Seduta n.300 del 28/05/1998
CCC SEDUTA
(Pomeridiana)
Giovedì 28 Maggio 1998
Presidenza del Vicepresidente Milia
indi
del Vicepresidente Zucca
La seduta è aperta alle ore 10 e 36.
DEMONTIS, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di martedì 26 maggio 1998 (296), che è approvato.
Continuazione della discussione della mozione Pittalis - Masala - Amadu - Bonesu - Fantola - Marracini - Balletto - Bertolotti - Biancareddu - Casu - Federici - Floris - Giordo - Granara - Lippi - Lombardo - Marras - Milia - Oppia - Pirastu - Tunis Marco - Boero - Biggio - Cadoni - Carloni - Frau - Liori - Locci - Sanna Nivoli - Sanna Giacomo - Serrenti - Manunza di censura e sfiducia alla Giunta regionale per il contegno assunto nel non opporsi al decreto istitutivo del Parco del Gennargentu contro il parere del Consiglio regionale (150)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione generale sulla mozione numero 150.
E' iscritto a parlare il consigliere Ivana Dettori. Ne ha facoltà.
DETTORI IVANA (Progr. Fed.). Colleghe e colleghi, Presidente, ci ritroviamo nel breve volgere di tempo a ridiscutere intorno al Parco del Gennargentu, e questa volta per la presentazione di una mozione di sfiducia. Guardate, mi pare, e lo dico con tutta la serenità che mi contraddistingue, che ormai intorno all'istituzione del parco si stanno usando tutti gli strumenti possibili non per costruire, ma per destrutturare, utilizzando un argomento così delicato non per un normale dialogo politico, ma per una strumentalizzazione politica.
Tutti noi sappiamo che le zone interessate sono zone ad alto rischio di ordine pubblico per problemi e motivi vari; legislatori della Regione Sardegna hanno non poche responsabilità, se anziché sedare gli animi e tentare di mettere in essere politiche pratiche perché si possa trovare una soluzione, invece si utilizza e strumentalizza questo fatto per una semplice battaglia politica.
Io non so a chi alla fine gioverà ciò, se gioverà alla destra, se poi le opposizioni ne trarranno un beneficio reale, o se non invece alla fine ad uscirne sconfitti saremo tutti.
Il 19 febbraio viene firmata a Roma, dal Ministro Ronchi e dai rappresentanti della Regione, l'intesa (non sono presenti né l'Assessore dell'ambiente, né il Presidente del Giunta e me ne dispiace, anche perché loro sono sicuramente in grado di darci chiarimenti e risposte) che istituisce il Parco Nazionale del Golfo di Orosei e del Gennargentu. In precedenza erano state firmate altre due intese, la prima nel luglio 1992 e la seconda nel dicembre 1995, sempre tra il Ministero dell'Ambiente e la Regione Sarda, che stanno alla base dell'intesa sotto accusa.
Nell'intesa del 1995 era stato nominato il Comitato Istituzionale di Coordinamento che nella seduta del 10 ottobre 1997 aveva approvato la perimetrazione del Parco.
In seguito a quella si arriva prima all'intesa sotto accusa e infine all'emanazione del D.P.R.. Abbiamo detto e riconosciuto, anche la Giunta l'ha fatto ad onor del vero, che la firma di questa intesa è stato un errore. E' stato un errore perché ha spinto il piede sull'acceleratore in una fase in cui si stava costruendo il consenso intorno a quella che il collega Ghirra ha chiamato idea del Parco. Siamo partiti con le firme delle intese dal 1992, prima ancora di parco se ne parla dagli anni Sessanta, dal 1992 però abbiamo intese istituzionali, quelle che avrebbero permesso - e quindi non parlo solo di questa legislatura - alla massima istituzione regionale di provare a creare consenso ed anche ad educare all'idea di uno sviluppo ecocompatibile e all'idea di parco.
Questo è l'errore che rischia davvero, che non solo non si possano più istituire parchi, ma rischia di non consentirci più neanche di discuterne, di discuterne serenamente con le legittime opinioni di ciascuno di noi, senza che vi sia in chi ci ascolta quella pregiudiziale per cui chi parla o è per il parco o è contro il parco, e quindi vediamo una cristallizzazione delle posizioni e pertanto nessun raccordo per dialogare e costruire una soluzione. Le soluzioni ci sono, le hanno dette in questi giorni sia la Giunta e sia il Ministro Ronchi intervenendo anche ieri in Aula, ed è stato detto che l'intesa può essere ridiscussa e che in seguito alla ridiscussione dell'intesa si può emanare un diverso e un altro D.P.R.. Questo cosa comporta? L'impegno quindi a sottoscrivere la nuova intesa che modifichi il D.P.R. in vigore e quindi ad emanarne uno nuovo, comporta che si ristabilisca un patto istituzionale corretto, e che quindi si ristabilisca anche quella necessità di governo reale e diffuso che nel territorio viene avvertito.
Ed allora da qui credo noi dobbiamo ripartire per ricostruire, ed è per questo che ritengo che la mozione di sfiducia rispetto a questi atti non abbia senso, se il nostro obiettivo è davvero quello di ricostruire un patto tra gli enti e il Governo, e non quello invece di agitare incidenti, errori anche, per rivendicare però l'appartenenza ad un fronte, che può essere quello antiparco o quello proparco.
Dobbiamo essere onesti quando discutiamo di questa materia, e dobbiamo essere onesti fino in fondo, a qualsiasi schieramento noi apparteniamo, avendo in mente che stiamo agitando argomenti che possono davvero far scattare scintille che non saremmo più in grado di governare.
Il governo del territorio, poi, non è solo una questione che attiene alla maggioranza e non ad altri. In quel territorio ci viviamo anche noi, ed allora se questi atti sono già in essere e sono già stati sottoscritti credo che tutti noi dobbiamo adoperarci perché nel più breve tempo possibile si riapra quel dialogo istituzionale e si compiano atti legislativi che facciano chiarezza e giustizia di ciò che finora è stato fatto. Ma non si pensi che con questo si possa far tornare indietro la discussione di quarant'anni rispetto a quello che noi abbiamo detto per quanto concerne lo sviluppo ecocompatibile, lo sviluppo sostenibile, il fatto che insieme al Parco sia necessario mettere in campo un programma di sviluppo sociale ed economico dei territori e delle popolazioni interessati, incentrato sulla corretta valorizzazione delle straordinarie risorse ambientali, mettendo al primo punto l'autodeterminazione, la libera adesione dei comuni.
Avevamo detto: si parte da coloro che ci stanno. Qui noi stiamo rischiando non solo di costituire il Parco con i comuni che ci stanno, ma di impedire ai Comuni che ci vogliono stare di costituire il Parco, qualunque esso sia, con qualunque delimitazione sia possibile farlo. E allora, la mozione di sfiducia va naturalmente respinta, ma va chiesto anche ai colleghi che non si riconoscono in questa maggioranza, ma che appartengono a quel territorio interessato dal Parco, una riflessione e un senso di responsabilità che credo non spetti solo a noi dimostrare, ma ritengo sia un dovere di tutta questa istituzione. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Demontis. Ne ha facoltà.
DEMONTIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghe e colleghi, ormai è chiaro a tutti: le popolazioni e le amministrazioni locali dei comuni interessati al Parco del Gennargentu rifiutano la legge 394/91 e, dunque, il modello del Parco in essa previsto. Dopo anni ed anni anche i partiti e i Gruppi consiliari un tempo favorevoli si sono resi conto che la legge 394/91 attentava pericolosamente alla autonomia e alla sovranità dei comuni, violando fortemente l'autogoverno popolare con l'impostazione centralistica di un Parco statalizzato, i cui contenuti, la cui gestione e perimetrazione veniva calata e imposta dall'alto, a prescindere dalle decisioni e dalla volontà delle comunità sarde del centro Sardegna. Dopo anni in cui abbondantemente è prevalsa la furbizia e l'ipocrisia, il doppio giochismo e la subalternità politica e culturale delle lobby ecologiste metropolitante e antiautonomiste, tutti i nodi sono venuti al pettine. Dalla grandiosa manifestazione di Pratobello è venuto un segnale chiarissimo: il Parco statale e statalizzato non s'ha da fare né oggi né mai. E nessuna campagna di informazione istituzionale potrà convincere le popolazioni sarde ad accettare un parco che, in buona sostanza, le espropria del loro territorio, nonché della gestione di questo.
Che fare allora? L'ordine del giorno del 30 aprile scorso, tra l'altro, impegnava la Giunta ad attuare una iniziativa utile a promuovere in tempi rapidi la revisione della legge 394 secondo modelli culturali e sociali più consoni alla Sardegna, riservando le competenze esclusive della Regione Autonoma della Sardegna alla materia dei parchi, ovvero disciplinandola con norme di attuazione dello Statuto Speciale della Sardegna.
Signor Presidente, ma pensiamo veramente che una legge dello Stato possa essere rivista, modificata e corretta? E` mai successa un'ipotesi di tal fatta? Mi pare proprio di no! E allora il percorso da imboccare è sicuramente un altro: le popolazioni ubicate nell'area del possibile Parco, se lo vogliono, si consorzino ed elaborino un progetto del Parco, che loro e solo loro dovranno gestire e amministrare. Un parco strumento di sviluppo economico e sociale, un progetto di prosperità fondato sull'ambiente che incrementi le attività già presenti, ne favorisca di nuove, ad iniziare da quelle legate specificamente alle ricchezze paesaggistiche e ambientali, archeologiche e culturali.
Un parco che ponga soprattutto le premesse di una riantropizzazione del territorio, oggi rovinosamente destinato alla desertificazione se immediatamente non si inverte la rotta con politiche positive sull'occupazione, le infrastrutture e i servizi, a iniziare proprio dai trasporti, dalla scuola, dalla sanità.
La Regione cosa deve fare? La Regione disciplini pure con norme di attuazione dello Statuto speciale la materia dei parchi, senza comunque sovrapporsi pure essa alla popolazione e alla comunità, depotenziando la loro autonomia e sovranità. E credo che possano stare tranquilli gli ecologisti di Roma, perché quelle popolazioni e comunità continueranno a difendere rigorosamente e pervicacemente lo splendido ambiente naturale del Gennargentu e delle coste, come hanno fatto fino ad oggi pastori e contadini baunesi, desulesi ed orgolesi, arzanesi e villagrandesi.
Signor Presidente, si è detto e si dirà ancora che con il parco nazionale e statale quelle comunità sarebbero inondate di miliardi. A parte le mie riserve sulla quantità dei finanziamenti promessi per l'ipotetico parco statale, comunque finora incerti, si tratterebbe di un ricatto ignobile e inaccettabile; le popolazioni dovrebbero barattare la cessione del territorio e le nuove chiudende per una manciata di miliardi, che tra l'altro presumibilmente sarebbero finalizzati non per creare sviluppo ed occupazione, stimolando attività produttive, bensì semplicemente per foraggiare, alimentare e sostenere nuove burocrazie, nuovi clientelismi, nuovi parassitismi, nuovi enti improduttivi ed inutili, primo tra tutti l'Ente Parco, ferocemente lottizzato, suppongo e prevedo, da partiti, gruppi, ecologisti metropolitani e romani.
Certo, conosco bene l'obiezione di chi giustamente sostiene che quel meraviglioso e prezioso scrigno ambientale, paesaggistico ed ecologico rappresentato dal territorio del parco non può essere cosa esclusiva delle popolazioni del Gennargentu. Sono perfettamente d'accordo, è di sicuro un patrimonio sardo, un patrimonio di tutti, un patrimonio italiano, un patrimonio europeo, un patrimonio mondiale, proprio perciò sarebbe giusto che la Sardegna intera, attraverso la Regione, l'Italia attraverso lo Stato, l'Europa attraverso l'Unione Europea, il mondo attraverso Enti, organismi internazionali e mondiali, intervengano mediante massicci finanziamenti perché quel bene prezioso venga non solo conservato, ma valorizzato, perché venga fruito da tutti, ma soprattutto dai legittimi proprietari che non possono essere né cacciati, né espropriati del loro potere decisionale, rispetto all'autoamministrazione del proprio territorio e dall'utilizzo delle ricchezze in esso contenute.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Locci. Ne ha facoltà.
LOCCI (A.N.). Grazie Presidente. Diceva prima la collega Dettori che la mozione di sfiducia è stato, tutto sommato, un atto sproporzionato e forse strumentale rispetto al problema dei parchi, probabilmente alla fine del mio discorso qualcuno potrà anche ritenere che siamo usciti fuori tema, nel senso che partiamo da una mozione di sfiducia che sì ha ad oggetto la questione dei parchi, ma il mio intervento non si focalizzerà sulla questione parco o il merito del parco, cioè per ridurla in sintesi: parco sì, parco no. Non è questo, secondo Alleanza Nazionale, il tema della mozione di sfiducia, ma è più semplicemente l'occasione che ci viene offerta per ragionare in questo momento di autonomia, di sovranità legislativa, di potestà decisionale. Questo è l'oggetto a nostro modo di vedere all'ordine del giorno, diciamo che è ancora più importante, nel momento in cui si parla è forte nella nazione il dibattito sul federalismo, e nel momento in cui la nostra Regione insieme al nostro Stato entra nell'Unione Monetaria Europea. Allora, se una regione come la Sardegna, che in ragione della moneta unica europea, in ragione della globalizzazione dei mercati, dovrà confortarsi, perché la globalizzazione dei mercati e la moneta unica imporranno una concorrenza interna tra le regioni, perché queste regioni dovranno essere capaci di rendere attraibili i capitali, di rendere attraibili gli investimenti nelle terre di ogni luogo d'Europa, ci chiediamo come si potrà affrontare la sfida di questo periodo, se una regione non è più in grado neanche di emanare un ordine del giorno all'unanimità e se questo ordine del giorno all'unanimità viene disatteso completamente dallo Stato centrale. Questo è il tema di fondo, questa è la questione, allora rispetto a questa situazione noi rileviamo due cose: la prima è che il nostro governo regionale si è dimostrato totalmente non autorevole, totalmente inefficace, totalmente incapace di rappresentare a Roma le ragioni che a torto o a ragione aveva preso liberamente il Consiglio regionale. Ed allora questa, per dirlo alla collega Dettori, io non credo che sia una questione di poco momento, qui non stiamo ragionando esclusivamente del parco o delle sue strumentalizzazioni, qui stiamo ragionando di autonomia, stiamo ragionando di autogoverno, stiamo ragionando di autodeterminazione, stiamo ragionando della possibilità di un popolo di darsi delle decisioni, e di poter portare queste decisioni nelle sedi nazionali e sovranazionali.
Rispetto a questa questione noi riteniamo che la Giunta regionale, cioè la rappresentanza istituzionale della Regione, si sia mostrata totalmente inadeguata, e questo rende ancora più forte di significato la questione se si pensa che a Roma vi è un governo omologo, totalmente omologo, a quello della Regione Sardegna, ed allora ci chiediamo ma se neanche in situazioni di totale omogeneità di forze politiche, che dovrebbero godere di corsie di vantaggio, che dovrebbero godere di omogeneità di vedute, che dovrebbero godere di corsie preferenziali nell'arco del rapporto istituzionale, sì tra Regione e Stato, ma anche tra partiti, tra forze politiche che governano la Regione, che governano lo Stato e neanche questo è sufficiente per portare le nostre ragioni oltre il Tirreno, allora è evidente che se forse neanche la omogeneità politica di queste due istituzioni è sufficiente per far valere le proprie ragioni allora significa veramente che la nostra istituzione è incarnata da persone che sotto il piano umano sono stimabilissime, ma che non godono della fiducia, che non godono della autorevolezza del Governo romano, sono incapaci di trasbordare le nostre istanze oltre Tirreno. Io credo che già questo sarebbe sufficiente a negare la fiducia ad un Governo regionale che manca di autorevolezza, che manca di efficacia, che manca di capacità di interpretazione delle ragioni del popolo sardo.
Ma vedete, la mozione di sfiducia è ancora più motivata, è ancora più fondante se ci allontaniamo per un attimo dalla questione del parco, perché poi sapete cominciamo a ragionare di parco e di autonomia, ma la verità è che la legge sulla caccia è bocciata dal Governo, la legge sui nullaosta paesistici è bocciata per due volte dal Governo, non vi è legge ormai che non viene rinviata puntualmente dal Governo nazionale, non vi è consigliere che non ha preso coscienza del fatto che anche l'Unione Monetaria Europea ha posto dei vincoli con il trattato di Amsterdam, Presidente lei lo sa benissimo, la politica economica non è più una materia libera, ma è una materia costretta all'interno di parametri fissi, ed allora anche all'interno di questo scenario quale ruolo vuole svolgere all'esterno questo Esecutivo, quale ruolo ha svolto all'interno questo Esecutivo e questa maggioranza per potersi anche autogovernare e autoriformare.
Ed allora credo che non sia male, non faccia male ricordare che la questione trasporti è rimasta inalterata, Presidente, si qualche decimila lire, quasi come una elemosina per il trasporto aereo; la questione dell'energia ancora la si sta portando avanti e ci sono i nemici, come lei dice, del carbone che non sono lontani da questa maggioranza, anzi direi che sono organici a questa maggioranza, che si annidano nel Governo nazionale e che dal Governo nazionale impediscono il varo di progetti di questo territorio. Potremmo fare nomi, cognomi, indirizzi precisi, potremmo anche indicare forze politiche ben individuate, collocate nella sinistra. Credo che la politica delle infrastrutture negli ultimi anni non abbia dato buoni risultati, mi pare che la Sardegna sia rimasta negli ultimi cinque anni infrastrutturata così come era, cioè male, ha ancora infrastrutture da Terzo Mondo, mi pare che il costo del denaro seppure sia calato, non certo in ragione dell'azione del Governo regionale, rimanga comunque un costo del danaro ancora più alto rispetto a quello nazionale. Mi pare ancora che il governo delle acque, Presidente lei è fortunato, io la penso spesso quando piove, ma non capita spessissimo che piova in maggio, che piova in giugno, in questo senso e non solo in questo senso auguriamo lunga vita al Presidente Palomba. Non voglio offendere l'intelligenza del Presidente.
Voglio dire anche, lo voglio dire agli amici sardisti, nel momento in cui dobbiamo confrontarci adesso con le altre regioni italiane e le altre regioni europee, la Sardegna ha bisogno di diventare una terra di convenienza per gli investimenti, e lo deve fare con tutti quei gap che dicevamo, come li superiamo Presidente questi gap? Come creiamo condizioni di partenza uguali, condizioni di eguaglianza della Sardegna nei confronti delle altre regioni d'Europa? Ed allora cominciamo a vedere se si sono fatti dei passi avanti. I porti franchi non partono, i porti franchi rimangono ancora slogan, i porti franchi non sono ancora attuati e la legislatura sta finendo.
La zona franca, per dirla con una parola dei sardisti, e mutuata da questa maggioranza, è rimasta lettera morta, noi aggiungiamo Presidente, che non è più sufficiente, né sono sufficienti i porti franchi, non è sufficiente la zona franca a meno che non ci venga spiegato qual è il contenuto della zona franca. Alleanza Nazionale dice che per la Sardegna ormai occorre una fiscalità speciale, noi dobbiamo rivendicare un fisco speciale per la nostra terra diverso dalla Nazione, ma soprattutto Presidente, e credo che sul punto occorra cominciare a porre attenzione, non solo il Presidente ma tutti noi, attenzione, cominciamo a pensare ai cosiddetti contratti d'area e patti territoriali. Nell'ambito di questi territori sono previste anche forme di esenzione fiscale, a me risulta che siano state già richieste alcune centinaia di patti territoriali, allora Presidente non vorrei che si arrivasse a zone di esenzione fiscale nell'ambito del territorio nazionale che non hanno il problema della insularità, che non hanno il problema dell'insularità, che non hanno il problema dei trasporti, che non hanno il problema dell'energia, che non hanno il problema dell'acqua, che non hanno le condizioni di diseguaglianza che noi abbiamo, ed arriveremo ad avere magari la esenzione fiscale diventando un'altra volta uguali a tutte le altre regioni d'Europa o del Mezzogiorno d'Italia.
Questo ci metterebbe ancora una volta in una condizione di sudditanza, di subordinazione nell'ambito dei paesi che fanno parte dell'Unione Europea, e di fronte a questo problema non abbiamo visto una Giunta regionale all'altezza dei problemi, non abbiamo visto una maggioranza cosciente dei problemi che dovrà affrontare nei prossimi mesi, nei prossimi anni la nostra Regione. Francamente ci lascia fino adesso delusi.
Quindi, per chiudere l'argomento, non sappiamo se zona franca, ma sicuramente Alleanza Nazionale dice una fiscalità speciale, e per fiscalità speciale intendiamo una esenzione fiscale che superi la esenzione fiscale che eventualmente verrà concessa in tutti i contratti d'area e i patti territoriali che verranno disseminati in tutte le regioni d'Italia che non soffrono del problema della insularità.
Questo è il primo problema che si pone Alleanza Nazionale per poter aspirare ad uno sviluppo diverso, per poter diventare una terra di convenienza di investimenti.
La seconda questione; abbiamo visto tutti noi nei giorni scorsi gli spot televisivi fatti su RAI3 della Regione Sicilia. La Regione Sicilia ha già attuato la proposta che Alleanza Nazionale ha inoltrato alla Conferenza Regionale del Lavoro; sta già proponendosi in Italia e in Europa come una terra di convenienza, una terra dove si riesce a diminuire il costo del lavoro abbattendo gli oneri previdenziali, Presidente.
