Seduta n.206 del 15/01/1993
CCVI SEDUTA
VENERDI'15 GENNAIO 1993
Presidenza del Presidente FLORIS
indi
del Vicepresidente FADDA Antonio
INDICE
Congedo ....................................
Proposta di legge Soro - Dadea - Mannoni - Pusceddu - Merella - Ortu - Usai Edoardo: "Provvidenze a favore di iniziative industriali" (357). (Discussione, presentazione di o.d.g. e approvazione):
BAROSCHI..............................
SELIS........................................
DADEA....................................
COGODI...................................
TAMPONI................................
USAI SANDRO.......................
SERRENTI...............................
BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio ...
LADU LEONARDO...............
MARTEDDU............................
(Votazione a scrutinio segreto)…….
(Risultato della votazione)........
Proposta di legge Ruggeri - Sanna E. - Cuccu - Cogodi - Lorelli - Muledda - Zucca - Satta G.: "Interventi finalizzati al sostegno ed allo sviluppo delle cooperative di garanzia, dei consorzi fra cooperative di garanzia e dei consorzi misti regionali, aventi come scopo la concessione di fidejussioni" (5) e del disegno di legge: "Interventi a sostegno delle cooperative artigiane e dei consorzi regionali aventi per scopo la concessione di fidejussionia forme associative artigiane di primo grado" (127). (Continuazione della discussione del testo unificato e non approvazione):
MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio
BAROSCHI ..............................
USAI SANDRO........................
COGODI....................................
RUGGERI..................................
DADEA......................................
ORTU.........................................
(Votazione a scrutinio segreto) …….
(Risultato della votazione) .........
Sull'ordine dei lavori:
SECHI........................................
Sull'ordine del giorno:
MANNONI................................
TAMPONI..................................
BAROSCHI...............................
DADEA .....................................
USAI SANDRO........................
La seduta è aperta alle ore 10 e 01.
PORCU, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 22 dicembre 1992, che è approvato.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Franco Mariano Mulas ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo. Se non vi sono osservazioni, il congedo si intende accordato.
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Sechi. Ne ha facoltà.
SECHI (D.C.). Per chiedere, se è possibile, una breve sospensione dei lavori in quanto la Commissione bilancio è riunita per esprimere un parere in ordine ad una proposta che dovrà essere inserita all'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Se non vi sono opposizioni sospendo la seduta per mezz'ora. I lavori riprenderanno alle ore 10 e 30.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 02, viene ripresa alle ore 10 e 31.)
Sull'ordine del giorno
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Mannoni. Ne ha facoltà.
MANNONI (P.S.I.). Signor Presidente, per chiedere l'inserimento all'ordine del giorno e l'immediata discussione, data l'urgenza dell'argomento, della proposta di legge numero 357: "Provvidenze a favore di iniziative industriali".
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Tamponi. Ne ha facoltà.
TAMPONI (D.C.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, per chiedere se è possibile che venga inserita in coda all'ordine del giorno la discussione delle mozioni concernenti il transito delle petroliere nelle Bocche di Bonifacio. L'assessore Sanna ha dichiarato di essere disponibile a discutere le mozioni, visto che sta per iniziare l'itergovernativo per il provvedimento di blocco del transito delle petroliere nelle Bocche di Bonifacio.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, porterò quest'ultima richiesta in Conferenza dei Capigruppo perché sta diventando sempre più difficile lavorare in questo Consiglio e aver un metodo di lavoro.
Vorrei inoltre sapere dai colleghi come intendono procedere sui provvedimenti numero 5 e 127 che erano stati sospesi.
Ha domandato di parlare l'onorevole Baroschi. Ne ha facoltà
BAROSCHI (P.S.I.). Presidente, forse è sfuggito che ieri, quando lei ha posto il problema di formulare la nostra richiesta di rinvio in Commissione, cinque componenti del Gruppo socialista si sono alzati in piedi, come prescrive il Regolamento. Noi continuiamo a ritenere che sia necessario approfondire determinati temi e dello stesso parere è anche il Gruppo sardista. Naturalmente, se l'Assemblea decide di proseguire la discussione noi non ci sottrarremo dal dare il nostro contributo in Aula.
PRESIDENTE. Il collega Baroschi ha così formalizzato la richiesta di sospensiva. Invito pertanto i Gruppi ad esprimersi su di essa.
Ha domandato di parlare l'onorevole Dadea. Ne ha facoltà.
DADEA (P.D.S.). Presidente, a me sembra che la sospensione dei lavori abbia consentito di trovare un'ipotesi di mediazione che ci permette di continuare la discussione sui provvedimenti. Tanto più che, dal punto di vista regolamentare non è possibile rinviare il provvedimento in Commissione visto che siamo già passati all'esame degli articoli. Siamo comunque d'accordo sulla proposta avanzata dal collega Mannoni di esaminare immediatamente il provvedimento numero 357, e subito dopo continuare con i provvedimenti numero 5 e 127.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Sandro Usai. Ne ha facoltà.
USAI SANDRO (D.C.). Presidente, per dire che sono d'accordo con la posizione espressa dall'onorevole Dadea.
PRESIDENTE. E' chiaramente respinta la richiesta avanzata dall'onorevole Baroschi di riportare il testo di legge in Commissione. Sospendiamo per cinque minuti i lavori del Consiglio per consentire la riproduzione e la distribuzione del testo della proposta di legge numero 357. Dopo l'esame e l'approvazione di questo provvedimento riprenderemo l'esame, dall'articolo 3, del testo di legge sospeso. La seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 38, viene ripresa alle 10 e 46.)
Discussione ed approvazione della proposta di legge Soro - Dadea - Mannoni - Pusceddu - Merella - Ortu - Usai E: "Provvidenze a favore di iniziative industriali". (357)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 357.
Dichiaro aperta la discussione generale.
Ha facoltà di parlare il relatore onorevole Paolo Fadda.
FADDA PAOLO (D.C.), relatore. Mi rimetto alla relazione scritta.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Baroschi. Ne ha facoltà.
BAROSCHI (P.S.I.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, io, pur comprendendo le finalità di questa proposta di legge devo esprimere alcune perplessità di ordine generale. Come ha ben detto il Presidente della Seconda Commissione, se andiamo avanti di questo passo dovremmo fare una legge per comprare le matite di cui si servono gli Assessori durante le riunioni di Giunta. Alla base di questo provvedimento pare vi sia il fatto che non siano attivabili gli strumenti di carattere amministrativo, attualmente in vigore, per cui si vorrebbero superare le prevedibili difficoltà che altri organi possono frapporre all'erogazione di questo contributo.
Quindi, il Presidente della Seconda Commissione rivolgeva un appello quasi disperato affinché impedissimo il ripetersi di questi fatti straordinari. Di fatto, poiché gli appelli da un punto di vista politico sono poco vincolanti, noi approvando questo testo apriamo un varco nel comportamento di una assemblea legislativa che a me personalmente appare estremamente pericoloso. Infatti non so come potremmo fare un domani a resistere a situazioni similari, o addirittura più cogenti. E questo è un richiamo da parte mia, per quello che può valere, al senso di responsabilità che ci deve accomunare.
L'altra osservazione di carattere generale è che impone un interrogativo la scrittura di questo testo che mi appare molto affrettata. E cioè siamo sicuri che questa sia una vera anticipazione e non sia invece un versamento sic et simpliciter alla Tirsotex che impedisca, un domani, di recuperare il denaro? E' quanto si evince dal quarto comma dell'articolo 1 che subordina il recupero dell'onere al suo inserimento in un accordo di programma. E oggi, nel momento in cui io legifero, c'è l'accordo di programma ma non è stato inserito questo provvedimento e non possiamo preventivare se un domani sarà inserito.
Ecco perché, probabilmente, sarebbe stato più opportuno illustrare la relazione così che tutti i colleghi consiglieri fossero edotti sui risvolti di questo provvedimento, proprio per evitare (mi riallaccio alla prima osservazione che ho fatto) che in futuro, molto superficialmente, si richiami questo provvedimento a supporto di altri che rappresentano magari situazioni simili. Ribadisco quindi che per quanto si debba essere rapidi non si possa essere frettolosi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (D.C.). Brevissimamente, solo per sottolineare alcuni aspetti già discussi in Commissione e richiamati anche dal collega Baroschi. Tutti noi conosciamo la crisi economica, sociale e occupativa della Sardegna, in particolare della Sardegna centrale, e tutti, rischiando anche eventuali insuccessi, dobbiamo massimizzare lo sforzo per affrontare questa situazione. Questo disegno di legge rientra in questo tentativo; non di meno è viva la preoccupazione che il Consiglio sia sempre più chiamato ad intervenire con provvedimenti specifici che sono surrogati di quelli amministrativi, resi difficili da vischiosità burocratiche.
Un provvedimento come quello in esame può essere, vista l'illustrazione data dalla Giunta, in qualche modo comprensibile, però occorre che recuperiamo con decisione il senso della coscienza legislativa e, soprattutto, ricordiamo che le leggi contengono principi generali astratti e la cui interpretazione e applicazione è demandata all'amministrazione. Questo compito non può essere assolto dal Consiglio che assumerebbe la fisionomia di soggetto burocratico senza peraltro avere la possibilità di aprire una vera e propria istruttoria, che è il primo passo richiesto per erogare finanziamenti
E, allora, pur comprendendo la gravità e la delicatezza della situazione, che ci porta ad essere sensibili verso questi problemi, auspichiamo che il varo di questo tipo di provvedimenti sia davvero un fatto straordinario e, soprattutto, non diventino un fatto normale perché potremmo correre il rischio che altre aziende in crisi richiedano interventi finalizzati specifici, o aziende che non sono in crisi tentino di simulare una crisi pur di accedere a questi finanziamenti. Il pericolo è che la nostra legislazione anziché una legislazione di sostegno diventi una legislazione di mero accesso ai contributi pubblici. Consapevoli quindi della crisi, ma anche di dover recuperare un metodo legislativo corretto, credo potremmo procedere.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dadea. Ne ha facoltà.
DADEA (P.D.S.). Brevemente, Presidente, per dire che la procedura del tutto eccezionale seguita per questa proposta di legge è legata alla eccezionalità della situazione venutasi a creare nella Sardegna centrale, nel corso dell'attuazione concreta dell'accordo di programma relativamente alla creazione del polo tessile integrato. Si tratta naturalmente di accelerare le procedure per la nascita di questa iniziativa industriale che potrà, in qualche modo, alleviare i problemi occupativi e industriali di quella zona. Una procedura che ha subito qualche rallentamento soprattutto a causa di alcuni problemi sorti sia all'interno dell'amministrazione regionale sia nei rapporti di questa con la Comunità economica europea. E' solo l'eccezionalità del caso, a mio giudizio, a giustificare l'eccezionalità della procedura.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (Gruppo Misto). Signor Presidente, semplicemente per dire che il mio assenso su questo provvedimento di legge nasce dall'esigenza di rispondere ad una emergenza e, nello stesso tempo, per sottolineare il fatto che si ricorre a uno strumento di carattere eccezionale per promuovere un intervento che si poteva sviluppare altrimenti, proprio perché quell'intervento altro che avrebbe dovuto essere curato, seguito e sviluppato non ha portato invece ai risultati che a suo tempo si auspicavano.
Noi ci troviamo in una di quelle tipiche situazioni nelle quali si ricorre alla autorità della legge per supplire alla carenza di altre procedure che sarebbero dovute essere espletate. Noi dobbiamo essere consapevoli che ricorriamo allo strumento legislativo perché altri strumenti, quelli più propri dell'azione amministrativa, non hanno funzionato o funzionano troppo a rilento.
Io non comprendo però perché non sia stato fatto quello che poteva, e doveva, essere fatto. Io non comprendo perché altri soggetti pubblici abbiano riserve, le manifestino, e riescano così a dilazionare nel tempo interventi importanti perché vi sarebbero obiettive, tra virgolette, difficoltà e perché invece assumendosi il Consiglio regionale una responsabilità, che è politica ma non è solo politica, si ritenga che queste difficoltà debbano, miracolosamente, dissiparsi. Sappiamo che la Comunità europea ha mosso delle obiezioni circa l'equilibrio tra apporto privato e apporto pubblico in questo intervento. Sappiamo che vi sono ragioni sociali importanti alla base del superamento della misura standard massima che oggi è prevista in sede comunitaria. E, all'interno di tutta questa complessiva difficoltà, oggi la Regione interviene con un articolo di legge.
Quello che io auspico è che l'articolo di legge non supplisca anche alle carenze di iniziativa politica, che con l'articolo di legge non si pensi di cancellare anche le responsabilità di chi, avendo funzioni di Governo deve saper governare e deve chiamare tutti gli strumenti dell'organizzazione pubblica al rispetto degli impegni ed anche dei tempi. La Regione interviene attraverso l'Assemblea legislativa a supplire a queste difficoltà e a questi ritardi; io mi auguro che questo intervento serva, però di sicuro non cancella - non so come definirla - l'inerzia o l'incapacità o la mancanza di volontà di chi doveva agire ed ha agito troppo poco e troppo a rilento.
Una seconda, e rapidissima, osservazione la vorrei fare sull'articolo 1 bis di questo provvedimento di legge. L'articolo 1 bisintende, se ho ben capito, cogliere questa occasione per correggere una grave stortura che si è verificata nel corso della prima fase di avvio degli interventi programmati sulla Sardegna centrale. Il sosotegno pubblico, forte, al limite - e taluno ritiene anche oltre il limite - di quanto consentito a tutti gli interventi pubblici di derivazione regionale, statale e comunitaria, ha una ragione fondamentale nella gravità della situazione sociale della Sardegna interna. E se questa è la motivazione che sorregge questo impegno eccezionale non si comprende perché da quelle parti della Sardegna arrivino, sempre più pressanti, non solo delle segnalazioni, ma oggi anche delle proteste forti circa il modo attraverso il quale, in concreto, si vorrebbe rispondere a questa emergenza sociale: attraverso una selettività dei diritti e dei bisogni che non poggia su criteri obiettivi, ma su nuove forme di selezione discriminante.
Il giorno in cui si introducessero, in una qualsiasi parte della Sardegna, alcune occasioni di occupazione e di lavoro anche aggiuntive (non saranno poi aggiuntive, ma sostitutive di tante situazioni invece di espulsione dal mondo del lavoro), e questo portasse non a rasserenare il clima sociale, non a creare un nuovo, diverso e migliore equilibrio sul piano sociale, ma ancora una volta a dividere e contrapporre, a creare situazioni di nuovi privilegi e di nuove discriminazioni, a mio avviso, la Regione non avrebbe colto l'obiettivo principale per il quale impegna risorse rilevanti dei suoi bilanci, delle sue disponibilità.
