Seduta n.113 del 21/12/2000 

CXIiI SEDUTA

Giovedì 21 Dicembre 2000

Presidenza del Presidente SERRENTI

indi

del Vicepresidente CARLONI

indi

del Presidente SERRENTI

La seduta è aperta alle ore 12 e 17.

CAPPAI, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 7 dicembre 2000, che è approvato.

Annunzio di proposta di legge nazionale

PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta alla Presidenza la seguente proposta di legge nazionale:

Dal consigliere Rassu

"Disposizioni in favore delle Aziende agricole ed agropastorali della Sardegna". (6)

(Pervenuta il 19 dicembre 2000 ed assegnata alla quinta Commissione.)

Discussione e approvazione del disegno di legge: "Anticipazione risorse per l'attuazione degli interventi del POR Sardegna 2000-2006 per interventi a sostegno dell'associazionismo creditizio di mutua garanzia tra piccole e medie imprese" (131/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 131/A.

Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Rassu, relatore.

RASSU (F.I.-Sardegna), relatore. Signor Presidente, colleghi, con questo provvedimento di legge si viene incontro a una aspettativa urgente e sentita al massimo da parte del mondo imprenditoriale in Sardegna.

Gli organismi di garanzia collettiva fidi hanno visto crescere, nel corso di questi ultimi trent'anni, la loro importanza nel sistema economico nazionale e regionale, assumendo un ruolo determinante nel sostegno e nello sviluppo delle imprese. Tale strumento nasce di fatto come risposta delle piccole e medie imprese alle difficoltà di stabilire individualmente un rapporto positivo col sistema bancario, sempre più complesso e carico di problematiche. All'interno di uno scenario incapace di favorire lo sviluppo, i consorzi di garanzia fidi trovano la loro origine nell'aggregazione imprenditoriale, volta a realizzare un nuovo strumento capace di superare i limiti di gran parte del sistema finanziario. L'obiettivo diviene pertanto quello di creare un nuovo rapporto tra banca e piccole e medie imprese, assegnando ai consorzi di garanzia una parte decisiva di primo piano a sostegno dello sviluppo delle stesse.

L'assoluta necessità di continuare a far ricorso al credito per favorire lo sviluppo e per consolidare la struttura finanziaria delle imprese è il fattore che storicamente rappresenta la natura di base di questi organismi. Attraverso di essi, infatti, le imprese consorziate sono in grado di presentarsi alla banca non già in termini di contraenti isolati, ma come unità facenti parte di un più grande organismo capace di trattare le condizioni qualitative e quantitative della concessione di credito con la controparte banca.

In tale contesto, le imprese possono beneficiare di una più ampia disponibilità di credito, a un più conveniente tasso di interesse, con una richiesta di minori garanzie personali che possono conseguentemente essere utilizzate su altre linee di attività. Il ruolo dei consorzi fidi è di particolare e fondamentale rilievo in Sardegna e il sistema di incentivazione regionale ha sempre considerato tale centralità prevedendo più agevolazioni a favore degli stessi (contributo ai fondi rischi) e delle imprese associate (contributi in conto interessi). Tale politica regionale, nel tempo, ha di fatto consentito a tali organismi dapprima un riequilibrio finanziario e poi, gradualmente, una crescita capace di assecondare le esigenze di sviluppo delle imprese associate.

Peraltro, come è noto, la complessiva legislazione vigente in materia si è rivelata in contrasto con le norme comunitarie e ciò ha determinato la cessazione dei diversi interventi regionali previsti a favore dei consorzi fidi, con gravi ripercussioni sulle imprese sarde.

Occorre pertanto prevedere un nuovo quadro normativo, compatibile con le norme comunitarie, che ripristini un sistema di incentivazione a favore dei consorzi fidi, in grado di assicurare il sostegno a tutto vantaggio dello sviluppo delle imprese e nella consapevolezza che lo strumento dell'associazionismo, così come si è realizzato e consolidato nel tempo, è divenuto ormai irrinunciabile, e come tale momento strategico della politica industriale regionale.

Il disegno di legge che viene pertanto proposto all'esame del Consiglio tende a colmare un vuoto non più sopportabile dal mondo delle imprese in termini economici e finanziari, tenendo conto delle compatibilità comunitarie e della necessità di ricreare strumenti di agevolazione a favore dei consorzi fidi corrispondenti a mutamenti intervenuti in realtà socioeconomica sarda.

In tal senso i nuovi interventi si fondano su contenuti in grado di assicurare l'equilibrio economico e finanziario e di assecondare lo sviluppo dei consorzi fidi, secondo una gestione delle risorse finanziarie regionali più mirata e meglio parametrata all'effettiva crescita interna dei consorzi stessi. L'obiettivo finale è conseguente a quello di migliorare la qualità della spesa regionale, sostenendo i fabbisogni finanziari dei consorzi laddove siano più strettamente connessi a processi di sviluppo che non di risanamento.

La presenza dei confidi nel rapporto tra la banca e le piccole e medie imprese nei settori produttivi dell'industria e dell'artigianato e nei settori del commercio, del turismo e dei servizi ha avuto in questi anni, come ho già detto, una sempre più crescente affermazione. Oggi, di fatto, rappresenta una insostituibile realtà nel sistema del credito isolano.

Diciamo che oggi quasi tutti gli istituti di credito operanti in Sardegna hanno stipulato convenzioni con i consorzi di garanzia collettiva fidi, i confidi appunto. La stessa discesa dei tassi di interesse, che ha caratterizzato, a partire dall'esercizio 1998, l'offerta del credito, non ne ha minimamente rallentato la loro operatività, anzi. Ciò dimostra l'importante e ormai consolidato ruolo di garanti del rischio, a cui è esposto il credito, che essi ormai ricoprono nel sistema, confermandosi di fatto interlocutori qualificati e privilegiati da parte del mondo imprenditoriale per le operazioni di prestito bancario; a dimostrazione anche delle capacità e professionalità acquisite dai confidi nel valutare la reale consistenza dei loro fabbisogni aziendali.

Di fatto la piccola e media impresa in Sardegna rappresenta l'asse portante dell'economia, e su di essa si basano le possibilità del prossimo sviluppo socioeconomico. La loro capillare diffusione, sia per settore che nel territorio, rappresenta una realtà con la quale il sistema finanziario si confronta giornalmente. Ecco quindi che l'azione e l'intervento economico dei confidi si trovano collocati, alla pari del sistema bancario, nella strategia dell'offerta del credito, in termini di prodotti e condizioni contrattuali rivolti ai fabbisogni aziendali presentati dalle imprese.

Altra importante realtà è costituita dal fatto che i consorzi di garanzia collettiva fidi si propongono al sistema economico come elemento di raccordo col sistema bancario, permettendo e consentendo quindi alle aziende di minori dimensioni di accedere al credito bancario. Di qui il ruolo importantissimo e determinante all'interno del sistema finanziario; ruolo che il presente disegno di legge riconosce e che nel suo articolato esalta, alla luce anche dei nuovi indirizzi dettati dall'Unione Europea, come ho precedentemente accennato, dando nel contempo nuovo impulso alla stabilità e alla competitività delle piccole e medie imprese in Sardegna.

La Commissione pertanto, considerata l'importanza che la presente legge rappresenta per il sistema imprenditoriale isolano, auspica una rapida approvazione della stessa da parte del Consiglio regionale.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà. Ricordo ai colleghi che le iscrizioni a parlare devono pervenire entro la fine dell'intervento dell'onorevole Falconi.

FALCONI (D.S.). Intervengo, signor Presidente, solo pochi minuti per riprendere, pur condividendo la relazione svolta dal collega Rassu, alcuni aspetti sui quali egli non si è soffermato.

Il testo di legge in esame è un'ulteriore leggina, chiamiamola ancora così, che è stata esitata dalla Commissione all'unanimità. Non voglio però riprendere la storia dei consorzi fidi, penso che tutti i colleghi sappiano che quella dei consorzi fidi è un'esperienza emiliano-romagnola che si è estesa un po' in tutta Italia. I consorzi fidi sono uno strumento - questo è il concetto che voglio riprendere - utile soprattutto nelle economie deboli come la nostra, proprio perché le imprese sarde sono assolutamente sottocapitalizzate, e quindi alla mercé delle banche, e in molti casi, senza l'intervento del consorzio fidi, hanno una scarsissima capacità contrattuale appunto nei confronti delle banche.

Allora questo nuovo strumento, che da diversi anni è operante anche in Sardegna, ha quel ruolo ormai divenuto insostituibile di trait d'union fra utenza, cioè imprese e banche, grazie al quale è aumentata la capacità contrattuale delle imprese singole, associate attraverso i consorzi fidi, e sta sempre più aumentando anche la copertura con garanzia fideiussoria, sempre da parte dei consorzi fidi.

Brevemente su questo testo di legge: dicevo che è stato votato all'unanimità in Commissione, perché abbiamo lavorato tutti insieme. Ciò che si era presentato ufficialmente non era questo testo di legge, ma una leggina (il disegno di legge numero 131), su proposta dell'assessore Pirastu, di concerto con l'assessore Pittalis, che riguardava esclusivamente l'industria, e su quella si voleva andare avanti.

I consiglieri della sesta Commissione di minoranza a questo modo di fare si sono opposti e hanno voluto proporre l'estensione del contributo a tutti i comparti produttivi. Inizialmente vi è stata una lunga discussione, e solamente l'intervento della Giunta in merito alla copertura finanziaria ha consentito che fossero presi in considerazione tutti i comparti, tant'è che inizialmente la dotazione finanziaria è passata dai 35 miliardi iniziali a 70 miliardi. Mentre il testo originario riguardava, quindi, solo l'industria, adesso riguarda industria, artigianato, commercio e turismo, cioè tutti i settori produttivi. Giustamente doveva essere così.

Dico questo per sottolineare ancora una volta quale è l'andamento delle proposte che provengono dalla Giunta, cioè non si riesce neanche a coordinare un testo di legge proposto da due Assessorati che si occupano di materie molto simili, ossia l'Assessorato dell'industria e quello del turismo e commercio. L'ha fatto la minoranza in Commissione, ancora con senso di responsabilità, sempre guardando con molta attenzione al mondo delle imprese.

Nella sostanza, per quanto riguarda il 2000, i 70 miliardi verranno spesi col regime de minimis, cioè stando al di sotto di 100.000 ECU, ed evitando così il controllo da parte della Comunità Europea, che non è previsto per importi inferiori a quella cifra. Questo stanziamento ci consente di dare ristoro a migliaia di aziende in Sardegna che versano in situazioni debitorie, con l'abbattimento del 64 per cento del prime rate il primo anno, e via via a scalare nei successivi anni fino a raggiungere una percentuale di abbattimento del 40 per cento.

Io credo molto in questo strumento moderno di trait d'union tra utenza e banche, intravedo comunque dei pericoli. I consorzi fidi stanno proliferando e si stanno organizzando in Sardegna, e questi pericoli io li intravedo nelle caselle che sempre di più si stanno creando: i consigli di amministrazione, i soldi che circolano e tutto questo apparato che si sta approntando vanno a discapito sempre delle imprese, perché molti di questi danari, ormai troppi, restano nelle maglie dei consorzi, senza arrecare beneficio e ristoro alle imprese.

Questo pericolo dovremo sventarlo noi, forse non ne avremo il tempo e neanche la voglia oggi, perché è il 21 dicembre, ma saremo chiamati, in occasione della discussione di altre leggi, a rivedere e a correggere anche questi aspetti, per garantire che i flussi finanziari arrivino davvero dove devono arrivare.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio fare delle brevissime considerazioni su due aspetti che, sia pure in un momento prefestivo e di comprensibile distrazione, vanno sottolineati.

Poco fa, quando il collega Rassu stava per iniziare il suo intervento, io ho cercato di richiamare l'attenzione del Presidente su un fatto, se volete meramente formale, ma nelle istituzioni i fatti formali hanno un significato: noi avevamo inizialmente chiesto, in Commissione, i termini per la presentazione della relazione di minoranza, poi abbiamo avvisato i colleghi commissari che avremmo ritirato la richiesta, quindi in apertura di discussione odierna c'era comunque l'esigenza di formalizzare questo atto. Lo dico perché resti agli atti e perché c'è una sfasatura temporale che non va dimenticata.

I termini li avevamo chiesti per poter svolgere i lavori della mattinata così come avevamo concordato e per sottolineare ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, lo dico a tutti noi e alla Giunta, che la qualità dell'opposizione non la scommettiamo sull'allungamento dei tempi. Non siamo noi che allunghiamo i tempi di discussione dei provvedimenti. Devo dire anche, in maniera pacata, che ci siamo trovati fortemente imbarazzati e preoccupati nel constatare che il bilancio è arrivato in Consiglio con un ritardo di quasi tre mesi. Noi ci proponiamo, comunque, di rispettare la programmazione dei lavori che concorderemo. Devo però affermare che ci siamo trovati in imbarazzo nel constatare come la Giunta tentasse di evitare la discussione in Aula del complemento di programmazione, mentre noi abbiamo rigorosamente rispettato i tempi che avevamo concordato, senza fare un minimo di ostruzionismo, perché non ci interessa questa linea. E non abbiamo presentato un emendamento, ma un documento che chiediamo alla Giunta, a posteriori, di valutare come un contributo positivo nel prosieguo di un processo di programmazione che è stato già avviato. Il complemento di programmazione, infatti, non è un atto di programmazione, ma un vero processo di programmazione, e noi abbiamo dato la nostra disponibilità a discuterlo in quest'aula con la massima apertura; un'apertura che naturalmente non ignora la differenza di ruoli e di compiti tra la Giunta, la maggioranza e l'opposizione, e questo atteggiamento non sempre, lo dico con una punta di perplessità e anche di amarezza, trova l'adeguata apertura da parte della Giunta e della maggioranza.

