Seduta n.457 del 30/03/2004
CDLVII Seduta
martedì 30 Marzo 2004
Presidenza del Vicepresidente Biggio
indi
del Vicepresidente Salvatore Sanna
La seduta è aperta alle ore 17 e 24.
FRAU, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del Martedì 24 Febbraio 2004, che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico all'assemblea che il consigliere regionale Felice Contu ha chiesto due giorni di congedo a far data dal 30 marzo 2004, e il consigliere regionale Pietro Fois ha chiesto congedo per la seduta del 30 marzo 2004.
Poichè non vi sono osservazioni i congedi si intendono accordati.
Comunico inoltre all'Assemblea che il Presidente della Giunta regionale, in applicazione dell'articolo 24 della legge regionale 7 gennaio 1977 numero 1, ha trasmesso l'elenco delle deliberazioni adottate dalla Giunta regionale nelle sedute 6, 13, 17 e 26 febbraio 2004.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno di legge:
"Proroga dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2004". (536)
(Pervenuto il 16 marzo ed assegnato alla terza Commissione.)
Annunzio di presentazione di proposte di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge:
Dai consiglieri SANNA NIVOLI - MURGIA - BIGGIO - USAI: "Norme sulla valorizzazione e promozione del termalismo in Sardegna". (535)
(Pervenuta il 15 marzo 2004 ed assegnata alla quarta Commissione.)
IBBA: "Norme in materia di attività e servizi necroscopici, funebri e cimiteriali". (537)
(Pervenuta il 18 marzo 2004 ed assegnata alla settima Commissione.)
DORE - SELIS: "Iniziative per il recupero e il reinserimento sociale dei detenuti". (538)
(Pervenuta il 18 marzo 2004 ed assegnata alla seconda Commissione.)
Risposta scritta ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
"Interrogazione ORRU' - CALLEDDA - FALCONI - SECCI - VASSALLO - IBBA - COGODI - DORE - FADDA - MARROCU - ORTU - PACIFICO - PINNA - PUSCEDDU - SANNA Emanuele - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS sulla proposta di PPUC (Piano Urbanistico Commerciale) predisposto dalla Provincia di Cagliari. (737)
(Risposta scritta in data 15 marzo 2004.)
"Interrogazione LICANDRO sul costo del denaro in Sardegna e in particolare nella provincia di Oristano". (750)
(Risposta scritta in data 16 marzo 2004.)
"MORITTU - PIRISI sulla mancata applicazione da parte degli istituti di credito dell'articolo 8 della L.R. n. 7/2003 che istituisce un fondo di garanzia integrativo regionale per favorire la concessione dei mutui prima casa ai cittadini che sono stati ad oggi esclusi per motivi di reddito". (735)
(Risposta scritta in data 23 marzo 2004.)
"PIANA sulla selezione 2002 dei Progetti Integrati Territoriali-SS3". (762)
(Risposta scritta in data 23 marzo 2004.)
"MORITTU - SANNA Salvatore - ORRU' sull'annullamento del concorso pubblico per n. 8 funzionari tecnici agronomi da assumersi presso l'Amministrazione Regionale, da parte del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sardegna". (754)
(Risposta scritta in data 29 marzo 2004.)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
LICANDRO, Segretario:
"Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sul parere delle Commissioni Tributarie di Cagliari e di Catanzaro sull'esenzione dal pagamento ICI (decreto legislativo del 30 dicembre 1992, n. 504) delle aree in zone di futura espansione (zone C e più - non urbanizzate)". (772)
"Interrogazione PINNA, con richiesta di risposta scritta, sul lauto incarico di collaborazione tempestivamente affidato dalla neo Direttrice Generale all'ex Direttore Generale dell'Assessorato del turismo, artigianato e commercio a partire dal giorno successivo alla sua collocazione in pensione". (773)
"Interrogazione LADU, con richiesta di risposta scritta, sulle indagini della Guardia di finanza in merito alla documentazione relativa alla produzione biologica". (774)
"Interrogazione MORITTU - PIRISI sullo stato di attuazione del programma di spesa previsto dalla legge finanziaria del 2003 per la progettazione generale e per le opere urgenti necessarie per la messa in sicurezza della strada statale Sassari-Olbia". (775)
"Interrogazione SCARPA - SANNA Giacomo - MANCA, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di abbandono della stazione ferroviaria di Porto Torres". (776)
"Interrogazione LICANDRO, con richiesta di risposta scritta, sulla distribuzione diretta nella provincia di Oristano degli ausili per incontinenti". (777)
"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sull'impianto di depurazione in fase di realizzazione nel Comune di Stintino". (778)
"Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata attivazione delle procedure concorsuali all'interno dell'ERSAT". (779)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.
LICANDRO, Segretario:
"Interpellanza SANNA Giacomo - SCARPA - MANCA sullo smaltimento dei rifiuti liquidi contenuti nella nave Panam Serena". (435)
"Interpellanza FALCONI - CUGINI - SPISSU - CALLEDDA - LAI - SANNA Alberto - SANNA Salvatore - MARROCU sull'avvio da parte della Commissione Europea di una procedura di infrazione nei confronti della Regione sarda per i finanziamenti a fondo perduto erogati col primo bando della legge regionale n. 9 del 1998". (436)
PRESIDENTE. Colleghi, all'ordine del giorno abbiamo, dopo le comunicazioni del Presidente, l'interpellanza numero 138 che ci comunicano deve ritenersi superata, per cui iniziamo dal punto 3 dell'ordine del giorno: interpellanza numero 362/A, Cogodi, Ortu, Vassallo sull'esplosione missile lanciato dalla base militare di Perdasdefogu in territorio del comune di Ballao. Se ne dia lettura.
LICANDRO, Segretario:
INTERPELLANZACOGODI - ORTU - VASSALLO sulla esplosione del missile lanciato dalla base militare di Perdasdefogu in territorio del Comune di Ballao.
I sottoscritti, appreso che:
1) nella giornata di mercoledì 16 aprile nel territorio del Comune di Ballao sono ricaduti pezzi di un missile Aster 30 lanciato dalle basi di Perdasdefogu ed esploso in aria;
2) la zona del Gerrei-Sarrabus nella quale è esploso il missile è situata all'esterno del poligono di sperimentazione;
3) risulta quanto mai irragionevole il tentativo di giustificazione addotto dalle Autorità militari secondo cui una parte del missile sarebbe finita fuori dal perimetro di sgombero perché "sospinta dal forte vento in quota";
4) nessuna ritenuta "problematica tecnica" può giustificare il rischio concreto e gravissimo che pesa sulla sicurezza delle popolazioni insediate nel loro territorio a causa di esercitazioni militari già di per sé grandemente limitative e distruttive dei beni territoriali di appartenenza delle Comunità locali;
5) risulta quanto mai incredibile e persino offensiva dell'intelligenza altrui la riaffermata "politica di trasparenza" delle esercitazioni militari nel poligono missilistico di Perdasdefogu, laddove tutto è sconosciuto e sottratto alla valutazione delle popolazioni e delle autorità civili locali, a partire dalle garanzie relative alla propria incolumità personale ed al diritto alla propria salute;
6) il Consiglio regionale ha già approvato, anche di recente, diverse risoluzioni di impegno politico per la Giunta regionale e per il Governo nazionale perché la Sardegna cessi di essere territorio militarmente impegnato e pesantemente condizionato nelle sue prospettive di progresso civile e di totale affermazione di una propria volontà di pace,
chiedono di interpellare il Presidente della Regione per conoscere:a) quali iniziative urgenti voglia adottare il Governo della Regione per garantire l'assoluta sicurezza delle popolazioni della Sardegna;
b) quali atti concreti siano stati compiuti per attuare le risoluzioni in merito già approvate dal Consiglio regionale.
Si chiede risposta con carattere di urgenza e si rappresenta sin d'ora la opportunità di una convocazione straordinaria del Consiglio regionale perché si riproponga intieramente e si definisca concretamente la questione vitale per i sardi dei vincoli, limitazioni, rischi e danni derivanti dalla crescente e sempre più invasiva attività militare, in funzione bellica, che si svolge in Sardegna. (362)
PRESIDENTE. Per illustrare l'interpellanza ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi.
COGODI (R.C.). Grazie signor Presidente, avremmo voluto che anche la interpellanza numero 362 potesse essere dichiarata superata e invece, purtroppo, non solo non è superata ma è di grave, anzi terribile attualità. La interpellanza porta la data del 18 aprile 2003, quindi quasi un anno fa, e volutamente noi abbiamo richiesto un'interpellanza redatta un anno fa rispetto ad altre interpellanze sullo stesso argomento, numerose presentate in epoca successiva e fino ai giorni scorsi in materia appunto di servitù militari e di pericoli non solo teorici, incombenti, ma di pericoli reali di danni, di attentati alla salute, che si verificano sulle popolazioni, sui viventi - anche gli animali e le piante - sull'habitat complessivo in diverse parti della Sardegna.
Si potranno presentare ancora in futuro tante interpellanze, vorremmo che non se ne debbano presentare e però risposte effettive, la Giunta, nessuna Giunta è in grado di darne mai, gli stessi atti adottati dal Consiglio, le deliberazioni solenni, le stesse leggi approvate da questo Consiglio in materia di sicurezza dei territori, delle popolazioni rimangono lettera morta e quando c'è un'emergenza tutti in diverso modo rappresentano dolore, costernazione, persino apparente indignazione e poi puntualmente ogni cosa viene archiviata, e si aspetta il prossimo missile che esploda sulla testa della gente, si aspettano i nuovi casi di lutto o di malformazione, si aspettano le prossime inchieste giornalistiche, come abbiamo potuto registrare nei giorni precedenti, dove a piene pagine i giornali più diffusi nella nostra Isola riportavano testimonianze dirette di gente duramente colpita, di ragazzi, i nostri ragazzi si usa dire, i ragazzi che sono militari, di nostri ragazzi che esponendosi, facendosi riconoscere...
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, scusi un attimo, qui non si riesce a seguire nè i brusii né il suo intervento, se l'Aula non si tranquillizza. Colleghi, per cortesia, prendete posto e vi ricordo che ci sono dei salotti appositi dove potete scambiare argomentazioni, ci sono delle sale dove potete continuare le vostre conversazioni. Non si riesce a sentire l'intervento dell'onorevole Cogodi e vorremmo poterlo seguire. Onorevole Giagu, grazie. Onorevole Floris, grazie. Prego onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Grazie Presidente, io mi rendo conto che ben altre preoccupazioni incombono e che ben altri pensieri frullano evidentemente nella mente di diversi colleghi. Parliamo di cose gravi e gravissime che arrecano enormi danni, ci riferiamo a quei ragazzi che fanno il soldato e che riferiscono agli organi di informazione che riportano queste testimonianze a piena pagina che hanno raccolto le pallottole, i proiettili all'uranio impoverito a mani nude nel poligono di Teulada, che altrettanto uso di uranio impoverito si fa da parte di diverse, chiamiamole società specializzate nella prova degli armamenti di guerra e soprattutto dei missili nella base di Perdasdefogu, dei soldati e dei familiari che piangono per la vita perduta o che è lì per essere persa, questi nostri ragazzi e le loro famiglie possono essere oggetto di inchiesta giornalistica ma non di attenzione minima in questa riunione oggi del Consiglio regionale. Riesce davvero difficile, io ringrazio davvero lei, Presidente, perché ha tentato inutilmente di esercitare un richiamo che almeno per materie di queste genere dovrebbe essere del tutto superfluo. Questa è la situazione, il nostro dovere era di rappresentare comunque ancora una volta queste questioni e questi temi col richiamo dell'interpellanza, con l'auspicio che la Giunta, oltre alle parole che, come dire, ritualmente vengono pronunciate in risposta a questo tipo di interpellanze, sia in grado di dare qualche elemento di novità e di iniziativa risolutiva.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere il Presidente della Regione.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Grazie signor Presidente, onorevoli colleghi. Il 16 aprile del 2003, intorno alle ore 17…
PRESIDENTE. Scusi onorevole Masala, scusi un attimo, colleghi, per cortesia, per cortesia colleghi non si può lavorare così. Onorevole Giagu, Rassu, grazie. Prego onorevole Masala.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Grazie, Presidente. Il 16 aprile 2003 intorno alle ore 17.00 tra Perdasdefogu e Ballao, in zona spopolata e all'esterno del perimetro del poligono interforze di Perdasdefogu si sono riversati dei frammenti del missili sperimentale Aster 30. L'informativa resa dalla Difesa, Ministero della difesa, sottolinea che le componenti in questione erano precipitate all'interno delle cosiddette aree di sgombero e solo una parte, sospinta dal forte vento in quota, è andata a finire in una zona disabitata senza provocare danni a persone o cose. La stessa informativa precisa che il missile era privo della testata di guerra e quindi senza esplosivo a bordo. Si è anche a conoscenza che nel poligono del Salto di Quirra le operazioni sperimentali venivano svolte dai vettori senza esplosivo a bordo e perciò attraverso vere e proprie simulazioni con l'utilizzo delle componenti meccaniche ed elettroniche e i lanci sperimentali sono sottoposti a controlli in grado di riprendere ogni momento di traiettoria sino all'impatto finale col bersaglio, posto di regola in zona di mare di cui è stato curato lo sgombero in precedenza. Sulla vicenda la difesa dello Stato ha già risposto puntualmente in Parlamento a due question time, rispettivamente l'8 maggio 2003 e il 17 settembre dello stesso anno, che sostanzialmente niente aggiunge a quanto brevemente relazionato e comunque in quella risposta letteralmente, a conclusione, si afferma: "Si può assicurare che la Difesa pone e continuerà a porre costante attenzione per limitare il disagio arrecato alla collettività direttamente o indirettamente dalle attività svolte dai poligoni militari. Come ulteriore elemento di positività rispetto alla vicenda si registra, come comunicato formalmente con nota odierna dello Stato Maggiore dell'Esercito, che è stato disposto il dissequestro del materiale coinvolto nell'evento che lascia intendere la chiusura senza danni della relativa inchiesta riguardante appunto il ripetuto missile Aster di cui al lancio MQEST3 (?) in data mercoledì 16 aprile 2003." Grazie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per dichiarare se è soddisfatto.
COGODI (R.C.). Il Regolamento prevede che si possa dichiarare soddisfazione o insoddisfazione. Io dovrei dichiarare in relazione alla risposta del Presidente della Giunta, indignazione. Perché rispondere in quest'Aula con la nota del Comandante militare di Perdasdefogu rilasciata a suo tempo, è veramente una cosa ridicola. Io pensavo che laddove almeno non c'è più il senso della responsabilità, potesse resistere almeno il senso del ridicolo. Potrebbe essere tutto qui la dichiarazione di soddisfazione. Una parola ancora: ma come fa un Presidente di Regione, ma come fa una qualsiasi persona normale in questa Isola a credere che sia stato il forte vento di quota a trasportare a decine e decine di chilometri a ridosso di un ovile, dove di norma ci sono anche pastori, un pezzo di missile in territorio di Ballao? Come si fa a credere che sia una folata di vento a trasportare oggetti che creano un cratere come hanno creato in quel caso? In quel di Ballao e qualche mese dopo, non dimenticatelo, in una vigna a Jerzu dove lavoravano fino ad un attimo prima quattro contadini? Che altro si può dire per manifestare non insoddisfazione ma indignazione? Dice il generale, se generale è, non so esattamente, non ricordo il grado, quel comandante di quella base militare era tutta una simulazione. Convincetelo voi, lo convinca lei, Presidente, quel pastore che se fosse stato vicino all'ovile sarebbe stato schiacciato, ucciso, li convinca lei quei quattro contadini di quella vigna di Perdasdefogu che erano simulazioni, giochini innocui! Qui può dire quello che vuole, purtroppo, siamo arrivati a questo e questo dovrebbe essere il luogo della responsabilità e massimamente della verità. Ma almeno lì a Ballao o a Jerzu o in altro luogo dove si creano danni evidenti, chiari, visibili, drammatici, provi a convincere qualcuno che è vero quello che lei qui ha riferito, che i comandanti militari hanno dichiarato e che anche altrove un sottosegretario sardo alla difesa, di nome Cicu, ha tentato di ripetere pedissequamente.
