Seduta n.79 del 24/03/2005 

LXXIX SEDUTA

(ANTIMERIDIANA)

Giovedì 24 marzo 2005

Presidenza del Vicepresidente Paolo Fadda

indi

del Presidente Spissu

La seduta è aperta alle ore 9 e 32.

FLORIS VINCENZO, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta di venerdì 18 marzo 2005 (74), che è approvato.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2005)" (91/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 91/A. Siamo arrivati alla votazione degli emendamenti all'articolo 1, ad iniziare dall'emendamento numero 259.

Metto in votazione l'emendamento numero 259.

Ha domandato di parlare la consigliera Lombardo. Ne ha facoltà.

LOMBARDO (F.I.). Chiedo una breve sospensione.

PRESIDENTE. Essendo la prima votazione, sospendo la seduta per dieci minuti. I lavori riprendono alle 9 e 43.

(La seduta, sospesa alle ore 9 e 33, viene ripresa alle ore 9 e 43.)

Congedi

PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori. Comunico che i consiglieri regionali Calledda, Oscar Cherchi, Cugini, Ladu, La Spisa e Manca hanno chiesto congedo per la seduta del 24 marzo 2005, il consigliere regionale Rassu ha chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 24 marzo 2005. Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2005)" (91/A)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Siccome siamo in sede di votazione, Presidente, a nome del Gruppo di Forza Italia, io chiedo il voto segreto; anzi, modifico la mia richiesta, chiedo la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. Onorevole Pili, la sua richiesta deve essere appoggiata da cinque consiglieri. Invito i colleghi a prendere posto. Onorevole Pili, mi creda, è soltanto per un fatto tecnico.

Invito i consiglieri che appoggiano la richiesta ad alzarsi.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri LOMBARDO, CASSANO, ONIDA, LICANDRO)

Verifica del numero legale

PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con il procedimento elettronico.

Risultato della verifica

PRESIDENTE. Dichiaro che sono presenti 21 consiglieri. Pertanto, constatata l'assenza del numero legale, sospendo la seduta per 30 minuti. I lavori riprenderanno alle ore 10 e 16.

(La seduta, sospesa alle ore 9 e 47, viene ripresa alle ore 10 e 16.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. I colleghi Cugini e Calledda sono presenti in Aula e, quindi, viene annullato il congedo che era stato concesso loro. Siamo in fase di votazione dell'emendamento numero 259.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanciu. Ne ha facoltà.

SANCIU (F.I.). Al fine della verifica del numero legale, chiedo il voto segreto.

PRESIDENTE. Da chi viene appoggiata la richiesta?

SANCIU (F.I.). Da nessuno!

PRESIDENTE. Come Capogruppo? Ma non è Capogruppo!

SANCIU (F.I.). Sono in rappresentanza del Capogruppo.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Se i colleghi hanno preso posto… vorrei ricordare ai colleghi che stiamo votando a scrutinio segreto l'emendamento numero 259.

(Interruzioni)

Chiedo scusa ai colleghi, ma ci sono delle difficoltà tecniche. Va bene, sono stati risolti i problemi di carattere tecnico, possiamo passare alla votazione.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 259.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 38

Votanti 36

Astenuti 2

Maggioranza 19

Favorevoli 1

Contrari 35

Constatata la mancanza del numero legale, sospendo la seduta per trenta minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 22, viene ripresa alle ore 10 e 56.)

PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione. Metto in votazione l'emendamento numero 259. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Presidente, per confermare, a nome del Gruppo di Forza Italia, la richiesta del voto segreto per la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. Non c'entra niente la verifica del numero legale, onorevole Pili!

PILI (F.I.). Ho chiesto il voto segreto e, per quanto mi riguarda, sul piano politico...

PRESIDENTE. No, no, non è per quanto la riguarda, onorevole Pili. Sta chiedendo il voto segreto?

PILI (F.I.). Sì, sì, per la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. No, allora la sua richiesta deve essere appoggiata da altri cinque consiglieri, onorevole Pili.

PILI (F.I.). Va bene, vogliamo dare il tempo a tutti i colleghi di arrivare e quindi se vogliamo continuare così!

PRESIDENTE. No, no, sommiamo cinque colleghi, onorevole Pili.

PILI (F.I.). Chiediamo la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. Da chi viene appoggiata la sua richiesta?

Invito i colleghi che appoggiano la richiesta ad alzarsi.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri MORO, LOMBARDO, CONTU, LICANDRO.)

(Interruzioni)

Onorevole Cugini, su che cosa intende parlare?

(Interruzioni)

Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Parlo dopo, Presidente!

PRESIDENTE. Avevo capito che stava sbagliando, onorevole Cugini. Dispongo la verifica palese del numero legale, non si sta votando l'emendamento.

Seconda verifica del numero legale

PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con il procedimento elettronico.

Risultato della verifica

PRESIDENTE. Dichiaro che sono presenti 59 consiglieri.

(Sono presenti i consiglieri: ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CASSANO - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - DIANA - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LAI - LANZI - LICANDRO - LICHERI - LIORI - LOMBARDO - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MORO - MURGIONI - ORRU' - PACIFICO - PETRINI - PILI - PINNA - PIRISI - PISANO - PORCU - SABATINI - SALIS - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Matteo - SANNA Simonetta - SCARPA - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS - VARGIU.)

Constatata la presenza del numero legale è presente, procediamo alla votazione dell'emendamento numero 259.

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 259, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(Interruzione del consigliere Pili)

Onorevole Pili? Chiedo scusa, ha ragione lei!

Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Mi può ricordare l'emendamento che è in votazione?

PRESIDENTE. Quello che ho appena detto, il "259".

PILI (F.I.). Grazie Presidente, in discussione è il comma cinque dell'articolo 1. Grazie all'astuzia e all'esperienza del presidente Fadda, questo emendamento non è stato votato, perché per tre volte di seguito il salvataggio in extremis del Presidente del Consiglio facente funzioni ha consentito alla maggioranza assente - assente! - la caduta di questo comma ed è la dimostrazione - lo dico in chiave politica - di come probabilmente si sta vivendo questa finanziaria in quest'Aula, cioè senza la giusta attenzione da parte di questa maggioranza ad un tema che abbiamo più volte avuto modo di ribadire, che io non mi stancherò di ribadire in quest'Aula, per un semplice motivo.

Qualcuno, lo faceva il Presidente della Commissione ieri, domandava che senso ha fare tante dichiarazioni di voto su questo articolo o sul titolo. Perché è giusto, onorevole Secci, che noi utilizziamo tutti gli strumenti possibili per far sapere chi voterà a favore di questa finanziaria, ma per far sapere con altrettanto vigore chi è contro questa finanziaria. Per dire con estrema chiarezza che questa non è una finanziaria di rigore, ma è una finanziaria di autogol per la Sardegna, un autogol per l'economia dell'Isola; dirò ancora di più, mi riferisco ai colleghi di Rifondazione Comunista, io credo che l'onorevole Uras stia ben interpretando un ruolo di cittadino libero, di consigliere regionale autonomo, dicendo le cose come stanno e, per questo, credo che sarà per noi, onorevole Uras, un interlocutore importante in quest'Aula, non tanto per la vicinanza delle posizioni, quanto per la libertà di giudizio che lei ha pure manifestato nelle ultime ore.

Credo che sia assolutamente importante sottolineare l'aspetto che già ieri richiamavamo, questa non è una manovra economica, è una manovra ragionieristica che non tiene conto della ricaduta che può avere, non tanto sul ripristino dell'equilibrio di bilancio, quanto sull'effetto devastante sull'economia dell'Isola. E se non è un'opinione, è una certezza il fatto che un'economia che si ferma nonostante tutte le critiche, la sconfitta elettorale, mettiamoci dentro anche quella, i dati incontrovertibili che abbiamo ieri richiamato dell'economia regionale, e soprattutto dell'indotto occupazionale, che hanno segnato un'inversione di tendenza rispetto alla legislatura 94-'99 (cito per tutti il prodotto interno lordo e il dato sull'occupazione), grazie a questa manovra che sottrarrà al sistema regionale circa duemila miliardi delle vecchie lire, crediamo che, essendo risorse talmente importanti, avranno una ricaduta devastante.

Abbiamo detto che noi non intendiamo porre mano al dato che è in discussione sul comma 5; riteniamo che la base di partenza sia errata, perché (poc'anzi, ragionavo a voce bassa con l'assessore Pigliaru, che credo svolga il suo ruolo meritorio di cercare un punto di equilibrio all'interno della sua stessa maggioranza, c'è chi vorrebbe utilizzare la motosega sempre accesa per passeggiare nel giardino di Dio, e credo che dovrà certamente scontrarsi con quelli che, all'interno della stessa maggioranza, hanno più contatto con la società civile sarda e, quindi, percepiscono quale sarà la ricaduta di questa manovra economica) credo che sopprimere questo comma 5 significhi sostanzialmente riaprire il dibattito sul punto di partenza, qual è l'indebitamento. E' per questo che noi votiamo a favore di questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Chiedo scusa, Presidente, probabilmente ci deve essere qualche problemino col sistema perché la freccia sta lampeggiando!

Stiamo discutendo di quello che io definisco il comma sul quale la maggioranza avrebbe dovuto sentire la necessità di far mancare ulteriormente il numero legale, probabilmente non solo per mezz'ora, perché su questo comma, senza drammatizzare più di tanto, si giocano i destini della Regione Sardegna. Allora, non esaminare con attenzione questo comma, secondo me, è sintomo di leggerezza, di superficialità, di non volere comunque affrontare un problema.

Ribadisco oggi che non ho avuto nessuna risposta da parte dell'Assessore relativamente ai problemi, lo so, purtroppo, Assessore, lei ha sempre mantenuto la calma, la inviterei comunque a mantenere questo atteggiamento, è molto più utile per tutti, però vede questa manovra finanziaria che io non voglio scaricare su di lei, quindi, quando mi rivolgo a lei mi rivolgo a lei ma di fatto avrei gradito che i colleghi della maggioranza, soprattutto quelli che conoscono meglio questa manovra, avessero avuto la consapevolezza che l'argomento che stiamo affrontando è della massima rilevanza.

Io ho posto tre, voglio dire, quattro elementi fondamentali sulla costruzione di questa manovra finanziaria. Partiamo da un dato che sono le entrate presunte e sono presunte perchè non ne conosciamo l'esatta consistenza, ma credo che sempre sia avvenuto questo. Partiamo da un dato, più che presunto, sconosciuto, che è il dato dell'alienazione di una parte del patrimonio che, se così fosse, vale 63 milioni di euro ma potrebbe valere benissimo 250 milioni di euro, come potrebbe valere anche 5 milioni di euro, è una forbice nella quale ognuno di noi si deve calare. Allora, di fronte ad un problema di questo genere, noi aggiungiamo anche i 750 milioni di residui, che è un'ipotesi di cancellazione, secondo me, remota, perché mai si è riusciti a cancellare residui di questa portata, e se l'ipotesi remota è di cancellare 750 milioni, ammesso e non concesso che la situazione reale dell'indebitamento a fronte di mutui comunicata dal presidente Soru ieri di 2 miliardi e 800 milioni, a fronte di 4 miliardi ipotizzati, o impegni non assunti, non ho capito per quale motivo noi stiamo ragionando sulla cancellazione di 750 milioni di euro e non stiamo ragionando sulla cancellazione di un miliardo e mezzo di euro. Basterebbe questo per eliminare i 568 milioni di euro, voglio dire, è un'operazione semplicissima.

Invece no, qua si utilizzano 750 milioni di euro come cancellazione, io dico remota, di residui, vedo il Presidente della Commissione, non l'ho scritto io "stimato in euro 750 milioni", perché non stimiamo un miliardo e mezzo di euro anziché 750 milioni di euro? E' remoto l'uno e l'altro. E' remoto l'uno e l'altro! No, io non voglio fare come l'anno scorso, io sto ragionando, Assessore, non voglio fare come l'anno scorso. E l'anno scorso, se è stato fatto, non è stato fatto certo perché io avevo questa volontà, però voglio portare l'Aula al convincimento che noi certezze su questa manovra finanziaria, così presentata...

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Diana, il tempo a sua disposizione è terminato. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà. Poiché non è presente in Aula, viene dichiarato decaduto.

Metto in votazione l'emendamento numero 259.

(Interruzione del consigliere Pili)

PRESIDENTE. No, no! Chi è favorevole?

PILI (F.I.). Presidente, sulle modalità di voto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Presidente, la ringrazio perché lei sta cercando di accelerare i lavori del Consiglio, però era già da qualche secondo che alzavo la mano per il voto. Chiedo il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. Invito i consiglieri che appoggiano la richiesta ad alzarsi.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri LOMBARDO, PETRINI, CONTU, LICANDRO, SANJUST, SANCIU, AMADU.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 259.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - DIANA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MORO - MURGIONI - PETRINI - PISANO - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIORICO - LAI - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PORCU - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.

Si sono astenuti i consiglieri: ATZERI - FLORIS Mario - SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 61

Votanti 58

Astenuti 3

Maggioranza 30

Favorevoli 17

Contrari 41

(Il Consiglio non approva)

Metto in votazione l'emendamento numero 258.

Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Intervengo sul sesto comma.

PRESIDENTE. No. Lei sta intervenendo sull'emendamento numero 258.

URAS (R.C.). Sì, soppressione del comma sesto dell'articolo 1. Intervengo su questo tema, che è caro al mio partito, ma direi caro anche alla Regione nel suo complesso; riguarda il patrimonio regionale, quello acquisito a vario titolo, quello anche non ancora acquisito perché le norme statutarie, da questo punto di vista, quelle che trattano della successione diretta da parte della Regione dei beni dismessi dallo Stato, sono rimaste sulla carta, come tante altre norme dello Statuto che è legge costituzionale. Uno Statuto attaccato fortemente dalla nuova revisione costituzionale proposta e votata sulla spinta dell'egoismo dei sistemi territoriali forti e dei sistemi imprenditoriali forti del Nord Italia, voluto dalla Lega contro il Mezzogiorno d'Italia, contro i Sardi e contro i principi di solidarismo che invece sono contenuti nella nostra Costituzione repubblicana. Per cui, io voglio anche dire all'onorevole Pili, poco si arriverà ad una conclusione diciamo positiva, dal loro punto di vista, della frantumazione di questa maggioranza, la nostra è una posizione critica, certo, competitiva, certo, ma che va verso la direzione di una soluzione dei problemi in senso socialista, che contrasta le concezioni liberiste che sono espresse dal suo schieramento politico, con tutta la forza possibile e necessaria.

Il patrimonio della Regione, la sua privatizzazione, la sua alienazione ci vede non solo perplessi, ma io dico anche in qualche misura contrari. Utilizzare questo patrimonio per colmare i limiti di bilancio, per colmare i disavanzi che si sono prodotti anche grazie, per non dire solo grazie, alle politiche espresse dal Governo Berlusconi in Sardegna, è una cosa che noi riteniamo poco accettabile.

Ho con me un testo che racconta la storia di un giovane sindaco dell'inizio del secolo, un giovane sindaco di Ales, Franceschino Spada, proprietario, che ha lasciato alla sua comunità, a 39 anni, quando è morto, un patrimonio ingente a favore della socialità, delle fasce sociali più deboli. Mi ricorda, Franceschino Spada, un altro nobile sardo, anche consigliere regionale, Giuseppe Asquer, che ha lasciato un suo patrimonio inestimabile a favore di giovani sardi che volessero studiare, prepararsi ed inserirsi nel mondo lavorativo per essere utili alla Sardegna e alla sua autonomia. Un patrimonio, quello della Regione, che quasi mai ha trovato un utilizzo serio rispetto agli obiettivi per i quali è stato destinato, anche per il patrimonio Asquer non si è rispettato il lascito. Io richiamo l'attenzione di quest'Aula a tanta nobiltà ed anche a tanta, diciamo, disattenzione colpevole da parte delle amministrazioni regionali. Noi, sulla questione del patrimonio, faremo una battaglia politica perché ritorni ai Sardi il patrimonio dei Sardi, perché non venga regalato, perché non venga ceduto, perché venga risparmiato alle speculazioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanciu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANCIU (F.I.). Grazie Presidente, con l'emendamento numero 258 proponiamo la soppressione del comma 6 dell'articolo 1 di questa legge finanziaria. Una soppressione non strumentale ma volta ad eliminare da questa finanziaria un elemento che mi lascia, e penso con me molti colleghi di quest'Aula, assai perplesso. Leggo testualmente: "Il ricorso all'indebitamento di cui al comma 5 è ridotto in relazione all'acquisizione di maggiori entrate, nell'anno 2005, derivanti da operazioni di privatizzazione del patrimonio disponibile regionale".

Ebbene, io credo che la Regione non possa essere gestita in questo modo, alla stregua di un'azienda privata, inoltre che la Giunta non possa individuare come unica strada propositiva, per l'acquisizione di maggiori entrate, la privatizzazione. La privatizzazione è un'operazione complessa e, se vogliamo, molto delicata, un'operazione che deve essere predisposta nei minimi dettagli, non può essere prevista in appena cinque righe racchiuse nel comma 6 dell'articolo 1 di questa legge, seppure una legge finanziaria omnibus come questa, che contiene al suo interno già troppe norme che meriterebbero invece una trattazione a parte o, meglio ancora, appositi disegni di legge da discutere in questa Assise. Una legge che contempli, nei suoi articoli, le modalità per la cessazione degli immobili, che disciplini quali beni del patrimonio disponibile regionale possano essere oggetto di privatizzazione; nonché faccia un'attenta ricognizione di tutto quello che costituisce il patrimonio della nostra Regione.

In queste cinque righe c'è un alto tasso di discrezionalità attraverso il quale viene affidata alla Giunta un'ampia possibilità di scelta, più o meno motivata da necessità contingenti, di vendere o svendere per fare cassa parte del nostro patrimonio regionale o tutto. La Regione non vende, soprattutto non svende, il patrimonio disponibile senza prima verificare con cautela l'opportunità e la necessità di avviare una procedura di tale portata e senza stabilire delle regole certe a garanzia della massima trasparenza dell'operazione.

Ora, mi viene in mente, Assessore, anche la delibera numero 9/2 del 9 marzo scorso con la quale è stata istituita la Conservatoria delle coste della Sardegna. A suo tempo, apprendendo la notizia dai giornali, avevo manifestato qualche perplessità che ho esteso con un'interrogazione al presidente Soru e all'Assessore competente. In questo caso la Regione intende ricoprire il ruolo di acquirente dei terreni costieri, sottraendoli così a qualsivoglia intervento e alla gestione delle amministrazioni locali. Con questo comma, introdotto nell'articolo 1 della finanziaria, la Regione invece ricopre il ruolo di venditore e cede o, meglio, avvia operazioni di privatizzazione del patrimonio regionale per fare cassa.

Non vorrei che, tra le varie riforme dell'Amministrazione, volute da questo Governo, ci sia quella di trasformare la Regione in un'agenzia immobiliare; pertanto, Presidente, esprimo il mio voto a favore dell'emendamento numero 258.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LICANDRO (F.I.). Signor Presidente, colleghi, il comma 6 è uno di quelli che possiamo considerare realmente un comma inquietante. Sarà perché le operazioni mi hanno sempre messo un po' di tensione, ma in questo comma c'è un'operazione che dovrebbe fare paura a tutti quanti i Sardi. Si parla appunto di maggiori entrate che deriverebbero da operazioni di privatizzazione del patrimonio disponibile della Regione. La cosa veramente preoccupante è che vi proponete questo tipo di operazione scavalcando completamente l'autorità e la sovranità del Consiglio regionale. Ora, fra tutte le norme intruse cui è infarcita la manovra finanziaria, questa è certamente una delle più sinistre, così come l'ha definita l'onorevole Mauro Pili, tanto per darle un colore politico ben definito.

Sarei quasi tentato di chiedervi, colleghi della maggioranza, su che cosa avete intenzione di mettere le mani, cosa volete vendere, quando, a quanto e come; alle perplessità dell'onorevole Uras, noi aggiungiamo la nostra assoluta contrarietà, non vorremmo che si portasse avanti la stessa operazione che è stata portata avanti per anni con la Società Bonifiche Sarde la quale, per far quadrare il bilancio, era costretta ogni tanto a vendere dei gioielli di famiglia. Ripeto, ve lo chiederei se non fossi cosciente che probabilmente neanche voi sapete dare una risposta certa a questa domanda.

Mi dispiace che questo comma non sia stato discusso ieri, in una delle rare puntate del presidente Soru, perché forse lui avrebbe avuto modo di darci una risposta. Fra l'altro, io credo che sia semplicemente inaccettabile liquidare un argomento di questa importanza in sole cinque righe. Se poi la privatizzazione del patrimonio immobiliare dovesse essere effettuata con gli stessi criteri che sono riservati agli immobili di proprietà dello I.A.C.P. di Carbonia, come presente in finanziaria, allora è facilmente intuibile, è facile pensare che l'indebitamento, di cui all'articolo 5, non si ridurrà poi così tanto. Per questo motivo, voterò a favore dell'emendamento numero 258.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Per annunciare il voto favorevole all'emendamento numero 258 e per ricollegarmi un attimino anche alle considerazioni dell'onorevole Uras che ha citato un personaggio poco conosciuto in Sardegna, ma molto conosciuto da me. Le assicuro che forse non lo conosce nessuno, almeno come storia, meglio di me. Quindi io so di cosa parla e le assicuro che non era l'unico caso, in quegli anni, di nobiluomini che affidarono una parte, se non tutto il loro patrimonio, a fini sociali. Era una costante in quel periodo. Credo che non cambi lo scenario.

Io sono una di quelle persone che si è opposta alla svendita di quel patrimonio per fini che non fossero quelli per cui erano stati lasciati, situazioni di questo genere nel patrimonio regionale ce ne sono tante; non so se noi possiamo ipotizzare oggi, sulla base del comma 6, che il ricorso all'indebitamento di cui al comma 5 è ridotto in relazione all'acquisizione di maggiori entrate. Se avessimo avuto un comma, il comma 6 bis, nel quale si diceva anche il contrario, allora la cosa poteva anche avere un senso. Ma qui si presume solo che ci saranno maggiori entrate; non si esamina minimamente la possibilità che ci siano minori entrate e che pertanto cambierebbe la quota di indebitamento.

Quindi, ecco perché noi votiamo questo emendamento, per il quale garanzie non ci sono state date, cioè voteremo ovviamente a favore della soppressione del comma, credo che questo si sia compreso. Richiamo tutte le considerazioni fatte dall'onorevole Licandro relativamente ai gioielli di famiglia: chi è che ci deve dire (questo Consiglio deve essere informato) ciò che si vuole vendere, a chi lo si vuole vendere e con quali modalità si vuole vendere. Noi stiamo ragionando in questi termini, però sappiamo che, all'esterno, circolano delle voci più o meno incontrollate che ci dicono esserci già possibili acquirenti di particolari beni della Regione Sardegna; allora sapete che, quando anche le voci sono incontrollate, quando appena appena si ha un sentore, solitamente c'è sempre un fondo di verità. E' sempre stato così. Guardate che 63 milioni di euro sono veramente un'enormità, sono un'enormità! Siamo veramente sicuri che l'utilizzo che verrà fatto di quel patrimonio alienato sia compatibile con le esperienze e con gli impegni della Regione Sardegna in cinquant'anni della sua autonomia? Anche su questo vorremmo avere garanzie, certo sarebbe molto semplice vendere la Manifattura Tabacchi, sarebbe molto semplice, probabilmente l'operazione più semplice e più facile.

CUGINI (D.S.). Regalata!

DIANA (A.N.). Regalata, sì.

(Interruzione del consigliere Cugini)

DIANA (A.N.). Non la dobbiamo regalare, onorevole Cugini. Cito un bene per il quale il Governo di centrodestra di questa Regione molto ha fatto, perché se sono stati apposti i sigilli a quella struttura è dovuto solo alla lungimiranza del Governo di centrodestra di questa Regione. Non che questo possa caratterizzare nel bene tutto l'operato del centrodestra, ma in quel momento siamo intervenuti. Probabilmente questo Governo di centrosinistra dovrebbe intervenire anche in questi giorni in questa direzione, perché esistono altri beni dello Stato non più utilizzati e quindi suscettibili dell'applicazione dell'articolo 14 del nostro Statuto; però non sentiamo niente in questa direzione, eppure esiste un patrimonio dello Stato che non è più utilizzato per quei fini e quindi dovrebbe essere trasferito immediatamente al patrimonio della Regione Sardegna.

Anche un'analisi di questo genere forse sarebbe stato corretto fare, invece noi stiamo votando il ricorso all'indebitamento che può essere suscettibile solo di incremento e, qualora fosse suscettibile di incremento, le conseguenze le conosciamo, ma nessuno esamina la possibilità che questo incremento non ci sia, che noi non riusciamo ad introitare i 63 milioni di euro, allora vorrei capire cosa succederebbe a questa manovra finanziaria.

Vede, Assessore, l'altro grave fatto assolutamente negativo che mi ha colpito è che, mentre noi stiamo esaminando in quest'Aula una manovra finanziaria piuttosto rigida, dato per scontato, per un momento sono d'accordo anche io, mi spoglio un attimino dalla veste di opposizione…

PRESIDENTE. Prego, onorevole Diana.

DIANA (A.N.). La ringrazio molto, volevo completare questo concetto, non le chiederò più tempo. Dicevo, nel momento in cui noi stiamo esaminando una manovra rigida (io per un momento mi spoglio del ruolo di consigliere di opposizione e mi schiero con l'onorevole Cugini che è il massimo di coloro che sostiene questa manovra finanziaria tra tutti i colleghi dell'opposizione), io vorrei capire come è possibile che alcuni Assessori di questa Giunta regionale, in questi giorni, nel territorio regionale sardo, stanno promettendo la soluzione di problemi a fronte di milioni di euro che non sono previsti in questa manovra finanziaria. Qualcuno mi deve dire da dove verranno fuori queste risorse per tenere fede agli impegni che anche l'assessore Addis, nei giorni scorsi, ha veicolato nel territorio regionale sardo.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Diana. Naturalmente era un'eccezione il fatto che abbia prolungato l'intervento, lo dico anche per i colleghi che devono intervenire dopo.

Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Grazie, signor Presidente. Il mio intervento è per annunciare appunto il mio voto a favore dell'emendamento soppressivo del comma 6 dell'articolo 1.

Io devo dire che sostengo questo emendamento in quanto - mi rivolgo all'Assessore - vorrei capire come si può pensare di dar luogo alla privatizzazione del patrimonio disponibile della Regione senza che si sia a conoscenza di quale esso sia e del perché non sia stata allegata la relazione illustrativa, soprattutto su quale parte di questo patrimonio disponibile eventualmente deve essere attivata la dismissione.

Io dico che si sta procedendo a sensazione molto probabilmente. Si pensa di ricavare 63 milioni di euro per ridurre l'indebitamento, ma non si sa attraverso quale percorso. Peraltro questo comma enuncia che tale operazione dovrebbe aver luogo sulla manovra finanziaria del 2005 senza avere molto probabilmente neanche la più pallida idea dei percorsi che portano alla dismissione di un bene del patrimonio pubblico. Io sono convinto che, seppure avessimo avuto una ricognizione, quindi anche gli allegati relativi al patrimonio che si deve rendere disponibile, tra procedure di gara e quant'altro, pubblicazioni e così via dicendo, molto probabilmente noi non avremmo nel 2005 neppure un euro a disposizione rispetto alla somma che si intende recuperare con questa iniziativa, la chiamano iniziativa, anche bonaria, la potrei chiamare in tanti modi, ma devo dire che non risponde di sicuro alle esigenze di una programmazione economica davvero corrispondente alle necessità attuali dell'amministrazione regionale.

Io non sono un tecnico, perciò devo dire che si vorrebbe capire da parte nostra se saranno tra questo patrimonio disponibile le colonie marine, i residuati ex hotel ESIT, o altre strutture, magari nella fascia dei due chilometri lungo le nostre coste, e così via dicendo. Solo così riusciremo a capire verso quale direzione intende muoversi l'amministrazione regionale, oppure se si sta ancora facendo la ricognizione su quale parte di questo patrimonio può diventare appetibile per gli amici degli amici e così via dicendo.

Devo dire che non è di sicuro un comma che ci lascia sereni, visti i recenti trascorsi nei passaggi appunto di patrimonio disponibile dello Stato o di altri enti pubblici, quale l'ENI, per certo patrimonio che di recente ha cambiato mano. Quindi la maggioranza bisognerà che rifletta per capire, attraverso queste riflessioni, se non sia il caso, davvero, di cassare e sopprimere questo comma, perché davvero non ha nessun significato né finanziario né economico, né tanto meno è sostenuto da indici contabili che ci dicano che davvero possono queste risorse entrare nel bilancio regionale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). La ringrazio, Presidente. Guardi, collega Diana, uno degli uomini più importanti della storia della nostra umanità ha stabilito che è possibile che noi ci incontriamo, è previsto. E' previsto che gli estremi in politica si incontrino, quindi non si allarmi per questa possibilità che è già storicamente accertata. Gli estremismi alla fine si incontrano, quindi è possibile che ci incontriamo su un concetto semplicissimo. Lei concorderà con me che, se siamo in presenza di un elenco di beni, e siamo in presenza di un elenco di beni, che possono essere alienati, e sono gli stessi beni che volevate alienare voi quando stavate governando, fino a qualche mese fa, e per difficoltà, le più diverse, non si è riusciti a farlo, questa Giunta, così come la Giunta precedente e anche quella precedente, propone in vendita beni della Regione che stanno creando alla Regione attualmente dei debiti, delle esposizioni, perché lei sa che ci sono degli uffici-alberghi che, se non attivati con la manutenzione, rischiano di creare situazioni difficili delle quali poi bisogna rispondere.

Ma lei perché è contrario a che "Forte Cappellini" (che è un albergo della Regione Sarda, che sta in Gallura, uno dei più belli, che è chiuso e che alla Regione costa soldi), a che questo bene possa essere venduto per ridurre l'esposizione e incrementare le risorse della Regione? Le potrei fare un elenco lunghissimo di beni che è giusto vendere perché non sono strumentali al Governo della Regione.

Quindi io voto contro questo emendamento perché è un emendamento che non è pensato dal punto di vista economico, dal punto di vista sociale e non è pensato dal punto di vista strategico. La Regione Sarda deve amministrare, deve programmare, non deve fare l'albergatore. Vi invito a ritirare questo emendamento perché è in contraddizione con tutte le dichiarazioni, le considerazioni, le scelte, le opinioni, le valutazioni positive che voi avevate fatto su questo tema, senza che noi abbiamo mai operato per dire: "No, occorre che questi beni che stanno creando esposizione alla Regione continuino a creare esposizione". Allora vi invito a ritirarlo.

Poi, passiamo alla questione riguardante che cosa si deve fare di queste risorse che entrano nelle casse della Regione e vengono programmate. Che c'entrano gli amici degli amici? C'è chi ha la competenza per fare queste operazioni, non è certamente l'Assessore della programmazione. Sappiamo di che cosa stiamo parlando, quindi evitiamo di insultarci. Se uno sostiene una posizione, lo fa perché deve sostenere la posizione degli amici degli amici? Ma, insomma, io non penso che tra di noi dobbiamo considerarci in questo modo. Se, poi, invece, c'è una predisposizione o una conoscenza puntuale dell'argomento degli amici degli amici, io invito i colleghi che hanno questa conoscenza, che magari deriva loro da contatti che hanno preso recentemente, a riferirla. Però, siccome mi posso incontrare con lei perché è previsto, io mi vorrei incontrare con lei su questo punto per dire che è un danno per la Regione se noi non operiamo perché ciò che è inutile all'amministrazione crei ricchezza per l'amministrazione. E' un principio sano, di buona amministrazione, di corretta amministrazione, di interesse generale, di valorizzazione delle nostre risorse. Non stiamo dicendo che bisogna vendere il Consiglio regionale, stiamo dicendo che bisogna vendere pezzi di investimenti che sono stati fatti negli anni '50 e '60, che sono inutili per fare oggi buon governo.

