Seduta n.309 del 02/03/2007 

CCCIX SEDUTA

Venerdì 2 Marzo 2007

Presidenza del Vicepresidente SECCI

indi

del Presidente SPISSU

INDICE

La seduta è aperta alle ore 10 e 20.

SERRA, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta del 23 febbraio 2007 (303), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Giuseppe Luigi Cucca, Renato Cugini, Gavino Manca, Siro Marrocu, Salvatore Mattana e Ignazio Paolo Pisu hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 2 marzo 2007.

Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Legge statutaria della Regione Autonoma della Sardegna" (5-Stat/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 5-Stat/A. Dobbiamo procedere alla votazione degli emendamenti all'articolo 24, precedentemente sospesi, a partire dal numero 352.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Vedo sguardi che consigliano di sospendere i lavori per dieci minuti.

DIANA (A.N.). Ma siamo in fase di votazione!

PRESIDENTE. Avevo capito che fosse necessaria una sospensione. Ho capito male, onorevole La Spisa?

LA SPISA (F.I.). Sì, io avevo chiesto la votazione nominale.

PRESIDENTE. Le chiedo scusa, non ho sentito. Se si accomoda al suo posto e parla al microfono mi fa una cortesia.

LA SPISA (F.I.). Confermo la richiesta di votazione nominale.

PRESIDENTE. Per consentire il decorso dei termini previsti dal comma 3 dell'articolo 91 del Regolamento, sospendo la seduta sino alle ore 10 e 30.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 22, viene ripresa alle ore 10 e 32.)

PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione dell'emendamento numero 352. Prego un Segretario della maggioranza di accomodarsi al banco della Presidenza.

Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Signor Presidente, noi avevamo chiesto di sospendere questo emendamento perché ci sembrava che la dizione "soci di riferimento" fosse atecnica, tipica più che altro al gergo giornalistico e quindi non in grado di produrre alcuna conseguenza sul piano prettamente giuridico.

Chiediamo, quindi, ai presentatori dell'emendamento di sostituire la dizione "soci di riferimento" con "soci di controllo", cioè i soci che hanno all'interno della società una posizione dominante, perché verosimilmente questo è il reale significato che sta alla base di questo emendamento.

PRESIDENTE. Se non ci sono opposizioni, procediamo alla votazione dell'emendamento numero 352, così come modificato.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 352.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIORICO - LAI Renato - LAI Silvio - LICHERI - MANINCHEDDA - MASIA - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.

Si sono astenuti i consiglieri: CASSANO - LA SPISA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 35

Votanti 33

Astenuti 2

Maggioranza 17

Favorevoli 33

Poiché il Consiglio non è in numero legale, la seduta è sospesa per trenta minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 35, viene ripresa alle ore 11 e 09.)

PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, conferma la richiesta di votazione nominale?

LA SPISA (F.I.). Sì, la confermo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 352.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Mario Floris e Farigu si sono astenuti e i consiglieri Salis, Franco Ignazio Cuccu e Milia hanno votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Atzeri - Balia - Barracciu - Bruno - Cachia - Calledda - Cassano - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - La Spisa - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licandro - Licheri - Lombardo - Maninchedda - Masia - Meloni - Milia - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pittalis - Porcu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras.

Si sono astenuti i consiglieri: Artizzu - Diana - Farigu - Floris Mario - Moro - Murgioni - Sanna Matteo.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 62

votanti 55

astenuti 7

maggioranza 28

favorevoli 55

(Il Consiglio approva).

Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 133.

Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Abbiamo approfondito il contenuto dell'emendamento numero 133 e non avremmo nessuna difficoltà in merito all'inserimento nel comma 3 dell'articolo 24 delle parole "e ai consiglieri regionali", però il problema è un altro. Il comma 3 dice: "Le ipotesi di cui alle lettere e) e h) del comma 1 non si applicano agli amministratori per fatto connesso con l'esercizio del mandato". Come a dire che qualora un amministratore, nell'esercizio del proprio mandato, sia incorso nelle due fattispecie descritte dalle lettere suddette, in quel caso non si applica l'istituto dell'incompatibilità. Sembra, pertanto, inutile inserire dopo "l'esercizio del mandato" le parole "e ai consiglieri regionali", per cui invito i presentatori a ritirare questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Randazzo. Ne ha facoltà.

RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Non lo ritiriamo e chiediamo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Comunico al Consiglio che il consigliere Pisu, che aveva chiesto congedo, è ora presente in aula, pertanto il congedo si intende revocato.

PRESIDENTE. Sospendo la seduta per due minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 14, viene ripresa alle ore 11 e 15.)

PRESIDENTE. Onorevole Alberto Randazzo, si è iscritto a parlare?

RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). No.

PRESIDENTE. Allora cancelli la sua prenotazione. Grazie.

Per esprimere il parere sull'emendamento numero 133 ha facoltà di parlare il consigliere Pinna, relatore.

PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Intervengo semplicemente per un ulteriore chiarimento: accogliamo l'emendamento, quindi al comma 3 dell'articolo 24 sono aggiunte le parole "e ai consiglieri regionali".

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 133.

(Segue la votazione)

Prendo atto che la consigliera Cerina ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Barracciu - Bruno - Cachia - Calledda - Capelli - Cassano - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda - Farigu - Floris Mario - Frau - Gessa - Ibba - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Masia - Meloni - Milia - Moro - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Matteo - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras.

Risponde no il consigliere: Floris Vincenzo.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 63

votanti 63

maggioranza 32

favorevoli 62

contrari 1

(Il Consiglio approva).

L'esame dell'articolo 24 è terminato. La Conferenza dei Capigruppo, come tutti i colleghi ricorderanno, ha deciso di proseguire i lavori sino alle ore 11, quindi sospendiamo l'esame del disegno di legge numero 5-Stat/A e passiamo all'esame del testo unificato numero 269-273/A, concernente la proroga dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione.

Sospendo i lavori per qualche minuto per consentire al Presidente della Regione di rientrare in aula, così come richiesto.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 17, viene ripresa alle ore 11 e 23.)

Discussione del testo unificato della proposta di legge Floris Mario - Cherchi Oscar: "Proroga dell'esercizio provvisorio e modifiche alla legge regionale 28 dicembre 2006, n. 21" (269) e del disegno di legge: "Proroga dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2007" (273)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del testo unificato numero 269-273/A. Dichiaro aperta la discussione generale. Poiché il relatore Giuseppe Luigi Cucca non è in aula, ci si rimette alla relazione scritta.

E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, abbiamo acceduto, come minoranza, alla richiesta formulata ieri dall'assessore Dadea di non richiedere i termini previsti dal Regolamento per la presentazione della relazione. Lo abbiamo fatto non tanto per rispettare una consuetudine, quanto per il senso di responsabilità che ritengo debba ispirare tutti i consiglieri regionali. E certamente non lo abbiamo fatto per creare ulteriori danni alla Regione Sardegna.

Credo che se anche avessimo utilizzato i cinque giorni previsti non avremmo influito sulla spesa in maniera così determinante e negativa come sta facendo - ce ne rendiamo conto - tutti i giorni l'amministrazione regionale. Anche oggi abbiamo letto sui giornali numerose lamentele, una per tutte quella sui residui, una materia antica a cui l'assessore Pigliaru e lo stesso presidente Soru si impegnarono, non una volta ma tante volte, a mettere mano. Non se ne parla più, ma questo è ancora nulla, perché comunque queste risorse sono nelle casse della Regione. Più grave, invece, è la situazione della mancata spendita o del rischio di disimpegno automatico che proprio in questi giorni è stato sollevato da più parti: vale per i fondi del POR e vale certamente per le misure relative all'agricoltura.

Ancora più grave è ciò che sta accadendo per quanto riguarda la progettazione integrata, di cui non si parla più, colleghi, e questo è appunto un fatto gravissimo. Nessuno di noi oggi, se non per sentito dire, è a conoscenza di ciò che il Nucleo regionale di valutazione sta facendo nell'esame dei progetti integrati, non sappiamo quando questo esame terminerà, non conosciamo le graduatorie - ovviamente, perché non sono ancora rese pubbliche -, ma ciò che è più grave è che migliaia di imprenditori che si sono impegnati con progettazioni spesso anche esecutive non verranno considerati meritevoli di attenzione da parte della Regione Sardegna.

In un momento così drammatico, 11-12 mila cittadini sardi si sono impegnati nella progettazione integrata con 80 o forse 100 progetti integrati (non ne conosciamo neanche il numero ancora), hanno cercato di fare massa critica, hanno cercato di fare qualcosa insieme, hanno creato tavoli di partenariato, si sono riuniti, hanno cercato di inventare una strategia per un territorio. Insomma, stiamo arrivando al punto, cari colleghi, che ancora oggi noi non sappiamo che fine farà la progettazione integrata. Due cose, però, sono certe, e l'Unione Europea non scherza su questo: i privati dovranno rendicontare entro il 30 aprile 2009 e gli enti pubblici entro il 31 dicembre 2008. Queste sono le uniche due date certe che conosciamo. Credo che la Giunta e il Presidente in particolare, che in questo momento ricopre anche il ruolo di Assessore del bilancio e della programmazione, non possano ignorare questo fatto, e sono sicuro che non lo ignorano.

In un momento così drammatico, ci si chiede una proroga di due mesi dell'esercizio provvisorio! In Commissione ci siamo permessi di chiedere un solo mese di proroga, perché ritenevamo che sarebbe stato sufficiente se fosse arrivata per tempo la finanziaria, che invece stiamo ancora aspettando, nel senso che è sui nostri tavoli, ma in forma non ufficiale, in quanto non è stata ancora consegnata alle Commissioni. In tutto questo baila[s1] mme per una finanziaria che doveva essere pronta, ma tecnicamente non lo era, in quanto doveva essere ancora consegnata ufficialmente alle Consiglio, siamo all'esame dell'articolo 24 della legge statutaria, non so per quanti giorni o quante settimane dovremo lavorare ancora su questa legge, non so se la versione che abbiamo avuto della finanziaria sia quella definitiva, ma i ritardi non sono certamente da imputare all'opposizione o al Consiglio regionale nel suo insieme.

Dicevo che si richiedono altri due mesi di esercizio provvisorio e che noi avevamo chiesto un solo mese, anche perché ricordiamo i grandi proclami sul fatto che la Regione Sardegna non avrebbe mai più fatto ricorso all'esercizio provvisorio. Siamo già al terzo anno di legislatura e siamo al terzo esercizio provvisorio! Questa volta l'esercizio provvisorio è di quattro mesi e se continuiamo così ci arriviamo pelo pelo!

Io ho avuto un sospetto, presidente Soru, perché le strategie si fanno, quindi può anche essere così, magari al posto suo ci avrei pensato: non è che lei ci voglia far arrivare al 15 o 20 aprile per poi forzare la mano e approvare la finanziaria sic et simpliciter? Insomma, se sta facendo questi calcoli, Presidente, stia attento perché sono calcoli pericolosissimi. Lo dico per me, per i consiglieri, ma anche per la Giunta e per tutti, perché sarebbe veramente un disastro. E siccome a un primo esame della finanziaria ho già potuto vedere che ci sono norme assolutamente non condivisibili, intruse, immagino che l'approvazione della manovra finanziaria ci porterà a utilizzare - ecco qual è la ragione della vostra richiesta - tutti e due i mesi di esercizio provvisorio, con un danno certamente superiore a quello che ne sarebbe derivato se la minoranza si fosse avvalsa dei cinque giorni per la presentazione della sua relazione.

A questa legge che ci avete presentato noi abbiamo proposto un emendamento - e questo è l'aspetto più importante - che prevede l'abrogazione del comma 7 dell'articolo 2 della legge numero 21 del 2006. Perché chiediamo l'abrogazione di questo comma? Perché riteniamo che sia palesemente illegittimo ciò che è stato fatto in base alla legge numero 21, però crediamo anche che si possa correre ai ripari: sopprimiamo quel comma, fermiamoci un attimo e decidiamo cosa fare. Io non mi fido, presidente Soru, di ciò che ha detto il Governo, e cioè che non impugnerà quella norma. Continuo a ritenere che anche se il Governo non la impugna quella norma sia illegittima e possa creare gravissimi danni alla Regione Sardegna. E un rischio di questo genere non dobbiamo e non possiamo correrlo, e non bastano le assicurazioni del Governo.

Ma è possibile che tutta la verità e solo la verità stia da un'unica parte e che autorevoli esponenti, certamente non del Consiglio regionale, ma cattedratici, luminari, gente che conosce la pubblica amministrazione ed esperti in materia ci dicano che è assolutamente illegittimo quello che è stato fatto con la legge numero 21? Ma ancor più grave è quel che lei, Presidente, ha imposto attraverso la finanziaria che ci apprestiamo a esaminare tra qualche giorno. Si va avanti ancora nello stesso modo! Io dico che lei sta ipotecando il futuro della Sardegna! Ma il futuro della Sardegna non appartiene né a lei né a noi. Il futuro della Sardegna appartiene ai cittadini che amministreranno dopo di noi, e non può essere lei a determinare l'utilizzo delle risorse del futuro. Credo che questo non sia assolutamente permesso. Ho detto altre volte che non è possibile che la Corte dei Conti parifichi il bilancio del 2006. Non è assolutamente possibile, perché si creerebbe un precedente gravissimo e tutte le amministrazioni locali, quelle che oggi stanno perfezionando i loro bilanci, potrebbero tranquillamente dire: "Presumo che la Regione Sardegna l'anno venturo mi darà il 70 per cento in più di quanto previsto dalla legge numero 25 del 1993, e lo metto in bilancio". Ma è possibile un fatto di questo genere? Non è assolutamente possibile! Allora mi chiedo: è possibile che in questi mesi, con questi ritardi, la struttura dell'Assessorato, gli esperti, i tecnici non abbiano avuto il minimo dubbio su questo? Da come parla la maggioranza e da come parla lei, presidente Soru, sembrerebbe certissimo che voi possiate fare un'operazione di questo genere, ma non vi ha mai sfiorato l'idea che potrebbe esserci un inghippo pericolosissimo? E l'inghippo pericolosissimo potrebbe essere lo scioglimento del Consiglio regionale, perché il primo cittadino che si sveglia potrebbe fare ricorso questa volta, non alla Corte costituzionale, ma al Presidente della Repubblica, il quale ravviserebbe gravi violazioni di legge, perché questa, a mio avviso, è una gravissima violazione di legge. E allora il Presidente della Repubblica può anche essere amico, ma credo che abbia a cuore l'interesse nazionale, più che quello di una parte politica o dell'altra.

Ecco il perché del nostro emendamento. Presidente Soru, saniamo questa situazione, faccia ciò che deve fare, secondo i canoni classici, perché non può permettersi di impegnare le risorse che sono dei nostri figli e di chi erediterà questa Regione. Invece le stiamo utilizzando, le stiamo scippando, stiamo carpendo i danari dei bilanci 2010, 2011, 2012, 2013, 2014, 2015 e quant'altro. Credo che questo non sia assolutamente ammissibile.

Ovviamente, ciò non vuol dire che voteremo contro la proroga dell'esercizio provvisorio. Una cosa del genere non è mai esistita e non esisterà neanche in questa circostanza, però abbiamo l'obbligo e il dovere di sollevare il problema. Credo di avere la coscienza tranquilla quando dico che non posso condividere la legge numero 21 così com'è stata approvata da questo Consiglio regionale. C'è la possibilità di modificarla e bisogna farlo in questo momento.

