Seduta n.204 del 20/06/1997 

CCIV

Giovedì 20 giugno 1997

Presidenza del Presidente SELIS

La seduta è aperta alle ore 10 e 33.

DEMONTIS, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 29 maggio antimeridiana, che è approvato.

Annunzio di presentazione di proposta di legge

PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta alla Presidenza le seguente proposta di legge:

Dai consiglieri PETRINI - BUSONERA - CHERCHI - CONCAS - DETTORI Ivana - LOMBARDO - SANNA NIVOLI: "Istituzione della Consulta delle elette in Sardegna". (342)

(Pervenuta il 10 giugno 1997 ed assegnata alla seconda Commissione.)

Risposta scritta ad interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

"INTERROGAZIONE AMADU sulle cause di disastro ambientale verificatosi nel lago di Baratz (SS) e sulle iniziative urgenti per il suo risanamento e recupero". (37)

(Risposta scritta in data 10 giugno 1997.)

"INTERROGAZIONE GRANARA sul servizio di numero verde attivato dalla Regione per l'emergenza incendi". (264)

(Risposta scritta in data 10 giugno 1997.)

"INTERROGAZIONE NIZZI sugli incendi in Gallura". (265)

(Risposta scritta in data 10 giugno 1997.)

"INTERROGAZIONE DETTORI Ivana sulla esclusione delle donne dai turni del servizio di vigilanza per la prevenzione degli incendi presso la base elicotteri di Farcana". (267)

(Risposta scritta in data 10 giugno 1997.)

"INTERROGAZIONE LADU sulla riduzione delle squadre antincendio per i Comuni di Orosei, Dorgali, Tonara". (271)

(Risposta scritta in data 10 giugno 1997.)

"INTERROGAZIONE PITTALIS sulla mancata assegnazione di un elicottero per la campagna antincendi al Comune di Sorgono". (278)

(Risposta scritta in data 10 giugno 1997.)

"INTERROGAZIONE FALCONI sulla sospensione dei lavori nel cantiere forestale di Montenovu". (296)

(Risposta scritta in data 10 giugno 1997.)

"INTERROGAZIONE USAI Edoardo sul risanamento dello stagno di Santa Gilla". (365)

(Risposta scritta in data 10 giugno 1997.)

"INTERROGAZIONE CUCCA - BERRIA sulle agevolazioni concesse al CISI, Compagnia Italiana per lo Sviluppo Industriale, per la costruzione di un impianto per il riciclaggio di pneumatici". (382)

(Risposta scritta in data 10 giugno 1997.)

"INTERROGAZIONE NIZZI sulla probabile realizzazione dell'impianto di triturazione criogenica di pneumatici usati a Tertenia". (383)

(Risposta scritta in data 10 giugno 1997.)

"INTERROGAZIONE BIANCAREDDU - NIZZI sulla riduzione della lunghezza minima consentita per la pesca dell'aragosta". (498)

(Risposta scritta in data 10 giugno 1997.)

"INTERROGAZIONE AMADU sul ventilato trasferimento, in locali ritenuti inidonei, dell'ufficio del Genio Civile di Cagliari e dell'Ufficio di edilizia residenziale pubblica della Regione". (536)

(Risposta scritta in data 10 giugno 1997.)

"INTERROGAZIONE CONCAS sul trasferimento dei servizi sanitari amministrativi della ASL n. 7". (665)

(Risposta scritta in data 10 giugno 1997.)

"INTERROGAZIONE TUNIS Marco sul problema riguardante la stipula di un accordo di programma per lo sviluppo turistico dell'iglesiente". (680)

(Risposta scritta in data 10 giugno 1997.)

"INTERROGAZIONE MARTEDDU sulla crisi del Consorzio Industriale di Macomer". (687)

(Risposta scritta in data 10 giugno 1997.)

"INTERROGAZIONE LIORI - FRAU su una situazione vigente in materia di personale, in contrasto con i principi di giustizia sostanziale, parità di trattamento, imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione di cui agli articoli 3 e 97 della Costituzione". (735)

(Risposta scritta in data 10 giugno 1997.)

"INTERROGAZIONE MASALA - FRAU sulla gestione dell'ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Tempio". (105)

(Risposta scritta in data 16 giugno 1997.)

"INTERROGAZIONE BONESU - SANNA Giacomo - SERRENTI sulla riserva marina 'Penisola del Sinis-Isola di Mal di ventre'". (110)

(Risposta scritta in data 16 giugno 1997.)

"INTERROGAZIONE LODDO sulla mancata corresponsione dei salari del mese di dicembre 1994 ai dipendenti dell'Azienda Foreste Demaniali". (126)

(Risposta scritta in data 16 giugno 1997.)

"INTERROGAZIONE SERRENTI - BONESU - SANNA Giacomo, sulla emergenza idrica". (132)

(Risposta scritta in data 16 giugno 1997.)

"INTERROGAZIONE VASSALLO - ARESU - CONCAS - MONTIS sul Parco Marino internazionale dell'Arcipelago di La Maddalena e delle Isole di Lavezzi". (237)

(Risposta scritta in data 16 giugno 1997.)

"INTERROGAZIONE AMADU sulla necessità di una incisiva azione della Giunta regionale per l'avvio, seppure parziale, del parco dell'Asinara" (309)

(Risposta scritta in data 16 giugno 1997.)

"INTERROGAZIONE VASSALLO - FERRARI - DEMONTIS - USAI Pietro - GIAGU - AMADU - SANNA Salvatore - DIANA - ARESU - CUGINI sull'istituzione del Parco dell'Isola dell'Asinara". (328)

(Risposta scritta in data 16 giugno 1997.)

"INTERROGAZIONE MARROCU - DIANA - SANNA Salvatore - OBINO sulla revoca dell'incarico di coordinatore f.f. del Servizio Ispettorato del Corpo forestale di Vigilanza A

mbientale (C.F.V.A.) e di funzionario delegato di Cagliari al dott. Francesco Saba". (376)

(Risposta scritta in data 16 giugno 1997.)

"INTERROGAZIONE FRAU - MASALA - CADONI - LIORI sui danni ecologici alle Isole di Tavolara e Molara". (449)

(Risposta scritta in data 16 giugno 1997.)

"INTERROGAZIONE AMADU sulla mancata corresponsione dell'indennizzo regionale previsto per il fermo biologico relativo al 1995 e sulla necessità di provvedimenti urgenti in favore della pesca". (472)

(Risposta scritta in data 16 giugno 1997.)

"INTERROGAZIONE BONESU - DEMONTIS sulla mancata erogazione ai pescatori degli indennizzi per il fermo biologico 1995". (502)

(Risposta scritta in data 16 giugno 1997.)

"INTERROGAZIONE AMADU sul mancato rinnovo dei comitati provinciali della caccia e delle commissioni di abilitazione venatoria e sulle urgenti necessità dei relativi provvedimenti di nomina". (570)

(Risposta scritta in data 16 giugno 1997.)

"INTERROGAZIONE DIANA in relazione alla situazione della Cartiera di Arbatax e alla 'bozza di accordo per la realizzazione di un polo cartario-forestale'". (681)

(Risposta scritta in data 16 giugno 1997.)

"INTERROGAZIONE CADONI sul degrado della spiaggia di Bosa Marina". (695)

(Risposta scritta in data 16 giugno 1997.)

"INTERROGAZIONE FOIS Pietro sulla problematica riguardante gli interventi di protezione sulla costa algherese". (723)

(Risposta scritta in data 16 giugno 1997.)

"INTERROGAZIONE CUCCA - BERRIA sulla urgente necessità di installare lo spartitraffico sulla strada statale Nuoro-Olbia, diramazione della 131 bis". (223)

(Risposta scritta in data 18 giugno 1997.)

"INTERROGAZIONE AMADU sui disagi che l'inadeguatezza del ponte in località strada consortile Cascetta-Molafa, in agro di Sassari, sta creando ai residenti e sulla necessità di interventi urgenti". (733)

(Risposta scritta in data 18 giugno 1997.)

"INTERROGAZIONE USAI Edoardo sulla concessione di contributi da parte della Regione sarda". (746)

(Risposta scritta in data 18 giugno 1997.)

"INTERROGAZIONE TUNIS Gianfranco sul piano di razionalizzazione scolastica del ministero della pubblica istruzione e conseguente protesta dei docenti e studenti della Sardegna". (750)

(Risposta scritta in data 18 giugno 1997.)

"INTERROGAZIONE LIORI - CADONI - FRAU - MASALA sulla nomina del coordinatore del servizio amministrativo dell'ERSAT". (751)

(Risposta scritta in data 18 giugno 1997.)