Allora rispettiamoci e diamoci affidamento reciproco sul fatto che, da parte nostra, non ci sono intenzioni oscure, ma solo una indicazione che voi già avevate dato in passato. Se ci fosse Biancareddu, che era Assessore, o Milia, che era Assessore degli enti locali, purtroppo sono tutti e due assenti, avrebbero potuto... Sarà nascosto là dietro. Si è nascosto?

OPPI (U.D.C.). Biancareddu è qui, non si nasconde!

CUGINI (D.S.). Non ci credo, perché se Biancareddu fosse stato presente sarebbe intervenuto per dire che è giusto quello che io sto dicendo.

CAPELLI (U.D.C.). Infatti è intervenuto per dire che non concorda con te.

CUGINI (D.S.). Non è possibile! Non è possibile!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MORO (A.N.). Grazie, Presidente. Troppo buono il collega Cugini quando interviene a sostegno di qualche sua idea e soprattutto nel voler coinvolgere anche la parte opposta. E' un bel modo di ragionare, però sta di fatto che lei è d'accordo con noi soltanto nella misura in cui noi siamo d'accordo con lei; in tutte le altre cose si diverge. Il problema di questa finanziaria e anche la sua filosofia li abbiamo visti ieri nel breve intervento di Soru, quando ha citato soltanto alcuni numeri non preoccupandosi affatto della penalizzazione sul campo economico o sul campo dello sviluppo. Infatti abbiamo visto che questa non è una finanziaria economica ma è una finanziaria quasi fosse fatta da un ragioniere, che non si occupa dei problemi sociali che attanagliano la nostra Isola. Pensare solo al disavanzo e non alla sopravvivenza dei Sardi, mi sembra che sia veramente un forte limite di questa finanziaria. Ripeto che non è solo di lacrime e sangue, ma sarà anche di disoccupazione e di arretratezze, cosa che è già iniziata con la prima legge che questo Consiglio regionale o questa maggioranza ha esitato.

Mi sembra strano che si possa affidare una certezza, cioè la solita riduzione dell'indebitamento, ad una incertezza, che è quella della alienazione degli immobili della Regione Sardegna. Un esempio del genere lo potrei traslare e lo potrei portare anche all'attenzione dei colleghi di questo Consiglio: quando noi in città, a Sassari, avendo ereditato un comune non molto florido dal punto di vista delle casse, abbiamo istituito l'Assessorato al patrimonio, un Assessorato appunto che si occupasse dell'alienazione degli immobili in città, ritenendo che delle poste in bilancio potessero essere coperte dall'alienazione degli immobili che avevamo, bene, purtroppo nell'assestamento di bilancio abbiamo dovuto fare poi dei salti mortali perché, alla fine dei cinque anni, ci siamo resi conto che non avevamo raggiunto l'obiettivo.

Pensando a questo sistema che anche qui in Regione si vuole adoperare, alienando appunto questi beni, io non so se sia un ragionamento esatto oppure fuorviante. Al di là di questo concetto, che sono convinto non possa essere messo con certezza, magari pensando anche di alienare quelli che sono i gioielli di famiglia, mi auguro una cosa che il collega Cugini ha tentato nel suo intervento di fugare, cioè che in queste trattative, in questa ricerca di possibilità appunto di ripianare il disavanzo economico della Sardegna, non si possa pensare di fare una cortesia a qualche amico, economicamente disponibile, per affidargli questi gioielli di famiglia; questo mi dispiacerebbe molto.

Però il collega Cugini, molto prudentemente, ha detto che questo non avverrà, io voglio credergli, perché fino a prova contraria non si può pensare al male, anche se molto spesso si dice "pensa male che qualche cosa ne verrà fuori". Ecco per quale motivo noi voteremo a favore di questo emendamento e mi auguro che appunto quanto previsto non si possa ripetere. Ribadisco che questa non è una manovra economica, se è basata su questi principi, ma è soltanto una manovra che guarda ai libri contabili, è quasi una manovra ragionieristica. Ecco per quale motivo noi siamo contro questa manovra finanziaria. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI (U.D.C.). Io non farò velate accuse, perché il cercare di flagellarci all'interno di quest'Aula, non produce certamente effetti positivi. Quindi non voglio ed ho sempre evitato di tacciare, pur avendo documenti in mano. Ne ho avuto recentemente uno, riguardante "Sa Janna", in località Sa Illetta, nel quale il direttore Podda scrive che, per quanto riguarda l'aspetto specifico dei cavi, c'è una società, per amore della verità istituita dalla precedente Giunta, con una partecipazione azionaria del 49 per cento alla Regione, del 17 per cento a Tiscali, del 17 per cento a Wind, del 17 per cento all'ENEL società, il che vuol dire che c'è una gestione del 66 per cento in mano alla Regione in questo momento.

Quindi spero che questa legge in tempi brevi sortisca l'esito positivo per evitare... ma non mi interessa quello che succede, io so soltanto che questo non ci va bene, perché è inutile venire qui, pontificare "siamo disponibili, l'opposizione deve collaborare", quando, di fatto, non avete voluto la collaborazione. Alle nostre richieste avete risposto sempre picche. In Commissione avete detto picche anche quando, nelle poche cose che avete fatto, vi abbiamo fatto notare che avete commesso degli errori. Quindi siete voi che dovete modificare il vostro atteggiamento, non noi. Per amore della verità, abbiamo sostenuto con forza delle argomentazioni sui 568 milioni di euro che sono nelle entrate, praticamente noi vi abbiamo invitato a correggere e voi ci avete ringraziato, sui 63 milioni che avete messo che sono insufficienti e in qualsiasi caso sono una cifra campata in aria, cioè non ha un senso logico, voi che siete la scienza dovreste praticamente rapportarvi e dirci perché 63 e non 240 o 1000, tutto qui il problema. Dovreste farlo. Non siete in grado di farlo e questa posta è sbagliata, ed è sbagliata per il fatto che non riuscirete a fare niente, perché non è vero quello che ha detto Cugini. Cugini sa perfettamente che state prevedendo una cosa fittizia, che non riuscirete a portare a compimento, per quanto riguarda il precedente, per esempio prendiamo l'ESIT, tre sono state vendute, ma le procedure saranno talmente lunghe, perché poi ci sono modifiche, c'è la prima asta eccetera, che non riusciremo a fare niente quest'anno. Molto più corretto quell'emendamento che dice di non mettere…, di evitare di…, perché per quantificare bisogna avere gli elementi per quantificare. Poi sono d'accordo per "Forte Cappellini", non è chiuso, è dato in gestione, ed è un bene che certamente... però è vero che ci possono essere occhi puntati dei soliti che non sono qui dentro, o gli amici o i compari o i parenti eccetera, sono degli operatori che vivono di queste cose, che sono attenti quando si fanno determinate operazioni. Volete che io non sappia che ci sono occhi puntati, per esempio, nella zona di Buggerru? Lo so. Volete che non sappia, per esempio, che ci sono occhi puntati su altre realtà territoriali? Ci sono e conosciamo i mandanti e i protagonisti, ma lungi da noi una critica interna qui, che praticamente offende tutti e non approda a nessun risultato.

Noi siamo contrari ad una certa e determinata operazione che mette delle cifre che obiettivamente non sono veritiere. Non sono veritiere. Non avete elementi per mettere questa cifra, è dimostrato - ve l'ho detto l'altro giorno - dal fatto che, per esempio , avete tolto dove non avreste dovuto, per fortuna questa l'avete corretta, ho fatto già gli esempi e non li voglio rifare, per la povera gente, per le ambulanze, le avete corrette, perché avete sbagliato. Però, scusate, per quanto riguarda la salvaguardia delle coste mettete zero per eventuali violazioni, ve l'ho detto l'altro giorno; mettete zero per quanto riguarda i prodotti biologici, insomma, cercate di non distrarvi e cercate di essere più attenti dove dovreste. E cercate di fare meno consulenze! Ho detto l'altro giorno, assessore Sanna, che se avete messo una cifra qui ipotetica, dovete metterla anche di là, ci sarà qualcuno che farà delle violazioni, no! Ce ne sarà più di uno, anzi, ce ne saranno già, sono già in itinere.

Concludendo, voglio dire che, nel mettere le risorse, cercate di metterle bene. L'altro giorno vi ho detto: "State mettendo decine di miliardi per consulenze". Volete risparmiare! Non più tardi di oggi, un altro, questa specie di soggetto, complemento oggetto, ne fa un'altra: il Direttore generale di un'Azienda di Sassari spende i soldi per dare un incarico a un certo ingegner Ghedini, responsabile del Servizio Sistema Informativo Aziendale dell'azienda U.S.L. di Modena. Ma adesso anche le A.S.L. danno incarichi agli oriundi con efficacia immediata? E' una vergogna! Continuate su questa strada perché i Sardi sono attenti a queste cose.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Oppi. Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, se nella passata legislatura il presidente Pili, il presidente Floris, il presidente Masala, si fossero permessi di presentare questo comma, io credo, assieme al centrosinistra, saremmo saltati alla gola, come si usa con un termine sanguinario che rende però abbastanza l'idea, per coerenza, così come il Ministro Tremonti, col socio Berlusconi, dopo aver proposto questa politica neoliberista, definendola cartolarizzazione anziché privatizzazione, aveva trovato giustamente il centrosinistra, e noi con loro, contrari perché ritenuti artifici contabili e non qualcosa di strutturale. Lungi da noi la politica della maldicenza, della bassa insinuazione, delle "greffe" di affaristi e di amici, però non vi è dubbio che esistano delle società che fanno i rabdomanti degli imprenditori in crisi finanziaria, che annettono al loro stato patrimoniale queste imprese asfittiche e agonizzanti creando così fortune sulle disgrazie altrui.

Allora, in assenza di un percorso chiaro che garantisca a tutti i consiglieri, che tra l'altro si sono visti presentare un elenco di beni alienabili senza aver avuto, io tra questi, altra possibilità se non quella di ratificare freddamente, io dico che voteremo a favore di questo emendamento perché la coerenza e la libertà ci impediscono di accettare, anche se proposta da una Giunta di centrosinistra, qualcosa che non appartiene alla nostra cultura. Nessuno è contrario o criminalizza l'alienazione; ma, in base a quali ragionamenti e con quali beni anziché altri, uno stato patrimoniale profondo della Regione esiste che ci permetta di privarci dei cosiddetti beni della famiglia in un modo prioritario o no? Tutto un ragionamento organico non è stato affrontato, questo comma trova in noi forti perplessità e voteremo appunto a favore dell'emendamento perché, così come non ci soddisfaceva la politica neoliberista di Tremonti e Berlusconi, questa è animata dagli stessi propositi. Non possiamo che votare contro.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Atzeri. Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANJUST (F.I.). Il ragionamento che poco fa ha fatto l'onorevole Cugini effettivamente non fa una grinza, devo dire che mi trova anche in linea di principio abbastanza d'accordo. Probabilmente (dico probabilmente perché la certezza sicuramente non l'avremo mai, e non la avrò mai neanche io), però, almeno dal punto di vista personale, l'approccio sarebbe stato sicuramente diverso se il Consiglio fosse stato messo nella condizione di poter capire quali beni effettivamente la Regione potrebbe privatizzare.

L'onorevole Cugini ha fatto alcuni esempi, tra l'altro di stabili che non sono di mia conoscenza; io potrei farne alcuni relativi alla provincia di Cagliari, magari soprattutto più che di beni immobili, di terreni, penso che questo sia il ragionamento che spinge soprattutto il sottoscritto a votare in maniera positiva l'emendamento che stiamo presentando; è vero che bisognerebbe evitare soprattutto in quest'Aula, sono d'accordo con i colleghi che ogni tanto fanno richiamo a quanto sto per dire, di pensar male, anche perché poi questi pensieri vengono, sempre o quasi sempre, riportati all'esterno e non sono mai una bella immagine che il Consiglio regionale dà fuori, però è anche vero che alcuni passaggi che questa Giunta ha fatto nei mesi precedenti possono anche portare coloro i quali male non vogliono pensare a fare invece qualche pensierino.

Ma, oltre a questo discorso, io vorrei farne un altro, vorrei che l'Aula analizzasse anche una paura, una preoccupazione, che non è solo ed esclusivamente mia: all'interno di questi terreni dei quali parlavo che, per lo più, si sviluppano nelle coste della nostra Sardegna e sono di proprietà della Regione, di proprietà del demanio, lavorano, come ho già avuto modo di dire nei mesi precedenti, centinaia e centinaia di cooperative che danno a loro volta lavoro a centinaia, se non almeno ad un migliaio di giovani, soprattutto, che hanno nel lavoro stagionale l'unica fonte di sussistenza.

Ecco, io mi chiedo e chiedo al Consiglio che cosa potrebbe accadere, per questa quota parte dell'economia isolana, qualora venissero privatizzati questi beni, quindi venissero alienati a privati, non necessariamente ovviamente a coloro i quali già da diversi anni con una concessione che, se non sbaglio, assessore Pigliaru o assessore Mannoni, è a cadenza annuale; ripeto, che cosa potrebbe accadere per queste centinaia di persone (non sono dei numeri da me inventati) che, con molta probabilità, andrebbero a perdere non tanto il lavoro ma il posto nel quale poter fare quel determinato tipo di lavoro. Ecco, questa è una riflessione che io vorrei fare all'onorevole Cugini, all'onorevole Uras e a tutti gli altri colleghi, centrodestra e centrosinistra, prima che frettolosamente venga votato negativamente questo emendamento.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sanjust. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Noi voteremo a favore dell'emendamento soppressivo del comma 6 dell'articolo 1. Voglio però qui fare un ragionamento che si ricollega alla considerazione che faceva poc'anzi l'onorevole Cugini. Innanzitutto va detto che noi siamo grossi sostenitori della privatizzazione dei beni patrimoniali della Regione e, anzi, auspichiamo che, da questo punto di vista, ci sia una forte accelerazione da parte della Giunta in questa direzione.

Perché votiamo contro il comma 6 e quindi votiamo a favore dell'emendamento soppressivo? Perché vi è una palese distonia tra quello che è l'obiettivo generale (che è stato richiamato in questa sede, in relazione alle disposizioni per la cosiddetta formazione del bilancio regionale) e il contenuto del comma 6. In effetti, da un punto di vista strategico, è stato detto ieri dal Presidente della Regione, è stato richiamato tante volte dall'assessore Pigliaru, vi è una scelta prioritaria da parte di questa Giunta, che è stata appunto più volte sottoscritta. Noi vogliamo una misura dell'indebitamento commisurata a quel parametro del 10 per cento e che comunque è misurato in 568 milioni di euro per l'annualità 2005.

Il funzionamento del comma 6 va in una direzione opposta, Assessore, nel senso che voi dite che quella misura, e quindi quell'obiettivo strategico del 10 per cento (che, non dimentichiamo, è un equilibrio in funzione del cosiddetto sacrificio che ai Sardi stiamo andando a chiedere, "il giusto sacrificio" voi dite), noi lo stiamo rendendo, da questo punto di vista, non più misurabile, perché quel 10 per cento, quei 568 milioni, potrebbero diventare 568 meno "x", meno una variabile non definita, cioè meno un valore che verrebbe definito in funzione di quelle maggiori entrate che noi naturalmente stiamo andando ad auspicare. L'indebitamento diminuisce, è detto esattamente. Quindi questo significa che non stiamo andando verso quel concetto che invece voi dicevate dovesse essere. Ben diverso sarebbe stato se avessimo potuto misurare l'effetto e quindi l'impatto di questa privatizzazione, che speriamo tra l'altro avvenga, come ha auspicato anche l'onorevole Oppi, entro il 2005, entro questo esercizio, e che davvero determinerebbe, per un flusso di maggiori entrate, la capacità anche di maggiori spese, posto e fermo restando che l'equilibrio dell'indebitamento debba essere di 568 milioni.

Allora avremmo potuto ragionare diversamente. Allora quell'elenco che è nella testa, così diceva, dell'onorevole Cugini, e che lo stesso onorevole Oppi dice di conoscere, io invece non conosco, a me piacerebbe davvero che avesse una definizione numerica, per una possibilità concreta di capire di quanto le entrate possano essere incrementate e di quanto questo presunto indebitamento possa essere diminuito. Io avrei preferito, noi avremmo preferito, come centrodestra, ragionare invece sull'utilizzo di queste risorse garantendo maggiori spese, quindi restituendo e dando risposte a tutti quei problemi che sono rimasti fuori, a partire ancora una volta - noi diciamo - dalle scuole materne private, a partire dal problema della formazione professionale, a partire naturalmente dallo stesso piano lavoro nella misura che potrebbe essere consentita.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pisano. Ha domandato di parlare il consigliere Davoli. Ne ha facoltà.

DAVOLI (R.C.). Per un brevissimo intervento, perché dalla discussione che finora abbiamo seguito in Aula, mi pare che su questo argomento, almeno così ho percepito, ci sia la possibilità di un chiarimento e quindi di poter arrivare anche, credo, ad una posizione unitaria.

Allora, se è possibile avere un momento di sospensione, una pausa per ragionare su questo comma e magari esprimere un qualcosa di aggiuntivo che specifichi bene quali tipi di beni la Regione intende alienare, credo che faremmo un passo avanti. Se dovessimo scrivere e specificare bene che tutti i beni che riguardano il patrimonio storico, culturale, che hanno e che possono essere utilizzati anche per fini sociali, se dovessimo specificare questo, io credo che questo punto possa essere chiarito a tutto il Consiglio. Quindi chiedo, se è possibile in questa fase, in questo momento, specificare meglio appunto il comma 6. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PETRINI (F.I.). Grazie Presidente. Io voterò a favore di questo emendamento perché, Assessore, non so che cosa deve vendere la Regione, dunque voterò a favore del nostro emendamento. Io sono sempre attento a quello che dice Cugini perché, per quel poco che sono qui, mi ha affascinato e apprendo veramente qualcosa.

Presidenza Del Presidente Spissu

(Segue PETRINI.) Nel suo intervento, Cugini ha detto che conosce benissimo il patrimonio della Regione da dismettere; ha fatto però l' esempio di una sola cosa, di un albergo che c'è a Tempio o qualcosa che c'è a Tempio. Va bene, ma io onestamente neanche lo sapevo, e penso l'80 per cento di voi non sanno che patrimonio ha da vendere la Regione. Allora io mi sono chiesto: perché devo votare a favore di questo articolo o contro questo articolo? Qualcosina voglio sapere.

Caro Cugini, io posso dirle una cosa della mia città, Cagliari. La Regione, con l'IACP, ha un patrimonio di case, c'è gente che ci abita da trent'anni, quarant'anni, beh, perché non iniziamo a vendere queste case dell'IACP, che si tengono strette, molto molto attaccate, che sono abitazioni la cui gestione alla Regione costa un sacco di soldi, perché voi capite bene che le case che hanno vent'anni, venticinque anni, trent'anni, sono sempre a disastri. Badate bene che la gente che ci abita, le vuole acquistare. Iniziamo da queste cose, non costava niente fare un piccolo elenco con il quale l'Assessore ci proponeva i beni da vendere. Ma chi è contrario di noi? E' chiaro, siccome siamo in difficoltà, è bene vendere, giusto vendere, cose inutili che costano alla Regione, come ha detto Cugini. Bene, io sono d'accordo con lei, però c'è una cosa molto semplice da dire, che non si dice, cioè che non conosciamo questo elenco.

Io sono qui da oggi, lei, caro Cugini, c'è dalla prima ora, ecco la differenza; e come io ci sono da oggi, anche molti miei colleghi qui ci sono da oggi, e come me molti miei colleghi non sanno cosa si deve vendere, non sanno che cosa ha la Regione, non sanno i soldi che spreca la Regione avendo questo patrimonio inutile. Cosa costava? Allora io chiedo all'Assessore di iniziare dalle cose che conosciamo. Ho fatto una proposta, quella di vendere tutte le case dell'IACP, non solo a Cagliari, in tutta la Sardegna, perché ce ne sono troppe e costa troppo la loro gestione alla Regione; dunque per questo, perché non so effettivamente che cosa si voglia vendere, il mio voto è a favore dell'emendamento.

PRESIDENTE. Onorevole Diana, su che cosa vuole intervenire?

DIANA (A.N.). Chiedo il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. Sì, colleghi, siamo in sede di votazione dell'emendamento numero 258. Invito i colleghi che appoggiano la richiesta del consigliere Diana ad alzarsi.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri CAPPAI, AMADU, RANDAZZO, ARTIZZU, MORO, LIORI, SANCIU.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 258.

Colleghi, siccome useremo spesso la votazione elettronica, vi chiedo di organizzarvi con le schede.

(Interruzione del consigliere Artizzu)

PRESIDENTE. Il sistema funziona benissimo, onorevole Artizzu.

(Interruzioni)

No. Le assicuro che allora deve togliere la scheda e infilarla nuovamente.

Va bene, onorevole Artizzu? Favorevole. Onorevole Liori? Favorevole.

C'è anche qualche difficoltà a capire. Colleghi, diciamo che la prossima volta, chi ha votato, ha votato!

Onorevole Petrini? Favorevole. Onorevole Caligaris?

(Interruzioni)

Colleghi, annullo questa votazione non essendo riusciti a votare numerosi consiglieri. La rifacciamo. Non è possibile! Solo il voto elettronico. Quindi chi ha problemi con la scheda, pazienza, impareremo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 258.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MORO - MURGIONI - OPPI - PETRINI - PISANO - RANDAZZO - SANCIU - SANJUST - SANNA Paolo Terzo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - FADDA Giuseppe - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIAGU - LAI - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 62

Votanti 61

Astenuti 1

Maggioranza 31

Favorevoli 23

Contrari 38

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 99. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Intervengo molto brevemente, Presidente. Io non ho dubbi che, nell'evoluzione della politica, possa anche avvenire ciò che ha esternato l'onorevole Cugini; è probabile che questo avvenga, però io inizio chiedendo scusa al Consiglio perché probabilmente non sono stato sufficientemente chiaro. Onorevole Cugini, io non sono contrario all'alienazione del patrimonio, non l'ho mai detto e lungi da me pensare di essere contrario all'alienazione di una parte del patrimonio regionale, soprattutto di quello che lei definisce essere non necessario ai fini di questa istituzione. Quindi sono perfettamente d'accordo. Io ho sollevato un solo problema: che in questa manovra finanziaria sono imputati, come presunti introiti con l'alienazione del patrimonio, 63 milioni di euro; ho sollevato questo problema, e siccome in questo comma si diceva che questo ammontare di 63 milioni di euro poteva essere suscettibile di incremento e, qualora lo fosse, ridurrebbe la quota dell'indebitamento, a questo mi sono attenuto.

CUGINI (D.S.). Sono trattative avviate dall'Assessorato precedente.

DIANA (A.N.). Io non dico questo, io credo che questo comma, onorevole Cugini, risenta invece della bozza di finanziaria che è arrivata in Commissione.

(Interruzione del consigliere Cugini)

DIANA (A.N.). Vede, onorevole Cugini, nella prima stesura della finanziaria..

PRESIDENTE. Onorevole Diana, le chiedo scusa, non è un dibattito fra lei e Cugini.

DIANA (A.N.). Io sto dibattendo con l'Assessore. Nella bozza di finanziaria, lo dico anche perché i colleghi siano a conoscenza di questo se non ne hanno preso visione, nell'articolo 26, al comma 3, lettera c), si diceva che i terreni e le pertinenze dell'azienda agricola Società Bonifiche Sarde "sono ceduti, con le procedure previste dalle norme vigenti per le società per azioni…". Poi si va avanti, all'articolo 27, comma 8,: "Il Commissario dell'Era Sardegna, sulla base delle direttive impartite dalla Giunta regionale, provvede alla vendita dell'ippodromo di Chilivani". Non è che non ci siano imputati, c'erano, la Commissione li ha cassati, quindi non ci sono più né l'ippodromo di Chilivani, né il patrimonio della Società Bonifiche Sarde e quant'altro.

Ora, io sto cercando la giustificazione per la Giunta, onorevole Cugini. Probabilmente questo comma era tenuto nella considerazione che ci fosse l'alienazione dell'ippodromo di Chilivani, del patrimonio della società Bonifiche Sarde e di quant'altro contenuto come norma in questa finanziaria, per cui se i 63 milioni di euro derivano dalla presunta cessione dell'ippodromo di Chilivani e dalla cessione della Società Bonifiche Sarde, che non sono più previsti in finanziaria, io ne deduco che probabilmente 63 milioni di euro è eccessivo.

Comunque, l'emendamento che noi abbiamo proposto tende sostanzialmente a modificare questo comma, cioè noi diciamo che bisogna escludere le parole "derivanti da operazioni di privatizzazione del patrimonio disponibile regionale". Cioè noi diciamo che qualsiasi risorsa arrivi in più, che sia a seguito di alienazione, che sia a seguito di maggiori introiti dallo Stato, che sia a seguito di qualsiasi operazione finanziaria che la Regione fa, non può essere limitata solo all'incremento di quella quota di 63 milioni di euro.

Quindi proponiamo di escludere quella parte, tutto ciò che arriverà in più, che non sia legato alla privatizzazione o all'alienazione del patrimonio, andrà a diminuire l'indebitamento della Regione; solo questo era il concetto che volevamo esplicitare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Io ho assistito con molto interesse al dibattito che si è svolto sull'emendamento precedente, sul comma 6, e sostengo con diverse ragioni l'emendamento numero 99, già presentato in Commissione, in cui chiediamo che la riduzione dell'indebitamento dovuto a maggiori entrate non sia solo ed esclusivamente legata alla dismissione del patrimonio regionale. Io credo che il concetto non cambi se rimane solo la prima parte. E' ovvio che, se ci saranno maggiori entrate, e quindi anche maggiori entrate legate alla dismissione del patrimonio, si possa rivedere quanto previsto nei commi precedenti e quindi ridurre l'indebitamento.

Ma vorrei dare, approfittando di questo emendamento, anche un altro contributo, spero gradito dall'Aula; io non vedo fantasmi dietro le azioni di legge, dietro le azioni del Consiglio, della Giunta e quant'altro. Io credo che, se dobbiamo recuperare un po' di credibilità all'esterno, dobbiamo smettere in quest'Aula per primi di continuare ad insinuare o continuare a dire che difendiamo interessi di amici e di parenti, o che noi dobbiamo dismettere per favorire Tizio, Caio o Sempronio.

Io non voglio credere a tutto questo. Voglio credere alla buona fede del legislatore, voglio credere alla buona fede e all'impegno serio in quest'Aula. Se siamo i primi tra noi a denigrare il nostro operato, come riusciremo domani a riconquistare quella fiducia ormai persa nella politica, nei politici e nei confronti del Consiglio regionale? Credo che prevalere sull'altro con l'insinuazione non serva, perciò io credo nella dismissione del patrimonio regionale che può avvenire in diverse fasi (se riuscirò ad essere ascoltato da chi poi dovrà mettere in pratica queste cose), attraverso l'alienazione di un bene o il suo affido in gestione per alleggerire così le spese.

Io sono sempre stato del parere - faccio un piccolissimo riferimento - che, per esempio, le gestioni immobiliari delle AA.SS.LL. debbano andare in carico ad altra azienda di gestione immobiliare e non all'Azienda sanitaria locale, che già ha difficoltà ad occuparsi dei servizi sanitari; cioè non deve essere il direttore generale o chi per lui a cambiare lampadine o a pensare alla quota alberghiera. Noi dobbiamo iniziare a razionalizzare, con le professionalità giuste, la gestione dei servizi e dei beni regionali.

Detto questo, la fiducia, anche da diverse posizioni, si può acquisire con atti concreti e conseguenti. L'assessore Oppi ha riportato una delibera discutibile della A.S.L. di Sassari che prevede una ennesima consulenza di 4 mila euro per 5 giorni di prestazione più un rimborso spese. Onorevole Pisu, come al solito non è in Aula guadagnandosi la sua indennità, se fa il raffronto sulle giornate lavorative, questa è una retribuzione da 18 mila euro, mi chiedo allora perchè non la discute, onorevole Pisu.

(Interruzione del consigliere Cugini)

CAPELLI (U.D.C.). No, per 22 fa 18 più le spese. Allora il discorso va ampliato, sapete perché lo sto riportando in quest'Aula? Per dire che dobbiamo essere conseguenti e coerenti. Io non credo che il presidente Soru sia lì alla Presidenza per aumentare il suo stato patrimoniale; io credo che colui che sarà interessato alla dismissione dei beni sarà sicuramente chi ha denaro, chi può investire (società, privati o quant'altro). Quello che è chiaro, è che non possiamo continuare a deprezzare un patrimonio mal tenuto della Sardegna, e che è ormai ora che quel patrimonio vada a buon fine per gli esiti di bilancio.

Quello che non condivido è che, in questo comma, la diminuzione possibile del debito e dell'indebitamento sia legato solo ed esclusivamente a questo: cancellare quest'ultima parte non nega tutto quello che voi avete detto stamani, anzi sarebbe una logica conseguenza che questa seconda parte e quindi l'emendamento numero 99 possa essere accettato perché non limita comunque l'azione della Giunta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanciu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANCIU (F.I.). Nel proseguire il discorso in merito a quanto già illustrato in precedenza in relazione al comma 6 dell'articolo 1, che inserisce nella finanziaria la possibilità di ricorrere, appunto, alla cessione del patrimonio regionale per reperire le maggiori entrate, con questo emendamento proponiamo la soppressione delle parole "derivanti da operazioni di privatizzazione del patrimonio disponibile regionale".

Il discorso generale, che si pone in continuità con quanto da me dichiarato in precedenza, con questo emendamento presenta però significative conferme e sottolineature; tra queste rimarco proprio l'abolizione dell'operazione di privatizzazione prevista da questa Giunta. Sono lieto che l'onorevole Uras condivida le nostre perplessità e, in qualche misura, dimostri la sua contrarietà, sono contento che manifesti la volontà di voler combattere per restituire o, meglio ancora, lasciare ai Sardi il patrimonio dei Sardi.

Io, per principio, potrei anche non essere contro la cessione di alcuni beni della Regione, onorevole Cugini, ma, come ho già accennato nel mio intervento precedente, questa operazione deve avvenire in virtù di una straordinaria necessità ed urgenza e soprattutto nel rispetto di normative precise e attraverso procedure di evidenza pubbliche. Comunque, ha ragione l'onorevole Oppi, è un'operazione che non produrrà effetti, solo entrate che, per il breve e medio termine, sono da me considerate virtuali.

In mancanza di chiarezza potrebbero nascere situazioni delicate, ambigue e comunque contraddittorie, così come è stato messo in evidenza da molti colleghi. Penso, ad esempio, ad alcuni beni della Regione come la ex Manifattura tabacchi di Cagliari, citata poc'anzi dall'onorevole Diana, che, in teoria, in base a questo provvedimento, potrebbe essere ceduta ai privati.