Presidente Soru, si faccia un esame di coscienza, perché ciò che sta facendo, le assicuro, non è assolutamente una cosa corretta, e prima o poi scoppierà.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, è proprio il caso di dire: come volevasi dimostrare, si sono avverate le nostre previsioni. Non perché vogliamo con questo attribuirci doti divinatorie, non ci crediamo e non ci appartengono, ma perché questo è il risultato di un dato oggettivo, del quale io credo che chi fa politica, e in particolare in questo caso il Presidente, dovrebbe avvertire la presenza, l'immanenza, per governare al meglio i processi del divenire della società sarda, affrontando i necessari e più idonei strumenti giuridici, finanziari e programmatici con tempestività, lungimiranza e adeguatezza. Il tutto accompagnato da un pizzico di modestia, che non dovrebbe mai guastare, e di capacità dialettica aperta al confronto, per fare anche tesoro delle proposte, che non sono tutte sciocche, che arrivano dalla minoranza, sul cui ruolo, sulla cui funzione e sulla cui natura concettuale io credo che occorra riflettere, così come faremo in questa occasione.

Io sono, come tutti sanno, favorevole alla concertazione e concertare significa prima di tutto saper ascoltare. Questa è la più grande dote di un politico, perché chi non sa ascoltare evidentemente è avulso dalla realtà che lo circonda. D'altra parte, le stesse innovazioni introdotte con la nuova legge di contabilità, tenuto conto anche dei ritardi di marcia della Giunta regionale e della profonda e violenta crisi che essa ha attraversato per i rapporti conflittuali tra il Presidente e alcuni suoi Assessori (ben tre dei quali hanno lasciato traumaticamente l'Esecutivo regionale, in particolare l'Assessore della programmazione, quello cioè più direttamente funzionale alla manovra finanziaria complessiva, alla manovra finanziaria annuale, alla legge finanziaria e ai bilanci annuale e pluriennale della Regione), sono elementi di per sé indicatori di inevitabili difficoltà di cui il Presidente della Giunta e la maggioranza non hanno voluto e non intendono prendere atto. Siamo, perciò, a questo stato di cose con conseguenze, io credo, dannose e per certi versi irreversibili per la comunità sarda, per l'economia, per le imprese, per gli enti locali, per i cittadini, perché credo nessuno possegga arti divinatorie che gli consentano di recuperare il tempo perduto. Il tempo perduto resta tale.

A me sembra che ci sia, in Sardegna, un clima sociale pesante. Perché pesante? Perché quando si abbinano due cose, la mancanza di lavoro e la mancanza di legalità, il clima è pesante e può diventare pericoloso. Già un'altra volta, nell'ottobre dell'anno scorso, esercitando proprio quel ruolo che io ritengo nobile e alto non delle opposizioni, ma delle minoranze, registrammo i primi ritardi della Giunta regionale nella predisposizione dei documenti finanziari e contabili per il 2007, che la legge di contabilità vuole siano trasmessi al Consiglio regionale entro il termine del 30 settembre. Insieme al collega Oscar Cherchi, come esponenti dell'U.D.S., ho presentato una proposta di legge che indicava significativamente in almeno tre mesi la gestione provvisoria del bilancio 2007. Non solo non ci hanno voluto dare retta, ma nemmeno ascoltare. Ricordo la relativa riunione della prima Commissione: la Giunta e il presidente Soru, con giustificazioni legittime, per carità, ma prive di fondamento, e i fatti ci hanno dato ragione, non hanno accolto il suggerimento e con un atto di superbia, direi di vanagloria, hanno voluto, attraverso una proposta successiva, che l'esercizio provvisorio fosse approvato e autorizzato per soli due mesi, fino al 28 febbraio 2007. Peraltro, si vuole introdurre un principio che scardina consolidati principi giuridico-contabili e che, se ammesso - ne parleremo dopo -, minerebbe non tanto le regole di veridicità dei bilanci, quanto il diritto-dovere dei futuri Governi della Regione di poter programmare e gestire la politica economica e sociale di un popolo che ha bisogno di certezze e non di una "finanza creativa" come quella che ci state proponendo, perché evidentemente dimenticate che state governando un'istituzione pubblica, una regione, un popolo e non una società per azioni, dove un azionista può possedere il pacchetto di maggioranza. Oggi, a distanza di alcuni mesi, si ripropone lo stesso scenario, un percorso già visto.

Sempre come U.D.S. abbiamo presentato, nel mese di gennaio, per la precisione il 23 gennaio, la proposta di legge numero 269 concernente la proroga dell'esercizio provvisorio, perché era ormai evidente che la Giunta regionale non avrebbe potuto, nemmeno questa volta, mantenere l'impegno politico e morale di presentare entro i termini previsti la manovra finanziaria del 2006. Solo a distanza di un mese, il 21 febbraio, il Presidente e l'Assessore del bilancio hanno presentato il disegno di legge di proroga di ben due mesi dell'esercizio provvisorio per saldare così i tempi necessari perché gli strumenti finanziari possano essere adottati, limitando i danni considerevoli già procurati alla società sarda nel suo complesso.

Ma la nostra proposta di legge si caratterizza per un aspetto che noi non riteniamo secondario, che è stato oggetto di grande attenzione da parte dei giornali sardi e nazionali: noi proponiamo la soppressione del comma 7 dell'articolo 2 della legge regionale 28 dicembre 2006, numero 21, che, a nostro avviso, seppure comprensibile e giustificabile sotto il profilo del conto patrimoniale della Regione, esorbita dalle competenze del conto economico e della cassa, ponendosi contro principi costituzionali e consolidati, prassi parlamentari che durano ormai da cent'anni e più, in particolare quelli afferenti all'annualità, alla disponibilità delle risorse, alla veridicità del bilancio. D'altra parta, se nella legge finanziaria si è ritenuto di introdurre un articolo che sana il passato, vuol dire che quella norma non aveva neanche il supporto di natura giuridica e contabile da parte della Regione.

Su questa materia si gioca la stessa credibilità della Regione, l'imparzialità del Governo e la legalità dell'attività di controllo che la Costituzione affida allo stesso Presidente del Consiglio dei Ministri. Con il disegno di legge finanziaria per il 2007 la Giunta regionale ripropone la stessa procedura di ricorso all'utilizzo di risorse future derivanti da crediti vantati nei confronti dello Stato e introduce, come è dato comprendere da una prima e rapida lettura, una norma di salvaguardia tendente, essenzialmente, a dare copertura a una sostanziale omissione di controllo da parte del Governo, di rilevanza non solo politica e amministrativa, ma anche di altro livello. E' successo, cioè, un fatto di eccezionale gravità, che dovrà essere verificato attentamente, anche per le conseguenze che potrebbe determinare. E' accaduto che il Governo, giustamente orientato a promuovere il ricorso alla Corte costituzionale contro la legge regionale del 28 dicembre 2006 numero 21, come è stato reso pubblico anche in seguito agli svariati incontri che ci sono stati tra il ministro Lanzillotta e il presidente Soru, ipotizzando un procedimento legislativo regionale futuro, appunto la legge finanziaria regionale, ancora da esaminare e approvare, che mettesse al riparo la manifesta incostituzionalità della legge di autorizzazione all'esercizio provvisorio. In questo modo il Governo non ha esercitato il diritto-dovere di promuovere il giudizio di legittimità costituzionale, lasciando decadere i sessanta giorni previsti dall'articolo 127, comma 1 della Costituzione, precludendo così a noi tutti e a tutti i sardi la possibilità di sapere dalla suprema Corte, dai giudici delle leggi, se le procedure finanziarie e contabili messe in campo dalla Giunta regionale e dal Presidente hanno tutte le garanzie volute dalla legislazione di merito. E' un fatto eccezionale, perché è la prima volta che capita di utilizzare risorse future non disponibili nell'annualità in cui si è deciso di spenderle. E anche noi della minoranza avremmo voluto conoscere la legittimità di una tale procedura, per concorrere con assoluta cognizione a migliorare la finanza regionale utilizzando, in maniera coerente, le risorse che vorremmo destinare alla crescita e allo sviluppo della Sardegna.

Ecco, anche qui appare chiara una visione strana della politica e delle istituzioni. Io l'ho detto anche in prima Commissione: ma come è possibile che noi modelliamo la nostra legislazione sull'idea che abbiamo del governo o sulle scelte di governo? E' il contrario, sono le scelte di governo che si devono adeguare alla legislazione. Ogni volta noi modelliamo gli strumenti legislativi sulle nostre volontà. L'aver dato un input alla proroga dell'esercizio provvisorio con la nostra proposta di legge numero 269, che è stata unificata, in sede di Commissione, con il successivo disegno di legge della Giunta regionale, è la testimonianza concreta del ruolo e della funzione che noi intendiamo svolgere, che credo tutta la minoranza in Consiglio vuole svolgere. E' un concetto, questo, che si salda con la legge statutaria che stiamo discutendo, Presidente, nella quale avremmo voluto una più attenta connotazione delle specifiche soggettività presenti nella nostra articolazione autonomistica, ma la fretta non ha consentito approfondimenti. Peraltro una maggioranza arroccata sulle posizioni della Giunta e del Presidente della Regione, in maniera direi quasi offensiva per se stessa, non per gli altri, si è resa impermeabile e si rende impermeabile a qualsiasi mutazione, come quella relativa ai tempi dell'esercizio provvisorio. Da una tale connotazione, ovvero dal riconoscimento di una specifica soggettività della minoranza, sarebbe conseguita un'autonoma soggettività consiliare della maggioranza, che deve essere e sarà distinta dall'Esecutivo, per poter tratteggiare insieme, maggioranza e minoranza, sinergie volte a rivendicare l'autonomia del Consiglio nei confronti dell'Esecutivo regionale per consentirgli di svolgere non una generica funzione di controllo, così come sento dire ("Il Consiglio regionale c'è e può controllare tutto quello che vuole la Giunta", ma dove siamo?), ma una vera e propria funzione di alternativa politica nei confronti dell'Esecutivo regionale.

E' un tema vasto, che affascina e siamo chiamati a svolgere. Le osservazioni, le annotazioni che abbiamo fatto nel corso del dibattito sulla legge statutaria hanno e avevano anche questo fine, quello cioè di fornire un contributo leale per tentare di dipanare una delle tante matasse che questa Giunta regionale e questo Presidente della Regione hanno messo in campo per complicare, anziché facilitare, non solo i rapporti politici e istituzionali, ma anche i percorsi di crescita della nostra Isola.

PRESIDENTE. Onorevole Dedoni, ha chiesto di parlare?

DEDONI (Riformatori Sardi). No. Evidentemente compare ancora un'iscrizione precedente.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, la discussione sulla proroga dell'esercizio provvisorio che è stata proposta, peraltro con netto ritardo rispetto alle procedure e agli annunciati tempi lunghi di discussione della finanziaria e del bilancio, credo meriti una riflessione profonda, che parte da lontano, dalle richieste che la minoranza e il sottoscritto avevano iniziato a fare fin dal mese di settembre del 2006, dal momento che non arrivavano notizie non solo sulla finanziaria, ma neanche sul bilancio del 2007, come invece prevede la legge di contabilità.

Abbiamo vissuto anche in Commissione i riflessi del confronto serrato che era nato tra la filosofia di pensiero che caratterizzava la posizione dell'assessore Pigliaru e quella che andava maturando lei, presidente Soru. Perché se l'assessore Pigliaru, con molta professionalità, disponibilità e quanto poteva mettere in campo, in un primo tempo, durante l'approvazione della finanziaria e della legge di bilancio del 2006, ha cercato di convincere la Commissione della giustezza della scelta che si stava operando, in un secondo tempo, molto probabilmente, si è posto dei dubbi circa il fatto che le risorse messe in campo per pareggiare il bilancio del 2006 potessero realmente essere utilizzate.

Noi non siamo qui per definire procedure di ingegneria contabile, non siamo qui per pretendere che lei, Presidente, si misuri in nuovi esercizi di tipo contabile per dimostrarci che una norma costituzionale può essere, con molta spregiudicatezza, utilizzata quando fa comodo e dimenticata quando invece la si dovrebbe rispettare. Noi siamo convinti che siano necessari degli approfondimenti in merito al bilancio del 2006, e mi auguro che, oltre alla Corte dei Conti, anche il Governo di Roma faccia il suo dovere, ma soprattutto mi auguro che l'improvvisazione che si sta mettendo in campo anche per quanto riguarda la legge finanziaria 2007 non determini altri ritardi e non faccia gravare gli errori sulla popolazione sarda, che invece attende dalla Regione non solo una buona programmazione, ma anche la disponibilità di risorse che attualmente non sono utilizzabili e non lo saranno fino a quando non verrà approvata e pubblicata la finanziaria.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

(Segue CONTU.) Ipotecare risorse di competenza delle annualità 2010, 2011 e 2012 è un'operazione che noi non condividiamo. Non abbiamo condiviso l'utilizzo di risorse relative agli esercizi 2013, 2014 e 2015, e non condividiamo assolutamente neanche ciò che lei, Presidente, e la Giunta ci proponete con la finanziaria 2007. L'ingegneria contabile la lasciamo a chi se ne occupa per professione. A noi, oggi, spetta soltanto ricordarle, Presidente, che solo la disponibilità della minoranza a non utilizzare i dieci giorni previsti dal Regolamento per la presentazione della relazione di minoranza ha consentito di poter discutere oggi in Aula il disegno di legge di proroga dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio, di cui altrimenti avremmo parlato la settimana prossima.

Questi passaggi dovrebbero portarla a comprendere, Presidente, che il nostro ruolo non è semplicemente quello di assistere, come è successo in questi giorni in Aula, anche in sua presenza, al comportamento di una maggioranza che riesce a fare ostruzionismo a se stessa. Noi non siamo per l'ostruzionismo; noi siamo per i percorsi certi, noi siamo per la legalità, per il rispetto delle norme, soprattutto quando si tratta di economia. E l'aver appreso dalla lettura dei giornali di oggi i dati relativi ai residui dell'esercizio finanziario 2006 ci consente di dirle, Presidente, che anziché impiegare il tempo nel rincorrere chimere futuristiche, futuribili e quant'altro, molto probabilmente avrebbe dovuto dedicarsi, con più attenzione, come le avevamo fatto rilevare già negli anni scorsi, a rimettere ordine nei residui, che mi pare ammontino a 8 miliardi e 263 milioni di euro. Quello dei residui è un problema che forse nel passato si è trascurato troppo, ma possiamo affermare che anche nel presente si stanno trascurando degli aspetti che se affrontati potrebbero consentire di recuperare le risorse addirittura per un'altra finanziaria, appunto quegli 8 miliardi di residui passivi. In capo al bilancio della Presidenza della Giunta ci sono 48 milioni di euro di residui. Signor Presidente, io non credo che questi residui garantiscano degli interessi attivi tali da poter essere utilizzati magari per qualche opera pia aggiuntiva. Non credo proprio, quindi vorrei capire il motivo per cui non ha rimesso ordine neanche nei suoi conti, cioè nei conti che riguardano il bilancio della Presidenza della Giunta. E allora, se non si riesce a fare chiarezza al vertice, figuriamoci se noi possiamo comprendere perché i residui relativi ai lavori pubblici ammontano a più di 1 miliardo di euro.

