Seduta n.236 del 26/09/2006 

CCXXXVI SEDUTA

(antimeridiana)

Martedì 26 settembre 2006

Presidenza del Presidente Spissu

indi

della Vicepresidente Lombardo

INDICE

La seduta è aperta alle ore 10 e 35.

SERRA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di mercoledì 13 Settembre 2006 (230), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Bruno, Cerina, Davoli, Vincenzo Floris, Giagu, Lai e Pinna hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 26 settembre 2006.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione, con nota del 21 settembre 2006, ha informato di aver accolto le dimissioni presentate in data 15 settembre 2006 dall'Assessore della difesa dell'ambiente, dott. Tonino Dessì, e di averne affidato l'interim all'Assessore dei lavori pubblici, dott. Carlo Mannoni.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge:

MARRACINI - PITTALIS: "Modifiche alla legge regionale 27 agosto 1982, n. 16 (Norme per la concessione di contributi di esercizio e per investimenti alle aziende di trasporto esercenti servizi pubblici di linea a carattere regionale e locale)". (252)

(Pervenuta il 14 settembre 2006 e assegnata alla quarta Commissione)

FLORIS Vincenzo - MARROCU - BARRACCIU - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - CORRIAS - CUGINI - LAI - MATTANA - ORRÙ - PACIFICO - PIRISI - SANNA Alberto - SANNA Franco: "Norme per favorire l'impiego di energia solare termica e la diminuzione degli sprechi idrici negli edifici". (253)

(Pervenuta il 14 settembre 2006 e assegnata alla sesta Commissione)

Risposta scritta ad interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

"Interrogazione PISU - BARRACCIU - SERRA - CORRIAS - PACIFICO - URAS - DAVOLI - LICHERI - LANZI - FADDA - FLORIS Vincenzo - PIRISI - MATTANA - SANNA Franco - MANINCHEDDA - BALIA - CHERCHI Silvio - MARROCU - CALLEDDA - CUGINI - LAI - SANNA Alberto - SALIS - PITTALIS - CUCCA sulla decisione della direzione delle Ferrovie della Sardegna di sospendere, a partire dal mese di settembre, l'esercizio sulla linea Isili-Sorgono e di trasferire gli oltre 30 lavoratori ivi impiegati presso altre tratte di trasporto pubblico locale". (569)

(Risposta scritta in data 20 settembre 2006)

"Interrogazione AMADU sulla situazione di disagio e di difficoltà in cui operano i dipendenti dell'azienda SELENET srl con sede operativa in Predda Niedda (Sassari)". (585)

(Risposta scritta in data 20 settembre 2006)

"Interrogazione MASIA - BALIA sui gravi danni causati dagli attacchi di lepidotteri defogliatori al patrimonio boschivo isolano, in particolare alle querce da sughero". (246)

(Risposta scritta in data 21 settembre 2006)

"Interrogazione AMADU sui ritardi nelle procedure per la realizzazione del secondo lotto della strada Sassari-Alghero". (602)

(Risposta scritta in data 21 settembre 2006)

Annunzio interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza:

SERRA, Segretario:

"Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sull'istituzione del distretto socio-sanitario della Planargia con sede a Bosa". (613)

"Interrogazione Dedoni, con richiesta di risposta scritta, sul ricorso gerarchico improprio presentato dai consiglieri comunali di Iglesias al Prefetto di Cagliari avverso la determinazione n. 846 dell'8 giugno 2006 del dirigente del Servizio enti locali della Regione autonoma della Sardegna e le deliberazioni del consiglio comunale di Iglesias del 7 luglio 2006, e sullo scioglimento del consiglio comunale di Iglesias". (614)

"Interrogazione Dedoni, con richiesta di risposta scritta, sulla gara di appalto per l'affidamento del servizio di pulizia, manutenzione delle aree verdi e facchinaggio relativo agli immobili in uso alla Regione Sardegna". (615)

"Interrogazione Cherchi Silvio - Calledda, con richiesta di risposta scritta, sul decreto per il fermo biologico esteso alla pesca dilettantistica". (616)

"Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sugli effetti delle nuove tasse introdotte in Sardegna". (617)

"Interrogazione Amadu - Biancareddu - Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio, con richiesta di risposta scritta, sui disservizi e sui ritardi nella consegna dei referti dei pap-test nel Centro oncologico dell'ASL n. l di Via Zanfarino n. 44 a Sassari". (618)

"Interrogazione Cachia, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di crisi dello stabilimento Palmera di Olbia". (619)

"Interrogazione Murgioni, con richiesta di risposta scritta, sulle devastazioni causate da una tromba d'aria nell'agro di Quirra". (620)

"Interrogazione Gallus - Ladu - Murgioni, con richiesta di risposta scritta, sulle borse di studio per le scuole di specializzazione dell'area medica". (621)

"Interrogazione Gallus - Ladu - Murgioni, con richiesta di risposta scritta, sull'avviso pubblico per la presentazione dei progetti integrati di sviluppo". (622)

"Interrogazione Uras - Davoli - Pisu, con richiesta di risposta scritta, relativamente al contributo finanziario che sarebbe erogato dalle ASL competenti per territorio ai celiaci conclamati a cui sia stata certificata l'intolleranza, finalizzato all'acquisto di prodotti alimentari privi di glutine". (623)

"Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sulla possibile abolizione delle Province sarde". (624)

"Interrogazione Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione dei lavoratori dell'ex zuccherificio di Villasor e sulle prospettive di riconversione agro-industriale dello stabilimento". (625)

"Interrogazione Cuccu Giuseppe - Uggias - Cucca, con richiesta di risposta scritta, sull'estensione del fermo biologico all'attività di pesca sportiva. ". (626)

"Interrogazione Capelli - Amadu - Biancareddu - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio, con richiesta di risposta scritta, sull'imminente passaggio dell'azienda FMS all'ARST e sui paventati drammatici effetti sul piano sociale e occupazionale e sul trasporto pubblico nel Sulcis. ". (627)

"Interrogazione Cherchi Oscar, con richiesta di risposta scritta, sul reparto di psichiatria dell'ospedale San Martino di Oristano. ". (628)

Annunzio di interpellanza

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interpellanza pervenuta alla Presidenza.

Serra, Segretario:

"Interpellanza Licandro - Contu - La Spisa - Petrini - Sanjust - Lombardo - Sanciu - Rassu sulla deliberazione della Giunta regionale n. 34/25 (Indirizzi alle aziende sanitarie per il contenimento della spesa per trattamenti farmacologici a base di farmaci inibitori della pompa protonica)." (190)

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

seRRa, Segretario:

"Mozione Sanna Matteo - Artizzu - Diana - Liori - Moro sulla stabilizzazione dei corsisti speciali per l'abilitazione all'insegnamento." (93)

"Mozione Diana - Artizzu - La Spisa - Capelli - Vargiu - Ladu - Liori - Farigu - Moro - Sanna Matteo - Rassu - Lombardo - Contu - Sanjust - Sanciu - Petrini - Cappai - Amadu - Biancareddu - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Pisano - Cassano - Dedoni - Murgioni - Gallus - Floris Mario - Cherchi Oscar sulle dimissioni dell'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento." (94)

Programmazione bimestrale dei lavori

PRESIDENTE. Colleghi, comunico che il programma bimestrale dei lavori dell'Assemblea e delle Commissioni è stato predisposto, ai sensi dell'articolo 23 del Regolamento, a seguito della Conferenza dei Presidenti di Gruppo che si è tenuta il 22 settembre 2006, sentita la Conferenza dei Presidenti delle Commissioni permanenti, in data 21 settembre. Sulla base della riunione è stato deliberato di dedicare il mese di ottobre ai lavori delle Commissioni e le tre settimane successive, a far data dal 6 novembre, ai lavori dell'Assemblea. Sono stati, inoltre, individuati gli argomenti prioritari che le Commissioni esamineranno, il cui elenco è a disposizione dei colleghi e verrà affisso, naturalmente, in bacheca; quindi, evitiamo una lunga e noiosa lettura di tutti gli argomenti che costituiscono il programma bimestrale delle Commissioni e il calendario relativo.

L'ordine del giorno reca lo svolgimento dell'interpellanza numero 190/A, l'Assessore chiede che venga esaminata dopo la mozione numero 82 perché è in attesa dei documenti che ha lasciato in Assessorato. Quindi, se i colleghi sono d'accordo, e soprattutto se il collega Licandro è d'accordo, iniziamo con la mozione numero 82 e poi proseguiamo con l'interpellanza, posponendone lo svolgimento al secondo punto.

(Interruzione del consigliere Cherchi Silvio)

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Silvio Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI SILVIO (D.S.). Vorrei segnalare la vicenda che si sta consumando a qualche centinaia di metri da qui: gli Uffici della Presidenza della Regione sono occupati dai lavoratori dell'impresa di pulizia, in conseguenza del rinnovo di una gara d'appalto che prevede, nella migliore delle ipotesi, 480 licenziamenti. Credo che sia utile ed opportuno che il Consiglio regionale discuta ed esprima un orientamento su questa grave vicenda almeno per tre motivi: uno, praticamente si sono autorizzate le aziende che partecipano a non rispettare il contratto nazionale di lavoro; secondo, a memoria di uomo e di donna, la Regione non ha mai licenziato…

PRESIDENTE. Onorevole, ma non ci può parlare…

CHERCHI SILVIO (D.S.). Sto finendo, sono i motivi per i quali sto chiedendo di porlo all'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Sì, ma c'è un modo per porlo all'ordine del giorno e non è questo.

CHERCHI SILVIO (D.S.). Lo sto chiedendo perché credo che vi sia un'emergenza, perché la gara d'appalto scade dopodomani e diventa un fatto irreversibile per 500 lavoratori. Chiedo che venga discusso anticipatamente rispetto agli altri temi.

PRESIDENTE. Lei sa che non può essere discusso, nel senso che non tutti gli argomenti possono entrare in Assemblea, nonostante le emergenze, se non previe azioni che la Conferenza dei Capigruppo sviluppi. Quindi, se questo avviene, io non ho nessuna difficoltà che venga esaminato, naturalmente in coda e con le modalità dovute, un eventuale ordine del giorno proposto dall'Assemblea. Questa è la modalità con la quale si può affrontare un argomento di questo genere.

Siamo alla mozione numero 82.

Chiedo scusa. Colleghi, non c'è un dibattito aperto su temi, io ho proposto di posporre l'interpellanza e quindi chiedo all'onorevole Licandro, che è il presentatore, se per lui va bene questa proposta.

Ha facoltà di parlare il consigliere Licandro. Ne ha facoltà.

LICANDRO (F.I.). Sì, Presidente, non ho nessuna difficoltà a parlare dell'interpellanza sui farmaci inibitori della pompa protonica alla fine della prossima mozione, mi stupisce un po' perché, visto che questo è un argomento che sta diventando di grande attualità, i giornali e gli organi di informazione ne parlano oramai quotidianamente, è un'interpellanza presentata più di una settimana fa e la Conferenza dei Capigruppo si è tenuta giovedì scorso, io ero convinto che l'Assessore oramai avesse in mano tutta la documentazione scientifica possibile per poter rispondere a questa interpellanza. Così non è, sono disposto ad aspettare tutto il tempo che è necessario per avere quelle risposte che non soltanto i medici ma anche i cittadini, i pazienti, attendono ormai da troppo tempo.

PRESIDENTE. Onorevole Licandro, lei avrà tutte le risposte che ha richiesto, semplicemente l'Assessore ha dimenticato in Assessorato la cartella. L'Assessore ha naturalmente le risposte che lei attende, ma c'è soltanto questo fatto tecnico di cui le chiedo di tener conto.

Sulla mozione numero 82, ho iscrizioni a parlare ma prego i colleghi di non trasformare il presunto intervento sull'ordine dei lavori per parlare di argomenti che non c'entrano niente con l'ordine dei lavori, perché trasformiamo il Consiglio regionale in un'altra cosa.

Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, anch'io sull'ordine dei lavori per rimarcare l'urgenza di affrontare il tema che l'onorevole Cherchi ha già richiamato…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, un attimo…

PRESIDENTE. Grazie, grazie. Non è aperta la discussione, onorevole Caligaris.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, non è aperta la discussione, però è chiaramente stato posto l'accento su una questione che diventa veramente prioritaria su tutto.

PRESIDENTE. Non è un argomento all'ordine del giorno e non è una questione prioritaria su tutto.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, però si può mettere all'ordine del giorno…

PRESIDENTE. No, non in questo modo.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Forse bisognerebbe che il Consiglio si esprimesse e i Capigruppo si esprimessero in merito a questo, quindi sospendere i lavori, Presidente. Chiedo che vengano sospesi i lavori e si faccia una Conferenza dei Capigruppo.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, semplicemente per chiederle di rinviare l'inizio dei lavori di un quarto d'ora. Mi sembra che l'Aula sia semivuota, forse l'Aula pensava che si iniziasse con un'interpellanza e non accreditava all'interpellanza l'importanza da cui discende la necessità della presenza in Aula. Ma credo che, se dobbiamo discutere la mozione sulle guardie mediche, sia dignitoso che venga discussa in un'Aula che abbia maggiori presenze rispetto a quelle attuali. La ringrazio.

PRESIDENTE. Insomma, onorevole Vargiu, l'Aula inizia con circa 50 minuti di ritardo, quindi c'era tutto il tempo perché chi riteneva che s'iniziasse con l'interpellanza, potesse arrivare con tutto comodo. Ad ogni buon conto, siccome l'Assessore ha ricevuto i documenti che attendeva, possiamo iniziare con l'interpellanza. Prego i colleghi, che sono molti comunque, che non stanno nei banchi ma sono presenti, di prendere posto.

Svolgimento dell'interpellanza Licandro - Contu - La Spisa - Petrini - Sanjust - Lombardo - Sanciu - Rassu sulla deliberazione della Giunta regionale n. 34/25 (Indirizzi alle aziende sanitarie per il contenimento della spesa per trattamenti farmacologici a base di farmaci inibitori della pompa protonica) (190/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento dell'interpellanza numero 190/A.

(Si riporta di seguito il testo dell'interpellanza:

Interpellanza Licandro - Contu - La Spisa - Petrini - Sanjust - Lombardo - Sanciu - Rassu sulla deliberazione della Giunta regionale n. 34/25 (Indirizzi alle aziende sanitarie per il contenimento della spesa per trattamenti farmacologici a base di farmaci inibitori della pompa protonica).

I sottoscritti,

premesso che, su proposta dell'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, in data 2 agosto 2006, la Giunta regionale ha emanato la deliberazione n. 34/25 intitolata "Indirizzi alle aziende sanitarie per il contenimento della spesa per trattamenti farmacologici a base di farmaci inibitori della pompa protonica";

rilevato che, nella premessa alla deliberazione citata, l'Assessore rileva come "dall'attività di monitoraggio della spesa farmaceutica e dai dati dell'Osservatorio nazionale sull'impiego di medicinali per il 2005 è emerso che la categoria terapeutica degli inibitori di pompa protonica (PPI) registra in Sardegna una spesa pro capite più elevata rispetto ai dati nazionali [...] con uno scostamento dalla media nazionale del 28 per cento [...] con una spesa per l'anno 2005 superiore a 37 milioni di euro";

considerato che la commissione per il prontuario terapeutico regionale ha concluso, nella sua relazione, che fra tutti gli inibitori di pompa commercializzati in Italia il "lansoprazolo" rappresenta il miglior rapporto costo/benefici e dunque, secondo i calcoli dell'Assessorato, l'adozione esclusiva di tale inibitore comporterebbe un risparmio di spesa per il Servizio sanitario regionale stimato in 17 milioni di euro/anno;

ricordato che, alla luce delle conclusioni della commissione per il prontuario terapeutico regionale, la Giunta regionale, nella ricordata delibera, ha deciso di "attivare forme di capillare informazione presso i medici perché prescrivano, per somministrazione orale, il "lansoprazolo", deliberando al tempo stesso di rafforzare nelle aziende sanitarie i controlli presso i medici di base circa le prescrizioni ed eventualmente attivando le procedure di addebito, in caso di errata prescrizione, a carico dei suddetti professionisti,

chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere se non ritengano:

1) così deliberando, di aver creato una condizione di violazione del principio di libera scelta terapeutica da parte del medico, costituendo al tempo stesso una sorta di corsia preferenziale per le aziende farmaceutiche titolari del diritto di sfruttamento commerciale della molecola del "lansoprazolo";

2) di aver offeso la categoria professionale imputando ai medici il disavanzo della spesa farmaceutica regionale e adombrando al tempo stesso, con il ricorso a ispezioni e controlli, il sospetto di una non sempre trasparente professionalità o, nella migliore delle ipotesi, il sospetto di una scarsa capacità medico-scientifica;

3) quindi, alla luce delle ragioni sopra esposte, di dover annullare tale delibera e, in subordine, che sarebbe stato più congruo adottare il prezzo del "lansoprazolo" come prezzo di riferimento dei farmaci inibitori di pompa, consentendo in questo modo di raggiungere ugualmente lo scopo del risparmio, salvaguardando il principio fondamentale della libera scelta. (190).)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Licandro per illustrare la sua interpellanza.

LICANDRO (F.I.). Presidente, colleghi, dispiace veramente avere a disposizione soltanto cinque minuti per parlare di una delibera che rappresenta la perfetta sintesi di un certo modo di fare politica. Un modo di fare politica che sta ottenendo come risultato quello di mandare deserte le sedute della Commissione sanità, la settima, per cronica mancanza del numero legale. Questo proprio in un momento nel quale noi stiamo affrontando il Piano sanitario regionale.

Assessore, lei nella delibera invita (e invita tra virgolette perché lei minaccia rigorosi controlli nonché eventuali procedure di addebito nei confronti dei medici colpevoli), ripeto, invita, come una sorta di "consigli per gli acquisti", di prescrivere una sola tra le tante molecole in circolazione dei cosiddetti farmaci inibitori della pompa protonica per la cura di esofagiti, di gastriti e di ulcere, per citare qualcuna delle patologie più importanti. Questa molecola è il Lansoprazolo, alla faccia naturalmente del principio di libera scelta, e questo perché in Sardegna, praticamente, nel consumo di questi farmaci noi ci discostiamo da quella che è la media nazionale, nel senso che ne consumiamo di più.

Vedete, colleghi, noi sappiamo che il nostro Assessore è molto sensibile ai riferimenti nazionali quando si parla di costi, un po' meno quando si parla di servizi, e siccome il Lansoprazolo costa meno ma funziona uguale agli altri, come gli altri, questo almeno dice la Commissione per il prontuario terapeutico regionale, per risparmiare noi dovremmo, dobbiamo, prescrivere soltanto quello.

Intanto una domanda, Assessore: visto che in Sardegna c'è un maggiore consumo di questi farmaci, esiste uno studio epidemiologico che sia in grado di capire qual è l'incidenza in Sardegna di queste patologie? Perché, vede, anche di insulina in Sardegna se ne consuma di più di tante altre Regioni ma sappiamo bene perché. Lei invece preferisce dichiarare che non è la prima volta che interventi destinati ad evitare una spesa farmaceutica inappropriata vengono osteggiati dalle ditte farmaceutiche e da coloro che ne difendono le posizioni. Bene, Assessore, io e credo come me ogni medico, che si definisca tale, difendiamo soltanto una posizione che è quella del paziente, se ci mettono, naturalmente, nelle condizioni di poterlo fare.

Veniamo alla sua commissione, sua ma pagata da noi, che afferma che il Lansoprazolo ha un effetto sovrapponibile al Pantoprazolo e all'Esomeprazolo. E qui devo fare attenzione perché, alle proteste degli esperti, lei ha risposto minacciando querele nei confronti di chi mette in discussione la competenza di professionisti di livello internazionale e risultati che trovano riscontri nella letteratura scientifica. Vede, Assessore, io ho sempre saputo che la migliore difesa è l'attacco, anche quando c'è l'evidenza dei fatti che invece suggerirebbe prudenza, perché le evidenze scientifiche dicono tutt'altro! La sua Commissione ha preso in esame dei lavori che dicono tutt'altro! Io mi sono soltanto preso la briga di scaricare da Internet, in versione integrale, dei lavori citati non da noi ma dalla sua commissione. Ora, il primo è del dottor Goldstein che parla del controllo dell'acidità gastrica in pazienti in terapia con FANS, cioè farmaci antinfiammatori non steroidei, e della comparazione fra Esomeprazolo, Lansoprazolo e Pantoprazolo. Bene, io leggo direttamente dall'inglese, dal suo lavoro, le sue conclusioni: " In conclusione, la somministrazione di Esomeprazolo, 40 milligrammi al giorno per via orale, ha determinato un controllo significativamente superiore dell'acidità gastrica rispetto alla somministrazione di 30 milligrammi al giorno di Lansoprazolo o di 40 di Pantoprazolo in pazienti in terapia con FANS".

L'altro suggestivo lavoro, sempre citato da voi, , sull'efficacia dell'Esomeprazolo nei confronti del Lansoprazolo nella cura delle esofagiti erosive da gravi a moderate, è del dottor Fennerty. Ebbene, sempre traducendo dall'inglese: "...dunque questi risultati suggeriscono che l'Esomeprazolo è il trattamento di scelta per pazienti con esofagite erosiva moderata o grave e" - sentite bene! - "se lo scopo della terapia è la guarigione e la risoluzione dei bruciori". Assessore, se lo scopo poi è soltanto quello di risparmiare, noi possiamo anche curarli con acqua fresca, che è buona e costa ancora meno!

Vede, Assessore, io concludo...

PRESIDENTE. Prego concluda, onorevole Licandro.

LICANDRO (F.I.). Presidente, solo dieci secondi. Concludo e dico: Assessore, i casi sono tre, o gli autori dei lavori hanno male interpretato il loro stesso lavoro, oppure i signori della commissione questi lavori non li hanno letti o li hanno letti male.

PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Prego, Assessore, le ricordo che il suo intervento non deve superare i cinque minuti di tempo.

(Interruzione del consigliere Gessa)

PRESIDENTE. Onorevole Gessa, sulle interpellanze non si apre un dibattito, l'interpellante illustra la sua interpellanza, la Giunta rende le sue dichiarazioni e poi l'interpellante ha ancora tre minuti per dichiararsi soddisfatto o insoddisfatto.

Ha facoltà di rispondere l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Presidente, onorevoli consiglieri, mi stupisce che, in un'Assemblea in cui sono presenti dei medici, si facciano delle affermazioni così gravi rispetto ad una questione tecnica sulla quale non mi permetto di intervenire se non riportando quanto è stato detto, non soltanto dalla Commissione, ma soprattutto da altri autorevoli esperti di questioni farmacologiche. Rispondo a quello che è stato scritto nell'interpellanza.

