Seduta n.255 del 02/07/2002
CCLV SEDUTA
(ANTIMERIDIANA)
Martedì 2 Luglio 2002
Presidenza del Presidente SERRENTI
La seduta è aperta alle ore 10 e 37.
ortu, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 19 giugno 2002, che è approvato.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che la consigliera regionale Mariella Pilo ha chiesto di poter usufruire di congedo per la seduta antimeridiana del 2 luglio 2002 per motivi di salute e che i consiglieri regionali Luigi Biggio e Ivana Dettori hanno chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo per la seduta del 2 luglio 2002 per motivi di salute. Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
ORTU, Segretario:
"Interrogazione SPISSU - CALLEDDA - CUGINI - DEMURU - DETTORI - FALCONI - LAI - MARROCU - MORITTU - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Salvatore - SCANO, con richiesta di risposta scritta, sui riflessi, per la Sardegna ed il suo patrimonio, derivanti dall'approvazione del decreto legge 15 aprile 2002, n. 63". (490)
"Interrogazione MASIA, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione sanitaria del Centro dialisi dell'Ospedale civile di Sassari". (491)
"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulle nomine dell'ERSAT". (492)
"Interrogazione CALLEDDA - SANNA Emanuele, con richiesta di risposta scritta, sull'invasione di minuscoli organismi lungo le spiagge della costa occidentale della Sardegna". (493)
"Interrogazione SANNA Gian Valerio - SANNA Emanuele - BIANCU - SANNA Alberto, con richiesta di risposta scritta, sui ritardi che impediscono l'attivazione della diagnostica invasiva ed interventistica cardiovascolare nell'Ospedale San Martino di Oristano". (494)
"Interrogazione FADDA - SANNA Emanuele - DORE - COGODI - BALIA - SANNA Giacomo - BIANCU - CALLEDDA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO sui ritardi che impediscono la soluzione delle problematiche legate alla realizzazione della diga di Monti Nieddu". (495)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.
ORTU, Segretario:
"Interpellanza MARROCU - ORRU' - CALLEDDA - FADDA - IBBA - DORE - VASSALLO sulla mancata erogazione da parte della Regione sarda del saldo dei finanziamenti dovuto ai soggetti attuatori dei GAL e degli OC". (248)
"Interpellanza FADDA - DORE - BIANCU - DEIANA - GIAGU - GRANELLA - SANNA Gian Valerio - SECCI - SELIS sul rischio che i beni statali siti in Sardegna possano essere alienati e non trasferiti all'Amministrazione regionale a seguito della conversione in legge del decreto legge 15 aprile 2002, n. 63". (249)
"Interpellanza PACIFICO - DETTORI - DEMURU - PINNA - SANNA Salvatore - SCANO sulla promulgazione del decreto salva deficit e sul rischio che parti importanti del patrimonio ambientale e culturale della Sardegna vengano alienati ai privati". (250)
"Interpellanza PITTALIS - CAPELLI - RASSU - LOMBARDO sulla determinazione n. 135 del 23 aprile 2002 del Comandante del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale". (251)
"Interpellanza SANNA Giacomo - MANCA sul razionamento dell'acqua in Corsica". (252)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 310/A. Siamo in fase di illustrazione degli emendamenti all'articolo 1 bis.
Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.
FOIS (P.P.S.-Sardistas), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Signor Presidente, volevo chiedere la sospensione dei lavori per un quarto d'ora, perché ho necessità di interloquire con le forze politiche.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Signor Presidente, chiedo che vengano consegnati formalmente ai consiglieri regionali, prima della sospensione, gli emendamenti che la Giunta ha presentato stamani, in modo che si possa poter avere conoscenza dell'insieme delle proposte in discussione. Questo la Presidenza avrebbe dovuto disporlo automaticamente senza bisogno che venisse richiesto, perché se c'è un nuovo emendamento presentato dalla Giunta proprio sull'articolo in discussione, dobbiamoli Consiglio deve averne conoscenza; non dico scienza o condivisione: conoscenza! Era già dovere della Presidenza, ma lasciamo perdere, tanto tutto è possibile, tutto è fattibile, tutto è rimediabile.
Chiedo quindi che prima della sospensione dei lavori, vengano distribuiti a me, a noi e a tutta l'Aula, gli ultimi emendamenti presentati dalla Giunta.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, la Presidenza non ha potuto disporre la distribuzione degli emendamenti perché li sta ricevendo in questo momento. Lei comunque ha perfettamente ragione; appena ci verranno consegnati saranno distribuiti.
COGODI (R.C.). Non me li sono sognati stanotte, li ho visti. Io la notte non sogno emendamenti, ho sogni di ben altra natura.
PRESIDENTE. Vuole concedermi il beneficio della buona fede? Io non li ho visti.
COGODI (R.C.). Il beneficio della buona fede ce l'ha tutto.
PRESIDENTE. Me li stanno consegnando.
COGODI (R.C.). Però lei deve essere immediatamente informato.
PRESIDENTE. Li stiamo distribuendo. Il quarto d'ora di sospensione si intende accordato, quindi riprendiamo alle ore 11.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 44, viene ripresa alle ore 11 e 09.)
PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta, ricordando che sono stati presentati gli emendamenti numero 130 e 131, il 130 all'articolo 1 bis e il 131 all'articolo 2. Si dia lettura dell'emendamento numero 130.
ORTU, Segretario:
Emendamento modificativo GIUNTA REGIONALE
Art. 1 bis
- Sono soppresse le parole "non in contrasto con le norme dell'articolo 1".
- Le parole "numero di posti non superiore al 90 per cento" sono sostituite con "numero di posti non superiore al 50 per cento". (130)
PRESIDENTE. Possiamo continuare con l'illustrazione degli emendamenti.
Uno dei presentatori dell'emendamento numero 88 ha facoltà di illustrarlo.
DIANA (A.N.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 64 ha facoltà di illustrarlo.
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 114 ha facoltà di illustrarlo.
VARGIU (Rif. Sardi-U.D.R.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 116 ha facoltà di illustrarlo.
MURGIA (A.N.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, sull'ordine dei lavori, l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.
FOIS (P.P.S.-Sardistas), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Noi non siamo al momento in grado di arrivare ad una sintesi e abbiamo necessità di incontrarci ancora, quindi le chiedo una sospensione di mezz'ora dei lavori dell'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Intervengo per suggerire di aggiornare direttamente i lavori a questo pomeriggio, perché mi sembra che questo defaticamento continuo, questo interloquire, queste ripetute interruzioni non facciano altro che rallentare inutilmente i lavori. Forse è più opportuno rinviare la seduta direttamente a questo pomeriggio per concedere più tempo all'interlocuzione.
PRESIDENTE. Assessore Fois, in effetti, se dobbiamo interrompere altre due volte nella mattinata, tanto vale che riprendiamo direttamente questo pomeriggio alle ore 16 e 30. Lei è d'accordo?