Signor Assessore dei lavori pubblici, noi vorremmo capire, data la situazione di stagnazione delle opere pubbliche in Sardegna, la crisi dell'edilizia e la crisi del comparto industriale, perché si continua a ignorare il fatto che abbiamo queste risorse e non le mettiamo a disposizione dei cittadini. E' certamente molto più facile spendere risorse per pubblicazioni che inneggiano a opere meritorie, come l'eliminazione dei tralicci dallo stagno di Molentargius, programmato otto anni fa con risorse che non erano di sicuro di competenza delle annualità di questo quinquennio. E allora che cosa si doveva glorificare? La venuta del Ministro dell'ambiente a Cagliari? Non sarebbe stato meglio limitarsi a recitare il de profundis ai tralicci e dare il benvenuto ai fenicotteri?

Non era il caso di spendere altre risorse pubbliche, perché di risorse pubbliche tante se ne erano già spese per eliminare quell'obbrobrio costituito dall'elettrodotto in mezzo allo stagno. Lo stesso discorso vale per tanti altri progetti relativi allo stesso tipo di opere e riguardanti altre aree della Sardegna; opere già finanziate dai Governi di Roma e di sicuro non dall'amministrazione del Comune di Cagliari o dall'amministrazione regionale.

Pertanto, signor Presidente, concentriamoci sui problemi reali della gente, concentriamoci sulla necessità di mettere a disposizione le risorse soprattutto per la nostra collettività, per raggiungere quegli obiettivi che non si riesce a raggiungere, perché l'unica cosa che si riesce a mettere in atto sono le chiusure: della formazione, degli ospedali, dei cantieri edili, delle imprese, delle industrie e così via. Lei, Presidente, passerà alla storia come colui che ha inventato la chiusura di tutto! Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, io penso che sia davvero difficile svolgere un intervento compiuto su questo disegno di legge, che è arrivato in Consiglio regionale in modo estemporaneo, per sanare una situazione di fatto dovuta alla mancata presentazione del bilancio e della finanziaria regionale. Credo che questo sia un fatto difficilmente non censurabile da parte dell'opposizione, nel senso che mentre arrivavo in aula pensavo al fatto che avremmo discusso dell'esercizio provvisorio e che la minoranza avrebbe dovuto trovare il modo per significare il suo disappunto rispetto alle regole infrante, mentre si discute di regole con l'esame della legge statutaria. Pensavo al ragionamento da seguire per far cogliere ai colleghi della maggioranza e alla Giunta la situazione di sofferenza che i consiglieri della minoranza vivono in questo momento in quest'Aula. Nel pensare a un aggettivo che mi consentisse di esprimere questa condizione di disappunto, verificavo con me stesso che quello che avevo individuato non era appropriato, e quindi ho provato a pensare a un altro aggettivo che potesse dare l'idea, al di là di quello che normalmente le parole riescono a fare, della gravità della situazione che in questo momento vive l'Aula e del disagio che prova ciascun consigliere di opposizione.

Devo dire, colleghi, che a un certo punto nella mia testa si era fatta strada l'idea di alzarmi in piedi e dire che siccome non esistono aggettivi adatti rinunciavo all'intervento e mi rimettevo a sedere. Nel senso che vi prego di comprendere la difficoltà che esiste oggi nel fare il consigliere di opposizione in quest'Aula; vi chiedo di immedesimarvi un attimo nella nostra situazione. Potrebbe capitarvi, anche se voi non ve lo augurate, fra qualche anno di trovarvi nella nostra stessa condizione come consiglieri di minoranza, per cui vi invito a cercare di capire insieme a noi se nei restanti due anni di legislatura si potrà fare qualcosa, e non solo per cambiare il rapporto tra la maggioranza, il Consiglio, come voi dite, e la Giunta. Perché, colleghi, rifletteteci: la maggioranza e la Giunta sono la stessa identica cosa! Cioè voi avete, come è giusto che sia nella dialettica politica, un confronto costantemente aperto con la Giunta, che serve a ciascuno di voi, a ciascuno dei vostri partiti per rivendicare un margine maggiore di spazio per quanto riguarda le decisioni politiche del governo complessivo della Regione, ma in realtà maggioranza e Giunta sono la stessa cosa.

Quindi ciò che è in discussione oggi - e la manovra relativa all'esercizio provvisorio mette l'accento sul problema - sono i diritti dell'opposizione. Ciò che è in discussione oggi è la possibilità che i consiglieri di opposizione servano a qualcosa in quest'Aula, nel senso che se voi ritenete che non servano a niente, poco importa che l'assessore Dadea, in maniera brillante, cerchi di condurre in porto una legge statutaria che brillante non è, perché se voi non intendete rispettare le regole, non intendete valorizzarle, se non intendete stimolare il ruolo della minoranza all'interno di quest'Aula, non ha senso discutere di regole. Pensate al momento storico - storico è forse una parola grossa -, al momento contingente che quest'Aula sta vivendo: stiamo parlando di regole con l'esame della legge statutaria e nello stesso momento ci rendiamo conto che le regole non esistono per quanto riguarda il bilancio, cioè uno degli atti fondamentali della vita di questa Regione!

Onorevoli colleghi, voi sapete perfettamente, che oggi, 2 marzo, in spregio a qualunque ragionamento sulle regole, state chiedendo altri due mesi di esercizio provvisorio perché la Commissione consiliare di merito non ha in mano né la legge di bilancio né la legge finanziaria. E non ha in mano neppure, lo devo dire, la famosa delibera della Giunta regionale che, sulla base della nuova legge di contabilità, sostituisce il vecchio DPEF, e cioè la delibera in cui sono descritti i criteri, gli indirizzi, le linee guida che verranno utilizzati dalla Giunta stessa per stendere la manovra di bilancio.

Nella passata legislatura i Governi di centrodestra venivano - a mio avviso giustamente, infatti noi avevamo la faccia in terra - massacrati per i ritardi nella presentazione della finanziaria e del bilancio. Nessun Governo di centrodestra della passata legislatura, una legislatura all'insegna dell'instabilità, è mai riuscito a far arrivare in Commissione entro il 3, il 4 o il 7 marzo, la manovra finanziaria. Nessun Governo di centrodestra della passata legislatura! Ma la passata legislatura, colleghi, noi Riformatori la vorremmo dimenticare, perché è stata una legislatura all'insegna dell'instabilità totale, in cui un consigliere regionale che avesse "mal di pancia" poteva bloccare l'intero Consiglio. E' stata una legislatura senza certezza di governo, senza stabilità di alcun genere. Chi l'ha vissuta se la ricorda.

Io non ho nessuna nostalgia - l'ho detto tante volte in quest'Aula - della scorsa legislatura, nonostante il mio partito fosse al governo, né tanto meno del tipo di istituzione alla quale partecipavo. Preferisco di gran lunga questa istituzione, preferisco di gran lunga le "prepotenze" del presidente Soru o della sua Giunta. Parlo di prepotenze del centrosinistra e del presidente Soru perché sono prepotenze che saranno giudicate, ma sono comunque gli atti sui quali voi, oggi, costruite un'azione di governo giudicabile. Voi, infatti, potete fare le leggi, potete addirittura decidere l'ordine di discussione che vi aggrada, quindi la statutaria prima della finanziaria, potete fare scelte che noi possiamo contestare poco, perché gli strumenti che ci rimangono per contestarle sono effettivamente, dovrei dire sostanzialmente ridotti all'osso.

Allora, il ragionamento che voglio fare oggi, in quest'Aula, ovviamente è in stretta relazione con l'esercizio provvisorio di cui stiamo discutendo e anche con ciò che faremo nel prosieguo della nostra attività parlamentare e istituzionale. Considerato il mancato rispetto delle regole che la legge finanziaria sta certificando col suo arrivo in Aula con tre o quattro mesi di ritardo rispetto alle attese e senza essere preceduta né dal Documento di programmazione economica e finanziaria, come accadeva fino all'anno scorso, né dalla delibera sui criteri di indirizzo (eppure, in base alla riforma che voi avete scritto e approvato, questa è una regola che voi dovreste essere tenuti a rispettare, appunto perché l'avete scritta e condivisa), mi domando: se le regole che voi ci avete proposto, che condividete, che avete accettato e che il Consiglio si è dato trasformandole in leggi per voi sono acqua fresca, ma quali sono i diritti delle minoranze in quest'Aula? Ma quale diritto all'alternanza può essere garantito alla minoranza? Come possiamo evitare di occupare l'aula, colleghi?

Io vi dico, in totale franchezza, che mi vergogno di occupare l'aula consiliare. Quando l'ho fatto ho compiuto un atto contrario alla mia cultura politica, alla mia tradizione personale, al mio sentire personale, ma è stato un atto estremo. E anche per molti altri colleghi che ragionano come me, che cioè ritengono che l'aula vada utilizzata per discutere, per confrontarsi, per dialogare, per parlare insieme, non certo per bivaccare, l'occupazione dell'aula è stata una grave sconfitta personale, della propria storia politica, e una sconfitta del proprio schieramento. Ma voi non vi domandate perché, nonostante queste considerazioni, l'aula sia stata occupata? Insomma, quando non esistono più parole per esprimere il proprio rammarico, quando non c'è più alcun modo per chiedere il rispetto delle regole, dato che voi siete i primi a trasgredirle, che cosa resta a un consigliere di opposizione in quest'Aula? Non gli resta che stare fuori del palazzo, ma sarebbe un errore ripetere percorsi aventiniani che sono stati condannati dalla storia, oppure gli resta il palazzo, ma senza gli strumenti usuali del palazzo, perché questa legislatura, colleghi, è diversa da quella che abbiamo appena abbandonato. La legislatura che abbiamo appena abbandonato dava a tutti strumenti in eccesso, tranne a chi doveva governare, che non aveva la possibilità di portare avanti il proprio programma di governo. Ma voi ce l'avete, voi potete contare su una maggioranza di oltre cinquanta consiglieri in quest'Aula! Se ne è aggiunto anche qualcun altro durante il percorso che abbiamo fatto finora. Legittimamente, nessuno lo contesta! Voi avete una Giunta che è espressione dell'elezione popolare del Presidente, che è quindi legittimata direttamente dal corpo elettorale e ha un potere, una forza che non si era mai vista prima d'oggi! Avete strumenti forti per rispettare le regole, perché chi ha strumenti forti deve essere il primo garante delle regole parlamentari. Altrimenti, se le regole non esistono più, se tutto diventa seduta notturna e speciale, se tutto diventa straordinario, se le leggi si possono fare, in spregio alle norme vigenti, quando si vuole, se possono essere discusse quando meglio aggrada, se si può presentare la legge finanziaria anche il 22 aprile, posto che il Regolamento prevede trentasette giorni per l'esame e l'approvazione della manovra finanziaria, ciò significa che se la finanziaria non sarà approvata entro il 30 aprile la Regione non può garantire il suo funzionamento. Ma vi sembra che questo sia logico, che aiuti a costruire un rapporto corretto con l'opposizione? Ma vi sembra che, a fronte di questo atteggiamento, voi possiate chiedere collaborazione all'opposizione?

Guardate, colleghi, voi avete la fortuna di confrontarvi con un'opposizione che possiede una cultura parlamentare e non la cultura delle barricate. A parti invertite, voi avreste fatto dieci volte di più nell'opporvi a noi di quanto noi siamo riusciti a fare, perché avete una cultura diversa, perché forse credete nelle Aule parlamentari, per tradizione, un pizzico meno di quanto ci crediamo noi. Ma avreste fatto sicuramente molto di più, non avreste tollerato lo spregio delle regole che noi alla fine tolleriamo sempre o sul quale, comunque, cerchiamo di trovare un momento di caduta, perché il contenzioso perenne non è possibile e non è neanche utile per il ruolo che dobbiamo svolgere in quest'Aula, tutto sommato giudicati dai cittadini sardi e non o non soltanto dai nostri stessi colleghi consiglieri.

Colleghi, io ho terminato, perché non intendo gravarvi di ulteriori argomentazioni e non intendo entrare nel merito, posto che avremo modo di discuterne nel corso dell'esame della manovra finanziaria, di quelli che noi consideriamo escamotage di bilancio, attraverso i quali avete costruito un finto risanamento, che sono presenti anche all'interno di questo disegno di legge di proroga dell'esercizio provvisorio e che sono oggetto di un nostro emendamento. Non intendo fare questo, lo faremo a tempo debito, anche attraverso dichiarazioni di voto sull'unico emendamento presentato.

Ma non è questa la sostanza. Per quanto grave e anch'esso testimonianza di un rispetto delle regole assai personale, non è questo l'argomento centrale del ragionamento. L'argomento centrale del ragionamento, per oggi e per i prossimi due anni, è che voi siete una maggioranza con annesso il Presidente, perché noi Riformatori non faremo mai l'errore di considerarvi due cose separate, e cioè di fare da sponda alla maggioranza quando deve criticare il Presidente o di fare da sponda al Presidente quando ritiene di "spazzolare" la maggioranza. La maggioranza e il Presidente sono la stessa cosa, si sono presentati insieme agli elettori, il programma elettorale era lo stesso, hanno lavorato insieme per quasi tre anni, saranno sottoposti insieme al giudizio degli elettori, siamo convinti di questo.

Allora, posto che noi siamo convinti che siete la stessa cosa, ponetevi il problema - e chi non ha una spiccata cultura del rispetto delle minoranze sarà aiutato da chi ce l'ha - di come devono proseguire i rapporti con la minoranza consiliare nei prossimi anni. E ricordatevi che avete un dovere: quello di rispettare le regole, sia quelle che avete trovato, sia quelle che avete scritto voi in questi tre anni di governo, perché dal rispetto delle regole discende l'agibilità degli spazi dell'aula, che deve essere usata per il confronto tra le parti e non per il bivacco, che tutti quanti condanniamo.

Entrate in questa cultura, che è la cultura tipica del bipolarismo, perché il bipolarismo contempla anche la garanzia per la minoranza di poter disporre degli spazi e degli strumenti per ribaltare - se ne ha le capacità - la situazione e diventare maggioranza. Ed è alla maggioranza e al suo Presidente che spetta questo ruolo di garanzia, ricordatevelo! Non è un problema della minoranza, è un problema del sistema, e siccome in questo momento voi governate il sistema siete voi che dovete garantire questi spazi di agibilità. Se non lo fate sarà una delle tante colpe che vi verranno rinfacciate alla fine del vostro percorso e sarà una colpa culturale, oltre che politica, che vi porterete dietro. Ricordatevi di questo nei due anni scarsi di lavoro che ancora ci rimangono.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pileri. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Signor Presidente, il mio sarà un intervento sufficientemente breve. Sicuramente l'allungamento dell'esercizio provvisorio di altri due mesi rappresenta un aspetto non condivisibile da parte dell'opposizione, come ha detto prima il collega Vargiu, e io esprimerò questo pensiero successivamente anche come amministratore locale, perché di fatto viene a mancare lo scopo fondamentale della legge finanziaria, che è quello di programmare lo sviluppo, dare gambe alla progettualità della Sardegna, dei suoi giovani, dei suoi imprenditori, dei suoi disoccupati. Con l'esercizio provvisorio riusciamo a garantire probabilmente il pagamento delle bollette e degli stipendi, ma credo che l'atto di programmazione, appunto la legge finanziaria, sia qualcosa di molto più importante.

