Seduta n.418 del 10/12/2003
CDXVIII SEDUTA
(ANTIMERIDIANA)
Mercoledì 10 dicembre 2003
Presidenza del Presidente SERRENTI
indi
del Vicepresidente BIGGIO
La seduta è aperta alle ore 10 e 13.
ORTU, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 12 novembre 2003 (412), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico all'Aula che il consigliere regionale Massimo Fantola ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo per la seduta del 10 dicembre 2003.
Se non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.
Continuazione della discussione della proroga dell'interim dopo
la scadenza del termine della legge numero 1 del 1977
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione della proroga dell'interim. E' iscritto a parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.
Mi dispiace, l'Aula non è al massimo della sua partecipazione, però se i colleghi ritengono possiamo anche sospendere per una decina di minuti. Va bene, la seduta è sospesa per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 15, viene ripresa alle ore 10 e 29.)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.
PUSCEDDU (D.S.). Signor Presidente, i colleghi della opposizione ieri hanno avuto modo di chiarire le difficoltà di ordine tecnico e giuridico della richiesta formulata ieri dal Presidente della Giunta, onorevole Masala. Una richiesta che se è suffragata da motivi di difficoltà politica, di ordine politico, difficilmente è percorribile, perché introdurrebbe nel nostro ordinamento un pericoloso precedente consentendo alla Giunta di continuare a tempo pressoché indefinito in un regime di interim per addirittura quattro Assessorati. Pertanto condivido appieno quanto sostenuto ieri dal Capogruppo, l'onorevole Spissu, dal collega Cogodi, dal collega Scano e dagli altri che sono intervenuti.
Io voglio cogliere questa occasione per formulare un breve giudizio politico e per dire che il Presidente della Giunta non sta chiedendo una proroga degli interim di quattro Assessorati, in effetti sta chiedendo una proroga alla sua presidenza, una proroga alla sua Giunta, ricordo, una Giunta nata in un momento particolare - l'ultimo giorno utile prima dello scioglimento del Consiglio regionale - e con un quadro politico indefinito; una Giunta minoritaria e pertanto l'operazione che sta tendendo il presidente Masala, se può essere sintetizzata, è l'operazione di tentare politicamente di sopravvivere a se stesso. Dico sopravvivere a se stesso perché sono venute meno le ragioni storiche, politiche e di contingenza temporale che avevano determinato la nascita di questa Giunta minoritaria. Il Presidente non ha fatto minimamente cenno, seppur queste iniziative assunte da quattro consiglieri che pure avevano votato la fiducia alla Giunta, hanno presentato una mozione di sfiducia che è stata regolarmente depositata agli atti del Consiglio e che quanto prima mi auguro possa essere discussa. Non ci ha dato neanche modo di conoscere un documento politico di sostegno da parte delle forze politiche che dovrebbero costituire questa sedicente maggioranza. Non sappiamo se Forza Italia, che pure si era astenuta all'atto della fiducia alla Giunta Masala, abbia cambiato atteggiamento, se si appresti a un appoggio esterno o se dichiari di pervenire, non si sa quando, ad un ingresso organico nella Giunta. Per questo il tentativo del presidente Masala di sopravvivere a se stesso secondo me rischia di diventare una caricatura della politica, anche perché una Giunta siffatta sta eludendo il confronto su argomenti importanti e che sono particolarmente sentiti dai nostri cittadini. Tutti gli atti di programmazione giacciono, manca una politica di indirizzo, ricordiamo che il documento di programmazione economica e finanziaria ha accumulato gravi ritardi e non è stato ancora esitato, non è stata neanche avviata la discussione sulla prossima manovra finanziaria del 2004, c'è un fortissimo ritardo sulla riprogrammazione dei fondi comunitari e seppure abbiamo evitato, attraverso degli artifizi, tipo il commissariamento dell'ARPAS o attraverso l'utilizzo di progetti coerenti e progetti sponda al disimpegno automatico delle risorse comunitarie, manca comunque qualsiasi indirizzo programmatorio. E questo significa che questa Giunta cerca di vivere alla giornata, ma non nel senso nobile del termine, neanche in quella politica che potremmo dire ispirata a un modello epicureo del carpe diem, del cogli il giorno; qui invece si vive proprio alla giornata nel senso di far passare inutilmente i giorni in attesa di una scadenza che noi ci saremmo augurati molto prima. Noi abbiamo avuto modo, il Gruppo dei Democratici di Sinistra, di sottolineare, fin dalla scorsa estate, che sarebbe stato opportuno in questo quadro di difficoltà politiche, di fronte al fallimento dell'esperienza politica del centrodestra e di fronte anche alla residualità della funzione politica del Gruppo di Forza Italia, che doveva essere il motore dell'attività legislativa di questa legislatura, e che invece si appresta a prendere atto del fallimento della politica del centrodestra, di un centrodestra dilaniato, di un centrodestra che non riesce neanche più non solo a parlare ai sardi, a parlare ai nostri cittadini, ma non riesce neanche a parlare con se stesso, tra le forze politiche.
Per questo io ritengo che in queste condizioni l'unica cosa utile e necessaria che il presidente Masala possa fare è quella di rimettere il mandato in un sussulto di dignità per consentire agli elettori quanto prima di potersi esprimere e di dare veramente un Governo credibile, un Governo autorevole che sia all'altezza dei bisogni dei nostri amministrati.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Selis.
SELIS (La Margherita-D.L.). Rinuncio.
PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare i consiglieri Balia, Emanuele Sanna, Floris, Giacomo Sanna, Pittalis che non sono presenti. E' iscritto a parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che abbiamo assistito, nella giornata di ieri, a un altro fatto estremamente negativo, presidente Masala, forse nessun Presidente di Regione aveva utilizzato l'articolo 20, cioè dichiarazioni della Giunta, per fare una dichiarazione che tra l'altro offende profondamente - e chiedo anche al Presidente del Consiglio di ascoltarmi un attimo - quest'Aula.
Noi non abbiamo voluto fare ostruzionismo, crediamo che questo precedente, presidente Masala ed anche assessore Contu, visto che lei è stato anche Presidente del Consiglio, sia un precedente gravissimo. Presidente Serrenti, io sono convinto che l'ordine del giorno che è stato presentato dalla maggioranza non sia ricevibile. Vorrei ricordare che nella Conferenza dei Capigruppo il Presidente del Consiglio diede incarico agli Uffici di elaborare un parere. In quella occasione c'era il Presidente della Giunta che sosteneva addirittura qualcosa che molti ritengono illegittimo, cioè la possibilità di non nominare quattro Assessori, di prendersi l'interim, perché è un atto illegittimo, addirittura il Presidente della Giunta sosteneva che visto che aveva avuto la fiducia del Consiglio regionale non c'era più bisogno neanche di rispettare la legge regionale numero 1.
Signor Presidente, chiedo un attimo di attenzione, siccome credo che sia l'ultimo intervento. Il Presidente della Giunta, nelle sue dichiarazioni, ha detto che in base alla legge chiedeva una proroga. L'ufficio studi del Consiglio regionale, ecco perché io ritengo che non sia ricevibile quanto proposto dal Presidente della Giunta e poi accettato, condiviso dalla maggioranza con un ordine del giorno, io vorrei ricordare all'Aula e a lei signor Presidente della Giunta, che sia un pochino più attento anche ai pareri che vengono dati dagli uffici, perché lei da consigliere regionale ha sempre chiesto che venissero rispettate le norme e i regolamenti, da Presidente della Giunta si sta distinguendo come il Presidente, come l'Assessore che viola con più facilità le norme. Allora, signor Presidente, io leggo quanto scritto dagli uffici: "Inoltre il rapporto fiduciario che deve intercorrere tra Consiglio e Giunta, nella sua completezza, rende del tutto eccezionale ed assolutamente transitorio il fatto che all'atto della formazione della Giunta il Consiglio approvi un Esecutivo privo di diversi componenti. E' chiaro che la deroga alla norma va sanata in pochi giorni e che va escluso un interim conferito a tempo indeterminato dal Consiglio. L'unico termine stabilito dalla legge regionale numero 1 è quello previsto per una fattispecie completamente diversa, relativa al caso in cui un Assessore cessi dalla carica e il Presidente della Giunta ne affidi in via provvisoria, non oltre tre mesi, le funzioni a se stesso o ad altro Assessore. A maggior ragione l'interim conferito all'atto della costituzione della Giunta deve essere di brevissima durata.
Signor Presidente, sono trascorsi tre mesi, a seconda del parere degli uffici, io credo anche suo, non è possibile prorogare ulteriormente; tre mesi, che sono normalmente utilizzati quando un Assessore cessa dall'incarico. Allora io chiedo, e non voglio entrare - perché ne discuteremo quando la Giunta regionale… l'hanno fatto del resto altri colleghi - negli aspetti di carattere politico, io credo signor Presidente che in questo momento noi non possiamo creare precedente, che è gravissimo e quindi la invito a chiedere al Presidente della Giunta regionale, ai colleghi della Maggioranza di ritirare l'ordine del giorno e al massimo, in via del tutto eccezionale, possiamo dare qualche ora al Presidente della Giunta, altrimenti siamo in piena violazione delle norme. Io non entro nel merito, anche qui perché gli uffici non si sono espressi, se sia possibile o meno dare una proroga quando i termini sono scaduti; anche qui c'è, secondo me, da dibattere da un punto di vista giuridico, però non voglio entrare perché sono convinto che comunque la Regione deve avere la possibilità di nominare, di indicare quattro nuovi Assessori.
Allora, presidente Masala, inviti, ritiri quello che lei ha detto, quelle pessime dichiarazioni che ha fatto, offensive nei confronti del Consiglio e non è la prima volta che lei offende il Consiglio dopo averlo difeso nella scorsa legislatura tante volte. Invito i colleghi della maggioranza a ritirare quell'ordine del giorno perché altrimenti, signor Presidente, lo deve dichiarare non ricevibile perché altrimenti è inutile che lei chieda il parere agli uffici sull'interpretazione delle norme. Quell'ordine del giorno non è ricevibile. Allora, di quante ore ha bisogno? Di due ore, di tre ore, di quattro ore? Di un giorno? Noi siamo disponibili per domani, ma non è pensabile che si proceda in questo modo offendendo le regole, offendendo il Consiglio regionale. Sugli altri aspetti di carattere politico credo che avremo occasione, e l'hanno del resto già fatto altri colleghi, di parlarne, ci auguriamo nella giornata di oggi o al massimo della giornata di domani, quando lei, signor Presidente della Giunta, presenterà i nomi dei quattro Assessori.
Quindi, ecco, signor Presidente del Consiglio, vorrei un suo parere, se rispetta quelli che sono i pareri che gli uffici hanno dato a lei e a noi o seppure ancora una volta le norme possono essere utilizzate a seconda di chi guida questa Regione.
PRESIDENTE. Onorevole Fadda, lei mi pone una domanda che abbisognerebbe di una risposta un po' articolata, non può essere un sì o un no. Le ricordo che le inammissibilità sono stabilite all'articolo 88 del Regolamento e che l'Aula è sovrana sempre, in tutte le sue espressioni. Quando l'Aula si esprime vengono superate anche questioni regolamentari. Guardi, proprio il secondo comma dell'articolo 88 lo dice in maniera esplicita.
FADDA (La Margherita-D.L.). Se rispettiamo la legge, Presidente.
PRESIDENTE. Quando io le dicevo che è necessaria una risposta articolata, significa che c'è un problema evidentemente non di ordine formale, ma di altro tipo e questa non è la sede. Adesso noi finiamo la discussione, dopodiché dovremo decidere come andare avanti.
Io non so se ci sono novità rispetto a quelle che sono emerse ieri.
FADDA (La Margherita-D.L.). Non ci interessa, si dimette il Presidente altrimenti!
PRESIDENTE. Beh, metta il caso che adesso ci siano i nomi dei nuovi Assessori…
(Interruzione)
ma io questo non lo so, come fa a saperlo lei?
FADDA (La Margherita-D.L.). La legge è indipendente dal fatto che abbia i nomi oppure no.
PRESIDENTE. Onorevole Fadda, cerchiamo di avere un po' di pazienza e vedremo di risolvere anche questo problema. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, se è necessario che ci fermiamo un po', sennò do la parola alla Giunta per la replica.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta per la replica.
COGODI (R.C.). E' una questione pregiudiziale quella che è stata posta ieri.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Grazie Presidente. Io per la verità mi aspettavo che il dibattito, così come era stato annunciato ieri con l'iscrizione di numerosi colleghi, avrebbe potuto svolgersi o dispiegarsi, diciamo così, ancora per un po' anche per conoscere gli orientamenti di tutti i Gruppi e in particolare dei Gruppi che hanno sottoscritto e presentato un ordine del giorno parallelo, diciamo così, alle dichiarazioni del Presidente. Ma poiché evidentemente i colleghi hanno ritenuto di dover tener conto delle urgenze di fronte alle quali il Consiglio si trova che possono essere, diciamo così, elencati in pochi punti come l'assestamento di bilancio, la legge sull'agricoltura sulle quali lo stesso Consiglio si è impegnato di provvedere, di adempiere con urgenza, evidentemente ha indotto i colleghi sia di maggioranza che di opposizione a non prolungare il dibattito. Non ho altre motivazioni su questo per spiegare queste cose. D'altra parte i Gruppi si sono espressi chiaramente e formalmente attraverso la presentazione di un ordine del giorno e quindi è a quello che io debbo fare riferimento.
Tuttavia non mi sottraggo a qualche considerazione in ordine alle questioni che sono state sollevate. Innanzitutto per quanto attiene al principio della continuità amministrativa che è un principio dell'ordinamento generale dello Stato e quindi anche della Regione sarda per cui tutti gli atti di un organo che viene a cessare per qualunque ragione vengono esercitati con la pienezza delle funzioni e della legalità. In secondo luogo anche i riferimenti che sono stati fatti ai pareri scritti degli Uffici della Presidenza occorre leggerli con completezza, perché se è vero che l'ordinamento non prevede il caso specifico, perché non esiste nell'ordinamento regionale la previsione dell'Assessore ad interim che venga nominato ab origine dal Consiglio regionale e quindi si fa riferimento alla legge 1 per analogia perché gli uffici studi hanno ritenuto che il caso di fronte al quale noi ci troviamo possa essere trattato analogicamente alla fattispecie prevista dall'articolo 1. Il Presidente, pur essendo di opinione diversa da questa, ha aderito alla tesi che è stata enunciata dalla Presidenza del Consiglio perché comunque, guai, ed è stato sempre lontano da me creare dei conflitti tra gli organi della Regione e quindi io ho aderito agevolmente a questa ipotesi pur essendo di opinione diversa. Ma allora, se il parere, così come è stato espresso, fa riferimento a un'analogia, è chiaro che noi dobbiamo utilizzare la legge 1 nella sua completezza come se ci trovassimo di fronte all'ipotesi, alla fattispecie prevista dall'articolo 1 perché è stato affermato che nel caso di specie si dà corso all'applicazione analogica della norma perché se così non fosse stato noi ci saremmo trovati di fronte ad un vuoto legislativo perché non avremmo una norma da applicare, applichiamo allora la legge 1 e la legge 1 dice che l'interim può essere esercitato per un periodo di tre mesi, salvo proroga da parte del Consiglio. Ora, siccome si è fatto riferimento spesso anche alle norme di diritto, quasi che fossimo di fronte ad un contratto tra due parti eccetera e non in una Assemblea legislativa. Il termine "proroga" giuridicamente viene utilizzato per estendere un contratto per un periodo uguale a quello originario salvo che la legge o le parti non stabiliscano un termine diverso. Ora, nel caso in specie, se il termine iniziale è di tre mesi, proroga vuol dire tre mesi, vuol dire fino a tre mesi, che vuol dire un giorno, cinque minuti, dieci minuti, un giorno, due giorni, dieci giorni, cinque giorni, eccetera. Non vuol dire che deve essere utilizzato il termine che viene indicato dalla legge. E` chiaro che la ragionevolezza della politica farà in modo che il termine non venga utilizzato, ma intanto così come è stato chiesto dal Presidente nelle dichiarazioni nell'ordine del giorno è stata chiesta la proroga del termine "fino al", non oltre il termine previsto dalla legge che è quello che è indicato nella legge 1 del 1977. E quindi, io non posso in questa fase non chiedere e confermare quanto ho detto ed aderisco pienamente all'ordine del giorno che è stato presentato dai Gruppi che hanno sottoscritto l'ordine del giorno medesimo.
