Seduta n.474 del 25/11/2008 

CDLXXIV Seduta

Martedì 25 novembre 2008

(POMERIDIANA)

Presidenza del Presidente SPISSU

La seduta è aperta alle ore 17 e 19.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di martedì 11 novembre 2008 (465), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Gessa, Maninchedda, Pisu e Randazzo Alberto hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana di martedì 25 novembre 2008.

Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.

Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato numero 11-204-290/A: "Disciplina per il governo del territorio regionale" della proposta di legge Pirisi - Marrocu - Barracciu - Calledda - Cherchi Silvio - Corrias - Cugini - Floris Vincenzo - Lai - Mattana - Orrù - Pacifico - Sanna Alberto - Sanna Franco: "Disciplina di governo del territorio regionale" (11); del disegno di legge: "Nuove norme per l'uso del territorio regionale (204) e della proposta di legge Pileri: "Modalità di calcolo per l'applicazione dei parametri urbanistico-edilizi ai fini del miglioramento dei livelli di coibentazione termo acustica e

del contenimento dei consumi energetici (290)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato numero 11-204-290/A. Va bene colleghi, abbiamo interrotto i lavori questa mattina, con le dichiarazioni di voto sugli emendamenti all'articolo 42. Quindi, colleghi, stiamo discutendo degli emendamenti all'emendamento numero 268 i numeri 297 e 296; poi un emendamento di sintesi, il numero 304, che questa mattina è stato oggetto di discussione e anche di osservazioni da parte dell'onorevole Pittalis; è stato presentato un ulteriore emendamento di sintesi che è il numero 307. Non avevamo chiesto il parere del relatore e della Giunta. Al banco della Presidenza c'è l'emendamento numero 307, di sintesi, quindi prego i colleghi di prenderne visione.

Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Solo una cosa, siccome c'è parecchia confusione, non riusciamo a capire in quale fase della discussione siamo arrivati.

PRESIDENTE. Abbiamo concluso la discussione generale sull'articolo 35 e sugli emendamenti questa mattina, avevamo interrotto prima dell'espressione dei pareri del relatore e della Giunta regionale, quindi, prima delle dichiarazioni di voto da rendere sugli emendamenti. Chiedo scusa, articolo 42.

(Si riporta di seguito il testo dell'emendamento numero 307:

Emendamento di sintesi degli emendamenti numero 304, 296, 297, 268 sostitutivo totale Giunta Regionale

Articolo 42

L'articolo 42 è così sostituito:

Art. 42

Norme transitorie

1. salvo quanto previsto al successivo articolo 44, per il completamento delle procedure relative all'adeguamento della pianificazione comunale alla vigente pianificazione regionale paesaggistica in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, i Comuni possono deliberare, con atto del Consiglio Comunale, l'applicazione delle procedure previdenti.

2. Per i Piani attuativi approvati precedentemente all'entrata in vigore della presente legge, il termine triennale previsto dall'articolo 14, comma 6, decorre dalla data di entrata in vigore delle presenti norme.

3. I PUL sono adottati ed approvati secondo le procedure di cui all'articolo 11, comma 2 e successivi, anche antecedentemente, e perciò disgiuntamente dall'approvazione del relativo PUC. (307).)

4.

PRESIDENTE. Allora, procediamo con il parere del relatore.

Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi, relatore.

PIRISI (P.D.), relatore. Grazie. Quindi, devo esprimere il parere sull'emendamento numero 307, che è un emendamento sostitutivo totale dell'articolo 42. Tra l'altro era stato già ritirato, da parte dei presentatori, l'emendamento numero 114, per cui l'articolo 42 sostituito dall'emendamento numero 307 è, in sostanza, un emendamento anche di sintesi dei precedenti, cioè degli altri emendamenti che erano stati presentati, cioè dell'emendamento numero 268, 297 e 296. Per cui, il parere che io esprimo è un parere positivo su questa nuova formulazione che è stata avanzata, che mi pare abbia in sé, che contenga le osservazioni che sono state avanzate stamattina, e oltre ad essere una sintesi degli emendamenti mi pare che abbia recepito bene il dibattito che c'è stato in Aula. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Il parere della Giunta è conforme. Ne vorrei approfittare, Presidente, per suggerire nella formulazione del primo comma, perché alcuni consiglieri hanno suggerito anche una migliore dizione, che dopo "44" si parta dal periodo: "i Comuni possono deliberare", fino a "previgenti", e poi si continui: "per il completamento", perché effettivamente la costruzione sintattica è sbagliata.

PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Dichiarazioni di voto.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Sì, prego.

LA SPISA (F.I.). Avendo ricevuto un minuto fa questo testo di emendamento ulteriore, vorrei chiedere qualche minuto per poterlo esaminare da parte dei Gruppi dell'opposizione, quindi una sospensione.

PRESIDENTE. Va bene.

Ha domandato di parlare il consigliere Uggias. Ne ha facoltà.

UGGIAS (Gruppo Misto).Sì, Presidente, sul chiarimento che proponeva l'Assessore, prima ancora che venga sospeso per l'esame dell'emendamento, un contributo che possa essere utile chiarimento della norma, che potrebbe essere letto così, come diceva l'assessore Sanna, nel primo comma: "i comuni possono deliberare, con atto del Consiglio comunale, l'applicazione delle procedure previgenti, per il completamento delle procedure in corso alla data di entrata in vigore della presente legge". Quindi, l'inciso: "relative all'adeguamento della pianificazione comunale alla vigente pianificazione regionale paesaggistica" andrebbe cassato. Perché questo, Presidente? Mi consenta.

PRESIDENTE. Io le consento, le stavo chiedendo se magari ce lo volesse dare scritto, perché diciamo che è complicato. Siamo al quinto emendamento all'emendamento, quindi io le chiederei eventualmente di presentarlo scritto, ovviamente il testo presentato, quello che i colleghi hanno. Accorderei i cinque minuti di sospensione…

Sul Regolamento

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi).Sul Regolamento, Presidente. Presidente, io volevo soltanto chiederle, siccome lei giustamente ha detto che siamo al quinto emendamento all'emendamento, un'informazione, nel senso che a me sembra che l'emendamento numero 307 sia in realtà un emendamento all'emendamento, cioè sia sostanzialmente equiparabile a un emendamento orale, cioè si è introdotto in quest'Aula senza il rispetto dei termini regolamentari sulla presentazione degli emendamenti e degli emendamenti agli emendamenti. Non lo dico tanto in merito all'emendamento numero 307, mi può stare anche bene dal punto di vista sostanziale, perché probabilmente consente all'Aula di uscire da un'impasse che non giova a nessuno, ma me lo chiedo per il futuro, perché se la prassi che si sta traducendo oggi in Aula dovesse essere una prassi che si consolida, significa che in qualsiasi momento la Giunta regionale può cambiare la discussione degli elementi che ci sono in Aula, introducendo emendamenti agli emendamenti che con la giustificazione dell'emendamento di sintesi… Grazie.

PRESIDENTE. Onorevole Vargiu, ho capito qual è, non la volevo interrompere, è che lei sviluppa un ragionamento sulla base di un presupposto che non è esatto, e il presupposto è quello relativo al comma 13 dell'articolo 84 del nostro Regolamento, che consente la possibilità per i proponenti, chiunque siano, di avanzare emendamenti di sintesi prima della votazione dell'articolo. La fattispecie è questa, l'emendamento è stato presentato come emendamento di sintesi, è stato presentato prima della votazione, e per questo lo abbiamo ammesso senza alcuna deroga alla prassi consolidata, come lei ricordava in quest'Aula, altrimenti non l'avrei ammesso, così come qualche altra volta è capitato avrei chiesto l'autorizzazione dell'Aula, e dell'opposizione certamente, per ammettere una cosa regolamentarmente non procedibile. Quindi, io tornerei alla richiesta di sospensione avanzata dall'onorevole La Spisa. Facciamo dieci minuti di sospensione in aula e poi riprendiamo con le dichiarazioni di voto.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 31, viene ripresa alle ore 17 e 50.)

Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato numero 11-204-290/A: "Disciplina per il governo del territorio regionale" della proposta di legge Pirisi - Marrocu - Barracciu - Calledda - Cherchi Silvio - Corrias - Cugini - Floris Vincenzo - Lai - Mattana - Orrù - Pacifico - Sanna Alberto - Sanna Franco: "Disciplina di governo del territorio regionale" (11); del disegno di legge: "Nuove norme per l'uso del territorio regionale (204) e della proposta di legge Pileri: "Modalità di calcolo per l'applicazione dei parametri urbanistico-edilizi ai fini del miglioramento dei livelli di coibentazione termo acustica e

del contenimento dei consumi energetici (290)

PRESIDENTE. Bene, colleghi, forse possiamo procedere nel lavoro senza troppe interruzioni. Onorevole Floris, prima avevo una sua iscrizione a parlare per dichiarazione di voto, adesso non c'è più. Si è cancellato? Glielo chiedo perché non me la da più.

Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Sì, signor Presidente, per dare anche una risposta complessiva visto che siamo alle battute finali. In considerazione del fatto che c'è il Presidente della Regione, vorrei dire che, che fosse necessario rivisitare la legislazione urbanistica vigente in Sardegna, adeguandola alle nuove esigenze, mi pare che non ci fosse alcun dubbio, non è questo principio che noi abbiamo messo in discussione, il principio è del modo e del contenuto. L'impostazione complessiva ha un limite, è un condizionamento nel Piano paesaggistico regionale. Il vero nodo e lo snodo della legge urbanistica regionale lo dovremo ancora vedere, perché non è che abbiamo fatto nulla in questo senso, questa legge soffre della preoccupazione di salvare il Piano paesaggistico regionale attualmente in vigore e minato dalle sentenze giurisdizionali. A questo salvataggio è ancorata tutta la disposizione di questa legge e tutti gli emendamenti trappola che sono stati presentati. Anziché il Presidente fare in tutta modestia un onorabile mea culpa ed apportare al Piano paesaggistico regionale vigente i necessari e opportuni correttivi, anziché approntare una legge di un governo del territorio veramente organica e coerente ad un progetto avanzato di sviluppo che tenesse conto anche di tutti gli altri organi istituzionali della Regione, tutto questo non è avvenuto, è stata predisposta invece una legge che ha soltanto questo significato, tutto questo partendo da una considerazione che l'onorevole Soru ha sempre detto in questa Aula, che dopo l'abrogazione dei piani territoriali paesaggistici sarebbero arrivati i barbari in Sardegna. Questo non soltanto è un problema erroneo, ma è un problema falso perché sappiamo tutti che non sarebbe arrivato nessuno. Tutto questo per dire anche al Presidente che c'è un arretramento nell'autonomia e che tutto quello che avevamo avuto dallo Stato col "480", col "616", col "348", ce lo stiamo mangiando con questa legge di riconferma del Piano paesaggistico regionale. Attenzione, tutto quello che abbiamo conquistato in termini ambientali dallo Stato con tutti i decreti che ci avevano trasferito questa competenza concorrente con questa legge viene assolutamente abrogato, e siamo nuovamente nei controlli statali. Ecco perché noi siamo contro questa legge, per queste ragioni, poi i colleghi diranno anche di quale emendamento trappola è stata oggetto anche oggi la maggioranza nel presentarcelo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PORCU (P.D.). Presidente, ma, io credo che con l'emendamento numero 307 per cui dichiaro il mio voto favorevole, così come è stato emendato dalla formulazione da lei proposta, io credo che apportiamo un definitivo chiarimento a questa legge e alla possibilità che in realtà era già implicita dal principio tempus regit actum, cioè che il tempo regge l'atto, cioè per il quale gli eventuali atti di completamento del Piano paesaggistico non potrebbero che uniformarsi alle direttive ed ai documenti previgenti ed esistenti. Ma facciamo ulteriore chiarezza evitando di confonderci nel parlare poi di diversi livelli di pianificazione e quindi salvaguardando pienamente la possibilità di avviare le procedure per l'adozione e successiva approvazione del Piano paesaggistico delle zone interne. Lo facciamo, ed è opportuno chiarirlo, facendo riferimento come fa l'articolo 44, a quelli che sono gli atti di programmazione generale e territoriale e in particolare le linee guida che questo Consiglio ha approvato e che hanno consentito di impostare il Piano paesaggistico. Quindi in sostanza, se capisco bene, di fatto utilizziamo quelle linee guida e utilizziamo poi invece le procedure già previste da questa legge per poter avviare il Piano paesaggistico delle zone interne. E' chiaro che questa è una possibilità che poi deve manifestarsi, ma è una possibilità che pienamente questa maggioranza deve poter rivendicare fatto salvo quello che sarà poi la discussione che avverrà, che avverrà nelle sedi opportune, nelle diverse conferenze che saranno attivate con un ruolo importante e fondamentale del Consiglio regionale. Ma è una possibilità che va, come dire, richiamata pienamente perché crediamo che la pianificazione paesaggistica, la tutela dell'ambiente, sia stato uno degli atti principali di questa maggioranza, un atto e una politica sulla quale non c'è un cedimento e non c'è un'intenzione di fare passi indietro. Credo che il paesaggio delle zone interne abbia lo stesso valore e la stessa valenza di quello delle coste, ed è giusto ed è importante che anche in questa fase finale di legislatura questa possibilità possa essere...

PRESIDENTE. Sì prego concluda.

PORCU (P.D.). Presidente, possa essere richiamata e discussa da questa maggioranza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Io faccio un intervento proprio relativamente all'emendamento numero 307 esprimendo perplessità e una mancanza di chiarimento proprio nella stesura del testo. Io credo che questo richiamo all'articolo 44 che viene posto nel primo capoverso al comma 1, suoni particolarmente difficile da comprendere e credo che sia necessario che venga illustrato eventualmente dalla Giunta perché altrimenti chi lo legge, a mio avviso, non comprende il peso che ha questo articolo. Io non vorrei che si debba diventare esegeti piuttosto che incrementare i ricorsi al tribunale amministrativo per comprendere cosa c'è scritto, perché delle due è una, se l'articolo 44 è già stato approvato e fa parte di questa legge, non si capisce perché debba essere richiamato all'articolo 42, e siccome noi stiamo approvando una norma che avrà effetti importanti soprattutto sui comuni, io credo che su questo punto occorra fare estrema chiarezza, Presidente, anche perché in questa legislatura ci siamo trovati nella necessità e credo che questo rappresenti un'eccezione in tutti gli anni che hanno caratterizzato l'autonomia regionale, nella necessità di votare un ordine del giorno con il quale sia impegnata la Giunta a rispettare le norme approvate del Consiglio. E' un effetto dei tempi, è una conseguenza del nuovo sistema elettorale che stiamo sperimentando, ed è evidente che finché si continua a considerare i parlamenti come luoghi in cui si perde tempo e si fa sfoggio di cultura, questo determina la difficoltà a recuperare autorevolezza. E siccome oggi il modello vincente è quello di chi propone e ottiene di approvare le finanziarie in nove minuti, Presidente, forse soffermarsi su un articolo e su una norma che impone invece una riflessione sulle stesse regole che stiamo scrivendo, beh, credo che dimostri la necessità di procedere con una concezione della politica che sia realmente riformista e sulla necessità della collaborazione di tutti perché tutti possano comprendere per migliorare i testi che andiamo ad approvare nella norma.