Questa preoccupazione viene estesa a tutta una serie di problematiche, sulle quali mi riservo di intervenire successivamente, per esempio interverrò sui punti della finanziaria che riguardano le tasse sul lusso. Ci preoccupiamo molto delle tasse sul lusso, come la tassa sulle seconde case, che tra l'altro rappresenta una possibilità di introiti piuttosto incerti per il bilancio regionale, e purtroppo siamo in ritardo con la predisposizione e l'attivazione di fondi indispensabili, per esempio, per la programmazione urbanistica. Voi sapete bene che la legge numero 8 prevedeva che la finanziaria mettesse a disposizione dei comuni i fondi per poter procedere alla redazione dei Piani urbanistici comunali, in adeguamento al Piano paesaggistico regionale. E' ovvio che ci sia un ritardo, e voi sapete che i PUC dovevano essere redatti entro dodici mesi dall'approvazione del PPR, e la stessa legge comunque rimanda l'applicazione di questo termine alla predisposizione dei fondi in bilancio, quindi alla possibilità di utilizzarli. Questo sicuramente crea grave disagio nei comuni, che oggi si trovano a dover fare i conti col patto di stabilità e con la mancanza di fondi per portare avanti le proprie pianificazioni.

Singolare è l'aspetto che riguarda la possibilità di utilizzare o, come ha detto qualcuno, di indebitare la Regione utilizzando i fondi del triennio 2010, 2011 2012. Ed è strano che il Governo consenta questa operazione quando di fatto, la legge nazionale numero 296 del 2006, cioè la finanziaria 2007, crea dei blocchi assoluti per quanto riguarda i bilanci dei comuni. Infatti, ho avuto modo di leggere delle richieste avanzate alla Regione e anche al Ministero dell'economia dal Presidente dell'ANCI, che rappresenta tutti i comuni della Sardegna, in cui si chiede l'impegno della Regione e del suo Presidente affinché la specificità della Sardegna sia rivendicata e possa emergere proprio in relazione a queste problematiche che riguardano gli enti locali, i quali non possono utilizzare, oggi, nei loro bilanci l'avanzo di amministrazione per il periodo 2007-2009, bloccando una fonte economica importantissima per le comunità amministrate.

La stessa finanziaria non consente di mettere fuori dalle voci di spesa i debiti fuori bilancio, addirittura i fondi dell'Unione Europea e del POR. Quindi c'è il rischio che siano inseriti nella finanziaria fondi POR che non potranno essere utilizzati nei bilanci comunali, con conseguenti problemi nelle assunzioni e nel precariato. Addirittura c'è il rischio che cantieri di lavoro finanziati anche con risorse piuttosto ingenti da parte della Giunta regionale, come per esempio quello per il programma "Sardegna fatti bella", non possano andare avanti perché non si possono utilizzare questi fondi. E' ovvio che risulta difficile votare contro la proroga dell'esercizio provvisorio, ma è assolutamente indispensabile dire che questa strategia non è condivisibile e chiedere al Presidente della Giunta un impegno forte per far sì che questi ritardi non si ripercuotano, alla fine, sugli enti locali e sulle loro amministrazioni, e che venga attivato un tavolo forte di trattativa con lo Stato, per fare in modo che le problematiche prima evidenziate non continuino a penalizzare gli enti locali e le loro comunità.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, signori consiglieri, prima di entrare nel merito di questa discussione occorrerebbe sollevare una pregiudiziale, in quanto manca ai colleghi consiglieri uno strumento importantissimo: il quadro della spesa relativa al 2006, ossia il bilancio consuntivo. Anche perché due domande sorgono spontanee: in questo bilancio fantasma quanto si era previsto di spendere? Quanto è stato effettivamente speso? Voi capite che, al di là dei giochi e delle acrobazie contabili, senza questo strumento è difficile per tutti ragionare con serietà e siamo costretti a inseguire conti presuntivi.

Allora, noi non possiamo deliberare senza conoscere questo strumento, ed è per questo che chiedo: il Consiglio regionale deve subire questo continuo esautoramento? E un altro dubbio, maligno, che viene ingenerato dall'assenza di questa conoscenza è che magari si è voluto favorire qualche settore, in modo discrezionale, a danno di altri meno organici alla bonomia del Presidente. Eppure la Giunta era nata all'insegna dell'efficienza e della discontinuità con quella stomachevole politica che aveva creato tanti disastri dal punto di vista etico e morale. Bene, è evidente a tutti che siamo di fronte a una politica dozzinale, grigia, che ricorre a uno strumento tanto vituperato: l'esercizio provvisorio. Nulla è cambiato, se non il bombardamento mediatico e questa democrazia degli slogan e degli spot, che veramente sono dannosi per le fondamenta delle istituzioni.

Quindi, all'insegna di questo tarocco si è strombazzato l'arrivo di 1.500 milioni di euro, che erano stati allocati, se ben ricordiamo, anche nel bilancio del 2006. Si diceva che questo Stato finalmente amico avrebbe onorato questo impegno, invece lo ha puntualmente disatteso: quei soldi non sono mai arrivati. Eppure ci siamo dotati di una legge che imponeva la presentazione del bilancio entro il 30 settembre. Però i fatti smentiscono le citazioni e le enunciazioni programmatiche.

Allora, questo Stato truffaldino e pessimo pagatore come può riacquistare credibilità agli occhi di una Regione che giustamente gli chiedeva ciò che le era dovuto? Come possiamo affrontare l'applicazione dell'articolo 8 del Titolo III del nostro Statuto in un modo così superficiale e irresponsabile come quello posto in atto dal presidente Soru? L'articolo 54 è chiaro: dice che le disposizioni del Titolo III possono essere modificate con leggi ordinarie del Parlamento, sentita la Regione. Ma, come ho detto in altre circostanze, spesso si confonde la Regione con la persona del presidente Soru. Non è stato sentito il Consiglio, non è stata sentita la coalizione e sulle gracili spalle dei sardi il Presidente ha scaricato la spesa sanitaria (dal 1° gennaio 2007) e la continuità territoriale e i trasporti (dal 2010). Tutto ciò senza il minimo coinvolgimento del Consiglio, però è stata sentita la Regione!

Questi sono gli effetti devastanti del presidenzialismo. A me non appassionano le prepotenze, gli aggiramenti di ostacoli di legge, da qualunque parte provengano. Noi siamo per il rispetto delle regole, perché il politico politicante pensa alle elezioni, ma un capo delle istituzioni pensa, in prospettiva, alle future generazioni. Tutte queste riforme truffaldine, di facciata, che stiamo facendo per ingannare, momentaneamente, gli elettori, non hanno prospettiva. Sono riforme fatte frettolosamente, pensando al quotidiano e senza coinvolgere l'intero Consiglio regionale, come invece dovrebbe accadere di fronte a riforme strutturali che debbono essere fatte per durare nel tempo e non ad personam.

Ancora una volta c'è qualcuno che osanna il presidenzialismo, e a questo proposito, quando io, in Aula, rischiando di apparire monotono e di ripetere concetti forse in modo ossessivo, continuo a dire che condanno pesantemente il parlamentarismo indecidente e ricattatorio dei presidenti Masala e Palomba e che non vorrei mai tornare a quelle stagioni, intendo anche dire ai colleghi intellettualmente onesti: guardiamo anche agli effetti del presidenzialismo. E quindi l'invito è a far tesoro di queste traumatiche esperienze, più chiaro di così! Eppure, imprudentemente, si usano gli uomini di penna e gli amici giornalisti per denigrare colui che non è asservito al governatore di turno, dipingendolo come un truffaldino che ha interessi più o meno occulti.

Voglio richiamarmi a una filosofia politica, pur nel rispetto di quella degli altri, che è il parlamentarismo. Quando dico che è un'aberrazione tutta italiana quella che vede questa Regione indossare la maglia nera, perché in Europa solo la Sardegna, insieme ad altre Regioni a statuto ordinario, adotta questo sistema autoritario - qualcuno esageratamente ha detto fascista - del presidenzialismo, intendo dire che non esiste in nessuna regione europea un esempio così scellerato come quello che abbiamo in Italia. Andando alle fonti, è un concetto sostenuto da scienziati liberi della Costituzione, ma questa libertà ha un prezzo. Ho fatto anche il nome, la professoressa Carlassare, la quale ci ricorda che solo col presidenzialismo vi è il tradimento anche della buona fede degli elettori, ai quali viene imposto, con protervia, un nome. I cittadini, infatti, non scelgono il Presidente, che viene loro imposto da una camarilla di tre o quattro padroni dei partiti che spacciano questo fatto per alta democrazia. E questo, nell'aberrazione di governare da soli e in solitudine, può vanificare quel programma di cui i cittadini si nutrono, che hanno votato con passione e trepidazione e che la coalizione sorregge. Cioè quel programma può essere vanificato dai capricci e dalla protervia di un uomo solo al comando.

Allora, il fatto che si sostengano queste tesi non deve dispiacere a nessuno. Siamo uomini liberi, abbiamo punti di vista diversi. Saremo costretti, perché in quest'Aula, ormai, gli schieramenti precostituiti sconfiggeranno il parlamentarismo, a rivolgerci ai negozianti, ai bottegai, alle piazze, per far passare questo messaggio di speranza: il tipo di presidenzialismo imposto con questa legge statutaria, che condizionerà anche la legge elettorale e la forma di governo, non va bene per una Regione speciale come la Sardegna. Ma questa specialità non è un qualcosa che sia stato regalato ai sardi perché sono monocigliuti, microcitemici o hanno disfunzioni genetiche. No, c'è tutta una storia, una tradizione!

Tornando al tarocco, l'esercizio provvisorio dovrebbe interessarsi dell'ordinarietà, non coprire buchi e disavanzi. L'accordo o la collusione fra Regione e Stato, che ha visto quest'ultimo chiudere tutti e due gli occhi, accresce proprio l'impunità di colui che vulnera la certezza del diritto, perché questo è accaduto. Noi abbiamo un disavanzo di 2.788 milioni di euro: 1.288 milioni rappresentano il disavanzo del 2006 e 1.500 milioni quello del 2007. Pensate che 1.500 milioni di euro all'anno - che ora non ci sono - saranno disponibili a partire dal 2010, anno in cui dovremo farci carico di quei gravami che il presidente Soru ha fatto scaricare sui sardi: continuità territoriale e trasporti. E nel 2010 non ci sarà più questo Governo, perché il mandato scade nel 2009. Sembra quasi che ci sia una rincorsa ad avvelenare i pozzi a danno di coloro che dovranno accollarsi i disastri e gli artifici contabili lasciati da un Presidente che sembra avere intenzione di non ricandidarsi mai più. E' un atteggiamento preoccupante! Ecco perché noi diciamo: il disavanzo è di 2.788 milioni di euro, dove sta il risanamento?

E' quindi necessario che il comma 7 dell'articolo 2 della legge numero 21 del 2006 sia abrogato, perché ha consentito una serie di vulnerazioni che veramente non hanno giustificazioni. Questi 1.500 milioni di euro lo Stato, a consuntivo, potrebbe anche non darceli per problemi contingenti, congiunturali o d'altro genere, d'altronde lo Stato ha spesso dimostrato, nei confronti di questa Regione, disattenzione. Ma il problema è che si creerebbe un precedente molto grave, quello di gravare sulle future generazioni, di impegnare risorse non proprie. Come dicono i costituzionalisti liberi, seri, che non hanno bisogno di visibilità e di prebende, che non accampano pulsioni per occupare posti istituzionali, ma esercitano con grande professionalità la loro dottrina, qui si è vulnerata la Costituzione. E stranamente questi scienziati della Costituzione appartengono anche a partiti della maggioranza che sono stati sempre ritenuti seri e affidabili e che certamente adesso non perdono un milligrammo della loro professionalità solo perché dissentono dai voleri del Governatore.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, credo di fare cosa gradita a tutti i presenti nel contenere in tempi abbastanza brevi l'intervento, ma credo anche che alcune puntualizzazioni sia opportuno farle, dopo gli interventi completi e precisi dei colleghi dell'opposizione che mi hanno preceduto.

Voglio iniziare con una citazione che esula dallo specifico del tema in discussione e che riguarda un ex Presidente della Regione, il presidente Palomba, il quale ieri ha reso delle dichiarazioni proprio in merito al ricorso estremo all'esercizio provvisorio. Il presidente Palomba, che è persona molto seria e rigorosa, al di là delle lontananze politiche...

PIRISI (D.S.). Ajò, l'avete sempre coperto di insulti!

ARTIZZU (A.N.). E' comunque una persona degna della massima considerazione e della massima stima, sia come magistrato sia come Presidente della Regione, e adesso è deputato al Parlamento per l'Italia dei Valori. L'ex Presidente della Regione Palomba ha formulato delle valutazioni molto pesanti nei confronti del suo operato, presidente Soru. Evidentemente aveva qualche sassolino o sasso da togliersi dalle scarpe. E questa sua estremizzazione dell'esercizio provvisorio, presidente Soru, è stata l'occasione buona per dare la stura a dichiarazioni che evidentemente il presidente Palomba aveva già in animo di fare, aspettava soltanto l'occasione opportuna. Che cosa ha detto il presidente Palomba? Ha detto, praticamente, che lei ha battuto ogni record negativo che sia mai stato raggiunto in precedenza da un Presidente della Regione. Solitamente, come giustamente il collega Pirisi diceva, la Giunta Palomba, non tanto la persona che noi stimiamo e rispettiamo, ma la Giunta Palomba, quindi l'esperienza di centrosinistra di due legislature fa, viene identificata più o meno come la peggiore che si sia mai vista.

PIRISI (D.S.). Non eravate ancora arrivati voi!

ARTIZZU (A.N.). Un rimpasto dietro l'altro, una crisi dietro l'altra, mentre l'economia della Sardegna andava sempre più a rotoli. Spesso ci si è rivolti anche in modo ingiusto, ingeneroso nei confronti di questa persona, che certamente ha lavorato in buona fede per il bene della Sardegna e ha dato quel che poteva in presenza di un sistema elettorale ben diverso da quello attuale e con una condizione personale che rendeva il suo ruolo piuttosto fragile ed esposto alle tempeste esterne, ma soprattutto a quelle interne. Tempeste che hanno caratterizzato in modo così illuminante anche la legislatura successiva, quella in cui ha governato il centrodestra - così accontentiamo l'amico Pirisi - e che certamente hanno portato cose non proprio buone, tanto da spingere anche i colleghi parlamentaristi ad assumere, oggi, posizioni nettamente presidenzialiste. I motivi sono sempre quelli.

L'ex presidente Palomba ha dichiarato: "Neanch'io ero riuscito a fare così male. Neanch'io avevo fatto ricorso all'esercizio provvisorio in modo così eccessivo, così sbagliato, così sintomatico di problemi ancora più vasti che sono a monte; neanch'io avevo fatto una figura così poco edificante". Credo che si debba dare ascolto alla voce del presidente Palomba, il quale con coraggio, in quanto appartiene al vostro schieramento, ha formulato delle valutazioni che, se permettete, anche nei toni e nelle parole usate vanno forse al di là di quelle che adesso formula l'opposizione.

