Seduta n.83 del 03/08/2000 

LXXXIII SEDUTA

(POMERIDIANA)

GIOVEDI', 3 AGOSTO 2000

Presidenza del Presidente SERRENTI

indi

del Vicepresidente SPISSU

indi

del Presidente SERRENTI

INDICE

La seduta è aperta alle ore 16 e 19.

RANDAZZO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 1° agosto 2000, che è approvato.

Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge: "Modifiche ed integrazioni alla legge finanziaria, al bilancio per gli anni 2000/2002 e disposizioni varie" (86/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge numero 86/A. Ricordo che nella precedente seduta si era iniziata la discussione dell'articolo 6 quater.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta, proprio all'esito della discussione che si è sviluppata tra le forze politiche sull'articolo 6 quater, più precisamente sulla norma che riguarda l'intervento per la pulizia delle spiagge, ha ritenuto di accogliere alcuni suggerimenti, che però vanificano in questo momento l'intervento stesso, che aveva una logica in considerazione del fatto che il presente disegno di legge era stato esitato dalla Giunta il 1° giugno 2000. L'intervento previsto nell'articolo 6 quater era stato programmato sulla base delle richieste pervenute dai comuni di Buggerru, Arborea, Orosei, Giba, San Vero Milis e Arbus. Ecco perché questa norma non era stata introdotta a caso, ma aveva una precisa finalità, quella di dare una prima e immediata risposta ad alcuni problemi avanzati appunto da queste amministrazioni comunali.

Ormai la stagione estiva è inoltrata, e accogliamo come utile suggerimento quello di varare un programma semmai attraverso la finanziaria 2001, proprio perché vi è la necessità di intervenire per la rimozione della posidonia dalle spiagge, che ha anche effetti negativi sul turismo. Dunque per la Giunta questo articolo può essere cassato, così, nel contempo, si crea la provvista per dare copertura finanziaria, almeno parziale, all'emendamento relativo alla stazione marittima passeggeri di Porto Torres.

PRESIDENTE. Poiché gli articoli non possono essere ritirati, l'articolo 6 quater va comunque messo in votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.

PUSCEDDU (D.S.). Voglio solo dire che apprezzo l'iniziativa dell'assessore Pittalis, perché ritengo che il Consiglio oggi sia stato messo nelle condizioni di discutere il problema molto importante della difesa delle coste dal duplice punto di vista della valorizzazione turistica e di quella ambientale, legata all'incremento della balneazione e alla qualità delle acque. E' chiaro che in Sardegna il problema delle coste è molto sentito; ora è stato risolto anche il problema relativo alla presenza della posidonia, che è stata considerata come rifiuto speciale, per cui apprezzo l'iniziativa di portare avanti un programma che non riguardi solo l'ambito del turismo, ma che abbia ricadute anche sull'ambiente, perché, come sottolineava giustamente il collega Tore Sanna, non c'è solo il problema della rimozione delle alghe, ma c'è anche un problema di trasporto e di smaltimento di questi rifiuti speciali, che recentemente sono stati assimilati ai rifiuti solidi urbani. Si è superata anche quella grossa discussione che c'era stata negli anni passati relativa all'Azione 3 sui litorali, prevista nell'ambito dei progetti speciali finalizzati all'occupazione. Per quanto riguarda la pulizia delle spiagge ci sono stati vari conflitti di competenza in ordine allo smaltimento della posidonia accumulatasi in seguito ad alcune mareggiate, per cui ritengo che un intervento che interessi sia il settore del turismo, sia quello dell'ambiente, e, per quanto riguarda il demanio, anche gli enti locali, sia il modo migliore per affrontare una problematica di questo genere.

Il dibattito in Aula ha dimostrato che il problema della pulizia delle spiagge merita attenzione e non può essere affrontato con un intervento limitato nella portata, anche dal punto di vista della dotazione finanziaria, che è di soli 500 milioni, e soprattutto a stagione turistica inoltrata. Per cui, con questo spirito, anch'io voterò contro l'articolo 6 quater.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà. Credo che lei sia stato informato sulle intenzioni della Giunta.

PIRISI (D.S.). Signor Presidente, colleghi, prendo atto di quanto la Giunta ha affermato, per cui rinuncio al mio intervento, apprezzando la decisione che è stata assunta.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 6 quater. Chi lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Si dia lettura dell'articolo 6 quinquies.

RANDAZZO, Segretario:

Art. 6 quinquies

Valutazione di impatto ambientale.

Modifiche all'articolo 31 della L.R. n. 1 del 1999

1. La lett. a) dell'articolo 31, comma 1 della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1 è sostituita dalla seguente:

"a) sono assoggettati alle procedure di Valutazione di Impatto Ambientale i progetti di cui all'allegato A del predetto decreto presidenziale e i progetti di cui all'allegato B che ricadono, anche parzialmente, all'interno di aree naturali protette nazionali istituite ai sensi della Legge 6 dicembre 1991, n. 394. Per quanto concerne le aree naturali protette regionali previste dagli articoli 2, 3 e 4 della legge regionale 7 giugno 1989, n. 31, istituite con apposita legge regionale o con atto amministrativo, deve essere definito un piano che preveda la suddivisione nelle seguenti zone:

1) zone nelle quali le opere indicate nella tabella B del decreto del Presidente della Repubblica 12 aprile 1996 sono sottoposte obbligatoriamente alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale;

2) zone nelle quali le opere indicate nella tabella B del decreto del Presidente della Repubblica 12 aprile 1996 sono sottoposte alla procedura di Verifica di Valutazione di Impatto Ambientale.

Il predetto piano è approvato dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore della Difesa dell'Ambiente."

2. In via transitoria, nelle more di approvazione dei piani previsti dal presente articolo, si applicano le disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 12 aprile 1996.

PRESIDENTE. All'articolo 6 quinquies sono stati presentati gli emendamenti numero 69, 94, 95, 32, 35, 39, 81 e 96, che sono stati spostati all'articolo 10, e 89. Chiedo ai presentatori dell'emendamento numero 69 di tenere presente che gli emendamenti numero 69 e 94 sono identici, quindi dopo l'illustrazione possono essere discussi congiuntamente.

Si dia lettura degli emendamenti.

RANDAZZO, Segretario:

Emendamento soppressivo totale Balia - Scano - Selis - Cogodi - Contu - Morittu - Dettori B.

Art. 6 quinquies

L'articolo 6 quinquies è soppresso. (69)

Emendamento soppressivo totale Ortu - Cogodi - Vassallo.

Art. 6 quinquies

L'articolo 6 quinquies "Valutazioni di impatto ambientale. Modifiche all'articolo 31 della L.R. n. 1 del 1999" è soppresso. (94)

Emendamento sostitutivo parziale Ortu - Cogodi - Vassallo.

Art. 6 quinquies

Al Comma 1, punto 2) dell'articolo 6 quinquies le parole "Il predetto piano è approvato dalla Giunta Regionale su proposta dell'Assesore della Difesa dell'Ambiente" sono sostituite dalle seguenti:

"Il predetto piano è approvato dalla Giunta Regionale su proposta della Giunta Regionale". (95)

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE.

Art. 6 quinquies

Dopo l'articolo 6 quinquies è inserito il seguente:

Art. 6 sexies

Contributo straordinario per la liquidazione del Consorzio IACP

"Al fine della estinzione dei debiti del Consorzio fra gli Istituti Autonomi per le Case Popolari (IACP), il cui scioglimento è disposto dall'articolo 12 della legge regionale 5 luglio 2000, n. 7, l'Amministrazione regionale è autorizzata a concorrere alla spesa relativa alla sua liquidazione attraverso l'erogazione di un contributo straordinario di lire 300.000.000 (cap. 08108 N.I.)

COPERTURA FINANZIARIA

Cap. 09042 anno 2000 lire 300.000.000

(32)

Emendamento aggiuntivo Usai.

Dopo l'articolo 6 quinquies è aggiunto il seguente:

Art. 6 sexies

Promozione dell'immagine Sardegna

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata ad erogare, nei limiti dell'importo complessivo di lire 200.000.000, le spese, da determinarsi ai sensi dell'articolo 2041 del codice civile, ai soggetti che hanno realizzato, fino al 31 dicembre 1997, iniziative volte alla promozione dell'immagine della Sardegna a livello nazionale in campo turistico (cap. 01090).

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

01-PRESIDENZA DELLA GIUNTA

Capitolo 01090 Fondo per gli interventi di pubblicità istituzionale, promozione e tutela delle attività produttive e sociale, nonché dell'immagine della Sardegna.

2000 lire 200.000.000

IN DIMINUZIONE

03-ASSESSORATO BILANCIO

Capitolo 03016 Fondo speciale per fronteggiare spese correnti dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30 L.R. 5 maggio 1983, n. 11 e art. 5 della legge finanziaria).

2000 lire 200.000.000

mediante riduzione della riserva di cui alla voce 11 della tabella A allegata istituita dall'articolo 1 della presente legge. (35)

Emendamento aggiuntivo Pinna - Cugini - Calledda - Orrù - Marrocu.

Art. 6 quinquies

Dopo l'art. 6 quinquies è aggiunto il seguente :

Art. 6 sexies

1. Per favorire il recupero e la valorizzazione a fini turistici dei siti minerari dismessi, anche sotto forma di cofinanziamento dal piano per la riconversione economica e sociale delle stesse aree di cui agli stanziamenti statali già effettuati a valere sulla legge 204/93, è disposto per l'anno 2000 uno stanziamento in favore degli Enti locali interessati di lire 5.000.000.000 (Cap. 07003-02).

2. Gli interventi di cui al comma precedente sono disposti sulla base di un piano approvato dalla Giunta regionale, sentito il parere della competente Commissione consiliare.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 07003-02 Turismo lire 5.000.000.000

In diminuzione

Cap. 01110 Acquisto beni patrimoniali lire 5.000.000.000

(39)

Emendamento aggiuntivo Onnis - Frau - Corda - Murgia - Amadu - Usai - Scarpa - Sanna Noemi.

Art. 6 quinquies

Alla fine del comma 1, dopo le parole "Assessore della Difesa dell'Ambiente aggiungere "previo parere della competente Commissione consiliare". (89)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 69 ha facoltà di illustrarlo.

MORITTU (D.S.). Ho effettuato personalmente una ricerca su Internet, dalla quale ho appreso che la Sardegna, purtroppo, è nel gruppo di coda delle Regioni italiane (insieme ad altre regioni meridionali, ad eccezione della Basilicata) che non hanno ancora una legislazione compiuta di disciplina della VIA (Valutazione di Impatto Ambientale). Purtroppo, in una materia per la quale nel decennio scorso la nostra Regione aveva dimostrato attenzione, con risultati anche apprezzabili (ricordo le leggi regionali numero 45, 23 ed altre), oggi registriamo invece ritardi e anche maldestri tentativi involutivi. Lo stato dell'arte sulla VIA è il seguente: nella legge finanziaria del 1999, si introduce una norma cosiddetta intrusa, cioè l'articolo 31 recante il titolo "Norma transitoria in materia di valutazione di impatto ambientale". Nello stesso periodo, precisamente il 19 gennaio '99, l'allora Assessore dell'ambiente, onorevole Onida, fa approvare in Giunta un disegno di legge sulla VIA. Al rilievo da noi fatto nel corso della discussione generale su questa norma cosiddetta intrusa, in contrasto per altro con quanto disposto dalla legge di contabilità, la maggioranza, chiamando in causa la norma precedente - anch'essa intrusa e in forza della quale comunque pretende di perseverare, aggiungendo quindi norma intrusa all'intrusa -, anziché riprendere, modificando in toto o in parte la precedente proposta dell'onorevole Onida (allora, ripeto, Assessore dell'ambiente, oggi Assessore della pubblica istruzione, con competenza peraltro in materia di tutela e di paesaggio), preferisce compiere un'azione corsara poco nobile e anche poco chiara. Infatti, l'onorevole Pili ha presentato in Commissione bilancio un emendamento che la Commissione stessa ha trasformato nell'articolo 6 quinquies, che prevede, con una formulazione apparentemente innocente, lo smantellamento quasi totale dell'istituto della VIA così come previsto nell'articolo 31 citato. Si pretende anche di smantellare, o almeno questa è l'intenzione di chi ha presentato quell'emendamento, la stessa normativa nazionale e quella comunitaria, e di annullare o quanto meno rendere del tutto inefficace la legge regionale numero 31 dell'89, sulla cui attuazione esistono certo difficoltà e ritardi, ma la strada giusta non è sicuramente quella dello smantellamento; è semmai quella di prodigarsi per una sua completa, concreta e realistica attuazione.

La coda del diavolo, come qualcuno ama dire, si nasconde sempre tra i particolari, e infatti l'articolo 6 quinquies viene formulato nella sua prima parte in forma assai analoga, quasi uguale a quella dell'articolo 31 della legge numero 1 del 1999, salvo l'utilizzo, che sembra casuale, ma così non è, di una voce verbale al posto di un'altra: "istituite" anziché "definite". Con questo furbo accorgimento l'onorevole Pili pensa di superare l'impianto normativo regionale, nazionale e comunitario preesistente. Ma così non è, e così non sarà, come dimostrano le numerose sentenze della Corte Costituzionale in materia, che continuano ad attribuire allo Stato una competenza primaria negli indirizzi sulla tutela ambientale. Lo ricordano alcuni articoli della Costituzione.

La norma poi continua prendendo in considerazione le aree regionali: "così come delimitate", diceva il testo precedente, "istituite" recita il testo proposto dall'onorevole Pili. E dire che di aree istituite in Sardegna ci sono solo quelle di Porto Conte e Molentargius; per tutte le altre aree non agirebbe la valutazione di impatto ambientale. E poi si inventa un piano regionale, approvato dalla Giunta, che dovrebbe stabilire dove è necessaria la valutazione di impatto ambientale e dove invece è necessaria la verifica della valutazione di impatto ambientale.

Ci chiediamo: chi dà gli indirizzi alla Giunta, in assenza di norme organiche, e secondo quali priorità e quali criteri? A quali di questi criteri la Giunta regionale si atterrà nel prendere le decisioni? Io ritengo che questa norma apra confusi orizzonti liberisti, che vengono lasciati al libero arbitrio della Giunta e, in qualche modo, assoggetta la Giunta alla mutevolezza, agli umori e alle pressioni esterne (mi riferisco a quelle legittime, naturalmente), che non sono sempre e comunque improntate alla tutela degli interessi generali, che è il compito principale del Consiglio regionale.

Io non credo che su questa materia, così delicata e importante, che riguarda non solo i cittadini che attualmente abitano nel territorio, ma anche i nostri figli e le generazioni future, si possa intervenire con la tecnica del blitz e delle norme intrusive e corsare. Vi è sicuramente l'esigenza di una migliore, più coerente e puntuale normativa in materia di VIA, ma a questa esigenza si risponde con un progetto di legge, così come aveva fatto, sia pure in ritardo, la Giunta Palomba, su proposta dello stesso onorevole Onida. Nella relazione che accompagna il progetto di legge presentato dall'onorevole Onida vi è un passo che voglio leggere, perché secondo me è molto pregnante: "Il procedimento di VIA non può essere soltanto una scelta tra ciò che si può fare e ciò che non si può fare". Continua: "Deve essere altresì un momento importante di partecipazione di una pluralità di soggetti alle decisioni fondamentali sulla salvaguardia dell'ambiente e insieme dello sviluppo, in modo che le decisioni siano assunte con il massimo del consenso possibile, con trasparenza politica e amministrativa". Questo recitava la relazione di accompagnamento al progetto di legge presentato nella scorsa legislatura dall'onorevole Onida.

E allora, secondo me, bisogna capovolgere i termini della questione: il problema vero per la Sardegna non è che vi sia una suddivisione tra ipotetici e devianti partiti del no e del sì, ma che vi sia un confronto tra gli stessi partiti su un tema fondamentale per la nostra Isola, cioè quale politica turistica e quale progetto di turismo vogliamo realizzare in Sardegna. Ad oggi la maggioranza si presenta confusa e divisa; oscilla tra ipotetici modelli scozzesi o catalani e vecchi modelli di turismo di rapina, fondati sullo sviluppo edilizio. Io ritengo che il vero capitale dell'industria turistica non sia quello edilizio-finanziario, bensì quello ambientale, unica e vera risorsa propria della nostra Isola. Tra l'altro, proprio stamattina su La Stampa, ho letto che la Sardegna è considerata la quarta isola più bella del mondo. Questo giudizio è, secondo me, il nostro vero patrimonio, rappresenta le nostre vere azioni, custodite nella banca dell'opinione pubblica mondiale. Ed è su questa risorsa che bisogna fondare il progetto turistico sardo, nella certezza delle leggi, delle procedure e dei tempi di risposta al privato e al pubblico. Questa sì che è vera garanzia di tutela attiva dell'ambiente.