Quindi, se l'articolo 44 così come è stato approvato è chiaro, non si comprende perché debba essere richiamato all'articolo 42. Pertanto, se non ci saranno chiarimenti, io non voterò a favore dell'emendamento numero 307, ma mi asterrò.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). E' indubbio che questa legge si connoti per essere non legge urbanistica, ma legge delle sintesi perché ormai con gli emendamenti di sintesi davvero riesce difficile barcamenarsi, e se perplessità ha l'onorevole Caligaris che fa parte della maggioranza che sostiene questo governo, immaginiamoci cosa dobbiamo noi pensare quando vengono propinati emendamenti, uno dietro l'altro, che mutano sostanzialmente le cose decise sicuramente anche fuori da questo consesso. E allora, il rischio che noi abbiamo paventato emerge in tutta la chiarezza, cioè il rischio dei pasticci è che questa legge passi come la legge delle sintesi e dei pasticci. Perché, vedete, io non comprendo perché non palesare quello che è chiaro, quello che ha detto anche stamattina il presidente Soru, volete fare un piano paesistico per le zone interne, volete creare vincoli, volete creare una sorta di gabbia, certo onorevole Porcu, nell'ottica di quel fondamentalismo ambientalista alla cui scuola lei appartiene e che noi continuiamo a contrastare, ma non perché lei sia tutore dei valori ambientali e da questa parte ci sia chi ha in testa l'idea della cementificazione, queste sono sue valutazioni, ma siamo certi che i fatti ci daranno ragione, questa legge e questo modo di procedere incrementerà sostanzialmente ancor di più i contenziosi, già notevoli per quantità, davanti a tutti i tribunali dell'isola. Allora, ecco perché è un modo di legiferare su una materia delicata e importante che davvero noi contrastiamo e continuiamo ancora a dirvi: "Assumetevi fino in fondo la responsabilità dei pasticci che state ponendo in essere", e mi pare che quest'ultimo emendamento di sintesi ne sia ancora la riprova, "e assumetevi le responsabilità per quelle che andrete a fare anche con le zone interne". Presidente, non c'è bisogno di vincoli per le zone interne, c'è bisogno di interventi a sostegno di quelle zone interne, c'è bisogno di risorse vere e non virtuali, come vi apprestate a fare nella finanziaria, impegnando somme che non sono nella vostra disponibilità. Andate a dire quello che dovreste fare concretamente e operativamente, non soltanto quello che è nei desiderata, né a raccontare ancora storie rispetto alle quali la gente non vi crede più.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MASIA (Gruppo Misto). Intanto non sarebbe un fatto negativo andare avanti con emendamenti di sintesi perché se dovessi dire una cosa di questo genere contraddirei le affermazioni che abbiamo sempre fatto; questa legge la sta facendo il Consiglio e credo che questo sia un fatto positivo.

La cosa che mi va, invece, di precisare relativamente a quest'emendamento è che, come principio, una cosa che io non capisco non sono portato a votarla. Lo diceva poco fa la collega Caligaris: perché nel momento in cui si sta andando a fare un emendamento di sintesi dell'articolo 42 si vuol fare un collegamento con l'articolo 44? Ed è un collegamento che a leggerlo così teoricamente non vuol dire niente, è pleonastico, perché l'articolo 44 è approvato per cui dire "fatto salvo il 44", io direi: "fatto salvo il 44, il 45, il 46, tutto quello che abbiamo approvato" e quindi è pleonastico. Credo che non sia così. La prima cosa che mi viene da dire quindi è questa: siccome questo emendamento che noi riteniamo importante, che abbiamo fino a poco fa definito nodo centrale, uno snodo che potrebbe consentire di superare molti aspetti, beh, io credo che chi ha presentato quest'emendamento abbia l'obbligo di dire e spiegare perché questo collegamento, perché se è vero che l'articolo 44 recita che "fino all'entrata in vigore del Documento di programmazione territoriale regionale conservano valore ed efficacia le vigenti disposizioni regionali contenute in piani e programmi di carattere generale relativi alla programmazione regionale urbanistica e territoriale" io affermo resta in vigore ciò che è approvato, ciò che la Regione ha già adottato. E allora… in funzione naturalmente di una legge che abbiamo visto e che poi questa legge stessa andrà ad abrogare. Andare a prendere l'emendamento di sintesi, "fatto salvo l'articolo 44" sembrerebbe strano, ma perché questo riferimento? Viene fatto un primo comma - lasciamo perdere gli altri due, li abbiamo condivisi - dove pur anticipando i comuni… è la stessa cosa che c'era nella legge che stavamo discutendo: "per il completamento delle procedure relative all'adeguamento della pianificazione comunale alla vigente pianificazione regionale paesaggistica in corso al momento dell'entrata in vigore della presente legge". Beh, scusate, ma non sarà questa frase: "in corso al momento dell'entrata in vigore della presente legge", che il collegamento consente di poter ancora approvare qualcosa, per cui entro questi dieci giorni si superano quelli che sono gli aspetti che abbiamo voluto sancire con questa legge, che non può essere pianificato alcunché se non ci sono linee, indirizzi e un piano o un documento di programmazione territoriale che approva questo Consiglio?

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Masia.

MASIA (Gruppo Misto). Ho concluso. La risposta alla Giunta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Signor Presidente, sicuramente l'ultimo intervento dell'onorevole Masia ha posto una domanda molto precisa alla quale la Giunta dovrebbe rispondere, ma credo che potremmo anche noi cercare di capire qual è l'intendimento che si pone questo emendamento, perché l'articolo 44 ha un titolo, "Piani e programmi regionali vigenti", quindi io condivido pienamente quanto ha detto, e cioè che il tentativo che la Giunta sta mettendo in essere con questo emendamento, e in particolare con il comma 1, probabilmente è quello di poter fare i piani, il PPR, il Piano paesaggistico regionale per le zone interne senza adeguarsi a una legge regionale che lo stesso Consiglio sta approvando in questi giorni. Quindi è ovvio, è scontato che se questa legge viene approvata poiché la maggioranza, io spero il Consiglio, che ha cantato vittoria per aver ottenuto qualche piccola modifica che andava a dare un potere al Consiglio regionale, quindi il documento di programmazione territoriale approvato dal Consiglio, è ovvio che se dovesse passare questo emendamento quel documento di programmazione territoriale che è di competenza del Consiglio, poiché non potrebbe essere approvato in questa legislatura, consentirebbe alla Giunta di approvarsi il PPR delle zone interne con la vecchia procedura e questo assolutamente non è corretto, come invece è corretto il fatto che i comuni che devono sottostare a una legge sovraordinata poiché stanno adeguando i propri strumenti urbanistici, cioè i piani urbanistici comunali, al Piano paesaggistico regionale vigente debbano avere la possibilità di poter portare a conclusione la propria pianificazione. Quindi la Giunta in questo caso si fa le regole, ma poi sembrerebbe, con quest'emendamento, che le voglia disattendere e quindi ovviamente, a queste condizioni, il voto su quest'emendamento è contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Signor Presidente, il Piano paesaggistico è solo uno, non sono due; si è pianificato per ambiti omogenei, ma lo strumento è uno, l'ambito costiero e zone interne sono pianificate, quindi, dal medesimo strumento, che è in corso di predisposizione e che non può essere interrotto. Questo dice la legge regionale numero 8 del 2004, attualmente ancora in vigore, forse per qualche ora soltanto, e sostiene anche questo emendamento sostitutivo totale numero 307. Potevamo scrivere in modo diverso quello che, invece, si decise di scrivere così. La pianificazione paesaggistica - lo dice l'articolo 42, se fosse approvato in questo testo - alla quale si deve adeguare la pianificazione comunale è quella in corso al momento dell'entrata in vigore della presente legge, quindi l'unico Piano paesaggistico avviato e in fase di completamento. Peraltro penso che ci sarebbe voluta una norma esplicita che da qualche parte dicesse: il Piano paesaggistico in vigore per la parte costiera e in fase di completamento non può essere completato, ma deve attendere la definizione del documento di programmazione territoriale regionale. Siccome è scritto esattamente il contrario nel combinato disposto dell'articolo 42 e 44, io penso che alla Giunta potremmo chiedere solamente una conferma di questo contenuto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Onorevole Masia, onorevoli intellettualmente liberi di quest'Aula, la risposta ai suoi dubbi l'ha avuta dall'intervento del collega Uras, l'ha avuta dall'intervento del talebano collega Porcu e la risposta ce l'ha dall'intervento che stamattina ha fatto il presidente Soru...

PORCU (P.D.). Parli per lei, scusi Presidente, voglio parlare per fatto personale! Che non si permetta più!

PRESIDENTE. Alla fine della discussione può parlare per fatto personale. Onorevole Capelli, proviamo a usare terminologie adeguate al luogo nel quale stiamo.

CAPELLI (U.D.C.). Chiedo scusa, credo che sia una terminologia corrente, Presidente!

BIANCU (P.D.). Nel suo linguaggio!

PRESIDENTE. Corrente sì, sì, certo! Un sacco di terminologie sono correnti!

CAPELLI (U.D.C.). Presidente, è una terminologia corrente che per alcuni ha anche un aspetto positivo.

PRESIDENTE. Va bene, andiamo avanti, prego, onorevole Capelli.

CAPELLI (U.D.C.). Ha anche un aspetto positivo per alcuni! Allora, l'altra risposta è nell'intervento, nella spiegazione che ha dato la Giunta stamattina con l'intervento del suo Presidente che dice testualmente: "L'articolo 44 è altrettanto chiaro che questo principio di continuazione dell'attività finora avviata valga per la Regione e quindi non solo per la programmazione regionale, mi riferisco al Piano dei trasporti, al Piano di assetto idrogeologico, al Piano regionale dei rifiuti, ma in particolar modo, per il Piano paesaggistico regionale". Perciò, il riferimento al "44" è perché la Giunta, con l'approvazione del "44", si è riparata, si è già aggiudicata il principio di poter fare il Piano paesaggistico delle zone interne, vincolare le zone interne, salvo pensare che le zone interne potranno vincolare questa Giunta e questo Presidente.

Allora, il richiamo nel "307" al "44", altra anomalia di questa legge, Presidente, faccio un riferimento al Regolamento e alla conduzione dei lavori: com'è possibile che noi approviamo il "44" prima del "42" e ci sia nell'emendamento di sintesi del "42" il richiamo al "44" che è già stato approvato? Il "42" e il "307" andrebbero bene se il "44" fosse ancora in discussione, perché nel "44" potremo chiarire meglio. Invece qui si dà un'interpretazione estensiva per dichiarazione del suo Presidente, di questa Giunta, di che cosa si intende sul "44" e il riferimento nell'emendamento che abbiamo in discussione, cioè del "307" è chiarissimo! E' chiaro cioè che la Giunta, e lo specifica quando dice e chiarisce che la Regione può in qualsiasi momento, trattini, la Giunta regionale portare avanti il procedimento avviato di approvazione della seconda parte del Piano paesaggistico regionale. Lo dichiarano già cosa vuol dire! Allora, si può essere d'accordo o si può non essere d'accordo, ma su una cosa noi dobbiamo concordare, non possiamo essere presi in giro! Solo su questo, poi nel merito dell'approvazione da parte della Giunta del Piano paesaggistico per le zone interne, sulle procedure, possiamo non concordare, ma non possiamo continuare a legittimare il fatto che con questi emendamenti tranello si fa un'offesa all'intelligenza dei singoli. C'è chi lo accetta, i fondamentalisti, e c'è chi non lo accetta. Se questo dobbiamo discutere. Vogliamo far valere dei principi di serietà in quest'Aula?

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Capelli.

CAPELLI (U.D.C.). Ho finito, era una domanda.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Renato Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI RENATO (U.D.C.). Signor Presidente, signor Presidente della Regione, signori Assessori, colleghe e colleghi, io intervengo per dichiarare il mio voto contrario a questo emendamento, anche se riconosco una certa difficoltà ad intervenire su materie di cui non si hanno specifiche competenze. Tuttavia, avendo seguito, spero mi venga riconosciuto, perché molto spesso sono stati rivolti alla minoranza rimproveri non sempre del tutto garbati sulla assiduità e sull'impegno, una legge si può seguire anche così, votando e partecipando intensamente a quello che è tutto il dibattito, anche ascoltando. Quindi, non posso esimermi dal fare qualche osservazione, considerata soprattutto l'importanza e la configurazione strategica che questo articolo ha, lo ha ribadito il presidente Soru nel suo intervento.

Ora, la lettura del comma 1 desta anche in me non poche perplessità e dubbi, dubbi che naturalmente condivido per quanto riguarda il riferimento all'articolo 44 e spero possano essere chiariti, ma proprio facendo un'osservazione in linea di principio, ritengo che sia poco razionale, direi senza offendere nessuno, quasi assurdo legiferare, emanare nuove norme da parte del Consiglio e poi lasciare in vigore attive procedure previgenti, a qualunque livello, vale anche per i Comuni se si vuole dare significato, importanza e valore a una nuova legge. Io ritengo che non vada trascurato il fatto che quando si parla di procedure ci si riferisce a norme e quindi a normative precedenti che hanno e mantengono il loro peso. Quindi, nonostante si stia facendo una nuova legge, si mantengono procedure vecchie e questo significa che per alcune cose prevedo cose diverse, ma mi attengo alla vecchia normativa. Ecco, in linea di principio questo per me non è accettabile e difficilmente comprensibile, soprattutto per una legge sulla quale ci sono anche delle aspettative. Quindi, attraverso questo comma io penso si voglia togliere valore alla legge stessa se si enuncia che devono essere, appunto, mantenute queste norme precedenti.

La nostra contrarietà a questa legge trova fondamento proprio in un emendamento di sostanza come questo, che ha il suo significato. Tutto lascia intendere, a mio avviso, che per alcuni aspetti che sono stati introdotti il nuovo PPR vedrà la luce con difficoltà, soprattutto per il processo lungo e articolato di assimilazione alle nuove procedure che sarà difficoltoso e complesso e penso che quest'emendamento non aiuti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUGINI (Sinistra Autonomista). Signor Presidente, brevemente, per dire che noi - noi siamo questi pochi di questa parte - votiamo favorevolmente per l'emendamento di sintesi 307. Però, nel dichiarare questo, invito i colleghi che hanno un'opinione legittima e diversa dalla mia a leggere l'emendamento 304 e di confrontarlo con l'emendamento 307. Se dovessero trovarsi di fronte alla stessa stesura, invito i colleghi a votare contro. Siccome siamo in presenza di un testo diverso, riferito alla funzione dei Comuni e al ruolo della Regione, io penso che bisogna essere obiettivi, voglio dire, mi riferisco al collega Murgioni che è un amico, bisogna dire: "Colleghi, c'è differenza dal primo al secondo e la differenza", io questo non lo pretendo, "è una differenza positiva per i ragionamenti che sono stati fatti stamattina". Poi, altri colleghi dicono: "Ma l'articolo 44 perché viene richiamato?". L'articolo 44 è già approvato, se l'avessi scritto io, ma non l'ho scritto io, non l'avrei citato l'articolo 44 perché è già approvato, l'hanno scritto altri colleghi perché giustamente, aggiungo giustamente, si fanno carico di tenere unita la maggioranza, giustamente! Allora, io credo che stante il contenuto dell'emendamento, stante il fatto che l'articolo è già approvato, stante il fatto che siamo in presenza di un emendamento che corregge sostanzialmente quello di stamattina, mi pare, poi ognuno vota come deve votare, ma mi pare che sia giusto prendere atto che c'è stata un'evoluzione positiva e che c'è stata un'evoluzione positiva perché colleghi ci hanno lavorato credendoci. Siccome ci abbiamo lavorato credendoci, offendiamoci quanto vogliamo, ma rispettiamo anche il fatto che insomma sono opinioni che si esprimono e non si esprimono perché le vogliamo scrivere sulla sabbia, ma perché pensiamo che rimangono e che rimarranno anche per il futuro, poi giustamente voi dovete votare contro argomentate bene il voto contrario ma non scosterete di una virgola l'orientamento della maggioranza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, Assessore e colleghi. Ma io credo che una legge per essere una buona legge deve essere leggibile e comprensibile da tutti e una buona legge anche se esprime concetti difficili è in grado di essere interpretata da uno studente liceale o anche della scuola media, mentre qui praticamente siamo Assemblea legislativa e stiamo ore ed ore discutendo qual è l'esatta interpretazione della legge che stiamo approvando. Io mi rifiuto di pensare che in questa maggioranza non ci siano persone che sappiano scrivere bene una legge che ci dica di preciso cosa si sta scrivendo e che cosa noi dobbiamo votare, perché effettivamente oggi io ho fortissimi dubbi su questa legge, su questo emendamento che stiamo approvando. Allora spesso quando non sono chiare le leggi nascondono sempre qualcosa, nascondono delle trappole, insomma degli impropri imbrogli veri e propri; io non vorrei che succedesse questo io invece vorrei che quando andiamo via da qui stasera possa dire alla gente cosa di preciso abbiamo approvato. Allora io non credo, questa è l'interpretazione che do io, che l'emendamento numero 307 sia molto diverso dall'emendamento numero 304; è vero, collega Cugini, che il testo è diverso, però a noi pare che il contenuto è lo stesso, che dica le stesse cose cioè qui noi abbiamo cambiato le parole, cambiato il testo, però per dire le stesse cose che stavamo dicendo stamattina. E siccome noi abbiamo detto che vogliamo impedire alla Giunta regionale che approvi il piano paesistico regionale per le zone interne e quindi si è modificato il testo per questo però io ho sentito stasera interventi, quali quello del collega Porcu che dice cose diverse. Porcu dice, ma no bisogna approvare il piano per le zone paesistiche per le zone interne è normale che venga approvato. Allora io non lo so se questa è una voce dal sen fuggita però l'ha detta insomma ed è quello che stiamo pensando. Praticamente si sta approvando una legge non chiara, però sostanzialmente dice insomma quello che noi stiamo dicendo allora, signor Presidente, io non lo chiedo a nessuno, né all'Assessore né a nessuno, io lo chiedo al presidente Soru, al presidente Soru e poi eventualmente anche al presidente Spissu del Consiglio regionale. Io chiedo insomma che con parole semplici ci venga spiegato questa sera prima di votare cosa significa di preciso questo emendamento per intenderci e se quest'emendamento così come formulato la Giunta regionale è in grado di approvare il piano paesistico regionale per le zone interne sì o no. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Presidente, Presidente della Giunta, Assessori e colleghi. Soprattutto colleghi, l'altro giorno noi abbiamo assistito ad un exploit del nostro Presidente della Giunta ad una trasmissione di livello nazionale alle "Invasioni barbariche" di fronte ad una giornalista che ha fatto da zerbino al Presidente.