Discussione e approvazione del disegno di legge: "Proroga
dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio
della Regione per l'anno 2004 (536/A)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 536. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore. Mi rimetto alla relazione scritta, Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Io ritengo, Presidente e colleghi, che questo passaggio dell'autorizzazione al quarto mese di esercizio provvisorio proposto in Aula - che giorno è oggi? 30 marzo 2004 - non possa essere un passaggio da liquidare come un mero adempimento formale. Il 30 marzo 2004 la Giunta chiede un altro mese di esercizio provvisorio del bilancio della Regione non perché il Consiglio sta, come altre volte è accaduto, con ritardo definendo, ultimando l'esame delle carte contabili e quindi del bilancio annuale, pluriennale, di tutti gli allegati. No, la Giunta chiede un altro mese di esercizio provvisorio mentre la proposta di bilancio preventivo 2004 non risulta neppure ancora pervenuta al Consiglio regionale! Cosa mai accaduta nella storia ormai ultracinquantennale dell'autonomia regionale. Sarà che qualcuno dovrà dare qualche spiegazione su questo fatto gravissimo? Sarà che qualcuno dovrà dire qualcosa circa le ragioni, le cause, le mire, gli obiettivi, le strategie che sottendono un'azione così dannosa nei confronti dell'economia della Sardegna, ma nei confronti dei cittadini in questa Regione, siano essi lavoratori o imprenditori o comunque operatori in qualsiasi settore dell'economia o dei servizi? O è ammissibile che passi come un accadimento ordinario un fatto di questo genere? Io alla Giunta, che so essere totalmente insensibile, non chiederò più nulla, ma ai colleghi di opposizione, ben si sa, che esprimono questa obiezione, questa sensibilità, ma anche ai colleghi che dovrebbero essere quelli che reggono una maggioranza di governo bisogna chiedere se non hanno da dire una parola, che non può essere in ogni caso una scusante, non può essere un'attenuante, ma che sia almeno, se non intera, una parziale assunzione di responsabilità, un atto di onestà politica e intellettuale che non farebbe male.
Si chiede un altro mese di esercizio provvisorio perché non se ne può chiedere più di un mese, perché è l'ultimo: dal 30 marzo al 30 aprile si sono consumati i centoventi giorni, i quattro mesi che le regole prevedono per l'esercizio provvisorio del bilancio. E nel frattempo al Consiglio regionale non è neppure pervenuta la proposta di bilancio preventivo.
Vedete, quando si giudicano all'esterno queste cose, si dice: "La Regione. La Regione non ha ancora approvato il bilancio". Ma chi è la Regione inadempiente in questo caso? Non è neppure il Consiglio regionale, è la Giunta regionale che se non presenta il bilancio il Consiglio quando mai lo potrà esaminare? Certo, anche nel Consiglio c'è una diversa graduazione di responsabilità sul piano politico, sul piano fattuale nessuno può esaminare un bilancio che non c'è! Quindi singolarmente intesi e presi i consiglieri regionali, dal primo all'ultimo, eccezion fatta per quelli che sono anche Assessori, parrebbe non abbiano alcuna responsabilità. Sul piano politico è chiaro che tutti i consiglieri di maggioranza che tengono in piedi - mah, diciamo in piedi, che siano proprio in piedi non pare, un po' pencolanti, un po' insomma, un po' sbandanti - quelli che dicono essere il Governo della Regione, una responsabilità ce l'hanno, quella di far finta di essere una maggioranza, quella di far finta di essere una legittimazione a uno stato di cose che viaggia ormai ed è tutta dentro la illegalità. Ma a qualcuno viene da ricordare che i Parlamenti, ivi compreso questo, che è un'Assemblea legislativa, sono la fonte del diritto? E che non c'è cittadino al quale si possa chiedere di rispettare le leggi, di essere in regola, di avere senso della legalità se la fonte del diritto, questa, l'Assemblea legislativa si ritrova nella più totale illegalità? Se la fonte è inquinata, se la fonte è avvelenata e gli avvelenatori sono pure noti, sono lì, sotto il profilo politico ben s'intende, chi è che può invitare i cittadini a bere l'acqua avvelenata? Eppure parrebbe che questo sia un adempimento ordinario, qualsiasi, un tirare a campare, un passaggio tecnico. Ma quale tecnico? Voi avete il dovere di dire perché avete portato la Regione, qui intendendo la società sarda, a questo punto di maleficio, di danno reale che voi ritenete impunemente potete infliggere agli altri. Perché? Dovete almeno tentare di dire qualcosa, perché non vi dobbiate vergognare per troppo lungo tempo.
Il Regolamento, signor Presidente del Consiglio, assegna all'Aula, al parlamento quindi, trentasette giorni di tempo per svolgere la sessione di bilancio. E questa è una garanzia di efficienza, perché l'atto più complesso della Regione, l'esame del bilancio annuale e pluriennale e quanto vi è annesso e connesso, deve essere contenuto nell'ambito di una sessione specifica che si chiama di bilancio, che non dovrebbe superare i trentasette giorni. Oggi è il 30 di marzo, al 30 aprile scade la riserva dell'esercizio provvisorio, corrono trenta giorni, quei trentasette giorni delle regole, del Regolamento consiliare di cui lei, non persona, me ne guardo bene, ma funzione di garanzia di questo parlamento, lei, signor Presidente, dovrebbe essere geloso custode. Il Regolamento in base al quale lei presiede questa Assemblea esattamente le dice che il Consiglio regionale ha trentasette giorni di tempo. Al 30 aprile mancano trenta giorni, sette giorni sono già stati rubati al lavoro ordinario del Consiglio, ma non sono sette, perché il bilancio non è neppure arrivato, perché i trentasette giorni decorrono dal momento nel quale i consiglieri ricevono gli atti, quindi siamo in palese, reale, continuata, voluta illegalità.
E facciamo pure finta che le cose importanti del mondo sono tutte le altre, che la legalità delle istituzioni può essere calpestata, che la credibilità di un'Assemblea legislativa, io non dico, seppure volga al termine, soprattutto perché sta volgendo al termine dovrebbe dare senso di dignità, senso di sé, e invece tutto si crede che possa rotolare nella scarpata, come qualsiasi cosa, per forza d'inerzia. Non è così, questa Regione registra il più clamoroso fallimento politico che non è il fallimento della politica, come ad alcuno farebbe comodo semplificare; è il fallimento politico di una maggioranza e di un governo, quello di centrodestra, voi! Un fallimento sicuramente con frode, sicuramente, perché voi fate finta che neppure i termini, quelli essenziali per l'esame corretto del bilancio valgano; sicuramente con frode perché il Presidente che avrebbe dovuto a suo tempo attendere in via ordinaria queste incombenze, perché il bilancio potesse essere presentato nei termini di legge, entro settembre, chi doveva predisporre gli atti era quel Presidente di allora. Non che quello di oggi abbia meno responsabilità: ha quelle di prima e in più quelle di dopo! Ma quel Presidente è Mauro Pili, il quale dice che gli può essere consentito di fuggire dalla responsabilità e da questo Consiglio per andare a passeggiare per la Sardegna ora facendo finta che va a piedi, ora facendo finta che va con macchinetta all'idrogeno, ma sempre facendo finta di ingannare. Un Presidente che non predispone gli atti di bilancio e dovrebbe essere qui e deve essere qui oggi a dire perché non li ha predisposti, perché ha continuato a spendere i danari pubblici senza regola. Non sarà colpa di Mario Floris anche questo? Con tutte le colpe che ha, io immagino Mario Floris, essendo stato un collaboratore del centrodestra in questi anni, e quanti altri hanno sopportato, se non supportato integralmente questa maggioranza della vergogna, non gli vorremmo attribuire tutte le colpe, anche quelle degli altri? Non tutte le colpe di Pili sono anche di Mario Floris, e però questa si dice che è la politica. E'arrivato il momento di dire che questa è la mala politica, che questa è davvero quella di Pili, la politica dei politicanti, di chi ha il massimo di potere nelle sue mani e lo esercita male, lo spreca e non compie gli atti che doverosamente deve compiere e poi fugge e va per le strade della Sardegna a tentare di ingannare, perché di sicuro non inganna, a tentare di ingannare un pastore, un contadino, un giovane, un passante, un amministratore, a dire: "Contro tutti quelli della vecchia politica ci sono io, o ci sarò io, domani, della nuova politica". Ma la più vecchia delle politiche, il più vecchio che abbia potuto interpretare politiche vecchie si chiama Mauro Pili; alla grande, grandissima la sta interpretando, la vecchia politica! Dov'era in questi anni? Doveva essere almeno a compiere gli adempimenti ordinari, necessari per la Regione, almeno per limitare i danni che adesso inesorabilmente colpiscono la società e l'economia della Sardegna, senza bilancio. E nei tempi, nei giorni ormai neppure sufficienti nella previsione del Regolamento, è chiaro che si dirà che c'è un'emergenza, che il bilancio vero non si farà, che si farà un bilancio che si proverà a chiamare tecnico, che la colpa sarà della politica in astratto, che tutto sommato hanno fallito gli altri e non quelli invece che con frode hanno consumato questo clamoroso e storico fallimento.
Chi doveva fare le cose non le ha fatte e non dice perché non le ha fatte. Perché c'era la finanziaria nazionale di Berlusconi? A parte il fatto che Berlusconi è vostro e ve lo tenete tutto, e se la colpa è di Berlusconi è anche colpa vostra, perché insieme viaggiate, insieme pensate, insieme imbrogliate nella politica! Se la colpa fosse di Berlusconi, del Governo Berlusconi, non è certo un'attenuante, è un'altra aggravante per un Governo dell'autonomia, perché siete correi insieme a lui e in più tradite pure lo spirito dell'autonomia, perché anche nella difficoltà si può almeno tentare di contrastare il centralismo. E invece voi aspettate di essere strangolati dal centralismo e fate finta di essere autonomisti, e ringraziano. E quindi chi è responsabile dello scempio fugge, fa lo smemorato, non più di Collegno, ma di ogni altra parte della Sardegna e lo smemorato dimentica di essere stato Presidente fino a pochi mesi fa, di essere stato consigliere regionale sicuramente, si suppone, autorevole nel suo Gruppo e nella sua maggioranza, che poteva dire e fare qualcosa; lo smemorato pensa di essere contagioso al punto che tutti diventino smemorati in questa Regione e persino in questo Consiglio regionale.
In genere, quando si discute un provvedimento si discute il merito del provvedimento. Qui sono tre righe che dicono che si dilaziona un termine; deve essere chiaro che questa dilazione contiene tutta questa carica di eversione. Che cos'è l'eversione? Il fuoriuscire dal sistema delle regole. Che cos'è il colpo di mano che a livello alto, se riguarda lo Stato, si chiama colpo di Stato, qui si può chiamare colpo di Regione, ma forse più colpo di sole o comunque un colpo in testa, perché uno può far finta di dimenticare che dovendo esercitare la responsabilità, che avendo avuto il potere per anni non ha risolto i problemi e in più tenta di addossare all'insieme della politica e quindi della responsabilità collettiva le colpe che sono invece di chi non ha fatto quello che doveva fare.
Per cui, io concludo pure, mi parrebbe una cosa sconveniente che le parti politiche ma anche i singoli colleghi non dedichino in questa circostanza almeno una parola, una parola per dire ognuno che cosa avverte in questo momento nel quale si sta consumando non uno dei tanti imbrogli, ma si sta consumando uno dei fatti più gravi, uno degli attentati più miserevoli contro le istituzioni dell'autonomia. Io penso che sia doveroso dire questa parola, che appartenga al novero della buona politica ma che appartenga soprattutto al novero della onestà e, se proprio non si vuole arrivare fino ai confini della moralità, almeno della serietà dei propri comportamenti normali.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cogodi. Devo precisare tuttavia, non in merito alla parte politica, in merito alle precisazioni fatte dall'onorevole Cogodi che non siamo in condizioni di illegalità, diversamente non sarebbe stato possibile porre all'ordine del giorno l'argomento. Siamo nella legalità, poi il resto ci sta tutto. Ma non siamo in condizioni di illegalità. Punto. Per il resto non entro nel merito, non sarebbe all'ordine del giorno, lei ha affermato che siamo in piena illegalità e ha chiamato la Presidenza a rispondere di questo.
COGODI (R.C.). C'è una regola che non è rispettata, quindi siamo nella illegalità!
PRESIDENTE. Non siamo nella illegalità, punto. Finito il messaggio. La parola alla Giunta. Prego.
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie Presidente, solo per comunicare che è stata già firmata la lettera di trasmissione degli atti da parte della Presidenza, i documenti sono in viaggio e io ritengo già da domani mattina potranno essere in tutte le copie, così come previsto dal Regolamento, sul tavolo di ciascun consigliere.
COGODI (R.C.). Sono tre mesi che lo stanno dicendo.
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Proprio in relazione al fatto che siamo tutti concordi e consapevoli sulla necessità di arrivare velocemente ad una approvazione, auspico che il Consiglio stesso e l'Aula possa responsabilmente evadere rapidamente il documento, con riferimento alla situazione rappresentata dall'onorevole Cogodi di illegalità non ho alcunché da aggiungere se non il fatto a tutti ben noto che i termini di cui parliamo sono termini ordinatori e non perentori, quindi riteniamo di essere assolutamente all'interno del rispetto del quadro normativo. Grazie.
PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è favorevole alzi la mano. Per cortesia due Segretari, è ferma la votazione, sospesa. Per cortesia due Segretari. È stato chiesto il voto palese elettronico. Otto mani che appoggino la richiesta di votazione con scheda elettronica.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri SPISSU, Giacomo SANNA, Emanuele SANNA, LAI, VASSALLO, DORE, MORITTU.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CORDA - CORONA - DIANA- FANTOLA - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - PETRINI - PIANA - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - VARGIU.
Si sono astenuti i consiglieri: COGODI - DORE - LAI - MORITTU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SPISSU - VASSALLO.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 41
Votanti 33
Astenuti 8
Maggioranza 17
Favorevoli 33
(Il Consiglio approva).
Si sono astenuti Cogodi, Spissu, Sanna Emanuele, Sanna Giacomo, Lai, Vassallo, Dore, Selis.
Si dia lettura dell'articolo 1.
ORTU, Segretario:
Art. 1
1. L'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno finanziario 2004, già autorizzato con la legge regionale 29 dicembre 2003, n. 14, è prorogato, con le stesse modalità, sino al 30 aprile 2004.
2. Nei fondi di perenzione e negli altri fondi di riserva non si applica il frazionamento in dodicesimi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Solo per precisare che per astenuti intendiamo che lei intenda che gli otto che hanno chiesto una modalità di voto sono astenuti dal voto, non astenuti nel merito del provvedimento.
PRESIDENTE. È sempre così.
COGODI (R.C.). Sempre così, ma è meglio precisare.
PRESIDENTE. L'Aula conosce. In quanto richiedenti il voto. Preferisce che sia detto? Sarà detto la prossima volta: in quanto richiedenti il voto.
Poiché nessun altro domanda di parlare sull'articolo 1, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(È approvato)
Si dia lettura dell'articolo 2.
ORTU, Segretario:
Art. 2
1. La presente legge entra in vigore il 1° aprile 2004.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(È approvato)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge nel suo complesso. Chiedo ai consiglieri Lai, Fadda e Marrocu di dichiarare il proprio voto.
LAI (D.S.). Contrario.
FADDA (La Margherita-D.L.). Contrario.
MARROCU (D.S.). Contrario.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CORDA - CORONA -DIANA - FANTOLA - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - PETRINI - PIANA - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - USAI - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - COGODI - CUGINI - DEMURU - DETTORI - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORTU - PACIFICO - PIRISI - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCARPA - SELIS - SPISSU - VASSALLO
Si sono astenuti i consiglieri: SCANO - SECCI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 63
Votanti 61
Astenuti 2
Maggioranza 31
Favorevoli 35
Contrari 26
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Colleghi, è pervenuto in questo momento un ordine del giorno che chiaramente non abbiamo potuto riprodurre. E' l'ordine del giorno a firma, credo, di tutti o quasi, io non ho visto ancora il complesso, credo di tutti; sulla necessità di garantire la rappresentanza del popolo sardo al Parlamento Europeo. Se ritenete interrompiamo cinque minuti e ne diamo copia a ciascuno. Va bene? Cinque minuti stando in Aula, cinque minuti di sospensione non allontanandosi dall'Aula. Va bene? Cinque minuti di sospensione.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 20, viene ripresa alle ore18 e 27)
PRESIDENTE. E' stato distribuito. Chiedo al Segretario di darne lettura per sommi capi.
ORTU, Segretario:
ORDINE DEL GIORNO BALIA - SPISSU - CORONA - FADDA - SANNA Giacomo - MURGIA - CAPPAI - FLORIS - LADU - VARGIU - COGODI - SCANO - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CARLONI - CASSANO - CORDA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FALCONI - FANTOLA - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCCU - MASIA - MILIA - MORITTU - OPPI - ORRÙ - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SANNA Noemi - SATTA - SCARPA - SECCI - SELIS - TUNIS - USAI - VASSALLO sulla necessità di garantire la rappresentanza del popolo sardo al Parlamento europeo.
