibili, assolutamente non comprensibile, perchè contrariamente a quello che la maggioranza e la Giunta hanno detto in questi giorni, questi tagli incidono effettivamente su un fabbisogno diffuso.

Noi abbiamo proposto questo emendamento perchè crediamo che queste questioni attengano a scelte fondamentali e strategiche per la Regione, di qualunque maggioranza sia la funzione di indirizzo politico e di Governo; abbiamo quindi voluto far presente a tutto il Consiglio il segnale assolutamente negativo che viene dato al mondo giovanile, in particolare a chi tra questi giovani fatica per raggiungere un grado di formazione e di istruzione di alto livello.

PRESIDENTE. L'emendamento 11 viene dato per illustrato dai presentatori. Ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa per illustrare l'emendamento 113.

LA SPISA (F.I.). L'emendamento 113 è volto ad ottenere il ripristino della somma decurtata. Ci rendiamo conto che la quantificazione è sicuramente notevole e quindi l'emendamento certamente colpisce il massimo delle aspettative, ma non è necessariamente riducibile a quel livello di spesa, però sicuramente punta l'indice su un problema che non può che essere sentito, cioè quello della riduzione delle risorse per la formazione professionale.

È una questione su cui si è lungamente dibattuto nelle settimane precedenti, è una questione su cui noi crediamo si possa facilmente riflettere, vista l'importanza delle problematiche che vengono toccate da questo tema.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 10 è uguale al 119 tranne che, per l'unità previsionale di base utilizzata per la copertura finanziaria. Ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa per illustrare l'emendamento numero 10.

LA SPISA (F.I.). L'emendamento 10, così come il 119, riguarda la UPB S11058 e in particolare il capitolo 11070. In Commissione, quindi nel testo del proponente, era stato proposto un taglio di 200 mila euro sul capitolo 11069 e di due milioni e 500 mila sull'11070; complessivamente si ha un taglio di due milioni e 700 mila euro che viene definitivamente proposto al Consiglio, a seguito anche di una discussione svolta in Commissione, sul livello di trasferimenti che la Regione opera nei confronti del sistema delle scuole materne non statali sulla base della legge numero 31.

Ricordo al Consiglio che di questo tema si è discusso molto, in numerose occasioni e quasi sempre in occasione della discussione della manovra finanziaria o dell'assestamento come in questo caso.

Noi abbiamo una riduzione di spesa che è notevole e che è stata, per volontà della stessa Commissione, concentrata tutta sui trasferimenti relativi alle spese in conto gestione delle scuole, riducendo quindi quella parte di trasferimenti che incidono soprattutto sulla capacità di esistenza delle scuole materne non statali, in particolare nei piccoli centri della Regione.

Credo che, soprattutto per chi vive l'esperienza amministrativa nei piccoli centri, sia di tutta evidenza che l'azione svolta dalle scuole materne non statali è di fatto un'azione di supplenza rispetto al sistema delle scuole per l'infanzia statali che risultano totalmente o in gran parte deficitarie in termini di numero, in termini di strutture, in termini di copertura del fabbisogno educativo.

Molte scuole materne non statali in alcuni piccoli centri svolgono una funzione essenziale, senza queste scuole i bambini resterebbero in famiglia, ed è un sistema scolastico a favore del quale la Regione, a partire dall'approvazione della legge numero 31/85, dei primi anni ottanta quindi, ha istituito un sistema di trasferimenti finanziari rilevante.

L'Assessore, in Commissione, ricordava che questa riduzione di spesa porta il livello dei trasferimenti allo stesso livello dell'esercizio del 2003, quindi viene modificato l'incremento di stanziamento deciso dal Consiglio regionale nel bilancio del 2004.

A mio avviso la stessa maggioranza non può non riconoscere la funzione pubblica che oggettivamente svolgono queste scuole, una funzione pubblica che si esplica in grandissima parte nella copertura di un servizio che il sistema statale non è in grado, non è capace di svolgere. Ora, considerare e giustificare questo taglio con la considerazione che si mantiene lo stesso livello dei trasferimenti degli esercizi precedenti non è una giustificazione accettabile; le spese di gestione per queste scuole non rimangono stabili.

Occorre tenere presenti i rinnovi contrattuali dei dipendenti, sono scuole fondate sempre di più non sull'azione di operatrici religiose ma di laici che chiedono l'applicazione dei contratti collettivi che vengono rinnovati annualmente o biennalmente. Questo comporta una lievitazione della spesa corrente di queste scuole che, obiettivamente, poiché queste sono scuole che operano nei piccoli centri, e e quindi riguardano un'utenza con un reddito basso o mediamente basso, non può essere coperta con l'incremento delle rette a carico delle famiglie, da ciò deriverà inevitabilmente una chiusura di queste scuole.

Io credo che dietro questa scelta di operare un taglio di queste dimensioni in questo settore vi sia una punta, almeno una punta, di ideologia, con qualche venatura - diciamo così - di statalismo evidentissima. Quando voi dite che i tagli non agiscono sul sistema sociale, non tenete conto di queste situazioni. Assessore, non si può dire che non si incide sul livello della spesa sociale se si effettuano tagli a questi livelli.

Su altri comparti abbiamo detto che una riduzione degli stanziamenti può essere comprensibile, ma non su questi che, come si rileva dagli ultimi emendamenti illustrati, riguardano la formazione, l'istruzione, il sistema educativo e formativo. In questo settore non si può negare, perché è un dato oggettivo, che la riduzione dei finanziamenti incida negativamente sulla gestione di queste scuole.

Inoltre, qualunque giustificazione si voglia addurre, se si facesse un piccolo sondaggio, anche a campione, in particolare per le scuole dei piccoli comuni, ci si renderebbe conto che l'incidenza della riduzione di questi trasferimenti è pesantissima per le scuole, e sarà pesantissima per le famiglie in un futuro non molto lontano, perchè scuole che non abbiano sufficienti trasferimenti da parte della Regione sono scuole che in gran parte potrebbero essere destinate alla chiusura. Io credo che un'ulteriore riflessione da parte di tutto il Consiglio su questo tema sia davvero importantissima.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa per illustrare l'emendamento numero 120.

LA SPISA (F.I.). Con questo emendamento si passa dal livello formativo educativo primario, quello della scuola per l'infanzia, a quello invece direi più elevato, che riguarda i centri di formazione di alto livello e di ricerca che costituiscono uno dei beni più preziosi che ha la Sardegna, perchè la Sardegna è una regione che ha un livello di istruzione e di ricerca universitaria sicuramente di qualità; una qualità che viene obiettivamente riconosciuta, spesso forse non compresa fino in fondo, magari a livello regionale, ma particolarmente apprezzabile per chi consideri la tradizione delle nostre due università e anche per chi consideri lo sforzo organizzativo e finanziario del sistema universitario sardo.

Dai centri tradizionali di Cagliari e Sassari è stato esteso su tutto il territorio regionale un sistema di istruzione universitaria di alto livello; è appunto il concetto di "università diffusa" di cui si tratta anche negli emendamenti successivi. Nell'emendamento 120 noi abbiamo posto l'attenzione sui trasferimenti incidenti sul fondo unico per l'università. Anche in questo caso nella proposta della Giunta vi è una riduzione di spesa che è stata in qualche modo limitata in Commissione in quanto si è passati dal milione e 500 mila euro della proposta originaria a un milione e 100 mila euro nella proposta della Commissione.

Il problema quindi è sentito, è forte, ma crediamo che ancora non sia stato fatto tutto lo sforzo necessario per affrontare in maniera decisa questo argomento, un argomento centrale in ogni politica di sviluppo. Se è vero, così come abbiamo letto nelle dichiarazioni programmatiche di avvio di legislatura, che la sfida per lo sviluppo del sistema economico e sociale della Sardegna, la si raccoglie, nel confronto sul mercato globale con le economie e con le società emergenti, particolarmente aggressive, soltanto puntando sulla più grande risorsa che abbiamo, quella del capitale umano e, quindi, sull'incremento del livello delle conoscenze dei nostri giovani, noi crediamo che sia contraddittorio prevedere, già in assestamento di bilancio, una riduzione dei trasferimenti a favore del sistema dell'università.

Anche in questo caso, la Giunta ha fatto osservare che la riduzione dello stanziamento riporta in realtà lo stanziamento definitivo ai livelli di esercizi finanziari precedenti. Obiezione anche in questo caso comprensibile, ma non giustificabile. È come se si dicesse a chi ha governato fino a adesso che tra i tanti mali che gli vengono, o ci vengono attribuiti, ci sia anche l'aver investito in queste ultime leggi finanziarie proprio sulla conoscenza, attraverso un sistema di aiuti all'università che nella politica del centrodestra negli ultimi anni ha costituito uno dei cardini nella scommessa per il futuro. .

Le università sono state destinatarie di trasferimenti sia attraverso il fondo unico, sia attraverso protocolli d'intesa basati anche su programmi di miglioramento, di investimento nella ricerca e nella didattica relativi proprio ai settori maggiormente innovativi. Io ricordo bene che con l'università è stato siglato nel penultimo anno di legislatura un protocollo d'intesa volto ad istituire corsi di laurea, dottorati di ricerca insegnamenti specialistici in particolare nei settori dell'Information and communication technology, delle biotecnologie e dell'energetica, cioè settori che, in particolare dal punto di vista della politica industriale, si individuavano come i più promettenti per il futuro e, nello stesso tempo, come i più trascurati.

Per anni abbiamo trasferito risorse per incrementare gli insegnamenti collegati alla cultura e alla lingua sarda, a valere sulla legge 26/97. Poco è stato fatto invece, come ho già detto, per incrementare quei settori della ricerca e della didattica che possono essere più promettenti per lo sviluppo sociale ed economico della Sardegna.

Allora come considerare questa riduzione di spesa? Dite che questo assestamento non incide sulla spesa sociale? E questo che cos'è? La diminuzione della spesa sull'università che effetto avrà? Probabilmente avrà l'effetto di deprimere forme di sperimentazione, di didattica e di ricerca proprio in questi settori innovativi. E' opportuno questo? Lo lasciamo alla vostra riflessione, considerando che voi stessi non dovete porvi in contraddizione con le premesse che avete posto all'avvio di questa legislatura.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento 7 ha facoltà di illustrarlo.

SCARPA (Gruppo Misto). Assessore, colleghi, il provvedimento che esaminiamo prevede alla tabella A, come rideterminazione e autorizzazione di spesa, alla UPB S11070, capitolo 11122, una riduzione del 20 per cento dello stanziamento originario previsto a favore dell'università di Cagliari e Sassari per la valorizzazione della cultura e della lingua sarda. Si tratta di risorse che devono essere utilizzate per la realizzazione e l'espletamento di corsi universitari in aree disciplinari individuate e indicate, specificamente, dalla legge 26.

Nel 2003 vennero stanziati 1 milione e 756 mila euro, nel 2004 lo stanziamento iniziale fu ugualmente di un 1 milione e 756 mila euro. Gli importi in questione sono determinati sulla base di un piano triennale che viene approvato con dei passaggi complessi previsti dalla legge numero 26, dove un ruolo centrale è dato all'Osservatorio sulla lingua e cultura sarda, che ha una composizione molto articolata e che indirizza la Giunta regionale nella distribuzione delle risorse a valere appunto sulla legge numero 26.

Questo emendamento fa parte di un piccolo gruppo di emendamenti che il mio partito ha presentato per richiedere la reintegrazione delle riduzioni operate sui fondi della legge numero 26, ve ne sono altri che riteniamo addirittura più impattanti su quelle politiche culturali, ma quelli li illustreremo successivamente. Quindi l'emendamento tende a ridurre, anzi a eliminare questa riduzione e se ne chiede l'approvazione.

PRESIDENTE. L'emendamento 29, uguale al precedente, si dà per illustrato. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 121 ha facoltà di illustrarlo.

LA SPISA (F.I.). Presidente, io illustrerei congiuntamente gli emendamenti numero 121, 122, 123 e 124, molto brevemente, perché affrontano la tematica di cui abbiamo discusso illustrando l'emendamento numero 120. Parliamo sempre di università e gli emendamenti riguardano le singole voci della tabella A, in particolare quelle relative ai capitoli della UPB S11070 che prevedono riduzioni di spesa non dello stanziamento a favore del fondo unico per l'università, ma degli stanziamenti previsti per l'università del Sulcis-Iglesiente, di Sassari, la facoltà teologica e i nuovi corsi universitari ad Alghero. Stiamo parlando di risorse destinate alle università della Sardegna che hanno istituito corsi decentrati sul territorio per venire incontro a un'esigenza di università diffusa che in qualche modo contribuisse a qualificare anche i territori periferici.

E' una scelta di fondo, lo dico convintamente, che sicuramente ha costretto il sistema universitario, e quindi anche il sistema regionale, a sobbarcarsi un onere finanziario molto più alto di quello che poteva essere previsto con il mantenimento della realtà universitaria centrata sui due poli di Cagliari e Sassari.

E' stata una scelta fatta, evidentemente, a ragion veduta, indotta da motivazioni di politica territoriale oltre che di politica dell'istruzione, motivazioni che sicuramente si richiamano alla positività di questi interventi. Certamente non sempre la razionalità prevale, sia dal punto di vista della gestione finanziaria, sia dal punto anche della qualificazione del livello della didattica e della ricerca, però certamente sono un tentativo che, una volta iniziato, non ci sembra opportuno e saggio interrompere. Per quanto si possa essere più o meno d'accordo sulla scelta di diffondere sul territorio la presenza delle università, e ci sono buoni motivi a favore sia dell'una che dell'altra tesi, credo, obiettivamente, che dare un segnale negativo sul fronte della politica finanziaria ora non sia opportuno.

Caso mai è più opportuno ridiscutere nel merito l'opportunità o meno di diffondere in questo modo e a questo livello l'insegnamento universitario sul territorio. In ogni caso noi crediamo che questo non debba essere fatto in assestamento di bilancio, ma in altri momenti e in altre sedi.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori degli emendamenti numero 71, 56, 72, 70 e 52 ha facoltà di illustrarli.

CAPELLI (U.D.C.). Si danno per illustrati.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare l'emendamento numero 139.

PIGLIARU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Con l'emendamento numero 139 , si propone di consentire alla Regione Sardegna di poter allungare la durata massima dell'ammortamento dei mutui dagli attuali quindici a trent'anni. E' una scelta che gran parte delle Regioni italiane ha già effettuato e che ha l'ovvia conseguenza di rendere più flessibile la gestione del debito finanziario della Regione che, come sapete, in questo momento è particolarmente serio, perché abbiamo raggiunto la massima capacità di indebitamento. Quindi questo è il significato tecnico di questo emendamento.

Da questa maggiore flessibilità, come si evince dalla lettura dell'emendamento, conseguono altre peculiarità, per cui si dice che la Giunta regionale con propria delibera stabilisce i criteri di contrazione e di emissione con specifico riferimento alla scelta tra tasso fisso e variabile, eccetera.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare l'emendamento numero 137.

PIGLIARU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Questo emendamento si riferisce al comma 1 della legge regionale 6 del 2004, e l'emendamento dice che: "In deroga a quanto stabilito dall'articolo 14, comma 5, della legge regionale 29 aprile 2003, il contributo da erogare alla fondazione Teatro lirico di Cagliari per l'anno 2004 resta determinato nello stanziamento iscritto in bilancio per lo stesso anno". Recentemente il contributo statale a favore dell'Ente lirico è aumentato per cui nel bilancio regionale attualmente è previsto 1 milione e 200 mila euro in meno rispetto allo stanziamento statale. Poiché siamo in una situazione, naturalmente, dal punto di vista finanziario difficile, crediamo che per il 2004 sia saggio e ragionevole limitare il finanziamento all'Ente lirico ai 10 milioni e 700 mila euro circa che sono attualmente iscritti in bilancio, senza dover aggiungere la cifra di 1 milione e 200 mila euro, che con la norma vigente dovremmo invece aggiungere.

Quindi, in pratica, si tratta di una deroga per il 2004 rispetto a quanto previsto nella legge citata nell'emendamento.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare l'emendamento numero 138.

PIGLIARU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Questo emendamento riguarda la necessità che la Regione ha di realizzare a regime l'articolazione regionale dell'Anagrafe nazionale dell'edilizia scolastica che allo stato, pur essendo uno strumento importante, funzionale alla messa a norma degli edifici scolastici, non è previsto al comma 3 dell'articolo 5 della legge regionale numero 6, del 24 aprile 2001; con questo emendamento si stabilisce che si possono impegnare i soldi per le spese di realizzazione e funzionamento a regime dell'articolazione regionale dell'Anagrafe nazionale dell'edilizia scolastica.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare l'emendamento numero 141.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Con l'emendamento numero 141 si sostituisce il comma 6 dell'articolo 7 della finanziaria del 2004. Il problema che affrontiamo con questo emendamento è il seguente.Esiste un debito della Regione di 7 milioni e 822 mila euro nei confronti della SIPAS, ed esiste un credito nei confronti della VALRISO della stessa cifra diminuita di 507 mila euro.

Nella finanziaria 2004 si riteneva di poter risolvere il problema del debito nei confronti della SIPAS facendo una compensazione tra il debito nei confronti della SIPAS stessa ed il credito nei confronti della VALRISO. Un esame più approfondito ha evidenziato che, essendo due personalità giuridiche distinte, questa compensazione non poteva essere fatta e, di conseguenza, rischieremmo di non poter usare i 507 mila euro a favore della copertura del debito nei confronti della SIPAS.

Quindi questa norma fondamentalmente definisce diversamente la destinazione di questi 507 mila euro, che sono considerati in questo emendamento quale acconto sul pagamento del debito della Regione Sardegna verso la stessa SIPAS.

Oltre questa nuova destinazione dei 507 mila euro, sempre quale acconto sul pagamento del debito della Regione Sarda nei confronti della SIPAS, la SIPAS appunto è autorizzata ad incassare le disponibilità sussistenti in fondi speciali che sono attualmente del tutto inoperanti.

Il primo è il fondo di dotazione da utilizzare quale anticipazione degli stanziamenti AIMA, il secondo è il fondo speciale per favorire l'accesso al credito delle aziende industriali ed agro-alimentari a godimento dei contributi CISE, complessivamente in questi fondi c'è una cifra pari a 2 milioni e 37 mila euro. Con questo emendamento si autorizza la SIPAS ad incassare questi 2 milioni e 37 mila euro come acconto del debito della RAS, insieme ai 507 mila euro.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio per illustrare l'emendamento numero 142. PIGLIARU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.

CAPELLI (U.D.C.). Non specifica?

PRESIDENTE. E' scritto, onorevole Capelli. Scusi, si dà per illustrato. CAPELLI (U.D.C.). Ho fatto una domanda.

PRESIDENTE.. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

PIGLIARU, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. L'emendamento 142 si riferisce all'UPB S11020 e fa riferimento all'Istituto storico arborense a cui, in base alla legge numero 6 del 1995, articolo 5, la Regione Sardegna concede a regime un contributo di 26 mila euro:Questo contributo non era stato iscritto nella legge finanziaria del 2004, quindi nell'emendamento proponiamo il ripristino dei 26 mila euro, cifra che rappresenta comunque un taglio del 50 per cento rispetto al contributo riconosciuto nel 2003.

CAPELLI (U.D.C.). Li prendiamo dalla UPB S03015?

PIGLIARU, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Sì, la copertura finanziaria è a valere sulla UPB S03015.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, ma non è questo il modo di procedere, Considero che l'emendamento si dia per illustrato. I colleghi prima dell'avvio della discussione recupereranno tutte le informazioni utili . Adesso siamo in fase di illustrazione.

Ha facoltà di parlare il consigliere Capelli per illustrare l'emendamento 88.

CAPELLI (U.D.C.). I beneficiari di questo emendamento sono alcune associazioni, facilmente individuabili anche se non espressamente menzionate. Ma, onde evitare ricerche affannose, posso elencarle direttamente;sono l'associazione teatrale "Bocheteatro", l'ente musicale di Nuoro e l'associazione culturale "L'Intermezzo"; sono associazioni ed enti già riconosciuti da tempo dalla Regione arda come organizzazioni stabili di spettacolo e cultura e la loro attività è riferita alla città di Nuoro, nonché al suo territorio, considerato come bacino d'utenza e riferimento progettuale di molte manifestazioni realizzate in decentramento.

La proposta contenuta nell'emendamento nasce dal riconoscimento di un polo nuorese di produzione e di circolazione di cultura musicale e teatrale cui destinare un incentivo secondo logiche di continuità rispetto agli interventi di finanziamento regionale e di coerenza con la politica di sostegno verso soggetti di provata capacità professionale.

L'emendamento vuole attuare finanziariamente quanto già richiesto dai soggetti beneficiari in sede di programmazione degli interventi previsti all'articolo 56 della legge regionale 1 del 1990, riconosce la particolare realtà strutturale in cui operano i soggetti beneficiari e, in particolar modo, le difficoltà logistiche proprie del territorio di riferimento, vastità, carenza di collegamenti efficienti e basso indice di popolazione residente, che determinano la non adeguatezza delle norme regolamentari che presiedono le azioni di finanziamento da parte della Regione Sarda e di rendicontazione da parte dei beneficiari.

In particolare, l'emendamento interviene a riavvicinare il finanziamento alle percentuali di ripartizione previste per la provincia rispetto al resto della Regione e mai rispettate in quanto gli indicatori risultano troppo rigidi e penalizzanti per una realtà invece viva e vitale. Si interviene soprattutto per sostenere una situazione gestionale penalizzata dalle percentuali di rendicontazione ora riconosciute che prevedono per il 2004 una copertura a carico dei beneficiari del trenta per cento del finanziamento richiesto. Tale percentuale dovrebbe essere coperta da altri finanziamenti o incassi da botteghino.

La particolare situazione del nuorese rende complessa la raccolta di risorse integrative pubbliche o private nonché problematico l'affidamento sugli incassi da botteghino; questa situazione si è concretizzata sia per la politica dei prezzi bassi, volutamente praticata nell'ottica del servizio al territorio, sia per le particolari proposte artistiche che coprono il target di pubblico specifico e sempre trascurato dalla programmazione culturale istituzionale, sia per le difficoltà strutturali già ricordate che portano ad una difficile mobilità del pubblico.

In sintesi si richiede l'attenzione e la valutazione dell'emendamento per un reale intervento di riequilibrio territoriale.

PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 143, 1, 23, 24, 26, 33, 34, si danno per illustrati. Ha facoltà di parlare il consigliere Oppi per illustrare l'emendamento numero 92.

OPPI (U.D.C.). Circa un anno fa moriva a Solarussa, mentre prestava servizio di guardia medica, la giovane Roberta Zedda; chiaramente vi fu in quella circostanza una sollevazione generale, e le categorie interessate chiesero che fosse garantita un minimo di sicurezza nel posto di lavoro. Vi fu una serie di incontri in Prefettura, si ricordò che negli anni '91/'92 furono impegnate ingenti risorse per dotare le sedi di molte guardie mediche di misure di sicurezza, ovviamente nei limiti delle possibilità, collegandole anche con le strutture delle forze dell'ordine.

Si era nel mese di agosto e, quindi, data l'urgenza della situazione, tutte le forze politiche chiesero con forza di attivare queste garanzie a fronte anche di una serie di scioperi articolati dei soggetti interessati. Provvedemmo quindi nell'arco di qualche giorno a predisporre tutti gli atti necessari affinchè le sedi di guardia medica fossero custodite da un vigilante per un certo numero di ore, ovviamente non nelle ore giornaliere, oppure fosse presente una seconda figura che poteva essere, ma vi erano difficoltà obiettive, eventualmente un infermiere o un'altra figura professionale.

L'emendamento che oggi proponiamo è una riproposizione di quanto avevamo disposto l'anno scorso, quando stanziammo il contributo necessario a garantire una vigilanza per le guardie mediche, per non svegliarci, come è successo l'anno scorso, con la notizia di un omicidio. .

Quindi, noi proponiamo questo emendamento, non abbiamo avuto il tempo di farlo firmare a tutti i Capigruppo come abbiamo fatto l'anno scorso, ma non credo che ci siano problemi, per garantire che la guardia medica possa essere supportata dalla doppia figura per dare stabilità e garanzia al medico che di fatto opera in difficoltà obiettive. Solo questo. Quindi, ci appelliamo alla Giunta perché voglia essere coerente con quanto noi abbiamo fatto l'anno scorso spinti da tutte le forze politiche.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Diana per illustrare l'emendamento numero 98.

DIANA (A.N.). Molto brevemente, Presidente, questo emendamento credo che si renda assolutamente necessario per dare risposte al comitato che ormai da tanti anni organizza l'Ardia di Sedilo. Nel 2003 il comitato per un errore certamente non voluto presentò la domanda in ritardo, credo otto, nove giorni dopo la scadenza, per cui la manifestazione venne esclusa dal contributo annuale che la Regione Sardegna riconosce alle manifestazioni di grande interesse e attrazione turistica come la Sartiglia, l'Ardia di Sedilo appunto, la Cavalcata Sarda e tante altre. Rilevo inoltre che per un errore materiale tra l'altro nell'emendamento la copertura finanziaria è diversa dal contributo richiesto che è di 50 mila euro.

PRESIDENTE. L'emendamento 135 si dà per illustrato. Ha facoltà di parlare il consigliere Capelli per illustrare l'emendamento numero 146.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, l'emendamento riguarda la particolare posizione ricoperta presso l'amministrazione dell'Ente foreste della Sardegna da diversi soggetti assunti col sistema del lavoro interinale e Co.Co.Co, il cui contratto di lavoro scade al termine del corrente anno.

Fondamentalmente questi lavoratori sono suddivisi in due categorie; vi sono i diplomati che, nel corso di questi anni hanno svolto attività ancora in corso di svolgimento legate alla realizzazione di progetti obiettivo. Un progetto obiettivo prevede la ricognizione e la conseguente valutazione dei beni immobili di proprietà d dell'Ente foreste.

L'accertamento della consistenza patrimoniale dell'Ente può consentire dunque, nel caso insorgessero esigenze in tal senso dei singoli cantieri o degli uffici, di affrontare in maniera realistica eventuali preventivi di spesa evitando sprechi a carico dei capitoli d'acquisto.

Per questi motivi è necessaria la continuità delle prese in carico dei beni acquistati ex novo e di quelli da dismettere a causa di obsolescenza o perché fuori uso, o perché non considerati più a norma dalle leggi in materia di sicurezza. A tale proposito gli stessi lavoratori hanno collaborato con il Servizio prevenzione e protezione.

Un seconda parte del progetto obiettivo perseguito da questi lavoratori diplomati concerne il recupero dell'archivio storico che è costituito da una mole innumerevole di documenti cartacei che riguardano un periodo che va dal 1973 ad oggi. L'attività relativa al progetto archivio storico, praticamente, ha raggiunto meno del 50 per cento degli obiettivi prefissati; tale fatto è dovuto soprattutto ad un'errata valutazione iniziale dei tempi necessari per il raggiungimento dell'obiettivo finale previsto dall'Amministrazione.

Il secondo gruppo riguarda gli impiegati interinali laureati; nel corso di questi anni queste persone hanno svolto attività relativa alla ricognizione, valutazione e stima di tutti i beni immobili dell'Amministrazione regionale seguendo lo stesso criterio del progetto obiettivo poc'anzi da me illustrato. Quindi, lavoratori Co.Co.Co., che nel corso di questi ultimi anni hanno svolto diverse attività relative, in particolare, al completamento del lavoro, iniziato con la vecchia Azienda foreste demaniali grazie alla concessione di una borsa di studio, che prevedeva la realizzazione di un inventario sistematico dei rimboschimenti eseguiti dall'Amministrazione forestale; lavoro svolto in qualità di componenti della Commissione beni immobili incaricati della realizzazione dell'inventario patrimoniale dei complessi forestali.

In conclusione, con questo emendamento si ritiene opportuno creare le condizioni giuridiche volte all'ottenimento del passaggio dalla condizione di lavoratori atipici con contratto interinale o Co.Co.Co. a quella di dipendenti dello stesso ente con contratto di lavoro a tempo determinato per un periodo non superiore a due anni e comunque fino all'espletamento dei concorsi per il completamento della pianta organica ai sensi delle disposizioni di cui all'articolo 52, comma quattro, della legge numero 31 del 1998, per poter proseguire l'attività evitando in tal modo, prima di tutto, la dispersione di risorse, la perdita di professionalità acquisite, nonché il mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati con il progetto obiettivo appunto.

Questi progetti obiettivo per la loro natura hanno un inizio e una fine, ma in realtà andrebbero costantemente aggiornati ad uso e beneficio di tutti. Questo emendamento propone l'assunzione diretta alle dipendenze dell'ente a tempo determinato dei dipendenti in questione consentendo prima di tutto un recupero di risorse rispetto ai contratti precedenti, ma soprattutto consentendo la continuità e il raggiungimento delle finalità del progetto decise nel momento in cui il progetto obiettivo era stato approvato dall'Amministrazione e, fatto rilevantissimo a mio avviso, far sì che non si perdano delle professionalità acquisite e che bene hanno fatto fino ad oggi nel lavoro che gli è stato assegnato dall'ente stesso.

PRESIDENTE. E' stato presentato un emendamento dagli onorevoli Diana e Liori, ammissibile, aggiuntivo all'articolo 1, che preghiamo di distribuire.

(Si riporta di seguito il testo dell'emendamento)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI

Art. 1

Dopo le parole "Cassa depositi e prestiti" sono aggiunte le seguenti; ";la stipula dei predetti mutui o prestiti obbligazionari è subordinata alla preventiva espressione del parere della competente Commissione consiliare in materia di bilancio.". (147)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Signor Presidente, il parere della Commissione è negativo sull'emendamento 87, e in sede di discussione generale darò le motivazioni, sul 145 sull'86; l'emendamento 118 è stato già presentato e discusso in Commissione e non è stato accolto, per cui anche su questo emendamento il parere della Commissione è negativo, così come è negativo sugli emendamenti numero 60, 96, 197 che è uguale al 96 e al 60, 97, già oggetto di discussione in Commissione e i non accolto, 116, uguale al97, 38, 14 94 e 115.

Il parere è negativo ancora sugli emendamenti numero 95 12 uguale al 95 73.

Il parere della Commissione sull'emendamento 114 è positivo se i proponenti accettano di riportare lo stanziamento previsto al livello del 2003, che era di 660 mila euro; altrimenti il parere è negativo.

Il parere della Commissione è negativo anche sugli emendamenti 11 e 113 relativi alla formazione professionale, e 10 e 119, che riguardano gli stanziamenti per le scuole materne. Su questi emendamenti torneremo durante la discussione generale e in quella sede diremo le ragioni per cui non sono accoglibili.

Sull'emendamento 120 il parere è negativo, infatti nonostante i tagli gli stanziamenti per la formazione universitaria sono comunque aumentati per il 2004, come ha riconosciuto anche uno dei presentatori dell'emendamento. Sempre sullo stesso argomento gli emendamenti numero 7 e 29 sui quali il parere della Commissione è negativo; ed il parere è negativo anche sugli emendamenti numero 121, 122, 123, 124. La Commissione accoglie gli emendamenti 71, contributo a favore della Lega Tumori e 56.