PRESIDENTE. Grazie Presidente, l'ordine del giorno non se n'era ancora dato lettura, se permette facciamo dare lettura dell'ordine del giorno, dopodiché... non c'è discussione su questo ordine del giorno, la discussione è già conclusa, si possono fare dichiarazioni di voto perché siamo in sede di votazione.
FADDA (La Margherita-D.L.). Noi diciamo che non può essere messo in votazione, che è una cosa diversa!
PRESIDENTE. Va be', questo ed altro argomento.
FADDA (La Margherita-D.L.). No, Presidente, lo devono ritirare quell'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Si dia lettura dell'ordine del giorno.
RANDAZZO, Segretario:
ORDINE DEL GIORNO CORONA - MURGIA - CAPPAI - VARGIU - LADU - PIRASTU sull'approvazione della richiesta di proroga degli incarichi ad interim.
IL CONSIGLIO REGIONALE
udite le dichiarazioni del Presidente della Regione, MASALA,
approva
la richiesta di proroga fino ad un massimo di tre mesi, secondo il termine previsto dall'articolo 3, secondo comma, della legge regionale n. 1 del 1977, degli incarichi ad interim degli Assessorati della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, degli enti locali, finanze e urbanistica, dell'industria, della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. (1)
PRESIDENTE. Onorevole Murgia, lei per che cosa sta chiedendo la parola?
MURGIA (A.N.). Per una sospensione.
PRESIDENTE. Chiede una sospensione? Onorevole Cogodi, sull'ordine del giorno non c'è nessuna discussione perché la discussione sulle dichiarazioni del Presidente c'è già stata, adesso se lei mi chiede la parola sull'ordine del giorno io le do la parola. Prego.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Mai credo, Presidente e colleghi, fu occasione, si è presentata l'occasione più opportuna di intervenire proprio sull'ordine del giorno, perché voglio ricordare che nella seduta di ieri è stata avanzata preliminarmente dal Consiglio, dai banchi del Consiglio, da una parte del Consiglio una questione pregiudiziale, la quale questione pregiudiziale poi si è in qualche modo messa insieme, confusa, confusa nel senso che si è proceduto insieme nelle due cose con l'intervenuta dichiarazione del Presidente della Giunta; la questione pregiudiziale era che non si potesse procedere nei lavori ordinari del Consiglio regionale su nessun argomento iscritto o iscrivibile all'ordine del giorno se prima non si dava completezza alla composizione della Giunta regionale. Questa pregiudiziale ha avuto ingresso nei lavori del Consiglio, tant'è che non si è proceduto a nessuna variazione, non si è proceduto a nessuna inversione dell'ordine del giorno, e senza invertire l'ordine il Presidente ha chiesto la parola e ha reso le dichiarazioni, quindi ritenendo che la questione pregiudiziale fosse come noi sostenevamo oggettivamente nelle cose. La questione pregiudiziale rimane tutta in piedi e riguarda il fatto, io vorrei che il Presidente potesse ascoltare, non c'è problema, aspetto pochi secondi, i secondi necessari voglio dire, la questione pregiudiziale rimane tutta in campo e la quasi totalità degli dei colleghi che sono intervenuti nel dibattito con dovizia e robustezza di argomenti hanno illustrato la ragione, cioè è assolutamente necessario perché il Consiglio possa operare che la Giunta sia nella sua completezza. La completezza della Giunta poteva essere fino a qualche giorno fa ottenuta in due modi, due modi legali, poi i modi arbitrari sono tanti, sono infiniti, parliamo dei modi legali, quelli previsti dalle leggi, vincolanti quindi. Fino a qualche giorno fa, prima della scadenza del termine dei tre mesi vi erano due modi per completare la Giunta, uno era, perché lo dice la legge, la richiesta e l'ottenimento da parte del Consiglio regionale della proroga, quindi un termine che poteva essere prorogato, due, ovviamente era la nomina dei nuovi Assessori. Nel momento nel quale questa cosa nel Consiglio è stata discussa, perché noi l'abbiamo posta prima della scadenza del termine e la Giunta ha volutamente scelto di non chiedere la proroga quando poteva chiederla, cioè prima che il contratto, dice adesso il Presidente, scadesse, nel momento nel quale volutamente la Giunta ha lasciato scadere il contratto, usiamo questa espressione tra virgolette, il contratto non si rinnova tacitamente dopo che è scaduto, si rinnova prima, ma in ogni caso qui non c'è rinnovo tacito, questo non è un affitto di fondo rustico, non ce n'è rinnovo tacito, la legge prevede la proroga esplicita con voto del Consiglio, se il Consiglio tace e non vota non ce n'è proroga perché lo esclude la legge, è una prerogativa del Consiglio regionale, del Parlamento quello di protrarre oltre i tre mesi la condizione eccezionale, e torniamo alla visione privatistica contrattualistica che altri hanno della politica e del potere pubblico, ma qui non siamo nell'affitto del fondo rustico, qui siamo nelle istituzioni pubbliche, repubblicane...
PRESIDENTE. Concluda, la prego, onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Concludo sì, rimane solo la seconda strada, se vogliamo rimanere nell'alveo della correttezza istituzionale e della legalità e siccome non stiamo parlando di cosette, su questa vicenda è chiaro che ci saranno prese di posizione forti, fortissime per impedire un colpo di mano, perché sarebbe un golpe ledere la legge, violare la legge che affida solo al Consiglio il potere di concedere la proroga e una cosa si può prorogare solo se c'è, nel momento in cui l'avete lasciata volutamente scadere quella opzione, voi avete rinunciato a quell'opzione, quindi dovete completare la Giunta con la nomina e se non fate la nomina vi dovete dimettere, aprire la crisi e si riparte nell'alveo delle regole che le istituzioni danno, non ce n'è spazio per giochi e giochini altri, in ogni caso la pregiudiziale è stata posta ieri, di fatto è stata anche accolta e si è discusso insieme, sia la questione pregiudiziale e sia la dichiarazione fatta dal Presidente, non è caduta la questione pregiudiziale, ecco perché a questo punto sicuramente si impone una breve pausa di riflessione e si pone l'esigenza di avere un parere giuridico tecnico che assuma il Consiglio se non ha una opinione chiara, il Presidente del Consiglio perché si sappia chi è che assume la responsabilità in questo caso di espropriare l'Aula, il Consiglio regionale, del diritto di concedere la proroga quando si poteva concedere, non a termini scaduti. E quindi c'è un problema anche di valutazione di ordine tecnico se ancora non c'è ma io immagino che ci sia già perché la questione è chiarissima, quindi va bene, mi pare che c'è richiesta anche da qualche altro ambito del Consiglio, la richiesta di una breve pausa di approfondimento e di riflessione, si sospenda brevemente ma perché si torni a definire qual è il percorso legittimo attraverso cui il Consiglio può procedere.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, è stato molto chiaro.
Onorevole Fadda sullo stesso argomento, cioè l'ordine del giorno.
Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Presidente, io credo che lei abbia letto con attenzione l'ordine del giorno che con sorpresa tra l'altro è stato firmato anche dall'onorevole Corona che era uno di quelli che voleva lo scioglimento del Consiglio, non riesco a comprendere perché adesso abbia prorogato, abbia addirittura firmato l'ordine del giorno per una proroga degli interim. Signor Presidente, non è vero che la legge numero 1 dice quello che c'è scritto nell'ordine del giorno, non è ricevibile perché è illegittimo, perché la legge numero 1 dice: "Tale nomina dovrà avvenire entro tre mesi dalla cessazione salvo proroga da parte del Consiglio" che non può essere di altri tre mesi, è una cosa assurda quello sul piano giuridico, sul piano normativo che noi stiamo...
Presidente della Giunta non è così, al di là dell'interprestazione che ho dato prima degli uffici, alcuni giorni che sono già scaduti possono essere concessi dal Consiglio ma non oltre, cosa significa che lei entro tre mesi…? Doveva già farlo entro tre mesi anche con quell'interpretazione che noi non abbiamo condiviso, quindi lei deve far cambiare questo ordine del giorno, ha fatto ancora una volta molto male a dire che condivideva questo ordine del giorno perché credo che il Presidente del Consiglio non possa nel rispetto delle norme dichiararlo ricevibile, non può mettere lei in votazione un ordine del giorno che non rispetta la legge perché altrimenti con questo Consiglio credo che non potremmo andare molto lontano.
PRESIDENTE. Questa è la sua opinione che io rispetto, onorevole Fadda.
FADDA (La Margherita-D.L.). No, è la legge.
PRESIDENTE. E' la sua opinione. Onorevole Murgia lei ha chiesto una proroga, vuole dire all'Aula le ragioni per questa sospensione?
Ha domandato di parlare il consigliere Murgia. Ne ha facoltà.
MURGIA (A.N.). Semplicemente per organizzare il voto, signor Presidente, quindi le chiederei venti minuti o mezz'ora di sospensione.
PRESIDENTE. Allora l'onorevole Murgia chiede una breve sospensione.
FADDA (La Margherita-D.L.). Quale voto, se non è votabile?
PRESIDENTE. L'onorevole Murgia chiede una breve sospensione, io direi se non ci sono obiezioni, concediamo la sospensione e poi riprendiamo. Onorevole Balia e onorevole Spissu sull'ordine del giorno naturalmente, non abbiamo altro da discutere.
Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (S.D.I.-S.U.). Presidente, mi permetto, prima di entrare nell'argomento relativo all'ordine del giorno di spendere due parole anche per comprendere il senso della richiesta dell'onorevole Murgia; da un lato noi contestiamo con argomentazioni assolutamente credibili e che si rifanno a norme di legge e al diritto e che quindi in quanto tali non possono essere superate perché sono norme...
Presidente non si sente nulla in Aula.
PRESIDENTE. Colleghi un po' di silenzio perchè non riusciamo a sentire nulla!
BALIA (S.D.I.-S.U.). Io comprendo che l'onorevole Murgia stia organizzando il voto anche in questa fase, però dicevo Presidente che noi ancora stiamo chiedendo alla Presidenza l'irricevibilità dell'ordine del giorno; l'onorevole Murgia nel contempo dà invece per scontato che l'ordine del giorno debba essere accolto, che debba passare al vaglio dell'Aula e chiede tempo anche per organizzare il voto. Vorrei capire cosa significa, onorevole Murgia, organizzare il voto. Intanto non dovrebbe esserci proprio nulla da organizzare, perchè l'ordine del giorno non è ricevibile da un lato, ma dall'altro lato quand'anche si dovesse procedere alla votazione dell'ordine del giorno non comprendo il significato che si vuole attribuire alla parola organizzazione. Non c'è nulla da organizzare, ciascuno si esprime, ciascuno vota, c'è una responsabilità personale, c'è una responsabilità di Gruppo. Cosa c'è da organizzare? Ad organizzare si organizzano le vacanze, onorevole Murgia! Ma non si organizza un voto in Aula che passa attraverso determinate procedure che sono scontate, che sono formali, che sono palesi e che non hanno bisogno di una organizzazione complessa. Organizzare lascerebbe intendere altro sotto questo profilo.
Nel merito dell'ordine del giorno, Presidente Masala, io comprendo che nella vita parlamentare accade spesso, si vada incontro a difficoltà, per cui accade anche che una Giunta risulti per un certo periodo di tempo una Giunta claudicante e la sua è andata ben oltre l'essere claudicante. L'interim, Presidente, nasce dall'inderogabile esigenza di assicurare lo svolgimento di un'attività ad un soggetto preposto che si trova nella materiale impossibilità di poterla svolgere direttamente e quindi l'interim nasce partendo da due assunti, da due criteri contemporanei; uno deve essere un fatto assolutamente eccezionale, e di solito l'interim è conseguente alla cessazione dalla carica di un Assessore o ad un provvisorio impedimento ma Assessore che è già investito del mandato. Quindi c'è da un lato il fatto eccezionale e dall'altro lato un altro elemento che è determinante: la temporaneità dell'interim, che non può in ogni caso protrarsi oltre i tre mesi.
Badi, Presidente Masala, il protrarsi dell'interim si scontra contro un altro criterio che è il criterio della collegialità, perchè la Giunta nasce ed opera con un criterio di collegialità; ma in ogni caso, in questo caso, il criterio della collegialità scompare, c'è una prevalenza del Presidente che assume su di sé quattro interim per cui il Presidente cessa di essere il primus inter pares e diventa prevalente invece sotto tutti gli aspetti. Presidente, ma è contrario anche alle regole della decenza e della correttezza, ma dove andiamo a finire di questo passo con proroghe che viaggiano di tre mesi in tre mesi?
Per concludere, Presidente, la legge prevede in particolari casi la possibilità di utilizzare l'istituto dell'interim, ma l'uso non può essere confuso, invece, con l'abuso così come da noi sta avvenendo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Presidente, sull'ordine dei lavori, perchè se lei sospende per riprendere mettendo ai voti questo ordine del giorno, noi non siamo d'accordo. Non ci stupisce che il Presidente Masala accetti un ordine del giorno presentato dai Capigruppo della maggioranza, Corona incluso, e che il Presidente Masala pensi che un interim allunghi la vita, e che quattro allunghino anche di più, creando la situazione paradossale per la quale in questa Regione si può governare con 28 voti concludendo la legislatura, tre mesi di interim più tre mesi poi si può anche arrivare ad una crisi definitiva che concluda la legislatura e l'onorevole Masala può anche pensare di mettersi al riparo con un breve interim prorogato di tre mesi.
Noi però le solleviamo un'obiezione Presidente, a lei che è Presidente del Consiglio, non all'onorevole Masala che fa il suo mestiere e che porta acqua al suo mulino, come si suole dire, e che pensa in questo modo di mettersi al riparo continuando a governare la Regione con quattro interim, così come fa dal momento in cui è nato. Noi poniamo un problema a lei, Presidente del Consiglio; questo ordine del giorno è irricevibile e quindi non è votabile, primo perchè si chiede una proroga di un interim che non c'è, che è già scaduto; secondo perchè la proroga è consentita per un ragionevole tempo aggiungendo eccezionalità ad eccezionalità e il ragionevole tempo non può essere una proroga di ulteriori tre mesi. Per questo motivo penso che l'ordine del giorno sia irricevibile; perchè altrimenti si poteva pure mettere cinque mesi di proroga perchè il Presidente Masala ritiene ragionevole che in cinque mesi riuscirà a risolvere la discussione nella quale si contorce la presunta maggioranza che dovrebbe guidare.
Quindi, noi le poniamo una questione di fondo Presidente dell'Assemblea alla quale deve dare risposta. Quindi la sospensione serve a lei per chiarire questi aspetti di illegittimità che le sono stati sollevati, e per chiarirli in maniera tale che il Consiglio regionale non venga esposto ad una votazione che può produrre anche fuori dall'Aula una serie di questioni delicate per la Giunta e per l'Assemblea stessa.
PRESIDENTE. Quando si argomenta una questione, soprattutto così delicata come questa, è chiaro che uno porta, come dire, a sostegno della sua visione delle cose, tutte le argomentazioni che ritiene; argomentazioni che hanno al fondo sempre qualcosa di vero e comunque di sostenibile. Però il Presidente del Consiglio che non è quello che può fare quello che vuole, ma deve attenersi alle regole e le regole sono stabilite dal Regolamento, non può fare altro che ricordare quanto ha già ricordato l'onorevole Fadda che le norme sulla ricevibilità o irricevibilità sono stabilite dall'articolo 88 del Regolamento. Invito i colleghi a leggerlo; leggendo l'articolo 88 del Regolamento non si ravvisa, per ciò che riguarda questo ordine del giorno, nessuna ragione perchè il Presidente del Consiglio lo renda irricevibile, prima considerazione.
Seconda considerazione, che non è di poco momento, l'ordine del giorno è stato presentato ieri, ed è stato distribuito, quindi la questione della ricevibilità pure nei termini in cui io ho detto, è un problema assolutamente superato. Va da sé che questioni che devono trovare ricomposizione sul piano politico non possono essere risolte attraverso questioni normative.
