Seduta n.118 del 22/02/2001 

CxvIii SEDUTA

Giovedì, 22 Febbraio 2001

Presidenza del Presidente SERRENTI

indi

del Vicepresidente CARLONI

indi

del Presidente SERRENTI

INDICE

La seduta è aperta alle ore 11 e 06.

licandro, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 21 dicembre 2000, che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. I consiglieri regionali Capelli, Cossa e Oppi hanno chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 22 febbraio 2001. Se non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

Assenze per motivi istituzionali

PRESIDENTE. Comunico, ai sensi del comma 5 dell'articolo 50 Regolamento, che il consigliere regionale Pasquale Onida è assente nella giornata odierna per motivi istituzionali.

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

"Interrogazione AMADU sulla necessità di inserire le competenze dei diplomati in Produzioni animali con orientamento in Gestione e protezione della fauna nella figura professionale di 'Tecnico faunistico'". (297)

(Risposta scritta in data 19 febbraio 2001.)

"Interrogazione SPISSU sulla concessione mineraria in Comune di Muros". (306)

(Risposta scritta in data 19 febbraio 2001.)

"Interrogazione SPISSU - SANNA Salvatore sui presunti abusi nel consumo dei carburanti nei cantieri dell'Azienda foreste demaniali di Sassari denunciati dal consigliere Frau". (211)

(Risposta scritta in data 20 febbraio 2001.)

"Interrogazione MASIA sull'attuazione del Piano per gli Insediamenti Produttivi (PIP) di Monte Coinzolu in Comune di Ittiri". (275)

(Risposta scritta in data 20 febbraio 2001.)

"Interrogazione AMADU sulla necessità di salvaguardare il posto di lavoro dei 500 addetti agli impianti di potabilizzazione e depurazione dipendenti da imprese private per conto dell'ESAF". (281)

(Risposta scritta in data 20 febbraio 2001.)

"Interrogazione LIORI - MURGIA - FRAU sugli allagamenti nella città di Bosa". (286)

(Risposta scritta in data 20 febbraio 2001.)

"Interrogazione LA SPISA sull'annullamento da parte del Ministero per i Beni culturali e Ambientali di un provvedimento emanato dall'Assessore della pubblica istruzione relativo ad una concessione di coltivazione nella miniera di Perda Niedda". (290)

(Risposta scritta in data 20 febbraio 2001.)

"Interrogazione MANCA sull'esclusione dei Comuni di Budoni, Galtellì, Irgoli, Onifai, Orosei, Posada, San Teodoro, Siniscola e Torpè dall'ambito applicativo del Programma LEADER PLUS". (295)

(Risposta scritta in data 20 febbraio 2001.)

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. A questo punto dovremmo procedere alla votazione del Regolamento 1/A, però vorrei proporre all'Aula di votarlo più tardi per consentire ai colleghi di arrivare. Intanto possiamo iniziare con la discussione congiunta dei disegni di legge finanziaria e di bilancio.

Informo l'Aula che ci sono quattro relazioni, una di maggioranza e tre di minoranza.

Ha domandato di parlare il consigliere Bruno Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI BRUNO (I DEMOCRATICI). In Conferenza dei Presidenti di Gruppo si era detto che avremmo avviato i lavori quest'oggi con la votazione del provvedimento che era rimasto sospeso.

PRESIDENTE. L'ho appena detto, lei è arrivato con qualche minuto di ritardo. Io ho chiesto all'Aula, anche per consentire a tutti i colleghi di arrivare, di votare il Regolamento 1/A subito dopo la prima relazione, che è quella di maggioranza. Le relazioni sono quattro, una di maggioranza e tre di minoranza. Pertanto, la prego, consentiamo all'onorevole La Spisa di svolgere la relazione, poi votiamo il Regolamento 1/A.

DETTORI BRUNO (I DEMOCRATICI). Io chiedo, signor Presidente, se è consentito, una breve sospensione di cinque minuti perché mi interesserebbe valutare con i miei colleghi del centrosinistra anche questo aspetto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Perché non insorgano degli equivoci sulla effettiva volontà di tutte le parti del Consiglio, chiedo scusa se ricordo male, ma mi pare di ricordare che in Conferenza dei Capigruppo si era deciso che innanzitutto si svolgessero le relazioni sulla manovra finanziaria perché si avvii finalmente l'esame dei provvedimenti più rilevanti e importanti che il Consiglio regionale deve discutere.

Per l'ipotesi che si dovesse invece procedere alla definiva approvazione del regolamento in questione, voglio ricordare che l'intesa intercorsa qui, in Consiglio regionale, su iniziativa di diversi Gruppi, era di cercare nel frattempo una ipotesi di soluzione possibile sul piano tecnico e giuridico, in assenza della quale la votazione di quel regolamento è del tutto inefficace, perché noi oggi abbiamo un regolamento, per come è stato trattato in aula, letteralmente sventrato e non facilmente ricomponibile. Ci vuole uno sforzo di buona volontà e molto spirito di collaborazione. Se questo sforzo di buona volontà, che noi confermiamo esserci da parte nostra, e lo spirito di collaborazione è di tutti, credo che a latere del Consiglio si possa lavorare per ipotizzare una soluzione; se tutto ciò è mancato in questi giorni da parte di chi più aveva interesse, cioè la Giunta e la maggioranza che lo hanno proposto, noi di questo non abbiamo alcuna colpa. Per cui riproponiamo l'ipotesi originaria di trovare una soluzione che ci consenta in aula di approvare il regolamento quanto prima, ma di approvarlo perché sia efficace, perché far finta di approvare una cosa che non vale nulla non serve a niente è solo una finta. E qui di fare finta proprio non ne possiamo più, a dire il vero alcuni di noi non la fanno, ma non sopportiamo più neanche di lasciarla fare agli altri.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fois. Ne ha facoltà.

FOIS (P.P.S.-CDU Sardi). Il collega Cogodi ricorda male, perché quanto è stato concordato in Conferenza dei Presidenti di Gruppo è l'esatto contrario. Lei ricorderà sicuramente che io posi una domanda ben precisa, le chiesi: "Il voto finale del regolamento quando avverrebbe?" E lei mi rispose: "Per Regolamento non può che essere posto al primo punto dell'ordine del giorno". Questo lo ricorda bene. Quindi non è in dubbio che al primo punto fosse stato deciso che ci dovesse essere questo.

L'onorevole Cogodi sostiene inoltre che a latere, o durante queste giornate, ci sarebbe dovuto essere un accordo per definire alcuni punti del Regolamento. Bene, in qualche modo si è tentato di fare questo, c'è stato un confronto con alcuni colleghi di Rifondazione Comunista, ma non ha sortito nulla che possa essere in qualche modo condiviso. A questo punto loro rimangono della loro posizione, noi della nostra; noi ci siamo riuniti col Presidente e alcuni componenti della Commissione anche del centrosinistra e abbiamo ritenuto di appellarci a questo punto all'articolo 89 del Regolamento interno perché secondo noi ci sono grosse incongruenze negli emendamenti che sono stati approvati, come lei ha visto e come io ho sostenuto in più occasioni nel corso della precedente seduta, a causa di un incidente di percorso, che ha portato all'approvazione di norme, a nostro avviso, assolutamente incompatibili.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS MARCO (F.I.- Sardegna). Quale Presidente di Commissione, signor Presidente, ho il dovere anche io di intervenire non per ripetere le affermazioni del collega Pietro Fois, che condivido in pieno, ma per affermare ancora che l'onorevole Cogodi non ricorda bene, che l'Aula nell'ultima riunione, al termine dei lavori, ha stabilito di porre l'argomento del Regolamento al primo punto dell'ordine del giorno qualsiasi fossero i risultati del confronto fra le parti. Debbo confermare che ieri sera le organizzazioni degli operatori del settore hanno atteso di poter avere un incontro col sottoscritto e ci hanno chiesto per una situazione di particolare difficoltà in cui si trovano le imprese sarde nei confronti delle imprese operanti nel resto del territorio italiano, di fare in modo, ad ogni costo, di approvare il regolamento.

Per cui le chiedo di rispettare la volontà che aveva espresso nell'ultima riunione l'Assemblea stessa, e cioè di votarlo immediatamente qualora vi sia il numero legale..

PRESIDENTE. Ricapitoliamo. Voglio ricordare che la discussione sul regolamento è avvenuta, abbiamo votato tutto l'articolato e gli emendamenti e che un emendamento all'articolo 2 ha cassato un intero comma, si è detto per un incidente di percorso, questo io non lo so, tuttavia l'Aula ha votato così e non potevamo che prenderne atto.

E` anche vero che successivamente, cassato quel comma, il regolamento entra un po' in contraddizione, perché fa affermazioni che sono legate a quel comma dell'articolo 2 e si è posto un problema di coordinamento che è necessario risolvere, badate, dal punto di vista tecnico, non politico. Abbiamo detto che ci saremmo presi questo tempo per trovare una soluzione e per votare oggi, al primo punto, questo è vero, dell'ordine del giorno il regolamento. Adesso, dal punto di vista politico, c'è stata l'interlocuzione, di cui prendiamo atto, qualsiasi esito abbia avuto, ma dal punto di vista tecnico formale dobbiamo in qualche modo risolvere la contraddizione fra quel comma cassato e le norme che sono rimaste. Per cui a me pare molto opportuna la richiesta che ha fatto l'onorevole Dettori, sospensiamo la seduta per cinque minuti, facciamo una brevissima Conferenza dei Capigruppo e decidiamo come proseguire. E` sacrosanto il diritto di chi chiede di mettere a votazione subito il regolamento, ma rimane il problema da risolvere. Pertanto, onorevole La Spisa, le chiedo di scusarci, abbiamo bisogno di questa breve consultazione.

Convoco la Conferenza dei Capigruppo.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 20, viene ripresa alle ore 11 e 41.)

Discussione generale congiunta dei disegni di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2001)" (141/A) e "Bilancio di previsione per l'anno 2001 e bilancio pluriennale per gli anni 2001-2002-2003" (142/A)

PRESIDENTE. Prego i colleghi di riprendere posto.

In merito alla vessata quaestio, c'è la necessità di trovare o un ulteriore emendamento a correzione dell'emendamento che è stato votato, o comunque per trovare il giusto equilibrio fra quanto affermato nell'articolo 2 del Regolamento e in un articolo successivo, per fare questo c'è bisogno di un po' di tempo e di una interlocuzione politica che andrà avanti parallelamente ai lavori del Consiglio. Intanto noi procediamo con l'esame della manovra finanziaria, pertanto apro la discussione generale congiunta dei disegni di legge 141/A e 142/A dando la parola all'onorevole La Spisa perché svolga la sua relazione.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. La manovra finanziaria 2001 si presenta con alcune importantissime novità che, oggettivamente, la distinguono dalle precedenti. Il primo fattore di novità consiste nel fatto che sta entrando a regime la riforma della contabilità regionale che ci porta ad esaminare un testo che è strutturalmente diverso da quelli su cui eravamo abituati ad operare negli anni scorsi.

Il bilancio si caratterizza per la suddivisione delle entrate e delle spese in unità previsionali di base e la differenza non è di poco conto in quanto comporta una diversa aggregazione degli stanziamenti per finalità più ampie di quelle ricomprese tradizionalmente nei capitoli. Ciò comporta una maggior flessibilità nella gestione dell'esercizio da parte dell'Esecutivo, che può modificare la distribuzione delle risorse all'interno delle stesse unità previsionali di base, senza dover ricorrere alla procedura di modifica del bilancio.

Questo relativo accrescimento di discrezionalità gestionale è controbilanciato nel nuovo sistema della contabilità della Regione da un nuovo strumento di predeterminazione, in sede di approvazione della manovra finanziaria, delle finalità, degli obiettivi, dei criteri, dei risultati attesi dall'attività dell'amministrazione. Lo strumento previsto dalla riforma è quello delle Note di programma che accompagnano il bilancio, costituendone il supporto programmatico.

La Commissione, proprio a motivo di questa novità sostanziale e procedurale, ha dedicato alle Note di programma una particolare attenzione ed anche un periodo di esame particolarmente ampio. Le Note, pervenute in allegato al disegno di legge, hanno richiesto un approfondimento ulteriore e in alcuni casi anche una integrazione che la stessa Giunta ha ritenuto di dover fornire, su richiesta del Consiglio.

Era ed è comprensibile, infatti, che l'amministrazione nel suo complesso trovasse qualche difficoltà a modificare atti e procedure consolidate negli anni.Con il massimo dell'oggettività possibile penso che non si possa fare a meno di rilevare che la pressione degli impegni gestionali, su cui le nostre strutture sono concentrate, probabilmente ha inibito per tutto questo tempo la crescita di un metodo organizzativo razionale, finalizzato a raggiungere buoni livelli di quantità e di qualità nell'amministrazione.

Non si è ancora affermato il criterio di una necessaria e continua verifica dell'attuazione della spesa, da cui occorre partire per impostare i programmi di spesa futura. La lentezza e l'inefficacia di una parte consistente delle procedure finalizzate all'uso delle risorse stanziate ogni anno è messa impietosamente a nudo dalla nuova forma di redazione del bilancio, che mostra accanto alle previsioni dell'esercizio i residui attivi e passivi accumulati negli anni precedenti. E questo è un elemento di chiarezza per tutti.

Credo che non sia pura esercitazione di retorica ricordare che la semplificazione delle procedure e la stessa modifica dell'assetto istituzionale dell'apparato amministrativo regionale permane come il più grande obiettivo da perseguire nell'azione legislativa e amministrativa.

