Seduta n.346 del 02/04/2003 

CCCXLVI Seduta

Mercoledì, 2 Aprile 2003

(Pomeridiana)

Presidenza del Presidente Serrenti

indi

del Vicepresidente Salvatore Sanna

indi

del Presidente Serrenti

La seduta è aperta alle ore 15 e 44.

licandro, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di venerdì 28 marzo 2003 (340), che è approvato.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2003)" (383/A)

PRESIDENTE. Ricordo che siamo nella discussione generale dell'articolo 16 del disegno di legge 383\A, e siamo nella discussione generale sull'articolo e gli emendamenti, articolo 16. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Ha già parlato.

PRESIDENTE. Onorevole Balletto non vogliono che lei parli! Probabilmente il collega mi ha lasciato un appunto. Allora, non vi sono altri iscritti a parlare, va benissimo!

BIGGIO (A.N.). La replica della Giunta.

SECCI (La Margherita-D.L.). E l'Assessore competente?

FADDA (La Margherita-D.L.). L'ostruzionismo è in atto, non ci chieda di lavorare oltre le ore 22.

PRESIDENTE. Se non vi sono iscritti a parlare siamo al voto. Ha domandato di parlare il consigliere Murgia. Ne ha facoltà.

MURGIA (A.N.). Ho visto con attenzione l'articolo 17 e credo che...

FADDA (La Margherita-D.L.). L'articolo è il 16.

PRESIDENTE. Onorevole Murgia, lei segua il Presidente, articolo 16.

MURGIA (A.N.). L'Articolo 16, Presidente, spero che sia umano anche sbagliare! Hanno fatto cinquant'anni di errori, ce ne facciano fare uno, insomma! Dicevo che ho letto con attenzione l'articolo 16 e credo che una qualsiasi Giunta regionale, soprattutto nell'era del bipolarismo, abbia la possibilità di poter utilizzare dei fondi...

(Brusio in Aula)

PRESIDENTE. Onorevole Murgia, scusi un momentino, facciamo finire il concerto!

MURGIA (A.N.). Dicevo, Presidente, che ho sentito stamattina gli interventi dei colleghi del centrosinistra con un certo stupore, anche perché sinceramente non ci trovo niente di male nel fatto che una Giunta regionale, attraverso una manovra finanziaria, chieda di poter ottenere dei fondi da utilizzare per i propri obiettivi strategici. Ma vi è anche un altro elemento, secondo me, che dovrebbe far riflettere il centrodestra nel respingere le argomentazioni che i colleghi del centrosinistra stamattina hanno posto. E cioè che moltissimi stamattina hanno insistito sul fatto che volessero conoscere chissà quali operazioni misteriose e nascoste.

Ho sentito anche alcuni interventi accorati, ho sentito anche delle frasi dure sempre indirizzate contro la Giunta o contro la maggioranza, non ho sentito ovviamente nessun mea culpa circa le pratiche che chi ha governato a vario titolo la Regione negli ultimi anni ha messo in pratica. Detto questo, quindi, non è assolutamente accettabile che qualcuno continui a fare sempre la morale a qualcun altro; anche perché siamo stati tra i primi, e su questi temi avevamo vinto le elezioni nel 1999, avevamo denunciato duramente il sistema clientelare che invece il centrosinistra ha perseguito in tutti questi ultimi anni, non certamente il centrodestra al governo.

Ed allora non c'è niente di particolare, niente di strano se alla luce del sole una maggioranza chiede di poter ottenere dei fondi perché ritiene di avere delle cose importanti da fare, delle cose che si ritengono strategiche. Quindi credo che, casomai, tutte le facili ironie debbano essere rispedite al mittente; qua dentro, in quest'Aula, ci sono degli importanti colleghi, degli importanti consiglieri regionali che mi sembrano tutto tranne che delle vergini del potere, e cioè qualcuno che col potere ha una certa dimestichezza e che l'ha utilizzato, che l'ha messo in pratica anche con alterni risultati.

Ecco perché noi riteniamo di andare avanti in questa strada, riteniamo che questo articolo abbia una sua valenza fondamentale, riteniamo che la sua non approvazione possa aprire problemi politici di un certo rilievo, ed è per questo che pensiamo di doverlo sostenere con grande forza.

Stamattina ho concordato molto con l'intervento del collega Balletto, quando riferendosi al presidente Pili chiedeva appunto di tirare fuori le carte, le famose carte che dovrebbero documentare chissà che e chissà che cosa. Sarà nostra cura allora, cari colleghi del centrosinistra, recuperare le carte di tutto quello che avete fatto negli ultimi anni perché certamente non avete ridotto la Sardegna come fosse un giardino.

SPISSU (D.S.). Ma di quale articolo stiamo parlando, Presidente?

MURGIA (A.N.). Stiamo parlando dell'articolo 16, onorevole Spissu, sturi bene le orecchie ce le ha sempre belle attente, sta parlando lei spesso e volentieri e continuamente, quindi il 16, la ringrazio ma mi sono corretto! Lei si corregga ed usi ogni tanto un minimo di buona fede quando parla del centrodestra, si ricordi un po' del suo passato e del passato dei suoi colleghi, così magari meno demagogia fate sulla questione delle consulenze, dato che il sacco della Sardegna l'avete perpetrato per tanti anni! Per cui questa è la nostra opinione e chiediamo di andare avanti.

PRESIDENTE. Se non ci sono altri che chiedono di parlare, la parola alla Giunta.

Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Premesso che tutto il disegno di legge della manovra finanziaria, sia della legge finanziaria che quella di bilancio, è stato presentato alla Giunta regionale da parte dell'Assessore alla programmazione, che la Giunta regionale collegialmente, e singolarmente ogni Assessore ha valutato tutte le proposte, collegialmente e ciascun Assessore ha approvato il disegno di legge così come è formulato.

Aggiungo anche che collegialità non significa unanimità, significa avere invece dall'insieme delle individualità che formano il collegio, la capacità di sintetizzare al massimo le proposte eventualmente divergenti che in esse vengono formulate. E se questo può essere accaduto, qualche divergenza, relativamente a qualche altra parte della finanziaria, ebbene sull'articolo 16 della finanziaria non una voce discorde si è sollevata in Giunta, non una voce discorde ho avvertito negli incontri con la maggioranza, per cui si può affermare che nessun altro articolo come questo della finanziaria ha il consenso della collegialità della Giunta regionale. Leggo: "per la realizzazione degli interventi... individuati nel documento di programmazione economica e finanziaria è costituito un fondo.… Il fondo serve per sostenere le spese necessarie per la redazione degli studi di fattibilità della valutazione di impatto ambientale e dei progetti preliminari definitivi ed esecutivi...". Questo non è nel testo dell'articolo 16, è nell'emendamento sostitutivo proposto da una parte della opposizione; il che evidentemente la dice lunga su tutte le polemiche e su tutte le questioni che sono state sollevate in ordine e a sostegno degli emendamenti soppressivi dello stesso articolo.

Ebbene nel testo di legge si dicono grossomodo le stesse parole, con una differenza, che nel testo della legge non ci si limita a sostenere o a prevedere le spese di fattibilità, eccetera; ma si dice anche che le somme servono per la realizzazione, quindi non solo per lo studio di fattibilità, eccetera, ma anche per la realizzazione degli interventi coerenti al Dpef.

Quindi, diciamo, è un fondo che viene ideato in termini complementari proprio per coordinare gli interventi, per mettere insieme gli interventi settoriali e giungere ad un processo di intervento globale ed organico che sia veramente in grado di affrontare e risolvere i nodi strutturali della nostra Regione, proprio attraverso l'individuazione degli obiettivi strategici e coerenti con il Dpef.

In corso di discussione generale si è sostenuto per esempio che il terzo comma sarebbe una sorta di espropriazione da parte dell'Assessore della programmazione delle competenze degli altri Assessori, è l'esatto contrario! Perché non è scritto, onorevole Sanna, che l'Assessore della programmazione va ad emettere decreti per prelevare fondi dall'Assessorato dell'industria, o dall'Assessorato del turismo o dall'Assessorato dei lavori pubblici, è scritto esattamente il contrario; cioè, è scritto che da questo fondo l'Assessore prende e trasferisce con decreto le somme ivi iscritte alla competenza dell'Assessore dell'industria, alla competenza dell'Assessore del turismo, alla competenza dell'Assessore dei lavori pubblici, e perché no anche dei trasporti e perché no anche degli enti locali, e perché no anche degli affari generali, con riferimento ad uno degli obiettivi strategici che è per esempio quello relativo alle politiche dell'innovazione tecnologica, perché evidentemente il sistema è congegnato in modo tale da mettere quasi in attuazione quello che la legge 1 del 77 prevede e che non ha mai funzionato, e cioè il dipartimento della programmazione che non è solo l'Assessorato della programmazione ma un insieme di Assessorati che tutti quanti insieme, mettendo insieme le energie, mettendo insieme le risorse, mettendo insieme le idee e coordinate all'interno del dipartimento magari sotto la Presidenza del Presidente della Regione, possa finalmente avviare quel processo del quale tante volte abbiamo parlato e che ,di fatto, non siamo mai riusciti a mettere in atto.

Quindi, evidentemente, tutto questo processo serve ed è assolutamente indispensabile come strumento per creare le premesse per la realizzazione, per la prima volta di una parte considerevole del documento di programmazione economica e finanziaria, perché evidentemente noi non potremo al prossimo documento di programmazione economica e finanziaria chiedere l'approvazione, l'indicazione e l'individuazione di progetti se poi, aprioristicamente, diciamo che non li vogliamo attuare. Ecco perché noi ci riferiamo in modo espresso al documento che è stato approvato dal Consiglio, che il Consiglio ha affidato all'attuazione della Giunta regionale e che la Giunta regionale è vincolata ad attuare proprio perché ne ha ricevuto espresso incarico, espresso mandato dal Consiglio regionale. Ed è l'avvio di quella politica che esca finalmente dall'impostazione precedente ed incominci a guardare anche oltre le elezioni del 1994, in quanto naturalmente non ci possiamo sottrarre all'obbligo di impostare per il triennio, così come del resto prevede la legge di contabilità, il programma di attuazione di questo processo.

Quindi, noi abbiamo la necessità di incominciare a creare le premesse perché si realizzino piano piano, così come è previsto nel Dpef, questi obiettivi che vengono indicati nel documento medesimo. E, naturalmente, contrariamente a quello che si afferma, è presente attiva e costante l'attività di controllo e di vigilanza del Consiglio regionale che lo esercita attraverso la Commissione, così come costituzionalmente previsto dall'ordinamento regionale. Pertanto non vedo assolutamente la ragione per la quale questo articolo abbia destato tanto scalpore salvo in chi ha voluto verificare o vedere o intravedere o coltivare la cultura del sospetto che spesso, purtroppo, aleggia in quest'Aula.

Io ho ricevuto ieri la lettera dell'onorevole Selis e dell'intero Gruppo della Margherita con la quale con lettera indirizzata a me e al direttore generale del mio Assessorato per le notizie richieste, eccetera. Innanzitutto, come ho già detto l'altro giorno, è stata già sottoscritta da me la lettera di informazione che egli ha chiesto, a doppia informazione, del direttore generale cui spetta, o del servizio, e dell'Assessore che li informa, e riceverà anche l'elenco. Molto facile per me compilare l'elenco per quanto riguarda le consulenze, non c'è nessun problema da questo punto di vista, io non ho problemi. Le dirò che io non ho neanche scheletri da nascondere perché non ho gli armadi, quindi non essendoci armadi non ho neppure gli scheletri dentro gli armadi! Quindi, per quanto mi riguarda, possiamo andare tranquillamente a un confronto in qualunque circostanza e in qualunque momento, a incominciare da questa che è la sede più giusta per parlare di queste cose.

In conclusione, e credo che sia giunto il momento di concludere, io mi rivolgo - come stamattina, quando ho cercato di spiegare alla maggioranza il senso di questo articolo 16 - alla maggioranza conclusivamente perché è la maggioranza che ha il dovere di approvare le leggi ed è la maggioranza che deve trovare il modo per mandare avanti questa finanziaria secondo i progetti che sono stati presentati.

PRESIDENTE. Onorevole Corda, su che cosa vuole parlare? La discussione è finita, siamo al voto. Non so se ci sono richieste di voto particolare. Onorevole Fadda, lei su che cosa vuole parlare?

FADDA (La Margherita-D.L.). Sulla modalità di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Per chiedere il voto segreto sull'emendamento soppressivo totale, che credo sia il primo, Presidente.

PRESIDENTE. Va bene. Votiamo adesso gli emendamenti 199, 453 e 623, sono uguali e quindi li voteremo assieme. E' stato chiesto il voto segreto, lei può fare dichiarazione di astensione, se vuole, onorevole Corda.

CORDA (A.N.). Oppure posso chiedere di parlare sul Regolamento, così come recita il Regolamento, è sempre concessa la parola sul Regolamento.

PRESIDENTE. Dopo il voto, però.

CORDA (A.N.). E' sull'argomento, Presidente. Se mi permette, Presidente, se lei mi dà un minuto.

PRESIDENTE. No, no, dopo il voto, onorevole Corda.

CORDA (A.N.). Si tratta di argomento inerente alla votazione, ed è un argomento regolamentato dal Regolamento del Consiglio.

PRESIDENTE. No, onorevole Corda, non posso concedere, se lei vuole può fare una dichiarazione di astensione e la argomenti come ritiene; se deve parlare sul Regolamento ci faccia espletare le formalità di voto dopodiché le do la parola. Mi dica cosa deve fare.

CORDA (A.N.). Presidente, io credo che il Regolamento vada, come lei giustamente fa, applicato sempre. Allora non c'è nessuna norma del Regolamento che dia priorità alle richieste di intervento, qualunque sia il motivo.

PRESIDENTE. Guardi, onorevole Corda, le mando il Regolamento. La prego, onorevole Corda.

CORDA (A.N.). Presidente, io rispetto quello che lei decide perché è lei che deve interpretare il Regolamento e ci mancherebbe altro.

PRESIDENTE. Io sto applicando il Regolamento.

CORDA (A.N.). Però, Presidente, io la prego, se è vero come è vero che ogni consigliere ha il diritto di fare richiesta di una modalità particolare di votazione perché...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Sta concludendo.

CORDA (A.N.). A me viene da sorridere.

PRESIDENTE. Stia comodo, onorevole Corda, stiamo votando.

CORDA (A.N.). Presidente, però non è possibile che in quest'Aula abbiano parola...

PRESIDENTE. Ma le ho già detto di no, perché insiste, onorevole Corda? Stiamo votando gli emendamenti 199, 453 e 623, è stato chiesto il voto segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 199, 453 e 623 all'articolo 16.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 75

votanti 74

astenuti 1

maggioranza 38

favorevoli 41

contrari 33

(Il Consiglio approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

La conseguenza è che tutti gli emendamenti presentati all'articolo 16 decadono, quindi passiamo all'articolo 17. Se ne dia lettura.

MASIA, Segretario:

Art. 17

Patrimonio regionale

1. Il comma 3 dell'articolo 1 della legge regionale 5 dicembre 1995, n. 35 (Alienazione dei beni patrimoniali), è sostituito dal seguente:

"3. La vendita, fatto salvo il ricorso alla procedura di cartolarizzazione prevista dalle disposizioni statali, avviene mediante pubblico incanto, presieduto dal direttore del Servizio demanio e patrimonio, con il sistema della candela vergine, secondo le procedure, per quanto non diversamente determinato dalla presente legge e per quanto compatibili, di cui agli articoli 576 e seguenti del Codice di procedura civile.".

PRESIDENTE. Colleghi abbiamo voglia di continuare o no? Se dobbiamo continuare vi prego di fare silenzio e di prestare un po' di attenzione. E' stata data lettura dell'articolo 17… Colleghi per cortesia!

spissu (d.s.). Dieci minuti di sospensione, devono fare una riunione di Gruppo!

PRESIDENTE. Nessuna sospensione, chiedo silenzio per gentilezza. All'articolo 17 sono stati presentati gli emendamenti numero 205 e 386 soppressivi totali; il 206 e il 624 li elenco così perché sono uguali, poi li voteremo assieme, soppressivi parziali, e l'aggiuntivo 625.

Se ne dia lettura.

LICANDRO: Segretario:

Emendamento soppressivo totale Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis

Art. 17

L'articolo 17 è soppresso. (205)

Emendamento soppressivo totale Falconi - Spissu - Demuru - Pirisi

Art. 17

L'articolo 17 è soppresso. (386)

Emendamento soppressivo parziale Fadda - Biancu - Giagu - Dore - Granella - Secci - Selis

Art. 17

Il comma 1 dell'articolo 17 è soppresso. (206)

Emendamento soppressivo parziale Cogodi - Ortu - Vassallo

Art. 17

Il comma 1 dell'articolo 17 è soppresso. (624)

Emendamento aggiuntivo Cogodi - Ortu - Vassallo

Art. 17

Dopo il comma 1 dell'art. 17 sono aggiunti i seguenti:

Patrimonio regionale

1 bis. Ai fini del riordino, gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare della Regione, anche in funzione della formulazione del conto del patrimonio, la Regione autonoma della Sardegna succede nei beni e nei diritti del patrimonio immobiliare degli enti, istituti ed aziende regionali di cui all'articolo 69 della legge regionale n. 31 del 1998; sono fatte salve le competenze per materia degli enti di cui al precedente comma relative alla gestione dello stesso patrimonio.

1 ter. In fase di prima applicazione gli enti, istituti ed aziende di cui all'articolo 1 trasmettono, entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, al Servizio demanio e patrimonio dell'Assessorato regionale degli enti locali, finanze ed urbanistica, copia del proprio conto patrimoniale immobiliare, unitamente all'elenco di cui all'articolo 65 della legge regionale n. 11 del 1983.

1 quater. Gli atti e provvedimenti incidenti sulla titolarità e consistenza del patrimonio immobiliare regionale sono comunicati, pena l'inefficacia degli stessi, entro trenta giorni dalla loro adozione, per la preventiva approvazione al Servizio demanio e patrimonio dell'Assessorato degli enti locali, finanze ed urbanistica. (625)

Sul Regolamento

PRESIDENTE. Adesso dobbiamo cominciare con le illustrazioni. L'onorevole Fadda ha chiesto la parola, su che cosa? L'onorevole Corda aveva chiesto di parlare sul Regolamento, abbia pazienza, gli devo dare la parola, subito dopo la darò a lei. Ha domandato di parlare il consigliere Corda. Ne ha facoltà.

CORDA (A.N.). Presidente, io spero, a questo punto, di poter esercitare il diritto di ogni consigliere regionale di avere la parola, avendo anche la speranza che l'opposizione dismetta questo atteggiamento ostile nei confronti di chiunque e voglia parlare dicendo cose in dissenso...

PRESIDENTE. Onorevole Corda, mi scusi un momento solo, colleghi prendiamo posto per favore tutti quanti. Onorevole Balletto, onorevole Sanna Noemi, sta parlando l'onorevole Corda, dopo le darò la parola, adesso ascoltiamo l'onorevole Corda. Siamo tutti a posto? Prego, onorevole Corda.

CORDA (A.N.). Dicevo che è interesse di tutti, anche dell'onorevole Ortu che spesso si lamenta e anche dell'onorevole Cugini che continua… che ci sia la possibilità per ogni consigliere di poter espletare il suo diritto, che è quello di parola in Aula. Questa è una regola parlamentare, è una regola dell'Assemblea, poi ci sono regole non scritte nel Regolamento che attengono all'educazione e credo che anche questa doveva essere tenuta in qualche modo presente perché i comportamenti… L'onorevole Ortu continua imperterrito ad argomentare non so su cosa, Presidente io mi rifiuto di intervenire in queste condizioni.

PRESIDENTE. Colleghi, l'onorevole Corda ha perfettamente ragione, è un problema di rispetto verso tutti quanti noi. Io devo chiedere ai colleghi di prendere posto. Onorevole Capelli, prendete posto, abbiate pazienza, non è neanche giusto che il Presidente parli a una serie di spalle che vedo tutte in fila. Colleghi, vogliamo prendere posto? La prego, continui onorevole Corda, sperando che nessuno la interrompa.

CORDA (A.N.). E sperando di poter avere il tempo che mi spetta per parlare. Presidente, io ho rispetto delle decisioni che la Presidenza nell'interpretare il Regolamento prende, perché questo è dovuto al fatto che io appartengo a questa Assemblea. Io la pregherei, Presidente, di indicarmi quale articolo del Regolamento indichi in modo esplicito che il diritto di parola spetta in quest'Aula non a chi lo chiede per primo, senza per altro indicare la motivazione dell'intervento, ma spetti di diritto a chi lo chiede per chiedere il voto segreto. Ecco, io la prego di indicarmi questo articolo del Regolamento che io non conosco, ma che dubito ci sia, perché se è vero che ogni consigliere ha il diritto di richiedere attraverso le regole stabilite dal Regolamento che venga concesso un tipo di votazione particolare, come in questo caso il voto segreto, è altrettanto vero che questa richiesta lede il diritto di altri consiglieri che avrebbero la necessità, senza pagare per questo il prezzo che non vogliono pagare, di esprimere una dichiarazione di voto, perché di fatto quando viene chiesto il voto segreto viene espropriato ogni altro consigliere del suo diritto di esprimere compiutamente i motivi per cui vota in quel modo. E che uno debba essere costretto da un Regolamento che non lo prescrive ad astenersi dal voto solo perché è stato chiesto il voto segreto, credo che questo sia ledere i diritti di tutti gli altri consiglieri che vorrebbero esprimere il voto e non lo possono fare perché viene richiesto il voto segreto. Ma se io chiedo di fare una dichiarazione di voto, Presidente, e il Regolamento mi consente di farlo prima di ogni votazione, questo dice il Regolamento, il mio diritto non può essere inficiato da una richiesta che viene ritenuta prioritaria, rispetto anche all'ordine di prenotazione, da chi chiede il voto segreto.

spissu (d.s.). Fai ricorso al Tribunale dell'Aia!

CORDA (A.N.). Non al Tribunale dell'Aia, sarebbe sufficiente un po' di buon senso in questo Consiglio. Siccome, onorevole Spissu, esiste un Regolamento… Onorevole[S1] , parli di agricoltura e di sport della sua Villacidrese, abbia pazienza, lasci stare cose che non... Io la prego Presidente di dirmi quale articolo o quale comma del Regolamento prescriva che viene data priorità assoluta nell'intervento a chi deve chiedere il voto segreto, perché sarei curioso di conoscere questo.

PRESIDENTE. Onorevole Corda, è opportuno che brevemente affrontiamo questa questione. E' prassi parlamentare, abbia pazienza, poi le leggo anche il Regolamento, mi faccia dire, io l'ho ascoltata però e non l'ho neanche interrotto. E' prassi regolamentare che le richieste sulle modalità di voto abbiano precedenza. La procedura di voto comincia quando il Presidente dice: "Stiamo votando", in quel momento sono ammesse solamente le richieste per modalità di voto ed è possibile fare dichiarazione di voto solo per astensione. Le leggo l'articolo 97, primo comma, dice: "Divieto di intervento - Cominciata la votazione non è più concessa la parola fino alla proclamazione del voto". Il voto comincia quando il Presidente dice: "Stiamo votando", in quel momento cominciano le procedure, da quel momento non è più possibile intervenire, a meno che, ripeto, uno non dichiari i motivi della propria astensione oppure faccia una richiesta in merito al voto che stiamo per esprimere. L'articolo 95, al comma 3, dice: "Nei casi di votazione a scrutinio segreto sono ammesse solo dichiarazioni per indicare i motivi dell'astensione". Questo è il Regolamento. Per concludere voglio anche dire un'altra cosa: io comprendo, e mi rivolgo a tutta l'Aula, che sul Regolamento si possano anche esprimere valutazioni politiche, però io credo che non sia giusto rivolgersi continuamente al Regolamento, che è lo strumento comunque che regola tutti i nostri comportamenti, in maniera ingiuriosa, perché il Regolamento può essere cambiato. Io voglio ricordare a lei e a tutti quanti che ho riunito più di una volta la Giunta per il Regolamento, e le Giunte per il Regolamento sono andate deserte, da questo deduco che non c'è la volontà di cambiare il Regolamento. Allora, il Regolamento è questo e lo dobbiamo rispettare, io lo devo applicare, posso anche sbagliare nell'applicazione e quando sbaglio chiedo scusa per questo, ma tutti sono tenuti a rispettarlo.

Io credo che questo argomento sia chiuso anche per il futuro.

CORDA (A.N.). Io ho posto un altro problema, quello della priorità delle richieste.

PRESIDENTE. Onorevole Corda, ne parliamo in un altro momento, abbia pazienza.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Aveva chiesto di parlare sull'ordine del giorno il consigliere Pittalis, il quale rinuncia. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda, sempre sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Presidente, noi avremmo necessità come opposizioni di un quarto d'ora di sospensione. Siamo convinti che la maggioranza dopo questo voto capirà qual è l'importanza di questa sospensione, quindi ci appelliamo alla loro sensibilità, così come noi abbiamo fatto in tante occasioni, perché ci venga accordato questo quarto d'ora di sospensione.

PRESIDENTE. L'onorevole Fadda ha chiesto formalmente un quarto d'ora di sospensione, se non vi sono pareri discordi sospendo la seduta.

(Interruzione del consigliere Corda)

PRESIDENTE. Ma non stiamo votando adesso, onorevole Corda, quando dobbiamo votare lei interrompe, adesso che non stiamo votando vuole votare! Un quarto d'ora di sospensione è accordata, prego.

(La seduta, sospesa alle ore alle ore 16 e 20, viene ripresa alle ore 16 e 44.)

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2003)" (383/A)

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori, prendiamo posto. Stiamo illustrando gli emendamenti 205 e 386, il primo 205 è stato presentato dai colleghi Sanna Gian Valerio e più, può essere illustrato.

Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per illustrare l'emendamento 205.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). L'emendamento 205 attiene alla soppressione dell'articolo 17, dico due parole sul merito. Per fare un promemoria all'assessore Biancareddu sul fatto che già nella finanziaria dell'anno scorso abbiamo inteso proporre poi congiuntamente che ogni modifica alla legge che sovrintende alla alienazione dei beni patrimoniali dovesse essere materia da escludere dall'ambito della finanziaria, noi vediamo la riproposizione di una modifica ed ovviamente ci riposizioniamo sulle cose che abbiamo affermato l'anno scorso. Tuttavia non possiamo in questo momento non tenere conto che il Consiglio affronta l'articolo 17 non certo con una particolare attenzione all'articolo 17, ma non possiamo non sottolineare come l'enfasi che si è sviluppata sul precedente articolo, l'annuncio tempo fa da parte dell'Assessore della programmazione dell'essere questo un punto particolarmente significativo dei caratteri del governo del centrodestra, ed in questa finanziaria forse l'elemento di snodo politico più importante, il fatto che lui stesso rivolgendosi alla sua maggioranza abbia detto: "badate, vi ricordo che nessuno di voi si è permesso di obiettare su questo elemento" e meno male che nessuno ha obiettato, immaginate che cosa sarebbe successo se qualcuno avesse posto dei problemi a questo articolo. Io credo che non possiamo prescindere dal fatto, per le cose che ho detto io stesso nella presentazione degli emendamenti, che questo articolo rappresentava la fotografia fedele dell'impostazione generale del copyright di questa finanziaria, cioè l'assessore Masala e il Presidente Pili. Nel voto si è espressa, assessore Masala, una censura politica sul merito e sul metodo, un fatto che lei non può ignorare, un fatto grave sul quale lei stesso ha maturato una particolare enfasi impegnando la sua maggioranza ad un riscontro particolare, e sostanzialmente invocando anche se non formalmente alla sua maggioranza una sorta di fiducia, quel tipo di intervento si fa normalmente quando si pongono le questioni di fiducia. Noi non abbiamo nel nostro Regolamento questa particolare condizione, ma non siamo talmente sprovveduti da non comprenderne la ratio e la derivazione. Di fronte a questa richiesta di fiducia, lei è stato bocciato nel merito e nel metodo, e non possiamo neanche considerare che per i contenuti che portava appresso quel voto c'è una censura del Consiglio anche rispetto al fatto che volevate in qualche modo sottintendere, attraverso questi metodi, il conseguimento di obiettivi strategici che non sono più strategici evidentemente, neanche per la vostra maggioranza. Il fatto più importante è che la maggioranza di questo Consiglio insieme a noi ha dimostrato una cosa molto semplice, un qualcosa che noi stiamo cercando di farvi osservare dall'inizio di questa finanziaria, ma che rappresenta la costante della storia di questa maggioranza da quando è nata, che la politica anche nel profondo delle coscienze di chi ha scelto di stare anche in maniera disagiata da una parte politica, perché io non credo che tutti quelli della maggioranza stiano in questo momento, per le cose che stanno avvenendo, comodamente schierati nella maggioranza, ci sta qualcuno in maniera scomoda. Questo significa, assessore Masala, che il centrodestra assieme al centrosinistra ha bocciato la politica che basa la sua funzione sulle convenienze e sulle clientele, e ha detto a voi in maniera chiara e a lei in maniera altrettanto chiara, che la politica è da intendere in maniera diversa in quest'Aula, e quello che ci meraviglia è che lei imperturbabile continui come se nulla fosse a pretendere che quello che ormai rimane della sua finanziaria, rappresenti ancora una condizione di non comunicazione, di non concertazione, di quelli - con le opposizioni - che a questo punto sono diventati gli snodi fondamentali per la chiusura di questa finanziaria, cioè i problemi che riguardano il rifinanziamento degli enti locali, il settore ambientale e le altre questioni. Questo è sorprendente. E` sorprendente perché, io l'ho detto dall'inizio di questa finanziaria, io non mi meraviglio, è stata dimostrata in questi anni la vostra volontà di fare evaporare dalla coscienza politica singola, individuale ed anche collettiva, il senso e il valore dell'etica pubblica, l'etica pubblica non è questo. L'etica pubblica non è nascondere i dati, la trasparenza, l'etica pubblica non è costringere l'opposizione a scoprire attraverso i propri mezzi che voi nottetempo date gli incarichi fuori da qualunque norma, questa non è etica pubblica! E siccome credo che rimanga nel fondo della coscienza di ciascuno un senso, dico quanto meno di appartenenza, non di rispetto, perché questo non è rispetto Assessore, fino a quando lei rimane seduto in quella poltrona dopo questo voto, lei dimostra che non ha rispetto per le istituzioni, perché dopo che uno viene sfiduciato deve essere conseguente, perché la sfiducia non è nella sua persona, è nella sua titolarità ad essere autore e coproduttore di questa finanziaria che sta avendo quest'esito; ed allora, io credo che tutto si possa dire ma che il Consiglio alla fine, chiamato in libertà di coscienza, anche per il tramite di un voto, l'unico voto che può consentire il non controllo e i non ricatti, come dall'inizio di questa tornata consiliare, palesemente, sui giornali, nel pourparler, qualche autorevole esponente, a cominciare dal Presidente, ha prodotto nei confronti della propria maggioranza, non si possa eludere che siamo ad una condizione di svolta. E` chiaro che noi non potremo continuare a parlare di finanziaria dopo quello che c'è stato, considerando che lei rappresenti in qualche modo a questo punto un interlocutore, perché quando il Consiglio si esprime con sfiducia e quando la violazione delle regole democratiche, così come palesemente avviene, è avvenuto sull'articolo 3, è avvenuto sull'articolo 8, è avvenuto sull'articolo 16, ma andiamo a vedere gli annali, la storia di questo Consiglio regionale, se è mai capitato di fronte a censure di questa dimensione che né un Assessore né un Presidente sia rimasto in sella facendo finta di nulla, andiamolo a vedere, state scrivendo purtroppo - l'ha detto qualche vostro autorevole esponente - una delle pagine più buie della dimensione istituzionale; ed allora, di fronte a questa sorta di esilio della politica, ci dovete consentire, non per gli esiti delle votazioni, che sono parti finali, ma ci dovete consentire sul piano della testimonianza, dei ragionamenti e delle argomentazioni che abbiamo portato da settimane in quest'Aula almeno il riconoscimento che, al di là della contesa politica, assessore Masala, da questa parte politica continua a permanere fortunatamente quel rigore, quel respiro, quei principi che ancora possono in qualche modo salvare, se ci riusciamo, la politica e le istituzioni. D'ora in poi sarà molto facile per noi considerarla un Assessore dimissionato e sfiduciato, ma allo stesso tempo vorremmo che la maggioranza, memore di questa condizione gravissima dell'istituzione, si aprisse il tanto che basta per confrontarci in maniera seria e costruttiva sugli elementi che ci separano dalla conclusione di questa finanziaria e che rappresentano la richiesta legittima di molte categorie.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Spissu per illustrare l'emendamento numero 386. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Presidente, l'emendamento 386 è un emendamento soppressivo totale dell'articolo 17, così come altri emendamenti che noi abbiamo presentato su altri articoli. Intende modificare totalmente l'impostazione della finanziaria anche su questo articolo che è relativo alle questioni patrimoniali su cui peraltro lo scorso anno c'era stata un'ampia discussione.

Siccome l'emendamento è chiaro nella sua finalità e nel suo intento conclusivo, io non mi dilungo sull'emendamento ma vorrei richiamare i colleghi ad una situazione un po' paradossale che si vive in quest'Aula, nella quale riprendiamo, come se niente fosse, la discussione sull'articolo 17, dalla presentazione degli emendamenti sull'articolo 17, facendo finta che non sia stato bocciato l'articolo 16 (vorrei che l'assessore Masala mi ascoltasse, onorevole Fantola) facendo finta che non sia stato soppresso da questa Aula l'articolo 16 che, al di là del merito e del contenuto specifico da noi non condiviso per i motivi che sono stati abbondantemente spiegati durante l'intera giornata, ha assunto una valenza esclusivamente e squisitamente politica assegnata all'articolo 16 non da noi, assegnata all'articolo 16 dall'assessore Masala che, qualche giorno fa, non si agiti, assessore Masala, stiamo parlando del merito, ha dichiarato ad un giornale di assegnare all'articolo 16 un valore politico e che, qualora l'articolo 16 non fosse stato accolto dall'Aula, si sarebbe dimesso. Ha ripetuto in replica, questa sera, a conclusione della discussione generale sull'articolo 16, che l'articolo 16 era un articolo su cui esiste ed esisteva, a questo punto possiamo dire essendo ormai caduto, il totale assenso della maggioranza e dell'intera Giunta, quindi ha assegnato all'articolo un valore politico strategico per la maggioranza.

Bene, poiché l'articolo è rovinosamente caduto in Aula dimostrando, sottolineando, per la cinquantacinquesima volta che la maggioranza non è tale, che la maggioranza non ha il consenso consiliare non su cose marginali, ma su cose che ritiene strategiche, noi ci aspetteremmo che alle parole facciano seguito i fatti; ci aspetteremmo, se la politica è anche coerenza, se la politica è anche responsabilità delle cose che si fanno e si dicono, ci aspetteremmo e ci saremmo aspettati che la maggioranza riflettesse su questo voto, che l'assessore Masala si dimettesse, invece facciamo finta che niente sia successo.

Credo che questo atteggiamento, questo far finta di niente, questo dire che ciò che viene bocciato in fondo è carta straccia, che in fondo ciò che abbiamo detto i giorni scorsi erano soltanto parole al vento in libertà, questo far finta di niente è il male oscuro che sta devastando questa vostra maggioranza. Ma che credibilità ha l'assessore Masala nella discussione di questa finanziaria da questo momento in poi? Che credibilità ha se ciò che dice al mattino non vale più la sera. Che credibilità ha per noi l'Assessore che porta in quest'Aula la finanziaria, che non trae conseguenze politiche, non tecniche, cambiando i numeri delle UPB, come fa spesso in quest'Aula dicendo prima una cosa e poi contraddicendo la stessa cosa un attimo dopo, non trae conseguenze politiche da fatti che sono politici.

Come facciamo noi, assessore Masala, a ritenere che lei con coerenza porti avanti una discussione su questa finanziaria quando arriveremo, per esempio, all'articolo 18, quello sul quale noi sosterremo un confronto duro perché è l'articolo sul quale incentriamo l'attenzione per quanto riguarda le risposte che abbiamo richiesto sul piano straordinario del lavoro e sugli enti locali. Non cose clientelari o piaceri privati, come ogni tanto sembra aleggiare in quest'Aula facendo scadere e decadere il confronto politico a discussioni da "bar sport", declassando lo screening della zona industriale di Porto Torres ad un piacere personale. Nessuno di noi chiede piaceri personali, ognuno di noi fa politica e rappresenta problemi e istanze, né la maggioranza è proprietaria di risorse, che sono risorse pubbliche, e che debbono essere gestite pubblicamente e per l'interesse pubblico.

Allora io non capisco stasera come vogliate procedere nella discussione. Perché, assessore Masala, lei non chiede una pausa di riflessione e non presenta le dimissioni provocando una verifica nella sua inesistente maggioranza senza fare, come fa il suo Capogruppo, che ogni due mesi dice che è in corso una verifica conclusiva di questa maggioranza, ma siete tre anni che verificate e che cercate di rimettere insieme i cocci di una maggioranza che non esiste e di una politica che non c'è.

Allora, noi ripetiamo che abbiamo bisogno di risposte politiche, non di una risposta sull'articolo 17, non che ci spaventi la discussione sull'articolo 17, perché la faremo, ma scegliete voi qual è il terreno, scegliete voi qual è il terreno di scontro su questa finanziaria nelle prossime ore e nei prossimi giorni e dalla risposta che voi darete, anche in relazione alle questioni poste dall'opposizione in queste settimane, dipenderà l'andamento dei lavori in quest'Aula, nella quale l'opposizione continuerà a fare opposizione.

E' difficile che noi votiamo gli articoli di questa finanziaria e gli emendamenti che voi avete proposto. Allora io credo che sarebbe opportuno che vi prendiate una pausa di riflessione per stasera e che, a conclusione di questa pausa di riflessione, ci diciate in quale modo intendete procedere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda per illustrare l'emendamento 206. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, non lo faccio in modo ironico, come qualcuno potrebbe interpretare, però sento il dovere di ringraziare quanti in questa finanziaria ci hanno aiutato a dare ragione alle organizzazioni sindacali, alle organizzazioni imprenditoriali, agli enti locali.

Quando l'assessore Masala non comprende i messaggi che gli vengono lanciati non solo da questo mondo, dal mondo esterno, ripeto, dal mondo imprenditoriale, sindacale, dagli enti locali ma da vasti settori della sua stessa maggioranza che hanno dichiarato a più riprese di non condividere questa manovra finanziaria, io credo, assessore Masala, che dopo quello che è successo nella giornata di oggi, ma anche nei giorni precedenti, debba avere un unico risultato: le sue dimissioni, Assessore.

Chi ha voluto politicizzare l'articolo 16 è lei, Assessore, l'ha politicizzato stamattina anche se non gli era permesso, quando esprimeva il parere sugli emendamenti, l'ha fatto stasera in replica dicendo che questo articolo, l'articolo 16 era condiviso da tutta la maggioranza. Allora io le chiedo, Assessore, lei in alcune occasioni ha definito gli emendamenti bocciati carta straccia, con un gesto io dico anche poco parlamentare: alzandosi e strappando gli emendamenti.

Poi, ieri ha detto che erano incidenti di percorso; ma se neanche lei crede alle cose che dice quando intende politicizzare un articolo come questo e non ne trae le conseguenze, mi creda, per come io l'ho conosciuta da Capogruppo nella scorsa legislatura, lei si sarebbe dimesso. Che cosa è cambiato in lei, Assessore? Perché dopo tutte le dichiarazioni, le bocciature che sono avvenute in Aula non ne trae le conseguenze e si dimette? Lo dico con molta serenità.

Non è pensabile che una manovra finanziaria in parti importanti, che lei ha definito importanti, tutti gli articoli, gli emendamenti che riguardavano la sua gestione sono stati bocciati dall'Aula, quindi non solo sono stati bocciati per cinquanta volte un po' tutti gli Assessori, ma lei in modo particolare, Assessore, perché nessuno della sua maggioranza, o sono pochi, ha condiviso la manovra che lei ha presentato in Commissione e che ha presentato in Aula.

Vede, Assessore, stamattina lei sarebbe stato più convincente se avesse ammesso il suo errore. Non è pensabile che la Giunta regionale per circa cento miliardi per progetti si presenti in Commissione, perché la prima proposta che lei aveva avanzato, anzi, la Giunta regionale aveva avanzato, riguardavano circa cento miliardi di progetti, i cosiddetti progetti obiettivo, progetti strategici che volevate portare avanti in base al Dpef. Poi lei ha dimezzato queste somme, l'Aula glieli ha bocciati tutti.

Allora io le chiedo, Assessore: le sembra corretto da un punto di vista politico, guardi, Assessore, conviene che non sorrida in momenti difficili come questo.

CONTU (C.C.D.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro pastorale. Dovrebbe piangere?

FADDA (La Margherita-D.L.). Guardi, Assessore, credo che ci sono momenti della vita politica di ciascuno di noi che meriterebbero una riflessione un pochino più attenta. Questo suo sorriso nel voler dire che forse non si dimette, mi auguro che sia il Masala che ho conosciuto da Capogruppo, non il Masala che ho conosciuto da Assessore, e che quindi sia conseguente con quanto sta avvenendo in Aula. Non è pensabile, Assessore, che lei continui con questo atteggiamento di sfida nei confronti della società, nei confronti della maggioranza, nei confronti delle opposizioni, nei confronti del Consiglio regionale, ma non si rende conto che anche il suo Presidente in un momento così difficile come quello che lei sta attraversando l'ha abbandonata, non c'è in Aula, è stato abbandonato. Ah, il Presidente è malato? Non mi risulta, era presente sino al voto. Però, ecco, è un segno. Credo che, assessore Masala, questo sia un segno della sua solitudine, dell'abbandono della sua maggioranza, dell'abbandono del suo Presidente. Allora io le chiedo, per una dignità politica non diventiamo ridicoli, non diamo un esempio come quello che lei sta dando a tutti gli enti locali; quando uno viene sfiduciato per cinquanta volte solo in questa finanziaria, come stato sfiduciato lei, non dia l'esempio che deve rimanere al suo posto a tutti i costi. La maggioranza non vuole che lei rimanga Assessore della programmazione, gliel'ha detto in tutti modi, non le opposizioni, non le organizzazioni sindacali, la sua maggioranza! Quindi un minimo di..., Assessore Biancareddu arriveremo a lei dopo, non pensi di essere immune! (E` giovane, è vero, si farà, però se starà un po' attento si farà meglio. Quindi le chiedo di farsi un po' meglio. Lo sto dicendo nel suo interesse).

Assessore Masala, quello che noi stiamo facendo in Aula ha dei riflessi a tutti i livelli; noi non possiamo pensare che l'esempio che diamo agli amministratori locali sia quello di rimanere comunque seduto, arrampicato ad una poltrona.

Allora le chiedo che sospenda i lavori per questo pomeriggio, si dimetta, non andiamo avanti ed io sono convinto che anche sull'articolo 18, su tutti gli altri problemi che noi abbiamo sollevato, guardi, noi abbiamo cercato di darle anche una mano in questa finanziaria perché abbiamo chiesto più soldi per gli enti locali, più soldi per le imprese, abbiamo chiesto che ci fosse la concertazione. Queste cose gliele hanno chieste anche i colleghi della maggioranza!

Lei purtroppo è un Assessore che agisce in solitudine, agisce nella solitudine tra i suoi colleghi di Giunta, agisce nella solitudine con i colleghi della maggioranza, agisce nella solitudine della società. Il messaggio che noi le diamo, mi creda, con amicizia, nell'interesse della Sardegna, nell'interesse delle organizzazioni sociali, tragga le conseguenze di quello che in questi giorni e in modo particolare oggi è avvenuto in quest'Aula.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Ortu per illustrare l'emendamento numero 624.

ORTU (R.C.) Presidente, ritengo che la discussione chiaramente travalica ormai sia l'articolo 17, sia gli emendamenti che sono stati presentati sull'articolo 17. Siamo entrati in una fase estremamente delicata, che deve essere valutata con attenzione e alla quale anche noi non ci vogliamo sottrarre; una fase che chiede risposte da parte dell'assessore Masala, da parte del Presidente della Giunta, da parte della stessa Giunta, ma soprattutto da parte della maggioranza.

Chiaro è che quello che è accaduto non può essere accantonato, quindi va valutata con attenzione, con serenità e anche con lucidità la fase a cui siamo giunti per tentare di prenderne atto e tentare di prenderne atto un po' tutti. Badate, ormai siamo a quattro mesi dall'inizio dell'anno, il bilancio è stato presentato con i tempi che voi sapete, i ritardi sono enormi, i danni sono conseguenti ai ritardi. Non dobbiamo dimenticare quello che è accaduto l'anno scorso, non dobbiamo dimenticare i giudizi che sono stati dati (e chiederei all'onorevole Corona di non voltarmi le spalle).

CORONA (F.I.-Sardegna). Non l'avrei mai fatto apposta, credimi!

ORTU (R.C.). I danni sono quelli che conoscete, i giudizi sono quelli che sono stati espressi, i residui sono una montagna. Allora, se questo è, chiaro è che dobbiamo tentare un po' tutti assieme di valutare la situazione con grande attenzione, con grande lucidità e guardando agli interessi della Sardegna. Il problema è che giunti al voto sull'articolo 17, cosa fare, e cosa fare ce lo dobbiamo chiedere noi e ce lo chiediamo noi, se lo deve chiedere la maggioranza, se lo deve chiedere l'Assessore e il Presidente della Giunta. Cosa fare per evitare ulteriori danni per la Sardegna; perché questo è il punto cruciale, Assessore. Cosa fare per tentare in questa fase, ad aprile, di chiudere una vicenda che corriamo il rischio diventi drammatica. Bisogna chiudere una vicenda, Assessore, bisogna vedere come questa vicenda può essere chiusa.

Si può continuare in quest'Aula una sorta di braccio di ferro che ha portato al disastro che è sotto gli occhi di tutti e che in qualche modo... va bèh, ognuno di noi ha una propria esperienza alle spalle, ognuno di noi valuta la propria esperienza come ritiene opportuno, ma ritengo che ognuno di noi e voi soprattutto dovevate valutare le conseguenze della scelta che avete compiuto con questa finanziaria, una finanziaria improponibile ad un anno di distanza dalle elezioni, ma improponibile per voi, improponibile per la vostra maggioranza! Tant'è che in Aula, badate, al di là del ruolo svolto dall'opposizione, che era un ruolo dovuto oltre che doveroso, i problemi ve li ha creati la vostra maggioranza. Allora si vuole prendere atto di quello che è accaduto e di quello che sta accadendo e in qualche misura si vuole trovare la via d'uscita? Questo è il punto e questo è il problema che anche noi vi riproponiamo. Si vuole trovare una via d'uscita, si può pensare a salvare il salvabile e quindi a dare un bilancio a questa Regione per evitare che i danni, che pure sono ormai ingenti e immensi, aumentino ulteriormente.

Avete di fronte solo due strade, non ci sono altre soluzioni; due, caro assessore Biancareddu. O in qualche modo si prende atto di quello che avvenuto in Consiglio e si imbocca la strada maestra di trovare una soluzione per la finanziaria, dando risposte ai problemi che pure sono stati posti in quest'Aula e approvando una finanziaria, facendo una scelta che comunque sarebbe dignitosa per il Consiglio ma anche per voi, cioè trovare una soluzione ai problemi che noi consideriamo prioritari, il problema del lavoro, riconosciuto anche da voi come questione prioritaria in questa Isola e in questa fase, e poi dare una risposta ai problemi che pure hanno posto tanti dei vostri amministratori, tanta parte della vostra gente, cioè trovare una risposta alle domande che sono venute dagli enti locali e asciugare del tutto la finanziaria.

La strada per asciugare del tutto la finanziaria può passare attraverso la soluzione di due problemi fondamentali e tagliare tutto quello che c'è di superfluo che, badate, non noi, non siamo noi che non ve lo vogliamo concedere, è la stessa vostra maggioranza che non ve lo vuole concedere, e sapete bene perché; perché manca un anno alle elezioni e nessuno di voi è disposto a concedere a qualcun altro di voi qualsiasi vantaggio per le prossime elezioni. Ma questo non può essere pagato dalla Sardegna e non può essere pagato dal popolo sardo!

Quindi prendetene atto, avete solo due alternative: asciugare la finanziaria, dare le risposte ai problemi fondamentali, enti locali e lavoro, oppure prendere atto del voto e non solo rassegnare le dimissioni l'assessore Masala, ma restituire il mandato al Consiglio con le dimissioni dell'intera Giunta. Solo in questo modo può essere riparato il danno che è stato già compiuto. E di questo dovete prenderne atto con il coraggio che è necessario per prendere atto di una sconfitta, che non può essere poi ricondotta al dramma che poi verrebbe pagato non da voi, ma dal popolo sardo, con conseguenze drammatiche per la nostra Isola.

Noi queste cose vi poniamo, questo interrogativo vi poniamo; a questo interrogativo voi dovete dare una risposta. C'è una via d'uscita, perché l'Isola non può essere lasciata senza un bilancio, senza la possibilità di avere comunque una strada che le consenta di percorrere un'ipotesi di sviluppo che non è frutto solo del vostro lavoro, che è stata conquistata nel corso degli anni, dei decenni, con la battaglia che hanno condotto i lavoratori in quest'Isola. Quindi quelle risposte meritano di essere prese in considerazione, se non siete capaci avete solo un'alternativa: rimettere il mandato in quest'aula e poi sarà il Consiglio a decidere e a chiedere eventualmente al popolo sardo come dovrà essere governata quest'Isola.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 625 ha facoltà di illustrarlo.

VASSALLO (R.C.). L'emendamento 625 era un emendamento in subordine all'approvazione o meno dell'emendamento soppressivo totale, nel senso che ritenevamo e comunque consideravamo l'unica cosa di buono dell'intero testo presentato solamente la parte che spunta dalla stessa maggioranza, per cui vi abbiamo riproposto il testo da voi elaborato e da voi cancellato.

Detto questo, mi sembra doveroso anche da parte mia fare alcune considerazioni su quello che è avvenuto e su quello che ci accingiamo a fare nelle prossime ore. Far finta che non sia successo niente, è già stato ricordato dai colleghi che mi hanno preceduto, non era possibile e penso che non sia possibile da parte di nessuno di noi ignorare il fatto che con la bocciatura dell'articolo 16, così come da voi dichiarato, si è bocciato un articolo dagli obiettivi strategici. A dire la verità, per quanto mi riguarda, ben non si capiva quali fossero questi obiettivi strategici. Forse proprio qua sta la motivazione anche della bocciatura dello stesso articolo 16. Però, dato che né coloro che l'hanno formulato, per cui né l'Assessore della programmazione, né il Presidente della Giunta, che di sicuro rispetto agli obiettivi strategici è uno che molto ne sa, ha avuto una sonora bocciatura, per altro già prevista, perché voglio ricordare, Assessore, che non è la prima volta che venite bocciati su questo campo, già nella scorsa finanziaria, mi sembra anche in assestamento, avete cercato in diversi modi di introdurre normative per avere fondi indistinti per meglio rispondere a quegli obiettivi strategici tanto enunciati, ma mai ben dichiarati, nel senso che mai ben individuati quali siano, nel senso che ce n'è sempre di tutto e di più, per cui anche nella formulazione dei programmi non si è mai ben capito dove si voglia andare a parare e se non si volesse avere la possibilità di avere un fondo indistinto dove con molta libertà la Giunta o solamente alcuni della Giunta potevano operare per fare non dico gli affari vostri, ma per fare quella politica che certamente non è una politica per tutti, ma è una politica per pochi, solamente per voi.

Detto questo, alcuni hanno detto che lei è un Assessore dimissionato o sfiduciato. Non sta a me ritenere cosa lei sia di questi due termini, assessore Masala, però ritengo che stia alla coscienza sua, per cui in questo caso dei singoli, considerare se sentirsi dimissionato o sfiduciato. E' un problema di coscienza dei singoli, per cui individuale, però in questo caso ha una valenza anche collettiva, perché una valenza collettiva deriva dal fatto che l'importanza politica su questo emendamento non è stata data soltanto dall'assessore Masala, ma è stata data dal Presidente della Commissione e da diversi colleghi che intervenivano proprio per far capire a tutti, soprattutto alla loro maggioranza, l'importanza strategica dell'emendamento, per cui l'importanza politica. Per cui, a mio avviso, non è sufficiente una valutazione individuale, in questo caso dell'Assessore, ma ci vorrebbe veramente un momento di riflessione collettivo.

Mi associo quindi a quell'invito fatto poc'anzi da alcuni consiglieri, che forse sarebbe opportuna una fase di riflessione che coinvolga l'intera maggioranza per comprendere veramente cosa è successo e per dare una risposta a questo Consiglio su come voi considerate la bocciatura di questo articolo 16.

Qua, più di una volta, alcuni chiamano il voto segreto come il voto attraverso i muretti a secco. Voglio raccontare un aneddoto: qua in Sardegna molte volte si dice, non lo so, io non sono sardo, sono un acquisito, un accudito, qualcuno diceva, però molte volte si è verificato che chi spara dietro i muretti a secco siano coloro che si presentano per primi a dare le condoglianze alla famiglia e a seguire il feretro. Io non vorrei che nella continuazione di questo ricordo coloro che si richiamano sempre a questo fatto non siano coloro da essere configurati proprio in questa fattispecie. Lo dico per chiarezza anche perché veramente mi dà fastidio che si continui con questa solfa.

Io penso che il voto segreto in questa finanziaria, ma anche in altre occasioni se guardiamo bene è un voto in libertà e non è vero nemmeno che sia un voto non coscienzioso, anche perché se vedete come vota l'Aula vedrete che si sposta secondo gli emendamenti, a seconda del merito degli emendamenti, per cui vuol dire che chi vota sa esattamente cosa vota e quando sono delle porcherie è giusto bocciarli, è giusto che coloro che non hanno la possibilità di votare a voto palese, perché sono davvero discriminati, sarebbero impediti nella continuazione dell'esercizio del loro mandato, che possano farlo almeno a voto segreto. Questo è l'insegnamento che non volete capire, perché questo articolo vi è già stato bocciato altre due volte nella scorsa finanziaria e anche in assestamento. Non avete ancora capito, volete perseverare e questo è il risultato che ottenete. Però questo è il risultato in cui oggi siamo, bisogna superare questa situazione, bisogna dare comunque alla Sardegna una finanziaria, cioè uno strumento che permetta di far camminare l'economia, così come potrà camminare, con questa finanziaria, per cui c'è bisogno di fare un salto di qualità, c'è bisogno di dare risposte precise alle esigenze della Sardegna. Noi abbiamo presentato pochissimi emendamenti nella prima fase, ne abbiamo presentato un altro pacchetto in mattinata perché riteniamo che ancora non abbiate capito il senso delle nostre proposte. Noi mettiamo al centro della nostra questione, del nostro dibattito, della nostra iniziativa, la materia del lavoro. Tutti gli emendamenti che abbiamo presentato hanno questo senso. Vi chiediamo un senso, anche voi, per cui un appello alla responsabilità e se volete fare un salto in avanti potete farlo, basta che rimettiate il vostro mandato, che sulle proposte che vi sono in materia di lavoro vi sia una riconsiderazione, che vi sia una risposta rispetto agli enti locali e sono convinto che nel giro di una settimana tutta questa partita può essere chiusa. Se così non fosse, sconti di sicuro non ne faremo e la cinquantina di emendamenti che abbiamo già presentato è la dimostrazione che comunque inciuci non ne vogliono fare e la battaglia la vogliamo condurre fino in fondo e fino all'ultimo momento. Grazie.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Gli emendamenti 205 e 386 sono identici, soppressivi dell'articolo 17, il parere della Commissione è sfavorevole; l'emendamento 206, soppressivo del comma 1, cioè dell'unico comma dell'articolo, e l'emendamento 624, che è identico, non si accolgono; l'emendamento 625 aggiuntivo non si accoglie.

PRESIDENTE. Per esprimere il parlare della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie Presidente, assolvo l'obbligo di dare il parere sugli emendamenti, su tutti gli emendamenti il parere è negativo, anche se sul 625 devo dire che il parere è negativo in quanto aderente alla volontà della Commissione terza, che ha modificato il testo contenuto nella proposta di Giunta e che con l'emendamento 625 si intende o si intenderebbe ripristinare. Pertanto il parere è negativo per le motivazioni dette.

Il Presidente, però, mi consentirà di commettere anch'io uno strappo al Regolamento, io che avendone avute molte occasioni, molte volte ho avuto il desiderio di fare questo strappo, perché ho avuto la necessità spesso di dover rispondere a strappi del Regolamento fatti da colleghi del Consiglio, ma mi sono sempre sforzato di osservare, nei limiti del possibile, il dettato nello spirito e nella forza del Regolamento. E sento il dovere, lo dico senza ironia, di ringraziare l'onorevole Fadda, l'onorevole Sanna, l'onorevole Spissu e anche l'onorevole Ortu, perché hanno dimostrato di essere molto affezionati a me. Mi hanno suggerito che cosa fare, che cosa non fare, se avessi o no dovuto riflettere. Li ringrazio perché evidentemente loro, che sono nell'alto, nella cattedra e quindi si trovano nella posizione di poter dare lezioni agli altri, naturalmente danno queste lezioni e io umilmente li ascolto.

Però sono vaccinato, sono maggiorenne, sono anche ultramaggiorenne, perché sono già nella fase discendente della mia vita, e, ahimè, sono nato in aprile, ed essendo nato in aprile, come diciamo noi, sono ariete e quindi, essendo ariete, sono testardo. E in genere i testardi sono un pochino restii a lasciarsi prendere per mano, intendono scegliere loro i tempi e i modi delle proprie azioni. Io non permetto a nessuno di dirmi quello che debbo o che non debbo fare. Sono Assessore di questa Giunta regionale, come sono stato Assessore della precedente, per designazione del mio Partito e del mio Gruppo, con voto di questo Consiglio. Pertanto solo il mio Gruppo, il mio Partito e questo Consiglio mi dovranno dire se io sarò o non sarò Assessore regionale di questa o di altre Giunte presenti e future.