Io voglio ricordare anche un'altra cosa, l'ultima cosa, che il Consiglio è assolutamente sovrano, il Consiglio può fare tutti gli atti che ritiene, se ci sono appunti da fare sugli atti che il Consiglio rende efficaci o comunque approva, beh ci sono altri che devono intervenire. Ad esempio il Consiglio potrebbe approvare una norma che non è costituzionale, non per questo il Consiglio non l'approva, ci saranno altri che diranno che quella norma è incostituzionale; tutto questo per dire che il Presidente del Consiglio non può dire che questo ordine del giorno non è ricevibile, rimane la questione politica sulla quale io credo che maggioranza, opposizione, dentro l'opposizione, dentro la maggioranza, forse c'è bisogno di fare qualche breve considerazione non ad Aula aperta.
Ecco perchè io sarei del parere che la richiesta fatta dall'onorevole Murgia debba essere presa in considerazione, non tanto per organizzare il voto, quanto per chiarire aspetti che secondo me rimangono comunque da chiarire perchè sul piano politico ci sono evidentemente delle cose che devono essere chiarite.
MURGIA (A.N.). Ritiro la richiesta di sospensione.
PRESIDENTE. L'onorevole Murgia ritira la richiesta, propongo io una sospensione di un quarto d'ora - venti minuti perchè su questa cosa c'è da discutere.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 11 e 17, viene ripresa alle ore 11 e 50.)
PRESIDENTE. Allora colleghi, se siamo pronti, ricordo che siamo in fase di votazione, ci sono prima le dichiarazioni di voto; mi sia consentito prima però chiarire un aspetto della questione che a me pare determinante su come vogliamo considerare questo ordine del giorno, che evidentemente non è un ordine del giorno qualsiasi, è un ordine del giorno che proroga per altri tre mesi un interim su quattro assessorati. Allora io credo che abbia implicita una sorta di fiducia alla Giunta, pertanto va considerato come se si trattasse di un ordine del giorno che dà o toglie la fiducia alla Giunta, questo è importante per il sistema di votazione.
Noi applicheremo l'articolo 96, il comma 8, che leggo ai colleghi: "La votazione sulle dichiarazioni programmatiche del Presidente della Giunta regionale e sulla nomina dei componenti la Giunta stessa ha luogo con votazione nominale". E' chiaro? Adesso possiamo procedere alle dichiarazioni di voto.
Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L.). Vorrei fare un intervento, ma prima in base alle sue parole vorrei capirle meglio. Questo vuole dire a) se è a votazione palese e b) che è un ordine del giorno di fiducia, ma se è un ordine del giorno...
PRESIDENTE. Di nomina, se non passasse è chiaro...
SELIS (La Margherita-D.L.). Il problema che pongo, che sto ponendo, se è un ordine del giorno di fiducia c'è un tempo di presentazione preliminare dell'ordine del giorno o no? Non c'è! Ho capito!
Presidente, visto che ho la parola se me la concede per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare in precedenza il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Io rendo al Consiglio una dichiarazione di voto che significa di non partecipazione al voto, perchè ritengo che nessun consigliere regionale possa in coscienza sua e di fronte alla legge della Repubblica alla Costituzione, allo Statuto di autonomia e alle leggi della Regioni rispetto alle quali ha giurato fedeltà, esprimere un voto che è contro la legge. Un voto di proroga o su una proroga che la legge della Regione esclude, tassativamente, che possa essere dato, chi vuole lo esprima, però è un voto illegale. Perchè basta chiedere a chi sa il senso delle parole, e qui nessuno può pretendere di essere massima istituzione rappresentativa della Regione, Assemblea legislativa, senza sapere il senso delle parole, la parola proroga significa allungare un termine ed un termine decaduto non può essere allungato perchè non c'è più. Voi potete dire che la politica può superare il mondo, la ragione, può superare la logica, ma non può superare il senso delle parole, le leggi ed anche la coscienza di sé.
Voi pensate, qualcuno pensa, che la politica è un qualcosa che sconvolge il mondo, invece dovrebbe essere una cosa che ordina le cose del mondo. Si dice che il problema è politico, e proprio perchè è politico deve essere ricondotto non solo alla logica ma soprattutto alla legalità.
Io non esprimo, perchè non posso esprimere, un voto contro la legge. Che il termine sia decaduto lo ha riconosciuto esplicitamente il Presidente della Giunta quando una settimana fa aveva già annunciato che nei giorni prossimi, proprio perchè si trattava di giorni festivi, non sarebbe incorsa in nessun danno l'assenza di alcune prerogative assessoriali in base alla legge numero 1 della Regione, la legge del '77, perchè nei giorni festivi non si sarebbero assunti atti di amministrazione che avrebbero potuto recare danno. Il che vuol dire che qual ora si fossero invece assunti atti di amministrazione si sarebbe potuto creare danno. Noi non siamo, e questo l'ha ancora ripetuto il Presidente stamane, in presenza di un rinnovo tacito di contratto, perchè il rinnovo tacito di contratto avviene quando le parti contraenti hanno previsto il rinnovo tacitamente, qualora entro un certo termine non sia data la disdetta. Ma le parti contrattuali qui non sono da una parte Masala e la sua parvenza di Giunta molto sgangherata e dall'altra parte ogni e qualsiasi interpretazione cervellotica della legge, del diritto e della buona politica. Le parti contraenti qui sono l'Assemblea legislativa da una parte che contiene tutti i suoi componenti che anche in coscienza, perchè hanno giurato singolarmente, debbono rispondere a se stessi e debbono rispondere anche alla legge, anche allo Statuto e soprattutto al popolo sovrano,e mai dire popolo in questo caso ha un significato alto. Per queste ragioni io ritengo di non poter esprimere voto per un ordine del giorno che è proceduralmente, formalisticamente interpretando e cavillando si può anche ritenere che possa essere ammissibile chissà perchè, perchè ieri non lo sarebbe stato, oggi lo sarebbe nella sostanza, perchè l'atto che si chiede al Consiglio è una palese violazione di legge perchè l'atto è illegale, io ritengo personalmente di non dover partecipare a questo voto con le conseguenze che ne deriveranno per ognuno di noi qual ora il voto comunque il Consiglio lo esprimesse, perchè chiaramente anche l'atto che ne deriva sarebbe illegittimo e la sua relazione anche sarebbe illegittima sul piano politico e istituzionale con lo stesso Consiglio regionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Consigliere Selis per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita - D.L.). Presidente, credo che questi momenti e questi giorni della legislatura stiano toccando la parte più bassa della vita istituzionale. Credo che stiamo assistendo all'epilogo di una legislatura che è nata sotto il segno dell'incertezza, della violazione delle regole, della violazione dei patti d'onore con l'elettorato, della violazione delle regole interne all'amministrazione oggi raggiunge il massimo con la violazione di qualunque principio, di qualunque norma, di qualunque decenza.
Noi facciamo fatica, Presidente, a parlare, ho rinunciato prima, lo faccio adesso per senso del dovere perchè credo che sia dovere di tutti noi dire cosa pensiamo di queste vicende, facciamo fatica a parlare perchè abbiamo esaurito le parole così come la Giunta ha esaurito la decenza. Il problema, Presidente, non è solo giuridico istituzionale, certo anche giuridico istituzionale, se la proroga è ammessa ed è un fatto eccezionale, la proroga non può essere reiterata senza limiti, lo hanno detto con convinzione, con autorevolezza tutti i colleghi che sono intervenuti. Il problema è giuridico istituzionale, ma se questo Consiglio non è più la patria del diritto, è la patria delle correttezze istituzionale, questo Consiglio non ha ragione di esistere. Il problema è giuridico istituzionale ed è politico perchè se qua non c'è una maggioranza, e da mesi non c'è una maggioranza, manca il presupposto perchè le istituzioni vadano avanti, perchè la Giunta vada avanti, allora se c'è una maggioranza si riveli, si espliciti, trovi il suo modo di essere e di operare, ma se non c'è una maggioranza questo Consiglio prenda atto e ricostruisca la maggioranza oppure abbia il coraggio, la dignità, l'onesta di andare a casa. Ma il problema oltre che giuridico e istituzionale e politico è un problema etico, è un problema di responsabilità, di responsabilità vostra e nostra, di responsabilità dell'istituzione Giunta, dell'istituzione Consiglio nei confronti dei sardi, perchè quello che sta avvenendo in quest'Aula non si conclude in quest'Aula, non è solo un fatto di dialettica tra maggioranza e opposizione, tra Giunta e Consiglio, quello che sta avvenendo in quest'Aula, questo gioco al massacro che state facendo, lo state facendo sulle spalle dei sardi. Quando c'è il blocco delle istituzioni, quando c'è il blocco della spesa, quando c'è il blocco dell'attività legislativa, quando c'è il blocco dell'amministrazione, quando c'è il blocco di tutta quella che è la nostra funzione, il nostro dovere massimo, questo blocco lo stiamo facendo pagare ai sardi e i sardi lo stanno pagando con la ripresa dell'emigrazione, con l'aumento della disoccupazione, con l'aumento della disperazione, allora la Regione viene meno ai suoi doveri alti, viene meno al suo dovere di spendere, di programmare, di legiferare: che cosa ci stiamo a fare? Cosa ci stiamo a fare? Il problema, dovete dirlo e dovete spiegarlo ai cittadini, a coloro che aspettano che la Regione legiferi, a coloro che aspettano che la Regione faccia il suo dovere. Voi siete i padri di questa emigrazione; voi siete i padri di questa nuova disoccupazione; voi siete i padri della disperazione di questa Regione; voi siete i padri della vergogna e perciò credo che dobbiate prenderne atto, rassegnare le dimissioni o costruire e ricostruire una maggioranza, ma non potete trascinare voi e noi in questo gioco al massacro delle istituzioni della Sardegna, perciò noi dichiariamo, e per quello che mi riguarda dichiaro un voto contrario, fermamente contrario a questo ordine del Giorno, alla sua legittimità, alla vostra legittimità, un ordine del giorno per ridare un voto contrario, per ridare un minimo di dignità a queste istituzioni che state volgarmente mortificando.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Consigliere Dore per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DORE (La Margherita - D.L.). Intervengo brevemente per motivare il voto contrario a questo provvedimento o meglio a questo ordine del giorno. Come è già stato detto ieri sera qui non si tratta solo di un problema di proroga, che peraltro sarebbe illegittima perché, come è stato detto, non si può prorogare ciò che è venuto meno. La proroga intanto vale in quanto ci sia un termine che non sia ancora scaduto, altrimenti si tratta di un nuovo termine e quindi evidentemente la fattispecie non è quella pertinente. Qui il problema è che questo Esecutivo non è mai nato, non è mai nato legittimamente, quindi non esiste e che quindi tutti gli atti che sono stati compiuti sono evidentemente radicalmente nulli. Purtroppo bisogna richiamare ancora una volta la legge numero 1 del '77, la quale all'articolo 1 specifica che la Giunta regionale è composta da un Presidente e da 12 Assessori, se non ci sono i 12 Assessori la Giunta non nasce, c'è poco da fare, la legge è chiara, è inequivocabile, una volta tanto abbiamo una legge regionale chiara e inequivocabile e la riprova, ma non ce ne sarebbe bisogno, si ha leggendo l'articolo 3 che parla di casi in cui un Assessore sia assente o impedito o cessi per qualsiasi motivo della carica, allora in questo caso è consentito al Presidente di assumere l'interim, ma il Presidente non può assumere l'interim all'inizio, Presidente, lo ripetiamo per l'ennesima volta, ma ci vuole proprio faccia tosta, mi dispiace di doverlo dire davanti a una persona che ritengo normalmente corretta, tra l'altro un uomo di legge, un Presidente non può presentarsi al Consiglio con un numero di Assessori inferiore a 12, perchè allora se questo principio non fosse valido il Presidente si potrebbe presentare al Consiglio anche in solitudine, dicendo che prende tutti gli interim e che poi nominerà gli Assessori. Ma dove andiamo a finire con questo sistema? Andiamo a finire ad un sistema monocratico, in cui si abolisce la Giunta; io credo che sia una cosa veramente pazzesca, è veramente pazzesco pretendere di far passare un principio di questo genere. Questo significa voler stravolgere dalla base la legge fondamentale in materia, cioè il principio della collegialità che è ribadito e sottolineato dall'articolo 5, collegialità vuol dire che deve essere un organo collegiale e deve essere un organo collegiale formato dal numero delle persone e dai componenti previsti dalla legge, cioè da 12. Allora tutti gli altri discorsi io credo che siano superflui, voi state agendo, avete agito per oltre tre mesi in regime di grave illegittimità, vi è stato consentito di agire da qualcuno e di continuare ad operare in queste condizioni, questo Consiglio sta operando a sua volta in regime di grave illegittimità perché consente una cosa di questo genere. E quindi torniamo all'articolo 50 dello Statuto: grave violazione di legge. Ed allora, cari signori, non è detto che qualcuno non prenda stavolta l'iniziativa, purtroppo, di rivolgersi ad un organo nazionale che non dà alcuna garanzia, ma la Costituzione e lo Statuto prevedono certe regole e quindi non è detto che qualcuno alla fine non si decida a percorrere questa strada che avreste dovuto evitare con un comportamento più corretto, più rispettoso delle istituzioni, più rispettoso della legge, più rispettoso della Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Consigliere Pittalis Per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I. - Sardegna). Signor Presidente, colleghi, ma ritengo che come è stato già detto ieri da qualcuno probabilmente anche questo dibattito appartiene a quel rituale ormai stanco ed anche noioso nel senso che veramente ogni questione diventa motivo, illegittimo direi, anche ragione di scontro tra i diversi schieramenti e per noi sarebbe facile replicare che se è vero che il centro destra ha avuto i suoi problemi, ha vissuto una fase difficile, non lo nascondiamo, ma bene farebbe il centro sinistra a occuparsi dei suoi. Non oso entrare in casa altrui ad occuparmi della diatriba Soru - Cugini - D.S. - Margherita e quant'altro, lo faccio perchè penso che ognuno debba occuparsi dei propri problemi, dei problemi di casa propria e siccome il centro sinistra ne ha tantissimi, io comprendo anche il giochetto abile, astuto di riversare su questo fronte problemi che in realtà vivete drammaticamente in questi giorni, in queste ore in casa vostra. Allora, sulla questione è bene che Forza Italia dica la sua, non mi soffermerò sulle questioni di carattere costituzionale, sulle quali per la verità riteniamo che legittimamente il Presidente abbia proposto la proroga, dico legittimamente perchè non vi è alcuna norma che sanzioni con l'effetto che sarebbe quello della decadenza, e siccome si tratta di un fatto di natura speciale, straordinario, laddove la legge nulla ha detto tutto è possibile ricondurlo nell'ambito dell'interpretazione e vi sono argomentazioni valide, alcune di quelle che ho sentito dai banchi della opposizione, ma altrettanto valide per far ritenere che la richiesta di proroga risponda coerentemente alle norme che non sto qui a citare dell'ordinamento, ma dell'ordinamento statutario e del complesso di norme regionali che quindi, a mio avviso, e non per partito preso, consentono questa situazione e dunque siamo nella piena legittimità. Ma è l'aspetto politico che mi preme qui evidenziare: signor Presidente, lei ha potuto rilevare come gli alleati che l'ordine del giorno reca come primo firmatario il Presidente del Gruppo di Forza Italia e questo, al di là delle disquisizioni di carattere meramente formale, ha un significato politico ben preciso, il significato politico è di una rinnovata intesa innanzitutto con i partiti della Casa delle Libertà noi prendiamo finalmente atto e ringraziamo anche per il fattivo contributo che i segretari regionali sardi, i rappresentanti di questi partiti hanno dato per rilanciare un progetto e una ritrovata intesa con i partiti che con noi hanno vissuto l'esperienza di governo in questa legislatura. Si tratta a questo punto di dare l'indicazione per completare il quadro di Giunta al Presidente, Forza Italia lo farà a breve, e siccome riteniamo che l'impegno sia serio, non sia soltanto di facciata, un rilancio anche politico e programmatico della coalizione impone anche logicamente, attesa la delicatezza, anche tempi adeguati e tempi necessari, quindi se si ritiene di proseguire nel voto per la proroga noi siamo qui, voteremo a favore, riservandoci nelle prossime ore di fare il nostro dovere, come anticipatole, e indicandole la delegazione di Forza Italia per completare la Giunta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Capisco che qualcuno voglia dare un'interpretazione da libero mercato di quest'Aula e della politica, ma noi siamo abituati ad interpretare la politica in modo diverso da quello che qualcuno vorrebbe far apparire. Sappiamo che state mettendo in votazione un atto illegittimo, ve lo volete approvare facendo finta di niente, non è la prima volta che questo accade, ma volete uscire anche dall'imbarazzo di una situazione politica che questa maggioranza sta vivendo da tempo. E sono più imbarazzato io di voi, perché ho creduto e pensato che quest'Aula avesse la dignità di recuperare il suo ruolo e di fare quello che era giusto fare a suo tempo, cioè una legge elettorale.