Io credo che in questo contesto il certificato di VIA, anche per un progetto di trasformazione edilizia, vada visto non come impedimento o freno all'azione dell'impresa, ma come un vero e proprio certificato di qualità, che valorizza l'opera anche sotto il profilo economico. La VIA diventa quindi un vantaggio in un'isola che valorizzi il bello.

Un editoriale di un giornale regionale, intitolato molto efficacemente "I delatori del brutto", dopo aver preso in considerazione le tante brutture presenti nel territorio regionale, lanciava un allarme per il futuro e invitava pubblicamente i cittadini sardi a denunciare via e-mail le nuove brutture.

Ebbene, se passerà questa norma così com'è formulata, avrete contribuito efficacemente non allo sviluppo dell'Isola, ma al suo degrado. Il nostro emendamento dice chiaramente che l'articolo 6 quinquies va soppresso.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 94 ha facoltà di illustrarlo.

ORTU (R.C.). Il nostro Gruppo ha presentato due emendamenti che hanno una formulazione abbastanza semplice e chiara e che contengono alcuni passaggi che vogliamo sottoporre alla valutazione del Consiglio. Gli emendamenti riassumono una posizione chiara che, per la verità, con grande franchezza noi abbiamo assunto sin dal sorgere di questa vicenda. E sin dal sorgere di questa vicenda abbiamo suggerito la strada da seguire, se davvero l'obiettivo è quello di porre rimedio anche a eventuali storture che possono essere presenti. Si è voluto invece perseverare in una sorta di braccio di ferro, che va al di là del merito dell'emendamento di cui stiamo discutendo e dello stesso rapporto tra maggioranza e minoranza, e che in realtà ripropone problemi che vanno tutti ricondotti alla maggioranza che sostiene questa Giunta. Una sorta di braccio di ferro, dicevo, la cui finalità è ben altra rispetto al merito dell'articolo che stiamo discutendo.

Noi ci chiediamo se questa finalità, che, ripeto, va ben al di là dell'articolo 6 quinquies, debba essere pagata dai sardi e dalla Sardegna, e se lo stesso Consiglio regionale debba essere costretto a discutere una materia così delicata e importante con le modalità con cui è stato condotto il dibattito in questi giorni. Tra l'altro si sarebbe potuto discutere meglio l'assestamento di bilancio, come noi avevamo chiesto, e forse anche altre questioni, altrettanto importanti, che sono all'ordine del giorno (per esempio i provvedimenti sulla siccità), se ci fosse stata una volontà politica seria di affrontare il merito degli argomenti, magari valutando un'ipotesi di modifica seria e organica dell'articolo 31 della legge regionale numero 1 del 1999, a cui fa riferimento l'articolo 6 quinquies del disegno di legge in esame. Da questo punto di vista abbiamo espresso una posizione chiara, e con altrettanta chiarezza abbiamo detto sin dall'inizio che non eravamo affatto contrari a una discussione seria di questo argomento.

A questo proposito va in qualche modo ripresa la modalità con cui si è aperto il caso. Io ricordo una riunione, che si è tenuta tre settimane fa, della Commissione agricoltura e ambiente, che è stata convocata per esprimere un parere sull'assestamento di bilancio, perché la discussione di merito era in capo alla Commissione programmazione: in quella occasione, con grande meraviglia da parte del sottoscritto, visto che fino a quel momento il numero legale era sempre stato garantito dall'opposizione, che aveva quindi consentito alla Commissione stessa di lavorare, ci fu un'invasione, un'occupazione dell'aula della Commissione ambiente da parte della maggioranza di centrodestra. Basta leggere i verbali per rendersi conto che di solito la maggioranza di centrodestra - era riconosciuto da tutti - assumeva un atteggiamento di latitanza sul merito delle questioni, salvo alcuni componenti a cui va tutto il nostro rispetto, come agli altri, che però non erano presenti. L'oggetto della presenza così massiccia dei commissari di centrodestra si rivelò quando il consigliere Pili, noncurante del fatto che la Commissione stava ormai per esprimere il parere sul disegno di legge di assestamento del bilancio, presentò un emendamento che la Commissione avrebbe dovuto inserire nel testo in esame.

In quella occasione io ribadii - e chiesi che venisse messo a verbale, altrimenti mi sarei trovato davanti a un atto d'imperio che veniva imposto con l'occupazione dell'aula - che la Commissione agricoltura e ambiente doveva ormai esprimere il parere sull'assestamento di bilancio e non era più possibile presentare emendamenti. A quel punto l'onorevole Pili, per non desistere dall'obiettivo che si era prefisso, pretese e ottenne che la Commissione agricoltura proponesse alla Commissione programmazione una modifica, che è stata presentata sotto forma di emendamento. L'obiettivo era chiaro e si è rivelato ieri quando vi è stato il tentativo di composizione: presentare l'articolo 6 quinquies come una proposta unitaria della Commissione ambiente.

Ieri, infatti, con grande meraviglia, ho appreso, in un incontro teso a elaborare un'ipotesi di soluzione sulla questione aperta dall'articolo 6 quinquies, che la Commissione ambiente avrebbe proposto all'unanimità (quindi con la presenza esclusiva, in quel caso, del centrodestra, perché io sono stato costretto ad abbandonare i lavori) l'inserimento dell'articolo 6 quinquies.

Allora vi è stata una forzatura intenzionale fin dall'inizio, la cui finalità politica deve essere colta fino in fondo; una forzatura che va al di là del merito della questione e che è riconducibile ai problemi aperti all'interno della maggioranza. E il merito della questione è sotto gli occhi di tutti, a parte il fatto che si tenta di perseguire una strada che porta solo a creare pasticci, e questo l'abbiamo ribadito, perché non è affatto vero, per esempio, così com'è stato in più occasioni sottolineato, che una volta approvato l'articolo 6 quinquies non dovrebbe essere più richiesta, guarda caso, la valutazione di impatto ambientale nella zona di Is Arenas. E' un'assurdità che non sta né in cielo né in terra, tant'è che la valutazione di impatto ambientale la sta chiedendo il Ministero in rispetto di una normativa comunitaria e nazionale, che è stata recepita anche dalla Regione. Ma in ogni caso è il Ministero che deve garantire che in determinate aree i progetti siano assoggetti alle procedure di valutazione di impatto ambientale.

Anche in questo caso, tra l'altro, si vuole percorrere questa strada con atteggiamento mistificatorio, pretendendo di rispondere a una domanda di sviluppo, di cui pure dobbiamo tener conto, di un determinato territorio. E si sostiene che il modo più celere sarebbe quello di cancellare, in altre parole di creare ulteriori pasticci.

In relazione alla questione di Is Arenas, a suo tempo noi abbiamo ribadito con chiarezza la nostra posizione, dicendo che, per esempio, la strada maestra per affrontare il problema era quella di produrre la valutazione di impatto ambientale, così come aveva chiesto il Ministero, con una sollecitazione del 25 febbraio 2000, seguita da una diffida del 18 aprile 2000, che abbiamo trasformato in un caso politico, in una controversia tra lo Stato e la Regione. La soluzione del problema era quella di rispettare una normativa che ci siamo dati, e alla quale abbiamo concorso anche noi come Regione Sardegna. La realtà è che con l'articolo 6 quinquies si vuole cancellare quanto è stato prodotto positivamente da questo Consiglio. Con atto amministrativo, di cui parlerò successivamente, che tra l'altro dovrebbe essere delegato alla Giunta, si vuole cancellare una legge regionale che questo Consiglio ha approvato con tanta fatica. Noi riteniamo che le leggi siano tutte perfettibili e diciamo che anche quella legge può essere modificata e resa più efficace, oltre che più puntuale, da questo stesso Consiglio. Questa è la strada che abbiamo indicato, questa sarebbe la strada da seguire se davvero si volesse cogliere l'obiettivo di rendere una normativa così delicata e complessa più chiara per poter essere meglio utilizzata da parte dei cittadini che sono interessati alla tutela di un grande patrimonio della nostra Isola, qual è appunto l'ambiente.

PRESIDENTE. Onorevole Ortu, mi consenta di suggerirle affettuosamente che con la cravatta starebbe molto meglio.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per illustrare l'emendamento numero 94. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Signor Presidente, anche senza cravatta si può stare bene, e non credo, considerate le tante disfunzioni di questo Consiglio, che la cravatta del compagno Velio Ortu appartenga all'arredo indispensabile di quest'aula.

PRESIDENTE. L'ho detto affettuosamente, onorevole Cogodi, non era un richiamo a mettersi la cravatta.

COGODI (R.C.). Gli affetti si possono riversare in tante direzioni.

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Ortu, non volevo essere offensivo.

COGODI (R.C.). Siamo paranoici, non accettiamo apprezzamenti di questo genere, neppure se affettuosi. Il compagno onorevole Velio Ortu mi incarica di informare il Consiglio che si munirà della migliore cravatta che circola sul mercato se voi sarete disponibili a respingere questa norma!

Colleghi, qualche volta ci chiamiamo amici, qualche volta onorevoli, qualche volta signori, nel trattare questo argomento forse è opportuno che compiamo uno sforzo per indagare sul significato vero della parola "colleghi", cioè persone, come noi in quest'aula, che sono collegate in qualche modo da una stessa responsabilità. E noi, come tali, dovremmo cogliere per intero il senso e il valore di questa responsabilità politica, di ordine collettivo, di gruppo, ma anche individuale, per valutare il senso e la portata di una norma che inizialmente era stata offerta come innocua, e che invece, a una migliore considerazione, per quanto ne sappiamo, appare alla maggior parte dei presenti in questo Consiglio tale da determinare effetti devastanti.

Io procedo all'illustrazione dell'emendamento numero 95, che ha una sua logica e che è sostanzialmente diverso dall'emendamento che ha illustrato il collega Velio Ortu, che è identico a un altro emendamento opportunamente presentato dall'opposizione, che prevede la soppressione della previsione normativa contenuta nell'articolo 6 quinquies, per le ragioni che sono state esposte e che meglio dopo si chiariranno, principalmente quella di consentire al Consiglio regionale, in altro momento e con modalità più posate, di approfondire la questione, che è delicata e complessa e per la quale non può valere l'incursione, l'effetto sorpresa. Credo che noi tutti siamo avvertiti del fatto che questa complessità richiede attenzione, e anche modi e luoghi nei quali questa attenzione possa essere per intero espressa.

L'emendamento numero 95 ha un carattere subordinato. Infatti, nella malaugurata ipotesi che la norma sostanziale che ha avuto ingresso in Commissione, dove è stata approvata dalla maggioranza (che, però, non è la stessa che dovrebbe esprimersi in Aula), venga approvata anche in Aula, tenendo conto della sincerità dei propositi che sono stati espressi, abbiamo ritenuto di predisporre un emendamento all'ultimo comma dell'articolo 6 quinquies, sul quale speriamo che il Consiglio voglia almeno essere largamente d'accordo, o possibilmente unanime. Questo emendamento prevede che il piano regionale che dovesse derivare da una classificazione degli ambiti territoriali, delle zone nelle quali sia obbligatoria la valutazione di impatto ambientale e degli ambiti nei quali non sia obbligatoria, o vi sia esenzione, non sia un atto amministrativo di Giunta, ma sia invece un atto di alta amministrazione, di competenza del Consiglio regionale. Cioè chiediamo, per l'ipotesi malaugurata che la norma principale venga approvata, che sia riservata al Consiglio regionale l'individuazione degli areali, ossia delle zone, come detto nella norma, che debbono essere soggette oppure no alla VIA , ricordando che trattiamo di aree comunque inserite all'interno di parchi, o comunque di aree protette, quindi già per loro natura destinate a una particolare forma di tutela.

Con questo emendamento noi abbiamo voluto prevedere il peggio, e tuttavia, prima di prevedere il peggio, ci ostiniamo a prevedere il meglio e a ritenere che invece il Consiglio regionale voglia, serenamente discutendo e confrontando le opinioni, addivenire alla decisione che in questo modo e con questa norma non possa essere spazzata quella dimensione di civiltà che la politica regionale, la cultura politica regionale e la capacità istituzionale espressa da questa Regione sono riuscite a conseguire da almeno quindici anni a questa parte. E' qualcosa che non riguarda un'ultima Giunta o qualche assessore, ma un processo di miglioramento normativo nelle istituzioni, e soprattutto un processo di crescita culturale nella società sarda, che è passata da una fase nella quale non aveva piena conoscenza e quindi considerazione del grande patrimonio ambientale e naturalistico che possedeva, a una fase invece di grande considerazione di questo enorme patrimonio che costituisce la più grande ricchezza non solo delle generazioni attuali, ma di tutte le generazioni future che vivranno in questa regione e in questa terra.

Non vi è diritto di una parte politica o di una maggioranza di governo, e meno che mai di un singolo consigliere, di assumere un atteggiamento consumistico di beni e di patrimoni che non appartengono, non dico a singole persone, ma neppure ad una generazione di viventi. Dobbiamo partire da questa considerazione per sviluppare le considerazioni successive e per trovare una soluzione a questa importante questione che non sia di conflitto occasionale o di prevalenza numerica, ma che sia equilibrata e tale da consentirci di salvaguardare le ragioni di chi pensa che il sistema normativo esistente debba essere migliorato, ma con garanzia del rispetto del buon diritto di tutti.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 32 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. .

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 35 ha facoltà di parlare il consigliere Usai.

USAI (A.N.).Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 39 ha facoltà di parlare il consigliere Pinna.

PINNA (D.S.).Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 89 ha facoltà di parlare il consigliere Onnis.

ONNIS (A.N.). L'illustrazione di questo emendamento consente di rispondere subito all'obiezione centrale dell'intervento sviluppato poc'anzi dall'onorevole Cogodi.

Con riferimento al piano, che dovrebbe prevedere la suddivisione delle zone a cui fa riferimento l'articolo 6 quinquies, esponenti della maggioranza hanno ritenuto che la previsione che lo stesso piano sia di esclusiva competenza della Giunta dovesse essere chiarita e ampliata in qualche modo attraverso l'attribuzione di poteri al Consiglio regionale - ecco la risposta all'onorevole Cogodi -, e dunque attraverso un preliminare passaggio in Commissione. Secondo questa previsione, se l'emendamento passasse, come noi sollecitiamo, la Giunta dovrebbe prima avere il parere favorevole della Commissione competente e soltanto dopo potrebbe varare il piano previsto dalla norma.

Il senso dell'emendamento è tutto qui, l'illustrazione è terminata, e raccomando caldamente che questo emendamento venga accolto.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. In attesa di procurarmi una cravatta mi permetto di dare ugualmente il parere sugli emendamenti.

PRESIDENTE. Sta abbastanza bene, onorevole La Spisa, però starebbe meglio con la cravatta.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. La Commissione ha espresso parere negativo sugli emendamenti numero 69, 94 e 95. Dal punto di vista eminentemente finanziario, quindi senza entrare nel merito degli argomenti che invece si stanno già sviluppando in questo dibattito, la Commissione ha ritenuto che il disposto dell'articolo 6 quinquies possa essere contenuto nella legge di assestamento di bilancio per una semplice motivazione, se vogliamo formale, ma che comunque ha una sua valenza, cioè che si tratta di una modifica di una norma già contenuta in legge finanziaria.

Questo è un aspetto formale importante, che segnala comunque un dato politico, cioè che non si tratta certamente della prima deroga alle norme contenute nella legge sulla contabilità regionale. L'intento è evidentemente quello di riportare entro limiti ragionevoli la procedura di valutazione di impatto ambientale, e anche il parere negativo sull'emendamento numero 95 si spiega col fatto che la competenza ad emanare un piano può essere benissimo attribuita alla Giunta, cioè all'organo esecutivo, in quanto è quello che sempre di più sta assumendo un ruolo definito in materia di programmazione e di pianificazione.

