Seduta n.452 del 24/02/2004
CDLII Seduta
Martedì 24 febbraio 2004
(Pomeridiana)
Presidenza del Vicepresidente Biggio
La seduta è aperta alle ore 17 e 16
MASIA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del martedì 17 febbraio 2004 (446), che è approvato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Per ricordare a lei, signor Presidente e ai colleghi, che io attendo risposta a una domanda che ho formulato e che mi trovo costretto, mio malgrado a riformulare per la serietà e la dignità di una costituita Assemblea legislativa; chiedo ancora di conoscere, e pazientemente aspetto di avere risposta, quale sia il criterio oggettivo in base al quale si definiscono le sedute di questo Consiglio regionale. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cogodi. Per confermare quanto già nella seduta precedente questa Presidenza le ha espresso e le ha comunicato.
Comunico inoltre all'Assemblea...
Chiedo scusa siamo sempre al processo verbale, se non ci sono altre osservazioni il processo verbale si intende approvato.
Annunzio di presentazione di proposte di leggePRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza le seguenti proposte di legge:
MASIA, Segretario:
IBBA - BALIA - MASIA: "Istituzione dei servizi di dietetica e nutrizione clinica nei presidi ospedalieri delle ASL della Sardegna, nelle Aziende ospedaliere e nei Policlinici universitari". (525)
(Pervenuta il 17 febbraio 204 ed assegnata alla settima Commissione.)
COGODI: "Reddito di cittadinanza e contrasto della povertà. Fondo regionale di solidarietà sociale". (526)
(Pervenuta il 17 febbraio 2004 ed assegnata alla settima Commissione.)
PRESIDENTE. Colleghi, dobbiamo procedere al completamento della votazione sull'emendamento sostitutivo totale numero 10 alla proposta di legge sul condono diciamo per brevità. Trattandosi di prima votazione, dobbiamo sospendere per dieci minuti prima di procedere alla votazione stessa. Pertanto sospendo per 10 minuti l'Assemblea.
(La seduta sospesa alle ore 17 e 19, viene ripresa alle ore 17 e 30.)
CongedoPRESIDENTE. Colleghi, informo l'Assemblea che è pervenuta la seguente lettera con la seguente richiesta di congedo: l'onorevole Emanuele Sanna chiede, a norma dell'articolo 59 del Regolamento interno del Consiglio, di usufruire di un giorno di congedo a far data dal 24 febbraio 2004 per motivi di lavoro. Se non ci sono osservazioni, il congedo si ritiene accordato. Non ci sono osservazioni, il concedo è accordato.
PRESIDENTE. Colleghi, dobbiamo votare l'emendamento numero 10, l'inizio del testo dell'emendamento in quanto era mancante il numero legale nella precedente seduta, al punto 1 "non sono comunque suscettibili di sanatoria" e tutto il contenuto della lettera A. C'è qualche particolare modalità di voto, se no si vota per alzata di mano. Elettronico palese, chi lo ha chiesto?
SPISSU (D.S.). Voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Onorevole Spissu, otto persone. Grazie.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri FLORIS, BUSINCO, PIRASTU, CALLEDDA, PIRISI, MORITTU, ORRU'.)
Prepararsi a votare.
(Interruzioni)
Non ho aperto la votazione! La votazione, signori, non è aperta.
Votazione nominalePRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 10. Dichiaro il mio voto favorevole in quanto non ha funzionato la mia scheda. Chiedo all'onorevole Cugini di dichiarare il proprio voto non avendo funzionato neanche la sua.
CUGINI (D.S.). Favorevole.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI -CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU -VASSALLO.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 71
votanti 71
maggioranza 36
favorevoli 71
(Il Consiglio approva)
PRESIDENTE. Come d'accordo proseguiamo con il disegno di legge numero 488. Trattandosi di un testo non esitato dalle commissioni per la sua illustrazione diamo la parola al Presidente della Giunta, onorevole Masala, per l'illustrazione del provvedimento.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione per illustrare il disegno di legge 488 .
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Grazie Presidente. Il disegno di leggo numero 488 ha una finalità ben precisa; come gli onorevoli consiglieri sanno, le circoscrizioni elettorali devono vedere al loro interno individuata una sede, un ufficio presso il quale costituire l'ufficio centrale circoscrizionale, poiché nella presente legislatura, in quella precedenza e in questa legislatura è stato perfezionato l'iter costitutivo delle nuove province, avendo la Regione Sardegna otto province che non sono ancora definite per quanto concerne il capoluogo e non esiste ancora una correlazione tra gli uffici regionali e gli uffici statali, evidentemente abbiamo la necessità di individuare le sedi dei tribunali presso i quali costituire gli uffici centrali circoscrizionali. Il "448" si propone appunto di dare questa risposta.
PRESIDENTE. Grazie. Dichiaro aperta la discussione generale, colleghi.
FADDA (La Margherita-D.L.). Perché ha parlato la Giunta?
PRESIDENTE. Perché non è passato in Commissione, non c'è il relatore, l'ho detto prima che intervenisse l'onorevole Masala. Si tratta di un provvedimento non passato in Commissione, quindi dopo l'illustrazione si apre la discussione. Chi chiede di intervenire? Prego onorevole Scano. Il primo iscritto a parlare è il consigliere Scano.
Colleghi, le iscrizioni rigidamente e assolutamente durante questo primo intervento, dopodiché non sono ammesse iscrizioni a parlare per la discussione generale. Vi prego di evitare le passeggiate nei corridoi che portano alla Presidenza perché non accettiamo dopo le prenotazioni che devono essere fatte nel tempo dell'intervento dell'onorevole Scano.
E' iscritto a parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (Gruppo Misto). Presidente, il mio intervento sarà brevissimo, credo 15 secondi perché formalmente intervengo nella discussione generale, ma sostanzialmente intervengo su materia regolamentare; siccome sento parlare di emendamenti con qualche sorpresa e con una certa… no, preoccupazione no, perché non sono preoccupato, con qualche stupore, allora dico con molta chiarezza che se ci sono emendamenti va rispettato il comma 5 dell'articolo 84.
PRESIDENTE. Emendamenti ce ne sono due a disposizione, non abbiamo altri emendamenti, arricchiremo la nostra conoscenza rispolverando il comma 5 dell'articolo 84, ma non abbiamo allo stato dell'arte, adesso a quest'ora, nessun altro emendamento è pervenuto oltre l'1 e il 2.
E' iscritto a parlare il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.
SANNA SALVATORE (D.S.). Rinuncio.
PRESIDENTE. Ci sono altri interventi? Nessuno.
Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Poiché nessuno domanda di parlare lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(È approvato)
Si dia lettura dell'articolo 1.
RANDAZZO, Segretario:
Art. 1
1. Le funzioni di Ufficio centrale circoscrizionale per le Province regionali di nuova istituzione dell'Ogliastra e di Olbia-Tempio sono svolte dai tribunali di Lanusei e di Tempio; per le altre due province, Iglesias-Carbonia e del Medio Campidano, dove non esiste sede di tribunale, dette funzioni sono svolte rispettivamente dalle sezioni staccate di Iglesias e di Sanluri del Tribunale civile di Cagliari.
2. Previa intesa con competenti autorità governative, si provvederà all'individuazione delle Prefetture e delle Questure della Sardegna cui demandare gli adempimenti connessi alle operazioni elettorali nelle quattro province regionali di cui alla legge regionale n. 9 del 2001, nei cui territori sono istituiti detti uffici.
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti 1 e 2 sostitutivi totali entrambi. Se ne dia lettura.
RANDAZZO, Segretario:
Emendamento sostitutivo totale Sanna Salvatore - Satta - Sanna Emanuele - Biancu - Sanna Gian Valerio - Giovannelli - Biancareddu
L'articolo 1 è sostituito dal seguente:
Art. 1
1. Al fine dell'individuazione, ai sensi dell'articolo 8 primo comma della legge 17 febbraio 1968, n. 108, dei tribunali presso cui sono istituiti gli uffici elettorali circoscrizionali in occasione delle elezioni del Presidente della Regione e del Consiglio regionale della Sardegna, nelle province nelle quali non sia stato ancora individuato il capoluogo ovvero siano stati individuati più capoluoghi, secondo quanto previsto dall'articolo 10 quater della legge regionale 2 gennaio 1997, n. 4, introdotto dall'articolo 4 della legge regionale 1 luglio 2002, n. 10, si fa riferimento al tribunale nella cui giurisdizione ricade il comune più popoloso della provincia.
Conseguentemente il titolo del disegno di legge è sostituito dal seguente: "Individuazione delle sedi degli uffici elettorali circoscrizionali nelle elezioni regionali". (1)
Emendamento sostitutivo totale GIUNTA REGIONALE
L'articolo 1 è sostituito dal seguente:
Elezioni del Consiglio regionale e del Presidente della Regione. Circoscrizioni elettorali
Articolo unico
1. Per l'elezione del XIII Consiglio regionale della Sardegna, il territorio della regione è suddiviso nelle otto Circoscrizioni elettorali provinciali, corrispondenti alle province, isttituite con legge nazionale, di Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano, e a quelle istituite con legge regionale dell'Ogliastra, Olbia-Tempio, Iglesias-Carbonia e del Medio Campidano, secondo la ripartizione di cui alla L.R. 12/7/2001 n. 9 e successive modificazioni e integrazioni.
2. Nelle more degli adempimenti conseguenti all'istituzione delle province regionali, agli Uffici centrali circoscrizionali, istituiti presso i tribunali di Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano, sono altresì attribuite le funzioni di Ufficio centrale circoscrizionale per i territori delle province regionali secondo la seguente ripartizione:
Tribunale di Cagliari:
Ufficio centrale circoscrizionale per le circoscrizioni elettorali di Cagliari, Medio Campidano e Iglesias-Carbonia
Tribunale di Sassari:
Ufficio centrale circoscrizionale per le circoscrizioni elettorali di Sassari e Olia-Tempio
Tribunale di Nuoro:
Ufficio centrale circoscrizionale per le circoscrizioni elettorali di Nuoro, Ogliastra
Tribunale di Oristano:
Ufficio centrale circoscrizionale per le circoscrizioni elettorali di Oristano. (2)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori ha facoltà di illustrare l'emendamento 1.
SANNA SALVATORE (D.S.). Signor Presidente, questo emendamento è stato presentato perché i presentatori ritengono necessario formulare alcune questioni poste dal disegno di legge 488, che sono le seguenti. A nostro avviso il primo comma della legge numero 488 contiene alcuni punti che secondo noi andrebbero modificati. Il primo punto, è veramente singolare che si definiscano come regionali le province che sono state istituite recentemente. Che cosa significa province regionali? Perché esistono forse province di diversa natura? Cioè ci sono province e basta. Quindi non si capisce per quale motivo si debba aggiungere province regionali alla definizione province; perché l'introduzione di questa specificazione tende a creare, nell'immaginario collettivo, l'idea appunto che ci siano province di serie A), quelle preesistenti, e province di serie B) quelle che sono state recentemente istituite. Invece ci sono otto province in Sardegna al posto delle quattro province, quindi non si comprende la ragione di questa aggettivazione del termine provincia contenuto nel primo comma, e quindi nella formulazione dell'emendamento noi abbiamo totalmente cancellato l'aggettivo regionale.
La seconda questione, non si capisce per quale motivo e quali siano le competenze e le leggi che attribuiscono alla Regione la competenza e la funzione di entrare nel merito dell'ordinamento degli uffici giudiziari, competenza esclusiva quest'ultima del Ministero e dello Stato nazionale. E ancora, relativamente al comma 1, a noi pare che la ratio della proposta del disegno di legge sostanzialmente non rispetti le caratteristiche di una formulazione generale e astratta, come sarebbe necessario per una legge, ma invece si attardi nello specificare dei punti che invece non sono necessari.
Per quanto riguarda il secondo comma si ripetono alcune questioni già rilevate nel primo comma, e in particolare non si capisce per quale motivo la Regione debba anche qui occuparsi dell'organizzazione degli uffici che in qualche modo fanno capo alle prefetture o alle questure; se è necessario un raccordo con questi uffici dello Stato, per quale motivo dobbiamo ricorrere ad una legge quando ci sono strumenti, come le intese, che possono servire a questa esigenza.
Quindi, detto tutto questo e specificato tutto questo, i presentatori ritengono che sia molto più opportuna una riscrittura di questo articolo perché intanto noi partiamo dalla esistenza in Sardegna di tribunali anche in città che fanno capo a province recentemente istituite, che però sono in funzione, per esempio il tribunale di Tempio, per esempio il tribunale di Lanusei; e, laddove esistesse il dubbio che non sia specificato esattamente il capoluogo, perché magari ci troviamo in presenza di doppio capoluogo, Olbia-Tempio, Tortolì-Lanusei, eccetera, Carbonia-Iglesias, noi precisiamo con il nostro emendamento che laddove non sia stato ancora individuato il capoluogo della nuova provincia si possa far riferimento alla città più popolosa, al comune più popoloso della provincia nella cui giurisdizione al tribunale della neo provincia, nella cui giurisdizione ricade il comune del capoluogo, quindi Tempio per Olbia e Lanusei per Tortolì.
In questo modo abbiamo chiarito le questioni, abbiamo ribadito che le province sono otto e, per quanto riguarda infine gli uffici relativi al Sulcis e al medio Campidano, anche qui la scelta sarà abbastanza semplice perché si dovrà far riferimento al Tribunale nella cui giurisdizione ricade il comune più popoloso di queste due nuove province.
Quindi la riformulazione, la riscrittura dell'articolo 1 è quella proposta nell'emendamento, altre formulazioni, compresa quella contenuta nell'emendamento della Giunta, così mi esprimo anche su questo e non intervengo di nuovo, possono ingenerare a nostro avviso confusione. Per quale motivo infatti non si deve tenere conto della preesistenza di tribunali che funzionano regolarmente, per esempio nell'emendamento della Giunta non è ricompreso il tribunale di Tempio; e io mi chiedo perché il tribunale di Tempio non possa assolvere alla funzione di ufficio centrale circoscrizionale per la provincia della Gallura. E la stessa cosa si pone per la provincia dell'Ogliastra, perché il tribunale di Lanusei non può assolvere a questa funzione? E credo che naturalmente, perché tutto questo possa essere fatto, sia sufficiente che la Giunta regionale, il Presidente del Giunta regionale, trovi le dovute intese con i responsabili di questi uffici dello Stato senza prescrivere in legge norme che riguardano appunto anche l'organizzazione di uffici statali e chiarendo, come a nostro avviso è necessario, che le circoscrizioni provinciali sono otto e non quattro.
Conseguentemente Presidente, e ho concluso, il titolo del disegno di legge non può più essere quello che pomposamente reca il "488" e cioè "Elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale della Sardegna", ma possa essere più semplicemente definito come "Individuazione delle sedi, degli uffici elettorali circoscrizionali nelle elezioni regionali", cioè un titolo di un provvedimento che è meno roboante, meno pomposo ma molto più legato alla reale esigenza che noi abbiamo davanti. Ecco, questi sono i motivi per i quali abbiamo ritenuto necessario presentare questo emendamento e naturalmente confidiamo anche nell'approvazione dell'Aula.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione per illustrare l'emendamento numero 2.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. L'emendamento numero 2 rappresenta in modo analitico gli elementi per poter svolgere senza difficoltà alcuna le elezioni regionali, risolvendo anche alcuni dubbi che sull'argomento eventualmente fossero intervenuti nelle ultime settimane. Infatti si ribadisce che i collegi regionali di natura provinciale sono otto, così come le province previste dalla legge del 12/7/2001, numero 9, e tenendo conto delle indicazioni ricevute in queste settimane da parte della Corte d'Appello si è pensato di modificare il testo del disegno di legge indicando nelle attuali sedi di tribunale di Cagliari, Sassari, Oristano e Nuoro le sedi degli uffici centrali circoscrizionali anche per le province rispettivamente per quanto riguarda Cagliari e del Medio Campidano e di Iglesias Carbonia e per quanto concerne Sassari anche della provincia di Olbia-Tempio e per Nuoro anche della provincia dell'Ogliastra, perché la Corte d'Appello fa conoscere che è molto più facile organizzarsi in questo modo e quindi garantire l'efficienza del servizio medesimo.
Per quanto concerne poi le valutazioni fatte con l'emendamento numero 1 mi riservo di farlo caso mai in sede di discussione perché ritengo che il secondo comma può essere tranquillamente accolto perché esprime più correttamente quella che è la finalità della legge stessa e cioè l'individuazione delle sedi degli uffici elettorali circoscrizionali, ma mi riservo in quella fase perché ritengo che possa essere magari trovato un abbinamento delle due formule usate dai due emendamenti.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento numero 1 ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Nel momento in cui la Giunta presenta l'emendamento numero 2 è chiaro che sostiene l'emendamento numero 2, pur dichiarando come ho già detto prima che nulla ha in contrario la Giunta ad accogliere l'indicazione del comma 2, cioè conseguentemente il titolo del comma 2, cioè non del comma 2, l'ultima parte del comma 1 per l'esattezza; però per quanto riguarda il resto magari poi vediamo se sia il caso di accogliere qualche parte a seguito dell'approfondimento che si farà in sede di discussione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Signor Presidente, grazie ai colleghi anche per l'attenzione. Io intervengo principalmente per dire una parola di condivisione relativamente all'emendamento numero 1, il quale emendamento non è da me, da noi, dal nostro Gruppo firmato perché noto che porta le firme dei componenti, mi pare grosso modo, della prima Commissione consiliare di ogni parte politica, quindi non è un emendamento propriamente "bipartisan o baipartisan" a seconda che si gradisca questa o quella pronuncia, ma è un emendamento istituzionale, se mi pare, se ho colto bene il senso della proposta. E mi pare che la norma che tende a sostituire la scrittura proposta dalla Giunta, sia quella originaria, sia quella successiva che riappare in modo ancora più confusionario attraverso l'emendamento numero 2 sia una scrittura migliore, nel senso che è più pertinente, è più corretta sul piano istituzionale e direi anche sul piano lessicale, il che non guasta quando si scrivono norme che altri debbono leggere e che debbono comprendere.
Intanto, rispetto il testo originario della Giunta, bene ha fatto a sottolinearlo questo elemento subito il collega Salvatore Sanna, deve scomparire quella dizione del tutto fuori luogo, che non sta né in cielo né in terra né in nessun altro luogo, di "province regionali". Io non ho capito quale genio o quale, non dico esperto, ma apprendista di cose giuridiche e legislative si sia inventato questa dizione di province regionali.
Il fatto che la fonte istituzionale che istituisce le province sia lo Stato o la Regione, il Parlamento centrale o il Parlamento regionale, tutto questo deriva dai poteri che attribuisce ai Parlamenti centrale o regionale la Costituzione, che è uguale per gli uni e per gli altri. E voglio solo ricordare che va letto, perché nessuno lo ha ancora né abrogato né modificato l'articolo 114 della Costituzione repubblicana, la quale Costituzione all'articolo 114 statuisce che la Repubblica si riparte in Regioni, Province e Comuni; cioè i Comuni, le Province e le Regioni sono parte costitutiva della Repubblica, e nel momento nel quale altra norma costituzionale attribuisce non al Parlamento centrale, o in via esclusiva al Parlamento centrale, ma in via non surrogatoria ma pari anche alle Regioni e non a tutte, alla Regione a Statuto speciale e autonoma della Sardegna di sicuro con norma costituzionale, il potere di definire gli ambiti delle circoscrizioni provinciali, le Province istituite dalla Regione in base e in forza di norma costituzionale a pari livello, pari grado, pari dignità e quindi pari dizione di ogni e qualsiasi altra Provincia; le province sono uguali. A meno che qualcuno in un rigurgito di cultura o subcultura del passato di tipo centralistico, burocratico,autoritario, non pensi che la provincia non è un'istituzione intermedia del potere dei cittadini, ma che la Provincia è la sede delle prefetture o dei distaccamenti degli uffici statali.
Lo Stato può decentrare, collocare, sistemare i suoi uffici, quelli statali, dove meglio richiede, in questa o in quella Provincia ma non è detto che il distaccamento, quindi la locazione, la sistemazione, l'articolazione degli uffici dello Stato, o di alcuni uffici dello Stato, di per sé faccia qualità del potere istituzionale di livello intermedio tra Comune e Regione che sono le Province. Non confondiamo gli uffici e l'articolazione degli uffici statali con la dignità e i poteri e la dimensione e il valore istituzionale delle Province, che sono uguali, che è uguale questo valore, sia quelle che hanno come fonte istitutiva il potere statuale, sia quelle che hanno come fonte istitutiva il potere regionale, che pur essa si compone nell'intero sistema del potere repubblicano, in base all'unicità della Repubblica e all'unicità soprattutto della Costituzione repubblicana, perché l'unicità della Repubblica non deriva dall'alto, ma in base all'articolo 114 della Costituzione si compone di Comuni, Province e Regioni, cioè quando la Repubblica si riparte vuol dire che la Repubblica è una, indivisibile, di cui all'altro punto della Costituzione, è la risultante delle componenti, che sono appunto i Comuni, le Province uguali l'una rispetto all'altra, comunque e qualunque sia la fonte istitutiva e le Regioni. Quindi è questa la visione, il disegno, il progetto istituzionale che ci dà la Costituzione repubblicana che deve rimanere integra e non può essere disattesa e contraddetta da dizione infelici quale quella che si deducono o si dedurrebbero attraverso questa formulazione del tutto, non dico inusuale, del tutto impropria di province regionali. Per altro, mi pare pertinente la precisazione che nell'emendamento è contenuta relativamente all'individuazione dei tribunali che assumono competenza in materia di operazione elettorale. Siccome la legge istitutiva delle province, prevede anche una metodologia per l'individuazioni dei capoluoghi delle province, è chiaro ed evidente che la cosa più ovvia, più seria, più oggettiva è quella di riferirsi ai tribunali cui fanno riferimento, in cui ricadono il comune, la città più popolosa della provincia istituita. E' un criterio oggettivo, non dà adito a incomprensioni, non riapre contenzioni o aspettative circa i futuri destini di quello o di quel comune quale capitale prossima ventura della province, perché la legge appunto rimanda alle istituite province in modo pertinente il potere anche di individuazione della propria sede di capoluogo.
Conclusivamente, per questo insieme di ragioni, mi pare che sia imperfetta la dizione che porta l'originario, primario disegno normativo della Giunta, e mi pare che ancora più non pertinente o impertinente sia l'emendamento numero 2, che la Giunta ripropone, non si capisce perché. Ma scusi signora Giunta, dov'è la signora…? Signora Giunta…
PRESIDENTE. Sta risolvendo, lei si rivolga alla Presidenza.
COGODI (R.C.). Io mi sto rivolgendo alla signora.
PRESIDENTE. Si rivolga alla Presidenza.
COGODI (R. C.). Signor Presidente io mi sto rivolgendo al signor Presidente e anche alla signora Giunta.
PRESIDENTE. Sia coerente onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Lei comprenda lo spirito costruttivo; a norma di regolamento leggo che mi devo rivolgere al Presidente dell'Assemblea e io mi rivolgo a lei signor Presidente esimio dell'Assemblea e che mi devo rivolgere alla Giunta e la signora Giunta vale quanto il signor Presidente, a norma di Regolamento, se poi sono uno di sesso maschile e uno di sesso femminile non li ho fatti io.
Intendevo dire che nel momento nel quale la Commissione prima autonomia, nel suo insieme, unitariamente formula al Consiglio una dizione normativa che non ha solo la bontà di essere unitaria, perché quante cose unitarie sono anche sbagliate, no ha la bontà di essere buona, cioè di essere una migliore proposta normativa, e nello stesso tempo comprende però anche la quasi totalità delle forze politiche, manca la nostra, ma stiamo sostenendo la bontà di quella proposta, io non comprendo perché la Giunta contrapponga un ulteriore suo testo, ma proprio non c'entra nulla. A nome di chi la Giunta, prescindendo dalla Commissione che unanimemente propone una dizione, prescindendo dalla sua maggioranza, a nome di chi avanza una proposta parziale, sbagliata, incoerente e per di più avulsa della realtà, astrusa, transgenica, non riferibile a nessuno contesto né politico, né istituzionale, né giuridico. Per cui alla signora Giunta io raccomanderei di ritirare immediatamente il suo secondo emendamento, di ritenere superato dalla migliore dizione normativa, elaborata dalla Commissione, anche l'articolo originario, quello principale, e quindi di convergere sull'emendamento presentato dai componenti della Commissione che è l'emendamento numero 1 che dà risposta appagante e sufficiente e degna e anche giuridicamente corretta.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cogodi. Si sta completando la ribattitura di un emendamento che fonde i due, il primo col secondo, è praticamente un emendamento di sintesi. Se l'onorevole Cogodi durante il suo intervento fine avesse osservato si poteva desumere chiaramente com'era in corso un confronto per produrre un documento di sintesi.