Ecco perché, dato il carattere dell'intervento, produttivo e sociale nello stesso tempo, questa Regione non può disinteressarsi, come è successo sinora, del modo concreto attraverso cui lo stesso obiettivo può essere perseguito. Le selezioni selvagge, la scelta personalistica, la chiamata nominativa è una delle facoltà, è vero non degli obblighi, che la nuova legge sul collocamento e sulla regolamentazione del mercato del lavoro consente agli imprenditori, cioè a quei soggetti privati che investono e rischiano in proprio. Ma quando, sostanzialmente, a investire risorse e a rischiare è principalmente il soggetto publico, non può essere consentito al soggetto privato di scegliere da solo chi avviare al lavoro. La Regione ha strumenti suoi, non necessariamente legislativi, di intervento in questa materia.
La Regione, su delega del Governo, nella figura dell'Assessore del lavoro, presiede la Commissione regionale per l'impiego, che ha poteri garantistici nelle assunzioni; la Commissione regionale per l'impiego è costituita in modo prevalente da membri espressi dalle forze sociali, imprenditoriali e sindacali sarde. Si sarebbero potuti benissimo individuare, quindi, delle direttive e dei criteri attraverso cui garantire, fin dall'inizio, una gestione socialmente equilibrata di tutta questa delicata materia. La Giunta o le Giunte regionali si sono disinteressate, invece, quasi che la questione fosse ininfluente.
Se il Consiglio regionale vorrà recuperare anche questa dimensione io credo che farà non una, ma due cose utili insieme, tentando di accelerare gli interventi e di garantirne l'efficacia, ma nello stesso tempo riconducendoli all'obiettivo principale per il quale la Regione si è impegnata. Altri colleghi, e principalmente il collega Marteddu, promotore di un emendamento prima, e di un articolo aggiuntivo dopo, diranno che questa indicazione non necessariamente deve essere contenuta nella legge, così da evitare, data la delicatezza della questione, che possano esserci motivi di rinvio. Potrebbe essere un ordine del giorno o una risoluzione del Consiglio a indicare in modo puntuale e preciso che vi è un'assunzione piena di responsabilità, sotto tutti i profili, da parte della Giunta regionale. L'intento è quello che, in sede di precisazione dell'accordo di programma, questa diventi una clausola, una condizione necessaria dell'accordo stesso con il gruppo imprenditoriale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Mannoni. Ne ha facoltà.
MANNONI (P.S.I.). Rinuncio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Tamponi. Ne ha facoltà.
TAMPONI (D.C.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, qualche tempo fa è comparso su Il Corriere della Sera un articolo che, testualmente dice: "Sta per scoppiare un nuovo caso delle carbonare; stavolta a nuotare in un mare di debiti è un altro gruppo tessile di medie dimensioni, quello capitanato dall'imprenditore bergamasco Edoardo Polli. I numeri parlano da soli, le attività che fanno capo al Polli valgono in termini di fatturato all'incirca 650 miliardi. I dipendenti sono tra i 2.500 e i 3.000, mentre l'indebitamento è stimato sui 6.700 miliardi. A capeggiare un lungo elenco degli Istituti di credito esposti è la Banca Nazionale del Lavoro", eccetera eccetera. Io non so se stiamo parlando dello stesso gruppo economico, e se l'Assessore all'industria ne abbia valutato esattamente le condizioni finanziarie e patrimoniali. Oltretutto, mi sembra sia stata dimostrata come inesistente la compatibilità di questo progetto con le indicazioni e le previsioni della CEE.
Io credo, signor Presidente, onorevoli colleghi, che dobbiamo valutare in questo momento due esigenze: una è l'esigenza prioritaria, che è quella di creare condizioni di lavoro e di impiego per la massa di disoccupati sardi, e riguarda certamente la provincia di Nuoro ma anche le altre province della Sardegna; e una seconda esigenza, che è quella dell'utilizzo oculato delle risorse pubbliche in un periodo di crisi quale quello che attraversano la nostra nazione e la nostra Sardegna. Credo che sarebbe quanto mai improvvido farsi trascinare dalle giuste esigenze di dare occupazione e di fare investimenti e non valutare invece, contemporaneamente, quale prospettiva a lungo termine di creare condizioni di occupazione stabile, le risposte che stiamo tentando di dare. E sarebbe oltre modo - direi - improvvido utilizzare questa massa di persone, soprattutto giovani che attendono da tempo possibilità occupative, per spingere su operazioni i cui connotati finanziari e di progetto non sono del tutto chiari. Non so se la Commissione competente abbia analizzato, nel valutare questo disegno di legge, per esempio la certificazione dei bilanci relativi a questa società e alle sue consociate o se lo abbia fatto l'Assessore. Io non so e lo chiedo specificatamente all'Assessore, se abbia valutato, con gli opportuni strumenti che oggi la tecnica finanziaria e di contabilità mette a disposizione, qual è il reale stato patrimoniale di questa società e delle sue consociate. Se abbia per esempio valutato che il capitale della Polli-Legler è in qualche modo collegato, perlomeno attraverso rapporti familiari della proprietà, con la Fin Brescia e con Finpar che in questo momento stanno conducendo un'altra operazione in Sardegna: quella relativa al salvataggio dell'impero dell'Aga Khan, cioè della Ciga, dalla massa di debiti che la attanaglia. Io non vorrei che la Sardegna stesse diventando di nuovo una terra di conquista per avventurieri finanziari che, come si diceva una volta, "piantano" la legna e la portano in Sardegna.
Ecco io chiedo per questo, signor Presidente, all'Assessore all'industria, se abbia fornito alla Commissione e al Consiglio la documentazione relativa al progetto finanziario in base al quale vengono erogati i 28 miliardi alla Tirsotex; se abbia valutato la possibilità che questi 28 miliardi, attraverso un meccanismo di incroci, servono per costituire il capitale di rischio, che deve essere messo a disposizione dell'operazione dal gruppo Polli-Legler, che invece non sembrerebbe in grado di apportare un proprio capitale di rischio. Se si sia valutata quale sia, in prospettiva, la possibilità di coinvolgimento della Regione in un progetto economico-finanziario il cui costo è di ben 240 miliardi e le cui necessità di nuovi apporti potrebbero verificarsi immediatamente, con la fase attuativa del programma.
Io credo che i problemi che questo progetto si propone di affrontare non riguardano solo il Nuorese e la Sardegna centrale, ma tutta la Sardegna. Credo che abbia fatto bene il collega Marteddu a fare inserire quell'emendamento a quell'articolo in cui propone selezioni pubbliche e della massima trasparenza per impedire che una massa di disoccupati trasformi il diritto per un posto di lavoro in una richiesta clientelare. Chiedo all'Assessore se abbia valutato il fatto che vari analisti finanziari ed economici internazionali, ultimamente, sostengano che in Italia il problema del tessile è diventato un problema di prioritaria importanza, dato che ha un esubero di personale quantificato in circa 80 mila unità. E chiedo ancora se abbia letto la teoria sui costi della manodopera nel settore tessile riportata da Romano Prodi. Questo economista sostiene che il costo è pari a 1 nell'Est (cioè Cina, Oriente, Estremo Oriente); 4 nell'Europa orientale; 40 in Italia.
Io, signor Presidente, chiedo se tutte queste questioni sono state valutate e credo che tutto il Consiglio dovrebbe esserne messo a conoscenza. Chiedo inoltre di sapere quali sono le garanzie personali che questi soci stanno offrendo all'operazione; chiedo di conoscere quali siano i nomi degli amministratori del GTO e del GTS; se queste società hanno già provveduto a nominare i propri consigli di amministrazione e, nel caso, di conoscere i nomi dei consiglieri; chiedo ancora di sapere se l'Assessore, come certamente immagino, conosce quali sono gli organi che dirigono e rappresentano queste società.
E, a mio avviso, tutte queste indicazioni e chiarimenti vanno dati alla Commissione e al Consiglio prima che questi licenzino un provvedimento di questo tipo. In particolare poi voglio dire ai disoccupati e ai cassintegrati della SO.CI.MI. che in Sardegna non è pensabile che trattino disoccupati e cassintegrati in maniera diversa a seconda delle aree territoriali in cui operano. Credo che i lavoratori della SO.CI.MI. meriterebbero da parte della Regione sarda lo stesso trattamento riservato ad altri lavoratori, in particolare a quelli della Tirsotex. Prendo atto che la Commissione ha voluto escludere la SO.CI.MI. ed è questo un motivo in più di preoccupazione nei confronti di una legge, del tutto iniqua ed ingiusta, sulla quale mi riservo di esprimere un giudizio complessivo in sede di votazione finale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sandro Usai. Ne ha facoltà.
USAI SANDRO (D.C.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, ormai da tanti anni, in quest'aula e negli anditi, si parla dell'esigenza di allargare la base produttiva industriale in Sardegna; in tutte le dichiarazioni programmatiche e in diversi documenti si riafferma questo principio e, in questi stessi documenti, ci si chiede amaramente quali potrebbero essere i motivi per i quali un'azienda debba venire in Sardegna, dove ha una serie di svantaggi di collocazione territoriale, quando le agevolazioni di carattere generale sono identiche a quelle che hanno regioni più fortunate in termini di collocazione di servizi della Sardegna. Dopo di che tutti ci sforziamo di trovare incentivi che consentano lo sviluppo industriale in Sardegna e, in particolare, nelle zone sfortunate e svantaggiate della Sardegna centrale. Quando poi arriviamo al dunque, e cioè a discutere un provvedimento di legge in materia, cominciamo a porci tanti dubbi, tanti problemi, tanti cavilli.
A me sembra che questa norma proposta dalla Giunta regionale sia una risposta legittima, positiva e seria a questa iniziativa. E mi ha meravigliato oltre misura l'intervento del collega Tamponi che ha citato articoli di giornali scandalistici; in questa materia non possiamo certamente giudicare o legiferare in base ad articoli sul giornale, né tanto meno avere come punto di riferimento l'indebitamento del gruppo industriale. Anche la Fiat, l'Aga Khan in Sardegna e tanti altri gruppi industriali hanno grossi indebitamenti finanziari e, nonostante ciò, sono gruppi solidi, gruppi che hanno la nostra fiducia. Tutti quanti saremmo ben contenti, per esempio, se la Fiat installasse uno stabilimento industriale in Sardegna ma, se ragionassimo come il collega Tamponi, probabilmente dovremmo dire che nemmeno la Fiat ha titolo ad intraprendere iniziative industriali in Sardegna.
Io credo che si debba guardare alla sostanza delle cose e tener conto che questa iniziativa rientra in un programma concordato dalla Regione sarda, contenuto nell'ambito del piano triennale, un programma che ha una sua sobrietà e serietà. Certo, rimarranno da verificare alcuni aspetti di carattere amministrativo che, sicuramente, in sede di istruttoria, verificheranno la Giunta regionale e le banche, ma non possiamo diventare noi, Consiglio regionale, un'assemblea istruttoria, una banca, un ufficio amministrativo che controlla tutti gli aspetti particolari ai quali accennava prima l'onorevole Tamponi. Io credo che noi dobbiamo prendere atto che stiamo trovando una soluzione tecnica e giuridica per risolvere un problema, per attuare finalmente un'iniziativa sulla quale l'intero Consiglio è stato consenziente. Per quanto riguarda la legge, io ho presentato un emendamento che tende ad abrogare l'articolo 1 bis perché sono convinto che il suo mantenimento porterebbe ad una mancata approvazione della legge da parte del Governo. Mi fa piacere che anche l'onorevole Cogodi abbia suggerito che si possa eventualmente dare una direttiva in materia di assunzioni con un ordine del giorno del quale la Giunta dovrà tenere conto nel momento in cui stipulerà il definitivo accordo di programma con l'azienda interessata.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Serrenti. Ne ha facoltà.
SERRENTI (P.S.d'Az.). Presidente, cari colleghi, per dire che noi da sempre abbiamo scelto di stare dalla parte di chi lavora e, in più occasioni abbiamo sottolineato la gravità della situazione che stiamo vivendo. Diventa perciò decisamente difficile per noi oggi in quest'Aula dire no a questa proposta che, come una goccia in mezzo al mare, può contribuire a risolvere qualche problema, anche se in modo molto parziale. Tuttavia, signor Presidente, una serie di dubbi e di preoccupazioni che credo che sia giusto portare in quest'Aula, rimangono.
La prima preoccupazione è che abbiamo la sensazione che l'Esecutivo stia rinunciando al suo ruolo primario che è quello di governare, è quello di far rispettare gli accordi sottoscritti dallo Stato. Noi, signor Presidente, viviamo una situazione industriale fra le peggiori d'Europa, che rende il nostro futuro preoccupato, nebuloso, terribile. Ma davvero, allora, crediamo di poter affrontare il problema della industrializzazione in Sardegna, della disoccupazione in Sardegna, dello sviluppo economico sardo attraverso piccole iniziative che debbono sostituire le iniziative dello Stato, quindi abdicando al nostro ruolo di governanti? Io credo proprio di no; corriamo invece il forte rischio di creare un precedente. Non si capisce, infatti, per quale ragione a questo gruppo di imprese sia consentito, attraverso una legge della Regione, di accedere a finanziamenti per 28 miliardi e, contemporaneamente si lascino insolute altre situazioni drammatiche che conosciamo e che appaiono tutti i giorni sui giornali.
Io voglio ricordare gli operai della Torno che ancora si trovano nelle gallerie della miniera, gli operai della Sardamag che sono chiusi dentro il forno, quelli della Enichem che sono ancora sulla ciminiera più alta della fabbrica; ebbene, a questi lavoratori che cosa diremo? Noi oggi, mediante una legge eroghiamo 28 miliardi ad una ditta sulla cui solidità finanziaria si avanzano seri dubbi, correndo il rischio di depauperare in un momento di grave crisi, anche di risorse della Regione, quel po' di capitale che invece potremmo destinare a iniziative produttive più oculate e inserite in una visione d'insieme.
Il problema economico della Sardegna, infatti, il problema della industrializzazione o viene risolto attraverso un progetto globale complessivo, che faccia uscire la barca dell'economia sarda dalle secche nelle quali si trova, oppure noi corriamo il rischio di sprecare e di spendere male i nostri danari.