Credo, presidente Soru, che effettivamente non si siano mai viste cose simili, non solo perché non si è mai fatto ricorso, in modo così estremo, all'esercizio provvisorio, ma anche perché questa legislatura e questo suo modo di fare e di elaborare le politiche di bilancio e la programmazione doveva costituire una svolta rispetto al passato, dando l'esempio, rispetto alle cose malfatte del passato, di un'amministrazione finalmente puntuale, efficiente, rispettosa dei tempi; quei tempi che la ragionevolezza dovrebbe imporre e che le stesse assicurazioni del Presidente della Regione e gli impegni precisi da lui presi avrebbero dovuto imporre. Si sarebbero cioè dovuti rispettare gli impegni che il Presidente aveva preso davanti al Consiglio regionale e all'intera Sardegna. Così invece non è stato.

Lasciamo perdere, perché è inappropriata, l'espressione falso in bilancio. Tutti sappiamo che non può essere utilizzata nei confronti dei bilanci della pubblica amministrazione, perché è un qualcosa che si riferisce soltanto alle società di capitale. Quindi non si tratta di un falso in bilancio tecnicamente e giuridicamente, però quello che oggi il ministro Lanzillotta fa finta di non vedere, presidente Soru, rappresenta comunque un qualcosa di anomalo, di preoccupante, di certamente non positivo e getta un'ombra su tutte le azioni che nel campo della programmazione e in quello finanziario questa Giunta regionale sta portando avanti.

I colleghi che mi hanno preceduto hanno efficacemente illustrato e fatto capire quanto sia pericoloso, quanto sia discutibile, quanto sia inopportuno mettere in bilancio e voler spendere risorse che non esistono e la cui esistenza è messa in pericolo e in discussione non solo dal fatto che sono attinte dal futuro, ma dal fatto che potrebbero intercorrere, da qui al futuro a cui si fa riferimento, eventi che potrebbero far crollare delle certezze. Cioè queste risorse sono effettivamente un qualcosa di ipotetico a meno che, ma io non ci credo, il Presidente della Regione non possieda una macchina del tempo che gli consenta di recarsi fisicamente nel futuro e di prelevare effettivamente quelle risorse che vuole impegnare e utilizzare oggi. Quindi, se non è un falso in bilancio, l'operazione nella quale, lei, Presidente, persevera è sicuramente inopportuna e sbagliata e sarà pagata da qualcuno. Non oggi, forse non domani, né fra due anni, ma qualcuno la pagherà e quel qualcuno che ne pagherà le conseguenze io non credo che le sarà molto grato di quello che lei oggi sta facendo.

Giustamente, il collega Diana, ma anche l'assessore Dadea, per carità, hanno evidenziato il senso di responsabilità di Alleanza Nazionale nel voler rinunciare ai termini per la presentazione della relazione di minoranza, ma io le chiedo, Presidente: il suo senso di responsabilità non doveva forse indurla a operare in modo diverso? Io credo di sì. Credo che lei dovesse operare in modo diverso e non ricorrere a questa estremizzazione dell'esercizio provvisorio. Ma quello che soprattutto ci preoccupa, in questo momento, presidente Soru, è ciò che lei ha inserito e ancora inserirà in una manovra finanziaria circondata da misteri sia sulla tempistica di trasmissione sia sul suo contenuto. Alcuni di questi misteri permangono ancora oggi e ci fanno veramente intravedere un qualcosa di preoccupante in termini di conti e di contabilizzazioni poco credibili e di mancata spesa delle risorse disponibili. Giustamente, i colleghi hanno fatto riferimento a somme enormi che non sono state utilizzate, e che non si riferiscono solo ai residui. Tra l'altro lei aveva tutto il tempo, Presidente, per trovare uno strumento tecnico e legislativo che consentisse di risolvere il problema dei residui, che prima o poi deve essere affrontato e dietro al quale non ci si può nascondere per cercare di far dimenticare o di rendere meno evidente la propria incapacità di programmare e spendere le risorse disponibili per la Sardegna, che non sono solo quelle messe in capo alla Presidenza della Regione, ma sono soprattutto quelle che dovrebbero servire per dare ossigeno, slancio e salvezza a settori produttivi della nostra terra che sono in agonia, che versano veramente in condizioni di difficoltà quasi irreversibili: dall'agricoltura, al turismo. Dell'industria non ne parliamo, ormai siamo al capezzale di un moribondo. Ci sono settori che dovrebbero trovare in queste risorse delle risposte e un'ancora di salvezza che non troveranno, perché non siete capaci di spendere i quattrini che avete a disposizione, e non siete stati nemmeno capaci di programmare la spesa delle giacenze.

Io credo che qualcosa di peggio veramente, ha ragione Federico Palomba, non si sia mai visto ed è difficile che lo si possa vedere in futuro, per quanto certamente le speranze siano ridotte al lumicino fino a quando amministrerete voi questa Regione. La vostra è una gestione veramente fallimentare ed è preoccupante pensare a quel che farete con questa legge finanziaria, a iniziare da tutte le norme intruse che avete inserito e per le quali non resta che sperare in un'analisi approfondita ed equidistante del Presidente del Consiglio regionale. Si intravedono, comunque, le nuove tasse per favorire la dipartita di molte aziende, da quelle turistiche a quelle agricole, alle piccole, ma numerosissime aziende zootecniche che stanno ancora aspettando l'adeguamento del prezzo del latte che, tanto per intenderci, presidente Soru, lei aveva promesso due anni e mezzo fa, e che ancora non si vede, e che sono afflitte da problemi che sembrano veramente irrisolvibili, e lo saranno fino a quando non ci sarà la volontà politica di risolverli e la buona volontà di affrontarli.

Le nuove tasse: credo che i sardi stiano valutando davvero bene che cosa significa avere il privilegio di essere inseriti tra i soggetti che dovranno pagare anche all'interno della propria regione, per concludere con questa veloce e sommaria carrellata sulla nuova stagione di macelleria sociale che vi apprestate ad attuare nei confronti dei dipendenti della Regione, a vantaggio non si sa bene di chi, ma lo si intuisce facilmente.

Insomma, i misteri continuano e le perplessità e le preoccupazioni, Presidente, sono davvero tante. Credo che questa ennesima e ingiustificabile forzatura che lei ha voluto attuare sia un altro segnale preoccupante della sua amministrazione che disattende le promesse che lei stesso aveva fatto, Presidente. Lei continua a disattendere impegni che aveva preso pubblicamente e questo è veramente un fatto preoccupante, perché non gli fa riscontro, peraltro, nessuno scatto di reni risolutivo di altri problemi. Non vediamo nemmeno, e temo che non li vedremo neanche nella legge finanziaria, alcuni indirizzi che sono ormai necessari e improcrastinabili sui settori da salvare e da sostenere in Sardegna.

Abbiamo parlato di agricoltura e Alleanza Nazionale lo ha fatto anche attraverso una mozione urgente che ha presentato nei giorni scorsi, nella quale viene evidenziato non solo che non sono state spese cifre enormi a disposizione della Regione per salvare le nostre aziende agricole, ma anche che non si intravede nella politica di questa Giunta regionale l'indirizzo che essa intende dare all'agricoltura, la quale sta male, Presidente, e non si capisce neanche di che morte debba morire! Solo l'inedia sembra essere la causa generica della morte di un settore primario per la nostra terra, e lei continua ad accumulare ritardi immensi e ingiustificabili nella presentazione della legge finanziaria, a disattendere gli impegni che aveva preso e a fare ricorso in modo estremo all'esercizio provvisorio. Ma, chiedeva il collega Diana, come intende utilizzare questo strumento? Per costringere il Consiglio regionale ad approvare comunque la legge finanziaria, così come è avvenuto negli ultimi tempi, non usiamo la parola minaccia, diciamo davanti alla "prospettiva di…"? Alleanza Nazionale non è assolutamente spaventata da questa prospettiva, credo che l'intera opposizione non sia spaventata da quella prospettiva e spero che larghe parti della maggioranza, se questo fosse il suo intendimento, non siano questa volta disposte a farsi condizionare così pesantemente da questa prospettiva.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Alberto Randazzo. Ne ha facoltà.

RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Signor Presidente, anch'io sarò breve nel mio intervento, dato che provo un certo disagio. Pur consapevole della richiesta avanzata dall'Assessore e condividendone addirittura i tempi, onestamente, come opposizione, ci troviamo un po' spiazzati perché, come tutti sappiamo, la finanziaria doveva essere presentata entro il 30 settembre.

Io sono tra i consiglieri con maggiore anzianità, ero presente anche nella scorsa legislatura, che non è stata il massimo, come ha sottolineato il collega Vargiu, e devo ammettere che in quel quinquennio non si arrivò mai a questi livelli, nonostante ci fosse solo un voto di differenza tra noi della maggioranza e l'opposizione. Mi stupisce che il Presidente, in Commissione, abbia dichiarato che un minuto dopo l'approvazione della finanziaria nazionale nel parlamento sardo sarebbe arrivata la finanziaria regionale. A dicembre abbiamo autorizzato l'esercizio provvisorio per due mesi e, per senso di responsabilità, anche questa volta ci asterremmo nella votazione della proroga dell'esercizio provvisorio, pur mantenendo una posizione critica e nella consapevolezza che questi ulteriori due mesi sono necessari, in base a ciò che è scritto anche nella relazione presentata dalla maggioranza, perché si tratta di tempi tecnici previsti da norme che ci accingiamo a modificare proprio in questo periodo, dando loro priorità rispetto a quelle che sono le esigenze vere della popolazione.

Ciò che mi stupisce, visto che mancano cinquantotto giorni al 30 aprile e ne sono previsti trentasette per l'esame e l'approvazione della manovra finanziaria, è l'insistenza della maggioranza. La statutaria sta per essere esitata, finalmente, per cui non capisco se ci sia qualcosa dietro, visto che la discussione di questa legge in Consiglio ha richiesto tempi biblici, non dipendenti dalla minoranza, che ha fatto un'opposizione seria e costruttiva, bensì dalla maggioranza che ha più volte bloccato una discussione da lei stessa voluta. Giustamente voluta, signor Presidente, perché è lei che governa e stabilisce, insieme alla sua maggioranza, quali sono le priorità. Però ci stiamo avvicinando troppo a quel periodo che, come hanno detto altri colleghi dell'opposizione, può portare allo scioglimento del Consiglio. Le comunico che il nostro Gruppo, qualora ci fossero ulteriori ritardi, non avrà problemi a esitare la manovra finanziaria entro il 30 aprile. Se c'è qualcosa sotto, discuteremo sino all'ultimo giorno utile e chiederemo il rispetto dei tempi previsti dal Regolamento, perché non deve diventare la norma che i provvedimenti siano presentati in ritardo per abbreviare i tempi di discussione, in quanto la discussione in democrazia è la cosa più bella. Noi siamo parlamentaristi, come il collega Atzeri, che è intervenuto prima, e non priviamo i nostri aderenti - parlo per il partito che rappresento - della facoltà di discutere liberamente qualsiasi testo arrivi in quest'Aula. Abbiamo presentato un solo emendamento, per abrogare il comma 7 dell'articolo 2 della legge numero 21, che autorizza l'esercizio provvisorio per i primi due mesi del 2007, richiamandoci anche a quello che ha dichiarato un Ministro della Repubblica da voi sostenuto, il ministro Lanzillotta, che ha chiesto, ma poteva ricorrere anche a una verifica di costituzionalità, di sapere come mai nel bilancio del triennio 2007-2009 siano state impegnate risorse di competenza di annualità successive, fino al 2013. La domanda specifica è stata: "Come si fa a impegnare una somma che ancora non è certa?"

Non mi sembra che stiamo andando contro i principi della maggioranza o contro ciò che ha scritto la Giunta. Stiamo mantenendo la nostra posizione che tende a sopprimere un comma di una legge, o per lo meno cerca di ottenere questo risultato, visto che i numeri della maggioranza sono schiaccianti, come hanno ricordato molti colleghi: più di 50 consiglieri di maggioranza contro i 30 della opposizione.

Ci troviamo veramente in difficoltà in questo momento, perché ci saremmo aspettati di dover discutere la legge finanziaria, per risolvere i problemi reali della gente. Il collega Artizzu ha citato la mozione sull'agricoltura, perché stiamo portando la gente alla disperazione e sentiamo la pressione dei territori per sapere quali risposte reali siano contenute nella legge finanziaria o se il problema più grande della Sardegna siano i due euro che uno deve pagare se affitta la casa a un amico e cose di questo genere! La gente vuole risposte concrete e sabato ci sarà una manifestazione a Macomer per capire che cosa si intende fare della Legler e così via, perché noi sappiamo solo ciò che dice il Presidente della Regione, di concerto con il ministro Bersani, ma non abbiamo nessuna certezza sul bilancio della Regione Sardegna.

Noi chiediamo esattamente che questa maggioranza bulgara non ci obblighi più a tempi di discussione così lunghi, soprattutto sulla legge finanziaria. Per economizzare i tempi accorcio il mio discorso, perché è giusto che approviamo subito la proroga dell'esercizio provvisorio, ma chiedo che vi siano certezze sui tempi e che non facciate ostruzionismo procrastinando la presentazione della legge finanziaria al solo scopo di abbreviare i tempi d'esame della stessa, privando così il Consiglio della possibilità di fare una discussione serena sulla manovra finanziaria, sia in Commissione sia in Aula. Lo chiediamo ufficialmente, perché le preoccupazioni nascono in quanto ogni volta che si affrontano delle discussioni, ma non per recepire importanti istanze della opposizione, sembra che sia più importante stabilire l'incompatibilità tra la carica di sindaco di un comune al di sopra di 15 mila abitanti e quella di consigliere regionale piuttosto che dare risposte concrete alle richieste della gente.

Noi condividiamo l'idea che la legge finanziaria sia l'asse portante, il volano per l'economia della nostra regione, quindi non prolungheremo neanche di un minuto la discussione sulle riforme che state portando oggi in quest'Aula, però chiediamo che sulla manovra finanziaria vi sia la possibilità di avviare una discussione serena, pacifica e leale, che potrà durare trenta o trentasette giorni, quanto servirà. Chiediamo che non sia attuato il solito gioco delle parti, perché vogliamo verificare, voce per voce, quali correzioni sono state apportate alla legge finanziaria. Questa legge fantasma, come l'ha definita il collega Atzeri, finalmente l'abbiamo in mano e vogliamo sapere, nel più breve tempo possibile, e come noi penso che lo voglia sapere anche la maggioranza, quali sono le norme intruse e che cosa si è previsto per smuovere - o bloccare - l'economia di questa regione. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Stiamo discutendo il disegno di legge che autorizza il terzo e quarto mese di esercizio provvisorio. Non ho fatto, francamente, non ne ho la possibilità, un'indagine tra tutte le Regioni del resto del Paese per sapere a che punto sono le rispettive manovre finanziarie. Da quel che ho potuto rapidamente acquisire, credo che la Regione Sardegna sia l'ultima Regione d'Italia a portare il bilancio in Consiglio regionale. Se poi non fosse l'ultima, sarebbe comunque in pessima compagnia, e la cosa non ci consolerebbe assolutamente. E' in ogni caso il fanalino di coda nell'approvazione del documento finanziario cardine della politica regionale. Questo è dunque uno dei pochi Consigli regionali che dovranno trascorrere i mesi di marzo e aprile nell'esame della manovra finanziaria, mentre è in corso, cioè, l'esercizio provvisorio e mentre il Consiglio regionale, più correttamente, potrebbe e dovrebbe essere impegnato nell'esaminare leggi, programmi, questioni di propria competenza nel corso dell'esercizio finanziario. Il Consiglio regionale, quindi, è costretto ad approvare frettolosamente la leggina di autorizzazione dell'esercizio provvisorio, che è stata portata anch'essa all'ultimo minuto. Siamo proprio la Regione dell'ultimo minuto, stiamo diventando sempre di più il fanalino di coda.