Questo è uno dei beni, onorevole Uras, che, grazie ad un'opera di sensibilizzazione, partita soprattutto dai parlamentari di centrodestra e condivisa poi da tutti i deputati sardi, è stato restituito alla Sardegna e ai Sardi entrando nel complesso dei beni di proprietà della Sardegna. Con questo comma verrebbe consentito alla Regione di fare ciò che lo Stato non ha fatto nel rispetto delle prerogative previste dall'articolo 14 dello Statuto speciale della Sardegna.

Quindi l'intento di questo emendamento è quello di mettere a fuoco il processo di riformulazione degli obiettivi e degli esiti di questo specifico provvedimento e della politica sottesa che, inevitabilmente, si viene a innescare nelle successive fasi di attuazione. I soggetti, le istanze, che entrano in gioco in quella fase che potremmo definire attuativa, possono infatti richiedere una precisa definizione delle regole e una corretta indicazione delle linee di intervento.

Concludo facendo una riflessione: abbiamo visto in quest'Aula, in questi mesi, un Governo regionale eccessivamente centralista, sul piano amministrativo, perché non disposto a riconoscere maggiori autonomie agli amministratori locali. Da una parte, quindi, abbiamo una Regione che trattiene nelle sue mani poteri e competenze che potrebbe tranquillamente delegare o cedere per snellire la prassi amministrativa, dall'altra parte, invece, mostra un atteggiamento eccessivamente cedevole dei beni della Regione unicamente per il principio di fare cassa.

Esprimo quindi il mio voto a favore di questo emendamento, Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Progetto Sardegna). Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo sull'emendamento numero 99 dividendo in due parti la brevissima dichiarazione di voto, la prima parte sul merito, la seconda sul significato di questa discussione. Sul merito, io credo che ciascuno di noi abbia letto per intero la finanziaria e conosca l'articolo 35, che istituisce l'elenco dei beni indisponibili della Regione e che consentirà anche di accogliere, io credo, l'orientamento di tipo sociale che Rifondazione Comunista ha chiesto venga dato all'utilizzo delle risorse derivanti dall'alienazione dei beni. Per cui, il comma 6 non è un comma isolato, privo di strategia, semmai rientra in un quadro che voi tutti conoscete, la legge regionale 35 che disciplina le alienazioni.

Noi sappiamo che la Corte dei Conti, nell'ultimo rapporto, ci ha detto che ricaviamo solo lo 0,0014 per cento dal patrimonio che possediamo e tenere un patrimonio inutilizzato credo che sia sotto gli occhi di tutti una grave responsabilità. La Regione ha proceduto a redigere ed approvare il settimo elenco dei beni della RAS e sta unificando il censimento del patrimonio RAS e degli enti, cosa mai fatta prima. Evidentemente questa discussione non riguarda la cartolarizzazione, al netto di ciò che hanno detto i colleghi di Rifondazione Comunista, i quali hanno chiesto alla maggioranza di ragionare su questi temi, è forse il caso che la maggioranza lo faccia prima della approvazione dell'articolo 35.

Questa discussione è l'ennesima replica di ciò che sta avvenendo in quest'Aula, cioè che un Parlamento si sta screditando. Questo sta avvenendo! Un Parlamento si scredita per due motivi: o in proprio o perché diretto e presieduto da chi non ha senso dell'istituzione, fa il capobanda, fa il capoparte, agisce nell'Amministrazione regionale, e fa altro, anche questo è un rischio. Noi dobbiamo ragionare tutti insieme, anche sull'alta dignità che deve avere la Presidenza del Consiglio, ma possiamo screditarci anche da soli. Racconto una storiella: "Un bambino chiede al suo maestro: 'Perché i bambini poveri sono più generosi dei bambini ricchi?', il maestro dice: 'Vai alla finestra, cosa vedi?'. 'Vedo passare una macchina, vedo un passante, vedo un albero'. 'Bene, guardati allo specchio', lui va allo specchio e il maestro gli dice: 'Cosa vedi?'. Risponde: 'Me stesso!'; il maestro dice: 'Ecco, basta spalmare un po' d'argento dietro del vetro e si vede solo se stessi'". Voi sostituite l'argento al potere e avrete il risultato di quello che noi stiamo facendo oggi, capaci di vedere solo noi stessi, di discutere strumentalmente delle cose e mai orientandole sulla realtà, in questo modo screditiamo noi stessi.

Questo è il vero contenuto di questi giorni passati non a faticare, ma a faticare per la vanità di noi stessi.

PRESIDENTE. Poichè nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 99, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 257.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Questo emendamento, Presidente, ha una storia nata in Commissione. Questo comma non era previsto nel momento in cui siamo andati in Commissione, è stato inserito a seguito delle considerazioni fatte dall'opposizione, pertanto è conseguente che noi ritiriamo l'emendamento numero 257.

PRESIDENTE. Il "257" è stato ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 256.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Brevemente, Presidente, qui si rimanda alla Tabella A per le autorizzazione di spesa, per le quali le disposizioni vigenti rinviano alla legge finanziaria.

Approfitto nel dichiarare il mio voto favorevole alla soppressione per concludere il ragionamento precedente. E' vero, colgo ovviamente la parte propositiva dell'intervento del collega Maninchedda, vede collega, l'articolo 35 che giustamente lei ha richiamato stabilisce le regole attraverso le quali deve avvenire la dismissione del patrimonio. Noi ricordiamo sempre di avere già comunque un elenco del patrimonio disponibile che la Commissione annualmente vede e rivede ed è sempre lo stesso. Nelle precedenti finanziarie, non ricordo bene se 2003 o 2004, comunque Giunta Pili, si era avanzata in quest'Aula, per accelerare professionalmente anche la dismissione del patrimonio, la proposta di mettere a bando la possibilità che questa venisse gestita, date le regole, le indicazioni e i limiti, dal Consiglio regionale attraverso società specializzate esterne, indicando tutte le regole e tutti i beni che dovevano rientrare in questa vendita. Sarebbe stato un metodo innovativo, ma quest'Aula l'ha bocciato, non voglio tornare su questo.

Però è chiaro che, se parliamo di finanziaria, nell'articolo 35, la cifra messa in entrata, derivante dalla dismissione del patrimonio immobiliare, è una cifra poco rassicurante, che non ci sarà, perché già nell'articolo 35, non so a quale comma, si dice che entro 6 mesi, mi pare il comma 3, si prepara il tutto, entro 6 mesi! Siamo a dicembre, a fine 2005, quella cifra non potrà essere recuperata nel bilancio. Per cui noi sappiamo che, se facciamo la dismissione, non saranno 63 milioni di euro perché sarebbe un fallimento, se invece facciamo una dismissione solo per 63 non sarà possibile perché i tempi non ce lo consentiranno. Per cui su che cosa si basa realisticamente quell'entrata? Su niente!

E' la stessa storia del piano del lavoro: 30 milioni di euro è non finanziare il piano del lavoro. Se lo vogliamo finanziare con una cifra congrua dovremmo ragionare su risorse finanziarie maggiori perché sia reale, non i 172 ma dovremmo ragionare su condizioni reali. Non sono reali quei 30 milioni di euro, così come non è reale la cifra di 63 milioni di entrate che si dovrebbero avere per la dismissione del patrimonio, se reale la dobbiamo rendere e accelerare, la cifra da inserire in entrata è ben altra.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 256, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 255. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 254. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 253.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Intervengo per annunciare il ritiro di questo emendamento, Presidente.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 253 è ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 252. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 95.

Ha domandato di parlare il consigliere Davoli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Onorevole Davoli, deve fare una dichiarazione di voto sull'emendamento numero 95?

DAVOLI (R.C.). Volevo intervenire sul "252", non ce l'ho fatta.

PRESIDENTE. E' stato già votato.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto sull'emendamento numero 95. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Sì, Presidente, se non ricordo male, anche in questo caso, il parere della Commissione espresso dal Presidente della Giunta è contrario. Allora io credo che ieri siano state portate argomentazioni più che valide per dire che il fondo per la concessione contributi in conto interessi alle piccole e medie imprese, che abbiano contratto dei prestiti a medio termine, sia una condizione, nello stato attuale delle nostre piccole e medie imprese, nel rapporto col credito iugulatorio delle piccole e medie e grandi imprese e del risparmio sardo, per cui ci debba essere realmente un'azione per la quale invito la Giunta, la Commissione e la maggioranza a riflettere prima di portarla fino in fondo, anche perchè le cifre, che possono sembrare insignificanti sullo stato complessivo del bilancio, sono invece fondamentali per la sopravvivenza di piccole aziende.

Credo pertanto che si meritino uno sforzo per riconsiderare la posizione della Giunta e della maggioranza sull'emendamento numero 95, così come è stato possibile riconsiderare la posizione della Giunta e della maggioranza, diciamo, per correggere un errore tecnico, così è stato giustificato, per quanto riguarda il parere favorevole espresso sul "94". Io credo che sia, in questo momento, un atto di grande attenzione (nei confronti di un sistema, tra gli altri sistemi in crisi, un sistema produttivo, un sistema fondamentale per la nostra economia, che è basata fondamentalmente sulle piccole e medie imprese e sull'artigianato) riconsiderare la posizione della Giunta sul capitolo 09058. E' un fondo che possiamo riempire di grande significato, un'azione che possiamo riempire di grande significato se non si vuole andare pregiudizialmente contro una proposta della minoranza. Può essere una proposta del Consiglio, può essere una rivisitazione, un passo indietro del Consiglio che consente invece a tante piccole imprese di fare molti passi avanti.

Non credo che stravolga la nostra copertura finanziaria che, come al solito, è indicata non ricorrendo a maggiori indebitamenti, sarebbe anche stupido indicare un maggiore indebitamento per una cifra irrilevante come 1 milione e 549 mila euro. Ritengo che ci siano gli spazi perchè la Giunta possa riconsiderare questa proposta e possa accedere alla valutazione positiva dell'emendamento numero 95 che ovviamente sosterrò e voterò.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Chiedo la votazione nominale su questo emendamento.

PRESIDENTE. Invito i consiglieri che appoggiano la richiesta ad alzarsi in piedi.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri LOMBARDO, CONTU, VARGIU, MORO, LICANDRO, SANCIU, SANJUST.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 95.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CONTU - DIANA - LICANDRO - LOMBARDO - MORO - MURGIONI - SANCIU - SANJUST - SANNA Paolo Terzo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIAGU - GIORICO - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - UGGIAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 54

Votanti 53

Astenuti 1

Maggioranza 27

Favorevoli 14

Contrari 39

(Il Consiglio non approva)

Metto in votazione l'emendamento numero 94. Sull'emendamento numero 94 c'era una proposta di correzione da parte dell'assessore Pigliaru. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Volevo dire che la Commissione aveva espresso parere positivo correggendo però la copertura; questo emendamento non ha bisogno di copertura.

La Giunta è favorevole perchè la UPB in questione ha già i 3 milioni, quindi stiamo di fatto correggendo un errore materiale. Questi 3 milioni nel bilancio ci sono a favore di questo capitolo e quindi non c'è bisogno di copertura; pertanto votare favorevole a questo emendamento significa correggere un errore materiale nella Tabella.

PRESIDENTE. E' la correzione di un errore materiale. Pertanto metto in votazione l'emendamento numero 94. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'emendamento numero 43, sul quale mi pare sia stato espresso, manca l'onorevole Secci, il parere favorevole della Commissione. Metto in votazione l'emendamento numero 43. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Chiedo scusa, colleghi, io non mi sono reso conto che l'onorevole Capelli si era iscritto a parlare sull'emendamento numero 43 per dichiarazione di voto, gli chiedo scusa. Però sull'emendamento votato c'è anche una correzione della Tabella che viene proposta dall'Assessore. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. La copertura è a valere sulla UPB 03050.

PRESIDENTE. Cioè la modifica dell'UPB.

L'emendamento numero 96 è stato ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 264. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Presidente, mi perdonerà se non rispetto il Regolamento, io mi sono iscritto a parlare sull'emendamento numero 43 premendo il pulsante, vorrei capire come bisogna fare per parlare in quest'Aula, grazie.

PRESIDENTE. Le chiedo scusa, onorevole Scarpa, ho già detto che non mi sono reso conto io dell'iscrizione a parlare sull'emendamento numero 43, ho già chiesto scusa, mi dispiace. Ho dato conto però del fatto che, sull'emendamento, c'era il parere positivo della Commissione.

SCARPA (Gruppo Misto). C'erano delle cose importanti da dire su questo emendamento, comunque prendo atto delle sue scuse.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, le chiedo di nuovo scusa, onorevole.

(Interruzione)

L'emendamento numero 264 è ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 39. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Sì, Presidente, una brevissima dichiarazione di voto per dire che, se fosse possibile, oltre che esprimere il parere favorevole sull'emendamento numero 39, avendo già avuto modo, durante l'illustrazione, di verificare diversi emendamenti, vorrei aggiungere la mia firma agli emendamenti presentati dai colleghi Scarpa e Atzeri.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 39. Chi lo approva alzi la mano.(Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 40. Ha domandato di parlare il consigliere Sanciu. Ne ha facoltà.

SANCIU (F.I.). Per dire che anche i componenti di Forza Italia sottoscrivono tutti gli emendamenti presentati dai colleghi Sardisti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Intervengo per chiedere se ci sono colleghi che sostengono la richiesta di votazione nominale sull'emendamento numero 40.

PRESIDENTE. Invito i colleghi che appoggiano la richiesta ad alzarsi.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri CASSANO, SANCIU, SANJUST, Mario FLORIS, CAPELLI, MORO, CONTU.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 40.

Rispondono sì i consiglieri: CAPELLI - CASSANO - CONTU - DIANA - FLORIS Mario - LICANDRO - LOMBARDO - MORO - MURGIONI - RANDAZZO - SANCIU - SANJUST - SANNA Paolo Terzo - SCARPA - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIAGU - GIORICO - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PINNA - PIRISI - PISU - SABATINI - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 56

Votanti 55

Astenuti 1

Maggioranza 28

Favorevoli 15

Contrari 40

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 87. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Su questo abbiamo già discusso nella presentazione degli emendamenti, spero che da ieri sia maturata una convinzione nella maggioranza e nell'Assessore sulla necessità di incrementare il fondo per il fermo biologico portandolo dalla somma di 8 milioni di euro alla somma di 9 milioni di euro, quindi con un incremento di un milione di euro per un comparto che è sempre più in difficoltà, che sempre più soffre; è un comparto al quale credo debbano essere manifestate attestazioni anche per tutte le calamità che colpiscono questo particolare aspetto dell'economia sarda. Il fermo è necessario, può essere ritenuto opportuno, ma va a gravare solo sulla pelle dei pescatori, pertanto io credo che confermare i 9 milioni di euro delle finanziarie precedenti sia un fatto doveroso; non penso che un milione di euro in questo caso possa determinare stravolgimenti particolari.

Ho avuto modo di dire, anche nell'intervento di ieri, che molti di questi pescatori agiscono sia nelle acque interne che in mare e spesso e volentieri sono sottoposti a calamità come quella che si è verificata nello stagno di Santa Giusta l'anno scorso, o, nel 1998, nello stagno di Cabras e in altri comparti ittici della Regione Sardegna. Non prestare attenzione a questo comparto credo che non sia giusto né corretto, pertanto chiedo che venga riportata la cifra a 9 milioni di euro. Annuncio il voto favorevole sull'emendamento numero 87.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Grazie, Presidente. Io volevo semplicemente fare alcune considerazioni sulla questione posta da questo emendamento. E' la prima volta - almeno dall'esperienza che sto vivendo io in questo Consiglio, quindi parlo anche di tutta la scorsa legislatura - che le risorse per il fermo biologico sono state proposte in Aula dopo che il bilancio presentato dalle Giunte di centrodestra non ha previsto mai una lira. Ci sono state diverse manifestazioni a Cagliari, promosse dalle organizzazioni di categoria del mondo della pesca, proprio per chiedere che fossero previste le risorse per il fermo biologico. In questi ultimi anni, per la prima volta, nel bilancio della Regione sono previste le risorse per il fermo biologico ammontanti a 8 milioni di euro, che sono il risultato di una concertazione svoltasi tra la Giunta regionale e le organizzazioni del mondo della pesca. Questo è un elemento rilevante che voglio sottolineare a testimonianza della sensibilità e dell'attenzione che la Giunta regionale ha dimostrato rispetto ai problemi di questo comparto importante dell'economia della Sardegna. Voglio anche dire che gli 8 milioni di euro sono più che sufficienti per le esigenze.

Inoltre devo sottolineare il fatto che purtroppo, se non approviamo il disegno di legge che la Giunta regionale ha già approvato, che prevede l'istituzione dei distretti di pesca e un nuovo tipo di intervento e di programmazione per la fruizione di questa risorsa, sia in mare che negli stagni (disegno di legge che è coerente con la nuova normativa comunitaria che prevede, appunto, ripeto, un sistema, un nuovo modo, un nuovo approccio, insomma, compatibile con la disponibilità delle risorse), questa posta che abbiamo previsto per il fermo biologico non potrà essere spesa. Questo va detto, il Consiglio lo deve sapere. Quindi questi 8 milioni di euro previsti per il fermo biologico non potranno essere spesi come sono stati spesi fino ad oggi. L'Unione Europea oggi non considera più praticabile il fermo biologico se non dentro una programmazione diversa dell'attività di pesca, quindi queste risorse vanno gestite compatibilmente con lo sforzo di pesca e con una pratica dell'attività di pesca che si preoccupi in modo particolare della ecocompatibilità della stessa.

Quindi va bene prevedere queste risorse, però esse vanno utilizzate alla luce della approvazione del disegno di legge che la Giunta ha già approvato, ma che l'Aula dovrà esaminare quanto prima, altrimenti queste risorse, pur importanti, non potranno essere spese. In seguito a queste valutazioni, io voterò contro questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Grazie, signor Presidente. Devo dire che quanto ha dichiarato il collega Sanna poco fa mi lascia perlomeno perplesso, egli afferma che per la prima volta vengono definiti gli indennizzi per il fermo biologico(penso che questo non sia esatto) e, soprattutto, che per la prima volta queste risorse sembrano sufficienti. Sono perplesso prima di tutto perché, quand'anche fosse vero, riguardo alla valutazione del collega Sanna, sul fatto che 8 milioni di euro possano essere sufficienti, io vorrei capire su quali atti fonda questa sua affermazione, perché se noi avessimo avuto le valutazioni e il piano economico rispondente agli indennizzi da erogare, molto probabilmente potremmo essere d'accordo anche con lui. Ma partiamo da valutazioni diverse in un momento in cui anche il Governo è impegnato a ricontrattare gli indennizzi per l'interdizione delle aree marine sottoposte a vincoli di sicurezza militare e quant'altro interessa determinate aree. Nelle varie province, noi sappiamo che è in atto una contrattazione o una ricontrattazione dei termini delle interdizioni, dei calendari e quant'altro.

Devo dire che, rispetto al breve periodo passato e soprattutto alle proiezioni, per il settore della pesca, dove davvero la sofferenza degli operatori è un qualcosa di atavico, il problema non è di ieri né di avantieri, è un problema che abbiamo sempre conosciuto. Le certezze e la sicurezza derivate da un lavoro, nel quale spesso e volentieri incide tutta una serie di agenti, non ultimi quelli atmosferici, sono indubbiamente dei fattori sempre messi in discussione durante le annate e la stagionalità dell'attività. Devo dire che molto probabilmente riconoscere e dare delle certezze a questa categoria in termini anche economici di sostegno è un parametro che va di sicuro approfondito anche rispetto alle direttive impartite dall'Unione Europea; credo, per quelle che almeno sono le mie conoscenze rispetto a tanti altri interventi che vengono effettuati sia in Italia che negli altri Paesi del Mediterraneo e del Nord Europa, che noi ci troviamo di sicuro indietro per quanto riguarda l'applicazione delle normative UE rispetto a quello che deve essere soprattutto il sostegno strutturale o infrastrutturale da dare alle categorie della nostra marineria.

Sinceramente, io posso dichiarare di essere soddisfatto solo del fatto che, finalmente, si cominci a parlare di una categoria di operatori e di lavoratori sui quali pesava un vecchio retaggio secondo il quale i Sardi hanno avuto sempre paura del mare, retaggio peraltro sconfessato dalle recenti conoscenze in archeologia, che proiettano già i nuragici come navigatori e soprattutto come operatori del mare di tanti millenni fa.

Richiamato questo, giusto per la storia, dico che annuncio il mio voto a favore dell'emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). L'emendamento numero 87 ha lo stesso contenuto del "40", anche se porta un incremento inferiore di 1 milione di euro, il "40" infatti prevede 2 milioni di euro. Quindi il mio voto, in quanto firmatario dell'emendamento numero 40, è favorevole, a meno che non sia vero quello che diceva il Presidente della Commissione competente, cioè che gli 8 milioni di euro sono sufficienti. In quel caso, potrei rivedere la mia opinione, però chiedo che la Giunta confermi l'affermazione che è provenuta da un autorevole esponente della maggioranza, cioè chiedo se è vero che gli 8 milioni di euro sono sufficienti a coprire il fabbisogno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Allo stato delle nostre conoscenze, rispondo sì, nel senso che, come ha detto il consigliere Sanna, la normativa europea impone modifiche al tipo di aiuto che può essere dato in queste situazioni. Gli 8 milioni sono considerati una cifra congrua con la nuova situazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Sull'emendamento numero 40?

PRESIDENTE. Sull'emendamento numero 87, onorevole Diana.

DIANA (A.N.). Io sono già intervenuto sull'emendamento numero 87.

PRESIDENTE. Per dichiarazione di voto.

DIANA (A.N.). Pensavo che i due emendamenti, trattando lo stesso argomento, potessero essere discussi.

PRESIDENTE. Il "40" è stato già votato, siamo avanti nella fase di votazione, è in votazione l'emendamento numero 87.

DIANA (A.N.). Chiedo il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. Invito i colleghi che appoggiano la richiesta ad alzarsi.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri CAPPAI, AMADU, ARTIZZU, MORO, SANCIU, SANJUST, RANDAZZO.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 87.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - DIANA - LOMBARDO - MORO - MURGIONI - RANDAZZO - SANCIU - SANJUST - SANNA Paolo Terzo - SCARPA - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIAGU - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PIRISI - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - UGGIAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 51

Votanti 50

Astenuti 1

Maggioranza 26

Favorevoli 16

Contrari 34

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 92. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Avendo deciso di trascorrere il giorno di Pasquetta nelle località antistanti lo stagno di Cabras, avrò modo di dialogare con amici, conoscenti, pescatori e agricoltori sulla grande sensibilità dimostrata dal Presidente della Commissione agricoltura, che non smette mai di fare autogol e se c'era un argomento sul quale non doveva parlare era proprio questo.

Parlerò ovviamente anche dei problemi legati alla risorsa idrica, che è l'argomento relativo all'emendamento numero 92. Escludere qualsiasi tipo di finanziamento all'Autorità d'ambito, io credo che sia irragionevole. E' un consorzio obbligatorio, nato con il concorso di maggioranza e di opposizione e credo che abbia dimostrato tutta la validità della impostazione che era stata messa in piedi nella precedente legislatura, non si capisce la ragione per cui all'interno della finanziaria siano state escluse risorse per il suo funzionamento.

Credo che questo non sia corretto, Assessore. Ovviamente la cifra che è stata prevista con questo emendamento, 1 milione di euro, potrà sembrare eccessiva, ma il contributo, che era stato garantito in sede di predisposizione dell'Autorità d'ambito e quindi di definizione, era di 200 mila euro, cioè una cifra che, a seguito dell'istituzione dell'Autorità d'ambito, e quindi di un consorzio obbligatorio, nella finanziaria del 2004, mi pare assolutamente insignificante per la mole di lavoro e per l'impegno di 40 sindaci di destra, di sinistra, di centro, che agiscono, operano e che credo stiano dando grande prova delle loro capacità, mettendo in piedi azioni straordinariamente importanti che sono sotto l'attenzione di tutti.

Ora, escludere l'Autorità d'ambito da un contributo seppur minimo, credo che non sia corretto, che non sia opportuno, ma soprattutto che non faccia giustizia di quei sindaci che oggi sono impegnati sistematicamente, in maniera decisa, coerente con i principi ispiratori della legge Galli, che agiscono e fanno sì che questo stato di calamità (perché il problema della risorsa idrica per uso idropotabile era una calamità) venga tenuto nella considerazione giusta e opportuna.

Io invito l'Assessore quanto meno a ripristinare il contributo che era stato stabilito nella finanziaria del 2004.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, l'intervento a favore dell'emendamento numero 92 è doveroso per due ragioni. La prima: leggo sul giornale di oggi che l'Assessore dei lavori pubblici, Mannoni, è impegnato con le rappresentanze sindacali delle aziende esterne che, operando, fiancheggiano l'attività dell'ESAF, quindi con le rappresentanze sindacali dei dipendenti delle aziende appaltanti per l'ESAF; nei giorni scorsi c'è stata una manifestazione degli stessi dipendenti dell'ESAF. Detto questo, a me, colleghi della maggioranza, con la cancellazione dal bilancio di quella cifra già contrattata per il funzionamento dell'Autorità d'ambito, non mi sembra di leggere che davvero ci sia una volontà in questa maggioranza di portare avanti la riforma del comparto dell'acqua, chiamiamolo così, perché se è vero che l'Autorità d'ambito agisce soprattutto su una riforma, la legge Galli, che appunto regolamenta la gestione della risorsa idrica, devo dire che siamo lontani anni luce dalla volontà di esprimere l'impegno vero di questa Regione a portare avanti la riforma, quando sappiamo benissimo che anche il Presidente si è speso, nei mesi scorsi, su questo tema. Infatti per diversi giorni, sulla creazione degli organi dell'Autorità d'ambito, il Presidente, le forze politiche, le amministrazioni locali si sono impegnate in un percorso mirante alla realizzazione e all'attivazione di questo ente. Devo dire che a questo punto c'è una brusca frenata, un'altra brusca frenata rispetto alle motivazioni che davvero sottendono la volontà politica, a questo punto inespressa, su un campo tanto discusso.

Consigliere Cugini, lei che è un maestro per noi tutti, nei termini per lo meno della sua esperienza maturata tra i banchi del Consiglio, può dirci da quanti anni si è iniziato questo percorso, fatto soprattutto di conferme di enti che tutti riconoscono non più in condizioni di gestire oggi il patrimonio idrico della Sardegna? Quanti enti? Una cinquantina di enti che governano l'acqua nei suoi vari passaggi: la raccolta, la distribuzione, la depurazione, e quant'altro. All'atto pratico soltanto l'ultima crisi di precipitazioni ha messo completamente in evidenza quante crepe presenta questo sistema in Sardegna. Allora, nel momento in cui si decide o si vuole rappresentare davvero questa volontà di affrontare il tema, non mettiamo a disposizione le risorse minimali perché davvero l'Autorità d'ambito possa operare. Penso che ci sia bisogno di una riflessione da parte di voi tutti, di noi tutti, sul fatto che davvero queste risorse richieste siano messe a disposizione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. La Commissione aveva espresso parere contrario a questo emendamento, però se i proponenti accettassero un importo ridotto, necessariamente ridotto e neppure di poco insomma, saremmo disponibili a modificare il parere. L'importo che noi proponiamo è 200 mila euro, nel caso che fosse accolto, la copertura non è sullo 03006, come proposto dai firmatari, ma sulla UPB 03050.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Considerando che questo era l'importo previsto nella finanziaria 2004, credo di poter dare un parere favorevole su questa disponibilità che è stata data; è il minimo indispensabile per mantenere appunto l'Autorità d'ambito nelle condizioni di poter bene operare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si esprime parere favorevole.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 92, modificato nella copertura finanziaria e nelle UPB così come detto. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 93. Ricordo che sull'emendamento numero 93 c'era stata una disponibilità del relatore della Commissione all'accoglimento con un importo modificato.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanciu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANCIU (F.I.). Con questo emendamento si propone un incremento della spesa da 440 mila a 980 mila euro per quanto riguarda i contributi alle organizzazioni professionali che si occupano della formazione e dell'assistenza ai coltivatori diretti. Si tratta di una cifra irrisoria se paragonata al ruolo che svolgono organizzazioni come la Cia, l'Unione Agricoltori e la Coldiretti. Un ruolo che spazia dalla divulgazione delle problematiche connesse alle politiche comunitarie, ai piani di sviluppo rurale, alla nuova Pac, fino alla formazione e quindi alla professionalizzazione del personale che svolge attività di assistenza alle imprese. E' un supporto tecnico, è un ruolo sociale che le organizzazioni portano avanti difendendo e tutelando gli interessi degli operatori agricoli, con grande senso di responsabilità, raccogliendo e rappresentando gli umori e i malumori di questo mondo.

La Sardegna ha una forte formazione agricola, molto radicata nel territorio, nella nostra cultura e nelle nostre tradizioni. Il settore agricolo dà lavoro a circa il 12 o 13 per cento dei Sardi, una percentuale di gran lunga superiore alla media italiana che si attesta intorno all'8 per cento. E' proprio per la sua importanza strategica che occorre mettere le organizzazioni professionali, che da sempre si occupano di politiche agricole, nelle condizioni di poter continuare a portare avanti la loro attività, non dico in tranquillità ma perlomeno avvalendosi di un contributo che le supporti nella quotidiana azione di assistenza e informazione.

Vorrei anche ricordare per l'appunto ai colleghi l'azione filtro portata avanti da questa organizzazione negli anni, soprattutto in relazione alle fasi di grande criticità; quando ci sono stati anche problemi di ordine pubblico, Assessore, le organizzazioni si sono fatte carico di mediare attenuando i toni delle contestazioni. Stiamo parlando di esigui contributi concessi alle organizzazioni regionali, le quali ottemperano agli impegni della concertazione, sono da sempre impegnate in continui e gravosi tavoli regionali a tutti i livelli, tecnici e politici. Rappresentano uno strumento insostituibile che non merita, che non può essere indebolito o annullato da tagli che certamente non risolvono i problemi del bilancio regionale, che invece risulteranno un ostacolo per lo svolgimento dei futuri lavori di consultazione e di approvazione di politiche normative e tecnicismi del settore agricolo.

Si chiede infatti di stanziare la somma di 980 mila euro aumentando il rispettivo capitolo di 540 mila euro. Apprezzo l'apertura manifestata dal collega Secci e dalla Giunta mettendo a disposizione non la somma richiesta ma un aumento della copertura finanziaria prevista che, se non ho capito male, equivale a 265 mila euro. Ma perché mettere queste organizzazioni, per il ruolo che svolgono, in difficoltà? Lei sa che cosa significhi quando manca la sopravvivenza. Credo però che si debba fare di più, bisogna rispondere alle esigenze reali di queste tre organizzazioni di categorie, facendo sentire loro la vicinanza della Regione, di questo Consiglio e mostrando un segnale forte di apprezzamento dell'importante fondamentale lavoro che esse svolgono.

Per questi motivi, io ribadisco il mio voto favorevole a questo emendamento, chiedendo al presidente Secci e alla Giunta di poterlo accettare se è possibile totalmente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Sì, Presidente, molto brevemente per dire le ragioni per le quali abbiamo accettato una correzione dell'importo, stanziato nella Tabella A, su questa UPB e su questo capitolo; ci si è resi conto infatti che il taglio operato era fuori rispetto alla media dei tagli operati per tutti i sistemi associativi.