E allora, siccome sono osservante delle regole democratiche, che per quanto riguarda le regole parlamentari sono trasfuse nel Regolamento, e poiché io sono osservante del Regolamento, anche se in questo momento sto facendo uno strappo al Regolamento, ma ne ho chiesto anticipatamente scusa al Presidente, perché ci troviamo di fronte a uno strappo del Regolamento generalizzato, perché non ho sentito una voce sulla illustrazione degli emendamenti, quindi posso almeno per una volta disattendere quello che è lo spirito e la ratio del Regolamento, e allora, siccome io sono osservante del Regolamento, relativamente alle questioni della fiducia o della non fiducia alla Giunta o ai singoli Assessori, il Regolamento attuale prevede anche la sfiducia individuale. Forse molti non lo sanno, perché parlano molto di Regolamento senza averlo mai letto. Io che l'ho letto, avendo concorso a scriverlo, so che esiste la mozione individuale. Allora non si deve chiedere all'assessore Masala di fare un gesto estemporaneo. No, chi lo vuole sottoscrive la sua brava mozione di sfiducia individuale, si pone all'esame del Consiglio, il Consiglio voterà. Se ci sarà la sfiducia io, state tranquilli, me ne tornerò mogio mogio nei miei banchi e farò esattamente quello che fate voi, sia chi è all'opposizione sia chi è in maggioranza, cioè svolgerò puntualmente e scrupolosamente il mio dovere di consigliere, come ho sempre fatto, avendolo fatto credo degnamente quando l'ho dovuto fare. Però non si può sfuggire a queste regole, le regole vanno osservate. Quindi, fino a quando questo Consiglio non voterà una mozione di sfiducia nei miei confronti, io rimarrò in questo momento al mio posto. Perché? Perché - e vi restituisco il garbo che voi avete avuto nei miei confronti - anch'io vi voglio bene, e non dico che voglio bene all'onorevole Spissu, all'onorevole Sanna e all'onorevole Fadda, e forse neppure all'onorevole Ortu, perché forse in una prossima competizione elettorale magari tornerete a sedere su questi banchi, ma lo dico perché sono affezionato nei confronti dei colleghi che forse non sono altrettanto sicuri di tornare su questi banchi. E allora il mio senso di responsabilità mi impone di rimanere qui finché si sta discutendo questa finanziaria, che deve arrivare in porto entro il 30 di aprile, e quindi entro il 30 di questo mese, e fino all'approvazione di questa finanziaria, se non interverrà un voto di sfiducia da parte di questo Consiglio, io continuerò a svolgere il mio ruolo, male, tutto quello che volete, però continuerò a svolgerlo.

PRESIDENTE. Grazie Assessore. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Il collega Masala, che anche se è anziano ha buona memoria, ricorderà che altri colleghi che hanno svolto la sua funzione di Assessore ed anche funzioni più alte, più generali di responsabilità istituzionale di governo alla Regione si sono dimessi senza la mozione e il voto di sfiducia. Mi dirà l'onorevole Masala "hanno sbagliato", però comprenderà il collega Masala che siamo di fronte a due sensibilità opposte. Ci sono state dimissioni per senso di responsabilità con l'obiettivo di contribuire al governo della Regione, e ci sono invece dichiarazioni come quelle che ha fatto il collega Masala, che mettono avanti gli interessi di parte e di coalizione invece che gli interessi della collettività.

Il collega Ortu ha fatto un ragionamento pacato, ha voluto dare un suggerimento, che può non essere accolto, però l'ha fatto mettendo avanti non gli interessi della sua parte, perché il collega Ortu non si è proposto per sostituire il collega Masala né nella funzione di Assessore, né nella funzione di maggioranza.

Occorre fare un ragionamento pacato, io lo faccio pacato il ragionamento, perché c'è bisogno di pacatezza dopo gli scontri, anche le dichiarazioni pesanti che sono state fatte stamattina, secondo me senza costrutto, per mettere avanti gli interessi della collettività. E` stato detto pubblicamente attraverso i giornali, ma anche in Aula, che a questa maggioranza manca complessivamente la cultura di governo, e l'assenza della cultura di governo produce gli effetti che abbiamo visto nel corso del confronto di merito e conseguentemente anche nella votazione. Può essere che sia cultura di governo quella che manca, collega Capelli, può essere, io non dico che non sia anche così, ma in questa occasione, in questa discussione della finanziaria non è in discussione la cultura di governo, è in discussione il contenuto della finanziaria, e invece la cultura di governo che è presente anche tra di voi ed è presente in modo maggioritario in questo Consiglio ha prospettato una ipotesi di costruzione di una soluzione mettendo avanti gli interessi della collettività, mettendo avanti un ragionamento, anche questo pacato e di merito, che diceva "siamo di fronte ad una finanziaria che non risponde alle aspettative del sistema Sardegna". E` stato detto prima che la finanziaria arrivasse in Aula, è stato detto nelle Commissioni, è stato detto in Aula. Ed è stato aggiunto "La finanziaria va riscritta" e noi, opposizione, abbiamo detto "siamo pronti a riscrivere la finanziaria", e va riscritta la finanziaria dando risposte positive al sistema delle imprese, agli enti locali, sulle questioni lavoro e, attenzione, al terzo settore del volontariato. Su quella linea noi abbiamo sviluppato un ragionamento: c'è stato di tra voi chi ha sostenuto l'esigenza di riscrivere la finanziaria da parte del Consiglio, in qualche occasione è anche avvenuto, è avvenuto a voto palese e voi non avete apprezzato il contributo che è stato dato non nel voto segreto ma nel voto palese per riscrivere la finanziaria. Il voto palese ha confermato che in quest'Aula c'è una maggioranza rappresentata dal Consiglio, non da voi, dal Consiglio, che ha messo avanti gli interessi della collettività lasciando fuori gli interessi di parte. Perché per le forze che si oppongono, come il centrosinistra, votare a voto palese con la maggioranza che combattiamo, non è un aspetto che facilmente si comprende, è una esposizione che noi abbiamo fatto della nostra forza politica; abbiamo votato perché abbiamo detto "occorre riscrivere la finanziaria". Poi l'abbiamo anche riscritta a voto segreto, certamente, l'abbiamo riscritta a voto segreto. Ma non vi dovete sorprendere se si sviluppa un voto segreto così alto sulla finanziaria; c'è una volontà, è inutile che voi andiate a cercare chi è stato, siamo stati molti quelli che abbiamo votato contro, la maggioranza del Consiglio, e ancora insistete su una finanziaria che noi abbiamo considerato da respingere.

Allora qual è la parte politica di questo Consiglio che è in contraddizione? Chi mette avanti gli interessi della collettività o chi difende, come ha fatto adesso il collega Masala, una finanziaria che è stata in tutti gli articoli bocciata? Poi, aggiungo, badate, in qualche articolo o qualche pezzo di articolo è stato approvato per l'attenzione dell'Assessore ai colleghi della Commissione che hanno avanzato indicazioni generali, e sono stati bocciati gli articoli di quegli Assessori che hanno nei quattro anni, nei tre anni o nei due anni considerato l'Assessorato come cosa di proprietà (stavo per dire cosa nostra, ma non fa parte della nostra cultura), ma come cosa di proprietà, e quell'Assessorato ha subito, non l'Assessore, l'Assessorato, l'insieme ha subito una bocciatura del Consiglio.

Io concordo con chi dice al collega Masala, gliel'ho suggerito anch'io, mi ha bonariamente ripreso il collega Masala, dice "Non me lo devi dire tu che cosa devo fare", sarebbe facile. Io direi, collega Masala, rimanga Assessore sino alla fine, che il nostro risultato è chiaro". Ma non faccio neanche in questo caso il ragionamento di parte, l'assessore Masala si dovrebbe dimettere ma non per le cose che ho detto io, per le cose che dicono i colleghi sulla finanziaria, però comprendo perfettamente che non si può far carico ad una sola persona, all'assessore Masala, della pochezza della finanziaria, la responsabilità politica è del Presidente Pili, che non si vuole dimettere.

(Interruzione dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale)

Guardi, collega Contu, io onestamente non me la sento di associarla alla maggioranza della Giunta, lo devo dire, è una mia opinione, avete approvato la copertina, il contenuto non lo conoscevate, perché sino a quando non è arrivata in Commissione c'era il maxi emendamento che doveva riassumere le volontà della maggioranza.

Dire che il collega Masala si deve rimettere è dire una cosa giusta per gli interessi della collettività, e io capisco che la sfida del collega Masala "sfiduciatemi" è una sfida difficile da accogliere da parte della maggioranza, perché sarebbe ammettere il fallimento totale. Se non è la nostra linea quella che deve prevalere, non può essere certamente la linea del collega Masala che può prevalere. Qual è la linea del Consiglio regionale, lo dico per il collega Floris, per Capelli, per i colleghi della maggioranza. Qual è la linea a politica del Consiglio regionale che mette avanti gli interessi della collettività sarda? Qual è la linea politica? Discutiamo di questo! Se c'è una linea politica che porta avanti gli interessi della collettività sarda, il centrosinistra è pronto a ragionare, approvando rapidamente la finanziaria, ma sulla base di che cosa? Di una indicazione che noi vi abbiamo dato puntualmente sui diversi temi. Guardate, a questo punto, avendo registrato il record in questi nove anni, per la prima volta non funziona neanche l'esercizio provvisorio in questa Regione. Non si spende una lira in questi giorni.

Allora, benissimo, il collega Masala non si vuole dimettere adesso, ma dichiari il collega Masala e la maggioranza "Ci dimettiamo subito dopo la finanziaria", lo dichiari in Consiglio! In cambio che cosa si fa? Si fa l'intesa, la soluzione sul lavoro, gli enti locali, quelli che dobbiamo discutere adesso, fra due articoli, e rapidamente si approva la finanziaria. Se invece dovesse prevalere l'idea del braccio di ferro senza braccio...

(Interruzione del consigliere Cappai)

Ho detto braccio per non parlare d'altro, insomma. Se c'è questa disponibilità, e non sono rilievi personali, mettiamo avanti gli interessi, collega Contu, della collettività sarda, che cosa vuole la Sardegna? Una finanziaria, chiudere. Che cosa vuole la politica? A questo punto chiudere. Che cosa vogliamo noi, gli enti locali, il sistema delle imprese? Una risposta positiva. Diamogli una risposta positiva. Però è chiaro che bisogna girare pagina. Possiamo girare pagina assieme in questo momento, se voi entrate nell'ordine delle idee che questa maggioranza... stia tranquillo, onorevole Contu, io non voglio fare l'Assessore, i nostri compagni e colleghi non vogliono fare gli Assessori, però è chiaro che da questo fallimento che voi avete prodotto si deve uscire con una risposta che non può essere la riconferma del contenuto della finanziaria e della compagine di governo. Ci sono diversi colleghi iscritti a parlare, se questa idea della riscrittura della finanziaria sulle cose che noi abbiamo detto dovesse fare qualche passo in avanti sulla strada che abbiamo indicato, noi siamo pronti in Aula, di fronte a tutti, senza altre cose, siamo pronti alla conclusione rapida sull'indicazione che abbiamo dato.

DIANA (A.N.). Resistere! Resistere! Resistere!

PRESIDENTE. Grazie onorevole Cugini. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (S.D.I.-.S.U.). Grazie Presidente. In linea con le conclusioni alle quali è pervenuto adesso l'onorevole Cugini e però anche in linea ai comportamenti che in maniera lineare, direi, abbiamo tenuto in Aula, dove abbiamo ribadito più volte, sovente, che la nostra non è una tattica rivolta all'ostruzionismo, che non intendiamo perdere tempo, ma abbiamo fatto tutti una serie di proposte, le abbiamo fatte in modo palese, le abbiamo dette, esplicitate più volte, ripetute all'interno di quest'Aula individuando alcuni elementi che, se ritoccati, se inseriti potrebbero far cambiare volto dal nostro punto di vista, segnerebbero un passaggio, una svolta rispetto ad una finanziaria che, così come è scritta, abbiamo detto che non ci piace perché non è assolutamente rispondente agli interessi dell'Isola e del mondo del lavoro. Abbiamo detto e lo ripetiamo, e lo ripetiamo ancora, che non va confuso questo invito con le pratiche di natura consociativa che ancora stamattina alcuni di noi da quest'Aula hanno rifiutato e respinto al mittente, ma che vorremmo attivare un dialogo alla luce del sole che consenta quelle modifiche a favore, esistono ancora alcuni articoli della finanziaria laddove, se la maggioranza fosse disponibile e responsabile, può ancora essere, unitamente ai capitoli di bilancio, esercitata una azione di positivo recupero. Noi questo invito lo ribadiamo ancora una volta di più, chiediamo che sia un percorso di trasparenza, ma lo facciamo anche con la consapevolezza che ormai questa finanziaria non è più neanche la vostra finanziaria, perché è stata completamente stravolta, perché è stata più volte modificata, perché è stata colpita a partire dal voto nell'ultimo articolo, ma senza dimenticarci degli altri, è stata colpita al cuore. Allora che significato ha lasciare una finanziaria di questo tipo, che è un ibrido, che è una cosa senza senso, che ha completamente perso quel significato originario che voi stessi intendevate attribuirle.

Noi restiamo sorpresi quando vediamo che da parte della Giunta regionale al massimo si percepisce un po' di nervosismo rispetto alle batoste che la Giunta, voto dopo voto, sta accumulando, ma per il resto sembra un comitato assolutamente insensibile, privo di responsabilità, una specie di comitato di pietra assolutamente intangibile che non si sente minimamente toccato dai risultati di questi voti.

Presidente Pili, non potete continuare a fingere indifferenza, non potete continuare a fingere che nulla stia avvenendo. Stanno avvenendo modifiche profonde che stanno snaturando quelle parti che vi avevamo chiesto ripetutamente di cancellare. Certo, accade che assieme a quelle venga cancellata anche qualche parte che potrebbe essere meritoria di permanere all'interno della finanziaria, ma questa è la risultante delle vostre mancate risposte.

Vorrei dire all'assessore Masala, che in questo momento è assente, che ogni voto contrario che è stato espresso in quest'Aula era un voto che riguardava una particolare rubrica, la rubrica di competenza, ma in ogni caso, in quanto Assessore principalmente responsabile, in quanto Assessore che sì, ha raccolto le indicazioni della Giunta, ha raccolto le indicazioni della maggioranza, ma le ha tradotte queste indicazioni in una sua filosofia, ognuno di quei voti sarebbe dovuto essere interpretato dall'assessore Masala anche come un voto contro di lui, cioè non avrebbe anche l'assessore Masala dovuto fingere indifferenza, ma avrebbe, al contrario, invece, dovuto prenderne atto.

Ora, l'ultimo voto, poi, il voto dell'ultimo articolo è un voto chiaramente riferito all'assessore Masala, è un voto che, in maniera più diretta, più immediata, più volte è rivolta nei confronti dell'Assessore della programmazione. Invece l'indifferenza da parte dell'Assessore e della Giunta regionale continua sebbene in altre occasioni l'Assessore avesse dichiarato che, contrariamente alle dichiarazioni rese dal Presidente Pili, se alcuni articoli di sostanza, fondanti, importanti per la finanziaria fossero caduti, avrebbe fatto le opportune riflessioni. Accade invece che riflessione non ve n'è alcuna, né in positivo, nel raccogliere le indicazioni che dai banchi dell'opposizione vengono, ma neanche dall'altra parte traendone eventualmente le debite conseguenze.

Vorrei dire all'assessore Masala, se fosse presente, che solitamente sono i padri che danno insegnamenti ai figli, perché i padri hanno di solito più responsabilità, perché i padri hanno più consapevolezza, perché i padri hanno più esperienza; in questo caso, invece, mi pare che il padre resti l'onorevole Pili, il Presidente della Giunta regionale, e che il figlio, assessore Masala, sebbene forse tentato, sebbene forse scosso, sebbene forse giustamente motivato, non riesca a raccogliere i propri sentimenti e resta succube dei sentimenti altrui.

Assessore Masala, sia lei, visto che altri non hanno la forza, la voglia, la capacità, gli intendimenti politici di farlo, sia lei a trarne le conclusioni, sia lei a fare gli opportuni ragionamenti, sia lei, per l'esperienza accumulata a svolgere un ruolo di padre e a suggerire che o si addiviene ad un momento di verifica, di raccordo, di disponibilità trasparente all'interno dell'Aula, oppure dia l'indirizzo di mandare a casa rassegnando le proprie dimissioni questa Giunta regionale che dopo 50-60-70 voti contrari, alcuni espressi in maniera segreta ma, voglio rammentare, altri espressi pure in maniera palese, non riesce invece a trovarne il coraggio.

Il coraggio invece va trovato, il coraggio va ricercato, è un atto di responsabilità, io credo, a questo punto in cui stanno le cose nei confronti dell'Aula, nei confronti dell'Istituzione ma soprattutto nei confronti della Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS (Rif. Sardi-U.D.R.). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, io sento il dovere di intervenire per riproporre in quest'Aula le cose che ho sovente detto in questo periodo. Riconfermo che a mio giudizio ci sono due modi di intendere e di praticare la politica, che io ho chiamato due culture, due mondi, senza offesa nei confronti di nessuno, perché non è che privilegio; io appartengo ad uno ma non disdegno l'altro nell'interpretare i bisogni della società, e anche trovare le soluzioni più appropriate per risolvere questi problemi.

Un modo, una cultura, un mondo fatto di progettualità e di obiettivi ma anche di metodi. Il metodo del dialogo, del confronto, della concertazione, dell'ascolto, delle scelte e delle decisioni condivise con tutti gli attori della società civile, gli attori dello sviluppo. Un'altra cultura fa prevalere il personalismo e la spettacolarizzazione della politica, il decisionismo monocratico, nel silenzio, nella solitudine delle scelte, la reticenza anche nei confronti degli interlocutori. Ed è la reticenza che qualche volta fa mancare al confronto un punto di riferimento; indebolisce l'azione di qualsiasi maggioranza, rinuncia agli approfondimenti, rifiuta di misurarsi col pensiero alternativo e qualche volta si rifugia negli slogan. Ipotizzare poi che un dissenso politico nel metodo e nella sostanza sia di per sé un fattore di destabilizzazione e di rottura, e non invece una ricerca di chiarezza e, se vogliamo, anche un contributo alla soluzione dei problemi significa alimentare e radicare preconcetti con alibi che io ritengo pretestuosi. Sarebbe come riproporre in chiave moderna l'antica e mai dimenticata favola del lupo e dell'agnello.

Quando un dissenso si manifesta bisogna prenderne atto, occorre andare alla fonte, verificarne le origini, capirne le ragioni, attivare il dialogo, coltivarlo, percorrerlo fino in fondo. E` chiaro che c'è un disagio crescente rispetto a chi in quest'Aula alimenta le divisioni, incita allo scontro, non riesce a trovare una sintesi tra la propria ideologia, il proprio pensiero e quello degli altri, e quindi non attua la Realpolitik. Lo scontro sui principi non può essere generalizzato; io sento parlare sempre di voto segreto come se qui fossero venuti a scoprire l'acqua calda! Ma, ragazzi, è una cosa che dura da cinquant'anni! Voto segreto sì, voto segreto no. Col voto segreto abbiamo risolto i problemi della Sardegna. Ieri in Parlamento venti volte si è votato col voto segreto, la maggioranza non è mai andata sotto.

Per due anni ho fatto il Presidente di questa Regione, abbiamo votato e la maggioranza è sempre stata compatta, non c'è stato un voto che sia andato dall'altra parte. Che significa? Ma perché ripercorrere questa strada? Ma perché continuare a ragionare di una cosa che non ha senso, che lascia in balia questa Assemblea di chi ritiene di essere venuto qui a trovare la ricetta magica per risolvere i problemi della Sardegna! Ma facciamo in modo che questa politica diventi adulta, perché non si può andare avanti così! Credo che male facciano anche i Gruppi politici a fare andare avanti in questo modo la massima Assemblea istituzionale della Sardegna.

Io lo so che quello che ha detto l'onorevole Gian Valerio Sanna è esatto, che è una situazione di scomodo, di disagio. Però, onorevole Gian Valerio Sanna, è una situazione di disagio da una parte e dall'altra, non soltanto dalla parte della maggioranza ma anche di chi sta all'opposizione; io ho fatto il capogruppo di una Democrazia Cristiana che aveva trentadue consiglieri regionali su ottanta, e ricordo benissimo che allora era tutto facile, facilissimo, bastava opporsi, forse lei faceva parte come me e come altri colleghi di quel partito, bastava che noi ci opponessimo a tutto e chiedessimo il contrario di tutto, eravamo in armonia perfetta. Quando si fa parte di una maggioranza non è così.

Allora questi disagi non possono essere disagi contingenti, devono essere casomai disagi politici che devono portare a rivedere una situazione.

Io devo dire onestamente che l'articolo che è stato bocciato non presuppone le dimissioni dell'Assessore della programmazione, perché è un articolo che io ho chiesto da tanto tempo; la Sardegna manca di progettualità e manca di progetti, e se c'è un articolo nella finanziaria, giusto, è l'articolo che è stato bocciato da questa Assemblea. Quindi non sta lì il problema. Evidentemente il problema sta nella finanziaria, in una finanziaria, che io credo, arrivati ad un mese è necessario, come diceva l'onorevole Cugini, trovare un'intesa per uscirne il più presto possibile, per non continuare a indicare questa tristezza che c'è nei volti della Sardegna che ci vede qui riuniti da tanto tempo senza approvare questo strumento.

E guardate, chi vi parlava sapete quanto ha contestato e contesta questa finanziaria, lo dirà nella dichiarazione di voto finale. E` chiaro che finita la finanziaria si apre un nuovo capitolo, un nuovo capitolo politico che interessa però prima di tutto la maggioranza; l'opposizione fa il suo dovere di dire "andatevene"; è chiaro che questo è un problema primo di tutto che riguarda la maggioranza politica che ha governato la Regione in questi tre anni. Io sono sicuro che la maggioranza politica saprà trarre anche da questa finanziaria i giusti pronunciamenti per stabilire che cosa fare da adesso alla prossima campagna elettorale, che poi è anche imminente, manca un anno, e quindi tutti quanti noi credo ci dobbiamo attrezzare per prepararci alle elezioni regionali.

Ma credo che oggi contestare questo fatto, che ci sia un'esigenza comunque di approvare in tempi stretti la finanziaria e il bilancio della Regione e trovare dove è possibile, io credo che le convergenze si possono trovare, altri colleghi stanno già lavorando, e credo che questo si possa realizzare anche in breve termine se da parte di tutti c'è la volontà di porre la parola fine a questa triste vicenda che ci ha portato ormai, nel mese di aprile, a continuare a discutere qualche volta anche del sesso degli angeli!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, io credo che siamo arrivati ad un momento delicato non solo del dibattito sulla finanziaria ma forse della vita politica istituzionale di questo Consiglio. Credo che l'intervento del collega Floris interpretasse dalla sua posizione questa delicatezza, e noi lo facciamo (l'ha fatto Gian Valerio Sanna, Spissu, Fadda, Cugini e gli altri) dal nostro punto di vista.

Mi pare che forse sfugge però all'assessore Masala la delicatezza di questo momento; quando l'Assessore chiude, dopo le vicende che abbiamo vissuto questi giorni, il suo intervento facendo una sorta di atto di orgoglio ci sembra che non percepisca la delicatezza della situazione, non di orgoglio ma di umiltà ci sarebbe bisogno e, soprattutto, ci sarebbe bisogno di un senso di responsabilità.

L'assessore Masala dice: "Io non sono stato sfiduciato in quest'Aula" chiedo non ai colleghi dell'opposizione, ma chiedo ai colleghi della maggioranza, chiedo all'onorevole Floris che da ultimo ha parlato, e che per molto meno ha tratto le conclusioni da un voto in quest'Aula, cosa dovrebbe fare un Consiglio per esprimere la sfiducia, per bocciare e stravolgere una manovra.

E` stata bocciata questa manovra decine di volte; è stata bocciata a scrutinio segreto e palese. La Giunta è stata lasciata sola a scrutinio palese dieci a cinquanta. Ma la volontà di una Assemblea, palese e segreta, in che modo si può esprimere in maniera più lampante, più vistosa, più concreta? Di che cosa ha bisogno e di che cosa ha bisogno l'onorevole Masala, il Presidente Pili per non farsi dire non da noi ma dalla società che si siete abbarbicati alle vostre poltrone, ai vostri disegni e alle vostre arroganze?

Lo dico con molta pacatezza, la finanziaria è stravolta da quest'Aula, non è più la vostra finanziaria, siete stati sfiduciati nella realtà dei fatti, nella dimensione della politica, l'Aula ha cambiato facendo uso della sua sovranità questa vostra linea. Voi non avete più una vostra politica, e la vostra politica e la finanziaria che sta andando in porto non è la vostra finanziaria. Ma ancora prima era stata bocciata dalle forse sociali, dagli enti locali, era stata bocciata dagli imprenditori, e il Consiglio a voto non solo segreto, ma a voto palese ha interpretato la voce degli imprenditori, ha interpretato la voce dei sindaci, degli enti locali, dei sindacati, ha dato cioè dignità istituzionale alla protesta e alla proposta sociale.

Ci sono persone in quest'Aula, ho citato prima il collega Floris, ma ce ne sono tante in quei banchi ed anche nella maggioranza, che vengono da un tempo in cui la politica aveva non solo la bussola del Regolamento e del Regolamento scritto, ma aveva la bussola della dignità e della responsabilità, forse in maniera eccessiva. Io ricordo giunte che si dimettevano per un solo voto di bocciatura, ma erano le giunte in cui viveva la politica, ed era la politica il senso dell'aggregazione e del progetto. Siccome voi non avete la cultura del governo, dell'aggregazione, del progetto non riuscite neppure ad interpretare quello che in quest'Aula sta succedendo, non riuscite ad interpretare, a dare dignità, a riconoscere senso politico al voto di quest'Aula, che è un voto ripetuto, non casuale, non è un incidente.

Io credo che l'onorevole Floris prima sottolineasse questo, quando diceva che non è tanto il voto sull'articolo 17, 16, che merita una riflessione e che merita le dimissioni, ma è la perdurante volontà di quest'Aula di dirvi che non è accettabile la vostra finanziaria, non è accettabile la vostra proposta, l'abbiamo bocciata noi perché l'hanno bocciata i sindacati e la società.

In questi mesi siete stati battuti, siete stati sconfessati dalla vostra stessa maggioranza, ma se non è questo un atto di sfiducia palese, esplicito, reiterato, manifesto, in che cosa dovrebbe consistere? In una mozione che si vota in maniera estemporanea?! Ma lasciamo andare! La maggioranza oggi è apparsa in quest'Aula allo sbando perché non c'è una maggioranza, perché potrete magari domani riaggregarvi su qualche assestamento, ma se aveste la coscienza e la dignità di dare senso e di rispettare la volontà di questa Istituzione e di quest'Aula voi ne trarreste le conseguenze, non perché ve lo dice Fadda, Spissu, Selis, Cugini, perché ve lo dice la vostra cultura politica prima di ogni altra cosa, che fa premio sulla vostra arroganza del potere! Allora recuperereste la dignità che secondo noi state miseramente disperdendo. Di fronte a queste cose voi continuate a dire "mostriamo i muscoli, votiamo!" Ma quali muscoli avete mostrato, se non la piccolezza del vostro disegno! Che cosa volete dimostrare con questo perdurante avvitamento alle vostre poltrone? Non avete più un progetto di legge finanziaria, non avete un programma, non avete una strategia finanziaria, c'è una maggioranza che costantemente si divide e che vi dà la sfiducia. Allora, non perché ve lo diciamo noi, ma perché in un sussulto di dignità e di responsabilità dovreste trarne le conseguenze e dovreste almeno in questo momento dimostrare quello che non avete dimostrato in tutti questi giorni, di essere un interlocutore politico che prendendo atto di questa volontà del Consiglio, che è lo specchio istituzionale della volontà delle forze sociali, propone, accetta le proposte che vi sono giunte anche oggi da quest'Aula di dire "concludiamo rapidamente la finanziaria" sulla base di rigore, che faccia pulizia delle spese e degli emendamenti che ancora rimangono in pista clientelari.

Accettiamo la proposta e la sfida della trasparenza ed accettiamo soprattutto la sfida dello sviluppo, che significa cioè investimenti per gli enti locali, investimenti per le imprese, investimenti per il lavoro e per i servizi. Ed allora in un sussulto di dignità finale, sapendo che non c'è futuro, non c'è prospettiva per una maggioranza che non sia in grado di rimettersi in discussione e magari di riproporsi ma su basi nuove, perché noi non ci candidiamo a sostituirvi in questa legislatura ma nella futura, e vi diciamo "sistemate i vostri guai interni perché non state penalizzando noi, state penalizzando la Sardegna, state penalizzando le istituzioni che occupate in maniera arrogante ed arbitraria" Allora accogliete le proposte, alte, che vengono da quest'Aula senza polemiche.

Noi non abbiamo interesse al conflitto per il conflitto, noi abbiamo una cultura di governo che ci fa privilegiare, rispetto ai nostri interessi di parte, gli interessi del Paese e della Sardegna, e su questi siamo in grado e siamo disposti a fare sacrifici. E il sacrificio è accettare un confronto sui problemi dello sviluppo, della trasparenza e del rigore e chiudere in tempi più brevi possibili questa finanziaria per dare un governo a questa Regione, per sbloccare la spesa che avete bloccato, la spesa degli esercizi provvisori, per rimettere in pista i processi e le procedure di programmazione, per rimettere cioè sui binari giusti un'attività di governo, che non potete essere voi, oggi, questa maggioranza così dissolta e dissoluta, ma eventualmente un'altra formula che facendo perno certo sui vostri numeri dia un governo diverso a questa Sardegna.

A noi questo non interessa, non interessano le vostre beghe, non interessano i vostri conflitti, non interessano i vostri giochi di potere. Ci interessa e ci preoccupa quando le vostre beghe, i vostri conflitti e i vostri giochi di potere penalizzano le istituzioni, bloccano il governo, mortificano le aspettative di sviluppo. Ecco perché vi offriamo di chiudere rapidamente sulle basi che abbiamo detto, sulle basi delle politiche di sviluppo, di trasparenza, di rigore, vi offriamo di chiudere sulle basi che abbiamo detto rapidamente, sulle basi delle politiche di sviluppo, di trasparenza, di rigore, del lavoro, delle imprese, degli enti locali, dei servizi sociali e culturali, di chiudere una finanziaria lasciando a voi e al vostro senso di responsabilità, quello che non avete dimostrato sinora, alla vostra dignità, se ancora ne avete, la libertà e la facoltà di interpretare il segnale che a è arrivato da quest'Aula e facendovi da parte, dare vita, se ci riuscite, se avete la cultura adeguata, i numeri, a una fase finale di questa legislatura che sinora avete mortificato, danneggiando la Regione e danneggiando le stesse speranze dei sardi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Assessore Masala, a parte il piacere e la curiosità di conoscere il suo segno zodiacale, che lei dice essere l'ariete, testardo, ma a volte la troppa testardaggine non può essere paragonata o equiparata all'intelligenza. E di intelligenza in questo momento, parlo di intelligenza politica, non ce n'è niente, perché quando la parola d'ordine è quella che ho sentito questo pomeriggio, e cioè "resistere, resistere, resistere", credo che si sia sbagliato certamente posto. Che questa sia la massima assise regionale non vi è dubbio, che qua non ci sia nessuna trincea, né tantomeno nessun assalto alla baionetta è altrettanto vero e che quindi non si possa il tutto trasformare in un qualcosa che per me comunque non ha nessun significato. Una cosa è certa, che state distruggendo l'istituto autonomistico. Lo si sta distruggendo a un punto tale che dall'inizio della discussione di questa finanziaria, per non partire da qualche fatto precedente, c'è una serie di fatti, di situazioni, di espressione di voto, palese e segreto, su un documento contabile che già dall'inizio della sua avventura ha ricevuto quante più critiche forse non ne hanno ricevuto i documenti contabili di questi ultimi dieci anni.

Non c'è stato un apprezzamento, non c'è stata una parola a favore fuori di quest'aula, ma devo dire che dalla testimonianza dei voti che in questi giorni si sono succeduti non ce n'è stata manco in quest'aula, a parte gli interventi d'obbligo - e io lo capisco - del ruolo che i colleghi della maggioranza giustamente devono rivestire, anche se fatto con grande fatica.

Questa finanziaria così com'è ridotta, come voi l'avete proposta e come l'Aula ve l'ha bocciata, non può dare prospettiva alcuna. I sardi non hanno da questa finanziaria niente da sperare; non hanno nessuna speranza, non hanno nessuna possibilità per guardare al futuro con un minimo di sviluppo che questo documento possa eventualmente creare, se no può apparire che la proposta del collega Cugini, condivisa dal collega Floris, ma anche dal collega Selis, possa apparire come un qualcosa che è nata da chissà quale discussione al nostro interno o quantomeno fra i colleghi che ho menzionato.

Io credo che arrivati a questo punto, perché l'Istituto autonomistico recuperi autorità, i sardi recuperino altrettanta speranza, è necessario un passaggio, che comunque dentro quest'Aula si è già verificato. Quindi, a buona memoria di chi l'ha vissuto, voglio ricordare la Giunta Ghinami. In quella occasione la Giunta Ghinami si dimise; il Consiglio, con la giusta autorevolezza e altrettanto senso di responsabilità fece, in pochissimo tempo, il bilancio tecnico rispondente alle esigenze della realtà che noi ci proponiamo di amministrare, chiuse immediatamente la storia del bilancio, fu fatta una nuova Giunta e quella maggioranza si incamminò verso il futuro.

Oggi io dico che altrettanto deve accadere qua dentro, che qui la prima cosa da fare è ritirare immediatamente questa pseudofinanziaria, un qualcosa ormai di illeggibile, di improponibile, che non può soddisfare noi, ma non può soddisfare neanche le aspettative dei sardi. Riscrivere un bilancio tecnico dipende dalle forze poche che qua sono rappresentate. Fare un bilancio tecnico non è cosa impossibile, non è cosa irrealizzabile, è un qualcosa che è già accaduto, che dà dignità a quest'Aula, a chi ci vive, a chi lavora, a chi con il consenso popolare a pieno titolo siede fra questi banchi. Dopodiché si faccia una nuova Giunta, fatevi una nuova Giunta, risolvetevi i problemi, però abbiamo l'obbligo, innanzitutto, di consegnare un bilancio, sia pur tecnico, ma comunque in grado di restare in piedi per le aspettative che ci sono al di fuori di quest'aula e poter proseguire il resto della legislatura con maggiore serenità. Dopodiché le maggioranze che volete, le giunte che volete, le riconferme che volete fatevele, ma non possiamo trasmettere al di fuori un bilancio senza senso, senza idee, senz'anima e quindi inutilizzabile, perché il danno sarebbe maggiore di quanto si possa pensare. Il danno sarebbe incalcolabile. Rileggetelo con attenzione, rileggiamolo tutti insieme.

Abbiamo chiesto tante e avete chiesto anche voi tante sospensioni; credo che una in più non guasti se è improntata alla risoluzione di un problema reale. Stiamo attenti, non è con gli accordi sugli i ultimi articoli che sono rimasti che si può risolvere il problema. Questo bilancio va riscritto, sia pure in forma tecnica, va riscritto per le aspettative che continuano a esistere e a sperare al di fuori di questo palazzo. Molte volte ci dimentichiamo che la vita è fuori di questo palazzo, non qua dentro. Qua dentro abbiamo la responsabilità che ci deriva dal ruolo che la gente ci ha dato; non pensiamo di mettere rattoppi, non pensiamo di trovare soluzioni del momento, la verità vera è che c'è un fallimento davanti agli occhi di tutti e non serve, assessore Masala, trincerarsi, barricarsi, dire che non se ne va perché il suo partito l'ha indicato, perché questa maggioranza l'ha indicato, e fa finta di non vedere che quest'Aula ancora oggi, dall'inizio della discussione di questa finanziaria l'ha bocciato. Ma non ha bocciato solo lei, che è l'attore principale della finanziaria, ha bocciato tutto il percorso fatto sino ad oggi in quest'aula; vi ha bocciato fuori dell'Aula, attraverso associazioni di categoria, sindacati, ma credo anche attraverso i semplici cittadini, che pure hanno diritto di esprimere il proprio pensiero al riguardo. Voi, incuranti, siete andati avanti con quella parola d'ordine che non vi aiuterà: "resistere, resistere, resistere", ma resistere a che cosa? Ma è forse un disonore dare le dimissioni? Forse è un disonore dire che è impossibile continuare come state facendo? Forse è un disonore abbassare le armi? Io credo proprio di no. Piuttosto che continuare a distruggere quel poco che è restato abbiate quel senso di responsabilità che non avete avuto sino ad oggi, trovate la forza di guardarvi negli occhi e di capire che quest'Aula non è solo vostra, non ve l'ha data nessuno, è una fase transitoria di un momento del vita politica di quest'Isola, che pure passerà.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Rif. Sardi-U.D.R.). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, soltanto qualche riflessione fatta in maniera sommessa, perché il momento non è certo quello dei proclami, non è certo quello delle grandi dichiarazioni di principio, ma è quello del ragionamento e della riflessione, anche sulla base dei numerosi interventi dei colleghi del centrosinistra che alla riflessione invitano. L'invito alla riflessione deve essere comunque accolto, il ragionamento deve essere comunque sviluppato e l'ipocrisia sarebbe massima se non si accettasse, anche da parte di chi all'interno di questa maggioranza sta a pieno titolo, l'invito al ragionamento e alla riflessione su quanto è successo e anche su ciò che dovrà succedere, che potrà succedere, anche perché da ciò che dovrà succedere e potrà succedere dipende poi non soltanto la sorte di questo Consiglio, ma soprattutto la sorte di questa legge finanziaria e degli ultimi quattordici mesi di questa legislatura. Va bene tutto, nel senso che nel gioco delle parti tra maggioranza e opposizione vanno bene tutte le cose che si sentite questa sera a commento del voto sull'articolo 16.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SANNA

(Segue VARGIU.) Ovviamente vanno bene tutti i ragionamenti fatti, sia quelli che sono stati fatti a difesa dell'operato della Giunta, sia quelli che sono stati fatti dalla opposizione a sostegno del fatto che quella che è minoranza nelle logiche consiliari diventa troppo spesso maggioranza nel voto, specialmente quando questo voto avviene a scrutinio segreto. Ma hanno ragione i colleghi della minoranza: il voto a scrutinio segreto, quando raggiunge un'ampiezza così come quella che è stato dato osservare in questi giorni, non è più l'espressione di un malessere limitato, ma è l'espressione di un malessere più generale, del quale non si può non tenere conto anche politicamente.

Però l'invito alla riflessione che è arrivato, e ha colto nel segno, verso questi banchi può essere anche rimandato verso i banchi del centrosinistra, nel senso che è evidente che lo scontro che noi stiamo registrando in questi giorni non è più uno scontro che avviene sulla finanziaria, quindi sulla necessità di migliorare in qualche modo la finanziaria, di adeguarla a quelle che sono state le richieste delle parti sociali. Io credo che l'assessore Masala, gliene voglio dare atto pubblicamente, abbia cercato con la massima onestà culturale, che normalmente lo contraddistingue, ed è un suo pregio, insieme ai difetti che ha, di venire incontro a quelle che sono state le esigenze complessive dell'Aula, esigenze complessive rappresentate sia dallo schieramento di maggioranza che da quello di opposizione. Credo che dallo schieramento di maggioranza siano venuti a più riprese, senz'altro dai banchi dei Riformatori, inviti a più riprese a trovare dei terreni di incontro, a trovare dei margini di ragionamento, a trovare delle indicazioni che potessero essere in qualche modo comuni che ci aiutassero a far andare la legge finanziaria in materia più spedita e a dare comune alla Sardegna uno strumento di spendita che è indispensabile nelle cose.

Siamo stati in qualche modo derisi, ci hanno chiamato "le colombe", poi hanno detto che le colombe venivano sparate anche nel mese di marzo a caccia chiusa, poi hanno detto che le colombe sarebbero state mangiate prima di Pasqua e che si sarebbero esaurite in termini non fisiologici e non naturali. Probabilmente è quello che è successo ed è per questo che oggi noi registriamo un passo indietro rispetto a quello che sembrava essere avvenuto nei giorni scorsi. Però io non credo che questa sparizione delle colombe, se così la vogliamo definire, sia un qualcosa di cui quest'Aula si possa in qualche modo gloriare, perché poi alla fine, colleghi, io l'ho sostenuto tante volte da questi banchi e ne sono fortemente convinto, non esistono responsabilità soltanto di maggioranza, esistono anche delle responsabilità che sono comunque consiliari, perché se voi, e lo fate ogni giorno, grazie a Dio per voi, perché altrimenti si morirebbe, uscite da quest'Aula e andate a parlare con la gente fuori da quest'Aula, voi rileverete lo stesso tipo di termometro che utilizziamo noi e verificherete come noi che in questo momento chi è in crisi di credibilità presso l'opinione pubblica sarda non è soltanto la maggioranza di centrodestra, che è sicuramente in crisi di credibilità, ma è soprattutto l'intera istituzione consiliare, perché la Sardegna delle alchimie e dei bizantinismi a cui noi ormai ci siamo abituati, che consideriamo pane quotidiano della nostra esistenza, per fortuna, non si è ancora abituata. Quindi tutto ciò che per noi sembra naturale, spieghiamo che è caduto l'emendamento per la Lega tumori perché è caduto l'emendamento che lo governava che era quello legato al comma 3 dell'articolo 15, a noi sembra che sia tutto regolare, che venga tutto compreso in maniera perfetta, che la gente abbia individuato responsabili, untori e unti. Forse non è così. Forse, se voi ci riflettete, questa sensazione che a noi sembra essere così chiara e così nitida non è altrettanto chiara e altrettanto nitida fuori da questo Consiglio, e forse oggi nel giudizio negativo sull'operato del Consiglio sono accomunate in questo momento maggioranza e minoranza, in un accomunamento che è una crisi di credibilità complessiva del sistema dell'alternanza, e noi crediamo nel sistema dell'alternanza, cioè noi crediamo che voi governerete dopo di noi, forse non speriamo che governiate subito dopo, nel senso che speriamo che sia lunga la fase di governo del centrodestra, però sappiamo che dopo la fase di governo di centrodestra ci deve essere quella del centrosinistra. Allora ci deve essere la percezione tra la gente di due progetti differenti che si contrappongono, ci deve essere la percezione che se non va bene questo progetto ce n'è pronto uno alternativo che può essere votato alle prossime elezioni o a quelle successive ancora. Oggi questa percezione non c'è, ve lo garantisco, nel senso che oggi, in questo momento, la sensazione è che l'istituzione consiliare, questa che voi chiamate, che noi chiamiamo la massima istituzione di rappresentanza del Consiglio regionale dei sardi non sia più funzionale a quelle che sono le esigenze complessive di modernizzazione, di progresso, di cambiamento della nostra terra. Ecco, questo è il problema più importante che noi abbiamo in questo momento.

Ma pensate a questa legge finanziaria, ma santo cielo! Siamo tre mesi in Aula, è arrivata il 4 di gennaio in quest'Aula e poi, prima di arrivare qua, ha fatto un altro passaggio di una certa lunghezza in Commissione. Siamo quattro mesi che discutiamo la legge finanziaria, resteremo un altro mese a discutere la legge finanziaria, perché l'unico spauracchio è quello del 30 aprile. Bene, ha senso tenere una legge per cinque mesi a occupare i lavori di questo Consiglio? E la legislazione ordinaria quando mai verrà fatta da questo Consiglio regionale? Quando mai ci occuperemo di leggi di settore? Quando avremo finito di fare questa legge finanziaria ce ne andremo a casa a riposo perché siamo esausti di stare dalle 10 alle 22 di ogni giorno a discutere sempre delle stesse cose senza mai riuscire ad arrivare a quella che è una conclusione, una soluzione, un punto di riferimento che possa essere riferimento per tutti, per noi di maggioranza, per voi di opposizione.

Questo non va bene. Se voi ci pensate, questa legge finanziaria, che è diventata una legge omnibus, all'interno della quale uno cerca di infilare tutto, perché è l'unico treno che passa e quindi qualunque carretto va comunque accodato ad esso, può essere tenuta in Aula non i quattro mesi che noi saremo rimasti, a dispetto del Regolamento consiliare, che in modo declaratorio dice 37 giorni complessivamente; questa legge finanziaria potrebbe rimanere in Aula sei mesi, otto mesi, due anni, nel senso che teoricamente qualunque consigliere può presentare migliaia di emendamenti a questa legge, può chiedere di discutere migliaia di emendamenti a questa legge, può inchiodare ciascuno di noi, fuori da Pasqua, fuori da Natale, fuori dalle proprie famiglie in quest'aula a discutere di legge finanziaria! Se questo succede significa che i normali rapporti tra maggioranza e opposizione non esistono più, che sono andati a farsi benedire, perché in qualsiasi democrazia dell'alternanza una maggioranza, per quanto sia scalcinata, ha diritto di governare e ha diritto di essere giudicata su quello che fa, anche di essere giudicata negativamente dall'elettorato, perché se la maggioranza fa delle cose che non sono condivise dall'elettorato viene cacciata via alle elezioni successive, ma deve poter governare. Oggi non può governare, non è messa in condizioni di governare. Questa istituzione consiliare non mette nelle condizioni di governare né noi né voi, nel senso che se voi foste al posto nostro con questo clima sareste nella stessa identica situazione in cui siamo noi. E allora per concludere, alla fine ha ragione l'onorevole Selis quando dice "Le responsabilità di questa legislatura sono vostre, godetevele nel bene e nel male". Bene, diamo questa idea anche agli elettori, diamo l'idea che se questa legislatura si conclude oggi o si conclude fra quattordici mesi, le responsabilità sono nostre e noi chiederemo agli elettori di giudicarci su quello che abbiamo fatto e su quello che non abbiamo fatto, e spiegheremo perché non l'abbiamo fatto, ma diamo la possibilità finalmente alla Regione Sardegna di avere la sua legge finanziaria, perché non ha senso che rimaniamo sino al 29 aprile ancora in questa sorta di guerra di trincea dell'Aula, dove facciamo come Penelope, un centro destra che fa una cosa di notte, una Penelope che è tutto il Consiglio, di giorno fa la tela e di notte la disfa, e ritorna al punto di partenza, con buona pace delle colombe.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, il dibattito che si sta sviluppando è per certi versi apprezzabile e per altri versi singolare. Vorrei partire da un piccolo raccontino, come capita a molti di noi, che sono dei pendolari che da quattro anni viaggiano tutte le settimane per rientrare alle proprie famiglie, ci è capitato di osservare non solo come avanzano i lavori della 131, ma anche nelle belle giornate di autunno e di primavera di vedere il paesaggio e la campagna della Sardegna come segue faticosamente i cicli delle stagioni, che non sempre purtroppo sono generose con i sardi. Tuttavia dall'inizio di questa legislatura mi ha colpito, nel periodo in cui l'enfasi berlusconiana approdava in Sardegna e preparava le truppe per la costruzione della conquista del Governo nazionale, mi è capitato di vedere, lo dico ai colleghi che transitano lì, lo vedranno, salendo da Cagliari verso Oristano, all'altezza del bivio di Uras, c'è un ovile, un ovile molto normale, dove spicca un pennone dove sventolava al vento, molto in alto e molto sproporzionato rispetto alla stessa dimensione dell'ovile, la bandiera di Forza Italia e della Casa delle Libertà. Ho detto "E` strano, l'associazione che si fa, evidentemente deve essere qualche grande tifoso". Tuttavia, nonostante questo pensiero un po' strano dell'associazione fra l'ovile e un'idea così paradossale rispetto alla condizione che l'ovile come luogo di lavoro nobile dei pastori rappresenta, ho continuato ad osservare, andando e venendo, questa bandiera sempre lì. Però il vento, che lì picchia forte, perché è molto esposto, in questi anni sta erodendo quella bandiera, la sta consumando, la sta sfilacciando, ed è arrivata ormai ad un punto che non si vede più neanche che bandiera era, solo chi l'ha conosciuta sa che era la bandiera della Casa delle Libertà. Recentemente, durante queste settimane in cui rientravo, dopo il comportamento della Giunta, di questa maggioranza, dicevo "Ma guarda, la maggioranza in Consiglio regionale è come quella bandiera, battuta dal vento sta continuando ad andare in dissoluzione". E` una rappresentazione costante, è come le stagioni, e noi l'accettiamo in quanto tale è la politica dei cicli. Però il paradosso e l'esempio mi è utile per dire, a proposito del richiamo fatto dal collega Floris, che io condivido; collega Floris, anche stare dalla parte sbagliata rispetto ad una cultura politica alla quale si riferisce alla fine produce gli effetti di quella bandiera, una cultura politica che si ispira a determinati valori, battuta dal vento che non concorre ad applicare, a gestire, ad esplicare insieme, con forza, quei valori rischia di essere sminuzzata nel tempo. La stessa cultura è disperdersi. E questo è un modo che in qualche modo sorprende questo altalenarsi fra coloro che dicono "non condividiamo la finanziaria, non ci piace" e in quel momento stanno esercitando le ragioni della propria rappresentanza, cioè quello che in assoluto è di più nobile nella funzione che noi abbiamo, e però poi si aggiunge "vogliamo che questa finanziaria si superi perché poi dobbiamo fare le nostre verifiche", cioè abbiamo accettato di anteporre le condizioni delle convenienze della politica, i suoi riti, i suoi esorcismi, prima della salvaguardia lineare, spontanea, conseguenziale di quelle che sono le fonti originarie della nostra ispirazione della nostra rappresentanza.

Io vorrei ricordare, credo che, se l'amico Falconi me lo consente, possiamo dire di una verità che ci siamo raccontati all'inizio del lavoro su questa finanziaria, quando abbiamo letto assieme a lui per la prima volta questa finanziaria e guardandola ci siamo detti con molta sincerità "Su questo testo che rappresenta un coagulo del nulla, con questa chiusura e con questa superbia, affonderanno sicuramente". Questo dicemmo allora, e credo che quando poi noi, un po' presi in giro, ci dicemmo all'inizio di questo dibattito "Attenti, perché il vento aiuta chi sa dove andare", ci avete fatto qualche ricamino. Ma così è stato. Il vento ha aiutato chi sapeva che l'unica direzione possibile intorno a questa finanziaria era quella di riscoprire le ragioni di una società che reclamava alcune risposte che non c'erano in quel testo.

Ed allora è giusto che la ricerca di quella trasparenza, è bene che ce lo diciamo fuori da ogni polemica, con molta lealtà, non è e non può essere ridotta ad una contrapposizione di metodo, Presidente Pili; la trasparenza posta da noi all'inizio di questo dibattito non era altro che la ricerca di ristabilire insieme le ragioni minime di una reciproca fiducia che potesse portare ad un confronto per realizzare un progetto credibile dell'ultima legge finanziaria di questa legislatura, l'unica vera ragione è questa. Che cosa ostacolava questo percorso? Che cosa ostacolava, nella cultura dell'assessore Masala, l'apertura ad un confronto? Che cosa nascondeva questa incomunicabilità, questa arroganza? Badate, c'è ormai un fatto che possiamo assecondare un po' tutti, e lo dico anche e soprattutto a quelli che continuano a dire dentro questo Consiglio ed anche fuori, dopo quello che si vede e dopo quello che si pratica, dicendo magari che si ispirano a valori del cattolicesimo democratico, qualche volta, c'è un fatto dentro questo pensiero unico dell'era Berlusconi noi dobbiamo chiarirci se chi sta dalla parte della maggioranza accetta e persevera, perché qui qualcuno dice di non accettare ma continua a gestire con questa filosofia questa cultura della condizione appropriativa delle istituzioni. Questa era una finanziaria, per come ci è stata presentata, che esplicava questo disegno. La dimostrazione contro tutti che questo pensiero unico di cui vi fate portatori nella pratica, perché non c'è una politica parlata ed una politica praticata; la politica deve continuare a essere intesa nella misura in cui percepiamo come viene patita dai sardi, non come la illustriamo noi, non come la dipingono gli organi di stampa, perché la politica è poi l'esito degli effetti che è capace di produrre, o meglio, dei non effetti. E quando osserviamo nella stampa, che non può essere indicata come stampa di parte, che le nuove povertà nell'area metropolitana di Cagliari stanno raggiungendo dei livelli incredibili al punto che qualche condizione familiare è molto simile a quelle drammatiche immagini che in questi giorni guardiamo nell'area degli scontri bellici, perché non c'è nulla, non c'è nulla, non c'è energia elettrica, non c'è acqua e non ci sono altre cose. Quando questi fenomeni avvengono e quando si sottraggono ai sardi quelle uniche armi che avevano consentito con fatica alla fine degli anni sessanta e settanta ad uscire o a tentare di uscire da una condizione atavica dove l'analfabetismo dilagante era una condizione che non consentiva il riscatto di gran parte del popolazione sarda, be', oggi di fronte a questa consapevolezza la sordità di una Regione nei confronti della chiusura delle scuole, della chiusura delle poste, della chiusura di tutto quello che aveva fatto e realizzato un principio di evoluzione non può essere risolta nella comodità, colleghi, della condizione acquisita di pseudo borghesia o di benessere nella quale noi ci troviamo, ma che altri non hanno mai conosciuto e forse mai conosceranno.

Di queste cose non si parla né nel merito della finanziaria né nel merito degli spot pubblicitari che vi fate tutto intorno. Arriveremo a questo, la politica non è pubblicità, caro Presidente Pili, e la sconfitta vera di questa concezione è proprio questa, voi avete criticato tanto Palomba, ma Palomba, al di là di tutto, ha dimostrato che quei valori fondamentali del rispetto reciproco e di anteporre il luogo e la dignità dell'istituzione nella quale sedeva prima dei suoi interessi personali e prima dei suoi tornaconti, l'ha dimostrato, avrà fatto degli errori, ma il tanto delle volte che voi siete andati al di sotto rappresenterebbe almeno quattro di quelle legislature che avete indicate come la colpa del centrosinistra e di Palomba.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Emanuele. Ne ha facoltà.

SANNA EMANUELE (D.S.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, se fossimo dei cinici o degli irresponsabili diremmo alla Giunta di andare avanti, di continuare rapidamente nell'esame e nelle votazioni sugli articoli che restano di questo simulacro di legge finanziaria, ed assisteremmo dai banchi dell'opposizione al precipizio definitivo di questa maggioranza sul fondo del baratro politico istituzionale in cui si è cacciata. Però noi non intendiamo assecondare questa china rovinosa, anche perché siamo in presenza di una situazione molto delicata. Io sono fra quei pochi colleghi, in questa Assemblea, in questa legislatura, che hanno una lunga esperienza istituzionale ed assembleare, e nella lunga storia di questa Assemblea questa sessione di bilancio resterà come, signor Presidente, una delle pagine più mortificanti della nostra esperienza autonomistica. Penso che anche voi siate consapevoli che anche voi siete all'epilogo e dovete sentire la responsabilità, Presidente Pili, di vivere questo epilogo senza provocare una lesione irreparabile della nostra autonomia regionale. La Giunta e il suo ostinato Presidente avevano già nei mesi scorsi, secondo me, piena consapevolezza che il passaggio in Aula sulla finanziaria sarebbe stato un banco di prova molto severo, forse un passaggio non solo duro ma persino insuperabile, e per questo il Presidente ha tentato in tutti i modi di eludere una resa dei conti con la sua coalizione, con la sua inaffidabile coalizione. La linea poco responsabile che lei, Presidente, e i suoi improvvidi consiglieri avete adottato è stata quella di prendere tempo, di chiudervi nella ridotta della pura sopravvivenza, di provocare una sostanziale paralisi del governo della Sardegna, dei suoi problemi, delle sue drammatiche emergenze. Così avete rinviato di tre mesi la presentazione in Consiglio della finanziaria, avete lasciato deliberatamente la Regione senza bilancio, siamo al quarto mese di esercizio neanche provvisorio, perché non è approvato neanche il bilancio provvisorio per il corrente mese, del tutto insensibili alle conseguenze catastrofiche che questo fatto determina sull'economia, sulla società sarda, sul sistema imprenditoriale e sociale che è vitalmente collegato alla finanza regionale. Vi siete chiusi nei mesi scorsi nei giochi di palazzo, avete cercato di mettere all'angolo le componenti più irrequiete della vostra coalizione. Oggi ho ascoltato con la consueta attenzione ma anche con molta preoccupazione, non posso nasconderlo, anche con una certa delusione, l'intervento del Presidente Floris; quando Floris vi ha sollecitato ad una verifica, avete risposto con la rappresaglia e con le minacce. Avete cercato di sedare i vostri insanabili conflitti in queste ultime settimane attribuendo ai vostri amici tutte le leve disponibili del sistema operativo e di sottogoverno della Regione. Avete prenotato, collega Vargiu, anche le Presidenze degli enti per i quali il Consiglio deve ancora approvare le leggi istitutive. Ma questa vostra ostinata battaglia di resistenza e di sopravvivenza si è comunque infranta, come si è potuto verificare in queste drammatiche settimane in Aula, si è infranta con la insostenibilità di una situazione politica che rende assolutamente ineludibile l'apertura formale della crisi, Presidente, e la conseguente ricerca di una soluzione che attraverso la volontà sovrana di quest'Aula, di questa Assemblea, non dei consiglieri esterni, ripristini la normalità della vita democratica nella massima istituzione rappresentativa della nostra comunità regionale.

La crisi è aperta, assessore Masala, è in atto da molti mesi, è stata certificata dallo scioglimento di questa maggioranza sugli atti più rilevanti che il Consiglio ha discusso e votato. La Commissione bilancio ha largamente riscritto la finanziaria, il Consiglio sta demolendo alcuni pilastri essenziali del provvedimento. Lei ha detto pochi minuti fa che su questo articolo c'era il consenso convinto e granitico della Giunta e della maggioranza, ma il voto, il verdetto, del Consiglio è stato chiaro, è stato impietoso. Noi stiamo operando a questo punto per limitare i danni e per ricostruire sulla sponda degli interessi superiori della comunità che tutti rappresentiamo. Vogliamo ricostruire nell'interesse della Sardegna e vogliamo evitare la progressiva e irreversibile delegittimazione del nostro istituto autonomistico, del nostro incompiuto e infelice Parlamento regionale.

