Seduta n.283 del 30/01/2007
CCLXXXIII Seduta
(Pomeridiana)
Martedì 30 gennaio 2007
Presidenza del Presidente Spissu
La seduta è aperta alle ore 17 e 19.
MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del venerdì 19 gennaio 2007 (277), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Meloni ha chiesto congedo per la seduta pomeridiana di martedì 30 gennaio 2007.
Poiché non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.
Proclamazione e giuramento di consiglieri
PRESIDENTE. Per quanto riguarda la sostituzione del consigliere regionale Andrea Biancareddu, la Giunta delle elezioni riunitasi in data odierna ha comunicato la seguente nota; ne do lettura. Comunico alla SV On.le onorevole che la Giunta delle elezioni si è riunita in data 30 gennaio 2007 per verificare quale sia il candidato alle elezioni regionali del 12-13 giugno 2004 che subentra al consigliere regionale, onorevole Andrea Biancareddu, decaduto in seguito alla sentenza della Corte di Cassazione n.16889/06 alla presa d'atto del Consiglio in data odierna. Dall'esame degli atti redatti dall'ufficio centrale circoscrizionale di Olbia e Tempio relativi alle elezioni regionali del 12-13 giugno 2004 risulta che l'onorevole Andrea Biancareddu era stato eletto nella circoscrizione provinciale di Olbia-Tempio nella lista numero 6 avente il contrassegno "Libertas UDC". I candidati della stessa lista della medesima circoscrizione che seguono immediatamente l'ultimo eletto sono nell'ordine: Lai Vittorio Renato, con cifra elettorale 3284; Satta Giovanni con cifra elettorale 2192; Avolio Marco con cifra elettorale 398.
Sulla base di quanto comunicatomi dal Presidente della Giunta delle elezioni, proclamo eletto consigliere regionale Vittorio Renato Lai; pertanto, constatatane la presenza, lo invito ad entrare in Aula e a prestare il giuramento prescritto dall'articolo 23 dello Statuto speciale per la Sardegna e dall'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 19 maggio 1949, n. 250.
Invito l'onorevole collega a presentarsi di fronte al banco della Presidenza.
Do lettura della formula del giuramento previsto dall'articolo 3 del citato DPR; al termine risponderà: "Lo giuro":
"Giuro di essere fedele alla Repubblica e di esercitare il mio ufficio al solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione".
LAI RENATO. Lo giuro.
PRESIDENTE. Auguri. Prego, onorevole Lai può accomodarsi.
(Auguri da tutti i consiglieri.)
Colleghi, posso chiedervi un po' di silenzio e di attenzione? Grazie.
Questa mattina abbiamo dato comunicazione e letto la lettera dell'onorevole Sanciu. Per quanto concerne la sua sostituzione, la Giunta delle elezioni, riunitasi in data odierna, ha comunicato la seguente nota di cui do lettura.
Comunico alla SV On.le onorevole che la Giunta delle elezioni si è riunita in data 30 gennaio 2007 per verificare quale sia il candidato alle elezioni regionali del 12-13 giugno 2004 che subentra al consigliere regionale onorevole Fedele Sanciu dimissionario.
Dall'esame degli atti redatti dall'ufficio centrale circoscrizionale di Olbia-Tempio relativi alle elezioni regionali del 12-13 giugno 2004 risulta che, l'onorevole Fedele Sanciu, era stato eletto nella circoscrizione provinciale di Olbia-Tempio nella lista numero 3 avente il contrassegno "Forza Italia".
I candidati della stessa lista e della medesima circoscrizione che seguono immediatamente l'ultimo eletto sono nell'ordine: Pileri Giovanni con cifra elettorale 1122; Anziani Franco con cifra elettorale 925; Sini Paola con cifra elettorale 476.
Sulla base di quanto comunicatomi dal Presidente della Giunta delle elezioni, proclamo eletto consigliere regionale Giovanni Pileri; pertanto, constatatane la presenza, lo invito ad entrare in Aula e a prestare il giuramento prescritto dall'articolo 23 dello Statuto speciale per la Sardegna e dall'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 19 maggio 1949, n. 250.
Invito l'onorevole collega a presentarsi di fronte al banco della Presidenza.
Do lettura della formula del giuramento previsto dall'articolo 3 del citato DPR; al termine risponderà: "Lo giuro":
"Giuro di essere fedele alla Repubblica e di esercitare il mio ufficio al solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione".
PILERI. Lo giuro.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Pileri può accomodarsi.
(Applausi ed auguri da tutti i consiglieri.)
PRESIDENTE. Bene, colleghi, prendete posto, prego.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 5/Stat/A.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente…
PRESIDENTE. Onorevole Caligaris, su che cosa intende parlare?
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, sull'ordine del lavori, per gentilezza. Come stavo annunciando stamattina io chiedo l'inversione dell'ordine del giorno, Presidente, ritenendo che ci siano delle motivazioni oggettive che ci inducono a fare una pausa di riflessione. Mi riferisco in particolare all'esigenza di recuperare il confronto con le forze sociali e con gli organismi di parità e mi sembra che il Consiglio in particolare non possa ignorare l'appello delle organizzazioni sindacali per un'integrazione alla legge statutaria e quindi per una breve sospensione che consenta di ripristinare questi rapporti corretti che avrebbero dovuto essere a mio avviso previsti anche prima.
C'è poi la necessità anche di inserire nel testo gli organismi di garanzia per i cittadini; mi riferisco in particolare al difensore civico, all'attuale CORERAT, alla Commissione regionale per le pari opportunità, al CREL e anche al Garante dei diritti delle persone private della libertà e siccome abbiamo già iniziato l'esame del provvedimento sarebbe opportuno riferirci immediatamente a questo.
Inoltre credo che, visto anche come sono andati lavori della giornata, non sarebbe male se si riparlasse di questo provvedimento tra qualche giorno. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Deve rispondere prima…
PRESIDENTE. Io non rispondo. Uno a favore e uno contro e si mette ai voti.
CAPELLI (U.D.C.). Sì, Presidente. Io contavo sul fatto che lei prima di dare inizio ai lavori sul "5/Stat" desse risposta alla pregiudiziale che le è stata presentata per iscritto tra l'altro e che intendo illustrare eventualmente in Aula nel caso in cui non fosse stato chiaro quanto riportato nella nota che le sarà stata sicuramente consegnata. Abbiamo evidenziato in quella nota tutti i vari argomenti che adduciamo per ritenere improbabile e inopportuno soprattutto che la legge statutaria acceda alla discussione dell'Aula.
Tra l'altro in conclusione della pregiudiziale è stato chiesto che ci fosse un'espressione anche da parte degli Uffici e organi consiliari competenti, che si potessero pronunciare in merito alla legittimità costituzionale delle norme inserite nella legge numero 5/STAT, per cui vorrei sapere, Presidente, se lei ritiene di darci risposta in merito, così come è previsto dall'articolo 86, comma 1 del Regolamento consiliare, e eventualmente, dopo la sua risposta, assumere le determinazioni conseguenti.
PRESIDENTE. Onorevole Porcu, su che cosa intende parlare?
PORCU (Progetto Sardegna). Pensavo che lei chiedesse un relatore contro e uno a favore rispetto alla proposta della Caligaris, nel qual caso volevo intervenire contro.
CAPELLI (U.D.C.). E' superata dalla pregiudiziale la proposta della Caligaris…
PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, si è iscritto a parlare?
LA SPISA (F.I.). Sulla questione posta dall'onorevole Caligaris…
PRESIDENTE. Va bene. Nell'ordine esaminiamo prima la proposta dell'onorevole Caligaris di inversione dell'ordine del giorno, uno a favore e uno contro.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa, a favore. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Sì, io intendo parlare a favore però la questione posta dall'onorevole Caligaris è una questione di ordine, diciamo così, politico-legislativo. La questione, invece, posta per iscritto da un gran numero di consiglieri dell'opposizione e richiamata poco fa dall'onorevole Capelli è una questione invece di tipo pregiudiziale che attiene a un'analisi sulla legittimità costituzionale, sul rapporto tra questo testo che si va a esaminare e un possibile conflitto con norme di altro livello. Credo che logicamente venga prima una risposta su quell'argomento e poi, eventualmente, l'altro.
Quindi mi riservo di intervenire a favore della richiesta di sospensiva successivamente se lei ritiene, altrimenti…
PRESIDENTE. Dunque, la questione pregiudiziale sollevata attraverso una nota scritta, è una questione che, ai sensi del Regolamento, viene in Aula e viene affrontata dall'Aula con le procedure previste dal Regolamento. Poiché riguarda quindi, non siamo in condizioni di far tornare sulla base della pregiudiziale l'argomento in Commissione, tra le altre cose la pregiudiziale non riguarda l'intera proposta esitata dalla Commissione, riguarda una sua parte sulla quale io stesso mi sono riservato - come ho comunicato alla Conferenza dei Capigruppo - di approfondire e di rispondere alle questioni e alla questione principalmente sollevata. Quindi, se si vuole mantenere la pregiudiziale, ma io andrei nell'ordine, prima valutando l'inversione dell'ordine del giorno e poi, sulla base del Regolamento, approfondendo la questione pregiudiziale sollevata in Aula, andrei in quest'ordine, insomma.
Quindi, le pregiudiziali possono anche essere unificate. Uno per gruppo e poi si vota.
CAPELLI (U.D.C.). Io vorrei illustrare la pregiudiziale.
PRESIDENTE. Possono essere anche unificate, trattandosi in fondo della stessa richiesta di rinviare la discussione.
CAPPAI (U.D.C.). Una è un'inversione, l'altra è una pregiudiziale!
PRESIDENTE. Onorevole Cappai, lei ha la cattiva abitudine di parlare senza microfono, quindi, eventualmente, la invito a prenotarsi qualora volesse parlare, così capiamo.
DIANA (A.N.). E' nuovo del Consiglio, abbia pazienza, Presidente.
CAPPAI (U.D.C.). Conosco il Regolamento, Presidente.
PRESIDENTE. Sì, anch'io. Siamo tutti esperti di Regolamento, a volte. Allora prima l'inversione dell'ordine del giorno, uno a favore e uno contro.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, io mi esprimo a favore della richiesta di sospensione dell'argomento per passare ad altri punti dell'ordine del giorno, eventualmente integrando lo stesso ordine del giorno per due motivi fondamentali. Il primo attiene all'argomento, quello della legge statutaria. Abbiamo assistito in questi ultimi giorni a un confronto - anche e soprattutto attraverso gli organi di informazione - un confronto che si è svolto all'interno della maggioranza, in alcuni momenti anche in maniera molto forte, in altri momenti - come è parso, almeno, dalla lettura dei resoconti e della stampa - con l'ennesimo e scontato accordo all'interno della maggioranza per proseguire sull'esame della legge statutaria. Ma a prescindere dal confronto interno della maggioranza noi rileviamo su questa legge una carenza di confronto registrato e denunciato anche da altri soggetti della società civile con le organizzazioni sindacali, degli imprenditori, con tutto quel mondo che chiede che la grande riforma statutaria, sino ad arrivare a quella delle norme costituzionali, avvenga sulla base di un coinvolgimento di tutte le parti sociali e anche possibilmente con un confronto politico più ampio. Crediamo che questo confronto, associato al fatto che la maggioranza intende evidentemente dedicare, come è emerso anche nella Conferenza dei Capigruppo, un tempo molto limitato all'esame della legge statutaria, coincida anche con una grave, ancor più grave, questione che è stata denunciata e che noi in questo momento vogliamo ribadire ancora con più forza, e cioè la totale assenza di una proposta di legge finanziaria di bilancio che è attesa da mesi, che è stata annunciata più volte dal Presidente della Regione, sia quando è stata anticipata in Commissione l'intenzione di presentare la legge finanziaria pochi minuti dopo l'esame e l'approvazione da parte del Parlamento Italiano della legge finanziaria dello Stato, e poi successivamente rinviata in queste settimane fino ad arrivare a dichiarare che la Giunta presenterà la manovra finanziaria non prima di venti giorni dal momento in cui noi oggi siamo qui ad iniziare l'esame della legge statutaria. Questa è una cosa grave, è una cosa grave per la Sardegna, la legge finanziaria costituisce lo strumento attraverso cui le risorse del bilancio regionale vanno al sistema economico e sociale. Le parti sociali, le associazioni, gli imprenditori, tutte le realtà che oggi stanno denunciando una grave carenza di occupazione, di lavoro, quindi, ma anche di attività imprenditoriale, mettono in evidenza l'assoluta necessità che la Giunta non si permetta di andare oltre questo ritardo. Noi chiediamo con forza, con decisione, che la maggioranza accolga la richiesta che facciamo e che fa anche, tra l'altro, anche un componente della stessa maggioranza come l'onorevole Caligaris, in modo tale che al più presto, entro pochissimi giorni, la Commissione bilancio possa esaminare la legge finanziaria. E' un interesse prioritario della Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). Sì, Presidente, io volevo ricordare alla collega, ma anche ai colleghi e all'onorevole La Spisa, che il dibattito sulla legge statutaria è un dibattito che dura nell'opinione pubblica, in convegni, in manifestazioni allargate da circa diciotto mesi. Per tre mesi e mezzo, invece, dai primi di settembre fino alla fine di novembre, primi di dicembre, il dibattito ha animato ben 33 sedute di Commissione, alle quali, tra l'altro, hanno partecipato anche i colleghi di minoranza e mai in nessuna di queste circostanze è venuta fuori l'esigenza di allargare le consultazioni oltre quelle che la Commissione aveva in qualche modo fatto e previsto. Quindi, credo che noi abbiamo anche la responsabilità, anche proprio per i fatti che hanno caratterizzato in questi giorni l'Aula, sto pensando a colleghi che hanno dovuto risolvere anche situazioni di incompatibilità, di affrontare quanto prima una legge che tra i suoi aspetti qualificanti vede proprio la soluzione dei problemi legati alla ineleggibilità, all'incompatibilità dei rappresentanti di questo Consiglio. Quindi, credo che questo aspetto dia uno degli elementi di urgenza alla discussione di questa legge e credo che sia improprio segnalare tra i motivi per i quali non si dovrebbe dibattere questa legge il fatto che non si discuta di legge finanziaria e di bilancio, perché a quanto ci risulta la legge finanziaria di bilancio - poi su questo, ovviamente, ogni parte politica può fare le sue critiche, le sue considerazioni anche su impegni che erano stati presi, effettivamente, di una rapida presentazione, ma ci sono motivi che non voglio elencare per i quali questo, evidentemente, non è stato possibile - quindi, io credo che non ci sia questa opzione di discutere la legge finanziaria di bilancio semplicemente perché la legge finanziaria di bilancio non è stata ancora presentata. Quindi, noi come Consiglio credo che abbiamo la responsabilità di risolvere, di dare una risposta proprio ad argomenti tra cui anche quello del conflitto di interessi, la cui urgenza anche nel corso del dibattito sul Piano sanitario è emersa, e di utilizzare bene il nostro tempo nell'interesse di tutti e, quindi, di affrontare quanto prima, senza ulteriori rinvii, la discussione sulla legge statutaria.