Su questa materia si è avuta in Commissione una lunga discussione che in qualche maniera ci ha visto anche dialetticamente contrapposti. Pensiamo che la materia dell'intervento regionale sui sistemi associativi diffusi sia un argomento che meriti un approfondimento per orientare l'intervento regionale non tanto alla gestione pura e semplice, ma ai servizi resi. Però questa materia naturalmente ha bisogno di approfondimenti, per i quali la Giunta e la maggioranza si impegnano. In questa fase ci sembra che la correzione che proponiamo stia, tutto sommato, nella media delle cose operate per questi sistemi. Sarebbe poco comprensibile che, per questo settore specifico, ci fosse un trattamento di diverso tipo.

Insisto con il collega Sanciu perché si adegui alla proposta che noi stiamo avanzando e chiedo eventualmente che, comunque venga accettata, venga messa in votazione, pur con pareri che non sono magari coerenti, la nostra proposta emendativa, perché altrimenti oggettivamente la mancata correzione dell'emendamento porta la maggioranza a doverlo votare in maniera negativa;mi sembra che questo non sia auspicabile da parte di nessuno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanciu. Ne ha facoltà.

SANCIU (F.I.). Sono convinto che è troppo importante la sopravvivenza delle organizzazioni, accetto, accettiamo la proposta fatta dal presidente Secci, modificandone le cifre.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. La copertura è quella indicata durante il parere.

SANCIU (F.I.). Stiamo parlando di 265 mila euro, giusto? Stiamo modificando solo le cifre.

PRESIDENTE. Sì, 265 mila euro sulla UPB 03050.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Intervengo rapidissimamente per esprimere la soddisfazione per questo intervento della Giunta integrato anche dalla proposta del Presidente della Commissione Bilancio. In Commissione agricoltura abbiamo discusso a lungo, quando abbiamo esaminato la manovra di bilancio, anche di questo aspetto, e abbiamo condiviso all'unanimità la necessità che il problema venisse riconsiderato, che nell'ambito della manovra insomma si desse alle organizzazioni di categoria diciamo il giusto riconoscimento della funzione democratica che svolgono nella nostra comunità regionale, non solo in ambito agricolo ma complessivamente, ripeto, nella nostra comunità regionale.

Quindi, questo emendamento presentato dalle opposizioni e integrato dalla proposta del Presidente della Commissione bilancio risponde, mi pare, in modo serio, in modo sostanziale, alle esigenze che abbiamo posto e naturalmente anche in modo coerente con quella esigenza di risanamento e di sacrifici che vanno chiesti anche alle organizzazioni di categoria.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 93, lo metto in votazione nel testo emendato dal relatore Secci. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 83. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 90. Unifichiamo il "90" all'emendamento numero 343 che è uguale. Metto in votazione gli emendamenti numero 90 e 343 unificati. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione l'emendamento numero 91. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 85. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente, solo per dichiarare che voterò contro l'emendamento numero 85, illustrato in Aula dall'onorevole Giorgio La Spisa, che mi spiace in questo momento non sia presente. Vedo però presenti autorevoli rappresentanti del Gruppo di Forza Italia che si faranno interpreti della mia espressione di voto. Intendo infatti cogliere l'occasione per ricordare allo stimato collega La Spisa e al suo Gruppo che le donne accettano volentieri suggerimenti, specialmente quando sono utili per fare battaglie sui diritti e soprattutto sul rispetto delle norme sancite dalla Costituzione. Ricorderete e ricorderanno i colleghi di Forza Italia che il problema della legge sull'imprenditorialità femminile era stato sollevato in occasione del dibattito sul Dpef. Il fatto è, occorre ricordarlo, che il Governo di cui è Presidente l'onorevole Silvio Berlusconi, leader e fondatore di Forza Italia, e Ministro Roberto Maroni, ministro del lavoro leghista, nonostante i positivi risultati della legge, in particolare in Sardegna, non hanno ancora predisposto l'apposito bando; mi riferisco nello specifico alla sesta edizione.

Quindi auspico che l'onorevole La Spisa o i colleghi di Forza Italia, che hanno e hanno avuto nella precedente legislatura un importante ruolo anche all'interno di quest'Aula, assumano una forte iniziativa come Gruppo e come Partito affinché il Presidente del Consiglio finanzi il sesto bando della legge a cui si riferiscono i finanziamenti previsti nella finanziaria. Se dovesse essere assunta questa iniziativa, mi assocerò perché ritengo che sia veramente importante.

Ricordo, e concludo, che nel biennio 2003/2004 sono state presentate oltre duemila domande, di cui 1400 sono state giudicate ammissibili e 290 sono approdate al finanziamento. L'impegno della Giunta, che si è concretizzato anche grazie alla lungimiranza dell'assessore Maddalena Salerno, c'è davvero; è il Governo che latita. Per questo, Presidente, ribadisco che voterò contro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Presidente, io sto intervenendo soltanto per chiederle esattamente come mai è stato saltato l'emendamento numero 343 che non era stato ritirato, ma per il quale c'era una indicazione relativa al capitolo di destinazione.

PRESIDENTE. No, non è stato saltato, onorevole Pisano, è stato abbinato all'emendamento numero 90 perché era uguale dal punto di vista degli importi e del contenuto. Avendo il contenuto identico, è stato messo in votazione unificato all'emendamento numero 90.

Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Grazie Presidente. Io chiedo scusa all'Aula per essermi dovuto assentare per circa un'ora e mezza perché ho deciso di rendere spontanee dichiarazioni alla Procura della Repubblica in quanto nei giorni scorsi è comparso sui giornali il fatto che io sarei sstato iscritto nel registro degli indagati…

PRESIDENTE. Le chiedo scusa, onorevole Pili, l'argomento è un argomento certamente importante per lei e anche per noi, ma siamo in sede di dichiarazione di voto sull'emendamento numero 85.

PILI (F.I.). Sto facendo la mia dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Sì, però, onorevole Pili...

PILI (F.I.). Non penso che lei voglia impedire al consigliere regionale di poter svolgere la sua dichiarazione di voto come meglio ritiene, così come è sempre stato.

PRESIDENTE. No, io le impedisco di parlare di una cosa che non c'entra niente né con la dichiarazione di voto né con la finanziaria, onorevole Pili.

PILI (F.I.). Ma lei non lo sa, se lei dice che non c'entra niente, vuol dire che lei ne è a conoscenza. Vorrei che lei, onorevole Presidente, lasciasse concludere a me la mia dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Sì, però io le vorrei chiedere, onorevole Pili...lei sa che io…

PILI (F.I.). Lei non sa nemmeno di che cosa sto parlando, e se lei fosse…

PRESIDENTE. Le chiedo scusa, onorevole Pili, mi lasci dire un secondo.

PILI (F.I.). E' lei che deve lasciar dire a me, non io a lei.

PRESIDENTE. Mi lasci dire un secondo. Io la invito a stare nella dichiarazione di voto.

PILI (F.I.). E starò nella dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ecco, perfetto!

PILI (F.I.). Sto spiegando ai colleghi perché mi sono assentato per un'ora e mezza: io sarei indagato, nella mia qualità di consigliere regionale, per abuso di atti d'ufficio. Un consigliere regionale indagato per abuso d'atti d'ufficio! Mentre ero dal Procuratore Generale, sono arrivati davanti alla stanza del Procuratore tutti i giornalisti e tutti i fotografi. Io ho concordato, durante l'Aula, con il Procuratore, con il magistrato, la mia deposizione, non riesco a capire chi abbia organizzato questa imboscata. Certamente è grave, perché - come voi sapete - l'abuso di atti d'ufficio per un consigliere regionale non può esistere, quindi per questo mi permetto di scusarmi con l'Aula per la mia assenza. Però volevo dirlo qui.

PRESIDENTE. Onorevole Pili!

PILI (F.I.). Il mio voto a questo emendamento, onorevole Presidente, è assolutamente favorevole e mi dispiace che soltanto la collega Caligaris sia intervenuta, tra l'altro per esprimere un voto contrario, perché mi sarei aspettato, così come più volte abbiamo sottolineato in quest'Aula, che la sensibilità verso le pari opportunità non fosse soltanto in chiave di Settebello rosa, come qualcuno l'ha definito, ma fosse concretamente manifestata in quest'Aula, cosa che ancora sistematicamente non succede.

Io vorrei ricordare a voi tutti che, già nell'assestamento di bilancio, erano state dimezzate le risorse per l'imprenditorialità femminile; oggi noi proponiamo di ripristinare una cifra, ancora modesta per quanto mi riguarda, di appena un milione di euro. Credo che le consigliere della maggioranza, se esprimeranno, come hanno preannunciato, un voto contrario a questo emendamento, staranno dimostrando di seguire la linea, assolutamente inconsapevole, di chi non conosce quanto questa legge abbia dato dei risultati positivi, sapendo benissimo che questa legge è stata totalmente utilizzata dalle giovani donne per creare nuove imprese, e che soprattutto la Giunta regionale attuale e quelle passate, con l'apporto della stessa opposizione, hanno ampiamente sollecitato il suo rifinanziamento, sistematicamente esaurito perché l'imprenditorialità femminile ha dimostrato di avere forse un di più rispetto anche a quella della legge numero 1 per la sua celerità nella spesa e nell'investimento.

Quindi, per questa ragione, ritengo assolutamente incomprensibile e ingiustificabile il fatto che questo tema sulle donne non venga in alcun modo posto all'attenzione della maggioranza come segno politico, ne basterebbero pochi, questo era uno di quei segnali politici che la maggioranza poteva dare ad un mondo che è stato strumentalizzato; oggi possiamo dire - se questo emendamento sarà bocciato - che è stata strumentalizzata la questione delle pari opportunità, che è stato cancellato quel diritto delle donne di poter concorrere nell'impresa alla pari delle altre realtà sociali.

Credo che sia veramente contestabile, dannoso per la stessa immagine di questo Consiglio regionale e che non si possa assolutamente stare in silenzio. Io, nonostante tutte le vicende che succederanno da qui in poi, anche in ambito giudiziario, il silenzio non me lo faccio mettere e quindi continuerò comunque a denunciare tutte queste cose, compresa questa, che è un atto ingrato nei confronti di quelle tante donne che pure vi hanno dato fiducia.

Voi, a quelle donne che vi hanno dato fiducia, dite che tagliate i finanziamenti, tagliate le risorse finanziarie, che l'impresa non è uno strumento importante per crescere, per inserirsi nella società civile attraverso un lavoro che produca economia e sviluppo e dite invece che bisogna tagliarlo. Questo è il premio che date a quelle donne che hanno saputo investire su di voi e oggi dimostrate tutto il vostro attaccamento togliendo risorse finanziarie ad una legge che ha dimostrato di saper essere utile, che in Sardegna ha dato delle risposte positive sia in termini di produttività, in termini economici, ma anche di impatto sociale dando la possibilità a tante donne, che opportunità non avevano, di trovare un lavoro; inventandoselo, perché io ho detto più volte anche nei miei interventi…

(Interruzione)

Non c'era la freccia.

PRESIDENTE. C'era la freccia, onorevole Pili.

PILI (F.I.). Se diciamo che non c'era, vuol dire che non c'era! E' inutile che lei continui a provocare e dire che sono io che faccio l'arrogante, non c'era la freccia!

PRESIDENTE. Mi dicono che non c'era, onorevole Pili, lei ha ragione, tuttavia sono scaduti i cinque minuti. Onorevole Pili, io le faccio gli auguri perché lei possa chiarire al più presto la sua vicenda positivamente, glielo auguro di cuore, tuttavia invito lei e gli altri colleghi a usare congruamente lo strumento regolamentare restando nella materia per la quale si chiede di intervenire. Capisco che questa è una platea, capisco che ciò che diciamo qui viene ascoltato e registrato, tuttavia nelle dichiarazioni di voto non si può sempre parlare di tutto e dare giustificazioni delle assenze. Questo, ripeto, confermandole il mio augurio più sincero perché lei possa chiarire pienamente la vicenda nella quale viene coinvolto.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANJUST (F.I.). L'onorevole Caligaris sa, perché più volte ne abbiamo parlato, quanto a me non piaccia fare distinzioni tra uomini e donne, nel senso che lo ritengo assolutamente ridicolo; per fortuna, dopo che abbiamo vista terminata un'era, quella del femminismo, dove tanto si è detto e poco si è fatto, penso che continuare oggi, nel 2005, a fare di queste... non riesco quasi neanche veramente a definirle, come non sono riuscito neanche a definirle in Commissione quando tante altre volte ne abbiamo parlato.

Però pensavo, mi creda, onorevole Caligaris, di ascoltare un intervento completamente diverso da parte di chi, gliene do atto, in Commissione diritti civili più di una battaglia ha iniziato a fare continuando a percorrere dei vecchi ragionamenti che io però non condivido.

(Interruzione della consigliera Caligaris)

SANJUST (F.I.). Io ho preso la parola, mi creda non volevo farlo, proprio per riprendere una sua affermazione che è stata quella relativa al Governo presieduto dal Presidente Silvio Berlusconi. Io posso dirle con assoluta tranquillità e con assoluta certezza che mi farò promotore, presumo e spero insieme a tutti gli altri colleghi del Gruppo, di quella che è stata una sua rivendicazione legittima. Però nello stesso tempo, non mi rivolgo alle colleghe, ma mi rivolgo a tutto il Consiglio, nel momento in cui lei ha ammesso i risultati positivi che ci sono stati attraverso la spendita di questi danari che la legge 26 mette a disposizione, avrei gradito da parte sua una attenzione maggiore, un riconoscimento di questa buona spendita di danari, con un ragionamento quindi diametralmente opposto rispetto a quello che ha fatto e che ha portato...

(Interruzione della consigliera Caligaris)

SANJUST (F.I.). Ma, a parte il Ministero, qui non stiamo parlando del Ministero, stiamo parlando, onorevole Caligaris, del bilancio regionale e di finanziamenti che, rispetto agli anni passati, sono stati notevolmente decurtati. Allora io le dico che il Gruppo di Forza Italia, ripeto, spero di poter parlare a nome del Gruppo di Forza Italia, farà la sua parte, come penso tutto il centrodestra, affinché ciò che lei ha denunciato oggi in Aula venga verificato con una attenzione particolare.

Nello stesso tempo però chiedo a lei e a tutto il Consiglio di dar atto, a tutte le donne che hanno fatto impresa, che hanno speso bene i finanziamenti che la Regione ha loro messo a disposizione, donne che invece vengono mortificate con una diminuzione, oserei dire eccessiva, dei finanziamenti, finanziamenti che negli anni prossimi potrebbero invece essere spesi continuando la giusta e la buona spendita che è stata fatta negli anni passati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Spero, onorevole Presidente, che non venga considerato inopportuno il fatto che io non mi consideri sufficientemente attrezzato, questo è ovviamente un problema solo mio, per comprendere il ragionamento della cortesissima onorevole Caligaris. E' un limite solo mio. Però mi viene comunque difficile capire e valutare quali sono state le considerazioni che hanno portato l'onorevole Caligaris a dichiarare il voto contrario a questo emendamento, non bastano certamente tutti i riferimenti di tipo nazionale che in questo momento credo debbano essere esclusi da quest'Aula, per un motivo semplicissimo, perché questo emendamento non porta alla nostra attenzione qualcosa di nuovo, ma cerca semmai di modificarlo.

Visto che l'intenzione della Giunta e della maggioranza c'era già stata, in quanto noi andiamo a modificare, nella Tabella A, la voce relativa all'attuazione della legge numero 215 del 1992, la Giunta aveva messo a disposizione due milioni di euro, che a noi sono sembrati insufficienti, sulla base anche di ciò che è stato fatto negli anni precedenti; abbiamo chiesto che questa cifra, venisse incrementata di un milione di euro, quindi da due milioni di euro venisse portata a tre milioni di euro.

Non mi avrebbe meravigliato se avessimo inserito un emendamento che era aggiuntivo e che in qualche maniera portasse all'attenzione dell'Aula un qualcosa che non era stato considerato dalla Giunta. Ma la Giunta ha manifestato attenzione al problema e quindi qui nasce la mia perplessità. Ma come, la Giunta ha manifestato attenzione e la stessa attenzione non è condivisa da una parte dall'Aula? Immagino solo dalla collega Caligaris, visto che una parte importante anche del risultato elettorale è dovuta al fatto che, molto opportunamente, probabilmente e certamente, il presidente Soru ha voluto, gradito e perorato la causa di una presenza femminile piuttosto importante che, vivaddio, si fa sentire in quest'Aula e che non perde occasioni per tutelare anche quella parte.

Se volessimo considerare i maschi e le femmine o gli uomini e le donne o i ragazzi e le ragazze, io non faccio questa considerazione, però certo è che la presenza femminile, che doveva essere un fatto così importante per quest'Aula e determinante anche per le problematiche connesse con quelle che riguardano la "215", scopriamo che l'onorevole Caligaris ritiene di non condividere l'ipotesi della Giunta di assegnare due milioni di euro visto che la minoranza ha proposto un incremento di un milione di euro giungendo a tre milioni. Ne prendiamo atto e facciamo una valutazione politica; ovviamente non condividiamo.

PRESIDENTE. Colleghi, aumentano le iscrizioni a parlare per dichiarazione di voto, andremo avanti fino a concludere questo emendamento perché non trovo utile che rinviamo le dichiarazioni di voto a questo pomeriggio. Quindi chiedo scusa se l'Aula avrà qualche ritardo nella conclusione dei lavori.

Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Progetto Sardegna). Per dichiarare il mio voto contrario, anche perché trovo assolutamente chiare e non così incomprensibili le argomentazioni dell'onorevole Caligaris, ma anche per argomentare su un fatto molto grave, perché si parla di donne, di persone, e viene da ricordare un proverbio assolutamente infondato che dice che la vanità è donna. Invece, ascoltando l'ultimo intervento dell'onorevole Pili, io ho il vago sospetto che così non sia perchè, onorevole Pili, io capisco poco di economia ma di retorica sì, e lei è venuto a dir qui "Io non so chi ha organizzato questo agguato", nessuno le risponde, ma io con certezza dico "Nessuno qua dentro aveva interesse ad organizzare agguati", nessuno fuorchè lei. Perchè in questo modo una notizia che è sui giornali di oggi egemonizza anche quelli di domani su una questione assolutamente irrilevante rispetto ai lavori dell'Aula e con l'indicazione di sospetti che francamente vanno rinviati al mittente. Lei è da tempo impegnato per esaltare i lavori, il suo lavoro...

PRESIDENTE. Onorevole Maninchedda...

MANINCHEDDA (Progetto Sardegna). Sì, sto concludendo.

PRESIDENTE. No, non perchè concluda, perchè stia all'interno della dichiarazione di voto, valgono le cose che ho detto prima.

MANINCHEDDA (Progetto Sardegna). Allora, guardi, Presidente, dinanzi al suo richiamo, io non ho concluso e all'interno di un discorso ci può stare. Ma il suo richiamo lo rispetto e sarò altrettanto severo coi suoi comportamenti. Arrivederci.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Presidente, per esprimere il mio voto contrario a questo emendamento e per fare due considerazioni brevissime. La prima, io sono convinto che i due milioni di euro siano insufficienti; credo che, all'Assessore, alla Giunta, alla maggioranza avrebbe fatto piacere metterne non tre, come avete indicato riportando il finanziamento al livello precedente, ma portarlo a quattro o a cinque, se non aveste fatto il disastro, onorevole Pili, che avete fatto. A meno che non continuiate a dirci qua che siamo stati noi ad aver determinato il disavanzo e quant'altro.

E' il caso che facciamo chiarezza una volta per tutte, eravate voi al Governo, noi facevamo l'opposizione, state confessando qui che eravate addirittura incapaci anche in passato di poter esercitare quel ruolo che, ingiustamente, gli elettori non vi avevano dato e che, con manovre truffaldine, vi siete presi.

Però, per quanto riguarda i discorsi che ho sentito fare, dell'attenzione sulle donne, signor Presidente, ma io vorrei ricordare sommessamente all'onorevole Pili che quando lui è stato Presidente della Giunta aveva tanti Assessori che collaboravano con lui, di cui non ricordo adesso il nome, forse ho una piccola amnesia, così come non ricordo, quando il presidente Pili si è candidato di nuovo per la Regione, che nel listino che avevano concordato l'onorevole Diana, credo l'onorevole Sanjust, o forse no, e tutto il centrodestra, di donne non ce ne fosse manco una!

Allora, per cortesia, risparmiateci questi predicozzi d'accatto e cerchiamo di badare alla sostanza delle cose confutando le cifre, così come anche ieri vi ha detto il presidente Soru. Ritenete che siano insufficienti le poste? Dite dov'è che andiamo a prenderle perchè possano essere incrementate! Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanciu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANCIU (F.I.). Questo emendamento è volto ad incrementare di un milione di euro i fondi a disposizione della legge regionale numero 26 del 2000 a sostegno dell'imprenditoria femminile, in attuazione della legge 215 del 1992. Io vorrei richiamare l'attenzione di quest'Aula sulla necessità di garantire un valido sostegno finanziario ad una legge che ha prodotto risultati evidenti, eccellenti, sul fronte della formazione di nuove imprese, di nuova occupazione. Rispetto alle potenzialità, che possono offrire gli strumenti di legge messi a disposizione, i risultati ottenuti sono ancora considerati insufficienti, soprattutto in relazione alle risorse indispensabili per dare consistenza ai provvedimenti di legge.

Da diversi anni ormai le imprese in rosa chiedono maggiore attenzione perchè ritengono inadeguata questa dotazione per la crescita dell'imprenditoria femminile. In Italia, le imprese guidate da donne rappresentano circa il 24 per cento del mondo imprenditoriale in genere e costituiscono una marcia in più per lo sviluppo del territorio, poiché consentono di elevare i livelli occupazionali delle donne; non raggiungono nemmeno un quarto del totale, nonostante la popolazione femminile sia di gran lunga maggiore rispetto a quella maschile. Stando ad uno studio fatto a livello nazionale, le donne imprenditrici sono presenti in ogni campo: il 35 per cento si dedica all'attività dei servizi, il 25 per cento servizi alla persona, oltre il 9 per cento all'agroalimentare, più del 13 per cento alle attività del cosiddetto T-A-C, (tessile, abbigliamento, calzature), pelletteria, e il 22 per cento circa nelle altre categorie di attività manifatturiere.

Negli ultimi anni, le imprenditrici sono aumentate di oltre il 60 per cento con una particolare concentrazione nell'artigianato, che meglio di altri comparti sembra corrispondere al bisogno di creatività, flessibilità, autonomia organizzata e possibilità di conciliare tra tempi di vita e lavoro, di cui le donne sono anche portatrici. Stiamo parlando di imprenditrici cresciute negli ultimi anni grazie agli aiuti economici stanziati dalla legge 215 del 1992. Ricordiamo che tale legge è diretta a promuovere l'eguaglianza sostanziale e le pari opportunità per uomini e donne nell'attività economica e imprenditoriale.

Noi vorremmo che il presidente Soru, che ha dimostrato tanta sensibilità nei confronti delle donne, sia candidandole nel listino, sia affidando loro quasi la metà degli Assessorati (a me pare che questo per il presidente Soru sia già sufficiente per le donne sarde), dimostri la stessa sensibilità nel finanziare adeguatamente la legge a sostegno dell'imprenditoria femminile. Accolgo anche il richiamo dell'onorevole Caligaris, credo che non ci siano problemi, a nome personale ma anche dei colleghi di Forza Italia, così come ha affermato l'onorevole Sanjust, a promuovere ogni intervento presso il Governo nazionale. Esprimo il voto favorevole a questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Lombardo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOMBARDO (F.I.). Intervengo per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento numero 85 e per rispondere anche all'onorevole Cugini, se mi presta un po' di attenzione, visto che mi ha chiamata in causa. Lei si è meravigliato del fatto che non comparissi come una delle presentatrici dell'emendamento; dovrebbe controllare anche tutti gli altri emendamenti per verificare che non c'è la mia firma. Questo non significa che anch'io, con i miei colleghi, non abbia contribuito alla stesura di questo emendamento in cui credo fortemente. La mia firma manca perchè non ero presente nel momento in cui sono stati presentati gli emendamenti.

Questo emendamento è la dimostrazione palese che questa maggioranza, soprattutto in campagna elettorale, nel momento della formazione delle liste, ha voluto portare avanti un'operazione di mera propaganda elettorale. C'è stata una strumentalizzazione dell'uso della presenza delle donne nel listino rosa. A me dispiace che le colleghe del centrosinistra non siano coerenti rispetto ad una linea che dice di aver sposato il presidente Soru a sostegno delle donne, perchè mi sembra che si parli di un sostegno alle donne soltanto quando si tratta delle donne elette. La collega Caligaris più volte in quest'Aula è intervenuta a sostegno di una presenza delle donne per quanto ha riguardato la legge sul consiglio delle autonomie locali, quando c'è stato il problema della nomina del difensore civico aveva avanzato l'ipotesi dell'opportunità che potesse essere una donna a rivestire quell'incarico, sempre donne che devono rivestire incarichi e che devono essere elette, tra virgolette, mai un provvedimento che invece si riferisse alla generalità delle donne, di quelle donne svantaggiate che hanno meno opportunità e che, invece, con la legge 215 potrebbero averle per creare nuova impresa, per creare sviluppo, per creare occupazione, quindi quelle donne meno fortunate di alcune che siedono in quest'Aula!

Ritengo che ci dovrebbe essere un po' più di coerenza, visti i risultati che la "215" ha prodotto, visto che, con l'ultimo bando, si sono potute soddisfare poco più di 200 domande a fronte delle oltre mille presentate e visto che, su questa legge, molte donne sarde ripongono molte aspettative. Per cui mi sarei aspettata che le mie colleghe di centrosinistra avessero dimostrato un minimo di coerenza rispetto all'ideale che hanno sposato nel momento in cui hanno accettato la candidatura nel listino rosa. Io, dall'indomani delle elezioni, ho detto che non mi sarei mai prestata ad una strumentalizzazione politica di questo genere. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Solo per precisare una cosa, di lavoro parliamo tanto, ma anche del ruolo che devono avere bisognerebbe parlare, fra l'altro sarebbe interessante andare a cercare i dati per capire quanto in Sardegna, ma non solo in Sardegna, va crescendo la quota di donne che entrano nel mondo del lavoro anche rispetto a come cresce la quota di uomini, di maschi che stanno dentro il mercato del lavoro. C'è una crescita notevolissima della presenza femminile e c'è una crescita notevolissima della presenza femminile nella vita sociale ed anche politica, non solo in quella economica, del nostro Paese.

Quello che non interessa ai colleghi, ma che forse può risultare utile conoscere, è che la normativa regionale che viene sostenuta finanziariamente dal bilancio è una normativa integrativa, concorrente a quella nazionale. La "215" è una legge voluta fermamente, fortissimamente, dallo schieramento democratico da tempi immemorabili, quindi ha una sua origine che è datata e nella scorsa legislatura si è provveduto ad integrare con una normativa specifica che consentisse la spendita di quelle risorse che erano in capo alla legge nazionale anche nel nostro territorio, perchè i dati di utilizzo di quella normativa in Sardegna erano pari quasi allo zero, zero cinque, zero uno, perchè gli interventi richiedevano configurazioni di società e modalità di spesa, oltre che di progettazione, che non erano sostenibili dal nostro sistema e, fra l'altro, era promossa malissimo dal soggetto incaricato di farlo in nome e per conto del Ministero dell'industria.

Si è proceduto così ad integrare, non a sostituire, le risorse finanziarie dello Stato; io credo che purtroppo ci sia una responsabilità da parte del centrodestra. Non bisogna svegliarsi in ritardo, la finanziaria dello Stato è in vigore da mesi, ed è una manovra restrittiva che punta a restituire, attraverso lo sconto sulle tasse, soldi ai ricchi! "Superciuk" ha colpito ancora! Ruba ai poveri e dà ai ricchi, e quando ruba ai poveri ruba anche alle donne povere, a quelle che stanno cercando lavoro! Svegliamoci! Sulla partita delle entrate siamo in ritardo perchè voi purtroppo siete subalterni alle logiche politiche nazionali! Svegliatevi un po'! Dateci una mano, contribuiamo, io sono per fare le battaglie, ma quando dico cose giuste, che a voi paiono giuste, in polemica con la mia maggioranza, ma dite cose giuste anche voi qualche volta in polemica a coloro che a livello nazionale governano i processi ed escludono.

L'approvazione della legge di revisione costituzionale, che è datata ieri, vede esultante la Lega, vede esultanti gli egoismi dei sistemi imprenditoriali e regionali più forti, è una penalizzazione grave, dite che deve essere abolita, partecipate al referendum perchè sia abrogata, è una vergogna! Il premierato forte è una riproposizione, a livello nazionale, anche del governatorato che voi dite di criticare, che io critico, che non mi convince, che non funziona, che non determina partecipazione. Fatelo anche voi, sarete più credibili!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Simonetta Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA SIMONETTA (La Margherita-D.L.). In realtà non avevo alcuna intenzione di parlare, ma il problema femminile in qualche modo è per me tanto serio che va sottratto a questo ping pong, a questa strumentalizzazione politica che qui sta avvenendo. Senz'altro, se guardiamo gli emendamenti, ce ne sarà qualcuno che riguarda diciamo al 99 per cento gli uomini. L'ultima cosa in prospettiva culturale che mi verrebbe in mente è fare di ciò un cavallo di battaglia. Per cui, io mi meraviglio moltissimo che lo si possa fare con provvedimenti che riguardano appunto le donne.

Sono convinta che le colleghe intendono assumersi fino in fondo la responsabilità di essere qui in Consiglio. Le decurtazioni sono avvenute, come tutti sappiamo, per la necessità di risanare le finanze della Regione e per poter provvedere in futuro agli uomini, alle donne, agli anziani ed ai bambini. In questo senso ci assumiamo la responsabilità della nostra presenza qui e, per favore, cari colleghi e care colleghe, cessiamo questo tipo di questioni, siamo culturalmente assolutamente arretrati! Ve ne prego!

PRESIDENTE. Onorevole Pili, sulle modalità di voto? Su che cosa intende intervenire?

PILI (F.I.). Sì, sulle modalità di voto, chiederei la votazione per appello nominale, Presidente.

PRESIDENTE. Onorevole Pili, intende la chiamata di ciascun consigliere? Perché la votazione elettronica è un appello nominale palese.

PILI (F.I.). Sì, intendo la chiamata di ciascun consigliere per esprimere il voto.

PRESIDENTE. Invito i colleghi che appoggiano la richiesta ad alzarsi.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri VARGIU, CASSANO, LOMBARDO, PISANO, LICANDRO, SANCIU, SANJUST.)

Votazione per appello nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale dell'emendamento numero 85. Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì, coloro i quali sono contrari risponderanno no. Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello. (E' estratto il numero 13, corrispondente al nome del consigliere Capelli).

Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello cominciando dal consigliere Capelli.

CORDA, Segretario, procede all'appello.

Rispondono sì i consiglieri: CAPELLI - CASSANO - COCCO - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MURGIONI - PILI - PISANO - RANDAZZO - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo - SCARPA - VARGIU - ARTIZZU.

Rispondono no i consiglieri: CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LAI - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - UGGIAS - URAS - BALIA - BARRACCIU - BRUNO - CALIGARIS - CALLEDDA.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 61

Votanti 60

Astenuti 1

Maggioranza 31

Favorevoli 19

Contrari 40

(Il Consiglio non approva).

I lavori del Consiglio riprenderanno questo pomeriggio alle ore 16 e 30.

La seduta è tolta alle ore 14 e 13.



