Seduta n.334 del 25/03/2004 

CCCXXXIV SEDUTA

Martedì 25 marzo 2003

(Antimeridiana)

Presidenza del Presidente Serrenti

indi

del Vicepresidente Biggio

La seduta è aperta alle ore 10 e 11.

ORTU, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di mercoledì 19 marzo 2003 (328).

Congedo

PRESIDENTE. Comunico all'Aula che il consigliere Milia ha chiesto un giorno di congedo per la seduta del 25 marzo 2003. Poiché non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2003)" (383/A)

PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che siamo in sede di discussione del disegno di legge 383/A, legge finanziaria, siamo all'articolo 10 e siamo in sede di votazione degli emendamenti e dell'articolo. Quindi, siamo al primo emendamento, il 7. Chiedo se possiamo procedere.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Chiediamo il voto segreto.

PRESIDENTE. Sì, alla prima votazione, col voto segreto, dobbiamo dare il tempo previsto. Prego i colleghi di prendere posto e di chiamare eventualmente gli assenti, stiamo votando. Alle ore 10 e 21 apro la votazione. Stiamo votando l'emendamento 7 a pagina 184.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ritiro l'emendamento.

PRESIDENTE. L'emendamento 7 viene ritirato. Quindi, poniamo in votazione il testo dell'articolo 10.

(Interruzioni)

L'emendamento è stato ritirato, metto in votazione l'articolo 10. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S). Per confermare la richiesta di voto segreto, Presidente.

Presidente. E` stato chiesto il voto segreto, alle 10 e 21, come detto, voteremo l'articolo 10.

(Interruzioni)

L'emendamento 7 è ritirato. Stiamo per votare l'articolo 10, alle 10 e 21 si vota perché dobbiamo dare il tempo previsto per Regolamento per la prima votazione. Chi non fosse in possesso della tesserina per votare si avvicini e se la faccia consegnare. Ricordo che stiamo votando il testo dell'articolo 10.

(Interruzioni)

Colleghi, prendiamo posto, stiamo per votare. Ricordo che stiamo votando il testo dell'articolo 10.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'articolo 10.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 34

votanti 32

astenuti 2

maggioranza 17

favorevoli 31

contrari 1

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU -BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU -CORONA - FANTOLA - FLORIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA -LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MURGIA - ONIDA - PILI - PILO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SCARPA - TUNIS - USAI -VARGIU.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - SPISSU.)

Dalla votazione possiamo constatare di non avere il numero legale, pertanto la seduta è sospesa per mezz'ora. I lavori riprenderanno tra mezz'ora.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 22, viene ripresa alle ore 10 e 54.)

PRESIDENTE. Colleghi, torniamo ai posti. Stiamo votando. Onorevole Fadda mantiene la richiesta del voto segreto? Stiamo votando col voto segreto il testo dell'articolo 10.

FADDA (La Margherita-D.L.). Reitero la richiesta di votazione a scrutinio segreto.

Seconda votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la seconda votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'articolo 10.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 38

votanti 36

astenuti 2

maggioranza 19

favorevoli 35

contrari 1

(Hanno preso parte alla votazione: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORONA -DIANA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MURGIA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU -SCARPA - TUNIS - VARGIU.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - FADDA.)

Sono presenti 37 consiglieri, più chi ha richiesto il voto segreto e sono 38. Non c'è il numero legale.

Congedi

PRESIDENTE. Devo dire (però, naturalmente non intendo prenderla in considerazione) che l'onorevole Satta ha fatto pervenire la sua richiesta di congedo, l'ho ricevuta adesso, pertanto non può essere computata; il numero legale non c'è. Però, vi prego, per la prossima votazione terremo conto anche dell'assenza dell'onorevole Satta.

COGODI (R.C.). Sono tutti trucchi!

PRESIDENTE. Per cui la comunico all'Aula, come ho fatto per l'altro consigliere regionale; Enzo Satta ha chiesto congedo per la seduta antimeridiana, se non vi sono osservazioni questo congedo è accordato.

La seduta è sospesa per mezz'ora.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 58, viene ripresa alle ore 11 e 29.)

PRESIDENTE. Onorevole Fadda mantiene la richiesta del voto segreto?

FADDA (La Margherita-D.L.). No.

PRESIDENTE. Stiamo votando, onorevole Cogodi, su cosa chiede di parlare? Sul sistema di voto?

Non essendoci il voto segreto! Ci fosse stato il voto segreto sarebbe stata ammessa solo l'astensione, però, non essendoci il voto segreto, nessuno l'ha chiesto.

OPPI (U.D.C.). L'abbiamo chiesto noi il voto segreto.

PRESIDENTE. Lo deve chiedere il suo Capogruppo, ma suppongo siate d'accordo.

CAPELLI (U.D.C.). Confermo la richiesta del voto segreto.

PRESIDENTE. E` stato chiesto il voto segreto, onorevole Cogodi se vuole può dichiarare l'astensione. Vuole dichiarare l'astensione o ci rinuncia? Ha chiesto il voto segreto l'onorevole Capelli.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Dichiaro il mio voto.

PRESIDENTE. Dichiara l'astensione.

COGODI (R.C.). Ritengo opportuno che...

CORDA (A.N.). Ho chiesto la parola.

PRESIDENTE. Dopo il voto. Adesso se lei deve fare una dichiarazione di astensione le posso dare la parola, se no dopo il voto le darò la parola.

Prego, onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Ritengo opportuno, sotto la forma dell'astensione, tuttavia esplicitare la propensione di contrarietà rispetto a questo articolo 10. Una propensione di contrarietà che riguarda la sostanza, il merito, perché non c'è articolo di questa finanziaria che non abbia la grande capacità attrattiva di un voto contrario. Si è detto, però, da qualche parte, che rispetto all'articolo 10 l'opposizione avrebbe riservato un trattamento speciale e di favore che, rispetto alla figura mitica dell'autonomia regionale incarnata dall'Assessore attuale dell'agricoltura, tutte le bandiere si sarebbero ammainate e che non vi sarebbe stata contrarietà. A parte il fatto che la contrarietà è contenuta negli emendamenti successivi che verranno esaminati, cioè nella proposta diversa ed altra rispetto all'articolo 10; la mancanza di emendamenti soppressivi all'articolo 10 in realtà ha un solo significato, che nell'articolo 10 per l'agricoltura, per il suo sviluppo, per il suo ammodernamento, anche per la sua difesa, almeno, non c'è bellamente nulla! Ed è difficile abrogare il nulla! Perché il nulla - caro Assessore dell'agricoltura - si annulla da sé, è già una nullità! Questo articolo 10 come titolo porta "disposizioni in materia di agricoltura", ma come articolato proposto alla Giunta - l'Assessore fa così come dire "minuzie" - niente! C'è un articoletto che riguarda un negozio o una bottega di erboristeria, c'è un rimborso di maggiori spese che non so chi le abbia fatte e perché le abbia fatte, ci sono tre o quattro minuzie, ma che c'entra l'agricoltura, quella vera di questa Regione, con queste disposizioni o aggiornamenti normativi? Ma davvero l'agricoltura sarda, e soprattutto gli agricoltori, gli allevatori, i pastori, gli operatori della trasformazione dei prodotti agricoli, meritavano un simile maltrattamento dalla finanziaria regionale? Non c'è proprio nulla da innovare normativamente? La finanziaria non poteva dedicare e destinare un briciolo di attenzione all'aggiornamento normativo nella materia? Ecco la ragione unica e sola per cui non c'era neanche bisogno di proporre abrogazioni di cose pressoché insignificanti, perché è insignificante la politica della Giunta regionale in materia agricola.

Un'altra considerazione rapidissima. Corrono le ore 11 e 35, così ci avverte il quadrante lassù, il Consiglio regionale era convocato per le ore 10, abbiamo perso già una buona parte della mattinata; abbiamo perso perché ce l'avete fatta perdere dopo che ancora per alcuni giorni vi siete allenati a minacciare tour rinforzati, sedute ad oltranza, muscoli esibiti anche da parte di chi è gracilino, e tutto quanto avete ostentato in questo week end di fuoco, per voi!

Quello dice che ha adottato la tattica del "colpire e terrorizzare. Voi vorreste terrorizzare senza avere neppure la capacità di colpire, per voi è parlare e terrorizzare, dichiarare e terrorizzare, "fannullare" e terrorizzare! Siete dei fannulloni! Nel senso che non fate nulla di buono. Minacciate chissà quali tappe forzate nell'esame della finanziaria e per tutta risposta a voi stessi e all'opinione pubblica, che per fortuna speriamo vi ascolti sempre meno, vi senta anche possibilmente sempre meno, fate mancare il numero legale per alcune buone volte, e poi ricorrete al trucco di far apparire in congedo chi invece è in ritardo.

Quando modificheremo il Regolamento - se lo annoti il collega Cesare Corda - si ricordi anche di questo punto molto speciale, che i ritardi d'ora in poi, per la vostra maggioranza, si chiameranno congedi per abbassare il numero legale. Ma è una delle tante che voi vi inventate giusto per tirare a campare!

PRESIDENTE. Onorevole Masia lei ha chiesto la parola, devo per dovere comunicarle che può parlare solo per l'astensione.

Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MASIA (S.D.I.-S.U.). Presidente, prendo la parola proprio perché ritengo che non si possa perdere questa occasione per parlare di un importante settore che questa finanziaria trascura, e trascura - diciamo - volutamente.

La mia astensione è per dimostrare la contrarietà, per dimostrare che il sostegno che questo settore avrebbe dovuto avere invece dalla maggioranza e dalla Giunta sarebbe dovuto essere di sicuro diverso. Si continua a non impostare nulla su un settore dal quale invece tutta la Sardegna si aspetta molto; si continua a trascurare un aspetto che è fondamentale, quello dei costi che la Sardegna affronta per importare quelli che sono i prodotti che invece sarebbero potuti essere realizzati nella nostra Isola, e in quantità non solo sufficiente ma tale da poter essere invece esportati per la qualità e per le opportunità che la nostra terra ci offre.

Una trascuratezza che passa attraverso la non volontà di realizzare infrastrutturazioni che siano di supporto all'agricoltura; una volontà che passa attraverso la mancata ricerca per valorizzare i prodotti, per poterli promuovere, per poter far sì che questi prodotti siano davvero anche l'immagine della nostra terra, che con 300 giorni di sole sicuramente potrebbe fare molto, ma davvero molto, in questo settore. Ed invece questo è il settore trascurato, abbandonato, al quale si ricorre e ci si ricorda solo ed esclusivamente di dare risorse quando ci sono calamità, e non è strano questo fatto! Non è strano perché è il metodo che ormai è in uso, quello dell'assistenzialismo e quello della clientela, quello che attraverso le calamità consente di poter produrre ricadute a pioggia che, poi, in alcuni territori ci si ritrova che non producono se non gli effetti di far abbandonare ulteriormente le terre, perché in questo modo e soltanto in questo modo si può giustificare quello che è il risultato che è davanti a noi oggi.

Il problema dell'acqua che è fortemente vissuto in agricoltura e che avrebbe dovuto all'interno di questo settore trovare giuste risposte, ancora una volta è trascurato, ancora una volta non ci si ricorda che la grande quantità di questa risorsa, che oggi si sta buttando al mare, che tutti i giorni risulta che sta andando a mare e che si sta consumando, fra qualche mese diventerà nuovamente la calamità e che farà in modo - appunto - che l'agricoltura continui a soffrire e a non poter produrre quelle che sono le risposte ai bisogni della nostra terra, ai bisogni di chi da questo settore ritiene di poter tirare fuori occupazione. Quell'occupazione per la quale tutti quanti ci riempiamo la bocca e per la quale, invece, in questo settore non trova una minima risposta. La mia astensione, naturalmente, è perché questo grido deve arrivare, deve far sì che questa maggioranza davvero si senta in colpa, perché non è soltanto - diciamo - un fatto che non esistono risorse; io leggo in questo articolo che dovrebbe prevedere per l'agricoltura un minimo di attenzione, la totale assenza e quindi, di sicuro, è un fatto che va evidenziato. Non può continuare così - caro Assessore - deve per forza cambiare, non possiamo pensare che agli agricoltori arrivino solo ed esclusivamente le briciole, che arrivano quando arrivano e come arrivano. Non parliamo poi di quelle che sono le opportunità che si sarebbero potute avere anche nel rinnovare quello che è il parco, diciamo, tecnologico, tutte le macchine che sono utili per portare avanti questo settore e che non trovano le risposte come avrebbero dovuto trovare. Ecco perché la mia astensione; ecco perché è giusto prendere la parola e naturalmente evidenziare questi aspetti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto per dichiarare la sua astensione. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Presidente, per dire che questo articolo 10, che si compone di 5 commi che con l'agricoltura poco hanno a che vedere, è un articolo che a nostro avviso non merita neanche di essere votato, perché, insomma, se l'agricoltura sarda dipendesse dalla finanziaria o dal bilancio, insomma, davvero! Purtroppo questo è quello che propone la Giunta, quindi, il mio voto di astensione è soprattutto motivato dal fatto che davvero questo articolo 10 non vale neanche la pena di essere votato. Purtroppo questa manovra di bilancio, che è la quarta che in questa legislatura il centro destra propone, rappresenta un ulteriore passo verso la totale marginalizzazione del settore agricolo nella nostra Isola e nella nostra economia.

Voglio ricordare alcuni dati: nel 1999, a fronte di una manovra di bilancio di circa 9 mila miliardi, allora l'agricoltura contava - e parlo di risorse regionali - circa 700 miliardi. Allora, quelle risorse rappresentavano circa il 7 per cento del bilancio della Regione, quindi un quantitativo che allora fu ritenuto insufficiente dall'opposizione di centro destra, però - ripeto - intorno al 7 per cento delle risorse della Regione erano destinate al settore agricolo. Oggi, di fronte ad una manovra di bilancio che si aggira intorno ai 19 mila miliardi di vecchie lire, assistiamo ad una riduzione drastica delle disponibilità delle risorse regionali per questo settore. Le risorse sono intorno ai 500 miliardi, e se consideriamo il fatto che queste risorse sono poi prevalentemente destinate alla parte gestionale del bilancio e quindi dell'agricoltura, per gli investimenti praticamente rimangono soltanto le quote di cofinanziamento del POR. Quindi noi ci troviamo di fronte a risorse che nella manovra complessiva del bilancio regionale rappresentano appena il 2,2 per cento, questo è quello che conta l'agricoltura in Sardegna; conta il 2,2 per cento del bilancio della nostra Regione. In quattro anni il centro destra ha ridotto ed è passato dal 7 per cento circa del 1999 - che è l'ultimo bilancio del centro sinistra - al 2,2 per cento. Cioè, si è ridotto dei due terzi il quantitativo di risorse destinato all'agricoltura sarda.

In questa situazione è davvero difficile immaginare una prospettiva di sviluppo per questi comparti che, nonostante tutto, rappresentano pur sempre una parte rilevante, molto importante dell'economia dell'Isola. Noi come Centro Sinistra e come forze di opposizione abbiamo presentato diversi emendamenti, una decina di emendamenti importanti, che si pongono l'obiettivo di dare risposte, di dare una risposta complessiva ai diversi comparti dell'agricoltura sarda, cercando di superare i punti di debolezza strutturali della nostra economia agricola, dal dimensionamento delle imprese agricole all'associazionismo, ad un discorso di filiera che tenga conto della necessità di intervenire nel passaggio della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti, al potenziamento di tutto l'insieme infrastrutturale che sta a monte dell'azienda agricola, insomma cercare di incentivare un'agricoltura biologica e di qualità e che sia finalizzata alla sicurezza alimentare dei consumatori, tutto quello che manca nella manovra che ha presentato la Giunta e che noi vogliamo profondamente modificare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarare la sua astensione. Ne ha facoltà.

BALIA (S.D.I. - S.U.). Assessore, non le nascondo che siamo quasi presi da sconforto. Presi da sconforto perché siamo partiti, prima ancora naturalmente di vedere la finanziaria, dal presupposto che questo settore, il settore dell'agricoltura, meritasse, per le condizioni della Sardegna, un'attenzione particolare, che gli venisse dedicato anche particolare riguardo. Tutti sappiamo che pezzi, parti consistenti del sistema economico sardo, povero quanto si vuole, però esistente ed in piedi, pezzi di questo sistema economico si rifanno totalmente ed integralmente al settore agropastorale. Allora, noi ci aspettavamo che la Giunta regionale guardasse con un occhio di riguardo e con un po' di maggiore attenzione questo settore e che l'Assessore Contu, anche per l'esperienza che naturalmente si porta appresso, riuscisse a picchiare i pugni sul tavolo e a ritagliare uno spazio che potesse essere considerato se non uno spazio ottimale, perlomeno uno spazio assimilabile alla decenza. Purtroppo dobbiamo prendere atto che l'agricoltura è ormai considerata la "Cenerentola" all'interno di questo bilancio. Noi quando vi sollecitavamo e vi sollecitiamo a canalizzare risorse nelle giuste direzioni, ed alcune di queste direzioni pure noi le abbiamo indicate, tra queste vi è anche questo settore che già è marginale per la morfologia del nostro territorio, ma non è marginale per le tradizioni e per la cultura delle nostre genti. Allora, io credo che meritasse una sorte migliore, che andasse meglio salvaguardato e che si ipotizzasse un piano di sviluppo, un piano di rilancio, un piano che consentisse alle nostre genti, a quelle parti che ancora si dedicano in maniera affannosa, anche con molta sofferenza, ma per cultura e tradizione e storia ancora trovano allocazione dentro questo settore, noi pensavamo meritassero una sorte ed un'attenzione maggiore. Ecco perché sinceramente rispetto al poco, al quasi niente che è previsto, davvero non ce la sentiamo di votare contro. Esprimiamo un voto di astensione che però naturalmente va letto come voto di forte dissenso proprio per la povertà delle proposte che per il settore agricoltura nella finanziaria vengono riservate. Eppure risorse da altre parti possono essere canalizzate, basta rinunciare - Assessore Masala - ad alcuni degli interventi che voi altrove avete previsto e che non ci vedono né ci possono vedere assolutamente concordi. Per noi il settore dell'agricoltura resta ancora un settore primario nel sistema economico sardo e pure nella povertà del rapporto investimenti - redditività continuiamo a considerarlo, in ogni caso, un settore...

PRESIDENTE. Prego onorevole Balia, arrivi alla conclusione.

BALIA (S.D.I. - S.U.). Concludo Presidente, questi sono i motivi che ci portano ad esprimere un voto di astensione e naturalmente, Presidente, non posso esimermi dal rammentare quanto come opposizione abbiamo avuto modo di dire alcuni giorni fa in una Conferenza di Capigruppo, quando lei - giustamente per le funzioni che assolve da Presidente - sollecitava l'Aula ad un maggiore lavoro e ad un maggiore impegno e nel corso delle ore della giornata ed anche nelle giornate nelle quali solitamente il Consiglio regionale non lavora, e noi allora le abbiamo dato la nostra disponibilità avvertendo però "speriamo che poi la maggioranza non riassuma una volta di più i soliti vizi, e cioè quello di non garantire la propria presenza in Aula". Siamo stati facili profeti Presidente, perché anche stamattina la maggioranza non ha garantito la presenza in Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu per dichiarare la sua astensione. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Presidente, per dichiarare l'astensione, un'astensione tra l'altro non formale per quanto mi riguarda, perché sinceramente non capisco le ragioni della richiesta del voto segreto, a meno che la maggioranza non voglia bocciare l'articolo 10, che pure meriterebbe di essere bocciato. Sinceramente la maggioranza non ha colto le esigenze che noi abbiamo posto nella lunga discussione che è avvenuta venerdì sera, nella giornata di venerdì, che era quella di cogliere l'articolo 10 per costruire un intervento serio, cosa che non era contenuta nella proposta, in una materia così delicata qual era quella dell'agricoltura. Ma, non solo! Questo articolo, l'articolo 10, potrebbe anche consentire di dare un segnale in termini positivi rispetto anche alla situazione di stallo che si è creata in quest'Aula, tenendo presente che noi non abbiamo presentato emendamenti soppressivi, che invece abbiamo presentato alcune proposte che lo stesso Assessore coglie nelle loro impostazioni in termini favorevoli; si intende l'Assessore all'Agricoltura! Mentre non vi è alcuna disponibilità o segnale di disponibilità da parte dell'Assessore alla programmazione e al bilancio; qui sta la ragione del contrasto che secondo me emerge con la richiesta del voto segreto, con il quale bocciando l'articolo si vorrebbe impedire di discutere gli emendamenti migliorativi e gli emendamenti aggiuntivi.