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

DEMONTIS, Segretario:

"INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata concessione della licenza di esercizio al 'Vialetto' di Sassari". (762)

"INTERROGAZIONE LODDO, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata approvazione del Piano forestale 1997". (763)

"INTERROGAZIONE CUCCA, con richiesta di risposta scritta, sulla corretta applicazione del Piano di vendita degli alloggi di E.R.P., di proprietà dello I.A.C.P. di Nuoro". (764)

"INTERROGAZIONE GRANARA, con richiesta di risposta scritta, sulle difficoltà di navigazione delle piccole imbarcazioni da pesca in prossimità delle reti per la cattura del tonno nell'isola di San Pietro". (765)

"INTERROGAZIONE GRANARA, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata vendita di tonno alle popolazioni residenti nei luoghi di pesca". (766)

"INTERROGAZIONE TUNIS Gianfranco, con richiesta di risposta scritta, sulle inaccettabili tariffe per il servizio di trasporto marittimo espletato dalla SAREMAR nelle tratte Carloforte-Calasetta e Carloforte-Portovesme". (767)

"INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sui problemi che affliggono l'istituto 'Casa Serena' di Sassari". (768)

"INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla nomina del nuovo Amministratore unico della Sardabauxite". (769)

"INTERROGAZIONE FRAU - BIANCAREDDU, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione alla O.G.S. (Officine Giacomo Solinas) di Sassari". (770)

"INTERROGAZIONE GRANARA, con richiesta di risposta scritta, sulle forme di pesca da autorizzare nel canale di San Pietro". (771)

"INTERROGAZIONE TUNIS Marco, con richiesta di risposta scritta sul trasferimento del personale ERSAT presso gli uffici dell'Assessorato regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale". (772)

"INTERROGAZIONE AMADU, con richiesta di risposta scritta, sui risultati finora ottenuti sul piano occupazionale ed economico dell'applicazione dell'accordo di programma per la Sardegna centrale nella provincia di Nuoro". (773)

"INTERROGAZIONE LIPPI, con richiesta di risposta scritta, sulla Legge 22 maggio 1973, n. 269 che disciplina la produzione ed il commercio di sementi e piante da rimboschimento". (774)

"INTERROGAZIONE CONCAS - MONTIS, con richiesta di risposta scritta, sulle difficoltà riscontrate nella compilazione della domanda di ammissione alle agevolazioni previste dalla Legge 215/92". (775)

"INTERROGAZIONE VASSALLO, con richiesta di risposta scritta, in merito alla delibera della Commissione regionale per l'impiego sulla presentazione di progetti per lavori socialmente utili rivolti ai lavoratori ex INSAR e GEPI". (776)

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

DEMONTIS, Segretario:

"INTERPELLANZA SANNA Salvatore - SCANO sulla necessità di elevare i limiti d'età massima per i contratti di formazione lavoro". (348)

"INTERPELLANZA LIPPI - BERTOLOTTI - FLORIS - NIZZI - MILIA - OPPIA sulle nomine nei Consigli di Amministrazione delle società partecipate EMSA". (349)

"INTERPELLANZA OPPIA - MILIA sul 'Complesso Integrato Congressuale Sportivo Culturale' di Alghero". (350)

"INTERPELLANZA FRAU - MASALA sul paventato licenziamento di 150 dipendenti della Banca di Sassari". (351)

"INTERPELLANZA BIANCAREDDU - PITTALIS - NIZZI - BERTOLOTTI - MILIA - OPPIA - LOMBARDO sulla crisi occupazionale in Gallura". (352)

"INTERPELLANZA TUNIS Gianfranco sui problemi relativi alla precaria situazione abitativa degli occupanti gli immobili ex patrimonio Opera Nazionale Combattenti di Sanluri Stato". (353)

"INTERPELLANZA NIZZI - TUNIS Marco - MARRACINI - LOMBARDO - LIPPI sulla situazione dell'acqua ad uso umano in Gallura". (354)

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.

DEMONTIS, Segretario:

"MOZIONE LA ROSA - CONCAS - MONTIS - VASSALLO - ARESU su quanto è accaduto a Napoli prima, durante e dopo la partita di spareggio fra Piacenza e Cagliari". (126)

"MOZIONE BERRIA - SCANO - GHIRRA - CUGINI - DETTORI Ivana - ZUCCA sul governo del mercato del lavoro in Sardegna". (127)

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. L'ordine del giorno prevedeva e prevede comunicazioni del Presidente. La Conferenza dei Capigruppo su richiesta del Presidente ha deciso di concedere una pausa e di riprendere i lavori alle ore 12.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 38, viene ripresa alle ore 12 e 21.)

Dimissioni della Giunta regionale

PRESIDENTE. Comunico che ho ricevuto dal Presidente della Giunta regionale, onorevole Federico Palomba, una lettera di cui do lettura al Consiglio: "Le forze politiche di centro sinistra hanno preso atto della mancata ricomposizione della coalizione per il perdurante venir meno del sostegno alla maggioranza ad opera di alcuni consiglieri popolari. In tale situazione di precarietà, rappresentata dalla mancata ricomposizione della maggioranza e dalla incompletezza del tavolo della coalizione, questa ha ritenuto che non si potesse chiedere a Rifondazione Comunista l'avvio di un serio negoziato politico e programmatico. Pertanto le stesse forze politiche che non disponendo il centro sinistra di quella solida e stabile maggioranza che è necessaria per garantire un Governo autorevole, e per evitare che una prolungata paralisi legislativa arrechi più gravi danni alla Sardegna, ritengono responsabilmente che debba essere dichiarata aperta la crisi. Su mandato della stessa coalizione e dell'Esecutivo da me presieduto, rassegno dunque al Consiglio le dimissioni mie e della Giunta regionale. Compio questo atto anche al fine non solo di non pregiudicare ma anzi di favorire la partecipazione alla coalizione di governo del Partito di Rifondazione Comunista, partecipazione alla quale personalmente attribuisco un valore strategico e in prospettiva, in un rapporto equilibrato, con le forze moderate del centro, della sinistra e sardiste che ricompongono la stessa coalizione. La prego di presentare al Consiglio regionale i sentimenti di rispetto miei e degli Assessori.

Federico Palomba."

Con questo atto si apre formalmente la crisi. Convoco la Conferenza dei Presidenti di Gruppo.

Il Consiglio verrà riconvocato a domicilio.

La seduta è tolta alle ore 12 e 23.



Allegati seduta

Risposta scritta ad interrogazioni






















































Testo delle interpellanze, interrogazioni e mozioni annunziate in apertura di seduta

INTERPELLANZA SANNA Salvatore - SCANO sulla necessità di elevare i limiti d'età massima per i contratti di formazione lavoro.

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I sottoscritti,

visto l'avviso di selezione pubblica per la formazione di una graduatoria di idonei all'assunzione per le mansioni di "conducente di linea" con contratto di formazione lavoro, pubblicato nel Buras n. 28, parte terza, del 19 agosto 1996;

vista la deliberazione n. 117 del 7 dicembre 1995 della Commissione amministratrice dell'A.C.T. di Cagliari che alla lettera b) del punto 1 fissa in 30 anni l'età massima per partecipare alla selezione;

rilevato che negli ultimi anni in modo particolare, si è verificata una profonda modificazione nel mercato del lavoro che ha prodotto, tra l'altro, un consistente spostamento in avanti dell'età di accesso alla prima occupazione;

preso atto che tale stato di cose ha già determinato l'esigenza di modificare i limiti di età già disciplinati dall'articolo 13 del D.L. 30/10/1984 n. 726, convertito in legge 19/12/1984 n. 863 istitutiva dei contratti di formazione lavoro;

visto il comma 9 dell'articolo 9 del D.L. 1/10/1996, n. 510, convertito in legge 28/11/1996 n. 608, che ha stabilito che: "Con effetto fino al 31 dicembre 1997, le commissioni regionali per l'impiego dei territori di cui al testo unico delle leggi sugli intendenti nel Mezzogiorno, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n. 218, possono deliberare l'elevazione dell'età massima prevista per la stipula del contratto di formazione lavoro";

preso atto che per effetto di tale legge, la Commissione regionale per l'impiego della Sardegna, in data 18 ottobre 1996, ha deliberato di elevare fino a 45 anni l'età massima per la stipula del contratto di formazione lavoro;

tutto ciò premesso chiedono di interpellare l'Assessore regionale del lavoro e l'Assessore regionale dei trasporti per sapere:

u se non ritengano opportuno, anche alla luce delle considerazioni suesposte, intervenire presso la Direzione dell'ACT di Cagliari al fine di chiedere la modifica dei termini fissati, in relazione all'età, nella delibera succitata;

u quali altri iniziative intendano intraprendere per evitare che un consistente numero di disoccupati vengano esclusi dai contratti di formazione lavoro per il mancato recepimento o per la inosservanza della opportunità concessa dalle norme richiamate in premessa. (348)

INTERPELLANZA LIPPI - BERTOLOTTI - FLORIS - NIZZI - MILIA - OPPIA sulle nomine nei Consigli di Amministrazione delle società partecipate EMSA.