Allora, l'aver posto, ieri, alla Giunta e alla maggioranza, l'esigenza di chiarire le cause dei ritardi con cui i progetti di legge concernenti i consorzi fidi e la variazione di bilancio relativa allo stato di previsione della spesa dell'Assessorato dell'agricoltura arrivavano in Aula, non era da parte nostra una ripicca, perché noi non intendiamo bacchettare nessuno. Volevamo semplicemente rimarcare il nostro atteggiamento positivo e il fatto che i ritardi non dipendono da noi. Noi abbiamo dato la massima disponibilità e prendiamo atto (lo dico ora perché ieri sera si è fatto tardi e non siamo intervenuti nel merito) delle spiegazioni dei colleghi Usai e Pirastu e soprattutto dell'intervento del presidente Floris; in particolare abbiamo apprezzato i passaggi in cui il Presidente della Giunta ha ammesso i ritardi e si è rivolto con attenzione e cortesia al Consiglio, porgendo anche le sue scuse. Prendiamo atto di questo atteggiamento positivo, quindi alla luce di questa ammissione di responsabilità, noi ci proponiamo di non far perdere nemmeno un minuto.

Abbiamo accettato di convocare le Commissioni in deroga, abbiamo accettato di convocare il Consiglio immediatamente dopo, abbiamo rinunciato a far valere i termini richiesti, come ho detto prima, abbiamo cioè fatto tutto il possibile per arrivare a una conclusione positiva.

Vorrei quindi invitare la maggioranza, che qualche volta cerca di chiamare in causa l'opposizione accusandola di fare ostruzionismo, ad essere più accorta anche nell'uso delle parole. Credo che dobbiamo cercare tra noi la cultura della convivenza parlamentare, se mi consentite questo termine, in cui ognuno facendo il proprio lavoro col massimo di determinazione e di rigore, pur nella inevitabile tensione che questo genere di lavoro crea, rispetti le posizioni degli altri.

Noi avevamo delle perplessità in ordine al ritardo del progetto di legge sui consorzi fidi; prendiamo atto della spiegazione che ha dato il Presidente della Giunta, ma francamente non la riteniamo persuasiva, perché, caro Presidente, è vero che occorreva trovare una copertura di 35 miliardi, ma vi ricordo che nel corso degli scorsi mesi abbiamo trovato coperture per alcune centinaia di miliardi, e in ogni caso si potevano prevedere due tranche: un primo stanziamento di 40 o 50 miliardi a luglio, o ad agosto o a settembre, e uno stanziamento conclusivo successivo.

La seconda considerazione, più di merito, che voglio fare è questa: noi abbiamo previsto questo intervento a favore dei consorzi fidi, abbiamo dialogato reciprocamente, maggioranza e opposizione, Giunta e opposizione, con le categorie produttive, però badate bene che quella del duplice intervento a favore dei consorzi fidi, da un lato come integrazione dei fondi rischi, che io condivido, dall'altro lato come abbattimento del costo degli interessi, è una strada, non dico pericolosa, che sarebbe eccessivo, ma delicata. In altri termini, colleghi, noi oggi stiamo prevedendo un abbattimento del costo del denaro, per i soci dei consorzi fidi, pari a due terzi del tasso di riferimento in vigore, quindi in una misura contenuta fra il 3 e il 4 per cento, e già così questa operazione costa 70 miliardi. Ma noi stiamo prevedendo anche l'estensione del contributo ad altri settori produttivi rispetto a quelli indicati inizialmente, di conseguenza si moltiplicano i costi in una misura che non è possibile prevedere completamente, per cui, a gennaio, alla ripresa dei lavori, occorrerà che in sede di Commissione industria o programmazione, anche informalmente, discutiamo più approfonditamente su questo intervento e su tutto il sistema degli incentivi, non solo per razionalizzarli e unificarli in un testo unico, ma per poter capire meglio quali impegni assumiamo con leggi di questo genere, evitando così di ritrovarci fra un anno a dover riconoscere che questo intervento non costa 70 miliardi, ma ne costa 200. Poi possiamo decidere di farlo ugualmente, però è un aspetto estremamente delicato, sul quale credo che dobbiamo riflettere tutti.

Io vorrei considerare questo testo di legge come la conclusione di una partita aperta per il 2000, e invito la Giunta, il Consiglio e i colleghi della Commissione, che come me ragionano in questi termini, a non dare per scontato che in futuro avremo la possibilità finanziaria e giuridica di continuare ad attuare interventi di questo genere. Non so se sia chiaro, ma credo che una profonda riflessione vada fatta.

Queste sono le nostre osservazioni per il momento, ma nel corso del dibattito definiremo meglio la nostra posizione.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Seppur brevemente ci sembra doveroso intervenire per illustrare la nostra posizione rispetto a un provvedimento che di sicuro è utile e atteso, ma su cui, anche in Commissione, noi abbiamo sollevato una serie di perplessità in quanto il lavoro è stato svolto con tempi da Formula 1 e non è stato quindi possibile fare i necessari approfondimenti per migliorarne ulteriormente il testo.

Peraltro gli stessi colleghi che mi hanno preceduto hanno sollevato diversi problemi inerenti agli effetti che si avranno in prospettiva e, a mio avviso, al più presto occorrerà apportare delle modifiche per rendere questa legge più rispondente all'obiettivo che ci si è posti, quello di dare una risposta concreta al mondo delle imprese.

Il testo originario del disegno di legge è stato profondamente modificato in Commissione, anche se, a mio avviso, non in maniera pienamente soddisfacente. Si sono, tra l'altro, estesi i benefici anche a settori produttivi che nel testo originario non erano contemplati.

A mio avviso, e lo dico perché alcune norme rimandano alla competenza della Giunta, che emanerà apposite direttive, manca la definizione di una specifica disciplina statutaria dei consorzi fidi. In effetti, pur essendo utile la norma del divieto di distribuzione degli utili e delle riserve, noi riteniamo che ci debba essere una precisa disciplina statutaria, che preveda non soltanto il divieto della distribuzione degli utili e delle riserve ai soci dei consorzi, ma anche che la concessione delle garanzie e delle agevolazioni deve avvenire sulla base di valutazioni di merito. Peraltro mi sto riferendo a qualcosa che è già contenuto nel collegato alla finanziaria presentato dall'Assessore della programmazione.

Un'altra questione che non è stata considerata è la restituzione dei finanziamenti, nel senso che continuiamo a concedere agevolazioni sui mutui garantendo l'abbattimento degli interessi, ma è chiaro che questi mutui hanno una scadenza e che si possono creare situazioni di insolvenza. Le somme ancora dovute potranno essere detratte dall'importo del contributo che è stato concesso, però non si può non immaginare la necessità che una volta che il mutuo è stato estinto, e nel caso in cui non vi sia insolvenza alcuna, i fondi non utilizzati rientrino nelle casse della Regione, che a sua volta li potrà ridistribuire ai consorzi stessi.

E' necessario, pertanto, un sistema che eviti una accumulazione molte volte non giustificata, anche perché l'accumulazione è giustificata nella misura in cui gli imprenditori chiedono la garanzia. Quindi occorre un sistema che garantisca di più l'amministrazione regionale e corrisponda meglio alle esigenze di gestione dei consorzi fidi, per un vero fine mutualistico, anche perché il divieto di distribuzione degli utili e delle riserve d'esercizio è una misura importante, ma a nostro avviso non ancora sufficiente.

Un'altra parte che doveva essere meglio precisata è quella riguardante la violazione degli obblighi, nel senso che si dicono alcune cose, però in effetti, non essendoci uno sbarramento, il fatto che chi viola gli obblighi di legge non subisca nessuna penalizzazione e, risolta la violazione eventuale, possa continuare a ricevere i contributi e magari a violare di nuovo le norme ci sembra quanto meno anomalo.

A nostro avviso, dunque, queste norme vanno migliorate e rese più compatibili con l'obiettivo di dare risposte, non tanto ai consorzi, ma ai loro associati, che sono quelli che dovrebbero trarne il massimo beneficio.

Sono d'accordo anche con le valutazioni che faceva poc'anzi l'onorevole Selis, in particolare sulla opportunità di riconsiderare questo argomento, all'inizio del prossimo anno, il 2001, per decidere come andare avanti e per migliorare il testo di legge che oggi approveremo.

Noi abbiamo agito con senso di responsabilità, non ostacolando l'iter del provvedimento e facendo soltanto in sede di Commissione una serie di osservazioni. Il testo che è stato esitato è di sicuro sostanzialmente migliore di quello proposto dall'Assessore dell'industria, però noi manteniamo le nostre perplessità e comunque sentiamo l'esigenza di migliorarlo ulteriormente.

Abbiamo agito così per il semplice fatto che se avessimo articolato tutta una serie di proposte e presentato emendamenti sia in Commissione, sia in Aula, avremmo fatto disatteso l'aspettativa dei settori produttivi interessati di chiudere questa partita entro il 31 dicembre 2000.

Questo senso di responsabilità, lo rimarchiamo, c'è stato, però non pensiate che noi agiremo sempre in questo modo, perché vorremmo che la Giunta, da parte sua, fosse ancora più responsabile e presentasse i documenti all'esame delle Commissioni e successivamente del Consiglio in tempi congrui, consentendo a tutti noi, all'Aula e alle Commissioni, di poter meglio esaminare e approfondire gli argomenti, e di fare un lavoro ricognitorio e propositivo che in questo caso, ripeto, a nostro avviso è stato insufficiente.

PRESIDENTE. Sono adesso previsti gli interventi dei Capigruppo, che io chiamerò nell'ordine indicato dagli Uffici.

Il primo iscritto a parlare è l'onorevole Balia, per il Gruppo dei Socialisti, che non intende intervenire; l'onorevole Contu rinuncia; l'onorevole Cogodi si rimette all'intervento dell'onorevole Vassallo; l'onorevole Cossa rinuncia; gli onorevoli Giacomo Sanna, Amadu, Bruno Dettori e Fois non sono in aula; gli onorevoli Fadda e Usai rinunciano. Onorevole Balletto, aveva chiesto di intervenire a nome del suo Gruppo?

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Io volevo intervenire nella discussione generale.

PRESIDENTE. Le cose che intendeva dire in sede di discussione generale le può dire adesso.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Farò una dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Va bene. L'onorevole Cugini rinuncia.

Per esprimere il parere della Giunta hanno chiesto di intervenire sia l'Assessore dell'industria sia l'Assessore della programmazione. Ha domandato di parlare per primo l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Noi interveniamo soltanto per una questione di garbo istituzionale nei confronti dell'onorevole Selis, il quale ha posto alcuni problemi, sollecitandone la risoluzione, soprattutto in riferimento ai settori del turismo e dell'industria.

Mi preme sottolineare che per quanto riguarda il turismo esiste, e voglio ricordare che giaceva in Commissione esattamente da un anno, un collegato alla finanziaria del 2000, per il quale lo sforzo finanziario - ribadisco ciò che ha detto il Presidente della Giunta - si è reso necessario solo nel momento in cui si sono liberate delle risorse.

Per quanto riguarda la questione che ha posto, correttamente, l'onorevole Selis per creare un momento di riflessione in merito al sistema complessivo degli incentivi, penso che sia già stata avviata una fase di approfondimento e il collega Pirastu potrà dare qualche dettaglio tecnico in merito.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.

PIRASTU (F.I.-Sardegna), Assessore dell'industria. Io mi ricollego a quest'ultimo concetto espresso dal collega Pittalis. Il provvedimento sui consorzi fidi non è stato inserito nel testo unico di riordino degli incentivi proprio per una richiesta pervenuta da tutti i consorzi fidi, perché quando quel testo è stato varato dalla Giunta era in corso una trattativa con l'Unione Europea e l'inserimento della parte inerente ai consorzi fidi ne avrebbe potuto rallentare l'approvazione.

Oggi, la Commissione competente per materia ha in carico due progetti di legge, uno della Giunta, su proposta del sottoscritto, l'altro del collega Falconi, che affrontano la questione del riordino degli incentivi, su cui ci stiamo muovendo già da sei mesi.

Colgo l'occasione per ringraziare tutti i componenti della Commissione, sia di maggioranza sia di opposizione, per aver contribuito a migliorare e rifinire il testo approvato dalla Giunta, ma dopo una lunga concertazione con tutti i consorzi fidi.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 1.

CAPPAI, Segretario:

TITOLO I

CONTRIBUTO PER L'INTEGRAZIONE DEI FONDI RISCHI AI CONSORZI DI GARANZIA COLLETTIVA FIDI

Art. 1

Finalità

1. L'Amministrazione regionale, al fine di concorrere allo sviluppo dei consorzi di garanzia collettiva fidi e di favorirne l'attività di sostegno alle piccole e medie imprese, ivi comprese quelle cooperative, concede contributi destinati all'integrazione e/o incremento dei fondi rischi e del patrimonio di garanzia aventi la finalità di fornire ai propri soci garanzie per l'accesso al sistema creditizio.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell' articolo 2.

CAPPAI, Segretario:

Art. 2

Consorzi fidi

1. Possono beneficiare delle agevolazioni di cui all'articolo 1 i consorzi di garanzia collettiva (di seguito denominati "consorzi fidi") aventi sede legale in Sardegna, costituiti fra piccole e medie imprese, ivi comprese quelle cooperative, così come definite dalla normativa comunitaria, che esercitano la loro attività nel territorio regionale e che risultino operanti per almeno il 75 per cento rispettivamente nei settori:

a) dell'industria, delle costruzioni e dei servizi connessi alle attività industriali;

b) del commercio, del turismo e dei servizi loro connessi

sulla base del numero dei soci appartenenti ai suddetti settori ovvero del volume degli affidamenti garantiti o dell'ammontare delle garanzie prestate a favore dei suddetti settori.

2. Possono altresì beneficiare dell'agevolazione di cui all'articolo 1 i consorzi fidi intersettoriali costituiti dalle imprese, anche cooperative, dei settori sopracitati, comprese quelle di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli.

3. Ai fini della determinazione del parametro dimensionale, per le imprese cooperative si considerano tra gli occupati anche i soci d'opera.