È iscritto a parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale. Ne ha facoltà.
CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale. Presidente, io non so se posso prendere la parola accogliendo anche il suo invito perché mi dà l'impressione che si possa arrivare alla conclusione basandosi su un po' di buon senso. Io credo cioè che tra l'emendamento numero 2 e l'emendamento numero 1 si possa trovare un certo collegamento, nel senso che dell'emendamento numero 2 si potrebbe accettare pienamente il primo comma, perché esso non è previsto nell'emendamento numero 1. Per quanto riguarda invece il comma 2 dell'emendamento 2, si potrebbe sostituire con la dizione dell'emendamento numero 1. E perché? Per un motivo molto semplice, perché l'emendamento numero 1 praticamente dà la possibilità di istituire uffici circoscrizionali ovunque vi sia un vero e proprio tribunale. Ora sappiamo che in Sardegna oltre i quattro tribunali dei capoluoghi di provincia, esiste anche il Tribunale di Tempio e il Tribunale di Lanusei, non esiste invece né a Sanluri e ad Iglesias. Quindi praticamente se si addivenisse a una formula di questo tipo, cioè a un emendamento unitario che sia costituito dal primo comma dell'emendamento numero 2 e dalla sostituzione del secondo comma con la dizione dell'emendamento numero 1, io penso che questo possa essere accettabile da entrambe le parti che hanno proposto gli emendamenti. In questo senso propongo una commistio orale, visto e considerato che non c'è un'altra formula per arrivare ad una conclusione che abbia un senso di logica. Vorrei anche dire, ma questo non c'entra con l'emendamento, che per quanto riguarda la dizione "province regionali" io non vedo tutto questo scandalo, perché onestamente anche in Sicilia la dizione è "province regionali" perché sono state istituite con la legge regionale ed è normale in Sicilia la dizione "province regionali". Quindi non è una novità, anche noi dobbiamo dire come la Sicilia che le province di nuova istituzione, si chiamano province regionali, quindi io sono anche mantenere la dizione di province regionali.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Contu. Non abbiamo ancora visto il testo del documento di sintesi, ma penso…
È iscritto a parlare il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.
SANNA SALVATORE (D.S.). Presidente io avanzo un altro problema, chiedo scusa se non l'ho fatto prima ma nella foga dell'illustrazione dell'emendamento non ho sollevato questa questione che pongo proprio all'Aula come questione; vorrei che i colleghi prestassero un attimo di attenzione, perché il dubbio che mi sorge è che fondendo i due emendamenti e introducendo nella 488 soprattutto il primo comma, la mia impressione è che probabilmente stiamo scivolando verso la legge statutaria, perché ci sono tutti i contenuti di una legge statutaria. Se così fosse è del tutto evidente che occorrerebbe intanto una maggioranza qualificata, cioè la maggioranza assoluta per l'approvazione, ma soprattutto questa legge è naturalmente esposta a procedure eventuali di referendum, perché definire con una legge regionale le circoscrizioni elettorali provinciali, quindi dando una interpretazione in tal senso, è probabilmente materia da ricomprendere nelle cosiddette leggi statutarie, e invece sarebbe molto più opportuno che l'individuazione delle circoscrizioni elettorali avvenisse con un decreto del Presidente della Giunta.
Io pongo questo problema, lo pongo soprattutto all'attenzione del Presidente della Giunta, perché appunto non vorrei trovarmi in questa situazione e naturalmente lasciare aperto, a tre mesi dalle elezioni, questa questione, è chiaro che crea dei problemi, è chiaro che espone il campo a diversi tipi di intemperie, espone il campo e il problema probabilmente anche a interpretazioni di chissà quale natura. Allora io pongo questo problema, se questo problema come io penso fosse fondato, credo che la soluzione migliore sarebbe quella di approvare integralmente l'emendamento numero 1 così come è scritto, con la correzione che per altro abbiamo concordato, quella dei più capoluoghi, che non è il caso di citare, e lasciare le cose, perché in questo modo saremmo certi che non vi sia nessun tipo di possibilità che questo provvedimento legislativo possa essere interpretato come legge statutaria, e quindi andrebbe tranquillamente avanti e darebbe al Presidente della Giunta la possibilità di istituire con decreto proprio i collegi circoscrizionali provinciali, secondo il numero delle province, che sono appunto otto. Dirlo in legge, come noi facciamo o come faremo se recepissimo il primo comma dell'emendamento numero 2 presentato dalla Giunta, a mio avviso, espone il provvedimento al rischio di essere definita legge statutaria e quindi, in conseguenza di questo, necessitare sia di una maggioranza assoluta per l'approvazione, ma soprattutto al rischio di referendum che potrebbe essere richiesto a seguito di tale approvazione. Pongo questo problema invitando tutti a una riflessione che, a mio avviso, si rende indispensabile.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (U.D.C.). Chiedo scusa se riprendo la parola, ma dopo l'intervento dell'onorevole Sanna effettivamente mi parrebbe giusto un attimo di riflessione, perché le osservazioni fatte dall'onorevole Sanna sono, a mio giudizio, abbastanza pertinenti e rilevanti e quindi si tratterebbe di vedere se la dizione dell'articolo, come viene fuori dai due emendamenti, può essere fatta in modo tale da non incorrere nell'eventualità di cui ha parlato Sanna, e cioè della cosiddetta sottoposizione al referendum. Quindi si tratta di studiare un po' meglio la dizione. Ecco perché io credo che cinque minuti di sospensione diano la possibilità a coloro che vogliono lavorare sui due emendamenti, non sarebbe forse sbagliato. Chiedo pertanto formalmente la sospensiva per un paio di minuti.
PRESIDENTE. Sì, senz'altro, comunque stanno vedendo le cose.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. L'osservazione che è stata fatta dall'onorevole Sanna non è rimasta, diciamo così, inascoltata, perché effettivamente sono state immediatamente attivate anche tutte le strutture per verificare questo. Noi riteniamo che la legge non sia di carattere statutario, di natura statutaria perché in realtà questa legge non contiene innovazioni perché già previsto dalla legge costituzionale numero 1 il riferimento alle circoscrizioni regionali delle province così come stabilito. Infatti il terzo comma della legge costituzionale numero 1 dice: "Qualora si deve procedere ai sensi del comma 2 e alla data di convocazione dei comizi elettorali per il rinnovo del Consiglio regionale non siano state approvate le conseguenti modificazioni eccetera, si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni della legge della Repubblica che disciplinano l'elezione dei consigli delle regioni a Statuto ordinario. Le circoscrizioni elettorali, previste da tale disposizione, sono costituite dal territorio di ciascuna provincia della Regione", quindi il riferimento è esatto. Però, detto questo, siccome bisogna essere sempre più realisti del re, l'emendamento, il dubbio può essere fugato integrando con questa formula: "Per l'elezione del tredicesimo Consiglio regionale della Sardegna, così come previsto dal terzo comma dell'articolo 3 della legge costituzionale numero 2 del 2001, il territorio della Regione è suddiviso nelle otto circoscrizioni elettorali".
Cioè, io ritengo che sia utile che venga ribadito con legge che si tratta di otto circoscrizioni elettorali, perché non vorrei che ci fossero, da parte di qualcuno, dei dubbi su questo punto, e quindi il ribadirlo, secondo me, è cosa utile, anche se io personalmente comprendo che il riferimento fatto alla legge istitutiva naturalmente introduce il discorso delle otto province, però io ritengo che il Consiglio, molto più prudentemente, bene farebbe a ribadire, con l'inclusione del comma 1 dell'articolo, la formula che è stata adesso prevista, modificata e integrata secondo i suggerimenti che ci vengono fatti dagli uffici.
PRESIDENTE. Sospendiamo cinque minuti. Colleghi, sospendiamo dieci minuti per aggiustare il documento. Dieci minuti di sospensione.
(La seduta, sospesa alle ore18 e 20, viene ripresa alle ore 18 e 34.)
PRESIDENTE. E' pervenuto un emendamento di sintesi. Se ne dia lettura.
RANDAZZO, Segretario:
Emendamento di sintesi GIUNTA REGIONALE
Emendamento di sintesi degli em. 1 e 2
1. Le funzioni di Ufficio centrale circoscrizionale per le Province di nuova istituzione dell'Ogliastra e di Olbia-Tempio sono svolte dai tribunali di Lanusei e di Tempio; per le altre due province, Iglasias-Carbonia e del Medio Campidano, dove non esiste sede di tribunale, dette funzioni sono svolte dal Tribunale di Cagliari.
Conseguentemente il titolo del disegno di legge è sostituito dal seguente:
"Individuazione delle sedi degli uffici elettorali circoscrizionali nelle elezioni regionali".
PRESIDENTE. Quindi, colleghi, si vota l'emendamento di sintesi. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Solo per suggerire, per semplificare, l'Ufficio sicuramente scriverà meglio il testo, insomma, per far notare che "provincia" se è maiuscolo nella prima riga lo sia anche nella terza, che se tribunale è minuscolo o maiuscolo in una riga lo sia anche nell'altra, che nell'ultima riga non sono "svolte del tribunale" ma "dal tribunale" ma, voglio dire, che la scrittura sia vista dando un senso insomma e un'armonia al testo.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, stiamo facendo dei grandi passi avanti in quest'aula col sistema e il modo di lavorare, sia nell'uso delle aggettivazioni che ricorrono sempre più spesso e sia anche nella precisione nel rilevare tutto. Io posso dirle che da diversi anni seguo i lavori di quest'Aula, non mai quanto lei, e ho conosciuto da sempre che gli uffici hanno sempre provveduto a sistemare questi particolari di rifinitura dei provvedimenti che esita quest'Aula. Pertanto io farò le sue raccomandazioni, ma penso che anche senza le stesse gli uffici, come sempre, avrebbero provveduto. Grazie comunque della precisa annotazione.
Metto in votazione l'emendamento numero (?) Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo adesso agli ordini del giorno numero 1, 2 e 3. Se ne dia lettura.
RANDAZZO, Segretario:
ORDINE DEL GIORNO SPISSU - FADDA - COGODI - BALIA - SANNA Giacomo sul rinvio a dopo le elezioni regionali delle nomine negli organi amministrativi in scadenza nelle società a maggioranza regionale.
IL CONSIGLIO REGIONALE
a conclusione dell'esame del disegno di legge n. 488 concernente "Individuazione delle sedi degli uffici elettorali circoscrizionali nelle elezioni regionali";
PREMESSO che fra alcuni mesi si svolgeranno le elezioni per la designazione del Presidente della Regione e per il rinnovo del Consiglio regionale;
CONSIDERATO che, al fine di garantire una piena corrispondenza fra gli indirizzi politico-programmatici dell'esecutivo regionale e gli strumenti operativi della Regione, la legislazione vigente prevede un collegamento diretto fra il rinnovo della legislatura e il rinnovo degli organi amministrativi degli enti, aziende, consorzi regionali e società partecipate direttamente o indirettamente dalla Regione;
VALUTATO che, pur non potendo ricomprendere in tale normativa organismi e società di capitali disciplinati dalla legislazione nazionale, appare tuttavia opportuno e corretto che anche le nomine di tali società per il rinnovo degli organi amministrativi in scadenza siano effettuate nella prossima competizione;
PRESO ATTO che le nomine di spettanza degli enti pubblici nelle società di capitali possono essere fatte entro quarantacinque giorni dall'approvazione dei bilanci;
CONSIDERATO, altresì, che alcuni organi amministrativi di società di capitali a maggioranza azionaria regionale dovranno essere rinnovati nel corso del 2004;
CONSIDERATO che di recente la Regione ha rinnovato, per un triennio, l'Amministratore unico della Sigma Invest S.p.A., pur avendo la stessa società registrato una forte perdita nel bilancio,
impegna la Giunta regionale
a non effettuare rinnovi di organi amministrativi in scadenza prima dello svolgimento delle elezioni regionali. (1)
ORDINE DEL GIORNO CARLONI - CORDA - LOCCI sulle nomine di competenza della Regione Sarda negli Organismi di Governo e di controllo delle società di capitali partecipate dalla Regione.
IL CONSIGLIO REGIONALE
PREMESSO che:
- sulla base dell'ormai recepito principio dell'alternanza degli schieramenti politici nel governo della cosa pubblica anche il Consiglio Regionale Sardo ha affermato, con legge, che la durata degli organismi degli enti pubblici regionali debba corrispondere in linea di massima a quella della legislatura regionale;
- gli interessi della Regione Sardegna sono realizzati non solo attraverso i vari enti strumentali da Lei governati in modo diretto, ma anche con una sua partecipazione in organismi di governo e di controllo di società di capitali;
- appare opportuno che la stessa esigenza che ha portato alla "durata di legislatura" degli enti strumentali debba ravvisarsi anche per il rinnovo delle nomine negli organismi di governo e di controllo delle società di capitali partecipate dalla Regione Sarda.
impegna la Giunta Regionale
in applicazione del principio enunciato in premessa, ad astenersi dall'effettuare le nomine di sua competenza negli organismi in scadenza delle società di capitali partecipate dalla Regione, lasciando che tali nomine vengano fatte dai rappresentanti del Consiglio Regionale che verrà eletto tra breve. (2)
ORDINE DEL GIORNO SPISSU - FADDA - BALIA - COGODI - SANNA Giacomo sull'indizione delle elezioni regionali.
IL CONSIGLIO REGIONALE
a conclusione dell'esame del disegno di legge n. 488 concernente "Individuazione delle sedi degli uffici elettorali circoscrizionali nelle elezioni regionali";
CONSIDERATO che il Presidente della Regione deve emanare, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, il decreto di indizione delle prossime elezioni regionali per una domenica compresa fra il 16 maggio e il 27 giugno 2004;
AVUTA NOTIZIAche il Governo intende fissare le elezioni per il Parlamento europeo per le giornate di sabato 12 e domenica 13 giugno, abbinando ad esse le elezioni amministrative;
RITENUTO che numerose ragioni, sia di carattere pratico che soprattutto di carattere istituzionale, consiglino di svolgere le elezioni regionali in una data distinta e precedente a quella delle elezioni europee, onde mettere l'elettorato sardo nelle condizioni di decidere sull'elezione degli organi regionali con il minor possibile condizionamento esterno;
CONSIDERATOinoltre che, entro la data del decreto di indizione delle elezioni, il Presidente della Regione deve altresì emanare il decreto con il quale si procede al riparto fra i collegi elettorali provinciali dei 64 seggi ad essi spettanti in proporzione alla popolazione;
RITENUTOopportuno ed urgente che su tale questione si faccia chiarezza da parte dell'autorità cui spetta di interpretare la norma vigente in materia di circoscrizioni elettorali, la quale prevede, con l'articolo 3, comma 2, della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, che esse "sono costituite dal territorio di ciascuna provincia della Regione Sardegna";
CONSIDERATO che l'espressione "ciascuna provincia" evidentemente comprende tutte le otto province legalmente istituite e univocamente determinate nel loro ambito dalle vigenti leggi statali e regionali, indipendentemente dal fatto, sotto questo profilo irrilevante, che esse siano anche dotate di propri organi di governo all'atto dell'indizione dei comizi elettorali,
impegna il Presidente della Regione
a fissare la data delle elezioni regionali in modo tale che essa preceda quella delle elezioni europee. (3)
PRESIDENTE. Gli ordini del giorno possono essere illustrati. Ha facoltà di parlare il consigliere Spissu per illustrare l'ordine del giorno numero 1.
SPISSU (D.S.). Si dà per illustrato, Presidente.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Carloni per illustrare l'ordine del giorno numero 2.
CARLONI (Gruppo Misto). Anche questo, Presidente, mi sembra che sia così piano che non abbia nessuna necessità di illustrazione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Spissu per illustrare l'ordine del giorno numero 3.
SPISSU (D.S.). Sì, Presidente, riguarda le elezioni regionali e la volontà del Consiglio, se questo ordine del giorno venisse approvato, di votare nella prossima tornata elettorale per le regionali in due giornate, nella giornata di domenica e di lunedì.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Signor Presidente, relativamente agli ordini del giorno numero 1 e 2 io vorrei far rilevare che quando si tratta di società cosiddette a maggioranza regionale o a partecipazione regionale non sono mai di partecipazione della Regione cioè la titolarità delle azioni non è della Regione quanto tale, dell'ente Regione, ma è di enti regionali e quindi il diritto della convocazione delle assemblee spetta a questi enti. Quindi può essere, diciamo così, accolta come raccomandazione, ma un impegno in questo senso è difficile da poter assumere.
Relativamente all'ordine del giorno numero 3 invece vorrei richiamare l'attenzione dei proponenti su un fatto: se, come è stato illustrato nella sintesi, la richiesta è di votare in due giornate, cioè domenica e lunedì, a me pare di ricordare, ma non posso essere certo di non sbagliare, che occorra la legge che stabilisca il voto in due giornate per le elezioni regionali; se invece si vuole dare un'indicazione al Presidente della Giunta perché fissi la data delle elezioni in data anteriore a quella delle elezioni europee il discorso cambierebbe, però in relazione a questo problema i presentatori sanno che il Presidente della Giunta sta, diciamo così, consultando tutti i Gruppi, anche per verificare se ci sia la volontà da parte del Consiglio di modificare anche la legge elettorale con riferimento alla calendarizzazione delle elezioni stesse, perché se il Consiglio venisse nella determinazione di far svolgere le elezioni regionali in due giornate, essendo necessaria la legge è chiaro che l'obbligo deriverebbe dalla legge e non da un ordine del giorno. Quindi io pregherei di tener conto di questo fatto.
Relativamente al secondo punto dell'ordine del giorno la Giunta ha già approvato l'attribuzione dei seggi alle otto province, il decreto è in corso di emanazione e quindi diciamo che questo potrebbe essere, da questo punto di vista, ritirato nel senso che la cosa è già stata fatta. Però pregherei i proponenti di tener conto anche delle considerazioni che ho fatto prima.
PRESIDENTE. Ordine del giorno numero 1, non ci sono osservazioni. La Giunta si è dichiarata disponibile ad accoglierlo come raccomandazione. Metto in votazione l'ordine del giorno numero 1. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Ha domandato di parlare il consigliere Corda. Ne ha facoltà.
CORDA (Gruppo Misto). Signor Presidente, semplicemente per dire che poiché noi abbiamo votato l'ordine del giorno numero 1 che contiene le stesse argomentazioni che proponevamo nel numero 2, nel nostro, che è superato, quindi noi ritiriamo il numero 2.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno numero 2 è ritirato. Ordine del giorno numero 3. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Presidente, per ritirare dall'ordine del giorno 3 la parte sulla quale il Presidente della Giunta ha comunicato di aver già firmato la delibera che precede il decreto sul riparto dei seggi negli otto collegi provinciali istituiti. Per il resto l'ordine del giorno può essere votato e poi naturalmente la discussione seguirà l'iter che deve seguire sulla base anche delle cose che il Presidente ha annunciato.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'ordine del giorno numero 3, eliminando l'ultima e la penultima riga dell'ordine del giorno stesso.
spissu (d.s.). Si elimina il secondo comma del dispositivo.
PRESIDENTE. Sì, l'ultima e la penultima riga, la seconda parte del dispositivo, dell'impegno. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Chiedo il voto palese elettronico.
PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggiano la richiesta i consiglieri CORONA, PILO, LOMBARDO, BALLETTO, SATTA, GIOVANNELLI, MURGIA.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero 3.
Rispondono sì i consiglieri: BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - CAPPAI - CARLONI - COGODI - CONTU - CORDA - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - LADU - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIRASTU - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SELIS - SPISSU - TUNIS - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - CAPELLI - CASSANO -CORONA - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - PETRINI - PILO - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - USAI -VARGIU.
Si sono astenuti i consiglieri: il Vicepresidente BIGGIO - PIANA.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 66
votanti 64
astenuti 2
maggioranza 33
favorevoli 37
contrari 27
(Il Consiglio approva)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 488.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI -CONTU - CORDA - CORONA - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PETRINI - PIANA - PILO - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Giacomo - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 66
votanti 66
maggioranza 33
favorevoli 66
(Il Consiglio approva)
Continuazione della discussione degli articoli del testo unificato delle proposte di legge DORE - FADDA - GRANELLA - SANNA Gian Valerio - SELIS: "Normativa regionale in materia di abusivismo edilizio (482) e PIANA: "Normativa regionale in materia di abusivismo edilizio - Recepimento in Sardegna del decreto legge 29 settembre 2003, n. 269, convertito in Legge 31 ottobre 2003 - (Condono edilizio 2003)" (496), del disegno di legge: " Norme di riordino in materia di controllo dell'attività urbanistico-edilizia, di risanamento urbanistico, di sanatoria di insediamenti ed opere abusive e di snellimento ed accelerazione delle procedure amministrative in materia edilizia" (502) e della proposta di legge: "MORITTU - PIRISI: "Limiti alla definizione agevolata delle violazioni edilizie" (507)
PRESIDENTE. Allora, proseguiamo, sono le sette, con la leggina del condono. L'emendamento numero 6 è decaduto per effetto del voto precedente, quindi siamo all'emendamento numero 11 "Supporto cartografico", prepararsi al voto.
(Interruzione)
Allora un attimo per riordinare le carte. Prego. Stiamo riprendendo la leggina sul condono e dopo l'emendamento 10 c'è l'emendamento 6 aggiuntivo che decade; dopodiché passiamo all'emendamento 11 sempre aggiuntivo che deve essere votato. Dopodiché ci sarà il 12 e poi il 15.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Chiedo scusa, Presidente, sull'ordine del giorno perché c'è la necessità sicuramente per tutti i colleghi che attentamente e diligentemente seguivano l'andamento della legge in sanatoria degli abusi edilizi di riordinare le carte ed anche di riordinare le idee, perché la ipotesi originaria era, sulla base della programmazione dei lavori che si era data, che questo pomeriggio non ci sarebbe stato lavoro consiliare. A parte che diversi colleghi hanno assunto impegni politici di altra natura, in ogni caso anche nella programmazione di oggi si era ipotizzato, poi non è che ci sia nulla di vincolante, che si sarebbe proceduto alla conclusione della votazione che era rimasta aperta per poi passare al "488", non ipotizzando una prosecuzione nel merito della normativa edilizia e di sanatoria che comporta per chi vuole seguire bene i lavori di riordinare le parte ed anche di riordinare anche un pochino qualche idea, perché ci sono ancora alcuni emendamenti che sono emendamenti di merito che vanno ancora, come dire, ripresi e discussi.
Siccome sono le 19, le 19 di un pomeriggio nel quale non si era ipotizzato neppure originariamente di procedere nei lavori del Consiglio, io mi permetto di suggerire di sospendere i lavori, l'attività del Consiglio a questo punto e di rinviare alla data e al momento appena prossimo, domani o quando si riterrà, la prosecuzione della discussione della legge in materia di sanatoria dell'abusivismo edilizio.
Diversamente, di dare il tempo di riordinare le idee ed anche le carte e di acquisirle le carte perché ognuno non è che viene qui con un carro di documenti, abbiamo portato gli atti e i documenti che sapevamo che ci erano utili per le cose che si pensava di discutere. Per cui, in ogni caso, chiederei almeno trenta minuti di sospensione.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, io assisto a delle cose impensabili, veramente! Lei stamattina ha fatto una serie di osservazioni finanche dubitando della serietà del lutto, della costernazione per quanto è avvenuto, per la disgrazia che è avvenuta eccetera e ha indicato...
