Seduta n.212 del 09/09/1997 

CCXII SEDUTA

Martedì 9 settembre 1997

Presidenza del Presidente SELIS

La seduta è aperta alle ore 17 e 02.

FRAU, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta del 4 agosto 1997, che è approvato.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico di aver ricevuto, in data 13 agosto 1997, - ne do notizia solo oggi perché questa è la prima seduta utile - la seguente comunicazione da parte del Presidente della Giunta regionale: "L'Assessore dei lavori pubblici, ing. Paolo Fadda, nominato dal Consiglio regionale unitamente alla nuova Giunta regionale il 7 agosto 1997, non ha potuto prestare giuramento in quanto in quel momento fuori sede. Pertanto, non potendo detto Assessore esercitare le funzioni inerenti all'incarico attribuitogli, assumo, con la presente, l'interim dell'Assessorato dei lavori pubblici fino all'espletamento degli adempimenti relativi alla piena operatività della funzione assessoriale".

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri Pietro Fois e Macciotta hanno chiesto, rispettivamente, due giorni e un giorno di congedo, a far data dal 9 settembre 1997. Se non ci sono opposizioni i congedi si intendono concessi.

Rinvio di legge regionale

PRESIDENTE. Comunico che il Governo, in data 11 agosto 1997, ha rinviato a nuovo esame del Consiglio la legge regionale 23 luglio 1997: "Decorrenza della contribuzione di cui all'articolo 33 della legge regionale 7 giugno 1989, numero 30, concernente: 'Disciplina della attività di cava' ".

La legge rinviata è stata trasmessa alla sesta Commissione.

Designazione di tre rappresentanti della Regione nel consiglio direttivo dell'IRRSAE della Sardegna.

PRESIDENTE. Comunico di aver designato, nell'esercizio dei poteri sostitutivi di cui all'articolo 4 della legge 15 luglio 1994, numero 444, quali rappresentanti della Regione nel Consiglio direttivo dell'IRRSAE Sardegna, il dott. Neri Marracini, nato a Cagliari il 22 settembre 1928; il dott. Gian Piero Liori, nato a Desulo (NU) il 1° agosto 1947; il dott. Franco Marini, nato a Cagliari il 20 gennaio 1938.

Annunzio di presentazione di disegno di legge

PRESIDENTE. Comunico che è pervenuto alla Presidenza il seguente disegno di legge:

"Partecipazione della Regione Autonoma della Sardegna al capitale sociale della Banca CIS S.p.A.". (351)

(Pervenuto il 13 agosto 1997 ed assegnato alla terza Commissione)

Risposta scritta ad interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

Interrogazione Amadu sui disagi dei passeggeri che intendono imbarcarsi o sbarcare nel porto di Porto Torres e sulla necessità di intervenire presso le compagnie di navigazione. (761)

(Risposta scritta in data 22 luglio 1997)

Interrogazione Tunis Gianfranco sulle inaccettabili tariffe per il servizio di trasporto marittimo espletato dalla SAREMAR nelle tratte Carloforte-Calasetta e Carloforte-Portovesme. (767)

(Risposta scritta in data 22 luglio 1997)

Interrogazione Tunis Marco Fabrizio sul trasferimento del personale ERSAT presso gli uffici dell'Assessorato regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. (772)

(Risposta scritta in data 8 agosto 1997)

Interrogazione Frau - Masala sull'assistenza ai talassemici, nefropatici e malati di mente. (141)

(Risposta scritta in data 2 settembre 1997)

Interrogazione Biancareddu sul mancato convenzionamento del Centro AIAS di Buddusò. (375)

(Risposta scritta in data 2 settembre 1997)

Interrrogazione Montis - Concas sul mancato servizio di rimborso spese ai talassemici trapiantati. (546)

(Risposta scritta in data 2 settembre 1997)

Interrogazione Cucca sulla abolizione dal Piano socio-assistenziale del Comune di Nuoro degli interventi per il soggiorno estivo degli anziani. (559)

(Risposta scritta in data 2 settembre 1997)

Interrogazione Concas sulla mancata apertura della sede ripartimentale di Iglesias. (783)

(Risposta scritta in data 2 settembre 1997)

Interrogazione Frau sulla situazione delle Poste in Sardegna. (790)

(Risposta scritta in data 5 settembre 1997)

Interrogazione Cucca sul Piano regionale antincendi-Ripartizione fondi comunali. (806)

(Risposta scritta in data 5 settembre 1997)

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

CONCAS, Segretaria:

Interrogazione Frau, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione all'Ospedale psichiatrico di Sassari. (817)

Interrogazione Bonesu, con richiesta di risposta scritta, sull'utilizzazione in compiti impropri di appartenenti al Corpo forestale e di vigilanza ambientale. (818)

Interrogazione Granara - Biggio, con richiesta di risposta scritta, sulla interruzione della SS 126 tratto Calasetta-Sant'Antioco. (819)

Interrogazione Vassallo - Concas - La Rosa - Montis - Aresu, con richiesta di risposta scritta, sull'incontro tra il Sindaco di Santa Teresa di Gallura e Vittorio Emanuele. (820)

Interrogazione Marteddu, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione del commercio a Nuoro e sull'apertura in città di un nuovo grande centro commerciale. (821)

Interrogazione Bonesu, con richiesta di risposta scritta, sulla soppressione del Distretto notarile di Oristano. (822)

Interrogazione Cucca, con richiesta di risposta scritta, sul progetto regionale di chiusura degli ex ospedali psichiatrici entro e non oltre il 31 dicembre 1997. (823)

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

CONCAS, Segretaria:

Interpellanza Biancareddu sulla interruzione dei lavori sulla Sassari-Tempio (Loc. La Fumosa). (374)

Interpellanza Biancareddu - Biggio - Pittalis - Floris - Nizzi - Lippi - Oppia - Bertolotti sulla moria di cavalli a Tanca Regia. (375)

Giuramento di Assessore non consigliere

PRESIDENTE. Ricordo all'Assemblea che l'assessore Paolo Fadda, nominato con l'ordine del giorno approvato nella seduta pomeridiana del 7 agosto 1997, non essendo consigliere regionale deve prestare il giuramento prescritto dagli articoli 5, comma e, e 3, comma 2, del D.P.R. 19 maggio 1949, numero 250.

Invito l'Assessore ad avvicinarsi al banco della Presidenza. Do lettura della formula del giuramento previsto dall'articolo 3 del citato D.P.R. al termine risponderà lo giuro:

"Giuro di essere fedele alla Repubblica e di esercitare il mio ufficio al solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione".

FADDA PAOLO, Assessore dei lavori pubblici. Lo giuro.

Svolgimento di interpellanze

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento delle interpellanze. La sequenza è quella comunicata dai Gruppi. Quindi la prima interpellanza prevista è la numero 225 sulle problematiche relative alla promozione e commercializzazione dei vini sardi e al corretto ed efficace uso dei fondi regionali destinati all'uopo. Se ne dia lettura.

Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS MARCO (F.I.) Signor Presidente, poiché si sono verificati alcuni fatti impeditivi per trattare questa interpellanza, nonostante il sollecito al riguardo, pregherei la signoria vostra se è possibile portarla alla prossima seduta quando si potranno discutere le interpellanze, oppure mi affido alla sua sensibilità. Grazie.

PRESIDENTE. Non credo che ci siano problemi, se siamo d'accordo la portiamo alla prossima seduta.

La seconda interpellanza prevista è la numero 242 a firma Amadu. Non c'è l'onorevole Amadu? Teniamo un momento in sospeso quest'interpellanza, l'altra è stata rinviata alla prossima seduta. E passiamo all'interpellanza numero 252 sui rapporti tra la Regione e l'Istituzione dei concerti del Teatro lirico "Pierluigi da Palestrina" di Cagliari.

Passiamo all'interpellanza numero 305 sulle problematiche... Chiedo scusa ai proponenti di questa interpellanza, ma è arrivato l'onorevole Bonesu e chiederei se siamo d'accordo all'onorevole Bonesu, che è il proponente dell'interpellanza numero 252, se intende illustrare l'interpellanza.

BONESU (P.S.d'Az.). Sì.

Si dia lettura dell'interpellanza numero 252.

CONCAS, Segretaria:

Interpellanza Bonesu, Demontis sui rapporti fra la Regione e l'Istituzione dei Concerti e del Teatro Lirico Giovanni Pierluigi da Palestrina di Cagliari.

I sottoscritti, premesso che:

- l'Istituzione dei concerti e del teatro lirico Giovanni Pierluigi da Palestrina di Cagliari, in forza della L.R. 38/1973 e successive modificazioni, riceve annualmente un contributo regionale aggirantesi negli ultimi anni oltre i sette miliardi;

- tale contributo regionale ha fortissima incidenza sul bilancio dell'Ente, rappresenta il 59% del contributo statale, e fra i tredici enti lirici italiani rappresenta, in valori percentuali ed assoluti, il secondo intervento regionale, superato solo dall'intervento della Regione siciliana per il teatro Massimo di Palermo;

- le altre regioni si limitano a contributi inferiori; basti pensare che la Lombardia elargisce alla Scala due miliardi e mezzo e la Toscana per Firenze solo quattrocento milioni;

- il forte intervento regionale è motivato dalla legge sulla base di due esigenze e cioè "per l'attuazione di un programma di attività nel territorio della Sardegna" e per "il mantenimento in servizio del personale artistico stabile";

- sembra agli interpellanti che l'adempimento di tali finalità da parte dell'Ente Lirico non sia sufficientemente dimostrato,

chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per conoscere se sia stato approvato negli ultimi anni il programma territoriale dell'Ente previsto dall'art. 2 della legge n. 38, quale sia stato il parere della Commissione regionale della Musica ed eventualmente il numero e la natura delle manifestazioni programmate.

Quanto al mantenimento degli organici, su 84 posti previsti in pianta organica per l'orchestra sono vacanti ben 46 posti fra cui 28 prime parti, mentre nel coro sono vacanti 25 posti su 72 componenti.

E' da aggiungere, per completare il quadro, che non sono stati assunti neanche i vincitori di concorso e che concorsi per 60 posti, pur banditi, non sono stati espletati. Né vale sostenere che sia in atto un generale blocco delle assunzioni in quanto tutti gli altri Enti lirici hanno avuto deroghe e che la spesa non grava sullo Stato in quanto sostenuta dalla Regione.

Tutto ciò si inserisce in modo deleterio nelle prospettive dell'Ente per la sua trasformazione in fondazione in quanto il contributo statale sarà proporzionato al carico del personale sussistente all'atto della trasformazione.

Tale situazione è ben presente agli organi di controllo. Il Procuratore Generale della Corte dei Conti, nella requisitoria sul rendiconto generale della Regione per il 1995 ha lamentato che la Regione non abbia, per l'Ente Lirico, "alcun potere di indirizzo e controllo sull'utilizzo delle cospicue risorse erogate".

Si chiede pertanto di conoscere se la Regione abbia esercitato le funzioni di indirizzo e controllo previste dalla L. 38/1973, se tali forme di controllo appaiono sufficienti ed adeguate, se a loro giudizio l'Ente Lirico adempia ai suoi obblighi di legge, quali iniziative intendano assumere per costringere l'amministrazione dell'Ente Lirico al completamento degli organici, quali indirizzi la Regione intenda adottare in ordine alla trasformazione dell'Ente in fondazione ed in particolare quali impegni finanziari intenda assumere e quali garanzie, anche nella composizione degli organi della fondazione, intenda richiedere. (252)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Bonesu per illustrare la sua interpellanza.

BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, signor Presidente della Giunta, onorevole Assessore, colleghi, la situazione dell'Ente lirico di Cagliari è una situazione anomala istituzionalmente, ma credo anche anomala gestionalmente. Istituzionalmente perché è un ente lirico che ha un ordinamento completamente diverso da quello delle altre istituzioni simili, infatti è l'unica istituzione lirica che non è presieduta dal sindaco della città. Il problema è ben evidente a questo Consiglio, dato che il Consiglio ha approvato all'inizio della legislatura una proposta di legge nazionale appunto per uniformare l'ordinamento dell'ente lirico di Cagliari all'ordinamento degli altri enti lirici. Il Parlamento non mi risulta l'abbia presa in esame, ma questo deriva anche da un fatto sopravvenuto, che cioè si è legiferato in materia stabilendo che gli enti lirici che attualmente sono enti pubblici statali diventino invece fondazioni a partecipazione pubblica, ma enti sostanzialmente privati. Quindi non è apparsa evidentemente in Parlamento la necessità nel breve periodo di legiferare in materia e di dare anche all'ente lirico di Cagliari un ordinamento simile a quello di tutti gli altri enti lirici. Sta di fatto, anche perché l'ente lirico di Cagliari è di istituzione e di riconoscimento successivo agli altri enti lirici, che la quota di finanziamento statale di questo ente lirico è la più bassa d'Italia. Ricordiamo che è nata come contribuzione statale sottraendo l'1 per cento ai fondi che venivano erogati dagli enti lirici delle altre città. A questo ha sopperito l'intervento regionale, mentre l'intervento statale più basso, l'intervento regionale dopo quello dato dalla Regione Sicilia al "Massimo" di Palermo è il più alto. Per cui abbiamo l'anomalia di un ente lirico, ente statale, che è finanziato per circa un terzo dalla finanza regionale, con il risultato però anomalo che è stato rilevato dalla Procura generale della Corte dei Conti di Cagliari nella relazione per il 1995, sul conto consuntivo regionale per il 1995, che la Regione manca di strumenti di intervento per controllare che uso viene fatto dei propri fondi. Teniamo conto che il contributo della Regione all'ente lirico ha due finalizzazioni: quello di assicurare la creazione di un coro e di un'orchestra stabile e quello di assicurare una programmazione decentrata nel territorio.