IL CONSIGLIO REGIONALE
a conclusione dell'esame del D.L. n. 536/A sulla proroga dell'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per il 2004;
PREMESSO CHE:
- il Governo italiano, dopo la sottoscrizione della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie, avvenuta il 27 giugno 2000, ha predisposto il disegno di legge di ratifica, approvato dalla Camera dei deputati il 16 ottobre 2003 e in attesa di essere approvato dal Senato (Atto Senato n. 2545);
- la Comunità europea ha prodotto un'ampia normativa in materia di tutela delle minoranze linguistiche, a partire dalla Conferenza di Helsinki sulla sicurezza e la cooperazione in Europa (1975), con le risoluzioni Arfè (1981), Kuijpers (1987), Killilea (1994), fino alla Carta europea delle lingue regionali e minoritarie del 1992 e alla Convenzione-quadro per la protezione delle minoranze nazionali del 1º febbraio 1995, ratificata dall'Italia ai sensi della Legge 28 agosto 1997, n. 302;
- l'articolo 15 di tale Convenzione-quadro stabilisce che gli Stati membri dell'Unione favoriscono la tutela delle minoranze nazionali per una effettiva partecipazione alla vita culturale, sociale ed economica dei singoli Stati e dell'Unione;
- per quanto attiene all'Italia si nota che non è adeguatamente tutelata la minoranza di lingua sarda, la quale, pur con una popolazione di 1.600.000 soggetti, è priva di una sua rappresentanza al Parlamento europeo;
- la sostanziale cancellazione della Sardegna e dei Sardi dall'Assemblea di Strasburgo è del tutto iniqua e inaccettabile, proprio sulla base dei principi ispiratori della legge e delle risoluzioni citate, delle "Carte" e "Convenzioni-quadro" dell'Unione Europea, in via di ratifica da parte dell'Italia;
- l'attuale Legge n. 18 del 24 gennaio 1979 sulle "Elezioni dei rappresentanti dell'Italia per il Parlamento europeo", non garantisce alla Sardegna i due rappresentanti cui avrebbe diritto in base alla consistenza numerica, tanto che sia le elezioni del 1994 che le scorse elezioni non hanno visto eletto alcun eurodeputato nel collegio Sicilia-Sardegna e che in assenza dell'auspicata separazione, tale situazione rischia di ripetersi nelle imminenti elezioni europee, data la superiorità demografica sicula che vede un rapporto di sei milioni di abitanti contro un milione e seicento mila sardi;
RILEVATO che l'estensione anche alla circoscrizione elettorale Sicilia-Sardegna delle tre preferenze, come previsto dal D.L. n. 356, proposto ed approvato dal Senato proprio come correttivo alle difficoltà dei sardi ad eleggere un rappresentante nel Parlamento europeo, non fa che accentuare il divario dal parco preferenze a cui possono attingere i candidati sardi e siciliani, penalizzando ulteriormente gli elettori sardi;
RIMARCATO inoltre che l'attuale sistema elettorale così com'è organizzato non salvaguarda il principio di rappresentanza per le regioni più disagiate, con significative peculiarità e che in quanto tali necessitano maggiormente di una rappresentanza che sia diretta espressione del territorio e delle sue esigenze;
EVIDENZIATO che data la peculiare posizione geografica sia rispetto alla penisola che alle altre regioni europee, sulla Sardegna insistono fortemente, in maniera molto più incisiva rispetto alla Sicilia, tutte le problematiche derivanti dalla insularità e dal conseguente isolamento, prime fra tutte quelle concernenti i trasporti, che da sempre ne rallentano lo sviluppo economico e sociale;
PRESO ATTO che i sardi sono stati riconosciuti depositari di una propria cultura e di una propria lingua e che la stessa Comunità Europea ha prodotto un'ampia legislazione sulla tutela delle minoranze linguistiche, tra cui la Convenzione-quadro per la protezione delle minoranze nazionali del 1° novembre 1995, il cui art. 15 stabilisce che gli Stati membri dell'Unione favoriscono la tutela delle minoranze nazionali per una effettiva partecipazione alla vita culturale, sociale ed economica degli Stati e della Comunità stessa, attuata per l'Italia dalla Legge 15 dicembre 1999, n. 482 concernente "Norme a tutela delle minoranze linguistiche", riconoscendo ai sardi un diritto che può essere tutelato con ricorso alla Corte di Giustizia Europea;
RITENUTO che la connotazione derivante dall'essere riconosciuti meritevoli di particolare tutela in quanto minoranza nazionale rende ancora più pressante la necessità che ai sardi venga garantito non solo l'astratto diritto di esercitare uno sterile diritto di voto, ma che, preso atto della perfettibilità dell'attuale legge elettorale - che da dieci anni ormai non consente ai sardi di eleggere un proprio candidato - si prevedano concreti correttivi atti a consentire ai sardi di eleggere i propri rappresentanti in seno al Parlamento europeo;
SOTTOLINEATO che il Consiglio regionale in data 1° febbraio 2003 ha approvato la proposta di legge nazionale per la "Modifica alla Legge 24 gennaio 1979, n. 18, in materia di elezione dei rappresentanti italiani al Parlamento Europeo", in cui si prevede la suddivisione dell'Italia, per l'elezione dei propri rappresentanti nel Parlamento Europeo, in 21 circoscrizioni ciascuna corrispondente ad una regione ed alla provincia di Trento e Bolzano, la garanzia che anche le regioni a bassa consistenza demografica eleggano un parlamentare, la riduzione del numero delle firme necessarie per la presentazione delle liste, il richiamo all'esigenza di salvaguardare la peculiare condizione di minoranza linguistica e storica;
APPRESO che la Commissione Affari Costituzionali del Senato ha recentemente respinto, nel corso della discussione delle modifiche alla legge per le elezioni al Parlamento europeo, tutti gli emendamenti - proposti dai parlamentari sardi di entrambi gli schieramenti - per la divisione delle circoscrizioni elettorali e che ancora una volta si vuole negare ai sardi il diritto di vedersi rappresentati in Europa;
OSSERVATO che l'assenza di un parlamentare europeo ha certamente prodotto gravi danni alla Sardegna, che proprio in questo scorcio di legislatura si è vista escludere dalle regioni comprese nell'obbiettivo 1, nonostante le gravi carenze strutturali e l'isolamento geografico che avrebbero potuto e dovuto consentirne la permanenza all'interno del suddetto obbiettivo;
EVIDENZIATO che è in corso di esame al Senato il D.L. n. 2791 bis, che riguarda "Norme elettorali e per il Parlamento europeo" ed il calendario dei lavori del Senato prevede la fine della discussione e votazione nelle giornate del 30/31 marzo e 1° aprile,
impegna il Presidente della Regione
- a porre in essere tutte le iniziative necessarie atte a consentire ai sardi di esprimere un proprio rappresentante nel Parlamento europeo fin dalle future imminenti elezioni;
- a richiedere in particolare, a tutti i parlamentari sardi, di rendersi promotori di un emendamento al testo del disegno di legge n. 2791 bis, che integri l'articolo 12, comma 9, della Legge n. 18 del 1979 sulle "Elezioni dei rappresentanti dell'Italia al Parlamento europeo" con la previsione della presenza della minoranza di lingua sarda,
impegna il Presidente del Consiglio
ad inviare il presente ordine del giorno ai Presidenti della Camera e del Senato. (1)
PRESIDENTE. Colleghi, prima di votare c'è qualche dichiarazione di voto? Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (S.D.I-S.U.). Presidente, in maniera molto rapida, soltanto per richiamare la sua attenzione e quella dei colleghi sull'importanza dell'ordine del giorno che questo Consiglio regionale si appresta a votare. Un ordine del giorno unitario sulla esigenza di istituzione del collegio unico in Sardegna, separato da quello siciliano per le prossime elezioni europee. Nei giorni scorsi la Commissione Affari Costituzionali in Parlamento ha rigettato tutte le proposte di legge che al riguardo erano state presentate, aggiornando anzi e sostenendo che questo aggiornamento avrebbe favorito le regioni, quali la Sardegna, ad un progetto di legge che prevede che le preferenze anziché una, per il Parlamento Europeo, possano diventare tre, cosa che anziché agevolare situazioni quali quella sarda, laddove il rapporto tra la nostra popolazione e quella siciliana è un rapporto di uno a quattro o a cinque, finisce con lo svantaggiare ulteriormente la Regione Sardegna. Con l'ordine del giorno si richiama l'attenzione del Parlamento che in questo momento sta già esaminando la proposta legislativa sul riordino per quanto riguarda le elezioni europee e si fa riferimento sia all'esigenza della Sardegna, collegio unico separato dalla Sicilia, sia all'altra esigenza, quella delle minoranze linguistiche che pure sono tutelate da apposita legge dello Stato.
Su questa base, Presidente, io credo che un ordine del giorno votato dall'intero Consiglio regionale, e rapidamente inviato all'attenzione del Parlamento, possa servire per esercitare quel giusto ruolo e quella giusta pressione nei confronti dei parlamentari che stanno esaminando il disegno di legge di iniziativa nazionale. Con questo obiettivo non solo dichiaro il voto favorevole del Gruppo, ma chiedo a tutti i colleghi di esprimersi naturalmente in maniera favorevole al presente ordine del giorno.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'ordine del giorno lo metto in votazione, così come testo a vostre mani.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'ordine del giorno così come letto. Chi lo approva alzi la mano.
(È approvato)
PRESIDENTE. Passiamo al punto 5 dell'ordine del giorno: proroga dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio interno del Consiglio. Gli Assessori sono pregati di lasciare il posto ai questori cinque minuti. Ha facoltà di parlare il consigliere Cassano per illustrare il punto 5.
CASSANO (RIF. Sardi), questore. Signor Presidente, analogamente a quanto abbiamo fatto poc'anzi dobbiamo approvare l'esercizio provvisorio del Consiglio, il quarto mese dell'esercizio provvisorio, quindi ci rimettiamo alla relazione scritta e chiediamo all'Aula di votare questa proposta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Viviamo una stagione, signor Presidente, colleghi, nella quale anche le cose che sembrano ovvie non sono ovvie. Si allunga di un altro mese la gestione provvisoria del bilancio della Regione e, pertanto, anche di un altro mese la gestione provvisoria del bilancio del Consiglio, si riterrebbe per le spese ritenute indispensabili, obbligatorie, di normale funzionamento del Consiglio regionale. Però anche il bilancio del Consiglio regionale merita un esame molto approfondito e bisogna avere la possibilità e il tempo di fare questo esame. Il disastro finanziario, la bancarotta della Regione, come già detto più di una volta da qualche altro collega, la bancarotta fraudolenta trascina anche un tratto di fraudolenza nella bancarotta del Consiglio; si può ancora fare finta di niente tanto c'è gente che pensa che il valore delle cose è dato non dalle cose in sé, ma dal tempo nel quale avvengono o dal luogo nel quale si collocano e invece il valore delle cose è dato dalle cose in sé.
Io vorrei conoscere, so che nessuno risponderà, vorrei che rispondesse il Presidente del Consiglio ma mi dirà che ci sono i questori. Di questori ne vedo due, non so se risponderà la collega Lombardo, questora, se risponderà il collega Cassano, questore. Ma vorrei conoscere come può accadere che in questo Consiglio regionale non funzionino da anni servizi elementari, essenziali per il buon lavoro di chi vuole lavorare, quindi consiglieri che vogliono lavorare e non sempre chiacchierare, ma anche per i dipendenti del Consiglio che vogliono lavorare e che in gran parte hanno anche delle incombenze delicatissime, di altissima responsabilità; com'è che accada che in questi luoghi, in questo cosiddetto palazzo, dalle apparenze così importanti, in realtà mostruose all'esterno - parlo della mostruosità architettonica dall'esterno - come può accadere che in questo palazzo si passino estati lunghe e torride senza che vi sia neppure un ricambio d'aria, un condizionatore d'aria per oltre la metà dell'anno per chi ci lavora, e c'è tanta gente che qui lavora, e però non si può sistemare un condizionatore d'aria, non si può respirare - per chi ci sta naturalmente -, però ci sono altre imputazioni di spesa che improvvisamente emergono, che qualche volta neppure tutti i consiglieri sapevano che potevano esistere, che valgono miliardi. Chiedo, in termini contabili come è possibile?
Si attivano in questo Consiglio regionale concorsi, ne ha parlato di recente un collega autorevole, il collega Gian Mario Selis, che essendo stato anche Presidente del Consiglio per cinque anni, mi pare, comunque per diversi anni, ed essendo persona munita di buone conoscenze tecniche, parlo di tecnica di amministrazione, deve pur avere elementi di valutazione sufficienti per ragionare e dire e rappresentare all'opinione pubblica, così come in altre circostanze più di uno di noi ha rappresentato anche in quest'Aula, solo che si ascolta poco e anche all'esterno si riporta quello che si ritiene che possa essere, chissà perchè, più interessante per la gente, perchè è chi filtra, è chi seleziona che decide quello che interessa alla gente. Alla gente, nel bene e nel male, dovrebbe interessare, poco poco almeno, tutto quello che accade qua dentro, poi valuterà la gente, appunto, se una cosa che qua dentro accade è rilevante o è meno rilevante, se è apprezzabile o se è disdicevole, senza che nessuno si arroghi il diritto di decidere a monte che cosa ritiene che interesserà alla gente. Si attivano in questo Consiglio regionale mega concorsi mostruosi che abbiamo detto qualche settimana fa ancora - alcuni di noi - che costano, per assumere sei persone, tanto quanto basterebbe per far vivere bene sessanta-centoventi persone, solo le procedure del concorso anche per figure professionali non di altissima specializzazione, cioè quelle per le quali tutte le pubbliche Amministrazioni chiedono a un ufficio che esiste, un numero doppio o triplo delle persone.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, lei è completamente fuori ordine del giorno.
COGODI (R.C.). No, io sto parlando del bilancio del Consiglio.
PRESIDENTE. Qui stiamo parlando di esercizio provvisorio e non di bilancio.
COGODI (R.C.). Sto parlando del bilancio del Consiglio.
PRESIDENTE. Nei termini in cui si parla di bilancio lei sta... un presupposto che non ha valenza perchè il presupposto è fasullo. Al di là del presupposto che non ha valenza lei sta parlando adesso di un'altra cosa che non ha nulla a che fare col rinnovo di quell'autorizzazione dell'esercizio provvisorio. Sta parlando in termini, riferito al bilancio, e semmai sta parlando dell'uso del bilancio che non ha nulla a che fare con l'autorizzazione all'...
COGODI (R.C.). Sto ponendo quesiti ai signori questori.
PRESIDENTE. Io dovevo fare la mia osservazione, prosegua pure.
COGODI (R.C.). La ringrazio e comprendo lo spirito con cui Ella vuole difendere l'indifendibile, però io sto parlando del bilancio del Consiglio, delle spese del Consiglio, non sto parlando d'altro e rivendico il diritto di poter parlare delle spese del Consiglio e rivendico il diritto di poter dire, ancora una volta, con voce ferma, che ci sono spese in questo Consiglio regionale che non sono giustificate, che ci sono deficienze nei servizi che sono inammissibili, che c'è una gestione in questo Consiglio regionale che è riprovevole, che il Governo interno di questo Consiglio regionale merita una punizione o comunque una censura e io, componente di questa Assemblea, rappresentante di una parte di quel popolo al quale ci riferiamo, protesto, e non è la prima volta che lo faccio, perchè si tiene la gente che lavora qua dentro in condizione per più di mezzo anno di non poter respirare ed emergono invece capacità di spesa miliardaria, sempre dall'interno di questo bilancio del Consiglio, quello definitivo e quello provvisorio, quello intero e quello per parti, per attività disdicevoli com'è un concorso che chiama settanta - ottantamila persone e le incomoda e gli fa spendere settanta - ottanta e più euro solo per la domanda, per funzioni che se non sono funzioni specialistiche possono essere acquisite in due settimane, come fanno tutte le buone pubbliche Amministrazioni, chiamando il doppio e il triplo degli idonei e verificando chi tra quel triplo, tra trenta - quaranta e cinquanta che hanno un'idoneità, è il più idoneo per quella mansione. Perchè certo che è importante porgere un bicchiere d'acqua con educazione anzichè con maleducazione, ma a parte che uno lo può porgere educato al commissario e maleducato a chi lo dovrà dare dopo domani, per acquisire funzioni di profilo non specialistico ci sono i sistemi che non debbono portare a illudere decine di migliaia di persone, a incomodarle pure e a illuderle soprattutto. In campagna elettorale ma è possibile che tutto sia architettato perchè venti - trenta - quarantamila persone pensino di poter essere assunte sette - otto il giorno dopo le elezioni e questo concorso si deve svolgere in questi mesi? Perchè ho letto nel giornale pagine intere di nomi e cognomi e le pagine intere di giornale costano, lo so anch'io che costano, lo sappiamo tutti. Che fino a maggio, un pochino sotto giugno, arrivano alla lettera, cosa può essere? Q dell'alfabeto, in modo che rimanga la Z a luglio o a settembre e quindi nel frattempo si sono illuse decine di migliaia di persone. Ed è vero che ci sono migliaia di persone che ci fermano in strada e ci dicono: "Guardi che mio figlio è disoccupato da anni, ha fatto quella domanda, gli può dare una mano?" e chissà quanti dicono: "Farò il possibile" ben sapendo che non possono farci nulla, perchè questo è un grande imbroglio. E per le funzioni alte di professionalità non c'è bisogno, che sono le funzioni più delicate, le funzioni alte di professionalità in un'Assemblea parlamentare sono le funzioni più delicate, che andrebbero selezionate in un novero di persone che già hanno titoli di qualificazione, attraverso luoghi di studio e di ricerca, l'università e quant'altro, che può fornire alle istituzioni, dove si fanno le leggi, il massimo grado di specializzazione. E anche lì non c'è bisogno di illudere migliaia e migliaia di giovani appena laureati perchè per le funzioni alte di un'Assemblea parlamentare servono le specializzazioni migliori e le qualità professionali migliori di cui una comunità può disporre, perchè è un servizio che deve essere reso a tutti, all'Assemblea legislativa e ai cittadini verso i quali e per i quali si fanno le leggi.