(Interruzioni)

No, non era comunista era la moglie di un giornalista dell'Unità, un dipendente del Presidente della Giunta regionale, siccome il Presidente il giorno…

PRESIDENTE. Onorevole Liori, stiamo all'emendamento numero 307…

LIORI (A.N.). Io mi sto rivolgendo ai colleghi per spiegare il motivo, voglio dire se non mi interrompete forse ci riusciamo a parlare se non vi piacciono le cose che devo dire…

PRESIDENTE. Si rivolga a me, e stiamo ed usiamo argomenti che siano compatibili…

LIORI (A.N.). Sì, però è un argomento pertinente, Presidente, perché in quella trasmissione si è parlato di ambiente, si è parlato di cose che in questa Aula hanno piuttosto a che fare con l'atteggiamento di questa Aula…

PRESIDENTE. Onorevole Liori, il punto è che siamo all'emendamento numero 307 e stiamo nell'emendamento numero 307, e tutto il resto è in più…

LIORI (A.N.). E' la quarta volta che mi interrompe se volete posso anche rinunciare.

PRESIDENTE. La interromperò altre cinque volte, perché si rischia anche di dire cose non vere nel modo in cui vengono offerte all'Aula, quindi io la invito a stare al tema.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Ma la smetta! Ognuno dice quello che vuole. E' la peggior Presidenza ci tiene qui per mesi, fa tutto quello che vuole!

PRESIDENTE. La smetta lei, onorevole Presidente la pianti lei, ma lasci perdere, ma lasci perdere. Chi non ha diritto è lei. Ma comunque. Andiamo avanti, onorevole Liori, Prego prosegua. Per dichiarazione di voto.

LIORI (A.N.). Se posso fare l'intervento, le mie parole non volevano avere nessun intento offensivo né per lei, né per il Presidente né per l'Aula, volevo soltanto dire che in quella trasmissione nella quale il Presidente ha fatto vedere a tutti che non intendeva avere niente davanti agli occhi, non può poi pretendere che noi in questa Aula ci mettiamo le fette di salame facciamo finta di non vedere. Siccome il modo di contendere di questo emendamento e della discussione di stasera è sulle attribuzioni che il Presidente deve avere, perché nonostante quello che ha detto in quella trasmissione dove non c'era una contrapposizione, dove non c'era nessuno che poteva contraddirlo, qui non ha convinto noi dell'opposizione e credo neanche molti dell'Aula sul fatto che lui è al di sopra delle parti che non ha interessi e che quindi gli si possono tranquillamente attribuire dei poteri che noi non intendiamo attribuire ad una singola persona e non se ne abbia a male il Presidente. Sarebbe stato uguale se avessi chiesto io di attribuirli a me o a qualunque altra mio collega e fosse anche mio fratello. Non avrei mai permesso che un potere così grande di decidere dei destini delle popolazioni dell'interno, delle periferie, delle coste o di dovunque sia lasciato nelle mani di uno, di una sola persona, visto anche che ogni tanto il Presidente si presenta in questa Aula con tutta la sua Giunta soltanto per dire: o fate come voglio io o mi dimetto, che vuol dire che anche in avvenire nelle occasioni e nelle prossime occasioni deciderà da solo, in perfetta solitudine sempre con il ricatto su di voi che se si dimette vi manda tutti a casa. Questo non è un modo di agire, non è un modo di convincere le persone, e si è così, è la storia che lo dimostra anche ultimamente dopo tanto tempo è tornato soltanto perché siamo tutti anzi siete tutti sotto ricatto, sotto ricatto di una singola persona, avete paura di andare a casa, colleghi, è la verità, è la verità incontrovertibile, chiedo scusa, Presidente. Tanto per la chiarezza.

CUGINI (Sinistra Autonomista). Sembri uno di Desulo!

CAPELLI (U.D.C.). A Desulo sono migliori di te.

(Interruzione del consigliere Liori)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

UGGIAS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Io devo manifestare tutta la mia delusione rispetto al comportamento dell'opposizione, vi attribuivo un livello di percezione della sensibilità politica molto più elevato. Perché state annaspando in mezzo alle nebbie nelle quali siete da oramai troppo tempo, non c'è una posizione lineare chi dice che ha vinto l'uno, che ha vinto l'altro, che ha perso quello, che ha perso quell'altro. Ma è possibile che non si sia in grado neanche di leggere l'emendamento del quale stiamo parlando? Perché se io facessi l'interpretazione letterale della norma direi al contrario, ha vinto quella posizione che in Consiglio stamattina diceva che la Regione deve essere tagliata fuori da questo livello di programmazione e che deve riguardare soltanto i comuni. Ma siccome come ha detto il collega Cugini nessuno qua ha interesse, almeno nell'ambito della maggioranza, a venir fuori con posizioni di vittoria o di sconfitta di chi che sia, noi abbiamo fatto questa norma nell'unico interesse dei comuni, cari colleghi, la Regione se potestà aveva, ce l'aveva con l'articolo 44, non con questo 42. Questo 42, era votato il 44, il 42, caro collega Capelli, è un emendamento, e quindi un articolo in questo caso, che consente ai comuni di portare avanti le procedure già iniziate, senza queste disposizioni in quei comuni decadrebbero tutte le procedure, i piani attuativi, i piani di zona, le varianti che sono in corso, dovrebbero riniziare daccapo. Con un pregiudizio per le amministrazioni e per i cittadini inimmaginabile. Voi è questo che non avete capito, voi siete presi dalla verve politica e avete perso di vista gli interessi dei cittadini.

CAPELLI (U.D.C.). Non è in discussione quello.

UGGIAS (Gruppo Misto). Questo è il punto vero. A questo voi vi dovete inchinare e su questo, cari colleghi, dovete recuperare la bussola dell'interesse dei cittadini.

CAPPAI (U.D.C.). Se c'è uno che l'ha persa sei tu!

UGGIAS (Gruppo Misto). Ecco, per questa ragione…

(Interruzioni dei consiglieri Capelli e Cappai)

E rileggetevi gli interventi di stamattina, avete iniziato in un modo e state finendo in un altro, collega Cappai. Avete iniziato in un modo…

(Interruzioni del consigliere Cappai)

PRESIDENTE. Onorevole Cappai, è troppo se le chiediamo di lasciare intervenire?

UGGIAS (Gruppo Misto). Questo è il senso. Ve l'abbiamo anche spiegato, in maniera…

PRESIDENTE. E' finito, onorevole Uggias. Concluda.

UGGIAS (Gruppo Misto). Finisco il ragionamento, Presidente. Dicevo questo, che abbiamo cercato, in maniera semplice e lineare, di spiegare, anche personalmente, ai colleghi dell'opposizione il senso compiuto dell'emendamento, purtroppo non si è arrivati neanche ad accettare questo livello di spiegazione, col metodo 1 a 1. Se dobbiamo usare un metodo diverso, ditecelo, ma più di questo non possiamo fare.

(Interruzioni dei consiglieri Capelli e Cappai)

LADU (Fortza Paris). Cause molte ne vinci, tu?

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Silvio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI SILVIO (P.D.). Grazie, Presidente. Io voterò a favore dell'emendamento numero 307 e voterò a favore perché sono molto convinto che l'emendamento numero 307 sia un grosso, importante passo in avanti rispetto all'emendamento precedente e anche rispetto ai limiti che aveva, fino a questo momento, l'articolo 42. Sono convinto che si tratti di una sintesi importante, sono convinto che sia merito del lavoro fatto in Aula anche con il sostegno, con l'aiuto e con la collaborazione delle rispettive parti dell'opposizione, ovviamente, che deve votare contro, perché ha votato contro su tutta quanta la legge. Sono convinto che sia uno sforzo importante e del quale dobbiamo e al quale dobbiamo riconoscere che è dovuto a un impegno da parte di tutti. Forse l'unica remora, l'unico elemento è che potevamo trovare quindici giorni fa una sintesi di questo genere, piuttosto che rimanere in sospeso per due settimane, ma è la conferma che la legge la sta facendo il Consiglio. Ora, nel merito delle questioni, io penso questo se leggo l'articolo 42 e l'articolo 44, che l'articolo 42 continua a dire quello che dovevamo fargli dire, cioè che i comuni devono completare le procedure in atto di adeguamento al Piano Paesistico Regionale, e che l'articolo 44 continua a dire che sino a quando non si fa il DPT il documento, i piani e i programmi regionali di programmazione urbanistica e territoriali restano vigenti. Siccome viene abrogata la legge numero 8, le procedure presenti nella legge numero 8 non esistono più, quindi qualunque altro atto i comuni o la regione, le province vogliano fare, da questo momento in poi, viene fatto con le procedure di questa legge. Noi questo volevamo sin dall'inizio, che la legge fosse coerente col fatto che introduceva, dopo una fase di emergenza che era dovuta e a cui rispondeva la logica dell'approvazione della legge numero 8 e del PPR, noi volevamo che si andasse verso una programmazione e pianificazione che avesse delle procedure trasparenti e ordinarie. Questo emendamento non modifica questo obiettivo della legge, al contrario lo conferma sia nella conferma dell'articolo 42, che nella conferma dell'articolo 44, che nel combinato dato dall'abrogazione della legge numero 8 che è presente nell'articolo 49. Quindi, io sono convinto che questi elementi di chiarezza possano consentire all'intera maggioranza che ha portato avanti la legge, P.D., P.S., Sinistra Autonomista, Rifondazione Comunista e Italia Dei Valori, di approvare questo emendamento, che è frutto di una sintesi alta e di una legge proposta dalla Giunta, fatta in Commissione e completata dal Consiglio.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lai.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, io credo che voterò contro questo emendamento però chiedo a lei, signor Presidente del Consiglio, qualche lume in più sull'emendamento che andiamo a votare e le spiego il perché. Il collega Pittalis, che è sempre molto prezioso nel segnalare le problematiche, ipotizza che a seguito di questa legge noi ci troveremo di fronte, noi la Regione, potremmo trovarci di fronte a contenzioso. Contenzioso da tribunale, quel contenzioso che nasce ogni qualvolta noi legiferiamo in un modo che non consente correttamente a tutti di fare leggi leggibili, di fare leggi chiare, di fare leggi facilmente interpretabili. Ovviamente, lei capirà meglio di me che quando un consiglio regionale ha già approvato gli articoli a seguire e ritorna su quelli precedenti e su quelli precedenti, come lei stesso ha sottolineato, arriva il quinto emendamento di sintesi è difficile che il modo di legiferare sia congruo rispetto a quello che il collega Uggias chiama la bussola degli interessi del cittadino. Ecco ciò detto allora, io devo porle un dubbio, perché se è vero che il contenzioso potrebbe nascere dalla scarsa chiarezza della legge, se è vero che ha ragione Silvestro Ladu quando dice che una legge dovrebbe essere facilmente interpretabile da tutti, io le chiedo, presidente Spissu, quanto meno una cosa: che la legge sia facilmente interpretabile da chi la sta votando. Cioè, che almeno noi, che siamo temporaneamente legislatori, abbiamo un'di idea chiara di quello che stiamo votando. Nel senso che, io ho ascoltato, ho ascoltato per migliorare la mia ignoranza, gli interventi in Aula dei colleghi della maggioranza, cioè di quei colleghi che sono determinati a votare positivamente rispetto all'emendamento numero 307. Devo dirle che mentre l'emendamento numero 306, che non condividevo mi era chiaro, gli effetti dell'emendamento numero 307 non mi sono chiari e ancor meno mi sono chiari dopo aver sentito gli interventi del collega Uras e del collega Porcu da una parte, l'ultimo, quello del collega Lai, dall'altra parte. Io mi chiedo ma le norme del PPR che ancora non sono state redatte ma che sono in itinere, possono essere fatte anche in assenza del DPT, come hanno sostenuto alcuni colleghi della maggioranza, o non possono essere fatte in assenza del DPT, come sembrerebbe dedursi dalla interpretazione dell'emendamento e da quanto sostenuto da altri colleghi della maggioranza? Presidente Spissu, io credo che lei debba esercitare questa funzione di garanzia e cioè che debba spiegare all'Aula cosa ricadrà dalla normativa che l'aula approva, qualora questa venga approvata, perché almeno noi, che siamo legislatori, dobbiamo capire cosa stiamo votando. Perché senza averlo capito e avendo ricevuto mezz'ora prima della votazione il testo dell'emendamento è difficile che sia chiaro a noi e se non è chiaro a noi mi immagino di quanto poco chiaro sarà a chi dovrà applicarle a chi sarà chiamato, comunque, a sottostare alle normative previste da questa legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Davoli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DAVOLI (R.C.). Grazie, Presidente. Dalla discussione accesa, animata, a volte densa di contrapposizioni, si è notato, è stato detto, e concordo con su questa impostazione, che questo articolo, di fatto, è ed è stato uno dei nodi politici di questa alla discussione. Abbiamo visto per qualche verso anche delle banalizzazioni su questo argomento, delle accuse senza senso e che lasciano il tempo che trovano. Bene, a me pare, ne sono convinto anzi, che chi esprime il voto contrario su questo emendamento numero 307, lo faccia o lo fa perché ha il timore, il vero timore che la Giunta possa procedere nella definizione del Piano Paesaggistico Regionale e per la sua definitiva approvazione. Io credo che la paura più lampante sia questa. Bene, noi di Rifondazione Comunista, io in questo caso, per la medesima ragione, voto a favore perché si completi il Piano in quanto, provengo dalle zone interne, non ritengo affatto che alle zone interne possa essere preclusa o impedita la pianificazione comunale di adeguamento al PPR, anche perché le zone interne hanno il diritto di avere uno sviluppo ordinato, come mi pare tra l'altro abbia ben interpretato poco fa il collega Uggias. Semplicemente per queste semplicissime cose, poi qualcuno può anche definirmi fondamentalista o estremista, anzi ne sono orgoglioso in questo campo, voto a favore dell'emendamento numero 307. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Comunque venga fuori, questo articolo dovrà essere interpretato da qualcuno prima della sua applicazione. Nell'interpretazione di una norma bisogna guardare innanzitutto il testo, e poi si può anche andare a guardare i lavori preparatori, quindi la discussione in Consiglio. Sia in un modo sia in un altro, cioè dal testo e anche dei lavori preparatori sulla discussione che sta emergendo in quest'Aula, il significato di questo emendamento per noi è chiarissimo, onorevole Uggias, e non siamo per niente affannati perché è la sinistra che è affannata a dimostrare una cosa o un'altra, infatti i vostri interventi, nell'interpretazione di quanto vi apprestate ad approvare, sono totalmente divergenti: adesso Davoli, e prima Uras, ma anche, non lo devo chiamare talebano, il compagno Porcu, hanno detto che chiaramente si farà quella parte del Piano, perché il Piano è uno. Ma è evidente, come mai il Presidente ha fatto cenno al referendum, scusate? Qual era l'unico effetto possibile del referendum se fosse passato? Quello di impedire la prosecuzione nel completamento del Piano paesaggistico regionale. Con questo articolo è vero, Uggias, che questo articolo 42 non cambia nulla. Credo, nel senso che i comuni potranno procedere, ma quel che rimane è un'interpretazione forte, data già in Aula sull'interpretazione, sul modo con cui dopo chi dovrà applicare e interpretare l'articolo 44 dovrà farlo. Giusto, Presidente? E, cioè, il piano sulle zone interne voi lo farete, e lo farete con le vecchie procedure. Ma non c'è alcun dubbio, scusate. Comunque, stando all'applicazione di questa norma, di questa norma così come esce, si potrà procedere, perché ci sono linee di attuazione, le linee guida approvate dal Consiglio. Quindi, di che cosa state parlando? Avete inscenato un teatrino, dividendovi tra di loro o facendo finta di dividervi. Siete liberi di farlo e di dire quel che volete, ma non riprenderci in giro. Tutto qui.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Spisa.

Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALIA (Gruppo Misto). Sì, grazie, Presidente. Il collega Masia, poc'anzi, è intervenuto con una dichiarazione, e la dichiarazione era di difficoltà rispetto alla possibilità di poter esprimere un voto a favore se prima non veniva sciolta da parte della Giunta regionale un nodo rispetto all'interpretazione che se ne dava. Il legislatore regionale, qualunque legislatore, ha il compito e il dovere di scrivere leggi chiare, comprensibili e per quanto possibile che non lascino dubbi, o ne lascino il minor numero possibile, interpretativi, ma anche la potestà al Consiglio regionale di dare un'interpretazione autentica rispetto a ciò che ha scritto. Allora, siccome le interpretazioni che si susseguono sono le più svariate da quelle che vengono date dai colleghi Davoli, Uras e Porcu, alle altre che vengono invece contrariamente date dai colleghi Lai e Uggias, la domanda che noi poniamo alla Giunta regionale è: "C'è la volontà da parte della Giunta regionale, sulla base di come questa legge è formulata, di procedere all'approvazione del Piano territoriale paesaggistico per le zone interne in base alla vecchia normativa? O c'è invece la volontà per parte della Giunta di rispettare" - così come parrebbe dalle cose che l'onorevole Lai diceva - "altre indicazioni, e che derivano dai dettati che successivamente il Consiglio regionale darà?". E' vero che gli emendamenti di sintesi servono per fare sintesi e per semplificare, però gli emendamenti di sintesi che giungono in Aula all'ultima ora io credo che abbiano anche necessità di una parola di chiarezza per parte di chi l'emendamento di sintesi lo ha prodotto. Allora, colleghi, onorevole relatore della legge, onorevole Soru, Presidente della Giunta, onorevole Gian Valerio Sanna, ma lo stesso Presidente del Consiglio, possiamo avere, prima di passare al voto, un'interpretazione autentica che risolva definitivamente questo dubbio rispetto al quale l'Aula da interpretazioni differenti a seconda delle parti che si esprimono? Questo consentirebbe al Consiglio, a noi e al nostro Gruppo di esprimere un voto ragionato, avendo contezza di quello che stiamo votando. Se permangono invece delle riserve, gli avvocati per primi mi insegnano che quelle riserve lasciano aleggiare dei dubbi lungo tutta l'Aula, e potrebbero un domani dare adito a ulteriori interpretazioni e a ulteriori battaglie politiche all'interno dell'Aula medesima. Ecco, è possibile risolvere questo dubbio? Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Balia.

Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BIANCU (P.D.). Grazie, Presidente. Per esprimere il voto favorevole sull'emendamento numero 307, e per dire che con l'emendamento numero 307 io credo che ci siamo applicati positivamente per dare le risposte agli appelli che sono stati formulati nella mattinata di oggi. E' stato detto, appunto, che era necessario fare sintesi, che era necessario rimuovere le rigidità, che era opportuno concentrarci nel merito dei problemi. Io credo che l'impegno che è stato profuso relativamente al tema che stiamo trattando in questo momento, e che aveva la necessità di essere coerente con quanto abbiamo provato in questa legge e nei precedenti atti di pianificazione, in particolare c'era la necessità che risultasse chiara la possibilità di poter completare le procedure relative alla pianificazione comunale, e altresì la possibilità per la Regione di poter completare e di poter approvare la pianificazione in atto, e in particolare la seconda parte del PPR. L'emendamento di sintesi esplicita con chiarezza le procedure per il completamento dei piani comunali, nonché quelli regionali, così come previsto dall'articolo 44. In sintesi, con l'articolo 42 si risponde alle esigenze dei comuni di completare le procedure al completamento dei PUC. Con l'emendamento di sintesi, che richiama articolo 44, si prevede per la Regione la possibilità di completare le procedure per l'approvazione dei piani regionali, ivi compresa l'approvazione della seconda parte del PPR per le zone interne. PPR che io ritengo sia chiaro che dovrà ripartire dalle linee guida che questo Consiglio ha approvato nel maggio del 2005, sulla base delle quali è stato approvato il PPR per l'ambito costiero, e sulla base delle quali potrà essere predisposto il PPR per le zone interne, io credo, da quel momento in poi, nel rispetto delle procedure contenute nella legge che stiamo andando ad approvare.

PRESIDENTE. Non ho altri iscritti a parlare. Dobbiamo votare, colleghi.

Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Vorrei cercare di chiarire con parole semplici quello che è stato chiesto alla Giunta, precisando in anticipo che ci sono delle cose che in questa materia sono nella nostra disponibilità e altre che non lo sono, per le quali dobbiamo attenerci a delle discipline che ci hanno delegato a compiere questi atti. Ricalcando l'intervento dell'onorevole Uras, noi dobbiamo precisare che l'articolo 135 del Codice ci obbliga a redigere piani che riguardino l'intero territorio regionale, è espressamente previsto. Questa affermazione dichiara l'unicità del piano che noi e che anche il Codice consente di approvare per parti diverse e quindi a noi l'obbligazione di considerare questa unicità in qualunque momento. Per far questo abbiamo necessità che la legge regionale confermi che vige questa continuità e questa unicità affermando che siamo in una procedura in corso e da qui il richiamo all'articolo 42. Questo ci deriva da altri aspetti; il primo, che questa stessa decisione è stata assunta e ratificata da questo Consiglio con gli atti di indirizzo e di programmazione approvati a suo tempo dove non potevamo evidentemente dire il contrario, abbiamo detto la stessa cosa, ed è ribadito ulteriormente dall'intesa che noi abbiamo siglato con lo Stato in una materia che ci ha delegato ad affrontare. Non a caso il richiamo all'articolo 42 collega al "44", che mantiene in efficacia e in vigenza quegli atti di programmazione che stabiliscono e confermano questa continuità e questa obbligazione a dare compimento all'intero processo. E poi, nei procedimenti in corso affrontiamo il problema dei comuni salvaguardando un interesse dei comuni che è quello di non disperdere gli studi costosi, lunghi, che hanno dovuto subire i comuni per adeguarsi alla pianificazione paesaggistica regionale e che fa salve tutte queste procedure e tutti questi oneri per i quali noi abbiamo anche dato dei contributi per incentivare i comuni a fare questo, ed è un atto di responsabilità dentro questa unicità...

PRESIDENTE. Sì, prego.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Della procedura, riconoscere la validità di quelle procedure e di quegli studi e portarli a compimento proprio a salvaguardia di questa obbligazione. Questo vuol dire il collegamento fra l'articolo 42 "procedimenti in corso" e la validità degli strumenti di pianificazione generale della Regione. Non vuol dire altro, se mi consentite solo un'ultima affermazione, non si può certo imputare a questo governo regionale e a questa maggioranza l'indebolimento delle prerogative della Regione, caro onorevole Floris, perché la modifica dell'articolo 131 di questo Codice, che mette in capo alla potestà legislativa la rimessa in discussione delle deleghe assegnate alle Regioni è stato fatto da un governo che non porta certo il nostro segno e che le Regioni e la Regione Sardegna hanno profondamente contestato al tavolo del governo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SORU (P.D.), Presidente della Regione. Intervengo per dichiarare il voto favorevole a questo emendamento che credo trovi una felice sintesi tra le differenti posizioni che si intendevano portare avanti, e credo che sia tutto chiaro e che il Consiglio non vada incontro ad una decisione che non sia più che consapevole.

L'articolo 42 regola le procedure in corso per quanto riguarda i comuni e regolando le procedure che riguardano i comuni fa un'eccezione e prevede che queste procedure possono essere portate avanti secondo la legge precedente a quella che entrerà in vigore prossimamente. Ma, nel discutere l'articolo 42 sulle procedure in corso si è richiamato l'articolo 44 che norma altre procedure in corso e che sono appunto la seconda parte del Piano paesaggistico regionale, con una differenza, che poiché qui non facciamo esplicita menzione di terminare le procedure in corso sulla base delle norme antecedenti, necessariamente dovrà essere portata a termine sulla base delle norme che oggi stiamo andando ad approvare, con una differenza che riteniamo ragionevole, la procedura precedente regolata dalla legge numero 8, prevedeva che il Piano paesaggistico adottato dalla Giunta venisse trasmesso al Consiglio perché ne fosse sentito il parere, ora invece viene trasmesso al Consiglio che dovrà non solo dare il proprio parere, ma nel dare il proprio parere dovrà anche sancire la conformità alle norme generali, le norme generali in vigore fino al DPT sono le linee guida che abbiamo già approvato. E quindi occorrerà sancire la conformità alle linee guida già approvate.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIRISI (P.D.). Io ritengo e credo che il Piano paesaggistico regionale non possa che essere unico, abbiamo scelto però di farlo per parti perché c'era un'urgenza, e in virtù di quell'urgenza abbiamo varato la legge numero 8, e in virtù di quell'urgenza abbiamo fatto le linee guida, e in virtù di quella urgenza abbiamo dato corso ad una pianificazione che era appunto di emergenza. Io credo che sia giusto quando ci sono scelte di questa natura che tutti quanti abbiamo, come si dice, contezza di quello che stiamo facendo. Io ho parlato con l'assessore Sanna, ho parlato con il Capogruppo del mio partito, ed è stato detto che questo emendamento era un emendamento di sintesi tra le diverse posizioni che sono emerse. Un emendamento di sintesi, cioè che sintetizzava le differenti voci che si sono levate in quest'Aula, onestamente aver sentito il collega Biancu dire quello che ha detto, mi ha lasciato un po' spiazzato, anche per le cose che ci siamo detti qualche tempo fa. Io credo che in politica bisogna sempre darsi affidamenti reciproci e salvaguardare le cose che ci diciamo, in sede privata come in sede pubblica. Allora, se quello che è stato detto realmente dal Presidente, dall'Assessore eccetera, corrisponde a quella volontà, io mi aspetterei che si dicesse anche un'altra cosa, che non esistono i tempi tecnici come è stato sostenuto più volte perché in questo scorcio di legislatura possa essere approvato il Piano paesaggistico regionale e delle zone interne. Anche perché io che ero Presidente della Commissione, che ho fatto parte, sono relatore di questa legge, faccio parte della Commissione urbanistica, non so niente di quello che è stato deciso fino a questo momento, posso io dare un assenso, posso io dare un assenso...

(Applausi dai banchi del centrodestra)

PRESIDENTE. Colleghi!

PIRISI (P.D.). Colleghi del centrodestra, vi chiedo scusa, non abbiamo assolutamente niente da spartire sotto questo profilo e sotto questo terreno. Scusate tanto, ma non abbiamo niente da spartire, assolutamente, assolutamente! Né sotto il profilo della serietà e della coerenza né di altro, per carità di Dio! Sapete bene che c'è un mare che ci separa, un mare che ci separa, e allora lo dico con estrema chiarezza, non era questo l'intendimento Presidente...

PRESIDENTE. Prego.

PIRISI (P.D.). Perché sa, io sono intervenuto per esprimere un parere, sulla base delle cose che sono state dette precedentemente ho espresso un parere positivo, io questo mio parere lo devo assolutamente rivedere sulla base delle cose che sono state sentite e non posso assolutamente dire che sono che il parere è positivo su questo emendamento numero 307, così com'è stato rappresentato adesso. Sarebbe stato utile, badate - Presidente, le chiedo scusa per un supplemento, così, anche per chiarezza nei confronti di tutti e di correttezza - non sono abituato a dire una cosa pensandone un'altra, dico quello che penso, sempre e comunque.

I commi 2 e 3 vanno bene, Presidente, confermo il parere positivo; sul comma 1 ritengo che debba essere rivisto e approvato per parti e che la Giunta anch'essa faccia un supplemento di ragionamento, perché noi vogliamo davvero che il Piano paesaggistico regionale venga fatto, vogliamo davvero la difesa dell'ambiente, ma non da oggi! Non siamo stati fulminati sulla via di Damasco su questo terreno, perbacco! Poche lezioni possiamo accettare. Lo dico con estrema franchezza. La lotta e la battaglia per la tutela del nostro territorio è una lotta che ci appartiene, per chi ha tradizioni da questo punto di vista, e allora, Presidente, io credo che sia corretto e giusto che noi abbiamo contezza davvero di ciò che stiamo facendo perché se venisse approvato, per esempio se domani venisse adottato il PPR delle zone interne io vorrei capire qual è il rapporto che abbiamo avuto con i duecento e passa comuni che non sono costieri, qual è il rapporto che è stato instaurato, la procedura come la iniziamo o come non la iniziamo. Io ho dato fiducia grande, Presidente - chiedo scusa e termino - ho dato fiducia grande sotto questo profilo, però non vorrei essere, chiedo scusa, preso in giro al pari di tutti gli altri, per questo ritengo, signor Presidente...

(Interruzione)

Signor Presidente, ritengo… no, sono persona seria, onorevole Liori, ritengo e credo che debba essere, appunto, rivista la cosa e per il comma 1 propongo la votazione per parti. La ringrazio.

PRESIDENTE. Colleghi, stiamo per votare.

Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (P.D.). Signor Presidente, io avevo tirato un sospiro di sollievo perché sono state giornate difficili un po' per tutti noi queste settimane perché siamo consapevoli, onorevole Presidente della Giunta, che questa che stiamo facendo è la legge più importante di questa legislatura, che completa un lavoro che abbiamo fatto tutti, lei in primis, e che dà a questa legislatura un segnale inequivocabile di governo moderno e serio, compatibile, del territorio regionale. Io avevo tirato un sospiro di sollievo perché l'emendamento numero 307 risolveva un problema, un problema che abbiamo. Nessuno di noi è contrario all'approvazione della seconda parte del Piano paesaggistico - e ci mancherebbe altro! -, siamo però consapevoli che non ci sono i tempi, che non ci sono le condizioni. Dei tempi hanno già parlato diversi colleghi, una considerazione la voglio fare sulle condizioni.

La prima condizione è che ci deve essere una discussione approfondita in maggioranza, che ci deve essere una concertazione con le forze sociali, con le forze economiche, con i portatori degli interessi veri di quest'isola. Noi non possiamo calare dall'alto il Piano paesistico per le zone interne, non ce lo possiamo permettere! Non lo dobbiamo fare! E fra l'altro non possiamo mettere in campo uno strumento di questa rilevanza in una fase che praticamente siamo alle porte della scadenza elettorale regionale, dove tutti saremo impegnati giustamente nelle scelte che dovremo fare di carattere programmatico, delle scelte dei leader, candidature, alleanze e quant'altro e non possiamo, in una fase di questa delicatezza, considerando le condizioni e i tempi, mettere in campo la seconda parte del Piano paesistico.

Quindi io, alla luce del chiarimento che il Capogruppo del Partito Democratico, che è anche il mio Capogruppo, ma io, caro Antonio, non pensavo che questo fosse l'accordo che l'emendamento numero 307 portasse in sé. Io avevo capito che l'emendamento numero 307 superava queste difficoltà e invece contiene una furbizia. Io non sono abituato, caro Antonio, io se tu ti comporti in questo modo non ti riconosco come mio Capogruppo quando tu…

(Interruzioni)

No, io parlo a nome mio personale e ognuno è responsabile delle cose che dice. Per favore, non c'è un problema di beghe…

PRESIDENTE. Onorevole Salis.

SANNA ALBERTO (P.D.).…io sto parlando di correttezza e di rispondenza a determinati impegni assunti, altrimenti è difficile davvero parlare di gruppi, parlare di coalizione. Io, se non si modifica quest'emendamento, non voterò a favore di quest'emendamento

PRESIDENTE. Va bene, colleghi, siamo in sede di votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Sì, chiedo la votazione elettronica e propongo, se mi è consentito, la votazione per parti oppure lascio al relatore la sua proposta per la votazione per parti.

PRESIDENTE. Sì, onorevole Capelli, lei ha chiesto il voto elettronico, poi il relatore aveva annunciato una proposta di votazione per parti. Vediamo se coincidono.

CAPELLI (U.D.C.). Perciò io mi rifaccio alla proposta del relatore.

PRESIDENTE. Va bene.

CAPELLI (U.D.C.). Qual è la proposta? Non l'ho capita.