Assessore Masala, io rispetto il suo travaglio, rispetto il suo stato d'animo, rispetto anche l'insensibilità e la disperazione degli sconfitti, però questa situazione, Presidente Pili, non è più sostenibile. So che oggi lei non sta molto bene neanche sul piano fisico e che si sta sottoponendo a questo calvario del confronto in Aula in una seduta particolarmente difficile e drammatica per lei e per la sua coalizione, però prenda la parola Presidente, se non lo fa stasera lo faccia domani mattina. Chieda di sospendere i lavori del Consiglio; noi le abbiamo proposto una via d'uscita, la Regione non può andare alla deriva con la sua coalizione, con la sua sorte personale, le abbiamo proposto di approvare rapidamente, in pochi giorni, in poche ore i capitoli e gli articoli che restano del bilancio raccogliendo non le nostre proposte ma le istanze che vengono anche dai principali referenti sociali della sua maggioranza e della sua coalizione.

Non le dobbiamo fare altri appelli, io mi sono personalmente arreso. Lei dimostri almeno in questo momento, Presidente Pili, che è capace di riaprire qualche canale di dialogo ed anche di limpida convergenza democratica nell'interesse popolare con l'insieme dei soggetti politici che compongono il sistema della nostra democrazia autonomistica. Se non lo farà, Presidente, noi non le rivolgeremo più appelli, la incalzeremo con le nostre idee, con le nostre denunce attraverso l'uso rigoroso degli strumenti del controllo che restano nelle mani dell'opposizione democratica. E lo faremo senza demolire il ruolo che i vertici istituzionali della Regione devono comunque assicurare e che andrà comunque ripristinato. Voi lo state travolgendo, ma noi lo rafforzeremo preparando un'alternativa alla china rovinosa che avete imboccato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Apprezzo molto il tono pacato e mi permetto di rompere il monologo delle opposizioni. Dico monologo perché si ripetono giustamente e legittimamente le critiche a questa maggioranza e a questa Giunta. Ma credo che sia giunto il momento di capire che al centoquindicesimo giorno della manovra finanziaria sia arrivato il momento di chiudere questo capitolo. Credo anche che è chiaro a tutti, è chiaro all'opposizione in modo particolare, che questa finanziaria va portata avanti fino alla fine, che questa, come abbiamo detto fin dall'inizio, non rappresenta per noi una finanziaria a cui dare valenza politica, nel senso che qualsiasi tipo di bocciatura, qualsiasi tipo di correzione alle quali fin dall'inizio abbiamo detto che avremmo partecipato, alle correzioni, non alle bocciature segrete, alle correzioni palesi, avremmo partecipato perché in questa fase, in questo momento è importante che la Sardegna abbia una finanziaria, una Sardegna totalmente nel suo sistema economico e sociale dipendente dalla finanziaria regionale. Ecco perché mi permetto di dire che questo è l'interesse della collettività.

Mi dispiace raccogliere e cogliere alcune contraddizioni; come si fa a parlare di interesse della collettività quando con l'unico interesse di parte, e quindi di coalizione, e quindi politico, si partecipa alla bocciatura di commi, emendamenti che interessano solo la collettività e non sicuramente le parti politiche. Come spiegare questo ai chemioterapici, come spiegare questo sull'articolo 3 quando si bocciano delle direttive di attuazione dei regolamenti comunitari? Come si fa a spiegare questo quando si bocciano alcune parti che sono di interesse collettivo e sicuramente non politico e di parte! Questo è sicuramente un richiamo a chi abusa, come ho già detto in passato, abusa di un legittimo potere, quello dell'utilizzo del voto segreto, legittimo, per carità. Col voto segreto nella storia della nostra nazione e della nostra regione si sono fatti, disfatti, governi e maggioranze. L'abuso è altra cosa; l'uso del voto segreto fa parte appunto, come è stato riportato anche oggi in quest'Aula, perché il governo nazionale è andato sotto in diverse occasioni stamani, ma anche a voto palese il governo nazionale è stato corretto in un corretto confronto politico di maggioranza e di ascolto nei confronti delle opposizioni.

Credo che le opposizioni esercitino e debbano esercitare la loro funzione principale, le loro funzioni principali, la funzione di controllo, la funzione di critica, la funzione di critica costruttiva. Mi sembra che però qui si eserciti soltanto la quarta e non opportuna funzione dell'opposizione, la funzione distruttiva sempre e comunque! Perché altrimenti non mi spiego, se non c'è solo l'interesse a distruggere, perché si va incontro alla proposta di bocciature o di emendamenti soppressivi di commi, articoli che poi vengono riproposti dalla stessa opposizione negli emendamenti! E questo è l'interesse della collettività.

Noi comunque faremo e porteremo fino alla fine avanti questa finanziaria, con le correzioni che fino ad oggi sono state fatte, quelle che abbiamo condiviso e quelle che non abbiamo condiviso, perché non abbiamo condiviso le correzioni segrete, ma condividiamo il confronto politico e le correzioni palesi.

Qual è il nostro progetto politico? Io vorrei sapere, e risponderò anche a questa affermazione fatta in quest'Aula, qual è il vostro progetto politico. E' quello forse richiamato anche stamani in alcuni interventi dei colleghi dell'opposizione di ricorrere anche eventualmente alle Procure, fortunatamente oggi sicuramente più obiettive e libere dalle pressioni politiche, per correggere azioni di governo regionale? E' questo il vostro progetto politico?

Già all'inizio di questa finanziaria, e nell'intervento sulla discussione generale, precisai alcune cose che mi permetterete di ricordare. Diciamo che la storia della nostra nazione e della nostra regione ha avuto momenti altissimi di democrazia, altri momenti dove essa è stata negata e altri ancora dove è stata nascosta. Si è voluto trasformare, e voi lo avete fatto, lo Stato da cattolico a laico, si è voluto privatizzare tutto il sistema pubblico, intendendo per privatizzazione lo smantellamento di uno Stato sociale solidale che oggi voi richiamate a favore della gestione affaristica dell'impresa pubblica, svenduta a pochi uomini vicini alla politica, gli stessi trasformatisi poi in uomini di governo.

Si è voluto distruggere quei valori e quei punti di riferimento del nostro sistema sociale non attraverso un leale confronto democratico, ma preferendo la via breve della calunnia, della menzogna, dell'accusa indiscriminata, condannando l'intero sistema democratico con un colpo di spugna, senza distinguere, utilizzando i boia dalle mani pulite. È questo il sistema democratico e il vostro progetto politico? Io non ho ancora sentito in tutta questa finanziaria qual è la vostra proposta politica. La nostra è sicuramente quella prima di tutto di cancellare la legge finanziaria che sta dimostrando oggi più di ieri l'inutilità della sua esistenza, i bilanci regionali siamo convinti vadano cambiati con leggi, disegni di legge e proposte di legge non passando per la via breve della finanziaria.

Il nostro progetto politico è di abbattere un sistema sbagliato e noi siamo frutto in quest'Aula, tutti noi, di un sistema sbagliato, di una legge elettorale sbagliata, di un Regolamento sbagliato che non ci consente di governare, ma che consente comunque e sempre alle posizioni di opporsi, legittimamente, che consente anche la formazione di maggioranze non esattamente volute dalle gente. Noi in questo sistema stiamo governando, in un sistema che abbiamo sicuramente ereditato, e non voglio fare critiche al passato, per il quale vado orgoglioso. Però noi in questo momento stiamo lavorando con quelle regole, con quel sistema sbagliato e nel nostro progetto politico c'è la correzione di questo sistema.

Non passa sicuramente per l'approvazione di una legge finanziaria il progetto politico e la correzione di un sistema che non funziona; uscire dall'assistenzialismo che più volte è richiamato in quest'Aula negli emendamenti, e non solo di una parte, quell'assistenzialismo che consente alla gente di non essere libera, di non essere intellettualmente libera. Si è fatto richiamo alla povera gente, ai poveri che aumentano, e non solo nelle periferie di Cagliari purtroppo, aumentano dappertutto ma quello è frutto di un anno, di due anni, di tre anni di governo? Si deve anche far riferimento comunque alla diminuzione del tasso di disoccupazione, all'aumento dell'occupazione, alle risorse idriche che finalmente, grazie a Dio, vedono o sono indirizzate verso una soluzione. Bisogna far riferimento a tutto perché è giusto che l'opposizione faccia opposizione, ma non solo con l'intento di distruggere.

Si è parlato anche del nostro richiamo alla cultura di governo, che qui confermo, la cultura di governo che è saper andare avanti con il proprio progetto politico, governando per tutti e non contro qualcuno o solo per qualcuno. Cultura di governo che non è abboccare al tranello del voto segreto, cultura di governo è saper seguire l'unità di partito e di Gruppo, cultura di governo è saper ascoltare, saper concertare e poi saper anche decidere in ogni caso, cultura di governo democratico è tendere alla libertà, non al governo, mi ripeto per l'ennesima volta, dei bisogni della gente o creando i bisogni per governare, cioè per tenere al guinzaglio la gente. Cultura di governo è per noi anche saper proporre alternative, costruire alternative. Non è sicuramente per noi cultura di governo quella del "tanto peggio, tanto meglio", così pagano solo i cittadini, non paghiamo noi e non è sicuramente un richiamo, per carità, non sono nelle condizioni di farlo o di insegnare qualcosa a qualcuno, alle opposizioni; è un richiamo a questo Consiglio a concertare, a continuare ad andare avanti dando alla Sardegna una finanziaria e smettiamola di ripeterci, di continuare a chiedere dimissioni che sicuramente auspico non ci saranno.

Dopo potremo fare i discorsi politici nell'interesse della collettività.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Signor Presidente, sarebbe fin troppo facile rispondere all'onorevole Capelli. Solo due osservazioni farò a questo proposito, una che riguarda il progetto.

Credo che in questi lunghi mesi di confronto politico sulla finanziaria anche i più distratti abbiano capito ed abbiano acquisito che le opposizioni ponevano quattro questioni fondamentali in questa finanziaria. Ponevano l'esigenza che il sostegno alle imprese non venisse meno e che in questo senso fossero confermate le risorse del 2002; che il sistema delle autonomie locali non venisse penalizzato dalla manovra di bilancio, che le politiche per il lavoro venissero salvaguardate e rafforzate, che il mondo del volontariato avesse le necessarie attenzioni. Questi quattro punti fondamentali sono stati alla base della nostra proposta, del nostro progetto di finanziaria, ma noi non possiamo avere un progetto di finanziaria perché noi non siamo maggioranza. E questa è l'altra osservazione che voglio fare, onorevole Capelli, l'ha richiamata lei, l'ha richiamata anche l'onorevole Floris e l'onorevole Vargiu questa questione. Certo, bisogna dare una finanziaria alla Regione, non c'è dubbio, però è inutile che si voglia ancora girare attorno alla questione del voto segreto, ancora ci si attarda a parlare di franchi tiratori. Ma quando ci sono 50-60 votazioni dove la maggioranza non c'è, ma ancora parliamo di franchi tiratori? Parliamo di una maggioranza che non c'è, che è stata battuta in modo palese e in modo segreto. Quindi è inutile continuare a prendersela con il Regolamento, non c'è una maggioranza, non c'è consenso attorno a questa Giunta, attorno a questa finanziaria. Questa è la verità vera! Di fronte a questa realtà c'è chi ancora, in questa maggioranza che non c'è, c'è chi ancora si vuole attardare a difendere un qualche cosa che non esiste e a voler scaricare sull'opposizione, pretendendo di dare lezioni all'opposizione su come deve svolgere la sua funzione democratica e istituzionale, pretendendo di scaricare sugli altri le proprie responsabilità. Spiegheremo a tutti i cittadini sardi perché la finanziaria è così com'è, e perché anche gli emendamenti dell'onorevole Capelli, molto numerosi, non si muovevano nella direzione di dare una legislazione di settore organica, seria e compiuta alla Regione sarda.

Le diremo tutte queste cose, però non voglio rinunciare in questa discussione che si sta svolgendo, dopo l'ennesima bocciatura politica, onorevole Pili e onorevole Masala, a fare anche qualche altra considerazione, perché non è soltanto la politica che è mancata in questa vicenda, è mancato anche il minimo di realismo politico. Perché una Giunta che non si rende conto di quello che può fare, di quello che può proporre in quest'Aula è una Giunta velleitaria, è una Giunta che non sa qual è la strada che deve percorrere, che può percorrere, qual è il ritmo del proprio cammino.

Io credo che queste bocciature, che sono il sale per la maggioranza, dovrebbero farla rinsavire, farle venire un po' di saggezza, io mi auguro che abbiano almeno questo senso, che servano almeno a questo.

Non è vero che abbiamo presentato soltanto emendamenti soppressivi; certo, certi emendamenti soppressivi sono salutari, andavano presentati, ma perché? Ma è accettabile che l'articolo 17 che contiene soltanto norme intruse sia mantenuto in finanziaria? Ma che cosa ha a che vedere con la finanziaria l'articolo 17? L'articolo 17 pretende di modificare la legge 35 sul patrimonio, questo tentativo c'è stato anche nella scorsa finanziaria, tentativo che ha avuto anche lo scorso anno una risposta che si meritava dal Consiglio, non è bastato l'anno scorso, quest'anno vengono riproposte norme di questa natura. Certo che anche questo articolo va bocciato; come è stato saggio bocciare l'articolo 16 perché non è rispettoso delle competenze e delle prerogative di questo Consiglio che ha, nelle sue funzioni, prima di tutto quella di programmare. Ma quali sono onorevole Pili, onorevole Masala gli obiettivi strategici che con l'articolo 16 si volevano perseguire? Non si fa menzione di questi obiettivi, non si sa, ma sono legati ai trasporti, all'energia, all'acqua. Ma di che cosa si parla quando si parla di obiettivi strategici? Ci avete chiesto di mettere a disposizione 48 miliardi per il prossimo triennio senza dirci che cosa volete fare! Onorevole Floris i progetti vanno bene, il parco progetti va bene, ma il Consiglio ha il diritto sacrosanto di sapere di quali progetti si tratta, questo è un punto ineludibile, questo è il motivo per il quale il Consiglio non solo l'opposizione, ma il Consiglio ha bocciato l'articolo 16. Non è accettabile chiedere deleghe in bianco. Certo che di fronte ad un atteggiamento di questo genere, onorevole Masala, è anche naturale e giusto che ci siano sospetti, che ci siano preoccupazioni, che, insomma, in assenza di trasparenza, in assenza di chiarezza anche i dubbi di questa natura sono leciti.

Insomma, io credo e voglio anche dirlo all'onorevole Oppi, vorrei che fosse in Aula perché le cose che l'onorevole Oppi ha detto, ripeto, vorrei che fosse in Aula perché vorrei che lui sentisse le cose che anch'io penso su questo suo modo di fare. Non mi è piaciuto affatto né il linguaggio per nulla parlamentare, tanto meno il modo, la forma e la sostanza delle cose che ha detto l'onorevole Oppi. Mi sembrava il padrone del vapore, sembrava che le risorse di cui lui, come Assessore, Assessore della Regione sarda, cioè una carica pubblica, che deve gestire risorse pubbliche, sembrava che invece fossero risorse sue private. E' una concezione padronale della politica che è inaccettabile. E quel modo di porsi sottende anche un atteggiamento di ricatto nei confronti dei consiglieri e di tutti. I consiglieri, onorevole Oppi, pongono giustamente le esigenze dei loro territori, e se pongono esigenze che non sono accettabili lei le respinga, però deve fare programmi anche lei, programmi trasparenti che questo Consiglio deve discutere e approvare. Non è con l'atteggiamento paternalistico che si affrontano i problemi; le risorse pubbliche si gestiscono in modo trasparente e in modo serio. Se poi, ripeto, ci sono cose che non vanno bene le dica, onorevole Oppi, però non è accettabile che qui tutto il Consiglio sia messo nello stesso sacco, dove tutto e il contrario di tutto siano uguali. Questo non è accettabile, io non lo accetto e lo voglio dire con estrema chiarezza.

Che fare comunque di questa finanziaria? Credo che la cosa più saggia sia che la maggioranza accolga le quattro proposte, che anche in apertura ho richiamato, avanzate dalle opposizioni in questi mesi e chiuda dignitosamente questa pagina che io definisco molto difficile, molto travagliata, ma per certi versi indecorosa per questa maggioranza, la chiuda rapidamente, apra la crisi formalmente, subito dopo l'approvazione della finanziaria si dimetta la Giunta e se la maggioranza esiste faccia un chiarimento serio, rapidamente, e se è capace e se sarà in grado di definire un progetto politico per chiudere positivamente questa legislatura, lo faccia; se non è in grado si sciolga questo Consiglio, si vada dalle elezioni anticipate. Io credo ne guadagneranno tutti, soprattutto i sardi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.

FALCONI (D.S). Signor Presidente, mi riporto anch'io, nel mio intervento, al precedente articolo e so bene che i voti già espressi possibilmente in quest'Aula non vanno neanche commentati; bisogna avere rispetto del voto espresso e andare avanti. Però è tanta e tale la valenza politica di ciò che è avvenuto non perché gliel'attribuiamo solo noi la valenza politica, assessore Masala, ma gliel'ha attribuita lei, gliel'ha attribuita oggi e non solo oggi. Poco fa, nella sua replica, ho visto un po' un ruggito di difesa che si aggrappa non alla politica, si aggrappa ai regolamenti, si aggrappa al Regolamento, come dire: "Se dovete espugnare questo fortino dotatevi di armi non convenzionali, perché con la normalità della politica non riuscirete a disfarlo, non riuscirete a cacciarci via."

Allora, prima di entrare nel merito di questo articolo, perché io voglio tornare a parlare del merito dell'articolo 17, voglio anch'io, assessore Masala, darle, nei limiti delle mie capacità e possibilità, anche qualche buon consiglio. Badi, questo è simile al precedente articolo della precedente finanziaria, tanto caro al presidente Pili, che prevedeva finanziamenti per progetti strategici ugualmente per l'accelerazione di grandi opere in Sardegna, che venne bocciato dalla precedente finanziaria. Questo rappresenta quel passato, lo slogan, il mettere da parte risorse per poi gestirle in un certo modo.

La cosa singolare che sta succedendo in questa finanziaria, assessore Masala, è che lei si sta ponendo in mezzo fra noi e il presidente Pili; me lo consenta, ma un po' sta parando i suoi fulmini. Se questo deve fare e se questo le piace fare continui pure, perché continueremo anche noi e, mi creda, noi continueremo in modo serio perché lei, sempre nella sua replica, ha parlato di politica del sospetto, quasi fosse proposta da noi questa politica del sospetto. Io rispondo di me stesso, ho sempre parlato con assoluta chiarezza, ho detto in libertà ciò che penso di qualsiasi tema; se poi lei le cose che io o i miei colleghi del centrosinistra le interpreta come politiche del sospetto e si sente sospettato, collega Masala, è uno suo problema, non nostro. Noi continueremo a parlare in libertà. Se questa nostra libertà lei la interpreta come politica del sospetto è un problema suo, esclusivamente suo.

Noi, invece, abbiamo proposto cose serie, anche poco fa, attraverso il Capogruppo, i Capigruppo, attraverso il segretario del partito. In ultimo il collega Alberto Sanna ha riproposto una cosa molto semplice e io le ripeto, Assessore, che non abbiamo chiesto cose personali, quattro punti: enti locali, lavoro (o se preferisce definirlo articolo 19 della legge 37), mondo delle imprese e mondo no profit o terzo settore. Questi quattro punti, che non sono questioncine personali, sono esattamente le stesse richieste che la società sarda vi ha fatto appena avete presentato questa finanziaria, e noi stiamo interpretando queste esigenze. Ecco quali sono i punti, i quattro punti, e questa finanziaria verrà salvata, ridisegnata ragionevolmente migliorata. Ma, a questo punto, sempre per parlare di punti, ne va aggiunto un altro: è chiaro che è ineludibile un ragionamento profondo, politico fra di voi; se avete davvero la capacità di finire questa legislatura vi dovete interrogare il giorno dopo la finanziaria, anzitutto dimettendovi, non aggrappandovi ai regolamenti, ma ragionando con la politica e per la politica. Io penso che si faccia un dovere verso questa Assemblea, ma soprattutto verso i sardi.

Come state gestendo voi, maggioranza, questo difficile momento? Perché lo viviamo anche noi come difficile momento. Ma ci sono, direi, tre categorie, tre filoni di vostro intervento che vengono a volte dalla Giunta, a volte dai colleghi della maggioranza. Alcuni, e sono i più numerosi, adesso anche quelli della Giunta, che si aggrappano al Regolamento. Ogni tanto ne arriva uno e invece di parlare di finanziaria parla di Regolamento. Quando parleremo di Regolamento chissà di che cosa parlerà! Sono sempre più numerosi questi, in ultimo lei, collega Masala. Poi ci sono le cosiddette provocazioni. Badate, forse saremo anche noi a volte eccessivi, ripetitivi, ai limiti del Regolamento nel prendere la parola, ma almeno io cerco, nei limiti del possibile, di non provocare ma di ragionare con l'antagonista politico. Io cerco di ragionare, ma vi sono, onestamente, alcuni interventi, come quelli che abbiamo sentito dal collega Oppi o molti dal collega Balletto che sono della categoria delle provocazioni, e sono fatte dai cosiddetti "falchi" (io mi annovero, nonostante il mio cognome, fra le colombe). In ultimo ci sono quelli che, come lei, collega Masala, fanno i parafulmini della maggioranza, difendendola a oltranza senza però entrare nel merito dall'articolato. Badate, così non si va da nessuna parte, perché se noi proviamo a rientrare nel merito di questo capitolo quinto, delle disposizioni diverse contenute nell'articolo 17 che stiamo discutendo, dove si parla di patrimonio, ci stavamo dimenticando che questa è la discussione generale di un articolo che riguarda il patrimonio, noi non abbiamo presentato degli emendamenti soppressivi parziali o soppressivi totali dell'articolo perché dovevamo fare ostruzione e prevedevamo questa ostruzione. No, Assessore, no colleghi del centrodestra o collega Balletto, che è autore di questa teoria, quello che sto dicendo è del "Balletto pensiero". Non è così, non condividiamo nel merito questo articolo, perché è un approccio sbagliato, perché invece di andare a un decentramento vero, che vi è imposto anche da norme costituzionali, state andando a riaccentrare le competenze negli Assessorati regionali. Invece di sciogliere gli enti, perché questo vi eravate prefissati di fare con le vostre dichiarazioni programmatiche, con la vostra campagna elettorale, no, i beni degli enti ridiventano beni degli Assessorati e non aggiungete che cosa volete farne.

Noi abbiamo un approccio diverso, noi questi enti li vogliamo sciogliere, come voi, il più possibile, voi questo non lo dite più, e vogliamo trasferire le competenze e i beni ai comuni, alle autonomie locali, a quel sistema che può gestirlo sicuramente meglio rispetto a come è stato gestito il patrimonio degli enti. E di questo dovevamo parlare in quest'articolo, non ne abbiamo parlato, torneremo più in là e ne parleremo ed entreremo nel merito, ma non perché dobbiamo cancellare e incornare tutto quanto. No, lo vogliamo migliorare, però lo miglioriamo con un approccio sicuramente diverso rispetto a quello che avete dato voi. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Murgia. Ne ha facoltà.

MURGIA (A.N.) Signor Presidente, colleghi, innanzitutto comincerò col dire che ho apprezzato le parole della collega amico e Assessore della programmazione, l'onorevole Masala, le ho apprezzate anche perché le ho trovate piene di intelligenza politica, le ho apprezzate anche perché noi riteniamo, e in questo sono d'accordo con il collega Falconi, che egli non debba fare da parafulmine per la maggioranza e per tutti i voti segreti che sono andati male per il centrodestra.

Prima, discutendo con alcuni giornalisti, ho anche detto che il mio Gruppo, ed io personalmente, non avrei partecipato fino al termine della manovra finanziaria ad alcuna riunione di carattere politico, a meno che queste riunioni non riguardassero il merito della finanziaria. Dico questo perché in questa fase, a mio modo di vedere, c'è ben poco da discutere se non entrare e percorrere quel solito sentiero stucchevole che ci vede spesso e volentieri protagonisti nemmeno troppo convinti.

Noi riteniamo che alcuni, ritenendo di affossare la finanziaria, ritenevano comunque di fare un favore alla maggioranza, a una prossima maggioranza ventura, futura e futuribile. Oggi invece ci troviamo di fronte a un altro scenario, che è quello di aver tirato e stirato troppo la tela della finanziaria e di aver ottenuto pochissimi risultati, perché a nostro modo di vedere abbiamo, per usare un termine corrente moderno, stressato troppo una manovra finanziaria che invece aveva ed ha moltissimi punti positivi. L'abbiamo talmente stressata che abbiamo addirittura ingigantito dei problemi che probabilmente nemmeno esistevano, ma comunque, e questo problema riguarda certamente il centrodestra, buttare giù, distruggere gli articoli della finanziaria non significa colpire l'uno o l'altro, significa colpire innanzitutto sé stessi e colpire tutti indistintamente. E sotto questo aspetto voglio anche dire che non credo che vi siano buoni e cattivi, non credo che vi siano alcuni che tendenzialmente sono più portati al voto segreto rispetto ad altri, cioè le colpe sono di tutti.

Noi abbiamo detto anche un'altra cosa in tutte queste discussioni, abbiamo detto che volevamo approvare quella che per noi era una buona finanziaria, avevamo detto che doveva essere approvata in pochissimo tempo perché volevamo aprire quella sacrosanta fase di rifondazione della nostra coalizione impiegando il minor tempo possibile. E quando si parla di rifondazione di questa coalizione avevamo provato a indicare anche nel dibattito di apertura della finanziaria alcuni temi che secondo la destra potevano essere caratterizzanti per noi, e cioè occuparsi del tema della devolution o del federalismo solidale, il tema della insularità, la partita con lo Stato sulle entrate, e l'avevamo anche detto chiaramente, cercando convergenze anche dentro quest'Aula, e dicendo anche un'altra cosa da uomini di destra e proponendolo anche a tutti gli altri esponenti della coalizione, avevamo detto che volevamo, con la coalizione, riaprire un rapporto con la società civile organizzata. Ecco perché eravamo fiduciosi nella intelligenza di quasi tutti per poter aprire una grande fase nuova e diversa.

Noi, e qua credo che in qualche modo, se volessimo ragionare pacatamente, qualche colpa anche il centrosinistra ce l'ha. Io capisco benissimo che la sinistra, il centrosinistra, gli esponenti di tutti Gruppi facciano una cosa che è semplice, cioè dare addosso alla Giunta a volte dal loro e dal vostro punto di vista giustamente, ma anche per coprire qualche magagna interna. Però quello che emerge, colleghi del centrosinistra, è il fatto che tutti noi dentro quest'Aula ci muoviamo in un sistema senza regole.

Quando ascolto il collega coordinatore regionale del più grande partito della sinistra italiana, l'onorevole Cugini, non riesco a capire quale sia in realtà la sua proposta, se non una proposta generica di inciucio. Perché dico questo? Lo dico seriamente e politicamente, una volta tanto vorrei che questo tipo di discussione, non è il problema della stima mia personale o nostra per il collega Cugini, secondo noi vi sono più soggetti nel campo del centrosinistra che parlano, che hanno opinioni diverse, che hanno un'idea diversa di come arrivare a un rapporto con noi, cioè con il centrodestra. Ci sono anche più sinistre che parlano; c'è la sinistra del collega Cugini che ammicca in maniera più o meno chiara, più o meno alla luce del sole, a spezzoni di centro, agli spezzoni dei colleghi della UDC e all'amico e collega Mario Floris. E' un canovaccio che noi continuiamo a vedere. Vi sono altri spezzoni della sinistra, io non so collega Cugini se questi siano cofferatiani o meno, questo lo sapete bene solo voi, che certamente hanno delle altre ipotesi. Ci sono anche, credo, nel campo della Margherita sensibilità diverse rispetto alla sinistra. Allora noi tutti siamo dentro un meccanismo perverso e credo che gli esponenti di una sinistra riformista abbiano anche il dovere di porsi, di chiedersi di quali nuove regole dobbiamo dotarci, perché, in ultima analisi, lo spettacolo che stiamo dando all'esterno certamente riguarderà chi governa, ed è giusto che sia così in un sistema di bipolarismo moderno, ma riguarda comunque tutta l'Aula, perché emerge anche l'assenza di un progetto alternativo.

Noi pensiamo che questa finanziaria debba essere conclusa con il minor tempo possibile, pensiamo che il tema del voto segreto non possa essere abbandonato perché se voi doveste governare prima o poi, noi speriamo il più tardi possibile, anche voi potreste trovarvi vittima di un sistema non più moderno, di un sistema ormai vecchio, vetusto, che impedisce seriamente la governabilità.

Dico anche ai colleghi del centrodestra, se vogliamo affrontare una riflessione pacata si sappia che ormai non è solo un problema di pazienza, è proprio un problema che riguarda la coalizione nel suo insieme; il tempo sta scadendo e se noi continuiamo a bistrattare la finanziaria, tutto quello che avverrà dopo la finanziaria non sarà esattamente come farsi una passeggiata in un giardino fiorito, non sarà esattamente correre tranquillamente verso le elezioni del 2004. Dico questo perché alternative a questa Giunta io francamente non è che non ne veda, ancora non le ho intuite, non le ho capite, perché è chiaro che Alleanza Nazionale lavorerà solamente nel solco del bipolarismo, lavorerà per rafforzare una coalizione dove la destra sia forte e che tutte quelle ipotesi più o meno spurie non vedranno la nostra partecipazione. Questo deve essere chiaro per tutti, che quello a cui noi miriamo si chiama bipolarismo e quindi competizione sana tra due poli, uno di centrodestra e uno di centrosinistra, e anche dentro il centrodestra possono starci tranquillamente tutte le ipotesi più o meno sardiste, più o meno nazionalitarie, più o meno bagnate…

PRESIDENTE. Concluda onorevole Murgia.

MURGIA (A.N.). Sto per concludere, la ringrazio Presidente. Questo per dire che la nostra idea di politica, del confronto serio fra due poli non può essere modificata in nessuna maniera e che certamente non sarà la distruzione della finanziaria e nessun'altra distruzione che ci farà spostare di un millimetro dalle cose in cui crediamo.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Murgia. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Signor Presidente e cari colleghi, in verità è incomprensibile come si possa ignorare la realtà che stiamo vivendo. Io sinceramente non capisco perché dalla maggioranza non sia venuta una richiesta di sospendere i lavori dopo il voto sull'articolo 16 perché si aprisse all'interno della maggioranza una riflessione rispetto a quelle indicazioni che sono state date dai primi interventi dei nostri colleghi, Spissu, Sanna e anche Cugini. Si vuole invece ignorare quello che è avvenuto nonostante il valore del voto sull'articolo 16, valenza politica che gli è stata data dall'intervista e dall'intervento dell'assessore Masala. Una maggioranza ha il diritto di governare, ha detto Vargiu, l'Assessore diceva, anzi, ha il dovere di governare, "rimango" come senso di dovere, senso di responsabilità, qui, ma una maggioranza; ciò che si ignora e che si sta ignorando è che una maggioranza qui non c'è, c'è una ex maggioranza che si è sfaldata nel tempo e che dà un'immagine di sé così negativa qui e fuori di qui, di cui personalmente non riesco a capire perché non se ne prenda atto. Dov'è la maggioranza? Ogni voto che è avvenuto in quest'Aula più si è caricato di valenza politica, più è stato negativo per l'ex maggioranza. Questo non si è capito e non l'ha neppure capito il collega Oppi che stamane nel suo intervento sembrava dire "Come, anche a me?" Mi ricordava, lo faccio solo così, a battuta, quella barzelletta di quella bambina che diceva "Mamma, si picchiano! Mamma, si picchiano a noi!", nel senso che fino a quando non si è arrivati alla sanità, cade un articolo, cade un altro articolo, cade un comma, cade un altro comma, tutto sembrava... poi dice "Come, anche a me? Sì, anche alla sanità, anche agli altri articoli, anche agli altri commi, perché maggioranza non ce n'è e se ne dovrebbe prendere atto, non c'era nel voto, né nel voto sull'articolo 15, io dico neanche nel voto sull'articolo 8, seppure qualcosa in più di personale ci poteva essere, nulla di personale ha interessato i settori tutti ed ha interessato tutti gli Assessorati, interesserà forse, se non si riesce a trovare un accordo, un punto di incontro, domani l'Assessorato dell'urbanistica e quindi l'assessore Biancareddu e forse dopodomani l'assessore Pani. Quello che ha evidenziato il voto è che in quest'Aula non c'è una maggioranza, allora quando una maggioranza non c'è deve prenderne atto, e come ho detto anche in altre occasioni, come abbiamo detto più volte, la Giunta che è senza maggioranza è una Giunta abusiva, ha il dovere istituzionale di prendere atto che non c'è una maggioranza e di aprire una crisi e di proporre all'Aula un percorso di discussione su questa crisi, quel percorso che è stato oggi avanzato dai colleghi, bene chiudiamo rapidamente la finanziaria, rispondiamo a quelle esigenze che noi abbiamo posto e che pone la società sarda a quest'Aula con grande senso di responsabilità e poi si apre la crisi.

Questo è il senso di responsabilità che abbiamo, non perché siamo convinti, come diceva il collega Vargiu, che il giudizio esterno accomuna maggioranza e minoranza, cioè tra chi ha l'obbligo, il dovere di governare e non è in grado di governare e di garantire al suo governo una maggioranza e chi fa una battaglia in quest'Aula per migliorare quella manovra finanziaria rappresentando interessi, che sono gli interessi diffusi che abbiamo sentito in tutte le occasioni che abbiamo incontrato le forze sociali e le istituzioni. Lo facciamo con grande senso di responsabilità perché vogliamo rispondere a quelle esigenze che abbiamo più volte voluto rappresentare in questi mesi di discussione, che sono esigenze di riportare le risorse al piano del lavoro, che sono esigenze di riportare le risorse verso i livelli istituzionali, provincia e comune, che sono quelli di affrontare una discussione pacata sull'articolo 19 per quanto riguarda le politiche dell'ambiente, che sono quelli di rispondere ad un'esigenza di portare risorse e nuove norme per quanto riguarda il no profit.

Questo abbiamo proposto, ed una ex maggioranza che prende atto del voto avvenuto sull'articolo 16 avrebbe, dopo questo intervento dei nostri colleghi che hanno indicato un percorso di discussione di apertura della crisi "Bene, in due giorni approviamo la finanziaria, mettiamo le risorse in quegli articoli sui quali dall'inizio della finanziaria vi stiamo chiedendo che occorre fare una modifica e poi apriamo una crisi e si discute un percorso"; avete risposto con insulti, con qualche intervento così da barcadero, come quello del collega Capelli, con altri riferimenti al Regolamento e non certamente con un percorso politico. Poi aggiungo, nessuno di noi si illude che i 41 voti che hanno sancito la caduta dell'articolo 16 rappresentano una nuova maggioranza. L'intervento del collega Floris, se vogliamo su questo ci è stato anche d'aiuto, noi siamo coscienti che dietro ai 41 voti c'è un progetto politico che è nostro, che si propone di essere alternativo al centrodestra, lo si propone nel prossimo appuntamento elettorale, fosse quest'anno ancora meglio, ripeto, quella che è una minaccia sarebbe una terapia giusta, lo scioglimento, o si propone di presentarsi alternativo a voi e a questo sfascio l'anno prossimo. Noi siamo coscienti che in quel voto c'è questo e c'è anche chi coglie il momento per manifestare il suo dissenso, il suo malessere e magari giocare anche la carta di avere un peso politico superiore adesso e nel prossimo appuntamento elettorale dentro quello schieramento.

Noi siamo coscienti che ci può essere anche questo. Ecco perché ribadiamo anche oggi che non c'è da parte nostra, nel momento in cui si chiede che venga aperta la crisi, perché di crisi si tratta - non è ufficializzata ma di crisi si tratta - maggioranza non ce n'è, e si riporti in Aula la discussione. Noi non siamo, e allo stesso tempo diciamo che è così come abbiamo detto in questi mesi, che non siamo di certo disponibili a pasticci o a soluzioni pasticciate che creano soluzioni che noi, invece, da questo punto di vista non condividiamo. Occorre prenderne atto e sarebbe utile che di questo se ne prendesse atto già da oggi chiedendo, e ribadisco quello che è stato chiesto, una sospensione nella prosecuzione dei lavori, chiedendo e valutando una disponibilità a trovare un punto di incontro su quelle cose sulle quali noi da mesi battiamo, articolo 18, piano del lavoro ed enti locali, portando rapidamente all'approvazione della finanziaria e facendo, questo sì, con un senso di responsabilità, gli interessi della Sardegna, e poi aprendo una crisi qui in Aula, ufficiale, prendendo atto di una situazione che è agli occhi di tutti, che rappresenta una difficoltà nella maggioranza, tra i gruppi e l'altro e aggiungo anche all'interno di ogni singolo gruppo come evidenzia il voto anche quando si va a voto palese, che c'è una situazione di difficoltà anche all'interno dei singoli partiti e dei singoli gruppi. Quindi è una situazione che non può più essere tollerata da nessuno ed io penso neanche da voi.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Marrocu. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Penso che sia inutile negare che attraversiamo una fase contraddittoria e difficile che per ciò stesso merita riflessioni meditate piuttosto che frettolosi giudizi liquidatori. Vedete, colleghi del centrosinistra, se la soluzione dei problemi della supposta inadeguatezza della manovra finanziaria e di bilancio come voi sostenete, o se i problemi tutti interni alla maggioranza potessero trovare soluzione con le dimissioni dell'Assessore della programmazione, Italo Masala, o di un altro dei dodici Assessori, una maggioranza che ancora ritengo essere degna di questo nome avrebbe essa stessa chiesto le dimissioni dell'assessore Masala o di qualunque altro Assessore, se la soluzione, ripeto, passasse appunto attraverso il far fuori uno degli Assessori della Giunta. Ma il problema è molto più complesso, voi ne comprendete la portata, vi sono problemi di carattere generale innanzitutto, perché noi continuiamo ad operare in un sistema ingessato, sistema nel quale, penso, come è successo nella scorsa legislatura, neppure una Giunta di santi e di eroi, neppure un Presidente o Assessori dotati della pazienza del mitico Giobbe, riuscirebbero dopo un certo periodo a reggere e soprattutto a governare con la serenità che logicamente l'operazione Governo impone e richiede. Allora, vedete, qual è innanzitutto il rischio che io pavento? E` innanzitutto che noi rischiamo proprio - scusate il bisticcio, il ripetersi delle parole - ma rischiamo davvero di far tornare quell'antipolitica che tutti noi si pensava di aver lasciato ormai come ricordo del passato. Stiamo rischiando tutti, maggioranza ed opposizione, di far rientrare prepotentemente coloro che strumentalmente hanno sostenuto la delegittimazione della politica, salvo poi accorgersi quanto pericolosamente improduttiva sia la strada dell'antipolitica se perseguita sino in fondo. Allora, ecco perché un invito, un invito che formulo innanzitutto a me stesso, al mio Gruppo, che, davvero sommessamente, rivolgo innanzitutto ai colleghi della maggioranza ma che estendo anche ai colleghi dell'opposizione, penso che sia necessario il ritorno alla politica, alle sue logiche e cioè dove la mediazione, la gestione dei conflitti, la scelta tra opzioni non compatibili deve diventare nuovamente il perno anche dello scontro tra maggioranza e opposizione. Vedete, lo scontro politico, anche quando è acceso, è duro, è il segno reale di una contrapposizione tra visioni diverse e diverse strategie di concepire le soluzioni e le opzioni politiche. Penso che bisogna ripristinare innanzitutto e richiamarci tutti a questo senso alto e nobile perché altrimenti rischiamo veramente di rendere ancora improduttivo per azione, per responsabilità colpevole nostra, ciò che già gli strumenti di questo Consiglio, come è stato richiamato il Regolamento, la necessità di ammodernizzare anche il sistema istituzionale, tutto langue e su tutto c'è un giudizio, a mio avviso, dell'opinione pubblica che poi, badate, poca distinzione fa tra maggioranza ed opposizione ed anche perché le regole istituzionali, le regole fondamentali che presiedono anche allo svolgimento dei compiti assembleari non hanno colorazioni di sorta. Allora ecco perché, colleghi, mi rivolgo soprattutto ai colleghi della maggioranza, noi abbiamo assistito in occasione dell'esame della finanziaria ad una sequenza davvero impressionante, lo dico io stesso di bocciature di emendamenti, bocciature di norme, proposte da consiglieri della maggioranza, da Gruppi della maggioranza, da Assessori, dalla Giunta regionale nel suo complesso. Una bocciatura impressionante alla quale bocciatura io non voglio dare certamente il mero significato di bocciatura tecnica, perché saremmo degli ipocriti, ma non voglio neanche dare però tutto quel peso politico che si vuole fare ricollegare, non per questo minimizzare i problemi che ci sono e che esistono all'interno della maggioranza. Penso che noi siamo veramente arrivati ad un bivio, perché, vedete, penso che il consenso più efficace per una maggioranza, nasca da una convinzione morale, da una condivisione di valori, o ci sono o non ci sono. L'unità è un valore ed era il valore fondante di questa maggioranza, l'unità che rappresenta appunto il valore fondante al di là dei personalismi, sopra gli interessi personali, oltre la umana ed anche comprensibile ma a volte nociva vocazione al protagonismo ed all'occupazione solitaria della scena. Diceva Epicuro: "E` sciocco chiedere agli Dei ciò che possiamo procurarci da soli.". Questo è l'interrogativo che pongo a me stesso ma che pongo ai colleghi della maggioranza: "Siamo ancora in grado di procurarci da soli e quindi di continuare a fare questo tratto di legislatura insieme, come maggioranza?" Ecco, allora su questo, colleghi della maggioranza, penso sia veramente arrivato il tempo delle scelte.

Noi dobbiamo chiudere questa finanziaria e la dobbiamo chiudere nella contrapposizione anche che finora ha animato il dibattito; la dobbiamo chiudere recuperando anche nel confronto alla luce del sole, su quegli aspetti come il tema del lavoro, come il tema delle risorse agli enti locali, temi sui quali, penso non siano assolutamente distanti le proposte di questa maggioranza rispetto ad alcune ipotesi che sono pervenute, che ho colto dai banchi anche dell'opposizione.

Penso che già domani mattina su questi temi noi possiamo e dobbiamo trovare subito una soluzione a questi problemi; ma la soluzione di questi problemi non passa attraverso le dimissioni di un Assessore. Penso che noi dovremmo chiudere subito la finanziaria, certo è che per quanto riguarda Forza Italia noi non siamo certamente disposti a continuare a navigare a vista, ma pretendiamo, chiediamo, assumeremo l'iniziativa subito dopo la finanziaria proprio perché riteniamo che vi siano ancora i margini per il rilancio di questa maggioranza e di questa coalizione, ma nella chiarezza! Non si sta - a dispetto dei santi - Forza Italia è convinta che possiamo superare questo momento difficile ma, come partito di maggioranza relativa, non possiamo continuare a subire azioni irresponsabili che, come hanno contrassegnato alcune votazioni in particolare su alcuni articoli, come l'articolo 16, non è più disposta a tollerare.

Si assumano la responsabilità coloro che da queste azioni, che non esito a dire vergognose, da queste azioni fanno dipendere l'esistenza stessa e le condizioni del permanere di una maggioranza che si era candidata a fare ben altre cose nell'interesse dei sardi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.

MORITTU (D.S.). Signor Presidente, ho ascoltato gli interventi - pochi per la verità - provenienti dal banco della maggioranza, in particolare mi riferisco all'intervento fatto dall'onorevole Murgia e per ultimo dall'onorevole Pittalis; l'onorevole Murgia come al suo solito, cerca da un lato di fare una difesa strenua di una maggioranza che ahimè lo riconosce per ultimo adesso, l'onorevole Pittalis, non c'è, comunque non c'è più.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Sono qui.

MARROCU(D.S.). Non c'è la maggioranza.

MORITTU (D.S.). Non c'è più la maggioranza - intendevo - dall'altro ammonisce e quasi implora la sua maggioranza richiamandola ai principi di un supposto sano bipolarismo. Capisco naturalmente i timori di A.N., invoca il bipolarismo, ha paura del centro e questo si capisce, sta - come dire - nei timori di questa forza politica; ma la soluzione io credo non possa essere quella della politica della struzzo e cioè quella di nascondere la testa nel bipolarismo facendo finta che tutto sia passato inosservato.

L'onorevole Pittalis ha concluso - credo bene - un ragionamento iniziato anch'esso - come dire - con lo stesso proposito, quello però di nascondere la testa nella precedente legislatura, chiamando in causa una sorta di mal comune della politica ed invocando - ahimè - il ritorno della politica dopo avere invocato - mi risulta - il diluvio contro la vecchia politica. E non c'è bisogna di volare troppo alto, caro collega Pittalis, perché si rischia di non atterrare e quindi di sfuggire ancora una volta alle proprie responsabilità; ma mi pare che nel suo ragionamento finale le sue responsabilità le riconosca e chieda al Presidente Pili - mi pare in maniera abbastanza chiara, adesso vediamo cosa ne ha capito il Presidente Pili - di aprire formalmente una crisi.

La stessa cosa mi pare che prima di lei abbia fatto l'onorevole Floris, ma non è la prima volta che lo fa questo l'onorevole Floris in quest'Aula, ma questa volta ha ricordato nel suo intervento che lui di fronte alle prime avvisaglie di voto segreto avvenute con la bocciatura di alcune parti del Dpef del 2002, lui si è dimesso! La stessa cosa sta dicendo di fare all'onorevole Presidente Pili! Ma il Presidente Pili da tempo a quest'orecchio - come si dice - non ci sente!

Sin dai primi passi Dpef 2002 e seguenti ha inaugurato la stagione dello sfascio totale della maggioranza di centrodestra, accelerando un processo - già presente, per la verità dalla sua nascita - di un vero e proprio disfacimento politico. Così la finanziaria del 2002 è caduta quaranta volte, ma comunque siete andati avanti lo stesso facendo finta di niente; nella finanziaria del 2002 è caduto un articolo, l'articolo 12 o 14 non ricordo bene a memoria, quello sull'accelerazione delle opere pubbliche; 50 miliardi! Il Presidente Pili è sceso in campo su quell'articolo, se l'onorevole Fantola mi consente che l'onorevole Pili ci senta anche a quell'orecchio che non sente, l'onorevole Pili è sceso in campo a difesa di quell'articolo dei 50 miliardi, quell'articolo è caduto, lui è andato a Roma, ha questuato dall'allora Ministro degli interni Scajola, un'ordinanza che gli dà poteri di accelerazione delle opere pubbliche, anche in corso di esecuzione, a tutt'oggi non ci risulta che esista una ed una sola opera - Presidente Pili non se ne vada, ascolti - che sia stata accelerata in quest'anno e più che è trascorso da quella data. Allora davvero, il Consiglio ha avuto ragione di bocciare una norma che suonava assolutamente demagogica! La 131 la passo due volte la settimana, come il collega Gian Valerio Sanna, anch'io ho visto quella bandiera ma non ho visto mai, né di giorno né di notte, salvo le squadre che lavoravano in tratti assai ridotti - per altro - della 131, non ho mai visto maestranze lavorare su tre turni sulla 131 e l'ho percorsa come tutti voi come un percorso di guerra.

Ho chiesto in altre occasioni al Presidente Pili che ci dimostri quali opere in corso di esecuzione sono state accelerate in quest'anno e quante risorse sono state spese per questo obiettivo; non ho avuto risposta, ripropongo il problema, spero che assieme a tante altre cose che ci deve portare a dimostrazione della sua forza di governo ci porterà anche dimostrazione delle opere accelerate.

Il Dpef 2003 e la finanziaria 2003 hanno subito una sorte ancora peggiore della finanziaria e del Dpef del 2002; oggi noi stiamo andando avanti su un lavoro che vede una finanziaria, una proposta di finanziaria assolutamente irriconoscibile rispetto a quella che ha esitato la Giunta; sono caduti interi articoli e numerosi ed importanti commi, per ultimo l'articolo 16.

Per l'articolo 16 davvero è stata una caduta rovinosa ed era un punto politico e l'avete detto voi che era un punto politico; per altro noi sull'articolo 16 vi abbiamo anche proposto un emendamento che era un emendamento di governo, che andava incontro cioè ad esigenze che noi riconosciamo reali, di governo del sistema sardo attraverso anche studi e progettazioni; le nostre proposte le avete fatte scivolare ponendo davanti esigenze di maggioranza e di arroganza; glielo avete attribuito voi questo valore politico, glielo avete attribuito a partire dall'onorevole Balletto relatore di maggioranza, addirittura l'articolo 16 è stato definito - recita testualmente - un punto politico irrinunciabile, un nuovo modo di innovare la politica, arrivando a teorizzare anche l'uso discrezionale delle risorse pubbliche se finalizzate comunque al raggiungimento degli obiettivi strategici di questa maggioranza; giusto quindi, addirittura, scegliersi - perché no - i propri progettisti, i propri consulenti e così via, come dire a fin di bene si può fare anche questo, si può essere discrezionali sino in fondo. Avete quindi rifiutato le nostre proposte e siete andati a testa bassa, scornandovi un attimino, poi insomma, certo l'Assessore - come dire - naturalmente è anche del segno dell'Ariete e quindi se lo può anche permettere però, insomma, lo scontro mi pare che abbia avuto risultati quanto meno di stordimento per l'assessore Masala, almeno così mi sembra di vederlo.

Allora, avete inaugurato a vostro dire non certo nella pratica del fare o dell'azione di governo la stagione del bipolarismo, ma non del bipolarismo di cui parla in termini di alternanza - diciamo - l'onorevole Vargiu, che nel suo intervento a me pare quasi che chiedesse un po' di pazienza all'opposizione e quindi, insomma, proviamo questa finanziaria e poi alla prossima legislatura sicuramente sarete voi a governare; insomma finiamola con questo tormentone.

Altre interpretazioni del bipolarismo ne danno - mi pare - sia l'onorevole Murgia, l'onorevole Masala, ma ancora di più l'onorevole Pili; nell'era di questo supposto bipolarismo - dice Pili e non da oggi, e si associa naturalmente Masala - ci si dimette solo a seguito di una mozione di sfiducia votata dalla maggioranza del Consiglio; a me pare che la sfida sia alla vostra maggioranza, stasera ed ancora prima di stasera. Masala dice: "Sfiduciatemi", l'anno scorso Pili diceva la stessa cosa, caduto quaranta volte "Sfiduciatemi", sfidava la sua maggioranza a sfiduciarlo con una mozione di sfiducia.

A me pare poi davvero che seppure ufficiosamente il richiamo al resistere, resistere, non porti davvero da nessuna parte, porta - secondo me - a scontri che lasceranno molti morti e feriti all'interno della maggioranza di centrodestra. Colleghi bipolari del centrodestra, la vostra maggioranza ha dimostrato sin dalla sua nascita ed anche per come è nata naturalmente, di essere tutto, agglomerato di forze di interessi, non dico solo senza progetto e senza anima, anima politica…

PRESIDENTE. Concluda onorevole Morittu.

MORITTU (D.S.)… ma priva di un qualsivoglia e minimo comune denominatore politico; ovvero un minimo ed un massimo comune denominatore politico - direi meglio - lo avete sempre dimostrato, ed è l'idea padronale della cosa pubblica: "Oggi ci sono io - questa è la regola - e ne dispongo io del denaro pubblico". Qualche Assessore stamattina, per esempio, ha manifestato questa idea anche poco elegante se vogliamo e con uno stile un po' spiccio, un po' guascone, con la cravatta slacciata, come dire: "Oggi ci sono io e dei soldi ne dispongo io", un'idea assai strana, per non dire altro del danaro pubblico, che insomma - consentitemi - neanche un Assessore d'annata si può permettere espressioni di tal fatta in questo Consiglio. Oggi noi diciamo: "Chiudiamola la finanziaria", chiudiamola sulle tre cose che vi stiamo dicendo da tre mesi o sulle quattro cose: sul lavoro, sugli enti locali, sull'impresa e sul no-profit; vi chiediamo un atteggiamento di buon senso finale per chiudere questa finanziaria ed aggiungiamo - insomma - che questo tormentato passaggio politico ha chiaramente dimostrato che al di là mozioni di sfiducia questa maggioranza non c'è più, e non può pensare di continuare a sfasciare la Sardegna così, come ha fatto in questi quattro anni. Si prenda atto che non solo non c'è e ci dica il Presidente Pili, che cosa intende fare da grande, assumendosi responsabilmente la responsabilità di dire al Consiglio cosa intende fare, per evitare che questo scorcio di legislatura si trasformi in un tracollo rovinoso per l'economia e la società della Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.

DORE (La Margherita-D.L.). Presidente, mi sono soffermato mentre attendevo il mio turno a rivedere un po' il quadro della finanziaria, della cosiddetta finanziaria perché forse mai una definizione fu meno appropriata di questa, perché questa non può essere definita una finanziaria; era già un aborto in partenza, adesso è un aborto mutilato; quindi da questo punto di vista c'è poco da dire!

Il quadro è devastante, è desolante! Articolo 2: "Istituzione fondo di cinque miliardi per gli oneri derivati dall'introduzione della contabilità economica patrimoniale", bocciato! Doveva essere una norma strategica. Articolo 3:" Adempimenti per l'attuazione del POR e di altri programmi" eccetera, bocciato! Articolo 7, comma 4:" Soppressione bilancio di cassa", bocciato! Articolo 8: "Disposizione in materia di opere pubbliche" - si è detto il povero assessore Ladu, lui dice che non è povero, è povera la Sardegna - bocciato! Articolo 11: "Alcune norme nel settore industriale", bocciate! E per che cosa? Perché erano improponibili, non perché qualcuno voleva far male all'industria ma perché erano improponibili in quei termini e in quel modo....

(Interruzioni)

DORE (La Margherita-D.L.). Sì, forse ho saltato l'articolo 9, ma è difficile avere il quadro completo, ci vorrebbe un computer. Articolo 13: "Formazione professionale", alcune norme significative fatte male, bocciate! Ex articolo 14: "Beni culturali" non ne parliamo! Articolo 15, il capitolo di colui che dice: "Il soldo è mio e lo gestisco io", alcune bocciature significative e un paio di salvataggi per il rotto della cuffia con un solo voto di maggioranza, eccetera; articolo 16 lo abbiamo appena visto: "Obiettivi strategici", cosa ci fosse di strategico nessuno ce lo ha spiegato e giustamente il Consiglio ha bocciato anche questo.

Erano bocciature non sorprendenti, bocciature annunciate, qui si è raccolto da parte della Giunta e di chi l'ha sostenuta, l'ha voluta sostenere, quello che si era seminato; è inutile, è stato già ricordato cento volte, si è andati contro le opinioni delle amministrazioni locali, delle categorie produttive, delle parti sociali, delle università e chi più ne ha più ne metta, si è andati contro la Sardegna, contro l'opinione pubblica della Sardegna! Cos'altro c'è da dire in questa situazione? C'è da dire che io non me la prendo personalmente contro l'assessore Masala, che per altro si sta consolando in colloquio col decano, io non me la prendo contro l'assessore Masala; l'assessore Masala ha un torto, forse ne ha più di uno, ma ha un torto, quello di essere testardo. Certe volte è una qualità, ma quando si superano certi limiti comincia a diventare un difetto, però visto che ha altre qualità e soprattutto si tratta di una persona per bene, francamente dispiace che abbia insistito ripetutamente a sbattere la testa contro il muro anche su questioni nelle quali con un po' di elasticità avrebbe potuto evitare determinate cadute, che poi alla fine non fanno piacere a nessuno, dico che a me personalmente non fanno piacere; però di fatto ci sono state e questa è testardaggine colpevole, perché una qualità di tutti, ma forse in particolare di chi fa politica è quella anche, certe volte, di ammettere di avere sbagliato; invece pretendere di non sbagliare o di non aver mai sbagliato è un grave difetto perché sconfina, dispiace dirlo, talvolta nella irresponsabilità e i risultati raccolti da una parte estremamente consistente del Consiglio, fino a formare maggioranza, lo dimostrano: quei 41 voti che hanno affossato l'articolo 16 sono di una significatività - se si può usare questo termine - straordinaria. Invece niente, non se ne tiene conto. Si dice: "Ma io voglio che qualcuno mi sfiduci". E' il solito discorso, è il ritornello di Pili che, dopo aver parlato con Berlusconi, e averne avuto i consigli e una novella investitura, sta portando tutti al macello, sta portando voi colleghi dalla cosiddetta maggioranza, sta portando la Sardegna al macello.

Tante altre cose ci sarebbero da dire, ne vedremo anche altre nei prossimi giorni, quando toccheremo i problemi del personale e tante altre cose; ce ne saranno altre, ci sarà un'ulteriore ecatombe se si va avanti su questa strada. La verità è che manca un progetto, manca una cultura di governo e non ce l'ha neanche l'assessore Biancareddu, che anziché ascoltare mi dà le spalle! Grazie. Manca il rispetto della legalità, non parliamo dell'articolo 119 della Costituzione che è stato tranquillamente messo sotto le scarpe, manca il senso di responsabilità. Io credo che questa sia la definizione più calzante, la sintesi del discorso: manca il senso di responsabilità. A questo punto due osservazioni finali: sono intervenuti così, in mezzo a tanti interventi, pochi per la verità della cosiddetta maggioranza, ho registrato alcune affermazioni dei colleghi Capelli e Vargiu. Vargiu ha delle grosse attenuanti, Vargiu non c'era quando sono capitati i fattacci e quindi posso anche capire che lui, non essendosi bene informato, possa fare riferimento al sistema dell'alternanza, perché tra l'altro sono convinto che ci crede e poi, ripeto, non ha preso parte all'imbroglio, perché, è inutile ripeterlo, anzi forse non è inutile ripeterlo, qui non si può parlare di alternanza di fronte a un imbroglio come quello che ha condizionato tutta la legislatura. Quello è un qualcosa che ha costituito una tara, una tara che non è possibile sanare; ve la siete portata dietro per quattro anni e ce la siamo portata dietro tutti quanti. Qui è inutile parlare di alternanza, l'alternanza vale quando una maggioranza si forma nel rispetto delle regole, non vale quando una maggioranza è arbitraria, quando è basata su certe cose e tutti quelli che hanno partecipato, in qualche modo sono corresponsabili: chi ne ha usufruito, chi ha fatto finta di non vedere. Questo è il punto, questo è ciò che si raccoglie; non poteva essere diversamente perché, tra l'altro, nel frattempo, non avevate un progetto prima e non lo avete saputo costruire durante, quindi il risultato è quello. Capelli, come al solito, sembra Alice nel paese delle meraviglie e con questo credo di aver detto tutto.

