Seduta n.352 del 26/07/2007 

CCCLII Seduta

(Antimeridiana)

Giovedì 26 luglio 2007

Presidenza del Presidente SPISSU

indi

del Vicepresidente SECCI

indi

del Presidente SPISSU

INDICE

La seduta è aperta alle ore 10 e 17.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di giovedì 12 luglio 2007 (345), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali La Spisa e Pittalis hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana di giovedì 26 luglio 2007.

Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.

Risposta scritta ad interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

"Interrogazione Amadu sulle iniziative in favore degli anziani a seguito dell'emergenza per il grande caldo che ha particolarmente colpito il Sassarese". (250)

(Risposta scritta in data 24 luglio 2007.)

"Interrogazione Diana, con richiesta di risposta di risposta scritta, sulle procedure di nomina del direttore dell'Agenzia regionale del lavoro". (357)

(Risposta scritta in data 24 luglio 2007.)

"Interrogazione Davoli - Uras - Pisu sulla grave situazione di crisi della Sardegna centrale". (423)

(Risposta scritta in data 24 luglio 2007.)

"Interrogazione Ladu - Murgioni - Onida sulla crisi del settore tessile in Sardegna". (45)

(Risposta scritta in data 24 luglio 2007.)

"Interrogazione Dedoni - Vargiu - Pisano - Cassano - Capelli - Licandro - Contu - Sanjust - Petrini - Moro - Biancareddu - Gallus - Murgioni - Ladu - Cherchi Oscar - Rassu - La Spisa - Sanciu - Liori - Oppi - Diana sulla nomina del direttore dell'Agenzia regionale del lavoro". (502)

(Risposta scritta in data 24 luglio 2007.)

"Interrogazione Dedoni sull'illegale serrata dell'azienda IBS Design spa di Ottana". (504)

(Risposta scritta in data 24 luglio 2007.)

"Interrogazione Cassano sugli avvisi di pagamento da parte della ASL n. 1 per prestazioni effettuate presso il pronto soccorso di Sassari". (590)

(Risposta scritta in data 24 luglio 2007.)

"Interrogazione Dedoni sullo stato dei lavori di miglioramento e potenziamento del sistema lagunare e relativo sforzo di pesca negli stagni di Cabras". (600)

(Risposta scritta in data 24 luglio 2007.)

"Interrogazione Moro sui gravi problemi dell'ospedale "Antonio Segni " di Ozieri". (603)

(Risposta scritta in data 24 luglio 2007.)

"Interrogazione Balia - Maninchedda - Masia - Salis - Serra sul rischio di smantellamento della Palmera e dello spostamento dell'attività produttiva in un paese asiatico". (645)

(Risposta scritta in data 24 luglio 2007.)

"Interrogazione Pisano sulla revoca dell'adesione allo sciopero generale del 18 ottobre 2006 del solo settore della pubblica amministrazione". (663)

(Risposta scritta in data 24 luglio 2007.)

"Interrogazione Liori - Diana sul cattivo funzionamento del servizio di anagrafe canina e, più in generale, del servizio veterinario dell'Azienda sanitaria locale n. 8". (669)

(Risposta scritta in data 24 luglio 2007.)

"Interrogazione Caligaris sul comportamento del direttore generale della ASL di Sassari e del personale dell'Ospedale Santissima Annunziata nei confronti del signor Giovanni Nuvoli, con specifico riferimento al mancato rispetto dell'articolo 32 della Costituzione italiana". (753)

(Risposta scritta in data 24 luglio 2007.)

"Interrogazione Amadu sulla necessità di un intervento della Giunta regionale a tutela dei lavoratori ex Arial, addetti alle pulizie nell'ASL n. 1 di Sassari". (792)

(Risposta scritta in data 24 luglio 2007.)

"Interrogazione Vargiu sul diritto alla tutela della salute dei pazienti sardi, posto in discussione dalla delibera n. 8/12 sul contenimento della spesa". (795)

(Risposta scritta in data 24 luglio 2007.)

"Interrogazione Petrini - Contu - Rassu sull'applicazione del decreto del Presidente della Repubblica n. 462 del 2001 sulla sicurezza degli impianti elettrici e di messa a terra". (802)

(Risposta scritta in data 24 luglio 2007.)

"Interrogazione Caligaris sulla situazione dei 22 dipendenti in mobilità della ex Editar Spa facente parte della multinazionale libica LA.FI.CO. (Libyan Arab Foreign Investment Co.)". (809)

(Risposta scritta in data 24 luglio 2007.)

"Interrogazione Ladu - Murgioni - Onida sul mancato avvio dei corsi dell'obbligo formativo". (82)

(Risposta scritta in data 24 luglio 2007.)

"Interrogazione Frau sul pericolo di grave rischio ambientale provocato dai lavori di modifica in corso negli stabilimenti della ex Nuova Scaini di Villacidro". (825)

(Risposta scritta in data 24 luglio 2007.)

"Interrogazione Scarpa sulle politiche regionali per la tutela della biodiversità animale della Sardegna". (842)

(Risposta scritta in data 24 luglio 2007.)

"Interrogazione Amadu sulla necessità di disporre la rimborsabilità del farmaco Tysabri destinato alla cura della sclerosi multipla". (856)

(Risposta scritta in data 24 luglio 2007.)

"Interrogazione Dedoni sulla situazione di grave pericolo per la salute dei lavoratori delle Ferrovie meridionali sarde (FMS)". (857)

(Risposta scritta in data 24 luglio 2007.)

"Interrogazione Lanzi - Cugini - Fadda - Licheri - Serra sui lavoratori e le lavoratrici delle aziende in appalto di servizi continuativi che prestano servizio al Presidio ospedaliero San Giovanni di Dio a Cagliari". (861)

(Risposta scritta in data 24 luglio 2007.)

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

MANCA, Segretario:

"Mozione Cucca - Floris Vincenzo - Pirisi - Barracciu - Pittalis - Balia - Sabatini - Maninchedda sulla gravissima emergenza determinata dagli incendi in vaste zone del nuorese". (132)

"Mozione Capelli - La Spisa - Artizzu - Vargiu - Randazzo Alberto - Ladu - Atzeri - Farigu sugli interventi urgenti da adottare in conseguenza degli incendi divampati nella periferia della città di Nuoro". (133)

"Mozione Diana - Liori - Artizzu - Moro - Sanna Matteo sul ridimensionamento del presidio antincendi della Guardia forestale a Fenosu". (134)

PRESIDENTE. Dobbiamo procedere al giuramento degli Assessori. Sospendo i lavori per cinque minuti affinché i colleghi arrivino in Aula.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 20, viene ripresa alle ore 10 e 25.)

PRESIDENTE. Va bene colleghi, prendete posto.

GIURAMENTO DI ASSESSORI TECNICI

PRESIDENTE. Ricordo che gli Assessori nominati dal Presidente della Regione, non Consiglieri regionali, devono prestare giuramento ai sensi dell'articolo 3 del Decreto del Presidente della Repubblica 19 maggio 1949, n. 250.

Invito gli Assessori ad avvicinarsi al banco della Presidenza.

Dò lettura della formula del giuramento prevista dall'articolo 3 del citato D.P.R.:

"Giuro di essere fedele alla Repubblica e di esercitare il mio ufficio al solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione".

Invito pertanto gli Assessori Congera e Mongiu a rispondere: "Giuro".

CONGERA, Assessore tecnico del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Giuro.

MONGIU, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Giuro.

Discussione e approvazione del "Regolamento per il trattamento dei dati sensibili e giudiziari" (Reg. 2/A)

PRESIDENTE. Bene, auguri e buon lavoro. L'ordine del giorno reca la discussione del regolamento 2/A, regolamento per il trattamento dei dati sensibili e giudiziari. Il relatore è l'onorevole Simonetta Sanna.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare la consigliera Simonetta Sanna, relatore di maggioranza.

SANNA SIMONETTA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Sì, grazie Presidente…

PRESIDENTE. Chiedo scusa, aspettiamo qualche minuto per formulare gli auguri ai neo Assessori e poi inizieremo i lavori.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 30, viene ripresa alle ore 10 e 39.)

PRESIDENTE. Prego i colleghi di riprendere posto. L'ordine del giorno reca la discussione del regolamento 2/A per il trattamento dei dati sensibili e giudiziari.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare la consigliera Simonetta Sanna, relatore di maggioranza.

SANNA SIMONETTA (La Margherita-D.L.). Mi rimetto alla relazione scritta.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sanna.

E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Un brevissimo intervento per sottolineare intanto il lavoro svolto dalla collega Sanna, che si è dovuta impegnare su un documento che riguarda il trattamento dei dati sensibili dopo un lavoro svolto attraverso uno schema-tipo di regolamento. L'aspetto più significativo del lavoro fatto dalla collega consiste nel fatto che è stato un provvedimento licenziato dalla Giunta nel maggio del 2006, che è pervenuto celermente e con una richiesta di espressione di parere in Commissione subito dopo e la Commissione lo ha approvato nella seduta del 21 giugno del 2006. Quindi la collega Sanna ha fatto un lavoro impegnativo perché si tratta comunque di uno schema molto articolato che riguarda, come dicevo, la questione dei dati sensibili in tempi rapidissimi e quindi ciò rende ancora più apprezzabile il lavoro della collega. Meraviglia forse non poco il fatto che la Giunta, dopo aver chiesto questo lavoro veloce poi non lo abbia con altrettanta rapidità portato all'attenzione dell'Aula, per cui noi solo dopo un anno ce ne stiamo occupando.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SECCI

(Segue CALIGARIS.) Tra gli aspetti che volevo sottolineare, perché è un intervento proprio brevissimo, c'è questo relativo all'emendamento che è stato presentato al testo. E' un emendamento molto opportuno per il quale io comunque chiedo un attimo di attenzione relativamente all'elenco delle associazioni che sono state indicate. Cioè mi domandavo se, indicando l'Unione italiana ciechi, l'Associazione nazionale mutilati e invalidi civili e l'Ente nazionale dei sordi non si ponessero delle limitazioni e se non fosse il caso, invece, di indicare in maniera generica le associazioni, magari riconosciute come enti morali, in modo tale da evitare che ci possano essere delle limitazioni significative alla comunicazione dei dati. E volevo anche far notare che sempre nella scheda numero 32, che è quella che è stata posta all'attenzione in modo più evidente, laddove si parla delle comunicazioni si parla del Comitato medico di verifica del Ministero dell'economia e delle finanze. Ora, io volevo anche chiedere se questo comitato corrisponde alla Commissione medica di verifica del Ministero dell'economia e finanze, che è chiamata Commissione, e chiedere anche che venga inserita, invece, come seconda istanza, perché questa è di prima istanza. Anche la Commissione che fa capo al Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica che si chiama ugualmente Commissione medica di verifica, ma che interviene in seconda istanza. Ecco, chiudo questo brevissimo intervento appunto rimarcando questi aspetti e ancora rinnovando l'apprezzamento per il lavoro fatto dall'onorevole Sanna. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie a lei, onorevole Caligaris.

E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Grazie, solo due parole, Presidente. Io credo che questo rappresenti uno strumento unico nella sua fattispecie di cui la nostra Regione si doveva dotare e si sta dotando. Così, da un primo esame, sembrerebbe quasi una cosa superflua, una cosa abbastanza superficiale per non dire quasi inutile, mentre se si va ad esaminare il contenuto dell'articolato, ma principalmente il contesto e l'essenza dello strumento stesso, ci si rende conto che è uno strumento di tutela e di garanzia utile per tutti noi, oltre che per l'istituzione Regione, non solo, anche per il Governo e per tutti gli enti che fanno capo alla Regione. Per cui voglio sinceramente complimentarmi con la collega che ha ben pensato di dotare la nostra Regione e noi stessi di questo regolamento, non fosse altro per renderci edotti e consapevoli di quelli che sono, dal punto di vista non solo politico ma personale, nei rapporti di governo, nei rapporti politici ed anche extra, le nostre responsabilità, i nostri diritti; che cosa può essere utilizzato, pro o contro, sia la politica, sia la persona, sia le istituzioni. Per cui un plauso per questa iniziativa che io condivido sinceramente in quanto è uno strumento utilissimo di cui la nostra Regione senz'altro farà uso e consumo nel migliore dei modi. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Rassu.

E' iscritto a parlare il consigliere Pisu. Ne ha facoltà.

PISU (R.C.). Signor Presidente, colleghi, signori Assessori, anch'io intervengo solo brevemente per dire che questo provvedimento può apparire secondario rispetto a leggi che conquistano di più l'attenzione dei colleghi e anche dei mezzi di comunicazione di massa, se invece qualcuno di voi ha avuto la possibilità di esaminare bene il testo, che è un malloppo abbastanza consistente, si sarà sicuramente reso conto che è della massima importanza. Questo io credo faccia parte di un ragionamento teso ad ammodernare e a garantire in maniera più certa l'attività e anche il ruolo cui ciascuno di noi deve assolvere, in particolare coloro che fanno parte della macchina amministrativa. Ora, questo lavoro abbastanza intenso e abbastanza discusso nella Commissione seconda, nella prima parte della legislatura, è stato un lavoro molto lungo e anche un po' nascosto, perché in realtà abbiamo cercato di soffermarci su una questione che secondo noi aveva una certa importanza e rilevanza, e fa parte di quei sei provvedimenti esitati dalla Commissione seconda nella prima parte della legislatura. In questo caso questa relazione era stata affidata alla collega Simonetta Sanna, però io ricordo a quest'Aula che ci sono altre proposte abbastanza importanti esitate da quella Commissione che sono arrivate in Aula, sono state anche votate e ancora attendono la conclusione. Ad esempio, il difensore civico, che sta diventando una vergogna per quest'Aula, perché non si è riusciti ancora a nominarlo e non può questo fatto passare in secondo piano, cari colleghi, perché non può succedere che nella XIII legislatura, cioè nel momento in cui stiamo portando avanti delle importanti riforme, si riducano i diritti civili in questa Regione. Così come tarda ad andare avanti e si è bloccata in maniera inspiegabile e non si vuole portare in Aula la legge sul garante delle persone private delle libertà. Anche su queste leggi la Commissione ha lavorato a lungo e rappresenta un importante passo per i diritti civili. Così come abbiamo rimandato in Commissione la legge sull'ARCOS, sul CORECOM, che aspetta da 15-20 anni di essere approvata in questa Regione, che è ultima, ultima, su questo importante settore che riguarda l'informazione e l'autorità garante dell'informazione nella nostra Isola. Così come porteremo in Aula - e spero che lo facciamo prima della fine dell'estate - la questione che riguarda il servizio civile volontario. Ecco, si tratta di sei provvedimenti che io vorrei richiamare all'attenzione dei distratti Capigruppo di quest'Aula, che portano all'attenzione della stessa argomenti sicuramente di grande rilevanza, ma che poi dimenticano, perché non hanno fatto parte della Commissione seconda, di tener conto del lavoro svolto dai colleghi in maniera seria, in maniera compiuta, e che sono tutti provvedimenti approvati dalla Commissione all'unanimità. Per cui, invito i Capigruppo e il Presidente, quando si fanno le riunioni per portare gli argomenti in Aula, di tenerne conto perché altrimenti da questa tribuna io sicuramente, ma credo anche i colleghi che hanno lavorato attentamente su questi temi, solleveremo questi argomenti. Chiediamo anche alla stampa, questa stampa troppo spesso sonnolenta, di darci una mano affinché queste problematiche siano poste all'attenzione di quest'Aula, perché sicuramente riguardano gli interessi di una parte consistente del popolo sardo e riguardano anche temi che sono riferibili alla sensibilità delle persone, cioè i diritti civili e il volontariato, riguardano cose di cui ci riempiamo spesso la bocca, ma che poi non riusciamo a portare a termine nell'interesse generale. Chiedo che dalle parole si passi ai fatti e spero che sia questa l'ultima volta che siamo costretti a sollevare la tematica e a prendere la parola su queste tematiche e poi non si fa niente, altrimenti sicuramente lo riproporremo. Grazie.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Grazie, Presidente. Naturalmente per esprimere, anche a nome della Giunta, il giudizio positivo per il lavoro che è stato svolto dalla Commissione, ricordando che questo regolamento è comunque anche il frutto di un lavoro che è stato svolto nazionalmente dal gruppo interregionale che era stato costituito dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome, che aveva predisposto uno schema tipo di regolamento che poi era stato approvato dalla Conferenza stessa. Dato molto importante, lo schema tipo approvato dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni era stato sottoposto alla valutazione del garante, il quale garante aveva dato un giudizio positivo sul lavoro fatto.

Devo dire che qui, regionalmente, sulla base dello schema tipo che era stato approvato, la Presidenza della Regione aveva costituito un gruppo interassessoriale che aveva elaborato tutti quegli aspetti specifici legati alla nostra Amministrazione regionale e aveva raccolto le indicazioni un po' di tutti gli assessorati.

Devo dire che il lavoro svolto dalla Commissione è stato un lavoro particolarmente significativo e importante e quindi oggi l'approvazione di questo importante regolamento segna una tappa altrettanto importante per quanto riguarda la trasparenza e la semplificazione, facendo riferimento a una serie di leggi - le cosiddette leggi Bassanini - che sono oramai datate, ma che costituiscono comunque uno strumento di riforma particolarmente importante per l'Amministrazione pubblica, per la Pubblica amministrazione in generale.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Abbiamo un piccolo problema tecnico, chiedo al Consiglio la cortesia di sospendere i lavori per cinque minuti, per poter fotocopiare un emendamento che è stato presentato qualche attimo fa. Quindi, sospendo i lavori che riprenderanno alle ore 11.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 56, viene ripresa alle ore 10 e 59.)

PRESIDENTE. Se i colleghi prendono posto possiamo riprendere i nostri lavori. Possiamo votare il passaggio all'esame degli articoli del regolamento di cui stiamo trattando.

CAPELLI (U.D.C.). Chiedo il voto elettronico!

RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Presidente, non funziona!

PRESIDENTE. Il Presidente funziona, funzionino anche i colleghi!

Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Randazzo. Ne ha facoltà.

RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Chiedo lo scrutinio elettronico palese. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Randazzo. E' stato chiesto il voto elettronico palese, prego i colleghi di prendere posto e di predisporsi alla votazione. Prego due segretari di accomodarsi alla Presidenza. Onorevole Cassano, la prego.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Atzeri - Balia - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cassano - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Farigu - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licandro - Licheri - Manca - Marracini - Masia - Milia - Moro - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pisano - Pisu - Porcu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.

Si sono astenuti i consiglieri: Gallus - Lombardo - Sanjust.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 59

votanti 56

astenuti 3

maggioranza 29

favorevoli 56

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Art. 1 Oggetto

1. Il presente regolamento, ai sensi degli articoli 20 e 21 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali), identifica i tipi di dati e le operazioni eseguibili da parte della Regione-Giunta regionale, nonché da parte delle aziende sanitarie, degli enti e delle agenzie regionali per i quali la Regione esercita poteri di indirizzo e controllo, nello svolgimento delle loro funzioni istituzionali, con riferimento ai trattamenti di dati sensibili e giudiziari effettuati per il perseguimento delle rilevanti finalità di interesse pubblico individuate da espressa disposizione di legge, ove non siano legislativamente specificati i tipi di dati e le operazioni eseguibili.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'articolo 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Art. 2 Disposizioni generali

1. Ai fini del presente regolamento si applicano le definizioni contenute nell'articolo 4 del decreto legislativo n. 196 del 2003.

2. Il trattamento dei dati avviene nel rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali dell'interessato ed è compiuto quando, per lo svolgimento delle finalità di interesse pubblico, non è possibile il trattamento dei dati anonimi oppure di dati personali non sensibili o giudiziari.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, sulle modalità di voto: chiedo lo scrutinio elettronico palese.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Vargiu. Sull'articolo 2 si vota con lo scrutinio elettronico palese. Prego i colleghi di prendere posto. Dichiaro aperta la votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 2.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Balia - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cassano - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Fadda - Farigu - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Masia - Milia - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pisano - Pisu - Porcu - Randazzo Alberto - Rassu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.

Si sono astenuti i consiglieri: Gallus - Licandro - Lombardo - Murgioni - Sanjust.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 55

votanti 50

astenuti 5

maggioranza 26

favorevoli 50

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'articolo 3.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:

Art. 3 Tipi di dati e di operazioni eseguibili

1. I dati sensibili e giudiziari oggetto di trattamento, le finalità di interesse pubblico perseguite, nonché le operazioni eseguibili sono individuati, per i soggetti titolari di cui all'articolo 1, nelle schede contenute negli allegati al presente regolamento, di seguito elencati:

a) allegato A (schede da A1 a A30) - Trattamenti effettuati da: Regione-Giunta regionale, agenzie e enti regionali, enti vigilati e controllati dalla Regione;

b) allegato B (schede da B1 a B41) - Trattamenti effettuati da: aziende unità sanitarie locali, aziende ospedaliere, aziende universitarie di qualsiasi tipo e natura operanti nell'ambito del Servizio sanitario nazionale

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'articolo 4.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4:

Art. 4 Pubblicazione sul Bollettino ufficiale

1. Il presente regolamento è pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Sardegna

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'articolo 5.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5:

Art. 5 Entrata in vigore

1. Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna.

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'allegato A.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. All'allegato A è stato presentato un emendamento modificativo, il numero 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'emendamento:

Emendamento sostitutivo parziale Biancu

Nella denominazione della scheda n. 4 la lettera B è così sostituita:

B. GESTIONE ECONOMICA, FISCALE E PREVIDENZIALE DELLE INDENNITÀ DEGLI ASSESSORI REGIONALI E PROVINCIALI E DEI CONSIGLIERI PROVINCIALI.

Nella denominazione della scheda n. 5 dopo le parole " invalidità dei" sono soppresse le parole "consiglieri". (2)

PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'allegato e sull'emendamento.

Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare la consigliera Simonetta Sanna, relatore di maggioranza.

SANNA SIMONETTA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza.

Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere è conforme a quello della Commissione.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento modificativo numero 2.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione con scrutinio elettronico palese, Presidente.

PRESIDENTE. Si vota con scrutinio elettronico palese l'emendamento modificativo numero 2. Prego i colleghi di prendere posto. Dichiaro aperta la votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Atzeri - Balia - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cassano - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Fadda - Farigu - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Ladu - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Masia - Moro - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Rassu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.

Si sono astenuti i consiglieri: Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 55

votanti 53

astenuti 2

maggioranza 27

favorevoli 53

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'allegato A. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'allegato B.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. All'allegato B è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'emendamento:

Emendamento aggiuntivo Sanna Simonetta-Biancu

La scheda numero 32, allegata alla tabella B, che disciplina il trattamento dei dati sensibili della "Attività medico legale inerente agli accertamenti finalizzati a sostegno delle fasce deboli (riconoscimento dello stato di invalidità civile, cecità civile, sordomutismo, della condizione handicap, accertamento per il collocamento mirato)" nella parte riguardante la "Comunicazione" dei dati, la locuzione "verso soggetti privati" è così integrata:

- L'unione italiana ciechi (UIC);

- L'associazione nazionale mutilati e invalidi (ANMIC);

- L'ente nazionale sordi (ENS).

Nella "Descrizione del trattamento del flusso informativo" dopo il quarto capoverso inserire la seguente locuzione: "Gli elenchi di nomi con la via e il Comune di residenza delle persone sottoposte a visita della Commissione medica ASL vengono comunicati alle rispettive associazioni di categoria nel termine previsto dalla legge". (1).)

PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'allegato e sull'emendamento.

Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare la consigliera Simonetta Sanna, relatore di maggioranza.

SANNA SIMONETTA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Il parere è favorevole, oltretutto è un atto dovuto in quanto la scheda numero 32 presenterebbe altrimenti un profilo di illegittimità che occorre evitare e mi dispiace dissentire da quanto diceva la collega, perché abbiamo citato solo tre associazioni, perché appunto queste associazioni sono quelle prescritte per legge. Quindi il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Sanna. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere è conforme a quello della Commissione.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'allegato B. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

(I testi degli allegati sono agli atti del Consiglio)

PRESIDENTE. Metto in votazione il testo finale del regolamento numero 2/A. Prego i colleghi di predisporsi alla votazione elettronica. Dichiaro aperta la votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del Regolamento numero 2/A.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Rassu, Petrini, Contu, Marrocu, Sanna Alberto hanno votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Balia - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cassano - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Farigu - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Moro - Murgioni - Orrù - Petrini - Pileri - Pinna - Pisano - Pisu - Porcu - Rassu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.

Si è astenuto il consigliere: Randazzo Alberto.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 54

votanti 53

astenuti 1

maggioranza 27

favorevoli 53

(Il Consiglio approva).

Discussione generale del disegno di legge: "Procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, forniture e servizi, in attuazione della direttiva comunitaria n. 2004/18/CE del 31 marzo 2004 e disposizioni per la disciplina

delle fasi del ciclo dell'appalto". (215/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 215/A della Giunta regionale. Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Manca, relatore di maggioranza.

MANCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Grazie; signor Presidente, signori Assessori signori consiglieri, arriva oggi in Aula, dopo che è stato approvato a maggioranza dalla quarta Commissione consiliare, con l'astensione dei gruppi di Forza Italia, Fortza Paris e U.D.C., il disegno di legge numero 215 che norma le procedure di aggiudicazione degli appalti di lavori, di forniture e di servizi e disciplina le fasi del ciclo dell'appalto in attuazione della direttiva comunitaria numero 18 del 2004. Arriva in Aula al termine di un iter istruttorio molto articolato, complesso e completo dovuto alla oggettiva complessità della materia e, anche, ai tanti interessi direttamente coinvolti in questa delicata ed attesa riforma. Una riforma strutturale in tale settore. Per comprendere ancora meglio l'impegno e la difficoltà di tale riforma, è importante ricordare che questa norma mette a regime un quadro normativo ampio e complesso, che nel tempo ha subito numerose modifiche. Basta ricordare che si parte col decreto legislativo numero 358/92, passando per la legge-quadro numero 109/94, cosiddetta legge Merloni, fino ad arrivare al necessario coordinamento col decreto legislativo numero 163, il cosiddetto codice dei contratti pubblici del 2006 e con la legge 248 del 2006, decreto Bersani.

Assolutamente importante in tal senso è stato il lavoro fatto dagli uffici dell'Assessorato, che oltre delle loro competenze e capacità professionale, si sono avvalsi di contributi derivanti da una capillare consultazione anche on-line affinché ci fosse la massima partecipazione di chi vive, conosce e si cimenta quotidianamente in queste tematiche. La Commissione, dal canto suo, ha approfondito ulteriormente il testo, chiedendo altri contributi ai diversi soggetti interessati dalla riforma, e dopo un'ampia e attenta discussione, ha emanato il testo che si porta oggi in discussione in quest'Aula. Il testo, composto da sette titoli e settantuno articoli, disciplina, in modo finalmente unitario e completo, sia le procedure di appalto per lavori e servizi di importo superiore alla soglia comunitaria, sia le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di importo inferiore alla soglia comunitaria, regolamentando tutte le fasi del ciclo dell'appalto, dalla progettazione al collaudo. Inoltre, accanto alle procedure di gara tradizionali, quella aperta, quella ristretta e quella negoziata, sono disciplinati i nuovi sistemi che aprono alla collaborazione tra amministrazione aggiudicatrice e operatore economico: si tratta del dialogo competitivo e dell'accordo quadro. Con particolare riferimento agli appalti di lavori, il testo detta disposizioni relativamente alle fasi di programmazione, progettazione, approvazione, verifica e valorizzazione dei progetti. Le norme che regolano le procedure di gare e di affidamento sono in linea di massima le stesse sia per gli appalti di lavori, sia per quelli di servizi e forniture. E' sicuramente importante evidenziare come la normativa approvata interviene in particolare sulle procedure d'appalto nel sotto-soglia in un'ottica di semplificazione, seppur nel rispetto dei principi comunitari. Rispetto al testo approvato dal proponente, la Commissione, con il contributo fattivo di tutti i componenti e la collaborazione dell'assessore Mannoni e degli uffici, ha proceduto alla modifica ed integrazione di alcune disposizioni, anche per adeguarle alle osservazioni pervenute dall'associazione di categoria e dagli ordini professionali. Essendo, come ho appena detto, un articolato molto ampio e complesso, mi limiterò ad indicare alcuni degli elementi innovativi e migliorativi che sono stati discussi e approvati in Commissione.

All'articolo 3 è stato perfezionato e reso più chiaro l'ambito di applicazione della legge, evidenziando in maniera chiara anche le situazioni in cui tale norma non viene applicata. All'articolo 4, dove viene disciplinato il regolamento attuativo della legge, sono stati inseriti, dopo un attento e puntuale confronto in Commissione, due aspetti di grande rilevanza: il primo riguarda il fatto che il regolamento viene riportato, in linea con la normativa regionale, all'approvazione del Consiglio regionale; il secondo riguarda i tempi della sua approvazione, che sono stati portati a due mesi dall'entrata in vigore della legge, proprio in virtù della delicatezza e dell'importanza dei temi che esso dovrà trattare. E su entrambi gli argomenti, devo essere sincero, sia l'assessore Mannoni che la minoranza in Commissione si sono dichiarati assolutamente d'accordo. All'articolo 6, in materia di programmazione generale delle opere pubbliche regionali, è stato inserito l'obbligo di una preventiva intesa, così come previsto dall'articolo 13 della legge 1 del 2005, la legge istitutiva del Consiglio delle autonomie locali, sui criteri generali di determinazione dei programmi regionali di finanziamento delle opere pubbliche. Nell'articolo 8, così come previsto dal decreto legislativo 6 del 26 gennaio 2007, viene risolto l'annoso problema del conferimento delle funzioni del responsabile del procedimento, RUP, ai dipendenti in servizio non di ruolo, legittimando in presenza di carenza accertata di organico lo strumento flessibile delle assunzioni a termine, mediante il ricorso a contratti a tempo determinato o a tempo pieno. Nell'articolo 19, dove si disciplinano le offerte anormalmente basse, si prevedono interventi importanti per quanto riguarda il costo del lavoro, per il quale non sono ammesse giustificazioni in relazione ai trattamenti salariali minimi e la sicurezza sul lavoro, sulla quale, se non previsto dal decreto legislativo 173/2006, non sono ammessi ribassi d'asta. Aspetti questi, come tutti noi sappiamo, assai sensibili ed oggetto di molte trasgressioni ed inadempienze. Nello stesso articolo è stata inoltre introdotta la disposizione che prevede l'esclusione automatica delle offerte anomale nel sotto-soglia quando si aggiudica al massimo ribasso, mentre quando si aggiudica con offerta economicamente più vantaggiosa la valutazione della congruità deve essere riferita a tutti gli elementi oggetto della gara. All'articolo 23, in materia di qualificazione degli appalti, si sottolinea la particolare rilevanza di tale disposizione, che prevede, sulla base di una disciplina regionale previdente, giudicata positivamente anche dalla Corte costituzionale, la possibilità per la Sardegna di affiancare al sistema nazionale SOA, sistema di qualificazione delle imprese, il sistema di qualificazione proprio della Regione, disciplinato appunto dalla legge regionale 14 del 2002. Nell'articolo 49 viene portato a soluzione un problema ormai cronico che il mondo imprenditoriale aspettava con grande attesa, quello del prezzario regionale, di cui è prevista la nuova applicazione e specialmente il suo aggiornamento annuale. Nell'articolo 50, in materia di norme sulla sicurezza del lavoro e sulla tutela dei lavoratori, sono puntualmente richiamati tutti gli obblighi in capo agli appaltatori e alle imprese, con particolare riferimento al documento unico di regolarità contributiva DURC e dalle norme dell'articolo 36 bis del decreto Bersani in materia di sicurezza. Nell'articolo 56 vengono espressamente richiamate le nuove disposizioni contenute nell'articolo 35, commi dal 28 al 34, del decreto Bersani, che disciplinano in maniera stringente il ricorso all'istituto del subappalto, tradizionalmente fonte di non corretta applicazione di norme sulla sicurezza dei lavoratori. Infine, all'articolo 63 bis, è stata introdotta una disposizione finalizzata ad assicurare la trasparenza nell'attribuzione degli incarichi professionali, norma che a mio parere può aiutare ad evitare effetti distorsivi del sistema ed eccessive concentrazioni di incarichi sempre alle solite persone, con la possibilità di stimolare invece l'ingresso nel sistema di giovani professionisti.