E` auspicabile e forse anche prevedibile che lo snellimento della struttura del bilancio attraverso l'introduzione delle unità previsionali di base porti nel tempo, speriamo, effetti benefici sull'accelerazione della spesa. In questo contesto si pone un problema su cui la commissione si è soffermata a lungo, proponendo alcune modifiche rispetto al testo originario, giunto dall'esecutivo, ed auspicandone altre da formulare eventualmente in aula.

La maggiore discrezionalità, questo è un punto delicatissimo su cui il Consiglio farà bene a prestare molta attenzione, dell'Esecutivo deve trovare un adeguato contrappeso in un più efficace potere di verifica da parte del Consiglio regionale, attraverso strumenti di conoscenza e di controllo sull'operato della Giunta che non aumentino i tempi di attuazione delle misure previste nelle leggi, ma che stimolino il miglioramento della qualità degli atti e segnalino eventuali scostamenti rispetto alle finalità contenute negli stanziamenti del bilancio e nelle stesse note di programma.

Su questo punto maggioranza ed opposizione hanno concordato e rinviato a un ulteriore approfondimento del problema in quest'Aula.

Il secondo elemento di novità che caratterizza questa manovra consiste nella quantità di risorse di cui la Regione dispone quest'anno; passiamo da un bilancio dell'anno precedente di novemila e trecento miliardi a un livello che ha raggiunto i tredicimila e cinquecento miliardi per il 2001. Questo è dovuto in gran parte ad un evento eccezionale, e cioè l'iscrizione nel bilancio di quest'anno delle somme derivanti dalla prima e dalla seconda annualità del programma operativo regionale, che ammontano a quasi duemila miliardi, l'incremento delle entrate però deriva anche, per la parte restante, dalla cancellazione di residui passivi accumulati negli esercizi precedenti per un ammontare di settecento miliardi, che ha consentito di ridurre il disavanzo di amministrazione e, conseguentemente, ha permesso una scelta di prevedere una nuova autorizzazione alla contrazione di mutui per investimenti. Oltre a questa voce derivante da una ragionevole stima dell'estinzione di una certa quantità di obblighi contratti in passato dall'amministrazione, hanno inciso poi sull'incremento delle entrate anche gli aumenti delle somme trasferite dallo Stato a titolo di compartecipazione tributaria nella misura di più di trecento miliardi, il recupero di risorse accantonate nei fondi di rotazione per oltre 155 miliardi, e il risparmio derivante dalla cancellazione di un gran numero di conti correnti pari a 50 miliardi.

L'obiettivo che la Giunta e il Consiglio hanno da perseguire è ovviamente quello di utilizzare queste risorse per qualificare azioni di governo della spesa, finalizzate al raggiungimento di risultati che siano tangibili dalla società e dall'economia sarda.

In quest'ottica l'impostazione data alla manovra che arriva oggi in Consiglio è di orientare le scelte prioritarie innanzitutto nella direzione del rafforzamento del tessuto imprenditoriale dell'isola. Questa è una scelta chiara.

Sono state finanziate con una notevole quantità di risorse le principali leggi di incentivazione, che sono già esistenti, a favore dei diversi settori produttivi.

Brevissimamente, uno spaccato di questo incremento delle risorse: l'industria passa da 265 miliardi (le letture possono essere parziali e i dati anche modificabili a seconda delle poste che vengono messe nel calcolo), però semplificando all'estremo possiamo dire che l'industria passa da 265 miliardi del 2000 a 397 di quest'anno, l'agricoltura da 445 miliardi a 798 miliardi; il turismo da 92 miliardi a 139; l'artigianato da 93 miliardi a 131; il commercio da 10 miliardi a 46; la cooperazione passa da poco più di 16 miliardi a 78 miliardi e 700 milioni. Viene complessivamente incrementato il livello dei trasferimenti al sistema delle autonomie locali, che si attesta intorno ad una cifra che supera ormai i mille miliardi, con una novità sostanziale, che è costituita da una misura contenuta in un emendamento della Giunta, approvato in Commissione, che prevede un accantonamento di dieci miliardi per il 2001 e di venti miliardi per i successivi quindici anni, finalizzato a dotare gli enti locali di una congrua somma da destinare al risanamento finanziario che si rende necessario anche a causa dell'esistenza di numerosi contenziosi giurisdizionali a carico degli stessi enti locali.

La finanziaria di quest'anno prevede, inoltre, ed è una cosa molto importante, sempre a vantaggio degli enti locali e delle loro funzioni, un accantonamento di 50 miliardi, che in proiezione decennale dovrebbe consentire l'attuazione di un programma straordinario per l'edilizia scolastica, su cui si è concentrata l'attenzione di tutto il mondo della scuola e che è stata recepita da tutte le forze politiche presenti in questo Consiglio regionale.

Un cenno particolare merita anche la politica del lavoro, per la quale sono previsti significativi accantonamenti nel fondo "nuovi oneri legislativi", finalizzati alla nuova edizione della legge sull'imprenditoria giovanile, 200 miliardi nel 2001 ed altrettanti nel 2002 e nel 2003, complessivamente 600 miliardi, che potrebbero anche essere, volendo, rimodulati diversamente, e questo si vedrà nella discussione dei prossimi giorni; la nuova legge sull'apprendistato, che destina 20 miliardi nel 2001 ed altrettanti nel 2002 e nel 2003 per una legge che dovrebbe consentire veramente un significativo intervento a favore della nuova occupazione in questo settore, strategico per l'economia della Sardegna, e poi non dimentichiamo che viene sostanzialmente confermato lo stanziamento annuale previsto dall'articolo 19 della legge numero 37 del piano del lavoro.

Questa manovra finanziaria ha quindi l'ambizione di porsi all'interno di un procedimento complesso che tende ad attuare il metodo del ciclo unico di programma. La legge finanziaria deve essere letta in continuità con il DPEF e con il POR, quindi con il successivo complemento di programmazione. Le nuove risorse contenute nel bilancio di quest'anno in gran parte arrivano dall'Unione Europea e verranno spese in coerenza con le indicazioni contenute nel POR.

Non è comprensibile quindi, a mio parere, la polemica sulla assenza di una visione strategica di questa legge finanziaria. Anche tecnicamente una buona parte degli articoli della finanziaria è finalizzata a dotare il POR del necessario supporto legislativo, che renda attuabili le misure contenute nei sei anni dello stesso POR. Ancora poi è utile ricordare che questa manovra dovrà essere necessariamente completata dall'approvazione delle leggi collegate.

In legge finanziaria è contenuto un accantonamento complessivo, lo vorrei ricordare dando una ulteriore cifra che, al di là della freddezza dei numeri, però è particolarmente significativa dal punto di vista sostanziale: noi abbiamo un accantonamento complessivo nel fondo nuovi oneri legislativi, quest'anno, di ben 588 miliardi, 66 per la parte corrente e ben 522, invece, per le spese per nuovi provvedimenti legislativi che destineranno risorse per investimenti. Alcuni di questi disegni di legge collegati completano il quadro degli incentivi alle attività produttive, in particolare vorrei far cenno ad alcuni, partendo da quello sulla disciplina dell'imposta regionale sulle attività produttive, che prevede la possibilità di contributi sotto forma di crediti di imposta e, in parte, di anticipazioni per le nuove imprese o per quelle che intendano fare investimenti produttivi. E` una misura perfettamente in linea con il DPF, e riteniamo che costituisca anche una novità nel metodo della politica finanziaria per parte regionale, quello cioè di incidere anche sulla pressione fiscale, cosa che noi in grandissima parte fino adesso non abbiamo potuto fare.

Altri collegati mirano a migliorare il sistema del credito; anche nel settore dell'agricoltura, con un collegato sarà possibile attivare forme di garanzia fidi.

Si intende poi affrontare alcuni problemi strategici, come quello delle zone interne, con il disegno di legge intitolato "interventi a favore delle zone di montagna" e poi alcuni interventi molto più specifici che complessivamente incidono sul problema della formazione, quindi collegati che riguardano la scuola, l'università e la ricerca.

E` inutile sottolineare ed insistere sul fatto che la valorizzazione del fattore umano è fondamentale e che occorrono veramente nuove leggi e che mettano ordine e diano nuovo impulso a queste attività che sono non direttamente ma indirettamente incidenti sulla qualità dello sviluppo del sistema Sardegna.

Ricordo ancora, a margine, ma credo che sia comunque importante, altri disegni di legge collegati che riguardano la cultura, in particolare vorrei sottolineare quello sullo spettacolo, che può essere interessante pur marginale dal punto di vista quantitativo perché ha per scopo quello di assicurare finalmente una maggiore stabilità e organicità ai trasferimenti di risorse regionali per quei soggetti che svolgono una importantissima funzione nella diffusione della cultura sarda.

Concludo con alcune considerazioni più tipicamente politiche, che credo debbano essere fatte, poi l'esame dell'articolato ci permetterà di entrare nel dettaglio di alcune questioni più specifiche e su cui occorrerà dare molta più attenzione sul concreto delle misure adottate. Questa è una manovra che l'attuale maggioranza ha preparato accuratamente. Questo possiamo dirlo a voce alta, non rinchiudendoci nel palazzo ma aprendo le porte del palazzo a tutte le categorie dei lavoratori, degli imprenditori, degli amministratori locali, delle associazioni, dei rappresentanti di istituzioni pubbliche (cito solo ad esempio l'Università, ma credo che non sia un esempio secondario) soggetti cioè che sono cointeressati con noi alle scelte di politica finanziaria. La concertazione c'è stata in questa occasione, ha richiesto anche molto tempo, forse obiettivamente più di quello che era previsto, ma è stata una concertazione reale. Il risultato credo che sia quello di un metodo partecipativo che ha portato una qualità delle proposte che ragionevolmente si può definire buona, senza enfasi ma direi ragionevolmente buona, e questa bontà della impostazione ed il risultato della concertazione è stato, direi che va sottolineato, testimoniato dalle audizioni che abbiamo fatto in commissione, in cui le categorie hanno dimostrato inequivocabilmente, senza possibilità di equivoci, un parere favorevole per la impostazione e per le finalità che si vogliono raggiungere, con alcune avvertenze su cui discuteremo.

Gli incentivi alle imprese sono stati potenziati sia in termini puramente finanziari, sia riguardo alle norme sostanziali, e per questo occorrerà appunto andare ai collegati. I progetti di grandi infrastrutture dispongono di risorse ingenti già destinate dal POR e dal complemento di programmazione. Nel bilancio troviamo le poste finanziarie corrispondenti a questi interventi infrastrutturali che sono integrate quindi dalle quote di cofinanziamento regionale.

Questo fa parte del ciclo unico di programmazione; noi crediamo che questa sia la modalità attraverso cui pian piano ci dobbiamo avvicinare alla realizzazione di un ciclo unico di programmazione che ancora certamente non è perfetto, che ancora può e deve essere migliorato ma che in qualche modo dà dei segnali; la finanziaria la si può leggere anche in questa ottica. La manovra sarà completata per gradi, occorre una sessione straordinaria, Presidente e Capigruppo, che il Consiglio deve dedicare ai disegni di legge collegati perché diventino realmente collegati alla manovra finanziaria (spero che i ritmi siano un po' più intensi di questi dimostrati questi giorni, ma forse è il Carnevale che impazza).

CUGINI (D.S.). Rivolgiti ai tuoi perché siete in quattro.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Occorre mettere mano ad una nuova e più semplice normativa sulla programmazione. Molte leggi che sono ancora in vigore sono complicate, ancora, forse, inutili, superate dalle direttive dell'Unione europea.

E poi le politiche attive del lavoro; gli impegni dal punto di vista quantitativo sono stati tutti mantenuti, il problema del lavoro però è legato al problema della formazione, al problema della scuola, dell'università, della ricerca, ed è anche legato al problema di una cultura dell'intrapresa, del rischio, che in Sardegna sta crescendo ma in mezzo ad enormi difficoltà e ritardi. Troppi cervelli sono purtroppo ancora costretti ad emigrare per potersi esprimere. Ma tutto ciò dimostra che la politica finanziaria non è tutto; la politica finanziaria non esaurisce tutte le misure di politica dello sviluppo; dobbiamo incidere anche sulle politiche del lavoro intese non più come politiche che danno garanzie, che danno semplicemente sicurezza ma che tendono e devono tendere a rafforzare la capacità, la tenacia, l'intelligenza di chi offre lavoro e di chi domanda lavoro.

Tutto il Consiglio, tutte le forze politiche di questo Parlamento dei sardi devono lavorare per migliorare un apparato di leggi e di norme, di procedure, di strutture amministrative che non possono permetterci il lusso di sprecare 13 mila e 500 miliardi di questo bilancio.

PRESIDENTE. E` prassi che il maggior partito di opposizione parli per ultimo, quindi le tre relazioni che si devono svolgere, tutte e tre dell'opposizione, verranno svolte in rapporto ai Gruppi in maniera decrescente. Per cui prima parlerà il Partito Sardo d'Azione, dopo Rifondazione Comunista e poi il Gruppo dei D.S..

Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Giacomo, relatore di minoranza.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto), relatore di minoranza. Presidente, prima di iniziare la mia relazione, siccome in questi giorni sto ricevendo decine di telefonate e credo che altrettanto sia capitato a lei, è un appello che faccio, non al suo posto, ma la Giunta si limiti ad uscire; dall'ultima visita si è ripetuto qualcosa che fra terremoti, alluvioni, lingua blu; adesso hanno bombardato immediatamente Bagdad dopo il passaggio di rappresentanti di questa Giunta, credo che il limitarsi nelle uscite possa essere utile e possa creare opportuni benefici. Un giorno o l'altro riusciremo ad individuare anche il portatore sano, e avremo risolto anche questo problema.

Entrando nel merito della relazione, Presidente, o per meglio dire, assessore Pittalis, le ricordo che nella discontinuità verso il recente passato lei è stato il portatore non voluto, di questi ottanta giorni di ritardo nel presentare il documento all'Aula, e agli ottanta giorni si sono aggiunti ormai tre mesi di esercizio provvisorio.

Credo che quel teorema, quella strategia di impegnare le forze politiche, l'Aula su questo tema importante per non dare la possibilità alcuna di avere degli spazi, dei vuoti di tempo per eventuali rimpasti o crisi, sia diventato un tunnel senza uscita, e cioè oggi veramente non potete far niente, siete costretti ad andare avanti e ad aspettare il risultato elettorale in Sardegna per capire quale sarà il futuro e il resto del viaggio che dovrete compiere. Cosa non facile, ma dico anche che mai come in questa occasione questo documento, nonostante le modifiche introdotte dalla nuova normativa per una semplificazione della lettura dei documenti e una maggiore trasparenza, si è riscontrata una serie di lacune, di manchevolezze e imperfezioni documentali, tali da limitare persino i diritti e le prerogative proprie del Consiglio regionale.

La sostanziale completezza dei documenti a corredo, previsti dalle norme di contabilità è stata la più palese delle testimonianze sul grado di difficoltà con il quale il Consiglio regionale ha potuto esercitare il suo ruolo istituzionale di indirizzo e controllo sulle scelte finanziarie dell'Esecutivo. Si è assistito a un vero e proprio depotenziamento del ruolo del Consiglio regionale. Questa finanziaria è priva di un filo conduttore, di una strategia collegata a un originale progetto di sviluppo, di una visione armoniosa dello sviluppo che persiste nelle politiche assistenzialistiche e nei trasferimenti a pioggia.

Si è proceduto disegnando la centralità assoluta della Giunta regionale; in questa direzione sono da intendersi le proposte dell'Esecutivo per l'abrogazione dei commi 3 e 4 dell'articolo 8 della legge 20 del 3 luglio del '98, attraverso le quali verrebbero eliminati il parere e l'approvazione del Consiglio regionale sulle eventuali modifiche dei programmi comunitari. Ma tali tentazioni, di esclusiva prevalenza dell'Esecutivo regionale, vengono evidenziate anche in quelle parti del bilancio che riguardano gli enti locali.

Si registrano immotivate diminuzioni degli stanziamenti per il sistema dei comuni, ciò in netto contrasto con la mole di trasferimenti di nuove funzioni al sistema delle autonomie locali. La parola "decentramento" viene ripetuta, ma nel momento in cui questa parola dovrebbe trovare consistenza assistiamo a uno scenario completamente diverso: si esaltano il centralismo e la burocrazia, si mortificano appunto gli enti locali, si rinvia a data da destinarsi lo shock burocratico della Regione e si continua ad alimentare clientelismo e assistenzialismo.

Fatto ancor più grave, tutto ciò avviene con un bilancio la cui massa finanziaria disponibile, circa 13.000 miliardi è superiore di ben 2.000 miliardi rispetto a quella del 2000, grazie al risanamento della finanza pubblica statale, alla nuova programmazione europea e alle maggiori entrate tributarie.

Ma le disponibilità finanziarie, che avrebbero meritato un utilizzo più concreto, incentrato alla creazione di un percorso che portasse la Sardegna fuori dalle secche del sottosviluppo, credo che stiano rischiando di perdersi con facilità, per il semplice motivo che non esiste un progetto strategico, una programmazione complessiva, il tutto è improntato alla programmazione, se mi consente, Presidente, nonostante il tempo, improntato alla improvvisazione e quindi annullando qualsiasi possibilità di ripresa. Nessuna valenza di tipo aggiuntivo rispetto alle ordinarie risorse regionali viene riservata alle risorse comunitarie.

Si interrompe la politica di risanamento del bilancio e si disattende l'impegno solenne assunto dalla maggioranza di centrodestra nel DPEF, quindi a niente serve il richiamo dello stesso relatore di maggioranza che richiama DPEF e POR come se si siano osservate attentamente quelle strategie e si siano riportate all'interno del documento oggi in discussione.

La contrazione di nuovi mutui per investimenti di importo complessivo pari a 1.550 miliardi, di cui 1.050 miliardi per l'anno 2000, è l'esatto contrario di ciò che si è affermato appunto nel documento di programmazione economica e finanziaria, dove si affermava di porre termine all'indebitamento. Queste credo che si possano chiamare figlie di politiche del passato, e questa Giunta non esita a ricorrere a discutibili metodi del passato.

Tali logiche fanno sì che venga creata una ulteriore disponibilità finanziaria di 320 miliardi circa, derivanti dalla decorrenza dell'ammortamento dei mutui negli anni successivi rispetto a quello di autorizzazione, così l'ammortamento del mutuo 2001 decorre dal primo gennaio 2002, e così via. Ma, se è difficile riscontrare una qualche azione politica tesa al risanamento del bilancio regionale, è senz'altro più semplice individuare l'alto grado di influenza elettorale trasferita nei numeri del bilancio della nostra regione. I nodi storici del sottosviluppo, nonostante la grande disponibilità delle risorse, sono destinati a restare tali. Così è per i trasporti, che continuano ad essere caratterizzati da interventi meramente settoriali, non si intravedono politiche innovative che li pongano come centrali per l'economia isolana. Ne è testimonianza l'esigua dotazione finanziaria evidenziata in una miope visione da parte della Giunta, e cioè 8 miliardi di investimenti per tutta l'Isola.

Nel passato ci si lamentava che ce n'erano solo 20, oggi ce ne sono 8. La vostra strategia in questo settore dimostra ampiamente che ancora oggi state vivendo del lavoro del passato. L'unico momento in cui parlate di questo tema, in modo trionfalistico, è quello sulla continuità territoriale del trasporto aereo, che voi stessi avete ritardato per mesi, state ritardando, state quasi annullando il lavoro svolto negli anni precedenti.

Presidenza del vicepresidente Carloni

(Segue SANNA GIACOMO.) E così si dica per la gestione del servizio di trasporto pubblico di linea: quando vi si presenta una relazione dai soggetti interessati, e la disattendete nei fatti, nei modi e nei numeri, dove prevedete voi 149 miliardi a fronte di un minimo di richiesta per rendere stabile il comparto di 170-180 miliardi, questo vi riporta indietro nelle parole e ci fa notare nei fatti che nulla è cambiato, anzi, tutto vuol peggiorare come gestione, come possibilità di sviluppo, come risposte da dare a un settore così importante.

Nessuna risposta, ad esempio, per quanto riguarda l'annunciata e mai realizzata riforma degli enti strumentali. E oggi la notizia, si è parlato negli anni passati, c'è una proposta di legge che forse interessa molto anche e soprattutto il collega Fantola, dell'ente unico per gestire queste acque nel modo più produttivo, oggi apriamo giornale e vediamo che si ritorna indietro, cioè l'Esaf che si dovrebbe accollare 500 assunzioni, con un concorso pubblico, che non è pubblico, che dovrebbe portare dentro una massa di persone che oggi lavorano con i diversi soggetti che hanno preso in appalto la gestione di questo settore, con un pronunciamento di assunzione di ulteriori 500 persone e con un'intelligenza così ardita, da portare questo ente all'attenzione della Borsa.

Io non so quale "borsa", sinceramente, ma la verità vera è che l'unica borsa che a voi interessa è quella a cui avete preso parte, state negando l'evidenza del fallimento di un progetto che prevedeva riforme appropriate per riammodernare una Regione che ormai è vecchia, è fuori mercato, ma il sistema che state portando avanti è quello di riportarci a logiche che avevamo già superato, vorrei vedere chi avrà la capacità di portare l'Esaf in Borsa dopo che avrà assunto e gestito direttamente la bellezza di mille assunzioni, un concorso fasullo, ma pubblico, un concorso che si dovrà fare a iniziare dai prossimi mesi, cosa molto interessante che potrà attirare l'attenzione soprattutto della campagna elettorale.

Quindi nessuna iniziativa per favorire le riforme vere, reali, delle quali molti che oggi stanno in Giunta hanno parlato in termini costruttivi, nella passata legislatura e che oggi invece la subiscono passivamente, pensando che ormai lo stare in maggioranza significhi anche rinnegare e subire le proprie idee, le proprie strategie, il proprio modo di essere e di fare politica. Le carenze interessano anche interi settori della nostra economia, esempi davvero significativi della scarsa sensibilità politica della Giunta verso i problemi reali della Sardegna; per ultimo la rinegoziazione dei mutui sull'edilizia regionale, è stato oggetto di discussione in Commissione, e l'unica fantasia che vi ha preso è quella che avete messo in questa finanziaria una correzione alla 32 che porta da nove a dieci anni l'abbattimento dei mutui con denaro regionale, è una fantasia enorme, che vi vuol portare a fare l'anno prossimo l'undicesimo, il dodicesimo e così via, fino a quando la Regione si pagherà per intero i 15 anni e le banche incassano.

Io chiedo soltanto ad ognuno di voi che ha patrocinato questa scelta, se il danaro della Regione fosse stato denaro proprio, avrebbe osservato questo tipo di strategia? Avrebbe comunque regalato alle banche denaro che non gli spetta? Dove a livello nazionale si è mosso, si è mossa una certa volontà di tutte le forze politiche per riportare il problema dell'usura in una dimensione reale, dove col decreto ministeriale, che proprio ieri su quell'emendamento è venuto meno e che ci dà la speranza che almeno entro il giorno 28 possa essere approvato e trasformato quindi in legge, ma quel Regolamento comprende anche noi, Regioni a statuto speciale, province di Trento e Bolzano, quel Regolamento ci dà la possibilità di mettere la Sardegna sullo stesso piano di facilitazioni e di riconoscimenti che ha l'Italia.

Questa non è una nazione mancata, qui è mancata la classe politica, perché questa potesse diventare finalmente una nazione, e i temi di grande attualità dell'ambiente alla gestione delle aree protette regionali, vengono mortificati dall'esiguità delle risorse a disposizione, insufficienti persino a garantire la corretta gestione dei due parchi già istituti: quello di Molentargius e quello di Porto Conte. Alla luce di tali considerazioni viene difficile capire quali siano le ragioni del consenso che la Giunta dichiara di registrare a sostegno della manovra finanziaria, è fondata l'ipotesi che tale favore derivi da diciotto disegni di legge collegati alla finanziaria, attraverso i quali si è dato seguito alle richieste provenienti dalle categorie produttive, dai sindacati, dalle varie associazioni del volontariato, siano esse sportive, di spettacolo, attraverso i quali si è cercato di colmare le lacune più vistose.

E` davvero improbabile che tale consenso sia anche duraturo, l'unico che io ricordi, a buona memoria, collegato alla finanziaria, è quello dei PIA, non ne abbiamo approvato altri, quindi rendono anche la situazione reale che stiamo vivendo per i tempi a disposizione, per come terminerà questa finanziaria, per come sarà iniziata la campagna elettorale, l'impossibilità di approvare i collegati alla finanziaria stessa, quei 40 giorni voleranno via così, facendo campagna elettorale, quindi i collegati riprenderanno la strada delle Commissioni, ma quelle Commissioni di cui voi avete la maggioranza e che proprio ieri, qua avete testimoniato la vostra debolezza, utilizzando l'articolo 101 del Regolamento, per richiamare in Aula una vostra legge, perché le Commissioni non riescono a funzionare, non riescono ad esitare le leggi, innanzitutto le vostre, immaginiamoci le nostre, quelle che presentiamo noi.

Allora qualcuno ci dovrà spiegare questi collegati dove andranno, che fine faranno in quella marea di leggi, di proposte, di disegni di legge depositate nelle diverse Commissioni. Comunque questi ultimi, cioè i collegati, rappresentano l'ennesima moneta, questa volta falsa, fatta circolare nel mercato della politica e del consenso, immessa da una maggioranza di centrodestra, nata facendo mercato della politica e delle istituzioni regionali.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi, relatore di minoranza.

COGODI (R.C.), relatore di minoranza. Ha ripetuto poco fa, signor Presidente, colleghi, il relatore di maggioranza che noi ci troveremo di fronte a rilevanti novità, trattandosi quest'anno di una finanziaria e di un bilancio più grande. E quindi il primo elemento di valutazione, la maggioranza, per conto della Giunta regionale, lo dà sulla dimensione, sull'entità, questa nozione di grandezza del bilancio della Regione. Credo che il primo elemento di riprendere in qualche modo sia questo, quale sia la consistenza non solo numerica di questa grandezza, ma la sua consistenza in termini reali e di sostanza, e quale sia anche l'entità non assoluta ma relativa rispetto ai bisogni di questa Regione e rispetto anche alle potenzialità, alle possibilità che questa Regione ha in concreto, non solo di ottenere dagli altri, ma anche di costruire il suo monte di risorse per affrontare i problemi economici e sociali della Sardegna.

