Seduta n.307 del 01/02/1994
CCCVII SEDUTA
(ANTIMERIDIANA)
MARTEDI' 1 FEBBRAIO 1994
Presidenza del Presidente FLORIS
INDICE
Confronto tra consiglieri e Giunta regionale ex articolo 121 del Regolamento interno del Consiglio:
SERRA PINTUS ......................
CABRAS, Presidente della Giunta
MURGIA ...................................
LADU LEONARDO................
CANALIS, Assessore dei trasporti
PULIGHEDDU
SATTA ANTONIO..................
MURTAS, Assessore dei lavori pubblici ...
MORITTU ...............................
ZUCCA .....................................
SANNA EMANUELE, Assessore della difesa dell'ambiente
PLANETTA..............................
STERI, Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale
SECHI ......................................
AZZENA, Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport
CADONI....................................
MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio
LADU GIORGIO ...................
MANNONI .............................
COGODI .................................
ORTU ......................................
Congedo ........................
Disegni di legge (Annunzio di presentazione)
Interpellanze (Annunzio) ......
Interrogazioni (Annunzio) ....
Proposte di legge (Annunzio di presentazione)
La seduta è aperta alle ore 10 e 02.
URRACI, Segretaria dà lettura del processo verbale della seduta del 12 gennaio 1994 (303), che è approvato.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Carmelo Porcu ha chiesto un giorno di congedo. Se non ci sono opposizioni questo congedo si intende accordato.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Annunzio che sono stati presentati i seguenti disegni di legge:
"Modificazioni di adeguamento delle leggi regionali n. 31/89 e n. 45/89 concernenti l'istituzione e la gestione dei parchi, delle riserve e dei monumenti naturali, alla legge quadro sulle aree protette n. 394/91 e alla legge di riforma delle autonomie locali n. 142/90". (457)
(Pervenuto il 14 gennaio 1994 ed assegnato alla quinta Commissione).
"Disciplina delle strutture ricettive extra alberghiere ed integrazioni e modifica della L.R. 14.05.84, n. 22, concernente 'Norme per la classificazione delle aziende ricettive'". (458)
(Pervenuto il 25 gennaio 1994 ed assegnato alla sesta Commissione).
"Norme concernenti l'adesione dei dipendenti ad associazioni ed organizzazioni". (459)
(Pervenuto il 25 gennaio 1994 ed assegnato alla prima Commissione).
"Istituzione dell'Albo dei direttori d'albergo". (460)
(Pervenuto il 25 gennaio!994 ed assegnato alla sesta Commissione).
"Norme sulla costituzione e sul finanziamento delle associazioni pro loco ed interventi finanziari di sostegno". (461)
(Pervenuto il 25 gennaio 1994 ed assegnato alla sesta Commissione).
"Delega di funzioni in materia di commercio". (462)
(Pervenuto il 25 gennaio 1994 ed assegnato alla sesta Commissione).
"Disciplina degli interventi regionali a favore delle principali manifestazioni della tradizione popolare sarda". (463)
(Pervenuto il 25 gennaio 1994 ed assegnato alla sesta Commissione).
Annunzio di presentazione di proposte di legge
PRESIDENTE. Annunzio che è stata presentata la seguente proposta di legge:
dai consiglieri Cuccu - Giagu - Cadoni - Satta Gabriele:
"Modifiche ed integrazioni alla L.R. 11 agosto 1983, n. 16, concernente 'Agevolazioni creditizie a favore delle cooperative di produzione e lavoro e loro consorzi"'. (464)
(Pervenuta il 26 gennaio 1994 ed assegnata alla sesta Commissione).
dai consiglieri Cuccu - Giagu - Atzori - Sanna - Usai Sandro - Corda - Pusceddu - Cadoni - Baroschi - Fadda Fausto:
"Nuovi incentivi per le attività industriali". (465)
(Pervenuta il 27 gennaio 1994 ed assegnata alla sesta Commissione).
dai consiglieri Deiana - Tamponi - Atzeni - Cocco - Tidu - Pusceddu - Baghino - Casu - Serra - Degortes - Giagu - Murgia - Usai Sandro - Mulas Maria Giovanna - Carusillo:
"Promozione dell'innovazione tecnologica, della autonomia delle università e degli enti di ricerca". (466)
(Pervenuta il 27 gennaio 1994 ed assegnata all'ottava Commissione).
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.
URRACI, Segretaria:
"Interpellanza Dadea - Erittu - Muledda sulla riorganizzazione delle sedi periferiche del Ministero delle finanze". (371)
"Interpellanza Mannoni in merito alle procedure in corso per la nomina di diversi coordinatori generali di Assessorati regionali". (372)
"Interpellanza Sanna - Tamponi - Oppi - Amadu - Marteddu sulla ridistribuzione delle quote del latte bovino". (373)
"Interpellanza Demontis - Ortu - Meloni - Planetta - Puligheddu - Serrenti sui lavori del Consorzio Govossai per la condotta idrica di Oliena e Dorgali". (374)
"Interpellanza Cuccu - Ruggeri - Satta Gabriele sul licenziamento di un lavoratore nello stabilimento Alumix di Portovesme". (375)
"Interpellanza Cuccu - Ruggeri - Satta Gabriele sui ritardi nella realizzazione del progetto Montevecchio". (376)
"Interpellanza Mannoni - Manchinu - Mulas - Fadda Fausto - Ferrari sulle discutibili procedure d'assunzione di personale tecnico da parte dell'Ispettorato forestale di Tempio". (377)
"Interpellanza Murgia - Morittu sulla costituzione di un ente sardo di gestione del comparto energetico". (378)
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
URRACI, Segretaria:
"Interrogazione Marteddu, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata utilizzazione a Nuoro dei finanziamenti regionali per l'edilizia residenziale pubblica". (677)
"Interrogazione Pau, con richiesta di risposta scritta, sul fondo socio - assistenziale della Regione autonoma della Sardegna e l'intervento di ristrutturazione e adeguamento alle norme igienico - sanitarie della casa di riposo di Nuoro". (678)
"Interrogazione Piras - Sanna - Oppi - Amadu, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata nomina dei coordinatori degli Ispettorati provinciali dell'agricoltura". (679)
"Interrogazione Tamponi - Deiana - Amadu - Giagu - Carusillo - Serra - Dettori - Satta Antonio - Lorettu - Serra Pintus sul naufragio della nave francese 'Monte Stello' nelle acque delle Bocche di Bonifacio". (680)
"Interrogazione Baroschi, con richiesta di risposta scritta, sul licenziamento da parte della 'Alumix' del sindacalista Angelo Cremone". (681)
"Interrogazione Ortu - Demontis - Meloni - Planetta - Puligheddu - Serrenti, con richiesta di risposta scritta, sul licenziamento del delegato sindacale dell'Alumix". (682)
"Interrogazione Usai Edoardo, con richiesta di risposta scritta, sull'aumento di capitale della Banca di Sassari". (683)
"Interrogazione Morittu, con richiesta di risposta scritta, sul riutilizzo delle somme riferite ai ribassi nell'espletamento di gare d'appalto per opere pubbliche". (684)
"Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sull'indilazionabile necessità di dotare il porto di Olbia di attrezzature (gru) adeguate al trasporto del granito prodotto in Gallura e nel Comprensorio della Comunità montana di Monte Acuto". (685)
"Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di migliorare la prestazione dei servizi della pubblica amministrazione in Sardegna con ampliamento delle assunzioni a parziale copertura di posti vacanti". (686)
Confronto tra consiglieri e Giunta regionale ex articolo 121 del regolamento interno del Consiglio
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il confronto tra consiglieri e Giunta regionale ex articolo 121 del Regolamento. Ricordo che, in base al terzo comma del predetto articolo, ogni domanda di ciascun consigliere e ogni risposta della Giunta non potranno superare rispettivamente i due minuti. Ricordo che devono essere effettuate complessivamente 16 domande; di cui otto riservate ai gruppi di maggioranza e otto riservate ai gruppi dell'opposizione. Per quanto riguarda la maggioranza potranno essere rivolte tre domande dai componenti del Gruppo del Partito Popolare Italiano, due dai componenti del Gruppo del Partito Democratico della Sinistra e una rispettivamente dai componenti dei Gruppi socialista, socialdemocratico e laico federalista. Per l'opposizione potranno rivolgere tre domande i componenti del Gruppo sardista, tre i componenti del Gruppo Rinascita e sardismo e una rispettivamente i componenti del Gruppo del Movimento sociale e del Gruppo Misto.
Apre il confronto l'onorevole Serra Pintus che rivolge la sua domanda al Presidente della Giunta regionale.
SERRA PINTUS (P.P.I.). Mi rivolgo al Presidente della Giunta perché il problema che intendo sollevare riguarda diversi settori dell'amministrazione regionale. Intendo parlare infatti dei quattro laghi artificiali che trovasi ubicati nella zona del Sarcidano - Barbagia di Seulo, e precisamente il Mulargia, il Flumendosa, la diga Is Borrocus e il piccolo lago di Flumineddu.
Tali laghi, se hanno risolto almeno in parte i problemi idropotabili e idroelettrici di alcune zone della Sardegna, e l'irrigazione di vaste aree del Campidano; non hanno però prodotto sviluppo per le zone ospitanti, nonostante i 2500 ettari espropriati e utilizzati per la loro realizzazione. Chiedo al Presidente della Giunta regionale se la Giunta si è già occupata o intende occuparsi di questo problema, in modo da sfruttare e valorizzare, d'intesa con le comunità locali, specie in termini ambientali, turistici e sportivi, queste grandi zone lacustri e naturalmente le altre zone lacustri di tutta la Sardegna con una ricaduta economica per le popolazioni interessate ma anche per l'intera isola. C'è poi da dire che i comuni del Sarcidano - Barbagia di Seulo, oltre quanto già detto, lamentano la carenza di un intervento ambientale che limiti i danni che l'umidità che proviene dai laghi provoca sulle colture agricole dell'intera zona. Grazie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere il Presidente della Giunta.
