Seduta n.350 del 04/04/2003
CCCL Seduta
(Pomeridiana)
Venerdì, 4 Aprile 2003
Presidenza del Presidente Serrenti
indi
del Vicepresidente Salvatore Sanna
indi
del Presidente Serrenti
La seduta è aperta alle ore 15 e 38.
LICANDRO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del Martedì 1° Aprile 2003 (344), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Pinna e Capelli hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 4 marzo 2003. Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge numero 383.
Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per illustrare l'emendamento 813.
COGODI (R.C.). Procediamo all'illustrazione dell'emendamento 813, riferito all'emendamento 538. Noi procediamo all'illustrazione di questo ed anche degli altri emendamenti ben consapevoli che l'utilità, o meglio la considerazione che si ha dello svolgimento dei lavori del Consiglio è una considerazione molto relativa da parte dei componenti dell'Assemblea e principalmente per dovere suo ed istituzionale da parte della maggioranza. Noi procediamo comunque ma non vorremmo che ogni tanto si ripeta la solita litania, che il tempo passa, che la finanziaria è in ritardo, che la Sardegna aspetta, che i danni si producono in testa ai passanti; che passi Fantola adesso è un puro caso!
Si dirà tutto questo. Lo abbiamo già detto, lo possiamo anche ridire, non è che tutto questo, come dire, ci commuoverà! Presidente, sin d'ora, se si vuole mantenere una soglia accettabile di correttezza nelle relazioni politiche ed istituzionali, ed anche di cosiddetta dignità delle istituzioni, vorremmo dire sin d'ora che per favore non si pensi di aggravare ancor di più le condizioni di lavoro di questo Consiglio, chiamato adesso ad operare, a lavorare e quindi con un solo intervallo di un'ora e mezza durante il giorno, ed ogni giorno fino alle ore 22. Perché non sarà col ricatto e con la violenza fatta pesare sulle persone che adempiono per quanto possibile al compito che tutti hanno, che si potrà meglio definire non dico il confronto ma neppure qualsiasi sbocco di questo lavoro.
Sarebbe troppo comodo e sarebbe inaccettabile che la gente stia stravaccata nei divani, come andando in giro per il Consiglio adesso si può benissimo verificare, entra in Aula solo per votare e poi pensi che questo è l'andamento normale di un'assemblea legislativa.
Noi crediamo di avere sufficienti energie e risorse, comunque, e pazienza anche per dire quello che pensiamo ed intendiamo dire in ragione di tutti gli emendamenti e di tutte le norme e delle considerazioni che ci verranno portate alla considerazione. Noi ancora aspettiamo che la Giunta e la maggioranza si degnino di avanzare una qualche idea o proposta modificativa che risponda ad una parte, a quella parte che abbiamo ritenuto ed ancora continuiamo a ritenere intoccabile, intangibile, di proposta di modifica della finanziaria. Noi non abbiamo mai chiesto alla Giunta e non abbiamo mai chiesto alla maggioranza di consentire che la finanziaria la faccia l'opposizione. Non siamo dei temerari e non vogliamo fare la finanziaria, essendo opposizione ed essendo minoranza. La finanziaria, seppure modificata e seppure in gran parte cassata, quello che rimarrà, le macerie, ma anche le parti recuperabili, anche i materiali rinvenienti, in gran parte ovviamente appartengono alla maggioranza che l'ha proposta e che si candida, seppure in queste condizioni di disagio e di grande rissa e difficoltà interna, comunque si candida ancora a gestire quel che resta della finanziaria.
Noi abbiamo avanzato alcune proposte che riteniamo legittime, che riteniamo essere quelle proposte che rientrano a pieno titolo nel dovere non solo di proposta, ma anche di battaglia politica e che in un equilibrio più ordinato, in un equilibrio migliore possono essere anche accolte dalla maggioranza non come concessione all'opposizione, ma come risposta minima ad esigenze sociali che debbono essere tutelate.
Noi non abbiamo proposto con questa finanziaria né nuove leggi, né stravolgimenti, né diverse connotazioni, perché non è questo un compito che può essere neppure tentato dall'opposizione. Abbiamo proposto dei miglioramenti, salvaguardia delle cose ritenute buone che esistono nel sistema normativo della Regione, che esistono, che danno buona prova di sé, che appartengono alla collettività dell'istituzione di base e delle comunità della Sardegna, come il piano per il lavoro; abbiamo avanzato proposte quindi di difesa di cose buone che esistono ed alcune proposte migliorative, cose che rientrano nella dialettica democratica normale. Non abbiamo preteso di rovesciare le maggioranze, di ribaltare le situazioni e le posizioni. Siamo ben consapevoli che anche tutte le norme che il Consiglio regionale ha cassato, che ha espunto dalla finanziaria, che ha bocciato ancorché proposte dalla Giunta, sono state bocciate non perché la minoranza miracolosamente abbia espressività di voto superiore alla sua consistenza, ma perché evidentemente c'è una difficoltà che è interna alla maggioranza, ne prendiamo atto. Non è che la difficoltà interna della maggioranza risolve i problemi di un Governo altro di questa Regione, non è che fa una diversa ed altra maggioranza. Una diversa ed altra maggioranza non c'è! Ecco perché invitiamo a maggior ragione ad un senso di responsabilità e di corresponsabilità perché si addivenga ad una formulazione complessiva della finanziaria e che tenga conto di alcuni punti di difesa di istituti buoni che esistono in questa Regione, a partire dal piano per il lavoro, ed anche di miglioramento di alcune situazioni che possono essere migliorate.
Io faccio un esempio, non per giudicare voti già dati o cose già avvenute, ma solo per chiarire meglio questo concetto politico, in ragione dell'articolo 17 non è un mistero, noi il Gruppo di Rifondazione abbiamo ritenuto che in quella circostanza essendovi la possibilità, anche concordata, di soprassedere su una norma, ma di approvare una norma di riordino per esempio in materia di patrimonio della Regione, ed essendo quella norma originariamente proposta dalla Giunta e non dall'opposizione, potesse essere quello per esempio un punto di condivisione, posto che la Giunta originariamente lo proponeva, e quindi sarà stato pure istruito al suo interno e dagli uffici interni alla Regione, vuol dire che non era una cosa così sconvolgente, non cambiava le sorti del mondo, era un principio di riordino. E male ha fatto il Consiglio ed anche ogni parte del Consiglio che invece nella smania soppressiva o soppressivista, fuori! Niente! Non si fa niente! No, fare qualcosa condivisa e buona qualche volta, secondo noi, è meglio che non fare niente. Perché io non so quando mai - anche per la piccola e poca esperienza che ho di queste cose - questa nuova legge di riordino verrà mai presentata e quando mai questo Consiglio la approverà. Mi pare di capire che passeranno anni prima che torni la circostanza e l'evenienza che una norma di riordino del patrimonio regionale, del patrimonio immobiliare, si possa presentare all'attenzione del Consiglio. Eppure non si è approvata. Pur essendo in teoria d'accordo la maggioranza perché lo proponeva inizialmente, è d'accordo una parte dell'opposizione perché questa proposta l'ha ripresa e l'ha riproposta al possibile voto del Consiglio. Noi non siamo mai stati e non siamo per il tanto peggio tanto meglio. Noi siamo per il tanto meglio quando è possibile. Perché per il peggio ci pensano gli altri, non c'è bisogno che ci pensiamo noi, al peggio ci pensa la Giunta, l'Assessore al Bilancio e tutti gli altri Assessori ed anche la gran parte della maggioranza! Con questo dico che noi non ci illudiamo - come dire - sul risultato e sulle risultanze di questo confronto, però una cosa è illudersi ed una cosa è non avere sufficiente fiducia nel fatto che ragionando, e possibilmente ragionando insieme a quanti vorranno ragionare sulle cose serie, non arriviamo ad una migliore conclusione rispetto alla prospettazione iniziale che è quella che di più ci interessa attorno alla vicenda soprattutto delle leggi per il lavoro.
Sappiamo che la maggioranza si è riservata di avanzare proposte, noi vorremmo queste proposte conoscerle per poterle valutare e vorremmo queste proposte conoscerle e però sapere che rispondono alla domanda che è stata avanzata che ripeto non è un'altra finanziaria, è una modificazione di sostanza che consenta, come dire, di raggiungere un obiettivo possibilmente il più largamente condiviso in materia di sviluppo locale e di sostegno. Questo emendamento che noi presentiamo, trattando di un sostegno finanziario al recupero di valori storici, di valori di edifici ricadenti nei centri storici, di valori ambientali e culturali, si inserisce in via generale in questo ragionamento di miglioramento complessivo e possibile della finanziaria.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Falconi per illustrare l'emendamento 374.
FALCONI (D.S.). In questo articolo 18 che pone all'attenzione dell'Aula i problemi generali dei comuni ci coglie a noi del centrosinistra con una particolare attenzione perché da quel mondo veniamo, tantissimi di noi sono stati amministratori, ma anche del centro destra, perché no, sono stati sindaci, ma ancora di più oggi cogliamo quell'esigenza generale dei comuni proprio perché sono aumentate le loro competenze, sono aumentate le richieste immediate dei cittadini, essendo quello il primo piano dell'edificio dello Stato.
Noi guardiamo a quei problemi generali appunto cercando di dare risposte in termini generali. Il problema posto da questo emendamento a molti colleghi parrà un problema molto particolare, è pur sempre di un comune e quindi non un problema personale, è di un comune ed è un problema particolare, ed io lo espongo questo problema come esporrei qualsiasi problema di comuni che hanno problemi particolari, perché ce ne sono in Sardegna, come Olbia ha problemi particolari, sono stati ricordati stamattina per essere il più grande porto passeggeri d'Italia, è stato detto in Sardegna, no è di Italia, è il più grande porto passeggeri d'Italia, e questo crea problemi e quindi chi se non un ente come la Regione sovracomunale è chiamato a dare risposte a quel tipo di problemi, proprio perché quel comune da solo non ce la fa.
Questo emendamento parla di due comuni che hanno problemi considerati in Sardegna particolari e solo in Sardegna, badate bene. E sono considerati problemi particolari da quando c'è la legge regionale 25 che trasferisce i fondi ai comuni in forma automatica e predeterminata con dei parametri che tutti quanti noi conosciamo. Perché i fondi per lo sgombero neve erano precedentemente alla legge 25 inseriti nel capitolo di bilancio che era appunto definito sgombero neve per i paesi della montagna. Poi, tutti quei capitoli furono eliminati ed accorpati nell'unico e grande trasferimento che riguardava tutti i comuni, 370 comuni della Sardegna. Per cui oggi accade qualcosa di singolare che vi sintetizzo in questo modo: Fonni e Desulo hanno, attraverso la 25, qualche briciola per lo sgombero neve come ce l'ha Marrubiu e Quartu Sant'Elena, allo stesso modo. Solo che Marrubiu e Quartu Sant'Elena non hanno neve da sgombrare, Fonni e Desulo ce l'hanno, questo è il problema. E allora bisogna reintervenire perché nel frattempo in quei territori, in quei comuni, si è sviluppato il cosiddetto turismo bianco o turismo montano che sta, in forme a volte raffazzonate, embrionali, cercando di dare risposte difficili a un turismo interno, questo sì, tutto interno sardo, ai 24 mila sardi che sanno sciare e che vogliono praticare questo sport, e che si concentrano lì in due o tre mesi, soprattutto i fine settimana, in quelle due uniche stradine di Fonni e Desulo che collegano le strade provinciali con le falde del Bruncu Spina, con le vallate del Bruncu Spina. Badate, io non lo presento questo come un problema della Barbagia, del nuorese o di Fonni e Desulo; lo presento come un piccolo problema, ma un problema della Sardegna, perché è bene abituarsi al fatto che la montagna non è né di Arzana, né di Fonni, né di Desulo, la montagna è dei sardi e bisogna avere questo approccio, questo rispetto per la montagna, trattarla bene in quanto patrimonio ambientale, turistico, di fruizione dei sardi. E così non facciamo però, perché siamo l'unica regione che ancora oggi non ha a cuore i problemi della sua montagna, perché è l'unica Regione, la Sardegna, che non ha recepito la 97 nazionale che appunto trasferisce i fondi per la montagna. E allora bisogna dare risposte a questi tipi di problemi che sono contingenti, che si manifestano improvvisamente da un anno all'altro, a volte ci sono delle annate meno nevose, ne abbiamo tre o quattro alle spalle, ma questa è particolarmente nevosa, per cui ha creato innumerevoli problemi e non possono due piccoli comuni sobbarcarsi spese per centinaia di milioni per cercare di dare risposte, il più possibile accettabili, non ai loro cittadini, perché ai loro cittadini le danno le risposte, con grandi sacrifici, nei centri urbani, spalando neve nei centri urbani e non c'è nessun intervento regionale per fare questo e non c'è nessun intervento statale per fare questo. E in Sardegna questo problema è aggiuntivo lì, in quei territori, rispetto a tutti gli altri problemi comuni a tutti i comuni, scusate il bisticcio di parole. Quindi bisogna avere questa sensibilità e io capisco anche che con tutti gli emendamenti, con tutte le richieste, con l'assalto che c'è stato, che ci sarà ancora nei successivi articoli, mi si dirà che è un problema rinviabile. E' rinviabile a che cosa? E' rinviabile a quando? Al dissanguamento di due bilanci di due piccoli comuni che hanno già altri tipi di difficoltà, che non è il caso in questa fase di esporre, ma questa la possiamo risolvere, tra l'altro, con cifre che sono assolutamente ridicole rispetto alla montagna di miliardi che stiamo destinando qua e là in modo a volte anche irragionevole, perché ha molte parti irragionevoli questa finanziaria.
In ultimo mi preme sottolineare che se non accolto così come presentato e così come scritto, gradirei conoscere ciò che ne pensa l'Assessore competente dei lavori pubblici, se torna dopo lo stato vedovile che lo interessa, oppure anche l'Assessore del turismo che pure deve essere interessato a un certo flusso da turismo interno che comunque inizia ad essere sempre più consistente e sempre più interessante, perché, badate, 24 mila sardi che vanno fuori a sciare, sono anche 24 mila sardi che portano dei soldi all'esterno della Sardegna, che spendono. Noi siamo tra i migliori clienti della Valle d'Aosta e del Trentino Alto Adige, i sardi. Stranamente è la regione che ha il maggior numero di sciatori, naturalmente in percentuale pro capite, di tutto il Meridione italiano. Ebbene, abbiamo la possibilità di trattenerli qui e li tratteniamo solamente se riusciamo a dotare di un minimo di servizi essenziali quella montagna. Gli impianti di risalita ci sono, sono funzionanti, oggi ci sono delle piste eccezionali, forse non le ha il Trentino adesso, in aprile, innevate come sono questi giorni quelle montagne, non riusciamo ad andarci perché non riusciamo a sgombrare la neve dalle strade che appunto ci consentono di arrivare fino a quota 1.600 metri, cioè al Bruncu Spina.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 793 e così via fino all'806 sono sostitutivi parziali del 508, sono tutti uguali nella cifra. Pertanto prego uno dei presentatori, che sono gli onorevoli Cogodi, Ortu e Vassallo, di illustrarli.
COGODI (R.C.). Gli emendamenti richiamati sono relativi al sostegno che la Regione dovrebbe dare, potrebbe dare anche, ai comuni della Sardegna, soprattutto ai piccoli e medi comuni, inferiori a quindicimila abitanti, in ragione degli esborsi a cui i comuni sono tenuti come corrispettivo delle attività e delle procedure di espropriazione. Questo a evitare che accada, come spesso accade, o che i piccoli comuni siano messi nella condizione di non poter neppure più realizzare opere pubbliche, perché l'acquisizione delle aree a valore di mercato in realtà qualche volta è tale, nei suoi costi, che determina un esborso talvolta anche superiore a quello che è utile, che è necessario per realizzare l'opera stessa, oppure che i comuni inizino una procedura espropriativa magari sotto forma di occupazione d'urgenza e poi queste procedure sono contestate, l'opera si realizza e in capo ai comuni, soprattutto ai piccoli comuni, a distanza di anni arrivano di quelle mazzate fra valori di esproprio, danni che si ritiene abbiano causato, parcelle di avvocati e spese di procedimento che, conosciamo, portano talora i comuni stessi sull'orlo del dissesto finanziario, anzi qualche comune è stato portato oltre l'orlo del dissesto finanziario e cioè fin dentro il dissesto finanziario. Ora, le due evenienze, sia quella di non consentire o limitare l'assetto urbano, il miglioramento dei servizi, la dotazione dei servizi attraverso le opere pubbliche essenziali o anche l'altra evenienza, quella di esporre i comuni a oneri che non possono affrontare, sono tutte e due evenienze negative. E' chiaro che la soluzione non dovrebbe essere necessariamente nell'esborso di denaro pubblico per ripagare compendi che talvolta valgono molto meno o pressoché niente rispetto a quello che poi nella valutazione usuale si fa. Nei piccoli comuni accade spesso che ci sono degli spiazzi, dei caseggiati abbandonati da decenni, decenni e decenni, da gente che non c'è più, da gente che se n'è andata, poi quando si va alla valutazione a valore di mercato si danno valutazioni tali, anche nei piccoli comuni, che veramente c'è da rabbrividire. Però questo accade. La soluzione dovrebbe essere in una diversa normativa, come sempre c'è stata, per cui i valori di esproprio per un'opera pubblica non dovrebbero essere tanto punitivi per il privato proprietario di un bene, ma non dovrebbero essere neppure tali da garantire che un proprietario che ha un bene di cui si disinteressa, che non vende e non riesce neppure a vendere, di fatto attraverso l'espropriazione è come se l'avesse venduto al migliore offerente. Tutto questo accade e con queste normative accade che ci sono dei privati che si devono disfare dei beni e chiedono che i loro beni vengano espropriati, perché gli conviene, cioè realizzano quello che non realizzerebbero se vendessero.
Questa situazione si è determinata da diversi anni a questa parte perché i valori equitativi che erano messi a base della normativa dell'esproprio sono stati travolti; sono stati travolti e da una fase di libertinaggio politico, che ha praticamente via via prima attenuato e poi travolto le procedure espropriative in termini di equità, e poi, su questa scia, anche da una, come dire, interpretazione giurisprudenziale che ha portato a una giurisprudenza estremamente severa, tutta sbilanciata in favore dei valori privati e delle convenienze private, ma ben si sa che anche le interpretazioni giurisprudenziali e le conseguenti sentenze in realtà respirano l'aria che si trovano intorno, e se l'aria è l'aria politica favorevole a una determinata situazione e soluzione, la magistratura riflette perché respira quell'aria e in qualche modo riflette anche quella opinione prevalente, perché diventa un po' cultura e considerazione comune. Resta il fatto che la conseguenza nefasta è che in capo ai comuni non vi è più la possibilità di un intervento sufficiente e adeguato, per cui l'ipotesi, l'idea che la Regione possa soccorrere, cioè mettere a disposizione in modo programmatico una parte di risorse, questo possa un po' guidare il processo e possa consentire anche di acquisire quei beni che risultassero indispensabili, talvolta davvero essenziali, per realizzare progetti, interventi di miglioramento del tessuto urbano e anche della qualità della vita nei piccoli centri, soprattutto nei piccoli centri.
Questo è il senso di questo emendamento che può essere valutato nei termini nei quali anche altre parti sensibili di questo Consiglio vorranno valutarlo. Non è una proposta, come dire, che appesantisce più di tanto; è un intervento che si ritiene abbastanza adeguato e proposte di questa natura, secondo noi, consentono di evitare quegli eventi successivi che anche in questa finanziaria, sia nella normativa, sia attraverso emendamenti, ogni tanto si ritrovano. Ho visto già qui, in questa finanziaria, ma c'è ogni anno, tutta una serie di interventi che chi conosce di più nei luoghi e nei territori è sollecitato a proporre, anche talvolta per salvare o rimettere in equilibrio minimo il bilancio di un comune, perché quel comune possa continuare ad esistere, e queste cose il più delle volte nascono, derivano proprio da queste distorsioni, da queste esasperazioni che negli anni si sono accumulate in ragione di pratiche e di procedure di esproprio che magari sono iniziate quindici anni fa e poi, di ricorso in ricorso, di causa in causa, sono durate nel tempo e si sono moltiplicate per valori quasi inaffrontabili, anzi il più delle volte inaffrontabili da parte dei medesimi comuni.
Servirebbe qui ovviamente una normativa che è nella competenza statale, che riordini questa materia, che garantisca l'ente pubblico, l'interesse pubblico, che non punisca nessun privato, ma che dia o lasci, meglio dire, alla proprietà privata e alla disponibilità privata quello che quel privato dimostra di avere interesse ad avere. Un privato che abbandona per decenni e decenni in un paese dell'interno della Sardegna un immobile, uno stabile, lo lascia cadere a pezzi, mette addirittura a rischio, a repentaglio la salute di chi è rimasto in quel centro abitato, nel momento nel quale si attiva una pratica di esproprio quello manda tutti i tecnici che di sicuro asseverano che quella casa, quel manufatto che può essere anche al centro del centro abitato, vale quello che non sarebbe mai valso se avesse trovato un qualsiasi acquirente privato.
Quindi è un intervento di sostegno agli enti locali, soprattutto agli enti locali dell'interno, piccoli comuni, piccoli e medi comuni, che sono poi la gran parte, ugualmente collocati nei paesi dell'interno, mirato appunto a evitare danni successivi, esborsi troppo onerosi e comunque mirati a consentire il miglioramento dei servizi e della qualità della vita nei centri urbani minori e soprattutto nelle aree interne della Sardegna.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 508 ha facoltà di illustrarlo.
PIRISI (D.S.). Signor Presidente, questo emendamento si propone di reiterare una norma che era già inserita nella finanziaria dello scorso anno e all'articolo 7, comma 8, recita esattamente in questo modo: "L'amministrazione regionale, a seguito dell'entrata in vigore del Decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, numero 327 (Testo unico in materia di espropriazioni), tenuto conto dell'onere finanziario che graverà sugli enti locali, e in particolare sui comuni di modeste dimensioni, nell'applicazione delle prescrizioni contenute nell'articolo 6, comma 2, al fine di favorire l'istituzione di uffici, consorzi e altro per le espropriazioni, così come previsto dal comma 4 dello stesso articolo, è autorizzata a concedere per l'anno 2002, ai comuni con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti, un contributo pari a euro 1.000.000…". L'emendamento, visto anche che nel bilancio è stato cancellato completamente tutto, ritenendo di fare una cosa giusta e corretta, perché questo emendamento lo presentammo appunto nella passata finanziaria, fu accetto perché ritenuto assolutamente utile e devo dire che ha prodotto degli effetti positivi, perché c'è stato un grande interessamento da parte di diversi comuni che hanno provveduto a consorziarsi, così come era indicato anche nella norma della legge finanziaria, e quest'anno tutt'a un tratto viene cancellato. Insomma, io credo che l'Esecutivo bene avrebbe fatto a informarsi su come gli enti locali stavano utilizzando questa norma e le risorse che erano state messe loro a disposizione.
Per cui io non la faccio molto lunga, però, ritengo che sia fondamentale che la norma venga ripristinata e anche con un incremento di risorse, visti e considerati appunto gli effetti positivi che la norma stessa ha prodotto. Quindi non è un emendamento che riguarda un particolare comune o un particolare territorio, ma tutti i comuni che avrebbero delle grandissime difficoltà ad avere degli uffici e degli uffici allocati all'interno del singolo comune. Quindi è una norma che va incontro alle amministrazioni pubbliche, e come tale riteniamo che debba essere riproposta e reintrodotta anche quest'anno.
PRESIDENTE. L'emendamento 518 è sempre suo onorevole Pirisi, suo e di altri naturalmente, a pagina 483. Anche il 520 è suo, il 521 è suo, il 522 è suo. Li può illustrare tutti fino al 522.
Ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi per illustrare i suoi emendamenti.
PIRISI (D.S.). Avremo modo di parlare di questi argomenti anche quando andremo all'articolo 19, perché si tratta di un emendamento che vuole aprire qui una discussione su quello che è lo stato di fatto esistente sulla problematica dei parchi nella nostra Regione. Io credo che sia giusto richiamare l'attenzione del Consiglio, dell'Assessore degli enti locali, ma anche dell'Assessore dell'ambiente, perché io non dimentico che avete fatto dei proclami, avete girato nei paesi dell'interno con la fanfara, avete magnificato quella che sarebbe stata la vostra azione di fronte all'inettitudine e all'incapacità dei governi del centrosinistra, oggi siete in ritirata, quasi vi vergognate delle cose che avete detto, perché la realtà dei fatti sta dimostrando tutta quanta la vostra divaricazione tra quello che avete annunciato e quello che state facendo.
I tanto vituperati governi del centrosinistra avevano subìto da parte vostra attacchi di ogni genere ed avete anche detto a tutti quanti noi che avreste risolto le problematiche di quelle aree, attraverso azioni concrete che avreste prodotto di concerto con il Governo nazionale ed invece qui sta miseramente venendo fuori tutta la vostra incapacità di agire, di fare e di assumere decisioni di qualunque natura. L'emendamento nello specifico dice che per quanto attiene i comuni che sono ricadenti nell'area del Parco di Gennargentu, il Golfo di Orosei, ed ai privati cittadini è attribuita priorità nella concessione dei contributi previsti dalla legge 29 del 1997 per la realizzazione di strutture, qui è stato detto di strutture turistiche, eccetera. Cioè, io ho voluto richiamare, c'è stato qualche errore di battitura nell'emendamento che è stato presentato, però la legge 394 prevede una serie di misure di incentivazione e voi non siete stati capaci neppure di metterle in essere. Tra le misure di incentivazione previste dalla tanto vituperata legge 394 vi è per esempio l'articolo 7 che dice: "Ai comuni e alle province il cui territorio è compreso in tutto o in parte entro i confini di un parco nazionale, e a quelli il cui territorio è compreso in tutto o in parte entro i confini di un parco naturale regionale, è nell'ordine attribuita priorità nella concessione di finanziamenti statali e regionali richiesti per la realizzazione sul territorio, compreso entro i confini del parco stesso, dei seguenti interventi: impianti ed opere previsti nel piano per il parco di cui rispettivamente gli articoli 12 e 25; restauro dei centri storici ed edifici di particolare valore storico e culturale; recupero dei nuclei abitativi rurali; opere igieniche ed idropotabili, e di risanamento dell'acqua, dell'aria e del suolo; opere di conservazione e di restauro ambientale del territorio, ivi comprese le attività agricole e forestali, attività culturali nei campi di interesse del parco, agriturismo, attività sportive compatibili, strutture per l'utilizzazione di fonti energetiche a basso impatto ambientale, quali il metano e gli altri gas combustibili, nonché interventi volti a favorire l'uso di energie rinnovabili; il medesimo ordine di priorità di cui al comma primo è attribuito ai privati singoli o associati che intendano realizzare iniziative produttive o di servizi compatibili con le finalità istitutive del parco nazionale o naturale o regionale". Bene, abbiamo appreso dai giornali che la Regione ha risposto a delle domande che sono state fatte per l'inserimento di agriturismi e di altre attività di diverso tipo, dicendo che esistono le norme di salvaguardia previste dal Parco nazionale del Gennargentu. Cioè, voi siete la Giunta che sta applicando le restrizioni previste dal Parco e non avete fatto nessuna incentivazione per questi territori e per quei comuni. Ma, assessore Pani, Assessori regionali, Giunta regionale, volete dire a questo Consiglio che cosa state facendo? Quali sono le vostre intenzioni? Che cosa volete fare per fare in modo che realmente ci sia uno sviluppo di quei territori visto e considerato che l'attuale portavoce, vice Comincioli, in Sardegna, più volte ha detto che il piano sarebbe stato fatto da questa Giunta. Stiamo aspettando da anni! Siete quattro anni a poltrire senza fare nulla, senza produrre un effetto positivo per quei territori e a continuare a guardare le cose con la testa girata all'indietro. Ora io credo che lo svezzamento a quattro anni sia finito anche per un bambino, figuriamoci per una Giunta abbastanza navigata che ha percorso itinerari abbastanza perigliosi anche nella vita della politica sarda. Per cui, siamo in attesa di capire che cosa intendete dire riguardo alle problematiche che adesso stiamo sollevando, cioè nessun progetto di sviluppo per le zone interne è stato prodotto da voi, siete la Giunta che non ha portato una lira, che la legge avrebbe potuto consentire di portare in quei territori e siete afasici, muti, annichiliti perché ormai avete smesso di fare propaganda e nel momento dell'agire siete incapaci di fare qualcosa.
Credo che sia indispensabile invece, che perlomeno in attesa che produciate qualcosa di tipo positivo, diciate che quanto previsto dall'articolo 7 della 394 debba essere integralmente applicato, cioè dando, assessore Pani so che lei elabora ad altri livelli e che quindi questo argomento quando non ci sono la platea dei rappresentanti del "no", lei glielo dico con molto garbo e con molta simpatia, cortesia, educazione, ma quando non ci sono quelli che la spalleggiano rimane zitto, Assessore, invece io la sto sollecitando a che ci dica qualcosa, a che ci dica che cosa ha intenzione di fare questo Esecutivo. Io ho ritagli di giornale, avete inondato la stampa in tutti i modi e le maniere, ci sono dichiarazioni che avete fatto tutti, avete urlato e strillato contro il decreto istitutivo del Parco e che lo avreste in quattro e quattr'otto; il vostro Ministro vi ha detto invece, molto più realisticamente: "Badate che quella che state facendo è solo propaganda", perché un decreto non può essere ritirato, può essere sostituito da un altro decreto; ma a che punto è la vostra elaborazione? A che punto è la vostra azione nel cercare di portare a casa qualche risultato? Come mai, assessore Pani, sotto questo profilo non dite più niente? Perché non dite più nulla? Prima di fare affermazioni come quelle che voi avete fatto, avreste dovuto pensarci due volte, non si fa campagna elettorale in maniera così irresponsabile come voi avete fatto in quei territori, perché poi vi si ritorce contro, vi si ritorce contro in maniera pesante! Avete la responsabilità in capo a voi di aver perso tutte le risorse che ormai si tratta di svariate decine di miliardi, che potevano arrivare in quei territori e per vostra responsabilità non sono arrivati, per vostra responsabilità! Poi dopo mi dirà, Assessore, però io registro che danari in quei territori specificatamente per uno sviluppo alternativo a quello che può essere un Parco nazionale non è arrivata una lira! Gradirei che mi smentisse. Poi può andare a verificare se per esempio qualche anno fa in quei territori ricadenti nell'area del Parco delle risorse sono arrivate. Sono stati costruiti dei mini caseifici, sono state messe in essere delle attività compatibili con l'ambiente; quella che è una risorsa abbiamo cercato con le forze modeste che l'allora Governo regionale aveva messo a disposizione, di farle fruttare; se andiamo a verificare in quei territori, si avrà modo di verificare che quei soldi sono andati a buon fine e stanno producendo effetti positivi e posso dirle che c'è anche qualche allevatore di quelli che c'erano in piazza il giorno che è venuto il Ministero Bordon che ha preso i soldi e che poi magari è ancora contro il Parco perché qualcuno gli ha detto che le terre sarebbero state espropriate e portate in continente e quindi i sardi si sarebbero trovati senza terra, siete arrivati anche ad ipotizzare e paventare cose di questo genere; siete andati a dire che i pastori non ci sarebbero più stati in quei territori, è una menzogna! E' una menzogna! Perché tutti sappiamo che è previsto nei progetti che voi avete nei vostri Assessorati, che nessun pastore sarebbe andato via da quei territori, che le zone di riserva integrale sarebbero stati i tacchi calcarei sui quali neanche le capre vanno a pascolare e che quindi non ci sarebbe stata nessuna espropriazione nei confronti di alcun pastore. Siccome voi anche recentemente, da poco l'onorevole Licandro ha detto che è stato un fallimento l'industria petrolchimica che voi state cercando di acchiappare i cocci e di metterli tutti insieme, che avreste puntato sulla piccola e media impresa e sullo sviluppo compatibile con l'ambiente. Assessore, ci vuole dire qual è un'azione concreta che voi avete fatto? Ci dica, qualcuno della Giunta, qual è una, non dieci o cento come avevate detto, un'azione concreta che avete fatto, che vada a favore delle popolazioni di quei territori i quali siete riuscite a convincere che si può realizzare sviluppo in quei territori a prescindere del Parco o dai Parchi nazionali. Credo e ritengo che quella sia un'occasione che è stata persa, ritengo anche doveroso dire che nel 1995 quando ci fu la campagna elettorale per le elezioni provinciali, nel programma del centrosinistra era detto in maniera chiarissima che saremmo andati avanti per cercare di realizzare il Parco Nazionale del Gennargentu. E` evidente che questa era la posizione del centrosinistra, la posizione del centrodestra invece, candidato a Presidente l'avvocato Cualbu, attuale Presidente del Parco de La Maddalena, diceva esattamente che voi pure avreste lavorato per la realizzazione del Parco del Gennargentu. "Carta canta e villan dorme" come dice il proverbio....
(Interruzione del consigliere Frau)
...carissimo, so bene quale sia l'amore che intercorre tra lei, onorevole Frau e l'attuale Presidente! però voglio dirle che non è che il Presidente del Parco de La Maddalena è un ambientalista del WWF oppure è stato pescato nella Lega Ambiente o in ambienti di quel tipo, no, voi avete detto: "Noi di Alleanza Nazionale", noi dico assessore Pani, Ministro Matteoli, "che siamo contrari ai parchi nazionali" e poi siamo stati smentiti dal Ministro stesso "che siamo contrari ai parchi nazionali", però quando si tratta di occupare una poltroncina abbiamo l'uomo giusto che lo possiamo anche tingere di verde all'occorrenza, mentre invece l'avvocato Cualbu ad onor del vero devo dire che era favorevole al Parco Nazionale del Gennargentu, come erano favorevoli tanti rappresentanti di Forza Italia e di Alleanza Nazionale a suo tempo perché si riteneva che si potesse fare un ragionamento intorno anche alle problematiche della 394 sull'articolo 9, cioè la costituzione del direttivo del Parco stesso, un ragionamento da farsi con una presenza molto più forte, massiccia di sardi nel comitato direttivo e credo che saremmo potuti addivenire a una soluzione. Qualcuno ha avuto la bella pensata invece, di fare la campagna elettorale andando a dire sciocchezze su sciocchezze intorno a questo problema, a dire bugie e falsità, a dire che i pastori sarebbero stati cacciati via dal nuorese, e voi, ve lo immaginate con il carico di bestiame che c'è, forse anche un po' eccessivo, i pastori del nuorese scendere tutti quanti a valle o dirigersi al Parco de La Maddalena dove c'è un rappresentante di Alleanza Nazionale, delegato dell'Assessore, e pascolare da quelle parti, cioè cose folli! Cose folli, cari colleghi! Il problema vero invece è, caro assessore Pani che con un Parco si pensa di dare valore aggiunto ai prodotti, che lì oggi ci sono e che sono prodotti naturali e sono prodotti genuini, ma se un prodotto per esempio un formaggio che viene prodotto da quelle parti, avesse il marchio di prodotto del Parco, avrebbe un valore aggiunto immediatamente del 15, 20 o 30 per cento, stiamo facendo perdere queste opportunità! State facendo perdere queste opportunità! O i prosciutti che ci sono da quelle parti, nei salumifici dell'Ogliastra o dei monti di Fonni, perché no? Prosciutti eccellenti che potrebbero essere venduti ad un prezzo superiore con il marchio di prodotti del Parco, quindi con il marchio di salubrità, di genuinità e così pure ci potrebbe essere un incremento notevole delle persone che vengono in quei territori per poter acquistare i prodotti senza doverli spedire in continente o all'estero, perché poi sappiamo anche che c'è una gabella ulteriore dovuta alle vostre manchevolezze, al fatto cioè che non siete riusciti a fare la continuità territoriale per le merci e che penalizza i produttori sardi che debbono esportare le merci nel continente o all'estero. C'è una perdita secca, e questo problema è stato denunciato da qualche altro collega, una perdita secca che è superiore ai 100 miliardi che avremmo dovuto utilizzare, e potuto utilizzare, risorse dello Stato che sarebbe andato a favore dei nostri produttori, tutti i produttori della Sardegna e che voi invece per la vostra incapacità e insipienza non siete riusciti a portare in Sardegna e quindi a penalizzare i produttori.
Allora credo che sia importante che gettiate la maschera dell'ipocrisia, dell'imbroglio, del dire le cose non vere e ci diciate finalmente una parola chiara su quella che deve essere l'azione che questo Esecutivo intende portare avanti! E` fondamentale questo aspetto perché se voi sotto questo profilo non direte niente è evidente che tra poco, ve lo stanno già chiedendo tutti i giorni, risposte non ne avete, le risposte sono solo risposte di tipo retorico, quelle che potete dare, sono delle risposte di mistificazione, perché ciò che c'è realmente è l'incapacità di dare uno sbocco a quella che è un'azione che avete intrapreso e un vicolo cieco nel quale vi siete infilati; ma se vi foste infilati solo voi, pazienza, il problema è che nel vicolo cieco nel quale vi siete infilati voi, state infilando tutti i popoli e i cittadini che vivono in quelle aree, ma state infilando in quel vicolo cieco tutti i cittadini della Sardegna attraverso una miriade di azioni che, assommate le une alle altre, dimostrano non così in maniera propagandistica, ma in maniera reale e concreta, il fallimento della vostra azione di governo.
Quindi io credo che voi abbiate il dovere non di dire ai cittadini di quei territori che loro sono penalizzati dalle norme di salvaguardia ma dire anche quali sono i vantaggi che possono avere attraverso la legge 394 tanto vituperata. Io e gli altri colleghi vi abbiamo voluto richiamare all'attenzione questo aspetto e questo problema. Credo che sia opportuno, Assessore, che forse si lasci da parte la demagogia che fino ad ora avete messo in campo, che si lascino da parte le bugie che sono state dette, che si guardi la realtà in faccia e si costruisca realmente una ipotesi percorribile affinché in quel territorio realmente possano arrivare le previdenze che la legge prevede, possano arrivare le risorse che possono andare in capo a quei territori, possano essere realizzate le infrastrutture che la legge prevede debbano essere realizzate; e questo lo si debba fare attraverso dei ragionamenti pacati, perché ormai quando andate in quei territori a parlare contro il Parco del Gennargentu, contro tutto ciò che si voleva fare in questi territori, state parlando soltanto contro voi stessi, contro l'incapacità che avete dimostrato di far seguire alle parole delle azioni concrete contro la vostra incapacità di studiare i problemi, che avete parlato senza neanche studiarvi i progetti; se con l'incapacità che avete dimostrato nel non andare a verificare nel territorio, concretamente, quali sono le cose che possono essere fatte per dare benefici e sviluppo a quei territori. Quando voi parlate di volere frenare lo spopolamento di quei territori io vi dico: "Ma al di là dell'enunciazione, ma con che cosa lo volete frenare?" Facendo un recinto e lasciando la gente dentro? Ma pensate di murare le persone in modo che non si spostino? Oppure la cosa più giusta sarebbe quella di creare condizioni affinché la gente possa rimanere in quei territori; ripeto, quali azioni state mettendo in essere? Quali azioni concrete voi state portando avanti? A me pare di non averne vista neanche una!
Quindi, se i territori del centro Sardegna stanno continuando nell'emorragia cui sono soggetti, signori guardatevi allo specchio e avrete una risposta molto facile e semplice, la responsabilità sta in capo a voi. A me dispiace rivolgermi all'Assessore dell'ambiente perché è persona garbata ed anche distratta, fa anche rima!
SANNA NIVOLI (A.N.). Mi scusi, ma l'Assessore non è distratto.
PIRISI (D.S.). Onorevole Sanna per carità di Dio, non gliene voglio né a lei né all'Assessore, ci mancherebbe! Dicevo che lei Assessore è persona garbata però il suo garbo noi non lo possiamo accettare sempre, e la sua cortesia la possiamo accettare come azione di governo. Il garbo e la cortesia sono delle sue qualità, gliele riconosciamo, però oltre le qualità è necessario, magari non dipende solo da lei, dipende anche del fatto che debba tirare la giacchetta all'Assessore degli enti locali e dirgli:" Bada che la 29 in base all'articolo 7 prevede questo", allora una quota di quelle risorse che io ritengo possiamo anche incrementare, quelle della "29" perché si stanno spendendo e si stanno spendendo direi in maniera proficua ed anche veloce, una quota deve essere destinata prioritariamente ai comuni che ricadono nell'Area Parco, perché noi siamo stati - dovrebbe dire lei - incapaci di dare seguito alle cose che abbiamo detto, ma almeno qualche beneficio bisogna che lo facciamo avere ai comuni di Orgosolo, di Fonni, di Gavoi, di Villagrande, di Tonara eccetera, eccetera, non ci possiamo fermare soltanto nell'azione di ostruzione, abbiamo il dovere di fare certe cose. All'Assessore Frongia per esempio, dirgli: "se ci sono delle iniziative turistiche, che devono essere realizzate in quei territori, la legge prevede per quelle aree, per i paesi ricadenti nell'area parco una precedenza", così l'Assessore Frongia anche per le attività della "51" quelle che sono relative all'artigianato eccetera, eccetera, avrà modo di indirizzarle prioritariamente in quei territori in cui la gente magari anziché dover passare in coda sta davanti e può darsi che resti, e resistono attività sportive, realizzazioni, anche queste cose qua prioritariamente in quei territori; quindi occorre che almeno un quarto d'ora, perché so che tempo non ne avete molto, ma un quarto d'ora per parlare delle problematiche connesse al Parco nazionale del Gennargentu - Golfo di Orosei, la testa sotto la sabbia non la si può mettere.
Il Presidente della Giunta avrebbe dovuto convocare il CIC, il Comitato istituzionale di coordinamento visto e considerato che il parco esiste, oppure delegare l'Assessore, oppure che vi alziate e diciate che quello che sta dicendo Matteoli è una bufala, è uno che non capisce nulla, come dicevate ieri per qualche altro Ministro e quindi quel Ministro bisogna che se ne vada a casa, perché sta danneggiando la Sardegna, di cui invece voi siete gli alfieri porta bandiera, le persone che hanno il grande prestigio; insomma mettetevi d'accordo! Però il silenzio su questo problema, caro Assessore, non permetteremo che cada.
PRESIDENTE. La prego concluda!
PIRISI (D.S.). No guardi che ne ho altri due, non voglio abusare del tempo.
PRESIDENTE. Lei non vede dietro, siccome di tanto in tanto vedo sventolare bandiere bianche, glielo dico per questo. Vada avanti e concluda appena ritiene di dover concludere.
PIRISI (D.S.). Siccome di questo argomento qui è latitante, non se ne parla proprio; prima veniva invocato in una certa maniera, adesso invece appena uno inizia dicendo "p" si pensa che prosegue in Parco e tutti a scappare. Assessore poi mi dirà dopo, torneremo anche sull'articolo 19, in tutti i casi.
PANI, Assessore della difesa dell'ambiente. Mi sarà difficile non avendo il tempo che è stato concesso a lei per rispondere in modo adeguato.
PIRISI (D.S.). Guardi io non ho titolo per cedere il tempo a lei, Assessore, altrimenti guardi che glielo cederei ben volentieri perché siamo tutti assetati di sapere qualche cosa su questo argomento, però lei Assessore non è un problema di chiacchiera, lei ha gli strumenti per agire, a differenza mia! Qui io posso parlare ma lei può agire! Tra me e lei la differenza è quella! Ha capito, Assessore, c'è questa differenza, lei fa parte di un esecutivo ed io faccio parte soltanto dell'Assemblea legislativa, quindi le responsabilità stanno in capo a lei, lei faccia azioni concrete e vedrà che io non parlerò per niente. Io mi auguro che lei un giorno o l'altro capiterà anche che magari ci sarà di nuovo una turnazione visto che i risultati che ci state portando sono quelli che sono e, a quel punto, mi auguro che chi succederà a voi, tanto voi non riuscirete a fare nulla, che chi vi succederà sarà in grado di portare a casa delle azioni che sono riferite a dei territori specifici ma che vanno tutte a vantaggio della Sardegna, dei cittadini e non di un comune o di un altro, ma di tutti i sardi ed anche chiaramente, quando abbiamo un bene comune tutti, è un bene anche per l'Assessore dell'ambiente e per la Giunta anche se non meriterebbero di avere dei benefici concreti.
PRESIDENTE. Mi corre l'obbligo di precisare che l'onorevole Pirisi parla per il tempo che gli mette a disposizione il Regolamento e che ci ha regalato circa otto minuti, perché avrebbe potuto parlare circa per otto minuti, quindi per questo ringrazio l'onorevole Pirisi. Ha facoltà di parlare il consigliere Morittu per illustrare l'emendamento 342.
MORITTU (D.S.). Presidente, sarò comunque breve anche io al pari del mio collega Pirisi concederò qualche minuto rispetto ai tempi regolamentari che mi sono concessi all'assessore Pani per poter dare una risposta, così come lui vorrebbe, esauriente rispetto ai temi che il collega Pirisi ha sollevato e che mi pare non siano temi di poco conto, seppure cadono in un contesto di Aula abbastanza disattento per non dire disinteressato rispetto a questi temi. Mi sembra che l'Aula stia aspettando di fare le dieci, come i napoletani aspettano di passare la nottata. E` un po' un atteggiamento che non invoglia certamente ad affrontare temi che io ritengo davvero vitali per lo sviluppo della nostra Isola.
Io molto più semplicemente affronterò un tema con l'emendamento 342, che è un emendamento aggiuntivo rispettivo al comma 11 dell'articolo 18. E` aggiuntivo perché nel comma 11 dell'articolo 18 modificando una norma contenuta nella "45", relativa alle modalità di contribuzione ai comuni per la redazione dei piani urbanistici comunali e provinciali, si dimentica dei comuni, che non sono pochi, che ancora non hanno concluso il loro iter di approvazione dei piani urbanistici comunali che sono stati finanziati a suo tempo con le leggi di finanziamento della legislatura 1994-1999, le diverse leggi di finanziamento che puntualmente in tutte le finanziarie comparivano con una norma ad hoc, si dimentica per l'appunto di quei comuni finanziati che hanno già ottenuto un contributo, che hanno iniziato l'iter anche complesso, mi riferisco soprattutto ai colleghi della maggioranza che naturalmente non solo sono disattenti e disinteressati, ma disturbano anche le persone che vogliono porre a quest'Aula i problemi anche piccoli della Sardegna.
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia.
MORITTU (D.S.). Io non credo peraltro che siano così piccoli.
PRESIDENTE. Posso chiedere ai colleghi di non rivolgere le spalle alla Presidenza? Grazie. Molto gentili. Prego onorevole Morittu.
MORITTU (D.S.). Io Presidente non voglio neanche suggerirle un'ulteriore battuta, ma oltre che non dare le spalle alla Presidenza io li inviterei anche ad ascoltare silenziosi, oppure ad abbandonare silenziosamente l'Aula se preferiscono. Io non mi offendo naturalmente per questo, ognuno poi risponde delle azioni che compie, dei comportamenti che adotta.
Dicevo che si pone come aggiuntivo rispetto ad una dimenticanza della Giunta regionale che propone una nuova stagione, poi su questo diremo anche, stranamente una nuova stagione di pianificazione urbanistica comunale degli enti locali, sia generale che attuativa, a fronte naturalmente di una assoluta mancanza di nuove direttive che ci saremmo aspettati in questi quattro anni da parte di questa maggioranza di centrodestra, rispetto alla pianificazione urbanistica regionale e locale.
Dicevo, questi tanti comuni, guardate che abbiano concluso l'iter di approvazione dei loro strumenti urbanistici comunali mi risulta, è un dato non aggiornato naturalmente, perché anche i dati aggiornati sono difficili da avere in questa Regione, sono tenuti gelosamente nascosti negli uffici e non si capisce perché, io ho chiesto in Commissione ufficialmente all'Assessore dell'urbanistica che non vedo e mi dispiace, non lo vedo né alla destra e né alla sinistra, né nascosto dietro la tenda stasera, né al centro, insomma non lo vedo. Io gli ho chiesto ufficialmente i dati, in una riunione formale della Commissione, sullo stato della pianificazione urbanistica regionale; glieli ho chiesti ancor prima della finanziaria, sto parlando mi pare di dicembre del 2002, alla data odierna in Commissione non è arrivato niente. Avevano promesso una relazione esauriente circa lo stato della pianificazione regionale, a tutt'oggi non è arrivato niente, ma ufficiosamente so, con un dato sicuramente non aggiornato, che non più di centocinquanta comuni sui trecentosessantasette della Sardegna avevano concluso il loro iter di adozione ed approvazione definitiva del piano urbanistico comunale.
Ora, più della metà, circa duecento non hanno concluso l'iter e circa duecento hanno avuto il finanziamento sulle leggi precedenti che sono citate, per esempio nel comma 12 dello stesso articolo 18, hanno ricevuto finanziamenti per la redazione del loro strumento urbanistico con il meccanismo del cinquanta per cento di acconto. Questi comuni, sicuramente la maggior parte, sono in fase di elaborazione anche tormentata per vicende politiche, ma anche per vicende legate ad una assenza di indirizzo da parte della Regione.
Mi riferisco soprattutto a tutti quei comuni che ricadenti nelle aree assoggettate ai PTP, ai sette PTP annullati hanno avuto una fase di difficoltà non avendo indirizzi su come procedere a seguito dell'annullamento dei sette PTP intervenuto mi pare nel luglio del 1998. Allora, con questo emendamento si propone un completamento della precedente norma di cui al comma 11, prevedendo che queste anticipazioni di finanziamento rimangano ai comuni, perché sulla base della norma che è stata approvata, mi pare con la finanziaria del 2001, tutti quei fondi sono stati classificati come fondi perenti, come economie e quindi la Regione, l'ufficio regionale preposto dovrebbe incamerare, ha già mandato le lettere ai comuni per incamerare quelle anticipazioni date e poi magari, sulla base del comma 11, questi comuni dovrebbero richiedere il finanziamento con una procedura che è restituire per poi magari riavere successivamente.
Allora noi proponiamo molto semplicemente che quelle somme rimangano comunque a disposizione dei comuni, perché magari le hanno già spese in parte in anticipazione ai lavori che sono stati magari eseguiti, e che loro possano concludere il procedimento di adozione ed approvazione dei piani entro dodici mesi a far data dall'approvazione di questa legge senza, quindi, dover restituire le somme e mettere in difficoltà, immagino, anche la stessa finanza comunale.