Presidente, colleghi, Assessore, penso che il testo di legge che quest'Aula si appresta a discutere rappresenti un altro importante risultato che questo Consiglio sta per raggiungere. Penso che la semplificazione di tante norme in un unico testo di legge e l'inserimento di nuovi concetti da tempo attesi possano e debbano dare un importante contributo al rilancio del nostro sistema economico e produttivo, e possano e debbano stimolare una gestione amministrativa diversa e più efficiente. Penso, inoltre, sia orgoglio di tutti noi poter dire che la nostra Regione è la quarta regione in Italia, dopo la Campania, il Veneto e la Toscana, che si adegua a quanto previsto dalla direttiva europea numero 18 del 2004.

Avviandomi a concludere, è mio piacere ringraziare l'assessore Mannoni, la dottoressa Falco e la dottoressa Boero, e il nostro funzionario, il dottor Cocco, per la grossa disponibilità, qualità e competenza professionale messe a disposizione durante i lavori della Commissione. Un particolare ringraziamento, infine, va inoltre a tutta la Commissione, al presidente Pinna ed in particolare ai membri di minoranza, che nonostante la loro astensione sul voto finale hanno, con qualità, capacità costruttiva e disponibilità, contribuito in maniera attiva affinché venisse approvato un ottimo testo di legge. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Murgioni. Ne ha facoltà.

MURGIONI (Fortza Paris). Signor Presidente, signor Assessore, colleghe e colleghi, questo disegno di legge, tra l'altro ben illustrato dal relatore onorevole Manca a cui faccio i miei complimenti, nasce col presupposto di perseguire la finalità volta a rendere attuativa la direttiva UE in materia di appalti aventi importo superiore alla soglia comunitaria. Un imponente lavoro che pone il nostro corpo legislativo al passo con la normativa europea, disciplinando in maniera unitaria una materia che per sua natura è alquanto delicata e complessa, come confermano alcuni risvolti odierni. La Commissione competente, della quale mi onoro di far parte, ha potuto lavorare grazie al capillare lavoro svolto nel redigere il disegno di legge, portando tutte quelle modificazioni che a nostro parere rappresentano un miglioramento o una semplificazione del quadro delle procedure previste in ordine all'affidamento degli appalti. Colgo l'occasione per ringraziare il Presidente della Commissione, onorevole Pinna, e i componenti tutti che rappresentano la maggioranza per l'attenzione che hanno posto verso le tematiche avanzate dalle opposizioni e il clima di fattiva collaborazione venutosi nel contempo a creare. Un ulteriore ringraziamento è d'obbligo nei confronti del funzionario competente della Commissione, il dottor Cocco, che vedo in Aula, sempre disponibile, puntuale e documentato: grazie al suo lodevole impegno abbiamo potuto seguire con strumenti adeguati l'iter per l'approvazione in Commissione della proposta di legge. Un ringraziamento anche all'Assessore che è presente oggi, ma lo è stato anche in Commissione, dando un apporto fondamentale. Ma il legislatore non si è voluto fermare esclusivamente ad un mero adeguamento della normativa regionale alle norme comunitarie, in quanto si è posto come obiettivo aggiuntivo quello di dettare ulteriori disposizioni sulle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici aventi importo inferiore alla stessa soglia comunitaria. Si è voluto, in questo modo, normare tutto il complesso di rapporti che sono riferiti alle varie fasi del ciclo di aggiudicazione degli appalti pubblici, che comprendono forniture, servizi e lavori, partendo, per questi ultimi, dalla progettazione sino alla fase del collaudo. Si tratta in effetti di porre mano a tutto un insieme di casistiche che oggi rendono quanto meno complessa e in taluni casi di difficoltosa applicazione la normativa. Attraverso il presente testo la nostra Regione, e questo per la prima volta, si allinea alle trasformazioni intervenute con la modifica del Titolo V della carta costituzionale, laddove viene espressamente richiamato il principio che pone in capo all'Ordinamento regionale un ruolo diretto di attuazione immediata delle direttive comunitarie. Altro aspetto non da poco riguarda le semplificazioni procedurali e burocratiche che sino ad oggi si accompagnano all'affidamento degli appalti soprattutto in riferimento alle aggiudicazioni per importi inferiori rispetto alle previste soglie comunitarie. Ma vorrei sottolineare un fatto che io ritengo particolarmente degno di menzione: nel corpo dell'articolato viene espressamente prevista la tutela e la qualità dell'ideazione e della realizzazione architettonica cui viene conferita particolare rilevanza pubblica; si tratta di un concetto di valenza fondamentale perché viene introdotto nell'apparato legislativo, e anche qui siamo ad una prima volta, un elemento che impone dei canoni per la realizzazione delle opere quali quello della bellezza e quello della qualità architettonica che devono essere previsti nella fase di progettazione. Con questo mi auguro si riesca a limitare, se non ad impedire del tutto, le realizzazioni di opere obrobriose che hanno minato, e minano tutt'oggi, la bellezza della nostra Regione.

Come così pure ritengo sia degno di una sottolineatura positiva la scelta di un criterio che ha consentito, e io dico finalmente, ai giovani professionisti, a parità di punteggio, di essere favoriti rispetto ai colleghi più anziani. Ciò significa che si crea un'apertura del mercato del lavoro verso quelle nuove intelligenze che evidentemente, non trovando sbocchi professionali negli ambiti territoriali della nostra Regione, sarebbero costretti o al precariato, altrimenti all'emigrazione.

Se restassero così le cose, la Regione si priverebbe di importanti risorse di intelligenza e di cultura fondamentali invece che determinare un nuovo percorso di sviluppo economico della nostra Regione.

Questa della emigrazione di cervelli, cari colleghi, è una sciagura che noi dobbiamo evitare ad ogni costo e mi sembra di poter dire che il disegno di legge, per quanto possibile ovviamente, si muove proprio in questa direzione.

Va inoltre sottolineato che il presente provvedimento coinvolge, in continuità con quanto già approvato in materia nella precedente legislatura, specialmente l'assessorato dei lavori pubblici. Questa continuità attesta che per gli appalti già esisteva una buona base sulla quale costruire.

Un punto sul quale io invece mi soffermerei particolarmente, al fine di provocare un ulteriore momento di riflessione, riguarda il rispetto della giurisprudenza formatasi in materia di tutela delle imprese, aventi sede o collocazione operativa nel territorio della nostra Regione.

E' ben vero che tali norme sono state sanzionate e dichiarate illegittime, in quanto ritenute in palese violazione dell'articolo 49 del Trattato della Comunità Europea. Infatti l'articolo 49 vieta ogni forma di discriminazione basata sulla cittadinanza, così come tale concetto viene ulteriormente ribadito nella nostra Carta Costituzionale.

Però io ritengo, proprio in forza della nostra condizione geografica di insularità e di altre ragioni fondanti di carattere storico, sociale e culturale, che potremmo richiedere, in deroga alla normativa comunitaria e nazionale, una speciale e unica forma di tutela per le imprese aventi sede o collocazione operativa nel territorio regionale.

Dico questo anche in forza del fatto che la Sardegna, con l'uscita dall'Obiettivo 1 e la mancata estensione del pacchetto di misure compensative, previste dal Trattato di Amsterdam, per le regioni insulari ed ultraperiferiche, si trova priva di idonee misure a tutela della propria condizione geografica di unica vera isola italiana, la più lontana dalla terraferma.

Su questo argomento avrei auspicato una maggiore apertura nel proporre misure che in qualche modo possano compensare, se non proprio colmare, il grave GAP che chiunque svolga attività imprenditoriale in Sardegna si trova ad affrontare per le carenze di carattere infrastrutturale, sui collegamenti e in materia di energia e di approvvigionamento.

Mi rendo conto che questa è una materia che a pieno titolo rientra nella negoziazione di un nuovo patto da concertare con lo Stato centrale e per questo non dispero che in futuro possano trovare accoglimento le nostre rivendicazioni.

Tutto ciò premesso, è chiaro che ci troviamo di fronte ad un testo che essendo stato preceduto da una fase di concertazione, curata da una apposita Commissione mista, composta da Regione e parti sociali ed autonomie locali, esso ci pone davanti alla condivisione di massima dei lineamenti di indirizzo contenuti.

Rimangono tuttavia alcune perplessità, sia di merito che di sostanza, che mi auguro nel corso della presente discussione possano essere rimosse e migliorate. In questo senso va considerata e si colloca l'astensione del Gruppo che rappresento nella votazione in Commissione, in quanto riteniamo che la filosofia che sottende al testo e alcune linee di indirizzo normative possano essere migliorate magari nella direzione di una spiccata maggiore attenzione verso le problematiche legate al nostro territorio e ad una tutela dei soggetti in esso residenti, come ho cercato di dimostrare per quanto riguarda le ragioni legate alla nostra condizione di insularità.

Se ciò avverrà, anche il parere di astensione espresso dal sottoscritto in Commissione può anche, e al nome del Gruppo, trasformarsi in un parere favorevole. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Murgioni. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Chiedo scusa onorevoli colleghi, Signor Presidente, ma discorrevo proprio sul tema che propone questa legge, di un aspetto particolare che riguarda questa legge. E' importante che la Regione, ha fatto benissimo la Commissione, si è lavorato ormai da tempo attorno al testo, si doti finalmente di un quadro normativo certo in materia di bandi di gara per opere, forniture e servizi.

Ma proprio perché è importante che questo avvenga, è anche importante che questo avvenga bene, ed è importante che nel quadro normativo siano bene considerate soprattutto due questioni che noi riteniamo assolutamente essenziali, come sono essenziali, anzi forse un pochino più essenziali, sia il rispetto della capacità e della qualità della ideazione, sia il rispetto dell'ambiente naturale e dei beni culturali e dell'estetica architettonica, sia il rispetto della parità a concorrere rispetto ad un appalto del sistema delle imprese, che sia altrettanto importante, che sia altrettanto in rilievo, difendere i diritti dei lavoratori, difendere, io direi, il diritto del lavoro. Perché dico questo, collega Murgioni? Perché anche in questo testo, per quanto ci sia uno sforzo nel senso da noi auspicato, non è sufficiente perché in questo testo mancano le garanzie, perché non si determinano quei guasti che poi abbiamo riscontrato tutti noi nel sistema dei servizi pubblici. Andrebbe fatta un'analisi per capire quanto sia migliorato, anche sotto il profilo dei costi, la situazione rispetto ad un tempo, nel quale tutti quei servizi: di pulizia, di facchinaggio, di mensa, che si facevano negli ospedali, che si facevano nelle scuole, che si facevano presso gli uffici pubblici di ogni livello istituzionale. Quanto insomma una organizzazione, tutta interna, fatta da dipendenti, costasse all'Erario, costasse al bilancio dello Stato, e quanto invece costa esternalizzare quei servizi, quanto ha inciso l'agio di impresa, quanto ha inciso il profitto dell'imprenditore. Spesso l'imprenditore non è un vero imprenditore, spesso non mette niente in campo! Ci sono appalti interi di pulizia in cui l'imprenditore è solo uno che a malapena, se non lo fa un'amministrazione appaltante, compra le scope e i detersivi e poi, in genere, organizza il personale, ma non lo organizza molto spesso nell'interesse dell'Amministrazione e neppure nell'ambito e nel rispetto delle regole che sono definite dalla gara, lo organizza per trarre ancora maggiore profitto rispetto a quello che gli è già stato consentito con l'appalto. Allora, partiamo da questo presupposto. Perché partiamo da questo presupposto? Perché siamo anche in questo senso richiamati dall'attualità: è stato fatto un appalto, di recente, che è stato poi rinviato più volte nella fase dell'aggiudicazione, c'è stata una riflessione lunga, adesso ci sono ancora due mesi di proroga, che riguarda le pulizie degli uffici regionali. Personalmente, io conosco gli uffici regionali, so come sono organizzati, quante stanze hanno, quanto metraggio ci sia in più rispetto al precedente oggetto d'appalto e, quindi, rispetto alla situazione che preesisteva a questo nuovo bando.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

(Segue URAS.) Scopro che i 550 addetti, quasi tutti donne lavoratrici, monoreddito familiare, che percepisco 500 euro netti come retribuzione mensile, sono state, rispetto ad una gara che si è svolta già un anno e mezzo fa e che verrà resa operativa i prossimi mesi…

DIANA (A.N.). Ma di cosa stiamo parlando?

URAS (R.C.). Stiamo parlando di servizi, di servizi in appalto, onorevole Diana, stiamo parlando di servizi in appalto. E siccome parliamo di servizi in appalto quando i ribassi, quando le offerte al ribasso, sono fatte a danno dei lavoratori, il sottoscritto, il Gruppo di Rifondazione Comunista ritiene che siano cose sbagliate, e ritiene anche che nella legge che stiamo scrivendo debbano essere messi dei limiti e che la pubblica Amministrazione deve mettere in campo il proprio know how e deve stabilire prima: quali sono i carichi di lavoro, quali sono i contratti collettivi nazionali di riferimento, quali sono le condizioni previdenziali, quali sono tutte le garanzie sulla sicurezza. Quali sono cioè i percorsi obbligati a cui deve rispondere chi partecipa all'appalto; vale per le opere, vale anche per i servizi, perché non può guadagnare sullo sfruttamento dell'uomo sull'uomo. Non può guadagnare violando i sistemi di sicurezza del lavoro. Perché poi non può essere che tutti noi diamo ragione al Presidente della Repubblica, quando richiama il sistema alla garanzia dei lavoratori, della loro sicurezza, e invece i morti ci sono. Sapete come si lavora nelle cucine? Come si taglia la cipolla? La si taglia con i coltelli! Come si tagliano le cose, come si cucina? Allora, se per dare un servizio di mensa agli ospedali io risparmio sugli addetti alla cucina, sulla sicurezza di quella strumentazione alla fine ci passa chi ci lavora. E così vale per tutte le attività.

Ecco perché noi riteniamo che questa parte debba essere rivista dentro la legge, e riteniamo anche che non si possono ripetere gli episodi che si sono già verificati, per esempio per quanto riguarda l'appalto delle pulizie. Mi dicono che per ogni addetto, prima erano 550, il metraggio di uffici disponibili è aumentato perché la Regione è cresciuta, da 550 gli addetti passano a 204, e quei 204 non li impegniamo per cinque ore al giorno ma per tre ore, quindi abbiamo ridotto. Ottocento metri quadri per addetto sono il carico di pulizie, non di un aeroporto con una macchinetta che passa sul pavimento, ma dentro le stanze, dove ci sono suppellettili, scrivanie, lampade, dove ci sono impianti informatici, dove viene pubblico di ogni genere e tipo, dove si spazia e si rimane ore, dove si fuma, dove si fa di tutto. E quindi l'attività di pulizia deve essere commisurata a quel tipo di servizio. 800 metri quadri di ufficio! Avete idea? Ma se qualcuno viene a pulire a casa vostra, se avete 100 metri quadri quanto tempo gli date? Venti minuti? Io non credo.

Allora, bisogna fare regole e bisogna stabilire prima di che cosa deve essere fatto l'appalto, quanta gente deve essere messa a lavorare, quanto tempo deve lavorare perché siano puliti gli uffici, perché sia organizzato il servizio mensa, perché sia reso il servizio come deve essere reso. Dopodiché si fa il bando, perché viene definita una soglia entro la quale le offerte devono essere fatte, perché il ribasso comunque, il ribasso a qualunque costo, non è consentito in un paese civile come il nostro, che ci obbliga al rispetto sostanziale delle norme. Non basta fare un riferimento astratto nella disposizione di legge, onorevole Assessore, dicendo: io richiamo le disposizioni della "626", richiamo le disposizioni sulla sicurezza. No, è il bando che deve prevedere in modo dettagliato quale tipo di sicurezza deve essere garantita per quel tipo di servizio di appalto, e deve essere il bando quindi che definisce anche i costi preventivi degli strumenti di sicurezza che devono essere garantiti, e deve essere quindi il bando che definisce la soglia anche dell'offerta, che non può essere al ribasso oltre quel limite, perché se no sarebbe impossibile, o meglio si verificherebbe soltanto con una violazione certa delle disposizioni in materia di lavoro e di sicurezza.

Questo noi chiediamo, lo chiediamo alla maggioranza di centrosinistra! Di avere il coraggio fino in fondo di intervenire su questa materia, di avere il coraggio fino in fondo di dire: 800 metri quadri di uffici da pulire per un addetto in tre ore è lo sfruttamento di quell'addetto. E lo sfruttamento… sfido chiunque di noi a rendere un tale servizio in un tempo così ristretto, negli ambienti che ben conosciamo, degli uffici regionali. Non sarebbe possibile, quindi è chiaro ed evidente che questa partita è una partita che ha questo contenuto di vizio, che determinerà domani anche un contenzioso, e lo determinerà con il soggetto che ha vinto l'appalto. Perché se i controlli verranno fatti, onorevole Assessore, ma lei sa benissimo, perché è anche vecchio di amministrazione, che i controlli l'amministrazione regionale… quei funzionari che sono così attenti al risparmio quando fanno il bando, non sono così attenti al servizio quando viene svolto. Ma, il sottoscritto si ripromette di girare gli uffici per verificare se siano veramente puliti, se ci siano veramente tutti i dipendenti che ci devono essere, nel momento in cui ci devono essere, nelle ore in cui ci devono essere, con gli strumenti che devono avere, se ci sia la sicurezza. Perché non è pensabile, proprio in ragione dei parametri che sono stati definiti in quell'occasione, che è una occasione sulla quale, ovviamente, che noi, richiamati a riflettere, non siamo in grado di procedere con proposte e con iniziative, che mirino a superare l'elemento di anomalia che viene prodotto e che è stato prodotto.

Ho chiesto quindi alla maggioranza, ho inviato le proposte di emendamento che Rifondazione Comunista non ha ancora presentato formalmente, perché vuole che siano un patrimonio comune della maggioranza di centrosinistra, che l'attenzione su questo tema sia di tutti, che ci sia anche un'iniziativa seria, vediamo un po' quale deve essere, se normativa o di altro genere, che venga formulata anche in ragione di quell'appalto che dicevo. Deve essere quindi un impegno di tutti noi. Sediamoci, alla conclusione della discussione generale, prima del passaggio alla votazione degli articoli, verifichiamo tutti quanti insieme i contenuti delle proposte e costruiamo una proposta che dia garanzie ai lavoratori: i diritti dell'impresa, che tutti quanti qua vogliono puntualmente difendere, varranno almeno quanto i diritti dei lavoratori? O meglio, i diritti dei lavoratori varranno almeno quanto i diritti dell'impresa? O non varranno mai? O non dovranno valere più? O noi pensiamo ad una civiltà, che sia disarmonica, che sia fondata sullo sfruttamento e sulla violenza, che sia a rischio per coloro che sono più deboli, che devono solamente lavorare e stare zitti, lavorare e patire, lavorare e vivere in condizioni di difficoltà continue. E allora, se invece abbiamo un'idea diversa, abbiamo l'idea che va rispettato il lavoro di tutti, che tutti i lavori sono degni, che tutte le persone che lavorano anziché fare altro, cioè anziché approfittare, hanno diritti, allora io credo che troveremo una conclusione positiva a questa esigenza e che questa esigenza verrà raccolta compiutamente all'interno della norma.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (Progetto Sardegna). Grazie Presidente. Credo che, come hanno fatto i colleghi che mi hanno preceduto, non posso che esprimere la soddisfazione, perché finalmente l'Aula esamina un testo, un disegno di legge, devo dire atteso da tanti, non ultimo, come ha detto l'onorevole Uras, anche dal mondo dei lavoratori. Un testo di legge che ha un percorso lungo, nel senso che ha mosso i primi passi nel giugno del 2005. Qui c'è stata una fase, come ha ricordato l'onorevole Murgioni, di concertazione, di condivisione, di confronto, che ha consentito poi nel febbraio del 2006 alla Commissione quarta di accogliere il disegno di legge, per iniziare tutto questo percorso, che si è concluso finalmente con l'esame del testo da parte dell'Aula. Quindi un testo aspettato, un testo che ha, è stato detto da tanti, prevalentemente una dimensione tecnica, ma che io definirei invece profondamente politico, forse perché anche profondamente tecnico, dal momento che non credo siano da separare i due livelli: una buona politica che non sia anche supportata da un livello tecnico adeguato non porta da nessuna parte. Un testo aspettato perché la Regione sarda, che ha competenza primaria in materia, ha finalmente, come ha detto l'onorevole Manca, sull'esempio di qualche altra Regione italiana, recepito la direttiva CE del 2004, il primo codice dell'ISE, la legge numero 164 del 2006. Ma sappiamo che successivamente ci sono stati degli aggiornamenti, uno tra i quali recepito anche nella finanziaria dello scorso anno, cioè del 2007, e anche il Decreto Bersani, che poi è diventato nel frattempo legge. Per cui diciamo che disponiamo di un testo aggiornato, di un testo adeguato non solo in riferimento alla strumentazione, ma anche rispetto ai princìpi che supportano questo testo che sono così bene ricordati nell'articolo 1, quando vengono indicate appunto le finalità. Mi sembra importante individuare poi i destinatari di questo testo, che sono diversi. Perché è vero che vi è un riferimento al mondo delle imprese, come è stato detto, c'è un riferimento specifico al mondo dei professionisti, vi sono degli articoli specifici sui quali abbiamo lavorato, siamo ritornati con il contributo di tutti, a proposito anche della tutela e della dignità dello status dei lavoratori. A me piace tuttavia ricordare che tra i destinatari vi è anche il mondo degli enti locali. Non a caso abbiamo detto che tra i tanti princìpi, vi è certo la qualità architettonica, la qualità estetica dei nostri centri urbani. Si è parlato, per esempio, di norme semplificatorie, e sono stati introdotti degli istituti che discendono direttamente dalla direttiva comunitaria, penso per esempio a due: l'asta elettronica e il dialogo competitivo, che comunque presuppongono un cambiamento dello stesso sistema degli enti locali. Ecco perché ritengo che questa legge, in qualche modo rappresenti anche una sfida. Certo è chiaro che il mondo delle professioni e il mondo delle imprese farà più in fretta, se così possiamo dire, ad adeguarsi a questo linguaggio, che prima di tutto, è un linguaggio comunitario, non è un linguaggio tecnico o un linguaggio asettico, è un linguaggio che fa riferimento a dei princìpi, e noi in legge abbiamo fatto riferimento a tutti i princìpi, che per quanto siano elencati, uno viene prima dell'altro, sono parimenti importanti. Però è anche altrettanto importante che il sistema degli enti locali sia in grado esso stesso di adeguarsi a questo linguaggio, a questa necessità, a quella che l'Unione Europea chiama, appunto, una buona prassi. Personalmente, l'ho detto anche in Commissione, ritengo che la rivoluzione in qualche modo dovrà sempre più caratterizzare la natura degli Uffici tecnici comunali, con la necessità forse, ai sensi della legge numero 12 del 2005, di dar vita, all'interno dell'Unione dei Comuni, a forme di collaborazione, di semplificazione, e anche di accorpamento di servizi. Questo dovrà essere accompagnato dall'esigenza e dalla necessità di garantire un costante adeguamento delle professionalità, proprio perché capiamo perfettamente una cosa, che alla fine, i destinatari ultimi delle nostre leggi sono i cittadini. Pertanto la qualità, la qualità del ciclo dell'appalto, del ciclo della progettazione, del ciclo della qualità generale dell'opera, è bene che vengano affidate ad una sinfonia che veda tutti i protagonisti, compreso il sistema degli enti locali, svolgere una funzione agile, intelligente, competente. E mi sembra che da questo punto di vista, anche accogliendo delle proposte, devo dire che in Commissione abbiamo lavorato maggioranza e minoranza, cioè tutti i componenti alla pari, nel senso che avevamo tutti quanti la preoccupazione di dare alla Sardegna uno strumento adeguato, e l'apporto è stato utilmente considerato, indipendentemente dalla provenienza. Per esempio mi ricordo che l'articolo nel quale abbiamo previsto l'istituzione di un fondo che consenta alle piccole amministrazioni di poter disporre di risorse per il concorso di idee per determinati progetti, è stato formulato in modo particolare su proposta e sollecitazione dell'onorevole Murgioni. Questo per dire che in questa circostanza siamo stati in presenza di una concertazione a tutto tondo, perché noi vogliamo veramente che cambi la qualità della progettazione e la qualità della realizzazione delle opere. Ci sono articoli con cui prima abbiamo istituito l'osservatorio regionale, in qualche modo mutuandolo dal modello nazionale, perché vogliamo che veramente ci sia un monitoraggio, un censimento costante. La qualità delle opere è infatti legata, per esempio, alla qualità della spesa, ma anche ai tempi della spesa. Se non ricordo male, quando abbiamo avuto un'audizione con l'Assessore dei lavori pubblici a proposito dei residui, abbiamo visto che l'ammontare dei residui è cospicuo, e ci sono ritardi imputabili a diversi soggetti. Mi ricordo anche di 600 milioni di euro di residui che rimandano alle risorse che devono essere spese anche dal sistema degli enti locali. Ciò per dire che abbiamo veramente la responsabilità, tutti quanti, di garantire una semplificazione, un'accelerazione della spesa che sia rispettosa di tutti i valori. Io sono d'accordo, non sono per portare o per esasperare il valore dell'economicità in assoluto; è chiaro che anche l'economicità è un valore di cui va tenuto conto, però, complessivamente, sono diversi gli elementi che concorrono a qualificare il sistema degli appalti, e poi della realizzazione delle opere. Ecco, c'era questa preoccupazione, la preoccupazione di tener conto di tanti elementi, e per questo io dico, rispetto ad alcune osservazioni del collega Uras, che sia per l'articolo 19, sia per gli articoli 50 e 51 (tra l'altro il comma 11 dell'articolo 50 dovrà tenere conto anche dell'integrazione prevista dal Codice De Lise) credo ci siano degli spazi, e questo è un principio di carattere generale. Abbiamo detto che, non solamente è importante fare le leggi, ma è altrettanto importante valutare, per cui credo che sia giusto che i bandi vengano fatti, ma che i bandi vengano anche in qualche modo rispettati. Sembrano princìpi generali ovvii, ma ho l'impressione che, probabilmente, anche sull'ovvio bisogna qualche volta soffermarsi. Per esempio, mi ricordo con quale attenzione ci siamo soffermati sugli articoli 50 e 51 in tema di tutela delle garanzie dei lavoratori, tenendo conto che l'argomento è di terribile quotidianità e attualità. Abbiamo affrontato anche il problema dei subappalti, delle garanzie che devono essere garantite ai lavoratori delle ditte subappaltatrici. Devo dire che siamo stati molto attenti, e credo che la preoccupazione della Commissione fosse fondata. Siamo contenti perché i professionisti, anche i giovani professionisti vengano valorizzati e rispettati, vogliamo che le imprese vengano sempre più qualificate. Abbiamo anche introdotto delle norme che consentono alle imprese che stabiliscono un rapporto di continuità col sistema degli enti locali, e che possono essere anche più affidabili, di avere, non dico un privilegio, perché poi tutto va a gara, ma da poter dire che c'è stato il buon senso rispetto al rapporto degli enti locali col mondo delle imprese. Siamo stati molto preoccupati di valorizzare e di accompagnare gli enti locali. Non a caso abbiamo, come giustamente ha notato l'onorevole Manca, fatto riferimento tanto alla legge numero 9 del 2006, quanto alla legge numero 12 del 2005, ove viene ribadito il principio dell'intesa tra la Regione e il sistema degli enti locali. Vogliamo che veramente questa forma di democrazia partecipata diventi sempre più prassi, anche in questi elementi fondamentali, cioè la distribuzione delle risorse al sistema degli enti locali, e devo dire che siamo stati molto attenti. Ricordo, perché ora penso al contributo, in questo senso, dato anche dall'onorevole Fadda, la preoccupazione che c'è stata proprio per garantire e tutelare la condizione dei lavoratori. Per cui, non abbiamo nessuna difficoltà a far sì che tutti gli strumenti che rendono questa legge una legge giusta, noi li attueremo. Concludo col ringraziare, come avete fatto tutti: ringrazio soprattutto l'Assessore, lo staff, ringrazio il dottor Cocco, ringrazio la Commissione, e ringrazio anche tutto il sistema degli ordini, delle professioni, tutti quanti hanno partecipato, gli enti locali, perché questo testo fosse un buon testo. Bene, io veramente auspico che questa legge, perché le premesse ci sono tutte, possa essere veramente approvata dall'intero Consiglio regionale. Concludo ringraziando l'onorevole Manca per il lavoro di preparazione che ha fatto e che ci consentirà anche di approvare celermente, con l'aiuto di tutti, questa legge. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pinna. Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.

MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Grazie Presidente, onorevoli consiglieri. Arriva in Consiglio il DL 215/A, dopo un periodo, come si è già detto, abbastanza lungo. Ma è un tempo che non è stato sprecato, evidentemente, perché nasce da una volontà della Giunta, inizialmente, di attuare la direttiva comunitaria 2004/18, quella sugli appalti di servizi, di opere, di forniture, con un'ambizione: di attuare addirittura questa direttiva prima dello Stato perché, come loro sanno, in materia di obblighi comunitari, le regioni sono definiti soggetti anch'essi attuatori delle norme comunitarie, e possono attuare autonomamente, ripeto, nei princìpi sempre delle norme comunitarie, dell'ordinamento comunitario, le direttive comunitarie. Ora, pensate che questa direttiva poneva il termine allo Stato membro, quindi allo Stato italiano, del 31 gennaio del 2006. Questa direttiva si sarebbe dovuta attuare nel gennaio del 2006. Noi abbiamo approvato, come Giunta, il disegno di legge nel febbraio del 2006, quando ancora lo Stato aveva in corso il Codice De Lise. Quindi, c'era questa ambizione. L'ambizione poi è stata un po' frustrata dalla pubblicazione di un decreto legislativo delegato, ma non ci pentiamo del lavoro, nel senso che questo è un lavoro molto corposo, che è durato tanto tempo. Perché è durato tanto tempo? Perché si è fatta prima una professione provvisoria, poi una consultazione lunga e poi un'approvazione definitiva. La legge è anche tecnicamente corposa, molto articolata; di fatto, marca un territorio di competenze. Diciamo che se potessi dire l'importanza di questa legge al di là dei contenuti è che marca, proprio uso il termine "marca", segna definitivamente che anche le Regioni possono, in materia della contrattualistica pubblica, legiferare, legiferare pienamente nel rispetto dei limiti che l'ordinamento pone, ma legiferare pienamente. Quindi, è la prima volta, vorrei che questo fosse sottolineato, che se ne tenesse conto, che la Sardegna legifera in materia di contrattualistica pubblica. Non l'aveva mai fatto. Cioè, la legislazione sarda è sempre stata una legislazione esterna ai procedimenti delle opere pubbliche, dei servizi e delle forniture. Si è più pensato a regolare la parte esterna dei finanziamenti agli enti locali, legiferando in modo molto parziale sulla fase interna e quindi sulla fase proprio della predisposizione dei progetti e della contrattualistica: pochissime norme, sempre non coordinate. L'ultima legge di significato regionale è dell'87, quindi interveniamo dopo ben vent'anni, quindi c'è un ritardo storico, che però la legislazione europea ci consente di colmare. Quindi, la nostra legge, in qualche modo, attua autonomamente, per quanto ripeta in non molti casi la legislazione dello Stato, la direttiva comunitaria. Quali sono i limiti all'ordinamento regionale? Li sintetizzerò velocemente. Sulle opere pubbliche abbiamo ancora competenza primaria, non nel nostro Statuto, che ancora non è stata scalfita da eventuali modifiche statutarie di adeguamento al Titolo V, e quindi su questa possiamo lavorare con molta libertà di movimento. Sui servizi e forniture non abbiamo competenza primaria, perché la materia "servizi e forniture" non esiste, esistono le materie di competenza delle regioni, e i contratti sono una funzione trasversale che tocca le materie; quindi ogni qualvolta ci spostiamo dalle materie della Regione dobbiamo definirne in qualche modo i contenuti. Tuttavia, in via generale, sui servizi e sulle forniture siamo vincolati ai principi dell'ordinamento che deriva dal Codice De Lise, e lì ci siamo mossi. Quindi, una competenza della Regione sottolineata, rafforzata e ribadisco, per la prima volta nella storia autonomistica, la Sardegna si dota di una legge sulla contrattualistica pubblica. Una cosa importante, che è anche un atto di esercizio della propria autonomia, davanti a uno Stato che, devo dire, in qualche modo, sulla materia si è dimostrato abbastanza attento ancora, o ha tentato con l'ultimo Codice De Lise, che adesso è in fase di rettifica, di sottrarre le competenze alle regioni, rinunciando a inserire nel Codice stesso quel principio che anche la Corte costituzionale ha ribadito varie volte, il principio della cosiddetta "cedevolezza". Cioè, c'è una competenza statale, ma c'è una competenza concorrente delle regioni, quando è concorrente, che, laddove lo Stato esercita una funzione, poi le regioni la possono riempire di contenuti. Quindi, una cooperazione leale fra Stato e Regione. La legge è completa, la legge è il ciclo integrale dell'opera pubblica: partiamo dalla fase interna, quindi dalla fase di formazione della programmazione pubblica su materie di opere pubbliche e stabiliamo una disciplina che riguarda la Regione e il sistema locale. Quindi affrontiamo il problema della programmazione delle opere pubbliche e definiamo i contorni, i principi, le procedure, riportiamo la norma e tutto il sistema della programmazione regionale a quel principio della legge numero 12 sulla cooperazione col sistema locale, nel quale i programmi sono definiti attraverso le intense. E' importante questo sottolinearlo, ma, soprattutto stabiliamo, una volta per tutte, nei programmi della Regione, che la Regione deve tener conto, quando programma, a sua volta, degli atti ufficiali del sistema locale, cioè della programmazione triennale degli enti locali. Cosa vuol dire? Vuol dire… insomma, io lo vivo nella mia quotidianità il rapporto col sistema locale, che rappresenta bisogni, esigenze, spesso qualche volta anche scoordinate. Occorre che il sistema vada portato ad ordine, ma ordine inteso come ordine democratico, ordine che abbia una funzionalità, e allora la Regione potrà programmare opere, solo quelle che i Comuni avranno deciso di inserire nei loro programmi. Sarà una programmazione regionale derivata in qualche modo dal sistema delle opere locali, che garantisca l'attività propedeutica dei Comuni, che garantisca le loro priorità, e la Regione si atterrà al sistema delle più alte garanzie. Questo è un sistema che, secondo noi, mette in equilibrio il potere regionale e il potere degli enti locali, nel rispetto del principio di leale cooperazione. Ricordiamo che è la prima volta che noi discipliniamo la materia della programmazione. Quindi, prima fase.

La seconda fase è quella della formazione della volontà di contrarre, di contrattare, di fare contratti: discipliniamo la fase sempre interna delle progettazioni. Da quando si progetta a quando si dirigono i lavori, a quando si collaudano, affrontiamo il ciclo unico della fase tecnica e procedurale attraverso quella che viene definita l'unitarietà della progettazione. La nostra legge è completa, cioè affronta tutti i segmenti delle fasi tecniche ribadendo, ovviamente, che collaborano a livello delle progettazioni sia gli uffici tecnici locali che i professionisti esterni e stabiliamo le regole delle garanzie, garanzie di trasparenza, di proporzionalità, di adeguatezza dei procedimenti, poi ne parleremo nel dettaglio quando esamineremo gli articoli, stabilendo che il sistema delle progettazioni sia riportato e si ricollochi, si sistemi su princìpi di vera trasparenza e profonda legalità. In questo sistema abbiamo riservato, come si diceva prima, un'attenzione al mondo dei giovani professionisti, che spesso sono espulsi, o più che espulsi non riescono a rientrare nel sistema del mercato delle opere pubbliche e diamo ad essi, devo dire con un certo coraggio, una priorità in caso di situazioni paritarie. Obblighiamo addirittura, nel caso degli organi di progettazione collegiale, che uno dei componenti sia obbligatoriamente un giovane che non abbia più di cinque anni di iscrizione nel proprio ordine. Quindi un riconoscimento al mondo dei professionisti giovani. Poi la fase di progettazione, le approvazioni, la fase dell'appalto, attraverso tutta una serie di norme che, in qualche modo, pur collocandosi nell'alveo della normativa comunitaria e pur collocandosi sempre nell'alveo della legge del Codice De Lise, in qualche modo se ne differenziano. Pensiamo soltanto… l'onorevole Murgioni parlava di una norma che tuteli le imprese sarde e che abbiano una copertura normativa. Murgioni sa che questo non è possibile, la normativa costituzionale ha, a più riprese, bocciato tentativi di questo tipo, però ci sono delle norme, se lette in modo intelligente, senza che ciò possa essere oggetto di protezionismo estremo, come la legislazione semplificata, per esempio, quella che consente a tutti i nostri Comuni appalti fino a 1milione e mezzo di euro, in un sistema di partecipazione che, in qualche modo, per come è concordato e come è strutturato, per il livello ampio di partecipazione locale, può aiutare le imprese sarde a tutelarsi in qualche modo. Lo diciamo sommessamente, ma lo diciamo. Abbiamo creato… come per esempio la procedura negoziata che è vero è una negoziazione privata, però è una procedura negoziata con elenchi di operatori prescelti attraverso una selezione garantistica, che, però, riduce a 10 nell'ambito degli enti locali le imprese concorrenti e anche questo, in qualche modo, sempre senza pensare di proteggere le imprese sarde in modo assoluto, può dare alle imprese locali un maggior respiro, una maggior tutela, una maggiore partecipazione. Parlavo delle progettazioni. Noi abbiamo puntato molto per quelle competenze che abbiamo come Regione, competenze istituzionali sulla qualità architettonica e qui è stato detto, sono richiami importanti, ricordiamo solo l'interesse che la Regione pone in questa legge affinché nella realizzazione delle opere pubbliche sia riconosciuto fondamentale l'uso di materiali recuperabili, quindi senza sprecare nulla, ma soprattutto incentivare la qualità architettonica dei progetti. Noi abbiamo su questo cercato di riconoscere il valore culturale delle peculiarità storiche, tradizionali del patrimonio edilizio e architettonico che abbiamo, e chiediamo che per le opere esterne, proprio per le opere di questo tipo, sia privilegiato l'uso di materiali tradizionali tipici della zona. Pensate a quanta brutta edilizia pubblica abbiamo in Sardegna e come possiamo ancora intervenire e rilanciare anche un nuovo modo di progettare e di muoverci all'interno. Così come la Regione ribadisce la qualità dell'ideazione, la qualità architettonica, richiamiamo il concorso di progettazione e i concorsi di idee e, soprattutto, prevediamo che proprio il concorso di progettazione per tipologie di opere e per tipologie di interventi che il regolamento individuerà, sia uno strumento importante e venga utilizzato dal sistema locale attraverso un fondo di incentivazione a utilizzo di questo sistema che noi istituiamo con la legge. Quindi incentiviamo proprio il concorso di progettazione. Io cito da poco un concorso che è partito e che io ho gestito con l'Assessore ad interim della pubblica istruzione sul recupero delle borgate marine. E' un concorso che ha visto, forse l'ho già detto un'altra volta in questo Consiglio, una enorme partecipazione di giovani architetti, di giovani ingegneri ben strutturato, ben costruito ed è quello che chiedono anche i giovani, chiedono i giovani di confrontarsi, di portare la loro capacità, di essere esaminati e di essere messi a concorrenza, e questa legge su questo dà un grande segnale. Sul versante della semplificazione: pensiamo soltanto ad alcuni segnali sulla semplificazione. Per esempio, il taglio dei procedimenti quando si fa la gara, parte la gara e si chiedono, in base alla norma dello Stato, una serie di documentazioni, la gara si interrompe, si chiede un 10 percento di partecipanti, si guardano le conferme dei requisiti. Noi abbiamo abolito questa fase procedurale e andiamo direttamente in sede di aggiudicazione a verificare il primo e il secondo aggiudicatario, la conferma dei loro requisiti, quindi saltiamo una fase procedurale importantissima. Come per le offerte anomale, negli appalti sotto soglia prevediamo che ci sia l'esclusione automatica, e quindi un taglio dei tempi, un'accelerazione dei tempi. Oggi si parlava dei residui sul quale occorrerebbe fare un lungo discorso, ma devo dire che i residui nascono da una serie di condizioni di difficoltà anche procedurali, paradossalmente le procedure si sono appesantite nel tempo, ma anche a garanzia del cittadino. Pensate solo alla materia espropriativa che oggi è una materia di riconoscimento dei diritti, non si fa un'opera oggi se prima non si sono espropriate le aree. Nel passato, fino a qualche anno fa, prima si approvava il progetto, si occupavano i terreni e poi l'esproprio sarebbe avvenuto. Solo questo vi faccia pensare che un esproprio dura non meno di sei mesi, quindi tutto uno slittamento di tempi che ci deve in qualche modo far meditare anche sulla perentorietà dei termini che diamo al sistema locale, perché il sistema locale possa appaltare. Ecco, voglio dire, siamo forse un po' troppo severi, forse potremmo anche su questo avere dei ragionamenti differenziati e quindi semplificazione dei procedimenti, strutturazione della Regione in modo diverso, una Regione più forte nel sistema della contrattualistica e soprattutto nelle opere pubbliche. Citerò solo una modifica fondamentale. Quando si parla di progetti oggi, la Regione aveva creato nell'87 un sistema pletorico di comitati e comitatini che, non ho qui l'appunto, ma a memoria mi pare… se lo trovo, mi pare fossero qualcosa come 45-50 componenti di comitati vari ed erano un comitato centrale, quattro comitati periferici che davano i pareri alla Regione e al sistema locale. Non lo trovo, ma dovrei trovarlo… Era un sistema che non ha più funzionato nel tempo. Soprattutto per la collocazione dei comitati provinciali, che spesso hanno lavorato in un modo fine a se stesso, senza un collegamento puntuale con le esigenze dei Comuni. L'esigenza che abbiamo avvertito era quella di semplificare il procedimento dei pareri e riportarlo a un'unica unità tecnica presso l'Assessorato dei lavori pubblici, formata solo da funzionari regionali, da tecnici regionali, e quindi a costo zero, ma integrata da almeno 15 esperti nelle varie materie che interagiscono nelle opere pubbliche. Noi abbiamo bisogno che quando si danno pareri sui progetti i pareri siano veri pareri. Qualcuno mi diceva ieri: "Ma guarda che nel passato nel Genio civile c'erano geometri che esaminavano progetti di altissimi ingegneri e di altissimi architetti perché era quella la struttura della Regione". Noi abbiamo bisogno di una struttura più forte e molto più articolata. Prevediamo quindi che ci siano 15 esperti che vengano chiamati a far parte del comitato, dell'unità tecnica che esprime il parere sui progetti e quindi diamo a questa unità tecnica un'altissima qualificazione. Quindi un passo in avanti anche in questo, tra l'altro devo dire anche con un risparmio di risorse non indifferente.

Quindi una rivalutazione del sistema, una riorganizzazione anche attraverso l'Osservatorio degli appalti che noi facciamo nostro. Noi oggi saremmo sottoposti all'Osservatorio nazionale, invece creiamo un Osservatorio regionale che è un Osservatorio importante, che cura tutta la tenuta della storia del sistema della contrattualistica pubblica, ha una funzione tecnica di raccordo sui prezzi, di coordinamento, di raccolta di dati, di indirizzo e si raccorda all'Osservatorio nazionale. Anche qui marchiamo in qualche modo una forte competenza della Regione, evitando che la Regione debba essere in qualche modo legata al sistema nazionale.

Il ciclo è completo, io adesso non lo elenco dettagliatamente; il ciclo dell'appalto è completo, arriviamo fino al collaudo, fino ai controlli e mi soffermo un attimo sui lavoratori, sul mondo del lavoro nelle imprese e quindi sulle cautele e sulle guarentigie, se posso usare un termine che forse non si attaglia al mondo del lavoro. Noi abbiamo nella legge detto le cose che dovevamo dire, siamo pronti, se vogliamo, anche ad approfondire meglio con l'onorevole Uras, a dettagliare meglio, ma credo che vadano dette due cose. Il mondo del lavoro, la tutela dei lavoratori, la tutela della sicurezza del lavoro è una materia della Regione, di competenza regionale, lo dice la Costituzione. Però la Corte Costituzionale ci ricorda che quando la tutela del lavoro va a toccare ambiti che riguardano il rapporto di lavoro in sé questo attiene all'ordinamento civile che la Costituzione riserva allo Stato. Quindi attenti a proporre norme che non siano praticabili giuridicamente, ma semmai disponibili a studiare e valutare come si possano migliorare le disposizioni che noi abbiamo già peraltro nell'articolo 19 quando, parlando delle offerte anormalmente basse, diciamo che "non sono ammesse giustificazioni in relazione a trattamenti salariali minimi inderogabili stabiliti dalla legge o da fonti autorizzate dalla legge". Come diciamo anche: "Nella predisposizione delle gare d'appalto e nella valutazione dell'anomalia delle offerte per gli appalti di lavori, servizi e forniture, gli enti aggiudicatori sono tenuti a valutare il costo del lavoro come espressamente previsto dal Codice De Lise". Cosa dice il Codice De Lise? Ripete: "Nella predisposizione delle gare d'appalto e nella valutazione dei casi previsti dalla materia vigente dell'anomalia delle offerte si è tenuti a valutare che il valore economico dell'appalto sia adeguato e sufficiente… Sto finendo.

PRESIDENTE. Sì, concluda.

MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. …sufficiente rispetto al costo del lavoro come determinato periodicamente", eccetera. Cioè il costo del lavoro è tutelato nel senso che quando si fa un appalto, si fa un progetto è chiaro che il lavoratore non può essere dentro il progetto un mero meccanismo, ma è un soggetto primario. Vuol dire che quando si costruisce la gara, quando si costruisce il capitolato, quando si costruisce il progetto, è lì che la sensibilità di chi lavora, di chi produce, di chi descrive quel progetto è importante. La normativa è tutelante il mondo del lavoro. Ecco, la normativa noi l'abbiamo inserita. Altre materie di tutela sono ammesse nei servizi pubblici locali, che è materia non della Regione. Quindi, ecco, noi siamo pronti sempre a dialogare e a trovare soluzioni; inviterei a una riflessione su questo argomento molto più approfondita. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Sospendiamo per qualche minuto, per dieci minuti per consentire la presentazione degli emendamenti.

I lavori riprenderanno alle ore 12 e 30.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 17, viene ripresa alle ore 12 e 46.)

PRESIDENTE. Bene, colleghi, riprendiamo posto, così possiamo continuare i nostri lavori. Dobbiamo votare il passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Grazie, Presidente. Per chiedere lo scrutinio elettronico palese.

PRESIDENTE. E' stata richiesta la votazione elettronica dall'onorevole Cappai. Chi sostiene la richiesta?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri Amadu, Diana, Liori, Alberto Randazzo, Vittorio Randazzo, Licandro)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Barracciu - Biancu - Cachia - Caligaris - Calledda - Cappai - Cassano - Cherchi Silvio - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Diana - Fadda - Giagu - Ibba - Licandro - Licheri - Liori - Manca - Maninchedda - Marrocu - Mattana - Murgioni - Orrù - Pinna - Pisano - Pisu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 46

votanti 45

astenuti 1

maggioranza 23

favorevoli 45

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 1. All'articolo 1 è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 23.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1 e del relativo emendamento:

Art. 1

Finalità

1. La Regione autonoma della Sardegna con la presente legge organica disciplina, nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali, la programmazione, la progettazione, l'affidamento, l'esecuzione ed il collaudo di appalti pubblici di lavori, servizi e forniture da eseguirsi sul territorio regionale. Sono esclusi gli appalti da aggiudicarsi a cura delle amministrazioni e degli enti dello Stato, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 23, comma 1.

2. Le disposizioni della presente legge perseguono gli obiettivi di efficienza, efficacia, trasparenza e qualità del ciclo dell'appalto e sono anche finalizzate a realizzare:

a) la salvaguardia, la tutela e la valorizzazione dell'ambiente naturale, dei beni culturali e della qualità architettonica, la sostenibilità ambientale, l'uso oculato delle risorse naturali con particolare riguardo ai materiali e alle fonti non rinnovabili;

b) la promozione e la tutela della qualità dell'ideazione e della realizzazione architettonica, cui viene riconosciuta particolare rilevanza pubblica, intesa come esito di un coerente sviluppo progettuale che recepisca le esigenze di carattere funzionale ed estetico poste a base della progettazione e della realizzazione dell'opera e che garantisca il suo armonico inserimento nel paesaggio e nell'ambiente circostante;

c) la garanzia della libera e paritaria concorrenza fra gli operatori economici, la tutela dei diritti dei lavoratori, la sicurezza nei luoghi di lavoro e la regolarità delle posizioni assicurative e previdenziali;

d) la promozione della partecipazione degli operatori economici alle diverse fasi del ciclo dell'appalto.

Emendamento aggiuntivo Uras - Pisu - Davoli - Caligaris

Articolo 1

All'art. l comma 2 dopo la lettera d) è aggiunta la seguente lettera:

d) bis "rispetto integrale dei diritti dei lavoratori impiegati nell'esecuzione degli appalti in relazione alle necessarie garanzie occupazionali e di reddito, all'applicazione rigorosa delle norme sulla sicurezza e salubrità degli ambienti di lavoro, previste dalle vigenti disposizioni di legge, all'applicazione integrale dei contratti collettivi di lavoro del settore di riferimento e dei connessi trattamenti previdenziali e assicurativi". (23).)

PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sull'emendamento.

E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Assessore, colleghe e colleghi. Io ho chiesto all'onorevole Luciano Uras, Capogruppo di Rifondazione Comunista, Sinistra europea, di apporre la mia firma agli emendamenti da lui presentati e in particolare per quanto riguarda l'articolo 1, all'emendamento numero 23, perché sono profondamente convinta che si debba porre un argine agli effetti deleteri per i lavoratori innanzitutto, ma ritengo anche per i cittadini e perfino per gli enti pubblici, di bandi di gara che lasciano un'ampia, direi eccessiva, discrezionalità ai soggetti che se le aggiudicano.

Gli appalti, nella loro stesura, non possono avere quale principio informatore quello dell'economicità, quello del risparmio a tutti i costi e, quindi, della produttività indipendentemente - lo ha evidenziato anche nel suo intervento l'onorevole Uras - dal lavoro effettivamente svolto, quindi la produttività. Occorre, a mio avviso, essere severi nel predisporre delle norme a tutela dei cittadini, appunto dei lavoratori e degli enti pubblici appaltanti.

Delle distorsioni abbiamo avuto modo di parlare in occasione del dibattito sulla finanziaria, in particolare con riferimento ai precari nell'Amministrazione regionale, negli enti, nelle agenzie e nelle società pubbliche; precari creati da bandi che hanno lasciato ampia discrezionalità alle società che hanno vinto, gestito e tuttora gestiscono quegli appalti. Ne abbiamo discusso anche in occasione delle vicende della Saatchi. Le distorsioni credo siano sotto gli occhi di tutti e le Amministrazioni pubbliche sono costrette a pagarne le conseguenze, con forti aggravi di spesa, proprio di denaro pubblico. Quindi, la regolarizzazione dei precari, i contenziosi che derivano dai subappalti, lo sfruttamento selvaggio dei lavoratori, i disservizi che si ripercuotono sui cittadini, la mancanza di controlli puntuali e dettagliati, acuiscono evidentemente gli effetti negativi per i lavoratori e i cittadini.

Gli esempi da fare sono purtroppo molteplici e personalmente mi sono occupata e ho denunciato con diverse interrogazioni ciò che avviene con gli appalti per le pulizie nelle aziende sanitarie locali e nell'ultimo, ormai contestatissimo, bando di gara europeo per le pulizie, la gestione del verde e i lavori di facchinaggio della Regione. Ho denunciato che nella ASL numero 8 ai lavoratori delle pulizie - naturalmente come al solito parliamo di donne, prevalentemente, e di donne monoreddito - che appunto erano costrette a svolgere mansioni assolutamente non previste dal contratto di lavoro. Mi riferisco a casi veramente del tutto speciali perché trasportano i cadaveri dai reparti alle camere mortuarie, perché accompagnano gli ammalati per gli esami diagnostici, anche in radioterapia, trasportano medicinali e altri presìdi sanitari dai magazzini ai reparti, lavorano nove e più ore al giorno con una retribuzione base che si attesta sulle quattro ore quotidiane e con tutte le altre cinque ore considerate extra, senza ovviamente i versamenti previdenziali. Tornando al bando di gara europeo per i lavori di pulizia e gestione delle aree verdi e i servizi di facchinaggio della Regione, è un bando di gara che appunto ha avuto come criterio base quello del risparmio per l'Amministrazione pubblica, con effetti evidentemente che, se si dovesse attivare così com'è stato definito, avrebbe degli effetti devastanti sull'occupazione. Ma sottolineo che avrebbe anche dei riflessi di carattere igienico sanitario non positivi, perché i cittadini che frequentano gli uffici e i dipendenti che vi lavorano, si troverebbero in ambienti igienicamente non adeguati. Per quanto concerne l'occupazione, il Presidente della Regione Renato Soru si è impegnato personalmente appunto a rivedere questi aspetti che sono... faceva i numeri prima l'onorevole Uras, veramente di uno straordinario peso, e ovviamente vuole e intende trovare una soluzione, una soluzione alternativa, che però graverà ancora sulla Regione. Poi, per quanto riguarda proprio l'organizzazione del servizio di pulizia, anche lì è un bando per il quale si devono pulire gli edifici, i luoghi di permanenza, una volta al giorno, e gli uffici a giorni alterni. Mi domando io com'è possibile che si possano contemplare norme di questo genere e accettarle come se fosse tutto normale. Per tutti gli appalti, poi, diventa indispensabile disciplinare se non è possibile eliminarlo, il subappalto che vede le imprese sarde costrette ad accettare alleanze con grossi gruppi che alla fine, in definitiva, delegano il lavoro e quindi per così dire... sì, anche se c'è, io sto mettendo l'accento proprio su questa esigenza forte di normare. Quindi, anche in questo ambito gli esempi sono tanti e presentano degli aspetti complessi e diversi. In molti casi le denunce alla magistratura e le inchieste giudiziarie occupano le pagine dei giornali. Un altro aspetto, e ho concluso, è quello di imporre all'impresa aggiudicataria il mantenimento dei lavoratori occupati e la garanzia del servizio da assicurare. Per questo occorrono veramente dei controlli utili, veri, perché si devono assolutamente limitare gli abusi e soprattutto le ingiustizie, segnatamente perché in Sardegna questi lavori che dichiariamo, che definiamo umili, sono ancora svolti da lavoratori dignitosi che chiedono giustizia e che chiedono di poter svolgere onestamente un lavoro retribuito in modo adeguato e senza dover sottostare a condizioni che rendono il lavoro pericoloso per sé stessi e anche per chi appunto occupa quelle posizioni. Io ringrazio e spero vivamente che gli emendamenti vengano accolti nella sostanza.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Molto brevemente per questo. Siccome l'emendamento numero 23 che è stato presentato introduce una novità al comma 2 dell'articolo 1, che è una diversa formulazione di un contenuto già presente nella lettera c), esattamente dopo le parole "operatori economici", può la lettera c) riferirsi invece "solo alla garanzia della libera e paritaria concorrenza tra gli operatori economici" ed essere introdotta una nuova lettera d). Quindi lo spostamento in su, dove viene definito invece "il rispetto integrale dei diritti dei lavoratori impiegati nell'esecuzione degli appalti".

Suggerisco questo in ragione anche dell'interlocuzione e degli accordi raggiunti in sede di esame di Commissione dell'emendamento proposto.

PRESIDENTE. Dunque, se non abbiamo capito male, onorevole Uras, lei intende sostituire la lettera c) "dalla tutela in poi" con l'emendamento numero 23.

URAS (R.C.). Sì, introducendo una lettera d).

PRESIDENTE. Va bene, cioè la c) si ferma "tra gli operatori economici", d) diventa il d) bis.

E' iscritto a parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Grazie signor Presidente. Io intervengo per dare il mio contributo in questo dibattito sull'articolo 1 perché stamattina ero impegnato, ho avuto cioè un piccolo disguido, perché pensavo di arrivare in tempo all'avvio di questo dibattito. Presidente, prendo la parola perché mi pare che il dibattito che si sta svolgendo in quest'Aula, avvenga in maniera un po' stanca e direi quasi distratta. Credo che non sia un atteggiamento adeguato alla portata e all'importanza di questo provvedimento che interviene e modifica la materia degli appalti pubblici, dei lavori, delle forniture e dei servizi. Un provvedimento cioè che interessa il mondo dell'impresa grande e piccola, il mondo dell'artigianato e, voglio dire, della piccola e grande impresa e dei tantissimi lavoratori che operano in questo settore. Non si tratta quindi di un atto di semplice recepimento della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio, relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori e forniture e servizi, la numero 18 del 31 marzo 2004 che è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale il 30 aprile del 2003, e parzialmente si tratta anche di recepimento della direttiva numero 17 della stessa data e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea sempre il 30 aprile. Io qui apro una piccola parentesi e vorrei dare atto all'Assessore, all'Assessorato, al Governo regionale, di avere preceduto il Governo nazionale nella proposta di recepimento di questo provvedimento, anticipando appunto il governo nazionale. E' arrivato in quest'Aula con il ritardo che sappiamo, però mi pare che il disegno di legge è precedente alla legge nazionale in materia. Io credo, cari colleghi, che si tratti di un provvedimento di grande portata, che risponde appunto a delle domande che venivano avanzate. Non ultimo oggi il CNA ha tenuto una conferenza stampa, ed il ritardo per cui sono arrivato in Aula è proprio perché sono andato ad assistere a una conferenza stampa del CNA che ha presentato il sesto rapporto semestrale sull'andamento congiunturale del mercato delle costruzioni in Sardegna, e il provvedimento in discussione ha molto a che vedere anche con questo. Badate colleghi, io trovo che sia sbagliato l'approccio da parte nostra se vogliamo ridurre questa legge e incentrarla su una vertenza, che è aperta, delle imprese delle pulizie, a cui va tutta la nostra solidarietà. Si stanno dibattendo in una gravissima crisi e io ritengo che debbano avere tutta la nostra solidarietà, ma non vorrei che venisse sminuita la portata del provvedimento, concentrandoci solo su questo punto. Noi diamo ben altre e diverse risposte, e all'interno del provvedimento è contemplata anche la questione aperta della battaglia delle lavoratrici e dei lavoratori che sono attualmente impegnati in questa difficile vertenza. Ebbene, colleghi, io credo che, oltre a recepire i provvedimenti che l'Unione Europea ha proposto, sia stato fatto un grande sforzo dalla Giunta e dalla Commissione nell'andare a dire che, per esempio, noi, a voce bassa, cerchiamo di inserire alcuni provvedimenti che vanno a tutelare, a difendere, le imprese sarde. Non lo possiamo urlare, perché altrimenti verrebbe meno il principio della libera concorrenza che è tutelato a livello europeo, però alcuni provvedimenti all'interno della legalità sono contenuti ed è un fatto importante, e le imprese devono sapere che questo lavoro e questo sforzo è stato fatto. Così pure noi facciamo uno sforzo grande affinché la trasparenza diventi realmente un fattore fondamentale negli appalti che vengono indetti, e non solo per quanto riguarda gli appalti, ma anche per le risultanze degli appalti stessi, perché per esempio, lo voglio dire, qui ogni tanto si alza qualcuno e brandisce la spada del moralizzatore. Bene, a volte ci sono persone che quando fanno i moralizzatori lo fanno in astratto, avanzando delle denuncette, a volte non avendone neppure la statura per poterlo fare, e però non si preoccupano, quando ci sono provvedimenti come questo, di andare a verificare se per esempio interventi che vanno in quella direzione sono contenuti oppure no. Ebbene, lo voglio dire con chiarezza, all'interno di questo provvedimento, per esempio, è contenuto un articolo che prevede la pubblicazione di tutti gli incarichi che vengono affidati da tutti gli enti, dalla Regione, Province e Comuni, comunità montane e quant'altri, cioè, per quanto riguarda gli appalti pubblici, gli appalti di progettazione che vengono dati ai progettisti. In modo tale che si sappia quali lobbies intervengono per esercitare pressioni, e poi magari stanno nascoste sotto anfratti vari e quant'altro. Invece adesso, attraverso questa norma, si saprà, tutti i sardi potranno andare a verificare come gli incarichi di progettazione verranno dati.

Io non la voglio fare troppo lunga, perché ci sarà modo anche di tornare, Presidente, durante il dibattito sull'articolato, però rivolgo un invito all'Aula affinché realmente dia un contributo, anche di attenzione. Lo dico ai pochissimi colleghi che sono quasi sempre presenti nel dibattito, ma l'opposizione non mi pare che stia, manco visivamente, offrendo lo spunto per dire che vuole collaborare alla realizzazione di leggi. Credo che questo provvedimento, dopo il confronto che avverrà, penso che sarà esitato anche con le correzioni che sono state proposte, cercando di dare una risposta positiva agli accenti che sono contenuti in qualcuno degli emendamenti, dove si dice che dobbiamo tutelare il lavoro, tutelare i lavoratori ed evitare che per la legge del profitto vengano immolati coloro i quali cercano di portare a casa un tozzo di pane in maniera dignitosa. E' evidente che queste norme sono contenute nel dispositivo della legge; se c'è qualche intervento migliorativo che dev'essere fatto, credo che siamo disponibili al confronto e anche al recepimento di queste eventuali norme. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Pirisi.