Sull'emendamento numero 32 il parere è favorevole; gli emendamenti numero 35, 39 e 89 hanno avuto dalla Commissione parere negativo. In particolare, riguardo all'emendamento numero 89, mi permetto semplicemente di sottolineare il fatto - può essere discutibile e può anche modificare l'orientamento attuale del Consiglio, ma è un orientamento abbastanza costante - che i poteri dell'Esecutivo debbono essere sempre meno appesantiti da passaggi nelle Commissioni consiliari per i relativi pareri.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta esprime parere conforme a quello del relatore, e in particolare invita i presentatori a ritirare l'emendamento numero 89. Proprio per le considerazioni testé svolte dall'onorevole La Spisa, noi stiamo cercando di semplificare le procedure e non di creare ulteriori appesantimenti, e questo emendamento va contro un orientamento che la maggioranza e la Giunta regionale privilegiano.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro. Ne ha facoltà.

LICANDRO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo una buona notizia finalmente: secondo le previsioni il numero dei turisti in Sardegna supererà quello degli emigrati clandestini in Italia nei prossimi mesi. Purtroppo ciò non allevierà di molto la drammatica situazione della nostra Isola, né servirà a coprire i danni provocati nell'agricoltura da malanni non più stagionali, come la siccità. Tuttavia la positività dei flussi turistici crescenti ci conferma nella convinzione, che un po' tutti abbiamo, circa le straordinarie possibilità che la Sardegna ha di diventare una fra le isole più interessanti del Mediterraneo, e meta quindi di un turismo non più solo di élite, ma di massa. Non mi convince, invece, l'idea che questo crescente flusso turistico non richieda trasformazioni, e cioè la realizzazione di nuove strutture e infrastrutture, che per essere ecocompatibili non dovrebbero in alcun modo modificare il territorio e il paesaggio. Infatti, se è vero che i verdi ambientalisti lanciano grida di allarme (ma ormai è come la storiella di "al lupo al lupo") per il rispetto delle direttive CEE e della procedura VIA, è altrettanto vero che i turisti continuano a lanciare grida di dolore, di delusione, di protesta per i disservizi, per i disagi, per la qualità dell'offerta, per i prezzi, per i trasporti, per i tempi dei trasferimenti su una viabilità incompleta. Sono evidenti la necessità e l'urgenza di interventi tesi a risolvere i problemi e a modificare, sbloccandola e migliorandola, la situazione attuale.

Questa, è verissimo, è caratterizzata da equivoci, contraddizioni, ambiguità e soprattutto da ritardi accumulati nel passato e quindi non imputabili a questo Consiglio, a questa maggioranza e a questa Giunta. Non v'è dubbio, poi, che siamo in presenza di una confusione istituzionale, sia per la mancanza di piani paesistici, sia perché i parchi regionali sono ancora di là da venire, sia perché le leggi in materia ambientale sono ormai superate dai tempi. Ma la confusione riguarda anche il mancato approfondimento del rapporto fra la prescrittività delle direttive CEE, che dovrebbero fissare i principi fondamentali, e l'autonomia delle Regioni, in special modo quelle a statuto speciale, a cui è riconosciuto un margine di discrezionalità e la potestà di emanare proprie norme su una materia che le investe direttamente e che appartiene primariamente e irrinunciabilmente alla loro competenza.

D'altra parte non bisogna dimenticare che le direttive CEE non sempre si sono rivelate positive e fortunate per l'Italia e per la Sardegna. Potrei citare le quote latte, gli espianti delle viti e degli ulivi per le produzioni tradizionali, e così via. La CEE non è una chiesa e le sue direttive non sono Vangelo. Non creiamo nuovi ideologismi e nuovi dogmi. Io non ho una visione manichea del problema ambientale, pertanto non mi schiero né col partito del sì ad ogni intervento indiscriminato, purché crei posti di lavoro, né col partito del no ad ogni e qualsiasi progetto, grande o piccolo, valido o meno, in nome dell'ecocompatibilità, intesa come immutabilità e immodificabilità dell'ambiente.

Io credo profondamente alla tutela del bene ambiente, che appartiene a tutti, che abbiamo gratuitamente ricevuto e che dovremo trasmettere a chi avrà i nostri stessi diritti. Sono altrettanto profondamente convinto che la valutazione di impatto ambientale sia una grande conquista culturale e sociale prima che politica. Essa costituisce uno strumento preventivo fondamentale, poiché la migliore politica dell'ambiente consiste nell'evitare, fin dall'inizio, inquinamenti e altre perturbazioni, anziché combatterne successivamente gli effetti. Perciò è giusto e sacrosanto che in tutti i processi tecnici di programmazione e di decisione si tenga conto delle eventuali ripercussioni sull'ambiente, inteso come sistema dinamico, globale, ideologico e sociale.

Il procedimento di valutazione di impatto ambientale è l'istituto specifico che, giustamente dal punto di vista politico e correttamente dal punto di vista scientifico, mira a definire in modo preciso e in via preventiva il rapporto fra lo sfruttamento delle risorse naturali e le condizioni di vita dell'uomo. Depreco il fatto che mentre il nostro Paese ha recepito la direttiva CEE e ha normato con ripetuti interventi legislativi tutta la materia, la nostra Regione invece non si è ancora data una legge sulla valutazione di impatto ambientale. Sarebbe improduttivo e una perdita di tempo andare ora a cercare le colpe e i colpevoli.

Sono favorevole, è chiaro, alla politica per le imprese e alla creazione di opere turistiche, e sono contrario alla speculazione immobiliare; mi preoccupo del rispetto dell'ambiente, ma vivo in una regione con un tasso altissimo di disoccupazione, con bassissimi indici di sviluppo economico, e con altri mille problemi che la inchiodano a una condizione di miseria e a una prospettiva di sottosviluppo e di colonialismo perpetuo. Rappresento una provincia che in questo scenario conserva tutti i dati più negativi, e che in questo preciso momento, ora e non fra qualche anno, è aggrappata a una sola possibilità di speranza e di riscatto: il decollo e lo sviluppo del turismo.

Per questo non posso accettare, sui temi del turismo, del rispetto del territorio e della valutazione di impatto ambientale, posizioni ideologiche e fondamentaliste. E' apparsa in un quotidiano sardo, due giorni fa, la seguente affermazione pregiudiziale: "Alla trasformazione di territori delicati e importanti, come i paesaggi costieri, non corrisponde mai una contropartita accettabile". E' questo atteggiamento che provoca le situazioni come l'attuale, cioè la paralisi, la cementificazione non delle coste, ma delle istituzioni e degli organismi decisionali, il prolungamento all'infinito delle procedure, il fallimento delle imprese, la fuga degli imprenditori, dei capitali, degli investimenti. Chi lancia grida di allarme è spesso responsabile delle situazioni esistenti, e pertanto enti e fondazioni ambientaliste acquisiscono in Italia patrimoni territoriali. C'è una vaga assonanza con la politica di certi incendiari; occorre, mi sembra, una politica più pragmatica e laica, più ragionevole. Il principio è che la Regione nell'ambito della sua autonomia e competenza primaria ha la potestà di intervenire con norme proprie sulla materia, come del resto ha già fatto in passato, nel rispetto dei principi fondamentali delle direttive CEE, certo, nel rispetto della procedura VIA sicuramente, ma non applicandoli indistintamente, burocraticamente e indiscriminatamente a tutte le aree e a qualsiasi progetto.

Io ritengo veritiera la tesi che sulle aree costiere ricadono troppi vincoli, che impediscono di fatto il sorgere e il crescere di ogni iniziativa. Condivido altresì l'idea che occorre coniugare l'ambiente con lo sviluppo: una politica rigidamente proibizionista e vincolistica nelle norme e labirintica nelle procedure non condurrà mai a realizzazioni concrete. E' intelligente e politicamente costruttivo, quindi, senza venir meno ai principi fondamentali, analizzare senza lenti ideologiche e distinguere le diverse situazioni che non sono tutte uguali, né tutte nere.

Mi sta bene la distinzione tra imprese, opere turistiche e speculazioni immobiliari edilizie, ma occorre anche saper distinguere tra aree di grandi superfici e quindi di straordinario interesse, come l'Asinara, La Maddalena e i parchi prossimi venturi, e aree invece di dimensioni più limitate e di interesse più circoscritto.

Come occorrerà distinguere, credo, fra i progetti: un conto sono i progetti che riguardano, per esempio, raffinerie di petrolio, impianti chimici integrati, grandi vie di comunicazione; altro sono i progetti per la costruzione di un campeggio, di un centro turistico, di un campo da golf. Ben venga, quindi, la modifica dell'articolo 31 della legge regionale numero 1 del '99, proposta dall'onorevole Pili, poiché essa, lungi dall'introdurre una forma accondiscendente e permissiva, consente invece, molto realisticamente e intelligentemente, di uscire dall'immobilismo e dalla precarietà, generatrice di fallimenti, di povertà irreversibile e di disperazione.

La situazione di Is Arenas, ad esempio, è davvero incredibile e insostenibile. Io non so se la Regione in tutti questi anni ha fatto solo brutte figure, come sostiene taluno, o se invece ha fatto tutto ciò che doveva. Sono invece veramente convinto che il progetto di Is Arenas sia serio e valido; non è sicuramente una speculazione immobiliare, è soprattutto l'unica speranza, non solo per i comuni di Narbolia e Oristano, ma per l'intera provincia, per la quale può costituire veramente il volano della ripresa e del decollo economico.

Se l'obiettivo è buono e il progetto è valido - come io ritengo che sia - va perseguito e realizzato con o senza VIA; vuol dire che l'applicheremo alle aree naturali protette nazionali, istituite ai sensi della legge numero 394 del 1991, mentre è ben giusto che per le aree naturali protette regionali, previste dalla legge regionale 31 del 1989, la Regione predisponga un piano che distingua le zone nelle quali le opere sono sottoposte obbligatoriamente alla valutazione di impatto ambientale e quelle in cui, invece, devono essere sottoposte a verifica di valutazione dell'impatto ambientale.

Questo ora, poi ci sarà tempo e modo per discutere e affrontare un progetto di quadro normativo complessivo per la tutela ambientale con tutti i crismi. Per tutte queste ragioni sono naturalmente favorevole alla modifica dell'articolo 31 della legge regionale numero 1 del '99.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Credo che l'attesa per questo articolo stia emergendo lentamente sotto forma di frizione dopo il confronto che in questi giorni c'è stato, in aula e fuori dell'Aula, in modo specifico su questa materia.

Non voglio addentrarmi nel merito tecnico dell'argomento, lo faranno altri colleghi senz'altro più capaci e con maggiore conoscenza della materia, forse anche per la professione che svolgono. Vorrei, invece, cominciare da un discorso che riguarda il Consiglio nella sua interezza: la delegittimazione di un sistema parlamentare che sta avvenendo giorno per giorno e che vede noi consiglieri quasi incuranti di tutto ciò, partecipi in prima persona, sia nei lavori delle Commissioni, sia nei lavori dell'Aula. Ma questa delegittimazione oggi trova ulteriore conferma nel fatto che noi stiamo rinunciando al nostro ruolo legislativo e lo stiamo facendo nel modo più sommesso.

Le Commissioni non hanno la capacità di esitare leggi, e non voglio attribuire in questo momento responsabilità alcuna né alla maggioranza, né all'opposizione, perché è qualcosa che riguarda entrambe. L'intero Consiglio e le Commissioni, non riuscendo a svolgere il proprio ruolo, costringono maggioranza e opposizione a fare continuo ricorso al Regolamento consiliare; la stessa Giunta è costretta a ricorrere al Regolamento per richiamare disegni di legge inviati in Commissione, che non hanno proseguito il loro iter legislativo. Ognuno di noi dovrebbe verificare attentamente tutto ciò che sta avvenendo, che ritengo ci riguardi tutti, indistintamente. Stiamo arrivando a un punto tale che ormai questi sono gli strumenti che riteniamo di dover utilizzare per far valere i diritti dei singoli consiglieri e anche della stessa Giunta. Questa strada non ci porterà lontano; stiamo arrivando a un punto tale che problemi importantissimi, che da tempo attendono risposte legislative, trovano spazio solo in due appuntamenti particolari, ossia la discussione della finanziaria e dell'assestamento del bilancio.

Questi due appuntamenti sono diventati i contenitori di qualsiasi proposta per la soluzione di tutti i problemi, a causa dell'inerzia, della improduttività, dell'attesa, del tatticismo e anche della scarsa responsabilità, che comunque ha i livelli di competenza che tutti noi conosciamo e che riguardano la maggioranza, la Giunta e l'opposizione. Incuranti di tutto questo ancora oggi utilizziamo un disegno di legge di assestamento di bilancio come contenitore; un contenitore che io ritengo non più utilizzabile. Abbiamo esagerato, e dico abbiamo perché ci riguarda tutti direttamente, ed è necessario ridare vitalità e giusto ruolo all'Assemblea e alle sue regole, che ormai sono disattese da tutti.

Questo è il richiamo che voglio fare. La Sardegna non ha una compiuta legislazione sulla valutazione di impatto ambientale, come su tante altre cose, però - e non me ne voglia il collega Pili, al quale va comunque il merito di aver posto con determinazione all'attenzione dell'Aula un problema che per troppo tempo è stato rinviato - non è possibile continuare su questa linea, non è possibile continuare ad accettarla passivamente, come molti di noi stanno facendo, perché questo sta procurando un danno incalcolabile. Non avere la capacità di legiferare in questa materia seguendo il percorso parlamentare, quindi rispettando noi per primi le regole che ci siamo dati, e dando il ruolo che compete alle Commissioni e al Consiglio, e a chi propone il progetto di legge, a prescindere dai banchi da cui proviene, credo che ci porterà a dare alla Sardegna delle regole nel modo più sbagliato e approssimativo, e non riusciremo a produrre benefici, come invece è senz'altro nei nostri intendimenti.

Dicevo che l'onorevole Pili ha fatto bene a manifestare la sua volontà, perché ha costretto l'Aula a discutere di un problema per il quale sino ad oggi avevamo sempre trovato motivi di rinvio, ma, arrivati a questo punto, credo che dobbiamo fermarci per valutare attentamente se questa è la strada che vogliamo continuare a percorrere, se è la più giusta, se questo è il motivo che ci sta portando a rinunciare ad essere veramente un'Assemblea legislativa.

Credo che nessuno di noi possa condividere questo modo di legiferare, credo anzi che sia necessario, partendo dallo spunto che il collega Pili ci ha offerto, rivedere quelle regole ed eventualmente migliorarle e correggerle, ma dobbiamo iniziare a osservarle e a utilizzarle per riprendere il percorso parlamentare più idoneo al ruolo che dobbiamo rivestire.

Se questo non dovesse accadere, se stasera, chi pensa di aver trovato la soluzione dei problemi ritiene anche che quest'aula possa diventare una palestra, arriveremo a conclusioni che sicuramente non saranno le migliori, e neanche le più giuste. Delegittimare un sistema parlamentare non serve a nessuno, e noi ci stiamo avviando ormai in forma definitiva a fare questo.

Allora richiamo l'attenzione di tutti noi, soprattutto dell'onorevole Pili, perché non si può assolutamente ritenere che un piano come quello previsto nell'articolo 6 quinquies possa essere approvato dalla Giunta senza che il Consiglio, sia pure in ritardo su una materia come questa, abbia avuto la possibilità di legiferare in modo compiuto.

E' stato presentato, è vero, un emendamento, ma non voglio che si arrivi a metterlo in votazione, perché sarebbe veramente come rattoppare qualcosa che a mio parere non è accettabile. Si tratta dell'emendamento numero 95 presentato dai colleghi Cogodi, Ortu e Vassallo, che dice: "Il predetto piano è approvato dal Consiglio regionale su proposta della Giunta regionale". Questo è un rattoppo, e credo che il Consiglio, da questo momento, possa veramente risollevare la testa e avere la forza, la capacità e il coraggio di affrontare la materia seguendo il percorso più giusto.

Presidenza del Vicepresidente Spissu

(Segue SANNA GIACOMO) Se avremo la capacità di interrompere questo momento di parziale rottura, forse riusciremo anche a riprendere quel cammino a cui facevo riferimento; se invece il braccio di ferro, la prova di forza dovesse andare avanti, credo che da oggi questo Consiglio difficilmente riuscirà a legiferare in modo propositivo. Utilizzeremo tutti il sistema attuale, cioè quello di inserire nella legge di bilancio e in quella di assestamento qualsiasi argomento, poi chi avrà forza per interpretare il nostro lavoro lo farà, ma non credo che il giudizio sarà positivo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.