PRESIDENTE. Va bene, colleghi. Si vota la richiesta dell'inversione dell'ordine del giorno.
DEDONI (Riformatori Sardi). Voto palese elettronico.
PRESIDENTE. Va bene.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, sulla richiesta dell'inversione dell'ordine del giorno.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Prendo atto che il consigliere Renato LAI si è astenuto.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Caligaris - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Farigu - Floris Mario - Gallus - La Spisa - Ladu - Licandro - Liori - Lombardo - Milia - Murgioni - Petrini - Pileri - Randazzo Alberto - Rassu - Sanjust - Sanna Matteo - Scarpa - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Lai Renato.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 76
Votanti 74
Astenuti 2
Maggioranza 50
Favorevoli 30
Contrari 44
(Il Consiglio non approva).
La questione pregiudiziale. L'onorevole Capelli può illustrare la pregiudiziale, poi può intervenire un collega per Gruppo per cinque minuti.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, inizialmente vorrei prendere atto del fatto che le è stata sottoposta e ho consegnato agli uffici la questione pregiudiziale il 16 di gennaio e mi stupisce molto che lei oggi non sia in grado di dare una risposta netta e chiara, tra l'altro ritenevo opportuno che a una richiesta scritta nel dibattito fosse stato opportuno inserire una sua risposta scritta all'attenzione dei colleghi e quantomeno da parte degli uffici ci fosse un'espressione sulle motivazioni che ci hanno indotto a presentare la pregiudiziale. Inizialmente vorrei dire che noi non siamo contrari alla discussione della statutaria, siamo però del parere che la statutaria debba seguire le leggi e quello Stato di diritto che è stato richiamato e condiviso stamattina dal collega Marrocu e che non vorrei che oggi cada in contraddizione per l'ennesima volta tra l'altro. I cittadini a nostro avviso vogliono risposte chiare sul lavoro, sull'agricoltura, sull'industria, vogliono la finanziaria caro onorevole Porcu, non vogliono e non hanno nessun interesse alle riforme utili per sanare le controversie della maggioranza, le controversie interne della maggioranza sulla spartizione delle poltrone perché a questo a voi serve, per questo vi serve la statutaria, vi ricordo che avete due interim ancora in Giunta e non risembra invece che la statutaria risolva i problemi di sopravvivenza dei sardi che voi state continuamente rimandando non portando la finanziaria regionale che interessa poco a noi consiglieri regionali ma che interessa invece molto a tutti quei disoccupati, cassintegrati, in mobilità, tutti quelli senza lavoro che voi state dimenticando lanciando l'era delle riforme, riforme sulle quali siamo d'accordo, vanno fatte e intendiamo farle ma in maniera legittima tant'è che voi utilizzate la statutaria per fare alcune riforme dello Statuto che non sono autorizzate dalla riforma costituzionale, sono ben elencate nella presentazione che abbiamo fatto, caro onorevole Marrocu, se avrà avuto modo di leggerle ai colleghi tutti, in cui noi significhiamo che alcune parti dell'articolo 15 sono state o mal interpretate o sopravanzate come voi tutti sapete, la riforma statutaria permette che con una legge rinforzata si possano fare delle modifiche statutarie. Bene ha detto l'assessore Dadea dicendo che altre Regioni a Statuto ordinario anche hanno modificato, però ha omesso di dire che quelle modifiche sono state fatte appunto con legge costituzionale e non con legge rinforzata delle singole Regioni, è un'omissione molto grave soprattutto da parte di chi deve applicare le leggi. Allora invece qui che cosa succede? Che noi non riformiamo solo forma di governo della Regione previsto dall'articolo 15, i rapporti tra gli organi della Regione sempre previsti dall'articolo 15, casi di ineleggibilità e incompatibilità, esercizio di diritto di iniziativa del popolo, condizioni di parità per l'accesso alle consultazioni elettorali al fine di conseguire l'equilibrio di rappresentanza dei sessi, pertanto solo questi argomenti sono a pieno titolo, riguardano a pieno titolo la legge statutaria, invece voi andate ben altro, si legga per esempio l'articolo 35, l'articolo 13 del predetto disegno di legge che riserva al Consiglio le sole funzioni legislative sottraendogli le funzioni regolamentari.
L'articolo 35 che invece attribuisce alla Giunta il potere regolamentare, ve ne richiamo solo due e non ditemi che si possono risolvere con degli emendamenti perché è il fondo e il succo della legge. Un'altra cosa Presidente, lei non è che dice che si deve rimandare in Commissione o meno, la pregiudiziale è un'altra cosa in cui la legge non abbia da discutersi in aula, eventualmente non si approdi alla pregiudiziale intendo fin d'ora dirle che propongo una sospensiva dopo che esamineremo la pregiudiziale e per la quale vi assumerete le responsabilità visto che nella stessa relazione della Giunta dite che probabilmente la legge che avete presentato ha degli aspetti di incostituzionalità che intendete sanare successivamente, è un obbrobrio giuridico e legislativo che non fa onore né alla Commissione che l'ha esitata, né a quest'aula, né a chi l'ha presentata!
PRESIDENTE. Grazie. Dunque, onorevole Capelli senza polemiche, io vorrei ricordarle che quando la questione pregiudiziale mi è stata sottoposta per iscritto l'argomento era già all'ordine del giorno e che quindi siccome non siamo un ufficio che dà pareri, poi il parere come l'ho detto lo darò...
Siamo un'assemblea che sulla base del Regolamento esamina le questioni pregiudiziali così come stiamo facendo.
CAPELLI (U.D.C.). No, io ho chiesto un parere agli uffici!
PRESIDENTE. Gli uffici danno pareri quando li devono dare onorevole Capelli, senza polemiche, ripeto...
Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente non so a che titolo mi ha dato la parola credo che sia per il Gruppo Misto. Io la pregherei di riservare un po' di attenzione all'argomento che stiamo trattando anche perché tutte le intese raggiunte in Commissione sono saltate, avevamo detto che la legge statutaria in aula sarebbe arrivata insieme alla legge elettorale, né prima, né dopo che si sarebbe lavorato prima su una cosa poi su un'altra ma che insieme avremmo discusso legge statutaria e legge elettorale insieme in quest'aula. Io ho l'impressione, signor Presidente, che molti ritengano che lo scontro politico sempre e comunque acceso tra gli schieramenti sia un valore, ma guardate che valore non lo è, la Sardegna è stata sempre terra di volenterosi e credo che noi dobbiamo stare attenti a quello che stiamo facendo, io ho detto tante volte in Commissione che noi non possiamo perdere questa occasione per costruire una nuova Regione nelle quali le garanzie accompagnano i poteri, non si può fare semplicemente un sistema di potere aumentando i poteri del Presidente della Giunta, della Giunta, del Consiglio regionale e lasciando inalterate le garanzie dei cittadini, non è possibile ma questo sta avvenendo. Ma chi difende i cittadini dalle delibere illegittime dalla Giunta regionale, dall'arroganza della politica, chi la difende? Nessuno. Noi stiamo, signor Presidente, arrivando all'assurdo di avere una legge statutaria dove c'è scritto chiaramente che alcune norme di questa legge statutaria sono incostituzionali, e si intende riparare alla incostituzionalità già prevedendo che non l'assemblea costituente, non il popolo sardo, non il Consiglio regionale, ma la Commissione prima si riunisca per fare anche lo Statuto. Guardate che questa sarà la rivoluzione, altro che proteste di minoranza, questa sarà in Sardegna la rivoluzione. Se voi ritenete di poter approvare, subito dopo la legge statutaria, lo Statuto con una "sveltina" e imporlo al popolo sardo, voi state sbagliando! Ma state sbagliando… c'è scritto, c'è scritto nella relazione. Io non so allora se il Presidente mi dà… lo leggo. Allora, ciò spiega perché il presente disegno di legge statutaria contenga alcune norme che a Statuto vigente appaiono di chiaro rischio di incostituzionalità. Esse sono state consapevolmente introdotte nella convinzione che il quadro dei poteri costituzionalmente garantiti verrà contestualmente esteso dal nuovo Statuto, il quale quindi renderà possibile l'applicazione di quelle norme, che oggi appaiono a rischio di eccezione di incostituzionalità.
MARROCU (D.S.). L'abbiamo già superato!
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Non abbiamo superato niente, questa è la relazione che giunge al Consiglio, poi le cose vostre di maggioranza o gli emendamenti che dovete presentare non c'entrano nulla.
SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.). Poi ve lo spiegheremo!
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Ma non mi deve spiegare nulla, ci siamo già spiegati in Commissione. Io sto dicendo che le riforme fatte così e in questo modo… avevamo detto che prima di venire in Aula avremmo fatto le riunioni e avremmo visto come venire incontro alle esigenze anche delle minoranze. Questo signor Presidente non è avvenuto. Quindi si sta portando qui una legge statutaria, che si vuole imporre con queste incongruenze. E' evidente che se rimane inalterata questa idea di arrivare e di dettare i ritmi e i tempi della politica, eh, lo scontro si farà più duro e si farà più aspro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Francesco. Ne ha facoltà.
SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.). Credo Presidente che dobbiamo accogliere le sollecitazioni dei colleghi, che sono intervenuti sulla pregiudiziale, che ci raccomandano una particolare attenzione ad un tema delicato, di sapore e di valore costituzionale come quello che stiamo trattando. Dico di sapore e di valore costituzionale perché la previsione delle cose, dell'oggetto del contenuto della legge statutaria è prevista dal nostro articolo 15 dello Statuto, che è una norma costituzionale.
CAPELLI (U.D.C.). Ma cosa stai dicendo?
SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.). Se riuscissi a non disturbarmi e ascoltare l'argomento, poi magari…
CAPELLI (U.D.C.). Ma non disturbare l'intelligenza altrui!
PRESIDENTE. Onorevole Capelli!
SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.). La tua intelligenza è già disturbata dall'inesattezza che adesso ti vado a spiegare. Tu hai detto, tre secondi fa, che l'assessore Dadea aveva commesso un gravissimo e madornale errore nel ritenere che uno Statuto ordinario, approvato con legge costituzionale potesse, quello sì, introdurre dei temi di tipo regolamentare, oggetto della pregiudiziale, ma invece noi non lo possiamo fare perché stiamo operando in un contesto diverso. Vi ricordo che gli statuti delle regioni ordinarie non sono approvati con legge costituzionale, ma sono approvati ai sensi dell'articolo 123 della Costituzione italiana, che ogni tanto fa bene rileggere, caro Capelli, da una legge regionale, da una deliberazione regionale. Lo Statuto è approvato, modificato dal Consiglio regionale con legge approvata a maggioranza assoluta dei suoi componenti, con due deliberazioni successive, adottate ad intervallo non minore di due mesi. Per tale legge non è richiesta l'apposizione del visto da parte Commissario di governo. Quindi, diciamo così, o si possiedono gli strumenti elementari per discutere di queste cose, o altrimenti tutto il dibattito, che qui facciamo, è alterato da un'inesattezza e da una mancanza di fondamento. Allora, colleghi, sulla pregiudiziale, il tema del potere regolamentare, un tema che questo Consiglio può decidere come disciplinare nel pieno della sua sovranità. Possiamo confermarlo l'assemblea, possiamo attribuirlo alla Giunta nell'ambito di una lettura di quello che l'articolo 15 chiama "forma di governo della Regione" ed è, in pratica, il sistema di relazioni tra gli organi della Regione, i compiti di ciascun organo, la funzione che ciascun organo svolge all'interno dell'ordinamento regionale. Questo significa forma di governo. Che questo si possa fare lo dice anche una sentenza della Corte costituzionale, che ha richiamato esplicitamente il tema della potestà regolamentare quale tema di forma di governo, ed è la sentenza della corte costituzionale n. 313 del 2003. Il fatto che il Consiglio regionale possa e abbia l'opportunità di decidere in un modo o in un altro è tema diverso dal profilo che è stato illustrato nella pregiudiziale. Non è un tema di natura costituzionale, è un tema di opportunità politica. Per cui le preannuncio, Presidente, il voto contrario alla pregiudiziale del gruppo della Margherita, per totale infondatezza dell'argomento. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, colleghi del Consiglio. Io annuncio il voto favorevole del gruppo dei Riformatori alla pregiudiziale che è stata posta in Aula e devo dire che ci sono degli argomenti di carattere politico e degli argomenti di carattere tecnico che inducono al voto in tal senso. Gli argomenti di carattere tecnico sono stati sostanzialmente scritti in maniera tale da poter essere giudicati all'interno della pregiudiziale scritta, che i gruppi della minoranza hanno proposto, e a questi vanno aggiunte delle considerazioni, sempre di ordine tecnico, che poi se la discussione sulla legge statutaria, così come noi riteniamo sarebbe inopinato, andasse avanti in quest'Aula avremo modo di illustrare nel dettaglio. Sono quelle considerazioni che, di fatto, fanno sì che all'interno di questa legge si siano introdotti argomenti che, a Statuto vigente, non dovrebbero essere consentiti nella proposizione legislativa. Ci sono argomenti che noi riteniamo che debbano essere riservati alla legislazione ordinaria e non alla legislazione rinforzata, perché nel momento in cui vengono riservati alla legislazione rinforzata vengono, di fatto, sottratti, anche nel futuro, alla legislazione che viene considerata ordinaria, e perché ci sono argomenti che dovrebbero essere, appunto, regolarmente trattati nell'ambito dell'attività legislativa ordinaria della Regione, al di fuori della legge statutaria. Ma c'è anche una considerazione che è di carattere politico, che non può essere sottaciuta e che dovrebbe essere presa in considerazione con più riflessione da parte dei consiglieri della maggioranza. Colleghi della maggioranza, nel momento in cui noi andiamo a trattare un disegno di legge che sostanzialmente ha come obiettivo quello di scrivere regole condivise, per quanto riguarda la vita della Regione, beh, è quanto meno singolare che il clima in cui inizia questa discussione sia quello in cui le regole non sono rispettate da chi governa la Regione. Noi abbiamo più volte sottolineato, come Riformatori, non abbiamo neanche un attimo di ripensamento sul sistema presidenziale e maggioritario. Nel senso che abbiamo la certezza che il conferimento di poteri diversi e maggiori al Presidente della Regione e alla sua Giunta vada nell'interesse complessivo della stabilità di governo e, quindi, nella possibilità dello schieramento vincitore di riuscire a realizzare il programma. Ma è evidente che questa maggiore concentrazione di potere sul Presidente della Regione sarda, sulla Giunta e quindi sulla maggioranza che governa, deve portare all'equilibrio perfetto dei poteri e, quindi, deve portare alla considerazione estrema del rispetto delle regole da parte di chi oggi, con poteri ben superiori al passato, sta governando. Allora che un Presidente della Giunta regionale, che una Giunta regionale, che una maggioranza che deve portare in Consiglio regionale, entro il 30 di settembre, secondo regolamento, la legge finanziaria, la manovra di bilancio per il 2007, al 30 di gennaio del 2007, non solo non abbia consegnato all'Aula, al Consiglio, alla Commissione i documenti relativi alla manovra di bilancio, ma dopo averli promessi - e già la promessa era tardiva - il giorno dopo la finanziaria nazionale, al 30 di gennaio ancora dice, speciosamente, di non aver la manovra finanziaria che purtroppo, come dice il collega Capelli, è il motore dell'economia della Sardegna. Allora, io chiedo qual è il clima in cui questa aula noi stiamo andando a ragionare di riforme e di rispetto delle regole, quando oggi la maggioranza, la Giunta regionale, la Presidenza della Regione non rispettano la prima regola di certezza sulla quale noi dobbiamo fondare l'azione di questa Regione. Cioè la regola che vuole che la manovra finanziaria e il bilancio del 2007 siano approvati entro il 31 dicembre dell'anno precedente, che impedisce che ci sia una gestione in dodicesimi della spesa regionale, che impedisce quel ritardo della spesa, che sarà inevitabile, con un aumento dei residui per un'amministrazione che si prepara per tre o quattro mesi di esercizio provvisorio, e dice oggi a noi di voler fare le riforme, di voler creare nuove regole condivise,quando non rispetta quella regole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). A differenza dell'onorevole Vargiu noi abbiamo più volte detto, e questa tesi la sosteniamo, non essere favorevoli ad un sistema presidenziale, questo non significa che Rifondazione Comunista non sia dentro una logica di riforma della Regione. Riforma e rivisitazione profonda dello Statuto, riforma e rivisitazione profonda degli istituti definiti nell'articolo 15 e demandati alla potestà della statutaria, riforma profonda sul piano organizzativo per rispondere meglio ai bisogni della nostra comunità per affermare di più i diritti. Quindi, non è in Rifondazione Comunista nessuna tentazione di andare all'approvazione di norme che non siano dentro i principi di legittimità definiti dalla Costituzione. La statutaria, che uscirà fuori da questo Consiglio, sarà una statutaria costituzionalmente legittima e su questo terreno la battaglia delle forze politiche di questa maggioranza, ma io mi auguro, sicuramente di tutto il Consiglio, sicuramente di Rifondazione Comunista, sarà una battaglia assolutamente chiara, trasparente, priva di tatticismi. Però, da questo a dire che noi dobbiamo sempre rinviare a domani e a dopodomani e se è possibile fra due o tre anni, la conclusione di questo processo di riforma che abbiamo tutti quanti richiamato e che stiamo avviando, mi sembra non sostenibile. Tanto meno è sostenibile con una pregiudiziale che non ha forza in ragione della decisione di questo Consiglio di andare a definire una disposizione di legge che inevitabilmente non può che essere, per il giuramento che noi facciamo e che abbiamo rispettato oggi anche quando, in modo sofferto, abbiamo dovuto accogliere la sentenza di decadenza di un nostro collega. Noi vogliamo agire nell'ambito della legittimità costituzionale, non vogliamo andare oltre. Non siamo per processi eversivi, siamo per stare dentro quel cammino. Per cui, siamo per andare avanti, e siamo anche per togliere, mi dispiace per l'onorevole Vargiu, la ragione di esistere di un Partito Riformatore che le riforme non le vuole fare mai. Noi siamo perché le ragioni di esistenza di un Partito Riformatore si compiano nel processo di riforma che si realizza. Ecco perché mi sembra che si debba rigettare la pregiudiziale.
DEDONI (Riformatori Sardi). C'accontentiamo di riformare la SFIRS!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà. Ricordo che si può intervenire uno per Gruppo.
LA SPISA (F.I.). Sì, signor Presidente. Sulla questione pregiudiziale in fondo si interviene intrecciando le due questioni che sono state anche in discussione poco fa rispetto alla richiesta di una sospensione dell'esame di questa legge, vi sono sicuramente delle buone ragioni per, quantomeno, porre un problema del rispetto delle norme costituzionali riguardo ad alcune norme contenute in questa proposta di legge statutaria. Può essere controverso un punto, un'interpretazione di una sentenza della Corte costituzionale o di una interpretazione della dottrina sul fatto che lo spostamento dei poteri in materia regolamentare possa essere o no materia definibile come intervento sulla forma di governo, rimane il fatto che la natura e il contenuto di questa legge statutaria è fortemente minato, nel suo contenuto, dalla volontà che è tipica dell'impostazione politica di questa maggioranza e di questa Giunta, di utilizzare la legge statutaria come un punto di rafforzamento nel rapporto tra i poteri tra il Presidente della Giunta, la Giunta regionale e l'Assemblea legislativa. La razionalizzazione del sistema in materia regolamentare può essere affrontata, e deve essere affrontata, ma in questo contesto con un totale e spregiudicato rafforzamento dei poteri dalla Giunta, rispetto all'Esecutivo, si ha questo risultato: una legge statutaria che, di fatto, non innova ma anzi accentua una vistosa stortura del sistema da quando qui in Sardegna è attuata la legge elettorale e la nuova forma di governo presidenziale. Noi non siamo certamente contro il presidenzialismo, crediamo che ci possa essere una forma di lettura del presidenzialismo che possa essere più attenta, questa forma, al rispetto di una normale evoluzione democratica del sistema. Il confronto è assente, oggi noi colleghiamo e diamo importanza, oltre che alla legge statutaria, alla assenza su cui voi glissate, su cui voi al massimo e soprattutto tacete, e quando parlate semplicemente lo fate sminuendo totalmente la gravità della inadempienza della Giunta regionale, rispetto alla presentazione del bilancio in Consiglio. Il Presidente, Assessore del bilancio, non ha evidentemente il tempo, avendo cacciato via, o avendo favorito le dimissioni, dell'Assessore del bilancio non ha il tempo per predisporre forse la manovra, non ha il tempo per concertare. Bene, lo riconosca, riconosca questo grave problema politico e perciò riconosca che la legge statutaria in gran parte gli serve per assestare l'assetto di potere, perché gli serve innanzitutto per questo. Il Presidente non presenta il bilancio in aula, ma ha il tempo di minacciare la lotta all'evasione per il 90 per cento delle persone che non hanno pagato la tassa sulle imbarcazioni, ha il tempo di andare stasera in televisione, a "Ballarò", ma non ha il tempo di occuparsi, insieme ai suoi uffici, della predisposizione della legge finanziaria. Questa è una vergogna! Questa è una vergogna! Ed è una vergogna che la sinistra oggi taccia su questo problema, questo è il modo attraverso cui sottilmente si introduce un regime in questa Regione. E noi abbiamo il dovere di opporci in tutti i modi, perché questo non accada. Voi state creando le condizioni per la inagibilità di questo Consiglio regionale, ed è vostra responsabilità, ve ne assumete totalmente il carico e non potete certamente pensare che l'opposizione possa stare silenziosa quando la società ribolle, ribolle di una sofferenza atroce rispetto a quello che state facendo e soprattutto rispetto a quello che non state facendo per le migliaia di disoccupati che anche oggi nascono, così come nel settore tessile, e che vi trova qui indifferenti totalmente a questa realtà.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Ma, l'avvio della discussione di una legge fondamentale come la legge statutaria, inviterebbe a equilibrio, sobrietà e non certamente atteggiamenti di isterismo che non certo sono utili neppure al confronto. A me sembra che ci sia una preoccupazione da parte di alcuni colleghi, che a differenza del passato questa legislatura si è caratterizzata da due cose: una che le riforme e le leggi non si annunciano soltanto, ma si fanno, e questa è una preoccupazione…
DEDONI (Riformatori Sardi). … meglio non farle che…
MARROCU (D.S.). … e questa preoccupazione mi pare sia evidente sia presente, l'altra preoccupazione, l'ho letta negli interventi di alcuni colleghi è che la maggioranza, che ha anche posizioni differenti storie, culture differenti, che hanno poi dato origine a questa coalizione di centro sinistra, le risolve nella chiarezza della discussione, negli scontri anche qualche volta aspri, nel non nascondere queste diversità anche attraverso la stampa, ma le risolve nella politica, non certo ricorrendo al voto segreto come avveniva nel passato da parte delle contraddizioni che erano presenti invece nella coalizione, che ha governato fino a 2004. Allora se stiamo soltanto alla pregiudiziale, a me pare che noi siamo disponibili ad affrontare nei termini in cui ha posto il collega Uras, qualsiasi elemento che porti a discutere il testo, che è stato esitato dalla Commissione, e a modificarlo, per riportarlo all'interno della costituzionalità dello Statuto e dell'articolo 15 dello Statuto, ivi compresa una discussione sull'articolo numero 35, che è stato qui richiamato dalla vostra pregiudiziale. E non vorremmo che questo argomento, venisse utilizzato in modo strumentale per evitare che sulla legge statutaria non ci sia un confronto vero, un discussione tra maggioranza e minoranza e un tentativo, che noi vogliamo ancora percorrere, di arrivare a sintesi nel dare alla Regione Sardegna, che sarebbe la prima Regione a Statuto speciale a darsi una legge statutaria, in attesa di poter modificare, insieme a voi, insieme ai cittadini della Sardegna, lo Statuto; di dare alla Sardegna una legge fondamentale come la legge statutaria. Noi ribadiamo che per noi quella pregiudiziale, e lo avvertiamo come raccomandazione all'Aula che può ancora modificare l'articolo numero 35, e c'è la disponibilità della maggioranza di affrontare il problema dell'articolo numero 35, e di riportarlo all'interno della costituzionalità prevista dalla norma statutaria, dalla norma dello Statuto. Noi ribadiamo la nostra volontà di accettare il confronto, la discussione anche lo scontro, la diversità di posizione, ma non di accettare la logica del rinvio e delle riforme annunciate e mai fatte, pronti al confronto, con voi; così come prendiamo atto che c'è una richiesta di interlocuzione delle forze sociali, e questa maggioranza ha già dato disponibilità a queste forze sociali ai sindacati eccetera, in queste ore, in questi giorni che rimangono sino all'approvazione della legge statutaria di interloquire e di ascoltare quelle che sono le indicazioni da parte anche delle forze sociali. Certo è che dopo aver fatto fallire la Consulta, che per noi era un modo di allargare la partecipazione alla scrittura dello Statuto da parte della società sarda insieme al Consiglio, non vi consentiremo di far fallire anche la discussione della legge statutaria. C'è disponibilità massima al confronto, disponibilità alla discussione e alla modifica anche del testo, che non consideriamo blindato esitato dalla Commissione, nel confronto, ma con la decisione forte di concludere questa sessione consiliare che può durare 10 giorni, 15 giorni, il tempo necessario perché ci sia il confronto dentro l'Aula e anche fuori dall'Aula con le forze sociali, ma concludendo dando alla Sardegna una legge che noi riteniamo fondamentale come la legge statutaria.