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I sottoscritti,

constatato che nonostante il Consiglio regionale abbia bocciato la legge che proponeva la proroga degli enti regionali, tra cui l'EMSA che controlla direttamente le Società Progemisa, Rimisa, Bariosarda, Salsarda, Sardabauxiti, Mineraria Silius, Mineraria Iglesiente, Carbonsulcis;

verificato che in data antecedente alla riconferma del Consiglio di Amministrazione dell'EMSA da parte della Giunta regionale, lo stesso Consiglio di Amministrazione ha provveduto, in regime di prorogatio, al rinnovo di tutti i Consigli di Amministrazione delle sue consociate e/o partecipate, comprese quelle non ancora in scadenza;

considerato che:

- da questa anomala procedura si appalesa la chiara volontà della maggioranza che guida il governo regionale di voler, attraverso l'utilizzo di questi incarichi, attuare una politica della spartizione e non di oculata gestione del bene pubblico;

- in più occasioni si è fortemente espressa da tutte le componenti politiche presenti in Consiglio la necessità di avviare le procedure di riordino e privatizzazione delle Società facenti capo all'EMSA;

verificato che ancora una volta la Giunta regionale, nella persona dell'Assessore dell'industria, ha preferito assecondare in silenzio le stravaganti e incomprensibili scelte fatte dal Consiglio di Amministrazione dell'EMSA sui nomi degli amministratori delle società consociate e/o partecipate;

constatato che già in altra occasione si erano richieste spiegazioni sui sistemi e criteri che portavano alle scelte di tali amministratori, alcuni dei quali protagonisti in negativo da anni nella passiva gestione di alcune di queste società;

tenuto conto che anche in questa occasione non si capisce a quali validi criteri si sia ricorsi per l'individuazione degli amministratori da nominare, visto che il nuovo amministratore della Sardabauxiti, il Dott. Luigi Altea già dipendente della Sardabauxiti, nel 1993 venne licenziato per giusta causa, licenziamento peraltro confermato dal Pretore di Alghero,

chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dell'industria per conoscere:

- quali motivi abbiano indotto il Consiglio di Amministrazione dell'EMSA a procedere, antecedentemente alla propria riconferma, al rinnovo degli amministratori delle società da essa controllate, agendo peraltro in regime di prorogatio;

- se non si ravvisino le condizioni giuridiche per l'annullamento di tali nomine;

- quali oggettivi criteri si siano utilizzati per la nomina del Dott. Altea quale amministratore della Sardabauxiti, visto che i suindicati argomenti avrebbero dovuto sconsigliarne nomina. (349)

INTERPELLANZA OPPIA - MILIA sul "Complesso Integrato Congressuale Sportivo Culturale" di Alghero.

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I sottoscritti,

premesso che:

u la Giunta Regionale, nell'ambito del programma 82/84 ex legge 268/74, deliberò la realizzazione ed il finanziamento di opere infrastrutturali complementari ritenute necessarie per rendere più competitivo il comparto turistico-ricettivo della Sardegna, favorendo la qualificazione e la diversificazione dell'offerta turistica con l'obiettivo di allungare temporalmente la stagione turistica;

u in questo programma, proposto dall'allora Assessore del turismo, artigianato e commercio On.le Martino Lorettu, l'intervento più significativo fu quello di attivare in Alghero un complesso di servizi turistici integrati congressuali-sportivo-culturali, per il quale si dispose il finanziamento dei primi due stralci, per complessivi 13 miliardi e 400 milioni di lire;

u con delibera n. 182 del 18.11.1984, il Consiglio Comunale di Alghero decise di concedere alla Regione Autonoma della Sardegna un'area di sua proprietà estesa per circa 15 ettari, sita in località "Maria Pia", da destinare alla realizzazione di un complesso integrato per un'offerta congressuale e sportivo culturale, in grado di proporsi ai più alti livelli qualitativi internazionali e tale da attivare una utenza turistica allargata alla stagione non balneare;

u il progetto generale di massima, elaborato in soli cinque mesi ed approvato nel 1986 sia dall'Amministrazione comunale algherese che dagli Assessorati regionali competenti (LL.PP e Beni Culturali), prevedeva un'opera, chiamata appunto "Complesso Turistico Integrato", formata da due corpi gemelli disposti in diagonale e comprendenti le seguenti strutture:

1) il Centro Congressi con:

- auditorium per 1000 posti a sedere;

- tribuna triangolare per 300 posti a sedere;

- 2 ridotti divisibili per complessivi 240 posti a sedere;

- 8 studi e 2 sale per stampa e teleconferenze;

2) il palazzetto dello sport con 2700 posti a sedere;

3) una piscina coperta da 25 mt. con 260 posti a sedere, una vasca per tuffi fino a 10 mt. con 240 posti a sedere ed una grande piscina scoperta per utilizzo stagionale balneare;

4) la piazza ed il portico per attività di svago, con negozi, bar e servizi complementari;

u con successivi provvedimenti la somma messa a disposizione dell'Assessorato dei lavori pubblici per la realizzazione dell'opera risulta essere stata portata a circa 30 miliardi, di cui 12 finanziati dalla Comunità Europea;

considerato che:

u i lavori di realizzazione del 1° lotto (il Centro Congressi, pari al 40% dell'intera opera) appaltati nel 1988 con la scadenza contrattuale di 2 anni, sono stati portati a termine il 29.01.1994, dopo ben 6 anni;

u il Centro Congressi non risulta comunque utilizzabile in quanto devono essere ancora eseguiti i lavori di sistemazione delle aree esterne (viabilità, recinzione e impianti) e di arredamento e piantumazione, per i quali esiste un apposito stanziamento di 9 miliardi, oltre ad altri interventi di completamento (rivestimenti esterni);

u i lavori di viabilità, recinzione dell'area e impianti esterni sono stati appaltati e consegnati da circa un anno ma l'impresa appaltatrice non risulta aver iniziato gli stessi senza che la Regione sia finora pervenuta alla rescissione del contratto per inadempienza, malgrado una formale diffida in tal senso;

u per i lavori di arredamento interno ed esterno e di piantumazione non si è finora provveduto neanche alla progettazione esecutiva;

u dal 1984 ad oggi, nell'arco di ben 13 anni, la progettazione e l'esecuzione delle opere del 1° lotto hanno impegnato solo 3 anni, mentre ben 10 anni sono trascorsi inutilmente, a causa della eccessiva burocratizzazione delle decisioni e delle operazioni di competenza dell'Assessorato dei lavori pubblici;

u nel frattempo, dei 30 miliardi disponibili per la realizzazione del Complesso Integrato di Alghero una parte (almeno 5 ma si parla anche di 10 miliardi) sono stati silenziosamente distratti e destinati al Centro Congressi della Fiera di Cagliari, mentre risultano sorgere difficoltà per mantenere i finanziamenti concessi dalla Comunità Europea, a causa dei lunghissimi tempi di attuazione dell'opera;

ritenuto che:

u il mancato completamento, dopo 13 anni, del Complesso Integrato Congressuale-Sportivo-Culturale di Alghero e lo stato di abbandono e di degrado in cui versa la parte realizzata del Palazzo di Congressi, ancora inutilizzata ed inutilizzabile, costituiscono un significativo indicatore della vergognosa negligenza ed inefficienza con cui l'Amministrazione regionale, al di là delle dichiarazioni formali, cura gli interessi del comparto turistico e dell'economia della Sardegna in generale e di Alghero in particolare;

u la gravissima situazione sopra descritta appare dovuta, da una parte, a scarsa attenzione unita a grave insensibilità per i problemi reali dell'isola e, in definitiva, a mancanza di volontà politica di risolvere almeno i nodi risolvibili, come quello in questione; dall'altra ad una eccessiva e spesso ingiustificata burocratizzazione delle decisioni e delle operazioni di competenza dell'Assessorato dei lavori pubblici, con conseguente spreco di risorse finanziarie e grave danno economico e sociale, per le mancate occasioni produttive ed occupazionali;

u la realizzazione di una struttura congressuale sportivo culturale, quale quella a suo tempo programmata dalla Giunta regionale (la cui attuazione, in base alla relazione al progetto, dovrebbe comportare l'occupazione stabile di 80 addetti per almeno 200 giorni all'anno), costituirebbe un notevole contributo al potenziamento ed alla dilatazione della stagione turistica in un territorio, come l'Algherese, che vive essenzialmente di attività terziarie in stretta connessione con il turismo, che sta attualmente attraversando una gravissima crisi economica e occupazionale e che rischia di essere tagliato fuori, per carenza di strutture e servizi adeguati, dai notevoli flussi di turismo congressuale potenzialmente indirizzati verso la Sardegna, anche alla luce della recente attivazione del moderno Centro Congressi di Porto Cervo e del potenziamento di quello della Fiera di Cagliari;

chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dei lavori pubblici per conoscere:

1) se ed entro quanto tempo l'Amministrazione regionale intenda realizzare l'intero Complesso Integrato Congressuale-Sportivo-Culturale di Alghero così come a suo tempo programmato, tenuto conto che il termine inizialmente previsto era di 4 anni, mentre al ritmo attuale delle operazioni di esecuzione i lavori sarebbero conclusi nel 2016;

2) se ed entro quanto tempo l'Assessorato dei lavori pubblici intenda completare ed attivare il Centro Congressi già realizzato, tenendo presente che, a tal fine, sarebbe più che sufficiente il termine di un anno mentre, continuando le operazioni con l'attuale ritmo, il completamento non avverrebbe prima del 2003;

3) quali opportune decisioni ed idonei provvedimenti lo stesso Assessore dei lavori pubblici intenda assumere e mettere in atto con la massima sollecitudine per evitare ulteriori e vergognose lungaggini tecnico-burocratiche che, ostacolando e ritardando notevolmente la realizzazione di un'opera voluta dalla Giunta regionale e dall'intero Consiglio, comportano danni irreparabili all'economia ed all'occupazione della nostra Isola. (350)

INTERPELLANZA FRAU - MASALA sul paventato licenziamento di 150 dipendenti della Banca di Sassari.