FOIS (P.P.S.-Sardistas), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Sono d'accordo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Signor Presidente, noi non riusciamo a capire che cosa intende fare la maggioranza; se lo capissimo accederemmo all'ipotesi di rinvio a questo pomeriggio, e di rinvio a settembre del DPEF, come leggiamo sulla stampa, ma non capiamo in quale fase siamo.
L'interlocuzione è avvenuta venerdì, attendiamo di capire se possiamo procedere. Non ci pare che ci sia bisogno di tutto questo tempo per stabilire la sorte dell'articolo 1 bis. Questo si può fare in dieci minuti. Attendiamo di capire dall'Assessore come intende procedere e continuiamo a lavorare, perché non mi sembra neanche giusto che spostiamo i lavori del Consiglio dalla mattina al pomeriggio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Semplicemente per associarmi all'argomentazione espressa dal collega Spissu.
La Giunta ha chiesto - la Giunta! - l'Assessorato competente ha chiesto mezz'ora. Per noi è più che sufficiente per esprimere un'opinione che per altro abbiamo già espresso e per eventualmente arrivare a una conclusione. Non comprendiamo perché dai banchi della maggioranza altri chiedono un giorno intero. Se l'idea è di non lavorare in Consiglio, dichiarate forfait e non lavorate in Consiglio. Noi siamo del parere che si debba lavorare, andare avanti e approvare le leggi.
E' la Giunta che ha chiesto mezz'ora, perché voi dovete chiedere un giorno? E' la Giunta, è il tuo collega di Giunta che ha chiesto mezz'ora.
OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Perché riteniamo che fra mezzora ci troveremo ancora allo stesso punto. Se si vuole strumentalizzare continuiamo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (Gruppo Misto). Senza strumentalizzare nulla, con un po' di buona volontà si trova una soluzione. Noi comprendiamo che sulla legge per il personale la maggioranza riabbia qualche problema. Pertanto se è necessaria qualche ora o anche qualche giorno di tempo, nulla quaestio. Io però ho partecipato al dibattito in Commissione sul DPEF e in quella sede ho visto una maggioranza granitica. Pertanto, per puro spirito di servizio, suggerisco di esaminare l'ipotesi di passare subito al DPEF. Constatata l'unità ?poderosa" che caratterizza questa maggioranza sul DPEF, io credo che per non approvarlo ci vorranno più di due, tre giorni.
OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. E' una provocazione, sei fuori tema, stiamo parlando del problema del personale.
SCANO (Gruppo Misto). No, non è una provocazione, è una proposta. Io posso essere fuori tema e tu invece sei un po' fuori di testa, come ti accade spesso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.
DORE (I DEMOCRATICI). Il collega Scano mi ha preceduto, sono perfettamente d'accordo con lui su quanto ha proposto.
PRESIDENTE. Poiché io ho anche il dovere di consentire lo svolgimento dei lavori con una certa regolarità, senza porre i colleghi in una condizione di particolare stress, allora se si tratta di un'interruzione di mezz'ora per poi riprendere i lavori, benissimo, se si tratta di interrompere per poi interrompere ancora ha ragione l'onorevole Giorgio Oppi, tanto vale riprendiamo direttamente questo pomeriggio.
FOIS (P.P.S.-Sardistas). Signor Presidente, chiedo di sospendere i lavori del Consiglio fino alle 12 e 30.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta fino alle ore 12 e 30.
spissu (d.s.). Presidente, avevamo detto mezzora, non un'ora e un quarto.
(La seduta, sospesa alle ore 11 e 17, viene ripresa alle ore 12 e 33.)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Liori per illustrare l'emendamento numero 116.
LIORI (A.N.). Signor Presidente, questo emendamento è stato presentato perché una parte dei dipendenti della Regione per passare ad un livello contributivo superiore ha necessità di un provvedimento ad hoc. Infatti mentre il resto del personale può godere di aumenti retributivi mediante passaggi di livello ottenuti superando concorsi interni, gli appartenenti alle categorie apicali, non potendo effettuare passaggi di livello (in quanto già all'apice della carriera) necessitano di adeguamenti retribuivi disposti con provvedimenti appositi.
Questa è la ratio di questo emendamento che interessa soprattutto i coordinatori di settore.
PRESIDENTE. E` stato adesso presentato l'emendamento numero 132.
Se ne dia lettura.
ORTU, Segretario:
Emendamento sostitutivo totale Spissu - Fadda - Cogidi - Dore - Capelli - Onida - Corona - Murgia - Vargiu
Art. 1 bis
1. Nei concorsi pubblici per l'accesso agli impieghi nell'Amministrazione e negli enti regionali che verranno espletati nei tre anni successivi alla data di entrata in vigore della presente legge la misura della riserva dei posti prevista dall'articolo 56 della legge regionale n. 31 del 1998 è elevata dal 40 al 50 per cento. (132)
PRESIDENTE. L'emendamento numero 132 è un emendamento di sintesi che sostituisce interamente l'articolo 1 bis. Qualora approvato farebbe decadere tutti gli emendamenti tranne quelli aggiuntivi numero 114 e 116.
Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per illustrare l'emendamento.
COGODI (R.C.). Signor Presidente, l'emendamento costituisce un riconoscimento ed anche un'apertura nella direzione giusta e nel modo giusto verso alcune legittime aspettative. Le legittime aspettative, ben si sa, non sono diritti costituiti, e quando sono legittime vuol dire che si fondano su una buona ragione. Ogni aspettativa può essere giuridicamente consacrata; le buone aspettative, quando non contrastano con altri diritti costituiti o altre aspettative parimenti legittime, o anche più legittime, possono essere e debbono essere prese nella dovuta considerazione.
Poche parole: il sistema legislativo della nostra Regione ha definito l'insieme della materia, dell'organizzazione degli uffici, del personale e dei suoi diritti attraverso la legge numero 31 del '98. Quella materia non è tale da non poter essere mai modificata, tutte le leggi debbono essere osservate ed attuate per un lasso di tempo congruo; almeno nell'immediatezza le leggi si debbono rispettare, sennò verrebbe meno il principio stesso della generalità, dell'astrattezza, dell'ordine attraverso cui il cosiddetto ordinamento si costituisce. La legge numero 31 è una legge giovane, ha qualche anno di vita, ciò però non vuol dire che non possa essere via via modificata, migliorata ed anche adattata.
Nella legge numero 31 è previsto l'istituto della riserva dei posti in favore dei dipendenti dell'amministrazione regionale e dei suoi enti, nella misura del quaranta per cento dei posti messi a concorso. Quindi si tratta di una condizione di favore, di privilegio, (inteso sempre in senso positivo, buono) cioè di un istituto che non lede diritti sostanziali altrui ma che crea una condizione di miglior favore per i dipendenti. In una prima fase, e non per tutta la vita della Regione autonoma, i concorsi pubblici dovrebbero contenere, una riserva del quaranta per cento in favore dei dipendenti regionali. Ciò vuol dire che, a parità di altre condizioni, anche l'ultimo degli idonei se dipendente regionale - ovviamente purché in possesso del titolo - potrebbe essere assunto in luogo del migliore degli idonei. E` un principio che vale, ovviamente, solo per il quaranta per cento dei posti in concorso. Nelle pubbliche amministrazioni costituisce un fatto consueto e trova la sua ratio nel riconoscimento della professionalità acquisita.