PRESIDENTE. Adesso gliela facciamo dire, onorevole Capelli. Adesso, stiamo votando, abbiamo accertato che votiamo con lo scrutinio elettronico.

Onorevole Pirisi, ci spieghi in che modo intende che venga votato per parti.

Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi, relatore. Ne ha facoltà.

PIRISI (P.D.), relatore. Solo un minuto, Presidente, per formulare in maniera precisa la proposta. Un minuto stando in aula.

PRESIDENTE. Va bene, un minuto di sospensione in aula.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 08, viene ripresa alle ore 19 e 16.)

PRESIDENTE. Colleghi, proviamo a prendere posto. Prendiamo posto, colleghi? Anche gli Assessori. Assessore Morittu, prego si accomodi. Grazie.

Colleghi, prendiamo posto. Onorevole Pirisi, doveva formulare la richiesta di votazione per parti.

Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi, relatore. Ne ha facoltà.

PIRISI (P.D.), relatore. Sì, grazie, Presidente. Scusate, c'è un po' di fermento, Presidente.

PRESIDENTE. Sì, aspetti un attimino. Invito i colleghi a prendere posto, anche perché siamo in fase di votazione. Vi prego anche di verificare la posizione delle schede. Prego, onorevole Pirisi.

PIRISI (P.D.), relatore. Grazie, Presidente. Io chiederei che venga votato il comma così formulato, eliminando: "Salvo per quanto previsto dal successivo articolo 44" e partire da: "per il completamento delle procedure" e così di seguito. Tutto qui, ed espungere: "Salvo quanto previsto dal successivo articolo 44". Grazie.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

Onorevole Biancu, soltanto sull'ordine dei lavori o su questioni regolamentari.

BIANCU (P.D.). Sull'ordine dei lavori, signor Presidente. Io capisco che in questo momento è irrituale chiedere una sospensione di 10 minuti...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Non siamo a una partita di calcio e si commentano i tiri, quelli fuori, i pali, lasciamo intervenire!

CAPPAI (U.D.C.). Lei ha ricordato che eravamo in fase di votazione!

PRESIDENTE. Io ci penserò, se lo lasciamo parlare poi vediamo. Prego, onorevole Biancu.

BIANCU (P.D.). Signor Presidente, dicevo, appunto, che capisco che è irrituale in questo momento chiedere una sospensione dei lavori anche per un periodo breve, però comunque io chiederei, appunto, la possibilità di accedere ad una sospensiva di 10 minuti, un quarto d'ora, massimo. Grazie.

PRESIDENTE. Dunque, siamo in fase di votazione, onorevole Biancu e onorevoli colleghi. Tuttavia, io chiedo ai colleghi dell'opposizione se possiamo utilizzare cinque minuti di sospensione per consentire alla maggioranza, che ha evidentemente un chiaro problema, se questi cinque minuti consentono di superare le difficoltà. Quindi, chiederei, ma senza aprire un dibattito, se c'è una disponibilità a questo.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Presidente, l'opposizione non entra nel merito delle vicende che in questo momento stanno caratterizzando, evidentemente, una situazione all'interno della maggioranza e ci guardiamo bene. Però non siamo d'accordo, onorevole Biancu, con richieste estemporanee quando ve la siete suonata, cantata e ballata che tutto andava bene al vostro interno e quando succede qualcosa, come è successo in questo momento, chiedete il soccorso delle sospensioni perché probabilmente dalla sospensione ne viene fuori qualche altro emendamento di sintesi. Allora, la disponibilità che noi abbiamo dimostrato finora non significa assolutamente approfittare di un ruolo che ha svolto l'opposizione diligentemente ed ecco perché, onorevole Biancu, siamo favorevoli alla proposta e la accogliamo dell'onorevole Pirisi, chiediamo che si metta subito in votazione e dopo vi chiedete tutte le sospensioni, se avete da regolare i conti all'interno della vostra maggioranza.

PRESIDENTE. C'è qualcuno che parla a favore della proposta dell'onorevole Biancu? Ci rimettiamo all'Aula.

Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Vorrei parlare a favore della proposta dell'onorevole, con un correttivo però. Siccome siamo quasi due mesi che di dieci minuti in dieci minuti, questo Consiglio è parcheggiato qui senza fare nulla, chiederei, se il Presidente vuole accogliere questa richiesta, di andare a domani mattina e non dieci minuti, perché dieci minuti sappiamo che non servono a nulla. Il problema è un problema serio, si è visto, qui la maggioranza sta ragionando da mesi, non credo che dieci minuti risolvano questo problema. Per cui, se la maggioranza ritiene, perché tanto poi si va a votare la proposta, la proposta è ampliata nel senso di andare a domani e non a stasera.

PRESIDENTE. Forse per un difetto di comunicazione, abbiamo escluso la possibilità che i lavori su questa legge proseguano nella giornata di domani e nelle prossime giornate. Abbiamo deciso in Conferenza dei Capigruppo che i lavori su questa legge, comunque vada la legge, qualunque cosa il Consiglio deciderà, si concludano nella serata di oggi e nella nottata, qualora fosse necessario perché domani non è possibile riprendere i lavori su questa legge, entriamo in sessione di bilancio.

Voglio rassicurare anche i colleghi dell'opposizione sul fatto che non sono ammissibili emendamenti agli emendamenti e che quindi la votazione riguarda soltanto l'emendamento che è di fronte a noi, il numero 307, con le modalità di votazione che sono state proposte dall'onorevole Pirisi. Quindi, si tratta di una sospensione, evidentemente, per un fatto squisitamente politico che non altera e non modifica l'andamento dei lavori, né l'oggetto della nostra discussione. Quindi, siccome ha parlato un collega a favore e uno contro, mi rimetto alla volontà dell'Aula per dieci minuti di sospensione del lavoro.

Metto in votazione la proposta di sospensione. Chi la approva alzi la mano.

(E' approvata)

E' accordata la sospensione per dieci minuti. I lavori sono sospesi.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 23, viene ripresa alle ore 19 e 50.)

Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato numero 11-204-290/A: "Disciplina per il governo del territorio regionale" della proposta di legge Pirisi - Marrocu - Barracciu - Calledda - Cherchi Silvio - Corrias - Cugini - Floris Vincenzo - Lai - Mattana - Orrù - Pacifico - Sanna Alberto - Sanna Franco: "Disciplina di governo del territorio regionale" (11); del disegno di legge: "Nuove norme per l'uso del territorio regionale (204) e della proposta di legge Pileri: "Modalità di calcolo per l'applicazione dei parametri urbanistico-edilizi ai fini del miglioramento dei livelli di coibentazione termo acustica e

del contenimento dei consumi energetici (290)

PRESIDENTE. Prego i colleghi di tornare al proprio posto. La seduta è aperta, riprendiamo il lavoro da dove lo avevano lasciato, cioè dalla votazione. E' stata fatta una richiesta di votazione per parti. Chiedo scusa, colleghi! E' stata avanzata una proposta di votazione per parti dell'emendamento numero 307. Si propone di votare l'inciso iniziale del comma 1: "Salvo quanto previsto al successivo articolo 44" e poi a proseguire "per il completamento delle procedure...".

Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.

SORU (P.D.), Presidente della Regione. Intervengo pochissimi minuti per cercare di chiarire ulteriormente la posizione della Giunta e cercare di dare una mano ad approvare questa legge, se ce la facciamo, giacché sarebbe utile non sciupare il lavoro fatto fino adesso. E' chiaro che ci sono delle posizioni totalmente diverse, c'è chi già prefigurando la prossima campagna elettorale e dice: il piano paesaggistico delle zone interne saranno altri vincoli, altri vincoli che cadono nelle zone interne ed inizia ad usare questa parola, che si pensa possa far presa sull'opinione pubblica, poi in realtà abbiamo visto che nel recente referendum non ha avuto una grande presa, quindi probabilmente ci saranno delle cose diverse che potranno essere agitate nel futuro. Da una parte c'è chi ha paura dei vincoli, d'altra parte c'è chi ha a cuore il prosieguo del governo del territorio in questa Regione, ho cercato di dirlo stamattina…

PITTALIS (F.I.). Di che cosa sta parlando! Non deve fare un comizio!

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, non sta facendo un comizio, fa quello che un Presidente della Giunta può fare in Aula, la prego, onorevole Pittalis. Onorevole Pittalis la prego. Onorevole Pittalis, lasciamo concludere.

PIRISI (P.D.). Dai Pietro!

SORU (P.D.), Presidente della Regione. Non userò nemmeno la parola talebano per nessuno e quindi posso esser ascoltato.

PITTALIS (F.I.). Lei parla quando ne ha diritto, come gli altri.

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis! Lei conosce il regolamento benissimo, onorevole Pittalis, quindi proviamo a non perdere tempo.

SORU (P.D.), Presidente della Regione. Chiedo scusa, onorevole Pittalis, è chiaro che è un momento importante per questa maggioranza è un momento importante per la legislatura e sto cercando con responsabilità di provare a dare una mano alla legislatura e anche al lavoro fatto fino adesso in questa Aula nell'approvazione di questa legge. Da una parte c'è chi ritiene che il governare il territorio significa mettere vincoli, dall'altra c'è chi ritiene che il territorio debba essere governato in maniera positiva. Nel governo del territorio ci sono diversi ambiti di programmazione, da una parte c'è il piano paesaggistico regionale, la programmazione paesaggistica, dall'altra un livello successivo che è quello della programmazione urbanistica attraverso i PUC, le direttive e tanti altri strumenti che con questa legge stiamo cercando di regolare. La legge interviene non in una situazione di fermo, ma interviene in una situazione in divenire con una serie di procedure in corso, procedure importanti alle quali si è lavorato, le procedure dei comuni e le procedure di altri enti tra cui certamente la Regione. Con l'articolo 42, io penso che meglio avremo fatto a scrivere il testo dell'articolo 42 e dell'articolo 44 assieme, ma è arrivato sin qui così, e quando si interviene una fase avanzate dell'attività legislativa si hanno anche delle difficoltà tecniche per cercare di utilizzare un buon italiano e di semplificare le cose. L'articolo 42 norma il procedimento in corso per i comuni e dice che questi procedimenti in corso possono essere terminati, come richiamava anche il consigliere Lai, utilizzando con una sorta di delega le norme attualmente vigente e non le norme successive. Per cui sbadatamente o comunque se avessi inserito anche qui la possibilità per la Regione o per la provincia avremo dato anche la Regione di portare avanti un procedimento in corso secondo le norme precedenti, che non è quello che si vuole fare, che non è quello che si voleva fare, ed è quello che è stato richiamato in quest'aula, in qualche modo toglierebbe importanza alle norme che stiamo cercando di approvare perché non sarebbero del tutto efficaci per la seconda parte del piano paesaggistico. Quindi facciamo salvo l'articolo 44 dicendo, chiarendo però, che anche la Regione ha la possibilità di portare a termine il suo progetto di governo del territorio, la seconda parte del piano paesaggistico, anche la Regione ha la possibilità di approvare la seconda parte del piano paesaggistico, ma lo fa non sulla base delle norme precedenti ma sulla base delle norme che oggi stiamo cercando di approvare, quindi già una differenza rispetto ai comuni. Ora rimane l'opportunità di approvare o meno le norme sulle zone interne del piano paesaggistico ed è evidente che se dovessi chiedere ad una parte di questa Aula sull'opportunità ci sarebbe una risposta chiarissima sulla non opportunità, perché vede il governo del territorio come un vincolo e non come una necessità positiva di utilizzare al meglio le risorse. Dentro la nostra parte questa opportunità deve essere chiarita, c'è un processo che deve essere messo in atto e che certamente andrà messo in atto con abbiamo sempre fatto. Allora io vi richiamo al relatore, chiedendo, se posso ancora essere deciso, di approvare l'emendamento così com'è stato proposto senza la sua votazione per parti, richiamando che sia in un momento importante della legislatura e del processo di governo del territorio.

PRESIDENTE. Grazie, Presidente naturalmente ognuno può votare come meglio ritiene, la votazione per parti era già stata ammessa, quindi si vota per parti poi ovviamente come si vota ognuno deciderà. Il Presidente è intervenuto per chiarimenti relativamente alla votazione per parti che è stata richiesta. Siamo in fase di votazione, colleghi. Siamo votando, colleghi e stiamo votando l'inciso: "salvo quanto previsto al successivo articolo 44". Colleghi, onorevole Capelli su che cosa intende parlare, già è abbastanza complicato, mi dica, mi dica.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Allora, come si intende, scusate, se state un attimino ce lo facciamo dire…

PRESIDENTE. Colleghi, io ho difficoltà a condurre l'Aula così la possiamo sospendere se c'è bisogno. Onorevole Capelli.

CAPELLI (U.D.C.). Presidente, per intenderci. Sulla parte posta in votazione rosso vuol dire abrogazione di quella parte, verde approvazione dell'inciso?

PRESIDENTE. Verde vuol dire che il comma o l'inciso viene approvato, rosso se vuole essere cassato, chi lo vorrebbe cassare. Io ho iscritti a parlare non ne ho, nel senso che non si può più intervenire, va bene, siamo in fase di votazione. Votiamo l'inciso è già stato detto, ed è già stato deciso, onorevole Salis, che votiamo con il voto elettronico palese. Quindi con la votazione elettronica palese stiamo votando "salvo quanto previsto al successivo articolo 44". Chiedo scusa, colleghi, posso provare a ripetere, per evitare confusione. Stiamo votando una parte dell'emendamento presentato ed è chiaro, come avviene sempre nelle votazioni che chi vota verde approva, e chi vota rosso boccia quella parte dell'emendamento, è chiaro?

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della prima parte dell'emendamento numero 307.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corrias - Cucca - Davoli - Espa - Frau - Meloni - Orrù - Pinna - Porcu - Sabatini - Salis - Scarpa - Soru - Uras.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Amadu - Atzeri - Balia - Caligaris - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Cocco - Contu - Corda - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Cugini - Dedoni - Diana - Fadda - Farigu - Floris Mario - Floris Vincenzo - Gallus - Giagu - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licandro - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Marracini - Masia - Mattana - Milia - Moro - Murgioni - Pacifico - Petrini - Pileri - Pirisi - Pisano - Pittalis - Rassu - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Matteo - Sanna Simonetta - Serra - Tocco - Uggias - Vargiu.

Si è astenuto il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 77

votanti 76

astenuti 1

maggioranza 39

favorevoli 21

Contrari 55

(Il Consiglio non approva).

LIORI (A.N.). Avete visto che non si è dimesso.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della seconda parte dell'emendamento numero 307.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Cachia, Cerina, Espa, Meloni, Porcu e Salis hanno votato a favore e che il consigliere Cherchi Oscar ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Tocco - Uggias.

Rispondono no i consiglieri: Amadu - Atzeri - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Farigu - Floris Mario - Gallus - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Licandro - Liori - Lombardo - Marracini - Milia - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Pittalis - Rassu - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.

Si è astenuto il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 74

votanti 73

astenuti 1

maggioranza 37

favorevoli 42

contrari 31

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 43. All'articolo 43 abbiamo lasciato in sospeso gli emendamenti numero: 115, 149, 73, 176, 72 e 171 a cui è stato presentato un sostitutivo totale "305"; 74, 303, 294 che è un emendamento all'emendamento "170", 170, 65, 66, 67 e 235.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 43 e dei relativi emendamenti:

Art. 43

Verifica dell'operatività del vigente Piano paesaggistico regionale

1. La Giunta regionale, in sede di prima valutazione, entro il termine massimo di centoventi giorni dalla data di pubblicazione della presente legge nel BURAS, degli effetti del vigente Piano paesaggistico regionale, primo ambito omogeneo, approvato con deliberazione della Giunta regionale n. 36/7 del 5 settembre 2006, verifica l'attuazione delle disposizioni contenute nelle Norme tecniche di attuazione del Piano e apporta le modifiche per le finalità e secondo le procedure di cui all'articolo 30.

