Seduta n.208 del 04/08/1997 

CCVIII SEDUTA

Lunedì 4 agosto 1997

Presidenza del Presidente Selis

La seduta è aperta alle ore 17 e 17.

PIRAS, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 20 giugno 1997 (204), che è approvato.

Risposta scritta ad interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

"Interrogazione FRAU sulle carenze del servizio postale nel Sassarese". (701)

(Risposta scritta in data 1 agosto 1997.)

"Interrogazione FRAU sulla forestazione in Sardegna". (784)

(Risposta scritta in data 1 agosto 1997.)

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

PIRAS, Segretario:

"Interrogazione BONESU, con richiesta di risposta scritta, sulla chiusura dello stabilimento della Continental Sarda in Zeddiani". (804)

"Interrogazione TUNIS GIANFRANCO, con richiesta di risposta scritta, sulla razionalizzazione del sistema del credito in Sardegna e sulla conseguente politica per le nuove assunzioni". (805)

"Interrogazione CUCCA, con richiesta di risposta scritta, sul Piano regionale antincendi - Ripartizione fondi comunali". (806)

"Interrogazione BONESU - SANNA Salvatore, con richiesta di risposta scritta, sulla classificazione della poseidonia in base alla normativa sui rifiuti". (807)

"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla modalità di selezione per l'assunzione di personale di sportello presso alcune agenzie della Banca CIS in Sardegna". (808)

"Interrogazione VASSALLO - CONCAS - LA ROSA - MONTIS - ARESU, con richiesta di risposta scritta, sul trasferimento dei locali dell'ufficio servizio per l'edilizia abitativa in via S. Simone (Loc. "S. Gilla")". (809)

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

PIRAS, Segretario:

"Interpellanza VASSALLO - MONTIS - CONCAS - LA ROSA - ARESU sul licenziamento di 60 unità lavorative dal Villaggio turistico Hotel 'Cala Rosa' di Stintino". (365)

"Interpellanza MONTIS - CONCAS - LA ROSA - VASSALLO - ARESU sulle questioni che si pongono dopo il fallimento della 'Marsilva'". (366)

"Interpellanza BONESU sulle riserve marine". (367)

"Interpellanza MONTIS - CONCAS - LA ROSA - VASSALLO - ARESU sulla chiusura di due importanti impianti dell'agro-industria". (368)

Rinvio delle dichiarazioni programmatiche del Presidente della Giunta regionale

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il primo punto all'ordine del giorno reca le comunicazioni sulle dichiarazioni programmatiche del Presidente della Giunta regionale. Ho già informato nella seduta di rito della Conferenza dei Capigruppo, tenutasi pochi minuti fa, che qualche minuto prima della Conferenza dei Capigruppo ho ricevuto dal Presidente Palomba la seguente lettera di cui do lettura. "Signor Presidente, rilevanti fatti politici intervenuti nelle ultime ore tra alcuni partiti della costituenda coalizione di governo richiedono una rapida fase di consultazione negli organismi degli altri partiti. In questa situazione, ritenendo comunque necessario che si assicuri un governo alla Regione, le chiedo di fissare per le dichiarazioni e per la presentazione della Giunta, la prossima seduta del Consiglio regionale tra quarantott'ore". Naturalmente ho in questo senso consultato i Capigruppo per vedere se c'era un unanime accoglimento della lettera. Ho registrato che non c'è un unanime accoglimento della proposta, anzi ci sono delle contrarietà. Quindi ai sensi dell'articolo 81, essendo stata posta dal Presidente Palomba una pregiudiziale, chiedo e ricordo che l'articolo stesso prevede che: "sui richiami riguardanti l'ordine del giorno, il Regolamento e le priorità delle votazioni, hanno precedenza sulle questioni principali. In questi casi, dopo la proposta, possono parlare un solo oratore a favore e uno contro, motivando il proprio punto di vista per non più di dieci minuti ciascuno. L'Assemblea decide per alzata di mano". Quindi la procedura è che sulla proposta del Presidente Palomba parli un oratore a favore e un oratore contro; e l'Assemblea decida se accogliere la richiesta di rinvio di quarantott'ore.

Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (Progr. Fed.). Signor Presidente, per una brevissima considerazione regolamentare. Io non sto chiedendo di parlare ora a sostegno della proposta del Presidente Palomba. Noi per scelta, per abitudine, per serietà di comportamenti parlamentari siamo sempre molto rispettosi verso l'alta funzione del Presidente del Consiglio e anche verso l'interpretazione, che peraltro a lui spetta, del Regolamento che egli offre. Tuttavia, con molta misura e con molta prudenza, quando abbiamo qualche perplessità riteniamo doveroso esternarla. Ora il Consiglio è convocato per discutere le dichiarazioni programmatiche del Presidente. Ora il Presidente della Giunta dice che ci sono dei problemi e delle difficoltà e quindi chiede quarantott'ore, non quattrocentottantotto.

LOCCI (A.N.). Siamo sei mesi fermi.

LIORI (A.N.). Si deve dimettere.