Poiché nessun altro è iscritto a parlare sull'articolo 1, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 23. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

L'approvazione dell'emendamento aggiuntivo rende superfluo il secondo periodo della lettera c), che in sede di coordinamento del testo verrà eliminato.

Passiamo all'esame dell'articolo 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Art. 2

Definizioni

1. Ai fini della presente legge gli "appalti pubblici" sono contratti a titolo oneroso stipulati per iscritto tra uno o più operatori economici e una o più amministrazioni aggiudicatrici o altri enti aggiudicatori come individuati al comma 5, aventi per oggetto l'esecuzione di lavori, la fornitura di prodotti o la prestazione di servizi.

2. In particolare:

a) "appalti pubblici di lavori" sono contratti aventi per oggetto l'esecuzione o congiuntamente la progettazione e l'esecuzione dei lavori relativi ad una delle attività di cui all'allegato I o di un'opera, oppure l'esecuzione, con qualsiasi mezzo, di un'opera corrispondente alle esigenze individuate dall'amministrazione aggiudicatrice; per "opera" si intende il risultato di un insieme di lavori edili o di genio civile avente una funzione economica o tecnica autonoma;

b) "appalti pubblici di forniture" sono contratti aventi per oggetto l'acquisto, la locazione finanziaria, la locazione o l'acquisto a riscatto con o senza opzione per l'acquisto, di prodotti;

c) "appalti pubblici di servizi" sono contratti aventi per oggetto la prestazione dei servizi di cui all'allegato II;

d) "contratti misti" sono contratti pubblici aventi per oggetto: lavori e forniture; lavori e servizi; lavori, servizi e forniture; servizi e forniture. I contratti misti sono considerati appalti pubblici di lavori, o di sevizi, o di forniture, o concessioni di lavori secondo le disposizioni di cui all'articolo 14, commi 2, 3 e 4 del decreto legislativo 12 aprile 2006 n. 163 (Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE) e successive modifiche.

3. Ai fini della presente legge:

a) la "concessione di lavori pubblici" è un contratto che presenta le stesse caratteristiche di un appalto pubblico di lavori, ma nel quale il corrispettivo consiste unicamente nel diritto di gestire l'opera o in tale diritto accompagnato da un prezzo;

b) la "concessione di servizi" è un contratto che presenta le stesse caratteristiche di un appalto pubblico di servizi, ma nel quale il corrispettivo consiste unicamente nel diritto di gestire i servizi o in tale diritto accompagnato da un prezzo.

4. Ai fini della presente legge gli operatori economici coinvolti nel ciclo dell'appalto sono definiti come segue:

a) i termini "fornitore", "prestatore di servizi" e "imprenditore" designano una persona fisica o giuridica o un ente pubblico o raggruppamento di tali persone e/o organismi che offra sul mercato, rispettivamente, prodotti, servizi o la realizzazione di lavori od opere; il termine "operatore economico" designa sia il fornitore, sia il prestatore di servizi, sia l'imprenditore;

b) "offerente" è l'operatore economico che ha presentato un'offerta; "candidato" è l'operatore economico che ha richiesto di essere invitato a partecipare a una procedura ristretta o negoziata.

5. Ai fini della presente legge sono:

a) "amministrazioni aggiudicatrici" i soggetti elencati all'articolo 3, comma 2, lettere a) e b);

b) altri enti aggiudicatori i soggetti di cui all'articolo 3, comma 2, lettere c), d), e) ed f).

6. Per "organismo di diritto pubblico" si intende qualsiasi organismo istituito per soddisfare specificatamente bisogni di interesse generale, aventi carattere non industriale o commerciale, dotato di personalità giuridica e la cui attività sia finanziata in modo maggioritario dalla Regione, dagli enti regionali, dagli enti locali, o da altri organismi di diritto pubblico, oppure la cui gestione sia soggetta al controllo di tali soggetti oppure il cui organo d'amministrazione, di direzione o di vigilanza sia costituito da membri dei quali più della metà è designata dai medesimi soggetti.

7. Le espressioni "stazioni appaltanti" o "soggetti aggiudicatori" comprendono, se non diversamente specificato, le amministrazioni aggiudicatrici e gli altri soggetti di cui all'articolo 3, comma 2.

8. Ai fini della presente legge, per "ciclo dell'appalto" si intende lo sviluppo complessivo di tutte le attività necessarie per realizzare una fornitura, un servizio o un lavoro e si articola nelle seguenti fasi:

a) "fase interna" è quella che include tutte le attività dal momento della programmazione fino alla predisposizione di tutti i documenti necessari alla indizione di una gara di appalto;

b) "fase di evidenza pubblica" è quella che include tutte le attività dalla indizione della gara fino alla stipula del contratto di appalto;

c) "fase di esecuzione" è quella che include tutte le attività e gli atti successivi alla firma del contratto di appalto fino al collaudo.

9. Ai fini della presente legge:

a) "profilo di committente" è utilizzato negli allegati per indicare il sito internet di una stazione appaltante, su cui sono pubblicati gli atti e le informazioni previsti dalla presente legge;

b) "vocabolario comune per gli appalti", in seguito CPV (Common Procurement Vocabular), designa la nomenclatura di riferimento per gli appalti pubblici adottata dal regolamento CE n. 2195 del 2002, assicurando nel contempo la corrispondenza con le altre nomenclature esistenti.

10. Nel caso di interpretazioni divergenti riguardo al campo di applicazione della presente legge derivanti da eventuali discrepanze tra la nomenclatura CPV e la nomenclatura NACE di cui all'allegato I o tra la nomenclatura CPV e la nomenclatura CPC (versione provvisoria) di cui all'allegato II, avrà la prevalenza, rispettivamente, la nomenclatura NACE o la nomenclatura CPC.

11. Ai fini dell'articolo 3, comma 16, lettera a), valgono le seguenti definizioni:

a) "rete pubblica di telecomunicazioni" è l'infrastruttura pubblica di telecomunicazioni che consente la trasmissione di segnali tra punti terminali definiti della rete per mezzo di fili, onde hertziane, mezzi ottici o altri mezzi elettromagnetici;

b) "punto terminale della rete" è l'insieme dei collegamenti fisici e delle specifiche tecniche di accesso che fanno parte della rete pubblica di telecomunicazioni e sono necessari per avere accesso a tale rete pubblica e comunicare efficacemente per mezzo di essa;

c) "servizi pubblici di telecomunicazioni" sono i servizi di telecomunicazioni della cui offerta gli Stati membri hanno specificatamente affidato l'offerta, in particolare ad uno o più enti di telecomunicazioni;

d) "servizi di telecomunicazioni" sono i servizi che consistono, totalmente o parzialmente, nella trasmissione e nell'instradamento di segnali su una rete pubblica di telecomunicazioni mediante procedimenti di telecomunicazioni, ad eccezione della radiodiffusione e della televisione).

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 3. all'articolo 3 sono stati presentati gli emendamenti soppressivi parzialinumeri 1, 2 e 3; sostitutivi parziali numeri 4, 5 e 6; e l'aggiuntivo numero 20.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3 e dei relativi emendamenti:

Art. 3

Ambito di applicazione

1. Le disposizioni della presente legge si applicano agli appalti pubblici di lavori, forniture e servizi di importo sia inferiore che superiore alle soglie comunitarie, da eseguirsi sul territorio regionale indipendentemente dalla provenienza dei finanziamenti. Sono esclusi gli appalti da aggiudicarsi a cura delle Amministrazioni e degli enti dello Stato, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 23, comma 1. Per la determinazione delle soglie e per le modalità di calcolo del valore stimato dei contratti pubblici si rinvia alla normativa statale di recepimento della direttiva 2004/18/CE e successive modifiche e integrazioni (Relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi). Nel caso di appalti misti di lavori, forniture e servizi e nei contratti di fornitura o di servizi quando comprendono lavori si applicano le norme della presente legge in materia di lavori qualora questi ultimi assumano rilievo superiore al 50 per cento. Quest'ultima disposizione nonn si applica qualora i lavori abbiano carattere meramente accessorio rispetto all'oggetto principale del contratto.

2. Le norme della presente legge e del regolamento di cui all'articolo 4 si applicano:

a) all'Amministrazione regionale ed agli enti elencati all'articolo 69 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, e successive modifiche (Disciplina del personale regionale e dell'organizzazione degli uffici della Regione);

b) agli altri enti, compresi quelli economici e le agenzie, dipendenti dalla Regione o comunque sottoposti alla sua vigilanza, chiamati tutti anche più brevemente enti regionali; alle aziende sanitarie pubbliche, agli enti locali, alle loro associazioni ed ai loro consorzi, nonché agli altri organismi di diritto pubblico;

c) ai concessionari di lavori pubblici che non siano amministrazioni aggiudicatrici, ai quali si applicano solo le norme in materia di pubblicità dei bandi, termini per le gare, qualificazione, quelle in materia di pareri preliminari all'approvazione dei progetti, l'articolo 59 e l'articolo 15, comma 10; per i lavori eseguiti direttamente dal concessionario o tramite imprese collegate, individuate secondo quanto stabilito all'articolo 33, comma 12, si applicano solo le norme in materia di qualificazione e quelle in materia di pareri preliminari all'approvazione dei progetti;

d) ai soggetti operanti nei settori speciali di cui alla direttiva 2004/17/CE (che coordina le procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia, degli enti che forniscono servizi di trasporto e servizi postali), qualora ai sensi della normativa sui settori speciali devono trovare applicazione le norme stabilite dalla presente legge, anziché quelle che dettano la disciplina per i settori speciali; a tali soggetti non si applicano gli articoli 5, 8,12, 33, 34 e 53; in relazione alla fase di esecuzione del contratto si applicano solo le norme che disciplinano il collaudo;

e) ai concessionari di servizi pubblici, alle aziende in qualsiasi forma costituite, nelle quali una o più amministrazioni di cui alle lettere a) e b) esprimano una presenza nel capitale sociale o nell'organo di amministrazione superiore al 50 per cento; alle aziende speciali, ai consorzi di enti locali per la gestione di servizi pubblici, alle società a capitale pubblico, anche non prevalente, per la gestione di servizi pubblici, alle società che abbiano per oggetto della propria attività la produzione di beni e servizi non destinati ad essere collocati sul mercato in regime di libera concorrenza, comprese le società di trasformazione urbana per le attività finalizzate a realizzare beni non destinati al mercato; a tali soggetti non si applicano gli articoli 5, 8, 12, 33, 34 e 53; in relazione alla fase di esecuzione del contratto si applicano solo le norme che disciplinano il collaudo;

f) ai soggetti privati che realizzano lavori di edilizia e genio civile attinenti alla costruzione di strade, ponti, ferrovie, canali, irrigazione ed opere idrauliche, nonché lavori civili relativi a ospedali, impianti sportivi, ricreativi e per il tempo libero, edifici scolastici ed universitari, edifici destinati a funzioni pubbliche amministrative, di importo superiore a 1.000.000 di euro o che eseguano servizi o forniture di importo superiore a euro 500.000, i quali usufruiscono di un contributo regionale diretto e specifico che, attualizzato, sia superiore al 50 per cento dell'importo dell'appalto; a tali soggetti non si applicano gli articoli 5, 8, 12, 33, 34 e 53; in relazione alla fase di esecuzione del contratto si applicano solo le norme che disciplinano il collaudo; il provvedimento che concede il contributo della Regione deve porre come condizione il rispetto, da parte del soggetto beneficiario, delle norme della presente legge, pena la decadenza del contributo stesso.

3. Ad un appalto destinato all'esercizio di più attività si applicano le norme relative all'attività principale cui è destinato.

4. La scelta tra l'aggiudicazione di un unico appalto e l'aggiudicazione di più appalti distinti non può essere effettuata al fine di escludere un appalto dall'ambito di applicazione della normativa che disciplina i settori speciali o, dove applicabile, dall'ambito di applicazione della presente legge.

5. Se una delle attività cui è destinato un appalto è disciplinata dalla normativa che disciplina i settori speciali e l'altra dalla presente legge e se è oggettivamente impossibile stabilire a quale attività l'appalto sia principalmente destinato, esso è aggiudicato secondo le disposizioni della presente legge, ferma la facoltà, per gli enti aggiudicatori, di chiedere, in aggiunta all'attestazione di qualificazione ARA o SOA, ulteriori specifici requisiti di qualificazione relativamente alle attività disciplinate dalla normativa che disciplina i settori speciali.

6. Se una delle attività cui è destinato l'appalto è disciplinata dalla normativa che disciplina i settori speciali e un'altra attività non è disciplinata né dal tale normativa, né dalla presente legge, e se è oggettivamente impossibile stabilire a quale attività l'appalto è principalmente destinato, esso è aggiudicato ai sensi della normativa che disciplina i settori speciali.

7. I soggetti che operano nei "settori speciali" e che devono appaltare lavori, forniture o servizi di importo inferiore alla soglia comunitaria che rientrano nell'ambito delle attività proprie di tali settori, procedono agli affidamenti secondo i regimi propri, che devono tuttavia rispondere ai principi comunitari.

8. Le disposizioni della presente legge applicabili ai soggetti di cui all'articolo 3, comma 2, lettera f), si applicano anche ai lavori pubblici da realizzarsi da parte dei soggetti privati, titolari di permesso di costruire, che assumono in via diretta l'esecuzione delle opere di urbanizzazione (primaria se di importo superiore alla soglia comunitaria e secondaria sia di importo inferiore che di importo superiore alla soglia comunitaria) a scomputo totale o parziale del contribuito previsto per il rilascio del permesso, ai sensi dell'articolo 16, comma 2, decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia), e dell'articolo 28, comma 5, della legge 17 agosto 1942, n. 1150 (Legge urbanistica). L'amministrazione che rilascia il permesso di costruire può prevedere che, in relazione alla realizzazione delle opere di urbanizzazione, il titolare del permesso di costruire assuma la veste di promotore, presentando all'amministrazione medesima, entro novanta giorni dal rilascio del permesso di costruire, la progettazione preliminare delle opere. All'esito della gara bandita ed effettuata dal promotore sulla base della progettazione presentata, il promotore può esercitare, purché espressamente previsto nel bando di gara, diritto di prelazione nei confronti dell'aggiudicatario, entro quindici giorni dalla aggiudicazione, corrispondendo all'aggiudicatario il 3 per cento del valore dell'appalto aggiudicato.

9. Le disposizioni della presente legge non si applicano alle opere di urbanizzazione primaria di cui all'articolo 1, comma 1, lettera b) e all'articolo 4, comma 1, della legge 29 settembre 1964, n. 847 (Autorizzazione ai Comuni e loro Consorzi a contrarre mutui per l'acquisizione delle aree ai sensi della L. 18 aprile 1962, n. 167), di importo inferiore alla soglia comunitaria, correlate al singolo intervento edilizio assentito, per le quali ai sensi dell'articolo 16, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001, e successive modificazioni il privato può realizzare direttamente le opere.

10. Sono inoltre esclusi dall'applicazione della presente legge i contratti di sponsorizzazione o i contratti assimilabili a questi ultimi, aventi ad oggetto lavori pubblici di cui all'allegato I della presente legge, compresi gli interventi di restauro e manutenzione di beni mobili e delle superfici decorate di beni architettonici sottoposti a tutela, ovvero i servizi di cui all'allegato II, ovvero le forniture disciplinate dal presente codice, quando i lavori, i servizi e le forniture sono realizzati a cura e spese dello sponsor; per la scelta dello sponsor si applicano i principi del trattato, nonché le disposizioni in materia di qualificazione.

11. Per l'affidamento dei servizi pubblici locali si applicano le disposizioni del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali), fatti salvi i rinvii alla legge 11 febbraio 1994, n. 109 (Legge quadro in materia di lavori pubblici) che devono essere intesi riferiti ai corrispondenti articoli della presente legge.

12. La presente legge non si applica agli appalti pubblici di cui alla direttiva comunitaria n. 2004/17/CE, che detta norme per i settori speciali, fatto salvo quanto stabilito ai commi 3, 4, 5 e 6; per tali appalti si applicano le disposizioni di cui alla parte terza, del decreto legislativo n. 163 del 2006 e successive modifiche, fatte salve le norme della presente legge che dettano norme in materia di pubblicità, offerte anomale, controlli sul possesso dei requisiti, commissioni giudicatrici, incarichi di direttore dei lavori o di responsabile tecnico della fornitura o del servizio, fasi della procedura, Osservatorio regionale.

13. La presente legge non si applica ai contratti relativi ai beni culturali. Ad essi si applicano le disposizioni di cui alla parte terza, del decreto legislativo n. 163 del 2006 e successive modifiche.

14. La presente legge non si applica alle concessioni di servizi definite all'articolo 2, comma 3, lettera b), fatto salvo quanto previsto al comma 15.

15. Se un'amministrazione aggiudicatrice concede ad un soggetto che non è un'amministrazione aggiudicatrice diritti speciali o esclusivi di esercitare un'attività di servizio pubblico, l'atto di concessione prevede che, per gli appalti di forniture conclusi con terzi nell'ambito di tale attività, detto soggetto rispetti il principio di non discriminazione in base alla nazionalità.

16. La presente legge non si applica:

a) agli appalti pubblici principalmente finalizzati a permettere alle amministrazioni aggiudicatrici la messa a disposizione o la gestione di reti pubbliche di telecomunicazioni o la prestazione al pubblico di uno o più servizi di telecomunicazioni;

b) agli appalti pubblici di servizi:

1) aventi per oggetto l'acquisto o la locazione, quali che siano le relative modalità finanziarie, di terreni, fabbricati esistenti o altri beni immobili o riguardanti diritti su tali beni; tuttavia, i contratti di servizi finanziari conclusi anteriormente, contestualmente o successivamente al contratto di acquisto o di locazione rientrano, a prescindere dalla loro forma, nel campo di applicazione della presente legge;

2) aventi per oggetto l'acquisto, lo sviluppo, la produzione o coproduzione di programmi destinati alla trasmissione da parte di emittenti radiotelevisive e appalti concernenti il tempo di trasmissione;

3) concernenti i servizi d'arbitrato e di conciliazione;

4) concernenti servizi finanziari relativi all'emissione, all'acquisto, alla vendita e al trasferimento di titoli o di altri strumenti finanziari, in particolare le operazioni di approvvigionamento in denaro o capitale delle stazioni appaltanti;

5) concernenti contratti di lavoro;

6) concernenti servizi di ricerca e sviluppo diversi da quelli i cui risultati appartengono esclusivamente alla stazione appaltante, perché li usi nell'esercizio della sua attività, a condizione che la prestazione del servizio sia interamente retribuita da tale amministrazione.

17. La presente legge non si applica agli appalti pubblici di servizi aggiudicati da un'amministrazione aggiudicatrice o da un ente aggiudicatore ad un'altra amministrazione aggiudicatrice o ad altro ente aggiudicatore o ad un'associazione o consorzio di amministrazioni aggiudicatrici o enti aggiudicatori, in base ad un diritto esclusivo di cui esse beneficiano in virtù di disposizioni legislative, regolamentari o amministrative pubblicate, purché tali disposizioni siano compatibili con il trattato istitutivo della Comunità europea.

18. Per gli appalti di servizi di cui all'allegato II B e per quelli il cui valore di tali servizi prevalga rispetto a quello dei servizi di cui all'allegato II A, la presente legge si applica limitatamente all'articolo 14, comma 2, e all'articolo 21, commi 22 e 23.

19. La presente legge si applica agli organismi di diritto pubblico, come definiti all'articolo 2, comma 6, la cui attività sia finanziata in modo maggioritario dallo Stato, oppure la cui gestione sia soggetta al controllo dello Stato, oppure il cui organo d'amministrazione, di direzione o di vigilanza sia costituito da membri dei quali più della metà è designata dallo Stato, qualora tali organismi debbano affidare a terzi l'esecuzione di lavori relativi a opere di competenza regionale, o l'esecuzione di servizi e forniture accessori o connessi a tali lavori.).

Emendamento soppressivo parziale Giunta regionale

Articolo 3

Al comma 1 dell'articolo 3 sono soppresse le parole da "nel caso di appalti misti di lavori" fino alla fine del comma. (1)

Emendamento soppressivo parziale Giunta regionale

Articolo 3

I commi 7 e 12 dell'articolo 3 sono soppressi. (2)

Emendamento soppressivo parziale Giunta regionale

Articolo 3

All'articolo 3 è soppresso il comma 11. (3)

Emendamento sostitutivo parziale Giunta regionale

Articolo 3

All'articolo 3 la lettera d) del comma 2 è così sostituita:

d) ai soggetti operanti nei settori speciali di cui alla direttiva 2004/17/CE (che coordina le procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia, degli enti che forniscono servizi di trasporto e servizi postali), esclusivamente le norme della presente legge che disciplinano le materie della pubblicità, articolo 21, delle offerte anomale, articolo 19, dei controlli sul possesso dei requisiti, articolo 17 commi 3, 4, 5, 6, delle commissioni giudicatrici, articolo 47, degli incarichi di direttore dei lavori o di responsabile tecnico della fornitura o del servizio, articolo 53, delle fasi della procedura, articolo 14 bis, del collaudo, articoli 57 e 58, dell'Osservatorio regionale, articolo 61. Per quanto non regolato dalla presente legge si applicano le disposizioni di cui alla parte terza, del decreto legislativo n. 163 del 2006. (4)

Emendamento sostitutivo parziale Giunta regionale

Articolo 3

3. I contratti misti sono contratti pubblici aventi per oggetto: lavori e forniture; lavori e servizi; lavori, servizi e forniture; servizi e forniture. I contratti misti sono considerati appalti pubblici di lavori, o di servizi, o di forniture, o concessioni di lavori, secondo le disposizioni che seguono:

a) un contratto pubblico avente per oggetto la fornitura di prodotti e, a titolo accessorio, lavori di posa in opera e di installazione è considerato un «appalto pubblico di forniture»;

b) un contratto pubblico avente per oggetto prodotti e servizi di cui all'allegato II è considerato un «appalto pubblico di servizi» quando il valore dei servizi supera quello dei prodotti oggetto dell'appalto;

c) un contratto pubblico avente per oggetto dei servizi di cui all'allegato II e che preveda attività ai sensi dell'allegato I solo a titolo accessorio rispetto all'oggetto principale del contratto è considerato un «appalto pubblico di servizi»;

3bis. Ai fini dell'applicazione del comma 3 l'oggetto principale del contratto è costituito dai lavori se l'importo dei lavori assume rilievo superiore al cinquanta per cento, salvo che, secondo le caratteristiche specifiche dell'appalto, i lavori abbiano carattere meramente accessorio rispetto ai servizi o alle forniture, che costituiscano l'oggetto principale del contratto. L'affidamento di un contratto misto secondo il presente articolo non deve avere come conseguenza di limitare o escludere l'applicazione delle pertinenti norme comunitarie relative all'aggiudicazione di lavori, servizi o forniture, anche se non costituiscono l'oggetto principale del contratto, ovvero di limitare o distorcere la concorrenza. (5)

Emendamento sostitutivo parziale Giunta regionale

Articolo 3

Il comma 13 dell'articolo 3 è così sostituito:

"13. La presente legge non si applica ai contratti relativi ai beni culturali. Ad essi si applicano le disposizioni di cui alla parte seconda, titolo IV, capo II, del decreto legislativo n. 163 del 2006 e successive modifiche". (6)

Emendamento aggiuntivo Biancu

Articolo 3

All'art. 3 del DDL 215 A, dopo il comma 8) è aggiunto il seguente comma:

8bis. Attività dell'Ente Foreste della Sardegna.

a) Tutte le opere di rimboschimento e di rinsaldamento, le opere strumentali, le forniture e i servizi connessi all'attività di sistemazione idraulico - forestale di cui al R.D.L. 3267/23 e R.D.L. 1126/26 possono essere eseguite in economia, in deroga alle norme di cui alla presente legge. Alle opere edilizie eseguite in economia nella forma della amministrazione diretta ricomprese nelle opere strumentali connesse alle attività di sistemazione idraulico - forestale di cui sopra non si applicano le norme relative agli appalti pubblici.

b) Le opere di manutenzione (o gestione) forestale di amministrazione diretta, qualora abbiano ad oggetto interventi che facciano rimanere salve le situazioni naturali, non sono da ricomprendere nell'ambito di applicazione delle norme relative agli appalti pubblici. Per le opere edilizie da realizzarsi nell'ambito delle attività gestionali e di manutenzione forestale di cui sopra, da eseguirsi in amministrazione diretta, si applicano le norme relative agli appalti pubblici di cui agli artt. 39 e 40 del DDL di cui trattasi.

c) Per tutte le opere e i lavori non eseguiti in economia e non ricompresi nelle lettere a) e b) di cui al presente comma si applicano le norme relative agli appalti pubblici di cui alla presente legge.

d) l'Ente Foreste della Sardegna adatta il proprio "Regolamento per i lavori, le provviste ed i servizi da eseguire in economia" alle disposizioni di cui al presente comma." (20)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Manca, relatore.

MANCA (La Margherita-D.L.), relatore. Sugli emendamenti numeri 1, 2, 3, 4, 5 e 6 il parere è favorevole. E poi è rimasto il 20?

PRESIDENTE. Sì! E' un aggiuntivo.

MANCA (La Margherita-D.L.). Sul 20, possiamo chiedere cinque minuti di sospensione?

PRESIDENTE. Oppure possiamo sospendere il 20 e poi avrete il tempo, tanto è un emendamento aggiuntivo, avrete il tempo di affrontare eventualmente la discussione, che lei propone di fare sospendendo l'Aula, e magari questo pomeriggio ci torniamo.

MANCA (La Margherita-D.L.), relatore. Oppure sospendiamo ed andiamo avanti. Ok, sì va bene.

PRESIDENTE. Va bene.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico dei lavori pubblici.

MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Il parere è conforme a quello del relatore. Grazie.

PRESIDENTE. Va bene.

Metto in votazione l'emendamento soppressivo parziale numero 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento soppressivo parziale numero 2. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento soppressivo parziale numero 3. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento sostitutivo parziale numero 4. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento sostitutivo parziale numero 5. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento sostitutivo parziale numero 6. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'articolo 3. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

L'emendamento numero 20, come abbiamo detto, lo rinviamo.

Passiamo all'esame dell'articolo 4.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4:

Art. 4

Regolamento

1. Entro due mesi dall'entrata in vigore della presente legge la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di lavori pubblici, adotta una proposta di regolamento di attuazione e la trasmette al Consiglio regionale per la sua approvazione. Tale regolamento, oltre le materie per le quali è espressamente richiamato, definisce in particolare:

a) le funzioni e i compiti del responsabile del procedimento;

b) le forme di pubblicità e di conoscibilità degli atti procedimentali e delle procedure di accesso a tali atti;

c) i rapporti funzionali tra i soggetti che concorrono alla realizzazione dei lavori e alle relative competenze;

d) la valutazione delle offerte con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa;

e) il trasferimento in proprietà all'appaltatore dei beni immobili della pubblica amministrazione;

f) la procedura di verifica e validazione dei progetti.

2. Fino alla data di entrata in vigore del regolamento si applicano nel territorio della Regione, ad eccezione delle parti incompatibili con le disposizioni della presente legge:

a) il decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554, e successive modifiche, nelle parti non abrogate così come modificato dall'articolo 256 del decreto legislativo n. 163 del 2006;

b) il decreto ministeriale 19 aprile 2000, n. 145 (Regolamento recante il capitolato generale d'appalto dei lavori pubblici).

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, grazie Presidente. Io vorrei soltanto approfittare della discussione generale sull'articolo 4, che parla del Regolamento, per raccogliere o tentare di raccogliere lo spirito di quello che il collega Pirisi ha appena detto all'Aula. Nel senso che è evidente che è difficile che tutti i consiglieri regionali possano avere sui singoli argomenti una competenza estrema e approfondita, e spesso, visto che esiste lavoro di Commissione, gli schieramenti delegano ai commissari che sono presenti all'interno delle singole Commissioni quell'approfondimento di dettaglio sui singoli provvedimenti che poi giustamente non dev'essere fatto all'interno dell'Aula. Per cui, nel caso di specie, la convinzione di molti dei colleghi della minoranza, forse anche di qualche collega della maggioranza è che, essendo questo disegno di legge un disegno di recepimento di una direttiva europea che nel frattempo è stata anche recepita a livello nazionale, l'azione che noi stiamo svolgendo sia un'azione buona e virtuosa e tutto sommato un'azione in cui l'elemento singolo e particolare di dettaglio sia stato già sviscerato nelle sedi in cui si è riusciti ad ottenere una sostanziale unanimità sul provvedimento e sul corpo del provvedimento. Quindi questo è l'elemento di riflessione che in questo momento ispira l'Aula. Ovviamente devo dire che, collega Pirisi, poi, sul corpo del provvedimento, gravano degli emendamenti, alcuni dei quali, ne cito uno a titolo di esempio, l'emendamento numero 24, suscitano delle perplessità alla lettura per cui sarebbe anche su questo interessante comprendere quale sia l'orientamento complessivo dell'Aula, non attendendo l'arrivo dell'articolo 51, ma magari sapendo, con un attimo di anticipo, in maniera tale che poi ognuno di noi si regoli anche sul tipo di corso dei lavori dell'Aula, che, ripeto, emendamenti che ovviamente ciascuno di noi ha visto soltanto nel momento cui è entrato in aula e dopo la votazione sul passaggio degli articoli ne ha avuto contezza. Collega Pirisi, per il ragionamento che lei fa e che può essere utile su alcuni aspetti, assolutamente marginali in merito alla suddetta legge, può essere opportuno che l'Aula si soffermi. Considerato che sono le 13 e 15, appurato che lei ha visto che nei banchi della minoranza non c'è una grande presenza, ma neanche tra la maggioranza, stante che, se facessimo una votazione a scrutinio palese probabilmente in questo momento interromperemmo i lavori, allora, considerato tutto questo, se lo ritenete opportuno, possiamo un attimo rallentare e focalizzare i lavori su alcuni aspetti che meritano approfondimento. Altrimenti, per un dovere di disponibilità che io ritengo di mantenere, possiamo continuare a tenere il ritmo che abbiamo tenuto, fermo restando che quando poi arriveremo a qualcuno dei nodi fondamentali della legge, un minimo di approfondimento lo garantiamo, quanto meno per il rispetto reciproco. Visto che siamo presenti in Aula, ci deleghiamo l'uno con l'altro e seguiamo il disegno di legge che comunque stiamo discutendo.

PRESIDENTE. Non ho altri iscritti a parlare. L'onorevole Vargiu propone, se non ho capito male, di concludere il lavoro di questa mattina e di riprendere alle 16 e 30. Il lavoro in Commissione è stato fatto. Capisco che non tutti i colleghi dei gruppi possano avere piena conoscenza delle cose, tuttavia mi sembra che sia stato un lavoro anche unitario. Però, se c'è bisogno di qualche minuto in più di approfondimento, penso che possiamo chiudere qui i lavori della mattinata e riprenderli questa sera alle ore 16 e 30. La seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 13 e 18.



