Seduta n.466 del 28/04/2004
CDLXVI Seduta
Mercoledì 28 aprile 2004
(Pomeridiana)
Presidenza del Vicepresidente Salvatore Sanna
La seduta è aperta alle ore 16 e 55.
RANDAZZo, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del mercoledì 21 aprile 2004 (460) pomeridiana, che è approvato.
PRESIDENTE. Chiedo scusa ai colleghi per il ritardo con il quale stiamo dando inizio ai lavori del pomeriggio. È iscritto a parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà. Si prepari l'onorevole Scano.
OPPI (U.D.C.). si prepari l'onorevole Scano ha molto di sportivo, questo mi fa piacere come quando in pedana si lancia e uno dice si prepari per il lancio il successivo. Signor Presidente, colleghe e colleghi, ritengo opportuno intervenire brevemente in questo dibattito, anche se francamente non mi piace dedicare troppo tempo a discussioni che ritengo, peraltro, oziose, ma parlare di misure concrete e di scelte da compiere. Questi sono per me i problemi oggi più importanti, ma vi sono state una massa di inesattezze che sono state dette in quest'Aula, dove si parla di tutto, e nei giornali, ed è necessario fare qualche precisazione, almeno a vantaggio della logica.
Per esempio stamattina ho sentito un collega, mi dispiace che sia assente, si può parlare, ma è il livore che dà fastidio. Cosa c'entra se uno cammina e fa il maratoneta oggi? C'è il modo, il tempo e il luogo (mi riferisco a Giampiero Pinna se qualcuno non l'avesse capito), ma c'era troppo livore, dei frutti marci (questa frase è copiata). Parliamo dei problemi specifici ed evitiamo di ripetere sempre il solito ritornello; tant'è che il primo punto che a ben vedere non mi torna è relativo alla vicenda delle entrate, perché voglio parlare di questo? Perché è noto, la maggioranza che non esiste, e anche questo è stato ripetuto mille volte, andava bene nelle sedute precedenti, andava bene quando si parlava delle dimissioni di Pili, va meno bene quando stiamo parlando di bilancio, perché tanto è fuori nota, non serve, non costruisce niente. Il grave ritardo, ma anche questo è stato citato praticamente, e lo sappiamo, almeno migliaia di volte e quindi è inutile ripeterci, il ritardo a cui si fa riferimento, secondo il mio modesto punto di vista, è dovuto non solo alla grave crisi politica che stiamo vivendo e che riguarda, sempre per amore della verità, perché nessuno faccia il primo della classe, la maggioranza e l'opposizione, ma al fatto che l'assestamento sia stata approvato, grossomodo a novembre e alla concertazione con il Governo che l'Assessore appena eletto ha dovuto fare, quindi eletto ai primi di gennaio, esattamente il 7 o l'8 gennaio se ricordo bene, quindi tutti questi mesi di ritardo non possono essere imputati, prima non si poteva fare, sono tre mesi eventualmente, due mesi, non sono sette, perché uno non conosce bene i numeri, li giochi al lotto forse farebbe bene, con il Governo per il rispetto delle norme della finanziaria nazionale. Ma ora siamo alle soglie del, si dice in latino, non plus ultra; è giurisprudenza condivisa che oltre il 30 aprile non possiamo andare. A questo riguardo mi sono informato, io non sono un giurista, ma siccome qui ci sono i deus ex machina, mi sono voluto informare; è pur vero quello che ha detto il collega che si può arrivare al 10 di maggio, ma l'articolo 50 del nostro Statuto prevede lo scioglimento per gravi violazioni di legge che si collega all'articolo 31 - mi hanno detto i giuristi - che prevede che l'approvazione del bilancio deve essere entro il 30 di aprile, ma è pur vero che se lo approviamo con qualche giorno di ritardo non si tratta più di mancata violazione grave, ma lieve per cui nessuno ci dice niente.
A questo riguardo però va detto che noi vogliamo evitare di stare qui a perdere tempo, per una serie di motivi, anche perché rischiamo di bloccare eventualmente tutta l'attività amministrativa della Regione. Per questo ci pare opportuno sfruttare queste ultime ore, riteniamo, che ci separano dalla scadenza del 31 e arrivare ad un bilancio massimamente condiviso, visto con una mini benevolenza, nei limiti della possibilità, con le opposizioni. Abbiamo cercato e, non rivelo certi particolari, un qualche incontro con autorevoli esponenti delle opposizioni per capire quali fossero i punti sui quali trovare una convergenza, se è possibile. C'è stato risposto che era possibile verificare - quindi non stiamo dicendo che abbiamo fatto accordi, ci sono problemi -, se era possibile verificare; ci sono state interlocuzioni, definite poi non ufficiali, sono stati ipotizzati stralci di provvedimenti e per quanto possibile liberazione di risorse, non tantissime, ma comunque risorse. Abbiamo atteso una risposta, ma solo dopo qualche ora ci è stato detto che chi ha partecipato all'incontro (mi dispiace dire questo, ma è la verità e lo dirò in tutte le sedi se necessario) non era legittimato a parteciparvi né dotato di qualsiasi potere di rappresentanza. Noi, per la nostra cultura che abbiamo di governo e di partito, non l'avremmo mai fatto, ma qualcuno lo fa. Poi adesso ci viene detto che ci sono incertezze sulle entrate e sulla legittimità della proposta in merito all'indicazione delle entrate finanziarie e dei mutui che si autorizza la Regione ad accendere per coprire le spese ed altri dubbi relativi al recupero dei residui e alla legittimità della procedura relativa. Allora, delle due l'una: o le entrate non sono legittime, e non lo sono per tutti, cioè non esistono entrate e neppure può indicare come spenderle né la maggioranza né le opposizioni, oppure le entrate sono legittimamente indicate, i mutui sono legittimamente autorizzabili e allora decidiamo come indirizzare la spesa con tutti i possibili contenimenti, tenuto conto della contingenza e, come abbiamo detto e come personalmente è stato detto in Commissione, senza nessuna rendita di posizione. Cioè, un bilancio all'osso, nessuno pensi che noi possiamo cadere nel tranello (e ve l'ho detto ieri sera) di accedere alla proposta di presentare una nuova borsa al solo fine di farla aggiudicare inadeguata dalle opposizioni e non solo probabilmente una volta, ma due - tre volte. Questo scordatevelo, questa sarebbe solo una perdita di tempo inutile e noi non vogliamo far perdere tempo né all'Amministrazione regionale né alle categorie produttive che attendono il bilancio, molti dell'opposizione stamane hanno fatto riferimento e dimostrato preoccupazione in tal senso, né a noi stessi che vogliamo andare nelle piazze e nelle strade a fare campagna elettorale e mostrare, al di là delle vostre valutazioni, i risultati ottenuti, per noi positivi, per voi deleteri e questo termine è il più gentile che voi avete usato, in una legislatura tormentata per responsabilità di tutti. Questo lo voglio sempre ribadire, perché quando non si fa una cosa è colpa di chi evidentemente non ha la maggioranza, ma anche di chi, praticamente, fa di tutto per non farla approvare e abbiamo migliaia di esempi chiari di provvedimenti fondamentali che avrebbero forse consentito di attivare provvedimenti, razionalizzazione eccetera, che da tre anni e mezzo sono stati portati dalla Giunta regionale. Il nostro invito alle opposizioni è quello di fare delle proposte, ma delle proposte politicamente accettabili e cooperare alla creazione di un bilancio che sia limitato al massimo nella stesura dei programmi, ma che non faccia mancare il sostegno necessario alle categorie, all'Amministrazione, ai Comuni, al sistema delle autonomie locali, per cui voi stessi vi siete fatti carico di fare una serie di riferimenti che saranno certamente accolti dalla maggioranza e quindi non ci potrebbe essere nessuna riduzione nei confronti dei Comuni, peraltro persino assumendoci noi la responsabilità dei tagli. Faccio una breve considerazione, anche in merito all'indebitamente e parlo, giusto per un esempio che dovremmo sempre tenere a mente, della spesa del settore sanitario, ebbene, la sottostima dell'indebitamento annuo in sanità è di circa 400 miliardi di vecchie lire e siccome noi abbiamo coperto il ripiano delle perdite con quote relative anche al passato, che sommandosi a sette - otto anni è di circa 3.000 miliardi di lire della sola sanità, ed è una quota che non potrà che essere confermata e crescente, a meno che non arrivino dallo Stato nuove risorse che risolvano definitivamente la questione. Per fare un esempio: nel 1998 la quota che la Regione inseriva per la sanità, per chi lo sa e per chi legge almeno i dati, erano 690 miliardi, oggi sono 1.250 miliardi, il che vuol dire che sono 500 miliardi in più che ci saranno sia che ci sia "mamma santissima" o che ci sia un tipo di maggioranza o un'altra. Non ce ne sono "unti del Signore", vogliamo oggi, a fine legislatura, scandalizzarci per notizie e dati politici che sono patrimonio non di quest'Assemblea, ma almeno da tre lustri. Intendo dire tre lustri perché fino al 1991 tutti sanno che alla fine lo Stato rimpinguava le perdite, da quel momento c'è stato un incremento dal 5 per cento fino al 29. Ma era solo un esempio, così come non posso dimenticare che finché non sarà risolta la vertenza con lo Stato, perché la Sardegna possa riformare il Titolo III dello Statuto e rientrare nel possesso delle imposte che da anni e nel silenzio generalizzato le vengono indebitamente sottratte, vedi il caso dell'imposta di fabbricazione, come l'esempio della Saras di Sarroch ma ce ne sono altre. Finchè non sarà conclusa quella vertenza si scordi chiunque, anche un mago della finanza, sempre che ci sia, di far avere alla Regione entrate che non siano queste che già oggi stiamo assicurando alle casse.
Potrei continuare a lungo, non mi interessa solo rendere note di carattere generale politico, noi vogliamo andare avanti sul bilancio, se le opposizioni ritengono di non doverlo votare, lo boccino e se ne assumano la responsabilità. Se invece del muro contro muro vorranno trovare un dialogo e un accordo politico alla luce del sole e serio, noi siamo pronti, noi continueremo dicendo che ci assumiamo anche la responsabilità e come è stato fatto anche per la Finanziaria siamo disponibili per quanto riguarda il bilancio, in termini di bilancio asettico, quindi tutte le voci che praticamente non sono spendibili nell'immediato, ma di cui c'è la disponibilità, questo ha detto l'Assessore, ma non vogliamo neanche perdere la faccia.
Continueremo noi ad essere una forza responsabile e quindi pertanto l'appello c'è e resta, malgrado le eventuali provocazioni di questi giorni e i tranelli; noi siamo contro le provocazioni e i tranelli. Ho detto prima e lo ribadisco che, di fronte al suicidio, noi preferiamo morire sul campo, quindi sappiate che, praticamente, se c'è una disponibilità in modo serio, concreto, venendo incontro a tutte le esigenze che ci avete prospettato, noi siamo qui per lavorare con delle scadenze precise, il nostro limite è il 30 di questo mese, se è un giorno in più non cambia niente, ma fermo restando che vorremmo consentire a tutte le liste... ho fatto un esempio, prendiamo l'Ogliastra, ci vogliono circa mille firme, le liste saranno 22, gli elettori sono 38 mila, consentitemi di dirvi che devono votare, tutti dovrebbero sottoscrivere una lista. Se vogliamo praticamente continuare a fare gassosa facciamola pure, però noi riteniamo (come abbiamo sempre detto) legittime le vostre osservazioni, molti di noi hanno assunto atteggiamenti di disponibilità già in quelle sedi, siamo perché si faccia la Finanziaria nell'interesse generale della Sardegna, perché in qualsiasi caso i tempi saranno tali che si arriverà al 10 o 15 maggio, però questo non giova né alle categorie, non giova agli accordi fatti per gli LSU anche ieri sera, non giova alle categorie meno protette, non giova a nessuno, è un escamotage fra chi, anche all'interno dei Gruppi, maggioranza e opposizione, ha delle mire diverse. Noi combatteremo contro coloro i quali all'interno dei Gruppi, maggioranza e opposizione, hanno mire diverse; siamo perché il bilancio, rivisto e corretto, sia approvato col massimo della disponibilità in tal senso.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (Gruppo Misto). Grazie Presidente, io non intervengo sulla tattica, cosa fare su questo bilancio, sul piano parlamentare oggi 28 aprile, Sa Die de Sa Sardinia, in un tempo in cui Forza Paris è diventato o potrebbe diventare il moto del P.P.S., Dio li abbia in gloria. Io non intervengo sulla tattica anche perché assisto a questo dibattito, a questa riflessione (lo dico con rispetto, Oppi) del centrodestra che dice: "Ma sarà meglio il suicidio o essere vittime di un assassinio?". Va bene, noi comunque sia, nell'un caso e nell'altro, cosa facciamo? Procuriamo i crisantemi? È una riflessione vostra! Quindi, più che sulla tattica faccio qualche breve riflessione in chiave più di bilancio del bilancio; non è una affermazione propagandistica, non è una roba da campagna elettorale che sconta sempre toni, anche ovvi, di polemica accesa dire che il bilancio, questa roba qui, è una città bombardata.