CABRAS (P.S.I.), Presidente della Giunta. La Giunta regionale, come è noto, non si è occupata di questo problema in modo specifico anche perché non esiste a oggi una tradizione di studio sull'utilizzazione dei laghi artificiali ai fini turistico - ambientali, come la collega Serra Pintus ha sollecitato. Si tratta comunque di un argomento che è ormai maturo per essere affrontato e potrà essere approfondito all'interno della più vasta tematica dei parchi e delle leggi che riguardano i parchi. Credo che una materia come questa non possa essere trattata separatamente e, in questo senso, la Giunta si impegna fin d'ora ad approfondire l'argomento in questa direzione. E sarà quella la sede nella quale approfondiremo anche il problema dei danni alle colture, che sono stati richiamati nella domanda della collega Serra Pintus.
PRESIDENTE. Ha facoltà di porre la sua domanda l'onorevole Murgia.
MURGIA (Rinascita e Sardismo). Al Presidente della Giunta. Si sa che la nostra Regione purtroppo vanta un primato negativo, quanto meno gareggia con altre Regioni della Repubblica, per la consistenza delle proprie servitù, non intese solamente quelle militari, ma anche carcerarie e altre forme di limitazione al nostro sviluppo, che non solo non hanno mai trovato compensazione, ma che negli ultimi tempi si stanno accentuando, rappresentando sempre di più un ostacolo all'esercizio della sovranità nel nostro territorio. Non sto qui a elencare le varie operazioni "forza paris" che all'epoca furono abilmente propagandate dalle autorità militari, attraverso i mezzi di informazione, che in qualche maniera tendevano a far figurare queste operazioni quasi come fossero esse occasione di sviluppo. Ma la cosa più singolare di questi ultimi giorni è che addirittura il difensore civico si rende interprete non certo dei bisogni delle popolazioni e del diritto delle autorità regionali e quindi delle istituzioni ad essere non solo interpellate ma molto più interessate a una vicenda che, se dovesse svilupparsi, io credo che anziché andare nella direzione delle dismissioni, certo andrà molto di più nella direzione di un'ulteriore occupazione del nostro territorio. Parlo della ferrovia militare che dovrebbe collegare Teulada al porto e quindi, si dice, favorire, anche questa, occasione di lavoro e di sviluppo per un territorio che evidentemente non aspetta queste iniziative ma ne aspetta ben altre, e parlo del Sulcis e del basso Sulcis. Non può essere comunque una risposta, quella di istituire una ferrovia militare che andrà a soddisfare certo dei bisogni, ma esclusivamente quelli militari. In ogni caso, quello che più mi sorprende è che, in questa vicenda, la Regione non abbia ancora assunto una propria posizione, mentre il difensore civico, che in questa occasione più che civico è un difensore militare, su questa materia, che forse non è di sua competenza, ha preso posizioni che in qualche maniera mi lasciano sconcertato. Chiedo al Presidente della Regione se su questa materia ha intenzione di intervenire o quanto meno di rispondere al difensore civico perché si adoperi per altri problemi.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere il presidente della Giunta.
CABRAS (P.S.I.), Presidente della Giunta. Devo confessare che non sono informato di questa iniziativa del difensore civico, quindi ne prendo atto in questa sede e cercherò di approfondire. Ero invece informato, per le notizie apparse sui giornali, non che altre fonti, di questa volontà che, i colleghi mi consentiranno, io non considero una cosa seria.
PRESIDENTE. Ha facoltà di porre la sua domanda l'onorevole Ladu Leonardo.
LADU LEONARDO (P.D.S.). All'assessore Canalis. La domanda è difficile, Assessore. Lei sicuramente avrà letto sui giornali che, dopo che la P.T.M., la Società concessionaria per la realizzazione dei centri intermodali del nord Sardegna, in particolare Sassari e Olbia, e del centro polifunzionale merci di Chilivani - per quello più importante, quello di Cagliari, mi risulta che non è ancora pronto il progetto - ha presentato i progetti, qualche dirigente sindacale, non so se a titolo personale o per conto dell'organizzazione, come avviene in questo periodo, ha contestato non tanto, mi sembra, l'opportunità di realizzare in Sardegna questo investimento, che permetterebbe di riorganizzare il sistema dei trasporti intorno a un modello intermodale che permetterebbe sicuramente di rilanciare anche il nostro sistema produttivo, ma ha contestato piuttosto l'ubicazione di questi centri a Olbia, Porto Torres e Chilivani. Naturalmente nella contestazione vi è un punto di debolezza perché non si propone l'alternativa a queste indicazioni date dalla Regione sarda. Però, al di là di questa mia valutazione, che è in armonia col mio modo di ragionare, dal punto di vista politico, la contestazione in sé non è molto sensata se non vi è una proposta alternativa. Rispetto a questa contestazione, vorrei capire quali sono le ragioni che hanno spinto la Regione sarda a indicare l'ubicazione in questi tre centri. Vorrei capirlo meglio perché il problema è diventato di attualità non solo a livello regionale, ma anche a livello locale.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore dei trasporti.
CANALIS, Assessore dei trasporti. Onorevole Ladu, la domanda è chiara, ma non ha una risposta molto semplice perché lei in sostanza mi sta chiedendo, pur non dicendolo, di assumere posizione circa la polemica di questi ultimi giorni con i sindacati ed io non darò nessun giudizio. Voglio solamente rilevare che i centri di scambio merci, schematicamente, servono per trasferire traffico merci dal trasporto gommato al trasporto su terra e questo è giudicato positivo dovunque. Tuttavia, dietro questa questione condivisa si nascondono degli interessi consistenti e contrastanti difesi anche da tecnici di valore. Per esempio, ci sono alcuni che ritengono che le ferrovie in Sardegna non servano più e che tutto il sistema del trasporto delle merci debba essere attuato con trasporto su gomma. Anche se questo fosse più conveniente e fosse vero io non sarei d'accordo e ritengo che le ferrovie debbano essere mantenute. Circa l'ubicazione dei centri, io non entro nella questione tecnica, ci sono state delle scelte di carattere tecnico, i centri sono previsti dal piano regionale dei trasporti e nessuno li ha contestati. A proposito poi della ubicazione specifica nel territorio del comune di Porto Torres e in quello di Olbia e quindi del rapporto di questi centri con tracciato della dorsale sarda le Ferrovie sono d'accordo, considerano quella scelta valida. Dunque, come potrei dire io che la scelta è sbagliata? E come lo può dire qualsiasi altra persona? Le Ferrovie dicono che quella scelta è giusta; l'ultima parola rimane comunque all'amministrazione comunale la quale, nella libertà di organizzazione del proprio territorio, può anche rigettare eventualmente l'ubicazione proposta. Io mi preoccupo soprattutto del fatto che i 45 miliardi che sono sin d'ora disponibili potrebbero non essere spesi e mi dispiacerebbe se questo fosse fatto ponendo falsi problemi o non scoprendo fino in fondo le carte. Grazie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di porre la sua domanda l'onorevole Puligheddu.
PULIGHEDDU (P.S.d'Az). Al Presidente della Giunta regionale. Per fortuna ci fa compagnia anche il Presidente nell'apprendere le notizie dalla stampa e dalla stampa sola perché a volte è difficile averle in Consiglio. Mi riferisco alla conferenza stampa di questi giorni in cui il sindacalista Uda, ha riferito di 4.000 miliardi che avrebbero potuto essere accreditati alla Regione Sardegna se la Giunta avesse fatto determinati passi; di questi 4.000 miliardi 950 sarebbero stati cantierabili subito per opere pubbliche. Pare che la Regione abbia perso questo finanziamento da parte dello Stato.
Chiedo al Presidente intanto se questa notizia è vera, perché quanto si apprende dalla stampa non sempre è vero, il fatto che Uda abbia detto in una conferenza stampa mi fa pensare che abbia un fondamento, chiedo inoltre cosa si intende fare per cercare di recuperare questo stanziamento che in questo momento per la Sardegna è fondamentale, soprattutto per l'occupazione - di cui l'edilizia appunto è in questo momento una forza trainante - e che, per disattenzione, probabilmente, la Giunta non è riuscita a farsi dare dallo Stato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'onorevole Presidente della Giunta.
CABRAS (P.S.I.), Presidente della Giunta. Noi abbiamo, proprio questo pomeriggio, un incontro con le organizzazioni sindacali per trattare, fra gli altri, questo argomento. Io, per gli elementi che sono a mia conoscenza, penso che non sia lontana dalla realtà la cifra citata nella conferenza stampa di cui si parlava, anche se forse non è corretto attribuire tutta la responsabilità della mancata attribuzione di queste risorse alla Regione, perché questa cifra comprende anche tutte le risorse destinate ai comuni, per esempio per i programmi di edilizia residenziale pubblica, cioè per fare case per l'IACP che non si sono potute realizzare per la mancanza di aree. Già questo titolo ammonta ad alcune centinaia di miliardi che, a noi risulta, sono ferme da diverso tempo e per le quali, fra l'altro, l'amministrazione regionale ha più volte sollecitato le amministrazioni locali. Un altro titolo di spesa molto importante è quello che riguarda i programmi di investimento nel campo energetico, cioè quelli dell'ENEL che, come sappiamo, sommano alcune migliaia di miliardi, che la Regione per sua scelta ha, non bloccato, ma preteso che si realizzassero secondo i nostri programmi di investimento che comprendevano, come sapete, anche lo sblocco del progetto di gassificazione per il carbone del Sulcis. E' chiaro che questi programmi risultano sospesi, ma su questi noi rivendichiamo di aver chiesto la sospensione dell'investimento, fino a quando, come è accaduto nei giorni scorsi, non è stato pubblicato il decreto del Presidente della Repubblica che dà il via all'asta per la gassificazione del carbone, e di conseguenza ci sentiamo più garantiti rispetto ad alcuni programmi che l'ENEL, a questo punto, può mettere in esecuzione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di porre la sua domanda l'onorevole Satta.