4. I consorzi fidi devono essere in possesso dei seguenti requisiti:

a) avere finalità di mutualità e non di lucro, perseguiti mediante la prestazione di garanzie collettive per favorire l'accesso al credito delle imprese consorziate, nonché la prestazione di servizi alle stesse imprese per migliorarne la capacità di finanziamento e di gestione finanziaria; la misura della garanzia prestata non può essere inferiore al 20 per cento:

b) prevedere nel proprio statuto il divieto di distribuzione degli utili, riserve e/o avanzi d'esercizio di ogni genere e sotto qualsiasi forma alle imprese consorziate, anche in caso di scioglimento del consorzio, nonché di destinare i contributi di cui alla presente legge a spese di funzionamento;

c) essere operativi nel territorio regionale;

d) avere al 31 dicembre dell'anno precedente quello di presentazione della domanda fondi di garanzia depositati presso le banche o gli intermediari finanziari convenzionati, di ammontare complessivo non inferiore a 250.000 euro.

5. L'Assessorato dell'industria e l'Assessorato del commercio, artigianato e turismo, rispettivamente per quanto di loro competenza, designano, ai fini della vigilanza sui consorzi fidi che beneficiano del contributo di cui alla presente legge, il presidente dell'organo di controllo dei consorzi medesimi.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 3.

CAPPAI, Segretario:

Art. 3

Contributo per l'integrazione dei fondi rischi

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere ai consorzi fidi di cui all'articolo 2 un contributo, da destinarsi esclusivamente all'integrazione dei relativi fondi rischi e del patrimonio di garanzia, determinato in misura non inferiore all'8 per cento dell'incremento dell'ammontare delle garanzie prestate dal consorzio fidi e in essere dal 31 dicembre dell'anno anteriore alla data di presentazione della domanda, rispetto all'ammontare delle garanzie prestate dal consorzio fidi e in essere al 31 dicembre dell'anno precedente.

2. Gli interessi attivi maturati dai fondi rischi costituiti con i contributi regionali devono essere utilizzati per integrare i medesimi fondi rischi.

3. Ai fini del calcolo della misura del contributo di cui al presente articolo, non si tiene conto delle garanzie concesse ad imprese operanti nei settori per i quali la Commissione Europea abbia richiesto, in sede di approvazione del sistema, l'esclusione dai benefici.

4. Il presente intervento non è cumulabile con altri interventi regionali aventi identica finalità.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 4.

CAPPAI, Segretario:

Art. 4

Domande

1. Per poter beneficiare del contributo i consorzi fidi devono presentare apposita domanda entro il 30 giugno di ciascun anno all'Assessorato competente per materia. Tale domanda deve essere corredata di tutti gli elementi e i dati necessari per consentire all'Assessorato di verificare l'ammissibilità del contributo medesimo.

2. Per quanto concerne le modalità operative, l'Assessore competente per materia emana apposite direttive che devono essere approvate dalla Giunta regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Mi ricollego a quanto detto poc'anzi dal collega Selis in sede di discussione generale. Nell'articolo 6 è previsto un contributo in conto interessi sui prestiti concessi dalle banche o intermediari in misura pari al 64 per cento del tasso di riferimento in vigore.

Il collega Selis ha rimarcato che con l'estensione dell'intervento ad altri settori produttivi, e lo ha affermato anche l'Assessore[SP1] , si corre il rischio che le risorse finanziarie necessarie per questo tipo di intervento siano sottostimate per il futuro.

Quindi, anziché "in misura pari al 64 per cento" si potrebbe dire "fino al 64 per cento", lasciando la possibilità di intervenire in una misura diversa, e quindi consentendo il soddisfacimento, con le somme stanziate, di tutte le richieste che dovessero pervenire.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.

FALCONI (D.S.). Riprendo l'emendamento orale del collega Balletto. La misura del 64 per cento, lo ricordo, è già una modifica rispetto agli interventi precedenti; prima, infatti, si interveniva con un abbattimento di 5 punti del tasso di interesse. Con l'abbassamento del costo del danaro questo tasso aveva quasi rasentato lo zero, attestandosi all'1 o 2 per cento. Adesso, tendenzialmente, il costo del danaro sta crescendo, ciò nonostante abbiamo voluto cambiare questo tipo di intervento, e abbiamo perciòlasciato la misura del 64 per cento del tasso di riferimento in vigore indicata nel testo originario.

Il meccanismo è totalmente diverso: per esempio, l'abbattimento del 64 per cento di un tasso pari a 6, corrisponde a un abbattimento di 3 punti e mezzo, quasi 4, quindi comunque la misura del 64 per cento è ridotta rispetto agli interventi precedenti.

Voglio altresì ricordare che l'articolo 8, lo vedremo successivamente, prevede una riduzione progressiva, nel senso che solamente per il 2000 si prevede un contributo pari al 64 per cento del tasso di riferimento, ma questa percentuale si abbasserà negli anni successivi fino ad arrivare al 40 per cento nel 2006.

Lascerei, quindi, le cose così come stanno; se i fondi non saranno sufficienti saranno rimpinguati. Evidentemente questo è uno strumento che funziona bene, però se continuiamo a ridurre, rischiamo di essere noi stessi a rendere inefficace questo intervento.

PRESIDENTE. Faccio notare che il collega Balletto ci ha indotto in errore, perché gli argomenti che egli ha trattato riguardano l'articolo 6, mentre è ancora in discussione l'articolo 4. Pertanto le cose dette dai colleghi Balletto e Falconi vanno riferite all'articolo 6.

Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

L'articolo 5 è soppresso.

Si dia lettura dell'articolo 6.

CAPPAI, Segretario:

TITOLO II

CONCORSO DI INTERESSI SU PRESTITI CONCESSI ALLE PMI ADERENTI AI CONSORZI DI GARANZIA COLLETTIVI FIDI

Art. 6

Contributo in conto interessi

1. Le imprese facenti parte di un consorzio garanzia collettiva fidi di cui al Titolo I della presente legge, possono ottenere dall'Amministrazione regionale un contributo in conto interessi sui prestiti concessi dalle banche o intermediari in misura pari al 64 per cento del tasso di riferimento in vigore per l'industria, commercio, turismo, artigianato, editoria, secondo le regole di seguito precisate.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 7.

CAPPAI, Segretario:

Art. 7

Condizioni di erogazione

1. Il contributo di cui all'articolo 6 è erogato in relazione a prestiti concessi da istituti di credito e garantiti da consorzi fidi a fronte di:

a) operazioni di investimento aziendale, a favore di tutte le piccole e medie imprese aderenti ai consorzi fidi di cui al Titolo I, articolo 2, della presente legge purché siano rispettati i limiti di intensità massima di cui all'articolo 9;

b) affidamenti di breve o medio e lungo termine destinati a sostenere il fabbisogno di capitale circolante delle imprese aderenti ai consorzi fidi, in relazione alle possibili forme tecniche dell'intervento.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 8.

CAPPAI, Segretario:

Art. 8

Riduzione dei contributi

1. I contributi erogati a fronte degli affidamenti di cui alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 7, pari al 64 per cento del tasso di riferimento per l'anno 2000, sono progressivamente ridotti negli esercizi successivi secondo la seguente tabella:

- anno 2000: 64 per cento del tasso di riferimento;

- anno 2001: 60 per cento del tasso di riferimento;

- anno 2002: 56 per cento del tasso di riferimento;

- anno 2003: 52 per cento del tasso di riferimento;

- anno 2004: 48 per cento del tasso di riferimento;

- anno 2005: 44 per cento del tasso di riferimento;

- anno 2006: 40 per cento del tasso di riferimento.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 9.

CAPPAI, Segretario:

Art. 9

Massimale di intensità

1. Il massimale di intensità, relativo all'intervento di cui alla lettera a) del comma 1 dell'articolo 7, è determinato nella misura del 35 per cento netto, in linea con la carta degli aiuti di Stato regionali per gli anni 2000 - 2006.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 10

CAPPAI, Segretario:

Art. 10

Massimale di cumulo

1. Il massimale di intensità di cui all'articolo 9 deve intendersi anche come massimale di cumulo applicabile al totale dell'aiuto derivante dalla sommatoria dell'intervento in conto interessi e dell'intervento in garanzia, nonché in caso di intervento concomitante di diversi regimi a finalità regionale, che provenga da fonti locali, regionali, nazionali o comunitarie.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 11.

CAPPAI, Segretario:

Art. 11

Aiuti ad imprese agroindustriali

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata inoltre a concedere aiuti a investimenti nei settori della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, soltanto ad imprese agroindustriali facenti parte dei consorzi fidi di cui sopra, nella forma del contributo in conto interessi pari al 64 per cento del tasso di riferimento di cui al precedente articolo 6.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 11, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 12.

CAPPAI, Segretario:

Art. 12

Aiuti per prestiti stagionali

1. L'Amministrazione regionale è altresì autorizzata a concedere un contributo, a fronte di affidamenti di breve o medio e lungo termine, destinati a sostenere il fabbisogno di capitale circolante delle imprese operanti nei settori della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, in conformità con le Comunicazioni della Commissione in merito agli aiuti di Stato per prestiti agevolati a breve termine nel settore agricolo ("crediti di gestione") pubblicata sulla GUCE C44 del 16 febbraio 1996, e più precisamente per prestiti stagionali connessi alle spese di conduzione e gestione aziendale, della durata massima di un anno e rinnovabili di anno in anno alle stesse condizioni, di ammontare non eccedente il fabbisogno di liquidità calcolato per l'impresa richiedente ovvero fissato in maniera forfetaria, ed in misura pari alla differenza tra il tasso applicato alle imprese di cui al presente articolo, al lordo del beneficio regionale, ed il tasso applicato agli altri settori per effetto del beneficio regionale di cui all'articolo 8.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 12, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

L'articolo 13 è soppresso. Si dia lettura dell'articolo 14.

CAPPAI, Segretario:

Art. 14

Regime "de minimis"

1. Per tutte le altre operazioni non espressamente richiamate e per i casi di aiuti alle imprese fuoriuscite dai parametri di PMI successivamente alla data della richiesta, si applica, laddove non espressamente vietato (Guce C68 del 6 marzo 1996 e successive modifiche), il regime derogatorio "de minimis".

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 14, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 14 bis.

CAPPAI, Segretario:

Art. 14 bis

Adeguamento automatico alla normativa U.E.

1. L'intensità massima, le misure di cumulo e l'individuazione dei settori considerati sensibili possono, ove necessario, essere adeguate automaticamente in modo da renderle compatibili con eventuali modifiche ed integrazioni delle disposizioni comunitarie.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 14 bis, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 15.

CAPPAI, Segretario:

Art. 15

Convenzione per attività istruttoria

1. Per l'attività istruttoria e di erogazione dei contributi di cui agli articoli precedenti, l'amministrazione regionale stipula apposita convenzione con le banche e gli altri intermediari finanziari già convenzionati con i consorzi fidi. Il contributo è erogato all'impresa beneficiaria, previa apposita delibera di rilascio della garanzia da parte del consorzio fidi sulla base di precise regole di valutazione del merito creditizio della stessa impresa, tramite la banca o l'intermediario concedente il finanziamento, che lo accredita contestualmente all'addebito periodico degli interessi passivi.

2. Ogni soggetto interessato presenta apposita domanda su schema predisposto, sottoscritta dal legale rappresentante dell'impresa, attestante il possesso dei requisiti e la sussistenza delle condizioni per l'accesso agli interventi; e la conseguente verifica è attribuita all'istituto di credito convenzionato.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 15, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 16.

CAPPAI, Segretario:

Art. 16

Direttive della Giunta regionale

1. Per quanto concerne le modalità operative relative agli interventi previsti dal Titolo II gli Assessori competenti in materia di industria e di commercio, artigianato e turismo, emanano apposite direttive che devono essere approvate dalla Giunta regionale.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 16, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 16 bis.

CAPPAI, Segretario:

Art. 16 bis

Controlli

1. La Giunta regionale definisce, con delibera, le modalità di controllo sui consorzi fidi beneficiari dei contributi regionali al fine di assicurare il rispetto dei vincoli, delle condizioni e delle disposizioni dettate dalla presente legge e dalle disposizioni comunitarie.

2. La violazione degli obblighi previsti dalla presente legge e dalle relative disposizioni attuative comporta:

a) la revoca dei contributi concessi e non utilizzati;

b) l'esclusione fino a cinque anni dall'accesso ai contributi previsti dalla presente legge;

c) la restituzione dei fondi versati e non utilizzati.

3. Nel caso di scioglimento o di liquidazione del consorzio fidi, il rappresentante legale dello stesso deve comunicare all'Assessore competente per materia entro cinque giorni dalla delibera, i motivi e le cause dello scioglimento, e conseguentemente provvedere alla restituzione alla Regione autonoma della Sardegna degli eventuali stanziamenti non utilizzati.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 16 bis, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 17.

CAPPAI, Segretario:

TITOLO III

COPERTURA FINANZIARIA

Art. 17

Anticipazione

1. L'Amministrazione regionale, al fine di dare immediata attuazione agli interventi di cui ai precedenti articoli previsti nell'ambito dell'Asse IV - misura 4.1 - Rafforzamento competitivo del tessuto imprenditoriale locale - del Programma Operativo Regionale Sardegna 2000 - 2006, approvato l'8 agosto 2000 con decisione della Commissione Europea n. C(2000)2359, è autorizzata ad anticipare per l'anno 2000, con risorse proprie, i finanziamenti di provenienza comunitaria e statale.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 17, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 18.

CAPPAI, Segretario:

Art. 18

Norma finanziaria

1. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge sono valutati in lire 70.000.000.000 per l'anno 2000 e gravano sui capitoli 07063, 07064, 09041, 09042/01, 09043 e 09044 del bilancio della Regione per lo stesso anno.