Sono quindici anni che in questo Consiglio si tentano mega concorsi che regolarmente poi vengono annullati, se non di più di quindici anni, magari venti, sono venti anni che si indicono mega concorsi che costano miliardi per società informatiche e poi si bloccano e però bisogna pagare e credo che questo Consiglio stia ancora pagando debiti o penali per concorsi di quindici anni fa o venti che non si sono conclusi. Tutto questo accade e tutto questo va letto, va trovato. Dov'è, cari questori, in questo bilancio? Dov'è questa previsione, dov'è la chiarezza di questa esposizione? Per dire dei concorsi e per non dire di tante altre cose malfatte che emergono e che qualche volta invece si vorrebbe sommergere, e però tuttavia emergono, ogni tanto se ne sa, e che gravano sul bilancio del Consiglio.
Io so bene che questo è il provvisorio di ancora un mese, e quindi arriveremo a un bilancio che sarà quello dei prossimi otto mesi da qui a non molto, per cui ai signori questori che non fossero in grado di rispondere compiutamente oggi, io vorrei suggerire che si preparino nella materia e che rispondano adeguatamente quando si tratterà il bilancio dei prossimi otto mesi, l'altro pezzo, perchè questa ed altre questioni debbono essere esposte con chiarezza a quest'Aula e all'opinione pubblica. Ecco perchè sono in tema, ed ecco perchè sono in tema quando dico anche che la censura grave che accompagna il Governo della Regione, intendendo la Giunta regionale e il Governo esterno, uguale censura grave accompagna la conduzione del Governo interno che per molti versi, dovendo essere la stella polare, dovendo essere il riferimento dell'assoluta legalità ed efficienza, uso queste espressioni, non uso trasparenze perchè... per carità! Uso legalità, regolarità ed efficienza, queste sono le espressioni che a me di più piace usare, però in ragione di queste categorie o valori, per meglio dire, concettuali, io prego il Collegio dei questori, il Presidente e i suoi Vice, l'Ufficio di Presidenza, chiunque ha parte nel predisporre il bilancio del Consiglio, l'altra parte, anche in ragione di quessto, di dare tutte le spiegazioni e di prevedere le spese davvero necessarie e di dare conto per come troppi miliardi possono essere sprecati per concorsi fasulli; ma sapete perchè comunque è fasullo un concorso di quel tipo? Non perchè, come dire, ci sia chi imbroglia, quel commissario che imbroglia, io questo non lo so, non lo posso sapere, non voglio neanche pensarlo, non voglio manco pensarlo, è fasullo il concorso per com'è architettato, per sua natura è fasullo, perchè il concorso tende a selezionare i migliori, e questo tipo di concorso è impossibile che possa selezionare i migliori. Come si fa a selezionare i migliori porgitori di un bicchiere fra trentamila persone? Ma ci vorrebbe uno studio di trent'anni e poi quando è finito lo studio quello ha già la pensione, non lo deve manco assumere; come si fa? Ecco dov'è il punto, è nell'impostazione che non è manco politica, è parapolitica, è primordiale, è istintuale, è mirata a non migliorare i servizi essenziali tutti, quelli alti e quelli intermedi e anche quelli più generici, essenziali tutti in un'Assemblea rappresentativa. Ma questo tipo di organizzazione, che non è veramente concorsuale, non è funzionale alla migliore selezione, quindi non può fare il concorso vero. È mirata invece a creare aspettative, a promettere massivamente assunzioni, ad illudere per anni gente, a danneggiarli pure, perchè gli si chiedono pure spese che non dovrebbero fare, almeno fosse tutto gratis questo tipo di concorsi. Almeno mandasse l'Ufficio di Presidenza le macchine di rappresentanza a quei ragazzi che devono fare la selezione per trasportarli; manco per idea!
Ricordo che solo per un certificato medico c'era una spesa di, mi pare, 30 euro, quindi 60.000 lire, solo per uno dei certificati che devono accompagnare la misurazione dell'altezza, manco medico, che medico?! Da muratore, per un'opera da muratore, perchè anche l'altezza è un fatto costitutivo della bontà del servizio. E l'avevamo detto, sembrava ironia, ma quale ironia? Ma come si può permettere ancora un essere umano, se è umano, a pensare che uno che misura un centimetro di meno sia incapace di svolgere un'attività uguale a quella che svolge uno che misura un centimetro di più. Ma come si permette? Chiunque sia, fosse anche Edoardo Usai che quel centimetro in più ce l'ha visto che protesta e non per questo, da quell'altitudine - politica, ben si intende - può commentare a voce alta gli interventi dei colleghi.
PRESIDENTE. Poichè nessun altro è iscritto a parlare metto in votazione, previa lettura della delibera, l'autorizzazione del bilancio provvisorio.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Metto in votazione. Chi è favorevole?
COGODI (R.C.). Chiedo la votazione nominale.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri DETTORI, PUSCEDDU, FADDA, GRANELLA, DEMURU, VASSALLO, MASIA.)
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cogodi per la seria e fattiva collaborazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio interno del Consiglio.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CORDA - CORONA - FANTOLA - FLORIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MURGIA - PIANA - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SECCI - TUNIS - USAI -VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: COGODI - VASSALLO.
Si sono astenuti i consiglieri: BALIA - CALLEDDA - CUGINI - DEMURU - DETTORI - FADDA - FALCONI - GRANELLA - LAI - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORTU - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SPISSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 56
Votanti 35
Astenuti 21
Maggioranza 18
Favorevoli 33
Contrari 2
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Punto 6 all'ordine del giorno: dimissioni Consigliere Pili. Colleghi, vi è stata già letta la lettera ed anche distribuita a ciascuno di voi la lettera di dimissioni dell'ex Presidente Pili. Se non ci sono discussioni si intendono accordate le dimissioni. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Io vorrei innanzitutto, Presidente, chiedere che possa essere adottata un'inversione dell'ordine del giorno e che quindi il Consiglio...
PRESIDENTE. Scusi qui stiamo già discutendo.
COGODI (R.C.). C'è quest'argomento.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, abbiamo già iniziato l'argomento. Una pregiudiziale? Prego.
COGODI (R.C.). Siamo al punto dell'ordine del giorno che prevede le dimissioni dell'onorevole Pili e io sto intervenendo per chiedere un'inversione dell'ordine del giorno che consenta che, prima di questo punto, il Consiglio possa esaminare la mozione relativa alla diga di Monte Perdosu e lo dico perchè le due questioni sono connesse, perchè avere nel Consiglio regionale anche la presenza dell'onorevole Pili nel discutere la mozione sulla diga di Monte Perdosu a noi proponenti originari, iniziali proponenti della mozione, conviene e quindi brutalmente possiamo affermare che avendo una convenienza la dichiariamo. Perché ci conviene? Perché il presidente Pili - il titolo rimane - percorrendo non più la passerella, ma un ponte, di quelli normalissimi che oggi esistono su tutti i fiumi, del Flumendosa, lì ha pure detto a quelli che è riuscito ad incontrare di lì, che erano pochi, ma anche ai diversi consiglieri regionali di qui che lo accompagnavano in quel di Armungia, lì ha detto: "Sulla diga di Monte Perdosu ci siamo sbagliati, la Regione deve modificare quella decisione. Hanno ragione le popolazioni che non la vogliono e siccome noi dobbiamo ascoltare la gente io ho questa opinione". Non vorrei che lui prima ha approvato e finanziato la diga di Monte Perdosu, poi va lì da quei cittadini a dire che è d'accordo con i cittadini che sono contrari, poi, adesso che qui si deve decidere lui se ne va e quindi non si può sottoporre a vaglio di coerenza e di serietà un comportamento così contraddittorio che invece si risolve nel momento nel quale il Consiglio regionale, io immagino unanimemente, posto che anche l'Assessore dei lavori pubblici si è recato da quelle parti…Sto illustrando, ho finito, le ragioni della proposta ...
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, lei sta chiedendo un'inversione dell'ordine del giorno, però non può fare una conferenza su quello che semmai potrebbe fare e potrà fare se si decide di invertire l'ordine del giorno. La prego, per cortesia si limiti a esporre, perché non è che i regolamenti li faccia solo lei.
COGODI (RC). Esponevo, Presidente, le ragioni che… D'altronde non sto sottraendo tempo a nessun altro, non parla nessuno, c'è la congiura del silenzio, almeno i miei tempi ritengo di poterli utilizzare. Ho solamente detto quali sono secondo me le ragioni per le quali reputo utile che si proceda a un'inversione dell'ordine del giorno e si discuta prima la mozione sulla diga o meglio sulla non diga di Monte Perdosu e sulla salvezza del Flumendosa e poi le dimissioni dell'onorevole Pili.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, io non ritengo assolutamente che ci siano spazi per una cosa del genere. E' un fatto privato che attiene ad ogni persona, alla libertà di ognuno, lei che difende sempre le libertà di ciascuno, di continuare, proseguire o no l'attività consiliare. L'onorevole Pili, io ho rispetto sia dell'onorevole Pili sia dell'onorevole Cogodi, in momenti di questo tipo, ha fatto una scelta e non vedo perché lo devo prendere e portare qui perché l'onorevole Cogodi si vuole divertire e vuole indagare e vedere sulle situazioni, cosa ne pensava prima, cosa ne pensa adesso. Non c'entra proprio, lei si vuole divertire sulla pelle di uno che ha fatto un'altra scelta. Lei non può intervenire nella sfera delle decisioni di un altro, assolutamente decisioni personali nel momento in cui decise di dimettersi da quest'Aula.
Lei pretende che chi si assenta dica perché si è assentato, che gli dica anche cosa è andato a fare, a che ora è andato, a che ora è rientrato.
COGODI (R.C.). No, no, si sbaglia!
PRESIDENTE. Lei ha questa sorta di mentalità che viola, ma violentemente, fa violenza alla libertà di ciascun cittadino. Lei che è difensore delle libertà, lei che è un libertario, mi meraviglia, mi meraviglia!
Per me non ci sono i termini, quindi si prosegue con l'ordine del giorno. Se ci sono interventi sulle dimissioni dell'onorevole Pili, diversamente chiudiamo la pratica, e mettiamo agli atti la richiesta di dimissioni.
COGODI (R.C.). Viola la privacy proporre un'inversione dell'ordine del giorno?
PRESIDENTE. Può parlare uno per Gruppo, per cortesia. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà. Poi faremo decidere all'Aula.
SPISSU (D.S.). Io parlo a favore della richiesta dell'onorevole Cogodi di inversione dell'ordine del giorno. Noi voteremo a favore della sua richiesta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Presidente, vorrei che su questa questione fossero ben distinti due aspetti. Un aspetto per quanto attiene al merito della questione sollevata dall'onorevole Cogodi con la mozione, cioè sulla diga di Monte Perdosu, che riguarda in particolare i comuni di Villasalto e di Armungia, e che sulla questione comunico all'onorevole Cogodi che proprio un incontro dell'onorevole Pili con gli amministratori, i cittadini di quei comuni lo ha impegnato, quando ancora svolgeva le funzioni di... prima che comunicasse all'Aula le sue dimissioni, si era impegnato e con lui si è impegnato tutto il Gruppo di Forza Italia, si è impegnato il partito di Forza Italia proprio perché quella istanza che viene dagli amministratori e dai cittadini di Villasalto e di quel territorio venisse accolta. Per cui noi siamo in linea di principio d'accordo perché quella diga appunto non si faccia, non si realizzi, però la questione sulla richiesta di inversione dell'ordine del giorno posta dall'onorevole Cogodi non ci trova assolutamente d'accordo. Questo fatto di voler strumentalizzare un fatto individuale che va come tale rispettato, con una forte valenza politica, che come tale va rispettata, non può essere confuso con appunto la necessità di anteporre argomenti all'ordine del giorno. Ecco perché, onorevole Cogodi, il rischio è che il problema che lei ha posto, se lei lo sventola a fini propagandistici rischia di non essere affrontato nella giusta misura e con la dovuta serietà in Aula, quindi l'invito è, perché ci trova d'accordo su quella battaglia, a valutare bene i tempi e i modi e riteniamo che l'ordine del giorno debba proseguire come da calendario.
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, io pongo in votazione, perché poi ho già visto com'è l'orientamento dell'Aula. Ricordo all'Aula che l'inversione viene decisa con la maggioranza di due terzi dei votanti.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della richiesta di inversione dell'ordine del giorno.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - COGODI - DEMURU - FADDA - FALCONI - GRANELLA - IBBA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORTU - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Emanuele - SANNA Salvatore - SPISSU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CORONA - DIANA - FANTOLA - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MURGIA - PETRINI - PIANA - PILO - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - USAI - VARGIU.
Si sono astenuti i consiglieri: CORDA - SANNA Gian Valerio.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 48
Votanti 46
Astenuti 2
Maggioranza 31
Favorevoli 17
Contrari 29
(Il Consiglio non approva).
Dimissioni del consigliere Pili
Poiché nessun altro domanda di parlare sulle dimissioni dell'onorevole Pili, si intendono accettate. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). E' stata comunque espressa contrarietà all'ipotesi di dimissioni dell'onorevole Pili, quindi in ogni caso non è una presa d'atto, ma deve essere sottoposta a votazione.
PRESIDENTE. Non l'ha chiesto, lei ha chiesto l'inversione dell'ordine del giorno, adesso chiede che venga posta... Sottoponiamo, prego, prego.
COGODI (RC). Allora lei mi costringe a intervenire, lei mi costringe a motivare.
PRESIDENTE. Prego, prego. Il Regolamento va rispettato, me l'hanno ricordato e devo rispettare e tenere conto, non c'era richiesta e si procedeva. Essendoci la richiesta adesso procediamo. Grazie.
Chiariamo la modalità di votazione: si vota con voto elettronico segreto, trattandosi di persona, ai sensi dell'articolo 85 della legge regionale 6 marzo 1979, numero 7. Mettendo in votazione a scrutinio segreto si intende che chi accetta le dimissioni vota verde, chi non accetta le dimissioni vota rosso.
Ha domandato di parlare il consigliere Corda. Ne ha facoltà. Non può fare dichiarazione di voto, le ricordo.
CORDA (Gruppo Misto). Sì, si può fare dichiarazione di astensione.
PRESIDENTE. Solo per astensione, prego.
CORDA (Gruppo Misto). Per la verità, trattandosi di un argomento che riguarda le dimissioni di una persona che non ha caratterizzato la sua attività in Consiglio per una costante presenza, anzi risulta essere il più grande assenteista di questo Consiglio, quindi il fatto che adesso chieda che il Consiglio accetti le dimissioni affinché lui possa continuare a fare la campagna elettorale mi sembra un argomento talmente poco serio e per questa ragione il Movimento non parteciperà a questo voto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Signor Presidente, noi abbiamo già detto quando è pervenuta al Consiglio regionale la lettera con la quale l'onorevole Pili ha comunicato la sua intenzione di dimettersi, che si trattava di una pagliacciata e di un'inutile trovata propagandistica. Continuiamo a ritenerla tale, per cui noi non parteciperemo alle operazioni di voto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, della presa d'atto delle dimissioni del consigliere Pili.
Risultato della votazionePresenti 29
Votanti 29
Maggioranza 15
Favorevoli 19
Contrari 10
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPPELLI - CAPPAI - CORONA - DIANA - FANTOLA - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MURGIA - PETRINI - PIANA - PILO - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - USAI - VARGIU.
Colleghi è mancato il numero legale. Ci vediamo alle 19 e 50, con la presidenza Sanna.
(La seduta sospesa alle ore 19 e 17, viene ripresa alle ore 19 e 57.)
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SALVATORE SANNA
PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che siamo in sede di votazione a scrutinio segreto. Stiamo votando sul punto 6 dell'ordine del giorno: dimissioni del consigliere Pili. Trattandosi di persona è obbligatorio il voto segreto. Onorevole Orrù, per dichiarare l'astensione, immagino, prego.
ORRU' (D.S.). Grazie, Presidente, sì, per dichiarare la mia astensione e per confermare la non partecipazione al voto dei Gruppi di opposizione per queste dimissioni farsa.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di astensione il consigliere Corda. Ne ha facoltà.
CORDA (Gruppo Misto). Ancora una volta ci si chiede di votare a favore della richiesta di dimissioni dell'onorevole Pili, io ribadisco che si tratta di argomento, per quanto mi riguarda, poco serio. Il Movimento non partecipa alla votazione.
Seconda votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la seconda votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, della presa d'atto delle dimissioni del consigliere Pili.
Presenti 32
Votanti 30
Astenuti 2
Maggioranza 16
Favorevoli 15
Contrari 15
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPPELLI - CASSANO - CORONA - DIANA - FANTOLA - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - PETRINI - PIANA - PILO - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - USAI - VARGIU.
Si sono astenuti i consiglieri: BIANCU - SANNA Salvatore.)
Sono presenti 32, non c'è il numero legale, quindi rinviamo i lavori a domani mattina alle ore 10 e 30.
La seduta è tolta alle ore 20 e 01.