Allora, queste sono le ragioni fondamentalmente, poi naturalmente c'è una casistica differenziata; i comuni che concludono entro dodici mesi o anche i comuni che non riescono a concludere entro dodici mesi non è pensabile che restituiscano il cinquanta per cento del contributo già avuto, noi la possiamo considerare - questo noi diciamo nella nostra norma - come una anticipazione del contributo a valere sulla domanda da fare sulla base del comma 11 dello stesso articolo.
Perché, quindi, intasare gli uffici comunali in un'operazione di restituzione e poi nuovamente di contribuzione da parte della Regione e non, invece, molto più correttamente, ma anche con una semplice norma di buon senso, posto che comunque questi comuni devono dotarsi del piano urbanistico comunale, non è pensabile che per loro non valga la contribuzione che è valsa per altri, diciamo anche per quei comuni che non riusciranno nei dodici mesi successivi a concludere l'iter di approvazione del piano, l'anticipazione ricevuta rimanga come un'anticipazione in conto di un futuro contributo che loro andranno a chiedere.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Biancu per illustrare l'emendamento 726.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, l'emendamento 726 cerca di correggere l'emendamento 59 presentato dalla Giunta relativamente ai danni subiti dai cittadini ricadenti in quei comuni che sono stati oggetto di eventi meteorici straordinari. Ho avuto già modo di dire, nella giornata di ieri, che al comma 9 dell'articolo 18 la Giunta, l'assessore Biancareddu, aveva previsto di risarcire i cittadini che avevano subito dei danni per eventi alluvionali limitatamente alla città di Tempio. Adesso l'assessore Masala, per la Giunta ovviamente, prevede altri risarcimenti sempre ad personam, cioè questo è un modo, assessore Masala, di comportarci non correttamente, tutti i cittadini sardi debbono essere uguali di fronte alle opportunità che questo Consiglio regionale prevede. Io non capisco perché lei pur avendo nei vostri uffici, sarebbe bastato farvi dare i dati, le notizie, le richieste che sono pervenute dai cittadini della nostra Regione, non quelli che sono stati interessati solamente per quanto riguarda la città di Tempio nel 1998, non solo quelle che sono successe il 9 ottobre, tant'è che nell'emendamento 223 io, ritenendo che fosse giusto cercare di dare copertura a tutti gli eventi straordinari succedutisi in questi ultimi anni, avevo pensato appunto di includere anche quei danni subiti dai cittadini di Pirri per gli eventi alluvionali del 9 ottobre del 2002. Lei prevede in questo suo emendamento i risarcimenti per questi eventi straordinari del 9 di ottobre, prevede anche quelli del 27 e del 28 febbraio 2003, cioè quelli appena succeduti, ed io credo che sia un fatto importante estenderli anche a questi del 27 - 28 febbraio 2003, però, assessore Masala, io non riesco a spiegarmi come voi pur avendo nei vostri uffici le segnalazioni dei danni subito dai cittadini di una parte della provincia di Oristano per gli eventi alluvionali del 25 agosto 2002, come mai non abbiate tenuto conto di queste segnalazioni, di questi danni subiti da questi cittadini alla stregua di quello che voi ci state proponendo sia con il comma 9 dell'articolo 18, sia con l'emendamento 59 presentato dalla Giunta.
Quindi, l'emendamento 726 pone alla vostra attenzione che così come voi lo stato prevedendo per i danni e per gli eventi alluvionali conseguenti ai danni subiti dai cittadini il 9 ottobre 2002, il 27 - 28 febbraio 2003, vengano ricompresi anche quelli subiti dai cittadini che sono stati oggetto di questi danni il 25 agosto del 2002. Ma io aggiungerei, assessore Masala, che mi sembrerebbe corretto che in questo vostro emendamento vi fossero compresi non soltanto quelli che noi stiamo indicando, ma vi fossero compresi tutti i cittadini che avessero subito danni per eventi atmosferici eccezionali in questi ultimi anni, a partire ovviamente da quello anche del 1998 che ha colpito i cittadini della cittadina di Tempio. Quindi l'emendamento tende a dire che non possiamo prevedere interventi ad hoc per determinate comunità, penalizzando e lasciando fuori da queste provvidenze altre comunità.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare l'emendamento 59.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie Presidente, più che dalla esigenza di illustrare l'emendamento 59, che oggettivamente non ha bisogno di essere illustrato, intervengo anche per uscire da due giorni di silenzio, perché effettivamente non si riesce poi a trovare lo spazio per dare le risposte, infatti io già mi trovo in una situazione di difficoltà psicologica perché sto già pensando al modo col quale dovrei rispondere a tutti i quesiti che sono stati fatti nell'illustrazione di oltre 190 emendamenti, quindi sono ormai già dieci - dodici ore di interventi, di illustrazione di emendamenti, mentre a me, ahimè, toccheranno soltanto dieci minuti per dare una risposta ad interventi di questo genere. Però nell'illustrare questo emendamento voglio cogliere l'occasione, anche perché poi mi sfuggirebbe sicuramente nella molteplicità degli emendamenti, di dare una risposta all'emendamento 726, quindi abbino le due cose.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SALVATORE SANNA(Segue MASALA) Io non contesto il fatto che debbano essere risarciti i cittadini di tutti gli eventi calamitosi, sia quelli del 25 agosto che del 28 febbraio eccetera, quando capitano, speriamo che non capitino così non c'è nessuna possibilità di dover intervenire. Quello che contesto, però, è l'affermazione secondo la quale con l'emendamento 59 si sarebbe voluto fare un intervento ad personam, è stato definito, direi ad municipium, in realtà è ad municipia, nel senso che contiene un insieme, un numero grande di comuni che sono stati interessati da quegli eventi calamitosi. Quelli del 25 di agosto, ai quali fa riferimento l'emendamento 726, non sono inclusi perché il risarcimento dei danni è stato già previsto e determinato dalla protezione civile e la Giunta regionale su proposta dell'assessore Pani ha già all'ordine del giorno la proposta di delibera della Giunta che riguarderebbe proprio il risarcimento di questi eventi.
BIANCU (La Margherita - D.L.) Per i danni ai comuni, non per i cittadini.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
Per i danni ai comuni; se lei dice che debbono essere inclusi anche i danni ai cittadini, perché hanno avuto danni i cittadini, io personalmente non ho niente in contrario, ma evidentemente quando si fanno gli emendamenti, si fanno sulla base delle istruttorie che vengono fatte dagli uffici che sono a ciò deputati. Quindi, evidentemente, a parte il fatto che io questi emendamenti li avrei collocati nell'articolo 19, non in questo, come pure peraltro anche quelli che hanno riguardato i parchi, questo lo dico tra parentesi, per una maggiore attinenza negli argomenti, comunque se risulterà accertato che in effetti dalla proposta di delibera della Giunta non sono compresi gli interventi a favore dei cittadini, per quanto mi riguarda non ho niente in contrario che vengano inclusi anche i danni compiuti nei confronti dei cittadini di un'altra alluvione. Una volta che io avrò accertato che il 25 di agosto del 2002 c'è stata un'alluvione che ha colpito determinati territori non vedo la ragione per la quale quei cittadini debbono essere trattati in modo diverso dagli altri, quindi questo dovrebbe - credo - fugare ogni dubbio sulla correttezza e soprattutto sulla buonafede di che propone gli emendamenti. Questa buonafede deve essere riconosciuta in chi propone gli emendamenti quando si tratta di consiglieri, ma deve essere riconosciuta anche quando gli emendamenti vengono proposti da esponenti della Giunta.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Marco Tunis per illustrare l'emendamento 43.
TUNIS (Rif. Sardi - U.D.R.). Signor Presidente, colleghi consiglieri è un emendamento che si commenta da sè, però a seguito degli interventi dell'assessore Masala ed anche dal confronto che ho avuto col collega Biancu c'è da capire che sul tema vi sono delle opinioni differenti. C'è chi porta i temi del nubifragio del 2002, c'è chi porta quello del 2003, il mio è un emendamento che tende ad evidenziare il nubifragio che ha colpito il Sarrabus il 26 e il 27 febbraio del 2003, cioè poiché la Sardegna si è sempre dimostrata esagerata in tutte le proprie manifestazioni, quando si tratta di gelate è una disgrazia per tutti, se si tratta di siccità chiaramente la terra si spacca perché è assolata, quando si mette a piovere dopo tanti anni fa disastri e così è successo sia nel 2002 per determinate zone e sia nel 2003. Il 26 e il 27 febbraio è scesa tanta di quell'acqua nel Sarrabus da sommergerlo, da distruggere, ed è non dichiarazione del sottoscritto, ma sono in possesso delle denunce fatte alla protezione civile e alla Prefettura, tutte le strade rurali sono state coperte di acqua e quindi si riesce a capire che nel momento in cui le acque si sono ritirate di strade rurali non esiste più traccia. E` chiaro che quest'acqua, così tanta, che ha colpito quella zona ha lesionato strade pubbliche, ha lesionato uffici pubblici, per cui si è stati costretti anche a chiudere le scuole. Noi abbiamo degli edifici che presentano delle aule che sono state chiuse e che meritano un intervento, quindi questo emendamento diciamo che va a coprire, senza saperlo perché ognuno di noi si è mosso trascinato dalle esigenze e dalle segnalazioni del territorio, ad evidenziare questi eventi calamitosi. Ora, la verità, noi abbiamo avuto dei precedenti nel novembre e nel dicembre del 1999. Il mio emendamento, che non è mio personale, ma è solo come proprio firmatario e che ha visti anche tutti gli esponenti dell'arco - chiamiamolo come si usava un tempo - costituzionale, cioè della maggioranza e dell'opposizione dei componenti di questo Consiglio regionale, Corona, Usai, Ibba, Cappai, Businco, Sanna Salvatore, Secci tutte persone che avendo conoscenza...
(interruzioni)
TUNIS (Rif. Sardi - U.D.R.). Certo, però, diciamo la verità, vi sono alcuni consiglieri della Rifondazione che non hanno delle radici nel Sarrabus, se non quelle di averlo conosciuto per delle scorribande di tipo politico. Comunque fanno parte dell'arco costituzionale, manca solo la firma ed è una eventuale omissione del sottoscritto che non ha chiesto, ma comunque è come se fosse presente implicitamente e di questo devo darne atto, perché quella parte politica si è sempre dimostrata sensibile alle esigenze e alle segnalazioni che vengono dai territori. Quindi per dire che noi abbiamo voluto evidenziare e io mi faccio - cosa posso dire? - primo firmatario compartecipe di questa iniziativa, di mettere in evidenza quei danni che si sono avuti per le parti pubbliche, cioè strade, viabilità, oltre naturalmente a quelle delle abitazioni, come l'assessore ha fatto, oppure come altri colleghi hanno evidenziato danni che si sono avuti in altre parti del territorio regionale e che non sono solo danni alle abitazioni o solo danni alle suppellettili dentro le abitazioni. Noi abbiamo avuto un precedente (e voglio ricordarlo): quando nel dicembre del '99 si è arrivati ad una situazione disastrata, il Consiglio regionale, anziché attendere un atto esecutivo della Giunta, ha deliberato la Commissione, tutti riuniti compresi anche i rappresentanti della Giunta, a predisporre un testo che potesse soddisfare le esigenze della gente e abbiamo fatto un provvedimento che ha soddisfatto non solo le esigenze dei cittadini che sono rimasti danneggiati e che hanno perso le lavatrici, che hanno perso i frigoriferi, che hanno perso le cucine a gas, che hanno perso i mobili, bensì abbiamo ristorato anche i comuni che hanno visto danneggiate tutte le strutture e così gli abbiamo consentito di ricostruire e di rendersi compartecipi di questa iniziativa e abbiamo fatto un fatto innovativo, cioè abbiamo delegato per primi in Italia i comuni a dover istruire le pratiche, quindi primi in Italia siamo riusciti in un anno a ristorare non solo i cittadini, ma a dare anche i soldi ai comuni. Cosa che finalmente in questa Sardegna disastrata ha permesso di poter essere primi in Italia, che per la prima volta un provvedimento di legge è stato applicato in un anno, tant'è che ha consentito poi nell'anno successivo, a seguito degli alluvioni che si sono verificati in Piemonte, cioè a Torino e in altre città, a una delegazione di questa regione di venire in Sardegna per vedere come è stato possibile che la Regione sarda abbia potuto sistemare e organizzare una cosa del genere in così poco tempo. Orbene, il Piemonte per la prima volta ha copiato una legge della Regione sarda, l'ha fatta propria, l'ha estesa e per la prima volta anche loro hanno delegato i Comuni a fare in modo di poter ristorare, in quanto i più vicini alla gente, i più vicini ai territori che hanno subito i danni, a soddisfare queste esigenze. Quindi, signor assessore, mentre lei ha indicato solo una parte di questo aspetto del nubifragio, cioè di dover ristorare soltanto i cittadini che avessero avuto dei danni, il nostro emendamento, che è totale e che riguarda tutte le parti politiche di questo Consiglio regionale, tende a soddisfare quei Comuni per dover ripristinare le opere pubbliche che sono venute a mancare. E quindi, venendo incontro anche alle indicazioni dei nostri colleghi, io vorrei pregare la Giunta, se è possibile un momento, da qui alla discussione generale, poterci ritrovare e fare un emendamento di sintesi che possa consentire di poter venire incontro a tutte le esigenze. Io chiedo soltanto comprensione alla Giunta regionale e a tutto il Consiglio perché questo evento possa essere preso nella giusta considerazione e possa trovare delle soluzioni favorevoli.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Morittu per illustrare l'emendamento 536, che era stato saltato.
MORITTU (D.S.). Anche brevemente perché, come si dice, non mi sembra aria. Non mi sembra che ci sia una grande attenzione per alcuni temi e non è da oggi questa disattenzione da parte della maggioranza rispetto alle questioni che attengono alle politiche di tutela e di valorizzazione del territorio. Noi proponiamo, nell'emendamento numero 536, una cosiddetta norma intrusa; proponiamo cioè, come tutti gli anni per altro, una norma transitoria che prevede, nelle more della predisposizione di un nuovo piano paesistico regionale, che questa maggioranza ha avuto ben quattro anni per poterlo fare, perché vi ricordo che ha Sardegna è divisa in due parti e forse da qui a qualche mese sarà nella totalità sprovvista di piano paesistico regionale. Dicevo che nonostante questi quattro anni voi niente avete fatto di tutto ciò, allora noi tutti gli anni ci peritiamo di presentare una norma transitoria che preveda, nelle norme della predisposizione di questo nuovo piano paesistico regionale e comunque per un periodo transitorio, non superiore ai due anni dall'entrata in vigore della presente legge, prevediamo che i vecchi piani paesistici siano riportati in vigore per mantenere comunque in Sardegna un minimo di pianificazione di tutela del nostro territorio, ai fini della predisposizione dei piani urbanistici comunali, come dicevamo poc'anzi nell'illustrazione di un emendamento che prevedeva contributi ai comuni per la predisposizione dei piani urbanistici comunali, e comunque per avere in Sardegna un minimo di uniformità. Ma anche, vi ricordo, che una delle condizioni per accedere alla cosiddetta premialità dei fondi comunitari è che la Sardegna abbia un piano paesistico regionale. E una delle ragioni, probabilmente, per la quale noi abbiamo perso questa premialità sta nel fatto che questa Regione, in questi quattro anni, non è stata in grado né con una norma transitoria né con, come dire, volevate voi ridefinire, ridisegnare il piano paesistico regionale? Potevate farlo. Per altro, guardate, la competenza per i piani paesistici non è neanche del Consiglio regionale, la competenza è della Giunta regionale, i piani paesistici li adotta la Giunta regionale e li promulga il Presidente della Giunta con un suo decreto. Quindi se vi erano delle cose in questi famosi piani paesistici redatti dai precedenti governi di centrosinistra che a voi non andavano bene, che erano lacci, laccioli, impedimenti allo sviluppo che voi volete, potevate in questi quattro anni ridefinire un nuovo piano paesistico regionale. Ebbene, voi di tutto questo non avete fatto assolutamente niente, avete lasciato che l'oblio, la dimenticanza, passasse come un rullo compressore rispetto ai problemi che sono sul tappeto in Sardegna. E, guardate, non sono neanche pochi i problemi che sono sul tappeto in Sardegna. Io leggo continuamente sulla stampa, a partire da esempi ormai emblematici in Sardegna, mi riferisco per esempio al tracollo, al fallimento, alle indagini della magistratura sul caso Bagaglino di Stintino, ad altri casi che sono venuti fuori nel tempo, l'ultimo per esempio una cosiddetta lottizzazione o piano di sviluppo costiero a Olbia, che anch'esso, notizia di una settimana fa, è sotto sequestro fallimentare. Cioè tutto ciò che, come dire, è avvenuto seguendo delle regole o meglio non in ottemperanza a regole di sviluppo serio del territorio, richiamava stamattina il collega Cogodi un concetto anche sulla redditività economica dell'ambiente. Io, utilizzando un'immagine fisica, definirei gli interventi sull'ambiente che si sono succeduti in Sardegna, soprattutto quelli peggiori, perché ci sono anche esempi positivi, naturalmente, di sviluppo costiero in Sardegna, non moltissimi per la verità, io li definirei come interventi che hanno sostanzialmente aumentato l'entropia ambientale del territorio, cioè ne hanno aumentato il disordine, un disordine che non paga da un punto di vista economico il danno ambientale che si è consumato. Poi abbiamo anche visto una norma, in questa finanziaria, che voleva pagare un danno ambientale che è stato realizzato, in maniera per altro anche abusiva nel territorio isolano, con un intervento pubblico a risanamento di quel territorio. Al di là di quella vicenda e degli aspetti anche contraddittori che quella vicenda naturalmente ha in sé, nasconde e così via, è davvero paradossale che la Regione, che il pubblico intervenga a sanare una questione che è in capo sostanzialmente al solo privato.
Allora, se tutto questo è comunque vero e ce l'abbiamo davanti agli occhi, la necessità di dotarsi di regole dove queste regole mancano è, secondo me, un imperativo politico, ma anche morale per il peso che noi abbiamo nel governo di questa Regione, per il peso di responsabilità nel consegnare questo territorio ai nostri figli, cioè al futuro, e questa responsabilità mi pare che non sia assolutamente davanti agli occhi di questa maggioranza. Poi è vero che è una norma intrusa, ma è anche vero che ci costringete a norme intruse nel momento in cui non siete in grado di portare avanti invece, in via ordinaria, un processo legislativo di riforma del settore urbanistico regionale. Io vi ricordo che l'anno scorso, nella finanziaria del 2002, voi avete presentato vere e proprie leggi intruse, non norme di salvaguardia, norme grimaldello che tendevano, in qualche modo, a soppiantare la legislazione di settore esistente, cioè in particolare la legge regionale 45; dopo una lunga battaglia quelle norme grimaldello sono state ritirate dalla Giunta regionale, il Consiglio regionale adottò, approvò un ordine del giorno che impegnava la Giunta a presentare un suo disegno di legge da portare in Commissione, dove giacciono altre proposte di legge in materia, del centrosinistra, due proposte del centrosinistra, una vecchia proposta della Giunta Floris e numerose altre proposte di legge. La Commissione è in attesa che la Giunta regionale approvi un disegno di legge presentato dall'attuale assessore Biancareddu, già dal luglio, mi pare, del 2002. Rimane lì per memoria all'ordine del giorno della Giunta, non se ne sa più niente, è caduto nelle sabbie di questa maggioranza. Allora è evidente che di fronte al nulla, di fronte all'assoluta indifferenza rispetto a questi temi, dimostrata dalla maggioranza, noi ci proponiamo, anche in maniera intrusiva, ma assolutamente a fin di bene, e comunque per dare un minimo di regole dove queste regole mancano, una norma di salvaguardia temporanea per due anni, in attesa che questo Consiglio abbia davvero un moto, soprattutto la maggioranza, un moto di orgoglio, di resipiscenza e adotti un disegno di legge e la Commissione si impegnerà, noi per quanto ci riguarda come centrosinistra ci impegneremo a lavorare per portare all'Aula una proposta compiuta di riforma complessiva della legislazione urbanistica in Sardegna. Però, guardate, non è che si può passare davvero dalle norme grimaldello alle norme furbizia, perché io ho già detto in un precedente intervento che in questa finanziaria, al comma 12 sempre di questo articolo c'è una grande furbizia, non è un grimaldello, cioè appare come una norma nascosta. Ecco perché è una furbizia, perché se appariva come una norma chiara, che le direttive ai sensi della 45, che prevedono norme per le modalità di dimensionamento dei piani urbanistici, mi riferisco naturalmente a questioni non di poco interesse, che sono davvero rilevanti ai fini della pianificazione urbanistica regionale...
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Morittu.
MORITTU (D.S.). …che determinano limiti inderogabili di densità edilizia, di distanze, di altezze, di standard pubblici e così via. Si potrebbero tranquillamente, faccio solo un esempio, raddoppiare e avremmo il raddoppio dei volumi in tutta la fascia costiera della Sardegna semplicemente con una norma approvata dalla Giunta regionale in barba a questo Consiglio.
Quindi una furbizia nascosta in una piega della finanziaria che prevede contributi ai comuni, che dovrebbero avvenire tramite direttive ai sensi dell'articolo 15 della 45. Mi pare davvero una norma, anche questa, furba da cassare da parte di questo Consiglio.
PRESIDENTE. Siamo all'emendamento 222, al quale sono stati presentati come sostitutivi parziali gli emendamenti numero 807, 808, 809, 810 e 811, a firma Cogodi, Ortu, Vassallo. Prego uno dei presentatori di illustrarli complessivamente. Sono emendamenti sostituivi parziali dell'emendamento 222, che invece è stato presentato dall'onorevole Biancu, primo firmatario.
COGODI (R.C.). Questo insieme di emendamenti intende sorreggere l'emendamento principale, che poi rimane il 222, variandone in aumento la consistenza finanziaria, finalizzando l'intervento regionale all'effettiva istituzione dello sportello unico per l'edilizia presso i comuni singoli o associati. Questa previsione è contenuta nella finanziaria dello scorso anno; in attuazione di un decreto del Presidente della Repubblica dell'anno ancora precedente, del 2001, opportunamente la finanziaria regionale dello scorso anno, disponendo una somma abbastanza esigua, 1 milione e qualche spicciolo di euro, circa 2 miliardi, ha previsto che anche in Sardegna, presso i comuni singoli o associati, si dia effettivo avvio a questi sportelli unici per l'edilizia, che hanno un'indubbia rilevanza e dovrebbero avere anche un'indubbia efficacia nei confronti dell'attività complessiva che il cittadino o l'operatore economico deve svolgere e che il più delle volte si trova impedito e ostacolato nello svolgere quando si deve rivolgere alla pubblica amministrazione. Accade che molte volte, per una domanda anche semplice, che implichi un'autorizzazione edilizia anche minore, siano tanti e tali gli adempimenti e i passaggi e gli sportelli e gli uffici che una persona interessata deve visitare, il più delle volte nei comuni più grandi, per altro, dovendo peregrinare da una parte all'altra della città, che spesso vede municipi che non hanno neanche accorpati gli uffici propri comunali, per cui uno deve presentare la domanda nella sede centrale, penso a Cagliari, per esempio, dove esiste l'ufficio protocollo, poi si deve recare in via Sonnino, dove c'è un ufficio edilizio, poi deve andare da un'altra parte dove c'è un ufficio del paesaggio, per non parlare del fatto che deve presentare il progetto per dove buttare anche un secchio di materiale di risulta e inerti, e lì c'è tutta un'altra procedura. Voglio dire, una persona, un cittadino, ma pensiamo poi a un operatore economico, ma pensiamo anche al cittadino prima dell'operatore economico perché il cittadino è quello che ha i primi diritti, anche per le cose minori, si trova o scoraggiato o impossibilitato a fare per bene le cose. Perché è tale e tanta l'incombenza, il tempo e il più delle volte anche la spesa, perché ognuno di questi passaggi poi è accompagnato anche da versamenti e i versamenti devono essere fatti in altri uffici, per cui lo sportello unico, un luogo nel quale uno, rivolgendosi alla pubblica amministrazione, dice: "Questa è la domanda che io avanzo", se è legittima ed è legittima, tutti i passaggi interni all'amministrazione li faccia l'amministrazione. E' più facile che un ufficio chiami tutti gli altri e acquisisca tutti gli elementi procedimentali che devono essere acquisiti perché si abbia poi, possibilmente a data certa, sicura e congrua, la risultanza finale.
Questa cosa con la finanziaria dell'anno scorso si è avviata, con la finanziaria di quest'anno già si è dimenticata. Quindi è opportuna l'iniziativa dei colleghi che hanno proposto - e noi sosteniamo questa proposta, intendiamo sostenerla anche con l'iniziativa di incrementare un pochino i fondi - che questa istituzione di questo sportello possa essere avviata, o comunque sostenuta, perché se per i grandi comuni, grandi e medi, varrà la costituzione o istituzione di uno sportello unico per l'edilizia nei piccoli comuni sarà magari uno sportello che si specializza anche in altre cose, che svolgerà funzioni anche multiple di diversa natura, ma anche questa, cioè che risponda in modo unitario al cittadino quando avanza una domanda in materia edilizia.
L'occasione è propizia per operare, però, secondo noi, anche un'ulteriore riflessione: da qualche anno a questa parte nella normativa anche nazionale, poi le Regioni e i Comuni normativamente o con atti amministrativi ci mettono di proprio, è entrato, ed è un po' una cosa anche usuale e in voga, l'intervento semplificatorio. Questa cosa degli sportelli unici, a furia di fare sportelli unici (questa è una riflessione, secondo me, secondo noi, che dobbiamo fare) non sono più unici, perché se avevamo uno sportello unico già previsto e costituito per l'impresa - sono cose diverse, eh - però sportelli unici per le imprese, poi sportelli unici per l'edilizia, e anche lì il più delle volte sono imprese, poi altri sportelli unici si possono pensare per attrarre gli investimenti, insomma fra sportelli unici, agenzie, authority e cose che sono inventate, pensate e inventate per semplificare, alla fine potrebbe accadere, e di fatto accade, che tutto questo insieme di cose, invece di sostituire il bagaglio organizzativo precedente, lo affianca, si sovrappone e quindi si accresce cosa rispetto ad altre cose che non si modificano. E quando uno sportello unico è affiancato da tanti altri sportelli unici per intanto non è più unico; sono una grande teoria e una grande fila di sportelli per cui sono anche sportelli in compagnia, non sportelli solitari e unici, sono multipli!
La riflessione serve per sollecitare chi ha responsabilità di governo e quindi principalmente la Giunta regionale, a garantire innanzitutto la funzionalità ordinaria della pubblica amministrazione, perché se non c'è una funzionalità ordinaria della pubblica amministrazione lo sportello, che è quello che deve raccogliere poi alla foce il deflusso del fiume e di tutti gli affluenti, non raccoglierà niente se tutti gli affluenti si disperdono e se acqua non ne portano o se portano acqua sporca. La semplificazione va bene a condizione che vi sia anche un criterio garantito di efficienza; è come quando, copiando male e con più di vent'anni di ritardo, le Regioni, anche la nostra Regione si è messa a copiare l'istituzione del difensore civico, che esisteva in altri paesi ed era già desueta da vent'anni, cambiandone addirittura la natura, invece di far funzionare la pubblica amministrazione che deve garantire i diritti del cittadino, si è inventato il difensore civico. Siccome la parola è bella (difensore parrebbe uno che si mette lì a brandire la spada in difesa del diritto del cittadino in tempi reali), abbiamo fatto un altro ufficio, un'altra figura. Io vorrei capire quante pratiche, se ce n'è una relativa alla pubblica amministrazione che sia stata risolta dal difensore civico regionale o da tutti i difensori civici che tutti ormai costituiscono in tutti i luoghi. Perché non avendo poteri di intervento reale il difensore civico, di fronte al lamento del cittadino, al più se è dirigente (e quasi tutti sono dirigenti), scrivono e domandano, domandano a quelli che dovrebbero fare le cose, cioè quelli ai quali già il cittadino ha domandato. Per cui non è la complicazione o l'accrescimento o l'affiancamento di tante unicità o ritenute unicità di nuovi istituti, figure e personaggi che fanno funzionare di per sé la pubblica amministrazione e rispondono ai diritti del cittadino, quanto piuttosto la efficienza ordinaria della pubblica amministrazione.
PRESIDENTE. Sì, naturalmente lei ha a disposizione più tempo per illustrarli insieme tutti.
COGODI (R.C.). Solo per concludere la frase. Dicevo che, come ben sappiamo, è estremamente deficitaria e merita non solo riflessioni, ma interventi decisi, ma questi sono interventi che deve garantire chi governa, cioè chi ha il potere di far funzionare la pubblica amministrazione della quale, come dire, non solo dispone, ma rispetto alla quale dispone degli strumenti per farla funzionare, cosa che non accade affatto.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Biancu per illustrare l'emendamento numero 222.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Molto brevemente per ribadire che le risorse destinate agli enti locali, contrariamente a quanto affermato dall'assessore Masala, purtroppo non sono adeguate rispetto a quelle che sono le esigenze degli enti locali e nemmeno a quelle che erano le risorse stanziate nell'esercizio 2002. Questo è uno dei casi, come ricordava il collega Cogodi, nel 2002 sono stati attivati anche in Sardegna, o perlomeno sono state previste le risorse anche in Sardegna per l'attivazione degli sportelli unici per l'edilizia. Quest'anno, cioè appena dopo un anno, le risorse per questa attività esercitata dagli enti locali spariscono, dopo un anno solamente spariscono. Io vorrei ricordare all'assessore Masala e alla Giunta che questi sportelli unici sono serviti a migliorare la qualità dei servizi degli enti locali, nella fattispecie per quanto riguarda l'attività edilizia, non solo nei grandi centri, ma io direi soprattutto nei piccoli Comuni delle zone interne, in presenza soprattutto di uffici tecnici che sono oberati da molteplici incombenze e che chiaramente spesso succede che l'attività edilizia, cioè l'attività urbanistica si vedono costretti a relegarla in una posizione non certamente privilegiata rispetto alle incombenze e alle emergenze che si trovano a dover affrontare quotidianamente. Nelle zone interne, avendone la possibilità secondo la formulazione della previsione di bilancio del 2002, hanno incentivato la costituzione in forma associata di questi sportelli unici, dopo aver fatto un grande lavoro di sensibilizzazione tra le diverse amministrazioni e di ricerca di condivisione di una impostazione associata di questo servizio. Bene, a distanza di appena un anno, quando ormai, visto che tra l'altro le risorse sono state appena assegnate, tra l'altro fino a questo momento non è avvenuta neanche la comunicazione dell'assegnazione delle risorse per il 2002, tutto questo importante lavoro di condivisione tra le diverse amministrazioni risulterebbe vanificato da questa mancanza di previsione di risorse per l'esercizio 2003. Quindi noi riteniamo che, anche su questo aspetto, la Giunta debba fare un ulteriore approfondimento per prevedere le risorse perlomeno ai livelli del 2002, così come prevede l'emendamento 222 che abbiamo presentato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Biancu per illustrare l'emendamento numero 224.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Brevemente, per dire che anche l'emendamento numero 224 tratta la previsione di spesa per quanto riguarda gli sportelli unici per le attività produttive. Anche in questo caso dobbiamo dire che questa previsione era già prevista da alcuni anni, perlomeno dalla legge 37, dall'istituzione della legge 37 era stata avviata in Sardegna la costituzione degli sportelli unici per le attività produttive. Tra l'altro, come ho avuto modo di ricordare questa mattina, gli sportelli unici per le attività produttive si rendono necessari per poter accedere a beneficiare della premialità delle risorse POR. Infatti uno degli indici che viene preso in considerazione per poter beneficiare della premialità risultano essere gli sportelli unici per le attività produttive, che devono interessare non meno del 60 per cento dei cittadini residenti in Sardegna e fino a questo momento ci troviamo di fronte soltanto ad un coinvolgimento di appena il 30 per cento dei cittadini residenti. Questo ci ha già penalizzato nell'assegnazione della prima tranche delle risorse per la premialità a valere sui fondi POR di oltre cento miliardi di lire, per cui noi riteniamo che anche su questo stanziamento, su questo mancato stanziamento da parte della Giunta, che vi sia un'ulteriore valutazione da parte della Giunta accogliendo l'emendamento numero 224 che va nella direzione di ripristinare le risorse per gli sportelli unici per le attività produttive, ma va soprattutto nella direzione di darvi una mano, di darci una mano tutti quanti per poter beneficiare delle risorse provenienti dalla premialità dei fondi POR.
PRESIDENTE. Emendamento 589, primo firmatario onorevole Balia. L'emendamento 589 è simile al 549 che è stato però presentato all'articolo 20, più precisamente a pagina 683. Se ne dia lettura.
LICANDRO, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Capelli - Cappai - Randazzo
Art. 20 (Disposizioni varie)
Dopo il comma 19 è inserito il seguente:
19 bis. "Nella legge regionale 4 aprile 1996, n. 18, sono introdotte le seguenti modifiche:
- Il comma 1 dell'articolo 2 è sostituito dal seguente: "Il Comune territorialmente interessato può presentare richiesta di classificazione di cui all'articolo 1 della legge regionale n. 18 del 4 aprile 1996 entro tre anni dall'entrata in vigore della presente legge, ovvero dall'accertamento formale della sussistenza e la tipologia degli usi civici nelle terre comunali o dall'inventario generale delle terre civiche."
- Il comma 1 lettera b) dell'articolo 1 è sostituito dal seguente: "Siano stati alienati, prima dell'entrata in vigore della Legge 8 agosto 1985, n. 431, da parte dei comuni mediante atti posti in essere senza il rispetto della normativa di cui alla Legge 16 giugno 1927, n. 1766, o siano stati utilizzati dal comune stesso per la costruzione di opere permanenti di interesse generale della popolazione."
- Il comma 1 dell'articolo 3 è sostituito dal seguente: "I Comuni, quando ciò comporti un reale beneficio per i propri amministrati, possono richiedere il trasferimento dei diritti di uso civico dai terreni interessati in altri terreni di proprietà comunale, ove esistenti, idonei all'esercizio dei diritti di uso civico nelle forme tradizionali e non tradizionali." (589)
PRESIDENTE. Vista la similitudine in tutti i casi, ritengo sia opportuno che i due emendamenti vengano illustrati contestualmente, quindi partiamo dal 589, primo firmatario onorevole Balia.
Ha facoltà di parlare il consigliere Balia per illustrare l'emendamento 589.
BALIA (S.D.I-S.U.). Rapidamente, anche se la materia oggetto dell'emendamento, io credo che meriterebbe presumibilmente, proprio per l'importanza che riveste, stiamo parlando degli usi civici, una particolare attenzione proprio per la rilevanza che assume nei confronti dei Comuni i cui territori sono gravati da usi civici. Questo emendamento raccoglie di fatto alcune istanze di quei comuni che sono permanentemente, direi, costretti a subire una serie di gravami incontrando notevoli e fortissime difficoltà. Presumibilmente meriterebbe un approfondimento davvero importante, forse anche un intervento a livello legislativo, più ponderato, più attento, più puntuale e presumibilmente più organico di quanto non riusciamo a fare all'interno della finanziaria, laddove soltanto alcuni e particolari aspetti naturalmente possono essere trattati e ricompresi, mentre le problematiche sono sicuramente più ampie e vanno al di là dei tre commi che abbiamo previsto come commi da modificare all'interno dell'articolo 18. Dicevo che racchiude, che ricomprende una serie di problematiche prospettate dai comuni e che sono state fatte proprie dall'ANCI, come elementi necessari per il riordino della materia e per ricondurre questa materia in condizioni di possibile praticabilità, perché i paletti e i limiti che talvolta la racchiudono ne limitano l'efficacia, ne limitano il percorso e sono di forte impedimento rispetto ad alcune iniziative non solo dei privati, ma anche degli stessi livelli istituzionali. L'emendamento aggiuntivo all'articolo 18 fonda la propria essenza su tre commi diversi, il primo dei quali tende a prevedere le modalità, le forme, le procedure attraverso cui pervenire a una eventuale presentazione di richiesta di classificazione di cui all'articolo 1 della legge regionale numero 18 del 4 aprile 1996. Il secondo comma invece, aggiuntivo all'articolo 18, che è il 13 ter, è modificativo dell'articolo 1 della legge regionale 18, sempre del 4 aprile '96, e prevede che, qualora vi siano beni che sono stati alienati prima dell'entrata in vigore della legge numero 431 del 1985, per parte delle istituzioni interessate, attraverso atti posti in essere al di fuori della normativa di cui alla legge 1766 o, anziché alienati, che siano stati invece utilizzati da parte del Comune per la realizzazione di opere permanenti e di interesse generale della popolazione, siano regolamentati e che quindi lo stesso percorso che hanno seguito rientri all'interno di una procedura e di un percorso che li reimmetta nella legittimità dell'atto. Infine, il terzo comma, il 13 quater, prevede che quando il comportamento seguito dai Comuni di fatto si traduca in un beneficio reale a favore dei propri amministrati il Comune può richiedere che il diritto di uso civico incardinato all'interno di quei terreni possa da essi essere spostato, dal Comune stesso essere spostato e individuato in altri terreni di proprietà comunale, ma sempre idonei rispetto all'esercizio del diritto di uso civico. Per concludere, Presidente, si vuole qua porre all'attenzione dell'Aula un problema importante, poi lasciamo all'Aula la valutazione se sia utile procedere alla disamina ed approvazione di questi emendamenti, o se invece l'intera normativa sugli usi civici non meriti una particolare ed attenta riflessione e riscrizione da parte dell'Assemblea regionale.
PRESIDENTE. Emendamento 549, pagina 683, primo firmatario onorevole Capelli. Capelli, Cappai, Randazzo, nessuno dei presentatori è in Aula, si dà per illustrato. Con questo emendamento si concludono le illustrazioni degli emendamenti, passiamo ora ai pareri su tutti gli emendamenti che sono stati illustrati.
Per esprimere i pareri sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Il 387 non si accoglie; 207 non si accoglie; 208 non si accoglie; 468 non si accoglie; 251 non si accoglie; 16 si accoglie; 210 si accoglie; 469 non si accoglie; 629 non si accoglie; 67 non si accoglie; 211 non si accoglie; 212 non si accoglie; 15 è accolto; 213 non si accoglie; 470 non si accoglie; 216 non si accoglie; 471 non si accoglie; 215 non si accoglie; 472 non si accoglie; 217 non si accoglie; 347 non si accoglie; 473 non si accoglie. L'emendamento 830 non si accoglie, però si richiama all'attenzione della Giunta per verificare la copertura indicata nell'emendamento; 831 non si accoglie e si raccomanda alla Giunta di verificare la copertura; 832 non si accoglie con identici problemi per la copertura; l'834 non è stato visto in Commissione e quindi si rimette all'Aula; il 307 non si accoglie e si raccomanda alla Giunta di verificare la copertura; il 749 non si accoglie e si chiede alla Giunta di verificare la copertura; 750, non si accoglie, e si chiede alla Giunta di verificare la copertura; 751, non si accoglie con gli stessi problemi di verifica di copertura; 750, non si accoglie, identico problema di copertura; 753, non si accoglie, con verifica della copertura; 320, 230(?) non si accoglie, per questo lo stesso problema di copertura; 606, si accoglie; 827, non si accoglie; 828, non si accoglie; 829, non si accoglie; 628, non si accoglie; 653, non si accoglie; 450, non si accoglie e si invita la Giunta a verificare la copertura; 771, non si accoglie e si invita anche qui la Giunta a verificare la copertura; 773, non si accoglie; 772, non si accoglie; 598, non si accoglie; 824, non si accoglie; 825, non si accoglie; 826, non si accoglie; 219, non si accoglie; 812, non si accoglie; 630, non si accoglie ed anche per questo la verifica della copertura; 822, non si accoglie; 823, non si accoglie; 223, non si accoglie; 346, non si accoglie; 209, non si accoglie ed anche per questo l'invito alla Giunta di verificare l'adeguatezza della copertura; 833, non si accoglie ed anche per questo verificare la copertura; 594, non si accoglie con preghiera di verificare la copertura; 773, non si accoglie; 774, non si accoglie e si invita la Giunta a verificare la copertura; 775, non si accoglie con analoga richiesta di verifica della copertura; 776, non si accoglie con richiesta di verifica della copertura; 777, non si accoglie con lo stesso problema di copertura; 820, non si accoglie con lo stesso problema di copertura; 821, non si accoglie con verifica della copertura; 218, non si accoglie con verifica della copertura; 760, non si accoglie; 220, non si accoglie con preghiera di verificare la correttezza della copertura; 778, non si accoglie; 221, non si accoglie; 785, non si accoglie; 786, non si accoglie; 787, non si accoglie; 788, non si accoglie; 789, non si accoglie; 232, non si accoglie; 779, non si accoglie; 780, non si accoglie; 781, non si accoglie; 782, non si accoglie; 783, non si accoglie; 784, non si accoglie; 818, non si accoglie; 819, non si accoglie; 225, non si accoglie; 226, non si accoglie; 227, non si accoglie; 816, non si accoglie con preghiera di verifica della copertura; 817, non si accoglie con la stessa raccomandazione per la copertura; 228, non si accoglie con la stessa raccomandazione per la copertura; 229, non si accoglie; 815, non si accoglie; 231, non si accoglie ; 790, non si accoglie; 791, non si accoglie; 792, non si accoglie; 814, non si accoglie; 233, non si accoglie.
PRESIDENTE. Il 233 è stato ritirato e quindi decadono anche il 790, 791, 792, 814; quindi passiamo al 496.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore. 496, non si accoglie; 505, non si accoglie; 519, non si accoglie; 626, non si accoglie; 627, non si accoglie; 214, non si accoglie con preghiera alla Giunta di verificare la correttezza della copertura; 652, non si accoglie; 2, non si accoglie; 24, non si accoglie; 511, non si accoglie con preghiera di verifica della copertura; 517, non si accoglie con la stessa raccomandazione di verifica per la copertura; 537, non si accoglie con preghiera di verifica della copertura; 813, non si accoglie con gli stessi problemi di copertura; 538, non si accoglie con gli stessi problemi relativi alla copertura; 578, la stessa raccomandazione per la copertura, non si accoglie; 374, non si accoglie; 793, non si accoglie con la preghiera della verifica della copertura che per altro non sembra indicata; 794, non si accoglie; 795, non si accoglie; 796, non si accoglie; 797, non si accoglie; 798, non si accoglie; 799, non si accoglie; 800, non si accoglie; 801, non si accoglie; 802, non si accoglie; 803, non si accoglie; 804, non si accoglie; 805, non si accoglie; 806, non si accoglie; 508, non si accoglie con l'invito di verificare la correttezza della copertura; 518, non si accoglie; 520, non si accoglie; 521, non si accoglie; 522, non si accoglie; 342, non si accoglie; 536, non si accoglie; emendamento 726, non si accoglie; emendamento numero 59, si accoglie; 43, non si accoglie; 807, non si accoglie; 808, non si accoglie; 809, non si accoglie; 810, non si accoglie; 811, non si accoglie; 222, non si accoglie; 224, non si accoglie; 589, non si accoglie; poi ne ha richiamato anche un altro, Presidente, che non ho nella mia disponibilità al momento, l'ultimo!
PRESIDENTE. E' il 549, a pagina 683, presentato all'articolo 20, le sto chiedendo una alta acrobazia, mi rendo conto!
Balletto (F.I.-Sardegna). Un attimo solo che lo recupero!
PRESIDENTE. Il testo è pressoché identico solo che è stato presentato all'articolo 20, la materia è simile, è la stessa, è uguale!
BALLETTO (F.I.-Sardegna). A che pagina, Presidente?
PRESIDENTE. 687.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Non si accoglie.
PRESIDENTE. Mi pare che, vista anche la complessità degli emendamenti e l'alto numero degli stessi, prima di dare la parola alla Giunta per il parere della Giunta, sentito anche il parere del Presidente della Commissione, propongo 10 minuti di sospensione. Riprendiamo quindi alle 18 e 15 con il parere della Giunta su questo numero altissimo di emendamenti. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 04, viene ripresa alle ore 18 e 21.)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti all'articolo 18, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà. Colleghi vi invito tutti quanti ad aiutare l'assessore Masala in questo compito piuttosto arduo; come sapete gli emendamenti sono tantissimi, la materia è controversa, ci sono molti emendamenti, i pareri da esprimere sono tanti, quindi chiedo il massimo dell'attenzione possibile.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, darò prima una veloce risposta nei limiti del possibile agli emendamenti, per poi intrattenermi qualche minuto su alcuni temi fondamentali. Il 207, è stato ritirato; l'emendamento numero 208, che è volto all'eliminazione del quarto comma dell'articolo 18.
PRESIDENTE. Scusi Assessore, partiamo dal 387 che è stato ritirato! Andiamo con ordine, il 387 è stato ritirato.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il 387 è stato ritirato, siccome era il primo, io erroneamente ho girato il secondo e quindi ho detto...
PRESIDENTE. 207.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Invece il 207 non è accolto; il terzo comma contiene la norma che mantiene lo stanziamento per le sofferenze finanziarie, quindi eventualmente poi si chiarirà meglio; per quanto riguarda l'emendamento 208, io voglio spiegare la ragione per la quale esiste il quarto comma. Il quarto comma era strettamente connesso al sesto comma dell'articolo 8, cioè quello che trasferiva le mansioni inerenti questa attività all'Assessorato degli enti locali; è di tutta evidenza che avendo cassato, diciamo così, avendo eliminato il sesto comma dell'articolo 8, non ha ragione di essere il quarto comma dell'articolo in questione, quindi si accoglie per questa ragione. Il 468, non si accoglie; il 251, non si accoglie, si tratta di una casa comunale distrutta da un incendio, è una richiesta istituzionale, non è sollevata da nessuno in particolare ma esclusivamente dall'organo istituzionale, quindi non si accoglie; gli emendamenti 16, 210, 469, 429, che solo uguali, si accolgono; il 67 che è uguale al 211, si accoglie; il 212, non si accoglie; il 15 è della Giunta; il 213, dunque sul 213, io ho da avanzare una proposta. La proposta è la seguente, il comma 9 può essere anche, diciamo così, eliminato per non dare questa indicazione specifica, ma mantenendo le risorse nella stessa UPB nel senso che vanno a sommarsi all'emendamento 59 che è coordinato con l'emendamento Biancu che è preciso all'alluvione del 25 agosto del 2002, ma facendolo precedere dall'evento alluvionale del 3 dicembre 1998; per cui l'emendamento numero 59 che vedremo dopo, dovrebbe comprendere nel testo sia 3 novembre 1998 sia 25 agosto di cui all'emendamento Biancu e l'importo complessivo nell'UPB va quindi complessivamente a 2 milioni di euro, senza ulteriori aggravi.
Il 470 che è uguale al 213, non si accoglie; il 471, non si accoglie; il 215, non si accoglie; il 472, non si accoglie; il 217, non si accoglie; il 347, non si accoglie; il 473, non si accoglie; l'830, 831, 832, 834, non si accolgono; il 307, non si accoglie; il 749, 750, 751, 752, 753, non si accoglie; il 230, non si accoglie; il 606, allo stato è chiaro mi rimetto all'Aula, però va poi spiegato con riferimento a tutti gli altri emendamenti che sono stati presentati sul comma 1 dell'articolo 18 di cui parlerò successivamente; l'827, 828, 829, non si accolgono; il 628, non si accoglie; sul 653, invito i proponenti al ritiro perché la materia è senz'altro importante, però diciamo che è abbastanza complessa, quindi richiede necessariamente un approfondimento in Commissione. Il 450, non si accoglie; il 771, il 772, non si accolgono; il 598, non si accoglie ma vale lo stesso ragionamento che è stato fatto per il 606; l'824, 825, 826, non si accolgono; il 219, non si accoglie; l'812, non si accoglie; il 630 non è neppure accoglibile perché manca di copertura e comunque non si accoglie; l'822, 823, non si accolgono; il 223, non si accoglie; il 346, non si accoglie così come è formulato, però il richiamo all'articolo 5 mi pare abbastanza pertinente, per cui se viene accolto nella formula che io propongo in questo momento, oralmente, potrebbe essere accolto, cioè nel senso che deve essere sostituito in questo modo, le parole: "sono erogati sulla base delle direttive di cui all'articolo 5" eccetera, eccetera, sono sostituite dalle seguenti: "sono erogati sulla base di apposite direttive, elaborate secondo le disposizioni di cui all'articolo 5 della legge regionale numero 45/89", (virgola) "elaborate secondo le disposizioni di cui all'articolo 5 della legge regionale numero 45/89".
Relativamente all'emendamento 209, capisco l'importanza della questione sollevata, però non può essere accolto; l'833, non si accoglie; il 594, non si accoglie, uguale all'altro; il 773, 774, 775, 776, 777, 820, 821, non si accolgono; il 218, non è neanche necessaria una norma in finanziaria, comunque non si accoglie perché è già, diciamo così, rideterminato, è stata già disposta la rideterminazione al limite di impegno ai sensi dell'articolo 19 della legge 37. Il 760, non si accoglie; il 220, è da precisare che non si accoglie, però a titolo informativo debbo dire che sullo stanziamento di un milione dello scorso anno, previsto nella legge finanziaria del 2002, sono state presentate 210 domande e, di queste, 10 sono state escluse perché pervenute fuori termine; alla conclusione dell'istruttoria sono stati finanziati tutti i 200 comuni a fronte dei potenziali 363 beneficiari, risultano esclusi: Cagliari, per la provincia di Cagliari, Tratalias, Pula, Santadi; provincia di Sassari: Nugheddu di San Nicolò; provincia di Nuoro: Lodine, Suni, Illorai, Illorai è nella provincia di Sassari, quindi è un errore degli istruttori, Genoni, Lei, Montresta; non sono pervenute richieste ulteriori.
Il 778, non si accoglie; il 221, non si accoglie; dunque l'articolo 7 della Legge 37 ha previsto contributi a favore dei comuni per l'avvio e l'organizzazione degli sportelli unici, quindi per l'avvio; il finanziamento degli stessi è in capo ai comuni che devono provvedere con le quote, con parte delle risorse già assegnate nel 2002. Nel 2002 sono stati assegnati ai comuni 10 milioni di Euro in più, proprio per far fronte alle spese di gestione di tutte queste cose. Vedremo successivamente se sarà possibile incrementare il fondo ex Legge 25 proprio per le spese di gestione di carattere generale, in modo da consentire ai comuni di far fronte a queste nuove esigenze per i servizi, ma non possiamo in questa fase, finanziare i comuni per ogni specifico servizio così individuato.