Allegati seduta

LXXIX SEDUTA

(ANTIMERIDIANA)

Giovedì 24 marzo 2005

Presidenza del Vicepresidente Paolo Fadda

indi

del Presidente Spissu

La seduta è aperta alle ore 9 e 32.

FLORIS VINCENZO, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta di venerdì 18 marzo 2005 (74), che è approvato.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2005)" (91/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 91/A. Siamo arrivati alla votazione degli emendamenti all'articolo 1, ad iniziare dall'emendamento numero 259.

Metto in votazione l'emendamento numero 259.

Ha domandato di parlare la consigliera Lombardo. Ne ha facoltà.

LOMBARDO (F.I.). Chiedo una breve sospensione.

PRESIDENTE. Essendo la prima votazione, sospendo la seduta per dieci minuti. I lavori riprendono alle 9 e 43.

(La seduta, sospesa alle ore 9 e 33, viene ripresa alle ore 9 e 43.)

Congedi

PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori. Comunico che i consiglieri regionali Calledda, Oscar Cherchi, Cugini, Ladu, La Spisa e Manca hanno chiesto congedo per la seduta del 24 marzo 2005, il consigliere regionale Rassu ha chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 24 marzo 2005. Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2005)" (91/A)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Siccome siamo in sede di votazione, Presidente, a nome del Gruppo di Forza Italia, io chiedo il voto segreto; anzi, modifico la mia richiesta, chiedo la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. Onorevole Pili, la sua richiesta deve essere appoggiata da cinque consiglieri. Invito i colleghi a prendere posto. Onorevole Pili, mi creda, è soltanto per un fatto tecnico.

Invito i consiglieri che appoggiano la richiesta ad alzarsi.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri LOMBARDO, CASSANO, ONIDA, LICANDRO)

Verifica del numero legale

PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con il procedimento elettronico.

Risultato della verifica

PRESIDENTE. Dichiaro che sono presenti 21 consiglieri. Pertanto, constatata l'assenza del numero legale, sospendo la seduta per 30 minuti. I lavori riprenderanno alle ore 10 e 16.

(La seduta, sospesa alle ore 9 e 47, viene ripresa alle ore 10 e 16.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. I colleghi Cugini e Calledda sono presenti in Aula e, quindi, viene annullato il congedo che era stato concesso loro. Siamo in fase di votazione dell'emendamento numero 259.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanciu. Ne ha facoltà.

SANCIU (F.I.). Al fine della verifica del numero legale, chiedo il voto segreto.

PRESIDENTE. Da chi viene appoggiata la richiesta?

SANCIU (F.I.). Da nessuno!

PRESIDENTE. Come Capogruppo? Ma non è Capogruppo!

SANCIU (F.I.). Sono in rappresentanza del Capogruppo.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Se i colleghi hanno preso posto… vorrei ricordare ai colleghi che stiamo votando a scrutinio segreto l'emendamento numero 259.

(Interruzioni)

Chiedo scusa ai colleghi, ma ci sono delle difficoltà tecniche. Va bene, sono stati risolti i problemi di carattere tecnico, possiamo passare alla votazione.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 259.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 38

Votanti 36

Astenuti 2

Maggioranza 19

Favorevoli 1

Contrari 35

Constatata la mancanza del numero legale, sospendo la seduta per trenta minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 22, viene ripresa alle ore 10 e 56.)

PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione. Metto in votazione l'emendamento numero 259. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Presidente, per confermare, a nome del Gruppo di Forza Italia, la richiesta del voto segreto per la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. Non c'entra niente la verifica del numero legale, onorevole Pili!

PILI (F.I.). Ho chiesto il voto segreto e, per quanto mi riguarda, sul piano politico...

PRESIDENTE. No, no, non è per quanto la riguarda, onorevole Pili. Sta chiedendo il voto segreto?

PILI (F.I.). Sì, sì, per la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. No, allora la sua richiesta deve essere appoggiata da altri cinque consiglieri, onorevole Pili.

PILI (F.I.). Va bene, vogliamo dare il tempo a tutti i colleghi di arrivare e quindi se vogliamo continuare così!

PRESIDENTE. No, no, sommiamo cinque colleghi, onorevole Pili.

PILI (F.I.). Chiediamo la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. Da chi viene appoggiata la sua richiesta?

Invito i colleghi che appoggiano la richiesta ad alzarsi.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri MORO, LOMBARDO, CONTU, LICANDRO.)

(Interruzioni)

Onorevole Cugini, su che cosa intende parlare?

(Interruzioni)

Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Parlo dopo, Presidente!

PRESIDENTE. Avevo capito che stava sbagliando, onorevole Cugini. Dispongo la verifica palese del numero legale, non si sta votando l'emendamento.

Seconda verifica del numero legale

PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con il procedimento elettronico.

Risultato della verifica

PRESIDENTE. Dichiaro che sono presenti 59 consiglieri.

(Sono presenti i consiglieri: ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CASSANO - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - DIANA - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LAI - LANZI - LICANDRO - LICHERI - LIORI - LOMBARDO - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MORO - MURGIONI - ORRU' - PACIFICO - PETRINI - PILI - PINNA - PIRISI - PISANO - PORCU - SABATINI - SALIS - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Matteo - SANNA Simonetta - SCARPA - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS - VARGIU.)

Constatata la presenza del numero legale è presente, procediamo alla votazione dell'emendamento numero 259.

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 259, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(Interruzione del consigliere Pili)

Onorevole Pili? Chiedo scusa, ha ragione lei!

Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Mi può ricordare l'emendamento che è in votazione?

PRESIDENTE. Quello che ho appena detto, il "259".

PILI (F.I.). Grazie Presidente, in discussione è il comma cinque dell'articolo 1. Grazie all'astuzia e all'esperienza del presidente Fadda, questo emendamento non è stato votato, perché per tre volte di seguito il salvataggio in extremis del Presidente del Consiglio facente funzioni ha consentito alla maggioranza assente - assente! - la caduta di questo comma ed è la dimostrazione - lo dico in chiave politica - di come probabilmente si sta vivendo questa finanziaria in quest'Aula, cioè senza la giusta attenzione da parte di questa maggioranza ad un tema che abbiamo più volte avuto modo di ribadire, che io non mi stancherò di ribadire in quest'Aula, per un semplice motivo.

Qualcuno, lo faceva il Presidente della Commissione ieri, domandava che senso ha fare tante dichiarazioni di voto su questo articolo o sul titolo. Perché è giusto, onorevole Secci, che noi utilizziamo tutti gli strumenti possibili per far sapere chi voterà a favore di questa finanziaria, ma per far sapere con altrettanto vigore chi è contro questa finanziaria. Per dire con estrema chiarezza che questa non è una finanziaria di rigore, ma è una finanziaria di autogol per la Sardegna, un autogol per l'economia dell'Isola; dirò ancora di più, mi riferisco ai colleghi di Rifondazione Comunista, io credo che l'onorevole Uras stia ben interpretando un ruolo di cittadino libero, di consigliere regionale autonomo, dicendo le cose come stanno e, per questo, credo che sarà per noi, onorevole Uras, un interlocutore importante in quest'Aula, non tanto per la vicinanza delle posizioni, quanto per la libertà di giudizio che lei ha pure manifestato nelle ultime ore.

Credo che sia assolutamente importante sottolineare l'aspetto che già ieri richiamavamo, questa non è una manovra economica, è una manovra ragionieristica che non tiene conto della ricaduta che può avere, non tanto sul ripristino dell'equilibrio di bilancio, quanto sull'effetto devastante sull'economia dell'Isola. E se non è un'opinione, è una certezza il fatto che un'economia che si ferma nonostante tutte le critiche, la sconfitta elettorale, mettiamoci dentro anche quella, i dati incontrovertibili che abbiamo ieri richiamato dell'economia regionale, e soprattutto dell'indotto occupazionale, che hanno segnato un'inversione di tendenza rispetto alla legislatura 94-'99 (cito per tutti il prodotto interno lordo e il dato sull'occupazione), grazie a questa manovra che sottrarrà al sistema regionale circa duemila miliardi delle vecchie lire, crediamo che, essendo risorse talmente importanti, avranno una ricaduta devastante.

Abbiamo detto che noi non intendiamo porre mano al dato che è in discussione sul comma 5; riteniamo che la base di partenza sia errata, perché (poc'anzi, ragionavo a voce bassa con l'assessore Pigliaru, che credo svolga il suo ruolo meritorio di cercare un punto di equilibrio all'interno della sua stessa maggioranza, c'è chi vorrebbe utilizzare la motosega sempre accesa per passeggiare nel giardino di Dio, e credo che dovrà certamente scontrarsi con quelli che, all'interno della stessa maggioranza, hanno più contatto con la società civile sarda e, quindi, percepiscono quale sarà la ricaduta di questa manovra economica) credo che sopprimere questo comma 5 significhi sostanzialmente riaprire il dibattito sul punto di partenza, qual è l'indebitamento. E' per questo che noi votiamo a favore di questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Chiedo scusa, Presidente, probabilmente ci deve essere qualche problemino col sistema perché la freccia sta lampeggiando!

Stiamo discutendo di quello che io definisco il comma sul quale la maggioranza avrebbe dovuto sentire la necessità di far mancare ulteriormente il numero legale, probabilmente non solo per mezz'ora, perché su questo comma, senza drammatizzare più di tanto, si giocano i destini della Regione Sardegna. Allora, non esaminare con attenzione questo comma, secondo me, è sintomo di leggerezza, di superficialità, di non volere comunque affrontare un problema.

Ribadisco oggi che non ho avuto nessuna risposta da parte dell'Assessore relativamente ai problemi, lo so, purtroppo, Assessore, lei ha sempre mantenuto la calma, la inviterei comunque a mantenere questo atteggiamento, è molto più utile per tutti, però vede questa manovra finanziaria che io non voglio scaricare su di lei, quindi, quando mi rivolgo a lei mi rivolgo a lei ma di fatto avrei gradito che i colleghi della maggioranza, soprattutto quelli che conoscono meglio questa manovra, avessero avuto la consapevolezza che l'argomento che stiamo affrontando è della massima rilevanza.

Io ho posto tre, voglio dire, quattro elementi fondamentali sulla costruzione di questa manovra finanziaria. Partiamo da un dato che sono le entrate presunte e sono presunte perchè non ne conosciamo l'esatta consistenza, ma credo che sempre sia avvenuto questo. Partiamo da un dato, più che presunto, sconosciuto, che è il dato dell'alienazione di una parte del patrimonio che, se così fosse, vale 63 milioni di euro ma potrebbe valere benissimo 250 milioni di euro, come potrebbe valere anche 5 milioni di euro, è una forbice nella quale ognuno di noi si deve calare. Allora, di fronte ad un problema di questo genere, noi aggiungiamo anche i 750 milioni di residui, che è un'ipotesi di cancellazione, secondo me, remota, perché mai si è riusciti a cancellare residui di questa portata, e se l'ipotesi remota è di cancellare 750 milioni, ammesso e non concesso che la situazione reale dell'indebitamento a fronte di mutui comunicata dal presidente Soru ieri di 2 miliardi e 800 milioni, a fronte di 4 miliardi ipotizzati, o impegni non assunti, non ho capito per quale motivo noi stiamo ragionando sulla cancellazione di 750 milioni di euro e non stiamo ragionando sulla cancellazione di un miliardo e mezzo di euro. Basterebbe questo per eliminare i 568 milioni di euro, voglio dire, è un'operazione semplicissima.

Invece no, qua si utilizzano 750 milioni di euro come cancellazione, io dico remota, di residui, vedo il Presidente della Commissione, non l'ho scritto io "stimato in euro 750 milioni", perché non stimiamo un miliardo e mezzo di euro anziché 750 milioni di euro? E' remoto l'uno e l'altro. E' remoto l'uno e l'altro! No, io non voglio fare come l'anno scorso, io sto ragionando, Assessore, non voglio fare come l'anno scorso. E l'anno scorso, se è stato fatto, non è stato fatto certo perché io avevo questa volontà, però voglio portare l'Aula al convincimento che noi certezze su questa manovra finanziaria, così presentata...

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Diana, il tempo a sua disposizione è terminato. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà. Poiché non è presente in Aula, viene dichiarato decaduto.

Metto in votazione l'emendamento numero 259.

(Interruzione del consigliere Pili)

PRESIDENTE. No, no! Chi è favorevole?

PILI (F.I.). Presidente, sulle modalità di voto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Presidente, la ringrazio perché lei sta cercando di accelerare i lavori del Consiglio, però era già da qualche secondo che alzavo la mano per il voto. Chiedo il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. Invito i consiglieri che appoggiano la richiesta ad alzarsi.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri LOMBARDO, PETRINI, CONTU, LICANDRO, SANJUST, SANCIU, AMADU.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 259.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - DIANA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MORO - MURGIONI - PETRINI - PISANO - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIORICO - LAI - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PORCU - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.

Si sono astenuti i consiglieri: ATZERI - FLORIS Mario - SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 61

Votanti 58

Astenuti 3

Maggioranza 30

Favorevoli 17

Contrari 41

(Il Consiglio non approva)

Metto in votazione l'emendamento numero 258.

Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Intervengo sul sesto comma.

PRESIDENTE. No. Lei sta intervenendo sull'emendamento numero 258.

URAS (R.C.). Sì, soppressione del comma sesto dell'articolo 1. Intervengo su questo tema, che è caro al mio partito, ma direi caro anche alla Regione nel suo complesso; riguarda il patrimonio regionale, quello acquisito a vario titolo, quello anche non ancora acquisito perché le norme statutarie, da questo punto di vista, quelle che trattano della successione diretta da parte della Regione dei beni dismessi dallo Stato, sono rimaste sulla carta, come tante altre norme dello Statuto che è legge costituzionale. Uno Statuto attaccato fortemente dalla nuova revisione costituzionale proposta e votata sulla spinta dell'egoismo dei sistemi territoriali forti e dei sistemi imprenditoriali forti del Nord Italia, voluto dalla Lega contro il Mezzogiorno d'Italia, contro i Sardi e contro i principi di solidarismo che invece sono contenuti nella nostra Costituzione repubblicana. Per cui, io voglio anche dire all'onorevole Pili, poco si arriverà ad una conclusione diciamo positiva, dal loro punto di vista, della frantumazione di questa maggioranza, la nostra è una posizione critica, certo, competitiva, certo, ma che va verso la direzione di una soluzione dei problemi in senso socialista, che contrasta le concezioni liberiste che sono espresse dal suo schieramento politico, con tutta la forza possibile e necessaria.

Il patrimonio della Regione, la sua privatizzazione, la sua alienazione ci vede non solo perplessi, ma io dico anche in qualche misura contrari. Utilizzare questo patrimonio per colmare i limiti di bilancio, per colmare i disavanzi che si sono prodotti anche grazie, per non dire solo grazie, alle politiche espresse dal Governo Berlusconi in Sardegna, è una cosa che noi riteniamo poco accettabile.

Ho con me un testo che racconta la storia di un giovane sindaco dell'inizio del secolo, un giovane sindaco di Ales, Franceschino Spada, proprietario, che ha lasciato alla sua comunità, a 39 anni, quando è morto, un patrimonio ingente a favore della socialità, delle fasce sociali più deboli. Mi ricorda, Franceschino Spada, un altro nobile sardo, anche consigliere regionale, Giuseppe Asquer, che ha lasciato un suo patrimonio inestimabile a favore di giovani sardi che volessero studiare, prepararsi ed inserirsi nel mondo lavorativo per essere utili alla Sardegna e alla sua autonomia. Un patrimonio, quello della Regione, che quasi mai ha trovato un utilizzo serio rispetto agli obiettivi per i quali è stato destinato, anche per il patrimonio Asquer non si è rispettato il lascito. Io richiamo l'attenzione di quest'Aula a tanta nobiltà ed anche a tanta, diciamo, disattenzione colpevole da parte delle amministrazioni regionali. Noi, sulla questione del patrimonio, faremo una battaglia politica perché ritorni ai Sardi il patrimonio dei Sardi, perché non venga regalato, perché non venga ceduto, perché venga risparmiato alle speculazioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanciu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANCIU (F.I.). Grazie Presidente, con l'emendamento numero 258 proponiamo la soppressione del comma 6 dell'articolo 1 di questa legge finanziaria. Una soppressione non strumentale ma volta ad eliminare da questa finanziaria un elemento che mi lascia, e penso con me molti colleghi di quest'Aula, assai perplesso. Leggo testualmente: "Il ricorso all'indebitamento di cui al comma 5 è ridotto in relazione all'acquisizione di maggiori entrate, nell'anno 2005, derivanti da operazioni di privatizzazione del patrimonio disponibile regionale".

Ebbene, io credo che la Regione non possa essere gestita in questo modo, alla stregua di un'azienda privata, inoltre che la Giunta non possa individuare come unica strada propositiva, per l'acquisizione di maggiori entrate, la privatizzazione. La privatizzazione è un'operazione complessa e, se vogliamo, molto delicata, un'operazione che deve essere predisposta nei minimi dettagli, non può essere prevista in appena cinque righe racchiuse nel comma 6 dell'articolo 1 di questa legge, seppure una legge finanziaria omnibus come questa, che contiene al suo interno già troppe norme che meriterebbero invece una trattazione a parte o, meglio ancora, appositi disegni di legge da discutere in questa Assise. Una legge che contempli, nei suoi articoli, le modalità per la cessazione degli immobili, che disciplini quali beni del patrimonio disponibile regionale possano essere oggetto di privatizzazione; nonché faccia un'attenta ricognizione di tutto quello che costituisce il patrimonio della nostra Regione.

In queste cinque righe c'è un alto tasso di discrezionalità attraverso il quale viene affidata alla Giunta un'ampia possibilità di scelta, più o meno motivata da necessità contingenti, di vendere o svendere per fare cassa parte del nostro patrimonio regionale o tutto. La Regione non vende, soprattutto non svende, il patrimonio disponibile senza prima verificare con cautela l'opportunità e la necessità di avviare una procedura di tale portata e senza stabilire delle regole certe a garanzia della massima trasparenza dell'operazione.

Ora, mi viene in mente, Assessore, anche la delibera numero 9/2 del 9 marzo scorso con la quale è stata istituita la Conservatoria delle coste della Sardegna. A suo tempo, apprendendo la notizia dai giornali, avevo manifestato qualche perplessità che ho esteso con un'interrogazione al presidente Soru e all'Assessore competente. In questo caso la Regione intende ricoprire il ruolo di acquirente dei terreni costieri, sottraendoli così a qualsivoglia intervento e alla gestione delle amministrazioni locali. Con questo comma, introdotto nell'articolo 1 della finanziaria, la Regione invece ricopre il ruolo di venditore e cede o, meglio, avvia operazioni di privatizzazione del patrimonio regionale per fare cassa.

Non vorrei che, tra le varie riforme dell'Amministrazione, volute da questo Governo, ci sia quella di trasformare la Regione in un'agenzia immobiliare; pertanto, Presidente, esprimo il mio voto a favore dell'emendamento numero 258.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LICANDRO (F.I.). Signor Presidente, colleghi, il comma 6 è uno di quelli che possiamo considerare realmente un comma inquietante. Sarà perché le operazioni mi hanno sempre messo un po' di tensione, ma in questo comma c'è un'operazione che dovrebbe fare paura a tutti quanti i Sardi. Si parla appunto di maggiori entrate che deriverebbero da operazioni di privatizzazione del patrimonio disponibile della Regione. La cosa veramente preoccupante è che vi proponete questo tipo di operazione scavalcando completamente l'autorità e la sovranità del Consiglio regionale. Ora, fra tutte le norme intruse cui è infarcita la manovra finanziaria, questa è certamente una delle più sinistre, così come l'ha definita l'onorevole Mauro Pili, tanto per darle un colore politico ben definito.

Sarei quasi tentato di chiedervi, colleghi della maggioranza, su che cosa avete intenzione di mettere le mani, cosa volete vendere, quando, a quanto e come; alle perplessità dell'onorevole Uras, noi aggiungiamo la nostra assoluta contrarietà, non vorremmo che si portasse avanti la stessa operazione che è stata portata avanti per anni con la Società Bonifiche Sarde la quale, per far quadrare il bilancio, era costretta ogni tanto a vendere dei gioielli di famiglia. Ripeto, ve lo chiederei se non fossi cosciente che probabilmente neanche voi sapete dare una risposta certa a questa domanda.

Mi dispiace che questo comma non sia stato discusso ieri, in una delle rare puntate del presidente Soru, perché forse lui avrebbe avuto modo di darci una risposta. Fra l'altro, io credo che sia semplicemente inaccettabile liquidare un argomento di questa importanza in sole cinque righe. Se poi la privatizzazione del patrimonio immobiliare dovesse essere effettuata con gli stessi criteri che sono riservati agli immobili di proprietà dello I.A.C.P. di Carbonia, come presente in finanziaria, allora è facilmente intuibile, è facile pensare che l'indebitamento, di cui all'articolo 5, non si ridurrà poi così tanto. Per questo motivo, voterò a favore dell'emendamento numero 258.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Per annunciare il voto favorevole all'emendamento numero 258 e per ricollegarmi un attimino anche alle considerazioni dell'onorevole Uras che ha citato un personaggio poco conosciuto in Sardegna, ma molto conosciuto da me. Le assicuro che forse non lo conosce nessuno, almeno come storia, meglio di me. Quindi io so di cosa parla e le assicuro che non era l'unico caso, in quegli anni, di nobiluomini che affidarono una parte, se non tutto il loro patrimonio, a fini sociali. Era una costante in quel periodo. Credo che non cambi lo scenario.

Io sono una di quelle persone che si è opposta alla svendita di quel patrimonio per fini che non fossero quelli per cui erano stati lasciati, situazioni di questo genere nel patrimonio regionale ce ne sono tante; non so se noi possiamo ipotizzare oggi, sulla base del comma 6, che il ricorso all'indebitamento di cui al comma 5 è ridotto in relazione all'acquisizione di maggiori entrate. Se avessimo avuto un comma, il comma 6 bis, nel quale si diceva anche il contrario, allora la cosa poteva anche avere un senso. Ma qui si presume solo che ci saranno maggiori entrate; non si esamina minimamente la possibilità che ci siano minori entrate e che pertanto cambierebbe la quota di indebitamento.

Quindi, ecco perché noi votiamo questo emendamento, per il quale garanzie non ci sono state date, cioè voteremo ovviamente a favore della soppressione del comma, credo che questo si sia compreso. Richiamo tutte le considerazioni fatte dall'onorevole Licandro relativamente ai gioielli di famiglia: chi è che ci deve dire (questo Consiglio deve essere informato) ciò che si vuole vendere, a chi lo si vuole vendere e con quali modalità si vuole vendere. Noi stiamo ragionando in questi termini, però sappiamo che, all'esterno, circolano delle voci più o meno incontrollate che ci dicono esserci già possibili acquirenti di particolari beni della Regione Sardegna; allora sapete che, quando anche le voci sono incontrollate, quando appena appena si ha un sentore, solitamente c'è sempre un fondo di verità. E' sempre stato così. Guardate che 63 milioni di euro sono veramente un'enormità, sono un'enormità! Siamo veramente sicuri che l'utilizzo che verrà fatto di quel patrimonio alienato sia compatibile con le esperienze e con gli impegni della Regione Sardegna in cinquant'anni della sua autonomia? Anche su questo vorremmo avere garanzie, certo sarebbe molto semplice vendere la Manifattura Tabacchi, sarebbe molto semplice, probabilmente l'operazione più semplice e più facile.

CUGINI (D.S.). Regalata!

DIANA (A.N.). Regalata, sì.

(Interruzione del consigliere Cugini)

DIANA (A.N.). Non la dobbiamo regalare, onorevole Cugini. Cito un bene per il quale il Governo di centrodestra di questa Regione molto ha fatto, perché se sono stati apposti i sigilli a quella struttura è dovuto solo alla lungimiranza del Governo di centrodestra di questa Regione. Non che questo possa caratterizzare nel bene tutto l'operato del centrodestra, ma in quel momento siamo intervenuti. Probabilmente questo Governo di centrosinistra dovrebbe intervenire anche in questi giorni in questa direzione, perché esistono altri beni dello Stato non più utilizzati e quindi suscettibili dell'applicazione dell'articolo 14 del nostro Statuto; però non sentiamo niente in questa direzione, eppure esiste un patrimonio dello Stato che non è più utilizzato per quei fini e quindi dovrebbe essere trasferito immediatamente al patrimonio della Regione Sardegna.

Anche un'analisi di questo genere forse sarebbe stato corretto fare, invece noi stiamo votando il ricorso all'indebitamento che può essere suscettibile solo di incremento e, qualora fosse suscettibile di incremento, le conseguenze le conosciamo, ma nessuno esamina la possibilità che questo incremento non ci sia, che noi non riusciamo ad introitare i 63 milioni di euro, allora vorrei capire cosa succederebbe a questa manovra finanziaria.

Vede, Assessore, l'altro grave fatto assolutamente negativo che mi ha colpito è che, mentre noi stiamo esaminando in quest'Aula una manovra finanziaria piuttosto rigida, dato per scontato, per un momento sono d'accordo anche io, mi spoglio un attimino dalla veste di opposizione…

PRESIDENTE. Prego, onorevole Diana.

DIANA (A.N.). La ringrazio molto, volevo completare questo concetto, non le chiederò più tempo. Dicevo, nel momento in cui noi stiamo esaminando una manovra rigida (io per un momento mi spoglio del ruolo di consigliere di opposizione e mi schiero con l'onorevole Cugini che è il massimo di coloro che sostiene questa manovra finanziaria tra tutti i colleghi dell'opposizione), io vorrei capire come è possibile che alcuni Assessori di questa Giunta regionale, in questi giorni, nel territorio regionale sardo, stanno promettendo la soluzione di problemi a fronte di milioni di euro che non sono previsti in questa manovra finanziaria. Qualcuno mi deve dire da dove verranno fuori queste risorse per tenere fede agli impegni che anche l'assessore Addis, nei giorni scorsi, ha veicolato nel territorio regionale sardo.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Diana. Naturalmente era un'eccezione il fatto che abbia prolungato l'intervento, lo dico anche per i colleghi che devono intervenire dopo.

Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Grazie, signor Presidente. Il mio intervento è per annunciare appunto il mio voto a favore dell'emendamento soppressivo del comma 6 dell'articolo 1.

Io devo dire che sostengo questo emendamento in quanto - mi rivolgo all'Assessore - vorrei capire come si può pensare di dar luogo alla privatizzazione del patrimonio disponibile della Regione senza che si sia a conoscenza di quale esso sia e del perché non sia stata allegata la relazione illustrativa, soprattutto su quale parte di questo patrimonio disponibile eventualmente deve essere attivata la dismissione.

Io dico che si sta procedendo a sensazione molto probabilmente. Si pensa di ricavare 63 milioni di euro per ridurre l'indebitamento, ma non si sa attraverso quale percorso. Peraltro questo comma enuncia che tale operazione dovrebbe aver luogo sulla manovra finanziaria del 2005 senza avere molto probabilmente neanche la più pallida idea dei percorsi che portano alla dismissione di un bene del patrimonio pubblico. Io sono convinto che, seppure avessimo avuto una ricognizione, quindi anche gli allegati relativi al patrimonio che si deve rendere disponibile, tra procedure di gara e quant'altro, pubblicazioni e così via dicendo, molto probabilmente noi non avremmo nel 2005 neppure un euro a disposizione rispetto alla somma che si intende recuperare con questa iniziativa, la chiamano iniziativa, anche bonaria, la potrei chiamare in tanti modi, ma devo dire che non risponde di sicuro alle esigenze di una programmazione economica davvero corrispondente alle necessità attuali dell'amministrazione regionale.

Io non sono un tecnico, perciò devo dire che si vorrebbe capire da parte nostra se saranno tra questo patrimonio disponibile le colonie marine, i residuati ex hotel ESIT, o altre strutture, magari nella fascia dei due chilometri lungo le nostre coste, e così via dicendo. Solo così riusciremo a capire verso quale direzione intende muoversi l'amministrazione regionale, oppure se si sta ancora facendo la ricognizione su quale parte di questo patrimonio può diventare appetibile per gli amici degli amici e così via dicendo.

Devo dire che non è di sicuro un comma che ci lascia sereni, visti i recenti trascorsi nei passaggi appunto di patrimonio disponibile dello Stato o di altri enti pubblici, quale l'ENI, per certo patrimonio che di recente ha cambiato mano. Quindi la maggioranza bisognerà che rifletta per capire, attraverso queste riflessioni, se non sia il caso, davvero, di cassare e sopprimere questo comma, perché davvero non ha nessun significato né finanziario né economico, né tanto meno è sostenuto da indici contabili che ci dicano che davvero possono queste risorse entrare nel bilancio regionale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). La ringrazio, Presidente. Guardi, collega Diana, uno degli uomini più importanti della storia della nostra umanità ha stabilito che è possibile che noi ci incontriamo, è previsto. E' previsto che gli estremi in politica si incontrino, quindi non si allarmi per questa possibilità che è già storicamente accertata. Gli estremismi alla fine si incontrano, quindi è possibile che ci incontriamo su un concetto semplicissimo. Lei concorderà con me che, se siamo in presenza di un elenco di beni, e siamo in presenza di un elenco di beni, che possono essere alienati, e sono gli stessi beni che volevate alienare voi quando stavate governando, fino a qualche mese fa, e per difficoltà, le più diverse, non si è riusciti a farlo, questa Giunta, così come la Giunta precedente e anche quella precedente, propone in vendita beni della Regione che stanno creando alla Regione attualmente dei debiti, delle esposizioni, perché lei sa che ci sono degli uffici-alberghi che, se non attivati con la manutenzione, rischiano di creare situazioni difficili delle quali poi bisogna rispondere.

Ma lei perché è contrario a che "Forte Cappellini" (che è un albergo della Regione Sarda, che sta in Gallura, uno dei più belli, che è chiuso e che alla Regione costa soldi), a che questo bene possa essere venduto per ridurre l'esposizione e incrementare le risorse della Regione? Le potrei fare un elenco lunghissimo di beni che è giusto vendere perché non sono strumentali al Governo della Regione.

Quindi io voto contro questo emendamento perché è un emendamento che non è pensato dal punto di vista economico, dal punto di vista sociale e non è pensato dal punto di vista strategico. La Regione Sarda deve amministrare, deve programmare, non deve fare l'albergatore. Vi invito a ritirare questo emendamento perché è in contraddizione con tutte le dichiarazioni, le considerazioni, le scelte, le opinioni, le valutazioni positive che voi avevate fatto su questo tema, senza che noi abbiamo mai operato per dire: "No, occorre che questi beni che stanno creando esposizione alla Regione continuino a creare esposizione". Allora vi invito a ritirarlo.

Poi, passiamo alla questione riguardante che cosa si deve fare di queste risorse che entrano nelle casse della Regione e vengono programmate. Che c'entrano gli amici degli amici? C'è chi ha la competenza per fare queste operazioni, non è certamente l'Assessore della programmazione. Sappiamo di che cosa stiamo parlando, quindi evitiamo di insultarci. Se uno sostiene una posizione, lo fa perché deve sostenere la posizione degli amici degli amici? Ma, insomma, io non penso che tra di noi dobbiamo considerarci in questo modo. Se, poi, invece, c'è una predisposizione o una conoscenza puntuale dell'argomento degli amici degli amici, io invito i colleghi che hanno questa conoscenza, che magari deriva loro da contatti che hanno preso recentemente, a riferirla. Però, siccome mi posso incontrare con lei perché è previsto, io mi vorrei incontrare con lei su questo punto per dire che è un danno per la Regione se noi non operiamo perché ciò che è inutile all'amministrazione crei ricchezza per l'amministrazione. E' un principio sano, di buona amministrazione, di corretta amministrazione, di interesse generale, di valorizzazione delle nostre risorse. Non stiamo dicendo che bisogna vendere il Consiglio regionale, stiamo dicendo che bisogna vendere pezzi di investimenti che sono stati fatti negli anni '50 e '60, che sono inutili per fare oggi buon governo.