La sua Giunta, Presidente Masala, non è nata per altro, è nata in una concomitanza, in una circostanza politica particolare che lei ben conosce. Ma ciò che lascia perplesso in quest'Aula me per primo è che chi dovrebbe essere partito di maggioranza in una coalizione agisce in tutt'altro modo, perché la cultura di governo è quella che avete portato in quest'Aula che è quella dell'annessione, del voler necessariamente imporre e decidere per tutti: per la vostra maggioranza, se esiste, ma soprattutto anche per l'opposizione. Questo non ve l'abbiamo lasciato fare in questi anni; la vostra mancanza di idee, di un progetto vero, reale, che ogni tanto richiamate per aggrapparvi alla speranza che qualcuno possa metterlo in piedi, vi porta a pensare che siate ancora una maggioranza. Non lo siete da tempo e quella protesi alla quale vi siete attaccati, quelle poltrone, vi fa superare qualsiasi ostacolo, l'importante è restare seduti. E io vi dico: "Restateci pure". Siamo alla conclusione di una legislatura sofferta, difficile, che ha portato soltanto danni, i danni che voi come nuova cultura di governo avete portato in quest'Aula.
Volete ancora giocare con le istituzioni, pensare che una Giunta nata come quella e come questa che abbiamo davanti possa ancora sopravvivere; non vi volete assumere davanti all'opinione pubblica e a tutti i sardi le vostre responsabilità di decidere oggi in quest'Aula se questa Giunta ha ragione di esistere - e voi potete farlo - o deve morire. Noi diciamo che è morta prima di nascere e che continuare a portare avanti il resto della legislatura in queste condizioni è dannoso per tutti sardi. La verità vera è che cercate di nascondere le vostre debolezze in un coinvolgimento complessivo su storie che comunque non avrebbero avuto modo e ragione di esistere portando e screditando tutto il Consiglio nella sua interezza. Questa è la nuova strategia che avete voluto portare avanti per nascondere la vostra incapacità. Io dico che alla fine la verità dovrà pur emergere, che il modo in cui vi state trascinando lo dovrete necessariamente pagare, e questo lo posso dire con assoluta serenità non perché debba guardare in casa mia, come dice lei, onorevole Pittalis. Io in casa mia ho poco da guardare, ho guardato per lungo tempo, abbiamo avuto i nostri travagli e li abbiamo superati. Oggi sono obbligato a guardare in casa altrui, perché questa è la politica, e con questo voto contrario dimostreremo ancora una volta che avevamo e abbiamo ragione. Non abbiamo problemi, non abbiamo certamente pressioni alcune da parte di chicchessia, si chiamino Margherita, si chiamino D.S., si chiamino Cugini o qual dir si voglia. Questo è un problema che noi non abbiamo e per quello siamo liberi di dimostrare in quest'Aula la vostra debolezza e la vostra incapacità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (S.D.I.-S.U.). Grazie Presidente, essendo intervenuto direttamente sull'ordine del giorno, ritengo a questo punto del dibattito assolutamente inutile e una perdita di tempo ripercorrere le motivazioni giuridiche che ci hanno portato a contestare la legittimità della procedura. Una legittimità che a nostro avviso è stata totalmente disattesa e superata. Ci siamo decisamente incanalati sulla via di un percorso illegittimo, però, al di là dei ragionamenti di natura giuridica, presidente Masala, un'altra cosa è certa: abbiamo sempre riaffermato che c'era forte l'esigenza di far sì che la politica si riappropriasse del senso dell'etica. Non solo non si riappropria dell'etica, ma la politica in questo caso ha superato ogni e qualunque limite relativo alla decenza.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIO
(Segue BALIA.) Onorevole Pittalis, voi continuate in una logica che è la logica che vi ha sempre contraddistinto in questi quattro anni e mezzo di legislatura: non parlate mai di voi stessi, non parlate delle vostre proposte e dei vostri programmi, siete in ritardo su tutto e però ogni qualvolta da parte nostra è nata una contestazione voi non avete fatto altro che riferirvi al passato, alle cose che nel passato non andavano e non sono state realizzate, cioè voi siete una Giunta, una classe, una categoria della politica che vede solo il passato, non vede il presente e pertanto non può avere futuro alcuno. Così oggi parlate, lei ne ha parlato chiamando in causa Soru; Soru o altri rappresentano sicuramente il futuro, voi continuate a rappresentare il passato.
L'impegno è serio, dice, allora occorrono tempi, occorre una riflessione adeguata. I vostri tempi sono tempi biblici, non trovano mai soddisfazione, avete tempi illimitati per la soluzione dei problemi perché non riuscite a scioglierne alcuno, perché di fatto non c'è alcun collante politico che tenga unita questa maggioranza, c'è solo l'esigenza di conservare in ogni caso uno spazio, di conservare la sedia che avete occupato e, probabilmente, così come in passato avete fatto un uso improprio dei telefonini per controllare il voto, ancora adesso il vostro futuro è legato alle telefonate. Probabilmente siete una volta di più in attesa di una telefonata romana che vi suggerisca se, come, quando e quali devono essere i nomi dei quattro Assessori rispetto ai quali oggi il presidente Masala detiene e continua a voler detenere l'interim. Ecco questo è davvero il superamento di quei limiti decenza a cui accennavo. Il nostro voto naturalmente sarà contrario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCANO (Gruppo Misto). Grazie Presidente, io dichiaro che voto contro con una brevissima considerazione: siamo al 10 di dicembre, il Presidente ha chiesto prudentemente tre mesi, non tre settimane, tre giorni, tre ore. Tre mesi! Io tralascio, perché è un argomento che è già stato trattato adeguatamente da diversi colleghi, gli interrogativi fondati sulla legittimità della procedura. E dico che in relazione ai tre mesi prudentemente chiesti dal presidente Masala, che, nonostante le dichiarazioni solenni testé rese dal collega Pittalis, potrebbe aver bisogno di utilizzare interamente i tre mesi, in uno dei due modi possibili: per nominare gli Assessori a fine febbraio, a marzo (prospettiva stupenda, perché avrebbero di fronte ben tre mesi di proficuo lavoro, un trimestre straordinario!); oppure, cosa più probabile, non nominarli affatto. Io se dovessi scommettere qualche euro lo scommetterei su questa seconda prospettiva, cioè per mantenere l'interim sino alla fine.
Che dire? Già ieri ho confessato l'imbarazzo di trovare le parole per parlare di una situazione di fronte alla quale si rimane, appunto, senza parola. Voi siete senza maggioranza e senza Giunta, senza maggioranza politica e senza maggioranza numerica. Quanto alla procedura è assai fondato il sospetto che siate, come dire, anche fuori dall'ordinamento, siete anche, per dirla con molta chiarezza, fuori dalla capacità di gestire assestamento, DPEF e manovra finanziaria, che è facile la previsione, quando arriveranno in Aula, verranno letteralmente massacrati, e, mi si consenta di dirlo in conclusione, salvo una clamorosa frattura nel centrosinistra, che sono convinto che alla fine non ci sarà, siete anche meritatamente avviati verso una sconfitta elettorale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Il presidente Serrenti prima, sul piano, naturalmente, strettamente regolamentare, diceva che il voto sull'ordine del giorno è come un voto di fiducia. In realtà non è come un voto di fiducia e non è un voto di fiducia, ma anzi è un voto di sfiducia, perché si testimonia l'incapacità di questa Giunta Masala, nata con poco più di trenta voti, diventata di ventinove in corso d'opera, di essere ancora incapace di avere una maggioranza.
Noi riteniamo quest'ordine del giorno illegittimo. Illegittimo sul piano strettamente formale, come abbiamo detto, perché fuori dall'ordinamento; lo riteniamo illegittimo sul piano politico, perché conferma che non esiste una maggioranza a sostegno dell'onorevole Masala; se la maggioranza ci fosse stata avrebbe provveduto alla nomina di quattro Assessori, non si riesce invece a nominare quattro Assessori.
Per questi motivi noi votiamo contro quest'ordine del giorno, essendo e volendo rappresentare la nostra opposizione totale a questa Giunta e la nostra opposizione totale alle modalità con le quali questa Giunta e questa presunta maggioranza tengono in ostaggio le istituzioni e quindi anche noi, ed è per questo che ce ne occupiamo, e non sono fatti privati come l'onorevole Pittalis intendeva farci ritenere, invitandoci a occuparci meglio dei fatti nostri.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Presidente, non tanto per fare un intervento, quanto per prendere nota che anch'io, così come già ben argomentato dal mio Capogruppo, non parteciperò a questa votazione in quanto la ritengo illegittima, così come per altro riconosciuta anche da tutti gli esponenti della opposizione in quest'Aula.
Votazione per appello nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale dell'ordine del giorno numero 1. Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì, coloro i quali sono contrari risponderanno no. Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello. (E' estratto il numero 2, corrispondente al nome del consigliere Balia.)Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello cominciando dal consigliere Balia.
RANDAZZO, Segretario, procede all'appello.
Rispondono sì i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - TUNIS - USAI -VARGIU - AMADU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 73
Votanti 73
Maggioranza 37
Favorevoli 42
Contrari 31
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge 475/A. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore. La Commissione Bilancio, nella seduta del 19 novembre, ha approvato col voto favorevole dei Gruppi di Forza Italia, Alleanza Nazionale, U.D.C., Riformatori, P.P.S. e l'astensione dei Gruppi dei D.S., de La Margherita e del consigliere Scano, il disegno di legge numero 475 relativo a modifiche alla legge regionale 29 aprile 2003 numero 3, Variazioni di bilancio, che rappresenta la manovra di assestamento per l'anno 2003. Il provvedimento assegnato alla Commissione il 17 ottobre 2003 è stata da quest'ultima esitato, come già detto, solo il 19 novembre a causa dei lavori dell'Aula ovvero in discussione il provvedimento relativo alla legge elettorale, pertanto al fine recuperare il ritardo che potrebbe pregiudicare l'efficacia della suddetta manovra, se ne rende necessario un rapido esame da parte del Consiglio. La manovra di assestamento, nel suo complesso, contempla interventi di spesa articolati nei diversi stati di previsione della spesa di seguito riportati.
Anno 2003: 296 milioni 14 mila euro; anno 2004: 14 milioni 933 mila euro; anno 2005: 15 milioni 982 mila euro, cui si provvede per l'importo di 159 milioni 614 mila euro con maggiori entrate in conseguenza di maggiori quote di tributi erariali dovuti dallo Stato e reperiti a conclusione di una trattativa con l'Amministrazione statale. Dell'importo globale, relativo alle maggiori entrate, 152 milioni 446 mila euro sono stati utilizzati per nuovi interventi e 7 milioni 168 mila euro trovano sistemazione nelle variazioni di bilancio di cui all'articolo 8.
Il disegno di legge, predisposto dalla Giunta, all'articolo 3 dispone l'economia dei residui passivi, di quelli formati a tutto il 31 dicembre 1999 e di quelli di stanziamento al 31 dicembre 2003; con tale disposizione si cerca di dare avvio alla tanto auspicata politica di risanamento del bilancio della Regione. Attraverso la predetta procedura si prevede infatti il recupero di notevoli risorse il cui importo è stato stimato dall'Esecutivo in un ammontare che si aggira intorno a un miliardo di euro a riduzione del disavanzo accumulato finora quale diretta conseguenza dell'incompleta contrazione dei mutui autorizzati dalla legge finanziaria del 2003.
Sulla necessità del risanamento del bilancio, da qualche tempo, tutte le forze politiche hanno espresso massima condivisione anche se non sono stati individuati in modo univoco i possibili rimedi. Resta, in ogni caso, immutata ed improrogabile l'esigenza di un pronto ed efficace intervento in quella direzione. Tuttavia, accertata ormai come impraticabile l'ipotesi della revisione straordinaria dei residui, occorre influire sul bilancio di previsione attraverso la predisposizione di stanziamenti adeguati alla capacità di programmazione di ciascun Assessorato, è necessario abbandonare, una volta per tutte, la perniciosa cultura dello stanziamento che ha caratterizzato i bilanci fino ad oggi. Per una corretta predisposizione del bilancio occorre inevitabilmente partire dal bilancio consuntivo, ovvero in alternativa ripartire da un attento esame della spesa al fine di valutare obiettivamente la capacità di indebitamento e quindi il reale fabbisogno delle risorse da destinare agli stati di previsione. Tutto ciò da solo peraltro non sarà sufficiente, in buona sostanza si vuole qui affermare che sarà indispensabile ricorrere, come buona ed imprescindibile regola di corretta amministrazione, all'applicazione rigida del concetto di impegno evitando così per il futuro la formazione dei cosiddetti residui di stanziamento, o addirittura il trascinamento ulteriore di precedenti residui a danno delle annualità successive. Per quanto riguarda i settori di intervento il provvedimento propone l'integrazione del fondo sanitario relativo alla quota regionale necessaria, come già evidenziato nella relazione della Giunta, a soddisfare l'onere del 29 per cento posto a carico della Regione e lo stanziamento di 190 milioni di euro per la copertura del disavanzo sanitario nell'anno 2002. Va ricordato che quest'intervento è assolutamente necessario che sia definitivamente approvato entro il 31 dicembre 2003, pena la perdita della quota a carico del Fondo sanitario nazionale di risorse statali per l'importo di 70 milioni di euro. In materia sanitaria, inoltre, la Commissione ha approvato un emendamento che, anticipando la manovra finanziaria del 2004, prevede lo stanziamento di 15 milioni di euro per consentire la regolare prosecuzione del servizio di vigilanza delle guardie mediche anche per il prossimo anno. Gli altri interventi di rilievo riguardano gli stanziamenti nel settore delle opere pubbliche, le cui risorse, come si ricorderà, furono accantonate nel Fondo nuovi oneri legislativi a seguito della bocciatura in Consiglio delle proposte previste dal disegno di legge finanziaria. La previsione normativa pone ora l'Assessorato dei lavori pubblici nella condizione di far fronte alle innumerevoli esigenze del settore. Sul problema delle opere pubbliche è emerso in Commissione, durante l'audizione dell'Assessore competente in materia, la necessità di riproporre la norma già introdotta nella legge finanziaria del 2002 ed utilmente sperimentata, con la quale si prevede il trasferimento di fondi alle Amministrazioni provinciali allo scopo di garantire la manutenzione del sistema stradale di propria competenza. La proposta dell'Assessore è stata ampiamente condivisa dalla Commissione, la quale ha in ogni caso deciso di rimettere il problema all'attenzione del Consiglio auspicandone il favorevole accoglimento.
La Commissione, al fine di rimediare, come già detto in premessa, al ritardo nell'approvazione del provvedimento, ne raccomanda una rapida approvazione da parte del Consiglio; i lavori d'istruttoria sono stati ultimati nel corso di due sole sedute, anche in conseguenza del responsabile concorso delle forze di opposizione, le quali, ritenendo il provvedimento necessario, col voto finale si sono espresse per l'astensione.
PRESIDENTE. I lavori per stamattina terminano qui e riprendono questo pomeriggio alle 16 e 30. Pregherei i Capigruppo di trattenersi un attimo qua sotto le tribune per una comunicazione che devo fare.
La seduta è tolta alle ore 12 e 47.