La Commissione non accoglie il 72 e il 70 che sono stati oggetto di discussione già in Commissione e neanche in quella sede accolti. Si esprime parere negativo anche sul 52. La Commissione esprime invece un parere favorevole sugli emendamenti numero 139, 137, 138, 141, 142 presentati, tutti, dalla Giunta regionale.

L'emendamento 88 e i successivi in prevalenza sono emendamenti aggiuntivi e riguardano tutti, o quasi tutti, spese di nuova istituzione.

Non è inutile ricordare che stiamo esaminando un disegno di legge di assestamento limitato esclusivamente, o quasi esclusivamente, alla copertura del fabbisogno determinato dal disavanzo della spesa sanitaria per il 2003; quindi, su tutti gli emendamenti che riguardano altre materie proposte dai colleghi il parere è negativo non, lo sottolineo nel merito dei problemi e delle tematiche proposte, ma è negativo per la necessità di contenere la spesa.

Saranno questi argomenti, se si vorrà, oggetto di discussione in altra sede, in manovra generale di finanziaria e di bilancio del 2005, tenuto conto anche in quel caso però di tutte quelle limitazioni che abbiamo già visto e che vedremo più avanti, e che non so se consentiranno di sostenere spese aggiuntive. Sull'emendamento143 il parere è favorevole in quanto riguarda una spesa già autorizzata, non ci sono elementi aggiuntivi.

Sull'emendamento 1 il parere è negativo anche se non si tratta di nuove spese; la materia è stata discussa abbondantemente in Commissione per quanto riguarda la promozione degli interventi nel settore dello sport, e in questo caso più specificatamente dei sodalizi sportivi che partecipano ai campionati femminili già beneficiari dell'intervento di promozione da parte della Regione. Sull'emendamento 23 anche questo ripropone una materia che è stata oggetto di discussione in quasi tutte le finanziarie che io ricordi, quello dell'equità del contributo derivante alle imprese di trasporto pubblico locale, per coprire quanto dalla legge previsto, siamo in deficit rispetto agli obblighi previsti dalla legge da tantissimi anni e penso che anche quest'anno purtroppo non sia possibile dare soddisfazione a questo fabbisogno, che forse è anche reale. Sull'emendamento 24 la Commissione esprime un parere positivo se viene unificato all'emendamento 142, presentato dalla Giunta regionale e nei limiti dell'importo previsto da quest'ultimo, quindi non cinquanta mila euro bensì 26 mila.

Il parere è negativo sugli emendamenti 26, 33 e 34. La Commissione esprime parere favorevole sull'emendamento 92, perché tutti pensiamo che questo tipo di protezione del sistema di guardie mediche vada mantenuto e vada finanziato. Ringraziamo il collega Oppi e gli altri colleghi presentatori per aver posto il problema, e se l'emendamento fosse stato proposto prima alla discussione sicuramente avremmo firmato anche noi questo testo nel quale si impegnano risorse a valere sul bilancio del 2005.

Sull'emendamento 98, pur comprendendo ed apprezzando le ragioni che hanno indotto il collega Diana a presentarlo, il nostro parere è negativo.

L'emendamento 135 propone misure aggiuntive di spesa che non sono giustificate ed accoglibili in questa fase, se ne discuterà quindi in altro momento, anche se il discorso dei finanziamenti per le realizzazioni di strade o di altre infrastrutture è più legato a finanziamenti di programmi attraverso le norme ordinarie che attraverso specifici interventi finalizzati a soddisfare i bisogni molto, molto contenuti. Il parere della Commissione è negativo anche sull'emendamento 146.

PRESIDENTE. Onorevole Secci deve esprimersi anche su un altro emendamento aggiuntivo.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. La Commissione, non avendolo esaminato, si rimette all'Aula su questo emendamento numero 147, anche se a mio parere non è il caso di complicare ulteriormente i procedimenti amministrativi già di per sé difficili. PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

PIGLIARU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta sull'emendamento numero 87 è negativo e mi riservo in sede di discussione generale di fornire le motivazioni.; il parere della Giunta è negativo anche sugli emendamenti numero 145, 86, 118, 96, 117, 97, 116, 38, 14, 94, 115, 95, 12. Sull'emendamento 114 il parere è conforme a quello della Commissione, cioè si accoglie l'emendamento se vi è la disponibilità a riportare lo stanziamento per le borse di studio ai valori del 2003 sulla UPB 03015.

Sugli emendamenti numero 11, 113, 110, 119, 120 il parere è negativo e ne diremo successivamente le ragioni. Il parere è ugualmente negativo sugli emendamenti numero 7, 29, 121, 122, 123, 124, 72, 70, 52, 88, , 1, 23, ; 26, 33, 34, 98, 135, 146, il parere è negativo anche sull'emendamento 147

PRESIDENTE. È un emendamento all'emendamento, la Commissione si è rimessa all'Aula.

PIGLIARU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere è negativo. La Giunta esprime parere positivo sugli emendamenti numero 71 e 56 con copertura sulla UPB 03015, 139, 137, 138, 141, 142, 143, il 24 e il 92.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Io direi che i lavori del Consiglio si stanno svolgendo sulla falsariga di quanto avvenuto in Commissione, durante l'esame del disegno di legge di assestamento di bilancio. La minoranza ha presentato una serie di proposte perchè fosse possibile una discussione tra le parti, e devo dire che con l'assessore Pigliaru, in modo particolare, è stato possibile dialogare ed avere in alcuni casi positive indicazioni ed anche, nei casi in cui non si è acceduto alle proposte della minoranza, comprensibili e logiche spiegazioni.

Credo che su questa falsariga si possa procedere nei lavori dell'Aula e vorrei ripetere quanto ho detto stamane in Commissione, cioè se siamo qui per un confronto, per ascoltarci, per dialogare e comprenderci, oppure se c'è una scelta pregiudiziale, predeterminata di non accoglimento delle proposte della minoranza e quindi di procedere con una superficiale, veloce visione degli emendamenti e con l'approvazione del disegno di legge.

Non mi sembra che in questa prima parte dell'analisi degli emendamenti all'articolo 1 sia questa la scelta, nel senso che prendo atto che si è disponibili a verificare le proposte della minoranza che, come avete visto, non sempre sono proposte di tipo strumentale o demagogico ma, come nel caso per esempio, dell'emendamento per l'integrazione del fondo per la sicurezza delle guardie mediche, sono proposte che, in piena collaborazione tra le forze di centrodestra e centrosinistra, di maggioranza ed opposizione, consentono di interveniire nel momento opportuno per evitare di creare scompensi in momenti successivi in quanto una mancata copertura finanziaria non consentirebbe la prosecuzione del servizio.

Tornerò ovviamente nella discussione al momento delle dichiarazioni di voto sugli emendamenti 87 e 86 per invitare comunque a quel lecito, corretto confronto che c'è stato finora con la Giunta e con l'Assessore in merito al comma quater dell'articolo 1. Continuo a dire che dovremmo evitare di portare argomentazioni che siano in contraddizione con quello che... Presidente, ho finito. Grazie.

OPPI (U.D.C.). Ha detto "ho finito" perché era disturbato dalle conversazioni dei colleghi.

PRESIDENTE. Io faccio del mio meglio, ma molto è affidato all'autogestione, al nostro comportamento in Aula. Chiedo scusa per conto di tutti consigliere Capelli.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, io ho ascoltato con attenzione i numerosissimi pareri negativi espressi sugli emendamenti che sono stati proposti, che non erano emendamenti certamente di maniera, non erano demagogici ma cercavano di riportare un pochino di ordine in questa materia, perchè i tagli che la Giunta ha operato non ci hanno convinto in Commissione e non ci convincono neanche in Aula, ovviamente.

A nostro avviso alcuni degli emendamenti presentati avrebbero meritato maggiore attenzione da parte della Commissione e spero la meritino da parte dell'Aula. Fra questi ricordo gli emendamenti sul mondo agricolo, sulla formazione professionale, sui contributi alle scuole materne e sugli interventi per le università.

Sono quattro argomenti che, ovviamente, tutti quanti abbiamo a cuore, ma credo che stiano a cuore anche ai colleghi della maggioranza, dai quali purtroppo anche oggi, nonostante gli sforzi della professoressa Cerina, ancora nessuno ci dà il conforto di una parola, al di là delle condizioni claudicanti del collega Presidente della Commissione, che ci auguriamo siano un fatto assolutamente momentaneo perchè abbiamo estrema necessità del Presidente della Commissione bilancio. In definitiva sarebbe stata necessaria maggiore attenzione.

Io ho esaminato attentamente gli emendamenti presentati dalla Giunta e mi sono permesso di presentare un emendamento all'emendamento; e ringrazio il Presidente del Consiglio per averlo accolto, non ringrazio invece la Giunta per averlo non accolto. Però credo che averlo presentato serva a sollevare un problema. L'emendamento 139 della Giunta regionale probabilmente, dico probabilmente, non ne sono certo, prelude ad una modifica della legge regionale numero 6, e questo può anche andare bene. Dice l'emendamento: "I mutui e i prestiti obbligazionari di cui ai precedenti commi 1 e 8 possono essere stipulati per una durata massima di ammortamento..." eccetera. Considerando che la legge 37 già disciplinava la materia, non capisco la necessità di questo emendamento, e perciò la sua presentazione mi preoccupa, perchè la Giunta regionale ritiene, con propria delibera, di stabilire i criteri di contrazione ed emissione anche con specifico riferimento alla scelta tra tasso fisso e variabile, nonché il tasso massimo da corrispondere eccetera, eccetera. Tra l'altro si individua per la prima volta il termine massimo di contrazione dei mutui, quando invece per la nostra legislazione c'era un termine minimo.

Io mi sono permesso di sottoporre all'attenzione della Giunta, perchè prevedo quali siano le finalità di questo emendamento, e all'attenzione dell'Aula un emendamento nel quale si dice che la stipula di predetti mutui o prestiti obbligazionari è subordinata alla preventiva espressione del parere della competente Commissione consiliare in materia di bilancio, giusto per riportare all'interno del Consiglio regionale decisioni sulle quali il Consiglio stesso probabilmente non potrebbe tornare.

Peraltro l'autorizzazione a contrarre mutui o obbligazioni è un'autorizzazione che viene concessa dal Consiglio regionale volta per volta quando se ne ravvisi la necessità. Allora, può anche essere che io non abbia capito bene i termini della questione, la cosa potrebbe anche non apparire strana, fatto sta che io ritengo che un emendamento di questo genere, così come è stato concepito dalla Giunta, non sia assolutamente necessario, peraltro l'articolo 9, o meglio, il comma 9 della legge 6 faceva già chiarezza anche su questa questione. Se il problema era solo quello di aumentare il termine massimo per la contrazione dei mutui probabilmente non c'era necessità di concepire un simile emendamento.

Se invece lo scopo di questo emendamento è un altro, allora io credo che il Consiglio regionale qualcosa la debba e la possa dire. Ecco perchè ho chiesto che in sede di contrazione di mutui o di obbligazioni, sia meglio, anzi necessario probabilmente, che la Commissione consiliare competente si pronunci.

Ho incentrato il mio ragionamento su questo emendamento e non mi soffermo sugli altri, per i quali credo non sia necessario, vista anche l'ampia discussione che abbiamo fatto in Commissione e che si è ripetuta in Aula, eccetto che brevemente sull'emendamento relativo all'Ardia di Sedilo.

Presidente Secci, sì, è vero che ci sono altre situazioni, ma l'Ardia di Sedilo si corre solo a Sedilo e mai e poi mai è successo che uno dei grandi eventi della nostra Isola sia rimasto escluso dal contributo annuale. È successo per una dimenticanza del Presidente del Comitato, il quale ha presentato la domanda otto - nove giorni dopo la scadenza. Credo che con la volontà del Consiglio sia possibile rimediare a questo problema in quanto l'Associazione Santu Antine è un'associazione che non ha scopo di lucro e pertanto se questa associazione non viene ristorata, le risorse per lo svolgimento della manifestazione saranno a carico dei componenti dell'associazione. Credo che non sia utile, non sia corretto. Spero che il Consiglio regionale tenga conto di questa necessità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Sull'articolo e sugli emendamenti si possono fare molte considerazioni, in parte già anticipate in sede di illustrazione di alcuni degli emendamenti proposti dall'opposizione. Le considerazioni riguardano la questione di fondo chiaramente espressa dall'Assessore del bilancio e della programmazione in sede di discussione generale. L'Assessore ha parlato dei confini entro i quali si muove questo disegno di legge che prevede un intervento legislativo volto ad effettuare alcune variazioni di bilancio; sono diversi interventi che incidono o sulla determinazione di alcune spese, o su alcune norme sostanziali o su stanziamenti che richiedono una nuova autorizzazione di spesa o comunque una espressione attraverso norma autorizzativa; è una legge che interviene in corso di esercizio con l'obiettivo di far fronte al disavanzo di un settore particolare, con alcuni sconfinamenti in altre materie che sono determinati dalla necessità di adottare, a bilancio approvato e in corso dell'esercizio, anzi, al termine dell'esercizio, alcune misure di assestamento appunto del documento di pianificazione contabile.

L'Assessore diceva nel suo intervento in discussione generale che ci dobbiamo abituare a fare politica finanziaria tenendo presente che dobbiamo perseguire l'obiettivo, certamente, di una politica di sviluppo ma fortemente condizionata dalla scarsità delle risorse. Questa è un'osservazione frutto di un'analisi corretta, questa è d'altra parte la condizione in cui si trova la Regione Sardegna da molti anni, proprio perchè il livello di entrate deriva principalmente da una finanza dipendente quasi integralmente dai trasferimenti dal bilancio dello Stato, livello di trasferimenti che è fermo a molti anni fa; il sistema regionale, nel confronto con il sistema statale, con il Governo e il Parlamento, si è trovato in questi anni sicuramente in condizioni di subordinazione rispetto ad una politica finanziaria determinata dall'esigenza di raggiungere obiettivi di contenimento della spesa per far fronte ad impegni di natura internazionale e comunitaria in particolare, ma anche per la obiettiva necessità di contenere il disavanzo del bilancio dello Stato. Un disavanzo e quindi un riequilibrio finanziario da parte dello Stato che in grandissima parte, da anni ormai, si svolge scaricando sui livelli finanziariamente subordinati la difficoltà e la responsabilità di contenere la spesa.

È un problema sicuramente grande, è un vincolo sicuramente pressante e molto particolare, i vincoli sono precisi e le dimensioni sono di portata molto rilevante, stiamo parlando cioè di dimensioni macro, non dimensioni piccole, ma è anche vero, lo ha riconosciuto anche l'Assessore nel suo intervento, che comunque è necessario fare alcune scelte discrezionali, ed è anche possibile fare alcune scelte discrezionali.

Quindi la prima osservazione che noi facciamo su questo articolo e in particolare sulla tabella A che è collegata all'articolo 1, è che alcune scelte discrezionali sono state fatte ma sono state fatte, secondo il nostro parere, non tenendo conto di alcune esigenze specifiche; come ho già sottolineato negli interventi precedenti sono stati toccati centri di spesa per esempio nel settore dell'istruzione, , facendo delle scelte discrezionali appunto rispetto ad altre contenute in questo disegno di legge che di fatto concretamente incidono sulla natura sociale e sull'efficacia sociale del settore in questione.

Quando parliamo cioè di istruzione nel settore primario, della scuola dell'infanzia, così pure quando parliamo dei trasferimenti all'università, quindi un livello totalmente diverso, ben più alto, del percorso formativo dei nostri giovani, noi stiamo di fatto incidendo su un sistema che è costituito, come destinatari finali, da persone, famiglie, gruppi, comunità intermedie che hanno una grandissima necessità invece che gli stanziamenti del bilancio per queste finalità in Sardegna non vengano ridotti ma incrementati.

E' la scelta che hanno fatto i governi precedenti a questo, è la scelta che questo Governo regionale invece, in sede di assestamento di bilancio, sta iniziando a contraddire. Questa è una contraddizione politica che riteniamo debba essere sottolineata con forza, ed è stato fatto nelle settimane precedenti all'avvio della discussione in Commissione; poi certamente la scena politica regionale è stata catalizzata da altre problematiche già affrontate in quest'Aula, ma sono state espresse delle forti perplessità proprio dai settori particolarmente colpiti.

Probabilmente il problema si riproporrà anche in sede di manovra finanziaria, e credo che a quel punto non si potrà, giustificare la riduzione di spese in settori della istruzione e della formazione che risentono in particolare proprio dei trasferimenti da parte della Regione, perché sia il sistema delle scuole materne, sia, in tutt'altro livello, le stesse università, in Sardegna dipendono in grandissima parte, anzi quasi interamente dai trasferimenti della Regione; un po' meno le università, molto sicuramente il sistema delle scuole materne che garantiscono un servizio pubblico a fronte di una gravissima carenza del sistema statale.

Su questo punto già si è insistito molto, però nella discussione riguardante l'articolo 1 è stato introdotto un altro argomento, su cui è intervenuto il collega Diana; mi riferisco all'emendamento numero 139 della Giunta e all'emendamento all'emendamento presentato dai colleghi Diana e Liori che, senza nessuna accentuazione forzatamente polemica, io credo ponga a quest'Aula, molto distratta in questa discussione, un problema molto serio, e cioè se il reperimento di risorse con il sistema dei prestiti obbligazionari, con un sistema quindi che, così come descritto dall'emendamento 139, è attribuito interamente alla discrezionalità della Giunta, non richieda un riequilibrio, cioè non richieda una chiamata di corresponsabilità da parte della Giunta nei confronti almeno della Commissione consiliare competente per l'espressione di un parere sui criteri che possono essere determinati dalla Giunta.

PRESIDENTE. Onorevole La Spisa concluda, per cortesia.

LA SPISA (F.I.). Io credo che tutto il Consiglio abbia interesse ad essere coinvolto in una discussione sui criteri che la Giunta adotterà per far fronte alla necessità di reperire risorse finanziarie attraverso la contrazione di mutui o prestiti obbligazionari..

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Signor Presidente, Assessori, rappresentanti della Giunta, onorevoli colleghi, per quanto riguarda il mio intervento, finalizzato soprattutto ad argomentare le ragioni del mio sostegno agli emendamenti 147 e 137, vorrei partire preliminarmente da quest'ultimo con il quale la Giunta chiede, in deroga a quanto stabilito dall'articolo 14 della legge numero 3 del 2003, che il contributo da erogare alla Fondazione del Teatro lirico di Cagliari per l'anno 2004 resti determinato nella misura prevista nello stanziamento iscritto in bilancio per lo stesso anno.

Io non trovo questa richiesta in linea con i programmi che questa Giunta si è data e ha presentato all'opinione pubblica. Siamo di fronte infatti ad una Fondazione molto importante, , forse la più prestigiosa in campo culturale della Regione sarda che, avendo un buco in bilancio non indifferente, ha necessità di risanare i propri bilanci, pena l'assunzione di provvedimenti anche di non poco conto da parte del Ministero competente.

Il Governo ha preso coscienza delle gravi difficoltà in cui versa questa Fondazione ed ha erogato un ulteriore contributo di 1 milione e 200 mila euro; questo non vuole essere un contributo straordinario, anche se niente di simile è stato erogato a favore di altre fondazioni e di altri enti lirici della Penisola. E' stato riservato, comunque, un trattamento particolare a questa Fondazione che sta cercando, disperatamente, di risanare i propri bilanci e di eliminare gli sprechi, pur cercando di mantenere alto il livello qualitativo della propria attività. Il Governo quindi stanzia un contributo aggiuntivo di 1 milione e 200 mila euro e la Regione invece si tira indietro, pur essendo vincolata a erogare un contributo almeno pari a quello del Governo.

Quindi io invito la Giunta a ritirare il suo emendamento perché ritengo che lo stanziamento originario, pur non notevole, possa supportare l'attività assolutamente meritoria, mi sembra, indipendentemente dalle appartenenze politiche, svolta da questo sovrintendente in un momento di difficoltà. Momento di difficoltà al quale, secondo me, la Giunta regionale dovrebbe prestare una particolare attenzione. Se io, infatti, dovessi "fare la storia" di quanto la Regione ha stanziato a favore dell'Ente lirico negli anni passati, risulterebbe evidente che la dotazione finanziaria assegnata a questo ente è superiore a quella riservata ad una materia come il diritto allo studio! E' una cosa inconcepibile, gravissima dal punto di vista politico, assolutamente non condivisibile, ve lo dice un uomo di destra; però non mi sembra il momento, vista la positività dell'attività svolta in questo momento dalla Fondazione, di diminuire il finanziamento.

Per quanto riguarda l'emendamento 147, da me sottoscritto, emendamento all'emendamento 139, anch'io, sempre in linea con quanto dichiarato in altri momenti, per esempio quando abbiamo discusso del decreto salvacoste, ritengo che la sottoscrizione di mutui o di obbligazioni da parte della Regione sia un fatto talmente importante e impegnativo da non poter essere sottratto completamente al controllo dell'Aula o della Commissione competente. E quindi, in questo senso, anch'io invito i colleghi della maggioranza e la Giunta a osservare con particolare attenzione questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, riprendo una parte dell'intervento fatto nella discussione della legge appena licenziata dall'Aula, per confermare, ancora una volta, che non si tiene mai fede agli impegni. Il centrosinistra nella precedente legislatura si era impegnato, in caso di vittoria alle elezioni, a portare subito in Aula, come primo atto, l'assestamento di bilancio. Questo non è stato fatto e, quindi, ci troviamo di fronte un assestamento probabilmente diverso da quello che si sarebbe potuto avere se l'assestamento fosse stato discusso a fine luglio, primi di agosto.

Dico questo per ricordare ad alcuni colleghi che gli impegni vanno mantenuti e soprattutto che non si può affermare, come fa oggi la Giunta, che nonostante il ristretto margine di manovra i tagli sono stati comunque ridotti al minimo e pesano per il 2,08 per cento sugli stanziamenti di bilancio per l'anno 2004. Se questo fosse stato fatto su tutte le voci di bilancio niente avrei avuto da ridire.

Voglio portare un esempio, però, che dimostra il contrario. Il presidente Soru nel suo programma ha indicato come uno dei settori prioritari quello dell'agricoltura di qualità; il presidente Soru diceva che l'attenzione della sua coalizione era per le aziende che non inquinano, capaci di creare ricchezza, che producono cibi sicuri, che veicolano cultura, che rivitalizzano il tessuto sociale delle campagne, che realizzano lo sviluppo di distintive identità territoriali.

In un tale contesto sono importanti la tutela e la valorizzazione della qualità organolettica, della tipicità di origine delle produzioni che sono patrimonio dell'agroalimentare. Questo è detto nel programma del presidente Soru, che prevede di incentivare ulteriormente la ricerca della qualità in campo vinicolo.

A questo punto mi chiedo se il presidente Soru, quando ha scritto questo, forse non volesse dire altro perchè non mi spiego come la Giunta abbia potuto approvare i tagli previsti in questo assestamento. Sono stati infatti tagliati fondi al capitolo 06325 che dice: "Spese per la valorizzazione e il potenziamento dei prodotti locali di origine protetta del settore lattiero-caseario"; al capitolo 06324 "Contributo al Consorzio interprovinciale per la frutticoltura da destinare ad Agrosarda per lo svolgimento di funzioni inerenti al controllo di qualità delle nostre produzioni agricole"; al capitolo 06330 "Aiuti di avviamento alle associazioni di produttori e ai consorzi di tutela dei nostri prodotti", ma soprattutto al capitolo 06336, "Contributi a favore degli enti pubblici per l'effettuazione di corsi in agricoltura biologica":

Di fronte a questi tagli, effettuati su un settore sul quale voi dite di voler puntare, e anche noi, è chiaro che si scrive una cosa e se ne vuole fare un'altra!

Io invito quindi i colleghi componenti della Commissione agricoltura, e mi dispiace che non ci siano, soprattutto il Presidente della Commissione, che è sempre stato attento a questi problemi, a chiedere alla vostra Giunta di ripristinare questi fondi perché se, come ho detto prima, l'assestamento fosse stato presentato a fine luglio, primi di agosto, probabilmente questi capitoli non sarebbero stati intaccati.

Ma voglio rimarcare un altro dato: al settore agricolo è stato tolto oltre il 6 per cento delle disponibilità originarie, un dato che diventa molto più alto sulla base di quanto previsto all'articolo 2, che vedremo successivamente, ma soprattutto al comma 2. Se voi tagliate anche quei 28 milioni di euro che sono stati stanziati l'anno scorso, a fine 2003, con una legge votata all'unanimità da questo Consiglio, esattamente la legge numero 15, per le opere di miglioramento fondiario in agricoltura voi state togliendo ad un settore trainante dell'economia della nostra Isola, il 6 per cento più 58 miliardi.

Il debito della sanità non può essere coperto, per la massima parte, con fondi sottratti all'agricoltura. Non può essere! Si poteva e si doveva tagliare altrove, presidente Soru, con coraggio, come avete detto. Avete scritto che era un atto dovuto, che avete dovuto procedere con coraggio senza sentire le parti sociali; ma dovevate tagliare altrove! Concordo con quanto detto dal collega Liori sul contributo all'Ente lirico, concordo perfettamente. Era necessario in questo momento ripristinare quel finanziamento? Abbiamo verificato quello che è stato denunciato a più riprese in quest'Aula, nei cinque anni trascorsi, in occasione dell'approvazione del bilancio, su come venivano spesi i fondi dell'Ente lirico? Siamo stati in grado di effettuare una verifica?

Allora eravate voi a dire, che era un ente che prendeva troppi soldi dalla Regione, un ente che spendeva troppo, un ente che non veniva controllato. Voi oggi ripristinate questi finanziamenti, che cosa è cambiato in questo centrosinistra? E' cambiata la visione del problema? Oppure in questo ente sono stati nominati consiglieri che appartengono all'altro schieramento? Io non voglio entrare nel merito, però diamo una marea di soldi all'Ente lirico e non diamo un contributo a Sedilo per la festa di Sant'Antine, una manifestazione che richiama centomila persone e che fa parte della cultura sarda.

CALLEDDA (D.S.). Per un giorno!

CAPPAI (U.D.C.). Fosse anche solo per metà giornata! E' una manifestazione a carattere regionale, che richiama turisti, e siccome noi vogliamo valorizzare la cultura dei paesi dell'interno, voi che l' avete scritto nel vostro programma, cominciate a mantenere fede agli impegni assunti. L'emendamento che finanziava la manifestazione di Sedilo poteva essere quindi sicuramente accettato, invece abbiamo sentito un coro di no su questo e sugli altri, sia da parte del Presidente della Commissione, che da parte dell'Assessore della programmazione e bilancio.

Gli emendamenti dei quali sono primo firmatario riguardano il settore agricolo, il settore più maltrattato in questa Regione, e oggi in crisi profonda. Allora, l'invito che io posso rivolgere alla Giunta è di rivederli prima di votare. Sicuramente alcuni emendamenti avevano la possibilità di essere accettati, Assessore, anche quello che prevedeva uno stanziamento di poche lire, 26 mila euro, per l'istituzione di borse di studio a favore di chi intende specializzarsi nello studio degli insetti che stanno divorando gran parte delle nostre produzioni

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, purtroppo il parere espresso sia dalla Commissione che dalla Giunta sugli emendamenti presentati all'articolo 1, almeno su quelli presentati ovviamente dall'opposizione, non è incoraggiante. Non che ci si aspettasse di avere dei pareri sostanzialmente differenti rispetto a quelli dati; noi ci rendiamo perfettamente conto che questa manovra di assestamento di bilancio, licenziata nell'ultimo dei dodici mesi dell'anno, è decisamente tardiva rispetto alle necessità. Ci rendiamo anche conto, che il ritardo è dovuto non certo a colpa o solo a colpa della Giunta regionale, ma a una serie di circostanze che si sono verificate; ci rendiamo ugualmente conto che questo disegno di assestamento di bilancio è comunque largamente necessitato.

Per questo motivo, durante la discussione in Commissione, abbiamo cercato di entrare nella filosofia che l'assessore Pigliaru ci proponeva, che era quella del tentativo di fare il minor danno sociale possibile nel reperimento di fondi necessitati. Abbiamo cercato di seguire questa filosofia, ed anche negli emendamenti che noi Riformatori abbiamo presentato, non abbiamo certo avuto in testa l'idea dello stravolgimento strutturale della manovra. Gli emendamenti che noi abbiamo presentato sono decisamente pochi dal punto di vista numerico e, però, riguardano alcuni settori della vita della Regione che ci stanno particolarmente a cuore; e non ci stanno particolarmente a cuore perchè abbiamo spinte di tipo corporativo alle spalle, ma perchè rappresentano, a nostro avviso, dei settori importanti sui quali la Regione deve prestare una attenzione particolare. E negli emendamenti che noi abbiamo presentato ci sono queste sottolineature.

Devo dire che, oltre a questi emendamenti, che poi magari discuteremo nel dettaglio e sui quali comunque spenderò due parole, ce ne sono però altri due su questo articolo 1 che sono secondo noi sostanziali, e ci consentono di ragionare e di riflettere in termini complessivi insieme con la Giunta, insieme con la maggioranza su argomenti che ci stanno a cuore.

Il primo è l'emendamento 23 che attiene alle risorse correlate al contratto per il trasporto pubblico locale. Questo problema noi l'abbiamo già sollevato in Commissione e, in quella circostanza, l'Assessore ci comunicò che i fondi relativi non erano stanziati nel bilancio del 2004, ma che la finanziaria del 2005 avrebbe portato sia la provvista economica per il 2004 che quella per il 2005, come onere che in questo momento pende sulla Regione Sardegna.

Dato che da quella rassicurazione che noi avemmo dall'Assessore poi è passata tanta acqua sotto i ponti, e sui giornali si sono susseguite anche delle notizie che sono apparse inquietanti, allora noi chiediamo semplicemente in Aula, e poi ritireremo l'emendamento di specie se avremo le stesse rassicurazioni da parte dell'Assessore, che le cose che sono state dette in Commissione vengano ribadite nella solennità dell'Aula.

L'altro emendamento, il 145 non è di spesa ma è di sostanza, l'ho già detto durante la presentazione dell'emendamento e lo ripeto, perché è soppressivo di una modifica da voi introdotta che sarebbe preoccupante se passasse, relativa alla trasformazione di una norma di una legge regionale approvata nel 2004, in materia di provvidenze agli invalidi civili. Voi introducete in questo documento di bilancio una norma intrusa, che inciderà sulla legislazione ordinaria, mentre avete ampiamente criticato nella passata legislatura, e avevate ragione a criticarlo, il ricorso a questo strumento.

Ora, voi converrete che nella scorsa legislatura questo avveniva in quanto le leggi finanziarie erano le uniche, sostanzialmente, che pur con un iter lunghissimo di mesi avevano la certezza dell'approvazione da parte del Consiglio, avevano la quasi certezza dell'approvazione da parte del Consiglio, erano una sorta di leggi omnibus all'interno delle quali chiunque cercava di appendere il proprio ombrello con la propria normetta che incideva e modificava le norme pre vigenti.

Ora, però, tutti siamo consapevoli che il meccanismo dovrebbe essere diverso, e cioè che i problemi di settore vanno affrontati con leggi di settore e quindi che c'è una legislazione ordinaria con la quale legiferare in materia ordinaria. Ancora più grave appare il caso di specie perchè il Consiglio aveva affrontato specificamente l'argomento e, credo tutti d'accordo, si era deciso di dare un segnale forte rispetto alla durata dei procedimenti per la concessione delle provvidenze agli invalidi civili.