Il bilancio 2004, ma come sintesi, frutto, conseguenza, effetto di cinque anni di gestione finanziaria è una città bombardata, case sventrate, rovine, strade e ponti distrutti, forse anche il famoso ponte passerella, quello famoso di Pili, disordine, caos. Certo, alcuni mali, lo sappiamo tutti, vengono da più lontano, vengono da prima, da molto prima; la cultura dello stanziamento, la lentezza della spesa, assenza di monitoraggio, la spesa vista, concepita, praticata, gestita in chiave clientelare, di scambio politico: "Io ti do uno stanziamento, tu mi dai consenso, voto, clientela". Però, detto che alcuni mali del bilancio e della gestione finanziaria della Regione vengono da lontano - ripeto - non è propagandistico dire, affermare che siamo davvero, Balletto, al punto più basso nella gestione finanziaria della Regione in questi cinquant'anni di storia dell'autonomia sarda; il punto più basso nella gestione finanziaria.
C'è stata in questi cinque anni - e lo dico indifferentemente al collega Pittalis, al collega Masala, anche all'assessore Cappellacci per la sua quota, parte minore, cioè agli Assessori del bilancio che si sono succeduti in questi anni - una gestione dissennata, una gestione dissennata. Ma se voi prendete (le poche cose che dico le voglio dimostrare, per chi vuole ascoltare) il quadro generale riassuntivo delle entrate e guardate la tabella del Titolo primo, cioè i tributi propri e le quote di tributi devoluti dallo Stato, leggete una cifra 3 miliardi e 200 milioni di euro. Intanto dico en passant che solo nel Dpef, quindi pochi mesi fa, la cifra relativa alla stessa voce, cioè Titolo primo delle entrate, era di 2 miliardi e 300 milioni di euro, mica una bazzecola, un miliardo di euro di differenza, quindi già inizio a chiedermi cosa è successo in questi tre, quattro mesi. Ma non è che sarà, Presidente, Assessore, un po' sovrastimata questa cifra? Non è che avete scritto la speranza invece che la realtà? Lo dico questo en passant, poi ci torno tra un attimo.
Allora, 3 miliardi e 200 milioni di euro Titolo primo delle entrate; Titolo quinto, i mutui, i prestiti, i debiti 2 miliardi e 979 milioni di euro, 3 miliardi di euro arrotondando. Cioè ormai la cifra relativa all'indebitamento è quasi pari al Titolo primo delle entrate, che è la voce di gran lunga più rilevante, una delle due voci serie, Titolo primo e Titolo secondo delle entrate della Regione.
Ora, io so bene qual è la capacità, come è definita - e lo sapete anche voi - la capacità legale di indebitamento, ma alla capacità legale di indebitamento va sottratta la somma relativa alle spese aventi carattere obbligatorio, così si ottiene la capacità reale di indebitamento. Allora, siamo già al cento per cento, cioè la cifra che dobbiamo vincolare come servizio del debito è già pari, un po' sotto, pari, un po' sopra, più sopra che sotto, alla capacità reale di indebitamento. Quindi quando dico che questo bilancio è una città bombardata, lo dico a ragion veduta. Siamo ormai al di sopra della capacità reale di indebitamento della Regione.
Sulla tematica della spesa potrei ripetere le cose che abbiamo detto in questi cinque anni; non lo faccio per brevità e per non annoiarvi, salvo un riferimento, se trovo le carte: il POR. Ne abbiamo sentito di tutti i colori: "Abbiamo incamerato più risorse, siamo i più bravi, siamo i primi nel Mezzogiorno, in Italia, in Europa, nel mondo, nel sistema solare". Presidente, sulla riserva di premialità del 6 per cento sono stati persi 80 milioni di euro, 80 milioni di euro, non bazzecole, perché? Chi ne porta la responsabilità?
Perché anche se si cerca di nascondere le carte o di darne versioni edulcorate, se qualcuno ha la pazienza di andare a vedere gli atti scopre che sono stati persi 80 milioni di euro sulla riserva di premialità del 6 per cento dedicata ai PON nazionali e al POR nel Quadro comunitario di sostegno, nel QCS. Non parlo della spesa, se non per questo riferimento specifico.
Sulle entrate ci sono tre problemi giganteschi: il sovradimensionamento delle entrate tributarie, ho detto prima e non ci ritorno; la questione dei residui e la questione dei mutui. Noi abbiamo detto, il centrosinistra ha detto, che questo bilancio è un bilancio non regolare, lo ripetiamo. In che senso? Nel senso che è un bilancio che ha un pareggio fittizio. Il bilancio di un ente pubblico deve essere notoriamente in pareggio, questo è solo apparentemente in pareggio, violando una legge dello Stato e facendo qualche acrobazia contabile, ma è un pareggio fittizio per almeno un miliardo di euro, e sono molto prudente; in realtà lo "spareggio" è maggiore e lo dimostriamo. Questione residui e questione mutui. Questione residui, voi all'articolo 5 mi pare, se ricordo bene, forse sto sbagliando, forse è il comma 5° del primo articolo: "È accertata al 31 dicembre 2004 l'economia degli impegni", cioè ope legis si cancellano, con un tratto di penna, un miliardo e 700 milioni di residui.
Ma, se fosse stato così semplice, se fosse così semplice, pensate che altri prima di voi non l'avrebbero fatto? Una legislatura fa, due legislature fa, tre legislature fa, chiunque ci fosse, neanche mi ricordo! Di che residui stiamo parlando? I residui possono essere, lo sappiamo tutti, o di stanziamento o formali. Sui residui di stanziamento non c'è problema, sono nella piena disponibilità dell'organo legislativo. Io ho chiesto all'Assessore: "Come sono composti questi residui? In quale misura sono formali e in quale misura di stanziamento?" Mi è stato detto: "Al 50 per cento formali, al 50 per cento di stanziamento". Okay. Allora, lasciamo da un canto il problema dei residui di stanziamento, ma i residui formali o sono formali o non lo sono! Allora, se i residui sono formali, definiti così come nell'articolo 40 della legge di contabilità" formano impegni sugli stanziamenti di competenza le somme dovute in conseguenza di contratti e di altre autorizzazioni di spesa, nonchè quelle dipendenti da obbligazione giuridicamente perfezionate", in questo caso qualora si tratti di questo tipo di residui, si applica l'articolo 41, che dice che per poter assumere il provvedimento di disimpegno, quello che voi fate con un tratto di penna dicendo: "Ne accertiamo l'economia", occorre dimostrare che il vincolo giuridico in base al quale è stato assunto l'impegno formale sia venuto a cessare per qualsiasi causa. Questo dice l'articolo 41 della legge di contabilità.
Allora, delle due l'una, se sono residui formali, cioè esiste un obbligo giuridico, un contratto, una obbligazione, non si può procedere come voi nel comma 5 dell'articolo 1 della finanziaria proponete di fare, non si può, è un'operazione fasulla, è un espediente, è un'acrobazia. Se invece non sono residui formali, allora io dico: "Cosa ci state raccontando quando dite che su un miliardo e 700 milioni di residui il 50 per cento sono residui formali?". Delle due l'una, o è una cosa o l'altra!
La questione dei mutui. La legge finanziaria dello Stato, all'articolo 3, legge 350, vieta agli enti locali, comprese le regioni, comprese come viene esplicitamente precisato le regioni speciali, quindi la Sardegna, di ricorrere a mutui se non per spese di investimento che poi vengono definite, ne vengono precisate le tipologie nei vari commi dell'articolo. È chiaro, lo chiedo alla Giunta, o no - io penso che sia chiaro - che stiamo violando questa legge? Che state violando questa legge? Se non fosse chiaro lo possiamo dimostrare, perché è sufficiente leggere il comma 8 del famigerato articolo 1 della finanziaria dove si dice: "L'Amministrazione regionale provvede a dare copertura al disavanzo di amministrazione", quindi è chiaro che non stiamo parlando solo di spese di investimento. Quindi, è evidente che non è così, c'è una violazione della legge!
Naturalmente voi dite: "Ma è un problema di tutte le regioni, è un problema della finanza locale in Italia"; e poi si aggiunge: "Ma il Governo si è impegnato a rivedere, a rinviarne l'applicazione, a prevedere uno slittamento dell'operatività di questa norma! Capisco, ma il fatto è che una legge, giusta o sbagliata che sia, magari sbagliata, ma l'ha approvata su proposta del Governo Berlusconi una maggioranza di centrodestra in Parlamento, non l'abbiamo approvata noi, una legge giusta o sbagliata che sia è legge, finchè il Parlamento non la cambia! E finchè il Parlamento non la cambia, e finchè quella legge dunque è vigente, comportarsi difformemente si chiama violare una legge e anche, quindi, esporre il bilancio della Regione a tutti i rischi del caso.
Io ho voluto dire solo queste poche cose perché il 28 aprile, a fine legislatura, con tutto ciò che sta accadendo, non mi sembra il caso di fare una orazione, ho voluto solo dimostrare che quando diciamo che questo bilancio non è regolare, e quando diciamo che questo bilancio è in pareggio solo apparentemente e che c'è una copertura fittizia, lo diciamo a ragion veduta, non per amore di polemica, non per propaganda elettorale.
In conclusione, fine aprile, bilancio senza copertura, carico di debiti, il servizio del debito, cioè la rata annua relativa all'indebitamento, che supera la capacità reale di indebitamento della Regione, perché il debito è stato quasi triplicato in questi cinque anni, al di là degli abbattimenti formali e non sostanziali del disavanzo di gestione, bilancio privo di qualsiasi significato strategico, siamo di fronte al simbolo di un disastro, quindi non mi meraviglio che voi vi domandiate: "Ma è meglio suicidarsi oppure perire vittime di un omicidio?" Vedete voi!
Simbolo di un disastro al quale sarà difficile porre riparo, sto parlando proprio dei conti della Regione, cioè chi sarà qui dopo le elezioni di metà giugno a gestire le finanze regionali, chiunque sia, uno schieramento o l'altro, si troverà a gestire una catastrofe finanziaria perché sono stati fatti guasti anche irreversibili. Basta dire una parola brevissima, PIT. Insomma, io concludo - mi passerete adesso un modo non... - abbiamo parlato di crisantemi, Dio vi perdoni, ma gli elettori vi puniscano per tutta questa roba qui!
Poi ci dite: "Ma abbiate il senso di responsabilità, non si può lasciare la Regione senza bilancio!" Non potete chiederci di approvare un bilancio privo di copertura finanziaria, con una copertura fittizia, non ci potete chiedere questo! Approvarvelo tocca a voi, visto che avete gonfiato i tributi, chiesto l'autorizzazione per mutui non previsti dalla legge nazionale, cancellato ope legis residui che non si possono cancellare, tocca a voi approvare questa roba qui.
Noi potremo dare via libera solo ad un bilancio tecnico. Se il bilancio sarà bocciato - niente giochi delle parti - la responsabilità sarà tutta vostra.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Scano, iniziano gli interventi dei Capigruppo. Colleghi, prima che inizi l'intervento il collega Cogodi vi ricordo quanto vi ho detto stamattina, io non faccio attivare l'esclusore di linea in Aula se i colleghi si impegnano a silenziare i telefonini, in caso contrario provvederò a far attivare immediatamente l'esclusore di linea.