Ora con l'interpellanza, che è un po' invecchiata perché risale ad oltre un anno fa, noi mettevamo in evidenza che, sotto questo profilo, la gestione dell'ente lirico era carente, che la gestione dell'ente lirico era qualcosa che effettivamente strideva con le regole che come Regione ci siamo dati per i finanziamenti a tutte le istituzioni culturali, per cui chiedevamo dei preventivi, chiedevamo pezze giustificative, chiedevamo un'attività di controllo. Tra l'altro io nell'interpellanza avanzo anche il dubbio che non vengano seguite, poi l'Assessore eventualmente mi smentirà, anche le procedure molto sommarie, previste dalla legge, ovverossia il parere sul programma territoriale dell'ente come previsto dall'articolo 2 della legge numero 38 del 1973. Effettivamente però, almeno fino al momento della presentazione dell'interpellanza, l'ente lirico non aveva provveduto a istituire in tutta la sua ampiezza né l'orchestra stabile né il coro stabile, sull'organico previsto di 80 posti per l'orchestra erano vacanti 46 posti, nel coro erano vacanti 25 posti su 72. Sembra che successivamente, comunque, questa situazione sia migliorata in quanto si sono avute delle piante organiche forse leggermente più ridotte, ma approvate dal Ministero e finalmente l'amministrazione dell'ente lirico ha provveduto all'assunzione dei vincitori di concorso e a bandire, sembra, l'Assessore poi mi confermerà, anche i concorsi per i posti vacanti.

Sta di fatto che per tanti anni l'ente lirico non ha osservato quelle che erano le precise finalità della legge regionale, per cui i fondi sono stati dati, chiaramente al di fuori da un quadro normativo in una situazione, che come aveva appunto rilevato la Procura generale della Corte dei Conti, appariva illegittima. Non so se questa situazione sia in fase di miglioramento oppure si continui in questa prassi che sicuramente deve portare il Consiglio non a ridurre il contributo, come ha fatto in sede di bilancio, ma io direi ad adottare provvedimenti legislativi diversi per far sì che appunto quest'ente, sino alla trasformazione in fondazione, rientri nella regolarità amministrativa e utilizzi i fondi per le finalità di legge. Credo che però il problema di fondo sia quello della trasformazione dell'ente in fondazione, prima di tutto perché darebbe all'ente lirico di Cagliari lo stesso quadro giuridico di sicurezza che avranno gli altri enti lirici, in secondo luogo con la fondazione vi è comunque un ruolo della Regione nella fondazione, nel rapporto con la fondazione, ruolo che oggi non esiste perché essendo l'ente lirico appunto ente statale, soggetto ai controlli statali, esclusivamente statali, questo ruolo della Regione non esiste e credo che la fondazione anche diventando un organismo privato, basato sull'equilibrio di bilancio, su una gestione che credo debba tenere conto non solo dei valori culturali, ma anche dei valori economici, debba fare anche una azione di promozione della musica, di utilizzo della musica, di vetrina della musica che attualmente l'ente chiaramente non riesce ad adempiere proprio anche per la aleatorietà. Credo che l'ente ricavi come biglietti degli spettatori o altri ricavi non più del 7, 8, 10 per cento di quello che è il bilancio complessivo. Chiaramente come fondazione occorre anche cercare un equilibrio economico diverso. Si pone anche con grave difficoltà il problema della partecipazione dei privati alla fondazione, o della partecipazione di privati con contributi continuativi. Chiaramente questo è un discorso abbastanza difficile e complesso considerato che siamo una Regione depressa. Credo che però attività promosse dall'ente lirico oltre ad essere valutate sotto il profilo della diffusione con mezzi multimediali, in particolare con la diffusione televisiva in cui non partiamo in svantaggio rispetto ad altre situazioni, debbano anche giovarsi della vetrina "estate Sardegna", e quindi attirare con quella vetrina l'intervento di sponsor anche non direttamente interessati alle vicende economiche dell'isola. Per cui io con questa interpellanza, che credo mantenga in questo senso la piena attualità, chiedo che cosa la Regione intenda fare per risolvere i problemi a cui accennavo e in quali prospettive intenda muoversi.

PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.

SERRENTI (P.S.d'Az.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Signor Presidente, io mi sono permesso, facendo una cosa che di solito non si usa, di portare un documento scritto, la copia che ho consegnato ai colleghi non è firmata, tuttavia una di quelle copie è stata depositata perché venga allegata agli atti. Io ho fatto questo perché l'argomento posto richiederebbe molto più tempo di quanto è consentito dal Regolamento per una risposta ad una interpellanza; e non essendoci il tempo necessario ho ritenuto di fare cosa corretta, anche nei confronti dei colleghi, di dare un documento che cerca di essere il più possibile esaustivo di tutte le richieste di informazione che mi vengono di solito portate anche per vie brevi dai colleghi. Questa è una ragione, l'altra ragione è che comunque non sono molte le occasioni che abbiamo per parlare di questo ente che oggi è considerato in cultura la maggiore industria del settore, con i suoi 229 posti in organico e un finanziamento complessivo di circa 23 miliardi. Di questi voglio ricordare che il 60 per cento del trasferimento statale è un contributo che dà la Regione e che non è sempre lo stesso, ma che si aggira da un minimo storico di quest'anno, per volere del Consiglio, voglio ricordarlo, in base alla legge numero 38, di 6 miliardi e mezzo, di questo anno finanziario, a un massimo che è stato quello dell'esercizio finanziario scorso, dove abbiamo dato all'ente lirico circa 8 miliardi, comunque somme piuttosto rilevanti che derivano appunto da un impegno che abbiamo contratto con una legge del 1973, la legge numero 38, che eroga il finanziamento per due ragioni: l'attuazione di un programma decentrato nel territorio e il mantenimento in servizio del personale artistico stabile. E' opportuno anche ricordare, lo faceva il collega Bonesu, che gli enti lirici sono regolati da una legge nazionale, la legge numero 800 del 1967, e sono tredici gli enti lirici in tutta Italia, e che l'ente lirico di Cagliari presenta rispetto agli altri enti lirici del territorio nazionale alcune anomalie. Io ne individuo almeno tre. La prima è che il presidente dell'ente lirico viene nominato solo in Sardegna dal Ministero della pubblica istruzione, perché è anche presidente del conservatorio di musica. La seconda riguarda il direttore artistico dell'ente che è lo stesso direttore artistico del conservatorio, quando invece negli altri enti lirici viene nominato dal Consiglio di amministrazione. La terza anomalia sta proprio nel fatto che richiamavo prima, e cioè che il contributo che diamo in virtù della legge numero 38 è un contributo assolutamente straordinario se rapportato alla quantità di danari che versano le altre regioni di Italia agli enti lirici. Questo è importante perché se no non si capisce per quale ragione la Regione sarda dovrebbe comportarsi verso l'ente lirico in modo diverso rispetto al comportamento delle altre regioni d'Italia nei confronti dei propri enti lirici. Di fatto la Regione sarda è seconda, mi pare, solamente alla Regione Sicilia che eroga contributi di una certa consistenza al proprio ente, lo ricordavo, un contributo tra i sette e gli otto miliardi. Un contributo che richiede anche strumenti di controllo che non sono ordinari e che non possono essere quelli delle altre regioni dove il contributo, rapportato ai cittadini, all'utenza, al volume complessivo di finanziamenti dell'ente è di ben altra consistenza. Per fare un esempio, la Regione Lombardia dà alla Scala circa due miliardi e mezzo; capite che non c'è nessuna proporzione. La Regione Toscana dà al proprio ente lirico, quello di Firenze, 400 milioni. E' chiaro che questo pone un rapporto complessivamente diverso. Ma vale la pena approfondire l'argomento oggi anche perché, voglio ricordarlo, il decreto legislativo numero 36 del '96 ci obbliga ad un percorso di trasformazione del nostro ente lirico, come di tutti gli altri enti lirici d'Italia, da semplice ente lirico regolamentato dalla legge numero 800 in fondazione di diritto privato. Cari colleghi, è inutile ricordare che l'ente lirico vive da moltissimo tempo nelle polemiche, nelle paventate e mai accertate irregolarità che vengono segnalate a volte dal Consiglio di amministrazione, a volte dal sindacato, a volte da singoli esponenti dell'ente lirico; tuttavia, i colleghi lo sanno quanto me, molto spesso nelle pagine dei giornali troviamo polemiche o comunque questioni che riguardano l'ente lirico e ne intorbidiscono almeno la percezione di questo ente. Di recente io credo che possiamo dire che le polemiche si sono ulteriormente accentuate, tant'è che le interpellanze che sono due di cui dovremo discutere stasera, una è questa ma ce n'è un'altra con altre firme, sono anche il frutto credo della necessità di chiarezza attorno a ciò che accade all'ente lirico. Io voglio ricordare, così come diceva il mio collega Bonesu, che la Corte dei conti l'anno scorso ha richiamato la Giunta regionale ad una maggiore attenzione, e ha paventato anche la possibilità di responsabilità dirette circa la gestione di questi denari che sono in misura consistente come dicevo per la Regione, una attività di controllo che la Regione non avendo strumenti non ha potuto esercitare nel passato in modo corretto. Voglio infatti ricordare che la Regione ha un solo rappresentante all'interno del Consiglio di amministrazione; e questo rappresentante è in assoluta posizione minoritaria rispetto al complesso del Consiglio di amministrazione e non sempre può incidere, anzi direi quasi mai vista la sua posizione, può incidere nelle decisioni che debbono essere prese. Da questo naturalmente ne è scaturito un atteggiamento mio che con molta modestia ho voluto tentare un maggiore controllo proprio perché ci fosse la massima trasparenza di gestione di questi danari. E questo è avvenuto, lo ha riconosciuto proprio la Corte dei conti che nella relazione di quest'anno riconosce alla Giunta regionale finalmente un atteggiamento di maggiore attenzione, di maggiore vigilanza rispetto a ciò che accade dentro l'ente lirico. E' però anche giusto, a questo punto io volevo fare, con un po' di malincuore, perché non devo riferire tutti i dati positivi, devo comunque riferire al Consiglio regionale qual è la situazione che io ho potuto riscontrare all'interno dell'ente lirico. Le questioni sono queste: c'è un problema di bilancio, il bilancio di quest'anno è stato in un primo tempo respinto dai Revisori dei Conti e dal Governo perché lo stesso bilancio è stato ritenuto fuori da ogni logica di corretta amministrazione richiesta dalle norme della contabilità di Stato. E' stato riproposto il bilancio ridimensionato ma permangono forti dubbi, sia per quanto concerne la programmazione delle spese, che per quanto riguarda le registrazioni contabili. Le continue esigenze finanziarie vengono risolte con ricorso sempre più consistente ad anticipazioni bancarie, che oltre a determinare pesanti oneri riflessi sta di fatto polverizzando la necessaria liquidità dell'ente e ponendo quindi a repentaglio i flussi di cassa indispensabili per far fronte alle spese correnti tra cui, voglio ricordare, gli stipendi dei dipendenti dell'ente. I Revisori dei Conti affermano che al 23 giugno 1997 il disavanzo di cassa dell'ente ha raggiunto punti mai toccate in passato: 14 miliardi. I rappresentanti della Regione nel Consiglio di amministrazione segnala la chiusura del conto consuntivo '96 con i propri trasferimenti di spesa effettuati senza regolari impegni. Frequentissimo il ricorso a personale che viene chiamato da oltre il Tirreno, quando quelle professionalità potrebbero essere tranquillamente reperite anche nel mercato del lavoro locale. Lo stesso sindacato in documenti che invia appalesa una politica del personale discriminatoria, e licenziamenti poco chiari; vedi ad esempio il maestro del coro. Io non voglio entrare nel merito, però, ad esempio, proprio per ciò che riguarda il licenziamento del maestro del coro, ci sono dei lati a me non chiari e io purtroppo non ho gli strumenti per poter intervenire e valutare meglio. Risultano forti esautoramenti degli organi decisionali dell'ente e contrasti crescenti tra i due principali organi: il Presidente del Consiglio di amministrazione e il Sovrintendente. Il Presidente del Consiglio di amministrazione mi ha scritto diverse lettere e più di una volta è venuto a segnalarmi problemi circa i rapporti che ha con il Sovrintendente. E' mia intenzione chiedere al Presidente della Giunta di valutare la possibilità di un intervento del Servizio ispettivo dell'amministrazione perché non abbiamo altri strumenti per poter controllare che cosa stia realmente accadendo all'interno dell'ente. Un problema particolare, appunto, è quello sollevato dal collega Bonesu circa l'organico che, considerata l'attuale carenza, è in una grave situazione occupazionale. Gravissimo il fatto che la dirigenza dell'ente ad oggi non sia riuscita a portare a termine nessuna politica occupativa. Questo diventa ancora più grave stante la già acquisita autorizzazione del Governo che risale al 20 dicembre del '96, cioè l'autorizzazione ad espletare i concorsi ed assumere il personale che manca. Infatti si tratta di 46 professori d'orchestra e 25 artisti per un totale di 71 unità. E considerato il bisogno che abbiamo di occupare posti di lavoro, 71 famiglie che riescono a trovare la tranquillità io credo che sia oltraggioso, appunto, non procedere a fare questi concorsi. Circa la situazione dei concorsi, appunto, come dicevo, dal resoconto presentato dall'ente il 4 marzo del '97 su richiesta dell'Assessorato risulterebbero deliberati decine di concorsi mai portati a termine, mentre viene proposta una nuova pianta organica con ruoli non definiti, forse potrebbe essere un marchingegno e comunque, in ogni caso, vi è una situazione confusa che andrebbe meglio chiarita. L'altra questione rilevante, come dicevo, è la trasformazione dell'ente in formazione. Nessuna iniziativa concreta è stata assunta dagli amministratori dell'ente; la trasformazione porrà problemi di difficile superamento, se non affrontati per tempo. Oggi si è già notevolmente in ritardo. I problemi sono di vario tipo e li voglio segnalare. Il primo riguarda problemi di organizzazione, di riorganizzazione di tutto l'apparato amministrativo e organizzativo funzionale dell'ente, non ultimo quello di riconversione del personale amministrativo per far fronte a una gestione di un soggetto di natura privatistica come la fondazione. Voglio ricordare che cambia notevolmente la situazione giuridica dell'ente lirico che da ente pubblico diventa un ente privato. E questo modifica notevolmente le cose. Il punto b), la ricerca dei soci fondatori, tenuto conto che dovrà compiersi una sforzo per la partecipazione dei privati, cosa in Sardegna alquanto difficile. Il risultato potrebbe essere quello che tutto rimanga sulle spalle del pubblico. Questo è ciò che detta appunto il decreto legislativo numero 36, la strada che sta prendendo, dovrebbe esserci una partecipazione sempre maggiore del pubblico, ma mentre questo è possibile in situazioni dove il tessuto economico è più consistente, ad esempio le regioni del Nord, diventa assai difficile ipotizzare una partecipazione significativa da parte delle imprese sarde, dell'apparato economico sardo che versa comunque in situazioni notevoli di difficoltà. Probabilmente questa sarà la cosa più realistica e io credo che i costi ricadranno sul pubblico; costi che io credo debbano essere sostenuti poiché ribadisco che non possiamo fare a meno di un ente di propulsione culturale, come l'ente lirico, che ripeto è in Sardegna la maggiore industria di tipo culturale. Altro problema riguarda il chiarimento, per quanto concerne eventuali disavanzi economici dell'ente, al momento della trasformazione, la legge non dice nulla in proposito, chi ripiana i finanziamenti esistenti? Quindi c'è un problema di valutare qual è la situazione economica vera, reale in questo momento, perché probabilmente prima del passaggio da ente pubblico a ente di diritto privato, quali le fondazioni, ci sarà un disavanzo che conosciamo per una buona parte, disavanzo che sicuramente dovrà essere ripianato e nessuno ci dice chi dovrà, appunto, compiere questa operazione. Altro punto il completamento dell'organico dell'ente prima della trasformazione, necessario quindi farlo immediatamente se no si rischia che la trasformazione, con un organico insufficiente e comunque diverso da quello esistente, potrebbe creare problemi anche di natura di trasferimenti finanziari da parte dell'amministrazione statale. Altro problema è l'individuazione del patrimonio iniziale della fondazione e gli apporti che i soci devono apportare. I soci sicuramente ci saranno alcuni enti pubblici, la Regione, certamente, io credo il comune di Cagliari, certamente la provincia, naturalmente non basteranno, bisognerà valutare la possibilità di un maggior allargamento possibile, ognuno di questi soci dovrà conferire una parte di capitali, e bisogna comunque discuterne, arrivare alla conclusione per capire con quale patrimonio andremo poi a fare la trasformazione. L'altro problema è di natura giuridica per ciò che riguarda il personale, oggi il personale è inquadrato nel settore pubblico, il cambiamento da settore pubblico a settore privato creerà problemi grossi, pensiamo solo alla stabilità dell'impiego. Mentre nel settore privato la stabilità dell'impiego è assicurata, nel settore privato queste persone potranno essere licenziate sulla base di ciò che è contenuto nei contratti nazionale di lavoro. Quindi il rapporto con l'amministrazione cambia in modo notevole; è tutta una questione che dovrà essere affrontata e né il decreto legislativo né i vari incontri che abbiamo avuto dopo con le altre regioni e con lo stesso Ministero hanno chiarito quali saranno poi i problemi che dovremo poi affrontare rispetto a questi temi. Ce n'è un altro, naturalmente, che devo denunciare e che da parte della dirigenza dell'ente vi è una grave inerzia. Io più di una volta, l'ultima volta il 14 aprile 1997, ho mandato una lettera all'ente invitando l'ente a prendere un'iniziativa per trovarci in una Commissione di tipo paritetico che veda incontrarsi i possibili contraenti dell'accordo, i possibili soci, per stabilire tutte le questioni di cui abbiamo parlato e per vedere di affrontare in termini molto brevi, la definizione dell'assetto giuridico dell'ente lirico. Ricordando che il decreto legislativo ci dà tempo fino al 1999, non dice che dobbiamo farlo in quella data, dice che abbiamo tempo fino al 1999. Devo, invece, ritenere che rispetto ai compiti, ai passaggi, ai problemi che dobbiamo affrontare siamo notevolmente in ritardo e che sarà davvero difficile affrontare in modo corretto e completo tutte le questioni che ci attendono. In buona sostanza sono questi i problemi di cui dovevamo parlare. Avevo ragione, le questioni sarebbero tutte da approfondire, e ho ritenuto di fare cosa corretta nel fornire ai colleghi del Consiglio questa relazione scritta, quindi più puntuale, dove molti temi che ho toccato solamente vengono maggiormente sviluppati con maggiore dettaglio. Rimango a disposizione del collega Bonesu che ha fatto l'interpellanza e di tutti i colleghi del Consiglio se volessero ulteriori e maggiori informazioni. Grazie.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Bonesu, per dichiarare se è soddisfatto.