Ma intanto credo che vada subito detto che l'attuale Giunta regionale e l'attuale maggioranza di governo della Regione di questo incremento, di questo accrescimento quantitativi non ha nessun merito, nessuno, zero, si è ritrovata, questa maggioranza e questa Giunta, fra le mani una condizione di vantaggio che è stata tutta interamente conquistata da chi negli anni passati ha posto mano e ha posto testa, per molti versi, a difendere degnamente gli interessi della Regione e ad ottenere grandi risultati.

Vi è in questo aumento di risorse o di disponibilità di risorse la quota parte del sessennio del quadro comunitario di sostegno; ma che c'entrate voi con l'ottenimento di quel grande risultato che è il permanere della Regione nell'Obiettivo uno, risultato che è stato ottenuto con grande applicazione e grande merito, quindi, si suppone anche con qualche elemento di riconoscenza che deve essere dato a chi a suo tempo ha lavorato per ottenere questo risultato. Né si può dire che l'opposizione di allora abbia mai concorso neppure minimamente né nel giudizio, né con gli atti, con i comportamenti, non dico ad agevolare, ma neppure solo a consentire che fosse sereno il lavoro di chi in quel tempo lavorava molto e lavorava bene nell'interesse della Regione sarda.

Vi è in quell'incremento quantitativo di risorse la quota parte dei finanziamenti statali che interviene non in modo automatico, meccanico, ma che interviene in discendenza, in relazione alle intese istituzionali di programma, un'altra partita a suo tempo attivata, da voi allora fortemente contrastata, disturbata e in molti momenti anche dileggiata. I dileggiatori di ieri diventano oggi i lodatori di un risultato perché se lo trovano oggi immeritatamente fra le mani per poterlo gestire.

Vi è anche il risultato in quell'accrescimento di risorse di un'attività di riordino o dell'avvio, però consistente, incisivo di un'attività di riordino, di risanamento non solo della contabilità, dei meccanismi di spesa o di gestione delle risorse finanziarie, ma anche di riordino più complessivo della Regione. La combinazione di diversi elementi positivi, tutti derivati da un'azione di governo saggia e lungimirante del passato, comportano il fatto che oggi la Regione abbia maggiori risorse a disposizione, non ha nessun merito la Giunta, non ha nessun merito la maggioranza. Semmai, proprio perché si dispone di un po' più di risorse, circa 13 mila miliardi, 3-4 miliardi in più rispetto alla media degli ultimi anni al bilancio usuale della Regione, questo avrebbe dovuto comportare una maggiore responsabilità ed una migliore oculatezza nel definire quali e quanti problemi, che prima non si potevano affrontare se non interamente, almeno in parte, potessero e possono essere affrontati dalla Regione. E soprattutto, data l'emergenza e l'urgenza di tante questioni, di tanti problemi economici e sociali in questa nostra regione, la maggioranza e la Giunta avrebbero dovuto mettere le ali ai piedi, avrebbero dovuto correre, avrebbero dovuto almeno, se non arrivare prima, almeno rispettare i tempi accettabili nell'elaborazione e nella presentazione della proposta al Consiglio.

Invece credo che sia stato registrato in questo esercizio finanziario il record negativo del ritardo, un ritardo che però va ancora una volta valutato, va criticato, sottoposto a critica, a vaglio critico e del quale ritardo vanno ancora una volta scoperte le ragioni vere, perché in questo ritardo è contenuto un danno grave e per molti versi irrimediabile, che voi Giunta e maggioranza state arrecando alla Sardegna.

Non è mai accaduto, mai nella storia della Regione, che una Giunta ed una maggioranza in carica per tutto l'anno, dal 1 gennaio, quindi senza crisi politiche, almeno quelle formali, quelle che interrompono i procedimenti e l'applicazione all'attività che non sia ordinaria, senza l'interferenza di cadenze elettorali o di altri fattori esterni, e non è mai capitato che una Giunta regionale abbia inviato al Consiglio con tre mesi, non tre giorni o tre settimane, tre mesi di ritardo la proposta di bilancio preventivo per l'anno successivo, non è mai capitato che si sia programmato il ritardo, che si sia voluto il ritardo. Noi oggi stiamo discutendo il bilancio preventivo dell'anno 2001, preventivo, è accaduto anche altre volte, ma è accaduto per altre ragioni, mai per una scelta consapevole, per una scelta calibrata, politicamente squalificata e squalificante che una maggioranza e un esecutivo abbiano programmato il ritardo per trarne beneficio di parte, o ritenuto beneficio di parte, perché noi abbiamo non solo pazienza, ma abbiamo anche una fiducia infinita nella capacità dei cittadini in questa regione di capire la vera sostanza delle cose e per quanti sforzi facciate per convocare giornali e giornalisti e strumenti di diffusione delle notizie, non sempre date in modo corretto, arriva comunque alla percezione dell'opinione pubblica il fatto che voi state facendo non solo una politica sbagliata, antipopolare, di destra, come tale nel giudizio politico e negli effetti perversi, ma che voi state anche consumando un gigantesco inganno nei confronti della Sardegna.

Però nel fare tutto questo state dando ogni giorno di più dimostrazione anche di incapacità, di non adeguatezza al ruolo; il grande bilancio e la grande finanziaria della Regione avvia qui nel Consiglio i suoi primi passi di esame e discussione con i banchi della Giunta desolatamente vuoti e con un solo Assessore che pensa e fa altro, imperterrito, pensa e fa altro tanto quanto non è neppure sufficiente perché senta quello che in quest'aula doverosamente le parti politiche esprimono.

Il ritardo quindi è divenuto un danno perché voi l'avete voluto e non riuscite a nasconderlo, non vale l'argomento che le nuove tecniche di bilancio vi avrebbero impegnato chissà quanto, le nuove tecniche di redazione di bilancio voi le avete tradotte in un solo accorpamento di capitoli in fondi indistinti, le note di programma non le avete elaborate, non le avete presentate, per cui a quei tre mesi iniziali di ritardo programmato, si sono aggiunti anche questi due mesi di un esame non esame del bilancio in Commissione, mai in Commissione si è avuta una trattazione così superficiale e l'assenza di vero e reale confronto politico di merito sul bilancio e sulla finanziaria, perché non c'erano gli atti e i documenti fondamentali, che via via, solo in parte si sono potuti acquisire cammin facendo, anche richiedendo l'intervento della Presidenza del Consiglio, che è venuto questo intervento a parziale soddisfazione del diritto del Consiglio, non dell'opposizione, di conoscere gli atti e i documenti su cui si basa la previsione di spesa di 13 mila miliardi, cioè di tutto il patrimonio finanziario di questa Regione per l'anno in corso.

Il ritardo è un danno, signor Assessore presente e disturbato dal suo collega di partito che le sta a fianco. Se io debbo a qualcuno un milione e non glielo dò e glielo dò cinque mesi dopo e gli dò esattamente un milione certo che gli ho fatto un danno, perché quel milione nel frattempo non solo avrebbe prodotto una lira, credo, di interesse, ma avrebbe prodotto anche la possibilità che il destinatario lo potesse utilizzare perché era suo; voi pensate che mettere a disposizione 5-6 mesi dopo, perché questo accadrà, 13 mila miliardi del sistema economico e sociale della Sardegna, cioè 5 - 6 mesi dopo vuol dire metà dell'esercizio finanziario intero, con tutto quello che poi accompagna la riduzione dei tempi, quindi la convulsione nella programmazione della spesa, quindi l'assenza di trasparenza e di controllo, quindi la dispersione ulteriore. Voi pensate che gestire male 13 mila miliardi sia un danno piccolo alla regione? E` un danno grave che voi avete apportato. Ma come hanno detto altri colleghi, l'ha detto prima Giacomo Sanna, il vostro ritardo non è solo un ritardo grave, ma è anche un ritardo strategico; voi avete programmato, ve l'avevamo già detto a dicembre, quando avete portato l'autorizzazione all'esercizio provvisorio, voi avete programmato in modo cinico un ritardo nell'esame del bilancio quest'anno, perché volevate che si iniziasse a discutere adesso, a fine febbraio, che il bilancio venga approvato a marzo, che entri in vigore in aprile, perché a maggio ci sono le elezioni e il calendario non è un'opinione, almeno questa opinione voi ce l'avete ben presente, ben ferma.

Allora avete inventato anche una collocazione nel tempo della previsione di spesa della Regione che vi desse, secondo voi, il massimo di risultato non meritato. Siete dentro la strategia ingannevole di una concezione assurda, folle della politica, che vi porta a considerare i fatti pubblici come appartenenza privata; voi avete dosato i tempi, avete fatto un danno, avete ipotizzato che nei prossimi mesi possiate promettere tutto a tutti, avete disatteso le norme organizzatorie di buona amministrazione, di trasparenza, di competenza dello stesso Consiglio regionale, non predisponendo prima, ritardando o rifiutando dopo e comunque rendendo in modo incompleto al Consiglio regionale gli atti indispensabili perché questo bilancio rimanga nell'alveo della legalità, non dico dell'efficienza rispetto ai fini principali, anche della stessa legalità, perché nel momento nel quale la riforma di bilancio, superando i capitoli, prevede le unità previsionali di spesa, queste unità previsionali o sono previsionali o sono un imbroglio, perché il bilancio dice, e il Consiglio approva il bilancio, "quando c'è il capitolo che sarà frammentato, sarà disperso, sarà moltiplicato" però quando il Consiglio ha approvato uno stanziamento in un capitolo di bilancio, quel capitolo ha un titolo ed una finalità, può essere poco o molto quello che c'è in quel capitolo di bilancio, ma il Consiglio ha comunque deciso, qualunque maggioranza ha deciso o ha potuto decidere che quei danari pubblici vanno per quella finalità.

Quindi è partecipe, assolve al suo ruolo di indirizzo. Nel momento nel quale avete accorpato i capitoli, avete fatto fondi indistinti e non avete redatto o avete redatto male o avete reso confuse le note di programma, voi state perpetrando un esproprio delle funzioni del Consiglio, non dell'opposizione, del Consiglio, perché questo Consiglio approvando questo bilancio, così congegnato, approverà dei fondi comuni dei quali non sa come verranno utilizzati, rispetto a molte e molteplici finalità indistinte, il Governo di turno potrà anche dividere con tutti i componenti della maggioranza, ma non ha diviso con l'istituzione assembleare, non ha diviso con l'Assemblea legislativa che ha il potere di indirizzo e il dovere di indirizzo sui fatti della programmazione di gestione delle risorse pubbliche.

Quindi voi avete congegnato tutta un'attività che apparentemente potrebbe apparire innocente, in realtà è gravemente colpevole, gravemente dannosa, e che secondo voi dovrebbe portarvi dei risultati di carattere politico - elettorale. Per queste ragioni noi abbiamo dato un giudizio e continuiamo, non possiamo che continuare a dare un giudizio estremamente severo sulla qualità, non tanto sull'entità che non vi appartiene, ma sulla qualità, questa sì, la pessima qualità che voi avete dato all'indirizzo della spesa pubblica nella nostra Regione; vi siete vantati di aver fatto una concertazione con le parti sociali e di aver ottenuto molti assensi da questa presunta concertazione. Le audizioni che ci sono state da parte delle Commissioni consiliari hanno tutte, in modo univoco dimostrato che quella non era una reale vera concertazione sulle strategie dello sviluppo in questa Regione, che strategia non ce n'era alcuna e nessuno si è peritato né di rappresentarne, né di richiederne.

Le parti sociali che voi avete sentito sono le espressioni dell'economia organizzata, o di parte dell'economia organizzata, e ad ognuno avete detto: "Tu sei qui" e loro vi hanno chiesto: "Dove sono io?" E a tutti avete detto: "Ecco, per te c'è una lira di più" e quelle espressioni della società e dell'economia organizzata sono venute tutte a dire: "Per me va bene la posta di bilancio, ma io non ho visto e non mi sono occupato e nessuno mi ha detto come è l'insieme del bilancio e della manovra finanziaria". Ecco perché quell'assenso, quel favore è un favore parziale, viziato, che è all'interno di quel processo di crescente corporativizzazione della politica e dell'economia di cui voi siete interpreti e che voi volete portare avanti.

Questo bilancio, torneremo sul punto, a fronte di 13 mila miliardi di risorse pubbliche, destina alle politiche del lavoro meno del 4 per cento; un bilancio pubblico che è di tutti i sardi, dei quali sardi un terzo è escluso da un lavoro buono e da un lavoro sicuro, questo terzo di popolo sardo dovrebbe accontentarsi di politiche mal fatte, peraltro, mal gestite da voi, di politica attiva di lavoro...

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Spissu, relatore di minoranza..

SPISSU (D.S.), relatore di minoranza. Signor Presidente, finalmente questa finanziaria…

CUGINI (D.S.). Spissu sta parlando per noi perché quei signori sono andati al ballo in maschera

SPISSU (D.S.), relatore di minoranza…. il bilancio approdano in discussione in quest'Aula, con grandissimo ritardo e con un'aula desolatamente vuota, così come è vuota questa finanziaria, così come vuoto di contributo è stato il dibattito che si è sviluppato in Commissione in queste settimane scorse. Il termine della presentazione, così come è stato detto, di questa finanziaria scadeva il 30 settembre, questo termine non è soltanto un dato formale; esso mira a sottrarre la manovra finanziaria alle incertezze e alle ristrettezze degli esercizi provvisori cui anche quest'anno siamo condannati.