SCANO (Progr. Fed.). Io vorrei dire con cortesia ai colleghi della opposizione che, prendendo la parola, sapevo di accingermi a fare delle considerazioni non popolari; però io vi chiedo di avere la serietà parlamentare di rispettare le posizioni anche quando non le condividete, come spesso accade a noi nei vostri confronti. Volevo semplicemente dire che l'applicazione dell'articolo 81 si presta a questo inconveniente. Il Consiglio è convocato con quell'ordine del giorno; il Presidente della Giunta dice di non essere pronto e quindi richiede un rinvio. Adesso si dice, motivatamente, io naturalmente considero con molta attenzione l'interpretazione del Presidente Selis, che il Consiglio si esprima. Se il Consiglio approva la proposta nulla quaestio.

E se il Consiglio non l'approvasse, se non concedesse il rinvio, in assenza del Presidente, in assenza delle dichiarazioni programmatiche, come si potrebbe dare applicazione all'articolo 81? Io ho qualche perplessità, ma non voglio dare il via né a una disputa con la Presidenza... ho ritenuto semplicemente doveroso esternare queste considerazioni. Tra l'altro noi rispettiamo sempre le decisioni della Presidenza dell'Assemblea, per cui se si ha da procedere con l'articolo 81, si proceda con l'articolo 81.

PRESIDENTE. Naturalmente prima di dare quest'interpretazione che ho anticipato in Conferenza dei Capigruppo ho fatto un'analisi sia del Regolamento, d'intesa e sentendo gli Uffici, sia dei precedenti. Mi rendo conto che ogni volta che c'è un problema nuovo che sorge l'applicazione del Regolamento ha sempre un margine di discutibilità, ma mi pare che l'articolo che in questo momento si presta maggiormente a derimere la questione sia l'articolo 81.

Ha domandato di parlare il consigliere Locci. Ne ha facoltà.

LOCCI (A.N.). Signor Presidente, c'è stato un intervento a favore, oppure no? Noi vorremmo sapere se c'è stato un intervento a favore.

PRESIDENTE. L'onorevole Scano ha fatto l'intervento a favore.

PITTALIS (F.I.). Signor Presidente, penso che... vorrei intervenire sull'ordine dei lavori preliminarmente per chiedere, come penso che sia già nei fatti, se le dichiarazioni testé rese dall'onorevole Piersandro Scano siano da intendersi come dichiarazioni ai sensi dell'articolo 81 a favore della proposta di rinvio. Quindi prima di chiedere la parola vorrei capire, ma mi è sembrato questo il senso, perché poi non si apra un dibattito ancora estenuante, perché su questioni di carattere preliminare o pregiudiziale avremmo probabilmente, tutti e ventisette consiglieri dell'opposizione, da dire qualcosa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (Progr. Fed.). Io pensavo di essere stato molto chiaro, perché ho premesso, all'inizio del mio brevissimo intervento, che chiedevo la parola per richiamo regolamentare. Quindi non ho parlato ai sensi dell'articolo 81. Questo significa che qualora uno della maggioranza decidesse di intervenire, o comunque un consigliere decidesse di intervenire a favore della proposta di rinvio avanzata dal presidente Palomba, ha titolo e legittimità a farlo.

PRESIDENTE. Allora, da questo punto di vista, siccome la mia interlocuzione dopo l'onorevole Scano chiariva che avevo già dato e do e ribadisco l'interpretazione dell'articolo 81 come articolo applicabile per dirimere la questione che abbiamo all'attenzione, questo discorso lo considero chiuso. Per cui chiedo chi è contrario al rinvio, alla richiesta di sospensione del presidente Palomba... rileggo l'articolo, forse l'ho letto affrettatamente: "Possono parlare un solo oratore contro e uno a favore". Chiedo chi vuole parlare contro la richiesta di rinvio.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Signor Presidente, spesso accade in quest'Aula che ci si perda nei bizantinismi, nelle interpretazioni, spesso anche capziose, e sappiamo che questo è un trucchetto egregio per coprire la sostanza dei problemi, ma direi del dramma che la nostra Regione sta, ahimé e ahivoi, vivendo grazie a questo quadro di maggioranza scompaginato che ha dato alla nostra Regione in questi tre anni solo l'esempio illuminante di come si possa stare in sella grazie alle proroghe, non quelle che il popolo sardo ha concesso, ma quelle che in maniera arbitraria, indiscriminata, arrogante e prepotente questa maggioranza di centro-sinistra si è arbitrariamente arrogata.

Intanto i problemi della Sardegna sono ancora tutti sul tappeto. Oggi il Presidente Palomba, con un atto che qualificare vergognoso è dir poco, ad appena cinque minuti dalla Conferenza dei Presidenti di Gruppi e a venti minuti dall'inizio dei lavori dell'Aula, fa pervenire alla Presidenza del Consiglio una nota fumosa, confusa, dove non è dato capire le ragioni di questo ennesimo rinvio, di questa ennesima proroga che il Presidente vuol dare a se stesso e a questa Giunta agonizzante. E allora, signor Presidente, qui veramente siamo oramai ad un bivio. Oggi vi è la certificazione che il centro-sinistra, che questo Ulivo sardo, tutto sardo, ha fallito miseramente e con esso, purtroppo, si porta appresso tutti i problemi irrisolti di un'Isola che langue. Io inviterei il presidente Palomba, ciò che è rimasto della sua Giunta e della sua maggioranza, ad andare fra gli agricoltori, a visitare i medi imprenditori, a visitare le nostre piccole imprese artigiane, in ogni angolo della Sardegna, forse con il rinforzo robusto dei rangers troverete sicuramente degne risposte ad un'azione scriteriata, sconsiderata e vergognosa.