BONESU (P.S.d'Az.). Onorevole Assessore, credo che la risposta sia verbale, sia insolitamente scritta, abbia sostanzialmente confermato e anzi aggravato il quadro che era stato prospettato nella interpellanza. Io credo che effettivamente questa situazione dell'Ente lirico va affrontata dall'amministrazione regionale, Giunta e Consiglio, con più decisione. Il termine per creare la fondazione è decorso ormai di quasi la metà e non è che possiamo aspettare gli ultimi giorni per fare una fondazione rabberciata, in cui chiaramente il grosso peso ricadrà ancora una volta sulla Regione senza adeguate contropartite e garanzie.

Io invito la Giunta a voler prendere i necessari contatti, soprattutto con il comune di Cagliari, a cui la legge sulla fondazione assegna un ruolo di guida, e andare alla formazione della fondazione nei tempi più brevi possibili coinvolgendo tutti i soggetti. Faccio presente che l'Ente lirico, almeno nella visione che ne ha avuto sempre la Regione, non è soltanto un ente della città di Cagliari, è anche la struttura musicale che dovrebbe sovrintendere alla cultura musicale in Sardegna, allo spettacolo musicale in Sardegna, per cui chiedo che vi sia la partecipazione anche delle altre province, quanto meno dei capoluoghi di provincia, cioè non può essere gestito esclusivamente da una città. D'altra parte la legge regionale sul finanziamento è in gran parte in relazione all'attività decentrata. Credo che il tema non possa esaurirsi in un'interpellanza che si risolve in un dialogo tra l'Assessore e l'interpellante, ma vada portato in Consiglio perché si crei un dibattito più ampio nelle forme che il regolamento prevede, e in particolare nella forma di una mozione che credo, cercando l'ausilio di altri colleghi, presenterò quanto prima.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento della interpellanza numero 305. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta regionale. Ne ha facoltà.

PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. Io chiedo agli onorevoli interpellanti se consentono che la discussione di questa interpellanza sia differita al termine, nella speranza che l'assessore Onida, che è impegnato in questioni istituzionali nel nord Sardegna, possa rientrare, o comunque se consentono che questa interpellanza possa essere discussa domani all'inizio della seduta se l'assessore Onida non fa in tempo a rientrare, in quanto era impegnato nella Conferenza dei servizi per l'Asinara.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Boero. Ne ha facoltà.

BOERO (A.N.). Signor Presidente, sono d'accordo. Attendiamo o stasera o domani mattina l'inizio dei lavori.

PRESIDENTE L'interpellanza numero 309, mi diceva l'onorevole Usai, al quale chiedo conferma, ma chiedo conferma anche agli altri interpellanti, che sono i colleghi Lippi, Floris, Biggio, Bertolotti e Granara, l'interpellanza riguarda il recente aumento sugli emolumenti del sovrintendente dell'Ente lirico di Cagliari, in qualche modo va trattata...su che cosa intendono fare.

Ha domandato di parlare il consigliere Edoardo Usai. Ne ha facoltà.

USAI EDOARDO (A.N.). Presidente, io parlo soltanto per quel che riguarda la mia persona. Io ho avuto dieci minuti fa un documento da parte ritengo dell'Assessore, anzi l'Assessore ha chiarito che è un suo documento, con un'ampia relazione sull'istituzione dei concerti. Ho sentito anche con attenzione quello che ha detto l'assessore Serrenti, e ha detto cose importanti e serie, sulle quali io, devo dire la verità, ritengo opportuno meditare, quindi chiederei, per quel che riguarda la mia parte, che su questo 309 venisse un attimo fatta una breve sospensione, breve nel senso che ne parliamo appena possibile, perché voglio valutare con attenzione la risposta che è stata data ancorché irritualmente dall'assessore Serrenti e voglio anche valutare con la dovuta attenzione le notizie che ha fornito ulteriormente l'assessore Serrenti che io ritengo debbano far meditare con grande attenzione tutti coloro i quali hanno interesse all'Ente lirico di Cagliari e anche ai denari che la Regione in maniera copiosa, grazie a Dio soltanto 6 miliardi e mezzo e non 8 miliardi, sta erogando a questo ente. Quindi io chiederei la sospensione di questa interpellanza per valutarla con attenzione e per vedere quelle che sono le ulteriori determinazioni che possono essere prese anche da me come firmatario di questa interpellanza.

PRESIDENTE. Se non ci sono opposizioni, anche alla luce di queste ultime discussioni fatte in aula, l'interpellanza 309 viene rinviata per consentire un approfondimento della relazione consegnata.

Interpellanza numero 313. Ha facoltà di illustrarla il consigliere Liori. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta, onorevoli Assessori...

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Liori, chiedo al Presidente della Giunta la tratta lei la 313?

PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. La tratta l'Assessore della sanità.

PRESIDENTE. Io la sospendo, però faccio presente a tutti i colleghi, compresa la Giunta, che forse dovremmo essere più rigorosi tutti nel trattare questi argomenti.

L'ordine del giorno reca lo svolgimento dell'interpellanza numero 340. Anche questa interpellanza è di competenza dell'Assessore della sanità.

Per quanto riguarda l'interpellanza numero 342, sulla situazione dell'ENICHEM, in Conferenza dei Capigruppo la Giunta aveva chiesto di sospenderla, perché l'Assessore dell'industria è fuori Cagliari per motivi istituzionali.

L'ordine del giorno reca lo svolgimento dell'interpellanza numero 348. Se ne dia lettura.

CONCAS, Segretaria:

Interpellanza Sanna Salvatore - Scano sulla necessità di elevare i limiti d'età massima per i contratti di formazione lavoro.

I sottoscritti,

VISTO l'avviso di selezione pubblica per la formazione di una graduatoria di idonei all'assunzione per le mansioni di "conducente di linea" con contratto di formazione lavoro, pubblicato nel Buras n. 28, parte terza, del 19 agosto 1996;

VISTA la deliberazione n. 117 del 7 dicembre 1995 della Commissione amministratrice dell'A.C.T. di Cagliari che alla lettera b) del punto 1 fissa in 30 anni l'età massima per partecipare alla selezione;

RILEVATO che negli ultimi anni in modo particolare, si è verificata una profonda modificazione nel mercato del lavoro che ha prodotto, tra l'altro, un consistente spostamento in avanti dell'età di accesso alla prima occupazione;

PRESO ATTO che tale stato di cose ha già determinato l'esigenza di modificare i limiti di età già disciplinati dall'articolo 13 del D.L. 30/10/1984 n. 726, convertito in legge 19/12/1984 n. 863 istitutiva dei contratti di formazione lavoro;

VISTO il comma 9 dell'articolo 9 del D.L. 1/10/1996, n. 510, convertito in legge 28/11/1996 n. 608, che ha stabilito che: "Con effetto fino al 31 dicembre 1997, le commissioni regionali per l'impiego dei territori di cui al testo unico delle leggi sugli intendenti nel Mezzogiorno, APPROVATO con decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n. 218, possono deliberare l'elevazione dell'età massima prevista per la stipula del contratto di formazione lavoro";

PRESO ATTO che per effetto di tale legge, la Commissione regionale per l'impiego della Sardegna, in data 18 ottobre 1996, ha deliberato di elevare fino a 45 anni l'età massima per la stipula del contratto di formazione lavoro;

tutto ciò premesso, chiedono di interpellare l'Assessore regionale del lavoro e l'Assessore regionale dei trasporti per sapere:

u se non ritengano opportuno, anche alla luce delle considerazioni suesposte, intervenire presso la Direzione dell'ACT di Cagliari al fine di chiedere la modifica dei termini fissati, in relazione all'età, nella delibera succitata;

u quali altri iniziative intendano intraprendere per evitare che un consistente numero di disoccupati vengano esclusi dai contratti di formazione lavoro per il mancato recepimento o per la inosservanza della opportunità concessa dalle norme richiamate in premessa. (348)

PRESIDENTE. Ha facoltà di illustrare l'interpellanza il consigliere Salvatore Sanna.

SANNA SALVATORE (Progr. Fed.). Signor Presidente, questa interpellanza prende le mosse da una deliberazione della Commissione amministratrice dell'ACT di Cagliari, che in un bando di concorso fissava in trent'anni l'età massima per la partecipazione alla selezione per dei contratti di formazione lavoro. Gli interpellanti partendo, da un'analisi delle leggi che hanno istituito l'istituto del contratto di formazione lavoro che in prima battuta prevedeva in ventinove anni l'età massima, poi, successivamente, questa età è stata spostata a trentadue anni e, successivamente ancora, come viene precisato nella interpellanza, sino al 31 dicembre 1997 viene sostanzialmente liberalizzato l'accesso, vista la modificazione profonda che in questi anni si è determinata nell'accesso al campo del lavoro, chiedono all'Assessore del lavoro e all'Assessore dei trasporti se non ritengono opportuno, alla luce delle considerazioni esposte, di intervenire presso la direzione dell'ACT di Cagliari al fine di modificare questi termini e, inoltre, chiedono quali iniziative la Giunta intenda intraprendere per evitare che un consistente numero di disoccupati vengano esclusi dai contratti di formazione lavoro, tutto ciò anche alla luce della deliberazione che la Commissione regionale per l'impiego della Sardegna in data 18 ottobre 1996, Commissione che per altro è presieduta dall'Assessore del lavoro, ha deliberato di elevare sino a 45 anni l'età massima per la stipula del contratto di formazione lavoro.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.

DEIANA (Popolari), Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Signor Presidente, colleghi del Consiglio, la Giunta, o le osservazioni e le considerazioni politiche sull'occupazione che vengono fatte ultimamente, ci presentano un quadro di una fascia di età che è sempre più a rischio, che è la fascia d'età dei quarantenni o degli ultra quarantenni, mentre si vede una serie di azioni che portano a favorire l'occupazione adesso il pacchetto Treu, dai 21 ai 32 anni o la legge numero 28 sino ai 35 anni. Ci si sta rendendo sempre più conto che c'è questa fascia d'età avanzata, dove i quarantenni o gli ultra quarantenni ancora oggi non hanno avuto magari l'opportunità di trovare un posto di lavoro o una prima occupazione. In base a questa considerazione ho fatto un'azione, tramite la Commissione regionale per l'impiego, che io presiedo per delega del Ministro, e furono adottati due atti dove il primo atto portavamo l'età per quanto riguarda i contratti di formazione lavoro a 40 anni e un atto successivo, deliberato, fu di portare l'età ai 45 anni. Ora la situazione che si è verificata presso l'ACT è in contrasto praticamente con la volontà che la Giunta regionale, per voce dell'Assessore del lavoro, ha prodotto negli atti in essere sino ad oggi e quindi da questo punto di vista ha portato per vedere quali sono state le cause o le giustificazioni che potevano aver indotto l'ACT a fare un atto similare. Questo atto similare è fatto con atti interni, con il regolamento e con gli atti deliberativi degli organi propri, quindi la Regione non poteva fare altro, tramite in particolar modo l'espressione di competenza dell'Assessore dei trasporti, in contatto e in accordo con l'Assessore del lavoro, è stata messa in essere un'azione affinché l'Azienda potesse, l'ACT, in tal proposito adeguarsi visto che la situazione, praticamente, degli ultra quarantenni è quella che dicevo in premessa.