Si era deciso quindi di incidere, attraverso un'eventuale convenzione, con l'I.N.P.S. non solo sui tempi della parte di procedimento affidata oggi alla Regione, ma anche su quella affidata all'I.N.P.S. Si voleva dare un segnale ai cittadini dicendo che nel momento in cui spende soldi propri per attivare una convenzione con l'I.N.P.S. la Regione chiede all'I.N.P.S. di dare tempi certi anche per la parte del procedimento che è in carico all'ente previdenziale. Io credo che questo fosse un segnale di civiltà, importantissimo, che veniva dato da questo Consiglio regionale, e credo fosse un segnale che andava diritto ai cittadini ai quali si diceva esplicitamente: "Se per caso l'I.N.P.S. è inadempiente rispetto a queste normative, l'I.N.P.S. andrà incontro a una penale e la penale verrà versata a voi come ristoro del danno che avete subito".

Ora, con una norma intrusa, che oltre a essere intrusa è anche ingiusta, viene modificato un pezzo di quella legge qualificante nel rapporto tra la Regione e i cittadini. Noi su questo argomento chiederemmo una vostra riflessione, perchè non ci sembra possibile dimostrare su questo tema una sensibilità così diversa; se approfondiamo l'argomento riusciremo a raggiungere un modo di vedere e un modo di pensare comuni nell'interesse del cittadino.

Per quanto riguarda invece gli emendamenti specificamente di spesa noi insistiamo su alcuni che attengono al settore socio-culturale e a quello della formazione . Noi abbiamo sviluppato un ragionamento sulle scuole materne, che vi riproponiamo in quest'Aula a fronte delle vostre proposte, non perchè siamo convinti che voi diciate una cosa errata sostenendo che si sta tornando allo stanziamento del 2003 e anche che si sono fatti passi avanti rispetto agli anni precedenti, ma perché vogliamo porre all'attenzione dell'Aula un problema reale e, cioè, che negli ultimi dieci anni c'è stata una costante contrazione dei finanziamenti per le scuole materne; una contrazione alla quale si era iniziato a porre rimedio nel 2004 con una inversione di tendenza che significava la diversa sensibilità che si voleva avere nei confronti del servizio reso dalle scuole materne, cioè quei servizi che poi rendono possibile alle famiglie l'avere figli.

Su questo noi vi chiediamo una ulteriore riflessione, come ve la chiediamo sullo stanziamento, non previsto per il 2004, a favore delle scuole di specializzazione per gli insegnanti della scuola superiore. Sino al 2004 queste scuole sono state finanziate infatti con borse di studio regionali; come abbiamo sottolineato nell'emendamento numero 34 non si tratta di assegnare borse di studio per frequentare master all'estero, per la professionalizzazione di "cervelli" che non saranno funzionali allo sviluppo della Sardegna, si tratta di master per gli insegnanti delle nostre scuole, quindi funzionali alla preparazione degli insegnanti e di conseguenza degli studenti che frequentano le scuole. Si tratta di un finanziamento di 260 mila euro il cui stanziamento rappresenterebbe un segnale di sensibilità da parte di questa Giunta, un segnale che state andando nella direzione indicata dalle vostre stesse dichiarazioni programmatiche.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI (U.D.C.). Io, innanzitutto, voglio precisare che si tratta di un assestamento; molti dei colleghi hanno voluto precisare che il bilancio approvato nel mese di maggio era un bilancio tecnico perchè il vero provvedimento di bilancio sarebbe stato presentato in seconda battuta. Infatti nel bilancio che noi abbiamo esitato per il 2004 molte voci sono state volutamente omesse, dopo una estenuante trattativa in parte per nostra scelta, in parte perchè costretti dal fatto che la maggioranza tale non era. Io devo dire la verità: questo assestamento nasce per coprire 148 milioni di euro di disavanzo della sanità. Non mi stancherò mai di dire che il disavanzo era diminuito di 50 milioni di euro rispetto all'anno precedente con un risparmio dovuto ad alcune scelte che si era avuto il coraggio di fare; nel 2002 infatti il disavanzo era di 198 milioni di euro e il provvedimento era passato comunque, come passerà ovviamente questo, almeno per quanto ci concerne, senza richiesta di voto segreto .

Devo dire che, purtroppo, nonostante le case farmaceutiche abbiano ridotto di oltre il 5 per cento il prezzo dei farmaci, nel mese di ottobre abbiamo un valore basso, 1,89, e una media del 6,61 nei primi dieci mesi. Consideriamo però illegittimamente i mesi di gennaio e febbraio, perchè è stato effettuato un pagamento di fatture in meno rispetto all'anno precedente, quindi è difficile fare il rapporto; se si escludono i primi due mesi evidentemente 6,61è una media molto alta e, al momento, al 31 ottobre, rispetto all'anno precedente il disavanzo è di 37 milioni e 363 mila euro.

Oggi è presente l'Assessore e, poiché a me piace dire le cose in faccia, ribadisco in sua presenza quanto ho già detto in sua assenza; la stampa ha riportato delle dichiarazioni, probabilmente l'Assessore voleva dire qualcosa di diverso, secondo cui anche lei faceva un sacrificio, anche lei avrebbe avuto un taglio percentuale delle risorse destinate alla sanità pari a 5 milioni e 400 mila euro destinati però a finanziare degli sprechi - (il testo ce l'ho, quindi è a sua completa disposizione); io ho detto che questo taglio era una sciocchezza, perchè quei 5 milioni e 400 mila euro non attenevano a sprechi.

Come ben sa l'Assessore, erano stati tagliati 2 milioni e mezzo di euro che non potevano essere tolti come dissi in Commissione, che sono stati ovviamente ripristinati dalla Commissione competente, perchè l'Assessore ha potuto verificare che, come nella catena di Sant'Antonio, se si taglia la quota di competenza della Regione anche lo Stato taglia la propria e viceversa. E poi si poteva togliere tutto, si potevano mettere 148 milioni di euro tutti quanti da quel capitolo.

Abbiamo dovuto toccare categorie deboli; impropriamente ed erroneamente per due anni la Lega regionale dei tumori non ha avuto una lira, quest'anno ci si è ricordati che c'erano 150 mila euro. Io vi do atto di questo, così come del ripristino dei 18 mila euro relativi al centro regionale trapianti; così come, con grande senso di responsabilità, e su questo non avevo dubbi, è stato inserito il finanziamento per cercare di risolvere il problema relativo alle guardie mediche che, purtroppo, nella fretta avevamo dimenticato.

Io voglio dire che non avrei mai effettuato tagli nel settore della sanità, perchè la sanità ha soltanto spese fisse; non avrei tolto i 50 mila euro destinati allo zooprofilattico per spese in conto capitale, e permettetemi di ricordare i discorsi di Pasqualino Manca su questo argomento. No, non avrei tolto nulla, eccetto i 400 mila euro destinati all'Arpa, questo è fuori dubbio, perchè come ho sempre detto, , fino a quando l'Arpa non entra in funzione non servono i fondi .

Io credo, però, che abbiamo commesso qualche altro piccolo errore, errori che comunque possiamo sanare, e infatti abbiamo preparato degli emendamenti. Ho parlato di errori. uno relativo ai 500 mila euro che io in Commissione ho attribuito erroneamente ad un capitolo mentre si trattava di un'UPB che si riferisce al direttore generale e quindi fa dei progetti screening diversi; c'è poi la possibilità con 310 mila euro, di cui 300 mila tolti al socio assistenziale, di gratificare nove comuni della provincia di Cagliari, compreso Cagliari dove la povertà avanza, nove comuni del Sulcis, due del Campidano, quindici della provincia di Nuoro, sette della provincia dell'Ogliastra, venticinque della provincia di Oristano, due della Gallura e ventuno di Sassari.

Che cosa succede in questi comuni? Che pure avendo stanziato una quota superiore ai 50 euro qualche comune, per la modifica di un parametro, riceve la metà rispetto al finanziamento dell'anno precedente; in merito io ho trovato un artifizio che discuteremo quando arriveremo al suo articolo

Ciò che io ho voluto dire è che in effetti non avrei tolto nulla alla sanità perchè sono spese fisse, non si possono toccare. La sanità, come bene potrebbe insegnarmi, teoricamente, la dottoressa Dirindin, riceve circa il 50 per cento dei fondi in bilancio, e tenendo conto dei costi del personale delle convenzioni esterne, del settore privato, e delle altre voci alla fine non resta niente.

Al Presidente che in televisione ha chiesto a Pili dove sono i fondi stanziati in bilancio quest'anno, io ho risposto in varie circostanze che la quota di competenza della Regione aumenterà ulteriormente. Quindi, nei calcoli che si futuri certamente occorrerà inserire 150 miliardi in più di competenza della Regione rispetto allo stanziamento dello Stato e i 400 miliardi di disavanzo relativo al 2004.

E' giusto pertanto adottare ogni accorgimento per ridurre il disavanzo al fine di dare servizi migliori; va detto però che altre regioni hanno preso provvedimenti per ridurre il disavanzo, mentre noi non abbiamo imposto per esempio il bollo regionale sulle auto, non abbiamo istituito un'IRPEF regionale, abbiamo tenuto in piedi piccoli ospedali, abbiamo praticamente tolto i ticket, non abbiamo fatto la cartolarizzazione; è evidente perciò che non abbiamo arginato il disavanzo ma l'abbiamo accresciuto.

Io sono comunque convinto, e lo ribadisco, che nel settore della sanità le spese sono fisse e quindi che i tagli non possono essere effettuati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Signor Presidente, a seguito degli interventi dei colleghi i sembrava necessario e doveroso fare alcune considerazioni per dare atto delle ragioni che hanno portato all'adozione di questo provvedimento e, in maniera più specifica, dell'articolo 1.

Devo innanzitutto sottolineare che, seppure da posizioni differenti, con i colleghi sino ad ora sono intervenuti, sia per illustrare gli emendamenti che in discussione generale, stiamo finalmente portando avanti un dibattito sereno e costruttivo, improntato a reciproca comprensione. E questo era avvenuto anche in Commissione.

Alla fine dell'anno è difficile, certamente, discutere questo provvedimento, ma è il momento in cui è stato approvato dalla Giunta l'assestamento che poi è stato esaminato in Commissione; e, in più di una circostanza, discutendo in Commissione, abbiamo cercato di dire che essendo questo un provvedimento obbligato non può essere condiviso che si critichino i tagli.

Occorrerebbe che ciascuno di noi si facesse carico oltre che di proporre il ripristino dei tagli decisi dalla Giunta, e che la maggioranza ha condiviso, anche di dire in che maniera, diversa, proporre gli stanziamenti però non ricorrendo al fondo per i nuovi oneri legislativi che non hanno grande dotazione, non al recupero di somme perenti per assolvere a impegni, perchè sappiamo bene che quel capitolo contenitore, molto dotato di finanziamenti, era stato individuato con quella dotazione finanziaria all'inizio dell'anno perchè fu presentata dalla Giunta regionale di allora una manovra finanziaria che prevedeva un pareggio dell'esercizio attraverso il recupero di un miliardo e settecento milioni di euro dai residui.

E quindi realizzava un paracadute parziale per ottemperare ad oneri che si sono rivelati ben più significativi e importanti rispetto alla riserva di dotazione che era stata predisposta.

Allora oggi noi siamo maggioranza e abbiamo, giustamente, il dovere di fare le cose che alla maggioranza spettano, ma sino all'altro giorno maggioranza eravate voi ed i provvedimenti li adottavate voi. E, di conseguenza, ai colleghi che hanno sottolineato il ritardo nella presentazione dell'assestamento di quello che è stato definito un bilancio tecnico, io dico che questa Giunta poteva fare, e avrebbe creato forse più problemi rispetto a quelli di cui stiamo discutendo in questo momento, un assestamento appena entrata in carica, entrando anche nel merito di modifiche strutturali al bilancio di questo esercizio partendo dal presupposto, rivelatosi poi corretto, che la situazione finanziaria sarebbe stata disastrosa.

Quindi, anziché adottare una politica di rigore e di qualificazione della spesa a partire dall'anno prossimo, avremmo potuto iniziare prima. Io penso che l'opposizione debba considerare questo rinvio come un apprezzamento, perchè il bilancio e la finanziaria del 2004 seppure esitate in circostanze, come diceva il collega Oppi, sofferte, hanno il timbro e il marchio della maggioranza di allora, che se ne è assunta la responsabilità e ci ha messo dentro le cose che ha voluto, e noi siamo riusciti a modificarne poche.

In merito agli argomenti che sono stati trattati da tanti colleghi e sui quali è necessario dare pubblicamente, l'abbiamo fatto in Commissione, e ci ripetiamo in Aula, una giustificazione, riprendo il discorso del comma 1 quater della lettera d) dell'articolo 1 del quale si propone la soppressione.

Nel testo approvato dalla Commissione questo comma non prevede altro che una leggerissima modifica alla legge 12 del 2003, che all'articolo 1 comma 4 stabiliva che "La Regione, per lo svolgimento delle funzioni di concessione di cui al comma 2…", cioè la trattazione delle pratiche per gli invalidi civili, "può avvalersi dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale o degli enti locali, secondo uno schema di convenzione approvato dalla Giunta regionale".

Quindi stiamo esaminando una fattispecie che è stata decisa dalla maggioranza di allora; una fattispecie che al comma 6, che è l'oggetto del contendere, prevede che il soggetto convenzionato, oltre a un'altra serie di adempimenti. si impegna a versare direttamente al cittadino richiedente il trattamento le sanzioni previste dalla convenzione. Poichè l'I.N.P.S. si è rifiutata di firmare una convenzione generiche contenesse questa formulazione, noi oggi siamo chiamati dalla Giunta ad eliminare dal comma 6 questa dicitura, punto.

Poi, se ci sono problemi nel merito, cari colleghi, se la Regione deve o non deve, può o non può, se il servizio della task force che è stata istituita per occuparsi di questo è o non è funzionale è oggetto di altra materia; cioè se è cambiato il parere, si dica che è cambiato il parere, si dica che la convenzione con l'I.N.P.S. probabilmente non è più una fattispecie che può essere considerata positiva.

Io, onestamente, sulla base della discussione che è stata fatta e per il fatto che anche noi abbiamo condiviso questa ipotesi, sono convinto che questo sia ancora un sistema valido; in ogni caso è un sistema che deve essere comunque vigilato, deve continuare a prevedere sanzioni, devono essere sanzioni che in qualche maniera attengono al rapporto convenzionale e non al rapporto tra ente convenzionato e il cittadino. Se l'I.N.P.S. deve pagare sanzioni le sanzioni le deve pagare a chi gli ha affidato l'incarico e quindi alla Regione.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 139 della Giunta, io mi meraviglio della meraviglia mostrata da alcuni colleghi, soprattutto da quelli più esperti; certo non è soddisfacente - l'ho detto all'Assessore personalmente e posso ripeterlo pubblicamente - che per tenere in piedi una situazione finanziaria gravissima, assolutamente insostenibile, si pensi di prorogare la durata dei mutui portandola da 15 a trent'anni. Penso che nessuno lo voglia fare, penso che nessuno abbia il desiderio di fare questo, penso che nessuno abbia l'idea di indebitare la Regione per più di quanto non sia necessario.

Però, signori, se pensiamo che noi oggi abbiamo una situazione di mutui contratti e di disavanzo accertato, che va ben oltre la nostra capacità di pagamento, io mi chiedo con quali procedimenti si può pensare di chiudere in pareggio il bilancio e la finanziaria del 2005Ggià oggi noi non siamo in condizioni di fare questo. Lo vedremo tra qualche giorno quando esamineremo in Commissione il Dpef e la manovra finanziaria; se noi proporremo una manovra finanziaria a regime di entrate, a regime di possibilità di indebitamento attuale, noi non saremo in condizioni per le spese obbligatorie di chiudere il bilancio e la finanziaria del 2005.

Allora si pone il problema. In parte si ovvierà con altri strumenti che non discuto adesso per ragioni di economicità di tempo, ma si può anche ricorrendo all'allungamento a trent'anni della possibilità di indebitamento. È esattamente quanto previsto all'articolo 37 della legge numero 11, la legge di contabilità, non c'è nessuna modifica. In più nell'emendamento numero 139 si aggiunge una fattispecie che è chiarissima e che dice entro quali limiti la Giunta si può muovere per l'adozione di questa soluzione.

Quindi , noi accogliamo ciò che ha proposto la Giunta come un segno di attenzione e di rispetto della volontà di estinguere il debito con il minor costo possibile. Noi questo possiamo chiedere e questo dobbiamo chiedere, ma questo è contenuto nelle cose che si sono dette.

Avrei voluto dire, Presidente, qualcosa sulla scuola, ma troverò altra occasione per parlarne.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PIGLIARU, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, molti degli emendamenti presentati, presi uno ad uno, sono condivisibili; ma, come è ovvio quando abbiamo a che fare con un bilancio come quello alla nostra attenzione in questo momento, e quando si ha la necessità dentro questo bilancio di cercare delle spese che possano essere tagliate, rendendo minimo l'impatto sull'economia e sulle persone della nostra Regione, non è possibile limitarsi a considerare voce per voce, e a decidere se si condivide oppure no ogni singola proposta.

La responsabilità della Giunta e la responsabilità del Consiglio è quella di trovare soluzioni, fare delle scelte, operare i tagli nel modo che si considera più giusto ed efficiente possibile. Questo non è un discorso inutile da fare, perchè decisamente molti degli emendamenti proposti avevano in sé un senso importante, ma molti degli emendamenti proposti sommati tra loro creerebbero, come credo sia ovvio, una situazione finanziariamente insostenibile.

Questo anche per ricordare un'ulteriore volta, e lo farò ogni volta che sarà necessario, che non è possibile pensare o valutare un emendamento ritenendo che i tagli possano essere distribuiti lungo l'intero bilancio. Quel 2,08 per cento si concentra necessariamente su alcune voci, perchè quelle voci hanno le caratteristiche necessarie per candidarsi al taglio, cioè sono coperte da entrate proprie della Regione e non da mutui.

Questo limita, come ho detto in fase di presentazione dell'assestamento, notevolissimamente il grado di libertà, e questo spiega anche perchè alcuni settori sono stati più penalizzati di altri per un motivo tecnico obbligato, non per scelte di questa Giunta.

Voglio toccare soltanto tre argomenti nel tempo che ho a disposizione. Uno riguarda il problema della convenzione con l'I.N.P.S. affrontato all'inizio di questa discussione. Primo punto, è una tendenza necessaria per tutti gli enti pubblici quella di concentrarsi su ciò che sanno fare meglio e, tendenzialmente, assegnare a altri che hanno più capacità specifiche i compiti che appunto non sono centrali all'attività di una Amministrazione.

Molte regioni italiane hanno ritenuto che l'I.N.P.S. possa svolgere bene il ruolo di cui stiamo parlando, questa Regione ritiene che l'I.N.P.S. debba essere valutato con attenzione come un possibile candidato a svolgere questo ruolo. Lo fanno altre regioni stiamo naturalmente pensando di farlo noi, però nel pensarlo stiamo definendo le condizioni in base alle quali questo può avvenire.

Una delle condizioni che è stata riportata è assolutamente essenziale e cioè la condizione che incentiva chicchessia, nel caso l'I.N.P.S., a comportarsi in modo efficiente e cioè non avere nessun incentivo a ritardare le pratiche. Questo incentivo sarà accuratamente evitato e anzi nel contratto, nella convenzione che eventualmente si farà con l'I.N.P.S. sarà un punto centrale quello che l'I.N.P.S. sia fortemente disincentivato a ritardare i tempi delle pratiche.

Secondo punto, l'onorevole Capelli ha presentato un dettagliato confronto tra i costi di una soluzione rispetto a un'altra, con una differenza intorno ad un po' più di 100 mila euro. Io credo che nel fare questa valutazione si debba tenere conto non soltanto dei costi espliciti ma anche dei costi impliciti e, in particolare, del costo opportunità. Nella soluzione che non è quella I.N.P.S. io credo che ci sia un costo opportunità che va valutato; ci sono infatti degli impiegati di enti pubblici che sono destinati a quel lavoro e quindi necessariamente non ne fanno altri; bisogna stare attenti a questa componente di costo nascosta e quindi bisognerebbe comunque rifare quel calcolo tenendo conto di questo costo aggiuntivo.

In ogni caso l'idea di assegnare all'I.N.P.S. questa funzione è naturalmente basata sulla convinzione che a regime il costo di questa funzione sia più basso quando è esternalizzato rispetto al tenerlo all'interno. Ma di questo si potrà ancora discutere, perchè alla fine dei conti quello che noi stiamo cercando di fare è garantirci l'opportunità di poter fare una convenzione con l'I.N.P.S., se poi questa convenzione con l'I.N.P.S. apparisse non conveniente, ci fossero dati certi per convincerci che non è conveniente, opportunità non significa necessariamente obbligo ad andare in una certa direzione.

Il secondo punto che volevo toccare è stato affrontato da molti e in particolare dall'onorevole La Spisa, ma è certamente un tema importante per tutti noi, ed è quello che riguarda i tagli per l'istruzione e l'università. Di nuovo questi tagli li avremmo evitati con estrema convinzione e piacere se fosse stato possibile, ma questo è un discorso sul quale non voglio insistere ulteriormente.

Voglio dire soltanto che questa Giunta è stata molto sensibile nel corso della discussione in Commissione bilancio, ed anche oggi, alle proposte che sono state fatte; abbiamo accolto, modificandolo, l'emendamento 114 per quanto riguarda la possibilità di riportare lo stanziamento per le borse di studio da 500 mila a 660 mila euro, cioè allo stanziamento del 2003; abbiamo fatto, come è stato riconosciuto, altre modifiche durante i lavori della Commissione.

Voglio ricordare, per correggere parzialmente su questo punto l'onorevole La Spisa, che sia nel caso delle scuole materne, sia nel caso dell'università lo stanziamento assestato non è uguale a quello del 2003., . Le scuole materne hanno l'11,5 per cento in più rispetto a quello che avevano nel 2003, e per quanto riguarda il fondo unico per l'università non siamo a livello del 2003, siamo al 127,6 per cento in più rispetto al 2003 nello stanziamento assestato.

Quindi non stiamo parlando rigorosamente di tagli, stiamo parlando di riduzioni di incrementi, uno dei quali estremamente importante, siamo ancora al 126 per cento in più, l'altro comunque è superiore al 10 per cento. Quindi, sì, siamo intervenuti anche sui settori che per noi sono estremamente importanti, ma l'abbiamo fatto con la massima attenzione concessa nel contesto in cui siamo obbligati a muoverci.

Infine l'emendamento numero 139. Credo che abbiamo tutti di fronte e tutti chiara la situazione finanziaria in cui ci troviamo, credo che nessuno la contesti nei numeri che sono scritti nel Dpef, sono numeri conosciuti e condivisi, a me pare ampiamente condivisi. Abbiamo un problema preciso: una capacità d'indebitamento che è praticamente esaurita, dobbiamo quindi gestire con attenzione in finanziaria il debito. Per questo stiamo proponendo, come ha fatto la maggior parte delle regioni italiane, di portare la durata massima di ammortamento da quindici a trent'anni.

Il resto dell'emendamento, onorevole Diana, che può sembrare ridondante, e quando una cosa sembra ridondante possono poi nascere dei sospetti che però vorrei assolutamente fugare in questa sede, serve a correggere fondamentalmente il tasso a cui bisogna fare riferimento per capire se un'operazione è un'operazione saggia, economica oppure no. Fino ad oggi il tasso di riferimento, di fatto, faceva riferimento alla finanziaria 1997 e si trattava del credito fondiario e agrario; un tasso oggi non più utilizzabile ragionevolmente come riferimento ultimo per capire e per valutare l'economicità di una scelta. Stiamo sostituendo quel tasso col tasso realizzabile con la Cassa depositi e prestiti; è questo il senso di quello che stiamo facendo.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento 87 ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, giusto per stare in argomento e per poter in qualche modo dialogare con l'Assessore e con il Presidente della Commissione. La variazione proposta dalla Giunta è una variazione sostanziale, cioè noi nella legge avevamo previsto che il soggetto convenzionato s'impegnasse a versare direttamente al cittadino richiedente il trattamento gli eventuali danni il derivanti da un ritardo nell'istruttoria della pratica. Questa era una conquista ed è chiaro che l'I.N.P.S. non voglia firmare tutto questo perché non vuole responsabilità.

In merito alla capacità da lei annunciata dell'I.N.P.S., l'I.N.P.S. ci regalò tremila pratiche arretrate insieme alle Prefetture. Mi sembra, perciò, che le capacità invece dimostrate dai funzionari regionali siano ben altre, e le ricordo che la legge nazionale ci trasferiva i fondi per trattare le invalidità e il personale. Perciò in riferimento al costo indiretto che lei citava poc'anzi riferito al personale non ce l'abbiamo, perché il personale proveniva dalle Prefetture. Così come le disincentivazioni all'I.N.P.S.. Noi abbiamo proposto la convenzione all'I.N.P.S. che non l'ha firmata per la presenza di questa disincentivazione; l'I.N.P.S. sa bene che la struttura della sua contabilità non consente di rispettare i termini previsti nella parte successiva del comma 6.

Di seguito bisognerebbe annullare anche il comma 7 della legge dove dalla Regione è attribuita ai soggetti convenzionati la legittimazione passiva. Allora bisognerebbe togliere anche questo di comma se noi accediamo al fatto che il soggetto convenzionato risponderà alla Regione e non più al cittadino. Io pensavo che quest'Aula allora avesse fatto una conquista, cioè rendere centrale il cittadino, il riconoscimento dei diritti del cittadino.

Quanto alla maggior spesa, le ho già risposto per quanto riguarda il personale, la maggior spesa è di 160.000 euro, non di circa 100.000 euro, e non è destinata a diminuire.

Per quanto riguarda la scelta effettuata dalle altre regioni, Assessore, su venti regioni italiane soltanto sei hanno scelto la convenzione con l'I.N.P.S. e quattro di queste sei, la Liguria, l'Abruzzo, la Calabria e il Piemonte la stanno revocando per il costo eccessivo e perché la pratica stessa ha un iter temporale troppo lungo. La Valle d'Aosta, il Friuli Venezia Giulia, il Trentino Alto Adige, la Sicilia e la Campania gestiscono tutto in proprio o attraverso i comuni, la Prefettura o la A.S.L.. La convenzione con l'I.N.P.S. nasce da una precisa volontà politica, quindi, nonostante una manovra di assestamento di cui lei ben ci ha illustrato le difficoltà.

Io mi permetto di sottolineare che il disavanzo è comunque cosa diversa dall'indebitamento, altrimenti Moody's mi dovrebbe spiegare perché ci ha classificati in A 2, evidentemente c'è ancora qualche margine agirei azione.

Relativamente all'emendamento 139, allungare la scadenza del mutuo a trent'anni, mi sembra una cosa per quanto mi riguarda giustissima, è quanto farebbe qualsiasi azienda non ben capitalizzata.

Sull'emendamento 87, invece, invito la Giunta ad una ulteriore riflessione e, possibilmente, a rinviare il voto su questo emendamento alla fine dell'articolo 1.

Anzi, chiedo il rinvio degli emendamenti numero 87, 145 e 86.

PRESIDENTE. Alla fine di che cosa? L'87 è un emendamento soppressivo.

CAPELLI (U.D.C.). Alla fine delle votazioni.

PRESIDENTE. Alla fine della votazione degli emendamenti soppressivi?

CAPELLI (U.D.C.). A domani, per intenderci.

PRESIDENTE. Va bene. Emendamento 118, possiamo andare avanti e metterlo in votazione?

OPPI (U.D.C.). L'accordo era di fare un emendamento per volta.

PRESIDENTE. Appunto; se il suo collega di Gruppo mi chiede il rinvio, onorevole Oppi, per tener fede a quella non intesa, perché di intese non se ne possono fare, semplicemente a questo breve accordo per quanto riguarda la conclusione dei lavori di questa serata, se rinviamo l'87 che doveva essere l'emendamento votabile prima della chiusura dei lavori, io chiamo il 118, se siamo dello stesso avviso, accogliendo la proposta di rinvio dei tre precedenti.

OPPI (U.D.C.). Chiedo scusa.

CAPELLI (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale sull'emendamento numero 118.

PRESIDENTE. Invito i consiglieri che appoggiano la richiesta ad alzarsi.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri OPPI, PILI, CAPPAI, AMADU, LA SPISA, SANJUST, SANCIU.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico dell'emendamento numero 118. Prendo atto che il consigliere Salis ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - DIANA - LA SPISA - LADU - LIORI - MURGIONI - OPPI - PETRINI - PILI - RANDAZZO - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LAI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - CHERCHI Oscar - SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 60

Votanti 56

Astenuti 4

Maggioranza 29

Favorevoli 18

Contrari 38

(Il Consiglio non approva).

I lavori riprenderanno domani mattina alle ore dieci. Comunico inoltre ai colleghi che nella mattinata di venerdì si discuterà la mozione numero 19, Vargiu, Onida e più.

La seduta è tolta alle ore 21 e 05.



Allegati seduta

L SEDUTA

Martedì 30 novembre 2004

Presidenza del Presidente SPISSU

La seduta è aperta alle ore 17 e 16.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 19 novembre 2004, che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Silvio Cherchi e Giovanni Moro hanno chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo per la seduta del 30 novembre. Se non ci sono opposizioni questi congedi si intendono accordati.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione, in applicazione dell'articolo 24 della legge regionale 7 gennaio 1977, numero 1, ha trasmesso l'elenco delle deliberazioni adottate dalla Giunta regionale nelle sedute del 16 e 18 novembre 2004.

Annunzio di presentazione di proposta di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata alla Presidenza la seguente proposta di legge:

PACIFICO - MASIA - ADDIS - COCCO - FRAU - IBBA - LAI - LANZI - SERRA: "Istituzione del servizio di telesoccorso-telecontrollo". (63)

(Pervenuta il 23 novembre 2004 ed assegnata alla settima Commissione.)

Annunzio interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza:

MANCA , Segretario:

"Interrogazione DEDONI - PISANO - VARGIU - CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sull'avvio delle attività dell'obbligo formativo". (86)

"Interrogazione DEDONI - PISANO - VARGIU - CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sulla limitazione all'iscrizione degli allievi ai primi e ai secondi anni dell'obbligo formativo prevista dalla deliberazione della Giunta regionale n. 46/10 del 9 novembre 2004". (87)

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Presidente, soltanto per sottolineare che noi eravamo qui in Aula dalle ore 16 e 30, orario corrispondente alla convocazione dell'Aula. Avremmo gradito l'apertura dei lavori e, se del caso, così come lei più volte ci ha invitato a fare nelle passate sedute, la richiesta di un'eventuale sospensione..

Credo che questo faccia parte dei corretti rapporti istituzionali tra maggioranza e opposizione, ma debba essere anche una forma di rispetto nei confronti della Presidenza.

PRESIDENTE. Onorevole Capelli, lei ha ragione. Io monitoravo le presenze in Aula, come abbiamo fatto altre volte.