Che cosa stiamo aspettando? La maggioranza aveva sfidato l'opposizione ad andare alla Conferenza regionale del lavoro e ad avere delle proposte. Benissimo, Alleanza Nazionale si è presentata all'appuntamento con una proposta, ha fatto una proposta a nostro modo di vedere seria, ha fatto una proposta che è già legge in una regione dello Stato italiano, una regione a Statuto Speciale questa volta sul serio. La Regione Sicilia ha già una legge vigente, una legge in vigore che contiene i principi e le proposte che Alleanza Nazionale ha portato nella Conferenza regionale del lavoro, stiamo ancora aspettando che queste proposte non trovino mero accoglimento o plauso nell'ambito di convegni, ma possano diventare strumenti di crescita economica, strumenti di sviluppo, strumenti di occupazione vera.
Signor Presidente, si cresce quando una regione diventa una macchina snella sotto il profilo burocratico; si cresce quando una regione prende coscienza del fatto che occorre rivedere le circoscrizioni istituzionali della province. Occorre applicare alla province l'articolo 44 dello Statuto, occorre decentrare a favore delle province tutte le funzioni amministrative che vengono svolte da questa regione. Non è più possibile avere ancora una regione che si occupa di nulla osta, di autorizzazioni, di concessioni, di appalti, di sotto appalti, di contratti e contrattini.
Il Consiglio regionale ha fatto la sua parte, il sindaco Nizzi ha lavorato insieme con noi per un certo periodo per dotare la Sardegna di una regione che revisionasse le circoscrizioni provinciali e insieme a questo che desse alla Sardegna non solo province nuove, ma nuove province dotate di nuovi poteri, nuove funzioni, nuove competenze.
Stiamo ancora aspettando da circa un anno che questa Giunta lumaca partorisca un delibera che ci possa dare la possibilità di mandare avanti la procedura perché la Sardegna abbia delle nuove province che consentano non alle province ma alla Regione di funzionare! Anche su questo punto, Presidente, non c'è niente, avete iscritto all'ordine del giorno centinaia di volte questo punto, non lo avete mai affrontato, o quanto meno non lo avete mai deciso.
E' di queste cose che vogliamo parlare con voi, è di queste cose che a breve vorremmo parlare con gli elettori, siete in mora, vi costituiamo in mora. Su questi temi fondamentali non siete riusciti a dare risposta, questa è la realtà. Altro che, collega Dettori, non ci sono gli elementi per una mozione di sfiducia, qui elementi per mozioni di sfiducia ve ne sarebbero tutti i giorni, ne potremmo fare una la settimana!
Io elenco questi temi e invito la maggioranza a risponderci su questi temi, invito a darci risposte concrete, atti di governo, dateci atti di governo su questi temi; le nuove province, vi aspettiamo sulle nuove province, sui punti franchi, sulla possibilità di rendere flessibile il mercato del lavoro. Vi aspettiamo ma ancora non arrivate e stiamo andando a votare tra un po'!
Credo anche che in questo bailamme della Regione, ma già i patti territoriali e i contratti d'area ci hanno indicato una strada, Presidente riusciamo a fare i Testi Unici, quelle belle cose che abbiamo scritto o che avete scritto all'inizio di legislatura? Dove sono i Testi Unici, ditecelo, rispondeteci. Su questi temi dateci risposte, dove sono i Testi Unici che avrebbero dovuto agevolare l'impresa, che avrebbero dovuto agevolare il cittadino. Dov'è il soggetto unico delle procedure, quanti sono gli sportelli che occorre attraversare oggi per una pratica burocratica? Diteci se avete intenzione di mutuare, di rendere competitiva questa terra, di dotare i territori, come è accaduto nel Mezzogiorno francese, di agenzie di accompagnamento, di servizi reali alle imprese. Un'agenzia di accompagnamento che possa ricevere gli imprenditori che vogliono investire in questo territorio, che possano essere dotati di accompagnamento, di funzionari che gli sbrigano le pratiche burocratiche, che gli assegnano le aree dotate di corrente, acqua e capannoni. Dove è la politica dello sviluppo del centro-sinistra? Non è questione del parco, il parco è una occasione, ma è una occasione per parlare di autonomia, per parlare di autogoverno, per parlare di specialità, per parlare di fiscalità, per parlare di tutte le cose che avevate promesso ai sardi e non avete mantenuto. Ed allora su questi temi veramente vi sfidiamo, vi lanciamo la sfida.
Molte volte avete lanciato la sfida voi dalla maggioranza, e da questi banchi dell'opposizione vi sfidiamo a fare. Voi siete ancora per pochi mesi maggioranza, dimostrateci di essere all'altezza dei tempi, di essere all'altezza dei problemi della Sardegna, di essere in qualche modo utili alla Sardegna. Permetteteci, quanto meno, di dubitare, perché gli anni trascorsi qui dentro ci dicono che con questa maggioranza la Sardegna non può avere speranze.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.
MARTEDDU (Popolari). Signor Presidente, io rimango ancora convinto che c'è la necessità di modificare l'articolo. 116 del nostro Regolamento che disciplina l'istituto della mozione di sfiducia. Così come è, e ne abbiamo avuto la riprova spesso, si manifesta un esercizio retorico, inefficace, inconcludente; si riafferma come una palestra di scontate banalità. Devo dire anche che è l'unico istituto che, pur nella magnificenza delle sue enunciazioni, non coinvolge proprio la Giunta cui è rivolto. La Giunta potrebbe tacere, potrebbe non dire nulla, né all'inizio, né a conclusione di questo dibattito, mentre sappiamo, per esempio, che per le interpellanze, le interrogazioni, per lo stesso istituto così privo di senso che si chiama question time la Giunta è impegnata direttamente in un confronto con il Consiglio.
Dico questo perché sempre più mi rendo conto e mi convinco che occorre collegare alla mozione di sfiducia l'obbligo di una proposta alternativa, cioè dobbiamo arrivare alla sfiducia costruttiva, possibile anche con questo sistema politico ed elettorale, così potremmo sottrarci dall'orgia delle parole e tentare di capire se dietro una mozione di sfiducia c'è un progetto organico di governo, se c'è una proposta e se dietro quella proposta c'è un consenso. Non lo vieta nessuno che dietro una proposta di sfiducia al Governo che c'è, alla Giunta che c'è, ci possa essere il consenso su un progetto chiaro ed esplicito di governo della Regione.
Non c'è stato nelle mozioni di sfiducia precedenti, non c'è oggi, e non è un fatto solo normativo naturalmente. Io credo che sia manifesta la incapacità politica nelle condizioni date che manifesta l'opposizione in questo Consiglio a costruirla. E` vero che questa legislatura verrà ricordata come la legislatura delle sei Giunte, ma sarà ricordata anche come la legislatura dei tanti buchi nell'acqua che ha fatto l'opposizione, che poteva legittimamente e liberamente tentare di costruire un progetto politico alternativo e il consenso a quel progetto politico alternativo.
Colleghi, mi pare che qualcosa è cambiato, da qualche giorno avverto che qualcosa è cambiato. Da Cagliari monta una certa sindrome incontrollata di onnipotenza, quasi che i giochi siano già fatti, quasi che questo di oggi possa essere il suggello di un cambiamento radicale ed epocale in Sardegna. Per la verità questo passa anche per Roma, dove si sta tentando di bloccare il processo di riforma della Costituzione, quel processo faticosamente costruito con la partecipazione complessiva delle forze politiche nel Paese; che sta per succedere? Non lo so. E` apparsa oggi comunque già - mi perdoni l'onorevole Floris - con chiarezza la candidatura dell'onorevole Floris alla presidenza prossima della Giunta regionale. Per la verità hanno incrociato bene con l'onorevole Pittalis, il quale, diversamente da altre epoche, è stato modesto nel tono, nella presentazione della mozione, forse tirava la volata all'intervento dell'onorevole Floris, che invece è stato molto pungente, molto critico, poco propositivo per la verità. Solo con le filippiche o con le denunce non si costruisce una politica, non si costruisce un progetto, e soprattutto non si costruiscono consensi per rendere credibile ed effettuale il progetto.
Debbo dire che sono venute anche scarse indicazioni sulla stabilità, perché il rilievo su cui si intenderebbe costruire l'alternanza prossima a questa maggioranza, è che in questa legislatura si sono determinate sei Giunte regionali. Quindi l'alternanza si costruisce sulla prospettiva e sull'orizzonte della stabilità, ma non vengono indicazioni se non generiche sulla stabilità.
Io credo che invece su questo occorra riflettere, occorra riflettere con le condizioni che ci è dato di vivere, che in qualche modo le regole vanno cambiate. Vanno cambiate le regole per avvicinare di più la capacità nostra di richiedere ai cittadini il consenso, il voto per una proposta di governo oltre che per il nostro partito o per le singole persone. Dobbiamo cambiare la norma che garantisce la rappresentanza nel Consiglio regionale, per dare ai cittadini la possibilità di indicare oltre che il proprio partito anche la coalizione, coniugando la capacità e la possibilità di esprimere il consenso, il voto per una chiara coalizione di governo, una chiara indicazione di governo con lo spazio della rappresentanza di tutte le culture più radicate, più diffuse nella società sarda. Noi dobbiamo fare questo e presto anche, per consentire davvero che ci sia il gioco dell'alternanza, che le proposte siano portate ad una chiarezza estrema nei confronti degli elettori.
Non vedo proposte, per la verità, se non il referendum che io non ho firmato e non firmo, perché non mi convince l'idea di un Presidente della Regione Sardegna eletto direttamente dai cittadini, Regione Sardegna che da una parte stiamo cercando di liberare di tutte le pastoie centralizzate, centralistiche, burocratiche, di toglierle la veste di Regione che amministra il tutto, per dargli finalmente, alle soglie del 2000, la veste di una Regione che legifera, che detta la regole della convivenza civile in Sardegna, ma che dà i poteri - non delega - alle comunità locali, agli enti locali. Che senso ha concentrare su un Presidente eletto direttamente tanti poteri, tanta autorevolezza di poteri se non ha il potere di amministrare, di emettere decreti amministrativi? Io credo che questa sia una grandissima contraddizione che nell'euforia ideologica della divisione referendaria forse viene meno, ma c'è una contraddizione che avverto e che maturerà sempre di più. Invece dobbiamo ricercare davvero le regole per dare stabilità, per consentire -e torno all'inizio del mio intervento - le mozioni di sfiducia costruttiva, per evitarci questo teatro delle parole, e per consentire a chi è opposizione, o a chi sarà opposizione, di potersi proporre democraticamente con una regola che garantisca l'alternanza davvero nella sostanza, non solo nelle parole.
La mozione la respingiamo naturalmente anche nel merito, perché noi esprimiamo il sostegno alla Giunta affinché possa riportare nell'alveo della correttezza istituzionale il rapporto con lo Stato e le determinazioni sul parco.
Io credo che il processo di coinvolgimento che c'è stato sin dagli inizi, che è stato faticosamente costruito e riconosciuto anche dalle comunità locali, attraverso il Comitato di coordinamento, attraverso il coinvolgimento dei comuni, sia un processo che non va interrotto, che deve riprendersi dall'inizio, e che nessun intervento dall'alto può spezzare e può interrompere. Noi abbiamo il potere di fare questo.
Credo che la Giunta, rafforzata anche dal voto che verrà espresso oggi, debba riassumere la consapevolezza di rappresentare una regione che ha il suo Statuto ascritto dentro la Costituzione della Repubblica, e deve quindi operare e mettere in campo i suoi poteri costituzionali per un rapporto diverso con lo Stato anche in questa materia.
C'è anche un problema di merito che il Consiglio regionale ha già esaminato diverse volte, questo Consiglio regionale, non questa legislatura, questo Consiglio regionale ha già detto a più riprese che il parco va fatto, che il Parco del Gennargentu deve essere una realtà regionale e nazionale. L'ha detto nella scorsa legislatura quando ha votato l'autorizzazione alla Giunta regionale perché andasse avanti con l'intesa e l'ha detto in questa legislatura. Dobbiamo ricondurre e riportare ad un rapporto costituzionale lo scontro tra governo della Regione e governo della Repubblica. Occorre riprendere il filo con il ministro Ronchi per le cose che non sono state fatte, ma lo dobbiamo fare non con un rapporto subalterno o di sudditanza, dobbiamo farlo con un rapporto di rango costituzionale.
Io credo che occorra pensare davvero di impugnare il decreto di fronte alla Corte Costituzionale, che occorra davvero utilizzare l'art. 51 dello Statuto perché non può essere vero che quel decreto non interessi l'economia della Regione. L'art. 51 è riferito solo agli aspetti economici e finanziari, ma questo decreto impatta in maniera così violenta sulle popolazioni e non riesce a mettere insieme quello che tutti vogliamo mettere insieme, la volontà di fare il parco, la volontà di cambiare registro, la volontà di andare in Europa e di cambiare gli assetti civili delle nostre popolazioni. Se un atto del Governo della Repubblica impatta in maniera così negativa su pezzi di Sardegna, se impatta anche in maniera negativa sulla sua economia ci sono tutte le ragioni giuridico costituzionali perché venga utilizzato l'art. 51. La Giunta credo che questo debba farlo, e il voto di stasera l'autorizza, le dà la forza per poter fare questo.
Le norme di attuazione che dovremo fare non passano sul tavolo di un ministro e tanto meno passano sul tavolo del ministro Ronchi. Le norme di attuazione, dentro le quali noi possiamo racchiudere tutta la tensione autonomistica anche in materia di ambiente, anche rafforzando il senso di una partecipazione della Sardegna alla tutela del proprio ambiente, che è stato tutelato nei secoli, la partecipazione delle popolazioni della Sardegna a tutelare e a tradurre l'ambiente in fatto civile, in fatto economico, in fatto culturale di crescita, in apertura all'Europa, e noi vogliamo partecipare con tutta la nostra forza, e lo vogliamo fare attraverso una norma statutaria attuando il nostro Statuto, con una norma di attuazione, ma questo non può che essere un progetto da mettere in campo in un rapporto diretto con il Governo, diretto con il Presidente del Consiglio dei Ministri. Ronchi non ha nessun titolo per dire che le norme di attuazione le accantona o le straccia, non ha nessun titolo e il Governo della Regione e il Consiglio regionale non possono accettare un approccio di questo genere su questo problema che è nodale per le nostre questioni.
Credo che ormai questo tema sia portato ad estrema chiarezza; non resta che compiere gli atti, andare avanti, mettere in campo tutta la forza che possiamo avere.
E` chiaro anche, deve essere chiaro, che noi condanniamo chi nelle tensioni sociali in un difficile rapporto tra cittadini e istituzioni si inserisce con atti che possono essere ascritti solo ai vigliacchi e agli sciacalli che albergano, purtroppo, anche nelle file di popolazione di antica fierezza. Lo abbiamo fatto prima, dobbiamo farlo con forza e con determinazione anche oggi. Noi non accettiamo, non tolleriamo, condanniamo nella maniera più dura e più marcata gli atti di violenza fisica, ma anche gli atti di violenza verbale che non hanno alcuna ragion d'essere.
Noi siamo per una chiara situazione, per determinare le scelte, perché le scelte che operiamo e che facciamo siano chiare a noi stessi, ma anche a tutti i cittadini. Ritengo tra l'altro che - lo diceva Diana - il parco sia una occasione di crescita, di civiltà e per quella parte del centro Sardegna è l'unico progetto che c'è sul campo. Non ci sono patti territoriali che tengano, non ci sono interventi di tipo industriale. E' l'unico progetto in campo e dobbiamo affrontarlo con la consapevolezza che vogliamo far crescere le comunità dell'intero della Sardegna.
La Sardegna oggi è malata, ha un corpo malato; la sua capitale è ipertrofica, cresce in maniera abnorme e assorbe su di sé economie e poteri, i poteri della politica e i poteri della pubblica amministrazione, i poteri della economia. Non è la Sardegna proiettata nel Mediterraneo, è la città capoluogo che è proiettata nel Mediterraneo.
Io sono rimasto negativamente colpito da uno slogan elettorale che diceva "Cagliari capitale del Mediterraneo". Io credo che deve essere la Sardegna il centro del Mediterraneo, perché Cagliari capitale del Mediterraneo con una Sardegna debole, spoglia e anchilosata, Cagliari non diventerà la capitale del Mediterraneo, diventerà una città del nord Africa, una città di una zona sottosviluppata. Questo è davvero il tema politico forte. Si sta determinando un transumanza antropologica senza ritorno, lo spopolamento delle comunità dell'interno. Questo è un progetto che c'è, ed è questo anche un tema politico che sicuramente affronteremo, e lo affronteremo nella chiarezza delle posizioni, forse è lo spartiacque del crinale fra un progetto che si richiama all'Europa, alla modernizzazione, allo sviluppo locale, alla solidarietà, alla crescita delle comunità locali, allo sviluppo diffuso in Sardegna. Quel progetto è nostro e che è la nostra ambizione togliendo a chi ha per dare a chi non ha in termini di poteri e di servizi; questa è la nostra ambizione e questo è il nostro progetto. Forse il centro-destra ne ha un altro, lo sentiremo, lo avvertiremo, forse intende rimettere in gioco vecchi poteri, e badate che noi siamo molto attenti laddove una politica, un progetto politico intende ricomporre e rialloccare quei poteri veri, quelli che contano, laddove forse da sempre, da decenni, sono stati allocati.
La partita in questo momento è sotto questo profilo molto seria, noi intendiamo giocarla per intero. Questo è un punto di snodo tra chi vuole una Sardegna sviluppata in un certo modo e chi vuole la Sardegna sviluppata in un altro modo. Onorevole Bertolotti, lei mi sta disturbando notevolmente, o si allontana, e si mette nei banchi che le competono, e non mi disturbi più, le chiedo la cortesia di non disturbarmi oltre.
BERTOLOTTI (F.I.). Mi sono stufato di sentire slogans.
MARTEDDU (Popolari). Lei è molto più concreto di me, io lo so da molto, ma sa io ho solo il potere delle parole e il convincimento, non ho altri strumenti. Quindi dicevo che questo è uno spartiacque, non finisce qui naturalmente, se da un certo punto di vista la mozione di sfiducia, come dicevo prima, è un istituto povero di contenuti e comunque inefficace ed ininfluente nei processi della vita politica regionale, è l'occasione per iniziare a definire le politiche, i progetti, le ambizioni degli schieramenti e credo sia un terreno sul quale davvero nei prossimi mesi dovremo misurarci. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Randaccio. Ne ha facoltà.
RANDACCIO (D.R.I. e Indip.). Signor Presidente, gentili colleghe e colleghi, su questioni la cui rilevanza riveste direttamente l'essenza dei nostri principi autonomisti di cui, tra l'altro, celebriamo proprio quest'anno il cinquantenario, suona veramente stonata e, dal nostro punto di vista, inopportuna, la mozione di sfiducia delle forze dell'opposizione, il cui effetto rischia di essere quello della disgregazione in un momento in cui al contrario abbiamo bisogno di unità e della forza solidale di tutti i sardi.
Proprio in questa direzione, infatti, andava l'ordine del giorno di questo Consiglio datato 30 aprile, che sanciva una posizione unitaria di tutte le forze politiche e si sostanziava su tre questioni fondamentali che mi piace ricordare agli amici dell'opposizione nonché della maggioranza, in primo luogo la sospensione del decreto proposto dal Ministro Ronchi; al secondo punto la rinegoziazione dell'intesa con il Governo nazionale, al terzo punto la revisione della legge 394 del 1981. Va tuttavia precisato che, fin dal 1995, con due distinte risoluzioni che ricorderete tutti, lo stesso Consiglio aveva su questi temi impegnato la Giunta regionale. La negoziazione con lo Stato nazionale è stata lunga, complessa, ma alla fine sembrava volta ad una positiva soluzione, così come è stato sancito da un importante documento che è stato siglato il 7 aprile 1998 tra la Giunta regionale, il Ministro dell'Ambiente e il Presidente della Provincia di Nuoro. Di questo documento credo si trascuri l'importanza e la valenza complessiva che ha nell'intera vicenda che stiamo trattando. In questo documento, infatti, che precede la pubblicazione del decreto e lo stesso ordine del giorno del Consiglio regionale, si sancisce l'accoglimento da parte del Ministro dell'Ambiente della richiesta della Giunta regionale dell'apertura di un confronto tecnico-istituzionale teso a realizzare una maggiore rappresentatività degli Enti locali nel governo del parco nazionale, anche nell'ambito delle norme di attuazione dello Statuto Speciale della Regione. E` questa una prova importante che...onorevole Marteddu, la richiamo alla stessa attenzione che richiedeva...è questa una prova importante che sottolinea l'impegno profuso della Giunta regionale nel ricercare costruttivamente con il Governo nazionale un'intesa che superasse le inaccettabili limitazioni sui territori imposti dalla 394. Sia chiaro che la discussione non è tra parco sì e parco no, è questa anche per noi una opportunità di chiarire la nostra linea politica su queste problematiche. La nostra linea politica è assolutamente chiara, vogliamo sì il parco, vogliamo il parco, ma nel rispetto delle popolazioni coinvolte e con margini di autonomia nella gestione e nella stessa definizione dei regimi vincolistici, e qui permettetemi un inciso: non si può generalizzare con una legge che prevede su tutti i territori dell'Italia indistintamente stesse indicazioni, una cosa è l'antropizzazione dei territori in determinate zone dove l'uomo è estremamente presente e la volontà giustissima della salvaguardia della natura impone limitazioni anche forti, altra cosa sono i nostri territori che sono già fisicamente spopolati, anzi che vanno via via negli anni a spopolarsi ancora di più; spostare l'uomo, rendere impenetrabile quel territorio anche attraverso dei vincoli legislativi non rende sicuramente un buon servizio alla nostra terra e a quelle popolazioni.