È iscritto a parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Signor Presidente, egregi colleghi, sicuramente è difficile per tutti e immaginate quanto è difficile per me, che sono pure timido nel prendere la parola, è veramente difficile intervenire serenamente, non per il chiasso questa volta, per l'eccesso di arrendevolezza. Io non so che cosa stia succedendo esattamente nella testa dei componenti di questo Consiglio regionale; tutta la preoccupazione è: "Quando finisce?". Ma vi rendete conto che non abbiamo neanche iniziato? La discussione nel merito del bilancio, l'esame della normativa che è la legge finanziaria e dei capitoli di bilancio, quelli che concretamente destinano le spese, che sono quei volumi, volumi e volumoni, non è neanche iniziata, quindi vorrei che qualcuno si domandasse e domandasse anche agli altri quando si inizia, non quando si finisce! Per cui in questa condizione può apparire anche un inutile esercizio retorico riprendere argomenti e argomentazioni che già da noi dell'opposizione sono stati enunciati, sottoposti alla valutazione e al confronto, inutilmente però. Si ha proprio, qualche volta, l'impressione che intervenendo a dire cose di merito e quindi cose ritenute serie, si partecipi ad una finzione, si reciti la parte. Ora, si è detto, si è dimostrato poc'anzi, l'ha ancora una volta ripreso ed ancora una volta sottolineato il collega Scano: noi siamo di fronte non solo ad una proposta di bilancio pressoché fuori termine e abbiamo dimostrato, calendario alla mano, che è fuori termine, perché solo a darne lettura non c'è il tempo tecnico di poter neppure leggere tutto il bilancio da qui alla scadenza del 30 aprile, per colpa esclusiva di chi doveva fare le cose e non le ha fatte; chi altro poteva presentare il bilancio prima? L'opposizione? No, solo la Giunta lo poteva presentare! Non l'ha fatto, perché si vuole distribuire una responsabilità? Ci troviamo, quindi, di fronte a un bilancio già di fatto fuori termine, perché a leggere le carte e a leggere poi il supplemento dei già 689 emendamenti depositati e altrettanti, parrebbe, in arrivo, vi rendete conto che il tempo è cessato. Ha voglia di dire Oppi: irregolarità grave o irregolarità lieve! Non ci siamo più nei tempi! È un bilancio pessimo nei contenuti perché taglia la spesa sociale, perché riduce i finanziamenti agli enti locali attraverso cui si organizza la vita civile nelle nostre comunità, perché intacca parti considerevoli del sostegno al sistema produttivo in questa regione, che pure soffre di mille difficoltà. È un bilancio pessimo nel merito ed infine è un bilancio irregolare; irregolare, illegittimo! Se ancora esiste un minimo di giustizia, esisterà un minimo di giustizia, anche quella che esercitano gli organi e gli organismi della giurisdizione e in questa materia la Corte Costituzionale, è chiaro ed evidente che questo bilancio verrà dichiarato incostituzionale perché non ha pareggio, perché ha entrate fittizie. Con che lingua e in che lingua lo dobbiamo dire, oltre all'italiano, che è la lingua ufficiale che usiamo qui? Lo possiamo dire in sardo con tutte le varianti della lingua sarda; chiediamo a Vargiu di dircelo anche in inglese, posto che vuole cento miliardi della Regione, però non ne propone l'iscrizione in bilancio ancora, perché non so quale società insegna ai sardi a parlare l'inglese! Non il sistema scolastico che dovrebbe essere garantito, pubblico e uguale per tutti. Ho visto manifesti, c'è una società per cui Vargiu propone che la Regione metta cento miliardi perché aiuterebbe a fare scuola di inglese! In che lingua lo dobbiamo dire? È irregolare! Che volete da noi? Che partecipiamo ad una sorta di congiura del silenzio, di condotta omertosa per cui faremo tutti finta che si è sbarcato un onere che apparterebbe a tutti, quando invece chi propone le irregolarità siete voi e solo voi e le proponete pessimamente e le proponete a tempo scaduto. Cosa volete?
L'Assessore ripete da qualche giorno una cosa che fortunatamente è un'allegoria, un'allegoria triste a dire il vero, però la ripete e quindi circola. Dice: "Tra il suicidio e la fucilazione preferisco la fucilazione, perché se ritiro il bilancio e propongo una cosa tecnica e diversa e fattibile sarebbe una resa politica, apparirebbe una sconfitta, sarebbe un suicidio, politico ben si intende. Preferisco la fucilazione, politica ben si intende. Ma perché bisogna ondeggiare così tristemente tra suicidi e fucilazioni? Non è molto più semplice, Assessore, che dalla tristezza della morte, allegoricamente enunciata si intende, si passi alla normalità della vita? Non è più semplice? E che puramente si riconosca che sia stata una sottovalutazione, che ci sia stato un errore e con il coraggio dell'umiltà che si addice agli onesti si riconosca che bisogna trovare una soluzione che sia una soluzione vera, una cosa fattibile. Ogni altra cosa è un imbroglio! Tirarla per le lunghe inutilmente per cercare di distribuire e diluire le responsabilità, rinchiuderci in quest'Aula mentre la gran parte ha la testa altrove e anche l'attenzione dell'opinione pubblica di altro interesse si occupa, e voi lo sapevate quando più di una volta io stesso e altri abbiamo parlato di autentica strategia del disordine che voi avete inaugurato, voi il disordine lo programmate, voi queste situazioni le sottoponete a studio preventivo e sapendo di non poter reggere il confronto politico, tentate di nascondere l'evidenza dei fatti. Tutto qui. Allora le soluzioni possibili sono solo due: lo sapete benissimo, è inutile che blandisca e minacci alternativamente il collega Oppi: verso questa parte non ha né da blandire né da minacciare! Il collega Oppi è parimenti se non ancora più responsabile di questo disastro in proprio e insieme ai suoi altri; sono soltanto due le soluzioni possibili: una è che quel che resta della maggioranza, è anche ridicolo sentire ancora Balletto che parla come relatore di maggioranza e dice: "La ex maggioranza". Allora tu sei un ex che parla! Sei il numero della cabala, morto che parla! Corona qual è il numero della cabala? "Parlo a nome della ex maggioranza"; Oppi dice: "La maggioranza che non c'è". Noi vi abbiamo già detto: "Volete essere persone normali qualche volta?". Scusi lei, Presidente Masala, a che titolo è Presidente e siede lì in quello scranno, autorevole e prestigioso? A che titolo se non ha una maggioranza e la sua maggioranza le dice che non c'è? Lei rimane lì a far finta che c'è una maggioranza. Ma quello che resta della maggioranza, fosse anche una minoranza, ma una minoranza relativa, chiamiamola così, relativamente e prevalente sull'altra minoranza che è contraria e non può che essere contraria, perché non può mangiare il frutto avvelenato che voi avete confezionato! Quello che resta della maggioranza approvi il Bilancio, lo approvi! Lo metta ai voti e lo approvi. Non si vergogni di quello che ha proposto. Se è vero e assomiglia a qualcosa se lo voti. Che cos'altro volete dall'opposizione? Oppure non c'è una soluzione più tecnica ormai, visto che voi dite che sarebbe un suicidio e invocate la fucilazione. Io, e penso nessuno da questa parte, ha propensione alcuna a partecipare a plotoni di esecuzione in nessun modo: né materialmente né idealmente. Quindi se voi invocate la fucilazione, da questa parte non ci sono fucilatori. Rimanete vivi ed umiliati, vivi e perdenti, politicamente suicidi, se volete. Non c'è altra soluzione rispetto a queste due, dovete ritirarvi voi e ritirare il Bilancio. È l'unica scelta dignitosa. Voi non vi arrendereste a noi, prendereste atto e consapevolezza che non siete stati capaci di avanzare una proposta che regge, che sta in piedi. Non è mica obbligatorio vincere, non è mica obbligatorio saper governare: ci avete provato e avete fallito. Avete fallito nel governo della Regione, non è che non potete fare altro nella vita, potete avere come avete avuto e avrete grande successo in altre attività umane. Ma nel governo della Regione dovete riconoscere che avete marcato un fallimento totale, fallimento politico, non professionale, perché governare non è una professione, è una capacità politica. Piana per un attimo mette da parte il catasto in questa circostanza, in questo frangente, ho detto che l'ha messo da parte non ho detto che non ce l'abbia a portata di mano per qualche emendamento...
(Interruzione)
PRESIDENTE. Colleghi per cortesia!
COGODI (R.C.). È simpatica la cosa!
PRESIDENTE. Prego, onorevole Cogodi, continui il suo intervento.
COGODI (R.C.). Mette da parte un attimo i fogli del catasto su cui pensa di fare programmazione sul territorio soprattutto dell'agro di Sassari e sfida l'opposizione. "Provate a dire quali sono le vostre proposte". Oddio, ma fuori dal catasto non esiste altro che rientri nella capacità di comprensione del collega Piana? Sono cinque anni che avanziamo proposte, ma anche in questa circostanza e in questo confronto abbiamo avanzato le nostre proposte. Dite che corrispondono al vostro suicidio e che c'entriamo noi con il vostro suicidio? Dice il collega Piana: "Questa volta vi sfidiamo" - invece le altre cose non ho capito cosa avete fatto - "vi sfidiamo, niente riunioni segrete, segrete stanze, clandestine, qui alla luce del sole si fa il confronto". Perché negli altri anni e negli altri bilanci non erano tutti qui e c'era, se non dormiva, anche il collega Piana! La discussione del bilancio è durata anche tre mesi qua dentro, perché anche allora non ne volevate sentire, perché ogni anno avete cancellato il piano per il lavoro, per cinque anni, e ogni anno l'avete rimesso. Ogni anno nella proposta in partenza era cancellato il piano per il lavoro, e ogni anno abbiamo detto che non era possibile e vi abbiamo costretto a reinserirlo, e l'anno scorso vi abbiamo costretto pure a raddoppiarlo. Non è che adesso vi costringeremo a triplicarlo! Basta così. Basta così per ora. Semmai la legge vi obbliga a dirigere quel processo di promozione dell'impresa locale, delle azioni locali di sviluppo, a creare nuova occupazione in tutti i luoghi della Sardegna in modo ordinato, produttivo, pulito. Il piano per il lavoro non è stato pensato e approvato da questo Consiglio per inventare la faciloneria dei "de minimis" perché non c'è nessuna legge "de minimis" in questa Regione. Perché "de minimis" è una misura entro cui non c'è il controllo dell'Unione Europea, non è una procedura il "de minimis, e ci può essere un "de minimis"che va bene in certe circostanze, e in altre va malissimo, e ne sono piene le cronache degli imbrogli che pure si consumano tentando di dare i danari che devono andare ai disoccupati che hanno una buona idea di impresa e però non hanno i danari, per fare nuova impresa, anche microimpresa a livello locale, invece dando i danari pubblici del piano per il lavoro alle aziende già costituite, ai negozi di scarpe che dicono che aumentano il numero delle scarpe, ai negozi di cravatte che dicono che aumentano la gamma delle cravatte da vendere. Ma che c'entra con il piano per il Lavoro! Da ultimo addirittura perfino nella città capoluogo della regione, aspirante capitale del Mediterraneo, prevedendo che i soldi del piano per il lavoro siano destinati a ristrutturare lo stadio. È scritto nei giornali ed è verissimo ed è stato contestato e non avete risposto: "Non è vero". Usai, tu ti occupi di grandi eventi, ma più venti che eventi, sei esposto a tutti i venti qui e lì. Fai la tua parte, ma falla bene!
USAI (A.N.). Chiederò suggerimenti a te che sei bravissimo!
COGODI (R.C.). Se ne chiedessi qualcuno non faresti male, ma soprattutto...
PRESIDENTE. Colleghi per cortesia, onorevole Cogodi, onorevole Cogodi, onorevole Usai... Colleghi per cortesia...
COGODI (R.C.). Mi deve fare recuperare cinque minuti di interruzione.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). E per cinque anni, per settimane e mesi, per ridare i danari agli enti locali, perché venisse migliorato il bilancio abbiamo discusso qui, non alla luce del sole, perché c'è sempre questa luce fatua anche a mezzogiorno qua dentro, ma comunque di fronte alla pubblica opinione. Chi ha voluto sentire ha sentito, chi ha voluto riferire ha riferito, chi ha voluto capire ha capito. Dov'erano le segrete stanze? Qui siamo e qui discuteremo ancora, anche quest'anno, finché ci sarà una utilità e il tempo che ce le consente.
Balletto rincara la dose e dice: "Per favore non infierite sul cadavere, siamo morti!" Quello si vuole o suicidare o fucilare! Balletto insiste, sto riportando espressioni testuali, è brutto andare sul macabro, l'ha detto Balletto, ha detto: "Non infierite sul cadavere". Chi è che vuole infierire sul cadavere, collega Balletto?
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Sul cadavere della Sardegna!
COGODI (R.C.). No, noi non vogliamo inferire sul cadavere. Intendevi il cadavere della maggioranza, il cadavere del bilancio. Noi vi riserveremo e chiederemo a tutti di contribuire per riservarvi la più onorata delle sepolture!
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, concluda per cortesia.
COGODI (R.C.). Sempre politicamente parlando. Ho ripreso le espressioni vostre, non mi sarei neppure avventurato su questo terreno, come dire, abbastanza impervio e anche poco, per molti versi, simpatico. Poco simpatico. Tuttavia così è, avrete l'onorata sepoltura che vi meritate, però per favore non accanitevi su voi stessi, prendete atto che questa è la situazione, trovate e proponete non una via d'uscita che così non ce n'è, ma un punto fermo, una proposta altra che assomigli a una soluzione dignitosa, appena dignitosa per voi, della conclusione certamente fallimentare per voi di questa legislatura.