Dico questo non con strumentalità polemica, né col solo fine di rispettare il copione in base al quale l'opposizione si lamenta e protesta e cerca di individuare i punti deboli della maggioranza di turno. Il ritardo nella presentazione dei disegni di legge 141 e 142 e dei numerosissimi collegati è un fatto, così come è un fatto conseguente l'utilizzo di due, ma ci avviamo al terzo mese, di esercizio provvisorio, che ci costringe ad operare in un regime di provvisorietà e di indefinitezza che non fa bene alla Sardegna, perché tiene sospesa tutta l'attività programmatoria e gestionale della Regione, delle province, dei Comuni, delle A.S.L., di tutto il vastissimo sistema collegato sia pubblico che privato.

Possiamo naturalmente essere comprensivi, e noi lo siamo stati molto nella discussione di questa finanziaria in Commissione, a cogliere tutti gli argomenti che giustificano, o cercano di farlo, questo grave ritardo: il passaggio da un sistema ad un altro, dai capitoli alle unità previsionali di base, la complessità della predisposizione delle note di programma, la difficoltà di rendere omogenei i linguaggi in ogni Assessorato, tutto vero, ma inutile a rendere meno cruda l'evidenza e a cancellare il fatto.

Le scadenze e i tempi che autonomamente ci diamo e che hanno una ragione profonda non sono fatti puramente formali, assessore Pittalis, da contabili pignoli; sono fatti politici rilevanti, ed è un fatto politico rilevante che questa Giunta, alla prova più importante dal punto di vista dell'impostazione della propria attività, scivoli lunga, senza alcun motivo, nonostante abbia omesso di presentare l'assestamento di bilancio annunciato per i primi di settembre del 2000. La prima riforma che dovevate fare era quella del rispetto dei tempi e delle scadenze.

La documentazione è subito apparsa incompleta e l'opposizione, e anche la maggioranza, hanno faticato non poco a ottenere le note di programma, stato della spesa, stato di attuazione conformi alle nostre leggi di bilancio e tali da essere trasparenti, cioè leggibili e comprensibili, elementi tuttora assenti e che non rinunceremo a richiedere durante la discussione in aula. Nonostante questo, come sapete, abbiamo responsabilmente deciso di proseguire l'esame del bilancio e di non ampliare ulteriormente il ritardo.

Per le note di programma, in particolare, siamo passati dalle note inconsistenti della prima fase, alle note integrative; dalle note inconsistenti alle note a chili. Siamo stati sommersi da impressionanti e voluminose quantità di carta: l'Assessore del turismo, particolarmente disinvolto nella sua attività, ha pensato bene di mandarci anche i bandi della legge numero 9 e gli allegati per le domande, che naturalmente chiederemo che ci illustri puntualmente in aula, in sede di discussione.

Questa è una finanziaria di 13.500 miliardi che apre un periodo nel quale la Sardegna avrà ingenti risorse, una eccezionale occasione, l'abbiamo detto più volte, per superare il ritardo di sviluppo della nostra Isola, la concreta possibilità di avviare nel tempo medio lungo un processo di crescita civile ed economica, basato sulla programmabilità delle risorse, sulla unitarietà della visione strategica e sull'uso delle risorse dentro un ciclo virtuale di programmi, il famoso ciclo unico della programmazione.

Di tutto ciò, purtroppo, in questa finanziaria e in questo bilancio non si coglie il segno. Il DPEF, che non è certo la Bibbia, ma costituisce tuttavia la traccia del nostro lavoro e la trama per la costruzione del bilancio della regione, quindi lo strumento fondamentale della programmazione economica e finanziaria, in assenza o in sostituzione del Piano generale di sviluppo, contiene alcune affermazioni di principio importanti, che depurate da eccessi propagandistici e ostentatamente modernizzatori sono condivisibili e che comunque stanno lì, approvate da questo Consiglio regionale, soprattutto da questa maggioranza. Ne cito alcune, nel DPEF si dice che "occorre prendere atto che le strategie di sviluppo finora promosse hanno fallito il loro obiettivo". E ancora: "occorre prendere atto che le vecchie politiche di incentivazione e la vecchia gestione burocratica delle risorse non producono risultati, da ciò l'esigenza di un radicale cambiamento che segni una netta discontinuità col passato".

Bene, ci si sarebbe aspettato non dico che si abbozzasse il famoso catalano o irlandese, contenuto nel DPEF, ma che si potesse almeno cominciare a cogliere il senso di marcia, che si capisse ciò che è prioritario e che si potesse dare concretezza ad alcuni concetti condivisibili, ripeto, ed enunciati nel DPEF. Invece non c'è traccia di ciò che nel DPEF veniva chiamava "la forte visione strategica di sviluppo possibile" da imporre al proprio interno, nella programmazione delle risorse di propria competenza, ma anche, si diceva, nelle sedi nazionali e comunitarie.

Io credo che abbiano ragione la CGIL e la UIL quando sostengono che le risorse sono tante, ma non emerge una strategia né settoriale, né territoriale su cui confrontarsi e su cui eventualmente dividersi, perché non è obbligatorio essere d'accordo, l'importante è che ci sia un confronto. Le risorse vengono distribuite a pioggia, bagnano tutto e tutti, ma abbiamo il forte sospetto che resterà poca acqua nei bacini e che siamo condannati alla siccità.

La Giunta, in queste settimane, ha spesso con toni trionfanti sventolato il consenso di categorie e di associazioni e noi stessi abbiamo potuto ascoltare nelle occasioni di incontro espressioni di condivisione del metodo e della proposta relativa alle singole categorie per il contenuto dei collegati. Consentiteci tuttavia di esprimere forti dubbi sulla qualità di questo consenso, e di rappresentare una forte preoccupazione per le sorti della concertazione, onorevole La Spisa, del partenariato e della partecipazione ai processi decisionali.

Il consenso ottenuto è un consenso effimero, legato alla soluzione, peraltro ipotetica, di alcuni problemi all'interno di ciascuna categoria e di ciascun settore. Si è data una risposta parziale, settoriale, corporativa, in complicati e numerosi collegati che non possono essere approvati in un'unica sessione dedicata a questo, si è data, dicevo, una risposta parziale ad ogni singola associazione, desiderosa, giustamente, di portare a casa un risultato, ma si è introdotta nel confronto con la società sarda una metodologia pericolosa per la prospettiva, perché fa perdere di vista il bene generale, il progetto, l'insieme, e attraverso i particolari lascia credere che per sommatoria si possa costruire una prospettiva, un disegno di cambiamento, l'uscita dalle difficoltà, il superamento del ritardo di sviluppo.

Badate, poniamo un problema di ampio respiro politico, che travalica i singoli e i colori, la maggioranza attuale, come le opposizioni, e va invece al cuore delle risorse culturali, politiche, morali e intellettuali necessarie per costruire il cambiamento. Il cambiamento non è uno spot pubblicitario che più si ripete, più si hanno possibilità di vendere il prodotto; il cambiamento ha necessità di tutte le energie, ha necessità di una forte condivisione, ha necessità di una forte identificazione. Pensare che si possa aprire una grande stagione di cambiamento con un progetto neocorporativo, che è fatto di elargizioni indistinte e di risposta a tutti gli egoismi, porta alla sconfitta non solo del centrodestra, ma dell'intera Sardegna.

L'avvio di una fase di 5-6 anni di programmazione di spendita di risorse ingenti avrebbe avuto necessità della chiamata a raccolta delle energie migliori della Sardegna e di una politica di altissimo profilo, una nuova stagione di adesione convinta, di rinascita, di partecipazione diffusa del nostro sistema democratico per superare assistenzialismo e sottosviluppo. Siamo invece alla sagra degli egoismi, dei particolarismi, delle parzialità. Altro che spirito costituente, altro che partecipazione popolare, altro che nuova stagione delle riforme!

La Regione diventa un grande sportello, si esalta lo scambio, non c'è settore che non sia accolto, ma si trascura la selezione, non si orientano le risorse, non compare nessun disegno strategico; si afferma che si vuol sostenere l'impresa, ma c'è il forte rischio che si stia aprendo la più grande stagione di assistenzialismo in cui il barbiere, col rispetto parlando per i barbieri, è ammesso a incentivi e in concorrenza con l'artigiano più innovativo.

Presidenza Del Presidente Serrenti

(Segue SPISSU.) Sul piano più strettamente tecnico questa manovra è caratterizzata da evidenti contrasti con gli indirizzi di riforma della politica finanziaria regionale maturati negli ultimi anni, la cui validità sembrava invece condivisa da tutti gli schieramenti consiliari. Risultano infatti palesemente accantonati gli obiettivi di risanamento della finanza regionale, sia in termini di riduzione dell'indebitamento, sia in termini di riqualificazione della spesa, e gli impegni di riforma della legislazione nei settori strategici di intervento economico e sociale della Regione.

Nel contempo si assiste soltanto ad una applicazione inadeguata dei nuovi strumenti di contabilità e al tentativo di forzatura e di stravolgimento dei medesimi; la redazione delle note di programma, anche nell'ultima versione integrata dalla Giunta, appare del tutto disorganica e tale da non consentire né una conoscenza effettiva e puntuale, né un indirizzo programmatico efficace in ordine all'attività gestionale dell'amministrazione.

Numerose norme dei disegni di legge finanziaria e di bilancio sono volte al palese ridimensionamento del ruolo di indirizzo e di controllo del Consiglio, con l'evidente intendimento di dilatare la discrezionalità della Giunta nella gestione delle risorse, così come lo stesso relatore di maggioranza ha rilevato.

In un contesto di disponibilità accresciute e di maggiore massa finanziaria manovrabile, derivante soprattutto dai fondi europei del Quadro comunitario di sostegno, oltre che dalle maggiori entrate tributarie, si sarebbe attesa una manovra capace di incidere strutturalmente sulla realtà regionale, senza abbandonare la linea di rigore impostata dai Documenti di programmazione economica e finanziaria finora approvati. Abbiamo assistito invece da parte della Giunta e della maggioranza ad un ulteriore gonfiamento del bilancio in termini di competenza, la cui valenza appare non estranea all'imminente scadenza elettorale. Si tratta, in sostanza, di un autentico passo indietro rispetto al processo di rinnovamento apertosi negli anni precedenti.

Questo dell'andamento della spesa è un altro dei punti fondamentali della nostra iniziativa; abbiamo verificato dai dati resi disponibili dalla Giunta regionale che quasi il 50 per cento dei fondi a disposizione non sono stati utilizzati nell'anno trascorso. Questo testimonia come, a fronte di una debole ripresa economica che interessa la nostra Regione, con i dati occupazionali in leggera crescita e quindi col tasso di disoccupazione in diminuzione, con le imprese, con il mondo delle imprese che si rimette faticosamente in marcia per merito della ripresa più generale del paese, delle politiche nazionali ed anche, però va detto, di alcune linee dell'azione dei Governi precedenti che hanno tentato di definire un processo di sviluppo, basato sullo sviluppo locale e sui Piani Integrati d'Area, a fronte di tutto questo, dicevo, e nonostante non ci sia stato nessun intervento della Regione, si registra un rallentamento nella spesa che è determinato dall'incapacità manifestata dalla Giunta e dalla maggioranza di mettere in campo tutti gli atti legislativi di riforma indispensabili per realizzare la massima efficacia degli strumenti operativi di gestione delle risorse.

In questo contesto, una manovra finanziaria dilatata quantitativamente e non qualificata nei contenuti può risultare utile ai fini delle promesse preelettorale, ma in concreto è destinata ad accrescere il volume dei residui passivi, ossia il volume del debito politico contratto con la collettività sarda da una Regione consapevole di non potervi far fronte, con risultati in termini di credibilità del sistema politico e istituzionale facilmente prevedibile; ma di tutto questo il centrodestra non sembra rendersi consapevole e naturalmente noi non intendiamo condividerne alcuna responsabilità.

L'assessore Pittalis lo scorso anno faceva alcune decise affermazioni in sede di discussione della finanziaria in conclusione del dibattito: "Dopo anni di spesa incontrollata - diceva l'assessore Pittalis - e di finanza allegra, l'obiettivo è quello di porre fine all'indebitamento", infatti siamo ad una proposta di indebitamento pari a 1.550 miliardi, 1.050 per il solo 2001. Ed è tutto da comprendere come si concilino le affermazioni, sempre rese lo scorso anno dall'onorevole Pittalis quando affermava: "Bisogna smetterla con questa ottica centralistica di una Regione che tutto gestisce", non si capisce come questo si concili con le scelte della finanziaria di ridurre i trasferimenti agli enti locali e di tagliare i settori nei quali la competenza e l'autonomia possono svilupparsi o con il tentativo di ridimensionare il ruolo di indirizzo e di controllo del Consiglio, dilatando la discrezionalità della Giunta nella gestione delle risorse, proponendo un anacronistico neocentralismo, altro che federalismo!

Io credo che le proposte che noi abbiamo fatto in Commissione e che riproporremmo in quest'Aula, siano proposte volte alla modifica di questa impostazione di bassissimo profilo...

PRESIDENTE. Grazie all'onorevole Spissu, grazie a tutti i relatori, sono finite le relazioni per la legge finanziaria, adesso abbiamo trovato l'accordo, pare, per riformulare il secondo comma dell'articolo 2 del Regolamento e credo siano pronti, appena arriva siamo in grado di votare, quindi vi prego di pazientare solo qualche minuto.