Allegati seduta

CCCLII Seduta

(Antimeridiana)

Giovedì 26 luglio 2007

Presidenza del Presidente SPISSU

indi

del Vicepresidente SECCI

indi

del Presidente SPISSU

INDICE

La seduta è aperta alle ore 10 e 17.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di giovedì 12 luglio 2007 (345), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali La Spisa e Pittalis hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana di giovedì 26 luglio 2007.

Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.

Risposta scritta ad interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

"Interrogazione Amadu sulle iniziative in favore degli anziani a seguito dell'emergenza per il grande caldo che ha particolarmente colpito il Sassarese". (250)

(Risposta scritta in data 24 luglio 2007.)

"Interrogazione Diana, con richiesta di risposta di risposta scritta, sulle procedure di nomina del direttore dell'Agenzia regionale del lavoro". (357)

(Risposta scritta in data 24 luglio 2007.)

"Interrogazione Davoli - Uras - Pisu sulla grave situazione di crisi della Sardegna centrale". (423)

(Risposta scritta in data 24 luglio 2007.)

"Interrogazione Ladu - Murgioni - Onida sulla crisi del settore tessile in Sardegna". (45)

(Risposta scritta in data 24 luglio 2007.)

"Interrogazione Dedoni - Vargiu - Pisano - Cassano - Capelli - Licandro - Contu - Sanjust - Petrini - Moro - Biancareddu - Gallus - Murgioni - Ladu - Cherchi Oscar - Rassu - La Spisa - Sanciu - Liori - Oppi - Diana sulla nomina del direttore dell'Agenzia regionale del lavoro". (502)

(Risposta scritta in data 24 luglio 2007.)

"Interrogazione Dedoni sull'illegale serrata dell'azienda IBS Design spa di Ottana". (504)

(Risposta scritta in data 24 luglio 2007.)

"Interrogazione Cassano sugli avvisi di pagamento da parte della ASL n. 1 per prestazioni effettuate presso il pronto soccorso di Sassari". (590)

(Risposta scritta in data 24 luglio 2007.)

"Interrogazione Dedoni sullo stato dei lavori di miglioramento e potenziamento del sistema lagunare e relativo sforzo di pesca negli stagni di Cabras". (600)

(Risposta scritta in data 24 luglio 2007.)

"Interrogazione Moro sui gravi problemi dell'ospedale "Antonio Segni " di Ozieri". (603)

(Risposta scritta in data 24 luglio 2007.)

"Interrogazione Balia - Maninchedda - Masia - Salis - Serra sul rischio di smantellamento della Palmera e dello spostamento dell'attività produttiva in un paese asiatico". (645)

(Risposta scritta in data 24 luglio 2007.)

"Interrogazione Pisano sulla revoca dell'adesione allo sciopero generale del 18 ottobre 2006 del solo settore della pubblica amministrazione". (663)

(Risposta scritta in data 24 luglio 2007.)

"Interrogazione Liori - Diana sul cattivo funzionamento del servizio di anagrafe canina e, più in generale, del servizio veterinario dell'Azienda sanitaria locale n. 8". (669)

(Risposta scritta in data 24 luglio 2007.)

"Interrogazione Caligaris sul comportamento del direttore generale della ASL di Sassari e del personale dell'Ospedale Santissima Annunziata nei confronti del signor Giovanni Nuvoli, con specifico riferimento al mancato rispetto dell'articolo 32 della Costituzione italiana". (753)

(Risposta scritta in data 24 luglio 2007.)

"Interrogazione Amadu sulla necessità di un intervento della Giunta regionale a tutela dei lavoratori ex Arial, addetti alle pulizie nell'ASL n. 1 di Sassari". (792)

(Risposta scritta in data 24 luglio 2007.)

"Interrogazione Vargiu sul diritto alla tutela della salute dei pazienti sardi, posto in discussione dalla delibera n. 8/12 sul contenimento della spesa". (795)

(Risposta scritta in data 24 luglio 2007.)

"Interrogazione Petrini - Contu - Rassu sull'applicazione del decreto del Presidente della Repubblica n. 462 del 2001 sulla sicurezza degli impianti elettrici e di messa a terra". (802)

(Risposta scritta in data 24 luglio 2007.)

"Interrogazione Caligaris sulla situazione dei 22 dipendenti in mobilità della ex Editar Spa facente parte della multinazionale libica LA.FI.CO. (Libyan Arab Foreign Investment Co.)". (809)

(Risposta scritta in data 24 luglio 2007.)

"Interrogazione Ladu - Murgioni - Onida sul mancato avvio dei corsi dell'obbligo formativo". (82)

(Risposta scritta in data 24 luglio 2007.)

"Interrogazione Frau sul pericolo di grave rischio ambientale provocato dai lavori di modifica in corso negli stabilimenti della ex Nuova Scaini di Villacidro". (825)

(Risposta scritta in data 24 luglio 2007.)

"Interrogazione Scarpa sulle politiche regionali per la tutela della biodiversità animale della Sardegna". (842)

(Risposta scritta in data 24 luglio 2007.)

"Interrogazione Amadu sulla necessità di disporre la rimborsabilità del farmaco Tysabri destinato alla cura della sclerosi multipla". (856)

(Risposta scritta in data 24 luglio 2007.)

"Interrogazione Dedoni sulla situazione di grave pericolo per la salute dei lavoratori delle Ferrovie meridionali sarde (FMS)". (857)

(Risposta scritta in data 24 luglio 2007.)

"Interrogazione Lanzi - Cugini - Fadda - Licheri - Serra sui lavoratori e le lavoratrici delle aziende in appalto di servizi continuativi che prestano servizio al Presidio ospedaliero San Giovanni di Dio a Cagliari". (861)

(Risposta scritta in data 24 luglio 2007.)

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

MANCA, Segretario:

"Mozione Cucca - Floris Vincenzo - Pirisi - Barracciu - Pittalis - Balia - Sabatini - Maninchedda sulla gravissima emergenza determinata dagli incendi in vaste zone del nuorese". (132)

"Mozione Capelli - La Spisa - Artizzu - Vargiu - Randazzo Alberto - Ladu - Atzeri - Farigu sugli interventi urgenti da adottare in conseguenza degli incendi divampati nella periferia della città di Nuoro". (133)

"Mozione Diana - Liori - Artizzu - Moro - Sanna Matteo sul ridimensionamento del presidio antincendi della Guardia forestale a Fenosu". (134)

PRESIDENTE. Dobbiamo procedere al giuramento degli Assessori. Sospendo i lavori per cinque minuti affinché i colleghi arrivino in Aula.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 20, viene ripresa alle ore 10 e 25.)

PRESIDENTE. Va bene colleghi, prendete posto.

GIURAMENTO DI ASSESSORI TECNICI

PRESIDENTE. Ricordo che gli Assessori nominati dal Presidente della Regione, non Consiglieri regionali, devono prestare giuramento ai sensi dell'articolo 3 del Decreto del Presidente della Repubblica 19 maggio 1949, n. 250.

Invito gli Assessori ad avvicinarsi al banco della Presidenza.

Dò lettura della formula del giuramento prevista dall'articolo 3 del citato D.P.R.:

"Giuro di essere fedele alla Repubblica e di esercitare il mio ufficio al solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione".

Invito pertanto gli Assessori Congera e Mongiu a rispondere: "Giuro".

CONGERA, Assessore tecnico del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Giuro.

MONGIU, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Giuro.

Discussione e approvazione del "Regolamento per il trattamento dei dati sensibili e giudiziari" (Reg. 2/A)

PRESIDENTE. Bene, auguri e buon lavoro. L'ordine del giorno reca la discussione del regolamento 2/A, regolamento per il trattamento dei dati sensibili e giudiziari. Il relatore è l'onorevole Simonetta Sanna.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare la consigliera Simonetta Sanna, relatore di maggioranza.

SANNA SIMONETTA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Sì, grazie Presidente…

PRESIDENTE. Chiedo scusa, aspettiamo qualche minuto per formulare gli auguri ai neo Assessori e poi inizieremo i lavori.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 30, viene ripresa alle ore 10 e 39.)

PRESIDENTE. Prego i colleghi di riprendere posto. L'ordine del giorno reca la discussione del regolamento 2/A per il trattamento dei dati sensibili e giudiziari.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare la consigliera Simonetta Sanna, relatore di maggioranza.

SANNA SIMONETTA (La Margherita-D.L.). Mi rimetto alla relazione scritta.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sanna.

E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Un brevissimo intervento per sottolineare intanto il lavoro svolto dalla collega Sanna, che si è dovuta impegnare su un documento che riguarda il trattamento dei dati sensibili dopo un lavoro svolto attraverso uno schema-tipo di regolamento. L'aspetto più significativo del lavoro fatto dalla collega consiste nel fatto che è stato un provvedimento licenziato dalla Giunta nel maggio del 2006, che è pervenuto celermente e con una richiesta di espressione di parere in Commissione subito dopo e la Commissione lo ha approvato nella seduta del 21 giugno del 2006. Quindi la collega Sanna ha fatto un lavoro impegnativo perché si tratta comunque di uno schema molto articolato che riguarda, come dicevo, la questione dei dati sensibili in tempi rapidissimi e quindi ciò rende ancora più apprezzabile il lavoro della collega. Meraviglia forse non poco il fatto che la Giunta, dopo aver chiesto questo lavoro veloce poi non lo abbia con altrettanta rapidità portato all'attenzione dell'Aula, per cui noi solo dopo un anno ce ne stiamo occupando.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SECCI

(Segue CALIGARIS.) Tra gli aspetti che volevo sottolineare, perché è un intervento proprio brevissimo, c'è questo relativo all'emendamento che è stato presentato al testo. E' un emendamento molto opportuno per il quale io comunque chiedo un attimo di attenzione relativamente all'elenco delle associazioni che sono state indicate. Cioè mi domandavo se, indicando l'Unione italiana ciechi, l'Associazione nazionale mutilati e invalidi civili e l'Ente nazionale dei sordi non si ponessero delle limitazioni e se non fosse il caso, invece, di indicare in maniera generica le associazioni, magari riconosciute come enti morali, in modo tale da evitare che ci possano essere delle limitazioni significative alla comunicazione dei dati. E volevo anche far notare che sempre nella scheda numero 32, che è quella che è stata posta all'attenzione in modo più evidente, laddove si parla delle comunicazioni si parla del Comitato medico di verifica del Ministero dell'economia e delle finanze. Ora, io volevo anche chiedere se questo comitato corrisponde alla Commissione medica di verifica del Ministero dell'economia e finanze, che è chiamata Commissione, e chiedere anche che venga inserita, invece, come seconda istanza, perché questa è di prima istanza. Anche la Commissione che fa capo al Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica che si chiama ugualmente Commissione medica di verifica, ma che interviene in seconda istanza. Ecco, chiudo questo brevissimo intervento appunto rimarcando questi aspetti e ancora rinnovando l'apprezzamento per il lavoro fatto dall'onorevole Sanna. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie a lei, onorevole Caligaris.

E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Grazie, solo due parole, Presidente. Io credo che questo rappresenti uno strumento unico nella sua fattispecie di cui la nostra Regione si doveva dotare e si sta dotando. Così, da un primo esame, sembrerebbe quasi una cosa superflua, una cosa abbastanza superficiale per non dire quasi inutile, mentre se si va ad esaminare il contenuto dell'articolato, ma principalmente il contesto e l'essenza dello strumento stesso, ci si rende conto che è uno strumento di tutela e di garanzia utile per tutti noi, oltre che per l'istituzione Regione, non solo, anche per il Governo e per tutti gli enti che fanno capo alla Regione. Per cui voglio sinceramente complimentarmi con la collega che ha ben pensato di dotare la nostra Regione e noi stessi di questo regolamento, non fosse altro per renderci edotti e consapevoli di quelli che sono, dal punto di vista non solo politico ma personale, nei rapporti di governo, nei rapporti politici ed anche extra, le nostre responsabilità, i nostri diritti; che cosa può essere utilizzato, pro o contro, sia la politica, sia la persona, sia le istituzioni. Per cui un plauso per questa iniziativa che io condivido sinceramente in quanto è uno strumento utilissimo di cui la nostra Regione senz'altro farà uso e consumo nel migliore dei modi. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Rassu.

E' iscritto a parlare il consigliere Pisu. Ne ha facoltà.

PISU (R.C.). Signor Presidente, colleghi, signori Assessori, anch'io intervengo solo brevemente per dire che questo provvedimento può apparire secondario rispetto a leggi che conquistano di più l'attenzione dei colleghi e anche dei mezzi di comunicazione di massa, se invece qualcuno di voi ha avuto la possibilità di esaminare bene il testo, che è un malloppo abbastanza consistente, si sarà sicuramente reso conto che è della massima importanza. Questo io credo faccia parte di un ragionamento teso ad ammodernare e a garantire in maniera più certa l'attività e anche il ruolo cui ciascuno di noi deve assolvere, in particolare coloro che fanno parte della macchina amministrativa. Ora, questo lavoro abbastanza intenso e abbastanza discusso nella Commissione seconda, nella prima parte della legislatura, è stato un lavoro molto lungo e anche un po' nascosto, perché in realtà abbiamo cercato di soffermarci su una questione che secondo noi aveva una certa importanza e rilevanza, e fa parte di quei sei provvedimenti esitati dalla Commissione seconda nella prima parte della legislatura. In questo caso questa relazione era stata affidata alla collega Simonetta Sanna, però io ricordo a quest'Aula che ci sono altre proposte abbastanza importanti esitate da quella Commissione che sono arrivate in Aula, sono state anche votate e ancora attendono la conclusione. Ad esempio, il difensore civico, che sta diventando una vergogna per quest'Aula, perché non si è riusciti ancora a nominarlo e non può questo fatto passare in secondo piano, cari colleghi, perché non può succedere che nella XIII legislatura, cioè nel momento in cui stiamo portando avanti delle importanti riforme, si riducano i diritti civili in questa Regione. Così come tarda ad andare avanti e si è bloccata in maniera inspiegabile e non si vuole portare in Aula la legge sul garante delle persone private delle libertà. Anche su queste leggi la Commissione ha lavorato a lungo e rappresenta un importante passo per i diritti civili. Così come abbiamo rimandato in Commissione la legge sull'ARCOS, sul CORECOM, che aspetta da 15-20 anni di essere approvata in questa Regione, che è ultima, ultima, su questo importante settore che riguarda l'informazione e l'autorità garante dell'informazione nella nostra Isola. Così come porteremo in Aula - e spero che lo facciamo prima della fine dell'estate - la questione che riguarda il servizio civile volontario. Ecco, si tratta di sei provvedimenti che io vorrei richiamare all'attenzione dei distratti Capigruppo di quest'Aula, che portano all'attenzione della stessa argomenti sicuramente di grande rilevanza, ma che poi dimenticano, perché non hanno fatto parte della Commissione seconda, di tener conto del lavoro svolto dai colleghi in maniera seria, in maniera compiuta, e che sono tutti provvedimenti approvati dalla Commissione all'unanimità. Per cui, invito i Capigruppo e il Presidente, quando si fanno le riunioni per portare gli argomenti in Aula, di tenerne conto perché altrimenti da questa tribuna io sicuramente, ma credo anche i colleghi che hanno lavorato attentamente su questi temi, solleveremo questi argomenti. Chiediamo anche alla stampa, questa stampa troppo spesso sonnolenta, di darci una mano affinché queste problematiche siano poste all'attenzione di quest'Aula, perché sicuramente riguardano gli interessi di una parte consistente del popolo sardo e riguardano anche temi che sono riferibili alla sensibilità delle persone, cioè i diritti civili e il volontariato, riguardano cose di cui ci riempiamo spesso la bocca, ma che poi non riusciamo a portare a termine nell'interesse generale. Chiedo che dalle parole si passi ai fatti e spero che sia questa l'ultima volta che siamo costretti a sollevare la tematica e a prendere la parola su queste tematiche e poi non si fa niente, altrimenti sicuramente lo riproporremo. Grazie.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Grazie, Presidente. Naturalmente per esprimere, anche a nome della Giunta, il giudizio positivo per il lavoro che è stato svolto dalla Commissione, ricordando che questo regolamento è comunque anche il frutto di un lavoro che è stato svolto nazionalmente dal gruppo interregionale che era stato costituito dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome, che aveva predisposto uno schema tipo di regolamento che poi era stato approvato dalla Conferenza stessa. Dato molto importante, lo schema tipo approvato dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni era stato sottoposto alla valutazione del garante, il quale garante aveva dato un giudizio positivo sul lavoro fatto.

Devo dire che qui, regionalmente, sulla base dello schema tipo che era stato approvato, la Presidenza della Regione aveva costituito un gruppo interassessoriale che aveva elaborato tutti quegli aspetti specifici legati alla nostra Amministrazione regionale e aveva raccolto le indicazioni un po' di tutti gli assessorati.

Devo dire che il lavoro svolto dalla Commissione è stato un lavoro particolarmente significativo e importante e quindi oggi l'approvazione di questo importante regolamento segna una tappa altrettanto importante per quanto riguarda la trasparenza e la semplificazione, facendo riferimento a una serie di leggi - le cosiddette leggi Bassanini - che sono oramai datate, ma che costituiscono comunque uno strumento di riforma particolarmente importante per l'Amministrazione pubblica, per la Pubblica amministrazione in generale.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Abbiamo un piccolo problema tecnico, chiedo al Consiglio la cortesia di sospendere i lavori per cinque minuti, per poter fotocopiare un emendamento che è stato presentato qualche attimo fa. Quindi, sospendo i lavori che riprenderanno alle ore 11.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 56, viene ripresa alle ore 10 e 59.)

PRESIDENTE. Se i colleghi prendono posto possiamo riprendere i nostri lavori. Possiamo votare il passaggio all'esame degli articoli del regolamento di cui stiamo trattando.

CAPELLI (U.D.C.). Chiedo il voto elettronico!

RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Presidente, non funziona!

PRESIDENTE. Il Presidente funziona, funzionino anche i colleghi!

Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Randazzo. Ne ha facoltà.

RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Chiedo lo scrutinio elettronico palese. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Randazzo. E' stato chiesto il voto elettronico palese, prego i colleghi di prendere posto e di predisporsi alla votazione. Prego due segretari di accomodarsi alla Presidenza. Onorevole Cassano, la prego.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Atzeri - Balia - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cassano - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Farigu - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licandro - Licheri - Manca - Marracini - Masia - Milia - Moro - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pisano - Pisu - Porcu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.

Si sono astenuti i consiglieri: Gallus - Lombardo - Sanjust.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 59

votanti 56

astenuti 3

maggioranza 29

favorevoli 56

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Art. 1 Oggetto

1. Il presente regolamento, ai sensi degli articoli 20 e 21 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali), identifica i tipi di dati e le operazioni eseguibili da parte della Regione-Giunta regionale, nonché da parte delle aziende sanitarie, degli enti e delle agenzie regionali per i quali la Regione esercita poteri di indirizzo e controllo, nello svolgimento delle loro funzioni istituzionali, con riferimento ai trattamenti di dati sensibili e giudiziari effettuati per il perseguimento delle rilevanti finalità di interesse pubblico individuate da espressa disposizione di legge, ove non siano legislativamente specificati i tipi di dati e le operazioni eseguibili.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'articolo 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Art. 2 Disposizioni generali

1. Ai fini del presente regolamento si applicano le definizioni contenute nell'articolo 4 del decreto legislativo n. 196 del 2003.

2. Il trattamento dei dati avviene nel rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali dell'interessato ed è compiuto quando, per lo svolgimento delle finalità di interesse pubblico, non è possibile il trattamento dei dati anonimi oppure di dati personali non sensibili o giudiziari.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, sulle modalità di voto: chiedo lo scrutinio elettronico palese.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Vargiu. Sull'articolo 2 si vota con lo scrutinio elettronico palese. Prego i colleghi di prendere posto. Dichiaro aperta la votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 2.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Balia - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cassano - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Fadda - Farigu - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Masia - Milia - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pisano - Pisu - Porcu - Randazzo Alberto - Rassu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.

Si sono astenuti i consiglieri: Gallus - Licandro - Lombardo - Murgioni - Sanjust.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 55

votanti 50

astenuti 5

maggioranza 26

favorevoli 50

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'articolo 3.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:

Art. 3 Tipi di dati e di operazioni eseguibili

1. I dati sensibili e giudiziari oggetto di trattamento, le finalità di interesse pubblico perseguite, nonché le operazioni eseguibili sono individuati, per i soggetti titolari di cui all'articolo 1, nelle schede contenute negli allegati al presente regolamento, di seguito elencati:

a) allegato A (schede da A1 a A30) - Trattamenti effettuati da: Regione-Giunta regionale, agenzie e enti regionali, enti vigilati e controllati dalla Regione;

b) allegato B (schede da B1 a B41) - Trattamenti effettuati da: aziende unità sanitarie locali, aziende ospedaliere, aziende universitarie di qualsiasi tipo e natura operanti nell'ambito del Servizio sanitario nazionale

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'articolo 4.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4:

Art. 4 Pubblicazione sul Bollettino ufficiale

1. Il presente regolamento è pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Sardegna

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'articolo 5.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5:

Art. 5 Entrata in vigore

1. Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna.

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'allegato A.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. All'allegato A è stato presentato un emendamento modificativo, il numero 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'emendamento:

Emendamento sostitutivo parziale Biancu

Nella denominazione della scheda n. 4 la lettera B è così sostituita:

B. GESTIONE ECONOMICA, FISCALE E PREVIDENZIALE DELLE INDENNITÀ DEGLI ASSESSORI REGIONALI E PROVINCIALI E DEI CONSIGLIERI PROVINCIALI.

Nella denominazione della scheda n. 5 dopo le parole " invalidità dei" sono soppresse le parole "consiglieri". (2)

PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'allegato e sull'emendamento.

Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare la consigliera Simonetta Sanna, relatore di maggioranza.

SANNA SIMONETTA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza.

Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere è conforme a quello della Commissione.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento modificativo numero 2.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione con scrutinio elettronico palese, Presidente.

PRESIDENTE. Si vota con scrutinio elettronico palese l'emendamento modificativo numero 2. Prego i colleghi di prendere posto. Dichiaro aperta la votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Atzeri - Balia - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cassano - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Fadda - Farigu - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Ladu - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Masia - Moro - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Rassu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.

Si sono astenuti i consiglieri: Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 55

votanti 53

astenuti 2

maggioranza 27

favorevoli 53

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'allegato A. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'allegato B.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. All'allegato B è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'emendamento:

Emendamento aggiuntivo Sanna Simonetta-Biancu

La scheda numero 32, allegata alla tabella B, che disciplina il trattamento dei dati sensibili della "Attività medico legale inerente agli accertamenti finalizzati a sostegno delle fasce deboli (riconoscimento dello stato di invalidità civile, cecità civile, sordomutismo, della condizione handicap, accertamento per il collocamento mirato)" nella parte riguardante la "Comunicazione" dei dati, la locuzione "verso soggetti privati" è così integrata:

- L'unione italiana ciechi (UIC);

- L'associazione nazionale mutilati e invalidi (ANMIC);

- L'ente nazionale sordi (ENS).

Nella "Descrizione del trattamento del flusso informativo" dopo il quarto capoverso inserire la seguente locuzione: "Gli elenchi di nomi con la via e il Comune di residenza delle persone sottoposte a visita della Commissione medica ASL vengono comunicati alle rispettive associazioni di categoria nel termine previsto dalla legge". (1).)

PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'allegato e sull'emendamento.

Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare la consigliera Simonetta Sanna, relatore di maggioranza.

SANNA SIMONETTA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Il parere è favorevole, oltretutto è un atto dovuto in quanto la scheda numero 32 presenterebbe altrimenti un profilo di illegittimità che occorre evitare e mi dispiace dissentire da quanto diceva la collega, perché abbiamo citato solo tre associazioni, perché appunto queste associazioni sono quelle prescritte per legge. Quindi il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Sanna. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere è conforme a quello della Commissione.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'allegato B. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

(I testi degli allegati sono agli atti del Consiglio)

PRESIDENTE. Metto in votazione il testo finale del regolamento numero 2/A. Prego i colleghi di predisporsi alla votazione elettronica. Dichiaro aperta la votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del Regolamento numero 2/A.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Rassu, Petrini, Contu, Marrocu, Sanna Alberto hanno votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Balia - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cassano - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Farigu - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Moro - Murgioni - Orrù - Petrini - Pileri - Pinna - Pisano - Pisu - Porcu - Rassu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.

Si è astenuto il consigliere: Randazzo Alberto.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 54

votanti 53

astenuti 1

maggioranza 27

favorevoli 53

(Il Consiglio approva).

Discussione generale del disegno di legge: "Procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, forniture e servizi, in attuazione della direttiva comunitaria n. 2004/18/CE del 31 marzo 2004 e disposizioni per la disciplina

delle fasi del ciclo dell'appalto". (215/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 215/A della Giunta regionale. Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Manca, relatore di maggioranza.

MANCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Grazie; signor Presidente, signori Assessori signori consiglieri, arriva oggi in Aula, dopo che è stato approvato a maggioranza dalla quarta Commissione consiliare, con l'astensione dei gruppi di Forza Italia, Fortza Paris e U.D.C., il disegno di legge numero 215 che norma le procedure di aggiudicazione degli appalti di lavori, di forniture e di servizi e disciplina le fasi del ciclo dell'appalto in attuazione della direttiva comunitaria numero 18 del 2004. Arriva in Aula al termine di un iter istruttorio molto articolato, complesso e completo dovuto alla oggettiva complessità della materia e, anche, ai tanti interessi direttamente coinvolti in questa delicata ed attesa riforma. Una riforma strutturale in tale settore. Per comprendere ancora meglio l'impegno e la difficoltà di tale riforma, è importante ricordare che questa norma mette a regime un quadro normativo ampio e complesso, che nel tempo ha subito numerose modifiche. Basta ricordare che si parte col decreto legislativo numero 358/92, passando per la legge-quadro numero 109/94, cosiddetta legge Merloni, fino ad arrivare al necessario coordinamento col decreto legislativo numero 163, il cosiddetto codice dei contratti pubblici del 2006 e con la legge 248 del 2006, decreto Bersani.

Assolutamente importante in tal senso è stato il lavoro fatto dagli uffici dell'Assessorato, che oltre delle loro competenze e capacità professionale, si sono avvalsi di contributi derivanti da una capillare consultazione anche on-line affinché ci fosse la massima partecipazione di chi vive, conosce e si cimenta quotidianamente in queste tematiche. La Commissione, dal canto suo, ha approfondito ulteriormente il testo, chiedendo altri contributi ai diversi soggetti interessati dalla riforma, e dopo un'ampia e attenta discussione, ha emanato il testo che si porta oggi in discussione in quest'Aula. Il testo, composto da sette titoli e settantuno articoli, disciplina, in modo finalmente unitario e completo, sia le procedure di appalto per lavori e servizi di importo superiore alla soglia comunitaria, sia le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di importo inferiore alla soglia comunitaria, regolamentando tutte le fasi del ciclo dell'appalto, dalla progettazione al collaudo. Inoltre, accanto alle procedure di gara tradizionali, quella aperta, quella ristretta e quella negoziata, sono disciplinati i nuovi sistemi che aprono alla collaborazione tra amministrazione aggiudicatrice e operatore economico: si tratta del dialogo competitivo e dell'accordo quadro. Con particolare riferimento agli appalti di lavori, il testo detta disposizioni relativamente alle fasi di programmazione, progettazione, approvazione, verifica e valorizzazione dei progetti. Le norme che regolano le procedure di gare e di affidamento sono in linea di massima le stesse sia per gli appalti di lavori, sia per quelli di servizi e forniture. E' sicuramente importante evidenziare come la normativa approvata interviene in particolare sulle procedure d'appalto nel sotto-soglia in un'ottica di semplificazione, seppur nel rispetto dei principi comunitari. Rispetto al testo approvato dal proponente, la Commissione, con il contributo fattivo di tutti i componenti e la collaborazione dell'assessore Mannoni e degli uffici, ha proceduto alla modifica ed integrazione di alcune disposizioni, anche per adeguarle alle osservazioni pervenute dall'associazione di categoria e dagli ordini professionali. Essendo, come ho appena detto, un articolato molto ampio e complesso, mi limiterò ad indicare alcuni degli elementi innovativi e migliorativi che sono stati discussi e approvati in Commissione.

All'articolo 3 è stato perfezionato e reso più chiaro l'ambito di applicazione della legge, evidenziando in maniera chiara anche le situazioni in cui tale norma non viene applicata. All'articolo 4, dove viene disciplinato il regolamento attuativo della legge, sono stati inseriti, dopo un attento e puntuale confronto in Commissione, due aspetti di grande rilevanza: il primo riguarda il fatto che il regolamento viene riportato, in linea con la normativa regionale, all'approvazione del Consiglio regionale; il secondo riguarda i tempi della sua approvazione, che sono stati portati a due mesi dall'entrata in vigore della legge, proprio in virtù della delicatezza e dell'importanza dei temi che esso dovrà trattare. E su entrambi gli argomenti, devo essere sincero, sia l'assessore Mannoni che la minoranza in Commissione si sono dichiarati assolutamente d'accordo. All'articolo 6, in materia di programmazione generale delle opere pubbliche regionali, è stato inserito l'obbligo di una preventiva intesa, così come previsto dall'articolo 13 della legge 1 del 2005, la legge istitutiva del Consiglio delle autonomie locali, sui criteri generali di determinazione dei programmi regionali di finanziamento delle opere pubbliche. Nell'articolo 8, così come previsto dal decreto legislativo 6 del 26 gennaio 2007, viene risolto l'annoso problema del conferimento delle funzioni del responsabile del procedimento, RUP, ai dipendenti in servizio non di ruolo, legittimando in presenza di carenza accertata di organico lo strumento flessibile delle assunzioni a termine, mediante il ricorso a contratti a tempo determinato o a tempo pieno. Nell'articolo 19, dove si disciplinano le offerte anormalmente basse, si prevedono interventi importanti per quanto riguarda il costo del lavoro, per il quale non sono ammesse giustificazioni in relazione ai trattamenti salariali minimi e la sicurezza sul lavoro, sulla quale, se non previsto dal decreto legislativo 173/2006, non sono ammessi ribassi d'asta. Aspetti questi, come tutti noi sappiamo, assai sensibili ed oggetto di molte trasgressioni ed inadempienze. Nello stesso articolo è stata inoltre introdotta la disposizione che prevede l'esclusione automatica delle offerte anomale nel sotto-soglia quando si aggiudica al massimo ribasso, mentre quando si aggiudica con offerta economicamente più vantaggiosa la valutazione della congruità deve essere riferita a tutti gli elementi oggetto della gara. All'articolo 23, in materia di qualificazione degli appalti, si sottolinea la particolare rilevanza di tale disposizione, che prevede, sulla base di una disciplina regionale previdente, giudicata positivamente anche dalla Corte costituzionale, la possibilità per la Sardegna di affiancare al sistema nazionale SOA, sistema di qualificazione delle imprese, il sistema di qualificazione proprio della Regione, disciplinato appunto dalla legge regionale 14 del 2002. Nell'articolo 49 viene portato a soluzione un problema ormai cronico che il mondo imprenditoriale aspettava con grande attesa, quello del prezzario regionale, di cui è prevista la nuova applicazione e specialmente il suo aggiornamento annuale. Nell'articolo 50, in materia di norme sulla sicurezza del lavoro e sulla tutela dei lavoratori, sono puntualmente richiamati tutti gli obblighi in capo agli appaltatori e alle imprese, con particolare riferimento al documento unico di regolarità contributiva DURC e dalle norme dell'articolo 36 bis del decreto Bersani in materia di sicurezza. Nell'articolo 56 vengono espressamente richiamate le nuove disposizioni contenute nell'articolo 35, commi dal 28 al 34, del decreto Bersani, che disciplinano in maniera stringente il ricorso all'istituto del subappalto, tradizionalmente fonte di non corretta applicazione di norme sulla sicurezza dei lavoratori. Infine, all'articolo 63 bis, è stata introdotta una disposizione finalizzata ad assicurare la trasparenza nell'attribuzione degli incarichi professionali, norma che a mio parere può aiutare ad evitare effetti distorsivi del sistema ed eccessive concentrazioni di incarichi sempre alle solite persone, con la possibilità di stimolare invece l'ingresso nel sistema di giovani professionisti.