Allora rispettiamoci e diamoci affidamento reciproco sul fatto che, da parte nostra, non ci sono intenzioni oscure, ma solo una indicazione che voi già avevate dato in passato. Se ci fosse Biancareddu, che era Assessore, o Milia, che era Assessore degli enti locali, purtroppo sono tutti e due assenti, avrebbero potuto... Sarà nascosto là dietro. Si è nascosto?

OPPI (U.D.C.). Biancareddu è qui, non si nasconde!

CUGINI (D.S.). Non ci credo, perché se Biancareddu fosse stato presente sarebbe intervenuto per dire che è giusto quello che io sto dicendo.

CAPELLI (U.D.C.). Infatti è intervenuto per dire che non concorda con te.

CUGINI (D.S.). Non è possibile! Non è possibile!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MORO (A.N.). Grazie, Presidente. Troppo buono il collega Cugini quando interviene a sostegno di qualche sua idea e soprattutto nel voler coinvolgere anche la parte opposta. E' un bel modo di ragionare, però sta di fatto che lei è d'accordo con noi soltanto nella misura in cui noi siamo d'accordo con lei; in tutte le altre cose si diverge. Il problema di questa finanziaria e anche la sua filosofia li abbiamo visti ieri nel breve intervento di Soru, quando ha citato soltanto alcuni numeri non preoccupandosi affatto della penalizzazione sul campo economico o sul campo dello sviluppo. Infatti abbiamo visto che questa non è una finanziaria economica ma è una finanziaria quasi fosse fatta da un ragioniere, che non si occupa dei problemi sociali che attanagliano la nostra Isola. Pensare solo al disavanzo e non alla sopravvivenza dei Sardi, mi sembra che sia veramente un forte limite di questa finanziaria. Ripeto che non è solo di lacrime e sangue, ma sarà anche di disoccupazione e di arretratezze, cosa che è già iniziata con la prima legge che questo Consiglio regionale o questa maggioranza ha esitato.

Mi sembra strano che si possa affidare una certezza, cioè la solita riduzione dell'indebitamento, ad una incertezza, che è quella della alienazione degli immobili della Regione Sardegna. Un esempio del genere lo potrei traslare e lo potrei portare anche all'attenzione dei colleghi di questo Consiglio: quando noi in città, a Sassari, avendo ereditato un comune non molto florido dal punto di vista delle casse, abbiamo istituito l'Assessorato al patrimonio, un Assessorato appunto che si occupasse dell'alienazione degli immobili in città, ritenendo che delle poste in bilancio potessero essere coperte dall'alienazione degli immobili che avevamo, bene, purtroppo nell'assestamento di bilancio abbiamo dovuto fare poi dei salti mortali perché, alla fine dei cinque anni, ci siamo resi conto che non avevamo raggiunto l'obiettivo.

Pensando a questo sistema che anche qui in Regione si vuole adoperare, alienando appunto questi beni, io non so se sia un ragionamento esatto oppure fuorviante. Al di là di questo concetto, che sono convinto non possa essere messo con certezza, magari pensando anche di alienare quelli che sono i gioielli di famiglia, mi auguro una cosa che il collega Cugini ha tentato nel suo intervento di fugare, cioè che in queste trattative, in questa ricerca di possibilità appunto di ripianare il disavanzo economico della Sardegna, non si possa pensare di fare una cortesia a qualche amico, economicamente disponibile, per affidargli questi gioielli di famiglia; questo mi dispiacerebbe molto.

Però il collega Cugini, molto prudentemente, ha detto che questo non avverrà, io voglio credergli, perché fino a prova contraria non si può pensare al male, anche se molto spesso si dice "pensa male che qualche cosa ne verrà fuori". Ecco per quale motivo noi voteremo a favore di questo emendamento e mi auguro che appunto quanto previsto non si possa ripetere. Ribadisco che questa non è una manovra economica, se è basata su questi principi, ma è soltanto una manovra che guarda ai libri contabili, è quasi una manovra ragionieristica. Ecco per quale motivo noi siamo contro questa manovra finanziaria. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI (U.D.C.). Io non farò velate accuse, perché il cercare di flagellarci all'interno di quest'Aula, non produce certamente effetti positivi. Quindi non voglio ed ho sempre evitato di tacciare, pur avendo documenti in mano. Ne ho avuto recentemente uno, riguardante "Sa Janna", in località Sa Illetta, nel quale il direttore Podda scrive che, per quanto riguarda l'aspetto specifico dei cavi, c'è una società, per amore della verità istituita dalla precedente Giunta, con una partecipazione azionaria del 49 per cento alla Regione, del 17 per cento a Tiscali, del 17 per cento a Wind, del 17 per cento all'ENEL società, il che vuol dire che c'è una gestione del 66 per cento in mano alla Regione in questo momento.

Quindi spero che questa legge in tempi brevi sortisca l'esito positivo per evitare... ma non mi interessa quello che succede, io so soltanto che questo non ci va bene, perché è inutile venire qui, pontificare "siamo disponibili, l'opposizione deve collaborare", quando, di fatto, non avete voluto la collaborazione. Alle nostre richieste avete risposto sempre picche. In Commissione avete detto picche anche quando, nelle poche cose che avete fatto, vi abbiamo fatto notare che avete commesso degli errori. Quindi siete voi che dovete modificare il vostro atteggiamento, non noi. Per amore della verità, abbiamo sostenuto con forza delle argomentazioni sui 568 milioni di euro che sono nelle entrate, praticamente noi vi abbiamo invitato a correggere e voi ci avete ringraziato, sui 63 milioni che avete messo che sono insufficienti e in qualsiasi caso sono una cifra campata in aria, cioè non ha un senso logico, voi che siete la scienza dovreste praticamente rapportarvi e dirci perché 63 e non 240 o 1000, tutto qui il problema. Dovreste farlo. Non siete in grado di farlo e questa posta è sbagliata, ed è sbagliata per il fatto che non riuscirete a fare niente, perché non è vero quello che ha detto Cugini. Cugini sa perfettamente che state prevedendo una cosa fittizia, che non riuscirete a portare a compimento, per quanto riguarda il precedente, per esempio prendiamo l'ESIT, tre sono state vendute, ma le procedure saranno talmente lunghe, perché poi ci sono modifiche, c'è la prima asta eccetera, che non riusciremo a fare niente quest'anno. Molto più corretto quell'emendamento che dice di non mettere…, di evitare di…, perché per quantificare bisogna avere gli elementi per quantificare. Poi sono d'accordo per "Forte Cappellini", non è chiuso, è dato in gestione, ed è un bene che certamente... però è vero che ci possono essere occhi puntati dei soliti che non sono qui dentro, o gli amici o i compari o i parenti eccetera, sono degli operatori che vivono di queste cose, che sono attenti quando si fanno determinate operazioni. Volete che io non sappia che ci sono occhi puntati, per esempio, nella zona di Buggerru? Lo so. Volete che non sappia, per esempio, che ci sono occhi puntati su altre realtà territoriali? Ci sono e conosciamo i mandanti e i protagonisti, ma lungi da noi una critica interna qui, che praticamente offende tutti e non approda a nessun risultato.

Noi siamo contrari ad una certa e determinata operazione che mette delle cifre che obiettivamente non sono veritiere. Non sono veritiere. Non avete elementi per mettere questa cifra, è dimostrato - ve l'ho detto l'altro giorno - dal fatto che, per esempio , avete tolto dove non avreste dovuto, per fortuna questa l'avete corretta, ho fatto già gli esempi e non li voglio rifare, per la povera gente, per le ambulanze, le avete corrette, perché avete sbagliato. Però, scusate, per quanto riguarda la salvaguardia delle coste mettete zero per eventuali violazioni, ve l'ho detto l'altro giorno; mettete zero per quanto riguarda i prodotti biologici, insomma, cercate di non distrarvi e cercate di essere più attenti dove dovreste. E cercate di fare meno consulenze! Ho detto l'altro giorno, assessore Sanna, che se avete messo una cifra qui ipotetica, dovete metterla anche di là, ci sarà qualcuno che farà delle violazioni, no! Ce ne sarà più di uno, anzi, ce ne saranno già, sono già in itinere.

Concludendo, voglio dire che, nel mettere le risorse, cercate di metterle bene. L'altro giorno vi ho detto: "State mettendo decine di miliardi per consulenze". Volete risparmiare! Non più tardi di oggi, un altro, questa specie di soggetto, complemento oggetto, ne fa un'altra: il Direttore generale di un'Azienda di Sassari spende i soldi per dare un incarico a un certo ingegner Ghedini, responsabile del Servizio Sistema Informativo Aziendale dell'azienda U.S.L. di Modena. Ma adesso anche le A.S.L. danno incarichi agli oriundi con efficacia immediata? E' una vergogna! Continuate su questa strada perché i Sardi sono attenti a queste cose.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Oppi. Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, se nella passata legislatura il presidente Pili, il presidente Floris, il presidente Masala, si fossero permessi di presentare questo comma, io credo, assieme al centrosinistra, saremmo saltati alla gola, come si usa con un termine sanguinario che rende però abbastanza l'idea, per coerenza, così come il Ministro Tremonti, col socio Berlusconi, dopo aver proposto questa politica neoliberista, definendola cartolarizzazione anziché privatizzazione, aveva trovato giustamente il centrosinistra, e noi con loro, contrari perché ritenuti artifici contabili e non qualcosa di strutturale. Lungi da noi la politica della maldicenza, della bassa insinuazione, delle "greffe" di affaristi e di amici, però non vi è dubbio che esistano delle società che fanno i rabdomanti degli imprenditori in crisi finanziaria, che annettono al loro stato patrimoniale queste imprese asfittiche e agonizzanti creando così fortune sulle disgrazie altrui.

Allora, in assenza di un percorso chiaro che garantisca a tutti i consiglieri, che tra l'altro si sono visti presentare un elenco di beni alienabili senza aver avuto, io tra questi, altra possibilità se non quella di ratificare freddamente, io dico che voteremo a favore di questo emendamento perché la coerenza e la libertà ci impediscono di accettare, anche se proposta da una Giunta di centrosinistra, qualcosa che non appartiene alla nostra cultura. Nessuno è contrario o criminalizza l'alienazione; ma, in base a quali ragionamenti e con quali beni anziché altri, uno stato patrimoniale profondo della Regione esiste che ci permetta di privarci dei cosiddetti beni della famiglia in un modo prioritario o no? Tutto un ragionamento organico non è stato affrontato, questo comma trova in noi forti perplessità e voteremo appunto a favore dell'emendamento perché, così come non ci soddisfaceva la politica neoliberista di Tremonti e Berlusconi, questa è animata dagli stessi propositi. Non possiamo che votare contro.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Atzeri. Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANJUST (F.I.). Il ragionamento che poco fa ha fatto l'onorevole Cugini effettivamente non fa una grinza, devo dire che mi trova anche in linea di principio abbastanza d'accordo. Probabilmente (dico probabilmente perché la certezza sicuramente non l'avremo mai, e non la avrò mai neanche io), però, almeno dal punto di vista personale, l'approccio sarebbe stato sicuramente diverso se il Consiglio fosse stato messo nella condizione di poter capire quali beni effettivamente la Regione potrebbe privatizzare.

L'onorevole Cugini ha fatto alcuni esempi, tra l'altro di stabili che non sono di mia conoscenza; io potrei farne alcuni relativi alla provincia di Cagliari, magari soprattutto più che di beni immobili, di terreni, penso che questo sia il ragionamento che spinge soprattutto il sottoscritto a votare in maniera positiva l'emendamento che stiamo presentando; è vero che bisognerebbe evitare soprattutto in quest'Aula, sono d'accordo con i colleghi che ogni tanto fanno richiamo a quanto sto per dire, di pensar male, anche perché poi questi pensieri vengono, sempre o quasi sempre, riportati all'esterno e non sono mai una bella immagine che il Consiglio regionale dà fuori, però è anche vero che alcuni passaggi che questa Giunta ha fatto nei mesi precedenti possono anche portare coloro i quali male non vogliono pensare a fare invece qualche pensierino.

Ma, oltre a questo discorso, io vorrei farne un altro, vorrei che l'Aula analizzasse anche una paura, una preoccupazione, che non è solo ed esclusivamente mia: all'interno di questi terreni dei quali parlavo che, per lo più, si sviluppano nelle coste della nostra Sardegna e sono di proprietà della Regione, di proprietà del demanio, lavorano, come ho già avuto modo di dire nei mesi precedenti, centinaia e centinaia di cooperative che danno a loro volta lavoro a centinaia, se non almeno ad un migliaio di giovani, soprattutto, che hanno nel lavoro stagionale l'unica fonte di sussistenza.

Ecco, io mi chiedo e chiedo al Consiglio che cosa potrebbe accadere, per questa quota parte dell'economia isolana, qualora venissero privatizzati questi beni, quindi venissero alienati a privati, non necessariamente ovviamente a coloro i quali già da diversi anni con una concessione che, se non sbaglio, assessore Pigliaru o assessore Mannoni, è a cadenza annuale; ripeto, che cosa potrebbe accadere per queste centinaia di persone (non sono dei numeri da me inventati) che, con molta probabilità, andrebbero a perdere non tanto il lavoro ma il posto nel quale poter fare quel determinato tipo di lavoro. Ecco, questa è una riflessione che io vorrei fare all'onorevole Cugini, all'onorevole Uras e a tutti gli altri colleghi, centrodestra e centrosinistra, prima che frettolosamente venga votato negativamente questo emendamento.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sanjust. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Noi voteremo a favore dell'emendamento soppressivo del comma 6 dell'articolo 1. Voglio però qui fare un ragionamento che si ricollega alla considerazione che faceva poc'anzi l'onorevole Cugini. Innanzitutto va detto che noi siamo grossi sostenitori della privatizzazione dei beni patrimoniali della Regione e, anzi, auspichiamo che, da questo punto di vista, ci sia una forte accelerazione da parte della Giunta in questa direzione.

Perché votiamo contro il comma 6 e quindi votiamo a favore dell'emendamento soppressivo? Perché vi è una palese distonia tra quello che è l'obiettivo generale (che è stato richiamato in questa sede, in relazione alle disposizioni per la cosiddetta formazione del bilancio regionale) e il contenuto del comma 6. In effetti, da un punto di vista strategico, è stato detto ieri dal Presidente della Regione, è stato richiamato tante volte dall'assessore Pigliaru, vi è una scelta prioritaria da parte di questa Giunta, che è stata appunto più volte sottoscritta. Noi vogliamo una misura dell'indebitamento commisurata a quel parametro del 10 per cento e che comunque è misurato in 568 milioni di euro per l'annualità 2005.

Il funzionamento del comma 6 va in una direzione opposta, Assessore, nel senso che voi dite che quella misura, e quindi quell'obiettivo strategico del 10 per cento (che, non dimentichiamo, è un equilibrio in funzione del cosiddetto sacrificio che ai Sardi stiamo andando a chiedere, "il giusto sacrificio" voi dite), noi lo stiamo rendendo, da questo punto di vista, non più misurabile, perché quel 10 per cento, quei 568 milioni, potrebbero diventare 568 meno "x", meno una variabile non definita, cioè meno un valore che verrebbe definito in funzione di quelle maggiori entrate che noi naturalmente stiamo andando ad auspicare. L'indebitamento diminuisce, è detto esattamente. Quindi questo significa che non stiamo andando verso quel concetto che invece voi dicevate dovesse essere. Ben diverso sarebbe stato se avessimo potuto misurare l'effetto e quindi l'impatto di questa privatizzazione, che speriamo tra l'altro avvenga, come ha auspicato anche l'onorevole Oppi, entro il 2005, entro questo esercizio, e che davvero determinerebbe, per un flusso di maggiori entrate, la capacità anche di maggiori spese, posto e fermo restando che l'equilibrio dell'indebitamento debba essere di 568 milioni.

Allora avremmo potuto ragionare diversamente. Allora quell'elenco che è nella testa, così diceva, dell'onorevole Cugini, e che lo stesso onorevole Oppi dice di conoscere, io invece non conosco, a me piacerebbe davvero che avesse una definizione numerica, per una possibilità concreta di capire di quanto le entrate possano essere incrementate e di quanto questo presunto indebitamento possa essere diminuito. Io avrei preferito, noi avremmo preferito, come centrodestra, ragionare invece sull'utilizzo di queste risorse garantendo maggiori spese, quindi restituendo e dando risposte a tutti quei problemi che sono rimasti fuori, a partire ancora una volta - noi diciamo - dalle scuole materne private, a partire dal problema della formazione professionale, a partire naturalmente dallo stesso piano lavoro nella misura che potrebbe essere consentita.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pisano. Ha domandato di parlare il consigliere Davoli. Ne ha facoltà.

DAVOLI (R.C.). Per un brevissimo intervento, perché dalla discussione che finora abbiamo seguito in Aula, mi pare che su questo argomento, almeno così ho percepito, ci sia la possibilità di un chiarimento e quindi di poter arrivare anche, credo, ad una posizione unitaria.

Allora, se è possibile avere un momento di sospensione, una pausa per ragionare su questo comma e magari esprimere un qualcosa di aggiuntivo che specifichi bene quali tipi di beni la Regione intende alienare, credo che faremmo un passo avanti. Se dovessimo scrivere e specificare bene che tutti i beni che riguardano il patrimonio storico, culturale, che hanno e che possono essere utilizzati anche per fini sociali, se dovessimo specificare questo, io credo che questo punto possa essere chiarito a tutto il Consiglio. Quindi chiedo, se è possibile in questa fase, in questo momento, specificare meglio appunto il comma 6. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PETRINI (F.I.). Grazie Presidente. Io voterò a favore di questo emendamento perché, Assessore, non so che cosa deve vendere la Regione, dunque voterò a favore del nostro emendamento. Io sono sempre attento a quello che dice Cugini perché, per quel poco che sono qui, mi ha affascinato e apprendo veramente qualcosa.

Presidenza Del Presidente Spissu

(Segue PETRINI.) Nel suo intervento, Cugini ha detto che conosce benissimo il patrimonio della Regione da dismettere; ha fatto però l' esempio di una sola cosa, di un albergo che c'è a Tempio o qualcosa che c'è a Tempio. Va bene, ma io onestamente neanche lo sapevo, e penso l'80 per cento di voi non sanno che patrimonio ha da vendere la Regione. Allora io mi sono chiesto: perché devo votare a favore di questo articolo o contro questo articolo? Qualcosina voglio sapere.

Caro Cugini, io posso dirle una cosa della mia città, Cagliari. La Regione, con l'IACP, ha un patrimonio di case, c'è gente che ci abita da trent'anni, quarant'anni, beh, perché non iniziamo a vendere queste case dell'IACP, che si tengono strette, molto molto attaccate, che sono abitazioni la cui gestione alla Regione costa un sacco di soldi, perché voi capite bene che le case che hanno vent'anni, venticinque anni, trent'anni, sono sempre a disastri. Badate bene che la gente che ci abita, le vuole acquistare. Iniziamo da queste cose, non costava niente fare un piccolo elenco con il quale l'Assessore ci proponeva i beni da vendere. Ma chi è contrario di noi? E' chiaro, siccome siamo in difficoltà, è bene vendere, giusto vendere, cose inutili che costano alla Regione, come ha detto Cugini. Bene, io sono d'accordo con lei, però c'è una cosa molto semplice da dire, che non si dice, cioè che non conosciamo questo elenco.

Io sono qui da oggi, lei, caro Cugini, c'è dalla prima ora, ecco la differenza; e come io ci sono da oggi, anche molti miei colleghi qui ci sono da oggi, e come me molti miei colleghi non sanno cosa si deve vendere, non sanno che cosa ha la Regione, non sanno i soldi che spreca la Regione avendo questo patrimonio inutile. Cosa costava? Allora io chiedo all'Assessore di iniziare dalle cose che conosciamo. Ho fatto una proposta, quella di vendere tutte le case dell'IACP, non solo a Cagliari, in tutta la Sardegna, perché ce ne sono troppe e costa troppo la loro gestione alla Regione; dunque per questo, perché non so effettivamente che cosa si voglia vendere, il mio voto è a favore dell'emendamento.

PRESIDENTE. Onorevole Diana, su che cosa vuole intervenire?

DIANA (A.N.). Chiedo il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. Sì, colleghi, siamo in sede di votazione dell'emendamento numero 258. Invito i colleghi che appoggiano la richiesta del consigliere Diana ad alzarsi.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri CAPPAI, AMADU, RANDAZZO, ARTIZZU, MORO, LIORI, SANCIU.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 258.

Colleghi, siccome useremo spesso la votazione elettronica, vi chiedo di organizzarvi con le schede.

(Interruzione del consigliere Artizzu)

PRESIDENTE. Il sistema funziona benissimo, onorevole Artizzu.

(Interruzioni)

No. Le assicuro che allora deve togliere la scheda e infilarla nuovamente.

Va bene, onorevole Artizzu? Favorevole. Onorevole Liori? Favorevole.

C'è anche qualche difficoltà a capire. Colleghi, diciamo che la prossima volta, chi ha votato, ha votato!

Onorevole Petrini? Favorevole. Onorevole Caligaris?

(Interruzioni)

Colleghi, annullo questa votazione non essendo riusciti a votare numerosi consiglieri. La rifacciamo. Non è possibile! Solo il voto elettronico. Quindi chi ha problemi con la scheda, pazienza, impareremo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 258.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MORO - MURGIONI - OPPI - PETRINI - PISANO - RANDAZZO - SANCIU - SANJUST - SANNA Paolo Terzo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - FADDA Giuseppe - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIAGU - LAI - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 62

Votanti 61

Astenuti 1

Maggioranza 31

Favorevoli 23

Contrari 38

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 99. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Intervengo molto brevemente, Presidente. Io non ho dubbi che, nell'evoluzione della politica, possa anche avvenire ciò che ha esternato l'onorevole Cugini; è probabile che questo avvenga, però io inizio chiedendo scusa al Consiglio perché probabilmente non sono stato sufficientemente chiaro. Onorevole Cugini, io non sono contrario all'alienazione del patrimonio, non l'ho mai detto e lungi da me pensare di essere contrario all'alienazione di una parte del patrimonio regionale, soprattutto di quello che lei definisce essere non necessario ai fini di questa istituzione. Quindi sono perfettamente d'accordo. Io ho sollevato un solo problema: che in questa manovra finanziaria sono imputati, come presunti introiti con l'alienazione del patrimonio, 63 milioni di euro; ho sollevato questo problema, e siccome in questo comma si diceva che questo ammontare di 63 milioni di euro poteva essere suscettibile di incremento e, qualora lo fosse, ridurrebbe la quota dell'indebitamento, a questo mi sono attenuto.

CUGINI (D.S.). Sono trattative avviate dall'Assessorato precedente.

DIANA (A.N.). Io non dico questo, io credo che questo comma, onorevole Cugini, risenta invece della bozza di finanziaria che è arrivata in Commissione.

(Interruzione del consigliere Cugini)

DIANA (A.N.). Vede, onorevole Cugini, nella prima stesura della finanziaria..

PRESIDENTE. Onorevole Diana, le chiedo scusa, non è un dibattito fra lei e Cugini.

DIANA (A.N.). Io sto dibattendo con l'Assessore. Nella bozza di finanziaria, lo dico anche perché i colleghi siano a conoscenza di questo se non ne hanno preso visione, nell'articolo 26, al comma 3, lettera c), si diceva che i terreni e le pertinenze dell'azienda agricola Società Bonifiche Sarde "sono ceduti, con le procedure previste dalle norme vigenti per le società per azioni…". Poi si va avanti, all'articolo 27, comma 8,: "Il Commissario dell'Era Sardegna, sulla base delle direttive impartite dalla Giunta regionale, provvede alla vendita dell'ippodromo di Chilivani". Non è che non ci siano imputati, c'erano, la Commissione li ha cassati, quindi non ci sono più né l'ippodromo di Chilivani, né il patrimonio della Società Bonifiche Sarde e quant'altro.

Ora, io sto cercando la giustificazione per la Giunta, onorevole Cugini. Probabilmente questo comma era tenuto nella considerazione che ci fosse l'alienazione dell'ippodromo di Chilivani, del patrimonio della società Bonifiche Sarde e di quant'altro contenuto come norma in questa finanziaria, per cui se i 63 milioni di euro derivano dalla presunta cessione dell'ippodromo di Chilivani e dalla cessione della Società Bonifiche Sarde, che non sono più previsti in finanziaria, io ne deduco che probabilmente 63 milioni di euro è eccessivo.

Comunque, l'emendamento che noi abbiamo proposto tende sostanzialmente a modificare questo comma, cioè noi diciamo che bisogna escludere le parole "derivanti da operazioni di privatizzazione del patrimonio disponibile regionale". Cioè noi diciamo che qualsiasi risorsa arrivi in più, che sia a seguito di alienazione, che sia a seguito di maggiori introiti dallo Stato, che sia a seguito di qualsiasi operazione finanziaria che la Regione fa, non può essere limitata solo all'incremento di quella quota di 63 milioni di euro.

Quindi proponiamo di escludere quella parte, tutto ciò che arriverà in più, che non sia legato alla privatizzazione o all'alienazione del patrimonio, andrà a diminuire l'indebitamento della Regione; solo questo era il concetto che volevamo esplicitare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Io ho assistito con molto interesse al dibattito che si è svolto sull'emendamento precedente, sul comma 6, e sostengo con diverse ragioni l'emendamento numero 99, già presentato in Commissione, in cui chiediamo che la riduzione dell'indebitamento dovuto a maggiori entrate non sia solo ed esclusivamente legata alla dismissione del patrimonio regionale. Io credo che il concetto non cambi se rimane solo la prima parte. E' ovvio che, se ci saranno maggiori entrate, e quindi anche maggiori entrate legate alla dismissione del patrimonio, si possa rivedere quanto previsto nei commi precedenti e quindi ridurre l'indebitamento.

Ma vorrei dare, approfittando di questo emendamento, anche un altro contributo, spero gradito dall'Aula; io non vedo fantasmi dietro le azioni di legge, dietro le azioni del Consiglio, della Giunta e quant'altro. Io credo che, se dobbiamo recuperare un po' di credibilità all'esterno, dobbiamo smettere in quest'Aula per primi di continuare ad insinuare o continuare a dire che difendiamo interessi di amici e di parenti, o che noi dobbiamo dismettere per favorire Tizio, Caio o Sempronio.

Io non voglio credere a tutto questo. Voglio credere alla buona fede del legislatore, voglio credere alla buona fede e all'impegno serio in quest'Aula. Se siamo i primi tra noi a denigrare il nostro operato, come riusciremo domani a riconquistare quella fiducia ormai persa nella politica, nei politici e nei confronti del Consiglio regionale? Credo che prevalere sull'altro con l'insinuazione non serva, perciò io credo nella dismissione del patrimonio regionale che può avvenire in diverse fasi (se riuscirò ad essere ascoltato da chi poi dovrà mettere in pratica queste cose), attraverso l'alienazione di un bene o il suo affido in gestione per alleggerire così le spese.

Io sono sempre stato del parere - faccio un piccolissimo riferimento - che, per esempio, le gestioni immobiliari delle AA.SS.LL. debbano andare in carico ad altra azienda di gestione immobiliare e non all'Azienda sanitaria locale, che già ha difficoltà ad occuparsi dei servizi sanitari; cioè non deve essere il direttore generale o chi per lui a cambiare lampadine o a pensare alla quota alberghiera. Noi dobbiamo iniziare a razionalizzare, con le professionalità giuste, la gestione dei servizi e dei beni regionali.

Detto questo, la fiducia, anche da diverse posizioni, si può acquisire con atti concreti e conseguenti. L'assessore Oppi ha riportato una delibera discutibile della A.S.L. di Sassari che prevede una ennesima consulenza di 4 mila euro per 5 giorni di prestazione più un rimborso spese. Onorevole Pisu, come al solito non è in Aula guadagnandosi la sua indennità, se fa il raffronto sulle giornate lavorative, questa è una retribuzione da 18 mila euro, mi chiedo allora perchè non la discute, onorevole Pisu.

(Interruzione del consigliere Cugini)

CAPELLI (U.D.C.). No, per 22 fa 18 più le spese. Allora il discorso va ampliato, sapete perché lo sto riportando in quest'Aula? Per dire che dobbiamo essere conseguenti e coerenti. Io non credo che il presidente Soru sia lì alla Presidenza per aumentare il suo stato patrimoniale; io credo che colui che sarà interessato alla dismissione dei beni sarà sicuramente chi ha denaro, chi può investire (società, privati o quant'altro). Quello che è chiaro, è che non possiamo continuare a deprezzare un patrimonio mal tenuto della Sardegna, e che è ormai ora che quel patrimonio vada a buon fine per gli esiti di bilancio.

Quello che non condivido è che, in questo comma, la diminuzione possibile del debito e dell'indebitamento sia legato solo ed esclusivamente a questo: cancellare quest'ultima parte non nega tutto quello che voi avete detto stamani, anzi sarebbe una logica conseguenza che questa seconda parte e quindi l'emendamento numero 99 possa essere accettato perché non limita comunque l'azione della Giunta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanciu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANCIU (F.I.). Nel proseguire il discorso in merito a quanto già illustrato in precedenza in relazione al comma 6 dell'articolo 1, che inserisce nella finanziaria la possibilità di ricorrere, appunto, alla cessione del patrimonio regionale per reperire le maggiori entrate, con questo emendamento proponiamo la soppressione delle parole "derivanti da operazioni di privatizzazione del patrimonio disponibile regionale".

Il discorso generale, che si pone in continuità con quanto da me dichiarato in precedenza, con questo emendamento presenta però significative conferme e sottolineature; tra queste rimarco proprio l'abolizione dell'operazione di privatizzazione prevista da questa Giunta. Sono lieto che l'onorevole Uras condivida le nostre perplessità e, in qualche misura, dimostri la sua contrarietà, sono contento che manifesti la volontà di voler combattere per restituire o, meglio ancora, lasciare ai Sardi il patrimonio dei Sardi.

Io, per principio, potrei anche non essere contro la cessione di alcuni beni della Regione, onorevole Cugini, ma, come ho già accennato nel mio intervento precedente, questa operazione deve avvenire in virtù di una straordinaria necessità ed urgenza e soprattutto nel rispetto di normative precise e attraverso procedure di evidenza pubbliche. Comunque, ha ragione l'onorevole Oppi, è un'operazione che non produrrà effetti, solo entrate che, per il breve e medio termine, sono da me considerate virtuali.

In mancanza di chiarezza potrebbero nascere situazioni delicate, ambigue e comunque contraddittorie, così come è stato messo in evidenza da molti colleghi. Penso, ad esempio, ad alcuni beni della Regione come la ex Manifattura tabacchi di Cagliari, citata poc'anzi dall'onorevole Diana, che, in teoria, in base a questo provvedimento, potrebbe essere ceduta ai privati.