A sostegno della posizione assunta dalla Giunta Regionale interveniva poi l'ordine del giorno del 30 aprile ultimo scorso; in quel mese la Giunta si trovava pertanto nel pieno di una importante fase negoziale con il Governo, volta al raggiungimento degli obiettivi da tutti condivisi nel rispetto dei territori coinvolti. Qui, secondo noi, nasce il pasticcio Ronchi; è in questo contesto che matura questo pasticcio, è stato un atto unilaterale, inaccettabile che ha vanificato tutti gli sforzi faticosamente compiuti sino a quel momento, primo tra tutti quello di sospendere la pubblicazione dello stesso decreto fintanto che non fossero stati ridefiniti i termini dell'intesa, così come è sancito da quel documento del 7 aprile, di cui ho riferito prima, firmataria la Giunta, il Ministro e il Presidente della Provincia di Nuoro. Secondo noi non si può parlare di responsabilità della Giunta su un atto unilaterale del Governo, che al contrario la stessa Giunta, su mandato del Consiglio, aveva chiesto di sospendere. E` questo un clima di prevaricazione della Giunta e dell'intero Consiglio, di tutti noi, che sopraggiungono e vanno interpretate le dimissioni dell'assessore Loddo. E` stata una decisione sofferta del consigliere regionale Loddo, ancora prima che una decisione dell'Assessore degli Affari Generali; non dimentichiamo che su questi temi vi fu una attiva partecipazione dello stesso consigliere Loddo fin dalle prime risoluzioni del Consiglio regionale. Una decisione in primo luogo individuale in ossequio alle determinazioni del Consiglio regionale ed ai territori che Loddo rappresenta. Ma una decisione anche politica, ampiamente condivisa da tutto il Gruppo consiliare di Rinnovamento Italiano contro l'ingiustificata prevaricazione del Ministro Ronchi, e tesa a rafforzare la posizione contrattuale della Giunta nella delicata conclusione del negoziato con il Governo nazionale.
In altre parole con le sue dimissioni Loddo ha voluto significare da un lato la gravità dell'atto unilaterale del ministro e dall'altro dare alla Giunta regionale un ulteriore argomento forte, la messa a repentaglio dello stesso equilibrio dell'esecutivo, per testimoniare la rilevanza, la priorità politica e programmatica del tema in argomento.
Le dimissioni di Loddo, pertanto, sono state un atto sofferto, ma politicamente significativo e caratterizzato dalla massima coerenza.
Con serenità di giudizio le stesse dimissioni devono essere correttamente interpretate. E' inaccettabile che si sia tentata una facile semplificazione strumentale e siano state lanciate accuse qualunquistiche di tornaconto personale e di ricerca di visibilità per Rinnovamento Italiano. Accuse che purtroppo sono state rivolte non solo - ma questo era scontato - dall'opposizione, ma anche, cari amici, da qualificati rappresentanti della maggioranza. Accuse che mi permetto, senza polemica ma con attenzione ai soli fatti, alla sostanza del ragionamento che sto facendo, di rispedire ai relativi mittenti.
Non va sottaciuto che anche all'interno del nostro partito le dimissioni hanno aperto un dialogo serrato tra due posizioni inizialmente inconciliabili, che tuttavia trovano oggi, chiariti gli equivoci e superate le conflittualità, unità di intenti nella sola posizione di pieno sostegno dell'assessore Loddo.
Le dimissioni dell'assessore Loddo non sono state soltanto un gesto eclatante di protesta contro il Governo, né tanto meno una fuga di responsabilità, come purtroppo qualcuno ha voluto affermare, tanto non è stato un chiamarsi fuori da responsabilità che le dimissioni sono state accompagnate da una proposta articolata di superamento della legge numero 394. La proposta Loddo, nel pieno rispetto degli accordi del 7 aprile col Governo, va nella direzione dello strumento della norma di attuazione del nostro Statuto speciale di autonomia, prefigurando il trasferimento mediante delega alla Regione di tutte le funzioni amministrative in tema di parchi e riserve naturali di valenza nazionale.
Lo strumento della delega in materia ambientale consentirebbe l'intervento della Regione in un settore organicamente connesso a materie quali l'urbanistica, l'agricoltura, il turismo e la caccia, che peraltro sono già state attribuite dallo Statuto regionale in via esclusiva.
Presidenza del Vicepresidente Zucca
(Segue RANDACCIO.) Tutto ciò accentua il significato del Parco come istituto giuridico finalizzato allo sviluppo del territorio e riconduce gli scopi conservativi ai collegati regimi vincolistici in questo più ampio contesto.
La delega prevista dalla proposta di norma di attuazione comporterebbe un completo rovesciamento dei rapporti di forza negli organi di governo del Parco.
Rimandando al dettaglio della proposta di norma di attuazione, già sottoposta all'attenzione della Giunta regionale dall'assessore Loddo, voglio qui ricordare le principali implicazioni che la delega di funzioni determinerebbe.
A) Sarebbe la Regione e non più il Governo a nominare il Presidente e il direttore dell'ente Parco;
B) Sarebbe la Regione e non più il Governo a nominare tre dei dodici membri del Consiglio direttivo dell'ente Parco, modificando in questo modo i rapporti di maggioranza all'interno dello stesso direttivo, otto componenti su dodici sarebbero quindi di nomina regionale;
C) Passerebbero alla Regione i poteri regolamentari del governo del parco, in particolare sarebbe la Regione a definire i limiti specifici delle attività che si possono svolgere all'interno del parco nel solo rispetto dei principi generali della legge numero 394.
D) Resterebbe agli enti locali e non all'ente Parco, cui spettano comunque compiti di programmazione generale, la competenza sui provvedimenti di concessione, autorizzazione e in genere tutti i provvedimenti amministrativi di esecuzione degli atti normativi relativi al Parco.
Chiariti i contenuti va inoltre sottolineato come l'iter procedurale della norma di attuazione, a fronte di una forte e condivisa volontà politica del Consiglio, avrebbe tempi certi e rapidi. Deliberata la norma dalla Giunta spetterebbe alla Commissione paritetica elaborare la proposta che, approvata dal Consiglio, sarebbe trasmessa al Consiglio dei Ministri per l'approvazione e la promulgazione con D.P.R.
Rispetto all'ordine del giorno del 30 aprile abbiamo oggi, secondo noi, un percorso che individua con precisione contenuti e tempi di realizzazione. I sardi, il Consiglio, secondo noi, hanno bisogno non di una mozione di sfiducia, ma della prosecuzione costruttiva, ferma e decisa del dialogo nei confronti del Governo nazionale. Nel solo interesse dei sardi Rinnovamento Italiano respinge la mozione di sfiducia, e nel fare appello all'unità tra tutte le forze del Consiglio propone di trasformare la mozione di sfiducia delle forze di opposizione in un ulteriore ordine del giorno, che superando la genericità del precedente del mese di aprile impegni la Giunta regionale a deliberare con urgenza la proposta di schema di norme di attuazione in argomento, a riprendere con immediatezza il negoziato con il Governo nazionale investendo della problematica la Commissione paritetica, al fine di arrivare entro pochi mesi al D.P.R. che superi l'attuale provvedimento del ministro Ronchi.
Per raggiungere questo obiettivo è importante il traguardo, cari colleghi, tutte le forze del Consiglio, maggioranza e opposizione, sono chiamate secondo noi ad uno sforzo collegiale che superi le logiche del tornaconto politico e della propaganda elettorale da qualsiasi parte arrivi, al fine di riaffermare con forza i nostri principi autonomistici che forse oggi sono stati messi in discussione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vassallo.
VASSALLO (R.C.-Progr.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, quando abbiamo sottoscritto insieme l'ordine del giorno (sto parlando di tutti i Capigruppo) sul Parco del Gennargentu, e dopo il voto unanime del Consiglio meno di un mese fa, ritenevamo, forse sbagliando, che su un tema di grande portata come quello sui parchi si fosse definita un'intesa atta a salvaguardare le prerogative della nostra Regione e quelle delle comunità locali, considerando che tutti noi ritenessimo il parco come una occasione di sviluppo socio-economico di un territorio già pesantemente penalizzato.
Vi è stata, è vero, la decisione del ministro Ronchi di promulgare il decreto oggetto delle nostre censure, così come vi è stata la decisione dei Gruppi di Forza Italia, Alleanza Nazionale, Sardisti di presentare una mozione di sfiducia alla Giunta.
Io non voglio sindacare le legittime azioni poste in essere dai Gruppi di minoranza, me ne guardo bene, mi pongo solamente il problema di opportunità rispetto agli obiettivi che riteniamo utili raggiungere, o che ritenevamo utili raggiungere tutti noi quando abbiamo votato quell'ordine del giorno. E` forse con l'istituto delle dimissioni che attraverso la mozione di sfiducia si intende risolvere positivamente la questione che è in campo? E` attraverso le dimissioni di un esecutivo che si esercita una azione politica atta a cambiare le cose?
Sono tutte domande che meriterebbero una risposta. O è attraverso l'abbandono delle prerogative del nostro Statuto, che il nostro Statuto ci dà, che si risponde alle aspettative delle popolazioni, per cui con azioni di rinuncia? O è attraverso un ulteriore periodo di vacatio(?) dell'Aula che si risponde alle esigenze del popolo sardo, come se in questi quattro anni periodi di vacatio(?) non ve ne siano stati anche troppi attraverso le varie crisi?
Non voglio ritornare su una discussione già ampiamente peraltro approfondita sia nella giornata odierna da numerosi colleghi, sia il 30 aprile '98 quando abbiamo votato quel documento sulle opportunità che da un parco si possono avere, sia sul fatto che i parchi devono nascere con il consenso delle popolazioni locali, elementi peraltro condivisi da tutti rispetto alle valutazioni di carattere generale, o trattare così come si è fatto oggi il problema con taglio puramente ideologico e il più delle volte in termini demagogici. Io pensavo sinceramente che la campagna elettorale avesse stemperato un po' gli animi, nel senso che il primo turno ormai è andato, c'è il secondo turno, però nelle città dove c'è ancora una battaglia politica in corso vedo che il centro-destra non è coinvolto, per cui pensavo che la battaglia elettorale fosse ormai finita, ma così probabilmente non è.
O è quasi una prerogativa del centro-destra la difesa degli interessi delle popolazioni di quei territori? Penso che non sia proprio così, utile è stato ricordare che dei 20 Comuni, 18 sono amministrati da sindaci del centro-sinistra, e non mi sembra che quei sindaci rinuncino alle loro prerogative, rinuncino soprattutto alla difesa dei propri cittadini e dei propri territori. Il problema quindi ritengo sia invece, come unitariamente si risponde ad una deplorevole, a mio avviso, azione del nostro Governo, attraverso un suo ministro della Repubblica, che deve a mio avviso dimostrare maggior rispetto delle prerogative del popolo sardo, delle sue comunità e di coloro che lo rappresentano, rispetto per i principi di autodeterminazione di un popolo quale è il popolo sardo.
Più utile ritengo indubbiamente sarebbe stato richiedere l'applicazione del punto 7 dell'ordine del giorno del 30 aprile. Il punto 7 impegnava la Giunta a informare costantemente, a confrontarsi con il Consiglio rispetto alle intervenute novità, o comunque rispetto all'evolversi della situazione, della discussione che la Giunta regionale aveva con il Governo.
La Giunta non ha avuto il tempo di fare questo, perché immediatamente dopo l'attuazione del decreto è arrivata la mozione di sfiducia, per cui io ritengo che invece, proprio partendo da quell'ordine del giorno si potevano trarre quelle informazioni che oggi si richiedono, ma soprattutto si poteva proseguire quella azione unitaria per il raggiungimento del fine indicato dall'ordine del giorno stesso, se veramente era unitario, rispetto allo spirito con cui lo abbiamo firmato, coinvolgendo ognuno per la parte che ci compete i rispettive Gruppi parlamentari e le rispettive azioni che ognuno di noi è delegato a fare presso il Governo nazionale, per esercitare le giuste pressioni per un dovuto cambiamento.
Per cui non presentando una Assemblea regionale divisa su obiettivi che non sono più, a mio avviso, troppo chiari, nell'ambito di presentazione della stessa mozione, perché veramente non si capisce più rispetto agli interventi che ho ascoltato, se veramente vi è la convinzione che il parco, così come lo abbiamo indicato nell'ordine del giorno, sia utile per la nostra Isola.
Noi riteniamo che sia utile, ma rispetto a quegli obiettivi che tutti insieme abbiamo indicato che dobbiamo lavorare e dobbiamo costruire qualche cosa.
Noi siamo tra coloro che ritengono che nessuna strada debba essere lasciata perdere, compresa l'impugnazione del decreto se ne sussistono i presupposti giuridici. E` vero, noi tutte le carte non le conosciamo, per cui bisogna conoscere tutto, verificare se ci sono tutti i presupposti, e se ci sono bisogna seguire anche questa strada. Così come è necessario anche verificare se le parole espresse dal ministero nell'ambito del recente incontro con la Commissione Ambientale della Camera sono corrispondenti ad una reale volontà; insomma bisogna vedere le carte. Così come, a mio avviso, bisogna cogliere una affermazione che il ministro faceva riferendosi in particolare ai rischi di un cambiamento della 394 rispetto ai problemi che si creerebbero in altri parchi della Penisola.
Io penso che se il ministro ha queste perplessità, ha questi problemi, noi dovremmo, proprio in virtù di queste sue preoccupazioni, verificare con le altre regioni che ospitano altri parchi, il grado di sofferenza che eventualmente anche le altre regioni hanno. Per cui potremmo e dovremmo far sì che proprio dalla Sardegna parta una grande offensiva autonomistica, affinché il federalismo, il decentramento dei poteri non rimangano solo parole di buone intenzioni, ma senza nessun costrutto.
Se il ministro ha preoccupazioni che la modifica della 394 creerebbe problemi da altre parti, forse questa sua preoccupazione manifesta proprio una già palese insofferenza di altre comunità verso il centralismo, e verso un centralismo che è sempre più fine a se stesso, e che da varie parti si dice debba essere prontamente rimosso; e peraltro appalesa, a mio avviso, anche una profondo debolezza.
Voglio concludere questo mio breve intervento richiamando una affermazione del Capogruppo di Forza Italia, Pittalis. Pittalis dichiarava stamattima "vogliamo essere ricordati come l'Assemblea che non ha saputo difendere le prerogative del popolo sardo?". Noi rispondiamo: "Vogliamo essere ricordati come coloro che non gettano la spugna di fronte alle difficoltà, e vorremmo essere ricordati come coloro che unitariamente sono capaci di sviluppare una azione politica a tutti i livelli per la difesa dell'autodeterminazione del popolo sardo".
Noi scegliamo questa seconda ipotesi, non scegliamo quelli che vogliono essere ricordati come coloro che non sono capaci di difendere le prerogative, vogliamo essere ricordati come coloro che combattono per difendere le prerogative, e veramente mi auguro che anche Forza Italia, Alleanza Nazionale e tutti coloro che hanno firmato la mozione di sfiducia, scelgano questa seconda opzione, e la scelgano ritirando la stessa mozione
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà
BALIA (F.D.S. - Progr. Sard.). Signor Presidente, non è certamente la prima volta che in quest'aula ci ritroviamo a dibattere del parco del Gennargentu e ci ritroviamo a discutere anche in seguito a mozioni di sfiducia presentate dalle Opposizioni.
Al di là delle mozioni che ovviamente spesso utilizzano momenti di difficoltà e di disagio e che rischiano in ogni caso di tradurre all'interno di quest'aula il dibattito sul parco in un dibattito a tutto campo sull'insieme dell'operatività e delle proposizioni della Giunta regionale, al di là di questo, se noi dovessimo tornare indietro nel tempo all'inizio di questa legislatura dobbiamo riconoscere che gli aneliti, le ansie ideali, la quasi coralità da parte della Maggioranza delle proposizioni politiche e programmatiche appartengono per certi versi ad un tempo abbastanza lontano, e quelle proposizioni, quegli aneliti, quell'ansia ideale, quella voglia, quella volontà di costruzione rischia per certi versi di perdersi nella notte dei tempi.
Il problema del parco credo che vada recuperato positivamente partendo da un assunto che credo accomuni maggioranza ed opposizione. Io resto fermamente convinto che l'una parte e l'altra hanno il profondo convincimento che il parco possa e debba anzi rappresentare un momento e una forte occasione di riscatto e di sviluppo economico.
Ovviamente questa visione del parco presuppone una concezione non squisitamente o non esclusivamente di natura contemplativa, ma una concezione che cerchi, che tenti, che riesca a coniugare l'esigenza della mera e della pura salvaguardia ambientale con l'esigenza della nascita, della conservazione prima, del potenziamento, della ristrutturazione poi del sistema economico all'interno del parco. Ma tutto questo non può nascere se non vi è piena consapevolezza, piena disponibilità, totale convincimento da parte delle popolazioni interessate. Ed è qui che forse come Consiglio Regionale, io dico come Consiglio Regionale, perché non è solo un problema della Giunta Regionale, in qualche modo abbiamo mancato. Vi è stato spesso un vagabondaggio propositivo talora infruttuoso, sconnesso, fatto a volte più di proposizioni di natura fideistica, di volontà fideistiche, che di proposizioni concrete, serie, attuali e di proposizioni capaci di trovare poi realizzabilità nel territorio, accettabilità fra la gente che in quei territori vive.
Le cose, così come sono andate, la firma dell'intesa prima, ma l'iter successivo di quel decreto che non si è riusciti a bloccare, hanno finito non solo col farci gridare tutti ad una occasione mancata, perché si tratta di una occasione mancata, ma hanno concorso a creare un forte disagio, notevoli tensioni tra le popolazioni interessate, che si sono poi tradotte, manifestate, concretizzate nella manifestazione di Pratobello. Siamo tornati ad una seconda Pratobello. E attraverso quel ritorno o anche con quel ritorno, con la fuga in avanti del Ministro, poco rispettoso in questo caso delle esigenze delle nostre popolazioni e delle richieste che dalla Regione sono partite, il parco non si avvicina, ma il parco evidentemente rischia di allontanarsi.
Va recuperato evidentemente in termini di positività, va recuperato con l'annullamento di quel decreto, va recuperato con la modifica della 394, va recuperato con il coinvolgimento delle popolazioni dei territori interessati a zona parco. Le popolazioni per essere coinvolte e convinte hanno bisogno di azioni, di iniziative che non siano solo azioni e iniziative di natura squisitamente propagandistica, ma hanno bisogno di azioni e di iniziative attraverso le quali, in maniera consapevole, risibile, chiara, appaia che lo strumento del parco, dotato delle opportune risorse finanziarie, è strumento di crescita collettiva, è strumento di crescita economica, è strumento di riscatto delle nostre popolazioni. Ma fin tanto che questo non avverrà, fin tanto che determinazioni forti in questa direzione non saranno assunte, evidentemente resta quel riserbo, quella diffidenza, che è diffidenza atavica, che è diffidenza quasi storica e che è difficilissima da superare. Atti concreti, quindi, in questa direzione se vogliamo che vi sia un recupero reale dell'opportunità parco come occasione di sviluppo, con l'impegno che risorse sostanziose all'interno dei territori del parco verranno investite e che quelle risorse sostanziose tenderanno non ad abbattere il sistema economico che dentro il parco vive e vive male, ma a potenziarlo o a modificarne la composizione strutturale, nel tempo, di quel sistema economico. Allora, con le popolazioni dobbiamo ritrovare il dialogo, ricercare il dialogo. La Giunta Regionale abbia anche il coraggio di andare presso quelle popolazioni a dibattere, a discutere e a fare proposte. Bisogna ridiscendere nelle piazze, bisogna ritornare fra la gente perché dalla gente, dalle opinioni, dai pensieri, dalle singole soggettività in ogni caso non possiamo prescindere. Certo è che la firma, la conseguente pubblicazione di quel decreto rappresenta in ogni caso un atto di grave prevaricazione e fortemente lesivo della dignità e della autonomia della Regione Sarda prima e dell'intero popolo sardo poi.
La Regione Sarda rappresenta il popolo sardo ed è lesa la dignità e l'autonomia della Regione e del popolo sardo e perciò va posto immediato rimedio che ridia certezza alle genti, che ridia garanzie, che serva a recuperare fra popolazioni e livello istituzionale quel giusto livello di fiducia che giorno dopo giorno rischia sempre di più di sfilacciarsi.
E` chiaro che noi, come Gruppo di Federazione Democratica, voteremo contro la mozione di sfiducia presentata in quest'aula. Sollecitiamo peraltro azioni concrete e immediate, giustamente propositive da parte della Giunta, così come sollecitiamo in quest'ultimo anno di governo regionale, prima della fine della legislatura, la ripresa di una operatività che ci pare stia rischiando anch'essa di affievolirsi e invece va riprogrammata, rilanciata, ricostruita in maniera da dare il giusto senso, la giusta dignità in una giusta sintesi politica a questa maggioranza regionale.