2. Nel bilancio della Regione per gli anni 2000/2002 sono introdotte le seguenti variazioni:

In diminuzione:

03 - PROGRAMMAZIONE

Cap. 03017

Fondo speciale per fronteggiare spese in conto capitale dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11, art. 39, L.R. 24 dicembre 1998, n. 37, art. 5, L.R. finanziaria e artt. 33 e 34, bilancio)

2000 lire 70.000.000.000

mediante riduzione delle seguenti voci della tabella B allegata alla legge finanziaria:

voce 3 lire 35.000.000.000

voce 6 lire 35.000.000.000

07 - COMMERCIO, TURISMO

Cap. 07063

Contributi ai consorzi di garanzia fidi operanti prevalentemente nei settori del commercio, del turismo e dei servizi (art. 63, L.R. 4 giugno 1988, n. 11, art. 14, comma 1, L.R. 6 novembre 1992, n. 20 e art. 11, L.R. 10 novembre 1995, n. 28)

2000 lire 10.000.000.000

Cap. 07064

Concorsi in conto interessi sui prestiti concessi alle imprese individuali, societarie, cooperative o consortili operanti nei settori del commercio, del turismo, dei servizi o della ricerca scientifica e tecnologica, con la garanzia dei consorzi fidi costituiti tra imprese operanti nei predetti settori (artt. 67 e 68, L.R. 4 giugno 1988, n. 11, art, 8, L.R. 26 gennaio 1989, n. 5, art. 11, L.R. 20 giugno 1989, n. 44 e art. 47, L.R. 30 aprile 1991, n. 13)

2000 lire 25.000.000.000

In aumento:

09 - INDUSTRIA

Cap. 09041 - D.V. -

Contributi ai consorzi garanzia fidi per l'integrazione e/o l'incremento del fondo rischi e del patrimonio di garanzia dei consorzi fidi, finalizzati a favorire l'accesso al credito delle piccole e medie imprese, ivi comprese le società cooperative, operanti nei settori dell'industria, dell'edilizia e dei servizi connessi alle attività industriali (art. 1 e ss. della presente legge)

2000 lire 10.000.000.000

Cap. 09042 - D.V. -

Contributi in conto interessi sui prestiti concessi alle piccole e medie imprese ivi comprese le società cooperative, operanti nei settori dell'industria, dell'edilizia e dei servizi connessi alle attività industriali, con la garanzia dei consorzi fidi costituiti tra imprese operanti nei predetti settori, ivi compresi gli aiuti agli investimenti nei settori della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli a favore delle imprese agroindustriali (artt. 6 e 11 della presente legge)

2000 lire 20.000.000.000

Cap. 09043 - N.I. - 2.1.1.6.3.2.10.28 (02.02)

Aiuti a sostegno del fabbisogno del capitale circolante delle imprese operanti nei settori della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli (art. 12 della presente legge)

2000 lire 5.000.000.000

3. Le somme stanziate dalla presente legge non impegnate alla data del 31 dicembre 2000 sono conservate nel conto dei residui per essere utilizzate nell'esercizio successivo.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 18, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 19.

CAPPAI, Segretario:

Art. 19

Urgenza

1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi e per gli effetti dell'articolo 33 dello Statuto speciale per la Sardegna ed entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 19, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Procediamo adesso alla votazione finale della legge.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Nel preannunciare il voto a favore e nel testimoniare la volontà dimostrata proprio in questa circostanza di recuperare sia i rapporti umani, sia soprattutto quelli di carattere politico, nel rispetto dei ruoli, per consentire che la produttività di quest'Aula possa essere all'altezza del suo compito, presidente Floris, io mi rivolgo a lei, che so essere persona sensibile al tipo di discorso che intendo fare, tanto che l'ha sempre sollecitato, però questo non può essere un fatto casuale o episodico, a seconda del momento, della circostanza e anche della "convenienza". Devo però sottolineare che alcuni suoi collaboratori di Giunta hanno la capacità e la sensibilità per percepire questo mio discorso, che non è solo mio, ma credo sia di buona parte di quest'Aula, altri no. E, per essere più chiaro, cito solo l'ultimo caso: è impensabile che mentre è in corso una seduta come questa, e considerato tutto ciò che l'ha preceduta, si possa andare nel territorio di appartenenza per inaugurare un'opera pubblica, facendo sì che la partecipazione dei consiglieri regionali di quel territorio venga negata, come nel caso di chi sta parlando, oppure - per qualcuno della maggioranza è stato così - impedita.

Io gradirei che in queste occasioni si usasse un minimo di correttezza, che ci fosse quella giusta e necessaria sensibilità che del resto si è stata dimostrata in diverse circostanze nelle passate legislature.

Io ho verificato oggi questo fatto e perché non si ripeta, Presidente, le chiedo umilmente, ma con fermezza, di attivarsi personalmente perché questa sensibilità ci sia sempre e comunque in ogni occasione.

PRESIDENTE. Un momento, assessore Ladu, se vuole intervenire su questo argomento le darò la facoltà di parlare dopo le dichiarazioni di voto. Prego, onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Quando chiedo, quando non chiedo non chiedo! Raccomandi che si presti attenzione quando chiedo di parlare, non quando non lo chiedo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Bruno Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI BRUNO (I DEMOCRATICI). Signor Presidente, intervengo anche per confermare quanto abbiamo testé sentito, e mi rivolgo anch'io al presidente Floris. Questo provvedimento verrà esitato e sappiamo tutti quanto sia stato difficoltoso il suo iter, soprattutto perché manca, e lo ribadisco anch'io, una sensibilità diffusa, non solo tra i banchi della Giunta, ma anche del Consiglio.

Per cui, nel confermare quanto detto, faccio appello anch'io, umilmente, al presidente Floris, perché da questo punto di vista, si possa inaugurare, se è possibile, una stagione diversa nell'interesse della Sardegna. Preciso: nell'interesse dei sardi.

PRESIDENTE. Dichiara quindi il voto favorevole. Assessore Ladu, non le posso dare la parola per aprire un dibattito sulle dichiarazioni di voto, non è possibile. Risponderà in altre occasioni e nei modi che riterrà, abbia pazienza.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 131/A.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GIAGU - GRANARA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILO - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SELIS - SPISSU - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 75

votanti 74

astenuti 1

maggioranza 38

favorevoli 74

(Il Consiglio approva)

Discussione e approvazione del disegno di legge: "Bilancio regionale 2000 - Variazione in diminuzione delle disponibilità iscritte nei capitoli 06060, 06068/01 e 06081 in conto competenze e iscrizione in aumento a favore dei fondi previsti nella legge regionale 14 novembre 2000, n. 21 - cap. 06015, 06017, 06036, 06085, 06209, 06086/01 e 06163/01" (137/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 137/A. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore. La terza Commissione, anche a seguito del parere espresso dalla Commissione agricoltura (parere che è stato richiesto dalla stessa terza Commissione), ha approvato all'unanimità il testo di legge che attualmente è all'esame dell'Aula, con una rimodulazione, rispetto al testo originario, della distribuzione delle risorse recuperate, quindi poste in aumento nei capitoli indicati nel testo della Commissione, che sono stati ridotti rispetto a quelli indicati nel testo della Giunta.

Le risorse finanziarie sono state così ridistribuite: contributi per aiuti di avviamento alle associazioni di produttori e ai consorzi di tutela 2 miliardi; contributi per l'acquisto di macchine ed attrezzature agricole, 26 miliardi; contributi per la costruzione, il riattamento e la manutenzione di opere di infrastrutturazione rurale, 36.200.000.000; contributi all'associazione regionale degli allevatori, a fronte di spese sostenute, di 500.000.000; aiuti finalizzati al contenimento dei costi di produzione relativi all'uso di combustibile diverso dal metano, 8 miliardi.

In questo modo la spesa, con il contributo di tutti i colleghi di maggioranza e di opposizione, è stata concentrata su finalità di urgenza e utilità evidentissima per il mondo agricolo, particolarmente colpito da diverse difficoltà. E' un primo segnale, poi, evidentemente, la manovra finanziaria, che è di prossima discussione, conterrà altri interventi che saranno molto più consistenti, più decisi, più mirati per una strategia della politica agricola in Sardegna.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà. Ricordo ai colleghi che le iscrizioni a parlare devono pervenire entro la fine dell'intervento dell'onorevole Sanna.

SANNA ALBERTO (D.S.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, vorrei fare intanto alcune considerazioni di ordine generale, poi entrerò nello specifico del provvedimento in esame. Come esponenti del centrosinistra noi non possiamo non rilevare che la Giunta, anche per quanto riguarda questo disegno di legge, ha messo in evidenza i suoi ritardi, i limiti della sua azione, la sua inefficienza e inefficacia, e ha chiesto al centrosinistra la disponibilità ad approvare adesso questo provvedimento, perché altrimenti a fine anno non sarebbe stato più possibile, proprio per i ritardi di cui la Giunta per intero porta la responsabilità.

Noi abbiamo ritenuto che questo disegno di legge poteva essere approvato solo con una profonda modifica del testo, evitando che i 72 miliardi previsti in questo assestamento andassero in economia e consentendo, invece, che potessero rappresentare una boccata d'ossigeno per un mondo agricolo che attraversa una gravissima crisi.

Presidenza del Vicepresidente Carloni

(Segue SANNA ALBERTO.) Il testo originario, quindi, è stato profondamente modificato in Commissione, su proposta del centrosinistra, concentrando le risorse sostanzialmente su tre azioni fondamentali. Innanzitutto è stata portata da 20 a 26 miliardi la dotazione finanziaria del capitolo relativo all'acquisto di macchine e attrezzature agricole, perché purtroppo, per una situazione legislativa che si è superata con la legge numero 21 del 14 novembre 2000, da nove anni, in Sardegna, non si procede al pagamento dei relativi i queste contributi agli agricoltori.

Altri interventi importanti riguardano lo stanziamento per il contenimento dei costi di produzione relativi all'uso di combustibile diverso dal metano, che da 5 miliardi è stato portato a 8 miliardi, e quello relativo alle opere di infrastrutturazione rurale (viabilità, elettrificazione, laghetti collinari e così via), che è stato portato da 30 miliardi a 36 miliardi e 200 milioni.

Questo è il senso della nostra azione politica, questo è il senso di responsabilità che anche in questa occasione abbiamo dimostrato verso un mondo agricolo che ha davvero bisogno di interventi urgenti, mentre questa Giunta ha dato solo ulteriore dimostrazione di essere incapace di comprendere queste esigenze e di dare loro adeguate risposte. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Presidente, della maggioranza non parla nessuno? Vige il giusto principio dell'alternanza. No, Assessore, non mi scandalizza il fatto che i colleghi della maggioranza non intervengano nella discussione, stavo solo chiedendo un'informazione.

PRESIDENTE. Nessuno della maggioranza è iscritto a parlare, a meno che qualcuno non si sia iscritto nel frattempo e io non me ne sia accorto.

ORTU (R.C.). Scusi, chi intendeva iscriversi a parlare doveva farlo durante il primo intervento. Quindi prendiamo atto che non parla nessuno della maggioranza. Va bene, anche questa è una scelta.

Noi abbiamo chiesto di parlare perché ci sono tante cose da dire, e perché questo non è un provvedimento qualsiasi, e tanto meno è una leggina. Secondo me, dobbiamo avere, anche da questo punto di vista, consapevolezza di ciò che stiamo facendo. In realtà noi stiamo decidendo come utilizzare i 70 miliardi, che erano la dotazione finanziaria di cui si disponeva per gli interventi in agricoltura nel bilancio 2000, più 17 miliardi e 200 milioni che abbiamo aggiunto con la legge 21 del 14 novembre scorso. Quindi, in sostanza, stiamo discutendo come utilizzare quella parte del bilancio dell'Assessorato dell'agricoltura che è manovrabile, perché la destinazione della parte restante, in un modo o nell'altro, è vincolata dai capitoli di spesa relativi al personale, agli enti, e così via, le spese di natura istituzionale.

Questo assestamento di bilancio, quindi, non è di poco conto perché, ripeto, si tratta di utilizzare le uniche somme finalizzate alla concessione di aiuti per investimenti in agricoltura. Alcune questioni vanno però sottolineate. Primo, prendiamo atto, pur con tutte le motivazioni che sono state dette e ripetute, ma sulle quali ci fu un confronto anche in Aula, quando discutemmo il bilancio, che in realtà per l'agricoltura nel corso del 2000 non si è spesa una lira. E questo costituisce, di per sé, un fatto grave, perché ai 70 miliardi di cui stiamo parlando si aggiungono gli altri 17 miliardi e 200 milioni stanziati con la legge 21/2000 che, tra l'altro, non possono essere ancora utilizzati perché la legge è stata approvata e pubblicata, ma attende ancora il parere da parte della Commissione Europea.

Questo non è un aspetto secondario da sottovalutare, perché non è affatto ininfluente che nel corso del 2000, con tutto quello che è accaduto, e con tutti gli interventi di emergenza che abbiamo dovuto realizzare, non si spenda nulla per modificare le condizioni di arretratezza dell'agricoltura che, guarda caso, sono all'origine di quei disastri che ripetutamente...

Signor Presidente, in quest'aula parlano tutti! Io corro il rischio di incontrare delle difficoltà nell'esporre il mio pensiero, mentre gli altri continuano a parlare tra loro. Quindi chiedo che gli altri parlino fuori dell'aula e io possa continuare a parlare qui dentro.

PRESIDENTE. Chiedo ai colleghi di consentire all'onorevole Ortu di proseguire il suo intervento.

ORTU (R.C.). Non è ininfluente che non si spenda e quindi non si intervenga per modificare quelle condizioni che sono all'origine di gran parte dei disastri per i quali stanziamo centinaia di miliardi, solo ed esclusivamente per riparare i danni e non per modificare la situazione di base e migliorare le infrastrutture presenti nelle campagne.

Tra l'altro occorre sottolineare, e non è neanche questa una cosa di scarsa rilevanza, che siamo costretti a intervenire sempre all'ultimo momento, quindi senza poter fare una discussione preliminare su come utilizzare al meglio le risorse. Siamo sempre costretti a intervenire in situazione di emergenza, senza poter disporre di tutti gli elementi utili per decidere un intervento con la necessaria ponderazione, soprattutto quando si tratta di agricoltura.