Ma abbiamo il sospetto che questa, oltre a essere una legge ad personam, sia anche una legge che, attraverso danari pubblici, permetta clientele private. Noi chiediamo, come altri colleghi hanno già fatto, che nel momento in cui si stipula l'accordo, siano stati già stabiliti criteri di selezione del personale. Non vorremmo, ancora una volta, che prima ci fosse la lista dei nomi e poi, su quei nomi, si stabilissero i criteri. Questo è inaccettabile; allora noi chiediamo che i criteri siano chiari, trasparenti e che attraverso l'erogazione di questi 28 miliardi si curino gli interessi di carattere generale. Non accetteremo e non sopporteremo azioni di clientelismo da parte di nessuno.
Se questi 28 miliardi possono risolvere anche un solo piccolo problema spendiamoli, però attenzione: sono finiti i tempi dell'eldorado nei quali gli imprenditori del continente, spesso avventurieri, venivano in terra di Sardegna, sottraevano risorse finanziarie e ambientali, e poi ci lasciavano la distruzione. Non rendiamoci complici ancora di queste cose, sarebbe sbagliato. Noi siamo la massima istituzione della Sardegna, siamo coloro i quali devono dare garanzie a tutto il popolo di Sardegna. E questa non è la strada giusta, signor Presidente.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie, credo che sia l'occasione da parte della Giunta per riferire in Consiglio su un progetto che costituisce un elemento chiave della cosiddetta intesa di programma per la Sardegna centrale, il cui schema fondamentale fu approvato dal Consiglio regionale, qualche tempo fa, e portò poi alla sottoscrizione della stessa intesa da parte dell'allora Presidente della Regione sarda e del Ministro per il Mezzogiorno. Il progetto in discussione è stato ritenuto dalla Intex, la finanziaria regionale per il settore tessile (appositamente costituita dalla Regione alcuni anni fa), complessivamente valido dal punto di vista industriale sotto un duplice aspetto. Il primo aspetto è quello relativo al recupero produttivo di aziende regionali fonti, per anni, soltanto di perdite per l'amministrazione regionale - mi riferisco alla Marfili di Siniscola - nel tentativo di creare un polo tessile nella Sardegna centrale; il secondo aspetto attiene al rilancio produttivo di un'altra azienda tessile, di grande rilievo nazionale, il cui spazio produttivo, senza un progetto di riassetto come questo, verrebbe ridotto per ragioni di mercato nazionali e internazionali.
Il progetto, ottenuto l'assenso dalla finanziaria regionale, è stato inserito quindi dal comitato misto Governo-Regione nell'accordo di programma per la Sardegna centrale. L'attuazione del progetto è iniziata partendo dalla ex Marfili di Siniscola. Si è costituita un'apposita società, la GTS, formata dalla Intex, con capitale pubblico, e da un gruppo privato, il gruppo Polli-Legler, titolare della Tirsotex di Macomer. Grazie anche all'utilizzo di uno stanziamento di 20 miliardi che era stato inserito nell'ultimo programma di spesa della "268" sono stati già effettuati gli investimenti (nuovo capannone e impianti), per cui il progetto è ultimato. Sostanzialmente occorre soltanto procedere a richiamare i lavoratori ex Marfili che non hanno accettato il prepensionamento.
Si sta passando ora alla fase conclusiva del progetto che consiste nella ristrutturazione della Tirsotex, che era un'azienda leader nazionale, ma anche di grande spazio europeo, nella produzione del velluto (settore che poi è entrato in crisi) e della tela per forniture militari. La ristrutturazione della Tirsotex prevede un ampliamento che le consenta di produrre filati simili a quelli che verranno prodotti a Siniscola, che poi dovranno essere lavorati e tessuti a Ottana per la produzione di tela Jeans. A questo punto dico al collega Tamponi che il rapporto da lui citato non si riferisce alla fase di cui stiamo parlando, ma a una seconda fase del progetto del polo tessile, pure inserita nell'accordo di programma per la Sardegna centrale, che ipotizza alcune centinaia di posti di lavoro diretto e un migliaio circa di posti di lavoro indiretto collegati alla confezione. Questo è un progetto definitivo in linea di massima, ma non calato nella fase esecutiva proprio per le ragioni citate dal consigliere Tamponi, e cioè perché il costo del lavoro nella confezione incide in modo rilevantissimo sul totale del costo del prodotto.
Ma noi adesso stiamo parlando della filatura e della tessitura i cui parametri sono assolutamente diversi e che hanno spazi nazionali ed europei rilevanti. Ci sono soltanto due o tre aziende in Europa competitive in questo campo e si trovano in Irlanda, Francia e Germania.
Allora, poiché siamo nella fase terminale del progetto perché il progetto si è bloccato? Perché siamo ricorsi a questo provvedimento? Per due ragioni, fondamentalmente. La prima attiene a un problema di rapporti comunitari; l'altra (si collega anche alla notizia riportata dal collega Tamponi) è relativa alla questione del risanamento finanziario del gruppo Polli-Legler, che è il socio privato, nel progetto che si intende realizzare.
Per quanto riguarda il problema sorto con la Comunità europea, con la cui normativa dobbiamo abituarci a convivere, si tratta di questo. Nel mese di luglio, e quindi a settembre e a novembre, la Comunità europea ha richiesto al Governo informazioni circa il regime di aiuti pubblici praticato a favore di investimenti programmati nel settore tessile in Sardegna e in Calabria. Nel corso della visita di cui parlava il collega Tamponi, la Comunità ha chiarito ai rappresentanti della Regione (nello specifico funzionari della Sfirs e della Intex), il totale dei contributi pubblici, diretti e indiretti, quindi anche le forme di anticipazione di eventuali prestiti partecipativi, deve stare entro i parametri della legge 64, parametri che sono quelli approvati dalla Comunità Economica Europea. Di conseguenza, gli accordi precedentemente sottoscritti, che prevedevano interventi diretti e indiretti superiori ai limiti fissati la "64" vanno rivisti. Questo significa che il socio privato si deve accollare la quota del 30 per cento, così da rispettare i parametri fissati dalla normativa della Comunità Economica Europea recepita nella "64".
Il secondo aspetto, invece, come ho già detto, è legato alla questione relativa al riassetto finanziario del gruppo. La Intex ha presentato alla stessa Giunta regionale gli elementi conoscitivi sull'assetto finanziario del gruppo. Proprio oggi, poi, si deve tenere una riunione del pool di banche, capitanate dalla BNL, per procedere non al consolidamento ma all'erogazione di un finanziamento di 100 miliardi al gruppo per favorirne il riassetto finanziario.
Il problema quindi era che se noi non avessimo predisposto questa norma avremmo dovuto attendere alcuni mesi per l'approvazione definitiva del piano di riassetto finanziario; un piano che per ora è stato solo avviato, e di cui ci è stata data comunicazione da parte della Banca Nazionale del Lavoro e che, da parte sua ha già stanziato la sua quota di partecipazione al consorzio. Però, nelle more dell'approvazione del piano di riassetto finanziario gli investimenti verrebbero sbloccati con conseguenze rilevanti sul piano finanziario e delle tensioni sociali. La Giunta regionale ha deciso allora di intervenire con una norma che, indubbiamente, contraddicendo un principio generale sulla generalità e astrattezza, prevede una finalizzazione specifica. Il finanziamento infatti viene dato all'azienda per il piano di ristrutturazione e non al gruppo, in modo tale che l'investimento (non solo finanziario ma anche di politica industriale) a cui la Regione sta partecipando, sia un investimento in azienda, in impianti, in macchinari, in un patrimonio umano di professionalità che si stanno recuperando e riqualificando (è il caso della Marfili o della Tirsotex), o di professionalità nuove come nel caso della GTO di Ottana.
La scelta quindi della norma specifica è stata fatta per accelerare, con una garanzia di legge, la prosecuzione dell'investimento, sapendo comunque che si fa riferimento ad una quantificazione che è già inserita nel piano industriale approvato dalla Intex per la Tirsotex, un piano che prevede un investimento di 82 miliardi, di cui 28 (quelli di cui stiamo parlando) per la ristrutturazione della Tirsotex attuale, e 54 per il suo ampliamento finalizzato alla realizzazione dell'investimento di Ottana. Sulla questione sollevata dal collega Baroschi, e cioè che stiamo anticipando con risorse regionali, debbo dire che il problema è legato alla questione dell'accordo di programma della Sardegna centrale. Come è noto il CIPE, nel marzo dello scorso anno, ha deliberato una anticipazione di 45 miliardi sui 350 che, a loro volta, costituiscono la prima tranche del finanziamento di mille miliardi che il Governo si era impegnato a erogare alla Sardegna centrale. Questi finanziamenti sono destinati in gran parte a iniziative di carattere industriale, a partire dal progetto tessile. Questi finanziamenti, però, come tutti quelli di provenienza dalla legge 64, devono essere ripartiti. Perciò, ogni anno nella finanziaria noi alleghiamo una tabella con una ripartizione degli interventi che fanno carico alla quota che viene iscritta in competenza nel bilancio, perché solo a queste condizioni non abbiamo la possibilità dell'incasso reale della quota che ci viene attribuita. Poiché questa ripartizione non è ancora avvenuta è evidente che, fino a quando verrà approvato il bilancio, vengono utilizzate risorse regionali che verranno poi reintegrate con la quota dell'accordo di programma, che peraltro a questo è destinato. E' quindi una sorta di garanzia, l'utilizzo di risorse già destinate a quell'area, da dare al Consiglio regionale e alle altre aree della Sardegna, ma anche al Governo che sa che questo stanziamento, che si sta estrapolando con una norma di legge, è già compreso nell'ambito della intesa di programma sottoscritta tra Regione e Governo. Sulla base di queste valutazioni, se nell'emendamento che è stato presentato si sopprime l'inciso "subordinatamente all'inserimento", si possono evitare le ambiguità e le preoccupazioni sottolineate dai colleghi, e rendere quindi più chiaro il perché si è ricorsi a questo strumento.
Concludo con un chiarimento sulle partecipazioni proposte; per quanto riguarda la Tirsotex, la cui proprietà attualmente è detenuta per intero dal gruppo Polli-Legler, il capitale dovrebbe essere così ripartito: 40 per cento alla Intex, 30 per cento al gruppo Polli-Legler in quanto gruppo e il 30 per cento a Polli come persona. Questo ultimo elemento è in discussione; in ogni caso la ripartizione che invece propone la Intex prevede il 40 per cento alla Intex e il sessanta al socio privato. Mentre per la nuova società, la GTO, da realizzarsi ad Ottana, l'ipotesi prevista assegna il 40 per cento della quota di proprietà alla Intex e il sessanta per cento al gruppo Polli-Legler. Questa è la ripartizione relativa al capitale sociale. Per gli investimenti valgono invece i parametri previsti dalla legge 64, che assegnano il 70 per cento dell'investimento al socio pubblico e il 30 per cento a quello privato.
PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 1.
SECHI, Segretario:
Art.1
1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere per l'anno 1993 alla Tirsotex Spa con sede in Macomer, un contributo straordinario di Lire 28.000 milioni.
2. Tale contributo dovrà essere destinato dalla Tirsotex ai programmi di ristrutturazione della stessa Società, alla sottoscrizione di capitale socia le della GTO - Gruppo Tessile Ottana - Spa con sede in Ottana, per la realizzazione dell'iniziativa industriale nel comparto tessile nell'ambito dell'intesa di programma per la Sardegna centrale di cui alla delibera del CIPE in data 25 marzo 1992.
3. All'erogazione del contributo suddetto si procederà previa ripartizione della somma di cui sopra, per le diverse finalità da parte della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore dell'industria a termini dell'articolo 4, lett. 1) della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1.
4. All'onere di cui al presente articolo, si fa fronte provvisoriamente con mezzi propri della Regione; lo stesso onere, subordinatamente all'inserimento dell'iniziativa nell'accordo di programma, sarà posto a carico del finanziamento deliberato dal CIPE il 25 marzo 1992 per il riassetto territoriale delle zone interne della Sardegna centrale.
PRESIDENTE. Poiché l'emendamento numero 1 viene ritirato rimangono in vigore gli emendamenti numero 2, 4 e 5. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento sostitutivo parziale Fadda P. - Baroschi - Atzori
Art.1
Il comma 4 è così riformulato:
"All'onere di cui al presente articolo si fa fronte provvisoriamente con mezzi propri della Regione; lo stesso onere sarà posto a carico del finanziamento deliberato dal CIPE il 25 marzo 1992 per il riassetto territoriale delle zone interne della Sardegna centrale". (2)
Emendamento aggiuntivo Ladu L. - Manchinu - Satta G. - Pes - Satta A. - Carusillo
Art.1
Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente art. 1 bis:
"E' istituito un fondo per l'emergenza occupativa da utilizzare per la concessione di anticipazioni, per fronteggiare impegni straordinari di produzione o rilancio produttivo, a società e cooperative. Le modalità di erogazione e recupero sono stabilite, con apposito regolamento approvato dal C.R.
Cap. 09045 (N.I.) Fondo emergenza occupativa L. 2.500.000.000". (4)
Emendamento aggiuntivo Ladu L. - Manchinu - Satta G. - Onnis - Zucca - Pes - Satta A. - Carusillo - Onida - Manunza - Manca
Art. 1
Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente art. 1 bis:
"E' istituito un fondo per l'emergenza occupativa da utilizzare per la concessione di anticipazioni, per fronteggiare impegni straordinari di produzione o rilancio produttivo, a società e cooperative. Le modalità di erogazione e recupero sono stabilite, con apposito regolamento approvato dal C.R.
Cap. 09045 (N.I.) Fondo emergenza occupativa L. 5.000.000.000
di conseguenza è modificato lo stanziamento dell'art. 2 che passa da 28 a 33 miliardi. (5)
PRESIDENTE. Poiché l'emendamento testé presentato, comporta un significativo aumento delle spese, invito i presentatori a ritirarlo.
Ha domandato di parlare l'onorevole Leonardo Ladu . Ne ha facoltà.
LADU LEONARDO (P.D.S.). L'emendamento numero 4 è esattamente uguale al numero 5. E' stato modificato soltanto l'impegno finanziario che passa dai 2 miliardi e mezzo previsti nell'emendamento numero 4 ai 5 previsti nel numero 5. E adesso ne do ragione.