Per il 785, 786, 787, 788, 789, il parere è negativo, a completamento di quello che ho detto, evidentemente quell'operazione si può fare in bilancio. Il 232, è uguale al 221, il parere è negativo; il 779, 780, 781, 782, 783, 784, il parere è negativo; parere negativo anche per il 225, 226, 818, 819, 227, che per altro non ha necessità di essere previsto in finanziaria, può essere proposto in bilancio; l'816, 817, il parere è negativo come pure il 228; il 229, con il 229, occorre tener presente che le sofferenze finanziarie dell'enti locali dovute ad espropri destinati alla realizzazione di opere, quindi sono finanziate con il mutuo; con lo stesso finanziamento non può provvedersi per i dissesti finanziari in quanto non essendo interessati questa è la norma esistente. Si può fare anche in linea capitale, quindi diciamo così, per questo ci rivediamo successivamente e nell'ipotesi in cui ci si debba rimettere all'Aula, necessita di un ulteriore approfondimento. Sulla 815, il parere è negativo, come pure per il 231; il 790, 791, 792, 814 sono decaduti a seguito del ritiro del 233. Sul 496, il parere è negativo; sul 505, il parere è negativo. Capisco l'importanza del problema sollevato però, sinceramente la Regione non è quell'entità che deve sopperire alle esigenze dei comuni quando lo Stato cessa o diminuisce le erogazioni, deve sostituire anche lo Stato quando non svolge i suoi compiti, ammesso che non li svolga, per cui la Regione non capisco che cosa non debba fare, posto che debba fare tutto, non può essere accolto, l'ho capito!
Il 519, non si accoglie; il 626, non si accoglie; il 627, non si accoglie; il 214, non si accoglie, tra l'altro non ha neppure copertura; nel FNOL spese correnti non c'è niente; 652, mi rimetterei all'Aula; il numero 2, non si accoglie; il 24 e il 511, non si accolgono; il 511 e il 24 non si accolgono... Sono uguali! Il 517, 537 uguali, non si accolgono; 813, non si accoglie; 538, non si accoglie; 578, non si accoglie; 374, che ha sollevato un problema senz'altro reale, perché effettivamente è così, dovrebbe essere magari riproposto quando sarà presentato il D.L., il disegno di legge per la partita dei lavori pubblici, perché effettivamente è un operazione che rientra o rientrerebbe nell'ipotesi di interventi dei lavori pubblici, ovvero del turismo. 793, 794, 795, 796, 797, 798, 799, 800, 801, 802, 803, 804, 805, 806, non si accolgono. Mi spiace anche di non poter accogliere l'emendamento numero 508 ma, diciamo che, non avrebbe neppure la copertura perché il 3006, lei sa che non è previsto niente. 518 e` uguale al 520, al 521, al 522; diciamo che, lo so che non c'è spesa però diciamo che noi introdurremmo attraverso questo sistema, una sorta di dispar condicio perché non è che sia, occorre un approfondimento nelle sedi opportune che è la Commissione; questo va approfondito, il parere è negativo. Per il 342, è da dire, onorevole Morittu, che l'Assessorato alla programmazione aveva già ricevuto una proposta in tal senso dalla direzione generale competente, proprio puntale, identica a questa. La programmazione ha ritenuto più opportuno, posto che questo disciplina un aspetto soltanto, dei rapporti tra Regione, almeno dal punto di vista fiscale, tra Regione ed enti locali, presentare, proporre una norma di carattere generale che noi abbiamo proposto infatti all'articolo 20; cioè la possibilità che la Regione possa fare l'attività di compensazione nei confronti dei crediti che ha nei confronti degli enti locali; quindi almeno sotto questo profilo è stato risolto, in via generale, quindi il parere è negativo però naturalmente anche l'Aula può votare in modo specifico questo, però appesantiremo in questo caso la finanziaria di una norma che forse richiederebbe una attenzione un pochino più diversa. All'emendamento numero 536, è stato sollevato un problema importante, però la complessità della materia, perché è in materia urbanistica e bisogna stare attenti, non credo che sia la sede giusta; del resto anche lo scorso anno quest'Aula rimandò ad un apposito disegno di legge della Giunta, che per altro è stato presentato e quindi è in attesa di essere approvato.
Per quanto riguarda il 726, si accoglie coordinato con l'emendamento 59 della Giunta e con il comma nono - se non sbaglio - del testo di legge, relativamente all'importo. Per quanto concerne l'emendamento numero 43, primo firmatario onorevole Tunis, il problema è già in fase di soluzione perché l'Assessorato all'ambiente ha già predisposto la delibera di Giunta perché la materia del rimborso ai comuni rientra negli oneri che si assume la Protezione Civile nazionale, così come è avvenuto per gli altri; mentre noi abbiamo già incluso nell'emendamento 59 gli eventi del febbraio del 2003 relativamente ai risarcimenti a favore dei privati; quindi per quanto concerne i privati, la garanzia c'è già; per quanto riguarda i danni ai comuni quello provvederà così come perché gli altri, la protezione civile a seguito di questa cosa.
Per quanto riguarda la 807, 808, 809, 810, 811 non si accolgono come pure non si accoglie il 222 e il 224. Per il 589 e 549 recuperato dall'articolo 20 che sono identici, personalmente dico che li avrei visti più volentieri legati, inseriti nel capitolo dell'agricoltura per competenze, per materia eccetera, però ci si rimette all'Aula perché l'oggetto è stato trattato adeguatamente però la sede non sarebbe quella opportuna, ma in ogni caso ci si rimette all'Aula.
Se la Presidenza mi consente, vorrei soltanto dare le motivazioni per quanto riguarda il comma 10, 11, 12, del testo, ho detto che non venivano accolti gli emendamenti precedenti perché ci sono le motivazioni per le quali vengono proposti questi emendamenti. Per quanto riguarda il comma 10, siccome la Legge regionale 29 del 98 mira al recupero e alla valorizzazione dei centri storici isolani e concede per tale finalità contributi ai comuni, per l'attuazione del patrimonio edilizio, per accedere ai contributi occorre che i comuni siano dotati di un piano particolareggiato del centro storico, quindi è volto ad agevolare il beneficio previsto da questa legge. Per quanto riguarda il comma 11 è ugualmente volto alla semplificazione quindi praticamente noi, con questa norma, rimoduliamo l'articolo 41 della legge 45 che tende a dare un contributo più significativo agli enti locali privilegiando gli strumenti più importanti, quali il piano urbanistico generale ed altri strumenti.
Per quanto concerne il comma 12, lo scopo della norma è quello di consentire l'erogazione di contributi in materia di pianificazione urbanistica con il supporto di un adeguato quadro di riferimento che ricompongo, e coordini le novità istituzionali e normative intervenute in materia, nel corso degli ultimi anni. Infine relativamente al comma 1, anche per ristabilire un po' la verità dei fatti, è vero che nel disegno di legge della Giunta, così come è stato presentato in Commissione, il comma 1 cioè quello del rifinanziamento dell'articolo 19 della legge 37 non era compreso; ma è anche vero, è altrettanto vero che nella relazione da me svolta davanti alla Commissione, fu annunciata alla stessa che la Giunta stava presentando un emendamento che poi è diventato il comma 1; non è stato finanziato completamente per due ordini di motivi: il primo motivo è che naturalmente le ristrettezze economiche, anche perché questo va finanziato con mutui, non consentono alla Regione Sardegna di sopportare un carico ulteriore relativamente a questo; in secondo luogo perché, per la verità sull'articolo 19 indipendentemente, qui non si sta ad attribuire la responsabilità alla Regione, all'Assessorato agli enti locali, ai COCICO, ai comuni o a chi, sta di fatto, questo è un dato di fatto, che delle risorse del 1999, 333 milioni, sono stati utilizzati soltanto 193 miliardi 768 mila; del 2000 a questi giorni sono stati utilizzati 99 miliardi 407 mila 157 Lire; del 2001 ad oggi sono stati utilizzati dei 376 milioni, compresa la compartecipazione dei comuni, soltanto 10 miliardi 391 milioni; del 2002, anche per i ritardi con i quali sono stati erogati dalla Regione, sono ancora giacenti nelle casse dei comuni 333 miliardi, per cui complessivamente possiamo dire che nel sistema collegato direttamente all'articolo 19 della legge 37, rientrano, sono oggi nella disponibilità del sistema delle autonomie locali, cioè dei comuni, oltre 600 miliardi di Lire; per cui in una situazione di questo genere non è assolutamente il caso che la Regione si carichi di ulteriori mutui per andare oltre.
Per cui, noi riteniamo che la proposta della Giunta di rifinanziare con 83 milioni che possono, diciamo così, anche essere arrotondati a seguito della discussione, possono essere anche arrotondati magari prevedendolo in un'ottica spostata in avanti, cioè in una programmazione per il momento triennale, credo che sia una proposta assennata, che questo Consiglio non possa non apprezzare, perché evidentemente noi non possiamo permetterci il lusso di fare dei mutui per avere nelle casse o della Regione o dei comuni o delle province, dei quattrini che costano poi interessi passivi. Relativamente, infine, ed è proprio l'ultimo, ultimissima frazione di secondo che io rubo al Regolamento, è una parola sulla razionalizzazione del controllo della spesa; evidentemente anche le risorse che vanno a favore del sistema delle autonomie locali, siccome provengono dalle entrate regionali, devono essere sottoposte a un controllo, quindi tutto il sistema dev'essere sottoposto a controllo, specie quando si tratta di spese correnti. Relativamente alle spese correnti quest'Aula sa, che per la prima volta siamo riusciti a stipulare con il Governo nazionale il patto di stabilità e quindi noi siamo - sotto il profilo della spesa corrente - vincolati a questo sistema. Quindi anche le risorse che dalla Regione vengono trasferite per spese correnti nel sistema complessivo regionale, quindi degli enti locali, é indirettamente sottoposto al medesimo controllo. Quindi diciamo che sotto il questo profilo si è avviata una fase che non può, diciamo così, passare inosservata agli attenti osservatori della questione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I. - Sardegna). Parlo sul Regolamento e sull'ordine del giorno. Nel dare il parere, la Commissione ha sottolineato per alcuni emendamenti che a proprio parere esistono problemi di copertura, quindi vorrei, chiederei all'Assessore, per quegli emendamenti che sono stati segnalati, ma soprattutto per quelli ai quali si fa riferimento alla copertura, all'UPBS 03006 e all'UPBS 03007 che non ci sono assolutamente fondi, perché la dotazione dell'UPBS 03006 del fondo "Nuovi oneri legislativi" che prevedeva una dotazione iniziale di 30 milioni, è stata già approvata una norma della finanziaria che prevede quelle risorse per la gestione ex EMSA, Carbosulcis tanto per intenderci; e poi per la UPBS 03007 la dotazione iniziale è di 7 milioni 747 mila Euro. E` vero che ci sono state bocciature ed approvazioni anche di altri emendamenti, ma certamente con riferimento a quegli emendamenti che ho indicato, le risorse comprese negli emendamenti per la rispettiva copertura vanno ben al di là di quelle che sono le coperture iniziali, per cui è necessaria una pronuncia anche in questa direzione per stabilire la preventiva ammissibilità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore alla programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Credevo di averlo detto in corso di illustrazione, forse non ho sottolineato sufficientemente la questione, allora per quanto riguarda la UPBS 03006 che sono FNOL, spese correnti non c'è una Lira, questo è già nella proposta, quindi non sono coperti; per quanto riguarda il 3007 sulle spese di investimento come ricordato, l'EMSA è stata già, le altre poi sono riservate a cofinanziamenti europei, quindi effettivamente anche sullo 007 non esistono cose.
Le somme recuperate per le spese di investimento, il FNOL investimenti, riguardano l'ex articolo 8, che sono cioè le spese che riguardano la cosiddetta partita dei lavori pubblici, che in parte dovranno essere recuperate, presumo con la tabella c) perché riguarda la legge 32, quella della prima casa, ci sono poi le spese di culto, eccetera, quindi quelle hanno un vincolo, diciamo così, che non può essere evidentemente toccato.
PRESIDENTE. In tutti i casi invito l'onorevole Balletto, il Presidente della Commissione e l'assessore Masala, dovendo procedere eventualmente nella votazione emendamento per emendamento, a voler precisare ulteriormente, naturalmente lo stato della UPB.
Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Volevo soltanto dire che ho riscontrato, in data odierna, che ci sono state numerose interlocuzioni orali. Al fine anche di consentire ai Gruppi sia della maggioranza che dell'opposizione di poter fare delle valutazioni, visto che queste interlocuzioni, per quanto ne so, sono state soltanto di tipo orale, e anche alla luce del fatto che vorremmo sapere quale può essere la prosecuzione dei lavori, verificato che noi avevamo un congresso, siamo in fase di precongresso, considerando che alcuni partiti politici hanno domani degli impegni, se non sia il caso, anche alla luce di un altro fatto abbastanza importante, normalmente nelle attività lavorative esiste il part time, esiste il full time, eccetera, e c'è una produttività che scende, a calare, che nella fase centrale è molto alta, ma poi tende a livellarsi per arrivare ai livelli minimi, se non ritenga opportuno, quindi, fare una sospensiva e consentire poi, il Presidente, di incontrare i Capigruppo per quanto attiene alla prosecuzione dei lavori. Questo ai fini di uno snellimento anche dello stesso iter della finanziaria. Quindi una sospensiva e incontro dei Capigruppo.
PRESIDENTE. Quindi, onorevole Oppi, per una migliore comprensione anche da parte dei colleghi, lei sta chiedendo una sospensiva che andrebbe quantificata in mezz'ora, in un'ora, e all'interno di questa sospensiva lei chiede che si svolga una Conferenza dei Capigruppo per organizzare la prosecuzione dei lavori. Allora…
OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Mezzora.
PRESIDENTE. E' stata chiesta una sospensiva di mezz'ora per consentire l'incontro dei Gruppi e nello stesso tempo per consentire una Conferenza dei Capigruppo.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi sulla proposta dell'onorevole Oppi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Sulla proposta noi non esprimiamo una valutazione contraria a una condizione: che sia chiaro, per quanto ci riguarda, che non si tratta di proseguire ed eventualmente di concludere alcuna trattativa che a noi risulti esistere.
Si può sospendere per raccogliere meglio le idee per un breve lasso di tempo, perché chiunque interloquisce - e ha diritto e dovere di interloquire - precisi se vuole, se ritiene, i termini di ogni e qualsiasi interlocuzione possibile. Però, che sia chiarito che questo non è un lasso di tempo (potrebbe essere mezz'ora, potrebbe anche essere un minuto di più), non è una fase nella quale - per quanto riguarda l'opposizione e per quanto noi sappiamo e riteniamo e valutiamo dall'opposizione - si debbano affinare o rifinire o precisare ritenuti acconti. Noi le nostre proposte le abbiamo avanzate e sono precise nelle proposte che abbiamo fatto formalmente e che abbiamo illustrato in questi giorni. Da parte della Giunta e della maggioranza non abbiamo, allo stato, raccolto nessuna risposta che vorremmo sentire enunciare in aula...
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, scusi un secondo. Premesso che io non intendo in alcun modo aprire una discussione in aula su questa questione, ricordo che l'onorevole Oppi non ha parlato di nessuna trattativa. Ha chiesto una sospensione perché i Gruppi, naturalmente i Gruppi che lo ritengono opportuno, possano esaminare degli atti inerenti la discussione che abbiamo in corso. Quindi, per cortesia, invito i colleghi ad esprimersi, come tra l'altro richiede l'articolo 82 del Regolamento, su questa proposta dell'onorevole Oppi. Uno a favore e uno contro, eventualmente, perché ho già raccolto sei richieste di intervento. Io non posso assolutamente aprire una discussione su questo tema. La invito a concludere.
COGODI (R.C.). Presidente io la ringrazio perché lei ha precisato opportunamente. Io sto parlando per dire che sono d'accordo, precisando però qual è il senso di questa espressione favorevole, però anche tenendo conto che il collega Oppi nel chiedere questa sospensione ha detto che in tutta la giornata si sono svolte delle interlocuzioni orali... E, vabbe', non è che l'oralità in questo mondo non abbia la sua valenza.
PRESIDENTE. Va bene, onorevole Oppi, abbiamo compreso.
COGODI (R.C.). Presidente, ho finito. E tenendo conto che l'Assessore ha concluso il suo intervento con queste testuali parole: "E' avviata una fase che non può passare inosservata agli osservatori attenti". Qui si sta rappresentando una condizione che per quanto ci riguarda è una condizione che noi non abbiamo avuto modo, fino a questo momento, di valutare. Siamo interessati a valutarla, se c'è si manifesti, però si manifesti in modo esplicito, chiaro e concludente.
PRESIDENTE. Va bene. Allora mi pare che ci sia una richiesta di sospensione dei lavori per mezz'ora avanzata... Su che cosa onorevole Spissu?
spissu (d.s.). Per confermare le cose dette dall'onorevole Cogodi, a favore della sospensione.
PRESIDENTE. D'accordo. Allora mi pare che non ci siano interventi contrari. La seduta è sospesa, i lavori riprenderanno alle ore 19 e 30.
(La seduta sospesa alle ore 18 e 57, viene ripresa alle ore 19 e 42.)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTIPRESIDENTE. Colleghi, prendiamo posto. Ricordo che siamo in fase di discussione dell'articolo 18 e relativi emendamenti. Intanto chi si deve iscrivere è pregato di farci un segnale.
Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, dopo questa lunga discussione nella presentazione degli emendamenti che riguardano un articolo attinente a due degli aspetti fondamentali per i quali noi avevamo, fin dall'inizio della finanziaria, indicato per noi un'assoluta priorità, cioè l'attenzione alle politiche del lavoro con riguardo e con l'osservazione attenta delle dinamiche che avvengono in questi mesi in Sardegna e nel Sud, e per altro verso il recupero di una posizione e di una dignità degli enti locali nel concorso delle politiche regionali, fatto ancor più legittimato dalla mutata condizione degli enti locali nella configurazione costituzionale appena modificata, e anche a valle di quella violazione del principio di concertazione impropriamente assunto anche a carico degli enti locali, essendo invece essi non controparte, ma parte di una delineazione di idee e di prospettive sul documento finanziario, ha in qualche modo avuto, dopo una lunga e attenta argomentazione che noi abbiamo fatto, non per l'idea stravagante di far decorrere i tempi delle malattie di nessuno e neppure per annoiare un'Aula abbastanza disincantata rispetto a questi problemi. Lo dico con riguardo anche alle cose che incautamente il collega Corda va pubblicando con comunicati stampa che tenderebbero a insultare le opposizioni riguardo all'esercizio delle sue funzioni e riguardo ai tempi lunghi. Farebbe bene lui a spiegare a noi e ai sardi per quale motivo, dopo tante critiche, non è qui a concorrere con noi in una dialettica attiva sui problemi che noi abbiamo sollevato.
Lui, come tanti di voi, si lamenta ogni giorno dei tempi lunghi di questa finanziaria, senza aver fatto i conti con un dato imprescindibile, che è quello che noi vi abbiamo detto fin dall'inizio di questa finanziaria, non alla fine, non adesso. Perché vi abbiamo detto con chiarezza che quando si tentano le scorciatoie autoritarie e dirigiste rispetto a passaggi così importanti, privando i parlamenti delle fondamenta della dialettica democratica, si dovranno pur scontare da qualche parte i tempi della riconquista dei presidi e dei valori di questo confronto parlamentare. E, badate, non lo facciamo per noi che oggi siamo qui, lo facciamo per noi che siamo qui e per quelli che verranno, perché laddove si perdano definitivamente questi presidi, credo che lo spazio della democrazia in senso assoluto sia molto più complicato. Tuttavia noi vi abbiamo posto con chiarezza i punti essenziali di quello che rappresentava e che molti colleghi hanno avuto modo di ribadire in quest'aula, i quattro, cinque elementi essenziali che motivavano la nostra profonda condizione di critica nei confronti di questa finanziaria. Due di questi elementi gravavano sull'articolo 18. Pensavamo che dopo il percorso tortuoso che abbiamo compiuto lungo i tornanti un po' intricati di questa finanziaria, arrivati all'articolo 18, ci fosse un elemento che facesse in qualche modo cadere in voi il dogma iniziale di quella superbia e di quella arroganza che un po' l'intervento del presidente Pili intorno all'articolo 1, e successivamente il costante atteggiamento dell'assessore Masala ha portato in quest'aula nei confronti di una opposizione che ha cercato di cancellare, ma che al contempo vi ha riversato una quantità enorme, rispetto a voi, di proposte e di idee di cambiamento. Abbiamo sentito la risposta della Commissione, perché quando dico della Commissione voglio dire della maggioranza, e abbiamo sentito la risposta della Giunta. Su queste dodici ore di lavoro e di argomentazione tutt'altro che superficiale sulle ragioni e sui motivi che ci inducevano a chiedere un di più di riflessione intorno a questi punti.
A me è parso, ma credo a molti in quest'aula, che la sintesi finale di questa posizione sia rappresentata da una chiusura totale su tutti i punti, "no" su tutti gli emendamenti, poche argomentazioni a supporto delle proposte, rinvii a una presunta funzione di riequilibrio del bilancio, che mancando dai presupposti di apertura in questa fase è solo un rinvio irrituale a un confronto posteriore. Noi avevamo il sospetto, ma credo che lo possiamo a questo punto manifestare apertamente, che di fronte a questa profonda diversità di concezione su un elemento fondamentale del lavoro, quale il lavoro e la ricerca di lavoro oggi in Sardegna, di fronte ai dati che vi abbiamo portato (l'ultimo anno 45 mila posti in meno in totale nel Sud e 11 mila posti in meno in Sardegna) la vostra risposta è quella di elencare i miliardi impegnati dal 1999 al 2002 sull'articolo 19 senza neanche avere il pudore, l'assessore Masala, di indicare a noi le ragioni per le quali il concorso dei comuni sui fondi comunitari che non rende possibile il cambiamento di queste cifre solo per l'inerzia e l'incapacità della burocrazia regionale e di chi oggi la guida e la rappresenta, poteva essere una giustificazione, secondo la vostra impostazione, a noi sufficiente per superare la richiesta che normalmente, in una condizione così data e con le leggi in vigore, le regole si cambiano dando preavviso e fissando insieme il punto del cambiamento e dell'innovazione della legge. A noi è parso, tra l'altro, e questo è un altro punto, che l'idea di mettere mano all'articolo 19 non fosse tanto la motivazione che caricava l'esigenza di dare alla prospettiva dell'articolo 19 un'evoluzione in avanti, capace di autogenerarsi e ammodernarsi nella direzione di garantire l'abbassamento dei livelli di disoccupazione, quanto quello abbastanza ricorrente in tutta la finanziaria di andare a rosicchiare residui qua e là, perché questi potessero costituire il patrimonio sul quale voi possiate completare, a fronte di una politica senza idee e senza progetti, l'ultimo anno di questa legislatura. Noi ve lo avevamo detto già dall'inizio che non avremmo consentito politiche derogatorie di comodo come queste. In parte ci siamo riusciti, ma la posizione finale sul lavoro e sugli enti locali credo che richiami a tutti noi la necessità di riportare in quest'aula, al di là dei chiacchiericci, il confronto democratico sull'essenza dei principi e dei valori. E' indubitabile che nella materia dei lavori e nella dignità degli enti locali abbiamo una profonda e differente, quasi divergente, concezione di prospettiva. Questo è un dato; è un dato che abbiamo registrato nella chiusura dell'Assessore e nelle sue inesistenti argomentazioni contro le nostre argomentazioni di dodici ore di dibattito. Noi non ci prendiamo gusto a parlarvi, se non perché crediamo che la dialettica nella politica porti il patrimonio della persuasione, si accompagni al valore della persuasione attraverso la politica fa le scelte. Noi abbiamo discusso dodici ore non per perdere tempo, abbiamo discusso per cercare di portare a voi, a un'Aula sorda e disincantata che preferisce la televisione e le merende al confronto di merito su queste cose. Dodici ore per cercare di ripristinare il valore giusto della politica, e a tutto questo, chiusura. Gli enti locali sono per voi una categoria di secondo livello; E allora è giusto, è legittimo che noi proseguiamo il nostro dibattito per arrivare al confronto di merito, democratico. Vada come vada e ognuno si assuma la sua responsabilità, rimarranno agli atti del Consiglio dodici ore di dibattito su questi due elementi fondamentali che contraddistinguono la nostra posizione, le nostre aperture, la nostra disponibilità a concorrere con idee innovative, non di retroguardia, a questi problemi, però rimane il dovere di andare alla verità dei fatti come abbiamo fatto fino adesso, fino all'articolo 17, sarà così anche per l'articolo 18, 19 e 20, perché di fronte alla chiusura l'unica risposta che partiti democratici che credono e vivono la democrazia nel senso proprio è quello di misurarsi con la democrazia dei consensi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Di parte avversa non c'è nessuno?
PRESIDENTE. No, io ho iscritto solo lei e quindi chiamo lei.
COGODI (R.C.). Te lo meriteresti pure. Non è facile, ma volendo...
(Interruzioni)
Signor Presidente e colleghi, chiedevo, e non ironicamente, se ci fosse qualcuno iscritto a parlare di parte avversa intendendo di maggioranza. Mi si dice: "no, non c'è nessuno che intenda intervenire nella discussione generale sull'articolo 18". Anche la presenza in Aula della maggioranza, nella discussione generale sull'articolo 18, è pressoché nulla, alla faccia della interlocuzione, alla faccia della buona disponibilità, della capacità di ascolto e di quella nuova fase avviata di cui aleggiava la parte conclusiva dell'intervento dell'assessore Masala, di quella novità della quale gli osservatori attenti non potrebbero non prendere atto. Io non so quanti osservatori - per quanto attenti siano - che cosa abbiamo potuto osservare di novità che pervenga dai banchi della maggioranza. Anzi questo atteggiamento, questa rappresentazione in questa fase mi induce, per esempio, a prendere la parola subito, a dire subito quello che penso, è già stato in qualche modo già annunciato, ma quello che pensiamo a questo punto e che confermiamo. Lo stesso assessore Masala ha espresso i pareri del tutto formali, sparito! L'Assessore degli Assessori, il Presidente della Giunta era raffreddato, non è più raffreddato, ma fa lo stesso. Non c'è, c'è ma non c'è! Come dire, appare essere esterno a questa vicenda, eppure voi tutti vi rendete conto, signori della Giunta e della maggioranza, quelli che ci sono e quelli che preferiscono disertare, che la finanziaria è ormai arrivata a un passaggio cruciale, a un passaggio difficile, ma non solo e non tanto in ragione dei tempi che pure dovrebbero avere il loro peso e il loro significato, in ragione della vostra incapacità di capire che, o cambiate o modificate qualcosa di sostanziale di quel che resta di questa finanziaria, oppure la vostra responsabilità che è già grande, diventerà enorme. Noi l'avevamo detto dall'inizio! Nei titoli della nostra relazione scritta di minoranza avevamo annunciato quello che già si capiva dall'inizio, che questa finanziaria era disastrosa per la Sardegna anche perché figlia di una maggioranza disastrata. E` il primo titolo della relazione consegnata prima di entrare in Aula. Sembrava una battuta polemica e vedete quanto è disastrosa la finanziaria e quanto si è dimostrata disastrata la maggioranza.
Voi fate finta di non capire, ma forse non capite per davvero. Voi siete come quel pugile suonato che non è che risparmia i colpi all'avversario cinturandolo, ma è che non ha la forza di dare colpi e tenta di aggrapparsi all'avversario guadagnando tempo, respirando per riprendere energia, pensando però che appena riprende forza ridà un cazzotto all'avversario. Quella che voi avete chiamato disponibilità, apertura, trattativa, era una finzione vostra fra di voi, perché se avevate un elemento, se avevate e avete una buona disponibilità, dovevate e dovete dire esplicitamente qui, nel Consiglio regionale, in che cosa consiste la vostra volontà di modificare, almeno in parte, rispondendo almeno in parte alle domande che vi sono state poste dall'opposizione, la finanziaria. E soprattutto in una parte relativamente a questo articolo 18 e, dentro l'articolo 18, la partita enti locali, autonomie locali, programmi di sviluppo e di lavoro. Questa finanziaria se non modifica l'intervento regionale in relazione alle funzioni degli enti locali, delle autonomie locali e del lavoro è una finanziaria che un vale niente e non serve a nulla. A nulla! Ma voi pensate che se l'apparato, l'organizzazione complessiva anche della Regione, degli enti, di tutto quello che è collegato a questa Regione, non avesse la finanziaria, voi pensate che è gente o è una parte della società, avrebbe un danno per un ritardo, ma non sarebbe una parte della società che morirebbe; ma voi pensate che il sistema delle imprese, quelli che hanno sgravi fiscali e contributi e afflussi di danaro pubblico, se la finanziaria non ci fosse, da un ritardo avrebbero un danno, ma non morirebbero; voi pensate che se c'è una urgenza di realizzare anche opere pubbliche e però nell'immediato non si realizzano, non muore nessuno. E` un danno però, il ritardo è un danno! E questo danno è tutto addebitabile a voi, ma se voi colpite gli enti locali e le autonomie e le istanze rappresentative di base e i programmi e i progetti di sviluppo locale e quella parte di società che, se non ha dalla sua l'iniziativa, l'intervento, l'attenzione, perché non ha altro, della sua istituzione pubblica, quella parte sì, quella muore. In relazione all'articolo 18 e alle autonomie locali e ai programmi per lo sviluppo e di lavoro, voi dovete tornare sui vostri passi e smettere l'idea che potete così facilmente superare, non abrogare una norma, no, superare l'idea, l'intervento pubblico regionale che in questi anni ha avviato un processo nuovo di sviluppo, di qualità diversa che muove dal basso, che premia le idee, che meritano di essere premiate e inizia a consentire applicazioni di lavoro produttivo che possono avere grandi suscettibilità di sviluppo.
Questo dovete ripensare necessariamente. E questa è l'interlocuzione che voi non avete neppure avviato e non volete avviare. Voi siete quel pugile suonato che in questi giorni sta riprendendo fiato; voi pensate che appena avrete ripreso fiato reagirete e il Presidente farà un altro dei suoi interventi minatori e vi rimetterà di nuovo per un attimo in riga e tutto sarà come prima? Non è più nulla come prima, perché questa finanziaria in gran parte è già demolita! E' demolita insieme alla vostra arroganza, è demolita insieme alla vostra presunzione. Avete registrato in questi giorni un fallimento clamoroso.
Potete, se volete, rimediare almeno in parte accettando necessariamente di rispondere alla domanda che è presentata, che è contenuta nelle proposte emendative di cambiamento sostanziale di questo articolo 18, mantenendo l'intervento per il lavoro e gli stanziamenti regionali a sostegno del piano per il lavoro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Presidente, solo noi parliamo?
COGODI (R.C.). L'interlocuzione è questa, dobbiamo parlare solo noi!
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi la prego faccia parlare. E` iscritto a parlare l'onorevole Falconi...
CUGINI (D.S.). Lei si deve attivare per far parlare anche l'altra parte
PRESIDENTE. Ma attivare per che cosa onorevole Cugini? Ma sta scherzando! Ma in democrazia uno può obbligare agli altri di parlare quando non vogliono, non vogliono parlare, non parlano. L'onorevole Falconi ha chiesto di parlare, se lei vuole io le do la parola e parla anche lei. Prego onorevole Falconi.
FALCONI (D.S.). Grazie Presidente. Ma è un po' singolare che nessuno della maggioranza, per adesso almeno, si iscriva a parlare dell'articolo 18 che è sicuramente uno, se non il più importante di questa finanziaria perché tratta appunto delle disposizioni a favore dei Comuni. E nei suoi commi vi sono una serie di disposizioni che noi riteniamo molto importanti e come tali da analizzare, da rivedere, da correggere, da migliorare.
Solo il comma 1 e il comma 2 che parlano di lavoro, di lavoro distribuito in tutta la Sardegna, distribuito tra l'altro equamente, forse in nessun'altra legge così come viene distribuito dall'articolo 19 della 37, ma anche dagli altri articoli, anche dall'altro secondo comma sempre di questo articolo 18. Noi siamo convinti, almeno io lo sono convinto, che le esperienze che si stanno maturando con il lavoro diffuso che i comuni stanno innescando nei loro territori sia una esperienza positiva, singolare che non solo non va demolita, ma va assolutamente incoraggiata e va sicuramente corretta. Questa doveva essere la nostra discussione, questa è la discussione vera, perché, non come dice qualche collega della maggioranza che cerca ad ogni pie' sospinto di demolire quell'esperienza, noi invece siamo convinti che le leggi di sostegno, e questa è una legge di sostegno che passa attraverso i comuni, dopo anni di rodaggio iniziano ad andare bene. Io su questo proposito voglio ricordare che la legge nazionale 488 del 1993 ha iniziato a funzionare dopo otto anni di monitoraggio. Sta funzionando benissimo adesso e a riferimento delle leggi di sostegno, di tutte le leggi di sostegno nazionali e regionali, ma dopo otto anni ha iniziato a funzionare. La 37, in particolare l'articolo 19, anch'essa ha già attraversato un po' di anni, ma sta maturando esperienze, modi di fare, sta distribuendo risorse e creando impresa, anche se micro impresa, anche quella è impresa. Ma soprattutto sta creando dei nuovi equilibri di sviluppo, piccolo sviluppo, ma sviluppo. In forme eque, e lo sta creando dove non c'è altro o non c'era altro. Questa è la cosa importante, perché io non sono convinto che lo sviluppo debba attuarsi solamente dove c'è un polo industriale o un polo produttivo, lo sviluppo va diffuso e spalmato in tutto il territorio della Sardegna, e questo dobbiamo cercare di incoraggiarlo, cercare continuamente di farlo. Badate, noi abbiamo in Sardegna sicuramente delle zone industriali e degli spazi molto interessanti, ma non sono sufficienti; non sono sufficienti i PIP (i piani per gli interventi produttivi) che nel corso di questi ultimi anni i comuni hanno realizzato e non hanno più avuto da questa Regione, da questa Giunta regionale di centrodestra i fondi per completare quei piani per gli interventi produttivi. Si è bloccato anche quello, ma così facendo in Sardegna, nel Meridione stiamo continuando a fare danni. Badate, mentre l'Europa in questo, dal punto di vista infrastrutturale, sta galoppando, noi stiamo regredendo. E' di ieri l'indagine de "Il Sole 24 ore" su questo punto. Noi in Italia riusciamo ad attrarre le risorse finanziarie che i privati investono in Europa, riusciamo ad attrarre di quelle imponenti cifre, le cifre più importanti del mondo perché l'Europa quando è assieme, è la zona non solo più sviluppata del mondo, ma ha il PIL più alto del mondo. Bene, di quelle ricchezze noi riusciamo ad attrarre, come Italia, il 2,6 per cento. Ma è sconcertante, e vi invito davvero ad andare a vederli questi dati, è sconcertante il dato del Meridione. Quindi è con questi dati che si misura la vera capacità di attrazione dei capitali. Il Meridione italiano attrae lo 0,5 per cento di ciò che si investe in Europa. Badate, sono dati che veramente debbono farci preoccupare. Gli stessi numeri di abitanti posti in Irlanda riescono ad attrarre il 12,5 per cento di ciò che si investe in Europa, vale a dire 25 volte in più. Non riferisco il dato della Sardegna perché è davvero infinitesimale. Ebbene se noi dobbiamo fare questo sforzo per scrollarci di dosso il nostro sottosviluppo non possiamo prescindere dall'infrastrutturazione, dallo sviluppo diffuso, dalla programmazione dal basso, non possiamo prescindere dai comuni. Ed è questo che il centrodestra che governa la Sardegna, oggi, non ha recepito. Ha provato a recepire e a utilizzare le leggi che il centrosinistra aveva fatto nell'ultimo scorcio di legislatura e difatti in questi anni non facciamo altro che parlare delle leggi che in quello scorcio di legislatura si fecero. Ma anche nel cuore della legislatura, anche se gli avete cambiato nome, ma i PIA che sono il primo strumento di programmazione dal basso inventato in Sardegna come strumento di bottom up che viene dal basso e dall'alto si recepisce, lo avete ribattezzato sotto forma di PIT, ma la cosa sconcertante è che non riuscite a fare ancora decollare quei PIA che noi vi abbiamo lasciato pronti, rodati e che avevano certamente qualche difficoltà di spesa, ma che doveva e poteva essere risolta.
Noi abbiamo altri ruoli, altre cose, quello legislativo, quello di programmazione, quello di mettere ordine e sono le cose che non facciamo e volete mettere le mani in pasta invece nelle minuzie, nelle frattaglie, nei piccoli programmi che devono fare invece i territori, i comuni, le comunità montane e le province. Non si fa, dicevo, ciò che la Regione deve fare. Non si approntano strumenti urbanistici generali, e non solo non si appronta una parte della Regione, ma noi addebitiamo i ritardi - come nel caso dell'articolo 19, ma anche nel caso degli strumenti urbanistici - li addebitiamo ai comuni. I comuni che vedono anche ritirarsi le somme o mandati in perenzione o richiesta di risarcimento con gli interessi, le somme che qualche anno fa la Regione aveva attribuito per la predisposizione degli strumenti urbanistici di diversi comuni della Sardegna.
Noi vi proponiamo alcuni emendamenti, senza spesa, che danno non ulteriore indefinita proroga ai comuni, ma danno la possibilità ai comuni di dotarsi di questi strumenti urbanistici. Bene con una velocità che è inquietante, l'assessore Masala con affianco l'assessore Biancareddu che non ascoltava neanche l'argomento e non ascolta neanche questi argomenti, hanno detto: "Questo emendamento non si accoglie". Non si accoglie, ma non si capisce che a qualche centinaio di comuni in Sardegna si sta creando un danno irreparabile se si ritirano quelle somme e non li si mettono nelle condizioni di dotarsi degli strumenti urbanistici comunali. Questo state facendo con questa distrazione, con questo modo di fare, ma torneremo più tardi a cercare una riverifica di questi emendamenti per cercare, noi centrosinistra, di migliorare e di rimediare alle cose che ci avete proposto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lai. Ne ha facoltà.
LAI (D.S.). Grazie Presidente. Questo articolo, l'articolo 18, non è un articolo qualunque come non è un momento qualunque quello che doveva essere, nelle intenzioni di qualunque consigliere regionale, quello nel quale si discute di lavoro, di sviluppo, di enti locali. Direi anzi che questo articolo doveva essere la chiave di ragionamento, la chiave della manovra finanziaria e della vostra proposta di sviluppo. Sinora ci siamo infatti occupati, e il risultato della finanziaria è evidente, di quello che è il sistema regionale strutturato, di quello che è più vicino al centro della macchina organizzativa. Gli enti, la Regione stessa, tutto ciò che è più vicino al luogo dove si decidono le politiche, ma anche si erogano i finanziamenti e si erogano i soldi.
Adesso si parla si sviluppo, di quello sviluppo che ancora oggi si basa, si sviluppa, e si realizza su quelle che sono state le politiche e le scelte del centrosinistra del '98 e nel '99.
Adesso parliamo di quello sviluppo, che è lo sviluppo che passa attraverso gli enti locali, che è quello sviluppo che ancora oggi si realizza attraverso il nostro impianto legislativo, l'impianto legislativo della Giunta dello scorso mandato, che si basa sulle due grandi leggi del 1998: quella sul piano del lavoro e quella che accompagna in qualche modo l'assunzione di nuovi lavoratori, di lavoratori che passino da contratti non stabili, non a tempo indeterminato, a contratti a tempo determinato.
Ed è da tre anni che, tra l'altro, voi vi proponete solo di distruggere questa proposta di sviluppo senza avere una proposta alternativa, senza sostanzialmente creare le condizioni di un'iniziativa alternativa, di un modello alternativo d'intervento pubblico (o di non intervento pubblico), che comunque dia in qualche modo una speranza e una struttura allo sviluppo.
Il dubbio quindi, che questa visione non ci sia, è evidente; il dubbio che questa visione non esista, è evidente, il dubbio che ci siano solo interessi e non una visione dello sviluppo, viene sostanzialmente confermato. Allora il ragionamento che dobbiamo fare su questo articolo è semplice; quello che l'occupazione che cala dipende dalla vostra assenza e dalla vostra inesistenza, e che quindi questo articolo così com'è non va bene, va rifinanziato nelle parti essenziali, e va ripreso il cammino che era stato avviato dal centrosinistra nella scorsa legislatura, e che oggi deve ripartire.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.) Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Debbo dire all'onorevole Falconi che per quanto non fossi presente fisicamente in quest'Aula, ho avuto la possibilità di ascoltarlo, perché nel frattempo anziché svolgere delle verifiche telefoniche - come è consueto fare da parte dell'Assessore della programmazione con gli uffici - l'ha fatto personalmente recandosi per una volta alla fonte, cioè, alla sede di quest'Aula dove esistono le scritture e la possibilità di verificare concretamente queste cose.
Durante l'illustrazione degli emendamenti e soprattutto durante l'espressione del parere da parte della Giunta (come è facile vedere, come è facile constatare) c'è una disparità totale che è prevista dal Regolamento. Una disparità che - diciamo così - mette la Giunta in una assoluta condizione di difficoltà, quasi impossibile, perché mentre il Consiglio per illustrare 180 emendamenti impiega 10-12 ore, e nel corso dell'illustrazione degli emendamenti di tutto quasi sempre si parla fuorché che del contenuto degli emendamenti, è chiaro che la Giunta nei 10 minuti complessivi che ha a disposizione (anzi, debbo ringraziare il presidente Sanna perché ha consentito all'Assessore che sta in questo momento svolgendo la sua replica, di allargare un pochino il tempo a disposizione), perché effettivamente 10 minuti sono assolutamente insufficienti per chiunque, anche per coloro i quali avessero la assoluta capacità di sintesi, perché è impossibile sintetizzare argomenti che vanno dalla sicurezza e, quindi, da un problema o da una serie di problemi che attengono ai compiti istituzionali del Ministero degli Interni a quelli che sono i doveri con riferimento alle attività degli enti locali, con riferimento ai servizi degli enti locali, con riferimento a tutte le attività che di volta in volta dallo Stato vengono decentrati alle amministrazioni locali e che spesso vengono decentrati senza il trasferimento di risorse, chiamando la Regione a sostituirsi allo Stato nel sostenere le spese relative.
Quando, parlando dell'attività degli enti locali, si inseriscono emendamenti che introducono argomenti come i parchi nazionali (quello del Gennargentu, quello dell'Asinara, quello di La Maddalena), quando cioè, con riferimento a questo articolo, attraverso gli emendamenti si deve parlare di tutto lo scibile umano.
PIRISI (D.S.). No, di quello che interessa i parchi!
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. E cioè dei parchi, della sicurezza, dei contributi agli enti locali per i servizi alle imprese, per i servizi a questo, e per illustrare tutto questo si impiegano 10-11-15 ore, come si può pretendere che l'Assessore nella sua replica di 10 minuti possa essere esaustivo rispetto a tutti questi problemi onorevole Falconi?!
Come può lei lamentare il fatto che io non abbia adempiuto o che abbia addirittura non ascoltato quello che lei ha detto!? Lei ha detto che io non ho ascoltato solo perché non ho risposto puntualmente a quello che lei ha detto! Io ho risposto per Desulo come vede, anche se per un aspetto, per la questione della neve. Quindi, evidentemente anche se per un aspetto marginale evidentemente io ho ascoltato. Perché ho ascoltato tutti, tutti coloro che hanno parlato in quest'Aula da ieri mattina con riferimento all'articolo 18.
Allora, non possiamo negare che l'argomento centrale di questo articolo 18, sia il rifinanziamento o non rifinanziamento dell'articolo 19 della legge 37. Nel poco tempo a disposizione, io ho avuto modo di portare a conoscenza di quest'Aula che due erano gli obiettivi ai quali questo governo regionale deve tendere: da un lato deve essere salvaguardata la situazione finanziaria generale; deve essere salvaguardata perché non è assolutamente pensabile che chiunque sieda in questo banco, chiunque assuma la responsabilità che ho avuto io in quest'anno, è impossibile che non possa affrontare un tema di questo genere con senso di responsabilità.
E senso di responsabilità significa che il primo dovere al quale si deve tendere, è quello di salvaguardare la tranquillità della finanza regionale.
"Finanza regionale" vuole dire evitare di fare dei debiti quando questi debiti non sono assolutamente necessari. E' indispensabile ritardare per quanto è possibile la contrazione dei mutui, perché i mutui devono essere contratti solo ed esclusivamente per spese di investimento e non per spese correnti; e quando finita questa vicenda della legge finanziaria, quando prima o poi in qualunque modo questa legge finanziaria sarà approvata, io mi farò scrupolo di conteggiare l'ammontare complessivo delle richieste che sono state fatte in termini di aumento di spesa da parte della maggioranza, da parte dell'opposizione, per vedere se siamo stati coerenti, ognuno di noi con quello che ha detto. Se io sono stato coerente con quello che ho detto, se io cioè ho cercato di sforzarmi, di limitare al massimo la contrazione dei debiti, rispetto alle enormi esigenze di fronte alle quali questa Regione si trova. Se, cioè, dovendo per la prima volta restituire i soldi - perché è molto comodo fare le autorizzazioni ai mutui e poi per esigenze particolari non contrarli - e noi di fronte a un problema di questo genere, abbiamo avuto la necessità di mettere in confronto, di mettere sul piatto della bilancia queste due esigenze, questi due interessi: l'interesse generale, rispetto all'interesse di parte. Perché l'interesse di parte, soddisfare interesse di parte sarebbe stato quello di chi la Giunta come questa avesse incontrato i sindacati, avesse incontrato i rappresentanti dei sindaci, avesse incontrato i rappresentanti dei datori di lavoro e avesse detto: "Sì," sì a tutte le domande.
"Sì" a chi chiedeva, per esempio, il raddoppio dei finanziamenti delle leggi di settore. "Sì", agli enti locali che chiedevano l'aumento indiscriminato delle spese correnti, a chi chiedeva per esempio il raddoppio la, triplicazione delle spese per il rifinanziamento dell'articolo 19 della 372. E perché no?!
Tutta una serie di cose, cosa avremmo dovuto fare dicendo di sì, saremmo stati considerati amici delle categorie, amici dei sindaci, amici dei sindacati, ma avremmo presentato una manovra finanziaria con richieste di autorizzazione a mutui 4 o 5 volte più di quello che siamo stati costretti a fare nel tentativo di ridurre al massimo l'esposizione debitoria della Regione Sardegna. Perché ci siamo preoccupati - e ci preoccupiamo e tutti quanti ci dovremmo preoccupare - di salvaguardare anche i governi futuri, quelli che verranno dopo di noi, perché tutti i governi regionali dovranno essere messi nelle condizioni di far fronte alle esigenze della collettività regionale.
Ecco perché ci siamo trovati nella necessità di dover confrontare l'ammontare delle disponibilità che noi abbiamo a disposizione per l'articolo 19 della "37", sia le risorse che sono ancora a residui nelle contabilità regionali, sia le disponibilità che sono nelle casse dei comuni; e noi quando parliamo di 6-700 miliardi di lire che sono nella disponibilità dei comuni, che comunque sono lì indipendentemente dall'individuazione del responsabile, evidentemente noi ci troviamo di fronte all'obbligata scelta di dover ridurre gli stanziamenti per il 2003. Perché se noi non avessimo fatto così, sicuramente avremo prodotto solo ed esclusivamente ulteriori residui alla fine dell'esercizio finanziario 2000-2003.
Perché i bilanci è bene che incominciamo a prepararli con un'ottica diversa, che tenga conto cioè delle effettive capacità di spesa e che non stiamo lì ad inseguire per forza questa chimera dello stanziamento a tutti i costi; perché stanziare delle somme nelle UPB senza poterle spendere, evidentemente non è vantaggioso per la collettività regionale, ma è sicuramente dannoso.
PRESIDENTE. Emendamento 207. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
Sanna GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). L'emendamento è ritirato.
PRESIDENTE. L'emendamento 207 è ritirato. Gli emendamenti 208 e 468, sono uguali e si votano insieme.
Poiché nessuno domanda di parlare sugli emendamenti 208 e 468, li metto in votazione. Chi lI approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Sono approvati)
Emendamento 251. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
Sanna G.V. (La Margherita - D.L.). L'emendamento è ritirato.
PRESIDENTE. L'emendamento 251 è ritirato. Emendamento 16 della Giunta regionale. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Faccio dichiarazione di voto favorevole per l'emendamento numero 16, 210, 469 e 629 che tende a sopprimere il comma 6 dell'articolo. Con l'occasione richiamo l'attenzione dell'Aula, che il comma 4 che quest'Aula ha già soppresso, era collegato al comma 6 dell'articolo 8 e che quindi aveva una connessione di natura tecnica. Caduto l'uno non ha ragione di essere l'altro.
Presidente. Con questa precisazione ricordo che l'emendamento 16 è della Giunta regionale, il 210 di Sanna Gian Valerio e più, il 469 Falconi e più., il 629 Cogodi Ortu e Vassallo. Pertanto li pongo in votazione tutti insieme.
Metto in votazione gli emendamenti 16, 210, 469, 629 . Chi li approva alzi la mano.
(Sono approvati)
PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti numero 67 e 211. Chi li approva alzi la mano.
(Sono approvati)
PRESIDENTE. Emendamento 212. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. Sull'emendamento 212, a pagina 425, è stato chiesto il voto segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento 212 all'articolo 18.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
Presenti 76
Votanti 75
Astenuti 1
Maggioranza 38
Favorevoli 36
Contrari 39
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 15. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Emendamento 213. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
Sanna GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). In relazione a questo detto dall'Assessore intorno al coordinamento dei successivi emendamenti, io ritiro il 213.
PRESIDENTE. L'emendamento 213 è ritirato.
FALCONI (D.S.). Ritiro l'emendamento numero 470.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 216 e 471: il primo è di Sanna Gian Valerio e più, il secondo è di Falconi e più. Ha domandato di il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. Su questi due emendamenti il 216 e il 471, a pagina 429, è stato chiesto il voto segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, degli emendamenti 216 e 471.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
Presenti 77
Votanti 76
Astenuti 1
Maggioranza 39
Favorevoli 36
Contrari 40
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
PRESIDENTE. Emendamenti 215 e 472. Ha domandato di il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. Su questi due emendamenti il 215 e il 472 è stato chiesto il voto segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, degli emendamenti 215 e 472 all'articolo 18.