(Interruzione del consigliere Cogodi)
PRESIDENTE. Lei ha parlato, io l'ho lasciata parlare e adesso mi ascolta, per cortesia, ascolti questa Presidenza. Ha posto in dubbio anche la sincerità e l'onestà, diciamo, del dolore che si è provato in quest'Aula per quanto è successo.
COGODI (D.S.). Non commenti il pensiero altrui.
PRESIDENTE. Ha detto e ha sostenuto ed è stato condiviso da quest'Aula che megglio avremmo onorato, lavorando, la disgrazia che è avvenuta. Stiamo lavorando e sono le 19, se chiedete dieci minuti per aggiornarvi bene, ma oltre dieci minuti - un quarto d'ora che è una cosa compatibile col fatto di riordinarsi le idee, io non ho dubbi sulla sua intelligenza, sulla sua prontezza e sulla sua grande capacità che è certamente uguale alla velocità con cui lei, a seconda della situazione, aggiusta il tiro; non mi sento di concedere più di un quarto d'ora per aggiornarsi sulla situazione e procedere al voto. Poi l'Aula, se vuole, si pone al voto con tutti, ma proprio lei ha chiamato questa mattina questi principi e a questi io mi rivolgo, per cui un quarto d'ora di sospensione. Poi si riprende a votare.
COGODI (D.S.). Per me va bene un quarto d'ora.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 59, viene ripresa alle ore 19 e 26.)
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori. Siamo alla leggina sul condono, esattamente emendamento numero 11 all'articolo 3. Sull'emendamento 11 ricordo all'Assemblea che era stata proposta una modifica oralmente, dove è scritto "cartografia aerofotogrammetrica" sostituire con "rilievi aerofotogrammetrici", sia al primo comma che al secondo comma; oltre a questo do la parola all'Assessore competente, l'assessore Asunis perché credo che debba fare una proposta all'Aula.
Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ne ha facoltà.
ASUNIS, Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Grazie Presidente. All'interno dell'emendamento numero 11, nel primo comma, si fa riferimento ai rilievi aerofotogrammetrici regionali aggiornati al 31 marzo 2003. Di fatto il volo che si ha a disposizione non ha avuto un piano di volo che si è concluso il 31 marzo 2003, ma di fatto il piano di volo ha interessato anche il mese di aprile dello stesso anno. Se la data 31 marzo 2003 dovesse rimanere all'interno di questo testo, sapendo peraltro che quota parte del territorio regionale è stata di fatto oggetto di volo parte nel marzo e parte nell'aprile, per effetto del secondo comma tutti gli areali che sono stati volati nel mese di aprile sui quali insistono opere realizzate abusivamente che hanno i connotati di cui al comma 1 del medesimo articolo 3, sarebbero di fatto improcedibili; quindi ad avviso mio qui c'è un problema di natura temporale che dovrebbe essere di fatto quantomeno valutato nella sua complessità se non addirittura rimosso.
Faccio presente che quando feci a suo tempo l'intervento in riferimento all'emendamento, già osservai che l'amministrazione regionale aveva tecnicamente provveduto all'impegno delle risorse finanziarie e aveva quindi già commissionato il volo stesso, l'acquisizione del volo, feci presente peraltro in quell'occasione che la documentazione sarebbe stata acquisita dall'amministrazione regionale entro la prima quindicina del mese di marzo, quindi di fatto ci sono tutte le condizioni, ora, anche a prescindere dalle valutazioni che saranno fatte dall'Aula in riferimento a questo emendamento, ci sono tutte le condizioni perché l'amministrazione regionale dia così come d'obbligo tutti i contributi agli enti locali al fine di consentire a questi di poter operare correttamente e poter leggere il territorio nella sua complessità evitando che alcune persone, ipotizzando la non sussistenza di questi voli, tentino di presentare istanze di condono che di fatto sono riferite a immobili realizzati in epoca recente e comunque decisamente dopo il 31 marzo del 2003.
Effettivamente, ci sarebbe qui l'esigenza, un po' se si volesse addivenire all'accoglimento di questo emendamento, di una rimodulazione del testo stesso in maniera tale da renderlo oggettivamente coerente nei termini a cui facevo riferimento poc'anzi.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.
MORITTU (D.S.). Sì, Presidente per proporre una piccola modifica all'emendamento orale in accoglimento alle osservazioni fatte un momento fa dall'Assessore e quindi al posto di "cartografia" va bene "rilievi" perché di questo si tratta, mi pare, "rilievi aerofotogrammetrici regionali di più recente aggiornamento".
(Intervento fuori microfono)
MORITTU (D.S.). Senza la data.
PRESIDENTE. Avete bisogno di cinque minuti di sospensione?
(Interventi fuori microfono)
MORITTU (D.S.). Presidente, due minuti per scriverlo.
PRESIDENTE. Colleghi, è stato presentato l'emendamento 11 nella nuova formulazione. Se ne dia lettura. Intanto è in corso la distribuzione.
LICANDRO, Segretario:
Emendamento Morittu - Pirisi - Dore - Masia - Spissu - Fadda - Cogodi - Sanna Giacomo - Scano
Art. 3
Dopo l'articolo 3, è aggiunto il seguente:
"Art. 3 bis
1. Al fine di consentire un'efficace controllo dell'attività edilizia la Regione, entro 45 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, mette a disposizione dei Comuni i rilievi aerofotogrammetici del territorio regionale, nella redazione più puntualmente riferibile al tempo di costruzione in cui è consentita la sanatoria.
2. Il Comune, in sede di esame delle domande di sanatoria, riferite ad ampliamenti di superficie coperta o di nuove costruzioni, procede al loro riscontro con tali rilievi aerofotogrammetici che costituisce qualora tecnicamente rilevabile condizione di procedibilità per il proseguo della definizione dell'abuso edilizio il cui procedimento è sospeso in mancanza di tale riscontro." (11)
PRESIDENTE. Colleghi, se avete avuto l'emendamento così come modificato, ancora no? Ha domandato di parlare il consigliere Corda. Ne ha facoltà.
CORDA (Gruppo Misto). Presidente, io vorrei fare la dichiarazione di voto su questo emendamento 11.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda. Ne ha facoltà.
CORDA (Gruppo Misto). Allora, è un emendamento che interviene per aggiungere un articolo all'articolo 3, l'articolo 3 bis, dove si parla di supporto cartografico, e dice che la Regione entro 45 giorni eccetera, eccetera "mette a disposizione dei comuni la cartografia delle fotografie fatte dall'aereo, aggiornata al 31 marzo 2003, al fine di consentire un efficace controllo dell'attività edilizia". E fin qui va bene, tutti siamo d'accordo che debba esserci un controllo; però nel comma 2 poi, si dice: "Il comune in sede di esame delle domande di sanatoria procede al loro riscontro con tale cartografia che costituisce condizione di procedibilità per il proseguo della definizione dell'abuso edilizio, in caso di mancanza di questo riscontro il procedimento è sospeso".
PRESIDENTE. Onorevole Corda, stanno distribuendo l'emendamento aggiuntivo modificato, scusi.
CORDA (Gruppo Misto). Nella parte che interessa a me è uguale.
PRESIDENTE. No.
CORDA (Gruppo Misto). Come no? E' uguale. "I comuni in sede di esame delle domande in sanatoria, a loro riscontro...che costituisce condizione di procedibilità per il proseguo… dell'abuso edilizio il cui procedimento è sospeso in mancanza di tale riscontro". È uguale! L'assessore prima ci ha parlato a titolo personale, ci ha detto che ci sono dei casi in cui i fotogrammi sono sovrapposti e non è possibile cioè che ci sia un controllo reale della situazione o non c'è per tutti. Allora mi domando, quella persona che non può produrre documentazione fotografica dell'abuso che ha commesso è una persona che non può fare sanatoria, secondo questo? O se la foto non è possibile farla perché si tratta di un abuso piccolo, di un palazzo, un balcone, una qualunque cosa che non sia visibile dall'aereo, o che per effetto della foto tecnicamente mal riuscita non sia..., allora mi sembra che sia una punizione troppo grave per le persone che dovessero aver fatto domanda di condono e che non fossero in grado, per effetto di difetti tecnici della ripresa o della documentazione stessa, di produrre il riscontro richiesto dalla legge.
Allora questa è la ragione per la quale io dico che questa parte finale dell'emendamento va cassata, perché non si può pensare di punire della gente incolpevole solo per difetti di riprese aeree o per incomplete riprese che non darebbero un riscontro preciso della situazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Tunis. Ne ha facoltà.
TUNIS (U.D.R.-Centro). Io vorrei aggiungere alcuni aspetti particolari su questo secondo comma, ma è direttamente collegato al primo che reca pregiudizio a quei cittadini a cui noi ci riferiamo, cioè ai semplici cittadini che abbiano eventualmente con tre vetri chiuso il loro balcone o chiuso delle verande o dei patii per cui le riprese aeree non possono arrivare in maniera obliqua per vedere se uno ha fatto quell'opera abusiva. Questa situazione è solo riferita agli abusi che possono essere ripresi per via aerea.
Io considero questo emendamento un emendamento che va in contrasto rispetto a quel 60 per cento di piccoli abusi che abbiamo considerato sanabili, perché l'aereo non può riprendere delle foto che sono sotto delle balconate, sotto delle...
(Brusio in Aula)
TUNIS (U.D.R.-Centro). Senza voler scherzare, mi riferisco al fatto che questo emendamento s'intende riferito a delle riprese aeree che possano fotografare degli abusi; ce ne sono il 60 per cento che non sono fotografabili, per cui chiedo che questo emendamento venga ritirato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Piana. Ne ha facoltà.
PIANA (U.D.C.). Io ho letto e riletto attentamente l'emendamento di sintesi presentato dai proponenti e anche quanto detto dall'Assessore nella sua illustrazione, nel suo parere sull'emendamento stesso. Io credo che questo emendamento tecnicamente blocchi il condono edilizio, l'applicazione del condono e della stessa legge sul condono edilizio in Sardegna. Io credo che, come è scritto nel secondo comma, possa dare inefficacia all'applicazione della legge che noi - spero stasera - andremo ad approvare.
Questa mia tesi è in modo particolare supportata da due fatti. Il primo che, a quanto si riferisce, forse non ufficialmente, ma anche nei corridoi dell'Assessorato dell'urbanistica, le aerofotogrammetrie fatte nei sorvoli tra il mese di marzo e il mese di aprile non sono complete in tutto il territorio della Sardegna, cioè i sorvoli sono stati fatti in tutto il territorio della Sardegna, ma diversi fogli e diverse parti della Sardegna sono risultate non chiare, sono consegnate o staranno per essere consegnate alla Regione in modo non chiaro. Quindi avremo una parte del territorio della Sardegna in cui sarà diversa l'applicazione perché non è possibile applicare e quindi controllare i sorvoli aerofotogrammetrici.
Il secondo motivo di inapplicabilità della stessa legge, se approviamo questo emendamento, è che i piccoli abusi dalle aerofotogrammetrie che sono state richieste dalla Regione non sono percepibili e allora ci ritroveremo nei casi in cui domande, migliaia di domande, per i piccoli abusi in modo particolare, quelli di necessità, ma i piccoli abusi in modo particolare, ci ritroveremo che, non avendo un riscontro aerofotogrammetrico, le amministrazioni comunali, gli uffici tecnici comunali non sarebbero nelle condizioni, applicando alla lettera quanto disposto nel secondo comma, di procedere nella istruttoria delle domande di sanatoria.
Allora io credo che questo emendamento veramente ribalti la volontà di questo Consiglio regionale di applicare il condono edilizio in Sardegna. Si dica in modo chiaro che una parte politica continua a non volere l'applicazione del condono edilizio in Sardegna senza ricorrere ad emendamenti trabocchetto, perché questo è un emendamento trabocchetto. Ecco, proprio per questo io ritengo che sia inaccoglibile anche l'emendamento stesso. Quindi chiedo che i presentatori lo ritirino perché veramente si contraddice con quanto sino adesso questo Consiglio regionale ha approvato negli altri due articoli della stessa legge.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Per spendere una parola per tentare di essere utile, se posso, poco poco in questa cosa, perché mettiamoci d'accordo, qual è il trabocchetto? È quello della legge che è uguale per tutti e dice che cosa in materia edilizia e di rispetto del territorio, parliamo delle grandi cose, non delle piccole cose, debbono essere rispettate e c'è chi non le rispetta platealmente, costruendo attici abusivi, cose grandi, perché badate dei piccoli abusi ai colleghi ho detto una serie di volte e voglio ancora ripeterlo: per favore non ne parlate, perché i piccoli abusi in questa Regione sono tutti, in via continuativa, sanabili in base alla legge 23 dell'85. Ve lo volete mettere in testa o no? I piccoli abusi voi li state usando come paravento, come tenda dietro cui nascondere le porcherie che sono le grandi porcherie, non i piccoli abusi! Io non so come dirlo, rileggetevi la legge 23, dove peraltro una serie di attività, tutte le modifiche interne, purché vi sia asseveramento della staticità dell'edificio, in questa Regione non sono soggette neppure ad autorizzazione, non solo a concessione, ma solo a comunicazione all'autorità, al Comune.
Chi l'ha mai abrogata la legge 23 dell'85? E se lo volete capire ne meniamo vanto di averla fatta, la legge 23 dell'85, altro che "ti ritiri di lì" di quello! Siamo orgogliosi di averla fatta, ben tanti anni fa, mi pare ormai 19 anni fa, avendo dato una condizione di adattamento, di flessibilità soprattutto all'auto costruzione in questa Regione, laddove non ci siano violenze all'ambiente, laddove anche le piccole cose moltiplicate tante volte non facciano anche la facciata di un palazzo un'arlecchinata. Infatti è consentito anche l'intervento su un intero palazzo che sia però armonico nella sua redazione progettuale tecnica. Tutto questo c'è scritto nella legge regionale da 19 anni! Ma che c'entra, Piana, tutto il tuo pianto greco sui piccoli abusi? Che c'entrano gli uliveti e i vigneti e i mappali e tutto quello che invece voi, e le modifiche di destinazione d'uso dei grandi depositi, per fare i Bingo e tutte queste cose, con i piccoli abusi? Ma che c'entrano? Allora torniamo al dunque: volete e vogliamo essere seri in questa materia? In questo momento questa Giunta regionale, che è chiaramente una disgrazia per questa Regione, immaginiamo, non riesce a presentare il bilancio ormai a marzo, tutti si dimenticano che questa Regione senza bilancio è lì, portata alla bancarotta e voi fate finta di avere un governo, tuttavia questa Giunta regionale, che è una disgrazia per la Regione, ha fra le sue condizioni, diciamo così, fra virgolette, di grazia, di avere Assessore dell'urbanistica il capo dell'ufficio tecnico della Regione, ma ne saprà più di Piana di che cosa contengono le carte della Regione? O Piana sa che le carte sono pasticciate, oscure, grigie, che non si vede bene? Dove mai le ha viste lui negli uffici della Regione meglio del capo dell'ufficio tecnico, che attualmente è Assessore dell'urbanistica? Ma veramente! Qual è lo spirito con cui si vuole fare questa legge? Quello di consentire ogni qualsiasi grande abuso, non piccoli abusi, "carrabusi", che quelli non li vedi, che si arrotolano, i grandi abusi, che esistono e ce li avete ben presenti.
Allora se proprio si volesse rifinire, dico, la norma io mi permetto di suggerire anche un'aggiunta, piccola piccola, di ordine tecnico-letterale che chiarisca ancora di più il concetto. Nel secondo comma al secondo rigo dopo la parola "costituisce" si potrebbe aggiungere un ulteriore inciso: ", qualora tecnicamente rilevabile", cioè il riscontro, qualora tecnicamente rilevabile, perché è chiaro che un piccolo abuso che è sotto un balcone non si vede! Ma il riscontro in lingua italiana…
PRESIDENTE. Concluda pure onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Conviene anche a te quello che sto dicendo, perché non è che qui andate a orario, mi consentirai di completare la frase!
Sto proponendo che dopo la parola "rilievo" qui c'è riscontro, allora che cosa è il riscontro? È chiaro che il riscontro è la comparazione di dati, di fatti, di situazioni; se non c'è questa comparazione possibile vuol dire che non c'è riscontro, allora non è che si blocca la legge, non ci può essere riscontro, la norma vale dove il riscontro è possibile, è ovvio no? Ma per chiarire ancora di più il concetto suggerisco che dopo la parola "costituisce" si aggiunga "qualora tecnicamente rilevabile", cioè il riscontro ci dev'essere che quell'abuso edilizio esisteva a quella data della sanabilità, qualora tecnicamente rilevabile. È una sovrabbondanza di espressione, ma serve a calmare poco poco i bollenti spiriti di quei colleghi che non stanno pensando ad una norma di serietà di procedimento, ma invece a scardinare la finalità di riordino che la legge si dovrebbe proporre, comunque.
Quindi sto avanzando, Presidente, una proposta precisa, orale, come poi oralmente è anche l'aggiustamento complessivo intervenuto, l'avanzo alla Giunta, all'Assessore e ai colleghi che hanno curato la redazione. Nel secondo comma, al secondo rigo, dopo la parola "costituisce", " qualora tecnicamente rilevabile", riferito al riscontro ovviamente, perché se il riscontro è tecnicamente rilevabile vale, se non è tecnicamente rilevabile è chiaro che non costituisce ragione di improcedibilità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.
MORITTU (D.S.). Io pongo un problema all'Aula, il problema è il seguente: si condivide la ratio dell'emendamento? Cioè si condivide l'idea che tutto ciò che è stato costruito dopo il 31 marzo 2003 non è condonabile? Se si condivide questa idea, che peraltro lo dice la legge nazionale, allora non si può non condividere un emendamento che dice: "Se noi abbiamo gli strumenti per riscontrare ciò, gli strumenti utilizziamoli e utilizziamoli con il vincolo della procedibilità", se no vuol dire che noi non vogliamo il controllo degli abusi che sono stati consumati dopo il 31 marzo del 2003. Cosa c'entrano le verande e quant'altro? Non c'entrano assolutamente niente, se questo è l'intendimento del Consiglio. Io capisco che controllare è un onere, per chi controlla è un onere controllare, però noi dobbiamo anche pensare che chi ha l'onere di controllare prima, controlli anche dopo. Cioè se i comuni hanno quest'onere se lo devono assumere quest'onere, noi dobbiamo fare una norma che sia la più chiara possibile. Io condivido che si può ulteriormente chiarire la norma, può essere la proposta che ha fatto l'onorevole Cogodi, cioè l'inciso "qualora tecnicamente rilevabile", può essere se vogliamo che invece, sempre al secondo comma, dopo "l'esame domande di sanatoria" si specifichi "domande riferite ad ampliamenti di superfici o a nuove costruzioni", quindi noi diciamo: l'aereofotogrammetrico 1:10.000 che cosa può riscontrare? Può riscontrare ampliamenti di superficie o nuove costruzioni. Allora, non lo vogliamo specificare? Allora specifichiamo che le domande di sanatoria, quelle riscontrabili, sono solo riferite ad ampliamenti di superficie o a nuove costruzioni e allora non c'entrano niente le verande, non c'entra niente questo, non c'entra niente l'altro, il punto è: vogliamo che si facciano le verifiche? Allora, se vogliamo che si facciano le verifiche, specifichiamo, puntualizziamo e sottolineiamo e così via, però rimane in piedi un indirizzo del Consiglio regionale che dice ai Comuni: "Ti do lo strumento, controlla, non hai forse controllato a priori, controlla almeno a posteriori il tuo territorio". Allora se così, se siamo d'accordo su questo, io aggiungerei o l'inciso che propone l'onorevole Cogodi "qualora tecnicamente rilevabile" o più specificatamente un inciso che dice "domande di sanatoria riferite ad ampliamenti di superficie o a nuove costruzioni". Allora tutto il resto, come dire, non ci azzecca, non c'entra niente!
CORDA (Gruppo Misto). Allora, tecnicamente rilevati; non rilevabili.
MORITTU (D.S.). Va bene, ma io lascerei. Se ci vogliamo riferire ad una fattispecie chiara la fattispecie chiara è "l'aumento di superficie o le nuove costruzioni". Allora io propongo, poi se siamo d'accordo le parole le possiamo modificare, io vi sto dicendo … ve lo leggo il secondo comma: "Il Comune, in sede di esame delle domande di sanatoria, riferite ad ampliamenti di superficie coperta o di nuove costruzioni procede al loro riscontro con tali rilievi aereofotogrammetrici che costituiscono condizione di procedibilità per il proseguo della definizione dell'abuso edilizio" eccetera, eccetera. Allora, in questo caso non ci sono dubbi di nessun genere, la fattispecie è chiara, è ciò che aumenta la macchia sull'aerofotogrammetrico, non ciò che è insignificante è che non può essere attualmente riscontrabile.
PRESIDENTE. Onorevole Morittu, quindi tutti e due gli emendamenti orali, quello Cogodi e in più aggiungo il suo, riferito ad ampliamenti e a nuove costruzioni?
MORITTU (D.S.). Ad abundantiam si possono anche mettere entrambi.
PRESIDENTE. Lo recepiamo così? Parlo con gli uffici: lo recepiamo così? Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica.
ASUNIS, Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica. In riferimento all'emendamento numero 11 sono perfettamente convinto che, a prescindere dal positivo accoglimento dello stesso da parte dell'Aula, questo procedimento, che è un procedimento di natura puramente amministrativa, sarà portato avanti dall'amministrazione regionale e dalle amministrazioni comunali, per cui io mi rimetto alle valutazioni dell'Aula, fermo restando che l'articolazione del testo oggettivamente è più lineare rispetto alla problematica che si voleva così, fin dall'inizio, mettere a punto.
PRESIDENTE. Si sono proposti due emendamenti orali e ve li ripeto: al secondo comma il periodo è questo: "Il Comune in sede di esame delle domande di sanatoria riferite" - questa è l'aggiunta - "ad ampliamenti di superficie coperta o nuove costruzioni, procede" - eccetera eccetera - "ai rilievi fotogrammetrici qualora tecnicamente rilevabili che costituiscono condizione di procedibilità per il proseguo", eccetera, eccetera. Va bene? Avete capito?
Ha domandato di parlare il consigliere Tunis. Ne ha facoltà.
TUNIS (U.D.R. - Centro). Signor Presidente, nel primo e nel secondo comma, al di là degli argomenti che ora si sono concretizzati con questi due emendamenti orali, tutti e due validi se sono tutti e due inseriti, io volevo far rilevare che c'è un errore nella parola al primo comma e al secondo comma "di aerogrammetrici" manca "foto" in tutte e due le parole, primo e secondo comma.
PRESIDENTE. Onorevole Tunis, siamo tutti sulla grammatica oggi. Grazie, è un refuso, molto gentile. Se tutti hanno si sono informati e hanno capito, lo metto in votazione. Naturalmente il secondo comma è così come letto. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Emendamento numero 12. Lo pongo in votazione. Onorevole Spissu, vuole intervenire? Prego.
SPISSU (D.S.). Un secondo solo, Presidente.
PRESIDENTE. Sospendiamo allora e andiamo a domani; sono certo che stanotte potrete studiare meglio e aggiornarvi. Beh io pongo in votazione, colleghi…
Metto in votazione l'emendamento numero 12.
PIANA (U.D.C.). Controprova.
PRESIDENTE. E' stata chiesta la controprova. Chi lo approva? Onorevole Morittu, su cosa vuole parlare?
MORITTU (D.S.). Per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Morittu.
COGODI (R.C.). Ho chiesto la parola.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, prego… Non parla? Non parla. Chi è favorevole alzi la mano, è stata chiesta la controprova. Chi è contrario?
(Interruzioni)
No, no, qui stiamo prendendo in giro, signori. Avete i numeri; siete contrari, votate contrari.
COGODI (R.C.). Stavo chiedendo la parola.
PRESIDENTE. No, è mezzora che state chiedendo la parola, poi ve la do e non parlate, io ve l'ho data…
(Interruzioni)
Onorevole Dettori, forse lei non è in grado di votare, qui sono tutti pronti a votare. Non ho capito, intervenite e dite qualcosa; è mezzora che sto chiedendo chi deve intervenire.