Per concludere un riferimento al seguace di Epicuro, l'onorevole Pittalis, che una volta tanto ha fatto un discorso convincente da un punto di vista politico, convincente e ragionevole. Mi sembra che siano le uniche parole ragionevoli e pragmatiche che sono emerse da quei banchi. Cioè, Pittalis, che è intelligente e pragmatico, ha capito che a questo punto bisogna voltare pagina e che i suggerimenti che sono arrivati da questa parte politica non vanno snobbati come delle stuppidaggini o col discorso di sfasciare tutto, "tanto peggio, tanto meglio". No, vanno esaminati con attenzione, con serietà e con senso di responsabilità, quindi io mi auguro che domani seguano dei comportamenti di questo tipo, cioè che si sgombri il campo da tutto ciò che rimane, che va buttato nel cestino e che finalmente si cerchi di portare al traguardo - diciamo traguardo, perché altro non si può dire - questo mostriciattolo, cercando di aggiustare quel poco che può essere aggiustato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Orrù. Ne ha facoltà.

ORRU' (D.S.). Grazie, Presidente. Anch'io, come diversi colleghi che mi hanno preceduto, assessore Masala, molto più modestamente cercherò di attenermi anche in questo frangente al rispetto delle regole, quindi al punto che abbiamo in discussione, sull'oggetto di cui si occupa questo articolo 17, cioè il patrimonio regionale. C'è stata una lunga discussione anche durante il dibattito sulla manovra finanziaria del 2002. Ora, la decisione del Consiglio alla fine di quel confronto, se la memoria non mi inganna, fu quella di decidere di togliere dalla legge finanziaria i riferimenti al patrimonio, facendone invece oggetto di un confronto più meditato, più attento, che doveva passare attraverso il coinvolgimento delle Commissioni competenti e quindi attraverso il coinvolgimento del Consiglio su quell'aspetto specifico, sulla base di un disegno di legge che la Giunta regionale si era impegnata a presentare. Poiché questo percorso virtuoso non è stato neppure iniziato, e non c'è bisogno di indicare le responsabilità politiche perché sono, mi pare, a tutti evidenti, ci ritroviamo, a distanza di un anno, davanti alla stessa proposta distorsiva, fuorviante, con in più un'aggiunta, cioè l'aggiunta di una procedura di cartolarizzazione riprodotta in fotocopia dalla legge nazionale e quindi frutto della decisione di una maggioranza di governo cosiddetto romano. Mi verrebbe da chiedere: "Ma l'autonomia, la specificità, la Costituente?" Sembra che non facciano più parte delle attenzioni di questa stagione politica. Noi abbiamo giustamente stigmatizzato e rigettato con forza la decisione furtiva di fine anno, con quel decreto del 30 dicembre con cui una parte importante del patrimonio immobiliare isolano, e della città di Cagliari in modo particolare, veniva utilizzata per coprire i costi delle grandi opere pubbliche, guarda caso, di cui nessuna da realizzare in Sardegna. E ora dovremmo dare carta bianca sull'intero patrimonio regionale affidandolo alla determinazione dell'Assessorato degli enti locali. Io penso e noi pensiamo che non si interveniva ieri, un anno fa su queste materie, in questo modo, e non si interviene oggi. Però, a ben vedere, anche questo dimostra un metodo, un qualcosa che io definirei "la politica delle scorciatoie interessate", su questa materia meno di altre e così via, seguito appunto su questo e su altri settori: vale per i lavori pubblici, vale per la pubblica istruzione, vale per la sanità, con i rilievi che hanno fatto i colleghi che mi hanno preceduto, ivi inclusa quella contenuta nell'articolo 16, su cui l'Assessore della programmazione ha posto implicitamente e, stante il risultato, anche incautamente, una sorta di questione di fiducia. Non l'ha chiesta una parte del Consiglio, l'ha posta l'Assessore. Il risultato non andava bene e quindi si sminuisce il tutto, dice: "No, bisogna cambiare la procedura". Noi le abbiamo proposto una procedura più trasparente, più oggettiva, più funzionale; lei ha invece insistito - in questo è testardo - su una gestione monocratica concentrata in un Assessorato, con il rischio di affastellare ulteriori piani, ulteriori programmi, ulteriori studi, che non troveranno mai nessuna attuazione, perché questa è purtroppo l'esperienza che abbiamo dietro le spalle. A me non sfugge che le motivazioni che hanno condotto allo sbaraglio in questi frangenti questa maggioranza e questa Giunta, in diverse, ripetute occasioni sono anche altre, non sono solo queste, ma penso che anche queste motivazioni non siano disgiunte da questo modo di concepire il governo della cosa pubblica. Questo, che io definirei una cultura minore di governo, che non è cultura di governo; il governo è anche gestione, certo, è gestione efficiente, razionale, ma prima di tutto è progetto politico, con un ordine di priorità, di scelte da fare, sulla base di interessi generali e collettivi, non sulla base di interessi individuali, poi viene la gestione. Anche qui, però, sulla base di regole condivise, non che si improvvisano durante la discussione in un articolo della finanziaria, includendo e non escludendo gli altri livelli istituzionali, alleggerendo, liberando la funzione legislativa, non appesantendola.

Se ripercorriamo a ritroso la finanziaria voi avete seguito un percorso del tutto opposto: se al centro di tutto c'è la gestione è evidente che il confronto politico si trasforma rapidamente in scambio, in una sorta di divisione delle spoglie, e lo scambio fine a se stesso quando la coperta è corta, perché ci sono le due paratie, non si può andare oltre l'indebitamento, non si può andare oltre le spese obbligatorie, è chiaro che non si è in grado di produrre, non dico una maggioranza politica, perché questa non c'è mai stata, perché non è mai nata, non si è in grado neppure di produrre una maggioranza numerica, se non in maniera casuale.

Il risultato certificato negli atti del Consiglio è costituito da questa sorta di via Crucis a cui è stata sottoposta la legge finanziaria: sono stati bocciati gli articoli 3, 8, 16; sono stati svuotati gli articoli 2, 7, 9; sono stati riscritti dal Consiglio, praticamente, gli articoli 11 e 13 bis; è stato modificato significativamente, checché ne dica l'assessore Oppi, l'articolo 15, perché non è detto, perché due commi li ha ritirati, non so per che cosa, evidentemente condividendo le proposte che noi abbiamo avanzato. Cosa rimane sul terreno? Rimane sul terreno non una proposta di bilancio, rimangono pezzi sparsi che tutto possono essere tranne che una manovra organica di bilancio che può dare una prospettiva all'economia e alla società sarda.

Questa è la realtà che noi abbiamo davanti. Io credo che sia difficile rimettere in sesto questa situazione sfilacciata, tanto più credo che sia difficile rimetterla in sesto alla fine della discussione sul bilancio, non è cosa fattibile; penso che sia difficile anche rimettere in sesto la situazione politica nello scorcio di legislatura più o meno ampio che avremo davanti. Tuttavia è forse possibile salvaguardare alcuni punti su interessi generali che più volte noi abbiamo indicato nelle settimane scorse e anche oggi, e cioè il trasferimento agli enti locali, le misure sul piano per il lavoro, gli interventi adeguati sul terzo settore e il volontariato. Chiudere la finanziaria e riportare, in Consiglio, il Consiglio alle sue valutazioni. Sarà il Consiglio a decidere in piena libertà e autonomia che cosa fare per il prossimo futuro.

Infine ci sono momenti in cui, ferme restando le responsabilità collegiali delle assemblee elettive, ci sono ruoli che debbono doverosamente esercitare le loro prerogative. Penso che il Presidente della Giunta abbia questo ruolo e si trovi in uno di questi frangenti, però da quel versante viene, per abusare di una formulazione, un silenzio assordante. Penso che in questo modo davvero non si vada da nessuna parte, per cui l'articolo 17 proseguirà fino a domani mattina, sul 18 ci saranno ancora ulteriori due o tre giorni, sul 19 e sul 20… Vedo che mi si guarda un po' con aria supplichevole per dire "speriamo di no", tutti speriamo di no, però c'è qualcuno che deve assumersi la responsabilità di dire in che modo si deve uscire, e questo io penso che sia chi ha la responsabilità di guidare questo Governo e questa maggioranza politica che non c'è più.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Presidente, se la situazione in aula è questa, tanto vale che la maggioranza ci chieda di interrompere la discussione, perché c'è una qualche difficoltà a intervenire con l'aula vuota.

MARROCU (D.S.). Allora andiamo a votare.

CORONA (F.I.-Sardegna). Stiamo ascoltando.

SPISSU (D.S.). Quelli che ci sono, sì, e tutti quelli che non ci sono?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, è stato detto, accennato sull'atteggiamento pregiudizialmente sempre di cattiva disponibilità e disposizione di questa opposizione, di questa minoranza nei confronti della maggioranza. Io posso assicurare l'onorevole Spissu che numerosi colleghi stanno seguendo gli interventi in un'altra sede e la stanno seguendo.

spissu (d.s.). Ma la sede è questa!

BIGGIO (A.N.). Lei prosegua pure perché c'è qualcuno che la sta ascoltando, poi se vuole chiedere di rinviare, noi non siamo in condizioni, siamo qui poco numerosi, questa è la realtà. Però non continuiamo ad andare avanti con messaggi di guerra per vendere notizie ai media, per vendere notizie soltanto ai media, perché non la raccontate più a nessuno!

PRESIDENTE. Colleghi, naturalmente non c'è nessuna intenzione da parte di questa Presidenza di interrompere i lavori, i lavori proseguono. Onorevole Spissu, se c'è una formale richiesta di sospensione è chiaro che, se la richiesta viene mantenuta, dobbiamo procedere secondo quello che prevede il Regolamento. L'onorevole Spissu mi pare rivolgesse una proposta alla maggioranza, perché la maggioranza chiedesse una sospensione, non ha avanzato una richiesta esplicita di sospensione.

Continuiamo i lavori. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Io intervengo, poi l'onorevole Biggio dice che i colleghi sono tutti ad ascoltare, probabilmente in transatlantico, al bar piuttosto che nella sede dove si svolge il dibattito. Ma siccome noi siamo disciplinati continuiamo a sviluppare gli interventi sull'articolo 17, che è un articolo su cui si sta dicendo poco, lo ha fatto prima di me bene il collega Orrù, lo ha fatto il collega Morittu, che è un articolo che sebbene stiamo affrontando poco nel merito, perché più attirati dalla discussione politica nata a seguito della bocciatura dell'articolo 16, è tuttavia un articolo di grande rilevanza e di grande importanza perché da una parte si introduce un sistema di alienazione del patrimonio attraverso una procedura così detta "della candela vergine" affidata all'Assessorato degli enti locali e per inciso e di passaggio si dice che questa procedura di vendita e di alienazione del patrimonio, viene utilizzata e verrebbe utilizzata facendo salve le procedure di cartolarizzazione degli immobili previste dallo Stato.

Quindi, da una parte si individua una procedura di alienazione, dando per scontata l'alienazione, cosa sulla quale già lo scorso anno c'era stata una grande discussione e sulla quale insieme avevamo deciso, dopo un lungo dibattito, di ritornare non in finanziaria, ma di ritornare con calma, dall'altra parte ancora più gravemente si conferma che lo Stato può procedere alla cartolarizzazione di tutti gli immobili che sono stati già individuati, senza che la Regione sarda eserciti nessun ruolo così come è avvenuto per esempio per la Manifattura tabacchi di Cagliari, la cui alienazione è stata sventata quasi in "zona Cesarini", venendo meno a quello che secondo noi era un principio fondamentale cui la Regione sarda doveva attenersi, cioè il principio della tutela e della salvaguardia della propria autonomia in materia di alienazione del proprio patrimonio, esercitando la prelazione nei confronti dello Stato che invece sta procedendo a marce forzate alla cartolarizzazione.

In questo articolo invece si dà fatta salva la procedura di cartolarizzazione degli immobili prevista dallo Stato senza proferire verbo, senza che si sia perlomeno conseguenti con le affermazioni fatte dalla Giunta regionale in occasione appunto della battaglia per impedire l'alienazione della Manifattura dei tabacchi. Ma anche questo tema del patrimonio e dell'alienazione del patrimonio è un tema che potrebbe essere affrontato e che può essere sicuramente affrontato anche esercitando nei confronti dello Stato una capacità autonoma di gestione di una partita così importante, se la politica è forte, se fossimo cioè in presenza di una maggioranza affidabile, di una maggioranza coesa, se cioè ci fosse la politica in campo. Naturalmente l'affidabilità non è riferita alle persone, è riferita alla politica che le persone e i Gruppi che voi rappresentate si sta mettendo in campo. Una politica affidabile, ripeto, che dia sicurezza, che dia certezza, che si relazioni con la Sardegna, con le forze sociali ed economiche, ed anche con le opposizioni, anche con le opposizioni, in un sistema democratico nel quale le opposizioni ancorché minoranza rappresentano tuttavia larghe fasce di popolazione, di elettori, larghi interessi condivisi dalla società sarda.

Ebbene a voi è mancata proprio questa condizione, è mancata proprio in questi anni di Governo e in questa legge finanziaria la capacità di relazionarvi e la capacità di relazione dentro l'Aula e fuori da quest'Aula. Lo stesso onorevole Floris, stasera, così come altre volte del resto, ha denunciato questa situazione. Quindi, una capacità di relazione che è totalmente assente da questa finanziaria della quale ormai la maggioranza dice di tutto, dite che non ha valore politico, dite che non è adeguata, dite che è incapace di dare risposte ai sardi, una finanziaria nata in solitudine così come anche stasera è stato ripetuto. Una finanziaria che essendo venuta meno al confronto e alla ricerca preliminare del consenso viene ampiamente, estesamente, diffusamente modificata in Aula dall'opposizione, ma anche da larghi settori della vostra maggioranza. Una finanziaria, quindi, che a due terzi del suo cammino è priva di una struttura politica che la renda riconoscibile.

L'onorevole Masala dice che, a termini di Regolamento, l'Assessore non è stato sfiduciato e che la Giunta non ha ricevuto sfiducia, è vero, a termini di Regolamento è esattamente così. In termini politici questa finanziaria è altra cosa da quella che voi avete proposto, questa finanziaria è priva di un'ossatura politica che la renda riconducibile ad una maggioranza politica. Siamo perciò adesso in questa fase, all'articolo 17, in presenza di un documento contabile che, privato della sua densità politica, può essere ricondotto al rango di documento contabile e tecnico, non lontano da ciò che richiamava anche questa sera l'onorevole Giacomo Sanna, è già così, è già un documento privo di sostanza politica che si configura più come un documento tecnico che come un documento politico.

Ed allora il problema è come intendete procedere. Intendete dare risposte, tornando alla politica e alle sue logiche, come diceva Pittalis? Intendete dare risposte, negli articoli 18, 19 e 20, ai problemi sollevati per quanto riguarda le risorse agli enti locali, per quanto riguarda il lavoro, per quanto riguarda il settore del no profit, come volete procedere?

Secondo noi c'è un unico modo di procedere, che non è quello di dire "chiudiamo la finanziaria in fretta, poi la maggioranza tanto aprirà una crisi, la verifica si fa un attimo dopo, l'importante è che usciamo da questo pantano che non va bene né alla maggioranza né all'opposizione". Questo pantano non va bene soprattutto per la maggioranza che si è cacciata in questa fanghiglia, da cui non riesce ad uscire, con un atteggiamento ottuso che nega costantemente l'evidenza e cioè il fatto che manchi una maggioranza incapace di relazionarsi alle opposizioni concretamente sulle questioni che le opposizioni hanno sollevato. Anche noi siamo convinti che la finanziaria debba essere chiusa e che non sia interesse di nessuno mantenere il Consiglio paralizzato in Aula su una finanziaria inutile e dannosa per la Sardegna.

Ma per chiuderla c'è bisogno che diate risposte sui punti sui quali insistiamo da settimane, e si danno risposte non con una trattativa o un accordo di tipo sindacale tra parti che si incontrano e poi sottoscrivono un protocollo di intesa, la trattativa avviene in Aula, si danno risposte nei settori nei quali abbiamo detto con gli articoli e con gli emendamenti che sono stati presentati, altrimenti non si capirebbe il senso di questo lavoro.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

(Segue SPISSU.) Anche qui per evitare una confusione nel procedere del nostro lavoro stasera e domani mattina, non c'è un blocco perché si raggiunga un'intesa, c'è semmai da parte della maggioranza un atteggiamento che si modifica e gli atteggiamenti si possono modificare anche questa sera, Presidente Pili, richiedendo il tempo necessario alla maggioranza perché valuti se ci sono le condizioni nella finanziaria, per trovare le risposte ai problemi che noi abbiamo sollevato, che non sono problemi dell'opposizione ma sono problemi della Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Manca. Ne ha facoltà. Onorevole Manca, scusi un secondo solo, ha domandato di parlare il consigliere Spissu sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Chiedo scusa, noi stiamo chiedendo da due ore con un dibattito, con un monologo che va avanti condotto dalla sola opposizione, se la Giunta a seguito degli avvenimenti di questa sera, il Presidente Pili per essa naturalmente, può dare una risposta, può svelare all'Aula consiliare e all'opposizione, ammesso che fosse tutto chiaro alla sua maggioranza, qual è l'intendimento, qual è la modalità che intende adottare nel procedere su questa finanziaria.

PRESIDENTE. Onorevole Spissu, io credo che il Presidente della Giunta e l'Assessore abbiano buone orecchie per sentire e capacità di intendere e di volere, posso dire questo, che in genere la Giunta interviene alla fine della discussione e la discussione è ancora in atto, facciamo parlare i colleghi, dopodiché la Giunta dirà, se deve dire, dirà.

(Interruzioni)

Lo dirà domani, lo dirà quando è il momento. Onorevole Manca, faccia il suo intervento.

Ha domandato di parlare il consigliere Manca. Ne ha facoltà.

MANCA (Gruppo Misto). In preliminare, visto che si sta un po' stravolgendo l'iter, come giustamente qualcuno richiamava in precedenza, ormai dell'articolo 17 si parla in maniera così molto superficiale se non del niente, volevo fare due riferimenti, mi dispiace non sia presente il collega Murgia, su alcune sue dichiarazioni. Io, al collega Murgia, direi di accontentarsi… ah, ci sei… di accontentarsi di avere al loro interno il surrogato delle anime nazionalitarie, perché quelle autentiche, quelle autenticamente nazionalitarie e sardiste vivono, crescono, ragionano, politicamente molto lontano dal vostro polo italianista che è guidato, come ben sapete, al di fuori della nostra Isola, poi, al collega Pittalis che sta assumendo un atteggiamento indomito per la sua difesa, ciò che noi ci chiediamo, ma penso anche voi vi chiediate, cos'è? Come uscire da questo impasse, da questa situazione di stallo in cui volenti o nolenti vi siete cacciati.

Noi abbiamo fatto come opposizione alcune proposte, noi aspettiamo le vostre; ci dovete dire come volete andare avanti, contrapporre questo muro contro muro, questa monotonia, come il collega Spissu accennava, non è un buon segnale. Si è arrivati alla quiete dopo la tempesta, la burrasca di questo pomeriggio. Credo sia chiaro a tutti che quello che stasera è successo, quindi, con la bocciatura di un articolo della legge finanziaria, una legge finanziaria - come qualcuno ricordava - in discussione da circa cinque settimane, è un fatto politico molto rilevante. Quello che possiamo rilevare è che una strategia, una politica di indirizzo finanziario è miseramente franata.

A noi pare che sia una conseguenza logica l'esito naturale di un Consiglio regionale che in totale e completa autonomia ha bocciato parti di una manovra che originariamente, già all'inizio, tutte le forze imprenditoriali, economiche e sociali avevano definito impresentabili. Una manovra andata male, che ha messo a nudo la sua inconsistenza, che ha messo a nudo l'inconsistenza di una maggioranza, di questa maggioranza, incapace di gestire un percorso politico che probabilmente non è mai esistito e che, se lo è stato, era evidentemente o non condiviso o raffazzonato. E` veramente singolare che la maggioranza non riesca a comprendere che si è cacciata in un tunnel, che mi pare all'inizio della legislatura o all'inizio del decollo di questa Giunta, qualcuno diceva che era nata e che vedeva in fondo a questo tunnel una luce, e pare fosse il Presidente Pili se non ricordo male. Questa luce, cari colleghi, credo che se ci fosse, se si vedeva si è immediatamente spenta. Siete nel buio più totale e vi nascondete e chiudete in voi stessi.

Diceva giustamente l'onorevole Floris che vi state isolando, che evitate il confronto, che vi rifugiate negli slogans e nella propaganda. Avete rifiutato sin dall'inizio il dialogo, lo avete rifiutato con noi e questo lo posso anche capire, anche se mi risulta difficile comprendere; ma questo importante strumento di vita e politica, questo strumento del confronto che voi avete precluso a chi dovete con maggior attenzione guardare, a chi dovete, dobbiamo rispondere e dare risposta, a chi dovete e dobbiamo - questo sì - a fine mandato rendere conto. A me sinceramente che resti l'assessore Masala o che vada via interessa ben poco. Credo che sia più importante e sia più produttivo ricercare e trovare tutte le più utili sinergie perché si esca da questo tunnel buio ed infinito.

Vi è la necessità che tutti con maggior serenità, e mi pare che sino ad oggi nella differenza dei ruoli questo sia sostanzialmente avvenuto, dicevo, questa serenità che ci consenta di riprendere il filo, quel filo che è fatto di elogi, di buon senso e che sembrerebbe la posizione di alcuni poco avveduti pasdaran si sia rotto. Il Partito Sardo d'Azione sin dall'inizio, dall'opposizione nella precedente, ma anche in questa legislatura, ha cercato nel suo piccolo di dare a tutti i più utili suggerimenti, di dare le sue più utili indicazioni per portare avanti politiche che andassero nell'interesse e principio della nostra Isola. Invece niente. Neppure un cenno, vi siete chiusi a riccio, chiusi a tutte le sollecitazioni, cercando nella vostra debolezza politica ed istituzionale, nella vostra debole proposta politica per lo sviluppo della nostra Regione, quella forza rivelatasi ben presto fragile. Vi muovete come gli elefanti in un negozio di cristallo. I danni e i guasti li state provocando voi; state provocando solo cocci. Le bocciature, la bocciatura, sono solo ed esclusivamente frutto della vostra debolezza, della vostra scarsa coesione; recuperare ora tutto il danno è molto molto difficile, sarà impossibile. I danni di questa manovra saranno purtroppo sempre a carico dei sardi di coloro che in noi ripongono un minimo di aspettative. Però, un minimo di dignità dovete averla, quella che conoscendoci avete, quella che avete, utilizzatela, utilizzatela quanto prima per, non dico, rimediare, ma almeno dare al vostro ruolo l'ultimo scatto di quell'orgoglio che a noi sardi a detta di tutti non manca.

Il collega, nonché Segretario del Partito al quale mi onoro di appartenere, vi ha tracciato un percorso, un percorso di responsabilità che consentirà di recuperare quel minimo di dignità politica per non vanificare quattro anni di governo. Altri colleghi di maggioranza e di opposizione vi hanno proposto altre valide alternative; credo che dobbiate tenerne conto, dovete tener conto di tutti questi suggerimenti che sono utili indicazioni, per uscire da quel famoso tunnel nel quale vi siete cacciati e nel quale non vogliamo assolutamente entrare.

Abbiamo fatto un'opposizione non preconcetta, ma un'opposizione chiara e precisa, più volte anticipata, che ha avuto - questo sì - interlocutori o, in larghi strati della maggioranza, ampi consensi, manifestatasi con i voti sia essi palesi che segreti.

La malattia sta in voi stessi, è all'interno della vostra maggioranza; la cura, le terapie che state proponendo sono palliativi, sono dei placebo, che non è una cura, ma un'illusione le cui conseguenze vanno solo a discapito dei sardi che fuori aspettano da noi determinazioni, le più serie e le più coerenti.

Questa manovra con il suo percorso tortuoso sta uscendo stravolta, totalmente cambiata da quella iniziale; e che come qualcuno ha detto sarà talmente rabberciata da essere ormai inutile. Sono sicuro che poi andrete in giro a dire che purtroppo è frutto dei franchi tiratori, di coloro che nel segreto del voto, ma anche a voto palese, manifestano la loro contrarietà verso una manovra iniqua nei confronti di tutte le forze economiche e sociali della nostra Isola.

Andrete in giro a dire che senza questi interventi la sua manovra sarebbe stata tutta un'altra cosa, ma non è così! Quello sarebbe un ulteriore atto di propaganda che si infrange con una realtà che non solo per voi è amara, ma è amara per tutti, perché avete ridotto questa istituzione, anzi avete pensato che questa istituzione fosse una vostra défaillance. Noi abbiamo il dovere, l'obbligo politico di vigilare, di contrapporvi con tutti gli strumenti politici che questo nostro tanto vituperato, a turno, Statuto ci dà.

Noi non siamo qui usurpatori, rappresentiamo anche noi una parte non irrilevante del popolo sardo, abbiamo quel consenso che ci consente di fare quanto è nelle nostre possibilità non per contrastare, ma contrapporre con proposte, segnali e con il voto le nostre prerogative che sono perfettamente uguali alle vostre.

Voi guidate e segnate il tragitto politico ed istituzionale; voi vi siete presi questa responsabilità. Se non sapete guidare, se non avete un percorso scendete, altri autisti ed altri passeggeri aspettano!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.

PUSCEDDU (D.S.). Signor Presidente, a prima vista il contenuto dell'articolo 17, che tratta di patrimonio regionale, potrebbe apparire incoerente con il dibattito e la discussione generale che questa sera si è sviluppata su questo articolo.

Io ritengo che però un nesso stretto esista tra le cose dette oggi in quest'Aula che rappresentano una sorta di report rispetto all'andamento della finanziaria, di una valutazione critica ed attenta di quanto è avvenuto. Perché qui in effetti all'ordine del giorno c'è un problema patrimoniale, ma il vero problema è il danno patrimoniale che voi, con la vostra sconsiderata azione politica, state realizzando nei confronti dei sardi.

Infatti, il vostro pervicace atteggiamento di non prendere atto di una realtà, di un'amara realtà, di una dura realtà che però è una realtà fallimentare, vi porta a non considerare i danni che quotidianamente state gravando nei confronti dei sardi, sia con il ritardo nell'approvazione degli strumenti finanziari e del bilancio, nel ritardo del quarto mese di esercizio provvisorio, nella cancellazione di tutta una serie di provvedimenti che pure larghe parti della società sarda attendevano. E penso che rispetto a questa realtà fallimentare non abbia avuto successo neanche quel tentativo di amministrazione controllata da parte di proconsoli romani che talvolta sono intervenuti per sedare le risse e le difficoltà interne di questa sedicente maggioranza. Io ritengo che la valutazione sul significato della bocciatura dell'articolo 16, che l'Assessore della programmazione ha ritenuto, proprio per la sua stretta coerenza col documento di programmazione economica e finanziaria, uno dei pilastri portanti della manovra finanziaria, ha avuto un valore che è di bocciatura dell'iniziativa dell'assessore Masala. Poi, lui potrà anche dire che questa non è una mozione di sfiducia, che continua a stare testardamente al proprio posto, però, io ritengo che quest'Aula non abbia bisogno di un alterno assessore Masala, uso il termine alterno perché prima del voto dimostra grinta, cerca di estremizzare i contrasti dicendo che è necessario approvare gli articoli e i commi che vengono proposti perché sono parti fondamentali della manovra, poi quando incassa il risultato minimizza, dice che è carta straccia e che sono provvedimenti che comunque non servono e che non cambierà niente.

Per cui Assessore io le chiedo qual è il disegno strategico, di chi è figlia questa finanziaria, non penso che sia figlia di una proposta politica coerente, ma rischia di essere figlia di un assemblearismo dove non c'è una vera paternità politica e dove sui singoli provvedimenti si realizzano maggioranze diversificate. Ma, io penso che qui non si tratta di una bocciatura e di una mozione di sfiducia nei confronti di un singolo Assessore; i voti che sono stati dati da quest'Aula sono bocciature per tutti gli Assessori; e possiamo dire che se l'Assessore delle infrastrutture, dei lavori pubblici che dovrebbe costruire dighe e muri di contenimento è franato, possiamo dire che l'Assessore della sanità se ha evitato la frattura, però, ne esce quanto meno incerottato! E lo stesso all'Assessore della cultura che dovrebbe avere la categoria di essere colto, è stato colto, ma colto in fallo, che significa un cartellino rosso di espulsione proprio perché inadeguato a stare nel campo! Ma, potrei continuare con gli altri Assessori, con l'Assessore dell'agricoltura, l'assessore Contu, che di fronte a tante sue proposte è stato dalla sua maggioranza mandato a "spigolare" e comunque falciato in tanti suoi provvedimenti.

Ritengo che bisogna avere un minimo di dignità, un minimo di coerenza, non si può porre in termini di antinomia il fatto del comportamento pubblico e del comportamento privato, nel dire che il voto segreto non ha valore politico, che ha valore politico solo l'espressione del voto palese. Io ritengo che una personalità, sia essa una personalità individuale, sia essa una personalità sociale, sia essa una maggioranza deve avere una linearità di comportamento perché i valori - come diceva il consigliere Pittalis - o ci sono o non ci sono; questa maggioranza il valore dell'unità o ce l'ha o non ce l'ha, non può dire di essere virtuosa nella sfera pubblica, nella sfera aperta e di essere invece viziosa nella sfera privata.

Ritengo che così come un esercito non può vincere nessuna battaglia se non crede in un'idea e se non ha una parola d'ordine a cui richiamarsi, ed una squadra non può vincere se non ha uno schema di gioco, per cui dico il vostro atteggiamento è un atteggiamento nettamente fallimentare. Ma il voto segreto, se mi passate una simbologia che posso richiamare proprio dall'intervento svolto poc'anzi dal consigliere Manca, è proprio la cartina di tornasole, è la sintomatologia di un disagio. Di un disagio che era stato espresso pubblicamente dal collega Floris nel corso della discussione generale, che invocava la verifica, anzi ha ritirato la propria delegazione in Giunta, però il voto segreto rappresenta proprio il sintomo di un disagio, di una malattia.

Presidente Pili si vede che lei sta male! Lei non ha dichiarato pubblicamente di star male, però uno starnuto può non essere un sintomo, ma cinquanta starnuti sono sintomo proprio di una condizione fisica non opportuna! Il fatto che lei usi il fazzoletto una volta può non essere un sintomo, ma se lei tira dalla tasca per cinquanta volte il fazzoletto vuol dire che c'è qualcosa che non va!

Ed allora, io dico che occorre proprio prendere atto di questo disagio della maggioranza, di questa maggioranza che sta male; e ritengo che allora sia opportuno non invocare come viene fatto, ed è stato fatto anche oggi in questo dibattito, una sorta di correità. Noi non siamo riusciti a risolvere i problemi, però, perché abbiamo avuto una pesante eredità, perché non siete riusciti anche voi. E` vero, forse la Regione sarda è come in una casa dove ci sono molte perdite idriche, fa molta acqua! Ma io penso che l'atteggiamento di un capo famiglia di fronte a perdite idriche del proprio appartamento può darsi che chiami un idraulico a sostituire e a riparare, e se quell'idraulico non è riuscito a riparare il danno chiama un secondo idraulico; voi forse siete il secondo idraulico che non riesce a riparare il danno, però, non potete giustificare dicendo che la colpa del vostro insuccesso è dovuta al fatto che il primo idraulico non ha riparato il danno!

Io penso che quel capo famiglia senz'altro vi contesterà la fattura, senz'altro vi manderà a casa, ed è quello che faranno gli elettori sulla base di questo atteggiamento e di questo disastro fallimentare del vostro modo di operare e di fare politica.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.

MASIA (S.D.I.-S.U.). Presidente, anch'io voglio fare alcuni ragionamenti anche se a quest'ora ci sentiamo un po' tutti stanchi, ma credo che con un po' di compostezza ed umiltà, in particolare umiltà che io rivolgo a qualche onorevole, a qualche Assessore, che è probabile se ne potrebbe avvantaggiare, come se ne potrebbe avvantaggiare il dibattito specialmente in questo Consiglio. Inizio con un ragionamento, Presidente. Venerdì sera, nel pomeriggio ho preso un congedo, congedo perché avevo un importante convegno sulla scuola, sul diritto allo studio; era importante, mi impegnava moltissimo e però l'attenzione naturalmente, la mia attenzione, era rivolta anche ai lavori di questo Consiglio e con contatti costanti e diretti col Capogruppo sono venuto a conoscenza che tante volte, venti, trenta volte, questa maggioranza è andata sotto.

Però, mi riportavano in particolare una serata di divertimento, un divertimento caratterizzato da risate dovute principalmente forse all'ilarità che in questi casi si scatena, ed era un'ilarità sia dei consiglieri della maggioranza che dell'opposizione, per i risultati delle votazioni, che erano risultati incredibili. Naturalmente con questo ho pensato che il giorno dopo, quando si sono ripresi i lavori, sarebbe successo qualcosa; ebbene, invece sabato mattina pareva che non fosse successo nulla, nessun atto conseguente, io dico nessuna vergogna anche perché stiamo parlando di quello che è successo in un'Aula che è quella del Consiglio regionale.

Bene, tranne la fretta di partire che ho potuto constatare in molti colleghi, io forse ero fresco e magari avevo meno fretta, fretta di partire verso la propria casa per fare il fine settimana, pareva che non fosse successo nulla. E non era naturalmente la prima volta! Me lo dicevo, lo dicevo naturalmente a me stesso, ma lo chiedevo anche agli altri consiglieri; ma, è successo o non é successo - dicevo e chiedevo - che un Assessore dei lavori pubblici è rimasto senza risorse? E` successo o non è successo che un Assessore della pubblica istruzione e della cultura è stato fortemente ridimensionato dopo la bocciatura di tutto l'articolo in Commissione e ha corso anche seri rischi di essere esautorato totalmente dal suo ruolo, con un emendamento che è stato diciamo proposto dalla maggioranza, dal Presidente primo firmatario della Commissione cultura che imputava a questo Assessore una gestione troppo personale ed anticipata naturalmente degli elenchi dei contributi che dà questo Assessorato alle varie realtà sportive.

Io voglio ricordare che se non fosse stato per noi, l'onorevole Floris ha fatto un intervento chiedendo attenzione e noi questa attenzione l'abbiamo data, se non fosse stato per l'opposizione, per il centrosinistra che per decenza, per dignità e per equilibrio che caratterizza appunto i consiglieri del centrosinistra, oggi l'Assessore della cultura si sarebbe trovato esautorato. Un Assessore senza portafoglio che probabilmente avrebbe dovuto assumere atti conseguenti che però pare siano sconosciuti.

Poi, l'Assessore della sanità! L'Assessore della sanità che esprimeva meraviglia perché anche lui è stato toccato in quelli che sono i voti che sono venuti fuori, diciamo, dai voti appunto che ci sono stati in questo Consiglio. Non ci sarà più prevenzione e non gestirà che il contingente.

E poi, l'articolo 3, totalmente soppresso. L'assessore Masala con un gesto diceva: "è cartastraccia!" Dando l'opportunità anche a Cogodi, che fa molta scena anche, di strappare più volte per essere ripreso sotto i riflettori della televisione e di far evidenziare che proprio questo trattamento questo Consiglio non lo può avere. Beh, non è successo nulla, dicevo! Non è successo a tanti Capigruppo della maggioranza che con i loro emendamenti, quelli sì che sono diventati cartastraccia, eppure totalmente cancellati rappresentavano per loro, l'hanno detto, le promesse, gli impegni clientelari che naturalmente avevano assunto.

Sull'articolo 17, per tornare al tema, si è già detto tanto; cosa si vuol fare con questo articolo noi lo abbiamo già detto e non lo condividiamo in assoluto. Ne è stato parlato abbondantemente, ma io voglio rimarcare un aspetto; se i numeri hanno un significato, noi stiamo discutendo proprio l'articolo 17 ed è un brutto numero purtroppo, almeno dal mio punto di vista, e lo dico all'onorevole Pili, lo dico agli Assessori, naturalmente se credono alla smorfia e non a quella che ho potuto vedere nelle facce spesso quando questa maggioranza andava sotto!

Noi stiamo discutendo la disfatta di questa maggioranza proprio in corrispondenza con questo articolo, la vostra disfatta! E vorrei che ne prendeste atto.

Però, prenderne atto non significa, così come ho potuto sentire, perché non fa onore questo, minacce che sono venute da alcuni Capigruppo a quei consiglieri che fanno parte di questa maggioranza e che ne sono nei partiti maggiori, minacciati perché nelle prossime elezioni di questo se ne potrebbe tener conto. Io credo che ne debbano tener conto subito questi consiglieri di questo tipo di affermazioni, ed in particolare in questo momento.

Ma, non voglio fermarmi soltanto a questo. Questa è la disfatta delle opportunità della Sardegna, le opportunità della nostra Isola; noi siamo tre mesi a discutere sempre più intensamente, dice qualcuno, e qualcun altro ha pure aggiunto "del sesso degli angeli"! Io non sono d'accordo su questo. No, non siamo d'accordo. Noi tutto questo tempo lo stiamo impegnando per convincere che questa finanziaria può essere rifatta, per convincere che stiamo lavorando per trovare consenso anche non soltanto nell'opposizione, perché questo c'è già, ma anche all'interno della maggioranza, come è giusto che sia; noi riteniamo che all'interno della maggioranza ci siano consiglieri che pensano con la propria testa, che ragionano e che sicuramente, attraverso il loro equilibrio, capiscono che si possono fare scelte diverse da quella che è la proposta che ci viene portata in discussione.

E` stato detto, non solo da parte nostra, ma principalmente da parte nostra, "assessore Masala si dimetta" ed anche Pili. Io credo che Pili ne debba prendere atto, non lo sto dicendo soltanto io. Ma io spero però che questo avvenga; nel frattempo mentre ci pensate io credo che sia necessario che si sviluppi da subito un forte impegno; un impegno perché la responsabilità che ciascuno di noi ha in un momento come questo, e che pare nessuno voglia assumere, in particolar modo nella maggioranza, dev'essere quello di rivedere le cose, perché troppi danni in questa battaglia politica si stanno facendo, perché sono troppi i mesi che si sta discutendo ed è troppo il danno che si sta facendo proprio nei confronti dei sardi.

Noi ne siamo tutti quanti convinti; siamo convinti che all'interno di questa finanziaria, come è stato detto, non dovevano essere presenti le norme intruse, lo diceva l'onorevole Vargiu, ma lui è il primo che mette un'intera legge, la legge sul turismo, all'interno di questa finanziaria. Anche altre cose abbiamo visto: abbiamo visto, per esempio, lo si commentava, che in questa nostra Regione conta più il presidente dell'Ente lirico di Cagliari piuttosto che il rappresentante della Chiesa, visto che l'emendamento per la Chiesa è stato bocciato ed era probabilmente una decima parte rispetto a quello che è stato concesso all'Ente lirico. Decine e decine di miliardi dati a quest'ente, non voglio rientrare, ma sicuramente il sapore amaro rimane un po' a tutti. E rimane anche un aspetto: l'assessore Masala che continua a dire non c'è una lira. Chissà perché, poi, per queste opportunità vengono fuori! Beh, io credo che dobbiamo recuperare in fretta queste opportunità. Una serie di opportunità, opportunità per la Sardegna però, attraverso appunto accordi precisi, è stato già detto, per chiudere questa finanziaria e per recuperare in tempi brevi tutte quelle che sono le opportunità che ancora noi possiamo restituire alla Sardegna, però questo non vuol dire recuperare questa maggioranza, perché siamo convinti che questa maggioranza non c'è, che è palesemente in conflitto con la propria Giunta. D'altronde è stato detto - ma va bene rimarcarlo - l'articolo 16 che è tanto condiviso dalla maggioranza è stato bocciato al primo voto. Io credo che sia necessario uno strumento semplice, assessore Masala, perché di questo ha bisogno la Sardegna. Io credo che sia necessario anche uno scatto di dignità, però; occorre ridare dignità a questo Consiglio e lei può fare un grande gesto, accompagni velocemente questa finanziaria, noi le daremo una mano se da subito si dimette, se da subito si impegna a dimettersi. I punti a cui noi teniamo sono stati evidenziati; sono gli enti locali, il lavoro e il terzo settore. E lo dica subito, non aspetti come qualcuno pensa, a domani mattina, dia un messaggio a tutti i suoi colleghi in Giunta, così maltrattati naturalmente dalla maggioranza, dia un messaggio al suo partito che non riesce a difenderla e lo dia principalmente a Pili questo messaggio, che non può restare zitto. Mi auguro che domani mattina - la notte porta sempre Consiglio - non sia come sabato mattina, dove non c'è stato nessun fatto. Io mi aspetto risposte concrete e atti conseguenti. Presidente Pili, io la prego, non si faccia ancora sommergere dalle risate, da quel mare di risate che venerdì sera non hanno provocato niente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Cari colleghi, io trovo assolutamente paradossale che di fronte a tanti interventi pacati che hanno invitato alla riflessione, che hanno fatto un'analisi molto pacata e riflettuta su quello che è successo durante tutto questo periodo, nei 115 giorni nei quali si è discusso di finanziaria, di fronte, dicevo, a questi appelli vediamo che la maggioranza, la Giunta, il Presidente, l'assessore Masala, non prendono atto di questo sta accadendo e chiedono una pausa affinché l'armata che ormai è in una disfatta totale possa perlomeno rinsaldare le fila per fare una ritirata diciamo dignitosa. Invece il comandante e il subcomandante Masala stanno conducendo l'esercito a una disfatta totale! Mi pare quasi che siamo tornati indietro, all'inizio della discussione sulla finanziaria, nella quale abbiamo assistito a delle situazioni assolutamente incredibili. Eravate consci che questa finanziaria non aveva il consenso di nessuno e l'assessore Masala ha fatto un qualcosa che io ritengo avere dell'incredibile. Era evidente che il presidente Balletto facesse, come dire, ostruzionismo cercando di portare in aula il maggior numero di colleghi del centrodestra, perché il terror panico sul voto dell'articolo 1 vi aveva quasi paralizzato. L'assessore Masala ha fatto in quest'aula un'azione, chiedo scusa Assessore se dico penosa, chiedo scusa non è riferito alla persona, ma al ruolo che lei ha svolto, cioè di fare ostruzionismo in quest'aula per cercare di far perdere tempo. E' veramente un fatto incredibile! Se torniamo indietro con la mente, io credo che tutti i colleghi che hanno fatto appelli all'opposizione affinché si andasse velocemente e non si argomentasse sulle questioni che sono state addotte, credo che appunto, se ci sorreggesse la memoria sotto questo profilo, nessun collega avrebbe più niente da dire in merito all'azione che è stata condotta dal centrosinistra.

Dico solo due battute sull'articolo che è in discussione perché ormai è evidente a tutti che l'attenzione è rivolta a ben altro. Cioè anche sull'articolo 17, sul patrimonio regionale, ma, Assessore, non ricorda che l'hanno scorso qui abbiamo inchiodato l'Aula per farvi capire che il patrimonio della Regione non può essere svenduto? Ma non ricordate che abbiamo condotto una battaglia campale perché il patrimonio dei sardi è dei sardi, non è di vostra proprietà? E qui veramente c'è da trasecolare nel vedere che voi, senza un minimo di rigurgito di tipo nazionalitario, ma dico regionalistico, accettate supinamente quello che vi ordinano i vostri padroni romani. E' un fatto vergognoso! Ma dico di più (tra l'altro forse l'Assessore della sanità non è al corrente, immagino): ieri si è approvato un incremento, se non ricordo male di 14 milioni di euro, per appianare i debiti delle ASL. Oggi ci sono...

FALCONI (D.S.). 130.

PIRISI (D.S.). No, erano 130, poi ne sono stati aggiunti altri 14 e siamo arrivati 144.

FADDA (La Margherita-D.L.). 152.

PIRISI (D.S.). Poi c'è stata anche un'ulteriore aggiunta. Sì, milioni di euro, 300 miliardi circa, per appianare i debiti delle ASL. Nel frattempo qualche discolo funzionario delle ASL, evidentemente non ben controllato, che non risponde alle indicazioni che vengono date, sta mettendo in vendita anche nei comuni il patrimonio delle ASL, perché dicono che così renderanno più efficiente la sanità. Stanno succedendo queste cose, e voi siete all'oscuro? E voi siete all'oscuro! Quindi esistono anche questi aspetti. Allora questo articolo va immediatamente, lei Assessore dovrebbe alzarsi e dire: "Vi invito a bocciarlo", perché non lo può ritirare, sappiamo che un articolo della finanziaria lei non può ritirarlo, ma l'invito a bocciarlo, dovrebbe farlo lei pubblicamente per evitare che poi leghi le sue eventuali dimissioni anche all'articolo 17. L'ha dichiarato pubblicamente sulla stampa che si sarebbe dimesso se non fosse passato l'articolo 16, è passato e ci ha detto: "Badate, non potete invitarmi ad andarmene perché io non accetto lezioni da nessuno". Magari ho capito male, però lei ha detto questo, Assessore. C'è qualche giornalista che forse ha inteso male, altrimenti qua quando l'Assessore del bilancio e della programmazione si mette in aula a fare discorsi, a pronunciare, diciamo, impegni solenni affinché poi magari certe cose possano essere recuperate nell'assestamento di bilancio e quant'altro, noi saremmo portati a dire che si comporterà esattamente come si è comportato con l'articolo 16. Cioè è minata la sua credibilità politica, assessore Masala.

Però io qui voglio tornare, brevemente perché non ho idea di quanti minuti mi rimangano, sull'intervento che ha fatto l'onorevole Pittalis, che è stato straordinariamente pacato. L'onorevole Pittalis ci ha richiamato a un rischio che noi corriamo come Assemblea legislativa, ed è il ritorno all'antipolitica. Cioè l'onorevole Pittalis ci ha detto: "Badate che se qui si continua di questo passo torneremo all'antipolitica", quasi a significare che la Giunta, l'assessore Masala, il Presidente e questa maggioranza abbiano dato in questi anni prova di buona politica. Veramente c'è da trasecolare, c'è da rimanere allibiti di fronte a un'affermazione di questo tipo.

Ma l'atteggiamento ostruzionistico a cui ho fatto cenno, portato avanti dall'assessore Masala, il cesarismo che avete praticato non raccordandovi con la società sarda, il fatto che ci siano state bocciature a raffica nella passata finanziaria in tanti provvedimenti, e il fatto che voi rimaniate abbarbicati a quella sedia, assessore Masala, altro che Federbostik! Io credo che lei abbia procurato un collante tale per cui è diventata la poltrona quasi, come dire, connaturata alla sua persona, cioè che sia un qualche cosa che ormai fa parte, una protesi dell'Assessore! Assessore, io credo che un atteggiamento corretto avrebbe voluto che voi prendeste atto, ma qui il presidente Floris vi ha dato una lezione di grande dignità dimettendosi su un punto, un articolo del DPEF. Lei oggi, che ha affermato essere l'articolo 16 fondamentale per l'attuazione di quello che comunque avete chiamato "carta straccia" in altri momenti, e lei ha legato il futuro politico, suo personale, come Assessore, a questo articolo e non ne prende atto. Io credo che sia veramente protervia, insensibilità democratica, non rispetto delle istituzioni. E' un atteggiamento che credo i sardi non possano sopportare. Io Assessore, guardi, glielo dico anche se il consigliere Pittalis ha detto: "Noi non leghiamo, non riteniamo che il sacrificio dell'assessore Masala sia fondamentale per le sorti della maggioranza e per il buon governo della Sardegna, altrimenti" - ha detto - "l'avremmo immolato tranquillamente sull'altare, insomma, del buon governo...". Io credo che siano state dette queste cose oggi, ha affermato questo. Io però ritengo che al di là del ruolo che qualcuno vorrebbe farle giocare di agnello sacrificale, ci sia la dignità politica dell'Assessore del bilancio e della programmazione che dovrebbe prendere atto di quanto è successo.

Ora, la finanziaria, è stato detto, è entrata male e sta uscendo in maniera disastrata. Io così, lo dico con amicizia nei confronti dell'amico Bruno Murgia, che si è assunto il ruolo di ultimo giapponese nella difesa della finanziaria, adesso mi pare che il collega Murgia sia uscito oggi dall'isola nella quale si trova, ha fatto capolino, però sinceramente mi è sembrato che parlasse giapponese. Cioè, non mi pare che sia stato fatto un discorso chiaro su quello che voi intendete fare in futuro e in prospettiva.

Assessore, la crisi di fatto è aperta, questa finanziaria è sinceramente l'elemento che ha messo a nudo, se ancora ce ne fosse stato bisogno, tutte le vostre debolezze e la vostra frammentarietà. Il consigliere Murgia ha parlato di diverse sinistre; io qua sto sentendo scricchiolii sinistri, invece, nella maggioranza che ormai sono diventati quasi un boato, e siccome la "Casa" sta crollando, forse è bene che non trasciniate tutta la Sardegna nella catastrofe nella quale voi adesso vi state trovando.

E' stata prospettata una via d'uscita, l'abbiamo detto, noi vogliamo collaborare affinché in tempi rapidissimi si chiuda, si vada all'epilogo di questa situazione. L'ha indicato stamattina l'onorevole Cugini, ha detto in maniera chiara delle cose, le ha riprese il nostro Capogruppo, le hanno riprese i diversi colleghi della opposizione: date delle risposte chiare sul lavoro, sul sostegno alle imprese, sul terzo settore, eliminate tutte le norme intruse che avete cercato di infilarci tanto per fare, anche qui, un pochino di clientelismo a basso prezzo, e credo che si possa andare a chiudere la partita in tempi rapidissimi. Però io, Assessore, in ultimo le chiederei anche un'altra cosa: chiedetela questa benedetta sospensione, perché noi, se non ci portate qui proposte che siano chiare, abbiamo la capacità di stare qui a fare tanti interventi, fino a quelli che occorrono, affinché un briciolo di buon senso entri nelle vostre teste. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Presidente, anche se l'attenzione è rivolta a ben altro, e a ragione, io vorrei fare alcune brevi considerazioni nel merito dell'articolo 17, e poi anche una considerazione conclusiva rispetto alle cose da me dette sulla valenza della discussione di questa sera, o di oggi più che di questa sera. Nel merito si dice che l'articolo 17 abbia un intento nobile, per cui debba essere, in quanto tale, valutato. Si dice che l'articolo 17 vorrebbe sottrarre il patrimonio regionale, che è disperso in mille rivoli, alla disponibilità degli enti, perché il rischio è quello che è stato paventato poc'anzi, che questo patrimonio possa essere utilizzato, in quanto risorsa da valorizzare, non in quanto risorsa che potrebbe contribuire ad aprire anche una fase di sviluppo e di crescita anche economica in quest'Isola, ma potrebbe essere utilizzato per altri fini, per esempio per recuperare risorse magari, così come veniva indicato poc'anzi, da utilizzare nelle ASL o negli enti per coprire costi di gestione che diventano sempre di più incontrollabili e incontrollati. Magari in quell'emendamento, presentato dall'onorevole Cassano, che abbiamo rinviato non si sa bene a quando, che prevede lo stanziamento di 20 miliardi per recuperare l'ex ospedale civile di Sassari, ecco, dopo il recupero, magari, quella risorsa potrebbe essere cartolarizzata, così come dice l'articolo 17, e dopo che è recuperata magari venduta, con la candela vergine però si dice, e utilizzata per altri fini. Come?

(Interruzione)

ORTU (R.C.). Lo so, io non è che condivido tutto quello che fanno in Emilia Romagna, anzi, Giorgio. Allora il problema è di affrontare la questione nel merito. Allora se il fine, così come veniva qui indicato, non è quello di recuperare risorse da bruciare nella gestione, ma è quello di sottrarre addirittura i beni regionali, il patrimonio regionale a questo rischio mettendolo sotto controllo dell'Assessorato competente, se questo è il fine noi possiamo dire di essere d'accordo. Tant'è che abbiamo presentato un emendamento, l'emendamento 625, non abbiamo presentato solo un emendamento soppressivo, abbiamo presentato l'emendamento 625 che, se approvato, può concorrere in termini positivi a realizzare questo fine. Allora qui si tratta di vedere se c'è davvero la disponibilità da parte dell'assessore Masala, della Giunta e dell'Assessore competente, in questo caso l'Assessore degli enti locali, a perseguire questo fine. Allora addirittura il nostro emendamento, l'emendamento 625, per tagliare qui la testa al toro ed evitare equivoci, e qui avanzo una proposta, può essere sostitutivo totale dell'articolo 17 anche perché nella sua struttura è configurato, come anche dal punto di vista tecnico, emendamento sostitutivo totale.

E` chiaro che in subordine noi avevamo presentato un soppressivo perché riteniamo che la strada indicata dall'articolo 17 non possa essere e non debba essere, e non è utile perseguire. Allora il nostro emendamento può essere sostitutivo totale e in quanto tale può essere proposto in sede di discussione generale, così come stiamo facendo e può aiutarci a conseguire quel risultato che qui si è vociferato, insomma, che sarebbe meglio uscisse in modo preciso in Aula e che venisse fuori anche in modo chiaro nella discussione. Il nostro articolo consente, ai fini del riordino, e quindi di una gestione e valorizzazione del patrimonio mobiliare della Regione, appunto consente alla Regione, all'amministrazione regionale e quindi all'Assessore degli enti locali di subentrare nei beni e nei diritti patrimoniali immobiliari allocati negli enti regionali. Allora questo dice il primo comma del nostro emendamento sostitutivo. Poi con gli altri commi successivi viene regolamentata la materia. Allora, ripeto, se la volontà è quella di perseguire una gestione seria e una valorizzazione utile per la Sardegna di tutto il patrimonio regionale, si imbocchi anche qui la via maestra. Si evitino altre strade che, come abbiamo constatato, portano in altre direzioni; porterebbero nella stessa direzione per la quale il Presidente della Giunta regionale è stato costretto, addirittura, ad impugnare un provvedimento del Governo nazionale. Allora si faccia il riordino, si verifichi e quindi in qualche modo, finalmente, si abbia perfino conoscenza di qual è questo patrimonio e dopodiché si discuta anche seriamente come questo patrimonio può essere non solo gestito, ma valorizzato, e ripeto, torno a dire, può costituire fonte importante attraverso la quale dare un contributo allo sviluppo e alla crescita economica dell'Isola. Allora questa è la strada che noi abbiamo indicato. Ripeto il nostro può essere utilizzato come emendamento sostitutivo, qui si tratta di valutare con gli uffici, tecnicamente, come la strada è perseguibile e in questo caso penso che addirittura possa tornare utile che al di là del titolo, lasciando fermo il titolo, il resto del comma possa essere perfino ritirato perché, se rimane in piedi il titolo, rimane in piedi la possibilità anche di portare un emendamento. Questo per quanto riguarda il merito dell'articolo 17, però so, e a nessuno sfugge, che l'attenzione di quest'Aula è rivolta in ben altra direzione. Io ritengo anche utile a questo punto, fare il punto di arrivo della discussione di quest'Aula per quanto ci riguarda. Noi prendiamo atto delle considerazioni fatte dell'onorevole Masala in risposta alle questioni che noi abbiamo posto in apertura della discussione sull'articolo 17. L'onorevole Masala dice: "Va be', apprezzo il suggerimento, ma grazie no". All'onorevole Masala vorrei dire che il nostro non era un suggerimento, era una constatazione. Il suggerimento gli è venuto dalla sua maggioranza, ma non solo, un suggerimento abbondantemente preannunciato. Se l'onorevole Masala dà uno sguardo ai giornali di questi giorni, in questi giorni c'era abbondantemente ripreso quel suggerimento. Era abbondantemente ripreso il suggerimento. Comunque lui non ne vuole prendere atto, bontà sua. In questa ipotesi sta a lui perseverare fino a quando ritiene più opportuno insomma, sta a lui perseverare. Per quanto ci riguarda, noi riteniamo che il punto di arrivo sia costituito dalle dichiarazioni fatte in Aula dall'onorevole Pittalis che dice testualmente: "Non ci si sta nel ruolo, al dispetto dei santi, non si può navigare a vista, bisogna trovare una soluzione.". Allora la soluzione bisogna trovarla quanto prima, noi in qualche misura l'abbiamo tolta dalle mani di Masala e messa in mano a Pili, al Presidente della Giunta di cui vorremmo conoscere il parere anche se sappiamo che poi la musica non cambia, ma che dica che la musica non cambia, che lo dica anche lui così come ha avuto il coraggio di dire l'onorevole Masala.

Badate l'alternativa, e ho concluso, sta all'articolo 18, ci sono 80 emendamenti, quelli presentati in modo ordinario, se ne aggiungono un altro centinaio sotto forma di emendamento sugli emendamenti, su questa materia dovremo incominciare a discutere domani, allora il punto è - e chiudo - ma stanotte siete in grado di pensare a quale può essere l'ipotesi di soluzione, e siete in grado di partorire due idee, una sul lavoro e una sugli enti locali?

PRESIDENTE. Grazie onorevole Ortu. Io credo che i lavori possono concludersi qui per stasera. Il Consiglio è convocato domani mattina ore 10, il primo iscritto a parlare è l'onorevole Lai.

La seduta è tolta alle ore 21 e 49.