L'interpellanza chiede se si viola la libertà di scelta da parte del medico. Ora, io ricordo che esiste normativa nazionale e normativa regionale, che abbiamo in quest'Aula appena approvato, avete, chiedo scusa, appena approvato alla fine di luglio, che dice che sono garantiti tutti gli interventi terapeutici che sono essenziali per rispondere ai reali bisogni di salute della popolazione e che, a parità di efficacia, devono essere garantiti quelli più economici.

Allora, qui si tratta effettivamente di un caso del genere: abbiamo una serie di farmaci rispetto ai quali i prezzi di mercato sono molto differenziati, vanno mediamente da una a tre volte, e rispetto ai quali c'è una letteratura scientifica a cui fanno riferimento, in parte, altre Regioni italiane e sulla quale sta valutando l'AIFA, l'Agenzia italiana per il farmaco, per fare un provvedimento nazionale (che noi non possiamo fare in quanto di competenza nazionale) che dice che questi sono praticamente equivalenti. Allora, in una realtà in cui abbiamo bisogno di garantire ai cittadini una risposta per i problemi di salute che hanno ma abbiamo anche bisogno di fare in modo che ogni euro del contribuente sia speso al meglio, se si tratta di farmaci che hanno equivalenza dal punto di vista terapeutico, in attesa del provvedimento nazionale (che è l'unico che può fare eventualmente un intervento come "prezzo di riferimento" che chiede chi ha sottoscritto l'interpellanza), credo che sia nostro dovere - non possiamo far altro che quanto è previsto comunque - chiedere a coloro che possono prescrivere questi farmaci di prestare attenzione al fatto che la letteratura scientifica dice che i farmaci sono equivalenti e che quindi, ovunque è possibile e abbiamo detto nelle somministrazioni orali, si faccia riferimento alla molecola, al farmaco che costa di meno.

Mi sembra che questo non sia lesivo della libertà di scelta del cittadino di poter essere curato, quando ne ha bisogno, con i trattamenti più efficaci, perché si tratta semplicemente di usare il trattamento efficace ma che costa di meno. Così come non è sicuramente una corsia preferenziale per alcuni produttori, perché il farmaco che noi abbiamo indicato è prodotto da più industrie. Sappiamo bene, lo possiamo dire anche a voce alta in quest'Aula, che le ditte che producono solo gli altri farmaci si stanno muovendo facendo pressioni forti sui medici, su coloro che prescrivono i farmaci, in questa Regione come in altre Regioni, ma noi riteniamo che a queste pressioni nessuno di noi debba cedere perché o riescono a dimostrarci che il farmaco che producono, a tre volte il prezzo di altri, è effettivamente in grado e in quali condizioni di produrre un risultato clinico migliore, oppure ritengo che abbiamo il dovere di non cedere di fronte a queste pressioni.

Per quel che riguarda l'offesa alla categoria professionale, imputando ai medici il disavanzo della spesa e obbligandoli a usare comportamenti prescrittivi diversi, ricordo in quest'Aula che i medici di medicina generale, all'interno della Commissione, avevano, cinque o sei mesi fa, presentato alla Regione delle linee guida in cui dicevano che, per queste tipologie di pazienti, gli inibitori della pompa dovevano considerarsi equivalenti, quindi che potevano essere utilizzati senza alcuna differenziazione dal punto di vista terapeutico. I medici di medicina generale, allora, mi hanno detto che condividevano la delibera della Regione, salvo poi cambiare la loro posizione, evidentemente non su basi scientifiche ma su altre basi perché basi scientifiche non ce ne hanno portate.

Faccio presente che abbiamo raccolto documentazione scientifica adeguata, valutata attentamente, perché non tutta la documentazione scientifica è indipendente, credo che chi è medico sappia che c'è un'ampia letteratura che dimostra che anche la documentazione scientifica qualche volta è manipolata da chi ha interessi economici, riteniamo di aver fatto la selezione più adeguata, se qualcuno ha elementi scientifici da portare e da chiederci di prendere in considerazione, ovviamente siamo aperti ad integrare le nostre valutazioni con quelle di altri.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Licandro per dichiarare se è soddisfatto. Le ricordo che la sua replica non può superare i tre minuti.

LICANDRO (F.I.). L'Assessore assolutamente non ha dato nessuna delle risposte che io mi attendevo. Intanto devo dire che, per quanto riguarda la documentazione manipolata, mi sono limitato alla ricerca di quella documentazione scientifica citata in bibliografia dalla Commissione per il prontuario farmaceutico regionale, non sono altri lavori presentati da noi. Ora, in questo allegato 2 della Commissione, tra l'altro, ammette, citando quanti sono e quali sono, gli inibitori di pompa, non farò l'elenco, che queste molecole hanno una differente farmacocinetica, cioè hanno una diversa forza di legame con la pompa protonica, diverse modalità di attivazione, diversa velocità di eliminazione. Ora il Lansoprazolo perché costa di meno? Costa di meno perché è stato uno dei primi farmaci, perché è scaduto il brevetto, e quindi è entrato in commercio il farmaco generico equivalente, il che praticamente ha permesso un abbattimento dei costi. Questo significa però che ci sono farmaci, che sono venuti successivamente, che hanno delle caratteristiche farmacocinetiche sicuramente migliori. Io non sto dicendo che il Lansoprazolo non funziona, io da medico lo adopero da anni, sto dicendo semplicemente che non sono uguali e che non possono essere usati per tutte le patologie, per la esofagite erosiva mi sembra che i lavori di tutto il mondo dimostrano che il farmaco di scienza non è il Lansoprazolo ma è l'Esomeprazolo.

Quanto alle sue affermazioni riguardo al fatto che probabilmente, o forse certamente, ci sono pressioni delle case farmaceutiche, Assessore, è un'affermazione di un'estrema gravità, anche perché, nella sua delibera, lei non dice di usare il Lansoprazolo soltanto, lei minaccia, lei dice di rafforzare presso le aziende sanitarie il controllo dell'appropriatezza prescrittiva, perché i medici, soprattutto i medici di base, sono i veri responsabili dello sfascio della spesa farmaceutica. Questo è quello che lei pensa. Dice, tra l'altro, oltre che controllare, di mettere in atto tutti quei principi che eventualmente possano portare, ove necessario, alle procedure di addebito.

Io dico una cosa, Assessore, io sono stato contattato da tantissimi colleghi, che sono spaventati, e un medico spaventato non lavora bene, non prescrive secondo quello che la conoscenza gli detta. Assessore, lei ha ottenuto questo grande risultato. I medici in questo momento non sono più liberi di prescrivere i farmaci che decidono di prescrivere. Ora, lo stesso dottor Goldstein ha detto "se il principio è quello di curare, dobbiamo usare questo farmaco", io ho aggiunto che, se invece lo scopo è un altro, dobbiamo cedere a quelle che io considero tuttora delle ingerenze nell'attività professionale secondo coscienza dei medici di famiglia, dei medici prescrittori e della categoria dei medici in generale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Chiedo, anche a nome del collega Capelli, la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. E' stata richiesta la verifica del numero legale, prego i colleghi di prendere posto.

Prima verifica del numero legale

PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.

(Segue la verifica)

Prendo atto che il consigliere Liori è presente.

Risultato della verifica

PRESIDENTE. Dichiaro che sono presenti 51 consiglieri.

(Risultano presenti i consiglieri: ATZERI - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CHERCHI Oscar - CHERCHI Silvio - COCCO - CONTU - CORDA - CUCCA - DEDONI - DIANA - FADDA - FARIGU - FLORIS Mario - FRAU - GALLUS - GESSA - LADU - LANZI - LICANDRO - LICHERI - LIORI - LOMBARDO - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MORO - MURGIONI - PACIFICO - PETRINI - PISU - PITTALIS - PORCU - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - SANCIU - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SPISSU - URAS - VARGIU.)

Constato la presenza del numero legale, per cui proseguiamo i lavori.

Sulla programmazione bimestrale dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Presidente, voglio intervenire un attimo sull'ordine dei lavori per farle una richiesta. Lei ha giustamente dato conto all'Aula della programmazione dei lavori da qui al prossimo mese di novembre, chiederei che si possa avere anche contezza dei lavori del precedente bimestre e comprendere, dei disegni di legge, proposte di legge e quant'altro, posti all'attenzione della Commissione, quali nel precedente bimestre hanno avuto esito positivo o sono stati esaminati e, se alcuni di quelli previsti nella precedente programmazione bimestrale non hanno visto la luce, capire il perché. Perciò un'informativa sul precedente stato dei lavori relativamente alla programmazione bimestrale passata. Anche in un altro momento.

PRESIDENTE. Questo lo possiamo fare anche per differenza, magari non lo facciamo in Aula, onorevole Capelli, se lei è d'accordo, io le faccio avere in un altro momento, soprattutto i motivi, i motivi che sono quasi tutti riconducibili al tempo richiesto per l'esame dei provvedimenti esitati.

CAPELLI (U.D.C.). Perfetto.

PRESIDENTE. Le facciamo magari avere la precedente programmazione, così per differenza lei vede quali sono stati esitati, e poi quelli che, non essendo stati esitati, sono inclusi nella nuova programmazione.

Discussione della mozione Capelli - Oppi - La Spisa - Artizzu - Vargiu - Ladu - Amadu - Biancareddu - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Randazzo - Contu - Cassano - Dedoni - Diana - Gallus - Licandro - Liori - Lombardo - Moro - Murgioni - Petrini - Pili - Rassu - Pisano - Sanjust - Sanciu - Sanna Matteo sulla ventilata soppressione del servizio di vigilanza armata e riduzione delle postazioni di guardia medica, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (82)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 82.

(Si riporta di seguito il testo della mozione:

Mozione Capelli - Oppi - La Spisa - Artizzu - Vargiu - Ladu - Amadu - Biancareddu - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Randazzo - Contu - Cassano - Dedoni - Diana - Gallus - Licandro - Liori - Lombardo - Moro - Murgioni - Petrini - Pili - Rassu - Pisano - Sanjust - Sanciu - Sanna Matteo sulla ventilata soppressione del servizio di vigilanza armata e riduzione delle postazioni di guardia medica, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che in sede di discussione della legge regionale 3 dicembre 2004, n. 9, è stato proposto un emendamento per la sicurezza degli operatori delle guardie mediche;

RILEVATO che, a seguito dell'approvazione del suddetto emendamento, il comma 2 dell'articolo 3 della legge regionale n. 9 del 2004 prevede la spesa annua di 15 milioni di euro a partire dal 1° gennaio 2005 al fine di garantire il servizio di vigilanza presso le guardie mediche previsto dall'articolo 5 della legge regionale n. 13 del 2003;

RICORDATO che il Consiglio regionale ha approvato il provvedimento all'unanimità;

CONSIDERATO che questo intervento garantisce agli operatori delle guardie mediche di svolgere la propria attività lavorativa con maggiore sicurezza e serenità;

VISTA l'interrogazione consiliare all'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale presentata in data 14 luglio 2006 dai Consiglieri regionali Liori e Diana;

PRESO ATTO che, da più parti, viene denunciata la volontà dell'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale di non confermare la presenza delle guardie giurate presso le sedi di guardia medica;

CONSTATATO inoltre che parrebbe intenzione dell'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale ridurre il numero di postazioni di guardia medica su base regionale,

impegna il Presidente della Regione e l'Assessore regionale
dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale

- a dare piena applicazione a quanto previsto dal comma 2 dell'articolo 3 della legge regionale n. 9 del 2004;

- a porre in essere tutte le azioni utili a garantire la sicurezza presso le sedi di guardia medica;

- a garantire il prosieguo dell'attività di tutte le postazioni di guardia medica e turistica già presenti nel territorio regionale e a prevedere, dove necessario, il loro potenziamento. (82).)

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione. Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, Assessori, colleghi, non utilizzo impropriamente il tempo (non utilizzando appunto, su invito del Presidente, l'intervento sull'ordine dei lavori) per associarmi in qualche modo alla richiesta che il collega Cherchi ha fatto in apertura dei lavori, ponendogli anche una domanda: siccome non è un fatto nuovo, in tutti i ripetuti incontri di maggioranza che avete avuto con il Presidente, avete discusso anche di questo o soltanto della sostituzione degli Assessori? Voi avete la fortuna di poter dialogare, parlare col Presidente e con la Giunta, credo che avreste fatto meglio ad utilizzare quel tempo per manifestare il vostro disaccordo e disappunto sulla situazione da lei rappresentata.

Mi riallaccio, ora, alla mozione che abbiamo presentato e vorrei, ovviamente, introdurla con alcune osservazioni. Così come l'Assessore sottolinea la presenza di molti medici in quest'Aula, io vorrei altrettanto sottolineare il fatto che mi auguro che ci siano presenti anche diversi politici, nel senso che non mi addentro sull'argomento discusso in sede di interpellanza, ma, Assessore, io credo che sia l'interpretazione del ruolo che è molto carente. Non entro nel merito dei principi attivi, dell'uso dei principi attivi, di quanto le consente la legge da lei richiamata che noi abbiamo votato qualche mese fa in quest'Aula, nella quale si dice che si possono, e giustamente lei ha tutto il diritto, emanare delle delibere, delle direttive, dare delle indicazioni, proporre delle linee guida, ma non di fare degli editti, che sono altra cosa. Perciò le conclusioni, a cui lei è arrivata, avrebbero sicuramente avuto maggior sostegno o eventualmente anche una civile non condivisione se le avesse portate all'attenzione degli organi competenti, delle associazioni competenti dei medici di base, prima di "edittare" appunto con la delibera di Giunta richiamata.

Questo è solo un accenno e, riferendomi alla situazione contingente, vorrei richiamare anche i colleghi dell'Aula sul fatto che questa è una mozione presentata ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento, datata 18 luglio 2006. Quei commi del Regolamento dicono che entro 10 giorni vanno discusse le mozioni. Non gliene faccio una responsabilità, ovviamente a lei, ma richiamo l'Aula sul fatto che stiamo discutendo una mozione che, a norma di Regolamento, doveva essere discussa entro 28 luglio. Questa è una costante, è una costante del rapporto Consiglio-Esecutivo e della programmazione dei lavori stessi.

Questo lo dico perché non vorrei inquadrare questa mozione nel periodo di accanimento politico e sociale che c'è verso la gestione della sanità in Sardegna, che praticamente sta cercando di tirare le somme di due anni e mezzo di programmi enunciati, ma purtroppo non portati avanti, con responsabilità di molti ma in primis la riguardano direttamente. Io credo che anche in questo caso, come la ventilata ipotesi della chiusura di guardie mediche e del servizio di vigilanza presso le stesse guardie mediche più in generale, ci sia un elemento che ci può dare la misura dell'impostazione della gestione sanitaria in questa Regione.

Qualcuno l'accusa, Assessore, della gestione ragionieristica della sanità, io credo di poter condividere questa affermazione e vorrei anche serenamente spiegare perché. Al suo arrivo lei ha messo al centro della sua azione, giustamente, il paziente, l'utente dei servizi sanitari; pian pianino ci si è staccati sempre di più dalla centralità dell'utente e del paziente, ma è anche vero che non si fanno le nozze con i fichi secchi, per cui bisogna in qualche modo ritrovare i giusti equilibri di bilancio che possano consentire, nonostante i tagli, la prestazione del servizio sanitario. Bene, se questo è, mi chiedo se, dopo che chiudiamo le guardie mediche, togliamo il servizio di sicurezza armata non solo nelle guardie mediche ma anche nei punti di pronto soccorso già previsti, per esempio, nei distretti ospedalieri. Avremmo dovuto avere sicuramente gli effetti, in due anni e mezzo, appunto, del risparmio annunciato e ci ritroviamo invece con un bilancio del 2005 che ci porta a 630 miliardi di lire di debito, di disavanzo.

Le ricordo, Assessore, che lei, in corso di discussione dell'ultima mozione, ha detto che gran parte era addebitabile anche ai rinnovi contrattuali che pesano su questi 630 miliardi per 85 miliardi - lo sto trasferendo direttamente in lire perché sia più chiaro a tutti - con un aumento della spesa farmaceutica che, nel primo semestre del 2006, come da lei enunciato, è aumentato del 7 per cento. Ricordo, a tal proposito, una nota e un articolo de Il Sole 24 Ore dell'8 agosto 2006 nel quale, annunciando un buco di 5 miliardi di euro per la sanità, elenca per l'annualità 2003-2004 le Regioni virtuose, tra queste Regioni, Toscana, Veneto, Lombardia, c'è la Sardegna, nonostante la Sardegna si portasse dietro e si porta ancora dietro (non so perché, spero che ci sia una risposta esaustiva) il credito del 2001 che tutti sappiamo come si è formato e del perché allora il Ministro Tremonti non concesse il credito vantato per l'annualità 2001. Aggiungo che, nel 2005, ci sono stati anche maggiori trasferimenti.

Allora, tutti siamo chiamati a fare dei sacrifici. Il "tutti" va poi esaminato, perché generalmente chi paga per questi sacrifici sono le classi più deboli e voi state portando avanti una politica che non si differenzia per niente dalle politiche del passato al quale molto spesso voi fate riferimento. Perciò tutti dobbiamo fare sacrifici, ma soprattutto le classi deboli voi chiamate a pagare per questi sacrifici (le ricordo per ultimo le indicazioni date dalla ASL numero 3 per quanto riguarda gli ausiliari, richiamando l'azienda appaltante a non riconoscere più le indennità di turno agli ausiliari, anche lì c'è un capitolo che potremmo aprire) riducendo la spesa farmaceutica per quelli che hanno in busta paga 1000 euro al mese, sicuramente non chiamando a pagare quelli che hanno in busta paga dai 100 ai 150 mila euro l'anno.

Allora in questo sistema, evidentemente, c'è qualcosa che non funziona, perché abbiamo di fatto un aumento della spesa, abbiamo una riduzione dei servizi, un ridimensionamento dei servizi discutibile per certi versi. Qual è la vera impostazione della sanità? Un dato di fatto è che sicuramente qualcuno sta pagando; condivido, come lei ha detto poc'anzi, che ogni euro del contribuente debba essere speso meglio e ogni euro debba avere una sua giustificazione, ma io credo che per molti euro lei non abbia giustificazione, soprattutto per quanto riguarda l'impostazione della spesa sanitaria. Mentre invece c'è giustificazione per i dirigenti e funzionari emarginati nel suo Assessorato e non solo, c'è molto da dire sul pesante spoil system che lei ha condotto nell'Assessorato e non solo nell'Assessorato, che credo abbia poco a che vedere con una corretta gestione sanitaria. Probabilmente la colpa di questi dirigenti e funzionari è solo quella di essere dirigenti e funzionari pensanti.

Perciò la caratteristica della gestione sanitaria di questi ultimi due anni e mezzo è ben evidente, così come vorrei evidenziare che lei ha più volte, anche nel corso della discussione dell'ultima mozione precedente a questa tenutasi nei giorni scorsi, richiamato il fatto che dobbiamo - in particolar modo si è riferita alla ASL numero 1 di Sassari - agire nella legalità. Ha riscontrato diversi incarichi dirigenziali dell'ASL di Sassari senza corretta procedura legale, queste sono sue dichiarazioni, e che dobbiamo tener fede ai vincoli della finanziaria nazionale; così come per le guardie mediche nell'interpellanza che hanno presentato i colleghi Liori e Diana in apertura, che tratta dello stesso argomento della mozione da noi presentata in data odierna, che dice appunto che, per le conseguenze della legislazione nazionale, è previsto nel breve periodo un netto ridimensionamento del servizio di guardia medica in Sardegna, che dovrebbe portare alla chiusura del 20 per cento dei punti di soccorso operativi nell'isola.

Fin qui io la seguo, sicuramente. Però, se dobbiamo verificare i vincoli della finanziaria, se dobbiamo essere, come dobbiamo essere sicuramente, in linea con le procedure di legalità e quindi seguire tutti i principi di legalità negli incarichi dirigenziali, le ricordo, Assessore, che ad oggi, a distanza di quasi due anni, lei non ha dato risposta sui casi che le sono stati segnalati attraverso interrogazioni, mozioni e interpellanze, sugli incarichi dirigenziali dati, per quanto riguarda alcuni dirigenti e direttori sanitari delle ASL della Sardegna, alcuni incarichi di direttore generale, alcuni incarichi di direttore amministrativo. Ad oggi non c'è stata, da parte sua, una risposta e i principi di legalità sicuramente in quegli incarichi, mi sento di dire e me ne assumo le responsabilità, sono stati calpestati; così come nell'ultima interpellanza, se mai verrà discussa in quest'Aula, dove si richiama uno dei casi, ma non l'unico, nel quale, nonostante i vincoli di finanziaria nazionale, lei ha consentito, caso specifico del Brotzu di Cagliari, l'assunzione a tempo determinato di un dirigente, avendo precedentemente segnalato allo stesso direttore generale che, visti i vincoli di finanziaria, queste procedure non potevano essere messe in atto. Io trovo che tutto questo sia molto contraddittorio rispetto al risparmio, a quell'euro che lei dice quando afferma che dobbiamo controllare ogni singolo euro che dobbiamo controllare e chiamando a pagare sempre quelli che, a fine mese, si trovano mille euro in busta paga.

Così come tutte le altre procedure devono essere corrette, alcuni ospedali vengono chiusi, dice lei, perché devono essere messi a norma, devono essere fatti dei lavori, devono essere razionalizzati, ridimensionati e quant'altro, perciò tutte le regole vanno osservate. Come lei sa ieri ho assistito al suo incontro in Provincia a Nuoro, ma non mi sono permesso di intervenire perché non volevo avere cadute di stile; alle tante, mi permetta, cose fantastiche che sono state dette in quella sede, qualcuno si è dimenticato, pur essendone a conoscenza, di farle una domanda; se tutte queste norme e regole, anzi non "se", le norme e le regole devono essere applicate e seguite, allora mi chiedo perché il San Francesco di Nuoro, a tutt'oggi, non abbia il nulla osta dei vigili del fuoco. Questo è solo un esempio quando si è parlato dei lavori che sono stati portati avanti e quant'altro, così come tante altre cose potrei chiedere sui comizi che ho sentito fare ieri in quel della Provincia di Nuoro, ma non mi addentro perché non è all'ordine del giorno della mozione.

Nella mozione stessa (richiamo ancora una volta anche l'interrogazione dei colleghi Diana e Liori), le si chiede conto del fatto che il Consiglio regionale ha, a suo tempo, approvato con un emendamento in finanziaria, il finanziamento per il triennio fino al 2007 dei posti di guardia medica attraverso la sicurezza armata. Come lei ricorderà, questo provvedimento fu dettato da un fatto grave, delittuoso, che avvenne presso una guardia medica nell'anno 2003, esattamente in quel di Solarussa. All'unanimità, il Consiglio regionale approvò l'emendamento e con legge del 3 dicembre 2004 numero 9 mise a disposizione del suo Assessorato una somma pari a 15 milioni di euro a partire dal 1º gennaio 2005.