E siamo noi questa volta a dirlo che non ci stiamo. Non ci stiamo a confonderci con voi; sia chiaro. E questo noi lo ribadiamo e chiediamo anche, per la correttezza degli organi di informazione, il Polo per le libertà, Forza Italia, Alleanza Nazionale, CDU, non sono in alcun modo responsabili di questo sfascio cui appunto il centro sinistra, il presidente Palomba e la sua Giunta ci hanno portato. Ci sono problemi e difficoltà, ci ha detto poc'anzi il collega Piersandro Scano, e sono necessarie ulteriori quarantotto ore. Ma quali sono i problemi e le difficoltà, ma perché non diamo alle cose il loro vero nome e il loro vero cognome? Qui il problema è che la Sardegna è consegnata ad una banda che gestisce soltanto, in termini anche scriteriati, le questioni di potere e di poltrone, perché qui il problema è solo raggiungere gli assetti, non tra sane forze politiche, raggiungere assetti scriteriati tra chi esce e tra chi entra cercando di fare quadrare un cerchio che non può assolutamente, signor colleghi della maggioranza, in queste condizioni certamente quadrare. Voi state portando la Sardegna veramente ad una situazione... altro che paesi del terzo mondo! Qui veramente siamo relegati a diventare una regione senza futuro, senza speranza, una regione dove spesso abbiamo sentito, in occasione di campagne elettorali, sbandierare la questione del metano per la quale non abbiamo visto ancora nessun impegno fattivo, i lavoratori dell'EMSA sappiano che neanche oggi si potrà varare il provvedimento dei 25 miliardi che garantiva i loro stipendi, grazie a quest'azione sconsiderata di oggi e ancora quelle famiglie ne pagheranno le conseguenze e si sappia che questo non è certamente per responsabilità delle opposizioni.

Ancora attendiamo un piano generale di sviluppo, ancora attendiamo una parola di speranza per la Gallura con il Master plan, ancora le zone interne attendono le tanto sbandierate promesse che purtroppo sono ad oggi rimaste un vacuo, se non addirittura veramente cose che sanno di presa di giro in giro e alle quali certamente i sardi...spesso si pensa che tutto ciò che accade all'interno di un Consiglio regionale, in queste stanze ovattate, spesso ci si dimentica dei problemi che la gente vive all'esterno. Bene, io penso che un'esperienza come questa nella storia autonomistica della Sardegna, anche per i più giovani, non si ricordi a memoria d'uomo. Qui era una questione di dignità, già con i ventinove voti con i quali il presidente Palomba è stato eletto erano il segnale chiaro che non aveva assolutamente i numeri neanche per tentare un'esplorazione. In democrazia, in una sana democrazia questi sono comportamenti che hanno una grande rilevanza, e li segnalo come comportamenti gravi di arroganza, di prepotenza, di regime che pervade anche la nostra Isola con l'esperienza di governo del centrosinistra. E in questo le forze del centro sono ugualmente e gravemente responsabili.

Io faccio un appello a loro, un appello perché le forze moderate, le forze del centro, per quanto ancora rimane in questi due anni, abbiano almeno loro un sussulto di dignità per far uscire la nostra Isola, la nostra Regione dalle secche in cui oggi si trova. Forza Italia, Alleanza Nazionale, CDU, il Polo per le libertà farà fino in fondo la propria parte, come l'ha fatta oggi, con un'opposizione rigorosa e costruttiva, ma assumendosi anche l'onere, ove ve ne fosse bisogno, di guardare ai problemi della Sardegna e di assumersi direttamente le responsabilità in un quadro di chiarezza non di confusione, in un quadro che veda, in una dialettica di alternanza, la sinistra da una parte e le forze di centro-destra, le forze moderate, dall'altra.

Mi pare però che il cammino sia ancora lontano, che le premesse non ci siano. Qui si assiste a un dileggio continuo, a un dileggio che noi non possiamo consentire, signor Presidente. Io gliel'ho detto in Conferenza di Capigruppo abbandonando la Conferenza, perché non si può insultare in questo modo il Consiglio regionale, non si possono insultare le prerogative dei singoli Gruppi e dei singoli consiglieri. Il presidente Palomba aveva tre mesi di tempo: qui in Sardegna si stanno consumando i mesi con le crisi non con gli atti di governo, non con gli atti di amministrazione. Già ebbi in altra occasione, proprio a citare l'ecclesiaste al presidente Palomba, e mi tocca ora ripetermi: c'è un tempo per tutto, c'è stato il tempo per ridere e uno - ahimè - anche per piangere, uno per amare e uno per odiare, ma anche uno per insistere e uno per desistere, e mi pare che per il presidente Palomba e per la sua maggioranza sia venuto proprio il momento di andare via, non prima, ovviamente, di avere chiesto scusa ai sardi, scusa per quello che non hanno fatto, scusa per quel poco che questa Giunta ha saputo fare, ma male, e sottolineo male, perché in questi tre anni sfido chiunque a riconoscere nell'attività di governo delle cinque, quattro, quelle che sono, Giunte Palomba un atto di governo significativo che proiettasse e potesse proiettare la Sardegna, si parla di Europa delle Regioni, io penso che noi dovremo accontentarci di parlare della Sardegna inserita ancora nel Continente africano. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (Progr. Fed.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non intendo fare un'arringa, capisco che l'opposizione deve svolgere il suo ruolo. Senza polemica, collega Pittalis, mi consenta di dire, lei ha parlato di banda, io non mi sento né capo né componente di alcuna banda; mi sento rappresentante di una forza politica responsabile che in una situazione estremamente difficile e di crisi della democrazia sarda e della vita pubblica sarda sta facendo tutto il possibile, tutto ciò di cui è capace per dare un governo alla Sardegna.