PRESIDENTE. L'onorevole Balia, è in aula? E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Rif. Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, io credo che l'intervento fatto oggi in quest'aula in nome e per conto del mio movimento, dei Riformatori, sia tutto sommato un intervento importante, anche se mi rendo conto che viene fatto in un'Aula che è già presa, come hanno sottolineato altri, da ben altre incombenze, e anche se mi rendo conto che viene fatto in un'atmosfera quasi kafkiana di una finanziaria e di un bilancio che a due giorni dalla scadenza naturale del quarto mese di esercizio provvisorio sembrano non trovare nessuna via ragionevole di approvazione. Però, ciò nonostante io credo che l'intervento che deve essere fatto oggi sia un intervento importante; credo che ragionevolmente sia l'ultimo intervento importante da Capogruppo in questa legislatura, credo che sia anche un intervento di bilancio su molte delle cose che sono passate in quest'Aula e su molte di queste cose che probabilmente, anche nel concerto dei telefonini, rimarranno agli atti se qualcuno mai vorrà leggersele in futuro per valutare che cosa i consiglieri regionali hanno fatto e detto nel corso di questa legislatura.
Io credo di aver cercato, e credo come me i consiglieri dei Riformatori, di garantire il massimo rispetto a quest'Aula, che, ci rendiamo conto, rappresenta, è stato detto mille volte, il parlamento dei sardi e quindi merita da parte di ciascuno di noi un rispetto che va senz'altro oltre a quello che ciascuno di noi è riuscito a garantire e che va senz'altro oltre rispetto a quello che oggi stesso in quest'aula stiamo facendo. Devo dire che credo, come tanti altri che non hanno iniziato a fare di recente la politica, io posso essere considerato un vecchio arnese della politica perché a 46 anni, faccio politica da 30 anni, però ecco quando nel 1974, forse 1973, mi iscrissi, all'età di 16 anni, al Partito liberale io vedevo questo Consiglio regionale come il sogno di chiunque volesse fare politica nell'interesse dei sardi, nel senso che ritenevo che questo Consiglio regionale rappresentasse il posto dove chiunque avesse fatto politica in Sardegna avrebbe dovuto desiderare di arrivare per confrontarsi con i grandi della politica che hanno occupato e calcato le stesse scene che oggi stiamo calcando noi e per cercare, ognuno nel rispetto della propria posizione ideale, della propria posizione culturale, della propria posizione politica, veramente di fare le cose necessarie, quelle migliori che ciascuno di noi è in grado di fare nell'interesse dei sardi a cui ha chiesto la fiducia.
Io credo che possa dire, dopo la mia permanenza in questa legislatura in Consiglio regionale, che probabilmente quelle che io coltivavo a 16 anni erano delle fantasie o delle illusioni. Non so perché, se questo sia dovuto al fatto che prima di noi hanno occupato questi banchi persone che fossero ben più degne di noi, o perché comunque ci sia stata una involuzione nel modo di fare politica e quindi anche nel modo di ciascuno di noi di interpretare la politica, che ha comportato che alla fine quei desideri che un giovane che faceva politica e che desiderava farla in maniera pulita con la "P" maiuscola aveva allora, quei desideri si siano rivelati non fondati dopo una permanenza in questa legislatura consiliare.
Questo Consiglio, molto più spesso che non l'Assemblea, all'interno della quale i sardi si confrontano attraverso le parti politiche sui problemi della Sardegna, a me è sembrato una sorta di teatro dove ciascuno faceva la sua parte e dove le parti cambiavano a seconda del copione rappresentato, ma dove poca era la passione, poca è la passione nel difendere interessi e idealità, molta più è la parte che ognuno di noi è comunque costretto e condannato a fare, quella nell'ambito della quale è comunque impanicciato, quella che comunque è la dimensione che deve svolgere e che deve mantenere all'interno di questo Consiglio. E d'altra parte se non ci crediamo più noi alla politica, se non ci crediamo più noi dentro questo Consiglio alla nostra capacità di agire e di cambiare e di essere comunque determinanti per le cose che si fanno in Sardegna, beh diventa difficile chiedere ai cittadini che ci credano loro. Io ricordo, mi è capitato più volte di dirlo in quest'Aula, che questo è un Consiglio sbagliato, cioè un Consiglio che nasce con una legge elettorale assurda, una legge che non consente di individuare un vinto e un vincitore, che non consente, come capita in qualsiasi democrazia liberale dell'alternanza, a chi ha vinto di governare e a chi ha perso di controllare e di dimostrare con l'esercizio e l'azione di controllo gli errori di chi sta governando per potersi poi proporre come alternativa quando si ritorna al corpo elettorale per l'espressione del corpo elettorale. E' un Consiglio, colleghi, in cui venti consiglieri regionali, cioè un quarto dei presenti, hanno comunque nel corso della legislatura lasciato il partito nel quale militavano, cosa che ovviamente non è di per se stessa grave. Piero Maria Santucci, il mio filosofo di riferimento, soleva dire che non cambiano idea soltanto i cretini, tutti gli altri per fortuna cambia il mondo e possono cambiare idea. Però io credo che sia senz'altro un fatto peculiare, senz'altro un fatto difficile da trovare nelle legislature passate del Consiglio regionale che venti consiglieri regionali abbiano nel corso della legislatura cambiato partito di appartenenza. Credo che sia una cosa anche questa sulla quale ci siano gli spazi per poter riflettere. Un Consiglio, colleghi, che ha un regolamento consiliare assurdo, bizantino, faraonico nelle sue aspettative e nelle sue imposizioni ai consiglieri; un regolamento, lo abbiamo ripetuto mille volte, che in quest'Aula noi non siamo stati in grado di modificare, ma è un regolamento che impedirebbe a qualsiasi assemblea degna di tal nome di funzionare. La prima emergenza della prossima legislatura sarà quella di dare a questo Consiglio regionale un regolamento che consenta a chi ha vinto di governare e consenta a chi deve fare l'opposizione di farla con tutti gli strumenti di controllo, ma senza la possibilità di bloccare l'attività di chi deve governare.
Voi pensate a una maggioranza, se mai fosse esistita o se esiste, che rispetta tutti i termini che questo Consiglio stabilisce e che il 30 giugno presenta puntualmente il documento di programmazione economica e finanziaria e che il 30 di settembre presenta puntualmente la propria manovra economica. Una maggioranza di questo genere sarebbe condannata a rimanere dal 30 giugno fino al 30 aprile, come ha ricordato il collega Cogodi in un tratto di lucidità del suo intervento, sarebbe condannata a rimanere sopra un DPEF e sopra una legge finanziaria che diventano obbligatoriamente leggi omnibus, perché il regolamento consiliare consentirebbe loro di rimanere dal 30 giugno al 30 aprile all'attenzione dei lavori di questo Consiglio. Tante volte abbiamo sottolineato che non può essere fatta una buona finanziaria quando dentro la finanziaria le norme intruse prevalgono rispetto alle norme di finanza pubblica. Ma è altrettanto vero che un Consiglio, che un regolamento che permette di presentare migliaia di emendamenti alla finanziaria, che costringe, condanna i consiglieri a restare in aula giorni e notti per discutere di migliaia di emendamenti alla legge finanziaria e al bilancio senza che esista lo strumento della fiducia, che anche a livello nazionale consente di porre fine, quando il funerale è troppo lungo, a delle cose che diventano assolutamente insostenibili per qualsiasi cristiano normale, insomma fino a che questo non verrà cambiato non ci sarà maggioranza, non ci sarà Consiglio regionale che potrà convivere in maniera decente nei suoi rapporti tra maggioranza e opposizione. Questo lo sappiamo tutti, è una cosa chiara, è una cosa che chiunque ha trascorso sei mesi, non cinque anni o non venticinque anni dentro questo Consiglio regionale non può non avere ben chiaro in testa. Ci sarebbe voluto poco forse a metterci d'accordo, consiglieri di maggioranza consiglieri di opposizione, ben pensanti di maggioranza, ben pensanti di opposizione, persone ragionevoli di maggioranza, persone ragionevoli di opposizione, ci sarebbe voluto poco a mettere le basi quanto meno perché la prossima legislatura non inizi con la stessa fatica, con la stessa difficoltà, con gli stessi intoppi, con gli stessi inciampi che hanno fatto dannare l'anima a ciascuno di noi nell'ambito di questa legislatura. Colleghi, è vero, lo avete sottolineato tante volte, lo hanno sottolineato i colleghi dell'opposizione tante volte, a questa maggioranza competevano, competono in questo Consiglio responsabilità diverse da quelle della minoranza. E' vero, e probabilmente la responsabilità più grossa di questa maggioranza è che non ha creduto fino in fondo nella propria capacità di innovare, di cambiare, di riuscire davvero a dare un'aria nuova alle stanze vecchie e ammuffite di questa Regione. Noi ci eravamo proposti agli elettori per portare un vento nuovo dentro questo palazzo e probabilmente al nostro interno non siamo riusciti a trovare la coesione, la comunanza di valori ideali che era l'unico propellente che ci poteva garantire sul serio di essere fortemente innovatori come fortemente innovatori avevamo promesso di essere. Questo è vero, va ammesso, però, colleghi, se oggi noi andiamo a presentarci alle elezioni presentando lo spaccato, lo specchio di questo Consiglio regionale, la colpa è dell'intera classe politica che ha occupato questo palazzo del Consiglio regionale. E se non abbiamo fatto le riforme, cioè se non ci siamo accordati su quelle cose minime che erano comunque patrimonio condiviso, idealità di tutti quanti, almeno a parole, all'interno di questo Consiglio, beh questo, colleghi, non verrà rinfacciato soltanto ai consiglieri di maggioranza, non sperate, non potete pensare che verrà rinfacciato ai soli consiglieri di maggioranza, sarà una colpa che verrà rinfacciata all'intero Consiglio regionale, a un Consiglio regionale e a una classe politica che rinunciando in questi cinque anni a fare riforme, molte delle quali condivise, ripeto, nei programmi, nei proclami e nelle parole dall'intero Consiglio regionale, probabilmente ha messo le prime lettere della parola "fine" alla propria complessiva esistenza. Vinca Pili, vinca Soru, il Consiglio regionale ha perso, i partiti politici hanno perso, ha perso la politica, perché comunque sia lo scontro che oggi si sta andando a radicalizzare tra i due leader dei due maggiori schieramenti che si confrontano anche oggi in questo Consiglio non è uno scontro sulle cose della politica, non è uno scontro sui programmi e sulle progettualità, è uno scontro sulle immagini, ed è uno scontro sulle immagini che verrà pagato dai partiti politici. Chiunque vinca dei due grandi contendenti, i partiti politici e le classi politiche che oggi sono rappresentate in questo Consiglio, pagheranno e pagheranno caro, ed è giusto che paghino perché chiunque fa errori paga.