PRESIDENZA DEL VICE PRESIDENTE BIGGIO

(Segue ORTU.) Ecco perché la mia non è un'astensione formale; è un'astensione sostanziale per impedire e per mettere la maggioranza di fronte alla sua responsabilità, per impedire imboscate e per metterla davanti alla sua responsabilità, anche se - ripeto - il contenuto dell'articolo 10 meriterebbe davvero di essere rimandato al mittente, se non fosse che con l'articolo 10 si impedirebbe, in caso di bocciatura, il tentativo da noi messo in campo - e ripeto pure apprezzato - di tentare di costruire una politica seria di intervento in un comparto delicato. Ma la realtà è che questa maggioranza ormai è impantanata, da giovedì si è impantanata con l'articolo 8 e non riesce ad uscirne. Dopo la bocciatura dell'articolo 8 è passata all'articolo 9, e l'unica soluzione che è riuscita a trovare in questa fase è quella di rimandare la votazione, quindi di rimandare la soluzione del problema che pure è stato posto con l'articolo 9, e non solo, arrivati all'articolo 10 si discute, e non solo, si propone anche una modalità di approccio che sinceramente non è comprensibile, a meno che non nasconda altri tentativi. Vorrei tentare in questa fase, cogliendo questa occasione della dichiarazione di voto, di rilanciare! Ebbene, l'Assessore all'Agricoltura, l'Assessore al bilancio, la maggioranza, dicano come vogliono procedere, perché bisogna uscire da una situazione di stallo, bisogna uscire! L'occasione può essere data dall'articolo 10, può essere effettuata una mediazione seria alla luce del sole, sulla quale un po' tutti hanno dichiarato disponibilità; potremmo incominciare a leggere in termini positivi un'apertura che non c'è stata nel corso di questi giorni, che non si è manifestata ieri nonostante la convocazione della Commissione bilancio, che non c'è stata sabato, che non c'è stata nella giornata di venerdì. Allora, è necessario uscire quanto prima dal pantano in cui siete, date un segnale di disponibilità a partire dall'articolo 10, così come vi abbiamo chiesto, tra l'altro costruendo una politica seria in un settore delicato per lo sviluppo della nostra Regione. Ecco perché noi abbiamo preferito astenerci in modo tale che sia chiara la nostra posizione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna per dichiarare la sua astensione. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Signor Presidente, Assessore, la nostra astensione ha un significato semplice e credo chiaro a tutti i colleghi. L'articolo 10 non merita neppure un voto contrario, non lo merita perché l'avete presentato come la sintesi della vostra politica agricola. Credo che con una finanziaria di quasi 20 mila miliardi avremo l'obbligo come opposizione a fare numerose fotocopie dell'articolo 10 e consegnarlo agli agricoltori sardi, per spiegare che la politica regionale del centro destra, oltre a qualche soldo per i comitati comunali per l'agricoltura, qualche rimborso per oneri già spesi dell'ERSAT, un corso di erboristeria, soppressione dei limiti di impegno e 2 miliardi per completare un programma che, voglio ricordare, dovrebbe finanziare le compensazioni alle cantine sociali e alle associazioni per i viticoltori per la riduzione delle proprie attività in seguito alla diminuzione dei conferimenti, cioè eradicazioni, soppressione di attività, sostanzialmente. Questa è un po' la sintesi della politica agricola, all'incirca 5 miliardi di quelli descritti e questo è il sunto.

L'Assessore ha fatto un intervento constatando i debiti dell'agricoltura, auspicandosi, in una possibilità remota, il sostegno dell'agricoltura e rimettendosi alle somme già stanziate per sanare le calamità. Intravedevo, nell'espressione dell'Assessore, all'inizio della seduta, una certa apprensione sull'esito dell'articolo 10. Credo che sia ampiamente immotivata: la bocciatura o l'approvazione dell'articolo 10 non fa e non disfa la politica in agricoltura, la prende in giro, questo sì, la prende molto in giro. E allora forse vale la pena, Assessore, che solleciti il suo presidente Pili a una specifica apparizione televisiva, che spieghi agli agricoltori il portento della vostra politica agricola e il ristoro che state dando all'economia regionale che va a essere rivisitata alla luce degli indicatori sulla crescita economica che il Governo sta rivedendo al ribasso, dopo la propaganda dei primi mesi, e che deve prendere atto che la ripresa del contesto economico nazionale e dentro questo la Sardegna, leggetevi i dati dell'altro giorno del Banco di Sardegna sulla Provincia di Cagliari, i titoli sono esemplificativi: "L'economia annaspa". Fate voi! In queste condizioni questo tipo di articolo rappresenta una presa in giro per il mondo agricolo, un insulto a chi vuole leggere lo sviluppo economico secondo il rigore di una interpretazione economica del momento nel quale operiamo e non dei vostri tornaconti. Vada Pili a dire al popolo sardo che ha fatto cose fantasmagoriche in agricoltura. Noi consegneremo la fotocopia dell'articolo 10, perché è giusto che capiscano, a fronte di quasi 20 mila miliardi, ripeto, che cosa dedicate a un settore che nelle vostre premesse indicate come uno dei settori portanti.

Però, c'è in fondo il corso di erboristeria, forse ci servirà, assessore Contu, per prenderci insieme una buona tisana ristoratrice! Speriamo, lo dico a lei per la sua responsabilità, non lo dico a Pili, perché lo sa già, che sia una tisana tanto tossica com'è la vostra politica per l'agricoltura.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di astensione. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Io utilizzo il tempo che mi ho a disposizione per dichiarare la mia estensione e per invitare invece i colleghi che hanno chiesto il voto segreto a ritirare questa richiesta. Non è questo il modo con cui si accelera la discussione sulla finanziaria. La discussione sulla finanziaria si accelera con la presenza in aula e con puntualità da parte della maggioranza e la discussione in aula si accelera con il dialogo e un accordo che porti a migliorare questa finanziaria, come stiamo dicendo dal primo giorno che siamo arrivati qui. A partire dalle politiche agricole e dall'articolo 10.

Anzi sono preoccupato proprio perché l'articolo 10, che riguarda la parte agricola, un settore estremamente importante per la nostra Isola, viene proprio dopo il venir meno del dialogo per migliorare questa finanziaria tra la maggioranza e l'opposizione. Io mi astengo e non voterei mai contro l'articolo 10, perché cadendo l'articolo 10 cade la possibilità di migliorare la politica agricola nella finanziaria, e quindi cade la possibilità che i nostri emendamenti possano essere discussi e approvati, e noi vogliamo invece che i nostri emendamenti vengano discussi e approvati nell'interesse del mondo agricolo regionale.

Non ho visto ancora emendamenti della Giunta, né di sintesi, né sostitutivi, né integrativi, nonostante su questo la Giunta regionale si impegnò in Commissione bilancio a portare in Aula una proposta che fosse alternativa all'emendamento che in Commissione fu bocciato, anzi non ammesso perché illegittimo, e invece riproposto in Aula e approvato, che mantenesse all'agricoltura le economie che questo settore ha realizzato in questi anni. E' passato un emendamento che ha trasformato l'economia in residui riprogrammandoli per la legge 21, e tutti sappiamo - a cominciare da chi l'ha proposto e da chi lo ha approvato - che quell'emendamento non porterà una lira al settore agricolo, così come è stato scritto. La Giunta si era impegnata invece a trasformare quell'economia in un mutuo perché abbassava l'indebitamento una volta che vengono recuperate, e la legge regionale 21 poteva essere finanziata con un mutuo, perché si tratta di opere permanenti e infrastrutturali. Non è stata fatta questa scelta e non riesco a capire perché su questo non si stia marciando. Per noi l'articolo 10 era già l'avvio del dialogo, recuperare risorse per un settore produttivo fondamentale per la nostra Sardegna. Quindi mi astengo perché io spero che non cada l'articolo 10, spero che con l'articolo 10 possano essere discussi ed approvati gli emendamenti, a partire dagli emendamenti numero 74 e 360 che proprio sono le norme che noi vogliamo portare, per portare le risorse al mondo agricolo attraverso il mutuo e attraverso il reperimento magari di quelle economie che invece andremo a individuare, che l'Assessore in effetti non ha fornito né alla Commissione né all'Aula, su quelle presunte economie del settore agricolo, che una volta individuate possono essere invece dedicate a questo settore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Granella per dichiarazione di astensione. Ne ha facoltà.

GRANELLA (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, colleghe e colleghi, la mia astensione deriva da un fattore affettivo, l'affetto verso l'assessore Contu, che testualmente nella sua replica da detto: "Il comparto agricolo non è tenuto nella debita considerazione", quindi interpretando quanto noi avevamo già detto, quanto pensiamo e quanto abbiamo detto in Commissione. Ha anche detto che il comparto agricolo è di fatto regredito invece di progredire. Quindi un mio voto contrario all'articolo 10 sarebbe stato cattivo. Mi astengo dal fare commenti su questo articolo che in fondo non esiste, però colgo l'occasione per rimarcare che già in sede di questa finanziaria, di questa discussione, due Assessori hanno ricevuto i colpi della Giunta, della maggioranza, prima l'assessore Ladu, adesso cosa succederà all'assessore Contu? E' possibile che per chiedere a un Assessore di allontanarsi si tolgano e si taglino i finanziamenti del suo Assessorato, del suo ministero, vogliamo chiamarlo ministero? E' possibile che questa agricoltura di cui tutti ci riempiamo la bocca non venga assolutamente considerata? Non vengono nemmeno considerate le proposte delle associazioni di categoria, che sono quelle che vi danno la pappa già pronta, che vi danno le idee che probabilmente voi non avete o non avete tempo di valutare. Perché non vediamo fra quelle proposte delle associazioni di categoria e le proposte emendative della minoranza o dell'opposizione un qualcosa che possa servire a migliorare questo comparto, un qualcosa che possa renderci orgogliosi del fatto che siamo sardi e della nostra agricoltura?

Il problema idrico, che ancora è gestito, non si sa come, né perché, dall'alto commissario, nonostante l'ordine del giorno che è stato votato dal Consiglio e approvato dalla maggioranza del Consiglio, questo problema idrico non trova soluzioni, l'unica soluzione ce l'ha data la natura con le piogge abbondantissime dei mesi scorsi e creando anche qualche problema per la ridottissima capacità di invaso, per la scarsa o nulla manutenzione delle condutture, e quindi l'acqua dal cielo è andata negli invasi, è andata sulla terra ed è tornata al mare. Il problema idrico si ripeterà, perché non abbiamo una grande piovosità, quindi fra poco noi avremo di nuovo la siccità e pensiamo di continuare con la pioggia dei miliardi per pagare i danni? Non riusciamo a fare uno sforzo di volontà e provare a precedere questo stato di cose, provare a organizzare, provare non a dire qualcosa di buono agli agricoltori ma a fare finalmente qualcosa di buono?

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'articolo 10.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 72

votanti 47

astenuti 25

maggioranza 24

favorevoli 41

contrari 5

voti nulli 1

(Il Consiglio approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DEIANA - DIANA - DORE - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MASALA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO -RASSU - SANNA Giacomo - SANNA NIVOLI - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.

Si sono astenuti i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEMURU - DETTORI - FADDA - FALCONI - GRANELLA - IBBA - LAI - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - PIRISI - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.)

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Siccome sabato mattina ho ricevuto la comunicazione da parte di esponenti dell'opposizione, che riguarda questioni che sono state peraltro affrontate pubblicamente in quest'Aula, cioè relative agli enti locali, al finanziamento degli enti locali, all'articolo 19 del legge 37, alle leggi di incentivazione che sono state pure enunciate e citate, le leggi 51, 17, 15, 36, e poi anche relativamente al terzo settore, e ho aggiunto io anche la legge 21, dal momento che si stava parlando dell'articolo 10, anche per rendere, diciamo così, più pertinente il mio intervento in questo momento.

Ebbene, nella comunicazione che mi è stata fatta è stato detto che quando si parla di enti locali ci si intende riferire al finanziamento a favore degli enti locali in misura uguale, per quanto concerne la legge 25, tra il 2003 e il 2002, cioè il mantenimento delle risorse finanziarie che erano state votate nel 2002, e nel 2003 uguali al 2002. E così per quanto riguarda le leggi di incentivazione. Io ho più volte detto in quest'aula che i finanziamenti a favore degli enti locali erano identici a quelli dell'anno scorso, come pure quelli relativamente al sistema delle attività produttive erano identici a quelli dell'anno scorso o addirittura anche superiori. Però, naturalmente, le affermazioni che non vengono supportate da documenti, evidentemente possono anche non essere credute. Io capisco perché è facile leggere solo la finanziaria e non tener conto dei dati che sono inclusi nel bilancio, può anche darsi che non si tenga conto degli emendamenti, quindi è facile che si abbia una visione incompleta di questa situazione. Quindi io ho dovuto, per avviare eventualmente un confronto su questi temi, approntare riepilogativamente tutte le tabelle che tengano conto di tutto, perché fatto questo poi i risultati confermano quello che io avevo detto, e cioè che relativamente agli enti locali, sia per quanto riguarda la parte corrente che la parte degli investimenti, è uguale a quella dell'anno scorso, per quanto riguarda le categorie produttive, quindi le leggi di incentivazione, sono diciamo così addirittura superiori a quelli dello scorso anno, ma ci sono anche delle ragioni che giustificano questa cosa. Cioè, nell'apparente diversa distribuzione che è stata fatta dagli Assessorati negli stati di previsione della spesa, si è tenuto conto molto dei residui in corso e quindi dell'ammontare delle risorse che erano a disposizione dei singoli Assessorati, però queste tabelle saranno oggetto di confronto e quindi le farò vedere, sono a disposizione. Quindi relativamente agli enti locali e alle leggi di incentivazione la Giunta già aveva provveduto per conto suo a mantenere i livelli di stanziamento del 2002. Non sono in questo momento, perché le stanno preparando, in grado di verificare e di rispondere per quanto riguarda il terzo settore, però sicuramente per il terzo settore sappiamo benissimo che non si tratta di grosse risorse e quindi, diciamo, non esistono problemi.

Relativamente all'articolo 19 della legge 37 è opinione della Giunta e della maggioranza che sia giunto ormai il momento di uscire dell'equivoco nel quale con l'articolo 19 della 37 noi ci veniamo a trovare ogni anno, e cioè il carattere di straordinarietà di questo intervento. E' giunto il momento in cui si deve fare una scelta definitiva: se mantenere in via ordinaria uno stanziamento a favore del sistema degli enti locali, destinato cioè allo sviluppo locale, oppure se si debba ancora mantenere questo equivoco dell'apparente straordinarietà che poi diventa annualmente una battaglia senza quartiere.

PRESIDENTE. Qualche secondo per concludere, onorevole Masala.

MASALA (A.N), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. La maggioranza sta approntando una sua proposta su questo tema che passa attraverso i seguenti punti: l'erogazione delle risorse deve essere destinata a progetti che vadano nella direzione dello sviluppo locale, le risorse vengono subordinate all'approvazione dei progetti, i progetti devono essere eseguiti, compiuti e portati a termine entro un termine ragionevole, deve scattare il disimpegno automatico nel caso i progetti non vengano attuati, devono essere questi progetti in coerenza con gli strumenti di programmazione, cioè PIA, PIT, Contratti d'aria eccetera, in modo che si abbia effettivamente un concorso alla creazione delle precondizioni di sviluppo del sistema locale. Le somme eventualmente disimpegnate devono essere ridestinate a ulteriori progetti sotto forma di premialità, eccetera, attraverso delle formulazioni che verranno studiate.

Conclusivamente, chiedo scusa Presidente, per quanto concerne invece la legge 21, come questo Consiglio sa, perché è stato detto, noi non abbiamo niente in contrario, fermo il livello di indebitamento, a considerare le economie che si realizzeranno nel settore agricolo, eliminando, cioè passando in disimpegno le somme stanziate nelle leggi non notificate, e l'assessore Contu ha già individuato circa 65 miliardi, ma questo può essere fatto soltanto, come ben sanno tutti coloro che conoscono bene questa materia di contabilità, a rendiconto accertato, cioè appena viene fatto il rendiconto c'è l'accertamento della diminuzione dell'economia o dell'accertamento dell'economia, dei 65 miliardi o 100, quelli che saranno, questo Consiglio non ha alcuna difficoltà a destinare le medesime risorse che si ricaveranno da un mutuo per rifinanziare la legge 21. Questo però deve essere rimandato necessariamente al momento dell'approvazione del rendiconto, perché prima tecnicamente non è possibile.

PRESIDENTE. Dobbiamo proseguire nella fase di voto in cui ci trovavamo. Onorevole Cogodi, di cosa vuol parlare? Perché se vuol parlare della notizia data dall'assessore Masala, le dico già che se ne parla al termine delle votazioni. L'assessore Masala ha fatto una comunicazione, terminate queste votazioni se ne parla. Noi andiamo avanti con le votazioni. Mi vuol dire di cosa vuol parlare?

COGODI (R.C.). Sull'ordine dei lavori, esattamente così come ha parlato l'Assessore.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, io la informo, prima che inizi a parlare, che lei parla sull'ordine dei lavori, si tratta dei lavori, se però parla del discorso, della proposta, dell'informazione dell'onorevole Masala io la interrompo e proseguiamo con la votazione degli emendamenti. La informo fin da ora, informo lei e informo l'Aula, proprio per ordinare i lavori.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Non è che io riesca a inquadrare bene l'assunto che lei si è posto. Lei, Presidente, sì. Cioè che io posso parlare sull'ordine dei lavori, avendo chiesto un altro consigliere regionale, pure Assessore, di parlare sull'ordine dei lavori e però non potrei parlare o riferirmi a quello che...

PRESIDENTE. Scusi se la interrompo, in via eccezionale, perché l'onorevole Masala ha fatto un discorso che va seguito da documentazione che non abbiamo, quindi l'eventuale discussione verterebbe su un qualcosa che non è concretizzato, e staremmo parlando di cose che sono in fieri, non ci sono da esaminare. Siamo in fase di votazione, ecco perché il mio assunto e il mio indirizzo, se deve intervenire, a lasciarle la parola perché è suo diritto, però per parlare di cose reali. Adesso quando arriverà la documentazione e quaglierà il discorso dell'onorevole assessore Masala, allora si parlerà dell'argomento. Finora è un'enunciazione, per cui non c'è motivo di contendere e motivo di discutere. Ecco la mia posizione, ha capito? Grazie.

COGODI (R.C.). La ringrazio, Presidente, il suo chiarimento è stato estremamente puntuale e anche utile. Non possiamo parlare delle cose irreali, i documenti di cui ha fatto cenno o ai quali ha fatto cenno l'assessore Masala allo stato sono irreali, perché non sono materializzati, non ci sono o, se ci sono, sono altrove e quindi di quei documenti non ne possiamo parlare. Quindi la sua precisazione è stata utile. Naturalmente non è che possiamo considerare irreali anche le cose dette, perché quelle sono reali, le ha dette! Tuttavia io non intendo, come dire, necessariamente riferirmi alle asserzioni fatte dall'assessore Masala; messe nel campo dell'irreale le lasciamo lì quelle dichiarazioni, appena avranno parvenza di realtà le riprenderemo in considerazione. E' lei che ha detto che sono irreali.