Le difficoltà della maggioranza, della coalizione di centrosinistra, sono evidenti, sono profonde, parlo delle difficoltà a produrre un quadro politico e una Giunta. Non possono essere, queste difficoltà, negate né velate, né io intendo velarle o negarle, perché sono di fronte agli occhi di tutti e sono di fronte all'opinione pubblica. Difficoltà e anche novità delle ultime ore; novità che sono alla base della richiesta del presidente Palomba di un breve rinvio. Ieri noi abbiamo appreso - lo dico solo per la cronaca, astenendomi da qualsiasi considerazione di merito - da un documento della realizzazione di un patto di consultazione e di azione tra due forze della coalizione nel tavolo riunito per produrre una Giunta e un programma. Oggi abbiamo appreso che un altro Gruppo della maggioranza ha proposto che si vada a percorrere, esaminando opzioni diverse, o la strada del ritorno in Assemblea della vecchia Giunta o la costituzione di una Giunta con l'appoggio esterno di forze della coalizione di centrosinistra. Sono queste novità che - ripeto - io non intendo commentare, non intendo in questo momento affrontare il giudizio politico, lo faremo nei tempi e nei modi che riterremo opportuni, sono fatti che comunque impongono una riflessione. L'intendimento del presidente Palomba e il nostro, quello di questo Gruppo e credo anche di altri Gruppi della coalizione di centrosinistra, è realizzare una Giunta, un governo della Regione, farlo nei modi praticabili data la situazione politica di estrema difficoltà e anche di confusione. Per questo c'è una richiesta di rinvio di quarantotto ore; è facoltà del Presidente della Giunta chiederlo, ci sono dei precedenti, non è una cosa strana, non è una cosa estemporanea, non è affatto una cosa scandalosa. Noi pensiamo che non possa essere negato.

Io, infine, voglio fare una considerazione molto rapida su un altro versante di problemi. E' vera, obiettiva, chiara la difficoltà e anche la crisi del centrosinistra, e tuttavia c'è dell'altro nella situazione politica sarda. Le istituzioni dell'autonomia e la politica sarda sono sotto tiro e la strategia è ormai abbastanza chiara: delegittimare il Consiglio regionale, delegittimare la politica per andare allo scioglimento del Consiglio regionale e per poter così andare ad elezioni in un clima caotico e da ultima spiaggia, giocandosi il tutto per tutto, in modo magari che chi può disporre dei mezzi di informazione possa condizionare e orientare l'opinione pubblica...

VOCE. O la Sardegna.

SCANO (P.D.S.). Si sta sollevando... sto parlando di cose serie, collega... si sta sollevando il livello dello scontro in Sardegna sino all'inverosimile, noi diciamo con molta responsabilità e con molta preoccupazione: si stia attenti, stiamo attenti perché per questa via si va all'imbarbarimento della vita pubblica e della vita politica sarda. A me stesso, al mio Gruppo e ai colleghi della maggioranza, dei Partiti e dei Gruppi del centro sinistra, dico: stiamo attenti, e con questo concludo, a non fare come coloro che, mentre la nave affonda, vanno in cabina chi a prendere le valigie e chi a prendere il cappello. Per questi motivi con molta sobrietà noi voteremo la proposta di rinvio.

PRESIDENTE. Allora metto in votazione la proposta del rinvio di 48 ore, sono le ore 17, è stata richiesta la controprova.

Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.). Per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Onorevole Masala, il Regolamento prevede una dichiarazione a favore e una contro, se la dichiarazione è brevissima la concedo ma...scusate...

Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.). Signor Presidente, siccome...

PRESIDENTE. Onorevole Masala, le dichiarazioni di voto non sono consentite, se lei deve fare un inciso, proprio una battuta, la consento, però sappia...

MASALA (A.N.). L'articolo 95 del Regolamento, a me pare, che abbia portata generale, infatti afferma che i consiglieri prima di ogni votazione possono dichiarare di astenersi o dare una succinta spiegazione del proprio voto per un tempo non superiore a cinque minuti. E' una regola di carattere generale, lei è stato poc'anzi lì ad invitare l'Assemblea ad esprimere un voto, quindi l'atto che questa Assemblea deve compiere è quello di un voto, quindi io ritengo che possa tranquillamente trovare ingresso l'applicazione dell'articolo 95, che è diversa dall'intervento, uno contro e uno a favore, in ordine alle motivazioni che erano state poste a sostegno della richiesta medesima o a sostegno della tesi contraria, quindi io prima di accingermi oltre, chiedo al Presidente se sia un mio diritto riconosciuto esprimere una sia pur breve motivazione del voto contrario della richiesta oppure se esuli dalle mie competenze, in tal caso io chiudo immediatamente, cesso immediatamente di parlare, non voglio compiere un atto...