MASIA (F.S.D.). Signor Presidente, il collega Morittu, nella illustrazione dell'emendamento, ha fatto riferimento al fatto, riportato da un quotidiano, che un'importante rivista americana, specializzata in viaggi, la Traveller, pone la Sardegna al quarto posto fra le isole più belle del mondo, subito dopo un'isola della Thailandia, un'altra isola che ha un nome difficile da pronunciare e l'arcipelago delle Hawaii.

Credo che questo sia un riconoscimento brillante, dovuto alla concomitanza di tanti fattori, non ultima naturalmente l'attività promozionale svolta dalla Regione attraverso un ente, in cui ho avuto la fortuna di essere per due anni componente del consiglio di amministrazione, che con poche risorse ha ottenuto grandi risultati. Mi domando se senza questa promozione effettuata con poche risorse si sarebbe ottenuto lo stesso risultato. Io sono convinto che nessuna attività promozionale possa valorizzare un prodotto scarso, e che quindi questo riconoscimento sia principalmente dovuto a quella che è la nostra ricchezza principale, cioè l'integrità del territorio, le bellezze naturali e quel valore ancora presente nelle tradizioni e nelle realtà delle zone interne, quindi non solo della costa, che è riconducibile al bene ambiente, alla qualità della vita, al rapporto dell'uomo con la natura.

Sembra che di questo noi ancora non ci rendiamo conto, che questo problema non ci sfiori e che alla domanda "Qual è il bene più prezioso?" ci tocchi rispondere che è quello che non possediamo più. Credo che dobbiamo riflettere un attimo e cominciare a valutare se di questo bene noi vogliamo in qualche modo farne a meno, se vogliamo rinunciarvi.

La Sardegna è un'isola, lo ricordiamo sempre, e questo comporta per noi grandi disagi; abbiamo problemi di continuità territoriale, problemi energetici, problemi legati alla siccità, argomento che stiamo trattando in questi giorni. Però, proprio il fatto di vivere in un'isola ci ha consentito di mantenere integra una grande risorsa, cioè l'ambiente. Credo che tutti stiamo sempre più acquisendo la consapevolezza di avere questa responsabilità, non soltanto noi che siamo in quest'aula, ma tutti i sardi. Dovremmo stare probabilmente un attimino più attenti, perché l'articolo sulla valutazione di impatto ambientale è stato introdotto nel disegno di legge in discussione per esigenze che non dovrebbero lasciare tranquilla la nostra coscienza. Se noi oggi ne stiamo parlando sicuramente non è perché teniamo particolarmente alla tutela del nostro territorio. Credo che comunque dovremmo sfruttare l'opportunità di discutere di questo argomento, perché, per esempio, non so se tutti sanno come si è arrivati a istituire la VIA.

Noi oggi affrontiamo questo argomento con estremo ritardo, anche perché tutti sanno, almeno chi ha approfondito questo tema, che se ne parla da oltre quindici anni, in particolare in seno alla Comunità europea, dove si è sviluppato un ampio dibattito, che ha portato alla emanazione di direttive su temi che riguardavano in particolare i rapporti fra i diversi Stati, per esempio la posizione che la Comunità europea deve assumere nel caso in cui vi sia uno Stato che rifiuta la presenza di centrali nucleari nel proprio territorio e un altro che possiede una centrale nucleare proprio al confine, oppure impianti siderurgici la cui azione inquinante non è certo limitata dai confini nazionali.

La discussione di questa e di tante altre tematiche ha determinato l'approvazione di una direttiva CEE, in data 3 luglio 1985, cioè ben quindici anni fa, che il Governo italiano ha recepito quasi immediatamente, nonostante gli fossero stati concessi tre anni di tempo, attraverso la legge 8 luglio 1986, numero 349. La direttiva CEE evidenziava le diverse posizioni in materia di ecologia assunte dagli Stati sembri e, naturalmente, faceva riferimento a quella che la Comunità riteneva essere la migliore politica ecologica, quella cioè consistente nel prevenire inquinamenti e perturbazioni dell'ambiente. "Prevenire, anziché combattere", credo che sia uno slogan, ma è anche l'obiettivo che solitamente si cerca di perseguire. Ed anche la Comunità europea si era posta l'obiettivo di migliorare la qualità della vita attraverso la protezione dell'ambiente. A tal fine era necessario introdurre dei principi generali di valutazione dell'impatto ambientale: nasceva così la valutazione di impatto ambientale. Tutti i progetti pubblici e privati, per i quali è richiesta un'autorizzazione da parte dell'amministrazione pubblica devono essere assoggettati alla valutazione impatto ambientale.

Naturalmente la direttiva CEE fa tutta un'altra serie di considerazioni pure importanti; alla fine si può dire che per noi la VIA è stato uno strumento utile per capire qual è la ricchezza che in qualche modo si vuole proteggere. E ciò che si vuole proteggere è la vita stessa dell'uomo, migliorandone la qualità proprio attraverso la salvaguardia dell'ambiente. E' indispensabile quindi preservare la qualità e la varietà delle specie presenti sulla Terra salvaguardando l'ecosistema, che la Comunità definisce una risorsa essenziale.

La valutazione di impatto ambientale individua, descrive e valuta in modo appropriato gli effetti diretti e indiretti di un progetto sui seguenti fattori, che dobbiamo tenere presenti: l'uomo, la fauna, la flora, il suolo, l'acqua, l'aria, il clima, il paesaggio, i beni materiali, il patrimonio culturale, e naturalmente le interazioni che esistono fra tutti questi elementi. Tutto questo deve essere fatto dal committente che è chiamato a presentare la valutazione di impatto, cioè una descrizione del progetto che evidenzi l'ubicazione, la finalità, le dimensioni dell'opera che si intende realizzare, nonché una descrizione delle misure previste per ridurre e compensare gli effetti, solitamente negativi, dell'insediamento che ne consegue. Sappiamo bene quali effetti l'antropizzazione abbia determinato nelle nostre realtà.

I dati utili naturalmente devono essere evidenziati anche per individuare e valutare gli effetti sull'ambiente, e devono essere indicati anche i progetti alternativi che sono stati presi in considerazione e magari scartati, proprio per dimostrare che il progetto che si intende realizzare è frutto di un lavoro approfondito e non approssimativo.

Negli allegati che la Comunità europea mette a disposizione, che sono stati acquisiti anche dalla legge nazionale, sono indicati i criteri da adottare per la selezione dei progetti che sono assoggettati alla valutazione di impatto ambientale. Naturalmente riguardano gli effetti che l'impatto ambientale può determinare.

Con la legge numero 349 dell'8 luglio 1986, il Governo italiano ha recepito la direttiva CEE, ponendosi un termine per la presentazione di una legge di attuazione della direttiva suddetta. Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 10 agosto 1988, numero 377, e il decreto del Presidente della Repubblica 12 aprile 1996 completano l'iter di recepimento della normativa europea sulla valutazione di impatto ambientale da parte del Governo italiano. Oltre alle caratteristiche del progetto di cui si chiede l'autorizzazione, che variano a seconda dell'opera che si intende realizzare, vanno indicati anche i dati relativi allo studio di impatto ambientale.

Naturalmente primaria importanza è attribuita alla pubblicizzazione dell'opera, perché tutti devono essere a conoscenza di ciò che si vuole realizzare. In legge sono indicate anche le procedure da seguire per la valutazione di impatto ambientale e l'elenco delle opere assoggettate a questo tipo di valutazione.

La Regione Sardegna, il 18 gennaio 1999, con l'articolo 31 della legge finanziaria, detta una norma transitoria, come è stato già detto, che recepisce le disposizioni comunitarie nazionali in materia di valutazione di impatto ambientale.

Queste che velocemente ho voluto richiamare sono norme molto chiare sulla salvaguardia dell'ambiente. Qualcuno ha detto che si tratta di una materia complicata, ma non c'è niente di complicato.

Ritengo comunque che vadano innanzi tutto evidenziati gli enormi ritardi nell'adeguamento della normativa in materia e la difficoltà nell'accettare questo nuovo vincolo procedurale. Siamo in ritardo anche nel riconoscere l'importanza di questo bene prezioso, che è l'ambiente, e credo sia il caso di rendersi conto, finalmente, che un intervento, qualunque esso sia, se è corredato della valutazione di impatto ambientale sicuramente vale più di tanti altri progetti messi insieme. Ciò vale in particolare se noi ci facciamo carico di assegnare a quel progetto una corsia preferenziale anche dal punto di vista del reperimento delle risorse.

Detto questo, vi è un aspetto che mi preme sottolineare: il fatto che la quarta Commissione non abbia potuto esaminare il disegno di legge di assestamento del bilancio ha determinato sicuramente l'impossibilità per molti consiglieri di entrare nel merito di questo particolare articolo. Ritengo pertanto che questo disegno di legge debba essere rivisto dalla quarta Commissione, affinché la norma sulla VIA possa essere riconsiderata e migliorata, anche al fine di scongiurare la paura di chi ritiene che con questa norma si voglia cancellare del tutto una seppur minima normativa vigente volta a salvaguardare i nostri beni ambientali. Si darebbe così la possibilità di approfondire questo argomento e di seguire la corretta procedura, che è invece mancata in particolare in questa circostanza.

Credo che anche rivolgendoci, come hanno fatto alcuni colleghi, al titolare di questo articolo, Mauro Pili, al quale può essere attribuito il merito di aver riportato all'attenzione del Consiglio i problemi relativi alla valutazione di impatto ambientale, non si possa rinunciare a una legge giusta che sancisca la tutela dell'ambiente e della qualità della vita della nostra Isola. La fretta, che non ha mai aiutato nessuno, e la paura che non ci siano in quest'aula consiglieri che condividano con lui l'esigenza di una legge snella, ma rispettosa, che non crei perdita di risorse, ma che preservi e valorizzi il bene ambientale, che è titolo di questa nostra regione, sono i motivi per cui chiediamo la soppressione dell'articolo 6 quinquies, e a Mauro Pili chiediamo di condividere questa nostra richiesta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.

Sanna Salvatore (D.S.). Della maggioranza non interviene mai nessuno?

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, io iscrivo a parlare chi lo chiede. Posso insieme a lei considerare che non vi sono consiglieri della maggioranza iscritti a parlare.

Sanna Salvatore (D.S.). Alla fine spunterà qualcuno della maggioranza che chiederà di parlare per farci la lezioncina, come spesso succede.

SANNA ALBERTO (D.S.). Mi auguro che questa discussione un po' anomala, perché avviene nell'ambito dell'esame di norma finanziaria, sia soltanto la prima parte di un discorso più approfondito che dovremo necessariamente affrontare alla ripresa dell'attività dopo le ferie estive.

Voglio tuttavia fare due considerazioni sul merito, una di carattere generale, un'altra più specifica. Sulle questioni riguardanti la tutela dell'ambiente si sono evidenziate due posizioni opposte: c'è chi ritiene che la tutela dell'ambiente sia inconciliabile con gli interventi di sviluppo economico e assume un comportamento conseguente con questa impostazione, e c'è invece chi ritiene, sostenendo una posizione diametralmente opposta, o magari non la sostiene, ma vorrebbe, che non ci debbano essere regole e che gli interventi debbano avvenire senza punti di riferimento a cui attenersi.

Credo che queste due posizioni estreme conseguano lo stesso risultato, quello cioè di creare le condizioni perché non si trovi una soluzione ai problemi. Io ritengo che quest'Aula, in modo particolare, debba darsi delle regole che rappresentino un punto di sintesi tra le giuste esigenze di tutela dell'ambiente e di sviluppo economico e sociale.

Credo che dobbiamo affrontare questi problemi in modo organico, perché certamente non possiamo più accettare che si creino situazioni in cui non vi sia certezza del diritto. Mi riferisco in particolare a quanto accaduto in seguito alla famosa sospensione dei piani paesistici e anche alla situazione che, per tutta una serie di vincoli derivanti da norme regionali, nazionali e comunitarie, si è venuta a creare nella nostra regione. Molti di questi vincoli, fra l'altro, sono stati imposti senza il consenso delle popolazioni interessate e non rientravano nell'ambito di una programmazione complessiva degli interventi nel territorio. Quindi credo che rispetto a questa situazione dobbiamo trovare una via d'uscita. Voglio ricordare, come esempio di ciò che noi non possiamo fare, e di cui dovremo discutere, che in Sardegna, quando erano in carica gli assessori Saba e Onida, è stata recepita e applicata, in fasi diverse, la direttiva 92/43/CEE "Habitat", anche se poi la gestione dei siti bio-italy è tutta da inventare. Tuttavia ci sono in Sardegna 114 siti bio-italy, istituiti dall'amministrazione regionale senza che i comuni e le comunità locali ne siano stati interessati. Il che dimostra che rispetto a questi problemi non c'è nessun rapporto tra l'amministrazione regionale e le comunità locali. Credo che questo non si debba più verificare e che ci sia bisogno di un coinvolgimento serio e democratico delle popolazioni e delle istituzioni locali.

Sulla vicenda Is Arenas, che è rimbalzata sulla stampa a più riprese, e che è stata anche motivo di forte contrasto e tensione tra la Giunta regionale e il Governo nazionale, credo che qualche parola vada detta, in particolare per quanto riguarda il programma di sviluppo turistico appunto della pineta di Is Arenas (provincia di Oristano) e la relazione tra questo programma e le prospettive che noi, rispetto a questi problemi, dobbiamo definire.

In questo programma si racchiude un po' tutta la problematica di cui noi stiamo parlando anche oggi. C'è chi sostiene che l'intervento previsto non sia rispettoso dell'ambiente. Voglio precisare che parlo di questo problema perché lo conosco bene, ne conosco la storia e so quello che è stato fatto e quello che si intende fare, perciò posso dire, senza paura di essere smentito, che l'intervento previsto non solo non deturpa quell'area, ma la valorizza perché è finalizzato a trasformare una pineta realizzata dall'uomo in un bosco naturale di ginepri e di macchia mediterranea. La società incaricata di eseguire i lavori sta difendendo con risorse proprie un patrimonio di tutti. Queste cose vanno dette con chiarezza, anche in Consiglio regionale, per rispondere a chi su questa vicenda sta conducendo una campagna di stampa e vuole buttare a mare l'acqua sporca e anche il bambino. Credo che questo non sia legittimo e non sia accettabile da parte di nessuno.

Voglio parlare di questo problema perché, come tanti altri problemi esistenti in Sardegna, riguarda progetti di sviluppo che non hanno certezza, che da anni si cerca di realizzare e per un motivo o per l'altro non vanno avanti. Sto parlando di una provincia, quella di Oristano, che ha 1500 posti letto ed enormi potenzialità di sviluppo turistico; una provincia che non può progredire se non riesce a darsi uno sviluppo turistico. Quindi dobbiamo adoperarci per cercare di risolvere anche questa situazione che, ripeto, non riguarda solo l'oristanese, però certamente la provincia di Oristano, in ambito regionale, rappresenta un caso limite. Credo che anche per la zona di Is Arenas sia necessaria la valutazione di impatto ambientale, ma la preoccupazione dell'impresa a cui mi riferivo poc'anzi e di altre imprese operanti nella provincia di Oristano non è tanto fare lo studio di valutazione di impatto ambientale, quanto il fatto che ad ogni passaggio conseguono ricorsi al TAR e azioni che vengono portate avanti, a tutti i livelli, da chi ha deciso che in quel territorio non ci debba essere sviluppo turistico. Questa, purtroppo, è la verità, e di fatto la certezza del diritto viene annullata e viene impedito alla comunità di un'intera provincia di avere una prospettiva di sviluppo turistico e non solo turistico. Queste cose le volevo dire perché la discussione di oggi deve anche prendere in considerazione le preoccupazioni legittime delle nostre popolazioni.

Questi problemi, ripeto, non riguardano solo la provincia di Oristano, ma anche altri territori della Sardegna, e certamente rispetto a questa situazione noi abbiamo il dovere di cercare una via d'uscita. Mi scuso se mi sto dilungando, ma vorrei dire alcune altre cose.

PRESIDENTE. Onorevole Alberto Sanna, io non posso concedere minuti. Esiste un Regolamento ed è uguale per tutti. La prego di avviarsi alla conclusione.