Io mi riferisco invece, parlando sull'ordine dei lavori, all'ordine dei lavori, cioè come ordinatamente intendiamo lavorare, perché se i lavori del Consiglio si svolgono via via prendendo in esame, approvando o respingendo o modificando le singole norme riportate nei singoli articoli e negli emendamenti, e insieme però, dall'inizio, l'opposizione ha detto in modo chiaro e chiarissimo che vi sono alcune questioni rilevanti attorno alle quali la maggioranza e la Giunta si devono pronunciare, prescindiamo da quel che ha detto poc'anzi, perché lei così desidera ed io obbedisco, non tanto al suo ordine che non è un ordine, ma al suo suggerimento prudente, non trattiamo le cose dette dall'assessore Masala poc'anzi, però per procedere ordinatamente, su alcune questioni, a prescindere dell'assessore Masala, abbiamo necessità che la maggioranza dica qualcosa di comprensibile, altri diranno se riterranno su argomenti specifici, su alcuni degli altri argomenti. Io mi riferisco per semplicità di ragionamento ad un solo argomento. Sull'articolo 19 della legge 37, che è una legge per il lavoro e di destinazione di risorse al lavoro, attraverso la creazione di nuova impresa di sviluppo locale, attraverso l'intervento attivo e la programmazione dal basso, quella degli enti locali e dei comuni, noi troviamo insieme argomenti e questioni che attengono gli enti locali, l'autonomia locale, lo sviluppo locale, la programmazione dal basso. Lo sviluppo di questa Regione è l'occupazione, il lavoro, lavoro aggiuntivo in una Regione che ha circa il 20 per cento del tasso di disoccupazione.

Su questa materia attendiamo una risposta per capire come regolarci sul tutto, perché non è che noi possiamo, come dire, abbassare la guardia e lasciare che voi possiate picchiare per undici round e poi al dodicesimo si vedrà! Eh no! La partita si gioca dall'inizio alla fine, e noi siamo appena all'inizio, e noi non possiamo aspettare il dodicesimo round e prendere botte fino a quando non arriviamo alla fine! Sull'articolo 19 dovete dire che l'ordinarietà significa che c'è un tasso di disoccupazione altissima in questa Regione e, quindi, in via ordinaria si danno i danari e non in via ordinaria si tolgono, che in via ordinaria bisogna destinare risorse, quelle che già ordinariamente da quattro anni si destinavano ed altre in più, non di meno; chi è che vi ha detto che ordinarietà significa togliere quello che si ha? Che ordinario rispetto a straordinario vuol dire dimezzare le risorse e vuol dire togliere ai comuni e, quindi, ai disoccupati che aspettano un progetto di sviluppo locale ed occupazione produttiva di togliere più della metà di quello che da quattro anni questa Regione garantiva, peraltro in modo insufficiente? Dobbiamo garantire invece un miglior funzionamento del sistema e di questo possiamo discutere, dobbiamo discutere da subito. Allora, per procedere ordinatamente...

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, è un argomento che sta trattando dall'anno scorso e dallo scorso febbraio, lo conosciamo bene!

COGODI (R.C.). No, non lo conosciamo bene! Lo conoscessimo bene, saremmo...

(Interruzione del consigliere Balletto)

COGODI (R.C.). No, non lo conosciamo bene! Noi per esempio non lo conosciamo bene l'argomento, Balletto lo conosce bene l'argomento e ci aiuterà a capirlo fino in fondo. Quindi, noi abbiamo ancora necessità di esporre in questa materia...

PRESIDENTE. La prego di concludere perché non le do più tempo qualche secondo!

COGODI (R.C.). Certo, noi abbiamo necessità di esporre in questa materia le nostre proposte e di aspettare anche non relazioni straordinarie o aggiuntive al bilancio, come ha fatto adesso Masala, ma risposte che siano però di merito, di sostanza e reali, visto che quelle erano considerazioni irreali, considerazioni e risposte reali da parte della maggioranza e della Giunta.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2003)" (383/A)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 6 aggiuntivo della Giunta regionale.

Ha domandato di parlare il consigliere Ortu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Per dire, in sostanza, che la Giunta regionale ha tempo e voglia di occuparsi in dettaglio perfino del Servizio agrometeorologico regionale e non sarebbe nemmeno uno scandalo. Però non ha tempo di occuparsi dei problemi che pure qui sono stati posti e che riguardano non solo il Servizio agrometeorologico regionale, ma riguardano un nodo vero che noi abbiamo posto all'attenzione di quest'Aula, cioè di intervenire in termini adeguati per sostenere una politica per l'agricoltura, ivi compreso chiaramente anche il servizio di rilevamento, però adottando anche strumenti da questo punto di vista di intervento, che siano chiari e trasparenti; ed allora si dica che si finanzia il Servizio agrometeorologico regionale perché è uno strumento che può consentire una politica o di perseguire una politica per lo sviluppo dell'agricoltura, ma si dica anche con grande chiarezza che il Servizio agrometeorologico regionale è diventato un altro ente, che non è affatto un servizio, che non può continuare ad essere gestito come è gestito e che viene finanziato come viene finanziato, cioè attraverso un intervento indiretto della Regione, e tra l'altro l'intervento indiretto della Regione non ne consente nemmeno un controllo serio. Un controllo serio non solo dal punto di vista della gestione, ma perfino dal punto di vista dell'utilità stessa e quindi della ricaduta che il servizio avrebbe per quanto riguarda le attività agricole nella nostra Isola. Noi abbiamo posto a più riprese un problema; lo abbiamo posto in modo serio. Da ormai in alcuni giorni si perde tempo in quest'Aula e non si trova lo spazio per dare una risposta. L'Assessore dell'agricoltura ha dichiarato in qualche modo una sua disponibilità, ha espresso il suo parere addirittura dicendo che aveva un bigliettino dell'Assessore della programmazione che in sostanza rispondeva per conto suo e rispondeva di no, mentre l'Assessore dell'agricoltura è disponibile, allora è necessario uscire da questa commedia; noi vi abbiamo posto un problema, vi abbiamo dato lo strumento, vi diciamo: date un segnale che può anche tornare utile per uscire dal pantano in cui vi siete cacciati e da cui non riuscite ad uscire ormai da quattro o cinque giorni. Se voi siete convinti che in questo modo si possa approvare la finanziaria vi sbagliate. Ve lo abbiamo detto, ve lo abbiamo dimostrato e tanto meno si può approvare una finanziaria che torni utile per la Sardegna e che torni utile per un comparto delicato qual è quello dell'agricoltura. Allora, qui si trovano tutti gli strumenti, le risorse, la volontà, le energie per inseguire in dettaglio anche minuzie, come vi abbiamo dimostrato parlando del contenuto dell'articolo 10, ed invece non si trova il tempo e la volontà di affrontare il problema reale che noi vi abbiamo posto. Ecco perché noi continueremo ad intervenire nel merito, ed ecco perché noi non rinunciamo ad una sollecitazione che speriamo venga accolta, altrimenti ne porterete tutta la responsabilità e a nulla serviranno i bigliettini che l'Assessore dell'agricoltura potrà esibire anche negli incontri con gli agricoltori, perché in realtà questa Giunta così come non è stata capace di approvare una finanziaria degna di questo nome, si dimostra perfino indisponibile ad accogliere i suggerimenti in positivo, nonostante l'impegno dell'Assessore dell'agricoltura ed anche l'impegno dell'assessore Masala manifestato in Commissione Agricoltura, di cui ha dimenticato come uomo d'onore di essere in qualche modo debitore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Signor Presidente, la nostra posizione è molto problematica sull'emendamento numero 6. Abbiamo detto - vorrei che la Giunta stia attenta perché poi sto parlando con loro, non sto parlando con i muri - siamo anni che stiamo inseguendo le calamità naturali, e siamo altrettanti anni che stiamo finanziando enti che dovrebbero con la tecnologia, con la conoscenza, con i censimenti, raggiungere dei livelli scientifici di previsione atti ad orientare, a prevenire, a tutelare il sistema territoriale, soprattutto il sistema agricolo, dalle cosiddette calamità. Abbiamo due linee di spesa: quella sulla prevenzione e quella sul risanamento, aperte e in corsa impazzita entrambe; c'è qualcosa che non funziona. Allora è lecito che noi su questo dobbiamo fare un approfondimento.

La prima cosa che vorrei dire ai colleghi è che l'altro giorno c'è stato consegnato il Buras del 15 marzo del 2003, nel quale è riportato con una tempestività paradossale l'estratto del decreto dell'Assessore del bilancio del 4 settembre del 2002, dove trasferisce dal fondo di cassa 461 mila euro al Consorzio per il censimento delle variazioni meteorologiche e costituzione della banca dati. Stiamo parlando di 800 milioni. E` arrivato l'altro giorno nelle nostre case, nei nostri uffici, un atto compiuto a settembre ci viene comunicato dopo parecchi mesi ed oggi ritroviamo il finanziamento, stante il fatto che nel 2002 nella finanziaria erano già previsti i trasferimenti al Servizio agrometeorologico regionale, quindi ai 2 milioni e 10 mila euro della finanziaria si sommano i 461 mila euro recuperati dai fondi di cassa verso questa destinazione. Noi non vogliamo sapere altro. Abbiamo necessità, come per tutte le cose, a questo punto, vista l'entità della spesa che riteniamo utile proprio per cercare di prevenire le calamità, che la Giunta ci fornisca lo stato di attuazione di queste attività, che cosa stanno compiendo, in che direzione, quante risorse complessivamente servono per questo progetto, quando lo si intende terminare e per quali finalità riguardo ai benefici che deve portare al contesto regionale. Mi sembra, Assessore, che sia il minimo che possiamo chiedere, quello di sapere come si stanno finalizzando questi soldi per sperare che tutta questa marea di miliardi che mettiamo a sanare le calamità prima o poi si arresti. Perché constatare che contemporaneamente si fa la ricerca per la prevenzione e per l'orientamento, e contestualmente si spendono valanghe di miliardi per sanare le calamità, è una politica che fa acqua da tutte le parti. Vorremmo perlomeno essere edotti in questi anni che cosa sta facendo questo servizio che riteniamo importantissimo, quali obiettivi ha ed entro quali termini intende portare a risultato il proprio lavoro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). La questione che viene dibattuta non è nuova, nel senso che anche negli anni precedenti ogni volta che si discute in finanziaria si arriva a questo punto, in genere era una norma della finanziaria, quest'anno infatti eravamo abbastanza ben impressionati, perché siccome per anni si è detto che questo servizio andava, come dire, organizzato e garantito anche attraverso una norma di legge che eventualmente lo istituisca e lo sorregga, e si è detto per anni ed anni, avuta quest'anno la finanziaria abbiamo detto "finalmente vuol dire che la Giunta sta davvero valutando questa opportunità". Invece no, era un trucco! Non era nella proposta di finanziaria, la Giunta si era riservata un suo emendamento per aggiungere o per ridare semplicemente danari per una finalità senza che sia fatta quell'operazione, o ancora si intenda fare quell'operazione di riordino, di garanzia e di utilità che per anni si è richiesta.

In buona sostanza di che cosa si tratta? Un servizio meteorologico per l'agricoltura; che se fosse vero che è un servizio meteorologico per l'agricoltura, in funzione cioè delle conoscenze che il coltivatore deve avere, per quanto è possibile tecnicamente e scientificamente avere in precedenza sull'andamento climatico e su quel che accadrà del tempo prossimo e venturo, sarebbe una grande utilità.

Però, questo servizio se venisse così descritto è chiaro che a domanda si risponderebbe "è utile", "va sostenuto"; però, così com'è, è puramente e semplicemente un'attività che alcuni soggetti inizialmente hanno detto che avrebbero svolto con poca cosa e, poi, via via hanno detto che potevano svolgere con più cosa, ed adesso con molta cosa, perché lo stanziamento di quest'anno solo con questo emendamento è di circa 4 miliardi.

Ora, se questa fosse una spesa utile all'agricoltura, diciamo al buon andamento non del clima che non dipende da chi osserva, ma al buon andamento della conoscenza delle condizioni climatiche, questa sarebbe anche una spesa ben fatta. Di tutto ciò non c'è garanzia alcuna, perché in che cosa consista o debba consistere l'attività di questo servizio a nessuno è dato sapere. Se in ipotesi questo servizio svolgesse un'attività, magari semplice, per chi se ne intende, non per noi, non per me sicuramente, quella di interpretare i dati di cui si dispone, quella di divulgare, di rendere comprensibili agli operatori agricoli, ai coltivatori innanzitutto, l'andamento climatico prevedibile, sarebbe un ottimo servizio, un'utilità; ma tutto ciò viene fatto? Può darsi di sì. Ma chiedendo ci è stato detto di no.

Poi, c'è questo aumento - come dire - di anno in anno del finanziamento, ed è un finanziamento che ogni anno si fa in finanziaria, appunto, senza che via sia un articolo di legge che istituisca questo servizio.

Conclusione, noi non vogliamo parlare di quante persone ogni anno vengono assunte e neppure di chi manda le persone per essere assunte. Non ne vogliamo parlare di questo! Noi vorremmo parlare invece di un'altra cosa, semplice, perché non sospendere un attimo e verificare quale sia l'utilità per davvero di questo servizio e, quindi, istituire questo servizio con un articolo di legge dando una finalità e sapendo come deve garantire l'attività che appunto deve svolgere. Cioè, istituirlo con un articolo di legge, questo è un finanziamento continuo e ripetuto negli anni, con legge si danno solo i soldi, però con un articolo di legge non è istituito questo servizio e quindi non è garantito nelle sue finalità.

Quindi, l'invito alla Giunta e all'Assessore dell'agricoltura è di chiederne l'accantonamento per ora, di riservarsi anche un fondo, se vuole, non so se servano 4 miliardi o di meno o anche una lira di più, ma per istituire per davvero un servizio che, attraverso la garanzia della legge, preveda che cosa deve fare e si sappia com'è che deve essere organizzata e quale deve essere la sua autorità; al di fuori di questo rimane una delle tante cosette strampalate che non danno nessuna autorità, né all'agricoltura e né alla Regione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). In questo Consiglio non c'è mai da sorprendersi per come evolvono le situazioni, quali sono gli approcci, quali sono le tecniche di sbarramento o di aperture che si creano così repentinamente senza apparenti giustificazioni. Apparenti perché non sono evidenti, ma ppoi se stiamo a vederle nel complesso delle cose ben si capisce perché ci si comporta in un determinato modo.

Si dice che si deve accelerare i lavori, lo dice l'opposizione, lo dice la maggioranza; i ritardi accumulati sono tantissimi, taluni evidenti e sono della Giunta e della maggioranza in ordine alla presentazione dei documenti, tal altri a mio modo di vedere pure evidenti ma mascherati nell'ambito del confronto, della dialettica e delle modalità con cui si procede. Oggi la maggioranza non ha avuto la forza di garantire il numero legale alla prima votazione e l'opposizione ha chiesto la votazione a scrutinio segreto proprio per far evidenziare ed apparire questo stato di cose che rappresenta limite, torto e responsabilità della maggioranza, non certamente dell'opposizione. La votazione con lo stesso strumento è stata reiterata, quindi, si è rinunciato per poter utilizzare questo strumento regolamentare alla dichiarazione di voto, nel momento in cui ci si è ripresentati, la maggioranza che garantiva il numero legale, cambiano le tattiche, si rinuncia al voto segreto per poter evidentemente, nell'attività di allungamento della minestra, reintervenire facendo le dichiarazioni di voto.

La maggioranza dal canto suo, utilizzando lo stesso strumento regolamentare ai fini dell'accelerazione delle operazioni di voto, ha chiesto essa stessa il voto segreto pensando e presumendo che alla rinuncia di dichiarazioni di voto fatta in precedenza seguisse un ulteriore, analogo comportamento e quindi si potesse andare a votare. No, l'opposizione interviene per dichiarazione di voto di astensione. Quindi, siamo qui schermando con metodi legittimi però sta di fatto che non abbiamo ancora combinato nulla.

Poi, si inserisce in una dichiarazione di voto o in un intervento fantomatico del Regolamento, il collega Cogodi che dice: "E no, qui non si può andare avanti, qui non si deve andare avanti perché la nostra parte politica ha posto determinate questioni, fintanto che queste questioni non si risolvono, non si va avanti". Ma dove mai si è visto, colleghi, in un'Aula consiliare dove c'è un Regolamento, noi stiamo discutendo dell'articolo 10 ed in precedenza abbiamo discusso dell'articolo 9 e così via, ma dall'inizio della discussione generale noi stiamo sempre, ed in quella fase era legittimo, perché era la discussione generale sull'intera manovra, in quella fase era legittimo che si ponessero i punti per i quali l'opposizione non condivide e che ha necessità nel corso dell'articolato, ma con specificità a ciascuno articolo, a far valere le proprio linee e le proprio tesi per modificare la legge finanziaria.

Ma, mi volete spiegare perché all'articolo 10 noi dobbiamo parlare del piano straordinario del lavoro quando è previsto all'articolo 19? Io invito la Presidenza a contenere la discussione; Presidente così non si può parlare dell'articolo 19 quando stiamo discutendo dell'articolo 10, e così non si può parlare di tutto quello che è lo scibile della politica per ottenere ciò che si vuole ottenere! Il Regolamento è chiaro, siamo all'articolo 10 e lei Presidente - e i presidenti di turno - non deve consentire di parlare d'altro perché allora non è vero che noi stiamo facendo la finanziaria! Noi maggioranza stiamo subendo pressioni e "ricatti" perché non si va avanti fin tanto che non si accede a quelle posizioni che ancora non dovrebbero avere avuto ingresso nelle nostre discussioni.

Io non sono disposto a lavorare in questo modo, pur assicurando la presenza in Aula, e le assicuro Presidente che la noia di sentire le ripetizioni continue, ad ogni momento, su dichiarazioni di voto, su discussione generale, interventi per il Regolamento, interventi sull'ordine del lavoro, ne ho le tasche piene e chiedo scusa, e ditelo che siete nervosi allora!

CUGINI (D.S.). Ma se ne vada a casa! Ma è modo di parlare questo!

PRESIDENTE. Onorevole Balletto, la prego.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Ma è possibile che quando parla uno dobbiate sempre intervenire? Io vi ascolto con fastidio sempre perché ripetete le stesse cose, ma vi ascolto in silenzio. Questo è il grado della vostra intolleranza, questa è la vostra democrazia!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (La Margherita-D.L.). Presidente, io capisco il nervosismo dell'onorevole Balletto, a turno tocca un po' a tutti essere nervosi. Lui ci rimprovera che non stiamo entrando nell'argomento, ma credo che nel momento di nervosismo l'onorevole Balletto non ha certamente parlato dell'articolo 10; ma voglio dire è comprensibile, una volta tocca a lui, una volta tocca a me. Non è questo!

Però, se riprendiamo un momento il filo del discorso di stamattina, la storia è questa; noi eravamo in Aula, si poteva votare, è mancato il numero legale una volta, è mancato subito dopo la seconda volta. Per prassi quando manca la seconda volta si rinvia al giorno successivo, noi non l'abbiamo chiesto e quindi dateci atto di questo. Siamo andati avanti e, dopo tutta la discussione sul voto segreto, la maggioranza e la Giunta hanno chiesto il voto segreto; abbiamo votato sull'articolo dell'agricoltura, ci siamo astenuti dimostrando che non si astenevano solamente per dichiarazioni di voto, ma ci siamo astenuti tutti dicendo che è uno dei punti dove si può migliorare e si può lavorare assieme per migliorare la manovra, ora il punto della manovra, i miglioramenti della manovra si realizzano da un lato concentrando un po' di risorse sui settori vitali dell'agricoltura, da un altro lato togliendo un po' di risorse da settori che vitali non sono.

Ora questo emendamento 6, richiamo la vostra attenzione sul ragionamento che hanno fatto non strumentale, ma di merito, pacatamente i colleghi che hanno detto ma insomma, lo scorso anno abbiamo dato a questo soggetto il servizio agro-metereologico 5 miliardi. Alcuni di questi fondi glieli abbiamo dati a fine anno e sono stati addirittura pubblicati recentemente. Ora, vediamo un emendamento 6 che trasferisce altri 4 miliardi. Io non so se siano giusti o sbagliati, ma come fa il Consiglio, e come fate voi maggioranza, e noi opposizione a sapere se questa decisione è congrua se non ci viene dato un elemento informativo, se non ci viene detto neppure come sta funzionando il servizio?