Discussione dell'articolato del disegno di legge: "Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 11 maggio 2004, n. 6 (Legge finanziaria 2004), variazioni di bilancio e disposizioni varie" (31/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del disegno di legge numero 31/A. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI (U.D.C.). Chiedo la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. Chi sostiene la richiesta del consigliere Oppi?

(Sostengono la richiesta i consiglieri CAPPAI, RANDAZZO, ONIDA, MURGIONI.)

Verifica del numero legale

PRESIDENTE. Indico la votazione, con procedimento elettronico della verifica del numero legale.

Risultato della verifica

(Sono presenti: il Presidente SPISSU - ADDIS - AMADU - ATZERI - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPPAI- CASSANO - CHERCHI Oscar - COCCO - CORRIAS - CUCCA - DAVOLI - DEDONI - FADDA Paolo - FLORIS Mario - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - LANZI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MATTANA - MURGIONI - ONIDA - ORRU' - OPPI - PINNA - PIRISI - PISANO - RANDAZZO - SANNA Franco - SANNA Paolo Terzo - SCARPA - SECCI - SORU - URAS - VARGIU.)

PRESIDENTE. Colleghi, per la verifica del numero legale, occorre prestare attenzione al momento del voto elettronico. Il numero legale comunque è presente perché hanno votato 39 colleghi, più i 5 che hanno richiesto la verifica. RANDAZZO (U.D.C.). Io condivido quello che dice lei, Presidente, ma non è così.

PRESIDENTE. Onorevole Randazzo, non è che si debba condividere quello che dico io. Io dico quello che risulta dalla votazione,.

RANDAZZO (U.D.C.). Non capisco, ma mi adeguo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge numero 31/A.

Rispondono sì i consiglieri: ADDIS - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - COCCO - CORRIAS - CUCCA - DAVOLI - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - LANZI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SORU - URAS.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - LA SPISA - LICANDRO - LOMBARDO - MURGIONI - ONIDA - OPPI - PISANO - RANDAZZO - RASSU - SANCIU - SANJUST - SANNA Paolo Terzo - VARGIU.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - CHERCHI Oscar - FLORIS Mario - SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 60

Votanti 55

Astenuti 5

Maggioranza 28

Favorevoli 33

Contrari 22

(Il Consiglio approva).

Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1 e dei relativi emendamenti.

Art. 1

Modifiche ed integrazioni alla L.R. n. 6 del 2004

1. Nella legge regionale 11 maggio 2004, n. 6, sono introdotte le seguenti modifiche ed integrazioni:

a) nell'articolo 1, comma 10, gli importi di cui alle lettere a) e b), riferiti all'anno 2004, sono sostituiti come segue:

- "2004 euro 0 (UPB S03.006 - Cap. 03030)";

- "2004 euro 22.372.000 (UPB S03.007 - Cap. 03035)";

conseguentemente sono modificati gli importi di cui alla tabella A) per l'anno 2004 che passa da euro 4.485.000 a 0, ed alle voci 2 e 3 della tabella B) per l'anno 2004 che passano rispettivamente da euro 3.002.000 a 0 e da euro 23.000.000 a 0;

b) nell'articolo 4 dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti:

"1 bis. E' autorizzata, nell'anno 2004, la spesa di euro 500.000 per la realizzazione di interventi sulla diga di Monte Crispu (UPB S08.093 - Cap. 08375).

1 ter. Per l'avvio delle attività di progettazione degli interventi in materia di difesa del suolo di cui all'Accordo di Programma Quadro sottoscritto in data 31 marzo 2004, è autorizzata, nell'anno 2004, quale anticipazione delle assegnazioni statali, la spesa di euro 500.000 (UPB S08.062).

1 quater. È autorizzata, nell'anno 2004, la spesa di euro 400.000 per la realizzazione di interventi nei porti (UPB S08.071).";

c) nell'articolo 6, dopo il comma 2, è inserito il seguente:

"2 bis. Per le finalità di cui all'articolo 6, comma 6, della legge regionale 17 dicembre 2003, n. 13, è autorizzata, nell'anno 2004, la spesa di euro 500.000 (UPB S06.053 - Cap. 06261).";

d) nell'articolo 14 sono apportate le seguenti modifiche:

- dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti:

"1 bis. Per le finalità di cui all'articolo 15, comma 2, della legge regionale 29 aprile 2003, n. 3, relativamente alla copertura del disavanzo sanitario dell'anno 2003, è autorizzata la spesa di euro 148.969.000 per l'anno 2004 (UPB S12.028 - Cap. 12111).

1 ter. Per le finalità di cui all'articolo 15, comma 15, della legge regionale 29 aprile 2003, n. 3, è autorizzata, nell'anno 2004, la spesa di euro 1.500.000 (UPB S12.023 - Cap. 12012).

1 quater. Il comma 6 dell'articolo 1 della legge regionale 12 dicembre 2003, n. 12 è sostituito dal seguente:

"6. Nella convenzione sono altresì indicati i termini temporali assegnati a ciascuna fase dell'attività istruttoria nonché le sanzioni pecuniarie per il loro mancato rispetto a carico del soggetto convenzionato.;"

- il comma 13 è sostituito dal seguente:

"13. Le provvidenze previste dalla legge regionale 25 novembre 2003, n. 27 e successive modificazioni e integrazioni sono estese ai cittadini residenti in Sardegna affetti da neoplasia maligna. Le spese previste per l'attuazione del presente comma sono valutate in euro 500.000 per l'anno 2004 (UPB S12.066)";

e) nell'articolo 17, dopo il comma 2, è inserito il seguente:

"2 bis. A valere sullo stanziamento recato dall'UPB S05.015 una quota pari ad euro 800.000 è destinata alla concessione di contributi a favore degli enti locali per la redazione dei piani comunali di classificazione acustica e per la valutazione dei progetti definitivi ad opera delle province per interventi straordinari di risanamento acustico previsti dall'articolo 4 della Legge 26 ottobre 1995, n. 447.";

f) nella tabella C) sono introdotte le seguenti modifiche:

- l'importo per l'anno 2004 riferito alla L.R. 9/96 - art. 2 (UPB S03.053 - Cap. 03209) deve intendersi di euro 1.000.000;

- il riferimento alla L.R. 1/90 - art. 56 (UPB S11.041 - Cap. 11334) è soppresso;

g) nella tabella D) sono introdotte le seguenti modifiche:

- l'importo di euro 40.000 per l'anno 2004 relativo al riferimento legislativo L.R. 35/89 è soppresso (UPB S11.041 - Cap. 11319);

- l'importo di euro 30.000 relativo al riferimento legislativo L.R. 35/89 è soppresso (UPB S11.041 - Cap. 11320);

- l'importo per l'anno 2004 di euro 50.000 relativo al riferimento legislativo L.R. 3/2003, articolo 15, comma 9, è soppresso (UPB S12.066 - Cap. 12262);

h) nella tabella E) sono introdotte le seguenti modifiche:

- l'importo di euro 300.000 per l'anno 2004 relativo al riferimento legislativo L.R. 6/92 - art. 52 è sostituito con quello di euro 3.150.000 (UPB S03.027 - Cap. 03108);

- l'importo di euro 830.000 per l'anno 2004 relativo al riferimento legislativo L.R. 1/86 - art. 2 è sostituito con quello di euro 980.000 (UPB S10.038 - Cap. 10136);

i) nella tabella F), fermo restando l'importo totale, sono introdotte le seguenti modifiche:

- le seguenti voci di spesa sono incrementate dell'importo accanto alle stesse indicato:

:

UPB S08.071

Cap. 08298

euro 400.000

UPB S08.073

Cap. 08313

euro 3.000.000

UPB S08.073

Cap. 08323

euro 1.600.000

- le seguenti voci di spesa sono diminuite dell'importo accanto alle stesse indicato:

UPB S05.087

Cap. 05321

euro 158.000

UPB S06.040

Cap. 06155

euro 500.000

UPB S06.062

Cap. 06319

euro 500.000

UPB S06.072

Cap. 06393

euro 600.000

UPB S06.079

Cap. 06417

euro 150.000

UPB S06.086

Cap. 06442

euro 400.000

UPB S06.092

Cap. 06461

euro 400.000

UPB S06.099

Cap. 06485

euro 300.000

UPB S06.107

Cap. 06518

euro 300.000

UPB S06.114

Cap. 06542

euro 200.000

UPB S07.028

Cap. 07084

euro 481.000

UPB S08.046

Cap. 08185

euro 211.000

UPB S08.073

Cap. 08322

euro 5.000.000

UPB S11.073

Cap. 11153

euro 900.000

UPB S13.024

Cap. 13054

euro 1.000.000

2. Le spese di cui le norme vigenti hanno determinato gli stanziamenti da iscrivere in conto del bilancio per l'anno 2004 sono rideterminate negli importi indicati nella tabella A) allegata alla presente legge.

EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPELLI - OPPI - CAPPAI - AMADU - BIANCAREDDU - CUCCU FRANCO IGNAZIO - RANDAZZO - LA SPISA - DIANA

Art. 1

Il Comma 1 quater della novella, lettera d), dell'articolo 1, è soppresso. (87)

EMENDAMENTO soppressivo parziale VARGIU - PISANO - CASSANO - DEDONI

Art. 1

Il comma 1 quater della lett. d) del comma 1 dell'art. 1 è soppresso. (145)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPELLI - OPPI - CAPPAI - AMADU - BIANCAREDDU - CUCCU FRANCO IGNAZIO - RANDAZZO - LA SPISA - DIANA

Art. 1

Al comma 1 quater della novella, lettera d), dell'articolo 1 le parole "a carico del soggetto convenzionato" sono soppresse. (86)

EMENDAMENTO soppressivo parziale LA SPISA - DIANA - RASSU - OPPI

Art. 1

Nella tabella A di cui all'articolo 1, comma 2 è eliminata la riduzione di euro 700.000 della UPB S03.028 capitolo 03113.

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

S08.014 Finanziamento agli enti strumentali

Anno 2004 euro 700.000

mediante riduzione del capitolo 08027

In aumento

S03.028

Anno 2004 euro 700.000 (118)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPPAI - CAPELLI - OPPI - LA SPISA - DIANA

Art. 1

Nella tabella A, rideterminazioni di spesa, è soppresso il riferimento alla UPB S05.046 Fermo biologico. (60)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPPAI - CAPELLI - OPPI - LA SPISA - DIANA

Art. 1

Nella tabella A di cui all'articolo 1, comma 2 è eliminata la riduzione di euro 600.000 della UPB S05.046 capitolo 05146.

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

S03.008 Programmazione negoziata

Anno 2004 euro 600.000

In aumento

S05.046

Anno 2004 euro 370.000 (96)

EMENDAMENTO soppressivo parziale LA SPISA - DIANA - RASSU - OPPI

Art. 1

Nella tabella A di cui all'articolo 1, comma 2 è eliminata la riduzione di euro 600.000 della UPB S05.046 capitolo 05146.

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

S08.014 Finanziamento agli enti strumentali

Anno 2004 euro 600.000

mediante riduzione del capitolo 08027

In aumento

S05.046

Anno 2004 euro 600.000 (117)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPPAI - CAPELLI - OPPI - LA SPISA - DIANA

Art. 1

Nella tabella A di cui all'articolo 1, comma 2 è eliminata la riduzione di euro 500.000 della UPB S06.040 capitolo 06155.

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

S03.008 Programmazione negoziata

Anno 2004 euro 500.000

In aumento

S06.040

Anno 2004 euro 500.000 (97)

EMENDAMENTO soppressivo parziale LA SPISA - DIANA - RASSU - OPPI

Art. 1

Nella tabella A di cui all'articolo 1, comma 2 è eliminata la riduzione di euro 500.000 della UPB S06.040 capitolo 06155.

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

S08.014 Finanziamento agli enti strumentali

Anno 2004 euro 500.000

mediante riduzione del capitolo 08027

In aumento

S06.040

Anno 2004 euro 500.000 (116)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPPAI - CAPELLI - OPPI - LA SPISA - DIANA

Art. 1

Nella tabella A sono soppresse le rideterminazioni di spesa relative alla UPB S06.062 e alla UPB S06.053. (38)

EMENDAMENTO soppressivo parziale LADU - ONIDA - MURGIONI

Art. 1

Nella tabella A del comma 2 è eliminata la diminuzione di euro 2.000.000 del capitolo 06260 (UPB S06.053).

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

UPB S03.008 Programmazione negoziata

Anno 2004 euro 2.000.000

In aumento

S06.053

Anno 2004 euro 2.000.000 (14)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPPAI - CAPELLI - OPPI - LA SPISA - DIANA

Art. 1

Nella tabella A di cui all'articolo 1, comma 2 è eliminata la riduzione di euro 2.000.000 della UPB S06.053 capitolo 06260.

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

S03.008 Programmazione negoziata

Anno 2004 euro 2.000.000

In aumento

S06.053

Anno 2004 euro 2.0000 (94)

EMENDAMENTO soppressivo parziale LA SPISA - DIANA - RASSU - OPPI

Art. 1

Nella tabella A di cui all'articolo 1, comma 2 è eliminata la riduzione di euro 2.000.000 della UPB S06.053 capitolo 06260.

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

S08.014 Finanziamento agli enti strumentali

Anno 2004 euro 2.000.000

mediante riduzione del capitolo 08027

In aumento

S06.053

Anno 2004 euro 2.000.000 (115)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPPAI - CAPELLI - OPPI - LA SPISA - DIANA

Art. 1

Nella tabella A di cui all'articolo 1, comma 2 è eliminata la riduzione di euro 480.000 della UPB S06.062 capitolo 06234 (150.000), capitolo 06325 (330.000).

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

S03.008 Programmazione negoziata

Anno 2004 euro 480.000

In aumento

S06.062

Anno 2004 euro 480.000 (95)

EMENDAMENTO soppressivo parziale LADU - ONIDA - MURGIONI

Art. 1

Nella tabella A del comma 2 è eliminata la diminuzione di euro 330.000 del capitolo 06325 (UPB S06.062).

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

S03.008 Programmazione negoziata

Anno 2004 euro 330.000

In aumento

S06.062

Anno 2004 euro 330.000 (12)

EMENDAMENTO soppressivo parziale OPPI - CAPELLI - AMADU - BIANCAREDDU - CAPPAI - CUCCU FRANCO IGNAZIO - RANDAZZO - LA SPISA - DIANA

Art. 1

Nell'art. 1, comma 2, parte in diminuzione, è eliminata la seguente voce:

UPB S09.029 euro 52.000

Cap. 09.095

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S09.029 euro 52.000

Cap. 09.095

In diminuzione

S03.008 euro 52.000 (73)

EMENDAMENTO soppressivo parziale LA SPISA - DIANA - RASSU - OPPI

Art. 1

Nella tabella A di cui all'articolo 1, comma 2 è eliminata la riduzione di euro 500.000 della UPB S10.027 capitolo 10083.

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

S08.014 Finanziamento agli enti strumentali

Anno 2004 euro 500.000

mediante riduzione del capitolo 08027

In aumento

S10.027

Anno 2004 euro 500.000 (114)

EMENDAMENTO soppressivo parziale LADU - ONIDA - MURGIONI

Art. 1

Nella tabella A del comma 2 è eliminata la diminuzione di euro 4.000.000 del capitolo 10186 (UPB S10.049).

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

UPB S03.008 Programmazione negoziata

Anno 2004 euro 4.000.000

In aumento

S10.049

Anno 2004 euro 4.000.000 (11)

EMENDAMENTO soppressivo parziale LA SPISA - DIANA - RASSU - OPPI

Art. 1

Nella tabella A di cui all'articolo 1, comma 2 è eliminata la riduzione di euro 4.000.000 della UPB S10.049 capitolo 10186.

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

S08.014 Finanziamento agli enti strumentali

Anno 2004 euro 4.000.000

mediante riduzione del capitolo 08027

In aumento

S10.049

Anno 2004 euro 4.000.000 (113)

EMENDAMENTO soppressivo parziale LADU - ONIDA - MURGIONI

Art. 1

Nella tabella A del comma 2 è eliminata la diminuzione di euro 2.700.000 del capitolo 11070 (UPB S11.058).

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

UPB S03.008 Programmazione negoziata

Anno 2004 euro 2.700.000

In aumento

S11.058

Anno 2004 euro 2.700.000

Per incrementare il capitolo 11070 (10)

EMENDAMENTO soppressivo parziale LA SPISA - DIANA - RASSU - OPPI

Art. 1

Nella tabella A di cui all'articolo 1, comma 2 è eliminata la riduzione di euro 2.700.000 della UPB S11.058 capitolo 11070.

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

S08.014 Finanziamento agli enti strumentali

Anno 2004 euro 2.700.000

mediante riduzione del capitolo 08027

In aumento

S11.058

Anno 2004 euro 2.700.000 (119)

EMENDAMENTO soppressivo parziale LA SPISA - DIANA - RASSU - OPPI

Art. 1

Nella tabella A di cui all'articolo 1, comma 2 è eliminata la riduzione di euro 1.100.000 della UPB S11.070 capitolo 11120.

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

S08.014 Finanziamento agli enti strumentali

Anno 2004 euro 1.100.000

mediante riduzione del capitolo 08027

In aumento

S11.070

Anno 2004 euro 1.100.000 (120)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale SCARPA - ATZERI

Art. 1

Dalla tabella A viene eliminata la voce:

"UPB S11.070 - cap. 11122 Contributi alle Università di Cagliari e Sassari - Valorizzazione della cultura e della lingua sarda. Importo riduzione euro 340.000"

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S11.070 anno 2004 + 340.000 euro

In diminuzione

UPB S11.070 anno 2004 + 340.000 euro

Finanziamento agli enti strumentali

A favore del capitolo 11022 (7)

EMENDAMENTO soppressivo parziale DEDONI - CASSANO - PISANO - VARGIU

Art. 1

Dalla tabella A viene eliminata la voce:

"UPB S11.070 - cap. 11122 Contributi alle Università di Cagliari e Sassari - Valorizzazione della cultura e della lingua sarda euro 340.000"

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

11 - Pubblica Istruzione

UPB S11.070 - Formazione universitaria

anno 2004 euro 340.000

a favore del cap. 11122

In diminuzione

03 - Programmazione

UPB S03.008 - Fondo per la programmazione negoziata

anno 2004 euro 340.000

(29)

EMENDAMENTO soppressivo parziale LA SPISA - DIANA - RASSU - OPPI

Art. 1

Nella tabella A di cui all'articolo 1, comma 2 è eliminata la riduzione di euro 55.000 della UPB S11.070 capitolo 11127.

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

S08.014 Finanziamento agli enti strumentali

Anno 2004 euro 55.000

mediante riduzione del capitolo 08027

In aumento

S11.070

Anno 2004 euro 55.000 (121)

EMENDAMENTO soppressivo parziale LA SPISA - DIANA - RASSU - OPPI

Art. 1

Nella tabella A di cui all'articolo 1, comma 2 è eliminata la riduzione di euro 85.000 della UPB S11.070 capitolo 11140.

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

S08.014 Finanziamento agli enti strumentali

Anno 2004 euro 85.000

mediante riduzione del capitolo 08027

In aumento

S11.070

Anno 2004 euro 85.000 (122)

EMENDAMENTO soppressivo parziale LA SPISA - DIANA - RASSU - OPPI

Art. 1

Nella tabella A di cui all'articolo 1, comma 2 è eliminata la riduzione di euro 7.000 della UPB S11.070 capitolo 11144.

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

S08.014 Finanziamento agli enti strumentali

Anno 2004 euro 7.000

mediante riduzione del capitolo 08027

In aumento

S11.070

Anno 2004 euro 7.000 (123)

EMENDAMENTO soppressivo parziale LA SPISA - DIANA - RASSU - OPPI

Art. 1

Nella tabella A di cui all'articolo 1, comma 2 è eliminata la riduzione di euro 370.000 della UPB S11.070 capitolo 11150.

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

S08.014 Finanziamento agli enti strumentali

Anno 2004 euro 370.000

mediante riduzione del capitolo 08027

In aumento

S11.070

Anno 2004 euro 370.000 (124)

EMENDAMENTO soppressivo parziale OPPI - CAPELLI - AMADU - BIANCAREDDU - CAPPAI - CUCCU FRANCO IGNAZIO - RANDAZZO - LA SPISA - DIANA

Art. 1

Nell'articolo 1, comma 2, parte in diminuzione, è eliminata la seguente voce:

UPB S12.025 euro 15.000

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S12.025 euro 15.000

Cap. 12.087

In diminuzione

UPB S03.008 euro 15.000 (71)

EMENDAMENTO soppressivo parziale OPPI - CAPELLI - AMADU - BIANCAREDDU - CAPPAI - CUCCU FRANCO IGNAZIO - RANDAZZO - LA SPISA - DIANA

Art. 1

Nell'articolo 1, comma 2, parte in diminuzione, è eliminata la seguente voce:

UPB S12.042 euro 18.000

Cap. 12.086

Cap. 12.162

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S12.042 euro 18.000

Cap. 12.086 (10.000)

Cap. 12.162 (8.000)

In diminuzione

UPB S03.008 euro 18.000 (56)

EMENDAMENTO soppressivo parziale OPPI - CAPELLI - AMADU - BIANCAREDDU - CAPPAI - CUCCU FRANCO IGNAZIO - RANDAZZO - LA SPISA - DIANA

Art. 1

Nell'articolo 1, comma 2, parte in diminuzione, è eliminata la seguente voce:

UPB S12.056 euro 75.000

Cap. 12.211

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S12.056 euro 75.000

In diminuzione

UPB S03.008 euro 75.000 (72)

EMENDAMENTO soppressivo parziale OPPI - CAPELLI - AMADU - BIANCAREDDU - CAPPAI - CUCCU FRANCO IGNAZIO - RANDAZZO - LA SPISA - DIANA

Art. 1

Nell'articolo 1, comma 2, parte in diminuzione, è eliminata la seguente voce:

UPB S12.076 euro 40.000

Cap. 12.314

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S12.076 euro 40.000

In diminuzione

UPB S03.008 euro 40.000 (70)

EMENDAMENTO soppressivo parziale OPPI - CAPELLI - AMADU - BIANCAREDDU - CAPPAI - CUCCU FRANCO IGNAZIO - RANDAZZO - LA SPISA - DIANA

Art. 1

Nell'articolo 1, comma 2, parte in diminuzione, è eliminata la seguente voce:

UPB S12.077 euro 50.000

Cap. 12.319

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S12.077 euro 50.000

In diminuzione

UPB S03.008 euro 50.000 (52)

EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 1

Modifiche ed integrazioni alla L.R. n. 6/2004

Nel comma 1, prima della lettera a), è inserita la seguente.

1a) Nell'articolo 1, dopo il comma 8, è inserito il seguente:

"8 bis. I mutui ed i prestiti obbligazionari di cui ai precedenti commi 1 e 8 possono essere stipulati per una durata massima di ammortamento di trent'anni. La Giunta Regionale, con propria delibera, stabilisce i criteri di contrazione e di emissione, anche con specifico riferimento alla scelta tra tasso fisso e variabile, nonché il tasso massimo da corrispondere, che comunque deve essere tale da garantire l'economicità dell'operazione rispetto a quella eventualmente realizzabile con la Cassa Depositi e Prestiti. (139)

EMENDAMENTO aggiuntivo Giunta Regionale

Art. 1

Modifiche ed integrazioni alla L.R. n. 6/2004

c bis) In deroga a quanto stabilito dall'art. 14, comma 5, della legge regionale 29 aprile 2003, n. 3 il contributo da erogare alla Fondazione Teatro lirico di Cagliari per l'anno 2004 resta determinato nello stanziamento iscritto in bilancio per lo stesso anno. (137)

EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 1

Modifiche ed integrazioni alla L.R. n. 6/2004

Nel comma 1, dell'articolo 1, dopo la lett. c) è istituita la seguente:

c ter) nell'articolo 12, dopo il comma 1 è istituito il seguente:

12 bis. Al comma 3 dell'articolo 5 della Legge Regionale 24 aprile 2001, relativo alla realizzazione di un programma straordinario di edilizia scolastica, è introdotta la seguente lettera:

d) alle spese di realizzazione e funzionamento a regime dell'articolazione regionale dell'Anagrafe Nazionale dell'edilizia scolastica. (138)

EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 1

Modifiche ed integrazioni alla L.R. n. 6/2004

Nel comma 1, dell'articolo 1, dopo la lett. c) è inserita la seguente:

c quater) il comma 6 dell'articolo 7 è sostituito dal seguente:

6. Al fine di definire le procedure di liquidazione della SIPAS S.p.A., la stessa è autorizzata ad incassare le disponibilità sussistenti sui Fondi Speciali "Fondo di dotazione da utilizzare quale anticipazione degli stanziamenti che l'AIMA potrà destinare alla Sardegna per l'ammasso delle carni" e "Fondo speciale per favorire l'accesso al credito delle aziende industriali agroalimentari ammesse al godimento dei contributi CISE", complessivamente ammontanti a Euro 2.037.775,33, quale acconto sul pagamento del debito della RAS verso la stessa SIPAS, pari, a tutto il 31 ottobre 2003, a Euro 7.822.000, riveniente della gestione degli impianti di Arborea e Chiesi. Per le stesse finalità è autorizzata, nel corso del 2004, la spesa di Euro 507.000 (U.P.B. S09.046 - Cap. 09118). (141)

EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 1

Nell'articolo 1, comma 1, alla lettera g) è aggiunto il seguente:

la riduzione di euro 26.000 riferita all'UPB SI 1.020 (cap. 11321) è soppressa.

Copertura finanziaria

In aumento

UPB S11.020 euro 26.000

In diminuzione

UPB S03.015 euro 26.000 (142)

EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - OPPI - CAPPAI - AMADU - BIANCAREDDU - CUCCU FRANCO IGNAZIO - RANDAZZO - LA SPISA - DIANA

Art. 1

Dopo il comma 2 è aggiunto il seguente comma 2bis:

2bis. Nella legge regionale 11 maggio 2004, n. 6, art. 18, dopo il comma 23 è aggiunto il seguente comma:

"23/bis. Per le finalità di cui all'art. 56 della Legge regionale 22 gennaio 1990, n. 1, è autorizzata nell'anno 2004 l'ulteriore spesa di euro 200.000. Dette disponibilità sono destinate ad integrare i contributi erogati nell'anno 2004, per l'espletamento delle attività annuali, a favore dì Enti e/o Associazioni di promozione e organizzazione di manifestazioni stabili musicali e di spettacolo residenti nella città di Nuoro e operanti anche nella provincia che siano stati riconosciuti e finanziati dall'Assessorato della Pubblica Istruzione della Regione Sarda ai sensi della legge regionale 22 gennaio 1990, n. 1, art. 56". (UPB S11.069-Cap. 11334)

COPERTURA FINANZIARIA

In Diminuzione

UPB S 03.007 euro 200.000

In Aumento

UPB SI 1.069 euro 200.000 (88)

EMENDAMENTO aggiuntivo MARROCU - BIANCU - PINNA - LICHERI - CACHIA

Art. 1

All'articolo1, dopo il comma 2 è inserito il seguente:

2/bis. Nelle more della stipula dell'Accordo di Programma e a seguito dell'Intesa Istituzionale, siglata il 23.01.2004, tra la Regione Sarda, il Ministero della Difesa, Comando Militare della Sardegna e il Comune di Macomer, l'Amministrazione regionale è autorizzata ad anticipare allo stesso Comune di Macomer, secondo le modalità previste dalla legge regionale 22 aprile 1987, n. 24, e successive modifiche e integrazioni, i finanziamenti di cui al comma 7 dell'articolo 18 della legge regionale 29 aprile 2003 n.3 e successive modifiche e integrazioni, destinati alla realizzazione di interventi individuati con delibera di Giunta Regionale. (143)

EMENDAMENTO aggiuntivo CHERCHI Oscar

Art. 1

Dopo l'articolo 1 è aggiunto il seguente:

Art 1 bis

Attività sportive

Per le finalità di cui all'articolo 31 della legge regionale 17 maggio 1999, n. 17, è autorizzata nell'anno 2004 l'ulteriore spesa di euro 500.000 da destinare ai sodalizi sportivi che militino nei campionati femminili e già beneficiari di interventi per l'anno in corso.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

11 - PUBBLICA ISTRUZIONE

UPBS11.036

anno2004 euro 500,000

In diminuzione

03 - PROGRAMMAZIONE

UPB S03.008 - Programmazione negoziata

anno2004 euro 500,000 (1)

EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO

Art. 1

Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:

"Art. 1 bis

Disposizioni a favore del trasporto pubblico

1. E' autorizzata al fine di sostenere gli oneri derivanti dall'ultimo rinnovo contrattuale siglato dalle imprese di trasporto pubblico locale della Sardegna, la spesa complessiva di euro 13.000.000 per l'anno 2004 a favore delle medesime aziende.

2. Nel bilancio della Regione per l'anno 2004, sono introdotte le seguenti variazioni:

In aumento

13-Trasporti

UPB S13.011 - Gestione del servizio di trasporto pubblico di linea

Anno 2004 competenza euro 13.000.000

In diminuzione

03 - Programmazione

UPBS03.007 - FNOL

Anno 2004 competenza euro 13.000.000 (23)

EMENDAMENTO aggiuntivo DEDONI - PISANO - VARGIU - CASSANO

Art. 1

Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:

"Art. 1 bis

E' autorizzata per l'anno 2004 la spesa di euro 50.000 a favore del Comune di Oristano per il funzionamento dell'Istituto storico arborense per la ricerca e la documentazione sul giudicato ed il marchesato. (UPB S11.020)

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

11 - Pubblica Istruzione

UPB SI 1.020 - Interventi per la tutela e la valorizzazione della lingua e della cultura sarda

Anno 2004 euro 50.000

In diminuzione

03 - Programmazione

UPB S03.008 - Fondo per la programmazione negoziata

Anno 2004 euro 50.000 (24)

EMENDAMENTO aggiuntivo CASSANO - PISANO - VARGIU - DEDONI

Art. 1

Dopo l'articolo 1 è aggiunto il seguente:

"Art. 1 bis

1. La Regione Autonoma della Sardegna interviene a sostegno delle organizzazioni di volontariato iscritte al Registro generale di cui alla legge regionale 39/1993, in forma di contributo per il funzionamento delle stesse organizzazioni, per la formazione e l'aggiornamento dei volontari impegnati in attività specifiche e per la predisposizione di progetti innovativi finalizzati allo sviluppo ed al miglioramento della specificità delle attività di volontariato nei vari settori.

2. Entro centottanta giorni dalla data dì entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale determina, con propria deliberazione, ì criteri e le modalità per la concessione dei contributi di cui al precedente comma."

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

01 - PRESIDENZA

UPB S01.017 - Volontariato

Anno 2004 euro 1.000.000

In diminuzione

03 - PROGRAMMAZIONE

UPB S03.008 - Fondo per la programmazione negoziata

Anno 2004 euro 1.000.000 (26)

EMENDAMENTO aggiuntivo DEDONI - CASSANO - PISANO - VARGIU

Art. 1

Dopo l'articolo 1 è aggiunto il seguente:

Art. 1 bis

Attività sportive

Per le finalità di cui all'art. 31 della L.R. 17/1999, è autorizzata nell'anno 2004 la spesa di euro 600.000 da destinare ai sodalizi sportivi che militino nei campionati femminili.