SANNA ALBERTO (D.S.). Volevo solo dire due cose: l'emendamento Pili non risolve il problema di Is Arenas e nemmeno il problema di tutte le aree simili a questa, mi riferisco ai 114 siti bio-italy esistenti in Sardegna, che hanno problemi analoghi, perché sono assoggettati alla procedura di VIA, come deciso dal Comitato per le aree naturali protette, previsto dall'articolo 3 della legge nazionale 6 dicembre 1991, numero 394. In particolare sono interessate le aree iscritte nell'elenco ufficiale delle aree naturali protette, le zone umide indicate dalla Convenzione di Ramsar, le zone di protezione speciale elencate come nella direttiva 79/409/CEE sulla conservazione degli uccelli selvatici e, appunto, i siti bio-italy, secondo la direttiva 92/43/CEE. Questa materia non può essere regolamentata con legge regionale, e tanto meno con un emendamento a una legge finanziaria.

Io credo che noi dobbiamo affrontare questo problema seriamente per non dare l'impressione di voler attuare dei blitz, per di più in modo semplicistico. Pertanto la risposta che dovremo dare a settembre è una legge organica sulla valutazione d'impatto ambientale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Chiedo una breve sospensione, perché stiamo lavorando alla costruzione di un possibile punto d'incontro. Mi pare che al momento ci sia una possibilità in tal senso e vorremmo verificarla prima di procedere con il dibattito.

PRESIDENTE. Se non vi sono opposizioni, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore 18 e 20.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 57, viene ripresa alle ore 19 e 02.)

Presidenza del Presidente Serrenti

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Abbiamo avviato un rapporto con tutte le componenti politiche sull'articolo concernente la valutazione di impatto ambientale. I colleghi delle diverse aree, centrosinistra, centrodestra, maggioranza e opposizione, si stanno confrontando su questo tema, per verificare se e in che termini è possibile raggiungere un accordo. Quindi ritengo che sia opportuno, per economicità di tempo e rapidità dei lavori, se l'Aula è d'accordo, sospendere l'esame dell'articolo 6 quinquies e dei relativi emendamenti e procedere all'esame degli articoli successivi.

PRESIDENTE. Se non vi sono opposizioni la proposta dell'onorevole Selis, che è stata fatta a nome di tutti i Gruppi, è accolta. L'articolo 6 quinquies è sospeso. Si dia lettura dell'articolo 7.

RANDAZZO, Segretario:

Art.7

International Formula 18 Trophy 1998

1. E' autorizzata, nell'anno 2000, a valere sullo stanziamento recato dal capitolo 07001/03 l'erogazione di un contributo di lire 315.000.000 a favore del Comune di Villasimius per la manifestazione "International Formula 18 Trophy 1998" tenutasi dal 14 al 18 aprile 1998.

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.

RANDAZZO, Segretario:

Emendamento aggiuntivo Onnis.

Art. 7 bis

Contributo al Comune di Barumini

1. È autorizzato nell'anno 2000, a valere sullo stanziamento del capitolo 07001/03 l'erogazione di un contributo di lire 100.000.000 a favore del Comune di Barumini per la manifestazione di consegna della targa UNESCO relativa alla Reggia Nuragica tenutasi il …

Copertura finanziaria

In aumento capitolo 07001/03

In diminuzione capitolo 03016

Mediante riduzione della voce 11, introdotta dall'articolo 1 della presente legge, della Tabella A) allegata alla legge regionale n. 4 del 2000 (legge finanziaria). (1)

Emendamento aggiuntivo Spissu - Dettori I. - Lai - Pusceddu - Cugini - Masia.

Art. 7

Dopo l' articolo 7 è aggiunto il seguente:

"Art. 7/1

1. È autorizzata per l'anno 2000 la spesa di lire 15.000.000.000 per le finalità previste dall'art. 46 della L.R. 28.04.1992, n. 6 (Cap. 07037).

2. I contributi per le finalità di cui sopra potranno essere richiesti per le assunzioni effettuate a decorrere dal 1 gennaio 1999.

3. I contributi sono concessi nei limi della regola "de minimis" prevista dalla Comunicazione della Commissione Europea pubblicata in G.U.C.E.C. 68/9 del 6 marzo 1996".

COPERTURA FINANZIARIA:

In aumento

Cap. 07037

Competenza anno 2000 lire 15.000.000.000

In diminuzione

Cap. 04110 - (Acquisto immobili da adibire ad uffici)

Competenza anno 2000 lire 15.000.000.000

(52)

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 1 ha facoltà di parlare il consigliere Onnis.

ONNIS (A.N.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 52 ha facoltà di parlare il consigliere Spissu.

SPISSU (D.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Il parere è negativo su entrambi gli emendamenti.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna) Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sugli emendamenti numero 1 e 52 la Giunta esprime parere conforme a quello del relatore e invita i presentatori a ritirarli.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 7. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 52. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Si dia lettura dell'articolo 7 bis.

RANDAZZO, Segretario:

Art. 7 bis

Contributi ad organismi operanti nel settore della sicurezza sociale

1. La lettera d) del comma 4 dell'articolo 32 della legge regionale 8 marzo 1997, n. 8, è sostituita dalla seguente:

"d) Associazione "Gesù Nazareno" di Sassari - Ente costituito senza scopo di lucro (cap. 10037/1996)".

2. La disposizione di cui al comma 1, trova applicazione anche per le somme stanziate anteriormente all'esercizio finanziario 2000.

PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.

Emendamento soppressivo totale Balia - Scano - Selis - Dettori B..

Art. 7 bis

L'art. 7 bis è soppresso. (70)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 70 ha facoltà di illustrarlo.

SCANO (D.S.). E' un emendamento che non ha bisogno di ampia illustrazione. Semplicemente propone di sostituire il termine "cancellato" con "soppresso". Con questo l'illustrazione è compiuta.

PRESIDENTE. Anche dietro la soppressione di una parola vi possono essere motivazioni politiche che devono essere esplicitate.

Per esprimere il parere sull'emendamento numero 70 ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Il parere è negativo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 7 bis. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Pertanto l'emendamento numero 70 decade.

Si dia lettura dell'articolo 7 ter.

RANDAZZO, Segretario:

Art. 7 ter

Ripiano disavanzo ente morale "San Giovanni Battista" di Ploaghe

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata ad erogare un contributo straordinario di lire 500.000.000 all'ente morale "San Giovanni Battista" di Ploaghe per il ripiano dei disavanzi di esercizio (cap. 12001-16)

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 72, 25 e 4. Se ne dia lettura.

RANDAZZO, Segretario:

Emendamento soppressivo totale Balia - Scano - Selis - Dettori B..

Art. 7 ter

L'art. 7 ter è soppresso. (72)

Emendamento aggiuntivo Deiana - Biancu - Dore - Dettori B. - Cugini - Lai - Spissu - Sanna G. - Masia.

Art. 7 ter

L'art. 7 ter è sostituito dal seguente:

L'Amministrazione regionale è autorizzata ad erogare un contributo straordinario di lire 1.500.000.000 all'ente morale "San Giovanni Battista" di Ploaghe per il ripiano dei disavanzi di esercizio (Cap. 12001-15)

In aumento

12-SANITÀ 2000

Cap. 1200-15 lire 1.500.000.000

In diminuzione

03-BILANCIO

Cap. 03017 (FNOL voce 8) lire 1.500.000.000

(25)

Emendamento aggiuntivo Scarpa - Fadda - Scano - Contu - Pili - Cossa Federico - Falconi - Corda - Capelli - La Spisa.

Art. 7 ter

Dopo l'art. 7 ter è aggiunto il seguente:

Art. 7 ter/1

Contributo all'Associazione "Cooperazione e confronto" di Serdiana

1. È autorizzata la concessione di un contributo complessivo di lire 650.000.000, in ragione di lire 150.000.000 per l'anno 2000 e di lire 250.000.000 per ciascuno degli anni 2001 e 2002 a favore dell'Associazione "Cooperazione e confronto" di Serdiana, per l'avvio delle attività d'istituto (Cap. 12001/17).

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

12-SANITÀ

Cap. 12001/17 (NI)

Contributo all'Associazione "Cooperazione e confronto" di Serdiana per l'avvio delle attività d'istituto (art. 7 ter/1 della presente legge)

Anno 2000 lire 150.000.000

Anno 2001 lire 250.000.000

Anno 2002 lire 250.000.000

IN DIMINUZIONE

04-EE.LL

Cap. 04024 Funzionamento degli Uffici centrali periferici dell'Amministrazione regionale.

Anno 2000 lire 150.000.000

Anno 2001 09042/01 nota 11, lire 250.000.000

Anno 2002 tabella A, 03016. lire 250.000.000

(4)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 72 ha facoltà di illustrarlo.

SCANO (D.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 25 ha facoltà di illustrarlo.

BIANCU (I DEMOCRATICI). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 4 ha facoltà di illustrarlo.

PILI (F.I.-Sardegna). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Il parere è negativo sugli emendamenti numero 72 e 25. Per quanto riguarda l'emendamento numero 4 mi rimetto all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna) Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta esprime parere conforme a quello del relatore per quanto riguarda gli emendamenti numero 72 e 25, e rileva che per gli emendamenti numero 25 e 4 non vi è copertura finanziaria.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 72.

Ha domandato di parlare il consigliere Deiana. Ne ha facoltà.

DEIANA (I DEMOCRATICI). Chiedo la votazione a scrutinio segreto sull'emendamento numero 25.

PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione dell'emendamento 72. Lo scrutinio segreto è stato chiesto sull'emendamento 25.

Metto in votazione l'emendamento numero 72. Chi lo approva alzi la mano. (Viene chiesta la controprova). Chi non l'approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Per quanto riguarda l'emendamento numero 25 la Giunta ha rilevato che manca la copertura finanziaria.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Chiedo che si dia atto della dichiarazione dell'Assessore, fatta a nome della Giunta, che non esiste copertura finanziaria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Usai. Ne ha facoltà.

USAI (A.N.). Signor Presidente, poiché è in corso una riunione per discutere importanti questioni riguardanti l'argomento all'ordine del giorno del Consiglio, chiedo che venga consentito ai nostri colleghi impegnati in questo lavoro di venire in aula quando c'è una votazione segreta.

PRESIDENTE. Mi pare corretto. La Giunta ha dichiarato che non c'è copertura finanziaria per l'emendamento numero 25, il quale pertanto non è ammissibile e non può essere messo in votazione, a meno che i presentatori non indichino una diversa copertura finanziaria. .

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Vorrei ricordare che alcuni emendamenti sono stati sospesi in attesa di individuare la copertura finanziaria e che invece altri emendamenti, dotati di copertura finanziaria, non sono stati approvati. Lo dico solamente per dare un contributo, ma se i colleghi proponenti fossero d'accordo si potrebbe sospendere questo emendamento e verificare se c'è la possibilità, come per gli altri emendamenti sospesi, di trovare una copertura finanziaria. Questo si può fare se c'è solo un problema di copertura.

PRESIDENTE. La proposta dell'onorevole Selis è ragionevole. Si tratta tecnicamente di individuare un altro capitolo, per cui se i colleghi sono d'accordo l'emendamento 25 è sospeso.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna) Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Abbiamo detto che questo è un momento di confronto serio, che non dobbiamo far diventare il disegno di legge in esame un mercato. La Giunta ha già provveduto, con l'articolo 7 ter, a destinare all'ente morale "San Giovanni Battista" di Ploaghe un contributo straordinario di 500 milioni, che mi pare sufficiente e adeguato in questa fase. Non mi pare opportuno forzare i termini della questione con un emendamento che non ha copertura, anche perché l'emendamento di 5 miliardi, che è stato bocciato dall'Aula e che prevedeva l'intervento per le terme di Fordongianus, si riferiva all'annualità 2002 e quindi non avrebbe assolutamente alcuna rilevanza utile ai fini di dare copertura all'emendamento 25.

Io invito i proponenti a ritirare l'emendamento 25 perché ritengo che, non essendovi la copertura, esso non sia ricevibile, o comunque non possa costituire oggetto di votazione.

PRESIDENTE. Onorevole Deiana, io non posso accedere alla richiesta fatta dall'onorevole Selis perché non c'è l'accordo unanime.

Ha domandato di parlare il consigliere Deiana. Ne ha facoltà.

DEIANA (I DEMOCRATICI). Io non ho nessuna difficoltà a che la votazione su questo emendamento avvenga in un altro momento. Vorrei dire, però, che non è un emendamento speculativo e che io ho partecipato a un'assemblea in cui erano presenti tutte le forze politiche...

PRESIDENTE. Mi perdoni, onorevole Deiana, non le posso far illustrare adesso l'emendamento 25, sul quale vi è solo un problema di ammissibilità. Se ci fosse l'accordo io l'avrei ritenuto ammissibile in attesa dell'individuazione di una fonte dalla quale prendere le risorse. Non essendo questo possibile, le devo comunicare che l'emendamento numero 25 non è ricevibile.

DEIANA (I DEMOCRATICI). Si indichi il capitolo 07036, nuovi oneri legislativi, e lo si renda ammissibile, poi l'Aula lo potrà anche respingere, non è un problema, ma non penso che sia un emendamento di natura demagogica, come ha lasciato intendere l'Assessore.

PRESIDENTE. E' stata indicata una nuova fonte, per cui, se c'è capienza, possiamo mettere in votazione questo emendamento.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non c'è serietà.

PRESIDENTE. Assessore, a noi interessa l'aspetto tecnico. Una volta che è stato individuato un nuovo capitolo se c'è capienza l'emendamento è ammissibile. Poi naturalmente l'Aula, nella sua sovranità, deciderà se approvarlo o no.

PITTALIS (F.I.-Sardegna) Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Gli uffici mi informano che anche su quel capitolo ci sono appena 80 milioni, quindi la copertura non è possibile neppure con il capitolo che ha testé indicato l'onorevole Deiana.

PRESIDENTE. Onorevole Deiana, è stato invitato a ritirare l'emendamento 25 o a individuare un'altra fonte finanziaria.

Ha domandato di parlare il consigliere Bruno Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI BRUNO (I DEMOCRATICI). Non intendo creare difficoltà, ma mi sorprende che l'inammissibilità sia stata rilevata in questa fase della discussione, perché o l'emendamento 25 era inammissibile anche prima, o non può diventare inammissibile al momento della votazione. Questa è una cosa che non riesco a capire. Siamo arrivati al momento della votazione pertanto si voti. Cosa significa ammissibile o non ammissibile?

Credo inoltre che la proposta avanzata dall'onorevole Selis possa essere accolta. Se alla fine non si trova una copertura l'emendamento 25 sarà ritirato, ma è giusto dare almeno la possibilità di arrivare fino in fondo, cioè alla votazione. Non si sa come vanno le cose, dunque è un atto di buona volontà, credo, e la buona volontà non si può negare.

PRESIDENTE. Devo chiarire una cosa, onorevole Dettori: quando l'emendamento è stato presentato, nel capitolo indicato c'erano dei fondi; poi, con la manovra in corso, quel capitolo è stato svuotato, quindi non può più essere indicato come fonte per finanziare questo emendamento. La situazione è modificata e da questo punto di vista l'emendamento 25 adesso non è ammissibile. L'inammissibilità si è verificata in questo momento.

Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.

OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Io faccio soltanto osservare che per quanto riguarda l'ente morale "San Giovanni Battista" di Ploaghe, lo sapete tutti, si è aperto di recente un contenzioso con la A.S.L., e tutti gli impegni che sono stati presi sono stati rispettati. Non solo, si è fatta anche una forzatura nel recuperare le risorse finanziarie, per far sì che agli oltre 400 dipendenti di questo ente fossero garantiti il salario e gli arretrati dovuti al fatto che da circa 7-8 mesi la A.S.L. ha obiettive difficoltà finanziarie.

In quella circostanza si è ritenuto opportuno, ma in termini non corretti, perché si era preso l'impegno di presentare un emendamento che doveva tener conto di particolari situazioni di ancora maggiore sofferenza, come quella dell'Associazione "Gesù Nazareno" di Sassari, ripartire i 5 miliardi previsti in due quote di 2 miliardi e 700 milioni e 2 miliardi e 300 milioni[SP1] . Io avrei capito che una volta approvato un emendamento che prevede un contributo straordinario a una determinata struttura (il che è un fatto di per sé eccezionale, forse questo è l'unico caso di intervento mirato) la questione fosse chiusa. L'articolo 7 ter prevede già un contributo straordinario all'ente morale "San Giovanni Battista", ma, come dicevo, l'Associazione "Gesù Nazareno", per esempio, ha problemi decisamente maggiori. Non si comprende quindi il tentativo di incrementare l'importo del contributo, se non per fini strumentali, mi si consenta, per fare una bella figura, pur sapendo che di fatto si è già concesso un contributo straordinario altissimo a una struttura che certamente non è più meritevole di altre.