Da questo punto di vista è un ragionamento ostruzionistico questo? No, l'ostruzionismo l'avete fatto voi, noi vi stiamo trasportando sul terreno del buon senso, e sul terreno del buon senso però non riusciamo a trovare un incontro con voi. Diteci a che cosa servono questi 4 miliardi. Diteci a che cosa sono serviti. Raccontateci l'attività di questo organismo. Dimostrateci la dimensione degli organici, l'espansione degli organici se ci sono stati, dimostrateci che questa non è una spesa clientelare, ma è una spesa effettiva. Questo è il terreno del buon senso, il terreno del miglioramento dell'articolo che vogliamo fare.

In questo quadro, Presidente del Consiglio, mi appello ancora a lei e alla sua sensibilità perché i diritti dell'opposizione di avere le informazioni per decidere come in questo caso, ma più in generale lo sottolineo suoi fondi della pubblicità istituzionale, delle consulenze, delle progettazioni, questi diritti siano soddisfatti.

Io so che il Presidente del Consiglio ha scritto al Presidente e alla Giunta già ormai una quindicina di giorni fa, non mi risulta che nessuna risposta sia stata data. Non vorrei che la Giunta si illudesse che siccome c'è stato uno scatto, una lettera e un comunicato di insulti nei miei confronti, questo sia stato sufficiente a rinunciare. Noi passiamo sopra i momenti di nervosismo perché capitano a tutti, però, la sostanza dei problemi resta, rimane e noi sollecitiamo l'intervento del Presidente del Consiglio a tutela dei diritti del Consiglio e dell'opposizione in particolare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S). Grazie Presidente, avevo chiesto di intervenire perché stavo reagendo all'intervento del collega Balletto, però rinuncio.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Cugini, d'altro canto gli anni ed anche i ruoli portano a dover compiere talvolta questi gesti di grande maturità che apprezziamo.

Poiché nessuno altro domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Chiedo il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. E` stato chiesto il voto elettronico palese, naturalmente con la copertura di otto colleghi che alzano la mano.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri FADDA, GRANELLA, SELIS, MARROCU, CUGINI, MORITTU, PIRISI.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 6.

(Interruzione dell'onorevole Spissu)

PRESIDENTE. Onorevole Spissu, lei puntualmente, ogni votazione mi sollecita la chiusura della votazione. A questo punto io pregherò e stabiliremo delle regole che poi varranno. Però lei non può, non avevo neppure io terminato di votare, non sono velocissimo ma non sono neanche tanto lento. Lei non può ogni volta essere il primo a dire: "Chiuda la votazione". La prego, est modus in rebus, in questi casi ci si comporta in un certo modo, con un certo equilibrio, io chiedo sempre se tutti hanno votato prima di chiudere la votazione. Qualche volta anche a me viene il panico, lo confesso, però, non esageriamo!

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI -CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MURGIA - PIANA - PILI - PIRASTU - PISANO -PITTALIS - RASSU - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU -ORRU' - ORTU - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 69

votanti 69

maggioranza 35

favorevoli 33

contrari 36

(Il Consiglio non approva)

Emendamento numero 8. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S). Sull'emendamento numero 8 chiedo la votazione a scrutinio segreto.

PRESIDENTE. E` stata chiesta la votazione a scrutinio segreto, elettronico naturalmente.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 8.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 74

votanti 74

maggioranza 38

favorevoli 30

contrari 44

(Il Consiglio non approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.)

Emendamento 80 al quale sono stati presentati il 712 soppressivo totale e il 742 sostituivo totale. Si vota quindi il 712 che è soppressivo totale. L'emendamento 712 è un emendamento all'emendamento 80 che è soppressivo totale. Se cade il 712 cade anche il 742.

Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne la facoltà.

SANNA Gian Valerio (La Margherita - D.L.). Ritiriamo l'emendamento 712.

PRESIDENTE. Ritirato l'emendamento 712. Emendamento 742 sostituivo totale. Ha domandato da parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

MASALA (A.N), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Il 742 sostituisce l'emendamento numero 80, se passa l'emendamento 742, che dovrebbe essere votato prima, la spesa viene coperta con l'U.P.B. 06055 dell'emendamento precedente.

PRESIDENTE. L'emendamento precedente parla di 06061, mentre invece nel 742 si parla si 06055.

MASALA (A.N), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Per quanto riguarda 1910 milioni sulla U.P.B S6053, sulla differenza per arrivare a 2 milioni e mezzo sulla U.P.B 06022.

PRESIDENTE. Dopo le precisazioni dell'Assessore Masala che modifica parzialmente per qualche utilizzo le U.P.B., poi ce le darà per iscritto esattamente perché gli uffici rimettano poi a posto le scritture, si vota il 742 che prevale sull'80 perché è sostitutivo totale. Si vota l'emendamento 742.

Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Decade l'emendamento 80 e viene sostituito ed assorbito praticamente dal 742.

Metto in votazione l'emendamento numero 90. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento 356. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

Vuol parlare onorevole Cogodi? Chiede la parola, onorevole Marrocu? Scusate un attimo, onorevole Cogodi è sempre molto attento e quindi si avvale di tutte le facoltà che gli dà il Regolamento e non le si possono negare. Vediamo adesso questo Regolamento dove si porterà!

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C). In realtà io mi sono permesso e mi scuso ma non so diversamente come si possa fare. Mi sono permesso di avanzare un'obiezione al modo di procedere perché noi dobbiamo snellire ed andare avanti, ma rispettando il minimo delle regole. Io avevo chiesto la parola sull'emendamento precedente, l'ho chiesta anche su questo quindi non è che parlo così, abusivo, vero? Anche per far notare ai colleghi... Scusate, però, se parlate a voce bassa posso parlare anch'io, sennò non fa!

(Interruzioni)

COGODI (R.C). Dicevo che avevo chiesto la parola anche sull'emendamento precedente intervengo su questo e ripeto non in modo abusivo, anche perché su questo emendamento è possibile esprimere la propria opinione. Ma principalmente volevo poc'anzi far notare ai colleghi che a non vedere bene le cose e per esempio con l'emendamento che è stato soppresso, non accolto - diciamo così - a voto palese, io ho ritenuto che si sia introdotta nel Consiglio, come dire, una fase anche migliore di civiltà nei rapporti, perché diversi colleghi hanno ritenuto di non condividere una proposta e tranquillamente a voto palese, liberamente, hanno espresso il loro voto per non accogliere l'emendamento della Giunta e tenere in debito conto alcune osservazioni che nell'Aula si sono svolte. Poi, si è tornati ad un'accelerazione improvvisa ed è stato approvato un altro emendamento, quindi una norma, il 742, che contiene un'implicita sanatoria. Ora, io ritengo, per esempio, che nel merito il "342" sia una norma che ha la sua validità. Quindi, non mi sto lamentando per il contenuto, cioè che i consorzi di bonifica possano utilizzare per la manutenzione ordinaria eventuali economie che abbiano avuto o stanziamenti precedenti che abbiano avuto. Sappiamo che la manutenzione ordinaria è estremamente necessaria e spesso deve fare in tempi anche quasi reali per evitare danni e per evitare dispendi ulteriori non solo di risorse, ma anche per garantire le utilità che un canale di irrigazione, per esempio, deve garantire. Quindi, non sto eccependo nel merito, però, il modo come è fatta quella norma lascia molto a desiderare perché in realtà destina eventuali economie per sopperire ad opere di manutenzione che siano già state sostenute. Questa è una sanatoria! Si chiama in termini tecnici sanatoria. Le sanatorie si possono fare, però, allora la norma va scritta in modo diverso; si dice: per gli oneri che sono stati sostenuti e che in via straordinaria, o per l'eccezionalità del caso, non potevano essere sopperiti in altro modo. Cioè, non avevano danari, dovevano riparare un canale di irrigazione, l'hanno riparato, poi, si interviene e a sanatoria si riconosce, sulla base di una perizia e di una relazione tecnica, quanto si è speso. Invece con questa norma si è detto che quanto eventualmente si è risparmiato può essere messo in conto di manutenzioni avvenute, quindi già accadute e non conteggiate, non richieste...

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, siamo all'emendamento 356.

COGODI (R.C). Ho capito!

PRESIDENTE. Per cortesia, lei continua ad infrangere il Regolamento, tanto invocata democrazia, però ha una pazienza anche la democrazia, onorevole Cogodi!

COGODI (R.C). Vede Presidente, lei è la persona più delicata e squisita di questo mondo, però quello che io dico non è che, come dire, infrange qualche cosa; non infrange niente! Siccome è stato infranto un principio non di Regolamento in senso formale, è stato infranto un principio di normazione che rischia di rendere anche le norme che si approvano, io ripeto nel merito avrei espresso o voto favorevole o di astensione, cioè non ero contrario nel merito. Però, le cose devono essere fatte bene e nel tempo e nel modo che le cose si debbano poter fare bene. Ecco, questo volevo dire principalmente in ragione di questo novero di emendamenti. Sull'emendamento 356 esprimo parere favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato da parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Volevo far notare, Presidente, ai colleghi, sostanzialmente il carattere differente dell'emendamento 356 che stiamo discutendo, sul carattere generale rispondente ai criteri e al rigore di una legislazione che dovrebbe avere un carattere generale, universale, e dovrebbe in qualche modo risolvere dei problemi di carattere strutturale, a differenza dell'emendamento 742 che abbiamo approvato con molta rapidità, assessore Contu, e che risulta in qualche modo la non risposta a quanto noi abbiamo sollevato. Lascio perdere il primo comma, ma abbiamo dato 5 miliardi per il 2003 al Consorzio di Bonifica della Sardegna meridionale. E` questa la vostra scelta rispetto ai consorzi? Io credo di sì. Perché il fatto di non aver recepito la richiesta generale di dare alla problematica dei consorzi una risposta complessiva, allo stato drammatico nel quale si trovano gli altri consorzi della Sardegna, è per noi il tipo di risposta che voi state dando a questo genere di problemi. Cioè, quello di discriminare! Io non ho nulla contro questo finanziamento. Osservo e metto agli atti che la Giunta ritiene che le politiche dei consorzi di bonifica si risolvono con quello della Sardegna meridionale. Ne prendo atto, e prendo atto che disconoscete la gravità della condizione anche occupativa e debitoria che hanno gli altri consorzi. Io voglio fare solo, visto che mi costringete, Perché fino adesso non ho mai fatto esempi concreti, ma il Consorzio di Bonifica di Oristano, che è l'esito di una fusione, sulla legge 20 del 1992 è passato da 6 miliardi del 1998 ad un miliardo e mezzo del 2001. Sulla 37 del 1998, da 14 miliardi nel 1998 a 7 miliardi nel 2002. I contributi regionali da 10 miliardi del 2001 sono passati ai 3 miliardi del 2002. Ma, voi pensate che le strutture e il funzionamento di questi enti possa essere salvaguardato?

Ci riempiamo la bocca della tutela dell'occupazione, di questo e quest'altro. Quando noi lamentiamo, Assessore, una visione miope particolareggiata dei problemi, denunciamo il fatto che questo è un modo di non risolverli i problemi e lo mettiamo agli atti delle vostre scelte perché dovremo spiegarle nel resto del territorio regionale, agli amici che ci chiederanno come mai qualcuno ha preso soldi ed altri non ne hanno preso. Ed è per questo che noi sosteniamo il carattere, come esemplificazione della concezione dell'emendamento 356, che dimostra come vogliamo affrontare i problemi nella loro globalità senza fare figli e figliastri e per risolvere i problemi della Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Per dire, Presidente, che l'emendamento 356 è un emendamento che ha un carattere di indirizzo, cioè si sta chiedendo alla Regione di prevedere nei prossimi bandi del POR, quindi nel prossimo complemento di programmazione, una misura finalizzata all'agricoltura biologica. Voglio ricordare ai colleghi che l'agricoltura biologica è prevista soltanto per la zootecnia nel piano di sviluppo rurale, mentre nel POR - cioè nelle misure che riguardano l'agricoltura, nel POR - non è prevista nessuna misura a sostegno dell'agricoltura biologica, né delle produzioni, né degli altri passaggi fondamentali della filiera. Quindi, è una norma di indirizzo che non costa niente in termini finanziari e che vuole incentivare l'agricoltura biologica.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale. Sull'emendamento 356 io ebbi occasione di dire che sostanzialmente l'Assessore non è contrario, nel senso che lo ritiene caso mai pleonastico, perché questo problema verrà senz'altro inserito nella programmazione del POR, posso garantirglielo questo, l'Assessorato è favorevolissimo a che si tuteli convenientemente la produzione biologica. Quindi, personalmente io sono favorevole. Tuttavia mi rimetto all'Aula perché non so cosa l'Aula voglia fare. Però, io personalmente sono favorevole.

PRESIDENTE. Poiché nessuno altro domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 357. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Emendamento 358. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io intervengo in dichiarazione di voto perché è l'unico modo in questa fase in cui io posso esprimere la mia opinione. Noi abbiamo votato due emendamenti che non portano niente, né tolgono niente, nel senso cioè che sono delle cose che si possono votare con ordini del giorno, sono d'indirizzo, non servono a niente.

COGODI (R.C.). Anche questa è carta straccia!

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Vale la stessa cosa per il 358, come varrà per il 359, quindi quando l'Assessore si è rimesso all'Aula intendeva dire questo, ecco però creare un casus belli di queste cose non serve a niente. Diciamo che sono norme inutilmente votate, non hanno la dignità di norma giuridica perché sono disciplinate nel POR. Quindi diciamo che può essere votato o non votato, questo era il senso; diciamo che possiamo ristabilire la correttezza… per evitare confusioni ed errate interpretazioni.

COGODI (R.C.). Sono carta straccia!

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, l'età del liceo è terminata, si è conclusa l'età del liceo!

Metto in votazione l'emendamento numero 358. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Ne ha facoltà.

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Sul 358 l'Assessore è contrario e spiega anche il motivo, perché le infrastrutture sono già dentro il POR. Abbiamo fatto persino il programma, è stupido che si voti qua un articolo che esiste già dentro il POR. Ora, Dio mio, siamo sempre favorevoli a venire incontro a giuste e legittime richieste, ma non quando si dice qualche cosa che è veramente pleonastica. Il capitolo per le infrastrutture nel POR c'è già, abbiamo già fatto un programma sulle strade vicinali, stiamo facendo ora il programma dell'elettrificazione rurale, quindi non è il caso. Io pregherei il collega Alberto Sanna di ritirare questo emendamento. Posso dire qualcosa sul 359? No.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Presidente sul 358, ma anche per un chiarimento su questi emendamenti di indirizzo. Assessore Masala, io non condivido la sua opinione che sono emendamenti che non servono a niente, che sono norme che non servono. Sono norme di indirizzo, cioè qui noi stiamo lavorando per la fase 2 del complemento di programmazione e delle misure del POR. Per esempio, la misura sull'agricoltura biologica nella fase 1 non esiste. Allora, proprio perché non esiste, noi vorremmo che esistesse nel secondo triennio, e non mi sembra questa una intenzione malvagia. Quindi vogliamo che la Giunta e poi il Consiglio tengano conto di questo orientamento. E anche l'associazionismo tra i produttori, vista la natura delle nostre aziende così piccole, minuscole, non è un aspetto secondario. E' previsto qualche cosa nei bandi attuali, però non è una misura organica e noi vorremmo che questa azione avesse un carattere permanente e organico. Sulle infrastrutture, onorevole Contu, anche qui è vero fino a un certo punto quello che lei dice: intanto noi vorremmo che nella fase 2 del POR ci fosse una misura organica a favore della infrastrutturazione delle aziende agricole, perché la misura attuale, quella in corso di realizzazione, non prevede per esempio l'acqua, che è un fattore determinante. La nostra agricoltura è un'agricoltura prevalentemente estensiva proprio perché manca l'acqua. Quindi noi vorremmo che nel prossimo bando POR, che riguarda le infrastrutture agricole a favore delle aziende, fosse prevista anche l'acqua. Quindi non sono norme appunto senza valore, sono norme fondamentali che noi chiediamo all'Aula di prendere in considerazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Una parola per dire che questa norma che si propone non è affatto superflua, non lo erano neppure le precedenti che si sono votate. Peraltro non ho mai visto che per una norma superflua, quindi ininfluente, si esprima tanto nervosismo. L'assessore Contu poc'anzi, perdendo la sua proverbiale flemma, sembrava il generale Franks, ieri, quando annunciava che tutto procedeva bene!

Sono norme importanti, queste, di indirizzo, che rientrano nelle primarie prerogative dal Consiglio regionale. Non è che il Consiglio regionale deve solo stanziare lire o euro, deve anche e soprattutto stanziare normativa, finalità e ordine nelle cose. Questa è una norma di ordine, che dice che nel bando POR dev'essere garantito, Assessore, lo legga bene e soprattutto lo comprenda, perché noi speriamo che non debba essere lei a doverla attuare questa norma, ma che sia un Assessore dell'agricoltura che creda al suo ruolo e alla sua funzione e quindi che non sia lei, però, per l'ipotesi che dovesse essere lei a doverla attuare, lo legga perché lo deve anche capire. Lo deve capire, perché se lei riterrà ancora che questo emendamento... Capire mica è offensivo, scusate! E' offensivo solo per chi non è capace di capire, chi è capace di capire comprende bene che...

CARLONI (A.N.). Sì, capisce, l'onorevole Assessore capisce!

COGODI (R.C.). Si capisce?

CARLONI (A.N.). Abbiamo capito, sì!

COGODI (R.C.).Oh, hai capito anche tu! Se hai capito anche tu vuol dire che abbiamo capito tutti! Vuol dire che abbiamo capito tutti! Non c'è nulla di offensivo in questo...

PRESIDENTE. Per cortesia, lasciate finire l'intervento, poi ognuno può replicare.

COGODI (R.C.). ...perché, caro il mio collega dell'ultimo banco della destra...

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, lei continui il suo intervento per cortesia, se no le devo togliere la parola.

COGODI (R.C.). Io sto continuando il mio intervento!

PRESIDENTE. Per cortesia, colleghi, ognuno lasci terminare l'intervento al proprio collega, poi ha tutto lo spazio per intervenire, se ritiene opportuno. Onorevole Cogodi, la prego, prosegua il suo intervento.

COGODI (R.C.). Grazie Presidente, anche perché il collega se no l'intervento lo conclude lo stesso!

L'Assessore, ho detto, ha esternato molto nervosismo. Badate, ha usato la parola "stupidità", cioè ha attribuito a questa proposta, che viene comunque dai consiglieri regionali in questo Consiglio regionale, la patente di stupidità. Controllare gli atti per credere, per chi ascolta. Ora, siccome io non ritengo neppure conveniente che si dia patente di stupidità a nessuna proposta che viene dai banchi del Consiglio regionale, voglio dire che meno che mai vi è stupidità in questa proposta. Anzi vi è intelligenza, perché? Perché si dà un indirizzo, una norma direttiva a chi deve attuare anche i programmi della Regione dicendo, e lo dice il Consiglio con una norma, e solo con una norma lo può dire, per avere forza e valore cogente rispetto agli adempimenti e agli atti in via attuativa che deve compiere la Giunta: "Bada che tu nei programmi devi prevedere misure specifiche per l'adeguamento e il potenziamento della viabilità e dell'elettrificazione rurale, e la creazione di infrastrutture in vasi montani e collinari, e altro, al fine di garantire un adeguato approvvigionamento idrico alle aziende agricole sarde". Un adeguato approvvigionamento idrico, adeguato! Cioè vuol dire che quel bando non sarà legittimo se non rispetta la legge e che quella previsione non dovrà essere un quid qualsiasi; dovrà essere una misura adeguata a raggiungere queste finalità. Quindi entra e tocca l'equilibrio interno a una misura d'insieme che deve contenere questi elementi.

Quindi non è affatto stupido proporre cose serie. Io comprendo che nella eccitazione del momento o della fase che si attraversa possa sfuggire anche una parola di più, però questo abbiamo sentito e rispetto a questo esprimiamo tranquillamente la nostra opinione. Tutto qui, nessuno si offenda. Per cui la norma ha la sua valenza e merita di essere accolta dal Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Siccome sono le 13 e 30 e ci sono ancora due iscritti a parlare, gli onorevoli Corda e Balletto, i lavori sono sospesi, riprenderanno alle ore 15 e 30. Il primo iscritto a parlare è l'onorevole Corda.

La seduta è tolta alle ore 13 e 33.