(Segue la votazione)
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
Presenti 76
Votanti 75
Astenuti 1
Maggioranza 38
Favorevoli 36
Contrari 39
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto:il Presidente SERRENTI.)
PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti 217 e 347 e 473. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.
(Non sono approvati)
PRESIDENTE. Emendamento 834. Ha domandato di il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. Sull'emendamento 834 di Balletto, è stato chiesto il voto segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento 834 all'articolo 18.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
Presenti 76
Votanti 75
Astenuti 1
Maggioranza 38
Favorevoli 33
Contrari 42
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
PRESIDENTE. Colleghi adesso diamo una spiegazione che vale anche per il futuro: dove ci sono una serie di emendamenti tutti uguali sono diversi gli importi, a seconda del Regolamento non vengono votati tutti, ma si vota il più vicino e il più lontano all'articolo originario, a quello del testo originario.
Quando sono un numero molto elevato se ne può votare anche uno intermedio. Quindi, ci atterremo a questa regola. D'accordo onorevole Cogodi, perché prevalentemente sono i loro.
Allora, voteremo prima il più lontano, cioè quello con l'importo più alto; poi quello più vicino con l'importo più basso; dove il numero degli emendamenti è piuttosto elevato, ne voteremo anche uno intermedio, in modo da pare la possibilità al Consiglio di scegliere, ma senza procedere alla votazione separata per ognuno di loro. Così dispone il Regolamento.
All'emendamento 307, sono stati presentati gli emendamenti 830, 831, e 832. L'830, è quello più lontano, quindi, con l'importo più alto. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Lei, signor Presidente ritiene che si debba mettere in votazione l'emendamento più lontano e poi l'emendamento più vicino, e saltare quello intermedio; invece noi....
PRESIDENTE. Per Regolamento, non è una cosa, un'invenzione straordinaria.
COGODI (R.C.). Non sto contestando il Regolamento. Noi invece siamo dall'opinione che si debba votare l'emendamento intermedio, che riteniamo essere l'emendamento principale numero 307, perché gli altri nostri emendamenti, tutti e tre, avevano come abbiamo specificato nel corso dell'illustrazione, avevano e hanno avuto lo scopo di sostenere la proposta principale che è quella contenuta nell'emendamento 307,che tende a ricostituire le entità delle risorse nei limiti di utilità, e noi riteniamo anche di saggezza da parte del Consiglio regionale, in capo a tutti i comuni della Sardegna per la prosecuzione e, via via, poi riteniamo anche per la migliore efficienza e il miglioramento complessivo dei risultati dell'articolo 19 della legge 37.
Pertanto, per questa ragione, per questa motivazione riteniamo anche di agevolare il lavoro del Consiglio andando subito alla sostanza delle cose, e gli emendamenti nostri numero 830, 832 e 831, riteniamo di doverli ritirare perché il contenuto, la finalità che avevano questi emendamenti è integralmente rappresentata, contenuta ugualmente nell'emendamento principale che è il numero 307.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 830, 831, e 832 sono ritirati. L'emendamento 307, è presentato dai colleghi Orrù, Spissu e altri. Sul 307, c'è un problema di copertura?
Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.) Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. In caso di approvazione sottrarrebbe tutti i fondi della programmazione negoziata. Cioè, non potremo pagare i PIA già sottoscritti etc. etc..
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Chiedo il voto segreto sull'emendamento 307.
PRESIDENTE. Sull'emendamento 307 è stato chiesto il voto segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento 307.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
Presenti 77
Votanti 76
Astenuti 1
Maggioranza 39
Favorevoli 33
Contrari 43
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
Adesso votiamo gli emendamenti sostituivi parziali numero 749, 750, 751, 752, 753. onorevole Cogodi, se lei non deve aggiungere niente procediamo come abbiamo detto. Ha domandato di parlare sul Regolamento il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L.). Due brevissime considerazioni: invito la Giunta a parlare quando deve illustrare o dare il parere e invito il Presidente a non dare la parola alla Giunta quando stiamo per votare, perché la Giunta - lo dico per un fatto di correttezza - ha tutte le possibilità: può accogliere, respingere, motivare e può parlare. E' un fatto di correttezza.
PRESIDENTE. Però, onorevole Selis, in questo caso...
SELIS (La Margherita-D.L.). Scusi, Presidente, se la prossima volta parla la Giunta, parla anche qualcuno di noi per dire qual è il significato dell'emendamento, perché non ha senso. Li faccia tacere, per cortesia! E' un fatto di educazione. La prossima volta, se la Giunta commenta un emendamento, chiediamo di commentarlo anche noi e si riapre la discussione. Lo dico per un fatto di lavori in serenità.
La seconda cosa, invece più importante di questa, siccome è ripetuta la scena che l'Assessore dice: "Ci sono i soldi, non ci sono i soldi", chiedo non all'Assessore, ma alla Presidente del Consiglio, lo chiedo con fermezza a nome di tutti i colleghi, di avere la situazione aggiornata che gli Uffici hanno istante per istante, in questo momento prima di procedere, di avere la situazione contabile delle risorse che con i tagli e con gli emendamenti sono state accantonate, perché non è possibile questo commento terroristico dell'Assessore. Possiamo continuare o c'è un po' di nervosismo?
Serve non solo alla maggioranza, non solo all'opposizione, serve alla maggioranza, serve all'Assemblea, eccetera. Quindi la prego di mettere in condizioni i colleghi, me e tutti noi, di avere la situazione contabile, non quella di quindici giorni fa o di una settimana fa che l'Assessore mi diede. Quella aggiornata in modo tale da capire se le cose che dice sono attendibili o meno. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Selis, devo, per correttezza anche nei confronti dell'Assessore, l'Assessore non ha fatto un intervento politico, anche se ha aggiunto alcune considerazioni. L'Assessore è intervenuto su richiesta del Presidente del Consiglio, perché c'è un problema di ordine tecnico sulla copertura finanziaria.
SELIS (La Margherita-D.L.). D'ora in avanti se chiede la parola l'Assessore interveniamo anche noi.
PRESIDENTE. Quindi ho chiesto io all'Assessore di intervenire. Per ciò che riguarda l'altro aspetto, lei comprende che se dobbiamo accedere alle sue richieste, dare la situazione contabile man mano che andiamo avanti...
SELIS (La Margherita-D.L.). Non man mano che andiamo avanti, una volta al giorno si può avere?
PRESIDENTE. Perché questo non è possibile.
SELIS (La Margherita-D.L.). Come non è possibile se gli Uffici ce l'hanno istantanea? Una volta al giorno si può avere? Ad oggi, a questo momento, si può avere la situazione contabile?
PRESIDENTE. Io non so, perché non sto seguendo la contabilità.
SELIS (La Margherita-D.L.). Presidente, io ho fatto il funzionario so come funziona là sopra, quindi so benissimo - ci mancherebbe altro che si vada al buio! - che l'Assessore è aggiornato minuto per minuto. Aggiornate noi, non minuto per minuto, ma ogni giorno, che ci vuole?
PRESIDENTE. Io farò mia la sua richiesta e chiederò all'Assessore e alla Giunta che da domani forniscano questi dati.
Bene, colleghi, voglio considerare chiuso, stiamo votando. Onorevole Balletto, di che cosa vuole parlare?
Balletto (F.I.- Sardegna). Sul Regolamento, Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato parlare sul Regolamento il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Presidente, l'Aula sa perfettamente che gli emendamenti che sono sprovvisti di copertura finanziaria non sono ammissibili, e la pronuncia di inammissibilità arriva proprio dal Presidente del Consiglio.
Quando sono stati dati i pareri con riferimento a un certo numero di emendamenti richiamati volta per volta, il relatore ha chiesto alla Giunta di dare comunicazione all'Aula sulla copertura finanziaria di determinati emendamenti. Il Presidente che presiedeva in quel momento ha affermato e ha detto, a conclusione della richiesta, che nel corso della discussione e delle votazioni si sarebbe data specifica indicazione in proposito.
Con riferimento alla fonte di copertura indicata con la UPB S 03008 capitolo 03040, l'Assessore ha riferito che non c'era copertura perché le somme originariamente stanziate erano state tutte utilizzate per un emendamento che era stato approvato, quello relativo alla gestione liquidatoria dell'EMSA e quindi alla Carbosulcis. Quindi alla Commissione in questo momento consta che su quella voce non ci sono risorse, e quindi è opportuno e necessario, proprio per evitare problemi poi agli Uffici per formare una legge finanziaria che non abbia la copertura, che l'Assessore si pronunci volta per volta.
SELIS (La Margherita-D.L.). Prima delle dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Prima di andare avanti su questo punto mettiamoci d'accordo. Ciò che ha riferito l'onorevole Balletto è senz'altro vero, perché io dalla mia stanza seguivo i lavori dell'Aula e ho sentito l'onorevole Sanna, che è qua, che presiedeva in quel momento, che ha comunicato all'Assessore di dare volta per volta su ogni emendamento la comunicazione se vi era o no la copertura finanziaria.
Quindi l'Assessore sta seguendo questa linea. Dobbiamo continuare in questo modo o no?
SELIS (La Margherita-D.L.). Se ci date la situazione finanziaria lo possiamo verificare perché non è Vangelo quello che dice l'Assessore.
PRESIDENTE. Però, onorevole Selis, lei comprende che a seconda di come vengono approvati o no gli emendamenti, la situazione si modifica e quindi....
Ha domandato di parlare sul Regolamento il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Ci darà atto, Presidente, e ci darà atto il Consiglio e anche la maggioranza (che d'incanto riappare), che stiamo agevolando la prosecuzione dei lavori. Abbiamo ritirato emendamenti, eravate lì a dire: "Ma avete presentato emendamenti per ostruire", e noi vi abbiamo detto: "No, abbiamo presentato emendamenti per costruire un'ipotesi modificata, un'ipotesi migliore, compatibile con le potenzialità anche di spesa della Regione". E quindi abbiamo già ritirato diversi emendamenti proprio per costruire la possibilità di conservare l'impegno principale che sul piano politico e morale questa Regione ha, per intanto di conservare in capo a tutti i comuni della Sardegna gli stanziamenti ormai usuali da quattro anni per sviluppo locale e per occupazione.
Perché il Consiglio - ecco perché parlo sul Regolamento - e i singoli consiglieri possano esprimere un voto davvero libero, cioè consapevole, la questione regolamentare che è stata già posta diverse volte, da ultimo richiamata questa sera il collega Gian Mario Selis, e che io stesso ripropongo, è che se il voto del singolo consigliere deve essere libero, deve essere consapevole e quindi deve conoscere per davvero e in forma certificata qual è la disponibilità di risorse di cui si dispone allo stato! Quello che fa ogni persona normale, senza essere onorevole e consigliere regionale! Se uno va a fare la spesa e quindi fa il bilancio tra quanto ha e quanto può spendere, dopo che ha comprato qualcosa, ma si guarderà intorno e guarda in tasca e dice: "Quanto ho ancora da poter spendere?" Oppure chiede a chi passa in strada: "Ne ho ancora soldi da spendere?"
Allora, caro Assessore del bilancio, se lei non ci dà il conto e lo certifica e quindi sarà veritiero solo in quanto è certificato, e se non fosse rispondente ne risponderà lei, lei qui non è l'Assessore del bilancio, è uno che passa in strada! Perché lei ha fatto un'affermazione poc'anzi, caro Presidente del Consiglio, ho detto "caro", quindi, mi dia atto che la sto...
PRESIDENTE. Io sono sicuro di rientrare tra i sui affetti, quindi non mi meraviglia affatto che lei mi chiami caro.
COGODI (R.C.). E' chiaro, sto dicendo "qualcosa che vale", vero? L'Assessore del bilancio, prima che si passasse al voto e al voto segreto, di fronte a un emendamento, a una norma proposta dal Consiglio che aveva una sua rilevanza, si è alzato e ha detto: "Se passasse questo emendamento, verrebbero annullati tutti i fondi della programmazione negoziata". Consulti gli atti ufficiali del Consiglio. Ma le sembra che una dichiarazione del genere può essere resa, perché se io fossi un componente della maggioranza, di qualsiasi maggioranza, e l'Assessore dice che con il mio voto annullerei tutti i fondi della programmazione negoziata, io tra vedere e non vedere dico: "No, alt, un momento, magari, voglio votare questo emendamento, mi era parso che questo emendamento fosse utile, però rischio di fare un danno". Ma è proprio vero, perché altri colleghi dicono che non è vero, che quell'emendamento avrebbe annullato tutti i fondi della programmazione negoziata?
Ma allora, se si fa un'affermazione che influisce sul voto e quell'affermazione non è veritiera, lei comprende che qui si sta... per molti versi si è proposta una finanziaria taroccata e qui si avanza anche, in questa circostanza, in un'assemblea che viene taroccata da una giunta taroccata. Ma portate i tarocchi! Ma non è possibile!
Allora, conclusivamente, io credo, associandomi, riprendendo e confermando la proposta è stata avanzata, che noi a questo punto ci dobbiamo fermare, e credo che ci fermeremo un attimo e che quest'attimo duri fintanto che la Giunta, l'Assessore del bilancio non fornisca al Consiglio esattamente lo stato della disponibilità delle risorse che possono essere impegnate, perché se no manca il requisito di conoscenza e quindi di libertà nel voto, perché quello che si propone, che richiede 1 euro di finanziamento...
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Cogodi, perché dobbiamo anche andare nei lavori.
COGODI (R.C.). Noi ritiriamo emendamenti e non stiamo consentendo di andare avanti? Poi se utilizziamo i tempi regolamentari per dire una cosa, dobbiamo andare avanti. Certo che andiamo avanti...
PRESIDENTE. Non apriamo un dibattito sul Regolamento adesso.
COGODI (R.C.). E allora noi ci fermeremo, credo, un attimo, perché riteniamo che questa conoscenza ci debba essere data e che l'Assessore ne risponda perché non è possibile che su un emendamento dica: "Non c'è copertura, non abbiamo una lira" e a un emendamento successivo dice: "La copertura è da ritrovare lì". E quante tasche ha questo Assessore? Ne abbia una sola, i danari non sono suoi, sono della Regione, li metta lì visibili di fronte a tutti e tutti decideranno secondo coscienza, non secondo il gioco delle tre carte.
PRESIDENTE. Colleghi, un momento, io ho dieci iscritti a parlare sul Regolamento, quindi diamoci una regolata perché non è possibile andare avanti così. Il Presidente del Consiglio dice che l'emendamento numero 749 ha la copertura finanziaria, lo vogliamo votare o vogliamo aprire una discussione sul Regolamento? Scusate, abbiate pazienza! Io ho bisogno di fermarmi cinque minuti, perché così non posso andare avanti.
(La seduta sospesa alle ore 21 e 04, viene ripresa alle ore 21 e 09.)
PRESIDENTE. Chiedo scusa ai colleghi, ma io non ho intenzione di aprire nessun dibattito sul Regolamento, pertanto andiamo avanti. E' stato risolto il problema sulla copertura finanziaria dell'emendamento 749, stiamo per votare.
PIRISI (D.S.). Chiedo di parlare sul Regolamento.
PRESIDENTE. Ho detto che non do la parola sul Regolamento, solo per dichiarazione di voto.
PIRISI (D.S.). Perché?
PRESIDENTE. Perché non gliela do, onorevole Pirisi, se permette sto presiedendo io. Lei può chiedere la parola, se vuole, per dichiarazione di voto.
SELIS (La Margherita-D.L.). No, anche sul Regolamento.
PRESIDENTE. Se do a lei la parola la devo dare a tutti gli altri, ho dieci iscritti e non ho nessuna intenzione di aprire dibattito sul Regolamento stasera. Ci troviamo nella Giunta per il Regolamento e discutiamo il Regolamento. Adesso andiamo avanti.
Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, ovviamente io voto favorevolmente all'emendamento 749, ma per fare un po' di chiarezza sulle cose che vengono dette in quest'aula è bene che i colleghi sulle affermazioni dell'Assessore possano avere un'opinione dall'altro versante.
Allora noi prendiamo i soldi per la copertura di questo emendamento 749 dal Fondo per la programmazione negoziata. Il Fondo per la programmazione negoziata l'assessore Masala se l'è aumentato rispetto all'esercizio precedente da 161 milioni e 800 mila euro a 191 milioni di euro. La cosa non porterebbe nessun tipo di scandalo dietro le affermazioni che dice l'assessore Masala "ci sono i PIA", però la cosa contrasta con un altro aspetto. Ed è l'aspetto che riguarda i residui che ammontano ad oltre seicento miliardi di lire, 287 milioni di euro, per cui Assessore quando lei parla con noi del Piano straordinario sul lavoro e ci fa l'elenco all'articolo 19 delle somme che sono state impegnate, quasi a voler dire che c'è una ragione per non finanziarne altre, siamo costretti di fronte a questa affermazione a ricordarle che anche lei non può proteggere la cassa di questo capitolo che si è aumentato, perché credo che non esistano progetti per i PIA che superino i seicento miliardi di lire a residuo più altri quattrocento che lei si stanzia quest'anno. Tra l'altro la sua ipersensibilità a toccare questo capitolo l'abbiamo verificata nel corso della finanziaria al punto da avere alcuni elementi di giudizio ulteriori. Mi preme anche dire ai colleghi come ci siano delle stranezze in questo bilancio, che non sempre vengono ammesse e che attengono ad imputazioni di spesa che vorrebbero, in qualche modo, appalesarsi vere e che invece nascondono delle incongruenze che poi vorrebbero giustificare la mancanza di risorse. Faccio un unico esempio: quando noi abbiamo approvato il comma 4 dell'articolo 1, abbiamo spostato l'autorizzazione alla contrazione del mutuo per la siccità dal 2002 al 2003. D'accordo? E` evidente che un mutuo che si contrae nel 2003 va in ammortamento nel 2004 normalmente, però l'assessore Masala si mette in competenza la rata pur sapendo che non la deve spendere quest'anno e sottraendo risorse disponibili all'utilizzo che invece utilmente il Consiglio avrebbe potuto fare stante la difficoltà a trovare copertura per tante questioni che riguardano gli enti locali. Ai colleghi voglio dire che queste questioni non sono di lana caprina, perché stiamo parlando di oltre 16 miliardi. Questo è uno dei tanti, ma io ne ho sollevate diverse di queste questioni, non mi è stata data mai risposta, poi sono sempre giustificazioni che lasciano il tempo che trovano perché adesso l'Assessore ci dirà che mentre la regola generale per la contrazione dei mutui è che si contraggono dall'anno successivo, per questo ci sarà qualche eccezione che lo giustificherà.
Per dire ai colleghi che noi, a fronte delle affermazioni dell'Assessore, che si aumenta quel capitolo indiscriminatamente, non abbiamo nessuna certezza di una programmazione che misuri quello stanziamento perché non abbiamo nessun elenco di atti che confermino che c'è oggi bisogno di 400 milioni in parte corrente per finanziare la programmazione negoziata e non abbiamo neanche la certezza rispetto a quelli che stanno aspettando i decreti sui 600 milioni che noi abbiamo a residuo e che stanno facendo aspettare tante persone per il finanziamento dei PIA. Allora intendiamoci, se volete tenervi le risorse per utilizzarle come vi pare e vi piace, fatelo pure, ma che non si venga a fare del terrorismo in Aula quando le cifre le sappiamo leggere tutti e lei l'anno scorso con 161 milioni di euro li ha sommati ai 98 milioni che aveva già dall'anno precedente e si è realizzato 287 milioni di residuo per un anno intero e quest'anno vorrebbe sostenere a noi che ha urgenza indifferibile dei 191 milioni, togliendoli da altre parti devo possono essere utilmente spesi? Sia corretto e prenda atto che questa dinamica della spesa così come la dice per i comuni che non spendono vale altrettanto per lei che non spende, che quindi non può pretendere dal Consiglio di prendere queste risorse e giustificare coperture che non potrà gestire, così come ha dimostrato non è stato capace di gestire nell'esercizio 2002. Questo per la verità, poi se lei quest'anno intende essere capace di fare miracoli vuol dire che le è successo qualcosa di molto importante.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). La situazione nella quale ci troviamo adesso dimostra chiaramente che il tentativo prima di colpire a morte e poi comunque di ferire gravemente la politica di sviluppo locale e le politiche sagge tese al sostegno del lavoro produttivo e dell'occupazione vera, aggiuntiva, non hanno motivazioni di ordine finanziario, hanno solo ed esclusivamente motivazioni di ordine politico, di pregiudizio politico. Un pregiudizio, cioè un giudizio che, se non tutti, gran parte di questa maggioranza ha dato prima, prima quando ha pensato di essere liberale, libertino, prima quando ha pensato che l'accesso alle istituzioni pubbliche non fosse al servizio della comunità regionale, ma al servizio di parte e al servizio dell'ambito non dico personale, ma diciamo parentale. Questo emendamento 749, se approvato, sul piano finanziario non cambia pressoché nulla della condizione complessiva, contabile, finanziaria della Regione. Se approvato, invece, sposta sul piano politico in bene, migliora il sistema, sposta le risorse. In buona sostanza, l'emendamento che abbiamo in discussione dice che per sostenere lo sviluppo locale che passi attraverso tutte le autonomie locali della Sardegna, i comuni, una parte di copertura venga garantita e la Giunta stessa dice che in parte può essere garantita con mutuo e quelle interlocuzioni verbali che il collega Oppi insiste a chiamare orali, che sono state captate via etere in questi giorni dicevano che la Giunta, che la maggioranza vi era una nobile gara per portare quella disponibilità di sostegno con mutuo almeno fino a cento milioni di euro. Si dovrebbe arrivare a 170, 175 milioni di euro, cioè 75 che mancano, con risorse della Regione. Questo emendamento propone che queste risorse siano attinte dal Fondo della programmazione negoziata. Ma che cosa dice l'articolo 19? Che cosa debbono fare i comuni? Debbono promuovere lo sviluppo locale in due modi, attraverso due strumenti: A) con la partecipazione agli strumenti di programmazione integrata dello sviluppo locale previsti dalla normativa comunitaria nazionale e regionale, cioè programmazione negoziata; B) la promozione delle attività produttive e quant'altro.
Allora, l'unica differenza è che questa partita finanziaria abbastanza limitata di 78 milioni di euro dal Fondo della programmazione andrebbero al Fondo dell'articolo 19 che attraverso i comuni tornano alla programmazione negoziata, allo sviluppo integrato. Però tornano attraverso i comuni, tornano attraverso la partecipazione effettiva del sistema delle autonomie locali. Non abbiamo sconvolto nulla, si è - se volete - migliorato qualitativamente il sistema e principalmente il sistema partecipativo interno, per chi parla anche di federalismo interno in questa Regione, con l'associazione parziale dei comuni ai programmi di sviluppo non solo economico ma di sviluppo anche sociale e complessivo della Regione.
PRESIDENTE. Concluda, la prego, onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Avevo concluso, lei mi costringe a riconcludere.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cogodi, molto gentile.
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Nel dichiarare il voto contrario all'emendamento numero 749 dico anche le ragioni del voto contrario. Se dovessimo sottrarre 78 milioni e 800 mila dal Fondo della programmazione negoziata, lo stesso Fondo si ridurrebbe da 191 a circa 110 - 120 milioni. Il Fondo della programmazione negoziata, come sanno, anche meglio di me, gli esponenti della attuale opposizione perché l'hanno gestito, lo conoscono, sanno che: 1) lo stato di attuazione del Fondo della programmazione negoziata è uno degli elaborati che sono allegati al bilancio, alla manovra, quindi ci sono lì tutte le ipotesi che ci sono. Sanno benissimo che con questo Fondo si finanziano, per esempio, i PIA, i quali PIA sono degli atti, dei progetti che vengono finanziati triennalmente e quindi quando si sottoscrivono gli atti, ci sono gli impegni, quindi obbligo giuridico ad adempiere, che viene sottoscritto dagli Assessori di destinazione cioè quelli che riceveranno i quattrini, lavori pubblici, agricoltura eccetera e la programmazione. Il che non significa che alla firma dell'atto consegue immediatamente il trasferimento della risorsa, perché quella può essere trasferita in un momento successivo e quindi anche oltre l'anno della sottoscrizione, per cui può figurare tranquillamente a residui, però è un residuo tecnico nel senso cioè che questi soldi sono anche già impegnati. Quando la Regione Sardegna sottoscrive l'accordo di programma, per esempio secondo atto aggiuntivo per il comune di Sassari, in quel momento sottoscrive un atto che comporta l'impegno di una determinata somma, che figura ancora iscritta qui ed è iscritta e figura ancora lì, ma è già impegnata, quindi esiste già l'obbligo giuridico. Ed allora poiché il Fondo della programmazione negoziata serve per pagare i patti generalisti, quelle infrastrutture e noi siamo impegnati con risorse dell'anno scorso in due anni, 2002 - 2003, per oltre 60 milioni di euro, poiché finanziano i PIA, poiché finanziano tutti gli accordi di programma, poiché finanziano tutti i cofinanziamenti, quando io dico in quest'Aula che per il 2003 i 191 milioni lasciano appena le risorse per finanziare i PIA e per i cofinanziamenti, perché un minimo di riserva bisogna sempre tenere perché poi le delibere CIPE vanno anche cofinanziate, io non sto dicendo bugie. Ed il fatto che io non stia dicendo bugie lo dimostra il fatto che io sono forse l'unico Assessore del bilancio che abbia informato l'opposizione, una parte importante dell'opposizione, la gran parte dell'opposizione, fatta eccezione di qualche parte che non ho avuto modo, ma non per volere assolvere o privilegiare qualcuno, perché non è capitata l'occasione, sono comunque l'unico Assessore del bilancio che abbia informato l'opposizione, addirittura in persona del Vice presidente della Commissione Bilancio, della disponibilità attuale delle risorse, quindi come si fa a dire che io ho tenuto nascoste le cose? Io ho informato la gran parte dell'opposizione dell'ammontare delle risorse che sono ancora disponibili e che possono assegnate nel corso della manovra. Io credo che trasparenza più di questa sia impossibile.
Io ho fatto il Capogruppo dell'opposizione, non ho mai saputo niente, non c'è stato nessun Assessore del bilancio che mi abbia informato né prima, né durante, né dopo della disponibilità di risorse. Debbo dire che solo l'onorevole Scano, in una interlocuzione, aveva informato l'opposizione della disponibilità eventualmente esistente per sostenere iniziative comuni del Consiglio. Ma io non mi sono mai permesso di dire all'onorevole Scano che, oltre quella cifra, mi stava nascondendo altre somme, non ho mai dubitato di quello che ha detto. Ci ho creduto e sono andato avanti in quella cosa. E' così!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PIRISI (D.S.). Signor Presidente, per dichiarazione di voto, ma guardi senza che se ne abbia a male l'assessore Masala, io - ai sensi dell'articolo 105 comma secondo - credo di avere diritto, così come recita il Regolamento, che ogni consigliere ha diritto di ottenere dagli uffici regionali, compresi quelli degli enti, aziende dipendenti eccetera, copia degli atti preparatori dei provvedimenti. Siccome il provvedimento che stiamo discutendo non è un provvedimento di secondaria importanza, allora in virtù di questo io credo che ciascun consigliere, io parlo per me, magari gli altri colleghi hanno una capacità di intendere le cose meglio, però io ho il diritto di sapere quella che è la situazione oggi sotto il profilo contabile. E` evidente che riteniamo di avere un'informazione non all'euro, però almeno per sommi capi. Io, comunque, signor Presidente, credo che noi abbiamo diritto di sapere le cose perché in passato l'assessore Masala non aveva bisogno di essere... ha detto "Non ho mai saputo niente di quello che accadeva in passato" perché evidentemente aveva delle persone che quando facevano un'affermazione era conseguenti, coerenti ed avevano una sola parola. Assessore Masala, io non credo che sia mai capitato, però, che in passato ci sia stato qualche Assessore o il Presidente della Giunta che abbia detto: "Se questo articolo viene bocciato, io mi dimetto" e dopo che l'articolo viene bocciato sonoramente in Aula eccetera, eccetera, non ne trae le conseguenze dovute e si arrampica nel fare delle affermazioni, delle dichiarazioni come quelle che abbiamo udito in quest'Aula, sia per il Regolamento, dice che ha bisogno di un voto palese, siccome assessore Masala lo dico con il massimo del rispetto, siccome qualche volta lei ci ha detto una cosa e poi ne ha fatto un'altra e durante questa finanziaria l'ha fatto tante volte, compresa questa delle dimissioni, non è mica una cosa di poco conto, Assessore, lei capisce che qualche dubbio può venire dai banchi io credo anche della maggioranza, non solo dell'opposizione. C'è anche da dire un'altra cosa, che siccome questo bilancio, è stato detto da più parti, che è stato fatto quasi in solitudine e quindi anche molti colleghi della maggioranza stessa non sono informati, noi una volta che succede che delle partite di spesa anche rilevanti vengono bocciate, vorremmo capire come si stanno allocando, se c'è la copertura per una, oppure per un'altra cosa non c'è. Una cosa, mi pare, più che plausibile e più che legittima, ecco perché, Assessore, lei ci dovrebbe dare delle informazioni più fondate, almeno io ho necessità di avere delle informazioni che siano suffragate da qualche numeretto, immagino che lei sia a conoscenza di questo, però sinceramente non ha dato prova fino a questo momento che le cose che lei affermava fossero esattamente univoche, andassero esattamente in un'unica direzione. Questo è, Assessore, non sono andato io al giornale a dire che se fosse stato bocciato l'articolo 16 mi sarei dimesso. No, l'ha detto lei. L'ha detto sulla stampa, e perché è ancora lì nei banchi, Assessore? Queste affermazioni le ha fatte pubbliche, le ha fatte pubblicamente, però bocciato l'articolo lei è ancora là imperturbabile ed impassibile. Quindi, io credo che sia opportuno che ci vengano date le informazioni dagli uffici, dei quali certamente non abbiamo mai dubitato e non dubiteremo mai. Quindi, le osservazioni che sono state fatte ed anche le argomentazioni che ha portato il collega Gian Valerio Sanna sono delle affermazioni assolutamente plausibili e legittime.
Quindi, Assessore, io credo che sia opportuno che lei dia disposizioni che ci venga fatto un prospetto anche veloce e ci venga fornito, poiché così i lavori possono andare avanti con speditezza. E in quanto al fatto che tutti abbiamo necessità di andare avanti con speditezza, io ricordo che lei stasera stessa ha preso la parola lungamente, facendo un po' di melina perché aspettava che arrivassero i colleghi della maggioranza. Cari colleghi a pensare male si fa peccato ma qualche volta ci si azzecca.
PRESIDENTE. Onorevole Pirisi io non l'ho interrotta però se mi permette, perché magari può darsi che nella prossima legislatura lei venga eletto Presidente del Consiglio, allora forse sapere alcune cose può essere utile. Guardi che l'articolo 105 non ha nulla a che vedere con i lavori all'Aula, che sono disciplinati invece al capo X del Regolamento. E nel capo X non si pone questo problema. Il diritto all'informazione del consigliere è un diritto che permane sempre, ma il consigliere non può chiedere le informazioni in Aula così, perché gli uffici non sarebbero in grado. E poi lei capisce che se questa fosse la regola ottanta consiglieri che vogliono impedire che si vada avanti, tutti chiedono informazioni agli uffici. Comunque, l'articolo 105, se lo ricordi quando sarà Presidente, non c'entra.
PIRISI (D.S.). Presidente, non sono d'accordo, non può dire che questa è zona franca.
PRESIDENTE. Si legga il Regolamento, onorevole Pirisi.
PIRISI (D.S.). Non sono d'accordo.
PRESIDENTE. Va bene, questo può succedere magari se ci vediamo lunedì cercherò di convincerla, però venga nel mio ufficio, martedì va bene. Allora procediamo, stiamo votando l'emendamento 749.
Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Dichiarazione di voto in quanto non possiamo ritirare gli emendamenti, possiamo soltanto farli nostri in quanto non sono nostri questi emendamenti. Soltanto per rilevare due cose, intanto per dichiarare il voto favorevole sugli emendamenti in votazione, la seconda cosa per fare rilevare al Presidente, all'Aula, ma soprattutto all'Assessore della programmazione che probabilmente il nostro Gruppo non è tra gli onorevoli consiglieri regionali che hanno avuto la possibilità di avere a disposizione quelle informazioni che recava le disponibilità che vi erano dopo la manovra finanziaria che fin qua abbiamo esitato. Perché se è vero, e non ho ragione di non credere all'Assessore quando dice che queste informazioni sono state date, ritengo opportuno far rilevare che queste informazioni di sicuro non sono state informazioni di carattere verbale, saranno state riportate su un foglietto, seppur piccolo, un foglietto che permettesse a dei colleghi di poter avere cognizione dello stato della situazione della cassa. Per cui chiediamo formalmente se questo foglietto è stato dato che venga dato anche a noi.
Ci sembra un atto doveroso in modo da permettere a tutto il Consiglio, quanto meno a tutti i Gruppi presenti in questo Consiglio, di operare nella par condicio, per cui di avere tutti le stesse informazioni.
Detto questo noi abbiamo rilevato una anomalia nel proseguire nell'esame di questa finanziaria, perché ci è apparso alquanto strano che alcune volte l'Assessore alla programmazione rilevi il fatto che alcuni emendamenti non abbiano copertura finanziaria per cui frapponga una serie di problemi all'approvazione, all'accoglimento dell'emendamento stesso, mentre su altri che pur non hanno la dotazione finanziaria, oppure recano una dotazione finanziaria non confacente allo stesso emendamento che si sta approvando, l'Assessore proponga lui l'alternativa per dare una copertura finanziaria più confacente all'emendamento stesso. Anche questo qua, mi permetta Assessore, è un comportamento a mio avviso non lineare rispetto al rispetto che lei deve avere per l'Aula e soprattutto deve avere per tutti i consiglieri regionali. In quanto lei ha il dovere di dare la copertura finanziaria alle proposte.
(interruzioni)
PRESIDENTE. Colleghi siamo tutti stanchi, però guardate ne abbiamo ancora per una ventina di minuti. Vi prego.
VASSALLO (R.C.). Presidente io poi chiedo di recuperare perché in questa confusione non si riesce nemmeno più a ragionare, nemmeno più a concentrarsi. Dicevo, l'opportunità di mettere tutti sullo stesso piano, per cui l'Assessore alla programmazione avrebbe il dovere quando vi sono emendamenti e quando vi è, come vi è sempre stato sino adesso la copertura finanziaria al limite di indicare lui una maggiore indicazione su come si riterrebbe che quell'emendamento possa essere più opportunamente coperto. Così non è! Invece per alcune cose si dà esito positivo, per cui si dà l'indicazione della opportuna copertura finanziaria, per altre invece si risponde semplicemente picche! Ma probabilmente il motivo è un altro. Il motivo è che si vuole, ancora una volta, molte volte accontentare quei consiglieri che, soprattutto da parte della maggioranza, continuano a presentare emendamenti di bottega, quegli emendamenti che consentono di accattivarsi le simpatie di piccole zone, di fare i piccoli favori, molte volte che attivano anche pochi finanziamenti, che non necessitano di grandi stanziamenti, però non è sulla quantità e sul valore complessivo dello stanziamento l'importanza, è sui principi che qua in questa sede molte volte vengono violati con questo Regolamento. Peraltro la buonafede dell'Assessore e della Giunta nel suo complesso è chiaramente smentita dalle stesse delibere dalla stessa Giunta approvate. Ne leggevamo una proprio in mattinata, una che si riferisce al 21.1.2003, precisamente la 2/14, dove parla di relazione dell'Assessore della programmazione sull'organizzazione del comitato regionale della programmazione, in relazione ai PIT, per cui ai piani integrati territoriali, e alla nuova fase della programmazione negoziata, legge finanziaria 2003. Se andiamo a leggere questo documento, questa deliberazione vediamo esattamente le reali intenzioni di questa Giunta, di questa maggioranza di mantenere in vita l'articolo 19, quello che riguarda il piano del lavoro, perché proprio in questa delibera e la voglio leggere...
PRESIDENTE. Onorevole Vassallo è finito il tempo, dieci secondi per concludere la prego.
VASSALLO (R.C.). Concludo così, la leggerò al prossimo intervento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SECCI (La Margherita-D.L.). Presidente, colleghi io penso che sia arrivato il momento in cui ciascuno si deve assumere anche personalmente la responsabilità di quello che può accadere. Ed allora siccome non stiamo parlando di problemi di poco conto, siccome non stiamo discutendo da giorni e da mesi su questo problema per divertirci o per partecipare ad un gioco, io dico, spero apprezzato e senz'altro capito, che non possiamo affidare ad un voto segreto, alla roulette russa la sorte di un progetto, di un'idea che ci ha accompagnato in questi ultimi anni, che sta cominciando adesso a dare risultati e frutti e che non può essere consentito a nessuno che venga assunta come una cosa qualsiasi.
Ed allora, Presidente, io non dichiaro il mio voto, mi rendo conto che non ho né ruolo e né funzione per dire le cose che sto dicendo, ma sento di dirle comunque, che rimangano pure soltanto scritte nei verbali del Consiglio regionale. Io chiedo una assunzione di responsabilità da parte di tutti, si discuta ancora su questo problema, si discuta nelle sedi proprie, si discuta qua dentro a viso aperto, ma si trovi una soluzione che non sia affidata al caso, qualunque cosa noi facciamo da adesso al voto di questi emendamenti è soltanto affidare al caso la responsabilità di un progetto politico che aveva e ha l'ambizione di essere strategico per la Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORITTU (D.S.). Grazie signor Presidente, per esprimere naturalmente il mio voto favorevole all'emendamento 749 ma anche per raccogliere... Io Presidente mi affido alla sua autorevole gestione, del Consiglio naturalmente, per poter esprimere senza che Assessori e consiglieri mi girino le spalle, se alcuni naturalmente hanno intrattenimenti e cose più importanti da fare possono comunque farlo ma fuori da quest'Aula. Io Presidente non voglio prendere il suo posto, però la prego.
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. Sospenda un momentino. Colleghi, l'onorevole Morittu ha perfettamente ragione, chi non è interessato può anche darsi, uno è stanco, va nella stanzetta a fianco e lascia che i lavori in Aula si svolgano regolarmente. Onorevole Morittu, la prego, riprenda.
MORITTU (D.S.). La ringrazio signor Presidente. Esprimo il mio voto favorevole raccogliendo anche la sollecitazione alla riflessione, alla responsabilità che ha lanciato in quest'Aula qualche minuto fa il collega Secci; perché guardate non è che ci possiamo nascondere, lo dico senza alcuna offesa, onorevole assessore Masala, non è che davvero ci possiamo nascondere dietro coperture che adesso ci sono e dopo non ci sono, questa maggioranza deve essere chiara, se vuole - come dire - annullare una esperienza che, come tanti altri colleghi hanno richiamato, ha prodotto risultati positivi, che anzi questi risultati positivi oggi stanno dimostrando in tutta evidenza che anche l'indice di disoccupazione in Sardegna, se ha mantenuto un livello accettabile, accettabile rispetto naturalmente ad un contesto economico come noi conosciamo per la Sardegna, se anzi in alcuni momenti l'indice di disoccupazione è risultato in controtendenza rispetto ad altri indici macroeconomici in Sardegna, qualcuno si dovrebbe interrogare da dove nasce questa controtendenza, probabilmente dico non tutto, ma sicuramente in parte questa controtendenza nell'occupazione in Sardegna è dovuta alle politiche attive del lavoro nate con l'articolo 19 della legge 37.
Non è pensabile, assessore Masala, contrapporre senza davvero mettere in campo un progetto alternativo da parte di questa maggioranza, contrapporre le politiche attive del lavoro previste dall'articolo 19 che certo può essere in una certa e in qualche misura anche modificato, adattato, reso anche più efficace, più efficiente rispetto al contesto nel quale si è sperimentato, ma non lo si può contrapporre alla programmazione negoziata. Noi non possiamo dire se approviamo questo emendamento che prevede un impinguamento dell'articolo 19 facciamo a meno, sappiate - come ha detto l'Assessore - che noi dovremo rinunciare alla programmazione negoziata. Sono due strumenti entrambi forti per lo sviluppo e per il lavoro e, secondo me, uno non può fare a meno dell'altro, si tengono assieme questi due strumenti, non si possono contrapporre caro Assessore, perché davvero così non facciamo un favore alla Sardegna, né siamo capaci allora di mettere assieme due cose che si tengono e stanno producendo effetti fortemente positivi, certo non quelli che necessitano per tirare fuori la Sardegna dalle secche di una disoccupazione storica, anche forte ,eccetera.
Ed allora, Assessore, o questa maggioranza è capace di mettere in campo un progetto forte per lo sviluppo, per il lavoro, oppure riprendiamo un ragionamento che abbiamo fatto l'anno scorso, due anni fa in quest'Aula sull'articolo 19, una discussione sicuramente più forte, più alta, più approfondita di quella che stiamo facendo oggi. Mi pare che l'atteggiamento della maggioranza sia un atteggiamento come dire di attesa, che passi questa ondata di interventi fatti da parte della opposizione, ma non sta dimostrando al momento, salvo l'intervento dell'Assessore che è un intervento, mi consenta, da niet, poi dell'intervento dell'onorevole Balletto non ne parliamo, ma io non ho visto in campo un progetto, né in questa finanziaria, né nelle dichiarazioni fatte dall'assessore Masala, un progetto di sviluppo e di lavoro per la Sardegna.
PRESIDENTE. Colleghi, prima di dare la parola all'onorevole Pittalis per le dichiarazioni di voto, vi voglio informare che le dichiarazioni di voto fanno parte della procedura di votazione, pertanto io non potrò chiudere i lavori del Consiglio fino a quando non avremo votato l'emendamento che stiamo votando, questo lo dico per chiarezza, il 749.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Molto brevemente, Presidente, il mio intervento è sollecitato dalle dichiarazioni dell'onorevole Eliseo Secci che, debbo dire, apprezzo e ho apprezzato per un senso forte di richiamo alla responsabilità di tutti noi, in considerazione dell'argomento che stiamo trattando. E ha detto bene l'onorevole Secci che la materia non può essere liquidata nella, se mi consentite, confusione, cioè nella mole di emendamenti che rischiano, probabilmente, di non dare quella risposta che il sistema delle autonomie locali attende.
Ed allora proprio il problema, la riflessione che a tutti noi ha posto l'onorevole Eliseo Secci impone un attimo di fermarci, ma non per perdere ancora del tempo, perché anzi sulla organizzazione dei lavori probabilmente, Presidente, forse bisognerà anticipare l'orario di inizio dei lavori, come per tutti i normali lavoratori possiamo anche iniziare qualche ora prima e se fosse necessario finire anche qualche ora dopo. Ma è semplicemente una valutazione questa, me la si lasci passare, non è una proposta mirata a considerare di prendere chissà qualche ora o qualche mezza giornata di tempo, ma è proprio la necessità che sulla problematica in discussione, raccogliendo l'appello dell'onorevole Secci, ci possa essere una seria interlocuzione anche tra maggioranza e opposizione e riterrei che probabilmente le ore di domani mattina le possiamo utilmente dedicare a questo scopo. Per cui, Presidente, io nel dichiararmi favorevole a quel richiamo, quell'appello dell'onorevole Secci, propongo operativamente che domani possa essere fatto un lavoro intelligente, non certo nell'interlocuzione dell'Aula che purtroppo è anche dispersiva per la mole degli emendamenti e di modo che si possa riprendere con una proposta, speriamo unitaria, su questa materia perché si tratta del destino del sistema delle autonomie locali e penso che anche dagli interventi che ho potuto ascoltare dai banchi dell'opposizione sia comune la volontà di dare un forte segnale verso i comuni e le province.
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, poiché le ho dato la parola per dichiarazione di voto, era l'unica ragione per la quale potessi darle la parola, non ho capito come lei voterà, a prescindere da come ha argomentato.
PITTALIS (F.I. - Sardegna). Sul 749 il voto è contrario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Presidente, dichiaro il mio voto a favore su questo emendamento. Uno degli emendamenti di una lunghissima serie di emendamenti a questo articolo 18, che come è stato detto è un articolo complesso, è un articolo al quale sono legate alcuni importanti discussioni fatte in quest'Aula in queste settimane relativamente al sistema delle autonomie locali e a cui è legato soprattutto la prosecuzione di un progetto sul quale le opinioni evidentemente non sono convergenti o totalmente convergenti tra maggioranza e opposizione in quest'Aula, relativamente all'articolo 19 della legge 37 e genericamente al piano straordinario del lavoro, su cui abbiamo cercato in questi giorni di sviluppare un confronto e di trovare convergenze positive appianando anche posizioni radicali e distantissime tra di loro che in quest'Aula si sono manifestate in queste settimane e in questi mesi, giocando anche strumentalmente le posizioni e le opinioni credo che a questo punto del nostro lavoro, che comunque è stato un lavoro utile e positivo, se è vero che intravediamo le possibili condizioni per non divaricarci e per evitare che insieme all'acqua sporca si butti via anche il bambino, credo che se serve possiamo ulteriormente esplorare le condizioni perché si arrivi a una ipotesi che sia un'ipotesi dell'intero Consiglio regionale o comunque un'ipotesi largamente condivisa. Le interlocuzioni che pure ci sono state, non sono interlocuzioni che possono essere assimilati a una discussione conclusiva. Abbiamo parlato di questo tema a due a due, a tre a tre, non ci sono stati tavoli di trattative, non c'è stato, come è stato detto questa sera, un accordo. Perché se fossimo in presenza di una convergenza credo che avremmo insieme votato un emendamento di sintesi comune. Così non è, l'emendamento non c'è perché non è stato presentato, evidentemente bisogna trovare i modi per arrivare a questa conclusione, se ci sono le condizioni e a me pare che le condizioni ci siano. Allora, la proposta dell'onorevole Pittalis che dice: utilizziamo la mattinata di domani anziché nella prosecuzione di questo lavoro che è anche un lavoro tattico di discussione di emendamenti che potrebbero anche essere ritirati se si entrasse nella logica di una convergenza, credo che possa essere accolta. Non come un'ipotesi dilatoria e di allungamento strumentale dei tempi di lavoro dell'Aula sulla finanziaria, ma come ricerca responsabile e consapevole di una convergenza sull'articolo 19 della 37. Se questo è il senso delle cose, questo mi pare il senso che ho colto nelle parole dell'onorevole Pittalis e anche nell'intervento dell'onorevole Secci quando richiamava anche ad una responsabilità individuale oltre che di gruppo, oltre che di maggioranza e di opposizione, credo che questa possa essere un'ipotesi sulla quale inviterei il Presidente del Consiglio che insieme alla Conferenza dei Capigruppo ha definito il calendario del nostro lavoro, a valutare seriamente questa ipotesi che è un'ipotesi nella quale si accede a una modifica del calendario, ma per gestire utilmente il tempo che non viene dedicato al lavoro in Aula cosa che pure stiamo facendo per lunghissime ore in queste settimane e in queste giornate.
PRESIDENTE. Colleghi, affrontiamo i problemi uno alla volta: intanto dobbiamo chiudere con l'emendamento 749 a meno che non venga ritirato. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Siccome in altre serate abbiamo trovato il modo per concludere la serata, volevo fare presente che si sarebbe dovuto porre in votazione prima il 753, ma ritiro il 749, cosicché con quelli che rimangono ricominciamo la 753 che correttamente è quello che sarebbe dovuto andare in votazione per primo quando riterremo più opportuno.
PRESIDENTE. Va bene, allora il 749 è stato ritirato. Abbiamo chiuso questo problema, scusate rimane l'altro. Ho una proposta fatta dall'onorevole Pittalis sulla quale l'onorevole Spissu dice che è d'accordo. Io vorrei sapere se per caso ci sono contrari, perché se ci fossero contrari, perché se ci fossero contrari..., onorevole Cogodi. Lei parla a favore o contro, mi dica perché sennò... No, siccome è già stato, in genere queste cose si parla uno a favore e uno contro. A favore hanno già parlato, ma lo deve dire prima di cosa deve parlare, onorevole Cogodi! Onorevole Cogodi deve parlare a favore o contro? Perché a favore hanno già parlato, se deve parlare contro le do la parola.
COGODI (R.C.). Cosa devo alzare bandiera gialla? Se non mi da la parola…
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Senta, io i regolamenti più o meno li conosco circa come lei.
PRESIDENTE. Sicuramente li conosce.
COGODI (R.C.). Quindi la prego di non adottare più né con me né con nessuno questo tono.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, non lo accetto questo discorso le ho detto che l'Aula la gestisco io, la presiedo io, le ho detto che si parla uno a favore e uno contro. Lei mi deve dire se deve parlare a favore o contro, perché a favore hanno già parlato, dunque se lei deve parlare contro le do la parola, sennò la devo dare ad altri, abbia pazienza!
COGODI (R.C.). E` ovvio che conoscendo io il Regolamento circa quanto lo conosce lei.
PRESIDENTE. Quindi, deve parlare contro. Mi scusi.
COGODI (R.C.). E' ovvio. Quello che non è ovvio è che lei aggredisca il Consiglio regionale prima ancora che qui si abbia la possibilità di parlare. So bene del Regolamento, se uno ha parlato a favore, so bene che io posso parlare contro. E lei che diritto ha di aggredire il Consiglio regionale? Ma non è possibile, si dia una calmata!
PRESIDENTE. Siamo tutti stanchi, mi scusi.
COGODI (R.C.). Io non posso espellerla a lei, lei mi può espellermi se vuole. Se potessi la espellerei.
PRESIDENTE. Non sto espellendo nessuno, mi scusi e parli pure contro così come deve fare. Prego.
COGODI (R.C.). Se potessi la espellerei, guardi, non posso. Ma lei può, ma non è possibile. Parlo contro perché posso parlare contro, perché il regolamento questo recita e nel momento del quale chiedo la parola è ovvio che attenendomi al regolamento come sempre parlo contro. Perché parlo contro? Perché non posso parlare a favore, dice Cugini...
PRESIDENTE. Poiché non abbiamo tempo da perdere, signori, la seduta è tolta. Ci vediamo martedì mattina alle 10.
La seduta è tolta alle ore 22 e 01.