PRESIDENTE. Consigliere Ladu, i colleghi, giustamente, rilevano che di fronte a uno stanziamento così rilevante sarebbe più opportuno che l'emendamento passasse al vaglio delle competenti Commissioni.
LADU LEONARDO (P.D.S.). Presidente, la questione è stata già discussa in Commissione; se il Consiglio me ne da la possibilità, brevemente, espongo le ragioni dell'emendamento. Poi ognuno di voi, in coscienza, sarà libero di approvarlo o di respingerlo.
PRESIDENTE. Onorevole Ladu, lei insiste nel mantenere in vita l'emendamento.
LADU LEONARDO (P.D.S.). Sì, Presidente.
PRESIDENTE. Va bene, allora, onorevoli colleghi, sospendo per dieci minuti i lavori del Consiglio in modo che venga distribuito l'emendamento e se ne valuti la portata.
(La seduta, sospesa alle ore 11 e 58, viene ripresa alle ore 12 e 11.)
PRESIDENTE. L'emendamento numero 2 sostitutivo parziale può essere illustrato da uno dei presentatori.
FADDA PAOLO (D.C.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti numero 4 e 5 ha facoltà di parlare l'onorevole Leonardo Ladu.
LADU LEONARDO (P.D.S.). Gli emendamenti numero 4 e 5 intendo ritirarli, però vorrei portare qualche elemento di riflessione all'attenzione del Consiglio anche per evitare contrapposizioni dovute a incomprensioni.
In molti interventi sono state sottolineate le nostre incoerenze rispetto ad una definizione della linearità della produzione legislativa - e può darsi che sia così - che deve fare i conti con le esigenze della quotidianità e talvolta anche del particolare, ma in una situazione di emergenza qual è l'odierna io credo che sia difficile affrontare tutte le situazioni con la stessa coerenza, la stessa logica e lo stesso impegno. Io condivido la proposta di legge e dico che va sostenuta con forza dal Consiglio, così come condivido appieno le motivazioni addotte dall'Assessore. Voglio però sottolineare come nel corso della discussione in Commissione siano state sottovalutate alcune situazioni di emergenza rispetto alle quali, deve essere chiaro, nell'impostazione e nella proposta, soprattutto quella ripresentata in Aula, è intenzione del Consiglio non intervenire per far fronte alle emergenze locali sprecando cioè i soldi in maniera irresponsabile. Talvolta ci troviamo in presenza però di aziende che non sono in crisi produttiva, ma finanziaria particolare; una crisi che va valutata nel modo più opportuno perché può essere necessario un intervento quanto mai tempestivo per salvare insieme all'occupazione anche l'azienda.
A questo riguardo voglio sottolineare come l'atteggiamento dell'istituzione Regione, complessivamente intesa, sia piuttosto incerto e ondivago. Per esempio, a titolo puramente esemplificativo, cito la SOCIMI, che dovrebbe occupare 70 lavoratori, ma del cui caso si continua a discutere senza giungere a una soluzione; si rischierà di perdere la possibilità che questa struttura produttiva, che fra l'altro ci fa partecipi di un circuito produttivo nazionale in settori impegnativi e importanti per l'attività industriale sarda, permanga nell'Isola. La nostra proposta tendeva semplicemente a creare le condizioni per concedere a queste aziende in crisi finanziaria una sorta di anticipazione a costi rapportati anche ai costi bancari ordinari. L'importante era agire con tempestività, per salvare 70 posti di lavoro a costo zero per la Regione.
Cogliendo le osservazioni e le difficoltà avanzate da alcuni colleghi che vogliono, prima di tutto, salvare la legge nell'obiettivo fondamentale, ritiro gli emendamenti. Però, siccome altri colleghi, per esempio, hanno citato la SARDIT e la possibilità di intervenire per salvare l'azienda e il posto di lavoro degli operai, non riesco a capire quindi perché questo Consiglio si debba dividere rispetto a esigenze responsabilmente e unanimemente affrontabili.
Allora, se è necessario, per ordinare i nostri lavori, affrontare la proposta nel testo della Commissione, ritiriamo gli emendamenti, ma chiediamo al Consiglio di farsi carico rapidamente anche delle altre situazioni di crisi esistenti pur con le modalità meno onerose, non irresponsabili, più oculate e più opportune. Chiediamo cioè che si considerino le cose in una dimensione più generale; siamo un'isola così piccola, abbiamo così pochi posti di lavoro, che cercare di salvare l'esistente non credo possa definirsi un obiettivo particolaristico.
PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 1, 4 e 5 si intendono ritirati. Rimane l'emendamento sostitutivo parziale numero 2. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.
CATTE, Assessore dell'industria. La Giunta lo accoglie.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento sostitutivo parziale numero 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 1 bis.
SECHI, Segretario:
Art. 1 bis
1. In considerazione della prevalenza del finanziamento pubblico relativa agli investimenti di cui all'art. 1, l'assegnazione degli stessi benefici è condizionata all'assunzione dell'impegno, nell'ambito della legislazione vigente, di esperire pubbliche selezioni attraverso criteri obiettivi di garanzia per tutti gli aspiranti per l'accesso ai corsi di formazione delle maestranze.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento soppressivo totale Baroschi - Usai S. - Tidu
Art. 1 bis
L'art. 1 bis è soppresso. (3)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento ha facoltà di illustrarlo.
USAI EDOARDO (D.C.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.
CATTE, Assessore dell'industria. La Giunta lo accoglie.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 3 soppressivo totale. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 2.
SECHI, Segretario:
Art. 2
1.1 mezzi propri della Regione di cui all'articolo precedente, qualificati in lire 28.000.000.000, sono individuati nell'incremento di gettito dell'imposta sul reddito delle persone fisiche e dell'imposta di bollo derivante dal loro naturale incremento.
2. Nel bilancio della Regione per l'anno finanziario 1993 sarà istituito il seguente capitolo con lo stanziamento accanto indicato.
09 - ASSESSORATO INDUSTRIA
Cap. 09045-12 (Nuova istituzione) 2.1.2.4.3.3.10.28 (02.02) Cat. progr. 04
Contributo straordinario alla Tirsotex Spa destinato alla ristrutturazione della stessa società e alla sottoscrizione del capitale sociale del Gruppo Tessile Ottana Spa con sede in Ottana (art. 26 bis della presente legge) L. 28.000.000.000
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 3.
SECHI, Segretario:
Art. 3
Urgenza
La presente legge è dichiarata urgente ai sensi e per gli effetti dell'articolo 33 dello Statuto Speciale della Sardegna ed entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
E' stato presentato un ordine del giorno. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Ordine del giorno Marteddu - Cogodi - Soro - Dadea - Mannoni - Ortu - Pau - Porcu
Il Consiglio Regionale
in considerazione del prevalente carattere pubblico dei finanziamenti relativi agli interventi previsti attraverso l'accordo di programma per la Sardegna centrale
impegna la Giunta Regionale
a procedere, in sede di definizione dell'accordo stesso, a condizionare la concreta erogazione dei finanziamenti di competenza regionale, all'assunzione contestuale dell'impegno da parte del soggetto beneficiario, di esperire pubbliche selezioni, attraverso l'adozione di criteri obiettivi di garanzia di tutti gli aspiranti per l'accesso ai corsi di formazione delle maestranze.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare per illustrare l'ordine del giorno l'onorevole Marteddu.
MARTEDDU (D.C.). Signor Presidente, brevemente per spiegare ai colleghi che la soppressione dell'articolo 1 bis sull'impegno del Consiglio regionale e della Regione di rendere pubblici, trasparenti e oggettivi i criteri di selezione per l'accesso ai corsi di formazione per l'inserimento nelle aziende che attraverso l'accordo di programma si insediano nella Sardegna centrale ha una motivazione essenzialmente tecnica. Il nostro obiettivo è quello di accelerare il processo di reindustrializzazione della Sardegna centrale mettendo in essere ogni iniziativa atta allo scopo; abbiamo ritenuto che un ordine del giorno che condiziona l'erogazione dei finanziamenti di competenze regionali all'assunzione contestuale dell'impegno da parte del soggetto beneficiario di esperire pubbliche selezioni con criteri oggettivi e imparziali fosse vincolante per la Giunta. Vorrei ricordare ai colleghi che lo strumento "accordo di programma per la Sardegna centrale", individuato dall'articolo 7 della legge 64, è uno dei due strumenti individuati in quella legge per il Mezzogiorno d'Italia, l'altro è quello della Val Basento; la provincia di Nuoro, la Sardegna centrale insieme ad alcune aree dell'Alto Oristanese e del Goceano è stata individuata come l'area più marginale della Sardegna, oggetto di un intervento statale straordinario qual è quello appunto dell'accordo di programma. E la straordinarietà dipende anche dal fatto che da anni, da sempre forse, esiste un'emergenza occupativa straordinaria, quindi la richiesta di lavoro deve essere affrontata con mezzi straordinari.
E noi non siamo e non possiamo neanche trasformarci in un consiglio di amministrazione che verifica puntualmente solo la bontà dei progetti. Noi abbiamo il dovere di rapportare gli interventi legislativo-finanziari all'impatto che questi interventi hanno e possono avere nel territorio. E l'impatto, cari colleghi, nella Sardegna centrale, di 400-450 assunzioni (a fronte di 6500 domande al 19 di settembre) sarebbe un impatto molto forte.
L'impegno che il Consiglio chiede alla Giunta è quello di offrire garanzie, le più oggettive e le più imparziali e le più trasparenti possibili non solo e non tanto a quelli che poi avranno la fortuna, per maggiori capacità e professionalità, di accedere ai corsi formativi quanto a coloro che ancora dovranno attendere l'assunzione. La Regione dà queste garanzie in questo momento, dà le garanzie di pubblicità e di oggettività nell'accesso ai corsi di formazione. Non stiamo invadendo competenze altrui, non stiamo decidendo noi chi andrà a lavorare nelle aziende del polo tessile della Sardegna centrale. Questo lo decideranno le aziende attraverso i corsi di formazione, ma l'accesso ai corsi deve essere il più trasparente e il più garantista possibile. E' questo il senso di questo ordine del giorno.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.
CATTE, Assessore dell'industria. La Giunta accoglie l'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'ordine del giorno. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si proceda alla votazione per appello nominale della proposta di legge numero 357.
TAMPONI (D.C.). Vorrei fare una dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Serrenti. Ne ha facoltà.
SERRENTI (P.S.d'Az.) Per chiedere la votazione a scrutinio segreto del disegno di legge.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto della proposta di legge numero 357.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione a scrutinio segreto:
presenti 69
votanti 67
astenuti 2
maggioranza 34
favorevoli 41
contrari 26
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Amadu - Atzeni - Atzori - Baghino - Baroschi - Cabras - Cadoni - Carusillo - Casu - Cocco - Cogodi - Corda - Cuccu - Dadea - Degortes - Desini - Dettori - Erittu - Fadda A. - Fadda F. - Fadda P. - Fantola - Ferrari - Ladu G. - Ladu L. - Lombardo - Lorelli - Lorettu - Manca - Manchinu - Mannoni - Manunza - Marteddu - Melis - Merella - Mereu S. - Morittu - Mulas M.G. - Muledda - Murgia - Onida - Onnis - Oppi - Ortu - Pau - Pes - Pili - Porcu - Pubusa - Puligheddu - Pusceddu - Ruggeri - Sanna - Satta A. - Satta G. - Scano - Sechi - Serra - Serra Pintus - Serrenti - Soro - Tamponi - Tarquini - Tidu - Urraci - Usai S. - Zucca.
Si sono astenuti: il Presidente Floris e Selis.)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo per dieci minuti la seduta del Consiglio e convoco la Conferenza dei Capigruppo.
(La seduta, sospesa alle ore 12 e 42, viene ripresa alle ore 12 e 53.)
Continuazione, fine della discussione degli articoli e non approvazione del testo unificato della proposta di legge Ruggeri - Sanna E. - Cuccu - Cogodi - Lorelli - Muledda - Zucca - Satta G.: "Interventi finalizzati al sostegno ed allo sviluppo delle cooperative di garanzia, dei consorzi fra cooperative di garanzia e dei consorzi misti regionali aventi come scopo la concessione di fidejussioni" (5) e del disegno di legge: "Interventi a sostegno delle cooperative artigiane e dei consorzi regionali aventi per scopo la concessione di fidejussioni a forme associative artigiane di primo grado". (127)
PRESIDENTE. La Conferenza dei Capigruppo ha deciso di riprendere l'esame della proposta di legge numero 5 e del disegno di legge numero 127 per concludere stamattina i lavori del Consiglio che verranno ripresi giovedì mattina alle ore 10 in modo da permettere alle Commissioni di lavorare il martedì e il mercoledì. La discussione era giunta all'articolo 3 e all'emendamento numero 1 di cui è stata già data lettura.
Ha domandato di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio. Ne ha facoltà.
MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Desidero far presente che a seguito dell'accordo raggiunto nella Commissione competente, che ha esaminato il complesso degli emendamenti presentati sia dalla Giunta che dal Consiglio, il numero 200 indicato alla fine del testo dell'emendamento numero 1 deve intendersi sostituito con 100.
PRESIDENTE. Quindi l'emendamento numero 1 si intende così modificato: "abbiamo all'atto della richiesta del contributo un numero di imprese artigiane associate non inferiore a 100".
Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione l'emendamento. Chi lo approva alzi lamano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 3. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 4.
SECHI, Segretario:
Art. 4
Contributi per la costituzione e il primo impianto delle cooperative artigiane di garanzia
1.Il contributo a fondo perduto sulle spese di costituzione e di primo impianto, di cui all'articolo 2, lettera a), è concesso alle cooperative artigiane di garanzia in ragione al numero dei soci, in misura non superiore a lire 250.000 per ogni socio, nonché del capitale sociale, in misura non superiore al 50 per cento del capitale versato.
2.Le domande, per essere ammesse al beneficio, devono essere presentate all'Assessore competente in materia di artigianato entro 18 mesi dalla costituzione, corredate dai seguenti documenti:
a) copia autenticata dell'atto costitutivo, dello statuto e delle convenzioni bancarie;
b)elenco dei soci con indicati, a fianco di ciascun nominativo, il numero e l'importo delle quote di capitale sociale versate;
c) dichiarazione dell'istituto di credito presso il quale sono state depositate le quote sociali, dalla quale risulti l'ammontare delle quote stesse, in data non anteriore a 60 giorni a quella di presentazione della domanda.