Allegati seduta
CDLVII Seduta
martedì 30 Marzo 2004
Presidenza del Vicepresidente Biggio
indi
del Vicepresidente Salvatore Sanna
La seduta è aperta alle ore 17 e 24.
FRAU, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del Martedì 24 Febbraio 2004, che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico all'assemblea che il consigliere regionale Felice Contu ha chiesto due giorni di congedo a far data dal 30 marzo 2004, e il consigliere regionale Pietro Fois ha chiesto congedo per la seduta del 30 marzo 2004.
Poichè non vi sono osservazioni i congedi si intendono accordati.
Comunico inoltre all'Assemblea che il Presidente della Giunta regionale, in applicazione dell'articolo 24 della legge regionale 7 gennaio 1977 numero 1, ha trasmesso l'elenco delle deliberazioni adottate dalla Giunta regionale nelle sedute 6, 13, 17 e 26 febbraio 2004.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno di legge:
"Proroga dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2004". (536)
(Pervenuto il 16 marzo ed assegnato alla terza Commissione.)
Annunzio di presentazione di proposte di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge:
Dai consiglieri SANNA NIVOLI - MURGIA - BIGGIO - USAI: "Norme sulla valorizzazione e promozione del termalismo in Sardegna". (535)
(Pervenuta il 15 marzo 2004 ed assegnata alla quarta Commissione.)
IBBA: "Norme in materia di attività e servizi necroscopici, funebri e cimiteriali". (537)
(Pervenuta il 18 marzo 2004 ed assegnata alla settima Commissione.)
DORE - SELIS: "Iniziative per il recupero e il reinserimento sociale dei detenuti". (538)
(Pervenuta il 18 marzo 2004 ed assegnata alla seconda Commissione.)
Risposta scritta ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
"Interrogazione ORRU' - CALLEDDA - FALCONI - SECCI - VASSALLO - IBBA - COGODI - DORE - FADDA - MARROCU - ORTU - PACIFICO - PINNA - PUSCEDDU - SANNA Emanuele - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS sulla proposta di PPUC (Piano Urbanistico Commerciale) predisposto dalla Provincia di Cagliari. (737)
(Risposta scritta in data 15 marzo 2004.)
"Interrogazione LICANDRO sul costo del denaro in Sardegna e in particolare nella provincia di Oristano". (750)
(Risposta scritta in data 16 marzo 2004.)
"MORITTU - PIRISI sulla mancata applicazione da parte degli istituti di credito dell'articolo 8 della L.R. n. 7/2003 che istituisce un fondo di garanzia integrativo regionale per favorire la concessione dei mutui prima casa ai cittadini che sono stati ad oggi esclusi per motivi di reddito". (735)
(Risposta scritta in data 23 marzo 2004.)
"PIANA sulla selezione 2002 dei Progetti Integrati Territoriali-SS3". (762)
(Risposta scritta in data 23 marzo 2004.)
"MORITTU - SANNA Salvatore - ORRU' sull'annullamento del concorso pubblico per n. 8 funzionari tecnici agronomi da assumersi presso l'Amministrazione Regionale, da parte del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sardegna". (754)
(Risposta scritta in data 29 marzo 2004.)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
LICANDRO, Segretario:
"Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sul parere delle Commissioni Tributarie di Cagliari e di Catanzaro sull'esenzione dal pagamento ICI (decreto legislativo del 30 dicembre 1992, n. 504) delle aree in zone di futura espansione (zone C e più - non urbanizzate)". (772)
"Interrogazione PINNA, con richiesta di risposta scritta, sul lauto incarico di collaborazione tempestivamente affidato dalla neo Direttrice Generale all'ex Direttore Generale dell'Assessorato del turismo, artigianato e commercio a partire dal giorno successivo alla sua collocazione in pensione". (773)
"Interrogazione LADU, con richiesta di risposta scritta, sulle indagini della Guardia di finanza in merito alla documentazione relativa alla produzione biologica". (774)
"Interrogazione MORITTU - PIRISI sullo stato di attuazione del programma di spesa previsto dalla legge finanziaria del 2003 per la progettazione generale e per le opere urgenti necessarie per la messa in sicurezza della strada statale Sassari-Olbia". (775)
"Interrogazione SCARPA - SANNA Giacomo - MANCA, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di abbandono della stazione ferroviaria di Porto Torres". (776)
"Interrogazione LICANDRO, con richiesta di risposta scritta, sulla distribuzione diretta nella provincia di Oristano degli ausili per incontinenti". (777)
"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sull'impianto di depurazione in fase di realizzazione nel Comune di Stintino". (778)
"Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata attivazione delle procedure concorsuali all'interno dell'ERSAT". (779)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.
LICANDRO, Segretario:
"Interpellanza SANNA Giacomo - SCARPA - MANCA sullo smaltimento dei rifiuti liquidi contenuti nella nave Panam Serena". (435)
"Interpellanza FALCONI - CUGINI - SPISSU - CALLEDDA - LAI - SANNA Alberto - SANNA Salvatore - MARROCU sull'avvio da parte della Commissione Europea di una procedura di infrazione nei confronti della Regione sarda per i finanziamenti a fondo perduto erogati col primo bando della legge regionale n. 9 del 1998". (436)
PRESIDENTE. Colleghi, all'ordine del giorno abbiamo, dopo le comunicazioni del Presidente, l'interpellanza numero 138 che ci comunicano deve ritenersi superata, per cui iniziamo dal punto 3 dell'ordine del giorno: interpellanza numero 362/A, Cogodi, Ortu, Vassallo sull'esplosione missile lanciato dalla base militare di Perdasdefogu in territorio del comune di Ballao. Se ne dia lettura.
LICANDRO, Segretario:
INTERPELLANZACOGODI - ORTU - VASSALLO sulla esplosione del missile lanciato dalla base militare di Perdasdefogu in territorio del Comune di Ballao.
I sottoscritti, appreso che:
1) nella giornata di mercoledì 16 aprile nel territorio del Comune di Ballao sono ricaduti pezzi di un missile Aster 30 lanciato dalle basi di Perdasdefogu ed esploso in aria;
2) la zona del Gerrei-Sarrabus nella quale è esploso il missile è situata all'esterno del poligono di sperimentazione;
3) risulta quanto mai irragionevole il tentativo di giustificazione addotto dalle Autorità militari secondo cui una parte del missile sarebbe finita fuori dal perimetro di sgombero perché "sospinta dal forte vento in quota";
4) nessuna ritenuta "problematica tecnica" può giustificare il rischio concreto e gravissimo che pesa sulla sicurezza delle popolazioni insediate nel loro territorio a causa di esercitazioni militari già di per sé grandemente limitative e distruttive dei beni territoriali di appartenenza delle Comunità locali;
5) risulta quanto mai incredibile e persino offensiva dell'intelligenza altrui la riaffermata "politica di trasparenza" delle esercitazioni militari nel poligono missilistico di Perdasdefogu, laddove tutto è sconosciuto e sottratto alla valutazione delle popolazioni e delle autorità civili locali, a partire dalle garanzie relative alla propria incolumità personale ed al diritto alla propria salute;
6) il Consiglio regionale ha già approvato, anche di recente, diverse risoluzioni di impegno politico per la Giunta regionale e per il Governo nazionale perché la Sardegna cessi di essere territorio militarmente impegnato e pesantemente condizionato nelle sue prospettive di progresso civile e di totale affermazione di una propria volontà di pace,
chiedono di interpellare il Presidente della Regione per conoscere:a) quali iniziative urgenti voglia adottare il Governo della Regione per garantire l'assoluta sicurezza delle popolazioni della Sardegna;
b) quali atti concreti siano stati compiuti per attuare le risoluzioni in merito già approvate dal Consiglio regionale.
Si chiede risposta con carattere di urgenza e si rappresenta sin d'ora la opportunità di una convocazione straordinaria del Consiglio regionale perché si riproponga intieramente e si definisca concretamente la questione vitale per i sardi dei vincoli, limitazioni, rischi e danni derivanti dalla crescente e sempre più invasiva attività militare, in funzione bellica, che si svolge in Sardegna. (362)
PRESIDENTE. Per illustrare l'interpellanza ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi.
COGODI (R.C.). Grazie signor Presidente, avremmo voluto che anche la interpellanza numero 362 potesse essere dichiarata superata e invece, purtroppo, non solo non è superata ma è di grave, anzi terribile attualità. La interpellanza porta la data del 18 aprile 2003, quindi quasi un anno fa, e volutamente noi abbiamo richiesto un'interpellanza redatta un anno fa rispetto ad altre interpellanze sullo stesso argomento, numerose presentate in epoca successiva e fino ai giorni scorsi in materia appunto di servitù militari e di pericoli non solo teorici, incombenti, ma di pericoli reali di danni, di attentati alla salute, che si verificano sulle popolazioni, sui viventi - anche gli animali e le piante - sull'habitat complessivo in diverse parti della Sardegna.
Si potranno presentare ancora in futuro tante interpellanze, vorremmo che non se ne debbano presentare e però risposte effettive, la Giunta, nessuna Giunta è in grado di darne mai, gli stessi atti adottati dal Consiglio, le deliberazioni solenni, le stesse leggi approvate da questo Consiglio in materia di sicurezza dei territori, delle popolazioni rimangono lettera morta e quando c'è un'emergenza tutti in diverso modo rappresentano dolore, costernazione, persino apparente indignazione e poi puntualmente ogni cosa viene archiviata, e si aspetta il prossimo missile che esploda sulla testa della gente, si aspettano i nuovi casi di lutto o di malformazione, si aspettano le prossime inchieste giornalistiche, come abbiamo potuto registrare nei giorni precedenti, dove a piene pagine i giornali più diffusi nella nostra Isola riportavano testimonianze dirette di gente duramente colpita, di ragazzi, i nostri ragazzi si usa dire, i ragazzi che sono militari, di nostri ragazzi che esponendosi, facendosi riconoscere...
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, scusi un attimo, qui non si riesce a seguire nè i brusii né il suo intervento, se l'Aula non si tranquillizza. Colleghi, per cortesia, prendete posto e vi ricordo che ci sono dei salotti appositi dove potete scambiare argomentazioni, ci sono delle sale dove potete continuare le vostre conversazioni. Non si riesce a sentire l'intervento dell'onorevole Cogodi e vorremmo poterlo seguire. Onorevole Giagu, grazie. Onorevole Floris, grazie. Prego onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Grazie Presidente, io mi rendo conto che ben altre preoccupazioni incombono e che ben altri pensieri frullano evidentemente nella mente di diversi colleghi. Parliamo di cose gravi e gravissime che arrecano enormi danni, ci riferiamo a quei ragazzi che fanno il soldato e che riferiscono agli organi di informazione che riportano queste testimonianze a piena pagina che hanno raccolto le pallottole, i proiettili all'uranio impoverito a mani nude nel poligono di Teulada, che altrettanto uso di uranio impoverito si fa da parte di diverse, chiamiamole società specializzate nella prova degli armamenti di guerra e soprattutto dei missili nella base di Perdasdefogu, dei soldati e dei familiari che piangono per la vita perduta o che è lì per essere persa, questi nostri ragazzi e le loro famiglie possono essere oggetto di inchiesta giornalistica ma non di attenzione minima in questa riunione oggi del Consiglio regionale. Riesce davvero difficile, io ringrazio davvero lei, Presidente, perché ha tentato inutilmente di esercitare un richiamo che almeno per materie di queste genere dovrebbe essere del tutto superfluo. Questa è la situazione, il nostro dovere era di rappresentare comunque ancora una volta queste questioni e questi temi col richiamo dell'interpellanza, con l'auspicio che la Giunta, oltre alle parole che, come dire, ritualmente vengono pronunciate in risposta a questo tipo di interpellanze, sia in grado di dare qualche elemento di novità e di iniziativa risolutiva.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere il Presidente della Regione.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Grazie signor Presidente, onorevoli colleghi. Il 16 aprile del 2003, intorno alle ore 17…
PRESIDENTE. Scusi onorevole Masala, scusi un attimo, colleghi, per cortesia, per cortesia colleghi non si può lavorare così. Onorevole Giagu, Rassu, grazie. Prego onorevole Masala.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Grazie, Presidente. Il 16 aprile 2003 intorno alle ore 17.00 tra Perdasdefogu e Ballao, in zona spopolata e all'esterno del perimetro del poligono interforze di Perdasdefogu si sono riversati dei frammenti del missili sperimentale Aster 30. L'informativa resa dalla Difesa, Ministero della difesa, sottolinea che le componenti in questione erano precipitate all'interno delle cosiddette aree di sgombero e solo una parte, sospinta dal forte vento in quota, è andata a finire in una zona disabitata senza provocare danni a persone o cose. La stessa informativa precisa che il missile era privo della testata di guerra e quindi senza esplosivo a bordo. Si è anche a conoscenza che nel poligono del Salto di Quirra le operazioni sperimentali venivano svolte dai vettori senza esplosivo a bordo e perciò attraverso vere e proprie simulazioni con l'utilizzo delle componenti meccaniche ed elettroniche e i lanci sperimentali sono sottoposti a controlli in grado di riprendere ogni momento di traiettoria sino all'impatto finale col bersaglio, posto di regola in zona di mare di cui è stato curato lo sgombero in precedenza. Sulla vicenda la difesa dello Stato ha già risposto puntualmente in Parlamento a due question time, rispettivamente l'8 maggio 2003 e il 17 settembre dello stesso anno, che sostanzialmente niente aggiunge a quanto brevemente relazionato e comunque in quella risposta letteralmente, a conclusione, si afferma: "Si può assicurare che la Difesa pone e continuerà a porre costante attenzione per limitare il disagio arrecato alla collettività direttamente o indirettamente dalle attività svolte dai poligoni militari. Come ulteriore elemento di positività rispetto alla vicenda si registra, come comunicato formalmente con nota odierna dello Stato Maggiore dell'Esercito, che è stato disposto il dissequestro del materiale coinvolto nell'evento che lascia intendere la chiusura senza danni della relativa inchiesta riguardante appunto il ripetuto missile Aster di cui al lancio MQEST3 (?) in data mercoledì 16 aprile 2003." Grazie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per dichiarare se è soddisfatto.
COGODI (R.C.). Il Regolamento prevede che si possa dichiarare soddisfazione o insoddisfazione. Io dovrei dichiarare in relazione alla risposta del Presidente della Giunta, indignazione. Perché rispondere in quest'Aula con la nota del Comandante militare di Perdasdefogu rilasciata a suo tempo, è veramente una cosa ridicola. Io pensavo che laddove almeno non c'è più il senso della responsabilità, potesse resistere almeno il senso del ridicolo. Potrebbe essere tutto qui la dichiarazione di soddisfazione. Una parola ancora: ma come fa un Presidente di Regione, ma come fa una qualsiasi persona normale in questa Isola a credere che sia stato il forte vento di quota a trasportare a decine e decine di chilometri a ridosso di un ovile, dove di norma ci sono anche pastori, un pezzo di missile in territorio di Ballao? Come si fa a credere che sia una folata di vento a trasportare oggetti che creano un cratere come hanno creato in quel caso? In quel di Ballao e qualche mese dopo, non dimenticatelo, in una vigna a Jerzu dove lavoravano fino ad un attimo prima quattro contadini? Che altro si può dire per manifestare non insoddisfazione ma indignazione? Dice il generale, se generale è, non so esattamente, non ricordo il grado, quel comandante di quella base militare era tutta una simulazione. Convincetelo voi, lo convinca lei, Presidente, quel pastore che se fosse stato vicino all'ovile sarebbe stato schiacciato, ucciso, li convinca lei quei quattro contadini di quella vigna di Perdasdefogu che erano simulazioni, giochini innocui! Qui può dire quello che vuole, purtroppo, siamo arrivati a questo e questo dovrebbe essere il luogo della responsabilità e massimamente della verità. Ma almeno lì a Ballao o a Jerzu o in altro luogo dove si creano danni evidenti, chiari, visibili, drammatici, provi a convincere qualcuno che è vero quello che lei qui ha riferito, che i comandanti militari hanno dichiarato e che anche altrove un sottosegretario sardo alla difesa, di nome Cicu, ha tentato di ripetere pedissequamente.