In aumento

11 - Pubblica Istruzione

UPB SI 1.036 - Manifestazioni ed iniziative dì promozione nel settore dello sport

Anno 2004 euro 600.000

In diminuzione

08 - Lavori Pubblici

UPB S08.014 - Finanziamenti agli enti strumentali. Parte corrente

Anno 2004 euro 600.000 (33)

EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - PISANO - CASSANO - DEDONI

Art. 1

Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:

"Art. 1bis

E' autorizzata nell'anno 2004 la spesa di euro 260.000 per la concessione di borse di studio per la frequenza della Scuola di Specializzazione per la formazione iniziale degli Insegnanti della Scuola Secondaria (SSIS) (UPB S11.075 - Cap. 11181)

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

11 - Pubblica Istruzione

UPB S11.075 - Formazione integrata

Anno 2004 euro 260.000

In diminuzione

03 - Programmazione

UPB S03.008 - Fondo per la programmazione negoziata

Anno 2004 euro 260.000 (34)

EMENDAMENTO aggiuntivo LA SPISA - VARGIU - DIANA - LADU - CAPPAI - BIANCAREDDU - CUCCU FRANCO IGNAZIO - RANDAZZO - AMADU

Art. 1

Dopo l'articolo 1 è aggiunto il seguente:

Art. 1 bis

Disposizioni in materia sanitaria

1. Per le finalità dì cui all'articolo 5 della legge regionale 17 dicembre 2003, n. 13 è autorizzata a decorrere dall'anno 2005 la spesa annua valuta in euro 15.000.000; alla relativa spesa si fa fronte con le disponibilità recate dalla UPB S12.028. (92)

EMENDAMENTO aggiuntivo OPPI - LA SPISA - RASSU - CAPELLI - VARGIU - LADU

Art. 1

Dopo l'articolo 1 è aggiunto il seguente:

Art. 1 bis

Manifestazioni di grande interesse turistico

1. È autorizzata nell'anno 2004 la concessione di un contributo di euro 50.000 a favore dell'associazione Sant'Antine di Sedilo per le spese sostenute per l'organizzazione dell'Ardia nell'anno 2003 (UPB S07.020).

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S07.020 - promozione e propaganda turistica

Anno 2004 euro 25.000

In diminuzione

UPB S03.008 - programmazione negoziata

Anno 2004 euro 25.000 (98)

EMENDAMENTO aggiuntivo CASSANO - VARGIU

Art. 1

Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente:

Art. 1 bis

"Per il completamento della strada Ossi-Corte Lottene-Sabbie Silicee è autorizzato, per l'anno 2004, un finanziamento di euro 3.500.000 in favore dell'Amministrazione provinciale di Sassari".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

08 - Lavori Pubblici

UPB S08.073 - Finanziamento agli Enti locali per la realizzazione di opere di loro interesse

Anno 2004 euro 3.500.000

In diminuzione

03 - Programmazione

UPB S03.008 - Fondo per la programmazione negoziata

Anno 2004 euro 3.500.000 (135)

EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - OPPI - LA SPISA - VARGIU - DIANA

Art. 1

Dopo l'articolo 1 è aggiunto il seguente:

Art. 1 bis

Nella L.R. 24/1999, all'art.3 è aggiunto il seguente comma:

e) i lavoratori in carico agli Uffici dell'Ente Forestale della Sardegna con rapporto di lavoro atipico (Interinale e Co.Co.Co.), vengono assunti dallo stesso Ente con rapporto di lavoro a tempo determinato per un periodo non superiore ai 24 mesi, fino all'espletamento dei concorsi per il completamento della pianta organica, ai sensi delle disposizioni di cui alla L.R. 31/1998; la spesa prevista per l'attuazione del presente articolo è valutata in euro 750.000 ( settecentocinquantamila), alla stessa si fa fronte con le somme previste nel bilancio dell'Ente Foreste della Sardegna. (146)

PRESIDENTE. Gli emendamenti possono essere illustrati. L'emendamento 87 è uguale all'emendamento 145. Uno dei presentatori ha facoltà di illustrarli.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, colleghi, signori Assessori, la legge regionale numero 12 del 2003, disciplina le funzioni trasferite dallo Stato in materia di concessione dei trattamenti economici agli invalidi civili. La Giunta regionale, con propria delibera licenziava lo schema di convenzione, previsto nella citata legge, da sottoporre all'INPS per l'approvazione. L'INPS, dopo un'attenta valutazione proponeva, con successiva nota, di apportare una serie di modifiche sostanziali allo schema di convenzione, soprattutto relativamente al punto dove si prevedeva a carico dell'istituto una sanzione pecuniaria in caso di ritardata erogazione di trattamenti economici in favore del richiedente la prestazione.

La richiesta dell'INPS non fu accolta, in quanto la stessa normativa regionale succitata dispone, all'articolo 1, comma 6, l'applicazione di detta sanzione. In ragione di ciò, e preso atto dell'indisponibilità dell'INPS a sottoscrivere la convenzione, si rese necessario e indispensabile attivare canali alternativi per lo svolgimento delle funzioni concessive trasferite dallo Stato. L'articolo proposto dalla Giunta, con un emendamento in Commissione, mira ad abrogare la norma che garantisce all'invalido la corresponsione di una penale, da parte dell'INPS, in caso di ritardato pagamento delle provvidenze economiche.

Il Consiglio regionale, prevedendo tale funzione risarcitoria per il disagio arrecato all'utente, aveva raggiunto, una volta tanto, dico, nella storia dell'autonomia, un grande traguardo di civiltà. Nel caso passasse questa norma all'INPS verrà retrocessa, per ciascuna pratica istruita, la somma di 36 euro e tale somma andrà ad aggiungersi ai 18 euro circa che l'INPS attualmente percepisce per la liquidazione provvidenza a favore degli invalidi civili.

L'INPS respingeva l'idea della sanzione sulla base della considerazione che in caso di ritardato pagamento avrebbe riconosciuto comunque all'invalido gli interessi legali, tanto sarebbe bastato per tacitare l'invalido. L'obiezione che la Regione fece, a ragione, era che gli interessi legali sono comunque dovuti per legge, in quanto l'INPS deteneva, nelle sue banche, denaro altrui, cioè degli invalidi, denaro che comunque fruttava interessi bancari sicuramente superiori agli interessi legali riconosciuti.

Qualcuno infatti ha anche chiesto all'INPS quale interesse bancario percepisce per la detenzione di denaro altrui. Potrebbe quindi essere lucrativo per l'INPS ritardare il pagamento delle provvidenze agli invalidi civili? La Regione inoltre fece presente che la sanzione prevista dalla legge numero 12 del 2003 aveva natura risarcitoria per il disservizio arrecato al cittadino invalido e quindi il pagamento degli interessi legali non poteva sostituirlo, perché di mera natura finanziaria.

Mediamente in un anno sono circa diecimila le pratiche di nuova invalidità istruite; pertanto, moltiplicando diecimila per trentasei euro arriviamo a un impegno di 360.000 mila euro. Tale somma spetterebbe ogni anno all'INPS. Al momento risulta in essere una convenzione con sedici operatori esterni, la cosiddetta task force, che sta permettendo alla Regione di annullare l'arretrato accumulato. In provincia di Nuoro siamo ad agosto 2004, in provincia di Cagliari siamo a marzo 2004; a Sassari e a Oristano, per mancanza di personale e per mancato pagamento anche dello straordinario dovuto a questo personale, siamo decisamente indietro. Ma c'è anche la disponibilità, per esempio, di Cagliari a supportare Sassari e Oristano per recuperare ulteriormente le pratiche arretrate.

Questi operatori stanno permettendo alla Regione di annullare l'arretrato accumulato dalla sinergica azione, allora, a mio avviso, negativa, della Prefettura e dell'INPS. Il costo di tale convenzione non supera i 200.000 euro. Se ne deduce che la Regione è in grado di erogare finalmente un servizio efficiente, con un risparmio netto di 160.000 euro l'anno.

Attualmente il servizio regionale delle provvidenze agli invalidi civili in soli tre mesi è riuscito a recuperare, praticamente, dai numeri che vi ho illustrato poc'anzi, il 40 per cento dell'arretrato accumulatosi in tre anni.

Al momento, per questioni organizzative l'INPS non risulta essere in grado di far fronte nemmeno all'elaborazione dei dati informatici che la Regione, pur non avendone l'obbligo, inserisce nel sistema INPS on line. Figuriamoci se dovesse fare l'istruttoria delle pratiche!

Detto questo e per arrivare al nocciolo della questione, ritengo che questa norma prevista nel comma 1 quater dell'articolo 1 arrechi non vantaggi ma danni alla Regione. Noi stiamo esaminando un assestamento di bilancio per recuperare il disavanzo della spesa sanitaria, in gran parte, e per una parte facciamo anche dell'altro su questo assestamento di bilancio. Allora, se l'assestamento di bilancio deve coprire un disavanzo nel bilancio della sanità, certo, sono trasferimenti statali, ma sono comunque trasferimenti ai quali provvediamo anche noi per la quota di fondo regionale, mi chiedo se con un assestamento di bilancio dobbiamo costituire maggiori spese per la Regione sarda. Mi sembra che questo non sia il fine dell'assestamento presentato, non sia il fine dell'azione della Giunta fin qui svolta, non sia negli intendimenti della Giunta nel prossimo futuro.

Ritengo che i sedici operatori, e l'istituzione del servizio è stata fatta a tempo di record, proprio per recuperare quelle tremila pratiche che a dicembre del 2003 giacevano inevase a seguito del trasferimento delle competenze dallo Stato alla Regione, abbiano operato in maniera devo dire encomiabile; sono stati recuperati denari, sono state evase pratiche, c'è il pieno sostegno e condivisione dei patronati e delle associazioni che, a loro volta, ritengono dannoso questo comma 1 quater dell'articolo 1, lettera d) dell'assestamento di bilancio, che assegna irrimediabilmente all'INPS la delega del servizio per la concessione di provvidenze a favore degli invalidi civili.

Ora, se la Regione dovesse delegare le predette funzioni all'INPS, il servizio degli invalidi civili istituito presso l'Assessorato alla sanità che fine farà? Sarà soppresso? Sarà mantenuto? Che fine faranno quei dipendenti che hanno deciso coraggiosamente di investire nel nuovo servizio e ancora, anche contro la volontà a volte dei loro precedenti dirigenti, si sono resi disponibili per il servizio di nuova istituzione? La Regione a quel punto cosa farà? Darà loro il benservito a favore dell'I.N.P.S., e così vi sarà un aggravio per le casse regionali.

Premetto ancora che la funzione di concessione della previdenza è delegata, non è trasferita. Ne consegue che essa non può avere una durata temporanea e pertanto può essere revocata per gravi inadempienze contrattuali o eventualmente non rinnovata allo scadere del contratto triennale.

Io invito i colleghi, invito la Giunta e l'assessore Pigliaru a riflettere sugli effetti di questo comma; effetti che andrebbero contro quanto emerso nel corso della discussione generale lunga e approfondita, anche sugli emendamenti allora presentati, sulla legge numero 12. Invito a riflettere sugli effetti negativi di tipo economico che potrebbe produrre l'approvazione di questo comma e soprattutto sulla possibilità che i funzionari della Regione sarda perdano la motivazione necessaria per un buon svolgimento del loro lavoro .

In ultimo vorrei sottolineare che qualora questo comma trovi l'approvazione dell'Aula, si può configurare senz'altro come norma intrusa nel disegno di legge.

PRESIDENTE.. Ha facoltà di parlare il consigliere Vargiu per illustrare l'emendamento 86.

VARGIU (Riformatori Sardi). Giusto per poter completare il ragionamento, magari brevemente, che ha fatto il collega Capelli, visto che gli emendamenti 87 e 145 erano identici, questo è un emendamento che sopprime alcune parole all'interno del comma 1 quater della lettera d) dell'articolo 1.

Il problema che noi solleviamo sostanzialmente con questi emendamenti è relativo al fatto che durante il lavoro in Commissione, e con una stesura che forse non è stata colta immediatamente da tutti i commissari, la Giunta ha introdotto una modifica alla legge che il Consiglio regionale aveva approvato, la legge 12, sulle invalidità civili.

Detto francamente, difficilmente può essere adottato all'interno di una legge di assestamento di bilancio questo metodo, nel senso che per la mia esperienza nella passata legislatura, in più di una circostanza è stato fatto rilevare da autorevoli colleghi come le leggi di bilancio e le leggi di assestamento di bilancio siano delle leggi nelle quali si parla di numeri e di contabilità e tutto ciò che è normativa andrebbe forse meglio riservato a momenti specifici in cui si discute appunto di normativa.

Il collega Gian Valerio Sanna è stato uno dei colleghi che nella scorsa legislatura ha con più forza sostenuto questo principio; principio che nella scorsa legislatura, va detto con chiarezza, non è mai stato applicato sino in fondo, però il segnale che voi oggi ci state dandoci fa capire che anche in questa legislatura ci troveremo di fronte ad un atteggiamento che nella scorsa legislatura è stato dal centrosinistra ampiamente condannato, a mio avviso, con piena ragione, come ebbi modo di dire in più di una circostanza.

Ciò premesso va detto che questa norma intrusa che modifica la legge numero 12 crea anche dei problemi sostanziali; il Consiglio regionale infatti aveva introdotto all'interno della legge numero 12, una serie di norme che, in maniera rigida, vincolavano agli impegni che avrebbe assunto chi stipulava una convenzione con la Regione.

Questo si era fatto, ben avendo in mente che, fondamentalmente, fosse l'I.N.P.S. l'ente di riferimento, per fare in modo che l'I.N.P.S. potesse essere assoggettato alla necessità di arrivare alla definizione completa della pratica, cioè sia per la parte che prima era di competenza delle Prefetture, che ora è in carico alla Regione, sia per la parte erogativa che invece è di competenza diretta dell'I.N.P.S., in un lasso di tempo certo, che si era individuato nei sei mesi, i sei mesi aggiunti a quelli previsti per gli accertamenti delle ASL costituivano un tempo certo, all'interno del quale il cittadino aveva diritto di conoscere la risposta alla sua richiesta di provvidenze per l'invalidità.

Quindi ci sembrava, sembrava all'intero Consiglio regionale che approvò quella legge all'unanimità, che il ragionamento che l'I.N.P.S. fosse costretta a rispettare per i due passaggi dei tempi certi e che contemporaneamente fosse costretta a pagare una penale, qualora i tempi stretti non fossero stati rispettati, giustificasse il fatto che la Regione comunque nel far la convenzione con l'I.N.P.S. si dichiarava disponibile ad erogare delle risorse economiche all'I.N.P.S. per l'attività che gli veniva delegata.

Quindi si trattava di un meccanismo che era finalizzato all'efficienza e alla garanzia del diritto del cittadino di avere una risposta in tempi certi dal momento della presentazione della domanda.

Ora, smantellare questo meccanismo forse renderà più facile fare la convenzione con l'I.N.P.S., però in realtà è un regalo gratuito all'I.N.P.S., è un torto gratuito ai cittadini che non vedono più riconosciuti né tempi certi e né la sicurezza che se i tempi certi non sono mantenuti in qualche misura l'I.N.P.S. deve sanare il danno che al cittadino stesso verrebbe in questo modo procurato.

Quindi, noi chiederemmo che si ritornasse alla stesura originaria della legge 12 approvando questo emendamento che cassa ciò che è stato interpolato in Commissione. .

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa per illustrare l'emendamento 118.

LA SPISA (F.I.). L'emendamento riguarda la tabella A ed è il primo di una serie di emendamenti che, io credo, possono essere illustrati in maniera molto semplice. L'emendamento 118, in particolare, , riguarda la problematica relativa alla diffusione della cultura informatica e quindi, come previsto anche nella legge esitata a suo tempo, si parla di iniziative di informatizzazione, di alfabetizzazione informatica e linguistica che sono considerati obiettivi di particolare rilevanza. Erano considerati tali perlomeno nella legge istitutiva nella prospettiva di una valorizzazione di queste conoscenze e della loro diffusione con particolare riguardo ai giovani e alle famiglie.

L'emendamento ha evidentemente lo scopo di segnalare il fatto che una decurtazione di risorse può non essere opportuna e quindi è in qualche modo anche implicitamente una richiesta di chiarimento su quale sia il motivo per cui queste risorse siano state considerate non più necessarie da parte della Giunta.

PRESIDENTE. L'emendamento 60 a firma Cappai e più è privo della copertura finanziaria.

Ha facoltà di parlare il consigliere Cappai per illustrare l'emendamento 96.

CAPPAI (U.D.C.). Presidente, l'emendamento 60 è certamente senza copertura finanziaria, comunque lo illustriamo insieme al 96, in quanto hanno lo stesso intento, cioè rimpinguare lo stanziamento previsto nell'UPB S05046 portandolo a 10 milioni di euro, eliminando quindi la riduzione di 600 mila euro prevista nell'assestamento.

Ricordo che questa era stata una richiesta avanzata fortemente dal centrosinistra nella predisposizione del bilancio del 2004. Mi meraviglia che lo stesso centrosinistra oggi conceda, o meglio, non si esprima sul taglio di 600 mila euro previsto in questa UPB. Mi dispiace che non sia presente il collega Alberto Sanna che ha sempre difeso il fermo biologico.

Quindi, noi chiediamo con questo emendamento che venga ripristinato l'importo iniziale dello stanziamento, riportandolo a 10 milioni di euro. Un taglio di 600 mila euro non è giustificato, perchè poi saremo costretti successivamente a reintervenire, a meno che non succeda qualcosa di nuovo, cioè che si approvi in brevissimo tempo una norma che abolisca il fermo biologico.

PRESIDENTE. Anche l'emendamento 117, è sullo stesso argomento, pur essendo diversa la copertura, quindi viene dato per illustrato. Ha facoltà di parlare il consigliere Cappai per illustrare l'emendamento 97.

CAPPAI (U.D.C.). Io vorrei richiamare l'attenzione dell'Aula sull'importanza di questo emendamento. Non più tardi di quindici giorni fa abbiamo ricevuto le associazioni di categoria del settore agricolo che insieme ad alcuni sindaci hanno chiesto alla Commissione agricoltura garanzie sulla lotta alla virosi del pomodoro. Hanno anche chiesto alla maggioranza di centrosinistra di chiarire come intenda combattere questa malattia e quali interventi questa Giunta intenda mettere in campo per sostenere il reddito di quelle famiglie che oggi, soprattutto nel basso Campidano, curano, attraverso le serre, la produzione di questi prodotti agricoli.

Lo stanziamento di un milione di euro era stato anche questo difeso a spada tratta dall'attuale Presidente della Commissione agricoltura, allora capo dell'opposizione all'interno della Commissione. L'onorevole Sanna dieci giorni fa, davanti ai sindaci dei comuni di Assemini, Villaspeciosa, Vallermosa e altri, si era impegnato a chiedere uno stanziamento, da avere a tutti i costi, di un milione di euro appunto. Oggi però lo stesso Presidente accetta che quella sua richiesta venga dimezzata, cioè lo stanziamento per la lotta contro i parassiti delle colture agrarie venga stabilito in cinquecento mila euro.

Io vorrei invitare soprattutto i componenti della Commissione agricoltura a stare molto attenti perché davanti ai sindaci abbiamo preso unanimemente degli impegni sulla materia, infatti nel corso dell'audizione la Commissione ha unanimemente condiviso le lamentele degli operatori. Chiederei perciò alla maggioranza di ripristinare nel capitolo 06155 dell'UPB S06040 l'importo originario di un milione di euro, risorse che probabilmente non saranno neanche sufficienti.

PRESIDENTE. .. L'emendamento 116 è uguale all'emendamento 97 testè illustrato dall'onorevole Cappai. Sono diversi i firmatari e cambia anche l'unità previsionale di base su cui si opera la copertura. L'emendamento 116 viene dato per illustrato dai presentatori.

L'emendamento 38, a firma Cappai e più, è privo di copertura finanziaria; essendo un soppressivo parziale, ovviamente si crea uno sbilancio, per cui bisogna prevedere quale destinazione dare alle somme soppresse.

Gli emendamento 14 e 94 a firma Ladu e più sono totalmente uguali mentre nel 115 a firma La Spisa e più cambia la copertura. Ha facoltà di parlare il consigliere Ladu per illustrare gli emendamenti 14 e 94.

LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, questo emendamento, relativo all'abbattimento dei costi energetici a favore dei consorzi di bonifica, pone l'accento sulla difficile situazione che stanno attraversando in questo momento non tanto i consorzi di bonifica, quanto i destinatari ultimi di questi finanziamenti, cioè gli agricoltori.

Noi negli anni scorsi assegnavamo un contributo ai consorzi di bonifica, che sopportavano costi energetici per il sollevamento dell'acqua molto alti. In questo modo i consorzi a loro volta potevano contenere le tariffe dell'acqua a carico degli operatori del settore agropastorale.

Oggi, se questo emendamento non dovesse essere accolto, i consorzi di bonifica, per chiudere i propri bilanci, saranno costretti ad aumentare le tariffe per l'irrigazione e quindi a gravare ulteriormente su un settore che è già fortissimamente in crisi.

Ne abbiamo già parlato in altre occasioni in questo Consiglio regionale, e credo che ne riparleremo anche fra non molto; sicuramente, soprattutto in merito ai consorzi di bonifica, qualche cosa va rivista perché secondo noi ci sono forse degli sprechi che vanno eliminati, però non vorremmo che i costi eccessivi poi gravassero soprattutto sugli agricoltori. Se è vero come è vero che occorre affrontare il discorso su tutti i consorzi in genere, e che probabilmente si può procedere ad una ulteriore semplificazione dei consorzi di bonifica, perché alcuni possono essere tranquillamente accorpati, rimane il fatto che questo capitolo, questa voce incide soprattutto sul mondo agropastorale.

Poi vedremo anche quali sono le altre cause della crisi, però questa dell'alto costo dell'acqua per irrigazione ne è una componente importante; perchè sono costi che oggi pagano comunque gli agricoltori; e a questi costi dobbiamo aggiungere quelli per i mezzi agricoli, per i mangimi, per i concimi ed altri ancora che, effettivamente, rendono praticamente impossibile oggi continuare a vivere nel mondo delle campagne.

Si è parlato anche di possibili interventi da parte del governo della Regione, interventi che mi rendo conto non sono semplici, considerata la crisi che ha anche altre motivazioni, come dicevo, però io credo che questo emendamento meriti una considerazione da parte della maggioranza, perché se non fosse accolto significherebbe che graveranno sul mondo agro pastorale costi sempre più pesanti; e mi pare che al momento questo non sia opportuno.

La crisi del settore abbiamo già detto che ha motivazioni diverse, fra queste ricordiamo la carenza di infrastrutture e la difficoltà a competere sui mercati italiano ed europeo. Quindi noi dobbiamo intervenire su un tessuto che oggi ha bisogno di profonde trasformazioni e interventi radicali.

Pertanto io credo che l'emendamento, pur non prevedendo una misura molto importante, possa essere accolto, però il comparto nel suo complesso ha bisogno di interventi forti, e senza fare demagogia, perché ci rendiamo conto che il momento è molto delicato, si può cercare di trovare delle soluzioni per evitare uno spopolamento delle campagne, per fare in modo che un comparto che è stato e che probabilmente costituisce ancora l'asse portante della nostra economia abbia la possibilità non dico di vivere ma almeno di sopravvivere.

Credo che in Sardegna oggi ci siano le condizioni perché ci sia una ripresa dell'intero settore; pertanto invito il Consiglio ad accogliere questo emendamento che sicuramente avrà ricadute importanti su tutto il comparto agropastorale. PRESIDENTE. L'emendamento 115, La Spisa e più, uguale ai precedenti tranne che per la copertura finanziaria che fa riferimento ad una diversa unità previsionale, si dà per illustrato.

Per illustrare l' emendamento 95, Cappai, Capelli e più, ha facoltà di parlare il consigliere Cappai.

CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, un breve intervento per sottolineare l'importanza di questo emendamento. Vorrei richiamare l'attenzione sui due capitoli della UPB S06062 cui fa riferimento questo emendamento. Il primo è il capitolo 06234 che prevede un contributo straordinario al Consorzio interprovinciale per la frutticoltura di Cagliari, Nuoro ed Oristano da destinare ad Agrosarda. Agrosarda è una società che opera all'interno del Consorzio provinciale per la frutticoltura, creata tanti anni fa con lo scopo di svolgere funzioni inerenti il controllo di qualità dei prodotti agricoli. Questo capitolo ha una dotazione iniziale di 250 mila euro.

La Giunta, in assestamento propone di togliere 150 mila euro. Mi chiedo se Agrosarda potrà con i restanti 100 mila euro svolgere i compiti istituzionali per cui è stata creata. Lascio a voi la valutazione in un momento di particolare difficoltà per il settore agricolo, ma soprattutto per quanto riguarda la commercializzazione dei nostri prodotti e quindi il controllo di qualità dei medesimi.

Mi domando quindi se non sia il caso di non creare problemi ad Agrosarda ripristinando lo stanziamento di 250 mila euro in modo che quella società possa svolgere correttamente il proprio compito che poi, ripeto, è il suo compito istituzionale.

Allora diciamo che non faremo più i controlli di qualità quindi, non delegando nessuno a farli, elimineremo la società Agrosarda; e, in base alle cose che si sentono, può darsi che questo sia anche nelle intenzioni della Giunta o del suo Presidente. Comunque, per il momento la società è in attività, sicuramente sinora avrà svolto il suo compito e gli impegni assunti devono essere certamente mantenuti.

L'altro capitolo della unità previsionale di base che viene decurtato è lo 06325 relativo, anche qui richiamo l'attenzione dell'Aula, a "spese per la valorizzazione e il potenziamento dei prodotti locali di origine protetta del settore lattiero caseario". Questo capitolo aveva una dotazione iniziale di 500 mila euro, voi in assestamento togliete 330 mila euro.

Vorrei richiamare l'attenzione della Giunta, ma soprattutto l'attenzione di quest'Aula sull'importanza che ha questo capitolo in un momento in cui allevatori e associazioni di categoria siedono ancora, e sono passati due mesi, a quel tavolo tecnico - è stato definito così dall'assessore Addis - per raggiungere un accordo sul prezzo del latte, accordo che nonostante l'intervento del presidente Soru non è stato ancora raggiunto.

E oggi noi togliamo fondi a questo capitolo che invece, in un momento come questo, deve mantenere lo stanziamento iniziale, se non addirittura vederlo aumentare, in quanto volto alla valorizzazione e al potenziamento dei prodotti del settore lattiero caseario. Attività che può concorrere a far recuperare una parte di reddito agli allevatori. .

Quindi, l'invito che faccio alla Giunta è di ripristinare lo stanziamento iniziale in questi due capitoli.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Ladu per illustrare l'emendamento 12 a firma Ladu, Onida, Murgioni.

LADU (Fortza Paris). Questo emendamento chiede il ripristino degli stanziamenti iniziali previsti per la valorizzazione dei prodotti D.O.P. lattiero caseari. E' pertanto un altro emendamento centrale nella risposta alla crisi che sta attraversando oggi il comparto agricolo; e noi riteniamo, pur nella consapevolezza dei problemi seri che ostacolano il recupero del comparto, che alcuni interventi possano essere programmati.

Noi oggi siamo consapevoli che la riduzione o, meglio, l'eliminazione totale delle incentivazioni date per l'esportazione del pecorino romano, (dal luglio 2004 non vengono più dati i contributi), ha causato di fatto una riduzione del prezzo del latte. Infatti, poiché circa il sessanta, forse quest'anno il settanta per cento del latte ovino viene trasformato in pecorino romano, qualsiasi riduzione effettuata sul prezzo del prodotto pecorino romano poi incide pesantemente anche sul prezzo del latte.

Ecco perchè noi diciamo che effettivamente, considerato che oggi non c'è più la possibilità di incentivare le esportazioni, tutto il settore ha bisogno di una rivisitazione, ha bisogno di ulteriori interventi.

Io so che la Giunta, il Presidente, l'Assessore, stanno tentando di raggiungere un accordo sul prezzo del latte, però mi pare che risultati non se ne siano visti; io mi rendo conto che non è cosa semplice, che non si può imporre certamente il prezzo del latte a nessuno, però io credo che la Giunta regionale qualcosa possa fare, nel senso che può incentivare la trasformazione del latte ovino in altri tipi di formaggio, dando vita quindi ad alcune produzioni a denominazione di origine controllata che avranno la possibilità di entrare nei mercati, soprattutto italiani ed europei, e probabilmente americani. Io devo ricordare che l'Europa consuma grandi quantità di formaggio; in Germania oggi il consumo è di 17 chili pro capite. Sono quantità enormi, consumano molto più formaggio di noi, e quindi può essere un mercato disponibile ad accogliere i nostri prodotti. Allora, se la situazione è questa, difficilmente oggi si può raggiungere un accordo tra gli industriali e gli operatori del settore, perchè gli industriali naturalmente fanno la loro politica e i pastori viceversa vorrebbero che il prezzo del latte avesse almeno gli stessi costi della produzione, ma in realtà così non è.

Allora, poiché difficilmente noi possiamo dire oggi al presidente del Consorzio di tutela del pecorino romano di non produrre più pecorino romano, è chiaro che quello continuerà a farlo perchè quel consorzio deve andare avanti, dobbiamo fare un discorso molto semplice che ho già fatto e che ripeto. La Regione sarda dovrebbe incentivare altri tipi di produzioni in modo che non ci sia questa corsa comunque alla produzione del pecorino romano che, bisogna dirlo, è particolarmente diffusa in Sardegna perchè ha tempi di lavorazione veloci che consentono una serie di risparmi nella prima fase di produzione e di trasformazione, però poi effettivamente questo formaggio non entra nel mercato.

Quindi noi da un tipo di prodotto di altissima qualità che è il latte ovino non riusciamo a produrre un formaggio di uguale qualità. Riuscire a valorizzare questa filiera di produzione potrebbe determinare effettivamente la svolta nella crisi del mondo agropastorale.

La crisi che investe il mondo agropastorale oggi è dovuta a una diminuzione del prezzo del latte ovino, perchè tutte le altre voci del comparto sono assolutamente secondarie, quello che conta veramente è il prezzo del pecorino, il prezzo del latte. Da un rialzo del prezzo del latte conseguirà una ripresa dell'intero comparto.

Noi siamo convinti che da solo il mondo della pastorizia non riuscirà a uscire da questa situazione, è indispensabile che la Regione, pur nella consapevolezza che non è semplice intervenire in questa materia perchè non è che si possa imporre all'industriale di pagare di più, intervenga valorizzando altri tipi di produzioni, invogliando anche i produttori a fare altri tipi di formaggio.

Noi crediamo che benché la cifra indicata nel capitolo sia una cifra minima, può diventare una cifra importante se spesa in modo intelligente, se si riesce a individuare nuovi mercati per invogliare il mondo della pastorizia a cambiare tipi di produzione.