Questo fatto, a tre anni dalle elezioni, già di per sé determina un giudizio sull'azione di governo e sull'azione della maggioranza, naturalmente. Che cosa si è dovuto interrompere? Si è dovuto interrompere l'esame della legge statutaria, che è ritenuta una legge di fondamentale importanza, il cui iter di approvazione non si è ancora concluso e certamente non per effetto di un'azione ostruzionistica delle opposizioni. Stiamo arrivando lentamente, stancamente all'approvazione della legge statutaria, con un'azione di rallentamento, con l'incapacità di affrontare efficacemente i problemi da parte della maggioranza di governo, preoccupata più di costruire o difendere, in ogni angolo della legge, trappole per i possibili concorrenti alle prossime elezioni regionali, piuttosto che di dare alla legge stessa la dignità e lo spessore che dovrebbe avere. D'altra parte il disegno di legge finanziaria non è stato ancora neanche assegnato alla Commissione di merito.

Che cosa sta esaminando il Presidente del Consiglio? Un disegno di legge finanziaria che contiene di tutto e di più, composto da numerosi articoli a loro volta costituiti da numerosi commi e contenenti disposizioni normative che certamente non riguardano la materia finanziaria, ma spaziano un po' su tutto l'arco delle materie che attengono alla potestà legislativa della Regione. Sono previste norme di settore, modifiche a norme di settore vigenti, ma soprattutto questo disegno di legge finanziaria tende a blindare, attraverso una disposizione di interpretazione autentica del comma 2 della legge di autorizzazione all'esercizio provvisorio per i primi due mesi del 2007, ossia la legge numero 21 del 2006, un'operazione finanziaria volta soltanto a coprire il disavanzo con acrobazie contabili. E anche questo ha certamente contribuito a ritardare i tempi di approvazione da parte della Giunta del disegno di legge finanziaria per carpire al Governo nazionale un avallo, una giustificazione, una copertura, che consiste nella mancata impugnazione del provvedimento davanti alla Corte costituzionale per illegittimità costituzionale. E' una copertura che viene data a un Governo incapace di gestire la materia finanziaria coerentemente con quanto prescrivono le leggi e che è costretto, proprio per questo motivo, a inserire nella legge finanziaria una sorta di sanatoria. Mi riferisco al comma 2 dell'articolo 1 del disegno di legge finanziaria presentatoci dalla Giunta regionale, in cui si definisce straordinaria l'operazione finanziaria finalizzata alla copertura di una quota parte del disavanzo pari a 1 miliardo e 500 milioni di euro. Con l'articolo 2 si tenta di modificare le norme della contabilità regionale prevedendo questa possibilità, francamente - ma ne discuteremo a suo tempo - con scarsa capacità di convincere chi possieda nozioni elementari di contabilità di Stato e di contabilità pubblica. Ma evidentemente tutto questo è stato concordato con il Governo centrale. Anche in questo caso, cioè, vi è stato un pellegrinaggio a Roma per strappare una copertura alle acrobazie contabili fatte dalla maggioranza regionale e avallate da un Governo che a sua volta fa acrobazie. D'altra parte il Governo nazionale fa acrobazie innanzitutto per continuare a esistere nonostante non abbia più una maggioranza nel Paese e neanche nel Parlamento: fa acrobazie in Parlamento, fa acrobazie nel paese, fa acrobazie anche per nascondere, per quanto è possibile, certe operazioni senza sollevare polveroni, malgrado gli stessi Ministri, gli stessi suoi esperti, gli stessi uffici della Ragioneria centrale abbiano espresso fondati pareri contrari a questa operazione. Cioè un Governo nazionale che non ha consenso tende a coprire, con queste acrobazie, un Governo regionale che sta sempre di più mostrando di non avere la maggioranza nella propria regione.

E cosa ha portato d'altronde a questo ulteriore ritardo? L'incapacità di tenere un assetto di Giunta coerente e sereno. Alla fine dell'estate, se non ricordo male, si è dimesso - ci dispiace doverlo ancora sottolineare, ma è così - l'Assessore della programmazione, considerato da voi innanzitutto un luminare, che sappiamo essere stato l'estensore del vostro programma di governo, almeno per quanto riguarda alcune parti fondamentali. In ogni caso, se l'Assessore della programmazione non si era rivelato, a vostro giudizio, un luminare, doveva essere sostituito rapidamente, ma questo non è accaduto e non sappiamo bene per quale motivo: per il fatto che non avete trovato un sostituto o perché non è opportuno che ci sia, in questo momento, un sostituto dell'Assessore della programmazione? Magari per concentrare di fatto, se non grazie alle leggi, la competenza in materia di programmazione e bilancio nella Presidenza della Regione. In tal modo il Presidente si costringe a un lavoro assolutamente insostenibile per qualunque persona non dotata di particolarissime capacità. Ma francamente noi non abbiamo rilevato, in questi tre anni di legislatura, una grande capacità da parte del Presidente della Regione di sostenere il carico della conduzione dell'indirizzo politico e di occuparsi del bilancio. Non c'è riuscito, signor Presidente, nei termini prescritti dalla legge, il che ci costringe a essere la Regione fanalino di coda nel sistema nazionale. D'altra parte, questo fatto non ha consentito, in questi mesi, di migliorare la produttività della maggioranza in Consiglio regionale, che non è stata capace di approvare il Piano sanitario in tempi ragionevoli e non è capace di esaminare e approvare la legge statutaria, il cardine del suo programma riformatore, in tempi altrettanto ragionevoli.

Colleghi del centrosinistra, state allungando il brodo di giorno in giorno, non riuscite a stare in aula, non garantite il numero legale, non sostenete la Giunta e la vostra stessa maggioranza in quello che dovrebbe essere il cuore del risultato politico da sbandierare nelle prossime settimane in tutta la Sardegna. Abbiamo visto, nel corso della discussione sulla statutaria, che non esiste una maggioranza riformatrice. Questo è il succo, la sintesi della discussione sulla legge statutaria! E non esiste neanche una maggioranza che sappia governare realmente i problemi complessi di questa regione. State annaspando, seguendo questioni che anticipate con soluzioni mirabolanti.

E' di ieri l'esito, credo interlocutorio, della vicenda relativa a una delle più importanti industrie tessili presenti in Sardegna e che ha un carico particolarissimo. Lo abbiamo appreso dalla stampa, perché non abbiamo la fortuna, Presidente, di ricevere comunicazioni in Aula da parte sua su come sta procedendo la vicenda Legler. Saremmo lieti di poterle avere, di poterle valutare, essendo tutti partecipi di questo dramma; un dramma su cui noi non abbiamo volutamente acceso neanche un briciolo di polemica, per rispetto della complessità della vicenda e della situazione personale e familiare in cui si trovano centinaia di lavoratori della Sardegna centrale. Vorremmo per lo meno avere qualche notizia in più di quelle che forniscono i resoconti della stampa, che sono necessariamente sommari ed estremamente sintetici. Da quanto risulta, voi quel problema lo avete avviato a soluzione, ma finora non avete raggiunto il risultato. Non intravediamo lucidità nell'affrontare problemi così gravi e non vediamo, da parte vostra, neanche la volontà politicamente forte di coinvolgere tutte le forze politiche su problemi di questo genere. A suo tempo, quando scoppiarono crisi come quella del settore agricolo o di alcuni comparti dell'industria, tutto il Consiglio regionale fu coinvolto dalla maggioranza e dal Governo nella valutazione delle scelte strategiche che si dovevano fare. Parlo, per esempio, della chimica. Oggi, ci troviamo di fronte a una crisi analoga, altrettanto grave, che è quella del settore tessile, il Consiglio è all'oscuro di tutto, se non per alcuni resoconti della stampa, e i consiglieri di maggioranza non fanno nulla. Forse partecipano a qualche assemblea - fanno benissimo, giustamente vi partecipano -, ma in questo Consiglio regionale non si sente una minima, flebile eco di che cosa voi pensiate di questi problemi, non c'è l'invito a che tutto il sistema politico sardo affronti queste problematiche. Così è per l'industria, così è per l'agricoltura, così è per tutti gli altri settori.

Stiamo procedendo stancamente verso un avvitamento di questa legislatura attorno a un problema centrale, che è quello dell'interpretazione del sistema presidenziale. C'è stata un'eco vastissima proprio nella discussione sulla statutaria, che è accesa, rinfocolata e tenuta viva non solo e non tanto dall'opposizione, quanto da una parte importantissima della maggioranza. E' tenuta viva solo con dichiarazioni seguite da velocissime marce indietro, per non intaccare l'assetto di potere a cui anche voi dell'estrema sinistra siete attaccatissimi. Anche voi siete attaccatissimi a quel potere per mantenere, appunto, quell'immagine di partiti bravi a fare critica, ma che non si scollano dalle sedie a cui sono stati inchiodati e che offrono, quindi, complessivamente a quest'Aula la desolazione di un dibattito stanco, come quello odierno.

E' deludente anche per noi dell'opposizione dover autorizzare quattro mesi di esercizio provvisorio, così come hanno fatto altre Giunte, che voi avete criticato, che avete sbeffeggiato, unitamente a maggioranze che non vivevano certo solo la drammaticità dei numeri in un'Aula come quella che oggi viene governata con il sistema presidenziale, ma che seguivamo percorsi molto più difficili e complessi per il fatto che si era alla fine della prima Repubblica in questo Consiglio regionale, in un clima di decadenza dei valori politici, che voi volevate rovesciare, volevate cambiare con un programma rivoluzionario e che, invece, state perpetuando nel peggiore dei modi, perché con la stessa forza, o meglio, con una forza più grande riuscite a ottenere lo stesso risultato: quattro mesi di ritardo che, come è stato detto, hanno non soltanto un effetto politico, ma anche un effetto concretissimo sul piano amministrativo.

E' stato segnalato anche oggi sulla stampa, da una parte dei sindacati, che l'esercizio provvisorio ha un effetto immediato, quello di contribuire fortemente alla lentezza della spesa. Un esercizio che duri non dodici, ma otto mesi evidentemente si condanna a non spendere le somme stanziate, si condanna a creare una mole di residui passivi, che, nel 2006, ammontano, al netto dei pagamenti effettuati, o almeno di quelli di cui abbiamo conoscenza sino alla data del 16 ottobre, a 6 miliardi e 169 milioni di euro. E' una cifra altissima, più alta persino di quella registrata nel 2003, perché, per quanto mi risulta, allora vi era una previsione di spesa inferiore e di conseguenza anche l'ammontare dei residui passivi che si è generato è stato inferiore a quello attuale. State, dite voi, risanando il bilancio e lo state facendo con dei trucchi, dei giochi di prestigio. Che siano avallati o meno dal vostro Governo non conta assolutamente nulla, rimangono comunque dei trucchi per chi ha buon senso, quanto meno per chi ha a cuore la legalità, e voi siete i rappresentanti, i partiti della legalità. State, dite voi, risanando. Non è vero, ma se anche steste risanando e, quantomeno, faceste un'operazione importante come quella di accelerare la spesa, avendo in mano le leve del potere, avendo in mano strumenti di governo che possono dare alla pubblica amministrazione, finalmente, la giusta spinta appunto verso l'accelerazione della spesa, dopo tre anni avete ottenuto il risultato di incrementare il livello dei residui passivi! E dopo tre anni vi presentate per avviare un esercizio finanziario di otto mesi, come hanno fatto i peggiori Governi del passato!

Questa è la novità che si sta portando in questa Regione, e la sta portando la maggioranza, non il Governo, perché è la maggioranza di centrosinistra che ne è responsabile, sono i partiti della maggioranza di centrosinistra che avrebbero dovuto dimostrare e dovrebbero ancora dimostrare di voler portare avanti un'azione di governo veramente diversa. Invece non c'è diversità, non c'è novità, non c'è cambio di marcia. Occorre veramente, per il futuro, qualcosa di nuovo e speriamo di poterlo costruire.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Gli interventi sono stati numerosi, gli argomenti trattati sono stati numerosissimi, anzi direi che raramente si è rimasti sul tema. Mi piacerebbe poter rispondere a tutti, pur nell'esiguità del tempo a disposizione. Non mancheranno le occasioni per parlarne successivamente, quindi provo a rispondere strettamente sul tema dell'esercizio provvisorio.

Innanzitutto ringrazio la minoranza per aver aderito alla richiesta di discutere immediatamente il disegno di legge sull'esercizio provvisorio e per non aver utilizzato la possibilità di richiedere i cinque giorni previsti per la presentazione della relazione.

Sull'esercizio provvisorio ho già detto diverse volte, ed è stato ricordato anche oggi, che quest'anno - credo opportunamente - non è stato rispettato il termine del 30 settembre per la presentazione della legge in Consiglio regionale, ma si è aspettato di sapere su quali presupposti si sarebbe potuta costruire la manovra finanziaria per il 2007. Avendo l'occasione straordinaria di ridiscutere con lo Stato l'articolo 8 dello Statuto, la compartecipazione alle entrate e quindi la quantità di risorse disponibili per la preparazione della manovra, ho ritenuto - me ne prendo tutte le responsabilità - opportuno… Vedo che l'argomento non interessa, e allora posso anche aderire alla richiesta di alcuni consiglieri di far presto.

PRESIDENTE. Prego, Presidente.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Ho aspettato di sapere quale sarebbe stato il livello delle entrate della Regione per preparare in maniera conseguente una proposta di bilancio.

Avevo detto che l'avremmo presentata immediatamente dopo l'approvazione del provvedimento previsto nella finanziaria dello Stato. In effetti sono passati più giorni del previsto. Non ho presentato immediatamente la finanziaria regionale, che, anche dietro vostra sollecitazione è stata approvata in Giunta, mi pare, l'8 febbraio, quindi con alcune settimane di ritardo rispetto a quanto promesso e rispetto anche al rientro dalle vacanze, avvenuto non il 1° o 2 gennaio, ma intorno all'8 gennaio. Ho comunque presentato la finanziaria con alcune settimane di ritardo e ho chiesto scusa per questo.

Ho anche detto che abbiamo vissuto un momento straordinario quest'anno: abbiamo modificato la legge di contabilità, abbiamo cambiato i sistemi informatici della Regione e questo cambiamento ha comportato delle complicazioni innanzitutto per l'amministrazione regionale, ma sicuramente anche per il personale e i dirigenti della Regione, che hanno dovuto apprendere i presupposti della nuova legge di contabilità, riorganizzare tutti i ragionamenti sulla base delle strategie e degli obiettivi e predisporre il bilancio secondo le nuove modalità. Altrettanto è stato fatto, in quelle settimane, per inserire i dati nel nuovo sistema contabile, per rielaborarli e per predisporre, appunto con compiutezza di dati, la proposta di legge finanziaria.