3. Il contributo di cui al presente articolo non può comunque superare le spese effettivamente sostenute.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento sostitutivo parziale della Giunta regionale
Art. 4
Il terzo comma dell'art. 4 sostituito dal seguente:
"3) Il contributo di cui al presente articolo non può comunque superare il 50% delle spese effettivamente sostenute". (2)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento ha facoltà di illustrarlo.
MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Baroschi. Ne ha facoltà.
BAROSCHI (P.S.I.). Presidente e Assessore, esaminando sia l'articolo che gli emendamenti ho verificato che il tetto massimo del contributo è stato fissato al 50 per cento delle spese effettivamente sostenute. Poiché io capisco poco chiedo che attraverso l'illustrazione si indichino quali sono gli elementi oggettivi che hanno portato a fissare al 50 per cento il tetto dei contributi anziché al 42, al 58 o all'83. Faccio semplicemente osservare che nella discussione del precedente disegno di legge, in un intervento molto appropriato da questo punto di vista, si è detto che la legge 64 fissa nella misura del 70 per cento il contributo a carico del socio pubblico mentre il restante 30 per cento è a carico del socio privato.
Io vorrei capire perché noi, Regione sarda, nei confronti delle imprese artigiane dovremmo avere un atteggiamento, come dire, molto più rigoroso solo perché adesso vige la filosofia del non spreco. Ma se non vogliamo sprecare niente non diamo nulla, così andiamo sul sicuro. Vorrei quindi, da parte del proponente, una spiegazione sulle modalità di determinazione di detto contributo.
PRESIDENTE. Ma si tratta appunto di un contributo!
BAROSCHI (P.S.I.). Pari al 50 per cento delle spese effettivamente sostenute; perché il 50 e non il 30, o il 28?
PRESIDENTE. L'emendamento modifica il testo dell'articolo 4 che, precedentemente, ammetteva al contributo tutte le spese effettivamente sostenute.
BAROSCHI (P.S.I.). Presidente, nella riunione tenuta ieri si è detto che prevedere un contributo al 100 per cento significa incentivare gli sprechi. Giustissimo; però vorrei sapere su quali elementi la Giunta ha formulato la sua proposta.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.
MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Il complesso degli emendamenti, onorevole Baroschi, segue una linea logica che è questa: la Regione partecipa alla nascita e alla vita delle cooperative e dei consorzi di garanzia nella misura in cui partecipano le imprese. Allora la partecipazione ai costi di costituzione e di primo impianto cui fa riferimento l'emendamento numero 2, così come la partecipazione al patrimonio sociale della cooperativa e del consorzio di garanzia, è misurata all'apporto delle imprese. Per ogni lira che versano le imprese, una lira la versa la Regione. Questa è la politica che sottende tutto l'impianto della proposta. In particolare, per quanto riguarda l'emendamento in discussione, essendo un contributo per la costituzione di primo impianto, vogliamo anche evitare che chiunque possa attivare cooperative di garanzia e consorzi fidi perché tanto i costi di costituzione (spese notarili e di primo impianto, locale) li paga tutti la Regione. Si costituiscono queste occasioni, diciamo così, associative dopo di che si può anche chiudere, tanto chi ha determinato il fatto non ha concorso a spendere una lira. Allora la Giunta ritiene che la Regione deve partecipare nella misura in cui partecipa l'impresa, e mi sia consentito di dire che mi pare anche una partecipazione significativa perché nel caso specifico previsto dall'emendamento numero 2 oggi, la Regione non partecipa per nulla.
PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi metto in votazione l'emendamento numero 2.
Ha domandato di parlare l'onorevole Baroschi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BAROSCHI (P.S.I.) Mi dispiace svolgere questo ruolo perché non mi è consono. Però, Assessore, anche io so leggere una legge e, grosso modo, so anche desumerne l'orientamento. Io, Assessore, le ho rivolto una domanda molto precisa: le ho chiesto il perché di questa scelta. Siccome lei non mi dà una risposta e siamo in sede di votazione, le annuncio che voterò contro.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 2, sostitutivo parziale. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova) Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 5.
SECHI, Segretario:
Art. 5
Contributi per la formazione del patrimonio sociale delle cooperative artigiane di garanzia
1.Il contributo in conto capitale per la formazione del patrimonio sociale, di cui all'articolo 2, lettera b), è concesso alle cooperative artigiane di garanzia in misura non superiore a tre volte l'ammontare delle quote sociali sottoscritte e versate dai soci e, successivamente alla prima richiesta, in misura non superiore a tre volte l'effettiva variazione in aumento del capitale sociale.
2. Il contributo è concesso su domanda della cooperativa interessata, presentata all'Assessore regionale competente in materia di artigianato, sulla base dei medesimi documenti di cui al secondo comma dell'articolo 4.
3. Le cooperative di garanzia che abbiano usufruito di contributi per la formazione del capitale sociale a valere su altre leggi, possono godere dei contributi di cui alla presente legge solamente per la differenza tra gli importi massimi in questa previsti e quelli già percepiti.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento sostitutivo parziale della Giunta regionale
Art. 5
Il primo coma dell'art. 5 è sostituito dal seguente:
"1) Il contributo in conto capitale per la formazione del patrimonio sociale, di cui all'art. 2, lett. b), è concesso alle cooperative artigiane di garanzia in misura non superiore all'ammontare delle quote sociali sottoscritte e versate dai soci e, successivamente alla prima richiesta, in misura non superiore all'effettiva variazione in aumento del capitale sociale". (3)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento ha facoltà di illustrarlo.
MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare onorevole Baroschi. Ne ha facoltà.
BAROSCHI (P.S.I.). Si offre l'occasione all'Assessore per dare le spiegazioni che ho richiesto prima. Se il concetto è unico, e cioè se lei ritiene giusto che il tetto del contributo passi dal 100 per cento al 50 per cento, sia per le spese di primo impianto, articolo precedente, sia per la formazione del patrimonio, ci dia una spiegazione esauriente una volta per tutte.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianale e commercio.
MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Questo articolo ha un'altra ratio, onorevole Baroschi. Il testo della Commissione prevede che il contributo della Regione sia pari al 300 per cento mentre la Giunta propone che sia ridotto al 100 per cento. Questo è il contributo per la formazione del patrimonio sociale.
Faccio un esempio. L'imprenditore che mette un milione di quota sociale ha diritto ad accedere a 30 milioni di finanziamento, per poter accedere a 30 milioni di finanziamento è necessario avere nel capitale sociale un milione e mezzo. Allora, un milione lo mette l'imprenditore, un milione lo mette la Regione, arriviamo a due, si supera il tetto dei 30 milioni, ma ogni lira in più non serve perché è sufficiente un milione e mezzo. In questo modo tra la partecipazione dell'imprenditore e la partecipazione della Regione si supera addirittura il tetto di finanziamento concedibile all'impresa, quindi il bisogno dell'impresa è pienamente soddisfatto. Ogni partecipazione ulteriore della Regione non avrebbe alcuna giustificazione. Spero di essere stato esauriente.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare metto in votazione l'emendamento sostitutivo parziale numero 3. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 5. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 6.
SECHI, Segretario:
Art. 6
Reintegrazione delle perdite delle cooperative artigiane di garanzia
1. Il contributo in conto capitale per la reintegrazione delle perdite, di cui all'articolo 2, lettera b), è concesso alle cooperative artigiane di garanzia che subiscono perdite in conseguenza dell'insolvenza nelle operazioni garantite.
2. Il contributo è concesso in misura non superiore all'ammontare delle quote sottoscritte e versate dai soci, su domanda della cooperativa interessata, presentata all'Assessore regionale competente in materia di artigianato, attestante la perdita realmente sofferta, corredata dei medesimi documenti di cui all'ultimo comma dell'articolo 4.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento sostitutivo parziale della Giunta regionale
Art. 6
Il secondo comma dell'art. 6 è sostituito dal seguente:
"2) Il contributo è concesso in misura non superiore all'ammontare delle quote sottoscritte e versate dai soci, su domanda della cooperativa interessata, presentata all'Assessorato regionale competente in materia di artigianato, attestante la perdita realmente sofferta, corredata dei medesimi documenti di cui al secondo comma dell'art. 4". (4)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento ha facoltà di illustrarlo.
MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Vale quanto detto per gli emendamenti precedenti.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento sostitutivo parziale numero 4. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 6. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 7.
SECHI, Segretario:
Art. 7
Contributi alle imprese per il pagamento degli interessi
1. Il contributo per il pagamento degli interessi di cui all'articolo 2, lettera c), è concesso nella misura stabilita dall'articolo 68 della legge regionale 4 giugno 1988, n. 11, e successive modificazioni, sull'ammontare del credito garantito dalla cooperativa.
2. I contributi possono riguardare:
a) prestiti di esercizio di ammontare non superiore a lire 30.000.000 e aventi durata non superiore a 24 mesi;
b) prestiti di ammontare non superiore a 50.000.000 e aventi durata non superiore a 36 mesi, concessi alle imprese artigiane per specifiche e documentate iniziative aziendali e interaziendali relative all'acquisizione di commesse, alla stipulazione di contratti di fornitura, a sostegno delle esigenze di liquidità conseguenti a investimenti per macchinari, immobili, ristrutturazione di laboratori, alla promozione sul mercato di nuovi prodotti, o per eventi straordinari connessi al verificarsi di eventi calamitosi.
3. Successivamente alla data di erogazione della somma mutuata, sono ammessi a contributo prestiti integrativi ed aggiuntivi, fino alla concorrenza del limite massimo di mutuo.
4. I contributi di cui al precedente articolo sono erogati agli istituti di credito concedenti il prestito in soluzione unica anticipata, scontando, all'attualità, le rate costanti posticipate di concorso regionale.
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati tre emendamenti. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento sostitutivo parziale della Giunta regionale
Art. 7
Il primo comma dell'art. 7 è sostituito dal seguente:
"1) Il contributo per il pagamento degli interessi di cui all'art. 2, lettera c), è concesso nella misura di cinque punti sull'ammontare del credito garantito dalla Cooperativa". (5)
Emendamento sostitutivo parziale Usai S. - Manchinu - Dadea - Ruggeri
Art. 7
Il secondo comma dell'art. 7, lettera b), è così sostituito:
"b) prestiti di ammontare non superiore a 60.000.000 e aventi durata non superiore a 36 mesi, concessi alle imprese artigiane per specifiche e documentate iniziative aziendali e interaziendali relative all'acquisizione di commesse, alla stipulazione di contratti di fornitura, a sostegno delle esigenze di liquidità conseguenti a investimenti per macchinari, immobili, ristrutturazione di laboratori, alla promozione sul mercato di nuovi prodotti, o per eventi straordinari connessi al verificarsi di eventi calamitosi". (20)
Emendamento sostitutivo parziale della Giunta regionale
Art. 7
Il comma 4 è sostituito dal seguente: "I contributi di cui al presente articolo sono concessi ed erogati secondo le disposizioni di cui all'art. 41 della legge regionale 30 aprile 1991, n. 13". (23)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 5 ha facoltà di illustrarlo.
MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. L'emendamento numero 5 è un fatto puramente tecnico. Anziché richiamare la norma, richiamiamo direttamente il contenuto della norma stessa in modo da poter operare anche una migliore riorganizzazione di tutta la normativa di merito.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 20 ha facoltà di parlare l'onorevole Sandro Usai.
USAI SANDRO (D.C.). L'emendamento si limita ad aumentare da 50 a 60 milioni il contribuito per prestiti alle imprese.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 23 ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.
MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. E' una norma tecnica, è il richiamo di una legge già in vigore approvata dal Consiglio.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento numero 20 ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.
MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. La Giunta lo accoglie.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento sostitutivo parziale numero 5. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento sostitutivo parziale numero 20. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento sostitutivo parziale numero 23. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 7. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 8.
SECHI, Segretario:
Art. 8
Domanda di contributo
1.La domanda per la concessione dei contributi in conto interessi deve essere presentata dall'impresa artigiana, all'atto di richiesta di fidejussione, alla cooperativa artigiana di garanzia che provvede ad inoltrarla all'ente competente.
2.La domanda di contributo deve essere corredata da copia della delibera del consiglio di amministrazione della cooperativa da cui risulti la concessione della garanzia.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 9.
SECHI, Segretario:
Art. 9
Requisiti dei consorzi regionali fra cooperative artigiane di garanzia
1. Sono ammessi ai benefici previsti dalla presente legge i consorzi regionali fra cooperative artigiane di garanzia che siano in possesso dei seguenti requisiti:
a) abbiano sede nella Regione;
b) siano costituiti da non meno di tre cooperative artigiane di garanzia con sede nella Regione, iscritte agli albi provinciali ed espressione di almeno tre Province della stessa Regione.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 10.
SECHI, Segretario:
Art. 10.
Contributi per la costituzione e il primo impianto dei consorzi regionali fra cooperative artigiane di garanzia
1.Il contributo a fondo perduto sulle spese di costituzione e di primo impianto, di cui all'articolo 2, lettera a), è concesso ai consorzi regionali fra cooperative artigiane di garanzia in ragione del numero dei soci, in misura non superiore a lire 10.000.000 per ogni socio, nonché del capitale sociale, in misura non superiore al 50 per cento del capitale versato.
2.Il contributo non può superare le spese effettivamente sostenute.
3.Le domande, per essere ammesse al beneficio, devono essere presentate nelle forme e nei modi di cui al secondo comma dell'articolo 4.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento sostitutivo parziale della Giunta regionale.
Il secondo comma dell'art. 10 è sostituito dal seguente:
"2) Il contributo non può superare il 50 % delle spese effettivamente sostenute". (6)
PRESIDENTE. L'emendamento numero 6 si può dare per illustrato.
Metto in votazione l'emendamento numero 6 sostitutivo parziale. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 10. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 11.
SECHI, Segretario:
Art. 11
Contributi per la formazione del capitale sociale dei consorzi regionali fra cooperative artigiane di garanzia
1. Il contributo per la formazione del capitale sociale, di cui all'articolo 2, lettera d), è concesso ai consorzi regionali fra cooperative artigiane di garanzia, in misura non superiore a tre volte il capitale sociale sottoscritto e versato dai soci entro un anno dalla costituzione.