PRESIDENTE. Grazie.
Ha domandato di parlare il consigliere Milia. Ne ha facoltà.
MILIA (U.D.C.). Grazie Presidente. Io raccolgo l'invito del collega Marrocu, come tutti voi cerco di esprimere un'opinione, che certamente non è un'opinione di chi è esperto in materia costituzionale come pochi qua dentro, ma che trova fondamento in atti che sono stati già compiuti in questa legislatura, e ai quali ancora non si è posto rimedio. E arrivo con molta pacatezza a dire, che le isterie non sono nel nostro DNA, non sono mai state nel nostro DNA né le isterie parlamentari né le isterie fuori da questa Aula. I ricorsi ai voti segreti nelle scorse legislature, credo che si è senza peccato scagli la prima pietra, abbiamo imparato. Crediamo, però, che sotto il profilo di quello che è stato presentato, e cioè la questione pregiudiziale, né la Presidenza né questo Consiglio possono assolutamente esimersi da entrare nel merito. Perché quando si parla di materia costituzionale le interpretazioni non possono essere estensive, ma sono molto restrittive; l'articolo numero 15, quando parla di forma di governo, si riferisce solo alla possibilità per la Regione di scegliere l'elezione diretta del Presidente e altri diversi modelli di organizzazione dei rapporti tra corpo elettorale, Presidente e consiglieri, e non certo alle competenze fra Giunta e Consiglio regionale. Se il punto di incontro, che ieri avete trovato con il collega Uras e con il partito della Rifondazione Comunista, è quello di ritornare, come ha detto Uras, e come ha fatto capire Marrocu, dentro la costituzionalità, allora noi vogliamo sapere dove eravate, quando questo Consiglio ha esitato la legge, di questa legislatura, e cioè non ha potuto, lo dico a contraris, esitare il piano paesistico regionale. Perché la Giunta ha utilizzato i poteri regolamentari di competenza di questo Consiglio e ha by-passato, con buona pace di tutti voi e della Presidenza, quello che doveva essere la materia di discussione del Consiglio. Per questo è pendente un ricorso davanti al tribunale amministrativo regionale, che bontà sua, nonostante la diminuzione del contenzioso, evidentemente, non ha grande intenzione di entrare nel merito, però siamo arrivati al nodo, siamo arrivati al nodo, e il vostro punto di incontro è stato quello di evitare che la Giunta potesse usurpare, come ha già usurpato con i fatti, le competenze di questo Consiglio regionale. E' per questo che questa pregiudiziale noi riteniamo valida, ed è per questo che l'abbiamo proposto, senza isterismi, con molta tranquillità e nei rispetti della forma, è per questo noi voteremo positivamente rispetto alla pregiudiziale.
PRESIDENTE. Grazie.
Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (Federalista-Autonomista Sardo). Chiedo scusa Presidente. Ma, io credo che non sia un mistero per nessuno, che all'interno anche della maggioranza c'era, e c'è, anche, una ricchezza di posizioni, che pure sono state espresse con la massima chiarezza. Non è un mistero per nessuno, che alcuni di noi avrebbero, con tutta franchezza, preferito che prima della legge statutaria si potesse in Aula discutere della legge finanziaria. Abbiamo naturalmente preso atto di una situazione, che dal Presidente c'è stata comunicata, che è quella di una elaborazione ancora in essere della legge finanziaria, abbiamo a quel punto parimenti ritenuto, concordemente, che, quindi, la legge statutaria poteva nel frattempo essere esaminata. Certo c'è un problema di interlocuzioni con le forze sociali, così come è stato richiamato anche dall'onorevole Marrocu, assumiamo impegni in questa direzione, prendiamo atto che l'opposizione rappresenta un problema relativo alla legittimità costituzionale di alcuni articoli. Sotto questo profilo per quanto ci riguarda, ma credo per l'intera maggioranza, anche memore degli interventi che da altre parti della maggioranza sono stati fatti. Noi saremo assolutamente rigorosi e rispettosi del dettato costituzionale. E nelle fasi nelle quali esamineremmo quella parte di articoli, saremmo i primi propositori di emendamenti, perché eventuali rischi di illegittimità costituzionale vengano eventualmente rimossi con un voto dell'Aula. Così come, nel merito della normativa, abbiamo affermato, noi per primi, di avere una posizione differente rispetto al binomio presidenzialismo-parlamentarismo, e ci siamo espressi per il parlamentarismo. Naturalmente, abbiamo fatto questo con chiarezza, con trasparenza, e abbiamo però anche preso atto che l'unica forza politica, anche di opposizione, che si espressa con chiarezza per il parlamentarismo è l'onorevole Mario Floris. Nessun altro, nessun altro. Noi non vogliamo, attraverso questa legge elettorale, questa legge statutaria, avere un Consiglio "Calimero". Vorremmo un Consiglio che avesse dignità nei confronti di qualunque altro potere, proprio per le funzioni che statutariamente è chiamato a svolgere. Dopo le affermazioni di principio che certamente vi saranno - e può essere che anche nella direzione del parlamentarismo presentiamo emendamenti - non siamo neanche per azioni donchisciottesche che non portino da nessuna parte. Siamo per assumere azioni che si traducono in emendamenti, che poi l'Aula valuterà. E su questa logica noi riteniamo che la partecipazione convinta di tutta l'Assemblea, ciascuno per la parte e le posizioni che rappresenta, si traduca, in ogni caso, in un pregio ed in una ricchezza.
PRESIDENTE. Grazie.
Ha domandato di parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Noi, signor Presidente e colleghi, voteremo a favore della pregiudiziale, anche perché riteniamo che le riforme, quando vengono fatte, debbano essere riforme condivise e che debbano contenere, pertanto, il maggior coinvolgimento possibile, non solo all'interno del Consiglio regionale, ma anche all'esterno. Quindi, noi partiamo da una considerazione di base che è questa, che le riforme vanno fatte, ma vanno fatte rispettando quelle che sono le volontà non solo dell'intero Consiglio regionale, ma del popolo sardo. Ecco, noi votiamo a favore della pregiudiziale perché ci sono diverse motivazioni che ci spingono a votare a favore. Prima di tutto ci sono motivazioni di carattere tecnico e contenutistico del disegno di legge che viene fatto, dove confligge, in qualche modo, con lo Statuto vigente, e noi riteniamo che questo disegno di legge, qualora venisse approvato dal Consiglio, abbia un altissimo rischio di bocciatura, quindi di incostituzionalità. Pertanto, io credo che questo sia un discorso che debba essere affrontato seriamente, per evitare che si perda ulteriormente tempo in questo Consiglio regionale.
Ci sono problemi che riguardano la forma di governo. Noi l'abbiamo detto sempre, siamo per un presidenzialismo, ma un presidenzialismo attenuato, che non significa che bisogna dare tutti i poteri al Presidente. Nella proposta di legge che noi abbiamo fatto si prevedono diversi passaggi, cioè il passaggio iniziale di elezione del Presidente, ma qualora, dopo un certo termine, a metà legislatura o due anni, l'esperienza non dovesse andare bene, il Consiglio può anche decidere di fare altre scelte; mentre non è pensabile, così come è contenuto nella proposta, che una volta che cade il Presidente, cada tutto il Consiglio regionale. Non si può cedere a un ricatto continuo, nel senso che il Consiglio deve essere condizionato. Ecco, su questo va affrontato il problema. Noi non condividiamo questa idea assolutistica del presidenzialismo.
Ma io credo che ci sia una motivazione sicuramente molto più forte, che è dovuta al fatto della scelta dei tempi. Cioè, noi riteniamo che oggi ci siano priorità molto più forti, ci siano urgenze molto più impellenti per quanto riguarda gli impegni di questo Consiglio regionale e riteniamo che il bilancio sia sicuramente l'urgenza principale. Perché la priorità più importante? Perché, oggi, siamo al trenta di gennaio, il bilancio non è stato ancora neanche approvato dalla Giunta, quindi deve ancora passare in Commissione, quindi in Consiglio regionale. Quindi, noi riteniamo che i tempi dell'approvazione del bilancio si dilateranno ulteriormente, io quindi credo che non saranno certamente due mesi quelli relativi all'esercizio provvisorio, ma saranno molti di più. Allora, in una situazione come questa, dove la Sardegna sta scoppiando, sta scoppiando perché c'è una crisi che investe tutti i settori produttivi dell'economia sarda, ad iniziare dall'industria, dove non c'è giorno in cui non ci siano manifestazioni nuove e in cui la Giunta ci pare che abbia le idee non certamente chiare su come risolvere la crisi dell'industria in Sardegna. I risultati sono che a centinaia e centinaia le persone abbandonano l'industria da un giorno all'altro e non vediamo vie d'uscita in una situazione come questa. Così come ci sono altri settori in grave crisi: c'è il settore agricolo - qui vedo l'Assessore all'agricoltura - oggi c'è una forte crisi in questo settore e c'è la necessità, effettivamente, di approvare in tempi rapidi il bilancio perché c'è l'esigenza di spendere immediatamente le risorse. C'è oggi un'emergenza lavoro che mi pare che stia trascurando questa Giunta regionale e questa maggioranza, che va affrontata immediatamente. Pertanto, noi riteniamo che, veramente, il primo argomento che debba essere affrontato in questa fase sia sicuramente il bilancio, perché noi dobbiamo dare risposte ai sardi, e poi, in seconda ipotesi, possiamo affrontare in modo congiunto, in modo condiviso da parte di tutto il Consiglio regionale e delle forze …, anche quelle riforme che sicuramente non stanno a cuore soltanto alla maggioranza, ma stanno a cuore a tutto il Consiglio regionale, stanno a cuore soprattutto ai sardi. Pertanto, noi chiediamo, effettivamente, che su questo, anche perché mi pare che nella stessa maggioranza ci sia…
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ladu. Onorevole Caligaris, per un minuto. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). La ringrazio molto, Presidente.