Presidente, colleghi, Assessore, penso che il testo di legge che quest'Aula si appresta a discutere rappresenti un altro importante risultato che questo Consiglio sta per raggiungere. Penso che la semplificazione di tante norme in un unico testo di legge e l'inserimento di nuovi concetti da tempo attesi possano e debbano dare un importante contributo al rilancio del nostro sistema economico e produttivo, e possano e debbano stimolare una gestione amministrativa diversa e più efficiente. Penso, inoltre, sia orgoglio di tutti noi poter dire che la nostra Regione è la quarta regione in Italia, dopo la Campania, il Veneto e la Toscana, che si adegua a quanto previsto dalla direttiva europea numero 18 del 2004.

Avviandomi a concludere, è mio piacere ringraziare l'assessore Mannoni, la dottoressa Falco e la dottoressa Boero, e il nostro funzionario, il dottor Cocco, per la grossa disponibilità, qualità e competenza professionale messe a disposizione durante i lavori della Commissione. Un particolare ringraziamento, infine, va inoltre a tutta la Commissione, al presidente Pinna ed in particolare ai membri di minoranza, che nonostante la loro astensione sul voto finale hanno, con qualità, capacità costruttiva e disponibilità, contribuito in maniera attiva affinché venisse approvato un ottimo testo di legge. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Murgioni. Ne ha facoltà.

MURGIONI (Fortza Paris). Signor Presidente, signor Assessore, colleghe e colleghi, questo disegno di legge, tra l'altro ben illustrato dal relatore onorevole Manca a cui faccio i miei complimenti, nasce col presupposto di perseguire la finalità volta a rendere attuativa la direttiva UE in materia di appalti aventi importo superiore alla soglia comunitaria. Un imponente lavoro che pone il nostro corpo legislativo al passo con la normativa europea, disciplinando in maniera unitaria una materia che per sua natura è alquanto delicata e complessa, come confermano alcuni risvolti odierni. La Commissione competente, della quale mi onoro di far parte, ha potuto lavorare grazie al capillare lavoro svolto nel redigere il disegno di legge, portando tutte quelle modificazioni che a nostro parere rappresentano un miglioramento o una semplificazione del quadro delle procedure previste in ordine all'affidamento degli appalti. Colgo l'occasione per ringraziare il Presidente della Commissione, onorevole Pinna, e i componenti tutti che rappresentano la maggioranza per l'attenzione che hanno posto verso le tematiche avanzate dalle opposizioni e il clima di fattiva collaborazione venutosi nel contempo a creare. Un ulteriore ringraziamento è d'obbligo nei confronti del funzionario competente della Commissione, il dottor Cocco, che vedo in Aula, sempre disponibile, puntuale e documentato: grazie al suo lodevole impegno abbiamo potuto seguire con strumenti adeguati l'iter per l'approvazione in Commissione della proposta di legge. Un ringraziamento anche all'Assessore che è presente oggi, ma lo è stato anche in Commissione, dando un apporto fondamentale. Ma il legislatore non si è voluto fermare esclusivamente ad un mero adeguamento della normativa regionale alle norme comunitarie, in quanto si è posto come obiettivo aggiuntivo quello di dettare ulteriori disposizioni sulle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici aventi importo inferiore alla stessa soglia comunitaria. Si è voluto, in questo modo, normare tutto il complesso di rapporti che sono riferiti alle varie fasi del ciclo di aggiudicazione degli appalti pubblici, che comprendono forniture, servizi e lavori, partendo, per questi ultimi, dalla progettazione sino alla fase del collaudo. Si tratta in effetti di porre mano a tutto un insieme di casistiche che oggi rendono quanto meno complessa e in taluni casi di difficoltosa applicazione la normativa. Attraverso il presente testo la nostra Regione, e questo per la prima volta, si allinea alle trasformazioni intervenute con la modifica del Titolo V della carta costituzionale, laddove viene espressamente richiamato il principio che pone in capo all'Ordinamento regionale un ruolo diretto di attuazione immediata delle direttive comunitarie. Altro aspetto non da poco riguarda le semplificazioni procedurali e burocratiche che sino ad oggi si accompagnano all'affidamento degli appalti soprattutto in riferimento alle aggiudicazioni per importi inferiori rispetto alle previste soglie comunitarie. Ma vorrei sottolineare un fatto che io ritengo particolarmente degno di menzione: nel corpo dell'articolato viene espressamente prevista la tutela e la qualità dell'ideazione e della realizzazione architettonica cui viene conferita particolare rilevanza pubblica; si tratta di un concetto di valenza fondamentale perché viene introdotto nell'apparato legislativo, e anche qui siamo ad una prima volta, un elemento che impone dei canoni per la realizzazione delle opere quali quello della bellezza e quello della qualità architettonica che devono essere previsti nella fase di progettazione. Con questo mi auguro si riesca a limitare, se non ad impedire del tutto, le realizzazioni di opere obrobriose che hanno minato, e minano tutt'oggi, la bellezza della nostra Regione.

Come così pure ritengo sia degno di una sottolineatura positiva la scelta di un criterio che ha consentito, e io dico finalmente, ai giovani professionisti, a parità di punteggio, di essere favoriti rispetto ai colleghi più anziani. Ciò significa che si crea un'apertura del mercato del lavoro verso quelle nuove intelligenze che evidentemente, non trovando sbocchi professionali negli ambiti territoriali della nostra Regione, sarebbero costretti o al precariato, altrimenti all'emigrazione.

Se restassero così le cose, la Regione si priverebbe di importanti risorse di intelligenza e di cultura fondamentali invece che determinare un nuovo percorso di sviluppo economico della nostra Regione.

Questa della emigrazione di cervelli, cari colleghi, è una sciagura che noi dobbiamo evitare ad ogni costo e mi sembra di poter dire che il disegno di legge, per quanto possibile ovviamente, si muove proprio in questa direzione.

Va inoltre sottolineato che il presente provvedimento coinvolge, in continuità con quanto già approvato in materia nella precedente legislatura, specialmente l'assessorato dei lavori pubblici. Questa continuità attesta che per gli appalti già esisteva una buona base sulla quale costruire.

Un punto sul quale io invece mi soffermerei particolarmente, al fine di provocare un ulteriore momento di riflessione, riguarda il rispetto della giurisprudenza formatasi in materia di tutela delle imprese, aventi sede o collocazione operativa nel territorio della nostra Regione.

E' ben vero che tali norme sono state sanzionate e dichiarate illegittime, in quanto ritenute in palese violazione dell'articolo 49 del Trattato della Comunità Europea. Infatti l'articolo 49 vieta ogni forma di discriminazione basata sulla cittadinanza, così come tale concetto viene ulteriormente ribadito nella nostra Carta Costituzionale.

Però io ritengo, proprio in forza della nostra condizione geografica di insularità e di altre ragioni fondanti di carattere storico, sociale e culturale, che potremmo richiedere, in deroga alla normativa comunitaria e nazionale, una speciale e unica forma di tutela per le imprese aventi sede o collocazione operativa nel territorio regionale.

Dico questo anche in forza del fatto che la Sardegna, con l'uscita dall'Obiettivo 1 e la mancata estensione del pacchetto di misure compensative, previste dal Trattato di Amsterdam, per le regioni insulari ed ultraperiferiche, si trova priva di idonee misure a tutela della propria condizione geografica di unica vera isola italiana, la più lontana dalla terraferma.

Su questo argomento avrei auspicato una maggiore apertura nel proporre misure che in qualche modo possano compensare, se non proprio colmare, il grave GAP che chiunque svolga attività imprenditoriale in Sardegna si trova ad affrontare per le carenze di carattere infrastrutturale, sui collegamenti e in materia di energia e di approvvigionamento.

Mi rendo conto che questa è una materia che a pieno titolo rientra nella negoziazione di un nuovo patto da concertare con lo Stato centrale e per questo non dispero che in futuro possano trovare accoglimento le nostre rivendicazioni.

Tutto ciò premesso, è chiaro che ci troviamo di fronte ad un testo che essendo stato preceduto da una fase di concertazione, curata da una apposita Commissione mista, composta da Regione e parti sociali ed autonomie locali, esso ci pone davanti alla condivisione di massima dei lineamenti di indirizzo contenuti.

Rimangono tuttavia alcune perplessità, sia di merito che di sostanza, che mi auguro nel corso della presente discussione possano essere rimosse e migliorate. In questo senso va considerata e si colloca l'astensione del Gruppo che rappresento nella votazione in Commissione, in quanto riteniamo che la filosofia che sottende al testo e alcune linee di indirizzo normative possano essere migliorate magari nella direzione di una spiccata maggiore attenzione verso le problematiche legate al nostro territorio e ad una tutela dei soggetti in esso residenti, come ho cercato di dimostrare per quanto riguarda le ragioni legate alla nostra condizione di insularità.

Se ciò avverrà, anche il parere di astensione espresso dal sottoscritto in Commissione può anche, e al nome del Gruppo, trasformarsi in un parere favorevole. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Murgioni. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Chiedo scusa onorevoli colleghi, Signor Presidente, ma discorrevo proprio sul tema che propone questa legge, di un aspetto particolare che riguarda questa legge. E' importante che la Regione, ha fatto benissimo la Commissione, si è lavorato ormai da tempo attorno al testo, si doti finalmente di un quadro normativo certo in materia di bandi di gara per opere, forniture e servizi.

Ma proprio perché è importante che questo avvenga, è anche importante che questo avvenga bene, ed è importante che nel quadro normativo siano bene considerate soprattutto due questioni che noi riteniamo assolutamente essenziali, come sono essenziali, anzi forse un pochino più essenziali, sia il rispetto della capacità e della qualità della ideazione, sia il rispetto dell'ambiente naturale e dei beni culturali e dell'estetica architettonica, sia il rispetto della parità a concorrere rispetto ad un appalto del sistema delle imprese, che sia altrettanto importante, che sia altrettanto in rilievo, difendere i diritti dei lavoratori, difendere, io direi, il diritto del lavoro. Perché dico questo, collega Murgioni? Perché anche in questo testo, per quanto ci sia uno sforzo nel senso da noi auspicato, non è sufficiente perché in questo testo mancano le garanzie, perché non si determinano quei guasti che poi abbiamo riscontrato tutti noi nel sistema dei servizi pubblici. Andrebbe fatta un'analisi per capire quanto sia migliorato, anche sotto il profilo dei costi, la situazione rispetto ad un tempo, nel quale tutti quei servizi: di pulizia, di facchinaggio, di mensa, che si facevano negli ospedali, che si facevano nelle scuole, che si facevano presso gli uffici pubblici di ogni livello istituzionale. Quanto insomma una organizzazione, tutta interna, fatta da dipendenti, costasse all'Erario, costasse al bilancio dello Stato, e quanto invece costa esternalizzare quei servizi, quanto ha inciso l'agio di impresa, quanto ha inciso il profitto dell'imprenditore. Spesso l'imprenditore non è un vero imprenditore, spesso non mette niente in campo! Ci sono appalti interi di pulizia in cui l'imprenditore è solo uno che a malapena, se non lo fa un'amministrazione appaltante, compra le scope e i detersivi e poi, in genere, organizza il personale, ma non lo organizza molto spesso nell'interesse dell'Amministrazione e neppure nell'ambito e nel rispetto delle regole che sono definite dalla gara, lo organizza per trarre ancora maggiore profitto rispetto a quello che gli è già stato consentito con l'appalto. Allora, partiamo da questo presupposto. Perché partiamo da questo presupposto? Perché siamo anche in questo senso richiamati dall'attualità: è stato fatto un appalto, di recente, che è stato poi rinviato più volte nella fase dell'aggiudicazione, c'è stata una riflessione lunga, adesso ci sono ancora due mesi di proroga, che riguarda le pulizie degli uffici regionali. Personalmente, io conosco gli uffici regionali, so come sono organizzati, quante stanze hanno, quanto metraggio ci sia in più rispetto al precedente oggetto d'appalto e, quindi, rispetto alla situazione che preesisteva a questo nuovo bando.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

(Segue URAS.) Scopro che i 550 addetti, quasi tutti donne lavoratrici, monoreddito familiare, che percepisco 500 euro netti come retribuzione mensile, sono state, rispetto ad una gara che si è svolta già un anno e mezzo fa e che verrà resa operativa i prossimi mesi…

DIANA (A.N.). Ma di cosa stiamo parlando?

URAS (R.C.). Stiamo parlando di servizi, di servizi in appalto, onorevole Diana, stiamo parlando di servizi in appalto. E siccome parliamo di servizi in appalto quando i ribassi, quando le offerte al ribasso, sono fatte a danno dei lavoratori, il sottoscritto, il Gruppo di Rifondazione Comunista ritiene che siano cose sbagliate, e ritiene anche che nella legge che stiamo scrivendo debbano essere messi dei limiti e che la pubblica Amministrazione deve mettere in campo il proprio know how e deve stabilire prima: quali sono i carichi di lavoro, quali sono i contratti collettivi nazionali di riferimento, quali sono le condizioni previdenziali, quali sono tutte le garanzie sulla sicurezza. Quali sono cioè i percorsi obbligati a cui deve rispondere chi partecipa all'appalto; vale per le opere, vale anche per i servizi, perché non può guadagnare sullo sfruttamento dell'uomo sull'uomo. Non può guadagnare violando i sistemi di sicurezza del lavoro. Perché poi non può essere che tutti noi diamo ragione al Presidente della Repubblica, quando richiama il sistema alla garanzia dei lavoratori, della loro sicurezza, e invece i morti ci sono. Sapete come si lavora nelle cucine? Come si taglia la cipolla? La si taglia con i coltelli! Come si tagliano le cose, come si cucina? Allora, se per dare un servizio di mensa agli ospedali io risparmio sugli addetti alla cucina, sulla sicurezza di quella strumentazione alla fine ci passa chi ci lavora. E così vale per tutte le attività.

Ecco perché noi riteniamo che questa parte debba essere rivista dentro la legge, e riteniamo anche che non si possono ripetere gli episodi che si sono già verificati, per esempio per quanto riguarda l'appalto delle pulizie. Mi dicono che per ogni addetto, prima erano 550, il metraggio di uffici disponibili è aumentato perché la Regione è cresciuta, da 550 gli addetti passano a 204, e quei 204 non li impegniamo per cinque ore al giorno ma per tre ore, quindi abbiamo ridotto. Ottocento metri quadri per addetto sono il carico di pulizie, non di un aeroporto con una macchinetta che passa sul pavimento, ma dentro le stanze, dove ci sono suppellettili, scrivanie, lampade, dove ci sono impianti informatici, dove viene pubblico di ogni genere e tipo, dove si spazia e si rimane ore, dove si fuma, dove si fa di tutto. E quindi l'attività di pulizia deve essere commisurata a quel tipo di servizio. 800 metri quadri di ufficio! Avete idea? Ma se qualcuno viene a pulire a casa vostra, se avete 100 metri quadri quanto tempo gli date? Venti minuti? Io non credo.

Allora, bisogna fare regole e bisogna stabilire prima di che cosa deve essere fatto l'appalto, quanta gente deve essere messa a lavorare, quanto tempo deve lavorare perché siano puliti gli uffici, perché sia organizzato il servizio mensa, perché sia reso il servizio come deve essere reso. Dopodiché si fa il bando, perché viene definita una soglia entro la quale le offerte devono essere fatte, perché il ribasso comunque, il ribasso a qualunque costo, non è consentito in un paese civile come il nostro, che ci obbliga al rispetto sostanziale delle norme. Non basta fare un riferimento astratto nella disposizione di legge, onorevole Assessore, dicendo: io richiamo le disposizioni della "626", richiamo le disposizioni sulla sicurezza. No, è il bando che deve prevedere in modo dettagliato quale tipo di sicurezza deve essere garantita per quel tipo di servizio di appalto, e deve essere il bando quindi che definisce anche i costi preventivi degli strumenti di sicurezza che devono essere garantiti, e deve essere quindi il bando che definisce la soglia anche dell'offerta, che non può essere al ribasso oltre quel limite, perché se no sarebbe impossibile, o meglio si verificherebbe soltanto con una violazione certa delle disposizioni in materia di lavoro e di sicurezza.

Questo noi chiediamo, lo chiediamo alla maggioranza di centrosinistra! Di avere il coraggio fino in fondo di intervenire su questa materia, di avere il coraggio fino in fondo di dire: 800 metri quadri di uffici da pulire per un addetto in tre ore è lo sfruttamento di quell'addetto. E lo sfruttamento… sfido chiunque di noi a rendere un tale servizio in un tempo così ristretto, negli ambienti che ben conosciamo, degli uffici regionali. Non sarebbe possibile, quindi è chiaro ed evidente che questa partita è una partita che ha questo contenuto di vizio, che determinerà domani anche un contenzioso, e lo determinerà con il soggetto che ha vinto l'appalto. Perché se i controlli verranno fatti, onorevole Assessore, ma lei sa benissimo, perché è anche vecchio di amministrazione, che i controlli l'amministrazione regionale… quei funzionari che sono così attenti al risparmio quando fanno il bando, non sono così attenti al servizio quando viene svolto. Ma, il sottoscritto si ripromette di girare gli uffici per verificare se siano veramente puliti, se ci siano veramente tutti i dipendenti che ci devono essere, nel momento in cui ci devono essere, nelle ore in cui ci devono essere, con gli strumenti che devono avere, se ci sia la sicurezza. Perché non è pensabile, proprio in ragione dei parametri che sono stati definiti in quell'occasione, che è una occasione sulla quale, ovviamente, che noi, richiamati a riflettere, non siamo in grado di procedere con proposte e con iniziative, che mirino a superare l'elemento di anomalia che viene prodotto e che è stato prodotto.

Ho chiesto quindi alla maggioranza, ho inviato le proposte di emendamento che Rifondazione Comunista non ha ancora presentato formalmente, perché vuole che siano un patrimonio comune della maggioranza di centrosinistra, che l'attenzione su questo tema sia di tutti, che ci sia anche un'iniziativa seria, vediamo un po' quale deve essere, se normativa o di altro genere, che venga formulata anche in ragione di quell'appalto che dicevo. Deve essere quindi un impegno di tutti noi. Sediamoci, alla conclusione della discussione generale, prima del passaggio alla votazione degli articoli, verifichiamo tutti quanti insieme i contenuti delle proposte e costruiamo una proposta che dia garanzie ai lavoratori: i diritti dell'impresa, che tutti quanti qua vogliono puntualmente difendere, varranno almeno quanto i diritti dei lavoratori? O meglio, i diritti dei lavoratori varranno almeno quanto i diritti dell'impresa? O non varranno mai? O non dovranno valere più? O noi pensiamo ad una civiltà, che sia disarmonica, che sia fondata sullo sfruttamento e sulla violenza, che sia a rischio per coloro che sono più deboli, che devono solamente lavorare e stare zitti, lavorare e patire, lavorare e vivere in condizioni di difficoltà continue. E allora, se invece abbiamo un'idea diversa, abbiamo l'idea che va rispettato il lavoro di tutti, che tutti i lavori sono degni, che tutte le persone che lavorano anziché fare altro, cioè anziché approfittare, hanno diritti, allora io credo che troveremo una conclusione positiva a questa esigenza e che questa esigenza verrà raccolta compiutamente all'interno della norma.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (Progetto Sardegna). Grazie Presidente. Credo che, come hanno fatto i colleghi che mi hanno preceduto, non posso che esprimere la soddisfazione, perché finalmente l'Aula esamina un testo, un disegno di legge, devo dire atteso da tanti, non ultimo, come ha detto l'onorevole Uras, anche dal mondo dei lavoratori. Un testo di legge che ha un percorso lungo, nel senso che ha mosso i primi passi nel giugno del 2005. Qui c'è stata una fase, come ha ricordato l'onorevole Murgioni, di concertazione, di condivisione, di confronto, che ha consentito poi nel febbraio del 2006 alla Commissione quarta di accogliere il disegno di legge, per iniziare tutto questo percorso, che si è concluso finalmente con l'esame del testo da parte dell'Aula. Quindi un testo aspettato, un testo che ha, è stato detto da tanti, prevalentemente una dimensione tecnica, ma che io definirei invece profondamente politico, forse perché anche profondamente tecnico, dal momento che non credo siano da separare i due livelli: una buona politica che non sia anche supportata da un livello tecnico adeguato non porta da nessuna parte. Un testo aspettato perché la Regione sarda, che ha competenza primaria in materia, ha finalmente, come ha detto l'onorevole Manca, sull'esempio di qualche altra Regione italiana, recepito la direttiva CE del 2004, il primo codice dell'ISE, la legge numero 164 del 2006. Ma sappiamo che successivamente ci sono stati degli aggiornamenti, uno tra i quali recepito anche nella finanziaria dello scorso anno, cioè del 2007, e anche il Decreto Bersani, che poi è diventato nel frattempo legge. Per cui diciamo che disponiamo di un testo aggiornato, di un testo adeguato non solo in riferimento alla strumentazione, ma anche rispetto ai princìpi che supportano questo testo che sono così bene ricordati nell'articolo 1, quando vengono indicate appunto le finalità. Mi sembra importante individuare poi i destinatari di questo testo, che sono diversi. Perché è vero che vi è un riferimento al mondo delle imprese, come è stato detto, c'è un riferimento specifico al mondo dei professionisti, vi sono degli articoli specifici sui quali abbiamo lavorato, siamo ritornati con il contributo di tutti, a proposito anche della tutela e della dignità dello status dei lavoratori. A me piace tuttavia ricordare che tra i destinatari vi è anche il mondo degli enti locali. Non a caso abbiamo detto che tra i tanti princìpi, vi è certo la qualità architettonica, la qualità estetica dei nostri centri urbani. Si è parlato, per esempio, di norme semplificatorie, e sono stati introdotti degli istituti che discendono direttamente dalla direttiva comunitaria, penso per esempio a due: l'asta elettronica e il dialogo competitivo, che comunque presuppongono un cambiamento dello stesso sistema degli enti locali. Ecco perché ritengo che questa legge, in qualche modo rappresenti anche una sfida. Certo è chiaro che il mondo delle professioni e il mondo delle imprese farà più in fretta, se così possiamo dire, ad adeguarsi a questo linguaggio, che prima di tutto, è un linguaggio comunitario, non è un linguaggio tecnico o un linguaggio asettico, è un linguaggio che fa riferimento a dei princìpi, e noi in legge abbiamo fatto riferimento a tutti i princìpi, che per quanto siano elencati, uno viene prima dell'altro, sono parimenti importanti. Però è anche altrettanto importante che il sistema degli enti locali sia in grado esso stesso di adeguarsi a questo linguaggio, a questa necessità, a quella che l'Unione Europea chiama, appunto, una buona prassi. Personalmente, l'ho detto anche in Commissione, ritengo che la rivoluzione in qualche modo dovrà sempre più caratterizzare la natura degli Uffici tecnici comunali, con la necessità forse, ai sensi della legge numero 12 del 2005, di dar vita, all'interno dell'Unione dei Comuni, a forme di collaborazione, di semplificazione, e anche di accorpamento di servizi. Questo dovrà essere accompagnato dall'esigenza e dalla necessità di garantire un costante adeguamento delle professionalità, proprio perché capiamo perfettamente una cosa, che alla fine, i destinatari ultimi delle nostre leggi sono i cittadini. Pertanto la qualità, la qualità del ciclo dell'appalto, del ciclo della progettazione, del ciclo della qualità generale dell'opera, è bene che vengano affidate ad una sinfonia che veda tutti i protagonisti, compreso il sistema degli enti locali, svolgere una funzione agile, intelligente, competente. E mi sembra che da questo punto di vista, anche accogliendo delle proposte, devo dire che in Commissione abbiamo lavorato maggioranza e minoranza, cioè tutti i componenti alla pari, nel senso che avevamo tutti quanti la preoccupazione di dare alla Sardegna uno strumento adeguato, e l'apporto è stato utilmente considerato, indipendentemente dalla provenienza. Per esempio mi ricordo che l'articolo nel quale abbiamo previsto l'istituzione di un fondo che consenta alle piccole amministrazioni di poter disporre di risorse per il concorso di idee per determinati progetti, è stato formulato in modo particolare su proposta e sollecitazione dell'onorevole Murgioni. Questo per dire che in questa circostanza siamo stati in presenza di una concertazione a tutto tondo, perché noi vogliamo veramente che cambi la qualità della progettazione e la qualità della realizzazione delle opere. Ci sono articoli con cui prima abbiamo istituito l'osservatorio regionale, in qualche modo mutuandolo dal modello nazionale, perché vogliamo che veramente ci sia un monitoraggio, un censimento costante. La qualità delle opere è infatti legata, per esempio, alla qualità della spesa, ma anche ai tempi della spesa. Se non ricordo male, quando abbiamo avuto un'audizione con l'Assessore dei lavori pubblici a proposito dei residui, abbiamo visto che l'ammontare dei residui è cospicuo, e ci sono ritardi imputabili a diversi soggetti. Mi ricordo anche di 600 milioni di euro di residui che rimandano alle risorse che devono essere spese anche dal sistema degli enti locali. Ciò per dire che abbiamo veramente la responsabilità, tutti quanti, di garantire una semplificazione, un'accelerazione della spesa che sia rispettosa di tutti i valori. Io sono d'accordo, non sono per portare o per esasperare il valore dell'economicità in assoluto; è chiaro che anche l'economicità è un valore di cui va tenuto conto, però, complessivamente, sono diversi gli elementi che concorrono a qualificare il sistema degli appalti, e poi della realizzazione delle opere. Ecco, c'era questa preoccupazione, la preoccupazione di tener conto di tanti elementi, e per questo io dico, rispetto ad alcune osservazioni del collega Uras, che sia per l'articolo 19, sia per gli articoli 50 e 51 (tra l'altro il comma 11 dell'articolo 50 dovrà tenere conto anche dell'integrazione prevista dal Codice De Lise) credo ci siano degli spazi, e questo è un principio di carattere generale. Abbiamo detto che, non solamente è importante fare le leggi, ma è altrettanto importante valutare, per cui credo che sia giusto che i bandi vengano fatti, ma che i bandi vengano anche in qualche modo rispettati. Sembrano princìpi generali ovvii, ma ho l'impressione che, probabilmente, anche sull'ovvio bisogna qualche volta soffermarsi. Per esempio, mi ricordo con quale attenzione ci siamo soffermati sugli articoli 50 e 51 in tema di tutela delle garanzie dei lavoratori, tenendo conto che l'argomento è di terribile quotidianità e attualità. Abbiamo affrontato anche il problema dei subappalti, delle garanzie che devono essere garantite ai lavoratori delle ditte subappaltatrici. Devo dire che siamo stati molto attenti, e credo che la preoccupazione della Commissione fosse fondata. Siamo contenti perché i professionisti, anche i giovani professionisti vengano valorizzati e rispettati, vogliamo che le imprese vengano sempre più qualificate. Abbiamo anche introdotto delle norme che consentono alle imprese che stabiliscono un rapporto di continuità col sistema degli enti locali, e che possono essere anche più affidabili, di avere, non dico un privilegio, perché poi tutto va a gara, ma da poter dire che c'è stato il buon senso rispetto al rapporto degli enti locali col mondo delle imprese. Siamo stati molto preoccupati di valorizzare e di accompagnare gli enti locali. Non a caso abbiamo, come giustamente ha notato l'onorevole Manca, fatto riferimento tanto alla legge numero 9 del 2006, quanto alla legge numero 12 del 2005, ove viene ribadito il principio dell'intesa tra la Regione e il sistema degli enti locali. Vogliamo che veramente questa forma di democrazia partecipata diventi sempre più prassi, anche in questi elementi fondamentali, cioè la distribuzione delle risorse al sistema degli enti locali, e devo dire che siamo stati molto attenti. Ricordo, perché ora penso al contributo, in questo senso, dato anche dall'onorevole Fadda, la preoccupazione che c'è stata proprio per garantire e tutelare la condizione dei lavoratori. Per cui, non abbiamo nessuna difficoltà a far sì che tutti gli strumenti che rendono questa legge una legge giusta, noi li attueremo. Concludo col ringraziare, come avete fatto tutti: ringrazio soprattutto l'Assessore, lo staff, ringrazio il dottor Cocco, ringrazio la Commissione, e ringrazio anche tutto il sistema degli ordini, delle professioni, tutti quanti hanno partecipato, gli enti locali, perché questo testo fosse un buon testo. Bene, io veramente auspico che questa legge, perché le premesse ci sono tutte, possa essere veramente approvata dall'intero Consiglio regionale. Concludo ringraziando l'onorevole Manca per il lavoro di preparazione che ha fatto e che ci consentirà anche di approvare celermente, con l'aiuto di tutti, questa legge. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pinna. Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.

MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Grazie Presidente, onorevoli consiglieri. Arriva in Consiglio il DL 215/A, dopo un periodo, come si è già detto, abbastanza lungo. Ma è un tempo che non è stato sprecato, evidentemente, perché nasce da una volontà della Giunta, inizialmente, di attuare la direttiva comunitaria 2004/18, quella sugli appalti di servizi, di opere, di forniture, con un'ambizione: di attuare addirittura questa direttiva prima dello Stato perché, come loro sanno, in materia di obblighi comunitari, le regioni sono definiti soggetti anch'essi attuatori delle norme comunitarie, e possono attuare autonomamente, ripeto, nei princìpi sempre delle norme comunitarie, dell'ordinamento comunitario, le direttive comunitarie. Ora, pensate che questa direttiva poneva il termine allo Stato membro, quindi allo Stato italiano, del 31 gennaio del 2006. Questa direttiva si sarebbe dovuta attuare nel gennaio del 2006. Noi abbiamo approvato, come Giunta, il disegno di legge nel febbraio del 2006, quando ancora lo Stato aveva in corso il Codice De Lise. Quindi, c'era questa ambizione. L'ambizione poi è stata un po' frustrata dalla pubblicazione di un decreto legislativo delegato, ma non ci pentiamo del lavoro, nel senso che questo è un lavoro molto corposo, che è durato tanto tempo. Perché è durato tanto tempo? Perché si è fatta prima una professione provvisoria, poi una consultazione lunga e poi un'approvazione definitiva. La legge è anche tecnicamente corposa, molto articolata; di fatto, marca un territorio di competenze. Diciamo che se potessi dire l'importanza di questa legge al di là dei contenuti è che marca, proprio uso il termine "marca", segna definitivamente che anche le Regioni possono, in materia della contrattualistica pubblica, legiferare, legiferare pienamente nel rispetto dei limiti che l'ordinamento pone, ma legiferare pienamente. Quindi, è la prima volta, vorrei che questo fosse sottolineato, che se ne tenesse conto, che la Sardegna legifera in materia di contrattualistica pubblica. Non l'aveva mai fatto. Cioè, la legislazione sarda è sempre stata una legislazione esterna ai procedimenti delle opere pubbliche, dei servizi e delle forniture. Si è più pensato a regolare la parte esterna dei finanziamenti agli enti locali, legiferando in modo molto parziale sulla fase interna e quindi sulla fase proprio della predisposizione dei progetti e della contrattualistica: pochissime norme, sempre non coordinate. L'ultima legge di significato regionale è dell'87, quindi interveniamo dopo ben vent'anni, quindi c'è un ritardo storico, che però la legislazione europea ci consente di colmare. Quindi, la nostra legge, in qualche modo, attua autonomamente, per quanto ripeta in non molti casi la legislazione dello Stato, la direttiva comunitaria. Quali sono i limiti all'ordinamento regionale? Li sintetizzerò velocemente. Sulle opere pubbliche abbiamo ancora competenza primaria, non nel nostro Statuto, che ancora non è stata scalfita da eventuali modifiche statutarie di adeguamento al Titolo V, e quindi su questa possiamo lavorare con molta libertà di movimento. Sui servizi e forniture non abbiamo competenza primaria, perché la materia "servizi e forniture" non esiste, esistono le materie di competenza delle regioni, e i contratti sono una funzione trasversale che tocca le materie; quindi ogni qualvolta ci spostiamo dalle materie della Regione dobbiamo definirne in qualche modo i contenuti. Tuttavia, in via generale, sui servizi e sulle forniture siamo vincolati ai principi dell'ordinamento che deriva dal Codice De Lise, e lì ci siamo mossi. Quindi, una competenza della Regione sottolineata, rafforzata e ribadisco, per la prima volta nella storia autonomistica, la Sardegna si dota di una legge sulla contrattualistica pubblica. Una cosa importante, che è anche un atto di esercizio della propria autonomia, davanti a uno Stato che, devo dire, in qualche modo, sulla materia si è dimostrato abbastanza attento ancora, o ha tentato con l'ultimo Codice De Lise, che adesso è in fase di rettifica, di sottrarre le competenze alle regioni, rinunciando a inserire nel Codice stesso quel principio che anche la Corte costituzionale ha ribadito varie volte, il principio della cosiddetta "cedevolezza". Cioè, c'è una competenza statale, ma c'è una competenza concorrente delle regioni, quando è concorrente, che, laddove lo Stato esercita una funzione, poi le regioni la possono riempire di contenuti. Quindi, una cooperazione leale fra Stato e Regione. La legge è completa, la legge è il ciclo integrale dell'opera pubblica: partiamo dalla fase interna, quindi dalla fase di formazione della programmazione pubblica su materie di opere pubbliche e stabiliamo una disciplina che riguarda la Regione e il sistema locale. Quindi affrontiamo il problema della programmazione delle opere pubbliche e definiamo i contorni, i principi, le procedure, riportiamo la norma e tutto il sistema della programmazione regionale a quel principio della legge numero 12 sulla cooperazione col sistema locale, nel quale i programmi sono definiti attraverso le intense. E' importante questo sottolinearlo, ma, soprattutto stabiliamo, una volta per tutte, nei programmi della Regione, che la Regione deve tener conto, quando programma, a sua volta, degli atti ufficiali del sistema locale, cioè della programmazione triennale degli enti locali. Cosa vuol dire? Vuol dire… insomma, io lo vivo nella mia quotidianità il rapporto col sistema locale, che rappresenta bisogni, esigenze, spesso qualche volta anche scoordinate. Occorre che il sistema vada portato ad ordine, ma ordine inteso come ordine democratico, ordine che abbia una funzionalità, e allora la Regione potrà programmare opere, solo quelle che i Comuni avranno deciso di inserire nei loro programmi. Sarà una programmazione regionale derivata in qualche modo dal sistema delle opere locali, che garantisca l'attività propedeutica dei Comuni, che garantisca le loro priorità, e la Regione si atterrà al sistema delle più alte garanzie. Questo è un sistema che, secondo noi, mette in equilibrio il potere regionale e il potere degli enti locali, nel rispetto del principio di leale cooperazione. Ricordiamo che è la prima volta che noi discipliniamo la materia della programmazione. Quindi, prima fase.

La seconda fase è quella della formazione della volontà di contrarre, di contrattare, di fare contratti: discipliniamo la fase sempre interna delle progettazioni. Da quando si progetta a quando si dirigono i lavori, a quando si collaudano, affrontiamo il ciclo unico della fase tecnica e procedurale attraverso quella che viene definita l'unitarietà della progettazione. La nostra legge è completa, cioè affronta tutti i segmenti delle fasi tecniche ribadendo, ovviamente, che collaborano a livello delle progettazioni sia gli uffici tecnici locali che i professionisti esterni e stabiliamo le regole delle garanzie, garanzie di trasparenza, di proporzionalità, di adeguatezza dei procedimenti, poi ne parleremo nel dettaglio quando esamineremo gli articoli, stabilendo che il sistema delle progettazioni sia riportato e si ricollochi, si sistemi su princìpi di vera trasparenza e profonda legalità. In questo sistema abbiamo riservato, come si diceva prima, un'attenzione al mondo dei giovani professionisti, che spesso sono espulsi, o più che espulsi non riescono a rientrare nel sistema del mercato delle opere pubbliche e diamo ad essi, devo dire con un certo coraggio, una priorità in caso di situazioni paritarie. Obblighiamo addirittura, nel caso degli organi di progettazione collegiale, che uno dei componenti sia obbligatoriamente un giovane che non abbia più di cinque anni di iscrizione nel proprio ordine. Quindi un riconoscimento al mondo dei professionisti giovani. Poi la fase di progettazione, le approvazioni, la fase dell'appalto, attraverso tutta una serie di norme che, in qualche modo, pur collocandosi nell'alveo della normativa comunitaria e pur collocandosi sempre nell'alveo della legge del Codice De Lise, in qualche modo se ne differenziano. Pensiamo soltanto… l'onorevole Murgioni parlava di una norma che tuteli le imprese sarde e che abbiano una copertura normativa. Murgioni sa che questo non è possibile, la normativa costituzionale ha, a più riprese, bocciato tentativi di questo tipo, però ci sono delle norme, se lette in modo intelligente, senza che ciò possa essere oggetto di protezionismo estremo, come la legislazione semplificata, per esempio, quella che consente a tutti i nostri Comuni appalti fino a 1milione e mezzo di euro, in un sistema di partecipazione che, in qualche modo, per come è concordato e come è strutturato, per il livello ampio di partecipazione locale, può aiutare le imprese sarde a tutelarsi in qualche modo. Lo diciamo sommessamente, ma lo diciamo. Abbiamo creato… come per esempio la procedura negoziata che è vero è una negoziazione privata, però è una procedura negoziata con elenchi di operatori prescelti attraverso una selezione garantistica, che, però, riduce a 10 nell'ambito degli enti locali le imprese concorrenti e anche questo, in qualche modo, sempre senza pensare di proteggere le imprese sarde in modo assoluto, può dare alle imprese locali un maggior respiro, una maggior tutela, una maggiore partecipazione. Parlavo delle progettazioni. Noi abbiamo puntato molto per quelle competenze che abbiamo come Regione, competenze istituzionali sulla qualità architettonica e qui è stato detto, sono richiami importanti, ricordiamo solo l'interesse che la Regione pone in questa legge affinché nella realizzazione delle opere pubbliche sia riconosciuto fondamentale l'uso di materiali recuperabili, quindi senza sprecare nulla, ma soprattutto incentivare la qualità architettonica dei progetti. Noi abbiamo su questo cercato di riconoscere il valore culturale delle peculiarità storiche, tradizionali del patrimonio edilizio e architettonico che abbiamo, e chiediamo che per le opere esterne, proprio per le opere di questo tipo, sia privilegiato l'uso di materiali tradizionali tipici della zona. Pensate a quanta brutta edilizia pubblica abbiamo in Sardegna e come possiamo ancora intervenire e rilanciare anche un nuovo modo di progettare e di muoverci all'interno. Così come la Regione ribadisce la qualità dell'ideazione, la qualità architettonica, richiamiamo il concorso di progettazione e i concorsi di idee e, soprattutto, prevediamo che proprio il concorso di progettazione per tipologie di opere e per tipologie di interventi che il regolamento individuerà, sia uno strumento importante e venga utilizzato dal sistema locale attraverso un fondo di incentivazione a utilizzo di questo sistema che noi istituiamo con la legge. Quindi incentiviamo proprio il concorso di progettazione. Io cito da poco un concorso che è partito e che io ho gestito con l'Assessore ad interim della pubblica istruzione sul recupero delle borgate marine. E' un concorso che ha visto, forse l'ho già detto un'altra volta in questo Consiglio, una enorme partecipazione di giovani architetti, di giovani ingegneri ben strutturato, ben costruito ed è quello che chiedono anche i giovani, chiedono i giovani di confrontarsi, di portare la loro capacità, di essere esaminati e di essere messi a concorrenza, e questa legge su questo dà un grande segnale. Sul versante della semplificazione: pensiamo soltanto ad alcuni segnali sulla semplificazione. Per esempio, il taglio dei procedimenti quando si fa la gara, parte la gara e si chiedono, in base alla norma dello Stato, una serie di documentazioni, la gara si interrompe, si chiede un 10 percento di partecipanti, si guardano le conferme dei requisiti. Noi abbiamo abolito questa fase procedurale e andiamo direttamente in sede di aggiudicazione a verificare il primo e il secondo aggiudicatario, la conferma dei loro requisiti, quindi saltiamo una fase procedurale importantissima. Come per le offerte anomale, negli appalti sotto soglia prevediamo che ci sia l'esclusione automatica, e quindi un taglio dei tempi, un'accelerazione dei tempi. Oggi si parlava dei residui sul quale occorrerebbe fare un lungo discorso, ma devo dire che i residui nascono da una serie di condizioni di difficoltà anche procedurali, paradossalmente le procedure si sono appesantite nel tempo, ma anche a garanzia del cittadino. Pensate solo alla materia espropriativa che oggi è una materia di riconoscimento dei diritti, non si fa un'opera oggi se prima non si sono espropriate le aree. Nel passato, fino a qualche anno fa, prima si approvava il progetto, si occupavano i terreni e poi l'esproprio sarebbe avvenuto. Solo questo vi faccia pensare che un esproprio dura non meno di sei mesi, quindi tutto uno slittamento di tempi che ci deve in qualche modo far meditare anche sulla perentorietà dei termini che diamo al sistema locale, perché il sistema locale possa appaltare. Ecco, voglio dire, siamo forse un po' troppo severi, forse potremmo anche su questo avere dei ragionamenti differenziati e quindi semplificazione dei procedimenti, strutturazione della Regione in modo diverso, una Regione più forte nel sistema della contrattualistica e soprattutto nelle opere pubbliche. Citerò solo una modifica fondamentale. Quando si parla di progetti oggi, la Regione aveva creato nell'87 un sistema pletorico di comitati e comitatini che, non ho qui l'appunto, ma a memoria mi pare… se lo trovo, mi pare fossero qualcosa come 45-50 componenti di comitati vari ed erano un comitato centrale, quattro comitati periferici che davano i pareri alla Regione e al sistema locale. Non lo trovo, ma dovrei trovarlo… Era un sistema che non ha più funzionato nel tempo. Soprattutto per la collocazione dei comitati provinciali, che spesso hanno lavorato in un modo fine a se stesso, senza un collegamento puntuale con le esigenze dei Comuni. L'esigenza che abbiamo avvertito era quella di semplificare il procedimento dei pareri e riportarlo a un'unica unità tecnica presso l'Assessorato dei lavori pubblici, formata solo da funzionari regionali, da tecnici regionali, e quindi a costo zero, ma integrata da almeno 15 esperti nelle varie materie che interagiscono nelle opere pubbliche. Noi abbiamo bisogno che quando si danno pareri sui progetti i pareri siano veri pareri. Qualcuno mi diceva ieri: "Ma guarda che nel passato nel Genio civile c'erano geometri che esaminavano progetti di altissimi ingegneri e di altissimi architetti perché era quella la struttura della Regione". Noi abbiamo bisogno di una struttura più forte e molto più articolata. Prevediamo quindi che ci siano 15 esperti che vengano chiamati a far parte del comitato, dell'unità tecnica che esprime il parere sui progetti e quindi diamo a questa unità tecnica un'altissima qualificazione. Quindi un passo in avanti anche in questo, tra l'altro devo dire anche con un risparmio di risorse non indifferente.

Quindi una rivalutazione del sistema, una riorganizzazione anche attraverso l'Osservatorio degli appalti che noi facciamo nostro. Noi oggi saremmo sottoposti all'Osservatorio nazionale, invece creiamo un Osservatorio regionale che è un Osservatorio importante, che cura tutta la tenuta della storia del sistema della contrattualistica pubblica, ha una funzione tecnica di raccordo sui prezzi, di coordinamento, di raccolta di dati, di indirizzo e si raccorda all'Osservatorio nazionale. Anche qui marchiamo in qualche modo una forte competenza della Regione, evitando che la Regione debba essere in qualche modo legata al sistema nazionale.

Il ciclo è completo, io adesso non lo elenco dettagliatamente; il ciclo dell'appalto è completo, arriviamo fino al collaudo, fino ai controlli e mi soffermo un attimo sui lavoratori, sul mondo del lavoro nelle imprese e quindi sulle cautele e sulle guarentigie, se posso usare un termine che forse non si attaglia al mondo del lavoro. Noi abbiamo nella legge detto le cose che dovevamo dire, siamo pronti, se vogliamo, anche ad approfondire meglio con l'onorevole Uras, a dettagliare meglio, ma credo che vadano dette due cose. Il mondo del lavoro, la tutela dei lavoratori, la tutela della sicurezza del lavoro è una materia della Regione, di competenza regionale, lo dice la Costituzione. Però la Corte Costituzionale ci ricorda che quando la tutela del lavoro va a toccare ambiti che riguardano il rapporto di lavoro in sé questo attiene all'ordinamento civile che la Costituzione riserva allo Stato. Quindi attenti a proporre norme che non siano praticabili giuridicamente, ma semmai disponibili a studiare e valutare come si possano migliorare le disposizioni che noi abbiamo già peraltro nell'articolo 19 quando, parlando delle offerte anormalmente basse, diciamo che "non sono ammesse giustificazioni in relazione a trattamenti salariali minimi inderogabili stabiliti dalla legge o da fonti autorizzate dalla legge". Come diciamo anche: "Nella predisposizione delle gare d'appalto e nella valutazione dell'anomalia delle offerte per gli appalti di lavori, servizi e forniture, gli enti aggiudicatori sono tenuti a valutare il costo del lavoro come espressamente previsto dal Codice De Lise". Cosa dice il Codice De Lise? Ripete: "Nella predisposizione delle gare d'appalto e nella valutazione dei casi previsti dalla materia vigente dell'anomalia delle offerte si è tenuti a valutare che il valore economico dell'appalto sia adeguato e sufficiente… Sto finendo.

PRESIDENTE. Sì, concluda.

MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. …sufficiente rispetto al costo del lavoro come determinato periodicamente", eccetera. Cioè il costo del lavoro è tutelato nel senso che quando si fa un appalto, si fa un progetto è chiaro che il lavoratore non può essere dentro il progetto un mero meccanismo, ma è un soggetto primario. Vuol dire che quando si costruisce la gara, quando si costruisce il capitolato, quando si costruisce il progetto, è lì che la sensibilità di chi lavora, di chi produce, di chi descrive quel progetto è importante. La normativa è tutelante il mondo del lavoro. Ecco, la normativa noi l'abbiamo inserita. Altre materie di tutela sono ammesse nei servizi pubblici locali, che è materia non della Regione. Quindi, ecco, noi siamo pronti sempre a dialogare e a trovare soluzioni; inviterei a una riflessione su questo argomento molto più approfondita. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Sospendiamo per qualche minuto, per dieci minuti per consentire la presentazione degli emendamenti.

I lavori riprenderanno alle ore 12 e 30.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 17, viene ripresa alle ore 12 e 46.)

PRESIDENTE. Bene, colleghi, riprendiamo posto, così possiamo continuare i nostri lavori. Dobbiamo votare il passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Grazie, Presidente. Per chiedere lo scrutinio elettronico palese.

PRESIDENTE. E' stata richiesta la votazione elettronica dall'onorevole Cappai. Chi sostiene la richiesta?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri Amadu, Diana, Liori, Alberto Randazzo, Vittorio Randazzo, Licandro)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Barracciu - Biancu - Cachia - Caligaris - Calledda - Cappai - Cassano - Cherchi Silvio - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Diana - Fadda - Giagu - Ibba - Licandro - Licheri - Liori - Manca - Maninchedda - Marrocu - Mattana - Murgioni - Orrù - Pinna - Pisano - Pisu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 46

votanti 45

astenuti 1

maggioranza 23

favorevoli 45

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 1. All'articolo 1 è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 23.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1 e del relativo emendamento:

Art. 1

Finalità

1. La Regione autonoma della Sardegna con la presente legge organica disciplina, nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali, la programmazione, la progettazione, l'affidamento, l'esecuzione ed il collaudo di appalti pubblici di lavori, servizi e forniture da eseguirsi sul territorio regionale. Sono esclusi gli appalti da aggiudicarsi a cura delle amministrazioni e degli enti dello Stato, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 23, comma 1.

2. Le disposizioni della presente legge perseguono gli obiettivi di efficienza, efficacia, trasparenza e qualità del ciclo dell'appalto e sono anche finalizzate a realizzare:

a) la salvaguardia, la tutela e la valorizzazione dell'ambiente naturale, dei beni culturali e della qualità architettonica, la sostenibilità ambientale, l'uso oculato delle risorse naturali con particolare riguardo ai materiali e alle fonti non rinnovabili;

b) la promozione e la tutela della qualità dell'ideazione e della realizzazione architettonica, cui viene riconosciuta particolare rilevanza pubblica, intesa come esito di un coerente sviluppo progettuale che recepisca le esigenze di carattere funzionale ed estetico poste a base della progettazione e della realizzazione dell'opera e che garantisca il suo armonico inserimento nel paesaggio e nell'ambiente circostante;

c) la garanzia della libera e paritaria concorrenza fra gli operatori economici, la tutela dei diritti dei lavoratori, la sicurezza nei luoghi di lavoro e la regolarità delle posizioni assicurative e previdenziali;

d) la promozione della partecipazione degli operatori economici alle diverse fasi del ciclo dell'appalto.

Emendamento aggiuntivo Uras - Pisu - Davoli - Caligaris

Articolo 1

All'art. l comma 2 dopo la lettera d) è aggiunta la seguente lettera:

d) bis "rispetto integrale dei diritti dei lavoratori impiegati nell'esecuzione degli appalti in relazione alle necessarie garanzie occupazionali e di reddito, all'applicazione rigorosa delle norme sulla sicurezza e salubrità degli ambienti di lavoro, previste dalle vigenti disposizioni di legge, all'applicazione integrale dei contratti collettivi di lavoro del settore di riferimento e dei connessi trattamenti previdenziali e assicurativi". (23).)

PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sull'emendamento.

E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Assessore, colleghe e colleghi. Io ho chiesto all'onorevole Luciano Uras, Capogruppo di Rifondazione Comunista, Sinistra europea, di apporre la mia firma agli emendamenti da lui presentati e in particolare per quanto riguarda l'articolo 1, all'emendamento numero 23, perché sono profondamente convinta che si debba porre un argine agli effetti deleteri per i lavoratori innanzitutto, ma ritengo anche per i cittadini e perfino per gli enti pubblici, di bandi di gara che lasciano un'ampia, direi eccessiva, discrezionalità ai soggetti che se le aggiudicano.

Gli appalti, nella loro stesura, non possono avere quale principio informatore quello dell'economicità, quello del risparmio a tutti i costi e, quindi, della produttività indipendentemente - lo ha evidenziato anche nel suo intervento l'onorevole Uras - dal lavoro effettivamente svolto, quindi la produttività. Occorre, a mio avviso, essere severi nel predisporre delle norme a tutela dei cittadini, appunto dei lavoratori e degli enti pubblici appaltanti.

Delle distorsioni abbiamo avuto modo di parlare in occasione del dibattito sulla finanziaria, in particolare con riferimento ai precari nell'Amministrazione regionale, negli enti, nelle agenzie e nelle società pubbliche; precari creati da bandi che hanno lasciato ampia discrezionalità alle società che hanno vinto, gestito e tuttora gestiscono quegli appalti. Ne abbiamo discusso anche in occasione delle vicende della Saatchi. Le distorsioni credo siano sotto gli occhi di tutti e le Amministrazioni pubbliche sono costrette a pagarne le conseguenze, con forti aggravi di spesa, proprio di denaro pubblico. Quindi, la regolarizzazione dei precari, i contenziosi che derivano dai subappalti, lo sfruttamento selvaggio dei lavoratori, i disservizi che si ripercuotono sui cittadini, la mancanza di controlli puntuali e dettagliati, acuiscono evidentemente gli effetti negativi per i lavoratori e i cittadini.

Gli esempi da fare sono purtroppo molteplici e personalmente mi sono occupata e ho denunciato con diverse interrogazioni ciò che avviene con gli appalti per le pulizie nelle aziende sanitarie locali e nell'ultimo, ormai contestatissimo, bando di gara europeo per le pulizie, la gestione del verde e i lavori di facchinaggio della Regione. Ho denunciato che nella ASL numero 8 ai lavoratori delle pulizie - naturalmente come al solito parliamo di donne, prevalentemente, e di donne monoreddito - che appunto erano costrette a svolgere mansioni assolutamente non previste dal contratto di lavoro. Mi riferisco a casi veramente del tutto speciali perché trasportano i cadaveri dai reparti alle camere mortuarie, perché accompagnano gli ammalati per gli esami diagnostici, anche in radioterapia, trasportano medicinali e altri presìdi sanitari dai magazzini ai reparti, lavorano nove e più ore al giorno con una retribuzione base che si attesta sulle quattro ore quotidiane e con tutte le altre cinque ore considerate extra, senza ovviamente i versamenti previdenziali. Tornando al bando di gara europeo per i lavori di pulizia e gestione delle aree verdi e i servizi di facchinaggio della Regione, è un bando di gara che appunto ha avuto come criterio base quello del risparmio per l'Amministrazione pubblica, con effetti evidentemente che, se si dovesse attivare così com'è stato definito, avrebbe degli effetti devastanti sull'occupazione. Ma sottolineo che avrebbe anche dei riflessi di carattere igienico sanitario non positivi, perché i cittadini che frequentano gli uffici e i dipendenti che vi lavorano, si troverebbero in ambienti igienicamente non adeguati. Per quanto concerne l'occupazione, il Presidente della Regione Renato Soru si è impegnato personalmente appunto a rivedere questi aspetti che sono... faceva i numeri prima l'onorevole Uras, veramente di uno straordinario peso, e ovviamente vuole e intende trovare una soluzione, una soluzione alternativa, che però graverà ancora sulla Regione. Poi, per quanto riguarda proprio l'organizzazione del servizio di pulizia, anche lì è un bando per il quale si devono pulire gli edifici, i luoghi di permanenza, una volta al giorno, e gli uffici a giorni alterni. Mi domando io com'è possibile che si possano contemplare norme di questo genere e accettarle come se fosse tutto normale. Per tutti gli appalti, poi, diventa indispensabile disciplinare se non è possibile eliminarlo, il subappalto che vede le imprese sarde costrette ad accettare alleanze con grossi gruppi che alla fine, in definitiva, delegano il lavoro e quindi per così dire... sì, anche se c'è, io sto mettendo l'accento proprio su questa esigenza forte di normare. Quindi, anche in questo ambito gli esempi sono tanti e presentano degli aspetti complessi e diversi. In molti casi le denunce alla magistratura e le inchieste giudiziarie occupano le pagine dei giornali. Un altro aspetto, e ho concluso, è quello di imporre all'impresa aggiudicataria il mantenimento dei lavoratori occupati e la garanzia del servizio da assicurare. Per questo occorrono veramente dei controlli utili, veri, perché si devono assolutamente limitare gli abusi e soprattutto le ingiustizie, segnatamente perché in Sardegna questi lavori che dichiariamo, che definiamo umili, sono ancora svolti da lavoratori dignitosi che chiedono giustizia e che chiedono di poter svolgere onestamente un lavoro retribuito in modo adeguato e senza dover sottostare a condizioni che rendono il lavoro pericoloso per sé stessi e anche per chi appunto occupa quelle posizioni. Io ringrazio e spero vivamente che gli emendamenti vengano accolti nella sostanza.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Molto brevemente per questo. Siccome l'emendamento numero 23 che è stato presentato introduce una novità al comma 2 dell'articolo 1, che è una diversa formulazione di un contenuto già presente nella lettera c), esattamente dopo le parole "operatori economici", può la lettera c) riferirsi invece "solo alla garanzia della libera e paritaria concorrenza tra gli operatori economici" ed essere introdotta una nuova lettera d). Quindi lo spostamento in su, dove viene definito invece "il rispetto integrale dei diritti dei lavoratori impiegati nell'esecuzione degli appalti".

Suggerisco questo in ragione anche dell'interlocuzione e degli accordi raggiunti in sede di esame di Commissione dell'emendamento proposto.

PRESIDENTE. Dunque, se non abbiamo capito male, onorevole Uras, lei intende sostituire la lettera c) "dalla tutela in poi" con l'emendamento numero 23.

URAS (R.C.). Sì, introducendo una lettera d).

PRESIDENTE. Va bene, cioè la c) si ferma "tra gli operatori economici", d) diventa il d) bis.

E' iscritto a parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Grazie signor Presidente. Io intervengo per dare il mio contributo in questo dibattito sull'articolo 1 perché stamattina ero impegnato, ho avuto cioè un piccolo disguido, perché pensavo di arrivare in tempo all'avvio di questo dibattito. Presidente, prendo la parola perché mi pare che il dibattito che si sta svolgendo in quest'Aula, avvenga in maniera un po' stanca e direi quasi distratta. Credo che non sia un atteggiamento adeguato alla portata e all'importanza di questo provvedimento che interviene e modifica la materia degli appalti pubblici, dei lavori, delle forniture e dei servizi. Un provvedimento cioè che interessa il mondo dell'impresa grande e piccola, il mondo dell'artigianato e, voglio dire, della piccola e grande impresa e dei tantissimi lavoratori che operano in questo settore. Non si tratta quindi di un atto di semplice recepimento della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio, relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori e forniture e servizi, la numero 18 del 31 marzo 2004 che è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale il 30 aprile del 2003, e parzialmente si tratta anche di recepimento della direttiva numero 17 della stessa data e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea sempre il 30 aprile. Io qui apro una piccola parentesi e vorrei dare atto all'Assessore, all'Assessorato, al Governo regionale, di avere preceduto il Governo nazionale nella proposta di recepimento di questo provvedimento, anticipando appunto il governo nazionale. E' arrivato in quest'Aula con il ritardo che sappiamo, però mi pare che il disegno di legge è precedente alla legge nazionale in materia. Io credo, cari colleghi, che si tratti di un provvedimento di grande portata, che risponde appunto a delle domande che venivano avanzate. Non ultimo oggi il CNA ha tenuto una conferenza stampa, ed il ritardo per cui sono arrivato in Aula è proprio perché sono andato ad assistere a una conferenza stampa del CNA che ha presentato il sesto rapporto semestrale sull'andamento congiunturale del mercato delle costruzioni in Sardegna, e il provvedimento in discussione ha molto a che vedere anche con questo. Badate colleghi, io trovo che sia sbagliato l'approccio da parte nostra se vogliamo ridurre questa legge e incentrarla su una vertenza, che è aperta, delle imprese delle pulizie, a cui va tutta la nostra solidarietà. Si stanno dibattendo in una gravissima crisi e io ritengo che debbano avere tutta la nostra solidarietà, ma non vorrei che venisse sminuita la portata del provvedimento, concentrandoci solo su questo punto. Noi diamo ben altre e diverse risposte, e all'interno del provvedimento è contemplata anche la questione aperta della battaglia delle lavoratrici e dei lavoratori che sono attualmente impegnati in questa difficile vertenza. Ebbene, colleghi, io credo che, oltre a recepire i provvedimenti che l'Unione Europea ha proposto, sia stato fatto un grande sforzo dalla Giunta e dalla Commissione nell'andare a dire che, per esempio, noi, a voce bassa, cerchiamo di inserire alcuni provvedimenti che vanno a tutelare, a difendere, le imprese sarde. Non lo possiamo urlare, perché altrimenti verrebbe meno il principio della libera concorrenza che è tutelato a livello europeo, però alcuni provvedimenti all'interno della legalità sono contenuti ed è un fatto importante, e le imprese devono sapere che questo lavoro e questo sforzo è stato fatto. Così pure noi facciamo uno sforzo grande affinché la trasparenza diventi realmente un fattore fondamentale negli appalti che vengono indetti, e non solo per quanto riguarda gli appalti, ma anche per le risultanze degli appalti stessi, perché per esempio, lo voglio dire, qui ogni tanto si alza qualcuno e brandisce la spada del moralizzatore. Bene, a volte ci sono persone che quando fanno i moralizzatori lo fanno in astratto, avanzando delle denuncette, a volte non avendone neppure la statura per poterlo fare, e però non si preoccupano, quando ci sono provvedimenti come questo, di andare a verificare se per esempio interventi che vanno in quella direzione sono contenuti oppure no. Ebbene, lo voglio dire con chiarezza, all'interno di questo provvedimento, per esempio, è contenuto un articolo che prevede la pubblicazione di tutti gli incarichi che vengono affidati da tutti gli enti, dalla Regione, Province e Comuni, comunità montane e quant'altri, cioè, per quanto riguarda gli appalti pubblici, gli appalti di progettazione che vengono dati ai progettisti. In modo tale che si sappia quali lobbies intervengono per esercitare pressioni, e poi magari stanno nascoste sotto anfratti vari e quant'altro. Invece adesso, attraverso questa norma, si saprà, tutti i sardi potranno andare a verificare come gli incarichi di progettazione verranno dati.

Io non la voglio fare troppo lunga, perché ci sarà modo anche di tornare, Presidente, durante il dibattito sull'articolato, però rivolgo un invito all'Aula affinché realmente dia un contributo, anche di attenzione. Lo dico ai pochissimi colleghi che sono quasi sempre presenti nel dibattito, ma l'opposizione non mi pare che stia, manco visivamente, offrendo lo spunto per dire che vuole collaborare alla realizzazione di leggi. Credo che questo provvedimento, dopo il confronto che avverrà, penso che sarà esitato anche con le correzioni che sono state proposte, cercando di dare una risposta positiva agli accenti che sono contenuti in qualcuno degli emendamenti, dove si dice che dobbiamo tutelare il lavoro, tutelare i lavoratori ed evitare che per la legge del profitto vengano immolati coloro i quali cercano di portare a casa un tozzo di pane in maniera dignitosa. E' evidente che queste norme sono contenute nel dispositivo della legge; se c'è qualche intervento migliorativo che dev'essere fatto, credo che siamo disponibili al confronto e anche al recepimento di queste eventuali norme. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Pirisi.