PRESIDENTE. Colleghi, io ho dato la parola più volte e ogni volta nessuno si è alzato. Mi dispiace, c'è da esprimere il voto di chi è contrario. Chi è contrario? L'emendamento è approvato.
Sulla validità della votazione
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere SPISSU. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Siamo tutti naturalmente in condizioni di votare; ma se c'è qualcuno che vuol fare dichiarazioni di voto deve essergli consentito. Siccome c'erano colleghi con la mano alzata per fare dichiarazioni di voto, io le chiedo se è possibile fare dichiarazioni di voto.
Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Presidente, per dire che si è verificato adesso lo stesso che si è verificato sull'emendamento precedente, allora due pesi e due misure, non è possibile! Avete ridacchiato sul primo, noi eravamo contrari, non abbiamo chiesto controprova, siete stati presi in contropiede voi, evidentemente....
(Interruzioni)
È così, è inutile cercare di fare i prepotenti, non ho capito perché vale per voi e non vale per gli altri, è ora di finirla, è la stessa cosa! Presidente, lei deve applicare lo stesso metodo.
PRESIDENTE. La controprova è stata chiesta, ma non è stata votata la mia richiesta di votare la controprova, non è stata votata.
(Interruzioni)
Ne hanno alzato tre di mani, non è un numero sufficiente per bocciare, hanno alzato tre o quattro mani.
(Proteste dai banchi del centrosinistra)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Io capisco che siamo stanchi, ma il punto di discussione…
MURGIA (A.N.). Stai parlando di nuovo per dire le stesse cose. Perché lo fa parlare?
SPISSU (D.S.). Stai tranquillo Murgia... Probabilmente l'onorevole Oppi non si è reso conto che la controprova è stata richiesta, quindi non è un problema di riflessi o di altro, il fatto è un altro, che alcuni colleghi, prima che il Presidente chiamasse la votazione, hanno chiesto di parlare per dichiarazioni di voto e non gli è stata data la parola perché facessero le dichiarazioni di voto. Quindi siamo soltanto a questo punto, per il resto la controprova è stata richiesta, così come annunciato dal Presidente in fase di votazione.
PRESIDENTE. La controprova è stata chiesta e quando è stato chiamato per il voto contrario il voto non è stato dato. Signori, questa è la verità, se poi volete riprovare, ma questa è la verità, perché non siete intervenuti. Io domani chiederò la registrazione. Io sono pronto, ma domani vediamo la registrazione cosa dirà.
SPISSU (D.S.). Lei trascura il fatto che noi non sentiamo perché non parla sul microfono.
PRESIDENTE. Come non parlo sul microfono?
SPISSU (D.S.). L'esito (?) della votazione non l'ho neanche sentito, e le ho chiesto la parola…
PRESIDENTE. L'ho ripetuto!
Io le ho ripetuto l'invito a parlare più volte e lei non ha parlato, poi ho chiesto..., sennò si chiede di ripetere, io ho sempre ripetuto.
(Interruzioni)
Io avrei una proposta, posso fare una proposta? Rifacciamo tutte e due le votazioni, l'11 e il 12. Le stesse ragioni stanno ponendo ai cosi, perché qualcuno si è dimenticato. Io vi ho chiamato.
SPISSU (D.S.). Che c'entra l'11?
PRESIDENTE. Io non voglio essere preso.... Emendamento 15 aggiuntivo. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà. Prima del consigliere Pirisi ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Chiedo scusa Presidente, se lei ritiene che chi ha chiesto la parola per esprimere il proprio voto....
SANNA NIVOLI (A.N.). E' la terza volta che lo dice, Presidente!
SPISSU (D.S.). Sì, Noemi, lo dico anche quattro volte se serve. Presidente io vorrei parlare con lei, poi con la collega Sanna eventualmente chiariamo.
PRESIDENTE. Certo, onorevole Sanna per cortesia lasci svolgere l'intervento.
SPISSU (D.S.). Se lei non ci dà la parola perché non si è reso conto che sono state fatte delle richieste di parola per dichiarazione di voto, la votazione è a metà nel senso che lei ha chiamato il voto favorevole, non ha dato, non ha chiamato la controprova, quindi...
PRESIDENTE. L'ho chiamata.
SPISSU (D.S.). Per cortesia, non ha chiamato la controprova e allora faccia, per piacere, la controprova.
PRESIDENTE. A questo punto non faccio più niente, aspetto i libri domani e leggo i libri, le registrazioni scusi, domani leggiamo le registrazioni. Io ho chiesto la controprova, è stata chiesta.
SPISSU (D.S.).No Presidente, lei non l'ha chiesta e noi non abbiamo potuto alzare la mano.
PRESIDENTE. Lei dice una cosa e io ne dico un'altra.
SPISSU (D.S.). Ma siamo in tanti.
PRESIDENTE. Voi siete in tanti, io avrò qualche altro che mi ha sentito chiamare, e se non ce l'ho pazienza. Io dico che ho chiamato e voglio vedere la registrazione. Non so se è possibile sentirla subito, andiamo tipo moviola. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.
PIRISI (D.S.). Presidente io intervengo perché poc'anzi si è verificato un fatto, l'onorevole Oppi mentre stavamo parlando dell'emendamento numero 12 ha detto: "Si chieda il rinvio a domani", se non ho capito male, onorevole Oppi. Bene, allora il Presidente stesso ha detto: "Allora andiamo a domani". Lei ha detto, onorevole Oppi: "Si chieda il rinvio a domani". Ora, mentre si stava verificando questa situazione, c'erano diversi colleghi che avevano chiesto di poter fare la dichiarazione di voto sull'emendamento. Questo è il dato, Presidente, chiedo scusa, cioè nel momento in cui si è creata questa situazione, diciamo, un po' di confusione e mentre la collega Noemi Sanna non stava badando a questo, ma stava pensando certamente ad altro, in quel momento là c'erano dei colleghi che da questi banchi hanno chiesto di poter intervenire per dichiarazione di voto, o quanto meno per capire quello che stava accadendo. E in una situazione di caos lei dice di aver messo in votazione l'emendamento. Bene, siccome, Presidente, non stiamo facendo una partita a poker, ma riteniamo che le posizioni distinte vengano annottate e rimangano nei verbali di questo Consiglio, se lei ritiene che sia corretto farlo, si vada pure a rivedere l'emendamento numero 11, non abbiamo difficoltà, però, Presidente, non è corretto quello che lei sta facendo, glielo dico con molto rispetto.
PRESIDENTE. La ringrazio.
PIRISI (D.S.). Perché si è creata comunque una situazione caotica che non aiuta assolutamente.
PRESIDENTE. Io sto attendendo la registrazione, stiamo sbobinando la registrazione e vediamo cosa c'è registrato, se io ho chiamato o no il voto e se qualcuno è stato chiamato o no a intervenire. Sono diverse posizioni. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Io penso che un invito alla moderazione da parte di tutti forse non è fuori luogo. Un invito a tutti intanto anche al rispetto delle decisioni assunte dal Presidente, che possono essere giuste o sbagliate e mi pare che il Presidente abbia dichiarato, e vorrei che su questo punto fosse.... Presidente, siccome mi devo rivolgere a lei perché, se non ho capito male, lei ha annullato le votazioni relative all'emendamento 11 e 12, se non ho capito male e se così fosse mi pare che sia assolutamente inutile anche questa discussione.
PRESIDENTE. Io stavo dando una disponibilità che, vistomi poi aggredito sul piano del diritto, eccetera, stavo ancorando alla lettura della cassetta, che è registrata, se io ho chiamato o meno interventi richiesti quando qualcuno si alzava, e li ho chiamati a intervenire e non sono intervenuti, se io ho chiesto o no il voto di controprova, che ho chiesto e sicuramente deve apparire dalla registrazione. Lei, onorevole Cogodi, è stato chiamato da me due o tre volte, due le ricordo, forse anche tre. Spissu è stato chiamato e non è intervenuto, gli si è accesa anche la lampadina. Pirisi è stato chiamato e si è risieduto, lei in particolare era in piedi e si è riseduto. Sarò distratto, ma così distratto? La controprova qualcuno l'ha votata, vuol dire che qualcuno l'ha sentita!
PITTALIS (F.I.- Sardegna). Presidente, posso?
PRESIDENTE. E' successo un incidente a voi, non a me. C'è la registrazione che fa testo.
COGODI (R.C.). Ma lei sa cosa c'è scritto in questo emendamento 12?
PRESIDENTE. Lo sa lei, lei sa tutto, lei è il Vangelo qui dentro, onorevole Cogodi!
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Presidente, posso continuare a parlare se l'onorevole Cogodi, mi consente di proseguire? Ma insomma, perché si deve mettere sempre in mezzo... Presidente, posso proseguire?
PRESIDENTE. Sì, per cortesia, deve completare l'intervento l'onorevole Pittalis.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Grazie, Presidente, noi ci affidiamo alla sua saggezza nel senso che lei ha tutti i poteri per dirimere qualunque questione relativa alle votazioni, compresa anche la facoltà, che è nei poteri del Presidente, di annullare questa come quella precedente, trattandosi di votazioni che si sono svolte nelle stesse circostanze e secondo stesse modalità. Quindi noi ci rimettiamo a lei, Presidente, sapendo che qualunque altra discussione su questo aspetto veramente mina anche l'autorevolezza, al di là della persona che noi rispettiamo, anche del ruolo che in questo momento l'onorevole Biggio riveste. Quindi siamo vicini a lei, anche da attacchi che spesso vanno al di là che è quella la normale dialettica.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Pittalis. E' mia intenzione interrompere i lavori a questo punto, per rivederci domattina alle 10 e 30 in modo da lasciare il tempo di trascrivere la registrazione di quanto è avvenuto. Dopo la lettura della registrazione, da cui io spero emerga quello che è avvenuto, o almeno in parte, cioè la chiamata al voto, eccetera, si procederà, perché non è corretto che una presunta posizione unilaterale del Presidente, non c'è nessuna presunta posizione, come qualcuno e come da certi discorsi voi vorreste far intendere e così non è perché credo di essere abbastanza capace di discernere le situazioni. Voi avete parlato per mezz'ora riempiendomi di cose che non sono avvenute, adesso lasciate parlare un attimo me. E' mia intenzione ripetere due votazioni allora, però prima ho bisogno di sentire la registrazione. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Presidente, io rispetterò la sua decisione, vorrei però sgombrare il campo dal fatto che io non ho messo in discussione la sua affermazione. Le ho fatto notare che noi non ce ne siamo accorti, non l'abbiamo sentito e quindi non abbiamo votato. Lei ascolti pure la registrazione, ma io non ho messo in discussione la sua affermazione di aver fatto una corretta chiamata. Noi non l'abbiamo sentito ed eravamo con le mani alzate per fare dichiarazioni di voto. Solo questo.
PRESIDENTE. Abbia pazienza, la sua esposizione non mi poneva in questo piano, in questa luce. La sua esposizione poneva la Presidenza su un'altra posizione.
SPISSU (D.S.).No, c'è stato un equivoco se è così Presidente.
PRESIDENTE. Non per me personalmente, ma per quello che deve rappresentare la Presidenza. Allora io chiedo che sia chiarita la cosa.
SPISSU (D.S.). Se è così è sbagliato, Presidente, io non intendevo questo.
PRESIDENTE. Probabilmente è anche un grosso malinteso, però il vostro modo di esprimervi e siccome conosco le vostre capacità, non sono poche e ne ho rispetto, allora ho difficoltà a pensare che questo che adesso si sta chiarendo prima fosse un attimo uno strumento per determinare alcune situazioni.
SPISSU (D.S.). Se ho dato questa sensazione, Presidente, le chiedo scusa, perché non era questa la mia volontà.
PRESIDENTE. Con molta chiarezza, quindi ho piacere di chiarirlo. Grazie.
Colleghi, c'è un problema, vi prego di stare in aula. Scusate, vi prego di stare in aula. Onorevole Deiana, un attimo solo, devo fare una comunicazione, poi parla. Non possiamo votare domani, se mi lasciate parlare ve lo spiego. Articolo 98: "In caso di irregolarità", qui non ce n'è, comunque, "della votazione", comunque di un'incomprensione, "il Presidente, apprezzate le circostanze, può annullare e disporre che sia immediatamente", non dopo tempo, "ripetuta", questo perché non vari il campo e la situazione in cui si trova l'Aula, domani potrebbe esserci un numero diverso di presenti, eccetera. Per cui poi sentiremo semmai domani alle 10 e mezza per gli altri argomenti anche la registrazione. Io vi pregherei di disporvi per il voto dell'emendamento 11 e dell'emendamento 15.
Ha domandato di parlare il consigliere Deiana. Ne ha facoltà.
DEIANA (U.D.S.-Centro). Presidente, brevemente, io sono seduto in un posto dove riesce in genere a dare uno sguardo allo svolgimento dell'aula, essendo agli ultimi posti. Per quanto riguarda l'emendamento 11 mi sembra che ci sia stata una votazione molto partecipata e c'è stata una sottolineatura del collega Piana che ha detto che lui votava contro perché l'emendamento stava passando all'unanimità e troverà la registrazione su questo, dove c'è stata l'espressione del voto e ha detto: "No, registri che io voto contro". Lei, Presidente, ha detto: "E' stato votato, gli astenuti e chi vota contro sono nel conteggio, ma l'emendamento è stato votato". Emendamento 12 Presidente, io ho visto quando si è espresso un voto in fretta per il sì o per il no, in tutti e due i casi aveva chiesto la controprova, mani fisse alzate sempre continuamente che chiedevano di poter fare la dichiarazione di voto, cioè ci sono stati dei colleghi che hanno tenuto costantemente, prima di mettere in votazione, il braccio alzato che chiedevano la dichiarazione di voto. Sicuramente questo aspetto non risulta dalla registrazione, ma è un'attenzione visiva che la Presidenza deve dare all'Aula quando ci sono richieste di intervento. Quindi erano più colleghi che chiedevano di parlare e in quel momento doveva essere data la parola a questi colleghi e certamente lei dalla registrazione non avrà la possibilità di vedere la mano alzata continuativamente dei colleghi che chiedevano di intervenire.
PRESIDENTE. E' iscritto parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Presidente, io chiedo scusa, non sarei voluto intervenire su questo argomento, però mi è sembrato di capire che la dichiarazione che lei ha rilasciato all'Aula intendesse prima verificare l'irregolarità, quindi lei non ha ancora verificato l'irregolarità della votazione, ha necessità di sentire le registrazioni per poi dire se la votazione è stata irregolare o non irregolare. Quindi il fatto che noi possiamo andare a domani per permettere alla Presidenza di verificare che si sia svolto tutto regolarmente credo che sia corretto, perché dice l'articolo 98 stesso che può annullarla, ma dopo che ne ha verificato l'irregolarità. Se il Presidente ritiene che abbia necessità di sentire la registrazione e ha bisogno di tempo, perché non abbiamo ancora verificato al momento che la votazione sia stata irregolare, è stato soltanto sollevato un problema.
PRESIDENTE. Io ho un problema di norme, la ragione di questo articolo che ho letto, di questa norma, di questo emendamento (non ricordo più se è articolo o emendamento), è che cambia gli equilibri, domani possono essere diversi gli equilibri. La situazione di questo tipo deve essere ripetuta immediatamente per questo e il Regolamento non è fatto male a questo proposito, ha ragione. Allora, siccome si è trattato di malintesi da una parte e dall'altra, buonsenso vuole, voi volete sempre vincere e avere sempre in ogni caso ragione, eccetera, siamo arrivati a dire che io avrei detto delle cose che non ho detto. Va bene, ci sono sempre le registrazioni, però di fronte a un'imposizione di questo tipo domani leggeremo, e semmai me ne assumerò le responsabilità, le registrazioni comunque le leggeremo, però comunque adesso ripetiamo il voto, abbiamo pazienza, ripetiamo il voto. Quindi emendamento 12 ed emendamento 11. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Io che in genere intervengo anche sulle questioni di Regolamento, perché il Regolamento è la guida che ci deve accompagnare ordinatamente nella produzione delle leggi, tuttavia in questa circostanza, non so se riferirmi di più all'11 o al 12 come numero di emendamento, credo che i colleghi consiglieri che hanno un briciolo di pazienza dovrebbero invece di più considerare il merito, il contenuto della norma che si dice che sarebbe stata sottoposta a discussione, forse non lo è, cioè a valutazione con dichiarazione di voto. Perché io non so…
No, c'è troppa... Presidente, io voglio dire sola una cosa perché rimanga agli atti e perché qualcuno capisca che l'emendamento numero 12 - questo voglio dire - contiene una norma che da sola vale 150 volte tutta la sanatoria dell'abusivismo edilizio, su cui da settimane stiamo discutendo, perché è contenuto un principio in base al quale si considererebbe insediamento edilizio non l'insieme delle unità "ediliziamente" edificate, ma sarebbe insediamento edilizio l'ambito territoriale. Come fa ad essere insediamento edilizio l'ambito territoriale entro cui anche a distanza ci può essere, a macchia di leopardo, una casa, case sparse? E con questo emendamento si dice non che sono sanabili quelle case sparse, ma che si dà un premio di volumetria che può essere anche doppio rispetto all'edificato, all'iniziativa privata. Con questa norma, se viene approvata, sappiate che state approvando questo, si sappia che è 100 volte peggio di Berlusconi questa norma, della sanatoria di Berlusconi, perché si dà un premio di volumetria e quindi si considerano aree edificabili ipso facto ad iniziativa privata tutte le aree interne e anche di contorno di un insediamento che non è più insediamento, ma che è ambito territoriale! Ma stiamo scherzando? Vogliamo renderci conto di che cosa si sta discutendo e che cosa si sta approvando?
Io volevo rendere una dichiarazione di voto, volevo rendere edotto il Consiglio, quella parte che non ha potuto considerare questi aspetti, perché per via di emendamento non si può sconvolgere il territorio di questa regione, e ha, secondo me, questa portata. Io comprendo lo spirito dei colleghi, badate che quest'emendamento non è presentato dai colleghi della destra, purtroppo è presentato dai colleghi del centrosinistra, da alcuni, i quali io reputo che in buona fede e non rappresentandosi gli effetti perversi che possono derivare, non l'ha presentato né la Giunta né la destra. Io penso che non ci sia una esatta rappresentazione delle conseguenze che possono derivare da questo tipo di emendamento, perché magari uno in testa ha la rappresentazione di un caso particolare e però le regole valgono poi, le norme valgono e sono estensibili a tutti. E in questo modo noi abbiamo realizzato non la sanatoria, ma abbiamo realizzato l'edificazione regolare come premio che viene dato al costruttore, al costruttore che ha molti miliardi, che deve prendere case abusive sparse nel territorio e rendere e ha in quel momento automaticamente avuto, con un piano di risanamento di iniziativa privata, che nell'attuale normativa non esiste, una megalottizzazione, aree edificabili, aree agricole e quant'altro, diventa edificabile ipso facto senza una programmazione, senza un criterio, con un raddoppio di volumetrie, per cui non è che qui vale chi è regolare e ha rispettato la legge è il fesso e l'altro che non ha rispettato la legge poi sana l'abuso. No, qui c'è un premio enorme in favore di chi ha violato la legge, ma non solo, anche di chi, usando quelli che hanno violato la legge, utilizzando case sparse può benissimo fare una megalottizzazione. Questo è il contenuto, poi ci torneremo, nei modi possibili, però non è ammissibile che si faccia finta di non aver capito e che ci siamo persi in momenti di incomprensione su chi aveva la parola, su chi non ha potuto svolgere l'intervento e sulle modalità e sulle procedure. Su questa norma io ritengo che ci si debba tornare e ci si debba tornare riflettendo seriamente sulla sua portata e che la Giunta debba dire la sua opinione perché, ripeto, la Giunta non si è, neppure questa Giunta, permessa di avanzare una consimile proposta che sconvolge il sistema territoriale, edilizio e ambientale di questa regione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (Gruppo Misto). Prendo la parola per dichiarazioni di voto e al termine del mio breve intervento dichiarerò il voto. Voglio prima dire questo, è mio costume cercare di aiutare la Presidenza, non creare problemi, io penso che dobbiamo evitare un voto che rischia di essere viziato perché, Presidente, glielo dico con estremo garbo e cortesia, non credo che si possa procedere al voto in questo momento. Lei ha ripetutamente detto: "È mia intenzione sospendere la seduta, vedremo domani mattina, vedremo qui, vedremo là", la gran parte dei membri del Consiglio è andato via. Io suggerirei, anche perché mi pare che il legislatore, chiamiamolo così, da qualche… ore stavo sbagliando la misura temporale, diciamo da qualche minuto appare confuso, suggerirei di andare a domani io mi astengo.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Scano, ma tanto qui c'è poco da chiarire perché è arrivata la registrazione. Credo che i Segretari possano certificare cosa hanno sentito, se io ho chiamato o no la controprova al famoso voto, dopodiché facciamo anche il voto, però per la precisione vogliono fare le loro dichiarazioni i colleghi Segretari? Gradisco che sia chiarito, per cortesia volete dichiarare se ho chiamato o no la controprova? Sto percorrendo un punto di una tappa…
(Interruzione del consigliere Scano)
PRESIDENTE. Onorevole Scano, a me dispiace per lei, a me è stato detto che avevo fatto delle cose o non avevo fatto delle cose.
(Interruzione del consigliere Scano))
PRESIDENTE. Onorevole Scano, io ho dato la mia disponibilità e nel momento in cui lei ho date gli uffici mi hanno fatto presente, non avevo presente questa situazione, e questi gesti glieli lascio, li lascio al suo bon ton.
(Interruzione del consigliere Scano))
PRESIDENTE. Io la ringrazio molto, la ringrazio molto, la ringrazio molto! La ringrazio molto, la ringrazio molto, come sempre! Come sempre! Complimenti a raffica.
(Interruzione del consigliere Scano))
PRESIDENTE. Chiaramente, certo, ubi maior minor cessat, evidentemente, è sempre così.
(Interruzione del consigliere Scano))
PRESIDENTE. Ma certo, ma certo!
Allora procediamo al voto. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ha sentito?
FADDA (La Margherita-D.L.). Presidente, io credo che sia utile al Consiglio e alla Presidenza che si vada a domani, lei avrà il tempo per verificare quanto da lei dichiarato all'Aula, cioè se le votazioni sono state regolari. Io faccio soltanto l'esempio dell'emendamento numero 11, se lei ha proclamato il risultato dell'emendamento numero 11 com'è possibile rimettere in votazione l'emendamento numero 11? Allora io le chiedo di fare in modo che quanto da lei dichiarato venga attuato, cioè che si verifichi prima l'irregolarità e poi si proceda al voto con questo, Presidente, che quanto dichiarato dal collega Scano è esatto, lei il Consiglio l'ha già sciolto, poi ha detto: "Scusate, un attimo, mi stanno suggerendo…". Alcuni colleghi sono già andati via, non sono presenti, quindi io ritengo opportuno, non succede nulla, la sua maggioranza fra l'altro non c'è più, quindi credo che sia opportuno andare a domani, non sappiamo più come dirglielo, Presidente.
PRESIDENTE. A questo punto, onorevole Fadda, io vado avanti, se la maggioranza non c'è più è un problema della maggioranza.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Presidente, siccome lei ha già annunciato che procederà al voto, io le chiedo, a norma dell'articolo 58 secondo comma, la verifica del numero legale, verifica che si può richiedere all'atto di una votazione. Sono presenti cinque consiglieri della maggioranza che appoggiano la richiesta, per cui la prego di fare questa verifica.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri: CORONA, RASSU, GIOVANNELLI, SATTA)
PRESIDENTE. È stata chiesta la verifica del numero legale, si vota con scheda a voto elettronico, basta esprimere la presenza attraverso un voto di qualunque tipo, anche solo la presenza.
PRESIDENTE. Ordino la verifica del numero legale, mediante il procedimento elettronico, ai sensi del comma 4 dell'articolo 58 del Regolamento.
Risultano presenti: BALLETTO - CORONA - GIOVANNELLI - BIGGIO - PIANA - GRANELLA - ORTU - SATTA - VASSALLO.
Mancando il numero legale dovrebbe essere rinviata di mezz'ora, ma se l'Aula è d'accordo la rinviamo a domattina alle 10.30.
La seduta è tolta alle ore 20 e 54.