Quindi c'è stata un'azione, fatta congiuntamente con l'Assessore dei trasporti, che verrà ripresa e verrà sollecitata a maggior puntualità, visto che lo stesso Consiglio oggi mette questo problema giustamente, che esiste, e che quindi ci sarà un richiamo affinché si possa rientrare in quelli che sono gli atti già posti in essere dalla Regione che parlano a tale proposito.

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, si dichiara soddisfatto?

SANNA SALVATORE (Progr. Fed.). Sì, mi dichiaro soddisfatto.

PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza numero 356 sulla trattativa Governo-Regione. Se ne dia lettura.

CONCAS, Segretaria:

Interpellanza Montis sulle trattative Governo-Regione.

Il sottoscritto,

VISTO che la Giunta regionale con una propria delegazione si è incontrata con la rappresentanza del Governo della Repubblica per trattare questioni di enorme importanza per lo sviluppo energetico e l'occupazione nel Sulcis, e parrebbe con successo, essendo riusciti ad ottenere dai Ministri competenti la conferma degli impegni a suo tempo presi per la ricostruzione della Centrale di Portovesme ed il mantenimento dei livelli occupativi in quel territorio;

APPRESO dalla stampa che alla composizione della delegazione sarda è stata associata ufficialmente una rappresentanza della Lega Ambiente, di cui noi abbiamo grande stima per i benemeriti servigi resi alla Sardegna, tuttavia è stato gravemente offeso il ruolo primario del Consiglio regionale quale istituzione suprema della Regione, essendo lo stesso escluso da qualunque partecipazione o parere su uno dei problemi sociali più drammaticamente aperti nell'Isola,

chiede di interpellare il Presidente della Giunta regionale affinché riferisca in merito, con carattere d'urgenza, nella prossima seduta del Consiglio i motivi che hanno presieduto tale scelta instaurando una anomala procedura fuori dai canoni del rispetto istituzionale avvertito in precedenti occasioni quando sono stati in gioco interessi così forti delle popolazioni sarde. (356)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Montis per illustrare la sua interpellanza.

MONTIS (R.C.-Progr.). Signor Presidente, io ho presentato questa interpellanza senza associare il mio Gruppo perché non volevo investirli di una responsabilità che può sembrare e apparire eccessiva, in un momento persino di turbamento, apprendendo dalla stampa che una delegazione ufficiale della Giunta regionale con una delegazione ufficiale del Governo della Repubblica si era incontrata a Roma per trattare importantissimi problemi per lo sviluppo economico della Sardegna: piano energetico, occupazione del Sulcis, ricostruzione della centrale di Portovesme, eccetera. In tale delegazione la Giunta regionale aveva associato dei rappresentanti di associazioni che, pur benemerite, abbiamo conosciuto fatti importanti sviluppati e sostenuti da queste associazioni, non avevano niente, persino nessun diritto di partecipare a una trattativa tra il Governo dell'isola e il Governo della Repubblica. Questi sono i problemi.

Siccome succede sempre più frequentemente che le rappresentanze anche autorevoli e anche benemerite di queste associazioni e anche di organizzazioni sindacali siano associate a trattative e ad atti esclusivamente politici per rivendicare provvedimenti a favore dello sviluppo, come dicevo, dello sviluppo economico della Sardegna, si è persino previsto un preventivo assenso su disegni di legge della Giunta, quasi con un parere vincolante o di autorizzazione da parte di associazioni e di organizzazioni sindacali. Un confronto con queste organizzazioni, con la società civile, con le organizzazioni sindacali è assolutamente positiva e democratica, anzi io credo che sia auspicabile anche un ampliamento di questo metodo di confronto. Tuttavia questo non può avvenire ignorando i diretti responsabili istituzionali che sono i consiglieri regionali di questa nostra istituzione, rappresentanti abilitati dal voto popolare e da questi elevati a rappresentanti ufficiali degli stessi. Perché su questioni così delicate e impegnative non possono essere consultati preventivamente le Commissioni permanenti, le rappresentanze, per esempio, dei Gruppi consiliari, anche se in modo informale? Questo mi sembrerebbe un modo di procedere più giusto e formalmente più corretto e che si presta meno a interpretazioni equivoche che spesso vengono fatte qua e là.

Questa non è una confusione di ruoli. Io non dico questa brutta parola, perché a me non è mai piaciuta, non è un inciucio. E se me lo consentite è invece un modo di rafforzare il confronto tra il Governo centrale e la Giunta regionale e questa istituzione che quando ha trovato uniti i rappresentanti del popolo sardo, le forze politiche, è riuscita sempre a incidere nella situazione. Io citerò un solo caso: c'è la notizia di oggi che ormai parrebbe definitivamente decisa la chiusura dell'impianto dell'Enichem di Ottana. Dopo Assemini, Villacidro, anche Ottana, vivaddio. Abbiamo cinque sottosegretari nel Governo della Repubblica italiana, abbiamo un Ministro sardo, è possibile che non possiamo noi, anziché gironzolare intorno alle organizzazioni coinvolgendole, certamente in modo democratico e fattivo, non possiamo noi unire le forze politiche e chiedere una forte unità delle forze politiche sarde per rivendicare una soluzione positiva per quell'unico impianto dell'Enichem(?) che rimane in Sardegna? Questi sono i problemi che devono essere esaminati, non abbiamo, non osta niente a coinvolgere rappresentanti di associazioni, o come si usa dire, della società civile, l'importante è che il ruolo primario di rappresentanza del popolo sardo e quindi anche di rivendicazione nei confronti del Governo centrale rimanga a questa istituzione, piaccia o non piaccia, questa è stata eletta dal popolo sardo, questa ha la responsabilità e questa deve essere coinvolta in primo luogo da parte delle forze di maggioranza e della Giunta se vuole ottenere una limpida e autorevole rappresentanza democratica delle popolazioni dell'Isola.

PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere il Presidente della Giunta regionale.

PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. Signor Presidente, onorevole collega interpellante, voglio rassicurarla sul fatto che la Giunta condivide le ragioni di perplessità che sono state espresse nella interpellanza. In realtà la Giunta era presente formalmente a quell'incontro convocato dal sottosegretario Carpi soltanto nella persona del Presidente e dell'Assessore dell'industria. Le convocazioni sono state effettuate esclusivamente dal sottosegretario Carpi, dunque la presenza di associazioni, quale quella citata dall'interpellante, non era stata preventivamente comunicata al Presidente della Giunta, né il rappresentante di quella associazione ha comunque avuto alcuna influenza nella stesura dell'atto, né ha partecipato alla sottoscrizione dell'atto. Voglio rassicurare il collega interpellante sul fatto che la Giunta è molto attenta alla distinzione dei ruoli e che ha un profondo rispetto delle funzioni del Consiglio regionale e che non confonde i livelli istituzionali con i livelli di organizzazioni volontarie. L'ordine delle convocazioni non è stato fatto dalla Giunta regionale, quindi tutte le presenze che erano in quella assemblea, a parte quella della Giunta regionale, non erano conosciute dal Presidente della Giunta regionale. Noi abbiamo agito in una dimensione di rispetto istituzionale e abbiamo chiesto che partecipassero alla sottoscrizione dell'intesa soltanto gli organismi istituzionali che sono deputati a rappresentare le rispettive istituzioni. Pertanto mi dichiaro d'accordo con i rilievi formulati dal collega Montis, però intendo confermare e rassicurare sul fatto che la delegazione sarda era composta esclusivamente dal Presidente e dall'Assessore, cioè dai livelli istituzionali che avevano poteri istituzionali a interloquire su questa materia.

PRESIDENTE. Ha facoltà di dichiarare se è soddisfatto o meno il consigliere Montis.

MONTIS (R.C. Progr.). Signor Presidente, io prendo atto della chiarificazione dataci dal Presidente Palomba, del resto conosco il sottosegretario Carpi, conosco anche certe sue attitudini a decidere in prima persona su qualche cosa. Quindi non ho motivo di ritenere non esatta l'informazione dataci dall'onorevole Palomba sul fatto che sia stato lo stesso sottosegretario ad aver convocato le associazioni eccetera. Tuttavia ritengo, prendendo atto di queste spiegazioni, che una rimostranza nei confronti del Governo e del singolo ministro vada fatta in futuro, perché è assolutamente impensabile che la istituzione sarda venga rappresentata da non meglio qualificate rappresentanze di associazioni o della società civile.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento della interpellanza numero 363. Se ne dia lettura.

DEMONTIS, Segretario:

Interpellanza Nizzi - Lippi - Pittalis - Milia - Floris - Marras - Biggio - Lombardo - Pirastu - Biancareddu - Balletto - Federici - Oppia - Casu - Granara - Tunis Marco Fabrizio sul finanziamento assegnato dalla Legge n. 488 del 1992 alla Compagnia Italiana Sviluppo Industriale (C.I.S.I.).

I sottoscritti,

PREMESSO che, da notizie apparse sulla stampa, tra 1'elenco delle aziende sarde che beneficiano dei finanziamenti previsti dal secondo bando della Legge 488 del 1992 ha ottenuto un contributo di oltre 60 miliardi la Compagnia Italiana di Sviluppo Industriale;

CONSIDERATO che, a tutt'oggi né il Presidente della Giunta regionale, né l'Assessore regionale dell'Industria hanno dato alcuna risposta in merito alla precedente interrogazione n. 383/A del 18 dicembre 1995 sul caso della fantomatica fabbrica di smaltimento di pneumatici in Tertenia;

CONSTATATO che si sta trattando della spendita di oltre 60 miliardi di lire appartenenti all'intera collettività nazionale ed in particolare a tutti i sardi, i quali ben lieti sarebbero di vedere realizzata una attività industriale in un territorio già pesantemente penalizzato da una grave crisi economico-sociale;

APPURATO che l'assenza di qualsiasi informazione in relazione alla compagine sociale, alle capacità tecniche, finanziarie e professionali di tale società contribuirebbe a creare un'altra cattedrale nel deserto;

PRESO ATTO che è stato espresso parere sfavorevole dalla Giunta Regionale della Sardegna ed è stata annullata la delibera di accreditamento alla stessa C.I S I da parte della banca C.I.S.,

chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e gli Assessori competenti per sapere:

1) se siano a conoscenza della succitata situazione;

2) quale Istituto bancario abbia istruito la pratica;

3) quali modifiche siano intervenute nella società C.I.S.I. da permettere l'inserimento nella lista delle società beneficiarie della Legge n. 488 del 1992;

4) quali urgenti provvedimenti intendano adottare.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori della interpellanza ha facoltà di illustrarla.

NIZZI (F.I.). Signor Presidente, colleghi, non è la prima volta che interveniamo su questo problema di questa fantomatica società che, secondo quanto abbiamo più volte avuto modo di dire, non aveva le carte in regola per poter ottenere un finanziamento, dapprima da parte della Regione; infatti venne sia rigettata la domanda, ma soprattutto la società non si presentò presso la banca CIS per prendere il primo stanziamento, i primi quaranta miliardi su un totale di settanta miliardi. Abbiamo detto che era una società a nostro parere con i conti poco chiari, anzi molto oscuri, una società che non riusciva a pagare la tassa di iscrizione al registro delle società, una società che non aveva presentato il bilancio, una società che aveva utilizzato il capitale sociale per pagare l'affitto della sede dove la società stessa era ubicata qui in Cagliari. Ebbene, a distanza di pochi mesi veniamo a sapere che questi signori presentano una domanda per ottenere un finanziamento, questo volta non alla Regione sarda, bensì presentano una domanda per ottenere un finanziamento di 60 miliardi secondo la legge numero 488 del '92. Il CIS, noi tutti, ricordo anche la frase emblematica del Capogruppo del Partito Democratico della Sinistra il quale parlò della "bufala di Tertenia". A nostro parere, a parere della stragrande maggioranza dei consiglieri regionali di questo Consiglio, aveva chiaramente preso atto che non poteva essere che una azione poco chiara. Cioè, per dirla molto chiaramente, qui ci sono tutti gli estremi per dire o per fare capire che si tratta di una truffa bella e buona. Quando noi passiamo da un rigetto da parte del CIS, un rigetto da parte del Consiglio regionale, ma più che altro un rigetto da parte della Giunta regionale, e poi ci troviamo che sessanta miliardi vengono concessi in base alla legge numero 488, sapendo anche che su duecentotrentatrè progetti presentati dalle nostre aziende in Sardegna, ben centotrentadue sono stati scartati. Ebbene prevedendo che quei sessanta miliardi potessero essere redistribuiti tra le altre società che non hanno avuto la possibilità di accedere al finanziamento, si potrebbe con chiarezza prevedere che almeno un'altra ventina di progetti seri, che potrebbero dare lavoro e sviluppo a questa martoriata isola, almeno venti progetti non hanno potuto vedere la luce, perché qualche furbone è riuscito o tramite i soliti amici, oppure tramite chicchessia ad ottenere questo finanziamento. Io ritengo che sia il Presidente della Giunta che l'Assessore competente, debbano, hanno il dovere di intervenire su questo finanziamento, non per altro perché essendo dei soldi pubblici, anche una parte la spendiamo noi come cittadini sardi di quei soldi pubblici. Per cui io ritengo che un'azione forte debba essere intrapresa, dobbiamo chiaramente sapere perché un progetto rigettato dalla Regione, dall'Istituto di credito sardo, dalla banca CIS, nel quale capitale sociale la Sardegna ha oltre il 30 per cento di proprietà, ebbene noi dobbiamo sapere con chiarezza, noi dobbiamo dire ai sardi perché questa società ha potuto ottenere un finanziamento così grande e perché questa società può avere il lasciapassare da un Istituto. Si ipotizza, non ho potuto avere, però spero che lo dica il Presidente o l'Assessore competente, chi ha portato avanti l'istruttoria per quanto riguarda la legge numero 488. Sembrerebbe che sia l'IMI che abbia fatto la nuova istruttoria. Ebbene, io voglio sapere se per la banca CIS ci sono tutti questi problemi come fa un Istituto nazionale, un istituto bancario così importante, a non accorgersi che le carte non sono in regola. Io spero, per tutti noi, ma soprattutto per i nostri conterranei che questa malaugurata vicenda abbia fine e, soprattutto, che sia fatta piena luce su questa vicenda.

PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere il Presidente della Giunta.

PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. La Giunta regionale ha sempre sottoposto a speciale vigilanza questa pratica riguardante la CISI, di cui io, anche personalmente, ho parlato in precedenza con il primo firmatario dell'interpellanza, sempre sottoposta a vigilanza speciale, nel senso che l'erogazione del finanziamento richiesto fu in un primo tempo sospesa e venne richiesto un supplemento di istruttoria alla banca CIS, che prevedesse degli altri elementi di valutazione. Solo in seguito alla rassicurazione, da parte della banca che esistevano tutti gli elementi, la Giunta non poté far altro che erogare il finanziamento. Ma successivamente all'erogazione del finanziamento la Giunta stessa più volte ha chiesto alla banca CIS di verificare se ricorressero le condizioni di legge per il finanziamento. In seguito a questa interazione efficace tra la banca e la Regione si è arrivati ad accertare che quelle condizioni che la banca pensava esistessero in realtà non esistevano, soprattutto le condizioni di garanzia, di solvibilità e di solidità finanziaria da parte della stessa società CISI. Per questa ragione la Giunta regionale, caso rarissimo, ha disposto la revoca del finanziamento perché non riteneva che esistessero le condizioni secondo i principi di buona amministrazione, di legalità e di trasparenza. Una volta che la CISI non poteva godere dei finanziamenti regionali, evidentemente ha seguito altre strade; è la strada della "488", la quale, come è noto, esula completamente dai poteri di intervento della Regione stessa, in quanto le industrie che ritengono di avere diritto al finanziamento si rivolgono direttamente al ministero dell'industria e, dallo stesso ministero dell'industria, ricevono o meno il finanziamento attraverso un'istruttoria che segue linee indipendenti dai poteri di accertamento e di verifica della Regione. Ora se è vero che la CISI ha ottenuto il finanziamento da parte del ministero dell'industria, ai sensi della "488", i casi sono due: o sono cambiate le condizioni e questa compagnia ha dato solide garanzie, che sono state accertate da altri, ovvero, il ministero dell'industria potrebbe aver fatto le stesse prime valutazioni che ha fatto la Giunta e, sulla base di un'istruttoria formale, potrebbe aver ritenuto che sussistano le condizioni. Allora non capita mai o non dovrebbe capitare che un ente intervenga nei procedimenti decisionali di un altro ente, in modo particolare la Regione intervenga presso il ministero dell'industria per contestare autonomamente, con propria autonoma determinazione, le decisioni. Tuttavia se il ministero dell'industria venisse investito, ad esempio, dallo stesso interpellante, il quale manda il testo dell'interpellanza, la Regione non avrebbe alcuna difficoltà a far pervenire al ministero dell'industria le ragioni che hanno portato la Regione stessa alla revoca del provvedimento.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Nizzi per dichiarare se è soddisfatto.

NIZZI (F.I.). Io sono in parte soddisfatto della risposta data dal Presidente perché così sembrerebbe che altra via non possa essere seguita dalla Giunta regionale, però potrebbe essere anche, io non ho nessuna difficoltà e farò anche questo ulteriore passo, però anche l'Assessore dell'industria potrebbe sicuramente chiedere, perché una cosa è avere un rapporto diretto tra un consigliere regionale e il ministero dell'industria, altra cosa, di ben altro peso, è che l'Assessore regionale competente ponga specifica richiesta, faccia specifica richiesta al ministero altrettanto competente.

PRESIDENTE. Segue ora l'interpellanza numero 366. Se ne dia lettura.

CONCAS, Segretaria:

Interpellanza Montis - Concas - La Rosa - Vassallo - Aresu sulle questioni che si pongono dopo il fallimento della"Marsilva".

I sottoscritti,

CONSIDERATE le insistenti dichiarazioni e gli articoli di stampa che annunciano scenari devastanti che il fallimento della "Marsilva" produrrebbe ai fini occupativi dei lavoratori attualmente impiegati, nonché aggravando l'emergenza sociale esistente in Sardegna, peraltro creando motivi di agitazione strumentale e mistificatoria fra le popolazioni interessate;

CONSIDERATO, altresì, che la questione della forestazione produttiva nell'Isola è un fattore importante di sviluppo, se programmato con criteri tecnicamente moderni e investimenti finanziari consistenti, rispondenti al ruolo che a questo comparto si assegna nel processo di sviluppo per fini occupativi nelle zone interne del nuorese e dell'oristanese;

chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale per conoscere:

1) il numero reale dei lavoratori impiegati attualmente nella Marsilva, l'estensione boscata, a chi appartengono e quanti sono gli ettari di terreno di proprietà dei comuni inclusi negli attuali cantieri di rimboschimento;

2) se ci sono state promesse, ed eventualmente di quale natura e ordine, e da chi sono stati garantiti sostegni anche finanziari per la conduzione della "Marsilva" peraltro già fallita e tenuta in vita per motivi ai più sconosciuti e da rendere opportunamente pubblici.

3) se esistono programmi regionali di incremento di forestazione produttiva e quanti potrebbero essere gli occupati nell'immediato e nel medio termine

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'interpellanza ha facoltà di illustrarla.

MONTIS (R.C.-Progr.). Signor Presidente, cartiera, Marsilva, forestazione produttiva è ormai diventata una storia dell'Isola, una storia sarda fino al punto che ha dato origine o comunque ha influenzato il sorgere di un movimento politico che intende chiedere il voto ai sardi alle prossime elezioni regionali. Noi siamo particolarmente sensibili, non noi soli, naturalmente, ci mancherebbe altro, a questo problema, talmente sensibili che il 9 giugno del '95 avevamo presentato una mozione sullo stato di abbandono dei cantieri di forestazione dell'ex società Marsilva. Dicevamo: ci sono 16 mila ettari di bosco compresi nei cantieri di rimboschimento, dislocati in 44 comuni dell'Isola, in stato di abbandono, nessuna manutenzione e conseguentemente esposti a un grave rischio di incendio anche in considerazione delle particolari condizioni climatiche che hanno colpito la Sardegna (siamo nel '95) e via di seguito. Poi abbiamo ripreso la questione il 23 luglio di quest'anno con un'interpellanza originata da questioni che vengono affacciate all'opinione pubblica in modo più o meno mistificatorio come uno dei problemi atti a risolvere i problemi dell'Isola, a incidere fortemente nel campo dell'occupazione. Tanto è vero, io avevo promesso e non ho mantenuto la parola finora all'onorevole Palomba, di dargli un dossier sulla Marsilva, credo che lo farò appena ne avrò le condizioni per farlo, prospettando di volta in volta, dicevo, l'occupazione di 2000, 4000, 6000 poi si è arrivati a 12 mila persone. Io ritengo che abbia sbagliato la Giunta regionale a indire una conferenza stampa sui problemi della Marsilva e non partire da questi obiettivi dicendo: quanti sono gli occupati della Marsilva? In quel momento erano 46. Quanti sono gli ettari di forestazione produttiva che nel corso degli anni, a partire dalla fine degli anni sessanta e gli inizi degli anni settanta (io sono stato con una delegazione della Commissione industria del Consiglio regionale della Sardegna nel 1971 a visitare i cantieri di Villaurbana), sono stati attivati? Di chi è questa proprietà terriera sulla quale si è proceduto a costruire questi magnifici impianti, perché in certe zone sono veramente delle cose pregevoli? Ecco, da questa situazione bisognava partire. Voi sapete che questi 18.000 ettari, poi siamo tra i 16-18-20 mila ettari, sono di proprietà di 44 comuni. Ce ne sono alcuni che hanno una proprietà consistente, come quello di Seui, che ha oltre 1500 ettari di terreno, quello di Villaurbana o qualche altro. Come è possibile associare a una forestazione produttiva la possibilità di sviluppo della cartiera senza una programmazione e senza un previo accordo? Tra l'altro sono scaduti i contratti trentennali per l'uso di quei terreni. Credo che quei terreni, comprese le colture arboree esistenti, debbano essere restituiti ai legittimi proprietari, gran parte dei quali, ripeto, sono i comuni. E allora come è possibile affidare ad altri, a terzi, proprietà che non sono della Regione autonoma della Sardegna, che sono dei comuni, che sono di privati, che sono spesso piccoli appezzamenti o appezzamenti consistenti? Questo era il problema. Diciamo in questa interpellanza, il numero reale dei lavoratori poi l'abbiamo appurato, io non vi dico, perché sono cose correnti che probabilmente accadono a tutti i consiglieri regionali, che ho ricevuto una lettera di insulti, dicendo che Rifondazione Comunista non si è mai occupata dei lavoratori disoccupati e che anzi il problema dei lavoratori disoccupati o in cerca di lavoro non è un argomento che interessi in partito della Rifondazione Comunista. Io chiamo come testimoni voi tutti se questo può essere un fatto vero o uno di questi banali atteggiamenti di lotta politica deteriore che di tanto in tanto si sviluppa nelle zone periferiche della nostra Isola. Chiedevamo, ripeto, qual è il numero dei lavoratori impiegati l'abbiamo saputo, l'estensione boscata, e c'è ancora incertezza, la proprietà complessiva e poi singola della amministrazioni locali e dei privati, se ci sono promesse, perché tutto il problema risale alla questione dell'impegno di centinaia di miliardi, così si diceva, noi non abbiamo notizie, se non indiscrezioni, che sarebbero dovuti essere trasferiti per finanziamenti dell'Unione europea, dello Stato e della Regione in mano di privati, poi non si capisce bene come la cosa poteva avvenire, se si trattava di introdurre in altri terreni percorsi dagli incendi o in condizioni di non ospitare, di non interessare altre colture agricole, oppure se si trattava di una delle condizioni per acquisire e mantenere la Cartiera di Arbatax. Volevamo sapere alcune di queste cose, e infine se esistono dei programmi di incremento della forestazione. Siamo assolutamente convinti che la forestazione produttiva può dare occupazione, può salvaguardare l'ambiente, può dare condizioni anche di sviluppo in campo turistico. Se noi riusciamo a rispondere a queste cose anche probabilmente fuori da questo breve dibattito che comporta l'illustrazione di un'interpellanza e i chiarimenti da parte della Giunta, credo che avremo fatto un grosso passo in avanti, intanto separando le due questioni, perché sono due cose differenti: una cosa è la Cartiera, una cosa è la forestazione produttiva, che può, sì, creare le condizioni per il mantenimento e anche per lo sviluppo della Cartiera, ma con contratti non con una commistione, perché questo è stato il problema che si è manifestato in Sardegna, e da questo è nata tutta la diatriba che si è sviluppata nel corso di questi mesi, con questa parola inventata della filiera, forestazione, carta, ecc., dalla materia prima fino al prodotto finito. Credo che questi siano problemi da chiarire, chiarendo che queste sono due cose assolutamente diverse, che la forestazione produttiva deve andare innanzi tutto a favore del mantenimento e dello sviluppo della Cartiera, ma come due cose separate. E, infine, io credo che sia una delle cose più importanti che la Regione deve porsi; mi pareva che ci fosse anche una predisposizione di singoli Assessori, parlati anche personalmente, di costituire rapidamente società miste tra Regione, comuni, proprietari dei terreni e privati che sono partecipi, estendendo notevolmente a decine e decine di migliaia di ettari la forestazione produttiva, creando le condizione per l'assunzione di centinaia, forse anche qualche migliaio di lavoratori complessivamente, senza fantasticare molto, altrimenti arriviamo agli investimenti del mese di luglio sulla legge numero 15, che stabilisce con grande precisione che quegli investimenti creeranno 3211 posti di lavoro. Un po' difficile quantificare in questo modo, ma certamente un programma di questo genere, la costituzione di società miste tra la Regione, i comuni e i privati, può dare occasioni di lavoro importanti, soprattutto per quelle zone, l'Alto Oristanese, l'Ogliastra, e incidere fortemente anche sulle decisioni future del mantenimento e dello sviluppo della Cartiera.

In questa ottica credo che dovrà essere esaminata, non soltanto in questo breve incontro, ripeto, di un confronto su un'interpellanza, ma su un esame più completo. Noi stiamo disattendendo questa questione che è stata sollevata dagli inizi di questa legislatura, e io penso anche nelle altre legislature, le proprietà pubbliche in Sardegna sono amplissime, la possibilità dello sviluppo in questo campo è notevole, la utilizzazione della forestazione è assicurata dalla esistenza della Cartiera, ma sarebbe assicurata comunque da concorrenti esterni particolarmente interessati a ottenere le nostre produzioni. L'importante è avere il coraggio di assumere alcune decisioni, programmarle e investire le risorse finanziarie necessarie.

PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere il Presidente della Giunta regionale.

PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. Io ringrazio, a nome della Giunta, l'interpellante perché dà la possibilità di chiarire e di illustrare al Consiglio tutti gli elementi che riguardano questa vicenda, esplosa in maniera clamorosa nei modi che anche l'interpellante ha richiamato, e che merita, qui, in questa sede istituzionale, tutto il chiarimento che deve essere dato affinché di mistificazione non si possa più trattare, ma si possa discutere sulla base soltanto di elementi di fatto.