Quindi è del tutto fuori luogo quello che in questi giorni si è detto, si è adombrato, si è rappresentato all'esterno, che si sarebbero lesi i diritti del personale dipendente della Regione. I diritti del personale dipendente della Regione debbono essere garantiti innanzitutto attraverso il rispetto di tutti gli istituti normativi contrattuali. Se la Giunta e la maggioranza ci avessero prestato attenzione già in sede di approvazione della legge finanziaria, non avrebbero bocciato l'emendamento presentato da noi opposizione per garantire la copertura integrale al contratto dei dipendenti regionali. Voi avevate detto: "Non c'è problema, la copertura finanziaria c'è!" Poi si è scoperto che c'era, sì, ma era inutilizzabile; quel nostro emendamento avrebbe permesso di risolvere da tempo tutti questi problemi.
Ma anche l'istituto della progressione interna, che è previsto nella legge numero 31, è un istituto che ha la sua validità. Noi la riconosciamo, anzi con quest'emendamento proponiamo che la riserva del quaranta per cento, per una sola volta, quindi non vita natural durante della Regione, ma per i prossimi tre anni, entro i quali si espleteranno i diversi concorsi regionali, possa anche arrivare alla soglia del cinquanta per cento.
È un riconoscimento che, come dire, costituisce anche un punto di equilibrio rispetto a posizioni diverse. Però un concetto deve essere espresso con chiarezza: rispetto a tutti coloro che, io non voglio dire che si agitano, ma che si preoccupano un po' troppo, noi dovremmo preoccuparci un po' di più che la Regione funzioni. E la Regione funziona - è vero - se sono riconosciuti tutti i buoni diritti di tutti i dipendenti della Regione, però la Regione funziona anche se non si chiude in se stessa, se non diventa una torre impenetrabile, se ogni sardo che ha studiato, che è capace, può anch'egli pensare non di essere assunto nell'Amministrazione regionale in virtù di un rapporto clientelare, ma di potersi misurare prima o poi con gli altri partecipanti ad un concorso.
Io non posso credere che ci sia uno solo dei settemila dipendenti dell'amministrazione regionale che pensi che tutti i sardi che hanno capacità, che hanno preparazione, che hanno titolo almeno per una percentuale dei posti disponibili, almeno per una percentuale, mai e poi mai si debbano misurare in una competizione garantita nella quale possano accedere, come loro diritto, se ne hanno le capacità e i titoli, alle funzioni amministrative e tecniche della Regione. Quindi preoccuparsi un po' troppo qualche volta disturba perché, come dire, si adombrano e poi si propagandano concetti alquanto imprecisi, confondendo per lesione dei diritti dei dipendenti istituti che invece costituiscono una garanzia per tutti i cittadini e soprattutto per i giovani.
Non mi sembra, infatti, che in questi anni nessuno in Sardegna abbia studiato, non mi sembra che i ragazzi non si laureino, non frequentino i master, non siano capaci. Perché allora devono essere esclusi in via permanente dalla possibilità di concorrere, almeno per una parte, ai posti pubblici regionali? Il collega Onida, che nella vita pubblica è un po' pessimista, in quest'Aula ha affermato "Badate che i concorsi pubblici garantiscono di meno, i concorsi pubblici non sono obiettivi", almeno questa è l'impressione che si è avuta dall'intervento che ha pronunciato; noi pensiamo che volesse dire...
(Interruzione del consigliere Onida))
COGODI (R.C.). Sì, certo, se è così è vero però questo tipo di reclutamento, come dire, per vie traverse del personale regionale avviene proprio perché non c'è puntualità ed efficienza nella indizione di concorsi pubblici. La Regione che ha motivato storicamente - dico le ragioni nobili, lasciamo le da parte ragioni poco nobili - la sua scarsa propensione a bandire concorsi pubblici con l'urgenza.
Si è sempre detto e giurato e spergiurato che il precario era a termine, che a termine sarebbe rimasto e che i sei mesi non sarebbero mai diventati sei anni. Poi passano gli anni, quella persona cresce, mette sù famiglia e rivendica il diritto ad un maggior equilibrio di vita. La Regione, agendo come adesso agisce, e speriamo che sia l'ultima volta che si trovi ad agire così, riconosce quei buoni diritti di lavoro, di professionalità e di vita che in modo diretto e indiretto ha legittimato con precedenti provvedimenti. Quindi va bene ciò che il collega Onida ha precisato volesse dire, ma va ugualmente bene, però, che la Regione riaffermi il principio che l'accesso alle funzioni pubbliche è aperto (almeno per una percentuale dei posti disponibili) a tutti i sardi capaci.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, l'Assessore Fois sostiene che l'emendamento numero 132 debba considerarsi aggiuntivo E non sostitutivo totale come era nell'intenzione dei presentatori, pertanto sospendo la seduta per cinque minuti per esaminare meglio il problema.
(La seduta, sospesa alle ore 12 e 52, viene ripresa alle ore 13 e 15.)
PRESIDENTE. E` stato presentato un ulteriore emendamento della Giunta regionale, il numero 133. Se ne dia lettura.
ORTU, Segretario:
Emendamento sostitutivo totale GIUNTA REGIONALE
Art. 1 bis
Prima attuazione dei concorsi interni
1. Le disposizioni del contratto collettivo regionale di lavoro 1998-2001 del personale dipendente dell'Amministrazione regionale e degli enti strumentali che disciplinano le selezioni interne per la progressione verticale, trovano attuazione, una volta soltanto, nella fase di prima applicazione dello stesso contratto, relativamente ad un numero di posti non superiore al 50 per cento di quelli vacanti in ciascuna categoria e distintamente per il personale dell'Amministrazione escluso il corpo forestale, per il personale del corpo medesimo e per il personale degli enti, fatti salvi i concorsi pubblici banditi alla data di entrata in vigore della presente legge.
2. Nei concorsi pubblici per l'accesso agli impieghi nell'Amministrazione e negli enti regionali che verranno espletati nei tre anni successivi alla data di entrata in vigore della presente legge la misura della riserva dei posti prevista dall'articolo 56 della legge regionale n. 31 del 1998 è elevata dal 40 al 50 per cento. (133)
PRESIDENTE. Siamo in una fase molto delicata e chiedo la massima attenzione.
Prima di concedere la parola alla Giunta regionale perchè lo illustri, preciso che le firme dei consiglieri della maggioranza all'emendamento numero 132 si intendono ritirate.
Ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione per illustrare l'emendamento numero 133.