Continuazione della discussione del "Regolamento ex articolo 7 della legge regionale n. 29 del 1993 in materia di qualificazione delle imprese per la partecipazione agli appalti di lavori pubblici ammessi a finanziamento regionale" (1/A)

PRESIDENTE. Intanto l'articolo 89 del Regolamento prevede che il presentatore dell'emendamento prenda la parola per cinque minuti, poi sentiremo il parere sia della Commissione che della Giunta, il presentatore è l'onorevole Fois.

FOIS (P.P.S.-C.D.U.Sardi), relatore. Noi abbiamo concordato il nuovo emendamento che riscrive sostanzialmente i commi 2 e 3 che effettivamente avevano necessità di una rivisitazione, mentre aggiunge all'articolo 2 la lettera h) che vede incluse le rappresentanze sindacali che non erano state contemplate. A noi sembra che...

PRESIDENTE. Quindi per chiarezza, è un refuso rispetto alla norma nazionale, pertanto è stata allineata alla norma nazionale.

FOIS (P.P.S.-C.D.U.Sardi). Sì, esattamente, a noi sembra che quanto concordato sia notevolmente migliorativo, dia più garanzie certamente, come alcune forze politiche hanno voluto sottolineare, anche ai lavoratori dipendenti, questo congiuntamente però anche alle garanzie che diamo contestualmente alle imprese.

Quindi siamo assolutamente d'accordo e chiediamo il voto favorevole

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento, ha facoltà di parlare l'Assessoredei lavori pubblici.

LADU (P.P.S.-C.D.U.Sardi), Assessore dei lavori pubblici. La Giunta condivide la integrazione che è stata in qualche modo concordata e illustrata dal relatore Fois.

COGODI (R.C.). Vorremmo vedere l'emendamento. Non che non ci fidiamo di Fois!

PRESIDENTE. Un attimo di pazienza per vedere l'emendamento, dopo di che voteremo la legge con queste modifiche; gli emendamenti presentati sono contrassegnati dai numeri 8 e 9. Se ne dia lettura.

PIANA, Segretario:

Emendamento sostitutivo parziale FOIS.

Art. 2

All'articolo 2, i commi 2 e 3 sono sostituiti dai seguenti:

"2. Per lavori il cui importo a base d'asta sia pari o inferiore a lire 150 milioni, le imprese interessate dimostrano di svolgere un'attività lavorativa adeguata a quella richiesta per la realizzazione dei lavori oggetto dell'appalto, presentando, in sede di gara, il certificato di iscrizione alla Camera di commercio o la dichiarazione personale sostitutiva.

3. Per lavori di importo, a base d'asta, superiori a lire 40.000.000, l'impresa partecipante deve dimostrare:

a) il conseguimento della qualificazione nella classifica 09;

b) l'avere realizzato, nel quinquennio antecedente la data di pubblicazione del bando di gara, una cifra d'affari, ottenuta con lavori svolti mediante attività diretta ed indiretta, non inferiore a tre volte l'importo a base di gara". (8)

Emendamento aggiuntivo FOIS.

Art. 3

All'articolo 3, comma 2, dopo la lettera g), sono aggiunte le seguenti:

"h) da tre reppresentanti delle categorie lavoratrici interessate, designati dalle associazioni che hano sottoscritto contratti collettivi nazionali, regionali o provinciali di lavoro per i dipendenti delle imprese edili ed affini o di comparto;

i) dal direttore dell'Ispettorato regionale del lavoro o da un suo delegato.". (9)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Solo due parole, ma abbiamo il dovere di dire qualcosa, perché il Consiglio arriva adesso a votare questo testo conclusivo di Regolamento dopo che c'è stato un confronto in aula, di merito, e non vorremmo che apparisse una cosa diversa da quella che sostanzialmente è, conoscendo la correttezza e la delicatezza del collega Fois sicuramente questo rischio è molto remoto, però non vorremmo che qui appaiano, all'esterno, dei ruoli o delle funzioni di risoluzione delle controversie che possano essere diversamente utilizzate rispetto alla sostanza delle cose rispetto alla verità.

A noi fa piacere che il relatore consideri migliorativi i punti, gli emendamenti che invece qualche giorno fa considerava peggiorativi, tanto è che noi li abbiamo proposti, li abbiamo difesi, li abbiamo illustrati, però il relatore non li condivideva. Oggi il relatore li condivide perché è tenuto nella condizione di doverli condividere, siccome sono punti non secondari e sono punti che nel confronto politico l'opposizione di parte democratica e il Gruppo della Rifondazione comunista inizialmente ha proposto al Consiglio, noi vogliamo che rimanga almeno accennato il fatto, nella conoscenza e negli atti, che i punti non sono secondari, perché quel che si riteneva non opportuno qualche giorno fa, cioè che questo organismo che rilascia la certificazione, o comunque l'assenso per la qualificazione delle imprese, che attribuisce, è meglio dire, formalmente come dice l'articolo 3, attribuisce la qualificazione delle imprese, c'era presente tutto il mondo delle imprese, c'è una sorta di autocertificazione, di autoriconoscimento, di autogestione, senza consentire ad altre categorie ugualmente, noi riteniamo anche di più, prevalentemente utili e produttive qual è il mondo del lavoro, che poi è quello che fa buone, sane ed anche ricche le imprese, che erano totalmente esclusi. A fronte di undici rappresentanti delle imprese in questo organismo, a fronte di undici rappresentati delle imprese si negava la presenza anche di un solo rappresentante dei lavoratori dipendenti.

Si è addivenuti non dico ad una presenza paritaria, come sarebbe cosa ovvia che la sensibilità politica di questo Consiglio avrebbe dovuto perseguire, ma bontà di Fois e di quanti altri la pensano come lui, almeno tre rappresentanti del mondo del lavoro, immaginiamo che questo non sia un organismo che deve decidere a maggioranza di un voto, però che ci sia almeno un occhio vigile del mondo del lavoro dentro un organismo che deve dare la qualificazione alle imprese, che poi è una qualificazione che vale una patente per guidare molte macchine, ci pare utile che ci sia; è un passo avanti.

Ugualmente abbiamo ritenuto che fra le parti pubbliche, le molteplici parti pubbliche richiamate nell'organismo di cui all'articolo 3, una era dimenticata di parte pubblica, era pretermessa, era esclusa. Questa cosa a noi non sembrava casuale o un fatto di distrazione, perché fosse stato casuale o una distrazione appena l'abbiamo richiamata e proposta Fois e i suoi amici avrebbero detto: "Sì, c'eravamo dimenticati, eravamo distratti" no, hanno detto che non bisognava accogliere la proposta, abbiamo detto: "Perché non anche l'ufficio pubblico dell'Ispettorato del Lavoro, che è l'ufficio pubblico, non privato, che deve tenere in debito conto l'organizzazione di un'impresa?". Parliamo di imprese edili, dove più alto è il tasso di incidenza e di infortuni, anche gravi e gravissimi, dove, lo dicono le statistiche, è più alta l'incidenza della carenza nelle misure di sicurezza dei lavoratori. Adesso si addiviene all'ipotesi che anche un rappresentante dell'ispettorato del lavoro sia presente in questo consesso di presenze pubbliche, dove insieme a tante altre competenze vi sia anche questa specifica competenza in materia di controllo delle misure di sicurezza, e quindi della salute, della vita e dell'integrità fisica dei lavoratori.

Prendiamo atto che si riconoscono queste ed altre modificazioni come migliorative, il Regolamento non è per noi ancora soddisfacente, per cui abbiamo richiesto, e le parti politiche, anche di maggioranza, hanno convenuto che si porrà mano ad una sua modifica e ad un suo miglioramento in momento appena successivo, che oggi vi è l'urgenza comunque di varare questo Regolamento, perché risponde ad alcune esigenze di carattere produttivo, quindi di carattere generale, però vi è anche questo assenso di porre mano per una ulteriore modifica migliorativa, principalmente riferita al fatto che questo organismo di controllo e di certificazione debba essere, come è nello spirito della legge e dei provvedimenti nazionali che lo reggono, deve essere un organismo di garanzia oggettiva. Qualche collega ha usato l'espressione che condivido, di terzietà rispetto all'impresa, perché dati i requisiti, i requisiti oggettivi, quell'impresa verrà qualificata, patentata perché ha quei requisiti oggettivi, e i requisiti oggettivi non se li autocertifica e non se li autoattribuisce, non se li autocontrolla il sistema delle imprese stesse, le quali possono esserci dentro un organismo per avere anche loro un occhio vigile, perché si tratta di affari che li riguardano o le riguardano, ma non possono avere né l'esclusiva, né la prevalenza in un organismo che dovrebbe essere prevalentemente tecnico.

Tuttavia, con le modificazioni introdotte a noi pare che si possa oggi già definire un primo passo positivo in avanti, anche con l'impegno che è stato dato di una revisione migliorativa in tempi rapidi, ci rendiamo conto anche di una qualche urgenza, di un'attesa che c'è nel mondo del lavoro e delle imprese, anche noi abbiamo presente questa urgenza e questa richiesta che è avanzata e con questi miglioramenti riteniamo che il provvedimento possa avere, per intanto, formalmente corso.

Per i giudizi che abbiamo dato di un qualche miglioramento che è intervenuto e però di un sostanziale debolezza che ancora lo connota, il nostro voto sarà un voto di astensione, che voglio ricordare che per chi è all'opposizione e non lo è formalmente, ma per chi è all'opposizione e fa l'opposizione, un voto di astensione è un'espressione positiva di voto e non invece negativa, positiva ma critica perché il provvedimento non è ancora sufficientemente organizzato per essere utile per la finalità per la quale doveva essere dalla Regione autonomamente organizzato.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, una precisazione, perché poi tutto rimane agli atti, l'Ispettorato regionale del lavoro non esiste più, esiste invece il settore Ispezione della Direzione regionale del lavoro, che nella sostanza non cambia nulla, però è opportuno usare una terminologia corretta.

Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I. - Sardegna). Sull'emendamento 8 solamente una questione tecnica, laddove si dice "una cifra d'affari", siccome la cifra è un numero sarebbe più opportuno sostituire questa parola con l'espressione "volume d'affari", che indica un importo. Poi direi che siccome viene aggiunto, "mediante lavori svolti mediante attività diretta e indiretta", volendo intendere qualsiasi tipo di attività che sia conseguente a quei lavori svolti, sarebbe opportuno toglierlo perché si dice qualcosa che già evidentemente è compreso. Quindi suggerirei che la lettera B fosse modificata "nell'avere realizzato nel quinquennio antecedente la data di pubblicazione del bando di gara un volume d'affare conseguente a lavori svolti non inferiore a tre volte l'importo a base d'asta".

PRESIDENTE. Gli uffici dicono che questa formulazione rende più chiaro il testo.

Poiché nessuno domando di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 8, con le correzioni testé suggerite.. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 9. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Passiamo ora al voto finale della legge.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Presidente, onorevoli colleghi, il Gruppo dei Democratici di Sinistra voterà a favore di questo provvedimento, intanto perché lo ritiene molto importante, per le oltre 3000 imprese che operano in Sardegna e che hanno problemi sia di sottocapitalizzazione, che di organizzazione e di difficoltà a reggere un mercato che si fa sempre più difficile, sia perché il nostro Gruppo e il centrosinistra, nella Commissione competente, hanno svolto un ruolo estremamente importante che ha portato concretamente alla definizione di questo provvedimento.

Abbiamo deciso, in Commissione, vista l'evanescenza della maggioranza, che non garantiva non solo il contributo in termini di lavoro e di definizione del provvedimento, ma neanche con la presenza in Commissione, abbiamo deciso come opposizione di svolgere anche in questa occasione un ruolo di governo vero, di risposta ai problemi della comunità regionale, rimarcando e sottolineando col nostro comportamento, anche rispetto al mondo delle imprese che aspettava questo provvedimento, che la nostra è un'opposizione al non fare e alla incapacità di questa maggioranza e che la nostra è una disponibilità a risolvere i problemi della comunità regionale.

Per questi motivi anche in Aula abbiamo svolto coerentemente un ruolo propositivo per la definizione di questo provvedimento così importante, ed è per questo motivo che noi coerentemente voteremo a favore di questo provvedimento che viene incontro alle esigenze del mondo delle imprese del settore dei lavori pubblici che tanto ha bisogno di essere normato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Marco Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS MARCO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, intervengo soltanto per dire che nonostante sia Presidente della Commissione ho smarrito tutte e due le schede di votazione, per cui preannuncio il mio voto favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Corda. Ne ha facoltà.

CORDA (A.N.). Intervengo solo ed esclusivamente per ricordare che in Commissione oltre alla opposizione c'era anche la maggioranza.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico del Regolamento numero 8/A.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DORE - FALCONI - FANTOLA - FLORIS Emilio - FOIS - FRAU - GIAGU - GRANARA - IBBA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MILIA - MORITTU - NUVOLI - ONNIS - ORRU' - PACIFICO - PIANA - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SELIS - SPISSU - TUNIS Marco - USAI - VARGIU.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - COGODI - ORTU - VASSALLO.

PRESIDENTE. L'onorevole Cogodi, che non trova la scheda, ha detto che si astiene, ma io credo che lo faccia solo per semplificare. Il suo voto è favorevole, non c'è dubbio.

COGODI (R.C.). Il mio voto è di astensione.