SATTA ANTONIO (P.P.I.). All'Assessore dei lavori pubblici, all'Assessore della programmazione e, se si vuole, anche, infine, alla Presidenza. Le recenti numerose vittime di questi giorni ripropongono con ancora maggiore drammaticità il problema della sicurezza della viabilità in Sardegna. Non faccio altre considerazioni e la domanda è brevissima: che cosa se ne è fatto del piano decennale ANAS che in qualche modo doveva incidere nella risoluzione di una certa problematica in Sardegna?
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore dei lavori pubblici.
MURTAS, Assessore dei lavori pubblici. Il vecchio programma decennale ANAS, in relazione al quale la Giunta, a suo tempo, aveva indicato in un programma triennale alcune priorità, per vicende che soltanto oggi si è riusciti a individuare - una per tutte le Colombiadi, che portarono al dirottamento di gran parte dei fondi destinati alla Sardegna verso altro tipo di viabilità nel nord Italia - si è esaurito senza la realizzazione delle opere programmate. Nel mese di ottobre, il ministero dei lavori pubblici ha chiesto alla Regione Sardegna in via d'urgenza, dinanzi alla possibilità di interventi per ventimila miliardi un programma di massima di priorità da poter includere nel triennale 1994 - '97. La cifra veniva indicata in ventimila miliardi, anche se una parte di questi fondi è destinata alla viabilità ANAS in genere e una parte al sistema autostradale. Pare che alla Sardegna tocchi grosso modo il 5,50 per cento dei fondi ANAS e che anche sul sistema autostradale una certa percentuale venga garantita dalla Sardegna. Questo potrebbe essere rafforzato anche dall'introduzione nel progetto di decreto legge sul nuovo piano di rinascita della riserva anche per la Sardegna (accolta, almeno sulla carta, sinora, dal Governo) di una analoga quota delle risorse stanziate per il sistema autostradale italiano. In definitiva i trenta giorni fissati dal Ministero dei lavori pubblici per la presentazione, da parte nostra, di un programma di massima sono stati rispettati e proprio il due novembre è stato inviato al Ministero un programma che ricalcava il vecchio triennale per le parti non realizzate. Per inciso ricordo che, grosso modo, il vecchio programma triennale è stato realizzato per non più del trenta per cento delle previsioni. Quindi, questo programma che sviluppa il vecchio triennale tenendo conto di quanto realizzato e anche delle quote che l'ANAS avrebbe dovuto introdurre per la compartecipazione ai programmi FEST, dovrebbe essere il vero programma che poi, nei dettagli, verrà esaminato nei prossimi mesi.
PRESIDENTE. Ha facoltà di porre la sua domanda l'onorevole Morittu.
MORITTU (Rinascita e Sardismo). Io debbo ribadire l'inutilità del rito del question time, Presidente, poiché, una volta ricevuta la risposta alla propria domanda, non si ha la possibilità di dichiarare se si è o no soddisfatti. Credo - lo ripeto ancora una volta - che questo sia un rito da riscrivere per intero.
Rivolgo la mia domanda all'Assessore dei lavori pubblici, che circola molto nelle strade statali dell'isola. Chi si avventura, in macchina sulla Carlo Felice, sulla Carlo Felice bis, e su altre strade statali non può fare a meno di notare degli strani oggetti montati su dei pali, apparecchiature con antenne, oggetti strani che sembra siano stati messi lì per captare marziani o per verificare eventuali invasioni da altri pianeti. La Suni - Alghero, per esempio, è piena di queste apparecchiature. Se non ricordo male l'ANAS con grande chiasso proclamava che d'ora in avanti le strade della Sardegna saranno più sicure. Basta comprare un aggeggio, che pare che costi 700 mila lire, lo si mette in funzione, l'aggeggio si illumina o non ho capito bene cosa fa. La sostanza è che queste apparecchiature sono state installate e costano fior di milioni se non di miliardi. Poco fa, lei Assessore, ha ricordato che il Governo stenta a dare finanziamenti per la sistemazione delle strade. Però si trovano i quattrini per fare un guard-rail nella "131" che è una trappola mortale, e per inventarsi queste macchinette, che poi non funzionano. Io le chiedo, signor Assessore, secondo lei non sarebbe il caso di licenziare l'ANAS? Grazie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore dei lavori pubblici.
MURTAS, Assessore dei lavori pubblici La stessa domanda che fa oggi l'onorevole Morittu l'ho fatta un anno fa quando vidi queste apparecchiature nella strada statale per Pula che io, d'estate, frequento spesso. Queste macchinette con le antenne, che sono state appunto messe dall'ANAS nelle strade statali, sono andate moltiplicandosi. Sono apparecchiature derivanti da una normativa CEE che prevede questi apparecchi di controllo del traffico per dare anche delle indicazioni agli automobilisti in merito a situazioni di emergenza, di pericolo o di transitabilità della strada.
Proprio nei giorni scorsi, ho visto uno spot televisivo con cui si propagandavano le apparecchiature di cui le auto dovrebbero a loro volta dotarsi per usufruire di questo servizio. Probabilmente lo spot arriva in Sardegna in anticipo perché, se anche gli automobilisti sardi dovessero acquisire l'apparecchiatura, credo che ancora non avrebbero una risposta da parte delle antennine che abbiamo visto disseminate nelle strade statali. Crediamo che, se sono in attuazione di una normativa CEE, siano un servizio utile per gli automobilisti. Per questo riguarda la Sardegna, vorremmo che queste antennine ci dicessero anche quante buche ci sono. Avremmo preferito che, in attesa dell'entrata in vigore a regime della normativa CEE, si fossero destinate le risorse alla riparazione delle buche. Comunque credo che questo servizio, quando entrerà in funzione, sarà senz'altro utile agli automobilisti.
PRESIDENTE. Ha facoltà di porre la sua domanda l'onorevole Zucca.
ZUCCA (P.D.S.). Una domanda molto sintetica all'Assessore dell'ambiente. Mentre, come consiglieri e come cittadini, siamo tutti perfettamente informati sull'esito delle assemblee e delle procedure relative ai parchi regionali, dopo che, già dal '92, è stato firmato un protocollo d'intesa per il parco nazionale, del Gennargentu, non sappiamo a che punto è la situazione. Saremmo felicissimi se l'Assessore ci desse informazioni precise. Grazie.
SANNA EMANUELE, Assessore della difesa dell'ambiente. Nei limiti brevissimi di tempo consentiti dal Regolamento, io cercherò di esaudire non la curiosità ma la legittima richiesta di informazione dell'onorevole Zuccaa proposito della tormentata vicenda del parco nazionale del Gennargentu, divenuto parco nazionale dopo che il Consiglio regionale nell'89, con la legge numero 31, aveva deciso invece che doveva far parte del sistema delle aree protette della nostra Regione. Purtroppo l'approvazione della legge quadro nazionale, la numero 394, che è intervenuta successivamente, ha paradossalmente rallentato e complicato l'istituzione del parco del Gennargentu di cui si parla ormai da circa trent'anni, persino la sede dell'Azienda foreste demaniali di Nuoro è stata realizzata, 25 anni fa, come sede del futuro parco del Gennargentu.
Dicevo che la legge nazionale ha complicato l'itinerario del parco del Gennargentu perché di fatto quest'Aula, qualche anno fa, è stata, con la legge statale, espropriata di competenze importanti nel governo e nell'autogoverno delle aree protette. Era prevista, nell'intesa sottoscritta dalla nostra Regione, dopo il dibattito del Consiglio regionale, una Commissione paritetica con 14 rappresentanti della Regione e degli enti locali, e altrettanti rappresentanti dello Stato e dei vari Ministeri e delle associazioni ambientaliste a livello nazionale. Abbiamo dovuto attendere quasi 8 mesi perché il Governo designasse i propri rappresentanti. Finalmente, dopo le ripetute sollecitazioni della Giunta regionale, la Commissione paritetica, qualche mese fa, è stata insediata e sta lavorando per cercare di recuperare anche i ritardi che nel frattempo si sono accumulati. Questa Commissione deve procedere alla perimetrazione provvisoria e alle norme di salvaguardia provvisoria del parco del Gennargentu, Golfo di Orosei e isola dell'Asinara; perché, con una creatività forse eccessiva del legislatore nazionale c'è questo innaturale abbinamento con l'isola dell'Asinara. Stiamo facendo delle conferenze in tutti i comuni interessati, soprattutto nell'area del Gennargentu, perché, come è noto, ci sono, da parte delle popolazioni e delle comunità locali, alcune diffidenze nei confronti dell'avvento dell'area protetta. Per fortuna, il dialogo che la Regione ha intrecciato con queste comunità sta producendo risultati abbastanza incoraggianti e la Giunta regionale ritiene che si possa, nelle prossime settimane, concludere anche con i primi atti della Commissione paritetica Stato - Regione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di porre la sua domanda l'onorevole Planetta.
PLANETTA (P.S.d'Az). La domanda è rivolta all'Assessore della sanità. Pare che il dottor Franco Meloni, direttore dell'ospedale San Michele, della USL 21, sia comandato presso l'Assessorato della sanità. Se questo fosse vero, come a me risulta, ritiene che lo stesso dottor Franco Meloni debba ancora ricoprire la carica di direttore dell'ospedale.
STERI, Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Il dottor Franco Meloni in questo momento svolge le funzioni di consulente presso il mio gabinetto. A seguito dell'attribuzione di questo incarico, il dottor Meloni ha chiesto di essere posto in aspettativa presso la USL numero 21.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Ha chiesto ma ha ottenuto?
STERI, Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Sì, per quanto mi consta sì.
PRESIDENTE. Ha facoltà di porre la sua domanda l'onorevole Sechi.