Certo io mi auguro che nessuno degli atti che vengono scongiurati in questa mozione siano stati posti in essere, anche perché bisognerebbe dare conto di una mancata applicazione di una legge regionale, quella che poc'anzi le ho richiamato, la numero 9 del 2004. Ma io insisto sul fatto che vorremmo sapere anche quali sono le azioni per garantire la presenza delle guardie mediche in Sardegna che ricordo, ad oggi, sono 192 su 377 comuni che, per certi versi, possono sembrare poche, per altri possono sembrare tante; ma in un territorio che lei, in due anni e mezzo, avrà avuto modo di conoscere nel dettaglio, capirà che forse, i 192 presidi non sono sufficienti, anche viste le carenze che riscontriamo in aumento da parte dei Pronto soccorso dei presidi ospedalieri.

Chiediamo conto pertanto di queste affermazioni più volte comparse nella stampa, così come colgo l'occasione per chiedere conto anche di un'altra cosa che è sempre legata alla politica del risparmio, che è corretta, anche se io direi che è più corretto concentrare l'attenzione sulla politica dello spreco più che del risparmio, su quel fatto che il collega Gallus, in un'altra sua interrogazione, pone all'attenzione del Consiglio e dei sardi cioè il fatto che sull'informatizzazione si sia stabilita una spesa di 20 milioni di euro e che, visto il bando, sicuramente non sarà un tipo di operazione che possa essere perseguita… non so se era Gallus o Diana, scusatemi se sbaglio o se non ho richiamato qualche collega firmatario di quelle interrogazioni… 20 milioni di euro e le imprese sarde vengono sicuramente tagliate fuori da questo bando per tutti i vincoli posti nel bando stesso.

Ma ancor di più, ho memoria di un progetto di informatizzazione e omogeneizzazione del sistema informatico tra le ASL della Sardegna e la Regione sarda che, presentato per la misura 6.3, portava da una corretta gestione del sistema informatico prezioso per le informazioni di ritorno e per i controlli, che devono essere effettuati sulle ASL e non solo, fino alla tessera sanitaria fornita di microchip, una sorta di cartella clinica subito disponibile per tutti, del costo complessivo di circa 6 milioni di euro; nel giro di due anni, offrendo minori servizi, si è passati a 20 milioni di euro, gli euro dei contribuenti, quelli che voi richiamate, quell'euro singolo che va verificato e controllato.

Allora, Assessore, riepilogherei le mie osservazioni con una frase: io credo che il grande Piano sanitario già in atto, per risolvere tutti i problemi della Sardegna, sia quello di ridurre i sardi ad 1 milione di presenze, probabilmente perdendone 600 mila, risolvendo così il problema del risparmio sanitario, dell'industria e del lavoro soprattutto.

PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che il loro intervento deve essere contenuto entro dieci minuti.

E' iscritto a parlare il consigliere Licandro. Ne ha facoltà.

LICANDRO (F.I.). Signor Presidente, colleghi, per citare il mio collega Capelli nella sua conclusione potrei dire che, se gli abitanti della Sardegna dovessero essere meno di 100 mila, noi, essendo un'Isola con meno di 100 mila abitanti, certamente non perderemmo le quote comunitarie. Potrebbe essere una soluzione anche questa! Invece noi assistiamo a questi tagli, continuano ormai senza sosta i tagli dell'Assessore della sanità nell'ottica di una ristrutturazione del sistema.

In questo particolare momento poi non si salva proprio nessuno; eppure, chissà perché, io pensavo che almeno i medici di guardia medica potessero essere immuni da questa ansia da risparmio a tutti i costi che da un po' di tempo aleggia minacciosa in quest'Aula. Probabilmente, pensavo, perché si tratta di quei medici che svolgono il compito più ingrato e per certi versi anche, forse, il più pericoloso, curano pazienti che non sono loro pazienti, lavorano quando gli altri riposano e, come se non bastasse, spesso si trovano di fronte a gente della peggiore specie che solo di notte trova il coraggio di sfogare le proprie frustrazioni. Ecco quindi la minaccia, neanche oramai tanto velata, di chiusura di un insieme non meglio identificato di guardie mediche: "razionalizzazione", precisano gli addetti ai lavori. Proprio l'altro giorno, parlando con un collega di guardia medica, mi ha detto che a lui, quando sente la parola "razionalizzare", vengono i sudori freddi.

Ecco quindi il grido d'allarme dei medici della continuità assistenziale, anche se io, da ex medico di guardia medica, preferisco continuare a chiamarla così. E'un grido che non può non essere raccolto e condiviso da chi, al di là di quello che dovrebbe essere lo schieramento di appartenenza, avverte l'ingiustizia quando essa si manifesta. Invece, abbiate pazienza, ma io avverto una specie di indifferenza in quest'Aula quando si parla di problemi importanti che riguardano anche la salute dei cittadini. Fra l'altro, noi ancora non sappiamo con certezza quali e quante sedi verranno soppresse, come se ci trovassimo di fronte a un sudoku ragionieristico e non al rischio che perfino i servizi essenziali della socialità siano portati via ai comuni certamente più piccoli, che sono quelli che rischiano maggiormente.

E' chiara e quindi assolutamente condivisibile la preoccupazione degli operatori, operatori che sono coscienti che questi interventi intanto comprometterebbero certamente la qualità del servizio prima di tutto, ne ridurrebbero la presenza nel territorio dei singoli paesi e soprattutto, cosa ancora più grave, limiterebbero la accessibilità allo stesso alle fasce più deboli della popolazione. E quando penso alle fasce più deboli, ai comuni più piccoli, non posso fare a meno di pensare a una zona particolarmente disagiata, anche per tanti altri motivi, della provincia di Oristano, la Marmilla. Bene, i colleghi della guardia medica della Marmilla hanno il sospetto, ma di questi tempi e da queste parti ogni sospetto è già un forte indizio, che ci sia proprio la volontà di identificare questa zona come sede di sperimentazione di massicci accorpamenti e, per usare parole loro, bisogna con decisione dire che è impensabile rinunciare alla sicurezza di chi vi lavora, ma bisogna anche ribadire, oggi soprattutto, che la capillarità nel territorio è qualità di servizio e che le carenze storiche devono essere colmate riqualificando il loro lavoro, magari tramite corsi di aggiornamento, quegli stessi seri e simili fatti ad esempio per il 118, con la conseguente fornitura di mezzi che consenta e che permetta un miglioramento del lavoro, individuando questo come forma di risparmio economico del sistema nel suo complesso. Vede, più di una volta, in risposta anche alla mia interpellanza, lei mi ha detto che è assolutamente necessario risparmiare ed è importante risparmiare anche un singolo euro, ma gli stessi medici si chiedono: dove andrebbero a finire i soldi frutto di questo sacrificio? In realtà, cosa migliorerebbe?

E a proposito di sicurezza: la questione della vigilanza nelle guardie mediche è un altro tema che da un po' di tempo aleggia in quest'Aula, in questo Consiglio perché è un problema, badate, che esiste davvero anche se noi non lo percepiamo immediatamente, anzi sarebbe più corretto dire che non lo percepiscono alcuni tra di voi. Provate a pensare che cosa significa stare in un paesino, esercitare dopo tanti sacrifici la professione medica, la notte, in balia di qualcuno che ha come intenzione quella di far del male.

Provate ad immaginare (non mi piace, è la prima volta che lo faccio e non lo farò mai più) cosa provò quella notte maledetta la dottoressa della guardia medica di Solarussa quando fu trucidata da un folle dentro i locali della guardia medica. Forse soltanto così si potrebbe capire, potreste capire perché chiediamo, ancora una volta e con grande insistenza, che la sicurezza e la vigilanza siano sempre e comunque garantite nelle guardie mediche così come negli ospedali. Certo, questo ha un costo, ne siamo perfettamente consapevoli ma, proprio presi dall'ansia di risparmiare su tutto, tranne che sui consulenti e i managers importati, di risparmiare anche sul non risparmiabile, voi dite che non ci sono soldi per le guardie mediche. Voi, è cronaca di questi giorni, volete risparmiare anche sulle pulizie, perfino sulle pulizie vi trovate a fare i conti con quelle povere donne senza soldi che reclamano soltanto il diritto del lavoro.

Questo noi almeno lo abbiamo capito: siete per i tagli quando volete voi e per la spesa, anche indiscriminata, quando volete voi! Diteci allora qual è la vostra strategia per generare lavoro in Sardegna, noi ancora non lo abbiamo capito! Oppure diteci che non ne avete una, che è meglio! Tanto questo lo abbiamo capito da soli. Se poi dovesse capitare, io non lo auguro assolutamente a nessuno, nelle guardie mediche, un altro episodio di violenza, uno qualunque, non importa che sia grave, ma un fatto evitabile con la vigilanza, beh, è bene che i sardi sappiano fin da ora che la responsabilità è e sarà solamente tutta quanta vostra. Ve la prenderete tutta, noi non c'entriamo e vi avevamo pure avvisato. Anzi l'irresponsabilità è tutta vostra perché questo atteggiamento oscuro soltanto così può essere qualificato. Colleghi, la razionalizzazione e gli sprechi non possono e non devono passare come caancellazione dei diritti essenziali delle persone. PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gallus. Ne ha facoltà.

GALLUS (Fortza Paris). Signor Presidente, Assessore, colleghe, colleghi, le guardie mediche rivestono, all'interno del mondo della sanità, una realtà a se stante, quasi di frontiera vorrei dire, sicuramente di vicinanza ai cittadini che, per eventi patologici anche di grave entità e soprattutto durante le ore notturne, devono rivolgersi agli operatori medici che costituiscono un presidio in tanti piccoli centri della Sardegna il più delle volte privi di altri servizi sanitari essenziali. L'operatore sanitario della guardia medica costituisce per questi cittadini una prima risposta a quell'esigenza di tutela e salvaguardia della salute e, in questo senso, anche la sicurezza e la tranquillità psicologica di poter usufruire di un servizio in tempi rapidi. Purtroppo anche in questo settore la politica dei tagli indiscriminati, che ho richiamato nel precedente intervento sulla mozione numero 87, ha determinato una situazione di precarietà e insicurezza che si ripercuote perniciosamente sull'efficienza delle prestazioni sanitarie.

Un primo elemento di negatività è costituito dalle condizioni di scarsissima sicurezza dei medici e degli stessi pazienti che si trovano, come è facile immaginare, alla mercé delle intemperanze di persone che, sotto gli effetti di sostanze stupefacenti o di alcolici, agiscono in maniera oltraggiosa, aggressiva e talvolta purtroppo anche criminosa. In noi tutti è ancora vivo il ricordo della compianta collega Roberta Zedda, barbaramente trucidata dopo ore di sevizie mentre prestava servizio presso la guardia medica di Solarussa. Un sacrificio che rimarrà indelebile e che deve servire come monito per chi, come noi, ha la responsabilità politica e decisionale per non abbandonare al proprio destino i tanti giovani sanitari che si trovano ad operare nelle guardie mediche. Una situazione che toglie dignità sia alla struttura che al personale medico che si trova ad operare in una situazione di oggettiva difficoltà a scapito dell'efficienza e della serenità che ciascun lavoratore deve avere nel proprio posto di lavoro. Si tratta per lo più di medici alle prime esperienze nel mondo del lavoro della sanità che in questo modo vengono gettati allo sbaraglio, impreparati ad affrontare una situazione di grave emergenza non solo eventualmente di carattere medico, ma anche per la sicurezza e la incolumità pubblica.

D'altronde la mia esperienza personale, che mi ha visto muovere i primi passi nel mondo sanitario proprio prestando la mia opera in una guardia medica, mi consente di effettuare una serena analisi potendo affermare che, da quei tempi ad oggi, non si sono registrati quei miglioramenti da tutti auspicati. Ricordo quegli anni di impegno con ore vissute talvolta con la trepidazione di chi, essendo alle prime esperienze, viene lanciato in un mondo del tutto nuovo, un universo tutto da scoprire e da capire senza avere i mezzi adeguati per affrontarlo. E se è vero che si cresce affrontando le difficoltà, il sistema sanitario però non può permettersi di giocare sulla pelle dei pazienti e del personale medico, mettendo a rischio la salute dei primi e la professionalità e la preparazione dei secondi oltre che la loro sicurezza.

Quello che fa specie è che le risorse per assicurare un servizio di vigilanza armata che fungesse da deterrente per tutti i fenomeni criminosi legati agli innumerevoli episodi di aggressione dei sanitari delle guardie mediche esistevano e potevano già costituire una prima importante risposta. Di fronte a questo quadro, non certo esaltante, se quanto richiamato nella mozione dovesse rispondere al vero, e cioè la presunta volontà dell'Assessorato regionale di ridurre il numero delle prestazioni delle guardie mediche e la vigilanza alle stesse, risulta chiaro che la sanità non è vista come un servizio di primaria importanza, insostituibile, ma come una prestazione di carattere aziendalistica, laddove il superfluo viene eliminato per far quadrare il bilancio interno dell'azienda.

Una visione che non può e non deve appartenere ad una società evoluta che, nell'efficienza, nella puntualità e nella certezza della tutela della salute dei cittadini, ripone i cardini del proprio sviluppo sociale e culturale. Dopo tante e vane promesse e aspettative, i locali delle guardie mediche rimangono per lo più evanescenti e fatiscenti, oltre che poveri di mezzi, e il livello e i tempi dell'accoglienza non sono migliorati a causa dell'esiguità del personale. Eppure, spesso ci sentiamo dire e diciamo che la democrazia ha i suoi costi e che questi costi devono essere affrontati dalle società più evolute, ma cosa c'è di più democratico ed evoluto di un servizio sanitario puntuale, efficiente, solidale e alla portata dei cittadini, soprattutto quelli più bisognosi?

In conclusione, i richiami contenuti nella mozione che abbiamo trattato non possono non essere oggetto delle nostre attenzioni perché le disfunzioni e gli incresciosi episodi richiamati non abbiano più a ripetersi. Io credo che, su questa specifica materia che più di altre tocca la sensibilità dei cittadini, noi dobbiamo rapportarci in modo costruttivo e consci di dover agire nell'esclusivo e primario interesse dei cittadini che, per fortuna, ancor oggi guardano a noi con la speranza di avere una sanità più vicina e solidale con i pazienti che soffrono e i loro familiari, speranza che non può andare delusa.

Concludo, non prima però di lamentare come, anche nella Commissione sanità del Consiglio regionale, questa situazione di stallo, di confusione e latente malcontento stia generando una situazione di ingovernabilità, i lavori risultano frammentati con diverse sedute che saltano per mancanza di numero legale, sintomo di una maggioranza allo sbando e che sbanda e, se non fosse per il ruolo di grande responsabilità e fattiva collaborazione che svolgono i commissari dell'opposizione, non si terrebbero quasi mai sedute. Però è chiaro che non siamo più disposti a fare da stampella ad una maggioranza e ad un Assessore che non paiono propensi al dialogo e al confronto e poi, ancora più grave - e torno su un argomento che ho citato anche martedì scorso durante la discussione sulla mozione numero 87 - è che, quando il confronto c'è e si prendono decisioni condivise e comuni, queste vengano completamente disattese facendo mancare la fiducia reciproca.

Le richieste che fanno i Commissari dell'opposizione sono state chiarite più volte in questi giorni, io non sto qui ancora a ripeterle, però, colleghi, è chiaro, cos'è che noi chiediamo? Noi chiediamo rispetto, educazione, anche da parte, ad esempio, di un istranzu come il dottor Gumirato che (oggi non voglio assolutamente parlare del suo operato come direttore generale) si permette di insultarci gratuitamente durante l'espletamento delle nostre funzioni. Questo signore dovrebbe avere un po' di coraggio, chiedere scusa e fare un bel bagno di umiltà.

Mi dispiace che oggi non sia presente il Presidente, perché anche a lui avrei voluto chiedere se ha finito le indagini sulla veridicità di quanto detto dal dottor Gumirato, in modo da poter fare poi quella censura che ha dichiarato che avrebbe fatto di conseguenza. Avrei anche voluto dirgli che deve mantenere la parola anche lui. Presidente Soru, deve mantenere l'impegno che ha preso in questa Aula, perché se così non fosse, noi non parteciperemo ai lavori della Commissione sino a quando non si stabilirà un rapporto imperniato sui canali della correttezza, del confronto democratico nel rispetto delle parti e del dialogo costruttivo e, cosa fondamentale e imprescindibile, nel mantenere fede alla parola data.

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, onorevole Presidente del Consiglio, Assessori, colleghe e colleghi, quando il Consiglio regionale ha approvato la finanziaria 2004, ha introdotto la norma relativa alla vigilanza per le guardie mediche, quindi, il mio convinto sostegno allora, come socialista de La Rosa nel Pugno, è stato determinato proprio dalla consapevolezza che solo in quel modo le guardie mediche, operanti in condizioni precarie e di non sicurezza, avrebbero potuto svolgere il loro importante compito con serenità. L'altro aspetto, non secondario, che mi aveva indotta, appunto, a sostenere con estrema decisione il provvedimento, era proprio il fatto che avremmo creato e difeso dei posti di lavoro, peraltro in uno scenario socioeconomico che tutti riconosciamo essere sempre più difficile. Questa premessa, per un intervento breve, è tesa a sottolineare alcuni aspetti che ho l'impressione, qualche volta in questi ultimi tempi, non vengano tenuti nella giusta considerazione. Mi riferisco all'esigenza di non mettere, tra parentesi, e di non cancellare con ragioni discutibili se non pretestuose, diritti irrinunciabili, la difesa dei posti di lavoro e la sicurezza in cui si svolge l'attività. Esercitare il ruolo di guardia medica non è gradevole per il livello di responsabilità che si assume e per la bassa retribuzione rapportata agli studi effettuati e al delicato servizio reso ai cittadini. Diventa, però, decisamente insostenibile se si vive con l'ansia di poter subire un'aggressione e se si indossa il camice da donna con l'angoscia di poter subire una violenza sessuale e, purtroppo, com'è avvenuto, di perdere anche la vita.

Essere donna oggi, permettetemi di fare con voi questa digressione, sta diventando sempre più difficile sotto qualunque aspetto, innanzitutto, dal punto di vista del rispetto. Nel mondo dei privilegi c'è un tratto dominante che veramente fa impressione, mentre in apparenza la società sembra voler valorizzare la donna, di fatto si tende sempre più ad emarginarla e a rendere ancora più debole e insignificante il suo ruolo. Non basta che i tre quarti degli abusi sessuali avvengano dentro le pareti domestiche e che i maltrattamenti si verifichino sistematicamente in famiglia. Gli attacchi allo status della donna avvengono anche sul fronte pubblico, a cominciare dal lavoro. Le donne studiano più degli uomini, gli ultimi dati degli iscritti all'Università di Cagliari, se fosse necessario, lo confermano. Si laureano prima dei colleghi, con voti notevolmente superiori, frequentano con maggior profitto e successo dei loro coetanei i masters, quando però si tratta di lavoro e di carriere queste virtù vengono cancellate. Se si devono assegnare incarichi di prestigio le donne non esistono, se si deve tagliare sono le prime a subirne le conseguenze. La scarsa presenza femminile nelle istituzioni, più volte e da più parti denunciata e, quindi, l'impossibilità di incidere con modelli alternativi a interventi normativi adeguati, rende ancora più vulnerabile lo status sociale della donna.

Tornando al tema, la violenza - ma attenzione, è violenza anche perdere il posto di lavoro, è vedere compromessa la busta paga, sono violenze sociali che non si possono sopportare - dicevo, la violenza richiede una decisa inversione degli atteggiamenti da parte di tutti, ma conseguire questo obiettivo in ogni settore della vita privata e pubblica richiede un forte impegno convinto e costante, quindi è importante che ogni aspetto della vita sociale sia interpretato in modo corretto.

Per quanto riguarda il lavoro, per esempio, è chiaro che occorre presentare un quadro nitido e inequivocabile che guardi agli uomini e alle donne. Quando "Sardegna Insieme" si è presentata ai cittadini al "Nuraghe Losa", in una grande manifestazione popolare, aveva lanciato una sfida applaudita, sentita profondamente nell'emotività collettiva corale. Abbiamo detto "nessun posto di lavoro esistente sarà cancellato", per me quello era un impegno da applicare in ogni settore, dalle guardie mediche ai vigilanti, dalla chimica all'agroindustria, dal settore metallurgico a quello delle pulizie, dalla cartiera alla Palmera, dal Parco geominerario alla Carbosulcis, da Porto Torres a Macomer, da Villacidro a Ottana. Esprimo quindi un particolare apprezzamento, perché la sesta Commissione presieduta dall'onorevole Giagu intende dedicare una sessione di lavoro esclusivamente rivolta al tema dell'emergenza industria e lavoro, e spero che altrettanto faccia il Consiglio regionale. Oggi però ci troviamo davanti a un bando comunitario che rischia di mandare a casa 680 persone che hanno un salario di 500 euro al mese con 5 ore lavorative giornaliere. Stiamo parlando di persone, guarda caso, prevalentemente donne che hanno a carico figli, molti adulti disoccupati, e bambini nati talvolta da un matrimonio o da una relazione ormai finita.

Il lavoro di queste persone, e di tutte quelle che si trovano in queste condizioni, viene prima di qualsiasi alchimia politica, di qualunque ragionamento di ingegneria istituzionale, di qualunque alibi. Anche il nobile e condivisibile principio di risparmiare i denari pubblici, e permettere così ai cittadini di pagare meno tasse, si infrange dinanzi al caso di persone, donne e uomini, che vivono con salari decisamente al di sotto della soglia di povertà e che in questi giorni, come non avveniva da diversi lustri, sono state costrette a tornare in piazza, interrompere il traffico, occupare il palazzo della Regione e perfino accamparsi e dormire all'addiaccio. E' ancora più amaro considerare che, in Sardegna, questi salari ottenuti con lavori umili ma dignitosi possano essere ridotti, e i posti di lavoro messi in dubbio. Meglio fermarsi, congelare un bando per quanto importante possa essere, sospendere ciò che si è fatto finora e riprendere le fila del discorso.

Per tornare alle guardie mediche anche qui, donne ma anche uomini, che peraltro nell'immaginario collettivo, è stato anche detto prima, sono considerati medici di frontiera e di serie B, non credo che l'Assessore della sanità abbia mai pensato di ridurre il servizio di vigilanza non garantendo la sicurezza. Non ho dubbi che la situazione sarà chiarita dall'assessore Dirindin nella replica, anche perché è meglio essere corretti e attenti e non lanciare lepri anche quando non è necessario.