Emendamento soppressivo totale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai

Articolo 43

L'art. 43 è soppresso. (115)

Emendamento sostitutivo parziale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai

Articolo 43

Il comma 1 è così sostituito:

la Giunta regionale, in sede di prima valutazione, entro il termine massimo di centoventi giorni dalla data di pubblicazione della presente legge nel BURAS, degli effetti del vigente Piano paesaggistico regionale, primo ambito omogeneo, approvato con deliberazione della Giunta regionale n. 36/7 del 5 settembre 2006, verifica l'attuazione delle disposizioni contenute nelle norme tecniche di attuazione del Piano e provvede all'attivazione delle procedure per le modifiche secondo i termini previsti dalle leggi vigenti. Le proposte di variante al PPR possono essere attivate dalla Giunta regionale su istanza dei Comuni singoli e associati. (149)

Emendamento sostitutivo parziale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo

Articolo 43

Al comma 1, la parola "centoventi" è sostituita con la parola "sessanta". (73)

Emendamento sostitutivo parziale Lanzi - Fadda Giuseppe - Cugini - Licheri - Serra

Articolo 43

Nel comma 1 il termina "apporta" è sostituito dal termine "propone". (176)

Emendamento aggiuntivo Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo

Articolo 43

Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:

"1 bis. In particolare la Giunta regionale, fino all'adeguamento degli strumenti urbanistici comunali al vigente PPR e al fine di raccordare la tutela dei valori paesaggistici delle aree agricole - ai sensi dell'articolo 135, comma 3, lettera b) del D.Lgs. n. 42/2004 e successive modificazioni - con le peculiari vocazioni produttive delle aree agricole della Sardegna e con il tradizionale esercizio dell'imprenditorialità rurale, nei termini e secondo le procedure di cui al comma 1, introduce modifiche alle Norme tecniche di attuazione del vigente Piano paesaggistico per il conseguimento dei seguenti obiettivi.

a) nei territori ricompresi entro la distanza di mille metri dal mare nella fascia costiera, così come perimetrata dalla cartografia del vigente Piano paesaggistico, il contenimento degli indici edificatori rispettivamente a mc/mq 0,01 per quanto riguarda le residenze e a mc/mq 0,1 per quanto riguarda gli annessi agricoli, secondo le previsioni contenute nel piano di sviluppo aziendale;

b) negli ulteriori territori, siano essi compresi negli ambiti di paesaggio costieri o nelle restanti aree agricole, il contenimento degli indici edificatori secondo le Direttive di cui al DPGR 3 agosto 1994, n. 228, secondo le previsioni contenute nel piano di sviluppo aziendale.". (72)

Emendamento agli emendamenti numero 72 e 171 uguali, sostitutivo totale Giunta Regionale

Articolo 43

Gli emendamenti numero 72 e 171, uguali, sono così sostituiti:

All'articolo 43 dopo il comma 1 è inserito:

"1. La Giunta regionale, in sede di applicazione delle previsioni di cui al comma 1 del presente articolo integra e razionalizza le Norme tecniche di attuazione del vigente Piano Paesaggistico regionale anche con riguardo ai criteri di semplificazione amministrativa ed accelerazione delel fasi dei procedimenti autorizzativi contenuti nella presente legge.

2. Fino all'approvazione del DPT e dei conseguenti atti tecnici di indirizzo e coordinamento di cui al precedente articolo 31, esclusivamente ai PUC che si siano adeguati alle disposizioni del vigente Piano Paesaggistico regionale si applicano per quanto compatibili le disposizioni di cui al D.A. 20 dicembre 1983, n. 2266/U (decreto Floris) in materia di disciplina per la formazione dei nuovi strumenti urbanistici ed il DPGR 3 agosto 1994, n. 228 per gli interventi nell'agro (direttive per le zone agricole).". (305)

Emendamento aggiuntivo Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo

Articolo 43

Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:

1 bis. In sede di verifica dell'operatività del Piano Paesaggistico Regionale di cui all'art. 43 e nell'elaborazione degli atti di indirizzo di cui all'art. 31, la Giunta regionale, al fine di valorizzare le vocazioni produttive delle zone agricole, incoraggiare la permanenza della popolazione rurale in condizioni civili ed adeguate alle esigenze sociali attuali, nonché garantire a tutti i cittadini che esercitano a qualsiasi titolo reale attività agricola nel territorio della Regione ed anche al fine di incentivare il presidio del territorio, individua nel Piano di Sviluppo Aziendale redatto da tecnico abilitato, l'unico strumento per la verifica ed il dimensionamento del reale fabbisogno edificatorio del fondo agrario di qualsiasi estensione esso sia, con una maggiore attenzione nella fascia costiera dei mille metri dalla battigia.". (74)

Emendamento all'emendamento numero 170 sostitutivo totale Masia - Sanna Alberto - Sanna Franco - Balia - Rassu

Articolo 43

L'emendamento numero 170 è così sostituito:

"All'articolo 43, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:

1 bis. Fino all'approvazione del documento di programmazione territoriale e dei conseguenti atti tecnici di indirizzo e coordinamento, ai sensi della presente legge, ai PUC adeguati alle disposizioni del Piano paesaggistico regionale 29 novembre 2008, continuano ad applicarsi le disposizioni di cui al D.A. 20 dicembre 1983, n. 2266/U in materia di disciplina per la formazione dei nuovi strumenti urbanistici e per gli interventi nell'agro, il DPGR 3 agosto 1994, n. 228 (Direttive per le zone agricole).

1 ter. La Giunta regionale fino all'adeguamento degli strumenti urbanistici comunali al vigente Piano paesaggistico regionale introduce modifiche alle Norme tecniche di attuazione del vigente PPR che prevedano, per gli interventi nell'agro, l'applicazione delle disposizioni del DPGR 3 agosto 1994, n. 228 (Direttive per le zone agricole). (294)

Emendamento all'emendamento numero 294 aggiuntivo Masia - Balia - Ibba

Articolo 43

All'emendamento numero 294, è aggiunto il seguente:

All'art.43, dopo il comma 1 ter è aggiunto il seguente:

1 quater. La Giunta Regionale, inoltre, secondo le procedure di cui al comma 1, è delegata ad introdurre modifiche alle Norme Tecniche di Attuazione del vigente Piano Paesaggistico Regionale, al fine di consentire ai soggetti che esercitano (o che intendono farlo) l'attività di Turismo Rurale, di cui alla legge regionale n. 27 del 12/08/1998 e che utilizzano a tal fine vecchi edifici agricoli dismessi dalle precedenti attività, la possibilità di ottenere gli incrementi volumetrici strettamente indispensabili alla razionalizzazione delle strutture edilizie esistenti ed alla loro più efficace fruizione. La somma dell'incremento volumetrico concesso e delle volumetrie degli edifici agricoli già esistenti, compresi quelli destinati a Turismo rurale, non potrà mai superare la volumetria attenibile applicando gli indici di edificabilità previsti per le aree agricole. (303)

Emendamento aggiuntivo Balia - Ibba - Atzeri

Articolo 43

All'articolo 43, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:

"1 bis. In particolare la Giunta Regionale, fino all'adeguamento degli strumenti urbanistici comunali al vigente Piano Paesaggistico regionale e al fine di raccordare la tutela dei valori paesaggistici delle aree agricole - ai sensi dall'articolo 135, comma 3, lettera b) del decreto legislativo n. 42 del 2004 e successive modifiche - con le peculiari vocazioni produttive delle aree agricole della Sardegna e con il tradizionale esercizio dell'imprenditorialità rurale, nei termini e secondo le procedure di cui al comma 1, introduce modifiche alle Norme tecniche di attuazione del vigente Piano paesaggistico regionale che, per gli edifici ad uso abitativo connessi all'attività agricola, prevedano - sia per i territori compresi negli ambiti di paesaggio costieri, sia per i restanti territori regionali - il contenimento degli indici edificatori secondo le prescrizioni di cui alle Direttive per le zone agricole, rese esecutive con DPGR 3 agosto 1994, n. 228, secondo le previsioni contenute nel piano di sviluppo aziendale.". (170)

Emendamento aggiuntivo Masia - Balia - Ibba - Atzeri

Articolo 43

Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente comma:

1 bis. In particolare la Giunta regionale, fino all'adeguamento degli strumenti urbanistici comunali al vigente PPR e al fine di raccordare la tutela dei valori paesaggistici delle aree agricole - ai sensi dell'articolo 135, comma 3, lettera b) del decreto legislativo n° 42 del 2004 e successive modifiche - con le peculiari vocazioni produttive delle aree agricole della Sardegna e con il tradizionale esercizio dell'imprenditorialità rurale, nei termini e secondo le procedure di cui al comma 1, introduce modifiche alle Norme tecniche di attuazione del vigente Piano paesaggistico per il conseguimento dei seguenti obiettivi:

a) nei territori ricompresi entro la distanza di mille metri dal mare nella fascia costiera, così come perimetrata dalla cartografia del vigente Piano paesaggistico, il contenimento degli indici edificatori rispettivamente a 0,01 mc/mq per quanto riguarda le residenze e a 0,1 mc/mq per quanto riguarda gli annessi agricoli, secondo le previsioni contenute nel piano di sviluppo aziendale;

b) negli ulteriori territori, sia compresi negli ambiti di paesaggio costieri, sia nelle restanti aree agricole regionali, il contenimento degli indici edificatori secondo le prescrizioni di cui alle Direttive di cui al DPGR 3 agosto 1994, n° 228, secondo le previsioni contenute nel piano di sviluppo aziendale.". (171).)

PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti.

Per fatto personale

PRESIDENTE. Un attimo, prima di iscrivervi. Chiedo scusa, ma avevo promesso all'onorevole Porcu che gli avrei dato la parola, per fatto personale, alla fine della votazione. Esponga qual è il fatto personale, onorevole Porcu.

CAPPAI (U.D.C.). Ma la seduta non è ancora finita!

PRESIDENTE. In base all'articolo 79 del Regolamento, colleghi. Ascolti, si legga l'articolo 79, onorevole Cappai, così siamo d'accordo tutti e due.

Ha domandato di parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.

PORCU (P.D.). Presidente, io mi sono permesso di insistere, sull'applicazione dell'articolo 79, perché non c'è scritto nei commi 1 e 2 che si debba parlare alla fine della seduta.

SANJUST (F.I.). Però noi abbiamo aspettato la fine della seduta.

PORCU (P.D.). E credo anche corretto che quando c'è un fattore personale, come essere apostrofato da un collega su un piano non politico, di contenuto, ma personale io credo che sia opportuno dare la parola per una replica. Quindi, le chiedo di poter intervenire per fatto personale, senza aspettare la fine della seduta e di avvalermi delle facoltà previste dall'articolo 79 dal Regolamento. Sarò brevissimo.

PRESIDENTE. Spieghi qual è la questione personale. Perché l'articolo 79 dice che un consigliere può sollevare una questione, il Presidente la esamina e poi si discute, qualora accolta, alla fine della seduta, alla fine dell'argomento.

PORCU (P.D.). No, questo… io do un'interpretazione diversa, poi lei me la spiegherà, perché riguarda i consiglieri. Allora, io ritengo di essere stato intaccato sulla mia condotta, non sui contenuti delle cose che ho portato, ma sulla persona, e credo che questo sia un fatto grave e credo che sia dovere, non tanto dell'onorevole Capelli chiedere scusa, perché credo che chiederà scusa semmai a se stesso, per la sua condotta, perché ognuno è responsabile delle proprie azioni, ma credo che sia utile e importante che la Presidenza…

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Porcu, le chiedo scusa perché vorrei richiamare i colleghi ad ascoltare e a non parlare sopra chi ha la parola. Quindi, io ho difficoltà a sentire l'onorevole Porcu, immagino che sia così per tutti. Prego onorevole Porcu.

PORCU (P.D.). La ringrazio Presidente. Le dicevo che per quanto dichiarato dall'onorevole Capelli, che mi ha definito talebano, io non chiedo le scuse dell'onorevole Capelli, perché credo che l'onorevole Capelli chiederà scusa a se stesso per il suo comportamento, che sicuramente non è degno di quest'Aula. Però, credo che sia importante invece che la Presidenza non lasci cadere questi episodi e non lasci così, far sì che espressioni che associano le opinioni politiche di un consigliere, a quelle di movimenti che fanno, oggi, da sponda a movimenti terroristici, responsabili di gravi attentati e responsabili anche della morte di centinaia di persone, credo che non siano commenti che possano essere lasciati cadere tranquillamente. Così come nessun commento può essere lasciato cadere che comporta far diventare… Presidente, io capisco che lei abbia anche altre questioni di cui occuparsi, però io mi sto rivolgendo a lei. Sono rivolto a lei…

PRESIDENTE. Prego, onorevole Porcu.

PORCU (P.D.). Io credo che non dobbiamo consentire, se non vogliamo in qualche modo far decadere il dibattito e anche la dignità di quest'Aula che espressioni gravi diventino espressioni correnti e normali. Perché credo che abbiamo anche la responsabilità di dare l'esempio, di rispettare le opinioni altrui, anche quando dissentiamo, e quindi io credo che sia importante che questa Presidenza consenta uno svolgersi del dibattito in un clima civile, evitando che le opinioni portate in quest'Aula diventino oggetto di battute, di commenti fuori luogo e, in definitiva, che quest'Aula non porti l'esempio del dibattito che dovrebbe portare. Sappiamo che purtroppo questo è successo già altre volte, sappiamo che proprio per le opinioni che portiamo, quando sono fraintese questi commenti e vengono fraintesi all'esterno, possono portare anche, per ognuno di noi, momenti di tensione dentro e fuori da quest'Aula. Quindi, io le chiedo fortemente di tutelare la libertà di espressione di ognuno di noi, in modo che il dibattito si possa svolgere, ancorché, nella differenza di opinioni, in modo sereno e pacato. Ripeto, non chiedo le scuse dall'onorevole Capelli, perché credo che l'onorevole Capelli debba chiedere anzitutto scusa a se stesso, al suo Partito, al suo Gruppo e alla sua maggioranza.

Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato numero 11-204-290/A: "Disciplina per il governo del territorio regionale" della proposta di legge Pirisi - Marrocu - Barracciu - Calledda - Cherchi Silvio - Corrias - Cugini - Floris Vincenzo - Lai - Mattana - Orrù - Pacifico - Sanna Alberto - Sanna Franco: "Disciplina di governo del territorio regionale" (11); del disegno di legge: "Nuove norme per l'uso del territorio regionale (204) e della proposta di legge Pileri: "Modalità di calcolo per l'applicazione dei parametri urbanistico-edilizi ai fini del miglioramento dei livelli di coibentazione termo acustica e

del contenimento dei consumi energetici (290)

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Porcu, insomma lei sa che si fanno degli sforzi non semplici, per raccomandare a tutti i colleghi che intervengono di mantenere all'interno dell'Aula un linguaggio e un comportamento che sia consono all'Aula stessa. Ovviamente, io posso intervenire dopo che i colleghi hanno parlato, non so in anticipo che cosa stiano per dire, e con l'onorevole Capelli ho fatto così immediatamente, per cui le ho dato la parola, come prevede il Regolamento, perché lei potesse rappresentare il fatto personale, così come lei ha rappresentato. Mi associo alla sua raccomandazione, che rivolgo ancora una volta a tutta l'Aula, perché manteniamo i toni e un linguaggio che sia adatto a quest'Aula. Sto ripetendo in questi giorni che stiamo facendo un esperimento di diretta dei nostri lavori via internet, per cui anche questo dovrebbe servire per fare più attenzione, prestare più attenzione di quanto non ne prestiamo normalmente quando nessuno ci ascolta o non ci ascolta così come ci ascoltano nella diretta via internet. Consideriamo chiuso l'incidente.

E' iscritto a parlare il consigliere Pileri. Ne ha facoltà.

Siamo, lo ricordo, sull'articolo 43.

CAPELLI (U.D.C.). Sull'ordine dei lavori, Presidente.

PRESIDENTE. Onorevole Capelli, sull'ordine dei lavori. Avevo già dato la parola all'onorevole Pileri.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Sì, mi permetto di interrompere. Se fosse possibile avere la memoria del parere espresso dal relatore della Giunta sugli emendamenti, perché non li ho annotati i pareri dati.

PRESIDENTE. Onorevole Capelli, chiedo scusa, ho aperto la discussione sull'articolo e sugli emendamenti perché non c'era stata discussione né sull'articolo né sugli emendamenti, e quindi il parere non è stato dato e verrà dato come di consueto alla conclusione della discussione.

CAPELLI (U.D.C.). Ecco, pensavo che invece fossimo nella fase… ok, d'accordo.

PRESIDENTE. Va bene.

E' iscritto a parlare il consigliere Pileri. Ne ha facoltà.

Siamo sull'articolo 43, onorevole Uras.

PILERI (F.I.). Sì, Presidente, vorrei sapere se l'assenza dell'Assessore dipende dall'ultimo voto oppure se si è assentato per altri motivi.

PRESIDENTE. Onorevole Pileri, svolga il suo intervento, per cortesia. C'è mezza Giunta.