Questo è uno dei beni, onorevole Uras, che, grazie ad un'opera di sensibilizzazione, partita soprattutto dai parlamentari di centrodestra e condivisa poi da tutti i deputati sardi, è stato restituito alla Sardegna e ai Sardi entrando nel complesso dei beni di proprietà della Sardegna. Con questo comma verrebbe consentito alla Regione di fare ciò che lo Stato non ha fatto nel rispetto delle prerogative previste dall'articolo 14 dello Statuto speciale della Sardegna.

Quindi l'intento di questo emendamento è quello di mettere a fuoco il processo di riformulazione degli obiettivi e degli esiti di questo specifico provvedimento e della politica sottesa che, inevitabilmente, si viene a innescare nelle successive fasi di attuazione. I soggetti, le istanze, che entrano in gioco in quella fase che potremmo definire attuativa, possono infatti richiedere una precisa definizione delle regole e una corretta indicazione delle linee di intervento.

Concludo facendo una riflessione: abbiamo visto in quest'Aula, in questi mesi, un Governo regionale eccessivamente centralista, sul piano amministrativo, perché non disposto a riconoscere maggiori autonomie agli amministratori locali. Da una parte, quindi, abbiamo una Regione che trattiene nelle sue mani poteri e competenze che potrebbe tranquillamente delegare o cedere per snellire la prassi amministrativa, dall'altra parte, invece, mostra un atteggiamento eccessivamente cedevole dei beni della Regione unicamente per il principio di fare cassa.

Esprimo quindi il mio voto a favore di questo emendamento, Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Progetto Sardegna). Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo sull'emendamento numero 99 dividendo in due parti la brevissima dichiarazione di voto, la prima parte sul merito, la seconda sul significato di questa discussione. Sul merito, io credo che ciascuno di noi abbia letto per intero la finanziaria e conosca l'articolo 35, che istituisce l'elenco dei beni indisponibili della Regione e che consentirà anche di accogliere, io credo, l'orientamento di tipo sociale che Rifondazione Comunista ha chiesto venga dato all'utilizzo delle risorse derivanti dall'alienazione dei beni. Per cui, il comma 6 non è un comma isolato, privo di strategia, semmai rientra in un quadro che voi tutti conoscete, la legge regionale 35 che disciplina le alienazioni.

Noi sappiamo che la Corte dei Conti, nell'ultimo rapporto, ci ha detto che ricaviamo solo lo 0,0014 per cento dal patrimonio che possediamo e tenere un patrimonio inutilizzato credo che sia sotto gli occhi di tutti una grave responsabilità. La Regione ha proceduto a redigere ed approvare il settimo elenco dei beni della RAS e sta unificando il censimento del patrimonio RAS e degli enti, cosa mai fatta prima. Evidentemente questa discussione non riguarda la cartolarizzazione, al netto di ciò che hanno detto i colleghi di Rifondazione Comunista, i quali hanno chiesto alla maggioranza di ragionare su questi temi, è forse il caso che la maggioranza lo faccia prima della approvazione dell'articolo 35.

Questa discussione è l'ennesima replica di ciò che sta avvenendo in quest'Aula, cioè che un Parlamento si sta screditando. Questo sta avvenendo! Un Parlamento si scredita per due motivi: o in proprio o perché diretto e presieduto da chi non ha senso dell'istituzione, fa il capobanda, fa il capoparte, agisce nell'Amministrazione regionale, e fa altro, anche questo è un rischio. Noi dobbiamo ragionare tutti insieme, anche sull'alta dignità che deve avere la Presidenza del Consiglio, ma possiamo screditarci anche da soli. Racconto una storiella: "Un bambino chiede al suo maestro: 'Perché i bambini poveri sono più generosi dei bambini ricchi?', il maestro dice: 'Vai alla finestra, cosa vedi?'. 'Vedo passare una macchina, vedo un passante, vedo un albero'. 'Bene, guardati allo specchio', lui va allo specchio e il maestro gli dice: 'Cosa vedi?'. Risponde: 'Me stesso!'; il maestro dice: 'Ecco, basta spalmare un po' d'argento dietro del vetro e si vede solo se stessi'". Voi sostituite l'argento al potere e avrete il risultato di quello che noi stiamo facendo oggi, capaci di vedere solo noi stessi, di discutere strumentalmente delle cose e mai orientandole sulla realtà, in questo modo screditiamo noi stessi.

Questo è il vero contenuto di questi giorni passati non a faticare, ma a faticare per la vanità di noi stessi.

PRESIDENTE. Poichè nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 99, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 257.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Questo emendamento, Presidente, ha una storia nata in Commissione. Questo comma non era previsto nel momento in cui siamo andati in Commissione, è stato inserito a seguito delle considerazioni fatte dall'opposizione, pertanto è conseguente che noi ritiriamo l'emendamento numero 257.

PRESIDENTE. Il "257" è stato ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 256.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Brevemente, Presidente, qui si rimanda alla Tabella A per le autorizzazione di spesa, per le quali le disposizioni vigenti rinviano alla legge finanziaria.

Approfitto nel dichiarare il mio voto favorevole alla soppressione per concludere il ragionamento precedente. E' vero, colgo ovviamente la parte propositiva dell'intervento del collega Maninchedda, vede collega, l'articolo 35 che giustamente lei ha richiamato stabilisce le regole attraverso le quali deve avvenire la dismissione del patrimonio. Noi ricordiamo sempre di avere già comunque un elenco del patrimonio disponibile che la Commissione annualmente vede e rivede ed è sempre lo stesso. Nelle precedenti finanziarie, non ricordo bene se 2003 o 2004, comunque Giunta Pili, si era avanzata in quest'Aula, per accelerare professionalmente anche la dismissione del patrimonio, la proposta di mettere a bando la possibilità che questa venisse gestita, date le regole, le indicazioni e i limiti, dal Consiglio regionale attraverso società specializzate esterne, indicando tutte le regole e tutti i beni che dovevano rientrare in questa vendita. Sarebbe stato un metodo innovativo, ma quest'Aula l'ha bocciato, non voglio tornare su questo.

Però è chiaro che, se parliamo di finanziaria, nell'articolo 35, la cifra messa in entrata, derivante dalla dismissione del patrimonio immobiliare, è una cifra poco rassicurante, che non ci sarà, perché già nell'articolo 35, non so a quale comma, si dice che entro 6 mesi, mi pare il comma 3, si prepara il tutto, entro 6 mesi! Siamo a dicembre, a fine 2005, quella cifra non potrà essere recuperata nel bilancio. Per cui noi sappiamo che, se facciamo la dismissione, non saranno 63 milioni di euro perché sarebbe un fallimento, se invece facciamo una dismissione solo per 63 non sarà possibile perché i tempi non ce lo consentiranno. Per cui su che cosa si basa realisticamente quell'entrata? Su niente!

E' la stessa storia del piano del lavoro: 30 milioni di euro è non finanziare il piano del lavoro. Se lo vogliamo finanziare con una cifra congrua dovremmo ragionare su risorse finanziarie maggiori perché sia reale, non i 172 ma dovremmo ragionare su condizioni reali. Non sono reali quei 30 milioni di euro, così come non è reale la cifra di 63 milioni di entrate che si dovrebbero avere per la dismissione del patrimonio, se reale la dobbiamo rendere e accelerare, la cifra da inserire in entrata è ben altra.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 256, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 255. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 254. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 253.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Intervengo per annunciare il ritiro di questo emendamento, Presidente.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 253 è ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 252. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 95.

Ha domandato di parlare il consigliere Davoli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Onorevole Davoli, deve fare una dichiarazione di voto sull'emendamento numero 95?

DAVOLI (R.C.). Volevo intervenire sul "252", non ce l'ho fatta.

PRESIDENTE. E' stato già votato.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto sull'emendamento numero 95. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Sì, Presidente, se non ricordo male, anche in questo caso, il parere della Commissione espresso dal Presidente della Giunta è contrario. Allora io credo che ieri siano state portate argomentazioni più che valide per dire che il fondo per la concessione contributi in conto interessi alle piccole e medie imprese, che abbiano contratto dei prestiti a medio termine, sia una condizione, nello stato attuale delle nostre piccole e medie imprese, nel rapporto col credito iugulatorio delle piccole e medie e grandi imprese e del risparmio sardo, per cui ci debba essere realmente un'azione per la quale invito la Giunta, la Commissione e la maggioranza a riflettere prima di portarla fino in fondo, anche perchè le cifre, che possono sembrare insignificanti sullo stato complessivo del bilancio, sono invece fondamentali per la sopravvivenza di piccole aziende.

Credo pertanto che si meritino uno sforzo per riconsiderare la posizione della Giunta e della maggioranza sull'emendamento numero 95, così come è stato possibile riconsiderare la posizione della Giunta e della maggioranza, diciamo, per correggere un errore tecnico, così è stato giustificato, per quanto riguarda il parere favorevole espresso sul "94". Io credo che sia, in questo momento, un atto di grande attenzione (nei confronti di un sistema, tra gli altri sistemi in crisi, un sistema produttivo, un sistema fondamentale per la nostra economia, che è basata fondamentalmente sulle piccole e medie imprese e sull'artigianato) riconsiderare la posizione della Giunta sul capitolo 09058. E' un fondo che possiamo riempire di grande significato, un'azione che possiamo riempire di grande significato se non si vuole andare pregiudizialmente contro una proposta della minoranza. Può essere una proposta del Consiglio, può essere una rivisitazione, un passo indietro del Consiglio che consente invece a tante piccole imprese di fare molti passi avanti.

Non credo che stravolga la nostra copertura finanziaria che, come al solito, è indicata non ricorrendo a maggiori indebitamenti, sarebbe anche stupido indicare un maggiore indebitamento per una cifra irrilevante come 1 milione e 549 mila euro. Ritengo che ci siano gli spazi perchè la Giunta possa riconsiderare questa proposta e possa accedere alla valutazione positiva dell'emendamento numero 95 che ovviamente sosterrò e voterò.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Chiedo la votazione nominale su questo emendamento.

PRESIDENTE. Invito i consiglieri che appoggiano la richiesta ad alzarsi in piedi.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri LOMBARDO, CONTU, VARGIU, MORO, LICANDRO, SANCIU, SANJUST.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 95.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CONTU - DIANA - LICANDRO - LOMBARDO - MORO - MURGIONI - SANCIU - SANJUST - SANNA Paolo Terzo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIAGU - GIORICO - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - UGGIAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 54

Votanti 53

Astenuti 1

Maggioranza 27

Favorevoli 14

Contrari 39

(Il Consiglio non approva)

Metto in votazione l'emendamento numero 94. Sull'emendamento numero 94 c'era una proposta di correzione da parte dell'assessore Pigliaru. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Volevo dire che la Commissione aveva espresso parere positivo correggendo però la copertura; questo emendamento non ha bisogno di copertura.

La Giunta è favorevole perchè la UPB in questione ha già i 3 milioni, quindi stiamo di fatto correggendo un errore materiale. Questi 3 milioni nel bilancio ci sono a favore di questo capitolo e quindi non c'è bisogno di copertura; pertanto votare favorevole a questo emendamento significa correggere un errore materiale nella Tabella.

PRESIDENTE. E' la correzione di un errore materiale. Pertanto metto in votazione l'emendamento numero 94. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'emendamento numero 43, sul quale mi pare sia stato espresso, manca l'onorevole Secci, il parere favorevole della Commissione. Metto in votazione l'emendamento numero 43. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Chiedo scusa, colleghi, io non mi sono reso conto che l'onorevole Capelli si era iscritto a parlare sull'emendamento numero 43 per dichiarazione di voto, gli chiedo scusa. Però sull'emendamento votato c'è anche una correzione della Tabella che viene proposta dall'Assessore. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. La copertura è a valere sulla UPB 03050.

PRESIDENTE. Cioè la modifica dell'UPB.

L'emendamento numero 96 è stato ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 264. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Presidente, mi perdonerà se non rispetto il Regolamento, io mi sono iscritto a parlare sull'emendamento numero 43 premendo il pulsante, vorrei capire come bisogna fare per parlare in quest'Aula, grazie.

PRESIDENTE. Le chiedo scusa, onorevole Scarpa, ho già detto che non mi sono reso conto io dell'iscrizione a parlare sull'emendamento numero 43, ho già chiesto scusa, mi dispiace. Ho dato conto però del fatto che, sull'emendamento, c'era il parere positivo della Commissione.

SCARPA (Gruppo Misto). C'erano delle cose importanti da dire su questo emendamento, comunque prendo atto delle sue scuse.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, le chiedo di nuovo scusa, onorevole.

(Interruzione)

L'emendamento numero 264 è ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 39. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Sì, Presidente, una brevissima dichiarazione di voto per dire che, se fosse possibile, oltre che esprimere il parere favorevole sull'emendamento numero 39, avendo già avuto modo, durante l'illustrazione, di verificare diversi emendamenti, vorrei aggiungere la mia firma agli emendamenti presentati dai colleghi Scarpa e Atzeri.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 39. Chi lo approva alzi la mano.(Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 40. Ha domandato di parlare il consigliere Sanciu. Ne ha facoltà.

SANCIU (F.I.). Per dire che anche i componenti di Forza Italia sottoscrivono tutti gli emendamenti presentati dai colleghi Sardisti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Intervengo per chiedere se ci sono colleghi che sostengono la richiesta di votazione nominale sull'emendamento numero 40.

PRESIDENTE. Invito i colleghi che appoggiano la richiesta ad alzarsi.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri CASSANO, SANCIU, SANJUST, Mario FLORIS, CAPELLI, MORO, CONTU.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 40.

Rispondono sì i consiglieri: CAPELLI - CASSANO - CONTU - DIANA - FLORIS Mario - LICANDRO - LOMBARDO - MORO - MURGIONI - RANDAZZO - SANCIU - SANJUST - SANNA Paolo Terzo - SCARPA - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIAGU - GIORICO - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PINNA - PIRISI - PISU - SABATINI - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 56

Votanti 55

Astenuti 1

Maggioranza 28

Favorevoli 15

Contrari 40

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 87. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Su questo abbiamo già discusso nella presentazione degli emendamenti, spero che da ieri sia maturata una convinzione nella maggioranza e nell'Assessore sulla necessità di incrementare il fondo per il fermo biologico portandolo dalla somma di 8 milioni di euro alla somma di 9 milioni di euro, quindi con un incremento di un milione di euro per un comparto che è sempre più in difficoltà, che sempre più soffre; è un comparto al quale credo debbano essere manifestate attestazioni anche per tutte le calamità che colpiscono questo particolare aspetto dell'economia sarda. Il fermo è necessario, può essere ritenuto opportuno, ma va a gravare solo sulla pelle dei pescatori, pertanto io credo che confermare i 9 milioni di euro delle finanziarie precedenti sia un fatto doveroso; non penso che un milione di euro in questo caso possa determinare stravolgimenti particolari.

Ho avuto modo di dire, anche nell'intervento di ieri, che molti di questi pescatori agiscono sia nelle acque interne che in mare e spesso e volentieri sono sottoposti a calamità come quella che si è verificata nello stagno di Santa Giusta l'anno scorso, o, nel 1998, nello stagno di Cabras e in altri comparti ittici della Regione Sardegna. Non prestare attenzione a questo comparto credo che non sia giusto né corretto, pertanto chiedo che venga riportata la cifra a 9 milioni di euro. Annuncio il voto favorevole sull'emendamento numero 87.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Grazie, Presidente. Io volevo semplicemente fare alcune considerazioni sulla questione posta da questo emendamento. E' la prima volta - almeno dall'esperienza che sto vivendo io in questo Consiglio, quindi parlo anche di tutta la scorsa legislatura - che le risorse per il fermo biologico sono state proposte in Aula dopo che il bilancio presentato dalle Giunte di centrodestra non ha previsto mai una lira. Ci sono state diverse manifestazioni a Cagliari, promosse dalle organizzazioni di categoria del mondo della pesca, proprio per chiedere che fossero previste le risorse per il fermo biologico. In questi ultimi anni, per la prima volta, nel bilancio della Regione sono previste le risorse per il fermo biologico ammontanti a 8 milioni di euro, che sono il risultato di una concertazione svoltasi tra la Giunta regionale e le organizzazioni del mondo della pesca. Questo è un elemento rilevante che voglio sottolineare a testimonianza della sensibilità e dell'attenzione che la Giunta regionale ha dimostrato rispetto ai problemi di questo comparto importante dell'economia della Sardegna. Voglio anche dire che gli 8 milioni di euro sono più che sufficienti per le esigenze.

Inoltre devo sottolineare il fatto che purtroppo, se non approviamo il disegno di legge che la Giunta regionale ha già approvato, che prevede l'istituzione dei distretti di pesca e un nuovo tipo di intervento e di programmazione per la fruizione di questa risorsa, sia in mare che negli stagni (disegno di legge che è coerente con la nuova normativa comunitaria che prevede, appunto, ripeto, un sistema, un nuovo modo, un nuovo approccio, insomma, compatibile con la disponibilità delle risorse), questa posta che abbiamo previsto per il fermo biologico non potrà essere spesa. Questo va detto, il Consiglio lo deve sapere. Quindi questi 8 milioni di euro previsti per il fermo biologico non potranno essere spesi come sono stati spesi fino ad oggi. L'Unione Europea oggi non considera più praticabile il fermo biologico se non dentro una programmazione diversa dell'attività di pesca, quindi queste risorse vanno gestite compatibilmente con lo sforzo di pesca e con una pratica dell'attività di pesca che si preoccupi in modo particolare della ecocompatibilità della stessa.

Quindi va bene prevedere queste risorse, però esse vanno utilizzate alla luce della approvazione del disegno di legge che la Giunta ha già approvato, ma che l'Aula dovrà esaminare quanto prima, altrimenti queste risorse, pur importanti, non potranno essere spese. In seguito a queste valutazioni, io voterò contro questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Grazie, signor Presidente. Devo dire che quanto ha dichiarato il collega Sanna poco fa mi lascia perlomeno perplesso, egli afferma che per la prima volta vengono definiti gli indennizzi per il fermo biologico(penso che questo non sia esatto) e, soprattutto, che per la prima volta queste risorse sembrano sufficienti. Sono perplesso prima di tutto perché, quand'anche fosse vero, riguardo alla valutazione del collega Sanna, sul fatto che 8 milioni di euro possano essere sufficienti, io vorrei capire su quali atti fonda questa sua affermazione, perché se noi avessimo avuto le valutazioni e il piano economico rispondente agli indennizzi da erogare, molto probabilmente potremmo essere d'accordo anche con lui. Ma partiamo da valutazioni diverse in un momento in cui anche il Governo è impegnato a ricontrattare gli indennizzi per l'interdizione delle aree marine sottoposte a vincoli di sicurezza militare e quant'altro interessa determinate aree. Nelle varie province, noi sappiamo che è in atto una contrattazione o una ricontrattazione dei termini delle interdizioni, dei calendari e quant'altro.

Devo dire che, rispetto al breve periodo passato e soprattutto alle proiezioni, per il settore della pesca, dove davvero la sofferenza degli operatori è un qualcosa di atavico, il problema non è di ieri né di avantieri, è un problema che abbiamo sempre conosciuto. Le certezze e la sicurezza derivate da un lavoro, nel quale spesso e volentieri incide tutta una serie di agenti, non ultimi quelli atmosferici, sono indubbiamente dei fattori sempre messi in discussione durante le annate e la stagionalità dell'attività. Devo dire che molto probabilmente riconoscere e dare delle certezze a questa categoria in termini anche economici di sostegno è un parametro che va di sicuro approfondito anche rispetto alle direttive impartite dall'Unione Europea; credo, per quelle che almeno sono le mie conoscenze rispetto a tanti altri interventi che vengono effettuati sia in Italia che negli altri Paesi del Mediterraneo e del Nord Europa, che noi ci troviamo di sicuro indietro per quanto riguarda l'applicazione delle normative UE rispetto a quello che deve essere soprattutto il sostegno strutturale o infrastrutturale da dare alle categorie della nostra marineria.

Sinceramente, io posso dichiarare di essere soddisfatto solo del fatto che, finalmente, si cominci a parlare di una categoria di operatori e di lavoratori sui quali pesava un vecchio retaggio secondo il quale i Sardi hanno avuto sempre paura del mare, retaggio peraltro sconfessato dalle recenti conoscenze in archeologia, che proiettano già i nuragici come navigatori e soprattutto come operatori del mare di tanti millenni fa.

Richiamato questo, giusto per la storia, dico che annuncio il mio voto a favore dell'emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). L'emendamento numero 87 ha lo stesso contenuto del "40", anche se porta un incremento inferiore di 1 milione di euro, il "40" infatti prevede 2 milioni di euro. Quindi il mio voto, in quanto firmatario dell'emendamento numero 40, è favorevole, a meno che non sia vero quello che diceva il Presidente della Commissione competente, cioè che gli 8 milioni di euro sono sufficienti. In quel caso, potrei rivedere la mia opinione, però chiedo che la Giunta confermi l'affermazione che è provenuta da un autorevole esponente della maggioranza, cioè chiedo se è vero che gli 8 milioni di euro sono sufficienti a coprire il fabbisogno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Allo stato delle nostre conoscenze, rispondo sì, nel senso che, come ha detto il consigliere Sanna, la normativa europea impone modifiche al tipo di aiuto che può essere dato in queste situazioni. Gli 8 milioni sono considerati una cifra congrua con la nuova situazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Sull'emendamento numero 40?

PRESIDENTE. Sull'emendamento numero 87, onorevole Diana.

DIANA (A.N.). Io sono già intervenuto sull'emendamento numero 87.

PRESIDENTE. Per dichiarazione di voto.

DIANA (A.N.). Pensavo che i due emendamenti, trattando lo stesso argomento, potessero essere discussi.

PRESIDENTE. Il "40" è stato già votato, siamo avanti nella fase di votazione, è in votazione l'emendamento numero 87.

DIANA (A.N.). Chiedo il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. Invito i colleghi che appoggiano la richiesta ad alzarsi.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri CAPPAI, AMADU, ARTIZZU, MORO, SANCIU, SANJUST, RANDAZZO.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 87.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - DIANA - LOMBARDO - MORO - MURGIONI - RANDAZZO - SANCIU - SANJUST - SANNA Paolo Terzo - SCARPA - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIAGU - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PIRISI - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - UGGIAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 51

Votanti 50

Astenuti 1

Maggioranza 26

Favorevoli 16

Contrari 34

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 92. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Avendo deciso di trascorrere il giorno di Pasquetta nelle località antistanti lo stagno di Cabras, avrò modo di dialogare con amici, conoscenti, pescatori e agricoltori sulla grande sensibilità dimostrata dal Presidente della Commissione agricoltura, che non smette mai di fare autogol e se c'era un argomento sul quale non doveva parlare era proprio questo.

Parlerò ovviamente anche dei problemi legati alla risorsa idrica, che è l'argomento relativo all'emendamento numero 92. Escludere qualsiasi tipo di finanziamento all'Autorità d'ambito, io credo che sia irragionevole. E' un consorzio obbligatorio, nato con il concorso di maggioranza e di opposizione e credo che abbia dimostrato tutta la validità della impostazione che era stata messa in piedi nella precedente legislatura, non si capisce la ragione per cui all'interno della finanziaria siano state escluse risorse per il suo funzionamento.

Credo che questo non sia corretto, Assessore. Ovviamente la cifra che è stata prevista con questo emendamento, 1 milione di euro, potrà sembrare eccessiva, ma il contributo, che era stato garantito in sede di predisposizione dell'Autorità d'ambito e quindi di definizione, era di 200 mila euro, cioè una cifra che, a seguito dell'istituzione dell'Autorità d'ambito, e quindi di un consorzio obbligatorio, nella finanziaria del 2004, mi pare assolutamente insignificante per la mole di lavoro e per l'impegno di 40 sindaci di destra, di sinistra, di centro, che agiscono, operano e che credo stiano dando grande prova delle loro capacità, mettendo in piedi azioni straordinariamente importanti che sono sotto l'attenzione di tutti.

Ora, escludere l'Autorità d'ambito da un contributo seppur minimo, credo che non sia corretto, che non sia opportuno, ma soprattutto che non faccia giustizia di quei sindaci che oggi sono impegnati sistematicamente, in maniera decisa, coerente con i principi ispiratori della legge Galli, che agiscono e fanno sì che questo stato di calamità (perché il problema della risorsa idrica per uso idropotabile era una calamità) venga tenuto nella considerazione giusta e opportuna.

Io invito l'Assessore quanto meno a ripristinare il contributo che era stato stabilito nella finanziaria del 2004.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, l'intervento a favore dell'emendamento numero 92 è doveroso per due ragioni. La prima: leggo sul giornale di oggi che l'Assessore dei lavori pubblici, Mannoni, è impegnato con le rappresentanze sindacali delle aziende esterne che, operando, fiancheggiano l'attività dell'ESAF, quindi con le rappresentanze sindacali dei dipendenti delle aziende appaltanti per l'ESAF; nei giorni scorsi c'è stata una manifestazione degli stessi dipendenti dell'ESAF. Detto questo, a me, colleghi della maggioranza, con la cancellazione dal bilancio di quella cifra già contrattata per il funzionamento dell'Autorità d'ambito, non mi sembra di leggere che davvero ci sia una volontà in questa maggioranza di portare avanti la riforma del comparto dell'acqua, chiamiamolo così, perché se è vero che l'Autorità d'ambito agisce soprattutto su una riforma, la legge Galli, che appunto regolamenta la gestione della risorsa idrica, devo dire che siamo lontani anni luce dalla volontà di esprimere l'impegno vero di questa Regione a portare avanti la riforma, quando sappiamo benissimo che anche il Presidente si è speso, nei mesi scorsi, su questo tema. Infatti per diversi giorni, sulla creazione degli organi dell'Autorità d'ambito, il Presidente, le forze politiche, le amministrazioni locali si sono impegnate in un percorso mirante alla realizzazione e all'attivazione di questo ente. Devo dire che a questo punto c'è una brusca frenata, un'altra brusca frenata rispetto alle motivazioni che davvero sottendono la volontà politica, a questo punto inespressa, su un campo tanto discusso.

Consigliere Cugini, lei che è un maestro per noi tutti, nei termini per lo meno della sua esperienza maturata tra i banchi del Consiglio, può dirci da quanti anni si è iniziato questo percorso, fatto soprattutto di conferme di enti che tutti riconoscono non più in condizioni di gestire oggi il patrimonio idrico della Sardegna? Quanti enti? Una cinquantina di enti che governano l'acqua nei suoi vari passaggi: la raccolta, la distribuzione, la depurazione, e quant'altro. All'atto pratico soltanto l'ultima crisi di precipitazioni ha messo completamente in evidenza quante crepe presenta questo sistema in Sardegna. Allora, nel momento in cui si decide o si vuole rappresentare davvero questa volontà di affrontare il tema, non mettiamo a disposizione le risorse minimali perché davvero l'Autorità d'ambito possa operare. Penso che ci sia bisogno di una riflessione da parte di voi tutti, di noi tutti, sul fatto che davvero queste risorse richieste siano messe a disposizione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. La Commissione aveva espresso parere contrario a questo emendamento, però se i proponenti accettassero un importo ridotto, necessariamente ridotto e neppure di poco insomma, saremmo disponibili a modificare il parere. L'importo che noi proponiamo è 200 mila euro, nel caso che fosse accolto, la copertura non è sullo 03006, come proposto dai firmatari, ma sulla UPB 03050.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Considerando che questo era l'importo previsto nella finanziaria 2004, credo di poter dare un parere favorevole su questa disponibilità che è stata data; è il minimo indispensabile per mantenere appunto l'Autorità d'ambito nelle condizioni di poter bene operare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si esprime parere favorevole.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 92, modificato nella copertura finanziaria e nelle UPB così come detto. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 93. Ricordo che sull'emendamento numero 93 c'era stata una disponibilità del relatore della Commissione all'accoglimento con un importo modificato.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanciu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANCIU (F.I.). Con questo emendamento si propone un incremento della spesa da 440 mila a 980 mila euro per quanto riguarda i contributi alle organizzazioni professionali che si occupano della formazione e dell'assistenza ai coltivatori diretti. Si tratta di una cifra irrisoria se paragonata al ruolo che svolgono organizzazioni come la Cia, l'Unione Agricoltori e la Coldiretti. Un ruolo che spazia dalla divulgazione delle problematiche connesse alle politiche comunitarie, ai piani di sviluppo rurale, alla nuova Pac, fino alla formazione e quindi alla professionalizzazione del personale che svolge attività di assistenza alle imprese. E' un supporto tecnico, è un ruolo sociale che le organizzazioni portano avanti difendendo e tutelando gli interessi degli operatori agricoli, con grande senso di responsabilità, raccogliendo e rappresentando gli umori e i malumori di questo mondo.

La Sardegna ha una forte formazione agricola, molto radicata nel territorio, nella nostra cultura e nelle nostre tradizioni. Il settore agricolo dà lavoro a circa il 12 o 13 per cento dei Sardi, una percentuale di gran lunga superiore alla media italiana che si attesta intorno all'8 per cento. E' proprio per la sua importanza strategica che occorre mettere le organizzazioni professionali, che da sempre si occupano di politiche agricole, nelle condizioni di poter continuare a portare avanti la loro attività, non dico in tranquillità ma perlomeno avvalendosi di un contributo che le supporti nella quotidiana azione di assistenza e informazione.

Vorrei anche ricordare per l'appunto ai colleghi l'azione filtro portata avanti da questa organizzazione negli anni, soprattutto in relazione alle fasi di grande criticità; quando ci sono stati anche problemi di ordine pubblico, Assessore, le organizzazioni si sono fatte carico di mediare attenuando i toni delle contestazioni. Stiamo parlando di esigui contributi concessi alle organizzazioni regionali, le quali ottemperano agli impegni della concertazione, sono da sempre impegnate in continui e gravosi tavoli regionali a tutti i livelli, tecnici e politici. Rappresentano uno strumento insostituibile che non merita, che non può essere indebolito o annullato da tagli che certamente non risolvono i problemi del bilancio regionale, che invece risulteranno un ostacolo per lo svolgimento dei futuri lavori di consultazione e di approvazione di politiche normative e tecnicismi del settore agricolo.

Si chiede infatti di stanziare la somma di 980 mila euro aumentando il rispettivo capitolo di 540 mila euro. Apprezzo l'apertura manifestata dal collega Secci e dalla Giunta mettendo a disposizione non la somma richiesta ma un aumento della copertura finanziaria prevista che, se non ho capito male, equivale a 265 mila euro. Ma perché mettere queste organizzazioni, per il ruolo che svolgono, in difficoltà? Lei sa che cosa significhi quando manca la sopravvivenza. Credo però che si debba fare di più, bisogna rispondere alle esigenze reali di queste tre organizzazioni di categorie, facendo sentire loro la vicinanza della Regione, di questo Consiglio e mostrando un segnale forte di apprezzamento dell'importante fondamentale lavoro che esse svolgono.

Per questi motivi, io ribadisco il mio voto favorevole a questo emendamento, chiedendo al presidente Secci e alla Giunta di poterlo accettare se è possibile totalmente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Sì, Presidente, molto brevemente per dire le ragioni per le quali abbiamo accettato una correzione dell'importo, stanziato nella Tabella A, su questa UPB e su questo capitolo; ci si è resi conto infatti che il taglio operato era fuori rispetto alla media dei tagli operati per tutti i sistemi associativi.