FOIS (P.P.S.-Sarditas), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Signor Presidente, a noi sembrava che quanto contemplato dal comma 2 dell'articolo 1 costituisse in qualche modo la sintesi delle aspettative delle organizzazioni sindacali e della di quanto concordato in sede di contrattazione. Quindi ci siamo permessi di insistere e di inserirlo al primo punto perchè ci sembrava assai importante per il riordino del sistema interno della nostra pubblica amministrazione. Invece l'Aula l'ha bocciato.
Noi, con questo emendamento, con il numero 130, sostanzialmente intendiamo ripristinare la ratio originaria del comma 2 dell'articolo 1. Quindi, è evidente che ci sono posizioni diverse, tutte e due legittime e rispettabilissime, per carità. Però la Giunta intende continuare ad insistere perchè ritiene questo un punto di estrema importanza, anche se altri non sono d'accordo.
Con l'emendamento numero 130 sostanzialmente affermiamo che i concorsi interni vanno banditi, anche se non devono essere messi a regime, e che la percentuale della riserva deve passare dal 90 al 50 per cento. Queste sono i punti che riteniamo importanti, e sui quali in virtù anche di quanto abbiamo tentato di capire delle sentenze della Corte costituzionale e del Tar riteniamo di poter insistere. Del resto, la fattispecie contemplata dalla sentenza della Corte costituzionale non è completamente assimilabile a quella in esame, e per quanto riguarda il Tar, invece, il giudizio è ancora pendente.
PRESIDENTE. Mi perdoni Assessore, io la devo interrompere perchè ci sono dei problemi di natura procedurale che non possono essere messi da parte. Non è possibile in nessun modo riproporre con altri emendamenti parti della legge che sono già state bocciate dall'Aula. Allora se la sua volontà è un'altra, va bene, ma se lei intende attraverso questa strada riproporre una parte della legge che è già stata bocciata dall'Aula, io le non posso accettare l'emendamento.
FOIS (P.P.S.-Sarditas), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Presidente, è chiaro che lo stiamo ripresentando con questo scopo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Presidente, io trovo anche difficoltà, lo dico al Presidente, lo dico ai colleghi tutti, io trovo difficoltà come trova difficoltà...
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi la prego di avere un po' di pazienza, siccome questa è l'illustrazione...
COGODI (R.C.). Presidente l'illustrazione c'è, è negli atti del Consiglio, quella è la volontà che è stata manifestata, non è che adesso qui dobbiamo portare un torchio, torchiare, macinare ricomporre per far scaturire altre volontà. Quella che è stata manifestata è la volontà della Giunta, sia quella che risulta dagli atti, sia quella che è stata manifestata nelle dichiarazioni dell'Assessore. Lei non può invitare l'Assessore a cambiare opinione.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, il problema è che non posso aprire il dibattito in questa fase. Adesso io devo sentire il parere della Commissione e poi caso mai aprirò un dibattito e in quella sede lei potrà dire quello che riterrà utile.
COGODI (R.C.). Lei mi ha dato la parola.
PRESIDENTE. Pensavo che volesse intervenire sull'ordine del giorno.
Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Satta, relatore di maggioranza.
SATTA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Vorrei chiedere innanzitutto se si fa riferimento all'emendamento numero 130 o al numero 133? C'è stata un po' di confusione per quanto riguarda gli emendamenti.
PRESIDENTE. Lei deve esprimere il parere su tutti gli emendamenti, perchè sino adesso gli emendamenti sono stati solo illustrati.
SATTA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. A questo punto, se è compreso anche il numero 133, mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA Gian Valerio (Popolari-P.S.). Presidente, io ho ascoltato, come i colleghi, l'enunciazione delle ragioni che sottendono la presentazione dell'emendamento numero 133. L'assessore Fois ha descritto la ratio di questo emendamento indicando in maniera esplicita l'itinerario che dovrebbe portare lei, non a cercare di modificare la versione della ratio che la Giunta ha attribuito all'emendamento, ma a dichiararne preventivamente l'inammissibilità, senza concedere la parola al relatore per esprimere un parere su un emendamento inammissibile, dichiaratamente inammissibile, come noi abbiamo già dimostrato e come gli uffici avrebbero dovuto segnalare alla Presidenza.
Il comma 2 dell'articolo 1 che è stato cassato, individuava infatti la norma che giustificava l'articolo 1 bis; articolo 1 bis che praticamente viene riesumato in forma surrettizia dopo che il Consiglio l'ha bocciato. Le chiedo pertanto di attenersi al dovere, che il Presidente ha in questi casi, di dichiarare l'inammissibilità dell'emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, ha sentito le dichiarazioni che io ho pronunciato subito dopo l'intervento del Presidente? Stiamo cercando, dal punto di vista tecnico, una via d'uscita. Mi pare che su questo terreno ci fosse la volontà di trovare un'intesa; se c'è bene, se non c'è io devo procedere. Peraltro mi rendo conto che dal tenore letterale dell'emendamento si evincono significati diversi da quelli dichiarati dall'Assessore, il quale potrebbe anche essersi espresso male.
Comunque se la ratio è quella esposta dall'Assessore, io non posso accettare l'emendamento numero 133. Quindi sugli altri emendamenti e sull'articolo...
FOIS (P.P.S.-Sarditas), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Mi riferivo al numero 130, ho parlato erroneamente di 133.
PRESIDENTE. Era il numero 130? Assessore io, le ho chiesto di illustrare il numero 133.
Colleghi se non c'è attenzione mentre si svolgono i lavori, è chiaro che dopo è difficile comprendersi; Assessore io non posso accettare il numero 133; non lo posso accettare. Io adesso apro la discussione su tutti gli emendamenti.
Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.
FOIS (P.P.S.-Sarditas), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Erroneamente posso avere detto 133, mi riferivo al numero 130 quando ho fatto l'excursus, poi chiaramente siete liberi di non crederci.
COGODI (R.C.). Lo deve mettere in votazione.
PRESIDENTE. Colleghi, io non avrei esitato se la forma scritta avesse riproposto le parole che in sede di illustrazione ha pronunciato l'Assessore. In realtà tra la forma scritta e quanto illustrato dall'Assessore c'è una differenza enorme. Io credo di poter ritenere che l'Assessore in buona fede si riferisse all'emendamento numero 130. Se così fosse io il numero 133 lo metterei in discussione insieme agli altri. Credo che bisogna pure partire dal presupposto che ci sia buona fede nelle persone; non si può pensare che l'onorevole Fois pensasse una cosa e ne volesse fare un'altra. Non mi pare il suo stile, peraltro.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Chiediamo all'Assessore che illustri in maniera più chiara l'emendamento numero 133.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-P.S.). Presidente, noi ci stiamo...
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Scusate io non posso procedere con questa confusione. Sospendo la seduta per cinque minuti.
Sospendiamo cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 13 e 30, viene ripresa alle ore 13 e 42.)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-P.S.). Presidente, avevo chiesto io la parola.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Presidente, siccome sono le 13 e 43 propongo di riprendere con più serenità nel pomeriggio.