PILERI (F.I.). C'è un po' di nervosismo, lo capisco, Presidente.

PRESIDENTE. Proviamo a non rendere più complicato il lavoro. Prego.

PILERI (F.I.). Consentitemi una battuta. Mi sembra di ricordare quando eravamo ragazzini, che giocavamo nei campi di calcio a pallone, e quando al proprietario del pallone non gli veniva consentito di calciare il rigore prendeva il pallone e se ne andava. Così ha fatto il vostro Presidente stasera dopo aver preso una sonora bocciatura sull'emendamento, e per questo devo anche esprimere un'opinione molto positiva sull'intervento che ha fatto prima il relatore, l'onorevole Pirisi, ha dimostrato una grande serietà sull'emendamento precedente. L'articolo 43 è un articolo molto importante, non credo sia meno spinoso di quello precedente, perché l'articolo 43 riguarda la verifica dell'operatività del vigente Piano paesaggistico regionale. Anche qua Sanna ha parlato di furbizia, qualcuno ha detto che non sa nulla del PPR delle zone interne che la Giunta sta portando avanti, e anche su questo articolo bisognerebbe essere chiari se questo articolo consente o ha l'intendimento per la Giunta di poter apportare in maniera assolutamente discrezionale tutte le modifiche che vuole al Piano paesaggistico regionale, senza passare da quello che oggi noi stiamo approvando, cioè dalla nuova legge urbanistica, è ovvio che anche in questo caso la maggioranza, come ha votato prima per l'emendamento precedente, dovrebbe anche votare o per annullare questo articolo oppure per modificarlo secondo quanto previsto dagli emendamenti che abbiamo presentato noi, in particolare il numero 115 e il numero 149. Questo è un articolo che si collega in maniera strumentale all'articolo 30, che è già stato approvato, articolo 30, che prevedeva una procedura semplificata per la verifica dell'operatività del Piano paesaggistico regionale, e cioè ogni qualvolta si verificava la necessità o si potrà verificare la necessità di apportare modifiche al PPR, che derivano da una diversa interpretazione delle norme piuttosto che assicurare l'adeguamento o armonizzazione delle norme tecniche di attuazione per sopravvenute norme nazionali, la Giunta regionale può e poteva applicare una procedura semplificata, quindi con termini molto stretti. E' ovvio che applicare la procedura semplificata prevista dall'articolo 30, applicarla all'articolo 43, non è assolutamente ammissibile e tollerabile, perché le variazioni, le modifiche, le varianti al Piano paesaggistico regionale dovrebbero seguire invece le procedure previste dalle leggi vigenti, e quindi non è ammissibile, non è possibile che la Giunta possa operare modifiche al Piano paesaggistico regionale, consentendo ai comuni di fare osservazioni con soli quindici giorni di tempo. Questo non consentirebbe, ovviamente, ai comuni di fare le osservazioni, e quindi significherebbe accentrare ancora di più il potere nelle mani della Giunta. Non si capisce tra l'altro perché i comuni, con l'articolo 12, quando apportano le modifiche al Piano urbanistico comunale, quando fanno le modifiche, o meglio le varianti al Piano urbanistico comunale, possono adottare o devono adottare una procedura complessa, che è quella prevista dall'articolo 11, e invece la Giunta debba avere dei tempi e termini così ristretti che non danno dignità agli enti locali. Quindi è ovvio che il parere sull'articolo 43 è un parere assolutamente negativo, e quindi l'emendamento soppressivo ha ovviamente un significato, che è quello che la cosa più importante è abolire un articolo scritto in questo modo. Diversamente, con l'emendamento numero 149, che noi abbiamo presentato all'articolo 43, si potrebbe aprire quel dialogo che voi avete tanto auspicato, ma mi pare che non ci possa essere né tra noi e voi la maggioranza, ma forse neppure, da stasera, tra voi e il Presidente.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Presidente, l'articolo 43 sarebbe stato un articolo importante. Dico "sarebbe stato" qualche minuto fa, sarebbe stato un articolo importante di una legge importante a cui questo Consiglio si è applicato. Si è applicato con due posizioni di partenza, che si sono confrontate a lungo in cerca non di una sintesi, ma in cerca di una condivisione di una visione, o meglio, di recupero della condivisione di una visione, che era quella che all'inizio di legislatura ha fatto sì che ai sensi della legge numero 8 venisse avviata la stagione della pianificazione paesaggistica regionale, una pianificazione che interveniva con carattere d'urgenza, e interveniva con carattere d'urgenza perché i tribunali, tutti i tribunali, che spesso sono citati qua, ma che per questo aspetto non vengono spesso citati, avevano abolito la precedente pianificazione paesistica per carenza di tutela, per un dimensionamento delle misure di salvaguardia inadeguato, perché cioè le zone di pregio sottoposte a vincolo integrale erano sottoposte ad un vincolo che integrale non era. Su quella pianificazione paesistica e su quel risultato si è andati avanti per costruire una pianificazione paesaggistica che fosse all'altezza, che cioè reggesse nel suo complesso. E abbiamo lavorato in tanti, dalla "8" in poi in Commissione sul Piano paesaggistico, sulle linee guida, su tutto ciò che ne è derivato, abbiamo lavorato in tanti perché in questa legislatura la prima delle riforme che si completava era quella di governo del territorio, e questa legge, questa legge urbanistica doveva essere il giusto completamento dell'attività svolta. Ma, due visioni, o meglio una visione che a inizio di legislatura appariva solida, si è spezzata. Non so quante visioni abbia prodotto, in quante parti si sia frantumata, sicuramente si è frantumata.

E questa frantumazione ormai rende anche pressoché inutili le procedure di adeguamento della parte costiera del Piano paesaggistico, perché alla luce di quel voto io penso che ci sia in questo Consiglio una maggioranza che dà una valutazione, io penso in contrasto con quella che invece matura nella Regione, negativa della pianificazione paesaggistica avviata e di quella che avrebbe dovuto intervenire per completarla. E quindi che razza di discussione potremo fare sugli interventi di adeguamento di un piano che qua in questa Aula molti di noi, non solo da quella parte non vogliono? Che cosa dobbiamo adeguare? A che cosa dobbiamo adeguare?

A noi sfugge completamente e c'è un dato politico nuovo che non può che gettare sulla discussione conclusiva di questa legge, non dico ombre, luci, ma così folgoranti da accecare! L'aula si è desertificata, il Presidente, l'Assessore competente sono andati via, c'è cioè un elemento, un dato oggettivo sul piano politico che non può essere e non sarà nascosto, perché altri al di fuori di noi, al di là delle nostre volontà lo renderanno assolutamente esplicito in tutto il suo peso. Questo è l'elemento per cui ragionare di merito, ragionare cioè su quale valenza, badate, su questo ci siamo anche spesi, alcuni di noi hanno ragionato per molto tempo, abbiamo lavorato ad emendamenti di sintesi, abbiamo ragionato molto sulle possibilità di trovarla, addirittura fino a ieri alle 10 io ho lavorato su un testo di sintesi rispetto al "43", ma anche rispetto ad altri argomenti che erano in campo, cercando una soluzione e ancora oggi pur non essendo totalmente convinto della bontà della soluzione, anche questo pomeriggio ci siamo resi disponibili per andare avanti. Ora le condizioni mi pare siano scomparse, questa legge rischia di assumere un connotato che per noi appare poco condivisibile, e i ragionamenti che avremmo voluto fare per intervenire su una materia che secondo me aveva bisogno di strumenti di intervento, perché l'ha detto mille volte anche l'onorevole Pirisi, io da questo punto di vista concordo con lui, che le norme non sono scritte su pietra, non sono scolpite in maniera tale che rimangano immobili, sono fatte d'inchiostro e vengono anche sostituite quando non funzionano e migliorate quando non funzionano. Però questa cosa è possibile farla in un clima, in una situazione nella quale si ha la possibilità di ragionare del merito e non cioè non si cade in una controversia pressoché quasi insanabile di natura politica e di relazione politica ed umana. Per cui, Presidente, noi valuteremo i prossimi articoli e anche gli emendamenti di questo articolo che riguardavano l'agro, che riguardavano cioè una partita assolutamente sentita, che valuteremo con un occhio decisamente diverso e anche con un grado di disponibilità molto diverso da quello che abbiamo dimostrato finora. Forse questo non determinerà grandi spostamenti, noi siamo un gruppo che si è notevolmente ridotto nel tempo e si è ridotto per ragioni della politica che spesso superano le condizioni di partenza, per cui questo ci consente con grande libertà di stare come noi riteniamo con il massimo possibile vicino alle nostre convinzioni attorno a questi temi senza per questo determinare gli stessi stravolgimenti che si sono invece determinati poco fa.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.

MASIA (Gruppo Misto). E' un articolo questo della legge che abbiamo in esame, che recita che in sede di prima applicazione, di prima applicazione del Piano paesaggistico, si hanno 120 giorni per verificarne gli effetti per vedere un attimo se c'è la possibilità di correggerlo e per poter intervenire. Io ritengo questo articolo un articolo giusto, necessario, e non solo perché ogni verifica è dovuta e deve essere possibile, ma perché in questa fase sta dando la possibilità a questo Consiglio, intendo l'articolo, di entrare in merito proprio a questi aspetti che sono particolari e sui quali credo che qualche parola occorre spendere. Lo dico in particolare perché nessuno può negare che le motivazioni di urgenza che qui sono state più volte riportate e che hanno portato ad approvare il Piano paesaggistico, probabilmente qualche problema l'hanno determinato nella nostra Regione. E quindi se qualche problema esiste, io credo che noi abbiamo pure l'obbligo, il dovere, di andare a verificare ciò che è necessario perché qualunque tipo di modifica se viene apportata, sicuramente stiamo facendo il bene della nostra Regione. Bene colleghi, a nessuno sfugge che la maggior parte degli emendamenti che sono stati presentati a questo articolo, riguarda in particolare un argomento, l'agro. Per gran parte, cioè per noi perlomeno, sicuramente l'agro rappresenta una parte del territorio così definita che in modo abbreviato rappresenta le zone agricole, quelle dove naturalmente è possibile la coltivazione. Per altri, come facciamo a negarlo, sicuramente dopo il Piano paesaggistico la parola agro ha più un significato che è di sapore non proprio piacevole perché sono state modificate in maniera radicale molte di quelle che erano le abitudini, e perché no, anche le opportunità. Da qualche anno quando si parla di agro noi non possiamo negare che si creano immediatamente due schieramenti, in qualunque assemblea, intendo, in qualunque momento di dibattito su questo argomento, e io credo che avviene anche qua. Una parte di questo schieramento è di totale chiusura nei confronti dell'edificabilità dell'agro, comunque intesa naturalmente, una posizione che qualcuno ha definito integralista e coloro che evidenziano bisogni e attenzioni che pure in questa grande parte del territorio della Sardegna ci sono, vengono in qualche modo tacciati come, cosa posso dire, coloro che vogliono consumare una risorsa, coloro che in qualche modo di beni ambientali ne hanno sentito soltanto parlare e che in assenza di cultura sicuramente non hanno nemmeno il diritto di essere ascoltati. C'è un altro schieramento, del quale io ritengo, non da solo, di far parte, che, invece, ritiene che l'agro sia sì una risorsa, ma che sicuramente oltre che essere salvaguardata va valorizzata ed in particolare non abbandonata, perché, vedete, quello che sta succcedendo in questi anni con l'applicazione di quelle che sono le leggi e, perché no, il Piano paesaggistico che abbiamo in questo momento sicuramente sta avvenendo un fatto, si sta abbandonando una gran parte del territorio della Sardegna o perlomeno quello che non è abbandonato, quello che è in qualche modo salvaguardato è sicuramente in mano di pochi.

Colleghi, la Sardegna è l'unica Regione ad aver approvato un Piano paesaggistico, bisogna darne atto, almeno quella parte, che è coerente con il codice dei beni culturali ed è la sola però, e anche su questo occorre riflettere, ad aver vietato nuove costruzioni a meno di due chilometri dal mare e naturalmente non possiamo nemmeno negare però che mentre si sta facendo questo ci stiamo dimenticando che la nostra regione è una delle più devastate d'Italia perché ha alcune zone, vedi Portovesme, che si può classificare in questa maniera, e ha anche, invece, altre che sono classificate come le più integre, le più sane, quelle più intonse, le più intatte, vedi Budelli e l'Asinara. Ha anche la nostra regione alcune zone con la più alta concentrazione demografica, 602 abitanti per chilometro quadrato come risulta a Quartu Sant'Elena, e nel Gerrei ha pure la più bassa concentrazione presente in Italia, 14 abitanti per chilometro quadrato. Perché dico questo? Lo dico perché davvero la nostra regione è un territorio che non può essere considerato con una unicità, non può essere valutato in maniera omogenea. Come si fa a negare che proprio in funzione di questo o non solo di questo perché la società cambia, noi siamo in una situazione dove l'età media dei contadini, sono dati inconfutabili, è di 62 anni - sono giovani, sì - e su 367 comuni presenti in Sardegna, è noto a tutti, 164 sono prossimi all'estinzione, e però constatiamo anche un altro fatto: in estate le persone che vivono nell'isola oscillano dal milione e 600 mila abitanti, che sono gli abitanti della nostra regione, a circa 20 milioni. Voi immaginatevi qual è la differenza, qual è l'impatto, impatto che naturalmente avviene solo in alcune parti della Sardegna. Bene, voi sapete che l'86 per cento dei sardi, che poi sono quelli che in linea di massima applicano recettività dove è possibile, vive a non più di trenta chilometri dalla costa ed in particolare due città, Cagliari e Sassari, hanno una presenza di abitanti che va oltre il 30 per cento della popolazione sarda. In funzione di questo alcuni elementi ancora secondo me sono necessari: 180 mila persone sono i coltivatori nell'isola, quelli che stanno e vivono dall'agro, 18 mila lavorano alla pastorizia, dopo però dobbiamo dire che 500 mila persone vivono dall'agricoltura. Naturalmente non diciamo come vivono, vivono dall'agricoltura, da quello che viene fuori. Colleghi, sto dicendo che un terzo della Sardegna vive dall'agricoltura. Nonostante questo dobbiamo dire che negli ultimi dieci anni la superficie coltivata in Sardegna si è dimezzata, più che dimezzata, e 7 mila aziende, credo che non sia sfuggito a nessuno, sono in questo momento in vendita e non diciamo quali sono i prezzi con cui queste aziende, di dimensioni anche interessanti, vengono messe all'asta.

Le materie prime della regione voi sapete che sono il latte e il mare. Sul mare non spendo parole naturalmente perché probabilmente è quello che maggiormente coinvolge e interessa, ma sul latte risulta che su questa materia prima in particolare coloro che la gestiscono, coloro che in qualche modo la mettono a frutto non sono nemmeno sardi, prendete in considerazione questo, da cui i 300 mila sardi che sono sotto la soglia della povertà nella nostra regione sicuramente evidenziano che c'è qualcosa che probabilmente non funziona. Cosa è che non funziona? Non funziona che prodotto interno lordo della nostra regione per ciò che riguarda l'agricoltura è pari solo ed esclusivamente al 4,6 per cento dell'intero prodotto lordo, ci sono 320 mila persone disoccupate, 112 mila aziende agricole piccole e tutte in forte difficoltà.