SECHI (P.P.I.). All'Assessore della Pubblica istruzione. Assessore, lei sa che a Nuoro esiste un ufficio fantasma inaugurato quasi un anno, per la tutela del paesaggio. Ora questo ufficio è aperto da più di un anno ma le pratiche relative, istruite a Sassari, non vengono riportate a Nuoro. Risulta ancora oggi che l'ufficio è aperto ma non c'è una pratica. So che lei si è occupato di questo e che ci sono problemi per quanto riguarda il personale. Io ritengo che oggi, con la mobilità, il personale possa essere obbligato ad andare nella sede che l'Assessore ritiene più utile. Oggi noi ci troviamo nella condizione di non poter, come cittadini, vedere completata una pratica proprio perché non vengono istituite nella provincia di Nuoro. Si sa quali danni economici questa situazione sta causando ai cittadini che attendono. Lei sa che noi abbiamo molte cave e queste cave hanno necessità di essere autorizzate. Io chiedo a lei che cosa intende fare su questo problema.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
AZZENA ALBERTO, Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Rispondo volentieri per poter chiarire la situazione. Certamente è uno degli insuccessi che più mi bruciano perché la soluzione del problema sembrava ben avviata in quanto gli unici ostacoli sembravano venire da impostazione, giudicata non corretta dalla Corte dei Conti, del decreto istitutivo, che è stato rivisto prontamente e reinoltrato alla Corte dei Conti, del decreto istitutivo, che è stato rivisto prontamente e reinoltrato alla Corte dei Conti che ha approvato l'istituzione dell'ufficio. Le difficoltà non nascono tanto all'interno del personale; questo semmai ha creato qualche scompenso in più nella sede di Sassari, non è all'origine del mancato decollo dell'ufficio di Nuoro che è dovuto soprattutto alle difficoltà che si incontrano per il reperimento di locali. Il personale è già assegnato, ma i locali sono terribilmente angusti e il personale ha avuto finora esclusivamente lo spazio per poter gestire alcune pratiche in via sperimentale. Abbiamo fatto fare a questo personale un tirocinio, in modo da non farlo cogliere impreparato, proprio perché è personale in genere distaccato da altri uffici, quindi che manca di esperienza specifica. Ormai questa esperienza è stata acquisita, le difficoltà vengono ora esclusivamente dal reperimento dei locali. Sono stato anche più volte a Nuoro per esaminare alcune possibilità che mi erano state prospettate, anche dal collega degli enti locali, ma non si è riusciti poi a reperirli. Ora praticamente dovremmo essere - ma per scaramanzia non lo vorrei quasi dire - in dirittura di arrivo, perché si dovrebbe poter disporre di una parte dei locali finora a disposizione del medico provinciale di Nuoro. Si è raggiunto un accordo di base che ci consentirà di operare in quei locali, salvo che per un paio di stanze che sono in contestazione; ma io confido che nel giro dei prossimi giorni questo problema venga risolto. Certo l'esperienza passata non induce all'ottimismo. Un'ultimissima cosa: occorrerà riflettere, perché è un problema che riguarda anche il Consiglio, sul fatto che la firma resta per gran parte accentrata sull'Assessore; e quindi l'Assessore, che già si sposta per la firma a Sassari, con l'istituzione che si spera in brevissimo tempo di realizzare delle ulteriori due sedi staccate di Oristano e di Macomer, si troverà fuori Cagliari per almeno quattro giorni alla settimana o qualcosa di simile. Io credo che il problema vada ripensato in termini di ulteriore delega e decentramento, magari prendendo ad esempio quanto è avvenuto in altre Regioni.
PRESIDENTE. Ha facoltà di porre la sua domanda l'onorevole Cadoni.
CADONI (M.S.I. - D.N.). All'Assessore del turismo. Recentemente il Consiglio regionale ha adottato diversi provvedimenti importanti, alcuni dei quali proprio nel settore del commercio, artigianato e industria alberghiera. Questi - è inutile rimarcarne l'importanza - hanno creato entusiasmo e aspettative nelle rappresentanze di categoria che però, a tutt'oggi, si trovano nell'impossibilità di accedere ai mutui previsti - non sono più previsti contributi ma solo mutui - che dovrebbero mettere in circolazione diverse centinaia di miliardi. Potrebbe l'Assessore dare una risposta a queste categorie e dire qual è il tempo necessario perché queste leggi siano operative e gli operatori del settore possano accedere ai mutui?
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.
MARINI MARCO, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Posso rassicurare il Consiglio che l'Assessorato ha lavorato con lena e tempestività per rendere operativi i provvedimenti di legge inerenti alle imprese dei settori dell'artigianato, del commercio e del turismo. Nonostante questo sono passate alcune settimane dall'entrata in vigore delle leggi. Questo tempo è stato dedicato alla predisposizione delle direttive necessarie per rendere operativi i provvedimenti di legge. Le direttive sono state approvate in Giunta nel mese di dicembre. Abbiamo avviato una fase di contrattazione. Complessa, difficile e anche tesa con le istituzioni creditizie perché queste leggi innovano profondamente rispetto al passato, in quanto i mezzi finanziari necessari alle imprese per i mutui non saranno più messi a disposizione dalla Regione, ma dovranno essere reperiti sul mercato nazionale e internazionale dal sistema bancario. Quindi le banche rischiano in proprio e questo porta a far sì che la stipula della convenzione sia una trattativa complessa in qualche momento anche tesa. Siamo però in una fase conclusiva e credo che la Giunta regionale nella prossima riunione possa già deliberare sulla prima convenzione che riguarderà commercio, artigianato e turismo. Quindi la prima convenzione verrà deliberata nella prossima riunione di Giunta. Dopo l'approvazione in Giunta l'iter però non dipende dall'Assessore, la convenzione va in Commissione bilancio, dalla Commissione bilancio torna in Giunta, dalla Giunta in Ragioneria e da lì alla Corte dei Conti. Opereremo per far sì che gli atti e i pronunciamenti possano avvenire nel minor tempo possibile e quindi per far sì che provvedimenti, che dovrebbero mettere a disposizione delle imprese circa tre mila miliardi nei primi tre anni di applicazione, possano veramente raggiungere i legittimi destinatari e da questo punto di vista concorrere, per quanto possibile, a migliorare le condizioni economiche della nostra isola.
PRESIDENTE. Ha facoltà di porre la sua domanda l'onorevole Giorgio Ladu.
LADU GIORGIO (Gruppo Misto). All'Assessore della difesa dell'ambiente. Signor Assessore il 31 ottobre e il 1° novembre di quest'anno il Sarrabus e l'Ogliastra sono stati interessati da una piovosità eccezionale, una vera alluvione. I comuni prontamente hanno riunito i consigli comunali e hanno dichiarato lo stato di calamità; altrettanto pare abbia fatto la Regione Sardegna. Perché dico pare? Perché è notizia di alcuni giorni fa che l'Assessorato della difesa dell'ambiente e l'Assessorato dell'agricoltura non avrebbero inoltrato la regolare richiesta di riconoscimento dello stato di calamità naturale alla Presidenza del consiglio. Su "La nuova Sardegna" dell'altro ieri l'onorevole Rojch, afferma che è stato approvato un decreto nel quale è previsto un intervento del Governo a favore di queste due zone della Sardegna. La domanda, rivolta all'Assessore dell'ambiente e all'Assessore dell'agricoltura, è questa: corrisponde a verità che non siano state presentate in tempi utili le richieste di dichiarazione dello stato di calamità? E, se è così, è vero che il Governo finalmente si è deciso a destinare a queste due zone della Sardegna una irrisoria quantità di quattrini per risollevare, o tentare di risollevare, queste regioni dallo stato di calamità in cui si trovano ancora?
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'assessore Emanuele Sanna.
SANNA EMANUELE, Assessore della difesa dell'ambiente. Io sono in grado di documentare che la Giunta regionale ha tempestivamente segnalato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al dipartimento della Protezione civile l'esigenza di dichiarare lo stato di calamità naturale a seguito dei nubifragi eccezionali che si sono abbattuti soprattutto sull'Ogliastra e sul Sarrabus e in parte anche nel Campidano di Cagliari nelle date che ha indicato l'onorevole Ladu. Aggiungo che noi abbiamo sollecitato formalmente i comuni con una lettera a trasmettere a questo fine una prima stima dei danni e la Regione è intervenuta con tutte le risorse finanziarie disponibili - cinque miliardi della Protezione civile - e sta intervenendo con altri dieci miliardi, stanziati, su proposta della Giunta, dal Consiglio regionale nell'assestamento di bilancio. Comunque la Giunta produrrà all'onorevole Ladu tutta questa documentazione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di porre la sua domanda l'onorevole Marinoni.
MANNONI (P.S.I.). Io non rivolgo la mia domanda a nessuno in particolare perché più che una domanda è una dichiarazione. Con il collega Pusceddu abbiamo svolto una riflessione circa l'opportunità di rivolgere domande utilizzando lo strumento oggi in atto e la breve riflessione ci ha portato a concludere che non è utile continuare su questa strada, perché il fatto che il sistema domanda - risposta si svolge senza un argomento predeterminato e questa ritualità della scadenza fissa nell'insieme ci sembra non rendano utile questo strumento. Rinunzio alla domanda per segnalare alla Presidenza del Consiglio regionale l'opportunità di ridiscutere questo strumento per aggiornarlo e renderlo più utile attraverso la fissazione di sessioni tematiche, oppure per abolirlo. Si pone il problema in termini generali, in questo momento, del funzionamento degli altri strumenti del Regolamento. Mi pongo per esempio una domanda: non è più utile rispondere alle interpellanze in sede di Commissione, per dare ai consiglieri la possibilità di conoscere ciò che è loro diritto conoscere?