Oggi la situazione a me pare che sia assolutamente ingessata, che da soli gli operatori del comparto difficilmente riusciranno a superare questa crisi, però se interveniamo come governo della Regione, anche partendo da questo tipo di intervento, sono convinto che ci potrà essere un futuro diverso, un futuro di speranza anche per il mondo agricolo e pastorale, soprattutto perché la crisi del settore non è ancora esplosa in tutta la sua gravità.

Certo non saranno questi interventi che risolveranno il problema e che ci faranno uscire dalla crisi, però credo che questa possa essere la strada giusta per fare in modo che un comparto che ha caratterizzato la storia economica e sociale della Sardegna abbia un futuro, perchè secondo noi costituisce una voce importante per la nostra economia.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Oppi per illustrare l'emendamento 73 a firma Oppi, Capelli e più.

OPPI (U.D.C.). Si dà per illustrato. Approfitto per rivolgere una preghiera all'Assessore; avremmo l'esigenza di avere lo stato della spesa aggiornato, se è possibile per domani mattina, così da avere un quadro di riferimento più puntuale. L'ultimo stato della spesa è stato fornito infatti in Commissione nel mese di ottobre. PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa per illustrare l'emendamento 114.

LA SPISA (F.I.). L'emendamento 114 riguarda l'UPB S10027, capitolo 10083 sulle borse di studio per giovani laureati. Non comprendiamo perchè sia stata introdotta questa riduzione, se è determinata dal fatto che le procedure amministrative che sono preventivamente stabilite per l'erogazione di queste borse di studio siano state svolte in ritardo o perchè ci sia stata una richiesta inferiore alle aspettative.

Noi crediamo che forse il motivo non sia né l'uno né l'altro, ci rendiamo conto però che in ogni caso la decurtazione che, se non ricordo male, è del 50 per cento rispetto allo stanziamento iniziale, sia una decurtazione veramente rilevante, considerando soprattutto la finalità dello stanziamento. La concessione delle borse di studio mira a qualificare il livello di conoscenza dei nostri laureati per un migliore accesso al mercato del lavoro. Ci sembra francamente che questa sia una riduzione di spesa, rispetto anche ad altre riduzioni di spesa che se non giustificabili quantomeno possono essere più facilmente comprensibili, assolutamente non comprensibile, perchè contrariamente a quello che la maggioranza e la Giunta hanno detto in questi giorni, questi tagli incidono effettivamente su un fabbisogno diffuso.

Noi abbiamo proposto questo emendamento perchè crediamo che queste questioni attengano a scelte fondamentali e strategiche per la Regione, di qualunque maggioranza sia la funzione di indirizzo politico e di Governo; abbiamo quindi voluto far presente a tutto il Consiglio il segnale assolutamente negativo che viene dato al mondo giovanile, in particolare a chi tra questi giovani fatica per raggiungere un grado di formazione e di istruzione di alto livello.

PRESIDENTE. L'emendamento 11 viene dato per illustrato dai presentatori. Ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa per illustrare l'emendamento 113.

LA SPISA (F.I.). L'emendamento 113 è volto ad ottenere il ripristino della somma decurtata. Ci rendiamo conto che la quantificazione è sicuramente notevole e quindi l'emendamento certamente colpisce il massimo delle aspettative, ma non è necessariamente riducibile a quel livello di spesa, però sicuramente punta l'indice su un problema che non può che essere sentito, cioè quello della riduzione delle risorse per la formazione professionale.

È una questione su cui si è lungamente dibattuto nelle settimane precedenti, è una questione su cui noi crediamo si possa facilmente riflettere, vista l'importanza delle problematiche che vengono toccate da questo tema.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 10 è uguale al 119 tranne che, per l'unità previsionale di base utilizzata per la copertura finanziaria. Ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa per illustrare l'emendamento numero 10.

LA SPISA (F.I.). L'emendamento 10, così come il 119, riguarda la UPB S11058 e in particolare il capitolo 11070. In Commissione, quindi nel testo del proponente, era stato proposto un taglio di 200 mila euro sul capitolo 11069 e di due milioni e 500 mila sull'11070; complessivamente si ha un taglio di due milioni e 700 mila euro che viene definitivamente proposto al Consiglio, a seguito anche di una discussione svolta in Commissione, sul livello di trasferimenti che la Regione opera nei confronti del sistema delle scuole materne non statali sulla base della legge numero 31.

Ricordo al Consiglio che di questo tema si è discusso molto, in numerose occasioni e quasi sempre in occasione della discussione della manovra finanziaria o dell'assestamento come in questo caso.

Noi abbiamo una riduzione di spesa che è notevole e che è stata, per volontà della stessa Commissione, concentrata tutta sui trasferimenti relativi alle spese in conto gestione delle scuole, riducendo quindi quella parte di trasferimenti che incidono soprattutto sulla capacità di esistenza delle scuole materne non statali, in particolare nei piccoli centri della Regione.

Credo che, soprattutto per chi vive l'esperienza amministrativa nei piccoli centri, sia di tutta evidenza che l'azione svolta dalle scuole materne non statali è di fatto un'azione di supplenza rispetto al sistema delle scuole per l'infanzia statali che risultano totalmente o in gran parte deficitarie in termini di numero, in termini di strutture, in termini di copertura del fabbisogno educativo.

Molte scuole materne non statali in alcuni piccoli centri svolgono una funzione essenziale, senza queste scuole i bambini resterebbero in famiglia, ed è un sistema scolastico a favore del quale la Regione, a partire dall'approvazione della legge numero 31/85, dei primi anni ottanta quindi, ha istituito un sistema di trasferimenti finanziari rilevante.

L'Assessore, in Commissione, ricordava che questa riduzione di spesa porta il livello dei trasferimenti allo stesso livello dell'esercizio del 2003, quindi viene modificato l'incremento di stanziamento deciso dal Consiglio regionale nel bilancio del 2004.

A mio avviso la stessa maggioranza non può non riconoscere la funzione pubblica che oggettivamente svolgono queste scuole, una funzione pubblica che si esplica in grandissima parte nella copertura di un servizio che il sistema statale non è in grado, non è capace di svolgere. Ora, considerare e giustificare questo taglio con la considerazione che si mantiene lo stesso livello dei trasferimenti degli esercizi precedenti non è una giustificazione accettabile; le spese di gestione per queste scuole non rimangono stabili.

Occorre tenere presenti i rinnovi contrattuali dei dipendenti, sono scuole fondate sempre di più non sull'azione di operatrici religiose ma di laici che chiedono l'applicazione dei contratti collettivi che vengono rinnovati annualmente o biennalmente. Questo comporta una lievitazione della spesa corrente di queste scuole che, obiettivamente, poiché queste sono scuole che operano nei piccoli centri, e e quindi riguardano un'utenza con un reddito basso o mediamente basso, non può essere coperta con l'incremento delle rette a carico delle famiglie, da ciò deriverà inevitabilmente una chiusura di queste scuole.

Io credo che dietro questa scelta di operare un taglio di queste dimensioni in questo settore vi sia una punta, almeno una punta, di ideologia, con qualche venatura - diciamo così - di statalismo evidentissima. Quando voi dite che i tagli non agiscono sul sistema sociale, non tenete conto di queste situazioni. Assessore, non si può dire che non si incide sul livello della spesa sociale se si effettuano tagli a questi livelli.

Su altri comparti abbiamo detto che una riduzione degli stanziamenti può essere comprensibile, ma non su questi che, come si rileva dagli ultimi emendamenti illustrati, riguardano la formazione, l'istruzione, il sistema educativo e formativo. In questo settore non si può negare, perché è un dato oggettivo, che la riduzione dei finanziamenti incida negativamente sulla gestione di queste scuole.

Inoltre, qualunque giustificazione si voglia addurre, se si facesse un piccolo sondaggio, anche a campione, in particolare per le scuole dei piccoli comuni, ci si renderebbe conto che l'incidenza della riduzione di questi trasferimenti è pesantissima per le scuole, e sarà pesantissima per le famiglie in un futuro non molto lontano, perchè scuole che non abbiano sufficienti trasferimenti da parte della Regione sono scuole che in gran parte potrebbero essere destinate alla chiusura. Io credo che un'ulteriore riflessione da parte di tutto il Consiglio su questo tema sia davvero importantissima.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa per illustrare l'emendamento numero 120.

LA SPISA (F.I.). Con questo emendamento si passa dal livello formativo educativo primario, quello della scuola per l'infanzia, a quello invece direi più elevato, che riguarda i centri di formazione di alto livello e di ricerca che costituiscono uno dei beni più preziosi che ha la Sardegna, perchè la Sardegna è una regione che ha un livello di istruzione e di ricerca universitaria sicuramente di qualità; una qualità che viene obiettivamente riconosciuta, spesso forse non compresa fino in fondo, magari a livello regionale, ma particolarmente apprezzabile per chi consideri la tradizione delle nostre due università e anche per chi consideri lo sforzo organizzativo e finanziario del sistema universitario sardo.

Dai centri tradizionali di Cagliari e Sassari è stato esteso su tutto il territorio regionale un sistema di istruzione universitaria di alto livello; è appunto il concetto di "università diffusa" di cui si tratta anche negli emendamenti successivi. Nell'emendamento 120 noi abbiamo posto l'attenzione sui trasferimenti incidenti sul fondo unico per l'università. Anche in questo caso nella proposta della Giunta vi è una riduzione di spesa che è stata in qualche modo limitata in Commissione in quanto si è passati dal milione e 500 mila euro della proposta originaria a un milione e 100 mila euro nella proposta della Commissione.

Il problema quindi è sentito, è forte, ma crediamo che ancora non sia stato fatto tutto lo sforzo necessario per affrontare in maniera decisa questo argomento, un argomento centrale in ogni politica di sviluppo. Se è vero, così come abbiamo letto nelle dichiarazioni programmatiche di avvio di legislatura, che la sfida per lo sviluppo del sistema economico e sociale della Sardegna, la si raccoglie, nel confronto sul mercato globale con le economie e con le società emergenti, particolarmente aggressive, soltanto puntando sulla più grande risorsa che abbiamo, quella del capitale umano e, quindi, sull'incremento del livello delle conoscenze dei nostri giovani, noi crediamo che sia contraddittorio prevedere, già in assestamento di bilancio, una riduzione dei trasferimenti a favore del sistema dell'università.

Anche in questo caso, la Giunta ha fatto osservare che la riduzione dello stanziamento riporta in realtà lo stanziamento definitivo ai livelli di esercizi finanziari precedenti. Obiezione anche in questo caso comprensibile, ma non giustificabile. È come se si dicesse a chi ha governato fino a adesso che tra i tanti mali che gli vengono, o ci vengono attribuiti, ci sia anche l'aver investito in queste ultime leggi finanziarie proprio sulla conoscenza, attraverso un sistema di aiuti all'università che nella politica del centrodestra negli ultimi anni ha costituito uno dei cardini nella scommessa per il futuro. .

Le università sono state destinatarie di trasferimenti sia attraverso il fondo unico, sia attraverso protocolli d'intesa basati anche su programmi di miglioramento, di investimento nella ricerca e nella didattica relativi proprio ai settori maggiormente innovativi. Io ricordo bene che con l'università è stato siglato nel penultimo anno di legislatura un protocollo d'intesa volto ad istituire corsi di laurea, dottorati di ricerca insegnamenti specialistici in particolare nei settori dell'Information and communication technology, delle biotecnologie e dell'energetica, cioè settori che, in particolare dal punto di vista della politica industriale, si individuavano come i più promettenti per il futuro e, nello stesso tempo, come i più trascurati.

Per anni abbiamo trasferito risorse per incrementare gli insegnamenti collegati alla cultura e alla lingua sarda, a valere sulla legge 26/97. Poco è stato fatto invece, come ho già detto, per incrementare quei settori della ricerca e della didattica che possono essere più promettenti per lo sviluppo sociale ed economico della Sardegna.

Allora come considerare questa riduzione di spesa? Dite che questo assestamento non incide sulla spesa sociale? E questo che cos'è? La diminuzione della spesa sull'università che effetto avrà? Probabilmente avrà l'effetto di deprimere forme di sperimentazione, di didattica e di ricerca proprio in questi settori innovativi. E' opportuno questo? Lo lasciamo alla vostra riflessione, considerando che voi stessi non dovete porvi in contraddizione con le premesse che avete posto all'avvio di questa legislatura.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento 7 ha facoltà di illustrarlo.

SCARPA (Gruppo Misto). Assessore, colleghi, il provvedimento che esaminiamo prevede alla tabella A, come rideterminazione e autorizzazione di spesa, alla UPB S11070, capitolo 11122, una riduzione del 20 per cento dello stanziamento originario previsto a favore dell'università di Cagliari e Sassari per la valorizzazione della cultura e della lingua sarda. Si tratta di risorse che devono essere utilizzate per la realizzazione e l'espletamento di corsi universitari in aree disciplinari individuate e indicate, specificamente, dalla legge 26.

Nel 2003 vennero stanziati 1 milione e 756 mila euro, nel 2004 lo stanziamento iniziale fu ugualmente di un 1 milione e 756 mila euro. Gli importi in questione sono determinati sulla base di un piano triennale che viene approvato con dei passaggi complessi previsti dalla legge numero 26, dove un ruolo centrale è dato all'Osservatorio sulla lingua e cultura sarda, che ha una composizione molto articolata e che indirizza la Giunta regionale nella distribuzione delle risorse a valere appunto sulla legge numero 26.

Questo emendamento fa parte di un piccolo gruppo di emendamenti che il mio partito ha presentato per richiedere la reintegrazione delle riduzioni operate sui fondi della legge numero 26, ve ne sono altri che riteniamo addirittura più impattanti su quelle politiche culturali, ma quelli li illustreremo successivamente. Quindi l'emendamento tende a ridurre, anzi a eliminare questa riduzione e se ne chiede l'approvazione.

PRESIDENTE. L'emendamento 29, uguale al precedente, si dà per illustrato. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 121 ha facoltà di illustrarlo.

LA SPISA (F.I.). Presidente, io illustrerei congiuntamente gli emendamenti numero 121, 122, 123 e 124, molto brevemente, perché affrontano la tematica di cui abbiamo discusso illustrando l'emendamento numero 120. Parliamo sempre di università e gli emendamenti riguardano le singole voci della tabella A, in particolare quelle relative ai capitoli della UPB S11070 che prevedono riduzioni di spesa non dello stanziamento a favore del fondo unico per l'università, ma degli stanziamenti previsti per l'università del Sulcis-Iglesiente, di Sassari, la facoltà teologica e i nuovi corsi universitari ad Alghero. Stiamo parlando di risorse destinate alle università della Sardegna che hanno istituito corsi decentrati sul territorio per venire incontro a un'esigenza di università diffusa che in qualche modo contribuisse a qualificare anche i territori periferici.

E' una scelta di fondo, lo dico convintamente, che sicuramente ha costretto il sistema universitario, e quindi anche il sistema regionale, a sobbarcarsi un onere finanziario molto più alto di quello che poteva essere previsto con il mantenimento della realtà universitaria centrata sui due poli di Cagliari e Sassari.

E' stata una scelta fatta, evidentemente, a ragion veduta, indotta da motivazioni di politica territoriale oltre che di politica dell'istruzione, motivazioni che sicuramente si richiamano alla positività di questi interventi. Certamente non sempre la razionalità prevale, sia dal punto di vista della gestione finanziaria, sia dal punto anche della qualificazione del livello della didattica e della ricerca, però certamente sono un tentativo che, una volta iniziato, non ci sembra opportuno e saggio interrompere. Per quanto si possa essere più o meno d'accordo sulla scelta di diffondere sul territorio la presenza delle università, e ci sono buoni motivi a favore sia dell'una che dell'altra tesi, credo, obiettivamente, che dare un segnale negativo sul fronte della politica finanziaria ora non sia opportuno.

Caso mai è più opportuno ridiscutere nel merito l'opportunità o meno di diffondere in questo modo e a questo livello l'insegnamento universitario sul territorio. In ogni caso noi crediamo che questo non debba essere fatto in assestamento di bilancio, ma in altri momenti e in altre sedi.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori degli emendamenti numero 71, 56, 72, 70 e 52 ha facoltà di illustrarli.

CAPELLI (U.D.C.). Si danno per illustrati.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare l'emendamento numero 139.

PIGLIARU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Con l'emendamento numero 139 , si propone di consentire alla Regione Sardegna di poter allungare la durata massima dell'ammortamento dei mutui dagli attuali quindici a trent'anni. E' una scelta che gran parte delle Regioni italiane ha già effettuato e che ha l'ovvia conseguenza di rendere più flessibile la gestione del debito finanziario della Regione che, come sapete, in questo momento è particolarmente serio, perché abbiamo raggiunto la massima capacità di indebitamento. Quindi questo è il significato tecnico di questo emendamento.

Da questa maggiore flessibilità, come si evince dalla lettura dell'emendamento, conseguono altre peculiarità, per cui si dice che la Giunta regionale con propria delibera stabilisce i criteri di contrazione e di emissione con specifico riferimento alla scelta tra tasso fisso e variabile, eccetera.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare l'emendamento numero 137.

PIGLIARU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Questo emendamento si riferisce al comma 1 della legge regionale 6 del 2004, e l'emendamento dice che: "In deroga a quanto stabilito dall'articolo 14, comma 5, della legge regionale 29 aprile 2003, il contributo da erogare alla fondazione Teatro lirico di Cagliari per l'anno 2004 resta determinato nello stanziamento iscritto in bilancio per lo stesso anno". Recentemente il contributo statale a favore dell'Ente lirico è aumentato per cui nel bilancio regionale attualmente è previsto 1 milione e 200 mila euro in meno rispetto allo stanziamento statale. Poiché siamo in una situazione, naturalmente, dal punto di vista finanziario difficile, crediamo che per il 2004 sia saggio e ragionevole limitare il finanziamento all'Ente lirico ai 10 milioni e 700 mila euro circa che sono attualmente iscritti in bilancio, senza dover aggiungere la cifra di 1 milione e 200 mila euro, che con la norma vigente dovremmo invece aggiungere.

Quindi, in pratica, si tratta di una deroga per il 2004 rispetto a quanto previsto nella legge citata nell'emendamento.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare l'emendamento numero 138.

PIGLIARU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Questo emendamento riguarda la necessità che la Regione ha di realizzare a regime l'articolazione regionale dell'Anagrafe nazionale dell'edilizia scolastica che allo stato, pur essendo uno strumento importante, funzionale alla messa a norma degli edifici scolastici, non è previsto al comma 3 dell'articolo 5 della legge regionale numero 6, del 24 aprile 2001; con questo emendamento si stabilisce che si possono impegnare i soldi per le spese di realizzazione e funzionamento a regime dell'articolazione regionale dell'Anagrafe nazionale dell'edilizia scolastica.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare l'emendamento numero 141.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Con l'emendamento numero 141 si sostituisce il comma 6 dell'articolo 7 della finanziaria del 2004. Il problema che affrontiamo con questo emendamento è il seguente.Esiste un debito della Regione di 7 milioni e 822 mila euro nei confronti della SIPAS, ed esiste un credito nei confronti della VALRISO della stessa cifra diminuita di 507 mila euro.

Nella finanziaria 2004 si riteneva di poter risolvere il problema del debito nei confronti della SIPAS facendo una compensazione tra il debito nei confronti della SIPAS stessa ed il credito nei confronti della VALRISO. Un esame più approfondito ha evidenziato che, essendo due personalità giuridiche distinte, questa compensazione non poteva essere fatta e, di conseguenza, rischieremmo di non poter usare i 507 mila euro a favore della copertura del debito nei confronti della SIPAS.

Quindi questa norma fondamentalmente definisce diversamente la destinazione di questi 507 mila euro, che sono considerati in questo emendamento quale acconto sul pagamento del debito della Regione Sardegna verso la stessa SIPAS.

Oltre questa nuova destinazione dei 507 mila euro, sempre quale acconto sul pagamento del debito della Regione Sarda nei confronti della SIPAS, la SIPAS appunto è autorizzata ad incassare le disponibilità sussistenti in fondi speciali che sono attualmente del tutto inoperanti.

Il primo è il fondo di dotazione da utilizzare quale anticipazione degli stanziamenti AIMA, il secondo è il fondo speciale per favorire l'accesso al credito delle aziende industriali ed agro-alimentari a godimento dei contributi CISE, complessivamente in questi fondi c'è una cifra pari a 2 milioni e 37 mila euro. Con questo emendamento si autorizza la SIPAS ad incassare questi 2 milioni e 37 mila euro come acconto del debito della RAS, insieme ai 507 mila euro.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio per illustrare l'emendamento numero 142. PIGLIARU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.

CAPELLI (U.D.C.). Non specifica?

PRESIDENTE. E' scritto, onorevole Capelli. Scusi, si dà per illustrato. CAPELLI (U.D.C.). Ho fatto una domanda.

PRESIDENTE.. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

PIGLIARU, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. L'emendamento 142 si riferisce all'UPB S11020 e fa riferimento all'Istituto storico arborense a cui, in base alla legge numero 6 del 1995, articolo 5, la Regione Sardegna concede a regime un contributo di 26 mila euro:Questo contributo non era stato iscritto nella legge finanziaria del 2004, quindi nell'emendamento proponiamo il ripristino dei 26 mila euro, cifra che rappresenta comunque un taglio del 50 per cento rispetto al contributo riconosciuto nel 2003.

CAPELLI (U.D.C.). Li prendiamo dalla UPB S03015?

PIGLIARU, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Sì, la copertura finanziaria è a valere sulla UPB S03015.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, ma non è questo il modo di procedere, Considero che l'emendamento si dia per illustrato. I colleghi prima dell'avvio della discussione recupereranno tutte le informazioni utili . Adesso siamo in fase di illustrazione.

Ha facoltà di parlare il consigliere Capelli per illustrare l'emendamento 88.

CAPELLI (U.D.C.). I beneficiari di questo emendamento sono alcune associazioni, facilmente individuabili anche se non espressamente menzionate. Ma, onde evitare ricerche affannose, posso elencarle direttamente;sono l'associazione teatrale "Bocheteatro", l'ente musicale di Nuoro e l'associazione culturale "L'Intermezzo"; sono associazioni ed enti già riconosciuti da tempo dalla Regione arda come organizzazioni stabili di spettacolo e cultura e la loro attività è riferita alla città di Nuoro, nonché al suo territorio, considerato come bacino d'utenza e riferimento progettuale di molte manifestazioni realizzate in decentramento.

La proposta contenuta nell'emendamento nasce dal riconoscimento di un polo nuorese di produzione e di circolazione di cultura musicale e teatrale cui destinare un incentivo secondo logiche di continuità rispetto agli interventi di finanziamento regionale e di coerenza con la politica di sostegno verso soggetti di provata capacità professionale.

L'emendamento vuole attuare finanziariamente quanto già richiesto dai soggetti beneficiari in sede di programmazione degli interventi previsti all'articolo 56 della legge regionale 1 del 1990, riconosce la particolare realtà strutturale in cui operano i soggetti beneficiari e, in particolar modo, le difficoltà logistiche proprie del territorio di riferimento, vastità, carenza di collegamenti efficienti e basso indice di popolazione residente, che determinano la non adeguatezza delle norme regolamentari che presiedono le azioni di finanziamento da parte della Regione Sarda e di rendicontazione da parte dei beneficiari.

In particolare, l'emendamento interviene a riavvicinare il finanziamento alle percentuali di ripartizione previste per la provincia rispetto al resto della Regione e mai rispettate in quanto gli indicatori risultano troppo rigidi e penalizzanti per una realtà invece viva e vitale. Si interviene soprattutto per sostenere una situazione gestionale penalizzata dalle percentuali di rendicontazione ora riconosciute che prevedono per il 2004 una copertura a carico dei beneficiari del trenta per cento del finanziamento richiesto. Tale percentuale dovrebbe essere coperta da altri finanziamenti o incassi da botteghino.

La particolare situazione del nuorese rende complessa la raccolta di risorse integrative pubbliche o private nonché problematico l'affidamento sugli incassi da botteghino; questa situazione si è concretizzata sia per la politica dei prezzi bassi, volutamente praticata nell'ottica del servizio al territorio, sia per le particolari proposte artistiche che coprono il target di pubblico specifico e sempre trascurato dalla programmazione culturale istituzionale, sia per le difficoltà strutturali già ricordate che portano ad una difficile mobilità del pubblico.

In sintesi si richiede l'attenzione e la valutazione dell'emendamento per un reale intervento di riequilibrio territoriale.

PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 143, 1, 23, 24, 26, 33, 34, si danno per illustrati. Ha facoltà di parlare il consigliere Oppi per illustrare l'emendamento numero 92.

OPPI (U.D.C.). Circa un anno fa moriva a Solarussa, mentre prestava servizio di guardia medica, la giovane Roberta Zedda; chiaramente vi fu in quella circostanza una sollevazione generale, e le categorie interessate chiesero che fosse garantita un minimo di sicurezza nel posto di lavoro. Vi fu una serie di incontri in Prefettura, si ricordò che negli anni '91/'92 furono impegnate ingenti risorse per dotare le sedi di molte guardie mediche di misure di sicurezza, ovviamente nei limiti delle possibilità, collegandole anche con le strutture delle forze dell'ordine.

Si era nel mese di agosto e, quindi, data l'urgenza della situazione, tutte le forze politiche chiesero con forza di attivare queste garanzie a fronte anche di una serie di scioperi articolati dei soggetti interessati. Provvedemmo quindi nell'arco di qualche giorno a predisporre tutti gli atti necessari affinchè le sedi di guardia medica fossero custodite da un vigilante per un certo numero di ore, ovviamente non nelle ore giornaliere, oppure fosse presente una seconda figura che poteva essere, ma vi erano difficoltà obiettive, eventualmente un infermiere o un'altra figura professionale.

L'emendamento che oggi proponiamo è una riproposizione di quanto avevamo disposto l'anno scorso, quando stanziammo il contributo necessario a garantire una vigilanza per le guardie mediche, per non svegliarci, come è successo l'anno scorso, con la notizia di un omicidio. .

Quindi, noi proponiamo questo emendamento, non abbiamo avuto il tempo di farlo firmare a tutti i Capigruppo come abbiamo fatto l'anno scorso, ma non credo che ci siano problemi, per garantire che la guardia medica possa essere supportata dalla doppia figura per dare stabilità e garanzia al medico che di fatto opera in difficoltà obiettive. Solo questo. Quindi, ci appelliamo alla Giunta perché voglia essere coerente con quanto noi abbiamo fatto l'anno scorso spinti da tutte le forze politiche.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Diana per illustrare l'emendamento numero 98.

DIANA (A.N.). Molto brevemente, Presidente, questo emendamento credo che si renda assolutamente necessario per dare risposte al comitato che ormai da tanti anni organizza l'Ardia di Sedilo. Nel 2003 il comitato per un errore certamente non voluto presentò la domanda in ritardo, credo otto, nove giorni dopo la scadenza, per cui la manifestazione venne esclusa dal contributo annuale che la Regione Sardegna riconosce alle manifestazioni di grande interesse e attrazione turistica come la Sartiglia, l'Ardia di Sedilo appunto, la Cavalcata Sarda e tante altre. Rilevo inoltre che per un errore materiale tra l'altro nell'emendamento la copertura finanziaria è diversa dal contributo richiesto che è di 50 mila euro.

PRESIDENTE. L'emendamento 135 si dà per illustrato. Ha facoltà di parlare il consigliere Capelli per illustrare l'emendamento numero 146.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, l'emendamento riguarda la particolare posizione ricoperta presso l'amministrazione dell'Ente foreste della Sardegna da diversi soggetti assunti col sistema del lavoro interinale e Co.Co.Co, il cui contratto di lavoro scade al termine del corrente anno.

Fondamentalmente questi lavoratori sono suddivisi in due categorie; vi sono i diplomati che, nel corso di questi anni hanno svolto attività ancora in corso di svolgimento legate alla realizzazione di progetti obiettivo. Un progetto obiettivo prevede la ricognizione e la conseguente valutazione dei beni immobili di proprietà d dell'Ente foreste.

L'accertamento della consistenza patrimoniale dell'Ente può consentire dunque, nel caso insorgessero esigenze in tal senso dei singoli cantieri o degli uffici, di affrontare in maniera realistica eventuali preventivi di spesa evitando sprechi a carico dei capitoli d'acquisto.

Per questi motivi è necessaria la continuità delle prese in carico dei beni acquistati ex novo e di quelli da dismettere a causa di obsolescenza o perché fuori uso, o perché non considerati più a norma dalle leggi in materia di sicurezza. A tale proposito gli stessi lavoratori hanno collaborato con il Servizio prevenzione e protezione.

Un seconda parte del progetto obiettivo perseguito da questi lavoratori diplomati concerne il recupero dell'archivio storico che è costituito da una mole innumerevole di documenti cartacei che riguardano un periodo che va dal 1973 ad oggi. L'attività relativa al progetto archivio storico, praticamente, ha raggiunto meno del 50 per cento degli obiettivi prefissati; tale fatto è dovuto soprattutto ad un'errata valutazione iniziale dei tempi necessari per il raggiungimento dell'obiettivo finale previsto dall'Amministrazione.

Il secondo gruppo riguarda gli impiegati interinali laureati; nel corso di questi anni queste persone hanno svolto attività relativa alla ricognizione, valutazione e stima di tutti i beni immobili dell'Amministrazione regionale seguendo lo stesso criterio del progetto obiettivo poc'anzi da me illustrato. Quindi, lavoratori Co.Co.Co., che nel corso di questi ultimi anni hanno svolto diverse attività relative, in particolare, al completamento del lavoro, iniziato con la vecchia Azienda foreste demaniali grazie alla concessione di una borsa di studio, che prevedeva la realizzazione di un inventario sistematico dei rimboschimenti eseguiti dall'Amministrazione forestale; lavoro svolto in qualità di componenti della Commissione beni immobili incaricati della realizzazione dell'inventario patrimoniale dei complessi forestali.

In conclusione, con questo emendamento si ritiene opportuno creare le condizioni giuridiche volte all'ottenimento del passaggio dalla condizione di lavoratori atipici con contratto interinale o Co.Co.Co. a quella di dipendenti dello stesso ente con contratto di lavoro a tempo determinato per un periodo non superiore a due anni e comunque fino all'espletamento dei concorsi per il completamento della pianta organica ai sensi delle disposizioni di cui all'articolo 52, comma quattro, della legge numero 31 del 1998, per poter proseguire l'attività evitando in tal modo, prima di tutto, la dispersione di risorse, la perdita di professionalità acquisite, nonché il mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati con il progetto obiettivo appunto.

Questi progetti obiettivo per la loro natura hanno un inizio e una fine, ma in realtà andrebbero costantemente aggiornati ad uso e beneficio di tutti. Questo emendamento propone l'assunzione diretta alle dipendenze dell'ente a tempo determinato dei dipendenti in questione consentendo prima di tutto un recupero di risorse rispetto ai contratti precedenti, ma soprattutto consentendo la continuità e il raggiungimento delle finalità del progetto decise nel momento in cui il progetto obiettivo era stato approvato dall'Amministrazione e, fatto rilevantissimo a mio avviso, far sì che non si perdano delle professionalità acquisite e che bene hanno fatto fino ad oggi nel lavoro che gli è stato assegnato dall'ente stesso.

PRESIDENTE. E' stato presentato un emendamento dagli onorevoli Diana e Liori, ammissibile, aggiuntivo all'articolo 1, che preghiamo di distribuire.