PRESIDENTE. Io invito sommessamente i colleghi a stare nel tema per il quale siamo convocati, altrimenti ognuno può parlare naturalmente degli innumerevoli problemi della nostra Isola.

E' iscritto a parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, mentre interveniva la collega Caligaris, riflettevo. La logica conseguenza dopo il suo intervento, collega Caligaris, dovrebbe essere quella di chiedere le dimissioni della Giunta, perché lei ha citato il programma di "Stare insieme" o "Insieme per la Sardegna", non mi ricordo più come lo definite, e siccome neanche un passo di quel programma è stato rispettato, non le resta, nel suo prossimo intervento che chiedere le dimissioni dell'intera Giunta.

Io invece chiederò all'assessore Dirindin di dimettersi, di liberare finalmente la Sardegna dal suo modus operandi, io non so come consideri la sanità in Sardegna l'assessore Dirindin, ha iniziato in quest'Aula, anzi ha iniziato la sua attività da Assessore della sanità della Regione sarda annullando delibere della precedente Giunta che istituivano nuovi servizi, aveva preso impegno di esaminarle, di vederle, in modo da mandare avanti quelle che, secondo lei, erano necessarie. Quindi ha iniziato l'assessore Dirindin, seguendo il consiglio del presidente Soru, con i tagli. Tagli in un settore, quello sanitario in Sardegna, che è sicuramente diverso dal resto delle altre Regioni, Assessore. Lei non può dire che risparmia nella sanità in Sardegna come potrebbe dirlo per il Piemonte o per il Veneto, Regioni a lei molto vicine, Regioni delle quali lei si serve parecchio per le consulenze, per i consulti, per i suggerimenti e quant'altro.

Vede, lei è poco rispettosa di questo Consiglio perché solo il minacciare l'abolizione del servizio di vigilanza nelle guardie mediche deve essere letto, Assessore, come mancanza di rispetto verso questo Consiglio regionale. Le vorrei ricordare, ed è questo l'oggetto della mozione, che quell'emendamento, che stabiliva 15 milioni di euro all'anno a partire dal primo gennaio 2005 per quel servizio, è stato approvato dall'intero Consiglio regionale all'unanimità, quindi non è consentito a nessuno, né al presidente Soru né a lei, di pensare di poter eliminare un servizio di così grande importanza per gli operatori. Io la invito a non fare solo il giro degli ospedali, Assessore, vada anche nei posti di guardia medica, nei piccoli centri, qualcuno dei quali è stato indicato dal collega Licandro, io la invito ad andare nei paesi del Sarrabus, nei paesi del Sarcidano, nei paesi della Trexenta, la invito a verificare prima i locali per vedere se sono idonei per il servizio di guardia medica e poi si renderà conto di come operano questi medici in quei locali e quali rischi corrono quotidianamente in queste zone.

Per cui, ecco, non pensi minimamente, Assessore, di poter revocare una delibera approvata all'unanimità dal Consiglio regionale, sì, revocare perché lei nelle sue intenzioni propone questo. C'è una strada percorribile, mi rivolgo a voi del centrosinistra, abbiate il coraggio, nella predisposizione della prossima legge finanziaria, di eliminare il finanziamento di questo servizio. Avete la possibilità a giorni, fra qualche mese, entro l'anno, se corrispondesse al vero che riuscite a portare la finanziaria entro la fine dell'anno, avete la possibilità di eliminare quel finanziamento, fatelo sapere voi, agli operatori, che avete questo intendimento, e poi loro valuteranno sicuramente se il Governo del centrosinistra, quello che oggi sta governando la Sardegna, è a favore dei lavoratori, a favore dei deboli, a favore di coloro che hanno bisogno invece di maggiore attenzione!

PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE LOMBARDO

(Segue CAPPAI .) Vada lei, Assessore, in quei territori a rendersi conto di quello che è il servizio in queste aree! Ne approfitto, Assessore, perché - come ha detto il mio Capogruppo Capelli - probabilmente non ci sarà più occasione per parlarne. Noi abbiamo presentato una mozione, in questi giorni, o un'interpellanza -adesso non mi ricordo - sull'ultimo avvenimento del "Brotzu", sull'assunzione a tempo indeterminato di un dirigente amministrativo. Vorrei leggere la lettera che lei ha mandato nel mese di luglio 2006, Assessore, sempre per risparmiare, forse solo nelle sue intenzioni. Lei ha mandato questa lettera a tutti i direttori generali, ne leggo un passo, Assessore. Assunzioni a tempo indeterminato: "La legge finanziaria 2005, articolo 1, comma 98, ha stabilito che gli enti del Servizio sanitario nazionale devono limitare la copertura del turnover in modo da garantire economie di spesa non inferiore ai 579 milioni di euro nell'esercizio 2006, secondo criteri da definirsi con apposito decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, che non è stato ancora adottato ma che si ritiene sia di imminente emanazione. Pertanto ciascuna Azienda avrà cura di astenersi dal procedere a qualsiasi assunzione a tempo indeterminato". Qualsiasi Azienda, compreso il "Brotzu", Assessore! Potrebbe essere tranquillamente accettata la mobilità interregionale, Assessore, perché non sarebbe un costo per il Servizio sanitario nazionale. Quindi, questo decreto non c'è ancora stato. Lei però chiude la lettera, Assessore: " Si coglie l'occasione infine per invitare le Aziende ad effettuare un'accurata ricognizione in ordine al pieno utilizzo del personale dipendente, rivisitando in particolare tutte le situazioni di parziale o diverso impiego di figure professionali…" eccetera eccetera eccetera.

Assessore, la invito a chiedere la revoca di quella delibera del "Brotzu" e a verificare quello che lei ha detto qui: un corretto utilizzo del personale e se tutte le figure professionali svolgono a tempo pieno il proprio ruolo. La invito a farlo! Vede, Assessore, tutti i funzionari, tutti gli alti dirigenti, tutti i direttori generali che hanno governato la sanità in Sardegna negli ultimi anni sono stati dichiarati da voi tutti incapaci, tutti limitati nella loro intelligenza, tutti limitati nella loro preparazione, tutti limitati nella propria cultura sanitaria. Oggi, stranamente, si pesca da concorsi del 2001, scaduti! Graduatorie scadute, Assessore, per inventare nuovi dirigenti che non servono! Le abbiamo già le professionalità, non c'è bisogno di inventarne altre! Lei, che vuole risparmiare, eviti che si compiano questi atti nelle Aziende sanitarie. Non vada a controllare negli scantinati se ci sono medicinali scaduti o se ci sono letti ancora da poter usare, come ha fatto con il presidente Soru l'anno scorso quando è andata a Is Mirrionis. Verifichi invece queste altre opportunità e si renderà conto che si può risparmiare in altro modo.

La invito infine a dichiarare in quest'Aula, Assessore, che le consulenze da lei stanno diminuendo. La invito a dichiarare che i consulenti del suo Assessorato…

PRESIDENTE. Onorevole Cappai, il tempo a sua disposizione è terminato.

E' iscritto a parlare il consigliere Moro. Ne ha facoltà.

MORO (A.N.). Signor Presidente, Assessori e colleghi, questa mozione che è all'esame dell'Aula si inserisce in una fase di grande difficoltà della sanità sarda, che ormai a tutti i livelli contesta apertamente, con inoppugnabili argomenti di merito e di metodo, l'impostazione e la gestione che la sinistra dei super managers di importazione ha voluto dare del diritto alla salute.

Il Governo regionale e l'Assessore dovrebbero ammettere, con un minimo di onestà intellettuale, che il soccorso "rosso" organizzato per salvare la sanità sarda da chissà quale baratro non ha funzionato. Non ha prodotto, in circa due anni e mezzo, alcun risultato apprezzabile per i cittadini. Ha provocato, invece, la rivolta composta ma ferma di tutti gli operatori del settore e non per ragioni economiche o di rinnovi contrattuali, lo vogliamo sottolineare con forza. Non è una questione di soldi, insomma, né per i primari del "Brotzu" né per i medici di famiglia né per il primario dell'Ospedale Civile di Ozieri, che ha clamorosamente lasciato il suo incarico, né per gli amministratori locali impegnati nella difesa dei tanti, cosiddetti, piccoli ospedali che la Regione sta lasciando spegnere, come candele, in attesa di poterli cancellare dalla mappa sanitaria della nostra Isola, con danni incalcolabili per molte realtà locali ed un gravissimo pregiudizio, come abbiamo sottolineato poc'anzi, per il diritto alla salute dei cittadini.

Non è solo una questione di soldi, almeno per il momento ed almeno in Sardegna, ma ben presto ci sarà anche questa emergenza, anche perché proprio in questi giorni il Governo nazionale ha raggiunto con le Regioni un primo accordo sulla spesa sanitaria, che sarà inserito nella prossima legge finanziaria. Un accordo che i sindacati già contestano in modo unitario perché non è stato risolto il problema della reintroduzione dei tickets. Le cifre dell'accordo triennale, inoltre, dimostrano in modo inequivocabile che la spesa sanitaria del Governo Prodi è stata aumentata in modo sensibilmente inferiore rispetto a quella del Governo Berlusconi: 97 miliardi nel 2007, di cui uno per sostenere il risanamento delle Regioni in ritardo sugli obiettivi di spesa programmati; contro i 91,2 miliardi del 2006. In percentuale la crescita è molto bassa. Eppure il centrodestra è stato accusato per anni dalla sinistra di fare "macelleria sociale" a danno delle categorie meno abbienti. Inoltre, dietro e dentro l'accordo, c'è un bel taglio rispetto all'attestato del 2006: circa 3 miliardi di euro, pari al 10 per cento dell'intera manovra del 2007. Ma si sa, quando i tagli li fa la sinistra è tutto uno sfoggio di virtù, anche se alla fine il bilancio dovrà quadrare in sede regionale e locale con il ticket, l'aumento delle addizionali Irpef e Irap.

Resta sullo sfondo, comunque, un problema di visione generale della sanità. Cito solo un altro dato nazionale che però fa capire bene il senso del nostro ragionamento ed è estremamente legato al contesto della nostra mozione. Il 27 giugno scorso, il Ministro della salute, Livia Turco, ha presentato alla Commissione affari sociali della Camera le linee guida del Governo in materia sanitaria, con un documento intitolato in perfetto sinistrese il "New deal della salute". In questo documento, Assessore, lei lo sa bene, non c'è una sola parola dedicata alla sicurezza delle strutture sanitarie e degli operatori sanitari che lavorano nelle guardie mediche, è il caso che ci interessa da vicino. O meglio, si parla, in alcune parti del testo, di sicurezza ma solo di quella che il sistema sanitario deve garantire all'esterno, cioè per quanto riguarda le cure, i luoghi di lavoro, l'ambiente ed i prodotti alimentari. Tutto questo va bene, anche se avremmo molto da dire sul come, ma contestiamo con forza la totale sottovalutazione del problema che potremmo definire di sicurezza interna il quale evidentemente non è una priorità del Governo Prodi. Per quanto riguarda il livello nazionale, se ne parlerà a breve nella prossima finanziaria.

A nostro giudizio, in questa sede, il Consiglio regionale e la Giunta devono dire invece che il problema della sicurezza interna delle strutture sanitarie, degli operatori, delle guardie mediche, deve essere una priorità della Regione Sardegna; di conseguenza non solo non dobbiamo accettare tagli di spese ma dobbiamo adoperarci per un innalzamento dei livelli di sicurezza esistenti sia con infrastrutture tecnologiche che con l'impiego di nuove risorse umane. Credo si tratti di un impegno comune, dettato dal buon senso e da elementari ragioni di buon governo della cosa pubblica, un terreno cioè dove è possibile raggiungere la convergenza di maggioranza ed opposizione. Mi auguro che i colleghi della maggioranza capiscano il senso di queste parole, si potrebbe avere una vera e reale convergenza perché il problema dovrebbe essere sentito da entrambe le parti. Oltre all'impegno civile direi che si tratta, lo dico senza nessuna enfasi, anche di un dovere morale, un dovere cui siamo chiamati per onorare - è già stato ricordato in precedenza dai colleghi, ma non mi sottraggo da ricordarlo ancora - attraverso la nostra azione legislativa, la memoria della dottoressa Roberta Zedda, barbaramente uccisa nel 2004 a Solarussa sul suo posto di lavoro di guardia medica, insignita della medaglia d'oro al valore civile dall'allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

In quella occasione, il Presidente nazionale dell'Ordine dei medici disse che la vita e la salute, caro Assessore, sono un bene più importante di ogni altro conto economico e come tali vanno garantiti a tutti i costi. Sottoscriviamo in toto questa affermazione ed aggiungiamo che la sicurezza rappresenta in un certo senso il valore dei valori, perché dove non c'è sicurezza non c'è libertà e non ci sono neanche diritti. E' ovvio che in certe circostanze il legislatore debba anche sapersi adattare alla realtà che cambia, sia in positivo che in negativo purtroppo, ma in materia di sicurezza è indubbio che siano le azioni di prevenzione e gli interventi strutturali a garantire risultati più efficaci, potrebbero essere forse meno visibili ma non per questo meno efficaci, La sicurezza perciò deve diventare un dato stabile del sistema sanitario sardo e qualunque iniziativa in direzione opposta va assolutamente respinta.

Così come va respinto il tentativo di recuperare risorse, e veniamo alla seconda parte della mozione, attraverso il ridimensionamento dei presidi sanitari rappresentati dalle guardie mediche turistiche. I motivi sono in parte gli stessi che abbiamo esposto, ma in questo specifico caso ve ne sono degli altri e non meno importanti. Il turismo è, o meglio dovrebbe essere, un settore di importanza strategica per la nostra economia, purtroppo - nonostante il martellamento di certi organi di stampa amici e apertamente fiancheggiatori del Presidente della maggioranza - è stato sottoposto in questa legislatura ad attacchi devastanti, dalla stangata fiscale, al Piano paesaggistico, attacchi che finiranno per consolidare, mentre aspettiamo ancora i conti di questa stagione, l'ultima posizione della Sardegna in campo nazionale.

In questo contesto, non crediamo proprio che ci possa essere lo spazio per assestare un altro duro colpo al nostro sistema di accoglienza per i turisti, di cui le guardie mediche sono un elemento fondamentale ed insostituibile; chi viene in Sardegna, infatti, dà anche un giudizio su ciò che vede, su come funzionano i servizi di base, su cosa non c'è e cosa c'è. Ed infine è facile intuire quale sarebbe stato questo giudizio se, nei principali luoghi di vacanza ed in prossimità di essi, fosse….

PRESIDENTE. Onorevole Moro, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Mi sembra che l'Aula sia vuota, immagino che forse ci siano delle riunioni in corso. Chiedo la verifica del numero legale, anche a nome del collega Vargiu.

PRESIDENTE. E' stata richiesta la verifica del numero legale, prego i colleghi di prendere posto.

Seconda verifica del numero legale

PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.

(Segue la verifica)

Risultato della verifica

PRESIDENTE. Dichiaro che sono presenti 26 consiglieri.

(Risultano presenti i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CACHIA - CASSANO - CONTU - CORDA - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUGINI - DEDONI - FADDA - FARIGU - FRAU - GESSA - LA SPISA - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MORO - PETRINI - PISANO - RASSU - SALIS - SANNA Francesco - SERRA - VARGIU.)

Constato l'assenza del numero legale, sospendo la seduta per trenta minuti. I lavori riprenderanno alle ore 12 e 50.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 18, viene ripresa alle ore 12 e 50.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta.

Onorevole Vargiu, mantiene la richiesta di verifica del numero legale? Se non viene appoggiata da un altro Capogruppo, procediamo.

(Interruzione del consigliere Diana)

PRESIDENTE. Se non viene confermata la richiesta di verifica del numero legale, dobbiamo continuare, onorevole Diana. Alla mia domanda, onorevole Diana, non è stata confermata la richiesta di verifica del numero legale, per cui dobbiamo procedere.

E' iscritto a parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.

FRAU (Progetto Sardegna). Signor Presidente, Assessore e colleghi, io pensavo che almeno oggi si parlasse dell'oggetto della mozione, invece, come sempre quando affrontiamo i problemi relativi alla sanità, si cerca di divagare su argomenti che probabilmente niente hanno a che fare con questa materia. Io credo che il problema delle guardie mediche sia un problema serio, naturalmente, è stato sottolineato a proposito e a sproposito, anche, oggi. Sia un problema serio che merita di essere affrontato tenendo anche, però, ben presente la situazione reale delle guardie mediche nella nostra Regione.

Intanto due considerazioni proprio a cominciare dalla mozione che abbiamo in discussione: la mozione parte da presupposti che, a mio modo di vedere, sono inesistenti, fa riferimento, anzi dice esplicitamente "parrebbe intenzione dell'Assessorato", "parrebbe", io ho cercato naturalmente questa delibera che dovrebbe ridurre il numero delle postazioni di guardia medica nel nostro territorio, non l'ho trovata, a meno che non sia una delibera che sia arrivata solo alla minoranza; e, alla fine ancora della mozione, si richiede, dove necessario, di provvedere al potenziamento dei centri di guardia medica nella nostra Regione.

Ecco, io credo che molte cose giuste siano state dette, l'analisi della situazione delle guardie mediche è quella che è stata fatta, i punti di guardia sono spesso dei posti fatiscenti, dove operano adesso, badate bene, non più colleghi alle loro prime esperienze, ma medici che hanno ormai raggiunto i 45 e i 50 anni e che hanno trovato nella guardia medica ormai il loro lavoro probabilmente definitivo. Allora bisogna, io credo, anche tener presente la normativa nazionale in materia di guardia medica, perché chiedere genericamente il potenziamento dei centri di guardia senza conoscere la realtà reale della nostra Regione mi sembra che sia, come minimo, azzardato.

Intanto, il contratto collettivo nazionale per i medici di medicina generale e per i medici di continuità, che è del marzo 2005, io credo che di questo si debba assolutamente tenere conto, prevede che ci debba essere un medico di continuità assistenziale ogni 5000 abitanti e lascia una deroga, il contratto collettivo, per una riduzione del 30 per cento; questo significa che può esserci un medico di guardia medica, chiamiamolo così per intenderci, ogni 3500 abitanti. La situazione in Sardegna è molto diversa da quella che è prevista nel contratto collettivo nazionale: in Sardegna c'è un medico di continuità assistenziale ogni 2000 abitanti, quindi completamente al di fuori delle normative nazionali. Così, se a livello nazionale, abbiamo una presenza di 0,2 medici per 1000 abitanti, in Sardegna siamo a 0,5 guardie mediche ogni 1000 abitanti. Quindi, io credo che, prima di affrontare una discussione sulla guardia medica, bisogna conoscere i numeri della nostra realtà, dopo di che possiamo affrontare seriamente la discussione.

Nella nostra Regione abbiamo 192 punti di guardia medica, cioè uno circa ogni due comuni…

LIORI (A.N.). E la media degli abitanti dei nostri comuni, qual è?

FRAU (Progetto Sardegna). Indubbiamente questo alto numero di guardie mediche è influenzato dal fatto che i nostri comuni sono piccoli, molto spesso distanti tra loro, che la viabilità è quella che conosciamo eccetera eccetera. Tutte cose che ovviamente bisogna tenere in considerazione e che saranno tenute in considerazione anche nel Piano sanitario che abbiamo, in Commissione sanità, in discussione, proprio perché anche lì si prevede la riorganizzazione della rete di guardia medica.

Però, io credo che, senza partire da questi dati, la discussione sia abbastanza sterile, nel senso che io non ho letto da nessuna parte che si prevede la mancata assistenza da parte delle forze dell'ordine alle guardie mediche, questa delibera non esiste, così come non esiste una delibera in cui si affermi la riduzione dei medici di guardia medica. Io credo che invece il problema fondamentale sia quello della riorganizzazione, è a tutti noto che moltissime guardie mediche in Sardegna ruotano intorno a presidi ospedalieri e potremmo citare parecchi esempi, Cagliari, prima di tutto, poi l'ospedale di San Gavino, che si ritrova otto comuni che gli ruotano intorno nell'arco di sette chilometri, e così pure tutti i comuni che gravitano intorno ai vari presidi ospedalieri della Regione.

Allora, la riflessione che andrebbe fatta, a mio avviso, non è quella di chiudere, né tanto meno di aprire nuovi punti di guardia medica, quanto piuttosto quella di riorganizzare il servizio in modo tale da dare anche ai professionisti che, ripeto, non sono più i neolaureati, ma professionisti specialisti ormai nelle varie branche, dicevo, dare a questi professionisti la possibilità di un lavoro dignitoso, almeno pari alle competenze che hanno raggiunto in questi anni. Io credo che riorganizzare le guardie mediche all'interno dei presidi ospedalieri porterebbe a tanti vantaggi, sicuramente a dei risparmi economici, perché potremmo almeno chiudere questi ambulatori e far venir meno anche la vigilanza su tanti di questi ambulatori, ma soprattutto renderebbe possibile a questi specialisti lavorare in un ambiente più consono alle loro capacità, alle loro professionalità e alla loro esperienza, dando a se stessi e al servizio una qualità migliore e avendo anche a disposizione presidi diagnostici e terapeutici che, ovviamente, solo un presidio ospedaliero può dare, e non certamente un punto di guardia non fornito di nessuna possibilità diagnostica.

Ecco, io credo che l'oggetto in discussione sia proprio questo: come riorganizzare la guardia medica in Sardegna che, è stato detto, in molti comuni rappresenta l'unico presidio e, anche dal punto di vista psicologico, è stato detto, rappresenta un sostegno per le popolazioni. Sicuramente non si è mai parlato di chiusura di guardie mediche, sicuramente non sono a rischio le guardie mediche più isolate nel nostro territorio, ma sicuramente andrà rivista l'organizzazione di tutte quelle guardie mediche che svolgono un'attività, dal punto di vista qualitativo, non eccelsa sicuramente e che potrebbero essere sfruttate molto meglio.

Dopodiché ovviamente si è parlato, oggi, non solo di guardie mediche ma di tante altre cose e l'onorevole Licandro diceva: ogni sospetto...

PRESIDENTE. Onorevole Frau, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo, anche a nome del collega Vargiu, la verifica del numero legale.

Terza verifica del numero legale

PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.

(Segue la verifica)

Prendo atto che i consiglieri Porcu, Cugini e Manca sono presenti.

Risultato della verifica

PRESIDENTE. Dichiaro che sono presenti 26 consiglieri.

(Risultano presenti i consiglieri: BALIA - CACHIA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA - FARIGU - FRAU - GESSA - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MASIA - ORRU' - PACIFICO - PIRISI - PORCU - RASSU - SABATINI - SALIS - SCARPA - SECCI - SERRA - SPISSU.)

Constato l'assenza del numero legale. I lavori riprenderanno questo pomeriggio alle ore 16 e 30. La seduta è tolta alle ore 13 e 03.