Ma questo non avviene per caso: è avvenuto per il complemento di programmazione e per altri provvedimenti che sono "piovuti" in Commissione nel corso di questi giorni e sui quali abbiamo dovuto comunque esprimere un parere. Anche per quanto riguarda il disegno di legge in discussione, quindi, e non per caso,si cerca di fare quello che si vuole col pretesto dell'urgenza, a prescindere dal merito e dalle esigenze reali della nostra agricoltura e delle nostre campagne. Così non si può andare avanti! Assessore Usai, così non si esercita il ruolo di Assessore dell'agricoltura e non si costruiscono politiche per l'agricoltura. Io ho avuto modo di dirglielo anche in occasione della discussione del complemento di programmazione, durante la quale abbiamo dovuto prendere atto di una cosa assurda: i finanziamenti che erano destinati all'adeguamento delle aree assoggettate a rischio ambientale, di alluvione e così via, in realtà venivano utilizzati per coprire le richieste per l'acquisto di macchine agricole, quindi era ben lontana l'ipotesi di costruzione di un assetto del territorio che scongiurasse i disastri. Addirittura, in barba all'alta programmazione, si dovevano recuperare i fondi per spese già effettuate a pie' di lista per l'acquisto di macchinari che sarebbero stati utilizzati dai consorzi di bonifica per fronteggiare l'emergenza dovuta all'alluvione. Così non si può andare avanti; così, ripeto, non si è Assessori dell'agricoltura, così non si costruiscono politiche per l'agricoltura.

Ma è necessario discutere sul merito del provvedimento, perché anche in quest'aula, in modo distratto, come in questi giorni, si approvano cose oscene. Bisogna leggere attentamente i testi di legge, conoscere la provenienza delle risorse finanziarie e capire come vengono modificate. E l'oscenità sta proprio nel modo in cui le risorse vengono modificate, il che dimostra che l'Assessore dell'agricoltura vuole essere tale, ma vuole essere assessore di ben altre cose, tutt'al più della pubblicità; dimostra che non vuole fare una politica per l'agricoltura, ma tutt'altro. E poi, magari - e questo Assessore le chiederei di evitarlo - nei prossimi giorni, lei andrà nelle piazze della Sardegna, per dire che sono stati stanziati altri 70 miliardi per l'agricoltura, spacciando così il vecchio per il nuovo, come si è fatto nel corso di questi mesi.

Badi, Assessore, che io sono in grado di comprovare le affermazioni che sto facendo. In quest'anno si sono spacciati per nuovi interventi gli stanziamenti per l'imprenditorialità giovanile, che derivano dalla legge numero 37/98; si sono spacciati per nuovi interventi gli investimenti per la avirosi, salvo accumulare, anche lì, ritardi enormi nella spesa reale dei fondi, così come è accaduto per le risorse di cui disponiamo per l'agricoltura, cioè nel corso del 2000 non si è spesa una lira, non si è fatta alcuna politica di investimento per l'agricoltura.

Ma leggiamo il testo, per capire da dove provengono le risorse, perché anche da questo punto di vista la manovra che ci viene proposta è significativa. E' un assestamento che avremmo potuto fare insieme all'altro fatto ad agosto, e non capisco perché non lo si sia fatto allora. Si voleva evidentemente arrivare a dicembre, sotto Natale, per poter dire: "Badate, corriamo il rischio di perdere i fondi, approvate a scatola chiusa", così come è in uso da parte di questa Giunta regionale, che voleva cambiare tutto e invece non ha cambiato niente, in barba alle dichiarazioni programmatiche del presidente Floris che, addirittura, teorizzava di voler fare la rivoluzione in materia di interventi in agricoltura.

Presidenza del Presidente Serrenti

(Segue ORTU.) Esaminiamo, dicevo, la provenienza delle risorse: vengono prelevati 30 miliardi che erano destinati, con un capitolo che, si dice, non si può utilizzare, ai piani organici di trasformazione aziendale - una cosa seria -, i quali presupponevano una programmazione, quindi un tentativo di intervenire nelle condizioni strutturali dell'agricoltura per superarne l'arretratezza, gli squilibri di cui tutti si riempiono la bocca; 24 miliardi erano destinati ai miglioramenti fondiari e 18 miliardi e 700 milioni alla ricomposizione fondiaria. Ebbene, la ricomposizione fondiaria, di cui tutti parliamo, (le risorse finanziarie, anche in questo caso, sono state sottratte ad altri interventi, perché si diceva che c'era sempre una fase successiva), che in Sardegna non rappresenta un problema, direbbero alcuni, viene completamente cancellata. Ma è significativa anche l'operazione che si voleva compiere: se sommiamo gli stanziamenti, grosso modo otteniamo 100 miliardi: 70 miliardi con questo provvedimento e 17 miliardi e 200 milioni previsti dalla legge 14 novembre 2000, numero 21. Tra l'altro una cosa non capisco, e noi sollevammo questo problema anche in occasione della discussione di questa legge in Commissione e in Aula, quando chiedemmo: "Stiamo facendo una legge organica di interventi in materia di agricoltura, perché non utilizziamo tutte le risorse?" Il 14 novembre è in realtà la data di pubblicazione, ma quella legge l'abbiamo discussa a settembre, quando potevamo fare quella riflessione di cui parlavo prima, cioè una riflessione seria, attenta, per orientare in termini ponderati e corretti gli stanziamenti da destinare all'obiettivo che ci eravamo posti, ossia la creazione delle condizioni necessarie per migliorare la nostra agricoltura. Ebbene, a settembre questo non si è fatto, ma doveva essere fatto, perché invece di 17 miliardi e 200 milioni, avremmo potuto disporre, per la legge 21, di 97 miliardi e 200 milioni! Non si è fatto, perché si voleva arrivare agli ultimi giorni di dicembre, per un motivo semplicissimo: stanziare 10 miliardi per la pubblicità e stanziare complessivamente ben 8 miliardi e 200 milioni, più 1 miliardo della legge 21, per le strade interpoderali. Sapete che cosa sono le strade interpoderali? Lo dice il nome stesso, non sono strade pubbliche, sono strade private, che tra l'altro possono essere finanziate con i fondi destinati ai miglioramenti fondiari, che costituiscono la viabilità per due o tre aziende al massimo. Sono strade private, che possono essere rese pubbliche, questo sì, ma sono private e, guarda caso, spesso l'intervento viene deciso a discrezione dell'Assessore.

Quando io ero sindaco, nel mio comune c'era una miriade di strade, comunali o vicinali, sulle quali non potevo intervenire, perché non c'erano mai i fondi necessari, nonostante venissero continuamente chiesti. Però c'era sempre un progettista dietro la porta, che bussava e mi diceva: "Signor sindaco, io ho l'incarico come progettista di costruire una strada interpoderale, lei individui due aziende all'interno delle quali costruire questa strada". Poi mi veniva anche fatta una raccomandazione: "Sa come si costruiscono le strade?" Io rispondevo: "No, mi dica lei, perché voglio imparare, voglio capire". Le strade possono essere finanziate e siccome sono interpoderali, cioè tra aziende, si possono realizzare in economia, con i mezzi di cui dispongono le stesse aziende. Quindi c'è un risparmio enorme nella loro realizzazione, anche se poi, a consuntivo, il finanziamento viene erogato sulla base del preventivo che è stato presentato. In questo modo venivano realizzate le strade private e io, amministratore pubblico, non potendo mai affrontare il problema della viabilità nelle campagne per mancanza di finanziamenti dovevo sempre sopportare le proteste dei cittadini.

Ebbene, c'è una miriade di strade interpoderali, tutti i comuni sollecitano interventi per la viabilità nei loro territori, e nonostante questo problema sia stato sollevato anche precedentemente, si decide, su una disponibilità di 97 miliardi, di destinare 9 miliardi e 200 milioni alla realizzazione di strade interpoderali.

Questa è la rivoluzione che si vuole fare in agricoltura, che avete presentato con le dichiarazioni programmatiche? Questa è la politica per l'agricoltura? Noi ieri, in Commissione, abbiamo detto: "Se rischiamo di perdere i 70 miliardi, la responsabilità è vostra, perché nel corso di un anno non avete combinato nulla. Noi siamo disponibili ad approvare questo testo di legge, perché non vogliamo perdere i fondi per l'agricoltura, a una condizione: che tutte le risorse siano destinate agli investimenti (quindi niente alla pubblicità) e alla realizzazione di infrastrutture pubbliche, cioè di quelle infrastrutture di cui hanno bisogno le nostre campagne, i nostri agricoltori, e che vengono rivendicate a ogni piè sospinto, nei confronti di tutte le maggioranze, di questa come delle precedenti, e di tutte le forze politiche. Abbiamo posto questa condizione per una questione di giustizia, perché non si possono togliere 18 miliardi alla ricomposizione fondiaria, non si possono togliere 50 miliardi ai miglioramenti fondiari, per essere sperperati, perché questo sarebbe il risultato.

Nella riunione della Commissione competente noi abbiamo contribuito in modo determinante e intransigente, perché abbiamo chiesto i fondi per gli investimenti in agricoltura. Ma nel corso di quella riunione, io ho sollevato anche qualche problema e manifestato delle preoccupazioni. Io sono favorevole alla promozione dei prodotti sardi, ci mancherebbe altro! Purché l'attività promozionale venga fatta con un certo equilibrio.

L'Assessore ha obiettato: "Ma poi non mi rimane nessuna risorsa per la promozione". Io, lì per lì, non ricordando bene gli stanziamenti previsti dalla legge 21, mi sono un po' preoccupato, anche se ho ribadito e mantenuto la pregiudiziale che avevo posto. Poi ho fatto una verifica sulle risorse, e anche in quell'incontro ho chiesto all'Assessore di sapere come erano state utilizzate. Ebbene, ho scoperto che la legge 21 del 14 novembre scorso, pubblicata sì, ma non ancora attuata, perché manca il parere della Commissione Europea, prevede 3 miliardi e 100 milioni per attività promozionale, e l'Assessore voleva addirittura elevare questo stanziamento a 10 miliardi! Quindi i soldi ci sono anche per le promozioni, ben 3 miliardi e 100 milioni per il 2000, che sta per finire, mancano 10 giorni. Questa legge non è operativa, quindi questi fondi non li spenderà e li avrà a disposizione per l'annualità 2001. Inoltre vi sono le risorse già previste per il 2001 e il 2002. Poi vedremo come sono state ripartite le altre risorse; non ho fatto in tempo a verificarlo stanotte, ma sarei curioso di sapere quanto è stato destinato a questi interventi con il prossimo bilancio regionale, quello che ci avete consegnato ieri.

Questa è la situazione, assessore Usai, cioè non si è in grado o non si vuole attuare alcuna politica per l'agricoltura; non si è investita una sola lira. Lei non sta facendo l'Assessore dell'agricoltura, tutt'al più sta facendo l'Assessore della pubblicità! Ammesso che sia utile! E quindi noi ne traiamo un giudizio fortemente preoccupato, non per le sorti dell'Assessore o di questa Giunta, ma per le sorti della nostra agricoltura, perché siamo convinti che continuando di questo passo le dichiarazioni programmatiche del presidente Floris rimarranno ancora una volta parole vuote.

PRESIDENTE. Colleghi, non è proprio possibile lavorare così! Non si riesce a sentire cioè che sta dicendo l'onorevole Ortu. Chi ha bisogno di consultarsi con qualche collega può accomodarsi nella saletta a fianco. Prego, onorevole Ortu.

ORTU (R.C.). Ho concluso, Presidente. Purtroppo accade che anche i commissari di maggioranza, quando partecipano alle riunioni delle Commissioni, piangono in sardo, in greco, in latino, in tutte le lingue, perché si sentono scavalcati. Non solo: essi sostengono che tutto quello che si fa è una porcheria, ma poi, quando si tratta di discutere, e quindi di decidere davvero come affrontare i problemi, come stamattina in aula, nessuno parla. Quindi non solo si ritarda la discussione, portando i provvedimenti in Aula all'ultimo momento, ma si prolungano i tempi, e me ne dispiace per i colleghi, perché anch'io vorrei adesso andare a pranzo, fino alle 2 del pomeriggio. Questo non ci consente di affrontare con la dovuta attenzione le questioni, pure importanti, che dobbiamo discutere.

Io mi scuso anche con loro, perché capisco, ma non potevamo accettare una beffa come questa. Un provvedimento come questo non poteva passare inosservato in Aula, e ci risparmi, assessore Usai, nei prossimi giorni, la sua solita dichiarazione con la quale affermerà di aver trovato altri 70 miliardi per l'agricoltura, quando in dodici mesi non è riuscito a spendere una lira.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Intervengo brevemente per ribadire alcuni concetti. Il primo è che per noi Giunta e maggioranza sono la stessa cosa; non vi sembri una cosa ovvia. La Giunta è responsabile del governo, ma la maggioranza è responsabile dei lavori del Consiglio regionale.

Perché ribadisco questo principio, che è abbastanza ovvio? Perché la relazione della Giunta regionale sul disegno di legge numero 137 sembra invece una relazione dell'opposizione. La Giunta prende atto che una serie di fondi, stanziati con la finanziaria 2000, non sono spendibili perché le leggi regionali a cui vanno riferiti non sono state notificate alla Commissione Europea, e ne prende atto il 4 aprile 2000. Bene, il 4 aprile comincia un iter da parte della Giunta, che innanzi tutto provvede a inviare alcuni provvedimenti di legge al Consiglio, mi pare nel periodo maggio-giugno; il Consiglio, e quindi la maggioranza, da giugno sino a novembre, deve quindi prendere atto e porre rimedio al fatto che detti fondi non sono spendibili. La faccio breve, per reciproco rispetto. Il 14 novembre viene promulgata la legge che ne consente la spendita, e la Giunta approva il disegno di legge di variazione del bilancio il 15 dicembre 2000. Quindi, dal 4 aprile al 15 dicembre si è seguito questo percorso per rendere spendibili delle risorse già stanziate.