Allegati seduta

CCCXXXIV SEDUTA

Martedì 25 marzo 2003

(Antimeridiana)

Presidenza del Presidente Serrenti

indi

del Vicepresidente Biggio

La seduta è aperta alle ore 10 e 11.

ORTU, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di mercoledì 19 marzo 2003 (328).

Congedo

PRESIDENTE. Comunico all'Aula che il consigliere Milia ha chiesto un giorno di congedo per la seduta del 25 marzo 2003. Poiché non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2003)" (383/A)

PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che siamo in sede di discussione del disegno di legge 383/A, legge finanziaria, siamo all'articolo 10 e siamo in sede di votazione degli emendamenti e dell'articolo. Quindi, siamo al primo emendamento, il 7. Chiedo se possiamo procedere.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Chiediamo il voto segreto.

PRESIDENTE. Sì, alla prima votazione, col voto segreto, dobbiamo dare il tempo previsto. Prego i colleghi di prendere posto e di chiamare eventualmente gli assenti, stiamo votando. Alle ore 10 e 21 apro la votazione. Stiamo votando l'emendamento 7 a pagina 184.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ritiro l'emendamento.

PRESIDENTE. L'emendamento 7 viene ritirato. Quindi, poniamo in votazione il testo dell'articolo 10.

(Interruzioni)

L'emendamento è stato ritirato, metto in votazione l'articolo 10. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S). Per confermare la richiesta di voto segreto, Presidente.

Presidente. E` stato chiesto il voto segreto, alle 10 e 21, come detto, voteremo l'articolo 10.

(Interruzioni)

L'emendamento 7 è ritirato. Stiamo per votare l'articolo 10, alle 10 e 21 si vota perché dobbiamo dare il tempo previsto per Regolamento per la prima votazione. Chi non fosse in possesso della tesserina per votare si avvicini e se la faccia consegnare. Ricordo che stiamo votando il testo dell'articolo 10.

(Interruzioni)

Colleghi, prendiamo posto, stiamo per votare. Ricordo che stiamo votando il testo dell'articolo 10.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'articolo 10.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 34

votanti 32

astenuti 2

maggioranza 17

favorevoli 31

contrari 1

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU -BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU -CORONA - FANTOLA - FLORIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA -LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MURGIA - ONIDA - PILI - PILO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SCARPA - TUNIS - USAI -VARGIU.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - SPISSU.)

Dalla votazione possiamo constatare di non avere il numero legale, pertanto la seduta è sospesa per mezz'ora. I lavori riprenderanno tra mezz'ora.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 22, viene ripresa alle ore 10 e 54.)

PRESIDENTE. Colleghi, torniamo ai posti. Stiamo votando. Onorevole Fadda mantiene la richiesta del voto segreto? Stiamo votando col voto segreto il testo dell'articolo 10.

FADDA (La Margherita-D.L.). Reitero la richiesta di votazione a scrutinio segreto.

Seconda votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la seconda votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'articolo 10.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 38

votanti 36

astenuti 2

maggioranza 19

favorevoli 35

contrari 1

(Hanno preso parte alla votazione: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORONA -DIANA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MURGIA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU -SCARPA - TUNIS - VARGIU.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - FADDA.)

Sono presenti 37 consiglieri, più chi ha richiesto il voto segreto e sono 38. Non c'è il numero legale.

Congedi

PRESIDENTE. Devo dire (però, naturalmente non intendo prenderla in considerazione) che l'onorevole Satta ha fatto pervenire la sua richiesta di congedo, l'ho ricevuta adesso, pertanto non può essere computata; il numero legale non c'è. Però, vi prego, per la prossima votazione terremo conto anche dell'assenza dell'onorevole Satta.

COGODI (R.C.). Sono tutti trucchi!

PRESIDENTE. Per cui la comunico all'Aula, come ho fatto per l'altro consigliere regionale; Enzo Satta ha chiesto congedo per la seduta antimeridiana, se non vi sono osservazioni questo congedo è accordato.

La seduta è sospesa per mezz'ora.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 58, viene ripresa alle ore 11 e 29.)

PRESIDENTE. Onorevole Fadda mantiene la richiesta del voto segreto?

FADDA (La Margherita-D.L.). No.

PRESIDENTE. Stiamo votando, onorevole Cogodi, su cosa chiede di parlare? Sul sistema di voto?

Non essendoci il voto segreto! Ci fosse stato il voto segreto sarebbe stata ammessa solo l'astensione, però, non essendoci il voto segreto, nessuno l'ha chiesto.

OPPI (U.D.C.). L'abbiamo chiesto noi il voto segreto.

PRESIDENTE. Lo deve chiedere il suo Capogruppo, ma suppongo siate d'accordo.

CAPELLI (U.D.C.). Confermo la richiesta del voto segreto.

PRESIDENTE. E` stato chiesto il voto segreto, onorevole Cogodi se vuole può dichiarare l'astensione. Vuole dichiarare l'astensione o ci rinuncia? Ha chiesto il voto segreto l'onorevole Capelli.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Dichiaro il mio voto.

PRESIDENTE. Dichiara l'astensione.

COGODI (R.C.). Ritengo opportuno che...

CORDA (A.N.). Ho chiesto la parola.

PRESIDENTE. Dopo il voto. Adesso se lei deve fare una dichiarazione di astensione le posso dare la parola, se no dopo il voto le darò la parola.

Prego, onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Ritengo opportuno, sotto la forma dell'astensione, tuttavia esplicitare la propensione di contrarietà rispetto a questo articolo 10. Una propensione di contrarietà che riguarda la sostanza, il merito, perché non c'è articolo di questa finanziaria che non abbia la grande capacità attrattiva di un voto contrario. Si è detto, però, da qualche parte, che rispetto all'articolo 10 l'opposizione avrebbe riservato un trattamento speciale e di favore che, rispetto alla figura mitica dell'autonomia regionale incarnata dall'Assessore attuale dell'agricoltura, tutte le bandiere si sarebbero ammainate e che non vi sarebbe stata contrarietà. A parte il fatto che la contrarietà è contenuta negli emendamenti successivi che verranno esaminati, cioè nella proposta diversa ed altra rispetto all'articolo 10; la mancanza di emendamenti soppressivi all'articolo 10 in realtà ha un solo significato, che nell'articolo 10 per l'agricoltura, per il suo sviluppo, per il suo ammodernamento, anche per la sua difesa, almeno, non c'è bellamente nulla! Ed è difficile abrogare il nulla! Perché il nulla - caro Assessore dell'agricoltura - si annulla da sé, è già una nullità! Questo articolo 10 come titolo porta "disposizioni in materia di agricoltura", ma come articolato proposto alla Giunta - l'Assessore fa così come dire "minuzie" - niente! C'è un articoletto che riguarda un negozio o una bottega di erboristeria, c'è un rimborso di maggiori spese che non so chi le abbia fatte e perché le abbia fatte, ci sono tre o quattro minuzie, ma che c'entra l'agricoltura, quella vera di questa Regione, con queste disposizioni o aggiornamenti normativi? Ma davvero l'agricoltura sarda, e soprattutto gli agricoltori, gli allevatori, i pastori, gli operatori della trasformazione dei prodotti agricoli, meritavano un simile maltrattamento dalla finanziaria regionale? Non c'è proprio nulla da innovare normativamente? La finanziaria non poteva dedicare e destinare un briciolo di attenzione all'aggiornamento normativo nella materia? Ecco la ragione unica e sola per cui non c'era neanche bisogno di proporre abrogazioni di cose pressoché insignificanti, perché è insignificante la politica della Giunta regionale in materia agricola.

Un'altra considerazione rapidissima. Corrono le ore 11 e 35, così ci avverte il quadrante lassù, il Consiglio regionale era convocato per le ore 10, abbiamo perso già una buona parte della mattinata; abbiamo perso perché ce l'avete fatta perdere dopo che ancora per alcuni giorni vi siete allenati a minacciare tour rinforzati, sedute ad oltranza, muscoli esibiti anche da parte di chi è gracilino, e tutto quanto avete ostentato in questo week end di fuoco, per voi!

Quello dice che ha adottato la tattica del "colpire e terrorizzare. Voi vorreste terrorizzare senza avere neppure la capacità di colpire, per voi è parlare e terrorizzare, dichiarare e terrorizzare, "fannullare" e terrorizzare! Siete dei fannulloni! Nel senso che non fate nulla di buono. Minacciate chissà quali tappe forzate nell'esame della finanziaria e per tutta risposta a voi stessi e all'opinione pubblica, che per fortuna speriamo vi ascolti sempre meno, vi senta anche possibilmente sempre meno, fate mancare il numero legale per alcune buone volte, e poi ricorrete al trucco di far apparire in congedo chi invece è in ritardo.

Quando modificheremo il Regolamento - se lo annoti il collega Cesare Corda - si ricordi anche di questo punto molto speciale, che i ritardi d'ora in poi, per la vostra maggioranza, si chiameranno congedi per abbassare il numero legale. Ma è una delle tante che voi vi inventate giusto per tirare a campare!

PRESIDENTE. Onorevole Masia lei ha chiesto la parola, devo per dovere comunicarle che può parlare solo per l'astensione.

Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MASIA (S.D.I.-S.U.). Presidente, prendo la parola proprio perché ritengo che non si possa perdere questa occasione per parlare di un importante settore che questa finanziaria trascura, e trascura - diciamo - volutamente.

La mia astensione è per dimostrare la contrarietà, per dimostrare che il sostegno che questo settore avrebbe dovuto avere invece dalla maggioranza e dalla Giunta sarebbe dovuto essere di sicuro diverso. Si continua a non impostare nulla su un settore dal quale invece tutta la Sardegna si aspetta molto; si continua a trascurare un aspetto che è fondamentale, quello dei costi che la Sardegna affronta per importare quelli che sono i prodotti che invece sarebbero potuti essere realizzati nella nostra Isola, e in quantità non solo sufficiente ma tale da poter essere invece esportati per la qualità e per le opportunità che la nostra terra ci offre.

Una trascuratezza che passa attraverso la non volontà di realizzare infrastrutturazioni che siano di supporto all'agricoltura; una volontà che passa attraverso la mancata ricerca per valorizzare i prodotti, per poterli promuovere, per poter far sì che questi prodotti siano davvero anche l'immagine della nostra terra, che con 300 giorni di sole sicuramente potrebbe fare molto, ma davvero molto, in questo settore. Ed invece questo è il settore trascurato, abbandonato, al quale si ricorre e ci si ricorda solo ed esclusivamente di dare risorse quando ci sono calamità, e non è strano questo fatto! Non è strano perché è il metodo che ormai è in uso, quello dell'assistenzialismo e quello della clientela, quello che attraverso le calamità consente di poter produrre ricadute a pioggia che, poi, in alcuni territori ci si ritrova che non producono se non gli effetti di far abbandonare ulteriormente le terre, perché in questo modo e soltanto in questo modo si può giustificare quello che è il risultato che è davanti a noi oggi.

Il problema dell'acqua che è fortemente vissuto in agricoltura e che avrebbe dovuto all'interno di questo settore trovare giuste risposte, ancora una volta è trascurato, ancora una volta non ci si ricorda che la grande quantità di questa risorsa, che oggi si sta buttando al mare, che tutti i giorni risulta che sta andando a mare e che si sta consumando, fra qualche mese diventerà nuovamente la calamità e che farà in modo - appunto - che l'agricoltura continui a soffrire e a non poter produrre quelle che sono le risposte ai bisogni della nostra terra, ai bisogni di chi da questo settore ritiene di poter tirare fuori occupazione. Quell'occupazione per la quale tutti quanti ci riempiamo la bocca e per la quale, invece, in questo settore non trova una minima risposta. La mia astensione, naturalmente, è perché questo grido deve arrivare, deve far sì che questa maggioranza davvero si senta in colpa, perché non è soltanto - diciamo - un fatto che non esistono risorse; io leggo in questo articolo che dovrebbe prevedere per l'agricoltura un minimo di attenzione, la totale assenza e quindi, di sicuro, è un fatto che va evidenziato. Non può continuare così - caro Assessore - deve per forza cambiare, non possiamo pensare che agli agricoltori arrivino solo ed esclusivamente le briciole, che arrivano quando arrivano e come arrivano. Non parliamo poi di quelle che sono le opportunità che si sarebbero potute avere anche nel rinnovare quello che è il parco, diciamo, tecnologico, tutte le macchine che sono utili per portare avanti questo settore e che non trovano le risposte come avrebbero dovuto trovare. Ecco perché la mia astensione; ecco perché è giusto prendere la parola e naturalmente evidenziare questi aspetti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto per dichiarare la sua astensione. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Presidente, per dire che questo articolo 10, che si compone di 5 commi che con l'agricoltura poco hanno a che vedere, è un articolo che a nostro avviso non merita neanche di essere votato, perché, insomma, se l'agricoltura sarda dipendesse dalla finanziaria o dal bilancio, insomma, davvero! Purtroppo questo è quello che propone la Giunta, quindi, il mio voto di astensione è soprattutto motivato dal fatto che davvero questo articolo 10 non vale neanche la pena di essere votato. Purtroppo questa manovra di bilancio, che è la quarta che in questa legislatura il centro destra propone, rappresenta un ulteriore passo verso la totale marginalizzazione del settore agricolo nella nostra Isola e nella nostra economia.

Voglio ricordare alcuni dati: nel 1999, a fronte di una manovra di bilancio di circa 9 mila miliardi, allora l'agricoltura contava - e parlo di risorse regionali - circa 700 miliardi. Allora, quelle risorse rappresentavano circa il 7 per cento del bilancio della Regione, quindi un quantitativo che allora fu ritenuto insufficiente dall'opposizione di centro destra, però - ripeto - intorno al 7 per cento delle risorse della Regione erano destinate al settore agricolo. Oggi, di fronte ad una manovra di bilancio che si aggira intorno ai 19 mila miliardi di vecchie lire, assistiamo ad una riduzione drastica delle disponibilità delle risorse regionali per questo settore. Le risorse sono intorno ai 500 miliardi, e se consideriamo il fatto che queste risorse sono poi prevalentemente destinate alla parte gestionale del bilancio e quindi dell'agricoltura, per gli investimenti praticamente rimangono soltanto le quote di cofinanziamento del POR. Quindi noi ci troviamo di fronte a risorse che nella manovra complessiva del bilancio regionale rappresentano appena il 2,2 per cento, questo è quello che conta l'agricoltura in Sardegna; conta il 2,2 per cento del bilancio della nostra Regione. In quattro anni il centro destra ha ridotto ed è passato dal 7 per cento circa del 1999 - che è l'ultimo bilancio del centro sinistra - al 2,2 per cento. Cioè, si è ridotto dei due terzi il quantitativo di risorse destinato all'agricoltura sarda.

In questa situazione è davvero difficile immaginare una prospettiva di sviluppo per questi comparti che, nonostante tutto, rappresentano pur sempre una parte rilevante, molto importante dell'economia dell'Isola. Noi come Centro Sinistra e come forze di opposizione abbiamo presentato diversi emendamenti, una decina di emendamenti importanti, che si pongono l'obiettivo di dare risposte, di dare una risposta complessiva ai diversi comparti dell'agricoltura sarda, cercando di superare i punti di debolezza strutturali della nostra economia agricola, dal dimensionamento delle imprese agricole all'associazionismo, ad un discorso di filiera che tenga conto della necessità di intervenire nel passaggio della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti, al potenziamento di tutto l'insieme infrastrutturale che sta a monte dell'azienda agricola, insomma cercare di incentivare un'agricoltura biologica e di qualità e che sia finalizzata alla sicurezza alimentare dei consumatori, tutto quello che manca nella manovra che ha presentato la Giunta e che noi vogliamo profondamente modificare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarare la sua astensione. Ne ha facoltà.

BALIA (S.D.I. - S.U.). Assessore, non le nascondo che siamo quasi presi da sconforto. Presi da sconforto perché siamo partiti, prima ancora naturalmente di vedere la finanziaria, dal presupposto che questo settore, il settore dell'agricoltura, meritasse, per le condizioni della Sardegna, un'attenzione particolare, che gli venisse dedicato anche particolare riguardo. Tutti sappiamo che pezzi, parti consistenti del sistema economico sardo, povero quanto si vuole, però esistente ed in piedi, pezzi di questo sistema economico si rifanno totalmente ed integralmente al settore agropastorale. Allora, noi ci aspettavamo che la Giunta regionale guardasse con un occhio di riguardo e con un po' di maggiore attenzione questo settore e che l'Assessore Contu, anche per l'esperienza che naturalmente si porta appresso, riuscisse a picchiare i pugni sul tavolo e a ritagliare uno spazio che potesse essere considerato se non uno spazio ottimale, perlomeno uno spazio assimilabile alla decenza. Purtroppo dobbiamo prendere atto che l'agricoltura è ormai considerata la "Cenerentola" all'interno di questo bilancio. Noi quando vi sollecitavamo e vi sollecitiamo a canalizzare risorse nelle giuste direzioni, ed alcune di queste direzioni pure noi le abbiamo indicate, tra queste vi è anche questo settore che già è marginale per la morfologia del nostro territorio, ma non è marginale per le tradizioni e per la cultura delle nostre genti. Allora, io credo che meritasse una sorte migliore, che andasse meglio salvaguardato e che si ipotizzasse un piano di sviluppo, un piano di rilancio, un piano che consentisse alle nostre genti, a quelle parti che ancora si dedicano in maniera affannosa, anche con molta sofferenza, ma per cultura e tradizione e storia ancora trovano allocazione dentro questo settore, noi pensavamo meritassero una sorte ed un'attenzione maggiore. Ecco perché sinceramente rispetto al poco, al quasi niente che è previsto, davvero non ce la sentiamo di votare contro. Esprimiamo un voto di astensione che però naturalmente va letto come voto di forte dissenso proprio per la povertà delle proposte che per il settore agricoltura nella finanziaria vengono riservate. Eppure risorse da altre parti possono essere canalizzate, basta rinunciare - Assessore Masala - ad alcuni degli interventi che voi altrove avete previsto e che non ci vedono né ci possono vedere assolutamente concordi. Per noi il settore dell'agricoltura resta ancora un settore primario nel sistema economico sardo e pure nella povertà del rapporto investimenti - redditività continuiamo a considerarlo, in ogni caso, un settore...

PRESIDENTE. Prego onorevole Balia, arrivi alla conclusione.

BALIA (S.D.I. - S.U.). Concludo Presidente, questi sono i motivi che ci portano ad esprimere un voto di astensione e naturalmente, Presidente, non posso esimermi dal rammentare quanto come opposizione abbiamo avuto modo di dire alcuni giorni fa in una Conferenza di Capigruppo, quando lei - giustamente per le funzioni che assolve da Presidente - sollecitava l'Aula ad un maggiore lavoro e ad un maggiore impegno e nel corso delle ore della giornata ed anche nelle giornate nelle quali solitamente il Consiglio regionale non lavora, e noi allora le abbiamo dato la nostra disponibilità avvertendo però "speriamo che poi la maggioranza non riassuma una volta di più i soliti vizi, e cioè quello di non garantire la propria presenza in Aula". Siamo stati facili profeti Presidente, perché anche stamattina la maggioranza non ha garantito la presenza in Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu per dichiarare la sua astensione. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Presidente, per dichiarare l'astensione, un'astensione tra l'altro non formale per quanto mi riguarda, perché sinceramente non capisco le ragioni della richiesta del voto segreto, a meno che la maggioranza non voglia bocciare l'articolo 10, che pure meriterebbe di essere bocciato. Sinceramente la maggioranza non ha colto le esigenze che noi abbiamo posto nella lunga discussione che è avvenuta venerdì sera, nella giornata di venerdì, che era quella di cogliere l'articolo 10 per costruire un intervento serio, cosa che non era contenuta nella proposta, in una materia così delicata qual era quella dell'agricoltura. Ma, non solo! Questo articolo, l'articolo 10, potrebbe anche consentire di dare un segnale in termini positivi rispetto anche alla situazione di stallo che si è creata in quest'Aula, tenendo presente che noi non abbiamo presentato emendamenti soppressivi, che invece abbiamo presentato alcune proposte che lo stesso Assessore coglie nelle loro impostazioni in termini favorevoli; si intende l'Assessore all'Agricoltura! Mentre non vi è alcuna disponibilità o segnale di disponibilità da parte dell'Assessore alla programmazione e al bilancio; qui sta la ragione del contrasto che secondo me emerge con la richiesta del voto segreto, con il quale bocciando l'articolo si vorrebbe impedire di discutere gli emendamenti migliorativi e gli emendamenti aggiuntivi.