PRESIDENTE. Onorevole, mi guardo l'articolo e chiedo un minuto di tempo per regolarmi.

MASALA (A.N.).Prego.

PRESIDENTE. Dunque confermo all'Assemblea, rivedendo l'articolo 95, che l'articolo 95 disciplina l'obiettivo delle forme generali delle dichiarazioni di voto, ma l'articolo 81 essendo una forma specifica di discussione e di votazione ha una sua concezione più restrittiva, per cui verrebbe vanificato il senso dell'articolo 81 perché questo significherebbe che potrebbero parlare tutti e questo si vanifica il senso dell'articolo 81. Io dicevo prima comunque all'onorevole Masala se, a prescindere dall'articolo 95, di cui do questa interpretazione, se l'onorevole Masala vuol fare in un clima parlamentare molto poco regolamentare se volete, ma una battuta, un inciso, gliela concedo.

MASALA (A.N.). La ringrazio, signor Presidente, anche perché condivido l'interpretazione che lei ha dato dell'articolo 95 del Regolamento. Siccome nel primo intervento dell'onorevole Scano è stata sollevata una questione in ordine alla applicabilità o meno dell'articolo 81, cosa che lei ha risolto coerentemente al disposto del Regolamento, però ha fatto una domanda alla quale nessuno ha potuto dare risposta. La domanda è questa, cioè ha surrettiziamente informato l'Aula che la stessa sarebbe quasi obbligata a dare il voto favorevole alla richiesta perché, egli ha affermato, dato che se in ipotesi si dovesse votare contro la proposta, poiché manca l'oggetto, è stato detto, della discussione della illustrazione dell'ordine del giorno, il Consiglio non si può potrebbe tenere lo stesso. Ebbene, poiché il Presidente della Regione è un esimio magistrato, in questi casi lui stesso avrebbe potuto dire che nel caso in cui non venga a costituirsi la parte entro i termini dal medesimo da lui stesso perentoriamente indicati, (perché l'Assemblea deve anche sapere che alla precedente Conferenza dei Capigruppo è stato il Presidente della Giunta a dire che è andato lì e ha detto:Signori, io chiedo che il Consiglio vengavenisse convocato, per le dichiarazioni programmatiche, alle ore 17 di lunedì), . Gli altri gli hanno detto va bene, sì, grazie. Quindi è un termine fissato da lui e lui lo definirebbe perentorio perché è stabilito dal giudice, quindi in questo caso si cancellerebbe la causa dal ruolo.

In altri termini, cioè un Presidente che non si presenta all'atto, sarebbe da considerare non più Presidente, questo Questo è l'atto politico legato a questa cosa, non è una cosa di poco conto, questo solo volevo dire in risposta che è sfuggita a chi mi ha preceduto,: l'onorevole Scano.

PRESIDENTE. Grazie.

Metto in votazione la proposta di rinvio di 48 ore, è stata chiesta la controprova; diciamo che, se passasse la proposta, l'Assemblea verrebbe convocata per mercoledì alle ore 18.

Chi l'approva alzi la mano...

MASALA (A.N.). Presidente, su questo non sono d'accordo con lei, il rinvio è stato chiesto alle ore 16 e 35, l'Assemblea era stata convocata per le ore 17, quindi le ore sono da scegliere entro le ore 48, cioè 16 e 35 o 17 e non oltre.

PRESIDENTE. Facciamo le ore 17, non credo che siano questi...

Metto in votazione la proposta di rinvio alle ore 17 di mercoledì. Chi l'approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non l'approva alzi la mano.

(E' approvata)

Il Consiglio è convocato mercoledì 6 agosto alle ore 17. La Conferenza dei Capigruppo aveva anche deliberato il rinvio del secondo punto all'ordine del giorno.

La seduta è tolta alle ore 17 e 54.

Risposta scritta ad interrogazioni







Testo delle interpellanze e interrogazioni annunziate in apertura di seduta

INTERPELLANZA VASSALLO - MONTIS - CONCAS - LA ROSA - ARESU sul licenziamento di 60 unità lavorative dal Villaggio turistico Hotel "Cala Rosa" di Stintino.