PRESIDENTE. Onorevole Fadda, io l'ho interrotta prima, le do la parola adesso. Così può esprimersi anche alla luce della proposta avanzata.
FADDA (Popolari-P.S.). Credo che di caos ce ne sia abbastanza, Presidente. Il fatto che mi abbia tolto la parola, abbia interrotto la seduta e poi abbia concesso all'onorevole Pittalis di intervenire, è un'ulteriore dimostrazione, quindi rinuncio all'intervento.
PRESIDENTE. C'è una richiesta per riprendere i lavori stasera alle ore 17. Poiché non vi sono opposizioni, la richiesta è accolta. I lavori riprenderanno questo pomeriggio alle ore 17.
La seduta è tolta alle ore 13 e 44.
Allegati seduta
Testo delle interpellanze e interrogazioni annunziate in apertura di seduta
INTERPELLANZA MARROCU - ORRÙ - CALLEDDA - FADDA - IBBA - DORE - VASSALLO sulla mancata erogazione da parte della Regione sarda del saldo dei finanziamenti dovuto ai soggetti attuatori dei GAL e degli OC.
I sottoscritti,
premesso che il programma Leader II Sardegna, approvato dalla Commissione Europea con Decisione C(95)1308/1 del 14 novembre 1995, prevede che i trasferimenti finanziari dalla Regione agli organismi attuatori dei Piani di Azione Locale (Gruppi di Azione Locale -GAL, Operatori Collettivi - OC) siano condizionati dall'esito positivo del controllo e dell'accertamento, da parte di un'apposita Commissione, delle spese effettuate;
considerato che tale Commissione tecnico-amministrativa di verifica e controllo è nominata dalla Giunta regionale ed è composta da funzionari regionali dotati di competenze specifiche in relazione alle politiche comunitarie ed agli interventi realizzabili nel programma Leader II;
sottolineato che il programma Leader II è terminato il 31.12.2001 e quasi tutti i GAL e gli OC hanno completato gli interventi e chiesto il controllo della Commissione di cui sopra al fine di ottenere i residui trasferimenti finanziari e, di conseguenza, svincolare le onerose fideiussioni accese a garanzia degli stessi;
tenuto conto che:
- le erogazioni finanziarie risultano allo stato attuale bloccate poiché la Commissione, a causa delle dimissioni della metà dei suoi componenti, non riesce a garantire l'esecuzione dei controlli e gli accertamenti previsti dei 17 GAL e dei 2 OC presenti in Sardegna
- le difficoltà del suo funzionamento sono state già segnalate all'Assessore della programmazione fin dalla fine del 2000, senza che si sia avuto nessun segnale positivo di riscontro;
rimarcato che numerosi GAL-OC, che hanno completato da mesi il loro programma, stanno continuando, in attesa dei controlli, a pagare le fideiussioni con grosso sforzo finanziario;
preso atto che la situazione è ulteriormente complicata dal fatto che, secondo le regole comunitarie, la contabilizzazione finale delle spese deve essere effettuata entro il 30 giugno 2002 e che, in assenza dei controlli, tale adempimento non potrà essere rispettato con il grave rischio che la Sardegna non si veda corrispondere dalla Commissione Europea i pagamenti del Programma Leader II;
evidenziato come la situazione di estrema carenza di personale e di competenze all'interno del Centro regionale di programmazione, al quale è affidata la gestione del programma Leader II, sia tale da porre in serio dubbio, anche al di la del funzionamento della Commissione di controllo, la possibilità di compiere tutti gli adempimenti necessari per la chiusura finanziaria del Programma Leader II, e potrebbe essere fonte di grosse difficoltà anche in relazione alla programmazione del nuovo Leader,
chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore della programmazione per sapere quali atti abbiano compiuto o intendano compiere per:
1) procedere con urgenza alla ricomposizione della Commissione tecnico-amministrativa di controllo per consentire l'erogazione del saldo finale ai GAL e agli OC;
2) porre in essere tutti gli adempimenti necessari alla chiusura finanziaria del programma Leader II ed alla programmazione del nuovo Leader. (248)
INTERPELLANZA FADDA - DORE - BIANCU - DEIANA - GIAGU - GRANELLA - SANNA Gian Valerio - SECCI - SELIS, sul rischio che i beni statali siti in Sardegna possano essere alienati e non trasferiti all'Amministrazione regionale a seguito della conversione in legge del decreto legge 15 aprile 2002, n. 63.
I sottoscritti,
preso atto che recentemente è stato convertito in legge il decreto n. 63 dell'aprile 2002, recante "Disposizioni finanziarie e fiscali urgenti, valorizzazione del patrimonio e finanziamento delle infrastrutture", meglio noto come "decreto taglia deficit";
considerato che:
- tale decreto istituisce una società per azioni, denominata "Patrimonio dello Stato S.p.A.", a cui è assegnato il compito della valorizzazione, gestione e alienazione del patrimonio dello Stato;
- con molta chiarezza, il comma 8 dell'articolo 7 del decreto legge stabilisce la possibilità che, indistintamente, i beni immobili dello Stato possono essere trasferiti alla "Patrimonio dello Stato S.p.A.", e quindi alienati, e considerato altresì che con altrettanta poca trasparenza il comma 3 dello stesso articolo riserva al Ministero delle finanze la titolarità di polverizzare questo patrimonio trasferendolo dalla neo istituita società per azioni "Patrimonio dello Stato " ad un numero imprecisato di società controllate dallo stesso Ministero;
- la genericità dell'articolo 7 della suddetta norma legislativa autorizza a pensare che possono essere alienati tutti i beni compresi nelle attuali servitù militari, le spiagge, le isole che appartengono al demanio statale, numerosissimi immobili di pregio che insistono in Sardegna;
- l'applicazione di queste norme di legge inevitabilmente porterà ad una svendita di tale patrimonio;
- il Governo nazionale ha mostrato di avere una concezione "imperiale" del patrimonio dello Stato e che queste norme di legge non sono altro che un'operazione di centralismo senza confini;
visto:
- il comma 1 dell'articolo 14 dello Statuto della Regione sarda che recita: "La Regione, nell'ambito del suo territorio, succede nei beni e nei diritti patrimoniali dello Stato di natura immobiliare e in quelli demaniali, escluso il demanio marittimo";
- il comma 2 dell'articolo 51 dello Statuto della Regione sarda che recita: "La Giunta regionale, quando constati che l'applicazione di una legge o di un provvedimento dello Stato in materia economica o finanziaria risulti manifestamente dannosa all'Isola, può chiedere la sospensione al Governo della Repubblica...;
preso atto che il notevole patrimonio immobiliare dello Stato nella nostra Isola, da sempre rappresenta la rinuncia di una regione al proprio territorio e a favore di un centralismo statale per averne in cambio occupazione, infrastrutture e servizi;
tenuto conto che la riforma federalista, ratificata con il referendum dello scorso ottobre, ha affidato alle regioni il potere legislativo in materia di valorizzazione dei beni culturali e ambientali;
constatata la totale assenza e l'inerzia della Giunta regionale di fronte a questa gravissima insensibilità del Governo nazionale che svilisce la nostra autonomia, prevarica il nostro Statuto, mortifica il nascente federalismo con il più bieco neo dirigismo statale;
considerato che per le motivazioni su esposte il patrimonio dello Stato non può che essere alienato a favore della Regione sarda,
chiedono di interpellare il Presidente della Regione per sapere:
1) quali determinazioni urgenti abbia assunto la Giunta regionale per impedire che i beni immobiliari dello Stato, ricadenti nella nostra Isola, vengano alienati a favore dei privati;
2) se la Giunta regionale intenda opporsi a questa norma legislativa facendo valere il disposto degli articoli 14 e 51 dello Statuto, in modo tale che il patrimonio degli immobili statali nell'Isola sia trasferito alla Regione e non alla nascente "Patrimonio dello Stato S.p.A.";
3) se, per avere maggiore forza in una eventuale azione recriminatoria nei confronti del Governo, la Giunta intenda portare all'attenzione del Consiglio regionale questa gravissima vicenda che mette in risalto la prevaricazione centralista di un Governo nazionale che con un'azione senza precedenti lede il nostro Statuto, i principi della nostra autonomia e cerca di finanziare con beni e ricchezze che appartengono alla Sardegna opere pubbliche di dubbia utilità o da realizzare al di fuori della nostra regione. (249)
INTERPELLANZA PACIFICO - DETTORI - DEMURU - PINNA - SANNA Salvatore - SCANO sulla promulgazione del decreto salva deficit e sul rischio che parti importanti del patrimonio ambientale e culturale della Sardegna vengano alienati ai privati.