Allegati seduta
CCCL Seduta
(Pomeridiana)
Venerdì, 4 Aprile 2003
Presidenza del Presidente Serrenti
indi
del Vicepresidente Salvatore Sanna
indi
del Presidente Serrenti
La seduta è aperta alle ore 15 e 38.
LICANDRO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del Martedì 1° Aprile 2003 (344), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Pinna e Capelli hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 4 marzo 2003. Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge numero 383.
Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per illustrare l'emendamento 813.
COGODI (R.C.). Procediamo all'illustrazione dell'emendamento 813, riferito all'emendamento 538. Noi procediamo all'illustrazione di questo ed anche degli altri emendamenti ben consapevoli che l'utilità, o meglio la considerazione che si ha dello svolgimento dei lavori del Consiglio è una considerazione molto relativa da parte dei componenti dell'Assemblea e principalmente per dovere suo ed istituzionale da parte della maggioranza. Noi procediamo comunque ma non vorremmo che ogni tanto si ripeta la solita litania, che il tempo passa, che la finanziaria è in ritardo, che la Sardegna aspetta, che i danni si producono in testa ai passanti; che passi Fantola adesso è un puro caso!
Si dirà tutto questo. Lo abbiamo già detto, lo possiamo anche ridire, non è che tutto questo, come dire, ci commuoverà! Presidente, sin d'ora, se si vuole mantenere una soglia accettabile di correttezza nelle relazioni politiche ed istituzionali, ed anche di cosiddetta dignità delle istituzioni, vorremmo dire sin d'ora che per favore non si pensi di aggravare ancor di più le condizioni di lavoro di questo Consiglio, chiamato adesso ad operare, a lavorare e quindi con un solo intervallo di un'ora e mezza durante il giorno, ed ogni giorno fino alle ore 22. Perché non sarà col ricatto e con la violenza fatta pesare sulle persone che adempiono per quanto possibile al compito che tutti hanno, che si potrà meglio definire non dico il confronto ma neppure qualsiasi sbocco di questo lavoro.
Sarebbe troppo comodo e sarebbe inaccettabile che la gente stia stravaccata nei divani, come andando in giro per il Consiglio adesso si può benissimo verificare, entra in Aula solo per votare e poi pensi che questo è l'andamento normale di un'assemblea legislativa.
Noi crediamo di avere sufficienti energie e risorse, comunque, e pazienza anche per dire quello che pensiamo ed intendiamo dire in ragione di tutti gli emendamenti e di tutte le norme e delle considerazioni che ci verranno portate alla considerazione. Noi ancora aspettiamo che la Giunta e la maggioranza si degnino di avanzare una qualche idea o proposta modificativa che risponda ad una parte, a quella parte che abbiamo ritenuto ed ancora continuiamo a ritenere intoccabile, intangibile, di proposta di modifica della finanziaria. Noi non abbiamo mai chiesto alla Giunta e non abbiamo mai chiesto alla maggioranza di consentire che la finanziaria la faccia l'opposizione. Non siamo dei temerari e non vogliamo fare la finanziaria, essendo opposizione ed essendo minoranza. La finanziaria, seppure modificata e seppure in gran parte cassata, quello che rimarrà, le macerie, ma anche le parti recuperabili, anche i materiali rinvenienti, in gran parte ovviamente appartengono alla maggioranza che l'ha proposta e che si candida, seppure in queste condizioni di disagio e di grande rissa e difficoltà interna, comunque si candida ancora a gestire quel che resta della finanziaria.
Noi abbiamo avanzato alcune proposte che riteniamo legittime, che riteniamo essere quelle proposte che rientrano a pieno titolo nel dovere non solo di proposta, ma anche di battaglia politica e che in un equilibrio più ordinato, in un equilibrio migliore possono essere anche accolte dalla maggioranza non come concessione all'opposizione, ma come risposta minima ad esigenze sociali che debbono essere tutelate.
Noi non abbiamo proposto con questa finanziaria né nuove leggi, né stravolgimenti, né diverse connotazioni, perché non è questo un compito che può essere neppure tentato dall'opposizione. Abbiamo proposto dei miglioramenti, salvaguardia delle cose ritenute buone che esistono nel sistema normativo della Regione, che esistono, che danno buona prova di sé, che appartengono alla collettività dell'istituzione di base e delle comunità della Sardegna, come il piano per il lavoro; abbiamo avanzato proposte quindi di difesa di cose buone che esistono ed alcune proposte migliorative, cose che rientrano nella dialettica democratica normale. Non abbiamo preteso di rovesciare le maggioranze, di ribaltare le situazioni e le posizioni. Siamo ben consapevoli che anche tutte le norme che il Consiglio regionale ha cassato, che ha espunto dalla finanziaria, che ha bocciato ancorché proposte dalla Giunta, sono state bocciate non perché la minoranza miracolosamente abbia espressività di voto superiore alla sua consistenza, ma perché evidentemente c'è una difficoltà che è interna alla maggioranza, ne prendiamo atto. Non è che la difficoltà interna della maggioranza risolve i problemi di un Governo altro di questa Regione, non è che fa una diversa ed altra maggioranza. Una diversa ed altra maggioranza non c'è! Ecco perché invitiamo a maggior ragione ad un senso di responsabilità e di corresponsabilità perché si addivenga ad una formulazione complessiva della finanziaria e che tenga conto di alcuni punti di difesa di istituti buoni che esistono in questa Regione, a partire dal piano per il lavoro, ed anche di miglioramento di alcune situazioni che possono essere migliorate.
Io faccio un esempio, non per giudicare voti già dati o cose già avvenute, ma solo per chiarire meglio questo concetto politico, in ragione dell'articolo 17 non è un mistero, noi il Gruppo di Rifondazione abbiamo ritenuto che in quella circostanza essendovi la possibilità, anche concordata, di soprassedere su una norma, ma di approvare una norma di riordino per esempio in materia di patrimonio della Regione, ed essendo quella norma originariamente proposta dalla Giunta e non dall'opposizione, potesse essere quello per esempio un punto di condivisione, posto che la Giunta originariamente lo proponeva, e quindi sarà stato pure istruito al suo interno e dagli uffici interni alla Regione, vuol dire che non era una cosa così sconvolgente, non cambiava le sorti del mondo, era un principio di riordino. E male ha fatto il Consiglio ed anche ogni parte del Consiglio che invece nella smania soppressiva o soppressivista, fuori! Niente! Non si fa niente! No, fare qualcosa condivisa e buona qualche volta, secondo noi, è meglio che non fare niente. Perché io non so quando mai - anche per la piccola e poca esperienza che ho di queste cose - questa nuova legge di riordino verrà mai presentata e quando mai questo Consiglio la approverà. Mi pare di capire che passeranno anni prima che torni la circostanza e l'evenienza che una norma di riordino del patrimonio regionale, del patrimonio immobiliare, si possa presentare all'attenzione del Consiglio. Eppure non si è approvata. Pur essendo in teoria d'accordo la maggioranza perché lo proponeva inizialmente, è d'accordo una parte dell'opposizione perché questa proposta l'ha ripresa e l'ha riproposta al possibile voto del Consiglio. Noi non siamo mai stati e non siamo per il tanto peggio tanto meglio. Noi siamo per il tanto meglio quando è possibile. Perché per il peggio ci pensano gli altri, non c'è bisogno che ci pensiamo noi, al peggio ci pensa la Giunta, l'Assessore al Bilancio e tutti gli altri Assessori ed anche la gran parte della maggioranza! Con questo dico che noi non ci illudiamo - come dire - sul risultato e sulle risultanze di questo confronto, però una cosa è illudersi ed una cosa è non avere sufficiente fiducia nel fatto che ragionando, e possibilmente ragionando insieme a quanti vorranno ragionare sulle cose serie, non arriviamo ad una migliore conclusione rispetto alla prospettazione iniziale che è quella che di più ci interessa attorno alla vicenda soprattutto delle leggi per il lavoro.
Sappiamo che la maggioranza si è riservata di avanzare proposte, noi vorremmo queste proposte conoscerle per poterle valutare e vorremmo queste proposte conoscerle e però sapere che rispondono alla domanda che è stata avanzata che ripeto non è un'altra finanziaria, è una modificazione di sostanza che consenta, come dire, di raggiungere un obiettivo possibilmente il più largamente condiviso in materia di sviluppo locale e di sostegno. Questo emendamento che noi presentiamo, trattando di un sostegno finanziario al recupero di valori storici, di valori di edifici ricadenti nei centri storici, di valori ambientali e culturali, si inserisce in via generale in questo ragionamento di miglioramento complessivo e possibile della finanziaria.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Falconi per illustrare l'emendamento 374.
FALCONI (D.S.). In questo articolo 18 che pone all'attenzione dell'Aula i problemi generali dei comuni ci coglie a noi del centrosinistra con una particolare attenzione perché da quel mondo veniamo, tantissimi di noi sono stati amministratori, ma anche del centro destra, perché no, sono stati sindaci, ma ancora di più oggi cogliamo quell'esigenza generale dei comuni proprio perché sono aumentate le loro competenze, sono aumentate le richieste immediate dei cittadini, essendo quello il primo piano dell'edificio dello Stato.
Noi guardiamo a quei problemi generali appunto cercando di dare risposte in termini generali. Il problema posto da questo emendamento a molti colleghi parrà un problema molto particolare, è pur sempre di un comune e quindi non un problema personale, è di un comune ed è un problema particolare, ed io lo espongo questo problema come esporrei qualsiasi problema di comuni che hanno problemi particolari, perché ce ne sono in Sardegna, come Olbia ha problemi particolari, sono stati ricordati stamattina per essere il più grande porto passeggeri d'Italia, è stato detto in Sardegna, no è di Italia, è il più grande porto passeggeri d'Italia, e questo crea problemi e quindi chi se non un ente come la Regione sovracomunale è chiamato a dare risposte a quel tipo di problemi, proprio perché quel comune da solo non ce la fa.
Questo emendamento parla di due comuni che hanno problemi considerati in Sardegna particolari e solo in Sardegna, badate bene. E sono considerati problemi particolari da quando c'è la legge regionale 25 che trasferisce i fondi ai comuni in forma automatica e predeterminata con dei parametri che tutti quanti noi conosciamo. Perché i fondi per lo sgombero neve erano precedentemente alla legge 25 inseriti nel capitolo di bilancio che era appunto definito sgombero neve per i paesi della montagna. Poi, tutti quei capitoli furono eliminati ed accorpati nell'unico e grande trasferimento che riguardava tutti i comuni, 370 comuni della Sardegna. Per cui oggi accade qualcosa di singolare che vi sintetizzo in questo modo: Fonni e Desulo hanno, attraverso la 25, qualche briciola per lo sgombero neve come ce l'ha Marrubiu e Quartu Sant'Elena, allo stesso modo. Solo che Marrubiu e Quartu Sant'Elena non hanno neve da sgombrare, Fonni e Desulo ce l'hanno, questo è il problema. E allora bisogna reintervenire perché nel frattempo in quei territori, in quei comuni, si è sviluppato il cosiddetto turismo bianco o turismo montano che sta, in forme a volte raffazzonate, embrionali, cercando di dare risposte difficili a un turismo interno, questo sì, tutto interno sardo, ai 24 mila sardi che sanno sciare e che vogliono praticare questo sport, e che si concentrano lì in due o tre mesi, soprattutto i fine settimana, in quelle due uniche stradine di Fonni e Desulo che collegano le strade provinciali con le falde del Bruncu Spina, con le vallate del Bruncu Spina. Badate, io non lo presento questo come un problema della Barbagia, del nuorese o di Fonni e Desulo; lo presento come un piccolo problema, ma un problema della Sardegna, perché è bene abituarsi al fatto che la montagna non è né di Arzana, né di Fonni, né di Desulo, la montagna è dei sardi e bisogna avere questo approccio, questo rispetto per la montagna, trattarla bene in quanto patrimonio ambientale, turistico, di fruizione dei sardi. E così non facciamo però, perché siamo l'unica regione che ancora oggi non ha a cuore i problemi della sua montagna, perché è l'unica Regione, la Sardegna, che non ha recepito la 97 nazionale che appunto trasferisce i fondi per la montagna. E allora bisogna dare risposte a questi tipi di problemi che sono contingenti, che si manifestano improvvisamente da un anno all'altro, a volte ci sono delle annate meno nevose, ne abbiamo tre o quattro alle spalle, ma questa è particolarmente nevosa, per cui ha creato innumerevoli problemi e non possono due piccoli comuni sobbarcarsi spese per centinaia di milioni per cercare di dare risposte, il più possibile accettabili, non ai loro cittadini, perché ai loro cittadini le danno le risposte, con grandi sacrifici, nei centri urbani, spalando neve nei centri urbani e non c'è nessun intervento regionale per fare questo e non c'è nessun intervento statale per fare questo. E in Sardegna questo problema è aggiuntivo lì, in quei territori, rispetto a tutti gli altri problemi comuni a tutti i comuni, scusate il bisticcio di parole. Quindi bisogna avere questa sensibilità e io capisco anche che con tutti gli emendamenti, con tutte le richieste, con l'assalto che c'è stato, che ci sarà ancora nei successivi articoli, mi si dirà che è un problema rinviabile. E' rinviabile a che cosa? E' rinviabile a quando? Al dissanguamento di due bilanci di due piccoli comuni che hanno già altri tipi di difficoltà, che non è il caso in questa fase di esporre, ma questa la possiamo risolvere, tra l'altro, con cifre che sono assolutamente ridicole rispetto alla montagna di miliardi che stiamo destinando qua e là in modo a volte anche irragionevole, perché ha molte parti irragionevoli questa finanziaria.
In ultimo mi preme sottolineare che se non accolto così come presentato e così come scritto, gradirei conoscere ciò che ne pensa l'Assessore competente dei lavori pubblici, se torna dopo lo stato vedovile che lo interessa, oppure anche l'Assessore del turismo che pure deve essere interessato a un certo flusso da turismo interno che comunque inizia ad essere sempre più consistente e sempre più interessante, perché, badate, 24 mila sardi che vanno fuori a sciare, sono anche 24 mila sardi che portano dei soldi all'esterno della Sardegna, che spendono. Noi siamo tra i migliori clienti della Valle d'Aosta e del Trentino Alto Adige, i sardi. Stranamente è la regione che ha il maggior numero di sciatori, naturalmente in percentuale pro capite, di tutto il Meridione italiano. Ebbene, abbiamo la possibilità di trattenerli qui e li tratteniamo solamente se riusciamo a dotare di un minimo di servizi essenziali quella montagna. Gli impianti di risalita ci sono, sono funzionanti, oggi ci sono delle piste eccezionali, forse non le ha il Trentino adesso, in aprile, innevate come sono questi giorni quelle montagne, non riusciamo ad andarci perché non riusciamo a sgombrare la neve dalle strade che appunto ci consentono di arrivare fino a quota 1.600 metri, cioè al Bruncu Spina.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 793 e così via fino all'806 sono sostitutivi parziali del 508, sono tutti uguali nella cifra. Pertanto prego uno dei presentatori, che sono gli onorevoli Cogodi, Ortu e Vassallo, di illustrarli.
COGODI (R.C.). Gli emendamenti richiamati sono relativi al sostegno che la Regione dovrebbe dare, potrebbe dare anche, ai comuni della Sardegna, soprattutto ai piccoli e medi comuni, inferiori a quindicimila abitanti, in ragione degli esborsi a cui i comuni sono tenuti come corrispettivo delle attività e delle procedure di espropriazione. Questo a evitare che accada, come spesso accade, o che i piccoli comuni siano messi nella condizione di non poter neppure più realizzare opere pubbliche, perché l'acquisizione delle aree a valore di mercato in realtà qualche volta è tale, nei suoi costi, che determina un esborso talvolta anche superiore a quello che è utile, che è necessario per realizzare l'opera stessa, oppure che i comuni inizino una procedura espropriativa magari sotto forma di occupazione d'urgenza e poi queste procedure sono contestate, l'opera si realizza e in capo ai comuni, soprattutto ai piccoli comuni, a distanza di anni arrivano di quelle mazzate fra valori di esproprio, danni che si ritiene abbiano causato, parcelle di avvocati e spese di procedimento che, conosciamo, portano talora i comuni stessi sull'orlo del dissesto finanziario, anzi qualche comune è stato portato oltre l'orlo del dissesto finanziario e cioè fin dentro il dissesto finanziario. Ora, le due evenienze, sia quella di non consentire o limitare l'assetto urbano, il miglioramento dei servizi, la dotazione dei servizi attraverso le opere pubbliche essenziali o anche l'altra evenienza, quella di esporre i comuni a oneri che non possono affrontare, sono tutte e due evenienze negative. E' chiaro che la soluzione non dovrebbe essere necessariamente nell'esborso di denaro pubblico per ripagare compendi che talvolta valgono molto meno o pressoché niente rispetto a quello che poi nella valutazione usuale si fa. Nei piccoli comuni accade spesso che ci sono degli spiazzi, dei caseggiati abbandonati da decenni, decenni e decenni, da gente che non c'è più, da gente che se n'è andata, poi quando si va alla valutazione a valore di mercato si danno valutazioni tali, anche nei piccoli comuni, che veramente c'è da rabbrividire. Però questo accade. La soluzione dovrebbe essere in una diversa normativa, come sempre c'è stata, per cui i valori di esproprio per un'opera pubblica non dovrebbero essere tanto punitivi per il privato proprietario di un bene, ma non dovrebbero essere neppure tali da garantire che un proprietario che ha un bene di cui si disinteressa, che non vende e non riesce neppure a vendere, di fatto attraverso l'espropriazione è come se l'avesse venduto al migliore offerente. Tutto questo accade e con queste normative accade che ci sono dei privati che si devono disfare dei beni e chiedono che i loro beni vengano espropriati, perché gli conviene, cioè realizzano quello che non realizzerebbero se vendessero.
Questa situazione si è determinata da diversi anni a questa parte perché i valori equitativi che erano messi a base della normativa dell'esproprio sono stati travolti; sono stati travolti e da una fase di libertinaggio politico, che ha praticamente via via prima attenuato e poi travolto le procedure espropriative in termini di equità, e poi, su questa scia, anche da una, come dire, interpretazione giurisprudenziale che ha portato a una giurisprudenza estremamente severa, tutta sbilanciata in favore dei valori privati e delle convenienze private, ma ben si sa che anche le interpretazioni giurisprudenziali e le conseguenti sentenze in realtà respirano l'aria che si trovano intorno, e se l'aria è l'aria politica favorevole a una determinata situazione e soluzione, la magistratura riflette perché respira quell'aria e in qualche modo riflette anche quella opinione prevalente, perché diventa un po' cultura e considerazione comune. Resta il fatto che la conseguenza nefasta è che in capo ai comuni non vi è più la possibilità di un intervento sufficiente e adeguato, per cui l'ipotesi, l'idea che la Regione possa soccorrere, cioè mettere a disposizione in modo programmatico una parte di risorse, questo possa un po' guidare il processo e possa consentire anche di acquisire quei beni che risultassero indispensabili, talvolta davvero essenziali, per realizzare progetti, interventi di miglioramento del tessuto urbano e anche della qualità della vita nei piccoli centri, soprattutto nei piccoli centri.
Questo è il senso di questo emendamento che può essere valutato nei termini nei quali anche altre parti sensibili di questo Consiglio vorranno valutarlo. Non è una proposta, come dire, che appesantisce più di tanto; è un intervento che si ritiene abbastanza adeguato e proposte di questa natura, secondo noi, consentono di evitare quegli eventi successivi che anche in questa finanziaria, sia nella normativa, sia attraverso emendamenti, ogni tanto si ritrovano. Ho visto già qui, in questa finanziaria, ma c'è ogni anno, tutta una serie di interventi che chi conosce di più nei luoghi e nei territori è sollecitato a proporre, anche talvolta per salvare o rimettere in equilibrio minimo il bilancio di un comune, perché quel comune possa continuare ad esistere, e queste cose il più delle volte nascono, derivano proprio da queste distorsioni, da queste esasperazioni che negli anni si sono accumulate in ragione di pratiche e di procedure di esproprio che magari sono iniziate quindici anni fa e poi, di ricorso in ricorso, di causa in causa, sono durate nel tempo e si sono moltiplicate per valori quasi inaffrontabili, anzi il più delle volte inaffrontabili da parte dei medesimi comuni.
Servirebbe qui ovviamente una normativa che è nella competenza statale, che riordini questa materia, che garantisca l'ente pubblico, l'interesse pubblico, che non punisca nessun privato, ma che dia o lasci, meglio dire, alla proprietà privata e alla disponibilità privata quello che quel privato dimostra di avere interesse ad avere. Un privato che abbandona per decenni e decenni in un paese dell'interno della Sardegna un immobile, uno stabile, lo lascia cadere a pezzi, mette addirittura a rischio, a repentaglio la salute di chi è rimasto in quel centro abitato, nel momento nel quale si attiva una pratica di esproprio quello manda tutti i tecnici che di sicuro asseverano che quella casa, quel manufatto che può essere anche al centro del centro abitato, vale quello che non sarebbe mai valso se avesse trovato un qualsiasi acquirente privato.
Quindi è un intervento di sostegno agli enti locali, soprattutto agli enti locali dell'interno, piccoli comuni, piccoli e medi comuni, che sono poi la gran parte, ugualmente collocati nei paesi dell'interno, mirato appunto a evitare danni successivi, esborsi troppo onerosi e comunque mirati a consentire il miglioramento dei servizi e della qualità della vita nei centri urbani minori e soprattutto nelle aree interne della Sardegna.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 508 ha facoltà di illustrarlo.
PIRISI (D.S.). Signor Presidente, questo emendamento si propone di reiterare una norma che era già inserita nella finanziaria dello scorso anno e all'articolo 7, comma 8, recita esattamente in questo modo: "L'amministrazione regionale, a seguito dell'entrata in vigore del Decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, numero 327 (Testo unico in materia di espropriazioni), tenuto conto dell'onere finanziario che graverà sugli enti locali, e in particolare sui comuni di modeste dimensioni, nell'applicazione delle prescrizioni contenute nell'articolo 6, comma 2, al fine di favorire l'istituzione di uffici, consorzi e altro per le espropriazioni, così come previsto dal comma 4 dello stesso articolo, è autorizzata a concedere per l'anno 2002, ai comuni con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti, un contributo pari a euro 1.000.000…". L'emendamento, visto anche che nel bilancio è stato cancellato completamente tutto, ritenendo di fare una cosa giusta e corretta, perché questo emendamento lo presentammo appunto nella passata finanziaria, fu accetto perché ritenuto assolutamente utile e devo dire che ha prodotto degli effetti positivi, perché c'è stato un grande interessamento da parte di diversi comuni che hanno provveduto a consorziarsi, così come era indicato anche nella norma della legge finanziaria, e quest'anno tutt'a un tratto viene cancellato. Insomma, io credo che l'Esecutivo bene avrebbe fatto a informarsi su come gli enti locali stavano utilizzando questa norma e le risorse che erano state messe loro a disposizione.
Per cui io non la faccio molto lunga, però, ritengo che sia fondamentale che la norma venga ripristinata e anche con un incremento di risorse, visti e considerati appunto gli effetti positivi che la norma stessa ha prodotto. Quindi non è un emendamento che riguarda un particolare comune o un particolare territorio, ma tutti i comuni che avrebbero delle grandissime difficoltà ad avere degli uffici e degli uffici allocati all'interno del singolo comune. Quindi è una norma che va incontro alle amministrazioni pubbliche, e come tale riteniamo che debba essere riproposta e reintrodotta anche quest'anno.
PRESIDENTE. L'emendamento 518 è sempre suo onorevole Pirisi, suo e di altri naturalmente, a pagina 483. Anche il 520 è suo, il 521 è suo, il 522 è suo. Li può illustrare tutti fino al 522.
Ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi per illustrare i suoi emendamenti.
PIRISI (D.S.). Avremo modo di parlare di questi argomenti anche quando andremo all'articolo 19, perché si tratta di un emendamento che vuole aprire qui una discussione su quello che è lo stato di fatto esistente sulla problematica dei parchi nella nostra Regione. Io credo che sia giusto richiamare l'attenzione del Consiglio, dell'Assessore degli enti locali, ma anche dell'Assessore dell'ambiente, perché io non dimentico che avete fatto dei proclami, avete girato nei paesi dell'interno con la fanfara, avete magnificato quella che sarebbe stata la vostra azione di fronte all'inettitudine e all'incapacità dei governi del centrosinistra, oggi siete in ritirata, quasi vi vergognate delle cose che avete detto, perché la realtà dei fatti sta dimostrando tutta quanta la vostra divaricazione tra quello che avete annunciato e quello che state facendo.
I tanto vituperati governi del centrosinistra avevano subìto da parte vostra attacchi di ogni genere ed avete anche detto a tutti quanti noi che avreste risolto le problematiche di quelle aree, attraverso azioni concrete che avreste prodotto di concerto con il Governo nazionale ed invece qui sta miseramente venendo fuori tutta la vostra incapacità di agire, di fare e di assumere decisioni di qualunque natura. L'emendamento nello specifico dice che per quanto attiene i comuni che sono ricadenti nell'area del Parco di Gennargentu, il Golfo di Orosei, ed ai privati cittadini è attribuita priorità nella concessione dei contributi previsti dalla legge 29 del 1997 per la realizzazione di strutture, qui è stato detto di strutture turistiche, eccetera. Cioè, io ho voluto richiamare, c'è stato qualche errore di battitura nell'emendamento che è stato presentato, però la legge 394 prevede una serie di misure di incentivazione e voi non siete stati capaci neppure di metterle in essere. Tra le misure di incentivazione previste dalla tanto vituperata legge 394 vi è per esempio l'articolo 7 che dice: "Ai comuni e alle province il cui territorio è compreso in tutto o in parte entro i confini di un parco nazionale, e a quelli il cui territorio è compreso in tutto o in parte entro i confini di un parco naturale regionale, è nell'ordine attribuita priorità nella concessione di finanziamenti statali e regionali richiesti per la realizzazione sul territorio, compreso entro i confini del parco stesso, dei seguenti interventi: impianti ed opere previsti nel piano per il parco di cui rispettivamente gli articoli 12 e 25; restauro dei centri storici ed edifici di particolare valore storico e culturale; recupero dei nuclei abitativi rurali; opere igieniche ed idropotabili, e di risanamento dell'acqua, dell'aria e del suolo; opere di conservazione e di restauro ambientale del territorio, ivi comprese le attività agricole e forestali, attività culturali nei campi di interesse del parco, agriturismo, attività sportive compatibili, strutture per l'utilizzazione di fonti energetiche a basso impatto ambientale, quali il metano e gli altri gas combustibili, nonché interventi volti a favorire l'uso di energie rinnovabili; il medesimo ordine di priorità di cui al comma primo è attribuito ai privati singoli o associati che intendano realizzare iniziative produttive o di servizi compatibili con le finalità istitutive del parco nazionale o naturale o regionale". Bene, abbiamo appreso dai giornali che la Regione ha risposto a delle domande che sono state fatte per l'inserimento di agriturismi e di altre attività di diverso tipo, dicendo che esistono le norme di salvaguardia previste dal Parco nazionale del Gennargentu. Cioè, voi siete la Giunta che sta applicando le restrizioni previste dal Parco e non avete fatto nessuna incentivazione per questi territori e per quei comuni. Ma, assessore Pani, Assessori regionali, Giunta regionale, volete dire a questo Consiglio che cosa state facendo? Quali sono le vostre intenzioni? Che cosa volete fare per fare in modo che realmente ci sia uno sviluppo di quei territori visto e considerato che l'attuale portavoce, vice Comincioli, in Sardegna, più volte ha detto che il piano sarebbe stato fatto da questa Giunta. Stiamo aspettando da anni! Siete quattro anni a poltrire senza fare nulla, senza produrre un effetto positivo per quei territori e a continuare a guardare le cose con la testa girata all'indietro. Ora io credo che lo svezzamento a quattro anni sia finito anche per un bambino, figuriamoci per una Giunta abbastanza navigata che ha percorso itinerari abbastanza perigliosi anche nella vita della politica sarda. Per cui, siamo in attesa di capire che cosa intendete dire riguardo alle problematiche che adesso stiamo sollevando, cioè nessun progetto di sviluppo per le zone interne è stato prodotto da voi, siete la Giunta che non ha portato una lira, che la legge avrebbe potuto consentire di portare in quei territori e siete afasici, muti, annichiliti perché ormai avete smesso di fare propaganda e nel momento dell'agire siete incapaci di fare qualcosa.
Credo che sia indispensabile invece, che perlomeno in attesa che produciate qualcosa di tipo positivo, diciate che quanto previsto dall'articolo 7 della 394 debba essere integralmente applicato, cioè dando, assessore Pani so che lei elabora ad altri livelli e che quindi questo argomento quando non ci sono la platea dei rappresentanti del "no", lei glielo dico con molto garbo e con molta simpatia, cortesia, educazione, ma quando non ci sono quelli che la spalleggiano rimane zitto, Assessore, invece io la sto sollecitando a che ci dica qualcosa, a che ci dica che cosa ha intenzione di fare questo Esecutivo. Io ho ritagli di giornale, avete inondato la stampa in tutti i modi e le maniere, ci sono dichiarazioni che avete fatto tutti, avete urlato e strillato contro il decreto istitutivo del Parco e che lo avreste in quattro e quattr'otto; il vostro Ministro vi ha detto invece, molto più realisticamente: "Badate che quella che state facendo è solo propaganda", perché un decreto non può essere ritirato, può essere sostituito da un altro decreto; ma a che punto è la vostra elaborazione? A che punto è la vostra azione nel cercare di portare a casa qualche risultato? Come mai, assessore Pani, sotto questo profilo non dite più niente? Perché non dite più nulla? Prima di fare affermazioni come quelle che voi avete fatto, avreste dovuto pensarci due volte, non si fa campagna elettorale in maniera così irresponsabile come voi avete fatto in quei territori, perché poi vi si ritorce contro, vi si ritorce contro in maniera pesante! Avete la responsabilità in capo a voi di aver perso tutte le risorse che ormai si tratta di svariate decine di miliardi, che potevano arrivare in quei territori e per vostra responsabilità non sono arrivati, per vostra responsabilità! Poi dopo mi dirà, Assessore, però io registro che danari in quei territori specificatamente per uno sviluppo alternativo a quello che può essere un Parco nazionale non è arrivata una lira! Gradirei che mi smentisse. Poi può andare a verificare se per esempio qualche anno fa in quei territori ricadenti nell'area del Parco delle risorse sono arrivate. Sono stati costruiti dei mini caseifici, sono state messe in essere delle attività compatibili con l'ambiente; quella che è una risorsa abbiamo cercato con le forze modeste che l'allora Governo regionale aveva messo a disposizione, di farle fruttare; se andiamo a verificare in quei territori, si avrà modo di verificare che quei soldi sono andati a buon fine e stanno producendo effetti positivi e posso dirle che c'è anche qualche allevatore di quelli che c'erano in piazza il giorno che è venuto il Ministero Bordon che ha preso i soldi e che poi magari è ancora contro il Parco perché qualcuno gli ha detto che le terre sarebbero state espropriate e portate in continente e quindi i sardi si sarebbero trovati senza terra, siete arrivati anche ad ipotizzare e paventare cose di questo genere; siete andati a dire che i pastori non ci sarebbero più stati in quei territori, è una menzogna! E' una menzogna! Perché tutti sappiamo che è previsto nei progetti che voi avete nei vostri Assessorati, che nessun pastore sarebbe andato via da quei territori, che le zone di riserva integrale sarebbero stati i tacchi calcarei sui quali neanche le capre vanno a pascolare e che quindi non ci sarebbe stata nessuna espropriazione nei confronti di alcun pastore. Siccome voi anche recentemente, da poco l'onorevole Licandro ha detto che è stato un fallimento l'industria petrolchimica che voi state cercando di acchiappare i cocci e di metterli tutti insieme, che avreste puntato sulla piccola e media impresa e sullo sviluppo compatibile con l'ambiente. Assessore, ci vuole dire qual è un'azione concreta che voi avete fatto? Ci dica, qualcuno della Giunta, qual è una, non dieci o cento come avevate detto, un'azione concreta che avete fatto, che vada a favore delle popolazioni di quei territori i quali siete riuscite a convincere che si può realizzare sviluppo in quei territori a prescindere del Parco o dai Parchi nazionali. Credo e ritengo che quella sia un'occasione che è stata persa, ritengo anche doveroso dire che nel 1995 quando ci fu la campagna elettorale per le elezioni provinciali, nel programma del centrosinistra era detto in maniera chiarissima che saremmo andati avanti per cercare di realizzare il Parco Nazionale del Gennargentu. E` evidente che questa era la posizione del centrosinistra, la posizione del centrodestra invece, candidato a Presidente l'avvocato Cualbu, attuale Presidente del Parco de La Maddalena, diceva esattamente che voi pure avreste lavorato per la realizzazione del Parco del Gennargentu. "Carta canta e villan dorme" come dice il proverbio....
(Interruzione del consigliere Frau)
...carissimo, so bene quale sia l'amore che intercorre tra lei, onorevole Frau e l'attuale Presidente! però voglio dirle che non è che il Presidente del Parco de La Maddalena è un ambientalista del WWF oppure è stato pescato nella Lega Ambiente o in ambienti di quel tipo, no, voi avete detto: "Noi di Alleanza Nazionale", noi dico assessore Pani, Ministro Matteoli, "che siamo contrari ai parchi nazionali" e poi siamo stati smentiti dal Ministro stesso "che siamo contrari ai parchi nazionali", però quando si tratta di occupare una poltroncina abbiamo l'uomo giusto che lo possiamo anche tingere di verde all'occorrenza, mentre invece l'avvocato Cualbu ad onor del vero devo dire che era favorevole al Parco Nazionale del Gennargentu, come erano favorevoli tanti rappresentanti di Forza Italia e di Alleanza Nazionale a suo tempo perché si riteneva che si potesse fare un ragionamento intorno anche alle problematiche della 394 sull'articolo 9, cioè la costituzione del direttivo del Parco stesso, un ragionamento da farsi con una presenza molto più forte, massiccia di sardi nel comitato direttivo e credo che saremmo potuti addivenire a una soluzione. Qualcuno ha avuto la bella pensata invece, di fare la campagna elettorale andando a dire sciocchezze su sciocchezze intorno a questo problema, a dire bugie e falsità, a dire che i pastori sarebbero stati cacciati via dal nuorese, e voi, ve lo immaginate con il carico di bestiame che c'è, forse anche un po' eccessivo, i pastori del nuorese scendere tutti quanti a valle o dirigersi al Parco de La Maddalena dove c'è un rappresentante di Alleanza Nazionale, delegato dell'Assessore, e pascolare da quelle parti, cioè cose folli! Cose folli, cari colleghi! Il problema vero invece è, caro assessore Pani che con un Parco si pensa di dare valore aggiunto ai prodotti, che lì oggi ci sono e che sono prodotti naturali e sono prodotti genuini, ma se un prodotto per esempio un formaggio che viene prodotto da quelle parti, avesse il marchio di prodotto del Parco, avrebbe un valore aggiunto immediatamente del 15, 20 o 30 per cento, stiamo facendo perdere queste opportunità! State facendo perdere queste opportunità! O i prosciutti che ci sono da quelle parti, nei salumifici dell'Ogliastra o dei monti di Fonni, perché no? Prosciutti eccellenti che potrebbero essere venduti ad un prezzo superiore con il marchio di prodotti del Parco, quindi con il marchio di salubrità, di genuinità e così pure ci potrebbe essere un incremento notevole delle persone che vengono in quei territori per poter acquistare i prodotti senza doverli spedire in continente o all'estero, perché poi sappiamo anche che c'è una gabella ulteriore dovuta alle vostre manchevolezze, al fatto cioè che non siete riusciti a fare la continuità territoriale per le merci e che penalizza i produttori sardi che debbono esportare le merci nel continente o all'estero. C'è una perdita secca, e questo problema è stato denunciato da qualche altro collega, una perdita secca che è superiore ai 100 miliardi che avremmo dovuto utilizzare, e potuto utilizzare, risorse dello Stato che sarebbe andato a favore dei nostri produttori, tutti i produttori della Sardegna e che voi invece per la vostra incapacità e insipienza non siete riusciti a portare in Sardegna e quindi a penalizzare i produttori.
Allora credo che sia importante che gettiate la maschera dell'ipocrisia, dell'imbroglio, del dire le cose non vere e ci diciate finalmente una parola chiara su quella che deve essere l'azione che questo Esecutivo intende portare avanti! E` fondamentale questo aspetto perché se voi sotto questo profilo non direte niente è evidente che tra poco, ve lo stanno già chiedendo tutti i giorni, risposte non ne avete, le risposte sono solo risposte di tipo retorico, quelle che potete dare, sono delle risposte di mistificazione, perché ciò che c'è realmente è l'incapacità di dare uno sbocco a quella che è un'azione che avete intrapreso e un vicolo cieco nel quale vi siete infilati; ma se vi foste infilati solo voi, pazienza, il problema è che nel vicolo cieco nel quale vi siete infilati voi, state infilando tutti i popoli e i cittadini che vivono in quelle aree, ma state infilando in quel vicolo cieco tutti i cittadini della Sardegna attraverso una miriade di azioni che, assommate le une alle altre, dimostrano non così in maniera propagandistica, ma in maniera reale e concreta, il fallimento della vostra azione di governo.
Quindi io credo che voi abbiate il dovere non di dire ai cittadini di quei territori che loro sono penalizzati dalle norme di salvaguardia ma dire anche quali sono i vantaggi che possono avere attraverso la legge 394 tanto vituperata. Io e gli altri colleghi vi abbiamo voluto richiamare all'attenzione questo aspetto e questo problema. Credo che sia opportuno, Assessore, che forse si lasci da parte la demagogia che fino ad ora avete messo in campo, che si lascino da parte le bugie che sono state dette, che si guardi la realtà in faccia e si costruisca realmente una ipotesi percorribile affinché in quel territorio realmente possano arrivare le previdenze che la legge prevede, possano arrivare le risorse che possono andare in capo a quei territori, possano essere realizzate le infrastrutture che la legge prevede debbano essere realizzate; e questo lo si debba fare attraverso dei ragionamenti pacati, perché ormai quando andate in quei territori a parlare contro il Parco del Gennargentu, contro tutto ciò che si voleva fare in questi territori, state parlando soltanto contro voi stessi, contro l'incapacità che avete dimostrato di far seguire alle parole delle azioni concrete contro la vostra incapacità di studiare i problemi, che avete parlato senza neanche studiarvi i progetti; se con l'incapacità che avete dimostrato nel non andare a verificare nel territorio, concretamente, quali sono le cose che possono essere fatte per dare benefici e sviluppo a quei territori. Quando voi parlate di volere frenare lo spopolamento di quei territori io vi dico: "Ma al di là dell'enunciazione, ma con che cosa lo volete frenare?" Facendo un recinto e lasciando la gente dentro? Ma pensate di murare le persone in modo che non si spostino? Oppure la cosa più giusta sarebbe quella di creare condizioni affinché la gente possa rimanere in quei territori; ripeto, quali azioni state mettendo in essere? Quali azioni concrete voi state portando avanti? A me pare di non averne vista neanche una!
Quindi, se i territori del centro Sardegna stanno continuando nell'emorragia cui sono soggetti, signori guardatevi allo specchio e avrete una risposta molto facile e semplice, la responsabilità sta in capo a voi. A me dispiace rivolgermi all'Assessore dell'ambiente perché è persona garbata ed anche distratta, fa anche rima!
SANNA NIVOLI (A.N.). Mi scusi, ma l'Assessore non è distratto.
PIRISI (D.S.). Onorevole Sanna per carità di Dio, non gliene voglio né a lei né all'Assessore, ci mancherebbe! Dicevo che lei Assessore è persona garbata però il suo garbo noi non lo possiamo accettare sempre, e la sua cortesia la possiamo accettare come azione di governo. Il garbo e la cortesia sono delle sue qualità, gliele riconosciamo, però oltre le qualità è necessario, magari non dipende solo da lei, dipende anche del fatto che debba tirare la giacchetta all'Assessore degli enti locali e dirgli:" Bada che la 29 in base all'articolo 7 prevede questo", allora una quota di quelle risorse che io ritengo possiamo anche incrementare, quelle della "29" perché si stanno spendendo e si stanno spendendo direi in maniera proficua ed anche veloce, una quota deve essere destinata prioritariamente ai comuni che ricadono nell'Area Parco, perché noi siamo stati - dovrebbe dire lei - incapaci di dare seguito alle cose che abbiamo detto, ma almeno qualche beneficio bisogna che lo facciamo avere ai comuni di Orgosolo, di Fonni, di Gavoi, di Villagrande, di Tonara eccetera, eccetera, non ci possiamo fermare soltanto nell'azione di ostruzione, abbiamo il dovere di fare certe cose. All'Assessore Frongia per esempio, dirgli: "se ci sono delle iniziative turistiche, che devono essere realizzate in quei territori, la legge prevede per quelle aree, per i paesi ricadenti nell'area parco una precedenza", così l'Assessore Frongia anche per le attività della "51" quelle che sono relative all'artigianato eccetera, eccetera, avrà modo di indirizzarle prioritariamente in quei territori in cui la gente magari anziché dover passare in coda sta davanti e può darsi che resti, e resistono attività sportive, realizzazioni, anche queste cose qua prioritariamente in quei territori; quindi occorre che almeno un quarto d'ora, perché so che tempo non ne avete molto, ma un quarto d'ora per parlare delle problematiche connesse al Parco nazionale del Gennargentu - Golfo di Orosei, la testa sotto la sabbia non la si può mettere.
Il Presidente della Giunta avrebbe dovuto convocare il CIC, il Comitato istituzionale di coordinamento visto e considerato che il parco esiste, oppure delegare l'Assessore, oppure che vi alziate e diciate che quello che sta dicendo Matteoli è una bufala, è uno che non capisce nulla, come dicevate ieri per qualche altro Ministro e quindi quel Ministro bisogna che se ne vada a casa, perché sta danneggiando la Sardegna, di cui invece voi siete gli alfieri porta bandiera, le persone che hanno il grande prestigio; insomma mettetevi d'accordo! Però il silenzio su questo problema, caro Assessore, non permetteremo che cada.
PRESIDENTE. La prego concluda!
PIRISI (D.S.). No guardi che ne ho altri due, non voglio abusare del tempo.
PRESIDENTE. Lei non vede dietro, siccome di tanto in tanto vedo sventolare bandiere bianche, glielo dico per questo. Vada avanti e concluda appena ritiene di dover concludere.
PIRISI (D.S.). Siccome di questo argomento qui è latitante, non se ne parla proprio; prima veniva invocato in una certa maniera, adesso invece appena uno inizia dicendo "p" si pensa che prosegue in Parco e tutti a scappare. Assessore poi mi dirà dopo, torneremo anche sull'articolo 19, in tutti i casi.
PANI, Assessore della difesa dell'ambiente. Mi sarà difficile non avendo il tempo che è stato concesso a lei per rispondere in modo adeguato.
PIRISI (D.S.). Guardi io non ho titolo per cedere il tempo a lei, Assessore, altrimenti guardi che glielo cederei ben volentieri perché siamo tutti assetati di sapere qualche cosa su questo argomento, però lei Assessore non è un problema di chiacchiera, lei ha gli strumenti per agire, a differenza mia! Qui io posso parlare ma lei può agire! Tra me e lei la differenza è quella! Ha capito, Assessore, c'è questa differenza, lei fa parte di un esecutivo ed io faccio parte soltanto dell'Assemblea legislativa, quindi le responsabilità stanno in capo a lei, lei faccia azioni concrete e vedrà che io non parlerò per niente. Io mi auguro che lei un giorno o l'altro capiterà anche che magari ci sarà di nuovo una turnazione visto che i risultati che ci state portando sono quelli che sono e, a quel punto, mi auguro che chi succederà a voi, tanto voi non riuscirete a fare nulla, che chi vi succederà sarà in grado di portare a casa delle azioni che sono riferite a dei territori specifici ma che vanno tutte a vantaggio della Sardegna, dei cittadini e non di un comune o di un altro, ma di tutti i sardi ed anche chiaramente, quando abbiamo un bene comune tutti, è un bene anche per l'Assessore dell'ambiente e per la Giunta anche se non meriterebbero di avere dei benefici concreti.
PRESIDENTE. Mi corre l'obbligo di precisare che l'onorevole Pirisi parla per il tempo che gli mette a disposizione il Regolamento e che ci ha regalato circa otto minuti, perché avrebbe potuto parlare circa per otto minuti, quindi per questo ringrazio l'onorevole Pirisi. Ha facoltà di parlare il consigliere Morittu per illustrare l'emendamento 342.
MORITTU (D.S.). Presidente, sarò comunque breve anche io al pari del mio collega Pirisi concederò qualche minuto rispetto ai tempi regolamentari che mi sono concessi all'assessore Pani per poter dare una risposta, così come lui vorrebbe, esauriente rispetto ai temi che il collega Pirisi ha sollevato e che mi pare non siano temi di poco conto, seppure cadono in un contesto di Aula abbastanza disattento per non dire disinteressato rispetto a questi temi. Mi sembra che l'Aula stia aspettando di fare le dieci, come i napoletani aspettano di passare la nottata. E` un po' un atteggiamento che non invoglia certamente ad affrontare temi che io ritengo davvero vitali per lo sviluppo della nostra Isola.
Io molto più semplicemente affronterò un tema con l'emendamento 342, che è un emendamento aggiuntivo rispettivo al comma 11 dell'articolo 18. E` aggiuntivo perché nel comma 11 dell'articolo 18 modificando una norma contenuta nella "45", relativa alle modalità di contribuzione ai comuni per la redazione dei piani urbanistici comunali e provinciali, si dimentica dei comuni, che non sono pochi, che ancora non hanno concluso il loro iter di approvazione dei piani urbanistici comunali che sono stati finanziati a suo tempo con le leggi di finanziamento della legislatura 1994-1999, le diverse leggi di finanziamento che puntualmente in tutte le finanziarie comparivano con una norma ad hoc, si dimentica per l'appunto di quei comuni finanziati che hanno già ottenuto un contributo, che hanno iniziato l'iter anche complesso, mi riferisco soprattutto ai colleghi della maggioranza che naturalmente non solo sono disattenti e disinteressati, ma disturbano anche le persone che vogliono porre a quest'Aula i problemi anche piccoli della Sardegna.
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia.
MORITTU (D.S.). Io non credo peraltro che siano così piccoli.
PRESIDENTE. Posso chiedere ai colleghi di non rivolgere le spalle alla Presidenza? Grazie. Molto gentili. Prego onorevole Morittu.
MORITTU (D.S.). Io Presidente non voglio neanche suggerirle un'ulteriore battuta, ma oltre che non dare le spalle alla Presidenza io li inviterei anche ad ascoltare silenziosi, oppure ad abbandonare silenziosamente l'Aula se preferiscono. Io non mi offendo naturalmente per questo, ognuno poi risponde delle azioni che compie, dei comportamenti che adotta.
Dicevo che si pone come aggiuntivo rispetto ad una dimenticanza della Giunta regionale che propone una nuova stagione, poi su questo diremo anche, stranamente una nuova stagione di pianificazione urbanistica comunale degli enti locali, sia generale che attuativa, a fronte naturalmente di una assoluta mancanza di nuove direttive che ci saremmo aspettati in questi quattro anni da parte di questa maggioranza di centrodestra, rispetto alla pianificazione urbanistica regionale e locale.
Dicevo, questi tanti comuni, guardate che abbiano concluso l'iter di approvazione dei loro strumenti urbanistici comunali mi risulta, è un dato non aggiornato naturalmente, perché anche i dati aggiornati sono difficili da avere in questa Regione, sono tenuti gelosamente nascosti negli uffici e non si capisce perché, io ho chiesto in Commissione ufficialmente all'Assessore dell'urbanistica che non vedo e mi dispiace, non lo vedo né alla destra e né alla sinistra, né nascosto dietro la tenda stasera, né al centro, insomma non lo vedo. Io gli ho chiesto ufficialmente i dati, in una riunione formale della Commissione, sullo stato della pianificazione urbanistica regionale; glieli ho chiesti ancor prima della finanziaria, sto parlando mi pare di dicembre del 2002, alla data odierna in Commissione non è arrivato niente. Avevano promesso una relazione esauriente circa lo stato della pianificazione regionale, a tutt'oggi non è arrivato niente, ma ufficiosamente so, con un dato sicuramente non aggiornato, che non più di centocinquanta comuni sui trecentosessantasette della Sardegna avevano concluso il loro iter di adozione ed approvazione definitiva del piano urbanistico comunale.
Ora, più della metà, circa duecento non hanno concluso l'iter e circa duecento hanno avuto il finanziamento sulle leggi precedenti che sono citate, per esempio nel comma 12 dello stesso articolo 18, hanno ricevuto finanziamenti per la redazione del loro strumento urbanistico con il meccanismo del cinquanta per cento di acconto. Questi comuni, sicuramente la maggior parte, sono in fase di elaborazione anche tormentata per vicende politiche, ma anche per vicende legate ad una assenza di indirizzo da parte della Regione.
Mi riferisco soprattutto a tutti quei comuni che ricadenti nelle aree assoggettate ai PTP, ai sette PTP annullati hanno avuto una fase di difficoltà non avendo indirizzi su come procedere a seguito dell'annullamento dei sette PTP intervenuto mi pare nel luglio del 1998. Allora, con questo emendamento si propone un completamento della precedente norma di cui al comma 11, prevedendo che queste anticipazioni di finanziamento rimangano ai comuni, perché sulla base della norma che è stata approvata, mi pare con la finanziaria del 2001, tutti quei fondi sono stati classificati come fondi perenti, come economie e quindi la Regione, l'ufficio regionale preposto dovrebbe incamerare, ha già mandato le lettere ai comuni per incamerare quelle anticipazioni date e poi magari, sulla base del comma 11, questi comuni dovrebbero richiedere il finanziamento con una procedura che è restituire per poi magari riavere successivamente.
Allora noi proponiamo molto semplicemente che quelle somme rimangano comunque a disposizione dei comuni, perché magari le hanno già spese in parte in anticipazione ai lavori che sono stati magari eseguiti, e che loro possano concludere il procedimento di adozione ed approvazione dei piani entro dodici mesi a far data dall'approvazione di questa legge senza, quindi, dover restituire le somme e mettere in difficoltà, immagino, anche la stessa finanza comunale.