I sottoscritti,

premesso che nel rispetto delle indicazioni del Parlamento il Governo sta provvedendo alla chiusura e alla dismissione del carcere di massima sicurezza di Fornelli (Asinara);

verificato che tutto ciò avviene attraverso le intese raggiunte tra Governo, Regione ed enti locali, i quali individuano nella liberalizzazione dell'Isola un importante momento per lo sviluppo di rilancio dell'occupazione nel nord Sardegna, attraverso la creazione del Parco dell'Asinara;

accertato che il Ministero dell'interno sta provvedendo al trasferimento di oltre 100 agenti addetti alla vigilanza dell'Asinara ed attualmente alloggiati presso il Villaggio turistico Hotel "Cala Rosa" di Stintino;

accertato, altresì, che la loro partenza, non programmata nei tempi e nelle modalità, produrrebbe come effetto immediato il licenziamento di circa 60 unità lavorative a stagione inoltrata, quindi senza nessuna possibilità di ricollocazione lavorativa;

considerato che ciò sta avvenendo senza che il Ministero abbia, a tutt'oggi, comunicato alla Direzione dell'Hotel Cala Rosa il programma di trasferimento dei propri agenti, impedendo così qualsiasi iniziativa di collocazione nel mercato dei servizi turistici offerti dalle strutture alberghiere,

chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale, l'Assessore dell'ambiente e l'Assessore del turismo allo scopo di attivare un immediato intervento presso il Governo affinché i processi di sviluppo, come quello della creazione del Parco dell'Asinara, non debbano necessariamente essere anticipati da una fase di ulteriore crisi occupazionale. (365)

INTERPELLANZA MONTIS - CONCAS - LA ROSA - VASSALLO - ARESU sulle questioni che si pongono dopo il fallimento della"Marsilva".

I sottoscritti,

considerate le insistenti dichiarazioni e gli articoli di stampa che annunciano scenari devastanti che il fallimento della "Marsilva" produrrebbe ai fini occupativi dei lavoratori attualmente impiegati, nonché aggravando l'emergenza sociale esistente in Sardegna, peraltro creando motivi di agitazione strumentale e mistificatoria fra le popolazioni interessate;

considerato, altresì, che la questione della forestazione produttiva nell'Isola è un fattore importante di sviluppo, se programmato con criteri tecnicamente moderni e investimenti finanziari consistenti, rispondenti al ruolo che a questo comparto si assegna nel processo di sviluppo per fini occupativi nelle zone interne del nuorese e dell'oristanese;

chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale per conoscere:

1) il numero reale dei lavoratori impiegati attualmente nella Marsilva, l'estensione boscata, a chi appartengono e quanti sono gli ettari di terreno di proprietà dei comuni inclusi negli attuali cantieri di rimboschimento;

2) se ci sono state promesse, ed eventualmente di quale natura e ordine, e da chi sono stati garantiti sostegni anche finanziari per la conduzione della "Marsilva" peraltro già fallita e tenuta in vita per motivi ai più sconosciuti e da rendere opportunamente pubblici.

3) se esistono programmi regionali di incremento di forestazione produttiva e quanti potrebbero essere gli occupati nell'immediato e nel medio termine. (366)

INTERPELLANZA BONESU sulla riserve marine.

Il sottoscritto, a nome del gruppo sardista,

premesso che in data 22 aprile 1997 il Ministro dell'Ambiente e il Presidente della Regione hanno stipulato una intesa per l'istituzione delle riserve marine della Penisola del Sinis Isola di Mal di Ventre, di Capo Caccia-Isola Piana, di Tavolara- Punta Coda Cavallo e di Capo Carbonara ;

considerato che se tale intesa, di per se stessa, deve considerarsi un fatto positivo, emergono però dal documento, dagli elaborati approvati dalla Consulta del mare e da dichiarazioni rilasciate da dirigenti del Ministero dell'Ambiente, profili preoccupanti, che stanno destando viva ostilità nelle popolazioni interessate. La gestione delle riserve marine sarà infatti normata con convenzioni e regolamenti determinati dal Ministero dell'Ambiente, su cui la Regione dovrebbe esprimere un parere non vincolante. Sembra all'interpellante che accettando tale fatto si sia violato, a danno dei poteri della Regione, quanto dalla Corte Costituzionale stabilito con la sentenza n. 337 del 15 giugno 1989. La Suprema Corte ha infatti affermato che l'intreccio dei poteri statali in materia di riserve marine "con numerose materie assegnate alle competenze regionali le principali delle quali (agricoltura e foreste, edilizia ed urbanistica, caccia e pesca, turismo ed industria alberghiera), nel caso della Sardegna, sono attribuite alla competenza esclusiva della Regione - comportano che l'esercizio di quei poteri statali si svolga nel rispetto di procedure di cooperazione legalmente stabilite che, in relazione ai momenti di massima incidenza sulle competenze regionali, debbono consistere in specifiche forme di intesa". Pertanto convenzione e regolamenti incidendo su competenze esclusive della Regione, per esempio in materia di pesca e turismo, debbono essere adottati d'intesa con la Regione;

considerato altresì che gli elaborati adottati dalla Consulta per la difesa del mare appaiono disomogenei e non rispondenti alle situazioni locali; per esempio per la riserva di Tavolara- Capo Coda Cavallo si sono escluse le aree di porti futuribili, mentre per la riserva della Penisola del Sinis sono stati inseriti in riserva generale gli attuali approdi. L'attività di pesca è stata comunque in tutte le riserve considerata un elemento eventuale ed accidentale, non accordando alcuna garanzia alle attività attualmente esercitate da varie centinaia di pescatori, che non avrebbero altre alternative per la loro attività. Ogni attività è comunque subordinata, anche nelle aree di riserva parziale, alle attività di ricerca scientifica, con una ingiustificata limitazione di diritti, quali quello al lavoro, costituzionalmente garantiti;