PRESIDENTE. Il consigliere Cogodi si astiene. Ricordo a tutti i colleghi che fino a quando il voto è palese se uno non ha la scheda dichiara il voto e non succede nulla. Ma se si tratta di voto segreto il non possesso della scheda è automaticamente un'esclusione dalla votazione, per cui chiedo ai colleghi di non dimenticarle a casa, né quella che hanno in dotazione, né quella che rimane agli Uffici.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 60

Votanti 56

Astenuti 4

Maggioranza 29

Favorevoli 56

(Il Consiglio approva.)

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Sono cinque gli astenuti.

PRESIDENTE. Anche l'onorevole Dore, che non è riuscito nell'operazione di voto ha dichiarato il suo voto favorevole.

I lavori del Consiglio riprenderanno martedì mattina alle ore 10 e 30, cominciamo con la discussione generale della finanziaria.

La seduta è tolta alle ore 13 e 31.



Allegati seduta

Risposta scritta ad interrogazioni

Risposta scritta dell'Assessore degli Affari Generali, Personale e Riforma della Regione all'interrogazione AMADU sulla necessità di inserire le competenze dei diplomati in Produzioni animali con orientamento in Gestione e protezione della fauna nella figura professionale di "Tecnico faunistico". (297)

Con riferimento all'interrogazione consiliare di cui all'oggetto, si precisa quanto segue.

Il personale dell'Amministrazione regionale e degli Enti è inquadrato, oltre che in qualifiche funzionali, anche per profili professionali, secondo le disposizioni del D.P.G.R. 5 dicembre 1986, n. 193, il quale non prevede la figura di "Tecnico faunistico".

Peraltro, il nuovo contratto collettivo - attualmente in fase di definizione - dovrà rivedere l'ordinamento professionale, riformulando e semplificando gli attuali profili professionali, ormai non più rispondenti alle esigenze dell'Amministrazione e degli Enti.

Conseguentemente, potranno essere definite nuove classificazioni, volte a permettere l'inserimento di soggetti professionalmente competenti, che possano operare in tutte le aree di attività in cui si esplica l'azione amministrativa.

In tale contesto, sarà valutata la previsione della creazione della figura professionale di "Tecnico faunistico" o equivalente.

Risposta scritta dell'Assessore dell'Industria all'interrogazione SPISSU sulla concessione mineraria in Comune di Muros. (306)

Con determinazione del 28 settembre 2000 il Servizio delle Attività Estrattive dell'Assessorato dell'Industria, ha accordato alla Caolini Panciera S.p.A., che ne aveva fatto richiesta in data 12 gennaio 1998, la trasformazione in concessione mineraria del permesso di ricerca già intestato alla medesima società.

Tale richiesta, in sede di pubblicazione dell'Albo Pretorio del Comune di Muros e di inserzione nel B.U.R.A.S. n° 22 del 16.06.1998 - Annunzi Legali - parte III, avviso n. 3255, ha dato luogo ad opposizioni e reclami, privi peraltro di consistenza sostanziale, in ordine al procedimento amministrativo di rilascio della concessione mineraria.

I Soggetti, a competenza concorrente, deputati ad esprimere i pareri di nulla osta, si sono pronunciati in termini favorevoli al rilascio del titolo e precisamente:

1) con nota 02.12.1998 prot. N° 13942, pos. 4/1/3 l'Ispettorato Dipartimentale di Sassari, ha espresso parere favorevole;

2) con nota 05.07.1999 prot. N° 5943, l'Uffico Tutela del Paesaggio di Sassari, ha espresso parere favorevole, limitando la coltivazione al solo cantiere denominato San Leonardo;

3) con nota 22.07.1998 prot. N° 8992, la Soprintendenza Archeologica di Sassari ha espresso parere favorevole.

In sostanza i soggetti preposti alla tutela di quei valori di cui viene lamentata la lesione non hanno ravvisato l'esistenza di presupposti capaci di determinare il diniego del titolo minerario, ponendo peraltro vincoli e prescrizioni forse non a conoscenza degli abitanti di Muros e che appaiono adeguati a superare le preoccupazioni.

Il Servizio Attività Estrattive, dopo aver espletato l'istruttoria tecnico amministrativa, riconoscendo soprattutto alla Caolini Panciera la capacità tecnica ed economica a condurre l'impresa (art. 15 R.D. 1927/1443) ha espresso parere favorevole al rilascio della concessione mineraria.

Nella seduta del 02.05.2000 il Comitato Regionale delle Miniere, a seguito della puntuale verifica degli atti e del sopralluogo tecnico effettuato in data 04.04.2000 alla presenza delle Autorità Comunali (Sindaco, Consiglieri e Rappresentanti del Comitato promotore delle citate opposizioni al rilascio della concessione), ha espresso parere favorevole al rilascio del titolo minerario per anni 6, limitando peraltro i lavori all'area denominata "San Leonardo", che è molto ridotta rispetto a quella data in concessione la cui superficie è di circa 180 Ha.

In sede di Comitato è emerso tra l'altro che nel corso della visita in loco è stato appurato che ad una distanza non superiore a cinquecento metri dall'area ingessata dalla prevista coltivazione, è presente una zona industriale che annovera attività di vario genere e che, nella precitata area già insiste un consistente fronte di scavo e pertanto non si va ad intaccare una zona vergine, ed, ancora, che il mancato rilascio della concessione non vedrebbe realizzati gli interventi di ripristino dei siti comunque già compromessi.

In conclusione, il Comitato, ritenute adeguate le condizioni per il ripristino ambientale prescritte nell'autorizzazione rilasciata alla Società richiedente dall'Ufficio Tutela del Paesaggio di Sassari, all'unanimità, ha espresso parere favorevole e che alla Società Caolini Panciera venisse rilasciata per la durata di sei anni, fermo restando che i lavori dovranno svilupparsi limitatamente all'area sulla quale insiste il cantiere denominato "San Leonardo", la concessione per la coltivazione del giacimento di caolino, feldspato, bentonite e terre da sbianca, denominato "Rocca Ruja".

Al rilascio della concessione sono quindi connessi:

a) l'obbligo da parte della società concessionaria di eseguire i lavori inerenti al ripristino ambientale attenendosi alle prescrizioni contenute nell'autorizzazione rilasciata dall'Ufficio Tutela del Paesaggio di Sassari, provvedendo in particolare, entro il primo anno di attività, alla realizzazione immediata di una barriera visiva nella parte più esposta;

b) l'effettuazione di controlli periodici (annuali) sull'ottemperanza delle prescrizioni impartite alla medesima società.

Per quanto concerne la prospettata sottoposizione a procedura di Valutazione d'Impatto Ambientale, si rappresenta che nonostante la dimensione amministrativa del titolo sia pari a 180 ettari, l'area nella quale si effettueranno i lavori è inferiore a 20 ettari e, comunque, il Servizio Attività Estrattive ha operato nel rispetto della delibera della Giunta Regionale n. 36/39 del 02.08.1999 in tema di procedure per l'attuazione della L.R. 1/99 che esclude le istanze già presentate, ed è questa la fattispecie, alla data di pubblicazione della citata normativa, ai fini dell'ottenimento delle autorizzazioni o atti di assenso comunque denominati in materia di tutela ambientale, paesaggistico territoriale e di tutela della salute dei cittadini.

Per quanto attiene alla maggior durata della concessione rispetto all'autorizzazione dell'Ufficio Tutela del Paesaggio di Sassari (sei anni contro cinque), tale maggior durata non esonera comunque la Società concessionaria dal richiedere una nuova autorizzazione allo stesso Ufficio Tutela del Paesaggio alla scadenza dei cinque anni.

Risposta scritta dell'Assessore degli Affari Generali, Personale e Riforma della Regione all'interrogazione SPISSU - SANNA Salvatore sui presunti abusi nel consumo dei carburanti nei cantieri dell'Azienda Foreste Demaniali di Sassari denunciati dal consigliere Frau. (211)

In riferimento all'interrogazione in oggetto, si precisa che, con nota n. 1320/gab. del 22.11.2000, sono stati inviati gli elementi di risposta all'interpellanza n. 82/A, contenente gli stessi quesiti posti nell'interrogazione di cui trattasi.

Con nota n. 994/gab. del 14.11.2000, che si allega in copia, si è comunque provveduto a richiedere ulteriori elementi all'Assessorato della Difesa dell'Ambiente.

In relazione alla richiesta formulata con la nota 6 novembre 2000 Prot. 1216/Gab., volta ad ottenere elementi utili di risposta in ordine alla interpellanza consiliare in oggetto, si precisa che lo scrivente ha già interloquito con la Direzione Generale dell'Azienda Foreste Demaniali, invitandola a voler promuovere le necessarie iniziative dirette ad acclarare la veridicità dei fatti denunciati.

Infatti per quanto attiene i punti 1 e 4 dell'interpellanza gli adempimenti ed i rimedi richiesti rientrano nella sfera di competenza della predetta Direzione Generale.

Relativamente ai punti 2, 3 e 5 della medesima interpellanza, questo Ufficio nell'ambito dei poteri derivantigli dall'art. 103 del T.U. degli impiegati civili dello Stato, ha avviato gli accertamenti preliminari, invitando la citata Direzione Generale a voler appurare eventuali responsabilità a carico di dipendenti dell'Amministrazione regionale, onde consentire le opportune valutazioni circa la sottoposizione dei responsabili a giudizio disciplinare, nonché la segnalazione al Giudice Contabile qualora emergessero danni all'erario regionale.

Risposta scritta dell'Assessore dell'Industria all'interrogazione MASIA sull'attuazione del Piano per gli Insediamenti Produttivi (PIP) di Monte Coinzolu in Comune di Ittiri. (275)

Con riferimento all'interrogazione in oggetto, si fa presente che l'Assessorato dell'Industria è intervenuto, con foglio n. 16604 del 20.12.2000, presso il Comune di Ittiri, per acquisire le informazioni del caso. La risposta è stata sollecitata in data odierna. Ciò anche al fine di valutare le ulteriori azioni che potranno essere effettuate.

Si fa quindi riserva di fornire una esauriente risposta, non appena saranno state ricevute le informazioni predette.

Risposta scritta dell'Assessore dei Lavori Pubblici all'interrogazione AMADU sulla necessità di salvaguardare il posto di lavoro dei 500 addetti agli impianti di potabilizzazione e depurazione dipendenti da imprese private per conto dell'ESAF. (281)

Con riferimento alla interrogazione Amadu e all'interpellanza Balia e più, entrambe riferite a problematiche poste dalla deliberazione E.S.A.F. in oggetto si comunica quanto segue.

Il Consiglio di Amministrazione dell'Ente Sardo Acquedotti e Fognature, Ente Strumentale sottoposto a controllo di legittimità e di merito sugli atti ex legge regionale 15.05.1995 n° 14, ha deliberato in data 21.11.2000 l'assunzione diretta della conduzione degli impianti di potabilizzazione e depurazione ed attività connesse. Detta deliberazione, non rientrando tra gli atti sottoposti a controllo ex art. 3 citata legge, non è stata inviata allo scrivente Assessorato competente per materia. In ogni caso la problematica verrà verificata in sede di controllo della delibera concernente la modifica della dotazione organica dell'Ente attualmente in corso di esame presso l'Assessorato degli Affari Generali competente per materia, dove si prevede di ridurre da 411 a 330 unità la dotazione della V^ q.f. che da 58 unità passa a 146, ai fini di assorbire la prima parte delle maestranze che attualmente lavorano agli impianti per conto delle imprese appaltatrici, fermo restando che visto che queste saranno insufficienti a garantire il servizio finora espletato, si dovrà procedere al reclutamento delle restanti maestranze.

In ogni caso si osserva come la cessazione dei rapporti contrattuali posti con le imprese esterne, ai fini di gestione degli impianti di potabilizzazione e depurazione dell'Ente, sia stata disposta principalmente ai fini sostanziali di attivare il risanamento dei costi di gestione e di esercizio dell'Ente, intervenendo sulle attività che in qualche modo potessero essere oggetto di tagli perché eccessivamente dispendiose.

Peraltro l'ipotesi di intervenire sulla ricontrattazione dei servizi di conduzione degli impianti era stata già evidenziata nel piano di risanamento presentato dall'E.S.A.F. ed approvato dalla Giunta Regionale, dove si dice che la sperimentazione avviata dall'E.S.A.F. con l'affidamento all'esterno di tali servizi ha comportato incrementi di costo oltremodo rilevanti, sia per il più favorevole trattamento economico della manodopera specializzata da parte delle imprese appaltatrici rispetto a quello previsto dal contratto di lavoro E.S.A.F., sia per le funzioni di monitoraggio e controllo che potrebbero rientrare nelle competenze professionali del personale E.S.A.F., evitando sovrapposizioni di interventi quando affidato all'esterno della P.A..

Peraltro, le economie da realizzarsi sulla base di un favorevole rientro gestionale dell'E.S.A.F., sono state destinate a coprire la maggior necessità di unità lavorative di IV e V q.f. necessarie nel breve termine.

Si può pertanto ragionevolmente prevedere come il bilancio operativo, tra costi di personale aggiuntivo e servizi gestiti in via diretta, sarà sostanzialmente favorevole, e l'allargamento dei Servizi dell'E.S.A.F. contribuirà ad un apporto di ricavi aggiuntivi, consistente e valutabile nell'ordine di circa dieci miliardi.