Allora, queste sono le ragioni fondamentalmente, poi naturalmente c'è una casistica differenziata; i comuni che concludono entro dodici mesi o anche i comuni che non riescono a concludere entro dodici mesi non è pensabile che restituiscano il cinquanta per cento del contributo già avuto, noi la possiamo considerare - questo noi diciamo nella nostra norma - come una anticipazione del contributo a valere sulla domanda da fare sulla base del comma 11 dello stesso articolo.
Perché, quindi, intasare gli uffici comunali in un'operazione di restituzione e poi nuovamente di contribuzione da parte della Regione e non, invece, molto più correttamente, ma anche con una semplice norma di buon senso, posto che comunque questi comuni devono dotarsi del piano urbanistico comunale, non è pensabile che per loro non valga la contribuzione che è valsa per altri, diciamo anche per quei comuni che non riusciranno nei dodici mesi successivi a concludere l'iter di approvazione del piano, l'anticipazione ricevuta rimanga come un'anticipazione in conto di un futuro contributo che loro andranno a chiedere.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Biancu per illustrare l'emendamento 726.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, l'emendamento 726 cerca di correggere l'emendamento 59 presentato dalla Giunta relativamente ai danni subiti dai cittadini ricadenti in quei comuni che sono stati oggetto di eventi meteorici straordinari. Ho avuto già modo di dire, nella giornata di ieri, che al comma 9 dell'articolo 18 la Giunta, l'assessore Biancareddu, aveva previsto di risarcire i cittadini che avevano subito dei danni per eventi alluvionali limitatamente alla città di Tempio. Adesso l'assessore Masala, per la Giunta ovviamente, prevede altri risarcimenti sempre ad personam, cioè questo è un modo, assessore Masala, di comportarci non correttamente, tutti i cittadini sardi debbono essere uguali di fronte alle opportunità che questo Consiglio regionale prevede. Io non capisco perché lei pur avendo nei vostri uffici, sarebbe bastato farvi dare i dati, le notizie, le richieste che sono pervenute dai cittadini della nostra Regione, non quelli che sono stati interessati solamente per quanto riguarda la città di Tempio nel 1998, non solo quelle che sono successe il 9 ottobre, tant'è che nell'emendamento 223 io, ritenendo che fosse giusto cercare di dare copertura a tutti gli eventi straordinari succedutisi in questi ultimi anni, avevo pensato appunto di includere anche quei danni subiti dai cittadini di Pirri per gli eventi alluvionali del 9 ottobre del 2002. Lei prevede in questo suo emendamento i risarcimenti per questi eventi straordinari del 9 di ottobre, prevede anche quelli del 27 e del 28 febbraio 2003, cioè quelli appena succeduti, ed io credo che sia un fatto importante estenderli anche a questi del 27 - 28 febbraio 2003, però, assessore Masala, io non riesco a spiegarmi come voi pur avendo nei vostri uffici le segnalazioni dei danni subito dai cittadini di una parte della provincia di Oristano per gli eventi alluvionali del 25 agosto 2002, come mai non abbiate tenuto conto di queste segnalazioni, di questi danni subiti da questi cittadini alla stregua di quello che voi ci state proponendo sia con il comma 9 dell'articolo 18, sia con l'emendamento 59 presentato dalla Giunta.
Quindi, l'emendamento 726 pone alla vostra attenzione che così come voi lo stato prevedendo per i danni e per gli eventi alluvionali conseguenti ai danni subiti dai cittadini il 9 ottobre 2002, il 27 - 28 febbraio 2003, vengano ricompresi anche quelli subiti dai cittadini che sono stati oggetto di questi danni il 25 agosto del 2002. Ma io aggiungerei, assessore Masala, che mi sembrerebbe corretto che in questo vostro emendamento vi fossero compresi non soltanto quelli che noi stiamo indicando, ma vi fossero compresi tutti i cittadini che avessero subito danni per eventi atmosferici eccezionali in questi ultimi anni, a partire ovviamente da quello anche del 1998 che ha colpito i cittadini della cittadina di Tempio. Quindi l'emendamento tende a dire che non possiamo prevedere interventi ad hoc per determinate comunità, penalizzando e lasciando fuori da queste provvidenze altre comunità.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare l'emendamento 59.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie Presidente, più che dalla esigenza di illustrare l'emendamento 59, che oggettivamente non ha bisogno di essere illustrato, intervengo anche per uscire da due giorni di silenzio, perché effettivamente non si riesce poi a trovare lo spazio per dare le risposte, infatti io già mi trovo in una situazione di difficoltà psicologica perché sto già pensando al modo col quale dovrei rispondere a tutti i quesiti che sono stati fatti nell'illustrazione di oltre 190 emendamenti, quindi sono ormai già dieci - dodici ore di interventi, di illustrazione di emendamenti, mentre a me, ahimè, toccheranno soltanto dieci minuti per dare una risposta ad interventi di questo genere. Però nell'illustrare questo emendamento voglio cogliere l'occasione, anche perché poi mi sfuggirebbe sicuramente nella molteplicità degli emendamenti, di dare una risposta all'emendamento 726, quindi abbino le due cose.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SALVATORE SANNA(Segue MASALA) Io non contesto il fatto che debbano essere risarciti i cittadini di tutti gli eventi calamitosi, sia quelli del 25 agosto che del 28 febbraio eccetera, quando capitano, speriamo che non capitino così non c'è nessuna possibilità di dover intervenire. Quello che contesto, però, è l'affermazione secondo la quale con l'emendamento 59 si sarebbe voluto fare un intervento ad personam, è stato definito, direi ad municipium, in realtà è ad municipia, nel senso che contiene un insieme, un numero grande di comuni che sono stati interessati da quegli eventi calamitosi. Quelli del 25 di agosto, ai quali fa riferimento l'emendamento 726, non sono inclusi perché il risarcimento dei danni è stato già previsto e determinato dalla protezione civile e la Giunta regionale su proposta dell'assessore Pani ha già all'ordine del giorno la proposta di delibera della Giunta che riguarderebbe proprio il risarcimento di questi eventi.
BIANCU (La Margherita - D.L.) Per i danni ai comuni, non per i cittadini.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
Per i danni ai comuni; se lei dice che debbono essere inclusi anche i danni ai cittadini, perché hanno avuto danni i cittadini, io personalmente non ho niente in contrario, ma evidentemente quando si fanno gli emendamenti, si fanno sulla base delle istruttorie che vengono fatte dagli uffici che sono a ciò deputati. Quindi, evidentemente, a parte il fatto che io questi emendamenti li avrei collocati nell'articolo 19, non in questo, come pure peraltro anche quelli che hanno riguardato i parchi, questo lo dico tra parentesi, per una maggiore attinenza negli argomenti, comunque se risulterà accertato che in effetti dalla proposta di delibera della Giunta non sono compresi gli interventi a favore dei cittadini, per quanto mi riguarda non ho niente in contrario che vengano inclusi anche i danni compiuti nei confronti dei cittadini di un'altra alluvione. Una volta che io avrò accertato che il 25 di agosto del 2002 c'è stata un'alluvione che ha colpito determinati territori non vedo la ragione per la quale quei cittadini debbono essere trattati in modo diverso dagli altri, quindi questo dovrebbe - credo - fugare ogni dubbio sulla correttezza e soprattutto sulla buonafede di che propone gli emendamenti. Questa buonafede deve essere riconosciuta in chi propone gli emendamenti quando si tratta di consiglieri, ma deve essere riconosciuta anche quando gli emendamenti vengono proposti da esponenti della Giunta.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Marco Tunis per illustrare l'emendamento 43.
TUNIS (Rif. Sardi - U.D.R.). Signor Presidente, colleghi consiglieri è un emendamento che si commenta da sè, però a seguito degli interventi dell'assessore Masala ed anche dal confronto che ho avuto col collega Biancu c'è da capire che sul tema vi sono delle opinioni differenti. C'è chi porta i temi del nubifragio del 2002, c'è chi porta quello del 2003, il mio è un emendamento che tende ad evidenziare il nubifragio che ha colpito il Sarrabus il 26 e il 27 febbraio del 2003, cioè poiché la Sardegna si è sempre dimostrata esagerata in tutte le proprie manifestazioni, quando si tratta di gelate è una disgrazia per tutti, se si tratta di siccità chiaramente la terra si spacca perché è assolata, quando si mette a piovere dopo tanti anni fa disastri e così è successo sia nel 2002 per determinate zone e sia nel 2003. Il 26 e il 27 febbraio è scesa tanta di quell'acqua nel Sarrabus da sommergerlo, da distruggere, ed è non dichiarazione del sottoscritto, ma sono in possesso delle denunce fatte alla protezione civile e alla Prefettura, tutte le strade rurali sono state coperte di acqua e quindi si riesce a capire che nel momento in cui le acque si sono ritirate di strade rurali non esiste più traccia. E` chiaro che quest'acqua, così tanta, che ha colpito quella zona ha lesionato strade pubbliche, ha lesionato uffici pubblici, per cui si è stati costretti anche a chiudere le scuole. Noi abbiamo degli edifici che presentano delle aule che sono state chiuse e che meritano un intervento, quindi questo emendamento diciamo che va a coprire, senza saperlo perché ognuno di noi si è mosso trascinato dalle esigenze e dalle segnalazioni del territorio, ad evidenziare questi eventi calamitosi. Ora, la verità, noi abbiamo avuto dei precedenti nel novembre e nel dicembre del 1999. Il mio emendamento, che non è mio personale, ma è solo come proprio firmatario e che ha visti anche tutti gli esponenti dell'arco - chiamiamolo come si usava un tempo - costituzionale, cioè della maggioranza e dell'opposizione dei componenti di questo Consiglio regionale, Corona, Usai, Ibba, Cappai, Businco, Sanna Salvatore, Secci tutte persone che avendo conoscenza...
(interruzioni)
TUNIS (Rif. Sardi - U.D.R.). Certo, però, diciamo la verità, vi sono alcuni consiglieri della Rifondazione che non hanno delle radici nel Sarrabus, se non quelle di averlo conosciuto per delle scorribande di tipo politico. Comunque fanno parte dell'arco costituzionale, manca solo la firma ed è una eventuale omissione del sottoscritto che non ha chiesto, ma comunque è come se fosse presente implicitamente e di questo devo darne atto, perché quella parte politica si è sempre dimostrata sensibile alle esigenze e alle segnalazioni che vengono dai territori. Quindi per dire che noi abbiamo voluto evidenziare e io mi faccio - cosa posso dire? - primo firmatario compartecipe di questa iniziativa, di mettere in evidenza quei danni che si sono avuti per le parti pubbliche, cioè strade, viabilità, oltre naturalmente a quelle delle abitazioni, come l'assessore ha fatto, oppure come altri colleghi hanno evidenziato danni che si sono avuti in altre parti del territorio regionale e che non sono solo danni alle abitazioni o solo danni alle suppellettili dentro le abitazioni. Noi abbiamo avuto un precedente (e voglio ricordarlo): quando nel dicembre del '99 si è arrivati ad una situazione disastrata, il Consiglio regionale, anziché attendere un atto esecutivo della Giunta, ha deliberato la Commissione, tutti riuniti compresi anche i rappresentanti della Giunta, a predisporre un testo che potesse soddisfare le esigenze della gente e abbiamo fatto un provvedimento che ha soddisfatto non solo le esigenze dei cittadini che sono rimasti danneggiati e che hanno perso le lavatrici, che hanno perso i frigoriferi, che hanno perso le cucine a gas, che hanno perso i mobili, bensì abbiamo ristorato anche i comuni che hanno visto danneggiate tutte le strutture e così gli abbiamo consentito di ricostruire e di rendersi compartecipi di questa iniziativa e abbiamo fatto un fatto innovativo, cioè abbiamo delegato per primi in Italia i comuni a dover istruire le pratiche, quindi primi in Italia siamo riusciti in un anno a ristorare non solo i cittadini, ma a dare anche i soldi ai comuni. Cosa che finalmente in questa Sardegna disastrata ha permesso di poter essere primi in Italia, che per la prima volta un provvedimento di legge è stato applicato in un anno, tant'è che ha consentito poi nell'anno successivo, a seguito degli alluvioni che si sono verificati in Piemonte, cioè a Torino e in altre città, a una delegazione di questa regione di venire in Sardegna per vedere come è stato possibile che la Regione sarda abbia potuto sistemare e organizzare una cosa del genere in così poco tempo. Orbene, il Piemonte per la prima volta ha copiato una legge della Regione sarda, l'ha fatta propria, l'ha estesa e per la prima volta anche loro hanno delegato i Comuni a fare in modo di poter ristorare, in quanto i più vicini alla gente, i più vicini ai territori che hanno subito i danni, a soddisfare queste esigenze. Quindi, signor assessore, mentre lei ha indicato solo una parte di questo aspetto del nubifragio, cioè di dover ristorare soltanto i cittadini che avessero avuto dei danni, il nostro emendamento, che è totale e che riguarda tutte le parti politiche di questo Consiglio regionale, tende a soddisfare quei Comuni per dover ripristinare le opere pubbliche che sono venute a mancare. E quindi, venendo incontro anche alle indicazioni dei nostri colleghi, io vorrei pregare la Giunta, se è possibile un momento, da qui alla discussione generale, poterci ritrovare e fare un emendamento di sintesi che possa consentire di poter venire incontro a tutte le esigenze. Io chiedo soltanto comprensione alla Giunta regionale e a tutto il Consiglio perché questo evento possa essere preso nella giusta considerazione e possa trovare delle soluzioni favorevoli.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Morittu per illustrare l'emendamento 536, che era stato saltato.
MORITTU (D.S.). Anche brevemente perché, come si dice, non mi sembra aria. Non mi sembra che ci sia una grande attenzione per alcuni temi e non è da oggi questa disattenzione da parte della maggioranza rispetto alle questioni che attengono alle politiche di tutela e di valorizzazione del territorio. Noi proponiamo, nell'emendamento numero 536, una cosiddetta norma intrusa; proponiamo cioè, come tutti gli anni per altro, una norma transitoria che prevede, nelle more della predisposizione di un nuovo piano paesistico regionale, che questa maggioranza ha avuto ben quattro anni per poterlo fare, perché vi ricordo che ha Sardegna è divisa in due parti e forse da qui a qualche mese sarà nella totalità sprovvista di piano paesistico regionale. Dicevo che nonostante questi quattro anni voi niente avete fatto di tutto ciò, allora noi tutti gli anni ci peritiamo di presentare una norma transitoria che preveda, nelle norme della predisposizione di questo nuovo piano paesistico regionale e comunque per un periodo transitorio, non superiore ai due anni dall'entrata in vigore della presente legge, prevediamo che i vecchi piani paesistici siano riportati in vigore per mantenere comunque in Sardegna un minimo di pianificazione di tutela del nostro territorio, ai fini della predisposizione dei piani urbanistici comunali, come dicevamo poc'anzi nell'illustrazione di un emendamento che prevedeva contributi ai comuni per la predisposizione dei piani urbanistici comunali, e comunque per avere in Sardegna un minimo di uniformità. Ma anche, vi ricordo, che una delle condizioni per accedere alla cosiddetta premialità dei fondi comunitari è che la Sardegna abbia un piano paesistico regionale. E una delle ragioni, probabilmente, per la quale noi abbiamo perso questa premialità sta nel fatto che questa Regione, in questi quattro anni, non è stata in grado né con una norma transitoria né con, come dire, volevate voi ridefinire, ridisegnare il piano paesistico regionale? Potevate farlo. Per altro, guardate, la competenza per i piani paesistici non è neanche del Consiglio regionale, la competenza è della Giunta regionale, i piani paesistici li adotta la Giunta regionale e li promulga il Presidente della Giunta con un suo decreto. Quindi se vi erano delle cose in questi famosi piani paesistici redatti dai precedenti governi di centrosinistra che a voi non andavano bene, che erano lacci, laccioli, impedimenti allo sviluppo che voi volete, potevate in questi quattro anni ridefinire un nuovo piano paesistico regionale. Ebbene, voi di tutto questo non avete fatto assolutamente niente, avete lasciato che l'oblio, la dimenticanza, passasse come un rullo compressore rispetto ai problemi che sono sul tappeto in Sardegna. E, guardate, non sono neanche pochi i problemi che sono sul tappeto in Sardegna. Io leggo continuamente sulla stampa, a partire da esempi ormai emblematici in Sardegna, mi riferisco per esempio al tracollo, al fallimento, alle indagini della magistratura sul caso Bagaglino di Stintino, ad altri casi che sono venuti fuori nel tempo, l'ultimo per esempio una cosiddetta lottizzazione o piano di sviluppo costiero a Olbia, che anch'esso, notizia di una settimana fa, è sotto sequestro fallimentare. Cioè tutto ciò che, come dire, è avvenuto seguendo delle regole o meglio non in ottemperanza a regole di sviluppo serio del territorio, richiamava stamattina il collega Cogodi un concetto anche sulla redditività economica dell'ambiente. Io, utilizzando un'immagine fisica, definirei gli interventi sull'ambiente che si sono succeduti in Sardegna, soprattutto quelli peggiori, perché ci sono anche esempi positivi, naturalmente, di sviluppo costiero in Sardegna, non moltissimi per la verità, io li definirei come interventi che hanno sostanzialmente aumentato l'entropia ambientale del territorio, cioè ne hanno aumentato il disordine, un disordine che non paga da un punto di vista economico il danno ambientale che si è consumato. Poi abbiamo anche visto una norma, in questa finanziaria, che voleva pagare un danno ambientale che è stato realizzato, in maniera per altro anche abusiva nel territorio isolano, con un intervento pubblico a risanamento di quel territorio. Al di là di quella vicenda e degli aspetti anche contraddittori che quella vicenda naturalmente ha in sé, nasconde e così via, è davvero paradossale che la Regione, che il pubblico intervenga a sanare una questione che è in capo sostanzialmente al solo privato.
Allora, se tutto questo è comunque vero e ce l'abbiamo davanti agli occhi, la necessità di dotarsi di regole dove queste regole mancano è, secondo me, un imperativo politico, ma anche morale per il peso che noi abbiamo nel governo di questa Regione, per il peso di responsabilità nel consegnare questo territorio ai nostri figli, cioè al futuro, e questa responsabilità mi pare che non sia assolutamente davanti agli occhi di questa maggioranza. Poi è vero che è una norma intrusa, ma è anche vero che ci costringete a norme intruse nel momento in cui non siete in grado di portare avanti invece, in via ordinaria, un processo legislativo di riforma del settore urbanistico regionale. Io vi ricordo che l'anno scorso, nella finanziaria del 2002, voi avete presentato vere e proprie leggi intruse, non norme di salvaguardia, norme grimaldello che tendevano, in qualche modo, a soppiantare la legislazione di settore esistente, cioè in particolare la legge regionale 45; dopo una lunga battaglia quelle norme grimaldello sono state ritirate dalla Giunta regionale, il Consiglio regionale adottò, approvò un ordine del giorno che impegnava la Giunta a presentare un suo disegno di legge da portare in Commissione, dove giacciono altre proposte di legge in materia, del centrosinistra, due proposte del centrosinistra, una vecchia proposta della Giunta Floris e numerose altre proposte di legge. La Commissione è in attesa che la Giunta regionale approvi un disegno di legge presentato dall'attuale assessore Biancareddu, già dal luglio, mi pare, del 2002. Rimane lì per memoria all'ordine del giorno della Giunta, non se ne sa più niente, è caduto nelle sabbie di questa maggioranza. Allora è evidente che di fronte al nulla, di fronte all'assoluta indifferenza rispetto a questi temi, dimostrata dalla maggioranza, noi ci proponiamo, anche in maniera intrusiva, ma assolutamente a fin di bene, e comunque per dare un minimo di regole dove queste regole mancano, una norma di salvaguardia temporanea per due anni, in attesa che questo Consiglio abbia davvero un moto, soprattutto la maggioranza, un moto di orgoglio, di resipiscenza e adotti un disegno di legge e la Commissione si impegnerà, noi per quanto ci riguarda come centrosinistra ci impegneremo a lavorare per portare all'Aula una proposta compiuta di riforma complessiva della legislazione urbanistica in Sardegna. Però, guardate, non è che si può passare davvero dalle norme grimaldello alle norme furbizia, perché io ho già detto in un precedente intervento che in questa finanziaria, al comma 12 sempre di questo articolo c'è una grande furbizia, non è un grimaldello, cioè appare come una norma nascosta. Ecco perché è una furbizia, perché se appariva come una norma chiara, che le direttive ai sensi della 45, che prevedono norme per le modalità di dimensionamento dei piani urbanistici, mi riferisco naturalmente a questioni non di poco interesse, che sono davvero rilevanti ai fini della pianificazione urbanistica regionale...
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Morittu.
MORITTU (D.S.). …che determinano limiti inderogabili di densità edilizia, di distanze, di altezze, di standard pubblici e così via. Si potrebbero tranquillamente, faccio solo un esempio, raddoppiare e avremmo il raddoppio dei volumi in tutta la fascia costiera della Sardegna semplicemente con una norma approvata dalla Giunta regionale in barba a questo Consiglio.
Quindi una furbizia nascosta in una piega della finanziaria che prevede contributi ai comuni, che dovrebbero avvenire tramite direttive ai sensi dell'articolo 15 della 45. Mi pare davvero una norma, anche questa, furba da cassare da parte di questo Consiglio.
PRESIDENTE. Siamo all'emendamento 222, al quale sono stati presentati come sostitutivi parziali gli emendamenti numero 807, 808, 809, 810 e 811, a firma Cogodi, Ortu, Vassallo. Prego uno dei presentatori di illustrarli complessivamente. Sono emendamenti sostituivi parziali dell'emendamento 222, che invece è stato presentato dall'onorevole Biancu, primo firmatario.
COGODI (R.C.). Questo insieme di emendamenti intende sorreggere l'emendamento principale, che poi rimane il 222, variandone in aumento la consistenza finanziaria, finalizzando l'intervento regionale all'effettiva istituzione dello sportello unico per l'edilizia presso i comuni singoli o associati. Questa previsione è contenuta nella finanziaria dello scorso anno; in attuazione di un decreto del Presidente della Repubblica dell'anno ancora precedente, del 2001, opportunamente la finanziaria regionale dello scorso anno, disponendo una somma abbastanza esigua, 1 milione e qualche spicciolo di euro, circa 2 miliardi, ha previsto che anche in Sardegna, presso i comuni singoli o associati, si dia effettivo avvio a questi sportelli unici per l'edilizia, che hanno un'indubbia rilevanza e dovrebbero avere anche un'indubbia efficacia nei confronti dell'attività complessiva che il cittadino o l'operatore economico deve svolgere e che il più delle volte si trova impedito e ostacolato nello svolgere quando si deve rivolgere alla pubblica amministrazione. Accade che molte volte, per una domanda anche semplice, che implichi un'autorizzazione edilizia anche minore, siano tanti e tali gli adempimenti e i passaggi e gli sportelli e gli uffici che una persona interessata deve visitare, il più delle volte nei comuni più grandi, per altro, dovendo peregrinare da una parte all'altra della città, che spesso vede municipi che non hanno neanche accorpati gli uffici propri comunali, per cui uno deve presentare la domanda nella sede centrale, penso a Cagliari, per esempio, dove esiste l'ufficio protocollo, poi si deve recare in via Sonnino, dove c'è un ufficio edilizio, poi deve andare da un'altra parte dove c'è un ufficio del paesaggio, per non parlare del fatto che deve presentare il progetto per dove buttare anche un secchio di materiale di risulta e inerti, e lì c'è tutta un'altra procedura. Voglio dire, una persona, un cittadino, ma pensiamo poi a un operatore economico, ma pensiamo anche al cittadino prima dell'operatore economico perché il cittadino è quello che ha i primi diritti, anche per le cose minori, si trova o scoraggiato o impossibilitato a fare per bene le cose. Perché è tale e tanta l'incombenza, il tempo e il più delle volte anche la spesa, perché ognuno di questi passaggi poi è accompagnato anche da versamenti e i versamenti devono essere fatti in altri uffici, per cui lo sportello unico, un luogo nel quale uno, rivolgendosi alla pubblica amministrazione, dice: "Questa è la domanda che io avanzo", se è legittima ed è legittima, tutti i passaggi interni all'amministrazione li faccia l'amministrazione. E' più facile che un ufficio chiami tutti gli altri e acquisisca tutti gli elementi procedimentali che devono essere acquisiti perché si abbia poi, possibilmente a data certa, sicura e congrua, la risultanza finale.
Questa cosa con la finanziaria dell'anno scorso si è avviata, con la finanziaria di quest'anno già si è dimenticata. Quindi è opportuna l'iniziativa dei colleghi che hanno proposto - e noi sosteniamo questa proposta, intendiamo sostenerla anche con l'iniziativa di incrementare un pochino i fondi - che questa istituzione di questo sportello possa essere avviata, o comunque sostenuta, perché se per i grandi comuni, grandi e medi, varrà la costituzione o istituzione di uno sportello unico per l'edilizia nei piccoli comuni sarà magari uno sportello che si specializza anche in altre cose, che svolgerà funzioni anche multiple di diversa natura, ma anche questa, cioè che risponda in modo unitario al cittadino quando avanza una domanda in materia edilizia.
L'occasione è propizia per operare, però, secondo noi, anche un'ulteriore riflessione: da qualche anno a questa parte nella normativa anche nazionale, poi le Regioni e i Comuni normativamente o con atti amministrativi ci mettono di proprio, è entrato, ed è un po' una cosa anche usuale e in voga, l'intervento semplificatorio. Questa cosa degli sportelli unici, a furia di fare sportelli unici (questa è una riflessione, secondo me, secondo noi, che dobbiamo fare) non sono più unici, perché se avevamo uno sportello unico già previsto e costituito per l'impresa - sono cose diverse, eh - però sportelli unici per le imprese, poi sportelli unici per l'edilizia, e anche lì il più delle volte sono imprese, poi altri sportelli unici si possono pensare per attrarre gli investimenti, insomma fra sportelli unici, agenzie, authority e cose che sono inventate, pensate e inventate per semplificare, alla fine potrebbe accadere, e di fatto accade, che tutto questo insieme di cose, invece di sostituire il bagaglio organizzativo precedente, lo affianca, si sovrappone e quindi si accresce cosa rispetto ad altre cose che non si modificano. E quando uno sportello unico è affiancato da tanti altri sportelli unici per intanto non è più unico; sono una grande teoria e una grande fila di sportelli per cui sono anche sportelli in compagnia, non sportelli solitari e unici, sono multipli!
La riflessione serve per sollecitare chi ha responsabilità di governo e quindi principalmente la Giunta regionale, a garantire innanzitutto la funzionalità ordinaria della pubblica amministrazione, perché se non c'è una funzionalità ordinaria della pubblica amministrazione lo sportello, che è quello che deve raccogliere poi alla foce il deflusso del fiume e di tutti gli affluenti, non raccoglierà niente se tutti gli affluenti si disperdono e se acqua non ne portano o se portano acqua sporca. La semplificazione va bene a condizione che vi sia anche un criterio garantito di efficienza; è come quando, copiando male e con più di vent'anni di ritardo, le Regioni, anche la nostra Regione si è messa a copiare l'istituzione del difensore civico, che esisteva in altri paesi ed era già desueta da vent'anni, cambiandone addirittura la natura, invece di far funzionare la pubblica amministrazione che deve garantire i diritti del cittadino, si è inventato il difensore civico. Siccome la parola è bella (difensore parrebbe uno che si mette lì a brandire la spada in difesa del diritto del cittadino in tempi reali), abbiamo fatto un altro ufficio, un'altra figura. Io vorrei capire quante pratiche, se ce n'è una relativa alla pubblica amministrazione che sia stata risolta dal difensore civico regionale o da tutti i difensori civici che tutti ormai costituiscono in tutti i luoghi. Perché non avendo poteri di intervento reale il difensore civico, di fronte al lamento del cittadino, al più se è dirigente (e quasi tutti sono dirigenti), scrivono e domandano, domandano a quelli che dovrebbero fare le cose, cioè quelli ai quali già il cittadino ha domandato. Per cui non è la complicazione o l'accrescimento o l'affiancamento di tante unicità o ritenute unicità di nuovi istituti, figure e personaggi che fanno funzionare di per sé la pubblica amministrazione e rispondono ai diritti del cittadino, quanto piuttosto la efficienza ordinaria della pubblica amministrazione.
PRESIDENTE. Sì, naturalmente lei ha a disposizione più tempo per illustrarli insieme tutti.
COGODI (R.C.). Solo per concludere la frase. Dicevo che, come ben sappiamo, è estremamente deficitaria e merita non solo riflessioni, ma interventi decisi, ma questi sono interventi che deve garantire chi governa, cioè chi ha il potere di far funzionare la pubblica amministrazione della quale, come dire, non solo dispone, ma rispetto alla quale dispone degli strumenti per farla funzionare, cosa che non accade affatto.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Biancu per illustrare l'emendamento numero 222.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Molto brevemente per ribadire che le risorse destinate agli enti locali, contrariamente a quanto affermato dall'assessore Masala, purtroppo non sono adeguate rispetto a quelle che sono le esigenze degli enti locali e nemmeno a quelle che erano le risorse stanziate nell'esercizio 2002. Questo è uno dei casi, come ricordava il collega Cogodi, nel 2002 sono stati attivati anche in Sardegna, o perlomeno sono state previste le risorse anche in Sardegna per l'attivazione degli sportelli unici per l'edilizia. Quest'anno, cioè appena dopo un anno, le risorse per questa attività esercitata dagli enti locali spariscono, dopo un anno solamente spariscono. Io vorrei ricordare all'assessore Masala e alla Giunta che questi sportelli unici sono serviti a migliorare la qualità dei servizi degli enti locali, nella fattispecie per quanto riguarda l'attività edilizia, non solo nei grandi centri, ma io direi soprattutto nei piccoli Comuni delle zone interne, in presenza soprattutto di uffici tecnici che sono oberati da molteplici incombenze e che chiaramente spesso succede che l'attività edilizia, cioè l'attività urbanistica si vedono costretti a relegarla in una posizione non certamente privilegiata rispetto alle incombenze e alle emergenze che si trovano a dover affrontare quotidianamente. Nelle zone interne, avendone la possibilità secondo la formulazione della previsione di bilancio del 2002, hanno incentivato la costituzione in forma associata di questi sportelli unici, dopo aver fatto un grande lavoro di sensibilizzazione tra le diverse amministrazioni e di ricerca di condivisione di una impostazione associata di questo servizio. Bene, a distanza di appena un anno, quando ormai, visto che tra l'altro le risorse sono state appena assegnate, tra l'altro fino a questo momento non è avvenuta neanche la comunicazione dell'assegnazione delle risorse per il 2002, tutto questo importante lavoro di condivisione tra le diverse amministrazioni risulterebbe vanificato da questa mancanza di previsione di risorse per l'esercizio 2003. Quindi noi riteniamo che, anche su questo aspetto, la Giunta debba fare un ulteriore approfondimento per prevedere le risorse perlomeno ai livelli del 2002, così come prevede l'emendamento 222 che abbiamo presentato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Biancu per illustrare l'emendamento numero 224.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Brevemente, per dire che anche l'emendamento numero 224 tratta la previsione di spesa per quanto riguarda gli sportelli unici per le attività produttive. Anche in questo caso dobbiamo dire che questa previsione era già prevista da alcuni anni, perlomeno dalla legge 37, dall'istituzione della legge 37 era stata avviata in Sardegna la costituzione degli sportelli unici per le attività produttive. Tra l'altro, come ho avuto modo di ricordare questa mattina, gli sportelli unici per le attività produttive si rendono necessari per poter accedere a beneficiare della premialità delle risorse POR. Infatti uno degli indici che viene preso in considerazione per poter beneficiare della premialità risultano essere gli sportelli unici per le attività produttive, che devono interessare non meno del 60 per cento dei cittadini residenti in Sardegna e fino a questo momento ci troviamo di fronte soltanto ad un coinvolgimento di appena il 30 per cento dei cittadini residenti. Questo ci ha già penalizzato nell'assegnazione della prima tranche delle risorse per la premialità a valere sui fondi POR di oltre cento miliardi di lire, per cui noi riteniamo che anche su questo stanziamento, su questo mancato stanziamento da parte della Giunta, che vi sia un'ulteriore valutazione da parte della Giunta accogliendo l'emendamento numero 224 che va nella direzione di ripristinare le risorse per gli sportelli unici per le attività produttive, ma va soprattutto nella direzione di darvi una mano, di darci una mano tutti quanti per poter beneficiare delle risorse provenienti dalla premialità dei fondi POR.
PRESIDENTE. Emendamento 589, primo firmatario onorevole Balia. L'emendamento 589 è simile al 549 che è stato però presentato all'articolo 20, più precisamente a pagina 683. Se ne dia lettura.
LICANDRO, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Capelli - Cappai - Randazzo
Art. 20 (Disposizioni varie)
Dopo il comma 19 è inserito il seguente:
19 bis. "Nella legge regionale 4 aprile 1996, n. 18, sono introdotte le seguenti modifiche:
- Il comma 1 dell'articolo 2 è sostituito dal seguente: "Il Comune territorialmente interessato può presentare richiesta di classificazione di cui all'articolo 1 della legge regionale n. 18 del 4 aprile 1996 entro tre anni dall'entrata in vigore della presente legge, ovvero dall'accertamento formale della sussistenza e la tipologia degli usi civici nelle terre comunali o dall'inventario generale delle terre civiche."
- Il comma 1 lettera b) dell'articolo 1 è sostituito dal seguente: "Siano stati alienati, prima dell'entrata in vigore della Legge 8 agosto 1985, n. 431, da parte dei comuni mediante atti posti in essere senza il rispetto della normativa di cui alla Legge 16 giugno 1927, n. 1766, o siano stati utilizzati dal comune stesso per la costruzione di opere permanenti di interesse generale della popolazione."
- Il comma 1 dell'articolo 3 è sostituito dal seguente: "I Comuni, quando ciò comporti un reale beneficio per i propri amministrati, possono richiedere il trasferimento dei diritti di uso civico dai terreni interessati in altri terreni di proprietà comunale, ove esistenti, idonei all'esercizio dei diritti di uso civico nelle forme tradizionali e non tradizionali." (589)
PRESIDENTE. Vista la similitudine in tutti i casi, ritengo sia opportuno che i due emendamenti vengano illustrati contestualmente, quindi partiamo dal 589, primo firmatario onorevole Balia.
Ha facoltà di parlare il consigliere Balia per illustrare l'emendamento 589.
BALIA (S.D.I-S.U.). Rapidamente, anche se la materia oggetto dell'emendamento, io credo che meriterebbe presumibilmente, proprio per l'importanza che riveste, stiamo parlando degli usi civici, una particolare attenzione proprio per la rilevanza che assume nei confronti dei Comuni i cui territori sono gravati da usi civici. Questo emendamento raccoglie di fatto alcune istanze di quei comuni che sono permanentemente, direi, costretti a subire una serie di gravami incontrando notevoli e fortissime difficoltà. Presumibilmente meriterebbe un approfondimento davvero importante, forse anche un intervento a livello legislativo, più ponderato, più attento, più puntuale e presumibilmente più organico di quanto non riusciamo a fare all'interno della finanziaria, laddove soltanto alcuni e particolari aspetti naturalmente possono essere trattati e ricompresi, mentre le problematiche sono sicuramente più ampie e vanno al di là dei tre commi che abbiamo previsto come commi da modificare all'interno dell'articolo 18. Dicevo che racchiude, che ricomprende una serie di problematiche prospettate dai comuni e che sono state fatte proprie dall'ANCI, come elementi necessari per il riordino della materia e per ricondurre questa materia in condizioni di possibile praticabilità, perché i paletti e i limiti che talvolta la racchiudono ne limitano l'efficacia, ne limitano il percorso e sono di forte impedimento rispetto ad alcune iniziative non solo dei privati, ma anche degli stessi livelli istituzionali. L'emendamento aggiuntivo all'articolo 18 fonda la propria essenza su tre commi diversi, il primo dei quali tende a prevedere le modalità, le forme, le procedure attraverso cui pervenire a una eventuale presentazione di richiesta di classificazione di cui all'articolo 1 della legge regionale numero 18 del 4 aprile 1996. Il secondo comma invece, aggiuntivo all'articolo 18, che è il 13 ter, è modificativo dell'articolo 1 della legge regionale 18, sempre del 4 aprile '96, e prevede che, qualora vi siano beni che sono stati alienati prima dell'entrata in vigore della legge numero 431 del 1985, per parte delle istituzioni interessate, attraverso atti posti in essere al di fuori della normativa di cui alla legge 1766 o, anziché alienati, che siano stati invece utilizzati da parte del Comune per la realizzazione di opere permanenti e di interesse generale della popolazione, siano regolamentati e che quindi lo stesso percorso che hanno seguito rientri all'interno di una procedura e di un percorso che li reimmetta nella legittimità dell'atto. Infine, il terzo comma, il 13 quater, prevede che quando il comportamento seguito dai Comuni di fatto si traduca in un beneficio reale a favore dei propri amministrati il Comune può richiedere che il diritto di uso civico incardinato all'interno di quei terreni possa da essi essere spostato, dal Comune stesso essere spostato e individuato in altri terreni di proprietà comunale, ma sempre idonei rispetto all'esercizio del diritto di uso civico. Per concludere, Presidente, si vuole qua porre all'attenzione dell'Aula un problema importante, poi lasciamo all'Aula la valutazione se sia utile procedere alla disamina ed approvazione di questi emendamenti, o se invece l'intera normativa sugli usi civici non meriti una particolare ed attenta riflessione e riscrizione da parte dell'Assemblea regionale.
PRESIDENTE. Emendamento 549, pagina 683, primo firmatario onorevole Capelli. Capelli, Cappai, Randazzo, nessuno dei presentatori è in Aula, si dà per illustrato. Con questo emendamento si concludono le illustrazioni degli emendamenti, passiamo ora ai pareri su tutti gli emendamenti che sono stati illustrati.
Per esprimere i pareri sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Il 387 non si accoglie; 207 non si accoglie; 208 non si accoglie; 468 non si accoglie; 251 non si accoglie; 16 si accoglie; 210 si accoglie; 469 non si accoglie; 629 non si accoglie; 67 non si accoglie; 211 non si accoglie; 212 non si accoglie; 15 è accolto; 213 non si accoglie; 470 non si accoglie; 216 non si accoglie; 471 non si accoglie; 215 non si accoglie; 472 non si accoglie; 217 non si accoglie; 347 non si accoglie; 473 non si accoglie. L'emendamento 830 non si accoglie, però si richiama all'attenzione della Giunta per verificare la copertura indicata nell'emendamento; 831 non si accoglie e si raccomanda alla Giunta di verificare la copertura; 832 non si accoglie con identici problemi per la copertura; l'834 non è stato visto in Commissione e quindi si rimette all'Aula; il 307 non si accoglie e si raccomanda alla Giunta di verificare la copertura; il 749 non si accoglie e si chiede alla Giunta di verificare la copertura; 750, non si accoglie, e si chiede alla Giunta di verificare la copertura; 751, non si accoglie con gli stessi problemi di verifica di copertura; 750, non si accoglie, identico problema di copertura; 753, non si accoglie, con verifica della copertura; 320, 230(?) non si accoglie, per questo lo stesso problema di copertura; 606, si accoglie; 827, non si accoglie; 828, non si accoglie; 829, non si accoglie; 628, non si accoglie; 653, non si accoglie; 450, non si accoglie e si invita la Giunta a verificare la copertura; 771, non si accoglie e si invita anche qui la Giunta a verificare la copertura; 773, non si accoglie; 772, non si accoglie; 598, non si accoglie; 824, non si accoglie; 825, non si accoglie; 826, non si accoglie; 219, non si accoglie; 812, non si accoglie; 630, non si accoglie ed anche per questo la verifica della copertura; 822, non si accoglie; 823, non si accoglie; 223, non si accoglie; 346, non si accoglie; 209, non si accoglie ed anche per questo l'invito alla Giunta di verificare l'adeguatezza della copertura; 833, non si accoglie ed anche per questo verificare la copertura; 594, non si accoglie con preghiera di verificare la copertura; 773, non si accoglie; 774, non si accoglie e si invita la Giunta a verificare la copertura; 775, non si accoglie con analoga richiesta di verifica della copertura; 776, non si accoglie con richiesta di verifica della copertura; 777, non si accoglie con lo stesso problema di copertura; 820, non si accoglie con lo stesso problema di copertura; 821, non si accoglie con verifica della copertura; 218, non si accoglie con verifica della copertura; 760, non si accoglie; 220, non si accoglie con preghiera di verificare la correttezza della copertura; 778, non si accoglie; 221, non si accoglie; 785, non si accoglie; 786, non si accoglie; 787, non si accoglie; 788, non si accoglie; 789, non si accoglie; 232, non si accoglie; 779, non si accoglie; 780, non si accoglie; 781, non si accoglie; 782, non si accoglie; 783, non si accoglie; 784, non si accoglie; 818, non si accoglie; 819, non si accoglie; 225, non si accoglie; 226, non si accoglie; 227, non si accoglie; 816, non si accoglie con preghiera di verifica della copertura; 817, non si accoglie con la stessa raccomandazione per la copertura; 228, non si accoglie con la stessa raccomandazione per la copertura; 229, non si accoglie; 815, non si accoglie; 231, non si accoglie ; 790, non si accoglie; 791, non si accoglie; 792, non si accoglie; 814, non si accoglie; 233, non si accoglie.
PRESIDENTE. Il 233 è stato ritirato e quindi decadono anche il 790, 791, 792, 814; quindi passiamo al 496.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore. 496, non si accoglie; 505, non si accoglie; 519, non si accoglie; 626, non si accoglie; 627, non si accoglie; 214, non si accoglie con preghiera alla Giunta di verificare la correttezza della copertura; 652, non si accoglie; 2, non si accoglie; 24, non si accoglie; 511, non si accoglie con preghiera di verifica della copertura; 517, non si accoglie con la stessa raccomandazione di verifica per la copertura; 537, non si accoglie con preghiera di verifica della copertura; 813, non si accoglie con gli stessi problemi di copertura; 538, non si accoglie con gli stessi problemi relativi alla copertura; 578, la stessa raccomandazione per la copertura, non si accoglie; 374, non si accoglie; 793, non si accoglie con la preghiera della verifica della copertura che per altro non sembra indicata; 794, non si accoglie; 795, non si accoglie; 796, non si accoglie; 797, non si accoglie; 798, non si accoglie; 799, non si accoglie; 800, non si accoglie; 801, non si accoglie; 802, non si accoglie; 803, non si accoglie; 804, non si accoglie; 805, non si accoglie; 806, non si accoglie; 508, non si accoglie con l'invito di verificare la correttezza della copertura; 518, non si accoglie; 520, non si accoglie; 521, non si accoglie; 522, non si accoglie; 342, non si accoglie; 536, non si accoglie; emendamento 726, non si accoglie; emendamento numero 59, si accoglie; 43, non si accoglie; 807, non si accoglie; 808, non si accoglie; 809, non si accoglie; 810, non si accoglie; 811, non si accoglie; 222, non si accoglie; 224, non si accoglie; 589, non si accoglie; poi ne ha richiamato anche un altro, Presidente, che non ho nella mia disponibilità al momento, l'ultimo!
PRESIDENTE. E' il 549, a pagina 683, presentato all'articolo 20, le sto chiedendo una alta acrobazia, mi rendo conto!
Balletto (F.I.-Sardegna). Un attimo solo che lo recupero!
PRESIDENTE. Il testo è pressoché identico solo che è stato presentato all'articolo 20, la materia è simile, è la stessa, è uguale!
BALLETTO (F.I.-Sardegna). A che pagina, Presidente?
PRESIDENTE. 687.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Non si accoglie.
PRESIDENTE. Mi pare che, vista anche la complessità degli emendamenti e l'alto numero degli stessi, prima di dare la parola alla Giunta per il parere della Giunta, sentito anche il parere del Presidente della Commissione, propongo 10 minuti di sospensione. Riprendiamo quindi alle 18 e 15 con il parere della Giunta su questo numero altissimo di emendamenti. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 04, viene ripresa alle ore 18 e 21.)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti all'articolo 18, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà. Colleghi vi invito tutti quanti ad aiutare l'assessore Masala in questo compito piuttosto arduo; come sapete gli emendamenti sono tantissimi, la materia è controversa, ci sono molti emendamenti, i pareri da esprimere sono tanti, quindi chiedo il massimo dell'attenzione possibile.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, darò prima una veloce risposta nei limiti del possibile agli emendamenti, per poi intrattenermi qualche minuto su alcuni temi fondamentali. Il 207, è stato ritirato; l'emendamento numero 208, che è volto all'eliminazione del quarto comma dell'articolo 18.
PRESIDENTE. Scusi Assessore, partiamo dal 387 che è stato ritirato! Andiamo con ordine, il 387 è stato ritirato.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il 387 è stato ritirato, siccome era il primo, io erroneamente ho girato il secondo e quindi ho detto...
PRESIDENTE. 207.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Invece il 207 non è accolto; il terzo comma contiene la norma che mantiene lo stanziamento per le sofferenze finanziarie, quindi eventualmente poi si chiarirà meglio; per quanto riguarda l'emendamento 208, io voglio spiegare la ragione per la quale esiste il quarto comma. Il quarto comma era strettamente connesso al sesto comma dell'articolo 8, cioè quello che trasferiva le mansioni inerenti questa attività all'Assessorato degli enti locali; è di tutta evidenza che avendo cassato, diciamo così, avendo eliminato il sesto comma dell'articolo 8, non ha ragione di essere il quarto comma dell'articolo in questione, quindi si accoglie per questa ragione. Il 468, non si accoglie; il 251, non si accoglie, si tratta di una casa comunale distrutta da un incendio, è una richiesta istituzionale, non è sollevata da nessuno in particolare ma esclusivamente dall'organo istituzionale, quindi non si accoglie; gli emendamenti 16, 210, 469, 429, che solo uguali, si accolgono; il 67 che è uguale al 211, si accoglie; il 212, non si accoglie; il 15 è della Giunta; il 213, dunque sul 213, io ho da avanzare una proposta. La proposta è la seguente, il comma 9 può essere anche, diciamo così, eliminato per non dare questa indicazione specifica, ma mantenendo le risorse nella stessa UPB nel senso che vanno a sommarsi all'emendamento 59 che è coordinato con l'emendamento Biancu che è preciso all'alluvione del 25 agosto del 2002, ma facendolo precedere dall'evento alluvionale del 3 dicembre 1998; per cui l'emendamento numero 59 che vedremo dopo, dovrebbe comprendere nel testo sia 3 novembre 1998 sia 25 agosto di cui all'emendamento Biancu e l'importo complessivo nell'UPB va quindi complessivamente a 2 milioni di euro, senza ulteriori aggravi.
Il 470 che è uguale al 213, non si accoglie; il 471, non si accoglie; il 215, non si accoglie; il 472, non si accoglie; il 217, non si accoglie; il 347, non si accoglie; il 473, non si accoglie; l'830, 831, 832, 834, non si accolgono; il 307, non si accoglie; il 749, 750, 751, 752, 753, non si accoglie; il 230, non si accoglie; il 606, allo stato è chiaro mi rimetto all'Aula, però va poi spiegato con riferimento a tutti gli altri emendamenti che sono stati presentati sul comma 1 dell'articolo 18 di cui parlerò successivamente; l'827, 828, 829, non si accolgono; il 628, non si accoglie; sul 653, invito i proponenti al ritiro perché la materia è senz'altro importante, però diciamo che è abbastanza complessa, quindi richiede necessariamente un approfondimento in Commissione. Il 450, non si accoglie; il 771, il 772, non si accolgono; il 598, non si accoglie ma vale lo stesso ragionamento che è stato fatto per il 606; l'824, 825, 826, non si accolgono; il 219, non si accoglie; l'812, non si accoglie; il 630 non è neppure accoglibile perché manca di copertura e comunque non si accoglie; l'822, 823, non si accolgono; il 223, non si accoglie; il 346, non si accoglie così come è formulato, però il richiamo all'articolo 5 mi pare abbastanza pertinente, per cui se viene accolto nella formula che io propongo in questo momento, oralmente, potrebbe essere accolto, cioè nel senso che deve essere sostituito in questo modo, le parole: "sono erogati sulla base delle direttive di cui all'articolo 5" eccetera, eccetera, sono sostituite dalle seguenti: "sono erogati sulla base di apposite direttive, elaborate secondo le disposizioni di cui all'articolo 5 della legge regionale numero 45/89", (virgola) "elaborate secondo le disposizioni di cui all'articolo 5 della legge regionale numero 45/89".
Relativamente all'emendamento 209, capisco l'importanza della questione sollevata, però non può essere accolto; l'833, non si accoglie; il 594, non si accoglie, uguale all'altro; il 773, 774, 775, 776, 777, 820, 821, non si accolgono; il 218, non è neanche necessaria una norma in finanziaria, comunque non si accoglie perché è già, diciamo così, rideterminato, è stata già disposta la rideterminazione al limite di impegno ai sensi dell'articolo 19 della legge 37. Il 760, non si accoglie; il 220, è da precisare che non si accoglie, però a titolo informativo debbo dire che sullo stanziamento di un milione dello scorso anno, previsto nella legge finanziaria del 2002, sono state presentate 210 domande e, di queste, 10 sono state escluse perché pervenute fuori termine; alla conclusione dell'istruttoria sono stati finanziati tutti i 200 comuni a fronte dei potenziali 363 beneficiari, risultano esclusi: Cagliari, per la provincia di Cagliari, Tratalias, Pula, Santadi; provincia di Sassari: Nugheddu di San Nicolò; provincia di Nuoro: Lodine, Suni, Illorai, Illorai è nella provincia di Sassari, quindi è un errore degli istruttori, Genoni, Lei, Montresta; non sono pervenute richieste ulteriori.
Il 778, non si accoglie; il 221, non si accoglie; dunque l'articolo 7 della Legge 37 ha previsto contributi a favore dei comuni per l'avvio e l'organizzazione degli sportelli unici, quindi per l'avvio; il finanziamento degli stessi è in capo ai comuni che devono provvedere con le quote, con parte delle risorse già assegnate nel 2002. Nel 2002 sono stati assegnati ai comuni 10 milioni di Euro in più, proprio per far fronte alle spese di gestione di tutte queste cose. Vedremo successivamente se sarà possibile incrementare il fondo ex Legge 25 proprio per le spese di gestione di carattere generale, in modo da consentire ai comuni di far fronte a queste nuove esigenze per i servizi, ma non possiamo in questa fase, finanziare i comuni per ogni specifico servizio così individuato.