Allegati seduta
CDLII Seduta
Martedì 24 febbraio 2004
(Pomeridiana)
Presidenza del Vicepresidente Biggio
La seduta è aperta alle ore 17 e 16
MASIA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del martedì 17 febbraio 2004 (446), che è approvato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Per ricordare a lei, signor Presidente e ai colleghi, che io attendo risposta a una domanda che ho formulato e che mi trovo costretto, mio malgrado a riformulare per la serietà e la dignità di una costituita Assemblea legislativa; chiedo ancora di conoscere, e pazientemente aspetto di avere risposta, quale sia il criterio oggettivo in base al quale si definiscono le sedute di questo Consiglio regionale. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cogodi. Per confermare quanto già nella seduta precedente questa Presidenza le ha espresso e le ha comunicato.
Comunico inoltre all'Assemblea...
Chiedo scusa siamo sempre al processo verbale, se non ci sono altre osservazioni il processo verbale si intende approvato.
Annunzio di presentazione di proposte di leggePRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza le seguenti proposte di legge:
MASIA, Segretario:
IBBA - BALIA - MASIA: "Istituzione dei servizi di dietetica e nutrizione clinica nei presidi ospedalieri delle ASL della Sardegna, nelle Aziende ospedaliere e nei Policlinici universitari". (525)
(Pervenuta il 17 febbraio 204 ed assegnata alla settima Commissione.)
COGODI: "Reddito di cittadinanza e contrasto della povertà. Fondo regionale di solidarietà sociale". (526)
(Pervenuta il 17 febbraio 2004 ed assegnata alla settima Commissione.)
PRESIDENTE. Colleghi, dobbiamo procedere al completamento della votazione sull'emendamento sostitutivo totale numero 10 alla proposta di legge sul condono diciamo per brevità. Trattandosi di prima votazione, dobbiamo sospendere per dieci minuti prima di procedere alla votazione stessa. Pertanto sospendo per 10 minuti l'Assemblea.
(La seduta sospesa alle ore 17 e 19, viene ripresa alle ore 17 e 30.)
CongedoPRESIDENTE. Colleghi, informo l'Assemblea che è pervenuta la seguente lettera con la seguente richiesta di congedo: l'onorevole Emanuele Sanna chiede, a norma dell'articolo 59 del Regolamento interno del Consiglio, di usufruire di un giorno di congedo a far data dal 24 febbraio 2004 per motivi di lavoro. Se non ci sono osservazioni, il congedo si ritiene accordato. Non ci sono osservazioni, il concedo è accordato.
PRESIDENTE. Colleghi, dobbiamo votare l'emendamento numero 10, l'inizio del testo dell'emendamento in quanto era mancante il numero legale nella precedente seduta, al punto 1 "non sono comunque suscettibili di sanatoria" e tutto il contenuto della lettera A. C'è qualche particolare modalità di voto, se no si vota per alzata di mano. Elettronico palese, chi lo ha chiesto?
SPISSU (D.S.). Voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Onorevole Spissu, otto persone. Grazie.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri FLORIS, BUSINCO, PIRASTU, CALLEDDA, PIRISI, MORITTU, ORRU'.)
Prepararsi a votare.
(Interruzioni)
Non ho aperto la votazione! La votazione, signori, non è aperta.
Votazione nominalePRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 10. Dichiaro il mio voto favorevole in quanto non ha funzionato la mia scheda. Chiedo all'onorevole Cugini di dichiarare il proprio voto non avendo funzionato neanche la sua.
CUGINI (D.S.). Favorevole.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI -CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU -VASSALLO.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 71
votanti 71
maggioranza 36
favorevoli 71
(Il Consiglio approva)
PRESIDENTE. Come d'accordo proseguiamo con il disegno di legge numero 488. Trattandosi di un testo non esitato dalle commissioni per la sua illustrazione diamo la parola al Presidente della Giunta, onorevole Masala, per l'illustrazione del provvedimento.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione per illustrare il disegno di legge 488 .
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Grazie Presidente. Il disegno di leggo numero 488 ha una finalità ben precisa; come gli onorevoli consiglieri sanno, le circoscrizioni elettorali devono vedere al loro interno individuata una sede, un ufficio presso il quale costituire l'ufficio centrale circoscrizionale, poiché nella presente legislatura, in quella precedenza e in questa legislatura è stato perfezionato l'iter costitutivo delle nuove province, avendo la Regione Sardegna otto province che non sono ancora definite per quanto concerne il capoluogo e non esiste ancora una correlazione tra gli uffici regionali e gli uffici statali, evidentemente abbiamo la necessità di individuare le sedi dei tribunali presso i quali costituire gli uffici centrali circoscrizionali. Il "448" si propone appunto di dare questa risposta.
PRESIDENTE. Grazie. Dichiaro aperta la discussione generale, colleghi.
FADDA (La Margherita-D.L.). Perché ha parlato la Giunta?
PRESIDENTE. Perché non è passato in Commissione, non c'è il relatore, l'ho detto prima che intervenisse l'onorevole Masala. Si tratta di un provvedimento non passato in Commissione, quindi dopo l'illustrazione si apre la discussione. Chi chiede di intervenire? Prego onorevole Scano. Il primo iscritto a parlare è il consigliere Scano.
Colleghi, le iscrizioni rigidamente e assolutamente durante questo primo intervento, dopodiché non sono ammesse iscrizioni a parlare per la discussione generale. Vi prego di evitare le passeggiate nei corridoi che portano alla Presidenza perché non accettiamo dopo le prenotazioni che devono essere fatte nel tempo dell'intervento dell'onorevole Scano.
E' iscritto a parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (Gruppo Misto). Presidente, il mio intervento sarà brevissimo, credo 15 secondi perché formalmente intervengo nella discussione generale, ma sostanzialmente intervengo su materia regolamentare; siccome sento parlare di emendamenti con qualche sorpresa e con una certa… no, preoccupazione no, perché non sono preoccupato, con qualche stupore, allora dico con molta chiarezza che se ci sono emendamenti va rispettato il comma 5 dell'articolo 84.
PRESIDENTE. Emendamenti ce ne sono due a disposizione, non abbiamo altri emendamenti, arricchiremo la nostra conoscenza rispolverando il comma 5 dell'articolo 84, ma non abbiamo allo stato dell'arte, adesso a quest'ora, nessun altro emendamento è pervenuto oltre l'1 e il 2.
E' iscritto a parlare il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.
SANNA SALVATORE (D.S.). Rinuncio.
PRESIDENTE. Ci sono altri interventi? Nessuno.
Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Poiché nessuno domanda di parlare lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(È approvato)
Si dia lettura dell'articolo 1.
RANDAZZO, Segretario:
Art. 1
1. Le funzioni di Ufficio centrale circoscrizionale per le Province regionali di nuova istituzione dell'Ogliastra e di Olbia-Tempio sono svolte dai tribunali di Lanusei e di Tempio; per le altre due province, Iglesias-Carbonia e del Medio Campidano, dove non esiste sede di tribunale, dette funzioni sono svolte rispettivamente dalle sezioni staccate di Iglesias e di Sanluri del Tribunale civile di Cagliari.
2. Previa intesa con competenti autorità governative, si provvederà all'individuazione delle Prefetture e delle Questure della Sardegna cui demandare gli adempimenti connessi alle operazioni elettorali nelle quattro province regionali di cui alla legge regionale n. 9 del 2001, nei cui territori sono istituiti detti uffici.
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti 1 e 2 sostitutivi totali entrambi. Se ne dia lettura.
RANDAZZO, Segretario:
Emendamento sostitutivo totale Sanna Salvatore - Satta - Sanna Emanuele - Biancu - Sanna Gian Valerio - Giovannelli - Biancareddu
L'articolo 1 è sostituito dal seguente:
Art. 1
1. Al fine dell'individuazione, ai sensi dell'articolo 8 primo comma della legge 17 febbraio 1968, n. 108, dei tribunali presso cui sono istituiti gli uffici elettorali circoscrizionali in occasione delle elezioni del Presidente della Regione e del Consiglio regionale della Sardegna, nelle province nelle quali non sia stato ancora individuato il capoluogo ovvero siano stati individuati più capoluoghi, secondo quanto previsto dall'articolo 10 quater della legge regionale 2 gennaio 1997, n. 4, introdotto dall'articolo 4 della legge regionale 1 luglio 2002, n. 10, si fa riferimento al tribunale nella cui giurisdizione ricade il comune più popoloso della provincia.
Conseguentemente il titolo del disegno di legge è sostituito dal seguente: "Individuazione delle sedi degli uffici elettorali circoscrizionali nelle elezioni regionali". (1)
Emendamento sostitutivo totale GIUNTA REGIONALE
L'articolo 1 è sostituito dal seguente:
Elezioni del Consiglio regionale e del Presidente della Regione. Circoscrizioni elettorali
Articolo unico
1. Per l'elezione del XIII Consiglio regionale della Sardegna, il territorio della regione è suddiviso nelle otto Circoscrizioni elettorali provinciali, corrispondenti alle province, isttituite con legge nazionale, di Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano, e a quelle istituite con legge regionale dell'Ogliastra, Olbia-Tempio, Iglesias-Carbonia e del Medio Campidano, secondo la ripartizione di cui alla L.R. 12/7/2001 n. 9 e successive modificazioni e integrazioni.
2. Nelle more degli adempimenti conseguenti all'istituzione delle province regionali, agli Uffici centrali circoscrizionali, istituiti presso i tribunali di Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano, sono altresì attribuite le funzioni di Ufficio centrale circoscrizionale per i territori delle province regionali secondo la seguente ripartizione:
Tribunale di Cagliari:
Ufficio centrale circoscrizionale per le circoscrizioni elettorali di Cagliari, Medio Campidano e Iglesias-Carbonia
Tribunale di Sassari:
Ufficio centrale circoscrizionale per le circoscrizioni elettorali di Sassari e Olia-Tempio
Tribunale di Nuoro:
Ufficio centrale circoscrizionale per le circoscrizioni elettorali di Nuoro, Ogliastra
Tribunale di Oristano:
Ufficio centrale circoscrizionale per le circoscrizioni elettorali di Oristano. (2)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori ha facoltà di illustrare l'emendamento 1.
SANNA SALVATORE (D.S.). Signor Presidente, questo emendamento è stato presentato perché i presentatori ritengono necessario formulare alcune questioni poste dal disegno di legge 488, che sono le seguenti. A nostro avviso il primo comma della legge numero 488 contiene alcuni punti che secondo noi andrebbero modificati. Il primo punto, è veramente singolare che si definiscano come regionali le province che sono state istituite recentemente. Che cosa significa province regionali? Perché esistono forse province di diversa natura? Cioè ci sono province e basta. Quindi non si capisce per quale motivo si debba aggiungere province regionali alla definizione province; perché l'introduzione di questa specificazione tende a creare, nell'immaginario collettivo, l'idea appunto che ci siano province di serie A), quelle preesistenti, e province di serie B) quelle che sono state recentemente istituite. Invece ci sono otto province in Sardegna al posto delle quattro province, quindi non si comprende la ragione di questa aggettivazione del termine provincia contenuto nel primo comma, e quindi nella formulazione dell'emendamento noi abbiamo totalmente cancellato l'aggettivo regionale.
La seconda questione, non si capisce per quale motivo e quali siano le competenze e le leggi che attribuiscono alla Regione la competenza e la funzione di entrare nel merito dell'ordinamento degli uffici giudiziari, competenza esclusiva quest'ultima del Ministero e dello Stato nazionale. E ancora, relativamente al comma 1, a noi pare che la ratio della proposta del disegno di legge sostanzialmente non rispetti le caratteristiche di una formulazione generale e astratta, come sarebbe necessario per una legge, ma invece si attardi nello specificare dei punti che invece non sono necessari.
Per quanto riguarda il secondo comma si ripetono alcune questioni già rilevate nel primo comma, e in particolare non si capisce per quale motivo la Regione debba anche qui occuparsi dell'organizzazione degli uffici che in qualche modo fanno capo alle prefetture o alle questure; se è necessario un raccordo con questi uffici dello Stato, per quale motivo dobbiamo ricorrere ad una legge quando ci sono strumenti, come le intese, che possono servire a questa esigenza.
Quindi, detto tutto questo e specificato tutto questo, i presentatori ritengono che sia molto più opportuna una riscrittura di questo articolo perché intanto noi partiamo dalla esistenza in Sardegna di tribunali anche in città che fanno capo a province recentemente istituite, che però sono in funzione, per esempio il tribunale di Tempio, per esempio il tribunale di Lanusei; e, laddove esistesse il dubbio che non sia specificato esattamente il capoluogo, perché magari ci troviamo in presenza di doppio capoluogo, Olbia-Tempio, Tortolì-Lanusei, eccetera, Carbonia-Iglesias, noi precisiamo con il nostro emendamento che laddove non sia stato ancora individuato il capoluogo della nuova provincia si possa far riferimento alla città più popolosa, al comune più popoloso della provincia nella cui giurisdizione al tribunale della neo provincia, nella cui giurisdizione ricade il comune del capoluogo, quindi Tempio per Olbia e Lanusei per Tortolì.
In questo modo abbiamo chiarito le questioni, abbiamo ribadito che le province sono otto e, per quanto riguarda infine gli uffici relativi al Sulcis e al medio Campidano, anche qui la scelta sarà abbastanza semplice perché si dovrà far riferimento al Tribunale nella cui giurisdizione ricade il comune più popoloso di queste due nuove province.
Quindi la riformulazione, la riscrittura dell'articolo 1 è quella proposta nell'emendamento, altre formulazioni, compresa quella contenuta nell'emendamento della Giunta, così mi esprimo anche su questo e non intervengo di nuovo, possono ingenerare a nostro avviso confusione. Per quale motivo infatti non si deve tenere conto della preesistenza di tribunali che funzionano regolarmente, per esempio nell'emendamento della Giunta non è ricompreso il tribunale di Tempio; e io mi chiedo perché il tribunale di Tempio non possa assolvere alla funzione di ufficio centrale circoscrizionale per la provincia della Gallura. E la stessa cosa si pone per la provincia dell'Ogliastra, perché il tribunale di Lanusei non può assolvere a questa funzione? E credo che naturalmente, perché tutto questo possa essere fatto, sia sufficiente che la Giunta regionale, il Presidente del Giunta regionale, trovi le dovute intese con i responsabili di questi uffici dello Stato senza prescrivere in legge norme che riguardano appunto anche l'organizzazione di uffici statali e chiarendo, come a nostro avviso è necessario, che le circoscrizioni provinciali sono otto e non quattro.
Conseguentemente Presidente, e ho concluso, il titolo del disegno di legge non può più essere quello che pomposamente reca il "488" e cioè "Elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale della Sardegna", ma possa essere più semplicemente definito come "Individuazione delle sedi, degli uffici elettorali circoscrizionali nelle elezioni regionali", cioè un titolo di un provvedimento che è meno roboante, meno pomposo ma molto più legato alla reale esigenza che noi abbiamo davanti. Ecco, questi sono i motivi per i quali abbiamo ritenuto necessario presentare questo emendamento e naturalmente confidiamo anche nell'approvazione dell'Aula.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione per illustrare l'emendamento numero 2.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. L'emendamento numero 2 rappresenta in modo analitico gli elementi per poter svolgere senza difficoltà alcuna le elezioni regionali, risolvendo anche alcuni dubbi che sull'argomento eventualmente fossero intervenuti nelle ultime settimane. Infatti si ribadisce che i collegi regionali di natura provinciale sono otto, così come le province previste dalla legge del 12/7/2001, numero 9, e tenendo conto delle indicazioni ricevute in queste settimane da parte della Corte d'Appello si è pensato di modificare il testo del disegno di legge indicando nelle attuali sedi di tribunale di Cagliari, Sassari, Oristano e Nuoro le sedi degli uffici centrali circoscrizionali anche per le province rispettivamente per quanto riguarda Cagliari e del Medio Campidano e di Iglesias Carbonia e per quanto concerne Sassari anche della provincia di Olbia-Tempio e per Nuoro anche della provincia dell'Ogliastra, perché la Corte d'Appello fa conoscere che è molto più facile organizzarsi in questo modo e quindi garantire l'efficienza del servizio medesimo.
Per quanto concerne poi le valutazioni fatte con l'emendamento numero 1 mi riservo di farlo caso mai in sede di discussione perché ritengo che il secondo comma può essere tranquillamente accolto perché esprime più correttamente quella che è la finalità della legge stessa e cioè l'individuazione delle sedi degli uffici elettorali circoscrizionali, ma mi riservo in quella fase perché ritengo che possa essere magari trovato un abbinamento delle due formule usate dai due emendamenti.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento numero 1 ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Nel momento in cui la Giunta presenta l'emendamento numero 2 è chiaro che sostiene l'emendamento numero 2, pur dichiarando come ho già detto prima che nulla ha in contrario la Giunta ad accogliere l'indicazione del comma 2, cioè conseguentemente il titolo del comma 2, cioè non del comma 2, l'ultima parte del comma 1 per l'esattezza; però per quanto riguarda il resto magari poi vediamo se sia il caso di accogliere qualche parte a seguito dell'approfondimento che si farà in sede di discussione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Signor Presidente, grazie ai colleghi anche per l'attenzione. Io intervengo principalmente per dire una parola di condivisione relativamente all'emendamento numero 1, il quale emendamento non è da me, da noi, dal nostro Gruppo firmato perché noto che porta le firme dei componenti, mi pare grosso modo, della prima Commissione consiliare di ogni parte politica, quindi non è un emendamento propriamente "bipartisan o baipartisan" a seconda che si gradisca questa o quella pronuncia, ma è un emendamento istituzionale, se mi pare, se ho colto bene il senso della proposta. E mi pare che la norma che tende a sostituire la scrittura proposta dalla Giunta, sia quella originaria, sia quella successiva che riappare in modo ancora più confusionario attraverso l'emendamento numero 2 sia una scrittura migliore, nel senso che è più pertinente, è più corretta sul piano istituzionale e direi anche sul piano lessicale, il che non guasta quando si scrivono norme che altri debbono leggere e che debbono comprendere.
Intanto, rispetto il testo originario della Giunta, bene ha fatto a sottolinearlo questo elemento subito il collega Salvatore Sanna, deve scomparire quella dizione del tutto fuori luogo, che non sta né in cielo né in terra né in nessun altro luogo, di "province regionali". Io non ho capito quale genio o quale, non dico esperto, ma apprendista di cose giuridiche e legislative si sia inventato questa dizione di province regionali.
Il fatto che la fonte istituzionale che istituisce le province sia lo Stato o la Regione, il Parlamento centrale o il Parlamento regionale, tutto questo deriva dai poteri che attribuisce ai Parlamenti centrale o regionale la Costituzione, che è uguale per gli uni e per gli altri. E voglio solo ricordare che va letto, perché nessuno lo ha ancora né abrogato né modificato l'articolo 114 della Costituzione repubblicana, la quale Costituzione all'articolo 114 statuisce che la Repubblica si riparte in Regioni, Province e Comuni; cioè i Comuni, le Province e le Regioni sono parte costitutiva della Repubblica, e nel momento nel quale altra norma costituzionale attribuisce non al Parlamento centrale, o in via esclusiva al Parlamento centrale, ma in via non surrogatoria ma pari anche alle Regioni e non a tutte, alla Regione a Statuto speciale e autonoma della Sardegna di sicuro con norma costituzionale, il potere di definire gli ambiti delle circoscrizioni provinciali, le Province istituite dalla Regione in base e in forza di norma costituzionale a pari livello, pari grado, pari dignità e quindi pari dizione di ogni e qualsiasi altra Provincia; le province sono uguali. A meno che qualcuno in un rigurgito di cultura o subcultura del passato di tipo centralistico, burocratico,autoritario, non pensi che la provincia non è un'istituzione intermedia del potere dei cittadini, ma che la Provincia è la sede delle prefetture o dei distaccamenti degli uffici statali.
Lo Stato può decentrare, collocare, sistemare i suoi uffici, quelli statali, dove meglio richiede, in questa o in quella Provincia ma non è detto che il distaccamento, quindi la locazione, la sistemazione, l'articolazione degli uffici dello Stato, o di alcuni uffici dello Stato, di per sé faccia qualità del potere istituzionale di livello intermedio tra Comune e Regione che sono le Province. Non confondiamo gli uffici e l'articolazione degli uffici statali con la dignità e i poteri e la dimensione e il valore istituzionale delle Province, che sono uguali, che è uguale questo valore, sia quelle che hanno come fonte istitutiva il potere statuale, sia quelle che hanno come fonte istitutiva il potere regionale, che pur essa si compone nell'intero sistema del potere repubblicano, in base all'unicità della Repubblica e all'unicità soprattutto della Costituzione repubblicana, perché l'unicità della Repubblica non deriva dall'alto, ma in base all'articolo 114 della Costituzione si compone di Comuni, Province e Regioni, cioè quando la Repubblica si riparte vuol dire che la Repubblica è una, indivisibile, di cui all'altro punto della Costituzione, è la risultante delle componenti, che sono appunto i Comuni, le Province uguali l'una rispetto all'altra, comunque e qualunque sia la fonte istitutiva e le Regioni. Quindi è questa la visione, il disegno, il progetto istituzionale che ci dà la Costituzione repubblicana che deve rimanere integra e non può essere disattesa e contraddetta da dizione infelici quale quella che si deducono o si dedurrebbero attraverso questa formulazione del tutto, non dico inusuale, del tutto impropria di province regionali. Per altro, mi pare pertinente la precisazione che nell'emendamento è contenuta relativamente all'individuazione dei tribunali che assumono competenza in materia di operazione elettorale. Siccome la legge istitutiva delle province, prevede anche una metodologia per l'individuazioni dei capoluoghi delle province, è chiaro ed evidente che la cosa più ovvia, più seria, più oggettiva è quella di riferirsi ai tribunali cui fanno riferimento, in cui ricadono il comune, la città più popolosa della provincia istituita. E' un criterio oggettivo, non dà adito a incomprensioni, non riapre contenzioni o aspettative circa i futuri destini di quello o di quel comune quale capitale prossima ventura della province, perché la legge appunto rimanda alle istituite province in modo pertinente il potere anche di individuazione della propria sede di capoluogo.
Conclusivamente, per questo insieme di ragioni, mi pare che sia imperfetta la dizione che porta l'originario, primario disegno normativo della Giunta, e mi pare che ancora più non pertinente o impertinente sia l'emendamento numero 2, che la Giunta ripropone, non si capisce perché. Ma scusi signora Giunta, dov'è la signora…? Signora Giunta…
PRESIDENTE. Sta risolvendo, lei si rivolga alla Presidenza.
COGODI (R.C.). Io mi sto rivolgendo alla signora.
PRESIDENTE. Si rivolga alla Presidenza.
COGODI (R. C.). Signor Presidente io mi sto rivolgendo al signor Presidente e anche alla signora Giunta.
PRESIDENTE. Sia coerente onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Lei comprenda lo spirito costruttivo; a norma di regolamento leggo che mi devo rivolgere al Presidente dell'Assemblea e io mi rivolgo a lei signor Presidente esimio dell'Assemblea e che mi devo rivolgere alla Giunta e la signora Giunta vale quanto il signor Presidente, a norma di Regolamento, se poi sono uno di sesso maschile e uno di sesso femminile non li ho fatti io.
Intendevo dire che nel momento nel quale la Commissione prima autonomia, nel suo insieme, unitariamente formula al Consiglio una dizione normativa che non ha solo la bontà di essere unitaria, perché quante cose unitarie sono anche sbagliate, no ha la bontà di essere buona, cioè di essere una migliore proposta normativa, e nello stesso tempo comprende però anche la quasi totalità delle forze politiche, manca la nostra, ma stiamo sostenendo la bontà di quella proposta, io non comprendo perché la Giunta contrapponga un ulteriore suo testo, ma proprio non c'entra nulla. A nome di chi la Giunta, prescindendo dalla Commissione che unanimemente propone una dizione, prescindendo dalla sua maggioranza, a nome di chi avanza una proposta parziale, sbagliata, incoerente e per di più avulsa della realtà, astrusa, transgenica, non riferibile a nessuno contesto né politico, né istituzionale, né giuridico. Per cui alla signora Giunta io raccomanderei di ritirare immediatamente il suo secondo emendamento, di ritenere superato dalla migliore dizione normativa, elaborata dalla Commissione, anche l'articolo originario, quello principale, e quindi di convergere sull'emendamento presentato dai componenti della Commissione che è l'emendamento numero 1 che dà risposta appagante e sufficiente e degna e anche giuridicamente corretta.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cogodi. Si sta completando la ribattitura di un emendamento che fonde i due, il primo col secondo, è praticamente un emendamento di sintesi. Se l'onorevole Cogodi durante il suo intervento fine avesse osservato si poteva desumere chiaramente com'era in corso un confronto per produrre un documento di sintesi.