Oggi questo Consiglio regionale si affronta nell'ennesima puntata di una telenovela che giustamente non appassiona più nessuno. Io non posso certo fare alcuna colpa ai miei colleghi del Consiglio che scelgono di non ascoltare le mie parole, purtroppo io ho tante volte scelto di non ascoltare le loro, purtroppo il meccanismo complessivo di questo Consiglio ha fatto sì che ci fosse un dialogo tra sordi e che il poco dialogo che è comunque esistito sia sempre stato esterno a quest'Aula. Una cosa che è contraria a qualsiasi principio di democrazia. L'Aula è stata costantemente espropriata, costantemente svilita da ogni tipo di confronto democratico che invece è avvenuto negli anni passati con nomi più altisonanti dei nostri all'interno di quest'Aula. Oggi tutti quanti siamo consapevoli che il confronto di queste ore non è sulla finanziaria o non è soltanto sulla finanziaria e sul bilancio, è un confronto elettorale, nel senso che si stanno confrontando due schieramenti che con interposizioni stanno tra di loro cercando motivi di confronto e scontro, soprattutto scontro in questa fase, per andare dall'elettorato a convincere che gli altri hanno fatto più danno rispetto a quanto farebbero loro o a quanto hanno fatto loro stessi. Ecco, io credo che non sia ragionevole quello che stiamo facendo anche in queste ore. E' evidente a tutti, l'onorevole Balletto non ha scoperto l'acqua calda, e se all'onorevole Cogodi piacciono i paragoni di tipo necroforico, citando cadaveri, impiccati, morti, suicidi, potrebbe fare il medico legale oltre che l'avvocato, se è un avvocato si occuperà fondamentalmente di queste cose, se sono sua passione. Il collega Balletto dice una cosa sacrosanta, in quest'aula non si confronta una maggioranza con una minoranza, in quest'aula si confrontano due grosse minoranze con l'interposizione di una serie di colleghi consiglieri di partiti politici che hanno fatto una scelta di terzietà rispetto alle due grosse minoranze che si stanno confrontando e una delle due minoranze sta presentando, in maniera serena e direi anche, per quanto ha fatto l'Assessore della programmazione, coraggiosa, un bilancio e una finanziaria. Sta presentando un bilancio e una finanziaria che non è stata considerata una scatola chiusa, che non è stata considerata un aggeggio all'interno del quale non si potesse mettere mano, ma che è stata considerata come una proposta aperta presentata all'Aula affinché l'Aula la emendasse, la correggesse, la integrasse, la sostituisse in tutte quelle parti che devono essere emendate, corrette e sostituite. Però, colleghi, non è che ci possiamo dire, come sempre abbiamo fatto in questi anni, che da una parte qualcuno costruisce e dall'altra parte qualcuno smonta e pretende che gli altri ricostruiscano sempre con una nemesi come nella tela di Penelope che non finisce mai. Io credo che questo non sia possibile nel senso che noi sappiamo bene che oltre che le spese correnti, cioè quelle che sono obbligatorie per il funzionamento degli uffici, esistono in questa Regione un'altra serie ampia di spese che sono attese da migliaia e migliaia di sardi, perché sono spese importanti, perché consentono di far marciare delle leggi che sono consolidate come sviluppo e volano del trascinamento economico della Sardegna, che se questo Consiglio regionale non farà, insomma, io capisco il centrosinistra pensa di usare questo argomento come clava in campagna elettorale, ma tante volte le clave diventano boomerang e si ritorcono nella testa di chi li lancia, quindi la difficoltà che ancora oggi noi viviamo in questo Consiglio è che non esiste un ragionamento volto all'esterno, cioè un ragionamento che anche nel rispetto delle responsabilità comunque sia finalizzato a trovare una soluzione spendibile e comprensibile all'esterno. No, esiste quello che è esistito per quattro anni, per cinque anni, una campagna elettorale totale, a tutto campo, senza tregua in cui i due schieramenti si sono sempre affrontati, mai effettuando delle proposte che migliorassero quello che la maggioranza faceva, ma sempre smontando ciò che la maggioranza faceva e senza avere una proposta alternativa sulla quale si potesse arrivare per poter dire che quella proposta consentiva comunque di superare situazioni di stallo che in questi anni tante volte abbiamo vissuto. Questa finanziaria, colleghi, questo "brutto anatroccolo" di finanziaria, come qualcuno lo definisce, questa finanziaria tutto sommato lineare, pulita, come la definiamo noi, dà risposte ai sardi. Noi siamo perfettamente consapevoli di non essere, noi che la stiamo proponendo, maggioranza in questo Consiglio, ma siamo altrettanto consapevoli che la maggioranza dei sardi sta aspettando risposte da questo Consiglio e non sta aspettando risposte tecniche, sta aspettando risposte pratiche, quindi risposte che diano continuità agli interventi in essere, risposte che diano sicurezza agli interventi che devono essere fatti, risposte che consentano di dare anche nei mesi in cui noi staremo in campagna elettorale a girare la Sardegna per strappare l'uno all'altro il consenso degli elettori, anche in quei mesi, dare delle certezze alla spesa. Voi ritenete, voi centrosinistra, forse avete ragione, che trarrete vantaggio qualora ci sia la disgrazia di un Consiglio regionale che non riesce a licenziare una finanziaria e un bilancio. Può darsi che abbiate ragione, non so giudicare, forse sono troppo dentro e troppo coinvolto per poter giudicare, lo decideranno i sardi se avete ragione o non avete ragione. Io so soltanto che personalmente, ma credo anche per quanto riguarda il movimento, il partito che rappresento, so che oggi non sono orgoglioso di far parte di questo Consiglio regionale. Non sono orgoglioso di fare parte di questo Consiglio regionale e lo ripeto e so che avrò la mia parte di difficoltà, che è il mio ottantesimo di responsabilità o più se è necessario a spiegare come mai questo Consiglio regionale abbia deciso di abdicare alle ragioni della politica.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Vargiu. Onorevole Floris. Onorevole Ladu. È iscritto a parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Grazie Presidente. Ha avuto inizio nella nostra Assemblea l'esame di questa manovra economico - finanziaria e come ogni anno siamo chiamati ad esprimere un giudizio, le nostre valutazioni sui documenti più rilevanti della attività legislativa della nostra Regione. Da un mese a questa parte, mi sia consentito, non sento altro che ripetere che la manovra finanziaria arriva in ritardo, con notevole ritardo, che è una manovra finanziaria fasulla, che è una manovra finanziaria dissestata (questo è il termine usato dal collega Scano), una manovra insomma che imbroglia i sardi, il succo del discorso del centrosinistra è questo. Vorrei ricordare a qualche componente del centrosinistra, che in altri tempi la manovra è arrivata in notevole ritardo in quest'Aula; è certamente al Governo non c'era il centrodestra. L'assessore Cogodi; allora assessore Cogodi, oggi notevole esponente del centrosinistra, dimentica che con lui Assessore alle Finanze nel 1988 la manovra finanziaria venne approvata a maggio, a fine maggio, e pubblicata il 2 giugno, quindi bene farebbe il consigliere Cogodi, il collega Cogodi, prima di accusare gli altri del notevole ritardo andare a rivedersi gli atti e fare il mea culpa, così come ho detto altre volte al collega Cogodi in questa Assemblea, che prima di parlare bisogna riflettere. Il collega Cogodi dice anche che cosa sta succedendo nella testa di questo Consiglio regionale. Io non lo so se il collega Cogodi abbia ancora il senso e il rispetto per questo Consiglio regionale, non so se la frase l'abbia rivolta al centrodestra o al centrosinistra, certo è che ancora fino a quando questo Consiglio regionale resterà in piedi anche lui ne fa parte e quindi anche lui deve riflettere e si deve chiedere: "Cosa sta passando nella mia testa?". Questo, perché lo dico? Perché non si può solo criticare senza fare proposte, e il collega Cogodi è uno di quelli, critica la finanziaria proposta da questa Giunta, dice: "L'esame di questa finanziaria non è ancora iniziato ne vedremo delle belle", "è una finanziaria presentata pressoché fuori termine", e anche su questo sbaglia. Corregge il tiro a un certo punto del suo discorso e dice: "Quale società dovrebbe insegnare l'inglese ai sardi", non c'entrava niente con il senso del discorso, ma se ci fossero società che anche ai sardi dovessero insegnare l'inglese ben vengano, certo è che nessuno le ha preconfezionate, come probabilmente può essere successo in altri tempi per altre iniziative. Onorevole Cogodi, lei continua a ripetere che in questa finanziaria ci sono delle irregolarità, dica ai sardi, al Consiglio regionale prima e ai sardi dopo, quali sono queste irregolarità, la invito, onorevole Cogodi, a dirle pubblicamente, perché ancora una volta si lanciano le accuse ma non si giustificano le accuse. Questo non fa parte certo di una dialettica politica. "Tentate di nascondere l'evidenza dei fatti", quale evidenza dei fatti, onorevole Cogodi, noi non abbiamo niente da nascondere, tanto è che abbiamo presentato, predisposto il nostro governo regionale, il nostro esecutivo ha predisposto una finanziaria per i sardi, a favore dei sardi, né di destra né di sinistra, senza individuarne la tessera, né di centro, né di destra né di sinistra. Ha predisposto una manovra nell'interesse dei sardi senza guardare che tra un mese ci sono le elezioni. Ora tra voi come tra noi ci sono tanti amministratori locali, tanti consiglieri comunali, tanti assessori, tanti sindaci. A voi mi rivolgo, ma quando mai nei vostri consigli comunali, nelle vostre giunte comunali, nei vostri consigli provinciali, nelle vostre giunte provinciali, avete approvato un bilancio a metà o per metà anno? Avete detto: "Bisogna fare un bilancio tecnico per sei mesi e poi chi vincerà le elezioni vedrà di correggerlo". Ma in amministrazione un bilancio viene presentato per un esercizio finanziario, io non ho mai visto bilanci presentati per metà esercizio finanziario. Io sono amministratore di un piccolo comune dal 1975 e non ho mai visto bilanci presentati per 6 mesi, eppure le elezioni almeno al mio comune che non ha mai avuto crisi e quindi le elezioni si sono sempre svolte regolarmente a metà dell'anno, mai è venuto in mente né alle giunte di centrodestra, né alle giunte di centro né alle giunte di centrosinistra di presentare un bilancio per soli 6 mesi. Eppure da qualche voce del centrosinistra è stato chiesto pure questo, e allora siccome in questo Consiglio regionale ci sono anche persone che probabilmente non hanno mai fatto gli amministratori locali, io dico che sarebbe opportuno che qualcuno facesse anche scuola di amministrazione locale prima di candidarsi alle regionali o prima di candidarsi a fare parte di questo consesso. Lo dico perché altrimenti si sbaglia quando si viene a parlare qui, perché anche il bilancio tecnico non può avere vita se non per quello che è stato detto in questi giorni nei vari incontri, ma sicuramente potrà essere assestato solo nel momento in cui è previsto dalle norme l'assestamento dei bilanci. Quindi, dicevo, il Governo, noi abbiamo il dovere di testimoniare, di pubblicizzare alla collettività regionale il grande sforzo di risanamento che sta compiendo nell'esclusivo interesse della Sardegna e delle generazioni che verranno. Risanamento che naturalmente non potrà essere indolore, ma i cui risultati daranno nuova linfa vitale all'economia e alla politica regionale. In questo quadro la Giunta ha avviato una politica per l'emersione e il riutilizzo dei residui di stanziamento per i quali rappresento l'esigenza, peraltro condivisa anche dalla Giunta e dalla stessa Commissione consiliare, di individuare tutti gli strumenti necessari al recupero dell'efficienza e dell'efficacia della spesa. Da ciò la necessità di una maggiore tempestività nella realizzazione dei programmi e verifica in modo da consentire un rapido inserimento delle risorse pubbliche nel sistema economico regionale. Anche su questo ho sentito parecchie critiche. L'accertamento dei residui è falso, non corrisponde al vero, l'operazione è sbagliata, ma scusate colleghi, che c'è di male se si fa un po' di pulizia in questo benedetto bilancio regionale? Ha iniziato l'assessore Pittalis, chiudendo non mi ricordo quanti conti correnti, mi corregga se sbaglio, circa 12 mila conti correnti nel 2001. Ma io vi porto un esempio di questi giorni, del mio comune. Io mi ritrovo a residuo e me lo sto portando dall'84, così per capirci colleghi del centrosinistra cosa vuol dire fare pulizia nel bilancio, un finanziamento di 50 milioni per la ristrutturazione del vecchio Monte Granatico. Ci fu un contenzioso con l'impresa, il comune vinse la causa e io mi ritrovo ancora quei 50 milioni fermi lì. Ho fatto una richiesta alla Regione per poter utilizzare quei fondi, alla Regione non si trova neanche più la legge, non si trova più neanche la pratica, non si trova più neanche il decreto. Dobbiamo ripulirlo questo bilancio regionale sì o no? Dobbiamo riutilizzarle queste somme sì o no, oppure le dobbiamo continuare a tenerle allocate lì? Io penso che con un po' dii criterio, di responsabilità, ragionando serenamente al di là degli schieramenti politici anche l'operazione di risanamento, di accertamento dei residui, di aggiornamento del bilancio, di pulizia del bilancio sia una cosa da doversi fare. Evidentemente l'onorevole Cogodi ha ritenuto opportuno rientrare in Aula perché devo arrivare a parlare anche della legge 37.
Dicevo che condivido comunque le scelte prioritarie che questo Esecutivo ci propone, in particolare il rifinanziamento della legge regionale 36 del 1998. Questo strumento normativo attraverso gli sgravi contributivi previsti per contenere il costo del lavoro, in questi anni ha dispiegato tutta la sua efficacia nell'aggredire la grave disoccupazione dell'isola. Non potete contestare che la disoccupazione non sia diminuita in questi anni, non li diamo noi i numeri, li dà l'Istat, e l'Istat dice che la disoccupazione è diminuita. Dimostratemi il contrario!