I sottoscritti,
premesso che il Capo dello Stato ha promulgato nei giorni scorsi il decreto denominato "salva deficit", il quale prevede la creazione di due società, la Patrimonio Spa e la Infrastrutture Spa, per ricavare un reddito dai beni dello Stato al fine di avviare grandi opere infrastrutturali;
considerato che il Ministro dell'Economia, on. Giulio Tremonti, ha affermato che il provvedimento tende ad evitare allo Stato l'aumento del deficit pubblico che oggi ammonta a circa 1300 miliardi di euro;
valutato che il Capo dello Stato ha accompagnato la promulgazione del decreto con una lettera, inviata al Presidente del Consiglio dei ministri (inaugurando di fatto una prassi fino a oggi inedita), di forte richiamo all'esigenza che il governo assicuri, con atti concreti e tempestivi, una particolare garanzia dell'inalienabilità di beni pubblici di valore culturale o ambientale che sono costitutivi della nostra identità nazionale;
preso atto che l'emanazione del provvedimento è stata accompagnata anche da fortissime polemiche all'interno della stessa maggioranza di governo, tanto che il sottosegretario dei beni culturali all'indomani dell'intervento del Presidente della Repubblica, ha pubblicamente chiesto le dimissioni dei Ministri dei beni culturali e dell'economia;
osservato che si pone la necessità di introdurre norme correttive al decreto, per avere la più ampia tutela dei beni pubblici e per evitare che nel Governo prevalgano logiche mercantili nella valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale dello Stato;
evidenziato che la riforma del titolo quinto della seconda parte della Costituzione, ratificata lo scorso ottobre con il referendum federalista, affida alle Regioni anche il potere legislativo in materia di valorizzazione dei beni culturali e ambientali;
considerato che nella lista dei beni da valorizzare, e quindi suscettibili di essere ceduti ai privati, ci sono anche parti importanti del patrimonio ambientale e culturale della Sardegna;
valutato che il decreto salva deficit ha inoltre cancellato l'emendamento che prevedeva l'assenso della Conferenza Stato - Regioni - enti locali prima del trasferimento definitivo dei beni;
preso atto che il Governo nazionale ha di fatto posto sul mercato porzioni del territorio dell'isola, quali boschi, spiagge, coste, violando per l'ennesima volta l'autonomia e la specificità della Sardegna e le prerogative a essa riconosciute dallo Statuto sardo che all'articolo 14 prevede, tra l'altro, che la Regione nell'ambito del suo territorio, succede nei beni nei diritti patrimoniali dello Stato di natura immobiliare e in quelli demaniali;
considerato che negli ultimi cinquant'anni la Sardegna ha dovuto subire la massiccia e talvolta insopportabile presenza militare in vaste porzioni dei suoi territori, alcuni dei quali sono da considerarsi tra quelli che potranno essere posti in vendita dalle nuove società statali,
chiedono di interpellare il Presidente della Regione per sapere quali iniziative intenda assumere e quali provvedimenti intenda adottare per evitare che, proprio quando in Sardegna si discute della necessità di riformulare in senso maggiormente autonomistico lo Statuto, parti del territorio dell'isola siano definitivamente espropriate all'uso collettivo del popolo sardo e alla sua millenaria cultura. (250)
INTERPELLANZA PITTALIS - CAPELLI - RASSU - LOMBARDO sulla determinazione n. 135 del 23 aprile 2002 del Comandante del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale.
I sottoscritti,
vista la determinazione n. 135 del 23 aprile 2002 del Comandante del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Regione autonoma della Sardegna;
rilevato che al punto 5 di detta determinazione è prevista la "esclusione di movimenti presso stazioni nella cui giurisdizione ricada il comune di nascita o di residenza del dipendente o di componenti il suo nucleo familiare salvo i casi di esigenze eccezionali da valutarsi nel concreto";
considerato che dette limitazioni non trovano alcun fondamento in leggi e/o regolamenti della Regione autonoma della Sardegna ma. anzi, a ben vedere, costituiscono inammissibili violazioni di precetti costituzionali,
chiedono di interpellare l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente per conoscere:
1) quali motivazioni abbiano determinato il Comandante del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale ad assumere una tale inammissibile limitazione alla libertà di movimento dei dipendenti del Corpo medesimo;
2) quali iniziative intenda assumere per rimuovere tale limite e, più specificamente, quanto contenuto al punto 5 della determinazione n. 135 del 23 aprile 2002. (251)
INTERPELLANZA SANNA Giacomo - MANCA sul razionamento dell'acqua in Corsica.