PRESIDENTE. Onorevole Oppi, la devo interrompere, perché la discussione su questo emendamento c'è già stata. Dal punto di vista puramente tecnico, onorevole Deiana, io devo ritenere questo emendamento non ammissibile. Le chiedo di avere pazienza.

Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Per quanto riguarda l'ammissibilità dell'emendamento 25, visto e considerato che nel capitolo indicato vi sono soltanto 80 milioni, come ha detto l'Assessore della programmazione, si indichi il capitolo 04110, che, ho notato, ha consistenti risorse a disposizione. Credo che questo possa consentire l'ammissibilità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.). Intervengo solo per un suggerimento sul piano tecnico. Accade assai spesso che una copertura finanziaria corretta ed effettiva all'atto della presentazione degli emendamenti possa essere vanificata o eliminata parzialmente o totalmente dalle decisioni assunte dal Consiglio nel corso dell'esame di un progetto di legge. Diciamo che ciò è accaduto spesso ed è un procedura assolutamente frequente. Mi pare di ricordare che in questi casi si possono scegliere due strade: o si invitano i presentatori a proporre una copertura alternativa, che sia corretta dal punto di vista tecnico, oppure, come spesso è accaduto, si procede in sede di coordinamento. Mi sembra eccessivo che si dichiari l'inammissibilità dell'emendamento. Spessissimo la Giunta stessa propone, per i propri emendamenti, coperture alternative ove la copertura iniziale sia stata intaccata dalle decisioni precedenti. Direi che dobbiamo continuare a comportarci in questa maniera.

PRESIDENTE. Devo chiedere alla Giunta di trovare una soluzione, se è possibile. Il capitolo indicato dall'onorevole Giacomo Sanna ha in effetti 16 miliardi, ma non conosciamo lo stato della spesa, per cui non sappiamo quanti di questi 16 miliardi siano effettivamente disponibili. Lei capisce che noi non possiamo, adesso in aula, risolvere problemi di questo genere.

Onorevole Selis, non può intervenire di nuovo su questo argomento.

SELIS (Popolari-P.S.). Intervengo solo per dare una indicazione che può essere utile in sede di coordinamento. Il capitolo 12203, "Imposta ipotecaria", era quello in cui venivano reperiti i 5 miliardi legati all'intervento per le terme di Fordongianus. Non essendo stato approvato il relativo emendamento in questo capitolo ci sono...

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Quel capitolo era indicato per l'annualità 2002, non per l'annualità 2000. L'avevo già detto, altrimenti l'avrei indicato io stesso.

PRESIDENTE. Voi capite che la materia è delicata e diventa difficile in Aula trovare un capitolo dal quale prelevare le somme, perché non conosciamo lo stato della spesa. Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Poc'anzi l'assessore Pittalis ha potuto conoscere lo stato della spesa nell'arco di due minuti. Attraverso una telefonata al cellulare ha saputo che in un determinato capitolo erano rimasti 80 milioni. Se l'ha fatto prima lo può fare anche adesso.

PRESIDENTE. E' impensabile che 16 miliardi non siano stati spesi, sarebbe una bella sorpresa.

PITTALIS (F.I.-Sardegna) Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'Assessore degli enti locali mi comunica che anche le risorse del capitolo 04110 sono state impegnate per intero, proprio quelle destinate all'acquisto degli immobili. Quindi anche su questo capitolo non vi è possibilità di intervento. Invito i proponenti, eventualmente, a individuare un altro capitolo, resta il fatto che essendo stato già approvato l'articolo 7 ter...

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Prendiamo atto che l'emendamento numero 22 è ammissibile, dopo quello che lei ha dichiarato.

PITTALIS (F.I.-Sardegna) Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Dirò di più, non sono ammissibili neanche gli emendamenti 48 e 45.

PRESIDENTE. Onorevole Deiana, l'emendamento 25 non può essere messo in votazione, e non possiamo fermarci tutta la sera su questo emendamento. Le chiedo se intende ritirarlo.

DEIANA (I DEMOCRATICI). Signor Presidente, accetto la proposta del collega Selis di rinviare la votazione per trovare nel frattempo la copertura finanziaria.

PRESIDENTE. Onorevole Deiana, l'onorevole Selis ha fatto una proposta che a me sembrava accettabile, ma la Giunta si è dichiarata contraria.

Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta. Onorevoli colleghi, la Giunta si è espressa sul merito dell'emendamento 25, e ha dichiarato la sua contrarietà ad aumentare da 500 milioni a 1 miliardo e 500 milioni il contributo straordinario previsto all'articolo 7 ter. Tutto il resto è un fatto formale, e non serve sospendere per trovare le risorse finanziarie, perché se anche le si trovasse la Giunta ritiene che questo aumento del contributo già previsto non abbia nessun senso.

PRESIDENTE. Onorevole Deiana, non ho intenzione di andare oltre. Se lei insiste io metto in votazione l'ammissibilità. Quando sorge una controversia l'Aula decide.

Ha domandato di parlare il consigliere Deiana. Ne ha facoltà.

DEIANA (I DEMOCRATICI). Signor Presidente, a meno che l'Assessore della programmazione non dica diversamente, sembra che ci possa essere la copertura sul capitolo 07021. E visto che c'è imbarazzo, invece del voto segreto, chiedo il voto per appello nominale.

PRESIDENTE. Poiché l'onorevole Deiana insiste io devo chiedere all'Aula di votare, per alzata di mano, sull'ammissibilità dell'emendamento 25. Chi ritiene ammissibile l'emendamento numero 25 alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo ritiene ammissibile alzi la mano.

(Non è ammissibile)

Sul Regolamento

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sul Regolamento il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Superiamo l'emendamento 25, perché la votazione che avete fatto equivale a una bocciatura dell'emendamento stesso, ma non a un giudizio di ammissibilità. Dove sta scritto che l'Aula giudica l'ammissibilità di un emendamento? Se un emendamento ha tutti i requisiti richiesti è dichiarato ammissibile dal Presidente, non dall'Aula. Allora il Presidente metta in votazione l'emendamento 25.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, l'ultimo comma dell'articolo 88 dice che il Presidente decide, ma quando il proponente insiste il Presidente si rivolge all'Aula.

SELIS (Popolari-P.S.). Ho capito, ma l'emendamento ha tutti i requisiti.

PRESIDENTE. Non li ha, non ha un requisito fondamentale che è la copertura finanziaria.

SELIS (Popolari-P.S.). Ma la copertura è stata indicata.

PRESIDENTE. L'Aula si è già pronunciata su questo, ritengo opportuno andare avanti. Se c'è un problema politico verrà risolto.

SELIS (Popolari-P.S.). Non ci interessa l'emendamento 25, però vogliamo chiarire le procedure per evitare che si crei un precedente. Il Presidente ha facoltà di dichiarare inammissibili ordini del giorno, emendamenti e proposte che siano: a) estranei all'oggetto della discussione, e non è il caso; b) che siano formulati in termini sconvenienti, e non è il caso, ovvero che siano in contrasto con precedenti deliberazioni dettate dal Consiglio, e non è il caso.

Questo emendamento non rientra in nessuno dei tre casi di inammissibilità previsti dall'articolo 88. L'emendamento ha una copertura, che può essere giudicata buona o cattiva, però c'è; lo si metta in votazione e lo si respinga se questa è la vostra volontà. Questo è un problema fondamentale, l'emendamento 25 non mi appassiona particolarmente, però se si procede in questo modo questo vuol dire che ogni volta che ci sono emendamenti dell'opposizione che non vi piacciono il Presidente non si assume la responsabilità di metterli in votazione e fa votare l'Aula sull'ammissibilità degli emendamenti stessi. Questo non è accettabile.

L'ammissibilità degli emendamenti attiene alla sovranità dell'Aula. Il Presidente può non ammettere quelli estranei all'oggetto della discussione, quelli in contrasto con deliberazioni adottate precedentemente, quelli espressi in materia sconveniente. Quindi l'emendamento 25, è perfettamente ammissibile, se volete lo diamo per superato, però vogliamo che questo caso non sia considerato un precedente. E' un problema che riguarda tutti: oggi riguarda noi, domani può riguardare voi. PRESIDENTE. Onorevole Selis, siamo proprio nella fattispecie indicata dall'articolo 88, cioè emendamenti in contrasto con precedenti deliberazioni adottate dal Consiglio nel corso della discussione. Non posso ammettere un emendamento che indica un capitolo sul quale non siamo neanche in grado di stabilire quanto abbiamo speso, presumibilmente tutto. Quando gli emendamenti vengono presentati devono avere un'indicazione precisa del capitolo dal quale devono essere prelevate le risorse. In questo caso non c'è dubbio, si mette in votazione l'ammissibilità dell'emendamento 25 e decide l'Aula.

Io l'ho ritenuto non ammissibile dal punto di vista tecnico e poiché l'onorevole Deiana ha insistito mi sono rivolto all'Aula, pertanto non mi può dire che non mi sono assunto la responsabilità.

Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (C.C.D.). Presidente, potrei anche non parlare, perché mi pare che la sua interpretazione sia abbastanza pertinente.

Parlo non per il caso singolo, sul quale, devo essere sincero, probabilmente avrei un'opinione diversa, posto che qualche volta gli emendamenti si sono aggiustati anche in corso d'opera, ma perché l'onorevole Gian Mario Selis ha parlato di un'interpretazione generale. Questo mi preoccupa, perché una volta che si crea il precedente diventa difficile poi non applicarlo.

A me pare che l'interpretazione data dal Presidente sia esatta, perché il terzo caso è centrato, cioè il Presidente ha facoltà di dichiarare inammissibile un emendamento quando sia in contrasto con una precedente deliberazione adottata dal Consiglio nel corso della discussione. E nel corso della discussione di questo impianto finanziario abbiamo tolto dal capitolo indicato - l'ha detto anche il Presidente - i fondi a disposizione, per cui il capitolo si è talmente ridotto che non c'è più capienza.

SCANO (D.S.). Sembra che per te questa sia la prima legislatura. Lasciale dire ai ragazzini queste cose!

CONTU (C.C.D.). Fammi terminare, è la mia opinione. Può darsi che tu abbia ragione, può darsi che abbia ragione anch'io. Ho premesso che come prassi gli emendamenti si aggiustano anche in corso di discussione, però l'interpretazione che voi date è inesatta, e non posso accettarla perché la fattispecie prevista dal Regolamento, poffarbacco, c'è. In ultima analisi una deliberazione consiliare ha diminuito i fondi di un capitolo, quindi in quel capitolo non c'è più capienza, e se ora rendessimo ammissibile l'emendamento in questione ci sarebbe un contrasto con una precedente deliberazione adottata dal Consiglio.

Quindi il Presidente può, se vuole, dichiarare inammissibile questo emendamento, se poi il proponente non l'accetta è anche vero che può rimettersi all'Aula, ma la procedura a me sembra ineccepibile, almeno in questo caso. Sul merito possiamo discutere, ma dal punto di vista formale, secondo me, il Presidente ha dato un'interpretazione esatta. Al suo posto avrei dato la stessa identica interpretazione. PRESIDENTE. Colleghi, vi prego di comprendermi, non posso aprire un dibattito sul Regolamento, peraltro tutti i colleghi sanno che l'interpretazione spetta al Presidente. Io ho dato un'interpretazione che è stata condivisa da alcuni colleghi, da altri no, però è evidente che stasera non posso aprire un dibattito sul Regolamento. Pertanto vi chiedo di andare avanti, ormai l'emendamento numero 25 per voto espresso dall'Aula non c'è più, quindi stiamo discutendo solo su questioni regolamentari.

Onorevole Sanna, le do la parola per cercare di uscire dall'impasse, però non intendo aprire un dibattito. Onorevole Dettori, tutti stanno chiedendo di intervenire sul Regolamento e non si può. Peraltro, per Regolamento, su questioni di questa natura possono parlare un consigliere a favore e uno contro, dopo di che si procede alla votazione. Lei, peraltro, ha già parlato su questo argomento.

DETTORI BRUNO (I DEMOCRATICI). Sto aspettando la risposta per quanto riguarda il capitolo 07021 indicato da ultimo dall'onorevole Deiana.

PRESIDENTE. Non torni indietro, guardi che è inutile perché questo argomento è chiuso.

Ha domandato di parlare il consigliere Emanuele Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA EMANUELE (D.S.). Presidente, io credo che se perdiamo qualche minuto per riflettere tutti su questo problema e sul precedente pericoloso che la sua interpretazione rischia di determinare sia un bene per questa Assemblea.

Non so se ci sia il precedente di un emendamento che sia stato dichiarato inammissibile col voto dell'Aula per mancanza di copertura finanziaria. Può darsi che nella passata legislatura, io ero assente, così come era assente il collega Contu, che pure ha frequentato più di me e più di tanti di noi quest'aula parlamentare, si sia presentato un caso paragonabile a questo che oggi stiamo esaminando. Però, signor Presidente, lei deve riflettere, anche nel suo interesse, in quanto rappresentante di questa Assemblea e garante della correttezza delle deliberazioni dalla stessa adottate, su quanto ha poc'anzi deciso. Il bilancio della Regione non è il caveau segreto di una banca e non è neanche una tavola imbandita, dove i primi che arrivano si prendono le risorse e poi quelli che arrivano dopo, magari più meritevoli - sto parlando degli interessi complessivi della nostra comunità regionale - trovano le risorse esaurite.

Questo emendamento quando è stato presentato era ammissibile, è diventato inammissibile perché nel frattempo il capitolo che lo doveva alimentare è stato utilizzato per altri emendamenti e per altre esigenze esaminate nel corso della discussione dell'assestamento del bilancio. Tenga conto, Presidente, che io personalmente sul merito di questo emendamento ho molte perplessità, anzi non ho nessuna difficoltà a dire che sono contrario, perché considero già un'eccezione la concessione di un contributo finalizzato di 500 milioni, sapendo che vi sono emergenze e situazioni finanziarie drammatiche in gran parte dei presidi socio-assistenziali della nostra Regione, ma qui stiamo discutendo di un altro problema e non è possibile che la Giunta regionale, con l'Assessore del bilancio e della programmazione, con i funzionari, con gli uffici che sono permanentemente presenti, che assistono ai nostri lavori e certificano anche la correttezza delle nostre decisioni, non ci sappia dire qual è lo stato della spesa sui capitoli del bilancio che sono stati indicati per trovare il miliardo e 500 milioni che serve a rendere ammissibile l'emendamento 25. Non è possibile, Presidente, perché altrimenti quest'Aula rischia di diventare davvero una sorta di Far West e a colpi di mano o di maggioranza si può conculcare l'autonomia e la sovranità dei singoli consiglieri regionali.

E' stato indicato, mi sembra, un capitolo dell'Assessorato degli enti locali che riguarda gli immobili della Regione. E' vuoto anche questo? Allora ce lo dica, lo certifichi l'Assessore. E' vuoto anche il capitolo relativo ai nuovi oneri legislativi? Noi non possiamo decidere in questa maniera, signor Presidente, per non aprire un precedente pericoloso. Quindi credo che non possiamo accettare la decisione che un po' frettolosamente lei ha fatto assumere all'Aula.

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, mi creda, sto facendo tutti gli sforzi per applicare il Regolamento in modo corretto, cercando di non danneggiare nessuno, e quando dico nessuno intendo proprio nessuno. Lei capisce che se le proposte avvengono in modo estemporaneo poi si finisce per discutere di questioni che oltre a prolungare i tempi di discussione possono creare problemi.

Sto cercando di applicare il Regolamento in modo corretto, peraltro siamo arrivati al voto dopo aver discusso a lungo nel merito di questa questione e dopo che la Giunta ha certificato lo stato dei vari capitoli. Non entro nel merito delle valutazioni politiche che lei ha fatto, onorevole Sanna, però la Giunta ha certificato a più riprese per i vari capitoli indicati che non c'era capienza. Io devo credere a ciò che dice la Giunta, non ho elementi per confutare quanto affermato.