PRESIDENTE. La sua osservazione è stata fatta da tutti i gruppi politici e non da oggi. Si tratterà di riunire la Giunta per il Regolamento per proporre tutte quelle modifiche che appaiono necessarie per il buon funzionalmente del Consiglio.
Ha facoltà di porre la sua domanda l'onorevole Cogodi.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Il collega Mannoni è curioso; se dovesse essere eliminato da qui tutto quello che serve a niente o a poco, credo che non si tratterebbe solo di norme regolamentari. Absit iniuria verbis.
Giacché tutti hanno più o meno concordato con l'Assessore più amico una questione su cui intrattenersi, anch'io rivolgo una domanda a un Assessore amico, cioè l'Assessore della pubblica istruzione e beni culturali. Si tratta di questo: è pubblica notizia, quindi tutti sanno, pertanto anche la Giunta dovrebbe sapere che i piani territoriali paesistici della Regione sono stati impugnati presso tutti i Tribunali del mondo da molte associazioni più sensibili alla tematica ambientale: il Gruppo di intervento giuridico, gli Amici della terra, la Federazione regionale dei verdi, il WWF, la Lega ambiente e altri. Il tema comune di queste impugnative di ordine positivo - perché poi ci sono tutte le impugnative di ordine negativo degli speculatori e di quanti vogliono perpetuare lo scempio e l'aggressione al territorio della nostra Regione, principalmente il territorio costiero - è quello delle aree che sono sottratte, nello strumento di pianificazione regionale, alla pianificazione paesistica stessa, cioè le cosiddette aree asteriscate, consegnate a una futura eventuale trattazione attraverso accordi di programma. Gli accordi di programma, quindi, tornano nei piani paesistici varati dalla Giunta, non come momenti attuativi della pianificazione paesistica che deve essere a monte, ma come uno strumento derogatorio rispetto ai valori ambientali. Siccome la legge regionale e altre leggi, ma principalmente la legge urbanistica regionale numero 45 obbliga alla pianificazione paesistica di tutto il territorio costiero è evidente che c'è una ragione fondata di illegittimità. La domanda è questa: non ritiene la Giunta regionale che, di fronte a questo fatto, opportunità, saggezza e anche intelligenza e prudenza consiglino di tornare un attimo su quei piani paesistici, di evitare ulteriori passi avanti e procedure che comportano poi anche impiego di mezzi, di danaro pubblico e si completino questi piani?
Seconda domanda: non ritiene la Giunta che il Consiglio regionale si debba occupare di questa questione? Che il Consiglio regionale debba sapere e conoscere, questo Consiglio regionale, che tra qualche minuto, se seguiamo l'ordine del giorno, si dovrà occupare di un argomento molto importante com'è l'anagrafe canina sarda? Non crede l'Assessore alla pubblica istruzione - che farebbe bene a non chiacchierare con chi si avvicina in questo momento e ad ascoltare -che anche la pianificazione paesistica del territorio regionale nel suo insieme debba essere resa nota, nei suoi criteri ispiratori, nel modo in cui si realizza, nelle sue difficoltà di procedimento, al Consiglio regionale che deve dire una parola di valutazione in questa materia, posto che il Consiglio è totalmente estromesso da questa vicenda?
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore Azzena.
AZZENA ALBERTO, Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Io credo che la domanda dell'onorevole Cogodi dia per scontata una certa concezione delle zone 2/D asteriscate. Non casualmente, penso, egli ha parlato di zone asteriscate e non di zone 2/D asteriscate, come in realtà è, perché nella prospettazione reale - diciamo così - non si può trascurare la destinazione 2/D, che è una destinazione specifica prevista dai piani territoriali paesistici e dalla legge 45 ancora prima. Quindi si tratta di aree destinate, di quelle elencate dalla legge 45. L'asterisco serve soprattutto a indicare un'ulteriore valenza: per queste aree, perché questa è la situazione che si è storicamente determinata, c'è una predeterminazione all'accordo di programma che, presumibilmente, dovrebbe essere un accordo di programma primario, cioè di quelli che dovrebbero comportare alcune modifiche alle previsioni di piano territoriale paesistico. Ma questo non significa che accordi di programma non si possano fare per altre aree. Del resto sotto l'osservazione di tutti è che anche ad alcune zone 2/D asteriscate vengono aggiunte altre zone in un'azione sinergica, - mi riferisco ad alcuni territori della Gallura - per cui si ha una estensione dell'accordo di programma a zone che non erano in origine asteriscate, quindi l'identificazione con l'asterisco può essere suscettibile di avere una valenza di questo tipo. Poiché si è in una sede giurisdizionale, molto dipenderà dagli orientamenti della giurisdizione. Io mi rammarico solo - e auspico, quindi, che così non sia - che i tempi lunghi della giustizia non diano dei chiarimenti nell'immediato. Prevedibilmente si avrà una fase di sospensiva che aumenterà l'incertezza e se questo avverrà la questione verrà risolta molto in ritardo. Questo sicuramente non gioverà all'applicabilità dei piani territoriali, soprattutto per le parti sulle quali invece c'è una vasta concordanza per la loro attuazione. Quindi, credo che la distinzione che faceva l'onorevole Cogodi tra ricorsi in prospettiva positiva e in prospettiva negativa probabilmente debba avere un altro discrimine e toccare anche alcune delle iniziative di alcune associazioni ambientaliste. Per quanto riguarda il raccordo tra Giunta e Consiglio credo che, almeno nella Commissione competente, questo raccordo ci sia stato e ci dovrà essere ancor più però quando la Giunta non sarà, diciamo, espropriata dalla sede tecnico-giurisdizionale, di questi problemi.
PRESIDENTE. Ha facoltà di porre la sua domanda l'onorevole Ortu.
ORTU (P.S.d'Az). La domanda è rivolta all'Assessore degli enti locali e patrimonio, all'Assessore dell'ambiente, all'Assessore dei lavori pubblici e all'Assessore del turismo. La Sardegna ha certamente un patrimonio naturalistico di inestimabile valore; spesso la Regione si è posta come fine la valorizzazione e la fruizione di questo patrimonio. E' noto il valore ambientalistico e naturalistico di un altipiano che è quello della Giara. Sull'altipiano della Giara la Regione sarda è intervenuta investendo notevoli risorse per costruire immobili che sarebbero dovuti servire come punti di ristoro, stalle per il ricovero dei cavallini, fienili, strutture per la cura degli animali, locali per la vigilanza, il tutto debitamente attrezzato. Si è intervenuti, inoltre per la sistemazione, si fa per dire, o per il degrado dei laghetti a cui accedono i cavallini per l'abbeverata. Bene, da quando tutto questo è stato costruito, tutto è in totale abbandono e in degrado, ormai ci sono soltanto i ruderi. Si vorrebbe sapere: chi si occupa di tutto questo patrimonio? Qual è l'impresa che ha costruito? Chi ha progettato, chi ha diretto questi lavori? Queste opere sono mai state collaudate? A chi è stata affidata la gestione e la manutenzione di questi locali? E la Corte dei conti ne sa qualcosa? Si ravvisa in quello che è avvenuto, nello stato delle cose, uno sperpero delle risorse pubbliche che costituisce uno scandalo a cui qualcuno deve dare risposte in tutte le sedi.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore dell'ambiente.
SANNA EMANUELE, Assessore della difesa dell'ambiente. Per rispondere in maniera esauriente e documentata alla interessante domanda dell'onorevole Ortu, bisognerebbe intanto fare una ricerca, non dico negli archivi storici, ma almeno negli archivi dei vari Assessorati che si cono occupati in vario modo dell'altipiano della Giara. Posso dire all'onorevole Ortu che, per quanto riguarda l'Assessorato della difesa dell'ambiente, nell'arco di tempo in cui ha operato questa Giunta regionale, ci siamo occupati di questo prezioso e per certi aspetti irripetibile ecosistema, soprattutto per istituire correttamente un'area protetta col consenso delle popolazioni direttamente interessate. Il parco della Giara è uno di quei parchi che possono nascere già nei prossimi mesi quando il Consiglio regionale avrà esaminato e approvato la legge istitutiva. Per quanto riguarda le infrastrutture, le opere pubbliche realizzate in passato, anche per proteggere quella particolare fauna che sono i cavallini della Giara, non sono in grado di dare una risposta esauriente all'onorevole Ortu, però concordo con lui che spesso nella Giara e in altre parti della Sardegna, col lodevole intendimento di tutelare lo straordinario patrimonio ambientale e naturalistico della nostra Isola, si è rischiato di compromettere preziosi e delicati ecosistemi anche per una non corretta progettazione e realizzazione di infrastrutture e opere pubbliche.
PRESIDENTE. Sospendo per dieci minuti la seduta del Consiglio e convoco la Conferenza dei Capigruppo.
(La seduta sospesa alle ore 11 e 07, viene ripresa alle ore 11 e 32.)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, i lavori del Consiglio riprenderanno stasera alle ore 17, secondo l'ordine del giorno indicato, con la discussione del D.L. numero 432 "Interventi a favore dell'agricoltura" e di seguito di tutti gli altri provvedimenti che sono stati indicati.
I lavori del Consiglio riprenderanno alle ore 17.
La seduta è tolta alle ore 11 e 33.
Allegati seduta
Testo delle interpellanze e interrogazione annunziate in apertura di seduta
Interpellanza Dadea - Erittu - Muledda sulla riorganizzazione delle sedi periferiche del Ministero delle finanze.