È iscritto a parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale. Ne ha facoltà.
CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale. Presidente, io non so se posso prendere la parola accogliendo anche il suo invito perché mi dà l'impressione che si possa arrivare alla conclusione basandosi su un po' di buon senso. Io credo cioè che tra l'emendamento numero 2 e l'emendamento numero 1 si possa trovare un certo collegamento, nel senso che dell'emendamento numero 2 si potrebbe accettare pienamente il primo comma, perché esso non è previsto nell'emendamento numero 1. Per quanto riguarda invece il comma 2 dell'emendamento 2, si potrebbe sostituire con la dizione dell'emendamento numero 1. E perché? Per un motivo molto semplice, perché l'emendamento numero 1 praticamente dà la possibilità di istituire uffici circoscrizionali ovunque vi sia un vero e proprio tribunale. Ora sappiamo che in Sardegna oltre i quattro tribunali dei capoluoghi di provincia, esiste anche il Tribunale di Tempio e il Tribunale di Lanusei, non esiste invece né a Sanluri e ad Iglesias. Quindi praticamente se si addivenisse a una formula di questo tipo, cioè a un emendamento unitario che sia costituito dal primo comma dell'emendamento numero 2 e dalla sostituzione del secondo comma con la dizione dell'emendamento numero 1, io penso che questo possa essere accettabile da entrambe le parti che hanno proposto gli emendamenti. In questo senso propongo una commistio orale, visto e considerato che non c'è un'altra formula per arrivare ad una conclusione che abbia un senso di logica. Vorrei anche dire, ma questo non c'entra con l'emendamento, che per quanto riguarda la dizione "province regionali" io non vedo tutto questo scandalo, perché onestamente anche in Sicilia la dizione è "province regionali" perché sono state istituite con la legge regionale ed è normale in Sicilia la dizione "province regionali". Quindi non è una novità, anche noi dobbiamo dire come la Sicilia che le province di nuova istituzione, si chiamano province regionali, quindi io sono anche mantenere la dizione di province regionali.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Contu. Non abbiamo ancora visto il testo del documento di sintesi, ma penso…
È iscritto a parlare il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.
SANNA SALVATORE (D.S.). Presidente io avanzo un altro problema, chiedo scusa se non l'ho fatto prima ma nella foga dell'illustrazione dell'emendamento non ho sollevato questa questione che pongo proprio all'Aula come questione; vorrei che i colleghi prestassero un attimo di attenzione, perché il dubbio che mi sorge è che fondendo i due emendamenti e introducendo nella 488 soprattutto il primo comma, la mia impressione è che probabilmente stiamo scivolando verso la legge statutaria, perché ci sono tutti i contenuti di una legge statutaria. Se così fosse è del tutto evidente che occorrerebbe intanto una maggioranza qualificata, cioè la maggioranza assoluta per l'approvazione, ma soprattutto questa legge è naturalmente esposta a procedure eventuali di referendum, perché definire con una legge regionale le circoscrizioni elettorali provinciali, quindi dando una interpretazione in tal senso, è probabilmente materia da ricomprendere nelle cosiddette leggi statutarie, e invece sarebbe molto più opportuno che l'individuazione delle circoscrizioni elettorali avvenisse con un decreto del Presidente della Giunta.
Io pongo questo problema, lo pongo soprattutto all'attenzione del Presidente della Giunta, perché appunto non vorrei trovarmi in questa situazione e naturalmente lasciare aperto, a tre mesi dalle elezioni, questa questione, è chiaro che crea dei problemi, è chiaro che espone il campo a diversi tipi di intemperie, espone il campo e il problema probabilmente anche a interpretazioni di chissà quale natura. Allora io pongo questo problema, se questo problema come io penso fosse fondato, credo che la soluzione migliore sarebbe quella di approvare integralmente l'emendamento numero 1 così come è scritto, con la correzione che per altro abbiamo concordato, quella dei più capoluoghi, che non è il caso di citare, e lasciare le cose, perché in questo modo saremmo certi che non vi sia nessun tipo di possibilità che questo provvedimento legislativo possa essere interpretato come legge statutaria, e quindi andrebbe tranquillamente avanti e darebbe al Presidente della Giunta la possibilità di istituire con decreto proprio i collegi circoscrizionali provinciali, secondo il numero delle province, che sono appunto otto. Dirlo in legge, come noi facciamo o come faremo se recepissimo il primo comma dell'emendamento numero 2 presentato dalla Giunta, a mio avviso, espone il provvedimento al rischio di essere definita legge statutaria e quindi, in conseguenza di questo, necessitare sia di una maggioranza assoluta per l'approvazione, ma soprattutto al rischio di referendum che potrebbe essere richiesto a seguito di tale approvazione. Pongo questo problema invitando tutti a una riflessione che, a mio avviso, si rende indispensabile.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (U.D.C.). Chiedo scusa se riprendo la parola, ma dopo l'intervento dell'onorevole Sanna effettivamente mi parrebbe giusto un attimo di riflessione, perché le osservazioni fatte dall'onorevole Sanna sono, a mio giudizio, abbastanza pertinenti e rilevanti e quindi si tratterebbe di vedere se la dizione dell'articolo, come viene fuori dai due emendamenti, può essere fatta in modo tale da non incorrere nell'eventualità di cui ha parlato Sanna, e cioè della cosiddetta sottoposizione al referendum. Quindi si tratta di studiare un po' meglio la dizione. Ecco perché io credo che cinque minuti di sospensione diano la possibilità a coloro che vogliono lavorare sui due emendamenti, non sarebbe forse sbagliato. Chiedo pertanto formalmente la sospensiva per un paio di minuti.
PRESIDENTE. Sì, senz'altro, comunque stanno vedendo le cose.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. L'osservazione che è stata fatta dall'onorevole Sanna non è rimasta, diciamo così, inascoltata, perché effettivamente sono state immediatamente attivate anche tutte le strutture per verificare questo. Noi riteniamo che la legge non sia di carattere statutario, di natura statutaria perché in realtà questa legge non contiene innovazioni perché già previsto dalla legge costituzionale numero 1 il riferimento alle circoscrizioni regionali delle province così come stabilito. Infatti il terzo comma della legge costituzionale numero 1 dice: "Qualora si deve procedere ai sensi del comma 2 e alla data di convocazione dei comizi elettorali per il rinnovo del Consiglio regionale non siano state approvate le conseguenti modificazioni eccetera, si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni della legge della Repubblica che disciplinano l'elezione dei consigli delle regioni a Statuto ordinario. Le circoscrizioni elettorali, previste da tale disposizione, sono costituite dal territorio di ciascuna provincia della Regione", quindi il riferimento è esatto. Però, detto questo, siccome bisogna essere sempre più realisti del re, l'emendamento, il dubbio può essere fugato integrando con questa formula: "Per l'elezione del tredicesimo Consiglio regionale della Sardegna, così come previsto dal terzo comma dell'articolo 3 della legge costituzionale numero 2 del 2001, il territorio della Regione è suddiviso nelle otto circoscrizioni elettorali".
Cioè, io ritengo che sia utile che venga ribadito con legge che si tratta di otto circoscrizioni elettorali, perché non vorrei che ci fossero, da parte di qualcuno, dei dubbi su questo punto, e quindi il ribadirlo, secondo me, è cosa utile, anche se io personalmente comprendo che il riferimento fatto alla legge istitutiva naturalmente introduce il discorso delle otto province, però io ritengo che il Consiglio, molto più prudentemente, bene farebbe a ribadire, con l'inclusione del comma 1 dell'articolo, la formula che è stata adesso prevista, modificata e integrata secondo i suggerimenti che ci vengono fatti dagli uffici.
PRESIDENTE. Sospendiamo cinque minuti. Colleghi, sospendiamo dieci minuti per aggiustare il documento. Dieci minuti di sospensione.
(La seduta, sospesa alle ore18 e 20, viene ripresa alle ore 18 e 34.)
PRESIDENTE. E' pervenuto un emendamento di sintesi. Se ne dia lettura.
RANDAZZO, Segretario:
Emendamento di sintesi GIUNTA REGIONALE
Emendamento di sintesi degli em. 1 e 2
1. Le funzioni di Ufficio centrale circoscrizionale per le Province di nuova istituzione dell'Ogliastra e di Olbia-Tempio sono svolte dai tribunali di Lanusei e di Tempio; per le altre due province, Iglasias-Carbonia e del Medio Campidano, dove non esiste sede di tribunale, dette funzioni sono svolte dal Tribunale di Cagliari.
Conseguentemente il titolo del disegno di legge è sostituito dal seguente:
"Individuazione delle sedi degli uffici elettorali circoscrizionali nelle elezioni regionali".
PRESIDENTE. Quindi, colleghi, si vota l'emendamento di sintesi. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Solo per suggerire, per semplificare, l'Ufficio sicuramente scriverà meglio il testo, insomma, per far notare che "provincia" se è maiuscolo nella prima riga lo sia anche nella terza, che se tribunale è minuscolo o maiuscolo in una riga lo sia anche nell'altra, che nell'ultima riga non sono "svolte del tribunale" ma "dal tribunale" ma, voglio dire, che la scrittura sia vista dando un senso insomma e un'armonia al testo.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, stiamo facendo dei grandi passi avanti in quest'aula col sistema e il modo di lavorare, sia nell'uso delle aggettivazioni che ricorrono sempre più spesso e sia anche nella precisione nel rilevare tutto. Io posso dirle che da diversi anni seguo i lavori di quest'Aula, non mai quanto lei, e ho conosciuto da sempre che gli uffici hanno sempre provveduto a sistemare questi particolari di rifinitura dei provvedimenti che esita quest'Aula. Pertanto io farò le sue raccomandazioni, ma penso che anche senza le stesse gli uffici, come sempre, avrebbero provveduto. Grazie comunque della precisa annotazione.
Metto in votazione l'emendamento numero (?) Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo adesso agli ordini del giorno numero 1, 2 e 3. Se ne dia lettura.
RANDAZZO, Segretario:
ORDINE DEL GIORNO SPISSU - FADDA - COGODI - BALIA - SANNA Giacomo sul rinvio a dopo le elezioni regionali delle nomine negli organi amministrativi in scadenza nelle società a maggioranza regionale.
IL CONSIGLIO REGIONALE
a conclusione dell'esame del disegno di legge n. 488 concernente "Individuazione delle sedi degli uffici elettorali circoscrizionali nelle elezioni regionali";
PREMESSO che fra alcuni mesi si svolgeranno le elezioni per la designazione del Presidente della Regione e per il rinnovo del Consiglio regionale;
CONSIDERATO che, al fine di garantire una piena corrispondenza fra gli indirizzi politico-programmatici dell'esecutivo regionale e gli strumenti operativi della Regione, la legislazione vigente prevede un collegamento diretto fra il rinnovo della legislatura e il rinnovo degli organi amministrativi degli enti, aziende, consorzi regionali e società partecipate direttamente o indirettamente dalla Regione;
VALUTATO che, pur non potendo ricomprendere in tale normativa organismi e società di capitali disciplinati dalla legislazione nazionale, appare tuttavia opportuno e corretto che anche le nomine di tali società per il rinnovo degli organi amministrativi in scadenza siano effettuate nella prossima competizione;
PRESO ATTO che le nomine di spettanza degli enti pubblici nelle società di capitali possono essere fatte entro quarantacinque giorni dall'approvazione dei bilanci;
CONSIDERATO, altresì, che alcuni organi amministrativi di società di capitali a maggioranza azionaria regionale dovranno essere rinnovati nel corso del 2004;
CONSIDERATO che di recente la Regione ha rinnovato, per un triennio, l'Amministratore unico della Sigma Invest S.p.A., pur avendo la stessa società registrato una forte perdita nel bilancio,
impegna la Giunta regionale
a non effettuare rinnovi di organi amministrativi in scadenza prima dello svolgimento delle elezioni regionali. (1)
ORDINE DEL GIORNO CARLONI - CORDA - LOCCI sulle nomine di competenza della Regione Sarda negli Organismi di Governo e di controllo delle società di capitali partecipate dalla Regione.
IL CONSIGLIO REGIONALE
PREMESSO che:
- sulla base dell'ormai recepito principio dell'alternanza degli schieramenti politici nel governo della cosa pubblica anche il Consiglio Regionale Sardo ha affermato, con legge, che la durata degli organismi degli enti pubblici regionali debba corrispondere in linea di massima a quella della legislatura regionale;
- gli interessi della Regione Sardegna sono realizzati non solo attraverso i vari enti strumentali da Lei governati in modo diretto, ma anche con una sua partecipazione in organismi di governo e di controllo di società di capitali;
- appare opportuno che la stessa esigenza che ha portato alla "durata di legislatura" degli enti strumentali debba ravvisarsi anche per il rinnovo delle nomine negli organismi di governo e di controllo delle società di capitali partecipate dalla Regione Sarda.
impegna la Giunta Regionale
in applicazione del principio enunciato in premessa, ad astenersi dall'effettuare le nomine di sua competenza negli organismi in scadenza delle società di capitali partecipate dalla Regione, lasciando che tali nomine vengano fatte dai rappresentanti del Consiglio Regionale che verrà eletto tra breve. (2)
ORDINE DEL GIORNO SPISSU - FADDA - BALIA - COGODI - SANNA Giacomo sull'indizione delle elezioni regionali.
IL CONSIGLIO REGIONALE
a conclusione dell'esame del disegno di legge n. 488 concernente "Individuazione delle sedi degli uffici elettorali circoscrizionali nelle elezioni regionali";
CONSIDERATO che il Presidente della Regione deve emanare, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, il decreto di indizione delle prossime elezioni regionali per una domenica compresa fra il 16 maggio e il 27 giugno 2004;
AVUTA NOTIZIAche il Governo intende fissare le elezioni per il Parlamento europeo per le giornate di sabato 12 e domenica 13 giugno, abbinando ad esse le elezioni amministrative;
RITENUTO che numerose ragioni, sia di carattere pratico che soprattutto di carattere istituzionale, consiglino di svolgere le elezioni regionali in una data distinta e precedente a quella delle elezioni europee, onde mettere l'elettorato sardo nelle condizioni di decidere sull'elezione degli organi regionali con il minor possibile condizionamento esterno;
CONSIDERATOinoltre che, entro la data del decreto di indizione delle elezioni, il Presidente della Regione deve altresì emanare il decreto con il quale si procede al riparto fra i collegi elettorali provinciali dei 64 seggi ad essi spettanti in proporzione alla popolazione;
RITENUTOopportuno ed urgente che su tale questione si faccia chiarezza da parte dell'autorità cui spetta di interpretare la norma vigente in materia di circoscrizioni elettorali, la quale prevede, con l'articolo 3, comma 2, della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, che esse "sono costituite dal territorio di ciascuna provincia della Regione Sardegna";
CONSIDERATO che l'espressione "ciascuna provincia" evidentemente comprende tutte le otto province legalmente istituite e univocamente determinate nel loro ambito dalle vigenti leggi statali e regionali, indipendentemente dal fatto, sotto questo profilo irrilevante, che esse siano anche dotate di propri organi di governo all'atto dell'indizione dei comizi elettorali,
impegna il Presidente della Regione
a fissare la data delle elezioni regionali in modo tale che essa preceda quella delle elezioni europee. (3)
PRESIDENTE. Gli ordini del giorno possono essere illustrati. Ha facoltà di parlare il consigliere Spissu per illustrare l'ordine del giorno numero 1.
SPISSU (D.S.). Si dà per illustrato, Presidente.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Carloni per illustrare l'ordine del giorno numero 2.
CARLONI (Gruppo Misto). Anche questo, Presidente, mi sembra che sia così piano che non abbia nessuna necessità di illustrazione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Spissu per illustrare l'ordine del giorno numero 3.
SPISSU (D.S.). Sì, Presidente, riguarda le elezioni regionali e la volontà del Consiglio, se questo ordine del giorno venisse approvato, di votare nella prossima tornata elettorale per le regionali in due giornate, nella giornata di domenica e di lunedì.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Signor Presidente, relativamente agli ordini del giorno numero 1 e 2 io vorrei far rilevare che quando si tratta di società cosiddette a maggioranza regionale o a partecipazione regionale non sono mai di partecipazione della Regione cioè la titolarità delle azioni non è della Regione quanto tale, dell'ente Regione, ma è di enti regionali e quindi il diritto della convocazione delle assemblee spetta a questi enti. Quindi può essere, diciamo così, accolta come raccomandazione, ma un impegno in questo senso è difficile da poter assumere.
Relativamente all'ordine del giorno numero 3 invece vorrei richiamare l'attenzione dei proponenti su un fatto: se, come è stato illustrato nella sintesi, la richiesta è di votare in due giornate, cioè domenica e lunedì, a me pare di ricordare, ma non posso essere certo di non sbagliare, che occorra la legge che stabilisca il voto in due giornate per le elezioni regionali; se invece si vuole dare un'indicazione al Presidente della Giunta perché fissi la data delle elezioni in data anteriore a quella delle elezioni europee il discorso cambierebbe, però in relazione a questo problema i presentatori sanno che il Presidente della Giunta sta, diciamo così, consultando tutti i Gruppi, anche per verificare se ci sia la volontà da parte del Consiglio di modificare anche la legge elettorale con riferimento alla calendarizzazione delle elezioni stesse, perché se il Consiglio venisse nella determinazione di far svolgere le elezioni regionali in due giornate, essendo necessaria la legge è chiaro che l'obbligo deriverebbe dalla legge e non da un ordine del giorno. Quindi io pregherei di tener conto di questo fatto.
Relativamente al secondo punto dell'ordine del giorno la Giunta ha già approvato l'attribuzione dei seggi alle otto province, il decreto è in corso di emanazione e quindi diciamo che questo potrebbe essere, da questo punto di vista, ritirato nel senso che la cosa è già stata fatta. Però pregherei i proponenti di tener conto anche delle considerazioni che ho fatto prima.
PRESIDENTE. Ordine del giorno numero 1, non ci sono osservazioni. La Giunta si è dichiarata disponibile ad accoglierlo come raccomandazione. Metto in votazione l'ordine del giorno numero 1. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Ha domandato di parlare il consigliere Corda. Ne ha facoltà.
CORDA (Gruppo Misto). Signor Presidente, semplicemente per dire che poiché noi abbiamo votato l'ordine del giorno numero 1 che contiene le stesse argomentazioni che proponevamo nel numero 2, nel nostro, che è superato, quindi noi ritiriamo il numero 2.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno numero 2 è ritirato. Ordine del giorno numero 3. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Presidente, per ritirare dall'ordine del giorno 3 la parte sulla quale il Presidente della Giunta ha comunicato di aver già firmato la delibera che precede il decreto sul riparto dei seggi negli otto collegi provinciali istituiti. Per il resto l'ordine del giorno può essere votato e poi naturalmente la discussione seguirà l'iter che deve seguire sulla base anche delle cose che il Presidente ha annunciato.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'ordine del giorno numero 3, eliminando l'ultima e la penultima riga dell'ordine del giorno stesso.
spissu (d.s.). Si elimina il secondo comma del dispositivo.
PRESIDENTE. Sì, l'ultima e la penultima riga, la seconda parte del dispositivo, dell'impegno. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Chiedo il voto palese elettronico.
PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggiano la richiesta i consiglieri CORONA, PILO, LOMBARDO, BALLETTO, SATTA, GIOVANNELLI, MURGIA.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero 3.
Rispondono sì i consiglieri: BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - CAPPAI - CARLONI - COGODI - CONTU - CORDA - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - LADU - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIRASTU - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SELIS - SPISSU - TUNIS - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - CAPELLI - CASSANO -CORONA - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - PETRINI - PILO - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - USAI -VARGIU.
Si sono astenuti i consiglieri: il Vicepresidente BIGGIO - PIANA.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 66
votanti 64
astenuti 2
maggioranza 33
favorevoli 37
contrari 27
(Il Consiglio approva)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 488.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI -CONTU - CORDA - CORONA - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PETRINI - PIANA - PILO - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Giacomo - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 66
votanti 66
maggioranza 33
favorevoli 66
(Il Consiglio approva)
Continuazione della discussione degli articoli del testo unificato delle proposte di legge DORE - FADDA - GRANELLA - SANNA Gian Valerio - SELIS: "Normativa regionale in materia di abusivismo edilizio (482) e PIANA: "Normativa regionale in materia di abusivismo edilizio - Recepimento in Sardegna del decreto legge 29 settembre 2003, n. 269, convertito in Legge 31 ottobre 2003 - (Condono edilizio 2003)" (496), del disegno di legge: " Norme di riordino in materia di controllo dell'attività urbanistico-edilizia, di risanamento urbanistico, di sanatoria di insediamenti ed opere abusive e di snellimento ed accelerazione delle procedure amministrative in materia edilizia" (502) e della proposta di legge: "MORITTU - PIRISI: "Limiti alla definizione agevolata delle violazioni edilizie" (507)
PRESIDENTE. Allora, proseguiamo, sono le sette, con la leggina del condono. L'emendamento numero 6 è decaduto per effetto del voto precedente, quindi siamo all'emendamento numero 11 "Supporto cartografico", prepararsi al voto.
(Interruzione)
Allora un attimo per riordinare le carte. Prego. Stiamo riprendendo la leggina sul condono e dopo l'emendamento 10 c'è l'emendamento 6 aggiuntivo che decade; dopodiché passiamo all'emendamento 11 sempre aggiuntivo che deve essere votato. Dopodiché ci sarà il 12 e poi il 15.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Chiedo scusa, Presidente, sull'ordine del giorno perché c'è la necessità sicuramente per tutti i colleghi che attentamente e diligentemente seguivano l'andamento della legge in sanatoria degli abusi edilizi di riordinare le carte ed anche di riordinare le idee, perché la ipotesi originaria era, sulla base della programmazione dei lavori che si era data, che questo pomeriggio non ci sarebbe stato lavoro consiliare. A parte che diversi colleghi hanno assunto impegni politici di altra natura, in ogni caso anche nella programmazione di oggi si era ipotizzato, poi non è che ci sia nulla di vincolante, che si sarebbe proceduto alla conclusione della votazione che era rimasta aperta per poi passare al "488", non ipotizzando una prosecuzione nel merito della normativa edilizia e di sanatoria che comporta per chi vuole seguire bene i lavori di riordinare le parte ed anche di riordinare anche un pochino qualche idea, perché ci sono ancora alcuni emendamenti che sono emendamenti di merito che vanno ancora, come dire, ripresi e discussi.
Siccome sono le 19, le 19 di un pomeriggio nel quale non si era ipotizzato neppure originariamente di procedere nei lavori del Consiglio, io mi permetto di suggerire di sospendere i lavori, l'attività del Consiglio a questo punto e di rinviare alla data e al momento appena prossimo, domani o quando si riterrà, la prosecuzione della discussione della legge in materia di sanatoria dell'abusivismo edilizio.
Diversamente, di dare il tempo di riordinare le idee ed anche le carte e di acquisirle le carte perché ognuno non è che viene qui con un carro di documenti, abbiamo portato gli atti e i documenti che sapevamo che ci erano utili per le cose che si pensava di discutere. Per cui, in ogni caso, chiederei almeno trenta minuti di sospensione.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, io assisto a delle cose impensabili, veramente! Lei stamattina ha fatto una serie di osservazioni finanche dubitando della serietà del lutto, della costernazione per quanto è avvenuto, per la disgrazia che è avvenuta eccetera e ha indicato...