Io esprimo la solidarietà della Giunta al collega Montis, per la lettera di insulti che ha ricevuto, e quindi anche a Rifondazione Comunista, alla quale era diretta, posso purtroppo dire che siamo in buona compagnia, perché purtroppo non solo lettere di insulti, ma anche diverse espressioni di questa modalità nuova e inusitata di lotta politica siamo piuttosto testimoni. Credo che dovremo tutti quanti bandire e combattere questo modo, questo strumento di lotta politica dal nostro modo di atteggiarci e pretendere che anche al di fuori questo sistema venga bandito. Per quanto riguarda gli elementi specifici dell'interpellanza, ai quali io intendo rispondere in maniera assolutamente puntuale, parto dal primo punto, dal punto numero 1, per dire che il numero dei lavoratori della Marsilva impiegati attualmente è di 36 ai quali vanno aggiunti 14 che hanno cessato il rapporto di lavoro. Questi dipendenti non sono andati sul lastrico per responsabilità della Regione e del Consiglio, sono nella disperazione soltanto perché una gestione fallimentare di questa società non solo ne ha determinato il licenziamento, ma ha determinato anche il mancato pagamento delle retribuzioni tanto che i dipendenti attendono di avere 6 miliardi dal fallimento della Marsilva per crediti privilegiati attinenti al loro rapporto di lavoro. La Marsilva ha circa tra 9 e 10 mila ettari boscati, la Marsilva è un'intrapresa esclusivamente privata nella quale il settore pubblico non ha alcuna partecipazione, negli anni pregressi la Regione si è limitata a erogare quei finanziamenti che sono previsti dalla legislazione in favore di questa impresa privata. Tant'è che allo stato passivo del fallimento della Marsilva sono iscritti i crediti della Regione, diretti della Regione, dell'Assessorato dell'agricoltura, per circa 4 miliardi e 600 milioni più circa 11 miliardi di crediti riflessi attraverso le banche per finanziamenti erogati attraverso le banche. Di questi 9-10 mila ettari boscati circa la metà sono di pertinenza dei comuni, alcuni dei quali hanno rilevanti estensioni di terreno, sui quali insistono gli alberi di proprietà della Marsilva, una parte insiste su terreni dell'Azienda forestale, un'altra parte ancora insiste su terreni privati. Al secondo punto l'interpellante chiede se ci sono state promesse in relazione a questo fallimento e della Società Marsilva tenuta in vita per motivi ai più sconosciuti. Io devo precisare, e lo posso fare sulla base degli atti formali, debbo precisare che alcune date (non ne citerò molte, ma le più importanti devo richiamarle) che hanno caratterizzato la vita di questa società, il 14 febbraio del '95 il Tribunale di Cagliari ha dichiarato il fallimento della Marsilva, l'11 maggio 1996 al curatore fallimentare è pervenuta una proposta di concordato fallimentare da parte della Marsilva, formulato nei seguenti termini: pagamento immediato dei crediti privilegiati, tra gli altri si ricordano i 6 miliardi ai lavoratori e poi il pagamento degli altri creditori nella misura del 60 per cento. Sostanzialmente questo concordato fallimentare riguardava un importo di quasi 40 miliardi. Questi soldi avrebbero dovuto essere pagati immediatamente dopo il passaggio in giudicato della sentenza di omologa del concordato, omologa che è avvenuta il 3 ottobre 1996, c'è da ricordare che questo concordato era assistito da una garanzia nell'adempimento degli obblighi da esso derivanti, prestato dalla società Arbatax 2000 con sede in Arbatax. Quindi Arbatax 2000 ha garantito l'adempimento del concordato nella misura di circa 40 miliardi. Il 3 ottobre 1996 il Tribunale di Cagliari ha omologato il concordato, da quel momento la società, la fallita società Marsilva che aveva proposto il concordato fallimentare, avrebbe dovuto pagare immediatamente i 39-40 miliardi previsti nel concordato fallimentare. Questo non è avvenuto. Tanto che il curatore fallimentare completamente al di fuori di una qualunque partecipazione della Regione, che non è stata e non doveva essere invitata alle udienze, il curatore fallimentare ha chiesto la convocazione di tre udienze, marzo, aprile, maggio, per verificare se l'adempimento da parte del concordato. Poiché questo non era avvenuto è stata fissata un'udienza definitiva al 15 di luglio nella quale il Tribunale ha preso atto che non era stato onorato l'impegno assunto con il concordato fallimentare, di modo che il Tribunale, ripeto, con la sola partecipazione della società e del curatore fallimentare, ha deciso la revoca del concordato fallimentare e la riapertura del fallimento. Adesso noi siamo in questa situazione. Il fallimento è riaperto e la prossima udienza è fissata il 3 novembre, si tratta di un impegno del valore effettivo di circa 80 miliardi, la cui valutazione commerciale dovrebbe arrivare intorno ai 200 miliardi, secondo le stime che vengono effettuate in senso più generale e si tratta di vedere che cosa potrà accadere e se ci sarà un altro concordato fallimentare, se qualcuno lo proporrà, ovvero se dovranno essere messi all'asta i boschi. Io concordo con lo spirito dell'interpellanza, secondo il quale occorrerebbe trovare i modi per restituire ai comuni anche la proprietà non solo del suolo, ma anche la proprietà superficiale, quella proprietà dei boschi, affinché o con società miste, pubblico e privato, con cooperative giovanili possa dare rilevante lavoro. Ma essendo adesso, attualmente, il compendio della Marsilva un compendio esclusivamente privato la Regione non può intervenire. Bisognerebbe che ci fosse e che si verificasse la possibilità di un qualche intervento della Regione attraverso una qualche forma di acquisizione, ma non per un'utilizzazione diretta da parte della Regione, ma per la restituzione alle comunità locali e perché si possa avviare con società miste l'occupazione nei diversi comuni e l'occupazione anche giovanile. Nessuna promessa di nessun genere è stata fatta né poteva essere fatta, la Regione non è mai intervenuta sulla Marsilva, la Regione è intervenuta con una delibera di intenti sulla questione della Cartiera di Arbatax, dicendo che la Regione avrebbe apprestato i propri strumenti finanziari, quelli previsti dalle leggi proprie e anche dalle leggi comunitarie facendosene interprete, a quell'industria, a quell'impresa che fosse risultata aggiudicataria della Cartiera stessa a seguito dell'asta e della procedura concorsuale che era stata fatta dal Ministero dell'industria che ha competenza esclusiva. Né poteva essere diversamente, perché la Regione non poteva intervenire a scanso di una turbativa data a favore di uno o dell'altro esponente. Fermo restando che la Regione ha seguito costantemente la soluzione della questione Arbatax, e tuttora si sta adoperando perché essa venga risolta. Comunque io concordo con la precisazione del consigliere Montis che le cose non vanno confuse, anche se sono risultate oggettivamente connesse dal fatto che Arbatax, poi a sua volta fallita, aveva prestato garanzia per quaranta miliardi di adempimento del concordato fallimentare. Passo infine al terzo punto della interpellanza per dire che esistono programmi regionali di incremento di forestazione produttiva. Esso riguarda il programma regionale, in via di definizione, che è relativo alla applicazione del regolamento CEE numero 2080 del '92, e riguarda la applicazione del programma relativo al biennio 98/99. Con tale programma si prevede la realizzazione di rimboschimenti con latifoglie e conifere su trecento ettari di superfici irrigue e su ottomila e quattrocento ettari su superfici non irrigue, per un totale di ottomila e settecento ettari che dovrebbero essere eseguiti da operatori privati. Inoltre si prevede che possano essere impiantati altri mille e duecento ettari nello stesso biennio a cura di enti pubblici, comuni, comunità montane e enti vari. Qualora questo programma fosse portato a compimento si avrebbe un incremento di superficie rimboschita di novemila e seicento ettari. Per la realizzazione degli impianti e per la manutenzione di questi stessi impianti, operazione da attuarsi nei cinque anni successivi a quello dell'impianto stesso, verrebbero impiegate complessivamente seicentoventiquattromila giornate lavorative, centoquarantattromila il primo anno per un numero di occupati di circa cinquecento unità e novemila e seicento giornate lavorative annue per i cinque anni successivi, con circa una quarantina di unità che potrebbero essere addette al settore del rimboschimento.

PRESIDENTE. Ha facoltà di dichiarare se è soddisfatto o meno il consigliere Montis.

MONTIS (R.C.Progr.). Per dire che finalmente cominciamo ad affrontare problemi in senso molto stretto e anche molto concreto, bandendo le mistificazioni, le promesse come si diceva una volta, in senso buono, di marinaio, delle migliaia e migliaia di ettari, di posti di lavoro e un numero di ettari che coinvolgerebbe gran parte dell'isola. Ora, il problema della occupazione nel campo della forestazione produttiva e anche non produttiva, nella forestazione in genere, rientra come uno dei punti che noi abbiamo sollevato con insistenza nel corso dei dibattiti sulla occupazione, e anche nei dibattiti in occasione dei bilanci della Regione; perché riteniamo che questo senza grandi progetti, strutture in cemento armato, passaggi tecnici da più istituzioni, dai provveditorati alle opere pubbliche, potesse essere uno degli elementi in grado di assicurare una certa occupazione in tempi rapidi, insistiamo ancora su questo. Ora io prendo atto di queste cose, chiederò poi al Presidente Palomba in dettaglio le cose che ha detto perché possiamo farne anche oggetto di ulteriore riflessione. Una cosa tuttavia mi sembra importante da dire; bisogna rimuovere gli ostacoli che ancora esistono per l'acquisizione di questi ettari produttivi e la loro utilizzazione. Bisogna rimuovere tutti gli ostacoli che ci sono nei tempi più rapidi possibili per utilizzare questo numero di ettari in programma, si tratta di novemila e seicento ettari, se non ho capito male, complessivamente tra irrigui, privati e pubblici, la maggior parte dei quali privati, che consentirebbe una occupazione abbastanza consistente, si tratta di cinquecento persone, che tuttavia potrebbe dare del lavoro, della attività, della occupazione indotta che arricchirebbe sensibilmente la capacità produttiva di questo numero di ettari di terreno, soprattutto in zone dove difficilmente è possibile o comunque è più difficoltoso attivare altre colture agricole o dell'allevamento. Però una cosa è certa, noi insistiamo e per questo siamo parzialmente soddisfatti, perché queste società vengano attivate nel modo che possano servire da esempio anche per le altre zone della Sardegna; perché ormai non è più una parte dell'oristanese con Villaurbana al centro, o l'Ogliastra, ad avere questi problemi, a consentire anche un insediamento produttivo in quei terreni, ma ci sono altre vastissime aree nell'isola che potrebbero produrre occupazione e sviluppo. Se questo è l'impegno noi siamo parzialmente soddisfatti e chiediamo che la Giunta regionale presenti questo programma quanto prima è possibile perché si possa dare un giudizio, non solo noi, ma un giudizio complessivo che aiuti questo processo di occupazione e sviluppo di cui la Sardegna ha impellente bisogno.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento della interpellanza numero 367. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, l'Assessore Onida è assente giustificato, ed ero d'accordo con lui che se non fosse riuscito a rientrare dall'Asinara, questa interpellanza, data l'urgenza, venisse trattata in questa sessione del Consiglio, ma ovviamente non questo pomeriggio. Quindi io chiedo, considerato che per qualche altra interpellanza si pone lo stesso problema, di trattarla o domani o comunque in un intervallo di questa sessione del Consiglio.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento dell'interpellanza numero 313. Se ne dia lettura.

DEMONTIS, Segretario:

Interpellanza Liori - Cadoni - Pittalis - Carloni - Tunis Marco Fabrizio sull'assurdo aumento del ticket per le visite mediche specialistiche.

I sottoscritti, premesso che:

- con recente Decreto ministeriale l'importo del ticket per le visite mediche specialistiche è stato portato da lire 26.000 a lire 40.000;

- la Regione sarda non ha utilizzato la facoltà prevista dalla legge di ridurre del 20 per cento l'aumento così come hanno fatto altre regioni d'Italia;

- la ASL n. 3 di Nuoro ha, prima fra le altre ASL della Sardegna, immediatamente reso esecutivo il provvedimento che suona insulto alle popolazioni di una delle zone economicamente più depresse d'Italia e che, fra l'altro, vanta il primato della disoccupazione in Sardegna,

chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale per conoscere:

1) se tale provvedimento sia condiviso dalla Giunta regionale e se intenda estenderlo al resto della Sardegna;

2) se non ritengano che ticket così alti non spingano l'utenza verso il servizio privato libero professionale, col rischio di un grave danno economico per le strutture pubbliche, specie poliambulatoriali;

3) per quali motivi la Regione sarda non si sia avvalsa della facoltà prevista dalla legge di ridurre l'aumento;

4) se non ritengano di intervenire presso il Governo al fine di rappresentare l'iniquità del provvedimento in parola nei confronti di una terra ancora in attesa di un serio sviluppo.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori ha facoltà di illustrare l'interpellanza.

LIORI (A.N.). Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta, onorevoli Assessori, colleghi, io vorrei fare una piccola premessa che riguarda questa interpellanza, perché siamo arrivati a rispondere alle interpellanze con tempi che per la politica sono geologici. Mi sono permesso di sottrarre a un mio nipotino uno dei fossili della sua collezione, è un trilobite, un animale che viveva in Sardegna seicento milioni di anni fa. Sono tempi lunghissimi, signor Presidente, e noi ci auguriamo di avere in Sardegna grandi giacimenti di fossili che tra l'altro andrebbero anche tutelati. Però per i tempi della politica rispondere dal 20 dicembre 1996 al 9 settembre 1997, quando mi risulta che i problemi siano stati risolti, ahimè anche essi con tempi biblici, perché aver risolto il problema che è nato dopo che si sono fatti pagare i ticket più alti d'Italia in una delle province più povere dell'Italia stessa, che è quella di Nuoro, credo abbia comportato un costo sociale non indifferente per queste popolazioni. Comunque chiedo fondamentalmente all'Assessore competente e alla Giunta una maggiore sensibilità in avvenire nel dare risposte sia per la soluzione dei problemi., che sia pure in ritardo sono stati attuati, e ringrazio comunque a nome dei nuoresi, ma anche per il rispetto che si deve al Consiglio in aula ai problemi che vengono sollevati.

FADDA PAOLO (Popolari), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Sì, signor Presidente, consentitemi innanzitutto di chiedere scusa per il ritardo, perché so che le interpellanze erano in discussione alle ore 17. Io ho avvisato che per motivi istituzionali sarei arrivato soltanto alle ore 18. Due parole, onorevole Liori, questa interpellanza è servita, e lei sa benissimo, l'ha detto nel suo intervento, perchè l'azienda di Nuoro ha voluto dare applicazione, senza le direttive della Regione, ad una norma del 22 luglio 1996. Il problema è stato risolto tempestivamente da parte dell'Assessore ma credo di dare una buona notizia al Consiglio dicendo che quei cittadini - e ho terminato davvero - che avevano pagato il ticket in più sono stati rimborsati da parte dell'azienda. Quindi i cittadini di Nuoro non hanno pagato nessuna cifra in più rispetto alle altre perché l'azienda ha provveduto anche al rimborso per quei cittadini che avevano dovuto pagare un ticket superiore al resto del territorio.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Liori per dichiarare se è soddisfatto.