Questa è la ricostruzione dei fatti. Voi potete pure dire che è colpa del Consiglio, ma in Consiglio c'è una maggioranza e c'è un Presidente di Commissione. Noi non facciamo una distinzione, che sia colpa della Giunta o del Consiglio; noi parliamo della maggioranza e della Giunta e prendiamo atto che un disegno di legge, di cui voi stessi vi siete fatti carico, per poter attuare la delibera del 4 aprile, giunge in Aula il 21 dicembre, e viene approvato soltanto perché l'opposizione rinuncia a tutti i suoi diritti regolamentari, cioè la richiesta dei termini per la presentazione della relazione di minoranza, le deroghe e quant'altro. Questo volevamo dire non per fare recriminazioni, ma per sottolineare che non si potrà continuare ad agire così in futuro. Facciamo in modo che l'opposizione non debba ogni volta ribadire queste cose e spostiamo la riflessione sui contenuti.

E noi abbiamo cercato di spostare la riflessione appunto sui contenuti di questo disegno di legge, lo dicevano anche i colleghi Alberto Sanna e Ortu, al fine di migliorarne il testo, che secondo noi conteneva delle parti molto discutibili, quali quelle relative alle spese per pubblicità e promozione. Questo per un fatto, prima ancora che di dialogo o di polemica, di correttezza reciproca: di correttezza vostra nei confronti dell'opposizione, che deve essere messa nelle condizioni di fare il suo lavoro serenamente, dando il proprio contributo al miglioramento dei testi di legge, e di correttezza nostra, che certe volte, per il senso di responsabilità a cui ci rifacciamo, non rinunciamo a quelle condizioni di lavoro minime, ma essenziali, appunto per migliorare i provvedimenti che approviamo.

L'ultima considerazione è in qualche modo collaterale, ma visto che c'è anche l'assessore Pani, colgo l'occasione per dire che stamattina abbiamo svolto, in Commissione, un'interpellanza sui problemi delle assunzioni nella forestazione. Voi sapete che i tempi di svolgimento di un'interpellanza sono sempre molto limitati e impongono a chi la illustra di essere sintetico, e a chi risponde di essere altrettanto sintetico. I colleghi Sanna e Balia, che hanno rispettivamente illustrato l'interpellanza e replicato alla Giunta, hanno spiegato che su questo argomento vorremmo presentare una mozione, ma hanno anche chiesto, perché probabilmente c'è anche qui l'esigenza di un'informazione reciproca, all'assessore Pani, di avere la documentazione esistente su questa partita e, se voi ritenete, anche sulle partite della Giunta precedente, ma questo è un problema vostro. Noi siamo interessati ad avere questa documentazione per evitare di fare battaglie sulla base di informazioni limitate, sia per avere la completezza delle informazioni che ci consenta di fare affermazioni fondate.

Noi avevamo una serie di informazioni, stamattina, quando abbiamo posto queste questioni, che forse non coincidevano con quelle in possesso dell'assessore Pani. Non vorremmo che all'Assessore non venissero date tutte le informazioni del caso e che magari gli uffici, per prassi, andassero avanti un po' per conto loro.

Questo lo diciamo informalmente, con il clima bonario che c'è prima di Natale, ma ribadiamo l'esigenza, e crediamo che l'Assessore possa darci questa assicurazione nei tempi più brevi possibili, di avere la documentazione richiesta prima delle selezioni, che si terranno il 28 dicembre. Sarebbe un elemento di rispetto reciproco, qualunque sia la discussione che su questa materia faremo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

USAI, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Signor Presidente, farò un intervento brevissimo per ribadire due concetti, anche perché alle accuse bisogna pur rispondere.

L'onorevole Ortu sa bene che noi stiamo cercando di rimettere in sesto delle somme che altrimenti non si sarebbero potute utilizzare, e lo stiamo facendo in proiezione 2001, perché con una norma rivoluzionaria il disegno di legge 75 è diventato poi la legge regionale 21/2000, approvata all'unanimità dal Consiglio regionale.

Noi abbiamo modificato ben 32 leggi regionali precedenti, leggi che non avrebbero consentito la movimentazione di nessuna spesa, perché erano tutte in contrasto con le normative comunitarie. L'iter legislativo della legge 21 si è concluso il 19 novembre 2000; essa è ancora al vaglio dell'Unione Europea, quindi queste somme le potremo spendere nel 2001, quando l'Unione Europea ci dirà se quanto è stato approvato all'unanimità da quest'Aula è corrispondente alle normative comunitarie.

La richiesta di movimentazione dei fondi da un capitolo all'altro ha tenuto conto delle proposte emerse proprio in Consiglio regionale, ma che non potevano essere approvate a priori. Il Consiglio regionale ha dato indicazioni precise perché quegli stanziamenti venissero destinati ad alcune azioni strutturali, e del resto, ieri - e vengo al problema della pubblicità, perché bisogna, per chiarezza, dire come stanno le cose - la somma che noi avevamo richiesto di iscrivere nel capitolo relativo alla pubblicità, in base all'articolo 8 della citata legge 21, riguardava contributi al 50 per cento per attività volte alla valorizzazione di prodotti agricoli di qualità, elaborati con metodi tradizionali o biologici, compresa la realizzazione e registrazione di marchi collettivi, che andavano a questi beneficiari: imprese agricole di trasformazione e costituite in consorzi di cooperative, consorzi di privati, consorzi misti di cooperative e privati, consorzi di tutela di rilevanza nazionale e internazionale e, per le produzioni biologiche, anche i singoli operatori iscritti nell'elenco regionale degli operatori biologici. Come si vede, è un intervento consono alle norme approvate all'unanimità da quest'Aula. E' stata data priorità ad altri interventi, e mi pare che l'agricoltura di priorità ne abbia tante. Poteva essere previsto anche un intervento per queste azioni, ma si è preferito individuare altre strade. Io non sono stato contrario agli interventi per l'acquisto di macchine agricole, di cui ha parlato l'onorevole Sanna, perché sono fermi da dieci anni e consentitemi...

ORTU (R.C.). Non sono fermi da dieci anni, c'è un arretrato di otto anni, ma hanno pagato fino al '98, Assessore.

USAI, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Sono fermi da dieci anni, perché c'è stata gente che ha presentato la domanda dieci anni fa e ha ricevuto il contributo nel '98, quindi sono ferme da dieci anni le domande.

Non mi interessa se il tutto va a favore degli agricoltori, sono qua per questo, non è un problema, il problema è ristabilire la verità. Noi abbiamo detto che nella distribuzione dei 72 miliardi vi erano delle priorità, non ne sono state inserite delle altre, semmai ne sono state eliminate alcune.

Io sono contentissimo di quello che è avvenuto, ne prendo atto, e il problema non è, come lei dice, onorevole Ortu, imputabile all'Assessore dell'agricoltura, perché è un problema generale, è un problema normativo e di procedura normativa, che purtroppo prevede tempi lunghissimi di ratifica in sede internazionale, perché sia consentita la spesa delle risorse stanziate. Bene, noi possiamo fare tutto quello che vogliamo, attenzione però, che la legge 21 è stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione il 19 novembre; siamo al 20 di dicembre e se debbo chiedere scusa chiedo scusa a quest'Aula, ma il ritardo dell'Assessorato e della Giunta è di soli otto giorni, perché la Giunta regionale ha approvato il disegno di legge in esame il 15 dicembre, quindi mi pare che questi grandi ritardi non ci siano stati.

Io mi prendo le mie responsabilità, così come se le prende l'intera Giunta, lo ha detto lo stesso presidente Floris, laddove si voglia identificare la Giunta con la maggioranza, perché i tempi per l'approvazione di questa normativa sono stati evidentemente eccessivamente lunghi .

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura del Titolo.

CAPPAI, Segretario:

Titolo: Modifiche alla legge regionale 20 aprile 2000, n. 4 e variazione al bilancio della Regione per l'anno finanziario 2000.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sul Titolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 1.

CAPPAI, Segretario:

Art. 1

Norma finanziaria

1. Le autorizzazioni di spesa di cui alla legge regionale 8 luglio 1975, n. 30, da ultimo modificate dall'articolo 4, comma 1, della legge regionale 20 aprile 2000, n. 4 ed all'articolo 27 della legge regionale 7 maggio 1981, n. 14 e loro successive modificazioni ed integrazioni sono rideterminate per l'anno 2000 rispettivamente in lire 16.700.000.000 ed in lire 1.415.000.000 ed è soppressa, per il medesimo anno, l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 10, comma 7, della legge regionale n. 4 del 2000.

2. Nel bilancio annuale e pluriennale della Regione per gli anni 2000-2002 sono introdotte le seguenti variazioni:

06 - AGRICOLTURA

In diminuzione

Cap. 06060 -

Concorsi negli interessi sui mutui contratti per l'attuazione di piani organici di trasformazione aziendale per la realizzazione di strutture cooperative occorrenti per la raccolta, la conservazione, la lavorazione, la trasformazione, la commercializzazione e la vendita di prodotti agricoli e zootecnici e per altre opere di miglioramento fondiario e agrario (artt. 1 e 8, L.R. 8 luglio 1975, n. 30, art. 17, L.R. 10 maggio 1983, n. 12, art. 19, L.R. 23 novembre 1979, n. 60, art. 19, L.R. 29 dicembre 1983, n. 31, art. 30, L.R. 31 maggio 1984, n. 26, art. 30, L.R. 28 maggio 1985, n. 12, art. 11, comma 7, L.R. 28 settembre 1990, n. 43, art. 25, L.R. 30 aprile 1991, n. 13, art. 14, comma 1, L.R. 28 aprile 1992, n. 6, art. 11, comma 3, L.R. 6 novembre 1992, n. 20, art. 20, comma 1, L.R. 20 aprile 1993, n. 17, art. 20, comma 1, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, art. 14, comma 2, L.R. 15 febbraio 1996, n. 9, art. 10, comma 2, L.R. 18 gennaio 1999, n. 1, art. 3, comma 3, L.R. 25 maggio 1999, n. 18 e art. 4, comma 1, L.R. 20 aprile 2000, n. 4)

2000 lire 30.000.000.000

Cap. 06081/01 -

Concorso nel pagamento degli interessi sui mutui di miglioramento fondiario, contratti ai sensi della Legge 5 luglio 1928, e successive modifiche e integrazioni (L. 27 dicembre 1977, n. 984, art. 27, L.R. 7 maggio 1981, n. 14, art. 28, L.R. 28 maggio 1985, n. 12, Legge 8 novembre 1986, n. 752, art. 40,L.R. 24 febbraio 1987, n. 6, art. 25, L.R. 30 maggio 1989, n. 18, art. 14, comma 2, L.R. 28 aprile 1992, n. 6, art. 20, comma 4, L.R. 20 aprile 1993, n. 17, art. 24, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, art. 3, comma 2, L.R. 8 marzo 1997, n. 8, art. 17, L.R. 8 marzo 1997, n. 9, art. 3, comma 3, lett. i), L.R. 9 dicembre 1997, n. 32 e art. 14, L.R. 20 aprile 2000, n. 5)

2000 lire 24.000.000.000

Cap. 06081 -

Interventi volti alla ricomposizione fondiaria (art. 19, L.R. 18 gennaio 1991, n. 1 e art. 10, comma 7, L.R. 20 aprile 2000, n. 4)

2000 lire 18.700.000.000

In aumento

Cap. 06017 -

Aiuti di avviamento alle associazioni di produttori e ai consorzi di tutela (artt. 14 e 15, L.R. 14 novembre 2000, n. 21)

2000 lire 2.000.000.000

Cap. 06036 -

Contributi per l'acquisto di macchine e attrezzature agricole nonché di apparecchiature e programmi informatici (art. 3, lett. d) ed e), L.R. 14 novembre 2000, n. 21)

2000 lire 26.000.000.000

Cap. 06086/01 -

Contributi per la costruzione, il riattamento e la manutenzione di opere di infrastrutturazione rurale (art. 18, L.R. 14 novembre 2000, n. 21)

2000 lire 36.200.000.000

Cap. 06163/01 -

Contributi all'Associazione regionale allevatori della Sardegna a fronte delle spese sostenute per la realizzazione dei servizi di assistenza tecnica in zootecnia (art. 16, lett. d), L.R. 14 novembre 2000, n. 21)

2000 lire 500.000.000

Cap. 06209 -

Aiuti finalizzati al contenimento dei costi di produzione relativi all'uso di combustibile diverso dal metano (art. 21, L.R. 14 novembre 2000, n. 21)

2000 lire 8.000.000.000

3. Le somme stanziate in conto dei capitoli 06017, 06036, 06086/01, 06163/01 e 06209, non impegnate alla chiusura dell'esercizio finanziario, sono conservate nel conto dei residui per essere utilizzate nell'esercizio successivo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C). Noi riteniamo di dover spendere qualche parola nel merito del disposto normativo, anche in difformità rispetto a quanto avevamo ipotizzato, perché effettivamente la risposta che ha fornito l'Assessore dell'agricoltura, nel contenuto e nel modo, ripropone una questione, e la ripropone tutta intera. Poi tutto servirà di lezione, per quanto ci riguarda; ognuno apprenda la lezione che vuole, per migliorare la propria condotta politica e consiliare per il futuro.

Non è affatto ammissibile la risposta data dall'Assessore, sul piano politico e anche sul piano delle relazioni elementari di buona condotta, quel concetto astratto che un tempo a scuola si traduceva in un voto di buona condotta, cioè la media dei comportamenti e degli atteggiamenti che si assumevano. L'Assessore dell'agricoltura dovrebbe essere bocciato in tutte le materie, almeno perché ha un pessimo voto in condotta, a questo punto. Come si può rispondere in questo modo alle osservazioni fatte dai colleghi che sono intervenuti? Io mi occupo e mi preoccupo di quello che assumiamo noi. Il collega Velio Ortu, consigliere regionale, per altro impegnato nel settore, quindi conoscitore della materia, ha fatto alcune osservazioni, secondo il punto di vista dell'opposizione. Si può interloquire, polemizzare persino, difendere il proprio operato, ma che sempre e comunque alcuni Assessori, a cominciare dall'Assessore dell'agricoltura, pensino di avere vinto il concorso a cattedra, e di poter quindi dare lezioni, e tentino di rivoltare le frittate dicendo che la colpa è di tutti gli altri, questo è inammissibile!