I sottoscritti,
appreso da più organi di informazione che nell'Alta Corsica il Prefetto ha emanato una ordinanza che limita l'uso dell'acqua solo per usi civili essenziali e potabili in oltre 30 comuni di quel territorio;
rilevato che gli amministratori e gli imprenditori, nonché le popolazioni tutte sono sul piede di guerra con lo slogan: "gouverner, c'est prevenir" ('governare vuol dire prevedere'), contestando l'eccesso di potere e gli errori del Prefetto di nomina parigina;
preso atto delle numerose dichiarazioni agli organi di informazione sulla costante e indefessa attività di monitoraggio del sistema acqua corso da parte del Presidente della Regione della Sardegna, certamente nella sua veste di Commissario Straordinario per l'emergenza idrica in Sardegna, altrimenti ne avrebbe riferito anche al Consiglio regionale;
dato atto che il Presidente della Regione può aver tratto beneficio tecnico e culturale dalla efficienza della Prefettura corsa sopra citata, così pure dalla più che probabile frequentazione della "Compagnie générale des eaux" operante anche in Corsica;
rimarcato che è meglio occuparsi della Corsica piuttosto che della composizione dei quotidiani contrasti sulle questioni idriche della Sardegna, sia all'interno della Giunta Regionale che con il Comune di Cagliari e per esso con il Sindaco Floris, nonché con territori, città ed enti, tutti concordi sulla critica nei confronti del Presidente Pili;
sottolineato che il potere commissariale dà al Presidente i poteri necessari e le risorse utili ad affrontare l'emergenza, senza controlli di organi collegiali e quindi esercitabili motu proprio e che lo stesso Presidente dimostra di non sapere esercitare, nonostante il piglio decisionista ogni giorno manifestato,
chiedono di interpellare il Presidente della Regione per conoscere:
1) se dalle frequentazioni corse ha appreso qualche cosa di utile per i sardi, oltre che per le sue personali conoscenze;
2) se i corsi abbiano mai mostrato interesse per l'esempio di pragmatica efficienza che il Presidente Pili può rappresentare e se, eventualmente, ne abbiano chiesto l'aiuto;
3) se nei tempi marginali consentiti dall'incalzare delle conferenze stampa e dalla stesura dei comunicati, non ritenga di dover informare il Consiglio regionale sulle questioni serie e drammatiche della emergenza idrica in Sardegna;
4) se intende informare altresì il Consiglio sulle valutazioni della Giunta e delle maggioranza sul suo operato in merito alla emergenza idrica. (252)
INTERROGAZIONE SPISSU - CALLEDDA - CUGINI - DEMURU - DETTORI - FALCONI - LAI - MARROCU - MORITTU - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Salvatore - SCANO, con richiesta di risposta scritta, sui riflessi, per la Sardegna ed il suo patrimonio, derivanti dall'approvazione del decreto legge 15 aprile 2002, n. 63.
I sottoscritti,
appreso che il Senato ha approvato il decreto legge 15 aprile 2002, n. 63, recante "Disposizioni finanziarie e fiscali urgenti in materia di riscossione, razionalizzazione….., cartolarizzazioni, valorizzazione del patrimonio e finanziamento delle infrastrutture";
accertato che, fra le altre cose, in esso si prevede la costituzione di una Spa denominata "Patrimonio" con il fine di valorizzare, gestire ed alienare il patrimonio dello Stato;
atteso che alla Patrimonio Spa possono essere trasferiti diritti pieni sui beni immobili facenti parte del demanio dello Stato, e anche i beni di particolare valore artistico e storico e che la società può effettuare operazioni di cartolarizzazione ai sensi del decreto legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito con modificazioni dalla Legge 23 aprile 2001, n. 410;
visto che gli stessi beni possono ulteriormente essere trasferiti alla Infrastrutture Spa, costituita ai sensi del medesimo decreto, per essere offerti in garanzia al sistema bancario nazionale e internazionale per ottenere prestiti e finanziamenti per grandi opere pubbliche;
considerato che nella lista figurano anche i beni patrimoniali statali in Sardegna fra cui, per citarne solo alcuni, anche l'isola dell'Asinara e il Poligono di tiro di Capo Teulada;
valutata negativamente l'azione della Giunta regionale che, a dispetto dei proclami e della sovranità del popolo sardo, è inerte nei confronti delle iniziative statali in qualunque materia;
chiedono di interrogare il Presidente della Regione per conoscere:
1) quali iniziative intenda assumere per evitare alla Sardegna e al suo patrimonio il destino prefigurato nel decreto legge citato;
2) in quale modo intenda affermare il dettato dell'articolo 14 dello Statuto sardo che prevede la successione della Regione nei beni e nei diritti patrimoniali dello Stato di natura immobiliare e in quelli demaniali. (490)
INTERROGAZIONE MASIA, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione sanitaria del Centro dialisi dell'Ospedale civile di Sassari.
Il sottoscritto,
appreso che nel Centro dialisi dell'Ospedale civile di Sassari si utilizzano attrezzature superate e vecchie di oltre vent'anni;
rilevato che a causa della vetustà dei macchinari il procedimento di depurazione del sangue richiede il doppio del tempo rispetto a quello impiegato utilizzando moderne attrezzature;
constatato che i pazienti sono costretti a subire frequenti interruzioni durante la dialisi, sempre a causa del cattivo funzionamento delle relative attrezzature;
considerato che anche la depurazione delle acque non funziona, provocando nei pazienti forti malesseri, con nausea e vomiti;
constatato, altresì, che la situazione è destinata ad aggravarsi ulteriormente con l'arrivo della stagione calda,
chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere quali misure urgenti intenda prendere per ovviare all'insostenibile situazione dei dializzati della provincia di Sassari per garantire un trattamento adeguato alle esigenze sanitarie di un così vasto territorio. (491)
INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulle nomine dell'ERSAT.
Il sottoscritto,
chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore dell'agricoltura per sapere:
1) se siano a conoscenza che il direttore generale dell'ERSAT ha effettuato le nomine dei coordinatori della unità di I livello, creando molto malumore fra tutte le maestranze per i criteri seguiti nella scelta dei nuovi responsabili;
2) se sia vero che fra i fortunati è compreso anche un nipote primo del direttore generale (la cui determinazione di nomina è a firma di un sostituto del direttore generale), e se in tutto questo pertanto non debba ravvisarvi una "parentopoli burocratica";
3) se nella scelta dei coordinatori siano state investite le organizzazioni sindacali;
4) se sia vero che un altro dei fortunati è proprio un dirigente sindacale, trasferito da Quartu S. Elena a Sassari, al quale è stato assegnato il settore ATA;
5) se questo dirigente sindacale, promosso e trasferito da Quartu a Sassari, appartenga ad una sigla sindacale che alcuni mesi orsono ha effettuato una manifestazione nel piazzale dell'Ente, con tanto di conferenza stampa, contro il Consiglio di amministrazione dell'ERSAT;
6) se non sia opportuno pertanto un loro autorevole intervento, al fine di verificare che tutte le nomine siano state effettuate a norma di legge;
7) se sia vero infine che il direttore generale, pur avendo raggiunto i 65 anni di età abbia chiesto di restare al proprio posto per ulteriori due anni e se non sia invece opportuno collocarlo immediatamente in quiescenza, avendo l'Amministrazione regionale altri dirigenti preparati per tale incarico. (492)
INTERROGAZIONE CALLEDDA - SANNA Emanuele, con richiesta di risposta scritta, sull'invasione di minuscoli organismi lungo le spiagge della costa occidentale della Sardegna.