PRESIDENTE. Grazie Onorevole Balia. E' iscritto a parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Signor Presidente del Consiglio, onorevole Presidente della Giunta, signori Assessori, una mozione di sfiducia tende a verificare, attraverso il dibattito, se esistano ancora le condizioni perché venga mantenuto il rapporto fiduciario tra Consiglio e Giunta. Nel caso di specie si tratta anche di verificare se questo rapporto fiduciario sia oggettivamente venuto meno per inadeguatezza della Giunta, per inosservanza da parte della Giunta degli indirizzi che il Consiglio ha dato alla Giunta medesima. Questa mattina l'onorevole Floris ha fatto un intervento, come noi chiamiamo, a tutto campo mettendo in luce le deficienze e le inadempienze del Governo regionale in tutti questi quattro anni, questa sera anche l'onorevole Locci ha seguito lo stesso procedimento, hanno cioè entrambi cercato di dimostrare quello che viene chiamato dolo generico, cioè quella responsabilità che deriva intenzionalmente all' agente, a colui che compie un atto, in questo caso alla Giunta.
L'onorevole Fois questa mattina ha cercato di dimostrare che nel caso di specie non sussistessero le condizioni non solo per dimostrare e dichiarare il venir meno del rapporto fiduciario tra Consiglio e Giunta, sia pure in ordine al tema in discussione, ma che addirittura la stessa mozione sarebbe priva di fondamento in relazione proprio all'argomento addotto. Io cercherò, sia pure con la brevità che il tempo mi concederà, di dimostrare che nel caso in argomento non solo sussistono le condizioni di un dolo generico, ma che addirittura esiste il dolo specifico, cioè ci sono state effettivamente (l'ha ricordato poc'anzi l'onorevole Balia, l'ha detto nel suo intervento, e poi lo richiamerò, l'onorevole Marteddu) delle inadempienze specifiche da parte del Governo regionale con riferimento alle deliberazioni adottate da questo Consiglio all'unanimità.
In realtà la mozione di sfiducia pone il dito su due problemi principali. Il primo problema riguarda il rapporto tra Regione e Stato ed è evidente che nel rapporto tra Regione e Stato il soggetto per parte della Regione, dell'ente Regione, debba essere individuato nella Giunta Regionale e nel suo Presidente, perché il Presidente della Regione, della Giunta, essendo anche Presidente della Regione, rappresenta la Regione nella sua interezza e quindi la rappresenta anche nei confronti dei soggetti diversi e quindi anche nei confronti dello Stato.
Allora si tratta di vedere se nell'esercizio di questa funzione di rappresentanza della Regione nei confronti dello Stato, con riferimento all'argomento specifico, il Presidente della Regione abbia effettivamente assolto ai suoi compiti nel tutelare gli interessi della Regione Sardegna nei rapporti con lo Stato. Questo è il primo problema.
Il secondo problema riguarda invece il rapporto esistente tra Consiglio e Giunta. Con riferimento a questo secondo aspetto occorre dare risposta a questo quesito. La Giunta è impegnata ad adempiere agli indirizzi che vengono dati dal Consiglio regionale? Non vi è dubbio che vi sia tenuto per le leggi, per i provvedimenti che abbiano natura legislativa, ma non vi è dubbio, secondo prassi, ma secondo anche Regolamento, che la Giunta sia tenuta ad adempiere puntualmente e scrupolosamente anche gli ordini del giorno, le risoluzioni e quanto altro. Quando si parla di Consiglio non ci si riferisce al Consiglio come Aula, ma ci si riferisce a tutti gli organi del Consiglio comprese le Commissioni, che sono emanazione, organi interni dello stesso Consiglio. Allora se noi andiamo ad esaminare il problema concreto ci troviamo di fronte ad una bozza di decreto che è stato sottoscritto, approvato dal Presidente della Regione e dall'Assessore dell'ambiente e che successivamente, per ammissione dello stesso Assessore, della stessa Giunta, e questa mattina ricordato anche da colleghi della maggioranza, si era riconosciuto un errore nell'atto della sottoscrizione di questa bozza di decreto.
A seguito della mozione presentata da Forza Italia, con riferimento al parco del Gennargentu, l'opposizione aderì ad una richiesta pressante della maggioranza di trasformare la mozione in ordine del giorno e in quell'ordine del giorno fu tentato, con un atto di grande buona volontà da parte dell'opposizione, soprattutto da parte del Gruppo che propose la mozione medesima, con grande senso di responsabilità quella opposizione aderì alla proposta della maggioranza di trasformare la mozione in un ordine del giorno che aveva un duplice scopo. Il primo scopo era quello di recuperare l'errore e quindi di garantire alla Giunta un minimum di copertura politica, ma anche legislativa, diciamo così, e comunque rafforzata dal voto del Consiglio e quindi si trattava di dare una copertura giuridica forte, oltre che politica, alla Giunta affinchè la stessa Giunta avesse argomenti sufficienti per poter pretendere dal Governo nazionale in attuazione o con riferimento a quei rapporti Regione - Stato, di cui parlavo prima, di poter chiedere immediatamente la revisione degli accordi che si stavano prendendo.
In relazione a questo aspetto, a questo punto fu dato espresso mandato alla Giunta e al suo Presidente di compiere determinati atti. Allora, per verificare se la Giunta abbia omesso o non omesso gli indirizzi dati dal Consiglio Regionale, occorre verificare quali siano stati gli atti concreti che la Giunta Regionale ha compiuto in esecuzione di quel mandato, perché se la Giunta avesse puntualmente e scrupolosamente adempiuto a quegli indirizzi non si potrebbe muovere censura alla Giunta, se al contrario la Giunta non ha adempiuto a questi indirizzi, allora mi pare che l'inadempienza sia davanti agli occhi di tutti e l'inadempienza non sarebbe nei confronti della opposizione, egregi colleghi della maggioranza, ma sarebbe nei confronti di un deliberato del Consiglio che guarda a caso è stato votato all'unanimità, maggioranza compresa ovviamente.
Stamattina si è ricordato con riferimento a questo tema, proprio nel tentativo di mescolare le carte, che di decreti ce ne sono stati due; uno che prevedeva l'istituzione del Parco e il secondo che prevedeva l'istituzione dell'ente Parco. Il decreto di cui si parla in questi giorni, quello che è stato promulgato dal ministro Ronchi, è in effetti quello che ha istituito l'ente Parco. Se noi andiamo a guardare l'ordine del giorno non è che si chiedesse alla Giunta regionale di chiedere la sospensione della emanazione del decreto istitutivo dell'ente Parco, si chiedeva che, ai sensi dell'articolo 51 dello Statuto, venisse chiesta la sospensione del provvedimento già adottato, istitutivo del Parco, cioè dell'altro decreto, cioè del decreto presupposto agli altri successivi. Ora la Giunta ha adempiuto a quanto è stato imposto con l'ordine del giorno del 30 aprile al primo punto? Ha chiesto al Governo della Repubblica, ai sensi dell'articolo 51 dello Statuto, la sospensione del provvedimento istitutivo del Parco nazionale del Gennargentu? Se l'ha fatto bene, se non l'ha fatto allora la censura se la merita tutta quanta. Ma per farlo il farlo non significa notificare, comunicare al Governo il testo dell'ordine del giorno. No! Significa adottare un atto concreto che chieda, ai sensi dell'articolo 51 dello Statuto, la sospensione, cioè il provvedimento del Governo, del Consiglio dei Ministri di agire anche ai sensi dell'articolo 87, adesso non ricordo esattamente, della Costituzione con provvedimento di urgenza. Se questo non è stato fatto la censura c'è ed allora è più che legittima, più che legittimata la richiesta di dimissioni della Giunta perché non ha adempiuto a quanto gli è stato chiesto dal Consiglio.
Secondo. Naturalmente si potrebbe anche dire, per quanto riguarda il secondo punto, che forse noi non avremmo elementi di prova contraria, non potremmo dimostrare, perché non abbiamo accesso agli atti, magari la Giunta potrebbe dire "Sì, io ho già attivato, ho preso delle iniziative volte a promuovere la revisione della legge numero 324(?)". Dovrei solo credere sulla parola perché non ho la possibilità di provare che queste iniziative siano state assunte, ma per quanto riguarda il primo punto, siccome si tratta di atti compiuti ai sensi dell'articolo 51 dello Statuto, si deve presumere l'esistenza quanto meno di una delibera della Giunta che abbia inteso sollevare la questione davanti al Governo. E di questo non è stato fatto cenno da parte di alcuno degli intervenuti, perché evidentemente si è confuso il decreto istitutivo del Parco con il decreto istitutivo dell'ente Parco. Grazie all'onorevole collega della maggioranza che mi ha fatto capire che erano due cose diverse e quindi sono giunto a questa conclusione.
Io credo che alla luce delle cose che io ho detto sia dimostrato che nel caso di specie ci sia una inadempienza specifica, specificamente addebitabile alla Giunta regionale e che conseguentemente non solo la mozione di sfiducia ha colto nel segno, ma che effettivamente la maggioranza, se è coerente con se stessa, non può non accogliere, non può non sottoscrivere, non può non chiedere al Governo regionale che cosa abbia fatto di quel benedetto ordine del giorno che è stato votato il 30 aprile. Non essendo sufficiente, attenzione, quando si parla di iniziative concrete non si parla di notifica, di comunicazione al Governo che è stato adottato questo e quello, non c'entra niente, questi sono atti burocratici che vengono compiuti. Quando si parla di iniziativa ci si riferisce alle iniziative politiche, quando si parla di adozione di provvedimenti ai sensi dell'articolo 51 dello Statuto ci si riferisce a provvedimenti di Governo, ad atti concreti di Governo, non ad atti formali burocratici. Questo è il vero senso del dibattito che oggi è stato svolto e che la mozione ha colto nel segno. Non è una tutela strumentale, non è l'adozione di uno strumento regolamentare, strumentalmente agli interessi di parte, è in gioco, qui è stato evidenziato, il rapporto di correttezza che deve esistere tra Consiglio e Giunta e la Giunta, in relazione a questo fatto specifico, non ha tenuto un comportamento corretto e comunque non coerente alla direttiva che questo Consiglio aveva dato.
L'onorevole Locci stasera si meravigliava del fatto che, essendo questo un governo omologo in tutto e per tutto a quello nazionale, non fosse scattata la solidarietà tra gruppi, tra partiti degli stessi schieramenti eccetera E` un discorso di sensibilità, caro onorevole Locci. Io dico, in relazione a questo argomento, che debbo notare una omologazione da Roma verso Cagliari, nel senso cioè che il Governo regionale si adegua perfettamente a quello che dice il Governo omologo di Roma, ma non c'è una corrispondenza, non c'è un adeguamento inverso da Roma verso Cagliari; questo è il senso. Il che significa non omologazione, a me pare che si possa chiamare sudditanza, è una pura e semplice sudditanza. Tutto quello che dice Roma va bene per Cagliari perché il Governo regionale e la coalizione che omologa a quella che governa Roma non deve disturbare, non può disturbare. E in questo il Presidente della Giunta è senz'altro un grande campione di questo esempio.
A me vengono in mente due fatti. Novembre, ottobre o luglio, adesso non ricordo, 1994. Si decide di fare la riunione dei G7, c'era il Governo Berlusconi, i napoletani già temevano che con la vittoria del Polo in quell'occasione, con il Governo Berlusconi ci sarebbero stati provvedimenti punitivi nei confronti di Napoli che aveva votato Bassolino. Il Governo Berlusconi decise di organizzare la conferenza dei G7 a Napoli.
Per quanto riguarda la Sardegna finanziò nuovamente con la legge numero 402 il Piano di Rinascita, eppure il Governo non era omologo. Il Governo Prodi, mostrando uguale sensibilità di quella che il Governo Berlusconi mostrò nei confronti di Napoli, governata da Bassolino, esclude i rappresentanti del Comune di Olbia. Comune di Olbia colpevole soltanto di essere governato da Settimo Nizzi, cioè dal Polo e non dall'Ulivo. Palomba, con un sussulto di orgoglio sardo, si mise a capo degli scioperanti, di coloro che scioperavano contro il Governo Berlusconi, perché doveva tutelare il posto di lavoro dei sardi che sarebbero stati affamati dal Governo Berlusconi.
Io non ho più visto dopo il Presidente Palomba scioperare, né essere a capo o in coda a scioperanti, ma se di fame si parla certo non è imputabile in questo caso al Governo Berlusconi.
Questo a voler dire che è un fatto di sensibilità: gli atti di governo devono prescindere dalle colorazioni politiche. Da un lato abbiamo avuto il Governo Berlusconi che privilegia Napoli governata dall'Ulivo, addirittura in quel periodo non era neanche Ulivo, era P.D.S. con Rifondazione Comunista, quindi neanche Ulivo, ciò nonostante aveva privilegiato Napoli senza guardare il colore del sindaco di Napoli; il Presidente Palomba invece, siccome quella era un Governo del Polo, capeggia una manifestazione di sciopero.
Il Governo Berlusconi finanzia la legge di rinascita pur essendo questo un Governo non omologo. Quando però si tratta di protestare nei confronti del Governo nazionale omologo il Presidente Palomba non fa niente, non si mette a capo di un gruppo di persone che marciano su Roma, che fanno delle manifestazioni a Roma perché il Governo è omologo, non c'è altra spiegazione. La faccia su Cagliari come l'aveva fatta alla festa degli scioperanti, ma non l'ha fatto, questo dimostra con chiarezza tutto.
Ed allora, avviandomi alla conclusione, io penso di poter dire che le opposizioni, in occasione della discussione della mozione da cui scaturì l'ordine del giorno del 30 aprile, dimostrarono grande senso di responsabilità nell'aderire alla proposta di redigere l'ordine del giorno che indicasse le linee guida alla Giunta regionale. Penso che una analoga risposta affermativa non possa essere data alla richiesta che da qualche collega è stata avanzata per dare ulteriori direttive. Ritengo che sia stato dimostrato con chiarezza che la Giunta è venuta meno agli obblighi che le derivano dallo Statuto, non osservando precise direttive del Consiglio regionale e conseguentemente la mozione debba essere votata, e debba essere votata favorevolmente, nel senso cioè che un Governo responsabile e sensibile se, come risulta, ha mancato di adempiere a questi doveri dovrebbe trarre le conseguenze indipendentemente dall'esito del voto. Perché non è vero che oggi, a seguito del dibattito ulteriore che c'è stato sull'argomento, la Giunta potrebbe compiere gli atti di cui all'articolo 51; certo li potrà compiere autonomamente con riferimento al decreto istitutivo dell'ente parco, ma rimarrebbe comunque il fatto di non aver fatto nulla per la sospensione del provvedimento istitutivo del parco nazionale del Gennargentu.
In una mozione di sfiducia a regolamento vigente e sistema politico attuale - sistema parlamentare come quello che abbiamo - non è prevista la mozione di sfiducia costruttiva, quindi non si può pretendere di argomentare sulla presunta inefficacia, o inutilità di una mozione di sfiducia soltanto perché il Regolamento e l'ordinamento non prevede la sfiducia costruttiva. Non è possibile che la maggioranza si rifugi dietro questi argomenti sterili; la mozione di sfiducia è uno strumento previsto dal Regolamento e non impone ai proponenti di fare contestualmente un progetto alternativo di governo. Non c'entra niente, è il sistema attualmente vigente e quindi questo deve essere applicato.
Se poi ci vogliamo avventurare nel campo delle riforme, noi siamo pronti per garantire la stabilità ai governi, ma soprattutto per garantire governi che siano leali nei confronti dell'elettorato, perché gli eletti siano sempre in grado di rispondere al mandato che essi hanno ricevuto, senza tentazioni continue, frequenti in questo lunghissimo periodo di transizione che in Italia ed anche in Sardegna avvertiamo, senza dare ascolto alle tentazioni che serpeggiano sempre di ribaltoni o ribaltini, di modificazione dei quadri politici che l'elettorato ha stabilito attraverso il voto.
Questa è l'indicazione che deve essere tenuta presente per l'avvenire, e quindi su questo campo, caro onorevole Marteddu, se vogliamo metterci a tavolino per attuare le riforme Alleanza Nazionale è senz'altro pronta.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà
CUGINI (Progr. Fed.). Il collega Masala nel suo intervento, oltre ad avere dato un contributo al dibattito, ha posto delle domande, poi la Giunta risponderà. Però la sua domanda era riferita anche al Consiglio, soprattutto per verificare se l'ordine del giorno che noi abbiamo votato ha effettivamente impegnato la Giunta regionale in una iniziativa nei confronti del Governo nazionale.
Mi dispiace che il collega Masala sia intervenuto per ultimo, e che questa domanda sia stata avanzata quasi alla fine del dibattito, se no forse buona parte della discussione forse l'avremmo evitata, perché la Giunta regionale ha assunto una prima iniziativa nei confronti del Governo e del ministro Prodi anche in assenza della comunicazione ufficiale da parte del Consiglio dell'ordine del giorno che era stato votato, e questa iniziativa è stata assunta ai primi del mese di maggio, annunciando ufficialmente che il Consiglio si era pronunciato con un ordine del giorno, e informando - informalmente, chiaramente, perché non era stato ancora notificato l'atto - sui contenuti dell'ordine del giorno.
Il 14 maggio la Giunta ha ricevuto ufficialmente l'ordine del giorno votato dal Consiglio, e il 14 maggio la Giunta ha assunto l'iniziativa che l'ordine del giorno prevedeva nei confronti del ministro e del Governo nazionale. Dove sta l'inadempienza? Siccome è stata presentata una mozione di sfiducia, e chi presenta una mozione di sfiducia ha l'obbligo politico di verificare se gli atti sono stati assunti, deduco che questa iniziativa non sia stata assunta, se no forse avremmo utilizzato la giornata di oggi per fare altro, ad esempio proseguire con l'ordine del giorno che era stato proposto al Consiglio. Però, non tutti i mali effettivamente producono male, questa iniziativa di Forza Italia è servita almeno per due questioni: primo,per confermare che Forza Italia è contraria ai parchi, e questo non era al mio Gruppo noto, invece questa mattina il collega Pittalis ha comunicato la contrarietà del suo Gruppo alla istituzione del parco del Gennargentu. Deduco, forse sbagliando, che il comportamento del sindaco di Olbia, Nizzi, è conseguente a questa scelta del Gruppo di Forza Italia, e se dovesse essere così deduco e domando: il sindaco Nizzi danneggia il Comune di Olbia perché in presenza di una richiesta da parte del Ministro, avanzata il 10 febbraio mediante una raccomandata con ricevuta di ritorno, con la quale si invitava il comune di Olbia ad avanzare un nominativo per la composizione del comitato, e il Sindaco di Olbia non ha avanzato la proposta.
Successivamente, sempre il Ministro ha scritto nuovamente al Comune di Olbia richiedendo il nominativo e il nominativo non è stato inviato. Risultano le raccomandate, risultano le ricevute di ritorno, risulta il fatto che il comune di Olbia non è presente nel comitato. Adesso risulta che il Sindaco di Olbia si muove dietro input di Forza Italia e viene meno ad una funzione istituzionale. Risulta anche che se l'amministrazione comunale di Olbia volesse avanzare una proposta il Ministro è pronto ad accoglierla.
Siamo in presenza di una volontà precisa che si manifesta in sedi e territori diversi con comportamenti univoci: si è contrari all'istituzione di parchi, e si usano le istituzioni per fare agitazione, stampa e propaganda.
E questo argomento serio, così come è stato stamattina e nella giornata di oggi proposto alla nostra attenzione da diversi colleghi di maggioranza e di opposizione, viene trattato appunto per fare agitazione, stampa e propaganda, e viene esaltato, così come è stato richiamato questa mattina nell'intervento del collega Falconi, anche per istigare a delinquere, così come è stato scritto, appunto, in un giornale sardo.
L'istituzione più alta, che è questa (ed anche quella di Olbia che è conseguentemente alta), viene utilizzata non per costruire risposte, ma per creare in Sardegna un malessere diffuso su un argomento serio, perché io so che diversi colleghi di Alleanza Nazionale sono d'accordo sulla istituzione dei parchi, lo so perché abbiamo partecipato a discussioni e dibattiti e questo dato è venuto all'attenzione del Consiglio. So che dentro tutti i partiti su questo argomento ci sono sensibilità diverse, ma una cosa è discutere delle sensibilità e delle opzioni politiche diverse, altra cosa è fare appunto bassa agitazione e bassa propaganda.
Allora, noi siamo perché il Parco del Gennargentu venga istituito; lo abbiamo detto in tanti interventi, lo abbiamo detto votando l'ordine del giorno. Come Gruppo e come partito lo abbiamo detto alle popolazioni del Gennargentu, lo abbiamo detto attraverso iniziative pubbliche, lo confermiamo anche in questa occasione. E lo facciamo perché siamo convinti che per quel territorio occorre avanzare una proposta di sviluppo capace di valorizzare le risorse naturali che quel territorio esprime e propone alla nostra attenzione. Se si è contrari allo sviluppo di quel territorio lo si deve dire, ma mi pare che qui sia stato ampiamente affermato da Forza Italia: siete contrari allo sviluppo del territorio del Gennargentu e non avanzate nessuna proposta se non la istigazione ad una iniziativa nei confronti delle istituzioni. Noi, invece, nell'ordine del giorno abbiamo richiamato l'esigenza di investimenti per valorizzare quell'area; abbiamo dato, seppure come un ordine del giorno può permettere di fare, una indicazione precisa per quanto riguarda le direttrici dello sviluppo e lo devo dire - senza polemica collega Locci -Locci nel suo intervento si è soffermato molto sulla esigenza di procedere in Sardegna a risposte concrete per quanto riguarda le sofferenze economiche e sociali che la regione vive. E lo ha fatto, ho controllato il tempo, utilizzando la stragrande maggioranza del tempo del suo intervento su quei temi; utilizzando pochissimo tempo a sostegno della mozione che è stata presentata. Siccome il collega Locci è una persona attenta e intelligente, io ho capito la difficoltà a parlare di un argomento come quello della mozione in un situazione inutile che viene proposta alla nostra attenzione. Tant'è che la mozione era stata presentata solo da Forza Italia; successivamente Alleanza Nazionale l'ha sottoscritta, se no anche la qualità sono convinto che sarebbe stata diversa.