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I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale per sapere:

1) se sia a conoscenza del fatto che la Banca di Sassari intende procedere al licenziamento di 150 dipendenti e questo nonostante che, a livello nazionale, si stiano cercando soluzioni non traumatiche per risolvere il problema degli esuberi;

2) se risulti che, a fronte di esuberi conclamati dalla Banca, quest'ultima abbia - non più tardi di tre mesi fa - appaltato del lavoro ad operatori esterni all'Istituto e, alla data odierna, risultino in servizio impiegati assunti recentemente;

3) se non sia opportuno intervenire presso la Dirigenza della Banca chiedendo la sospensione del provvedimento, in attesa che il nuovo Presidente della Fondazione del Banco di Sardegna (Istituto di credito di fatto proprietario della Banca di Sassari) prenda possesso dell'incarico;

4) se sia normale che si attuino licenziamenti in una Banca che, pur con il ripianamento di perdite per oltre 5 miliardi della BPS Riscossioni, è riuscita comunque a chiudere il bilancio con un utile di oltre un miliardo.

Gli interpellanti chiedono inoltre:

I. dove siano finiti i propositi di rilancio della ex-Popolare di Sassari e le affermazioni circa il mantenimento dei livelli occupativi e delle autonomie gestionali, senza dimenticare i circa 22.000 soci ai quali fu fatto intravedere che l'unica possibilità di salvare il capitale investito era la fusione col Banco di Sardegna, col risultato che tutti conosciamo;

II. se, alla luce di quanto suddetto, l'allora "salvataggio" della ex-Banca Popolare di Sassari sia avvenuto al solo scopo di evitare lo sbarco in Sardegna di altri Istituti di credito, con ovvie ripercussioni che quest'ultimo ha sull'intera economia sarda;

III. se la difesa di 150 posti di lavoro non sia un fatto di vitale importanza in una regione come la nostra dove la disoccupazione ha raggiunto punte preoccupanti. (351)

INTERPELLANZA BIANCAREDDU - PITTALIS - NIZZI - BERTOLOTTI - MILIA - OPPIA - LOMBARDO sulla crisi occupazionale in Gallura.

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I sottoscritti,

premesso che il problema lavoro è diventato ormai una piaga sia a livello nazionale sia regionale;

considerato che anche in Gallura, dove fino a pochi anni fa era sentita solo marginalmente, la crisi occupazionale sta crescendo in termini esponenziali;

constatato che monca qualsiasi iniziativa sia a livello nazionale, sia regionale, sia comunale che miri a risolvere dalle radici tale fenomeno;

rilevato che le amministrazioni di centro-sinistra non riescono ad emanare altro che qualche provvedimento "tampone" a carattere assistenziale e limitato nel tempo con l'unico risultato di illudere i disoccupati e farli star buoni per qualche periodo;

accertato che nulla si muove e nulla si dice per cercare di favorire e promuovere quei settori che potrebbero essere la chiave, soprattutto in Gallura, per dare ossigeno al sistema asfittico; ci si riferisce alla piccola e media impresa, all'industria, al commercio, al turismo, all'edilizia;

appurato che in quest'ultimo settore grazie a veti, divieti, vincoli, piani paesistici, furore ambientalista e chi più ne ha più ne metta, viene considerato più' importante il ramo di una pianta secca rispetto al dramma di molte famiglie che non riescono a far fronte ad impegni elementari e si vedono private di quei diritti che lo Stato e gli altri enti pubblici dovrebbero garantire così come recita la Costituzione Italiana;

preso atto che la Regione non dà risposte neanche rispetto a iniziative come il Master Plan che darebbero sicuramente una impennata alla triste parabola discendente dell'occupazione in Gallura e in Sardegna;

ritenuto altresì che tutto ciò è vergognoso;

ritenuto altresì che questa è la politica del centro-sinistra,

chiede di interpellare il Presidente della Giunta e l'Assessore regionale del lavoro per sapere se siano a conoscenza dl tale problematiche (pare dl no) e quali provvedimenti strutturali intendano adottare nel breve e medio termine per far fronte a tale emergenza. (352)

INTERPELLANZA TUNIS Gianfranco sui problemi relativi alla precaria situazione abitativa degli occupanti gli immobili ex patrimonio Opera Nazionale Combattenti di Sanluri Stato.

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Il sottoscritto,

premesso che, da diversi anni, oltre venti famiglie della frazione di Sanluri - Sanluri Stato che occupano gli immobili ceduti a suo tempo dall'Opera Nazionale Combattenti alla Regione e a sua volta all'Amministrazione comunale, vivono in uno stato di permanente precarietà;

rilevato che la cessione degli immobili in oggetto all'Amministrazione comunale da parte della Regione è avvenuto senza la precisa attribuzione delle competenze necessarie a garantire autonomia gestionale degli immobili;

tenuto conto che l'indeterminatezza di tale situazione non consente agli occupanti degli immobili interessati l'esecuzione delle opere di manutenzione ordinaria e straordinaria necessaria a garantire la stabilità statica e igienico - sanitaria ottimali delle abitazioni;

atteso che il perdurare di tale oggettiva precarietà causa legittimo malumore e preoccupazione tra i componenti delle venti famiglie della frazione,

chiede di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica per conoscere quali siano i problemi che impediscono di formalizzare compiutamente l'attribuzione delle competenze negli immobili all'Amministrazione comunale.

Chiede, inoltre, quali siano le determinazioni che si intendano adottare per risolvere i problemi lamentati dagli abitanti degli immobili in oggetto e sanare le eventuali situazioni di abusivismo con la predisposizione di appositi contratti di locazione e/o vendita. (353)

INTERPELLANZA NIZZI - TUNIS Marco Fabrizio - MARRACINI - LOMBARDO - LIPPI sulla situazione dell'acqua ad uso umano in Gallura.

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I sottoscritti,

premesso che il mancato trattamento dei reflui urbani dei paesi dell'alta Gallura, che verrebbero scaricati, nel bacino del Liscia e dal quale viene approvvigionata l'intera Gallura, renderebbe tale acqua per uso umano inutilizzabile e potrebbe essere di grave nocumento alla salute delle popolazioni afferenti a tale bacino idrico;

rilevato che l'elevata tossicità di tali acque, a causa soprattutto della presenza in esse di metalli pesanti, potrebbe provocare gravissime patologie nel corpo umano, nel caso venisse utilizzata anche dopo bollitura così come di solito avviene per la preparazione di cibi;

constatato che l'acquisto dell'acqua imbottigliata porterebbe ad un aggravio di spese a carico delle già esigue finanze familiari, in un periodo non florido come quello che stanno attraversando, caratterizzato da una cattiva congiuntura economica e soprattutto dalla mancanza di spiragli benché minimi di sviluppo socio economico,

chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore competente per sapere:

1) se siano a conoscenza della situazione di cui sopra;

2) se gli organismi preposti effettuino costantemente gli esami sull'acqua ad uso umano ed assumano direttive tendenti a salvaguardare la salute;

3) se e quali opportuni provvedimenti intendano adottare. (354)

INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata concessione della licenza di esercizio al "Vialetto" di Sassari.

Il sottoscritto

premesso che:

a) a tutt'oggi la struttura denominata "il Vialetto", costruita secondo le più avanzate tecnologie ed in grado di competere a livello europeo per il rapporto qualità prezzo, non avendo avuto né la licenza di esercizio né la classifica dovuta per legge per l'attività alberghiera da parte del Sindaco, si configura in pratica come una costruzione fantasma e, pertanto, non può funzionare regolarmente;

b) da parte di tecnici comunali non risulta alcun impedimento burocratico al fine del rilascio di tutte le autorizzazioni;

c) nonostante tutte le polemiche e le inchieste, che durano ormai da anni, niente è emerso in relazione a presunte irregolarità del progetto e della costruzione;

d) il programma della proprietà e della società di gestione era ed è ancora incentrato sull'incremento occupativo per almeno 100 unità, principalmente nel settore ricettivo-turistico, per il quale si è registrata una forte domanda proveniente da varie parti del mondo, cui non si può far fronte a causa della situazione sopra descritta;

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e gli Assessori dell'urbanistica, del lavoro e del turismo per sapere:

1) se siano a conoscenza di questa grave e strana situazione, in cui si trovano gli imprenditori che hanno realizzato la struttura, per il mancato rilascio, da parte dell'Amministrazione Comunale di Sassari, delle autorizzazioni previste;

2) se dietro questo incomprensibile diniego - non potendosi imputare a fatti tecnici - non si celino motivazioni politiche al fine di bloccare un'attività imprenditoriale non in sintonia "con chi gestisce il potere cittadino";

3) se non sia opportuno - con la massima urgenza - un Loro autorevole intervento al fine di sbloccare questa situazione che ha dell'inverosimile, che impedisce l'entrata in funzione a regime della struttura con l'assunzione di moltissime unità operative e che potrebbe portare, purtroppo, se non risolta nel breve periodo, al licenziamento di tutti i dipendenti che lavorano per la società. (362)

INTERROGAZIONE LODDO, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata approvazione del Piano forestale 1997.