Allegati seduta

CCXXXVI SEDUTA

(antimeridiana)

Martedì 26 settembre 2006

Presidenza del Presidente Spissu

indi

della Vicepresidente Lombardo

INDICE

La seduta è aperta alle ore 10 e 35.

SERRA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di mercoledì 13 Settembre 2006 (230), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Bruno, Cerina, Davoli, Vincenzo Floris, Giagu, Lai e Pinna hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 26 settembre 2006.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione, con nota del 21 settembre 2006, ha informato di aver accolto le dimissioni presentate in data 15 settembre 2006 dall'Assessore della difesa dell'ambiente, dott. Tonino Dessì, e di averne affidato l'interim all'Assessore dei lavori pubblici, dott. Carlo Mannoni.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge:

MARRACINI - PITTALIS: "Modifiche alla legge regionale 27 agosto 1982, n. 16 (Norme per la concessione di contributi di esercizio e per investimenti alle aziende di trasporto esercenti servizi pubblici di linea a carattere regionale e locale)". (252)

(Pervenuta il 14 settembre 2006 e assegnata alla quarta Commissione)

FLORIS Vincenzo - MARROCU - BARRACCIU - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - CORRIAS - CUGINI - LAI - MATTANA - ORRÙ - PACIFICO - PIRISI - SANNA Alberto - SANNA Franco: "Norme per favorire l'impiego di energia solare termica e la diminuzione degli sprechi idrici negli edifici". (253)

(Pervenuta il 14 settembre 2006 e assegnata alla sesta Commissione)

Risposta scritta ad interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

"Interrogazione PISU - BARRACCIU - SERRA - CORRIAS - PACIFICO - URAS - DAVOLI - LICHERI - LANZI - FADDA - FLORIS Vincenzo - PIRISI - MATTANA - SANNA Franco - MANINCHEDDA - BALIA - CHERCHI Silvio - MARROCU - CALLEDDA - CUGINI - LAI - SANNA Alberto - SALIS - PITTALIS - CUCCA sulla decisione della direzione delle Ferrovie della Sardegna di sospendere, a partire dal mese di settembre, l'esercizio sulla linea Isili-Sorgono e di trasferire gli oltre 30 lavoratori ivi impiegati presso altre tratte di trasporto pubblico locale". (569)

(Risposta scritta in data 20 settembre 2006)

"Interrogazione AMADU sulla situazione di disagio e di difficoltà in cui operano i dipendenti dell'azienda SELENET srl con sede operativa in Predda Niedda (Sassari)". (585)

(Risposta scritta in data 20 settembre 2006)

"Interrogazione MASIA - BALIA sui gravi danni causati dagli attacchi di lepidotteri defogliatori al patrimonio boschivo isolano, in particolare alle querce da sughero". (246)

(Risposta scritta in data 21 settembre 2006)

"Interrogazione AMADU sui ritardi nelle procedure per la realizzazione del secondo lotto della strada Sassari-Alghero". (602)

(Risposta scritta in data 21 settembre 2006)

Annunzio interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza:

SERRA, Segretario:

"Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sull'istituzione del distretto socio-sanitario della Planargia con sede a Bosa". (613)

"Interrogazione Dedoni, con richiesta di risposta scritta, sul ricorso gerarchico improprio presentato dai consiglieri comunali di Iglesias al Prefetto di Cagliari avverso la determinazione n. 846 dell'8 giugno 2006 del dirigente del Servizio enti locali della Regione autonoma della Sardegna e le deliberazioni del consiglio comunale di Iglesias del 7 luglio 2006, e sullo scioglimento del consiglio comunale di Iglesias". (614)

"Interrogazione Dedoni, con richiesta di risposta scritta, sulla gara di appalto per l'affidamento del servizio di pulizia, manutenzione delle aree verdi e facchinaggio relativo agli immobili in uso alla Regione Sardegna". (615)

"Interrogazione Cherchi Silvio - Calledda, con richiesta di risposta scritta, sul decreto per il fermo biologico esteso alla pesca dilettantistica". (616)

"Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sugli effetti delle nuove tasse introdotte in Sardegna". (617)

"Interrogazione Amadu - Biancareddu - Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio, con richiesta di risposta scritta, sui disservizi e sui ritardi nella consegna dei referti dei pap-test nel Centro oncologico dell'ASL n. l di Via Zanfarino n. 44 a Sassari". (618)

"Interrogazione Cachia, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di crisi dello stabilimento Palmera di Olbia". (619)

"Interrogazione Murgioni, con richiesta di risposta scritta, sulle devastazioni causate da una tromba d'aria nell'agro di Quirra". (620)

"Interrogazione Gallus - Ladu - Murgioni, con richiesta di risposta scritta, sulle borse di studio per le scuole di specializzazione dell'area medica". (621)

"Interrogazione Gallus - Ladu - Murgioni, con richiesta di risposta scritta, sull'avviso pubblico per la presentazione dei progetti integrati di sviluppo". (622)

"Interrogazione Uras - Davoli - Pisu, con richiesta di risposta scritta, relativamente al contributo finanziario che sarebbe erogato dalle ASL competenti per territorio ai celiaci conclamati a cui sia stata certificata l'intolleranza, finalizzato all'acquisto di prodotti alimentari privi di glutine". (623)

"Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sulla possibile abolizione delle Province sarde". (624)

"Interrogazione Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione dei lavoratori dell'ex zuccherificio di Villasor e sulle prospettive di riconversione agro-industriale dello stabilimento". (625)

"Interrogazione Cuccu Giuseppe - Uggias - Cucca, con richiesta di risposta scritta, sull'estensione del fermo biologico all'attività di pesca sportiva. ". (626)

"Interrogazione Capelli - Amadu - Biancareddu - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio, con richiesta di risposta scritta, sull'imminente passaggio dell'azienda FMS all'ARST e sui paventati drammatici effetti sul piano sociale e occupazionale e sul trasporto pubblico nel Sulcis. ". (627)

"Interrogazione Cherchi Oscar, con richiesta di risposta scritta, sul reparto di psichiatria dell'ospedale San Martino di Oristano. ". (628)

Annunzio di interpellanza

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interpellanza pervenuta alla Presidenza.

Serra, Segretario:

"Interpellanza Licandro - Contu - La Spisa - Petrini - Sanjust - Lombardo - Sanciu - Rassu sulla deliberazione della Giunta regionale n. 34/25 (Indirizzi alle aziende sanitarie per il contenimento della spesa per trattamenti farmacologici a base di farmaci inibitori della pompa protonica)." (190)

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

seRRa, Segretario:

"Mozione Sanna Matteo - Artizzu - Diana - Liori - Moro sulla stabilizzazione dei corsisti speciali per l'abilitazione all'insegnamento." (93)

"Mozione Diana - Artizzu - La Spisa - Capelli - Vargiu - Ladu - Liori - Farigu - Moro - Sanna Matteo - Rassu - Lombardo - Contu - Sanjust - Sanciu - Petrini - Cappai - Amadu - Biancareddu - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Pisano - Cassano - Dedoni - Murgioni - Gallus - Floris Mario - Cherchi Oscar sulle dimissioni dell'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento." (94)

Programmazione bimestrale dei lavori

PRESIDENTE. Colleghi, comunico che il programma bimestrale dei lavori dell'Assemblea e delle Commissioni è stato predisposto, ai sensi dell'articolo 23 del Regolamento, a seguito della Conferenza dei Presidenti di Gruppo che si è tenuta il 22 settembre 2006, sentita la Conferenza dei Presidenti delle Commissioni permanenti, in data 21 settembre. Sulla base della riunione è stato deliberato di dedicare il mese di ottobre ai lavori delle Commissioni e le tre settimane successive, a far data dal 6 novembre, ai lavori dell'Assemblea. Sono stati, inoltre, individuati gli argomenti prioritari che le Commissioni esamineranno, il cui elenco è a disposizione dei colleghi e verrà affisso, naturalmente, in bacheca; quindi, evitiamo una lunga e noiosa lettura di tutti gli argomenti che costituiscono il programma bimestrale delle Commissioni e il calendario relativo.

L'ordine del giorno reca lo svolgimento dell'interpellanza numero 190/A, l'Assessore chiede che venga esaminata dopo la mozione numero 82 perché è in attesa dei documenti che ha lasciato in Assessorato. Quindi, se i colleghi sono d'accordo, e soprattutto se il collega Licandro è d'accordo, iniziamo con la mozione numero 82 e poi proseguiamo con l'interpellanza, posponendone lo svolgimento al secondo punto.

(Interruzione del consigliere Cherchi Silvio)

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Silvio Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI SILVIO (D.S.). Vorrei segnalare la vicenda che si sta consumando a qualche centinaia di metri da qui: gli Uffici della Presidenza della Regione sono occupati dai lavoratori dell'impresa di pulizia, in conseguenza del rinnovo di una gara d'appalto che prevede, nella migliore delle ipotesi, 480 licenziamenti. Credo che sia utile ed opportuno che il Consiglio regionale discuta ed esprima un orientamento su questa grave vicenda almeno per tre motivi: uno, praticamente si sono autorizzate le aziende che partecipano a non rispettare il contratto nazionale di lavoro; secondo, a memoria di uomo e di donna, la Regione non ha mai licenziato…

PRESIDENTE. Onorevole, ma non ci può parlare…

CHERCHI SILVIO (D.S.). Sto finendo, sono i motivi per i quali sto chiedendo di porlo all'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Sì, ma c'è un modo per porlo all'ordine del giorno e non è questo.

CHERCHI SILVIO (D.S.). Lo sto chiedendo perché credo che vi sia un'emergenza, perché la gara d'appalto scade dopodomani e diventa un fatto irreversibile per 500 lavoratori. Chiedo che venga discusso anticipatamente rispetto agli altri temi.

PRESIDENTE. Lei sa che non può essere discusso, nel senso che non tutti gli argomenti possono entrare in Assemblea, nonostante le emergenze, se non previe azioni che la Conferenza dei Capigruppo sviluppi. Quindi, se questo avviene, io non ho nessuna difficoltà che venga esaminato, naturalmente in coda e con le modalità dovute, un eventuale ordine del giorno proposto dall'Assemblea. Questa è la modalità con la quale si può affrontare un argomento di questo genere.

Siamo alla mozione numero 82.

Chiedo scusa. Colleghi, non c'è un dibattito aperto su temi, io ho proposto di posporre l'interpellanza e quindi chiedo all'onorevole Licandro, che è il presentatore, se per lui va bene questa proposta.

Ha facoltà di parlare il consigliere Licandro. Ne ha facoltà.

LICANDRO (F.I.). Sì, Presidente, non ho nessuna difficoltà a parlare dell'interpellanza sui farmaci inibitori della pompa protonica alla fine della prossima mozione, mi stupisce un po' perché, visto che questo è un argomento che sta diventando di grande attualità, i giornali e gli organi di informazione ne parlano oramai quotidianamente, è un'interpellanza presentata più di una settimana fa e la Conferenza dei Capigruppo si è tenuta giovedì scorso, io ero convinto che l'Assessore oramai avesse in mano tutta la documentazione scientifica possibile per poter rispondere a questa interpellanza. Così non è, sono disposto ad aspettare tutto il tempo che è necessario per avere quelle risposte che non soltanto i medici ma anche i cittadini, i pazienti, attendono ormai da troppo tempo.

PRESIDENTE. Onorevole Licandro, lei avrà tutte le risposte che ha richiesto, semplicemente l'Assessore ha dimenticato in Assessorato la cartella. L'Assessore ha naturalmente le risposte che lei attende, ma c'è soltanto questo fatto tecnico di cui le chiedo di tener conto.

Sulla mozione numero 82, ho iscrizioni a parlare ma prego i colleghi di non trasformare il presunto intervento sull'ordine dei lavori per parlare di argomenti che non c'entrano niente con l'ordine dei lavori, perché trasformiamo il Consiglio regionale in un'altra cosa.

Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, anch'io sull'ordine dei lavori per rimarcare l'urgenza di affrontare il tema che l'onorevole Cherchi ha già richiamato…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, un attimo…

PRESIDENTE. Grazie, grazie. Non è aperta la discussione, onorevole Caligaris.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, non è aperta la discussione, però è chiaramente stato posto l'accento su una questione che diventa veramente prioritaria su tutto.

PRESIDENTE. Non è un argomento all'ordine del giorno e non è una questione prioritaria su tutto.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, però si può mettere all'ordine del giorno…

PRESIDENTE. No, non in questo modo.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Forse bisognerebbe che il Consiglio si esprimesse e i Capigruppo si esprimessero in merito a questo, quindi sospendere i lavori, Presidente. Chiedo che vengano sospesi i lavori e si faccia una Conferenza dei Capigruppo.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, semplicemente per chiederle di rinviare l'inizio dei lavori di un quarto d'ora. Mi sembra che l'Aula sia semivuota, forse l'Aula pensava che si iniziasse con un'interpellanza e non accreditava all'interpellanza l'importanza da cui discende la necessità della presenza in Aula. Ma credo che, se dobbiamo discutere la mozione sulle guardie mediche, sia dignitoso che venga discussa in un'Aula che abbia maggiori presenze rispetto a quelle attuali. La ringrazio.

PRESIDENTE. Insomma, onorevole Vargiu, l'Aula inizia con circa 50 minuti di ritardo, quindi c'era tutto il tempo perché chi riteneva che s'iniziasse con l'interpellanza, potesse arrivare con tutto comodo. Ad ogni buon conto, siccome l'Assessore ha ricevuto i documenti che attendeva, possiamo iniziare con l'interpellanza. Prego i colleghi, che sono molti comunque, che non stanno nei banchi ma sono presenti, di prendere posto.

Svolgimento dell'interpellanza Licandro - Contu - La Spisa - Petrini - Sanjust - Lombardo - Sanciu - Rassu sulla deliberazione della Giunta regionale n. 34/25 (Indirizzi alle aziende sanitarie per il contenimento della spesa per trattamenti farmacologici a base di farmaci inibitori della pompa protonica) (190/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento dell'interpellanza numero 190/A.

(Si riporta di seguito il testo dell'interpellanza:

Interpellanza Licandro - Contu - La Spisa - Petrini - Sanjust - Lombardo - Sanciu - Rassu sulla deliberazione della Giunta regionale n. 34/25 (Indirizzi alle aziende sanitarie per il contenimento della spesa per trattamenti farmacologici a base di farmaci inibitori della pompa protonica).

I sottoscritti,

premesso che, su proposta dell'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, in data 2 agosto 2006, la Giunta regionale ha emanato la deliberazione n. 34/25 intitolata "Indirizzi alle aziende sanitarie per il contenimento della spesa per trattamenti farmacologici a base di farmaci inibitori della pompa protonica";

rilevato che, nella premessa alla deliberazione citata, l'Assessore rileva come "dall'attività di monitoraggio della spesa farmaceutica e dai dati dell'Osservatorio nazionale sull'impiego di medicinali per il 2005 è emerso che la categoria terapeutica degli inibitori di pompa protonica (PPI) registra in Sardegna una spesa pro capite più elevata rispetto ai dati nazionali [...] con uno scostamento dalla media nazionale del 28 per cento [...] con una spesa per l'anno 2005 superiore a 37 milioni di euro";

considerato che la commissione per il prontuario terapeutico regionale ha concluso, nella sua relazione, che fra tutti gli inibitori di pompa commercializzati in Italia il "lansoprazolo" rappresenta il miglior rapporto costo/benefici e dunque, secondo i calcoli dell'Assessorato, l'adozione esclusiva di tale inibitore comporterebbe un risparmio di spesa per il Servizio sanitario regionale stimato in 17 milioni di euro/anno;

ricordato che, alla luce delle conclusioni della commissione per il prontuario terapeutico regionale, la Giunta regionale, nella ricordata delibera, ha deciso di "attivare forme di capillare informazione presso i medici perché prescrivano, per somministrazione orale, il "lansoprazolo", deliberando al tempo stesso di rafforzare nelle aziende sanitarie i controlli presso i medici di base circa le prescrizioni ed eventualmente attivando le procedure di addebito, in caso di errata prescrizione, a carico dei suddetti professionisti,

chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere se non ritengano:

1) così deliberando, di aver creato una condizione di violazione del principio di libera scelta terapeutica da parte del medico, costituendo al tempo stesso una sorta di corsia preferenziale per le aziende farmaceutiche titolari del diritto di sfruttamento commerciale della molecola del "lansoprazolo";

2) di aver offeso la categoria professionale imputando ai medici il disavanzo della spesa farmaceutica regionale e adombrando al tempo stesso, con il ricorso a ispezioni e controlli, il sospetto di una non sempre trasparente professionalità o, nella migliore delle ipotesi, il sospetto di una scarsa capacità medico-scientifica;

3) quindi, alla luce delle ragioni sopra esposte, di dover annullare tale delibera e, in subordine, che sarebbe stato più congruo adottare il prezzo del "lansoprazolo" come prezzo di riferimento dei farmaci inibitori di pompa, consentendo in questo modo di raggiungere ugualmente lo scopo del risparmio, salvaguardando il principio fondamentale della libera scelta. (190).)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Licandro per illustrare la sua interpellanza.

LICANDRO (F.I.). Presidente, colleghi, dispiace veramente avere a disposizione soltanto cinque minuti per parlare di una delibera che rappresenta la perfetta sintesi di un certo modo di fare politica. Un modo di fare politica che sta ottenendo come risultato quello di mandare deserte le sedute della Commissione sanità, la settima, per cronica mancanza del numero legale. Questo proprio in un momento nel quale noi stiamo affrontando il Piano sanitario regionale.

Assessore, lei nella delibera invita (e invita tra virgolette perché lei minaccia rigorosi controlli nonché eventuali procedure di addebito nei confronti dei medici colpevoli), ripeto, invita, come una sorta di "consigli per gli acquisti", di prescrivere una sola tra le tante molecole in circolazione dei cosiddetti farmaci inibitori della pompa protonica per la cura di esofagiti, di gastriti e di ulcere, per citare qualcuna delle patologie più importanti. Questa molecola è il Lansoprazolo, alla faccia naturalmente del principio di libera scelta, e questo perché in Sardegna, praticamente, nel consumo di questi farmaci noi ci discostiamo da quella che è la media nazionale, nel senso che ne consumiamo di più.

Vedete, colleghi, noi sappiamo che il nostro Assessore è molto sensibile ai riferimenti nazionali quando si parla di costi, un po' meno quando si parla di servizi, e siccome il Lansoprazolo costa meno ma funziona uguale agli altri, come gli altri, questo almeno dice la Commissione per il prontuario terapeutico regionale, per risparmiare noi dovremmo, dobbiamo, prescrivere soltanto quello.

Intanto una domanda, Assessore: visto che in Sardegna c'è un maggiore consumo di questi farmaci, esiste uno studio epidemiologico che sia in grado di capire qual è l'incidenza in Sardegna di queste patologie? Perché, vede, anche di insulina in Sardegna se ne consuma di più di tante altre Regioni ma sappiamo bene perché. Lei invece preferisce dichiarare che non è la prima volta che interventi destinati ad evitare una spesa farmaceutica inappropriata vengono osteggiati dalle ditte farmaceutiche e da coloro che ne difendono le posizioni. Bene, Assessore, io e credo come me ogni medico, che si definisca tale, difendiamo soltanto una posizione che è quella del paziente, se ci mettono, naturalmente, nelle condizioni di poterlo fare.

Veniamo alla sua commissione, sua ma pagata da noi, che afferma che il Lansoprazolo ha un effetto sovrapponibile al Pantoprazolo e all'Esomeprazolo. E qui devo fare attenzione perché, alle proteste degli esperti, lei ha risposto minacciando querele nei confronti di chi mette in discussione la competenza di professionisti di livello internazionale e risultati che trovano riscontri nella letteratura scientifica. Vede, Assessore, io ho sempre saputo che la migliore difesa è l'attacco, anche quando c'è l'evidenza dei fatti che invece suggerirebbe prudenza, perché le evidenze scientifiche dicono tutt'altro! La sua Commissione ha preso in esame dei lavori che dicono tutt'altro! Io mi sono soltanto preso la briga di scaricare da Internet, in versione integrale, dei lavori citati non da noi ma dalla sua commissione. Ora, il primo è del dottor Goldstein che parla del controllo dell'acidità gastrica in pazienti in terapia con FANS, cioè farmaci antinfiammatori non steroidei, e della comparazione fra Esomeprazolo, Lansoprazolo e Pantoprazolo. Bene, io leggo direttamente dall'inglese, dal suo lavoro, le sue conclusioni: " In conclusione, la somministrazione di Esomeprazolo, 40 milligrammi al giorno per via orale, ha determinato un controllo significativamente superiore dell'acidità gastrica rispetto alla somministrazione di 30 milligrammi al giorno di Lansoprazolo o di 40 di Pantoprazolo in pazienti in terapia con FANS".

L'altro suggestivo lavoro, sempre citato da voi, , sull'efficacia dell'Esomeprazolo nei confronti del Lansoprazolo nella cura delle esofagiti erosive da gravi a moderate, è del dottor Fennerty. Ebbene, sempre traducendo dall'inglese: "...dunque questi risultati suggeriscono che l'Esomeprazolo è il trattamento di scelta per pazienti con esofagite erosiva moderata o grave e" - sentite bene! - "se lo scopo della terapia è la guarigione e la risoluzione dei bruciori". Assessore, se lo scopo poi è soltanto quello di risparmiare, noi possiamo anche curarli con acqua fresca, che è buona e costa ancora meno!

Vede, Assessore, io concludo...

PRESIDENTE. Prego concluda, onorevole Licandro.

LICANDRO (F.I.). Presidente, solo dieci secondi. Concludo e dico: Assessore, i casi sono tre, o gli autori dei lavori hanno male interpretato il loro stesso lavoro, oppure i signori della commissione questi lavori non li hanno letti o li hanno letti male.

PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Prego, Assessore, le ricordo che il suo intervento non deve superare i cinque minuti di tempo.

(Interruzione del consigliere Gessa)

PRESIDENTE. Onorevole Gessa, sulle interpellanze non si apre un dibattito, l'interpellante illustra la sua interpellanza, la Giunta rende le sue dichiarazioni e poi l'interpellante ha ancora tre minuti per dichiararsi soddisfatto o insoddisfatto.

Ha facoltà di rispondere l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Presidente, onorevoli consiglieri, mi stupisce che, in un'Assemblea in cui sono presenti dei medici, si facciano delle affermazioni così gravi rispetto ad una questione tecnica sulla quale non mi permetto di intervenire se non riportando quanto è stato detto, non soltanto dalla Commissione, ma soprattutto da altri autorevoli esperti di questioni farmacologiche. Rispondo a quello che è stato scritto nell'interpellanza.