Su questa materia si è avuta in Commissione una lunga discussione che in qualche maniera ci ha visto anche dialetticamente contrapposti. Pensiamo che la materia dell'intervento regionale sui sistemi associativi diffusi sia un argomento che meriti un approfondimento per orientare l'intervento regionale non tanto alla gestione pura e semplice, ma ai servizi resi. Però questa materia naturalmente ha bisogno di approfondimenti, per i quali la Giunta e la maggioranza si impegnano. In questa fase ci sembra che la correzione che proponiamo stia, tutto sommato, nella media delle cose operate per questi sistemi. Sarebbe poco comprensibile che, per questo settore specifico, ci fosse un trattamento di diverso tipo.

Insisto con il collega Sanciu perché si adegui alla proposta che noi stiamo avanzando e chiedo eventualmente che, comunque venga accettata, venga messa in votazione, pur con pareri che non sono magari coerenti, la nostra proposta emendativa, perché altrimenti oggettivamente la mancata correzione dell'emendamento porta la maggioranza a doverlo votare in maniera negativa;mi sembra che questo non sia auspicabile da parte di nessuno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanciu. Ne ha facoltà.

SANCIU (F.I.). Sono convinto che è troppo importante la sopravvivenza delle organizzazioni, accetto, accettiamo la proposta fatta dal presidente Secci, modificandone le cifre.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. La copertura è quella indicata durante il parere.

SANCIU (F.I.). Stiamo parlando di 265 mila euro, giusto? Stiamo modificando solo le cifre.

PRESIDENTE. Sì, 265 mila euro sulla UPB 03050.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Intervengo rapidissimamente per esprimere la soddisfazione per questo intervento della Giunta integrato anche dalla proposta del Presidente della Commissione Bilancio. In Commissione agricoltura abbiamo discusso a lungo, quando abbiamo esaminato la manovra di bilancio, anche di questo aspetto, e abbiamo condiviso all'unanimità la necessità che il problema venisse riconsiderato, che nell'ambito della manovra insomma si desse alle organizzazioni di categoria diciamo il giusto riconoscimento della funzione democratica che svolgono nella nostra comunità regionale, non solo in ambito agricolo ma complessivamente, ripeto, nella nostra comunità regionale.

Quindi, questo emendamento presentato dalle opposizioni e integrato dalla proposta del Presidente della Commissione bilancio risponde, mi pare, in modo serio, in modo sostanziale, alle esigenze che abbiamo posto e naturalmente anche in modo coerente con quella esigenza di risanamento e di sacrifici che vanno chiesti anche alle organizzazioni di categoria.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 93, lo metto in votazione nel testo emendato dal relatore Secci. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 83. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 90. Unifichiamo il "90" all'emendamento numero 343 che è uguale. Metto in votazione gli emendamenti numero 90 e 343 unificati. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione l'emendamento numero 91. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 85. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente, solo per dichiarare che voterò contro l'emendamento numero 85, illustrato in Aula dall'onorevole Giorgio La Spisa, che mi spiace in questo momento non sia presente. Vedo però presenti autorevoli rappresentanti del Gruppo di Forza Italia che si faranno interpreti della mia espressione di voto. Intendo infatti cogliere l'occasione per ricordare allo stimato collega La Spisa e al suo Gruppo che le donne accettano volentieri suggerimenti, specialmente quando sono utili per fare battaglie sui diritti e soprattutto sul rispetto delle norme sancite dalla Costituzione. Ricorderete e ricorderanno i colleghi di Forza Italia che il problema della legge sull'imprenditorialità femminile era stato sollevato in occasione del dibattito sul Dpef. Il fatto è, occorre ricordarlo, che il Governo di cui è Presidente l'onorevole Silvio Berlusconi, leader e fondatore di Forza Italia, e Ministro Roberto Maroni, ministro del lavoro leghista, nonostante i positivi risultati della legge, in particolare in Sardegna, non hanno ancora predisposto l'apposito bando; mi riferisco nello specifico alla sesta edizione.

Quindi auspico che l'onorevole La Spisa o i colleghi di Forza Italia, che hanno e hanno avuto nella precedente legislatura un importante ruolo anche all'interno di quest'Aula, assumano una forte iniziativa come Gruppo e come Partito affinché il Presidente del Consiglio finanzi il sesto bando della legge a cui si riferiscono i finanziamenti previsti nella finanziaria. Se dovesse essere assunta questa iniziativa, mi assocerò perché ritengo che sia veramente importante.

Ricordo, e concludo, che nel biennio 2003/2004 sono state presentate oltre duemila domande, di cui 1400 sono state giudicate ammissibili e 290 sono approdate al finanziamento. L'impegno della Giunta, che si è concretizzato anche grazie alla lungimiranza dell'assessore Maddalena Salerno, c'è davvero; è il Governo che latita. Per questo, Presidente, ribadisco che voterò contro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Presidente, io sto intervenendo soltanto per chiederle esattamente come mai è stato saltato l'emendamento numero 343 che non era stato ritirato, ma per il quale c'era una indicazione relativa al capitolo di destinazione.

PRESIDENTE. No, non è stato saltato, onorevole Pisano, è stato abbinato all'emendamento numero 90 perché era uguale dal punto di vista degli importi e del contenuto. Avendo il contenuto identico, è stato messo in votazione unificato all'emendamento numero 90.

Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Grazie Presidente. Io chiedo scusa all'Aula per essermi dovuto assentare per circa un'ora e mezza perché ho deciso di rendere spontanee dichiarazioni alla Procura della Repubblica in quanto nei giorni scorsi è comparso sui giornali il fatto che io sarei sstato iscritto nel registro degli indagati…

PRESIDENTE. Le chiedo scusa, onorevole Pili, l'argomento è un argomento certamente importante per lei e anche per noi, ma siamo in sede di dichiarazione di voto sull'emendamento numero 85.

PILI (F.I.). Sto facendo la mia dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Sì, però, onorevole Pili...

PILI (F.I.). Non penso che lei voglia impedire al consigliere regionale di poter svolgere la sua dichiarazione di voto come meglio ritiene, così come è sempre stato.

PRESIDENTE. No, io le impedisco di parlare di una cosa che non c'entra niente né con la dichiarazione di voto né con la finanziaria, onorevole Pili.

PILI (F.I.). Ma lei non lo sa, se lei dice che non c'entra niente, vuol dire che lei ne è a conoscenza. Vorrei che lei, onorevole Presidente, lasciasse concludere a me la mia dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Sì, però io le vorrei chiedere, onorevole Pili...lei sa che io…

PILI (F.I.). Lei non sa nemmeno di che cosa sto parlando, e se lei fosse…

PRESIDENTE. Le chiedo scusa, onorevole Pili, mi lasci dire un secondo.

PILI (F.I.). E' lei che deve lasciar dire a me, non io a lei.

PRESIDENTE. Mi lasci dire un secondo. Io la invito a stare nella dichiarazione di voto.

PILI (F.I.). E starò nella dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ecco, perfetto!

PILI (F.I.). Sto spiegando ai colleghi perché mi sono assentato per un'ora e mezza: io sarei indagato, nella mia qualità di consigliere regionale, per abuso di atti d'ufficio. Un consigliere regionale indagato per abuso d'atti d'ufficio! Mentre ero dal Procuratore Generale, sono arrivati davanti alla stanza del Procuratore tutti i giornalisti e tutti i fotografi. Io ho concordato, durante l'Aula, con il Procuratore, con il magistrato, la mia deposizione, non riesco a capire chi abbia organizzato questa imboscata. Certamente è grave, perché - come voi sapete - l'abuso di atti d'ufficio per un consigliere regionale non può esistere, quindi per questo mi permetto di scusarmi con l'Aula per la mia assenza. Però volevo dirlo qui.

PRESIDENTE. Onorevole Pili!

PILI (F.I.). Il mio voto a questo emendamento, onorevole Presidente, è assolutamente favorevole e mi dispiace che soltanto la collega Caligaris sia intervenuta, tra l'altro per esprimere un voto contrario, perché mi sarei aspettato, così come più volte abbiamo sottolineato in quest'Aula, che la sensibilità verso le pari opportunità non fosse soltanto in chiave di Settebello rosa, come qualcuno l'ha definito, ma fosse concretamente manifestata in quest'Aula, cosa che ancora sistematicamente non succede.

Io vorrei ricordare a voi tutti che, già nell'assestamento di bilancio, erano state dimezzate le risorse per l'imprenditorialità femminile; oggi noi proponiamo di ripristinare una cifra, ancora modesta per quanto mi riguarda, di appena un milione di euro. Credo che le consigliere della maggioranza, se esprimeranno, come hanno preannunciato, un voto contrario a questo emendamento, staranno dimostrando di seguire la linea, assolutamente inconsapevole, di chi non conosce quanto questa legge abbia dato dei risultati positivi, sapendo benissimo che questa legge è stata totalmente utilizzata dalle giovani donne per creare nuove imprese, e che soprattutto la Giunta regionale attuale e quelle passate, con l'apporto della stessa opposizione, hanno ampiamente sollecitato il suo rifinanziamento, sistematicamente esaurito perché l'imprenditorialità femminile ha dimostrato di avere forse un di più rispetto anche a quella della legge numero 1 per la sua celerità nella spesa e nell'investimento.

Quindi, per questa ragione, ritengo assolutamente incomprensibile e ingiustificabile il fatto che questo tema sulle donne non venga in alcun modo posto all'attenzione della maggioranza come segno politico, ne basterebbero pochi, questo era uno di quei segnali politici che la maggioranza poteva dare ad un mondo che è stato strumentalizzato; oggi possiamo dire - se questo emendamento sarà bocciato - che è stata strumentalizzata la questione delle pari opportunità, che è stato cancellato quel diritto delle donne di poter concorrere nell'impresa alla pari delle altre realtà sociali.

Credo che sia veramente contestabile, dannoso per la stessa immagine di questo Consiglio regionale e che non si possa assolutamente stare in silenzio. Io, nonostante tutte le vicende che succederanno da qui in poi, anche in ambito giudiziario, il silenzio non me lo faccio mettere e quindi continuerò comunque a denunciare tutte queste cose, compresa questa, che è un atto ingrato nei confronti di quelle tante donne che pure vi hanno dato fiducia.

Voi, a quelle donne che vi hanno dato fiducia, dite che tagliate i finanziamenti, tagliate le risorse finanziarie, che l'impresa non è uno strumento importante per crescere, per inserirsi nella società civile attraverso un lavoro che produca economia e sviluppo e dite invece che bisogna tagliarlo. Questo è il premio che date a quelle donne che hanno saputo investire su di voi e oggi dimostrate tutto il vostro attaccamento togliendo risorse finanziarie ad una legge che ha dimostrato di saper essere utile, che in Sardegna ha dato delle risposte positive sia in termini di produttività, in termini economici, ma anche di impatto sociale dando la possibilità a tante donne, che opportunità non avevano, di trovare un lavoro; inventandoselo, perché io ho detto più volte anche nei miei interventi…

(Interruzione)

Non c'era la freccia.

PRESIDENTE. C'era la freccia, onorevole Pili.

PILI (F.I.). Se diciamo che non c'era, vuol dire che non c'era! E' inutile che lei continui a provocare e dire che sono io che faccio l'arrogante, non c'era la freccia!

PRESIDENTE. Mi dicono che non c'era, onorevole Pili, lei ha ragione, tuttavia sono scaduti i cinque minuti. Onorevole Pili, io le faccio gli auguri perché lei possa chiarire al più presto la sua vicenda positivamente, glielo auguro di cuore, tuttavia invito lei e gli altri colleghi a usare congruamente lo strumento regolamentare restando nella materia per la quale si chiede di intervenire. Capisco che questa è una platea, capisco che ciò che diciamo qui viene ascoltato e registrato, tuttavia nelle dichiarazioni di voto non si può sempre parlare di tutto e dare giustificazioni delle assenze. Questo, ripeto, confermandole il mio augurio più sincero perché lei possa chiarire pienamente la vicenda nella quale viene coinvolto.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANJUST (F.I.). L'onorevole Caligaris sa, perché più volte ne abbiamo parlato, quanto a me non piaccia fare distinzioni tra uomini e donne, nel senso che lo ritengo assolutamente ridicolo; per fortuna, dopo che abbiamo vista terminata un'era, quella del femminismo, dove tanto si è detto e poco si è fatto, penso che continuare oggi, nel 2005, a fare di queste... non riesco quasi neanche veramente a definirle, come non sono riuscito neanche a definirle in Commissione quando tante altre volte ne abbiamo parlato.

Però pensavo, mi creda, onorevole Caligaris, di ascoltare un intervento completamente diverso da parte di chi, gliene do atto, in Commissione diritti civili più di una battaglia ha iniziato a fare continuando a percorrere dei vecchi ragionamenti che io però non condivido.

(Interruzione della consigliera Caligaris)

SANJUST (F.I.). Io ho preso la parola, mi creda non volevo farlo, proprio per riprendere una sua affermazione che è stata quella relativa al Governo presieduto dal Presidente Silvio Berlusconi. Io posso dirle con assoluta tranquillità e con assoluta certezza che mi farò promotore, presumo e spero insieme a tutti gli altri colleghi del Gruppo, di quella che è stata una sua rivendicazione legittima. Però nello stesso tempo, non mi rivolgo alle colleghe, ma mi rivolgo a tutto il Consiglio, nel momento in cui lei ha ammesso i risultati positivi che ci sono stati attraverso la spendita di questi danari che la legge 26 mette a disposizione, avrei gradito da parte sua una attenzione maggiore, un riconoscimento di questa buona spendita di danari, con un ragionamento quindi diametralmente opposto rispetto a quello che ha fatto e che ha portato...

(Interruzione della consigliera Caligaris)

SANJUST (F.I.). Ma, a parte il Ministero, qui non stiamo parlando del Ministero, stiamo parlando, onorevole Caligaris, del bilancio regionale e di finanziamenti che, rispetto agli anni passati, sono stati notevolmente decurtati. Allora io le dico che il Gruppo di Forza Italia, ripeto, spero di poter parlare a nome del Gruppo di Forza Italia, farà la sua parte, come penso tutto il centrodestra, affinché ciò che lei ha denunciato oggi in Aula venga verificato con una attenzione particolare.

Nello stesso tempo però chiedo a lei e a tutto il Consiglio di dar atto, a tutte le donne che hanno fatto impresa, che hanno speso bene i finanziamenti che la Regione ha loro messo a disposizione, donne che invece vengono mortificate con una diminuzione, oserei dire eccessiva, dei finanziamenti, finanziamenti che negli anni prossimi potrebbero invece essere spesi continuando la giusta e la buona spendita che è stata fatta negli anni passati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Spero, onorevole Presidente, che non venga considerato inopportuno il fatto che io non mi consideri sufficientemente attrezzato, questo è ovviamente un problema solo mio, per comprendere il ragionamento della cortesissima onorevole Caligaris. E' un limite solo mio. Però mi viene comunque difficile capire e valutare quali sono state le considerazioni che hanno portato l'onorevole Caligaris a dichiarare il voto contrario a questo emendamento, non bastano certamente tutti i riferimenti di tipo nazionale che in questo momento credo debbano essere esclusi da quest'Aula, per un motivo semplicissimo, perché questo emendamento non porta alla nostra attenzione qualcosa di nuovo, ma cerca semmai di modificarlo.

Visto che l'intenzione della Giunta e della maggioranza c'era già stata, in quanto noi andiamo a modificare, nella Tabella A, la voce relativa all'attuazione della legge numero 215 del 1992, la Giunta aveva messo a disposizione due milioni di euro, che a noi sono sembrati insufficienti, sulla base anche di ciò che è stato fatto negli anni precedenti; abbiamo chiesto che questa cifra, venisse incrementata di un milione di euro, quindi da due milioni di euro venisse portata a tre milioni di euro.

Non mi avrebbe meravigliato se avessimo inserito un emendamento che era aggiuntivo e che in qualche maniera portasse all'attenzione dell'Aula un qualcosa che non era stato considerato dalla Giunta. Ma la Giunta ha manifestato attenzione al problema e quindi qui nasce la mia perplessità. Ma come, la Giunta ha manifestato attenzione e la stessa attenzione non è condivisa da una parte dall'Aula? Immagino solo dalla collega Caligaris, visto che una parte importante anche del risultato elettorale è dovuta al fatto che, molto opportunamente, probabilmente e certamente, il presidente Soru ha voluto, gradito e perorato la causa di una presenza femminile piuttosto importante che, vivaddio, si fa sentire in quest'Aula e che non perde occasioni per tutelare anche quella parte.

Se volessimo considerare i maschi e le femmine o gli uomini e le donne o i ragazzi e le ragazze, io non faccio questa considerazione, però certo è che la presenza femminile, che doveva essere un fatto così importante per quest'Aula e determinante anche per le problematiche connesse con quelle che riguardano la "215", scopriamo che l'onorevole Caligaris ritiene di non condividere l'ipotesi della Giunta di assegnare due milioni di euro visto che la minoranza ha proposto un incremento di un milione di euro giungendo a tre milioni. Ne prendiamo atto e facciamo una valutazione politica; ovviamente non condividiamo.

PRESIDENTE. Colleghi, aumentano le iscrizioni a parlare per dichiarazione di voto, andremo avanti fino a concludere questo emendamento perché non trovo utile che rinviamo le dichiarazioni di voto a questo pomeriggio. Quindi chiedo scusa se l'Aula avrà qualche ritardo nella conclusione dei lavori.

Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Progetto Sardegna). Per dichiarare il mio voto contrario, anche perché trovo assolutamente chiare e non così incomprensibili le argomentazioni dell'onorevole Caligaris, ma anche per argomentare su un fatto molto grave, perché si parla di donne, di persone, e viene da ricordare un proverbio assolutamente infondato che dice che la vanità è donna. Invece, ascoltando l'ultimo intervento dell'onorevole Pili, io ho il vago sospetto che così non sia perchè, onorevole Pili, io capisco poco di economia ma di retorica sì, e lei è venuto a dir qui "Io non so chi ha organizzato questo agguato", nessuno le risponde, ma io con certezza dico "Nessuno qua dentro aveva interesse ad organizzare agguati", nessuno fuorchè lei. Perchè in questo modo una notizia che è sui giornali di oggi egemonizza anche quelli di domani su una questione assolutamente irrilevante rispetto ai lavori dell'Aula e con l'indicazione di sospetti che francamente vanno rinviati al mittente. Lei è da tempo impegnato per esaltare i lavori, il suo lavoro...

PRESIDENTE. Onorevole Maninchedda...

MANINCHEDDA (Progetto Sardegna). Sì, sto concludendo.

PRESIDENTE. No, non perchè concluda, perchè stia all'interno della dichiarazione di voto, valgono le cose che ho detto prima.

MANINCHEDDA (Progetto Sardegna). Allora, guardi, Presidente, dinanzi al suo richiamo, io non ho concluso e all'interno di un discorso ci può stare. Ma il suo richiamo lo rispetto e sarò altrettanto severo coi suoi comportamenti. Arrivederci.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Presidente, per esprimere il mio voto contrario a questo emendamento e per fare due considerazioni brevissime. La prima, io sono convinto che i due milioni di euro siano insufficienti; credo che, all'Assessore, alla Giunta, alla maggioranza avrebbe fatto piacere metterne non tre, come avete indicato riportando il finanziamento al livello precedente, ma portarlo a quattro o a cinque, se non aveste fatto il disastro, onorevole Pili, che avete fatto. A meno che non continuiate a dirci qua che siamo stati noi ad aver determinato il disavanzo e quant'altro.

E' il caso che facciamo chiarezza una volta per tutte, eravate voi al Governo, noi facevamo l'opposizione, state confessando qui che eravate addirittura incapaci anche in passato di poter esercitare quel ruolo che, ingiustamente, gli elettori non vi avevano dato e che, con manovre truffaldine, vi siete presi.

Però, per quanto riguarda i discorsi che ho sentito fare, dell'attenzione sulle donne, signor Presidente, ma io vorrei ricordare sommessamente all'onorevole Pili che quando lui è stato Presidente della Giunta aveva tanti Assessori che collaboravano con lui, di cui non ricordo adesso il nome, forse ho una piccola amnesia, così come non ricordo, quando il presidente Pili si è candidato di nuovo per la Regione, che nel listino che avevano concordato l'onorevole Diana, credo l'onorevole Sanjust, o forse no, e tutto il centrodestra, di donne non ce ne fosse manco una!

Allora, per cortesia, risparmiateci questi predicozzi d'accatto e cerchiamo di badare alla sostanza delle cose confutando le cifre, così come anche ieri vi ha detto il presidente Soru. Ritenete che siano insufficienti le poste? Dite dov'è che andiamo a prenderle perchè possano essere incrementate! Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanciu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANCIU (F.I.). Questo emendamento è volto ad incrementare di un milione di euro i fondi a disposizione della legge regionale numero 26 del 2000 a sostegno dell'imprenditoria femminile, in attuazione della legge 215 del 1992. Io vorrei richiamare l'attenzione di quest'Aula sulla necessità di garantire un valido sostegno finanziario ad una legge che ha prodotto risultati evidenti, eccellenti, sul fronte della formazione di nuove imprese, di nuova occupazione. Rispetto alle potenzialità, che possono offrire gli strumenti di legge messi a disposizione, i risultati ottenuti sono ancora considerati insufficienti, soprattutto in relazione alle risorse indispensabili per dare consistenza ai provvedimenti di legge.

Da diversi anni ormai le imprese in rosa chiedono maggiore attenzione perchè ritengono inadeguata questa dotazione per la crescita dell'imprenditoria femminile. In Italia, le imprese guidate da donne rappresentano circa il 24 per cento del mondo imprenditoriale in genere e costituiscono una marcia in più per lo sviluppo del territorio, poiché consentono di elevare i livelli occupazionali delle donne; non raggiungono nemmeno un quarto del totale, nonostante la popolazione femminile sia di gran lunga maggiore rispetto a quella maschile. Stando ad uno studio fatto a livello nazionale, le donne imprenditrici sono presenti in ogni campo: il 35 per cento si dedica all'attività dei servizi, il 25 per cento servizi alla persona, oltre il 9 per cento all'agroalimentare, più del 13 per cento alle attività del cosiddetto T-A-C, (tessile, abbigliamento, calzature), pelletteria, e il 22 per cento circa nelle altre categorie di attività manifatturiere.

Negli ultimi anni, le imprenditrici sono aumentate di oltre il 60 per cento con una particolare concentrazione nell'artigianato, che meglio di altri comparti sembra corrispondere al bisogno di creatività, flessibilità, autonomia organizzata e possibilità di conciliare tra tempi di vita e lavoro, di cui le donne sono anche portatrici. Stiamo parlando di imprenditrici cresciute negli ultimi anni grazie agli aiuti economici stanziati dalla legge 215 del 1992. Ricordiamo che tale legge è diretta a promuovere l'eguaglianza sostanziale e le pari opportunità per uomini e donne nell'attività economica e imprenditoriale.

Noi vorremmo che il presidente Soru, che ha dimostrato tanta sensibilità nei confronti delle donne, sia candidandole nel listino, sia affidando loro quasi la metà degli Assessorati (a me pare che questo per il presidente Soru sia già sufficiente per le donne sarde), dimostri la stessa sensibilità nel finanziare adeguatamente la legge a sostegno dell'imprenditoria femminile. Accolgo anche il richiamo dell'onorevole Caligaris, credo che non ci siano problemi, a nome personale ma anche dei colleghi di Forza Italia, così come ha affermato l'onorevole Sanjust, a promuovere ogni intervento presso il Governo nazionale. Esprimo il voto favorevole a questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Lombardo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOMBARDO (F.I.). Intervengo per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento numero 85 e per rispondere anche all'onorevole Cugini, se mi presta un po' di attenzione, visto che mi ha chiamata in causa. Lei si è meravigliato del fatto che non comparissi come una delle presentatrici dell'emendamento; dovrebbe controllare anche tutti gli altri emendamenti per verificare che non c'è la mia firma. Questo non significa che anch'io, con i miei colleghi, non abbia contribuito alla stesura di questo emendamento in cui credo fortemente. La mia firma manca perchè non ero presente nel momento in cui sono stati presentati gli emendamenti.

Questo emendamento è la dimostrazione palese che questa maggioranza, soprattutto in campagna elettorale, nel momento della formazione delle liste, ha voluto portare avanti un'operazione di mera propaganda elettorale. C'è stata una strumentalizzazione dell'uso della presenza delle donne nel listino rosa. A me dispiace che le colleghe del centrosinistra non siano coerenti rispetto ad una linea che dice di aver sposato il presidente Soru a sostegno delle donne, perchè mi sembra che si parli di un sostegno alle donne soltanto quando si tratta delle donne elette. La collega Caligaris più volte in quest'Aula è intervenuta a sostegno di una presenza delle donne per quanto ha riguardato la legge sul consiglio delle autonomie locali, quando c'è stato il problema della nomina del difensore civico aveva avanzato l'ipotesi dell'opportunità che potesse essere una donna a rivestire quell'incarico, sempre donne che devono rivestire incarichi e che devono essere elette, tra virgolette, mai un provvedimento che invece si riferisse alla generalità delle donne, di quelle donne svantaggiate che hanno meno opportunità e che, invece, con la legge 215 potrebbero averle per creare nuova impresa, per creare sviluppo, per creare occupazione, quindi quelle donne meno fortunate di alcune che siedono in quest'Aula!

Ritengo che ci dovrebbe essere un po' più di coerenza, visti i risultati che la "215" ha prodotto, visto che, con l'ultimo bando, si sono potute soddisfare poco più di 200 domande a fronte delle oltre mille presentate e visto che, su questa legge, molte donne sarde ripongono molte aspettative. Per cui mi sarei aspettata che le mie colleghe di centrosinistra avessero dimostrato un minimo di coerenza rispetto all'ideale che hanno sposato nel momento in cui hanno accettato la candidatura nel listino rosa. Io, dall'indomani delle elezioni, ho detto che non mi sarei mai prestata ad una strumentalizzazione politica di questo genere. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Solo per precisare una cosa, di lavoro parliamo tanto, ma anche del ruolo che devono avere bisognerebbe parlare, fra l'altro sarebbe interessante andare a cercare i dati per capire quanto in Sardegna, ma non solo in Sardegna, va crescendo la quota di donne che entrano nel mondo del lavoro anche rispetto a come cresce la quota di uomini, di maschi che stanno dentro il mercato del lavoro. C'è una crescita notevolissima della presenza femminile e c'è una crescita notevolissima della presenza femminile nella vita sociale ed anche politica, non solo in quella economica, del nostro Paese.

Quello che non interessa ai colleghi, ma che forse può risultare utile conoscere, è che la normativa regionale che viene sostenuta finanziariamente dal bilancio è una normativa integrativa, concorrente a quella nazionale. La "215" è una legge voluta fermamente, fortissimamente, dallo schieramento democratico da tempi immemorabili, quindi ha una sua origine che è datata e nella scorsa legislatura si è provveduto ad integrare con una normativa specifica che consentisse la spendita di quelle risorse che erano in capo alla legge nazionale anche nel nostro territorio, perchè i dati di utilizzo di quella normativa in Sardegna erano pari quasi allo zero, zero cinque, zero uno, perchè gli interventi richiedevano configurazioni di società e modalità di spesa, oltre che di progettazione, che non erano sostenibili dal nostro sistema e, fra l'altro, era promossa malissimo dal soggetto incaricato di farlo in nome e per conto del Ministero dell'industria.

Si è proceduto così ad integrare, non a sostituire, le risorse finanziarie dello Stato; io credo che purtroppo ci sia una responsabilità da parte del centrodestra. Non bisogna svegliarsi in ritardo, la finanziaria dello Stato è in vigore da mesi, ed è una manovra restrittiva che punta a restituire, attraverso lo sconto sulle tasse, soldi ai ricchi! "Superciuk" ha colpito ancora! Ruba ai poveri e dà ai ricchi, e quando ruba ai poveri ruba anche alle donne povere, a quelle che stanno cercando lavoro! Svegliamoci! Sulla partita delle entrate siamo in ritardo perchè voi purtroppo siete subalterni alle logiche politiche nazionali! Svegliatevi un po'! Dateci una mano, contribuiamo, io sono per fare le battaglie, ma quando dico cose giuste, che a voi paiono giuste, in polemica con la mia maggioranza, ma dite cose giuste anche voi qualche volta in polemica a coloro che a livello nazionale governano i processi ed escludono.

L'approvazione della legge di revisione costituzionale, che è datata ieri, vede esultante la Lega, vede esultanti gli egoismi dei sistemi imprenditoriali e regionali più forti, è una penalizzazione grave, dite che deve essere abolita, partecipate al referendum perchè sia abrogata, è una vergogna! Il premierato forte è una riproposizione, a livello nazionale, anche del governatorato che voi dite di criticare, che io critico, che non mi convince, che non funziona, che non determina partecipazione. Fatelo anche voi, sarete più credibili!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Simonetta Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA SIMONETTA (La Margherita-D.L.). In realtà non avevo alcuna intenzione di parlare, ma il problema femminile in qualche modo è per me tanto serio che va sottratto a questo ping pong, a questa strumentalizzazione politica che qui sta avvenendo. Senz'altro, se guardiamo gli emendamenti, ce ne sarà qualcuno che riguarda diciamo al 99 per cento gli uomini. L'ultima cosa in prospettiva culturale che mi verrebbe in mente è fare di ciò un cavallo di battaglia. Per cui, io mi meraviglio moltissimo che lo si possa fare con provvedimenti che riguardano appunto le donne.

Sono convinta che le colleghe intendono assumersi fino in fondo la responsabilità di essere qui in Consiglio. Le decurtazioni sono avvenute, come tutti sappiamo, per la necessità di risanare le finanze della Regione e per poter provvedere in futuro agli uomini, alle donne, agli anziani ed ai bambini. In questo senso ci assumiamo la responsabilità della nostra presenza qui e, per favore, cari colleghi e care colleghe, cessiamo questo tipo di questioni, siamo culturalmente assolutamente arretrati! Ve ne prego!

PRESIDENTE. Onorevole Pili, sulle modalità di voto? Su che cosa intende intervenire?

PILI (F.I.). Sì, sulle modalità di voto, chiederei la votazione per appello nominale, Presidente.

PRESIDENTE. Onorevole Pili, intende la chiamata di ciascun consigliere? Perché la votazione elettronica è un appello nominale palese.

PILI (F.I.). Sì, intendo la chiamata di ciascun consigliere per esprimere il voto.

PRESIDENTE. Invito i colleghi che appoggiano la richiesta ad alzarsi.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri VARGIU, CASSANO, LOMBARDO, PISANO, LICANDRO, SANCIU, SANJUST.)

Votazione per appello nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale dell'emendamento numero 85. Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì, coloro i quali sono contrari risponderanno no. Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello. (E' estratto il numero 13, corrispondente al nome del consigliere Capelli).

Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello cominciando dal consigliere Capelli.

CORDA, Segretario, procede all'appello.

Rispondono sì i consiglieri: CAPELLI - CASSANO - COCCO - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MURGIONI - PILI - PISANO - RANDAZZO - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo - SCARPA - VARGIU - ARTIZZU.

Rispondono no i consiglieri: CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LAI - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - UGGIAS - URAS - BALIA - BARRACCIU - BRUNO - CALIGARIS - CALLEDDA.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 61

Votanti 60

Astenuti 1

Maggioranza 31

Favorevoli 19

Contrari 40

(Il Consiglio non approva).

I lavori del Consiglio riprenderanno questo pomeriggio alle ore 16 e 30.

La seduta è tolta alle ore 14 e 13.