[S1]Marrocu?



Allegati seduta

CCCXLVI Seduta

Mercoledì, 2 Aprile 2003

(Pomeridiana)

Presidenza del Presidente Serrenti

indi

del Vicepresidente Salvatore Sanna

indi

del Presidente Serrenti

La seduta è aperta alle ore 15 e 44.

licandro, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di venerdì 28 marzo 2003 (340), che è approvato.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2003)" (383/A)

PRESIDENTE. Ricordo che siamo nella discussione generale dell'articolo 16 del disegno di legge 383\A, e siamo nella discussione generale sull'articolo e gli emendamenti, articolo 16. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Ha già parlato.

PRESIDENTE. Onorevole Balletto non vogliono che lei parli! Probabilmente il collega mi ha lasciato un appunto. Allora, non vi sono altri iscritti a parlare, va benissimo!

BIGGIO (A.N.). La replica della Giunta.

SECCI (La Margherita-D.L.). E l'Assessore competente?

FADDA (La Margherita-D.L.). L'ostruzionismo è in atto, non ci chieda di lavorare oltre le ore 22.

PRESIDENTE. Se non vi sono iscritti a parlare siamo al voto. Ha domandato di parlare il consigliere Murgia. Ne ha facoltà.

MURGIA (A.N.). Ho visto con attenzione l'articolo 17 e credo che...

FADDA (La Margherita-D.L.). L'articolo è il 16.

PRESIDENTE. Onorevole Murgia, lei segua il Presidente, articolo 16.

MURGIA (A.N.). L'Articolo 16, Presidente, spero che sia umano anche sbagliare! Hanno fatto cinquant'anni di errori, ce ne facciano fare uno, insomma! Dicevo che ho letto con attenzione l'articolo 16 e credo che una qualsiasi Giunta regionale, soprattutto nell'era del bipolarismo, abbia la possibilità di poter utilizzare dei fondi...

(Brusio in Aula)

PRESIDENTE. Onorevole Murgia, scusi un momentino, facciamo finire il concerto!

MURGIA (A.N.). Dicevo, Presidente, che ho sentito stamattina gli interventi dei colleghi del centrosinistra con un certo stupore, anche perché sinceramente non ci trovo niente di male nel fatto che una Giunta regionale, attraverso una manovra finanziaria, chieda di poter ottenere dei fondi da utilizzare per i propri obiettivi strategici. Ma vi è anche un altro elemento, secondo me, che dovrebbe far riflettere il centrodestra nel respingere le argomentazioni che i colleghi del centrosinistra stamattina hanno posto. E cioè che moltissimi stamattina hanno insistito sul fatto che volessero conoscere chissà quali operazioni misteriose e nascoste.

Ho sentito anche alcuni interventi accorati, ho sentito anche delle frasi dure sempre indirizzate contro la Giunta o contro la maggioranza, non ho sentito ovviamente nessun mea culpa circa le pratiche che chi ha governato a vario titolo la Regione negli ultimi anni ha messo in pratica. Detto questo, quindi, non è assolutamente accettabile che qualcuno continui a fare sempre la morale a qualcun altro; anche perché siamo stati tra i primi, e su questi temi avevamo vinto le elezioni nel 1999, avevamo denunciato duramente il sistema clientelare che invece il centrosinistra ha perseguito in tutti questi ultimi anni, non certamente il centrodestra al governo.

Ed allora non c'è niente di particolare, niente di strano se alla luce del sole una maggioranza chiede di poter ottenere dei fondi perché ritiene di avere delle cose importanti da fare, delle cose che si ritengono strategiche. Quindi credo che, casomai, tutte le facili ironie debbano essere rispedite al mittente; qua dentro, in quest'Aula, ci sono degli importanti colleghi, degli importanti consiglieri regionali che mi sembrano tutto tranne che delle vergini del potere, e cioè qualcuno che col potere ha una certa dimestichezza e che l'ha utilizzato, che l'ha messo in pratica anche con alterni risultati.

Ecco perché noi riteniamo di andare avanti in questa strada, riteniamo che questo articolo abbia una sua valenza fondamentale, riteniamo che la sua non approvazione possa aprire problemi politici di un certo rilievo, ed è per questo che pensiamo di doverlo sostenere con grande forza.

Stamattina ho concordato molto con l'intervento del collega Balletto, quando riferendosi al presidente Pili chiedeva appunto di tirare fuori le carte, le famose carte che dovrebbero documentare chissà che e chissà che cosa. Sarà nostra cura allora, cari colleghi del centrosinistra, recuperare le carte di tutto quello che avete fatto negli ultimi anni perché certamente non avete ridotto la Sardegna come fosse un giardino.

SPISSU (D.S.). Ma di quale articolo stiamo parlando, Presidente?

MURGIA (A.N.). Stiamo parlando dell'articolo 16, onorevole Spissu, sturi bene le orecchie ce le ha sempre belle attente, sta parlando lei spesso e volentieri e continuamente, quindi il 16, la ringrazio ma mi sono corretto! Lei si corregga ed usi ogni tanto un minimo di buona fede quando parla del centrodestra, si ricordi un po' del suo passato e del passato dei suoi colleghi, così magari meno demagogia fate sulla questione delle consulenze, dato che il sacco della Sardegna l'avete perpetrato per tanti anni! Per cui questa è la nostra opinione e chiediamo di andare avanti.

PRESIDENTE. Se non ci sono altri che chiedono di parlare, la parola alla Giunta.

Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Premesso che tutto il disegno di legge della manovra finanziaria, sia della legge finanziaria che quella di bilancio, è stato presentato alla Giunta regionale da parte dell'Assessore alla programmazione, che la Giunta regionale collegialmente, e singolarmente ogni Assessore ha valutato tutte le proposte, collegialmente e ciascun Assessore ha approvato il disegno di legge così come è formulato.

Aggiungo anche che collegialità non significa unanimità, significa avere invece dall'insieme delle individualità che formano il collegio, la capacità di sintetizzare al massimo le proposte eventualmente divergenti che in esse vengono formulate. E se questo può essere accaduto, qualche divergenza, relativamente a qualche altra parte della finanziaria, ebbene sull'articolo 16 della finanziaria non una voce discorde si è sollevata in Giunta, non una voce discorde ho avvertito negli incontri con la maggioranza, per cui si può affermare che nessun altro articolo come questo della finanziaria ha il consenso della collegialità della Giunta regionale. Leggo: "per la realizzazione degli interventi... individuati nel documento di programmazione economica e finanziaria è costituito un fondo.… Il fondo serve per sostenere le spese necessarie per la redazione degli studi di fattibilità della valutazione di impatto ambientale e dei progetti preliminari definitivi ed esecutivi...". Questo non è nel testo dell'articolo 16, è nell'emendamento sostitutivo proposto da una parte della opposizione; il che evidentemente la dice lunga su tutte le polemiche e su tutte le questioni che sono state sollevate in ordine e a sostegno degli emendamenti soppressivi dello stesso articolo.

Ebbene nel testo di legge si dicono grossomodo le stesse parole, con una differenza, che nel testo della legge non ci si limita a sostenere o a prevedere le spese di fattibilità, eccetera; ma si dice anche che le somme servono per la realizzazione, quindi non solo per lo studio di fattibilità, eccetera, ma anche per la realizzazione degli interventi coerenti al Dpef.

Quindi, diciamo, è un fondo che viene ideato in termini complementari proprio per coordinare gli interventi, per mettere insieme gli interventi settoriali e giungere ad un processo di intervento globale ed organico che sia veramente in grado di affrontare e risolvere i nodi strutturali della nostra Regione, proprio attraverso l'individuazione degli obiettivi strategici e coerenti con il Dpef.

In corso di discussione generale si è sostenuto per esempio che il terzo comma sarebbe una sorta di espropriazione da parte dell'Assessore della programmazione delle competenze degli altri Assessori, è l'esatto contrario! Perché non è scritto, onorevole Sanna, che l'Assessore della programmazione va ad emettere decreti per prelevare fondi dall'Assessorato dell'industria, o dall'Assessorato del turismo o dall'Assessorato dei lavori pubblici, è scritto esattamente il contrario; cioè, è scritto che da questo fondo l'Assessore prende e trasferisce con decreto le somme ivi iscritte alla competenza dell'Assessore dell'industria, alla competenza dell'Assessore del turismo, alla competenza dell'Assessore dei lavori pubblici, e perché no anche dei trasporti e perché no anche degli enti locali, e perché no anche degli affari generali, con riferimento ad uno degli obiettivi strategici che è per esempio quello relativo alle politiche dell'innovazione tecnologica, perché evidentemente il sistema è congegnato in modo tale da mettere quasi in attuazione quello che la legge 1 del 77 prevede e che non ha mai funzionato, e cioè il dipartimento della programmazione che non è solo l'Assessorato della programmazione ma un insieme di Assessorati che tutti quanti insieme, mettendo insieme le energie, mettendo insieme le risorse, mettendo insieme le idee e coordinate all'interno del dipartimento magari sotto la Presidenza del Presidente della Regione, possa finalmente avviare quel processo del quale tante volte abbiamo parlato e che ,di fatto, non siamo mai riusciti a mettere in atto.

Quindi, evidentemente, tutto questo processo serve ed è assolutamente indispensabile come strumento per creare le premesse per la realizzazione, per la prima volta di una parte considerevole del documento di programmazione economica e finanziaria, perché evidentemente noi non potremo al prossimo documento di programmazione economica e finanziaria chiedere l'approvazione, l'indicazione e l'individuazione di progetti se poi, aprioristicamente, diciamo che non li vogliamo attuare. Ecco perché noi ci riferiamo in modo espresso al documento che è stato approvato dal Consiglio, che il Consiglio ha affidato all'attuazione della Giunta regionale e che la Giunta regionale è vincolata ad attuare proprio perché ne ha ricevuto espresso incarico, espresso mandato dal Consiglio regionale. Ed è l'avvio di quella politica che esca finalmente dall'impostazione precedente ed incominci a guardare anche oltre le elezioni del 1994, in quanto naturalmente non ci possiamo sottrarre all'obbligo di impostare per il triennio, così come del resto prevede la legge di contabilità, il programma di attuazione di questo processo.

Quindi, noi abbiamo la necessità di incominciare a creare le premesse perché si realizzino piano piano, così come è previsto nel Dpef, questi obiettivi che vengono indicati nel documento medesimo. E, naturalmente, contrariamente a quello che si afferma, è presente attiva e costante l'attività di controllo e di vigilanza del Consiglio regionale che lo esercita attraverso la Commissione, così come costituzionalmente previsto dall'ordinamento regionale. Pertanto non vedo assolutamente la ragione per la quale questo articolo abbia destato tanto scalpore salvo in chi ha voluto verificare o vedere o intravedere o coltivare la cultura del sospetto che spesso, purtroppo, aleggia in quest'Aula.

Io ho ricevuto ieri la lettera dell'onorevole Selis e dell'intero Gruppo della Margherita con la quale con lettera indirizzata a me e al direttore generale del mio Assessorato per le notizie richieste, eccetera. Innanzitutto, come ho già detto l'altro giorno, è stata già sottoscritta da me la lettera di informazione che egli ha chiesto, a doppia informazione, del direttore generale cui spetta, o del servizio, e dell'Assessore che li informa, e riceverà anche l'elenco. Molto facile per me compilare l'elenco per quanto riguarda le consulenze, non c'è nessun problema da questo punto di vista, io non ho problemi. Le dirò che io non ho neanche scheletri da nascondere perché non ho gli armadi, quindi non essendoci armadi non ho neppure gli scheletri dentro gli armadi! Quindi, per quanto mi riguarda, possiamo andare tranquillamente a un confronto in qualunque circostanza e in qualunque momento, a incominciare da questa che è la sede più giusta per parlare di queste cose.

In conclusione, e credo che sia giunto il momento di concludere, io mi rivolgo - come stamattina, quando ho cercato di spiegare alla maggioranza il senso di questo articolo 16 - alla maggioranza conclusivamente perché è la maggioranza che ha il dovere di approvare le leggi ed è la maggioranza che deve trovare il modo per mandare avanti questa finanziaria secondo i progetti che sono stati presentati.

PRESIDENTE. Onorevole Corda, su che cosa vuole parlare? La discussione è finita, siamo al voto. Non so se ci sono richieste di voto particolare. Onorevole Fadda, lei su che cosa vuole parlare?

FADDA (La Margherita-D.L.). Sulla modalità di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Per chiedere il voto segreto sull'emendamento soppressivo totale, che credo sia il primo, Presidente.

PRESIDENTE. Va bene. Votiamo adesso gli emendamenti 199, 453 e 623, sono uguali e quindi li voteremo assieme. E' stato chiesto il voto segreto, lei può fare dichiarazione di astensione, se vuole, onorevole Corda.

CORDA (A.N.). Oppure posso chiedere di parlare sul Regolamento, così come recita il Regolamento, è sempre concessa la parola sul Regolamento.

PRESIDENTE. Dopo il voto, però.

CORDA (A.N.). E' sull'argomento, Presidente. Se mi permette, Presidente, se lei mi dà un minuto.

PRESIDENTE. No, no, dopo il voto, onorevole Corda.

CORDA (A.N.). Si tratta di argomento inerente alla votazione, ed è un argomento regolamentato dal Regolamento del Consiglio.

PRESIDENTE. No, onorevole Corda, non posso concedere, se lei vuole può fare una dichiarazione di astensione e la argomenti come ritiene; se deve parlare sul Regolamento ci faccia espletare le formalità di voto dopodiché le do la parola. Mi dica cosa deve fare.

CORDA (A.N.). Presidente, io credo che il Regolamento vada, come lei giustamente fa, applicato sempre. Allora non c'è nessuna norma del Regolamento che dia priorità alle richieste di intervento, qualunque sia il motivo.

PRESIDENTE. Guardi, onorevole Corda, le mando il Regolamento. La prego, onorevole Corda.

CORDA (A.N.). Presidente, io rispetto quello che lei decide perché è lei che deve interpretare il Regolamento e ci mancherebbe altro.

PRESIDENTE. Io sto applicando il Regolamento.

CORDA (A.N.). Però, Presidente, io la prego, se è vero come è vero che ogni consigliere ha il diritto di fare richiesta di una modalità particolare di votazione perché...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Sta concludendo.

CORDA (A.N.). A me viene da sorridere.

PRESIDENTE. Stia comodo, onorevole Corda, stiamo votando.

CORDA (A.N.). Presidente, però non è possibile che in quest'Aula abbiano parola...

PRESIDENTE. Ma le ho già detto di no, perché insiste, onorevole Corda? Stiamo votando gli emendamenti 199, 453 e 623, è stato chiesto il voto segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 199, 453 e 623 all'articolo 16.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 75

votanti 74

astenuti 1

maggioranza 38

favorevoli 41

contrari 33

(Il Consiglio approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

La conseguenza è che tutti gli emendamenti presentati all'articolo 16 decadono, quindi passiamo all'articolo 17. Se ne dia lettura.

MASIA, Segretario:

Art. 17

Patrimonio regionale

1. Il comma 3 dell'articolo 1 della legge regionale 5 dicembre 1995, n. 35 (Alienazione dei beni patrimoniali), è sostituito dal seguente:

"3. La vendita, fatto salvo il ricorso alla procedura di cartolarizzazione prevista dalle disposizioni statali, avviene mediante pubblico incanto, presieduto dal direttore del Servizio demanio e patrimonio, con il sistema della candela vergine, secondo le procedure, per quanto non diversamente determinato dalla presente legge e per quanto compatibili, di cui agli articoli 576 e seguenti del Codice di procedura civile.".

PRESIDENTE. Colleghi abbiamo voglia di continuare o no? Se dobbiamo continuare vi prego di fare silenzio e di prestare un po' di attenzione. E' stata data lettura dell'articolo 17… Colleghi per cortesia!

spissu (d.s.). Dieci minuti di sospensione, devono fare una riunione di Gruppo!

PRESIDENTE. Nessuna sospensione, chiedo silenzio per gentilezza. All'articolo 17 sono stati presentati gli emendamenti numero 205 e 386 soppressivi totali; il 206 e il 624 li elenco così perché sono uguali, poi li voteremo assieme, soppressivi parziali, e l'aggiuntivo 625.

Se ne dia lettura.

LICANDRO: Segretario:

Emendamento soppressivo totale Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis

Art. 17

L'articolo 17 è soppresso. (205)

Emendamento soppressivo totale Falconi - Spissu - Demuru - Pirisi

Art. 17

L'articolo 17 è soppresso. (386)

Emendamento soppressivo parziale Fadda - Biancu - Giagu - Dore - Granella - Secci - Selis

Art. 17

Il comma 1 dell'articolo 17 è soppresso. (206)

Emendamento soppressivo parziale Cogodi - Ortu - Vassallo

Art. 17

Il comma 1 dell'articolo 17 è soppresso. (624)

Emendamento aggiuntivo Cogodi - Ortu - Vassallo

Art. 17

Dopo il comma 1 dell'art. 17 sono aggiunti i seguenti:

Patrimonio regionale

1 bis. Ai fini del riordino, gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare della Regione, anche in funzione della formulazione del conto del patrimonio, la Regione autonoma della Sardegna succede nei beni e nei diritti del patrimonio immobiliare degli enti, istituti ed aziende regionali di cui all'articolo 69 della legge regionale n. 31 del 1998; sono fatte salve le competenze per materia degli enti di cui al precedente comma relative alla gestione dello stesso patrimonio.

1 ter. In fase di prima applicazione gli enti, istituti ed aziende di cui all'articolo 1 trasmettono, entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, al Servizio demanio e patrimonio dell'Assessorato regionale degli enti locali, finanze ed urbanistica, copia del proprio conto patrimoniale immobiliare, unitamente all'elenco di cui all'articolo 65 della legge regionale n. 11 del 1983.

1 quater. Gli atti e provvedimenti incidenti sulla titolarità e consistenza del patrimonio immobiliare regionale sono comunicati, pena l'inefficacia degli stessi, entro trenta giorni dalla loro adozione, per la preventiva approvazione al Servizio demanio e patrimonio dell'Assessorato degli enti locali, finanze ed urbanistica. (625)

Sul Regolamento

PRESIDENTE. Adesso dobbiamo cominciare con le illustrazioni. L'onorevole Fadda ha chiesto la parola, su che cosa? L'onorevole Corda aveva chiesto di parlare sul Regolamento, abbia pazienza, gli devo dare la parola, subito dopo la darò a lei. Ha domandato di parlare il consigliere Corda. Ne ha facoltà.

CORDA (A.N.). Presidente, io spero, a questo punto, di poter esercitare il diritto di ogni consigliere regionale di avere la parola, avendo anche la speranza che l'opposizione dismetta questo atteggiamento ostile nei confronti di chiunque e voglia parlare dicendo cose in dissenso...

PRESIDENTE. Onorevole Corda, mi scusi un momento solo, colleghi prendiamo posto per favore tutti quanti. Onorevole Balletto, onorevole Sanna Noemi, sta parlando l'onorevole Corda, dopo le darò la parola, adesso ascoltiamo l'onorevole Corda. Siamo tutti a posto? Prego, onorevole Corda.

CORDA (A.N.). Dicevo che è interesse di tutti, anche dell'onorevole Ortu che spesso si lamenta e anche dell'onorevole Cugini che continua… che ci sia la possibilità per ogni consigliere di poter espletare il suo diritto, che è quello di parola in Aula. Questa è una regola parlamentare, è una regola dell'Assemblea, poi ci sono regole non scritte nel Regolamento che attengono all'educazione e credo che anche questa doveva essere tenuta in qualche modo presente perché i comportamenti… L'onorevole Ortu continua imperterrito ad argomentare non so su cosa, Presidente io mi rifiuto di intervenire in queste condizioni.

PRESIDENTE. Colleghi, l'onorevole Corda ha perfettamente ragione, è un problema di rispetto verso tutti quanti noi. Io devo chiedere ai colleghi di prendere posto. Onorevole Capelli, prendete posto, abbiate pazienza, non è neanche giusto che il Presidente parli a una serie di spalle che vedo tutte in fila. Colleghi, vogliamo prendere posto? La prego, continui onorevole Corda, sperando che nessuno la interrompa.

CORDA (A.N.). E sperando di poter avere il tempo che mi spetta per parlare. Presidente, io ho rispetto delle decisioni che la Presidenza nell'interpretare il Regolamento prende, perché questo è dovuto al fatto che io appartengo a questa Assemblea. Io la pregherei, Presidente, di indicarmi quale articolo del Regolamento indichi in modo esplicito che il diritto di parola spetta in quest'Aula non a chi lo chiede per primo, senza per altro indicare la motivazione dell'intervento, ma spetti di diritto a chi lo chiede per chiedere il voto segreto. Ecco, io la prego di indicarmi questo articolo del Regolamento che io non conosco, ma che dubito ci sia, perché se è vero che ogni consigliere ha il diritto di richiedere attraverso le regole stabilite dal Regolamento che venga concesso un tipo di votazione particolare, come in questo caso il voto segreto, è altrettanto vero che questa richiesta lede il diritto di altri consiglieri che avrebbero la necessità, senza pagare per questo il prezzo che non vogliono pagare, di esprimere una dichiarazione di voto, perché di fatto quando viene chiesto il voto segreto viene espropriato ogni altro consigliere del suo diritto di esprimere compiutamente i motivi per cui vota in quel modo. E che uno debba essere costretto da un Regolamento che non lo prescrive ad astenersi dal voto solo perché è stato chiesto il voto segreto, credo che questo sia ledere i diritti di tutti gli altri consiglieri che vorrebbero esprimere il voto e non lo possono fare perché viene richiesto il voto segreto. Ma se io chiedo di fare una dichiarazione di voto, Presidente, e il Regolamento mi consente di farlo prima di ogni votazione, questo dice il Regolamento, il mio diritto non può essere inficiato da una richiesta che viene ritenuta prioritaria, rispetto anche all'ordine di prenotazione, da chi chiede il voto segreto.

spissu (d.s.). Fai ricorso al Tribunale dell'Aia!

CORDA (A.N.). Non al Tribunale dell'Aia, sarebbe sufficiente un po' di buon senso in questo Consiglio. Siccome, onorevole Spissu, esiste un Regolamento… Onorevole[S1] , parli di agricoltura e di sport della sua Villacidrese, abbia pazienza, lasci stare cose che non... Io la prego Presidente di dirmi quale articolo o quale comma del Regolamento prescriva che viene data priorità assoluta nell'intervento a chi deve chiedere il voto segreto, perché sarei curioso di conoscere questo.

PRESIDENTE. Onorevole Corda, è opportuno che brevemente affrontiamo questa questione. E' prassi parlamentare, abbia pazienza, poi le leggo anche il Regolamento, mi faccia dire, io l'ho ascoltata però e non l'ho neanche interrotto. E' prassi regolamentare che le richieste sulle modalità di voto abbiano precedenza. La procedura di voto comincia quando il Presidente dice: "Stiamo votando", in quel momento sono ammesse solamente le richieste per modalità di voto ed è possibile fare dichiarazione di voto solo per astensione. Le leggo l'articolo 97, primo comma, dice: "Divieto di intervento - Cominciata la votazione non è più concessa la parola fino alla proclamazione del voto". Il voto comincia quando il Presidente dice: "Stiamo votando", in quel momento cominciano le procedure, da quel momento non è più possibile intervenire, a meno che, ripeto, uno non dichiari i motivi della propria astensione oppure faccia una richiesta in merito al voto che stiamo per esprimere. L'articolo 95, al comma 3, dice: "Nei casi di votazione a scrutinio segreto sono ammesse solo dichiarazioni per indicare i motivi dell'astensione". Questo è il Regolamento. Per concludere voglio anche dire un'altra cosa: io comprendo, e mi rivolgo a tutta l'Aula, che sul Regolamento si possano anche esprimere valutazioni politiche, però io credo che non sia giusto rivolgersi continuamente al Regolamento, che è lo strumento comunque che regola tutti i nostri comportamenti, in maniera ingiuriosa, perché il Regolamento può essere cambiato. Io voglio ricordare a lei e a tutti quanti che ho riunito più di una volta la Giunta per il Regolamento, e le Giunte per il Regolamento sono andate deserte, da questo deduco che non c'è la volontà di cambiare il Regolamento. Allora, il Regolamento è questo e lo dobbiamo rispettare, io lo devo applicare, posso anche sbagliare nell'applicazione e quando sbaglio chiedo scusa per questo, ma tutti sono tenuti a rispettarlo.

Io credo che questo argomento sia chiuso anche per il futuro.

CORDA (A.N.). Io ho posto un altro problema, quello della priorità delle richieste.

PRESIDENTE. Onorevole Corda, ne parliamo in un altro momento, abbia pazienza.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Aveva chiesto di parlare sull'ordine del giorno il consigliere Pittalis, il quale rinuncia. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda, sempre sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Presidente, noi avremmo necessità come opposizioni di un quarto d'ora di sospensione. Siamo convinti che la maggioranza dopo questo voto capirà qual è l'importanza di questa sospensione, quindi ci appelliamo alla loro sensibilità, così come noi abbiamo fatto in tante occasioni, perché ci venga accordato questo quarto d'ora di sospensione.

PRESIDENTE. L'onorevole Fadda ha chiesto formalmente un quarto d'ora di sospensione, se non vi sono pareri discordi sospendo la seduta.

(Interruzione del consigliere Corda)

PRESIDENTE. Ma non stiamo votando adesso, onorevole Corda, quando dobbiamo votare lei interrompe, adesso che non stiamo votando vuole votare! Un quarto d'ora di sospensione è accordata, prego.

(La seduta, sospesa alle ore alle ore 16 e 20, viene ripresa alle ore 16 e 44.)

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2003)" (383/A)

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori, prendiamo posto. Stiamo illustrando gli emendamenti 205 e 386, il primo 205 è stato presentato dai colleghi Sanna Gian Valerio e più, può essere illustrato.

Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per illustrare l'emendamento 205.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). L'emendamento 205 attiene alla soppressione dell'articolo 17, dico due parole sul merito. Per fare un promemoria all'assessore Biancareddu sul fatto che già nella finanziaria dell'anno scorso abbiamo inteso proporre poi congiuntamente che ogni modifica alla legge che sovrintende alla alienazione dei beni patrimoniali dovesse essere materia da escludere dall'ambito della finanziaria, noi vediamo la riproposizione di una modifica ed ovviamente ci riposizioniamo sulle cose che abbiamo affermato l'anno scorso. Tuttavia non possiamo in questo momento non tenere conto che il Consiglio affronta l'articolo 17 non certo con una particolare attenzione all'articolo 17, ma non possiamo non sottolineare come l'enfasi che si è sviluppata sul precedente articolo, l'annuncio tempo fa da parte dell'Assessore della programmazione dell'essere questo un punto particolarmente significativo dei caratteri del governo del centrodestra, ed in questa finanziaria forse l'elemento di snodo politico più importante, il fatto che lui stesso rivolgendosi alla sua maggioranza abbia detto: "badate, vi ricordo che nessuno di voi si è permesso di obiettare su questo elemento" e meno male che nessuno ha obiettato, immaginate che cosa sarebbe successo se qualcuno avesse posto dei problemi a questo articolo. Io credo che non possiamo prescindere dal fatto, per le cose che ho detto io stesso nella presentazione degli emendamenti, che questo articolo rappresentava la fotografia fedele dell'impostazione generale del copyright di questa finanziaria, cioè l'assessore Masala e il Presidente Pili. Nel voto si è espressa, assessore Masala, una censura politica sul merito e sul metodo, un fatto che lei non può ignorare, un fatto grave sul quale lei stesso ha maturato una particolare enfasi impegnando la sua maggioranza ad un riscontro particolare, e sostanzialmente invocando anche se non formalmente alla sua maggioranza una sorta di fiducia, quel tipo di intervento si fa normalmente quando si pongono le questioni di fiducia. Noi non abbiamo nel nostro Regolamento questa particolare condizione, ma non siamo talmente sprovveduti da non comprenderne la ratio e la derivazione. Di fronte a questa richiesta di fiducia, lei è stato bocciato nel merito e nel metodo, e non possiamo neanche considerare che per i contenuti che portava appresso quel voto c'è una censura del Consiglio anche rispetto al fatto che volevate in qualche modo sottintendere, attraverso questi metodi, il conseguimento di obiettivi strategici che non sono più strategici evidentemente, neanche per la vostra maggioranza. Il fatto più importante è che la maggioranza di questo Consiglio insieme a noi ha dimostrato una cosa molto semplice, un qualcosa che noi stiamo cercando di farvi osservare dall'inizio di questa finanziaria, ma che rappresenta la costante della storia di questa maggioranza da quando è nata, che la politica anche nel profondo delle coscienze di chi ha scelto di stare anche in maniera disagiata da una parte politica, perché io non credo che tutti quelli della maggioranza stiano in questo momento, per le cose che stanno avvenendo, comodamente schierati nella maggioranza, ci sta qualcuno in maniera scomoda. Questo significa, assessore Masala, che il centrodestra assieme al centrosinistra ha bocciato la politica che basa la sua funzione sulle convenienze e sulle clientele, e ha detto a voi in maniera chiara e a lei in maniera altrettanto chiara, che la politica è da intendere in maniera diversa in quest'Aula, e quello che ci meraviglia è che lei imperturbabile continui come se nulla fosse a pretendere che quello che ormai rimane della sua finanziaria, rappresenti ancora una condizione di non comunicazione, di non concertazione, di quelli - con le opposizioni - che a questo punto sono diventati gli snodi fondamentali per la chiusura di questa finanziaria, cioè i problemi che riguardano il rifinanziamento degli enti locali, il settore ambientale e le altre questioni. Questo è sorprendente. E` sorprendente perché, io l'ho detto dall'inizio di questa finanziaria, io non mi meraviglio, è stata dimostrata in questi anni la vostra volontà di fare evaporare dalla coscienza politica singola, individuale ed anche collettiva, il senso e il valore dell'etica pubblica, l'etica pubblica non è questo. L'etica pubblica non è nascondere i dati, la trasparenza, l'etica pubblica non è costringere l'opposizione a scoprire attraverso i propri mezzi che voi nottetempo date gli incarichi fuori da qualunque norma, questa non è etica pubblica! E siccome credo che rimanga nel fondo della coscienza di ciascuno un senso, dico quanto meno di appartenenza, non di rispetto, perché questo non è rispetto Assessore, fino a quando lei rimane seduto in quella poltrona dopo questo voto, lei dimostra che non ha rispetto per le istituzioni, perché dopo che uno viene sfiduciato deve essere conseguente, perché la sfiducia non è nella sua persona, è nella sua titolarità ad essere autore e coproduttore di questa finanziaria che sta avendo quest'esito; ed allora, io credo che tutto si possa dire ma che il Consiglio alla fine, chiamato in libertà di coscienza, anche per il tramite di un voto, l'unico voto che può consentire il non controllo e i non ricatti, come dall'inizio di questa tornata consiliare, palesemente, sui giornali, nel pourparler, qualche autorevole esponente, a cominciare dal Presidente, ha prodotto nei confronti della propria maggioranza, non si possa eludere che siamo ad una condizione di svolta. E` chiaro che noi non potremo continuare a parlare di finanziaria dopo quello che c'è stato, considerando che lei rappresenti in qualche modo a questo punto un interlocutore, perché quando il Consiglio si esprime con sfiducia e quando la violazione delle regole democratiche, così come palesemente avviene, è avvenuto sull'articolo 3, è avvenuto sull'articolo 8, è avvenuto sull'articolo 16, ma andiamo a vedere gli annali, la storia di questo Consiglio regionale, se è mai capitato di fronte a censure di questa dimensione che né un Assessore né un Presidente sia rimasto in sella facendo finta di nulla, andiamolo a vedere, state scrivendo purtroppo - l'ha detto qualche vostro autorevole esponente - una delle pagine più buie della dimensione istituzionale; ed allora, di fronte a questa sorta di esilio della politica, ci dovete consentire, non per gli esiti delle votazioni, che sono parti finali, ma ci dovete consentire sul piano della testimonianza, dei ragionamenti e delle argomentazioni che abbiamo portato da settimane in quest'Aula almeno il riconoscimento che, al di là della contesa politica, assessore Masala, da questa parte politica continua a permanere fortunatamente quel rigore, quel respiro, quei principi che ancora possono in qualche modo salvare, se ci riusciamo, la politica e le istituzioni. D'ora in poi sarà molto facile per noi considerarla un Assessore dimissionato e sfiduciato, ma allo stesso tempo vorremmo che la maggioranza, memore di questa condizione gravissima dell'istituzione, si aprisse il tanto che basta per confrontarci in maniera seria e costruttiva sugli elementi che ci separano dalla conclusione di questa finanziaria e che rappresentano la richiesta legittima di molte categorie.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Spissu per illustrare l'emendamento numero 386. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Presidente, l'emendamento 386 è un emendamento soppressivo totale dell'articolo 17, così come altri emendamenti che noi abbiamo presentato su altri articoli. Intende modificare totalmente l'impostazione della finanziaria anche su questo articolo che è relativo alle questioni patrimoniali su cui peraltro lo scorso anno c'era stata un'ampia discussione.

Siccome l'emendamento è chiaro nella sua finalità e nel suo intento conclusivo, io non mi dilungo sull'emendamento ma vorrei richiamare i colleghi ad una situazione un po' paradossale che si vive in quest'Aula, nella quale riprendiamo, come se niente fosse, la discussione sull'articolo 17, dalla presentazione degli emendamenti sull'articolo 17, facendo finta che non sia stato bocciato l'articolo 16 (vorrei che l'assessore Masala mi ascoltasse, onorevole Fantola) facendo finta che non sia stato soppresso da questa Aula l'articolo 16 che, al di là del merito e del contenuto specifico da noi non condiviso per i motivi che sono stati abbondantemente spiegati durante l'intera giornata, ha assunto una valenza esclusivamente e squisitamente politica assegnata all'articolo 16 non da noi, assegnata all'articolo 16 dall'assessore Masala che, qualche giorno fa, non si agiti, assessore Masala, stiamo parlando del merito, ha dichiarato ad un giornale di assegnare all'articolo 16 un valore politico e che, qualora l'articolo 16 non fosse stato accolto dall'Aula, si sarebbe dimesso. Ha ripetuto in replica, questa sera, a conclusione della discussione generale sull'articolo 16, che l'articolo 16 era un articolo su cui esiste ed esisteva, a questo punto possiamo dire essendo ormai caduto, il totale assenso della maggioranza e dell'intera Giunta, quindi ha assegnato all'articolo un valore politico strategico per la maggioranza.

Bene, poiché l'articolo è rovinosamente caduto in Aula dimostrando, sottolineando, per la cinquantacinquesima volta che la maggioranza non è tale, che la maggioranza non ha il consenso consiliare non su cose marginali, ma su cose che ritiene strategiche, noi ci aspetteremmo che alle parole facciano seguito i fatti; ci aspetteremmo, se la politica è anche coerenza, se la politica è anche responsabilità delle cose che si fanno e si dicono, ci aspetteremmo e ci saremmo aspettati che la maggioranza riflettesse su questo voto, che l'assessore Masala si dimettesse, invece facciamo finta che niente sia successo.

Credo che questo atteggiamento, questo far finta di niente, questo dire che ciò che viene bocciato in fondo è carta straccia, che in fondo ciò che abbiamo detto i giorni scorsi erano soltanto parole al vento in libertà, questo far finta di niente è il male oscuro che sta devastando questa vostra maggioranza. Ma che credibilità ha l'assessore Masala nella discussione di questa finanziaria da questo momento in poi? Che credibilità ha se ciò che dice al mattino non vale più la sera. Che credibilità ha per noi l'Assessore che porta in quest'Aula la finanziaria, che non trae conseguenze politiche, non tecniche, cambiando i numeri delle UPB, come fa spesso in quest'Aula dicendo prima una cosa e poi contraddicendo la stessa cosa un attimo dopo, non trae conseguenze politiche da fatti che sono politici.

Come facciamo noi, assessore Masala, a ritenere che lei con coerenza porti avanti una discussione su questa finanziaria quando arriveremo, per esempio, all'articolo 18, quello sul quale noi sosterremo un confronto duro perché è l'articolo sul quale incentriamo l'attenzione per quanto riguarda le risposte che abbiamo richiesto sul piano straordinario del lavoro e sugli enti locali. Non cose clientelari o piaceri privati, come ogni tanto sembra aleggiare in quest'Aula facendo scadere e decadere il confronto politico a discussioni da "bar sport", declassando lo screening della zona industriale di Porto Torres ad un piacere personale. Nessuno di noi chiede piaceri personali, ognuno di noi fa politica e rappresenta problemi e istanze, né la maggioranza è proprietaria di risorse, che sono risorse pubbliche, e che debbono essere gestite pubblicamente e per l'interesse pubblico.

Allora io non capisco stasera come vogliate procedere nella discussione. Perché, assessore Masala, lei non chiede una pausa di riflessione e non presenta le dimissioni provocando una verifica nella sua inesistente maggioranza senza fare, come fa il suo Capogruppo, che ogni due mesi dice che è in corso una verifica conclusiva di questa maggioranza, ma siete tre anni che verificate e che cercate di rimettere insieme i cocci di una maggioranza che non esiste e di una politica che non c'è.

Allora, noi ripetiamo che abbiamo bisogno di risposte politiche, non di una risposta sull'articolo 17, non che ci spaventi la discussione sull'articolo 17, perché la faremo, ma scegliete voi qual è il terreno, scegliete voi qual è il terreno di scontro su questa finanziaria nelle prossime ore e nei prossimi giorni e dalla risposta che voi darete, anche in relazione alle questioni poste dall'opposizione in queste settimane, dipenderà l'andamento dei lavori in quest'Aula, nella quale l'opposizione continuerà a fare opposizione.

E' difficile che noi votiamo gli articoli di questa finanziaria e gli emendamenti che voi avete proposto. Allora io credo che sarebbe opportuno che vi prendiate una pausa di riflessione per stasera e che, a conclusione di questa pausa di riflessione, ci diciate in quale modo intendete procedere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda per illustrare l'emendamento 206. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, non lo faccio in modo ironico, come qualcuno potrebbe interpretare, però sento il dovere di ringraziare quanti in questa finanziaria ci hanno aiutato a dare ragione alle organizzazioni sindacali, alle organizzazioni imprenditoriali, agli enti locali.

Quando l'assessore Masala non comprende i messaggi che gli vengono lanciati non solo da questo mondo, dal mondo esterno, ripeto, dal mondo imprenditoriale, sindacale, dagli enti locali ma da vasti settori della sua stessa maggioranza che hanno dichiarato a più riprese di non condividere questa manovra finanziaria, io credo, assessore Masala, che dopo quello che è successo nella giornata di oggi, ma anche nei giorni precedenti, debba avere un unico risultato: le sue dimissioni, Assessore.

Chi ha voluto politicizzare l'articolo 16 è lei, Assessore, l'ha politicizzato stamattina anche se non gli era permesso, quando esprimeva il parere sugli emendamenti, l'ha fatto stasera in replica dicendo che questo articolo, l'articolo 16 era condiviso da tutta la maggioranza. Allora io le chiedo, Assessore, lei in alcune occasioni ha definito gli emendamenti bocciati carta straccia, con un gesto io dico anche poco parlamentare: alzandosi e strappando gli emendamenti.

Poi, ieri ha detto che erano incidenti di percorso; ma se neanche lei crede alle cose che dice quando intende politicizzare un articolo come questo e non ne trae le conseguenze, mi creda, per come io l'ho conosciuta da Capogruppo nella scorsa legislatura, lei si sarebbe dimesso. Che cosa è cambiato in lei, Assessore? Perché dopo tutte le dichiarazioni, le bocciature che sono avvenute in Aula non ne trae le conseguenze e si dimette? Lo dico con molta serenità.

Non è pensabile che una manovra finanziaria in parti importanti, che lei ha definito importanti, tutti gli articoli, gli emendamenti che riguardavano la sua gestione sono stati bocciati dall'Aula, quindi non solo sono stati bocciati per cinquanta volte un po' tutti gli Assessori, ma lei in modo particolare, Assessore, perché nessuno della sua maggioranza, o sono pochi, ha condiviso la manovra che lei ha presentato in Commissione e che ha presentato in Aula.

Vede, Assessore, stamattina lei sarebbe stato più convincente se avesse ammesso il suo errore. Non è pensabile che la Giunta regionale per circa cento miliardi per progetti si presenti in Commissione, perché la prima proposta che lei aveva avanzato, anzi, la Giunta regionale aveva avanzato, riguardavano circa cento miliardi di progetti, i cosiddetti progetti obiettivo, progetti strategici che volevate portare avanti in base al Dpef. Poi lei ha dimezzato queste somme, l'Aula glieli ha bocciati tutti.

Allora io le chiedo, Assessore: le sembra corretto da un punto di vista politico, guardi, Assessore, conviene che non sorrida in momenti difficili come questo.

CONTU (C.C.D.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro pastorale. Dovrebbe piangere?

FADDA (La Margherita-D.L.). Guardi, Assessore, credo che ci sono momenti della vita politica di ciascuno di noi che meriterebbero una riflessione un pochino più attenta. Questo suo sorriso nel voler dire che forse non si dimette, mi auguro che sia il Masala che ho conosciuto da Capogruppo, non il Masala che ho conosciuto da Assessore, e che quindi sia conseguente con quanto sta avvenendo in Aula. Non è pensabile, Assessore, che lei continui con questo atteggiamento di sfida nei confronti della società, nei confronti della maggioranza, nei confronti delle opposizioni, nei confronti del Consiglio regionale, ma non si rende conto che anche il suo Presidente in un momento così difficile come quello che lei sta attraversando l'ha abbandonata, non c'è in Aula, è stato abbandonato. Ah, il Presidente è malato? Non mi risulta, era presente sino al voto. Però, ecco, è un segno. Credo che, assessore Masala, questo sia un segno della sua solitudine, dell'abbandono della sua maggioranza, dell'abbandono del suo Presidente. Allora io le chiedo, per una dignità politica non diventiamo ridicoli, non diamo un esempio come quello che lei sta dando a tutti gli enti locali; quando uno viene sfiduciato per cinquanta volte solo in questa finanziaria, come stato sfiduciato lei, non dia l'esempio che deve rimanere al suo posto a tutti i costi. La maggioranza non vuole che lei rimanga Assessore della programmazione, gliel'ha detto in tutti modi, non le opposizioni, non le organizzazioni sindacali, la sua maggioranza! Quindi un minimo di..., Assessore Biancareddu arriveremo a lei dopo, non pensi di essere immune! (E` giovane, è vero, si farà, però se starà un po' attento si farà meglio. Quindi le chiedo di farsi un po' meglio. Lo sto dicendo nel suo interesse).

Assessore Masala, quello che noi stiamo facendo in Aula ha dei riflessi a tutti i livelli; noi non possiamo pensare che l'esempio che diamo agli amministratori locali sia quello di rimanere comunque seduto, arrampicato ad una poltrona.

Allora le chiedo che sospenda i lavori per questo pomeriggio, si dimetta, non andiamo avanti ed io sono convinto che anche sull'articolo 18, su tutti gli altri problemi che noi abbiamo sollevato, guardi, noi abbiamo cercato di darle anche una mano in questa finanziaria perché abbiamo chiesto più soldi per gli enti locali, più soldi per le imprese, abbiamo chiesto che ci fosse la concertazione. Queste cose gliele hanno chieste anche i colleghi della maggioranza!

Lei purtroppo è un Assessore che agisce in solitudine, agisce nella solitudine tra i suoi colleghi di Giunta, agisce nella solitudine con i colleghi della maggioranza, agisce nella solitudine della società. Il messaggio che noi le diamo, mi creda, con amicizia, nell'interesse della Sardegna, nell'interesse delle organizzazioni sociali, tragga le conseguenze di quello che in questi giorni e in modo particolare oggi è avvenuto in quest'Aula.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Ortu per illustrare l'emendamento numero 624.

ORTU (R.C.) Presidente, ritengo che la discussione chiaramente travalica ormai sia l'articolo 17, sia gli emendamenti che sono stati presentati sull'articolo 17. Siamo entrati in una fase estremamente delicata, che deve essere valutata con attenzione e alla quale anche noi non ci vogliamo sottrarre; una fase che chiede risposte da parte dell'assessore Masala, da parte del Presidente della Giunta, da parte della stessa Giunta, ma soprattutto da parte della maggioranza.

Chiaro è che quello che è accaduto non può essere accantonato, quindi va valutata con attenzione, con serenità e anche con lucidità la fase a cui siamo giunti per tentare di prenderne atto e tentare di prenderne atto un po' tutti. Badate, ormai siamo a quattro mesi dall'inizio dell'anno, il bilancio è stato presentato con i tempi che voi sapete, i ritardi sono enormi, i danni sono conseguenti ai ritardi. Non dobbiamo dimenticare quello che è accaduto l'anno scorso, non dobbiamo dimenticare i giudizi che sono stati dati (e chiederei all'onorevole Corona di non voltarmi le spalle).

CORONA (F.I.-Sardegna). Non l'avrei mai fatto apposta, credimi!

ORTU (R.C.). I danni sono quelli che conoscete, i giudizi sono quelli che sono stati espressi, i residui sono una montagna. Allora, se questo è, chiaro è che dobbiamo tentare un po' tutti assieme di valutare la situazione con grande attenzione, con grande lucidità e guardando agli interessi della Sardegna. Il problema è che giunti al voto sull'articolo 17, cosa fare, e cosa fare ce lo dobbiamo chiedere noi e ce lo chiediamo noi, se lo deve chiedere la maggioranza, se lo deve chiedere l'Assessore e il Presidente della Giunta. Cosa fare per evitare ulteriori danni per la Sardegna; perché questo è il punto cruciale, Assessore. Cosa fare per tentare in questa fase, ad aprile, di chiudere una vicenda che corriamo il rischio diventi drammatica. Bisogna chiudere una vicenda, Assessore, bisogna vedere come questa vicenda può essere chiusa.

Si può continuare in quest'Aula una sorta di braccio di ferro che ha portato al disastro che è sotto gli occhi di tutti e che in qualche modo... va bèh, ognuno di noi ha una propria esperienza alle spalle, ognuno di noi valuta la propria esperienza come ritiene opportuno, ma ritengo che ognuno di noi e voi soprattutto dovevate valutare le conseguenze della scelta che avete compiuto con questa finanziaria, una finanziaria improponibile ad un anno di distanza dalle elezioni, ma improponibile per voi, improponibile per la vostra maggioranza! Tant'è che in Aula, badate, al di là del ruolo svolto dall'opposizione, che era un ruolo dovuto oltre che doveroso, i problemi ve li ha creati la vostra maggioranza. Allora si vuole prendere atto di quello che è accaduto e di quello che sta accadendo e in qualche misura si vuole trovare la via d'uscita? Questo è il punto e questo è il problema che anche noi vi riproponiamo. Si vuole trovare una via d'uscita, si può pensare a salvare il salvabile e quindi a dare un bilancio a questa Regione per evitare che i danni, che pure sono ormai ingenti e immensi, aumentino ulteriormente.

Avete di fronte solo due strade, non ci sono altre soluzioni; due, caro assessore Biancareddu. O in qualche modo si prende atto di quello che avvenuto in Consiglio e si imbocca la strada maestra di trovare una soluzione per la finanziaria, dando risposte ai problemi che pure sono stati posti in quest'Aula e approvando una finanziaria, facendo una scelta che comunque sarebbe dignitosa per il Consiglio ma anche per voi, cioè trovare una soluzione ai problemi che noi consideriamo prioritari, il problema del lavoro, riconosciuto anche da voi come questione prioritaria in questa Isola e in questa fase, e poi dare una risposta ai problemi che pure hanno posto tanti dei vostri amministratori, tanta parte della vostra gente, cioè trovare una risposta alle domande che sono venute dagli enti locali e asciugare del tutto la finanziaria.

La strada per asciugare del tutto la finanziaria può passare attraverso la soluzione di due problemi fondamentali e tagliare tutto quello che c'è di superfluo che, badate, non noi, non siamo noi che non ve lo vogliamo concedere, è la stessa vostra maggioranza che non ve lo vuole concedere, e sapete bene perché; perché manca un anno alle elezioni e nessuno di voi è disposto a concedere a qualcun altro di voi qualsiasi vantaggio per le prossime elezioni. Ma questo non può essere pagato dalla Sardegna e non può essere pagato dal popolo sardo!

Quindi prendetene atto, avete solo due alternative: asciugare la finanziaria, dare le risposte ai problemi fondamentali, enti locali e lavoro, oppure prendere atto del voto e non solo rassegnare le dimissioni l'assessore Masala, ma restituire il mandato al Consiglio con le dimissioni dell'intera Giunta. Solo in questo modo può essere riparato il danno che è stato già compiuto. E di questo dovete prenderne atto con il coraggio che è necessario per prendere atto di una sconfitta, che non può essere poi ricondotta al dramma che poi verrebbe pagato non da voi, ma dal popolo sardo, con conseguenze drammatiche per la nostra Isola.

Noi queste cose vi poniamo, questo interrogativo vi poniamo; a questo interrogativo voi dovete dare una risposta. C'è una via d'uscita, perché l'Isola non può essere lasciata senza un bilancio, senza la possibilità di avere comunque una strada che le consenta di percorrere un'ipotesi di sviluppo che non è frutto solo del vostro lavoro, che è stata conquistata nel corso degli anni, dei decenni, con la battaglia che hanno condotto i lavoratori in quest'Isola. Quindi quelle risposte meritano di essere prese in considerazione, se non siete capaci avete solo un'alternativa: rimettere il mandato in quest'aula e poi sarà il Consiglio a decidere e a chiedere eventualmente al popolo sardo come dovrà essere governata quest'Isola.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 625 ha facoltà di illustrarlo.

VASSALLO (R.C.). L'emendamento 625 era un emendamento in subordine all'approvazione o meno dell'emendamento soppressivo totale, nel senso che ritenevamo e comunque consideravamo l'unica cosa di buono dell'intero testo presentato solamente la parte che spunta dalla stessa maggioranza, per cui vi abbiamo riproposto il testo da voi elaborato e da voi cancellato.

Detto questo, mi sembra doveroso anche da parte mia fare alcune considerazioni su quello che è avvenuto e su quello che ci accingiamo a fare nelle prossime ore. Far finta che non sia successo niente, è già stato ricordato dai colleghi che mi hanno preceduto, non era possibile e penso che non sia possibile da parte di nessuno di noi ignorare il fatto che con la bocciatura dell'articolo 16, così come da voi dichiarato, si è bocciato un articolo dagli obiettivi strategici. A dire la verità, per quanto mi riguarda, ben non si capiva quali fossero questi obiettivi strategici. Forse proprio qua sta la motivazione anche della bocciatura dello stesso articolo 16. Però, dato che né coloro che l'hanno formulato, per cui né l'Assessore della programmazione, né il Presidente della Giunta, che di sicuro rispetto agli obiettivi strategici è uno che molto ne sa, ha avuto una sonora bocciatura, per altro già prevista, perché voglio ricordare, Assessore, che non è la prima volta che venite bocciati su questo campo, già nella scorsa finanziaria, mi sembra anche in assestamento, avete cercato in diversi modi di introdurre normative per avere fondi indistinti per meglio rispondere a quegli obiettivi strategici tanto enunciati, ma mai ben dichiarati, nel senso che mai ben individuati quali siano, nel senso che ce n'è sempre di tutto e di più, per cui anche nella formulazione dei programmi non si è mai ben capito dove si voglia andare a parare e se non si volesse avere la possibilità di avere un fondo indistinto dove con molta libertà la Giunta o solamente alcuni della Giunta potevano operare per fare non dico gli affari vostri, ma per fare quella politica che certamente non è una politica per tutti, ma è una politica per pochi, solamente per voi.

Detto questo, alcuni hanno detto che lei è un Assessore dimissionato o sfiduciato. Non sta a me ritenere cosa lei sia di questi due termini, assessore Masala, però ritengo che stia alla coscienza sua, per cui in questo caso dei singoli, considerare se sentirsi dimissionato o sfiduciato. E' un problema di coscienza dei singoli, per cui individuale, però in questo caso ha una valenza anche collettiva, perché una valenza collettiva deriva dal fatto che l'importanza politica su questo emendamento non è stata data soltanto dall'assessore Masala, ma è stata data dal Presidente della Commissione e da diversi colleghi che intervenivano proprio per far capire a tutti, soprattutto alla loro maggioranza, l'importanza strategica dell'emendamento, per cui l'importanza politica. Per cui, a mio avviso, non è sufficiente una valutazione individuale, in questo caso dell'Assessore, ma ci vorrebbe veramente un momento di riflessione collettivo.

Mi associo quindi a quell'invito fatto poc'anzi da alcuni consiglieri, che forse sarebbe opportuna una fase di riflessione che coinvolga l'intera maggioranza per comprendere veramente cosa è successo e per dare una risposta a questo Consiglio su come voi considerate la bocciatura di questo articolo 16.

Qua, più di una volta, alcuni chiamano il voto segreto come il voto attraverso i muretti a secco. Voglio raccontare un aneddoto: qua in Sardegna molte volte si dice, non lo so, io non sono sardo, sono un acquisito, un accudito, qualcuno diceva, però molte volte si è verificato che chi spara dietro i muretti a secco siano coloro che si presentano per primi a dare le condoglianze alla famiglia e a seguire il feretro. Io non vorrei che nella continuazione di questo ricordo coloro che si richiamano sempre a questo fatto non siano coloro da essere configurati proprio in questa fattispecie. Lo dico per chiarezza anche perché veramente mi dà fastidio che si continui con questa solfa.

Io penso che il voto segreto in questa finanziaria, ma anche in altre occasioni se guardiamo bene è un voto in libertà e non è vero nemmeno che sia un voto non coscienzioso, anche perché se vedete come vota l'Aula vedrete che si sposta secondo gli emendamenti, a seconda del merito degli emendamenti, per cui vuol dire che chi vota sa esattamente cosa vota e quando sono delle porcherie è giusto bocciarli, è giusto che coloro che non hanno la possibilità di votare a voto palese, perché sono davvero discriminati, sarebbero impediti nella continuazione dell'esercizio del loro mandato, che possano farlo almeno a voto segreto. Questo è l'insegnamento che non volete capire, perché questo articolo vi è già stato bocciato altre due volte nella scorsa finanziaria e anche in assestamento. Non avete ancora capito, volete perseverare e questo è il risultato che ottenete. Però questo è il risultato in cui oggi siamo, bisogna superare questa situazione, bisogna dare comunque alla Sardegna una finanziaria, cioè uno strumento che permetta di far camminare l'economia, così come potrà camminare, con questa finanziaria, per cui c'è bisogno di fare un salto di qualità, c'è bisogno di dare risposte precise alle esigenze della Sardegna. Noi abbiamo presentato pochissimi emendamenti nella prima fase, ne abbiamo presentato un altro pacchetto in mattinata perché riteniamo che ancora non abbiate capito il senso delle nostre proposte. Noi mettiamo al centro della nostra questione, del nostro dibattito, della nostra iniziativa, la materia del lavoro. Tutti gli emendamenti che abbiamo presentato hanno questo senso. Vi chiediamo un senso, anche voi, per cui un appello alla responsabilità e se volete fare un salto in avanti potete farlo, basta che rimettiate il vostro mandato, che sulle proposte che vi sono in materia di lavoro vi sia una riconsiderazione, che vi sia una risposta rispetto agli enti locali e sono convinto che nel giro di una settimana tutta questa partita può essere chiusa. Se così non fosse, sconti di sicuro non ne faremo e la cinquantina di emendamenti che abbiamo già presentato è la dimostrazione che comunque inciuci non ne vogliono fare e la battaglia la vogliamo condurre fino in fondo e fino all'ultimo momento. Grazie.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Gli emendamenti 205 e 386 sono identici, soppressivi dell'articolo 17, il parere della Commissione è sfavorevole; l'emendamento 206, soppressivo del comma 1, cioè dell'unico comma dell'articolo, e l'emendamento 624, che è identico, non si accolgono; l'emendamento 625 aggiuntivo non si accoglie.

PRESIDENTE. Per esprimere il parlare della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie Presidente, assolvo l'obbligo di dare il parere sugli emendamenti, su tutti gli emendamenti il parere è negativo, anche se sul 625 devo dire che il parere è negativo in quanto aderente alla volontà della Commissione terza, che ha modificato il testo contenuto nella proposta di Giunta e che con l'emendamento 625 si intende o si intenderebbe ripristinare. Pertanto il parere è negativo per le motivazioni dette.

Il Presidente, però, mi consentirà di commettere anch'io uno strappo al Regolamento, io che avendone avute molte occasioni, molte volte ho avuto il desiderio di fare questo strappo, perché ho avuto la necessità spesso di dover rispondere a strappi del Regolamento fatti da colleghi del Consiglio, ma mi sono sempre sforzato di osservare, nei limiti del possibile, il dettato nello spirito e nella forza del Regolamento. E sento il dovere, lo dico senza ironia, di ringraziare l'onorevole Fadda, l'onorevole Sanna, l'onorevole Spissu e anche l'onorevole Ortu, perché hanno dimostrato di essere molto affezionati a me. Mi hanno suggerito che cosa fare, che cosa non fare, se avessi o no dovuto riflettere. Li ringrazio perché evidentemente loro, che sono nell'alto, nella cattedra e quindi si trovano nella posizione di poter dare lezioni agli altri, naturalmente danno queste lezioni e io umilmente li ascolto.

Però sono vaccinato, sono maggiorenne, sono anche ultramaggiorenne, perché sono già nella fase discendente della mia vita, e, ahimè, sono nato in aprile, ed essendo nato in aprile, come diciamo noi, sono ariete e quindi, essendo ariete, sono testardo. E in genere i testardi sono un pochino restii a lasciarsi prendere per mano, intendono scegliere loro i tempi e i modi delle proprie azioni. Io non permetto a nessuno di dirmi quello che debbo o che non debbo fare. Sono Assessore di questa Giunta regionale, come sono stato Assessore della precedente, per designazione del mio Partito e del mio Gruppo, con voto di questo Consiglio. Pertanto solo il mio Gruppo, il mio Partito e questo Consiglio mi dovranno dire se io sarò o non sarò Assessore regionale di questa o di altre Giunte presenti e future.