SANNA EMANUELE (D.S.). Arriveremo agli altri capitoli!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Intervengo solo per un brevissimo chiarimento: io ritengo che si debba fare veramente attenzione, perché l'emendamento, originariamente ammissibile e poi diventato inammissibile, nel corso dell'esame in Aula, può essere reso di nuovo ammissibile col ricorso a un altro capitolo che abbia capienza.

Per la verità il collega Deiana - dico questo perché mi pare che la correttezza nei rapporti tra Giunta e Aula e tra consiglieri regionali debba presiedere andando al di là del merito della questione sulla quale ci siamo espressi - ha indicato da ultimo il capitolo 07021, che riguarda gli interventi in conto interessi a valere sulla legge numero 9, concernente l'adeguamento delle strutture alberghiere. Si tratta di un capitolo che ha capienza, ma , Presidente, io ho posto solo il problema che i capitoli a me indicati fino ad un certo momento non avevano capienza. In relazione al nuovo capitolo indicato il proponente si assuma la responsabilità di sottrarre risorse agli interventi per le attività turistico-alberghiere. Però, dal punto di vista della forma e della sostanza l'emendamento 25 adesso è perfettamente ammissibile.

SANNA SALVATORE (D.S.). Siamo d'accordo.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Mi premeva dire questo e a nome della Giunta rimetto la valutazione al Presidente e all'Aula, perché mi pare che dobbiamo ripristinare sotto questo profilo un minimo di correttezza nelle relazioni tra Giunta e Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sul Regolamento il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (C.C.D.). Il Regolamento va sempre osservato. Questo emendamento chiaramente non può essere respinto dal Presidente perché c'è la copertura finanziaria. E' così semplice, basta farle le cose!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bruno Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI BRUNO. (I DEMOCRATICI). Signor Presidente, se prima mi avesse dato la parola avrei potuto dire che vedevo l'Assessore fare cenni di assenso, mentre lei faceva cenni di diniego, come se non ci fosse alcuna possibilità di trovare una copertura per questo emendamento. Dunque non avremmo ancora una volta chiamato l'Aula a un voto che si poteva benissimo evitare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Io stesso, nel predisporre un emendamento, ho avuto difficoltà a trovare la copertura finanziaria e sono infine riuscito a individuare un capitolo perché sono stato attento durante i lavori dell'Aula. Però chiedo all'Assessore che la Giunta regionale collabori alla individuazione dei capitoli, altrimenti mi sembra giusta la richiesta, che deve essere fatta nell'interesse di tutti i colleghi, di conoscere la disponibilità dei singoli capitoli. L'Assessore sa in quali capitoli c'è ancora disponibilità di risorse e desidero saperlo anch'io, perché non posso avere sempre sotto controllo la situazione dei vari capitoli.

Per quanto riguarda il merito degli emendamenti l'Aula si pronuncia al momento della votazione, ma da un punto di vista tecnico non si possono mettere i consiglieri regionali nelle condizioni di non poter presentare emendamenti solo perché non conoscono lo stato dei vari capitoli.

Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge: " Modifiche ed integrazioni alla legge finanziaria, al bilancio per gli anni 2000/2002 e disposizioni varie" (86/A)

PRESIDENTE. Poiché è stata trovata la copertura finanziaria, procediamo alla votazione dell'emendamento numero25. L'onorevole Deiana ha confermato la richiesta di voto segreto.

Onorevole Emanuele Sanna, lei sa, perché è stato Presidente del Consiglio, che il Presidente prende le decisioni con l'ausilio degli Uffici, i quali hanno memoria storica.

Votazione segreta

PRESIDENTE. Indico la votazione segreta, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 25 all'articolo 7 ter.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione:

presenti 72

votanti 71

astenuti 1

maggioranza 36

favorevoli 20

contrari 51

(Il Consiglio non approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU ? BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - DEIANA - DEMONTIS - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU - GIAGU - GRANARA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - ORRU' - ORTU - PIANA - PILI - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI -SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI -VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Metto in votazione l'articolo 7 ter. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 4.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Per quanto riguarda l'emendamento numero 4, anche perché si tratta di importi davvero risibili, il capitolo 04024, indicato in diminuzione, non è corretto, proprio perché non vi sono sufficienti risorse e l'emendamento non avrebbe copertura finanziaria. Quindi, per i 150 milioni relativi all'annualità 2000 si indica il capitolo 09042/01 e per le annualità 2001 e 2002, la voce 11, tabella A, il capitolo 03016, interventi vari.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 4 con le precisazioni fatte dall'assessore Pittalis. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 7 quater.

RANDAZZO, Segretario:

Art. 7 quater

Ospedale di Bosa - Pronto soccorso

1. Il contributo di cui all'articolo 70 della legge regionale 28 aprile 1992, n. 6, è attribuito all'Azienda USL n. 3 di Nuoro, per essere destinato al potenziamento del pronto soccorso dell'Ospedale di Bosa, in ragione di lire 500.000.000 per le necessarie opere di edilizia e di lire 500.000.000 per le relative attrezzature.

PRESIDENTE. All'articolo 7 quater sono stati presentati tre emendamenti. Se ne dia lettura.

RANDAZZO, Segretario:

Emendamento aggiuntivo Cossa - Fantola - Corona.

Art. 7 quater

Dopo l'art. 7 quater è aggiunto il seguente:

Art. 7 quater/1

Modifiche alla L.R. 8 maggio 1985, n.11, così come modificata dalla legge 14 settembre 1993, n. 43

"Il primo e l'ultimo punto del 2° comma dell'art. 6 della L.R. 8 maggio 1985, n.11, sono sostituiti rispettivamente dai seguenti:

- nella misura del cento per cento del costo del biglietto di viaggio sui mezzi pubblici, ovvero nella misura pari a 1/5 del costo di un 1. di benzina super a chilometro per l'uso dell'automezzo privato, ai nefropatici che si recano in comuni della Sardegna diversi dal comune o frazione di residenza distanti oltre 15 km per l'effettuazione del trattamento dialitico;

- nella misura di lire 150.000 mensili ai nefropatici residenti dove ha sede il servizio dialisi o in comuni o frazioni che si trovano entro i 15chilometri dal centro dialisi. (3)

Emendamento aggiuntivo Pirisi - Cugini - Manca - Morittu - Sanna G.V. - Sanna Emanuele.

Dopo l'art. 7 quater è aggiunto il seguente:

E' destinata all'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna, per lo svolgimento di compiti istituzionali di interesse regionale quali progetti e programmi per l'eradicazione della peste suina africana, la somma di lire 1.600.000.000 (cap. 12160-02) (45)

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE.

Dopo l'art. 7 ter è aggiunto il seguente:

Art. 7 quater

Eradicazione della peste suina africana

1. Ad integrazione dei fondi comunitari e statali disposti a favore dell'istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna per l'eradicazione della peste suina africana, è autorizzata, quale quota di cofinanziamento regionale, la spesa di lire 300.000.000 da erogare a favore dello stesso Istituto per le medesime finalità (cap. 12160-02).

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 12160-02 lire 300.000.000

In diminuzione

Cap. 03016 voce 11 lire 300.000.000

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 3 ha facoltà di illustrarlo.

COSSA (Patto Segni-Rif. Sardi). Signor Presidente, l'emendamento numero 3 investe un aspetto che definirei marginale, ma che crea una discriminazione nei confronti delle famiglie di nefropatici che vivono nei comuni prossimi a quello in cui si trova il centro dialisi per quanto riguarda la misura dei rimborsi che vengono loro concessi.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 115 ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. L'emendamento numero 115 è sostitutivo dell'emendamento numero 45, pertanto chiedo che quest'ultimo emendamento venga ritirato.

L'emendamento numero 45 prevede un finanziamento di un miliardo e 600 milioni a favore dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna per l'eradicazione della peste suina africana, ma la Giunta regionale, in data 20 giugno, ha di fatto approvato il piano per l'eradicazione della peste suina, per lo stesso importo indicato nell'emendamento numero 45, e ha provveduto tempestivamente anche a pubblicare la determinazione del Direttore generale nel Bollettino Ufficiale del 7 luglio 2000. La Giunta ha quindi completato tutti gli adempimenti e ha anche sollecitato il Ministero, trattandosi di un cofinanziamento, a dare una risposta in merito alla prosecuzione del finanziamento statale per l'anno 2000.

Siccome al momento non c'è questa risposta, urge avere un capitolo che consenta di procedere celermente. Al tal fine abbiamo proposto un emendamento che prevede l'integrazione dei fondi comunitari e statali disposti a favore del suddetto istituto per un importo di 300 milioni.

Quindi sollecito i proponenti, a ritirare l'emendamento 45 per consentirci di avere sul capitolo di competenza la disponibilità di risorse necessaria per far decollare immediatamente il piano per l'eradicazione della peste suina. .

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 3 la Commissione si è soffermata abbastanza a lungo, visto l'interesse e la valenza sociale dell'argomento. Sono stati affrontati due problemi: il primo riguarda il fatto che questo argomento interessa una legge di settore, però è un aspetto che può essere superato vista l'urgenza e la particolarità della materia; il secondo problema è inerente alla valutazione dei costi aggiuntivi che nascerebbero dall'approvazione di questo emendamento. Si è convenuto, in sostanza, di rimettersi all'Aula. Da ulteriori approfondimenti risulta, così come mi sembra che abbia detto anche il presentatore, che l'onere aggiuntivo, stimabile intorno ai 300 milioni, possa ricadere sui capitoli relativi alla stessa legge 43/93, di cui si sta proponendo la modifica.

Sull'emendamento numero 45 il parere è negativo. Per quanto riguarda l'emendamento 115, essendo stato presentato da poco, la Commissione non ha potuto esprimere alcun parere, per cui mi rimetto all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta sull'emendamento numero 3 è favorevole, a condizione che i proponenti quantifichino l'onere, che non può che far carico allo stesso capitolo, perché, come tale, sarebbe privo di copertura se determinasse oneri aggiuntivi. Questo i proponenti lo chiariranno nel corso della discussione. Quindi solo a questa condizione la Giunta esprime parere positivo.

Sull'emendamento numero 45 ha già parlato l'Assessore della sanità, Oppi. Invito i presentatori a ritirare questo emendamento, posto che esso è stato sostanzialmente accolto con l'emendamento 115, illustrato dall'assessore Oppi. PRESIDENTE. Onorevole Manca, è chiaro adesso? Quindi possiamo considerare ritirato l'emendamento numero 45?

Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). L'assessore Oppi ricorderà che il problema dell'eradicazione della peste suina, del quale stiamo discutendo, era stato oggetto di discussione anche in sede di esame della legge finanziaria. Dopo gli impegni solenni assunti in quest'aula dalla Giunta crediamo che il problema stesso sia risolto, quindi l'emendamento numero 45 è ritirato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA (Patto Segni-Rif. Sardi). Rinuncio all'intervento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà. BIANCU (I DEMOCRATICI). Signor Presidente, intervengo sull'emendamento numero 3, soprattutto in merito alle motivazioni addotte dal collega Cossa circa la sperequazione che ci sarebbe fra i nefropatici residenti entro i 15 chilometri dal centro dialisi e gli altri malati. Debbo dire che sarebbe più giusto inquadrare questo problema all'interno del più ampio problema dei contributi che vengono concessi ai malati in generale. Per esempio, la legge numero 23 prevede contributi anche per i talassemici, gli emofiliaci e gli emolinfopatici. Da questo punto di vista è evidente la sperequazione a favore dei nefropatici rispetto alle altre categorie di malati. Io non credo, infatti, che il malato affetto da talassemia che risiede entro i 15 chilometri non debba avere nessun rimborso, se non quello del costo del biglietto del mezzo pubblico, come appunto è previsto per i talassemici. Inoltre, per le spese di soggiorno è previsto per i talassemici un rimborso nella misura di lire 10.000, mentre per i nefropatici è corrisposto un rimborso di lire 20.000. Non solo: è corrisposto un rimborso di 300 lire a chilometro ai talassemici che devono percorrere distanze superiori a 30 chilometri per recarsi in un centro dialisi, mentre i nefropatici percepiscono un rimborso pari a un quinto del costo di un litro di benzina super a chilometro.

Io credo che non si possa continuare ad attuare questa sperequazione. Ovviamente stiamo parlando di soggetti che hanno bisogno di attenzione da parte nostra, ma non possiamo trattarli in modo diverso a seconda della categoria o associazione a cui appartengono. Quindi io ritengo giuste le riflessioni che si sono fatte in Commissione programmazione circa l'opportunità di rimandare il problema, giustamente sollevato dal collega Cossa attraverso l'emendamento numero 3, perché è un problema che va inquadrato nella sua globalità, anche al fine di evitare che a una sperequazione ne venga aggiunta un'altra, con l'alibi di voler eliminare la sperequazione nei confronti di chi risiede entro i 15 chilometri dal comune in cui si trova il centro dialisi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Manca. Ne ha facoltà.

MANCA (Gruppo Misto). L'emendamento numero 45, che poc'anzi il primo firmatario, il collega Pirisi, ha ritirato, aveva una sua logica soprattutto per l'estrema attualità del problema sollevato, considerata la situazione di disagio che vive il mondo agropastorale, e il settore suinicolo in particolare.

L'interruzione per mancanza di adeguati fondi del piano di risanamento delle pesti suine (peste suina classica e peste suina africana), che era informalmente iniziato sei anni fa, con il concorso finanziario dell'Unione Europea, e che aveva consentito di ottenere ottimi risultati, sta riportando la Sardegna indietro di anni e anni. Comunque, per rafforzare le nostre tesi, ma anche alla luce di ciò che l'Assessore ha testé detto, vorrei sinteticamente ripercorrere la storia di questo piano di sorveglianza e di eradicazione delle pesti suine dal territorio della Sardegna.

Queste due malattie hanno origini molto lontane, soprattutto la peste suina classica, perché la peste suina africana è ben più recente. Sei anni fa l'Unione Europea predispose un piano, che prevedeva l'eradicazione della peste suina dalla Sardegna. La presenza di queste due epidemie nel nostro territorio ha procurato al settore suinicolo un grave danno economico, con ripercussioni negative su tutto il comparto. Infatti le misure sanitarie previste dai regolamenti in questi casi non consentivano l'esportazione sia di animali vivi che di alimenti da essi derivati. Le diverse nostre industrie di trasformazione sono state in questo caso fortemente penalizzate rispetto ad altre industrie, e sicuramente, senza i vincoli imposti da questa normativa, avrebbero avuto ben altro sviluppo. I nostri prodotti, infatti, per salubrità e qualità organolettica avrebbero avuto una notevole diffusione, ma purtroppo questa anomalia, tutta sarda....

PRESIDENTE. Onorevole Manca, le ricordo che l'emendamento 45 è stato ritirato.

MANCA (Gruppo Misto). Sto parlando dell'emendamento 115, che riporta integralmente, eccetto che per la quantificazione finanziaria, il problema sollevato con l'emendamento 45.

Questo impedimento non permette alle nostre aziende di espandersi e quindi di dare occupazione e respiro a un settore già in grave difficoltà. Il piano, interamente finanziato dall'Unione Europea, non ha raggiunto gli obiettivi che si erano stabiliti, ma è bene sottolineare che i risultati sanitari conseguiti dimostrano che il lavoro svolto dai miei colleghi veterinari ha prodotto un notevole miglioramento rispetto alla situazione sanitaria antecedente all'avvio del piano stesso. A questo riguardo, infatti, si è riscontrato un numero limitatissimo di focolai, localizzati quasi interamente nella provincia di Nuoro. Dopo l'interruzione del piano, dal 29 febbraio, si è avuta un'evoluzione della malattia anche nelle province di Cagliari e di Sassari. Questo significa che in mancanza di monitoraggio e di sorveglianza la malattia è ben lungi dall'essere eradicata. Dal 29 febbraio, data nella quale sono scaduti i termini dei contratti di lavoro per tutto il personale impegnato nel piano di eradicazione, i focolai della malattia stanno aumentando. Solo un'intensa e continua attività di monitoraggio, presso la quasi totalità degli allevamenti suinicoli isolani, oltre a una campagna di sensibilizzazione dei veterinari, liberi professionisti all'uopo utilizzati, e degli operatori tecnici, ha consentito un controllo degli allevamenti in quasi tutto il territorio isolano.