PRESIDENZA DEL VICE PRESIDENTE BIGGIO

(Segue ORTU.) Ecco perché la mia non è un'astensione formale; è un'astensione sostanziale per impedire e per mettere la maggioranza di fronte alla sua responsabilità, per impedire imboscate e per metterla davanti alla sua responsabilità, anche se - ripeto - il contenuto dell'articolo 10 meriterebbe davvero di essere rimandato al mittente, se non fosse che con l'articolo 10 si impedirebbe, in caso di bocciatura, il tentativo da noi messo in campo - e ripeto pure apprezzato - di tentare di costruire una politica seria di intervento in un comparto delicato. Ma la realtà è che questa maggioranza ormai è impantanata, da giovedì si è impantanata con l'articolo 8 e non riesce ad uscirne. Dopo la bocciatura dell'articolo 8 è passata all'articolo 9, e l'unica soluzione che è riuscita a trovare in questa fase è quella di rimandare la votazione, quindi di rimandare la soluzione del problema che pure è stato posto con l'articolo 9, e non solo, arrivati all'articolo 10 si discute, e non solo, si propone anche una modalità di approccio che sinceramente non è comprensibile, a meno che non nasconda altri tentativi. Vorrei tentare in questa fase, cogliendo questa occasione della dichiarazione di voto, di rilanciare! Ebbene, l'Assessore all'Agricoltura, l'Assessore al bilancio, la maggioranza, dicano come vogliono procedere, perché bisogna uscire da una situazione di stallo, bisogna uscire! L'occasione può essere data dall'articolo 10, può essere effettuata una mediazione seria alla luce del sole, sulla quale un po' tutti hanno dichiarato disponibilità; potremmo incominciare a leggere in termini positivi un'apertura che non c'è stata nel corso di questi giorni, che non si è manifestata ieri nonostante la convocazione della Commissione bilancio, che non c'è stata sabato, che non c'è stata nella giornata di venerdì. Allora, è necessario uscire quanto prima dal pantano in cui siete, date un segnale di disponibilità a partire dall'articolo 10, così come vi abbiamo chiesto, tra l'altro costruendo una politica seria in un settore delicato per lo sviluppo della nostra Regione. Ecco perché noi abbiamo preferito astenerci in modo tale che sia chiara la nostra posizione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna per dichiarare la sua astensione. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Signor Presidente, Assessore, la nostra astensione ha un significato semplice e credo chiaro a tutti i colleghi. L'articolo 10 non merita neppure un voto contrario, non lo merita perché l'avete presentato come la sintesi della vostra politica agricola. Credo che con una finanziaria di quasi 20 mila miliardi avremo l'obbligo come opposizione a fare numerose fotocopie dell'articolo 10 e consegnarlo agli agricoltori sardi, per spiegare che la politica regionale del centro destra, oltre a qualche soldo per i comitati comunali per l'agricoltura, qualche rimborso per oneri già spesi dell'ERSAT, un corso di erboristeria, soppressione dei limiti di impegno e 2 miliardi per completare un programma che, voglio ricordare, dovrebbe finanziare le compensazioni alle cantine sociali e alle associazioni per i viticoltori per la riduzione delle proprie attività in seguito alla diminuzione dei conferimenti, cioè eradicazioni, soppressione di attività, sostanzialmente. Questa è un po' la sintesi della politica agricola, all'incirca 5 miliardi di quelli descritti e questo è il sunto.

L'Assessore ha fatto un intervento constatando i debiti dell'agricoltura, auspicandosi, in una possibilità remota, il sostegno dell'agricoltura e rimettendosi alle somme già stanziate per sanare le calamità. Intravedevo, nell'espressione dell'Assessore, all'inizio della seduta, una certa apprensione sull'esito dell'articolo 10. Credo che sia ampiamente immotivata: la bocciatura o l'approvazione dell'articolo 10 non fa e non disfa la politica in agricoltura, la prende in giro, questo sì, la prende molto in giro. E allora forse vale la pena, Assessore, che solleciti il suo presidente Pili a una specifica apparizione televisiva, che spieghi agli agricoltori il portento della vostra politica agricola e il ristoro che state dando all'economia regionale che va a essere rivisitata alla luce degli indicatori sulla crescita economica che il Governo sta rivedendo al ribasso, dopo la propaganda dei primi mesi, e che deve prendere atto che la ripresa del contesto economico nazionale e dentro questo la Sardegna, leggetevi i dati dell'altro giorno del Banco di Sardegna sulla Provincia di Cagliari, i titoli sono esemplificativi: "L'economia annaspa". Fate voi! In queste condizioni questo tipo di articolo rappresenta una presa in giro per il mondo agricolo, un insulto a chi vuole leggere lo sviluppo economico secondo il rigore di una interpretazione economica del momento nel quale operiamo e non dei vostri tornaconti. Vada Pili a dire al popolo sardo che ha fatto cose fantasmagoriche in agricoltura. Noi consegneremo la fotocopia dell'articolo 10, perché è giusto che capiscano, a fronte di quasi 20 mila miliardi, ripeto, che cosa dedicate a un settore che nelle vostre premesse indicate come uno dei settori portanti.

Però, c'è in fondo il corso di erboristeria, forse ci servirà, assessore Contu, per prenderci insieme una buona tisana ristoratrice! Speriamo, lo dico a lei per la sua responsabilità, non lo dico a Pili, perché lo sa già, che sia una tisana tanto tossica com'è la vostra politica per l'agricoltura.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di astensione. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Io utilizzo il tempo che mi ho a disposizione per dichiarare la mia estensione e per invitare invece i colleghi che hanno chiesto il voto segreto a ritirare questa richiesta. Non è questo il modo con cui si accelera la discussione sulla finanziaria. La discussione sulla finanziaria si accelera con la presenza in aula e con puntualità da parte della maggioranza e la discussione in aula si accelera con il dialogo e un accordo che porti a migliorare questa finanziaria, come stiamo dicendo dal primo giorno che siamo arrivati qui. A partire dalle politiche agricole e dall'articolo 10.

Anzi sono preoccupato proprio perché l'articolo 10, che riguarda la parte agricola, un settore estremamente importante per la nostra Isola, viene proprio dopo il venir meno del dialogo per migliorare questa finanziaria tra la maggioranza e l'opposizione. Io mi astengo e non voterei mai contro l'articolo 10, perché cadendo l'articolo 10 cade la possibilità di migliorare la politica agricola nella finanziaria, e quindi cade la possibilità che i nostri emendamenti possano essere discussi e approvati, e noi vogliamo invece che i nostri emendamenti vengano discussi e approvati nell'interesse del mondo agricolo regionale.

Non ho visto ancora emendamenti della Giunta, né di sintesi, né sostitutivi, né integrativi, nonostante su questo la Giunta regionale si impegnò in Commissione bilancio a portare in Aula una proposta che fosse alternativa all'emendamento che in Commissione fu bocciato, anzi non ammesso perché illegittimo, e invece riproposto in Aula e approvato, che mantenesse all'agricoltura le economie che questo settore ha realizzato in questi anni. E' passato un emendamento che ha trasformato l'economia in residui riprogrammandoli per la legge 21, e tutti sappiamo - a cominciare da chi l'ha proposto e da chi lo ha approvato - che quell'emendamento non porterà una lira al settore agricolo, così come è stato scritto. La Giunta si era impegnata invece a trasformare quell'economia in un mutuo perché abbassava l'indebitamento una volta che vengono recuperate, e la legge regionale 21 poteva essere finanziata con un mutuo, perché si tratta di opere permanenti e infrastrutturali. Non è stata fatta questa scelta e non riesco a capire perché su questo non si stia marciando. Per noi l'articolo 10 era già l'avvio del dialogo, recuperare risorse per un settore produttivo fondamentale per la nostra Sardegna. Quindi mi astengo perché io spero che non cada l'articolo 10, spero che con l'articolo 10 possano essere discussi ed approvati gli emendamenti, a partire dagli emendamenti numero 74 e 360 che proprio sono le norme che noi vogliamo portare, per portare le risorse al mondo agricolo attraverso il mutuo e attraverso il reperimento magari di quelle economie che invece andremo a individuare, che l'Assessore in effetti non ha fornito né alla Commissione né all'Aula, su quelle presunte economie del settore agricolo, che una volta individuate possono essere invece dedicate a questo settore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Granella per dichiarazione di astensione. Ne ha facoltà.

GRANELLA (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, colleghe e colleghi, la mia astensione deriva da un fattore affettivo, l'affetto verso l'assessore Contu, che testualmente nella sua replica da detto: "Il comparto agricolo non è tenuto nella debita considerazione", quindi interpretando quanto noi avevamo già detto, quanto pensiamo e quanto abbiamo detto in Commissione. Ha anche detto che il comparto agricolo è di fatto regredito invece di progredire. Quindi un mio voto contrario all'articolo 10 sarebbe stato cattivo. Mi astengo dal fare commenti su questo articolo che in fondo non esiste, però colgo l'occasione per rimarcare che già in sede di questa finanziaria, di questa discussione, due Assessori hanno ricevuto i colpi della Giunta, della maggioranza, prima l'assessore Ladu, adesso cosa succederà all'assessore Contu? E' possibile che per chiedere a un Assessore di allontanarsi si tolgano e si taglino i finanziamenti del suo Assessorato, del suo ministero, vogliamo chiamarlo ministero? E' possibile che questa agricoltura di cui tutti ci riempiamo la bocca non venga assolutamente considerata? Non vengono nemmeno considerate le proposte delle associazioni di categoria, che sono quelle che vi danno la pappa già pronta, che vi danno le idee che probabilmente voi non avete o non avete tempo di valutare. Perché non vediamo fra quelle proposte delle associazioni di categoria e le proposte emendative della minoranza o dell'opposizione un qualcosa che possa servire a migliorare questo comparto, un qualcosa che possa renderci orgogliosi del fatto che siamo sardi e della nostra agricoltura?

Il problema idrico, che ancora è gestito, non si sa come, né perché, dall'alto commissario, nonostante l'ordine del giorno che è stato votato dal Consiglio e approvato dalla maggioranza del Consiglio, questo problema idrico non trova soluzioni, l'unica soluzione ce l'ha data la natura con le piogge abbondantissime dei mesi scorsi e creando anche qualche problema per la ridottissima capacità di invaso, per la scarsa o nulla manutenzione delle condutture, e quindi l'acqua dal cielo è andata negli invasi, è andata sulla terra ed è tornata al mare. Il problema idrico si ripeterà, perché non abbiamo una grande piovosità, quindi fra poco noi avremo di nuovo la siccità e pensiamo di continuare con la pioggia dei miliardi per pagare i danni? Non riusciamo a fare uno sforzo di volontà e provare a precedere questo stato di cose, provare a organizzare, provare non a dire qualcosa di buono agli agricoltori ma a fare finalmente qualcosa di buono?

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'articolo 10.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 72

votanti 47

astenuti 25

maggioranza 24

favorevoli 41

contrari 5

voti nulli 1

(Il Consiglio approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DEIANA - DIANA - DORE - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MASALA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO -RASSU - SANNA Giacomo - SANNA NIVOLI - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.

Si sono astenuti i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEMURU - DETTORI - FADDA - FALCONI - GRANELLA - IBBA - LAI - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - PIRISI - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.)

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Siccome sabato mattina ho ricevuto la comunicazione da parte di esponenti dell'opposizione, che riguarda questioni che sono state peraltro affrontate pubblicamente in quest'Aula, cioè relative agli enti locali, al finanziamento degli enti locali, all'articolo 19 del legge 37, alle leggi di incentivazione che sono state pure enunciate e citate, le leggi 51, 17, 15, 36, e poi anche relativamente al terzo settore, e ho aggiunto io anche la legge 21, dal momento che si stava parlando dell'articolo 10, anche per rendere, diciamo così, più pertinente il mio intervento in questo momento.

Ebbene, nella comunicazione che mi è stata fatta è stato detto che quando si parla di enti locali ci si intende riferire al finanziamento a favore degli enti locali in misura uguale, per quanto concerne la legge 25, tra il 2003 e il 2002, cioè il mantenimento delle risorse finanziarie che erano state votate nel 2002, e nel 2003 uguali al 2002. E così per quanto riguarda le leggi di incentivazione. Io ho più volte detto in quest'aula che i finanziamenti a favore degli enti locali erano identici a quelli dell'anno scorso, come pure quelli relativamente al sistema delle attività produttive erano identici a quelli dell'anno scorso o addirittura anche superiori. Però, naturalmente, le affermazioni che non vengono supportate da documenti, evidentemente possono anche non essere credute. Io capisco perché è facile leggere solo la finanziaria e non tener conto dei dati che sono inclusi nel bilancio, può anche darsi che non si tenga conto degli emendamenti, quindi è facile che si abbia una visione incompleta di questa situazione. Quindi io ho dovuto, per avviare eventualmente un confronto su questi temi, approntare riepilogativamente tutte le tabelle che tengano conto di tutto, perché fatto questo poi i risultati confermano quello che io avevo detto, e cioè che relativamente agli enti locali, sia per quanto riguarda la parte corrente che la parte degli investimenti, è uguale a quella dell'anno scorso, per quanto riguarda le categorie produttive, quindi le leggi di incentivazione, sono diciamo così addirittura superiori a quelli dello scorso anno, ma ci sono anche delle ragioni che giustificano questa cosa. Cioè, nell'apparente diversa distribuzione che è stata fatta dagli Assessorati negli stati di previsione della spesa, si è tenuto conto molto dei residui in corso e quindi dell'ammontare delle risorse che erano a disposizione dei singoli Assessorati, però queste tabelle saranno oggetto di confronto e quindi le farò vedere, sono a disposizione. Quindi relativamente agli enti locali e alle leggi di incentivazione la Giunta già aveva provveduto per conto suo a mantenere i livelli di stanziamento del 2002. Non sono in questo momento, perché le stanno preparando, in grado di verificare e di rispondere per quanto riguarda il terzo settore, però sicuramente per il terzo settore sappiamo benissimo che non si tratta di grosse risorse e quindi, diciamo, non esistono problemi.

Relativamente all'articolo 19 della legge 37 è opinione della Giunta e della maggioranza che sia giunto ormai il momento di uscire dell'equivoco nel quale con l'articolo 19 della 37 noi ci veniamo a trovare ogni anno, e cioè il carattere di straordinarietà di questo intervento. E' giunto il momento in cui si deve fare una scelta definitiva: se mantenere in via ordinaria uno stanziamento a favore del sistema degli enti locali, destinato cioè allo sviluppo locale, oppure se si debba ancora mantenere questo equivoco dell'apparente straordinarietà che poi diventa annualmente una battaglia senza quartiere.

PRESIDENTE. Qualche secondo per concludere, onorevole Masala.

MASALA (A.N), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. La maggioranza sta approntando una sua proposta su questo tema che passa attraverso i seguenti punti: l'erogazione delle risorse deve essere destinata a progetti che vadano nella direzione dello sviluppo locale, le risorse vengono subordinate all'approvazione dei progetti, i progetti devono essere eseguiti, compiuti e portati a termine entro un termine ragionevole, deve scattare il disimpegno automatico nel caso i progetti non vengano attuati, devono essere questi progetti in coerenza con gli strumenti di programmazione, cioè PIA, PIT, Contratti d'aria eccetera, in modo che si abbia effettivamente un concorso alla creazione delle precondizioni di sviluppo del sistema locale. Le somme eventualmente disimpegnate devono essere ridestinate a ulteriori progetti sotto forma di premialità, eccetera, attraverso delle formulazioni che verranno studiate.

Conclusivamente, chiedo scusa Presidente, per quanto concerne invece la legge 21, come questo Consiglio sa, perché è stato detto, noi non abbiamo niente in contrario, fermo il livello di indebitamento, a considerare le economie che si realizzeranno nel settore agricolo, eliminando, cioè passando in disimpegno le somme stanziate nelle leggi non notificate, e l'assessore Contu ha già individuato circa 65 miliardi, ma questo può essere fatto soltanto, come ben sanno tutti coloro che conoscono bene questa materia di contabilità, a rendiconto accertato, cioè appena viene fatto il rendiconto c'è l'accertamento della diminuzione dell'economia o dell'accertamento dell'economia, dei 65 miliardi o 100, quelli che saranno, questo Consiglio non ha alcuna difficoltà a destinare le medesime risorse che si ricaveranno da un mutuo per rifinanziare la legge 21. Questo però deve essere rimandato necessariamente al momento dell'approvazione del rendiconto, perché prima tecnicamente non è possibile.

PRESIDENTE. Dobbiamo proseguire nella fase di voto in cui ci trovavamo. Onorevole Cogodi, di cosa vuol parlare? Perché se vuol parlare della notizia data dall'assessore Masala, le dico già che se ne parla al termine delle votazioni. L'assessore Masala ha fatto una comunicazione, terminate queste votazioni se ne parla. Noi andiamo avanti con le votazioni. Mi vuol dire di cosa vuol parlare?

COGODI (R.C.). Sull'ordine dei lavori, esattamente così come ha parlato l'Assessore.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, io la informo, prima che inizi a parlare, che lei parla sull'ordine dei lavori, si tratta dei lavori, se però parla del discorso, della proposta, dell'informazione dell'onorevole Masala io la interrompo e proseguiamo con la votazione degli emendamenti. La informo fin da ora, informo lei e informo l'Aula, proprio per ordinare i lavori.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Non è che io riesca a inquadrare bene l'assunto che lei si è posto. Lei, Presidente, sì. Cioè che io posso parlare sull'ordine dei lavori, avendo chiesto un altro consigliere regionale, pure Assessore, di parlare sull'ordine dei lavori e però non potrei parlare o riferirmi a quello che...

PRESIDENTE. Scusi se la interrompo, in via eccezionale, perché l'onorevole Masala ha fatto un discorso che va seguito da documentazione che non abbiamo, quindi l'eventuale discussione verterebbe su un qualcosa che non è concretizzato, e staremmo parlando di cose che sono in fieri, non ci sono da esaminare. Siamo in fase di votazione, ecco perché il mio assunto e il mio indirizzo, se deve intervenire, a lasciarle la parola perché è suo diritto, però per parlare di cose reali. Adesso quando arriverà la documentazione e quaglierà il discorso dell'onorevole assessore Masala, allora si parlerà dell'argomento. Finora è un'enunciazione, per cui non c'è motivo di contendere e motivo di discutere. Ecco la mia posizione, ha capito? Grazie.

COGODI (R.C.). La ringrazio, Presidente, il suo chiarimento è stato estremamente puntuale e anche utile. Non possiamo parlare delle cose irreali, i documenti di cui ha fatto cenno o ai quali ha fatto cenno l'assessore Masala allo stato sono irreali, perché non sono materializzati, non ci sono o, se ci sono, sono altrove e quindi di quei documenti non ne possiamo parlare. Quindi la sua precisazione è stata utile. Naturalmente non è che possiamo considerare irreali anche le cose dette, perché quelle sono reali, le ha dette! Tuttavia io non intendo, come dire, necessariamente riferirmi alle asserzioni fatte dall'assessore Masala; messe nel campo dell'irreale le lasciamo lì quelle dichiarazioni, appena avranno parvenza di realtà le riprenderemo in considerazione. E' lei che ha detto che sono irreali.