(Si riporta di seguito il testo dell'emendamento)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI

Art. 1

Dopo le parole "Cassa depositi e prestiti" sono aggiunte le seguenti; ";la stipula dei predetti mutui o prestiti obbligazionari è subordinata alla preventiva espressione del parere della competente Commissione consiliare in materia di bilancio.". (147)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Signor Presidente, il parere della Commissione è negativo sull'emendamento 87, e in sede di discussione generale darò le motivazioni, sul 145 sull'86; l'emendamento 118 è stato già presentato e discusso in Commissione e non è stato accolto, per cui anche su questo emendamento il parere della Commissione è negativo, così come è negativo sugli emendamenti numero 60, 96, 197 che è uguale al 96 e al 60, 97, già oggetto di discussione in Commissione e i non accolto, 116, uguale al97, 38, 14 94 e 115.

Il parere è negativo ancora sugli emendamenti numero 95 12 uguale al 95 73.

Il parere della Commissione sull'emendamento 114 è positivo se i proponenti accettano di riportare lo stanziamento previsto al livello del 2003, che era di 660 mila euro; altrimenti il parere è negativo.

Il parere della Commissione è negativo anche sugli emendamenti 11 e 113 relativi alla formazione professionale, e 10 e 119, che riguardano gli stanziamenti per le scuole materne. Su questi emendamenti torneremo durante la discussione generale e in quella sede diremo le ragioni per cui non sono accoglibili.

Sull'emendamento 120 il parere è negativo, infatti nonostante i tagli gli stanziamenti per la formazione universitaria sono comunque aumentati per il 2004, come ha riconosciuto anche uno dei presentatori dell'emendamento. Sempre sullo stesso argomento gli emendamenti numero 7 e 29 sui quali il parere della Commissione è negativo; ed il parere è negativo anche sugli emendamenti numero 121, 122, 123, 124. La Commissione accoglie gli emendamenti 71, contributo a favore della Lega Tumori e 56.

La Commissione non accoglie il 72 e il 70 che sono stati oggetto di discussione già in Commissione e neanche in quella sede accolti. Si esprime parere negativo anche sul 52. La Commissione esprime invece un parere favorevole sugli emendamenti numero 139, 137, 138, 141, 142 presentati, tutti, dalla Giunta regionale.

L'emendamento 88 e i successivi in prevalenza sono emendamenti aggiuntivi e riguardano tutti, o quasi tutti, spese di nuova istituzione.

Non è inutile ricordare che stiamo esaminando un disegno di legge di assestamento limitato esclusivamente, o quasi esclusivamente, alla copertura del fabbisogno determinato dal disavanzo della spesa sanitaria per il 2003; quindi, su tutti gli emendamenti che riguardano altre materie proposte dai colleghi il parere è negativo non, lo sottolineo nel merito dei problemi e delle tematiche proposte, ma è negativo per la necessità di contenere la spesa.

Saranno questi argomenti, se si vorrà, oggetto di discussione in altra sede, in manovra generale di finanziaria e di bilancio del 2005, tenuto conto anche in quel caso però di tutte quelle limitazioni che abbiamo già visto e che vedremo più avanti, e che non so se consentiranno di sostenere spese aggiuntive. Sull'emendamento143 il parere è favorevole in quanto riguarda una spesa già autorizzata, non ci sono elementi aggiuntivi.

Sull'emendamento 1 il parere è negativo anche se non si tratta di nuove spese; la materia è stata discussa abbondantemente in Commissione per quanto riguarda la promozione degli interventi nel settore dello sport, e in questo caso più specificatamente dei sodalizi sportivi che partecipano ai campionati femminili già beneficiari dell'intervento di promozione da parte della Regione. Sull'emendamento 23 anche questo ripropone una materia che è stata oggetto di discussione in quasi tutte le finanziarie che io ricordi, quello dell'equità del contributo derivante alle imprese di trasporto pubblico locale, per coprire quanto dalla legge previsto, siamo in deficit rispetto agli obblighi previsti dalla legge da tantissimi anni e penso che anche quest'anno purtroppo non sia possibile dare soddisfazione a questo fabbisogno, che forse è anche reale. Sull'emendamento 24 la Commissione esprime un parere positivo se viene unificato all'emendamento 142, presentato dalla Giunta regionale e nei limiti dell'importo previsto da quest'ultimo, quindi non cinquanta mila euro bensì 26 mila.

Il parere è negativo sugli emendamenti 26, 33 e 34. La Commissione esprime parere favorevole sull'emendamento 92, perché tutti pensiamo che questo tipo di protezione del sistema di guardie mediche vada mantenuto e vada finanziato. Ringraziamo il collega Oppi e gli altri colleghi presentatori per aver posto il problema, e se l'emendamento fosse stato proposto prima alla discussione sicuramente avremmo firmato anche noi questo testo nel quale si impegnano risorse a valere sul bilancio del 2005.

Sull'emendamento 98, pur comprendendo ed apprezzando le ragioni che hanno indotto il collega Diana a presentarlo, il nostro parere è negativo.

L'emendamento 135 propone misure aggiuntive di spesa che non sono giustificate ed accoglibili in questa fase, se ne discuterà quindi in altro momento, anche se il discorso dei finanziamenti per le realizzazioni di strade o di altre infrastrutture è più legato a finanziamenti di programmi attraverso le norme ordinarie che attraverso specifici interventi finalizzati a soddisfare i bisogni molto, molto contenuti. Il parere della Commissione è negativo anche sull'emendamento 146.

PRESIDENTE. Onorevole Secci deve esprimersi anche su un altro emendamento aggiuntivo.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. La Commissione, non avendolo esaminato, si rimette all'Aula su questo emendamento numero 147, anche se a mio parere non è il caso di complicare ulteriormente i procedimenti amministrativi già di per sé difficili. PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

PIGLIARU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta sull'emendamento numero 87 è negativo e mi riservo in sede di discussione generale di fornire le motivazioni.; il parere della Giunta è negativo anche sugli emendamenti numero 145, 86, 118, 96, 117, 97, 116, 38, 14, 94, 115, 95, 12. Sull'emendamento 114 il parere è conforme a quello della Commissione, cioè si accoglie l'emendamento se vi è la disponibilità a riportare lo stanziamento per le borse di studio ai valori del 2003 sulla UPB 03015.

Sugli emendamenti numero 11, 113, 110, 119, 120 il parere è negativo e ne diremo successivamente le ragioni. Il parere è ugualmente negativo sugli emendamenti numero 7, 29, 121, 122, 123, 124, 72, 70, 52, 88, , 1, 23, ; 26, 33, 34, 98, 135, 146, il parere è negativo anche sull'emendamento 147

PRESIDENTE. È un emendamento all'emendamento, la Commissione si è rimessa all'Aula.

PIGLIARU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere è negativo. La Giunta esprime parere positivo sugli emendamenti numero 71 e 56 con copertura sulla UPB 03015, 139, 137, 138, 141, 142, 143, il 24 e il 92.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Io direi che i lavori del Consiglio si stanno svolgendo sulla falsariga di quanto avvenuto in Commissione, durante l'esame del disegno di legge di assestamento di bilancio. La minoranza ha presentato una serie di proposte perchè fosse possibile una discussione tra le parti, e devo dire che con l'assessore Pigliaru, in modo particolare, è stato possibile dialogare ed avere in alcuni casi positive indicazioni ed anche, nei casi in cui non si è acceduto alle proposte della minoranza, comprensibili e logiche spiegazioni.

Credo che su questa falsariga si possa procedere nei lavori dell'Aula e vorrei ripetere quanto ho detto stamane in Commissione, cioè se siamo qui per un confronto, per ascoltarci, per dialogare e comprenderci, oppure se c'è una scelta pregiudiziale, predeterminata di non accoglimento delle proposte della minoranza e quindi di procedere con una superficiale, veloce visione degli emendamenti e con l'approvazione del disegno di legge.

Non mi sembra che in questa prima parte dell'analisi degli emendamenti all'articolo 1 sia questa la scelta, nel senso che prendo atto che si è disponibili a verificare le proposte della minoranza che, come avete visto, non sempre sono proposte di tipo strumentale o demagogico ma, come nel caso per esempio, dell'emendamento per l'integrazione del fondo per la sicurezza delle guardie mediche, sono proposte che, in piena collaborazione tra le forze di centrodestra e centrosinistra, di maggioranza ed opposizione, consentono di interveniire nel momento opportuno per evitare di creare scompensi in momenti successivi in quanto una mancata copertura finanziaria non consentirebbe la prosecuzione del servizio.

Tornerò ovviamente nella discussione al momento delle dichiarazioni di voto sugli emendamenti 87 e 86 per invitare comunque a quel lecito, corretto confronto che c'è stato finora con la Giunta e con l'Assessore in merito al comma quater dell'articolo 1. Continuo a dire che dovremmo evitare di portare argomentazioni che siano in contraddizione con quello che... Presidente, ho finito. Grazie.

OPPI (U.D.C.). Ha detto "ho finito" perché era disturbato dalle conversazioni dei colleghi.

PRESIDENTE. Io faccio del mio meglio, ma molto è affidato all'autogestione, al nostro comportamento in Aula. Chiedo scusa per conto di tutti consigliere Capelli.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, io ho ascoltato con attenzione i numerosissimi pareri negativi espressi sugli emendamenti che sono stati proposti, che non erano emendamenti certamente di maniera, non erano demagogici ma cercavano di riportare un pochino di ordine in questa materia, perchè i tagli che la Giunta ha operato non ci hanno convinto in Commissione e non ci convincono neanche in Aula, ovviamente.

A nostro avviso alcuni degli emendamenti presentati avrebbero meritato maggiore attenzione da parte della Commissione e spero la meritino da parte dell'Aula. Fra questi ricordo gli emendamenti sul mondo agricolo, sulla formazione professionale, sui contributi alle scuole materne e sugli interventi per le università.

Sono quattro argomenti che, ovviamente, tutti quanti abbiamo a cuore, ma credo che stiano a cuore anche ai colleghi della maggioranza, dai quali purtroppo anche oggi, nonostante gli sforzi della professoressa Cerina, ancora nessuno ci dà il conforto di una parola, al di là delle condizioni claudicanti del collega Presidente della Commissione, che ci auguriamo siano un fatto assolutamente momentaneo perchè abbiamo estrema necessità del Presidente della Commissione bilancio. In definitiva sarebbe stata necessaria maggiore attenzione.

Io ho esaminato attentamente gli emendamenti presentati dalla Giunta e mi sono permesso di presentare un emendamento all'emendamento; e ringrazio il Presidente del Consiglio per averlo accolto, non ringrazio invece la Giunta per averlo non accolto. Però credo che averlo presentato serva a sollevare un problema. L'emendamento 139 della Giunta regionale probabilmente, dico probabilmente, non ne sono certo, prelude ad una modifica della legge regionale numero 6, e questo può anche andare bene. Dice l'emendamento: "I mutui e i prestiti obbligazionari di cui ai precedenti commi 1 e 8 possono essere stipulati per una durata massima di ammortamento..." eccetera. Considerando che la legge 37 già disciplinava la materia, non capisco la necessità di questo emendamento, e perciò la sua presentazione mi preoccupa, perchè la Giunta regionale ritiene, con propria delibera, di stabilire i criteri di contrazione ed emissione anche con specifico riferimento alla scelta tra tasso fisso e variabile, nonché il tasso massimo da corrispondere eccetera, eccetera. Tra l'altro si individua per la prima volta il termine massimo di contrazione dei mutui, quando invece per la nostra legislazione c'era un termine minimo.

Io mi sono permesso di sottoporre all'attenzione della Giunta, perchè prevedo quali siano le finalità di questo emendamento, e all'attenzione dell'Aula un emendamento nel quale si dice che la stipula di predetti mutui o prestiti obbligazionari è subordinata alla preventiva espressione del parere della competente Commissione consiliare in materia di bilancio, giusto per riportare all'interno del Consiglio regionale decisioni sulle quali il Consiglio stesso probabilmente non potrebbe tornare.

Peraltro l'autorizzazione a contrarre mutui o obbligazioni è un'autorizzazione che viene concessa dal Consiglio regionale volta per volta quando se ne ravvisi la necessità. Allora, può anche essere che io non abbia capito bene i termini della questione, la cosa potrebbe anche non apparire strana, fatto sta che io ritengo che un emendamento di questo genere, così come è stato concepito dalla Giunta, non sia assolutamente necessario, peraltro l'articolo 9, o meglio, il comma 9 della legge 6 faceva già chiarezza anche su questa questione. Se il problema era solo quello di aumentare il termine massimo per la contrazione dei mutui probabilmente non c'era necessità di concepire un simile emendamento.

Se invece lo scopo di questo emendamento è un altro, allora io credo che il Consiglio regionale qualcosa la debba e la possa dire. Ecco perchè ho chiesto che in sede di contrazione di mutui o di obbligazioni, sia meglio, anzi necessario probabilmente, che la Commissione consiliare competente si pronunci.

Ho incentrato il mio ragionamento su questo emendamento e non mi soffermo sugli altri, per i quali credo non sia necessario, vista anche l'ampia discussione che abbiamo fatto in Commissione e che si è ripetuta in Aula, eccetto che brevemente sull'emendamento relativo all'Ardia di Sedilo.

Presidente Secci, sì, è vero che ci sono altre situazioni, ma l'Ardia di Sedilo si corre solo a Sedilo e mai e poi mai è successo che uno dei grandi eventi della nostra Isola sia rimasto escluso dal contributo annuale. È successo per una dimenticanza del Presidente del Comitato, il quale ha presentato la domanda otto - nove giorni dopo la scadenza. Credo che con la volontà del Consiglio sia possibile rimediare a questo problema in quanto l'Associazione Santu Antine è un'associazione che non ha scopo di lucro e pertanto se questa associazione non viene ristorata, le risorse per lo svolgimento della manifestazione saranno a carico dei componenti dell'associazione. Credo che non sia utile, non sia corretto. Spero che il Consiglio regionale tenga conto di questa necessità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Sull'articolo e sugli emendamenti si possono fare molte considerazioni, in parte già anticipate in sede di illustrazione di alcuni degli emendamenti proposti dall'opposizione. Le considerazioni riguardano la questione di fondo chiaramente espressa dall'Assessore del bilancio e della programmazione in sede di discussione generale. L'Assessore ha parlato dei confini entro i quali si muove questo disegno di legge che prevede un intervento legislativo volto ad effettuare alcune variazioni di bilancio; sono diversi interventi che incidono o sulla determinazione di alcune spese, o su alcune norme sostanziali o su stanziamenti che richiedono una nuova autorizzazione di spesa o comunque una espressione attraverso norma autorizzativa; è una legge che interviene in corso di esercizio con l'obiettivo di far fronte al disavanzo di un settore particolare, con alcuni sconfinamenti in altre materie che sono determinati dalla necessità di adottare, a bilancio approvato e in corso dell'esercizio, anzi, al termine dell'esercizio, alcune misure di assestamento appunto del documento di pianificazione contabile.

L'Assessore diceva nel suo intervento in discussione generale che ci dobbiamo abituare a fare politica finanziaria tenendo presente che dobbiamo perseguire l'obiettivo, certamente, di una politica di sviluppo ma fortemente condizionata dalla scarsità delle risorse. Questa è un'osservazione frutto di un'analisi corretta, questa è d'altra parte la condizione in cui si trova la Regione Sardegna da molti anni, proprio perchè il livello di entrate deriva principalmente da una finanza dipendente quasi integralmente dai trasferimenti dal bilancio dello Stato, livello di trasferimenti che è fermo a molti anni fa; il sistema regionale, nel confronto con il sistema statale, con il Governo e il Parlamento, si è trovato in questi anni sicuramente in condizioni di subordinazione rispetto ad una politica finanziaria determinata dall'esigenza di raggiungere obiettivi di contenimento della spesa per far fronte ad impegni di natura internazionale e comunitaria in particolare, ma anche per la obiettiva necessità di contenere il disavanzo del bilancio dello Stato. Un disavanzo e quindi un riequilibrio finanziario da parte dello Stato che in grandissima parte, da anni ormai, si svolge scaricando sui livelli finanziariamente subordinati la difficoltà e la responsabilità di contenere la spesa.

È un problema sicuramente grande, è un vincolo sicuramente pressante e molto particolare, i vincoli sono precisi e le dimensioni sono di portata molto rilevante, stiamo parlando cioè di dimensioni macro, non dimensioni piccole, ma è anche vero, lo ha riconosciuto anche l'Assessore nel suo intervento, che comunque è necessario fare alcune scelte discrezionali, ed è anche possibile fare alcune scelte discrezionali.

Quindi la prima osservazione che noi facciamo su questo articolo e in particolare sulla tabella A che è collegata all'articolo 1, è che alcune scelte discrezionali sono state fatte ma sono state fatte, secondo il nostro parere, non tenendo conto di alcune esigenze specifiche; come ho già sottolineato negli interventi precedenti sono stati toccati centri di spesa per esempio nel settore dell'istruzione, , facendo delle scelte discrezionali appunto rispetto ad altre contenute in questo disegno di legge che di fatto concretamente incidono sulla natura sociale e sull'efficacia sociale del settore in questione.

Quando parliamo cioè di istruzione nel settore primario, della scuola dell'infanzia, così pure quando parliamo dei trasferimenti all'università, quindi un livello totalmente diverso, ben più alto, del percorso formativo dei nostri giovani, noi stiamo di fatto incidendo su un sistema che è costituito, come destinatari finali, da persone, famiglie, gruppi, comunità intermedie che hanno una grandissima necessità invece che gli stanziamenti del bilancio per queste finalità in Sardegna non vengano ridotti ma incrementati.

E' la scelta che hanno fatto i governi precedenti a questo, è la scelta che questo Governo regionale invece, in sede di assestamento di bilancio, sta iniziando a contraddire. Questa è una contraddizione politica che riteniamo debba essere sottolineata con forza, ed è stato fatto nelle settimane precedenti all'avvio della discussione in Commissione; poi certamente la scena politica regionale è stata catalizzata da altre problematiche già affrontate in quest'Aula, ma sono state espresse delle forti perplessità proprio dai settori particolarmente colpiti.

Probabilmente il problema si riproporrà anche in sede di manovra finanziaria, e credo che a quel punto non si potrà, giustificare la riduzione di spese in settori della istruzione e della formazione che risentono in particolare proprio dei trasferimenti da parte della Regione, perché sia il sistema delle scuole materne, sia, in tutt'altro livello, le stesse università, in Sardegna dipendono in grandissima parte, anzi quasi interamente dai trasferimenti della Regione; un po' meno le università, molto sicuramente il sistema delle scuole materne che garantiscono un servizio pubblico a fronte di una gravissima carenza del sistema statale.

Su questo punto già si è insistito molto, però nella discussione riguardante l'articolo 1 è stato introdotto un altro argomento, su cui è intervenuto il collega Diana; mi riferisco all'emendamento numero 139 della Giunta e all'emendamento all'emendamento presentato dai colleghi Diana e Liori che, senza nessuna accentuazione forzatamente polemica, io credo ponga a quest'Aula, molto distratta in questa discussione, un problema molto serio, e cioè se il reperimento di risorse con il sistema dei prestiti obbligazionari, con un sistema quindi che, così come descritto dall'emendamento 139, è attribuito interamente alla discrezionalità della Giunta, non richieda un riequilibrio, cioè non richieda una chiamata di corresponsabilità da parte della Giunta nei confronti almeno della Commissione consiliare competente per l'espressione di un parere sui criteri che possono essere determinati dalla Giunta.

PRESIDENTE. Onorevole La Spisa concluda, per cortesia.

LA SPISA (F.I.). Io credo che tutto il Consiglio abbia interesse ad essere coinvolto in una discussione sui criteri che la Giunta adotterà per far fronte alla necessità di reperire risorse finanziarie attraverso la contrazione di mutui o prestiti obbligazionari..

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Signor Presidente, Assessori, rappresentanti della Giunta, onorevoli colleghi, per quanto riguarda il mio intervento, finalizzato soprattutto ad argomentare le ragioni del mio sostegno agli emendamenti 147 e 137, vorrei partire preliminarmente da quest'ultimo con il quale la Giunta chiede, in deroga a quanto stabilito dall'articolo 14 della legge numero 3 del 2003, che il contributo da erogare alla Fondazione del Teatro lirico di Cagliari per l'anno 2004 resti determinato nella misura prevista nello stanziamento iscritto in bilancio per lo stesso anno.

Io non trovo questa richiesta in linea con i programmi che questa Giunta si è data e ha presentato all'opinione pubblica. Siamo di fronte infatti ad una Fondazione molto importante, , forse la più prestigiosa in campo culturale della Regione sarda che, avendo un buco in bilancio non indifferente, ha necessità di risanare i propri bilanci, pena l'assunzione di provvedimenti anche di non poco conto da parte del Ministero competente.

Il Governo ha preso coscienza delle gravi difficoltà in cui versa questa Fondazione ed ha erogato un ulteriore contributo di 1 milione e 200 mila euro; questo non vuole essere un contributo straordinario, anche se niente di simile è stato erogato a favore di altre fondazioni e di altri enti lirici della Penisola. E' stato riservato, comunque, un trattamento particolare a questa Fondazione che sta cercando, disperatamente, di risanare i propri bilanci e di eliminare gli sprechi, pur cercando di mantenere alto il livello qualitativo della propria attività. Il Governo quindi stanzia un contributo aggiuntivo di 1 milione e 200 mila euro e la Regione invece si tira indietro, pur essendo vincolata a erogare un contributo almeno pari a quello del Governo.

Quindi io invito la Giunta a ritirare il suo emendamento perché ritengo che lo stanziamento originario, pur non notevole, possa supportare l'attività assolutamente meritoria, mi sembra, indipendentemente dalle appartenenze politiche, svolta da questo sovrintendente in un momento di difficoltà. Momento di difficoltà al quale, secondo me, la Giunta regionale dovrebbe prestare una particolare attenzione. Se io, infatti, dovessi "fare la storia" di quanto la Regione ha stanziato a favore dell'Ente lirico negli anni passati, risulterebbe evidente che la dotazione finanziaria assegnata a questo ente è superiore a quella riservata ad una materia come il diritto allo studio! E' una cosa inconcepibile, gravissima dal punto di vista politico, assolutamente non condivisibile, ve lo dice un uomo di destra; però non mi sembra il momento, vista la positività dell'attività svolta in questo momento dalla Fondazione, di diminuire il finanziamento.

Per quanto riguarda l'emendamento 147, da me sottoscritto, emendamento all'emendamento 139, anch'io, sempre in linea con quanto dichiarato in altri momenti, per esempio quando abbiamo discusso del decreto salvacoste, ritengo che la sottoscrizione di mutui o di obbligazioni da parte della Regione sia un fatto talmente importante e impegnativo da non poter essere sottratto completamente al controllo dell'Aula o della Commissione competente. E quindi, in questo senso, anch'io invito i colleghi della maggioranza e la Giunta a osservare con particolare attenzione questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, riprendo una parte dell'intervento fatto nella discussione della legge appena licenziata dall'Aula, per confermare, ancora una volta, che non si tiene mai fede agli impegni. Il centrosinistra nella precedente legislatura si era impegnato, in caso di vittoria alle elezioni, a portare subito in Aula, come primo atto, l'assestamento di bilancio. Questo non è stato fatto e, quindi, ci troviamo di fronte un assestamento probabilmente diverso da quello che si sarebbe potuto avere se l'assestamento fosse stato discusso a fine luglio, primi di agosto.

Dico questo per ricordare ad alcuni colleghi che gli impegni vanno mantenuti e soprattutto che non si può affermare, come fa oggi la Giunta, che nonostante il ristretto margine di manovra i tagli sono stati comunque ridotti al minimo e pesano per il 2,08 per cento sugli stanziamenti di bilancio per l'anno 2004. Se questo fosse stato fatto su tutte le voci di bilancio niente avrei avuto da ridire.

Voglio portare un esempio, però, che dimostra il contrario. Il presidente Soru nel suo programma ha indicato come uno dei settori prioritari quello dell'agricoltura di qualità; il presidente Soru diceva che l'attenzione della sua coalizione era per le aziende che non inquinano, capaci di creare ricchezza, che producono cibi sicuri, che veicolano cultura, che rivitalizzano il tessuto sociale delle campagne, che realizzano lo sviluppo di distintive identità territoriali.

In un tale contesto sono importanti la tutela e la valorizzazione della qualità organolettica, della tipicità di origine delle produzioni che sono patrimonio dell'agroalimentare. Questo è detto nel programma del presidente Soru, che prevede di incentivare ulteriormente la ricerca della qualità in campo vinicolo.

A questo punto mi chiedo se il presidente Soru, quando ha scritto questo, forse non volesse dire altro perchè non mi spiego come la Giunta abbia potuto approvare i tagli previsti in questo assestamento. Sono stati infatti tagliati fondi al capitolo 06325 che dice: "Spese per la valorizzazione e il potenziamento dei prodotti locali di origine protetta del settore lattiero-caseario"; al capitolo 06324 "Contributo al Consorzio interprovinciale per la frutticoltura da destinare ad Agrosarda per lo svolgimento di funzioni inerenti al controllo di qualità delle nostre produzioni agricole"; al capitolo 06330 "Aiuti di avviamento alle associazioni di produttori e ai consorzi di tutela dei nostri prodotti", ma soprattutto al capitolo 06336, "Contributi a favore degli enti pubblici per l'effettuazione di corsi in agricoltura biologica":

Di fronte a questi tagli, effettuati su un settore sul quale voi dite di voler puntare, e anche noi, è chiaro che si scrive una cosa e se ne vuole fare un'altra!

Io invito quindi i colleghi componenti della Commissione agricoltura, e mi dispiace che non ci siano, soprattutto il Presidente della Commissione, che è sempre stato attento a questi problemi, a chiedere alla vostra Giunta di ripristinare questi fondi perché se, come ho detto prima, l'assestamento fosse stato presentato a fine luglio, primi di agosto, probabilmente questi capitoli non sarebbero stati intaccati.

Ma voglio rimarcare un altro dato: al settore agricolo è stato tolto oltre il 6 per cento delle disponibilità originarie, un dato che diventa molto più alto sulla base di quanto previsto all'articolo 2, che vedremo successivamente, ma soprattutto al comma 2. Se voi tagliate anche quei 28 milioni di euro che sono stati stanziati l'anno scorso, a fine 2003, con una legge votata all'unanimità da questo Consiglio, esattamente la legge numero 15, per le opere di miglioramento fondiario in agricoltura voi state togliendo ad un settore trainante dell'economia della nostra Isola, il 6 per cento più 58 miliardi.

Il debito della sanità non può essere coperto, per la massima parte, con fondi sottratti all'agricoltura. Non può essere! Si poteva e si doveva tagliare altrove, presidente Soru, con coraggio, come avete detto. Avete scritto che era un atto dovuto, che avete dovuto procedere con coraggio senza sentire le parti sociali; ma dovevate tagliare altrove! Concordo con quanto detto dal collega Liori sul contributo all'Ente lirico, concordo perfettamente. Era necessario in questo momento ripristinare quel finanziamento? Abbiamo verificato quello che è stato denunciato a più riprese in quest'Aula, nei cinque anni trascorsi, in occasione dell'approvazione del bilancio, su come venivano spesi i fondi dell'Ente lirico? Siamo stati in grado di effettuare una verifica?

Allora eravate voi a dire, che era un ente che prendeva troppi soldi dalla Regione, un ente che spendeva troppo, un ente che non veniva controllato. Voi oggi ripristinate questi finanziamenti, che cosa è cambiato in questo centrosinistra? E' cambiata la visione del problema? Oppure in questo ente sono stati nominati consiglieri che appartengono all'altro schieramento? Io non voglio entrare nel merito, però diamo una marea di soldi all'Ente lirico e non diamo un contributo a Sedilo per la festa di Sant'Antine, una manifestazione che richiama centomila persone e che fa parte della cultura sarda.

CALLEDDA (D.S.). Per un giorno!

CAPPAI (U.D.C.). Fosse anche solo per metà giornata! E' una manifestazione a carattere regionale, che richiama turisti, e siccome noi vogliamo valorizzare la cultura dei paesi dell'interno, voi che l' avete scritto nel vostro programma, cominciate a mantenere fede agli impegni assunti. L'emendamento che finanziava la manifestazione di Sedilo poteva essere quindi sicuramente accettato, invece abbiamo sentito un coro di no su questo e sugli altri, sia da parte del Presidente della Commissione, che da parte dell'Assessore della programmazione e bilancio.

Gli emendamenti dei quali sono primo firmatario riguardano il settore agricolo, il settore più maltrattato in questa Regione, e oggi in crisi profonda. Allora, l'invito che io posso rivolgere alla Giunta è di rivederli prima di votare. Sicuramente alcuni emendamenti avevano la possibilità di essere accettati, Assessore, anche quello che prevedeva uno stanziamento di poche lire, 26 mila euro, per l'istituzione di borse di studio a favore di chi intende specializzarsi nello studio degli insetti che stanno divorando gran parte delle nostre produzioni

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, purtroppo il parere espresso sia dalla Commissione che dalla Giunta sugli emendamenti presentati all'articolo 1, almeno su quelli presentati ovviamente dall'opposizione, non è incoraggiante. Non che ci si aspettasse di avere dei pareri sostanzialmente differenti rispetto a quelli dati; noi ci rendiamo perfettamente conto che questa manovra di assestamento di bilancio, licenziata nell'ultimo dei dodici mesi dell'anno, è decisamente tardiva rispetto alle necessità. Ci rendiamo anche conto, che il ritardo è dovuto non certo a colpa o solo a colpa della Giunta regionale, ma a una serie di circostanze che si sono verificate; ci rendiamo ugualmente conto che questo disegno di assestamento di bilancio è comunque largamente necessitato.

Per questo motivo, durante la discussione in Commissione, abbiamo cercato di entrare nella filosofia che l'assessore Pigliaru ci proponeva, che era quella del tentativo di fare il minor danno sociale possibile nel reperimento di fondi necessitati. Abbiamo cercato di seguire questa filosofia, ed anche negli emendamenti che noi Riformatori abbiamo presentato, non abbiamo certo avuto in testa l'idea dello stravolgimento strutturale della manovra. Gli emendamenti che noi abbiamo presentato sono decisamente pochi dal punto di vista numerico e, però, riguardano alcuni settori della vita della Regione che ci stanno particolarmente a cuore; e non ci stanno particolarmente a cuore perchè abbiamo spinte di tipo corporativo alle spalle, ma perchè rappresentano, a nostro avviso, dei settori importanti sui quali la Regione deve prestare una attenzione particolare. E negli emendamenti che noi abbiamo presentato ci sono queste sottolineature.

Devo dire che, oltre a questi emendamenti, che poi magari discuteremo nel dettaglio e sui quali comunque spenderò due parole, ce ne sono però altri due su questo articolo 1 che sono secondo noi sostanziali, e ci consentono di ragionare e di riflettere in termini complessivi insieme con la Giunta, insieme con la maggioranza su argomenti che ci stanno a cuore.