Allegati seduta
CDXVIII SEDUTA
(ANTIMERIDIANA)
Mercoledì 10 dicembre 2003
Presidenza del Presidente SERRENTI
indi
del Vicepresidente BIGGIO
La seduta è aperta alle ore 10 e 13.
ORTU, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 12 novembre 2003 (412), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico all'Aula che il consigliere regionale Massimo Fantola ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo per la seduta del 10 dicembre 2003.
Se non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.
Continuazione della discussione della proroga dell'interim dopo
la scadenza del termine della legge numero 1 del 1977
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione della proroga dell'interim. E' iscritto a parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.
Mi dispiace, l'Aula non è al massimo della sua partecipazione, però se i colleghi ritengono possiamo anche sospendere per una decina di minuti. Va bene, la seduta è sospesa per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 15, viene ripresa alle ore 10 e 29.)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.
PUSCEDDU (D.S.). Signor Presidente, i colleghi della opposizione ieri hanno avuto modo di chiarire le difficoltà di ordine tecnico e giuridico della richiesta formulata ieri dal Presidente della Giunta, onorevole Masala. Una richiesta che se è suffragata da motivi di difficoltà politica, di ordine politico, difficilmente è percorribile, perché introdurrebbe nel nostro ordinamento un pericoloso precedente consentendo alla Giunta di continuare a tempo pressoché indefinito in un regime di interim per addirittura quattro Assessorati. Pertanto condivido appieno quanto sostenuto ieri dal Capogruppo, l'onorevole Spissu, dal collega Cogodi, dal collega Scano e dagli altri che sono intervenuti.
Io voglio cogliere questa occasione per formulare un breve giudizio politico e per dire che il Presidente della Giunta non sta chiedendo una proroga degli interim di quattro Assessorati, in effetti sta chiedendo una proroga alla sua presidenza, una proroga alla sua Giunta, ricordo, una Giunta nata in un momento particolare - l'ultimo giorno utile prima dello scioglimento del Consiglio regionale - e con un quadro politico indefinito; una Giunta minoritaria e pertanto l'operazione che sta tendendo il presidente Masala, se può essere sintetizzata, è l'operazione di tentare politicamente di sopravvivere a se stesso. Dico sopravvivere a se stesso perché sono venute meno le ragioni storiche, politiche e di contingenza temporale che avevano determinato la nascita di questa Giunta minoritaria. Il Presidente non ha fatto minimamente cenno, seppur queste iniziative assunte da quattro consiglieri che pure avevano votato la fiducia alla Giunta, hanno presentato una mozione di sfiducia che è stata regolarmente depositata agli atti del Consiglio e che quanto prima mi auguro possa essere discussa. Non ci ha dato neanche modo di conoscere un documento politico di sostegno da parte delle forze politiche che dovrebbero costituire questa sedicente maggioranza. Non sappiamo se Forza Italia, che pure si era astenuta all'atto della fiducia alla Giunta Masala, abbia cambiato atteggiamento, se si appresti a un appoggio esterno o se dichiari di pervenire, non si sa quando, ad un ingresso organico nella Giunta. Per questo il tentativo del presidente Masala di sopravvivere a se stesso secondo me rischia di diventare una caricatura della politica, anche perché una Giunta siffatta sta eludendo il confronto su argomenti importanti e che sono particolarmente sentiti dai nostri cittadini. Tutti gli atti di programmazione giacciono, manca una politica di indirizzo, ricordiamo che il documento di programmazione economica e finanziaria ha accumulato gravi ritardi e non è stato ancora esitato, non è stata neanche avviata la discussione sulla prossima manovra finanziaria del 2004, c'è un fortissimo ritardo sulla riprogrammazione dei fondi comunitari e seppure abbiamo evitato, attraverso degli artifizi, tipo il commissariamento dell'ARPAS o attraverso l'utilizzo di progetti coerenti e progetti sponda al disimpegno automatico delle risorse comunitarie, manca comunque qualsiasi indirizzo programmatorio. E questo significa che questa Giunta cerca di vivere alla giornata, ma non nel senso nobile del termine, neanche in quella politica che potremmo dire ispirata a un modello epicureo del carpe diem, del cogli il giorno; qui invece si vive proprio alla giornata nel senso di far passare inutilmente i giorni in attesa di una scadenza che noi ci saremmo augurati molto prima. Noi abbiamo avuto modo, il Gruppo dei Democratici di Sinistra, di sottolineare, fin dalla scorsa estate, che sarebbe stato opportuno in questo quadro di difficoltà politiche, di fronte al fallimento dell'esperienza politica del centrodestra e di fronte anche alla residualità della funzione politica del Gruppo di Forza Italia, che doveva essere il motore dell'attività legislativa di questa legislatura, e che invece si appresta a prendere atto del fallimento della politica del centrodestra, di un centrodestra dilaniato, di un centrodestra che non riesce neanche più non solo a parlare ai sardi, a parlare ai nostri cittadini, ma non riesce neanche a parlare con se stesso, tra le forze politiche.
Per questo io ritengo che in queste condizioni l'unica cosa utile e necessaria che il presidente Masala possa fare è quella di rimettere il mandato in un sussulto di dignità per consentire agli elettori quanto prima di potersi esprimere e di dare veramente un Governo credibile, un Governo autorevole che sia all'altezza dei bisogni dei nostri amministrati.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Selis.
SELIS (La Margherita-D.L.). Rinuncio.
PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare i consiglieri Balia, Emanuele Sanna, Floris, Giacomo Sanna, Pittalis che non sono presenti. E' iscritto a parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che abbiamo assistito, nella giornata di ieri, a un altro fatto estremamente negativo, presidente Masala, forse nessun Presidente di Regione aveva utilizzato l'articolo 20, cioè dichiarazioni della Giunta, per fare una dichiarazione che tra l'altro offende profondamente - e chiedo anche al Presidente del Consiglio di ascoltarmi un attimo - quest'Aula.
Noi non abbiamo voluto fare ostruzionismo, crediamo che questo precedente, presidente Masala ed anche assessore Contu, visto che lei è stato anche Presidente del Consiglio, sia un precedente gravissimo. Presidente Serrenti, io sono convinto che l'ordine del giorno che è stato presentato dalla maggioranza non sia ricevibile. Vorrei ricordare che nella Conferenza dei Capigruppo il Presidente del Consiglio diede incarico agli Uffici di elaborare un parere. In quella occasione c'era il Presidente della Giunta che sosteneva addirittura qualcosa che molti ritengono illegittimo, cioè la possibilità di non nominare quattro Assessori, di prendersi l'interim, perché è un atto illegittimo, addirittura il Presidente della Giunta sosteneva che visto che aveva avuto la fiducia del Consiglio regionale non c'era più bisogno neanche di rispettare la legge regionale numero 1.
Signor Presidente, chiedo un attimo di attenzione, siccome credo che sia l'ultimo intervento. Il Presidente della Giunta, nelle sue dichiarazioni, ha detto che in base alla legge chiedeva una proroga. L'ufficio studi del Consiglio regionale, ecco perché io ritengo che non sia ricevibile quanto proposto dal Presidente della Giunta e poi accettato, condiviso dalla maggioranza con un ordine del giorno, io vorrei ricordare all'Aula e a lei signor Presidente della Giunta, che sia un pochino più attento anche ai pareri che vengono dati dagli uffici, perché lei da consigliere regionale ha sempre chiesto che venissero rispettate le norme e i regolamenti, da Presidente della Giunta si sta distinguendo come il Presidente, come l'Assessore che viola con più facilità le norme. Allora, signor Presidente, io leggo quanto scritto dagli uffici: "Inoltre il rapporto fiduciario che deve intercorrere tra Consiglio e Giunta, nella sua completezza, rende del tutto eccezionale ed assolutamente transitorio il fatto che all'atto della formazione della Giunta il Consiglio approvi un Esecutivo privo di diversi componenti. E' chiaro che la deroga alla norma va sanata in pochi giorni e che va escluso un interim conferito a tempo indeterminato dal Consiglio. L'unico termine stabilito dalla legge regionale numero 1 è quello previsto per una fattispecie completamente diversa, relativa al caso in cui un Assessore cessi dalla carica e il Presidente della Giunta ne affidi in via provvisoria, non oltre tre mesi, le funzioni a se stesso o ad altro Assessore. A maggior ragione l'interim conferito all'atto della costituzione della Giunta deve essere di brevissima durata.
Signor Presidente, sono trascorsi tre mesi, a seconda del parere degli uffici, io credo anche suo, non è possibile prorogare ulteriormente; tre mesi, che sono normalmente utilizzati quando un Assessore cessa dall'incarico. Allora io chiedo, e non voglio entrare - perché ne discuteremo quando la Giunta regionale… l'hanno fatto del resto altri colleghi - negli aspetti di carattere politico, io credo signor Presidente che in questo momento noi non possiamo creare precedente, che è gravissimo e quindi la invito a chiedere al Presidente della Giunta regionale, ai colleghi della Maggioranza di ritirare l'ordine del giorno e al massimo, in via del tutto eccezionale, possiamo dare qualche ora al Presidente della Giunta, altrimenti siamo in piena violazione delle norme. Io non entro nel merito, anche qui perché gli uffici non si sono espressi, se sia possibile o meno dare una proroga quando i termini sono scaduti; anche qui c'è, secondo me, da dibattere da un punto di vista giuridico, però non voglio entrare perché sono convinto che comunque la Regione deve avere la possibilità di nominare, di indicare quattro nuovi Assessori.
Allora, presidente Masala, inviti, ritiri quello che lei ha detto, quelle pessime dichiarazioni che ha fatto, offensive nei confronti del Consiglio e non è la prima volta che lei offende il Consiglio dopo averlo difeso nella scorsa legislatura tante volte. Invito i colleghi della maggioranza a ritirare quell'ordine del giorno perché altrimenti, signor Presidente, lo deve dichiarare non ricevibile perché altrimenti è inutile che lei chieda il parere agli uffici sull'interpretazione delle norme. Quell'ordine del giorno non è ricevibile. Allora, di quante ore ha bisogno? Di due ore, di tre ore, di quattro ore? Di un giorno? Noi siamo disponibili per domani, ma non è pensabile che si proceda in questo modo offendendo le regole, offendendo il Consiglio regionale. Sugli altri aspetti di carattere politico credo che avremo occasione, e l'hanno del resto già fatto altri colleghi, di parlarne, ci auguriamo nella giornata di oggi o al massimo della giornata di domani, quando lei, signor Presidente della Giunta, presenterà i nomi dei quattro Assessori.
Quindi, ecco, signor Presidente del Consiglio, vorrei un suo parere, se rispetta quelli che sono i pareri che gli uffici hanno dato a lei e a noi o seppure ancora una volta le norme possono essere utilizzate a seconda di chi guida questa Regione.
PRESIDENTE. Onorevole Fadda, lei mi pone una domanda che abbisognerebbe di una risposta un po' articolata, non può essere un sì o un no. Le ricordo che le inammissibilità sono stabilite all'articolo 88 del Regolamento e che l'Aula è sovrana sempre, in tutte le sue espressioni. Quando l'Aula si esprime vengono superate anche questioni regolamentari. Guardi, proprio il secondo comma dell'articolo 88 lo dice in maniera esplicita.
FADDA (La Margherita-D.L.). Se rispettiamo la legge, Presidente.
PRESIDENTE. Quando io le dicevo che è necessaria una risposta articolata, significa che c'è un problema evidentemente non di ordine formale, ma di altro tipo e questa non è la sede. Adesso noi finiamo la discussione, dopodiché dovremo decidere come andare avanti.
Io non so se ci sono novità rispetto a quelle che sono emerse ieri.
FADDA (La Margherita-D.L.). Non ci interessa, si dimette il Presidente altrimenti!
PRESIDENTE. Beh, metta il caso che adesso ci siano i nomi dei nuovi Assessori…
(Interruzione)
ma io questo non lo so, come fa a saperlo lei?
FADDA (La Margherita-D.L.). La legge è indipendente dal fatto che abbia i nomi oppure no.
PRESIDENTE. Onorevole Fadda, cerchiamo di avere un po' di pazienza e vedremo di risolvere anche questo problema. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, se è necessario che ci fermiamo un po', sennò do la parola alla Giunta per la replica.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta per la replica.
COGODI (R.C.). E' una questione pregiudiziale quella che è stata posta ieri.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Grazie Presidente. Io per la verità mi aspettavo che il dibattito, così come era stato annunciato ieri con l'iscrizione di numerosi colleghi, avrebbe potuto svolgersi o dispiegarsi, diciamo così, ancora per un po' anche per conoscere gli orientamenti di tutti i Gruppi e in particolare dei Gruppi che hanno sottoscritto e presentato un ordine del giorno parallelo, diciamo così, alle dichiarazioni del Presidente. Ma poiché evidentemente i colleghi hanno ritenuto di dover tener conto delle urgenze di fronte alle quali il Consiglio si trova che possono essere, diciamo così, elencati in pochi punti come l'assestamento di bilancio, la legge sull'agricoltura sulle quali lo stesso Consiglio si è impegnato di provvedere, di adempiere con urgenza, evidentemente ha indotto i colleghi sia di maggioranza che di opposizione a non prolungare il dibattito. Non ho altre motivazioni su questo per spiegare queste cose. D'altra parte i Gruppi si sono espressi chiaramente e formalmente attraverso la presentazione di un ordine del giorno e quindi è a quello che io debbo fare riferimento.
Tuttavia non mi sottraggo a qualche considerazione in ordine alle questioni che sono state sollevate. Innanzitutto per quanto attiene al principio della continuità amministrativa che è un principio dell'ordinamento generale dello Stato e quindi anche della Regione sarda per cui tutti gli atti di un organo che viene a cessare per qualunque ragione vengono esercitati con la pienezza delle funzioni e della legalità. In secondo luogo anche i riferimenti che sono stati fatti ai pareri scritti degli Uffici della Presidenza occorre leggerli con completezza, perché se è vero che l'ordinamento non prevede il caso specifico, perché non esiste nell'ordinamento regionale la previsione dell'Assessore ad interim che venga nominato ab origine dal Consiglio regionale e quindi si fa riferimento alla legge 1 per analogia perché gli uffici studi hanno ritenuto che il caso di fronte al quale noi ci troviamo possa essere trattato analogicamente alla fattispecie prevista dall'articolo 1. Il Presidente, pur essendo di opinione diversa da questa, ha aderito alla tesi che è stata enunciata dalla Presidenza del Consiglio perché comunque, guai, ed è stato sempre lontano da me creare dei conflitti tra gli organi della Regione e quindi io ho aderito agevolmente a questa ipotesi pur essendo di opinione diversa. Ma allora, se il parere, così come è stato espresso, fa riferimento a un'analogia, è chiaro che noi dobbiamo utilizzare la legge 1 nella sua completezza come se ci trovassimo di fronte all'ipotesi, alla fattispecie prevista dall'articolo 1 perché è stato affermato che nel caso di specie si dà corso all'applicazione analogica della norma perché se così non fosse stato noi ci saremmo trovati di fronte ad un vuoto legislativo perché non avremmo una norma da applicare, applichiamo allora la legge 1 e la legge 1 dice che l'interim può essere esercitato per un periodo di tre mesi, salvo proroga da parte del Consiglio. Ora, siccome si è fatto riferimento spesso anche alle norme di diritto, quasi che fossimo di fronte ad un contratto tra due parti eccetera e non in una Assemblea legislativa. Il termine "proroga" giuridicamente viene utilizzato per estendere un contratto per un periodo uguale a quello originario salvo che la legge o le parti non stabiliscano un termine diverso. Ora, nel caso in specie, se il termine iniziale è di tre mesi, proroga vuol dire tre mesi, vuol dire fino a tre mesi, che vuol dire un giorno, cinque minuti, dieci minuti, un giorno, due giorni, dieci giorni, cinque giorni, eccetera. Non vuol dire che deve essere utilizzato il termine che viene indicato dalla legge. E` chiaro che la ragionevolezza della politica farà in modo che il termine non venga utilizzato, ma intanto così come è stato chiesto dal Presidente nelle dichiarazioni nell'ordine del giorno è stata chiesta la proroga del termine "fino al", non oltre il termine previsto dalla legge che è quello che è indicato nella legge 1 del 1977. E quindi, io non posso in questa fase non chiedere e confermare quanto ho detto ed aderisco pienamente all'ordine del giorno che è stato presentato dai Gruppi che hanno sottoscritto l'ordine del giorno medesimo.