LIORI (A.N.). Ringrazio nuovamente l'Assessore per la notizia che mi ha dato e che non avevo, della tempestività questa volta del rimborso che è stato portato ai cittadini della provincia di Nuoro. E credo anche che con questo si sia fatto un atto di giustizia di non poco conto, anche se 40 mila lire possono sembrare poche, però è un principio, signor Presidente, che è quello dell'uniformità del servizio sanitario che deve essere erogato in maniera uniforme in tutto il territorio della Regione, e non in maniera uniforme soltanto per quanto riguarda la qualità del servizio erogato, cioè della prestazione sanitaria, ma anche della fruibilità, che non è solo quella dei mezzi di trasporto per poter accedere alle sedi dove questo servizio viene erogato ma anche la parità di trattamento di tipo economico.

PRESIDENTE. Segue ora l'interpellanza numero 340. Se ne dia lettura.

CONCAS, Segretaria:

Interpellanza Biancareddu - Pittalis - Lombardo - Marracini - Lippi - Bertolotti - Balletto - Casu sulla gestione economico-amministrativa dell'A.S.L. 2 Olbia-Tempio.

I sottoscritti,

PREMESSO CHE:

u in seguito all'approvazione della legge di riforma del 1995, dopo lunghe e travagliate vicissitudini, nel settembre 1996 è stato insediato il direttore generale, dott. Massidda;

u proprio nello spirito della legge, che tende a trasformare la famigerata gestione pubblicistica in privatistica, in un'ottica di razionalizzazione, efficienza e risparmio, colui che siede ai vertici di tale ente viene chiamato anche "manager";

CONSIDERATO CHE:

u tra i primi atti compiuti dal direttore generale vi è stata la nomina del direttore amministrativo e del direttore sanitario così come previsto per legge;

u entrambi tali figure sono state scelte dal di fuori del personale dipendente dell'A.S.L. con enorme aggravio di spesa per le già depauperate casse dell'Azienda;

RILEVATO che evidentemente il dott. Massidda ha considerato incapaci di ricoprire tali ruoli sia i vertici amministrativi che sanitari dell'A.S.L., valutando come dei "pellegrini" coloro i quali per decenni con competenza, sacrificio e abnegazione hanno portato avanti dignitosamente la baracca, visti anche gli esigui mezzi finanziari di cui disponevano;

APPRESO che, pare, il dott. Massidda, dopo aver nominato un esterno, il dott. Pisotti, direttore amministrativo, riconoscendogli quindi una competenza tecnico-giuridico-sanitaria nettamente superiore a tutti i "peones" dell'amministrazione dell'A.S.L., tale da giustificare il congruo compenso di lire 150 milioni annui, abbia inviato quest'ultimo alla Bocconi di Milano per frequentare un corso, non si sa se di aggiornamento o specializzazione e comunque ad apprendere il mestiere, il tutto a spese della povera A.S.L.;

CONSIDERATO che se ciò corrispondesse al vero sarebbe non solo vergognoso dal punto di vista morale ma anche rilevante sotto il profilo contabile, (come è possibile che un "manager" si avvalga di un consulente esterno e poi lo mandi anche a scuola a spese dell'ente, sottraendo denaro all'assistenza ai malati o al diritto di aggiornamento dei dipendenti),

chiedono di interpellare l'Assessore regionale della sanità per sapere se tali notizie corrispondano al vero e quali provvedimenti intende adottare affinché l'A.S.L. 2 venga gestita veramente in termini "manageriali" e non come ai tempi della prima Repubblica.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'interpellanza ha facoltà di illustrarla.

BIANCAREDDU (F.I). Assessore, nel ringraziarla per la sua gentile presenza vorrei sottoporle un fatto, non so se risponda al vero o meno, ma ci risponderà lei nel merito. Mi risulta che, a seguito dell'approvazione della legge sulla riforma sanitaria del '95, dopo lunghe vicissitudini, finalmente, per opera dello Spirito Santo, cioè del professor Ciarlo, sono stati nominati questi benedetti manager. Non entro nel merito dei parametri e dei sistemi di valutazione dei titoli e dei meriti e delle professionalità perché pare che si sia privilegiata una certa continuità, cioè grande punteggio a chi era già presidente o amministratore straordinario e poco o pochissimo punteggio a chi proveniva da settori che in termine di gestione privatistica di un'azienda dovevano essere più consoni e quindi scelti a preferenza di altri. Nell'Asl di Olbia a Tempio, invece, si è scelto di rompere con la continuità. Infatti è stato mandato, o meglio nominato, un tecnico, pensate che era direttore di carceri, quindi di grande attinenza con i problemi sanitari, e si stanno vedendo già i risultati di questa grande competenza. Pare che dopo il suo insediamento avvenuto nel settembre del '96, visto che per manager si intende uno che razionalizza e risparmia, questo è lo spirito della legge, pare che il primo intervento che abbia fatto sia stato quello di controllare il voltaggio delle lampadine, perché per risparmiare bisogna anche ridurre questo, senza badare che negli ospedali un certo voltaggio è previsto per legge. Però mentre risparmiava sulle lampadine ha deciso di nominarsi due collaboratori esterni; quindi oltre al personale interno della USL, considerato evidentemente incapace di ricoprire tali ruoli, e tra Tempio, Olbia e La Maddalena ce n'è a iosa, sia nel settore sanitario che amministrativo, comunque lui ha ritenuto di dover nominare due consulenti esterni, sempre nell'ottica del risparmio, alla modica cifra di 130 milioni l'uno all'anno. Questo nel pieno rispetto di un'ottica lottizzatoria, infatti uno è di area popolare e uno è di area del PDS, ma di questo non dobbiamo spaventarci perché siamo abituati a tutto. La cosa che mi ha un po' infastidito, sempre se è vera, è, in primis, che ha considerato dei peones quelli che da trent'anni lavorano nei diversi ospedali di Tempio e Olbia e quindi non li ha ritenuti all'altezza di ricoprire tali ruoli; la seconda, che è ancora più strana, è che dopo aver nominato un esperto lo abbia mandato alla Bocconi, a spese dell'azienda sanitaria, per imparare a fare quella consulenza per cui era stato nominato. Quindi sarebbe come pagare cento milioni a un avvocato per una consulenza e poi dirgli: questi sono altri trenta per andare a imparare a farla da qualche professore, e ti pago quindi sia la consulenza e sia la scuola per imparare a farla. Questo se corrispondesse al vero sarebbe grave e fa anche un po' sorridere, perché sembra strano che uno nomini un consulente esterno e poi gli dia anche i soldi per andare a imparare il mestiere. Allora tanto valeva non nominarlo, far risparmiare l'azienda, prendere un interno e mandarlo ad aggiornarsi, come sarebbe stato preferibile. Queste sono le mie perplessità, se lei volesse fugarle mi farebbe un piacere.

PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

FADDA PAOLO (Popolari), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Non c'è dubbio che il collega Biancareddu abbia avuto la capacità, da avvocato tra l'altro, di esporre in termini anche brillanti una causa, però debbo dire che nonostante la bravura dell'avvocato in termini normativi il collega non ha ragione, perché i direttori amministrativi e i direttori sanitari non sono dei consulenti, sono dei funzionari, dei dirigenti che sono inseriti nel sistema sanitario. Diverso è e su questo io avrei avuto ragione, avrei condiviso anche le perplessità del collega Biancareddu, però debbo dire che uno dei problemi più grossi che ha la pubblica amministrazione, tanto è vero che la stessa legge numero 722 dello Stato richiama l'obbligo, da parte delle aziende, delle USL e del sistema comunque del pubblico impiego, per organizzare corsi di aggiornamento per i dirigenti sanitari e amministrativi. Credo che sia importante, io posso dire di più: che appena si sono insediati i direttori generali, come Regione stessa ho organizzato un incontro di formazione, dove ho partecipato tra l'altro anch'io, per i direttori generali delle aziende. L'evoluzione continua del sistema sanitario merita davvero, ed è uno dei problemi più che grossi che noi abbiamo nel nostro sistema pubblico, la capacità di creare davvero le occasioni di aggiornamento per tutto il sistema pubblico, perché nessuno si scandalizza se le grandi imprese organizzano degli incontri semestrali per i propri dirigenti, per i propri responsabili a qualsiasi livello, diventa scandaloso quando, all'interno della pubblica amministrazione, si cerca di dare una maggiore professionalità. Credo che la scelta, ma questo l'onorevole Biancareddu lo sa bene, che la scelta del direttore amministrativo e del direttore sanitario non significa sminuire la presenza delle professionalità in quell'azienda. La legge, possiamo condividerla o non condividerla, io per esempio sono uno di quelli, e credo che i colleghi del Consiglio me ne possono dare atto, che da tempo ha contestato alcuni passaggi sia della "502" che della "517," però è un rapporto fiduciario del direttore generale che si sceglie queste due figure del direttore sanitario e del direttore amministrativo. Questo in termini generali; io dico che dovremmo avere davvero la capacità, per tutte le professioni, questo riguarda il medico, riguarda l'infermiere professionale, come riguarda il dirigente amministrativo. Dobbiamo avere la capacità di creare veramente delle scuole permanenti di aggiornamento del nostro personale perché una rivoluzione come quella che sta avvenendo nel settore della sanità non può essere applicata, non potrà essere realizzata se noi non avremo questa capacità a livello di primario, a livello di dirigenti, di creare davvero delle scuole di formazione. Per quanto riguarda la domanda specifica, questo è il mio parere, sul panorama dell'aggiornamento e della professionalità che ci deve essere all'interno del sistema sanitario, ecco, all'azienda quel corso di aggiornamento non è costato nulla perché ha pagato l'interessato. Però credo che sia stata opportuna questa interpellanza per cercare anche di spiegare che gli stessi direttori generali, che noi lo dovremo fare per tutti i coordinatori generali che abbiamo anche all'interno del sistema della Regione, perché credo che un continuo aggiornamento sia poi utile a tutti noi, sia utile ai cittadini. Vorrei cogliere l'occasione per riprendere un ragionamento sul ritardo dell'interpellanza: io credo di essere una persona che è presente sempre in aula e l'organizzazione dipende anche dalla Conferenza dei Capigruppo. Io ho già chiesto scusa per quanto mi riguarda per il ritardo odierno, però i ritardi non dipendono dagli Assessori che devono rispondere, ma dalla Conferenza dei Capigruppo in cui si chiede che alcune interpellanze siano discusse e altre no.

Io, per quanto mi riguarda, cerco di rispondere alle interrogazioni che si fanno con la risposta scritta, però in questo caso comunque sono a disposizione nella eventualità che i Capigruppo decidano di discutere in qualsiasi momento le interpellanze che i colleghi presentano.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Biancareddu per dichiarare se è soddisfatto.

BIANCAREDDU (F.I.). Brevemente, nel prendere atto che l'interessato ha pagato di tasca propria, e quindi avrà anche restituito ciò che la ASL ha anticipato per il viaggio a Milano, volevo dire all'Assessore che io sono d'accordo in linea di massima sul fatto che il personale debba aggiornarsi, però non va confuso il personale pubblico dipendente con personale che non è personale, non assunto ma convenzionato. Il direttore sanitario e quello amministrativo stipulano ai sensi dell'articolo 3, comma 6, della 502, un contratto di diritto privato, quindi non si instaura nessun rapporto di dipendenza con la USL, ma un rapporto di consulenza. E' come il rapporto che instaura tra l'avvocato e il cliente, tra il commercialista, altrimenti sarebbe disciplinato da un contratto di natura pubblicistica, questo secondo la mia tesi. Di questo parere era anche il collegio dei revisori di Tempio della ASL, che ha dato infatti parere negativo, e il fatto stesso che l'interessato, contro il quale non ho niente di personale, è solo una cosa oggettiva, abbia restituito i soldi, si sia pagato il viaggio e il costo del corso da solo, potrebbe suffragare queste mie argomentazioni. Quindi, Assessore, prendo atto che la mia interpellanza sia servita a far aprire gli occhi anche su queste piccole cose, che poi è un corso che costa 30 o 40 milioni tra viaggio e iscrizione, quindi la ringrazio. 40 milioni risparmiati per l'Azienda sanitaria di Tempio-Olbia sono meglio di niente: un paio di lettini in più per gli ammalati o un po' di soldi in più per l'aggiornamento del personale. Grazie.

PRESIDENTE. Abbiamo concluso la discussione delle interpellanze; le due interpellanze che riguardavano l'Assessore Onida, che ha chiesto di essere giustificato per stasera, visto che non è ancora arrivato vengono rinviate, se siamo d'accordo, a domattina in apertura di seduta, alle ore 9 e 30, sono la 305, a firma Boero e più, e poi la 367. Per quanto riguarda le interpellanze io assicuro che in Conferenza dei Capigruppo proporrò un'accelerazione della discussione delle interpellanze. I lavori riprenderanno domani mattina alle ore 9 e 30.

La seduta è tolta alle ore 19 e 02.



Allegati seduta


Risposta scritta ad interrogazioni


Testo delle interpellanze e interrogazioni annunziate in apertura di seduta

Interpellanza Biancareddu sulla interruzione dei lavori sulla Sassari - Tempio (Loc. La Fumosa).

Il sottoscritto,

PREMESSO CHE:

- avendo appreso dalla stampa locale che per l'ennesima volta sono stati interrotti i lavori sulla Sassari - Tempio;

- da circa quindici anni, ormai, per i motivi più disparati, non si riesce a portare a termine una così importante opera;

- tale "telenovela", oltre a non contribuire al miglioramento della già "medioevale" rete viaria gallurese, sia di presa in giro per la popolazione residente che ormai da circa una generazione attende il completamento della strada;

- l'ultima interruzione parrebbe dipendere da un credito vantato dall'impresa nei confronti dell'ANAS;

- alle soglie del duemila dovrebbe bastare un anno per costruire 15 Dm di strada mentre in Gallura pare ne occorrano oltre venti;

CONSIDERATO che negli ultimi anni si tende ad isolare e trascurare l'alta Gallura non solo dal punto di vista della viabilità, ma per quanto riguarda qualsiasi tipo di intervento da parte della Regione la quale, da troppo tempo, risulta vergognosamente assente,

chiede di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dei lavori pubblici per sapere se siano a conoscenza di tali fatti e quali iniziative intendano adottare in merito. (374)

Interpellanza Biancareddu - Biggio - Pittalis - Floris - Nizzi - Lippi - Oppia - Bertolotti sulla moria di cavalli a Tanca Regia.