I sottoscritti, premesso che:
- la riorganizzazione delle strutture periferiche del Ministero delle finanze prevede l'istituzione dell'Ufficio unico delle entrate, che accorperà le funzioni degli Uffici delle imposte dirette, degli Uffici del registro e degli Uffici IVA;
- in attuazione di tale riassetto organizzativo si ipotizza la riduzione delle sedi degli uffici finanziari operanti in Sardegna da 11 a 7, con il rischio che vengano soppressi gli Uffici del registro e delle Imposte dirette operanti a Macomer e ad Isili, con gravissime conseguenze per le popolazioni e le categorie produttive di quelle zone;
- tale fatto è profondamente lesivo degli interessi complessivi della provincia di Nuoro e diametralmente contrario rispetto agli indirizzi politico-programmatici e di sviluppo economico e sociale adottati dal Consiglio provinciale, che si fondano su un assetto territoriale equilibrato e sulla presenza nelle diverse aree in cui si articola la provincia di adeguati standard di servizi, come premessa indispensabile per evitare negativi processi di spopolamento delle zone interne;
- l'ipotesi di riorganizzazione degli Uffici finanziari è fortemente penalizzante non solo per la provincia di Nuoro, ma per l'intera Sardegna, in quanto prevede nella nostra Isola una sede ogni 185.000 abitanti, rispetto ad una media nazionale di 160.000,
tutto ciò premesso, chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale per sapere quali iniziative intenda assumere per ottenere una riorganizzazione delle sedi periferiche del Ministero delle finanze più rispondente alle esigenze ed alle specificità della Sardegna e della provincia di Nuoro, promuovendo a tal fine immediati incontri con i parlamentari sardi e gli organi del Ministero delle finanze. (371)
Interpellanza Mannoni in merito alle procedure in corso per la nomina di diversi coordinatori generali di Assessorati regionali.
Il sottoscritto chiede di interpellare l'Assessore regionale degli affari generali e del personale in merito alle procedure in corso per la nomina di diversi coordinatori generali di Assessorati regionali.
Si gradirebbe conoscere, in relazione al fatto che è in campo l'attribuzione di tali funzioni in un rilevante numero di importanti Assessorati:
a) se si è proceduto ad una considerazione attenta delle funzioni da attribuire e se ciò abbia condotto ad un esame comparativo fra i funzionari assessoriali aventi titolo;
b) se, nella scelta eventualmente effettuata, si sia, come d'obbligo, fatto ricorso alla ricerca di competenze specifiche in riferimento alle funzioni da svolgere, rifuggendo dal ricorso a ripartizioni che richiamino la deprecata pratica della cosiddetta lottizzazione partitica.
Si segnala l'urgenza della discussione in relazione alle procedure in corso. (372)
Interpellanza Sanna - Tamponi - Oppi - Amadu - Marteddu sulla ridistribuzione delle quote del latte bovino.
I sottoscritti,
CONSTATATO che il Decreto emanato dal Ministro Diana, in attuazione della legge n. 468 del 1992 fa riferimento, per le assegnazioni delle quote del latte bovino, alla produzione dell'88/89, periodo che, come è ben noto, fu di grande siccità nella nostra Isola con un conseguente fortissimo calo della produzione di latte dovuto alla scarsa alimentazione del bestiame;
RILEVATO che non si comprende come si possa accettare tale decreto penalizzante della nostra produzione lattiera quando oggi in Sardegna abbiamo aziende che, grazie ad investimenti privati e pubblici, si sono attivate per migliorare la loro produzione e che improvvisamente in forza di tale decreto, si trovano fuori quota;
APPURATO che la produzione di latte vaccino, con la conseguente assegnazione di quote fotografate al 1989, era di 1.600.000 q.li mentre oggi è di 2.000.000 di q.li e che l'esubero di 400.000 q.li comporta se conferito una penalità di circa 700 lire al litro;
ACCERTATO che in Sardegna ben 88.105 aziende che operano nel settore hanno cessato l'attività in quanto non beneficiarie di assegnazione di quote latte;
RILEVATA l'incomprensibilità di norme limitative della produzione in Sardegna, costretta ad importare il 50 per cento del latte vaccino per il consumo alimentare,
chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale dell'agricoltura affinché la Giunta regionale compia tutti gli atti necessari presso il Ministro Diana per evitare che gli allevatori sardi vengano penalizzati da un Decreto iniquo nei loro confronti e per rivendicare che tutte le quote (pari a circa 100.000 q.li) delle aziende che hanno cessato l'attività vengano ridistribuite tra gli allevatori della Sardegna e che le quote assegnate vengano rapportate alla effettiva, attuale produzione di latte vaccino che oggi è pari solo all'un per cento della quota nazionale;
interpellano, inoltre, il Presidente della Giunta e l'Assessore regionale dell'agricoltura per conoscere quali atti intenda compiere presso le sedi competenti dell'Ue per far rispettare le disposizioni contenute nel bollettino AIMA n. 3/93 che consentiva un aumento delle quote in base ai piani di sviluppo aziendali, ai miglioramenti fondiari e al carico di bestiame, oggi revocate dal Decreto succitato del 10 dicembre 1993. (373)
Interpellanza Demontis - Ortu - Meloni - Planetta - Puligheddu - Serrenti sui lavori del Consorzio Govossai per la condotta idrica di Oliena e Dorgali.
I sottoscritti,
PREMESSO che da un mese circa sono in corso d'opera i lavori relativi alla realizzazione, da parte del Consorzio Govossai, di una condotta idrica per potenziare la capacità di adduzione di acqua verso gli abitanti di Oliena e Dorgali;
RILEVATO che i lavori, partendo dalle fonti di "Su Gologone", si dividono su un tracciato che prevede due direttrici contrapposte, una verso Oliena l'altra verso Dorgali;
DENUNCIATO che la direttrice per Oliena attraversa un bosco secolare di lecci, situato nella fascia pedemontana del Corrasi, con una larghezza che va dai 12 ai 17 metri, costituendo una ferita per l'ambiente che si sarebbe potuta evitare facendo passare la condotta entro la striscia tagliafuoco esistente che si trova cento metri più a valle;
DENUNCIATO ancora che la direttrice che andrà verso Dorgali attraverserà il fiume Cedrino, mediante un viadotto di cemento armato che si erge 17 metri sull'alveo del fiume, proprio in una gola fra le più caratteristiche e suggestive del paesaggio, a poche centinaia di metri dalla valle di Lanaittu, creando un disastro ecologico di immani proporzioni;
ATTESO che tale dissesto ambientale si sta verificando nonostante le reiterate e vibrate proteste dei cittadini contro la miope politica comunale, in particolare da parte del Sindaco di Oliena che, nonostante sia stato informato per tempo dei rischi ambientali ha concesso ugualmente l'autorizzazione in dispregio del patrimonio storico culturale costituito dall'ambiente,
chiedono di interpellare l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente al fine di sapere:
- se l'Assessorato sia a conoscenza del disastro ecologico - ambientale che si sta verificando nei territori di Oliena e Dorgali;
- se non si ravvisi la necessità di istituire una commissione di indagine regionale per stabilire se l'impresa che esegue i lavori e gli enti preposti abbiano adottato e posto in essere tutte le norme di salvaguardia ambientale;
- se non si ritenga necessario intervenire al fine di ricercare soluzioni alternative, compatibili con la tutela ambientale, posto che per Oliena la soluzione alternativa della fascia tagliafuoco non è stata neppure presa in considerazione. (374)
Interpellanza Cuccu - Ruggeri - Satta Gabriele sul licenziamento di un lavoratore nello stabilimento Alumix di Portovesme.
I sottoscritti,
PREMESSO che:
- un lavoratore dello stabilimento Alumix di Portovesme è stato licenziato in tronco senza preavviso, con un provvedimento senza precedenti nella storia della fabbrica;
- le motivazioni addotte per giustificare il provvedimento appaiono assolutamente generiche e non circostanziate quali l'essere venuto meno il rapporto di fiducia con l'azienda e una non meglio specificata violazione del rapporto di subordinazione gerarchica;
- le motivazioni anzidette sembrerebbero riferirsi alla divulgazione da parte dello stesso lavoratore di una comunicazione aziendale interna "riservata", peraltro da tutti conosciuta e che renderebbe le motivazioni del licenziamento assolutamente risibili;
- il lavoratore licenziato ha da giorni iniziato lo sciopero della fame per protesta contro il provvedimento che, alla luce delle motivazioni addotte, appare iniquo e ingiustificato;
- le organizzazioni sindacali dei lavoratori hanno impugnato il provvedimento innanzi alla magistratura,
chiedono di interpellare l'Assessore regionale del lavoro per conoscere:
a) qual iniziative intenda urgentemente adottare allo scopo di acclarare fino infondo se il provvedimento assunto dall'azienda non sia semplicemente un atto di provocazione verso tutti i lavoratori impegnati in una difficile battaglia per la salvaguardia del comparto alluminio;
b) quali iniziative intenda assumere affinché l'azienda receda dalle sue decisioni e proceda al ritiro del provvedimento di licenziamento attuato. (375)
Interpellanza Cuccu - Ruggeri - Satta Gabriele sui ritardi nella realizzazione del progetto Montevecchio.
I sottoscritti,
PREMESSO che:
a) la legge 204/1993 dispone la conclusione entro il 30 giugno 1993 dell'accordo di programma fra Governo e Regione per la riconversione produttiva delle aree minerarie sarde; nell'ambito dell'accordo di programma una specifica direttrice riguarda il recupero per finalità sociali e produttive di complessi immobiliari provenienti dalle società minerarie;
b) sono stati predisposti da oltre un anno i progetti per il recupero e la valorizzazione dei complessi di Ingurtosu, Montevecchio e Funtanazza come dall'impegno contenuto nell'accordo fra le parti per la chiusura della miniera di Montevecchio;
c) sono disponibili, per l'attuazione di detto progetto, 15 miliardi di lire stanziati dalla Regione; la richiamata legge 204/1993 stanzia per il recupero dei compendi immobiliari ex-minerari da destinare a finalità sociali e produttive 55 miliardi, due terzi dei quali potrebbero essere utilizzabili dalla Sardegna e prevede 28 miliardi di lire per il ripristino ambientale delle aree minerarie interamente a favore della Sardegna; le disponibilità di cui sopra possono essere raddoppiate in conseguenza dell'intervento comunitario;
d) alla data odierna, non solo non è stato concluso l'accordo di programma in argomento ma neppure risulta in essere una seria trattativa fra Governo e Regione sull'argomento; il progetto Ingurtosu - Montevecchio non è stato ufficialmente trasmesso ai Ministri competenti; non risulta in corso una seria trattativa con l'ENI per l'acquisizione delle aree e degli immobili ricadenti nel progetto,
tutto ciò premesso chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale per conoscere:
a) quali iniziative intenda assumente per far cessare all'interno della Giunta regionale l'indecoroso balletto di posizioni contrastanti che provocano ritardi e danni all'esecuzione del progetto e per ricondurre finalmente la Giunta regionale ad un indirizzo univoco sulla gestione dello stesso progetto;
b) entro quale termine temporale potrà essere dato corso al decollo operativo di un progetto che costituisce la contropartita più qualificante dell'accordo che ha portato alla cessazione dell'attività nel Guspinese - Arburese. (376)
Interpellanza Mannoni - Manchinu - Mulas - Fadda Fausto - Ferrari sulle discutibili procedure d'assunzione di personale tecnico da parte dell'Ispettorato forestale di Tempio.