L'interpellanza chiede se si viola la libertà di scelta da parte del medico. Ora, io ricordo che esiste normativa nazionale e normativa regionale, che abbiamo in quest'Aula appena approvato, avete, chiedo scusa, appena approvato alla fine di luglio, che dice che sono garantiti tutti gli interventi terapeutici che sono essenziali per rispondere ai reali bisogni di salute della popolazione e che, a parità di efficacia, devono essere garantiti quelli più economici.

Allora, qui si tratta effettivamente di un caso del genere: abbiamo una serie di farmaci rispetto ai quali i prezzi di mercato sono molto differenziati, vanno mediamente da una a tre volte, e rispetto ai quali c'è una letteratura scientifica a cui fanno riferimento, in parte, altre Regioni italiane e sulla quale sta valutando l'AIFA, l'Agenzia italiana per il farmaco, per fare un provvedimento nazionale (che noi non possiamo fare in quanto di competenza nazionale) che dice che questi sono praticamente equivalenti. Allora, in una realtà in cui abbiamo bisogno di garantire ai cittadini una risposta per i problemi di salute che hanno ma abbiamo anche bisogno di fare in modo che ogni euro del contribuente sia speso al meglio, se si tratta di farmaci che hanno equivalenza dal punto di vista terapeutico, in attesa del provvedimento nazionale (che è l'unico che può fare eventualmente un intervento come "prezzo di riferimento" che chiede chi ha sottoscritto l'interpellanza), credo che sia nostro dovere - non possiamo far altro che quanto è previsto comunque - chiedere a coloro che possono prescrivere questi farmaci di prestare attenzione al fatto che la letteratura scientifica dice che i farmaci sono equivalenti e che quindi, ovunque è possibile e abbiamo detto nelle somministrazioni orali, si faccia riferimento alla molecola, al farmaco che costa di meno.

Mi sembra che questo non sia lesivo della libertà di scelta del cittadino di poter essere curato, quando ne ha bisogno, con i trattamenti più efficaci, perché si tratta semplicemente di usare il trattamento efficace ma che costa di meno. Così come non è sicuramente una corsia preferenziale per alcuni produttori, perché il farmaco che noi abbiamo indicato è prodotto da più industrie. Sappiamo bene, lo possiamo dire anche a voce alta in quest'Aula, che le ditte che producono solo gli altri farmaci si stanno muovendo facendo pressioni forti sui medici, su coloro che prescrivono i farmaci, in questa Regione come in altre Regioni, ma noi riteniamo che a queste pressioni nessuno di noi debba cedere perché o riescono a dimostrarci che il farmaco che producono, a tre volte il prezzo di altri, è effettivamente in grado e in quali condizioni di produrre un risultato clinico migliore, oppure ritengo che abbiamo il dovere di non cedere di fronte a queste pressioni.

Per quel che riguarda l'offesa alla categoria professionale, imputando ai medici il disavanzo della spesa e obbligandoli a usare comportamenti prescrittivi diversi, ricordo in quest'Aula che i medici di medicina generale, all'interno della Commissione, avevano, cinque o sei mesi fa, presentato alla Regione delle linee guida in cui dicevano che, per queste tipologie di pazienti, gli inibitori della pompa dovevano considerarsi equivalenti, quindi che potevano essere utilizzati senza alcuna differenziazione dal punto di vista terapeutico. I medici di medicina generale, allora, mi hanno detto che condividevano la delibera della Regione, salvo poi cambiare la loro posizione, evidentemente non su basi scientifiche ma su altre basi perché basi scientifiche non ce ne hanno portate.

Faccio presente che abbiamo raccolto documentazione scientifica adeguata, valutata attentamente, perché non tutta la documentazione scientifica è indipendente, credo che chi è medico sappia che c'è un'ampia letteratura che dimostra che anche la documentazione scientifica qualche volta è manipolata da chi ha interessi economici, riteniamo di aver fatto la selezione più adeguata, se qualcuno ha elementi scientifici da portare e da chiederci di prendere in considerazione, ovviamente siamo aperti ad integrare le nostre valutazioni con quelle di altri.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Licandro per dichiarare se è soddisfatto. Le ricordo che la sua replica non può superare i tre minuti.

LICANDRO (F.I.). L'Assessore assolutamente non ha dato nessuna delle risposte che io mi attendevo. Intanto devo dire che, per quanto riguarda la documentazione manipolata, mi sono limitato alla ricerca di quella documentazione scientifica citata in bibliografia dalla Commissione per il prontuario farmaceutico regionale, non sono altri lavori presentati da noi. Ora, in questo allegato 2 della Commissione, tra l'altro, ammette, citando quanti sono e quali sono, gli inibitori di pompa, non farò l'elenco, che queste molecole hanno una differente farmacocinetica, cioè hanno una diversa forza di legame con la pompa protonica, diverse modalità di attivazione, diversa velocità di eliminazione. Ora il Lansoprazolo perché costa di meno? Costa di meno perché è stato uno dei primi farmaci, perché è scaduto il brevetto, e quindi è entrato in commercio il farmaco generico equivalente, il che praticamente ha permesso un abbattimento dei costi. Questo significa però che ci sono farmaci, che sono venuti successivamente, che hanno delle caratteristiche farmacocinetiche sicuramente migliori. Io non sto dicendo che il Lansoprazolo non funziona, io da medico lo adopero da anni, sto dicendo semplicemente che non sono uguali e che non possono essere usati per tutte le patologie, per la esofagite erosiva mi sembra che i lavori di tutto il mondo dimostrano che il farmaco di scienza non è il Lansoprazolo ma è l'Esomeprazolo.

Quanto alle sue affermazioni riguardo al fatto che probabilmente, o forse certamente, ci sono pressioni delle case farmaceutiche, Assessore, è un'affermazione di un'estrema gravità, anche perché, nella sua delibera, lei non dice di usare il Lansoprazolo soltanto, lei minaccia, lei dice di rafforzare presso le aziende sanitarie il controllo dell'appropriatezza prescrittiva, perché i medici, soprattutto i medici di base, sono i veri responsabili dello sfascio della spesa farmaceutica. Questo è quello che lei pensa. Dice, tra l'altro, oltre che controllare, di mettere in atto tutti quei principi che eventualmente possano portare, ove necessario, alle procedure di addebito.

Io dico una cosa, Assessore, io sono stato contattato da tantissimi colleghi, che sono spaventati, e un medico spaventato non lavora bene, non prescrive secondo quello che la conoscenza gli detta. Assessore, lei ha ottenuto questo grande risultato. I medici in questo momento non sono più liberi di prescrivere i farmaci che decidono di prescrivere. Ora, lo stesso dottor Goldstein ha detto "se il principio è quello di curare, dobbiamo usare questo farmaco", io ho aggiunto che, se invece lo scopo è un altro, dobbiamo cedere a quelle che io considero tuttora delle ingerenze nell'attività professionale secondo coscienza dei medici di famiglia, dei medici prescrittori e della categoria dei medici in generale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Chiedo, anche a nome del collega Capelli, la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. E' stata richiesta la verifica del numero legale, prego i colleghi di prendere posto.

Prima verifica del numero legale

PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.

(Segue la verifica)

Prendo atto che il consigliere Liori è presente.

Risultato della verifica

PRESIDENTE. Dichiaro che sono presenti 51 consiglieri.

(Risultano presenti i consiglieri: ATZERI - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CHERCHI Oscar - CHERCHI Silvio - COCCO - CONTU - CORDA - CUCCA - DEDONI - DIANA - FADDA - FARIGU - FLORIS Mario - FRAU - GALLUS - GESSA - LADU - LANZI - LICANDRO - LICHERI - LIORI - LOMBARDO - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MORO - MURGIONI - PACIFICO - PETRINI - PISU - PITTALIS - PORCU - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - SANCIU - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SPISSU - URAS - VARGIU.)

Constato la presenza del numero legale, per cui proseguiamo i lavori.

Sulla programmazione bimestrale dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Presidente, voglio intervenire un attimo sull'ordine dei lavori per farle una richiesta. Lei ha giustamente dato conto all'Aula della programmazione dei lavori da qui al prossimo mese di novembre, chiederei che si possa avere anche contezza dei lavori del precedente bimestre e comprendere, dei disegni di legge, proposte di legge e quant'altro, posti all'attenzione della Commissione, quali nel precedente bimestre hanno avuto esito positivo o sono stati esaminati e, se alcuni di quelli previsti nella precedente programmazione bimestrale non hanno visto la luce, capire il perché. Perciò un'informativa sul precedente stato dei lavori relativamente alla programmazione bimestrale passata. Anche in un altro momento.

PRESIDENTE. Questo lo possiamo fare anche per differenza, magari non lo facciamo in Aula, onorevole Capelli, se lei è d'accordo, io le faccio avere in un altro momento, soprattutto i motivi, i motivi che sono quasi tutti riconducibili al tempo richiesto per l'esame dei provvedimenti esitati.

CAPELLI (U.D.C.). Perfetto.

PRESIDENTE. Le facciamo magari avere la precedente programmazione, così per differenza lei vede quali sono stati esitati, e poi quelli che, non essendo stati esitati, sono inclusi nella nuova programmazione.

Discussione della mozione Capelli - Oppi - La Spisa - Artizzu - Vargiu - Ladu - Amadu - Biancareddu - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Randazzo - Contu - Cassano - Dedoni - Diana - Gallus - Licandro - Liori - Lombardo - Moro - Murgioni - Petrini - Pili - Rassu - Pisano - Sanjust - Sanciu - Sanna Matteo sulla ventilata soppressione del servizio di vigilanza armata e riduzione delle postazioni di guardia medica, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (82)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 82.

(Si riporta di seguito il testo della mozione:

Mozione Capelli - Oppi - La Spisa - Artizzu - Vargiu - Ladu - Amadu - Biancareddu - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Randazzo - Contu - Cassano - Dedoni - Diana - Gallus - Licandro - Liori - Lombardo - Moro - Murgioni - Petrini - Pili - Rassu - Pisano - Sanjust - Sanciu - Sanna Matteo sulla ventilata soppressione del servizio di vigilanza armata e riduzione delle postazioni di guardia medica, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che in sede di discussione della legge regionale 3 dicembre 2004, n. 9, è stato proposto un emendamento per la sicurezza degli operatori delle guardie mediche;

RILEVATO che, a seguito dell'approvazione del suddetto emendamento, il comma 2 dell'articolo 3 della legge regionale n. 9 del 2004 prevede la spesa annua di 15 milioni di euro a partire dal 1° gennaio 2005 al fine di garantire il servizio di vigilanza presso le guardie mediche previsto dall'articolo 5 della legge regionale n. 13 del 2003;

RICORDATO che il Consiglio regionale ha approvato il provvedimento all'unanimità;

CONSIDERATO che questo intervento garantisce agli operatori delle guardie mediche di svolgere la propria attività lavorativa con maggiore sicurezza e serenità;

VISTA l'interrogazione consiliare all'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale presentata in data 14 luglio 2006 dai Consiglieri regionali Liori e Diana;

PRESO ATTO che, da più parti, viene denunciata la volontà dell'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale di non confermare la presenza delle guardie giurate presso le sedi di guardia medica;

CONSTATATO inoltre che parrebbe intenzione dell'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale ridurre il numero di postazioni di guardia medica su base regionale,

impegna il Presidente della Regione e l'Assessore regionale
dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale

- a dare piena applicazione a quanto previsto dal comma 2 dell'articolo 3 della legge regionale n. 9 del 2004;

- a porre in essere tutte le azioni utili a garantire la sicurezza presso le sedi di guardia medica;

- a garantire il prosieguo dell'attività di tutte le postazioni di guardia medica e turistica già presenti nel territorio regionale e a prevedere, dove necessario, il loro potenziamento. (82).)

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione. Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, Assessori, colleghi, non utilizzo impropriamente il tempo (non utilizzando appunto, su invito del Presidente, l'intervento sull'ordine dei lavori) per associarmi in qualche modo alla richiesta che il collega Cherchi ha fatto in apertura dei lavori, ponendogli anche una domanda: siccome non è un fatto nuovo, in tutti i ripetuti incontri di maggioranza che avete avuto con il Presidente, avete discusso anche di questo o soltanto della sostituzione degli Assessori? Voi avete la fortuna di poter dialogare, parlare col Presidente e con la Giunta, credo che avreste fatto meglio ad utilizzare quel tempo per manifestare il vostro disaccordo e disappunto sulla situazione da lei rappresentata.

Mi riallaccio, ora, alla mozione che abbiamo presentato e vorrei, ovviamente, introdurla con alcune osservazioni. Così come l'Assessore sottolinea la presenza di molti medici in quest'Aula, io vorrei altrettanto sottolineare il fatto che mi auguro che ci siano presenti anche diversi politici, nel senso che non mi addentro sull'argomento discusso in sede di interpellanza, ma, Assessore, io credo che sia l'interpretazione del ruolo che è molto carente. Non entro nel merito dei principi attivi, dell'uso dei principi attivi, di quanto le consente la legge da lei richiamata che noi abbiamo votato qualche mese fa in quest'Aula, nella quale si dice che si possono, e giustamente lei ha tutto il diritto, emanare delle delibere, delle direttive, dare delle indicazioni, proporre delle linee guida, ma non di fare degli editti, che sono altra cosa. Perciò le conclusioni, a cui lei è arrivata, avrebbero sicuramente avuto maggior sostegno o eventualmente anche una civile non condivisione se le avesse portate all'attenzione degli organi competenti, delle associazioni competenti dei medici di base, prima di "edittare" appunto con la delibera di Giunta richiamata.

Questo è solo un accenno e, riferendomi alla situazione contingente, vorrei richiamare anche i colleghi dell'Aula sul fatto che questa è una mozione presentata ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento, datata 18 luglio 2006. Quei commi del Regolamento dicono che entro 10 giorni vanno discusse le mozioni. Non gliene faccio una responsabilità, ovviamente a lei, ma richiamo l'Aula sul fatto che stiamo discutendo una mozione che, a norma di Regolamento, doveva essere discussa entro 28 luglio. Questa è una costante, è una costante del rapporto Consiglio-Esecutivo e della programmazione dei lavori stessi.

Questo lo dico perché non vorrei inquadrare questa mozione nel periodo di accanimento politico e sociale che c'è verso la gestione della sanità in Sardegna, che praticamente sta cercando di tirare le somme di due anni e mezzo di programmi enunciati, ma purtroppo non portati avanti, con responsabilità di molti ma in primis la riguardano direttamente. Io credo che anche in questo caso, come la ventilata ipotesi della chiusura di guardie mediche e del servizio di vigilanza presso le stesse guardie mediche più in generale, ci sia un elemento che ci può dare la misura dell'impostazione della gestione sanitaria in questa Regione.

Qualcuno l'accusa, Assessore, della gestione ragionieristica della sanità, io credo di poter condividere questa affermazione e vorrei anche serenamente spiegare perché. Al suo arrivo lei ha messo al centro della sua azione, giustamente, il paziente, l'utente dei servizi sanitari; pian pianino ci si è staccati sempre di più dalla centralità dell'utente e del paziente, ma è anche vero che non si fanno le nozze con i fichi secchi, per cui bisogna in qualche modo ritrovare i giusti equilibri di bilancio che possano consentire, nonostante i tagli, la prestazione del servizio sanitario. Bene, se questo è, mi chiedo se, dopo che chiudiamo le guardie mediche, togliamo il servizio di sicurezza armata non solo nelle guardie mediche ma anche nei punti di pronto soccorso già previsti, per esempio, nei distretti ospedalieri. Avremmo dovuto avere sicuramente gli effetti, in due anni e mezzo, appunto, del risparmio annunciato e ci ritroviamo invece con un bilancio del 2005 che ci porta a 630 miliardi di lire di debito, di disavanzo.

Le ricordo, Assessore, che lei, in corso di discussione dell'ultima mozione, ha detto che gran parte era addebitabile anche ai rinnovi contrattuali che pesano su questi 630 miliardi per 85 miliardi - lo sto trasferendo direttamente in lire perché sia più chiaro a tutti - con un aumento della spesa farmaceutica che, nel primo semestre del 2006, come da lei enunciato, è aumentato del 7 per cento. Ricordo, a tal proposito, una nota e un articolo de Il Sole 24 Ore dell'8 agosto 2006 nel quale, annunciando un buco di 5 miliardi di euro per la sanità, elenca per l'annualità 2003-2004 le Regioni virtuose, tra queste Regioni, Toscana, Veneto, Lombardia, c'è la Sardegna, nonostante la Sardegna si portasse dietro e si porta ancora dietro (non so perché, spero che ci sia una risposta esaustiva) il credito del 2001 che tutti sappiamo come si è formato e del perché allora il Ministro Tremonti non concesse il credito vantato per l'annualità 2001. Aggiungo che, nel 2005, ci sono stati anche maggiori trasferimenti.

Allora, tutti siamo chiamati a fare dei sacrifici. Il "tutti" va poi esaminato, perché generalmente chi paga per questi sacrifici sono le classi più deboli e voi state portando avanti una politica che non si differenzia per niente dalle politiche del passato al quale molto spesso voi fate riferimento. Perciò tutti dobbiamo fare sacrifici, ma soprattutto le classi deboli voi chiamate a pagare per questi sacrifici (le ricordo per ultimo le indicazioni date dalla ASL numero 3 per quanto riguarda gli ausiliari, richiamando l'azienda appaltante a non riconoscere più le indennità di turno agli ausiliari, anche lì c'è un capitolo che potremmo aprire) riducendo la spesa farmaceutica per quelli che hanno in busta paga 1000 euro al mese, sicuramente non chiamando a pagare quelli che hanno in busta paga dai 100 ai 150 mila euro l'anno.

Allora in questo sistema, evidentemente, c'è qualcosa che non funziona, perché abbiamo di fatto un aumento della spesa, abbiamo una riduzione dei servizi, un ridimensionamento dei servizi discutibile per certi versi. Qual è la vera impostazione della sanità? Un dato di fatto è che sicuramente qualcuno sta pagando; condivido, come lei ha detto poc'anzi, che ogni euro del contribuente debba essere speso meglio e ogni euro debba avere una sua giustificazione, ma io credo che per molti euro lei non abbia giustificazione, soprattutto per quanto riguarda l'impostazione della spesa sanitaria. Mentre invece c'è giustificazione per i dirigenti e funzionari emarginati nel suo Assessorato e non solo, c'è molto da dire sul pesante spoil system che lei ha condotto nell'Assessorato e non solo nell'Assessorato, che credo abbia poco a che vedere con una corretta gestione sanitaria. Probabilmente la colpa di questi dirigenti e funzionari è solo quella di essere dirigenti e funzionari pensanti.

Perciò la caratteristica della gestione sanitaria di questi ultimi due anni e mezzo è ben evidente, così come vorrei evidenziare che lei ha più volte, anche nel corso della discussione dell'ultima mozione precedente a questa tenutasi nei giorni scorsi, richiamato il fatto che dobbiamo - in particolar modo si è riferita alla ASL numero 1 di Sassari - agire nella legalità. Ha riscontrato diversi incarichi dirigenziali dell'ASL di Sassari senza corretta procedura legale, queste sono sue dichiarazioni, e che dobbiamo tener fede ai vincoli della finanziaria nazionale; così come per le guardie mediche nell'interpellanza che hanno presentato i colleghi Liori e Diana in apertura, che tratta dello stesso argomento della mozione da noi presentata in data odierna, che dice appunto che, per le conseguenze della legislazione nazionale, è previsto nel breve periodo un netto ridimensionamento del servizio di guardia medica in Sardegna, che dovrebbe portare alla chiusura del 20 per cento dei punti di soccorso operativi nell'isola.

Fin qui io la seguo, sicuramente. Però, se dobbiamo verificare i vincoli della finanziaria, se dobbiamo essere, come dobbiamo essere sicuramente, in linea con le procedure di legalità e quindi seguire tutti i principi di legalità negli incarichi dirigenziali, le ricordo, Assessore, che ad oggi, a distanza di quasi due anni, lei non ha dato risposta sui casi che le sono stati segnalati attraverso interrogazioni, mozioni e interpellanze, sugli incarichi dirigenziali dati, per quanto riguarda alcuni dirigenti e direttori sanitari delle ASL della Sardegna, alcuni incarichi di direttore generale, alcuni incarichi di direttore amministrativo. Ad oggi non c'è stata, da parte sua, una risposta e i principi di legalità sicuramente in quegli incarichi, mi sento di dire e me ne assumo le responsabilità, sono stati calpestati; così come nell'ultima interpellanza, se mai verrà discussa in quest'Aula, dove si richiama uno dei casi, ma non l'unico, nel quale, nonostante i vincoli di finanziaria nazionale, lei ha consentito, caso specifico del Brotzu di Cagliari, l'assunzione a tempo determinato di un dirigente, avendo precedentemente segnalato allo stesso direttore generale che, visti i vincoli di finanziaria, queste procedure non potevano essere messe in atto. Io trovo che tutto questo sia molto contraddittorio rispetto al risparmio, a quell'euro che lei dice quando afferma che dobbiamo controllare ogni singolo euro che dobbiamo controllare e chiamando a pagare sempre quelli che, a fine mese, si trovano mille euro in busta paga.

Così come tutte le altre procedure devono essere corrette, alcuni ospedali vengono chiusi, dice lei, perché devono essere messi a norma, devono essere fatti dei lavori, devono essere razionalizzati, ridimensionati e quant'altro, perciò tutte le regole vanno osservate. Come lei sa ieri ho assistito al suo incontro in Provincia a Nuoro, ma non mi sono permesso di intervenire perché non volevo avere cadute di stile; alle tante, mi permetta, cose fantastiche che sono state dette in quella sede, qualcuno si è dimenticato, pur essendone a conoscenza, di farle una domanda; se tutte queste norme e regole, anzi non "se", le norme e le regole devono essere applicate e seguite, allora mi chiedo perché il San Francesco di Nuoro, a tutt'oggi, non abbia il nulla osta dei vigili del fuoco. Questo è solo un esempio quando si è parlato dei lavori che sono stati portati avanti e quant'altro, così come tante altre cose potrei chiedere sui comizi che ho sentito fare ieri in quel della Provincia di Nuoro, ma non mi addentro perché non è all'ordine del giorno della mozione.

Nella mozione stessa (richiamo ancora una volta anche l'interrogazione dei colleghi Diana e Liori), le si chiede conto del fatto che il Consiglio regionale ha, a suo tempo, approvato con un emendamento in finanziaria, il finanziamento per il triennio fino al 2007 dei posti di guardia medica attraverso la sicurezza armata. Come lei ricorderà, questo provvedimento fu dettato da un fatto grave, delittuoso, che avvenne presso una guardia medica nell'anno 2003, esattamente in quel di Solarussa. All'unanimità, il Consiglio regionale approvò l'emendamento e con legge del 3 dicembre 2004 numero 9 mise a disposizione del suo Assessorato una somma pari a 15 milioni di euro a partire dal 1º gennaio 2005.