PRESIDENTE. Grazie Presidente, l'ordine del giorno non se n'era ancora dato lettura, se permette facciamo dare lettura dell'ordine del giorno, dopodiché... non c'è discussione su questo ordine del giorno, la discussione è già conclusa, si possono fare dichiarazioni di voto perché siamo in sede di votazione.
FADDA (La Margherita-D.L.). Noi diciamo che non può essere messo in votazione, che è una cosa diversa!
PRESIDENTE. Va be', questo ed altro argomento.
FADDA (La Margherita-D.L.). No, Presidente, lo devono ritirare quell'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Si dia lettura dell'ordine del giorno.
RANDAZZO, Segretario:
ORDINE DEL GIORNO CORONA - MURGIA - CAPPAI - VARGIU - LADU - PIRASTU sull'approvazione della richiesta di proroga degli incarichi ad interim.
IL CONSIGLIO REGIONALE
udite le dichiarazioni del Presidente della Regione, MASALA,
approva
la richiesta di proroga fino ad un massimo di tre mesi, secondo il termine previsto dall'articolo 3, secondo comma, della legge regionale n. 1 del 1977, degli incarichi ad interim degli Assessorati della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, degli enti locali, finanze e urbanistica, dell'industria, della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. (1)
PRESIDENTE. Onorevole Murgia, lei per che cosa sta chiedendo la parola?
MURGIA (A.N.). Per una sospensione.
PRESIDENTE. Chiede una sospensione? Onorevole Cogodi, sull'ordine del giorno non c'è nessuna discussione perché la discussione sulle dichiarazioni del Presidente c'è già stata, adesso se lei mi chiede la parola sull'ordine del giorno io le do la parola. Prego.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Mai credo, Presidente e colleghi, fu occasione, si è presentata l'occasione più opportuna di intervenire proprio sull'ordine del giorno, perché voglio ricordare che nella seduta di ieri è stata avanzata preliminarmente dal Consiglio, dai banchi del Consiglio, da una parte del Consiglio una questione pregiudiziale, la quale questione pregiudiziale poi si è in qualche modo messa insieme, confusa, confusa nel senso che si è proceduto insieme nelle due cose con l'intervenuta dichiarazione del Presidente della Giunta; la questione pregiudiziale era che non si potesse procedere nei lavori ordinari del Consiglio regionale su nessun argomento iscritto o iscrivibile all'ordine del giorno se prima non si dava completezza alla composizione della Giunta regionale. Questa pregiudiziale ha avuto ingresso nei lavori del Consiglio, tant'è che non si è proceduto a nessuna variazione, non si è proceduto a nessuna inversione dell'ordine del giorno, e senza invertire l'ordine il Presidente ha chiesto la parola e ha reso le dichiarazioni, quindi ritenendo che la questione pregiudiziale fosse come noi sostenevamo oggettivamente nelle cose. La questione pregiudiziale rimane tutta in piedi e riguarda il fatto, io vorrei che il Presidente potesse ascoltare, non c'è problema, aspetto pochi secondi, i secondi necessari voglio dire, la questione pregiudiziale rimane tutta in campo e la quasi totalità degli dei colleghi che sono intervenuti nel dibattito con dovizia e robustezza di argomenti hanno illustrato la ragione, cioè è assolutamente necessario perché il Consiglio possa operare che la Giunta sia nella sua completezza. La completezza della Giunta poteva essere fino a qualche giorno fa ottenuta in due modi, due modi legali, poi i modi arbitrari sono tanti, sono infiniti, parliamo dei modi legali, quelli previsti dalle leggi, vincolanti quindi. Fino a qualche giorno fa, prima della scadenza del termine dei tre mesi vi erano due modi per completare la Giunta, uno era, perché lo dice la legge, la richiesta e l'ottenimento da parte del Consiglio regionale della proroga, quindi un termine che poteva essere prorogato, due, ovviamente era la nomina dei nuovi Assessori. Nel momento nel quale questa cosa nel Consiglio è stata discussa, perché noi l'abbiamo posta prima della scadenza del termine e la Giunta ha volutamente scelto di non chiedere la proroga quando poteva chiederla, cioè prima che il contratto, dice adesso il Presidente, scadesse, nel momento nel quale volutamente la Giunta ha lasciato scadere il contratto, usiamo questa espressione tra virgolette, il contratto non si rinnova tacitamente dopo che è scaduto, si rinnova prima, ma in ogni caso qui non c'è rinnovo tacito, questo non è un affitto di fondo rustico, non ce n'è rinnovo tacito, la legge prevede la proroga esplicita con voto del Consiglio, se il Consiglio tace e non vota non ce n'è proroga perché lo esclude la legge, è una prerogativa del Consiglio regionale, del Parlamento quello di protrarre oltre i tre mesi la condizione eccezionale, e torniamo alla visione privatistica contrattualistica che altri hanno della politica e del potere pubblico, ma qui non siamo nell'affitto del fondo rustico, qui siamo nelle istituzioni pubbliche, repubblicane...
PRESIDENTE. Concluda, la prego, onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Concludo sì, rimane solo la seconda strada, se vogliamo rimanere nell'alveo della correttezza istituzionale e della legalità e siccome non stiamo parlando di cosette, su questa vicenda è chiaro che ci saranno prese di posizione forti, fortissime per impedire un colpo di mano, perché sarebbe un golpe ledere la legge, violare la legge che affida solo al Consiglio il potere di concedere la proroga e una cosa si può prorogare solo se c'è, nel momento in cui l'avete lasciata volutamente scadere quella opzione, voi avete rinunciato a quell'opzione, quindi dovete completare la Giunta con la nomina e se non fate la nomina vi dovete dimettere, aprire la crisi e si riparte nell'alveo delle regole che le istituzioni danno, non ce n'è spazio per giochi e giochini altri, in ogni caso la pregiudiziale è stata posta ieri, di fatto è stata anche accolta e si è discusso insieme, sia la questione pregiudiziale e sia la dichiarazione fatta dal Presidente, non è caduta la questione pregiudiziale, ecco perché a questo punto sicuramente si impone una breve pausa di riflessione e si pone l'esigenza di avere un parere giuridico tecnico che assuma il Consiglio se non ha una opinione chiara, il Presidente del Consiglio perché si sappia chi è che assume la responsabilità in questo caso di espropriare l'Aula, il Consiglio regionale, del diritto di concedere la proroga quando si poteva concedere, non a termini scaduti. E quindi c'è un problema anche di valutazione di ordine tecnico se ancora non c'è ma io immagino che ci sia già perché la questione è chiarissima, quindi va bene, mi pare che c'è richiesta anche da qualche altro ambito del Consiglio, la richiesta di una breve pausa di approfondimento e di riflessione, si sospenda brevemente ma perché si torni a definire qual è il percorso legittimo attraverso cui il Consiglio può procedere.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, è stato molto chiaro.
Onorevole Fadda sullo stesso argomento, cioè l'ordine del giorno.
Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Presidente, io credo che lei abbia letto con attenzione l'ordine del giorno che con sorpresa tra l'altro è stato firmato anche dall'onorevole Corona che era uno di quelli che voleva lo scioglimento del Consiglio, non riesco a comprendere perché adesso abbia prorogato, abbia addirittura firmato l'ordine del giorno per una proroga degli interim. Signor Presidente, non è vero che la legge numero 1 dice quello che c'è scritto nell'ordine del giorno, non è ricevibile perché è illegittimo, perché la legge numero 1 dice: "Tale nomina dovrà avvenire entro tre mesi dalla cessazione salvo proroga da parte del Consiglio" che non può essere di altri tre mesi, è una cosa assurda quello sul piano giuridico, sul piano normativo che noi stiamo...
Presidente della Giunta non è così, al di là dell'interprestazione che ho dato prima degli uffici, alcuni giorni che sono già scaduti possono essere concessi dal Consiglio ma non oltre, cosa significa che lei entro tre mesi…? Doveva già farlo entro tre mesi anche con quell'interpretazione che noi non abbiamo condiviso, quindi lei deve far cambiare questo ordine del giorno, ha fatto ancora una volta molto male a dire che condivideva questo ordine del giorno perché credo che il Presidente del Consiglio non possa nel rispetto delle norme dichiararlo ricevibile, non può mettere lei in votazione un ordine del giorno che non rispetta la legge perché altrimenti con questo Consiglio credo che non potremmo andare molto lontano.
PRESIDENTE. Questa è la sua opinione che io rispetto, onorevole Fadda.
FADDA (La Margherita-D.L.). No, è la legge.
PRESIDENTE. E' la sua opinione. Onorevole Murgia lei ha chiesto una proroga, vuole dire all'Aula le ragioni per questa sospensione?
Ha domandato di parlare il consigliere Murgia. Ne ha facoltà.
MURGIA (A.N.). Semplicemente per organizzare il voto, signor Presidente, quindi le chiederei venti minuti o mezz'ora di sospensione.
PRESIDENTE. Allora l'onorevole Murgia chiede una breve sospensione.
FADDA (La Margherita-D.L.). Quale voto, se non è votabile?
PRESIDENTE. L'onorevole Murgia chiede una breve sospensione, io direi se non ci sono obiezioni, concediamo la sospensione e poi riprendiamo. Onorevole Balia e onorevole Spissu sull'ordine del giorno naturalmente, non abbiamo altro da discutere.
Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (S.D.I.-S.U.). Presidente, mi permetto, prima di entrare nell'argomento relativo all'ordine del giorno di spendere due parole anche per comprendere il senso della richiesta dell'onorevole Murgia; da un lato noi contestiamo con argomentazioni assolutamente credibili e che si rifanno a norme di legge e al diritto e che quindi in quanto tali non possono essere superate perché sono norme...
Presidente non si sente nulla in Aula.
PRESIDENTE. Colleghi un po' di silenzio perchè non riusciamo a sentire nulla!
BALIA (S.D.I.-S.U.). Io comprendo che l'onorevole Murgia stia organizzando il voto anche in questa fase, però dicevo Presidente che noi ancora stiamo chiedendo alla Presidenza l'irricevibilità dell'ordine del giorno; l'onorevole Murgia nel contempo dà invece per scontato che l'ordine del giorno debba essere accolto, che debba passare al vaglio dell'Aula e chiede tempo anche per organizzare il voto. Vorrei capire cosa significa, onorevole Murgia, organizzare il voto. Intanto non dovrebbe esserci proprio nulla da organizzare, perchè l'ordine del giorno non è ricevibile da un lato, ma dall'altro lato quand'anche si dovesse procedere alla votazione dell'ordine del giorno non comprendo il significato che si vuole attribuire alla parola organizzazione. Non c'è nulla da organizzare, ciascuno si esprime, ciascuno vota, c'è una responsabilità personale, c'è una responsabilità di Gruppo. Cosa c'è da organizzare? Ad organizzare si organizzano le vacanze, onorevole Murgia! Ma non si organizza un voto in Aula che passa attraverso determinate procedure che sono scontate, che sono formali, che sono palesi e che non hanno bisogno di una organizzazione complessa. Organizzare lascerebbe intendere altro sotto questo profilo.
Nel merito dell'ordine del giorno, Presidente Masala, io comprendo che nella vita parlamentare accade spesso, si vada incontro a difficoltà, per cui accade anche che una Giunta risulti per un certo periodo di tempo una Giunta claudicante e la sua è andata ben oltre l'essere claudicante. L'interim, Presidente, nasce dall'inderogabile esigenza di assicurare lo svolgimento di un'attività ad un soggetto preposto che si trova nella materiale impossibilità di poterla svolgere direttamente e quindi l'interim nasce partendo da due assunti, da due criteri contemporanei; uno deve essere un fatto assolutamente eccezionale, e di solito l'interim è conseguente alla cessazione dalla carica di un Assessore o ad un provvisorio impedimento ma Assessore che è già investito del mandato. Quindi c'è da un lato il fatto eccezionale e dall'altro lato un altro elemento che è determinante: la temporaneità dell'interim, che non può in ogni caso protrarsi oltre i tre mesi.
Badi, Presidente Masala, il protrarsi dell'interim si scontra contro un altro criterio che è il criterio della collegialità, perchè la Giunta nasce ed opera con un criterio di collegialità; ma in ogni caso, in questo caso, il criterio della collegialità scompare, c'è una prevalenza del Presidente che assume su di sé quattro interim per cui il Presidente cessa di essere il primus inter pares e diventa prevalente invece sotto tutti gli aspetti. Presidente, ma è contrario anche alle regole della decenza e della correttezza, ma dove andiamo a finire di questo passo con proroghe che viaggiano di tre mesi in tre mesi?
Per concludere, Presidente, la legge prevede in particolari casi la possibilità di utilizzare l'istituto dell'interim, ma l'uso non può essere confuso, invece, con l'abuso così come da noi sta avvenendo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Presidente, sull'ordine dei lavori, perchè se lei sospende per riprendere mettendo ai voti questo ordine del giorno, noi non siamo d'accordo. Non ci stupisce che il Presidente Masala accetti un ordine del giorno presentato dai Capigruppo della maggioranza, Corona incluso, e che il Presidente Masala pensi che un interim allunghi la vita, e che quattro allunghino anche di più, creando la situazione paradossale per la quale in questa Regione si può governare con 28 voti concludendo la legislatura, tre mesi di interim più tre mesi poi si può anche arrivare ad una crisi definitiva che concluda la legislatura e l'onorevole Masala può anche pensare di mettersi al riparo con un breve interim prorogato di tre mesi.
Noi però le solleviamo un'obiezione Presidente, a lei che è Presidente del Consiglio, non all'onorevole Masala che fa il suo mestiere e che porta acqua al suo mulino, come si suole dire, e che pensa in questo modo di mettersi al riparo continuando a governare la Regione con quattro interim, così come fa dal momento in cui è nato. Noi poniamo un problema a lei, Presidente del Consiglio; questo ordine del giorno è irricevibile e quindi non è votabile, primo perchè si chiede una proroga di un interim che non c'è, che è già scaduto; secondo perchè la proroga è consentita per un ragionevole tempo aggiungendo eccezionalità ad eccezionalità e il ragionevole tempo non può essere una proroga di ulteriori tre mesi. Per questo motivo penso che l'ordine del giorno sia irricevibile; perchè altrimenti si poteva pure mettere cinque mesi di proroga perchè il Presidente Masala ritiene ragionevole che in cinque mesi riuscirà a risolvere la discussione nella quale si contorce la presunta maggioranza che dovrebbe guidare.
Quindi, noi le poniamo una questione di fondo Presidente dell'Assemblea alla quale deve dare risposta. Quindi la sospensione serve a lei per chiarire questi aspetti di illegittimità che le sono stati sollevati, e per chiarirli in maniera tale che il Consiglio regionale non venga esposto ad una votazione che può produrre anche fuori dall'Aula una serie di questioni delicate per la Giunta e per l'Assemblea stessa.
PRESIDENTE. Quando si argomenta una questione, soprattutto così delicata come questa, è chiaro che uno porta, come dire, a sostegno della sua visione delle cose, tutte le argomentazioni che ritiene; argomentazioni che hanno al fondo sempre qualcosa di vero e comunque di sostenibile. Però il Presidente del Consiglio che non è quello che può fare quello che vuole, ma deve attenersi alle regole e le regole sono stabilite dal Regolamento, non può fare altro che ricordare quanto ha già ricordato l'onorevole Fadda che le norme sulla ricevibilità o irricevibilità sono stabilite dall'articolo 88 del Regolamento. Invito i colleghi a leggerlo; leggendo l'articolo 88 del Regolamento non si ravvisa, per ciò che riguarda questo ordine del giorno, nessuna ragione perchè il Presidente del Consiglio lo renda irricevibile, prima considerazione.
Seconda considerazione, che non è di poco momento, l'ordine del giorno è stato presentato ieri, ed è stato distribuito, quindi la questione della ricevibilità pure nei termini in cui io ho detto, è un problema assolutamente superato. Va da sé che questioni che devono trovare ricomposizione sul piano politico non possono essere risolte attraverso questioni normative.