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Il sottoscritto, premesso che:

1) la Giunta regionale ha, già da diverse riunioni, sospeso l'approvazione del Piano forestale 1997;

2) non si capisce cosa osti all'approvazione del Piano;

3) a seguito di tale mancata approvazione oltre duemila lavoratori saranno privi di retribuzione fin dal mese di maggio;

4) centinaia di lavoratori forestali (tra cui i lavoratori impiegati nei cantieri di Ulassai, Baunei, Gairo, Ussassai 1 e 2) già da mesi attendono le proprie retribuzioni che potranno essere erogate solo a seguito dell'approvazione del Piano;

5) di tali lavoratori la gran parte sono stagionali, cioè disoccupati per metà dell'anno e privi di qualsiasi altro reddito oltre a quello percepito per il lavoro nei cantieri forestali,

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore della difesa dell'ambiente per sapere:

I. se sia necessario attendere una ennesima manifestazione regionale dei lavoratori per portare ad approvazione un atto dovuto;

II. se corrisponda a verità che tale Piano non verrebbe approvato perché conterrebbe uno smisurato e irragionevole aumento dei lavoratori forestali in provincia di Oristano. (363)

INTERROGAZIONE CUCCA, con richiesta di risposta scritta, sulla corretta applicazione del Piano di vendita degli alloggi di E.R.P., di proprietà dello I.A.C.P. di Nuoro.

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Il sottoscritto, premesso che:

a) il Consiglio di amministrazione dello I.A.C.P. di Nuoro ha deliberato, con decisione del 2 marzo 1994, il piano di vendita degli immobili di edilizia residenziale pubblica di sua proprietà, sulla base delle disposizioni di cui alla Legge 24 dicembre 1993, n. 560;

b) che tale piano è stato approvato dalla Giunta regionale con deliberazione n. 11/41 del 12 aprile 1994;

c) che successivamente a tali date è sopraggiunta la legge regionale 23 agosto 1995, n. 22, recante norme di attuazione della Legge 560 del 1993;

d) che, in particolare, l'articolo 3 della legge regionale n. 22 del 1995 introduce una disciplina normativa finalizzata a facilitare l'effettivo acquisto degli immobili posti in vendita dagli enti proprietari, prevedendo la classificazione catastale massima di A/3 (abitazione di tipo economico), al fine di ovviare a diffuse situazioni di diseguaglianza esistenti nel settore;

e) che nella nota, recentemente inviata dallo I.A.C.P. di Nuoro agli assegnatari aventi titolo, risulti del tutto omesso il riferimento succitato articolo 3 della legge regionale n. 22 del 1995,

chiede di interrogare l'Assessore regionale dei lavori pubblici per conoscere:

1) se l'Assessorato regionale stia effettuando il dovuto controllo sull'effettiva applicazione dell'approvato piano di vendita;

2) se siano stati richiamati gli I.A.C.P. della Sardegna ad una puntuale e corretta applicazione delle norme, statali e regionali, disciplinanti in materia;

se, in particolare, gli Istituti si facciano effettivamente carico di informare i cittadini aventi titolo dell'opportunità loro attribuita dall'articolo 3 della legge regionale n. 22 del 1995, approvato dal Consiglio regionale proprio per venire incontro, da un lato alle esigenze degli assegnatari meno abbienti, dall'altro per conseguire l'effettiva alienazione di immobili, altrimenti bloccata, con evidente vantaggio per gli enti proprietari. (364)

INTERROGAZIONE GRANARA, con richiesta di risposta scritta, sulle difficoltà di navigazione delle piccole imbarcazioni da pesca in prossimità delle reti per la cattura del tonno nell'isola di San Pietro.

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Il sottoscritto,

considerata la situazione di enorme difficoltà in cui versano gli operatori della piccola pesca costiera di Carloforte che denunciano ulteriori perdite economiche a causa delle distanze eccessive imposte da un'ordinanza del locale Ufficio circondariale marittimo per quanto concerne la navigazione, il transito, la sosta e la pesca nel vasto tratto di mare adiacente alle strutture fisse destinate alla cattura dei tonni;

constatato che il quadrilatero marino sottoposto a restrizione non può essere aggirato dalle imbarcazioni abilitate alla navigazione entro le tre miglia, per le quali resterebbe solo la possibilità di potersi recare nei luoghi di pesca a nord-ovest dell'isola, transitando nel canalone di passaggio stretto, sembrerebbe, circa sessanta metri, peraltro ricco di pericolose scogliere ed estremamente insidioso in caso di mare mosso;

valutato che la limitazione in argomento interviene dopo quarantacinque giorni di inattività forzata a causa del recente fermo biologico, impedendo l'attività di pesca costiera proprio nella zona più ricca di fauna marina e a ridosso della stagione turistica particolarmente attesa dagli operatori ittici della zona per logici motivi;

accertato che il grave disagio avvertito dalle aziende del comparto ittico si ripercuote sull'intera economia del territorio, suscitando il vivo disappunto della popolazione interessata,

chiede di interrogare l'Assessore dell'ambiente per conoscere:

1) quali determinazioni intenda rapidamente assumere per limitare i disagi e i danni lamentati dagli operatori della piccola pesca che possono operare solo compatibilmente alla licenza di navigazione della propria imbarcazione;

2) se non ritenga opportuno intervenire per favorire alternativamente l'emanazione di un apposito provvedimento che abiliti parzialmente e temporaneamente le piccole imbarcazioni ad aggirare il tratto di mare oggi interdetto;

3) se non reputi che gli insegnamenti derivanti da secoli di storia e di convivenza operativa tra le diverse categorie di pescatori, da sempre fautrici del rispetto ambientale e della tutela del tratto di mare interessato dal passaggio dei tonni, siano già un valido indirizzo di orientamento per il mantenimento di un ideale equilibrio fra le diverse attività di pesca;

4) se non giudichi che il discusso provvedimento restrittivo penalizzi oltre misura alcuni operatori già in grave crisi;

5) se non valuti per il futuro, qualora non si possa intervenire in altro modo, la possibilità al momento del rilascio della concessione di pesca, di considerare che il canale per il passaggio a terra delle imbarcazioni dovrà avere una larghezza di almeno cinquecento metri. (365)

INTERROGAZIONE GRANARA, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata vendita di tonno alle popolazioni residenti nei luoghi di pesca.

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appurato che i benefici derivanti dalla pesca del tonno hanno costituito e costituiscono ancora per alcune zone della Sardegna una risorsa di primaria rilevanza economica, culturale, turistica e sono particolarmente utili a limitare la crisi che incide attualmente sul comparto ittico;

atteso che si prevede anche per la stagione in corso un ricco esito della pesca di quello che non a torto è stato sempre definito dalle popolazioni locali il vero "maiale" di mare per i molteplici prodotti derivati dalla sua lavorazione;

considerato che la Regione Autonoma della Sardegna è sempre stata sensibile alle esigenze del settore ed è sempre intervenuta sia a sostegno delle perdite di gestione delle aziende interessate, sia a finanziare il rinnovo delle attrezzature di pesca delle stesse con cospicui finanziamenti a fondo perduto e spesso sembrerebbe senza alcuna particolare e precisa rendicontazione;

accertato che la totalità del pescato viene esportata sui mercati giapponesi mentre solo la parte "non scelta" viene immessa nel mercato locale in quantità insufficiente ed a prezzi decisamente superiori alle quotazioni reali, interroga l'on. Assessore dell'Ambiente per conoscere:

1) se non reputi opportuno un incisivo intervento per limitare l'esportazione del pescato al fine di soddisfare le popolazioni delle località interessate dall'attività di pesca, individuando nel contempo l'applicazione di un prezzo sociale ben definito e stabile;

2) se non ritiene offensivo e penalizzante, per le popolazioni residenti nei luoghi di pesca che non hanno avuto la fortuna del rilascio di una concessione regionale per tale attività, avallare strategie di mercato studiate a tavolino in altre Regioni d'Italia o in altre Nazioni del mondo, i cui risultati non favoriscono ma danneggiano la già fragile economia sarda;

3) se non sia opportuno valutare la possibilità, stante l'aiuto sempre fornito direttamente e non dalla Regione Autonoma della Sardegna, di intervenire per giungere in un prossimo futuro ad una regolamentazione della materia che tenga anche in giusta evidenza le esigenze e le rivendicazioni delle popolazioni locali. (366)

INTERROGAZIONE TUNIS Gianfranco, con richiesta di risposta scritta, sulle inaccettabili tariffe per il servizio di trasporto marittimo espletato dalla SAREMAR nelle tratte Carloforte - Calasetta e Carloforte - Portovesme.