Quindi, concludo il mio intervento dicendo che noi voteremo contro la mozione di sfiducia, che confermiamo la nostra volontà per la istituzione del parco, che riteniamo che il parco debba essere occasione per lo sviluppo del territorio, e soprattutto siamo convinti che le popolazioni di quel territorio debbano avere l'ultima parola, debbano essere chiamate a decidere direttamente, e in presenza di una posizione negativa il parco non si fa, ma dobbiamo essere in presenza di una proposta completa per essere valutata.
Questa è la nostra impostazione, che non è una impostazione improvvisata, frutto di campagne elettorali passate, presenti o future, ma è il frutto di un ragionamento che ci ha impegnato nel tempo, che era presente all'attenzione delle popolazioni di quei comuni quando si è votato, e non a caso 18 di quei 22 comuni sono governati - lo dico in termini generali - dall'Ulivo, e solo in minima parte sono governati da altro segno politico, perché questi temi in quei territori sono convinto che ottengono il consenso, il grande consenso della maggioranza degli elettori, però so che c'è una parte della popolazione che non la pensa come la stragrande maggioranza, e noi abbiamo detto: si vada persino alla consultazione delle popolazioni, si decida democraticamente, senza nessun atto di imperio.
Mi pare che questi concetti siano stati confermati dall'assessore Onida in occasione della discussione della mozione e in diverse occasioni dal Presidente della Giunta, Palomba, ma sono stati confermati anche recentemente, ieri o avantieri, da una delibera della Giunta, da una iniziativa della Giunta nei confronti del Governo nazionale. Siamo quindi in perfetta coerenza con la volontà che questo Consiglio ha espresso e siamo in perfetta coerenza con una impostazione che è stata data anche dal punto di vista programmatico alle scelte di governo della Regione.
Forza Italia ha voluto cogliere questa occasione per dirci che in Sardegna si è contrari alla istituzione dei parchi, e che si utilizzano le istituzioni, ripeto, compreso il comune di Olbia, per impedire che i parchi in Sardegna nascano, però poi si ha il coraggio di assumere iniziative anche pubbliche e non si ha il coraggio invece di assumersi la responsabilità, quella che il Ministro oggi propone all'attenzione dei cittadini di Olbia e di questo Consiglio regionale.
PRESIDENTE. Per la Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente. Ne ha facoltà.
ONIDA (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se è lecito paragonare le cose piccole alle cose grandi, probabilmente il confronto in quest'Aula questa sera ha un senso, non perché il Gennargentu e il problema del parco siano piccola cosa, ma perché i problemi agitati questa sera in quest'Aula hanno un respiro diverso, hanno portato il ragionamento fuori dai contenuti e dall'oggetto della mozione per aprire a tutto campo una verifica, una valutazione, un giudizio sulla Giunta, cosa assolutamente lecita e normale, per approfondire, per sottolineare il rapporto difficile di questo momento - purtroppo non solo di questo momento -della Regione con lo Stato, con il Governo nazionale, lo stesso Governo dell'Ulivo, con i governi che nella storia si sono succeduti. Le omologazioni sono sempre servite a poco, quasi mai a nulla, quando il confronto e quando i bisogni della Sardegna si sono posti come oggetto vero e importante dell'azione di Governo locale, abbiamo trovato sempre difficoltà, spesso almeno difficoltà nei rapporti con lo Stato e con il Governo nazionale.
Oggi questi temi sono esorbitati dalla mozione sono andati a toccare tutto. Spero che serva anche quello che oggi è successo, mi auguro comunque che sullo specifico con oggi si chiuda un confronto che spero sia definitivo e chiaro, che tenda a chiarificare e porti a chiarificare un po' le posizioni.
Io ho bisogno di fare due ragionamenti, uno riguarda la mozione, uno riguarda l'azione di Governo. Sul secondo devo parlare perché dalla maggioranza, ed è lecito, ma anche dalla opposizione, ed è lecito, ma anche dalla maggioranza e forse è lecito anche questo, sono state espresse valutazioni gravi, seriamente pesanti sull'azione di Governo, io mi soffermo soltanto sull'aspetto che riguarda il governo delle politiche ambientali, ho bisogno e necessità di riferire come mia abitudine al Consiglio quello che mi riguarda, perlomeno che non è soltanto il frutto del mio lavoro, ma è il frutto dell'azione del Governo regionale, della Giunta regionale e della maggioranza, nonostante la presenza nella maggioranza regionale di chi è di diverso avviso, e di chi ritiene che il fallimento del Governo sulle politiche ambientali sia totale della Giunta e dell'Assessore.
Sulla questione che riguarda la mozione io mi sono adoperato qualche tempo fa, nell'ultimo confronto in Aula sulla mozione presentata dalle opposizioni, affinché il dibattito forte si concludesse non con una divaricazione di posizione. Ho avuto qualche difficoltà, non era facile, lo stesso mio Capogruppo non era d'accordo sulla chiusura con un documento unitario, io parlando con i Capigruppo dall'opposizione, della maggioranza e con il mio Capogruppo ho spiegato che bisogna rinunciare qualche volta, anzi spesso, quando c'è l'interesse generale di fronte a noi, al pezzo di ragione che ciascuno di noi ha quando si confronta con gli altri e quandi c'è alla base del ragionamento onestà intellettuale, perché era in gioco un rapporto difficile con le comunità locali, in un ambiente caldo, in un ambiente che ha bisogno di grande serenità, e che oggi questa serenità non ha. Questo invito è stato accolto, si è arrivati ad un ordine del giorno unitario, un ordine del giorno serio che io ritengo sia stato accolto anche nell'interpretazione, nella esecuzione in termini corretti dalla Giunta. Io non mi intendo molto delle questioni del diritto, dell'amministrazione, del regolamento, però lo vediamo assieme, spero di essere stato corretto nella interpretazione di quell'ordine del giorno e nelle derivazioni che dalla decisione in Aula ne sono conseguite.
In quella occasione è stato deciso che il Ministro avrebbe dovuto, sulla base dell'articolo invocato, sospendere il decreto, rivisitare l'intesa, e il Consiglio ha impegnato la Giunta ad arrivare attraverso una norma di attuazione, attraverso regole proprie della Regione, a decidere diversamente. Le decisioni del Consiglio l'8 di maggio sono state da me comunicate al Ministro dell'Ambiente con una nota che leggo: "Il Consiglio regionale della Sardegna ha discusso le problematiche relative alla istituzione del parco nazionale del golfo di Orosei e del Gennargentu. A conclusione della discussione è stato votato un ordine del giorno sottoscritto dai Gruppi Consiliari di maggioranza e di opposizione, nel corso del dibattito è emersa una forte preoccupazione in ordine alle tensioni sociali venutesi a creare a seguito della istituzione del parco. La Giunta regionale è stata impegnata a chiedere al Governo la sospensione del provvedimento istitutivo del parco. Al fine di definire le iniziative comuni finalizzate a dare attuazione alla delibera del Consiglio regionale chiedono un urgente incontro".
Una persona che non si era manco consultata, forse l'istinto sedilese, non so che cosa, quale intuito mi ha suggerito di procedere attraverso una immediata comunicazione al Ministro della decisione solenne, unanime del Consiglio regionale, dell'istanza autonomistica più importante che ha valore protetto dalla Costituzione, che non può non essere oggetto di attenzione da parte di un Ministro che nella Costituzione si riconosce. Questo è avvenuto, può darsi che non sia la forma migliore, che non sia la forma giusta, io faccio politica e sono uno che anche nel governo guarda la sostanza delle questioni, ho comunicato anche al Presidente l'esigenza di procedere immediatamente attraverso azioni della Presidenza, della Giunta, delle istituzioni di governo nella sua collegialità; il Presidente l'ha fatto, e l'ha fatto nell'immediatezza della comunicazione formale da parte della Presidenza della Consiglio dell'avvenuta decisione sull'ordine del giorno.
Io credo che per quanto mi riguarda, se io fossi stato dall'altra parte, sarebbe bastato e ce n'era a sufficienza per fermarmi, per avere l'interlocuzione con il Governo regionale, con il Consiglio regionale e per bloccare una iniziativa che non aveva assolutamente bisogno di correre, a tale punto che questa velocità mi ha fatto pensare che forse gli interessi di Ronchi sono rivolti ad altre aree, forse se ha qualche risorsa la deve mettere e impegnare su altri territori. Veramente dal punto di vista psicologico credo che non ci sia da aggiungere nulla, qualunque ben pensante capisce che ha commesso un errore molto grave.
In quella occasione io ho detto che era necessario saldare fondamentalmente il sistema autonomistico regionale. In un incontro con le Amministrazioni del nuorese dell'altro giorno ho ripetuto che questa è l'esigenza primaria oggi della Sardegna, noi oggi dobbiamo recuperare una saldatura. Noi tutti, noi maggioranza, voi opposizione, il sistema del Consiglio, le Province, gli Enti locali, dobbiamo recuperare una grande tensione autonomistica, una grande solidarietà, la ricompattazione della dignità autonomistica nei confronti del Governo, che non è uno scontro a qualunque costo, fa parte anche del nostro patrimonio storico, della nostra cultura autonomistica. Il confronto - scontro era il sistema del tempo di Soddu, del tempo di Dettori, del tempo delle grandi battaglie autonomistiche, e poi la sintesi era la soluzione dei problemi. Non sto inventando nulla, non stiamo pensando di diventare i migliori, stiamo dicendo che però è necessario questo confronto straordinario e questo scontro in questo momento è necessario per chiarire i rapporti.
Preliminare a tutto questo è la saldatura del sistema autonomistico; attorno a materie come queste si è spostato oggi il ragionamento su questi valori, non può coinvolgere una parte soltanto, l'amore per la Sardegna, l'attenzione ai suoi problemi, la difesa delle sue regole, la difesa del suo Statuto, io non ho la forza, non sono uno che ha la capacità di dire che siamo in grado di fare questo, ma dobbiamo adoperarci per essere in grado di fare questo, lasciando perdere anche quel bisogno che abbiamo tutti di avere un recupero di consenso per la divaricazione, per la diversità che portiamo nel confronto. Su questo terreno io credo che l'unità sia fondamentale, e poi si riapre il rapporto con la Stato e la sintesi sarà questa.
Noi manteniamo gli obiettivi che ci siamo posti, la sospensione del decreto, la revisione dell'intesa e la norma di attuazione che sarà lo strumento che ci consentirà di risolvere, probabilmente in termini di autonomia, i problemi che stiamo ponendo.
Sulla questione specifica, io lo dico a chi ha una attenzione intelligente nei confronti delle politiche di Ronchi, la legge numero 394 è una legge che va bene ad una politica, ad un Governo centralista del sistema delle politiche ambientali. Una norma, una legge rigida, una legge che vede le maggioranze del sistema che derivano dalle designazioni ministeriali, una legge che non è neppure, per la parte vincolistica, esagerata, ma che comunque vede tutto sul versante nazionale il potere esercitato e contenuto dentro la norma. Contestualmente il Governo e lo Stato in questo momento hanno scelto per lo sviluppo le politiche che vengono dal basso, ha scelto di ricorrere ai patti territoriali, agli accordi di programma, a tutto il sistema. Noi abbiamo individuato nei programmi integrati d'area il modo migliore per governare lo sviluppo, lo sviluppo dal basso, democratico con il coinvolgimento delle istituzioni periferiche prima e mano a mano a salire; da una parte si è scelta questa logica dall'altra, in materia ambientale, si mantiene la legge numero 394. E` una contraddizione di una gravità straordinaria.
Questa posizione, anche nella riforma, la mantiene soltanto Ronchi! La mantiene soltanto il ministro Ronchi intorno alle politiche ambientali!
Questo non va bene, lo dico con chiarezza! Non è che mi conviene, lo dico oggi, ma la maggior parte di noi continua a dire che i sindaci, le amministrazioni locali, sono quelle con le quali noi dobbiamo tenere il rapporto vincolante, stretto, con queste dobbiamo fare i programmi e i piani di sviluppo. Io sono perfettamente convinto che così deve essere. Questa contraddizione deve sparire. Il sistema regionale, lo ha detto a chiare lettere, ha proposto documenti alla conferenza dell'ambiente, Ronchi non le ha accettate. Quando passerò a fare una disamina delle cose di governo della nostra Giunta in dettaglio verificheremo in quali punti e in quali cose è una grave contraddizione e le conseguenze di questo aspetto sono nefaste per il nostro territorio.
Quindi, non è possibile che questa visione dall'alto centralistica si ripeta dovunque. Può essere che ci siano realtà sulla Repubblica italiana in altre aree dove questo sistema va bene. Non va bene per la Sardegna che è isola, che ha tradizioni che vengono da lontano, che è popolo, che è etnia, che è uno Statuto speciale, che ha all'interno specificità tali che non possono essere controllate da una legge nazionale, lontana, non compresa. Le amministrazioni locali sono quelle accettate dalle nostre popolazioni. Oggi questo sistema sta creando difficoltà di rapporti all'interno del sistema dell'architettura istituzionale. Questo non va bene perché il giorno che salta il carisma, la capacità di rappresentazione che possono avere i sistemi locali, i comuni, le province nei confronti della gente, la democrazia è a rischio vero in Sardegna. Nel senso per lo meno che le turbative, le tensioni sociali possono creare effetti devastanti. E questo un Ministro lo deve sapere, qualunque sia il suo livello di sensibilità sulle politiche ambientali, perché io sono d'accordo perché la politica ambientale diventi la prospettiva della nostra terra. Io sono per il Parco del Gennargentu, io sono per i parchi, ma per i parchi della gente, per i parchi dei lavoratori, per i parchi dei pastori, per i parchi vissuti, per i parchi dove entri l'economia. Non sono per i parchi da contemplare e non sono per i parchi dove si sistema la gente per fare partiti. Io non sono per questi parchi! Io comprendo che Ronchi i suoi legionari se li tiene anche all'interno dei sistemi democratici di tutto il sistema nazionale, però il popolo sardo, io credo, che avrà la serenità, avrà la capacità di pensare che in quest'Aula dovranno arrivarci d'ora in poi sardi autentici che pensano prima di tutto alla Sardegna, alla sua gente, ai valori della Sardegna e non alle attenzioni dei partiti che attraverso le regole o attraverso le gestioni ministeriali non condivisibili stanno camminando in questa fase per quanto riguarda le problematiche ambientali. Chiedo scusa, ma entro invece adesso nell'aspetto che riguarda di più l'accusa sulla non capacità di governare.
I parchi, due aspetti. L'attività legislativa, l'Assessorato dell'ambiente, la Giunta regionale ha cinque provvedimenti in corso. La legge sulla valutazione di impatto ambientale, la riforma dell'Azienda foreste demaniali, il Piano regionale di gestione dei rifiuti, la rivisitazione della legge numero 26 istitutiva del Corpo Forestale e l'ARPA. Sono cinque provvedimenti che chiunque vincerà le elezioni la prossima volta consentirà di governare l'ambiente con serenità e con qualità. Queste cose le ha fatte questa Giunta, queste proposte vengono dal gennaio del 1997, non vengono da prima. Sono poche, sono cinque leggi, cinque provvedimenti.
Attività di Governo. Gennaio 1997, parchi nazionali.
Il 5 gennaio 1997 si convoca il Comitato istituzionale... Chiedo scusa ma mi è stato chiesto da Locci, con una grinta che io stimo quando le verifiche vanno fatte sulle questioni, sulle cose. Ha chiesto conto degli atti di governo, è stato fatto da Floris, è stato fatto dallo stesso Diana, è stato fatto da qualche altro amico della maggioranza, debbo dire cosa avviene anche perché vale come informazione. Se su qualunque di queste cose non è vero, si alzi un consigliere, mi dica che non è vero e io me no vado, non ci sono problemi.
Il 5 gennaio 1997 si convoca il Comitato istituzionale di coordinamento a Nuoro e si avvia il processo istitutivo del Parco del Gennargentu - Golfo di Orosei - Asinara. Il Comitato, previsto nell'intesa del dicembre del 1995, non era stato neppure costituito.
Asinara-Gennargentu, coabitazione forzosa. La Regione chiede la separazione, il ministro Ronchi si oppone. Successivamente propone di declassare l'Asinara da parco nazionale a riserva nazionale.
Febbraio 1997. Su richiesta della Regione il Comitato istituzionale di coordinamento viene sdoppiato in due sottocomitati, uno per l'Asinara e l'altro per il Gennargentu. Si avvia la procedura per la dismissione del supercarcere con l'assenza e l'inerzia burocratica del Ministero dell'ambiente.
Tutte le azioni di coordinamento per le dismissioni del supercarcere vengono coordinate dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Parisi.
Novembre 1997. L'ordinanza del Ministro dell'ambiente esclude dalla vigilanza il Corpo Forestale di Vigilanza Ambientale della Regione Sarda.
La Regione, con risorse finanziarie e uomini, garantisce mantiene l'unico presidio umano presente nell'isola. Si rafforzano le attività di risanamento ambientale, viene ristrutturato un fabbricato per la vigilanza, viene progettato e finanziato un centro di informazioni ed educazione ambientale. Il bestiame e le attività agricole sono gestite dall'Azienda Foreste Demaniali, viene predisposto un programma per l'abbattimento selettivo dei cinghiali ed un programma per la protezione genetica per mufloni ed asini bianchi.
Il processo di dismissione del supercarcere e l'avvio dell'attività del parco è stato coordinato e concordato con il comune di Portotorres e la provincia di Sassari.
Arcipelago de La Maddalena. 35 miliardi di finanziamenti con il POP e l'Interreg nell'ambito della costituzione del Parco Internazionale delle Bocche di Bonifacio e dell'avvio del Parco Nazionale.
La costituzione degli organismi di gestione, Presidente, è stato gestito dal Ministro dell'ambiente con atti ministeriali unilaterali. E` stata respinta la disponibilità della Presidenza in via transitoria proposta dalla Giunta Regionale per l'Assessore dell'Ambiente per un uomo eletto in Sardegna, successivamente contraddetto, il Ministro ha detto: "No, non è opportuno che a guidare i parchi nazionali ci siamo uomini politici o eletti, successivamente contraddetto per l'Asinara dove una persona eccezionale è il sindaco, ma c'è una contraddizione del ministro e per il Pollino dove c'è un assessore provinciale. Guarda un po'!
Riserve Marine. Il processo istitutivo era bloccato da dieci anni. L'intesa del 22 aprile 1997 Regione - Ministero, preventivamente concordato dalla Regione con gli enti locali, sblocca il processo. La gestione viene affidata ai comuni e la vigilanza al Corpo forestale e di vigilanza ambientale.
Convenzione e regolamento di gestione concordate dai comuni sono state elaborate e proposte dalla Regione. E` in via di costituzione l'Associazione Regionale dei comuni sede delle riserve marine per il coordinamento delle attività e di costruzione di un sistema regionale di aree marine protette.
Febbraio 1998. Intesa quadro con le associazioni regionali rappresentative dei pescatori per la gestione delle attività di pesca nell'ambito della realizzazione di uno sviluppo sostenibile e di una attività controllata dello sforzo di pesca.
Ci sono problemi sulle riserve marine. Sui vincoli ci sono problemi, l'Assessorato della Difesa dell'Ambiente entro giugno farà una conferenza tecnica con i comuni, sede delle riserve marine, con i tecnici del ministero e della Regione e dei comuni per proporre, i gestori sono i comuni, al Ministero la modifica che quei vincoli che non vanno bene al sistema economico e al sistema complessivo dell'interesse vasto che ha la Sardegna intorno alle riserve marine.
Il problema di oggi è all'attenzione della stampa: Olbia - Loiri - San Teodoro. C'è un problema di sostanza e un problema, quello di oggi, di minore importanza. Il problema di sostanza e per il quale ho accompagnato i sindaci presso il Ministero e presso la Direzione generale del mare è che Olbia, Loiri ed anche San Teodoro ritenevano che fosse meglio individuata la gestione con l'indicazione del nome dei comuni nel decreto.
Il Ministro dice che non esiste nessun problema, manteniamo l'espressione enti locali, gli enti Locali sono loro tre e saranno loro tre a decidere e gestire la riserva marina.
Per l'otto ho convocato, ci troveremo a Olbia con le Amministrazioni locali dei tre comuni, per definire anche in seguito alla mancata sospensiva da parte del Tar sul ricorso di Olbia, per definire la sostanza e questo problema.
Sulla questione di oggi: è vero che Olbia non fa parte della Commissione di gestione, che è una Commissione consultiva di minore importanza, di pochissimo livello. Sa già il sindaco di Olbia che il rappresentante della Regione sarà il sindaco di Olbia o chi il comune di Olbia vorrà nominare all'interno di questa Commissione. La Regione fa tranquillamente a meno di essere presente all'interno della Commissione di gestione della riserva che ha valore consultivo e non ha nella gestione il comune di Olbia, San Teodoro e Loiri, sono loro a governare la riserva. Spero che su questa cosa ci faccia richiesta e ci sia un recupero di rapporti.