Tra i interventi finanziari particolarmente rilevanti sono da sottolineare quello concernente l'azione di sostegno dell'imprenditoria femminile, quello del Piano straordinario del lavoro, quello concernente le misure di agevolazione a favore della piccola e media impresa, quello sull'incremento dei finanziamenti a favore del sistema sanitario. Piano straordinario del lavoro. Collega Cogodi, lei in questi giorni va pubblicizzando che il piano straordinario del lavoro non è frutto della volontà di questa maggioranza. Ho avuto modo in altre occasioni di spiegarle, onorevole Cogodi, che il Piano straordinario del lavoro quando è stato rifinanziato non sarebbe stato rifinanziato con i soli voti del centrosinistra perché in quel momento, nonostante la crisi che attraversava il centrodestra non avevate i numeri per far passare il Piano straordinario del lavoro, quindi non del centrosinistra il Piano straordinario del lavoro, ma semmai della volontà del Consiglio regionale, perché è inconfutabile che i voti dovevano essere in quel momento 41 e non mi risulta che il centrosinistra potesse contare su 41 voti. E poi, onorevole Cogodi, le vorrei ricordare che il Partito che rappresento, prima C.C.D., poi U.D.C., è sempre stato presente in Commissione Bilancio e Programmazione, da sempre ha difeso il piano straordinario del lavoro. Quindi non innalziamo bandiere né rosse né nere né bianche né verdi, il Piano straordinario del lavoro è una legge a favore di tutti i sardi, dei comuni, delle imprese, dei disoccupati, ma voluta dal Consiglio regionale, né dalla sinistra né dal centrosinistra né dalla destra né dal centrodestra. In questa sede desidero contestare l'assurda richiesta avanzata dai Gruppi consiliari della coalizione di centrosinistra che si estrinseca nel proporre all'Aula di approvare una manovra economico finanziaria, come ho detto prima, per sei mesi, in violazione di tutte le norme che regolano la materia. Forse questi colleghi ignorano che tutti noi abbiamo il dovere di votare la manovra economico finanziaria per l'intero triennio 2004 - 2006, quindi che va ben oltre il 12 e il 13 giugno. E' la manovra finanziaria per un triennio, non so chi la guiderà, chi la eserciterà, ma sicuramente per un triennio. Nell'esclusivo interesse non di questa coalizione né della maggioranza e dell'opposizione, ma bensì dell'intera collettività regionale, ritengo necessario porre all'attenzione per una consequenziale riflessione della Giunta regionale, caro Assessore, all'esigenza di destinare maggiori finanziamenti al problema della formazione. Noi dobbiamo ancora una volta, l'ho sostenuto in tutte le finanziarie, destinare maggiori risorse alla formazione. Infine, mi sia consentito esprimere nei confronti del centrosinistra ancora un disappunto: noi come partito di centro, all'interno del centrodestra, in questi giorni abbiamo cercato in tutti i modi il dialogo, per venire incontro a quelle che possono essere le esigenze, non solo di questo consesso, ma di tutti i sardi. Abbiamo partecipato a riunioni, ad incontri, nell'esclusivo interesse di varare la manovra; la manovra, ripeto, che non può essere la manovra né voluta da voi, ma la manovra che prevede qualcosa negli interessi dei sardi per il proseguo dell'anno 2004. Mi dispiace che, nonostante la disponibilità dell'assessore Cappellacci, che non è uomo di parte, è un tecnico al quale rivolgo il mio personale apprezzamento per il lavoro svolto in questi mesi, ha dato ieri sera in più di una occasione la disponibilità per rivedere insieme a voi la manovra, ma quando si vuole togliere tutto, quando si vuole recidere la pianta, è preferibile non accettare. Nonostante questo ancora oggi è stata dichiarata la disponibilità, il mio collega di Gruppo, l'onorevole Piana, e il mio segretario regionale, l'onorevole Oppi, anche stasera nel loro intervento hanno dichiarato la disponibilità ad esaminare ancora questa possibilità. La possibilità di ripercorrere quella strada, noi siamo qui, siamo disponibili.
PRESIDENTE. Onorevole Murgia? Onorevole Usai, vuole intervenire in sostituzione?
USAI (A.N.). No, c'è il vice Capogruppo!
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 32 , viene ripresa alle ore 18 e 36.)
PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. E' iscritto a parlare il consigliere Corona. Ne ha facoltà.
CORONA (F.I.-Sardegna). Mi sia consentito Presidente, in apertura, di esprimere anche noi all'assessore Roberto Frongia, all'avvocato Frongia, la nostra solidarietà. signor Presidente, onorevoli colleghi, ci troviamo oggi ad affrontare in ritardo la manovra finanziaria, voglio dire subito che è un ritardo non dovuto semplicemente alla Giunta regionale o all'assessore Cappellacci, ma dovuto a difficoltà di quadro politico e di quadro finanziario.
Da un lato il risultato delle elezioni regionali del '99 ci ha consegnato un quadro politico particolarmente frammentato; è noto a tutti infatti che nel '99 l'urna non ha proclamato nessuna maggioranza, ed è anche vero che la maggioranza che si è formata, anche questa, è nata da una minoranza, è frutto di una minoranza. D'altro canto oggi la situazione internazionale non è facile, sia per il terrorismo, sia perché l'economia mondiale non va bene, sia per l'approssimarsi delle elezioni americane. Questi tre fattori, insieme ad altri, si aggravano inoltre a vicenda.
In questa cornice globale si inseriscono effetti locali: il non facile quadro politico sardo, l'abuso del voto segreto in quest'Aula, le distorsioni in quest'Aula del Regolamento consiliare, gli effetti della legge elettorale del '99 che producono effetti veramente disastrosi, come il fatto che partiti che hanno l'1 per cento condizionano pesantemente le coalizioni. In più occorre sottolineare che il centrodestra ha trovato nel '99 una situazione molto difficile. In questi anni abbiamo fatto molto, ma è evidente che non basta, e non è bastato.
Notiamo però con soddisfazione che la nuova legge elettorale consente, per la prima volta nella storia della Sardegna, la possibilità di raggiungere la stabilità politica e finalmente, come diceva anche il collega Vargiu, l'affermazione del principio dell'alternanza. In questo senso altri obiettivi sono primari: la limitazione del voto segreto e il taglio dei tempi burocratici della nostra Regione.
In queste settimane abbiamo cercato un accordo e siamo convinti che occorra trovare un accordo, siamo consapevoli che bisogna avviare la spesa della Regione al più presto. Il centrosinistra deve assumersi le sue responsabilità; la possibilità di spesa oggi è legata all'approvazione di questa manovra o di altre manovre da parte del Consiglio regionale e non alle decisioni della Giunta.
Noi non ci facciamo sovrastare dalle difficoltà politiche e economiche. Oggi in questa Assemblea non esiste maggioranza, ma guai a chi volesse bocciare o bloccare la manovra, sarebbe un atteggiamento politico irresponsabile. Noi sappiamo anche che in Sardegna l'unità del centrodestra sta soprattutto nella gente; anche per questo noi sentiamo il peso e la responsabilità dell'azione di governo.
I sardi vogliono una rapida approvazione della manovra, ci siamo impegnati nello sforzo di dare risposte in questo senso ai sardi. In Commissione abbiamo cassato, su richiesta della sinistra, diversi articoli, proprio per facilitare l'accordo e l'iter della legge. La nostra proposta è stata sempre tesa a dare risposte valide alle necessità che ci si mostravano davanti. A parere nostro è assolutamente prioritario non penalizzare i sardi.
Signor Presidente, noi siamo consapevoli del fatto che non ci possiamo fermare né questo Gruppo, quello di Forza Italia, la maggioranza, si vuole fermare; noi abbiamo la ferma volontà di approvare la finanziaria al più presto.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà. È l'ultimo intervento al quale seguirà la replica della Giunta.
SPISSU (D.S.). Signor Presidente, dobbiamo consumare questo rito della discussione generale e lo facciamo nella giornata che è la giornata che per legge abbiamo chiamato Sa Die de sa Sardinia, una giornata che è stata un pochino militarizzata dalla retorica della Brigata Sassari, cosa sulla quale naturalmente siamo tutti d'accordo e che noi stimiamo, a cui vogliamo bene, a cui siamo legati, ma di qui a militarizzare e a modificare il significato di questa giornata ne passa e ne passa molto.
Non siamo d'accordo sul modo con il quale questa giornata è stata organizzata, non siamo d'accordo sugli eventi che sono stati messi in campo, non siamo d'accordo sull'enfasi che viene data ad un Corpo che è pur sempre un Corpo delle forze armate, per quanto glorioso e per quanto importante per la nostra storia patria e per la nostra storia regionale in modo particolare. Penso che le opposizioni, a cui viene spesso richiesto in quest'Aula grande senso di responsabilità, non possano non dire in quest'Aula che siamo stati esclusi da qualunque iniziativa, da qualunque manifestazione, dalla possibilità di partecipare a qualunque manifestazione, perché mentre c'era chi presenziava alle manifestazioni de Sa die de sa Sardinia, altri, cioè noi, con senso di responsabilità siamo stati in Aula a discutere di bilancio e di finanziaria, assumendoci responsabilità di carattere collettivo, sebbene naturalmente le responsabilità di carattere collettivo ci riguardino in quanto minoranza e in quanto opposizione, e fin lì assumiamo le nostre responsabilità.
Noi siamo disposti ad assumere le responsabilità, però penso che questa assunzione di responsabilità non possa essere spinta fino a dire che le opposizioni si renderebbero responsabili della mancata approvazione di questa manovra finanziaria. Guai, ha detto Corona, se le minoranze e le se opposizioni assumessero questa grave responsabilità verso il popolo sardo perché lui e il suo Gruppo saranno lì con fermezza, non si sa dove e non si sa con quale fermezza, a difendere questa manovra; perché se fosse lì il suo Gruppo e se ci fosse la fermezza, non dico quella che lui a parole ha richiamato, ma quella minima necessaria per andare avanti, credo che la manovra l'avrebbero approvata anche senza il grande senso di responsabilità cui la minoranza viene chiamata, un po' fastidiosamente, in quest'Aula, con appelli inutili di persone che in cinque anni hanno usato tutti i privilegi e tutto quanto deriva dall'essere maggioranza, che sanno bene qual è la differenza tra la maggioranza e l'opposizione.
Piana adesso non c'è, però ha fatto un accorato appello al nostro senso di responsabilità, lui sa bene qual è la differenza tra maggioranza ed opposizione, cinque anni nei quali è andato in giro a dire che rappresentava questo Assessore e quell'Assessorato e che risolveva questo e quel problema. Si assuma la responsabilità anche di chiudere questa vicenda in quest'Aula, perché questo sarebbe utile, questo sarebbe giusto.
Così come non credo che sia utile, se non ai fini, appunto, di un esercizio retorico e dialettico, fare come fa l'onorevole Vargiu e come hanno fatto altri colleghi che dicono: "Purtroppo in quest'Aula ci sono due minoranze, dobbiamo prendere atto che ci sono due minoranze, che non c'è una maggioranza ed allora occorre un grande anelito unitario perché queste due minoranze portino finalmente a conclusione le questioni nell'interesse dei sardi, che è naturalmente il bene supremo al quale tutti dobbiamo mirare".
Sennonché l'onorevole Vargiu fa finta di dimenticare che di queste due minoranze una occupa stabilmente gli Assessorati, la sua minoranza li occupa, gli stessi, da cinque anni; fanno e disfano, così come si fa e si disfa negli Assessorati, utilizzano tutti gli "svantaggi" e le "responsabilità" che derivano dall'esercizio del potere, purtroppo gravoso, nell'interesse generale dei sardi, allora non siamo pari, non sono due minoranze che sono pari, c'è una minoranza che se non governa, perché non governa, certamente occupa la Regione ed usufruisce di tutti i benefit, buoni e cattivi, che derivano dall'esercizio del potere compreso, Presidente Masala, le nomine che vengono fatte negli enti nonostante gli ordini del giorno approvati da questo Consiglio regionale e poi qui, in nome del popolo sardo ovviamente, si fa appello al nostro senso di responsabilità.
Noi abbiamo un grande senso di responsabilità, abbiamo la responsabilità di continuare a tenere aperti il dibattito e la discussione in un'Aula nella quale la discussione non esiste e nella quale non c'è più senso neanche a discutere, assumiamo la responsabilità anche, l'abbiamo detto, di evitare a questo Consiglio regionale e alla Sardegna l'ingiuria del commissariamento. Ingiuria del commissariamento che se avvenisse ricadrebbe pienamente e totalmente in capo alla maggioranza che non c'è; poi certamente anche a noi dispiace, certamente questo non avviene senza un vulnus anche allo stato generale delle forze politiche e del Consiglio regionale, però le responsabilità non possono essere pari. E questo gioco del palleggio delle responsabilità, lo ripeto, è un gioco assolutamente fastidioso ed inaccettabile, che i sardi capiranno benissimo e capiscono benissimo.