Certo io mi auguro che nessuno degli atti che vengono scongiurati in questa mozione siano stati posti in essere, anche perché bisognerebbe dare conto di una mancata applicazione di una legge regionale, quella che poc'anzi le ho richiamato, la numero 9 del 2004. Ma io insisto sul fatto che vorremmo sapere anche quali sono le azioni per garantire la presenza delle guardie mediche in Sardegna che ricordo, ad oggi, sono 192 su 377 comuni che, per certi versi, possono sembrare poche, per altri possono sembrare tante; ma in un territorio che lei, in due anni e mezzo, avrà avuto modo di conoscere nel dettaglio, capirà che forse, i 192 presidi non sono sufficienti, anche viste le carenze che riscontriamo in aumento da parte dei Pronto soccorso dei presidi ospedalieri.

Chiediamo conto pertanto di queste affermazioni più volte comparse nella stampa, così come colgo l'occasione per chiedere conto anche di un'altra cosa che è sempre legata alla politica del risparmio, che è corretta, anche se io direi che è più corretto concentrare l'attenzione sulla politica dello spreco più che del risparmio, su quel fatto che il collega Gallus, in un'altra sua interrogazione, pone all'attenzione del Consiglio e dei sardi cioè il fatto che sull'informatizzazione si sia stabilita una spesa di 20 milioni di euro e che, visto il bando, sicuramente non sarà un tipo di operazione che possa essere perseguita… non so se era Gallus o Diana, scusatemi se sbaglio o se non ho richiamato qualche collega firmatario di quelle interrogazioni… 20 milioni di euro e le imprese sarde vengono sicuramente tagliate fuori da questo bando per tutti i vincoli posti nel bando stesso.

Ma ancor di più, ho memoria di un progetto di informatizzazione e omogeneizzazione del sistema informatico tra le ASL della Sardegna e la Regione sarda che, presentato per la misura 6.3, portava da una corretta gestione del sistema informatico prezioso per le informazioni di ritorno e per i controlli, che devono essere effettuati sulle ASL e non solo, fino alla tessera sanitaria fornita di microchip, una sorta di cartella clinica subito disponibile per tutti, del costo complessivo di circa 6 milioni di euro; nel giro di due anni, offrendo minori servizi, si è passati a 20 milioni di euro, gli euro dei contribuenti, quelli che voi richiamate, quell'euro singolo che va verificato e controllato.

Allora, Assessore, riepilogherei le mie osservazioni con una frase: io credo che il grande Piano sanitario già in atto, per risolvere tutti i problemi della Sardegna, sia quello di ridurre i sardi ad 1 milione di presenze, probabilmente perdendone 600 mila, risolvendo così il problema del risparmio sanitario, dell'industria e del lavoro soprattutto.

PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che il loro intervento deve essere contenuto entro dieci minuti.

E' iscritto a parlare il consigliere Licandro. Ne ha facoltà.

LICANDRO (F.I.). Signor Presidente, colleghi, per citare il mio collega Capelli nella sua conclusione potrei dire che, se gli abitanti della Sardegna dovessero essere meno di 100 mila, noi, essendo un'Isola con meno di 100 mila abitanti, certamente non perderemmo le quote comunitarie. Potrebbe essere una soluzione anche questa! Invece noi assistiamo a questi tagli, continuano ormai senza sosta i tagli dell'Assessore della sanità nell'ottica di una ristrutturazione del sistema.

In questo particolare momento poi non si salva proprio nessuno; eppure, chissà perché, io pensavo che almeno i medici di guardia medica potessero essere immuni da questa ansia da risparmio a tutti i costi che da un po' di tempo aleggia minacciosa in quest'Aula. Probabilmente, pensavo, perché si tratta di quei medici che svolgono il compito più ingrato e per certi versi anche, forse, il più pericoloso, curano pazienti che non sono loro pazienti, lavorano quando gli altri riposano e, come se non bastasse, spesso si trovano di fronte a gente della peggiore specie che solo di notte trova il coraggio di sfogare le proprie frustrazioni. Ecco quindi la minaccia, neanche oramai tanto velata, di chiusura di un insieme non meglio identificato di guardie mediche: "razionalizzazione", precisano gli addetti ai lavori. Proprio l'altro giorno, parlando con un collega di guardia medica, mi ha detto che a lui, quando sente la parola "razionalizzare", vengono i sudori freddi.

Ecco quindi il grido d'allarme dei medici della continuità assistenziale, anche se io, da ex medico di guardia medica, preferisco continuare a chiamarla così. E'un grido che non può non essere raccolto e condiviso da chi, al di là di quello che dovrebbe essere lo schieramento di appartenenza, avverte l'ingiustizia quando essa si manifesta. Invece, abbiate pazienza, ma io avverto una specie di indifferenza in quest'Aula quando si parla di problemi importanti che riguardano anche la salute dei cittadini. Fra l'altro, noi ancora non sappiamo con certezza quali e quante sedi verranno soppresse, come se ci trovassimo di fronte a un sudoku ragionieristico e non al rischio che perfino i servizi essenziali della socialità siano portati via ai comuni certamente più piccoli, che sono quelli che rischiano maggiormente.

E' chiara e quindi assolutamente condivisibile la preoccupazione degli operatori, operatori che sono coscienti che questi interventi intanto comprometterebbero certamente la qualità del servizio prima di tutto, ne ridurrebbero la presenza nel territorio dei singoli paesi e soprattutto, cosa ancora più grave, limiterebbero la accessibilità allo stesso alle fasce più deboli della popolazione. E quando penso alle fasce più deboli, ai comuni più piccoli, non posso fare a meno di pensare a una zona particolarmente disagiata, anche per tanti altri motivi, della provincia di Oristano, la Marmilla. Bene, i colleghi della guardia medica della Marmilla hanno il sospetto, ma di questi tempi e da queste parti ogni sospetto è già un forte indizio, che ci sia proprio la volontà di identificare questa zona come sede di sperimentazione di massicci accorpamenti e, per usare parole loro, bisogna con decisione dire che è impensabile rinunciare alla sicurezza di chi vi lavora, ma bisogna anche ribadire, oggi soprattutto, che la capillarità nel territorio è qualità di servizio e che le carenze storiche devono essere colmate riqualificando il loro lavoro, magari tramite corsi di aggiornamento, quegli stessi seri e simili fatti ad esempio per il 118, con la conseguente fornitura di mezzi che consenta e che permetta un miglioramento del lavoro, individuando questo come forma di risparmio economico del sistema nel suo complesso. Vede, più di una volta, in risposta anche alla mia interpellanza, lei mi ha detto che è assolutamente necessario risparmiare ed è importante risparmiare anche un singolo euro, ma gli stessi medici si chiedono: dove andrebbero a finire i soldi frutto di questo sacrificio? In realtà, cosa migliorerebbe?

E a proposito di sicurezza: la questione della vigilanza nelle guardie mediche è un altro tema che da un po' di tempo aleggia in quest'Aula, in questo Consiglio perché è un problema, badate, che esiste davvero anche se noi non lo percepiamo immediatamente, anzi sarebbe più corretto dire che non lo percepiscono alcuni tra di voi. Provate a pensare che cosa significa stare in un paesino, esercitare dopo tanti sacrifici la professione medica, la notte, in balia di qualcuno che ha come intenzione quella di far del male.

Provate ad immaginare (non mi piace, è la prima volta che lo faccio e non lo farò mai più) cosa provò quella notte maledetta la dottoressa della guardia medica di Solarussa quando fu trucidata da un folle dentro i locali della guardia medica. Forse soltanto così si potrebbe capire, potreste capire perché chiediamo, ancora una volta e con grande insistenza, che la sicurezza e la vigilanza siano sempre e comunque garantite nelle guardie mediche così come negli ospedali. Certo, questo ha un costo, ne siamo perfettamente consapevoli ma, proprio presi dall'ansia di risparmiare su tutto, tranne che sui consulenti e i managers importati, di risparmiare anche sul non risparmiabile, voi dite che non ci sono soldi per le guardie mediche. Voi, è cronaca di questi giorni, volete risparmiare anche sulle pulizie, perfino sulle pulizie vi trovate a fare i conti con quelle povere donne senza soldi che reclamano soltanto il diritto del lavoro.

Questo noi almeno lo abbiamo capito: siete per i tagli quando volete voi e per la spesa, anche indiscriminata, quando volete voi! Diteci allora qual è la vostra strategia per generare lavoro in Sardegna, noi ancora non lo abbiamo capito! Oppure diteci che non ne avete una, che è meglio! Tanto questo lo abbiamo capito da soli. Se poi dovesse capitare, io non lo auguro assolutamente a nessuno, nelle guardie mediche, un altro episodio di violenza, uno qualunque, non importa che sia grave, ma un fatto evitabile con la vigilanza, beh, è bene che i sardi sappiano fin da ora che la responsabilità è e sarà solamente tutta quanta vostra. Ve la prenderete tutta, noi non c'entriamo e vi avevamo pure avvisato. Anzi l'irresponsabilità è tutta vostra perché questo atteggiamento oscuro soltanto così può essere qualificato. Colleghi, la razionalizzazione e gli sprechi non possono e non devono passare come caancellazione dei diritti essenziali delle persone. PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gallus. Ne ha facoltà.

GALLUS (Fortza Paris). Signor Presidente, Assessore, colleghe, colleghi, le guardie mediche rivestono, all'interno del mondo della sanità, una realtà a se stante, quasi di frontiera vorrei dire, sicuramente di vicinanza ai cittadini che, per eventi patologici anche di grave entità e soprattutto durante le ore notturne, devono rivolgersi agli operatori medici che costituiscono un presidio in tanti piccoli centri della Sardegna il più delle volte privi di altri servizi sanitari essenziali. L'operatore sanitario della guardia medica costituisce per questi cittadini una prima risposta a quell'esigenza di tutela e salvaguardia della salute e, in questo senso, anche la sicurezza e la tranquillità psicologica di poter usufruire di un servizio in tempi rapidi. Purtroppo anche in questo settore la politica dei tagli indiscriminati, che ho richiamato nel precedente intervento sulla mozione numero 87, ha determinato una situazione di precarietà e insicurezza che si ripercuote perniciosamente sull'efficienza delle prestazioni sanitarie.

Un primo elemento di negatività è costituito dalle condizioni di scarsissima sicurezza dei medici e degli stessi pazienti che si trovano, come è facile immaginare, alla mercé delle intemperanze di persone che, sotto gli effetti di sostanze stupefacenti o di alcolici, agiscono in maniera oltraggiosa, aggressiva e talvolta purtroppo anche criminosa. In noi tutti è ancora vivo il ricordo della compianta collega Roberta Zedda, barbaramente trucidata dopo ore di sevizie mentre prestava servizio presso la guardia medica di Solarussa. Un sacrificio che rimarrà indelebile e che deve servire come monito per chi, come noi, ha la responsabilità politica e decisionale per non abbandonare al proprio destino i tanti giovani sanitari che si trovano ad operare nelle guardie mediche. Una situazione che toglie dignità sia alla struttura che al personale medico che si trova ad operare in una situazione di oggettiva difficoltà a scapito dell'efficienza e della serenità che ciascun lavoratore deve avere nel proprio posto di lavoro. Si tratta per lo più di medici alle prime esperienze nel mondo del lavoro della sanità che in questo modo vengono gettati allo sbaraglio, impreparati ad affrontare una situazione di grave emergenza non solo eventualmente di carattere medico, ma anche per la sicurezza e la incolumità pubblica.

D'altronde la mia esperienza personale, che mi ha visto muovere i primi passi nel mondo sanitario proprio prestando la mia opera in una guardia medica, mi consente di effettuare una serena analisi potendo affermare che, da quei tempi ad oggi, non si sono registrati quei miglioramenti da tutti auspicati. Ricordo quegli anni di impegno con ore vissute talvolta con la trepidazione di chi, essendo alle prime esperienze, viene lanciato in un mondo del tutto nuovo, un universo tutto da scoprire e da capire senza avere i mezzi adeguati per affrontarlo. E se è vero che si cresce affrontando le difficoltà, il sistema sanitario però non può permettersi di giocare sulla pelle dei pazienti e del personale medico, mettendo a rischio la salute dei primi e la professionalità e la preparazione dei secondi oltre che la loro sicurezza.

Quello che fa specie è che le risorse per assicurare un servizio di vigilanza armata che fungesse da deterrente per tutti i fenomeni criminosi legati agli innumerevoli episodi di aggressione dei sanitari delle guardie mediche esistevano e potevano già costituire una prima importante risposta. Di fronte a questo quadro, non certo esaltante, se quanto richiamato nella mozione dovesse rispondere al vero, e cioè la presunta volontà dell'Assessorato regionale di ridurre il numero delle prestazioni delle guardie mediche e la vigilanza alle stesse, risulta chiaro che la sanità non è vista come un servizio di primaria importanza, insostituibile, ma come una prestazione di carattere aziendalistica, laddove il superfluo viene eliminato per far quadrare il bilancio interno dell'azienda.

Una visione che non può e non deve appartenere ad una società evoluta che, nell'efficienza, nella puntualità e nella certezza della tutela della salute dei cittadini, ripone i cardini del proprio sviluppo sociale e culturale. Dopo tante e vane promesse e aspettative, i locali delle guardie mediche rimangono per lo più evanescenti e fatiscenti, oltre che poveri di mezzi, e il livello e i tempi dell'accoglienza non sono migliorati a causa dell'esiguità del personale. Eppure, spesso ci sentiamo dire e diciamo che la democrazia ha i suoi costi e che questi costi devono essere affrontati dalle società più evolute, ma cosa c'è di più democratico ed evoluto di un servizio sanitario puntuale, efficiente, solidale e alla portata dei cittadini, soprattutto quelli più bisognosi?

In conclusione, i richiami contenuti nella mozione che abbiamo trattato non possono non essere oggetto delle nostre attenzioni perché le disfunzioni e gli incresciosi episodi richiamati non abbiano più a ripetersi. Io credo che, su questa specifica materia che più di altre tocca la sensibilità dei cittadini, noi dobbiamo rapportarci in modo costruttivo e consci di dover agire nell'esclusivo e primario interesse dei cittadini che, per fortuna, ancor oggi guardano a noi con la speranza di avere una sanità più vicina e solidale con i pazienti che soffrono e i loro familiari, speranza che non può andare delusa.

Concludo, non prima però di lamentare come, anche nella Commissione sanità del Consiglio regionale, questa situazione di stallo, di confusione e latente malcontento stia generando una situazione di ingovernabilità, i lavori risultano frammentati con diverse sedute che saltano per mancanza di numero legale, sintomo di una maggioranza allo sbando e che sbanda e, se non fosse per il ruolo di grande responsabilità e fattiva collaborazione che svolgono i commissari dell'opposizione, non si terrebbero quasi mai sedute. Però è chiaro che non siamo più disposti a fare da stampella ad una maggioranza e ad un Assessore che non paiono propensi al dialogo e al confronto e poi, ancora più grave - e torno su un argomento che ho citato anche martedì scorso durante la discussione sulla mozione numero 87 - è che, quando il confronto c'è e si prendono decisioni condivise e comuni, queste vengano completamente disattese facendo mancare la fiducia reciproca.

Le richieste che fanno i Commissari dell'opposizione sono state chiarite più volte in questi giorni, io non sto qui ancora a ripeterle, però, colleghi, è chiaro, cos'è che noi chiediamo? Noi chiediamo rispetto, educazione, anche da parte, ad esempio, di un istranzu come il dottor Gumirato che (oggi non voglio assolutamente parlare del suo operato come direttore generale) si permette di insultarci gratuitamente durante l'espletamento delle nostre funzioni. Questo signore dovrebbe avere un po' di coraggio, chiedere scusa e fare un bel bagno di umiltà.

Mi dispiace che oggi non sia presente il Presidente, perché anche a lui avrei voluto chiedere se ha finito le indagini sulla veridicità di quanto detto dal dottor Gumirato, in modo da poter fare poi quella censura che ha dichiarato che avrebbe fatto di conseguenza. Avrei anche voluto dirgli che deve mantenere la parola anche lui. Presidente Soru, deve mantenere l'impegno che ha preso in questa Aula, perché se così non fosse, noi non parteciperemo ai lavori della Commissione sino a quando non si stabilirà un rapporto imperniato sui canali della correttezza, del confronto democratico nel rispetto delle parti e del dialogo costruttivo e, cosa fondamentale e imprescindibile, nel mantenere fede alla parola data.

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, onorevole Presidente del Consiglio, Assessori, colleghe e colleghi, quando il Consiglio regionale ha approvato la finanziaria 2004, ha introdotto la norma relativa alla vigilanza per le guardie mediche, quindi, il mio convinto sostegno allora, come socialista de La Rosa nel Pugno, è stato determinato proprio dalla consapevolezza che solo in quel modo le guardie mediche, operanti in condizioni precarie e di non sicurezza, avrebbero potuto svolgere il loro importante compito con serenità. L'altro aspetto, non secondario, che mi aveva indotta, appunto, a sostenere con estrema decisione il provvedimento, era proprio il fatto che avremmo creato e difeso dei posti di lavoro, peraltro in uno scenario socioeconomico che tutti riconosciamo essere sempre più difficile. Questa premessa, per un intervento breve, è tesa a sottolineare alcuni aspetti che ho l'impressione, qualche volta in questi ultimi tempi, non vengano tenuti nella giusta considerazione. Mi riferisco all'esigenza di non mettere, tra parentesi, e di non cancellare con ragioni discutibili se non pretestuose, diritti irrinunciabili, la difesa dei posti di lavoro e la sicurezza in cui si svolge l'attività. Esercitare il ruolo di guardia medica non è gradevole per il livello di responsabilità che si assume e per la bassa retribuzione rapportata agli studi effettuati e al delicato servizio reso ai cittadini. Diventa, però, decisamente insostenibile se si vive con l'ansia di poter subire un'aggressione e se si indossa il camice da donna con l'angoscia di poter subire una violenza sessuale e, purtroppo, com'è avvenuto, di perdere anche la vita.

Essere donna oggi, permettetemi di fare con voi questa digressione, sta diventando sempre più difficile sotto qualunque aspetto, innanzitutto, dal punto di vista del rispetto. Nel mondo dei privilegi c'è un tratto dominante che veramente fa impressione, mentre in apparenza la società sembra voler valorizzare la donna, di fatto si tende sempre più ad emarginarla e a rendere ancora più debole e insignificante il suo ruolo. Non basta che i tre quarti degli abusi sessuali avvengano dentro le pareti domestiche e che i maltrattamenti si verifichino sistematicamente in famiglia. Gli attacchi allo status della donna avvengono anche sul fronte pubblico, a cominciare dal lavoro. Le donne studiano più degli uomini, gli ultimi dati degli iscritti all'Università di Cagliari, se fosse necessario, lo confermano. Si laureano prima dei colleghi, con voti notevolmente superiori, frequentano con maggior profitto e successo dei loro coetanei i masters, quando però si tratta di lavoro e di carriere queste virtù vengono cancellate. Se si devono assegnare incarichi di prestigio le donne non esistono, se si deve tagliare sono le prime a subirne le conseguenze. La scarsa presenza femminile nelle istituzioni, più volte e da più parti denunciata e, quindi, l'impossibilità di incidere con modelli alternativi a interventi normativi adeguati, rende ancora più vulnerabile lo status sociale della donna.

Tornando al tema, la violenza - ma attenzione, è violenza anche perdere il posto di lavoro, è vedere compromessa la busta paga, sono violenze sociali che non si possono sopportare - dicevo, la violenza richiede una decisa inversione degli atteggiamenti da parte di tutti, ma conseguire questo obiettivo in ogni settore della vita privata e pubblica richiede un forte impegno convinto e costante, quindi è importante che ogni aspetto della vita sociale sia interpretato in modo corretto.

Per quanto riguarda il lavoro, per esempio, è chiaro che occorre presentare un quadro nitido e inequivocabile che guardi agli uomini e alle donne. Quando "Sardegna Insieme" si è presentata ai cittadini al "Nuraghe Losa", in una grande manifestazione popolare, aveva lanciato una sfida applaudita, sentita profondamente nell'emotività collettiva corale. Abbiamo detto "nessun posto di lavoro esistente sarà cancellato", per me quello era un impegno da applicare in ogni settore, dalle guardie mediche ai vigilanti, dalla chimica all'agroindustria, dal settore metallurgico a quello delle pulizie, dalla cartiera alla Palmera, dal Parco geominerario alla Carbosulcis, da Porto Torres a Macomer, da Villacidro a Ottana. Esprimo quindi un particolare apprezzamento, perché la sesta Commissione presieduta dall'onorevole Giagu intende dedicare una sessione di lavoro esclusivamente rivolta al tema dell'emergenza industria e lavoro, e spero che altrettanto faccia il Consiglio regionale. Oggi però ci troviamo davanti a un bando comunitario che rischia di mandare a casa 680 persone che hanno un salario di 500 euro al mese con 5 ore lavorative giornaliere. Stiamo parlando di persone, guarda caso, prevalentemente donne che hanno a carico figli, molti adulti disoccupati, e bambini nati talvolta da un matrimonio o da una relazione ormai finita.

Il lavoro di queste persone, e di tutte quelle che si trovano in queste condizioni, viene prima di qualsiasi alchimia politica, di qualunque ragionamento di ingegneria istituzionale, di qualunque alibi. Anche il nobile e condivisibile principio di risparmiare i denari pubblici, e permettere così ai cittadini di pagare meno tasse, si infrange dinanzi al caso di persone, donne e uomini, che vivono con salari decisamente al di sotto della soglia di povertà e che in questi giorni, come non avveniva da diversi lustri, sono state costrette a tornare in piazza, interrompere il traffico, occupare il palazzo della Regione e perfino accamparsi e dormire all'addiaccio. E' ancora più amaro considerare che, in Sardegna, questi salari ottenuti con lavori umili ma dignitosi possano essere ridotti, e i posti di lavoro messi in dubbio. Meglio fermarsi, congelare un bando per quanto importante possa essere, sospendere ciò che si è fatto finora e riprendere le fila del discorso.

Per tornare alle guardie mediche anche qui, donne ma anche uomini, che peraltro nell'immaginario collettivo, è stato anche detto prima, sono considerati medici di frontiera e di serie B, non credo che l'Assessore della sanità abbia mai pensato di ridurre il servizio di vigilanza non garantendo la sicurezza. Non ho dubbi che la situazione sarà chiarita dall'assessore Dirindin nella replica, anche perché è meglio essere corretti e attenti e non lanciare lepri anche quando non è necessario.