I sottoscritti,
RILEVATO che le organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL competenti per territorio hanno denunciato, con comunicato del 18 corrente, le violazioni di norme di legge e di accordi sindacali che sarebbero state compiute dall'Ispettorato forestale di Tempio nella procedura d'assunzione di personale tecnico ed impiegatizio;
CONSIDERATO, inoltre, che criteri di dubbia legittimità ed imparzialità sarebbero stati adottati dallo stesso Ufficio nell'assegnazione del personale assunto alle diverse mansioni (autisti, ecc.),
chiedono di interpellare l'Assessore regionale dell'ambiente per conoscere:
- quale sia lo stato di utilizzazione dei posti "in organico" assegnati ai diversi servizi forestali;
- quali siano le procedure adottate per la chiamata del personale addetto ai parametri e degli impiegati agricoli;
- se si sia ricorsi a chiamata nominativa ed, in caso positivo, in quale misura e con quali garanzie di imparzialità;
- se corrisponda a verità che, di concerto con le organizzazioni sindacali, sia stata attuata una commissione avente il compito di presiedere alle assunzioni;
- se tale commissione sia composta di componenti tecnici e ne facciano parte anche rappresentanti degli uffici di gabinetto e con quale mansione. (377)
Interpellanza Murgia - Morittu sulla costituzione di un ente sardo di gestione del comparto energetico.
I sottoscritti,
CONSIDERATO che il Partidu Sardu Indipendentista in un articolato documento sulle politiche energetiche e sui riflessi che la legge delle privatizzazioni avrà in Sardegna lancia la proposta di costituzione di un ente regionale di gestione del comparto energetico; tale proposta è motivata con la considerazione condivisa dagli interpellanti, che:
a) il decreto sulla gassificazione del carbone rappresenta un incentivo per le multinazionali a inserirsi nel lucroso affare dell'autoproduzione di energia elettrica consentito dalla legge delle privatizzazioni;
b) il decreto, istituito appositamente porterà alla costruzione di una centrale di 500 MW e del gassificatore con finanziamenti pubblici;
c) già è stata autorizzata alla Saras la costruzione di una centrale di 500 MW;
d) l'energia prodotta privatamente si aggirerà intorno ai 1000 MW capaci di coprire una parte molto importante del fabbisogno sardo;
e) è possibile che l'ENEL chiuda di conseguenza sue centrali;
f) nulla obbliga i privati a servirsi del carbone sardo ed è possibile anzi che essi si rivolgano al mercato mondiale, con la conseguente chiusura delle miniere sarde;
ATTESO che è scienza comune il fatto che senza una autonomia energetica o una politica mirata alle reali esigenze dei sardi non è concepibile uno sviluppo economico,
chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale dell'industria per sapere se non intendano considerare con la massima attenzione la proposta del PSin che i sottoscritti fanno propria e se di conseguenza non intendano interessare la Giunta regionale alla necessità di presentare un disegno di legge in proposito con l'intento di trasformarlo in proposta di legge regionale di iniziativa regionale. (378)
Interrogazione Marteddu, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata utilizzazione a Nuoro dei finanziamenti regionali per l'edilizia residenziale pubblica.
Il sottoscritto,
PREMESSO:
che per la città di Nuoro risultano non utilizzati finanziamenti per l'importo complessivo di lire 16.158.000.000 dal 1989 al 1992, per 171 alloggi di edilizia residenziale pubblica;
che progetti relativi sono depositati presso gli uffici del Comune di Nuoro il quale aveva provveduto ad individuare, in alcune aree della città, degli adeguati piani di zona;
che la mancata spendita dei fondi regionali arreca un evidente danno sia alla fragile economia della città sia alle numerose famiglie delle fasce più povere e da anni in attesa di un alloggio pubblico;
che potrebbe affacciarsi la concreta ipotesi di un trasferimento dei fondi in altra sede,
ciò premesso chiede di interrogare l'Assessore dei lavori pubblici per sapere quali atti l'Assessorato intende porre in essere al fine di garantire la permanenza a Nuoro di tali fondi e di sollecitare l'Amministrazione comunale ad una immediata utilizzazione dei finanziamenti.
In particolare il sottoscritto chiede di interrogare l'Assessore dei lavori pubblici per sapere se i ritardi procedurali e di approvazione dei progetti urbanistici e architettonici non configurino la necessità della nomina, da parte dell'Amministrazione regionale, di un Commissario ad acta che, stante la situazione, definisca l'iter dell'intervento complessivo per l'edilizia economica e popolare nella città di Nuoro. (677)
Interrogazione Pau, con richiesta di risposta scritta, sul fondo socio-assistenziale della Regione autonoma della Sardegna e l'intervento di ristrutturazione e adeguamento alle norme igienico-sanitarie della casa di riposo di Nuoro.
Il sottoscritto,
ATTESO che a seguito di ispezione igienico-sanitaria del N.A.S. di Sassari dell'11 settembre 1992 l'amministrazione comunale di Nuoro è stata invitata a predisporre un'apposita relazione tecnica sullo stato della Casa e quindi sugli interventi ritenuti idonei a rimuovere gli inconvenienti riscontrati;
RILEVATO che il Comune di Nuoro provvedeva a trasmettere all'Assessorato, il 19 novembre 1992, la richiesta di finanziamento con la relativa perizia tecnica per un importo di lire 1.600.000.000 (un miliardo e seicento milioni);
CONSTATATO che il 24 dicembre 1992 l'Assessorato trasmetteva, per l'esercizio 1992, a valere sul fondo socio-assistenziale cap. 12001/02 il piano ripartizione di spese e investimenti, dell'importo complessivo di lire 42.380.925.000, inserendo tra gli altri un finanziamento pari a lire 800 milioni per la Casa di riposo di Nuoro, per l'acquisizione, ai sensi dell'articolo 47 della legge regionale 25 gennaio 1988, del parere della competente Commissione consiliare;
PRESO ATTO che con nota n. 8128 del 2 agosto 1993 l'Assessorato regionale della sanità comunicava al Sindaco di Nuoro di aver firmato il decreto di autorizzazione provvisoria al funzionamento della struttura residenziale per anziani Casa Protetta Comunale di Nuoro e che il decreto era in corso di pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione;
TENUTO CONTO che il decreto, alla data odierna, non risulta ancora pubblicato,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore della sanità per sapere per quali ragioni il Comune di Nuoro ad oggi non abbia ancora avuto il finanziamento e se corrisponda a verità che i fondi del piano socio-sanitario verranno presumibilmente utilizzati per colmare i disavanzi del Servizio sanitario regionale. La risposta è urgente in quanto non è pensabile che questa struttura, indispensabile per dare risposta agli anziani della città e del suo territorio, venga tenuta in condizioni ormai insopportabili per il vivere civile di quanti costretti dagli anni hanno bisogno di strutture idonee e di particolari cure. (678)
Interrogazione Piras - Sauna - Oppi - Amadu, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata nomina dei coordinatori degli Ispettorati provinciali dell'agricoltura.
I sottoscritti chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale ad interim dell'agricoltura nonché l'Assessore regionale degli affari generali, personale e riforma della Regione, per sapere se siano a conoscenza del disagio del comparto agricolo determinato anche dalla mancata nomina dei coordinatori di servizio degli Ispettorati provinciali dell'agricoltura. In particolare, la mancanza della delega di firma ai responsabili dei vari settori degli Ispettorati provinciali pone limiti alla emanazione di atti dovuti e indispensabili per la corretta gestione delle aziende che sono in attesa di provvidenze stabiliti con legge. A titolo esemplificativo si segnala il blocco perfino del rilascio dei buoni di prelievo del gasolio agevolato per l'agricoltura. Questo fatto, apparentemente di modesta entità, determina invece notevole disagio soprattutto ai sericoltori, i quali si trovano per la mancanza di carburante nella impossibilità di mantenere i livelli di produzione, con danni economici non indifferenti.
Gli interroganti, considerati i gravi danni derivanti agli operatori agricoli dalla situazione di blocco operativo esistente, chiedono che venga disposta, con l'urgenza che il caso richiede, la nomina dei nuovi coordinatori e venga prorogata la delega ai coordinatori provinciali. (679)
Interrogazione Tamponi - Deiana - Amadu - Giagu - Carusillo - Serra - Dettoti - Satta Antonio - Lorettu - Serra Pintus sul naufrago della nave francese "Monte Stello" nelle acque delle Bocche di Bonifacio.
I sottoscritti chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale per conoscere, al di là delle cause che hanno provocato il naufragio della nave francese "Monte Stello" nella acque delle Bocche di Bonifacio, quali adempimenti urgenti la Giunta regionale vorrà adottare in ordine al problema derivante dalla navigazione di natanti che trasportano prodotti inquinanti e tossici in prossimità delle coste sarde; il problema riproposto nella sua drammaticità dall'incidente occorso alla nave francese dalle cui stive c'è la seria minaccia che fuoriescano centinaia di tonnellate di gasolio e di fuel-oil.