E' matematicamente certo che questi 70 o 80 miliardi, quelli che sono, l'agricoltura sarda non li avrebbe nell'immediato futuro. Voi avete tante opinioni che ritenete buone, la maggior parte di esse è pessima, però se c'è una cosa che non è un'opinione è il calendario, e voi, Giunta e Assessore dell'agricoltura, avete portato questo provvedimento all'attenzione del Consiglio fuori tempo massimo. Questi danari non sarebbero andati più all'agricoltura per colpa esclusivamente sua, assessore Usai, e se l'opposizione, che è responsabile, dice: "Sei fuori tempo massimo, ma ti rimetto in corsa", non è per salvare la faccia, bella o brutta che sia, di nessun assessore, ma è per rimediare, almeno in parte, al danno che avrebbero subito gli agricoltori e gli allevatori di questa regione. Non dico che ci si debba ringraziare, che la gratitudine non è di questo mondo, ma almeno se ne prenda atto, e si usi un po' di modestia, anziché ribattere: "Io ho fatto tutto, la colpa è degli altri".

Le considerazioni che ha svolto il collega Ortu sono state puntuali e precise, e devo anche dire che egli ha seguito un ragionamento - uso un termine in voga nel linguaggio politico - unitario, volto cioè alla ricerca di un terreno comune di confronto per la soluzione dei problemi. L'Assessore, invece, ha risposto difendendo quell'articolaccio che è stato eliminato dalla legge, contro la cui eliminazione si era battuto. Ha difeso un articolaccio che nella legge non c'è più, almeno difenda quello che c'è, quello che il Consiglio ha ritenuto che dovesse essere salvato e che voi non avevate proposto. Aggiungere, negli ultimi giorni dell'anno che sta per finire, altri 7 miliardi per le vostre promozioni e pubblicità era ed è una vergogna! Quell'articolo è stato eliminato perché quei 7 miliardi li avete sottratti agli investimenti in agricoltura, non li avete trovati sulla strada, nel qual caso avreste potuto dire: "Abbiamo trovato 7 miliardi, e siccome anche questa è una cosa utile, li investiamo in pubblicità, studi, convenzioni". Certo che è utile, ma quei fondi, ripeto, li avete invece sottratti agli investimenti in agricoltura! Certo che va pubblicizzato il prodotto, ma chiedete all'ultimo dei coltivatori - ultimo perché possiede di meno, non perché valga di meno - se preferisce per intanto avere la benzina per far funzionare il suo trattore a costi accessibili, una strada facilmente percorribile per raggiungere il posto dove lavora tutti i giorni, oppure le vostre campagne pubblicitarie, i vostri studi, le vostre fiere, i vostri mercati! Se mettiamo insieme i danari che si stanno spendendo per visitare mercati in varie parti nel mondo, dove spesso non vanno i coltivatori, ma vanno gli impiegati, gli addetti di vario genere, i pubblicitari, tutto quel codazzo di gente che va per fiere e mercati, che spesso vediamo nelle immagini che vengono trasmesse all'opinione pubblica. C'è stata una fiera (è importante anche quella) per visitare la quale si sono tolti 400 milioni, non da questi fondi, ma da un fondo regionale per la promozione del partenariato imprenditoriale. Per andare a una fiera in Germania si sono tolti 400 milioni dai fondi destinati a un'altra azione, in modo illegale, illegittimo! Quasi mezzo miliardo perché un gruppo di persone potesse recarsi a una fiera in Germania! Si sarebbe potuta realizzare una strada campestre! Aggiungere 7 miliardi, questa era la prima proposta dell'Assessore.

Abbiamo detto no, perché tornarci? Non era più prudente tacere su quell'articolo soppresso e rendere conto di come vengono spesi i troppi danari destinati a queste cose? Questi danari sarebbero andati in economia, ma sono qui e saranno destinati all'agricoltura, perché per la disponibilità dell'opposizione ha permesso di rientrare nei termini. Siamo a questo punto e quindi abbiate un po' di buona creanza. Perché ci volete far pentire o convincere che sbagliamo ogni volta che addiveniamo a una conclusione ritenuta positiva per tutti? Perché vi arroccate, perché pensate di essere così forti? Voi non siete forti, e non potete essere nemmeno arroganti; state galleggiando come un pezzo di sughero, come un materiale leggero sull'acqua, neppure tanto pulita, della politica sarda, e ve ne rendete conto perché ve lo dicono tutti, lo avvertite intorno a voi. Abbiate un po' di modestia!

Un anno intero è trascorso e negli ultimi giorni vi siete accorti che tutti i finanziamenti, come vi ha detto il collega Ortu, destinati all'agricoltura non venivano spesi. Voi dite: "Non si potevano spendere", ma se non si potevano spendere perché non avete proposto rimedi nel corso dell'anno? La delibera della Giunta regionale che tratta di questa materia è del 4 aprile 2000, ma l'Assessore dell'agricoltura ha portato in aula il disegno di legge contenente le variazioni di bilancio a dicembre inoltrato, fuori termine! Cosa ha fatto durante l'anno? Ha pubblicizzato altre cose, ha percorso la Sardegna in lungo e in largo dicendo: "Stiamo dando i danari ai giovani agricoltori", quei danari che sono del piano per il lavoro, della legge 37/98, contro cui voi avete votato? Voi avete votato contro la legge 37, avete votato contro quel piano per il lavoro, dovete essere poco poco più onesti!

Perché fa quel gesto, Assessore? Non lo capisco. Presidente, lei ha di fronte un Assessore che fa questo gesto, spieghi cosa vuol dire. Io conosco il linguaggio gestuale, ma quel gesto non lo capisco. Cosa vuol dire?

Questa è la situazione nella quale ci troviamo; forse conviene restituire un po' di equilibrio al confronto politico e in particolare su questa materia. E nel trattare questa materia vogliamo dire ancora qualcosa, perché pretendiamo che venga ristabilito un briciolo di verità in ragione di questa legge, in ragione di tutta la conduzione di governo per quanto riguarda il settore dell'agricoltura in Sardegna.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'articolo 1, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 1 bis.

CAPPAI, Segretario:

Art. 1 bis

Urgenza

1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi e per gli effetti dell'articolo 33 dello Statuto speciale per la Sardegna ed entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Mai, meno che mai in questa situazione, l'articolo dell'urgenza è una clausola di stile, cioè un qualcosa che si appone sempre. Si appone quando una legge è davvero ritenuta urgente, anche perché se così non fosse basterebbe ridurre i termini entro cui il controllo del Governo si deve esercitare; non ci sarebbe bisogno che il Consiglio proponesse una procedura abbreviata e di controllo.

In questo caso l'urgenza c'è davvero, perché sono grandi le aspettative, perché è grande il danno che nel frattempo, per i ritardi della Giunta e dell'Assessore dell'agricoltura, si è determinato, e quindi prima si rimedia, almeno parzialmente, a questo danno meglio è.

L'urgenza è tanta e tale che questa legge, come abbiamo detto, è arrivata in Aula, mentre bastava non dire una parola, stare zitti; non c'erano i tempi tecnici perché la legge entro l'anno potesse essere approvata e, quindi, quei danari destinati all'agricoltura sarebbero andati in economia e sarebbero rientrati chissà quando nella disponibilità dell'Assessorato dell'agricoltura, eventualmente negli anni prossimi.

Quindi noi abbiamo sventato questo rischio in una fase in cui ci pareva che il Consiglio regionale potesse avere almeno dei sussulti di responsabilità. Invece esso non è capace di porsi di fronte a problemi che sono grandi e sono più grandi di ognuno di noi. E se i problemi sociali e soprattutto quelli dell'economia e dell'agricoltura sono più grandi di ognuno di noi, immaginate se non sono più grandi dell'attuale Assessore dell'agricoltura! Però l'occasione è propizia perché sia ribadito un concetto, che ha già espresso Velio Ortu: non è che le cose che si fanno e soprattutto i benefici che le leggi della Regione prevedono, anche se sono insufficienti per i grandi bisogni, non debbano essere fatti conoscere ai destinatari, agli utenti, anzi. Una buona informazione è fondamentale, è determinante; ma una cosa è l'informazione, altra cosa è la propaganda becera! Questa Regione deve fare più informazione, cioè rendere note le cose che fa, perché siano utilizzate al meglio dai cittadini, e meno propaganda di parte.

I contributi per la permanenza dei giovani in agricoltura, i contributi ai giovani agricoltori sono previsti nel piano per il lavoro, quel piano che voi del centrodestra avete tanto contestato e disprezzato, e non solo avete votato contro, ma lo avete anche svilito. Non lo volevate. Avevamo ragione noi nel dire che era una cosa utile, tanto utile che è l'unica cosa di cui ha saputo parlare l'Assessorato dell'agricoltura in più di un anno di Giunta di destra, a partire da quel centro che è di destra fino alla estrema destra. I 60 miliardi sono stati distribuiti, sotto forma di contributi, tra migliaia di giovani agricoltori, per incentivare la loro permanenza in agricoltura e per rendere migliore non solo la qualità dei prodotti, ma anche la qualità della vita, altrimenti i giovani nell'agricoltura non ci rimarranno.

Io non dico che doveva essere chiamata la Giunta precedente ad accompagnare l'Assessore nei suoi pellegrinaggi propagandistici. No, L'Assessore dell'agricoltura faccia il suo mestiere, noi abbiamo disturbato poco sia lui sia gli altri Assessori.

Ma torniamo a quello che è un punto politico, o della politica, ossia il fatto che si sta esagerando con la propaganda personalizzata, senza fare informazione vera che possa essere ascritta a merito dell'istituzione autonomistica, della Regione, della sua dialettica e anche del suo mutamento nelle relazioni e nei rapporti di forza, sul piano politico. E' fisiologico anche questo, ma con rispetto, senza incursioni. Invece noi abbiamo assistito, e parrebbe che dobbiamo ancora assistere, a questo modo di fare propaganda. Poi, a fine anno, queste cose tendono a concentrarsi, e chissà quante conferenze ci saranno per comunicare i consuntivi dell'attività del Presidente della Giunta e degli Assessori, e tutti i giornalisti saranno lì, pronti a ricevere queste comunicazioni, in questa kermesse a pagamento di fine anno. I pagamenti sono i più diversi! Quando, invece, dovrebbe essere fatto ancora uno sforzo per informare in modo obiettivo, per essere anche un po' più parchi e morigerati.

In questo Consiglio regionale, da una settimana a questa parte, per attraversare gli anditi bisogna farsi largo in mezzo a una moltitudine di persone che si scambiano reciproci auguri. Fioccano gli auguri, fitti fitti. Non si riesce a entrare, è in atto una sorta di cerimonia di auguri. Auguri anche a lei, Presidente, che è molto ben augurante, mi riferisco al Presidente del Consiglio. Ma se si organizzassero un po' di più qui dentro i servizi interni del Consiglio, perché si possa meglio vivere e lavorare (parlo del Consiglio, ma intendo la Regione nel suo complesso) non sarebbe un bell'augurio per tutto l'anno? Perché non se ne può più!

Direte: "Ma che c'entra questo con l'urgenza di questa legge?"; C'entra, perché qui è tutta un'urgenza. Abbiamo deliberato un anno fa di fare un lavoro istruttorio, attraverso riunioni specifiche, per poi discutere in Aula come organizzare meglio il lavoro del Consiglio e nel Consiglio. E' passato un anno, nei prossimi giorni esamineremo il nuovo bilancio del Consiglio, ma è stato un anno inutile sotto questo profilo. Non sappiamo niente nemmeno noi consiglieri di ciò che accade qui dentro e del come e perché accade, immaginiamoci i cittadini! E così è per la Regione, per gli Assessorati e per alcuni Assessori, che di questo modo di fare sono vessilliferi. L'Assessore dell'agricoltura è uno di questi; altri Assessori fanno poco, ma almeno stanno zitti. Da questa parte della Giunta si fa poco, si fanno danni e si parla pure troppo! E si pretende che ciò accada con i miliardi che ancora dovrebbero essere tolti agli investimenti in agricoltura, per essere inseriti nel sistema della propaganda e della pubblicità facile.

Ciò detto, per quanto può valere, se un augurio dobbiamo fare è che cessi questo modo di fare, questo stato di cose. Prima cesserà, meglio sarà per tutti. Confermiamo di condividere sia questa legge, sia quella che è stata approvata prima, perché sono due leggi importanti per diverse categorie di cittadini, per gli operatori economici, per il sistema produttivo nel suo insieme. Sono due leggi importanti, salvate dalla perenzione, anche per quanto riguarda la dotazione finanziaria, per il fatto che l'opposizione è stata determinante non solo nel recuperare i tempi, ma anche nel definire la qualità nuova e i contenuti dei rispettivi testi.

Prendetene atto e fate in modo che noi non ci dobbiamo pentire di essere utili quando addiveniamo a soluzioni di questo tipo. Di sicuro non lo abbiamo fatto per voi, lo abbiamo fatto per la Sardegna, per coloro che avrebbero subito il danno maggiore, per colpa esclusivamente vostra, se non avessimo col nostro atteggiamento consentito di sbloccare questi provvedimenti.

Poi torneremo alle grandi questioni quando sarà il momento, però avevamo il diritto di dire queste cose, soprattutto perché abbiamo constatato che gli atti di disponibilità non sempre vengono apprezzati. Purtroppo, ma questa può non essere una colpa, non si è neppure capaci di capirli.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 1 bis. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Noi abbiamo già espresso il nostro parere in modo compiuto, quindi non vi è da aggiungere gran che, salvo una precisazione, perché ci sono cose che non possono passare sotto silenzio, anche perché sinceramente fanno indignare.