Il primo è l'emendamento 23 che attiene alle risorse correlate al contratto per il trasporto pubblico locale. Questo problema noi l'abbiamo già sollevato in Commissione e, in quella circostanza, l'Assessore ci comunicò che i fondi relativi non erano stanziati nel bilancio del 2004, ma che la finanziaria del 2005 avrebbe portato sia la provvista economica per il 2004 che quella per il 2005, come onere che in questo momento pende sulla Regione Sardegna.

Dato che da quella rassicurazione che noi avemmo dall'Assessore poi è passata tanta acqua sotto i ponti, e sui giornali si sono susseguite anche delle notizie che sono apparse inquietanti, allora noi chiediamo semplicemente in Aula, e poi ritireremo l'emendamento di specie se avremo le stesse rassicurazioni da parte dell'Assessore, che le cose che sono state dette in Commissione vengano ribadite nella solennità dell'Aula.

L'altro emendamento, il 145 non è di spesa ma è di sostanza, l'ho già detto durante la presentazione dell'emendamento e lo ripeto, perché è soppressivo di una modifica da voi introdotta che sarebbe preoccupante se passasse, relativa alla trasformazione di una norma di una legge regionale approvata nel 2004, in materia di provvidenze agli invalidi civili. Voi introducete in questo documento di bilancio una norma intrusa, che inciderà sulla legislazione ordinaria, mentre avete ampiamente criticato nella passata legislatura, e avevate ragione a criticarlo, il ricorso a questo strumento.

Ora, voi converrete che nella scorsa legislatura questo avveniva in quanto le leggi finanziarie erano le uniche, sostanzialmente, che pur con un iter lunghissimo di mesi avevano la certezza dell'approvazione da parte del Consiglio, avevano la quasi certezza dell'approvazione da parte del Consiglio, erano una sorta di leggi omnibus all'interno delle quali chiunque cercava di appendere il proprio ombrello con la propria normetta che incideva e modificava le norme pre vigenti.

Ora, però, tutti siamo consapevoli che il meccanismo dovrebbe essere diverso, e cioè che i problemi di settore vanno affrontati con leggi di settore e quindi che c'è una legislazione ordinaria con la quale legiferare in materia ordinaria. Ancora più grave appare il caso di specie perchè il Consiglio aveva affrontato specificamente l'argomento e, credo tutti d'accordo, si era deciso di dare un segnale forte rispetto alla durata dei procedimenti per la concessione delle provvidenze agli invalidi civili.

Si era deciso quindi di incidere, attraverso un'eventuale convenzione, con l'I.N.P.S. non solo sui tempi della parte di procedimento affidata oggi alla Regione, ma anche su quella affidata all'I.N.P.S. Si voleva dare un segnale ai cittadini dicendo che nel momento in cui spende soldi propri per attivare una convenzione con l'I.N.P.S. la Regione chiede all'I.N.P.S. di dare tempi certi anche per la parte del procedimento che è in carico all'ente previdenziale. Io credo che questo fosse un segnale di civiltà, importantissimo, che veniva dato da questo Consiglio regionale, e credo fosse un segnale che andava diritto ai cittadini ai quali si diceva esplicitamente: "Se per caso l'I.N.P.S. è inadempiente rispetto a queste normative, l'I.N.P.S. andrà incontro a una penale e la penale verrà versata a voi come ristoro del danno che avete subito".

Ora, con una norma intrusa, che oltre a essere intrusa è anche ingiusta, viene modificato un pezzo di quella legge qualificante nel rapporto tra la Regione e i cittadini. Noi su questo argomento chiederemmo una vostra riflessione, perchè non ci sembra possibile dimostrare su questo tema una sensibilità così diversa; se approfondiamo l'argomento riusciremo a raggiungere un modo di vedere e un modo di pensare comuni nell'interesse del cittadino.

Per quanto riguarda invece gli emendamenti specificamente di spesa noi insistiamo su alcuni che attengono al settore socio-culturale e a quello della formazione . Noi abbiamo sviluppato un ragionamento sulle scuole materne, che vi riproponiamo in quest'Aula a fronte delle vostre proposte, non perchè siamo convinti che voi diciate una cosa errata sostenendo che si sta tornando allo stanziamento del 2003 e anche che si sono fatti passi avanti rispetto agli anni precedenti, ma perché vogliamo porre all'attenzione dell'Aula un problema reale e, cioè, che negli ultimi dieci anni c'è stata una costante contrazione dei finanziamenti per le scuole materne; una contrazione alla quale si era iniziato a porre rimedio nel 2004 con una inversione di tendenza che significava la diversa sensibilità che si voleva avere nei confronti del servizio reso dalle scuole materne, cioè quei servizi che poi rendono possibile alle famiglie l'avere figli.

Su questo noi vi chiediamo una ulteriore riflessione, come ve la chiediamo sullo stanziamento, non previsto per il 2004, a favore delle scuole di specializzazione per gli insegnanti della scuola superiore. Sino al 2004 queste scuole sono state finanziate infatti con borse di studio regionali; come abbiamo sottolineato nell'emendamento numero 34 non si tratta di assegnare borse di studio per frequentare master all'estero, per la professionalizzazione di "cervelli" che non saranno funzionali allo sviluppo della Sardegna, si tratta di master per gli insegnanti delle nostre scuole, quindi funzionali alla preparazione degli insegnanti e di conseguenza degli studenti che frequentano le scuole. Si tratta di un finanziamento di 260 mila euro il cui stanziamento rappresenterebbe un segnale di sensibilità da parte di questa Giunta, un segnale che state andando nella direzione indicata dalle vostre stesse dichiarazioni programmatiche.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI (U.D.C.). Io, innanzitutto, voglio precisare che si tratta di un assestamento; molti dei colleghi hanno voluto precisare che il bilancio approvato nel mese di maggio era un bilancio tecnico perchè il vero provvedimento di bilancio sarebbe stato presentato in seconda battuta. Infatti nel bilancio che noi abbiamo esitato per il 2004 molte voci sono state volutamente omesse, dopo una estenuante trattativa in parte per nostra scelta, in parte perchè costretti dal fatto che la maggioranza tale non era. Io devo dire la verità: questo assestamento nasce per coprire 148 milioni di euro di disavanzo della sanità. Non mi stancherò mai di dire che il disavanzo era diminuito di 50 milioni di euro rispetto all'anno precedente con un risparmio dovuto ad alcune scelte che si era avuto il coraggio di fare; nel 2002 infatti il disavanzo era di 198 milioni di euro e il provvedimento era passato comunque, come passerà ovviamente questo, almeno per quanto ci concerne, senza richiesta di voto segreto .

Devo dire che, purtroppo, nonostante le case farmaceutiche abbiano ridotto di oltre il 5 per cento il prezzo dei farmaci, nel mese di ottobre abbiamo un valore basso, 1,89, e una media del 6,61 nei primi dieci mesi. Consideriamo però illegittimamente i mesi di gennaio e febbraio, perchè è stato effettuato un pagamento di fatture in meno rispetto all'anno precedente, quindi è difficile fare il rapporto; se si escludono i primi due mesi evidentemente 6,61è una media molto alta e, al momento, al 31 ottobre, rispetto all'anno precedente il disavanzo è di 37 milioni e 363 mila euro.

Oggi è presente l'Assessore e, poiché a me piace dire le cose in faccia, ribadisco in sua presenza quanto ho già detto in sua assenza; la stampa ha riportato delle dichiarazioni, probabilmente l'Assessore voleva dire qualcosa di diverso, secondo cui anche lei faceva un sacrificio, anche lei avrebbe avuto un taglio percentuale delle risorse destinate alla sanità pari a 5 milioni e 400 mila euro destinati però a finanziare degli sprechi - (il testo ce l'ho, quindi è a sua completa disposizione); io ho detto che questo taglio era una sciocchezza, perchè quei 5 milioni e 400 mila euro non attenevano a sprechi.

Come ben sa l'Assessore, erano stati tagliati 2 milioni e mezzo di euro che non potevano essere tolti come dissi in Commissione, che sono stati ovviamente ripristinati dalla Commissione competente, perchè l'Assessore ha potuto verificare che, come nella catena di Sant'Antonio, se si taglia la quota di competenza della Regione anche lo Stato taglia la propria e viceversa. E poi si poteva togliere tutto, si potevano mettere 148 milioni di euro tutti quanti da quel capitolo.

Abbiamo dovuto toccare categorie deboli; impropriamente ed erroneamente per due anni la Lega regionale dei tumori non ha avuto una lira, quest'anno ci si è ricordati che c'erano 150 mila euro. Io vi do atto di questo, così come del ripristino dei 18 mila euro relativi al centro regionale trapianti; così come, con grande senso di responsabilità, e su questo non avevo dubbi, è stato inserito il finanziamento per cercare di risolvere il problema relativo alle guardie mediche che, purtroppo, nella fretta avevamo dimenticato.

Io voglio dire che non avrei mai effettuato tagli nel settore della sanità, perchè la sanità ha soltanto spese fisse; non avrei tolto i 50 mila euro destinati allo zooprofilattico per spese in conto capitale, e permettetemi di ricordare i discorsi di Pasqualino Manca su questo argomento. No, non avrei tolto nulla, eccetto i 400 mila euro destinati all'Arpa, questo è fuori dubbio, perchè come ho sempre detto, , fino a quando l'Arpa non entra in funzione non servono i fondi .

Io credo, però, che abbiamo commesso qualche altro piccolo errore, errori che comunque possiamo sanare, e infatti abbiamo preparato degli emendamenti. Ho parlato di errori. uno relativo ai 500 mila euro che io in Commissione ho attribuito erroneamente ad un capitolo mentre si trattava di un'UPB che si riferisce al direttore generale e quindi fa dei progetti screening diversi; c'è poi la possibilità con 310 mila euro, di cui 300 mila tolti al socio assistenziale, di gratificare nove comuni della provincia di Cagliari, compreso Cagliari dove la povertà avanza, nove comuni del Sulcis, due del Campidano, quindici della provincia di Nuoro, sette della provincia dell'Ogliastra, venticinque della provincia di Oristano, due della Gallura e ventuno di Sassari.

Che cosa succede in questi comuni? Che pure avendo stanziato una quota superiore ai 50 euro qualche comune, per la modifica di un parametro, riceve la metà rispetto al finanziamento dell'anno precedente; in merito io ho trovato un artifizio che discuteremo quando arriveremo al suo articolo

Ciò che io ho voluto dire è che in effetti non avrei tolto nulla alla sanità perchè sono spese fisse, non si possono toccare. La sanità, come bene potrebbe insegnarmi, teoricamente, la dottoressa Dirindin, riceve circa il 50 per cento dei fondi in bilancio, e tenendo conto dei costi del personale delle convenzioni esterne, del settore privato, e delle altre voci alla fine non resta niente.

Al Presidente che in televisione ha chiesto a Pili dove sono i fondi stanziati in bilancio quest'anno, io ho risposto in varie circostanze che la quota di competenza della Regione aumenterà ulteriormente. Quindi, nei calcoli che si futuri certamente occorrerà inserire 150 miliardi in più di competenza della Regione rispetto allo stanziamento dello Stato e i 400 miliardi di disavanzo relativo al 2004.

E' giusto pertanto adottare ogni accorgimento per ridurre il disavanzo al fine di dare servizi migliori; va detto però che altre regioni hanno preso provvedimenti per ridurre il disavanzo, mentre noi non abbiamo imposto per esempio il bollo regionale sulle auto, non abbiamo istituito un'IRPEF regionale, abbiamo tenuto in piedi piccoli ospedali, abbiamo praticamente tolto i ticket, non abbiamo fatto la cartolarizzazione; è evidente perciò che non abbiamo arginato il disavanzo ma l'abbiamo accresciuto.

Io sono comunque convinto, e lo ribadisco, che nel settore della sanità le spese sono fisse e quindi che i tagli non possono essere effettuati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Signor Presidente, a seguito degli interventi dei colleghi i sembrava necessario e doveroso fare alcune considerazioni per dare atto delle ragioni che hanno portato all'adozione di questo provvedimento e, in maniera più specifica, dell'articolo 1.

Devo innanzitutto sottolineare che, seppure da posizioni differenti, con i colleghi sino ad ora sono intervenuti, sia per illustrare gli emendamenti che in discussione generale, stiamo finalmente portando avanti un dibattito sereno e costruttivo, improntato a reciproca comprensione. E questo era avvenuto anche in Commissione.

Alla fine dell'anno è difficile, certamente, discutere questo provvedimento, ma è il momento in cui è stato approvato dalla Giunta l'assestamento che poi è stato esaminato in Commissione; e, in più di una circostanza, discutendo in Commissione, abbiamo cercato di dire che essendo questo un provvedimento obbligato non può essere condiviso che si critichino i tagli.

Occorrerebbe che ciascuno di noi si facesse carico oltre che di proporre il ripristino dei tagli decisi dalla Giunta, e che la maggioranza ha condiviso, anche di dire in che maniera, diversa, proporre gli stanziamenti però non ricorrendo al fondo per i nuovi oneri legislativi che non hanno grande dotazione, non al recupero di somme perenti per assolvere a impegni, perchè sappiamo bene che quel capitolo contenitore, molto dotato di finanziamenti, era stato individuato con quella dotazione finanziaria all'inizio dell'anno perchè fu presentata dalla Giunta regionale di allora una manovra finanziaria che prevedeva un pareggio dell'esercizio attraverso il recupero di un miliardo e settecento milioni di euro dai residui.

E quindi realizzava un paracadute parziale per ottemperare ad oneri che si sono rivelati ben più significativi e importanti rispetto alla riserva di dotazione che era stata predisposta.

Allora oggi noi siamo maggioranza e abbiamo, giustamente, il dovere di fare le cose che alla maggioranza spettano, ma sino all'altro giorno maggioranza eravate voi ed i provvedimenti li adottavate voi. E, di conseguenza, ai colleghi che hanno sottolineato il ritardo nella presentazione dell'assestamento di quello che è stato definito un bilancio tecnico, io dico che questa Giunta poteva fare, e avrebbe creato forse più problemi rispetto a quelli di cui stiamo discutendo in questo momento, un assestamento appena entrata in carica, entrando anche nel merito di modifiche strutturali al bilancio di questo esercizio partendo dal presupposto, rivelatosi poi corretto, che la situazione finanziaria sarebbe stata disastrosa.

Quindi, anziché adottare una politica di rigore e di qualificazione della spesa a partire dall'anno prossimo, avremmo potuto iniziare prima. Io penso che l'opposizione debba considerare questo rinvio come un apprezzamento, perchè il bilancio e la finanziaria del 2004 seppure esitate in circostanze, come diceva il collega Oppi, sofferte, hanno il timbro e il marchio della maggioranza di allora, che se ne è assunta la responsabilità e ci ha messo dentro le cose che ha voluto, e noi siamo riusciti a modificarne poche.

In merito agli argomenti che sono stati trattati da tanti colleghi e sui quali è necessario dare pubblicamente, l'abbiamo fatto in Commissione, e ci ripetiamo in Aula, una giustificazione, riprendo il discorso del comma 1 quater della lettera d) dell'articolo 1 del quale si propone la soppressione.

Nel testo approvato dalla Commissione questo comma non prevede altro che una leggerissima modifica alla legge 12 del 2003, che all'articolo 1 comma 4 stabiliva che "La Regione, per lo svolgimento delle funzioni di concessione di cui al comma 2…", cioè la trattazione delle pratiche per gli invalidi civili, "può avvalersi dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale o degli enti locali, secondo uno schema di convenzione approvato dalla Giunta regionale".

Quindi stiamo esaminando una fattispecie che è stata decisa dalla maggioranza di allora; una fattispecie che al comma 6, che è l'oggetto del contendere, prevede che il soggetto convenzionato, oltre a un'altra serie di adempimenti. si impegna a versare direttamente al cittadino richiedente il trattamento le sanzioni previste dalla convenzione. Poichè l'I.N.P.S. si è rifiutata di firmare una convenzione generiche contenesse questa formulazione, noi oggi siamo chiamati dalla Giunta ad eliminare dal comma 6 questa dicitura, punto.

Poi, se ci sono problemi nel merito, cari colleghi, se la Regione deve o non deve, può o non può, se il servizio della task force che è stata istituita per occuparsi di questo è o non è funzionale è oggetto di altra materia; cioè se è cambiato il parere, si dica che è cambiato il parere, si dica che la convenzione con l'I.N.P.S. probabilmente non è più una fattispecie che può essere considerata positiva.

Io, onestamente, sulla base della discussione che è stata fatta e per il fatto che anche noi abbiamo condiviso questa ipotesi, sono convinto che questo sia ancora un sistema valido; in ogni caso è un sistema che deve essere comunque vigilato, deve continuare a prevedere sanzioni, devono essere sanzioni che in qualche maniera attengono al rapporto convenzionale e non al rapporto tra ente convenzionato e il cittadino. Se l'I.N.P.S. deve pagare sanzioni le sanzioni le deve pagare a chi gli ha affidato l'incarico e quindi alla Regione.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 139 della Giunta, io mi meraviglio della meraviglia mostrata da alcuni colleghi, soprattutto da quelli più esperti; certo non è soddisfacente - l'ho detto all'Assessore personalmente e posso ripeterlo pubblicamente - che per tenere in piedi una situazione finanziaria gravissima, assolutamente insostenibile, si pensi di prorogare la durata dei mutui portandola da 15 a trent'anni. Penso che nessuno lo voglia fare, penso che nessuno abbia il desiderio di fare questo, penso che nessuno abbia l'idea di indebitare la Regione per più di quanto non sia necessario.

Però, signori, se pensiamo che noi oggi abbiamo una situazione di mutui contratti e di disavanzo accertato, che va ben oltre la nostra capacità di pagamento, io mi chiedo con quali procedimenti si può pensare di chiudere in pareggio il bilancio e la finanziaria del 2005Ggià oggi noi non siamo in condizioni di fare questo. Lo vedremo tra qualche giorno quando esamineremo in Commissione il Dpef e la manovra finanziaria; se noi proporremo una manovra finanziaria a regime di entrate, a regime di possibilità di indebitamento attuale, noi non saremo in condizioni per le spese obbligatorie di chiudere il bilancio e la finanziaria del 2005.

Allora si pone il problema. In parte si ovvierà con altri strumenti che non discuto adesso per ragioni di economicità di tempo, ma si può anche ricorrendo all'allungamento a trent'anni della possibilità di indebitamento. È esattamente quanto previsto all'articolo 37 della legge numero 11, la legge di contabilità, non c'è nessuna modifica. In più nell'emendamento numero 139 si aggiunge una fattispecie che è chiarissima e che dice entro quali limiti la Giunta si può muovere per l'adozione di questa soluzione.

Quindi , noi accogliamo ciò che ha proposto la Giunta come un segno di attenzione e di rispetto della volontà di estinguere il debito con il minor costo possibile. Noi questo possiamo chiedere e questo dobbiamo chiedere, ma questo è contenuto nelle cose che si sono dette.

Avrei voluto dire, Presidente, qualcosa sulla scuola, ma troverò altra occasione per parlarne.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PIGLIARU, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, molti degli emendamenti presentati, presi uno ad uno, sono condivisibili; ma, come è ovvio quando abbiamo a che fare con un bilancio come quello alla nostra attenzione in questo momento, e quando si ha la necessità dentro questo bilancio di cercare delle spese che possano essere tagliate, rendendo minimo l'impatto sull'economia e sulle persone della nostra Regione, non è possibile limitarsi a considerare voce per voce, e a decidere se si condivide oppure no ogni singola proposta.

La responsabilità della Giunta e la responsabilità del Consiglio è quella di trovare soluzioni, fare delle scelte, operare i tagli nel modo che si considera più giusto ed efficiente possibile. Questo non è un discorso inutile da fare, perchè decisamente molti degli emendamenti proposti avevano in sé un senso importante, ma molti degli emendamenti proposti sommati tra loro creerebbero, come credo sia ovvio, una situazione finanziariamente insostenibile.

Questo anche per ricordare un'ulteriore volta, e lo farò ogni volta che sarà necessario, che non è possibile pensare o valutare un emendamento ritenendo che i tagli possano essere distribuiti lungo l'intero bilancio. Quel 2,08 per cento si concentra necessariamente su alcune voci, perchè quelle voci hanno le caratteristiche necessarie per candidarsi al taglio, cioè sono coperte da entrate proprie della Regione e non da mutui.

Questo limita, come ho detto in fase di presentazione dell'assestamento, notevolissimamente il grado di libertà, e questo spiega anche perchè alcuni settori sono stati più penalizzati di altri per un motivo tecnico obbligato, non per scelte di questa Giunta.

Voglio toccare soltanto tre argomenti nel tempo che ho a disposizione. Uno riguarda il problema della convenzione con l'I.N.P.S. affrontato all'inizio di questa discussione. Primo punto, è una tendenza necessaria per tutti gli enti pubblici quella di concentrarsi su ciò che sanno fare meglio e, tendenzialmente, assegnare a altri che hanno più capacità specifiche i compiti che appunto non sono centrali all'attività di una Amministrazione.

Molte regioni italiane hanno ritenuto che l'I.N.P.S. possa svolgere bene il ruolo di cui stiamo parlando, questa Regione ritiene che l'I.N.P.S. debba essere valutato con attenzione come un possibile candidato a svolgere questo ruolo. Lo fanno altre regioni stiamo naturalmente pensando di farlo noi, però nel pensarlo stiamo definendo le condizioni in base alle quali questo può avvenire.

Una delle condizioni che è stata riportata è assolutamente essenziale e cioè la condizione che incentiva chicchessia, nel caso l'I.N.P.S., a comportarsi in modo efficiente e cioè non avere nessun incentivo a ritardare le pratiche. Questo incentivo sarà accuratamente evitato e anzi nel contratto, nella convenzione che eventualmente si farà con l'I.N.P.S. sarà un punto centrale quello che l'I.N.P.S. sia fortemente disincentivato a ritardare i tempi delle pratiche.

Secondo punto, l'onorevole Capelli ha presentato un dettagliato confronto tra i costi di una soluzione rispetto a un'altra, con una differenza intorno ad un po' più di 100 mila euro. Io credo che nel fare questa valutazione si debba tenere conto non soltanto dei costi espliciti ma anche dei costi impliciti e, in particolare, del costo opportunità. Nella soluzione che non è quella I.N.P.S. io credo che ci sia un costo opportunità che va valutato; ci sono infatti degli impiegati di enti pubblici che sono destinati a quel lavoro e quindi necessariamente non ne fanno altri; bisogna stare attenti a questa componente di costo nascosta e quindi bisognerebbe comunque rifare quel calcolo tenendo conto di questo costo aggiuntivo.

In ogni caso l'idea di assegnare all'I.N.P.S. questa funzione è naturalmente basata sulla convinzione che a regime il costo di questa funzione sia più basso quando è esternalizzato rispetto al tenerlo all'interno. Ma di questo si potrà ancora discutere, perchè alla fine dei conti quello che noi stiamo cercando di fare è garantirci l'opportunità di poter fare una convenzione con l'I.N.P.S., se poi questa convenzione con l'I.N.P.S. apparisse non conveniente, ci fossero dati certi per convincerci che non è conveniente, opportunità non significa necessariamente obbligo ad andare in una certa direzione.

Il secondo punto che volevo toccare è stato affrontato da molti e in particolare dall'onorevole La Spisa, ma è certamente un tema importante per tutti noi, ed è quello che riguarda i tagli per l'istruzione e l'università. Di nuovo questi tagli li avremmo evitati con estrema convinzione e piacere se fosse stato possibile, ma questo è un discorso sul quale non voglio insistere ulteriormente.

Voglio dire soltanto che questa Giunta è stata molto sensibile nel corso della discussione in Commissione bilancio, ed anche oggi, alle proposte che sono state fatte; abbiamo accolto, modificandolo, l'emendamento 114 per quanto riguarda la possibilità di riportare lo stanziamento per le borse di studio da 500 mila a 660 mila euro, cioè allo stanziamento del 2003; abbiamo fatto, come è stato riconosciuto, altre modifiche durante i lavori della Commissione.

Voglio ricordare, per correggere parzialmente su questo punto l'onorevole La Spisa, che sia nel caso delle scuole materne, sia nel caso dell'università lo stanziamento assestato non è uguale a quello del 2003., . Le scuole materne hanno l'11,5 per cento in più rispetto a quello che avevano nel 2003, e per quanto riguarda il fondo unico per l'università non siamo a livello del 2003, siamo al 127,6 per cento in più rispetto al 2003 nello stanziamento assestato.

Quindi non stiamo parlando rigorosamente di tagli, stiamo parlando di riduzioni di incrementi, uno dei quali estremamente importante, siamo ancora al 126 per cento in più, l'altro comunque è superiore al 10 per cento. Quindi, sì, siamo intervenuti anche sui settori che per noi sono estremamente importanti, ma l'abbiamo fatto con la massima attenzione concessa nel contesto in cui siamo obbligati a muoverci.

Infine l'emendamento numero 139. Credo che abbiamo tutti di fronte e tutti chiara la situazione finanziaria in cui ci troviamo, credo che nessuno la contesti nei numeri che sono scritti nel Dpef, sono numeri conosciuti e condivisi, a me pare ampiamente condivisi. Abbiamo un problema preciso: una capacità d'indebitamento che è praticamente esaurita, dobbiamo quindi gestire con attenzione in finanziaria il debito. Per questo stiamo proponendo, come ha fatto la maggior parte delle regioni italiane, di portare la durata massima di ammortamento da quindici a trent'anni.

Il resto dell'emendamento, onorevole Diana, che può sembrare ridondante, e quando una cosa sembra ridondante possono poi nascere dei sospetti che però vorrei assolutamente fugare in questa sede, serve a correggere fondamentalmente il tasso a cui bisogna fare riferimento per capire se un'operazione è un'operazione saggia, economica oppure no. Fino ad oggi il tasso di riferimento, di fatto, faceva riferimento alla finanziaria 1997 e si trattava del credito fondiario e agrario; un tasso oggi non più utilizzabile ragionevolmente come riferimento ultimo per capire e per valutare l'economicità di una scelta. Stiamo sostituendo quel tasso col tasso realizzabile con la Cassa depositi e prestiti; è questo il senso di quello che stiamo facendo.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento 87 ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, giusto per stare in argomento e per poter in qualche modo dialogare con l'Assessore e con il Presidente della Commissione. La variazione proposta dalla Giunta è una variazione sostanziale, cioè noi nella legge avevamo previsto che il soggetto convenzionato s'impegnasse a versare direttamente al cittadino richiedente il trattamento gli eventuali danni il derivanti da un ritardo nell'istruttoria della pratica. Questa era una conquista ed è chiaro che l'I.N.P.S. non voglia firmare tutto questo perché non vuole responsabilità.

In merito alla capacità da lei annunciata dell'I.N.P.S., l'I.N.P.S. ci regalò tremila pratiche arretrate insieme alle Prefetture. Mi sembra, perciò, che le capacità invece dimostrate dai funzionari regionali siano ben altre, e le ricordo che la legge nazionale ci trasferiva i fondi per trattare le invalidità e il personale. Perciò in riferimento al costo indiretto che lei citava poc'anzi riferito al personale non ce l'abbiamo, perché il personale proveniva dalle Prefetture. Così come le disincentivazioni all'I.N.P.S.. Noi abbiamo proposto la convenzione all'I.N.P.S. che non l'ha firmata per la presenza di questa disincentivazione; l'I.N.P.S. sa bene che la struttura della sua contabilità non consente di rispettare i termini previsti nella parte successiva del comma 6.

Di seguito bisognerebbe annullare anche il comma 7 della legge dove dalla Regione è attribuita ai soggetti convenzionati la legittimazione passiva. Allora bisognerebbe togliere anche questo di comma se noi accediamo al fatto che il soggetto convenzionato risponderà alla Regione e non più al cittadino. Io pensavo che quest'Aula allora avesse fatto una conquista, cioè rendere centrale il cittadino, il riconoscimento dei diritti del cittadino.

Quanto alla maggior spesa, le ho già risposto per quanto riguarda il personale, la maggior spesa è di 160.000 euro, non di circa 100.000 euro, e non è destinata a diminuire.

Per quanto riguarda la scelta effettuata dalle altre regioni, Assessore, su venti regioni italiane soltanto sei hanno scelto la convenzione con l'I.N.P.S. e quattro di queste sei, la Liguria, l'Abruzzo, la Calabria e il Piemonte la stanno revocando per il costo eccessivo e perché la pratica stessa ha un iter temporale troppo lungo. La Valle d'Aosta, il Friuli Venezia Giulia, il Trentino Alto Adige, la Sicilia e la Campania gestiscono tutto in proprio o attraverso i comuni, la Prefettura o la A.S.L.. La convenzione con l'I.N.P.S. nasce da una precisa volontà politica, quindi, nonostante una manovra di assestamento di cui lei ben ci ha illustrato le difficoltà.

Io mi permetto di sottolineare che il disavanzo è comunque cosa diversa dall'indebitamento, altrimenti Moody's mi dovrebbe spiegare perché ci ha classificati in A 2, evidentemente c'è ancora qualche margine agirei azione.

Relativamente all'emendamento 139, allungare la scadenza del mutuo a trent'anni, mi sembra una cosa per quanto mi riguarda giustissima, è quanto farebbe qualsiasi azienda non ben capitalizzata.

Sull'emendamento 87, invece, invito la Giunta ad una ulteriore riflessione e, possibilmente, a rinviare il voto su questo emendamento alla fine dell'articolo 1.

Anzi, chiedo il rinvio degli emendamenti numero 87, 145 e 86.

PRESIDENTE. Alla fine di che cosa? L'87 è un emendamento soppressivo.

CAPELLI (U.D.C.). Alla fine delle votazioni.

PRESIDENTE. Alla fine della votazione degli emendamenti soppressivi?

CAPELLI (U.D.C.). A domani, per intenderci.

PRESIDENTE. Va bene. Emendamento 118, possiamo andare avanti e metterlo in votazione?

OPPI (U.D.C.). L'accordo era di fare un emendamento per volta.

PRESIDENTE. Appunto; se il suo collega di Gruppo mi chiede il rinvio, onorevole Oppi, per tener fede a quella non intesa, perché di intese non se ne possono fare, semplicemente a questo breve accordo per quanto riguarda la conclusione dei lavori di questa serata, se rinviamo l'87 che doveva essere l'emendamento votabile prima della chiusura dei lavori, io chiamo il 118, se siamo dello stesso avviso, accogliendo la proposta di rinvio dei tre precedenti.

OPPI (U.D.C.). Chiedo scusa.

CAPELLI (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale sull'emendamento numero 118.

PRESIDENTE. Invito i consiglieri che appoggiano la richiesta ad alzarsi.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri OPPI, PILI, CAPPAI, AMADU, LA SPISA, SANJUST, SANCIU.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico dell'emendamento numero 118. Prendo atto che il consigliere Salis ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - DIANA - LA SPISA - LADU - LIORI - MURGIONI - OPPI - PETRINI - PILI - RANDAZZO - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LAI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - CHERCHI Oscar - SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 60

Votanti 56

Astenuti 4

Maggioranza 29

Favorevoli 18

Contrari 38

(Il Consiglio non approva).

I lavori riprenderanno domani mattina alle ore dieci. Comunico inoltre ai colleghi che nella mattinata di venerdì si discuterà la mozione numero 19, Vargiu, Onida e più.

La seduta è tolta alle ore 21 e 05.