Per il 785, 786, 787, 788, 789, il parere è negativo, a completamento di quello che ho detto, evidentemente quell'operazione si può fare in bilancio. Il 232, è uguale al 221, il parere è negativo; il 779, 780, 781, 782, 783, 784, il parere è negativo; parere negativo anche per il 225, 226, 818, 819, 227, che per altro non ha necessità di essere previsto in finanziaria, può essere proposto in bilancio; l'816, 817, il parere è negativo come pure il 228; il 229, con il 229, occorre tener presente che le sofferenze finanziarie dell'enti locali dovute ad espropri destinati alla realizzazione di opere, quindi sono finanziate con il mutuo; con lo stesso finanziamento non può provvedersi per i dissesti finanziari in quanto non essendo interessati questa è la norma esistente. Si può fare anche in linea capitale, quindi diciamo così, per questo ci rivediamo successivamente e nell'ipotesi in cui ci si debba rimettere all'Aula, necessita di un ulteriore approfondimento. Sulla 815, il parere è negativo, come pure per il 231; il 790, 791, 792, 814 sono decaduti a seguito del ritiro del 233. Sul 496, il parere è negativo; sul 505, il parere è negativo. Capisco l'importanza del problema sollevato però, sinceramente la Regione non è quell'entità che deve sopperire alle esigenze dei comuni quando lo Stato cessa o diminuisce le erogazioni, deve sostituire anche lo Stato quando non svolge i suoi compiti, ammesso che non li svolga, per cui la Regione non capisco che cosa non debba fare, posto che debba fare tutto, non può essere accolto, l'ho capito!
Il 519, non si accoglie; il 626, non si accoglie; il 627, non si accoglie; il 214, non si accoglie, tra l'altro non ha neppure copertura; nel FNOL spese correnti non c'è niente; 652, mi rimetterei all'Aula; il numero 2, non si accoglie; il 24 e il 511, non si accolgono; il 511 e il 24 non si accolgono... Sono uguali! Il 517, 537 uguali, non si accolgono; 813, non si accoglie; 538, non si accoglie; 578, non si accoglie; 374, che ha sollevato un problema senz'altro reale, perché effettivamente è così, dovrebbe essere magari riproposto quando sarà presentato il D.L., il disegno di legge per la partita dei lavori pubblici, perché effettivamente è un operazione che rientra o rientrerebbe nell'ipotesi di interventi dei lavori pubblici, ovvero del turismo. 793, 794, 795, 796, 797, 798, 799, 800, 801, 802, 803, 804, 805, 806, non si accolgono. Mi spiace anche di non poter accogliere l'emendamento numero 508 ma, diciamo che, non avrebbe neppure la copertura perché il 3006, lei sa che non è previsto niente. 518 e` uguale al 520, al 521, al 522; diciamo che, lo so che non c'è spesa però diciamo che noi introdurremmo attraverso questo sistema, una sorta di dispar condicio perché non è che sia, occorre un approfondimento nelle sedi opportune che è la Commissione; questo va approfondito, il parere è negativo. Per il 342, è da dire, onorevole Morittu, che l'Assessorato alla programmazione aveva già ricevuto una proposta in tal senso dalla direzione generale competente, proprio puntale, identica a questa. La programmazione ha ritenuto più opportuno, posto che questo disciplina un aspetto soltanto, dei rapporti tra Regione, almeno dal punto di vista fiscale, tra Regione ed enti locali, presentare, proporre una norma di carattere generale che noi abbiamo proposto infatti all'articolo 20; cioè la possibilità che la Regione possa fare l'attività di compensazione nei confronti dei crediti che ha nei confronti degli enti locali; quindi almeno sotto questo profilo è stato risolto, in via generale, quindi il parere è negativo però naturalmente anche l'Aula può votare in modo specifico questo, però appesantiremo in questo caso la finanziaria di una norma che forse richiederebbe una attenzione un pochino più diversa. All'emendamento numero 536, è stato sollevato un problema importante, però la complessità della materia, perché è in materia urbanistica e bisogna stare attenti, non credo che sia la sede giusta; del resto anche lo scorso anno quest'Aula rimandò ad un apposito disegno di legge della Giunta, che per altro è stato presentato e quindi è in attesa di essere approvato.
Per quanto riguarda il 726, si accoglie coordinato con l'emendamento 59 della Giunta e con il comma nono - se non sbaglio - del testo di legge, relativamente all'importo. Per quanto concerne l'emendamento numero 43, primo firmatario onorevole Tunis, il problema è già in fase di soluzione perché l'Assessorato all'ambiente ha già predisposto la delibera di Giunta perché la materia del rimborso ai comuni rientra negli oneri che si assume la Protezione Civile nazionale, così come è avvenuto per gli altri; mentre noi abbiamo già incluso nell'emendamento 59 gli eventi del febbraio del 2003 relativamente ai risarcimenti a favore dei privati; quindi per quanto concerne i privati, la garanzia c'è già; per quanto riguarda i danni ai comuni quello provvederà così come perché gli altri, la protezione civile a seguito di questa cosa.
Per quanto riguarda la 807, 808, 809, 810, 811 non si accolgono come pure non si accoglie il 222 e il 224. Per il 589 e 549 recuperato dall'articolo 20 che sono identici, personalmente dico che li avrei visti più volentieri legati, inseriti nel capitolo dell'agricoltura per competenze, per materia eccetera, però ci si rimette all'Aula perché l'oggetto è stato trattato adeguatamente però la sede non sarebbe quella opportuna, ma in ogni caso ci si rimette all'Aula.
Se la Presidenza mi consente, vorrei soltanto dare le motivazioni per quanto riguarda il comma 10, 11, 12, del testo, ho detto che non venivano accolti gli emendamenti precedenti perché ci sono le motivazioni per le quali vengono proposti questi emendamenti. Per quanto riguarda il comma 10, siccome la Legge regionale 29 del 98 mira al recupero e alla valorizzazione dei centri storici isolani e concede per tale finalità contributi ai comuni, per l'attuazione del patrimonio edilizio, per accedere ai contributi occorre che i comuni siano dotati di un piano particolareggiato del centro storico, quindi è volto ad agevolare il beneficio previsto da questa legge. Per quanto riguarda il comma 11 è ugualmente volto alla semplificazione quindi praticamente noi, con questa norma, rimoduliamo l'articolo 41 della legge 45 che tende a dare un contributo più significativo agli enti locali privilegiando gli strumenti più importanti, quali il piano urbanistico generale ed altri strumenti.
Per quanto concerne il comma 12, lo scopo della norma è quello di consentire l'erogazione di contributi in materia di pianificazione urbanistica con il supporto di un adeguato quadro di riferimento che ricompongo, e coordini le novità istituzionali e normative intervenute in materia, nel corso degli ultimi anni. Infine relativamente al comma 1, anche per ristabilire un po' la verità dei fatti, è vero che nel disegno di legge della Giunta, così come è stato presentato in Commissione, il comma 1 cioè quello del rifinanziamento dell'articolo 19 della legge 37 non era compreso; ma è anche vero, è altrettanto vero che nella relazione da me svolta davanti alla Commissione, fu annunciata alla stessa che la Giunta stava presentando un emendamento che poi è diventato il comma 1; non è stato finanziato completamente per due ordini di motivi: il primo motivo è che naturalmente le ristrettezze economiche, anche perché questo va finanziato con mutui, non consentono alla Regione Sardegna di sopportare un carico ulteriore relativamente a questo; in secondo luogo perché, per la verità sull'articolo 19 indipendentemente, qui non si sta ad attribuire la responsabilità alla Regione, all'Assessorato agli enti locali, ai COCICO, ai comuni o a chi, sta di fatto, questo è un dato di fatto, che delle risorse del 1999, 333 milioni, sono stati utilizzati soltanto 193 miliardi 768 mila; del 2000 a questi giorni sono stati utilizzati 99 miliardi 407 mila 157 Lire; del 2001 ad oggi sono stati utilizzati dei 376 milioni, compresa la compartecipazione dei comuni, soltanto 10 miliardi 391 milioni; del 2002, anche per i ritardi con i quali sono stati erogati dalla Regione, sono ancora giacenti nelle casse dei comuni 333 miliardi, per cui complessivamente possiamo dire che nel sistema collegato direttamente all'articolo 19 della legge 37, rientrano, sono oggi nella disponibilità del sistema delle autonomie locali, cioè dei comuni, oltre 600 miliardi di Lire; per cui in una situazione di questo genere non è assolutamente il caso che la Regione si carichi di ulteriori mutui per andare oltre.
Per cui, noi riteniamo che la proposta della Giunta di rifinanziare con 83 milioni che possono, diciamo così, anche essere arrotondati a seguito della discussione, possono essere anche arrotondati magari prevedendolo in un'ottica spostata in avanti, cioè in una programmazione per il momento triennale, credo che sia una proposta assennata, che questo Consiglio non possa non apprezzare, perché evidentemente noi non possiamo permetterci il lusso di fare dei mutui per avere nelle casse o della Regione o dei comuni o delle province, dei quattrini che costano poi interessi passivi. Relativamente, infine, ed è proprio l'ultimo, ultimissima frazione di secondo che io rubo al Regolamento, è una parola sulla razionalizzazione del controllo della spesa; evidentemente anche le risorse che vanno a favore del sistema delle autonomie locali, siccome provengono dalle entrate regionali, devono essere sottoposte a un controllo, quindi tutto il sistema dev'essere sottoposto a controllo, specie quando si tratta di spese correnti. Relativamente alle spese correnti quest'Aula sa, che per la prima volta siamo riusciti a stipulare con il Governo nazionale il patto di stabilità e quindi noi siamo - sotto il profilo della spesa corrente - vincolati a questo sistema. Quindi anche le risorse che dalla Regione vengono trasferite per spese correnti nel sistema complessivo regionale, quindi degli enti locali, é indirettamente sottoposto al medesimo controllo. Quindi diciamo che sotto il questo profilo si è avviata una fase che non può, diciamo così, passare inosservata agli attenti osservatori della questione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I. - Sardegna). Parlo sul Regolamento e sull'ordine del giorno. Nel dare il parere, la Commissione ha sottolineato per alcuni emendamenti che a proprio parere esistono problemi di copertura, quindi vorrei, chiederei all'Assessore, per quegli emendamenti che sono stati segnalati, ma soprattutto per quelli ai quali si fa riferimento alla copertura, all'UPBS 03006 e all'UPBS 03007 che non ci sono assolutamente fondi, perché la dotazione dell'UPBS 03006 del fondo "Nuovi oneri legislativi" che prevedeva una dotazione iniziale di 30 milioni, è stata già approvata una norma della finanziaria che prevede quelle risorse per la gestione ex EMSA, Carbosulcis tanto per intenderci; e poi per la UPBS 03007 la dotazione iniziale è di 7 milioni 747 mila Euro. E` vero che ci sono state bocciature ed approvazioni anche di altri emendamenti, ma certamente con riferimento a quegli emendamenti che ho indicato, le risorse comprese negli emendamenti per la rispettiva copertura vanno ben al di là di quelle che sono le coperture iniziali, per cui è necessaria una pronuncia anche in questa direzione per stabilire la preventiva ammissibilità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore alla programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Credevo di averlo detto in corso di illustrazione, forse non ho sottolineato sufficientemente la questione, allora per quanto riguarda la UPBS 03006 che sono FNOL, spese correnti non c'è una Lira, questo è già nella proposta, quindi non sono coperti; per quanto riguarda il 3007 sulle spese di investimento come ricordato, l'EMSA è stata già, le altre poi sono riservate a cofinanziamenti europei, quindi effettivamente anche sullo 007 non esistono cose.
Le somme recuperate per le spese di investimento, il FNOL investimenti, riguardano l'ex articolo 8, che sono cioè le spese che riguardano la cosiddetta partita dei lavori pubblici, che in parte dovranno essere recuperate, presumo con la tabella c) perché riguarda la legge 32, quella della prima casa, ci sono poi le spese di culto, eccetera, quindi quelle hanno un vincolo, diciamo così, che non può essere evidentemente toccato.
PRESIDENTE. In tutti i casi invito l'onorevole Balletto, il Presidente della Commissione e l'assessore Masala, dovendo procedere eventualmente nella votazione emendamento per emendamento, a voler precisare ulteriormente, naturalmente lo stato della UPB.
Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Volevo soltanto dire che ho riscontrato, in data odierna, che ci sono state numerose interlocuzioni orali. Al fine anche di consentire ai Gruppi sia della maggioranza che dell'opposizione di poter fare delle valutazioni, visto che queste interlocuzioni, per quanto ne so, sono state soltanto di tipo orale, e anche alla luce del fatto che vorremmo sapere quale può essere la prosecuzione dei lavori, verificato che noi avevamo un congresso, siamo in fase di precongresso, considerando che alcuni partiti politici hanno domani degli impegni, se non sia il caso, anche alla luce di un altro fatto abbastanza importante, normalmente nelle attività lavorative esiste il part time, esiste il full time, eccetera, e c'è una produttività che scende, a calare, che nella fase centrale è molto alta, ma poi tende a livellarsi per arrivare ai livelli minimi, se non ritenga opportuno, quindi, fare una sospensiva e consentire poi, il Presidente, di incontrare i Capigruppo per quanto attiene alla prosecuzione dei lavori. Questo ai fini di uno snellimento anche dello stesso iter della finanziaria. Quindi una sospensiva e incontro dei Capigruppo.
PRESIDENTE. Quindi, onorevole Oppi, per una migliore comprensione anche da parte dei colleghi, lei sta chiedendo una sospensiva che andrebbe quantificata in mezz'ora, in un'ora, e all'interno di questa sospensiva lei chiede che si svolga una Conferenza dei Capigruppo per organizzare la prosecuzione dei lavori. Allora…
OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Mezzora.
PRESIDENTE. E' stata chiesta una sospensiva di mezz'ora per consentire l'incontro dei Gruppi e nello stesso tempo per consentire una Conferenza dei Capigruppo.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi sulla proposta dell'onorevole Oppi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Sulla proposta noi non esprimiamo una valutazione contraria a una condizione: che sia chiaro, per quanto ci riguarda, che non si tratta di proseguire ed eventualmente di concludere alcuna trattativa che a noi risulti esistere.
Si può sospendere per raccogliere meglio le idee per un breve lasso di tempo, perché chiunque interloquisce - e ha diritto e dovere di interloquire - precisi se vuole, se ritiene, i termini di ogni e qualsiasi interlocuzione possibile. Però, che sia chiarito che questo non è un lasso di tempo (potrebbe essere mezz'ora, potrebbe anche essere un minuto di più), non è una fase nella quale - per quanto riguarda l'opposizione e per quanto noi sappiamo e riteniamo e valutiamo dall'opposizione - si debbano affinare o rifinire o precisare ritenuti acconti. Noi le nostre proposte le abbiamo avanzate e sono precise nelle proposte che abbiamo fatto formalmente e che abbiamo illustrato in questi giorni. Da parte della Giunta e della maggioranza non abbiamo, allo stato, raccolto nessuna risposta che vorremmo sentire enunciare in aula...
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, scusi un secondo. Premesso che io non intendo in alcun modo aprire una discussione in aula su questa questione, ricordo che l'onorevole Oppi non ha parlato di nessuna trattativa. Ha chiesto una sospensione perché i Gruppi, naturalmente i Gruppi che lo ritengono opportuno, possano esaminare degli atti inerenti la discussione che abbiamo in corso. Quindi, per cortesia, invito i colleghi ad esprimersi, come tra l'altro richiede l'articolo 82 del Regolamento, su questa proposta dell'onorevole Oppi. Uno a favore e uno contro, eventualmente, perché ho già raccolto sei richieste di intervento. Io non posso assolutamente aprire una discussione su questo tema. La invito a concludere.
COGODI (R.C.). Presidente io la ringrazio perché lei ha precisato opportunamente. Io sto parlando per dire che sono d'accordo, precisando però qual è il senso di questa espressione favorevole, però anche tenendo conto che il collega Oppi nel chiedere questa sospensione ha detto che in tutta la giornata si sono svolte delle interlocuzioni orali... E, vabbe', non è che l'oralità in questo mondo non abbia la sua valenza.
PRESIDENTE. Va bene, onorevole Oppi, abbiamo compreso.
COGODI (R.C.). Presidente, ho finito. E tenendo conto che l'Assessore ha concluso il suo intervento con queste testuali parole: "E' avviata una fase che non può passare inosservata agli osservatori attenti". Qui si sta rappresentando una condizione che per quanto ci riguarda è una condizione che noi non abbiamo avuto modo, fino a questo momento, di valutare. Siamo interessati a valutarla, se c'è si manifesti, però si manifesti in modo esplicito, chiaro e concludente.
PRESIDENTE. Va bene. Allora mi pare che ci sia una richiesta di sospensione dei lavori per mezz'ora avanzata... Su che cosa onorevole Spissu?
spissu (d.s.). Per confermare le cose dette dall'onorevole Cogodi, a favore della sospensione.
PRESIDENTE. D'accordo. Allora mi pare che non ci siano interventi contrari. La seduta è sospesa, i lavori riprenderanno alle ore 19 e 30.
(La seduta sospesa alle ore 18 e 57, viene ripresa alle ore 19 e 42.)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTIPRESIDENTE. Colleghi, prendiamo posto. Ricordo che siamo in fase di discussione dell'articolo 18 e relativi emendamenti. Intanto chi si deve iscrivere è pregato di farci un segnale.
Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, dopo questa lunga discussione nella presentazione degli emendamenti che riguardano un articolo attinente a due degli aspetti fondamentali per i quali noi avevamo, fin dall'inizio della finanziaria, indicato per noi un'assoluta priorità, cioè l'attenzione alle politiche del lavoro con riguardo e con l'osservazione attenta delle dinamiche che avvengono in questi mesi in Sardegna e nel Sud, e per altro verso il recupero di una posizione e di una dignità degli enti locali nel concorso delle politiche regionali, fatto ancor più legittimato dalla mutata condizione degli enti locali nella configurazione costituzionale appena modificata, e anche a valle di quella violazione del principio di concertazione impropriamente assunto anche a carico degli enti locali, essendo invece essi non controparte, ma parte di una delineazione di idee e di prospettive sul documento finanziario, ha in qualche modo avuto, dopo una lunga e attenta argomentazione che noi abbiamo fatto, non per l'idea stravagante di far decorrere i tempi delle malattie di nessuno e neppure per annoiare un'Aula abbastanza disincantata rispetto a questi problemi. Lo dico con riguardo anche alle cose che incautamente il collega Corda va pubblicando con comunicati stampa che tenderebbero a insultare le opposizioni riguardo all'esercizio delle sue funzioni e riguardo ai tempi lunghi. Farebbe bene lui a spiegare a noi e ai sardi per quale motivo, dopo tante critiche, non è qui a concorrere con noi in una dialettica attiva sui problemi che noi abbiamo sollevato.
Lui, come tanti di voi, si lamenta ogni giorno dei tempi lunghi di questa finanziaria, senza aver fatto i conti con un dato imprescindibile, che è quello che noi vi abbiamo detto fin dall'inizio di questa finanziaria, non alla fine, non adesso. Perché vi abbiamo detto con chiarezza che quando si tentano le scorciatoie autoritarie e dirigiste rispetto a passaggi così importanti, privando i parlamenti delle fondamenta della dialettica democratica, si dovranno pur scontare da qualche parte i tempi della riconquista dei presidi e dei valori di questo confronto parlamentare. E, badate, non lo facciamo per noi che oggi siamo qui, lo facciamo per noi che siamo qui e per quelli che verranno, perché laddove si perdano definitivamente questi presidi, credo che lo spazio della democrazia in senso assoluto sia molto più complicato. Tuttavia noi vi abbiamo posto con chiarezza i punti essenziali di quello che rappresentava e che molti colleghi hanno avuto modo di ribadire in quest'aula, i quattro, cinque elementi essenziali che motivavano la nostra profonda condizione di critica nei confronti di questa finanziaria. Due di questi elementi gravavano sull'articolo 18. Pensavamo che dopo il percorso tortuoso che abbiamo compiuto lungo i tornanti un po' intricati di questa finanziaria, arrivati all'articolo 18, ci fosse un elemento che facesse in qualche modo cadere in voi il dogma iniziale di quella superbia e di quella arroganza che un po' l'intervento del presidente Pili intorno all'articolo 1, e successivamente il costante atteggiamento dell'assessore Masala ha portato in quest'aula nei confronti di una opposizione che ha cercato di cancellare, ma che al contempo vi ha riversato una quantità enorme, rispetto a voi, di proposte e di idee di cambiamento. Abbiamo sentito la risposta della Commissione, perché quando dico della Commissione voglio dire della maggioranza, e abbiamo sentito la risposta della Giunta. Su queste dodici ore di lavoro e di argomentazione tutt'altro che superficiale sulle ragioni e sui motivi che ci inducevano a chiedere un di più di riflessione intorno a questi punti.
A me è parso, ma credo a molti in quest'aula, che la sintesi finale di questa posizione sia rappresentata da una chiusura totale su tutti i punti, "no" su tutti gli emendamenti, poche argomentazioni a supporto delle proposte, rinvii a una presunta funzione di riequilibrio del bilancio, che mancando dai presupposti di apertura in questa fase è solo un rinvio irrituale a un confronto posteriore. Noi avevamo il sospetto, ma credo che lo possiamo a questo punto manifestare apertamente, che di fronte a questa profonda diversità di concezione su un elemento fondamentale del lavoro, quale il lavoro e la ricerca di lavoro oggi in Sardegna, di fronte ai dati che vi abbiamo portato (l'ultimo anno 45 mila posti in meno in totale nel Sud e 11 mila posti in meno in Sardegna) la vostra risposta è quella di elencare i miliardi impegnati dal 1999 al 2002 sull'articolo 19 senza neanche avere il pudore, l'assessore Masala, di indicare a noi le ragioni per le quali il concorso dei comuni sui fondi comunitari che non rende possibile il cambiamento di queste cifre solo per l'inerzia e l'incapacità della burocrazia regionale e di chi oggi la guida e la rappresenta, poteva essere una giustificazione, secondo la vostra impostazione, a noi sufficiente per superare la richiesta che normalmente, in una condizione così data e con le leggi in vigore, le regole si cambiano dando preavviso e fissando insieme il punto del cambiamento e dell'innovazione della legge. A noi è parso, tra l'altro, e questo è un altro punto, che l'idea di mettere mano all'articolo 19 non fosse tanto la motivazione che caricava l'esigenza di dare alla prospettiva dell'articolo 19 un'evoluzione in avanti, capace di autogenerarsi e ammodernarsi nella direzione di garantire l'abbassamento dei livelli di disoccupazione, quanto quello abbastanza ricorrente in tutta la finanziaria di andare a rosicchiare residui qua e là, perché questi potessero costituire il patrimonio sul quale voi possiate completare, a fronte di una politica senza idee e senza progetti, l'ultimo anno di questa legislatura. Noi ve lo avevamo detto già dall'inizio che non avremmo consentito politiche derogatorie di comodo come queste. In parte ci siamo riusciti, ma la posizione finale sul lavoro e sugli enti locali credo che richiami a tutti noi la necessità di riportare in quest'aula, al di là dei chiacchiericci, il confronto democratico sull'essenza dei principi e dei valori. E' indubitabile che nella materia dei lavori e nella dignità degli enti locali abbiamo una profonda e differente, quasi divergente, concezione di prospettiva. Questo è un dato; è un dato che abbiamo registrato nella chiusura dell'Assessore e nelle sue inesistenti argomentazioni contro le nostre argomentazioni di dodici ore di dibattito. Noi non ci prendiamo gusto a parlarvi, se non perché crediamo che la dialettica nella politica porti il patrimonio della persuasione, si accompagni al valore della persuasione attraverso la politica fa le scelte. Noi abbiamo discusso dodici ore non per perdere tempo, abbiamo discusso per cercare di portare a voi, a un'Aula sorda e disincantata che preferisce la televisione e le merende al confronto di merito su queste cose. Dodici ore per cercare di ripristinare il valore giusto della politica, e a tutto questo, chiusura. Gli enti locali sono per voi una categoria di secondo livello; E allora è giusto, è legittimo che noi proseguiamo il nostro dibattito per arrivare al confronto di merito, democratico. Vada come vada e ognuno si assuma la sua responsabilità, rimarranno agli atti del Consiglio dodici ore di dibattito su questi due elementi fondamentali che contraddistinguono la nostra posizione, le nostre aperture, la nostra disponibilità a concorrere con idee innovative, non di retroguardia, a questi problemi, però rimane il dovere di andare alla verità dei fatti come abbiamo fatto fino adesso, fino all'articolo 17, sarà così anche per l'articolo 18, 19 e 20, perché di fronte alla chiusura l'unica risposta che partiti democratici che credono e vivono la democrazia nel senso proprio è quello di misurarsi con la democrazia dei consensi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Di parte avversa non c'è nessuno?
PRESIDENTE. No, io ho iscritto solo lei e quindi chiamo lei.
COGODI (R.C.). Te lo meriteresti pure. Non è facile, ma volendo...
(Interruzioni)
Signor Presidente e colleghi, chiedevo, e non ironicamente, se ci fosse qualcuno iscritto a parlare di parte avversa intendendo di maggioranza. Mi si dice: "no, non c'è nessuno che intenda intervenire nella discussione generale sull'articolo 18". Anche la presenza in Aula della maggioranza, nella discussione generale sull'articolo 18, è pressoché nulla, alla faccia della interlocuzione, alla faccia della buona disponibilità, della capacità di ascolto e di quella nuova fase avviata di cui aleggiava la parte conclusiva dell'intervento dell'assessore Masala, di quella novità della quale gli osservatori attenti non potrebbero non prendere atto. Io non so quanti osservatori - per quanto attenti siano - che cosa abbiamo potuto osservare di novità che pervenga dai banchi della maggioranza. Anzi questo atteggiamento, questa rappresentazione in questa fase mi induce, per esempio, a prendere la parola subito, a dire subito quello che penso, è già stato in qualche modo già annunciato, ma quello che pensiamo a questo punto e che confermiamo. Lo stesso assessore Masala ha espresso i pareri del tutto formali, sparito! L'Assessore degli Assessori, il Presidente della Giunta era raffreddato, non è più raffreddato, ma fa lo stesso. Non c'è, c'è ma non c'è! Come dire, appare essere esterno a questa vicenda, eppure voi tutti vi rendete conto, signori della Giunta e della maggioranza, quelli che ci sono e quelli che preferiscono disertare, che la finanziaria è ormai arrivata a un passaggio cruciale, a un passaggio difficile, ma non solo e non tanto in ragione dei tempi che pure dovrebbero avere il loro peso e il loro significato, in ragione della vostra incapacità di capire che, o cambiate o modificate qualcosa di sostanziale di quel che resta di questa finanziaria, oppure la vostra responsabilità che è già grande, diventerà enorme. Noi l'avevamo detto dall'inizio! Nei titoli della nostra relazione scritta di minoranza avevamo annunciato quello che già si capiva dall'inizio, che questa finanziaria era disastrosa per la Sardegna anche perché figlia di una maggioranza disastrata. E` il primo titolo della relazione consegnata prima di entrare in Aula. Sembrava una battuta polemica e vedete quanto è disastrosa la finanziaria e quanto si è dimostrata disastrata la maggioranza.
Voi fate finta di non capire, ma forse non capite per davvero. Voi siete come quel pugile suonato che non è che risparmia i colpi all'avversario cinturandolo, ma è che non ha la forza di dare colpi e tenta di aggrapparsi all'avversario guadagnando tempo, respirando per riprendere energia, pensando però che appena riprende forza ridà un cazzotto all'avversario. Quella che voi avete chiamato disponibilità, apertura, trattativa, era una finzione vostra fra di voi, perché se avevate un elemento, se avevate e avete una buona disponibilità, dovevate e dovete dire esplicitamente qui, nel Consiglio regionale, in che cosa consiste la vostra volontà di modificare, almeno in parte, rispondendo almeno in parte alle domande che vi sono state poste dall'opposizione, la finanziaria. E soprattutto in una parte relativamente a questo articolo 18 e, dentro l'articolo 18, la partita enti locali, autonomie locali, programmi di sviluppo e di lavoro. Questa finanziaria se non modifica l'intervento regionale in relazione alle funzioni degli enti locali, delle autonomie locali e del lavoro è una finanziaria che un vale niente e non serve a nulla. A nulla! Ma voi pensate che se l'apparato, l'organizzazione complessiva anche della Regione, degli enti, di tutto quello che è collegato a questa Regione, non avesse la finanziaria, voi pensate che è gente o è una parte della società, avrebbe un danno per un ritardo, ma non sarebbe una parte della società che morirebbe; ma voi pensate che il sistema delle imprese, quelli che hanno sgravi fiscali e contributi e afflussi di danaro pubblico, se la finanziaria non ci fosse, da un ritardo avrebbero un danno, ma non morirebbero; voi pensate che se c'è una urgenza di realizzare anche opere pubbliche e però nell'immediato non si realizzano, non muore nessuno. E` un danno però, il ritardo è un danno! E questo danno è tutto addebitabile a voi, ma se voi colpite gli enti locali e le autonomie e le istanze rappresentative di base e i programmi e i progetti di sviluppo locale e quella parte di società che, se non ha dalla sua l'iniziativa, l'intervento, l'attenzione, perché non ha altro, della sua istituzione pubblica, quella parte sì, quella muore. In relazione all'articolo 18 e alle autonomie locali e ai programmi per lo sviluppo e di lavoro, voi dovete tornare sui vostri passi e smettere l'idea che potete così facilmente superare, non abrogare una norma, no, superare l'idea, l'intervento pubblico regionale che in questi anni ha avviato un processo nuovo di sviluppo, di qualità diversa che muove dal basso, che premia le idee, che meritano di essere premiate e inizia a consentire applicazioni di lavoro produttivo che possono avere grandi suscettibilità di sviluppo.
Questo dovete ripensare necessariamente. E questa è l'interlocuzione che voi non avete neppure avviato e non volete avviare. Voi siete quel pugile suonato che in questi giorni sta riprendendo fiato; voi pensate che appena avrete ripreso fiato reagirete e il Presidente farà un altro dei suoi interventi minatori e vi rimetterà di nuovo per un attimo in riga e tutto sarà come prima? Non è più nulla come prima, perché questa finanziaria in gran parte è già demolita! E' demolita insieme alla vostra arroganza, è demolita insieme alla vostra presunzione. Avete registrato in questi giorni un fallimento clamoroso.
Potete, se volete, rimediare almeno in parte accettando necessariamente di rispondere alla domanda che è presentata, che è contenuta nelle proposte emendative di cambiamento sostanziale di questo articolo 18, mantenendo l'intervento per il lavoro e gli stanziamenti regionali a sostegno del piano per il lavoro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Presidente, solo noi parliamo?
COGODI (R.C.). L'interlocuzione è questa, dobbiamo parlare solo noi!
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi la prego faccia parlare. E` iscritto a parlare l'onorevole Falconi...
CUGINI (D.S.). Lei si deve attivare per far parlare anche l'altra parte
PRESIDENTE. Ma attivare per che cosa onorevole Cugini? Ma sta scherzando! Ma in democrazia uno può obbligare agli altri di parlare quando non vogliono, non vogliono parlare, non parlano. L'onorevole Falconi ha chiesto di parlare, se lei vuole io le do la parola e parla anche lei. Prego onorevole Falconi.
FALCONI (D.S.). Grazie Presidente. Ma è un po' singolare che nessuno della maggioranza, per adesso almeno, si iscriva a parlare dell'articolo 18 che è sicuramente uno, se non il più importante di questa finanziaria perché tratta appunto delle disposizioni a favore dei Comuni. E nei suoi commi vi sono una serie di disposizioni che noi riteniamo molto importanti e come tali da analizzare, da rivedere, da correggere, da migliorare.
Solo il comma 1 e il comma 2 che parlano di lavoro, di lavoro distribuito in tutta la Sardegna, distribuito tra l'altro equamente, forse in nessun'altra legge così come viene distribuito dall'articolo 19 della 37, ma anche dagli altri articoli, anche dall'altro secondo comma sempre di questo articolo 18. Noi siamo convinti, almeno io lo sono convinto, che le esperienze che si stanno maturando con il lavoro diffuso che i comuni stanno innescando nei loro territori sia una esperienza positiva, singolare che non solo non va demolita, ma va assolutamente incoraggiata e va sicuramente corretta. Questa doveva essere la nostra discussione, questa è la discussione vera, perché, non come dice qualche collega della maggioranza che cerca ad ogni pie' sospinto di demolire quell'esperienza, noi invece siamo convinti che le leggi di sostegno, e questa è una legge di sostegno che passa attraverso i comuni, dopo anni di rodaggio iniziano ad andare bene. Io su questo proposito voglio ricordare che la legge nazionale 488 del 1993 ha iniziato a funzionare dopo otto anni di monitoraggio. Sta funzionando benissimo adesso e a riferimento delle leggi di sostegno, di tutte le leggi di sostegno nazionali e regionali, ma dopo otto anni ha iniziato a funzionare. La 37, in particolare l'articolo 19, anch'essa ha già attraversato un po' di anni, ma sta maturando esperienze, modi di fare, sta distribuendo risorse e creando impresa, anche se micro impresa, anche quella è impresa. Ma soprattutto sta creando dei nuovi equilibri di sviluppo, piccolo sviluppo, ma sviluppo. In forme eque, e lo sta creando dove non c'è altro o non c'era altro. Questa è la cosa importante, perché io non sono convinto che lo sviluppo debba attuarsi solamente dove c'è un polo industriale o un polo produttivo, lo sviluppo va diffuso e spalmato in tutto il territorio della Sardegna, e questo dobbiamo cercare di incoraggiarlo, cercare continuamente di farlo. Badate, noi abbiamo in Sardegna sicuramente delle zone industriali e degli spazi molto interessanti, ma non sono sufficienti; non sono sufficienti i PIP (i piani per gli interventi produttivi) che nel corso di questi ultimi anni i comuni hanno realizzato e non hanno più avuto da questa Regione, da questa Giunta regionale di centrodestra i fondi per completare quei piani per gli interventi produttivi. Si è bloccato anche quello, ma così facendo in Sardegna, nel Meridione stiamo continuando a fare danni. Badate, mentre l'Europa in questo, dal punto di vista infrastrutturale, sta galoppando, noi stiamo regredendo. E' di ieri l'indagine de "Il Sole 24 ore" su questo punto. Noi in Italia riusciamo ad attrarre le risorse finanziarie che i privati investono in Europa, riusciamo ad attrarre di quelle imponenti cifre, le cifre più importanti del mondo perché l'Europa quando è assieme, è la zona non solo più sviluppata del mondo, ma ha il PIL più alto del mondo. Bene, di quelle ricchezze noi riusciamo ad attrarre, come Italia, il 2,6 per cento. Ma è sconcertante, e vi invito davvero ad andare a vederli questi dati, è sconcertante il dato del Meridione. Quindi è con questi dati che si misura la vera capacità di attrazione dei capitali. Il Meridione italiano attrae lo 0,5 per cento di ciò che si investe in Europa. Badate, sono dati che veramente debbono farci preoccupare. Gli stessi numeri di abitanti posti in Irlanda riescono ad attrarre il 12,5 per cento di ciò che si investe in Europa, vale a dire 25 volte in più. Non riferisco il dato della Sardegna perché è davvero infinitesimale. Ebbene se noi dobbiamo fare questo sforzo per scrollarci di dosso il nostro sottosviluppo non possiamo prescindere dall'infrastrutturazione, dallo sviluppo diffuso, dalla programmazione dal basso, non possiamo prescindere dai comuni. Ed è questo che il centrodestra che governa la Sardegna, oggi, non ha recepito. Ha provato a recepire e a utilizzare le leggi che il centrosinistra aveva fatto nell'ultimo scorcio di legislatura e difatti in questi anni non facciamo altro che parlare delle leggi che in quello scorcio di legislatura si fecero. Ma anche nel cuore della legislatura, anche se gli avete cambiato nome, ma i PIA che sono il primo strumento di programmazione dal basso inventato in Sardegna come strumento di bottom up che viene dal basso e dall'alto si recepisce, lo avete ribattezzato sotto forma di PIT, ma la cosa sconcertante è che non riuscite a fare ancora decollare quei PIA che noi vi abbiamo lasciato pronti, rodati e che avevano certamente qualche difficoltà di spesa, ma che doveva e poteva essere risolta.
Noi abbiamo altri ruoli, altre cose, quello legislativo, quello di programmazione, quello di mettere ordine e sono le cose che non facciamo e volete mettere le mani in pasta invece nelle minuzie, nelle frattaglie, nei piccoli programmi che devono fare invece i territori, i comuni, le comunità montane e le province. Non si fa, dicevo, ciò che la Regione deve fare. Non si approntano strumenti urbanistici generali, e non solo non si appronta una parte della Regione, ma noi addebitiamo i ritardi - come nel caso dell'articolo 19, ma anche nel caso degli strumenti urbanistici - li addebitiamo ai comuni. I comuni che vedono anche ritirarsi le somme o mandati in perenzione o richiesta di risarcimento con gli interessi, le somme che qualche anno fa la Regione aveva attribuito per la predisposizione degli strumenti urbanistici di diversi comuni della Sardegna.
Noi vi proponiamo alcuni emendamenti, senza spesa, che danno non ulteriore indefinita proroga ai comuni, ma danno la possibilità ai comuni di dotarsi di questi strumenti urbanistici. Bene con una velocità che è inquietante, l'assessore Masala con affianco l'assessore Biancareddu che non ascoltava neanche l'argomento e non ascolta neanche questi argomenti, hanno detto: "Questo emendamento non si accoglie". Non si accoglie, ma non si capisce che a qualche centinaio di comuni in Sardegna si sta creando un danno irreparabile se si ritirano quelle somme e non li si mettono nelle condizioni di dotarsi degli strumenti urbanistici comunali. Questo state facendo con questa distrazione, con questo modo di fare, ma torneremo più tardi a cercare una riverifica di questi emendamenti per cercare, noi centrosinistra, di migliorare e di rimediare alle cose che ci avete proposto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lai. Ne ha facoltà.
LAI (D.S.). Grazie Presidente. Questo articolo, l'articolo 18, non è un articolo qualunque come non è un momento qualunque quello che doveva essere, nelle intenzioni di qualunque consigliere regionale, quello nel quale si discute di lavoro, di sviluppo, di enti locali. Direi anzi che questo articolo doveva essere la chiave di ragionamento, la chiave della manovra finanziaria e della vostra proposta di sviluppo. Sinora ci siamo infatti occupati, e il risultato della finanziaria è evidente, di quello che è il sistema regionale strutturato, di quello che è più vicino al centro della macchina organizzativa. Gli enti, la Regione stessa, tutto ciò che è più vicino al luogo dove si decidono le politiche, ma anche si erogano i finanziamenti e si erogano i soldi.
Adesso si parla si sviluppo, di quello sviluppo che ancora oggi si basa, si sviluppa, e si realizza su quelle che sono state le politiche e le scelte del centrosinistra del '98 e nel '99.
Adesso parliamo di quello sviluppo, che è lo sviluppo che passa attraverso gli enti locali, che è quello sviluppo che ancora oggi si realizza attraverso il nostro impianto legislativo, l'impianto legislativo della Giunta dello scorso mandato, che si basa sulle due grandi leggi del 1998: quella sul piano del lavoro e quella che accompagna in qualche modo l'assunzione di nuovi lavoratori, di lavoratori che passino da contratti non stabili, non a tempo indeterminato, a contratti a tempo determinato.
Ed è da tre anni che, tra l'altro, voi vi proponete solo di distruggere questa proposta di sviluppo senza avere una proposta alternativa, senza sostanzialmente creare le condizioni di un'iniziativa alternativa, di un modello alternativo d'intervento pubblico (o di non intervento pubblico), che comunque dia in qualche modo una speranza e una struttura allo sviluppo.
Il dubbio quindi, che questa visione non ci sia, è evidente; il dubbio che questa visione non esista, è evidente, il dubbio che ci siano solo interessi e non una visione dello sviluppo, viene sostanzialmente confermato. Allora il ragionamento che dobbiamo fare su questo articolo è semplice; quello che l'occupazione che cala dipende dalla vostra assenza e dalla vostra inesistenza, e che quindi questo articolo così com'è non va bene, va rifinanziato nelle parti essenziali, e va ripreso il cammino che era stato avviato dal centrosinistra nella scorsa legislatura, e che oggi deve ripartire.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.) Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Debbo dire all'onorevole Falconi che per quanto non fossi presente fisicamente in quest'Aula, ho avuto la possibilità di ascoltarlo, perché nel frattempo anziché svolgere delle verifiche telefoniche - come è consueto fare da parte dell'Assessore della programmazione con gli uffici - l'ha fatto personalmente recandosi per una volta alla fonte, cioè, alla sede di quest'Aula dove esistono le scritture e la possibilità di verificare concretamente queste cose.
Durante l'illustrazione degli emendamenti e soprattutto durante l'espressione del parere da parte della Giunta (come è facile vedere, come è facile constatare) c'è una disparità totale che è prevista dal Regolamento. Una disparità che - diciamo così - mette la Giunta in una assoluta condizione di difficoltà, quasi impossibile, perché mentre il Consiglio per illustrare 180 emendamenti impiega 10-12 ore, e nel corso dell'illustrazione degli emendamenti di tutto quasi sempre si parla fuorché che del contenuto degli emendamenti, è chiaro che la Giunta nei 10 minuti complessivi che ha a disposizione (anzi, debbo ringraziare il presidente Sanna perché ha consentito all'Assessore che sta in questo momento svolgendo la sua replica, di allargare un pochino il tempo a disposizione), perché effettivamente 10 minuti sono assolutamente insufficienti per chiunque, anche per coloro i quali avessero la assoluta capacità di sintesi, perché è impossibile sintetizzare argomenti che vanno dalla sicurezza e, quindi, da un problema o da una serie di problemi che attengono ai compiti istituzionali del Ministero degli Interni a quelli che sono i doveri con riferimento alle attività degli enti locali, con riferimento ai servizi degli enti locali, con riferimento a tutte le attività che di volta in volta dallo Stato vengono decentrati alle amministrazioni locali e che spesso vengono decentrati senza il trasferimento di risorse, chiamando la Regione a sostituirsi allo Stato nel sostenere le spese relative.
Quando, parlando dell'attività degli enti locali, si inseriscono emendamenti che introducono argomenti come i parchi nazionali (quello del Gennargentu, quello dell'Asinara, quello di La Maddalena), quando cioè, con riferimento a questo articolo, attraverso gli emendamenti si deve parlare di tutto lo scibile umano.
PIRISI (D.S.). No, di quello che interessa i parchi!
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. E cioè dei parchi, della sicurezza, dei contributi agli enti locali per i servizi alle imprese, per i servizi a questo, e per illustrare tutto questo si impiegano 10-11-15 ore, come si può pretendere che l'Assessore nella sua replica di 10 minuti possa essere esaustivo rispetto a tutti questi problemi onorevole Falconi?!
Come può lei lamentare il fatto che io non abbia adempiuto o che abbia addirittura non ascoltato quello che lei ha detto!? Lei ha detto che io non ho ascoltato solo perché non ho risposto puntualmente a quello che lei ha detto! Io ho risposto per Desulo come vede, anche se per un aspetto, per la questione della neve. Quindi, evidentemente anche se per un aspetto marginale evidentemente io ho ascoltato. Perché ho ascoltato tutti, tutti coloro che hanno parlato in quest'Aula da ieri mattina con riferimento all'articolo 18.
Allora, non possiamo negare che l'argomento centrale di questo articolo 18, sia il rifinanziamento o non rifinanziamento dell'articolo 19 della legge 37. Nel poco tempo a disposizione, io ho avuto modo di portare a conoscenza di quest'Aula che due erano gli obiettivi ai quali questo governo regionale deve tendere: da un lato deve essere salvaguardata la situazione finanziaria generale; deve essere salvaguardata perché non è assolutamente pensabile che chiunque sieda in questo banco, chiunque assuma la responsabilità che ho avuto io in quest'anno, è impossibile che non possa affrontare un tema di questo genere con senso di responsabilità.
E senso di responsabilità significa che il primo dovere al quale si deve tendere, è quello di salvaguardare la tranquillità della finanza regionale.
"Finanza regionale" vuole dire evitare di fare dei debiti quando questi debiti non sono assolutamente necessari. E' indispensabile ritardare per quanto è possibile la contrazione dei mutui, perché i mutui devono essere contratti solo ed esclusivamente per spese di investimento e non per spese correnti; e quando finita questa vicenda della legge finanziaria, quando prima o poi in qualunque modo questa legge finanziaria sarà approvata, io mi farò scrupolo di conteggiare l'ammontare complessivo delle richieste che sono state fatte in termini di aumento di spesa da parte della maggioranza, da parte dell'opposizione, per vedere se siamo stati coerenti, ognuno di noi con quello che ha detto. Se io sono stato coerente con quello che ho detto, se io cioè ho cercato di sforzarmi, di limitare al massimo la contrazione dei debiti, rispetto alle enormi esigenze di fronte alle quali questa Regione si trova. Se, cioè, dovendo per la prima volta restituire i soldi - perché è molto comodo fare le autorizzazioni ai mutui e poi per esigenze particolari non contrarli - e noi di fronte a un problema di questo genere, abbiamo avuto la necessità di mettere in confronto, di mettere sul piatto della bilancia queste due esigenze, questi due interessi: l'interesse generale, rispetto all'interesse di parte. Perché l'interesse di parte, soddisfare interesse di parte sarebbe stato quello di chi la Giunta come questa avesse incontrato i sindacati, avesse incontrato i rappresentanti dei sindaci, avesse incontrato i rappresentanti dei datori di lavoro e avesse detto: "Sì," sì a tutte le domande.
"Sì" a chi chiedeva, per esempio, il raddoppio dei finanziamenti delle leggi di settore. "Sì", agli enti locali che chiedevano l'aumento indiscriminato delle spese correnti, a chi chiedeva per esempio il raddoppio la, triplicazione delle spese per il rifinanziamento dell'articolo 19 della 372. E perché no?!
Tutta una serie di cose, cosa avremmo dovuto fare dicendo di sì, saremmo stati considerati amici delle categorie, amici dei sindaci, amici dei sindacati, ma avremmo presentato una manovra finanziaria con richieste di autorizzazione a mutui 4 o 5 volte più di quello che siamo stati costretti a fare nel tentativo di ridurre al massimo l'esposizione debitoria della Regione Sardegna. Perché ci siamo preoccupati - e ci preoccupiamo e tutti quanti ci dovremmo preoccupare - di salvaguardare anche i governi futuri, quelli che verranno dopo di noi, perché tutti i governi regionali dovranno essere messi nelle condizioni di far fronte alle esigenze della collettività regionale.
Ecco perché ci siamo trovati nella necessità di dover confrontare l'ammontare delle disponibilità che noi abbiamo a disposizione per l'articolo 19 della "37", sia le risorse che sono ancora a residui nelle contabilità regionali, sia le disponibilità che sono nelle casse dei comuni; e noi quando parliamo di 6-700 miliardi di lire che sono nella disponibilità dei comuni, che comunque sono lì indipendentemente dall'individuazione del responsabile, evidentemente noi ci troviamo di fronte all'obbligata scelta di dover ridurre gli stanziamenti per il 2003. Perché se noi non avessimo fatto così, sicuramente avremo prodotto solo ed esclusivamente ulteriori residui alla fine dell'esercizio finanziario 2000-2003.
Perché i bilanci è bene che incominciamo a prepararli con un'ottica diversa, che tenga conto cioè delle effettive capacità di spesa e che non stiamo lì ad inseguire per forza questa chimera dello stanziamento a tutti i costi; perché stanziare delle somme nelle UPB senza poterle spendere, evidentemente non è vantaggioso per la collettività regionale, ma è sicuramente dannoso.
PRESIDENTE. Emendamento 207. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
Sanna GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). L'emendamento è ritirato.
PRESIDENTE. L'emendamento 207 è ritirato. Gli emendamenti 208 e 468, sono uguali e si votano insieme.
Poiché nessuno domanda di parlare sugli emendamenti 208 e 468, li metto in votazione. Chi lI approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Sono approvati)
Emendamento 251. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
Sanna G.V. (La Margherita - D.L.). L'emendamento è ritirato.
PRESIDENTE. L'emendamento 251 è ritirato. Emendamento 16 della Giunta regionale. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Faccio dichiarazione di voto favorevole per l'emendamento numero 16, 210, 469 e 629 che tende a sopprimere il comma 6 dell'articolo. Con l'occasione richiamo l'attenzione dell'Aula, che il comma 4 che quest'Aula ha già soppresso, era collegato al comma 6 dell'articolo 8 e che quindi aveva una connessione di natura tecnica. Caduto l'uno non ha ragione di essere l'altro.
Presidente. Con questa precisazione ricordo che l'emendamento 16 è della Giunta regionale, il 210 di Sanna Gian Valerio e più, il 469 Falconi e più., il 629 Cogodi Ortu e Vassallo. Pertanto li pongo in votazione tutti insieme.
Metto in votazione gli emendamenti 16, 210, 469, 629 . Chi li approva alzi la mano.
(Sono approvati)
PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti numero 67 e 211. Chi li approva alzi la mano.
(Sono approvati)
PRESIDENTE. Emendamento 212. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. Sull'emendamento 212, a pagina 425, è stato chiesto il voto segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento 212 all'articolo 18.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
Presenti 76
Votanti 75
Astenuti 1
Maggioranza 38
Favorevoli 36
Contrari 39
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 15. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Emendamento 213. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
Sanna GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). In relazione a questo detto dall'Assessore intorno al coordinamento dei successivi emendamenti, io ritiro il 213.
PRESIDENTE. L'emendamento 213 è ritirato.
FALCONI (D.S.). Ritiro l'emendamento numero 470.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 216 e 471: il primo è di Sanna Gian Valerio e più, il secondo è di Falconi e più. Ha domandato di il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. Su questi due emendamenti il 216 e il 471, a pagina 429, è stato chiesto il voto segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, degli emendamenti 216 e 471.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
Presenti 77
Votanti 76
Astenuti 1
Maggioranza 39
Favorevoli 36
Contrari 40
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
PRESIDENTE. Emendamenti 215 e 472. Ha domandato di il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. Su questi due emendamenti il 215 e il 472 è stato chiesto il voto segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, degli emendamenti 215 e 472 all'articolo 18.