Parchi regionali. Le leggi istitutive dei parchi: Sette Fratelli, Monte Arci, Giara giacciono in Commissione dall'inizio della legislatura; stanno camminando. Sono stati fatti due parchi più tranquilli: Molentargius e Porto Conte. Molentargius sapete i problemi che ha. Mi auguro che non ci sia alcuna correlazione con l'avere scelto Molentargius, ma sono pronti certamente Monte Arci. I Sette Fratelli, le amministrazioni comunali stanno camminando, stanno lavorando, stanno constituendo il consorzio. Sono parchi che stanno nella regola di cui ho parlato prima, con il consenso dal basso. Con le amministrazioni locali d'accordo. Con una disponibilità ad un rapporto costante con le comunità e con le popolazioni. La legge sul Monte Arci deve essere portata nei tempi più brevi possibili all'attenzione del Consiglio regionale ed appena pronta dovrà essere fatta la stessa cosa per i Sette Fratelli e per la Giara. I sindaci di quei parchi, di quelle comunità sanno bene quali dimensioni dare ai propri parchi. Sanno bene quali caratteristiche dare ai propri parchi, sanno bene quali confini dare ai propri parchi. Credo che questa sia la strada giusta, e questo noi l'abbiamo fatto. L'Assessorato ha promosso la costituzione di consorzi di gestione ai sensi della 142. I consorzi non sono, caro Gavino, un bluff politico a danno delle popolazioni locali. Sono lo strumento per avviare la pianificazione e la gestione delle risorse territoriali ed ambientali in una dimensione sovracomunale. Sono essi, i comuni, i soggetti della pianificazioni. Monte Arci, ha già costituito gli organismi di gestione: assemblea, consiglio di amministrazione e Presidente.
I Sette Fratelli: sono in via di deliberazione, la convenzione e lo statuto per i comuni.
Parco del Sulcis: grandi problemi. E` in via di definizione l'intesa con gli enti locali per una revisione della perimetrazione prevista dalla 31: territorio vasto, articolato e complesso. Il parco può nascere partendo dai territori dell'Azienda Foreste Demaniali più il Monte Arcosu. Ho già dato, poi la Giunta mi confermerà, l'adesione alla cogestione di Monte Arcosu insieme alla Provincia, per una apertura delle istituzioni a questa realtà splendida. 30 mila sono gli ettari di proprietà pubblica sul parco del Sulcis, senza coinvolgere nessuna area dei comuni e tanto meno nessuna area privata. Chi vorrà mano a mano potrà aderire e sommarsi a 30 mila ettari di splendida realtà della nostra Isola.
Il Gennargentu. L'azione unilaterale, la forzatura del Ministero mettono in ombra una azione positiva della Regione: Assessorato, agricoltura, Ersat per realizzare in quei territori uno sviluppo integrato rivolto ai pastori ed agli allevatori. Il programma di coordinamento di interventi, 90 miliardi, nel triennio 1997 - 1999 lo conoscono tutti. Tre consorzi di produttori, oltre 120 allevatori, progetti di massima definiti, coinvolgimento di tutti gli Enti locali interessati al parco.
Certamente io non sto qui a ripetere; il problema del Gennargentu oggi è tutto più in salita, è un'altra cosa. Riprenderemo, ho convocato il CIC, è già convocato. E' convocato il Comitato Istituzionale di Coordinamento intanto per recuperare l'alfabeto comune.
Questo credo che anche ai colleghi di Rinnovamento darà maggiore serenità, non ci sarà dalla prossima convocazione del Comitato Istituzionale di Coordinamento un millimetro quadro di spazi di incertezza.
Si riprenderà daccapo, ogni decisione di ogni comune sarà il frutto di una decisione delle amministrazioni comunali.
Io già abbondantemente, l'altro giorno, mi sono assunto responsabilità, o quasi tutte le responsabilità. Comprese quelle che non ho, comprese quella della carta, comprese quella della firma dell'intesa che ha firmato, fatto e costruito il braccio destro del Ministro Ronchi certamente con l'apporto di qualche amico del sistema territoriale della Sardegna, che in buona fede, indubbiamente, nella presunzion che quello fosse il pensiero di quello e di quell'altro sindaco, ha pensato che potesse essere una cosa fattibile. Un errore grave, io so di essere responsabile di culpa in vigilando, io, il Presidente, noi che abbiamo la responsabilità della firma e dell'aver accettato questo, perché io non mi intendo di carte, non conosco le tecniche, non conosco i confini, non conosco i mappali, so solo chi ha preso la penna e ha fatto la carta. E non è possibile che un ministro si esprima attraverso i comunicati con il disprezzo degli uomini che la Sardegna ha mandato presso il Governo nazionale a formalizzare un atto compiuto irridendo a tarallucci e vino, irridendo all'aver firmato ogni pagina dell'intesa, cosa che credo chiunque di voi abbia fatto l'amministratore comunale, il sindaco e abbia firmato un contratto che superi le 20, le 30 pagine firmi, non vai a leggerlo perché ti fidi di chi ti ha portato il documento alla firma.
Queste sono cose gravi. Quei sindaci hanno bisogno di rispetto, il Ministro li sta esponendo gravemente al giudizio negativo della gente e qualche volta della gente che non ha grande giudizio. Ha responsabilità molto gravi, certamente. Con me quel Ministro non brinderà mai più a nessuna sorte delle cose dell'ambiente.
Quali sono le questioni istituzionali e i rapporti Stato-Regione? Il limiti della legge quadro, la 394, riguarda le questioni dei poteri e l'organizzazione e il funzionamento degli enti parco. Le questioni sono state presentate formalmente al Ministro Ronchi a Nuoro il 5 gennaio 1997 e proposte nell'aprile del 1997 ai parlamentari sardi, le questioni dei poteri. Il testo degli esperti presentato in Conferenza Stato-Regioni - ve ne parlerà il Presidente a conclusione delle dichiarazioni di voto - prevedeva limitate aperture in ordine alla composizione degli Enti Parco. E` stato bocciato dal Ministro dell'Ambiente. Il decreto Bassanini approvato dal Governo per la protezione della natura è centralista ed arretrato; è l'unica parte del sistema riformatore che rimane centralista ed arretrato, piaccia o non piaccia a chi fa anche parte e che ha sensibilità. Io rispetto Gavino Diana, per tutta una serie di... ma non mi piace che difenda il Governo Nazionale sulle questioni per le quali il Governo Nazionale non può essere difeso.
Esiste una commistione di funzioni e ruoli inaccettabile: sindaci, ambientalisti, universitari. I direttori dei parchi sono chiamati da un albo nazionale formato su criteri definiti dal Ministro che escludono la Sardegna. L'organizzazione degli Enti Parco - contabilità, gestione e piante organiche - è in contrasto con la normativa prevista per gli Enti Locali dalla Bassanini.
Il problema delle competenze: la legge quadro nazionale interrompe e contraddice il processo autonomistico avviato con il D.P.R. 348. La Regione ha competenza primaria in materia urbanistica, articolo 3, lettera f), dello Statuto Speciale, e competenza trasferita in ordine alla protezione della natura, riserve e parchi naturali.
Entrambe le materie hanno trovato disciplina organica nella legge regionale 31 e nella legge regionale 45. La potestà esclusiva della Regione in materia urbanistica, nonchè di agricoltura, turismo, pesca e caccia, è limitata dall'ordinamento previsto dalla legge quadro 394. La norma di attuazione dello Statuto Speciale vuole garantire l'esercizio pieno e responsabile della potestà autonomistica della Regione in materia di tutela dell'ambiente e di protezione della natura. Da qui l'esigenza di integrare con l'articolo 58 del D.P.R. 348, prevedendo la delega alla Regione delle funzioni di gestione, tutela e vigilanza dei parchi e delle riserve nazionali, riservando allo Stato i compiti di indirizzo. Su questa impostazione si è già espresso il Ministro dell'ambiente il 3 dicembre 1996 attraverso il proprio ufficio legislativo (salto le motivazioni), con decisione, avviso e giudizio contrario.
Si osserva, infine, che il conferimento delle predette attribuzioni sarebbe in contrasto con gli obblighi comunitari connessi alla gestione del patrimonio ambientale. Si nega in sostanza il principio di sussidiarietà e si assume a garanzia degli obblighi comunitari l'organizzazione e il funzionamento degli Enti Parco. La Regione, in sede di Commissione paritetica, intende riproporre gli emendamenti aggiuntivi all'articolo 58. Il Presidente darà ampio ragionamento su questo argomento.
Conclusioni: l'acquisizione delle competenze e del gestione è finalizzata a garantire la realizzazione di un sistema coordinato e integrato di aree protette. L'azione dello Stato deve essere esercitata nell'ambito della potestà di indirizzo e di coordinamento, quello della Regione nell'ambito del coordinamento dei poteri e delle responsabilità autonomistiche. Questo per quanto riguarda il discorso parchi e foreste.
Sull'Azienda Foreste Demaniali, l'azione di governo: abbiamo realizzato il contratto forestale, abbiamo acquisito la SAF di Campulongu, abbiamo creato l'Azienda Foreste Demaniali ad Oristano, dove di fatto mancava.
Acquisizione di aree sensibili: Platamona, Seu, San Teodoro, Monte Linas, Monte Arci, etc. Piano antincendio 1998: abbiamo fatto la rete... Devono sapere, non abbiamo fatto nulla? Abbiamo speso 300 miliardi in ordine -voglio che la gente lo sappia - al Golfo di Oristano; i collettamenti fognari, il nord ovest di Cagliari, i 50 miliardi che bonifica Santa Gilla, il Casic, la terza griglia, la bonifica del Rio Mannu per 50 miliardi. Sassari: risanamento del centro Storico, 63 miliardi; Olbia, Arzachena, Budoni, sono 80 miliardi spesi in collettamenti e in bonifiche. Quest'anno non sono proposte, non sono cose da venire, sono cose in atto. Voglio che la gente le sappia queste cose! La fascia costiera da Quartu a Sinnai: 40 miliardi; Nuoro città: 68 miliardi; Bosa, Tresnuraghes: 20 miliardi. Sulla pesca...
(Interruzioni)
Scusate, se vi dà fastidio, mi è stato chiesto, io sto concludendo.
Entro giugno arriva il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti. Sulla pesca il 1° luglio partono le concessioni decennali, abbiamo raggiunto l'esito...
PRESIDENTE. La prego, Assessore, di concludere. Stiamo parlando del Parco del Gennargentu, non di altro.
ONIDA (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente. Mi è stato chiesto.
PRESIDENTE. Sì, ma all'ordine del giorno non c'è la risposta alle richieste di nessuno. C'è la mozione di sfiducia sul Parco del Gennargentu.
ONIDA (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente. Benissimo, ad ogni modo io concludo con un invito che mi viene rivolto da un personaggio che credo ha la stima di tutti, di Bachisio Bandinu che in un appello su un giornale mi invita a non sposare la tesi di separare i comuni buoni dai comuni cattivi nel discorso dei parchi, ma di tentare di creare una grande solidarietà tra gli stessi nel Gennargentu, nel nuorese, perché si crei una sinergia tra chi la pensa diversamente, ma nella direzione di una speranza, di un ottimismo nuovo verso un futuro che sia per tutti importante.
Su questa cosa, invito tutti voi, tutti noi perché si ripristini l'unità in materia ambientale e in materia anche di parchi pensando soprattutto al rischio che corrono i nostri amministratori.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore, mi scuso per averla richiamata, ma la legge è uguale per tutti. Ha facoltà di parlare per la replica uno dei firmatari, ai termini dell'articolo 115 del Regolamento.
PITTALIS (F.I.). Indubbiamente la classe non è acqua. Lo ha dimostrato questa sera l'assessore Onida che, a mio avviso, ha dato una lezione ai consiglieri della maggioranza che lo sostiene di come un dibattito su un problema serio deve essere impostato ed affrontato nella serenità ma nella chiarezza non esitando a mettere in evidenza le tensioni, le fratture che vi sono all'interno del centro sinistra sulle politiche ambientali del Governo regionale, anzi sulle non politiche cui faceva riferimento il consigliere Diana, la replica è stata chiara da parte dell'assessore Onida, è una frattura, una rottura all'interno di questa maggioranza su un problema di importanza per la nostra isola che l'assessore Onida con chiarezza stasera ha denunciato. Così come non si è sottratto, con altrettanta chiarezza e determinazione, dal puntare il dito nei confronti di quel Ministro arrogante e prepotente che è il Ministro dello Stato Italiano Edo Ronchi, lo ha fatto con passione. Abbiamo colto nel suo intervento il pericolo che egli avverte per il nostro sistema autonomistico, addirittura ha detto, leggo testualmente: "La democrazia è a rischio in Sardegna"; apprezziamo l'affermazione che i parchi non sono fatti e non debbono essere fatti per gli uomini di partito e soprattutto non devono essere fatti per gli uomini di qualche partito che ben conosciamo aveva messo le mani avanti sulla questione parco. Per creare l'ennesimo carrozzone, l'ennesimo ente carrozzone come se già non ve ne fossero abbastanza nel nostro sistema regionale.
Allora, stile, metodo, coerenza, noi l'apprezziamo anche dai banchi dell'opposizione, perché la nostra mozione di sfiducia tendeva essenzialmente a questo, e l'assessore Onida in parte ha soddisfatto questa nostra istanza e questa nostra richiesta. Ma non altrettanto stile e classe sotto questo profilo abbiamo dovuto registrare dagli altri esponenti della maggioranza, ho sentito l'onorevole Marteddu e soprattutto l'onorevole Cugini in una autodifesa delle prerogative della maggioranza addirittura impostando i loro interventi, liberissimi di farlo, sui buchi nell'acqua che farebbe l'opposizione. Ebbene, per rimanere sempre sulle questioni di stile, io chiedo al collega capogruppo del Partito Democratico della Sinistra se conferma l'affermazione che io ho sentito e spero di sbagliarmi e di aver sentito male, allorquando egli che se la prenda con la stampa non ci interessa, è liberissimo di farlo, ma quando egli si rivolge all'opposizione, accusando l'opposizione di istigazione a delinquere, se l'onorevole Cugini dovesse confermare questa affermazione - e vedo che non fa neanche con la testa cenno di dissentire...
CUGINI (Progr.Fed.). Parlo per chi capisce.
PITTALIS (F.I.). Allora l'onorevole Cugini è caduto così in basso che lo stile veramente l'ha completamente perso. Allora, onorevole Cugini, per rimanere sul suo piano, io dico che le sue sono istigazioni alle scemenze, istigazioni alla esaltazione della scemenza, e sono benevolo nel chiudere in questo modo l'incidente che non merita, per persone che si rispettano, altro utile e conveniente commento.
CUGINI (Progr.Fed.). Anche stasera è isterico.
PITTALIS (F.I.). Non assumo, perché non è ha bisogno, per il collega sindaco di Olbia Settimo Nizzi alcuna difesa d'ufficio, lo difendono gli abitanti di Olbia e della Gallura che gli hanno dato il consenso per governare, ma utilizzare anche l'invio di una lettera del Ministro Ronchi al comune di Olbia per esporre, secondo la filosofia dell'onorevole Cugini, il sindaco di Olbia al ridicolo, non solo è atto grave perché il sindaco di Olbia non è qui presente e non ha modo di replicare, ma è grave perché non è neanche vero, non è vero nei termini in cui l'onorevole Cugini ha affrontato il problema perché tralascia di considerare che il comune di Olbia aveva proposto un ricorso al T.A.R. proprio con riferimento al tipo di composizione della Commissione di gestione per il parco marino di Tavolara, e la nota del Ministro Ronchi è intervenuta proprio nelle more del giudizio cautelare davanti al T.A.R.. Mi sarei aspettato dall'onorevole Cugini che ancora una volta mettesse in evidenza l'atto velleitario, provocatorio, prepotente di questo imbelle Ministro dell'ambiente che, pur essendo a conoscenza di un ricorso in atto, pensa di poter prevaricare prerogative dei nostri comuni e delle nostre autonomie locali. Noi, caro onorevole Cugini, difenderemo il sindaco Nizzi, difenderemo l'operato del sindaco Nizzi che ben sta governando quella città e che ben sta amministrando nell'interesse dei territori della Gallura.
E venendo al merito della questione della mozione di sfiducia, il Gruppo di Forza Italia ha raggiunto con questa mozione un primo risultato politico che riteniamo apprezzabile, e cioè, come già dicevo, un supplemento di chiarezza nell'infinito dibattito sull'argomento parco del Gennargentu, e finalmente abbiamo inteso chiare parole dei consiglieri regionali che frequentando le assemblee popolari urlano la loro contrarietà al parco, o almeno a questo tipo di parco, e che a Cagliari e a Roma si adoperano con ogni mezzo per l'istituzione del parco. Ormai questo trucco è stato svelato, l'hanno capito tutti i sardi. Le dichiarazioni dei consiglieri regionali favorevoli al parco del Gennargentu in quest'Aula e contrari nel territorio saranno ovviamente dichiarazioni che impegnano chi le ha espresse, ma basta una volta per tutte con la politica dei due forni(?), basta con la confusione che avete ingenerato nei territori, è sufficiente quella del Governo regionale, basta con la propaganda di regime perché, cari signori, a brindare con il Ministro dell'Ambiente Ronchi non c'era l'opposizione, non c'erano Forza Italia, o il Partito Sardo d'azione o Alleanza Nazionale o il CCD o il CDU, c'eravate voi! Presidente Palomba, a proposito della chiarezza, io ho sotto gli occhi il decreto del Presidente della Repubblica del 30 marzo 1998 che, nella parte premessa, richiama le intese tra il Ministro dell'ambiente e la Regione Autonoma della Sardegna, richiama le sedute del comitato istituzionale svoltesi a Nuoro il 10 ottobre 1997, e il richiamo della nota del Ministero dell'ambiente del 2 dicembre 1997 con la quale veniva richiesto alla Regione Autonoma della Sardegna il parere di cui all'articolo 8 della legge 6 dicembre 1991 numero 394, e nel decreto, dopo la parte premessa, al punto 5 dell'articolo 1 leggo testualmente: "Il territorio del parco nazionale del golfo di Orosei e Gennargentu è delimitato dalla perimetrazione riportata nella cartografia ufficiale in scala 1:100.000 allegata al presente decreto del quale costituisce parte integrante e depositata in originale presso il Ministero dell'ambiente" - ed udite cari consiglieri forse distratti - "in copia conforme presso la Regione Autonoma della Sardegna e presso la sede dell'Ente parco Nnazionale del Golfo di Orosei e Gennargentu". Signori, qui non si può dire che non si sapeva, che non si conosceva, che forse è stato un errore, che forse è scappato il pennello rosso, ecco di cosa oggi noi chiediamo conto a questa Giunta regionale che non deve rifugiarsi nella propaganda, non deve rifugiarsi nella ipocrisia, non deve rifugiarsi nella bugia, non deve rifugiarsi soprattutto in quel teatrino, come l'abbiamo chiamato questa mattina a proposito delle dimissione dell'assessore Loddo, assessore Loddo che ha detto il capogruppo, onorevole Walter Randaccio, del Gruppo di Rinnovamento, ha detto a chiare lettere e ha parlato stasera di dimissioni dell'assessore Loddo.
Presidente Palomba, lei in aula ha detto un'altra bugia, e non so come qualificare sotto il profilo politico questo comportamento perché lei ha detto di non aver mai ricevuto dall'onorevole Loddo alcuna lettera di dimissioni; oggi si è parlato di dimissioni, anche quelle dell'assessore Costantino sono un giallo ancora da risolvere. Presidente Palomba noi sappiamo che all'interno della maggioranza di centrosinistra ci sono fortissime tensioni, sappiamo che c'è un lacerazione, sappiamo che c'è una frattura, che non riuscite a governare perché non siete d'accordo su niente, ma almeno chiarezza impone che su fatti che possano in qualche modo coinvolgere le istituzioni, e l'Assemblea deve essere messa al corrente, lei ha il dovere, perché noi abbiamo il corrispondente diritto di conoscere come si sono svolti i fatti, ed anche questa la ascriviamo ad una pagina buia di questa legislatura, la menzogna, la bugia, la non chiarezza, spesso la mistificazione dei fatti.
Dico basta anche ai colleghi, e soprattutto a qualche collega della provincia di Nuoro dalla quale ho sentito stamattina, mi riferisco in particolare all'onorevole Ivana Dettori: "Dobbiamo essere onesti nell'affrontare questa materia perché possono scattare scintille che sarebbe difficile per noi governare". Onorevole Ivana Dettori, un sussulto di onestà lo chiedo a lei, perché io non ho capito che cosa lei abbia inteso dire, le scintille se scoppiano, scoppiano proprio per quella confusione, per quella non chiarezza, per quella sorta di arbitraria e ingiustificata bugia e menzogna che avete ormai diffuso in quel territorio, ma la gente se n'è accorta, la gente della Barbagia queste cose ormai le ha finalmente capite.