Intanto, volevo prendere atto che maggioranza e opposizione sono d'accordo per chiedere un referendum per cancellare i piccoli partiti, ma non per ascoltare la voce del buon senso. Mi richiamo alla sobrietà, all'equilibrio, ma anche alla ragionevolezza a cui ha fatto riferimento l'onorevole Marrocu, e dichiaro il mio voto aste di astensione come segnale di profondo dissenso per il metodo che è stato adottato e soprattutto per non avere ascoltato a tempo debito le forze sociali. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Grazie, Presidente. Dice l'onorevole Balia che non è un mistero. Il mistero c'è ed è piuttosto buffo, perchè pensare che un collega così attento, così profondamente convinto delle proprie idee, delle proprie ideologie possa lasciarsi convincere dal presidente Soru che sarebbe ancora in essere l'elaborazione della finanziera e del bilancio, beh, è quantomeno strano. Lo definisco buffo, questo sì, quindi il mistero non esiste proprio per niente. Ma come si può pensare che dopo le affermazioni supponenti del collega Sanna Francesco, del collega Marrocu e dello stesso Presidente, che ci dice che ha ravvisato elementi di incostituzionalità in questo progetto di legge, beh, noi dovremmo essere chiamati ad affrontare una legge così importante dopo aver ascoltato i vostri discorsi. Dice l'onorevole Marrocu: "Bisogna riportarlo all'interno della costituzionalità". Onorevole Marrocu, è di una gravità inaudita ciò che lei ha detto. Noi stiamo, o meglio, voi vorreste che noi affrontassimo con voi un progetto di legge nel quale già ravvisate prioritariamente motivi di incostituzionalità e avete ragione! Perché ce ne sono tantissimi motivi di incostituzionalità, e come si può pensare che questa Aula abbia tutta la serenità, la tranquillità, la sobrietà di cui ha parlato l'onorevole Marrocu…
(Interruzioni dell'onorevole Marrocu)
Onorevole Marrocu, io non l'ho disturbata, se vuole iniziare le ostilità subito possiamo anche farlo immediatamente guardi, ci trova proprio assolutamente predisposti, le sto dicendo, onorevole Marrocu, che lei ha detto che ha motivi di incostituzionalità, l'ha detto lei, ha usato "riportarlo all'interno della costituzionalità", non l'ha detto solo lei, l'ha detto anche l'onorevole Francesco Sanna…
(Interruzioni)
Presidente, chiedo scusa, io sto svolgendo il mio intervento nell'interesse del Consiglio e nell'interesse dei sardi, soprattutto, se qualcuno non è interessato a questo ragionamento va beh, lo può anche fare, mi auguro solo che non pestiate i piedi sotto i banchi, per il resto, insomma, accetto tutto quanto. Onorevole Marrocu, lei è convinto quanto sono convinto io che stiamo facendo veramente una forzatura, voi non avete in questo momento nessun altro elemento da portare all'attenzione dei sardi, questo è il fallimento che state presentando, perché la finanziaria, nonostante l'esercizio provvisorio da voi chiesto e nonostante le assicurazioni del Presidente della Regione che ci aveva assicurato, all'inizio della legislatura, che mai e poi mai ci saremmo trovati di fronte all'esercizio provvisorio, beh, questo è il risultato, nonostante gli sbandierati risultati ottenuti con il "123" della finanziaria dello Stato, questa è veramente una vergogna! Non è assolutamente possibile andare avanti di questo passo. Allora io, Presidente, le chiedo, nella mia poca capacità di dialogare con l'onorevole Francesco Sanna certamente, perché ritengo che sia collocato su una posizione certamente superiore, però, al di là di questo, io mi appello all'articolo 87 del regolamento, Presidente, e chiedo che su questo elemento si pronunci un organo esterno, io voglio essere convinto che questa legge debba avvenire in Aula e possa essere discussa, non è assolutamente possibile andare avanti di questo passo perché voi con la vostra maggioranza, la vostra tracotanza, state offendendo la democrazia, questo non vi può essere concesso, a costo di fare qualsiasi atto anche quelli che, solitamente io non condivido ma che di fronte a questa vostra presa di posizione possono essere anche ciò che veramente separa, una volta per tutte, la maggioranza dall'opposizione.
PRESIDENTE. Grazie.
Ha domandato di parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). Presidente e colleghi, dispiace un po' ascoltare, da parte dei colleghi, io spero che non sia un refrain che continui, un ritornello sul fatto che, apparentemente, ci sia una volontà, da parte di questa maggioranza, di anteporre a tutti i costi il dibattito sulla legge statutaria rispetto a quello sulla finanziaria. Ma, io l'ho già detto precedentemente, non è nella nostra disponibilità, non è nella disponibilità di questa Aula, non è nella disponibilità dei Capigruppo oggi anteporre l'uno o l'altro semplicemente perché la finanziaria non è in Aula. Io capisco i colleghi che, giustamente, dal loro punto di vista ne fanno una questione di battaglia politica, lo capisco, accetto, e ci facciamo carico delle critiche, però ritengo improprio, e mi rivolgo anche al Presidente, insistere su questo argomento, cioè noi ci facciamo carico delle critiche, ma discutiamo sulle cose concrete. La finanziaria non è arrivata in Consiglio, possiamo semplicemente decidere se discutere della legge statutaria o di non discutere di alcuna legge, quindi mi sembra che il tema sia più semplice, noi proponiamo di utilizzare bene il nostro tempo e nell'interesse, credo, di questo Consiglio, e lo dimostra quello che è successo in questi giorni a proposito dell'incompatibilità e del conflitto di interesse, dell'autorevolezza di questo Consiglio, del ruolo che questo Consiglio può svolgere anche nei rapporti con l'Esecutivo, crediamo che sia esigenza di tutti discuterne. Comunque, se ritardo c'è stato, noi sappiamo anche che i ritardi, purtroppo, sulla finanziaria sono ritardi storici, che esistono da molti anni e credo che semmmai il ritardo è giustificato o giustificabile forse quest'anno ha qualche giustificazione in più per i motivi che conosciamo; la finanziaria dello Stato approvata a fine dicembre che ha stravolto, radicalmente cambiato il sistema di compartecipazione alle entrate di questa Regione, un nuovo sistema informativo di base il SIBAR che è dal primo gennaio in vigore che, quindi, porta ad un cambiamento drastico di tutti i flussi informativi della Regione, anche contabili e una nuova legge di contabilità che necessita di una riscrittura. Quindi, noi diciamo questo, voi direte altro, lo capiamo, però suggerirei: non fermiamoci su un punto sul quale non abbiamo la disponibilità di decidere. Io nel merito non discuto molto, ci sono stati vari interventi, ma anche qui vorrei ricordare ai colleghi, con l'obiettivo di avviare un confronto costruttivo, mi dispiace che il collega La Spisa ci abbia lasciato e spero che ritorni, ecco, vorrei ricordare ai colleghi che ci muoviamo nella…
CAPELLI (U.D.C.). Non ci ha lasciato, si è solo assentato.
PORCU (Progetto Sardegna). … no, per carità, io non lo auspico, ci ha lasciato temporaneamente… vorrei ricordare ai colleghi che ci muoviamo su un terreno innovativo, noi siamo la prima Regione a Statuto speciale che discute una legge statutaria, quindi è normale che ci siano argomenti di confine che possano far discutere, credo che da questo punto di vista le varie posizioni possono avere tutte una legittimità sul fatto che, per alcune prerogative, ci siamo spinti e non ci siamo spinti al di là dei dettami letterali, ma credo che sia proprio oggetto e sia proprio l'argomento di cui dobbiamo discutere, facendo salvo che credo che tutti i colleghi in quest'Aula siano d'accordo con me nel chiedere e nel pretendere di spingere l'autodeterminazione della nostra Regione e la specialità della nostra Regione più avanti possibile nel rispetto dello Statuto e nel rispetto della Costituzione. Quindi credo che questo sia un terreno d'incontro. Se poi questo "più avanti possibile" vuol dire; su qualche aspetto rivederlo, lo rivedremo insieme, quindi, io vorrei rivolgere un appello ai colleghi; questa legge statutaria è stata lungamente discussa in Commissione anche con il contributo dei colleghi dell'opposizione, sono arrivate delle osservazioni come quelle del collega Pisano sul quorum del referendum, io credo che siano osservazioni coglibili, per cui direi: riprendiamo il dibattito, facciamoci carico di un passaggio importante, noi respingiamo la statutaria ma ci auspichiamo che ci sia un clima sereno che ci consenta di affrontare bene questa importante legge per il futuro della nostra Regione.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Porcu.
Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Mi sia consentito, io ringrazio il Presidente dell'opportunità che mi viene data…
MORO (A.N.). Presidente? Presidente?
PRESIDENTE. Onorevole Moro, dica, quale è il problema?
MORO (A.N.). Pensavo volesse concludere l'assessore Dadea.
PRESIDENTE. No, non deve concludere, lei non può intervenire ad ogni buon conto.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ringrazio il Presidente dell'opportunità che mi viene data di poter intervenire in un momento anche delicato del dibattito e del confronto sulla legge statutaria. Io vorrei fare, non tanto un appello, perché non si tratta di fare nessuna mozione degli affetti, nel momento in cui siamo nell'ambito del Consiglio regionale, ma io vorrei ricordare soltanto che c'è stato un ampio dibattito, un confronto molto intenso in seno alla Commissione, su un disegno di legge che è stato approvato dalla Giunta il 15 novembre del 2005, quindi c'è stato tutto il tempo perché questo disegno di legge potesse essere esaminato ed approfondito. Ma voglio anche ricordare che il dibattito e il confronto che si è svolto in seno alla Commissione è stato un dibattito e un confronto molto civile, molto corretto e che questo dibattito ha visto la partecipazione attiva, responsabile da parte delle opposizioni. Molte espressioni dell'opposizione hanno portato dei contributi importanti alla definizione di questo testo e che, quindi, io penso che questo spirito dobbiamo cercare di recuperarlo nel momento in cui arriviamo alla discussione in Consiglio regionale. Io sono profondamente convinto, l'ho detto più volte e lo ripeto ancora una volta, che sulle questioni istituzionali, sulle riforme istituzionali, sulle questioni che riguardano le regole democratiche e istituzionali, bisogna ricercare il massimo dell'unità possibile. Ho detto più volte e lo ripeto ancora una volta che sulle questioni; quali sono le riforme istituzionali, queste questioni devono essere sottratte alla competizione tra maggioranza ed opposizione. Quindi lungi da parte della Giunta, ma penso da parte della maggioranza, il voler ricercare su queste questioni dei voti di maggioranza. Così come abbiamo fatto in Commissione, per quanto riguarda la Giunta regionale, noi ricercheremo il massimo dell'unità possibile. Questo significa che anche sulla questione, sulla pregiudiziale che è stata avanzata, sulla quale io dico che naturalmente su questa pregiudiziale ci sono non soltanto i contenuti dell'articolo 15 che in materia di forma di governo, in materia di rapporti tra gli organi della Regione, danno la possibilità alla legge statutaria di modificare, così come avviene, parti importanti dello Statuto e quindi modificare anche l'articolo 27.
Ma voglio anche ricordare - lo ha già fatto l'onorevole Sanna - che c'è una questione che taglia la testa al toro: c'è una sentenza della Corte Costituzionale che dice, appunto, che il potere regolamentare stante la sua attinenza ai rapporti tra gli organi costituzionali della Regione, e quindi è pienamente all'interno della forma di governo e dei rapporti tra gli organi della Regione, questa può naturalmente riformare i contenuti dello Statuto. Ma detto questo non c'è nessuna pregiudiziale da parte della Giunta perché nel dibattito, nel confronto sull'articolo 35 si possa trovare o una formulazione o comunque un punto d'incontro che possa servire in qualche modo a superare le divisioni, i fraintendimenti e anche le diverse interpretazioni che sono emerse oggi a proposito della pregiudiziale. Da parte della Giunta regionale c'è tutta la disponibilità perché nel momento in cui arriveremo a discutere di quest'articolo si possa trovare un elemento di incontro che tenga conto delle diverse posizioni oggi in campo.
PRESIDENTE. Va bene colleghi, dobbiamo votare dopo la discussione la questione pregiudiziale proposta dall'onorevole Capelli. Onorevole Amadu?
AMADU (U.D.C.). Votazione nominale.
PRESIDENTE. Le pregiudiziali si votano, onorevole Amadu, per alzata di mano, quindi invito un altro Segretario a venire qui ai banchi… un altro Segretario dell'opposizione, prego.
Va bene, colleghi.
(Non è approvata)
La parola al…
CAPELLI (U.D.C.). Presidente…
PRESIDENTE. Prego?