(Interruzione del consigliere Cogodi)
PRESIDENTE. Lei ha parlato, io l'ho lasciata parlare e adesso mi ascolta, per cortesia, ascolti questa Presidenza. Ha posto in dubbio anche la sincerità e l'onestà, diciamo, del dolore che si è provato in quest'Aula per quanto è successo.
COGODI (D.S.). Non commenti il pensiero altrui.
PRESIDENTE. Ha detto e ha sostenuto ed è stato condiviso da quest'Aula che megglio avremmo onorato, lavorando, la disgrazia che è avvenuta. Stiamo lavorando e sono le 19, se chiedete dieci minuti per aggiornarvi bene, ma oltre dieci minuti - un quarto d'ora che è una cosa compatibile col fatto di riordinarsi le idee, io non ho dubbi sulla sua intelligenza, sulla sua prontezza e sulla sua grande capacità che è certamente uguale alla velocità con cui lei, a seconda della situazione, aggiusta il tiro; non mi sento di concedere più di un quarto d'ora per aggiornarsi sulla situazione e procedere al voto. Poi l'Aula, se vuole, si pone al voto con tutti, ma proprio lei ha chiamato questa mattina questi principi e a questi io mi rivolgo, per cui un quarto d'ora di sospensione. Poi si riprende a votare.
COGODI (D.S.). Per me va bene un quarto d'ora.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 59, viene ripresa alle ore 19 e 26.)
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori. Siamo alla leggina sul condono, esattamente emendamento numero 11 all'articolo 3. Sull'emendamento 11 ricordo all'Assemblea che era stata proposta una modifica oralmente, dove è scritto "cartografia aerofotogrammetrica" sostituire con "rilievi aerofotogrammetrici", sia al primo comma che al secondo comma; oltre a questo do la parola all'Assessore competente, l'assessore Asunis perché credo che debba fare una proposta all'Aula.
Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ne ha facoltà.
ASUNIS, Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Grazie Presidente. All'interno dell'emendamento numero 11, nel primo comma, si fa riferimento ai rilievi aerofotogrammetrici regionali aggiornati al 31 marzo 2003. Di fatto il volo che si ha a disposizione non ha avuto un piano di volo che si è concluso il 31 marzo 2003, ma di fatto il piano di volo ha interessato anche il mese di aprile dello stesso anno. Se la data 31 marzo 2003 dovesse rimanere all'interno di questo testo, sapendo peraltro che quota parte del territorio regionale è stata di fatto oggetto di volo parte nel marzo e parte nell'aprile, per effetto del secondo comma tutti gli areali che sono stati volati nel mese di aprile sui quali insistono opere realizzate abusivamente che hanno i connotati di cui al comma 1 del medesimo articolo 3, sarebbero di fatto improcedibili; quindi ad avviso mio qui c'è un problema di natura temporale che dovrebbe essere di fatto quantomeno valutato nella sua complessità se non addirittura rimosso.
Faccio presente che quando feci a suo tempo l'intervento in riferimento all'emendamento, già osservai che l'amministrazione regionale aveva tecnicamente provveduto all'impegno delle risorse finanziarie e aveva quindi già commissionato il volo stesso, l'acquisizione del volo, feci presente peraltro in quell'occasione che la documentazione sarebbe stata acquisita dall'amministrazione regionale entro la prima quindicina del mese di marzo, quindi di fatto ci sono tutte le condizioni, ora, anche a prescindere dalle valutazioni che saranno fatte dall'Aula in riferimento a questo emendamento, ci sono tutte le condizioni perché l'amministrazione regionale dia così come d'obbligo tutti i contributi agli enti locali al fine di consentire a questi di poter operare correttamente e poter leggere il territorio nella sua complessità evitando che alcune persone, ipotizzando la non sussistenza di questi voli, tentino di presentare istanze di condono che di fatto sono riferite a immobili realizzati in epoca recente e comunque decisamente dopo il 31 marzo del 2003.
Effettivamente, ci sarebbe qui l'esigenza, un po' se si volesse addivenire all'accoglimento di questo emendamento, di una rimodulazione del testo stesso in maniera tale da renderlo oggettivamente coerente nei termini a cui facevo riferimento poc'anzi.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.
MORITTU (D.S.). Sì, Presidente per proporre una piccola modifica all'emendamento orale in accoglimento alle osservazioni fatte un momento fa dall'Assessore e quindi al posto di "cartografia" va bene "rilievi" perché di questo si tratta, mi pare, "rilievi aerofotogrammetrici regionali di più recente aggiornamento".
(Intervento fuori microfono)
MORITTU (D.S.). Senza la data.
PRESIDENTE. Avete bisogno di cinque minuti di sospensione?
(Interventi fuori microfono)
MORITTU (D.S.). Presidente, due minuti per scriverlo.
PRESIDENTE. Colleghi, è stato presentato l'emendamento 11 nella nuova formulazione. Se ne dia lettura. Intanto è in corso la distribuzione.
LICANDRO, Segretario:
Emendamento Morittu - Pirisi - Dore - Masia - Spissu - Fadda - Cogodi - Sanna Giacomo - Scano
Art. 3
Dopo l'articolo 3, è aggiunto il seguente:
"Art. 3 bis
1. Al fine di consentire un'efficace controllo dell'attività edilizia la Regione, entro 45 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, mette a disposizione dei Comuni i rilievi aerofotogrammetici del territorio regionale, nella redazione più puntualmente riferibile al tempo di costruzione in cui è consentita la sanatoria.
2. Il Comune, in sede di esame delle domande di sanatoria, riferite ad ampliamenti di superficie coperta o di nuove costruzioni, procede al loro riscontro con tali rilievi aerofotogrammetici che costituisce qualora tecnicamente rilevabile condizione di procedibilità per il proseguo della definizione dell'abuso edilizio il cui procedimento è sospeso in mancanza di tale riscontro." (11)
PRESIDENTE. Colleghi, se avete avuto l'emendamento così come modificato, ancora no? Ha domandato di parlare il consigliere Corda. Ne ha facoltà.
CORDA (Gruppo Misto). Presidente, io vorrei fare la dichiarazione di voto su questo emendamento 11.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda. Ne ha facoltà.
CORDA (Gruppo Misto). Allora, è un emendamento che interviene per aggiungere un articolo all'articolo 3, l'articolo 3 bis, dove si parla di supporto cartografico, e dice che la Regione entro 45 giorni eccetera, eccetera "mette a disposizione dei comuni la cartografia delle fotografie fatte dall'aereo, aggiornata al 31 marzo 2003, al fine di consentire un efficace controllo dell'attività edilizia". E fin qui va bene, tutti siamo d'accordo che debba esserci un controllo; però nel comma 2 poi, si dice: "Il comune in sede di esame delle domande di sanatoria procede al loro riscontro con tale cartografia che costituisce condizione di procedibilità per il proseguo della definizione dell'abuso edilizio, in caso di mancanza di questo riscontro il procedimento è sospeso".
PRESIDENTE. Onorevole Corda, stanno distribuendo l'emendamento aggiuntivo modificato, scusi.
CORDA (Gruppo Misto). Nella parte che interessa a me è uguale.
PRESIDENTE. No.
CORDA (Gruppo Misto). Come no? E' uguale. "I comuni in sede di esame delle domande in sanatoria, a loro riscontro...che costituisce condizione di procedibilità per il proseguo… dell'abuso edilizio il cui procedimento è sospeso in mancanza di tale riscontro". È uguale! L'assessore prima ci ha parlato a titolo personale, ci ha detto che ci sono dei casi in cui i fotogrammi sono sovrapposti e non è possibile cioè che ci sia un controllo reale della situazione o non c'è per tutti. Allora mi domando, quella persona che non può produrre documentazione fotografica dell'abuso che ha commesso è una persona che non può fare sanatoria, secondo questo? O se la foto non è possibile farla perché si tratta di un abuso piccolo, di un palazzo, un balcone, una qualunque cosa che non sia visibile dall'aereo, o che per effetto della foto tecnicamente mal riuscita non sia..., allora mi sembra che sia una punizione troppo grave per le persone che dovessero aver fatto domanda di condono e che non fossero in grado, per effetto di difetti tecnici della ripresa o della documentazione stessa, di produrre il riscontro richiesto dalla legge.
Allora questa è la ragione per la quale io dico che questa parte finale dell'emendamento va cassata, perché non si può pensare di punire della gente incolpevole solo per difetti di riprese aeree o per incomplete riprese che non darebbero un riscontro preciso della situazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Tunis. Ne ha facoltà.
TUNIS (U.D.R.-Centro). Io vorrei aggiungere alcuni aspetti particolari su questo secondo comma, ma è direttamente collegato al primo che reca pregiudizio a quei cittadini a cui noi ci riferiamo, cioè ai semplici cittadini che abbiano eventualmente con tre vetri chiuso il loro balcone o chiuso delle verande o dei patii per cui le riprese aeree non possono arrivare in maniera obliqua per vedere se uno ha fatto quell'opera abusiva. Questa situazione è solo riferita agli abusi che possono essere ripresi per via aerea.
Io considero questo emendamento un emendamento che va in contrasto rispetto a quel 60 per cento di piccoli abusi che abbiamo considerato sanabili, perché l'aereo non può riprendere delle foto che sono sotto delle balconate, sotto delle...
(Brusio in Aula)
TUNIS (U.D.R.-Centro). Senza voler scherzare, mi riferisco al fatto che questo emendamento s'intende riferito a delle riprese aeree che possano fotografare degli abusi; ce ne sono il 60 per cento che non sono fotografabili, per cui chiedo che questo emendamento venga ritirato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Piana. Ne ha facoltà.
PIANA (U.D.C.). Io ho letto e riletto attentamente l'emendamento di sintesi presentato dai proponenti e anche quanto detto dall'Assessore nella sua illustrazione, nel suo parere sull'emendamento stesso. Io credo che questo emendamento tecnicamente blocchi il condono edilizio, l'applicazione del condono e della stessa legge sul condono edilizio in Sardegna. Io credo che, come è scritto nel secondo comma, possa dare inefficacia all'applicazione della legge che noi - spero stasera - andremo ad approvare.
Questa mia tesi è in modo particolare supportata da due fatti. Il primo che, a quanto si riferisce, forse non ufficialmente, ma anche nei corridoi dell'Assessorato dell'urbanistica, le aerofotogrammetrie fatte nei sorvoli tra il mese di marzo e il mese di aprile non sono complete in tutto il territorio della Sardegna, cioè i sorvoli sono stati fatti in tutto il territorio della Sardegna, ma diversi fogli e diverse parti della Sardegna sono risultate non chiare, sono consegnate o staranno per essere consegnate alla Regione in modo non chiaro. Quindi avremo una parte del territorio della Sardegna in cui sarà diversa l'applicazione perché non è possibile applicare e quindi controllare i sorvoli aerofotogrammetrici.
Il secondo motivo di inapplicabilità della stessa legge, se approviamo questo emendamento, è che i piccoli abusi dalle aerofotogrammetrie che sono state richieste dalla Regione non sono percepibili e allora ci ritroveremo nei casi in cui domande, migliaia di domande, per i piccoli abusi in modo particolare, quelli di necessità, ma i piccoli abusi in modo particolare, ci ritroveremo che, non avendo un riscontro aerofotogrammetrico, le amministrazioni comunali, gli uffici tecnici comunali non sarebbero nelle condizioni, applicando alla lettera quanto disposto nel secondo comma, di procedere nella istruttoria delle domande di sanatoria.
Allora io credo che questo emendamento veramente ribalti la volontà di questo Consiglio regionale di applicare il condono edilizio in Sardegna. Si dica in modo chiaro che una parte politica continua a non volere l'applicazione del condono edilizio in Sardegna senza ricorrere ad emendamenti trabocchetto, perché questo è un emendamento trabocchetto. Ecco, proprio per questo io ritengo che sia inaccoglibile anche l'emendamento stesso. Quindi chiedo che i presentatori lo ritirino perché veramente si contraddice con quanto sino adesso questo Consiglio regionale ha approvato negli altri due articoli della stessa legge.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Per spendere una parola per tentare di essere utile, se posso, poco poco in questa cosa, perché mettiamoci d'accordo, qual è il trabocchetto? È quello della legge che è uguale per tutti e dice che cosa in materia edilizia e di rispetto del territorio, parliamo delle grandi cose, non delle piccole cose, debbono essere rispettate e c'è chi non le rispetta platealmente, costruendo attici abusivi, cose grandi, perché badate dei piccoli abusi ai colleghi ho detto una serie di volte e voglio ancora ripeterlo: per favore non ne parlate, perché i piccoli abusi in questa Regione sono tutti, in via continuativa, sanabili in base alla legge 23 dell'85. Ve lo volete mettere in testa o no? I piccoli abusi voi li state usando come paravento, come tenda dietro cui nascondere le porcherie che sono le grandi porcherie, non i piccoli abusi! Io non so come dirlo, rileggetevi la legge 23, dove peraltro una serie di attività, tutte le modifiche interne, purché vi sia asseveramento della staticità dell'edificio, in questa Regione non sono soggette neppure ad autorizzazione, non solo a concessione, ma solo a comunicazione all'autorità, al Comune.
Chi l'ha mai abrogata la legge 23 dell'85? E se lo volete capire ne meniamo vanto di averla fatta, la legge 23 dell'85, altro che "ti ritiri di lì" di quello! Siamo orgogliosi di averla fatta, ben tanti anni fa, mi pare ormai 19 anni fa, avendo dato una condizione di adattamento, di flessibilità soprattutto all'auto costruzione in questa Regione, laddove non ci siano violenze all'ambiente, laddove anche le piccole cose moltiplicate tante volte non facciano anche la facciata di un palazzo un'arlecchinata. Infatti è consentito anche l'intervento su un intero palazzo che sia però armonico nella sua redazione progettuale tecnica. Tutto questo c'è scritto nella legge regionale da 19 anni! Ma che c'entra, Piana, tutto il tuo pianto greco sui piccoli abusi? Che c'entrano gli uliveti e i vigneti e i mappali e tutto quello che invece voi, e le modifiche di destinazione d'uso dei grandi depositi, per fare i Bingo e tutte queste cose, con i piccoli abusi? Ma che c'entrano? Allora torniamo al dunque: volete e vogliamo essere seri in questa materia? In questo momento questa Giunta regionale, che è chiaramente una disgrazia per questa Regione, immaginiamo, non riesce a presentare il bilancio ormai a marzo, tutti si dimenticano che questa Regione senza bilancio è lì, portata alla bancarotta e voi fate finta di avere un governo, tuttavia questa Giunta regionale, che è una disgrazia per la Regione, ha fra le sue condizioni, diciamo così, fra virgolette, di grazia, di avere Assessore dell'urbanistica il capo dell'ufficio tecnico della Regione, ma ne saprà più di Piana di che cosa contengono le carte della Regione? O Piana sa che le carte sono pasticciate, oscure, grigie, che non si vede bene? Dove mai le ha viste lui negli uffici della Regione meglio del capo dell'ufficio tecnico, che attualmente è Assessore dell'urbanistica? Ma veramente! Qual è lo spirito con cui si vuole fare questa legge? Quello di consentire ogni qualsiasi grande abuso, non piccoli abusi, "carrabusi", che quelli non li vedi, che si arrotolano, i grandi abusi, che esistono e ce li avete ben presenti.
Allora se proprio si volesse rifinire, dico, la norma io mi permetto di suggerire anche un'aggiunta, piccola piccola, di ordine tecnico-letterale che chiarisca ancora di più il concetto. Nel secondo comma al secondo rigo dopo la parola "costituisce" si potrebbe aggiungere un ulteriore inciso: ", qualora tecnicamente rilevabile", cioè il riscontro, qualora tecnicamente rilevabile, perché è chiaro che un piccolo abuso che è sotto un balcone non si vede! Ma il riscontro in lingua italiana…
PRESIDENTE. Concluda pure onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Conviene anche a te quello che sto dicendo, perché non è che qui andate a orario, mi consentirai di completare la frase!
Sto proponendo che dopo la parola "rilievo" qui c'è riscontro, allora che cosa è il riscontro? È chiaro che il riscontro è la comparazione di dati, di fatti, di situazioni; se non c'è questa comparazione possibile vuol dire che non c'è riscontro, allora non è che si blocca la legge, non ci può essere riscontro, la norma vale dove il riscontro è possibile, è ovvio no? Ma per chiarire ancora di più il concetto suggerisco che dopo la parola "costituisce" si aggiunga "qualora tecnicamente rilevabile", cioè il riscontro ci dev'essere che quell'abuso edilizio esisteva a quella data della sanabilità, qualora tecnicamente rilevabile. È una sovrabbondanza di espressione, ma serve a calmare poco poco i bollenti spiriti di quei colleghi che non stanno pensando ad una norma di serietà di procedimento, ma invece a scardinare la finalità di riordino che la legge si dovrebbe proporre, comunque.
Quindi sto avanzando, Presidente, una proposta precisa, orale, come poi oralmente è anche l'aggiustamento complessivo intervenuto, l'avanzo alla Giunta, all'Assessore e ai colleghi che hanno curato la redazione. Nel secondo comma, al secondo rigo, dopo la parola "costituisce", " qualora tecnicamente rilevabile", riferito al riscontro ovviamente, perché se il riscontro è tecnicamente rilevabile vale, se non è tecnicamente rilevabile è chiaro che non costituisce ragione di improcedibilità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.
MORITTU (D.S.). Io pongo un problema all'Aula, il problema è il seguente: si condivide la ratio dell'emendamento? Cioè si condivide l'idea che tutto ciò che è stato costruito dopo il 31 marzo 2003 non è condonabile? Se si condivide questa idea, che peraltro lo dice la legge nazionale, allora non si può non condividere un emendamento che dice: "Se noi abbiamo gli strumenti per riscontrare ciò, gli strumenti utilizziamoli e utilizziamoli con il vincolo della procedibilità", se no vuol dire che noi non vogliamo il controllo degli abusi che sono stati consumati dopo il 31 marzo del 2003. Cosa c'entrano le verande e quant'altro? Non c'entrano assolutamente niente, se questo è l'intendimento del Consiglio. Io capisco che controllare è un onere, per chi controlla è un onere controllare, però noi dobbiamo anche pensare che chi ha l'onere di controllare prima, controlli anche dopo. Cioè se i comuni hanno quest'onere se lo devono assumere quest'onere, noi dobbiamo fare una norma che sia la più chiara possibile. Io condivido che si può ulteriormente chiarire la norma, può essere la proposta che ha fatto l'onorevole Cogodi, cioè l'inciso "qualora tecnicamente rilevabile", può essere se vogliamo che invece, sempre al secondo comma, dopo "l'esame domande di sanatoria" si specifichi "domande riferite ad ampliamenti di superfici o a nuove costruzioni", quindi noi diciamo: l'aereofotogrammetrico 1:10.000 che cosa può riscontrare? Può riscontrare ampliamenti di superficie o nuove costruzioni. Allora, non lo vogliamo specificare? Allora specifichiamo che le domande di sanatoria, quelle riscontrabili, sono solo riferite ad ampliamenti di superficie o a nuove costruzioni e allora non c'entrano niente le verande, non c'entra niente questo, non c'entra niente l'altro, il punto è: vogliamo che si facciano le verifiche? Allora, se vogliamo che si facciano le verifiche, specifichiamo, puntualizziamo e sottolineiamo e così via, però rimane in piedi un indirizzo del Consiglio regionale che dice ai Comuni: "Ti do lo strumento, controlla, non hai forse controllato a priori, controlla almeno a posteriori il tuo territorio". Allora se così, se siamo d'accordo su questo, io aggiungerei o l'inciso che propone l'onorevole Cogodi "qualora tecnicamente rilevabile" o più specificatamente un inciso che dice "domande di sanatoria riferite ad ampliamenti di superficie o a nuove costruzioni". Allora tutto il resto, come dire, non ci azzecca, non c'entra niente!
CORDA (Gruppo Misto). Allora, tecnicamente rilevati; non rilevabili.
MORITTU (D.S.). Va bene, ma io lascerei. Se ci vogliamo riferire ad una fattispecie chiara la fattispecie chiara è "l'aumento di superficie o le nuove costruzioni". Allora io propongo, poi se siamo d'accordo le parole le possiamo modificare, io vi sto dicendo … ve lo leggo il secondo comma: "Il Comune, in sede di esame delle domande di sanatoria, riferite ad ampliamenti di superficie coperta o di nuove costruzioni procede al loro riscontro con tali rilievi aereofotogrammetrici che costituiscono condizione di procedibilità per il proseguo della definizione dell'abuso edilizio" eccetera, eccetera. Allora, in questo caso non ci sono dubbi di nessun genere, la fattispecie è chiara, è ciò che aumenta la macchia sull'aerofotogrammetrico, non ciò che è insignificante è che non può essere attualmente riscontrabile.
PRESIDENTE. Onorevole Morittu, quindi tutti e due gli emendamenti orali, quello Cogodi e in più aggiungo il suo, riferito ad ampliamenti e a nuove costruzioni?
MORITTU (D.S.). Ad abundantiam si possono anche mettere entrambi.
PRESIDENTE. Lo recepiamo così? Parlo con gli uffici: lo recepiamo così? Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica.
ASUNIS, Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica. In riferimento all'emendamento numero 11 sono perfettamente convinto che, a prescindere dal positivo accoglimento dello stesso da parte dell'Aula, questo procedimento, che è un procedimento di natura puramente amministrativa, sarà portato avanti dall'amministrazione regionale e dalle amministrazioni comunali, per cui io mi rimetto alle valutazioni dell'Aula, fermo restando che l'articolazione del testo oggettivamente è più lineare rispetto alla problematica che si voleva così, fin dall'inizio, mettere a punto.
PRESIDENTE. Si sono proposti due emendamenti orali e ve li ripeto: al secondo comma il periodo è questo: "Il Comune in sede di esame delle domande di sanatoria riferite" - questa è l'aggiunta - "ad ampliamenti di superficie coperta o nuove costruzioni, procede" - eccetera eccetera - "ai rilievi fotogrammetrici qualora tecnicamente rilevabili che costituiscono condizione di procedibilità per il proseguo", eccetera, eccetera. Va bene? Avete capito?
Ha domandato di parlare il consigliere Tunis. Ne ha facoltà.
TUNIS (U.D.R. - Centro). Signor Presidente, nel primo e nel secondo comma, al di là degli argomenti che ora si sono concretizzati con questi due emendamenti orali, tutti e due validi se sono tutti e due inseriti, io volevo far rilevare che c'è un errore nella parola al primo comma e al secondo comma "di aerogrammetrici" manca "foto" in tutte e due le parole, primo e secondo comma.
PRESIDENTE. Onorevole Tunis, siamo tutti sulla grammatica oggi. Grazie, è un refuso, molto gentile. Se tutti hanno si sono informati e hanno capito, lo metto in votazione. Naturalmente il secondo comma è così come letto. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Emendamento numero 12. Lo pongo in votazione. Onorevole Spissu, vuole intervenire? Prego.
SPISSU (D.S.). Un secondo solo, Presidente.
PRESIDENTE. Sospendiamo allora e andiamo a domani; sono certo che stanotte potrete studiare meglio e aggiornarvi. Beh io pongo in votazione, colleghi…
Metto in votazione l'emendamento numero 12.
PIANA (U.D.C.). Controprova.
PRESIDENTE. E' stata chiesta la controprova. Chi lo approva? Onorevole Morittu, su cosa vuole parlare?
MORITTU (D.S.). Per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Morittu.
COGODI (R.C.). Ho chiesto la parola.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, prego… Non parla? Non parla. Chi è favorevole alzi la mano, è stata chiesta la controprova. Chi è contrario?
(Interruzioni)
No, no, qui stiamo prendendo in giro, signori. Avete i numeri; siete contrari, votate contrari.
COGODI (R.C.). Stavo chiedendo la parola.
PRESIDENTE. No, è mezzora che state chiedendo la parola, poi ve la do e non parlate, io ve l'ho data…
(Interruzioni)
Onorevole Dettori, forse lei non è in grado di votare, qui sono tutti pronti a votare. Non ho capito, intervenite e dite qualcosa; è mezzora che sto chiedendo chi deve intervenire.
PRESIDENTE. Colleghi, io ho dato la parola più volte e ogni volta nessuno si è alzato. Mi dispiace, c'è da esprimere il voto di chi è contrario. Chi è contrario? L'emendamento è approvato.