Discussione e approvazione del disegno di legge: "Proroga
dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio
della Regione per l'anno 2004 (536/A)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 536. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore. Mi rimetto alla relazione scritta, Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Io ritengo, Presidente e colleghi, che questo passaggio dell'autorizzazione al quarto mese di esercizio provvisorio proposto in Aula - che giorno è oggi? 30 marzo 2004 - non possa essere un passaggio da liquidare come un mero adempimento formale. Il 30 marzo 2004 la Giunta chiede un altro mese di esercizio provvisorio del bilancio della Regione non perché il Consiglio sta, come altre volte è accaduto, con ritardo definendo, ultimando l'esame delle carte contabili e quindi del bilancio annuale, pluriennale, di tutti gli allegati. No, la Giunta chiede un altro mese di esercizio provvisorio mentre la proposta di bilancio preventivo 2004 non risulta neppure ancora pervenuta al Consiglio regionale! Cosa mai accaduta nella storia ormai ultracinquantennale dell'autonomia regionale. Sarà che qualcuno dovrà dare qualche spiegazione su questo fatto gravissimo? Sarà che qualcuno dovrà dire qualcosa circa le ragioni, le cause, le mire, gli obiettivi, le strategie che sottendono un'azione così dannosa nei confronti dell'economia della Sardegna, ma nei confronti dei cittadini in questa Regione, siano essi lavoratori o imprenditori o comunque operatori in qualsiasi settore dell'economia o dei servizi? O è ammissibile che passi come un accadimento ordinario un fatto di questo genere? Io alla Giunta, che so essere totalmente insensibile, non chiederò più nulla, ma ai colleghi di opposizione, ben si sa, che esprimono questa obiezione, questa sensibilità, ma anche ai colleghi che dovrebbero essere quelli che reggono una maggioranza di governo bisogna chiedere se non hanno da dire una parola, che non può essere in ogni caso una scusante, non può essere un'attenuante, ma che sia almeno, se non intera, una parziale assunzione di responsabilità, un atto di onestà politica e intellettuale che non farebbe male.
Si chiede un altro mese di esercizio provvisorio perché non se ne può chiedere più di un mese, perché è l'ultimo: dal 30 marzo al 30 aprile si sono consumati i centoventi giorni, i quattro mesi che le regole prevedono per l'esercizio provvisorio del bilancio. E nel frattempo al Consiglio regionale non è neppure pervenuta la proposta di bilancio preventivo.
Vedete, quando si giudicano all'esterno queste cose, si dice: "La Regione. La Regione non ha ancora approvato il bilancio". Ma chi è la Regione inadempiente in questo caso? Non è neppure il Consiglio regionale, è la Giunta regionale che se non presenta il bilancio il Consiglio quando mai lo potrà esaminare? Certo, anche nel Consiglio c'è una diversa graduazione di responsabilità sul piano politico, sul piano fattuale nessuno può esaminare un bilancio che non c'è! Quindi singolarmente intesi e presi i consiglieri regionali, dal primo all'ultimo, eccezion fatta per quelli che sono anche Assessori, parrebbe non abbiano alcuna responsabilità. Sul piano politico è chiaro che tutti i consiglieri di maggioranza che tengono in piedi - mah, diciamo in piedi, che siano proprio in piedi non pare, un po' pencolanti, un po' insomma, un po' sbandanti - quelli che dicono essere il Governo della Regione, una responsabilità ce l'hanno, quella di far finta di essere una maggioranza, quella di far finta di essere una legittimazione a uno stato di cose che viaggia ormai ed è tutta dentro la illegalità. Ma a qualcuno viene da ricordare che i Parlamenti, ivi compreso questo, che è un'Assemblea legislativa, sono la fonte del diritto? E che non c'è cittadino al quale si possa chiedere di rispettare le leggi, di essere in regola, di avere senso della legalità se la fonte del diritto, questa, l'Assemblea legislativa si ritrova nella più totale illegalità? Se la fonte è inquinata, se la fonte è avvelenata e gli avvelenatori sono pure noti, sono lì, sotto il profilo politico ben s'intende, chi è che può invitare i cittadini a bere l'acqua avvelenata? Eppure parrebbe che questo sia un adempimento ordinario, qualsiasi, un tirare a campare, un passaggio tecnico. Ma quale tecnico? Voi avete il dovere di dire perché avete portato la Regione, qui intendendo la società sarda, a questo punto di maleficio, di danno reale che voi ritenete impunemente potete infliggere agli altri. Perché? Dovete almeno tentare di dire qualcosa, perché non vi dobbiate vergognare per troppo lungo tempo.
Il Regolamento, signor Presidente del Consiglio, assegna all'Aula, al parlamento quindi, trentasette giorni di tempo per svolgere la sessione di bilancio. E questa è una garanzia di efficienza, perché l'atto più complesso della Regione, l'esame del bilancio annuale e pluriennale e quanto vi è annesso e connesso, deve essere contenuto nell'ambito di una sessione specifica che si chiama di bilancio, che non dovrebbe superare i trentasette giorni. Oggi è il 30 di marzo, al 30 aprile scade la riserva dell'esercizio provvisorio, corrono trenta giorni, quei trentasette giorni delle regole, del Regolamento consiliare di cui lei, non persona, me ne guardo bene, ma funzione di garanzia di questo parlamento, lei, signor Presidente, dovrebbe essere geloso custode. Il Regolamento in base al quale lei presiede questa Assemblea esattamente le dice che il Consiglio regionale ha trentasette giorni di tempo. Al 30 aprile mancano trenta giorni, sette giorni sono già stati rubati al lavoro ordinario del Consiglio, ma non sono sette, perché il bilancio non è neppure arrivato, perché i trentasette giorni decorrono dal momento nel quale i consiglieri ricevono gli atti, quindi siamo in palese, reale, continuata, voluta illegalità.
E facciamo pure finta che le cose importanti del mondo sono tutte le altre, che la legalità delle istituzioni può essere calpestata, che la credibilità di un'Assemblea legislativa, io non dico, seppure volga al termine, soprattutto perché sta volgendo al termine dovrebbe dare senso di dignità, senso di sé, e invece tutto si crede che possa rotolare nella scarpata, come qualsiasi cosa, per forza d'inerzia. Non è così, questa Regione registra il più clamoroso fallimento politico che non è il fallimento della politica, come ad alcuno farebbe comodo semplificare; è il fallimento politico di una maggioranza e di un governo, quello di centrodestra, voi! Un fallimento sicuramente con frode, sicuramente, perché voi fate finta che neppure i termini, quelli essenziali per l'esame corretto del bilancio valgano; sicuramente con frode perché il Presidente che avrebbe dovuto a suo tempo attendere in via ordinaria queste incombenze, perché il bilancio potesse essere presentato nei termini di legge, entro settembre, chi doveva predisporre gli atti era quel Presidente di allora. Non che quello di oggi abbia meno responsabilità: ha quelle di prima e in più quelle di dopo! Ma quel Presidente è Mauro Pili, il quale dice che gli può essere consentito di fuggire dalla responsabilità e da questo Consiglio per andare a passeggiare per la Sardegna ora facendo finta che va a piedi, ora facendo finta che va con macchinetta all'idrogeno, ma sempre facendo finta di ingannare. Un Presidente che non predispone gli atti di bilancio e dovrebbe essere qui e deve essere qui oggi a dire perché non li ha predisposti, perché ha continuato a spendere i danari pubblici senza regola. Non sarà colpa di Mario Floris anche questo? Con tutte le colpe che ha, io immagino Mario Floris, essendo stato un collaboratore del centrodestra in questi anni, e quanti altri hanno sopportato, se non supportato integralmente questa maggioranza della vergogna, non gli vorremmo attribuire tutte le colpe, anche quelle degli altri? Non tutte le colpe di Pili sono anche di Mario Floris, e però questa si dice che è la politica. E'arrivato il momento di dire che questa è la mala politica, che questa è davvero quella di Pili, la politica dei politicanti, di chi ha il massimo di potere nelle sue mani e lo esercita male, lo spreca e non compie gli atti che doverosamente deve compiere e poi fugge e va per le strade della Sardegna a tentare di ingannare, perché di sicuro non inganna, a tentare di ingannare un pastore, un contadino, un giovane, un passante, un amministratore, a dire: "Contro tutti quelli della vecchia politica ci sono io, o ci sarò io, domani, della nuova politica". Ma la più vecchia delle politiche, il più vecchio che abbia potuto interpretare politiche vecchie si chiama Mauro Pili; alla grande, grandissima la sta interpretando, la vecchia politica! Dov'era in questi anni? Doveva essere almeno a compiere gli adempimenti ordinari, necessari per la Regione, almeno per limitare i danni che adesso inesorabilmente colpiscono la società e l'economia della Sardegna, senza bilancio. E nei tempi, nei giorni ormai neppure sufficienti nella previsione del Regolamento, è chiaro che si dirà che c'è un'emergenza, che il bilancio vero non si farà, che si farà un bilancio che si proverà a chiamare tecnico, che la colpa sarà della politica in astratto, che tutto sommato hanno fallito gli altri e non quelli invece che con frode hanno consumato questo clamoroso e storico fallimento.
Chi doveva fare le cose non le ha fatte e non dice perché non le ha fatte. Perché c'era la finanziaria nazionale di Berlusconi? A parte il fatto che Berlusconi è vostro e ve lo tenete tutto, e se la colpa è di Berlusconi è anche colpa vostra, perché insieme viaggiate, insieme pensate, insieme imbrogliate nella politica! Se la colpa fosse di Berlusconi, del Governo Berlusconi, non è certo un'attenuante, è un'altra aggravante per un Governo dell'autonomia, perché siete correi insieme a lui e in più tradite pure lo spirito dell'autonomia, perché anche nella difficoltà si può almeno tentare di contrastare il centralismo. E invece voi aspettate di essere strangolati dal centralismo e fate finta di essere autonomisti, e ringraziano. E quindi chi è responsabile dello scempio fugge, fa lo smemorato, non più di Collegno, ma di ogni altra parte della Sardegna e lo smemorato dimentica di essere stato Presidente fino a pochi mesi fa, di essere stato consigliere regionale sicuramente, si suppone, autorevole nel suo Gruppo e nella sua maggioranza, che poteva dire e fare qualcosa; lo smemorato pensa di essere contagioso al punto che tutti diventino smemorati in questa Regione e persino in questo Consiglio regionale.
In genere, quando si discute un provvedimento si discute il merito del provvedimento. Qui sono tre righe che dicono che si dilaziona un termine; deve essere chiaro che questa dilazione contiene tutta questa carica di eversione. Che cos'è l'eversione? Il fuoriuscire dal sistema delle regole. Che cos'è il colpo di mano che a livello alto, se riguarda lo Stato, si chiama colpo di Stato, qui si può chiamare colpo di Regione, ma forse più colpo di sole o comunque un colpo in testa, perché uno può far finta di dimenticare che dovendo esercitare la responsabilità, che avendo avuto il potere per anni non ha risolto i problemi e in più tenta di addossare all'insieme della politica e quindi della responsabilità collettiva le colpe che sono invece di chi non ha fatto quello che doveva fare.
Per cui, io concludo pure, mi parrebbe una cosa sconveniente che le parti politiche ma anche i singoli colleghi non dedichino in questa circostanza almeno una parola, una parola per dire ognuno che cosa avverte in questo momento nel quale si sta consumando non uno dei tanti imbrogli, ma si sta consumando uno dei fatti più gravi, uno degli attentati più miserevoli contro le istituzioni dell'autonomia. Io penso che sia doveroso dire questa parola, che appartenga al novero della buona politica ma che appartenga soprattutto al novero della onestà e, se proprio non si vuole arrivare fino ai confini della moralità, almeno della serietà dei propri comportamenti normali.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cogodi. Devo precisare tuttavia, non in merito alla parte politica, in merito alle precisazioni fatte dall'onorevole Cogodi che non siamo in condizioni di illegalità, diversamente non sarebbe stato possibile porre all'ordine del giorno l'argomento. Siamo nella legalità, poi il resto ci sta tutto. Ma non siamo in condizioni di illegalità. Punto. Per il resto non entro nel merito, non sarebbe all'ordine del giorno, lei ha affermato che siamo in piena illegalità e ha chiamato la Presidenza a rispondere di questo.
COGODI (R.C.). C'è una regola che non è rispettata, quindi siamo nella illegalità!
PRESIDENTE. Non siamo nella illegalità, punto. Finito il messaggio. La parola alla Giunta. Prego.
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie Presidente, solo per comunicare che è stata già firmata la lettera di trasmissione degli atti da parte della Presidenza, i documenti sono in viaggio e io ritengo già da domani mattina potranno essere in tutte le copie, così come previsto dal Regolamento, sul tavolo di ciascun consigliere.
COGODI (R.C.). Sono tre mesi che lo stanno dicendo.
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Proprio in relazione al fatto che siamo tutti concordi e consapevoli sulla necessità di arrivare velocemente ad una approvazione, auspico che il Consiglio stesso e l'Aula possa responsabilmente evadere rapidamente il documento, con riferimento alla situazione rappresentata dall'onorevole Cogodi di illegalità non ho alcunché da aggiungere se non il fatto a tutti ben noto che i termini di cui parliamo sono termini ordinatori e non perentori, quindi riteniamo di essere assolutamente all'interno del rispetto del quadro normativo. Grazie.
PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è favorevole alzi la mano. Per cortesia due Segretari, è ferma la votazione, sospesa. Per cortesia due Segretari. È stato chiesto il voto palese elettronico. Otto mani che appoggino la richiesta di votazione con scheda elettronica.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri SPISSU, Giacomo SANNA, Emanuele SANNA, LAI, VASSALLO, DORE, MORITTU.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CORDA - CORONA - DIANA- FANTOLA - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - PETRINI - PIANA - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - VARGIU.
Si sono astenuti i consiglieri: COGODI - DORE - LAI - MORITTU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SPISSU - VASSALLO.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 41
Votanti 33
Astenuti 8
Maggioranza 17
Favorevoli 33
(Il Consiglio approva).
Si sono astenuti Cogodi, Spissu, Sanna Emanuele, Sanna Giacomo, Lai, Vassallo, Dore, Selis.
Si dia lettura dell'articolo 1.
ORTU, Segretario:
Art. 1
1. L'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno finanziario 2004, già autorizzato con la legge regionale 29 dicembre 2003, n. 14, è prorogato, con le stesse modalità, sino al 30 aprile 2004.
2. Nei fondi di perenzione e negli altri fondi di riserva non si applica il frazionamento in dodicesimi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Solo per precisare che per astenuti intendiamo che lei intenda che gli otto che hanno chiesto una modalità di voto sono astenuti dal voto, non astenuti nel merito del provvedimento.
PRESIDENTE. È sempre così.
COGODI (R.C.). Sempre così, ma è meglio precisare.
PRESIDENTE. L'Aula conosce. In quanto richiedenti il voto. Preferisce che sia detto? Sarà detto la prossima volta: in quanto richiedenti il voto.
Poiché nessun altro domanda di parlare sull'articolo 1, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(È approvato)
Si dia lettura dell'articolo 2.
ORTU, Segretario:
Art. 2
1. La presente legge entra in vigore il 1° aprile 2004.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(È approvato)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge nel suo complesso. Chiedo ai consiglieri Lai, Fadda e Marrocu di dichiarare il proprio voto.
LAI (D.S.). Contrario.
FADDA (La Margherita-D.L.). Contrario.
MARROCU (D.S.). Contrario.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CORDA - CORONA -DIANA - FANTOLA - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - PETRINI - PIANA - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - USAI - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - COGODI - CUGINI - DEMURU - DETTORI - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORTU - PACIFICO - PIRISI - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCARPA - SELIS - SPISSU - VASSALLO
Si sono astenuti i consiglieri: SCANO - SECCI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 63
Votanti 61
Astenuti 2
Maggioranza 31
Favorevoli 35
Contrari 26
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Colleghi, è pervenuto in questo momento un ordine del giorno che chiaramente non abbiamo potuto riprodurre. E' l'ordine del giorno a firma, credo, di tutti o quasi, io non ho visto ancora il complesso, credo di tutti; sulla necessità di garantire la rappresentanza del popolo sardo al Parlamento Europeo. Se ritenete interrompiamo cinque minuti e ne diamo copia a ciascuno. Va bene? Cinque minuti stando in Aula, cinque minuti di sospensione non allontanandosi dall'Aula. Va bene? Cinque minuti di sospensione.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 20, viene ripresa alle ore18 e 27)
PRESIDENTE. E' stato distribuito. Chiedo al Segretario di darne lettura per sommi capi.
ORTU, Segretario:
ORDINE DEL GIORNO BALIA - SPISSU - CORONA - FADDA - SANNA Giacomo - MURGIA - CAPPAI - FLORIS - LADU - VARGIU - COGODI - SCANO - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CARLONI - CASSANO - CORDA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FALCONI - FANTOLA - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCCU - MASIA - MILIA - MORITTU - OPPI - ORRÙ - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SANNA Noemi - SATTA - SCARPA - SECCI - SELIS - TUNIS - USAI - VASSALLO sulla necessità di garantire la rappresentanza del popolo sardo al Parlamento europeo.