CAPELLI (U.D.C.). Sul Regolamento.
PRESIDENTE. E va beh! Onorevole Capelli, dica rapidamente, sul Regolamento.
CAPELLI (U.D.C.). No, io lo dico…
PRESIDENTE. Non possiamo stare tutto… sì,sì, dica, dica rapidamente…
CAPELLI (U.D.C.). …dico nei tempi necessari! Richiamo l'articolo 86, comma 1, per una sospensiva e ho necessità di illustrare i termini della richiesta di una sospensiva.
PRESIDENTE. Prego?
CAPELLI (U.D.C.). Ho necessità di illustrare i termini e il merito di richiesta di una sospensiva.
PRESIDENTE. La pregiudiziale vale quanto una sospensiva…
CAPELLI (U.D.C.). No, sono motivi diversi…
PRESIDENTE. Va beh…
CAPELLI (U.D.C.). …e le dimostrerò che sono motivi diversi.
PRESIDENTE. Qual è il problema, onorevole Capelli?
CAPELLI (U.D.C.). Vorrei esporre la sospensiva perché noi finora abbiamo parlato di argomenti, anche tecnici e politici, che meritavano la pregiudiziale e quindi l'espressione del Consiglio sulla pregiudiziale. Poi si è…
PRESIDENTE. No, abbiamo fatto due cose stasera. Abbiamo fatto due votazioni, è diverso.
CAPELLI (U.D.C.). E anche l'inversione dell'ordine del giorno della Caligaris…
PRESIDENTE. Due votazioni diverse...
CAPELLI (U.D.C.). Appunto.
PRESIDENTE. …e la richiesta di inversione dell'ordine del giorno equivale a una sospensiva perché proponeva il rinvio.
CAPELLI (U.D.C.). No, no, io sto motivando in modo diverso la richiesta e non sto chiedendo…
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, la dica poi valutiamo. Prego.
CAPELLI (U.D.C.). Allora, per adesso abbiamo illustrato come questo disegno di legge, alcune norme nulla hanno a che fare con l'oggetto della legge regionale di cui all'articolo 15 dello Statuto - non può modificare l'articolo 27, assessore Dadea - e che pertanto sarebbe opportuno espungere dal testo stesso e dall'altra non risultano invece disciplinate, nel testo che noi stiamo esaminando, alcune materie quali le modalità di elezione del Consiglio regionale, promozione di condizioni di parità tra i sessi per l'accesso alle consultazioni elettorali, che invece il menzionato articolo 15, che regola la statutaria, aveva previsto espressamente che fossero contenute nella legge rinforzata. L'articolo 15 dice espressamente che devono essere contenute nella legge rinforzata.
Allora, però prima di segnalare queste norme, è utile evidenziare che il disegno di legge, all'articolo 32, stabilisce infatti, giustamente, che "l'attività legislativa e regolamentare della Regione si conforma ai seguenti principi: chiarezza, semplicità di formulazione, rispetto delle regole di tecnica legislativa e quella normativa". Nella relazione illustrativa della Giunta si precisa poi che "si tratta di una parte della legge di notevole portata innovativa, nella quale spicca la disposizione della qualità normativa (articolo 33), volta a migliorare la qualità della normazione regionale, sia nella forma che nella sostanza. Scopo dichiarato è quello di garantire disposizioni più chiare e di immediata comprensione per il cittadino". Insomma, correttamente a mio avviso, è stato fissato il proposito di migliorare la qualità delle leggi. Quest'ultimo è lo scopo che la stessa Regione intende perseguire con la redazione dei testi unici previsti dall'articolo 34 della legge statutaria che noi dovremmo avere in esame. Bene, qui nasce la contraddizione con le sopraindicate finalità del miglioramento della qualità normativa e con il manifesto intento della prima Commissione di ricondurre quel testo ai soli contenuti prescritti dall'articolo 15 dello Statuto speciale. Contiene quindi norme che in realtà non concernono in nessun modo, in nessun modo, con la materia elettorale come prevista dall'individuato articolo 15 dello Statuto speciale. Per esempio l'articolo 2 del disegno di legge concernente la partecipazione del cittadino ai procedimenti amministrativi e a tutte le informazioni e i servizi forniti attraverso tecnologie informatiche e quant'altro; l'articolo 3 relativo ai principi di efficienza, economicità e trasparenza della pubblica amministrazione, argomenti questi - e lo ripeto - che esulano totalmente dall'oggetto della legge statutaria e da quanto previsto dall'articolo 15.
Non vorrei farla lunga, ma avrei da elevare all'attenzione del Presidente, che spero che anche in questo caso non assuma lo stesso atteggiamento pilatesco poc'anzi rappresentato, perché noi vogliamo, come abbiamo avuto già modo di dire, dare delle risposte concrete. Noi chiediamo la sospensione del provvedimento e il rinvio in Commissione, che è cosa diversa dalla pregiudiziale. Chiediamo il rinvio in Commissione perché tutte le norme che, come è stato detto anche da colleghi della maggioranza, sono decisamente intruse, come avviene per la finanziaria; visto che non lo fa il Presidente, non le espelle il Presidente, sia la Commissione a rivedere le norme intruse di questo testo. E anche noi, onorevole Uras, non siamo sostenitori di processi eversivi, quali quelli che voi avete perpetuato, vedi l'esercizio del bilancio provvisorio, il PPR, come è stato ricordato dal collega Milia, il Piano sanitario regionale, anch'esso è un Regolamento, il Piano sanitario regionale. Ma voi pensate davvero che noi in 3-4 giorni finiamo la statutaria? Non la potremmo finire per dargli dignità e non sopporteremo che voi volete ancora dilazionare i tempi della finanziaria portando la statutaria, illegittima, confusa e che serve soltanto a rimediare all'accordo di maggioranza per una corretta distribuzione delle poltrone governative e di sottogoverno, vedi i sottosegretari che nominate, delegati che nominate, nuove consulte che nominate e quant'altro. Vogliamo entrare nel merito, ma vogliamo entrare nel merito nei tempi giusti e dando le priorità, la risposta alle priorità della Sardegna, priorità che voi volete ulteriormente, invece, portare avanti nel tempo perché non siete stati capaci e non siete capaci di fare una finanziaria.
PRESIDENTE. Va bene, onorevole Capelli. Lei ha illustrato i motivi di una eventuale sospensiva che, per quanto mi riguarda, è assimilata alla pregiudiziale, tant'è che l'articolo parla di pregiudiziale e sospensiva. L'Aula ha avuto modo di pronunciarsi per ben due volte di seguito sul rinvio, sull'accoglimento della pregiudiziale, sul rinvio in Commissione...
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, la prego di applicare il Regolamento.
PRESIDENTE. Lo applico perfettamente, e lei la prego per cortesia di ascoltare. Quindi, la sospensiva non è accolta, do la parola al relatore per la relazione.
Ha facoltà di parlare il consigliere Pinna, relatore di maggioranza.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente è vergognoso il suo atteggiamento. Il suo atteggiamento è vergognoso!
(I consiglieri della minoranza battono le mani sui banchi in segno di protesta)
DIANA (A.N.). Lei ci deve ascoltare, Presidente! Il riferimento all'articolo 87, Presidente!
CAPELLI (U.D.C.). Non può consentire situazioni del genere! Chiedo gli atti e il resoconto dell'Aula!
PRESIDENTE. L'Aula ha votato due volte, onorevole Pinna prego!
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Grazie, signor Presidente, se riesco a parlare...
LA SPISA (F.I.). Presidente!
PRESIDENTE. Colleghi, non siamo né in una piazza, né in una bettola! Quindi, per cortesia, per cortesia il Regolamento è stato rispettato pienamente e l'Aula, dopo numerosi interventi, si è pronunziata per ben due volte, per ben due volte!
LA SPISA (F.I.). Su un'altra questione!
PRESIDENTE. Sulla medesima questione, onorevole La Spisa! Prego si accomodi.
LA SPISA (F.I.). No, io non mi accomodo!
PRESIDENTE. Si accomodi, onorevole La Spisa!
LA SPISA (F.I.). Lei deve mettere in votazione la sospensiva!
PRESIDENTE. La seduta è sospesa per tre minuti e la questione sospensiva non esiste!
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 01, viene ripresa alle ore 19 e 07.)
PRESIDENTE. Bene colleghi, riprendiamo. Colleghi, riprendiamo posto per cortesia? Onorevole Marrocu, riprendiamo posto? Grazie. Prego, onorevole Pinna.
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Grazie, signor Presidente.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente!
(Interruzioni)
CONTU (F.I.). Qui bisogna che si chiarisca!
CUGINI (D.S.). Colleghi e uno, colleghi e due, colleghi e tre, fuori! Si applichi lo Statuto, Presidente!
PRESIDENTE. Colleghi! Onorevole Contu si accomodi! Onorevole Contu si accomodi! Onorevole Liori, le dispiace? Colleghi, onorevole Liori, le dispiace? Colleghi, colleghi!
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, ho chiesto di parlare!
PRESIDENTE. Onorevole Capelli non può parlare, ha già parlato e la questione sospensiva che lei ha sollevato non può essere accolta perché l'abbiamo già esaminata per ben due volte, quindi l'Aula...
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, lei già doveva dare una risposta sulla pregiudiziale!
PRESIDENTE. Colleghi, non funziona così! Non funziona così! Sospendo per ancora due minuti, colleghi!
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 10, viene ripresa alle ore 19 e 21.)
PRESIDENTE. Colleghi, per comunicare che la seduta resta sospesa e convoco una Conferenza dei Capigruppo nella sala attigua.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 22, viene ripresa alle ore 19 e 36.)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Sì, Presidente. In relazione alla richiesta di applicazione del Regolamento da parte del collega Capelli, da lei non accolta, sul Regolamento. Pur condividendo la sua interpretazione e avendo già questo argomento discusso l'Aula in precedenza, com'è stato chiesto di modificare l'ordine del giorno, io la inviterei a rivedere e a consentire che si possa andare avanti magari discutendo sulla sospensiva e poi votando e però procedere con un clima che sia un clima che ci consenta di discutere e di confrontarci e poi di andare avanti sulla discussione del disegno di legge. Quindi, volevo invitare il Presidente a valutare - lo faccio a nome dei colleghi anche della maggioranza - di accogliere che si possa procedere a valutare la richiesta di sospensiva, poi l'Aula voterà e se non viene accolta la sospensiva inviterei poi i colleghi ad accogliere la decisione che ha preso all'Aula e di consentirci di andare avanti.
PRESIDENTE. Onorevole Marrocu, il clima è quello che, naturalmente, contribuiamo a costituire, e si costituisce anche sulla base dell'utilizzo del Regolamento in forme non proprie. Secondo me la richiesta di sospensiva rientra in questa fattispecie. Tuttavia, evitando di costituire precedenti, accogliamo la sospensiva. Interviene uno per Gruppo, così come prevede il Regolamento, di nuovo, e poi l'Aula si pronuncia e a quel punto penso che abbiamo superato tutte le questioni pregiudiziali e pregiudizievoli al proseguo della discussione. Uno per gruppo.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Era una richiesta precedente, Presidente, relativa al fatto che lei non ha posto in votazione, come da me richiesto, sulla base dell'articolo 87. Ora mi riservo di riproporre successivamente la stessa richiesta e per il momento, quindi, non intervengo.
PRESIDENTE. Altri iscritti a parlare, lei onorevole Capelli ha posto la questione quindi...
CAPELLI (U.D.C.). Vorrei parlare per il mio Gruppo!
PRESIDENTE. Lei intende parlare per il suo Gruppo?