PRESIDENTE. Io invito sommessamente i colleghi a stare nel tema per il quale siamo convocati, altrimenti ognuno può parlare naturalmente degli innumerevoli problemi della nostra Isola.

E' iscritto a parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, mentre interveniva la collega Caligaris, riflettevo. La logica conseguenza dopo il suo intervento, collega Caligaris, dovrebbe essere quella di chiedere le dimissioni della Giunta, perché lei ha citato il programma di "Stare insieme" o "Insieme per la Sardegna", non mi ricordo più come lo definite, e siccome neanche un passo di quel programma è stato rispettato, non le resta, nel suo prossimo intervento che chiedere le dimissioni dell'intera Giunta.

Io invece chiederò all'assessore Dirindin di dimettersi, di liberare finalmente la Sardegna dal suo modus operandi, io non so come consideri la sanità in Sardegna l'assessore Dirindin, ha iniziato in quest'Aula, anzi ha iniziato la sua attività da Assessore della sanità della Regione sarda annullando delibere della precedente Giunta che istituivano nuovi servizi, aveva preso impegno di esaminarle, di vederle, in modo da mandare avanti quelle che, secondo lei, erano necessarie. Quindi ha iniziato l'assessore Dirindin, seguendo il consiglio del presidente Soru, con i tagli. Tagli in un settore, quello sanitario in Sardegna, che è sicuramente diverso dal resto delle altre Regioni, Assessore. Lei non può dire che risparmia nella sanità in Sardegna come potrebbe dirlo per il Piemonte o per il Veneto, Regioni a lei molto vicine, Regioni delle quali lei si serve parecchio per le consulenze, per i consulti, per i suggerimenti e quant'altro.

Vede, lei è poco rispettosa di questo Consiglio perché solo il minacciare l'abolizione del servizio di vigilanza nelle guardie mediche deve essere letto, Assessore, come mancanza di rispetto verso questo Consiglio regionale. Le vorrei ricordare, ed è questo l'oggetto della mozione, che quell'emendamento, che stabiliva 15 milioni di euro all'anno a partire dal primo gennaio 2005 per quel servizio, è stato approvato dall'intero Consiglio regionale all'unanimità, quindi non è consentito a nessuno, né al presidente Soru né a lei, di pensare di poter eliminare un servizio di così grande importanza per gli operatori. Io la invito a non fare solo il giro degli ospedali, Assessore, vada anche nei posti di guardia medica, nei piccoli centri, qualcuno dei quali è stato indicato dal collega Licandro, io la invito ad andare nei paesi del Sarrabus, nei paesi del Sarcidano, nei paesi della Trexenta, la invito a verificare prima i locali per vedere se sono idonei per il servizio di guardia medica e poi si renderà conto di come operano questi medici in quei locali e quali rischi corrono quotidianamente in queste zone.

Per cui, ecco, non pensi minimamente, Assessore, di poter revocare una delibera approvata all'unanimità dal Consiglio regionale, sì, revocare perché lei nelle sue intenzioni propone questo. C'è una strada percorribile, mi rivolgo a voi del centrosinistra, abbiate il coraggio, nella predisposizione della prossima legge finanziaria, di eliminare il finanziamento di questo servizio. Avete la possibilità a giorni, fra qualche mese, entro l'anno, se corrispondesse al vero che riuscite a portare la finanziaria entro la fine dell'anno, avete la possibilità di eliminare quel finanziamento, fatelo sapere voi, agli operatori, che avete questo intendimento, e poi loro valuteranno sicuramente se il Governo del centrosinistra, quello che oggi sta governando la Sardegna, è a favore dei lavoratori, a favore dei deboli, a favore di coloro che hanno bisogno invece di maggiore attenzione!

PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE LOMBARDO

(Segue CAPPAI .) Vada lei, Assessore, in quei territori a rendersi conto di quello che è il servizio in queste aree! Ne approfitto, Assessore, perché - come ha detto il mio Capogruppo Capelli - probabilmente non ci sarà più occasione per parlarne. Noi abbiamo presentato una mozione, in questi giorni, o un'interpellanza -adesso non mi ricordo - sull'ultimo avvenimento del "Brotzu", sull'assunzione a tempo indeterminato di un dirigente amministrativo. Vorrei leggere la lettera che lei ha mandato nel mese di luglio 2006, Assessore, sempre per risparmiare, forse solo nelle sue intenzioni. Lei ha mandato questa lettera a tutti i direttori generali, ne leggo un passo, Assessore. Assunzioni a tempo indeterminato: "La legge finanziaria 2005, articolo 1, comma 98, ha stabilito che gli enti del Servizio sanitario nazionale devono limitare la copertura del turnover in modo da garantire economie di spesa non inferiore ai 579 milioni di euro nell'esercizio 2006, secondo criteri da definirsi con apposito decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, che non è stato ancora adottato ma che si ritiene sia di imminente emanazione. Pertanto ciascuna Azienda avrà cura di astenersi dal procedere a qualsiasi assunzione a tempo indeterminato". Qualsiasi Azienda, compreso il "Brotzu", Assessore! Potrebbe essere tranquillamente accettata la mobilità interregionale, Assessore, perché non sarebbe un costo per il Servizio sanitario nazionale. Quindi, questo decreto non c'è ancora stato. Lei però chiude la lettera, Assessore: " Si coglie l'occasione infine per invitare le Aziende ad effettuare un'accurata ricognizione in ordine al pieno utilizzo del personale dipendente, rivisitando in particolare tutte le situazioni di parziale o diverso impiego di figure professionali…" eccetera eccetera eccetera.

Assessore, la invito a chiedere la revoca di quella delibera del "Brotzu" e a verificare quello che lei ha detto qui: un corretto utilizzo del personale e se tutte le figure professionali svolgono a tempo pieno il proprio ruolo. La invito a farlo! Vede, Assessore, tutti i funzionari, tutti gli alti dirigenti, tutti i direttori generali che hanno governato la sanità in Sardegna negli ultimi anni sono stati dichiarati da voi tutti incapaci, tutti limitati nella loro intelligenza, tutti limitati nella loro preparazione, tutti limitati nella propria cultura sanitaria. Oggi, stranamente, si pesca da concorsi del 2001, scaduti! Graduatorie scadute, Assessore, per inventare nuovi dirigenti che non servono! Le abbiamo già le professionalità, non c'è bisogno di inventarne altre! Lei, che vuole risparmiare, eviti che si compiano questi atti nelle Aziende sanitarie. Non vada a controllare negli scantinati se ci sono medicinali scaduti o se ci sono letti ancora da poter usare, come ha fatto con il presidente Soru l'anno scorso quando è andata a Is Mirrionis. Verifichi invece queste altre opportunità e si renderà conto che si può risparmiare in altro modo.

La invito infine a dichiarare in quest'Aula, Assessore, che le consulenze da lei stanno diminuendo. La invito a dichiarare che i consulenti del suo Assessorato…

PRESIDENTE. Onorevole Cappai, il tempo a sua disposizione è terminato.

E' iscritto a parlare il consigliere Moro. Ne ha facoltà.

MORO (A.N.). Signor Presidente, Assessori e colleghi, questa mozione che è all'esame dell'Aula si inserisce in una fase di grande difficoltà della sanità sarda, che ormai a tutti i livelli contesta apertamente, con inoppugnabili argomenti di merito e di metodo, l'impostazione e la gestione che la sinistra dei super managers di importazione ha voluto dare del diritto alla salute.

Il Governo regionale e l'Assessore dovrebbero ammettere, con un minimo di onestà intellettuale, che il soccorso "rosso" organizzato per salvare la sanità sarda da chissà quale baratro non ha funzionato. Non ha prodotto, in circa due anni e mezzo, alcun risultato apprezzabile per i cittadini. Ha provocato, invece, la rivolta composta ma ferma di tutti gli operatori del settore e non per ragioni economiche o di rinnovi contrattuali, lo vogliamo sottolineare con forza. Non è una questione di soldi, insomma, né per i primari del "Brotzu" né per i medici di famiglia né per il primario dell'Ospedale Civile di Ozieri, che ha clamorosamente lasciato il suo incarico, né per gli amministratori locali impegnati nella difesa dei tanti, cosiddetti, piccoli ospedali che la Regione sta lasciando spegnere, come candele, in attesa di poterli cancellare dalla mappa sanitaria della nostra Isola, con danni incalcolabili per molte realtà locali ed un gravissimo pregiudizio, come abbiamo sottolineato poc'anzi, per il diritto alla salute dei cittadini.

Non è solo una questione di soldi, almeno per il momento ed almeno in Sardegna, ma ben presto ci sarà anche questa emergenza, anche perché proprio in questi giorni il Governo nazionale ha raggiunto con le Regioni un primo accordo sulla spesa sanitaria, che sarà inserito nella prossima legge finanziaria. Un accordo che i sindacati già contestano in modo unitario perché non è stato risolto il problema della reintroduzione dei tickets. Le cifre dell'accordo triennale, inoltre, dimostrano in modo inequivocabile che la spesa sanitaria del Governo Prodi è stata aumentata in modo sensibilmente inferiore rispetto a quella del Governo Berlusconi: 97 miliardi nel 2007, di cui uno per sostenere il risanamento delle Regioni in ritardo sugli obiettivi di spesa programmati; contro i 91,2 miliardi del 2006. In percentuale la crescita è molto bassa. Eppure il centrodestra è stato accusato per anni dalla sinistra di fare "macelleria sociale" a danno delle categorie meno abbienti. Inoltre, dietro e dentro l'accordo, c'è un bel taglio rispetto all'attestato del 2006: circa 3 miliardi di euro, pari al 10 per cento dell'intera manovra del 2007. Ma si sa, quando i tagli li fa la sinistra è tutto uno sfoggio di virtù, anche se alla fine il bilancio dovrà quadrare in sede regionale e locale con il ticket, l'aumento delle addizionali Irpef e Irap.

Resta sullo sfondo, comunque, un problema di visione generale della sanità. Cito solo un altro dato nazionale che però fa capire bene il senso del nostro ragionamento ed è estremamente legato al contesto della nostra mozione. Il 27 giugno scorso, il Ministro della salute, Livia Turco, ha presentato alla Commissione affari sociali della Camera le linee guida del Governo in materia sanitaria, con un documento intitolato in perfetto sinistrese il "New deal della salute". In questo documento, Assessore, lei lo sa bene, non c'è una sola parola dedicata alla sicurezza delle strutture sanitarie e degli operatori sanitari che lavorano nelle guardie mediche, è il caso che ci interessa da vicino. O meglio, si parla, in alcune parti del testo, di sicurezza ma solo di quella che il sistema sanitario deve garantire all'esterno, cioè per quanto riguarda le cure, i luoghi di lavoro, l'ambiente ed i prodotti alimentari. Tutto questo va bene, anche se avremmo molto da dire sul come, ma contestiamo con forza la totale sottovalutazione del problema che potremmo definire di sicurezza interna il quale evidentemente non è una priorità del Governo Prodi. Per quanto riguarda il livello nazionale, se ne parlerà a breve nella prossima finanziaria.

A nostro giudizio, in questa sede, il Consiglio regionale e la Giunta devono dire invece che il problema della sicurezza interna delle strutture sanitarie, degli operatori, delle guardie mediche, deve essere una priorità della Regione Sardegna; di conseguenza non solo non dobbiamo accettare tagli di spese ma dobbiamo adoperarci per un innalzamento dei livelli di sicurezza esistenti sia con infrastrutture tecnologiche che con l'impiego di nuove risorse umane. Credo si tratti di un impegno comune, dettato dal buon senso e da elementari ragioni di buon governo della cosa pubblica, un terreno cioè dove è possibile raggiungere la convergenza di maggioranza ed opposizione. Mi auguro che i colleghi della maggioranza capiscano il senso di queste parole, si potrebbe avere una vera e reale convergenza perché il problema dovrebbe essere sentito da entrambe le parti. Oltre all'impegno civile direi che si tratta, lo dico senza nessuna enfasi, anche di un dovere morale, un dovere cui siamo chiamati per onorare - è già stato ricordato in precedenza dai colleghi, ma non mi sottraggo da ricordarlo ancora - attraverso la nostra azione legislativa, la memoria della dottoressa Roberta Zedda, barbaramente uccisa nel 2004 a Solarussa sul suo posto di lavoro di guardia medica, insignita della medaglia d'oro al valore civile dall'allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

In quella occasione, il Presidente nazionale dell'Ordine dei medici disse che la vita e la salute, caro Assessore, sono un bene più importante di ogni altro conto economico e come tali vanno garantiti a tutti i costi. Sottoscriviamo in toto questa affermazione ed aggiungiamo che la sicurezza rappresenta in un certo senso il valore dei valori, perché dove non c'è sicurezza non c'è libertà e non ci sono neanche diritti. E' ovvio che in certe circostanze il legislatore debba anche sapersi adattare alla realtà che cambia, sia in positivo che in negativo purtroppo, ma in materia di sicurezza è indubbio che siano le azioni di prevenzione e gli interventi strutturali a garantire risultati più efficaci, potrebbero essere forse meno visibili ma non per questo meno efficaci, La sicurezza perciò deve diventare un dato stabile del sistema sanitario sardo e qualunque iniziativa in direzione opposta va assolutamente respinta.

Così come va respinto il tentativo di recuperare risorse, e veniamo alla seconda parte della mozione, attraverso il ridimensionamento dei presidi sanitari rappresentati dalle guardie mediche turistiche. I motivi sono in parte gli stessi che abbiamo esposto, ma in questo specifico caso ve ne sono degli altri e non meno importanti. Il turismo è, o meglio dovrebbe essere, un settore di importanza strategica per la nostra economia, purtroppo - nonostante il martellamento di certi organi di stampa amici e apertamente fiancheggiatori del Presidente della maggioranza - è stato sottoposto in questa legislatura ad attacchi devastanti, dalla stangata fiscale, al Piano paesaggistico, attacchi che finiranno per consolidare, mentre aspettiamo ancora i conti di questa stagione, l'ultima posizione della Sardegna in campo nazionale.

In questo contesto, non crediamo proprio che ci possa essere lo spazio per assestare un altro duro colpo al nostro sistema di accoglienza per i turisti, di cui le guardie mediche sono un elemento fondamentale ed insostituibile; chi viene in Sardegna, infatti, dà anche un giudizio su ciò che vede, su come funzionano i servizi di base, su cosa non c'è e cosa c'è. Ed infine è facile intuire quale sarebbe stato questo giudizio se, nei principali luoghi di vacanza ed in prossimità di essi, fosse….

PRESIDENTE. Onorevole Moro, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Mi sembra che l'Aula sia vuota, immagino che forse ci siano delle riunioni in corso. Chiedo la verifica del numero legale, anche a nome del collega Vargiu.

PRESIDENTE. E' stata richiesta la verifica del numero legale, prego i colleghi di prendere posto.

Seconda verifica del numero legale

PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.

(Segue la verifica)

Risultato della verifica

PRESIDENTE. Dichiaro che sono presenti 26 consiglieri.

(Risultano presenti i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CACHIA - CASSANO - CONTU - CORDA - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUGINI - DEDONI - FADDA - FARIGU - FRAU - GESSA - LA SPISA - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MORO - PETRINI - PISANO - RASSU - SALIS - SANNA Francesco - SERRA - VARGIU.)

Constato l'assenza del numero legale, sospendo la seduta per trenta minuti. I lavori riprenderanno alle ore 12 e 50.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 18, viene ripresa alle ore 12 e 50.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta.

Onorevole Vargiu, mantiene la richiesta di verifica del numero legale? Se non viene appoggiata da un altro Capogruppo, procediamo.

(Interruzione del consigliere Diana)

PRESIDENTE. Se non viene confermata la richiesta di verifica del numero legale, dobbiamo continuare, onorevole Diana. Alla mia domanda, onorevole Diana, non è stata confermata la richiesta di verifica del numero legale, per cui dobbiamo procedere.

E' iscritto a parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.

FRAU (Progetto Sardegna). Signor Presidente, Assessore e colleghi, io pensavo che almeno oggi si parlasse dell'oggetto della mozione, invece, come sempre quando affrontiamo i problemi relativi alla sanità, si cerca di divagare su argomenti che probabilmente niente hanno a che fare con questa materia. Io credo che il problema delle guardie mediche sia un problema serio, naturalmente, è stato sottolineato a proposito e a sproposito, anche, oggi. Sia un problema serio che merita di essere affrontato tenendo anche, però, ben presente la situazione reale delle guardie mediche nella nostra Regione.

Intanto due considerazioni proprio a cominciare dalla mozione che abbiamo in discussione: la mozione parte da presupposti che, a mio modo di vedere, sono inesistenti, fa riferimento, anzi dice esplicitamente "parrebbe intenzione dell'Assessorato", "parrebbe", io ho cercato naturalmente questa delibera che dovrebbe ridurre il numero delle postazioni di guardia medica nel nostro territorio, non l'ho trovata, a meno che non sia una delibera che sia arrivata solo alla minoranza; e, alla fine ancora della mozione, si richiede, dove necessario, di provvedere al potenziamento dei centri di guardia medica nella nostra Regione.

Ecco, io credo che molte cose giuste siano state dette, l'analisi della situazione delle guardie mediche è quella che è stata fatta, i punti di guardia sono spesso dei posti fatiscenti, dove operano adesso, badate bene, non più colleghi alle loro prime esperienze, ma medici che hanno ormai raggiunto i 45 e i 50 anni e che hanno trovato nella guardia medica ormai il loro lavoro probabilmente definitivo. Allora bisogna, io credo, anche tener presente la normativa nazionale in materia di guardia medica, perché chiedere genericamente il potenziamento dei centri di guardia senza conoscere la realtà reale della nostra Regione mi sembra che sia, come minimo, azzardato.

Intanto, il contratto collettivo nazionale per i medici di medicina generale e per i medici di continuità, che è del marzo 2005, io credo che di questo si debba assolutamente tenere conto, prevede che ci debba essere un medico di continuità assistenziale ogni 5000 abitanti e lascia una deroga, il contratto collettivo, per una riduzione del 30 per cento; questo significa che può esserci un medico di guardia medica, chiamiamolo così per intenderci, ogni 3500 abitanti. La situazione in Sardegna è molto diversa da quella che è prevista nel contratto collettivo nazionale: in Sardegna c'è un medico di continuità assistenziale ogni 2000 abitanti, quindi completamente al di fuori delle normative nazionali. Così, se a livello nazionale, abbiamo una presenza di 0,2 medici per 1000 abitanti, in Sardegna siamo a 0,5 guardie mediche ogni 1000 abitanti. Quindi, io credo che, prima di affrontare una discussione sulla guardia medica, bisogna conoscere i numeri della nostra realtà, dopo di che possiamo affrontare seriamente la discussione.

Nella nostra Regione abbiamo 192 punti di guardia medica, cioè uno circa ogni due comuni…

LIORI (A.N.). E la media degli abitanti dei nostri comuni, qual è?

FRAU (Progetto Sardegna). Indubbiamente questo alto numero di guardie mediche è influenzato dal fatto che i nostri comuni sono piccoli, molto spesso distanti tra loro, che la viabilità è quella che conosciamo eccetera eccetera. Tutte cose che ovviamente bisogna tenere in considerazione e che saranno tenute in considerazione anche nel Piano sanitario che abbiamo, in Commissione sanità, in discussione, proprio perché anche lì si prevede la riorganizzazione della rete di guardia medica.

Però, io credo che, senza partire da questi dati, la discussione sia abbastanza sterile, nel senso che io non ho letto da nessuna parte che si prevede la mancata assistenza da parte delle forze dell'ordine alle guardie mediche, questa delibera non esiste, così come non esiste una delibera in cui si affermi la riduzione dei medici di guardia medica. Io credo che invece il problema fondamentale sia quello della riorganizzazione, è a tutti noto che moltissime guardie mediche in Sardegna ruotano intorno a presidi ospedalieri e potremmo citare parecchi esempi, Cagliari, prima di tutto, poi l'ospedale di San Gavino, che si ritrova otto comuni che gli ruotano intorno nell'arco di sette chilometri, e così pure tutti i comuni che gravitano intorno ai vari presidi ospedalieri della Regione.

Allora, la riflessione che andrebbe fatta, a mio avviso, non è quella di chiudere, né tanto meno di aprire nuovi punti di guardia medica, quanto piuttosto quella di riorganizzare il servizio in modo tale da dare anche ai professionisti che, ripeto, non sono più i neolaureati, ma professionisti specialisti ormai nelle varie branche, dicevo, dare a questi professionisti la possibilità di un lavoro dignitoso, almeno pari alle competenze che hanno raggiunto in questi anni. Io credo che riorganizzare le guardie mediche all'interno dei presidi ospedalieri porterebbe a tanti vantaggi, sicuramente a dei risparmi economici, perché potremmo almeno chiudere questi ambulatori e far venir meno anche la vigilanza su tanti di questi ambulatori, ma soprattutto renderebbe possibile a questi specialisti lavorare in un ambiente più consono alle loro capacità, alle loro professionalità e alla loro esperienza, dando a se stessi e al servizio una qualità migliore e avendo anche a disposizione presidi diagnostici e terapeutici che, ovviamente, solo un presidio ospedaliero può dare, e non certamente un punto di guardia non fornito di nessuna possibilità diagnostica.

Ecco, io credo che l'oggetto in discussione sia proprio questo: come riorganizzare la guardia medica in Sardegna che, è stato detto, in molti comuni rappresenta l'unico presidio e, anche dal punto di vista psicologico, è stato detto, rappresenta un sostegno per le popolazioni. Sicuramente non si è mai parlato di chiusura di guardie mediche, sicuramente non sono a rischio le guardie mediche più isolate nel nostro territorio, ma sicuramente andrà rivista l'organizzazione di tutte quelle guardie mediche che svolgono un'attività, dal punto di vista qualitativo, non eccelsa sicuramente e che potrebbero essere sfruttate molto meglio.

Dopodiché ovviamente si è parlato, oggi, non solo di guardie mediche ma di tante altre cose e l'onorevole Licandro diceva: ogni sospetto...

PRESIDENTE. Onorevole Frau, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo, anche a nome del collega Vargiu, la verifica del numero legale.

Terza verifica del numero legale

PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.

(Segue la verifica)

Prendo atto che i consiglieri Porcu, Cugini e Manca sono presenti.

Risultato della verifica

PRESIDENTE. Dichiaro che sono presenti 26 consiglieri.

(Risultano presenti i consiglieri: BALIA - CACHIA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA - FARIGU - FRAU - GESSA - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MASIA - ORRU' - PACIFICO - PIRISI - PORCU - RASSU - SABATINI - SALIS - SCARPA - SECCI - SERRA - SPISSU.)

Constato l'assenza del numero legale. I lavori riprenderanno questo pomeriggio alle ore 16 e 30. La seduta è tolta alle ore 13 e 03.