I sottoscritti,
premesso che verso la fine del mese di aprile lungo la costa occidentale della Sardegna si è determinato uno straordinario spiaggiamento di minuscoli organismi marini conosciuti come le "velelle";
evidenziato che questo tipo di organismi, se non viene immediatamente rimosso dall'area in cui si è depositato, determina, attraverso la propria decomposizione, una contaminazione che arriva in profondità nel terreno che, in questo caso, corrisponde alla sabbia delle spiagge della costa sulcitana;
sottolineato che molti comuni della costa interessata dal fenomeno hanno predisposto azioni di controllo e di contenimento effettuando interventi per la loro immediata raccolta e smaltimento, oltre che per evitare che il fenomeno possa ripetersi in maniera anche più diffusa;
rilevato che il Comune di Gonnesa ha dato avvio di recente ad un intervento, che parrebbe però non sufficiente e adeguato anche perché non supportato dalle necessarie valutazioni tecnico/scientifiche e perciò è risultato essere non idoneo e insufficiente per garantire il risanamento e la pulizia della spiaggia, ancora oggi pericolosamente invasa da mosche ed insetti e luogo ove si percepiscono forti e sgradevoli odori che ammorbano l'aria;
evidenziato che gli operatori economici della zona (ristoratori, operatori nelle strutture ricettive di agriturismo, etc.) hanno manifestato la loro preoccupazione per tale situazione che, anche a causa del rischio di compromissione delle condizioni igienico-sanitarie, non favorisce il flusso turistico, proprio in una zona che sta faticosamente lavorando per valorizzare i propri siti e le proprie risorse economiche ed ambientali e per creare nuove opportunità occupazionali,
chiedono di interrogare il Presidente della Regione e gli Assessori dell'ambiente e della sanità al fine di:
1) conoscere quali iniziative abbiano assunto o intendano assumere per procedere con urgenza alla bonifica delle spiagge già infestate dalle velelle e a qualificate opere al fine di prevenire eventuali ulteriori pericolose invasioni che rischiano di compromettere la salubrità e conseguentemente la fruizione delle spiagge sulcitane;
2) sapere quali atti la ASL n. 7 di Carbonia abbia assunto o intenda assumere per verificare e riportare alla normalità le condizioni igienico-sanitarie degli arenili sulcitani. (493)
INTERROGAZIONE SANNA Gian Valerio - SANNA Emanuele - BIANCU - SANNA Alberto, con richiesta di risposta scritta, sui ritardi che impediscono l'attivazione della diagnostica invasiva ed interventistica cardiovascolare nell'Ospedale San martino di Oristano.
I sottoscritti,
premesso che lo scorso marzo 2002 è stata inoltrata formale richiesta da parte della U.O. Cardiologica - UTIC di Oristano al direttore generale ed a quello sanitario della ASL n. 5, per l'attivazione presso l'Ospedale San Martino della diagnostica invasiva ed interventistica cardiovascolare;
considerato che attualmente l'emodinamica è metodica presente a Cagliari (Brotzu e San Giovanni di Dio) ed a Sassari (SS. Annunziata) e che tutto il resto della Sardegna è privo di tale servizio oggi fondamentale per la diagnosi ed il trattamento delle cardiopatie ed in particolare di quelle acute che rappresentano le principali cause di mortalità;
riscontrato che la distanza dai centri provvisti di emodinamica costringe le popolazioni del centro Sardegna ad affrontare sistematici e costosi viaggi esponendo gli stessi pazienti a pregiudizievoli ritardi nell'esecuzione degli interventi spesso a carattere di emergenza;
ravvisato che risulta opinione diffusa e condivisa in tutta la comunità cardiologica sarda che la dislocazione dell'emodinamica in centro Sardegna integri e completi il quadro dei presidi essenziali per far fronte efficacemente alle patologie specifiche non solo in forte aumento ma anche ad alto rischio per la società sarda,
chiede di interrogare l'Assessore della sanità per conoscere quali ragioni hanno fin qui impedito una risposta positiva all'istanza inoltrata presso la ASL n. 5 di Oristano per l'attivazione dell'emodinamica presso l'Ospedale San Martino di Oristano e se non ritenga necessario operare un sollecito intervento presso la direzione dell'ASL n. 5 che dia luogo all'immediata attivazione di questo fondamentale servizio per una vasta area territoriale del centro Sardegna ed essenziale per fronteggiare patologie fortemente incidenti nel contesto delle popolazioni di quest'area geografica. (494)
INTERROGAZIONE FADDA - SANNA Emanuele - DORE - COGODI - BALIA - SANNA Giacomo - BIANCU - CALLEDDA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCCU - MASIA - MORITTU - ORRÙ - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO, sui ritardi che impediscono la soluzione delle problematiche legate alla realizzazione della diga di Monti Nieddu.
I sottoscritti,
premesso che a seguito della presentazione della mozione n. 58, a firma dei consiglieri regionali del centrosinistra e sardisti, il Consiglio regionale il 21 febbraio u.s. a conclusione del dibattito ha approvato un ordine del giorno che impegnava la Giunta regionale a:
1) reperire le risorse finanziarie, anche nell'ambito dell'APQ delle risorse idriche e del collegato infrastrutturale della legge obiettivo, necessarie per la immediata ripresa dei lavori per il completamento della diga e di tutte le infrastrutture idrauliche e di distribuzione dell'acqua nel comprensorio interessato;
2) a reperire l'ulteriore fabbisogno finanziario alla realizzazione di quelle opere complementari e di adduzione, già progettate dal Consorzio di bonifica, al fine di rendere funzionale e operativo l'intero schema idrico di Monti Nieddu;
3) a trovare le soluzioni più idonee per garantire la necessaria continuità occupazionale alle maestranze già impegnate nella costruzione della diga garantendo nel contempo i servizi indispensabili di guardiania e di sicurezza degli impianti e dei cantieri per evitare, in attesa della ripresa dei lavori, che gli stessi subiscano danneggiamenti e compromissioni;
4) a mettere in essere, oltre ad ogni prerogativa legislativa assegnata al commissario straordinario per l'emergenza idrica, le eventuali e necessarie intese con il Governo nazionale e i suoi dicasteri competenti per una positiva e rapida risoluzione della vertenza;
constatato che ad oggi permangono, tutte inalterate, le problematiche evidenziate con la mozione e preoccupati dal fatto che risulterebbe che la Giunta regionale non abbia attuato alcun provvedimento in relazione agli impegni sanciti dall'ordine del giorno approvato dal Consiglio,
chiedono di interrogare il Presidente della Regione per conoscere:
1) quali iniziative la Giunta regionale abbia intrapreso per attuare le disposizioni contenute nell'ordine del giorno approvato dal Consiglio;
2) quali siano, nel caso la Giunta regionale fosse inadempiente, le motivazioni per le quali sono stati disattesi gli impegni contenuti nel documento e per conoscere se non si ritenga urgente e improcrastinabile, visto l'aggravarsi della crisi idrica in Sardegna, attuare con immediatezza i provvedimenti disposti dal documento richiamato e approvato in Consiglio in data 21 febbraio 2002. (495)
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