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Dunque Presidente, io credo per quanto mi guarda che forse non si è ancora capito che non è possibile andare avanti nella discussione in aula della legge statutaria per i motivi prodotti in assenza di sua risposta nella pregiudiziale che come da lei richiesto in altra occasione è stata anche presentata per iscritto a tempo debito, una volta iscritto all'ordine del giorno la statutaria, e da parte sua non c'è stata nessuna risposta mentre ritengo che sia suo dovere dare una risposta che rimanga agli atti sulle motivazioni addotte nella pregiudiziale. Nel contempo, nella sospensiva, sono stati introdotti altri elementi di valutazione, questo per rendere possibile una discussione in aula e per spiegare a voi colleghi, alla Giunta e a lei Presidente che non è possibile parlare della statutaria in quest'aula, in questo momento, intendiamo farlo secondo le regole, nel pieno rispetto delle leggi, dopo l'approvazione della finanziaria e possibilmente dopo l'approvazione dello Statuto così come previsto dalle regole. Approfitto per dire al collega Sanna che ha dato sfoggio di conoscenze legislative dovute anche alla sua professione, che con la sentenza della Corte costituzionale 3001303 riguardante la Regione Lombardia, notoriamente Regione a Statuto ordinario, come previsto dall'articolo 123 della Costituzione che stabilisce espressamente che lo Statuto è approvato e modificato dal Consiglio regionale con legge rinforzata per le Regioni a statuto ordinario. Ciò perché lo Statuto di tali Regioni, quelle a Statuto ordinario non è approvato con legge costituzionale. Nella Regione Sardegna invece lo Statuto è una legge costituzionale che ai sensi dell'articolo 54 dello stesso Statuto in vigore può essere modificato solo con legge costituzionale seguendo il procedimento previsto dall'articolo 138 della Costituzione fuorché da quanto previsto dalla "2" del 2001 previsto all'articolo 15 e dalle materie esplicitamente previste nell'articolo 15 e non altre, e non altre che sono invece presenti nella "5/STAT" obbligo del Presidente, obbligo, è fatto obbligo al Presidente che nel momento in cui si riscontra come dice la stessa Giunta nella relazione, lo dice la Giunta nella relazione, che siamo in presenza di norme anticostituzionali, non devono accedere alla discussione dell'aula, questo è il merito della risposta quindi per quanto detto non si può modificare con legge regionale anche se rinforzata lo Statuto che è una legge costituzionale. Questa è la risposta al 3001303 della Corte costituzionale Regione Lombardia che lei ha citato onorevole Sanna. Ma, al di là di questi fatti tecnici e giuridici che dovrebbero conoscere chi propone le leggi, al di là di questo c'è un fatto politico essenziale, la stessa Giunta dice che le norme anticostituzionali presenti nel "5/STAT" saranno risolte da una futura modifica dello Statuto, cioè dite, "stiamo sbagliando ma risolveremo dopo con un'altra legge", questo è veramente, mi consenta, abbastanza inopportuno per non dire altro, perciò noi intendiamo discutere di riforme, si vada in Commissione e noi lavoreremo assiduamente in Commissione nel mentre che il Presidente deciderà di stendere e presentare al Consiglio la finanziaria che è la vera priorità della Sardegna, priorità del tessuto economico, del tessuto sociale, del tessuto culturale della Sardegna, quella è la priorità, non decidere a chi dare l'Assessorato ad interim retto dal Presidente o dall'assessore Mannoni, non decidere quanti delegati inserire in Giunta, quanti sottosegretari, quante poltrone occupare, non è questa la priorità della Sardegna, le vostre beghe interne risolvetele internamente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente e colleghi del Consiglio, qui c'è un fatto politico di rilevanza straordinaria e credo che i colleghi lo potranno comprendere. Abbiamo approvato di recente l'esercizio provvisorio, pare che questo esercizio provvisorio stia trovando degli intoppi proprio per norme che non sono consentite inserire come uno ritiene senza gli approfondimenti legislativi necessari, ci sono quindi ragioni di ordine economico, straordinario, la gente e i sardi aspettano l'approvazione del bilancio della Regione e della legge finanziaria, credo che questa non sia assolutamente una polemica politica nei confronti della Presidenza del Consiglio né nei confronti dei colleghi, ma nei confronti del Presidente della Regione che ha ritenuto di cambiare in corsa l'Assessore alla programmazione e che pare non sia in condizioni oggi di presentare il bilancio della Regione. Perché non è in condizioni di presentare il bilancio della Regione e noi siamo costretti a andare avanti per dodicesimi, ma i dodicesimi non danno risposta perché voglio ricordare anche a voi che nell'esercizio provvisorio esiste una norma secondo la quale tutti i fondi che dovevano essere di pertinenza degli enti locali sono stati allocati in un capitolo della Regione, della Regione che li deve spendere con le stesse procedure. Ma queste spendite avverranno quando? Quando verrà approvato il bilancio della Regione, cioè quando? Anche ultimamente ci è voluto due mesi di esercizio provvisorio sapendo che erano insufficienti, dovremo discutere fra poco di un nuovo esercizio provvisorio. La verità è che sembra che non ci sia certezza di risorse nella legge finanziaria dello Stato e che quel famoso articolo 102 non si sa che fine abbia fatto e quindi non si è in condizioni di stabilire la vera entità delle risorse che lo Stato deve trasferire alla Regione. Ci sono anche altre opinioni, opinioni di chi ritiene come me che in questa legge statutaria sono state inserite delle norme che fortificano in maniera strabiliante i già forti poteri del Presidente e che nella finanziaria il Presidente attraverso questa legge finanziaria può ovviare ad alcune cose che non avrebbe potuto ovviare senza queste norme. Allora, signor Presidente del Consiglio, è un diritto o no di un consigliere regionale di una parte politica sapere quando il Presidente della Regione manderà in aula il bilancio della Regione o dobbiamo attendere che magari si consumino i quattro mesi e ci sia lo scioglimento del Consiglio perché non siamo in condizioni di fare il bilancio? Credo che sia un diritto che abbia la priorità su ogni altra cosa. Vedete, voi lo sapete meglio di me che la legge statutaria è niente perché è una legge di principio, abbiamo detto che deve essere tutti quanti accompagnata dalla legge elettorale e dallo Statuto, quindi questa priorità che si vuole dare per occupare un tempo, per occupare il Consiglio che secondo me si dovrebbe occupare di tutti quei provvedimenti, signor Presidente, di leggi che sono parcheggiate, alcune anche presentate dalle minoranze, perché le minoranze non hanno mai discusso un proprio provvedimento di legge. Anche qui credo che la legge statutaria qualche cosa la dovrebbe dire, come si esaminano i provvedimenti di legge, è soltanto prerogativa della maggioranza oppure vanno dati in ordine di presentazione, dire sì o no a un provvedimento di legge credo che sia un diritto da parte delle opposizioni. Queste cose hanno creato questo clima, ma questo clima per poter essere in qualche modo rimosso ha bisogno di dichiarazioni precise e di impegni precisi da parte del Presidente della Regione che deve venire in quest'aula a dirci quando intende presentare il bilancio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias. Ne ha facoltà.
UGGIAS (La Margherita-D.L.). Grazie Presidente. Nonostante l'intenzione dei consiglieri di maggioranza di non intervenire nel dibattito, io intervengo per manifestare il mio dispiacere personale per la situazione che si è venuta a creare. Lo dico essendo un fautore della linea del dialogo, che ha portato - e ho molto apprezzato il suo intervento Presidente - a riaprire la questione della sospensiva posta dai colleghi, proprio per consentire che nell'Aula si dibattesse tranquillamente e serenamente, come veniva chiesto dai colleghi della minoranza. La mia delusione, perché Presidente? Perché nonostante gli interventi che io ho anche considerato, apprezzato e che considero, nei limiti in cui esiste comunque un diritto-dovere della maggioranza di portare avanti i propri provvedimenti, nonostante questa disponibilità, ci sia un pregiudizio da parte dei colleghi della minoranza che, in spregio a questa apertura, hanno già preparato dei cartelli, pronti a manifestare un ulteriore disagio nonostante questa apertura. Allora, questo è discredito, dispregio delle istituzioni, della disponibilità al dialogo, della disponibilità all'ascolto, colleghi. Allora, chiedete confronto, noi siamo pronti a darvi confronto, ma se è la cagnara che viene richiesta, allora non possiamo che manifestare il dispiacere e la delusione rispetto a queste aperture.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, colleghi. Ho ascoltato l'onorevole Uggias, così come l'intervento dell'onorevole Marrocu che ha cercato di dimostrare in extremis, in questo dibattito, la disponibilità ad un confronto sulle questioni poste. Noi insistiamo sul fatto che in questa discussione pesano due problemi gravi. Uno sicuramente grave sul piano formale, e cioè che una questione pregiudiziale, posta dai colleghi dell'opposizione, argomentata in un certo modo, comunque sicuramente diffusamente, e che è stata presentata per tempo e per iscritto, così come il Presidente Spissu aveva chiesto, nel momento in cui l'opposizione aveva posto una questione pregiudiziale, in occasione dell'esame della legge sull'esercizio provvisorio, e che il Presidente disse di non poter valutare adeguatamente, riguardo a quel famoso accantonamento, a quell'accertamento di entrate, a valere su trasferimenti dallo Stato alla Regione nell'esercizio 2013, 2014, 2015, il Presidente allora disse che non era in grado di valutare la questione pregiudiziale perché doveva essere messa, qualunque questione pregiudiziale, per tempo e per iscritto in modo da poter essere valutata. L'opposizione ha fatto il suo compito, il suo compitino direte voi, lo ha fatto argomentando una questione. Questa questione è stata di fatto superata, anche in questo caso, con eccessiva disinvoltura, risolvendola solo con una indicazione, che sul piano politico doveva prefigurare una volontà da parte della maggioranza di modificare, nella sostanza, il merito di quelle disposizioni che noi riteniamo siano incostituzionali. Il collega Capelli ha argomentato sul fatto che la violazione vi sia e ha controbattuto anche rispetto alle altre argomentazioni fatte dal collega Sanna. Poi, sulle questioni giuridiche si può sempre discutere molto, abbiamo visto che anche le sentenze, come si è visto anche stamattina, in questi giorni, vengono fatte, in un modo o nell'altro, spesso con grande disinvoltura, addirittura da organi giurisdizionali. Ma certamente c'è da discutere, ma sicuramente noi crediamo che la questione posta doveva essere, per tempo, esaminata adeguatamente e che avrebbe dovuto portare, riteniamo, ad una inammissibilità di quelle norme che sono contrastanti, a nostro parere, nei confronti della Costituzione. Questo è il primo problema. Ma poi c'è un problema di fatto, di fondo, che ha contribuito a chiarire ulteriormente l'onorevole Floris poco fa, e cioè quello di un Consiglio regionale, di una Regione, paralizzata sul piano finanziario non solo per le fantasiose e illegittime scelte di politica di bilancio contenute nell'esercizio provvisorio e, forse, contenute anche nella manovra finanziaria che il Presidente ha sicuramente nel cassetto. Ha sicuramente nel cassetto! E' una favola quella che voi continuate a dire, quella che ha in qualche modo fatto capire di voler raccontare il Presidente della Regione, quando ha detto che la finanziaria non viene presentata perché c'è una nuova legge di contabilità, perché c'è un nuovo sistema informatico da rispettare. E' una favola! Qualunque Presidente se il suo tempo lo usa bene naturalmente, se non lo usa per inseguire problemi, fantasmi, nemici da per tutto o interviste e trasmissioni televisive, qualunque Presidente, Assessore del bilancio, può insieme ai suoi uffici presentare, in termini rapidi, una manovra finanziaria; magari da modificare, da confrontare, ma può e deve farlo. Questo è un problema che voi non potete superare, è una pregiudiziale non giuridica, ma sicuramente politica. E' questo che determina l'inagibilità di quest'Aula, Presidente. L'Aula è inagibile perché c'è un problema politico grave, che pesa come un macigno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Anch'io la ringrazio della disponibilità che lei ha avuto a consentire che ci fosse un approfondimento di dibattito in quest'Aula e ringrazio i colleghi della maggioranza che sono intervenuti, nonostante avessero pensato che fosse meglio non dare evidentemente spazio alla polemica, che sicuramente il dibattito accende. Però, di fronte a ragionamenti fatti con correttezza dai colleghi della maggioranza, io credo che sia giusto che anche i colleghi della minoranza usino lo stesso tipo di atteggiamento corretto. Allora io vorrei chiedervi, per un attimo, di trasferirvi idealmente nei banchi di questa minoranza e di trasferirvi con la mentalità della "colomba", con la mentalità cioè di chi vuole collaborare, di chi vuol lasciare l'Aula agibile, di chi vuole lasciare gli spazi al ragionamento. Insomma, colleghi, viviamo una situazione che qualcuno ha definito, non certo volendo richiamare