E allora, siccome sono osservante delle regole democratiche, che per quanto riguarda le regole parlamentari sono trasfuse nel Regolamento, e poiché io sono osservante del Regolamento, anche se in questo momento sto facendo uno strappo al Regolamento, ma ne ho chiesto anticipatamente scusa al Presidente, perché ci troviamo di fronte a uno strappo del Regolamento generalizzato, perché non ho sentito una voce sulla illustrazione degli emendamenti, quindi posso almeno per una volta disattendere quello che è lo spirito e la ratio del Regolamento, e allora, siccome io sono osservante del Regolamento, relativamente alle questioni della fiducia o della non fiducia alla Giunta o ai singoli Assessori, il Regolamento attuale prevede anche la sfiducia individuale. Forse molti non lo sanno, perché parlano molto di Regolamento senza averlo mai letto. Io che l'ho letto, avendo concorso a scriverlo, so che esiste la mozione individuale. Allora non si deve chiedere all'assessore Masala di fare un gesto estemporaneo. No, chi lo vuole sottoscrive la sua brava mozione di sfiducia individuale, si pone all'esame del Consiglio, il Consiglio voterà. Se ci sarà la sfiducia io, state tranquilli, me ne tornerò mogio mogio nei miei banchi e farò esattamente quello che fate voi, sia chi è all'opposizione sia chi è in maggioranza, cioè svolgerò puntualmente e scrupolosamente il mio dovere di consigliere, come ho sempre fatto, avendolo fatto credo degnamente quando l'ho dovuto fare. Però non si può sfuggire a queste regole, le regole vanno osservate. Quindi, fino a quando questo Consiglio non voterà una mozione di sfiducia nei miei confronti, io rimarrò in questo momento al mio posto. Perché? Perché - e vi restituisco il garbo che voi avete avuto nei miei confronti - anch'io vi voglio bene, e non dico che voglio bene all'onorevole Spissu, all'onorevole Sanna e all'onorevole Fadda, e forse neppure all'onorevole Ortu, perché forse in una prossima competizione elettorale magari tornerete a sedere su questi banchi, ma lo dico perché sono affezionato nei confronti dei colleghi che forse non sono altrettanto sicuri di tornare su questi banchi. E allora il mio senso di responsabilità mi impone di rimanere qui finché si sta discutendo questa finanziaria, che deve arrivare in porto entro il 30 di aprile, e quindi entro il 30 di questo mese, e fino all'approvazione di questa finanziaria, se non interverrà un voto di sfiducia da parte di questo Consiglio, io continuerò a svolgere il mio ruolo, male, tutto quello che volete, però continuerò a svolgerlo.

PRESIDENTE. Grazie Assessore. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Il collega Masala, che anche se è anziano ha buona memoria, ricorderà che altri colleghi che hanno svolto la sua funzione di Assessore ed anche funzioni più alte, più generali di responsabilità istituzionale di governo alla Regione si sono dimessi senza la mozione e il voto di sfiducia. Mi dirà l'onorevole Masala "hanno sbagliato", però comprenderà il collega Masala che siamo di fronte a due sensibilità opposte. Ci sono state dimissioni per senso di responsabilità con l'obiettivo di contribuire al governo della Regione, e ci sono invece dichiarazioni come quelle che ha fatto il collega Masala, che mettono avanti gli interessi di parte e di coalizione invece che gli interessi della collettività.

Il collega Ortu ha fatto un ragionamento pacato, ha voluto dare un suggerimento, che può non essere accolto, però l'ha fatto mettendo avanti non gli interessi della sua parte, perché il collega Ortu non si è proposto per sostituire il collega Masala né nella funzione di Assessore, né nella funzione di maggioranza.

Occorre fare un ragionamento pacato, io lo faccio pacato il ragionamento, perché c'è bisogno di pacatezza dopo gli scontri, anche le dichiarazioni pesanti che sono state fatte stamattina, secondo me senza costrutto, per mettere avanti gli interessi della collettività. E` stato detto pubblicamente attraverso i giornali, ma anche in Aula, che a questa maggioranza manca complessivamente la cultura di governo, e l'assenza della cultura di governo produce gli effetti che abbiamo visto nel corso del confronto di merito e conseguentemente anche nella votazione. Può essere che sia cultura di governo quella che manca, collega Capelli, può essere, io non dico che non sia anche così, ma in questa occasione, in questa discussione della finanziaria non è in discussione la cultura di governo, è in discussione il contenuto della finanziaria, e invece la cultura di governo che è presente anche tra di voi ed è presente in modo maggioritario in questo Consiglio ha prospettato una ipotesi di costruzione di una soluzione mettendo avanti gli interessi della collettività, mettendo avanti un ragionamento, anche questo pacato e di merito, che diceva "siamo di fronte ad una finanziaria che non risponde alle aspettative del sistema Sardegna". E` stato detto prima che la finanziaria arrivasse in Aula, è stato detto nelle Commissioni, è stato detto in Aula. Ed è stato aggiunto "La finanziaria va riscritta" e noi, opposizione, abbiamo detto "siamo pronti a riscrivere la finanziaria", e va riscritta la finanziaria dando risposte positive al sistema delle imprese, agli enti locali, sulle questioni lavoro e, attenzione, al terzo settore del volontariato. Su quella linea noi abbiamo sviluppato un ragionamento: c'è stato di tra voi chi ha sostenuto l'esigenza di riscrivere la finanziaria da parte del Consiglio, in qualche occasione è anche avvenuto, è avvenuto a voto palese e voi non avete apprezzato il contributo che è stato dato non nel voto segreto ma nel voto palese per riscrivere la finanziaria. Il voto palese ha confermato che in quest'Aula c'è una maggioranza rappresentata dal Consiglio, non da voi, dal Consiglio, che ha messo avanti gli interessi della collettività lasciando fuori gli interessi di parte. Perché per le forze che si oppongono, come il centrosinistra, votare a voto palese con la maggioranza che combattiamo, non è un aspetto che facilmente si comprende, è una esposizione che noi abbiamo fatto della nostra forza politica; abbiamo votato perché abbiamo detto "occorre riscrivere la finanziaria". Poi l'abbiamo anche riscritta a voto segreto, certamente, l'abbiamo riscritta a voto segreto. Ma non vi dovete sorprendere se si sviluppa un voto segreto così alto sulla finanziaria; c'è una volontà, è inutile che voi andiate a cercare chi è stato, siamo stati molti quelli che abbiamo votato contro, la maggioranza del Consiglio, e ancora insistete su una finanziaria che noi abbiamo considerato da respingere.

Allora qual è la parte politica di questo Consiglio che è in contraddizione? Chi mette avanti gli interessi della collettività o chi difende, come ha fatto adesso il collega Masala, una finanziaria che è stata in tutti gli articoli bocciata? Poi, aggiungo, badate, in qualche articolo o qualche pezzo di articolo è stato approvato per l'attenzione dell'Assessore ai colleghi della Commissione che hanno avanzato indicazioni generali, e sono stati bocciati gli articoli di quegli Assessori che hanno nei quattro anni, nei tre anni o nei due anni considerato l'Assessorato come cosa di proprietà (stavo per dire cosa nostra, ma non fa parte della nostra cultura), ma come cosa di proprietà, e quell'Assessorato ha subito, non l'Assessore, l'Assessorato, l'insieme ha subito una bocciatura del Consiglio.

Io concordo con chi dice al collega Masala, gliel'ho suggerito anch'io, mi ha bonariamente ripreso il collega Masala, dice "Non me lo devi dire tu che cosa devo fare", sarebbe facile. Io direi, collega Masala, rimanga Assessore sino alla fine, che il nostro risultato è chiaro". Ma non faccio neanche in questo caso il ragionamento di parte, l'assessore Masala si dovrebbe dimettere ma non per le cose che ho detto io, per le cose che dicono i colleghi sulla finanziaria, però comprendo perfettamente che non si può far carico ad una sola persona, all'assessore Masala, della pochezza della finanziaria, la responsabilità politica è del Presidente Pili, che non si vuole dimettere.

(Interruzione dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale)

Guardi, collega Contu, io onestamente non me la sento di associarla alla maggioranza della Giunta, lo devo dire, è una mia opinione, avete approvato la copertina, il contenuto non lo conoscevate, perché sino a quando non è arrivata in Commissione c'era il maxi emendamento che doveva riassumere le volontà della maggioranza.

Dire che il collega Masala si deve rimettere è dire una cosa giusta per gli interessi della collettività, e io capisco che la sfida del collega Masala "sfiduciatemi" è una sfida difficile da accogliere da parte della maggioranza, perché sarebbe ammettere il fallimento totale. Se non è la nostra linea quella che deve prevalere, non può essere certamente la linea del collega Masala che può prevalere. Qual è la linea del Consiglio regionale, lo dico per il collega Floris, per Capelli, per i colleghi della maggioranza. Qual è la linea a politica del Consiglio regionale che mette avanti gli interessi della collettività sarda? Qual è la linea politica? Discutiamo di questo! Se c'è una linea politica che porta avanti gli interessi della collettività sarda, il centrosinistra è pronto a ragionare, approvando rapidamente la finanziaria, ma sulla base di che cosa? Di una indicazione che noi vi abbiamo dato puntualmente sui diversi temi. Guardate, a questo punto, avendo registrato il record in questi nove anni, per la prima volta non funziona neanche l'esercizio provvisorio in questa Regione. Non si spende una lira in questi giorni.

Allora, benissimo, il collega Masala non si vuole dimettere adesso, ma dichiari il collega Masala e la maggioranza "Ci dimettiamo subito dopo la finanziaria", lo dichiari in Consiglio! In cambio che cosa si fa? Si fa l'intesa, la soluzione sul lavoro, gli enti locali, quelli che dobbiamo discutere adesso, fra due articoli, e rapidamente si approva la finanziaria. Se invece dovesse prevalere l'idea del braccio di ferro senza braccio...

(Interruzione del consigliere Cappai)

Ho detto braccio per non parlare d'altro, insomma. Se c'è questa disponibilità, e non sono rilievi personali, mettiamo avanti gli interessi, collega Contu, della collettività sarda, che cosa vuole la Sardegna? Una finanziaria, chiudere. Che cosa vuole la politica? A questo punto chiudere. Che cosa vogliamo noi, gli enti locali, il sistema delle imprese? Una risposta positiva. Diamogli una risposta positiva. Però è chiaro che bisogna girare pagina. Possiamo girare pagina assieme in questo momento, se voi entrate nell'ordine delle idee che questa maggioranza... stia tranquillo, onorevole Contu, io non voglio fare l'Assessore, i nostri compagni e colleghi non vogliono fare gli Assessori, però è chiaro che da questo fallimento che voi avete prodotto si deve uscire con una risposta che non può essere la riconferma del contenuto della finanziaria e della compagine di governo. Ci sono diversi colleghi iscritti a parlare, se questa idea della riscrittura della finanziaria sulle cose che noi abbiamo detto dovesse fare qualche passo in avanti sulla strada che abbiamo indicato, noi siamo pronti in Aula, di fronte a tutti, senza altre cose, siamo pronti alla conclusione rapida sull'indicazione che abbiamo dato.

DIANA (A.N.). Resistere! Resistere! Resistere!

PRESIDENTE. Grazie onorevole Cugini. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (S.D.I.-.S.U.). Grazie Presidente. In linea con le conclusioni alle quali è pervenuto adesso l'onorevole Cugini e però anche in linea ai comportamenti che in maniera lineare, direi, abbiamo tenuto in Aula, dove abbiamo ribadito più volte, sovente, che la nostra non è una tattica rivolta all'ostruzionismo, che non intendiamo perdere tempo, ma abbiamo fatto tutti una serie di proposte, le abbiamo fatte in modo palese, le abbiamo dette, esplicitate più volte, ripetute all'interno di quest'Aula individuando alcuni elementi che, se ritoccati, se inseriti potrebbero far cambiare volto dal nostro punto di vista, segnerebbero un passaggio, una svolta rispetto ad una finanziaria che, così come è scritta, abbiamo detto che non ci piace perché non è assolutamente rispondente agli interessi dell'Isola e del mondo del lavoro. Abbiamo detto e lo ripetiamo, e lo ripetiamo ancora, che non va confuso questo invito con le pratiche di natura consociativa che ancora stamattina alcuni di noi da quest'Aula hanno rifiutato e respinto al mittente, ma che vorremmo attivare un dialogo alla luce del sole che consenta quelle modifiche a favore, esistono ancora alcuni articoli della finanziaria laddove, se la maggioranza fosse disponibile e responsabile, può ancora essere, unitamente ai capitoli di bilancio, esercitata una azione di positivo recupero. Noi questo invito lo ribadiamo ancora una volta di più, chiediamo che sia un percorso di trasparenza, ma lo facciamo anche con la consapevolezza che ormai questa finanziaria non è più neanche la vostra finanziaria, perché è stata completamente stravolta, perché è stata più volte modificata, perché è stata colpita a partire dal voto nell'ultimo articolo, ma senza dimenticarci degli altri, è stata colpita al cuore. Allora che significato ha lasciare una finanziaria di questo tipo, che è un ibrido, che è una cosa senza senso, che ha completamente perso quel significato originario che voi stessi intendevate attribuirle.

Noi restiamo sorpresi quando vediamo che da parte della Giunta regionale al massimo si percepisce un po' di nervosismo rispetto alle batoste che la Giunta, voto dopo voto, sta accumulando, ma per il resto sembra un comitato assolutamente insensibile, privo di responsabilità, una specie di comitato di pietra assolutamente intangibile che non si sente minimamente toccato dai risultati di questi voti.

Presidente Pili, non potete continuare a fingere indifferenza, non potete continuare a fingere che nulla stia avvenendo. Stanno avvenendo modifiche profonde che stanno snaturando quelle parti che vi avevamo chiesto ripetutamente di cancellare. Certo, accade che assieme a quelle venga cancellata anche qualche parte che potrebbe essere meritoria di permanere all'interno della finanziaria, ma questa è la risultante delle vostre mancate risposte.

Vorrei dire all'assessore Masala, che in questo momento è assente, che ogni voto contrario che è stato espresso in quest'Aula era un voto che riguardava una particolare rubrica, la rubrica di competenza, ma in ogni caso, in quanto Assessore principalmente responsabile, in quanto Assessore che sì, ha raccolto le indicazioni della Giunta, ha raccolto le indicazioni della maggioranza, ma le ha tradotte queste indicazioni in una sua filosofia, ognuno di quei voti sarebbe dovuto essere interpretato dall'assessore Masala anche come un voto contro di lui, cioè non avrebbe anche l'assessore Masala dovuto fingere indifferenza, ma avrebbe, al contrario, invece, dovuto prenderne atto.

Ora, l'ultimo voto, poi, il voto dell'ultimo articolo è un voto chiaramente riferito all'assessore Masala, è un voto che, in maniera più diretta, più immediata, più volte è rivolta nei confronti dell'Assessore della programmazione. Invece l'indifferenza da parte dell'Assessore e della Giunta regionale continua sebbene in altre occasioni l'Assessore avesse dichiarato che, contrariamente alle dichiarazioni rese dal Presidente Pili, se alcuni articoli di sostanza, fondanti, importanti per la finanziaria fossero caduti, avrebbe fatto le opportune riflessioni. Accade invece che riflessione non ve n'è alcuna, né in positivo, nel raccogliere le indicazioni che dai banchi dell'opposizione vengono, ma neanche dall'altra parte traendone eventualmente le debite conseguenze.

Vorrei dire all'assessore Masala, se fosse presente, che solitamente sono i padri che danno insegnamenti ai figli, perché i padri hanno di solito più responsabilità, perché i padri hanno più consapevolezza, perché i padri hanno più esperienza; in questo caso, invece, mi pare che il padre resti l'onorevole Pili, il Presidente della Giunta regionale, e che il figlio, assessore Masala, sebbene forse tentato, sebbene forse scosso, sebbene forse giustamente motivato, non riesca a raccogliere i propri sentimenti e resta succube dei sentimenti altrui.

Assessore Masala, sia lei, visto che altri non hanno la forza, la voglia, la capacità, gli intendimenti politici di farlo, sia lei a trarne le conclusioni, sia lei a fare gli opportuni ragionamenti, sia lei, per l'esperienza accumulata a svolgere un ruolo di padre e a suggerire che o si addiviene ad un momento di verifica, di raccordo, di disponibilità trasparente all'interno dell'Aula, oppure dia l'indirizzo di mandare a casa rassegnando le proprie dimissioni questa Giunta regionale che dopo 50-60-70 voti contrari, alcuni espressi in maniera segreta ma, voglio rammentare, altri espressi pure in maniera palese, non riesce invece a trovarne il coraggio.

Il coraggio invece va trovato, il coraggio va ricercato, è un atto di responsabilità, io credo, a questo punto in cui stanno le cose nei confronti dell'Aula, nei confronti dell'Istituzione ma soprattutto nei confronti della Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS (Rif. Sardi-U.D.R.). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, io sento il dovere di intervenire per riproporre in quest'Aula le cose che ho sovente detto in questo periodo. Riconfermo che a mio giudizio ci sono due modi di intendere e di praticare la politica, che io ho chiamato due culture, due mondi, senza offesa nei confronti di nessuno, perché non è che privilegio; io appartengo ad uno ma non disdegno l'altro nell'interpretare i bisogni della società, e anche trovare le soluzioni più appropriate per risolvere questi problemi.

Un modo, una cultura, un mondo fatto di progettualità e di obiettivi ma anche di metodi. Il metodo del dialogo, del confronto, della concertazione, dell'ascolto, delle scelte e delle decisioni condivise con tutti gli attori della società civile, gli attori dello sviluppo. Un'altra cultura fa prevalere il personalismo e la spettacolarizzazione della politica, il decisionismo monocratico, nel silenzio, nella solitudine delle scelte, la reticenza anche nei confronti degli interlocutori. Ed è la reticenza che qualche volta fa mancare al confronto un punto di riferimento; indebolisce l'azione di qualsiasi maggioranza, rinuncia agli approfondimenti, rifiuta di misurarsi col pensiero alternativo e qualche volta si rifugia negli slogan. Ipotizzare poi che un dissenso politico nel metodo e nella sostanza sia di per sé un fattore di destabilizzazione e di rottura, e non invece una ricerca di chiarezza e, se vogliamo, anche un contributo alla soluzione dei problemi significa alimentare e radicare preconcetti con alibi che io ritengo pretestuosi. Sarebbe come riproporre in chiave moderna l'antica e mai dimenticata favola del lupo e dell'agnello.

Quando un dissenso si manifesta bisogna prenderne atto, occorre andare alla fonte, verificarne le origini, capirne le ragioni, attivare il dialogo, coltivarlo, percorrerlo fino in fondo. E` chiaro che c'è un disagio crescente rispetto a chi in quest'Aula alimenta le divisioni, incita allo scontro, non riesce a trovare una sintesi tra la propria ideologia, il proprio pensiero e quello degli altri, e quindi non attua la Realpolitik. Lo scontro sui principi non può essere generalizzato; io sento parlare sempre di voto segreto come se qui fossero venuti a scoprire l'acqua calda! Ma, ragazzi, è una cosa che dura da cinquant'anni! Voto segreto sì, voto segreto no. Col voto segreto abbiamo risolto i problemi della Sardegna. Ieri in Parlamento venti volte si è votato col voto segreto, la maggioranza non è mai andata sotto.

Per due anni ho fatto il Presidente di questa Regione, abbiamo votato e la maggioranza è sempre stata compatta, non c'è stato un voto che sia andato dall'altra parte. Che significa? Ma perché ripercorrere questa strada? Ma perché continuare a ragionare di una cosa che non ha senso, che lascia in balia questa Assemblea di chi ritiene di essere venuto qui a trovare la ricetta magica per risolvere i problemi della Sardegna! Ma facciamo in modo che questa politica diventi adulta, perché non si può andare avanti così! Credo che male facciano anche i Gruppi politici a fare andare avanti in questo modo la massima Assemblea istituzionale della Sardegna.

Io lo so che quello che ha detto l'onorevole Gian Valerio Sanna è esatto, che è una situazione di scomodo, di disagio. Però, onorevole Gian Valerio Sanna, è una situazione di disagio da una parte e dall'altra, non soltanto dalla parte della maggioranza ma anche di chi sta all'opposizione; io ho fatto il capogruppo di una Democrazia Cristiana che aveva trentadue consiglieri regionali su ottanta, e ricordo benissimo che allora era tutto facile, facilissimo, bastava opporsi, forse lei faceva parte come me e come altri colleghi di quel partito, bastava che noi ci opponessimo a tutto e chiedessimo il contrario di tutto, eravamo in armonia perfetta. Quando si fa parte di una maggioranza non è così.

Allora questi disagi non possono essere disagi contingenti, devono essere casomai disagi politici che devono portare a rivedere una situazione.

Io devo dire onestamente che l'articolo che è stato bocciato non presuppone le dimissioni dell'Assessore della programmazione, perché è un articolo che io ho chiesto da tanto tempo; la Sardegna manca di progettualità e manca di progetti, e se c'è un articolo nella finanziaria, giusto, è l'articolo che è stato bocciato da questa Assemblea. Quindi non sta lì il problema. Evidentemente il problema sta nella finanziaria, in una finanziaria, che io credo, arrivati ad un mese è necessario, come diceva l'onorevole Cugini, trovare un'intesa per uscirne il più presto possibile, per non continuare a indicare questa tristezza che c'è nei volti della Sardegna che ci vede qui riuniti da tanto tempo senza approvare questo strumento.

E guardate, chi vi parlava sapete quanto ha contestato e contesta questa finanziaria, lo dirà nella dichiarazione di voto finale. E` chiaro che finita la finanziaria si apre un nuovo capitolo, un nuovo capitolo politico che interessa però prima di tutto la maggioranza; l'opposizione fa il suo dovere di dire "andatevene"; è chiaro che questo è un problema primo di tutto che riguarda la maggioranza politica che ha governato la Regione in questi tre anni. Io sono sicuro che la maggioranza politica saprà trarre anche da questa finanziaria i giusti pronunciamenti per stabilire che cosa fare da adesso alla prossima campagna elettorale, che poi è anche imminente, manca un anno, e quindi tutti quanti noi credo ci dobbiamo attrezzare per prepararci alle elezioni regionali.

Ma credo che oggi contestare questo fatto, che ci sia un'esigenza comunque di approvare in tempi stretti la finanziaria e il bilancio della Regione e trovare dove è possibile, io credo che le convergenze si possono trovare, altri colleghi stanno già lavorando, e credo che questo si possa realizzare anche in breve termine se da parte di tutti c'è la volontà di porre la parola fine a questa triste vicenda che ci ha portato ormai, nel mese di aprile, a continuare a discutere qualche volta anche del sesso degli angeli!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, io credo che siamo arrivati ad un momento delicato non solo del dibattito sulla finanziaria ma forse della vita politica istituzionale di questo Consiglio. Credo che l'intervento del collega Floris interpretasse dalla sua posizione questa delicatezza, e noi lo facciamo (l'ha fatto Gian Valerio Sanna, Spissu, Fadda, Cugini e gli altri) dal nostro punto di vista.

Mi pare che forse sfugge però all'assessore Masala la delicatezza di questo momento; quando l'Assessore chiude, dopo le vicende che abbiamo vissuto questi giorni, il suo intervento facendo una sorta di atto di orgoglio ci sembra che non percepisca la delicatezza della situazione, non di orgoglio ma di umiltà ci sarebbe bisogno e, soprattutto, ci sarebbe bisogno di un senso di responsabilità.

L'assessore Masala dice: "Io non sono stato sfiduciato in quest'Aula" chiedo non ai colleghi dell'opposizione, ma chiedo ai colleghi della maggioranza, chiedo all'onorevole Floris che da ultimo ha parlato, e che per molto meno ha tratto le conclusioni da un voto in quest'Aula, cosa dovrebbe fare un Consiglio per esprimere la sfiducia, per bocciare e stravolgere una manovra.

E` stata bocciata questa manovra decine di volte; è stata bocciata a scrutinio segreto e palese. La Giunta è stata lasciata sola a scrutinio palese dieci a cinquanta. Ma la volontà di una Assemblea, palese e segreta, in che modo si può esprimere in maniera più lampante, più vistosa, più concreta? Di che cosa ha bisogno e di che cosa ha bisogno l'onorevole Masala, il Presidente Pili per non farsi dire non da noi ma dalla società che si siete abbarbicati alle vostre poltrone, ai vostri disegni e alle vostre arroganze?

Lo dico con molta pacatezza, la finanziaria è stravolta da quest'Aula, non è più la vostra finanziaria, siete stati sfiduciati nella realtà dei fatti, nella dimensione della politica, l'Aula ha cambiato facendo uso della sua sovranità questa vostra linea. Voi non avete più una vostra politica, e la vostra politica e la finanziaria che sta andando in porto non è la vostra finanziaria. Ma ancora prima era stata bocciata dalle forse sociali, dagli enti locali, era stata bocciata dagli imprenditori, e il Consiglio a voto non solo segreto, ma a voto palese ha interpretato la voce degli imprenditori, ha interpretato la voce dei sindaci, degli enti locali, dei sindacati, ha dato cioè dignità istituzionale alla protesta e alla proposta sociale.

Ci sono persone in quest'Aula, ho citato prima il collega Floris, ma ce ne sono tante in quei banchi ed anche nella maggioranza, che vengono da un tempo in cui la politica aveva non solo la bussola del Regolamento e del Regolamento scritto, ma aveva la bussola della dignità e della responsabilità, forse in maniera eccessiva. Io ricordo giunte che si dimettevano per un solo voto di bocciatura, ma erano le giunte in cui viveva la politica, ed era la politica il senso dell'aggregazione e del progetto. Siccome voi non avete la cultura del governo, dell'aggregazione, del progetto non riuscite neppure ad interpretare quello che in quest'Aula sta succedendo, non riuscite ad interpretare, a dare dignità, a riconoscere senso politico al voto di quest'Aula, che è un voto ripetuto, non casuale, non è un incidente.

Io credo che l'onorevole Floris prima sottolineasse questo, quando diceva che non è tanto il voto sull'articolo 17, 16, che merita una riflessione e che merita le dimissioni, ma è la perdurante volontà di quest'Aula di dirvi che non è accettabile la vostra finanziaria, non è accettabile la vostra proposta, l'abbiamo bocciata noi perché l'hanno bocciata i sindacati e la società.

In questi mesi siete stati battuti, siete stati sconfessati dalla vostra stessa maggioranza, ma se non è questo un atto di sfiducia palese, esplicito, reiterato, manifesto, in che cosa dovrebbe consistere? In una mozione che si vota in maniera estemporanea?! Ma lasciamo andare! La maggioranza oggi è apparsa in quest'Aula allo sbando perché non c'è una maggioranza, perché potrete magari domani riaggregarvi su qualche assestamento, ma se aveste la coscienza e la dignità di dare senso e di rispettare la volontà di questa Istituzione e di quest'Aula voi ne trarreste le conseguenze, non perché ve lo dice Fadda, Spissu, Selis, Cugini, perché ve lo dice la vostra cultura politica prima di ogni altra cosa, che fa premio sulla vostra arroganza del potere! Allora recuperereste la dignità che secondo noi state miseramente disperdendo. Di fronte a queste cose voi continuate a dire "mostriamo i muscoli, votiamo!" Ma quali muscoli avete mostrato, se non la piccolezza del vostro disegno! Che cosa volete dimostrare con questo perdurante avvitamento alle vostre poltrone? Non avete più un progetto di legge finanziaria, non avete un programma, non avete una strategia finanziaria, c'è una maggioranza che costantemente si divide e che vi dà la sfiducia. Allora, non perché ve lo diciamo noi, ma perché in un sussulto di dignità e di responsabilità dovreste trarne le conseguenze e dovreste almeno in questo momento dimostrare quello che non avete dimostrato in tutti questi giorni, di essere un interlocutore politico che prendendo atto di questa volontà del Consiglio, che è lo specchio istituzionale della volontà delle forze sociali, propone, accetta le proposte che vi sono giunte anche oggi da quest'Aula di dire "concludiamo rapidamente la finanziaria" sulla base di rigore, che faccia pulizia delle spese e degli emendamenti che ancora rimangono in pista clientelari.

Accettiamo la proposta e la sfida della trasparenza ed accettiamo soprattutto la sfida dello sviluppo, che significa cioè investimenti per gli enti locali, investimenti per le imprese, investimenti per il lavoro e per i servizi. Ed allora in un sussulto di dignità finale, sapendo che non c'è futuro, non c'è prospettiva per una maggioranza che non sia in grado di rimettersi in discussione e magari di riproporsi ma su basi nuove, perché noi non ci candidiamo a sostituirvi in questa legislatura ma nella futura, e vi diciamo "sistemate i vostri guai interni perché non state penalizzando noi, state penalizzando la Sardegna, state penalizzando le istituzioni che occupate in maniera arrogante ed arbitraria" Allora accogliete le proposte, alte, che vengono da quest'Aula senza polemiche.

Noi non abbiamo interesse al conflitto per il conflitto, noi abbiamo una cultura di governo che ci fa privilegiare, rispetto ai nostri interessi di parte, gli interessi del Paese e della Sardegna, e su questi siamo in grado e siamo disposti a fare sacrifici. E il sacrificio è accettare un confronto sui problemi dello sviluppo, della trasparenza e del rigore e chiudere in tempi più brevi possibili questa finanziaria per dare un governo a questa Regione, per sbloccare la spesa che avete bloccato, la spesa degli esercizi provvisori, per rimettere in pista i processi e le procedure di programmazione, per rimettere cioè sui binari giusti un'attività di governo, che non potete essere voi, oggi, questa maggioranza così dissolta e dissoluta, ma eventualmente un'altra formula che facendo perno certo sui vostri numeri dia un governo diverso a questa Sardegna.

A noi questo non interessa, non interessano le vostre beghe, non interessano i vostri conflitti, non interessano i vostri giochi di potere. Ci interessa e ci preoccupa quando le vostre beghe, i vostri conflitti e i vostri giochi di potere penalizzano le istituzioni, bloccano il governo, mortificano le aspettative di sviluppo. Ecco perché vi offriamo di chiudere rapidamente sulle basi che abbiamo detto, sulle basi delle politiche di sviluppo, di trasparenza, di rigore, vi offriamo di chiudere sulle basi che abbiamo detto rapidamente, sulle basi delle politiche di sviluppo, di trasparenza, di rigore, del lavoro, delle imprese, degli enti locali, dei servizi sociali e culturali, di chiudere una finanziaria lasciando a voi e al vostro senso di responsabilità, quello che non avete dimostrato sinora, alla vostra dignità, se ancora ne avete, la libertà e la facoltà di interpretare il segnale che a è arrivato da quest'Aula e facendovi da parte, dare vita, se ci riuscite, se avete la cultura adeguata, i numeri, a una fase finale di questa legislatura che sinora avete mortificato, danneggiando la Regione e danneggiando le stesse speranze dei sardi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Assessore Masala, a parte il piacere e la curiosità di conoscere il suo segno zodiacale, che lei dice essere l'ariete, testardo, ma a volte la troppa testardaggine non può essere paragonata o equiparata all'intelligenza. E di intelligenza in questo momento, parlo di intelligenza politica, non ce n'è niente, perché quando la parola d'ordine è quella che ho sentito questo pomeriggio, e cioè "resistere, resistere, resistere", credo che si sia sbagliato certamente posto. Che questa sia la massima assise regionale non vi è dubbio, che qua non ci sia nessuna trincea, né tantomeno nessun assalto alla baionetta è altrettanto vero e che quindi non si possa il tutto trasformare in un qualcosa che per me comunque non ha nessun significato. Una cosa è certa, che state distruggendo l'istituto autonomistico. Lo si sta distruggendo a un punto tale che dall'inizio della discussione di questa finanziaria, per non partire da qualche fatto precedente, c'è una serie di fatti, di situazioni, di espressione di voto, palese e segreto, su un documento contabile che già dall'inizio della sua avventura ha ricevuto quante più critiche forse non ne hanno ricevuto i documenti contabili di questi ultimi dieci anni.

Non c'è stato un apprezzamento, non c'è stata una parola a favore fuori di quest'aula, ma devo dire che dalla testimonianza dei voti che in questi giorni si sono succeduti non ce n'è stata manco in quest'aula, a parte gli interventi d'obbligo - e io lo capisco - del ruolo che i colleghi della maggioranza giustamente devono rivestire, anche se fatto con grande fatica.

Questa finanziaria così com'è ridotta, come voi l'avete proposta e come l'Aula ve l'ha bocciata, non può dare prospettiva alcuna. I sardi non hanno da questa finanziaria niente da sperare; non hanno nessuna speranza, non hanno nessuna possibilità per guardare al futuro con un minimo di sviluppo che questo documento possa eventualmente creare, se no può apparire che la proposta del collega Cugini, condivisa dal collega Floris, ma anche dal collega Selis, possa apparire come un qualcosa che è nata da chissà quale discussione al nostro interno o quantomeno fra i colleghi che ho menzionato.

Io credo che arrivati a questo punto, perché l'Istituto autonomistico recuperi autorità, i sardi recuperino altrettanta speranza, è necessario un passaggio, che comunque dentro quest'Aula si è già verificato. Quindi, a buona memoria di chi l'ha vissuto, voglio ricordare la Giunta Ghinami. In quella occasione la Giunta Ghinami si dimise; il Consiglio, con la giusta autorevolezza e altrettanto senso di responsabilità fece, in pochissimo tempo, il bilancio tecnico rispondente alle esigenze della realtà che noi ci proponiamo di amministrare, chiuse immediatamente la storia del bilancio, fu fatta una nuova Giunta e quella maggioranza si incamminò verso il futuro.

Oggi io dico che altrettanto deve accadere qua dentro, che qui la prima cosa da fare è ritirare immediatamente questa pseudofinanziaria, un qualcosa ormai di illeggibile, di improponibile, che non può soddisfare noi, ma non può soddisfare neanche le aspettative dei sardi. Riscrivere un bilancio tecnico dipende dalle forze poche che qua sono rappresentate. Fare un bilancio tecnico non è cosa impossibile, non è cosa irrealizzabile, è un qualcosa che è già accaduto, che dà dignità a quest'Aula, a chi ci vive, a chi lavora, a chi con il consenso popolare a pieno titolo siede fra questi banchi. Dopodiché si faccia una nuova Giunta, fatevi una nuova Giunta, risolvetevi i problemi, però abbiamo l'obbligo, innanzitutto, di consegnare un bilancio, sia pur tecnico, ma comunque in grado di restare in piedi per le aspettative che ci sono al di fuori di quest'aula e poter proseguire il resto della legislatura con maggiore serenità. Dopodiché le maggioranze che volete, le giunte che volete, le riconferme che volete fatevele, ma non possiamo trasmettere al di fuori un bilancio senza senso, senza idee, senz'anima e quindi inutilizzabile, perché il danno sarebbe maggiore di quanto si possa pensare. Il danno sarebbe incalcolabile. Rileggetelo con attenzione, rileggiamolo tutti insieme.

Abbiamo chiesto tante e avete chiesto anche voi tante sospensioni; credo che una in più non guasti se è improntata alla risoluzione di un problema reale. Stiamo attenti, non è con gli accordi sugli i ultimi articoli che sono rimasti che si può risolvere il problema. Questo bilancio va riscritto, sia pure in forma tecnica, va riscritto per le aspettative che continuano a esistere e a sperare al di fuori di questo palazzo. Molte volte ci dimentichiamo che la vita è fuori di questo palazzo, non qua dentro. Qua dentro abbiamo la responsabilità che ci deriva dal ruolo che la gente ci ha dato; non pensiamo di mettere rattoppi, non pensiamo di trovare soluzioni del momento, la verità vera è che c'è un fallimento davanti agli occhi di tutti e non serve, assessore Masala, trincerarsi, barricarsi, dire che non se ne va perché il suo partito l'ha indicato, perché questa maggioranza l'ha indicato, e fa finta di non vedere che quest'Aula ancora oggi, dall'inizio della discussione di questa finanziaria l'ha bocciato. Ma non ha bocciato solo lei, che è l'attore principale della finanziaria, ha bocciato tutto il percorso fatto sino ad oggi in quest'aula; vi ha bocciato fuori dell'Aula, attraverso associazioni di categoria, sindacati, ma credo anche attraverso i semplici cittadini, che pure hanno diritto di esprimere il proprio pensiero al riguardo. Voi, incuranti, siete andati avanti con quella parola d'ordine che non vi aiuterà: "resistere, resistere, resistere", ma resistere a che cosa? Ma è forse un disonore dare le dimissioni? Forse è un disonore dire che è impossibile continuare come state facendo? Forse è un disonore abbassare le armi? Io credo proprio di no. Piuttosto che continuare a distruggere quel poco che è restato abbiate quel senso di responsabilità che non avete avuto sino ad oggi, trovate la forza di guardarvi negli occhi e di capire che quest'Aula non è solo vostra, non ve l'ha data nessuno, è una fase transitoria di un momento del vita politica di quest'Isola, che pure passerà.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Rif. Sardi-U.D.R.). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, soltanto qualche riflessione fatta in maniera sommessa, perché il momento non è certo quello dei proclami, non è certo quello delle grandi dichiarazioni di principio, ma è quello del ragionamento e della riflessione, anche sulla base dei numerosi interventi dei colleghi del centrosinistra che alla riflessione invitano. L'invito alla riflessione deve essere comunque accolto, il ragionamento deve essere comunque sviluppato e l'ipocrisia sarebbe massima se non si accettasse, anche da parte di chi all'interno di questa maggioranza sta a pieno titolo, l'invito al ragionamento e alla riflessione su quanto è successo e anche su ciò che dovrà succedere, che potrà succedere, anche perché da ciò che dovrà succedere e potrà succedere dipende poi non soltanto la sorte di questo Consiglio, ma soprattutto la sorte di questa legge finanziaria e degli ultimi quattordici mesi di questa legislatura. Va bene tutto, nel senso che nel gioco delle parti tra maggioranza e opposizione vanno bene tutte le cose che si sentite questa sera a commento del voto sull'articolo 16.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SANNA

(Segue VARGIU.) Ovviamente vanno bene tutti i ragionamenti fatti, sia quelli che sono stati fatti a difesa dell'operato della Giunta, sia quelli che sono stati fatti dalla opposizione a sostegno del fatto che quella che è minoranza nelle logiche consiliari diventa troppo spesso maggioranza nel voto, specialmente quando questo voto avviene a scrutinio segreto. Ma hanno ragione i colleghi della minoranza: il voto a scrutinio segreto, quando raggiunge un'ampiezza così come quella che è stato dato osservare in questi giorni, non è più l'espressione di un malessere limitato, ma è l'espressione di un malessere più generale, del quale non si può non tenere conto anche politicamente.

Però l'invito alla riflessione che è arrivato, e ha colto nel segno, verso questi banchi può essere anche rimandato verso i banchi del centrosinistra, nel senso che è evidente che lo scontro che noi stiamo registrando in questi giorni non è più uno scontro che avviene sulla finanziaria, quindi sulla necessità di migliorare in qualche modo la finanziaria, di adeguarla a quelle che sono state le richieste delle parti sociali. Io credo che l'assessore Masala, gliene voglio dare atto pubblicamente, abbia cercato con la massima onestà culturale, che normalmente lo contraddistingue, ed è un suo pregio, insieme ai difetti che ha, di venire incontro a quelle che sono state le esigenze complessive dell'Aula, esigenze complessive rappresentate sia dallo schieramento di maggioranza che da quello di opposizione. Credo che dallo schieramento di maggioranza siano venuti a più riprese, senz'altro dai banchi dei Riformatori, inviti a più riprese a trovare dei terreni di incontro, a trovare dei margini di ragionamento, a trovare delle indicazioni che potessero essere in qualche modo comuni che ci aiutassero a far andare la legge finanziaria in materia più spedita e a dare comune alla Sardegna uno strumento di spendita che è indispensabile nelle cose.

Siamo stati in qualche modo derisi, ci hanno chiamato "le colombe", poi hanno detto che le colombe venivano sparate anche nel mese di marzo a caccia chiusa, poi hanno detto che le colombe sarebbero state mangiate prima di Pasqua e che si sarebbero esaurite in termini non fisiologici e non naturali. Probabilmente è quello che è successo ed è per questo che oggi noi registriamo un passo indietro rispetto a quello che sembrava essere avvenuto nei giorni scorsi. Però io non credo che questa sparizione delle colombe, se così la vogliamo definire, sia un qualcosa di cui quest'Aula si possa in qualche modo gloriare, perché poi alla fine, colleghi, io l'ho sostenuto tante volte da questi banchi e ne sono fortemente convinto, non esistono responsabilità soltanto di maggioranza, esistono anche delle responsabilità che sono comunque consiliari, perché se voi, e lo fate ogni giorno, grazie a Dio per voi, perché altrimenti si morirebbe, uscite da quest'Aula e andate a parlare con la gente fuori da quest'Aula, voi rileverete lo stesso tipo di termometro che utilizziamo noi e verificherete come noi che in questo momento chi è in crisi di credibilità presso l'opinione pubblica sarda non è soltanto la maggioranza di centrodestra, che è sicuramente in crisi di credibilità, ma è soprattutto l'intera istituzione consiliare, perché la Sardegna delle alchimie e dei bizantinismi a cui noi ormai ci siamo abituati, che consideriamo pane quotidiano della nostra esistenza, per fortuna, non si è ancora abituata. Quindi tutto ciò che per noi sembra naturale, spieghiamo che è caduto l'emendamento per la Lega tumori perché è caduto l'emendamento che lo governava che era quello legato al comma 3 dell'articolo 15, a noi sembra che sia tutto regolare, che venga tutto compreso in maniera perfetta, che la gente abbia individuato responsabili, untori e unti. Forse non è così. Forse, se voi ci riflettete, questa sensazione che a noi sembra essere così chiara e così nitida non è altrettanto chiara e altrettanto nitida fuori da questo Consiglio, e forse oggi nel giudizio negativo sull'operato del Consiglio sono accomunate in questo momento maggioranza e minoranza, in un accomunamento che è una crisi di credibilità complessiva del sistema dell'alternanza, e noi crediamo nel sistema dell'alternanza, cioè noi crediamo che voi governerete dopo di noi, forse non speriamo che governiate subito dopo, nel senso che speriamo che sia lunga la fase di governo del centrodestra, però sappiamo che dopo la fase di governo di centrodestra ci deve essere quella del centrosinistra. Allora ci deve essere la percezione tra la gente di due progetti differenti che si contrappongono, ci deve essere la percezione che se non va bene questo progetto ce n'è pronto uno alternativo che può essere votato alle prossime elezioni o a quelle successive ancora. Oggi questa percezione non c'è, ve lo garantisco, nel senso che oggi, in questo momento, la sensazione è che l'istituzione consiliare, questa che voi chiamate, che noi chiamiamo la massima istituzione di rappresentanza del Consiglio regionale dei sardi non sia più funzionale a quelle che sono le esigenze complessive di modernizzazione, di progresso, di cambiamento della nostra terra. Ecco, questo è il problema più importante che noi abbiamo in questo momento.

Ma pensate a questa legge finanziaria, ma santo cielo! Siamo tre mesi in Aula, è arrivata il 4 di gennaio in quest'Aula e poi, prima di arrivare qua, ha fatto un altro passaggio di una certa lunghezza in Commissione. Siamo quattro mesi che discutiamo la legge finanziaria, resteremo un altro mese a discutere la legge finanziaria, perché l'unico spauracchio è quello del 30 aprile. Bene, ha senso tenere una legge per cinque mesi a occupare i lavori di questo Consiglio? E la legislazione ordinaria quando mai verrà fatta da questo Consiglio regionale? Quando mai ci occuperemo di leggi di settore? Quando avremo finito di fare questa legge finanziaria ce ne andremo a casa a riposo perché siamo esausti di stare dalle 10 alle 22 di ogni giorno a discutere sempre delle stesse cose senza mai riuscire ad arrivare a quella che è una conclusione, una soluzione, un punto di riferimento che possa essere riferimento per tutti, per noi di maggioranza, per voi di opposizione.

Questo non va bene. Se voi ci pensate, questa legge finanziaria, che è diventata una legge omnibus, all'interno della quale uno cerca di infilare tutto, perché è l'unico treno che passa e quindi qualunque carretto va comunque accodato ad esso, può essere tenuta in Aula non i quattro mesi che noi saremo rimasti, a dispetto del Regolamento consiliare, che in modo declaratorio dice 37 giorni complessivamente; questa legge finanziaria potrebbe rimanere in Aula sei mesi, otto mesi, due anni, nel senso che teoricamente qualunque consigliere può presentare migliaia di emendamenti a questa legge, può chiedere di discutere migliaia di emendamenti a questa legge, può inchiodare ciascuno di noi, fuori da Pasqua, fuori da Natale, fuori dalle proprie famiglie in quest'aula a discutere di legge finanziaria! Se questo succede significa che i normali rapporti tra maggioranza e opposizione non esistono più, che sono andati a farsi benedire, perché in qualsiasi democrazia dell'alternanza una maggioranza, per quanto sia scalcinata, ha diritto di governare e ha diritto di essere giudicata su quello che fa, anche di essere giudicata negativamente dall'elettorato, perché se la maggioranza fa delle cose che non sono condivise dall'elettorato viene cacciata via alle elezioni successive, ma deve poter governare. Oggi non può governare, non è messa in condizioni di governare. Questa istituzione consiliare non mette nelle condizioni di governare né noi né voi, nel senso che se voi foste al posto nostro con questo clima sareste nella stessa identica situazione in cui siamo noi. E allora per concludere, alla fine ha ragione l'onorevole Selis quando dice "Le responsabilità di questa legislatura sono vostre, godetevele nel bene e nel male". Bene, diamo questa idea anche agli elettori, diamo l'idea che se questa legislatura si conclude oggi o si conclude fra quattordici mesi, le responsabilità sono nostre e noi chiederemo agli elettori di giudicarci su quello che abbiamo fatto e su quello che non abbiamo fatto, e spiegheremo perché non l'abbiamo fatto, ma diamo la possibilità finalmente alla Regione Sardegna di avere la sua legge finanziaria, perché non ha senso che rimaniamo sino al 29 aprile ancora in questa sorta di guerra di trincea dell'Aula, dove facciamo come Penelope, un centro destra che fa una cosa di notte, una Penelope che è tutto il Consiglio, di giorno fa la tela e di notte la disfa, e ritorna al punto di partenza, con buona pace delle colombe.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, il dibattito che si sta sviluppando è per certi versi apprezzabile e per altri versi singolare. Vorrei partire da un piccolo raccontino, come capita a molti di noi, che sono dei pendolari che da quattro anni viaggiano tutte le settimane per rientrare alle proprie famiglie, ci è capitato di osservare non solo come avanzano i lavori della 131, ma anche nelle belle giornate di autunno e di primavera di vedere il paesaggio e la campagna della Sardegna come segue faticosamente i cicli delle stagioni, che non sempre purtroppo sono generose con i sardi. Tuttavia dall'inizio di questa legislatura mi ha colpito, nel periodo in cui l'enfasi berlusconiana approdava in Sardegna e preparava le truppe per la costruzione della conquista del Governo nazionale, mi è capitato di vedere, lo dico ai colleghi che transitano lì, lo vedranno, salendo da Cagliari verso Oristano, all'altezza del bivio di Uras, c'è un ovile, un ovile molto normale, dove spicca un pennone dove sventolava al vento, molto in alto e molto sproporzionato rispetto alla stessa dimensione dell'ovile, la bandiera di Forza Italia e della Casa delle Libertà. Ho detto "E` strano, l'associazione che si fa, evidentemente deve essere qualche grande tifoso". Tuttavia, nonostante questo pensiero un po' strano dell'associazione fra l'ovile e un'idea così paradossale rispetto alla condizione che l'ovile come luogo di lavoro nobile dei pastori rappresenta, ho continuato ad osservare, andando e venendo, questa bandiera sempre lì. Però il vento, che lì picchia forte, perché è molto esposto, in questi anni sta erodendo quella bandiera, la sta consumando, la sta sfilacciando, ed è arrivata ormai ad un punto che non si vede più neanche che bandiera era, solo chi l'ha conosciuta sa che era la bandiera della Casa delle Libertà. Recentemente, durante queste settimane in cui rientravo, dopo il comportamento della Giunta, di questa maggioranza, dicevo "Ma guarda, la maggioranza in Consiglio regionale è come quella bandiera, battuta dal vento sta continuando ad andare in dissoluzione". E` una rappresentazione costante, è come le stagioni, e noi l'accettiamo in quanto tale è la politica dei cicli. Però il paradosso e l'esempio mi è utile per dire, a proposito del richiamo fatto dal collega Floris, che io condivido; collega Floris, anche stare dalla parte sbagliata rispetto ad una cultura politica alla quale si riferisce alla fine produce gli effetti di quella bandiera, una cultura politica che si ispira a determinati valori, battuta dal vento che non concorre ad applicare, a gestire, ad esplicare insieme, con forza, quei valori rischia di essere sminuzzata nel tempo. La stessa cultura è disperdersi. E questo è un modo che in qualche modo sorprende questo altalenarsi fra coloro che dicono "non condividiamo la finanziaria, non ci piace" e in quel momento stanno esercitando le ragioni della propria rappresentanza, cioè quello che in assoluto è di più nobile nella funzione che noi abbiamo, e però poi si aggiunge "vogliamo che questa finanziaria si superi perché poi dobbiamo fare le nostre verifiche", cioè abbiamo accettato di anteporre le condizioni delle convenienze della politica, i suoi riti, i suoi esorcismi, prima della salvaguardia lineare, spontanea, conseguenziale di quelle che sono le fonti originarie della nostra ispirazione della nostra rappresentanza.

Io vorrei ricordare, credo che, se l'amico Falconi me lo consente, possiamo dire di una verità che ci siamo raccontati all'inizio del lavoro su questa finanziaria, quando abbiamo letto assieme a lui per la prima volta questa finanziaria e guardandola ci siamo detti con molta sincerità "Su questo testo che rappresenta un coagulo del nulla, con questa chiusura e con questa superbia, affonderanno sicuramente". Questo dicemmo allora, e credo che quando poi noi, un po' presi in giro, ci dicemmo all'inizio di questo dibattito "Attenti, perché il vento aiuta chi sa dove andare", ci avete fatto qualche ricamino. Ma così è stato. Il vento ha aiutato chi sapeva che l'unica direzione possibile intorno a questa finanziaria era quella di riscoprire le ragioni di una società che reclamava alcune risposte che non c'erano in quel testo.

Ed allora è giusto che la ricerca di quella trasparenza, è bene che ce lo diciamo fuori da ogni polemica, con molta lealtà, non è e non può essere ridotta ad una contrapposizione di metodo, Presidente Pili; la trasparenza posta da noi all'inizio di questo dibattito non era altro che la ricerca di ristabilire insieme le ragioni minime di una reciproca fiducia che potesse portare ad un confronto per realizzare un progetto credibile dell'ultima legge finanziaria di questa legislatura, l'unica vera ragione è questa. Che cosa ostacolava questo percorso? Che cosa ostacolava, nella cultura dell'assessore Masala, l'apertura ad un confronto? Che cosa nascondeva questa incomunicabilità, questa arroganza? Badate, c'è ormai un fatto che possiamo assecondare un po' tutti, e lo dico anche e soprattutto a quelli che continuano a dire dentro questo Consiglio ed anche fuori, dopo quello che si vede e dopo quello che si pratica, dicendo magari che si ispirano a valori del cattolicesimo democratico, qualche volta, c'è un fatto dentro questo pensiero unico dell'era Berlusconi noi dobbiamo chiarirci se chi sta dalla parte della maggioranza accetta e persevera, perché qui qualcuno dice di non accettare ma continua a gestire con questa filosofia questa cultura della condizione appropriativa delle istituzioni. Questa era una finanziaria, per come ci è stata presentata, che esplicava questo disegno. La dimostrazione contro tutti che questo pensiero unico di cui vi fate portatori nella pratica, perché non c'è una politica parlata ed una politica praticata; la politica deve continuare a essere intesa nella misura in cui percepiamo come viene patita dai sardi, non come la illustriamo noi, non come la dipingono gli organi di stampa, perché la politica è poi l'esito degli effetti che è capace di produrre, o meglio, dei non effetti. E quando osserviamo nella stampa, che non può essere indicata come stampa di parte, che le nuove povertà nell'area metropolitana di Cagliari stanno raggiungendo dei livelli incredibili al punto che qualche condizione familiare è molto simile a quelle drammatiche immagini che in questi giorni guardiamo nell'area degli scontri bellici, perché non c'è nulla, non c'è nulla, non c'è energia elettrica, non c'è acqua e non ci sono altre cose. Quando questi fenomeni avvengono e quando si sottraggono ai sardi quelle uniche armi che avevano consentito con fatica alla fine degli anni sessanta e settanta ad uscire o a tentare di uscire da una condizione atavica dove l'analfabetismo dilagante era una condizione che non consentiva il riscatto di gran parte del popolazione sarda, be', oggi di fronte a questa consapevolezza la sordità di una Regione nei confronti della chiusura delle scuole, della chiusura delle poste, della chiusura di tutto quello che aveva fatto e realizzato un principio di evoluzione non può essere risolta nella comodità, colleghi, della condizione acquisita di pseudo borghesia o di benessere nella quale noi ci troviamo, ma che altri non hanno mai conosciuto e forse mai conosceranno.

Di queste cose non si parla né nel merito della finanziaria né nel merito degli spot pubblicitari che vi fate tutto intorno. Arriveremo a questo, la politica non è pubblicità, caro Presidente Pili, e la sconfitta vera di questa concezione è proprio questa, voi avete criticato tanto Palomba, ma Palomba, al di là di tutto, ha dimostrato che quei valori fondamentali del rispetto reciproco e di anteporre il luogo e la dignità dell'istituzione nella quale sedeva prima dei suoi interessi personali e prima dei suoi tornaconti, l'ha dimostrato, avrà fatto degli errori, ma il tanto delle volte che voi siete andati al di sotto rappresenterebbe almeno quattro di quelle legislature che avete indicate come la colpa del centrosinistra e di Palomba.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Emanuele. Ne ha facoltà.

SANNA EMANUELE (D.S.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, se fossimo dei cinici o degli irresponsabili diremmo alla Giunta di andare avanti, di continuare rapidamente nell'esame e nelle votazioni sugli articoli che restano di questo simulacro di legge finanziaria, ed assisteremmo dai banchi dell'opposizione al precipizio definitivo di questa maggioranza sul fondo del baratro politico istituzionale in cui si è cacciata. Però noi non intendiamo assecondare questa china rovinosa, anche perché siamo in presenza di una situazione molto delicata. Io sono fra quei pochi colleghi, in questa Assemblea, in questa legislatura, che hanno una lunga esperienza istituzionale ed assembleare, e nella lunga storia di questa Assemblea questa sessione di bilancio resterà come, signor Presidente, una delle pagine più mortificanti della nostra esperienza autonomistica. Penso che anche voi siate consapevoli che anche voi siete all'epilogo e dovete sentire la responsabilità, Presidente Pili, di vivere questo epilogo senza provocare una lesione irreparabile della nostra autonomia regionale. La Giunta e il suo ostinato Presidente avevano già nei mesi scorsi, secondo me, piena consapevolezza che il passaggio in Aula sulla finanziaria sarebbe stato un banco di prova molto severo, forse un passaggio non solo duro ma persino insuperabile, e per questo il Presidente ha tentato in tutti i modi di eludere una resa dei conti con la sua coalizione, con la sua inaffidabile coalizione. La linea poco responsabile che lei, Presidente, e i suoi improvvidi consiglieri avete adottato è stata quella di prendere tempo, di chiudervi nella ridotta della pura sopravvivenza, di provocare una sostanziale paralisi del governo della Sardegna, dei suoi problemi, delle sue drammatiche emergenze. Così avete rinviato di tre mesi la presentazione in Consiglio della finanziaria, avete lasciato deliberatamente la Regione senza bilancio, siamo al quarto mese di esercizio neanche provvisorio, perché non è approvato neanche il bilancio provvisorio per il corrente mese, del tutto insensibili alle conseguenze catastrofiche che questo fatto determina sull'economia, sulla società sarda, sul sistema imprenditoriale e sociale che è vitalmente collegato alla finanza regionale. Vi siete chiusi nei mesi scorsi nei giochi di palazzo, avete cercato di mettere all'angolo le componenti più irrequiete della vostra coalizione. Oggi ho ascoltato con la consueta attenzione ma anche con molta preoccupazione, non posso nasconderlo, anche con una certa delusione, l'intervento del Presidente Floris; quando Floris vi ha sollecitato ad una verifica, avete risposto con la rappresaglia e con le minacce. Avete cercato di sedare i vostri insanabili conflitti in queste ultime settimane attribuendo ai vostri amici tutte le leve disponibili del sistema operativo e di sottogoverno della Regione. Avete prenotato, collega Vargiu, anche le Presidenze degli enti per i quali il Consiglio deve ancora approvare le leggi istitutive. Ma questa vostra ostinata battaglia di resistenza e di sopravvivenza si è comunque infranta, come si è potuto verificare in queste drammatiche settimane in Aula, si è infranta con la insostenibilità di una situazione politica che rende assolutamente ineludibile l'apertura formale della crisi, Presidente, e la conseguente ricerca di una soluzione che attraverso la volontà sovrana di quest'Aula, di questa Assemblea, non dei consiglieri esterni, ripristini la normalità della vita democratica nella massima istituzione rappresentativa della nostra comunità regionale.

La crisi è aperta, assessore Masala, è in atto da molti mesi, è stata certificata dallo scioglimento di questa maggioranza sugli atti più rilevanti che il Consiglio ha discusso e votato. La Commissione bilancio ha largamente riscritto la finanziaria, il Consiglio sta demolendo alcuni pilastri essenziali del provvedimento. Lei ha detto pochi minuti fa che su questo articolo c'era il consenso convinto e granitico della Giunta e della maggioranza, ma il voto, il verdetto, del Consiglio è stato chiaro, è stato impietoso. Noi stiamo operando a questo punto per limitare i danni e per ricostruire sulla sponda degli interessi superiori della comunità che tutti rappresentiamo. Vogliamo ricostruire nell'interesse della Sardegna e vogliamo evitare la progressiva e irreversibile delegittimazione del nostro istituto autonomistico, del nostro incompiuto e infelice Parlamento regionale.