Io sono fra quelli che riteneva che a questa Regione dovesse essere risparmiato il vulnus di una Giunta nata con 28 voti; di una Giunta nata senza maggioranza, di una Giunta che conteneva nel momento in cui ha preso vita tutte le premesse perché accadesse quello che sta accadendo. Questo è il vulnus che io volevo evitare. Ero convinto che sciogliere il Consiglio regionale potesse essere fra i mali che avevamo davanti, quello minore, sebbene naturalmente non trascurabile dal punto di vista dell'impatto politico che esso avrebbe avuto sull'Istituzione regionale. Altri in quest'Aula hanno fatto nascere una Giunta di minoranza, di minoranza per evitare le elezioni anticipate. È nata una Giunta di minoranza, si è trascinata senza maggioranza per lunghissimi mesi, si è finalmente risolta una crisi rioccupando gli Assessorati tenuti fin lì ad interim dal Presidente factotum, ma naturalmente tutto questo non c'entra niente con il governo del Regione. Tutto questo non c'entra niente con le ragioni supreme che sovrintendevano alla nascita di quella maggioranza, che era quella di evitare il commissario e le elezioni anticipate, che era quella di evitare che la Sardegna restasse senza un bilancio e senza una finanziaria, che era quella di evitare che le categorie sociali ed economiche subissero un danno dall'anticipato scioglimento del Consiglio. I fatti, colleghi, i fatti danno ragione a chi diceva che il tentativo era un tentativo inutile e dannoso. Siamo al mese di aprile, la finanziaria è arrivata qualche settimana fa; è arrivata qualche settimana fa, perché è bene che rinfreschiamo la memoria, dopo che le opposizioni hanno presentato una mozione in quest'Aula per costringere la Giunta a presentare un bilancio che andava presentato mesi prima. Il bilancio, ci avete detto, non si può presentare perché è in corso una discussione col Governo nazionale sul sistema delle entrate, che ci consenta di avere un livello di entrate maggiori; abbiamo creduto anche a questa favola, abbiamo creduto alla storiella che il Governo nazionale ha promesso di modificare la finanziaria dello Stato ascoltando il grido di dolore delle regioni e della Sardegna in particolare, perché stiamo parlando di un governo amico, naturalmente questa è una storiella. Tremonti ha ben altri problemi che ritornare a modificare la finanziaria dello Stato. Tremonti non riesce a presentare il documento di programmazione economica e finanziaria. Tremonti non riesce a diminuire le tasse come aveva promesso in campagna elettorale. Tremonti, insomma, deve preoccuparsi delle mancate entrate dello Stato che erano basate su provvedimenti una tantum, lo Stato nel suo insieme ha problemi gravi e la Sardegna è stata trascinata in questo vortice.
Ad ogni buon conto avete presentato finalmente il documento finanziario in Aula, un documento che noi abbiamo detto che non ci piace, che non va bene. E smettiamola di raccontare la storiella che se approviamo la finanziaria risolviamo i problemi della Sardegna. Questa è una finanziaria che anche se l'approvassimo sarebbe inefficace, perché sarebbe un'approvazione formale, difficilmente ciò che è contenuto in questa finanziaria può diventare possibilità di spesa, le possibilità di spesa sono affidate alla prossima Giunta e a chi governerà la Sardegna. Vi abbiamo spiegato in Commissione che, secondo noi, le previsioni di entrata non sono corrette, che l'individuazione dei residui può non essere puntuale e che quindi l'impalcatura complessiva di questa finanziaria è basata su presupposti che possono non essere corretti. Ma questa finanziaria non è che non piace solo alle opposizioni, non piace neanche a tutte le categorie economiche e sociali che l'hanno affrontata e che dicono naturalmente che comunque deve essere affrontato il bilancio. Vi abbiamo spiegato che non ci piace, vi abbiamo consentito di uscire rapidamente in Commissione, in Commissione la finanziaria anziché essere migliorata è stata peggiorata accogliendo quasi tutti gli emendamenti che la cosiddetta maggioranza ha nel frattempo fatto.
Concludendo, la maggioranza non è in condizioni di approvare il bilancio, noi abbiamo un grande senso di responsabilità, ma questo senso di responsabilità non ci porta fino al punto da consentirvi di approvare questa finanziaria. Vi abbiamo proposto un percorso diverso, ci avete detto che tra il suicidio e la fucilazione è meglio la fucilazione, io posso solo sommessamente aggiungere che sempre di morte si tratta. Proponevamo, magari, una via meno cruenta che era quella che consentisse di uscire con qualche ammaccatura, ma senza morti sul campo, Assessore. Continuiamo a ripetere che questa è una soluzione; quando parliamo di bilancio tecnico parliamo di un bilancio che sia "asciugato", che non è un bilancio da cui cadono cinque norme che fanno risparmiare trenta o quaranta milioni di euro, perché questo siamo buoni a farlo da soli con gli emendamenti soppressivi. Lo facciamo anche velocemente, senza far finta di trattare niente, ci sono cose talmente inguardabili che cadrebbero prima di arrivare al voto, quindi questo risparmio siamo in condizioni di farlo da soli. Non parliamo di questo, parliamo di un livello più consistente di intervento, parliamo di un livello consenta di uscire rapidamente dall'Aula. Sono stati presentati circa 600 emendamenti Ma pensate che questa vicenda la potete gestire, così con questo assetto? Pensate che confidando sul nostro senso di responsabilità si possa andare avanti? O forse è il caso che affrontiate seriamente il tema così come ve l'abbiamo proposto e che si rivela sostanzialmente l'impostazione? Poi noi diremo che vi abbiamo piegato, voi direte che non c'era bisogno, che avevate già deciso, ma questo fa parte della schermaglia, stiamo parlando della sostanza. La sostanza è che dall'Aula non si esce in questa condizione, che dall'Aula noi vogliamo uscire, ma ci affidiamo al senso di responsabilità della maggioranza e suo, Presidente, perché si esce lungo strade diritte, non per sentieri tortuosi, come voi proponete. Lungo strade diritte che siano comprensibili, perché siamo in campagna elettorale. Noi non vogliamo avere vantaggi per la campagna elettorale, ma non vogliamo neanche darvene vantaggi per la campagna elettorale. Allora, se è chiaro questo, noi possiamo evitare a questo Consiglio regionale, alla Sardegna, l'oltraggio di un commissariamento per il bilancio che, naturalmente, non fa piacere a nessuno, ma di cui poi ognuno assumerà le responsabilità per la parte che lo riguarda.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Io mi ero ripromesso, nella mia replica, di limitarmi agli aspetti e tecnici e politici, però strettamente inerenti alla manovra finanziaria, strettamente inerenti a quelle parti del dibattito che potessero essere utili per un migliore approfondimento, per un contributo per arrivare ad una situazione che potesse favorire, noi auspichiamo, l'approvazione della manovra. Cercherò di tener fede a questo impegno, con un'unica deroga; la deroga la farei per l'onorevole Cogodi, che purtroppo non vedo qui in Aula, ma che non è il solo che ha parlato di eventi quali il suicidio, omicidio, fucilazioni o cose di queste genere, ma è evidente che di fronte ad un invito al suicidio, posto che non ho nessuna voglia né intenzione di concludere questa mia esistenza prima del tempo, dico che rifiuto qualunque invito al suicidio e che se qualcuno ha animo, evidentemente, di questo tipo lo esterni, diventa un animo omicida in senso proprio e si attrezzi in questo senso. Questo lo dico perché la manovra che è stata presentata, e sulla quale mi accingo a fare qualche considerazione, è una manovra che la Giunta ha esitato in quanto la ritiene valida e, in questo momento, io la sostengo e continuo a sostenerla e continuerò a sostenerla. Allora, fatta questa precisazione, per amore di verità, ma una precisazione che faccio, ripeto, anche per la simpatia che tutto sommato nutro nei confronti dell'onorevole Cogodi, simpatia che forse deriva anche dalla mia vecchia passione per il cinema e quindi evidentemente in qualche modo suscita in me un interesse, passando al merito...
FADDA (La Margherita - D.L.). Ma lei non è produttore, come Berlusconi.
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Onorevole Presidente ed onorevoli Consiglieri, i principali indicatori delle variabili economiche se da un lato indicano un positivo e incoraggiante trend su alcuni problemi cruciali quali quello della disoccupazione, il cui indice è passato dal 21,4 del '99 al 16,9 del 2003, o quello della variazione del prodotto interno lordo che fa registrare, secondo le prime rilevazioni per il 2004, un miglioramento e un incremento della variazione percentuale, dall'altro evidenziano una congiuntura che è difficile e che richiede i massimi sforzi e le più proficue azioni a sostegno della auspicata ed auspicabile ripresa economica. In tale quadro le scelte che hanno orientato le attività e il lavoro dell'Esecutivo nella predisposizione della manovra finanziaria sono state coerenti con le linee già indicate nella corrente programmazione regionale, in ordine all'assunzione di politiche che pur guardando alla razionalizzazione e al generale contenimento della spesa, siano in grado di assicurare un efficace impulso allo sviluppo dell'intero sistema economico regionale. Il tutto, purtroppo, in una contingenza caratterizzata da risorse inadeguate e da una situazione politica difficile. E proprio con riferimento al quadro delle risorse, in particolare al livello delle entrate, il Dpef 2003/2005 chiariva come l'obiettivo fondamentale della politica regionale fosse quello di assicurare un livello di entrate tale da garantire il finanziamento delle politiche individuate per l'effettivo sviluppo della Sardegna. In coerenza con tali linee obiettive e in continuità con le azioni già avviate dall'Esecutivo si è proceduto negli scorsi mesi all'avvio di due importanti iniziative; da un lato attraverso una proficua interlocuzione con il Governo si è ottenuta l'apertura e l'avvio del tavolo tecnico presso il Ministero dell'Economia al fine di procedere alla revisione delle quote di devoluzione del gettito tributario di spettanza della Regione, e dall'altro alla promozione, ai sensi dell'articolo 54 comma quarto dello Statuto speciale per la Regione Sardegna, di un disegno di legge di iniziativa regionale per la modifica, con legge ordinaria dello Stato, delle norme contenute nel Titolo Terzo dello Statuto e concernenti la determinazione della quota di imposta sul valore aggiunto da devolvere alla Regione. Confidiamo che tali iniziative possano sortire quei risultati che consentano l'aumento del livello di entrate in misura tale da poter garantire il detto finanziamento di adeguate e più incisive politiche per l'effettivo sviluppo della Sardegna. Nelle more di tali esiti la manovra predisposta dalla Giunta ed esitata dalla Commissione consiliare competente, in continuità programmatica, garantirebbe comunque i livelli di finanziamento delle politiche di spesa e di sviluppo già assicurati nelle precedenti manovre, introducendo peraltro ulteriori elementi per l'attuazione del programma di governo. In particolare la manovra si caratterizza per la misura di ripulitura dei dati contabili, attuata mediante la cancellazione di una considerevole mole di residui di stanziamento e di residui formali non retti da obbligazioni perfezionate.
Sin dall'esame delle precedenti manovre finanziarie il Consiglio, attraverso la competente Commissione programmazione e bilancio, esaminando il tema dei residui di stanziamento aveva sottolineato la dannosità della pratica invalsa che, di fatto, attraverso il suo uso, mascherava sia una certa insufficienza dell'azione politica collegata ai vari Esecutivi succedutisi nel tempo, che l'incapacità dell'apparato amministrativo e burocratico di garantire efficienza ed efficacia all'azione amministrativa ed assicurare coincidenza, quale buona regola di gestione, tra il momento dell'impegno e quello dell'effettuazione dei relativi pagamenti e in ultima istanza, assicurare la necessaria concretezza e tempestività nella realizzazione dei programmi.