ritenuto che negli organismi di gestione non è garantita la presenza di coloro che hanno rilevanti interessi sulle aree di riserva, come i pescatori e gli operatori turistici; che sotto il profilo finanziario non sono previsti interventi finalizzati allo sviluppo delle aree interessate dalle riserve, né misure compensative dei danni; che anche le risorse per la gestione appaiono estremamente limitate considerato che il Piano triennale per l'ambiente prevede complessivamente cinque miliardi per tutte le numerose riserve marine italiane, a ciò si aggiunga che dirigenti del Ministero dell'Ambiente hanno affermato che, nonostante l'intesa parli di vigilanza da parte del Corpo Forestale della Regione, la vigilanza sarà primariamente compito delle Capitanerie di porto, e che, per quanto si conosce, i regolamenti dovrebbero rispecchiare quello in vigore ad Ustica, che non prevede alcuna possibilità di intervento da parte della Regione,

tutto ciò premesso chiede di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore della difesa dell'ambiente per sapere se di fronte a questi problemi la Giunta regionale intenda andare avanti, rinunciando alle prerogative della Regione e alla tutela del diritto al lavoro dei sardi, o intenda richiedere più ampie garanzie al Governo in un quadro di collaborazione e non di subordinazione. (367)

INTERPELLANZA MONTIS - CONCAS - LA ROSA - VASSALLO - ARESU sulla chiusura di due importanti impianti dell'agro-industria.

I sottoscritti,

considerato che il settore dell'agro-industria in Sardegna rappresenta uno degli elementi di primaria importanza per lo sviluppo del settore agricolo, non solo per gli importantissimi territori del campidano ma per tutta l'Isola;

preso atto che attualmente la trasformazione industriale dei prodotti agricoli concorre alla costruzione di un tessuto di piccola e media industria, per un'economia moderna e competitiva in grado di assicurare la creazione di nuovi posti di lavoro e che è da non sottovalutare il possibile impiego di lavoratori stagionali;

chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale per conoscere, in tempi rapidi, come intenda intervenire:

1) per impedire la chiusura della conserveria "Continental" di Zeddiani annunciata per fine luglio e come intenda salvaguardarne gli attuali posti di lavoro, la coltura del pomodoro, la remunerazione per le centinaia di produttori di questa materia prima che doveva confluire nell'impianto succitato reso impossibile per l'abbandono della fabbrica da parte della proprietà;

2) per salvaguardare l'occupazione del pastificio di Siddi (nel territorio della Marmilla) considerando che si tratta di una della zone più povere dell'Isola che non dispone di altri insediamenti similari, non essendo previsti programmi concernenti l'insediamento di attività agro-industriali per l'immediato futuro. (368)

INTERROGAZIONE BONESU. con richiesta di risposta scritta, sulla chiusura dello stabilimento della Continental Sarda in Zeddiani.

Il sottoscritto chiede di interrogare gli Assessori regionali dell'industria e dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, per conoscere:

u se sia nota la grave situazione finanziaria della Continental Sarda, peraltro derivante in gran parte da fattori esterni alla conduzione aziendale, che sta portando alla chiusura dello stabilimento in Zeddiani;

u se siano intervenuti, o intendano intervenire, ricercando soluzioni finanziarie o altri soggetti conduttori, per assicurare che lo stabilimento di Zeddiani possa regolarmente condurre la corrente stagione di trasformazione del pomodoro;

u se, in caso di impossibilità della continuazione della gestione, intendano ricercare soluzioni alternative per la trasformazione dei pomodori prodotti dalle centinaia di agricoltori dell'Oristanese prenotati per il conferimento alla Continental Sarda ed in particolare se abbiano svolto accertamenti sull'assorbibilità di tale produzione da parte della CASAR;

u quali siano gli effetti della chiusura dello stabilimento di Zeddiani sulle quote di produzione di pomodoro assegnate alla Sardegna e quali azioni stiano svolgendo per la tutela di tali quote. (804)

INTERROGAZIONE TUNIS Gianfranco, con richiesta di risposta scritta, sulla razionalizzazione del sistema del credito in Sardegna e sulla conseguente politica per le nuove assunzioni.

Il sottoscritto,

premesso che la fase di riordino e razionalizzazione all'interno del sistema creditizio isolano, che vede in posizione dominante il Gruppo Banco di Sardegna, causa legittima preoccupazione per centinaia di giovani sardi in possesso di credenziali e titoli che aspirerebbero all'assunzione presso il Gruppo Banco di Sardegna;

considerato che, in questa realtà, centinaia di giovani sardi, molti dei quali iscritti ad una speciale graduatoria per le assunzioni a tempo determinato, in possesso di titoli e competenze che hanno presentato regolare domanda di assunzione presso il Gruppo Banco di Sardegna vedono sfumare le prospettive di impiego nelle quali hanno riposto le speranze;

rilevato che, recentemente, nonostante l'attuale situazione il Banco di Sardegna pare abbia assunto alle proprie dipendenze alcuni giovani laureati provenienti addirittura dalla Sicilia;

considerato che, se ciò rispondesse al vero, con tale atto sono state mortificate le aspirazioni dei giovani sardi che con analoghi e, talvolta, più completi requisiti hanno visto ancora una volta allontanarsi il traguardo della sospirata assunzione;

atteso che la stessa gestione delle assunzioni non sembra tenere conto delle gravi problematiche relative ai centocinquanta dipendenti in esubero della Banca di Sassari, appartenente al Gruppo Banco di Sardegna, per i quali esiste alto il rischio della perdita del posto di lavoro;

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale della programmazione per conoscere quali iniziative politiche intendono assumere per tutelare i giovani sardi che hanno presentato regolare domanda di assunzione ed aspirano a lavorare per la "Banca dei Sardi" nella propria terra.