I sottoscritti richiamano le mozioni nn. 118 e 123, presentate nello scorso anno, nelle quali si evidenziava il gravissimo rischio connesso al per durare del traffico, nelle Bocche di Bonifacio, di navi petroliere e di altri mezzi trasportanti prodotti inquinanti; nello stesso documento si rimarcava il divieto assoluto, disposto dal Governo nazionale, alla navigazione di petroliere-gasiere e di ogni altra nave con carichi pericolosi e tossici.
Con la presente interrogazione si ribadisce la richiesta contenuta nelle mozioni sopra citate, di impegno per la Giunta regionale di intervenire presso il Governo nazionale affinché venga esteso il divieto entro le 12 miglia dalle coste sarde, per tutti i natanti battenti qualsiasi bandiera, con carichi di una certa pericolosità e possibili fonti di inquinamento. (680)
Interrogazione Baroschi, con richiesta di risposta scritta, sul licenziamento da parte della "Alumix" del sindacalista Angelo Cremone.
Il sottoscritto chiede di interrogare con urgenza il Presidente della Giunta regionale per conoscere quali iniziative ha inteso promuovere onde conoscere i motivi che hanno spinto la "Alumix" al licenziamento del sindacalista Angelo Cremone e se, nel caso si ravvisasse un comportamento dell'Azienda lesivo dei diritti sindacali e civili, quali azioni intenda promuovere a tutela di questi diritti nell'esercizio del proprio potere statutario sulla correttezza costituzionale dei comportamenti dei dirigenti d'azienda che operano in Sardegna. (681)
Interrogazione Ortu - Demontis - Meloni - Planetta - Puligheddu - Serrenti, con richiesta di risposta scritta, sul licenziamento del delegato sindacale dell'Alumix.
I sottoscritti,
PREMESSO che l'Alumix di Portovesme ha licenziato con provvedimento aziendale il rappresentante sindacale signor Angelo Cremone;
RILEVATO che il drastico provvedimento sembra essere motivato, più che da pretestuose motivazioni aziendali, dall'intensa attività del delegato sindacale che più volte si è trovato in posizioni diametralmente opposte rispetto all'Azienda, a difesa dei lavoratori e delle popolazioni contro l'inquinamento ambientale nel Sulcis;
DENUNCIATO che il provvedimento adottato dall'Azienda di Portovesme contravviene palesemente alla libera e democratica espressione sindacale, minando le basi stesse per un corretto confronto tra dirigenza e rappresentanza sindacale,
chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale dell'industria al fine di sapere:
- quali urgenti iniziative intendano intraprendere al fine di far recedere la dirigenza dell'Alumix dal provvedimento di licenziamento nei confronti del delegato sindacale;
- se non si ravvisi nel comportamento dell'Azienda un fine persecutorio nei confronti di una voce scomoda, tale da invalidare il provvedi mento di licenziamento;
- se si intenda attivare con l'Azienda un tavolo di confronto per impedire che questo provvedimento non sia che il primo tentativo di una serie più numerosa di licenziamenti che i vertici dell'Alumix intendono adottare. (682)
Interrogazione Usai Edoardo, con richiesta di risposta scritta, sull'aumento di capitale della Banca dì Sassari.
Il sottoscritto chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale in relazione all'aumento di capitale deciso recentemente dalla Banca di Sassari.
CONSTATATO:
- che il limite per l'esercizio del diritto d'acquisto è stato fissato al minimo consentito per legge (30 giorni), con inizio il 19 dicembre 1993 e scadenza il 17 gennaio 1994;
- che la comunicazione relativa, apparsa sulla stampa locale il 30 dicembre, 11 giorni dopo l'inizio dell'operazione, fissava il termine per la richiesta di azioni al 12 gennaio (e non al 17), mentre le comunicazioni inviate per lettera gli azionisti, datate 19 dicembre 1993 e spedite per posta ordinaria il 7 gennaio 1994, sono addirittura arrivate a destinazione in data successiva a quella della scadenza indicata per l'acquisto;
- che pertanto gravi sono i sospetti che l'operazione sia stata condotta in modo poco chiaro con l'intento di impedire agli azionisti di minoranza l'esercizio del diritto di acquisto per finalità poco trasparenti e comunque lesive dei diritti degli azionisti,
chiede di conoscere:
- quali motivi abbiano causato le disfunzioni sopra lamentate;
- quale sia la reale natura delle perdite previste per l'esercizio 1993, che ammonterebbero a 93 miliardi di lire, le quali azzererebbero il residuo capitale sociale in possesso dei 22.000 azionisti privati, mortificando in tal modo le aspettative di un così rilevante numero di piccoli risparmiatori. (683)
Interrogazione Morittu, con richiesta di risposta scritta, sul riutilizzo delle somme riferite ai ribassi nell'espletamento di gare d'appalto per opere pubbliche.
Il sottoscritto,
CONSIDERATO che diversi organi di stampa hanno pubblicato comunicazioni di avvenute gare d'appalto di opere pubbliche da parte della Regione e di Enti individuati dall'articolo 1 della legge regionale 23 ottobre 1978, n. 62, e 22 aprile 1987, n. 25;
EVIDENZIATO che molte opere sono state aggiudicate con ribassi che sfiorano il 40 per cento delle somme indicate a base d'asta;
SOTTOLINEATO che l'articolo 4 della legge regionale 8 luglio 1993, n. 29, regolamenta appunto il riutilizzo di somme riferite ai ribassi accertanti nell'espletamento di gare d'appalto;
SOTTOLINEATO, altresì, che il comma 2 dell'articolo 4 della legge regionale 29/93 prevede, nella stesura dei progetti l'indicazione, a parità di qualità e prezzo, di materiali prodotti in Sardegna,
chiede di interrogare l'Assessore regionale dei lavori pubblici per sapere:
1) se l'osservanza di quanto disposto dall'articolo 4 della legge regionale n. 29 del 1993 in merito al riutilizzo delle somme di ribassi d'asta in opere pubbliche venga puntualmente esercitata sia dall'Assessorato che dagli Enti indicati in premessa;
2) se siano state disposizioni agli organi istruttori dei progetti perché venga data attuazione al comma 2 dell'articolo 4 della legge regionale n. 29 del 1993, concernente l'utilizzo di materiali prodotti nell'Isola. (684)
Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sull'indilazionabile necessità di dotare il porto di Olbia di attrezzature (gru) adeguate al trasporto del granito prodotto in Gallura e nel Comprensorio della Comunità montana di Monte Acuto.
Il sottoscritto,
PREMESSO che numerose aziende estere, in particolare tedesche, sono interessate all'acquisto, alla lavorazione e alla vendita del granito estratto in Gallura;
CONSIDERATO che questa importante risorsa costituisce un bene economico suscettibile di essere ulteriormente apprezzato anche all'estero con prospettive di nuovi mercati, in particolare nelle nazioni dell'Europa centrale, da cui pervengono, agli operatori isolani, interessanti commesse;
RILEVATO che alcune carenze di fondo impediscono di fatto, assurdamente, di dare corso alle numerose richieste in quanto il porto di Olbia è carente delle attrezzature indispensabili: esso dispone infatti di gru con portata da 25 tonnellate, mentre occorre disporre di gru con portata da 40 tonnellate, capaci cioè di effettuare il caricamento del granito;
RITENUTO che questa situazione nuoce fortemente ad un importante settore dell'economia isolana e, in particolare, della Gallura in un momento in cui occorre invece sostenere ogni sforzo per salvaguardare e incentivare le potenzialità economiche isolane e l'occupazione,
TUTTO CIÒ PREMESSO, chiede di interrogare gli Assessori regionali dei trasporti e dell'industria per conoscere i provvedimenti urgenti che assumeranno al fine di dotare il porto di Olbia delle attrezzature adeguate a consentire l'imbarco del granito prodotto in Gallura e nel Comprensorio della Comunità montana di Monte Acuto. (685)
Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di migliorare la prestazione dei servizi della pubblica amministrazione in Sardegna con ampliamento delle assunzioni a parziale copertura di posti vacanti.
Il sottoscritto,
PREMESSO che con decreto M. 4220 del 18 dicembre 1993 del Rappresentante del Governo per la Regione Sardegna, di concerto con il Ministro del tesoro, è stato indetto il concorso pubblico unico, per esami, a 62 posti, elevati a 80, di assistente amministrativo da destinare ad uffici statali in Sardegna;
PRESO ATTO che a seguito dell'espletamento delle operazioni concorsuali sono risultati complessivamente idonei n. 216 candidati (80 vincitori e 136 idonei non vincitori);
CONSIDERATO che l'immissione nei ruoli dei vincitori costituisce un primo passo positivo in termini di occupazione e di miglioramento delle prestazioni di servizi degli uffici pubblici dell'Isola;
RILEVATO che questo risultato, seppure parziale, è frutto del confronto aperto dalla Giunta regionale con il Governo nazionale nell'ambito di una più ampia vertenza tesa a coprire, in parte, i vuoti di organico negli uffici periferici dei Ministeri in Sardegna;
RITENUTO che occorra compiere un ulteriore sforzo teso a coprire le numerose carenze di organico utilizzando immediatamente la graduatoria citata e immettendo in servizio anche tutti i candidati idonei,
chiede di interrogare il Presiedente della Giunta regionale per sapere quali iniziative urgenti intende assumere per avviare con i Ministri competenti una rapida contrattazione che conduca all'emanazione dei provvedimenti amministrativi mirati all'assunzione di tutti i candidati dichiarati idonei a seguito dell'espletamento del concorso di cui al decreto n. 4220/C del 18 dicembre 1993 del Rappresentante del Governo per la Regione Sardegna. (686)
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