né durezze, né repressioni, ma di fatto una situazione di regime. Perché? Perché arriva in Aula una manovra per l'esercizio provvisorio e reca una sanatoria, incomprensibile a chi di economia si intende, sul debito della Regione. Ci chiediamo come avverrà la copertura dell'Iva del 2006? Perché il problema è identico a quello che si è posto nel momento in cui abbiamo fatto la manovra di equilibrismo, di bilancio, sul debito della Regione. Vorremmo sapere, che oggi ci diciate come avete intenzione di coprire l'Iva del 2006, se avete intenzione di coprirla nello stesso modo con cui avete, in maniera è stato detto da prestigiatori, abbattuto il debito della Regione. Ci proponete di arrivare in Aula a fare un percorso condiviso sulle regole. Beh, scusate, noi agiamo con l'idea che dobbiamo tutelare il presidenzialismo e il sistema dell'alternanza, almeno noi Riformatori. Beh, diteci se ci sta dando una mano la maggioranza, il Presidente della Regione! Se si deve discutere sulle regole, le regole vanno rispettate. Ma se voi al 30 di gennaio non aveste la finanziaria in Aula e se voi, consiglieri di minoranza per un istante, al 30 di gennaio, aveste una situazione in cui l'intera Sardegna chiede, reclama, la parte produttiva della Sardegna chiede via di avere la certezza, i comuni chiedono di poter mettere in bilancio, le AA.SS.LL. hanno bisogno di certezze, al 30 di gennaio non c'è la manovra finanziaria, in cui il Presidente trino, capo della maggioranza, Presidente della Regione, Assessore al bilancio, ha tempo per andare alle trasmissioni televisive e non ha tempo per la finanziaria, nonostante abbia dichiarato in Commissione - convocata su sua richiesta - che un istante dopo l'approvazione della finanziaria nazionale, noi avremmo avuto la finanziaria in Consiglio, in Aula, in Commissione. Insomma, come facciamo a fidarci? Come facciamo a ragionare con voi in un clima di condivisione sulle regole, in questa situazione? Voi al posto nostro vi fidereste? Voi al posto nostro iniziereste un clima di condivisione per discutere di regole importanti, quali quelle che sono contenute all'interno della legge statutaria, in un quadro di assoluta incertezza delle garanzie dei diritti della minoranza? Io vi lancio questa domanda e vorrei che uno si alzasse e mi dicesse: "Io mi fiderei!". Ma di chi ci possiamo fidare, di chi ci dobbiamo fidare? Questo è il clima politico che oggi c'è in quest'aula ed è questo l'appello che noi facciamo a voi consiglieri della maggioranza, garantite l'agibilità dell'aula garantendo il rispetto dei diritti della minoranza che oggi sono i diritti dei sardi. Perché, avere la legge finanziaria al 30 di gennaio non è una richiesta di una minoranza petulante, querula, che fa alla maggioranza, è un diritto dei sardi, è un diritto di chi deve avere la certezza della spesa, di chi deve avere la certezza dei trasferimenti, la certezza degli stanziamenti e delle risorse. Potete far finta di non sentire e potete far finta di essere sordi, ma non siamo noi che stiamo levando l'agibilità quest'aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Grazie, signor Presidente. Io credo che i colleghi che hanno preso la parola abbiano chiarito perfettamente che ciò di cui ha bisogno oggi la Sardegna, e voi colleghi della maggioranza lo sapete quanto noi, non è un esercizio di ingegneria istituzionale o costituzionale, ma è la legge finanziaria. A prescindere dalle promesse fatte a suo tempo dal Presidente della Regione e in particolare io mi riferisco a quella secondo la quale subito immediatamente dopo la finanziaria dello Stato ci sarebbe statala finanziaria della Sardegna, in modo da poter dare subito gambe ai progetti, subito finanziamenti ai settori che li stanno aspettando, subito respiro, ossigeno e prospettive a quei settori produttivi, della nostra isola anche se forse usare il termine produttivo è, già oggi, purtroppo un eufemismo, a quei settori così afflitti da questa crisi drammatica. Ebbene, invece che portare in aula la finanziaria si porta in aula una legge statutaria non certamente urgente che non ha nemmeno avuto tra di voi il grado di discussione necessario, il grado di approvazione necessario, se è vero com'è vero che appena un'ora fa una collega di maggioranza, seppur lasciata in beata solitudine da tutti i suoi colleghi di coalizione, ha chiesto che questa proposta di legge statutaria venisse rinviata o comunque non se ne parlasse subito per varie motivazioni. Ma, come si può sostenere che l'urgenza di oggi in Sardegna sia avere per prima in Italia una legge statutaria? Con un settore industriale che ha perso 24 mila posti di lavoro nell'ultimo anno e mezzo? Con gli artigiani che sono alla canna del gas e che stanno aspettando i contributi e stanno aspettando i sostegni? Sono di destra questi artigiani, sono nostri elettori? O sono sardi come tutti noi e non hanno distinzione di colore e hanno diritto ad essere rispettati e ad avere ciò che la legge e ciò che la Regione gli può assegnare? Ma come potete trovare pretestuoso che oggi noi crediamo che invece dalla legge statutaria si porti in aula la legge finanziaria? Non c'è una scelta, non si può ipotizzare una scelta più scellerata di questa, più inopportuna di questa. Non si può ipotizzare che oggi vi si dica una cosa più sensata di quella che vi stiamo dicendo noi, e cioè che l'emergenza è avere la legge finanziaria in Aula, in Commissione e poi in Aula, per averla al più presto. Anche se certamente non nei tempi annunciati trionfalmente dal vostro Presidente, che è sempre più vostro e sempre meno di tutto il resto della Sardegna, che peraltro ci ha agevolmente abituato a non mantenere le promesse fatte.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Non ho terminato, il tempo non era finito.
PRESIDENTE. Il tempo, come vi ho detto altre volte, funziona automaticamente. Se, fra l'altro come ho detto tante volte, i colleghi Segretari, che dovrebbero far questo, prendono posto sui banchi, uno di maggioranza e uno di opposizione, e mi aiutano. Nel senso che se per caso il sistema per un qualche motivo dovesse togliere dei secondi… due colleghi Segretari, uno di maggioranza e uno di minoranza. Grazie. I Segretari mi servono anche per controllare se il computer toglie dei secondi. Chiedo scusa se per caso le sono stati tolti dei secondi, onorevole Artizzu, ma io non sono in condizione di… onorevole Ladu, prego.
LADU (Fortza Paris). Signor Presidente e colleghi. I problemi sono diversi, quelli che stiamo affrontando e quelli che stiamo cercando di portare a sintesi con molte difficoltà, devo dire. Non sono soltanto problemi nel merito della legge statutaria che si vuole approvare, l'abbiamo già detto, abbiamo fortissimi dubbi sulla costituzionalità dall'atto, vengono interpretate sentenze in modo, a parer nostro, distorto e quindi noi rischiamo di perdere tempo utilissimo, importantissimo per approvare un provvedimento che quasi sicuramente verrà bocciato a livello nazionale. Ma, ovviamente il problema vero, il problema serio che ci preoccupa non è tanto questo della legge statutaria, il problema è che noi oggi ci rendiamo conto visto i tempi, siamo ormai alla fine del mese di gennaio, e dello strumento più importante, quello sì, che governa la Regione che è la legge finanziaria di bilancio, non se ne vede neanche l'ombra. Allora, io mi auguro che da parte di tutti ci sia questa consapevolezza che noi stiamo veramente arrecando un grave danno alla Sardegna, non mettendo a disposizione dei sardi quelle risorse finanziarie, non solo della Regione ma anche quelle trasferite dallo Stato, per poter risolvere molti dei problemi economici della Sardegna. Allora, colleghi della maggioranza, colleghi del centrosinistra, io mi chiedo quali sono le priorità vostre se fino a ieri il centrosinistra ha sempre detto che i problemi principali sono quelli del lavoro, sono quelli di tentare di risolvere veri problemi dei sardi, ma soprattutto quelli delle classi meno abbienti, io non ho capito perché in questo momento, da parte del centrosinistra, non ci sia un atteggiamento che sia corrispondente a quella che è la logica che ha guidato le politiche del centrosinistra da sempre. Quindi, c'è un cambiamento genetico del centrosinistra che ormai pare che non stia ragionando con la propria testa, ma stia ragionando con la testa di chi impone che vengano fatte determinate cose, che impone un ruolino di marcia che non è quello del Consiglio regionale, di chi sta perseguendo altri obiettivi, perché questa è la realtà. Perché se effettivamente oggi non c'è la consapevolezza del fatto che questo Consiglio regionale sta rischiando veramente, non sta rischiando perché doveva prendere atto o meno di un consigliere regionale che veniva fatto decadere da sentenze varie e dalla Cassazione, ma noi rischiamo, perché questo Consiglio regionale alla fine si troverà, alla fine del mese di aprile, senza aver approvato il bilancio e alla fine si vorrebbe costringere il Consiglio regionale ad approvare comunque un bilancio, o comunque prendere o lasciare perché altrimenti se ne vanno tutti a casa. Allora, non noi non vogliamo accettare questa logica, noi vogliamo che il bilancio che è lo strumento più importante della Regione che in questo momento, di gravissima crisi che sta affrontando la Sardegna, debba essere portato in aula e vogliamo sapere di preciso quali sono le risorse disponibili perché non è chiaro, non trapela e non si capisce qual è l'entità del bilancio che si vuole portare, come si vogliono risolvere i problemi della Sardegna, nonostante si siano affrontando tutta una serie di tematiche importanti che hanno bisogno di risorse certe. Noi questa certezza non l'abbiamo, pertanto noi chiediamo che in questo momento il Consiglio regionale sia impegnato per cose serie, serie veramente che sono quella del bilancio e della finanziaria, perché la gente sta chiedendo questo. La questione delle riforme può anche aspettare, no che non siano importanti noi sappiamo benissimo che sono importanti le riforme, e vanno fatte, però sicuramente dobbiamo scegliere dei livelli di priorità, e non sono sicuramente queste le riforme. Fra l'altro riforme fatte in modo affrettato, che non garantiscono sicuramente un ruolo, e non…
PRESIDENTE. Va bene colleghi. Si vota per alzata di mano la sospensiva.
(Non è approvato)
L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 5 "statutaria".
Dichiaro aperta la discussione generale.
Ha facoltà di parlare il consigliere Pinna, relatore.
LA SPISA (F.I.). Presidente questa è una vergogna!
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. E' una vergogna il fatto che non si rispettano anche le regole, scusate… ma insomma abbiamo votato…
(Disordini in Aula)
PRESIDENTE. Sospendo la seduta! Sospendo la seduta! La seduta è sospesa! Prego.
(Tumulti in Aula i consiglieri dell'opposizione mostrano cartelloni.)
(La seduta sospesa alle ore 20 e 11 è ripresa alle ore 20 e 12.)
PRESIDENTE. Prego i colleghi di ritirare questi cartelli. Riprendiamo la seduta, onorevole Pinna prego…
PINNA (Progetto Sardegna). Grazie signor Presidente. Come? Grazie signor Presidente. Eh ma insomma scusate…
(Disordini in Aula)
PRESIDENTE. Prego i commessi di fare quello che devono fare…
PINNA (Progetto Sardegna). Allora, signor Presidente, signor Presidente…
PRESIDENTE. … onorevole La Spisa si vuole accomodare per cortesia? Guardi che lei deve accomodarsi faccia la cortesia. Onorevole Pinna prosegua.
PINNA (Progetto Sardegna). Grazie signor Presidente…
(Disordini in Aula)
PRESIDENTE. Gli assistenti devono fare il loro lavoro, prego… Prego gli assistenti di fare il loro lavoro!
PINNA (Progetto Sardegna). Grazie Presidente, signor Assessore, colleghi e colleghe… eh ma insomma scusate…
(Disordini in Aula)
LA SPISA (F.I.). Che cosa ci manda i carabinieri!?
PRESIDENTE. Vada avanti onorevole Pinna.
PINNA (Progetto Sardegna). Arriva, benissimo, arriva finalmente in Aula l'importante disegno di legge, che va sotto il nome di legge statutaria. Signor Presidente, signor Presidente. Un tassello legislativo importante per la storia della tradizione autonomistica di questa Regione… beh scusate ma… Signor Presidente, signor Presidente!
(Disordini in Aula)
PRESIDENTE. Prego… Tanto non facciamo entrare i giornalisti quindi… prego
PINNA (Progetto Sardegna). Signor Presidente!
(Disordini in Aula)
PRESIDENTE. Onorevoli!
PINNA (Progetto Sardegna). Signor Presidente mi rimetto alla relazione scritta.
(Applausi dai banchi dell'opposizione)
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pinna. Il relatore si è rimesso alla relazione scritta. Ricordo ai colleghi che si devono iscrivere durante il primo intervento.
E' iscritto a parlare il consigliere Sanna Francesco. Ne ha facoltà.
SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.). Grazie colleghi, sono sicuro, sono sicuro, onorevoli colleghi, che sicuramente pochi di voi accetteranno l'alternativa che qui è stata richiamata, pane o riforme. Le riforme servono per il pane, e noi le faremo entro questa legislatura, con la vostra disponibilità o senza la vostra disponibilità. Grazie ho finito Presidente.
PRESIDENTE. Bene colleghi la seduta è sospesa e riprenderà domani alle ore 10 con 4 iscritti a parlare. Gli iscritti a parlare sono sei secondo la stampata, e sono gli onorevoli Maninchedda, Marrocu, Porcu, Biancu, Pinna, Pittalis. Il Consiglio è convocato domani alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 20 e 17.
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