2.Negli esercizi successivi i contributi possono essere concessi in ragione massima di tre volte i nuovi conferimenti di capitale effettuati dai soci, nel corso di ciascun esercizio.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento sostitutivo parziale della Giunta regionale
Art. 11
Il primo e il secondo comma dell'art. 11 sono sostituiti dai seguenti:
"1. Il contributo per la formazione del capitale sociale, di cui all'art. 2, lettera d), è concesso ai consorzi regionali tra cooperative artigiane di garanzia in misura non superiore all'ammontare del capitale sociale sottoscritto e versato dai soci.
2. Negli esercizi successivi i contributi possono essere concessi in ragione massima dei nuovi conferimenti di capitale effettuati dai soci, nel corso di ciascun esercizio". (7)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento ha facoltà di illustrarlo.
MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento sostitutivo parziale numero 7. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 11. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 12.
SECHI, Segretario:
Art.12
Contributo straordinario
1. La Regione eroga contributi straordinari "una tantum" alle cooperative artigiane di garanzia che si associano ai consorzi regionali di cui all'articolo 10 entro un anno dalla costituzione degli stessi.
2. Detti contributi sono determinati in rapporto al capitale sociale conferito da ciascuna cooperativa, nella misura del 50 per cento per i conferimenti superiori a lire 5.000.000.
3. La Regione eroga alle cooperative di garanzia ogni anno contributi tesi al reintegro delle somme da queste conferite al consorzio regionale per il fondo di riassicurazione.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento sostitutivo parziale della Giunta regionale
Il terzo comma dell'art. 12 è sostituito dal seguente:
"3. La Regione eroga alle cooperative di garanzia ogni anno contributi non superiori al 30% della somma da queste conferite al Consorzio regionale per il fondo di riassicurazione". (8)
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.
MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Più che illustrare l'emendamento vorrei precisare che nell'ultima riga, dopo le parole "Consorzio regionale per il" vanno aggiunte le parole "reintegro del".
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Baroschi. Ne ha facoltà.
BAROSCHI (P.S.I.). Io volevo chiedere all'Assessore, poiché non si rileva né dall'articolo né dall'emendamento, in che modo opererà la Giunta a fronte delle richieste che perverranno.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.
MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Nel testo esitato dalla Commissione non c'era alcun riferimento ai limiti di intervento della Regione; l'emendamento tende a fissare perciò la partecipazione della Regione sino a un massimo del 30 per cento. In rapporto al fabbisogno, il 30 per cento potrà essere sufficiente o meno; può darsi anche che il 30 per cento, come avviene normalmente nelle legislazioni di merito, possa diventare in rapporto alle esigenze che matureranno un 25 per cento.
BAROSCHI (P.S.I.). Saranno sufficienti i fondi di bilancio o saranno superati? Come fa a sapere quante saranno le richieste?
MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. La Giunta deve operare nell'ambito degli stanziamenti di bilancio. Quale possa essere, ad oggi, lo stanziamento della Regione a reintegro del fondo di riassicurazione non siamo in grado di prevederlo perché su questo terreno non esiste nessuna fattispecie di riferimento. In Sardegna è infatti la prima volta che la Regione interviene con questa forma di sostegno per erogare alle cooperative di garanzia, ogni anno (quindi una volta all'anno), contributi per un importo non superiore al 30 per cento della somma da queste conferita al Consorzio regionale per il reintegro del fondo di riassicurazione.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FADDA ANTONIO
(Segue MARINI.) Quindi se le cooperative di garanzia socie del Consorzio dovessero concorrere al reintegro del fondo di riassicurazione, intaccato eventualmente da insolvenze, la Regione parteciperà in misura non superiore al 30 per cento. Io non individuo delle difficoltà operative.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 8 sostitutivo parziale. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 12. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 13.
SECHI. Segretario:
Art.13
Requisiti dei consorzi misti regionali di fidejussione
1. Sono ammessi ai benefici della presente legge i consorzi misti regionali aventi per scopo la concessione di fidejussioni ed in possesso dei seguenti requisiti:
a) abbiano sede nella Regione sarda;
b) siano costituiti da non meno di 100 soci, rappresentativi di almeno due Province;
c) abbiano formato il capitale sociale col concorso di quote dei singoli soci di ammontare non inferiore a lire 5.000.000 e a lire 10.000.000 per accedere ai prestiti di cui alle lettere a) e b) del secondo comma dell'articolo 17;
d) abbiano previsto negli statuti, nel caso di scioglimento del consorzio, la devoluzione alla Regione sarda delle somme risultanti disponibili dopo il pagamento delle passività ed il rimborso delle quote sociali in misura non superiore all'importo versato.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato}
Si dia lettura dell'articolo 14.
SECHI, Segretario:
Art. 14
Contributi per la costituzione e il primo impianto dei consorzi misti regionali di fidejussione
1.Il contributo a fondo perduto sulla spesa di costituzione e di primo impianto di cui all'articolo 2, lettera a), è concesso ai consorzi misti regionali di fidejussione in ragione del numero dei soci, in misura non superiore a lire 2.500.000 per ogni socio, nonché del capitale sociale, in misura non superiore al 10 per cento del capitale versato.
2.Il contributo non può superare le spese effettivamente sostenute.
3.Le domande, per essere ammesse al beneficio, devono essere presentate nelle forme e nei modi di cui al secondo comma dell'articolo 4.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento sostitutivo parziale della Giunta regionale
Art. 14
Il secondo comma dell'ari. 14 è sostituito dal seguente:
"2. Il contributo non può superare il 50% delle spese effettivamente sostenute". (9)
PRESIDENTE. L'Assessore del turismo, artigianato e commercio ha facoltà di illustrare l'emendamento.
MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 9 sostitutivo parziale. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 14. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 15.
SECHI, Segretario:
Art.15
Contributo per la formazione del capitale sociale dei consorzi misti regionali di fidejussione
1.Il contributo per la formazione del capitale sociale, di cui all'articolo 2, lettera d), è concesso ai consorzi misti regionali in misura non superiore a tre volte il capitale sociale sottoscritto e versato dai soci entro un anno dalla costituzione.
2.Negli esercizi successivi i contributi possono essere concessi in misura non superiore a tre volte i nuovi conferimenti di capitale effettuati dai soci, nel corso di ciascun esercizio.
3.Si applica il terzo comma dell'articolo 5.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento sostitutivo parziale della Giunta regionale
Art. 15
Il primo e il secondo comma dell'art. 15 sono sostituiti dai seguenti:
"1. Il contributo per la formazione del capitale sociale, di cui all'art. 2, lett. d) è concesso ai consorzi misti regionali in misura non superiore al capitale sociale sottoscritto e versato dai soci.
2. Negli esercizi successivi i contributi possono essere concessi in misura non superiore ai nuovi conferimenti di capitale effettuati dai soci nel corso di ciascun esercizio". (10)
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 10 ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.
MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione l'emendamento. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 15. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 16.
SECHI, Segretario:
Art. 16
Reintegrazione delle perdite dei consorzi misti regionali
1. Il contributo in conto capitale per la reintegrazione delle perdite, di cui all'articolo 2, lettera d), è concesso ai consorzi misti regionali che subiscono perdite in conseguenza dell'insolvenza nelle operazioni garantite.
2. Il contributo è concesso in misura non superiore all'ammontare delle quote sottoscritte e versate dai soci, su domanda del consorzio interessato presentata all'Assessore regionale competente in materia di artigianato, attestante la perdita realmente sofferta, corredata dai medesimi documenti di cui al secondo comma dell'articolo 4.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 17.
SECHI, Segretario:
Art.17
Contributi ai soci dei consorzi misti regionali aventi per scopo la concessione di fidejussioni per il pagamento degli interessi.
1. Il contributo per il pagamento degli interessi, di cui all'articolo 2, lettera c), è concesso nella misura stabilita dall'articolo 68 della legge regionale 4 giugno 1988, n. 11, e successive modificazioni, sull'ammontare del credito garantito dal consorzio.
2. I contributi possono riguardare:
a) prestiti di esercizio di ammontare non superiore a 100.000.000 e aventi durata non superiore a 24 mesi;
b) prestiti di ammontare non superiore a 150.000.000 e aventi durata non superiore a 36 mesi, concessi per specifiche e documentate iniziative aziendali e interaziendali secondo quanto disposto dall'articolo 7, secondo comma, lettera b).
3. Si applicano i commi terzo e quarto dell'articolo 7.
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 11, 12, 21 e 24. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento sostitutivo parziale della Giunta regionale
Art. 17
Il primo comma dell'art. 17 è sostituito dal seguente:
"1. Il contributo per il pagamento degli interessi, di cui all'art. 2, lett. c), è concesso nella misura di cinque punti sull'ammontare del credito garantito dal consorzio". (11)
Emendamento sostitutivo parziale della Giunta regionale
Art. 17
Il punto b) del secondo comma dell'art. 17 è sostituito dal seguente:
"b) prestiti di ammontare non superiore a 200.000.000 e aventi durata non superiore a 36 mesi, concessi per specifiche e documentate iniziative aziendali e interaziendali, secondo quanto disposto dall'art. 7, secondo comma, lettera b)". (12)
Emendamento sostitutivo parziale Usai S. - Manchinu - Dadea
Art.17
Il secondo comma dell'art. 17, è così sostituito:
"2. I contributi possono riguardare:
a) prestiti di esercizio di ammontare non superiore a 150.000.000 e aventi durata non superiore a 24 mesi;
b) prestiti di ammontare non superiore a 300.000.000 e aventi durata non superiore a 36 mesi, concessi per specifiche e documentate iniziative aziendali e interaziendali secondo quanto disposto dall'art. 7, secondo comma, lettera b)". (21)
Emendamento modificativo della Giunta regionale
Il titolo dell'articolo 17 è sostituito dal seguente:
Art.17
Contributi per concorso interessi su prestiti garantiti da consorzi di garanzia fidi. (24)
PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti 11, 12 e 24 ha facoltà di parlare l'assessore Marini.
MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. L'emendamento numero 11 è un fatto tecnico in quanto si preferisce ripetere la norma anziché richiamare la legge che la prevede. L'emendamento numero 12 è ritirato perché la Giunta accoglie l'emendamento numero 21 presentato da alcuni consiglieri. L'emendamento numero 24 è solo una riscrittura del titolo dell'articolo, quindi è un fatto puramente tecnico.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori ha facoltà di illustrare l'emendamento numero 21.
USAI SANDRO (D.C.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 11. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 21. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 24. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 17. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 18.
SECHI, Segretario:
Art. 18
Domanda di contributo
1.La domanda per la concessione dei contributi in conto interessi deve essere presentata dai soci, all'atto di richiesta di fideiussione, al consorzio misto regionale che provvede ad inoltrarla all'ente competente.
2.La domanda di contributo deve essere corredata da copia della delibera del Consiglio di amministrazione del consorzio da cui risulti la concessione della garanzia.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 19.
SECHI, Segretario:
Art. 19
Documentazione
1. Le domande relativa ai contributi di cui agli articoli 11, 12 e 15 devono essere corredate dai seguenti documenti:
a) copia autentica dell'atto costitutivo, dello statuto e delle convenzioni bancarie stipulate dal consorzio;
b) relazione provvisionale e programmatica riferita all'esercizio successivo;
c) elenco dei soci del consorzio con a fianco di ciascun nominativo indicati il numero e l'importo delle quote di capitale sociale versate nel corso dell'esercizio cui si riferisce il contributo;
d) dichiarazione dell'istituto di credito presso il quale sono state depositate le quote sociali, dalla quale risulti l'ammontare delle quote stese, in data non anteriore a sessanta giorni a quella di presentazione della domanda.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 20.
SECHI, Segretario:
Art. 20
Contributo in conto gestione
1. Il contributo per le spese di gestione, di cui all'articolo 2, lettera e), è concesso alle cooperative artigiane di garanzia e ai consorzi misti regionali di fidejussione nella misura dell'1,5 per cento dell'ammontare dei prestiti assistiti da fidejussione erogati nell'anno; ai consorzi regionali tra cooperative artigiane di garanzia nella misura del 3 per cento del fondo di riassicurazione.
2. Le domande di contributo devono essere presentate all'Assessore regionale competente in materia di artigianato entro il 30 aprile di ogni anno e devono essere corredate da un rendiconto delle spese sostenute nell'anno precedente sottoscritto dal presidente del consiglio di amministrazione e dal presidente del collegio sindacale.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento aggiuntivo. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento aggiuntivo della Giunta regionale
Art. 20
Dopo il primo comma aggiungere:
"- il contributo non può comunque superare 100 milioni all'anno". (19)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione l'articolo. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 19. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 21.
SECHI, Segretario:
Art. 21
Agevolazioni per le aree depresse
1. A favore delle cooperative artigiane di garanzia operanti nelle comunità montane o nei territori riconosciuti particolarmente depressi con provvedimento legislativo, la misura delle provvidenze di cui alla presente legge è elevata:
a) a lire 75.000 per ogni socio e al 15 per cento del capitale versato, il contributo di cui al primo comma dell'articolo 4;
b)a quattro volte il contributo sull'ammontare delle quote sociali sottoscritte e versate, e delle variazioni in aumento di cui al primo comma dell'articolo 5;
e) al 150 per cento delle quote sottoscritte e versate dai soci il contributo per il reintegro delle perdite di cui all'articolo 6;
d) al 5 per cento il contributo alle imprese per il pagamento degli interessi di cui al primo comma dell'articolo 7.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento soppressivo totale della Giunta regionale
"L'articolo 21 è soppresso". (13)
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.
MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. La Giunta con questo emendamento sopprime l'articolo 21; trattandosi infatti di incentivi estremamente marginali la Giunta ritiene che l'articolo possa tranquillamente essere soppresso senza nuocere alla costituzione e alla vita delle forme associative.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (Gruppo Misto). Io intendevo dire pochissimo su questa legge, ma la motivazione addotta per la soppressione dell'articolo 21 mi induce ad una, sia pure rapida, riflessione. Il titolo dell'articolo 21 recita: "Agevolazioni per le aree depresse", siamo in tema cioè di promozione economica, di sostegno alle attività economiche per cui, opportunamente, si è cercato di prevedere delle forme di sostegno differenziate, accentrando l'intervento nelle aree più deboli, dove è più difficile che le imprese si insedino. Ora, motivare la soppressione dell'articolo con la marginalità degli interventi previsti dallo stesso non risponde a un criterio logico; a mio avviso l'articolo dovrebbe permanere modificato, prevedendo cioè un intervento più vantaggioso per queste aree più deboli. Io, per Regolamento, non posso proporre emendamenti, per cui chiedo che, almeno, non si modifichi così radicalmente il testo che è pervenuto in Aula. Se si voterà sull'emendamento soppressivo chiederò, puramente e semplicemente, la controprova perché sono contrario all'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Baroschi. Ne ha facoltà.