Sulla validità della votazione
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere SPISSU. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Siamo tutti naturalmente in condizioni di votare; ma se c'è qualcuno che vuol fare dichiarazioni di voto deve essergli consentito. Siccome c'erano colleghi con la mano alzata per fare dichiarazioni di voto, io le chiedo se è possibile fare dichiarazioni di voto.
Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Presidente, per dire che si è verificato adesso lo stesso che si è verificato sull'emendamento precedente, allora due pesi e due misure, non è possibile! Avete ridacchiato sul primo, noi eravamo contrari, non abbiamo chiesto controprova, siete stati presi in contropiede voi, evidentemente....
(Interruzioni)
È così, è inutile cercare di fare i prepotenti, non ho capito perché vale per voi e non vale per gli altri, è ora di finirla, è la stessa cosa! Presidente, lei deve applicare lo stesso metodo.
PRESIDENTE. La controprova è stata chiesta, ma non è stata votata la mia richiesta di votare la controprova, non è stata votata.
(Interruzioni)
Ne hanno alzato tre di mani, non è un numero sufficiente per bocciare, hanno alzato tre o quattro mani.
(Proteste dai banchi del centrosinistra)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Io capisco che siamo stanchi, ma il punto di discussione…
MURGIA (A.N.). Stai parlando di nuovo per dire le stesse cose. Perché lo fa parlare?
SPISSU (D.S.). Stai tranquillo Murgia... Probabilmente l'onorevole Oppi non si è reso conto che la controprova è stata richiesta, quindi non è un problema di riflessi o di altro, il fatto è un altro, che alcuni colleghi, prima che il Presidente chiamasse la votazione, hanno chiesto di parlare per dichiarazioni di voto e non gli è stata data la parola perché facessero le dichiarazioni di voto. Quindi siamo soltanto a questo punto, per il resto la controprova è stata richiesta, così come annunciato dal Presidente in fase di votazione.
PRESIDENTE. La controprova è stata chiesta e quando è stato chiamato per il voto contrario il voto non è stato dato. Signori, questa è la verità, se poi volete riprovare, ma questa è la verità, perché non siete intervenuti. Io domani chiederò la registrazione. Io sono pronto, ma domani vediamo la registrazione cosa dirà.
SPISSU (D.S.). Lei trascura il fatto che noi non sentiamo perché non parla sul microfono.
PRESIDENTE. Come non parlo sul microfono?
SPISSU (D.S.). L'esito (?) della votazione non l'ho neanche sentito, e le ho chiesto la parola…
PRESIDENTE. L'ho ripetuto!
Io le ho ripetuto l'invito a parlare più volte e lei non ha parlato, poi ho chiesto..., sennò si chiede di ripetere, io ho sempre ripetuto.
(Interruzioni)
Io avrei una proposta, posso fare una proposta? Rifacciamo tutte e due le votazioni, l'11 e il 12. Le stesse ragioni stanno ponendo ai cosi, perché qualcuno si è dimenticato. Io vi ho chiamato.
SPISSU (D.S.). Che c'entra l'11?
PRESIDENTE. Io non voglio essere preso.... Emendamento 15 aggiuntivo. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà. Prima del consigliere Pirisi ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Chiedo scusa Presidente, se lei ritiene che chi ha chiesto la parola per esprimere il proprio voto....
SANNA NIVOLI (A.N.). E' la terza volta che lo dice, Presidente!
SPISSU (D.S.). Sì, Noemi, lo dico anche quattro volte se serve. Presidente io vorrei parlare con lei, poi con la collega Sanna eventualmente chiariamo.
PRESIDENTE. Certo, onorevole Sanna per cortesia lasci svolgere l'intervento.
SPISSU (D.S.). Se lei non ci dà la parola perché non si è reso conto che sono state fatte delle richieste di parola per dichiarazione di voto, la votazione è a metà nel senso che lei ha chiamato il voto favorevole, non ha dato, non ha chiamato la controprova, quindi...
PRESIDENTE. L'ho chiamata.
SPISSU (D.S.). Per cortesia, non ha chiamato la controprova e allora faccia, per piacere, la controprova.
PRESIDENTE. A questo punto non faccio più niente, aspetto i libri domani e leggo i libri, le registrazioni scusi, domani leggiamo le registrazioni. Io ho chiesto la controprova, è stata chiesta.
SPISSU (D.S.).No Presidente, lei non l'ha chiesta e noi non abbiamo potuto alzare la mano.
PRESIDENTE. Lei dice una cosa e io ne dico un'altra.
SPISSU (D.S.). Ma siamo in tanti.
PRESIDENTE. Voi siete in tanti, io avrò qualche altro che mi ha sentito chiamare, e se non ce l'ho pazienza. Io dico che ho chiamato e voglio vedere la registrazione. Non so se è possibile sentirla subito, andiamo tipo moviola. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.
PIRISI (D.S.). Presidente io intervengo perché poc'anzi si è verificato un fatto, l'onorevole Oppi mentre stavamo parlando dell'emendamento numero 12 ha detto: "Si chieda il rinvio a domani", se non ho capito male, onorevole Oppi. Bene, allora il Presidente stesso ha detto: "Allora andiamo a domani". Lei ha detto, onorevole Oppi: "Si chieda il rinvio a domani". Ora, mentre si stava verificando questa situazione, c'erano diversi colleghi che avevano chiesto di poter fare la dichiarazione di voto sull'emendamento. Questo è il dato, Presidente, chiedo scusa, cioè nel momento in cui si è creata questa situazione, diciamo, un po' di confusione e mentre la collega Noemi Sanna non stava badando a questo, ma stava pensando certamente ad altro, in quel momento là c'erano dei colleghi che da questi banchi hanno chiesto di poter intervenire per dichiarazione di voto, o quanto meno per capire quello che stava accadendo. E in una situazione di caos lei dice di aver messo in votazione l'emendamento. Bene, siccome, Presidente, non stiamo facendo una partita a poker, ma riteniamo che le posizioni distinte vengano annottate e rimangano nei verbali di questo Consiglio, se lei ritiene che sia corretto farlo, si vada pure a rivedere l'emendamento numero 11, non abbiamo difficoltà, però, Presidente, non è corretto quello che lei sta facendo, glielo dico con molto rispetto.
PRESIDENTE. La ringrazio.
PIRISI (D.S.). Perché si è creata comunque una situazione caotica che non aiuta assolutamente.
PRESIDENTE. Io sto attendendo la registrazione, stiamo sbobinando la registrazione e vediamo cosa c'è registrato, se io ho chiamato o no il voto e se qualcuno è stato chiamato o no a intervenire. Sono diverse posizioni. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Io penso che un invito alla moderazione da parte di tutti forse non è fuori luogo. Un invito a tutti intanto anche al rispetto delle decisioni assunte dal Presidente, che possono essere giuste o sbagliate e mi pare che il Presidente abbia dichiarato, e vorrei che su questo punto fosse.... Presidente, siccome mi devo rivolgere a lei perché, se non ho capito male, lei ha annullato le votazioni relative all'emendamento 11 e 12, se non ho capito male e se così fosse mi pare che sia assolutamente inutile anche questa discussione.
PRESIDENTE. Io stavo dando una disponibilità che, vistomi poi aggredito sul piano del diritto, eccetera, stavo ancorando alla lettura della cassetta, che è registrata, se io ho chiamato o meno interventi richiesti quando qualcuno si alzava, e li ho chiamati a intervenire e non sono intervenuti, se io ho chiesto o no il voto di controprova, che ho chiesto e sicuramente deve apparire dalla registrazione. Lei, onorevole Cogodi, è stato chiamato da me due o tre volte, due le ricordo, forse anche tre. Spissu è stato chiamato e non è intervenuto, gli si è accesa anche la lampadina. Pirisi è stato chiamato e si è risieduto, lei in particolare era in piedi e si è riseduto. Sarò distratto, ma così distratto? La controprova qualcuno l'ha votata, vuol dire che qualcuno l'ha sentita!
PITTALIS (F.I.- Sardegna). Presidente, posso?
PRESIDENTE. E' successo un incidente a voi, non a me. C'è la registrazione che fa testo.
COGODI (R.C.). Ma lei sa cosa c'è scritto in questo emendamento 12?
PRESIDENTE. Lo sa lei, lei sa tutto, lei è il Vangelo qui dentro, onorevole Cogodi!
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Presidente, posso continuare a parlare se l'onorevole Cogodi, mi consente di proseguire? Ma insomma, perché si deve mettere sempre in mezzo... Presidente, posso proseguire?
PRESIDENTE. Sì, per cortesia, deve completare l'intervento l'onorevole Pittalis.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Grazie, Presidente, noi ci affidiamo alla sua saggezza nel senso che lei ha tutti i poteri per dirimere qualunque questione relativa alle votazioni, compresa anche la facoltà, che è nei poteri del Presidente, di annullare questa come quella precedente, trattandosi di votazioni che si sono svolte nelle stesse circostanze e secondo stesse modalità. Quindi noi ci rimettiamo a lei, Presidente, sapendo che qualunque altra discussione su questo aspetto veramente mina anche l'autorevolezza, al di là della persona che noi rispettiamo, anche del ruolo che in questo momento l'onorevole Biggio riveste. Quindi siamo vicini a lei, anche da attacchi che spesso vanno al di là che è quella la normale dialettica.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Pittalis. E' mia intenzione interrompere i lavori a questo punto, per rivederci domattina alle 10 e 30 in modo da lasciare il tempo di trascrivere la registrazione di quanto è avvenuto. Dopo la lettura della registrazione, da cui io spero emerga quello che è avvenuto, o almeno in parte, cioè la chiamata al voto, eccetera, si procederà, perché non è corretto che una presunta posizione unilaterale del Presidente, non c'è nessuna presunta posizione, come qualcuno e come da certi discorsi voi vorreste far intendere e così non è perché credo di essere abbastanza capace di discernere le situazioni. Voi avete parlato per mezz'ora riempiendomi di cose che non sono avvenute, adesso lasciate parlare un attimo me. E' mia intenzione ripetere due votazioni allora, però prima ho bisogno di sentire la registrazione. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Presidente, io rispetterò la sua decisione, vorrei però sgombrare il campo dal fatto che io non ho messo in discussione la sua affermazione. Le ho fatto notare che noi non ce ne siamo accorti, non l'abbiamo sentito e quindi non abbiamo votato. Lei ascolti pure la registrazione, ma io non ho messo in discussione la sua affermazione di aver fatto una corretta chiamata. Noi non l'abbiamo sentito ed eravamo con le mani alzate per fare dichiarazioni di voto. Solo questo.
PRESIDENTE. Abbia pazienza, la sua esposizione non mi poneva in questo piano, in questa luce. La sua esposizione poneva la Presidenza su un'altra posizione.
SPISSU (D.S.).No, c'è stato un equivoco se è così Presidente.
PRESIDENTE. Non per me personalmente, ma per quello che deve rappresentare la Presidenza. Allora io chiedo che sia chiarita la cosa.
SPISSU (D.S.). Se è così è sbagliato, Presidente, io non intendevo questo.
PRESIDENTE. Probabilmente è anche un grosso malinteso, però il vostro modo di esprimervi e siccome conosco le vostre capacità, non sono poche e ne ho rispetto, allora ho difficoltà a pensare che questo che adesso si sta chiarendo prima fosse un attimo uno strumento per determinare alcune situazioni.
SPISSU (D.S.). Se ho dato questa sensazione, Presidente, le chiedo scusa, perché non era questa la mia volontà.
PRESIDENTE. Con molta chiarezza, quindi ho piacere di chiarirlo. Grazie.
Colleghi, c'è un problema, vi prego di stare in aula. Scusate, vi prego di stare in aula. Onorevole Deiana, un attimo solo, devo fare una comunicazione, poi parla. Non possiamo votare domani, se mi lasciate parlare ve lo spiego. Articolo 98: "In caso di irregolarità", qui non ce n'è, comunque, "della votazione", comunque di un'incomprensione, "il Presidente, apprezzate le circostanze, può annullare e disporre che sia immediatamente", non dopo tempo, "ripetuta", questo perché non vari il campo e la situazione in cui si trova l'Aula, domani potrebbe esserci un numero diverso di presenti, eccetera. Per cui poi sentiremo semmai domani alle 10 e mezza per gli altri argomenti anche la registrazione. Io vi pregherei di disporvi per il voto dell'emendamento 11 e dell'emendamento 15.
Ha domandato di parlare il consigliere Deiana. Ne ha facoltà.
DEIANA (U.D.S.-Centro). Presidente, brevemente, io sono seduto in un posto dove riesce in genere a dare uno sguardo allo svolgimento dell'aula, essendo agli ultimi posti. Per quanto riguarda l'emendamento 11 mi sembra che ci sia stata una votazione molto partecipata e c'è stata una sottolineatura del collega Piana che ha detto che lui votava contro perché l'emendamento stava passando all'unanimità e troverà la registrazione su questo, dove c'è stata l'espressione del voto e ha detto: "No, registri che io voto contro". Lei, Presidente, ha detto: "E' stato votato, gli astenuti e chi vota contro sono nel conteggio, ma l'emendamento è stato votato". Emendamento 12 Presidente, io ho visto quando si è espresso un voto in fretta per il sì o per il no, in tutti e due i casi aveva chiesto la controprova, mani fisse alzate sempre continuamente che chiedevano di poter fare la dichiarazione di voto, cioè ci sono stati dei colleghi che hanno tenuto costantemente, prima di mettere in votazione, il braccio alzato che chiedevano la dichiarazione di voto. Sicuramente questo aspetto non risulta dalla registrazione, ma è un'attenzione visiva che la Presidenza deve dare all'Aula quando ci sono richieste di intervento. Quindi erano più colleghi che chiedevano di parlare e in quel momento doveva essere data la parola a questi colleghi e certamente lei dalla registrazione non avrà la possibilità di vedere la mano alzata continuativamente dei colleghi che chiedevano di intervenire.
PRESIDENTE. E' iscritto parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Presidente, io chiedo scusa, non sarei voluto intervenire su questo argomento, però mi è sembrato di capire che la dichiarazione che lei ha rilasciato all'Aula intendesse prima verificare l'irregolarità, quindi lei non ha ancora verificato l'irregolarità della votazione, ha necessità di sentire le registrazioni per poi dire se la votazione è stata irregolare o non irregolare. Quindi il fatto che noi possiamo andare a domani per permettere alla Presidenza di verificare che si sia svolto tutto regolarmente credo che sia corretto, perché dice l'articolo 98 stesso che può annullarla, ma dopo che ne ha verificato l'irregolarità. Se il Presidente ritiene che abbia necessità di sentire la registrazione e ha bisogno di tempo, perché non abbiamo ancora verificato al momento che la votazione sia stata irregolare, è stato soltanto sollevato un problema.
PRESIDENTE. Io ho un problema di norme, la ragione di questo articolo che ho letto, di questa norma, di questo emendamento (non ricordo più se è articolo o emendamento), è che cambia gli equilibri, domani possono essere diversi gli equilibri. La situazione di questo tipo deve essere ripetuta immediatamente per questo e il Regolamento non è fatto male a questo proposito, ha ragione. Allora, siccome si è trattato di malintesi da una parte e dall'altra, buonsenso vuole, voi volete sempre vincere e avere sempre in ogni caso ragione, eccetera, siamo arrivati a dire che io avrei detto delle cose che non ho detto. Va bene, ci sono sempre le registrazioni, però di fronte a un'imposizione di questo tipo domani leggeremo, e semmai me ne assumerò le responsabilità, le registrazioni comunque le leggeremo, però comunque adesso ripetiamo il voto, abbiamo pazienza, ripetiamo il voto. Quindi emendamento 12 ed emendamento 11. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Io che in genere intervengo anche sulle questioni di Regolamento, perché il Regolamento è la guida che ci deve accompagnare ordinatamente nella produzione delle leggi, tuttavia in questa circostanza, non so se riferirmi di più all'11 o al 12 come numero di emendamento, credo che i colleghi consiglieri che hanno un briciolo di pazienza dovrebbero invece di più considerare il merito, il contenuto della norma che si dice che sarebbe stata sottoposta a discussione, forse non lo è, cioè a valutazione con dichiarazione di voto. Perché io non so…
No, c'è troppa... Presidente, io voglio dire sola una cosa perché rimanga agli atti e perché qualcuno capisca che l'emendamento numero 12 - questo voglio dire - contiene una norma che da sola vale 150 volte tutta la sanatoria dell'abusivismo edilizio, su cui da settimane stiamo discutendo, perché è contenuto un principio in base al quale si considererebbe insediamento edilizio non l'insieme delle unità "ediliziamente" edificate, ma sarebbe insediamento edilizio l'ambito territoriale. Come fa ad essere insediamento edilizio l'ambito territoriale entro cui anche a distanza ci può essere, a macchia di leopardo, una casa, case sparse? E con questo emendamento si dice non che sono sanabili quelle case sparse, ma che si dà un premio di volumetria che può essere anche doppio rispetto all'edificato, all'iniziativa privata. Con questa norma, se viene approvata, sappiate che state approvando questo, si sappia che è 100 volte peggio di Berlusconi questa norma, della sanatoria di Berlusconi, perché si dà un premio di volumetria e quindi si considerano aree edificabili ipso facto ad iniziativa privata tutte le aree interne e anche di contorno di un insediamento che non è più insediamento, ma che è ambito territoriale! Ma stiamo scherzando? Vogliamo renderci conto di che cosa si sta discutendo e che cosa si sta approvando?
Io volevo rendere una dichiarazione di voto, volevo rendere edotto il Consiglio, quella parte che non ha potuto considerare questi aspetti, perché per via di emendamento non si può sconvolgere il territorio di questa regione, e ha, secondo me, questa portata. Io comprendo lo spirito dei colleghi, badate che quest'emendamento non è presentato dai colleghi della destra, purtroppo è presentato dai colleghi del centrosinistra, da alcuni, i quali io reputo che in buona fede e non rappresentandosi gli effetti perversi che possono derivare, non l'ha presentato né la Giunta né la destra. Io penso che non ci sia una esatta rappresentazione delle conseguenze che possono derivare da questo tipo di emendamento, perché magari uno in testa ha la rappresentazione di un caso particolare e però le regole valgono poi, le norme valgono e sono estensibili a tutti. E in questo modo noi abbiamo realizzato non la sanatoria, ma abbiamo realizzato l'edificazione regolare come premio che viene dato al costruttore, al costruttore che ha molti miliardi, che deve prendere case abusive sparse nel territorio e rendere e ha in quel momento automaticamente avuto, con un piano di risanamento di iniziativa privata, che nell'attuale normativa non esiste, una megalottizzazione, aree edificabili, aree agricole e quant'altro, diventa edificabile ipso facto senza una programmazione, senza un criterio, con un raddoppio di volumetrie, per cui non è che qui vale chi è regolare e ha rispettato la legge è il fesso e l'altro che non ha rispettato la legge poi sana l'abuso. No, qui c'è un premio enorme in favore di chi ha violato la legge, ma non solo, anche di chi, usando quelli che hanno violato la legge, utilizzando case sparse può benissimo fare una megalottizzazione. Questo è il contenuto, poi ci torneremo, nei modi possibili, però non è ammissibile che si faccia finta di non aver capito e che ci siamo persi in momenti di incomprensione su chi aveva la parola, su chi non ha potuto svolgere l'intervento e sulle modalità e sulle procedure. Su questa norma io ritengo che ci si debba tornare e ci si debba tornare riflettendo seriamente sulla sua portata e che la Giunta debba dire la sua opinione perché, ripeto, la Giunta non si è, neppure questa Giunta, permessa di avanzare una consimile proposta che sconvolge il sistema territoriale, edilizio e ambientale di questa regione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (Gruppo Misto). Prendo la parola per dichiarazioni di voto e al termine del mio breve intervento dichiarerò il voto. Voglio prima dire questo, è mio costume cercare di aiutare la Presidenza, non creare problemi, io penso che dobbiamo evitare un voto che rischia di essere viziato perché, Presidente, glielo dico con estremo garbo e cortesia, non credo che si possa procedere al voto in questo momento. Lei ha ripetutamente detto: "È mia intenzione sospendere la seduta, vedremo domani mattina, vedremo qui, vedremo là", la gran parte dei membri del Consiglio è andato via. Io suggerirei, anche perché mi pare che il legislatore, chiamiamolo così, da qualche… ore stavo sbagliando la misura temporale, diciamo da qualche minuto appare confuso, suggerirei di andare a domani io mi astengo.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Scano, ma tanto qui c'è poco da chiarire perché è arrivata la registrazione. Credo che i Segretari possano certificare cosa hanno sentito, se io ho chiamato o no la controprova al famoso voto, dopodiché facciamo anche il voto, però per la precisione vogliono fare le loro dichiarazioni i colleghi Segretari? Gradisco che sia chiarito, per cortesia volete dichiarare se ho chiamato o no la controprova? Sto percorrendo un punto di una tappa…
(Interruzione del consigliere Scano)
PRESIDENTE. Onorevole Scano, a me dispiace per lei, a me è stato detto che avevo fatto delle cose o non avevo fatto delle cose.
(Interruzione del consigliere Scano))
PRESIDENTE. Onorevole Scano, io ho dato la mia disponibilità e nel momento in cui lei ho date gli uffici mi hanno fatto presente, non avevo presente questa situazione, e questi gesti glieli lascio, li lascio al suo bon ton.
(Interruzione del consigliere Scano))
PRESIDENTE. Io la ringrazio molto, la ringrazio molto, la ringrazio molto! La ringrazio molto, la ringrazio molto, come sempre! Come sempre! Complimenti a raffica.
(Interruzione del consigliere Scano))
PRESIDENTE. Chiaramente, certo, ubi maior minor cessat, evidentemente, è sempre così.
(Interruzione del consigliere Scano))
PRESIDENTE. Ma certo, ma certo!
Allora procediamo al voto. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ha sentito?
FADDA (La Margherita-D.L.). Presidente, io credo che sia utile al Consiglio e alla Presidenza che si vada a domani, lei avrà il tempo per verificare quanto da lei dichiarato all'Aula, cioè se le votazioni sono state regolari. Io faccio soltanto l'esempio dell'emendamento numero 11, se lei ha proclamato il risultato dell'emendamento numero 11 com'è possibile rimettere in votazione l'emendamento numero 11? Allora io le chiedo di fare in modo che quanto da lei dichiarato venga attuato, cioè che si verifichi prima l'irregolarità e poi si proceda al voto con questo, Presidente, che quanto dichiarato dal collega Scano è esatto, lei il Consiglio l'ha già sciolto, poi ha detto: "Scusate, un attimo, mi stanno suggerendo…". Alcuni colleghi sono già andati via, non sono presenti, quindi io ritengo opportuno, non succede nulla, la sua maggioranza fra l'altro non c'è più, quindi credo che sia opportuno andare a domani, non sappiamo più come dirglielo, Presidente.
PRESIDENTE. A questo punto, onorevole Fadda, io vado avanti, se la maggioranza non c'è più è un problema della maggioranza.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Presidente, siccome lei ha già annunciato che procederà al voto, io le chiedo, a norma dell'articolo 58 secondo comma, la verifica del numero legale, verifica che si può richiedere all'atto di una votazione. Sono presenti cinque consiglieri della maggioranza che appoggiano la richiesta, per cui la prego di fare questa verifica.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri: CORONA, RASSU, GIOVANNELLI, SATTA)
PRESIDENTE. È stata chiesta la verifica del numero legale, si vota con scheda a voto elettronico, basta esprimere la presenza attraverso un voto di qualunque tipo, anche solo la presenza.
PRESIDENTE. Ordino la verifica del numero legale, mediante il procedimento elettronico, ai sensi del comma 4 dell'articolo 58 del Regolamento.
Risultano presenti: BALLETTO - CORONA - GIOVANNELLI - BIGGIO - PIANA - GRANELLA - ORTU - SATTA - VASSALLO.
Mancando il numero legale dovrebbe essere rinviata di mezz'ora, ma se l'Aula è d'accordo la rinviamo a domattina alle 10.30.
La seduta è tolta alle ore 20 e 54.
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