Tale operazione di ripulitura ha consentito da un lato di disporre di maggiori risorse per le politiche regionali, che passano da un ammontare complessivo di circa 4.633.000.000 di euro del 2003 a 4.709.000.000 di euro per il 2004, e dall'altro, per la prima volta in misura così consistente, di diminuire il disavanzo al 31 dicembre 2003 di 1.700.000.000. In gran parte degli interventi che hanno preceduto questa replica si è criticata tale operazione, paventandone l'illegittimità e la presunta rischiosità. Con riferimento al primo aspetto devo sottolineare come tale impostazione sia già stata ritenuta non solo legittima, ma anche necessaria dalla competente Commissione consiliare; con riferimento invece alla presunta rischiosità ritengo utile precisare che la nuova spesa generata dall'operazione è contenuta nel limite del volume dei residui di stanziamento che si intendono sopprimere e peraltro il fondo a garanzia di perenzione residui, destinato a far fronte ad eventuali residui che, pur eliminati, richiedessero eventuali coperture; tale fondo è pari al 300 per cento degli utilizzi medi annuali normalmente effettuati. In altre parole presenta un margine di sicurezza almeno triplo rispetto al rischio effettivo di utilizzo, così come si è registrato storicamente. Tale rapporto dà l'esatta dimensione del grado di rischio dell'operazione, ovvero mi permetto di valutare pari a zero. Si è molto discusso, sempre negli interventi svolti in precedenza, del livello di indebitamento che la manovra finanziaria da un lato presuppone e dall'altro genera. Il tema del ricorso all'indebitamento certamente caratterizza le scelte effettuate dall'Esecutivo; molti degli onorevoli Consiglieri di opposizione hanno lamentato l'inadeguatezza della manovra, in particolare degli stanziamento previsti a favore di quello o di quell'altro settore. Così come molti consiglieri hanno fortemente criticato il livello dell'indebitamento raggiunto. Mi sia consentito di dire che il ricorso all'indebitamento non può mai essere, dal mio punto di vista, valutato positivo o negativo in termini assoluti, semmai andrà opportunamente valutata l'opportunità di ricorrere all'indebitamento per dare copertura a quello e a quell'altro programma di spesa. Il tutto con la puntuale ed opportuna valutazione degli obiettivi che ciascun programma si prefigge di raggiungere e, delle condizioni nelle quali l'azione di governo si svolge. In tale quadro appaiono sterili e di stampo meramente propagandistico affermazioni che apoditticamente mirino all'affermazione del dogma secondo il quale l'indebitamento sia in assoluto una pratica sconveniente, se non addirittura indice di cattiva amministrazione. Si indebitano le imprese, si indebitano gli enti locali, le amministrazioni pubbliche in genere. Dalle prime ci si aspetta capacità di generare ricchezza, sviluppo, occupazione, di non tradire la fiducia di dipendenti, fornitori o risparmiatori. Dalle altre capacità di dare risposte al territorio, di creare condizioni e precondizioni di sviluppo, di facilitare attraverso opportuni programmi la creazione di tali condizioni per la crescita e il consolidamento dell'intero sistema. Come a tutti noto la finanziaria nazionale, nell'ambito delle condivisibili azioni finalizzate al miglioramento e razionalizzazione delle politiche di finanza pubblica, ha innovato la materia dell'indebitamento prevedendo fattispecie limitate e restrittive di categorie di investimenti per finanziare i quali sia possibile ricorrere all'indebitamento.
La Regione Sardegna, pur rivendicando la propria autonomia e specialità in materia, ha partecipato al confronto svoltosi in seno alla Conferenza Stato - regioni, al fine di affermare il principio secondo il quale le anche opportune strategie mirate al contenimento e razionalizzazione della finanza pubblica debbano essere perseguite in un quadro di interventi che siano compatibili con le attuali dinamiche delle finanze locali. In tale quadro si colloca la scelta coraggiosa, ma non irresponsabile di allineare la manovra finanziaria alle linee guida e a criteri che hanno caratterizzato le manovre finanziarie delle altre Regioni italiane e nel rigoroso rispetto del dettato di cui all'articolo 37 della legge regionale numero 11 dell'83, e quindi prevedere le opportune coperture per gli investimenti ritenuti strategici per lo sviluppo del sistema economico regionale, ivi compresi gli investimenti conseguenti al riconoscimento di incentivi alle imprese e alle famiglie, oltre che degli investimenti connessi al cofinanziamento regionale di programmi comunitari.
Con riferimento specifico a questo tema sottolineo che questo Esecutivo è pronto e disposto a difendere con determinazione la strada intrapresa, che possa garantire l'esistenza e la permanenza di quel sistema di incentivi, di quel cofinanziamento dei programmi comunitari, a prescindere dal fatto che la norma rispetto alla quale noi esprimiamo il nostro dissenso e nelle opportune sedi facciamo valere questo dissenso, sia una norma che sia esitata da un governo di centrodestra o di centrosinistra. Noi governiamo la Regione Sardegna e agli interessi della Regione Sardegna stiamo pensando.
Tale scelta, peraltro, rafforzata dalla dichiarata volontà del Governo di consentire l'adozione di provvedimenti di proroga del nuovo quadro normativo che facciano salva l'impostazione data in sede di stesura delle manovre finanziarie relative all'anno in corso, trova compiuta giustificazione e necessità nella volontà dell'Esecutivo regionale di perseguire con ogni e possibile azione e con ferma determinazione tutte le più opportune iniziative atte a garantire adeguati programmi per lo sviluppo del territorio, per lo sviluppo della Sardegna e per assicurare risposte adeguate e migliori condizioni di vita e di sviluppo alla gente della Sardegna.
Anche grazie a queste scelte si assicurano le risorse necessarie allo sviluppo dell'Isola, risorse che hanno consentito il rifinanziamento del piano del lavoro, l'incremento degli stanziamenti della sanità, il rifinanziamento dei principali strumenti di agevolazione a favore delle piccole e medie imprese della regione, un finanziamento pari a 15.000.000 di euro per l'emanazione di un nuovo bando sulla legge 36 e il rifinanziamento in misura superiore rispetto all'anno precedente delle misure a favore dell'imprenditoria femminile, con evidente positivo impatto sulle politiche sociali. Sono stati inoltre confermati gli stanziamenti a favore dell'agricoltura, la dotazione complessiva delle leggi di incentivazione, i trasferimenti a favore degli enti locali, nonché quelli per il sostegno delle funzioni socio assistenziali. Confermati inoltre i fondi per la realizzazione delle opere pubbliche e per la promozione della ricerca scientifica e tecnologica. Con riferimento alle leggi di incentivazione di settore sono confermate le risorse per l'artigianato, mentre sono stati incrementati i fondi destinati al sostegno del settore commercio di circa il 50 per cento rispetto allo stanziamento dell'anno precedente. Con riguardo al turismo e al lavoro è stato confermato lo stanziamento per la cooperazione, mentre la proposta dell'anticipazione all'anno 2004 delle risorse della legge 1 assicurerebbe e assicurava una capacità di spesa pari a circa 200 milioni di euro.
Ora, nelle scorse ore, in particolare ieri e poi stamattina, nel sentire gli interventi che si sono succeduti nell'aula io ho avuto in un primo momento l'impressione di aver sognato: di aver sognato di essere seduto a un tavolo, di aver sognato di ascoltare e prender nota di una serie di indicazioni e considerazioni, di aver sognato di ricevere e prender nota di sollecitazioni e proposte di emendamenti a favore di quello o quell'altro settore o manifestazione. Ero sicuro di averlo sognato, ero sicuro di aver, in un certo momento di quella riunione, sognato anche lei, onorevole Cogodi. All'improvviso però, poi, parlando con i miei funzionari, mi è stato detto che non avevo sognato, che era tutto vero e che queste interlocuzioni si erano svolte. Allora questa Giunta in questa manovra finanziaria crede e crede perché la ritiene valida, coerente, legittima, ciò nonostante, pur nella consapevolezza di aver bene operato e di aver fatto scelte adeguate alla natura e portata dei problemi che attanagliano il sistema e la nostra terra, la Giunta che rappresento, con grande senso di responsabilità intende dare un contributo vero e concreto per risolvere questo impasse nel quale in questo momento l'Aula si viene a trovare. E allora onorevole Presidente, onorevoli consiglieri...
PRESIDENTE. Colleghi, io non so più cosa fare per chiedervi la cortesia di prestare un po' di silenzio almeno, se non attenzione, all'intervento dell'Assessore. Vi posso semplicemente richiamare.
CAPPELLACCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Onorevoli consiglieri, la Sardegna è una terra di antiche tradizioni, oggi abbiamo una giornata di celebrazione di tradizioni storiche, ed è anche una terra di antichi problemi. Chi come me, per il ruolo che ho l'onore di ricoprire all'interno dell'Esecutivo, come tutti voi, per il nobile mandato che la gente vi ha voluto conferire, viene chiamato a dare il proprio contributo per la soluzione di questi problemi, ha il dovere di privilegiare l'interesse primario della Sardegna, ha il dovere di privilegiare quelle scelte che hanno il fine ultimo di portare le soluzioni attese o comunque di tentare, attraverso le scelte più opportune, di dare risposte e soluzioni a quegli antichi problemi. Sin dai giorni scorsi, consapevoli della responsabilità che deriva dalle nostre scelte, abbiamo accolto le richieste dell'opposizione avviando ogni più opportuno confronto per l'individuazione di una soluzione alla situazione di stallo in cui questa Assemblea si è venuta a trovare. Tali interlocuzioni hanno portato all'individuazione di una strada che, attraverso la rivisitazione del documento e l'individuazione di una serie di programmi, per i quali, allo stato, non sussistono le condizioni politiche per la loro approvazione in aula, abbiamo acconsentito e siamo pronti ad acconsentire, con sacrificio e sincero spirito di servizio, al trasferimento delle risorse a questi programmi destinate a un fondo per nuovi e futuri oneri legislativi, la cui programmazione possa essere definita all'indomani dell'insediamento della nuova Assemblea.
Tali programmi riguardano lavori pubblici, pubblica istruzione, provvedimenti per l'industria, turismo e altro. Abbiamo altresì dato la nostra disponibilità alla eliminazione di buona parte delle disposizioni tecniche previste in finanziaria che, seppur necessarie e in taluni casi urgenti, avrebbero certamente appesantito l'esame del documento. Abbiamo ancora dato la nostra disponibilità alla previsione di ulteriori dotazioni finanziarie su alcuni temi di interesse generale e raccomandati dalla opposizione. Abbiamo, infine, preso in ipotesi la possibilità, pur del tutto non condivisa né condivisibile, di non anticipare le annualità degli anni 2005 e 2006 sulla legge per l'imprenditoria giovanile e ritardare quindi i relativi bandi per consentire al prossimo Esecutivo la diretta emanazione. Abbiamo, insomma, dato ogni possibile riscontro alle istanze della opposizione, anche quando non condivise. Abbiamo dato tale riscontro con il solo scopo di privilegiare l'interesse primario della Sardegna e arrivare all'approvazione della manovra finanziaria.
Nel corso degli incontri avuti sono emerse le indicazioni e considerazioni necessarie e sufficienti per operare le opportune variazioni che sono state trasferite in altrettanti emendamenti della Giunta in corso di presentazione e già disponibili agli atti. Abbiamo motivo di ritenere che le indicazioni fornite e da noi recepite siano esattamente quanto necessario per arrivare al fine di dare alla manovra in esame la caratteristica di transizione più volte auspicata e richiesta. Riteniamo, comunque, che lo schieramento di centrosinistra abbia ogni più democratico, trasparente e opportuno strumento per procedere - e mi fa piacere cogliere anche il suggerimento dell'onorevole Spissu - in trasparenza in quest'Aula direttamente agli eventuali ulteriori correttivi sulla manovra.
Per questo motivo e con questo spirito mi voglio appellare al vostro senso di responsabilità per invitare ciascuno di voi e l'intera Assemblea a privilegiare il bene della Sardegna e della gente di Sardegna e far sì che non prevalga la tentazione di ottenere sulla pelle della gente, sulla pelle dei lavoratori, delle nostre imprese, dell'intero sistema, il perseguimento del solo fine personale di matrice propagandistica ed elettorale. Non credo, proprio non credo che la Sardegna meriti un'eventualità di questa portata e mi auguro veramente che l'Assemblea sappia dare prova, anche in questa difficile contingenza politica, di vero spirito di servizio e di adeguato senso di responsabilità.
PRESIDENTE. Con questo intervento si conclude la discussione generale, quindi passiamo ora alla votazione del passaggio all'esame degli articoli.
La seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 22, viene ripresa alle ore 19 e 32.)
PRESIDENTE. Per cortesia, due colleghi Segretari, uno della maggioranza e uno della minoranza prendano posto. Siamo in sede di votazione del passaggio all'esame degli articoli.
Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.
Scusi, Presidente, colleghi, per cortesia, vogliamo prendere posto e osservare un po' di silenzio?
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Signor Presidente, poiché è stata manifestata da alcune parti l'esigenza di presentare degli emendamenti, chiederei a lei, signor Presidente e all'Assemblea, di poter rinviare i lavori del Consiglio a domani mattina alle ore 10 e 30, per il voto del passaggio agli articoli.
PRESIDENTE. C'è una richiesta avanzata dal Presidente della Regione. Mi pare che non vi siano opposizioni a questa richiesta, quindi i lavori della giornata odierna si concludono qui. La seduta è tolta, i lavori riprenderanno domani mattina alle ore 10 e 30.
La seduta è tolta alle ore 19 e 34.
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