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Il sottoscritto,

premesso che l'alto costo delle tariffe del servizio di trasporto marittimo da e per Carloforte da parte della società armatrice SAREMAR causa le legittime preoccupazioni e i malumori della popolazione dell'isola e di numerosi turisti, anche in considerazione dell'imminente stagione estiva;

considerato che tale provvedimento colpisce in maniera rilevante una popolazione geograficamente disagiata che, soprattutto attraverso il flusso costante delle persone non residente, può trarre notevole vantaggio e che l'applicazione della tariffa "non residenti" ha inferto un mortale colpo all'economia del paese;

atteso che l'aumento delle tariffe ha finito per procurare alla società armatrice un minore introito totale, in considerazione dell'avvenuta riduzione del traffico che si è registrata, fatto questo che accresce la preoccupazione di un possibile disimpegno da parte dello Stato, il quale deliberatamente persegue la diminuzione del traffico probabilmente per giustificare un successivo ridimensionamento della flotta SAREMAR e il conseguente licenziamento di parte dei propri marittimi;

ancora considerato che, tenendo conto di questa situazione, la Regione Sardegna deve farsi parte attiva nei confronti dello Stato, al quale spetta competenza esclusiva di garantire, oltre che la continuità, l'efficiente organizzazione del proprio territorio, e non cada, invece, nella tentazione di sopperire a queste carenze con finanziamenti del proprio bilancio;

rilevato infine che la decisione di aumentare le tariffe determina una notevole sperequazione che mina i principi solidaristici e la stessa pretesa di continuità territoriale,

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale dei trasporti per conoscere quali siano le iniziative che sono state adottate o che si intendano adottare per risolvere i problemi lamentati dalla popolazione di Carloforte e dai numerosi turisti.

Chiede, inoltre, di avviare una concreta azione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero della marina mercantile e il Ministero del tesoro affinché siano portate a livelli di accettabilità le tariffe imposte alla stessa SAREMAR per il servizio espletato nelle tratte marittime sopra descritte e, in particolare:

- richiedere un concreto potenziamento e ammodernamento dei mezzi di trasporto della SAREMAR;

- la garanzia del mantenimento di tutti i posti di lavoro per i marittimi di Carloforte, che con la soppressione del mezzo veloce hanno subito una riduzione in organico di 15 unità;

l'estensione delle tariffe per "residenti" a tutti i carlofortini costretti loro malgrado a vivere lontani dal proprio paese. (367)

INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sui problemi che affliggono l'istituto "Casa serena" di Sassari.

Il sottoscritto chiede di interrogare l'Assessore della sanità per sapere:

1) se siano vere le notizie secondo le quali presso la "Casa serena", dopo una prima assunzione di infermieri professionali, ne siano stati assunti altri 4 e sia prossima la chiamata di ulteriori 3 unità, mentre i quattro infermieri inseriti nel ruolo regionale sono stati adibiti a mansioni diverse;

2) con quali criteri siano stati assunti questi infermieri;

3) se Le risulti che ad accompagnare in ospedale gli anziani ospiti ammalati non siano gli infermieri professionali, ma altri "soggetti" sicuramente non idonei ad assistere questi infermi;

4) per quali motivi a tutti gli ospiti, senza differenziazione di età e stato di salute, venga servito lo stesso tipo di vitto;

5) se sia vero che ultimamente alcuni anziani abbiano tentato il suicidio e se questi atti estremi (se confermati) non siano da porre in relazione al clima "poco sereno" che si respira nell'Istituto;

6) per quali motivi tutti i dipendenti regionali abbiano chiesto nel tempo il trasferimento;

7) se non sia opportuno pertanto - alla luce di quanto succitato - nominare una Commissione d'inchiesta al fine di far chiarezza su tutta la gestione dell'Istituto ,ridando serenità agli anziani ospiti;

8) quando, infine, verrà messa a concorso la dirigenza dell'Istituto, attualmente vacante e provvisoriamente ricoperta da un appartenente al settimo livello funzionale. (368)

INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla nomina del nuovo Amministratore unico della Sardabauxite.

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Il sottoscritto, premesso che:

I. alcuni giorni or sono è stato nominato il nuovo Amministratore unico della Sardabauxite nella persona del dottor Luigi Altea, già Assessore tecnico nella Giunta comunale di Alghero;

II. lo stesso fu licenziato nel 1993 dalla Società al termine di numerosi atti di indisciplina "volti sistematicamente a minare un rapporto di fiducia, di correttezza, diligenza e buona fede che dovrebbe permeare i rapporti di lavoro specie di un 'Quadro' " (così si legge nella lettera di licenziamento del 20 gennaio 1993);

III. con sentenza del 7 luglio 1994 tale licenziamento fu confermato dal Pretore di Alghero;

IV. questa nomina - a dir poco "strana" - ha provocato le giuste rimostranze di buona parte delle maestranze ancora occupate nella Società, tant'è che un gruppo di questi lavoratori ha indirizzato una lettera aperta di protesta al Presidente della Giunta regionale, al Presidente del Consiglio regionale e all'Assessore dell'industria,

chiede di interrogare l'Assessore dell'industria per sapere:

1) per quali meriti l'Altea sia stato nominato Amministratore unico della Sardabauxite da parte del Consiglio di Amministrazione dell'EMSA;

2) se, alla luce di quanto succitato, invece la nomina non sia illegittima, perché cozzerebbe contro una sentenza pretorile, che aveva accolto le contestazioni della Società nei confronti del comportamento del dipendente;

3) se questa nomina non sia poi pericolosa, perché potrebbe portare a vendette personali nei confronti di parte delle attuali maestranze della Società;

4) se sia vero che nei riguardi del neo-Amministratore sia ancora in corso un procedimento penale per l'occupazione per quindici giorni della miniera nel 1992;

5) quali iniziative la Giunta regionale intenda intraprendere al fine di annullare tale nomina, che è uno schiaffo per la legge e per quanti coloro hanno sempre fatto esclusivamente il proprio dovere. (369)

INTERROGAZIONE FRAU - BIANCAREDDU, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione alla O.G.S. (Officine Giacomo Solinas ) di Sassari.

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I sottoscritti

premesso che:

a) le "Officine Giacomo Solinas - O.G.S. S.p.A" operano in Sassari da circa un secolo nel settore metalmeccanico;

b) sin dagli anni '50 l'Azienda si è specializzata nella produzione di arredi metallici per uffici e per ospedali ed ha acquisito come mercato l'intera Sardegna ed anche alcune zone dell'Italia centromeridionale;

c) il restringersi del mercato ed i ritardati pagamenti, specialmente degli enti pubblici, portarono l'Azienda a far ricorso alle banche, con imponente lievitazione degli interessi passivi, fino a livelli tali che da qualche tempo è diventato impossibile farvi fronte;

d) i risultati negativi dei bilanci per più anni di seguito hanno determinato la formazione di consistenti perdite complessive e di un forte indebitamento;

e) al fine di salvaguardare l'Azienda ed i lavoratori dipendenti, il Consiglio di Amministrazione presentò all'Assessorato dell'industria - nel gennaio 1996- una proposta per il risanamento ed il rilancio tecnico-economico-finanziario;

f) questo piano fu accolto con interesse dall'Assessorato e poi passato alla SIGMA INVEST per il finanziamento, cosa che non avvenne nonostante promesse ed assicurazioni, e nonostante l'assessorato dell'Industria avesse proposto una delibera - in data 17 maggio 1996 - per una sottoscrizione di capitale sociale a favore della SIGMA medesima di lire 18 miliardi e 700 milioni , di cui 4 miliardi a favore dell'O.G.S.;

g) questa situazione di crisi rischia - se non si dovesse intervenire con la massima urgenza - di far sparire un'altra azienda " storica" del sassarese,

chiedono di interrogare gli Assessori dell'industria e del lavoro per sapere:

1) se siano a conoscenza dello stato di crisi in cui versano le Officine Giacomo Solinas di Sassari, col rischio della chiusura e la messa sul lastrico degli imprenditori e dei 16 attuali dipendenti;

2) se non sia opportuno - anche alla luce del piano di rilancio presentato a sua tempo dall'Azienda - programmare degli interventi di salvataggio alla luce delle leggi regionali vigenti e dei fondi comunitari per la piccola e media industria;

3) se non sia necessario - come primo atto e per poter partecipare immediatamente alle gare di appalto - concedere alla Società una fideiussione regionale per potere riprendere la produzione, in un mercato sempre più in via di espansione, scongiurando la scomparsa di altri posti di lavoro in un territorio con alti tassi di disoccupazione. (370)

INTERROGAZIONE GRANARA, con richiesta di risposta scritta, sulle forme di pesca da autorizzare nel canale di San Pietro.