Il disegno di legge finanziaria è stato approvato in Giunta l'8 febbraio; avrei dovuto trasmetterlo al Consiglio dopo alcuni giorni, che comunque sono necessari per risistemare i dati e per stampare le richieste centoventi copie del documento. Ciò ha richiesto qualche giorno in più, perché la legge finanziaria di quest'anno contiene una quantità importante di dati, che riguardano il Documento strategico regionale (DSR), il Piano regionale di sviluppo (PRS) e il bilancio, che è stato predisposto per la prima volta secondo due diverse modalità: quella tradizionale e quella nuova delle strategie, degli obiettivi, delle UPB e dei capitoli.

Inoltre, poiché si è svolta all'interno della Giunta una discussione politica approfondita che ha comportato diversi cambiamenti rispetto all'idea originaria, ho avuto bisogno di diversi giorni per confrontarmi con gli uffici al fine di portare tecnicamente a termine quei cambiamenti. Il disegno di legge finanziaria è qui, senza misteri, da quando l'ho annunciato in Aula, nelle due copie vidimate pagina per pagina. Credo che sia ormai a disposizione del Consiglio, quindi sarà discusso nei prossimi giorni, e ritengo che siamo tutti desiderosi di affrontarne la discussione.

Circa la legge statutaria, che spero sarà approvata nei prossimi giorni, devo dire che negli ultimi giorni il dibattito si è ulteriormente complicato e ha subito dei rallentamenti, anche perché ha riguardato aspetti fondamentali della Regione e quindi anche di questa maggioranza, sui quali si sono maggiormente manifestate differenze di opinioni, per altro ampiamente conosciute, perché si fondano su discussioni storiche, come quelle portate avanti, per esempio, dal Partito della Rifondazione Comunista, o su posizioni comunque ampiamente espresse dai partiti meno rappresentati in quest'Aula, che su questi temi avevano e mantengono un'opinione diversa. Nondimeno, io ritengo che questi partiti voteranno a favore di questa legge statutaria e quindi questa maggioranza porterà a compimento un passo fondamentale dell'azione riformatrice di questo Governo regionale.

Per quanto riguarda la legge finanziaria, ancora una volta, ma avremo mondo di riparlarne, trovo veramente disarmante che pensiate che basti fare un pellegrinaggio a Roma, come qualcuno ha detto, per ottenere dal Governo, in piena autonomia, da un ministro o da chissà chi, l'autorizzazione a compiere atti anticostituzionali gravissimi o che siano solo minimamente fuori dal dettato legislativo. Credo anche che rappresenti una caricatura del funzionamento delle istituzioni immaginare che qualcuno possa presentarsi al Consiglio dei Ministri con una sua opinione, senza nessun procedimento preliminare, senza essersi precedentemente confrontato con i funzionari e i dirigenti e senza aver prima depositato i relativi documenti presso gli uffici dell'amministrazione dello Stato. Peraltro non mi pare che questo Governo nazionale, della stessa parte politica di quello regionale, abbia fatto sconti a questa amministrazione regionale quando ha ritenuto che alcune leggi regionali fossero da impugnare perché comportavano un'evidente lesione di un principio costituzionale, come quello per cui siamo tutti uguali e non si possono fare distinzioni per razza (vedi la tassa sulle seconde case), o quando ha avuto dei dubbi di legittimità sull'utilizzo della parola "sovranità" per quanto riguarda la Consulta per lo Statuto. L'attuale Governo nazionale ha sempre fatto quel che riteneva fosse il suo dovere e l'ha fatto senza guardare alle vicinanze politiche. Perché qualcuno ha il dubbio che in questo caso non si sia comportato allo stesso modo? Peraltro quando io sono andato a Roma, non da solo, ma insieme al responsabile dell'Assessorato del bilancio e al responsabile dell'Ufficio legale della Regione, per discutere questo tema non ho incontrato i Ministri, ma ho incontrato i tecnici, ho incontrato i massimi dirigenti della Ragioneria e del Ministero dell'economia, e tutti insieme abbiamo discusso di fatti tecnici relativi alla manovra di bilancio della nostra Regione, abbiamo discusso dei presupposti non solo e non tanto politici, ma soprattutto tecnici e contabili. E debbo dire che è agli atti di quegli incontri, a cui poi si è aggiunto anche il Ministro per i rapporti con le Regioni, il ministro Lanzillotta, il totale apprezzamento per quello che questo Governo regionale sta facendo; totale apprezzamento, non solo politico, ma anche tecnico, per la politica di rigore e di risanamento che questa Regione sta portando avanti. E allora, è assolutamente incomprensibile l'accusa, ripetuta anche in questi giorni, di aver fatto qualcosa in contrasto con i pareri dei massimi dirigenti dello Stato. E' stato fatto esattamente ciò che è stato concordato con i massimi dirigenti della Ragioneria generale e del Ministero dell'economia.

"Non si vede un cambiamento", è stato detto. Se uno vuole vedere un cambiamento lo vede. Io riassumerei così: l'ultimo bilancio che è stato votato nella precedente legislatura presentava un deficit pari a circa 1 miliardo e 300 milioni di euro, per cui per poter finanziare quel bilancio la Regione doveva indebitarsi per lo stesso importo. Il bilancio che sottoponiamo alla vostra attenzione quest'anno presenta l'equilibrio finanziario e non la necessità di aumentare l'indebitamento della Regione. Qualcuno può non vederci nulla in questo, qualcun altro può vederci un fatto straordinario, perché per la prima volta in forse quindici anni non c'è la necessità di aumentare l'indebitamento della nostra Regione. E non con trucchi di ingegneria finanziaria, come qualcuno ha detto, ma semplicemente utilizzando il normale buon senso di un qualsiasi negoziante di frutta e verdura o del buon padre di famiglia che spende solamente i soldi che ha. Per la prima volta, la Regione impone una politica di rigore, per cui per l'anno in corso, il 2007, spendiamo i soldi che abbiamo e non autorizziamo nuovi mutui. Questo è un cambiamento non solo rispetto al 2003, ma anche rispetto almeno agli ultimi quindici anni di storia di questa Regione.

Circa la vostra proposta di emendare un comma della precedente legge di autorizzazione all'esercizio provvisorio, la legge numero 21 del 2006, devo dire che contesto fortemente questa proposta, innanzitutto perché ciò che stiamo facendo è pienamente legittimo e anche perché è giusto e fa parte di una politica di rigore e di risanamento a cui tutti ci stiamo richiamando. Vorrei, però, cercare di dare una visione un po' più pratica, richiamando un aspetto della contabilità finanziaria a cui non tutti possono essere adusi: non c'è nessun pericolo per questa Regione, non si sta creando un disavanzo. Il disavanzo è stato già creato; è stato creato fino al 2003 ed è stato ulteriormente incrementato nel 2004, fino a raggiungere la cifra di circa 3 miliardi di euro. Noi stiamo semplicemente dicendo: questo disavanzo, i debiti che abbiamo accumulato come li paghiamo? Indebitandoci per altri 3 miliardi e quindi accendendo a un ulteriore mutuo e costringendo chi ci sarà dopo di noi a pagare altre rate di ammortamento di 370 milioni di euro all'anno? Oppure ci impegniamo a non richiedere un mutuo di 3 miliardi, ma magari solo di 1 miliardo e mezzo e l'altra metà del disavanzo la copriamo limitando la spesa nel futuro? Questa è la realtà dei fatti. Non stiamo parlando di un'amministrazione regionale e di una Giunta che creano disavanzi. Sono altre le Giunte che hanno creato questo disavanzo. Stiamo parlando di una Giunta che vuole limitare l'indebitamento della Regione e di una maggioranza che pur avendo la possibilità di spalancare la spesa invece la limita, per non portare la Regione a un dissesto finanziario definitivo e anzi per cercare di raggiungere l'equilibrio finanziario. Questo è quello che si sta facendo.

Ancora una volta è stato detto: "Si cerca di nascondere il buco!" Non stiamo nascondendo nessun buco! Il buco del bilancio è del tutto evidente, solo che è stato creato da qualcun altro nel passato. Ci stiamo semplicemente e responsabilmente chiedendo, tutti quanti, come coprire questo buco: con nuovi debiti o limitando le spese del futuro.

Un altro slogan veramente inadatto in questo caso è quello secondo cui staremmo sottraendo risorse al futuro. Stiamo sottraendo risorse al futuro perché stiamo limitando la capacità di spesa nel futuro. E che cosa è, invece, indebitare la Regione? Indebitare la Regione…

LA SPISA (F.I.). E' la stessa cosa!

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Indebitare la Regione, mi scusi, non è la stessa cosa!

LA SPISA (F.I.). E' la stessa cosa!

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Forse per lei, non per me!

LA SPISA (F.I.). Anche per altri!

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Forse per lei, non per me! Io però non interrompo mai!

LA SPISA (F.I.). Qualche volta ci farebbe piacere che ci interrompesse con qualcosa di intelligente!

PRESIDENTE. Onorevole La Spisa…

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Anche da lei mi farebbe piacere qualche volta essere interrotto con qualcosa di intelligente, ma raramente le capita!

LA SPISA (F.I.). E' reciproca la stima, non si preoccupi!

PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, andiamo avanti. La rimando alle cose che ha detto ieri l'onorevole Bondi.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Mi scusi?

PRESIDENTE. Era rivolto all'onorevole La Spisa, a cui invierò l'articolo in questione.

Prego, Presidente.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Che cosa è, se non una sottrazione di risorse al futuro, la contrazione di mutui per miliardi di euro, sapendo che, poi, qualcuno li dovrà pagare? E li dovrà pagare con gli interessi!

Questa Regione sta pagando rate di ammortamento annuali per oltre 370 milioni di euro, costituite in parte da una quota capitale e in larghissima parte da una quota interessi. Cioè stiamo bruciando in interessi la possibilità di spesa della nostra Regione! Noi diciamo: anziché contrarre nuovi mutui e pagare nuovi interessi, limitiamo la capacità di spesa del futuro per ripagare le spese in più che sono state fatte nel passato. Non è stata, infatti, questa maggioranza a presentare in Consiglio regionale bilanci con deficit annuali di 1 miliardo e 300 milioni di euro. Sono stati altri!

LA SPISA (F.I.). Senza pagare ai sardi gli interessi del 2010!

PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, va bene l'esuberanza giovanile, ma...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Prego, Presidente.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Capisco che sia fastidioso avere la colpa storica di aver presentato un bilancio inimmaginabile, con 1 miliardo e 300 milioni di euro di deficit solo in un anno. Capisco che sia fastidioso aver approvato in Giunta e in Consiglio regionale bilanci che in un solo anno hanno portato a 1 miliardo e 300 milioni di euro di deficit, che hanno dato la possibilità di aumentare di pari importo il debito della Regione e vedere che un'altra maggioranza presenta, dopo pochi anni, una proposta di bilancio che non prevede il ricorso a ulteriore indebitamento. Com'è accaduto questo? E' accaduto innanzitutto tagliando le spese. Questa maggioranza è stata, infatti, accusata di essere una "maggioranza di tagli". Ma abbiamo avuto la responsabilità di affrontare anche queste critiche tagliando e riqualificando la spesa e aumentando le entrate. Anche una lettura semplice del bilancio, senza troppe competenze, senza impiegare troppo tempo...

LA SPISA (F.I.). Tagliando le spese?

PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, lei non è stato interrotto e non credo che tutte le cose che ha detto fossero condivise dai colleghi. Quindi adottiamo la semplice regola di ascoltarci reciprocamente. Prego, Presidente.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Una lettura semplice del bilancio permetterà di capire di quanto sono aumentate le entrate proprie della Regione. La compartecipazione della Regione al gettito fiscale dello Stato è aumentata di circa 1 miliardo e 100 milioni di euro dal 2003 al 2007, più 500 milioni di euro che saranno anticipati da un progetto del bilancio, per un totale di 1 miliardo e 600 milioni. Cito solamente una notizia di ieri, e cioè la conferma che, a consuntivo del 2006, il gettito delle imposte sul reddito delle società è più che raddoppiato grazie alla politica di sensibilizzazione posta in essere da questa amministrazione regionale circa il domicilio fiscale e il pagamento delle imposte in Sardegna. Solamente la società ENDESA, per la sollecitazione ricevuta da questa amministrazione regionale, per la prima volta ha pagato le tasse in Sardegna e questo fatto ha generato un beneficio per la nostra Regione quantificabile in 47 milioni di euro. Questa è la politica regionale, le altre sono nuvole in cielo che ogni tanto ci si pregia di contare!

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Colleghi, dobbiamo ora procedere alla votazione del passaggio all'esame degli articoli. Ha domandato di parlare il consigliere Vittorio Randazzo. Ne ha facoltà.

RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?

(Appoggia la richiesta il consigliere Artizzu.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Lai Renato ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cuccu Giuseppe - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Maninchedda - Marracini - Masia - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uggias - Uras.

Si sono astenuti i consiglieri: Amadu - Artizzu - Contu - Farigu - Gallus - Lombardo - Pileri - Pisano - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Sanjust - Sanna Matteo - Spissu - Vargiu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 58

votanti 44

astenuti 14

maggioranza 23

favorevoli 44

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 1, a cui è stato presentato un emendamento.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1 e del relativo emendamento:

Art. 1

Proroga esercizio provvisorio

1. L'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno finanziario 2007, già autorizzato con la legge regionale 28 dicembre 2006, n. 21, è prorogato, con le modalità e i criteri stabiliti dalla stessa legge, sino al 30 aprile 2007.

Emendamento aggiuntivo Diana - Ladu - La Spisa - Vargiu - Floris Mario - Randazzo Alberto.

Art. 1

Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:

"1 bis. Il comma 7 dell'articolo 2 della legge regionale n. 21 del 2006 è abrogato. (1).)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 1.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Intervengo per fare una brevissima considerazione. Presidente Soru, io l'ho ascoltata con interesse, tra l'altro anche con una certa disponibilità mentale ad accogliere le sue ragioni, che francamente non mi hanno convinto. Una valutazione, in particolare, mi permetto di farla nei suoi confronti e anche nei confronti dei colleghi, pur rispettando il suo lavoro, il suo ruolo e il suo impegno. Il suo ragionamento sulla opportunità di attingere soldi inesistenti dal futuro, giustificabile, a suo avviso, in un'ottica di abbattimento di un debito pregresso, non mi convince. Io non ho grande dimestichezza con i bilanci, però sono abituato a farli per quanto riguarda la mia situazione personale e cerco di bilanciare i soldi che ho a disposizione con quelle che sono le mie esigenze. Il suo ragionamento mi ricorda colui il quale sta pagando la casa con un mutuo - è il mio caso - e si illude di abbattere la rata non perché ha vinto al Totocalcio, ha quindi realmente introitato dei quattrini e può ricontrattare o riparametrare il mutuo con la banca, ma perché intende rivolgersi a una finanziaria o a un'altra banca per chiedere un altro prestito, che prima o poi dovrà restituire, con il quale conta appunto di estinguere totalmente o ricontrattare il mutuo che ha in corso. Ottenendo di pagare, per esempio, la metà, un terzo o due terzi della rata che pagava prima si illude di ricavarne un vantaggio immediato. Effettivamente dovrà pagare una rata inferiore per ammortizzare il primo debito, però c'è sempre il nuovo mutuo acceso per pagare quello precedente.