I sottoscritti,

PREMESSO che avendo appreso dalla stampa e dalle televisioni locali che sono deceduti una ventina di cavalli nell'azienda dell'Istituto di incremento ippico di Tanca Regia ad Abbasanta;

CONSIDERATO CHE:

- essendo i cavalli di proprietà di un ente strumentale della Regione dovrebbero essere sottoposti a particolari controlli da parte della Regione e dell'Istituto in particolare;

- appare quanto mai inusuale, oltreché misterioso, che un così alto numero di capi muoia per una epidemia influenzale;

- in seguito a tale moria è stato emanato un decreto da parte dell'Assessore dell'igiene e sanità che ha arrecato gravi danni economici e disagi agli allevatori (annullamento delle rassegne con danni al mercato, annullamento delle manifestazioni agonistico sportive e popolari con danni al comparto turistico, mancato trasferimento dei cavalli nella penisola per la partecipazione alle aste e concorsi, danni al comparto destinato alla riproduzione),

chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale, l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale e l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro - pastorale per sapere:

1) perché la notizia è stata divulgata in ritardo;

2) in quale arco di tempo si è verificata la moria;

3) se tale fenomeno è stato riscontrato in altre zone, oppure riguarda solo Tanca Regia;

4) se è possibile che l'influenza equina porti alla morte un numero così cospicuo di cavalli;

5) se sono state effettuate le dovute e adeguate terapie e le relative analisi ed eventualmente dove e da chi;

6) dove e da chi è stata effettuata l'autopsia dei cavalli e quali risultanze ha prodotto;

7) se è stato isolato il virus;

8) se è stata interpellata l'Università;

9) dove e come sono state smaltite le carcasse dei cavalli;

10)come mai il decreto dell'Assessore, se necessario, ha avuto una durata così breve (guardacaso è stato emanato dopo l'Ardia di Sedilo e revocato prima del Palio di Fonni;

11)dove si trovano le prove e i documenti dei fatti sopra citati. (375)

Interrogazione Frau, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione all'Ospedale psichiatrico di Sassari.

Il sottoscritto chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere:

1) se sia a conoscenza che, con circolare n. 694 del 25 luglio 1997 a firma del responsabile del "servizio della tutela della salute mentale e dei disabili psichici", sta per essere chiuso il 2° reparto donne dell'Ospedale psichiatrico di Sassari e le degenti aggregate al 1° e 6°, senza che il personale medico e paramedico ne sia stato preventivamente informato;

2) se questa chiusura - contrabbandata con la necessità per il personale di usufruire dei regolari turni di ferie - non sia da mettere in relazione con l'assenza temporanea del primario della divisione (comprendente i reparti 2° e 6° donne), divisione che di fatto viene cancellata, essendo al momento l'anello debole della catena;

3) se la coincidenza - fra la chiusura del 2° donne e la nomina di un nuovo coordinatore - primario per il 1° e 6° donne - non sia da ascrivere alla volontà di "far fuori" quelle attuali figure mediche (Aiuto-Primario responsabile e due Assistenti) presenti nel reparto, forse non gradite a "qualcuno";

4) che fine farà (oltre i pazienti che con la aggregazione avranno a disposizione spazi vitali insufficienti) tutto il personale medico e paramedico del 2° donne;

5) se non sia opportuno - al fine di chiarire se in tutta questa operazione non debbano ravvisarsi delle palesi irregolarità, che creano nocumento a tutto il personale attualmente in forza al reparto - inviare "in loco" un ispettore, prima che del problema venga interessata la Magistratura. (817)

Interrogazione Bonesu, con richiesta di risposta scritta, sull'utilizzazione in compiti impropri di appartenenti al Corpo forestale e di vigilanza ambientale.

Il sottoscritto chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e gli Assessori della difesa dell'ambiente e degli affari generali, personale e riforma della Regione per conoscere se risponda a verità la notizia pubblicata da un quotidiano per cui appartenenti al Corpo forestale e di vigilanza ambientale sarebbero adibiti a vigilare la persona e la privata dimora del Presidente della Regione e se appartenenti al Corpo siano stati adibiti a servizi di rappresentanza in occasione di cerimonie non riguardanti l'attività di istituto.

Se tali fatti rispondono al vero si chiede, considerato che la legge istitutiva del Corpo ne fissa inderogabilmente i limiti di attività, in quali dei compiti indicati nell'articolo 1 della legge regionale 5 novembre 1985, n. 26, tali funzioni possono farsi rientrare. Forse nella tutela della fauna in via d'estinzione o nella difesa, del suolo, dall'erosione?

Considerato che l'utilizzazione di personale regionale per compiti non di istituto costituisce danno erariale si chiede se gli onorevoli interpellati abbiano comunicato o intendano segnalare il fatto alla Procura Generale della Corte dei Conti. (818)

Interrogazione Granara - Biggio, con richiesta di risposta scritta, sulla interruzione della SS 126 tratto Calasetta - Sant'Antioco.

I sottoscritti,

CONSIDERATA la grave crisi che investe gli operatori turistici della nostra Regione, in particolare quelli del basso Sulcis, a causa di una stagione estiva sempre più breve;

VERIFICATE le persistenti difficoltà a raggiungere determinate località a causa di strade tortuose e spesso interrotte in più parti per lavori;

RILEVATO che la Statale 126 nel tratto Sant'Antioco e Calasetta è stata interrotta per lavori di riparazione ad un ponte e che tali lavori sembrerebbe potessero essere anche rinviati ad altro periodo;

APPURATO che la deviazione attualmente individuata avrebbe potuto essere percorsa solo dai mezzi pesanti lasciando agli altri automezzi la possibilità di percorrere il normale tragitto;

CONSTATATO che tale inconveniente limita l'afflusso turistico nelle spiagge di Calasetta e l'accesso al traffico marittimo tra Calasetta e Carloforte, aggravando ulteriormente la fragile economia di questo territorio,

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale, l'Assessore dei lavori pubblici e l'Assessore del turismo per sapere:

1) quali siano stati i motivi che hanno indotto ad eseguire il blocco della 126 nel tratto Sant'Antioco - Calasetta nel periodo di maggiore traffico turistico ed economico per le zone e le isole del Sulcis;

2) quali siano i tempi previsti per le riparazioni attualmente in corso;

3) se gli enti locali interessati siano stati posti a conoscenza, nei tempi debiti, dell'immediata necessità dei lavori e come abbiano risposto;

4) se si rendono conto del grave pregiudizio apportato all'economia della zona e in quale modo intendano intervenire. (819)

Interrogazione Vassallo - Concas - La Rosa - Montis - Aresu, con richiesta di risposta scritta, sull'incontro tra il Sindaco di Santa Teresa di Gallura e Vittorio Emanuele.

I sottoscritti,

APPRESO che l'Amministrazione comunale di Santa Teresa di Gallura si appresta alla celebrazione del bicentenario della fondazione della cittadina gallurese;

VERIFICATO che nei programmi celebrativi è previsto un incontro in acque internazionali tra il Sindaco, in rappresentanza della città, e Vittorio Emanuele;

RITENUTO inopportuno e sgradito l'aggiramento delle norme costituzionali della nostra Repubblica, che impediscono l'ingresso in Italia ai maschi dell'ex casa reale, di recarsi in suolo italiano da parte di un rappresentante della nostra Repubblica,

chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale per conoscere:

1) se non ritenga opportuno invitare il Sindaco a desistere da tale provocatoria iniziativa;

2) se sono stati richiesti finanziamenti pubblici per tale manifestazione. (820)

Interrogazione Marteddu, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione del commercio a Nuoro e sull'apertura in città di un nuovo grande centro commerciale.

Il sottoscritto,

PREMESSO CHE:

- nella città di Nuoro, nel Nuorese così come in Sardegna, la situazione degli esercizi commerciali si va sempre più aggravando, con la cessazione di numerose attività e la proliferazione incontrollata di grandi superfici di vendita;

- la carente legislazione, sia nazionale che regionale, non consente una rigorosa regolamentazione del sistema della distribuzione, per cui il tessuto vitale delle piccole attività commerciali viene, con sistematicità, frantumato anche dai grandi centri di commercio a capitale nazionale e internazionale;

- la città di Nuoro, in particolare, con un trend demografico invariato da anni, ha subìto la potente avanzata della grande distribuzione, con la conseguente desertificazione, a partire dai quartieri più periferici e del centro storico, delle piccole iniziative del commercio minuto che comunque rappresentavano una rete viva di risorse umane, culturali e di economia radicata;

- in questo quadro di perdurante e progressiva crisi dei dettaglianti, si ha notizia dell'apertura a Nuoro di un nuovo centro commerciale, in una zona centralissima, l'area adiacente l'incrocio tra via Mannironi e via Trieste, snodo fondamentale e strategico in entrata e uscita per la città;

- la concessione edilizia, rilasciata dal Comune di Nuoro, è finalizzata a uffici e negozi;

- pur non essendo, allo stato, operative autorizzazioni comunali e regionali per il commercio, risultano proposte avanzate a diversi soggetti, organizzazioni di categoria incluse, per l'esercizio di attività commerciali concentrate;

- da diversi anni è congelato, e inspiegabilmente non revocato, un nullaosta per l'apertura nella zona di Prato Sardo di una nuova grande struttura di vendita;

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore del turismo, artigianato e commercio per sapere:

1) se risulta all'Assessorato in oggetto domanda per l'autorizzazione di un nuovo grande centro commerciale in Nuoro;

2) quali strumenti pone in essere preventivamente l'Assessore regionale competente per impedire che, in una interpretazione elastica della norma, venga messo di fronte al fatto compiuto, attraverso trasferimenti dilazionati nel tempo, di esercizi di commercio, realizzando così di fatto un nuovo grande centro commerciale, come definito anche dall'articolo 37 della legge regionale n. 35 del 1991 per la disciplina del commercio in Sardegna;

3) se non ritenga opportuno:

A. procedere all'immediata revoca del nullaosta rilasciato per Prato Sardo e da anni non utilizzato;

B. istituire una struttura di vigilanza nelle forma più rigorose ed efficaci, contro l'accerchiamento della normativa esistente e per scoraggiare abusati meccanismi successivi a sanatoria.

Tutto ciò nella consapevolezza che un nuovo mega - centro commerciale a Nuoro, nelle centralissime vie Trieste - Mannironi, consumerebbe quelle scarse risorse distribuite nella città, senza peraltro perseguire alcuno degli obiettivi di crescita economica, occupazionale o di liberalizzazione dei mercati. (821)

Interrogazione Bonesu, con richiesta di risposta scritta, sulla soppressione del Distretto notarile di Oristano.

Il sottoscritto chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale per conoscere se abbia avuto notizia della volontà del Ministro di grazia e giustizia di sopprimere il Distretto notarile di Oristano, accorpandolo a quello di Cagliari.

Tale fatto comporterebbe, salvo deroga, la soppressione dell'Archivio notarile di Oristano col trasferimento dei documenti depositati all'Archivio di Cagliari. Pertanto i cittadini che oggi fanno capo ad Oristano dovrebbero, per chiedere copia di atti o procedere all'apertura di testamenti, rivolgersi all'Archivio di Cagliari, con trasferte particolarmente gravose considerato che centri come Montresta, Bolotana e Gadoni, distano quasi duecento chilometri da Cagliari e sono scarsamente serviti dai trasporti pubblici verso tale città.

Considerato che il Ministro giustifica tale soppressione col fatto che Oristano non avrebbe più almeno quindici sedi notarili, avendo lo stesso Ministro ridotto recentemente le sedi da sedici a dodici sopprimendo quelle più periferiche, appare evidente che anche tale operazione si inquadra nel generale abbandono da parte dello Stato delle zone interne della Sardegna, con ulteriore conseguente deterioramento delle condizioni di vita delle popolazioni, costrette a cercare i servizi in località sempre più lontane e a costi sempre più alti.

Poiché il Consiglio regionale ha più volte affermato la volontà di evitare un ulteriore degrado della qualità della vita nelle zone interne della Sardegna, che porterebbe ad un ulteriore spopolamento delle stesse, si chiede quali azioni verso il Governo la Presidenza della Regione abbia intrapreso o intenda intraprendere per evitare che anche il servizio notarile subisca i danni paventati. (822)

Interrogazione Cucca, con richiesta di risposta scritta, sul progetto regionale di chiusura degli ex ospedali psichiatrici entro e non oltre il 31 dicembre 1997.

Il sottoscritto,

VENUTO a conoscenza che alcune A.S.L. della Sardegna hanno chiesto di convenzionarsi con centri di "Assistenza psichiatrica" fuori dalle loro strutture, nonostante la chiusura degli ex ospedali psichiatrici scada il 31 dicembre 1997;

PREMESSO che essendo previsto un progetto regionale che indica la creazione di Case protette, Comunità alloggio, Residenze sanitarie assistenziali per malati di mente,

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale per sapere in base a quali criteri i manager delle suddette A.S.L. abbiano optato per una soluzione esterna piuttosto che cercare e trovare strutture idonee all'interno dell'Azienda, nonostante abbiano avuto a disposizione una proroga di dodici mesi.

Visto pertanto il decreto dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale che autorizza l'A.S.L. n. 8 all'utilizzo della struttura A.I.A.S. (Associazione Italiana Assistenza Spastici) per 54 pazienti, provenienti dall'ex ospedale psichiatrico con una retta giornaliera di lire 202.150 per paziente per l'anno in corso (soggetto ad aggiornamento).

Si chiede, inoltre, se detto Centro (visto che assiste spastici) abbia le caratteristiche per poter garantire l'assistenza specifica ai malati mentali e per quale motivo l'assistenza ambulatoriale, gli esami specialistici non specifici e, soprattutto, l'assistenza psichiatrica siano a totale carico delle A.S.L. di appartenenza.

Per queste considerazioni si chiede al Presidente della Giunta regionale se non ritenga opportuno verificare la correttezza dell'atto e se non ritenga opportuno convocare i manager delle A.S.L. della Sardegna per attuare il progetto regionale e stimolare la costituzione delle strutture nell'ambito delle Aziende A.S.L., onde evitare che i malati vengano dimessi dagli ex ospedali psichiatrici, per essere ricoverati in strutture che potrebbero diventare dei ghetti. (823)