IL CONSIGLIO REGIONALE
a conclusione dell'esame del D.L. n. 536/A sulla proroga dell'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per il 2004;
PREMESSO CHE:
- il Governo italiano, dopo la sottoscrizione della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie, avvenuta il 27 giugno 2000, ha predisposto il disegno di legge di ratifica, approvato dalla Camera dei deputati il 16 ottobre 2003 e in attesa di essere approvato dal Senato (Atto Senato n. 2545);
- la Comunità europea ha prodotto un'ampia normativa in materia di tutela delle minoranze linguistiche, a partire dalla Conferenza di Helsinki sulla sicurezza e la cooperazione in Europa (1975), con le risoluzioni Arfè (1981), Kuijpers (1987), Killilea (1994), fino alla Carta europea delle lingue regionali e minoritarie del 1992 e alla Convenzione-quadro per la protezione delle minoranze nazionali del 1º febbraio 1995, ratificata dall'Italia ai sensi della Legge 28 agosto 1997, n. 302;
- l'articolo 15 di tale Convenzione-quadro stabilisce che gli Stati membri dell'Unione favoriscono la tutela delle minoranze nazionali per una effettiva partecipazione alla vita culturale, sociale ed economica dei singoli Stati e dell'Unione;
- per quanto attiene all'Italia si nota che non è adeguatamente tutelata la minoranza di lingua sarda, la quale, pur con una popolazione di 1.600.000 soggetti, è priva di una sua rappresentanza al Parlamento europeo;
- la sostanziale cancellazione della Sardegna e dei Sardi dall'Assemblea di Strasburgo è del tutto iniqua e inaccettabile, proprio sulla base dei principi ispiratori della legge e delle risoluzioni citate, delle "Carte" e "Convenzioni-quadro" dell'Unione Europea, in via di ratifica da parte dell'Italia;
- l'attuale Legge n. 18 del 24 gennaio 1979 sulle "Elezioni dei rappresentanti dell'Italia per il Parlamento europeo", non garantisce alla Sardegna i due rappresentanti cui avrebbe diritto in base alla consistenza numerica, tanto che sia le elezioni del 1994 che le scorse elezioni non hanno visto eletto alcun eurodeputato nel collegio Sicilia-Sardegna e che in assenza dell'auspicata separazione, tale situazione rischia di ripetersi nelle imminenti elezioni europee, data la superiorità demografica sicula che vede un rapporto di sei milioni di abitanti contro un milione e seicento mila sardi;
RILEVATO che l'estensione anche alla circoscrizione elettorale Sicilia-Sardegna delle tre preferenze, come previsto dal D.L. n. 356, proposto ed approvato dal Senato proprio come correttivo alle difficoltà dei sardi ad eleggere un rappresentante nel Parlamento europeo, non fa che accentuare il divario dal parco preferenze a cui possono attingere i candidati sardi e siciliani, penalizzando ulteriormente gli elettori sardi;
RIMARCATO inoltre che l'attuale sistema elettorale così com'è organizzato non salvaguarda il principio di rappresentanza per le regioni più disagiate, con significative peculiarità e che in quanto tali necessitano maggiormente di una rappresentanza che sia diretta espressione del territorio e delle sue esigenze;
EVIDENZIATO che data la peculiare posizione geografica sia rispetto alla penisola che alle altre regioni europee, sulla Sardegna insistono fortemente, in maniera molto più incisiva rispetto alla Sicilia, tutte le problematiche derivanti dalla insularità e dal conseguente isolamento, prime fra tutte quelle concernenti i trasporti, che da sempre ne rallentano lo sviluppo economico e sociale;
PRESO ATTO che i sardi sono stati riconosciuti depositari di una propria cultura e di una propria lingua e che la stessa Comunità Europea ha prodotto un'ampia legislazione sulla tutela delle minoranze linguistiche, tra cui la Convenzione-quadro per la protezione delle minoranze nazionali del 1° novembre 1995, il cui art. 15 stabilisce che gli Stati membri dell'Unione favoriscono la tutela delle minoranze nazionali per una effettiva partecipazione alla vita culturale, sociale ed economica degli Stati e della Comunità stessa, attuata per l'Italia dalla Legge 15 dicembre 1999, n. 482 concernente "Norme a tutela delle minoranze linguistiche", riconoscendo ai sardi un diritto che può essere tutelato con ricorso alla Corte di Giustizia Europea;
RITENUTO che la connotazione derivante dall'essere riconosciuti meritevoli di particolare tutela in quanto minoranza nazionale rende ancora più pressante la necessità che ai sardi venga garantito non solo l'astratto diritto di esercitare uno sterile diritto di voto, ma che, preso atto della perfettibilità dell'attuale legge elettorale - che da dieci anni ormai non consente ai sardi di eleggere un proprio candidato - si prevedano concreti correttivi atti a consentire ai sardi di eleggere i propri rappresentanti in seno al Parlamento europeo;
SOTTOLINEATO che il Consiglio regionale in data 1° febbraio 2003 ha approvato la proposta di legge nazionale per la "Modifica alla Legge 24 gennaio 1979, n. 18, in materia di elezione dei rappresentanti italiani al Parlamento Europeo", in cui si prevede la suddivisione dell'Italia, per l'elezione dei propri rappresentanti nel Parlamento Europeo, in 21 circoscrizioni ciascuna corrispondente ad una regione ed alla provincia di Trento e Bolzano, la garanzia che anche le regioni a bassa consistenza demografica eleggano un parlamentare, la riduzione del numero delle firme necessarie per la presentazione delle liste, il richiamo all'esigenza di salvaguardare la peculiare condizione di minoranza linguistica e storica;
APPRESO che la Commissione Affari Costituzionali del Senato ha recentemente respinto, nel corso della discussione delle modifiche alla legge per le elezioni al Parlamento europeo, tutti gli emendamenti - proposti dai parlamentari sardi di entrambi gli schieramenti - per la divisione delle circoscrizioni elettorali e che ancora una volta si vuole negare ai sardi il diritto di vedersi rappresentati in Europa;
OSSERVATO che l'assenza di un parlamentare europeo ha certamente prodotto gravi danni alla Sardegna, che proprio in questo scorcio di legislatura si è vista escludere dalle regioni comprese nell'obbiettivo 1, nonostante le gravi carenze strutturali e l'isolamento geografico che avrebbero potuto e dovuto consentirne la permanenza all'interno del suddetto obbiettivo;
EVIDENZIATO che è in corso di esame al Senato il D.L. n. 2791 bis, che riguarda "Norme elettorali e per il Parlamento europeo" ed il calendario dei lavori del Senato prevede la fine della discussione e votazione nelle giornate del 30/31 marzo e 1° aprile,
impegna il Presidente della Regione
- a porre in essere tutte le iniziative necessarie atte a consentire ai sardi di esprimere un proprio rappresentante nel Parlamento europeo fin dalle future imminenti elezioni;
- a richiedere in particolare, a tutti i parlamentari sardi, di rendersi promotori di un emendamento al testo del disegno di legge n. 2791 bis, che integri l'articolo 12, comma 9, della Legge n. 18 del 1979 sulle "Elezioni dei rappresentanti dell'Italia al Parlamento europeo" con la previsione della presenza della minoranza di lingua sarda,
impegna il Presidente del Consiglio
ad inviare il presente ordine del giorno ai Presidenti della Camera e del Senato. (1)
PRESIDENTE. Colleghi, prima di votare c'è qualche dichiarazione di voto? Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (S.D.I-S.U.). Presidente, in maniera molto rapida, soltanto per richiamare la sua attenzione e quella dei colleghi sull'importanza dell'ordine del giorno che questo Consiglio regionale si appresta a votare. Un ordine del giorno unitario sulla esigenza di istituzione del collegio unico in Sardegna, separato da quello siciliano per le prossime elezioni europee. Nei giorni scorsi la Commissione Affari Costituzionali in Parlamento ha rigettato tutte le proposte di legge che al riguardo erano state presentate, aggiornando anzi e sostenendo che questo aggiornamento avrebbe favorito le regioni, quali la Sardegna, ad un progetto di legge che prevede che le preferenze anziché una, per il Parlamento Europeo, possano diventare tre, cosa che anziché agevolare situazioni quali quella sarda, laddove il rapporto tra la nostra popolazione e quella siciliana è un rapporto di uno a quattro o a cinque, finisce con lo svantaggiare ulteriormente la Regione Sardegna. Con l'ordine del giorno si richiama l'attenzione del Parlamento che in questo momento sta già esaminando la proposta legislativa sul riordino per quanto riguarda le elezioni europee e si fa riferimento sia all'esigenza della Sardegna, collegio unico separato dalla Sicilia, sia all'altra esigenza, quella delle minoranze linguistiche che pure sono tutelate da apposita legge dello Stato.
Su questa base, Presidente, io credo che un ordine del giorno votato dall'intero Consiglio regionale, e rapidamente inviato all'attenzione del Parlamento, possa servire per esercitare quel giusto ruolo e quella giusta pressione nei confronti dei parlamentari che stanno esaminando il disegno di legge di iniziativa nazionale. Con questo obiettivo non solo dichiaro il voto favorevole del Gruppo, ma chiedo a tutti i colleghi di esprimersi naturalmente in maniera favorevole al presente ordine del giorno.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'ordine del giorno lo metto in votazione, così come testo a vostre mani.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'ordine del giorno così come letto. Chi lo approva alzi la mano.
(È approvato)
PRESIDENTE. Passiamo al punto 5 dell'ordine del giorno: proroga dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio interno del Consiglio. Gli Assessori sono pregati di lasciare il posto ai questori cinque minuti. Ha facoltà di parlare il consigliere Cassano per illustrare il punto 5.
CASSANO (RIF. Sardi), questore. Signor Presidente, analogamente a quanto abbiamo fatto poc'anzi dobbiamo approvare l'esercizio provvisorio del Consiglio, il quarto mese dell'esercizio provvisorio, quindi ci rimettiamo alla relazione scritta e chiediamo all'Aula di votare questa proposta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Viviamo una stagione, signor Presidente, colleghi, nella quale anche le cose che sembrano ovvie non sono ovvie. Si allunga di un altro mese la gestione provvisoria del bilancio della Regione e, pertanto, anche di un altro mese la gestione provvisoria del bilancio del Consiglio, si riterrebbe per le spese ritenute indispensabili, obbligatorie, di normale funzionamento del Consiglio regionale. Però anche il bilancio del Consiglio regionale merita un esame molto approfondito e bisogna avere la possibilità e il tempo di fare questo esame. Il disastro finanziario, la bancarotta della Regione, come già detto più di una volta da qualche altro collega, la bancarotta fraudolenta trascina anche un tratto di fraudolenza nella bancarotta del Consiglio; si può ancora fare finta di niente tanto c'è gente che pensa che il valore delle cose è dato non dalle cose in sé, ma dal tempo nel quale avvengono o dal luogo nel quale si collocano e invece il valore delle cose è dato dalle cose in sé.
Io vorrei conoscere, so che nessuno risponderà, vorrei che rispondesse il Presidente del Consiglio ma mi dirà che ci sono i questori. Di questori ne vedo due, non so se risponderà la collega Lombardo, questora, se risponderà il collega Cassano, questore. Ma vorrei conoscere come può accadere che in questo Consiglio regionale non funzionino da anni servizi elementari, essenziali per il buon lavoro di chi vuole lavorare, quindi consiglieri che vogliono lavorare e non sempre chiacchierare, ma anche per i dipendenti del Consiglio che vogliono lavorare e che in gran parte hanno anche delle incombenze delicatissime, di altissima responsabilità; com'è che accada che in questi luoghi, in questo cosiddetto palazzo, dalle apparenze così importanti, in realtà mostruose all'esterno - parlo della mostruosità architettonica dall'esterno - come può accadere che in questo palazzo si passino estati lunghe e torride senza che vi sia neppure un ricambio d'aria, un condizionatore d'aria per oltre la metà dell'anno per chi ci lavora, e c'è tanta gente che qui lavora, e però non si può sistemare un condizionatore d'aria, non si può respirare - per chi ci sta naturalmente -, però ci sono altre imputazioni di spesa che improvvisamente emergono, che qualche volta neppure tutti i consiglieri sapevano che potevano esistere, che valgono miliardi. Chiedo, in termini contabili come è possibile?
Si attivano in questo Consiglio regionale concorsi, ne ha parlato di recente un collega autorevole, il collega Gian Mario Selis, che essendo stato anche Presidente del Consiglio per cinque anni, mi pare, comunque per diversi anni, ed essendo persona munita di buone conoscenze tecniche, parlo di tecnica di amministrazione, deve pur avere elementi di valutazione sufficienti per ragionare e dire e rappresentare all'opinione pubblica, così come in altre circostanze più di uno di noi ha rappresentato anche in quest'Aula, solo che si ascolta poco e anche all'esterno si riporta quello che si ritiene che possa essere, chissà perchè, più interessante per la gente, perchè è chi filtra, è chi seleziona che decide quello che interessa alla gente. Alla gente, nel bene e nel male, dovrebbe interessare, poco poco almeno, tutto quello che accade qua dentro, poi valuterà la gente, appunto, se una cosa che qua dentro accade è rilevante o è meno rilevante, se è apprezzabile o se è disdicevole, senza che nessuno si arroghi il diritto di decidere a monte che cosa ritiene che interesserà alla gente. Si attivano in questo Consiglio regionale mega concorsi mostruosi che abbiamo detto qualche settimana fa ancora - alcuni di noi - che costano, per assumere sei persone, tanto quanto basterebbe per far vivere bene sessanta-centoventi persone, solo le procedure del concorso anche per figure professionali non di altissima specializzazione, cioè quelle per le quali tutte le pubbliche Amministrazioni chiedono a un ufficio che esiste, un numero doppio o triplo delle persone.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, lei è completamente fuori ordine del giorno.
COGODI (R.C.). No, io sto parlando del bilancio del Consiglio.
PRESIDENTE. Qui stiamo parlando di esercizio provvisorio e non di bilancio.
COGODI (R.C.). Sto parlando del bilancio del Consiglio.
PRESIDENTE. Nei termini in cui si parla di bilancio lei sta... un presupposto che non ha valenza perchè il presupposto è fasullo. Al di là del presupposto che non ha valenza lei sta parlando adesso di un'altra cosa che non ha nulla a che fare col rinnovo di quell'autorizzazione dell'esercizio provvisorio. Sta parlando in termini, riferito al bilancio, e semmai sta parlando dell'uso del bilancio che non ha nulla a che fare con l'autorizzazione all'...
COGODI (R.C.). Sto ponendo quesiti ai signori questori.
PRESIDENTE. Io dovevo fare la mia osservazione, prosegua pure.
COGODI (R.C.). La ringrazio e comprendo lo spirito con cui Ella vuole difendere l'indifendibile, però io sto parlando del bilancio del Consiglio, delle spese del Consiglio, non sto parlando d'altro e rivendico il diritto di poter parlare delle spese del Consiglio e rivendico il diritto di poter dire, ancora una volta, con voce ferma, che ci sono spese in questo Consiglio regionale che non sono giustificate, che ci sono deficienze nei servizi che sono inammissibili, che c'è una gestione in questo Consiglio regionale che è riprovevole, che il Governo interno di questo Consiglio regionale merita una punizione o comunque una censura e io, componente di questa Assemblea, rappresentante di una parte di quel popolo al quale ci riferiamo, protesto, e non è la prima volta che lo faccio, perchè si tiene la gente che lavora qua dentro in condizione per più di mezzo anno di non poter respirare ed emergono invece capacità di spesa miliardaria, sempre dall'interno di questo bilancio del Consiglio, quello definitivo e quello provvisorio, quello intero e quello per parti, per attività disdicevoli com'è un concorso che chiama settanta - ottantamila persone e le incomoda e gli fa spendere settanta - ottanta e più euro solo per la domanda, per funzioni che se non sono funzioni specialistiche possono essere acquisite in due settimane, come fanno tutte le buone pubbliche Amministrazioni, chiamando il doppio e il triplo degli idonei e verificando chi tra quel triplo, tra trenta - quaranta e cinquanta che hanno un'idoneità, è il più idoneo per quella mansione. Perchè certo che è importante porgere un bicchiere d'acqua con educazione anzichè con maleducazione, ma a parte che uno lo può porgere educato al commissario e maleducato a chi lo dovrà dare dopo domani, per acquisire funzioni di profilo non specialistico ci sono i sistemi che non debbono portare a illudere decine di migliaia di persone, a incomodarle pure e a illuderle soprattutto. In campagna elettorale ma è possibile che tutto sia architettato perchè venti - trenta - quarantamila persone pensino di poter essere assunte sette - otto il giorno dopo le elezioni e questo concorso si deve svolgere in questi mesi? Perchè ho letto nel giornale pagine intere di nomi e cognomi e le pagine intere di giornale costano, lo so anch'io che costano, lo sappiamo tutti. Che fino a maggio, un pochino sotto giugno, arrivano alla lettera, cosa può essere? Q dell'alfabeto, in modo che rimanga la Z a luglio o a settembre e quindi nel frattempo si sono illuse decine di migliaia di persone. Ed è vero che ci sono migliaia di persone che ci fermano in strada e ci dicono: "Guardi che mio figlio è disoccupato da anni, ha fatto quella domanda, gli può dare una mano?" e chissà quanti dicono: "Farò il possibile" ben sapendo che non possono farci nulla, perchè questo è un grande imbroglio. E per le funzioni alte di professionalità non c'è bisogno, che sono le funzioni più delicate, le funzioni alte di professionalità in un'Assemblea parlamentare sono le funzioni più delicate, che andrebbero selezionate in un novero di persone che già hanno titoli di qualificazione, attraverso luoghi di studio e di ricerca, l'università e quant'altro, che può fornire alle istituzioni, dove si fanno le leggi, il massimo grado di specializzazione. E anche lì non c'è bisogno di illudere migliaia e migliaia di giovani appena laureati perchè per le funzioni alte di un'Assemblea parlamentare servono le specializzazioni migliori e le qualità professionali migliori di cui una comunità può disporre, perchè è un servizio che deve essere reso a tutti, all'Assemblea legislativa e ai cittadini verso i quali e per i quali si fanno le leggi.