Assessore Masala, io rispetto il suo travaglio, rispetto il suo stato d'animo, rispetto anche l'insensibilità e la disperazione degli sconfitti, però questa situazione, Presidente Pili, non è più sostenibile. So che oggi lei non sta molto bene neanche sul piano fisico e che si sta sottoponendo a questo calvario del confronto in Aula in una seduta particolarmente difficile e drammatica per lei e per la sua coalizione, però prenda la parola Presidente, se non lo fa stasera lo faccia domani mattina. Chieda di sospendere i lavori del Consiglio; noi le abbiamo proposto una via d'uscita, la Regione non può andare alla deriva con la sua coalizione, con la sua sorte personale, le abbiamo proposto di approvare rapidamente, in pochi giorni, in poche ore i capitoli e gli articoli che restano del bilancio raccogliendo non le nostre proposte ma le istanze che vengono anche dai principali referenti sociali della sua maggioranza e della sua coalizione.

Non le dobbiamo fare altri appelli, io mi sono personalmente arreso. Lei dimostri almeno in questo momento, Presidente Pili, che è capace di riaprire qualche canale di dialogo ed anche di limpida convergenza democratica nell'interesse popolare con l'insieme dei soggetti politici che compongono il sistema della nostra democrazia autonomistica. Se non lo farà, Presidente, noi non le rivolgeremo più appelli, la incalzeremo con le nostre idee, con le nostre denunce attraverso l'uso rigoroso degli strumenti del controllo che restano nelle mani dell'opposizione democratica. E lo faremo senza demolire il ruolo che i vertici istituzionali della Regione devono comunque assicurare e che andrà comunque ripristinato. Voi lo state travolgendo, ma noi lo rafforzeremo preparando un'alternativa alla china rovinosa che avete imboccato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Apprezzo molto il tono pacato e mi permetto di rompere il monologo delle opposizioni. Dico monologo perché si ripetono giustamente e legittimamente le critiche a questa maggioranza e a questa Giunta. Ma credo che sia giunto il momento di capire che al centoquindicesimo giorno della manovra finanziaria sia arrivato il momento di chiudere questo capitolo. Credo anche che è chiaro a tutti, è chiaro all'opposizione in modo particolare, che questa finanziaria va portata avanti fino alla fine, che questa, come abbiamo detto fin dall'inizio, non rappresenta per noi una finanziaria a cui dare valenza politica, nel senso che qualsiasi tipo di bocciatura, qualsiasi tipo di correzione alle quali fin dall'inizio abbiamo detto che avremmo partecipato, alle correzioni, non alle bocciature segrete, alle correzioni palesi, avremmo partecipato perché in questa fase, in questo momento è importante che la Sardegna abbia una finanziaria, una Sardegna totalmente nel suo sistema economico e sociale dipendente dalla finanziaria regionale. Ecco perché mi permetto di dire che questo è l'interesse della collettività.

Mi dispiace raccogliere e cogliere alcune contraddizioni; come si fa a parlare di interesse della collettività quando con l'unico interesse di parte, e quindi di coalizione, e quindi politico, si partecipa alla bocciatura di commi, emendamenti che interessano solo la collettività e non sicuramente le parti politiche. Come spiegare questo ai chemioterapici, come spiegare questo sull'articolo 3 quando si bocciano delle direttive di attuazione dei regolamenti comunitari? Come si fa a spiegare questo quando si bocciano alcune parti che sono di interesse collettivo e sicuramente non politico e di parte! Questo è sicuramente un richiamo a chi abusa, come ho già detto in passato, abusa di un legittimo potere, quello dell'utilizzo del voto segreto, legittimo, per carità. Col voto segreto nella storia della nostra nazione e della nostra regione si sono fatti, disfatti, governi e maggioranze. L'abuso è altra cosa; l'uso del voto segreto fa parte appunto, come è stato riportato anche oggi in quest'Aula, perché il governo nazionale è andato sotto in diverse occasioni stamani, ma anche a voto palese il governo nazionale è stato corretto in un corretto confronto politico di maggioranza e di ascolto nei confronti delle opposizioni.

Credo che le opposizioni esercitino e debbano esercitare la loro funzione principale, le loro funzioni principali, la funzione di controllo, la funzione di critica, la funzione di critica costruttiva. Mi sembra che però qui si eserciti soltanto la quarta e non opportuna funzione dell'opposizione, la funzione distruttiva sempre e comunque! Perché altrimenti non mi spiego, se non c'è solo l'interesse a distruggere, perché si va incontro alla proposta di bocciature o di emendamenti soppressivi di commi, articoli che poi vengono riproposti dalla stessa opposizione negli emendamenti! E questo è l'interesse della collettività.

Noi comunque faremo e porteremo fino alla fine avanti questa finanziaria, con le correzioni che fino ad oggi sono state fatte, quelle che abbiamo condiviso e quelle che non abbiamo condiviso, perché non abbiamo condiviso le correzioni segrete, ma condividiamo il confronto politico e le correzioni palesi.

Qual è il nostro progetto politico? Io vorrei sapere, e risponderò anche a questa affermazione fatta in quest'Aula, qual è il vostro progetto politico. E' quello forse richiamato anche stamani in alcuni interventi dei colleghi dell'opposizione di ricorrere anche eventualmente alle Procure, fortunatamente oggi sicuramente più obiettive e libere dalle pressioni politiche, per correggere azioni di governo regionale? E' questo il vostro progetto politico?

Già all'inizio di questa finanziaria, e nell'intervento sulla discussione generale, precisai alcune cose che mi permetterete di ricordare. Diciamo che la storia della nostra nazione e della nostra regione ha avuto momenti altissimi di democrazia, altri momenti dove essa è stata negata e altri ancora dove è stata nascosta. Si è voluto trasformare, e voi lo avete fatto, lo Stato da cattolico a laico, si è voluto privatizzare tutto il sistema pubblico, intendendo per privatizzazione lo smantellamento di uno Stato sociale solidale che oggi voi richiamate a favore della gestione affaristica dell'impresa pubblica, svenduta a pochi uomini vicini alla politica, gli stessi trasformatisi poi in uomini di governo.

Si è voluto distruggere quei valori e quei punti di riferimento del nostro sistema sociale non attraverso un leale confronto democratico, ma preferendo la via breve della calunnia, della menzogna, dell'accusa indiscriminata, condannando l'intero sistema democratico con un colpo di spugna, senza distinguere, utilizzando i boia dalle mani pulite. È questo il sistema democratico e il vostro progetto politico? Io non ho ancora sentito in tutta questa finanziaria qual è la vostra proposta politica. La nostra è sicuramente quella prima di tutto di cancellare la legge finanziaria che sta dimostrando oggi più di ieri l'inutilità della sua esistenza, i bilanci regionali siamo convinti vadano cambiati con leggi, disegni di legge e proposte di legge non passando per la via breve della finanziaria.

Il nostro progetto politico è di abbattere un sistema sbagliato e noi siamo frutto in quest'Aula, tutti noi, di un sistema sbagliato, di una legge elettorale sbagliata, di un Regolamento sbagliato che non ci consente di governare, ma che consente comunque e sempre alle posizioni di opporsi, legittimamente, che consente anche la formazione di maggioranze non esattamente volute dalle gente. Noi in questo sistema stiamo governando, in un sistema che abbiamo sicuramente ereditato, e non voglio fare critiche al passato, per il quale vado orgoglioso. Però noi in questo momento stiamo lavorando con quelle regole, con quel sistema sbagliato e nel nostro progetto politico c'è la correzione di questo sistema.

Non passa sicuramente per l'approvazione di una legge finanziaria il progetto politico e la correzione di un sistema che non funziona; uscire dall'assistenzialismo che più volte è richiamato in quest'Aula negli emendamenti, e non solo di una parte, quell'assistenzialismo che consente alla gente di non essere libera, di non essere intellettualmente libera. Si è fatto richiamo alla povera gente, ai poveri che aumentano, e non solo nelle periferie di Cagliari purtroppo, aumentano dappertutto ma quello è frutto di un anno, di due anni, di tre anni di governo? Si deve anche far riferimento comunque alla diminuzione del tasso di disoccupazione, all'aumento dell'occupazione, alle risorse idriche che finalmente, grazie a Dio, vedono o sono indirizzate verso una soluzione. Bisogna far riferimento a tutto perché è giusto che l'opposizione faccia opposizione, ma non solo con l'intento di distruggere.

Si è parlato anche del nostro richiamo alla cultura di governo, che qui confermo, la cultura di governo che è saper andare avanti con il proprio progetto politico, governando per tutti e non contro qualcuno o solo per qualcuno. Cultura di governo che non è abboccare al tranello del voto segreto, cultura di governo è saper seguire l'unità di partito e di Gruppo, cultura di governo è saper ascoltare, saper concertare e poi saper anche decidere in ogni caso, cultura di governo democratico è tendere alla libertà, non al governo, mi ripeto per l'ennesima volta, dei bisogni della gente o creando i bisogni per governare, cioè per tenere al guinzaglio la gente. Cultura di governo è per noi anche saper proporre alternative, costruire alternative. Non è sicuramente per noi cultura di governo quella del "tanto peggio, tanto meglio", così pagano solo i cittadini, non paghiamo noi e non è sicuramente un richiamo, per carità, non sono nelle condizioni di farlo o di insegnare qualcosa a qualcuno, alle opposizioni; è un richiamo a questo Consiglio a concertare, a continuare ad andare avanti dando alla Sardegna una finanziaria e smettiamola di ripeterci, di continuare a chiedere dimissioni che sicuramente auspico non ci saranno.

Dopo potremo fare i discorsi politici nell'interesse della collettività.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Signor Presidente, sarebbe fin troppo facile rispondere all'onorevole Capelli. Solo due osservazioni farò a questo proposito, una che riguarda il progetto.

Credo che in questi lunghi mesi di confronto politico sulla finanziaria anche i più distratti abbiano capito ed abbiano acquisito che le opposizioni ponevano quattro questioni fondamentali in questa finanziaria. Ponevano l'esigenza che il sostegno alle imprese non venisse meno e che in questo senso fossero confermate le risorse del 2002; che il sistema delle autonomie locali non venisse penalizzato dalla manovra di bilancio, che le politiche per il lavoro venissero salvaguardate e rafforzate, che il mondo del volontariato avesse le necessarie attenzioni. Questi quattro punti fondamentali sono stati alla base della nostra proposta, del nostro progetto di finanziaria, ma noi non possiamo avere un progetto di finanziaria perché noi non siamo maggioranza. E questa è l'altra osservazione che voglio fare, onorevole Capelli, l'ha richiamata lei, l'ha richiamata anche l'onorevole Floris e l'onorevole Vargiu questa questione. Certo, bisogna dare una finanziaria alla Regione, non c'è dubbio, però è inutile che si voglia ancora girare attorno alla questione del voto segreto, ancora ci si attarda a parlare di franchi tiratori. Ma quando ci sono 50-60 votazioni dove la maggioranza non c'è, ma ancora parliamo di franchi tiratori? Parliamo di una maggioranza che non c'è, che è stata battuta in modo palese e in modo segreto. Quindi è inutile continuare a prendersela con il Regolamento, non c'è una maggioranza, non c'è consenso attorno a questa Giunta, attorno a questa finanziaria. Questa è la verità vera! Di fronte a questa realtà c'è chi ancora, in questa maggioranza che non c'è, c'è chi ancora si vuole attardare a difendere un qualche cosa che non esiste e a voler scaricare sull'opposizione, pretendendo di dare lezioni all'opposizione su come deve svolgere la sua funzione democratica e istituzionale, pretendendo di scaricare sugli altri le proprie responsabilità. Spiegheremo a tutti i cittadini sardi perché la finanziaria è così com'è, e perché anche gli emendamenti dell'onorevole Capelli, molto numerosi, non si muovevano nella direzione di dare una legislazione di settore organica, seria e compiuta alla Regione sarda.

Le diremo tutte queste cose, però non voglio rinunciare in questa discussione che si sta svolgendo, dopo l'ennesima bocciatura politica, onorevole Pili e onorevole Masala, a fare anche qualche altra considerazione, perché non è soltanto la politica che è mancata in questa vicenda, è mancato anche il minimo di realismo politico. Perché una Giunta che non si rende conto di quello che può fare, di quello che può proporre in quest'Aula è una Giunta velleitaria, è una Giunta che non sa qual è la strada che deve percorrere, che può percorrere, qual è il ritmo del proprio cammino.

Io credo che queste bocciature, che sono il sale per la maggioranza, dovrebbero farla rinsavire, farle venire un po' di saggezza, io mi auguro che abbiano almeno questo senso, che servano almeno a questo.

Non è vero che abbiamo presentato soltanto emendamenti soppressivi; certo, certi emendamenti soppressivi sono salutari, andavano presentati, ma perché? Ma è accettabile che l'articolo 17 che contiene soltanto norme intruse sia mantenuto in finanziaria? Ma che cosa ha a che vedere con la finanziaria l'articolo 17? L'articolo 17 pretende di modificare la legge 35 sul patrimonio, questo tentativo c'è stato anche nella scorsa finanziaria, tentativo che ha avuto anche lo scorso anno una risposta che si meritava dal Consiglio, non è bastato l'anno scorso, quest'anno vengono riproposte norme di questa natura. Certo che anche questo articolo va bocciato; come è stato saggio bocciare l'articolo 16 perché non è rispettoso delle competenze e delle prerogative di questo Consiglio che ha, nelle sue funzioni, prima di tutto quella di programmare. Ma quali sono onorevole Pili, onorevole Masala gli obiettivi strategici che con l'articolo 16 si volevano perseguire? Non si fa menzione di questi obiettivi, non si sa, ma sono legati ai trasporti, all'energia, all'acqua. Ma di che cosa si parla quando si parla di obiettivi strategici? Ci avete chiesto di mettere a disposizione 48 miliardi per il prossimo triennio senza dirci che cosa volete fare! Onorevole Floris i progetti vanno bene, il parco progetti va bene, ma il Consiglio ha il diritto sacrosanto di sapere di quali progetti si tratta, questo è un punto ineludibile, questo è il motivo per il quale il Consiglio non solo l'opposizione, ma il Consiglio ha bocciato l'articolo 16. Non è accettabile chiedere deleghe in bianco. Certo che di fronte ad un atteggiamento di questo genere, onorevole Masala, è anche naturale e giusto che ci siano sospetti, che ci siano preoccupazioni, che, insomma, in assenza di trasparenza, in assenza di chiarezza anche i dubbi di questa natura sono leciti.

Insomma, io credo e voglio anche dirlo all'onorevole Oppi, vorrei che fosse in Aula perché le cose che l'onorevole Oppi ha detto, ripeto, vorrei che fosse in Aula perché vorrei che lui sentisse le cose che anch'io penso su questo suo modo di fare. Non mi è piaciuto affatto né il linguaggio per nulla parlamentare, tanto meno il modo, la forma e la sostanza delle cose che ha detto l'onorevole Oppi. Mi sembrava il padrone del vapore, sembrava che le risorse di cui lui, come Assessore, Assessore della Regione sarda, cioè una carica pubblica, che deve gestire risorse pubbliche, sembrava che invece fossero risorse sue private. E' una concezione padronale della politica che è inaccettabile. E quel modo di porsi sottende anche un atteggiamento di ricatto nei confronti dei consiglieri e di tutti. I consiglieri, onorevole Oppi, pongono giustamente le esigenze dei loro territori, e se pongono esigenze che non sono accettabili lei le respinga, però deve fare programmi anche lei, programmi trasparenti che questo Consiglio deve discutere e approvare. Non è con l'atteggiamento paternalistico che si affrontano i problemi; le risorse pubbliche si gestiscono in modo trasparente e in modo serio. Se poi, ripeto, ci sono cose che non vanno bene le dica, onorevole Oppi, però non è accettabile che qui tutto il Consiglio sia messo nello stesso sacco, dove tutto e il contrario di tutto siano uguali. Questo non è accettabile, io non lo accetto e lo voglio dire con estrema chiarezza.

Che fare comunque di questa finanziaria? Credo che la cosa più saggia sia che la maggioranza accolga le quattro proposte, che anche in apertura ho richiamato, avanzate dalle opposizioni in questi mesi e chiuda dignitosamente questa pagina che io definisco molto difficile, molto travagliata, ma per certi versi indecorosa per questa maggioranza, la chiuda rapidamente, apra la crisi formalmente, subito dopo l'approvazione della finanziaria si dimetta la Giunta e se la maggioranza esiste faccia un chiarimento serio, rapidamente, e se è capace e se sarà in grado di definire un progetto politico per chiudere positivamente questa legislatura, lo faccia; se non è in grado si sciolga questo Consiglio, si vada dalle elezioni anticipate. Io credo ne guadagneranno tutti, soprattutto i sardi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.

FALCONI (D.S). Signor Presidente, mi riporto anch'io, nel mio intervento, al precedente articolo e so bene che i voti già espressi possibilmente in quest'Aula non vanno neanche commentati; bisogna avere rispetto del voto espresso e andare avanti. Però è tanta e tale la valenza politica di ciò che è avvenuto non perché gliel'attribuiamo solo noi la valenza politica, assessore Masala, ma gliel'ha attribuita lei, gliel'ha attribuita oggi e non solo oggi. Poco fa, nella sua replica, ho visto un po' un ruggito di difesa che si aggrappa non alla politica, si aggrappa ai regolamenti, si aggrappa al Regolamento, come dire: "Se dovete espugnare questo fortino dotatevi di armi non convenzionali, perché con la normalità della politica non riuscirete a disfarlo, non riuscirete a cacciarci via."

Allora, prima di entrare nel merito di questo articolo, perché io voglio tornare a parlare del merito dell'articolo 17, voglio anch'io, assessore Masala, darle, nei limiti delle mie capacità e possibilità, anche qualche buon consiglio. Badi, questo è simile al precedente articolo della precedente finanziaria, tanto caro al presidente Pili, che prevedeva finanziamenti per progetti strategici ugualmente per l'accelerazione di grandi opere in Sardegna, che venne bocciato dalla precedente finanziaria. Questo rappresenta quel passato, lo slogan, il mettere da parte risorse per poi gestirle in un certo modo.

La cosa singolare che sta succedendo in questa finanziaria, assessore Masala, è che lei si sta ponendo in mezzo fra noi e il presidente Pili; me lo consenta, ma un po' sta parando i suoi fulmini. Se questo deve fare e se questo le piace fare continui pure, perché continueremo anche noi e, mi creda, noi continueremo in modo serio perché lei, sempre nella sua replica, ha parlato di politica del sospetto, quasi fosse proposta da noi questa politica del sospetto. Io rispondo di me stesso, ho sempre parlato con assoluta chiarezza, ho detto in libertà ciò che penso di qualsiasi tema; se poi lei le cose che io o i miei colleghi del centrosinistra le interpreta come politiche del sospetto e si sente sospettato, collega Masala, è uno suo problema, non nostro. Noi continueremo a parlare in libertà. Se questa nostra libertà lei la interpreta come politica del sospetto è un problema suo, esclusivamente suo.

Noi, invece, abbiamo proposto cose serie, anche poco fa, attraverso il Capogruppo, i Capigruppo, attraverso il segretario del partito. In ultimo il collega Alberto Sanna ha riproposto una cosa molto semplice e io le ripeto, Assessore, che non abbiamo chiesto cose personali, quattro punti: enti locali, lavoro (o se preferisce definirlo articolo 19 della legge 37), mondo delle imprese e mondo no profit o terzo settore. Questi quattro punti, che non sono questioncine personali, sono esattamente le stesse richieste che la società sarda vi ha fatto appena avete presentato questa finanziaria, e noi stiamo interpretando queste esigenze. Ecco quali sono i punti, i quattro punti, e questa finanziaria verrà salvata, ridisegnata ragionevolmente migliorata. Ma, a questo punto, sempre per parlare di punti, ne va aggiunto un altro: è chiaro che è ineludibile un ragionamento profondo, politico fra di voi; se avete davvero la capacità di finire questa legislatura vi dovete interrogare il giorno dopo la finanziaria, anzitutto dimettendovi, non aggrappandovi ai regolamenti, ma ragionando con la politica e per la politica. Io penso che si faccia un dovere verso questa Assemblea, ma soprattutto verso i sardi.

Come state gestendo voi, maggioranza, questo difficile momento? Perché lo viviamo anche noi come difficile momento. Ma ci sono, direi, tre categorie, tre filoni di vostro intervento che vengono a volte dalla Giunta, a volte dai colleghi della maggioranza. Alcuni, e sono i più numerosi, adesso anche quelli della Giunta, che si aggrappano al Regolamento. Ogni tanto ne arriva uno e invece di parlare di finanziaria parla di Regolamento. Quando parleremo di Regolamento chissà di che cosa parlerà! Sono sempre più numerosi questi, in ultimo lei, collega Masala. Poi ci sono le cosiddette provocazioni. Badate, forse saremo anche noi a volte eccessivi, ripetitivi, ai limiti del Regolamento nel prendere la parola, ma almeno io cerco, nei limiti del possibile, di non provocare ma di ragionare con l'antagonista politico. Io cerco di ragionare, ma vi sono, onestamente, alcuni interventi, come quelli che abbiamo sentito dal collega Oppi o molti dal collega Balletto che sono della categoria delle provocazioni, e sono fatte dai cosiddetti "falchi" (io mi annovero, nonostante il mio cognome, fra le colombe). In ultimo ci sono quelli che, come lei, collega Masala, fanno i parafulmini della maggioranza, difendendola a oltranza senza però entrare nel merito dall'articolato. Badate, così non si va da nessuna parte, perché se noi proviamo a rientrare nel merito di questo capitolo quinto, delle disposizioni diverse contenute nell'articolo 17 che stiamo discutendo, dove si parla di patrimonio, ci stavamo dimenticando che questa è la discussione generale di un articolo che riguarda il patrimonio, noi non abbiamo presentato degli emendamenti soppressivi parziali o soppressivi totali dell'articolo perché dovevamo fare ostruzione e prevedevamo questa ostruzione. No, Assessore, no colleghi del centrodestra o collega Balletto, che è autore di questa teoria, quello che sto dicendo è del "Balletto pensiero". Non è così, non condividiamo nel merito questo articolo, perché è un approccio sbagliato, perché invece di andare a un decentramento vero, che vi è imposto anche da norme costituzionali, state andando a riaccentrare le competenze negli Assessorati regionali. Invece di sciogliere gli enti, perché questo vi eravate prefissati di fare con le vostre dichiarazioni programmatiche, con la vostra campagna elettorale, no, i beni degli enti ridiventano beni degli Assessorati e non aggiungete che cosa volete farne.

Noi abbiamo un approccio diverso, noi questi enti li vogliamo sciogliere, come voi, il più possibile, voi questo non lo dite più, e vogliamo trasferire le competenze e i beni ai comuni, alle autonomie locali, a quel sistema che può gestirlo sicuramente meglio rispetto a come è stato gestito il patrimonio degli enti. E di questo dovevamo parlare in quest'articolo, non ne abbiamo parlato, torneremo più in là e ne parleremo ed entreremo nel merito, ma non perché dobbiamo cancellare e incornare tutto quanto. No, lo vogliamo migliorare, però lo miglioriamo con un approccio sicuramente diverso rispetto a quello che avete dato voi. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Murgia. Ne ha facoltà.

MURGIA (A.N.) Signor Presidente, colleghi, innanzitutto comincerò col dire che ho apprezzato le parole della collega amico e Assessore della programmazione, l'onorevole Masala, le ho apprezzate anche perché le ho trovate piene di intelligenza politica, le ho apprezzate anche perché noi riteniamo, e in questo sono d'accordo con il collega Falconi, che egli non debba fare da parafulmine per la maggioranza e per tutti i voti segreti che sono andati male per il centrodestra.

Prima, discutendo con alcuni giornalisti, ho anche detto che il mio Gruppo, ed io personalmente, non avrei partecipato fino al termine della manovra finanziaria ad alcuna riunione di carattere politico, a meno che queste riunioni non riguardassero il merito della finanziaria. Dico questo perché in questa fase, a mio modo di vedere, c'è ben poco da discutere se non entrare e percorrere quel solito sentiero stucchevole che ci vede spesso e volentieri protagonisti nemmeno troppo convinti.

Noi riteniamo che alcuni, ritenendo di affossare la finanziaria, ritenevano comunque di fare un favore alla maggioranza, a una prossima maggioranza ventura, futura e futuribile. Oggi invece ci troviamo di fronte a un altro scenario, che è quello di aver tirato e stirato troppo la tela della finanziaria e di aver ottenuto pochissimi risultati, perché a nostro modo di vedere abbiamo, per usare un termine corrente moderno, stressato troppo una manovra finanziaria che invece aveva ed ha moltissimi punti positivi. L'abbiamo talmente stressata che abbiamo addirittura ingigantito dei problemi che probabilmente nemmeno esistevano, ma comunque, e questo problema riguarda certamente il centrodestra, buttare giù, distruggere gli articoli della finanziaria non significa colpire l'uno o l'altro, significa colpire innanzitutto sé stessi e colpire tutti indistintamente. E sotto questo aspetto voglio anche dire che non credo che vi siano buoni e cattivi, non credo che vi siano alcuni che tendenzialmente sono più portati al voto segreto rispetto ad altri, cioè le colpe sono di tutti.

Noi abbiamo detto anche un'altra cosa in tutte queste discussioni, abbiamo detto che volevamo approvare quella che per noi era una buona finanziaria, avevamo detto che doveva essere approvata in pochissimo tempo perché volevamo aprire quella sacrosanta fase di rifondazione della nostra coalizione impiegando il minor tempo possibile. E quando si parla di rifondazione di questa coalizione avevamo provato a indicare anche nel dibattito di apertura della finanziaria alcuni temi che secondo la destra potevano essere caratterizzanti per noi, e cioè occuparsi del tema della devolution o del federalismo solidale, il tema della insularità, la partita con lo Stato sulle entrate, e l'avevamo anche detto chiaramente, cercando convergenze anche dentro quest'Aula, e dicendo anche un'altra cosa da uomini di destra e proponendolo anche a tutti gli altri esponenti della coalizione, avevamo detto che volevamo, con la coalizione, riaprire un rapporto con la società civile organizzata. Ecco perché eravamo fiduciosi nella intelligenza di quasi tutti per poter aprire una grande fase nuova e diversa.

Noi, e qua credo che in qualche modo, se volessimo ragionare pacatamente, qualche colpa anche il centrosinistra ce l'ha. Io capisco benissimo che la sinistra, il centrosinistra, gli esponenti di tutti Gruppi facciano una cosa che è semplice, cioè dare addosso alla Giunta a volte dal loro e dal vostro punto di vista giustamente, ma anche per coprire qualche magagna interna. Però quello che emerge, colleghi del centrosinistra, è il fatto che tutti noi dentro quest'Aula ci muoviamo in un sistema senza regole.

Quando ascolto il collega coordinatore regionale del più grande partito della sinistra italiana, l'onorevole Cugini, non riesco a capire quale sia in realtà la sua proposta, se non una proposta generica di inciucio. Perché dico questo? Lo dico seriamente e politicamente, una volta tanto vorrei che questo tipo di discussione, non è il problema della stima mia personale o nostra per il collega Cugini, secondo noi vi sono più soggetti nel campo del centrosinistra che parlano, che hanno opinioni diverse, che hanno un'idea diversa di come arrivare a un rapporto con noi, cioè con il centrodestra. Ci sono anche più sinistre che parlano; c'è la sinistra del collega Cugini che ammicca in maniera più o meno chiara, più o meno alla luce del sole, a spezzoni di centro, agli spezzoni dei colleghi della UDC e all'amico e collega Mario Floris. E' un canovaccio che noi continuiamo a vedere. Vi sono altri spezzoni della sinistra, io non so collega Cugini se questi siano cofferatiani o meno, questo lo sapete bene solo voi, che certamente hanno delle altre ipotesi. Ci sono anche, credo, nel campo della Margherita sensibilità diverse rispetto alla sinistra. Allora noi tutti siamo dentro un meccanismo perverso e credo che gli esponenti di una sinistra riformista abbiano anche il dovere di porsi, di chiedersi di quali nuove regole dobbiamo dotarci, perché, in ultima analisi, lo spettacolo che stiamo dando all'esterno certamente riguarderà chi governa, ed è giusto che sia così in un sistema di bipolarismo moderno, ma riguarda comunque tutta l'Aula, perché emerge anche l'assenza di un progetto alternativo.

Noi pensiamo che questa finanziaria debba essere conclusa con il minor tempo possibile, pensiamo che il tema del voto segreto non possa essere abbandonato perché se voi doveste governare prima o poi, noi speriamo il più tardi possibile, anche voi potreste trovarvi vittima di un sistema non più moderno, di un sistema ormai vecchio, vetusto, che impedisce seriamente la governabilità.

Dico anche ai colleghi del centrodestra, se vogliamo affrontare una riflessione pacata si sappia che ormai non è solo un problema di pazienza, è proprio un problema che riguarda la coalizione nel suo insieme; il tempo sta scadendo e se noi continuiamo a bistrattare la finanziaria, tutto quello che avverrà dopo la finanziaria non sarà esattamente come farsi una passeggiata in un giardino fiorito, non sarà esattamente correre tranquillamente verso le elezioni del 2004. Dico questo perché alternative a questa Giunta io francamente non è che non ne veda, ancora non le ho intuite, non le ho capite, perché è chiaro che Alleanza Nazionale lavorerà solamente nel solco del bipolarismo, lavorerà per rafforzare una coalizione dove la destra sia forte e che tutte quelle ipotesi più o meno spurie non vedranno la nostra partecipazione. Questo deve essere chiaro per tutti, che quello a cui noi miriamo si chiama bipolarismo e quindi competizione sana tra due poli, uno di centrodestra e uno di centrosinistra, e anche dentro il centrodestra possono starci tranquillamente tutte le ipotesi più o meno sardiste, più o meno nazionalitarie, più o meno bagnate…

PRESIDENTE. Concluda onorevole Murgia.

MURGIA (A.N.). Sto per concludere, la ringrazio Presidente. Questo per dire che la nostra idea di politica, del confronto serio fra due poli non può essere modificata in nessuna maniera e che certamente non sarà la distruzione della finanziaria e nessun'altra distruzione che ci farà spostare di un millimetro dalle cose in cui crediamo.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Murgia. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Signor Presidente e cari colleghi, in verità è incomprensibile come si possa ignorare la realtà che stiamo vivendo. Io sinceramente non capisco perché dalla maggioranza non sia venuta una richiesta di sospendere i lavori dopo il voto sull'articolo 16 perché si aprisse all'interno della maggioranza una riflessione rispetto a quelle indicazioni che sono state date dai primi interventi dei nostri colleghi, Spissu, Sanna e anche Cugini. Si vuole invece ignorare quello che è avvenuto nonostante il valore del voto sull'articolo 16, valenza politica che gli è stata data dall'intervista e dall'intervento dell'assessore Masala. Una maggioranza ha il diritto di governare, ha detto Vargiu, l'Assessore diceva, anzi, ha il dovere di governare, "rimango" come senso di dovere, senso di responsabilità, qui, ma una maggioranza; ciò che si ignora e che si sta ignorando è che una maggioranza qui non c'è, c'è una ex maggioranza che si è sfaldata nel tempo e che dà un'immagine di sé così negativa qui e fuori di qui, di cui personalmente non riesco a capire perché non se ne prenda atto. Dov'è la maggioranza? Ogni voto che è avvenuto in quest'Aula più si è caricato di valenza politica, più è stato negativo per l'ex maggioranza. Questo non si è capito e non l'ha neppure capito il collega Oppi che stamane nel suo intervento sembrava dire "Come, anche a me?" Mi ricordava, lo faccio solo così, a battuta, quella barzelletta di quella bambina che diceva "Mamma, si picchiano! Mamma, si picchiano a noi!", nel senso che fino a quando non si è arrivati alla sanità, cade un articolo, cade un altro articolo, cade un comma, cade un altro comma, tutto sembrava... poi dice "Come, anche a me? Sì, anche alla sanità, anche agli altri articoli, anche agli altri commi, perché maggioranza non ce n'è e se ne dovrebbe prendere atto, non c'era nel voto, né nel voto sull'articolo 15, io dico neanche nel voto sull'articolo 8, seppure qualcosa in più di personale ci poteva essere, nulla di personale ha interessato i settori tutti ed ha interessato tutti gli Assessorati, interesserà forse, se non si riesce a trovare un accordo, un punto di incontro, domani l'Assessorato dell'urbanistica e quindi l'assessore Biancareddu e forse dopodomani l'assessore Pani. Quello che ha evidenziato il voto è che in quest'Aula non c'è una maggioranza, allora quando una maggioranza non c'è deve prenderne atto, e come ho detto anche in altre occasioni, come abbiamo detto più volte, la Giunta che è senza maggioranza è una Giunta abusiva, ha il dovere istituzionale di prendere atto che non c'è una maggioranza e di aprire una crisi e di proporre all'Aula un percorso di discussione su questa crisi, quel percorso che è stato oggi avanzato dai colleghi, bene chiudiamo rapidamente la finanziaria, rispondiamo a quelle esigenze che noi abbiamo posto e che pone la società sarda a quest'Aula con grande senso di responsabilità e poi si apre la crisi.

Questo è il senso di responsabilità che abbiamo, non perché siamo convinti, come diceva il collega Vargiu, che il giudizio esterno accomuna maggioranza e minoranza, cioè tra chi ha l'obbligo, il dovere di governare e non è in grado di governare e di garantire al suo governo una maggioranza e chi fa una battaglia in quest'Aula per migliorare quella manovra finanziaria rappresentando interessi, che sono gli interessi diffusi che abbiamo sentito in tutte le occasioni che abbiamo incontrato le forze sociali e le istituzioni. Lo facciamo con grande senso di responsabilità perché vogliamo rispondere a quelle esigenze che abbiamo più volte voluto rappresentare in questi mesi di discussione, che sono esigenze di riportare le risorse al piano del lavoro, che sono esigenze di riportare le risorse verso i livelli istituzionali, provincia e comune, che sono quelli di affrontare una discussione pacata sull'articolo 19 per quanto riguarda le politiche dell'ambiente, che sono quelli di rispondere ad un'esigenza di portare risorse e nuove norme per quanto riguarda il no profit.

Questo abbiamo proposto, ed una ex maggioranza che prende atto del voto avvenuto sull'articolo 16 avrebbe, dopo questo intervento dei nostri colleghi che hanno indicato un percorso di discussione di apertura della crisi "Bene, in due giorni approviamo la finanziaria, mettiamo le risorse in quegli articoli sui quali dall'inizio della finanziaria vi stiamo chiedendo che occorre fare una modifica e poi apriamo una crisi e si discute un percorso"; avete risposto con insulti, con qualche intervento così da barcadero, come quello del collega Capelli, con altri riferimenti al Regolamento e non certamente con un percorso politico. Poi aggiungo, nessuno di noi si illude che i 41 voti che hanno sancito la caduta dell'articolo 16 rappresentano una nuova maggioranza. L'intervento del collega Floris, se vogliamo su questo ci è stato anche d'aiuto, noi siamo coscienti che dietro ai 41 voti c'è un progetto politico che è nostro, che si propone di essere alternativo al centrodestra, lo si propone nel prossimo appuntamento elettorale, fosse quest'anno ancora meglio, ripeto, quella che è una minaccia sarebbe una terapia giusta, lo scioglimento, o si propone di presentarsi alternativo a voi e a questo sfascio l'anno prossimo. Noi siamo coscienti che in quel voto c'è questo e c'è anche chi coglie il momento per manifestare il suo dissenso, il suo malessere e magari giocare anche la carta di avere un peso politico superiore adesso e nel prossimo appuntamento elettorale dentro quello schieramento.

Noi siamo coscienti che ci può essere anche questo. Ecco perché ribadiamo anche oggi che non c'è da parte nostra, nel momento in cui si chiede che venga aperta la crisi, perché di crisi si tratta - non è ufficializzata ma di crisi si tratta - maggioranza non ce n'è, e si riporti in Aula la discussione. Noi non siamo, e allo stesso tempo diciamo che è così come abbiamo detto in questi mesi, che non siamo di certo disponibili a pasticci o a soluzioni pasticciate che creano soluzioni che noi, invece, da questo punto di vista non condividiamo. Occorre prenderne atto e sarebbe utile che di questo se ne prendesse atto già da oggi chiedendo, e ribadisco quello che è stato chiesto, una sospensione nella prosecuzione dei lavori, chiedendo e valutando una disponibilità a trovare un punto di incontro su quelle cose sulle quali noi da mesi battiamo, articolo 18, piano del lavoro ed enti locali, portando rapidamente all'approvazione della finanziaria e facendo, questo sì, con un senso di responsabilità, gli interessi della Sardegna, e poi aprendo una crisi qui in Aula, ufficiale, prendendo atto di una situazione che è agli occhi di tutti, che rappresenta una difficoltà nella maggioranza, tra i gruppi e l'altro e aggiungo anche all'interno di ogni singolo gruppo come evidenzia il voto anche quando si va a voto palese, che c'è una situazione di difficoltà anche all'interno dei singoli partiti e dei singoli gruppi. Quindi è una situazione che non può più essere tollerata da nessuno ed io penso neanche da voi.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Marrocu. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Penso che sia inutile negare che attraversiamo una fase contraddittoria e difficile che per ciò stesso merita riflessioni meditate piuttosto che frettolosi giudizi liquidatori. Vedete, colleghi del centrosinistra, se la soluzione dei problemi della supposta inadeguatezza della manovra finanziaria e di bilancio come voi sostenete, o se i problemi tutti interni alla maggioranza potessero trovare soluzione con le dimissioni dell'Assessore della programmazione, Italo Masala, o di un altro dei dodici Assessori, una maggioranza che ancora ritengo essere degna di questo nome avrebbe essa stessa chiesto le dimissioni dell'assessore Masala o di qualunque altro Assessore, se la soluzione, ripeto, passasse appunto attraverso il far fuori uno degli Assessori della Giunta. Ma il problema è molto più complesso, voi ne comprendete la portata, vi sono problemi di carattere generale innanzitutto, perché noi continuiamo ad operare in un sistema ingessato, sistema nel quale, penso, come è successo nella scorsa legislatura, neppure una Giunta di santi e di eroi, neppure un Presidente o Assessori dotati della pazienza del mitico Giobbe, riuscirebbero dopo un certo periodo a reggere e soprattutto a governare con la serenità che logicamente l'operazione Governo impone e richiede. Allora, vedete, qual è innanzitutto il rischio che io pavento? E` innanzitutto che noi rischiamo proprio - scusate il bisticcio, il ripetersi delle parole - ma rischiamo davvero di far tornare quell'antipolitica che tutti noi si pensava di aver lasciato ormai come ricordo del passato. Stiamo rischiando tutti, maggioranza ed opposizione, di far rientrare prepotentemente coloro che strumentalmente hanno sostenuto la delegittimazione della politica, salvo poi accorgersi quanto pericolosamente improduttiva sia la strada dell'antipolitica se perseguita sino in fondo. Allora, ecco perché un invito, un invito che formulo innanzitutto a me stesso, al mio Gruppo, che, davvero sommessamente, rivolgo innanzitutto ai colleghi della maggioranza ma che estendo anche ai colleghi dell'opposizione, penso che sia necessario il ritorno alla politica, alle sue logiche e cioè dove la mediazione, la gestione dei conflitti, la scelta tra opzioni non compatibili deve diventare nuovamente il perno anche dello scontro tra maggioranza e opposizione. Vedete, lo scontro politico, anche quando è acceso, è duro, è il segno reale di una contrapposizione tra visioni diverse e diverse strategie di concepire le soluzioni e le opzioni politiche. Penso che bisogna ripristinare innanzitutto e richiamarci tutti a questo senso alto e nobile perché altrimenti rischiamo veramente di rendere ancora improduttivo per azione, per responsabilità colpevole nostra, ciò che già gli strumenti di questo Consiglio, come è stato richiamato il Regolamento, la necessità di ammodernizzare anche il sistema istituzionale, tutto langue e su tutto c'è un giudizio, a mio avviso, dell'opinione pubblica che poi, badate, poca distinzione fa tra maggioranza ed opposizione ed anche perché le regole istituzionali, le regole fondamentali che presiedono anche allo svolgimento dei compiti assembleari non hanno colorazioni di sorta. Allora ecco perché, colleghi, mi rivolgo soprattutto ai colleghi della maggioranza, noi abbiamo assistito in occasione dell'esame della finanziaria ad una sequenza davvero impressionante, lo dico io stesso di bocciature di emendamenti, bocciature di norme, proposte da consiglieri della maggioranza, da Gruppi della maggioranza, da Assessori, dalla Giunta regionale nel suo complesso. Una bocciatura impressionante alla quale bocciatura io non voglio dare certamente il mero significato di bocciatura tecnica, perché saremmo degli ipocriti, ma non voglio neanche dare però tutto quel peso politico che si vuole fare ricollegare, non per questo minimizzare i problemi che ci sono e che esistono all'interno della maggioranza. Penso che noi siamo veramente arrivati ad un bivio, perché, vedete, penso che il consenso più efficace per una maggioranza, nasca da una convinzione morale, da una condivisione di valori, o ci sono o non ci sono. L'unità è un valore ed era il valore fondante di questa maggioranza, l'unità che rappresenta appunto il valore fondante al di là dei personalismi, sopra gli interessi personali, oltre la umana ed anche comprensibile ma a volte nociva vocazione al protagonismo ed all'occupazione solitaria della scena. Diceva Epicuro: "E` sciocco chiedere agli Dei ciò che possiamo procurarci da soli.". Questo è l'interrogativo che pongo a me stesso ma che pongo ai colleghi della maggioranza: "Siamo ancora in grado di procurarci da soli e quindi di continuare a fare questo tratto di legislatura insieme, come maggioranza?" Ecco, allora su questo, colleghi della maggioranza, penso sia veramente arrivato il tempo delle scelte.

Noi dobbiamo chiudere questa finanziaria e la dobbiamo chiudere nella contrapposizione anche che finora ha animato il dibattito; la dobbiamo chiudere recuperando anche nel confronto alla luce del sole, su quegli aspetti come il tema del lavoro, come il tema delle risorse agli enti locali, temi sui quali, penso non siano assolutamente distanti le proposte di questa maggioranza rispetto ad alcune ipotesi che sono pervenute, che ho colto dai banchi anche dell'opposizione.

Penso che già domani mattina su questi temi noi possiamo e dobbiamo trovare subito una soluzione a questi problemi; ma la soluzione di questi problemi non passa attraverso le dimissioni di un Assessore. Penso che noi dovremmo chiudere subito la finanziaria, certo è che per quanto riguarda Forza Italia noi non siamo certamente disposti a continuare a navigare a vista, ma pretendiamo, chiediamo, assumeremo l'iniziativa subito dopo la finanziaria proprio perché riteniamo che vi siano ancora i margini per il rilancio di questa maggioranza e di questa coalizione, ma nella chiarezza! Non si sta - a dispetto dei santi - Forza Italia è convinta che possiamo superare questo momento difficile ma, come partito di maggioranza relativa, non possiamo continuare a subire azioni irresponsabili che, come hanno contrassegnato alcune votazioni in particolare su alcuni articoli, come l'articolo 16, non è più disposta a tollerare.

Si assumano la responsabilità coloro che da queste azioni, che non esito a dire vergognose, da queste azioni fanno dipendere l'esistenza stessa e le condizioni del permanere di una maggioranza che si era candidata a fare ben altre cose nell'interesse dei sardi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.

MORITTU (D.S.). Signor Presidente, ho ascoltato gli interventi - pochi per la verità - provenienti dal banco della maggioranza, in particolare mi riferisco all'intervento fatto dall'onorevole Murgia e per ultimo dall'onorevole Pittalis; l'onorevole Murgia come al suo solito, cerca da un lato di fare una difesa strenua di una maggioranza che ahimè lo riconosce per ultimo adesso, l'onorevole Pittalis, non c'è, comunque non c'è più.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Sono qui.

MARROCU(D.S.). Non c'è la maggioranza.

MORITTU (D.S.). Non c'è più la maggioranza - intendevo - dall'altro ammonisce e quasi implora la sua maggioranza richiamandola ai principi di un supposto sano bipolarismo. Capisco naturalmente i timori di A.N., invoca il bipolarismo, ha paura del centro e questo si capisce, sta - come dire - nei timori di questa forza politica; ma la soluzione io credo non possa essere quella della politica della struzzo e cioè quella di nascondere la testa nel bipolarismo facendo finta che tutto sia passato inosservato.

L'onorevole Pittalis ha concluso - credo bene - un ragionamento iniziato anch'esso - come dire - con lo stesso proposito, quello però di nascondere la testa nella precedente legislatura, chiamando in causa una sorta di mal comune della politica ed invocando - ahimè - il ritorno della politica dopo avere invocato - mi risulta - il diluvio contro la vecchia politica. E non c'è bisogna di volare troppo alto, caro collega Pittalis, perché si rischia di non atterrare e quindi di sfuggire ancora una volta alle proprie responsabilità; ma mi pare che nel suo ragionamento finale le sue responsabilità le riconosca e chieda al Presidente Pili - mi pare in maniera abbastanza chiara, adesso vediamo cosa ne ha capito il Presidente Pili - di aprire formalmente una crisi.

La stessa cosa mi pare che prima di lei abbia fatto l'onorevole Floris, ma non è la prima volta che lo fa questo l'onorevole Floris in quest'Aula, ma questa volta ha ricordato nel suo intervento che lui di fronte alle prime avvisaglie di voto segreto avvenute con la bocciatura di alcune parti del Dpef del 2002, lui si è dimesso! La stessa cosa sta dicendo di fare all'onorevole Presidente Pili! Ma il Presidente Pili da tempo a quest'orecchio - come si dice - non ci sente!

Sin dai primi passi Dpef 2002 e seguenti ha inaugurato la stagione dello sfascio totale della maggioranza di centrodestra, accelerando un processo - già presente, per la verità dalla sua nascita - di un vero e proprio disfacimento politico. Così la finanziaria del 2002 è caduta quaranta volte, ma comunque siete andati avanti lo stesso facendo finta di niente; nella finanziaria del 2002 è caduto un articolo, l'articolo 12 o 14 non ricordo bene a memoria, quello sull'accelerazione delle opere pubbliche; 50 miliardi! Il Presidente Pili è sceso in campo su quell'articolo, se l'onorevole Fantola mi consente che l'onorevole Pili ci senta anche a quell'orecchio che non sente, l'onorevole Pili è sceso in campo a difesa di quell'articolo dei 50 miliardi, quell'articolo è caduto, lui è andato a Roma, ha questuato dall'allora Ministro degli interni Scajola, un'ordinanza che gli dà poteri di accelerazione delle opere pubbliche, anche in corso di esecuzione, a tutt'oggi non ci risulta che esista una ed una sola opera - Presidente Pili non se ne vada, ascolti - che sia stata accelerata in quest'anno e più che è trascorso da quella data. Allora davvero, il Consiglio ha avuto ragione di bocciare una norma che suonava assolutamente demagogica! La 131 la passo due volte la settimana, come il collega Gian Valerio Sanna, anch'io ho visto quella bandiera ma non ho visto mai, né di giorno né di notte, salvo le squadre che lavoravano in tratti assai ridotti - per altro - della 131, non ho mai visto maestranze lavorare su tre turni sulla 131 e l'ho percorsa come tutti voi come un percorso di guerra.

Ho chiesto in altre occasioni al Presidente Pili che ci dimostri quali opere in corso di esecuzione sono state accelerate in quest'anno e quante risorse sono state spese per questo obiettivo; non ho avuto risposta, ripropongo il problema, spero che assieme a tante altre cose che ci deve portare a dimostrazione della sua forza di governo ci porterà anche dimostrazione delle opere accelerate.

Il Dpef 2003 e la finanziaria 2003 hanno subito una sorte ancora peggiore della finanziaria e del Dpef del 2002; oggi noi stiamo andando avanti su un lavoro che vede una finanziaria, una proposta di finanziaria assolutamente irriconoscibile rispetto a quella che ha esitato la Giunta; sono caduti interi articoli e numerosi ed importanti commi, per ultimo l'articolo 16.

Per l'articolo 16 davvero è stata una caduta rovinosa ed era un punto politico e l'avete detto voi che era un punto politico; per altro noi sull'articolo 16 vi abbiamo anche proposto un emendamento che era un emendamento di governo, che andava incontro cioè ad esigenze che noi riconosciamo reali, di governo del sistema sardo attraverso anche studi e progettazioni; le nostre proposte le avete fatte scivolare ponendo davanti esigenze di maggioranza e di arroganza; glielo avete attribuito voi questo valore politico, glielo avete attribuito a partire dall'onorevole Balletto relatore di maggioranza, addirittura l'articolo 16 è stato definito - recita testualmente - un punto politico irrinunciabile, un nuovo modo di innovare la politica, arrivando a teorizzare anche l'uso discrezionale delle risorse pubbliche se finalizzate comunque al raggiungimento degli obiettivi strategici di questa maggioranza; giusto quindi, addirittura, scegliersi - perché no - i propri progettisti, i propri consulenti e così via, come dire a fin di bene si può fare anche questo, si può essere discrezionali sino in fondo. Avete quindi rifiutato le nostre proposte e siete andati a testa bassa, scornandovi un attimino, poi insomma, certo l'Assessore - come dire - naturalmente è anche del segno dell'Ariete e quindi se lo può anche permettere però, insomma, lo scontro mi pare che abbia avuto risultati quanto meno di stordimento per l'assessore Masala, almeno così mi sembra di vederlo.

Allora, avete inaugurato a vostro dire non certo nella pratica del fare o dell'azione di governo la stagione del bipolarismo, ma non del bipolarismo di cui parla in termini di alternanza - diciamo - l'onorevole Vargiu, che nel suo intervento a me pare quasi che chiedesse un po' di pazienza all'opposizione e quindi, insomma, proviamo questa finanziaria e poi alla prossima legislatura sicuramente sarete voi a governare; insomma finiamola con questo tormentone.

Altre interpretazioni del bipolarismo ne danno - mi pare - sia l'onorevole Murgia, l'onorevole Masala, ma ancora di più l'onorevole Pili; nell'era di questo supposto bipolarismo - dice Pili e non da oggi, e si associa naturalmente Masala - ci si dimette solo a seguito di una mozione di sfiducia votata dalla maggioranza del Consiglio; a me pare che la sfida sia alla vostra maggioranza, stasera ed ancora prima di stasera. Masala dice: "Sfiduciatemi", l'anno scorso Pili diceva la stessa cosa, caduto quaranta volte "Sfiduciatemi", sfidava la sua maggioranza a sfiduciarlo con una mozione di sfiducia.

A me pare poi davvero che seppure ufficiosamente il richiamo al resistere, resistere, non porti davvero da nessuna parte, porta - secondo me - a scontri che lasceranno molti morti e feriti all'interno della maggioranza di centrodestra. Colleghi bipolari del centrodestra, la vostra maggioranza ha dimostrato sin dalla sua nascita ed anche per come è nata naturalmente, di essere tutto, agglomerato di forze di interessi, non dico solo senza progetto e senza anima, anima politica…

PRESIDENTE. Concluda onorevole Morittu.

MORITTU (D.S.)… ma priva di un qualsivoglia e minimo comune denominatore politico; ovvero un minimo ed un massimo comune denominatore politico - direi meglio - lo avete sempre dimostrato, ed è l'idea padronale della cosa pubblica: "Oggi ci sono io - questa è la regola - e ne dispongo io del denaro pubblico". Qualche Assessore stamattina, per esempio, ha manifestato questa idea anche poco elegante se vogliamo e con uno stile un po' spiccio, un po' guascone, con la cravatta slacciata, come dire: "Oggi ci sono io e dei soldi ne dispongo io", un'idea assai strana, per non dire altro del danaro pubblico, che insomma - consentitemi - neanche un Assessore d'annata si può permettere espressioni di tal fatta in questo Consiglio. Oggi noi diciamo: "Chiudiamola la finanziaria", chiudiamola sulle tre cose che vi stiamo dicendo da tre mesi o sulle quattro cose: sul lavoro, sugli enti locali, sull'impresa e sul no-profit; vi chiediamo un atteggiamento di buon senso finale per chiudere questa finanziaria ed aggiungiamo - insomma - che questo tormentato passaggio politico ha chiaramente dimostrato che al di là mozioni di sfiducia questa maggioranza non c'è più, e non può pensare di continuare a sfasciare la Sardegna così, come ha fatto in questi quattro anni. Si prenda atto che non solo non c'è e ci dica il Presidente Pili, che cosa intende fare da grande, assumendosi responsabilmente la responsabilità di dire al Consiglio cosa intende fare, per evitare che questo scorcio di legislatura si trasformi in un tracollo rovinoso per l'economia e la società della Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.

DORE (La Margherita-D.L.). Presidente, mi sono soffermato mentre attendevo il mio turno a rivedere un po' il quadro della finanziaria, della cosiddetta finanziaria perché forse mai una definizione fu meno appropriata di questa, perché questa non può essere definita una finanziaria; era già un aborto in partenza, adesso è un aborto mutilato; quindi da questo punto di vista c'è poco da dire!

Il quadro è devastante, è desolante! Articolo 2: "Istituzione fondo di cinque miliardi per gli oneri derivati dall'introduzione della contabilità economica patrimoniale", bocciato! Doveva essere una norma strategica. Articolo 3:" Adempimenti per l'attuazione del POR e di altri programmi" eccetera, bocciato! Articolo 7, comma 4:" Soppressione bilancio di cassa", bocciato! Articolo 8: "Disposizione in materia di opere pubbliche" - si è detto il povero assessore Ladu, lui dice che non è povero, è povera la Sardegna - bocciato! Articolo 11: "Alcune norme nel settore industriale", bocciate! E per che cosa? Perché erano improponibili, non perché qualcuno voleva far male all'industria ma perché erano improponibili in quei termini e in quel modo....

(Interruzioni)

DORE (La Margherita-D.L.). Sì, forse ho saltato l'articolo 9, ma è difficile avere il quadro completo, ci vorrebbe un computer. Articolo 13: "Formazione professionale", alcune norme significative fatte male, bocciate! Ex articolo 14: "Beni culturali" non ne parliamo! Articolo 15, il capitolo di colui che dice: "Il soldo è mio e lo gestisco io", alcune bocciature significative e un paio di salvataggi per il rotto della cuffia con un solo voto di maggioranza, eccetera; articolo 16 lo abbiamo appena visto: "Obiettivi strategici", cosa ci fosse di strategico nessuno ce lo ha spiegato e giustamente il Consiglio ha bocciato anche questo.

Erano bocciature non sorprendenti, bocciature annunciate, qui si è raccolto da parte della Giunta e di chi l'ha sostenuta, l'ha voluta sostenere, quello che si era seminato; è inutile, è stato già ricordato cento volte, si è andati contro le opinioni delle amministrazioni locali, delle categorie produttive, delle parti sociali, delle università e chi più ne ha più ne metta, si è andati contro la Sardegna, contro l'opinione pubblica della Sardegna! Cos'altro c'è da dire in questa situazione? C'è da dire che io non me la prendo personalmente contro l'assessore Masala, che per altro si sta consolando in colloquio col decano, io non me la prendo contro l'assessore Masala; l'assessore Masala ha un torto, forse ne ha più di uno, ma ha un torto, quello di essere testardo. Certe volte è una qualità, ma quando si superano certi limiti comincia a diventare un difetto, però visto che ha altre qualità e soprattutto si tratta di una persona per bene, francamente dispiace che abbia insistito ripetutamente a sbattere la testa contro il muro anche su questioni nelle quali con un po' di elasticità avrebbe potuto evitare determinate cadute, che poi alla fine non fanno piacere a nessuno, dico che a me personalmente non fanno piacere; però di fatto ci sono state e questa è testardaggine colpevole, perché una qualità di tutti, ma forse in particolare di chi fa politica è quella anche, certe volte, di ammettere di avere sbagliato; invece pretendere di non sbagliare o di non aver mai sbagliato è un grave difetto perché sconfina, dispiace dirlo, talvolta nella irresponsabilità e i risultati raccolti da una parte estremamente consistente del Consiglio, fino a formare maggioranza, lo dimostrano: quei 41 voti che hanno affossato l'articolo 16 sono di una significatività - se si può usare questo termine - straordinaria. Invece niente, non se ne tiene conto. Si dice: "Ma io voglio che qualcuno mi sfiduci". E' il solito discorso, è il ritornello di Pili che, dopo aver parlato con Berlusconi, e averne avuto i consigli e una novella investitura, sta portando tutti al macello, sta portando voi colleghi dalla cosiddetta maggioranza, sta portando la Sardegna al macello.

Tante altre cose ci sarebbero da dire, ne vedremo anche altre nei prossimi giorni, quando toccheremo i problemi del personale e tante altre cose; ce ne saranno altre, ci sarà un'ulteriore ecatombe se si va avanti su questa strada. La verità è che manca un progetto, manca una cultura di governo e non ce l'ha neanche l'assessore Biancareddu, che anziché ascoltare mi dà le spalle! Grazie. Manca il rispetto della legalità, non parliamo dell'articolo 119 della Costituzione che è stato tranquillamente messo sotto le scarpe, manca il senso di responsabilità. Io credo che questa sia la definizione più calzante, la sintesi del discorso: manca il senso di responsabilità. A questo punto due osservazioni finali: sono intervenuti così, in mezzo a tanti interventi, pochi per la verità della cosiddetta maggioranza, ho registrato alcune affermazioni dei colleghi Capelli e Vargiu. Vargiu ha delle grosse attenuanti, Vargiu non c'era quando sono capitati i fattacci e quindi posso anche capire che lui, non essendosi bene informato, possa fare riferimento al sistema dell'alternanza, perché tra l'altro sono convinto che ci crede e poi, ripeto, non ha preso parte all'imbroglio, perché, è inutile ripeterlo, anzi forse non è inutile ripeterlo, qui non si può parlare di alternanza di fronte a un imbroglio come quello che ha condizionato tutta la legislatura. Quello è un qualcosa che ha costituito una tara, una tara che non è possibile sanare; ve la siete portata dietro per quattro anni e ce la siamo portata dietro tutti quanti. Qui è inutile parlare di alternanza, l'alternanza vale quando una maggioranza si forma nel rispetto delle regole, non vale quando una maggioranza è arbitraria, quando è basata su certe cose e tutti quelli che hanno partecipato, in qualche modo sono corresponsabili: chi ne ha usufruito, chi ha fatto finta di non vedere. Questo è il punto, questo è ciò che si raccoglie; non poteva essere diversamente perché, tra l'altro, nel frattempo, non avevate un progetto prima e non lo avete saputo costruire durante, quindi il risultato è quello. Capelli, come al solito, sembra Alice nel paese delle meraviglie e con questo credo di aver detto tutto.