Io mi riferisco invece, parlando sull'ordine dei lavori, all'ordine dei lavori, cioè come ordinatamente intendiamo lavorare, perché se i lavori del Consiglio si svolgono via via prendendo in esame, approvando o respingendo o modificando le singole norme riportate nei singoli articoli e negli emendamenti, e insieme però, dall'inizio, l'opposizione ha detto in modo chiaro e chiarissimo che vi sono alcune questioni rilevanti attorno alle quali la maggioranza e la Giunta si devono pronunciare, prescindiamo da quel che ha detto poc'anzi, perché lei così desidera ed io obbedisco, non tanto al suo ordine che non è un ordine, ma al suo suggerimento prudente, non trattiamo le cose dette dall'assessore Masala poc'anzi, però per procedere ordinatamente, su alcune questioni, a prescindere dell'assessore Masala, abbiamo necessità che la maggioranza dica qualcosa di comprensibile, altri diranno se riterranno su argomenti specifici, su alcuni degli altri argomenti. Io mi riferisco per semplicità di ragionamento ad un solo argomento. Sull'articolo 19 della legge 37, che è una legge per il lavoro e di destinazione di risorse al lavoro, attraverso la creazione di nuova impresa di sviluppo locale, attraverso l'intervento attivo e la programmazione dal basso, quella degli enti locali e dei comuni, noi troviamo insieme argomenti e questioni che attengono gli enti locali, l'autonomia locale, lo sviluppo locale, la programmazione dal basso. Lo sviluppo di questa Regione è l'occupazione, il lavoro, lavoro aggiuntivo in una Regione che ha circa il 20 per cento del tasso di disoccupazione.

Su questa materia attendiamo una risposta per capire come regolarci sul tutto, perché non è che noi possiamo, come dire, abbassare la guardia e lasciare che voi possiate picchiare per undici round e poi al dodicesimo si vedrà! Eh no! La partita si gioca dall'inizio alla fine, e noi siamo appena all'inizio, e noi non possiamo aspettare il dodicesimo round e prendere botte fino a quando non arriviamo alla fine! Sull'articolo 19 dovete dire che l'ordinarietà significa che c'è un tasso di disoccupazione altissima in questa Regione e, quindi, in via ordinaria si danno i danari e non in via ordinaria si tolgono, che in via ordinaria bisogna destinare risorse, quelle che già ordinariamente da quattro anni si destinavano ed altre in più, non di meno; chi è che vi ha detto che ordinarietà significa togliere quello che si ha? Che ordinario rispetto a straordinario vuol dire dimezzare le risorse e vuol dire togliere ai comuni e, quindi, ai disoccupati che aspettano un progetto di sviluppo locale ed occupazione produttiva di togliere più della metà di quello che da quattro anni questa Regione garantiva, peraltro in modo insufficiente? Dobbiamo garantire invece un miglior funzionamento del sistema e di questo possiamo discutere, dobbiamo discutere da subito. Allora, per procedere ordinatamente...

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, è un argomento che sta trattando dall'anno scorso e dallo scorso febbraio, lo conosciamo bene!

COGODI (R.C.). No, non lo conosciamo bene! Lo conoscessimo bene, saremmo...

(Interruzione del consigliere Balletto)

COGODI (R.C.). No, non lo conosciamo bene! Noi per esempio non lo conosciamo bene l'argomento, Balletto lo conosce bene l'argomento e ci aiuterà a capirlo fino in fondo. Quindi, noi abbiamo ancora necessità di esporre in questa materia...

PRESIDENTE. La prego di concludere perché non le do più tempo qualche secondo!

COGODI (R.C.). Certo, noi abbiamo necessità di esporre in questa materia le nostre proposte e di aspettare anche non relazioni straordinarie o aggiuntive al bilancio, come ha fatto adesso Masala, ma risposte che siano però di merito, di sostanza e reali, visto che quelle erano considerazioni irreali, considerazioni e risposte reali da parte della maggioranza e della Giunta.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2003)" (383/A)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 6 aggiuntivo della Giunta regionale.

Ha domandato di parlare il consigliere Ortu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Per dire, in sostanza, che la Giunta regionale ha tempo e voglia di occuparsi in dettaglio perfino del Servizio agrometeorologico regionale e non sarebbe nemmeno uno scandalo. Però non ha tempo di occuparsi dei problemi che pure qui sono stati posti e che riguardano non solo il Servizio agrometeorologico regionale, ma riguardano un nodo vero che noi abbiamo posto all'attenzione di quest'Aula, cioè di intervenire in termini adeguati per sostenere una politica per l'agricoltura, ivi compreso chiaramente anche il servizio di rilevamento, però adottando anche strumenti da questo punto di vista di intervento, che siano chiari e trasparenti; ed allora si dica che si finanzia il Servizio agrometeorologico regionale perché è uno strumento che può consentire una politica o di perseguire una politica per lo sviluppo dell'agricoltura, ma si dica anche con grande chiarezza che il Servizio agrometeorologico regionale è diventato un altro ente, che non è affatto un servizio, che non può continuare ad essere gestito come è gestito e che viene finanziato come viene finanziato, cioè attraverso un intervento indiretto della Regione, e tra l'altro l'intervento indiretto della Regione non ne consente nemmeno un controllo serio. Un controllo serio non solo dal punto di vista della gestione, ma perfino dal punto di vista dell'utilità stessa e quindi della ricaduta che il servizio avrebbe per quanto riguarda le attività agricole nella nostra Isola. Noi abbiamo posto a più riprese un problema; lo abbiamo posto in modo serio. Da ormai in alcuni giorni si perde tempo in quest'Aula e non si trova lo spazio per dare una risposta. L'Assessore dell'agricoltura ha dichiarato in qualche modo una sua disponibilità, ha espresso il suo parere addirittura dicendo che aveva un bigliettino dell'Assessore della programmazione che in sostanza rispondeva per conto suo e rispondeva di no, mentre l'Assessore dell'agricoltura è disponibile, allora è necessario uscire da questa commedia; noi vi abbiamo posto un problema, vi abbiamo dato lo strumento, vi diciamo: date un segnale che può anche tornare utile per uscire dal pantano in cui vi siete cacciati e da cui non riuscite ad uscire ormai da quattro o cinque giorni. Se voi siete convinti che in questo modo si possa approvare la finanziaria vi sbagliate. Ve lo abbiamo detto, ve lo abbiamo dimostrato e tanto meno si può approvare una finanziaria che torni utile per la Sardegna e che torni utile per un comparto delicato qual è quello dell'agricoltura. Allora, qui si trovano tutti gli strumenti, le risorse, la volontà, le energie per inseguire in dettaglio anche minuzie, come vi abbiamo dimostrato parlando del contenuto dell'articolo 10, ed invece non si trova il tempo e la volontà di affrontare il problema reale che noi vi abbiamo posto. Ecco perché noi continueremo ad intervenire nel merito, ed ecco perché noi non rinunciamo ad una sollecitazione che speriamo venga accolta, altrimenti ne porterete tutta la responsabilità e a nulla serviranno i bigliettini che l'Assessore dell'agricoltura potrà esibire anche negli incontri con gli agricoltori, perché in realtà questa Giunta così come non è stata capace di approvare una finanziaria degna di questo nome, si dimostra perfino indisponibile ad accogliere i suggerimenti in positivo, nonostante l'impegno dell'Assessore dell'agricoltura ed anche l'impegno dell'assessore Masala manifestato in Commissione Agricoltura, di cui ha dimenticato come uomo d'onore di essere in qualche modo debitore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Signor Presidente, la nostra posizione è molto problematica sull'emendamento numero 6. Abbiamo detto - vorrei che la Giunta stia attenta perché poi sto parlando con loro, non sto parlando con i muri - siamo anni che stiamo inseguendo le calamità naturali, e siamo altrettanti anni che stiamo finanziando enti che dovrebbero con la tecnologia, con la conoscenza, con i censimenti, raggiungere dei livelli scientifici di previsione atti ad orientare, a prevenire, a tutelare il sistema territoriale, soprattutto il sistema agricolo, dalle cosiddette calamità. Abbiamo due linee di spesa: quella sulla prevenzione e quella sul risanamento, aperte e in corsa impazzita entrambe; c'è qualcosa che non funziona. Allora è lecito che noi su questo dobbiamo fare un approfondimento.

La prima cosa che vorrei dire ai colleghi è che l'altro giorno c'è stato consegnato il Buras del 15 marzo del 2003, nel quale è riportato con una tempestività paradossale l'estratto del decreto dell'Assessore del bilancio del 4 settembre del 2002, dove trasferisce dal fondo di cassa 461 mila euro al Consorzio per il censimento delle variazioni meteorologiche e costituzione della banca dati. Stiamo parlando di 800 milioni. E` arrivato l'altro giorno nelle nostre case, nei nostri uffici, un atto compiuto a settembre ci viene comunicato dopo parecchi mesi ed oggi ritroviamo il finanziamento, stante il fatto che nel 2002 nella finanziaria erano già previsti i trasferimenti al Servizio agrometeorologico regionale, quindi ai 2 milioni e 10 mila euro della finanziaria si sommano i 461 mila euro recuperati dai fondi di cassa verso questa destinazione. Noi non vogliamo sapere altro. Abbiamo necessità, come per tutte le cose, a questo punto, vista l'entità della spesa che riteniamo utile proprio per cercare di prevenire le calamità, che la Giunta ci fornisca lo stato di attuazione di queste attività, che cosa stanno compiendo, in che direzione, quante risorse complessivamente servono per questo progetto, quando lo si intende terminare e per quali finalità riguardo ai benefici che deve portare al contesto regionale. Mi sembra, Assessore, che sia il minimo che possiamo chiedere, quello di sapere come si stanno finalizzando questi soldi per sperare che tutta questa marea di miliardi che mettiamo a sanare le calamità prima o poi si arresti. Perché constatare che contemporaneamente si fa la ricerca per la prevenzione e per l'orientamento, e contestualmente si spendono valanghe di miliardi per sanare le calamità, è una politica che fa acqua da tutte le parti. Vorremmo perlomeno essere edotti in questi anni che cosa sta facendo questo servizio che riteniamo importantissimo, quali obiettivi ha ed entro quali termini intende portare a risultato il proprio lavoro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). La questione che viene dibattuta non è nuova, nel senso che anche negli anni precedenti ogni volta che si discute in finanziaria si arriva a questo punto, in genere era una norma della finanziaria, quest'anno infatti eravamo abbastanza ben impressionati, perché siccome per anni si è detto che questo servizio andava, come dire, organizzato e garantito anche attraverso una norma di legge che eventualmente lo istituisca e lo sorregga, e si è detto per anni ed anni, avuta quest'anno la finanziaria abbiamo detto "finalmente vuol dire che la Giunta sta davvero valutando questa opportunità". Invece no, era un trucco! Non era nella proposta di finanziaria, la Giunta si era riservata un suo emendamento per aggiungere o per ridare semplicemente danari per una finalità senza che sia fatta quell'operazione, o ancora si intenda fare quell'operazione di riordino, di garanzia e di utilità che per anni si è richiesta.

In buona sostanza di che cosa si tratta? Un servizio meteorologico per l'agricoltura; che se fosse vero che è un servizio meteorologico per l'agricoltura, in funzione cioè delle conoscenze che il coltivatore deve avere, per quanto è possibile tecnicamente e scientificamente avere in precedenza sull'andamento climatico e su quel che accadrà del tempo prossimo e venturo, sarebbe una grande utilità.

Però, questo servizio se venisse così descritto è chiaro che a domanda si risponderebbe "è utile", "va sostenuto"; però, così com'è, è puramente e semplicemente un'attività che alcuni soggetti inizialmente hanno detto che avrebbero svolto con poca cosa e, poi, via via hanno detto che potevano svolgere con più cosa, ed adesso con molta cosa, perché lo stanziamento di quest'anno solo con questo emendamento è di circa 4 miliardi.

Ora, se questa fosse una spesa utile all'agricoltura, diciamo al buon andamento non del clima che non dipende da chi osserva, ma al buon andamento della conoscenza delle condizioni climatiche, questa sarebbe anche una spesa ben fatta. Di tutto ciò non c'è garanzia alcuna, perché in che cosa consista o debba consistere l'attività di questo servizio a nessuno è dato sapere. Se in ipotesi questo servizio svolgesse un'attività, magari semplice, per chi se ne intende, non per noi, non per me sicuramente, quella di interpretare i dati di cui si dispone, quella di divulgare, di rendere comprensibili agli operatori agricoli, ai coltivatori innanzitutto, l'andamento climatico prevedibile, sarebbe un ottimo servizio, un'utilità; ma tutto ciò viene fatto? Può darsi di sì. Ma chiedendo ci è stato detto di no.

Poi, c'è questo aumento - come dire - di anno in anno del finanziamento, ed è un finanziamento che ogni anno si fa in finanziaria, appunto, senza che via sia un articolo di legge che istituisca questo servizio.

Conclusione, noi non vogliamo parlare di quante persone ogni anno vengono assunte e neppure di chi manda le persone per essere assunte. Non ne vogliamo parlare di questo! Noi vorremmo parlare invece di un'altra cosa, semplice, perché non sospendere un attimo e verificare quale sia l'utilità per davvero di questo servizio e, quindi, istituire questo servizio con un articolo di legge dando una finalità e sapendo come deve garantire l'attività che appunto deve svolgere. Cioè, istituirlo con un articolo di legge, questo è un finanziamento continuo e ripetuto negli anni, con legge si danno solo i soldi, però con un articolo di legge non è istituito questo servizio e quindi non è garantito nelle sue finalità.

Quindi, l'invito alla Giunta e all'Assessore dell'agricoltura è di chiederne l'accantonamento per ora, di riservarsi anche un fondo, se vuole, non so se servano 4 miliardi o di meno o anche una lira di più, ma per istituire per davvero un servizio che, attraverso la garanzia della legge, preveda che cosa deve fare e si sappia com'è che deve essere organizzata e quale deve essere la sua autorità; al di fuori di questo rimane una delle tante cosette strampalate che non danno nessuna autorità, né all'agricoltura e né alla Regione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). In questo Consiglio non c'è mai da sorprendersi per come evolvono le situazioni, quali sono gli approcci, quali sono le tecniche di sbarramento o di aperture che si creano così repentinamente senza apparenti giustificazioni. Apparenti perché non sono evidenti, ma ppoi se stiamo a vederle nel complesso delle cose ben si capisce perché ci si comporta in un determinato modo.

Si dice che si deve accelerare i lavori, lo dice l'opposizione, lo dice la maggioranza; i ritardi accumulati sono tantissimi, taluni evidenti e sono della Giunta e della maggioranza in ordine alla presentazione dei documenti, tal altri a mio modo di vedere pure evidenti ma mascherati nell'ambito del confronto, della dialettica e delle modalità con cui si procede. Oggi la maggioranza non ha avuto la forza di garantire il numero legale alla prima votazione e l'opposizione ha chiesto la votazione a scrutinio segreto proprio per far evidenziare ed apparire questo stato di cose che rappresenta limite, torto e responsabilità della maggioranza, non certamente dell'opposizione. La votazione con lo stesso strumento è stata reiterata, quindi, si è rinunciato per poter utilizzare questo strumento regolamentare alla dichiarazione di voto, nel momento in cui ci si è ripresentati, la maggioranza che garantiva il numero legale, cambiano le tattiche, si rinuncia al voto segreto per poter evidentemente, nell'attività di allungamento della minestra, reintervenire facendo le dichiarazioni di voto.

La maggioranza dal canto suo, utilizzando lo stesso strumento regolamentare ai fini dell'accelerazione delle operazioni di voto, ha chiesto essa stessa il voto segreto pensando e presumendo che alla rinuncia di dichiarazioni di voto fatta in precedenza seguisse un ulteriore, analogo comportamento e quindi si potesse andare a votare. No, l'opposizione interviene per dichiarazione di voto di astensione. Quindi, siamo qui schermando con metodi legittimi però sta di fatto che non abbiamo ancora combinato nulla.

Poi, si inserisce in una dichiarazione di voto o in un intervento fantomatico del Regolamento, il collega Cogodi che dice: "E no, qui non si può andare avanti, qui non si deve andare avanti perché la nostra parte politica ha posto determinate questioni, fintanto che queste questioni non si risolvono, non si va avanti". Ma dove mai si è visto, colleghi, in un'Aula consiliare dove c'è un Regolamento, noi stiamo discutendo dell'articolo 10 ed in precedenza abbiamo discusso dell'articolo 9 e così via, ma dall'inizio della discussione generale noi stiamo sempre, ed in quella fase era legittimo, perché era la discussione generale sull'intera manovra, in quella fase era legittimo che si ponessero i punti per i quali l'opposizione non condivide e che ha necessità nel corso dell'articolato, ma con specificità a ciascuno articolo, a far valere le proprio linee e le proprio tesi per modificare la legge finanziaria.

Ma, mi volete spiegare perché all'articolo 10 noi dobbiamo parlare del piano straordinario del lavoro quando è previsto all'articolo 19? Io invito la Presidenza a contenere la discussione; Presidente così non si può parlare dell'articolo 19 quando stiamo discutendo dell'articolo 10, e così non si può parlare di tutto quello che è lo scibile della politica per ottenere ciò che si vuole ottenere! Il Regolamento è chiaro, siamo all'articolo 10 e lei Presidente - e i presidenti di turno - non deve consentire di parlare d'altro perché allora non è vero che noi stiamo facendo la finanziaria! Noi maggioranza stiamo subendo pressioni e "ricatti" perché non si va avanti fin tanto che non si accede a quelle posizioni che ancora non dovrebbero avere avuto ingresso nelle nostre discussioni.

Io non sono disposto a lavorare in questo modo, pur assicurando la presenza in Aula, e le assicuro Presidente che la noia di sentire le ripetizioni continue, ad ogni momento, su dichiarazioni di voto, su discussione generale, interventi per il Regolamento, interventi sull'ordine del lavoro, ne ho le tasche piene e chiedo scusa, e ditelo che siete nervosi allora!

CUGINI (D.S.). Ma se ne vada a casa! Ma è modo di parlare questo!

PRESIDENTE. Onorevole Balletto, la prego.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Ma è possibile che quando parla uno dobbiate sempre intervenire? Io vi ascolto con fastidio sempre perché ripetete le stesse cose, ma vi ascolto in silenzio. Questo è il grado della vostra intolleranza, questa è la vostra democrazia!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (La Margherita-D.L.). Presidente, io capisco il nervosismo dell'onorevole Balletto, a turno tocca un po' a tutti essere nervosi. Lui ci rimprovera che non stiamo entrando nell'argomento, ma credo che nel momento di nervosismo l'onorevole Balletto non ha certamente parlato dell'articolo 10; ma voglio dire è comprensibile, una volta tocca a lui, una volta tocca a me. Non è questo!

Però, se riprendiamo un momento il filo del discorso di stamattina, la storia è questa; noi eravamo in Aula, si poteva votare, è mancato il numero legale una volta, è mancato subito dopo la seconda volta. Per prassi quando manca la seconda volta si rinvia al giorno successivo, noi non l'abbiamo chiesto e quindi dateci atto di questo. Siamo andati avanti e, dopo tutta la discussione sul voto segreto, la maggioranza e la Giunta hanno chiesto il voto segreto; abbiamo votato sull'articolo dell'agricoltura, ci siamo astenuti dimostrando che non si astenevano solamente per dichiarazioni di voto, ma ci siamo astenuti tutti dicendo che è uno dei punti dove si può migliorare e si può lavorare assieme per migliorare la manovra, ora il punto della manovra, i miglioramenti della manovra si realizzano da un lato concentrando un po' di risorse sui settori vitali dell'agricoltura, da un altro lato togliendo un po' di risorse da settori che vitali non sono.

Ora questo emendamento 6, richiamo la vostra attenzione sul ragionamento che hanno fatto non strumentale, ma di merito, pacatamente i colleghi che hanno detto ma insomma, lo scorso anno abbiamo dato a questo soggetto il servizio agro-metereologico 5 miliardi. Alcuni di questi fondi glieli abbiamo dati a fine anno e sono stati addirittura pubblicati recentemente. Ora, vediamo un emendamento 6 che trasferisce altri 4 miliardi. Io non so se siano giusti o sbagliati, ma come fa il Consiglio, e come fate voi maggioranza, e noi opposizione a sapere se questa decisione è congrua se non ci viene dato un elemento informativo, se non ci viene detto neppure come sta funzionando il servizio?