L'Assessore diceva che c'è un arretrato per quanto riguarda le macchine agricole e i miglioramenti fondiari di alcuni anni, e questo è vero. Questo non vuol dire, anzi, è il contrario, che nel corso di questi anni non vi siano stati interventi. Ci sono stati interventi massicci, soprattutto per l'acquisto di macchine agricole. Questo è un problema delicato, anche perché una parte di quell'indebitamento che gli agricoltori stanno pagando in modo salato, a tassi usurari (e ci sarebbe da discutere parecchio anche sull'atteggiamento degli istituti di credito), deriva dal fatto che alcuni agricoltori, credendo nella bontà della legislazione regionale, per pagare le macchine agricole spesso hanno contratto mutui a tasso ordinario, con la speranza che sarebbe poi arrivato il contributo regionale, che in qualche modo avrebbe consentito loro di recuperare parte degli interessi e quindi di avere anche l'abbattimento del costo dei macchinari acquistati.

Ecco perché noi abbiamo detto e ribadito che per noi era prioritario l'intervento per gli investimenti in agricoltura e che trovavamo assurdo percorrere altre strade. Non abbiamo negato le altre esigenze, per le quali è comunque prevista una dotazione finanziaria, che tra l'altro sarà disponibile appena la Commissione Europea si esprimerà in merito alla legge 21. Anche perché quello è l'aspetto più delicato della legge, perché si tratta di interventi in materia di concorrenza, e tra l'altro, per quanto riguarda gli aspetti della promozione, sappiamo quale polemica sia in atto a livello comunitario.

Ripeto, noi abbiamo indicato delle priorità nella distribuzione delle risorse stanziate, risorse che, Assessore, potevano essere utilizzate anche con la normativa precedente, purché venissero rispettate le direttive comunitarie, che imponevano un limite massimo di contribuzione del 50 per cento per le zone svantaggiate e del 40 per cento per le altre zone.

Era possibile intervenire, però io non voglio entrare nel merito di questo aspetto, voglio invece riprendere una questione che fa indignare e sulla quale l'Assessore dell'agricoltura si è giustificato dicendo che ci sono anni di arretrato. Io ho già detto che nel corso di questi anni, comunque sono state stanziate delle somme per recuperare l'arretrato, anche per quanto riguarda gli interventi per i miglioramenti fondiari e le macchine agricole. Va però fatta chiarezza: badate, noi non vogliamo difendere le esperienze di governo degli anni passati, perché rispetto a quelle esperienze, compresa quella del centrosinistra, tranne che per un anno, siamo stati all'opposizione, ma non è nemmeno corretto dire che nel corso di questi anni non è stato fatto niente. Non è corretto nemmeno per il centrosinistra, Assessore, perché non è vero, perché nel corso degli ultimi cinque anni la Giunta di centrosinistra è intervenuta.

Ciò che mi fa indignare, Assessore, è questo e lo ribadisco: perché non chiede al presidente Mario Floris, che è al suo fianco, quale arretrato ha lasciato, quando ha smesso di fare il Presidente della Giunta regionale, nel 1991, per quanto riguarda gli interventi per l'acquisto di macchine agricole e per i miglioramenti fondiari, dal punto di vista sia degli importi, sia dei tempi? Chieda a lui, e poi saremo in grado di confrontare i dati.

Assessore, colga la bontà del nostro atteggiamento. Noi vi abbiamo aiutato a fare una legge che fa giustizia di una situazione che definire allucinante è poco, e che vi consente anche di fare bella figura. Grazie al fatto che vi abbiamo imposto di non sprecare le risorse e di utilizzarle per far fronte agli arretrati, anche a quello che si è determinato durante la precedente esperienza di Giunta del presidente Mario Floris.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Marco Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS MARCO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, colleghi consiglieri, capisco che l'ora è tarda, quindi eviterò di fare un intervento ampio, per non tediare i colleghi. Come rappresentante di questa maggioranza e del Gruppo Forza Italia sento però il dovere di fare alcune brevissime considerazioni.

Non intervengo per criticare la gestione che c'è stata negli ultimi decenni da parte dell'attuale opposizione, che tende sempre a porre in evidenza le manchevolezze altrui. Non intendo neppure incensare una maggioranza o un assessore. Prendo in considerazione il fatto che questa maggioranza ritiene il settore dell'agricoltura di vitale importanza per lo sviluppo economico della Sardegna. Come tale abbiamo voluto evitare che le somme che sono state ad esso destinate venissero dilapidate, o che magari andassero perse, perché quel settore ne aveva assoluta necessità. La verità è che nella predisposizione di questo importante documento c'è stata la collaborazione dell'opposizione, ed è anche una delle poche volte in cui un "comitato di saggi" ha espresso delle indicazioni, per altro recepite dalla Commissione agricoltura, in cui pure c'era una maggioranza che avrebbe potuto respingerle. Invece sono state recepite, il che significa che quelle indicazioni e quegli apporti, provenienti da tutti i settori del Consiglio erano apprezzabili e dovevano essere approvati nell'interesse dei sardi.

Una breve osservazione per quanto riguarda le note critiche espresse dal collega Selis: volevo anch'io puntualizzare, come componente della Commissione agricoltura, che abbiamo sentito sia le osservazioni fatte dal presentatore dell'interpellanza, sia la risposta dell'Assessore e la replica del collega Balia. Il collega Selis ha detto: "In questa situazione, in cui è necessario avere un quadro completo, occorre che vengano forniti alcuni elementi". Io prego l'Assessore dell'agricoltura, che ha presentato i documenti richiesti in Commissione, che era la sede ideale per dibattere questo problema, farne avere una copia a tutti i componenti della Commissione, in modo che anche noi possiamo avere un quadro più completo. E se questa analisi fosse estesa anche alla precedente legislatura avremmo un quadro ancora più completo. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie a lei e grazie, a nome di tutti i colleghi, anche all'onorevole Biggio che ha rinunciato al suo intervento.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico del disegno di legge numero 137/A.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GIAGU - GRANARA - LA SPISA - LAI - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - OPPI - ORRU' - ORTU - PIANA - PILO - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SCARPA - SELIS - SPISSU - TUNIS Marco - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - SANNA Giacomo.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 64

votanti 62

astenuti 2

maggioranza 32

favorevoli 62

(Il Consiglio approva)

Richiesta di procedura abbreviata ai sensi dell'articolo 101 del Regolamento

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta. Signor Presidente, mi rivolgo alla cortesia del Consiglio, affinché, ai sensi dell'articolo 101 del Regolamento, si adotti la procedura abbreviata per l'esame del disegno di legge numero 37, concernente l'autorizzazione all'esercizio provvisorio.

PRESIDENTE. Metto in votazione la richiesta del Presidente della Giunta. Chi l'approva alzi la mano.

(E' approvata)

PRESIDENTE. Aveva chiesto di parlare, onorevole Cogodi?

COGODI (R.C.). Sì, avevo chiesto di parlare. Prima di procedere alla votazione lei deve sempre controllare se qualcuno chiede di parlare.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, anziché un dito alzi la mano. Dobbiamo vederla, abbia pazienza! Mi creda non c'è nulla contro di lei. Le chiedo scusa, onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Le scuse non sono accettate.

Discorso di fine anno del Presidente del Consiglio regionale

PRESIDENTE. Colleghi, vi chiedo due minuti di attenzione. Mi pare corretto, anche se questa non sarà l'ultima riunione del Consiglio di quest'anno, ma è certamente l'ultima prima delle feste natalizie, dire due parole.

Care colleghe, cari colleghi, si chiude un anno di intensa attività del Consiglio, il primo di effettivo lavoro di questa tormentata legislatura. La Sardegna, ancora una volta, ha dovuto affrontare una crisi economica dalla quale appare difficile uscire; una crisi aggravata da alluvioni, da persistente siccità, dall'epidemia della blue tongue, che hanno definitivamente messo in ginocchio il nostro settore agricolo, che è la base produttiva che caratterizza l'economia sarda.

Le forze politiche hanno trovato, nell'affrontare queste emergenze, significativi accordi, purtroppo, però, lo dobbiamo dire, anche con qualche divisione e contrapposizione che hanno talvolta limitato il valore e la portata dei molti provvedimenti decisi in Consiglio.

Una considerazione amara che viene soprattutto da ciò che molto spesso abbiamo potuto cogliere incontrando la gente. In molte occasioni, fuori di quest'aula, ci si è trovati d'accordo sulle soluzioni pratiche e più opportune; nel corso dei lavori consiliari, più di una volta abbiamo assistito a incomprensioni e qualche volta anche a polemiche sterili, legate più a un superato gioco delle parti che alle regole che sono alla base di ogni confronto politico-democratico.

Credo che noi tutti dobbiamo modificare questo modo di procedere; la società sarda ha bisogno di nuove politiche, ha bisogno di nuovi traguardi, di riforme che tengano conto dei profondi cambiamenti che sono avvenuti nella complessa e composita società sarda. Da tempo, direi da troppo tempo, si parla di nuova Regione, di un nuovo ruolo che la Sardegna deve avere nel processo di riforma della struttura dello Stato; da troppo tempo si parla anche di riforme necessarie per rivitalizzare l'istituzione Regione. Solo in questi giorni registriamo, possiamo dire finalmente, la presentazione di iniziative legislative che propongono o indicano i percorsi necessari per giungere a una reale revisione dello Statuto e per stabilire nuovi rapporti, che la maggior parte dei sardi auspica paritari e di tipo federativo, con lo Stato italiano.

Su questi temi è necessario un confronto attento e approfondito, nel quale tutte le forze politiche facciano sentire la loro voce, propongano soluzioni e riforme, in linea con il loro patrimonio ideologico e culturale, con le tradizioni storiche e politiche che sono ricchezza insostituibile di ogni democrazia evoluta.

Il passato non deve essere cancellato; la storia che ognuno ha alle sue spalle non deve essere dimenticata, ma proprio da queste esperienze devono giungere le indicazioni necessarie per trovare soluzioni politiche moderne, adatte a garantire un diverso futuro a coloro dei quali siamo i rappresentanti istituzionali, naturalmente nella piena distinzione dei ruoli, nel corretto svolgimento dei nostri compiti. Dobbiamo cercare di superare inutili irrigidimenti, dobbiamo confrontarci con coraggio, con coerenza, cercando in ogni caso di giungere alla sintesi necessaria per elaborare e approvare i provvedimenti adatti a risolvere i problemi dei sardi. Servono riforme a livello istituzionale, in grado di incidere realmente in una situazione sociale che può diventare esplosiva. Chi è senza lavoro, chi chiede una casa, chi soffre e non è assistito nel modo migliore non deve attendere per anni che le cose cambino.

Cominciamo intanto a cambiare anche il nostro modo di lavorare, colleghi. Il Consiglio in quest'anno si è riunito 113 volte, sono stati presentati complessivamente 159 progetti di legge, 63 disegni di legge e 96 proposte di legge; sono state approvate 39 leggi, 6 delle quali sono state rinviate dal Governo e 4 sono state tempestivamente riapprovate. Sono state anche presentate 7 proposte di legge nazionale, una delle quali è stata esaminata dall'Aula ieri. Sono state presentate 204 interrogazioni, a 102 delle quali è stata data risposta scritta; le interpellanze sono state 120, 22 delle quali sono state discusse in Aula; le mozioni presentate sono state 35, 10 delle quali discusse; i programmi e i documenti trasmessi sono stati 14, 8 dei quali approvati, ed è stato trasmesso anche 1 regolamento, non ancora approvato.

L'attività delle Commissioni, invece, si può sintetizzare con questi numeri: complessivamente le sedute sono state 364, troppe delle quali, come sapete, sono andate deserte. In sede referente sono stati approvati 38 tra disegni e proposte di legge, una proposta di legge nazionale, 8 leggi rinviate, 9 programmi o documenti, 4 schemi di attuazione. In sede consultiva sono stati espressi 15 pareri finanziari; 51 pareri espressi in attuazione di leggi regionali; approvate 10 risoluzioni; effettuati 27 tra sopralluoghi e missioni, svolte 172 audizioni. Le Commissioni hanno lavorato nel loro complesso 700 ore.

Le riforme devono essere fatte presto e bene; il sistema economico deve essere rimesso in moto subito; gli interessi sociali devono essere moderni, efficaci e garantiti. Il tempo delle parole e delle promesse, cari colleghi, è alle nostre spalle e noi non possiamo continuare a guardare indietro. Il mondo moderno corre, vola via in molti campi, e i più forti non si fermano ad aspettare chi non regge il loro passo.

L'impegno che dobbiamo prendere, quindi, è quello di accantonare le polemiche, soprattutto quando queste sono sterili e inutili; invece le polemiche per confrontarsi sono utili e quindi bisogna confrontarsi anche in modo serrato sui problemi concreti, sugli ostacoli che impediscono ai sardi, a tutti i sardi, di essere al passo con i tempi. La libertà dai bisogni e il progresso generale della nostra società devono essere gli obiettivi che dobbiamo porre e le sfide che dobbiamo vincere.

Chiudendo queste mie breve considerazioni, colleghi, voglio anche ricordare i molti componenti del Consiglio che ci hanno lasciato. Ricordo i colleghi Edoardo Fiori, Aldo Lai, Mario Pazzaglia, Salvatore Stara, Antonio Tedesco, dei quali ricordo l'azione illuminata e la grande dedizione agli interessi della Sardegna.

L'augurio che faccio a lei, signor Presidente della Giunta, alla Giunta tutta, alle colleghe e ai colleghi, a coloro che in questo palazzo lavorano e nei confronti dei quali sento il dovere, anche a nome vostro, di rivolgere un ringraziamento per la loro incessante attività in favore dell'istituzione consiliare, e a tutti i sardi vicini e lontani (non dobbiamo mai dimenticare quel numero piuttosto elevato di sardi che non sono residenti nell'Isola, non per loro desiderio) è che il primo anno del nuovo millennio ci veda finalmente capaci di batterci con intelligenza, con tenacia, con passione per realizzare un futuro realmente migliore.

Auguro a tutti i colleghi Buon Natale e buone feste di fine anno.

(Applausi)

Il Consiglio è convocato per il 28 dicembre 2000, alle ore 11.

La seduta è tolta alle ore 14 e 45.


[SP1] O della programmazione?