Per concludere un riferimento al seguace di Epicuro, l'onorevole Pittalis, che una volta tanto ha fatto un discorso convincente da un punto di vista politico, convincente e ragionevole. Mi sembra che siano le uniche parole ragionevoli e pragmatiche che sono emerse da quei banchi. Cioè, Pittalis, che è intelligente e pragmatico, ha capito che a questo punto bisogna voltare pagina e che i suggerimenti che sono arrivati da questa parte politica non vanno snobbati come delle stuppidaggini o col discorso di sfasciare tutto, "tanto peggio, tanto meglio". No, vanno esaminati con attenzione, con serietà e con senso di responsabilità, quindi io mi auguro che domani seguano dei comportamenti di questo tipo, cioè che si sgombri il campo da tutto ciò che rimane, che va buttato nel cestino e che finalmente si cerchi di portare al traguardo - diciamo traguardo, perché altro non si può dire - questo mostriciattolo, cercando di aggiustare quel poco che può essere aggiustato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Orrù. Ne ha facoltà.

ORRU' (D.S.). Grazie, Presidente. Anch'io, come diversi colleghi che mi hanno preceduto, assessore Masala, molto più modestamente cercherò di attenermi anche in questo frangente al rispetto delle regole, quindi al punto che abbiamo in discussione, sull'oggetto di cui si occupa questo articolo 17, cioè il patrimonio regionale. C'è stata una lunga discussione anche durante il dibattito sulla manovra finanziaria del 2002. Ora, la decisione del Consiglio alla fine di quel confronto, se la memoria non mi inganna, fu quella di decidere di togliere dalla legge finanziaria i riferimenti al patrimonio, facendone invece oggetto di un confronto più meditato, più attento, che doveva passare attraverso il coinvolgimento delle Commissioni competenti e quindi attraverso il coinvolgimento del Consiglio su quell'aspetto specifico, sulla base di un disegno di legge che la Giunta regionale si era impegnata a presentare. Poiché questo percorso virtuoso non è stato neppure iniziato, e non c'è bisogno di indicare le responsabilità politiche perché sono, mi pare, a tutti evidenti, ci ritroviamo, a distanza di un anno, davanti alla stessa proposta distorsiva, fuorviante, con in più un'aggiunta, cioè l'aggiunta di una procedura di cartolarizzazione riprodotta in fotocopia dalla legge nazionale e quindi frutto della decisione di una maggioranza di governo cosiddetto romano. Mi verrebbe da chiedere: "Ma l'autonomia, la specificità, la Costituente?" Sembra che non facciano più parte delle attenzioni di questa stagione politica. Noi abbiamo giustamente stigmatizzato e rigettato con forza la decisione furtiva di fine anno, con quel decreto del 30 dicembre con cui una parte importante del patrimonio immobiliare isolano, e della città di Cagliari in modo particolare, veniva utilizzata per coprire i costi delle grandi opere pubbliche, guarda caso, di cui nessuna da realizzare in Sardegna. E ora dovremmo dare carta bianca sull'intero patrimonio regionale affidandolo alla determinazione dell'Assessorato degli enti locali. Io penso e noi pensiamo che non si interveniva ieri, un anno fa su queste materie, in questo modo, e non si interviene oggi. Però, a ben vedere, anche questo dimostra un metodo, un qualcosa che io definirei "la politica delle scorciatoie interessate", su questa materia meno di altre e così via, seguito appunto su questo e su altri settori: vale per i lavori pubblici, vale per la pubblica istruzione, vale per la sanità, con i rilievi che hanno fatto i colleghi che mi hanno preceduto, ivi inclusa quella contenuta nell'articolo 16, su cui l'Assessore della programmazione ha posto implicitamente e, stante il risultato, anche incautamente, una sorta di questione di fiducia. Non l'ha chiesta una parte del Consiglio, l'ha posta l'Assessore. Il risultato non andava bene e quindi si sminuisce il tutto, dice: "No, bisogna cambiare la procedura". Noi le abbiamo proposto una procedura più trasparente, più oggettiva, più funzionale; lei ha invece insistito - in questo è testardo - su una gestione monocratica concentrata in un Assessorato, con il rischio di affastellare ulteriori piani, ulteriori programmi, ulteriori studi, che non troveranno mai nessuna attuazione, perché questa è purtroppo l'esperienza che abbiamo dietro le spalle. A me non sfugge che le motivazioni che hanno condotto allo sbaraglio in questi frangenti questa maggioranza e questa Giunta, in diverse, ripetute occasioni sono anche altre, non sono solo queste, ma penso che anche queste motivazioni non siano disgiunte da questo modo di concepire il governo della cosa pubblica. Questo, che io definirei una cultura minore di governo, che non è cultura di governo; il governo è anche gestione, certo, è gestione efficiente, razionale, ma prima di tutto è progetto politico, con un ordine di priorità, di scelte da fare, sulla base di interessi generali e collettivi, non sulla base di interessi individuali, poi viene la gestione. Anche qui, però, sulla base di regole condivise, non che si improvvisano durante la discussione in un articolo della finanziaria, includendo e non escludendo gli altri livelli istituzionali, alleggerendo, liberando la funzione legislativa, non appesantendola.

Se ripercorriamo a ritroso la finanziaria voi avete seguito un percorso del tutto opposto: se al centro di tutto c'è la gestione è evidente che il confronto politico si trasforma rapidamente in scambio, in una sorta di divisione delle spoglie, e lo scambio fine a se stesso quando la coperta è corta, perché ci sono le due paratie, non si può andare oltre l'indebitamento, non si può andare oltre le spese obbligatorie, è chiaro che non si è in grado di produrre, non dico una maggioranza politica, perché questa non c'è mai stata, perché non è mai nata, non si è in grado neppure di produrre una maggioranza numerica, se non in maniera casuale.

Il risultato certificato negli atti del Consiglio è costituito da questa sorta di via Crucis a cui è stata sottoposta la legge finanziaria: sono stati bocciati gli articoli 3, 8, 16; sono stati svuotati gli articoli 2, 7, 9; sono stati riscritti dal Consiglio, praticamente, gli articoli 11 e 13 bis; è stato modificato significativamente, checché ne dica l'assessore Oppi, l'articolo 15, perché non è detto, perché due commi li ha ritirati, non so per che cosa, evidentemente condividendo le proposte che noi abbiamo avanzato. Cosa rimane sul terreno? Rimane sul terreno non una proposta di bilancio, rimangono pezzi sparsi che tutto possono essere tranne che una manovra organica di bilancio che può dare una prospettiva all'economia e alla società sarda.

Questa è la realtà che noi abbiamo davanti. Io credo che sia difficile rimettere in sesto questa situazione sfilacciata, tanto più credo che sia difficile rimetterla in sesto alla fine della discussione sul bilancio, non è cosa fattibile; penso che sia difficile anche rimettere in sesto la situazione politica nello scorcio di legislatura più o meno ampio che avremo davanti. Tuttavia è forse possibile salvaguardare alcuni punti su interessi generali che più volte noi abbiamo indicato nelle settimane scorse e anche oggi, e cioè il trasferimento agli enti locali, le misure sul piano per il lavoro, gli interventi adeguati sul terzo settore e il volontariato. Chiudere la finanziaria e riportare, in Consiglio, il Consiglio alle sue valutazioni. Sarà il Consiglio a decidere in piena libertà e autonomia che cosa fare per il prossimo futuro.

Infine ci sono momenti in cui, ferme restando le responsabilità collegiali delle assemblee elettive, ci sono ruoli che debbono doverosamente esercitare le loro prerogative. Penso che il Presidente della Giunta abbia questo ruolo e si trovi in uno di questi frangenti, però da quel versante viene, per abusare di una formulazione, un silenzio assordante. Penso che in questo modo davvero non si vada da nessuna parte, per cui l'articolo 17 proseguirà fino a domani mattina, sul 18 ci saranno ancora ulteriori due o tre giorni, sul 19 e sul 20… Vedo che mi si guarda un po' con aria supplichevole per dire "speriamo di no", tutti speriamo di no, però c'è qualcuno che deve assumersi la responsabilità di dire in che modo si deve uscire, e questo io penso che sia chi ha la responsabilità di guidare questo Governo e questa maggioranza politica che non c'è più.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Presidente, se la situazione in aula è questa, tanto vale che la maggioranza ci chieda di interrompere la discussione, perché c'è una qualche difficoltà a intervenire con l'aula vuota.

MARROCU (D.S.). Allora andiamo a votare.

CORONA (F.I.-Sardegna). Stiamo ascoltando.

SPISSU (D.S.). Quelli che ci sono, sì, e tutti quelli che non ci sono?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, è stato detto, accennato sull'atteggiamento pregiudizialmente sempre di cattiva disponibilità e disposizione di questa opposizione, di questa minoranza nei confronti della maggioranza. Io posso assicurare l'onorevole Spissu che numerosi colleghi stanno seguendo gli interventi in un'altra sede e la stanno seguendo.

spissu (d.s.). Ma la sede è questa!

BIGGIO (A.N.). Lei prosegua pure perché c'è qualcuno che la sta ascoltando, poi se vuole chiedere di rinviare, noi non siamo in condizioni, siamo qui poco numerosi, questa è la realtà. Però non continuiamo ad andare avanti con messaggi di guerra per vendere notizie ai media, per vendere notizie soltanto ai media, perché non la raccontate più a nessuno!

PRESIDENTE. Colleghi, naturalmente non c'è nessuna intenzione da parte di questa Presidenza di interrompere i lavori, i lavori proseguono. Onorevole Spissu, se c'è una formale richiesta di sospensione è chiaro che, se la richiesta viene mantenuta, dobbiamo procedere secondo quello che prevede il Regolamento. L'onorevole Spissu mi pare rivolgesse una proposta alla maggioranza, perché la maggioranza chiedesse una sospensione, non ha avanzato una richiesta esplicita di sospensione.

Continuiamo i lavori. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Io intervengo, poi l'onorevole Biggio dice che i colleghi sono tutti ad ascoltare, probabilmente in transatlantico, al bar piuttosto che nella sede dove si svolge il dibattito. Ma siccome noi siamo disciplinati continuiamo a sviluppare gli interventi sull'articolo 17, che è un articolo su cui si sta dicendo poco, lo ha fatto prima di me bene il collega Orrù, lo ha fatto il collega Morittu, che è un articolo che sebbene stiamo affrontando poco nel merito, perché più attirati dalla discussione politica nata a seguito della bocciatura dell'articolo 16, è tuttavia un articolo di grande rilevanza e di grande importanza perché da una parte si introduce un sistema di alienazione del patrimonio attraverso una procedura così detta "della candela vergine" affidata all'Assessorato degli enti locali e per inciso e di passaggio si dice che questa procedura di vendita e di alienazione del patrimonio, viene utilizzata e verrebbe utilizzata facendo salve le procedure di cartolarizzazione degli immobili previste dallo Stato.

Quindi, da una parte si individua una procedura di alienazione, dando per scontata l'alienazione, cosa sulla quale già lo scorso anno c'era stata una grande discussione e sulla quale insieme avevamo deciso, dopo un lungo dibattito, di ritornare non in finanziaria, ma di ritornare con calma, dall'altra parte ancora più gravemente si conferma che lo Stato può procedere alla cartolarizzazione di tutti gli immobili che sono stati già individuati, senza che la Regione sarda eserciti nessun ruolo così come è avvenuto per esempio per la Manifattura tabacchi di Cagliari, la cui alienazione è stata sventata quasi in "zona Cesarini", venendo meno a quello che secondo noi era un principio fondamentale cui la Regione sarda doveva attenersi, cioè il principio della tutela e della salvaguardia della propria autonomia in materia di alienazione del proprio patrimonio, esercitando la prelazione nei confronti dello Stato che invece sta procedendo a marce forzate alla cartolarizzazione.

In questo articolo invece si dà fatta salva la procedura di cartolarizzazione degli immobili prevista dallo Stato senza proferire verbo, senza che si sia perlomeno conseguenti con le affermazioni fatte dalla Giunta regionale in occasione appunto della battaglia per impedire l'alienazione della Manifattura dei tabacchi. Ma anche questo tema del patrimonio e dell'alienazione del patrimonio è un tema che potrebbe essere affrontato e che può essere sicuramente affrontato anche esercitando nei confronti dello Stato una capacità autonoma di gestione di una partita così importante, se la politica è forte, se fossimo cioè in presenza di una maggioranza affidabile, di una maggioranza coesa, se cioè ci fosse la politica in campo. Naturalmente l'affidabilità non è riferita alle persone, è riferita alla politica che le persone e i Gruppi che voi rappresentate si sta mettendo in campo. Una politica affidabile, ripeto, che dia sicurezza, che dia certezza, che si relazioni con la Sardegna, con le forze sociali ed economiche, ed anche con le opposizioni, anche con le opposizioni, in un sistema democratico nel quale le opposizioni ancorché minoranza rappresentano tuttavia larghe fasce di popolazione, di elettori, larghi interessi condivisi dalla società sarda.

Ebbene a voi è mancata proprio questa condizione, è mancata proprio in questi anni di Governo e in questa legge finanziaria la capacità di relazionarvi e la capacità di relazione dentro l'Aula e fuori da quest'Aula. Lo stesso onorevole Floris, stasera, così come altre volte del resto, ha denunciato questa situazione. Quindi, una capacità di relazione che è totalmente assente da questa finanziaria della quale ormai la maggioranza dice di tutto, dite che non ha valore politico, dite che non è adeguata, dite che è incapace di dare risposte ai sardi, una finanziaria nata in solitudine così come anche stasera è stato ripetuto. Una finanziaria che essendo venuta meno al confronto e alla ricerca preliminare del consenso viene ampiamente, estesamente, diffusamente modificata in Aula dall'opposizione, ma anche da larghi settori della vostra maggioranza. Una finanziaria, quindi, che a due terzi del suo cammino è priva di una struttura politica che la renda riconoscibile.

L'onorevole Masala dice che, a termini di Regolamento, l'Assessore non è stato sfiduciato e che la Giunta non ha ricevuto sfiducia, è vero, a termini di Regolamento è esattamente così. In termini politici questa finanziaria è altra cosa da quella che voi avete proposto, questa finanziaria è priva di un'ossatura politica che la renda riconducibile ad una maggioranza politica. Siamo perciò adesso in questa fase, all'articolo 17, in presenza di un documento contabile che, privato della sua densità politica, può essere ricondotto al rango di documento contabile e tecnico, non lontano da ciò che richiamava anche questa sera l'onorevole Giacomo Sanna, è già così, è già un documento privo di sostanza politica che si configura più come un documento tecnico che come un documento politico.

Ed allora il problema è come intendete procedere. Intendete dare risposte, tornando alla politica e alle sue logiche, come diceva Pittalis? Intendete dare risposte, negli articoli 18, 19 e 20, ai problemi sollevati per quanto riguarda le risorse agli enti locali, per quanto riguarda il lavoro, per quanto riguarda il settore del no profit, come volete procedere?

Secondo noi c'è un unico modo di procedere, che non è quello di dire "chiudiamo la finanziaria in fretta, poi la maggioranza tanto aprirà una crisi, la verifica si fa un attimo dopo, l'importante è che usciamo da questo pantano che non va bene né alla maggioranza né all'opposizione". Questo pantano non va bene soprattutto per la maggioranza che si è cacciata in questa fanghiglia, da cui non riesce ad uscire, con un atteggiamento ottuso che nega costantemente l'evidenza e cioè il fatto che manchi una maggioranza incapace di relazionarsi alle opposizioni concretamente sulle questioni che le opposizioni hanno sollevato. Anche noi siamo convinti che la finanziaria debba essere chiusa e che non sia interesse di nessuno mantenere il Consiglio paralizzato in Aula su una finanziaria inutile e dannosa per la Sardegna.

Ma per chiuderla c'è bisogno che diate risposte sui punti sui quali insistiamo da settimane, e si danno risposte non con una trattativa o un accordo di tipo sindacale tra parti che si incontrano e poi sottoscrivono un protocollo di intesa, la trattativa avviene in Aula, si danno risposte nei settori nei quali abbiamo detto con gli articoli e con gli emendamenti che sono stati presentati, altrimenti non si capirebbe il senso di questo lavoro.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

(Segue SPISSU.) Anche qui per evitare una confusione nel procedere del nostro lavoro stasera e domani mattina, non c'è un blocco perché si raggiunga un'intesa, c'è semmai da parte della maggioranza un atteggiamento che si modifica e gli atteggiamenti si possono modificare anche questa sera, Presidente Pili, richiedendo il tempo necessario alla maggioranza perché valuti se ci sono le condizioni nella finanziaria, per trovare le risposte ai problemi che noi abbiamo sollevato, che non sono problemi dell'opposizione ma sono problemi della Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Manca. Ne ha facoltà. Onorevole Manca, scusi un secondo solo, ha domandato di parlare il consigliere Spissu sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Chiedo scusa, noi stiamo chiedendo da due ore con un dibattito, con un monologo che va avanti condotto dalla sola opposizione, se la Giunta a seguito degli avvenimenti di questa sera, il Presidente Pili per essa naturalmente, può dare una risposta, può svelare all'Aula consiliare e all'opposizione, ammesso che fosse tutto chiaro alla sua maggioranza, qual è l'intendimento, qual è la modalità che intende adottare nel procedere su questa finanziaria.

PRESIDENTE. Onorevole Spissu, io credo che il Presidente della Giunta e l'Assessore abbiano buone orecchie per sentire e capacità di intendere e di volere, posso dire questo, che in genere la Giunta interviene alla fine della discussione e la discussione è ancora in atto, facciamo parlare i colleghi, dopodiché la Giunta dirà, se deve dire, dirà.

(Interruzioni)

Lo dirà domani, lo dirà quando è il momento. Onorevole Manca, faccia il suo intervento.

Ha domandato di parlare il consigliere Manca. Ne ha facoltà.

MANCA (Gruppo Misto). In preliminare, visto che si sta un po' stravolgendo l'iter, come giustamente qualcuno richiamava in precedenza, ormai dell'articolo 17 si parla in maniera così molto superficiale se non del niente, volevo fare due riferimenti, mi dispiace non sia presente il collega Murgia, su alcune sue dichiarazioni. Io, al collega Murgia, direi di accontentarsi… ah, ci sei… di accontentarsi di avere al loro interno il surrogato delle anime nazionalitarie, perché quelle autentiche, quelle autenticamente nazionalitarie e sardiste vivono, crescono, ragionano, politicamente molto lontano dal vostro polo italianista che è guidato, come ben sapete, al di fuori della nostra Isola, poi, al collega Pittalis che sta assumendo un atteggiamento indomito per la sua difesa, ciò che noi ci chiediamo, ma penso anche voi vi chiediate, cos'è? Come uscire da questo impasse, da questa situazione di stallo in cui volenti o nolenti vi siete cacciati.

Noi abbiamo fatto come opposizione alcune proposte, noi aspettiamo le vostre; ci dovete dire come volete andare avanti, contrapporre questo muro contro muro, questa monotonia, come il collega Spissu accennava, non è un buon segnale. Si è arrivati alla quiete dopo la tempesta, la burrasca di questo pomeriggio. Credo sia chiaro a tutti che quello che stasera è successo, quindi, con la bocciatura di un articolo della legge finanziaria, una legge finanziaria - come qualcuno ricordava - in discussione da circa cinque settimane, è un fatto politico molto rilevante. Quello che possiamo rilevare è che una strategia, una politica di indirizzo finanziario è miseramente franata.

A noi pare che sia una conseguenza logica l'esito naturale di un Consiglio regionale che in totale e completa autonomia ha bocciato parti di una manovra che originariamente, già all'inizio, tutte le forze imprenditoriali, economiche e sociali avevano definito impresentabili. Una manovra andata male, che ha messo a nudo la sua inconsistenza, che ha messo a nudo l'inconsistenza di una maggioranza, di questa maggioranza, incapace di gestire un percorso politico che probabilmente non è mai esistito e che, se lo è stato, era evidentemente o non condiviso o raffazzonato. E` veramente singolare che la maggioranza non riesca a comprendere che si è cacciata in un tunnel, che mi pare all'inizio della legislatura o all'inizio del decollo di questa Giunta, qualcuno diceva che era nata e che vedeva in fondo a questo tunnel una luce, e pare fosse il Presidente Pili se non ricordo male. Questa luce, cari colleghi, credo che se ci fosse, se si vedeva si è immediatamente spenta. Siete nel buio più totale e vi nascondete e chiudete in voi stessi.

Diceva giustamente l'onorevole Floris che vi state isolando, che evitate il confronto, che vi rifugiate negli slogans e nella propaganda. Avete rifiutato sin dall'inizio il dialogo, lo avete rifiutato con noi e questo lo posso anche capire, anche se mi risulta difficile comprendere; ma questo importante strumento di vita e politica, questo strumento del confronto che voi avete precluso a chi dovete con maggior attenzione guardare, a chi dovete, dobbiamo rispondere e dare risposta, a chi dovete e dobbiamo - questo sì - a fine mandato rendere conto. A me sinceramente che resti l'assessore Masala o che vada via interessa ben poco. Credo che sia più importante e sia più produttivo ricercare e trovare tutte le più utili sinergie perché si esca da questo tunnel buio ed infinito.

Vi è la necessità che tutti con maggior serenità, e mi pare che sino ad oggi nella differenza dei ruoli questo sia sostanzialmente avvenuto, dicevo, questa serenità che ci consenta di riprendere il filo, quel filo che è fatto di elogi, di buon senso e che sembrerebbe la posizione di alcuni poco avveduti pasdaran si sia rotto. Il Partito Sardo d'Azione sin dall'inizio, dall'opposizione nella precedente, ma anche in questa legislatura, ha cercato nel suo piccolo di dare a tutti i più utili suggerimenti, di dare le sue più utili indicazioni per portare avanti politiche che andassero nell'interesse e principio della nostra Isola. Invece niente. Neppure un cenno, vi siete chiusi a riccio, chiusi a tutte le sollecitazioni, cercando nella vostra debolezza politica ed istituzionale, nella vostra debole proposta politica per lo sviluppo della nostra Regione, quella forza rivelatasi ben presto fragile. Vi muovete come gli elefanti in un negozio di cristallo. I danni e i guasti li state provocando voi; state provocando solo cocci. Le bocciature, la bocciatura, sono solo ed esclusivamente frutto della vostra debolezza, della vostra scarsa coesione; recuperare ora tutto il danno è molto molto difficile, sarà impossibile. I danni di questa manovra saranno purtroppo sempre a carico dei sardi di coloro che in noi ripongono un minimo di aspettative. Però, un minimo di dignità dovete averla, quella che conoscendoci avete, quella che avete, utilizzatela, utilizzatela quanto prima per, non dico, rimediare, ma almeno dare al vostro ruolo l'ultimo scatto di quell'orgoglio che a noi sardi a detta di tutti non manca.

Il collega, nonché Segretario del Partito al quale mi onoro di appartenere, vi ha tracciato un percorso, un percorso di responsabilità che consentirà di recuperare quel minimo di dignità politica per non vanificare quattro anni di governo. Altri colleghi di maggioranza e di opposizione vi hanno proposto altre valide alternative; credo che dobbiate tenerne conto, dovete tener conto di tutti questi suggerimenti che sono utili indicazioni, per uscire da quel famoso tunnel nel quale vi siete cacciati e nel quale non vogliamo assolutamente entrare.

Abbiamo fatto un'opposizione non preconcetta, ma un'opposizione chiara e precisa, più volte anticipata, che ha avuto - questo sì - interlocutori o, in larghi strati della maggioranza, ampi consensi, manifestatasi con i voti sia essi palesi che segreti.

La malattia sta in voi stessi, è all'interno della vostra maggioranza; la cura, le terapie che state proponendo sono palliativi, sono dei placebo, che non è una cura, ma un'illusione le cui conseguenze vanno solo a discapito dei sardi che fuori aspettano da noi determinazioni, le più serie e le più coerenti.

Questa manovra con il suo percorso tortuoso sta uscendo stravolta, totalmente cambiata da quella iniziale; e che come qualcuno ha detto sarà talmente rabberciata da essere ormai inutile. Sono sicuro che poi andrete in giro a dire che purtroppo è frutto dei franchi tiratori, di coloro che nel segreto del voto, ma anche a voto palese, manifestano la loro contrarietà verso una manovra iniqua nei confronti di tutte le forze economiche e sociali della nostra Isola.

Andrete in giro a dire che senza questi interventi la sua manovra sarebbe stata tutta un'altra cosa, ma non è così! Quello sarebbe un ulteriore atto di propaganda che si infrange con una realtà che non solo per voi è amara, ma è amara per tutti, perché avete ridotto questa istituzione, anzi avete pensato che questa istituzione fosse una vostra défaillance. Noi abbiamo il dovere, l'obbligo politico di vigilare, di contrapporvi con tutti gli strumenti politici che questo nostro tanto vituperato, a turno, Statuto ci dà.

Noi non siamo qui usurpatori, rappresentiamo anche noi una parte non irrilevante del popolo sardo, abbiamo quel consenso che ci consente di fare quanto è nelle nostre possibilità non per contrastare, ma contrapporre con proposte, segnali e con il voto le nostre prerogative che sono perfettamente uguali alle vostre.

Voi guidate e segnate il tragitto politico ed istituzionale; voi vi siete presi questa responsabilità. Se non sapete guidare, se non avete un percorso scendete, altri autisti ed altri passeggeri aspettano!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.

PUSCEDDU (D.S.). Signor Presidente, a prima vista il contenuto dell'articolo 17, che tratta di patrimonio regionale, potrebbe apparire incoerente con il dibattito e la discussione generale che questa sera si è sviluppata su questo articolo.

Io ritengo che però un nesso stretto esista tra le cose dette oggi in quest'Aula che rappresentano una sorta di report rispetto all'andamento della finanziaria, di una valutazione critica ed attenta di quanto è avvenuto. Perché qui in effetti all'ordine del giorno c'è un problema patrimoniale, ma il vero problema è il danno patrimoniale che voi, con la vostra sconsiderata azione politica, state realizzando nei confronti dei sardi.

Infatti, il vostro pervicace atteggiamento di non prendere atto di una realtà, di un'amara realtà, di una dura realtà che però è una realtà fallimentare, vi porta a non considerare i danni che quotidianamente state gravando nei confronti dei sardi, sia con il ritardo nell'approvazione degli strumenti finanziari e del bilancio, nel ritardo del quarto mese di esercizio provvisorio, nella cancellazione di tutta una serie di provvedimenti che pure larghe parti della società sarda attendevano. E penso che rispetto a questa realtà fallimentare non abbia avuto successo neanche quel tentativo di amministrazione controllata da parte di proconsoli romani che talvolta sono intervenuti per sedare le risse e le difficoltà interne di questa sedicente maggioranza. Io ritengo che la valutazione sul significato della bocciatura dell'articolo 16, che l'Assessore della programmazione ha ritenuto, proprio per la sua stretta coerenza col documento di programmazione economica e finanziaria, uno dei pilastri portanti della manovra finanziaria, ha avuto un valore che è di bocciatura dell'iniziativa dell'assessore Masala. Poi, lui potrà anche dire che questa non è una mozione di sfiducia, che continua a stare testardamente al proprio posto, però, io ritengo che quest'Aula non abbia bisogno di un alterno assessore Masala, uso il termine alterno perché prima del voto dimostra grinta, cerca di estremizzare i contrasti dicendo che è necessario approvare gli articoli e i commi che vengono proposti perché sono parti fondamentali della manovra, poi quando incassa il risultato minimizza, dice che è carta straccia e che sono provvedimenti che comunque non servono e che non cambierà niente.

Per cui Assessore io le chiedo qual è il disegno strategico, di chi è figlia questa finanziaria, non penso che sia figlia di una proposta politica coerente, ma rischia di essere figlia di un assemblearismo dove non c'è una vera paternità politica e dove sui singoli provvedimenti si realizzano maggioranze diversificate. Ma, io penso che qui non si tratta di una bocciatura e di una mozione di sfiducia nei confronti di un singolo Assessore; i voti che sono stati dati da quest'Aula sono bocciature per tutti gli Assessori; e possiamo dire che se l'Assessore delle infrastrutture, dei lavori pubblici che dovrebbe costruire dighe e muri di contenimento è franato, possiamo dire che l'Assessore della sanità se ha evitato la frattura, però, ne esce quanto meno incerottato! E lo stesso all'Assessore della cultura che dovrebbe avere la categoria di essere colto, è stato colto, ma colto in fallo, che significa un cartellino rosso di espulsione proprio perché inadeguato a stare nel campo! Ma, potrei continuare con gli altri Assessori, con l'Assessore dell'agricoltura, l'assessore Contu, che di fronte a tante sue proposte è stato dalla sua maggioranza mandato a "spigolare" e comunque falciato in tanti suoi provvedimenti.

Ritengo che bisogna avere un minimo di dignità, un minimo di coerenza, non si può porre in termini di antinomia il fatto del comportamento pubblico e del comportamento privato, nel dire che il voto segreto non ha valore politico, che ha valore politico solo l'espressione del voto palese. Io ritengo che una personalità, sia essa una personalità individuale, sia essa una personalità sociale, sia essa una maggioranza deve avere una linearità di comportamento perché i valori - come diceva il consigliere Pittalis - o ci sono o non ci sono; questa maggioranza il valore dell'unità o ce l'ha o non ce l'ha, non può dire di essere virtuosa nella sfera pubblica, nella sfera aperta e di essere invece viziosa nella sfera privata.

Ritengo che così come un esercito non può vincere nessuna battaglia se non crede in un'idea e se non ha una parola d'ordine a cui richiamarsi, ed una squadra non può vincere se non ha uno schema di gioco, per cui dico il vostro atteggiamento è un atteggiamento nettamente fallimentare. Ma il voto segreto, se mi passate una simbologia che posso richiamare proprio dall'intervento svolto poc'anzi dal consigliere Manca, è proprio la cartina di tornasole, è la sintomatologia di un disagio. Di un disagio che era stato espresso pubblicamente dal collega Floris nel corso della discussione generale, che invocava la verifica, anzi ha ritirato la propria delegazione in Giunta, però il voto segreto rappresenta proprio il sintomo di un disagio, di una malattia.

Presidente Pili si vede che lei sta male! Lei non ha dichiarato pubblicamente di star male, però uno starnuto può non essere un sintomo, ma cinquanta starnuti sono sintomo proprio di una condizione fisica non opportuna! Il fatto che lei usi il fazzoletto una volta può non essere un sintomo, ma se lei tira dalla tasca per cinquanta volte il fazzoletto vuol dire che c'è qualcosa che non va!

Ed allora, io dico che occorre proprio prendere atto di questo disagio della maggioranza, di questa maggioranza che sta male; e ritengo che allora sia opportuno non invocare come viene fatto, ed è stato fatto anche oggi in questo dibattito, una sorta di correità. Noi non siamo riusciti a risolvere i problemi, però, perché abbiamo avuto una pesante eredità, perché non siete riusciti anche voi. E` vero, forse la Regione sarda è come in una casa dove ci sono molte perdite idriche, fa molta acqua! Ma io penso che l'atteggiamento di un capo famiglia di fronte a perdite idriche del proprio appartamento può darsi che chiami un idraulico a sostituire e a riparare, e se quell'idraulico non è riuscito a riparare il danno chiama un secondo idraulico; voi forse siete il secondo idraulico che non riesce a riparare il danno, però, non potete giustificare dicendo che la colpa del vostro insuccesso è dovuta al fatto che il primo idraulico non ha riparato il danno!

Io penso che quel capo famiglia senz'altro vi contesterà la fattura, senz'altro vi manderà a casa, ed è quello che faranno gli elettori sulla base di questo atteggiamento e di questo disastro fallimentare del vostro modo di operare e di fare politica.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.

MASIA (S.D.I.-S.U.). Presidente, anch'io voglio fare alcuni ragionamenti anche se a quest'ora ci sentiamo un po' tutti stanchi, ma credo che con un po' di compostezza ed umiltà, in particolare umiltà che io rivolgo a qualche onorevole, a qualche Assessore, che è probabile se ne potrebbe avvantaggiare, come se ne potrebbe avvantaggiare il dibattito specialmente in questo Consiglio. Inizio con un ragionamento, Presidente. Venerdì sera, nel pomeriggio ho preso un congedo, congedo perché avevo un importante convegno sulla scuola, sul diritto allo studio; era importante, mi impegnava moltissimo e però l'attenzione naturalmente, la mia attenzione, era rivolta anche ai lavori di questo Consiglio e con contatti costanti e diretti col Capogruppo sono venuto a conoscenza che tante volte, venti, trenta volte, questa maggioranza è andata sotto.

Però, mi riportavano in particolare una serata di divertimento, un divertimento caratterizzato da risate dovute principalmente forse all'ilarità che in questi casi si scatena, ed era un'ilarità sia dei consiglieri della maggioranza che dell'opposizione, per i risultati delle votazioni, che erano risultati incredibili. Naturalmente con questo ho pensato che il giorno dopo, quando si sono ripresi i lavori, sarebbe successo qualcosa; ebbene, invece sabato mattina pareva che non fosse successo nulla, nessun atto conseguente, io dico nessuna vergogna anche perché stiamo parlando di quello che è successo in un'Aula che è quella del Consiglio regionale.

Bene, tranne la fretta di partire che ho potuto constatare in molti colleghi, io forse ero fresco e magari avevo meno fretta, fretta di partire verso la propria casa per fare il fine settimana, pareva che non fosse successo nulla. E non era naturalmente la prima volta! Me lo dicevo, lo dicevo naturalmente a me stesso, ma lo chiedevo anche agli altri consiglieri; ma, è successo o non é successo - dicevo e chiedevo - che un Assessore dei lavori pubblici è rimasto senza risorse? E` successo o non è successo che un Assessore della pubblica istruzione e della cultura è stato fortemente ridimensionato dopo la bocciatura di tutto l'articolo in Commissione e ha corso anche seri rischi di essere esautorato totalmente dal suo ruolo, con un emendamento che è stato diciamo proposto dalla maggioranza, dal Presidente primo firmatario della Commissione cultura che imputava a questo Assessore una gestione troppo personale ed anticipata naturalmente degli elenchi dei contributi che dà questo Assessorato alle varie realtà sportive.

Io voglio ricordare che se non fosse stato per noi, l'onorevole Floris ha fatto un intervento chiedendo attenzione e noi questa attenzione l'abbiamo data, se non fosse stato per l'opposizione, per il centrosinistra che per decenza, per dignità e per equilibrio che caratterizza appunto i consiglieri del centrosinistra, oggi l'Assessore della cultura si sarebbe trovato esautorato. Un Assessore senza portafoglio che probabilmente avrebbe dovuto assumere atti conseguenti che però pare siano sconosciuti.

Poi, l'Assessore della sanità! L'Assessore della sanità che esprimeva meraviglia perché anche lui è stato toccato in quelli che sono i voti che sono venuti fuori, diciamo, dai voti appunto che ci sono stati in questo Consiglio. Non ci sarà più prevenzione e non gestirà che il contingente.

E poi, l'articolo 3, totalmente soppresso. L'assessore Masala con un gesto diceva: "è cartastraccia!" Dando l'opportunità anche a Cogodi, che fa molta scena anche, di strappare più volte per essere ripreso sotto i riflettori della televisione e di far evidenziare che proprio questo trattamento questo Consiglio non lo può avere. Beh, non è successo nulla, dicevo! Non è successo a tanti Capigruppo della maggioranza che con i loro emendamenti, quelli sì che sono diventati cartastraccia, eppure totalmente cancellati rappresentavano per loro, l'hanno detto, le promesse, gli impegni clientelari che naturalmente avevano assunto.

Sull'articolo 17, per tornare al tema, si è già detto tanto; cosa si vuol fare con questo articolo noi lo abbiamo già detto e non lo condividiamo in assoluto. Ne è stato parlato abbondantemente, ma io voglio rimarcare un aspetto; se i numeri hanno un significato, noi stiamo discutendo proprio l'articolo 17 ed è un brutto numero purtroppo, almeno dal mio punto di vista, e lo dico all'onorevole Pili, lo dico agli Assessori, naturalmente se credono alla smorfia e non a quella che ho potuto vedere nelle facce spesso quando questa maggioranza andava sotto!

Noi stiamo discutendo la disfatta di questa maggioranza proprio in corrispondenza con questo articolo, la vostra disfatta! E vorrei che ne prendeste atto.

Però, prenderne atto non significa, così come ho potuto sentire, perché non fa onore questo, minacce che sono venute da alcuni Capigruppo a quei consiglieri che fanno parte di questa maggioranza e che ne sono nei partiti maggiori, minacciati perché nelle prossime elezioni di questo se ne potrebbe tener conto. Io credo che ne debbano tener conto subito questi consiglieri di questo tipo di affermazioni, ed in particolare in questo momento.

Ma, non voglio fermarmi soltanto a questo. Questa è la disfatta delle opportunità della Sardegna, le opportunità della nostra Isola; noi siamo tre mesi a discutere sempre più intensamente, dice qualcuno, e qualcun altro ha pure aggiunto "del sesso degli angeli"! Io non sono d'accordo su questo. No, non siamo d'accordo. Noi tutto questo tempo lo stiamo impegnando per convincere che questa finanziaria può essere rifatta, per convincere che stiamo lavorando per trovare consenso anche non soltanto nell'opposizione, perché questo c'è già, ma anche all'interno della maggioranza, come è giusto che sia; noi riteniamo che all'interno della maggioranza ci siano consiglieri che pensano con la propria testa, che ragionano e che sicuramente, attraverso il loro equilibrio, capiscono che si possono fare scelte diverse da quella che è la proposta che ci viene portata in discussione.

E` stato detto, non solo da parte nostra, ma principalmente da parte nostra, "assessore Masala si dimetta" ed anche Pili. Io credo che Pili ne debba prendere atto, non lo sto dicendo soltanto io. Ma io spero però che questo avvenga; nel frattempo mentre ci pensate io credo che sia necessario che si sviluppi da subito un forte impegno; un impegno perché la responsabilità che ciascuno di noi ha in un momento come questo, e che pare nessuno voglia assumere, in particolar modo nella maggioranza, dev'essere quello di rivedere le cose, perché troppi danni in questa battaglia politica si stanno facendo, perché sono troppi i mesi che si sta discutendo ed è troppo il danno che si sta facendo proprio nei confronti dei sardi.

Noi ne siamo tutti quanti convinti; siamo convinti che all'interno di questa finanziaria, come è stato detto, non dovevano essere presenti le norme intruse, lo diceva l'onorevole Vargiu, ma lui è il primo che mette un'intera legge, la legge sul turismo, all'interno di questa finanziaria. Anche altre cose abbiamo visto: abbiamo visto, per esempio, lo si commentava, che in questa nostra Regione conta più il presidente dell'Ente lirico di Cagliari piuttosto che il rappresentante della Chiesa, visto che l'emendamento per la Chiesa è stato bocciato ed era probabilmente una decima parte rispetto a quello che è stato concesso all'Ente lirico. Decine e decine di miliardi dati a quest'ente, non voglio rientrare, ma sicuramente il sapore amaro rimane un po' a tutti. E rimane anche un aspetto: l'assessore Masala che continua a dire non c'è una lira. Chissà perché, poi, per queste opportunità vengono fuori! Beh, io credo che dobbiamo recuperare in fretta queste opportunità. Una serie di opportunità, opportunità per la Sardegna però, attraverso appunto accordi precisi, è stato già detto, per chiudere questa finanziaria e per recuperare in tempi brevi tutte quelle che sono le opportunità che ancora noi possiamo restituire alla Sardegna, però questo non vuol dire recuperare questa maggioranza, perché siamo convinti che questa maggioranza non c'è, che è palesemente in conflitto con la propria Giunta. D'altronde è stato detto - ma va bene rimarcarlo - l'articolo 16 che è tanto condiviso dalla maggioranza è stato bocciato al primo voto. Io credo che sia necessario uno strumento semplice, assessore Masala, perché di questo ha bisogno la Sardegna. Io credo che sia necessario anche uno scatto di dignità, però; occorre ridare dignità a questo Consiglio e lei può fare un grande gesto, accompagni velocemente questa finanziaria, noi le daremo una mano se da subito si dimette, se da subito si impegna a dimettersi. I punti a cui noi teniamo sono stati evidenziati; sono gli enti locali, il lavoro e il terzo settore. E lo dica subito, non aspetti come qualcuno pensa, a domani mattina, dia un messaggio a tutti i suoi colleghi in Giunta, così maltrattati naturalmente dalla maggioranza, dia un messaggio al suo partito che non riesce a difenderla e lo dia principalmente a Pili questo messaggio, che non può restare zitto. Mi auguro che domani mattina - la notte porta sempre Consiglio - non sia come sabato mattina, dove non c'è stato nessun fatto. Io mi aspetto risposte concrete e atti conseguenti. Presidente Pili, io la prego, non si faccia ancora sommergere dalle risate, da quel mare di risate che venerdì sera non hanno provocato niente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Cari colleghi, io trovo assolutamente paradossale che di fronte a tanti interventi pacati che hanno invitato alla riflessione, che hanno fatto un'analisi molto pacata e riflettuta su quello che è successo durante tutto questo periodo, nei 115 giorni nei quali si è discusso di finanziaria, di fronte, dicevo, a questi appelli vediamo che la maggioranza, la Giunta, il Presidente, l'assessore Masala, non prendono atto di questo sta accadendo e chiedono una pausa affinché l'armata che ormai è in una disfatta totale possa perlomeno rinsaldare le fila per fare una ritirata diciamo dignitosa. Invece il comandante e il subcomandante Masala stanno conducendo l'esercito a una disfatta totale! Mi pare quasi che siamo tornati indietro, all'inizio della discussione sulla finanziaria, nella quale abbiamo assistito a delle situazioni assolutamente incredibili. Eravate consci che questa finanziaria non aveva il consenso di nessuno e l'assessore Masala ha fatto un qualcosa che io ritengo avere dell'incredibile. Era evidente che il presidente Balletto facesse, come dire, ostruzionismo cercando di portare in aula il maggior numero di colleghi del centrodestra, perché il terror panico sul voto dell'articolo 1 vi aveva quasi paralizzato. L'assessore Masala ha fatto in quest'aula un'azione, chiedo scusa Assessore se dico penosa, chiedo scusa non è riferito alla persona, ma al ruolo che lei ha svolto, cioè di fare ostruzionismo in quest'aula per cercare di far perdere tempo. E' veramente un fatto incredibile! Se torniamo indietro con la mente, io credo che tutti i colleghi che hanno fatto appelli all'opposizione affinché si andasse velocemente e non si argomentasse sulle questioni che sono state addotte, credo che appunto, se ci sorreggesse la memoria sotto questo profilo, nessun collega avrebbe più niente da dire in merito all'azione che è stata condotta dal centrosinistra.

Dico solo due battute sull'articolo che è in discussione perché ormai è evidente a tutti che l'attenzione è rivolta a ben altro. Cioè anche sull'articolo 17, sul patrimonio regionale, ma, Assessore, non ricorda che l'hanno scorso qui abbiamo inchiodato l'Aula per farvi capire che il patrimonio della Regione non può essere svenduto? Ma non ricordate che abbiamo condotto una battaglia campale perché il patrimonio dei sardi è dei sardi, non è di vostra proprietà? E qui veramente c'è da trasecolare nel vedere che voi, senza un minimo di rigurgito di tipo nazionalitario, ma dico regionalistico, accettate supinamente quello che vi ordinano i vostri padroni romani. E' un fatto vergognoso! Ma dico di più (tra l'altro forse l'Assessore della sanità non è al corrente, immagino): ieri si è approvato un incremento, se non ricordo male di 14 milioni di euro, per appianare i debiti delle ASL. Oggi ci sono...

FALCONI (D.S.). 130.

PIRISI (D.S.). No, erano 130, poi ne sono stati aggiunti altri 14 e siamo arrivati 144.

FADDA (La Margherita-D.L.). 152.

PIRISI (D.S.). Poi c'è stata anche un'ulteriore aggiunta. Sì, milioni di euro, 300 miliardi circa, per appianare i debiti delle ASL. Nel frattempo qualche discolo funzionario delle ASL, evidentemente non ben controllato, che non risponde alle indicazioni che vengono date, sta mettendo in vendita anche nei comuni il patrimonio delle ASL, perché dicono che così renderanno più efficiente la sanità. Stanno succedendo queste cose, e voi siete all'oscuro? E voi siete all'oscuro! Quindi esistono anche questi aspetti. Allora questo articolo va immediatamente, lei Assessore dovrebbe alzarsi e dire: "Vi invito a bocciarlo", perché non lo può ritirare, sappiamo che un articolo della finanziaria lei non può ritirarlo, ma l'invito a bocciarlo, dovrebbe farlo lei pubblicamente per evitare che poi leghi le sue eventuali dimissioni anche all'articolo 17. L'ha dichiarato pubblicamente sulla stampa che si sarebbe dimesso se non fosse passato l'articolo 16, è passato e ci ha detto: "Badate, non potete invitarmi ad andarmene perché io non accetto lezioni da nessuno". Magari ho capito male, però lei ha detto questo, Assessore. C'è qualche giornalista che forse ha inteso male, altrimenti qua quando l'Assessore del bilancio e della programmazione si mette in aula a fare discorsi, a pronunciare, diciamo, impegni solenni affinché poi magari certe cose possano essere recuperate nell'assestamento di bilancio e quant'altro, noi saremmo portati a dire che si comporterà esattamente come si è comportato con l'articolo 16. Cioè è minata la sua credibilità politica, assessore Masala.

Però io qui voglio tornare, brevemente perché non ho idea di quanti minuti mi rimangano, sull'intervento che ha fatto l'onorevole Pittalis, che è stato straordinariamente pacato. L'onorevole Pittalis ci ha richiamato a un rischio che noi corriamo come Assemblea legislativa, ed è il ritorno all'antipolitica. Cioè l'onorevole Pittalis ci ha detto: "Badate che se qui si continua di questo passo torneremo all'antipolitica", quasi a significare che la Giunta, l'assessore Masala, il Presidente e questa maggioranza abbiano dato in questi anni prova di buona politica. Veramente c'è da trasecolare, c'è da rimanere allibiti di fronte a un'affermazione di questo tipo.

Ma l'atteggiamento ostruzionistico a cui ho fatto cenno, portato avanti dall'assessore Masala, il cesarismo che avete praticato non raccordandovi con la società sarda, il fatto che ci siano state bocciature a raffica nella passata finanziaria in tanti provvedimenti, e il fatto che voi rimaniate abbarbicati a quella sedia, assessore Masala, altro che Federbostik! Io credo che lei abbia procurato un collante tale per cui è diventata la poltrona quasi, come dire, connaturata alla sua persona, cioè che sia un qualche cosa che ormai fa parte, una protesi dell'Assessore! Assessore, io credo che un atteggiamento corretto avrebbe voluto che voi prendeste atto, ma qui il presidente Floris vi ha dato una lezione di grande dignità dimettendosi su un punto, un articolo del DPEF. Lei oggi, che ha affermato essere l'articolo 16 fondamentale per l'attuazione di quello che comunque avete chiamato "carta straccia" in altri momenti, e lei ha legato il futuro politico, suo personale, come Assessore, a questo articolo e non ne prende atto. Io credo che sia veramente protervia, insensibilità democratica, non rispetto delle istituzioni. E' un atteggiamento che credo i sardi non possano sopportare. Io Assessore, guardi, glielo dico anche se il consigliere Pittalis ha detto: "Noi non leghiamo, non riteniamo che il sacrificio dell'assessore Masala sia fondamentale per le sorti della maggioranza e per il buon governo della Sardegna, altrimenti" - ha detto - "l'avremmo immolato tranquillamente sull'altare, insomma, del buon governo...". Io credo che siano state dette queste cose oggi, ha affermato questo. Io però ritengo che al di là del ruolo che qualcuno vorrebbe farle giocare di agnello sacrificale, ci sia la dignità politica dell'Assessore del bilancio e della programmazione che dovrebbe prendere atto di quanto è successo.

Ora, la finanziaria, è stato detto, è entrata male e sta uscendo in maniera disastrata. Io così, lo dico con amicizia nei confronti dell'amico Bruno Murgia, che si è assunto il ruolo di ultimo giapponese nella difesa della finanziaria, adesso mi pare che il collega Murgia sia uscito oggi dall'isola nella quale si trova, ha fatto capolino, però sinceramente mi è sembrato che parlasse giapponese. Cioè, non mi pare che sia stato fatto un discorso chiaro su quello che voi intendete fare in futuro e in prospettiva.

Assessore, la crisi di fatto è aperta, questa finanziaria è sinceramente l'elemento che ha messo a nudo, se ancora ce ne fosse stato bisogno, tutte le vostre debolezze e la vostra frammentarietà. Il consigliere Murgia ha parlato di diverse sinistre; io qua sto sentendo scricchiolii sinistri, invece, nella maggioranza che ormai sono diventati quasi un boato, e siccome la "Casa" sta crollando, forse è bene che non trasciniate tutta la Sardegna nella catastrofe nella quale voi adesso vi state trovando.

E' stata prospettata una via d'uscita, l'abbiamo detto, noi vogliamo collaborare affinché in tempi rapidissimi si chiuda, si vada all'epilogo di questa situazione. L'ha indicato stamattina l'onorevole Cugini, ha detto in maniera chiara delle cose, le ha riprese il nostro Capogruppo, le hanno riprese i diversi colleghi della opposizione: date delle risposte chiare sul lavoro, sul sostegno alle imprese, sul terzo settore, eliminate tutte le norme intruse che avete cercato di infilarci tanto per fare, anche qui, un pochino di clientelismo a basso prezzo, e credo che si possa andare a chiudere la partita in tempi rapidissimi. Però io, Assessore, in ultimo le chiederei anche un'altra cosa: chiedetela questa benedetta sospensione, perché noi, se non ci portate qui proposte che siano chiare, abbiamo la capacità di stare qui a fare tanti interventi, fino a quelli che occorrono, affinché un briciolo di buon senso entri nelle vostre teste. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Presidente, anche se l'attenzione è rivolta a ben altro, e a ragione, io vorrei fare alcune brevi considerazioni nel merito dell'articolo 17, e poi anche una considerazione conclusiva rispetto alle cose da me dette sulla valenza della discussione di questa sera, o di oggi più che di questa sera. Nel merito si dice che l'articolo 17 abbia un intento nobile, per cui debba essere, in quanto tale, valutato. Si dice che l'articolo 17 vorrebbe sottrarre il patrimonio regionale, che è disperso in mille rivoli, alla disponibilità degli enti, perché il rischio è quello che è stato paventato poc'anzi, che questo patrimonio possa essere utilizzato, in quanto risorsa da valorizzare, non in quanto risorsa che potrebbe contribuire ad aprire anche una fase di sviluppo e di crescita anche economica in quest'Isola, ma potrebbe essere utilizzato per altri fini, per esempio per recuperare risorse magari, così come veniva indicato poc'anzi, da utilizzare nelle ASL o negli enti per coprire costi di gestione che diventano sempre di più incontrollabili e incontrollati. Magari in quell'emendamento, presentato dall'onorevole Cassano, che abbiamo rinviato non si sa bene a quando, che prevede lo stanziamento di 20 miliardi per recuperare l'ex ospedale civile di Sassari, ecco, dopo il recupero, magari, quella risorsa potrebbe essere cartolarizzata, così come dice l'articolo 17, e dopo che è recuperata magari venduta, con la candela vergine però si dice, e utilizzata per altri fini. Come?

(Interruzione)

ORTU (R.C.). Lo so, io non è che condivido tutto quello che fanno in Emilia Romagna, anzi, Giorgio. Allora il problema è di affrontare la questione nel merito. Allora se il fine, così come veniva qui indicato, non è quello di recuperare risorse da bruciare nella gestione, ma è quello di sottrarre addirittura i beni regionali, il patrimonio regionale a questo rischio mettendolo sotto controllo dell'Assessorato competente, se questo è il fine noi possiamo dire di essere d'accordo. Tant'è che abbiamo presentato un emendamento, l'emendamento 625, non abbiamo presentato solo un emendamento soppressivo, abbiamo presentato l'emendamento 625 che, se approvato, può concorrere in termini positivi a realizzare questo fine. Allora qui si tratta di vedere se c'è davvero la disponibilità da parte dell'assessore Masala, della Giunta e dell'Assessore competente, in questo caso l'Assessore degli enti locali, a perseguire questo fine. Allora addirittura il nostro emendamento, l'emendamento 625, per tagliare qui la testa al toro ed evitare equivoci, e qui avanzo una proposta, può essere sostitutivo totale dell'articolo 17 anche perché nella sua struttura è configurato, come anche dal punto di vista tecnico, emendamento sostitutivo totale.

E` chiaro che in subordine noi avevamo presentato un soppressivo perché riteniamo che la strada indicata dall'articolo 17 non possa essere e non debba essere, e non è utile perseguire. Allora il nostro emendamento può essere sostitutivo totale e in quanto tale può essere proposto in sede di discussione generale, così come stiamo facendo e può aiutarci a conseguire quel risultato che qui si è vociferato, insomma, che sarebbe meglio uscisse in modo preciso in Aula e che venisse fuori anche in modo chiaro nella discussione. Il nostro articolo consente, ai fini del riordino, e quindi di una gestione e valorizzazione del patrimonio mobiliare della Regione, appunto consente alla Regione, all'amministrazione regionale e quindi all'Assessore degli enti locali di subentrare nei beni e nei diritti patrimoniali immobiliari allocati negli enti regionali. Allora questo dice il primo comma del nostro emendamento sostitutivo. Poi con gli altri commi successivi viene regolamentata la materia. Allora, ripeto, se la volontà è quella di perseguire una gestione seria e una valorizzazione utile per la Sardegna di tutto il patrimonio regionale, si imbocchi anche qui la via maestra. Si evitino altre strade che, come abbiamo constatato, portano in altre direzioni; porterebbero nella stessa direzione per la quale il Presidente della Giunta regionale è stato costretto, addirittura, ad impugnare un provvedimento del Governo nazionale. Allora si faccia il riordino, si verifichi e quindi in qualche modo, finalmente, si abbia perfino conoscenza di qual è questo patrimonio e dopodiché si discuta anche seriamente come questo patrimonio può essere non solo gestito, ma valorizzato, e ripeto, torno a dire, può costituire fonte importante attraverso la quale dare un contributo allo sviluppo e alla crescita economica dell'Isola. Allora questa è la strada che noi abbiamo indicato. Ripeto il nostro può essere utilizzato come emendamento sostitutivo, qui si tratta di valutare con gli uffici, tecnicamente, come la strada è perseguibile e in questo caso penso che addirittura possa tornare utile che al di là del titolo, lasciando fermo il titolo, il resto del comma possa essere perfino ritirato perché, se rimane in piedi il titolo, rimane in piedi la possibilità anche di portare un emendamento. Questo per quanto riguarda il merito dell'articolo 17, però so, e a nessuno sfugge, che l'attenzione di quest'Aula è rivolta in ben altra direzione. Io ritengo anche utile a questo punto, fare il punto di arrivo della discussione di quest'Aula per quanto ci riguarda. Noi prendiamo atto delle considerazioni fatte dell'onorevole Masala in risposta alle questioni che noi abbiamo posto in apertura della discussione sull'articolo 17. L'onorevole Masala dice: "Va be', apprezzo il suggerimento, ma grazie no". All'onorevole Masala vorrei dire che il nostro non era un suggerimento, era una constatazione. Il suggerimento gli è venuto dalla sua maggioranza, ma non solo, un suggerimento abbondantemente preannunciato. Se l'onorevole Masala dà uno sguardo ai giornali di questi giorni, in questi giorni c'era abbondantemente ripreso quel suggerimento. Era abbondantemente ripreso il suggerimento. Comunque lui non ne vuole prendere atto, bontà sua. In questa ipotesi sta a lui perseverare fino a quando ritiene più opportuno insomma, sta a lui perseverare. Per quanto ci riguarda, noi riteniamo che il punto di arrivo sia costituito dalle dichiarazioni fatte in Aula dall'onorevole Pittalis che dice testualmente: "Non ci si sta nel ruolo, al dispetto dei santi, non si può navigare a vista, bisogna trovare una soluzione.". Allora la soluzione bisogna trovarla quanto prima, noi in qualche misura l'abbiamo tolta dalle mani di Masala e messa in mano a Pili, al Presidente della Giunta di cui vorremmo conoscere il parere anche se sappiamo che poi la musica non cambia, ma che dica che la musica non cambia, che lo dica anche lui così come ha avuto il coraggio di dire l'onorevole Masala.

Badate l'alternativa, e ho concluso, sta all'articolo 18, ci sono 80 emendamenti, quelli presentati in modo ordinario, se ne aggiungono un altro centinaio sotto forma di emendamento sugli emendamenti, su questa materia dovremo incominciare a discutere domani, allora il punto è - e chiudo - ma stanotte siete in grado di pensare a quale può essere l'ipotesi di soluzione, e siete in grado di partorire due idee, una sul lavoro e una sugli enti locali?

PRESIDENTE. Grazie onorevole Ortu. Io credo che i lavori possono concludersi qui per stasera. Il Consiglio è convocato domani mattina ore 10, il primo iscritto a parlare è l'onorevole Lai.

La seduta è tolta alle ore 21 e 49.


[S1]Marrocu?