A me il suo ragionamento, Presidente, ricorda questa situazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, dichiaro il voto favorevole all'emendamento numero 1. Anch'io ho ascoltato il presidente Soru cercando di comprenderne le ragioni, e vorrei fare due considerazioni in sede di dichiarazione di voto.

La prima viene, come nel caso del collega Artizzu, da persona sicuramente meno esperta di bilanci rispetto al presidente Soru, che ha sollecitato la mia riflessione col suo ragionamento sul corretto modo di amministrare del buon padre di famiglia. Io vorrei chiedere al presidente Soru se sarei un buon padre di famiglia qualora pensassi di spendere oggi o di usare per qualunque altra cosa lo stipendio che la mia azienda ospedaliera verosimilmente mi dovrà passare nel 2012, quando tornerò a essere un medico dipendente di un'azienda ospedaliera. Mi incuriosirebbe conoscere la risposta del presidente Soru. Io penso che potrei spenderlo se mi rivolgessi a una banca e trasformassi questo credito potenziale in un mutuo, ma non penso di poterlo spendere, da buon padre di famiglia, in nessun'altra maniera.

La seconda considerazione, Presidente, mi fa un po' rabbrividire, perché dimostra che la mia convinzione che lei sia animato da un furore sacro nel portare avanti i suoi disegni è giusta, dato che lei vede purtroppo soltanto e sempre la stessa faccia della medaglia. Ed è una considerazione che nasce nel momento in cui lei dice che i ritardi tra l'approvazione della legge finanziaria in Giunta e la trasmissione all'Aula sono legati al fatto che - cito testualmente - "alcuni giorni sono necessari per risistemare i dati". La differenza tra me e lei è che io, da liberale, sono legato alla cultura del diritto, per cui credo che i dati debbano essere tutti interamente sistemati nel momento in cui la Giunta approva un provvedimento che deve essere compiuto nel momento stesso in cui lo approva. Non sono necessari dei giorni per sistemare i dati. Alcuni giorni possono essere necessari per fotocopiare il documento, ma non certo quindici, come in questa circostanza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Accolgo l'invito del Presidente del Consiglio a moderare assolutamente i toni, ma mi rivolgo anche al Presidente della Regione per dire che non c'è davvero nessuna asprezza in quello che ho detto, seppure interrompendo chi parlava.

Davvero, scusate colleghi, ma il dibattito in quest'Aula spesso è finto e ogni tanto forse si tratta, senza esagerare, di riportarlo alla verità. E la verità è una, è quella che ha descritto con un esempio lampante il collega Vargiu e che qualunque persona di buon senso sa utilizzare. Penso e spero che lo capiscano i sardi.

Questo Governo regionale non sta risanando e non è vero che si sia frenato l'indebitamento in questo modo: l'anticipazione di un'entrata pari a 1 miliardo e 500 milioni di euro nel 2006 rappresenta una violazione delle norme costituzionali. Poi si sa bene che il potere, anche e non solo quello esecutivo, ha legami con altre parti del potere istituzionale e può anche darsi che nessuno eccepisca o giudichi questa operazione illegittima rispetto alla Costituzione, ma ciascun cittadino di buon senso capisce che non può usare soldi dei propri figli o della propria famiglia che verranno percepiti in futuro. Questo è lampante, tanto più che il Presidente ha descritto molto bene l'operazione: non ci indebitiamo, prendiamo le risorse degli esercizi successivi e non paghiamo interessi. Cioè, l'operazione è identica, ha ragione, l'ha detto lei, Presidente, è proprio identica: è un indebitamento mascherato! In più è un indebitamento da avari, perché non si pagano ai Consigli regionali successivi neanche gli interessi! Forse gli interessi si pagheranno con i residui passivi che aumenteranno, perché magari le spese che voi avete già previsto in finanziaria serviranno non per ripianare il disavanzo, ma per una campagna elettorale che per voi durerà due anni, per questo motivo, promettendo soldi a destra e a manca e prendendoli dall'esercizio 2010!

Questa è la verità, è un indebitamento mascherato, poi lei può indorare la pillola in qualunque modo, la demagogia è ormai imperante, ma credo che i fatti siano quelli che restano e che continueranno a parlare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Signori Presidenti, signori Assessori, colleghi, se io fossi un dipendente del Consiglio regionale e andassi in banca per chiedere un mutuo per la casa magari la banca me lo concederebbe, ma mi potrei trovare nella difficile condizione di vedere un ente pubblico autorevole, anzi il massimo ente pubblico della Sardegna, fare marcia indietro e ritirare la promessa che mi aveva precedentemente fatto attraverso un contratto di lavoro. A quel punto probabilmente mi pignorerebbero la casa, per il fatto che l'ente presso cui lavoro non ha mantenuto la promessa precedentemente fatta. Quindi già in Italia non c'è certezza del diritto, perché ci troviamo di fronte a uno Stato che più volte ha messo le mani in tasca ai propri cittadini depredandoli dei loro redditi direttamente, con una rapina legalizzata; abbiamo uno Stato che più volte nella storia ha azzerato il proprio debito per legge e si è rifiutato di pagare i debiti verso i propri cittadini, che magari avevano acquistato buoni del Tesoro poliennali. Può capitare.. Noi stiamo ipotecando il futuro!

(Interruzione)

No, l'ha fatto anche l'Italia, l'hanno fatto più nazioni al mondo e credo che delle esperienze passate, che riguardano più Governi, se ne debba tener conto. Io non sono un "pallaro" e non vengo a vendere quello che non ho, dico solo che ci sono stati più Governi che hanno tentato, anche di fronte alla Comunità Europea, di truccare i bilanci con espedienti contabili. Uno può essere più o meno bravo, c'è chi è capace di vendere azioni e chi di vendere frigoriferi al Polo Nord, però, da persona seria, io non sono capace di escogitare giochi finanziari, non vivo nel mondo degli affari. Io vivo del mio lavoro, ogni mese so che mi arriva lo stipendio, tutt'al più faccio programmi per i prossimi due o tre mesi, in base a quelli che sono i risparmi che ho in banca, nella cassaforte o nel cassetto. Posso sperare, nella mia vita, di avere l'aiuto di un fratello, per fortuna ne ho tanti, e grazie a Dio c'è tra noi anche un po' di solidarietà.

Credo, però, che abbia ragione chi dice: "Stiamo indebitando le generazioni future". Non so se la scelta che è stata fatta sia costituzionale o no, Presidente, non sta a me dirlo, non sono un giurista e non ci metto becco, ma se anche fosse legittima credo che la preoccupazione dei colleghi sul fatto che domani ci potremmo trovare in una difficile condizione sia fondata. Ci siamo comunque capiti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Signor Presidente, apprezzando i toni più distesi e anche la maggiore disponibilità al dialogo da parte del collega La Spisa, desidero fare alcune precisazioni, innanzitutto per ricordare che la possibilità di accertare nel bilancio regionale le somme trasferite dallo Stato non è un'innovazione legislativa, ma deriva da una precisa norma contenuta nella vecchia legge di contabilità regionale. Quindi non stiamo cambiando niente rispetto a quanto è sempre stato fatto e non è mai stato considerato incostituzionale. Questa norma, come sappiamo, è stata ripresa dalla finanziaria per riportare la nostra legge di contabilità esattamente nella situazione in cui era prima. Quindi non c'è niente di nuovo.

Seconda precisazione: abbiamo fatto un accordo sulle entrate con lo Stato e sarebbe molto strano che tale accordo, nato anche da una giusta rivendicazione, che tutti insieme abbiamo portato avanti, per quanto riguarda le somme dovute dallo Stato alla Regione dal 1991, non contemplasse altresì la copertura del disavanzo generato anche - e qui mi possono venire in aiuto i colleghi del centrodestra - da una minore compartecipazione della Sardegna al gettito dello Stato, rispetto a quanto sarebbe stato suo diritto.

Terza precisazione: le generazioni future non vengono indebitate. L'impegno sul futuro c'è comunque, sia che io accenda un mutuo sia che limiti la mia spesa. Qual è la differenza? In un caso faccio affidamento sulle mie forze, nell'altro prendo in prestito risorse aggiuntive da un canale terzo, cioè dal sistema bancario. Però io credo che sia importante ricordare che tutto questo lo stiamo facendo in un contesto profondamente cambiato. Per il 2007 non abbiamo soltanto ottenuto, come ricordava il presidente Soru, il pareggio di bilancio, ma abbiamo ottenuto il pareggio di bilancio gestendo 1.000 milioni di risorse in più. Il che vuol dire che, complessivamente, la politica delle entrate della Regione Sardegna, ben al di là dei 500 milioni di euro previsti nella finanziaria, ha portato un insieme di risorse aggiuntive pari a 2.200 milioni di euro. Quindi non c'è nessun indebitamento che interessi le risorse future; stiamo utilizzando le maggiori risorse che abbiamo ottenuto per finanziare anche il disavanzo, così come negli accordi con lo Stato.

Voto, dunque, contro l'emendamento numero 1, perché è infondato nella sostanza e nella tecnica giuridica.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Appunto, ne parleremo in futuro.

Io credo che nell'affrontare questo ragionamento, nelle prossime settimane, sarebbe bene che partissimo dal presupposto che non è vero che la verità sia una, così come non è vero che ce l'abbiamo sempre in tasca noi. Conviene coltivare sempre qualche dubbio, essere aperti al confronto e al dialogo e magari essere anche disponibili a cambiare idea. Può anche capitare, inaspettatamente, che qualcuno di voi cambi idea nelle prossime settimane.

L'onorevole Artizzu, che non vedo più in aula, ha detto che è come se io stessi pagando un mutuo e pensassi di diminuire il mio indebitamento trasformandolo in un prestito finanziario. Non è così, qui stiamo semplicemente dicendo che i mutui già contratti purtroppo bisogna pagarli e stiamo cercando di non prenderne di nuovi, quindi di non essere costretti in futuro a pagare altre rate comprensive di quote di capitale e di interessi. Quindi l'esempio non era calzante.

Invece credo che possa essere esplicativo l'esempio portato dal collega Vargiu. Se ho un lavoro che mi rende 1.000 euro al mese, sufficienti per mandare avanti la famiglia, sbaglierei qualora iniziassi a spenderne 1.100 al mese, appunto perché dispongo solo di 1.000 euro e non c'è nulla che mi indichi che il mio tenore di vita cambierà, che posso addirittura fare spese voluttuarie e spendere 100 euro in più al mese da subito. Qui la situazione è diversa: noi abbiamo 1.000 euro al mese, o all'anno, come volete, e qualcuno ci sta dicendo che fra tre anni ne avremo 1.500 e ce lo mette per iscritto. Allora un buon padre di famiglia, se sa che nel giro di qualche mese incasserà 1.500 euro anziché 1.000, perché ha ottenuto un aumento di stipendio, dovendo mandare il figlio a scuola oggi - e non comprare una pelliccia -, farà bene a spendere oggi 100 euro in più per il figlio, anziché aspettare tre anni e fargli quindi perdere tre anni di scuola.

LA SPISA (F.I.). Dove li prende, Presidente, i 100 euro in più? Da una banca o da qualcuno che glieli presta? L'ha capito questo? Senza polemica.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole La Spisa!

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Io lo capisco e senza polemica le rispondo subito.

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, un po' di silenzio, tanto non credo che esauriremo questo argomento con le dichiarazioni di voto.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Senza polemica e se mi presta trenta secondi di attenzione le rispondo subito. Se quel padre è veloce nell'affrontare la situazione, dei 100 euro ne ha bisogno subito e deve prenderli in banca.

Se noi dobbiamo prendere questi 100 euro in banca, non abbiamo bisogno di un'altra autorizzazione di mutuo, perché comunque dai passati bilanci della Regione ci avete lasciato mutui autorizzati e non contratti per 1 miliardo e 200 milioni di euro, quindi in parte utilizzeremo quelli, senza doverne chiedere di nuovi. Questa è la risposta.

(Interruzione del consigliere La Spisa)

Se vuole ne parliamo in un altro momento. Questa è la risposta. Gliela ripeto, così magari ci capiamo!

PRESIDENTE. Grazie, presidente Soru, sarà un tema appassionante per la discussione della finanziaria e avremo il tempo, in Commissione e in Aula, per affrontarlo con approfondimenti maggiori di quanto non possiamo fare nel contesto della discussione sull'esercizio provvisorio.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa sulla modalità di votazione. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, colleghi, non è stato chiesto il parere del relatore e della Giunta. Il relatore non è in aula. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. La Giunta esprime parere contrario.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Contu - Farigu - La Spisa - Liori - Lombardo - Petrini - Pileri - Pisano - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanna Matteo - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Maninchedda - Marracini - Masia - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uggias - Uras.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 59

Votanti 58

Astenuti 1

Maggioranza 30

Favorevoli 15

Contrari 43

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 2, a cui è stato presentato un emendamento.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2 e del relativo emendamento:

Art. 2

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il 1° marzo 2007.

Emendamento sostitutivo totale GIUNTA REGIONALE.

L'articolo 2 è sostituito dal seguente:

Art. 2

1. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione. (2).)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere della Giunta è ovviamente favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Dichiaro di astenermi su questo emendamento, ma per evitare che gli ingenui caschino ancora nell'ennesima trappola oratoria del presidente Soru, vorrei dirle, Presidente, che lei non può utilizzare le autorizzazioni di mutui già rilasciate per altre cose, e in ogni caso le può utilizzare quando ha esigenze di cassa, ma non confonda cassa con competenza, perché nel bilancio dell'esercizio di riferimento non può mettere nemmeno 100 euro che entreranno l'anno successivo. D'accordo?

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 2. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del testo unificato numero 269-273/A.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cuccu Giuseppe - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Maninchedda - Marracini - Masia - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Rassu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uggias - Uras.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Amadu - Artizzu - Contu - Farigu - La Spisa - Liori - Lombardo - Petrini - Pileri - Pisano - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Sanna Matteo - Vargiu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 60

Votanti 45

Astenuti 15

Maggioranza 23

Favorevoli 45

(Il Consiglio approva).

Discussione e approvazione della delibera di proroga dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio interno del Consiglio regionale per l'anno 2007

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della delibera di proroga dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio interno del Consiglio regionale per l'anno 2007.

Invito i consiglieri Questori a prendere posto nei banchi della Giunta.

(I consiglieri Questori Amadu, Fadda e Pittalis prendono posto presso i banchi della Giunta.)

Dichiaro aperta la discussione. Ha facoltà di parlare il consigliere Fadda, Questore.

FADDA (R.C.), Questore. Mi rimetto alla relazione scritta.

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, dichiaro chiusa la discussione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della delibera di proroga dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio interno del Consiglio regionale per l'anno 2007.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Fadda, Pittalis e Amadu hanno votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Giuseppe - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - La Spisa - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Maninchedda - Marracini - Masia - Meloni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Matteo - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 56

Votanti 55

Astenuti 1

Maggioranza 28

Favorevoli 55

(Il Consiglio approva).

Colleghi, il Consiglio è riconvocato per martedì 6 marzo, alle ore 16, per la prosecuzione dell'esame della legge statutaria.

La seduta è tolta alle ore 14 e 08.


[s1] termine italiano che quindi non va scritto in corsivo