BAROSCHI (P.S.I.). Mi associo in sostanza a quanto chiedeva poc'anzi il collega Cogodi e aggiungo che la soppressione di questo articolo, che parrebbe poca cosa, muta invece completamente il senso di molti interventi della Regione che, proprio dove esistono situazioni di maggiore disagio, di carattere economico e sociale, finora è intervenuta di più, non di meno. In questa direzione vanno sia il testo del proponente dell'89, sia il testo della Giunta, che quello della Commissione. Ci sarà qualche ragione del perché i consiglieri regionali e la Giunta abbiano chiesto che si intervenga a favore delle aree montane e delle aree più depresse, tra l'altro riconosciute con provvedimento legislativo.
Mi pare, oltretutto, che sopprimendo questo articolo si contraddicano i principi che, non più tardi di mezz'ora fa, ci hanno portato a votare un provvedimento di legge per un'area particolarmente depressa come quella della Sardegna centrale. Al di là quindi delle dimensioni del fenomeno, non mi sembra comunque accettabile, soprattutto trattandosi di piccole aziende, l'ipotesi di soppressione dell'articolo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Ruggeri. Ne ha facoltà.
RUGGERI (P.D.S.). Anch'io concordo con l'ipotesi di mantenimento dell'articolo, trattandosi di un intervento che non impegna grandi risorse ma che, anzi, può essere considerato un segno di attenzione verso esigenze particolari di determinati territori.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.
MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Devo dire che bisognava dare forse una spiegazione più attenta all'articolo. Tutto il fabbisogno delle cooperative di garanzia e dei consorzi fidi, che nascono nelle aree depresse, è pienamente soddisfatto degli articoli che abbiamo approvato. Questo articolo si compone di quattro lettere: la lettera a) riguarda il contributo per la costituzione dei primi impianti. E la lettera a) è forse l'unica che potrebbe rimanere in piedi. La lettera b) dice: "quattro volte il contributo sull'ammontare delle quote sociali sottoscritte e versate". Ho già detto prima che con una volta si soddisfa pienamente il fabbisogno finanziario ammissibile delle imprese. La lettera c) dice: "al 150 per cento delle quote sottoscritte e versate dai soci, il contributo per il reintegro delle perdite di cui all'articolo 6"; e questa lettera potrebbe avere ancora una sua validità, ma anche in questo caso credo che la partecipazione che abbiamo già definito con gli articoli precedenti sia pienamente esaustiva del fabbisogno. La lettera d) poi non ha più ragion d'essere perché i cinque punti a cui fa riferimento sono stati già codificati nelle norme precedenti. Quindi posso tranquillizzare da questo punto di vista il Consiglio che il fabbisogno delle cooperative di garanzia e di consorzi fidi delle aree depresse, di cui all'articolo 21, è pienamente soddisfatto dalle norme che il Consiglio stesso ha già approvato.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 16. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo numero 21. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 22.
SECHI, Segretario:
Art. 22
Concessione dei contributi
1. I contributi di cui alla presente legge sono concessi dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale competente in materia di artigianato, entro tre mesi dalla presentazione delle domande.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento sostitutivo totale della Giunta regionale
Art. 22
Concessione dei contributi
1. I contributi di cui alla presente legge, eccetto quelli previsti dai precedenti articoli 7 e 17,sono concessi dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di artigianato, entro tre mesi dalla presentazione delle domande. (25)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento ha facoltà di illustrarlo.
MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Più che un'illustrazione una correzione tecnica: nell'ultima riga, invece di "entro tre mesi", deve leggersi "entro il 30 giugno di ogni anno".
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (Gruppo Misto). Esprimo alcuni rilievi sull'articolo 22 perché, a mio avviso, è in questo articolo che si compendia un giudizio di insieme su tutta la legge. Finora, gli articoli precedenti hanno previsto delle finalità e un sistema attraverso cui anche questi nuovi strumenti, le cooperative e i consorzi di garanzia fidi, la Regione dovrebbe erogare una serie di agevolazioni. Si arriva poi, sempre, a un articolo, quello fondamentale, dal quale si comprende come funziona il sistema, o come può o non può funzionare il sistema.
L'articolo 22, nella dizione attuale, ma anche con le correzioni che mi pare l'Assessore propone di inserire, mantiene però inalterato il vecchio modo di essere e di agire della Regione, che tutti, a parole, dicono che deve essere superato. Quel vecchio modo che identifica la Regione come ente erogatore, mentre invece, la Regione deve fissare obiettivi, organizzare strumenti, adottare criteri e decentrare la gestione agli Enti locali. Invece, ancora una volta, si ripercorre la vecchia strada, perché con questo articolo, puramente e semplicemente, si dice che sui contributi (in qualsiasi modo chiesti e dati attraverso questa legge) decide comunque la Giunta regionale, senza che in nessun altro articolo si preveda un sistema di selezione della spesa. Eppure proprio la selezione della spesa era il cavallo di battaglia anche di questa nuova maggioranza.
Non si parla di recupero di risorse, di ripartizione delle stesse, di sostegno e promozione alle iniziative di maggiore impegno e incisività, soprattutto sul versante economico. Invece ancora e sempre a domanda si risponde; ma questa domanda come si ordina, tenendo conto che, anche se si asserisce il contrario, non si può dare tutto a tutti, si dà a una parte di quelli che chiedono.
E allora occorre essere rigorosi e indicare prima le modalità di selezione della spesa. In questa materia le esperienze negative sono state già fatte, se oggi esistono domande per i miglioramenti fondiari per 800 miliardi e 5 o 6 anni di arretrati nel settore, se nessun agricoltore in questa regione riesce più a fare un miglioramento fondiario, è perché per anni sono stati concessi contributi a tutti, al contadino come all'avvocato che possiede un terreno senza nessun criterio di priorità, Criteri che potevano essere adottati in questa materia che non è neutra, tutta nuova; i consorzi e le cooperative fidi esistono già, si poteva perciò censire l'esistente e sostenere in modo equilibrato per territori, per settori, i punti che presentavano maggiori carenze, con le risorse di cui dispone la Regione effettivamente. Anche perché, finché le leggi regionali si rivolgeranno a un'infinità di destinatari, farà domanda e otterrà i fondi chi, essendo già attrezzato, conoscendo difficoltà e ostacoli, arriverà prima. Permane quindi tutta intera la discrezionalità, abbiamo una legge nuova nei fini ma vecchia, vecchissima nell'organizzazione e nella sostanza. Una legge che potrebbe agevolare l'esistente, ma forse rendere anche più difficile la nascita di nuove iniziative in campo economico, ad opera di soggetti e nei territori che oggi sono più deboli ma non per questo devono essere condannati a morire.
E, se è giusto che una legge del genere intervenga nel settore dell'artigianato, perché non promuovere lo stesso tipo di intervento nell'insieme dei comparti economici? Perché non pensare a un sistema di sostegno di queste forme di garanzia che riguardi in modo differenziato tutto il sistema produttivo sardo; una legge organica che però fissi oltre che gli obiettivi, anche i metodi, i criteri, le finalità? Invece ancora si procede astratti parlando di nuovo e, invece, operando col vecchio. Per questo io esprimo un giudizio non positivo su questo provvedimento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Baroschi. Ne ha facoltà.
BAROSCHI (P.S.I.). Per come l'Assessore ha modificato l'articolo sembrerebbe che la Giunta il primo di luglio non possa concedere contributi. Qual è la ratio di questa modifica? Si è limitato il tempo il quale la Giunta può decidere, per cui il problema che si pone è di sapere come intende operare la Giunta per l'erogazione dei contributi. Vorrei che l'Assessore ci fornisse le opportune precisazioni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio. Ne ha facoltà.
MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Vorrei, preliminarmente, fornire alcuni chiarimenti rispetto alle questioni che poneva l'onorevole Cogodi. Con questo provvedimento le banche mettono a disposizione delle imprese capitali garantiti da un soggetto collettivo, cooperativa o consorzio. La Regione interviene nella fase dell'abbattimento dei tassi di interesse, quindi quando l'impresa entra a far parte di una cooperativa di garanzia o di un consorzio automaticamente acquisisce il diritto di usufruire dei servizi erogati dalla struttura collettiva; nulla di più, nulla di meno di quello che avviene oggi. La selezione della spesa che non esisteva con l'attuale sistema viene introdotta con questo provvedimento; io richiamo alla lettura dell'articolo 7 e dell'articolo 17, che prevedono una forma di valutazione delle richieste ad opera non della Giunta regionale ma di un comitato nel quale sono rappresentate le associazioni artigiane e anche le imprese. Quindi, per ottenere il finanziamento occorre che la richiesta risponda ai principi sanciti nell'articolo 7 e nell'articolo 17. Poiché vi è la garanzia della presenza dei rappresentanti delle imprese nel comitato, direi che si fa un passo in avanti rispetto al presente.
L'emendamento numero 25 fa riferimento ad una tipologia di contributi che non sono quelli di cui all'articolo 7 e all'articolo 17, ma riguardano i contributi in conto gestione e il contributo di costituzione di primo impianto. La Giunta ritiene che questa fattispecie di richieste di contributi debba essere vista in modo unitario, sulla base del fabbisogno complessivo che maturerà nell'arco dell'anno solare e, sulla base di quello, disporre l'utilizzo degli stanziamenti del bilancio in modo equilibrato così da dare, per quanto possibile, le giuste risposte a tutti i soggetti che nel mentre abbiano maturato il diritto.
PRESIDENTE. Allora l'emendamento numero 25 è così modificato: "I contributi di cui alla presente legge, eccetto quelli previsti dai precedenti articoli 7 e 17, sono concessi dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore competente in materia di artigianato entro il 30 giugno di ogni anno".
Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (Gruppo Misto). Per una richiesta di chiarimento prima del voto. L'Assessore nel suo intervento ha parlato di una Commissione che compie le istruttorie. Ora io sto cercando l'articolo in cui è prevista questa Commissione e vorrei essere aiutato a capirne la composizione e la natura. Poiché anche i colleghi che maggiormente hanno seguito il provvedimento non riescono a fornirmi questa indicazione, chiedo qual è l'articolo che prevede questa Commissione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio. Ne ha facoltà.
MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Onorevole Cogodi, la risposta alla sua richiesta è contenuta nell'emendamento numero 23, laddove si dice: "I contributi di cui al presente articolo sono concessi ed erogati secondo le disposizioni di cui all'articolo 41 della legge regionale 30 aprile 1991 n. 13", che è legge di questa Regione.
BAROSCHI (P.S.I.). Presidente, io continuo a insistere; se la dizione dell'emendamento è quella fornita dall'Assessore a mio avviso bisogna integrarla dicendo: "la Giunta decide entro il 30 di giugno per le domande presentate entro il…", altrimenti la Giunta non ha la materia su cui decidere.
MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. La Giunta accoglie il contributo dell'onorevole Baroschi.
PRESIDENTE. Assessore, gli emendamenti agli emendamenti bisogna formalizzarli.
MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. L'emendamento potrebbe essere così formulato: "le domande rivolte ad ottenere i contributi di cui alla presente legge", e così prosegue.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Dadea. Ne ha facoltà.
DADEA (P.D.S.). Presidente, chiederei di sospendere l'esame dell'articolo e dell'emendamento per poter formalizzare la correzione di quest'ultimo. Possiamo andare avanti con l'articolo successivo.
PRESIDENTE. Va bene. Si dia lettura dell'articolo 23.
SECHI, Segretario:
Art. 23
Spese di commissione
1. Le spese di commissione fatte gravare dalle cooperative artigiane di garanzia e dai consorzi misti regionali di fidejussione sulle imprese associate non possono superare il 2 per cento del prestito assistito da fidejussione.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento sostitutivo totale. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento sostitutivo totale della Giunta regionale
L'art. 23 è sostituito dal seguente:
Art. 23
Spese di Commissione
1. Le spese di commissioni fatte gravare dalle cooperative artigiane di garanzia e dai consorzi misti regionali di fidejussione sulle imprese associate non possono superare 1,50 per cento del prestito assistito da fidejussione, fino all'importo massimo di 100 milioni annui. (14)
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.
MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Per chiarire che va cassato l'inciso finale: "fino all'importo massimo di lire 100 milioni annui".
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento sostitutivo totale che così recita: "Le spese di commissioni fatte gravare dalle cooperative artigiane di garanzia e dai consorzi misti regionali di fidejussione sulle imprese associate non possono superare l'1,50 per cento del prestito assistito da fidejussione". Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 24.
SECHI, Segretario:
Art. 24
Convenzioni con gli istituti di credito
1. Il Presidente della Giunta regionale è autorizzato a stipulare apposita convenzione con gli istituti di credito o finanziari per regolare i reciproci rapporti in applicazione della presente legge.
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento sostitutivo totale della Giunta regionale
L'art. 24 è sostituito dal seguente:
Art. 24
Convenzioni con gli Istituti di Credito
1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a stipulare apposite convenzioni ai sensi del 3° comma dell'art. 99 della L.R. 30.04.1991, n. 13, con gli Istituti di Credito o finanziari per regolare i reciproci rapporti in applicazione della presente legge.
2. Le convenzioni di cui al comma precedente sono limitate agli Istituti Creditizi o finanziari che ripartiscono il rischio delle operazioni di cui ai punti 2, 3, 4, dell'art. 7 ed ai punti 2 e 3 dell'art. 17, in misura non inferiore al 50 % con le cooperative di garanzia di cui all'art. 3 e con i consorzi misti di cui all'art. 13.(15)
Emendamento aggiuntivo della Giunta regionale
Dopo l'art. 24 è introdotto il seguente articolo:
Art. 24 bis
Le forme associative che godano dei benefici della presente legge sono tenute ad inviare su richiesta dell'Assessorato competente in materia di artigianato, e comunque entro il 30 del mese di giugno ed entro il 30 del mese di dicembre di ciascuno anno, una relazione illustrativa che comprenda il numero dei soci, le quote sottoscritte e versate, le sofferenze in essere, l'ammontare degli affidamenti concessi ed ogni informazione ritenuta utile eventualmente richiesta. Dovrà, inoltre, essere trasmessa copia dell'ultimo bilancio consuntivo approvato dai competenti organi. L'inadempienza di quanto sopradisposto comporta l'esclusione dei benefici della presente legge. (16)
PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.
MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. L'emendamento numero 15 contiene una innovazione significativa nel senso che le convenzioni con gli istituti di credito saranno attivate solo con quegli istituti che siano disponibili ad accollarsi una parte di rischio non inferiore al 50 per cento, cosa che oggi non sempre avviene creando forti difficoltà alle cooperative di garanzia e ai consorzi. Per quanto riguarda l'emendamento numero 16 la seconda riga invece che "su richiesta dell'Assessorato competente" deve leggersi "qualora lo richieda l'Assessorato competente".
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 15 sostitutivo totale. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 16 aggiuntivo. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 25.
SECHI, Segretario:
Art. 25
Norme di rimando
1. Alle cooperative artigiane di garanzia, ai consorzi regionali fra cooperative artigiane di garanzia, ai consorzi misti regionali aventi per scopo la concessione di fidejussioni si applicano le norme per la concessione di contributi in conto capitale e di prestiti agevolati della legge regionale 21 luglio 1976, a 40, a favore delle imprese cooperative e consortili, per l'acquisto, la costruzione, l'ampliamento e l'ammodernamento dei locali necessari all'esercizio dell'attività associativa.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato l'emendamento numero 29. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento soppressivo totale della Giunta regionale.
"L'art. 25 è soppresso". (29)
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.
MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. L'articolo è soppresso perché superato dall'emendamento numero 23.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 29 soppressivo totale. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 26.
SECHI, Segretario:
Art. 26
Abrogazioni
1. Dalla data di entrata in vigore della presente legge è abrogato il titolo VII della legge regionale 21 luglio 1976, n. 40.
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 17 e 30. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento sostitutivo totale della Giunta regionale
Art. 26
"L'art. 26 è sostituito dal seguente:
Abrogazioni
1. Dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono abrogate le seguenti norme:
a) il titolo VII della legge regionale 21/7/1976, n. 40;
b) l'art. 51 della legge regionale 31/5/1984, n. 26, per il Settore dell'Artigianato, l'art. 64 e l'art. 68 della Legge regionale 4/6/1988, n. 11; l'art. 41 della Legge regionale 30/4/1991, n. 13; il n. 9 dell'art. 42 della Legge regionale 30/4/1991, n. 13; l'art. 47 della Legge regionale 30/4/1991, n. 13." (17)
Emendamento sostitutivo totale della Giunta regionale
Art. 26
"L'art. 26 del DDL n. 127/A è sostituito dal seguente:
Abrogazioni
1. Dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono abrogate le seguenti norme:
a) il titolo VII della legge regionale 21/7/1976, n. 40;
b) l'art. 51 della legge regionale 31/5/1984, n. 26, per il Settore dell'Artigianato, l'art. 64 e l'art. 68 della Legge regionale 4/6/1988, n. 11; il n. 9 dell'art. 42 della Legge regionale 30/4/1991, n. 13". (30)
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 17 ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.
MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. L'emendamento numero 17 si intende ritirato in quanto sostituito dal numero 30 che si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 30 sostitutivo totale. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 27.
SECHI, Segretario:
Art. 27
Copertura finanziaria
1. Le spese derivanti dall'applicazione della presente legge sono valutate in annue lire 5.000.000.000 a decorrere dall'anno 1991; alle stesse si fa fronte con quota del maggior gettito dell'imposta sul reddito delle persone fisiche derivante dal suo naturale incremento.
2. Nel bilancio di previsione della Regione per l'anno finanziario 1991 sono istituiti i seguenti capitoli con lo stanziamento accanto agli stessi indicato:
07 - ASSESSORATO DEL TURISMO, ARTIGIANATO E COMMERCIO
Capitolo 07039-01
Contributi alle cooperative artigiane di garanzia, ai loro consorzi regionali ed ai consorzi misti regionali aventi per scopo la concessione di fideiussioni per le spese di costituzione e di primo impianto (artt. 4, 10 e 14) lire 500.000.000
Capitolo 07039-02
Contributi alle cooperative artigiane di garanzia per la formazione del patrimonio sociale e per la reintegrazione delle perdite conseguenti all'insolvenza dei soci, ed ai consorzi regionali fra cooperative artigiane di garanzia per la formazione del capitale sociale ed ai consorzi misti regionali aventi per scopo la concessione di fidejussioni per la formazione di capitale sociale e per la reintegrazione delle perdite conseguenti all'insolvenza dei soci (artt. 5, 6, 11, 15 e 16) lire 500.000.000
Capitolo 07039-03
Contributi in conto interessi alle imprese artigiane ed alle forme associative di primo grado per prestiti di esercizio e relativi ad iniziative aziendali ed interaziendali (artt. 7 e 17) lire 200.000.000
Capitolo 07039-04
Contributi alle cooperative artigiane di garanzia ed ai consorzi misti regionali aventi per scopo la concessione di fidejussioni per le spese di gestione (art. 20) lire 75.000.000
Capitolo 07039-05
Contributi straordinari "una tantum" alle cooperative artigiane di garanzia che si associano ai relativi consorzi regionali (art. 12) lire 10.000.000
2. Alle spese relative, valutate in lire 5.000.000.000 annui si fa fronte per il 1991 con lo storno della somma corrispondente dal capitolo 03016 del bilancio della Regione per il 1989.
3. I relativi oneri gravano sui capitoli 07039-01, 07039-02, 07039-03, 07039-04, 07039-05 del bilancio della Regione per l'anno finanziario 1991 e su quelli corrispondenti dei bilanci per gli anni successivi.
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 18 e 32. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento sostitutivo totale della Giunta regionale
L'articolo 27 è sostituito dal seguente:
Norma finanziaria
1.Le spese derivanti dall'applicazione della presente legge sono valutate in lire 5.000.000.000 annue a decorrere dal 1993.
2.Nel bilancio pluriennale 1993-1994 sono introdotte le seguenti variazioni e nel bilancio 1995 sono iscritti i seguenti stanziamenti:
In diminuzione
03 - STATO DI PREVISIONE DELL'ASSESSORATO DELLA PROGRAMMAZIONE, BILANCIO E ASSETTO DEL TERRITORIO
Capitolo 03017 - Fondo speciale per fronteggiare spese in conto capitale dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30 - L.R. 5/5/1983, n. 11, art. 3 L.R. 28/4/1992, n. 6 e artt. 45 e 46 L.R. 28/4/1992, n. 7) Lire 5.000.000.000
mediante riduzione della voce 8 della Tabella B allegata alla L.R. 28/4/1992, n. 6 (legge finanziaria).
In aumento
07 - ASSESSORATO DEL TURISMO, ARTIGIANATO E COMMERCIO
Capitolo 07039-06
Contributi alle cooperative artigiane di garanzia, ai loro consorzi regionali ed ai consorzi misti regionali aventi per scopo la concessione di fidejussioni per le spese di costituzione e di primo impianto (artt. 4,10 e 14). L. 500.000.000
Capitolo 07039-07
Contributi alle cooperative artigiane di garanzia per la formazione del patrimonio sociale e per la reintegrazione delle perdite conseguenti all'insolvenza dei soci, ed ai consorzi regionali fra cooperative artigiane di garanzia per la formazione del capitale sociale ed ai consorzi misti regionali aventi per scopo la concessione di fidejussioni per la formazione del capitale sociale e per la reintegrazione delle perdite conseguenti all'insolvenza dei soci (artt. 5, 6, 11 e 16). lire 500.000.000
Capitolo 07039-08
Contributi in conto interessi alle imprese artigiane ed alle forme associative di primo grado per prestiti di esercizio e relativi ad iniziative aziendali ed interaziendali (artt. 7 e 17). lire 200.000.000
Capitolo 07039-09
Contributi alle cooperative artigiane di garanzia ed ai consorzi misti regionali aventi per scopo la concessione di fidejussioni per le spese di gestione (art. 20). lire 75.000.0000
07039-10
Contributi straordinari "una tantum" alle cooperative artigiane di garanzia che si associano ai relativi consorzi regionali (art. 12). lire 10.000.00
3.Alla spesa di lire 5.000.000.000 prevista per gli anni 1995 e successivi si fa fronte con l'utilizzo di quota parte del maggior gettito dell'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) derivante dal suo naturale incremento.
4. Le spese per l'attuazione della presente legge fanno carico ai suddetti capitoli del bilancio della Regione per gli anni 1993-1994 ed ai corrispondenti capitoli dei bilanci successivi. (18)
Emendamento sostitutivo totale della Giunta regionale
Art. 27
Copertura finanziaria
1.Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge sono valutati in Lire 2.925.000.000 annui; agli stessi oneri si fa fronte con quote del maggior gettito dell'imposta sul reddito delle persone fisiche derivante dal suo naturale incremento.
2.Nei bilanci della Regione per l'anno finanziario 1993 e per il triennio 1993/1995 saranno istituiti i seguenti capitoli con gli stanziamenti accanto a ciascuno indicati:
07 - ASSESSORATO TURISMO
Capitolo 07039-06 (Nuova istituzione) 2.1.2.4.3.3.10.23 (02.03) Cat. progr. 04
Contributi alle cooperative artigiane di garanzia, ai loro consorzi regionali ed ai consorzi misti regionali aventi per scopo la concessione di fidejussioni per le spese di costituzione e di primo impianto (artt. 4, 10, 14 e 21 della presente legge). L. 500.000.000
Capitolo 07039-07 (Nuova istituzione) 2.1.2.4.3.3.10.23 (02.03) Cat. progr. 04
Contributi alle cooperative artigiane di garanzia per la formazione del patrimonio sociale e per la reintegrazione delle perdite conseguenti all'insolvenza dei soci, ai consorzi regionali fra cooperative artigiane di garanzia per la formazione del capitale sociale ed ai consorzi misti regionali aventi per scopo la concessione di fidejussioni per la formazione del capitale sociale e per la reintegrazione delle perdite conseguenti all'insolvenza dei soci (art. 64, L.R. 4 giugno 1988, n. 11 e artt. 5, 6, 11, 15, 16, e 21 della presente legge). lire 700.000.000
Capitolo 07039-08 (Nuova istituzione) 2.1.2.4.3.6.10.23 (02.03) Cat. progr. 04
Contributi in conto interessi alle imprese artigiane ed ai soci di consorzi misti regionali per prestiti di esercizio relativi ad iniziative aziendali ed interaziendali (artt. 7, 17 e 21 della presente legge).
lire 1.500.000.000
Capitolo 07039-09 (Nuova istituzione) 2.1.2.4.3.3.10.23 (02.03) Cat. progr. 04
Contributi alle cooperative artigiane di garanzia ed ai consorzi misti regionali aventi per scopo la concessione di fidejussioni per le spese di gestione (art. 20 della presente legge) lire 75.000.0000
07039-10 (Nuova istituzione) 2.1.2.4.3.3.10.23 (02.03) Cat. progr. 04
Contributi straordinari "una tantum" alle cooperative artigiane di garanzia che si associano ai relativi consorzi regionali (art. 12 della presente legge). lire 100.000.000
07039-11 (Nuova istituzione) 2.1.2.4.3.3.10.23 (02.03) Cat. progr. 04
Contributi annui per il reintegro delle somme conferite al consorzio regionale per il fondo di riassicurazione (art. 12, 3° comma della presente legge). lire 50.000.000
3.Negli stessi bilanci i capitoli 07063/01 e 07064/01 saranno mantenuti per memoria al fine dell'esaurimento dei pagamenti autorizzati ai sensi della pertinente normativa abrogata dal precedente articolo 26.
4.Alle spese derivanti dall'articolo 25 si farà fronte con le risorse destinate alla concessione di contributi in conto capitale e dei prestiti agevolati previsti dalla legge regionale 21 luglio 1976, n. 40 (capp. 07028, 07030 e 07031).
5. Le spese derivanti dalla presente legge graveranno sui sopraindicati capitoli del bilancio della Regione per l'anno finanziario 1993 e su quelli corrispondenti di bilanci per gli anni successivi. (32)
PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.
MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. La Giunta ritira l'emendamento numero 18 in quanto sostituito dal 32 che si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 32 sostitutivo totale. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 28.
SECHI, Segretario:
Art.28
Entrata in vigore
1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Riprendiamo l'esame dell'articolo 22 e dell'emendamento numero 25 sostitutivo totale. Si dia lettura dell'emendamento riformulato dalla Giunta regionale.
SECHI, Segretario:
Emendamento sostitutivo totale della Giunta regionale
Art. 22
Concessione dei contributi
1. I contributi di cui alla presente legge, eccetto quelli previsti dai precedenti articoli 7 e 17, sono concessi dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di artigianato, per le domande presentate entro il 30 aprile di ogni anno. (25)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo alla votazione del provvedimento.
Ha domandato di parlare l'onorevole Ortu. Ne ha facoltà.
ORTU (P.S. d'Az.). Chiedo, a nome del mio Gruppo, la votazione a scrutinio segreto.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto del testo unificato della proposta di legge numero 5 e del disegno di legge numero 127.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 66
votanti 65
astenuti 1
maggioranza 33
favorevoli 24
contrari 41
(Il Consiglio non approva.)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Atzeni - Baghino - Baroschi - Cadoni - Carusillo - Casu - Cocco - Cogodi - Corda - Cuccu - Dadea - Degortes - Deiana - Desini - Dettori - Erittu - Fadda F. - Fadda P. - Fantola - Ferrari - Ladu G. - Ladu L. - Lombardo - Lorelli - Lorettu - Manca - Manchinu - Manunza - Marteddu - Melis - Merella - Mereu O. - Mereu S. - Morittu - Mulas M.G. - Muledda - Murgia - Onnis - Oppi - Ortu - Pau - Pes - Pili - Porcu - Pubusa - Puligheddu - Pusceddu - Ruggeri - Sanna - Satta A. - Satta G. - Scano - Sechi - Selis - Serra - Serra Pintus - Serrenti - Serri - Soro - Tamponi - Tarquini - Urraci - Usai E. - Usai S. - Zucca.
Si è astenuto il Vicepresidente Fadda Antonio.)
PRESIDENTE. I lavori del Consiglio riprenderanno giovedì 21 gennaio alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 14 e 24.
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