Poiché nessun altro è iscritto a parlare sull'articolo 1, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 23. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

L'approvazione dell'emendamento aggiuntivo rende superfluo il secondo periodo della lettera c), che in sede di coordinamento del testo verrà eliminato.

Passiamo all'esame dell'articolo 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Art. 2

Definizioni

1. Ai fini della presente legge gli "appalti pubblici" sono contratti a titolo oneroso stipulati per iscritto tra uno o più operatori economici e una o più amministrazioni aggiudicatrici o altri enti aggiudicatori come individuati al comma 5, aventi per oggetto l'esecuzione di lavori, la fornitura di prodotti o la prestazione di servizi.

2. In particolare:

a) "appalti pubblici di lavori" sono contratti aventi per oggetto l'esecuzione o congiuntamente la progettazione e l'esecuzione dei lavori relativi ad una delle attività di cui all'allegato I o di un'opera, oppure l'esecuzione, con qualsiasi mezzo, di un'opera corrispondente alle esigenze individuate dall'amministrazione aggiudicatrice; per "opera" si intende il risultato di un insieme di lavori edili o di genio civile avente una funzione economica o tecnica autonoma;

b) "appalti pubblici di forniture" sono contratti aventi per oggetto l'acquisto, la locazione finanziaria, la locazione o l'acquisto a riscatto con o senza opzione per l'acquisto, di prodotti;

c) "appalti pubblici di servizi" sono contratti aventi per oggetto la prestazione dei servizi di cui all'allegato II;

d) "contratti misti" sono contratti pubblici aventi per oggetto: lavori e forniture; lavori e servizi; lavori, servizi e forniture; servizi e forniture. I contratti misti sono considerati appalti pubblici di lavori, o di sevizi, o di forniture, o concessioni di lavori secondo le disposizioni di cui all'articolo 14, commi 2, 3 e 4 del decreto legislativo 12 aprile 2006 n. 163 (Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE) e successive modifiche.

3. Ai fini della presente legge:

a) la "concessione di lavori pubblici" è un contratto che presenta le stesse caratteristiche di un appalto pubblico di lavori, ma nel quale il corrispettivo consiste unicamente nel diritto di gestire l'opera o in tale diritto accompagnato da un prezzo;

b) la "concessione di servizi" è un contratto che presenta le stesse caratteristiche di un appalto pubblico di servizi, ma nel quale il corrispettivo consiste unicamente nel diritto di gestire i servizi o in tale diritto accompagnato da un prezzo.

4. Ai fini della presente legge gli operatori economici coinvolti nel ciclo dell'appalto sono definiti come segue:

a) i termini "fornitore", "prestatore di servizi" e "imprenditore" designano una persona fisica o giuridica o un ente pubblico o raggruppamento di tali persone e/o organismi che offra sul mercato, rispettivamente, prodotti, servizi o la realizzazione di lavori od opere; il termine "operatore economico" designa sia il fornitore, sia il prestatore di servizi, sia l'imprenditore;

b) "offerente" è l'operatore economico che ha presentato un'offerta; "candidato" è l'operatore economico che ha richiesto di essere invitato a partecipare a una procedura ristretta o negoziata.

5. Ai fini della presente legge sono:

a) "amministrazioni aggiudicatrici" i soggetti elencati all'articolo 3, comma 2, lettere a) e b);

b) altri enti aggiudicatori i soggetti di cui all'articolo 3, comma 2, lettere c), d), e) ed f).

6. Per "organismo di diritto pubblico" si intende qualsiasi organismo istituito per soddisfare specificatamente bisogni di interesse generale, aventi carattere non industriale o commerciale, dotato di personalità giuridica e la cui attività sia finanziata in modo maggioritario dalla Regione, dagli enti regionali, dagli enti locali, o da altri organismi di diritto pubblico, oppure la cui gestione sia soggetta al controllo di tali soggetti oppure il cui organo d'amministrazione, di direzione o di vigilanza sia costituito da membri dei quali più della metà è designata dai medesimi soggetti.

7. Le espressioni "stazioni appaltanti" o "soggetti aggiudicatori" comprendono, se non diversamente specificato, le amministrazioni aggiudicatrici e gli altri soggetti di cui all'articolo 3, comma 2.

8. Ai fini della presente legge, per "ciclo dell'appalto" si intende lo sviluppo complessivo di tutte le attività necessarie per realizzare una fornitura, un servizio o un lavoro e si articola nelle seguenti fasi:

a) "fase interna" è quella che include tutte le attività dal momento della programmazione fino alla predisposizione di tutti i documenti necessari alla indizione di una gara di appalto;

b) "fase di evidenza pubblica" è quella che include tutte le attività dalla indizione della gara fino alla stipula del contratto di appalto;

c) "fase di esecuzione" è quella che include tutte le attività e gli atti successivi alla firma del contratto di appalto fino al collaudo.

9. Ai fini della presente legge:

a) "profilo di committente" è utilizzato negli allegati per indicare il sito internet di una stazione appaltante, su cui sono pubblicati gli atti e le informazioni previsti dalla presente legge;

b) "vocabolario comune per gli appalti", in seguito CPV (Common Procurement Vocabular), designa la nomenclatura di riferimento per gli appalti pubblici adottata dal regolamento CE n. 2195 del 2002, assicurando nel contempo la corrispondenza con le altre nomenclature esistenti.

10. Nel caso di interpretazioni divergenti riguardo al campo di applicazione della presente legge derivanti da eventuali discrepanze tra la nomenclatura CPV e la nomenclatura NACE di cui all'allegato I o tra la nomenclatura CPV e la nomenclatura CPC (versione provvisoria) di cui all'allegato II, avrà la prevalenza, rispettivamente, la nomenclatura NACE o la nomenclatura CPC.

11. Ai fini dell'articolo 3, comma 16, lettera a), valgono le seguenti definizioni:

a) "rete pubblica di telecomunicazioni" è l'infrastruttura pubblica di telecomunicazioni che consente la trasmissione di segnali tra punti terminali definiti della rete per mezzo di fili, onde hertziane, mezzi ottici o altri mezzi elettromagnetici;

b) "punto terminale della rete" è l'insieme dei collegamenti fisici e delle specifiche tecniche di accesso che fanno parte della rete pubblica di telecomunicazioni e sono necessari per avere accesso a tale rete pubblica e comunicare efficacemente per mezzo di essa;

c) "servizi pubblici di telecomunicazioni" sono i servizi di telecomunicazioni della cui offerta gli Stati membri hanno specificatamente affidato l'offerta, in particolare ad uno o più enti di telecomunicazioni;

d) "servizi di telecomunicazioni" sono i servizi che consistono, totalmente o parzialmente, nella trasmissione e nell'instradamento di segnali su una rete pubblica di telecomunicazioni mediante procedimenti di telecomunicazioni, ad eccezione della radiodiffusione e della televisione).

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 3. all'articolo 3 sono stati presentati gli emendamenti soppressivi parzialinumeri 1, 2 e 3; sostitutivi parziali numeri 4, 5 e 6; e l'aggiuntivo numero 20.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3 e dei relativi emendamenti:

Art. 3

Ambito di applicazione

1. Le disposizioni della presente legge si applicano agli appalti pubblici di lavori, forniture e servizi di importo sia inferiore che superiore alle soglie comunitarie, da eseguirsi sul territorio regionale indipendentemente dalla provenienza dei finanziamenti. Sono esclusi gli appalti da aggiudicarsi a cura delle Amministrazioni e degli enti dello Stato, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 23, comma 1. Per la determinazione delle soglie e per le modalità di calcolo del valore stimato dei contratti pubblici si rinvia alla normativa statale di recepimento della direttiva 2004/18/CE e successive modifiche e integrazioni (Relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi). Nel caso di appalti misti di lavori, forniture e servizi e nei contratti di fornitura o di servizi quando comprendono lavori si applicano le norme della presente legge in materia di lavori qualora questi ultimi assumano rilievo superiore al 50 per cento. Quest'ultima disposizione nonn si applica qualora i lavori abbiano carattere meramente accessorio rispetto all'oggetto principale del contratto.

2. Le norme della presente legge e del regolamento di cui all'articolo 4 si applicano:

a) all'Amministrazione regionale ed agli enti elencati all'articolo 69 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, e successive modifiche (Disciplina del personale regionale e dell'organizzazione degli uffici della Regione);

b) agli altri enti, compresi quelli economici e le agenzie, dipendenti dalla Regione o comunque sottoposti alla sua vigilanza, chiamati tutti anche più brevemente enti regionali; alle aziende sanitarie pubbliche, agli enti locali, alle loro associazioni ed ai loro consorzi, nonché agli altri organismi di diritto pubblico;

c) ai concessionari di lavori pubblici che non siano amministrazioni aggiudicatrici, ai quali si applicano solo le norme in materia di pubblicità dei bandi, termini per le gare, qualificazione, quelle in materia di pareri preliminari all'approvazione dei progetti, l'articolo 59 e l'articolo 15, comma 10; per i lavori eseguiti direttamente dal concessionario o tramite imprese collegate, individuate secondo quanto stabilito all'articolo 33, comma 12, si applicano solo le norme in materia di qualificazione e quelle in materia di pareri preliminari all'approvazione dei progetti;

d) ai soggetti operanti nei settori speciali di cui alla direttiva 2004/17/CE (che coordina le procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia, degli enti che forniscono servizi di trasporto e servizi postali), qualora ai sensi della normativa sui settori speciali devono trovare applicazione le norme stabilite dalla presente legge, anziché quelle che dettano la disciplina per i settori speciali; a tali soggetti non si applicano gli articoli 5, 8,12, 33, 34 e 53; in relazione alla fase di esecuzione del contratto si applicano solo le norme che disciplinano il collaudo;

e) ai concessionari di servizi pubblici, alle aziende in qualsiasi forma costituite, nelle quali una o più amministrazioni di cui alle lettere a) e b) esprimano una presenza nel capitale sociale o nell'organo di amministrazione superiore al 50 per cento; alle aziende speciali, ai consorzi di enti locali per la gestione di servizi pubblici, alle società a capitale pubblico, anche non prevalente, per la gestione di servizi pubblici, alle società che abbiano per oggetto della propria attività la produzione di beni e servizi non destinati ad essere collocati sul mercato in regime di libera concorrenza, comprese le società di trasformazione urbana per le attività finalizzate a realizzare beni non destinati al mercato; a tali soggetti non si applicano gli articoli 5, 8, 12, 33, 34 e 53; in relazione alla fase di esecuzione del contratto si applicano solo le norme che disciplinano il collaudo;

f) ai soggetti privati che realizzano lavori di edilizia e genio civile attinenti alla costruzione di strade, ponti, ferrovie, canali, irrigazione ed opere idrauliche, nonché lavori civili relativi a ospedali, impianti sportivi, ricreativi e per il tempo libero, edifici scolastici ed universitari, edifici destinati a funzioni pubbliche amministrative, di importo superiore a 1.000.000 di euro o che eseguano servizi o forniture di importo superiore a euro 500.000, i quali usufruiscono di un contributo regionale diretto e specifico che, attualizzato, sia superiore al 50 per cento dell'importo dell'appalto; a tali soggetti non si applicano gli articoli 5, 8, 12, 33, 34 e 53; in relazione alla fase di esecuzione del contratto si applicano solo le norme che disciplinano il collaudo; il provvedimento che concede il contributo della Regione deve porre come condizione il rispetto, da parte del soggetto beneficiario, delle norme della presente legge, pena la decadenza del contributo stesso.

3. Ad un appalto destinato all'esercizio di più attività si applicano le norme relative all'attività principale cui è destinato.

4. La scelta tra l'aggiudicazione di un unico appalto e l'aggiudicazione di più appalti distinti non può essere effettuata al fine di escludere un appalto dall'ambito di applicazione della normativa che disciplina i settori speciali o, dove applicabile, dall'ambito di applicazione della presente legge.

5. Se una delle attività cui è destinato un appalto è disciplinata dalla normativa che disciplina i settori speciali e l'altra dalla presente legge e se è oggettivamente impossibile stabilire a quale attività l'appalto sia principalmente destinato, esso è aggiudicato secondo le disposizioni della presente legge, ferma la facoltà, per gli enti aggiudicatori, di chiedere, in aggiunta all'attestazione di qualificazione ARA o SOA, ulteriori specifici requisiti di qualificazione relativamente alle attività disciplinate dalla normativa che disciplina i settori speciali.

6. Se una delle attività cui è destinato l'appalto è disciplinata dalla normativa che disciplina i settori speciali e un'altra attività non è disciplinata né dal tale normativa, né dalla presente legge, e se è oggettivamente impossibile stabilire a quale attività l'appalto è principalmente destinato, esso è aggiudicato ai sensi della normativa che disciplina i settori speciali.

7. I soggetti che operano nei "settori speciali" e che devono appaltare lavori, forniture o servizi di importo inferiore alla soglia comunitaria che rientrano nell'ambito delle attività proprie di tali settori, procedono agli affidamenti secondo i regimi propri, che devono tuttavia rispondere ai principi comunitari.

8. Le disposizioni della presente legge applicabili ai soggetti di cui all'articolo 3, comma 2, lettera f), si applicano anche ai lavori pubblici da realizzarsi da parte dei soggetti privati, titolari di permesso di costruire, che assumono in via diretta l'esecuzione delle opere di urbanizzazione (primaria se di importo superiore alla soglia comunitaria e secondaria sia di importo inferiore che di importo superiore alla soglia comunitaria) a scomputo totale o parziale del contribuito previsto per il rilascio del permesso, ai sensi dell'articolo 16, comma 2, decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia), e dell'articolo 28, comma 5, della legge 17 agosto 1942, n. 1150 (Legge urbanistica). L'amministrazione che rilascia il permesso di costruire può prevedere che, in relazione alla realizzazione delle opere di urbanizzazione, il titolare del permesso di costruire assuma la veste di promotore, presentando all'amministrazione medesima, entro novanta giorni dal rilascio del permesso di costruire, la progettazione preliminare delle opere. All'esito della gara bandita ed effettuata dal promotore sulla base della progettazione presentata, il promotore può esercitare, purché espressamente previsto nel bando di gara, diritto di prelazione nei confronti dell'aggiudicatario, entro quindici giorni dalla aggiudicazione, corrispondendo all'aggiudicatario il 3 per cento del valore dell'appalto aggiudicato.

9. Le disposizioni della presente legge non si applicano alle opere di urbanizzazione primaria di cui all'articolo 1, comma 1, lettera b) e all'articolo 4, comma 1, della legge 29 settembre 1964, n. 847 (Autorizzazione ai Comuni e loro Consorzi a contrarre mutui per l'acquisizione delle aree ai sensi della L. 18 aprile 1962, n. 167), di importo inferiore alla soglia comunitaria, correlate al singolo intervento edilizio assentito, per le quali ai sensi dell'articolo 16, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001, e successive modificazioni il privato può realizzare direttamente le opere.

10. Sono inoltre esclusi dall'applicazione della presente legge i contratti di sponsorizzazione o i contratti assimilabili a questi ultimi, aventi ad oggetto lavori pubblici di cui all'allegato I della presente legge, compresi gli interventi di restauro e manutenzione di beni mobili e delle superfici decorate di beni architettonici sottoposti a tutela, ovvero i servizi di cui all'allegato II, ovvero le forniture disciplinate dal presente codice, quando i lavori, i servizi e le forniture sono realizzati a cura e spese dello sponsor; per la scelta dello sponsor si applicano i principi del trattato, nonché le disposizioni in materia di qualificazione.

11. Per l'affidamento dei servizi pubblici locali si applicano le disposizioni del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali), fatti salvi i rinvii alla legge 11 febbraio 1994, n. 109 (Legge quadro in materia di lavori pubblici) che devono essere intesi riferiti ai corrispondenti articoli della presente legge.

12. La presente legge non si applica agli appalti pubblici di cui alla direttiva comunitaria n. 2004/17/CE, che detta norme per i settori speciali, fatto salvo quanto stabilito ai commi 3, 4, 5 e 6; per tali appalti si applicano le disposizioni di cui alla parte terza, del decreto legislativo n. 163 del 2006 e successive modifiche, fatte salve le norme della presente legge che dettano norme in materia di pubblicità, offerte anomale, controlli sul possesso dei requisiti, commissioni giudicatrici, incarichi di direttore dei lavori o di responsabile tecnico della fornitura o del servizio, fasi della procedura, Osservatorio regionale.

13. La presente legge non si applica ai contratti relativi ai beni culturali. Ad essi si applicano le disposizioni di cui alla parte terza, del decreto legislativo n. 163 del 2006 e successive modifiche.

14. La presente legge non si applica alle concessioni di servizi definite all'articolo 2, comma 3, lettera b), fatto salvo quanto previsto al comma 15.

15. Se un'amministrazione aggiudicatrice concede ad un soggetto che non è un'amministrazione aggiudicatrice diritti speciali o esclusivi di esercitare un'attività di servizio pubblico, l'atto di concessione prevede che, per gli appalti di forniture conclusi con terzi nell'ambito di tale attività, detto soggetto rispetti il principio di non discriminazione in base alla nazionalità.

16. La presente legge non si applica:

a) agli appalti pubblici principalmente finalizzati a permettere alle amministrazioni aggiudicatrici la messa a disposizione o la gestione di reti pubbliche di telecomunicazioni o la prestazione al pubblico di uno o più servizi di telecomunicazioni;

b) agli appalti pubblici di servizi:

1) aventi per oggetto l'acquisto o la locazione, quali che siano le relative modalità finanziarie, di terreni, fabbricati esistenti o altri beni immobili o riguardanti diritti su tali beni; tuttavia, i contratti di servizi finanziari conclusi anteriormente, contestualmente o successivamente al contratto di acquisto o di locazione rientrano, a prescindere dalla loro forma, nel campo di applicazione della presente legge;

2) aventi per oggetto l'acquisto, lo sviluppo, la produzione o coproduzione di programmi destinati alla trasmissione da parte di emittenti radiotelevisive e appalti concernenti il tempo di trasmissione;

3) concernenti i servizi d'arbitrato e di conciliazione;

4) concernenti servizi finanziari relativi all'emissione, all'acquisto, alla vendita e al trasferimento di titoli o di altri strumenti finanziari, in particolare le operazioni di approvvigionamento in denaro o capitale delle stazioni appaltanti;

5) concernenti contratti di lavoro;

6) concernenti servizi di ricerca e sviluppo diversi da quelli i cui risultati appartengono esclusivamente alla stazione appaltante, perché li usi nell'esercizio della sua attività, a condizione che la prestazione del servizio sia interamente retribuita da tale amministrazione.

17. La presente legge non si applica agli appalti pubblici di servizi aggiudicati da un'amministrazione aggiudicatrice o da un ente aggiudicatore ad un'altra amministrazione aggiudicatrice o ad altro ente aggiudicatore o ad un'associazione o consorzio di amministrazioni aggiudicatrici o enti aggiudicatori, in base ad un diritto esclusivo di cui esse beneficiano in virtù di disposizioni legislative, regolamentari o amministrative pubblicate, purché tali disposizioni siano compatibili con il trattato istitutivo della Comunità europea.

18. Per gli appalti di servizi di cui all'allegato II B e per quelli il cui valore di tali servizi prevalga rispetto a quello dei servizi di cui all'allegato II A, la presente legge si applica limitatamente all'articolo 14, comma 2, e all'articolo 21, commi 22 e 23.

19. La presente legge si applica agli organismi di diritto pubblico, come definiti all'articolo 2, comma 6, la cui attività sia finanziata in modo maggioritario dallo Stato, oppure la cui gestione sia soggetta al controllo dello Stato, oppure il cui organo d'amministrazione, di direzione o di vigilanza sia costituito da membri dei quali più della metà è designata dallo Stato, qualora tali organismi debbano affidare a terzi l'esecuzione di lavori relativi a opere di competenza regionale, o l'esecuzione di servizi e forniture accessori o connessi a tali lavori.).

Emendamento soppressivo parziale Giunta regionale

Articolo 3

Al comma 1 dell'articolo 3 sono soppresse le parole da "nel caso di appalti misti di lavori" fino alla fine del comma. (1)

Emendamento soppressivo parziale Giunta regionale

Articolo 3

I commi 7 e 12 dell'articolo 3 sono soppressi. (2)

Emendamento soppressivo parziale Giunta regionale

Articolo 3

All'articolo 3 è soppresso il comma 11. (3)

Emendamento sostitutivo parziale Giunta regionale

Articolo 3

All'articolo 3 la lettera d) del comma 2 è così sostituita:

d) ai soggetti operanti nei settori speciali di cui alla direttiva 2004/17/CE (che coordina le procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia, degli enti che forniscono servizi di trasporto e servizi postali), esclusivamente le norme della presente legge che disciplinano le materie della pubblicità, articolo 21, delle offerte anomale, articolo 19, dei controlli sul possesso dei requisiti, articolo 17 commi 3, 4, 5, 6, delle commissioni giudicatrici, articolo 47, degli incarichi di direttore dei lavori o di responsabile tecnico della fornitura o del servizio, articolo 53, delle fasi della procedura, articolo 14 bis, del collaudo, articoli 57 e 58, dell'Osservatorio regionale, articolo 61. Per quanto non regolato dalla presente legge si applicano le disposizioni di cui alla parte terza, del decreto legislativo n. 163 del 2006. (4)

Emendamento sostitutivo parziale Giunta regionale

Articolo 3

3. I contratti misti sono contratti pubblici aventi per oggetto: lavori e forniture; lavori e servizi; lavori, servizi e forniture; servizi e forniture. I contratti misti sono considerati appalti pubblici di lavori, o di servizi, o di forniture, o concessioni di lavori, secondo le disposizioni che seguono:

a) un contratto pubblico avente per oggetto la fornitura di prodotti e, a titolo accessorio, lavori di posa in opera e di installazione è considerato un «appalto pubblico di forniture»;

b) un contratto pubblico avente per oggetto prodotti e servizi di cui all'allegato II è considerato un «appalto pubblico di servizi» quando il valore dei servizi supera quello dei prodotti oggetto dell'appalto;

c) un contratto pubblico avente per oggetto dei servizi di cui all'allegato II e che preveda attività ai sensi dell'allegato I solo a titolo accessorio rispetto all'oggetto principale del contratto è considerato un «appalto pubblico di servizi»;

3bis. Ai fini dell'applicazione del comma 3 l'oggetto principale del contratto è costituito dai lavori se l'importo dei lavori assume rilievo superiore al cinquanta per cento, salvo che, secondo le caratteristiche specifiche dell'appalto, i lavori abbiano carattere meramente accessorio rispetto ai servizi o alle forniture, che costituiscano l'oggetto principale del contratto. L'affidamento di un contratto misto secondo il presente articolo non deve avere come conseguenza di limitare o escludere l'applicazione delle pertinenti norme comunitarie relative all'aggiudicazione di lavori, servizi o forniture, anche se non costituiscono l'oggetto principale del contratto, ovvero di limitare o distorcere la concorrenza. (5)

Emendamento sostitutivo parziale Giunta regionale

Articolo 3

Il comma 13 dell'articolo 3 è così sostituito:

"13. La presente legge non si applica ai contratti relativi ai beni culturali. Ad essi si applicano le disposizioni di cui alla parte seconda, titolo IV, capo II, del decreto legislativo n. 163 del 2006 e successive modifiche". (6)

Emendamento aggiuntivo Biancu

Articolo 3

All'art. 3 del DDL 215 A, dopo il comma 8) è aggiunto il seguente comma:

8bis. Attività dell'Ente Foreste della Sardegna.

a) Tutte le opere di rimboschimento e di rinsaldamento, le opere strumentali, le forniture e i servizi connessi all'attività di sistemazione idraulico - forestale di cui al R.D.L. 3267/23 e R.D.L. 1126/26 possono essere eseguite in economia, in deroga alle norme di cui alla presente legge. Alle opere edilizie eseguite in economia nella forma della amministrazione diretta ricomprese nelle opere strumentali connesse alle attività di sistemazione idraulico - forestale di cui sopra non si applicano le norme relative agli appalti pubblici.

b) Le opere di manutenzione (o gestione) forestale di amministrazione diretta, qualora abbiano ad oggetto interventi che facciano rimanere salve le situazioni naturali, non sono da ricomprendere nell'ambito di applicazione delle norme relative agli appalti pubblici. Per le opere edilizie da realizzarsi nell'ambito delle attività gestionali e di manutenzione forestale di cui sopra, da eseguirsi in amministrazione diretta, si applicano le norme relative agli appalti pubblici di cui agli artt. 39 e 40 del DDL di cui trattasi.

c) Per tutte le opere e i lavori non eseguiti in economia e non ricompresi nelle lettere a) e b) di cui al presente comma si applicano le norme relative agli appalti pubblici di cui alla presente legge.

d) l'Ente Foreste della Sardegna adatta il proprio "Regolamento per i lavori, le provviste ed i servizi da eseguire in economia" alle disposizioni di cui al presente comma." (20)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Manca, relatore.

MANCA (La Margherita-D.L.), relatore. Sugli emendamenti numeri 1, 2, 3, 4, 5 e 6 il parere è favorevole. E poi è rimasto il 20?

PRESIDENTE. Sì! E' un aggiuntivo.

MANCA (La Margherita-D.L.). Sul 20, possiamo chiedere cinque minuti di sospensione?

PRESIDENTE. Oppure possiamo sospendere il 20 e poi avrete il tempo, tanto è un emendamento aggiuntivo, avrete il tempo di affrontare eventualmente la discussione, che lei propone di fare sospendendo l'Aula, e magari questo pomeriggio ci torniamo.

MANCA (La Margherita-D.L.), relatore. Oppure sospendiamo ed andiamo avanti. Ok, sì va bene.

PRESIDENTE. Va bene.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico dei lavori pubblici.

MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Il parere è conforme a quello del relatore. Grazie.

PRESIDENTE. Va bene.

Metto in votazione l'emendamento soppressivo parziale numero 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento soppressivo parziale numero 2. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento soppressivo parziale numero 3. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento sostitutivo parziale numero 4. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento sostitutivo parziale numero 5. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento sostitutivo parziale numero 6. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'articolo 3. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

L'emendamento numero 20, come abbiamo detto, lo rinviamo.

Passiamo all'esame dell'articolo 4.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4:

Art. 4

Regolamento

1. Entro due mesi dall'entrata in vigore della presente legge la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di lavori pubblici, adotta una proposta di regolamento di attuazione e la trasmette al Consiglio regionale per la sua approvazione. Tale regolamento, oltre le materie per le quali è espressamente richiamato, definisce in particolare:

a) le funzioni e i compiti del responsabile del procedimento;

b) le forme di pubblicità e di conoscibilità degli atti procedimentali e delle procedure di accesso a tali atti;

c) i rapporti funzionali tra i soggetti che concorrono alla realizzazione dei lavori e alle relative competenze;

d) la valutazione delle offerte con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa;

e) il trasferimento in proprietà all'appaltatore dei beni immobili della pubblica amministrazione;

f) la procedura di verifica e validazione dei progetti.

2. Fino alla data di entrata in vigore del regolamento si applicano nel territorio della Regione, ad eccezione delle parti incompatibili con le disposizioni della presente legge:

a) il decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554, e successive modifiche, nelle parti non abrogate così come modificato dall'articolo 256 del decreto legislativo n. 163 del 2006;

b) il decreto ministeriale 19 aprile 2000, n. 145 (Regolamento recante il capitolato generale d'appalto dei lavori pubblici).

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, grazie Presidente. Io vorrei soltanto approfittare della discussione generale sull'articolo 4, che parla del Regolamento, per raccogliere o tentare di raccogliere lo spirito di quello che il collega Pirisi ha appena detto all'Aula. Nel senso che è evidente che è difficile che tutti i consiglieri regionali possano avere sui singoli argomenti una competenza estrema e approfondita, e spesso, visto che esiste lavoro di Commissione, gli schieramenti delegano ai commissari che sono presenti all'interno delle singole Commissioni quell'approfondimento di dettaglio sui singoli provvedimenti che poi giustamente non dev'essere fatto all'interno dell'Aula. Per cui, nel caso di specie, la convinzione di molti dei colleghi della minoranza, forse anche di qualche collega della maggioranza è che, essendo questo disegno di legge un disegno di recepimento di una direttiva europea che nel frattempo è stata anche recepita a livello nazionale, l'azione che noi stiamo svolgendo sia un'azione buona e virtuosa e tutto sommato un'azione in cui l'elemento singolo e particolare di dettaglio sia stato già sviscerato nelle sedi in cui si è riusciti ad ottenere una sostanziale unanimità sul provvedimento e sul corpo del provvedimento. Quindi questo è l'elemento di riflessione che in questo momento ispira l'Aula. Ovviamente devo dire che, collega Pirisi, poi, sul corpo del provvedimento, gravano degli emendamenti, alcuni dei quali, ne cito uno a titolo di esempio, l'emendamento numero 24, suscitano delle perplessità alla lettura per cui sarebbe anche su questo interessante comprendere quale sia l'orientamento complessivo dell'Aula, non attendendo l'arrivo dell'articolo 51, ma magari sapendo, con un attimo di anticipo, in maniera tale che poi ognuno di noi si regoli anche sul tipo di corso dei lavori dell'Aula, che, ripeto, emendamenti che ovviamente ciascuno di noi ha visto soltanto nel momento cui è entrato in aula e dopo la votazione sul passaggio degli articoli ne ha avuto contezza. Collega Pirisi, per il ragionamento che lei fa e che può essere utile su alcuni aspetti, assolutamente marginali in merito alla suddetta legge, può essere opportuno che l'Aula si soffermi. Considerato che sono le 13 e 15, appurato che lei ha visto che nei banchi della minoranza non c'è una grande presenza, ma neanche tra la maggioranza, stante che, se facessimo una votazione a scrutinio palese probabilmente in questo momento interromperemmo i lavori, allora, considerato tutto questo, se lo ritenete opportuno, possiamo un attimo rallentare e focalizzare i lavori su alcuni aspetti che meritano approfondimento. Altrimenti, per un dovere di disponibilità che io ritengo di mantenere, possiamo continuare a tenere il ritmo che abbiamo tenuto, fermo restando che quando poi arriveremo a qualcuno dei nodi fondamentali della legge, un minimo di approfondimento lo garantiamo, quanto meno per il rispetto reciproco. Visto che siamo presenti in Aula, ci deleghiamo l'uno con l'altro e seguiamo il disegno di legge che comunque stiamo discutendo.

PRESIDENTE. Non ho altri iscritti a parlare. L'onorevole Vargiu propone, se non ho capito male, di concludere il lavoro di questa mattina e di riprendere alle 16 e 30. Il lavoro in Commissione è stato fatto. Capisco che non tutti i colleghi dei gruppi possano avere piena conoscenza delle cose, tuttavia mi sembra che sia stato un lavoro anche unitario. Però, se c'è bisogno di qualche minuto in più di approfondimento, penso che possiamo chiudere qui i lavori della mattinata e riprenderli questa sera alle ore 16 e 30. La seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 13 e 18.