Mi dispiace constatare però, al di là di quanto ora detto, che il significato politico autentico della mozione non sia stato colto, non si è compreso o meglio, forse lo si è compreso ma non lo si è voluto e potuto riconoscere che in gioco qui è l'autonomia di questa Regione, l'autonomia di questo Consiglio e l'autonomia di quello che noi di Forza Italia fortemente crediamo, del nostro popolo sardo. E per difendere indifendibili e decotte figure si abiura alla sovranità del Consiglio. Riteniamo che questo sia veramente male, molto male, e spiace vedere che la Giunta regionale dichiara con comportamento concludente, al di là dell'appassionata critica dell'assessore Onida, la sua totale sottoposizione ai voleri romani del Ministro. Non un moto di dignità, non una sincera reazione all'offesa al Consiglio, offesa doppia perché viene e dalla Giunta regionale così come dal Governo di Roma.
Noi ribadiamo - e tenetelo bene presente amici soprattutto democratici della sinistra - che il parco di Ronchi noi di Forza Italia non lo vogliamo. Non vogliamo il parco dei vincoli, non vogliamo che i territori siano sottoposti al governo eterodiretto dei boiardi del Ministero, non vogliamo soprattutto che progettisti amici vostri continuino a intascare miliardi per studi di fattibilità su un progetto che le popolazioni per prime, vi piaccia o non vi piaccia, non vogliono.
Desidero tralasciare le curiose riflessioni di alcuni colleghi che hanno parlato di volontà conservatrici e reazionarie della nostra posizione. Sarebbe ugualmente trito e putrescente il ragionamento opposto che ravvisasse volontà conservatrici in chi in Gallura, ad esempio, non vuole che si muova una foglia, questo lo sa bene soprattutto l'onorevole Ghirra. Ma noi preferiamo, absit iniuria verbis, non prestarci a ragionamenti di così basso tenore. Certo è che la conservazione e l'anti - democraticità stanno nelle posizioni anguste e settarie di chi ritiene il Parco una istituzione disneyana, un giardinetto per portare i bambini la domenica o per trovare l'orso Yogi.
Caro onorevole Ghirra, se ella avesse, non una approfondita ma una pur minima conoscenza della vita di chi sta in campagna e da esse trae sostentamento, capirebbe che è poco tollerabile sentirsi dire, senza aver scelto ma avendo scelto proprio il contrario, che non si può fare legna come si è sempre fatto, che non si possono portare al pascolo capre, pecore e bovini, lei forse non conosce cosa sono i cambali, non conosce cosa è la taschedda, non conosce l'armamentario del nostro pastore che non si può costruire, modificare o fare un intervento sul proprio ovile, e allora il discorso sarebbe ben diverso. Nelle campagne del centro Sardegna vive una popolazione onesta e laboriosa che intendiamo difendere a tutti i costi, difendere dalla volontà di imporre il parco gestito da Roma e da chi crede che si tratti di un crocevia di delinquenti. Mi dispiace che sia proprio l'onorevole Falconi, abitante di uno straordinario paese come Fonni, ad evocare questo tipo di scenari. I delinquenti esistono anche lì, onorevole Falconi, esistono lì come altrove, anzi credo che lì ne esistano sicuramente meno.
Noi voteremo sì alla nostra mozione, che ha l'alto merito di tradurre in formali atti la responsabilità politica di ciascuno di noi qui dentro, e rimanga agli atti quali consiglieri hanno oggi votato contro l'autonomia per il vassallaggio, contro la libertà delle popolazioni per la sudditanza, contro la capacità di scelta dei cittadini per il Governo dei soliti, inefficienti burocrati romani. A ciascuno poi il suo caro onorevole Marteddu. Noi non abbiamo bisogno di lezioni da parte sua, gliel'ho già detto una volta, di come debba essere fatta l'opposizione. A noi l'hanno indicato gli elettori della Sardegna nelle ultime elezioni amministrative. Ce l'ha indicato il fiero popolo cagliaritano accordandoci il 30%. Allora, onorevole Marteddu, pensi a fare il suo dovere di uomo della maggioranza, di uomo che sostiene questo inefficiente Governo regionale.
PRESIDENTE. Con l'intervento dell'onorevole Pittalis si conclude la discussione generale e da questo momento, prima della votazione, sono ammesse solo dichiarazioni di voto della durata di cinque minuti.
Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Boero. Ne ha facoltà.
BOERO (A.N.) Signor Presidente, gentili colleghe e colleghi, occuperò meno dei cinque minuti, non sarei intervenuto per la dichiarazione di voto se non per chiarire ancora una volta una precisa verità.
L'onorevole Cugini facendo stampa, propaganda e peggio, nel suo intervento ha detto che alcuni settori di Alleanza Nazionale sono per i parchi, altri no e via dicendo, ha detto che Forza Italia è contro i parchi, ha fatto esercizio vero di menzogne e di propaganda politica, perché basta semplicemente rileggersi tutti gli interventi degli esponenti di Forza Italia e di Alleanza Nazionale, nessuno è contro i parchi a patto che questi, come ha espresso in modo condivisibile lo stesso assessore dell'ambiente, siano a misura d'uomo, a misura delle nostre tradizioni e non siano sotto la cappa della famosa 394, cioè dei vincoli, perché tutto il nodo è lì. Quindi, onorevole Cugini, la smetta di fare stampa e propaganda, tanto non riesce a mettere zizzania dentro e fuori Alleanza Nazionale, non riesce a mettere zizzania tra Alleanza Nazionale e Forza Italia: siamo compatti e concreti nei concetti di tutto ciò che è stato espresso. E per terminare, l'istigazione a delinquere, caro onorevole Falconi, la fa chi non fa esercizio di verità; questo è l'unico innesco dell'istigazione a delinquere.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Dettori Bruno. Ne ha facoltà.
Dettori bruno(Gruppo Misto). Purtroppo è successo quello che non sarebbe dovuto succedere, che si era sventato con l'ordine del giorno tentando di portare all'esterno di quest'Aula un convinto modo di essere circa la politica ambientale e di sviluppo di quest'Isola.
Questa vicenda del parco del Gennargentu è diventata un pericoloso pasticcio all'italiana in salsa sarda, e credo che quest'Aula sarebbe dovuta riuscire, nel fare chiarezza, a respingere totalmente il partito dello sfascio, recuperando una fisionomia corretta di una azione che punti all'abbattimento dei veleni, attraverso magari nuove intese tra istituzioni che facciano prevalere e vincere la democrazia alle istituzioni.
Credo che oggi si sia messo il dito su una punta di un iceberg, che è quello dello scollamento tra potere istituzionale e poteri non bene individuati che sono presenti nei territori. Non possiamo cadere in questa trappola! Agli amici dell'opposizione dico che bisogna stare attenti a non cadere in questa trappola, e individuare bene che non esiste un partito del parco e un partito del non parco, credo che questo sarebbe un equivoco che non ci potrà essere perdonato da nessuno. L'ipotesi di regione parco è un modo di essere strategico per lo sviluppo di questa Regione, è un'idea per un futuro di qualità che ha significato però solo se parte dal basso, se sapremmo essere convincenti nelle nostre genti che quello è il nostro futuro e può essere un'opportunità.
Questo progetto di sviluppo all'interno di una rivalutata e ritrovata autonomia deve trovare una via d'uscita chiara, trasparente, senza ambiguità e senza trionfalismi da parte di nessuno. Non è un problema di brindare, ma è un problema da far capire che dopo secoli di arretratezza si poteva vincere una battaglia in maniera diversa e invece qui stiamo perdendo tutti.
Non si può rimanere indifferenti perchè, probabilmente in buona fede, ma questo tipo di responsabilità nel traghettare della gente e trascinare la nostra terra verso il basso credo che non dia giustizia a nessuno. Io non accetto e credo che nessuno possa accettare, e dunque tutti noi qui dobbiamo respingere che le nostre questioni di autonomia istituzionale possano essere in qualche misura minate da qualsiasi ministro. E su questo c'è da fare chiarezza e basta; ma non è che tra questa battaglia istituzionale possiamo consentire che si possano inserire soggetti che niente hanno a che vedere con questo profilo, soggetti che alla fine non so se possano avere obiettivi se non quello del tanto peggio tanto meglio. Io non posso essere soddisfatto e lo respingo, ma mi auguro che in quest'aula, al di là di questa mozione che poteva avere anche probabilmente velati interessi che non fossero solo quelli di chiarire fino in fondo ciò che la Giunta avrebbe o non avrebbe fatto, io non credo che noi da quest'aula oggi possiamo uscire soddisfatti, non credo che si possa andare né in quel territorio, né in altri territori dicendo che stiamo puntando verso un riscatto, un riscatto che se non ci vede insieme uniti credo che tarderemo questa volta veramente a poter celebrare.
Pertanto, nel respingere la mozione, ma semplicemente perché non credo che possa essere questo il modo di indurre un governo a poter fare fino in fondo il proprio dovere, io faccio un appello, ed è un appello al volere fino in fondo che dal nostro lavoro, dalle nostre idee, dalla nostra intelligenza si possa dare alla nostra terra ciò che merita e che da troppo tempo attende.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.) Signor Presidente, mi consenta innanzitutto di rivolgere le mie scuse formali al collega onorevole Marteddu per il mio atteggiamento intollerante nei suoi confronti, ma il problema è che mi aspetto sempre una chiarezza di posizioni, e quando un capogruppo di maggioranza chiede all'opposizione di fare progetti mi scattano i nervi perché ritengo che i progetti li debba fare chi governa e chi guida i gruppi di maggioranza e non quelli dell'opposizione. Di fronte a questi atteggiamenti, mi dispiace ma non riesco a trattenermi, per cui chiedo formalmente scusa all'onorevole Marteddu.
Celebriamo oggi una tappa di quest'anno, caratterizzato dal cinquantenario dell'autonomia, con uno splendido esempio su come si difende l'autonomia dell'istituzione regionale sarda nei confronti del Governo nazionale, un esempio di come si accetta la completa servitù di Stato del Governo dell'Ulivo che confonde il ruolo di partito con quello istituzionale in maniera un po' troppo spesso e volentieri. L'esempio del Parco del Gennargentu, degli altri parchi su cui si stanno incominciando ad adombrare polemiche ed ombre, dell'impianto del metano, degli istituti franchi, dei poteri straordinari sui problemi idrici che non siamo capaci di gestire, e così via dicendo. Uno degli elementi fondanti e caratteristici di questa maggioranza e di questo Governo regionale che evidentemente, così come tanti altri, come quello della rinuncia all'autonomia e all'autogoverno, a quello dei risultati sull'occupazione, sulle riforme della istituzione regionale e, in questo caso, sul rapporto e sul confronto con lo Stato che caratterizzano l'opera governativa della Giunta Palomba e della sua maggioranza. Siamo sempre a disposizione della volontà altrui, quasi ci volessimo far rullare e passare sopra decisioni che altri fanno. Onorevole Cugini, la filosofia orientale ci insegna che gli atti qualche volta hanno delle variegate situazioni e posizioni, migliaia di posizioni, non sempre il fatto di non essere d'accordo su un atto, su una posizione può essere fautrice di una contrapposizione sull'atto fondamentale. Per cui, cerchiamo di ritornare su quelli che sono i temi normali.
Oggi è in discussione un attacco all'autonomia regionale sarda, un atto di prevaricazione di un ministro della Repubblica nei confronti dell'autonomia regionale sarda. Se si voleva concludere degnamente questo dibattito altro non avremmo dovuto fare che compilare un classico ordine del giorno unitario di attacco nei confronti del ministro Ronchi e del suo tentativo di prevaricazione dell'autonomia regionale sarda. Credo che il Gruppo di Forza Italia e di Alleanza Nazionale avrebbero ben volentieri sottoscritto un atto di questo genere, solo che voi ormai avete perso da tempo la caratterizzazione di sardi, non siete più difensori dell'autonomia sbandierata nelle piazze, salvo dover poi con i fatti farla valere nelle sedi istituzionali, cosa che non fatte, e a questo non avete pensato. Purtroppo ci distinguono delle caratterizzazioni che ci porteranno ad evidenziare nei confronti del popolo sardo le nostre caratteristiche.
Qualcuno diceva: povertà dei contenuti della mozione di Forza Italia. Dipende dai valori ai quali ci si ispira. Se i valori a cui ci si ispira sono quelli della libertà, dell'autonomia e del federalismo non si può dire che la mozione di Forza Italia possa essere caratterizzata da povertà di contenuti, anzi al contrario. Se ci si ispira a principi di servilismo nei confronti dello Stato, e non si sa bene in quale ambito e per quali valori, allora, sì, dobbiamo dire che questa è una mozione caratterizzata da povertà di contenuti. Ma su tutta questa vicenda un altro aspetto appare al quanto grottesco: le dimissioni dell'assessore Loddo. Apprendiamo in aula che le dimissioni ci sono state per bocca del Capogruppo del Gruppo di rinnovamento italiano; il Presidente della Giunta Palomba ci dice che le dimissioni non ci sono state, ma il Presidente del Consiglio, sebbene non sia presente in aula, dice che non ha avuto notizia di dimissioni dell'assessore Loddo; non abbiamo sentito dall'assessore Loddo alcun commetto, neanche sulla vicenda. E' tanto bravo l'assessore Loddo a farsi propaganda tramite telecamere e televisioni, lo vediamo spesso assente nell'ambito del dibattito, le poche volte che è presente comunque è silenzioso, ci chiediamo qual è la sua funzione all'interno di questa amministrazione regionale, se è quella di farsi propaganda nei confronti di popolazioni a cui probabilmente chiederà il voto tra un anno o se è invece quella di difendere quelle popolazioni nelle sedi istituzionali che è chiamato a rappresentare. Certamente è una pessima caduta di stile.
Non credo che sia stata una fuga di responsabilità, semplicemente un modo come un altro per fare un p' di propaganda di carattere elettorale, per continuare ad adombrare nella popolazione il disamore per le istituzioni pubbliche e soprattutto per la gente che delle istituzioni pubbliche ne fa un utilizzo che non è né corretto, né leale e né suffragato da un atteggiamento decisivo.
Infine l'ultimo commento: ho sentito la lunga e articolata requisitoria, perché tale sembrava, dell'assessore Onida. Mi chiedo che cosa ci stia a fare in questa Giunta e se la posizione ufficiale di questa Giunta sia rappresentata dalle dichiarazioni che fa il Presidente della Giunta, e cioè di chi la guida, o il suo Assessore dell'ambiente. Certo è che la gente non capisce, i sardi non capiscono, continuate a andare avanti pensando di dover abbracciare ogni e qualsiasi posizine di quelli favorevoli e contrari, i fatti diranno che non avete ragione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Diana, ne ha facoltà.
DIANA (Progr. Fed.) Mi dispiace che l'assessore Onida abbia dedicato più tempo a censurare le mie pacate critiche che a realizzare quello che ha detto di aver intenzione di fare. Interpreto il suo intervento come la manifestazione della difficoltà di chi si rende conto della necessità di una incisiva e tempestiva attuazione delle politiche ambientali ma si trova costretto a rincorrere gli eventi al punto che omette persino di leggere o di dire a qualcuno di leggere le carte che sottoscrive anche per conto degli Enti locali e dei cittadini, anche questo è rispetto.
Resto convinto dell'insufficienza e della inadeguatezza delle politiche ambientali della Giunta regionale, avremmo modo di parlarne ancora. Nonostante questo voterò contro la mozione di sfiducia.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Bonesu, ne ha facoltà.
BONESU (P.S. d'Az.). Signor Presidente in sede di discussione generale io avevo detto che era poco importante l'accoglimento o meno della mozione di sfiducia, credo che il dibattito mi abbia confermato in questo perché anche se la mozione di sfiducia non avesse il consenso di questo Consiglio, è chiaro che la maggioranza e la Giunta la sfiducia se la stanno dando. L'ultima dichiarazione del collega Diana sull'assessore Onida mi sembra emblematica di una maggioranza profondamente dilaniata non da questioni di potere su cui ogni tanto i giornali aprono i discorsi dicendo e riducendo tutto a poltrone, no, questa maggioranza è divisa da profonde differenze di concepire la politica, di concepire le istituzioni, di concepire il rapporto con la gente e di concepire i nuovi rapporti economici in una società in evoluzione. Credo che il dibattito di oggi abbia portato a questo, cioè abbia portato a vedere dentro la maggioranza posizioni differenziatissime sulla questione del parco del Gennargentu e in genere dei parchi. Io ho condiviso quasi tutto quello che ha detto l'assessore Onida, però, detto questo, devo rilevare che nei discorsi dell'assessore Onida emergono due fatti preoccupanti: primo, è stata firmata una intesa, l'assessore Onida dice che siamo stati ingannati, che non corrispondeva ai deliberati di questo Consiglio regionale e non corrispondeva alla volontà della popolazione. Seconda questione è emersa per la prima volta stasera la notizia che il Governo, per meglio dire il Ministro Ronchi, dal 1996 ha detto no ad una norma di attuazione dello Statuto regionale in materia di parchi.
Sono due fatti estremamente preoccupanti che indicano quanto meno una scarsa attenzione a questi problemi e, fra l'altro, devo notare che per la prima volta credo nella storia dell'autonomia la replica su una mozione di sfiducia non è avvenuta da parte del Presidente della Regione, ma da parte di un Assessore. Siccome la mozione di sfiducia è per sua natura una censura generale all'operato della Giunta, anche se in questo caso prendeva le mosse da un episodio particolare che l'opposizione considera emblematica di un mancata capacità di governo, io non so se questa insolita prassi significhi una separazione di responsabilità anche nel livello in cui ufficialmente la Giunta si esprime, perché devo notare che posizioni profondamente diverse da quelle dell'assessore Onida non sono emerse nei banchi dell'opposizione, ma sono emerse da un Gruppo di consiglieri facenti parte di un gruppo di maggioranza notoriamente molto vicini al Presidente Palomba e che l'ha ispirato in altre occasioni, come nella vicenda del Master Plan.
Credo che sulla condotta del Governo regionale questa mancata chiarezza all'interno della maggioranza pesi. Per cui, affermando il nostro voto favorevole alla mozione di sfiducia, più che all'operato del Giunta, che come ci ha spiegato l'assessore Onida può aver avuto ritardi, può essere stato portato su false strade per eccessiva fiducia mal riposta in un Ministro della Repubblica, io credo che la sfiducia la Giunta la meriti perché non è espressione operativa di una Maggioranza, non riesce neanche a fare sintesi delle diverse posizioni della Maggioranza, ma semplicemente si condanna ad una inattività e condanna l'Amministrazione della Regione Sarda ad un blocco, semplicemente perché subisce pressioni di gruppi di consiglieri arroganti come gli esponenti governativi da cui traggono ispirazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Marracini, ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Sarò brevissimo nel confermare il voto a favore della mozione di sfiducia da parte del Gruppo dei Cristiano Democratici per la Repubblica. Noi crediamo che sicuramente mai come in questo momento la Sardegna sta subendo delle azioni di sciacallaggio da parte dello Stato Italiano. Noi siamo offesi e indignati. Credo che sarebbe servito molto a questa coalizione di maggioranza se avesse fatto un'azione violenta nei confronti della Stato italiano presentandosi dimissionaria in questo momento in cui sta dimostrando, e i dati elettorali sono a suffragio di quanto sto dicendo, che tutto sta facendo per non ritornare giustamente, dico io, al governo della Sardegna. E se questo forse poco poteva interessare nelle Amministrative, perché i colleghi della Maggioranza non erano impegnati direttamente, io avrei pensato o penserei che potrebbe interessare loro perché le prossime consultazioni elettorali li riguardano direttamente. Sicuramente per tutti noi che in questo Consiglio siamo stati dal popolo sardo sbeffeggiati, ma soprattutto per quelli che oggi sono nella maggioranza, io credo sarà difficilissimo andare a cercare i consensi che potranno consentire loro di ritornare in questi banchi, ne paghiamo anche noi dell'opposizione sicuramente le conseguenze.
Non credo che serva ancora, Presidente, che l'assessore Onida oggi qui a noi abbia dato dimostrazione di grinta, non è a noi che la deve dare. Io so perfettamente che tutte le volte che questo Governo regionale è andato a Roma, è andato con il cappello in mano a chiedere cose che erano più che legittime. Non si può andare con il cappello in mano perché si torna sempre con le pive nel sacco. Ci stiamo facendo usurpare anche il territorio, l'Italia ci ha tolto la dignità di essere italiani, di essere sardi e ci vogliono togliere anche i territori. Non potremmo più girare neanche per le nostre terre, per i nostri mari se non per andare a prendere l'onorevole D'Alema e l'onorevole Violante quando arrivano nel porto nuovo, chiaramente fatto a Villasimius perché loro lì vogliono andare.
Però noi sardi non vogliamo questo, perché questo è totalmente vergognoso. Noi sardi vogliamo riappropriarci della nostra terra, vogliamo poter vivere nella nostra terra e io dichiaro in quest'Aula che ritengo giusto che se lo Stato italiano dovesse persistere in questa azione mi troverei a combattere assieme a coloro che da sardi vorranno difendere il proprio territorio a costo di mettere fuoco nelle loro terre; perché solo così, probabilmente, lo Stato italiano potrà capire che noi abbiamo il diritto di riappropriarci della nostra terra e che loro non possono occupare con azioni politiche il nostro territorio.
COGODI, Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. C'è gente che dà la vita per spegnere il fuoco.
MARRACINI (Gruppo Misto). C'è gente che dà la vita e noi dobbiamo sapere che in quest'Aula dobbiamo dare quelle risposte che il popolo sardo vuole, non dobbiamo continuare a dire che siamo sudditi dello Stato italiano. Loro vorranno ribellarsi giustamente a questi atti di sopruso e lo stanno già minacciando, e noi non dobbiamo lasciare che alla fine lo facciano, perché finirà che lo faranno ed allora qualcuno sarà responsabilità di questo.