(Segue la votazione)
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
Presenti 76
Votanti 75
Astenuti 1
Maggioranza 38
Favorevoli 36
Contrari 39
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto:il Presidente SERRENTI.)
PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti 217 e 347 e 473. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.
(Non sono approvati)
PRESIDENTE. Emendamento 834. Ha domandato di il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. Sull'emendamento 834 di Balletto, è stato chiesto il voto segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento 834 all'articolo 18.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
Presenti 76
Votanti 75
Astenuti 1
Maggioranza 38
Favorevoli 33
Contrari 42
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
PRESIDENTE. Colleghi adesso diamo una spiegazione che vale anche per il futuro: dove ci sono una serie di emendamenti tutti uguali sono diversi gli importi, a seconda del Regolamento non vengono votati tutti, ma si vota il più vicino e il più lontano all'articolo originario, a quello del testo originario.
Quando sono un numero molto elevato se ne può votare anche uno intermedio. Quindi, ci atterremo a questa regola. D'accordo onorevole Cogodi, perché prevalentemente sono i loro.
Allora, voteremo prima il più lontano, cioè quello con l'importo più alto; poi quello più vicino con l'importo più basso; dove il numero degli emendamenti è piuttosto elevato, ne voteremo anche uno intermedio, in modo da pare la possibilità al Consiglio di scegliere, ma senza procedere alla votazione separata per ognuno di loro. Così dispone il Regolamento.
All'emendamento 307, sono stati presentati gli emendamenti 830, 831, e 832. L'830, è quello più lontano, quindi, con l'importo più alto. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Lei, signor Presidente ritiene che si debba mettere in votazione l'emendamento più lontano e poi l'emendamento più vicino, e saltare quello intermedio; invece noi....
PRESIDENTE. Per Regolamento, non è una cosa, un'invenzione straordinaria.
COGODI (R.C.). Non sto contestando il Regolamento. Noi invece siamo dall'opinione che si debba votare l'emendamento intermedio, che riteniamo essere l'emendamento principale numero 307, perché gli altri nostri emendamenti, tutti e tre, avevano come abbiamo specificato nel corso dell'illustrazione, avevano e hanno avuto lo scopo di sostenere la proposta principale che è quella contenuta nell'emendamento 307,che tende a ricostituire le entità delle risorse nei limiti di utilità, e noi riteniamo anche di saggezza da parte del Consiglio regionale, in capo a tutti i comuni della Sardegna per la prosecuzione e, via via, poi riteniamo anche per la migliore efficienza e il miglioramento complessivo dei risultati dell'articolo 19 della legge 37.
Pertanto, per questa ragione, per questa motivazione riteniamo anche di agevolare il lavoro del Consiglio andando subito alla sostanza delle cose, e gli emendamenti nostri numero 830, 832 e 831, riteniamo di doverli ritirare perché il contenuto, la finalità che avevano questi emendamenti è integralmente rappresentata, contenuta ugualmente nell'emendamento principale che è il numero 307.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 830, 831, e 832 sono ritirati. L'emendamento 307, è presentato dai colleghi Orrù, Spissu e altri. Sul 307, c'è un problema di copertura?
Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.) Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. In caso di approvazione sottrarrebbe tutti i fondi della programmazione negoziata. Cioè, non potremo pagare i PIA già sottoscritti etc. etc..
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Chiedo il voto segreto sull'emendamento 307.
PRESIDENTE. Sull'emendamento 307 è stato chiesto il voto segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento 307.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
Presenti 77
Votanti 76
Astenuti 1
Maggioranza 39
Favorevoli 33
Contrari 43
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
Adesso votiamo gli emendamenti sostituivi parziali numero 749, 750, 751, 752, 753. onorevole Cogodi, se lei non deve aggiungere niente procediamo come abbiamo detto. Ha domandato di parlare sul Regolamento il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L.). Due brevissime considerazioni: invito la Giunta a parlare quando deve illustrare o dare il parere e invito il Presidente a non dare la parola alla Giunta quando stiamo per votare, perché la Giunta - lo dico per un fatto di correttezza - ha tutte le possibilità: può accogliere, respingere, motivare e può parlare. E' un fatto di correttezza.
PRESIDENTE. Però, onorevole Selis, in questo caso...
SELIS (La Margherita-D.L.). Scusi, Presidente, se la prossima volta parla la Giunta, parla anche qualcuno di noi per dire qual è il significato dell'emendamento, perché non ha senso. Li faccia tacere, per cortesia! E' un fatto di educazione. La prossima volta, se la Giunta commenta un emendamento, chiediamo di commentarlo anche noi e si riapre la discussione. Lo dico per un fatto di lavori in serenità.
La seconda cosa, invece più importante di questa, siccome è ripetuta la scena che l'Assessore dice: "Ci sono i soldi, non ci sono i soldi", chiedo non all'Assessore, ma alla Presidente del Consiglio, lo chiedo con fermezza a nome di tutti i colleghi, di avere la situazione aggiornata che gli Uffici hanno istante per istante, in questo momento prima di procedere, di avere la situazione contabile delle risorse che con i tagli e con gli emendamenti sono state accantonate, perché non è possibile questo commento terroristico dell'Assessore. Possiamo continuare o c'è un po' di nervosismo?
Serve non solo alla maggioranza, non solo all'opposizione, serve alla maggioranza, serve all'Assemblea, eccetera. Quindi la prego di mettere in condizioni i colleghi, me e tutti noi, di avere la situazione contabile, non quella di quindici giorni fa o di una settimana fa che l'Assessore mi diede. Quella aggiornata in modo tale da capire se le cose che dice sono attendibili o meno. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Selis, devo, per correttezza anche nei confronti dell'Assessore, l'Assessore non ha fatto un intervento politico, anche se ha aggiunto alcune considerazioni. L'Assessore è intervenuto su richiesta del Presidente del Consiglio, perché c'è un problema di ordine tecnico sulla copertura finanziaria.
SELIS (La Margherita-D.L.). D'ora in avanti se chiede la parola l'Assessore interveniamo anche noi.
PRESIDENTE. Quindi ho chiesto io all'Assessore di intervenire. Per ciò che riguarda l'altro aspetto, lei comprende che se dobbiamo accedere alle sue richieste, dare la situazione contabile man mano che andiamo avanti...
SELIS (La Margherita-D.L.). Non man mano che andiamo avanti, una volta al giorno si può avere?
PRESIDENTE. Perché questo non è possibile.
SELIS (La Margherita-D.L.). Come non è possibile se gli Uffici ce l'hanno istantanea? Una volta al giorno si può avere? Ad oggi, a questo momento, si può avere la situazione contabile?
PRESIDENTE. Io non so, perché non sto seguendo la contabilità.
SELIS (La Margherita-D.L.). Presidente, io ho fatto il funzionario so come funziona là sopra, quindi so benissimo - ci mancherebbe altro che si vada al buio! - che l'Assessore è aggiornato minuto per minuto. Aggiornate noi, non minuto per minuto, ma ogni giorno, che ci vuole?
PRESIDENTE. Io farò mia la sua richiesta e chiederò all'Assessore e alla Giunta che da domani forniscano questi dati.
Bene, colleghi, voglio considerare chiuso, stiamo votando. Onorevole Balletto, di che cosa vuole parlare?
Balletto (F.I.- Sardegna). Sul Regolamento, Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato parlare sul Regolamento il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Presidente, l'Aula sa perfettamente che gli emendamenti che sono sprovvisti di copertura finanziaria non sono ammissibili, e la pronuncia di inammissibilità arriva proprio dal Presidente del Consiglio.
Quando sono stati dati i pareri con riferimento a un certo numero di emendamenti richiamati volta per volta, il relatore ha chiesto alla Giunta di dare comunicazione all'Aula sulla copertura finanziaria di determinati emendamenti. Il Presidente che presiedeva in quel momento ha affermato e ha detto, a conclusione della richiesta, che nel corso della discussione e delle votazioni si sarebbe data specifica indicazione in proposito.
Con riferimento alla fonte di copertura indicata con la UPB S 03008 capitolo 03040, l'Assessore ha riferito che non c'era copertura perché le somme originariamente stanziate erano state tutte utilizzate per un emendamento che era stato approvato, quello relativo alla gestione liquidatoria dell'EMSA e quindi alla Carbosulcis. Quindi alla Commissione in questo momento consta che su quella voce non ci sono risorse, e quindi è opportuno e necessario, proprio per evitare problemi poi agli Uffici per formare una legge finanziaria che non abbia la copertura, che l'Assessore si pronunci volta per volta.
SELIS (La Margherita-D.L.). Prima delle dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Prima di andare avanti su questo punto mettiamoci d'accordo. Ciò che ha riferito l'onorevole Balletto è senz'altro vero, perché io dalla mia stanza seguivo i lavori dell'Aula e ho sentito l'onorevole Sanna, che è qua, che presiedeva in quel momento, che ha comunicato all'Assessore di dare volta per volta su ogni emendamento la comunicazione se vi era o no la copertura finanziaria.
Quindi l'Assessore sta seguendo questa linea. Dobbiamo continuare in questo modo o no?
SELIS (La Margherita-D.L.). Se ci date la situazione finanziaria lo possiamo verificare perché non è Vangelo quello che dice l'Assessore.
PRESIDENTE. Però, onorevole Selis, lei comprende che a seconda di come vengono approvati o no gli emendamenti, la situazione si modifica e quindi....
Ha domandato di parlare sul Regolamento il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Ci darà atto, Presidente, e ci darà atto il Consiglio e anche la maggioranza (che d'incanto riappare), che stiamo agevolando la prosecuzione dei lavori. Abbiamo ritirato emendamenti, eravate lì a dire: "Ma avete presentato emendamenti per ostruire", e noi vi abbiamo detto: "No, abbiamo presentato emendamenti per costruire un'ipotesi modificata, un'ipotesi migliore, compatibile con le potenzialità anche di spesa della Regione". E quindi abbiamo già ritirato diversi emendamenti proprio per costruire la possibilità di conservare l'impegno principale che sul piano politico e morale questa Regione ha, per intanto di conservare in capo a tutti i comuni della Sardegna gli stanziamenti ormai usuali da quattro anni per sviluppo locale e per occupazione.
Perché il Consiglio - ecco perché parlo sul Regolamento - e i singoli consiglieri possano esprimere un voto davvero libero, cioè consapevole, la questione regolamentare che è stata già posta diverse volte, da ultimo richiamata questa sera il collega Gian Mario Selis, e che io stesso ripropongo, è che se il voto del singolo consigliere deve essere libero, deve essere consapevole e quindi deve conoscere per davvero e in forma certificata qual è la disponibilità di risorse di cui si dispone allo stato! Quello che fa ogni persona normale, senza essere onorevole e consigliere regionale! Se uno va a fare la spesa e quindi fa il bilancio tra quanto ha e quanto può spendere, dopo che ha comprato qualcosa, ma si guarderà intorno e guarda in tasca e dice: "Quanto ho ancora da poter spendere?" Oppure chiede a chi passa in strada: "Ne ho ancora soldi da spendere?"
Allora, caro Assessore del bilancio, se lei non ci dà il conto e lo certifica e quindi sarà veritiero solo in quanto è certificato, e se non fosse rispondente ne risponderà lei, lei qui non è l'Assessore del bilancio, è uno che passa in strada! Perché lei ha fatto un'affermazione poc'anzi, caro Presidente del Consiglio, ho detto "caro", quindi, mi dia atto che la sto...
PRESIDENTE. Io sono sicuro di rientrare tra i sui affetti, quindi non mi meraviglia affatto che lei mi chiami caro.
COGODI (R.C.). E' chiaro, sto dicendo "qualcosa che vale", vero? L'Assessore del bilancio, prima che si passasse al voto e al voto segreto, di fronte a un emendamento, a una norma proposta dal Consiglio che aveva una sua rilevanza, si è alzato e ha detto: "Se passasse questo emendamento, verrebbero annullati tutti i fondi della programmazione negoziata". Consulti gli atti ufficiali del Consiglio. Ma le sembra che una dichiarazione del genere può essere resa, perché se io fossi un componente della maggioranza, di qualsiasi maggioranza, e l'Assessore dice che con il mio voto annullerei tutti i fondi della programmazione negoziata, io tra vedere e non vedere dico: "No, alt, un momento, magari, voglio votare questo emendamento, mi era parso che questo emendamento fosse utile, però rischio di fare un danno". Ma è proprio vero, perché altri colleghi dicono che non è vero, che quell'emendamento avrebbe annullato tutti i fondi della programmazione negoziata?
Ma allora, se si fa un'affermazione che influisce sul voto e quell'affermazione non è veritiera, lei comprende che qui si sta... per molti versi si è proposta una finanziaria taroccata e qui si avanza anche, in questa circostanza, in un'assemblea che viene taroccata da una giunta taroccata. Ma portate i tarocchi! Ma non è possibile!
Allora, conclusivamente, io credo, associandomi, riprendendo e confermando la proposta è stata avanzata, che noi a questo punto ci dobbiamo fermare, e credo che ci fermeremo un attimo e che quest'attimo duri fintanto che la Giunta, l'Assessore del bilancio non fornisca al Consiglio esattamente lo stato della disponibilità delle risorse che possono essere impegnate, perché se no manca il requisito di conoscenza e quindi di libertà nel voto, perché quello che si propone, che richiede 1 euro di finanziamento...
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Cogodi, perché dobbiamo anche andare nei lavori.
COGODI (R.C.). Noi ritiriamo emendamenti e non stiamo consentendo di andare avanti? Poi se utilizziamo i tempi regolamentari per dire una cosa, dobbiamo andare avanti. Certo che andiamo avanti...
PRESIDENTE. Non apriamo un dibattito sul Regolamento adesso.
COGODI (R.C.). E allora noi ci fermeremo, credo, un attimo, perché riteniamo che questa conoscenza ci debba essere data e che l'Assessore ne risponda perché non è possibile che su un emendamento dica: "Non c'è copertura, non abbiamo una lira" e a un emendamento successivo dice: "La copertura è da ritrovare lì". E quante tasche ha questo Assessore? Ne abbia una sola, i danari non sono suoi, sono della Regione, li metta lì visibili di fronte a tutti e tutti decideranno secondo coscienza, non secondo il gioco delle tre carte.
PRESIDENTE. Colleghi, un momento, io ho dieci iscritti a parlare sul Regolamento, quindi diamoci una regolata perché non è possibile andare avanti così. Il Presidente del Consiglio dice che l'emendamento numero 749 ha la copertura finanziaria, lo vogliamo votare o vogliamo aprire una discussione sul Regolamento? Scusate, abbiate pazienza! Io ho bisogno di fermarmi cinque minuti, perché così non posso andare avanti.
(La seduta sospesa alle ore 21 e 04, viene ripresa alle ore 21 e 09.)
PRESIDENTE. Chiedo scusa ai colleghi, ma io non ho intenzione di aprire nessun dibattito sul Regolamento, pertanto andiamo avanti. E' stato risolto il problema sulla copertura finanziaria dell'emendamento 749, stiamo per votare.
PIRISI (D.S.). Chiedo di parlare sul Regolamento.
PRESIDENTE. Ho detto che non do la parola sul Regolamento, solo per dichiarazione di voto.
PIRISI (D.S.). Perché?
PRESIDENTE. Perché non gliela do, onorevole Pirisi, se permette sto presiedendo io. Lei può chiedere la parola, se vuole, per dichiarazione di voto.
SELIS (La Margherita-D.L.). No, anche sul Regolamento.
PRESIDENTE. Se do a lei la parola la devo dare a tutti gli altri, ho dieci iscritti e non ho nessuna intenzione di aprire dibattito sul Regolamento stasera. Ci troviamo nella Giunta per il Regolamento e discutiamo il Regolamento. Adesso andiamo avanti.
Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, ovviamente io voto favorevolmente all'emendamento 749, ma per fare un po' di chiarezza sulle cose che vengono dette in quest'aula è bene che i colleghi sulle affermazioni dell'Assessore possano avere un'opinione dall'altro versante.
Allora noi prendiamo i soldi per la copertura di questo emendamento 749 dal Fondo per la programmazione negoziata. Il Fondo per la programmazione negoziata l'assessore Masala se l'è aumentato rispetto all'esercizio precedente da 161 milioni e 800 mila euro a 191 milioni di euro. La cosa non porterebbe nessun tipo di scandalo dietro le affermazioni che dice l'assessore Masala "ci sono i PIA", però la cosa contrasta con un altro aspetto. Ed è l'aspetto che riguarda i residui che ammontano ad oltre seicento miliardi di lire, 287 milioni di euro, per cui Assessore quando lei parla con noi del Piano straordinario sul lavoro e ci fa l'elenco all'articolo 19 delle somme che sono state impegnate, quasi a voler dire che c'è una ragione per non finanziarne altre, siamo costretti di fronte a questa affermazione a ricordarle che anche lei non può proteggere la cassa di questo capitolo che si è aumentato, perché credo che non esistano progetti per i PIA che superino i seicento miliardi di lire a residuo più altri quattrocento che lei si stanzia quest'anno. Tra l'altro la sua ipersensibilità a toccare questo capitolo l'abbiamo verificata nel corso della finanziaria al punto da avere alcuni elementi di giudizio ulteriori. Mi preme anche dire ai colleghi come ci siano delle stranezze in questo bilancio, che non sempre vengono ammesse e che attengono ad imputazioni di spesa che vorrebbero, in qualche modo, appalesarsi vere e che invece nascondono delle incongruenze che poi vorrebbero giustificare la mancanza di risorse. Faccio un unico esempio: quando noi abbiamo approvato il comma 4 dell'articolo 1, abbiamo spostato l'autorizzazione alla contrazione del mutuo per la siccità dal 2002 al 2003. D'accordo? E` evidente che un mutuo che si contrae nel 2003 va in ammortamento nel 2004 normalmente, però l'assessore Masala si mette in competenza la rata pur sapendo che non la deve spendere quest'anno e sottraendo risorse disponibili all'utilizzo che invece utilmente il Consiglio avrebbe potuto fare stante la difficoltà a trovare copertura per tante questioni che riguardano gli enti locali. Ai colleghi voglio dire che queste questioni non sono di lana caprina, perché stiamo parlando di oltre 16 miliardi. Questo è uno dei tanti, ma io ne ho sollevate diverse di queste questioni, non mi è stata data mai risposta, poi sono sempre giustificazioni che lasciano il tempo che trovano perché adesso l'Assessore ci dirà che mentre la regola generale per la contrazione dei mutui è che si contraggono dall'anno successivo, per questo ci sarà qualche eccezione che lo giustificherà.
Per dire ai colleghi che noi, a fronte delle affermazioni dell'Assessore, che si aumenta quel capitolo indiscriminatamente, non abbiamo nessuna certezza di una programmazione che misuri quello stanziamento perché non abbiamo nessun elenco di atti che confermino che c'è oggi bisogno di 400 milioni in parte corrente per finanziare la programmazione negoziata e non abbiamo neanche la certezza rispetto a quelli che stanno aspettando i decreti sui 600 milioni che noi abbiamo a residuo e che stanno facendo aspettare tante persone per il finanziamento dei PIA. Allora intendiamoci, se volete tenervi le risorse per utilizzarle come vi pare e vi piace, fatelo pure, ma che non si venga a fare del terrorismo in Aula quando le cifre le sappiamo leggere tutti e lei l'anno scorso con 161 milioni di euro li ha sommati ai 98 milioni che aveva già dall'anno precedente e si è realizzato 287 milioni di residuo per un anno intero e quest'anno vorrebbe sostenere a noi che ha urgenza indifferibile dei 191 milioni, togliendoli da altre parti devo possono essere utilmente spesi? Sia corretto e prenda atto che questa dinamica della spesa così come la dice per i comuni che non spendono vale altrettanto per lei che non spende, che quindi non può pretendere dal Consiglio di prendere queste risorse e giustificare coperture che non potrà gestire, così come ha dimostrato non è stato capace di gestire nell'esercizio 2002. Questo per la verità, poi se lei quest'anno intende essere capace di fare miracoli vuol dire che le è successo qualcosa di molto importante.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). La situazione nella quale ci troviamo adesso dimostra chiaramente che il tentativo prima di colpire a morte e poi comunque di ferire gravemente la politica di sviluppo locale e le politiche sagge tese al sostegno del lavoro produttivo e dell'occupazione vera, aggiuntiva, non hanno motivazioni di ordine finanziario, hanno solo ed esclusivamente motivazioni di ordine politico, di pregiudizio politico. Un pregiudizio, cioè un giudizio che, se non tutti, gran parte di questa maggioranza ha dato prima, prima quando ha pensato di essere liberale, libertino, prima quando ha pensato che l'accesso alle istituzioni pubbliche non fosse al servizio della comunità regionale, ma al servizio di parte e al servizio dell'ambito non dico personale, ma diciamo parentale. Questo emendamento 749, se approvato, sul piano finanziario non cambia pressoché nulla della condizione complessiva, contabile, finanziaria della Regione. Se approvato, invece, sposta sul piano politico in bene, migliora il sistema, sposta le risorse. In buona sostanza, l'emendamento che abbiamo in discussione dice che per sostenere lo sviluppo locale che passi attraverso tutte le autonomie locali della Sardegna, i comuni, una parte di copertura venga garantita e la Giunta stessa dice che in parte può essere garantita con mutuo e quelle interlocuzioni verbali che il collega Oppi insiste a chiamare orali, che sono state captate via etere in questi giorni dicevano che la Giunta, che la maggioranza vi era una nobile gara per portare quella disponibilità di sostegno con mutuo almeno fino a cento milioni di euro. Si dovrebbe arrivare a 170, 175 milioni di euro, cioè 75 che mancano, con risorse della Regione. Questo emendamento propone che queste risorse siano attinte dal Fondo della programmazione negoziata. Ma che cosa dice l'articolo 19? Che cosa debbono fare i comuni? Debbono promuovere lo sviluppo locale in due modi, attraverso due strumenti: A) con la partecipazione agli strumenti di programmazione integrata dello sviluppo locale previsti dalla normativa comunitaria nazionale e regionale, cioè programmazione negoziata; B) la promozione delle attività produttive e quant'altro.
Allora, l'unica differenza è che questa partita finanziaria abbastanza limitata di 78 milioni di euro dal Fondo della programmazione andrebbero al Fondo dell'articolo 19 che attraverso i comuni tornano alla programmazione negoziata, allo sviluppo integrato. Però tornano attraverso i comuni, tornano attraverso la partecipazione effettiva del sistema delle autonomie locali. Non abbiamo sconvolto nulla, si è - se volete - migliorato qualitativamente il sistema e principalmente il sistema partecipativo interno, per chi parla anche di federalismo interno in questa Regione, con l'associazione parziale dei comuni ai programmi di sviluppo non solo economico ma di sviluppo anche sociale e complessivo della Regione.
PRESIDENTE. Concluda, la prego, onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Avevo concluso, lei mi costringe a riconcludere.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cogodi, molto gentile.
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Nel dichiarare il voto contrario all'emendamento numero 749 dico anche le ragioni del voto contrario. Se dovessimo sottrarre 78 milioni e 800 mila dal Fondo della programmazione negoziata, lo stesso Fondo si ridurrebbe da 191 a circa 110 - 120 milioni. Il Fondo della programmazione negoziata, come sanno, anche meglio di me, gli esponenti della attuale opposizione perché l'hanno gestito, lo conoscono, sanno che: 1) lo stato di attuazione del Fondo della programmazione negoziata è uno degli elaborati che sono allegati al bilancio, alla manovra, quindi ci sono lì tutte le ipotesi che ci sono. Sanno benissimo che con questo Fondo si finanziano, per esempio, i PIA, i quali PIA sono degli atti, dei progetti che vengono finanziati triennalmente e quindi quando si sottoscrivono gli atti, ci sono gli impegni, quindi obbligo giuridico ad adempiere, che viene sottoscritto dagli Assessori di destinazione cioè quelli che riceveranno i quattrini, lavori pubblici, agricoltura eccetera e la programmazione. Il che non significa che alla firma dell'atto consegue immediatamente il trasferimento della risorsa, perché quella può essere trasferita in un momento successivo e quindi anche oltre l'anno della sottoscrizione, per cui può figurare tranquillamente a residui, però è un residuo tecnico nel senso cioè che questi soldi sono anche già impegnati. Quando la Regione Sardegna sottoscrive l'accordo di programma, per esempio secondo atto aggiuntivo per il comune di Sassari, in quel momento sottoscrive un atto che comporta l'impegno di una determinata somma, che figura ancora iscritta qui ed è iscritta e figura ancora lì, ma è già impegnata, quindi esiste già l'obbligo giuridico. Ed allora poiché il Fondo della programmazione negoziata serve per pagare i patti generalisti, quelle infrastrutture e noi siamo impegnati con risorse dell'anno scorso in due anni, 2002 - 2003, per oltre 60 milioni di euro, poiché finanziano i PIA, poiché finanziano tutti gli accordi di programma, poiché finanziano tutti i cofinanziamenti, quando io dico in quest'Aula che per il 2003 i 191 milioni lasciano appena le risorse per finanziare i PIA e per i cofinanziamenti, perché un minimo di riserva bisogna sempre tenere perché poi le delibere CIPE vanno anche cofinanziate, io non sto dicendo bugie. Ed il fatto che io non stia dicendo bugie lo dimostra il fatto che io sono forse l'unico Assessore del bilancio che abbia informato l'opposizione, una parte importante dell'opposizione, la gran parte dell'opposizione, fatta eccezione di qualche parte che non ho avuto modo, ma non per volere assolvere o privilegiare qualcuno, perché non è capitata l'occasione, sono comunque l'unico Assessore del bilancio che abbia informato l'opposizione, addirittura in persona del Vice presidente della Commissione Bilancio, della disponibilità attuale delle risorse, quindi come si fa a dire che io ho tenuto nascoste le cose? Io ho informato la gran parte dell'opposizione dell'ammontare delle risorse che sono ancora disponibili e che possono assegnate nel corso della manovra. Io credo che trasparenza più di questa sia impossibile.
Io ho fatto il Capogruppo dell'opposizione, non ho mai saputo niente, non c'è stato nessun Assessore del bilancio che mi abbia informato né prima, né durante, né dopo della disponibilità di risorse. Debbo dire che solo l'onorevole Scano, in una interlocuzione, aveva informato l'opposizione della disponibilità eventualmente esistente per sostenere iniziative comuni del Consiglio. Ma io non mi sono mai permesso di dire all'onorevole Scano che, oltre quella cifra, mi stava nascondendo altre somme, non ho mai dubitato di quello che ha detto. Ci ho creduto e sono andato avanti in quella cosa. E' così!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PIRISI (D.S.). Signor Presidente, per dichiarazione di voto, ma guardi senza che se ne abbia a male l'assessore Masala, io - ai sensi dell'articolo 105 comma secondo - credo di avere diritto, così come recita il Regolamento, che ogni consigliere ha diritto di ottenere dagli uffici regionali, compresi quelli degli enti, aziende dipendenti eccetera, copia degli atti preparatori dei provvedimenti. Siccome il provvedimento che stiamo discutendo non è un provvedimento di secondaria importanza, allora in virtù di questo io credo che ciascun consigliere, io parlo per me, magari gli altri colleghi hanno una capacità di intendere le cose meglio, però io ho il diritto di sapere quella che è la situazione oggi sotto il profilo contabile. E` evidente che riteniamo di avere un'informazione non all'euro, però almeno per sommi capi. Io, comunque, signor Presidente, credo che noi abbiamo diritto di sapere le cose perché in passato l'assessore Masala non aveva bisogno di essere... ha detto "Non ho mai saputo niente di quello che accadeva in passato" perché evidentemente aveva delle persone che quando facevano un'affermazione era conseguenti, coerenti ed avevano una sola parola. Assessore Masala, io non credo che sia mai capitato, però, che in passato ci sia stato qualche Assessore o il Presidente della Giunta che abbia detto: "Se questo articolo viene bocciato, io mi dimetto" e dopo che l'articolo viene bocciato sonoramente in Aula eccetera, eccetera, non ne trae le conseguenze dovute e si arrampica nel fare delle affermazioni, delle dichiarazioni come quelle che abbiamo udito in quest'Aula, sia per il Regolamento, dice che ha bisogno di un voto palese, siccome assessore Masala lo dico con il massimo del rispetto, siccome qualche volta lei ci ha detto una cosa e poi ne ha fatto un'altra e durante questa finanziaria l'ha fatto tante volte, compresa questa delle dimissioni, non è mica una cosa di poco conto, Assessore, lei capisce che qualche dubbio può venire dai banchi io credo anche della maggioranza, non solo dell'opposizione. C'è anche da dire un'altra cosa, che siccome questo bilancio, è stato detto da più parti, che è stato fatto quasi in solitudine e quindi anche molti colleghi della maggioranza stessa non sono informati, noi una volta che succede che delle partite di spesa anche rilevanti vengono bocciate, vorremmo capire come si stanno allocando, se c'è la copertura per una, oppure per un'altra cosa non c'è. Una cosa, mi pare, più che plausibile e più che legittima, ecco perché, Assessore, lei ci dovrebbe dare delle informazioni più fondate, almeno io ho necessità di avere delle informazioni che siano suffragate da qualche numeretto, immagino che lei sia a conoscenza di questo, però sinceramente non ha dato prova fino a questo momento che le cose che lei affermava fossero esattamente univoche, andassero esattamente in un'unica direzione. Questo è, Assessore, non sono andato io al giornale a dire che se fosse stato bocciato l'articolo 16 mi sarei dimesso. No, l'ha detto lei. L'ha detto sulla stampa, e perché è ancora lì nei banchi, Assessore? Queste affermazioni le ha fatte pubbliche, le ha fatte pubblicamente, però bocciato l'articolo lei è ancora là imperturbabile ed impassibile. Quindi, io credo che sia opportuno che ci vengano date le informazioni dagli uffici, dei quali certamente non abbiamo mai dubitato e non dubiteremo mai. Quindi, le osservazioni che sono state fatte ed anche le argomentazioni che ha portato il collega Gian Valerio Sanna sono delle affermazioni assolutamente plausibili e legittime.
Quindi, Assessore, io credo che sia opportuno che lei dia disposizioni che ci venga fatto un prospetto anche veloce e ci venga fornito, poiché così i lavori possono andare avanti con speditezza. E in quanto al fatto che tutti abbiamo necessità di andare avanti con speditezza, io ricordo che lei stasera stessa ha preso la parola lungamente, facendo un po' di melina perché aspettava che arrivassero i colleghi della maggioranza. Cari colleghi a pensare male si fa peccato ma qualche volta ci si azzecca.
PRESIDENTE. Onorevole Pirisi io non l'ho interrotta però se mi permette, perché magari può darsi che nella prossima legislatura lei venga eletto Presidente del Consiglio, allora forse sapere alcune cose può essere utile. Guardi che l'articolo 105 non ha nulla a che vedere con i lavori all'Aula, che sono disciplinati invece al capo X del Regolamento. E nel capo X non si pone questo problema. Il diritto all'informazione del consigliere è un diritto che permane sempre, ma il consigliere non può chiedere le informazioni in Aula così, perché gli uffici non sarebbero in grado. E poi lei capisce che se questa fosse la regola ottanta consiglieri che vogliono impedire che si vada avanti, tutti chiedono informazioni agli uffici. Comunque, l'articolo 105, se lo ricordi quando sarà Presidente, non c'entra.
PIRISI (D.S.). Presidente, non sono d'accordo, non può dire che questa è zona franca.
PRESIDENTE. Si legga il Regolamento, onorevole Pirisi.
PIRISI (D.S.). Non sono d'accordo.
PRESIDENTE. Va bene, questo può succedere magari se ci vediamo lunedì cercherò di convincerla, però venga nel mio ufficio, martedì va bene. Allora procediamo, stiamo votando l'emendamento 749.
Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Dichiarazione di voto in quanto non possiamo ritirare gli emendamenti, possiamo soltanto farli nostri in quanto non sono nostri questi emendamenti. Soltanto per rilevare due cose, intanto per dichiarare il voto favorevole sugli emendamenti in votazione, la seconda cosa per fare rilevare al Presidente, all'Aula, ma soprattutto all'Assessore della programmazione che probabilmente il nostro Gruppo non è tra gli onorevoli consiglieri regionali che hanno avuto la possibilità di avere a disposizione quelle informazioni che recava le disponibilità che vi erano dopo la manovra finanziaria che fin qua abbiamo esitato. Perché se è vero, e non ho ragione di non credere all'Assessore quando dice che queste informazioni sono state date, ritengo opportuno far rilevare che queste informazioni di sicuro non sono state informazioni di carattere verbale, saranno state riportate su un foglietto, seppur piccolo, un foglietto che permettesse a dei colleghi di poter avere cognizione dello stato della situazione della cassa. Per cui chiediamo formalmente se questo foglietto è stato dato che venga dato anche a noi.
Ci sembra un atto doveroso in modo da permettere a tutto il Consiglio, quanto meno a tutti i Gruppi presenti in questo Consiglio, di operare nella par condicio, per cui di avere tutti le stesse informazioni.
Detto questo noi abbiamo rilevato una anomalia nel proseguire nell'esame di questa finanziaria, perché ci è apparso alquanto strano che alcune volte l'Assessore alla programmazione rilevi il fatto che alcuni emendamenti non abbiano copertura finanziaria per cui frapponga una serie di problemi all'approvazione, all'accoglimento dell'emendamento stesso, mentre su altri che pur non hanno la dotazione finanziaria, oppure recano una dotazione finanziaria non confacente allo stesso emendamento che si sta approvando, l'Assessore proponga lui l'alternativa per dare una copertura finanziaria più confacente all'emendamento stesso. Anche questo qua, mi permetta Assessore, è un comportamento a mio avviso non lineare rispetto al rispetto che lei deve avere per l'Aula e soprattutto deve avere per tutti i consiglieri regionali. In quanto lei ha il dovere di dare la copertura finanziaria alle proposte.
(interruzioni)
PRESIDENTE. Colleghi siamo tutti stanchi, però guardate ne abbiamo ancora per una ventina di minuti. Vi prego.
VASSALLO (R.C.). Presidente io poi chiedo di recuperare perché in questa confusione non si riesce nemmeno più a ragionare, nemmeno più a concentrarsi. Dicevo, l'opportunità di mettere tutti sullo stesso piano, per cui l'Assessore alla programmazione avrebbe il dovere quando vi sono emendamenti e quando vi è, come vi è sempre stato sino adesso la copertura finanziaria al limite di indicare lui una maggiore indicazione su come si riterrebbe che quell'emendamento possa essere più opportunamente coperto. Così non è! Invece per alcune cose si dà esito positivo, per cui si dà l'indicazione della opportuna copertura finanziaria, per altre invece si risponde semplicemente picche! Ma probabilmente il motivo è un altro. Il motivo è che si vuole, ancora una volta, molte volte accontentare quei consiglieri che, soprattutto da parte della maggioranza, continuano a presentare emendamenti di bottega, quegli emendamenti che consentono di accattivarsi le simpatie di piccole zone, di fare i piccoli favori, molte volte che attivano anche pochi finanziamenti, che non necessitano di grandi stanziamenti, però non è sulla quantità e sul valore complessivo dello stanziamento l'importanza, è sui principi che qua in questa sede molte volte vengono violati con questo Regolamento. Peraltro la buonafede dell'Assessore e della Giunta nel suo complesso è chiaramente smentita dalle stesse delibere dalla stessa Giunta approvate. Ne leggevamo una proprio in mattinata, una che si riferisce al 21.1.2003, precisamente la 2/14, dove parla di relazione dell'Assessore della programmazione sull'organizzazione del comitato regionale della programmazione, in relazione ai PIT, per cui ai piani integrati territoriali, e alla nuova fase della programmazione negoziata, legge finanziaria 2003. Se andiamo a leggere questo documento, questa deliberazione vediamo esattamente le reali intenzioni di questa Giunta, di questa maggioranza di mantenere in vita l'articolo 19, quello che riguarda il piano del lavoro, perché proprio in questa delibera e la voglio leggere...
PRESIDENTE. Onorevole Vassallo è finito il tempo, dieci secondi per concludere la prego.
VASSALLO (R.C.). Concludo così, la leggerò al prossimo intervento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SECCI (La Margherita-D.L.). Presidente, colleghi io penso che sia arrivato il momento in cui ciascuno si deve assumere anche personalmente la responsabilità di quello che può accadere. Ed allora siccome non stiamo parlando di problemi di poco conto, siccome non stiamo discutendo da giorni e da mesi su questo problema per divertirci o per partecipare ad un gioco, io dico, spero apprezzato e senz'altro capito, che non possiamo affidare ad un voto segreto, alla roulette russa la sorte di un progetto, di un'idea che ci ha accompagnato in questi ultimi anni, che sta cominciando adesso a dare risultati e frutti e che non può essere consentito a nessuno che venga assunta come una cosa qualsiasi.
Ed allora, Presidente, io non dichiaro il mio voto, mi rendo conto che non ho né ruolo e né funzione per dire le cose che sto dicendo, ma sento di dirle comunque, che rimangano pure soltanto scritte nei verbali del Consiglio regionale. Io chiedo una assunzione di responsabilità da parte di tutti, si discuta ancora su questo problema, si discuta nelle sedi proprie, si discuta qua dentro a viso aperto, ma si trovi una soluzione che non sia affidata al caso, qualunque cosa noi facciamo da adesso al voto di questi emendamenti è soltanto affidare al caso la responsabilità di un progetto politico che aveva e ha l'ambizione di essere strategico per la Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORITTU (D.S.). Grazie signor Presidente, per esprimere naturalmente il mio voto favorevole all'emendamento 749 ma anche per raccogliere... Io Presidente mi affido alla sua autorevole gestione, del Consiglio naturalmente, per poter esprimere senza che Assessori e consiglieri mi girino le spalle, se alcuni naturalmente hanno intrattenimenti e cose più importanti da fare possono comunque farlo ma fuori da quest'Aula. Io Presidente non voglio prendere il suo posto, però la prego.
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. Sospenda un momentino. Colleghi, l'onorevole Morittu ha perfettamente ragione, chi non è interessato può anche darsi, uno è stanco, va nella stanzetta a fianco e lascia che i lavori in Aula si svolgano regolarmente. Onorevole Morittu, la prego, riprenda.
MORITTU (D.S.). La ringrazio signor Presidente. Esprimo il mio voto favorevole raccogliendo anche la sollecitazione alla riflessione, alla responsabilità che ha lanciato in quest'Aula qualche minuto fa il collega Secci; perché guardate non è che ci possiamo nascondere, lo dico senza alcuna offesa, onorevole assessore Masala, non è che davvero ci possiamo nascondere dietro coperture che adesso ci sono e dopo non ci sono, questa maggioranza deve essere chiara, se vuole - come dire - annullare una esperienza che, come tanti altri colleghi hanno richiamato, ha prodotto risultati positivi, che anzi questi risultati positivi oggi stanno dimostrando in tutta evidenza che anche l'indice di disoccupazione in Sardegna, se ha mantenuto un livello accettabile, accettabile rispetto naturalmente ad un contesto economico come noi conosciamo per la Sardegna, se anzi in alcuni momenti l'indice di disoccupazione è risultato in controtendenza rispetto ad altri indici macroeconomici in Sardegna, qualcuno si dovrebbe interrogare da dove nasce questa controtendenza, probabilmente dico non tutto, ma sicuramente in parte questa controtendenza nell'occupazione in Sardegna è dovuta alle politiche attive del lavoro nate con l'articolo 19 della legge 37.
Non è pensabile, assessore Masala, contrapporre senza davvero mettere in campo un progetto alternativo da parte di questa maggioranza, contrapporre le politiche attive del lavoro previste dall'articolo 19 che certo può essere in una certa e in qualche misura anche modificato, adattato, reso anche più efficace, più efficiente rispetto al contesto nel quale si è sperimentato, ma non lo si può contrapporre alla programmazione negoziata. Noi non possiamo dire se approviamo questo emendamento che prevede un impinguamento dell'articolo 19 facciamo a meno, sappiate - come ha detto l'Assessore - che noi dovremo rinunciare alla programmazione negoziata. Sono due strumenti entrambi forti per lo sviluppo e per il lavoro e, secondo me, uno non può fare a meno dell'altro, si tengono assieme questi due strumenti, non si possono contrapporre caro Assessore, perché davvero così non facciamo un favore alla Sardegna, né siamo capaci allora di mettere assieme due cose che si tengono e stanno producendo effetti fortemente positivi, certo non quelli che necessitano per tirare fuori la Sardegna dalle secche di una disoccupazione storica, anche forte ,eccetera.
Ed allora, Assessore, o questa maggioranza è capace di mettere in campo un progetto forte per lo sviluppo, per il lavoro, oppure riprendiamo un ragionamento che abbiamo fatto l'anno scorso, due anni fa in quest'Aula sull'articolo 19, una discussione sicuramente più forte, più alta, più approfondita di quella che stiamo facendo oggi. Mi pare che l'atteggiamento della maggioranza sia un atteggiamento come dire di attesa, che passi questa ondata di interventi fatti da parte della opposizione, ma non sta dimostrando al momento, salvo l'intervento dell'Assessore che è un intervento, mi consenta, da niet, poi dell'intervento dell'onorevole Balletto non ne parliamo, ma io non ho visto in campo un progetto, né in questa finanziaria, né nelle dichiarazioni fatte dall'assessore Masala, un progetto di sviluppo e di lavoro per la Sardegna.
PRESIDENTE. Colleghi, prima di dare la parola all'onorevole Pittalis per le dichiarazioni di voto, vi voglio informare che le dichiarazioni di voto fanno parte della procedura di votazione, pertanto io non potrò chiudere i lavori del Consiglio fino a quando non avremo votato l'emendamento che stiamo votando, questo lo dico per chiarezza, il 749.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Molto brevemente, Presidente, il mio intervento è sollecitato dalle dichiarazioni dell'onorevole Eliseo Secci che, debbo dire, apprezzo e ho apprezzato per un senso forte di richiamo alla responsabilità di tutti noi, in considerazione dell'argomento che stiamo trattando. E ha detto bene l'onorevole Secci che la materia non può essere liquidata nella, se mi consentite, confusione, cioè nella mole di emendamenti che rischiano, probabilmente, di non dare quella risposta che il sistema delle autonomie locali attende.
Ed allora proprio il problema, la riflessione che a tutti noi ha posto l'onorevole Eliseo Secci impone un attimo di fermarci, ma non per perdere ancora del tempo, perché anzi sulla organizzazione dei lavori probabilmente, Presidente, forse bisognerà anticipare l'orario di inizio dei lavori, come per tutti i normali lavoratori possiamo anche iniziare qualche ora prima e se fosse necessario finire anche qualche ora dopo. Ma è semplicemente una valutazione questa, me la si lasci passare, non è una proposta mirata a considerare di prendere chissà qualche ora o qualche mezza giornata di tempo, ma è proprio la necessità che sulla problematica in discussione, raccogliendo l'appello dell'onorevole Secci, ci possa essere una seria interlocuzione anche tra maggioranza e opposizione e riterrei che probabilmente le ore di domani mattina le possiamo utilmente dedicare a questo scopo. Per cui, Presidente, io nel dichiararmi favorevole a quel richiamo, quell'appello dell'onorevole Secci, propongo operativamente che domani possa essere fatto un lavoro intelligente, non certo nell'interlocuzione dell'Aula che purtroppo è anche dispersiva per la mole degli emendamenti e di modo che si possa riprendere con una proposta, speriamo unitaria, su questa materia perché si tratta del destino del sistema delle autonomie locali e penso che anche dagli interventi che ho potuto ascoltare dai banchi dell'opposizione sia comune la volontà di dare un forte segnale verso i comuni e le province.
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, poiché le ho dato la parola per dichiarazione di voto, era l'unica ragione per la quale potessi darle la parola, non ho capito come lei voterà, a prescindere da come ha argomentato.
PITTALIS (F.I. - Sardegna). Sul 749 il voto è contrario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Presidente, dichiaro il mio voto a favore su questo emendamento. Uno degli emendamenti di una lunghissima serie di emendamenti a questo articolo 18, che come è stato detto è un articolo complesso, è un articolo al quale sono legate alcuni importanti discussioni fatte in quest'Aula in queste settimane relativamente al sistema delle autonomie locali e a cui è legato soprattutto la prosecuzione di un progetto sul quale le opinioni evidentemente non sono convergenti o totalmente convergenti tra maggioranza e opposizione in quest'Aula, relativamente all'articolo 19 della legge 37 e genericamente al piano straordinario del lavoro, su cui abbiamo cercato in questi giorni di sviluppare un confronto e di trovare convergenze positive appianando anche posizioni radicali e distantissime tra di loro che in quest'Aula si sono manifestate in queste settimane e in questi mesi, giocando anche strumentalmente le posizioni e le opinioni credo che a questo punto del nostro lavoro, che comunque è stato un lavoro utile e positivo, se è vero che intravediamo le possibili condizioni per non divaricarci e per evitare che insieme all'acqua sporca si butti via anche il bambino, credo che se serve possiamo ulteriormente esplorare le condizioni perché si arrivi a una ipotesi che sia un'ipotesi dell'intero Consiglio regionale o comunque un'ipotesi largamente condivisa. Le interlocuzioni che pure ci sono state, non sono interlocuzioni che possono essere assimilati a una discussione conclusiva. Abbiamo parlato di questo tema a due a due, a tre a tre, non ci sono stati tavoli di trattative, non c'è stato, come è stato detto questa sera, un accordo. Perché se fossimo in presenza di una convergenza credo che avremmo insieme votato un emendamento di sintesi comune. Così non è, l'emendamento non c'è perché non è stato presentato, evidentemente bisogna trovare i modi per arrivare a questa conclusione, se ci sono le condizioni e a me pare che le condizioni ci siano. Allora, la proposta dell'onorevole Pittalis che dice: utilizziamo la mattinata di domani anziché nella prosecuzione di questo lavoro che è anche un lavoro tattico di discussione di emendamenti che potrebbero anche essere ritirati se si entrasse nella logica di una convergenza, credo che possa essere accolta. Non come un'ipotesi dilatoria e di allungamento strumentale dei tempi di lavoro dell'Aula sulla finanziaria, ma come ricerca responsabile e consapevole di una convergenza sull'articolo 19 della 37. Se questo è il senso delle cose, questo mi pare il senso che ho colto nelle parole dell'onorevole Pittalis e anche nell'intervento dell'onorevole Secci quando richiamava anche ad una responsabilità individuale oltre che di gruppo, oltre che di maggioranza e di opposizione, credo che questa possa essere un'ipotesi sulla quale inviterei il Presidente del Consiglio che insieme alla Conferenza dei Capigruppo ha definito il calendario del nostro lavoro, a valutare seriamente questa ipotesi che è un'ipotesi nella quale si accede a una modifica del calendario, ma per gestire utilmente il tempo che non viene dedicato al lavoro in Aula cosa che pure stiamo facendo per lunghissime ore in queste settimane e in queste giornate.
PRESIDENTE. Colleghi, affrontiamo i problemi uno alla volta: intanto dobbiamo chiudere con l'emendamento 749 a meno che non venga ritirato. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Siccome in altre serate abbiamo trovato il modo per concludere la serata, volevo fare presente che si sarebbe dovuto porre in votazione prima il 753, ma ritiro il 749, cosicché con quelli che rimangono ricominciamo la 753 che correttamente è quello che sarebbe dovuto andare in votazione per primo quando riterremo più opportuno.
PRESIDENTE. Va bene, allora il 749 è stato ritirato. Abbiamo chiuso questo problema, scusate rimane l'altro. Ho una proposta fatta dall'onorevole Pittalis sulla quale l'onorevole Spissu dice che è d'accordo. Io vorrei sapere se per caso ci sono contrari, perché se ci fossero contrari, perché se ci fossero contrari..., onorevole Cogodi. Lei parla a favore o contro, mi dica perché sennò... No, siccome è già stato, in genere queste cose si parla uno a favore e uno contro. A favore hanno già parlato, ma lo deve dire prima di cosa deve parlare, onorevole Cogodi! Onorevole Cogodi deve parlare a favore o contro? Perché a favore hanno già parlato, se deve parlare contro le do la parola.
COGODI (R.C.). Cosa devo alzare bandiera gialla? Se non mi da la parola…
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Senta, io i regolamenti più o meno li conosco circa come lei.
PRESIDENTE. Sicuramente li conosce.
COGODI (R.C.). Quindi la prego di non adottare più né con me né con nessuno questo tono.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, non lo accetto questo discorso le ho detto che l'Aula la gestisco io, la presiedo io, le ho detto che si parla uno a favore e uno contro. Lei mi deve dire se deve parlare a favore o contro, perché a favore hanno già parlato, dunque se lei deve parlare contro le do la parola, sennò la devo dare ad altri, abbia pazienza!
COGODI (R.C.). E` ovvio che conoscendo io il Regolamento circa quanto lo conosce lei.
PRESIDENTE. Quindi, deve parlare contro. Mi scusi.
COGODI (R.C.). E' ovvio. Quello che non è ovvio è che lei aggredisca il Consiglio regionale prima ancora che qui si abbia la possibilità di parlare. So bene del Regolamento, se uno ha parlato a favore, so bene che io posso parlare contro. E lei che diritto ha di aggredire il Consiglio regionale? Ma non è possibile, si dia una calmata!
PRESIDENTE. Siamo tutti stanchi, mi scusi.
COGODI (R.C.). Io non posso espellerla a lei, lei mi può espellermi se vuole. Se potessi la espellerei.
PRESIDENTE. Non sto espellendo nessuno, mi scusi e parli pure contro così come deve fare. Prego.
COGODI (R.C.). Se potessi la espellerei, guardi, non posso. Ma lei può, ma non è possibile. Parlo contro perché posso parlare contro, perché il regolamento questo recita e nel momento del quale chiedo la parola è ovvio che attenendomi al regolamento come sempre parlo contro. Perché parlo contro? Perché non posso parlare a favore, dice Cugini...
PRESIDENTE. Poiché non abbiamo tempo da perdere, signori, la seduta è tolta. Ci vediamo martedì mattina alle 10.
La seduta è tolta alle ore 22 e 01.
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