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Il sottoscritto,

premesso che il settore della pesca da troppo tempo è stato trascurato e che in più occasioni si è sollecitato il varo di una legge quadro che possa finalmente regolamentare tale comparto, avviandone altresì le potenziali possibilità occupazionali;

rilevato che tale attività deve essere esercitata nel pieno rispetto degli ambienti in cui si svolge;

considerato che l'ambiente marino rappresenta ancor oggi motivo di enorme richiamo di flusso turistico e quindi di sviluppo di tale settore nella nostra Regione;

appurato che il canale di San Pietro è in pratica già una riserva naturale di ripopolamento grazie ai bassi fondali, ai banchi di Posidonia, alle correnti e alle temperature dell'acqua;

valutato che già in passato la pesca a sciabica o a coppia d'ombra ha creato notevoli malumori ed enormi conflitti sociali tra le popolazioni locali e le categorie dei pescatori,

chiede di interrogare l'Assessore della difesa dell'ambiente per sapere:

1) quali provvedimenti intenda adottare in merito a tale disciplina di pesca per quanto riguarda il canale di San Pietro;

2) quali forme di protezione e quali attenzioni voglia rivolgere a tale tratto di mare, da troppo tempo depauperato a causa della non curanza degli enti preposti;

3) quali azioni saranno poste a tutela della moltitudine dei pescatori che esercitano tale attività con le reti da posta le cui zone coincidono (senza possibilità di alternative) con i punti che sono interessati anche alla pesca a coppia d'ombra. (371)

INTERROGAZIONE TUNIS Marco Fabrizio, con richiesta di risposta scritta, sul trasferimento del personale ERSAT presso gli uffici dell'Assessorato regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

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Il sottoscritto,

premesso che nel corso dell'autunno 1996 circa 20 unità lavorative appartenenti a diverse qualifiche funzionali, sono state trasferite in varie forme dall'ERSAT agli uffici dell'Assessorato regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale;

rilevato che tale trasferimento potrebbe riguardare personale che, a somiglianza di prassi instaurata con le Giunta precedenti, andrebbe ad occupare ruoli e uffici non di nomina politica;

osservato che nella ipotesi si creerebbe una mortificazione della dignità di chi già riveste o ha rivestito questi ruoli o incarichi,

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale dell'agricoltura per sapere a quali ragioni sia esattamente da ricollegare il sopraindicato, anomalo, trasferimento di personale.

Il sottoscritto chiede, inoltre, ai sensi dell'articolo 105, comma 2, del Regolamento del Consiglio regionale di avere copia di tutti gli atti preparatori del provvedimento assessoriale e dell'atto definitivo. (372)

INTERROGAZIONE AMADU, con richiesta di risposta scritta, sui risultati finora ottenuti sul piano occupazionale ed economico dall'applicazione dell'accordo di programma per la Sardegna centrale nella provincia di Nuoro.

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Il sottoscritto,

premesso che tramite l'accordo di programma per la Sardegna centrale tale zona dell'Isola dovrebbe essere pienamente valorizzata dal punto di vista dello sviluppo complessivo, economico e sociale, dopo le lunghe trattative che hanno portato al protocollo d'intesa Stato - Regione sarda del 1996;

considerato che il suddetto accordo, con la realizzazione del cosiddetto "sistema territoriale", inteso come macro - progetto di interventi integrati in ambiti che presentano ritardi socio - economici rilevanti, prevede la realizzazione di infrastrutture che valorizzino appieno le peculiarità di un'area e/o di un territorio, cercando di ridurre le diseconomie e agevolando gli insediamenti produttivi, in particolare nelle zone interne della Sardegna centrale;

rilevato che tale accordo sottoscritto tra Stato e Regione sarda si riferisce a numerosi settori economici e occupazionali quali agricoltura, terziario, industria, turismo e ambiente, a seconda della vocazione dei territori,

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale, quale firmatario del protocollo d'intesa, per conoscere:

1) quali siano gli attuali contenuti dell'accordo di programma;

2) se esso abbia subito modificazioni rilevanti in corso di applicazione;

3) a quale punto sia l'applicazione del medesimo;

4) quali siano le aziende che abbiano sino a questo momento beneficiato di tale accordo;

5) quali siano stati, fino a questo momento, i benefici ottenuti sul piano occupazionale, in relazione alla situazione occupazionale complessiva nella provincia di Nuoro. (373)

INTERROGAZIONE LIPPI, con richiesta di risposta scritta, sulla Legge 22 maggio 1973, n. 269 che disciplina la produzione ed il commercio di sementi e piante da rimboschimento.

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Il sottoscritto,

appurato che il piano di forestazione della Sardegna inserito nel Regolamento CEE 2080, prevede che le piante forestali da utilizzarsi siano prodotte da vivai autorizzati secondo la Legge 22 maggio 1973, n. 269;

constatato che l'articolo 2 della suddetta Legge prevede che la produzione a scopo di vendita del materiale forestale di propagazione, da destinarsi ai rimboschimenti, è subordinata al possesso di apposita licenza rilasciata dal Presidente della C.C.I.A.A. della Provincia dove ha sede lo stabilimento o il vivaio, previo parere di una Commissione istituita presso l'Ispettorato regionale delle foreste competente per territorio;

constatato che l'istituzione della Commissione su esposta avviene mediante decreto del Ministero dell'agricoltura e foreste;

appurato che tale Commissione, a seguito del passaggio delle competenze dal Ministero dell'Agricoltura alla Regione sarda, deve essere nominata dall'Assessorato regionale dell'ambiente;

considerato che la Regione sarda non ha ancora provveduto a varare la legge che consenta la costituzione di questa Commissione;

constatato che a causa di tale ritardo i vivaisti sardi perdono decine di miliardi favorendo così l'ingresso di piante provenienti da altre regioni,

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e gli Assessori dell'ambiente e dell'agricoltura per conoscere:

1) le ragioni che hanno impedito il varo della legge che istituisce la Commissione che esprimere il parere sul rilascio della licenza della C.C.I.A.A. al vivaista;

2) se è intenzione della Giunta regionale provvedere a varare la legge che consenta di recepire l'autonomia sulla istituzione di tale Commissione, ed in caso affermativo in quali tempi ritiene di espletare tale onere. (374)

INTERROGAZIONE CONCAS - MONTIS, con richiesta di risposta scritta, sulle difficoltà riscontrate nella compilazione della domanda di ammissione alle agevolazioni previste dalla Legge 215/92.

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I sottoscritti,

vista la Legge 25 febbraio 1992, n. 215 (Azioni positive per l'imprenditoria femminile) e il decreto del Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato recante "Norme per la concessione di agevolazioni a favore dell'imprenditoria femminile";

appurato che la compilazione della domanda di ammissione alle agevolazioni comporta enormi difficoltà;

rilevato che tali domande devono essere trasmesse al Ministero dell'industria entro il 23 giugno 1997,

chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dell'industria per sapere se intendano attivarsi per fornire la consulenza necessaria affinché domande incomplete non vengano rinviate al mittente. (375)

INTERROGAZIONE VASSALLO, con richiesta di risposta scritta, in merito alla delibera della Commissione regionale per l'impiego sulla presentazione di progetti per lavori socialmente utili rivolti ai lavoratori ex INSAR e GEPI.

Il sottoscritto,

visto che la Commissione regionale per l'impiego della Sardegna ha deliberato, in ordine alla possibilità di presentare progetti per lavori socialmente utili, rivolti ai lavoratori ex INSAR e GEPI e per quei lavoratori ai quali è cessata la mobilità nell'anno 1996;

accertato che a causa delle limitate disponibilità finanziarie assegnate alla Sardegna per il 1997 e per il tipo di ripartizione operata dalla Commissione regionale per l'impiego non è consentita alcuna proroga o rinnovo per tutti quei progetti che impegnano i disoccupati di lunga durata;

considerato che sarebbe giusta ed auspicabile una proroga o rinnovo di tali progetti per la valenza sociale che rivestono nel territorio regionale,

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore del lavoro per conoscere quali azioni abbiano posto in essere nei confronti del Governo al fine di ottenere i fondi atti a dare una risposta occupazionale anche ai disoccupati di lunga durata. (376)

MOZIONE LA ROSA - CONCAS - MONTIS - VASSALLO - ARESU su quanto è accaduto a Napoli prima, durante e dopo la partita di spareggio fra Piacenza e Cagliari.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:

1) gli accadimenti di Napoli sono stati palesemente il risultato di una predisposizione organizzata ai danni dei tifosi e dei cittadini sardi;

2) soprusi e abusi, a cominciare dal sequestro dei tifosi dentro le navi nel porto di Napoli, sono stati perpetrati in modo provocatorio prima, durante e dopo la partita dello spareggio;

3) aggressioni e violenze sia fisiche, sia morali rappresentano un danno gravissimo che i cittadini tutti non possono lasciare senza che sia fatta interamente giustizia;

4) un Prefetto, come quello di Napoli, che dichiara alla stampa che "la polizia ha fatto il suo dovere, anzi dobbiamo ringraziare se la situazione non è degenerata" è chiaramente persona pericolosa e totalmente inaffidabile;

5) eventuali ringraziamenti se la situazione non è degenerata devono essere riservati esclusivamente ai cittadini sardi che hanno manifestato grande maturità civile,

impegna la Giunta regionale

a) ad avvalersi di ogni prerogativa che gli deriva dalla sua funzione per pretendere che sia ricostruita pienamente tutta la sequela degli accadimenti e che sia fatta piena giustizia;

b) a richiedere che siano esemplarmente chiamate a rispondere delle loro azioni le autorità responsabili a partire dal Prefetto e dal Questore di Napoli ma anche i singoli agenti tra quelli in servizio che si sono manifestamente distinti per la gratuite aggressioni;

c) a sostenere in tutte le forme possibili le azioni legali promosse e da promuovere da parte di singoli cittadini e organizzazioni;

d) a far sì che la Regione si costituisca parte lesa in tutti i provvedimenti giudiziari che saranno promossi. (126)

MOZIONE BERRIA - SCANO - GHIRRA - CUGINI - DETTORI Ivana - ZUCCA sul governo del mercato del lavoro in Sardegna.