Da questo punto di vista è un ragionamento ostruzionistico questo? No, l'ostruzionismo l'avete fatto voi, noi vi stiamo trasportando sul terreno del buon senso, e sul terreno del buon senso però non riusciamo a trovare un incontro con voi. Diteci a che cosa servono questi 4 miliardi. Diteci a che cosa sono serviti. Raccontateci l'attività di questo organismo. Dimostrateci la dimensione degli organici, l'espansione degli organici se ci sono stati, dimostrateci che questa non è una spesa clientelare, ma è una spesa effettiva. Questo è il terreno del buon senso, il terreno del miglioramento dell'articolo che vogliamo fare.

In questo quadro, Presidente del Consiglio, mi appello ancora a lei e alla sua sensibilità perché i diritti dell'opposizione di avere le informazioni per decidere come in questo caso, ma più in generale lo sottolineo suoi fondi della pubblicità istituzionale, delle consulenze, delle progettazioni, questi diritti siano soddisfatti.

Io so che il Presidente del Consiglio ha scritto al Presidente e alla Giunta già ormai una quindicina di giorni fa, non mi risulta che nessuna risposta sia stata data. Non vorrei che la Giunta si illudesse che siccome c'è stato uno scatto, una lettera e un comunicato di insulti nei miei confronti, questo sia stato sufficiente a rinunciare. Noi passiamo sopra i momenti di nervosismo perché capitano a tutti, però, la sostanza dei problemi resta, rimane e noi sollecitiamo l'intervento del Presidente del Consiglio a tutela dei diritti del Consiglio e dell'opposizione in particolare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S). Grazie Presidente, avevo chiesto di intervenire perché stavo reagendo all'intervento del collega Balletto, però rinuncio.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Cugini, d'altro canto gli anni ed anche i ruoli portano a dover compiere talvolta questi gesti di grande maturità che apprezziamo.

Poiché nessuno altro domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Chiedo il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. E` stato chiesto il voto elettronico palese, naturalmente con la copertura di otto colleghi che alzano la mano.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri FADDA, GRANELLA, SELIS, MARROCU, CUGINI, MORITTU, PIRISI.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 6.

(Interruzione dell'onorevole Spissu)

PRESIDENTE. Onorevole Spissu, lei puntualmente, ogni votazione mi sollecita la chiusura della votazione. A questo punto io pregherò e stabiliremo delle regole che poi varranno. Però lei non può, non avevo neppure io terminato di votare, non sono velocissimo ma non sono neanche tanto lento. Lei non può ogni volta essere il primo a dire: "Chiuda la votazione". La prego, est modus in rebus, in questi casi ci si comporta in un certo modo, con un certo equilibrio, io chiedo sempre se tutti hanno votato prima di chiudere la votazione. Qualche volta anche a me viene il panico, lo confesso, però, non esageriamo!

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI -CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MURGIA - PIANA - PILI - PIRASTU - PISANO -PITTALIS - RASSU - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU -ORRU' - ORTU - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 69

votanti 69

maggioranza 35

favorevoli 33

contrari 36

(Il Consiglio non approva)

Emendamento numero 8. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S). Sull'emendamento numero 8 chiedo la votazione a scrutinio segreto.

PRESIDENTE. E` stata chiesta la votazione a scrutinio segreto, elettronico naturalmente.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 8.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 74

votanti 74

maggioranza 38

favorevoli 30

contrari 44

(Il Consiglio non approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.)

Emendamento 80 al quale sono stati presentati il 712 soppressivo totale e il 742 sostituivo totale. Si vota quindi il 712 che è soppressivo totale. L'emendamento 712 è un emendamento all'emendamento 80 che è soppressivo totale. Se cade il 712 cade anche il 742.

Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne la facoltà.

SANNA Gian Valerio (La Margherita - D.L.). Ritiriamo l'emendamento 712.

PRESIDENTE. Ritirato l'emendamento 712. Emendamento 742 sostituivo totale. Ha domandato da parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

MASALA (A.N), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Il 742 sostituisce l'emendamento numero 80, se passa l'emendamento 742, che dovrebbe essere votato prima, la spesa viene coperta con l'U.P.B. 06055 dell'emendamento precedente.

PRESIDENTE. L'emendamento precedente parla di 06061, mentre invece nel 742 si parla si 06055.

MASALA (A.N), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Per quanto riguarda 1910 milioni sulla U.P.B S6053, sulla differenza per arrivare a 2 milioni e mezzo sulla U.P.B 06022.

PRESIDENTE. Dopo le precisazioni dell'Assessore Masala che modifica parzialmente per qualche utilizzo le U.P.B., poi ce le darà per iscritto esattamente perché gli uffici rimettano poi a posto le scritture, si vota il 742 che prevale sull'80 perché è sostitutivo totale. Si vota l'emendamento 742.

Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Decade l'emendamento 80 e viene sostituito ed assorbito praticamente dal 742.

Metto in votazione l'emendamento numero 90. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento 356. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

Vuol parlare onorevole Cogodi? Chiede la parola, onorevole Marrocu? Scusate un attimo, onorevole Cogodi è sempre molto attento e quindi si avvale di tutte le facoltà che gli dà il Regolamento e non le si possono negare. Vediamo adesso questo Regolamento dove si porterà!

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C). In realtà io mi sono permesso e mi scuso ma non so diversamente come si possa fare. Mi sono permesso di avanzare un'obiezione al modo di procedere perché noi dobbiamo snellire ed andare avanti, ma rispettando il minimo delle regole. Io avevo chiesto la parola sull'emendamento precedente, l'ho chiesta anche su questo quindi non è che parlo così, abusivo, vero? Anche per far notare ai colleghi... Scusate, però, se parlate a voce bassa posso parlare anch'io, sennò non fa!

(Interruzioni)

COGODI (R.C). Dicevo che avevo chiesto la parola anche sull'emendamento precedente intervengo su questo e ripeto non in modo abusivo, anche perché su questo emendamento è possibile esprimere la propria opinione. Ma principalmente volevo poc'anzi far notare ai colleghi che a non vedere bene le cose e per esempio con l'emendamento che è stato soppresso, non accolto - diciamo così - a voto palese, io ho ritenuto che si sia introdotta nel Consiglio, come dire, una fase anche migliore di civiltà nei rapporti, perché diversi colleghi hanno ritenuto di non condividere una proposta e tranquillamente a voto palese, liberamente, hanno espresso il loro voto per non accogliere l'emendamento della Giunta e tenere in debito conto alcune osservazioni che nell'Aula si sono svolte. Poi, si è tornati ad un'accelerazione improvvisa ed è stato approvato un altro emendamento, quindi una norma, il 742, che contiene un'implicita sanatoria. Ora, io ritengo, per esempio, che nel merito il "342" sia una norma che ha la sua validità. Quindi, non mi sto lamentando per il contenuto, cioè che i consorzi di bonifica possano utilizzare per la manutenzione ordinaria eventuali economie che abbiano avuto o stanziamenti precedenti che abbiano avuto. Sappiamo che la manutenzione ordinaria è estremamente necessaria e spesso deve fare in tempi anche quasi reali per evitare danni e per evitare dispendi ulteriori non solo di risorse, ma anche per garantire le utilità che un canale di irrigazione, per esempio, deve garantire. Quindi, non sto eccependo nel merito, però, il modo come è fatta quella norma lascia molto a desiderare perché in realtà destina eventuali economie per sopperire ad opere di manutenzione che siano già state sostenute. Questa è una sanatoria! Si chiama in termini tecnici sanatoria. Le sanatorie si possono fare, però, allora la norma va scritta in modo diverso; si dice: per gli oneri che sono stati sostenuti e che in via straordinaria, o per l'eccezionalità del caso, non potevano essere sopperiti in altro modo. Cioè, non avevano danari, dovevano riparare un canale di irrigazione, l'hanno riparato, poi, si interviene e a sanatoria si riconosce, sulla base di una perizia e di una relazione tecnica, quanto si è speso. Invece con questa norma si è detto che quanto eventualmente si è risparmiato può essere messo in conto di manutenzioni avvenute, quindi già accadute e non conteggiate, non richieste...

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, siamo all'emendamento 356.

COGODI (R.C). Ho capito!

PRESIDENTE. Per cortesia, lei continua ad infrangere il Regolamento, tanto invocata democrazia, però ha una pazienza anche la democrazia, onorevole Cogodi!

COGODI (R.C). Vede Presidente, lei è la persona più delicata e squisita di questo mondo, però quello che io dico non è che, come dire, infrange qualche cosa; non infrange niente! Siccome è stato infranto un principio non di Regolamento in senso formale, è stato infranto un principio di normazione che rischia di rendere anche le norme che si approvano, io ripeto nel merito avrei espresso o voto favorevole o di astensione, cioè non ero contrario nel merito. Però, le cose devono essere fatte bene e nel tempo e nel modo che le cose si debbano poter fare bene. Ecco, questo volevo dire principalmente in ragione di questo novero di emendamenti. Sull'emendamento 356 esprimo parere favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato da parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Volevo far notare, Presidente, ai colleghi, sostanzialmente il carattere differente dell'emendamento 356 che stiamo discutendo, sul carattere generale rispondente ai criteri e al rigore di una legislazione che dovrebbe avere un carattere generale, universale, e dovrebbe in qualche modo risolvere dei problemi di carattere strutturale, a differenza dell'emendamento 742 che abbiamo approvato con molta rapidità, assessore Contu, e che risulta in qualche modo la non risposta a quanto noi abbiamo sollevato. Lascio perdere il primo comma, ma abbiamo dato 5 miliardi per il 2003 al Consorzio di Bonifica della Sardegna meridionale. E` questa la vostra scelta rispetto ai consorzi? Io credo di sì. Perché il fatto di non aver recepito la richiesta generale di dare alla problematica dei consorzi una risposta complessiva, allo stato drammatico nel quale si trovano gli altri consorzi della Sardegna, è per noi il tipo di risposta che voi state dando a questo genere di problemi. Cioè, quello di discriminare! Io non ho nulla contro questo finanziamento. Osservo e metto agli atti che la Giunta ritiene che le politiche dei consorzi di bonifica si risolvono con quello della Sardegna meridionale. Ne prendo atto, e prendo atto che disconoscete la gravità della condizione anche occupativa e debitoria che hanno gli altri consorzi. Io voglio fare solo, visto che mi costringete, Perché fino adesso non ho mai fatto esempi concreti, ma il Consorzio di Bonifica di Oristano, che è l'esito di una fusione, sulla legge 20 del 1992 è passato da 6 miliardi del 1998 ad un miliardo e mezzo del 2001. Sulla 37 del 1998, da 14 miliardi nel 1998 a 7 miliardi nel 2002. I contributi regionali da 10 miliardi del 2001 sono passati ai 3 miliardi del 2002. Ma, voi pensate che le strutture e il funzionamento di questi enti possa essere salvaguardato?

Ci riempiamo la bocca della tutela dell'occupazione, di questo e quest'altro. Quando noi lamentiamo, Assessore, una visione miope particolareggiata dei problemi, denunciamo il fatto che questo è un modo di non risolverli i problemi e lo mettiamo agli atti delle vostre scelte perché dovremo spiegarle nel resto del territorio regionale, agli amici che ci chiederanno come mai qualcuno ha preso soldi ed altri non ne hanno preso. Ed è per questo che noi sosteniamo il carattere, come esemplificazione della concezione dell'emendamento 356, che dimostra come vogliamo affrontare i problemi nella loro globalità senza fare figli e figliastri e per risolvere i problemi della Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Per dire, Presidente, che l'emendamento 356 è un emendamento che ha un carattere di indirizzo, cioè si sta chiedendo alla Regione di prevedere nei prossimi bandi del POR, quindi nel prossimo complemento di programmazione, una misura finalizzata all'agricoltura biologica. Voglio ricordare ai colleghi che l'agricoltura biologica è prevista soltanto per la zootecnia nel piano di sviluppo rurale, mentre nel POR - cioè nelle misure che riguardano l'agricoltura, nel POR - non è prevista nessuna misura a sostegno dell'agricoltura biologica, né delle produzioni, né degli altri passaggi fondamentali della filiera. Quindi, è una norma di indirizzo che non costa niente in termini finanziari e che vuole incentivare l'agricoltura biologica.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale. Sull'emendamento 356 io ebbi occasione di dire che sostanzialmente l'Assessore non è contrario, nel senso che lo ritiene caso mai pleonastico, perché questo problema verrà senz'altro inserito nella programmazione del POR, posso garantirglielo questo, l'Assessorato è favorevolissimo a che si tuteli convenientemente la produzione biologica. Quindi, personalmente io sono favorevole. Tuttavia mi rimetto all'Aula perché non so cosa l'Aula voglia fare. Però, io personalmente sono favorevole.

PRESIDENTE. Poiché nessuno altro domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 357. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Emendamento 358. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io intervengo in dichiarazione di voto perché è l'unico modo in questa fase in cui io posso esprimere la mia opinione. Noi abbiamo votato due emendamenti che non portano niente, né tolgono niente, nel senso cioè che sono delle cose che si possono votare con ordini del giorno, sono d'indirizzo, non servono a niente.

COGODI (R.C.). Anche questa è carta straccia!

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Vale la stessa cosa per il 358, come varrà per il 359, quindi quando l'Assessore si è rimesso all'Aula intendeva dire questo, ecco però creare un casus belli di queste cose non serve a niente. Diciamo che sono norme inutilmente votate, non hanno la dignità di norma giuridica perché sono disciplinate nel POR. Quindi diciamo che può essere votato o non votato, questo era il senso; diciamo che possiamo ristabilire la correttezza… per evitare confusioni ed errate interpretazioni.

COGODI (R.C.). Sono carta straccia!

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, l'età del liceo è terminata, si è conclusa l'età del liceo!

Metto in votazione l'emendamento numero 358. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Ne ha facoltà.

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Sul 358 l'Assessore è contrario e spiega anche il motivo, perché le infrastrutture sono già dentro il POR. Abbiamo fatto persino il programma, è stupido che si voti qua un articolo che esiste già dentro il POR. Ora, Dio mio, siamo sempre favorevoli a venire incontro a giuste e legittime richieste, ma non quando si dice qualche cosa che è veramente pleonastica. Il capitolo per le infrastrutture nel POR c'è già, abbiamo già fatto un programma sulle strade vicinali, stiamo facendo ora il programma dell'elettrificazione rurale, quindi non è il caso. Io pregherei il collega Alberto Sanna di ritirare questo emendamento. Posso dire qualcosa sul 359? No.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Presidente sul 358, ma anche per un chiarimento su questi emendamenti di indirizzo. Assessore Masala, io non condivido la sua opinione che sono emendamenti che non servono a niente, che sono norme che non servono. Sono norme di indirizzo, cioè qui noi stiamo lavorando per la fase 2 del complemento di programmazione e delle misure del POR. Per esempio, la misura sull'agricoltura biologica nella fase 1 non esiste. Allora, proprio perché non esiste, noi vorremmo che esistesse nel secondo triennio, e non mi sembra questa una intenzione malvagia. Quindi vogliamo che la Giunta e poi il Consiglio tengano conto di questo orientamento. E anche l'associazionismo tra i produttori, vista la natura delle nostre aziende così piccole, minuscole, non è un aspetto secondario. E' previsto qualche cosa nei bandi attuali, però non è una misura organica e noi vorremmo che questa azione avesse un carattere permanente e organico. Sulle infrastrutture, onorevole Contu, anche qui è vero fino a un certo punto quello che lei dice: intanto noi vorremmo che nella fase 2 del POR ci fosse una misura organica a favore della infrastrutturazione delle aziende agricole, perché la misura attuale, quella in corso di realizzazione, non prevede per esempio l'acqua, che è un fattore determinante. La nostra agricoltura è un'agricoltura prevalentemente estensiva proprio perché manca l'acqua. Quindi noi vorremmo che nel prossimo bando POR, che riguarda le infrastrutture agricole a favore delle aziende, fosse prevista anche l'acqua. Quindi non sono norme appunto senza valore, sono norme fondamentali che noi chiediamo all'Aula di prendere in considerazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Una parola per dire che questa norma che si propone non è affatto superflua, non lo erano neppure le precedenti che si sono votate. Peraltro non ho mai visto che per una norma superflua, quindi ininfluente, si esprima tanto nervosismo. L'assessore Contu poc'anzi, perdendo la sua proverbiale flemma, sembrava il generale Franks, ieri, quando annunciava che tutto procedeva bene!

Sono norme importanti, queste, di indirizzo, che rientrano nelle primarie prerogative dal Consiglio regionale. Non è che il Consiglio regionale deve solo stanziare lire o euro, deve anche e soprattutto stanziare normativa, finalità e ordine nelle cose. Questa è una norma di ordine, che dice che nel bando POR dev'essere garantito, Assessore, lo legga bene e soprattutto lo comprenda, perché noi speriamo che non debba essere lei a doverla attuare questa norma, ma che sia un Assessore dell'agricoltura che creda al suo ruolo e alla sua funzione e quindi che non sia lei, però, per l'ipotesi che dovesse essere lei a doverla attuare, lo legga perché lo deve anche capire. Lo deve capire, perché se lei riterrà ancora che questo emendamento... Capire mica è offensivo, scusate! E' offensivo solo per chi non è capace di capire, chi è capace di capire comprende bene che...

CARLONI (A.N.). Sì, capisce, l'onorevole Assessore capisce!

COGODI (R.C.). Si capisce?

CARLONI (A.N.). Abbiamo capito, sì!

COGODI (R.C.).Oh, hai capito anche tu! Se hai capito anche tu vuol dire che abbiamo capito tutti! Vuol dire che abbiamo capito tutti! Non c'è nulla di offensivo in questo...

PRESIDENTE. Per cortesia, lasciate finire l'intervento, poi ognuno può replicare.

COGODI (R.C.). ...perché, caro il mio collega dell'ultimo banco della destra...

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, lei continui il suo intervento per cortesia, se no le devo togliere la parola.

COGODI (R.C.). Io sto continuando il mio intervento!

PRESIDENTE. Per cortesia, colleghi, ognuno lasci terminare l'intervento al proprio collega, poi ha tutto lo spazio per intervenire, se ritiene opportuno. Onorevole Cogodi, la prego, prosegua il suo intervento.

COGODI (R.C.). Grazie Presidente, anche perché il collega se no l'intervento lo conclude lo stesso!

L'Assessore, ho detto, ha esternato molto nervosismo. Badate, ha usato la parola "stupidità", cioè ha attribuito a questa proposta, che viene comunque dai consiglieri regionali in questo Consiglio regionale, la patente di stupidità. Controllare gli atti per credere, per chi ascolta. Ora, siccome io non ritengo neppure conveniente che si dia patente di stupidità a nessuna proposta che viene dai banchi del Consiglio regionale, voglio dire che meno che mai vi è stupidità in questa proposta. Anzi vi è intelligenza, perché? Perché si dà un indirizzo, una norma direttiva a chi deve attuare anche i programmi della Regione dicendo, e lo dice il Consiglio con una norma, e solo con una norma lo può dire, per avere forza e valore cogente rispetto agli adempimenti e agli atti in via attuativa che deve compiere la Giunta: "Bada che tu nei programmi devi prevedere misure specifiche per l'adeguamento e il potenziamento della viabilità e dell'elettrificazione rurale, e la creazione di infrastrutture in vasi montani e collinari, e altro, al fine di garantire un adeguato approvvigionamento idrico alle aziende agricole sarde". Un adeguato approvvigionamento idrico, adeguato! Cioè vuol dire che quel bando non sarà legittimo se non rispetta la legge e che quella previsione non dovrà essere un quid qualsiasi; dovrà essere una misura adeguata a raggiungere queste finalità. Quindi entra e tocca l'equilibrio interno a una misura d'insieme che deve contenere questi elementi.

Quindi non è affatto stupido proporre cose serie. Io comprendo che nella eccitazione del momento o della fase che si attraversa possa sfuggire anche una parola di più, però questo abbiamo sentito e rispetto a questo esprimiamo tranquillamente la nostra opinione. Tutto qui, nessuno si offenda. Per cui la norma ha la sua valenza e merita di essere accolta dal Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Siccome sono le 13 e 30 e ci sono ancora due iscritti a parlare, gli onorevoli Corda e Balletto, i lavori sono sospesi, riprenderanno alle ore 15 e 30. Il primo iscritto a parlare è l'onorevole Corda.

La seduta è tolta alle ore 13 e 33.