Il sottoscritto chiede, inoltre, di conoscere se la stessa politica delle assunzioni portata avanti dal Gruppo Banco di Sardegna sia conforme alle direttive emanate in materia dalla Banca d'Italia. (805)

INTERROGAZIONE CUCCA, con richiesta di risposta scritta, sul Piano regionale antincendi - Ripartizione fondi comunali.

Il sottoscritto,

visto il continuo manifestarsi di incendi dolosi in tutta la Sardegna ed in modo particolare nelle provincie di Nuoro e Sassari, dove pochi giorni fa si sono verificati due incidenti sul lavoro mortali, uno nel Comune di Olzai e l'altro nel Comune di Palau, mentre qualche mese fa erano morti due operai assunti a tempo determinato nel Comune di Villacidro;

considerato che laddove non esiste un perimetro di rimboschimento le Amministrazioni locali sono costrette ad organizzarsi ed improvvisare il servizio antincendio con le scarse risorse messe a disposizione dalla Regione Sarda,

chiede di conoscere dall'Assessore dell'ambiente quali sono i criteri adottati nella ripartizione delle risorse: in particolare se è a conoscenza della situazione in cui si trova il comune di Olzai, e non solo, nel cui territorio è presente una vasta estensione di superficie boscata, circa 7000 ettari e al quale sono stati assegnati ben 20 milioni per prevenire e debellare gli incendi con personale raccogliticcio ed improvvisato al quale, non solo non viene fornita la dotazione antinfortunistica individuale, ma che è totalmente all'oscuro delle norme e delle tecniche più elementari per combattere l'insicurezza e il fenomeno degli incendi.

Per questi motivi il sottoscritto chiede di interrogare l'Assessore dell'ambiente per sapere quali atti intende intraprendere per ovviare a questa situazione che vede personale volontario impegnato nella repressione degli incendi senza i rudimenti indispensabili di mezzi e conoscenze per essere in grado di affrontare queste emergenze, secondo quanto previsto dalle leggi previste in materia di sicurezza al fine di evitare che si verifichino altri incidenti mortali. (806)

INTERROGAZIONE BONESU - SANNA Salvatore, con richiesta di risposta scritta, sulla classificazione della poseidonia in base alla normativa sui rifiuti.

I sottoscritti, premesso che:

u per circostanze climatiche si è creata una forte concentrazione di foglie morte di poseidonia marina, pianta appartenente alle fanerogame e non come spesso erroneamente si dice alle alghe, sui litorali di gran parte della Sardegna, con conseguente compromissione della balneabilità e della fruizione turistica di numerose spiagge;

u molti comuni litoranei stanno provvedendo alla rimozione degli accumuli di poseidonia, ma stanno sorgendo problemi in ordine allo smaltimento in quanto da taluni organi di polizia si sostiene la natura di rifiuto della poseidonia, con conseguente necessità di trasporto con mezzi specializzati e di conferimento in discarica o inceneritore;

u tale interpretazione arreca gravi danni in quanto comporta estreme difficoltà tecniche e soprattutto finanziarie che non consentono ai comuni un efficace intervento di rimozione,

chiedono di interrogare l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente per conoscere:

u se data la inconfutabile classificazione degli accumuli di poseidonia fra i residui vegetali non ritenga di dover chiarire con proprio provvedimento l'applicabilità ai medesimi della normativa di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 8 febbraio 1997, n. 22, escludendo l'applicabilità della normativa sui rifiuti;

u se pertanto intenda confermare l'utilizzabilità agricola della poseidonia quale concime naturale, già in taluni casi autorizzata e comunque ormai attuata su larga scala. (808)

INTERROGAZIONE VASSALLO - CONCAS - LA ROSA - MONTIS - ARESU, con richiesta di risposta scritta, sul trasferimento dei locali dell'ufficio servizio per l'edilizia abitativa in via S. Simone (Loc. "S.Gilla").

I sottoscritti,

appreso che nell'immediato è previsto il trasferimento in via S.Simone (Loc. "S.Gilla") dei locali dell'ufficio servizio per l'edilizia abitativa attualmente ubicato in Via Gallura;

rilevato che:

u i nuovi locali distano dal centro della città;

u attualmente la via S. Simone è inaccessibile con mezzi pubblici;

u l'assenza del servizio di trasporti comporterà gravi disagi, non solo per i dipendenti, ma soprattutto per i cittadini;

chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dei lavori pubblici per sapere se intendano intervenire con urgenza presso l'Azienda Consorziale Trasporti affinché venga garantito un adeguato servizio di trasporti pubblici mediante una linea speciale di bus-navetta che consenta agli utenti di poter raggiungere la via S. Simone con minori disagi possibili. (809)