Mi dovete scusare se ho fatto questa premessa, ma credo che sia necessaria per capire l'argomento di cui stiamo parlando, del quale non ci possiamo sicuramente vantare - sì, vado a concludere - ma comunque, guardate, io credo che dalla legge urbanistica in questo momento nella Sardegna ci sia una grande attesa per avere risposte anche su questo fronte. Noi non possiamo mettere la testa sotto la sabbia, come mi è capitato di dire, io credo che dobbiamo fare in modo che la qualità dell'ambiente, lo dice Francesco Pigliaru, che è stato qui Assessore qualche tempo fa, deve diventare sviluppo, ma perché possa diventare sviluppo bisogna anche che su questo fronte noi andiamo a investirci. Io credo che non possiamo dimenticare che questa è una realtà che non possiamo trascurare cercando di rinviarla a chi sa quando. Gli emendamenti cercano di dare risposta e, Presidente e colleghi, entrerò in merito ancora più ampiamente quando si discuteranno. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (P.D.). Signor Presidente, io credo che nel lavoro che stiamo facendo per dotare la Sardegna di una nuova legge urbanistica c'è anche e ci deve essere una giusta tensione relativamente ai temi del governo del territorio che riguardano in modo specifico la parte rurale e più propriamente agricola della Sardegna. Io credo che le norme di attuazione del Piano paesaggistico da questo punto di vista abbiano risposto da un lato ad una sacrosanta esigenza di tutela e di salvaguardia del territorio regionale dalla speculazione edilizia. Troppo frequente è stato il fenomeno per il quale l'edificazione nell'agro è stata poi utilizzata a fini che con l'agricoltura niente avevano a che vedere e da questo punto di vista le norme previste in modo particolare dall'articolo 83 del Piano paesaggistico costituiscono una risposta rigorosa e seria a questo aspetto molto preoccupante. Nel contempo però va detto che ci sono aspetti relativi alla regolamentazione del governo del territorio dal punto di vista agricolo che hanno costituito, in questi due anni in cui il Piano paesistico è entrato in vigore, un punto di debolezza su cui c'è bisogno di fare una riflessione. Io mi riferisco soprattutto al fatto che la fascia costiera e l'ambito costiero molto ampie, che sono i luoghi nei quali questa normativa viene riferita ed attuata, hanno previsto una normativa piuttosto rigida e rigorosa che va molto bene in certe zone della Sardegna, mi riferisco alle coste, mi riferisco a determinate aree sensibili, ma che rappresentano, in determinate altre aree della Sardegna, un problema che va affrontato perché non favorisce un rapporto moderno, economicamente valido e socialmente valido tra chi conduce la terra e l'economia agricola nel suo complesso. Insomma, se è giusto combattere la speculazione, è altrettanto giusto fare in modo che la legge consenta un'attività agricola degna di questo nome, che risponda a esigenze economiche, sociali e culturali diffuse nella nostra isola. Ecco, io credo che noi dobbiamo riuscire ad apportare alcune modifiche al Piano paesistico regionale, la parte agricola di questo Piano, tenendo conto di questa doppia esigenza. Noi abbiamo presentato un emendamento a questo punto di vista, diversi di noi, tra cui io sono uno di questi firmatari di questo emendamento, che tende a creare le condizioni perché avvenga questo. Quindi, tutela e difesa dalla speculazione, ma nello stesso tempo anche creare le condizioni perché chi vuole e può fare agricoltura lo possa fare nel rispetto dell'ambiente e nel rispetto anche di un'attività economica fondamentale nella nostra isola.

PRESIDENTE. Gli onorevoli Silvio Lai, Pirisi e Adriano Salis si sono iscritti oltre il termine, quindi possono intervenire per dichiarazione di voto.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi, relatore.

PIRISI (P.D.), relatore. La ringrazio, signor Presidente. Chiedo scusa, pensavo ci fosse qualche altro intervento, quindi non ho fatto in tempo a coordinare le cose perché c'è stata qualche novità. Allora, sugli emendamenti numero 115 e 149 il parere è negativo. Si accoglie l'emendamento numero 73. Si invita al ritiro dell'emendamento numero 176. Anche per quanto riguarda l'emendamento numero 72 che è identico al "171" si invita al ritiro, oppure i parere...

PRESIDENTE. E' un emendamento all'emendamento, onorevole Pirisi. Se non restano in vita, cade anche l'emendamento all'emendamento numero 305.

PIRISI (P.D.), relatore. Ha ragione, è superato, certo. Quindi devo esprimere il parere sull'emendamento numero 305 che è l'emendamento al "72" e "171". Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 72 e 171?

PIRISI (P.D.), relatore. Si invita al ritiro, cioè si chiede il ritiro, però questo sostituisce i due, Presidente.

PRESIDENTE. Va bene. Se viene approvato l'emendamento sostitutivo, va bene.

PIRISI (P.D.), relatore. Se viene!

PRESIDENTE. Se venisse!

PIRISI (P.D.), relatore. Se venisse approvato, altrimenti si inviterebbe successivamente a ritirare. Per l'emendamento numero 74 il parere è negativo. L'emendamento numero 303, che è l'emendamento all'emendamento numero 294, si accoglie per parti, in parte è accolto, poi dirò nel momento in cui andiamo a votare. L'emendamento numero 294, Presidente, anche questo parzialmente accolto, in parte però, quindi occorrerà specificare nel merito. Sull'emendamento numero 170 inviterei al ritiro, Presidente. Sugli emendamenti numero 65, 66 e 67 il parere è negativo. L'emendamento numero 235 è accolto, parere favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. La Giunta non rende nessun parere, il Presidente sta assumendo delle decisioni e riteniamo di non dover esprimere nessun parere.

PRESIDENTE. Va bene. Articolo 43, emendamento numero 115, c'è il parere negativo.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Presidente, chiedo scusa, però, sull'ordine dei lavori. Vorrei, Presidente, ci dicesse esattamente qual è stato il parere del relatore di maggioranza.

PRESIDENTE. L'ho appena detto, il parere è negativo.

DIANA (A.N.). No, no, su tutti gli emendamenti.

PRESIDENTE. Sì, sugli emendamenti. Sull'emendamento numero 115, che è in votazione, il parere è negativo.

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 115, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento sostitutivo totale numero 149. Il parere è negativo. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 73. All'emendamento numero 73 c'è il parere favorevole. Dell'onorevole Diana e più.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

L'emendamento numero 176 è ritirato. Votiamo il testo dell'articolo.

Ha domandato di parlare il consigliere Salis. Ne ha facoltà.

SALIS (Gruppo Misto). Per chiedere lo scrutinio elettronico palese, signor Presidente.

PRESIDENTE. Articolo 43. Chiedo scusa, chi sostiene la richiesta dell'onorevole Salis?

(Appoggia la richiesta il consigliere Biancu.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 43.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Giagu ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cherchi Silvio - Cocco - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Masia - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Tocco - Uggias.

Rispondono no i consiglieri: Amadu - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Farigu - Gallus - La Spisa - Lai Renato - Milia - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Pittalis - Rassu - Sanjust - Vargiu.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Artizzu - Diana - Salis - Sanna Matteo.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 61

votanti 56

astenuti 5

maggioranza 29

favorevoli 36

contrari 20

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'emendamento numero 305, è un emendamento che sostituisce gli emendamenti numero 72 e numero 171.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Chiederei la votazione per parti, Presidente. Il primo e il secondo comma, entrambi a voto segreto.

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, prego. Dichiarazione di voto o…

PITTALIS (F.I.). No, mai hai chiesto il voto segreto? No, no.

PRESIDENTE. E' stata richiesta la votazione segreta quindi si può intervenire solo per dichiarazione di voto. Emendamento numero 305, va bene? E' l'emendamento della Giunta è stata chiesta la votazione per parti, primo comma e secondo comma. Se i colleghi che stanno facendo una riunione magari si accomodano a votare, c'è una votazione segreta, onorevole Meloni. Onorevole Meloni, stiamo votando.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, del primo comma dell'emendamento numero 305.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 67

votanti 66

astenuti 1

maggioranza 34

favorevoli 33

contrari 33

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Agus - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Diana - Espa - Fadda - Farigu - Floris Vincenzo - Frau - Gallus - Giagu - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Marracini - Masia - Milia - Moro - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pittalis - Porcu - Randazzo Vittorio - Rassu - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Matteo - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Spissu - Tocco - Uggias - Vargiu.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.)

Chiedo scusa, colleghi, l'onorevole Vittorio Randazzo non era in Aula e non può aver votato, quindi il Consiglio ha approvato. Prego un altro segretario. Annulliamo la votazione, colleghi, è gravissimo. Vi prego di stare seduti. Vi prego di stare seduti. Ripetiamo la votazione sul comma 1. Gavino, state attenti.

LOMBARDO (F.I.). Deve rifare la votazione!

(Proteste dai banchi dell'opposizione.)

PRESIDENTE. Va bene, ripetiamo la votazione, colleghi. Stiamo votando il primo comma dell'emendamento numero 305.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, del primo comma dell'emendamento numero 305.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 69

votanti 68

astenuti 1

maggioranza 35

favorevoli 33

contrari 35

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Agus - Amadu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cassano - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Diana - Espa - Fadda - Farigu - Floris Vincenzo - Frau - Gallus - Giagu - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licandro - Licheri - Lombardo - Manca - Marracini - Masia - Meloni - Milia - Moro - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pittalis - Porcu - Rassu - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Matteo - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Spissu - Tocco - Uggias - Vargiu.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.)

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, del secondo comma dell'emendamento numero 305.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 71

votanti 70

astenuti 1

maggioranza 36

favorevoli 41

contrari 29

(Il Consiglio approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Agus - Amadu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cassano - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Diana - Espa - Fadda - Farigu - Floris Vincenzo - Frau - Gallus - Giagu - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licandro - Licheri - Lombardo - Manca - Marracini - Masia - Mattana - Meloni - Milia - Moro - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pittalis - Porcu - Rassu - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Matteo - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Spissu - Tocco - Uggias - Uras - Vargiu.

Si è astenuto il Presidente Spissu.)

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Presidente, le chiedo una sospensione di un quarto d'ora, la Giunta deve abbandonare l'Aula. Ho necessità di consultarmi.

PRESIDENTE. Assessore, non è usuale che la Giunta abbandoni l'Aula. 10 minuti di sospensione in Aula.

LA SPISA (F.I.). Cafoni!

(Proteste dai banchi dell'opposizione.)

PRESIDENTE. 10 minuti di sospensione. 10 minuti sospensione in Aula, è sospesa, colleghi!

(La seduta, sospesa alle ore 21, viene ripresa alle ore 21 e 41.)

PRESIDENTE. Stiamo riprendendo i lavori. Abbiamo votato l'emendamento numero 305.

Comunicazioni del Presidente della Regione

PRESIDENTE. Il presidente Soru ha chiesto di fare una comunicazione all'Aula.

Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.

SORU (P.D.), Presidente della Regione. Grazie signor Presidente, signori consiglieri. Intanto mi scuso per essermi assentato per un po' di tempo, ma era importante per me riflettere in maniera serena, pacata sul modo migliore di proseguire i lavori, oggi e in questa legislatura. E' evidente che si è mostrato un dissenso forte in parte sul merito, sulla necessità di governo del territorio e sulle modalità di questo governo. Ma ancor di più mi sembra che ci sia stata una mancanza della fiducia necessaria tra un Presidente della Regione e la sua maggioranza. Ora, io ho riflettuto sul fatto di essere un Presidente della Regione eletto per elezione diretta, quindi per la fiducia avuta direttamente dai cittadini sardi, non di meno non si può governare senza la fiducia di una maggioranza in Consiglio regionale. Ancor più poiché subito dopo avremmo dovuto discutere la legge finanziaria, l'ultima legge finanziaria, un momento importante e qualificante di questa legislatura. E credo che non si possa affrontare la discussione della legge finanziaria e qualunque altra discussione nel clima, appunto, di una fiducia interrotta con cui abbiamo discusso oggi. Per questo, ho riletto le norme della legge statutaria, e ho cercato di riflettere su che cosa sia più utile per la Sardegna e per i sardi, non per me. Eppur nella consapevolezza del momento difficile che il mondo sta vivendo, l'Italia, la Sardegna, quindi, è un momento in cui tutti siamo chiamati a fare la nostra parte migliore, per cercare di dare risposte ognuno per la sua competenza. Pur nella consapevolezza di questo momento, io credo che sia la cosa migliore, per i sardi, chiarire al più presto possibile, chiarire immediatamente, lo stato della maggioranza a cui hanno dato la fiducia fino ad oggi, la possibilità che questa maggioranza termini immediatamente o possa terminare la legislatura, in che modo terminare la legislatura, e in che modo affrontare il futuro, i prossimi anni. Per questo, utilizzo queste comunicazioni in Aula per presentare le dimissioni, le mie dimissioni.

(Applausi dai banchi del centrodestra)

PRESIDENTE. Colleghi. Manteniamo la compostezza in Aula. Prego.

SORU (P.D.), Presidente della Regione. Utilizzo questa comunicazione per presentare le mie dimissioni, poi trasmetterò una nota scritta domattina al Presidente del Consiglio. Lo faccio per quel rapporto di chiarezza con cui ho affrontato in tutti questi anni, verso i sardi anzitutto, verso il Consiglio regionale e verso tutti voi. E perché voglio mantenere salda questa chiarezza e questo legame ai principi e ai valori che hanno ispirato questa mia esperienza fino adesso.

Ho servito bene fino adesso, credo, ho servito con coscienza e con onestà per quanto, con tutta l'onestà possibile e di cui sono capace. Ho servito non per, mettendo al primo posto l'interesse dei sardi e credo di servire il loro interesse anche oggi, con questa mia decisione. I prossimi giorni li utilizzeremo per valutare la situazione e per fare quello che la legge ci impone. Io credo che sia un momento difficile, capisco la gioia di chi applaude, però, però non è l'ultimo giorno nemmeno della mia esperienza politica che intendo portare avanti e intendo portarla avanti con chiarezza, è anche per questo che oggi compio questa decisione. Allora, ci saranno altri momenti per mostrare gioia o altre considerazioni. Termino qui, e termino qui pensando di, ancora una volta mi preme di dirlo, aver agito nell'interesse di tutti i sardi e cercando di servirli nel migliore dei modi.

(Applausi dai banchi del centrosinistra)

PRESIDENTE. Grazie. Gli applausi non sono consentiti poi non so cosa ci sia da applaudire o da ridere, magari questo lo facciamo quando…

SALIS (Gruppo Misto). La dignità.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Salis. Lo facciamo quando, così come prevede la statutaria, avremo all'ordine del giorno il problema e dopo che le dimissioni annunciate in Aula verranno formalizzate al Presidente del Consiglio. Per il momento restano una dichiarazione del Presidente, ovviamente agli atti.

LIORI (A.N.). Presidente.

PRESIDENTE. Non c'è una discussione aperta, onorevole Liori.

LIORI (A.N.). Presidente, sull'ordine dei lavori.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Adesso lo dico io quale l'ordine dei lavori, onorevole Liori, se mi consente. Se mi consente, l'ordine dei lavori è che noi proseguiamo la discussione della legge.

PITTALIS (F.I.). No, senza legislatura non è possibile!

(Interruzioni del consigliere Liori)

PRESIDENTE. Onorevole Liori, ma mi spieghi, abbassi le voci, intanto, si sieda, sedetevi, va bene? Non strillate altrimenti sospendiamo il lavoro. Non è aperta una discussione. L'ordine dei lavori è quello, secondo me, nel quale avevamo interrotto.

Ha domandato di parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Io credo, Presidente, che l'Aula non si possa imbavagliare e che il compito di un Presidente non sia quello di mettere il bavaglio a un Parlamento, perché poi esistono Regolamenti, lei i Regolamenti li interpreta come vuole per far parlare, per interrompere durante i voti, però io credo che non si possa togliere al popolo sardo il diritto di sentire il parere dei propri rappresentanti su un argomento così grave, come quello mai accaduto nella storia della nostra autonomia, di un Presidente…

BIANCU (P.D.). C'è la procedura della statutaria, tra venti giorni.

PRESIDENTE. Onorevole Liori, forse lei non mi ha ascoltato, perché se ci ascoltassimo ci eviteremmo un sacco di fastidi e di parole inutili. Io ho detto che la dichiarazione del Presidente deve essere intanto formalizzata, come prevede la statutaria, e che l'argomento, quando formalizzato, e dopo che viene formalizzato, tra il ventesimo e il trentesimo giorno viene portato alla discussione in Aula.

LA SPISA (F.I.). E' formalizzata!

FARIGU (Gruppo Misto). Più formale di questa! Più solenne dell'Aula non c'è nulla!

PRESIDENTE. Onorevole Farigu, più solenne dell'Aula c'è la legge che prevede una procedura e una modalità, e quella rispettiamo.

FARIGU (Gruppo Misto). Il Presidente ha scelto la modalità di rassegnare le dimissioni in Aula.

PRESIDENTE. No, la formalità è la lettera di dimissioni presentata al Presidente del Consiglio. Onorevole Farigu, si accomodi, stia tranquillo che è così, stia tranquillo che è così.

Va bene, se facciamo dieci minuti di sospensione, anche io valuto come dobbiamo procedere. Dieci minuti di sospensione. Convoco i Capigruppo.

(La seduta, sospesa alle ore 21 e 52, viene ripresa alle ore 22 e 09.)

PRESIDENTE. Colleghi la seduta è tolta. Il Consiglio verrà convocato a domicilio, quando stabiliremo tutte le procedure che si mettono in moto a seguito dell'annuncio dato dal Presidente della Regione.

La seduta è tolta alle ore 22 e 10.