IL CONSIGLIO REGIONALE

CONSIDERATO CHE:

- il mercato del lavoro, in Italia, ha necessità di essere governato, come dimostra l'esperienza di tutti i paesi più sviluppati e progrediti, compresi quelli ad impronta più liberista;

- a questo proposito, basta ricordare gli effetti perversi, quali il "caporalato" ed altre forme di sfruttamento e di assenza completa di tutela della salute e della dignità dei lavoratori, che possono essere indotti dall'assenza di governo del mercato del lavoro;

- governare il mercato del lavoro non deve significare difesa, ad oltranza, dell'attuale monopolio pubblico del collocamento, bensì, anche con riferimento a prevalenti riferimenti normativi e di indirizzo comunitari, forte presenza pubblica, in contesto aperto alla concorrenza di iniziative private serie e selezionate con funzione regolatrice, di controllo e di indirizzo, oltre che di gestione in senso stretto;

- un'organizzazione del lavoro di tipo monopolistico e centralistico, nei momenti decisionali e funzionali, quale quella fino ad oggi conosciuta, mal si concilia con le diverse esigenze poste, nel governo del mercato del lavoro, dalle diverse realtà locali presenti sul territorio nazionale;

RILEVATO CHE:

- una nuova e forte presenza pubblica nel mercato del lavoro, atta a meglio governare e stimolare lo stesso, non può che essere improntata ad una decisa caratterizzazione territoriale della sua organizzazione, dei suoi livelli decisionali ed operativi, attraverso modelli e strutture che sappiano valorizzare al meglio le diversità e le risorse economiche e culturali presenti nella realtà locale, senza perdere di vista le esigenze di omogeneità ed uniformità del perseguimento dell'obiettivo finale, teso alla riduzione della disoccupazione ed all'incremento dei livelli occupativi;

- in questo contesto, appare positivo, ma non sufficiente, il processo di riforma avviato da Bassanini (L. n. 59/'97) con il passaggio alla Regione ed agli Enti locali di tutte le competenze in materia di politiche dell'impiego e che, se dovesse rimanere inalterata l'attuale cornice normativa, rischia di diventare un'ulteriore occasione di cambiamento fallita. Un semplice decentramento funzionale potrebbe pericolosamente ed unicamente rappresentare il passaggio di importanti strumenti da una burocrazia ministeriale a una burocrazia regionale o locale;

RITENUTO CHE:

- partendo dall'opportunità rappresentata dal decentramento amministrativo e funzionale della "Bassanini" di avvalersi di strutture già esistenti, sperimentate, sufficientemente rodate ed attrezzate, di mezzi e di personale, occorre, per la Regione Sarda, spingere e completare il processo riformatore, trasformando il governo del mercato del lavoro nel senso prima indicato attraverso l'utilizzazione coordinata di tutto il potere legislativo consentito, ai fini di modificare gli attuali strumenti ed adattarli alle esigenze peculiari della realtà regionale;

- occorre portare a compimento il disegno e la costruzione di un modello di governo del mercato del lavoro che parta dalle strutture pubbliche e/o di pubblico servizio esistenti (Agenzia regionale del lavoro, sezioni circoscrizionali per l'impiego ed il collocamento in agricoltura e sportelli informativi comunali e consortili);

- dal lato della domanda di lavoro, di sostegno alle imprese e di creazione di nuovo lavoro, soprattutto in forma autonoma e delle organizzazioni no-profit, occorre indirizzare le risorse e le strutture pubbliche o di servizio pubblico a supporto, con adeguati interventi di revisione normativa (LL.RR. n. 28/'84 e n. 33/'88), verso un'indispensabile crescita di capacità progettuale e di innovazione, sostenendo e stimolando, in tal senso, le spinte e le iniziative che spontaneamente il mercato suscita, dopo averne saputo valutare la serietà sostanziale e non solo formale;

- dal lato dell'offerta, occorre uscire, con opportune modifiche alla normativa vigente, dalla logica attuale degli elenchi e delle graduatorie di precedenza per l'avviamento al lavoro degli iscritti nelle liste di collocamento che apparentemente garantiscono tutti, di fatto tengono insieme situazioni individuali e sociali le più distanti tra loro, per caratteristiche professionali e stato di bisogno, impedendo interventi mirati e graduati di politica attiva del lavoro, da parte dei pubblici poteri locali. Occorre, a questo proposito, scollegare, disincentivandola, l'iscrizione nelle liste di collocamento, come unico momento certificativo sul possesso dell'effettivo status giuridico di "disoccupato" dalla possibilità di usufruire dei benefici previsti da vasti istituti dello stato-sociale così come è attualmente organizzato, nei settori della sanità, scuola ed università, edilizia pubblica e case popolari, previdenza ed assistenza pubbliche in genere. In tal senso va rafforzata e resa veramente operativa, a tutti i livelli, la previsione normativa dell'articolo 25, comma 12, della Legge n. 223 del 1991, secondo cui l'iscrizione nelle liste di collocamento deve essere finalizzata unicamente all'avviamento al lavoro subordinato o all'erogazione dell'indennità di disoccupazione, lasciando alle modalità di riorganizzazione dello stato sociale, dei diritti di cittadinanza e dei servizi pubblici a ciò preposti, il compito esclusivo di accertare ed individuare gli aventi titolo e diritto a tali benefici;

- andrebbe, congiuntamente, prima sperimentata ad alcuni settori di intervento e poi, eventualmente diffusa, la possibilità di procedere alla formazione di elenchi e/o graduatorie di precedenza degli iscritti nelle liste del pubblico collocamento differenziati, oltre che per qualifiche professionali, per caratteristiche di omogeneità e condizione sociale, al fine di meglio calibrare ed indirizzare gli interventi di governo e di politica del lavoro, intesi a contrastare, ridurre la disoccupazione e favorire l'occupazione di determinate fasce sociali. Va assolutamente ricercato, a questo proposito, un sistema unico regionale di formazione delle graduatorie di precedenza valide per l'avviamento al lavoro che, superando gli attuali difetti di rigidità, assicuri maggiore flessibilità e rotazione;

- occorre, a tale riguardo chiaramente completare ed adeguare l'indispensabile supporto informatico, pur presente allo stato embrionale ed in maniera scollegata nelle diverse strutture per l'impiego attualmente operanti (sportelli informativi, enti locali, agenzia regionale, ecc.) per creare una rete telematica diffusa nel territorio, con un primo punto di interconnessione di livello regionale;

- in questo nuovo quadro si avrebbe la possibilità concreta di utilizzare lo strumento della formazione professionale con una valorizzazione degli attuali apparati;

impegna la Giunta regionale

a presentare, entro 90 giorni, un disegno di legge organico sul governo del mercato del lavoro in Sardegna che tenga, fra l'altro, conto dell'esigenza di procedere:

I. ad una rapida integrazione ed adeguamento qualitativo e quantitativo (riorganizzazione, diffusione nel territorio ed omogeneità di preparazione professionale) del personale attualmente utilizzato nelle diverse strutture che si occupano dei servizi per l'impiego e della gestione delle politiche del lavoro, partendo da professionalità che ci sono e di cui bisogna utilizzare al massimo le potenzialità, attraverso opportuni interventi formativi di affinamento, nell'ottica del cambiamento;

II. all'individuazione, in concorso con il Governo nazionale, di criteri per assicurare standard uniformi ed omogenei di qualità dei nuovi servizi regionali per l'impiego, su tutto il territorio nazionale;

III. alla creazione, in concorso con il Governo nazionale, di punti di interconnessione tra i servizi informatizzati, in reti telematiche, delle diverse regioni per un adeguato scambio di informazioni tendente a favorire la mobilità e la libera circolazione dei lavoratori occupati, disoccupati o in cerca di occupazione e delle imprese;

IV. ad una completa e dettagliata definizione delle risorse nazionali e regionali necessarie all'immediato funzionamento del nuovo sistema regionale e ad un rapido e certo reperimento delle stesse risorse;

V. ad una riorganizzazione territoriale che, partendo dalla situazione esistente, (assessorato regionale, uffici periferici del Ministero del lavoro ed eventuali iniziative in corso da parte di Enti locali, sportelli informa-giovani), risponda al meglio alle peculiarità della realtà sarda. (127)