Io voglio ricordare anche un'altra cosa, l'ultima cosa, che il Consiglio è assolutamente sovrano, il Consiglio può fare tutti gli atti che ritiene, se ci sono appunti da fare sugli atti che il Consiglio rende efficaci o comunque approva, beh ci sono altri che devono intervenire. Ad esempio il Consiglio potrebbe approvare una norma che non è costituzionale, non per questo il Consiglio non l'approva, ci saranno altri che diranno che quella norma è incostituzionale; tutto questo per dire che il Presidente del Consiglio non può dire che questo ordine del giorno non è ricevibile, rimane la questione politica sulla quale io credo che maggioranza, opposizione, dentro l'opposizione, dentro la maggioranza, forse c'è bisogno di fare qualche breve considerazione non ad Aula aperta.
Ecco perchè io sarei del parere che la richiesta fatta dall'onorevole Murgia debba essere presa in considerazione, non tanto per organizzare il voto, quanto per chiarire aspetti che secondo me rimangono comunque da chiarire perchè sul piano politico ci sono evidentemente delle cose che devono essere chiarite.
MURGIA (A.N.). Ritiro la richiesta di sospensione.
PRESIDENTE. L'onorevole Murgia ritira la richiesta, propongo io una sospensione di un quarto d'ora - venti minuti perchè su questa cosa c'è da discutere.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 11 e 17, viene ripresa alle ore 11 e 50.)
PRESIDENTE. Allora colleghi, se siamo pronti, ricordo che siamo in fase di votazione, ci sono prima le dichiarazioni di voto; mi sia consentito prima però chiarire un aspetto della questione che a me pare determinante su come vogliamo considerare questo ordine del giorno, che evidentemente non è un ordine del giorno qualsiasi, è un ordine del giorno che proroga per altri tre mesi un interim su quattro assessorati. Allora io credo che abbia implicita una sorta di fiducia alla Giunta, pertanto va considerato come se si trattasse di un ordine del giorno che dà o toglie la fiducia alla Giunta, questo è importante per il sistema di votazione.
Noi applicheremo l'articolo 96, il comma 8, che leggo ai colleghi: "La votazione sulle dichiarazioni programmatiche del Presidente della Giunta regionale e sulla nomina dei componenti la Giunta stessa ha luogo con votazione nominale". E' chiaro? Adesso possiamo procedere alle dichiarazioni di voto.
Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L.). Vorrei fare un intervento, ma prima in base alle sue parole vorrei capirle meglio. Questo vuole dire a) se è a votazione palese e b) che è un ordine del giorno di fiducia, ma se è un ordine del giorno...
PRESIDENTE. Di nomina, se non passasse è chiaro...
SELIS (La Margherita-D.L.). Il problema che pongo, che sto ponendo, se è un ordine del giorno di fiducia c'è un tempo di presentazione preliminare dell'ordine del giorno o no? Non c'è! Ho capito!
Presidente, visto che ho la parola se me la concede per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare in precedenza il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Io rendo al Consiglio una dichiarazione di voto che significa di non partecipazione al voto, perchè ritengo che nessun consigliere regionale possa in coscienza sua e di fronte alla legge della Repubblica alla Costituzione, allo Statuto di autonomia e alle leggi della Regioni rispetto alle quali ha giurato fedeltà, esprimere un voto che è contro la legge. Un voto di proroga o su una proroga che la legge della Regione esclude, tassativamente, che possa essere dato, chi vuole lo esprima, però è un voto illegale. Perchè basta chiedere a chi sa il senso delle parole, e qui nessuno può pretendere di essere massima istituzione rappresentativa della Regione, Assemblea legislativa, senza sapere il senso delle parole, la parola proroga significa allungare un termine ed un termine decaduto non può essere allungato perchè non c'è più. Voi potete dire che la politica può superare il mondo, la ragione, può superare la logica, ma non può superare il senso delle parole, le leggi ed anche la coscienza di sé.
Voi pensate, qualcuno pensa, che la politica è un qualcosa che sconvolge il mondo, invece dovrebbe essere una cosa che ordina le cose del mondo. Si dice che il problema è politico, e proprio perchè è politico deve essere ricondotto non solo alla logica ma soprattutto alla legalità.
Io non esprimo, perchè non posso esprimere, un voto contro la legge. Che il termine sia decaduto lo ha riconosciuto esplicitamente il Presidente della Giunta quando una settimana fa aveva già annunciato che nei giorni prossimi, proprio perchè si trattava di giorni festivi, non sarebbe incorsa in nessun danno l'assenza di alcune prerogative assessoriali in base alla legge numero 1 della Regione, la legge del '77, perchè nei giorni festivi non si sarebbero assunti atti di amministrazione che avrebbero potuto recare danno. Il che vuol dire che qual ora si fossero invece assunti atti di amministrazione si sarebbe potuto creare danno. Noi non siamo, e questo l'ha ancora ripetuto il Presidente stamane, in presenza di un rinnovo tacito di contratto, perchè il rinnovo tacito di contratto avviene quando le parti contraenti hanno previsto il rinnovo tacitamente, qualora entro un certo termine non sia data la disdetta. Ma le parti contrattuali qui non sono da una parte Masala e la sua parvenza di Giunta molto sgangherata e dall'altra parte ogni e qualsiasi interpretazione cervellotica della legge, del diritto e della buona politica. Le parti contraenti qui sono l'Assemblea legislativa da una parte che contiene tutti i suoi componenti che anche in coscienza, perchè hanno giurato singolarmente, debbono rispondere a se stessi e debbono rispondere anche alla legge, anche allo Statuto e soprattutto al popolo sovrano,e mai dire popolo in questo caso ha un significato alto. Per queste ragioni io ritengo di non poter esprimere voto per un ordine del giorno che è proceduralmente, formalisticamente interpretando e cavillando si può anche ritenere che possa essere ammissibile chissà perchè, perchè ieri non lo sarebbe stato, oggi lo sarebbe nella sostanza, perchè l'atto che si chiede al Consiglio è una palese violazione di legge perchè l'atto è illegale, io ritengo personalmente di non dover partecipare a questo voto con le conseguenze che ne deriveranno per ognuno di noi qual ora il voto comunque il Consiglio lo esprimesse, perchè chiaramente anche l'atto che ne deriva sarebbe illegittimo e la sua relazione anche sarebbe illegittima sul piano politico e istituzionale con lo stesso Consiglio regionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Consigliere Selis per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita - D.L.). Presidente, credo che questi momenti e questi giorni della legislatura stiano toccando la parte più bassa della vita istituzionale. Credo che stiamo assistendo all'epilogo di una legislatura che è nata sotto il segno dell'incertezza, della violazione delle regole, della violazione dei patti d'onore con l'elettorato, della violazione delle regole interne all'amministrazione oggi raggiunge il massimo con la violazione di qualunque principio, di qualunque norma, di qualunque decenza.
Noi facciamo fatica, Presidente, a parlare, ho rinunciato prima, lo faccio adesso per senso del dovere perchè credo che sia dovere di tutti noi dire cosa pensiamo di queste vicende, facciamo fatica a parlare perchè abbiamo esaurito le parole così come la Giunta ha esaurito la decenza. Il problema, Presidente, non è solo giuridico istituzionale, certo anche giuridico istituzionale, se la proroga è ammessa ed è un fatto eccezionale, la proroga non può essere reiterata senza limiti, lo hanno detto con convinzione, con autorevolezza tutti i colleghi che sono intervenuti. Il problema è giuridico istituzionale, ma se questo Consiglio non è più la patria del diritto, è la patria delle correttezze istituzionale, questo Consiglio non ha ragione di esistere. Il problema è giuridico istituzionale ed è politico perchè se qua non c'è una maggioranza, e da mesi non c'è una maggioranza, manca il presupposto perchè le istituzioni vadano avanti, perchè la Giunta vada avanti, allora se c'è una maggioranza si riveli, si espliciti, trovi il suo modo di essere e di operare, ma se non c'è una maggioranza questo Consiglio prenda atto e ricostruisca la maggioranza oppure abbia il coraggio, la dignità, l'onesta di andare a casa. Ma il problema oltre che giuridico e istituzionale e politico è un problema etico, è un problema di responsabilità, di responsabilità vostra e nostra, di responsabilità dell'istituzione Giunta, dell'istituzione Consiglio nei confronti dei sardi, perchè quello che sta avvenendo in quest'Aula non si conclude in quest'Aula, non è solo un fatto di dialettica tra maggioranza e opposizione, tra Giunta e Consiglio, quello che sta avvenendo in quest'Aula, questo gioco al massacro che state facendo, lo state facendo sulle spalle dei sardi. Quando c'è il blocco delle istituzioni, quando c'è il blocco della spesa, quando c'è il blocco dell'attività legislativa, quando c'è il blocco dell'amministrazione, quando c'è il blocco di tutta quella che è la nostra funzione, il nostro dovere massimo, questo blocco lo stiamo facendo pagare ai sardi e i sardi lo stanno pagando con la ripresa dell'emigrazione, con l'aumento della disoccupazione, con l'aumento della disperazione, allora la Regione viene meno ai suoi doveri alti, viene meno al suo dovere di spendere, di programmare, di legiferare: che cosa ci stiamo a fare? Cosa ci stiamo a fare? Il problema, dovete dirlo e dovete spiegarlo ai cittadini, a coloro che aspettano che la Regione legiferi, a coloro che aspettano che la Regione faccia il suo dovere. Voi siete i padri di questa emigrazione; voi siete i padri di questa nuova disoccupazione; voi siete i padri della disperazione di questa Regione; voi siete i padri della vergogna e perciò credo che dobbiate prenderne atto, rassegnare le dimissioni o costruire e ricostruire una maggioranza, ma non potete trascinare voi e noi in questo gioco al massacro delle istituzioni della Sardegna, perciò noi dichiariamo, e per quello che mi riguarda dichiaro un voto contrario, fermamente contrario a questo ordine del Giorno, alla sua legittimità, alla vostra legittimità, un ordine del giorno per ridare un voto contrario, per ridare un minimo di dignità a queste istituzioni che state volgarmente mortificando.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Consigliere Dore per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DORE (La Margherita - D.L.). Intervengo brevemente per motivare il voto contrario a questo provvedimento o meglio a questo ordine del giorno. Come è già stato detto ieri sera qui non si tratta solo di un problema di proroga, che peraltro sarebbe illegittima perché, come è stato detto, non si può prorogare ciò che è venuto meno. La proroga intanto vale in quanto ci sia un termine che non sia ancora scaduto, altrimenti si tratta di un nuovo termine e quindi evidentemente la fattispecie non è quella pertinente. Qui il problema è che questo Esecutivo non è mai nato, non è mai nato legittimamente, quindi non esiste e che quindi tutti gli atti che sono stati compiuti sono evidentemente radicalmente nulli. Purtroppo bisogna richiamare ancora una volta la legge numero 1 del '77, la quale all'articolo 1 specifica che la Giunta regionale è composta da un Presidente e da 12 Assessori, se non ci sono i 12 Assessori la Giunta non nasce, c'è poco da fare, la legge è chiara, è inequivocabile, una volta tanto abbiamo una legge regionale chiara e inequivocabile e la riprova, ma non ce ne sarebbe bisogno, si ha leggendo l'articolo 3 che parla di casi in cui un Assessore sia assente o impedito o cessi per qualsiasi motivo della carica, allora in questo caso è consentito al Presidente di assumere l'interim, ma il Presidente non può assumere l'interim all'inizio, Presidente, lo ripetiamo per l'ennesima volta, ma ci vuole proprio faccia tosta, mi dispiace di doverlo dire davanti a una persona che ritengo normalmente corretta, tra l'altro un uomo di legge, un Presidente non può presentarsi al Consiglio con un numero di Assessori inferiore a 12, perchè allora se questo principio non fosse valido il Presidente si potrebbe presentare al Consiglio anche in solitudine, dicendo che prende tutti gli interim e che poi nominerà gli Assessori. Ma dove andiamo a finire con questo sistema? Andiamo a finire ad un sistema monocratico, in cui si abolisce la Giunta; io credo che sia una cosa veramente pazzesca, è veramente pazzesco pretendere di far passare un principio di questo genere. Questo significa voler stravolgere dalla base la legge fondamentale in materia, cioè il principio della collegialità che è ribadito e sottolineato dall'articolo 5, collegialità vuol dire che deve essere un organo collegiale e deve essere un organo collegiale formato dal numero delle persone e dai componenti previsti dalla legge, cioè da 12. Allora tutti gli altri discorsi io credo che siano superflui, voi state agendo, avete agito per oltre tre mesi in regime di grave illegittimità, vi è stato consentito di agire da qualcuno e di continuare ad operare in queste condizioni, questo Consiglio sta operando a sua volta in regime di grave illegittimità perché consente una cosa di questo genere. E quindi torniamo all'articolo 50 dello Statuto: grave violazione di legge. Ed allora, cari signori, non è detto che qualcuno non prenda stavolta l'iniziativa, purtroppo, di rivolgersi ad un organo nazionale che non dà alcuna garanzia, ma la Costituzione e lo Statuto prevedono certe regole e quindi non è detto che qualcuno alla fine non si decida a percorrere questa strada che avreste dovuto evitare con un comportamento più corretto, più rispettoso delle istituzioni, più rispettoso della legge, più rispettoso della Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Consigliere Pittalis Per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I. - Sardegna). Signor Presidente, colleghi, ma ritengo che come è stato già detto ieri da qualcuno probabilmente anche questo dibattito appartiene a quel rituale ormai stanco ed anche noioso nel senso che veramente ogni questione diventa motivo, illegittimo direi, anche ragione di scontro tra i diversi schieramenti e per noi sarebbe facile replicare che se è vero che il centro destra ha avuto i suoi problemi, ha vissuto una fase difficile, non lo nascondiamo, ma bene farebbe il centro sinistra a occuparsi dei suoi. Non oso entrare in casa altrui ad occuparmi della diatriba Soru - Cugini - D.S. - Margherita e quant'altro, lo faccio perchè penso che ognuno debba occuparsi dei propri problemi, dei problemi di casa propria e siccome il centro sinistra ne ha tantissimi, io comprendo anche il giochetto abile, astuto di riversare su questo fronte problemi che in realtà vivete drammaticamente in questi giorni, in queste ore in casa vostra. Allora, sulla questione è bene che Forza Italia dica la sua, non mi soffermerò sulle questioni di carattere costituzionale, sulle quali per la verità riteniamo che legittimamente il Presidente abbia proposto la proroga, dico legittimamente perchè non vi è alcuna norma che sanzioni con l'effetto che sarebbe quello della decadenza, e siccome si tratta di un fatto di natura speciale, straordinario, laddove la legge nulla ha detto tutto è possibile ricondurlo nell'ambito dell'interpretazione e vi sono argomentazioni valide, alcune di quelle che ho sentito dai banchi della opposizione, ma altrettanto valide per far ritenere che la richiesta di proroga risponda coerentemente alle norme che non sto qui a citare dell'ordinamento, ma dell'ordinamento statutario e del complesso di norme regionali che quindi, a mio avviso, e non per partito preso, consentono questa situazione e dunque siamo nella piena legittimità. Ma è l'aspetto politico che mi preme qui evidenziare: signor Presidente, lei ha potuto rilevare come gli alleati che l'ordine del giorno reca come primo firmatario il Presidente del Gruppo di Forza Italia e questo, al di là delle disquisizioni di carattere meramente formale, ha un significato politico ben preciso, il significato politico è di una rinnovata intesa innanzitutto con i partiti della Casa delle Libertà noi prendiamo finalmente atto e ringraziamo anche per il fattivo contributo che i segretari regionali sardi, i rappresentanti di questi partiti hanno dato per rilanciare un progetto e una ritrovata intesa con i partiti che con noi hanno vissuto l'esperienza di governo in questa legislatura. Si tratta a questo punto di dare l'indicazione per completare il quadro di Giunta al Presidente, Forza Italia lo farà a breve, e siccome riteniamo che l'impegno sia serio, non sia soltanto di facciata, un rilancio anche politico e programmatico della coalizione impone anche logicamente, attesa la delicatezza, anche tempi adeguati e tempi necessari, quindi se si ritiene di proseguire nel voto per la proroga noi siamo qui, voteremo a favore, riservandoci nelle prossime ore di fare il nostro dovere, come anticipatole, e indicandole la delegazione di Forza Italia per completare la Giunta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Capisco che qualcuno voglia dare un'interpretazione da libero mercato di quest'Aula e della politica, ma noi siamo abituati ad interpretare la politica in modo diverso da quello che qualcuno vorrebbe far apparire. Sappiamo che state mettendo in votazione un atto illegittimo, ve lo volete approvare facendo finta di niente, non è la prima volta che questo accade, ma volete uscire anche dall'imbarazzo di una situazione politica che questa maggioranza sta vivendo da tempo. E sono più imbarazzato io di voi, perché ho creduto e pensato che quest'Aula avesse la dignità di recuperare il suo ruolo e di fare quello che era giusto fare a suo tempo, cioè una legge elettorale.