Per quanto relativo alla situazione contrattuale si precisa quanto segue:

- Con decorrenza 31.01.2001 cesseranno di produrre efficacia i contratti (rinnovati per un anno, ed in ordine ai quali è in corso la procedura di proroga sino al 31.05.2001) inerenti il servizio di conduzione impianti di potabilizzazione e depurazione inseriti nelle seguenti Zone Operative:

Cagliari/Parteolla; Cagliari/Parteolla Sud Orientale; Sarrabus; Sud Occidentale; Iglesias; Trexenta; Montiferru/Barigadu; Impianto Potabilizzazione Silì; Sarcidano "A"; Nurra/Bidighinzu "A"; Nurra/Bidighinzu "B"; Anglona/Coghinas "A"; Anglona/Coghinas "B"; Truncu Reale; Goceano; Logudoro/Gallura; Gallura "A"; Gallura "B"; Gallura "C";

- Con decorrenza 31.12.2001 cesseranno di produrre efficacia i contratti inerenti il servizio di conduzione impianti di potabilizzazione e di depurazione inseriti nelle seguenti Zone Operative:

Gerrei; Sulcis/Iglesiente; Campidano (Cagliari); Ogliastra Nord; Ogliastra Sud; Ogliastra potabilizzazione; Campidano (Oristano); Sarcidano "B" Trexenta/Marmilla/Mandrolisai; Marghine/Meilogu "A"; Marghine/Meilogu "B"; Olbia.

Infine, confermate le motivaizoni contenute nella deliberazione E.S.A.F. citata, si fa presente che le procedure di assunzione del personale necessario saranno disposte in applicazione dell'art. 52 della L.R. n° 6/2000, ai fini di una più efficace gestione dell'Ente indirizzato verso la trasformazione in società a capitale pubblico prevalente.

Risposta scritta dell'Assessore della Difesa dell'Ambiente all'interrogazione LIORI sugli allagamenti nella città di Bosa. (286)

In riscontro all'interrogazione in oggetto tendente ad assumere notizie relative a quali iniziative siano state intraprese per contenere i problemi derivanti dall'insabbiamento della foce del Temo si comunica che, il dipendente Servizio di Protezione Civile, con nota N° 96 dell'11 gennaio 2001, ha avviato dei contatti con il competente Genio Civile di Nuoro per procedere, con i rispettivi tecnici, ad un sopralluogo congiunto.

Per quanto attiene ai successivi questi relativi all'espletamento di eventuali lavori da eseguire sulla diga, delle opere di protezione spondale sulla foce del fiume e alla realizzazione di un sistema di canali a protezione dell'abitato, si comunica che, il Servizio di Protezione Civile, non dispone di elementi di risposta in quanto non ne ha la competenza.

Risposta scritta dell'Assessore della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport all'interrogazione LA SPISA sull'annullamento da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali dell'autorizzazione dell'Ufficio di Tutela del Paesaggio di Cagliari n. 5615 del 10 ottobre 2000 relativa alla coltivazione di sostanze minerali nella miniera di Perda Niedda, loc. "Punta su Crabiolu", Comune di Domusnovas. (290)

Con riferimento all'oggetto e per una migliore comprensione di quanto successivamente esposto, si riassumono i fatti e gli atti maggiormente rilevanti sull'argomento nella loro sequenza temporale:

12 Ottobre 1992 n° 6719: Richiesta da parte della ditta Locci Antonello e più dell'autorizzazione di permesso di ricerca per minerali di ferro mediante asportazione delle discariche esistenti e il rimodellamento del sito oggetto di pregresse attività minerarie nell'ambito dell'area indicata nelle planimetrie in scala 1 : 500.

15 Gennaio 1996 n° 322: Autorizzazione permesso di ricerca condizionata a ripristino ambientale dell'area così come descritto negli elaborati grafici allegati.

02 Febbraio 2000 n° 32857: Richiesta di autorizzazione ad effetuare lavori minerari interni nell'ambito della concessione mineraria richiesta.

10 Ottobre 2000 n° 5615: Autorizzazione ad effettuare i richiesti lavori di coltivazione a condizione che in nessun modo si producano modificazioni esterne dei luoghi.

19 Dicembre 2000 n° 17157: Decreto di annullamento della Soprintendenza B.A.A.A.S.S. di Cagliari e Oristano.

21 Dicembre 2000 n° 7838: Precisazioni ed integrazioni; in funzione dei lavori approvati con autorizzazione del 15.01.1996, riguardanti eventuali interferenze con gli interventi di bonifica dell'area esterna.

L'annullamento è stato motivato dal fatto che non risultavano assolte le condizioni di cui alla precedente autorizzazione. In merito, intanto, si rileva come appaia improprio il rilievo di eccesso di potere sotto il profilo della carenza di motivazione riguardo a una autorizzazione per lavori in sotterraneo che si fonda, però, su una affermata (epperaltro non motivata) inadempienza a condizioni apposte ad una autorizzazione per lavori esterni. La inadempienza è peraltro dichiarata, ma non provata e non è stata rilevata dall'Ufficio non perché l'istruttoria non sia stata sufficientemente approfondita, ma perché l'Ufficio stesso ha dato una diversa interpretazione della situazione in atto.

Si deve richiamare, infatti, come l'autorizzazione n. 322 del 15.01.1996 riportava la condizione che al termine dei lavori venga riportato sull'area uno strato di terra vegetale non inferiore a 30 cm e che l'area medesima venga piantumata utilizzando le essenze che saranno opportunamente suggerite dal Servizio Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Cagliari. I lavori non erano ancora ultimati quando è stata rilasciata la autorizzazione poi annullata, e non solo, la autorizzazione era ancora in corso e prevedeva esplicitamente che, dopo un periodo di cinque anni, per l'esecuzione dei progettati lavori, ovviamente nel caso non fossero ancora terminati, dovesse richiedersi una nuova autorizzazione. Inoltre, per essersi presentate nel corso dei lavori situazioni non previste, si rendeva necessario procedere ad una riprogettazione sull'intervento di rimodellamento del sito ed, in sostanza, di ripristino ambientale. In questo senso la nota integrativa al provvedimento annullato del 21.12.2000 prospettava la necessità delle opportune varianti alle opere di bonifica e di una rielaborazione progettuale che tenesse contro, fra l'altro, della definitiva stabilizzazione dei versanti.

Queste brevi considerazioni di merito sui motivi dell'annullamento sono effettuate solo per sottolineare come non si sia trattato di inadempienze dell'Ufficio, ma di una diversa e discutibile rappresentazione dei fatti da parte della Soprintendenza ai Beni Ambientali.

Quanto all'oggetto della interrogazione non si può non concordare con le considerazioni ivi svolte pur osservando come gli interventi ministeriali sulle autorizzazioni paesistiche regionali sostanziano una attività di controllo che non consente, per natura, tempi e procedure, l'adozione di rimedi alle eventuali situazioni illegittime che si fossero create. Si può pretendere, ed in merito si è espresso anche il Consiglio di Stato, che l'intervento del Ministero sia, appunto, di controllo sulla legittimità delle autorizzazioni regionali e non si riproponga, invece, come un esame di merito di gerarchia superiore sulla richiesta già autorizzata.

Nel caso in argomento si tratta di contestare le motivazioni sull'annullamento, che appaiono, per la verità, infondate, eventualmente ricorrendo in sede giurisdizionale.

Risposta scritta dell'Assessore della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del Territorio all'interrogazione MANCA sull'esclusione dei Comuni di Budoni, Galtellì, Irgoli, Onifai, Orosei, Posada, San Teodoro, Siniscola e Torpè dall'ambito applicativo del Programma LEADER PLUS. (295)

Il Programma di Iniaziativa Comunitaria Leader+ 2000/2006 consente all'Amministrazione Regionale di finanziare, attraverso risorse comunitarie, nazionali e regionali, (circa 104 miliardi con l'ipotesi di cofinanziamento al 50%), dei Piani di Sviluppo Locale presentati da soggetti pubblici e privati.

All'interno del Programma Leader+ Sardegna inviato alla Commisisone Europea, i territori ammessi a presentare la propria candidatura al Programma sono stati individuati in base alla rispondenza ai seguenti parametri stabiliti dalla Giunta Regionale con Deliberazione n. 38/10 del 19 settembre 2000 (approvazione delle Linee Guida per la predisposizione del Programma Leader+ Sardegna):

· Indice di spopolamento (fonte ISTAT 1991): sono stati presi in considerazione tutti i Comuni che nel periodo considerato hanno subito un decremento della popolazione residente;

· Popolazione attiva in agricoltura (fonte ISTAT 1991): sono stati presi in considerazione tutti i Comuni con una popolazione attiva in agricoltura superiore alla media regionale;

· Indice di disoccupazione (fonte ISTAT 1991): sono stati presi in considerazione tutti i Comuni con il tasso di disoccupazione superiore alla media regionale;

· Indice di vecchiaia (fonte ISTAT 1991): sono stati presi in considerazione tutti i Comuni con l'indice di vecchiaia superiore alla media regionale;

· Densità di popolazione (fonte ISTAT 1991): sono stati presi in considerazione tutti i Comuni con densità di popolazione inferiore a 100 ab./kmq;

Sono stati esclusi dall'applicazione del Leader+ i territori ricadenti in Comuni con popolazione superiore ai 30.000.

L'Area di applicazione del Programma Leader+ è il risultato dei territori dei Comuni che soddisfano almeno quattro indicatori sui cinque considerati per un totale di 233 Comuni (62% del totale).

In sede di approvazione dei Piani di Sviluppo Locale si potrà prendere in considerazione l'opportunità di estendere l'area di applicazione a territori limitrofi, che possono trovare adeguate giustificazioni in relazione alle affinità socio-culturali con le aree eligibili. Le possibili estensioni verranno valutate nel limite massimo del 25% delle singole aree individuate nei PSL e proposte dai Gruppi di Azione Locale, fermo restando il limite dei 100.000 abitanti che dovrà costituire ogni singola area Leader+.

La riduzione dei territori ammessi a presentare candidature rispetto al precedente periodo di programmazione è dovuta al taglio delel risorse comunitarie destinate all'Italia nel suo complesso, e di conseguenza alla Sardegna. Infatti, il cofinanziamento comunitario è passato dai circa 70 miliardi di lire del periodo di programmazione 1994-1999 a poco più di 50 miliardi di lire per il periodo 2000-2006. Con l'ipotesi di cofinanziamento al 50%, per il P.I.C. Leader+ Sardegna saranno disponibili circa 100 miliardi di risorse pubbliche (50% fondo comunitario FEOGA, 30% risorse statali, 20% risorse regionali).

Nella Comunicazione 2000/C 139/05 recante gli orientamenti su Leader+, inoltre, la Commissione Europea richiama la "…frammentazione di risorse finanziarie tra un numero elevatissimo di Gruppi di Azione Locale risultante in interventi poco efficaci" verificatasi nell'attuazione di Leader II, e dispone che "…al fine di concentrare le risorse comunitarie sulle proposte più promettenti ed ottenere il massimo effetto moltiplicatore, beneficierà del contributo comunitario….soltanto un numero ristretto di territori", in applicazione del principio di concentrazione in base al quale le risorse devono essere convogliate su un obiettivo comune al fine di ottenere il massimo risultato e di evitare interventi a pioggia con scarse ricadute sul territorio.

Inoltre, sempre nella Comunicazione viene ribadito che "…gli Stati Membri possono limitare l'applicazione di Leader+ a talune zone rurali, purchè giustifichino tale limitazione in base a criteri coerenti rispetto agli obiettivi della politica nazionale di sviluppo rurale".

Il Centro Regionale di Programmazione, nella stesura del Programma, si è attenuto ai principi enunciati dalla Commissione Europea e alle disposizioni date dalla Giunta regionale per l'individuazione dei territori, circoscrivendo l'area di applicazione di Leader+ ai territori in ritardo di sviluppo e, in maniera limitata, alle aree a prevalente sviluppo agricolo.

In relazione ai Comuni in oggetto, si precisa inoltre che la loro esclusione non è da definirsi ingiustificata, in quanto secondo le elaborazioni basate su dati e parametri ISTAT, i Comuni citati non soddisfano almeno 4 parametri su 5, risultando pertanto al di fuori dei territori prescelti.

In particolare:

- i Comuni di Torpè, Galtellì, Siniscola e Posada hanno avuto un incremento di popolazione nel periodo considerato e hanno un indice di vecchiaia inferiore alla media regionale, pertanto soddisfano solo tre indicatori (disoccupazione, densità, attivi in agricoltura) su cinque;

- il Comune di Onifai ha avuto un incremento di popolazione nel periodo considerato e presenta un tasso di disoccupazione inferiore alla media regionale, pertanto soddisfa solo tre indicatori (densità, indice di vecchiaia, attivi in agricoltura) su cinque;

- i Comuni di Irgoli e Orosei hanno avuto un incremento di popolazione nel periodo considerato e presentano un tasso di disoccupazione e un indice di vecchiaia inferiori alle rispettive medie regionali, pertanto soddisfano solo due indicatori (densità e attivi in agricoltura) su cinque;

- il Comune di Budoni ha avuto un incremento di popolazione nel periodo considerato e presenta un tasso di disoccupazione e una percentuale di attivi in agricoltura inferiori alle rispettive medie regionali, pertanto soddisfa solo due indicatori (indice di vecchiaia, densità) su cinque;

- il Comune di S. Teodoro ha avuto un incremento di popolazione nel periodo considerato e presenta un tasso di disoccupazione, un indice di vecchiaia e una percentuale di attivi in agricoltura inferiori alle rispettive medie regionali, pertanto soddisfa solo un indicatore (densità) su cinque.

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