Sono quindici anni che in questo Consiglio si tentano mega concorsi che regolarmente poi vengono annullati, se non di più di quindici anni, magari venti, sono venti anni che si indicono mega concorsi che costano miliardi per società informatiche e poi si bloccano e però bisogna pagare e credo che questo Consiglio stia ancora pagando debiti o penali per concorsi di quindici anni fa o venti che non si sono conclusi. Tutto questo accade e tutto questo va letto, va trovato. Dov'è, cari questori, in questo bilancio? Dov'è questa previsione, dov'è la chiarezza di questa esposizione? Per dire dei concorsi e per non dire di tante altre cose malfatte che emergono e che qualche volta invece si vorrebbe sommergere, e però tuttavia emergono, ogni tanto se ne sa, e che gravano sul bilancio del Consiglio.
Io so bene che questo è il provvisorio di ancora un mese, e quindi arriveremo a un bilancio che sarà quello dei prossimi otto mesi da qui a non molto, per cui ai signori questori che non fossero in grado di rispondere compiutamente oggi, io vorrei suggerire che si preparino nella materia e che rispondano adeguatamente quando si tratterà il bilancio dei prossimi otto mesi, l'altro pezzo, perchè questa ed altre questioni debbono essere esposte con chiarezza a quest'Aula e all'opinione pubblica. Ecco perchè sono in tema, ed ecco perchè sono in tema quando dico anche che la censura grave che accompagna il Governo della Regione, intendendo la Giunta regionale e il Governo esterno, uguale censura grave accompagna la conduzione del Governo interno che per molti versi, dovendo essere la stella polare, dovendo essere il riferimento dell'assoluta legalità ed efficienza, uso queste espressioni, non uso trasparenze perchè... per carità! Uso legalità, regolarità ed efficienza, queste sono le espressioni che a me di più piace usare, però in ragione di queste categorie o valori, per meglio dire, concettuali, io prego il Collegio dei questori, il Presidente e i suoi Vice, l'Ufficio di Presidenza, chiunque ha parte nel predisporre il bilancio del Consiglio, l'altra parte, anche in ragione di quessto, di dare tutte le spiegazioni e di prevedere le spese davvero necessarie e di dare conto per come troppi miliardi possono essere sprecati per concorsi fasulli; ma sapete perchè comunque è fasullo un concorso di quel tipo? Non perchè, come dire, ci sia chi imbroglia, quel commissario che imbroglia, io questo non lo so, non lo posso sapere, non voglio neanche pensarlo, non voglio manco pensarlo, è fasullo il concorso per com'è architettato, per sua natura è fasullo, perchè il concorso tende a selezionare i migliori, e questo tipo di concorso è impossibile che possa selezionare i migliori. Come si fa a selezionare i migliori porgitori di un bicchiere fra trentamila persone? Ma ci vorrebbe uno studio di trent'anni e poi quando è finito lo studio quello ha già la pensione, non lo deve manco assumere; come si fa? Ecco dov'è il punto, è nell'impostazione che non è manco politica, è parapolitica, è primordiale, è istintuale, è mirata a non migliorare i servizi essenziali tutti, quelli alti e quelli intermedi e anche quelli più generici, essenziali tutti in un'Assemblea rappresentativa. Ma questo tipo di organizzazione, che non è veramente concorsuale, non è funzionale alla migliore selezione, quindi non può fare il concorso vero. È mirata invece a creare aspettative, a promettere massivamente assunzioni, ad illudere per anni gente, a danneggiarli pure, perchè gli si chiedono pure spese che non dovrebbero fare, almeno fosse tutto gratis questo tipo di concorsi. Almeno mandasse l'Ufficio di Presidenza le macchine di rappresentanza a quei ragazzi che devono fare la selezione per trasportarli; manco per idea!
Ricordo che solo per un certificato medico c'era una spesa di, mi pare, 30 euro, quindi 60.000 lire, solo per uno dei certificati che devono accompagnare la misurazione dell'altezza, manco medico, che medico?! Da muratore, per un'opera da muratore, perchè anche l'altezza è un fatto costitutivo della bontà del servizio. E l'avevamo detto, sembrava ironia, ma quale ironia? Ma come si può permettere ancora un essere umano, se è umano, a pensare che uno che misura un centimetro di meno sia incapace di svolgere un'attività uguale a quella che svolge uno che misura un centimetro di più. Ma come si permette? Chiunque sia, fosse anche Edoardo Usai che quel centimetro in più ce l'ha visto che protesta e non per questo, da quell'altitudine - politica, ben si intende - può commentare a voce alta gli interventi dei colleghi.
PRESIDENTE. Poichè nessun altro è iscritto a parlare metto in votazione, previa lettura della delibera, l'autorizzazione del bilancio provvisorio.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Metto in votazione. Chi è favorevole?
COGODI (R.C.). Chiedo la votazione nominale.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri DETTORI, PUSCEDDU, FADDA, GRANELLA, DEMURU, VASSALLO, MASIA.)
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cogodi per la seria e fattiva collaborazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio interno del Consiglio.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CORDA - CORONA - FANTOLA - FLORIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MURGIA - PIANA - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SECCI - TUNIS - USAI -VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: COGODI - VASSALLO.
Si sono astenuti i consiglieri: BALIA - CALLEDDA - CUGINI - DEMURU - DETTORI - FADDA - FALCONI - GRANELLA - LAI - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORTU - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SPISSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 56
Votanti 35
Astenuti 21
Maggioranza 18
Favorevoli 33
Contrari 2
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Punto 6 all'ordine del giorno: dimissioni Consigliere Pili. Colleghi, vi è stata già letta la lettera ed anche distribuita a ciascuno di voi la lettera di dimissioni dell'ex Presidente Pili. Se non ci sono discussioni si intendono accordate le dimissioni. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Io vorrei innanzitutto, Presidente, chiedere che possa essere adottata un'inversione dell'ordine del giorno e che quindi il Consiglio...
PRESIDENTE. Scusi qui stiamo già discutendo.
COGODI (R.C.). C'è quest'argomento.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, abbiamo già iniziato l'argomento. Una pregiudiziale? Prego.
COGODI (R.C.). Siamo al punto dell'ordine del giorno che prevede le dimissioni dell'onorevole Pili e io sto intervenendo per chiedere un'inversione dell'ordine del giorno che consenta che, prima di questo punto, il Consiglio possa esaminare la mozione relativa alla diga di Monte Perdosu e lo dico perchè le due questioni sono connesse, perchè avere nel Consiglio regionale anche la presenza dell'onorevole Pili nel discutere la mozione sulla diga di Monte Perdosu a noi proponenti originari, iniziali proponenti della mozione, conviene e quindi brutalmente possiamo affermare che avendo una convenienza la dichiariamo. Perché ci conviene? Perché il presidente Pili - il titolo rimane - percorrendo non più la passerella, ma un ponte, di quelli normalissimi che oggi esistono su tutti i fiumi, del Flumendosa, lì ha pure detto a quelli che è riuscito ad incontrare di lì, che erano pochi, ma anche ai diversi consiglieri regionali di qui che lo accompagnavano in quel di Armungia, lì ha detto: "Sulla diga di Monte Perdosu ci siamo sbagliati, la Regione deve modificare quella decisione. Hanno ragione le popolazioni che non la vogliono e siccome noi dobbiamo ascoltare la gente io ho questa opinione". Non vorrei che lui prima ha approvato e finanziato la diga di Monte Perdosu, poi va lì da quei cittadini a dire che è d'accordo con i cittadini che sono contrari, poi, adesso che qui si deve decidere lui se ne va e quindi non si può sottoporre a vaglio di coerenza e di serietà un comportamento così contraddittorio che invece si risolve nel momento nel quale il Consiglio regionale, io immagino unanimemente, posto che anche l'Assessore dei lavori pubblici si è recato da quelle parti…Sto illustrando, ho finito, le ragioni della proposta ...
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, lei sta chiedendo un'inversione dell'ordine del giorno, però non può fare una conferenza su quello che semmai potrebbe fare e potrà fare se si decide di invertire l'ordine del giorno. La prego, per cortesia si limiti a esporre, perché non è che i regolamenti li faccia solo lei.
COGODI (RC). Esponevo, Presidente, le ragioni che… D'altronde non sto sottraendo tempo a nessun altro, non parla nessuno, c'è la congiura del silenzio, almeno i miei tempi ritengo di poterli utilizzare. Ho solamente detto quali sono secondo me le ragioni per le quali reputo utile che si proceda a un'inversione dell'ordine del giorno e si discuta prima la mozione sulla diga o meglio sulla non diga di Monte Perdosu e sulla salvezza del Flumendosa e poi le dimissioni dell'onorevole Pili.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, io non ritengo assolutamente che ci siano spazi per una cosa del genere. E' un fatto privato che attiene ad ogni persona, alla libertà di ognuno, lei che difende sempre le libertà di ciascuno, di continuare, proseguire o no l'attività consiliare. L'onorevole Pili, io ho rispetto sia dell'onorevole Pili sia dell'onorevole Cogodi, in momenti di questo tipo, ha fatto una scelta e non vedo perché lo devo prendere e portare qui perché l'onorevole Cogodi si vuole divertire e vuole indagare e vedere sulle situazioni, cosa ne pensava prima, cosa ne pensa adesso. Non c'entra proprio, lei si vuole divertire sulla pelle di uno che ha fatto un'altra scelta. Lei non può intervenire nella sfera delle decisioni di un altro, assolutamente decisioni personali nel momento in cui decise di dimettersi da quest'Aula.
Lei pretende che chi si assenta dica perché si è assentato, che gli dica anche cosa è andato a fare, a che ora è andato, a che ora è rientrato.
COGODI (R.C.). No, no, si sbaglia!
PRESIDENTE. Lei ha questa sorta di mentalità che viola, ma violentemente, fa violenza alla libertà di ciascun cittadino. Lei che è difensore delle libertà, lei che è un libertario, mi meraviglia, mi meraviglia!
Per me non ci sono i termini, quindi si prosegue con l'ordine del giorno. Se ci sono interventi sulle dimissioni dell'onorevole Pili, diversamente chiudiamo la pratica, e mettiamo agli atti la richiesta di dimissioni.
COGODI (R.C.). Viola la privacy proporre un'inversione dell'ordine del giorno?
PRESIDENTE. Può parlare uno per Gruppo, per cortesia. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà. Poi faremo decidere all'Aula.
SPISSU (D.S.). Io parlo a favore della richiesta dell'onorevole Cogodi di inversione dell'ordine del giorno. Noi voteremo a favore della sua richiesta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Presidente, vorrei che su questa questione fossero ben distinti due aspetti. Un aspetto per quanto attiene al merito della questione sollevata dall'onorevole Cogodi con la mozione, cioè sulla diga di Monte Perdosu, che riguarda in particolare i comuni di Villasalto e di Armungia, e che sulla questione comunico all'onorevole Cogodi che proprio un incontro dell'onorevole Pili con gli amministratori, i cittadini di quei comuni lo ha impegnato, quando ancora svolgeva le funzioni di... prima che comunicasse all'Aula le sue dimissioni, si era impegnato e con lui si è impegnato tutto il Gruppo di Forza Italia, si è impegnato il partito di Forza Italia proprio perché quella istanza che viene dagli amministratori e dai cittadini di Villasalto e di quel territorio venisse accolta. Per cui noi siamo in linea di principio d'accordo perché quella diga appunto non si faccia, non si realizzi, però la questione sulla richiesta di inversione dell'ordine del giorno posta dall'onorevole Cogodi non ci trova assolutamente d'accordo. Questo fatto di voler strumentalizzare un fatto individuale che va come tale rispettato, con una forte valenza politica, che come tale va rispettata, non può essere confuso con appunto la necessità di anteporre argomenti all'ordine del giorno. Ecco perché, onorevole Cogodi, il rischio è che il problema che lei ha posto, se lei lo sventola a fini propagandistici rischia di non essere affrontato nella giusta misura e con la dovuta serietà in Aula, quindi l'invito è, perché ci trova d'accordo su quella battaglia, a valutare bene i tempi e i modi e riteniamo che l'ordine del giorno debba proseguire come da calendario.
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, io pongo in votazione, perché poi ho già visto com'è l'orientamento dell'Aula. Ricordo all'Aula che l'inversione viene decisa con la maggioranza di due terzi dei votanti.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della richiesta di inversione dell'ordine del giorno.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - COGODI - DEMURU - FADDA - FALCONI - GRANELLA - IBBA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORTU - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Emanuele - SANNA Salvatore - SPISSU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CORONA - DIANA - FANTOLA - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MURGIA - PETRINI - PIANA - PILO - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - USAI - VARGIU.
Si sono astenuti i consiglieri: CORDA - SANNA Gian Valerio.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 48
Votanti 46
Astenuti 2
Maggioranza 31
Favorevoli 17
Contrari 29
(Il Consiglio non approva).
Dimissioni del consigliere Pili
Poiché nessun altro domanda di parlare sulle dimissioni dell'onorevole Pili, si intendono accettate. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). E' stata comunque espressa contrarietà all'ipotesi di dimissioni dell'onorevole Pili, quindi in ogni caso non è una presa d'atto, ma deve essere sottoposta a votazione.
PRESIDENTE. Non l'ha chiesto, lei ha chiesto l'inversione dell'ordine del giorno, adesso chiede che venga posta... Sottoponiamo, prego, prego.
COGODI (RC). Allora lei mi costringe a intervenire, lei mi costringe a motivare.
PRESIDENTE. Prego, prego. Il Regolamento va rispettato, me l'hanno ricordato e devo rispettare e tenere conto, non c'era richiesta e si procedeva. Essendoci la richiesta adesso procediamo. Grazie.
Chiariamo la modalità di votazione: si vota con voto elettronico segreto, trattandosi di persona, ai sensi dell'articolo 85 della legge regionale 6 marzo 1979, numero 7. Mettendo in votazione a scrutinio segreto si intende che chi accetta le dimissioni vota verde, chi non accetta le dimissioni vota rosso.
Ha domandato di parlare il consigliere Corda. Ne ha facoltà. Non può fare dichiarazione di voto, le ricordo.
CORDA (Gruppo Misto). Sì, si può fare dichiarazione di astensione.
PRESIDENTE. Solo per astensione, prego.
CORDA (Gruppo Misto). Per la verità, trattandosi di un argomento che riguarda le dimissioni di una persona che non ha caratterizzato la sua attività in Consiglio per una costante presenza, anzi risulta essere il più grande assenteista di questo Consiglio, quindi il fatto che adesso chieda che il Consiglio accetti le dimissioni affinché lui possa continuare a fare la campagna elettorale mi sembra un argomento talmente poco serio e per questa ragione il Movimento non parteciperà a questo voto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Signor Presidente, noi abbiamo già detto quando è pervenuta al Consiglio regionale la lettera con la quale l'onorevole Pili ha comunicato la sua intenzione di dimettersi, che si trattava di una pagliacciata e di un'inutile trovata propagandistica. Continuiamo a ritenerla tale, per cui noi non parteciperemo alle operazioni di voto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, della presa d'atto delle dimissioni del consigliere Pili.
Risultato della votazionePresenti 29
Votanti 29
Maggioranza 15
Favorevoli 19
Contrari 10
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPPELLI - CAPPAI - CORONA - DIANA - FANTOLA - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MURGIA - PETRINI - PIANA - PILO - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - USAI - VARGIU.
Colleghi è mancato il numero legale. Ci vediamo alle 19 e 50, con la presidenza Sanna.
(La seduta sospesa alle ore 19 e 17, viene ripresa alle ore 19 e 57.)
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SALVATORE SANNA
PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che siamo in sede di votazione a scrutinio segreto. Stiamo votando sul punto 6 dell'ordine del giorno: dimissioni del consigliere Pili. Trattandosi di persona è obbligatorio il voto segreto. Onorevole Orrù, per dichiarare l'astensione, immagino, prego.
ORRU' (D.S.). Grazie, Presidente, sì, per dichiarare la mia astensione e per confermare la non partecipazione al voto dei Gruppi di opposizione per queste dimissioni farsa.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di astensione il consigliere Corda. Ne ha facoltà.
CORDA (Gruppo Misto). Ancora una volta ci si chiede di votare a favore della richiesta di dimissioni dell'onorevole Pili, io ribadisco che si tratta di argomento, per quanto mi riguarda, poco serio. Il Movimento non partecipa alla votazione.
Seconda votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la seconda votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, della presa d'atto delle dimissioni del consigliere Pili.
Presenti 32
Votanti 30
Astenuti 2
Maggioranza 16
Favorevoli 15
Contrari 15
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPPELLI - CASSANO - CORONA - DIANA - FANTOLA - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - PETRINI - PIANA - PILO - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - USAI - VARGIU.
Si sono astenuti i consiglieri: BIANCU - SANNA Salvatore.)
Sono presenti 32, non c'è il numero legale, quindi rinviamo i lavori a domani mattina alle ore 10 e 30.
La seduta è tolta alle ore 20 e 01.
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