La sua Giunta, Presidente Masala, non è nata per altro, è nata in una concomitanza, in una circostanza politica particolare che lei ben conosce. Ma ciò che lascia perplesso in quest'Aula me per primo è che chi dovrebbe essere partito di maggioranza in una coalizione agisce in tutt'altro modo, perché la cultura di governo è quella che avete portato in quest'Aula che è quella dell'annessione, del voler necessariamente imporre e decidere per tutti: per la vostra maggioranza, se esiste, ma soprattutto anche per l'opposizione. Questo non ve l'abbiamo lasciato fare in questi anni; la vostra mancanza di idee, di un progetto vero, reale, che ogni tanto richiamate per aggrapparvi alla speranza che qualcuno possa metterlo in piedi, vi porta a pensare che siate ancora una maggioranza. Non lo siete da tempo e quella protesi alla quale vi siete attaccati, quelle poltrone, vi fa superare qualsiasi ostacolo, l'importante è restare seduti. E io vi dico: "Restateci pure". Siamo alla conclusione di una legislatura sofferta, difficile, che ha portato soltanto danni, i danni che voi come nuova cultura di governo avete portato in quest'Aula.
Volete ancora giocare con le istituzioni, pensare che una Giunta nata come quella e come questa che abbiamo davanti possa ancora sopravvivere; non vi volete assumere davanti all'opinione pubblica e a tutti i sardi le vostre responsabilità di decidere oggi in quest'Aula se questa Giunta ha ragione di esistere - e voi potete farlo - o deve morire. Noi diciamo che è morta prima di nascere e che continuare a portare avanti il resto della legislatura in queste condizioni è dannoso per tutti sardi. La verità vera è che cercate di nascondere le vostre debolezze in un coinvolgimento complessivo su storie che comunque non avrebbero avuto modo e ragione di esistere portando e screditando tutto il Consiglio nella sua interezza. Questa è la nuova strategia che avete voluto portare avanti per nascondere la vostra incapacità. Io dico che alla fine la verità dovrà pur emergere, che il modo in cui vi state trascinando lo dovrete necessariamente pagare, e questo lo posso dire con assoluta serenità non perché debba guardare in casa mia, come dice lei, onorevole Pittalis. Io in casa mia ho poco da guardare, ho guardato per lungo tempo, abbiamo avuto i nostri travagli e li abbiamo superati. Oggi sono obbligato a guardare in casa altrui, perché questa è la politica, e con questo voto contrario dimostreremo ancora una volta che avevamo e abbiamo ragione. Non abbiamo problemi, non abbiamo certamente pressioni alcune da parte di chicchessia, si chiamino Margherita, si chiamino D.S., si chiamino Cugini o qual dir si voglia. Questo è un problema che noi non abbiamo e per quello siamo liberi di dimostrare in quest'Aula la vostra debolezza e la vostra incapacità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (S.D.I.-S.U.). Grazie Presidente, essendo intervenuto direttamente sull'ordine del giorno, ritengo a questo punto del dibattito assolutamente inutile e una perdita di tempo ripercorrere le motivazioni giuridiche che ci hanno portato a contestare la legittimità della procedura. Una legittimità che a nostro avviso è stata totalmente disattesa e superata. Ci siamo decisamente incanalati sulla via di un percorso illegittimo, però, al di là dei ragionamenti di natura giuridica, presidente Masala, un'altra cosa è certa: abbiamo sempre riaffermato che c'era forte l'esigenza di far sì che la politica si riappropriasse del senso dell'etica. Non solo non si riappropria dell'etica, ma la politica in questo caso ha superato ogni e qualunque limite relativo alla decenza.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIO
(Segue BALIA.) Onorevole Pittalis, voi continuate in una logica che è la logica che vi ha sempre contraddistinto in questi quattro anni e mezzo di legislatura: non parlate mai di voi stessi, non parlate delle vostre proposte e dei vostri programmi, siete in ritardo su tutto e però ogni qualvolta da parte nostra è nata una contestazione voi non avete fatto altro che riferirvi al passato, alle cose che nel passato non andavano e non sono state realizzate, cioè voi siete una Giunta, una classe, una categoria della politica che vede solo il passato, non vede il presente e pertanto non può avere futuro alcuno. Così oggi parlate, lei ne ha parlato chiamando in causa Soru; Soru o altri rappresentano sicuramente il futuro, voi continuate a rappresentare il passato.
L'impegno è serio, dice, allora occorrono tempi, occorre una riflessione adeguata. I vostri tempi sono tempi biblici, non trovano mai soddisfazione, avete tempi illimitati per la soluzione dei problemi perché non riuscite a scioglierne alcuno, perché di fatto non c'è alcun collante politico che tenga unita questa maggioranza, c'è solo l'esigenza di conservare in ogni caso uno spazio, di conservare la sedia che avete occupato e, probabilmente, così come in passato avete fatto un uso improprio dei telefonini per controllare il voto, ancora adesso il vostro futuro è legato alle telefonate. Probabilmente siete una volta di più in attesa di una telefonata romana che vi suggerisca se, come, quando e quali devono essere i nomi dei quattro Assessori rispetto ai quali oggi il presidente Masala detiene e continua a voler detenere l'interim. Ecco questo è davvero il superamento di quei limiti decenza a cui accennavo. Il nostro voto naturalmente sarà contrario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCANO (Gruppo Misto). Grazie Presidente, io dichiaro che voto contro con una brevissima considerazione: siamo al 10 di dicembre, il Presidente ha chiesto prudentemente tre mesi, non tre settimane, tre giorni, tre ore. Tre mesi! Io tralascio, perché è un argomento che è già stato trattato adeguatamente da diversi colleghi, gli interrogativi fondati sulla legittimità della procedura. E dico che in relazione ai tre mesi prudentemente chiesti dal presidente Masala, che, nonostante le dichiarazioni solenni testé rese dal collega Pittalis, potrebbe aver bisogno di utilizzare interamente i tre mesi, in uno dei due modi possibili: per nominare gli Assessori a fine febbraio, a marzo (prospettiva stupenda, perché avrebbero di fronte ben tre mesi di proficuo lavoro, un trimestre straordinario!); oppure, cosa più probabile, non nominarli affatto. Io se dovessi scommettere qualche euro lo scommetterei su questa seconda prospettiva, cioè per mantenere l'interim sino alla fine.
Che dire? Già ieri ho confessato l'imbarazzo di trovare le parole per parlare di una situazione di fronte alla quale si rimane, appunto, senza parola. Voi siete senza maggioranza e senza Giunta, senza maggioranza politica e senza maggioranza numerica. Quanto alla procedura è assai fondato il sospetto che siate, come dire, anche fuori dall'ordinamento, siete anche, per dirla con molta chiarezza, fuori dalla capacità di gestire assestamento, DPEF e manovra finanziaria, che è facile la previsione, quando arriveranno in Aula, verranno letteralmente massacrati, e, mi si consenta di dirlo in conclusione, salvo una clamorosa frattura nel centrosinistra, che sono convinto che alla fine non ci sarà, siete anche meritatamente avviati verso una sconfitta elettorale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Il presidente Serrenti prima, sul piano, naturalmente, strettamente regolamentare, diceva che il voto sull'ordine del giorno è come un voto di fiducia. In realtà non è come un voto di fiducia e non è un voto di fiducia, ma anzi è un voto di sfiducia, perché si testimonia l'incapacità di questa Giunta Masala, nata con poco più di trenta voti, diventata di ventinove in corso d'opera, di essere ancora incapace di avere una maggioranza.
Noi riteniamo quest'ordine del giorno illegittimo. Illegittimo sul piano strettamente formale, come abbiamo detto, perché fuori dall'ordinamento; lo riteniamo illegittimo sul piano politico, perché conferma che non esiste una maggioranza a sostegno dell'onorevole Masala; se la maggioranza ci fosse stata avrebbe provveduto alla nomina di quattro Assessori, non si riesce invece a nominare quattro Assessori.
Per questi motivi noi votiamo contro quest'ordine del giorno, essendo e volendo rappresentare la nostra opposizione totale a questa Giunta e la nostra opposizione totale alle modalità con le quali questa Giunta e questa presunta maggioranza tengono in ostaggio le istituzioni e quindi anche noi, ed è per questo che ce ne occupiamo, e non sono fatti privati come l'onorevole Pittalis intendeva farci ritenere, invitandoci a occuparci meglio dei fatti nostri.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Presidente, non tanto per fare un intervento, quanto per prendere nota che anch'io, così come già ben argomentato dal mio Capogruppo, non parteciperò a questa votazione in quanto la ritengo illegittima, così come per altro riconosciuta anche da tutti gli esponenti della opposizione in quest'Aula.
Votazione per appello nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale dell'ordine del giorno numero 1. Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì, coloro i quali sono contrari risponderanno no. Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello. (E' estratto il numero 2, corrispondente al nome del consigliere Balia.)Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello cominciando dal consigliere Balia.
RANDAZZO, Segretario, procede all'appello.
Rispondono sì i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - TUNIS - USAI -VARGIU - AMADU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 73
Votanti 73
Maggioranza 37
Favorevoli 42
Contrari 31
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge 475/A. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore. La Commissione Bilancio, nella seduta del 19 novembre, ha approvato col voto favorevole dei Gruppi di Forza Italia, Alleanza Nazionale, U.D.C., Riformatori, P.P.S. e l'astensione dei Gruppi dei D.S., de La Margherita e del consigliere Scano, il disegno di legge numero 475 relativo a modifiche alla legge regionale 29 aprile 2003 numero 3, Variazioni di bilancio, che rappresenta la manovra di assestamento per l'anno 2003. Il provvedimento assegnato alla Commissione il 17 ottobre 2003 è stata da quest'ultima esitato, come già detto, solo il 19 novembre a causa dei lavori dell'Aula ovvero in discussione il provvedimento relativo alla legge elettorale, pertanto al fine recuperare il ritardo che potrebbe pregiudicare l'efficacia della suddetta manovra, se ne rende necessario un rapido esame da parte del Consiglio. La manovra di assestamento, nel suo complesso, contempla interventi di spesa articolati nei diversi stati di previsione della spesa di seguito riportati.
Anno 2003: 296 milioni 14 mila euro; anno 2004: 14 milioni 933 mila euro; anno 2005: 15 milioni 982 mila euro, cui si provvede per l'importo di 159 milioni 614 mila euro con maggiori entrate in conseguenza di maggiori quote di tributi erariali dovuti dallo Stato e reperiti a conclusione di una trattativa con l'Amministrazione statale. Dell'importo globale, relativo alle maggiori entrate, 152 milioni 446 mila euro sono stati utilizzati per nuovi interventi e 7 milioni 168 mila euro trovano sistemazione nelle variazioni di bilancio di cui all'articolo 8.
Il disegno di legge, predisposto dalla Giunta, all'articolo 3 dispone l'economia dei residui passivi, di quelli formati a tutto il 31 dicembre 1999 e di quelli di stanziamento al 31 dicembre 2003; con tale disposizione si cerca di dare avvio alla tanto auspicata politica di risanamento del bilancio della Regione. Attraverso la predetta procedura si prevede infatti il recupero di notevoli risorse il cui importo è stato stimato dall'Esecutivo in un ammontare che si aggira intorno a un miliardo di euro a riduzione del disavanzo accumulato finora quale diretta conseguenza dell'incompleta contrazione dei mutui autorizzati dalla legge finanziaria del 2003.
Sulla necessità del risanamento del bilancio, da qualche tempo, tutte le forze politiche hanno espresso massima condivisione anche se non sono stati individuati in modo univoco i possibili rimedi. Resta, in ogni caso, immutata ed improrogabile l'esigenza di un pronto ed efficace intervento in quella direzione. Tuttavia, accertata ormai come impraticabile l'ipotesi della revisione straordinaria dei residui, occorre influire sul bilancio di previsione attraverso la predisposizione di stanziamenti adeguati alla capacità di programmazione di ciascun Assessorato, è necessario abbandonare, una volta per tutte, la perniciosa cultura dello stanziamento che ha caratterizzato i bilanci fino ad oggi. Per una corretta predisposizione del bilancio occorre inevitabilmente partire dal bilancio consuntivo, ovvero in alternativa ripartire da un attento esame della spesa al fine di valutare obiettivamente la capacità di indebitamento e quindi il reale fabbisogno delle risorse da destinare agli stati di previsione. Tutto ciò da solo peraltro non sarà sufficiente, in buona sostanza si vuole qui affermare che sarà indispensabile ricorrere, come buona ed imprescindibile regola di corretta amministrazione, all'applicazione rigida del concetto di impegno evitando così per il futuro la formazione dei cosiddetti residui di stanziamento, o addirittura il trascinamento ulteriore di precedenti residui a danno delle annualità successive. Per quanto riguarda i settori di intervento il provvedimento propone l'integrazione del fondo sanitario relativo alla quota regionale necessaria, come già evidenziato nella relazione della Giunta, a soddisfare l'onere del 29 per cento posto a carico della Regione e lo stanziamento di 190 milioni di euro per la copertura del disavanzo sanitario nell'anno 2002. Va ricordato che quest'intervento è assolutamente necessario che sia definitivamente approvato entro il 31 dicembre 2003, pena la perdita della quota a carico del Fondo sanitario nazionale di risorse statali per l'importo di 70 milioni di euro. In materia sanitaria, inoltre, la Commissione ha approvato un emendamento che, anticipando la manovra finanziaria del 2004, prevede lo stanziamento di 15 milioni di euro per consentire la regolare prosecuzione del servizio di vigilanza delle guardie mediche anche per il prossimo anno. Gli altri interventi di rilievo riguardano gli stanziamenti nel settore delle opere pubbliche, le cui risorse, come si ricorderà, furono accantonate nel Fondo nuovi oneri legislativi a seguito della bocciatura in Consiglio delle proposte previste dal disegno di legge finanziaria. La previsione normativa pone ora l'Assessorato dei lavori pubblici nella condizione di far fronte alle innumerevoli esigenze del settore. Sul problema delle opere pubbliche è emerso in Commissione, durante l'audizione dell'Assessore competente in materia, la necessità di riproporre la norma già introdotta nella legge finanziaria del 2002 ed utilmente sperimentata, con la quale si prevede il trasferimento di fondi alle Amministrazioni provinciali allo scopo di garantire la manutenzione del sistema stradale di propria competenza. La proposta dell'Assessore è stata ampiamente condivisa dalla Commissione, la quale ha in ogni caso deciso di rimettere il problema all'attenzione del Consiglio auspicandone il favorevole accoglimento.
La Commissione, al fine di rimediare, come già detto in premessa, al ritardo nell'approvazione del provvedimento, ne raccomanda una rapida approvazione da parte del Consiglio; i lavori d'istruttoria sono stati ultimati nel corso di due sole sedute, anche in conseguenza del responsabile concorso delle forze di opposizione, le quali, ritenendo il provvedimento necessario, col voto finale si sono espresse per l'astensione.
PRESIDENTE. I lavori per stamattina terminano qui e riprendono questo pomeriggio alle 16 e 30. Pregherei i Capigruppo di trattenersi un attimo qua sotto le tribune per una comunicazione che devo fare.
La seduta è tolta alle ore 12 e 47.
Versione per la stampa