COGODI, Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Non lo dica che mette fuoco.
PRESIDENTE. Io mi auguro che sia metaforica l'espressione.
MARRACINI (Gruppo Misto). E' evidente, mi sembra anche superfluo specificare queste cose. Però noi abbiamo il dovere e il diritto, caro assessore Onida, queste cose che lei ha detto in Aula e che ci vuole trasmettere non siamo noi a doverle raccogliere, devono essere dette allo Stato italiano perché è lo Stato italiano ci sta schiacciando in un angolo della nostra Isola.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Ghirra. Ne ha facoltà.
GHIRRA (Progr. Fed.) Signor Presidente, colleghi, voterò no a questa mozione invitando tutti i colleghi ed anche me stesso a rendersi conto che le parole dette, ed anche le parole scritte, possono poi avere dei riscontri in atti e comportamenti che mi auguro nessuno si aspetti o cerchi di attizzare dai banchi di quest'aula.
Il problema su cui noi siamo chiamati a discutere è la realizzazione del Parco del Gennargentu e l'unica vera discriminate che io vedo è tra chi questo obiettivo vuole centrare e chi questo obiettivo non vuole centrare, anzi è disponibile a mettere in atto e compiere azioni che vanno contro la democrazia pur di ottenere l'obiettivo.
Io mi auguro che il no a questa mozione che tutta la maggioranza darà da questi banchi, sia per la Giunta un mandato - e lì è giusto che la Giunta metta tutta la grinta possibile - per realizzare il Parco, per realizzare il Parco insieme ai comuni e alle popolazioni, perché molti di noi conoscono per origine, per vita vissuta, per studi che magari altri non hanno fatto, la realtà delle nostre popolazioni e, probabilmente, molti di noi conoscono quella stragrande maggioranza delle popolazioni che chiede occasioni di crescita e di sviluppo, certo con la loro piena partecipazione. Altri forse conoscono minoranze di queste popolazioni che sono contrarie ad una politica di cambiamento, è qui il discrimine tra conservazione e progresso. C'è chi ha la testa volta all'indietro e non vuole che nulla cambi, c'è invece chi crede che anche il Parco, il Parco costruito con il consenso di chi abita su quei territori, di chi fa economia in quei territori, possa essere una delle leve di un nuovo sviluppo perché oggi la realtà di quell'area centrale della nostra Isola non è una realtà di sviluppo, è una realtà di crisi, è una realtà di spopolamento, è una realtà di mancanza di prospettive anche ideali perché non è il passato la prospettiva ideale, il passato è il rifugio di chi conserva, ma non mi pare che ci sia tutto da conservare, c'è qualcosa da conservare, i valori migliori, le parti migliori dell'economia, ma soltanto innovando su quello che esiste si può realmente andare avanti. La Sardegna ha bisogno di messaggi di concreta crescita, dare messaggi di puro scontro, dare messaggi con espressioni violente, al limite del cattivo gusto e insultanti non mi sembra un grande messaggio di governo. Mi auguro che dalla prossima riunione del Comitato di coordinamento tra Regione, Enti locali e Stato vengano fuori messaggi positivi perché di questo si ha bisogno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
balletto(F.I.) Voterò la mozione perché da questa dibattito sono emersi fatti prima solo ipotizzati ed ora assurti al rango di verità incontrovertibile. Infatti, questa Regione in quatto anni di governo non solo è stata incapace di promuovere processi di crescita economica e sociale, ma non è stata capace di mantenerne neanche lo stato iniziale consentendo e favorendo con i suoi atti di governo un continuo e mortificante degrado.
La Giunta non ci ha saputo neppure rappresentare, ha abdicato la sua sovranità, ha rinunciato alla sua autonomia, ha consentito insopportabili atti di prevaricazione sottomettendosi al volere di un Ministro dell'ambiente prepotente ed arrogante che, con atto d'imperio, infischiandosene della volontà degli Enti locali interessati, ha imposto il suo parco dei vincoli e delle mortificazioni.
Una Regione che così facendo ha mortificato se stessa e l'intero Consiglio regionale che, con un ordine del giorno approvato all'unanimità, non accettava questa inaudita imposizione. Non dimettersi spontaneamente in presenza di fatti così gravi rappresenta l'ennesimo atto di irresponsabilità(?) politica ed avvalla così il pensiero di chi ritiene che l'unico collante che unisce questa maggioranza così sgangherata sia rappresentata dell'esigenza di tenere il potere fine a se stesso, di spartizione e di occupazione. Sono questi i comportamenti che decreteranno la vostra consunzione finale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.
FALCONI (Progr. Fed.) Brevemente, signor Presidente, per chiarire due punti. Io dico sì al parco qui in Aula e dirò sì al parco nei territori come ho sempre fatto.
Dico sì all'autonomia della Regione Autonoma della Sardegna, dico sì alla autodeterminazione dei comuni, dico no alla solitudine, alla solitudine degli amministratori. Noi non dobbiamo lasciarli soli, a questo dico no, e dobbiamo aiutarli a ragionare con noi.
Su Pratobello, ed è la precisione che voglio fare. Le dichiarazioni su queste tematiche si fanno davvero delicate. Io non ho parlato di popolazione, collega Pittalis, io ho parlato di un crocevia difficile, io penso che questo sia innegabile e non voglio che su questo tema mi si mettano in bocca cose che non ho detto, proprio perché queste affermazioni sono molto delicate. Aggiungo anche che proprio lì in quel territorio, e non da oggi, io me ne sono occupato. Da Sindaco di Fonni ho costituito un consorzio per unire quei comuni per uno sviluppo, per individuare lì un'area che già la Commissione Medici aveva individuato per debellare i fenomeni delinquenziali e di ordine pubblico che già da allora interessavano quei territori.
Io ho fatto maggioranza e opposizione nel mio lungo impegno amministrativo in quei comuni; e da sempre, di fronte ad una emergenza democratica non ho fatto distinzioni del mio ruolo. Quando vi è stata emergenza democratica mi sono stretto attorno alle istituzioni. Ed è in questo senso che questa mattina mi sono rivolto alla vostra sensibilità e responsabilità istituzionale. In questo senso io ho inteso l'ordine del giorno votato all'unanimità da questo Consiglio regionale. Io ho inteso in quell'ordine del giorno un voler marciare nella direzione del Parco, mi sono sbagliato e ci siamo sbagliati.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (F.D.S.-Progr. Sard.) Ho ascoltato con molta attenzione la replica dell'assessore Onida. Non mi è sembrata né un replica di chi è disarmato, di chi è disponibile ad accettare sopraffazioni, di chi è poco convinto delle proprie idee e delle progettualità costruite all'interno della Sardegna, ma mi è sembrata una replica responsabile e una replica di chi, a nome dell'intera Giunta regionale e dell'intero Consiglio regionale, intende difendere quella tanto conclamata, quella tanto richiamata capacità di autonomia e di autodeterminazione da parte della Giunta, del Consiglio regionale e del popolo sardo. Interventi di maggioranza alcuni con diversità lievi, non sostanziali, così come per altro diversità lievi e non sostanziali si sono certamente riscontrati negli interventi da parte dei consiglieri di opposizione.
Non si può certamente dire che l'intervento finale dell'onorevole Pittalis fosse uguale all'intervento dell'onorevole Boero, non nella forma e direi neanche nella sostanza, così come credo che le esasperazioni fatte in aula da qualche consigliere fossero delle esasperazioni davvero metaforiche e non un invito alla reale ribellione.
Io credo che ci sia un filo conduttore comune che vale, in ogni caso, la pena di recuperare pure nella diversità delle posizioni. Se c'è un minimo comune denominatore è quel minimo comune denominatore che va esaltato e non va minimizzato.
E allora, abbiamo detto da più parti sì al parco, ponendo alcuni tasselli, argomentando il perché della proposizione favorevole, ponendo alcuni limiti; si è chiesto da tutte le parti interventi forti, decisi, perché il decreto venga annullato, si parte tutti concordi dalla consapevolezza che va rivisitata e riformulata la 394, e dall'altra consapevolezza, quella che abbiamo detto essere la più importante, cioè il livello di coinvolgimento totale delle popolazioni e di adesione delle popolazioni.
Voglio ricordare che in questa tornata consiliare questo Consiglio regionale ha adottato un disegno di legge a favore degli amministratori colpiti da attentati, figuriamoci se non dobbiamo avere oggi la sensibilità di ascoltare le opinioni di quegli stessi amministratori sui quali ricade in modo forte, e talora violento, il disagio sociale, o se eventualmente dobbiamo essere noi ispiratori ulteriori di reazioni a quel disagio.
Credo che così non debba essere. Abbiamo rimarcato l'esigenza che vi siano le giuste risorse finanziarie e che il parco, e su questo vi sono delle obiettive differenziazioni e sono apparse in maniera palese, in maniera evidente anche dai banchi della maggioranza, fra chi del parco ne ha una visione di natura squisitamente naturalistica e chi del parco invece vuole farne un oggetto ed una occasione di sviluppo.
Credo che il messaggio finale debba essere di fiducia, un messaggio di fiducia nei confronti della gente, una battaglia comune dell'intero Consiglio regionale, e non solo della Giunta regionale, per esaltare il livello di autonomia della nostra Regione. Quindi una battaglia sotto questo profilo a favore della Sardegna.
E` evidente che il Gruppo di Federazione Democratica vota contro il documento di sfiducia presentato dalle opposizioni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Floris. Ne ha facoltà.
Floris(F.I.). Presidente Palomba, avrei fatto a meno di intervenire se lei avesse replicato qualcosa agli interrogativi posti dai consiglieri intervenuti questa mattina e questo pomeriggio.
Il fatto che lei non intervenga mi costringe a dichiararmi a favore di questa mozione di sfiducia, una mozione di sfiducia non solo per il Parco del Gennargentu ma per tante altre cose.
Lei forse dimentica di essere stato eletto da questo Consiglio, oltre che dalla popolazione, Presidente della Regione Sardegna, ovvero rappresentante ufficiale della Regione Sardegna a Roma.
Lei, a Roma, quando parla per conto della Sardegna, rappresenta il popolo sardo, assurge al ruolo di Ministro, e a me pare che una mozione di sfiducia nella sua persona, rivolta alla sua persona sia motivata nel contingente per quanto riguarda il decreto del 30.3.1998, un decreto contro il quale lei sarebbe dovuto insorgere immediatamente, non aspettare una mozione di sfiducia, non aspettare che quest'Aula unanimemente si dimostrasse contro il parco, perché a parole sono tutti a favore dell'Ente parco, però se questo Ente parco viene rivisto a seconda delle volontà della gente.
La volontà della gente non è prevista nella legge 394, ed allora come si fa a votare a sfavore, a votare contro questa mozione quando lei nelle sedi dovute non è tempestivamente intervenuto?
Caro Presidente, ci sono anche altri motivi, che appariranno nei prossimi giorni, che motivano la mia sfiducia nei suoi confronti, perché lei rappresenta questa maggioranza, perché lei rappresenta il popolo sardo, e mi creda, non rappresenta la speranza che rivolge la popolazione verso questa classe politica.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (Progr. Fed.). Presidente, avrei fatto a meno di intervenire perché la mia opinione l'ho espressa chiaramente e la stragrande maggioranza del Consiglio l'ha capita.
Io non pretendo mai che tutti capiscano quello che dico io, lascio sempre un margine di dubbio, perché è giusto che questo ci sia, anche questo fa parte della democrazia, però sento il bisogno di leggere il contenuto della comunicazione che ho fatto, perché sono volate parole grosse; si è parlato di bugiardi, di bugie, di approfittatori, di strumentalizzatori di posizioni espresse fuori dall'Aula, ed allora, per fare chiarezza è bene che io legga il testo.
Il 10 febbraio 1998, con raccomandata con ricevuta di ritorno, il Ministro ha chiesto al comune di Olbia di designare il rappresentante nella Commissione della Riserva marina di Tavolara - Punta Coda Cavallo. Poiché la richiesta rimaneva senza risposta, in data 30 marzo 1998, sempre con raccomandata con ricevuta di ritorno, è stata sollecitata la designazione. Tale indicazione non perveniva neppure nel corso dell'incontro con tutti e tre i sindaci della riserva, tenutosi al Ministero, a Roma il 2 aprile scorso.
Non vi è stata quindi, precisa il Ministro dell'ambiente, con riferimento a notizie stampa, nessuna esclusione del Comune di Olbia, anzi, il ministro Ronchi ha indicato al servizio competente che qualora il Comune di Olbia designi il proprio rappresentante questi venga inserito nella Commissione di riserva con decreto integrativo.
Questa è la notizia. E` vera, è falsa; questa è la notizia.
Da parte mia si vuole strumentalizzare questa cosa? Nel modo più assoluto. Ho voluto dare una notizia. Penso che sia vera; è una notizia che non ha bisogno di essere commentata, però, visto che ho preso la parola, voglio rispondere brevemente a Bertolotti, per dire che se Forza Italia avesse presentato un ordine del giorno di censura nei confronti del ministro Ronchi forse io l'avrei sostenuta. Ma Forza Italia ha presentato una mozione di sfiducia alla Giunta regionale, che stasera, attraverso l'assessore Onida, ha chiarito perfettamente le iniziative che sono state assunte nei confronti del Governo, e quindi la mozione di sfiducia è priva di qualunque validità di critica nei confronti della Giunta.
Però, molto pacatamente, voglio dire che i termini riferiti all'ambiente, ai parchi e quelli relativi allo sviluppo del territorio, è stato dimostrato anche nel dibattito, sono materia complessa e vanno approfonditi con serenità, e io aggiungo quando è possibile con competenza. Però, non mi sfugge che non sempre la competenza si sposa con l'esigenza della facile propaganda. Io questo lo capisco, e capisco anche, ed è per questo che ho richiamato il tema della istigazione a delinquere, che era stato precedentemente messo all'attenzione di quest'aula dall'intervento del collega Falconi e riferito a un articolo di un giornale, però so che si vuole provocare in aula un confronto fuori e sopra le righe. Questo io lo capisco, ma si deve sapere che quel terreno che si vuole proporre per discutere questi argomenti non può trovare consenso; è proprio da scemi di paese pensare che ci sia qualcuno tra di noi che possa dare spazio a una impostazione di quel tipo. E' inutile insistere, è bene ragionare sui temi che sono all'ordine del giorno, e su quelli ci si deve misurare, ripeto, pacatamente, anche con posizioni diverse, ma dentro un confronto civile, evitando di assumere posizioni da maestrina di fuoriclasse, perché non siamo a quel livello.
Il ragionamento che stiamo proponendo è un altro, a quello noi ci atteniamo, e con questa serenità noi respingiamo la mozione che viene proposta oggi all'aula perché siamo convinti della validità dei nostri argomenti e delle nostre ragioni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.
PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. Grazie Presidente, colleghi, la posizione della Giunta è stata espressa dall'Assessore competente al quale è stato affidato il compito di esprimere la posizione unitaria della Giunta, al di là di possibili differenziazioni che sono legittime e che attengono all'ambito del dibattito.
Avevo deciso di intervenire in questa sede a conforto e a sostegno della posizione della Giunta già espressa dall'Assessore.
Vorrei in questa sede soltanto porre due aspetti: uno è quello che riguarda l'aspetto giuridico-istituzionale e l'altro è quello che riguarda il profilo di merito.
Sull'aspetto giuridico-istituzionale l'Assessore competente ha detto con molta chiarezza che la Giunta non solo non ha compiuto nessun atto di sottoposizione e di sottomissione ma, al contrario, ha esercitato tutte le funzioni e tutti i compiti che erano stati affidati alla Giunta dall'ordine del giorno del 30 aprile.
Lo ha fatto prima dell'ordine del giorno e lo ha fatto dopo, con una costanza che avrebbe dovuto essere apprezzata. Infatti, già il 24 marzo io scrissi una lettera al ministro Ronchi con cui gli chiedevo di rivedere in contraddittorio la perimetrazione perchè erano emersi dei dubbi circa il fatto che la perimetrazione stessa avesse effettivamente attuato il principio sul quale ci eravamo trovati in pieno consenso, e cioè il principio della autodeterminazione, il che significa che coloro i quali hanno aderito, hanno detto sì al parco hanno diritto di averlo, e coloro i quali non hanno ancora detto sì al parco hanno diritto a non essere inclusi coattivamente.
Nel merito la Giunta ha sempre mantenuto un atteggiamento assolutamente coerente; la posizione della Giunta sul parco non è mai stata diversa dalla posizione che questo Consiglio ha espresso con l'ordine del giorno del 30 di aprile, vale a dire pieno rispetto del principio della autodeterminazione delle popolazioni, e cioè il fatto che il parco deve essere disegnato dal consenso delle popolazioni e non da altri.
La Giunta ha sempre mantenuto e sostenuto questa strada con grande vigore. Lo abbiamo detto, sotto il profilo giuridico-istituzionale abbiamo ottenuto dal ministro l'assenso alla revisione della perimetrazione; abbiamo detto che questo non basta perché abbiamo richiesto che sulla base del principio della autodeterminazione si preveda anche per la Regione Sardegna un ruolo determinante delle popolazioni all'interno della gestione del parco.
Noi abbiamo incardinato nella Commissione paritetica già da tempo la possibilità di una norma di attuazione. C'è una posizione centralista che non siamo riusciti ancora a superare, ma questa è una posizione, è stato detto, purtroppo è prevista e si sta facendo anche nella riforma federale dello Stato, ma noi invochiamo quantomeno un precedente importante, ed è quello del D.P.R. 22 marzo 1974, numero 279, che riguarda norme di attuazione delle competenze sui parchi riguardanti il Trentino Alto Adige. A questo ha fatto seguito una legge regionale del 30 agosto 1993, la quale prevede in modo particolare all'articolo 7 che dei comitati di gestione faccia parte un membro in rappresentanza di ciascun comune ricadente nel parco.
Noi ci stiamo battendo affinché il Governo riconosca la possibilità di una norma di attuazione analoga che deleghi alla Regione Sardegna le funzioni di gestione del parco all'interno del quale sia previsto un protagonismo delle comunità locali.
Questa è la posizione della Giunta, questa è la strada che la Giunta ha sempre assunto; sotto questo profilo abbiamo difeso strenuamente le posizioni del Consiglio regionale e le posizioni della nostra autonomia. Per noi autonomia significa rispetto delle nostre prerogative e non c'è una regione, un'istituzione regionale che sia contrapposta e differenziata rispetto alle autonomie locali; c'è un'unica posizione di tutte le istituzioni regionali insieme alla comunità e alle collettività nei confronti di possibili posizioni centraliste.
Noi continueremo a lottare presso il Governo affinché sia riconosciuto questo diritto all'autodeterminazione, affinché sia riconosciuta la nostra autonomia attraverso una norma di attuazione, e credo che sulla base della dichiarazione congiunta del 7 aprile, nella quale il ministro Ronchi aveva dichiarato la propria disponibilità ad aprire un negoziato su questo punto, noi pensiamo che sia possibile arrivare comunque sulla base dell'ordine del giorno del Consiglio. Noi su questo ci batteremo e non consentiremo che venga istituito o che nasca un'istituzione senza che questa passi attraverso l'affermazione della nostra autonomia.
E` necessario, è stato detto, rasserenare il clima; è necessario riportare dei messaggi di fiducia nei confronti delle popolazioni. La Giunta lo farà, lo ha sempre fatto, andrà a parlare con le popolazioni ed intanto le vuole rassicurare sul fatto che il parco nascerà col consenso delle popolazioni e senza che la Giunta compia alcun atto che possa essere considerato di sottomissione.
Questo è il messaggio rasserenante che la Giunta vuole mandare alle popolazioni e questa è la rassicurazione che la Giunta vuole dare al Consiglio.
Siccome ho detto che la Giunta ha compiuto tutte le attività che le sono state richieste, nella stessa direzione del Consiglio evidentemente il mio voto è contro.
PRESIDENTE. Procediamo alla votazione per appello nominale. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Vorrei sapere la dichiarazione di voto del Presidente.
PRESIDENTE. E non l'ha fatta testé? Prego.
PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. Siccome ho detto che la Giunta ha compiuto tutte le attività che le sono state richieste e che è nella stessa direzione del Consiglio, evidentemente il mio voto è contro.
PRESIDENTE. Devo indire la votazione per appello nominale, onorevole Balletto per cortesia non facciamo nascere questioni che non devono nascere.
Votazione per appello nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale del
Coloro i quali sono favorevoli risponderanno s'; coloro i quali sono contrari risponderanno no. Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello. (E estratto il numero 48, corrispondente al nome del consigliere Manchinu.)
Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello iniziando dal consigliere Manchinu.
DEMONTIS, Segretario, procede all'appello.
Votano sì i consiglieri: MANUNZA - MARRACINI - MARRAS - MASALA - OPPIA - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA NIVOLI - SERRENTI - USAI Edoardo - AMADU - BALLETTO - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - CADONI - CASU - FANTOLA - FLORIS - FRAU - GIORDO - GRANARA - LIPPI - LOCCI - LOMBARDO.
Votano no i consiglieri: MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SECCI - TUNIS Gianfranco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA - BALIA - BALLERO - BERRIA - BUSONERA - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI FOIS Paolo - FOIS Pietro - GHIRRA - LA ROSA - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 68
Votanti 68
Maggioranza 35
Favorevoli 28
Contrari 40
(Il Consiglio non approva).
Il Consiglio sarà riconvocato a domicilio.
La seduta è tolta alle ore 21 e 05.
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