Ripeto che tale attività di sorveglianza, con il rispetto delle norme vigenti, ha consentito agli stabilimenti di macellazione e trasformazione delle carni suine, che ora - lo voglio rimarcare - sono operanti in deroga, di continuare a lavorare. L'avvio di questo programma operativo, oltre al decremento delle sieropositività, ha consentito il ripristino della legalità in province come quella di Nuoro, dove è stata finalmente censita la quasi totalità degli allevamenti. Vi è da notare inoltre che i risultati sanitari conseguiti sarebbero stati ancor più soddisfacenti se ci fosse stata una diversa organizzazione delle équipe lavorative, che spesso assorbono costi e spese non direttamente proporzionali ai risultati raggiunti. Il concorso finanziario che la Regione sta dando con questo emendamento, unito ai 400.000 ECU dell'Unione Europea, va quindi nella giusta direzione che, ripeto, è quella della eradicazione della peste suina classica e di quella africana dal territorio della nostra Isola.

Mi sembra chiaro e anche opportuno procedere a una revisione delle équipe, nelle quali è indispensabile inserire la figura del veterinario, che, sia per l'approfondita conoscenza del territorio e della realtà socio-economica nella quale opera, sia soprattutto per l'esperienza acquisita nel tempo, potrà permettere il raggiungimento dell'obiettivo finale, cioè il ritorno ai risultati conseguiti alla data di interruzione del piano.

Non è sicuramente accettabile che, come si è verificato nel mese di maggio, a formare le équipe concorrano solo gli agenti tecnici. Io ho grande rispetto per questa categoria, ma questa mi sembra un'assurdità. Se vogliamo fare un paragone, è come se si aprisse un ospedale e lo si facesse funzionare solo con gli infermieri. Mi auguro, quindi, che questo finanziamento sia utilizzato per la finalità che tutti razionalmente auspichiamo. Gli agenti tecnici, pur importanti, servono solo come supporto ai medici veterinari che, secondo me, e non lo dico per partigianeria, sono l'elemento qualificante, la figura professionale essenziale in queste équipe.

Pertanto, occorre considerare che in Sardegna esiste una forte domanda di carni suine, che l'allevamento suino rappresenta ancora una fonte primaria di ricavi per svariate aziende ed è importante attività integrativa del reddito per altre, infine che tutti gli stabilimenti di trasformazione delle carni suine, che hanno investito ingenti somme in questo settore, creando anche notevoli ricadute dal punto di vista occupazionale, ora rischiano di veder revocato il loro permesso di esportazione.

In questo senso esistono già degli orientamenti da parte dell'Unione Europea che, in presenza di ulteriori focolai, stabilirà il blocco del traffico degli animali vivi, ma soprattutto dei prodotti di trasformazione. Ritenendo, quindi, che questo mancato controllo della popolazione suinicola arrecherebbe un grave danno a un comparto per altro in forte espansione, che l'attività di monitoraggio e sorveglianza risulta ancora indispensabile, e soprattutto che vuoti legislativi come quello attuale possono compromettere i risultati già raggiunti, devo sollecitare tutti i colleghi affinché questo problema non finisca come tanti altri, visto anche l'interessamento generale, nella palude delle "inconcluse".

Tengo a precisare che purtroppo le pesti suine non rappresentano l'unico problema sanitario della Sardegna, ma che anzi nella nostra Isola sono presenti altre malattie molto temibili, soprattutto le malattie infettive degli animali, le zoonosi, che richiederebbero da parte di questo Consiglio ben altre, più approfondite e concrete attenzioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Emanuele Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA EMANUELE (D.S.). Signor Presidente, su quest'ultimo emendamento mi rimetto interamente alle cose dette e alla competenza e professionalità del collega Manca. E' vero che il virus della peste suina africana pare non sia patogeno per l'uomo, se lo fosse probabilmente ci saremmo già liberati della malattia, però faremmo bene ad ascoltare anche le cose che si dicono in quest'aula con molta competenza, perché sicuramente, anche se non incrementa la mortalità umana in Sardegna, la peste suina africana, come sa l'Assessore dell'agricoltura, il dottor Antonello Usai, sta determinando un danno economico e rappresenta un freno particolarmente preoccupante per lo sviluppo della suinicoltura e della zootecnia nella nostra regione.

Io intervengo, però, Presidente, a proposito dell'Istituto Zooprofilattico. Mi sembra di capire che tecnicamente era necessario ritirare l'emendamento numero 45 (che noi avevamo presentato e che è stato ritirato dopo una interlocuzione dei presentatori con la Giunta e in particolare con l'assessore Oppi) per consentire alla Giunta di avanzare un intervento che garantisce comunque la prosecuzione dell'attività particolarmente qualificata dell'Istituto Zooprofilattico che, come sappiamo, è il presidio più importante, anche dal punto di vista scientifico, operante in questo e in altri delicati settori della sanità animale e anche della sanità umana.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 3, ed è soprattutto su questo che intervengo, presentato dai colleghi Cossa, Fantola e Corona, noi siamo naturalmente molto sensibili alla proposta in esso contenuta. Tutto quello che va a favore delle categorie particolarmente sofferenti, dei malati cronici della nostra comunità regionale trova la nostra più ampia attenzione e sensibilità. Però credo, collega Cossa, che dobbiamo riflettere su questo emendamento: io personalmente, per esempio, non sono in grado di valutare adesso quali ricadute, non solo in termini economici e finanziari, possa determinare questo emendamento, ma anche quali ricadute potrebbe avere fra le diverse categorie di malati, per i quali noi abbiamo predisposto, nel corso degli anni, una ricca legislazione di sostegno. Credo che non dobbiamo indebolire questa legislazione, ma dobbiamo ulteriormente rafforzarla, tenendo conto delle risorse effettive del nostro bilancio. Questa rivisitazione va fatta in maniera più approfondita anche nella Commissione sanità del Consiglio regionale. Per adesso ne abbiamo discusso in maniera molto superficiale, ma i colleghi di tutte le forze politiche presenti in quella Commissione si sono ripromessi di affrontare questo problema. Siccome si rischia di determinare una competizione davvero pericolosa tra bisogni sociali e sanitari, tutti particolarmente pressanti, e si rischia anche, con le migliori intenzioni, di determinare squilibri e sperequazioni che sarebbe assolutamente meglio prevenire, io inviterei i colleghi Cossa, Fantola e Corona a riflettere su questo emendamento. Forse è necessario che venga ritirato, prendendo tutti l'impegno, anche a breve scadenza, o in occasione del prossimo assestamento di bilancio che è stato preannunciato per l'autunno, senza aspettare una riscrittura di tutta la legislazione regionale che affronta questo settore, di valutare come possiamo intervenire. Francamente, ripeto, io non sono in grado di quantificare le ricadute economiche e le conseguenze che può determinare la modifica della legge regionale 11/85 contenuta in questo emendamento, per la categoria degli emodializzati e per le altre categorie che sono state citate dal collega Biancu, ad esempio talassemici, emolinfopatici e nefropatici, cioè tutte quelle categorie di malati cronici che purtroppo sono particolarmente numerose nella nostra Regione.

PRESIDENTE. Sono le 20 e 30 e credo sia doveroso, prima di continuare, riconoscere al personale un impegno particolare nello svolgimento del loro lavoro. Stanotte i dipendenti non hanno praticamente riposato, sono ancora qui a lavorare, e credo abbiamo tutti bisogno di rifocillarci e rilassarci. Non si può chiedere più di quanto umanamente sia possibile dare, per cui proporrei di chiudere i lavori dopo che gli ultimi quattro iscritti a parlare avranno svolto il loro intervento, oppure di fare una sospensione e di riprendere tra un'ora.

BIGGIO (A.N.). Per fare che cosa tra un'ora ?

PRESIDENTE. Per continuare a lavorare, onorevole Biggio.

Il personale dice che è disponibile a lavorare fino alla conclusione dei lavori.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Io credo che possiamo andare avanti ancora con alcuni interventi, ma sarà comunque necessario fare una pausa. Lo può stabilire la Conferenza dei Capigruppo.

PRESIDENTE. Quindi, onorevole Fadda, lei propone di svolgere gli ultimi interventi e di sospendere subito dopo? Va bene. E' iscritto a parlare proprio lei, ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Io ringrazio i colleghi Cossa, Fantola e Corona per aver presentato l'emendamento numero 3, tuttavia, condividendo le considerazioni espresse dal collega Emanuele Sanna, mi associo a lui nel chiederne il ritiro.

Io ho presentato un emendamento all'articolo 7 quinquies (e probabilmente era opportuno che venisse abbinato anche all'articolo 7 quater), in cui sottopongo all'attenzione del Consiglio, comprendendo anche le difficoltà finanziarie che la Regione sta attraversando, un altro problema drammatico, che tantissimi nostri concittadini vivono senza ricevere un minimo aiuto.

Credo che l'occasione della discussione di questo emendamento ci debba servire per riflettere su tutti i tipi di assistenza che diamo ai malati. Non è pensabile, per esempio, che i malati tumorali non abbiano un minimo di assistenza economica, finanziaria e psicologica. E' importantissimo che la Commissione sanità, come suggeriva il collega Sanna, discuta di questo problema. Credo che in quella occasione si potrà fare un riordino di tutta la materia dell'assistenza sanitaria, e quindi invito i colleghi Cossa, Fantola e Corona a ritirare l'emendamento numero 3. Naturalmente io ritirerò il mio emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). signor Presidente, intervengo molto rapidamente per dichiararmi favorevole all'emendamento numero 115, che sostituisce l'emendamento 45, perché affronta un problema di cui dobbiamo assolutamente tener conto e di cui ha diffusamente parlato il collega Manca.

Vorrei invece riproporre all'attenzione del Consiglio alcune considerazioni che ho svolto in Commissione relativamente all'emendamento numero 3, che affronta una materia delicatissima, sulla quale non può non esserci la nostra attenzione e la nostra sensibilità, non foss'altro perché tutti i giorni ognuno di noi viene chiamato a guardare con attenzione a un terreno di sofferenza, che non deriva soltanto dalla malattia, ma spesso anche dal disagio economico dovuto ai costi, alle spese e a tutto quanto la malattia porta con sé.

Io credo, quindi, che oltre ai problemi sollevati dall'emendamento numero 3, questa materia debba essere affrontata includendo anche le categorie che ad oggi sono escluse dall'assistenza. L'emendamento numero 3 introduce alcune questioni che sembrano innocue, che sembrano non provocare alcuna spesa, ma che tuttavia causano una discriminazione fra le diverse categorie di malati anche per quanto riguarda il rimborso delle spese di viaggio. Vi sono cioè costi aggiuntivi che in questo emendamento non sono assolutamente quantificati e per i quali non è previsto alcun tipo di copertura finanziaria aggiuntiva, sono cioè riferiti alla legge generale di sostegno ai nefropatici.

Ho fatto un rapidissimo calcolo, naturalmente in modo piuttosto empirico, dal quale risulta che il semplice aggiustamento della misura del rimborso di 150 mila lire ai nefropatici residenti entro i 15 chilometri provoca una spesa mensile che oscilla tra le 100-130 mila lire in più rispetto a quanto si spende oggi. Quanto questo incida in capo all'anno non so dirlo, perché non so quanti sono i nefropatici che usufruiscono di questo rimborso.

Credo che manchino alcuni dei presupposti generali perché questo emendamento possa essere approvato, pertanto rinnovo ai colleghi che l'hanno presentato l'invito a ritirarlo. Con l'impegno della Giunta e di tutti i Gruppi questo argomento verrà discusso nella Commissione competente, dove si cercherà una soluzione adeguata e rapida anche alla questione sollevata dall'emendamento numero 3.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba. Ne ha facoltà.

IBBA (F.S.D.). Presidente, non credo che utilizzerò tutto il tempo a mia disposizione, perché le poche cose che volevo dire sono state già ampiamente espresse dai colleghi Biancu, Emanuele Sanna, Fadda e Spissu, che mi hanno preceduto.

Quindi non ribadirò la necessità di addivenire a un inquadramento complessivo di quanto previsto nell'emendamento numero 3, però vorrei cogliere l'occasione per sottolineare, rivolgendomi in particolare all'Assessore della sanità, che gli aspetti di natura socio-assistenziale delle malattie croniche e invalidanti, che nella loro totalità superano il 30 per cento della popolazione residente, secondo i calcoli e secondo le cifre a me note, non possono essere affrontati senza partire da una quantificazione numerica ed economica dei bisogni, perché se così non facessimo correremmo il rischio di dover inseguire i singoli specifici bisogni di ogni settore, trascurandone evidentemente altri che hanno una minore capacità di richiamare l'attenzione su di sé. E' ben vero, come diceva Emanuele Sanna, che i nefropatici dializzati rappresentano un'importante realtà socio-assistenziale nella nostra Regione, così come è vero che anche le categorie citate da Biancu e Fadda hanno la stessa valenza. Ma voglio anche ricordare che esistono forme di patologia sociale, cronica e invalidante che vengono sempre trascurate, che non vengono mai citate perché non hanno un forte "padrinato" politico. Mi riferisco, per esempio, ai bambini cerebrolesi, agli affetti da sclerosi multipla o da insufficienza respiratoria cronica, ai celiaci, a coloro che soffrono di malattie infiammatorie e croniche dell'intestino o di retinite pigmentosa, e potrei proseguire con un elenco ancora molto consistente.

Pertanto credo che la modalità giusta per inquadrare il problema sia quella appena esposta: la quantificazione numerica dei bisogni e il corrispettivo economico che essi impongono, non trascurando che qualunque soluzione venga adottata non può essere presa al di fuori dei contenuti del decreto legislativo numero 229 del 1999, che fissa delle fasce di partecipazione ai costi non solo dell'assistenza sanitaria, ma anche di quella socio-assistenziale, perché la finalità non è distribuire emolumenti a pioggia, molti o pochi che siano, ma venire incontro alle fasce sociali economicamente più deboli. Quindi, a nulla servirebbero questo e altri emendamenti se non fossero agganciati a una condizione di rilevanza individuale sul piano economico, che giustificherebbe l'intervento della Regione.

Concludo rinnovando all'Assessore della sanità la richiesta, che era stata portata già in Commissione sanità, mi pare nel mese di marzo o nei primi giorni di aprile di quest'anno, di conoscere, almeno per grandi linee, le voci di spesa del bilancio della Regione relative alla sanità e in particolare agli interventi socio-assistenziali.

Se questi dati saranno messi a disposizione entro il mese di settembre, o comunque alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva, si potrà iniziare a studiare l'inquadramento degli interventi di carattere socio-assistenziale per le malattie invalidanti croniche presenti nella nostra regione, senza il rischio, anche involontario, di creare discriminazioni a favore dei nefropatici e contro i bambini cerebrolesi o i pazienti oncologici e viceversa.

Quindi ritengo, ripeto, che sia opportuno rinviare al mese di settembre anche la discussione in merito al contenuto dell'emendamento numero 3.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corona. Ne ha facoltà.

CORONA (F.I.-Sardegna). Vorrei ringraziare i colleghi Biancu, Emanuele Sanna e Paolo Fadda che prima hanno fatto riferimento a diverse associazioni. Vorrei far presente che, per fortuna, la gravità di alcune malattie non è proporzionale alle spese che la famiglia deve sostenere, perché i nefropatici dializzati, per esempio, devono sottoporsi a 3-4 sedute alla settimana, mentre per i tumorali e i leucemici normalmente la frequenza delle visite è una volta al mese. Quindi l'incidenza della spesa sul bilancio familiare è diversa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Ivana Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI IVANA. (D.S.). Signor Presidente, colleghi, abbiamo già avuto modo di discutere diverse volte della necessità di riprendere tutta una serie di leggi regionali che riguardano alcune patologie, che noi, in modi diversi, sosteniamo, perché è necessario oltre che adeguare queste leggi anche rivisitarle e in qualche modo darne una rilettura organica.

Ritengo, fra l'altro, così come negli anni precedenti, le opposizioni di allora, ora maggioranza, hanno sostenuto più volte, e giustamente, che leggi così importanti non si possano modificare in modo parziale, non considerandole nella loro interezza, o con interventi che riguardano leggi finanziarie come quella in esame, soprattutto perché non possono essere, così come il collega Cossa ha detto, l'urgenza e la necessità a far sì che questo provvedimento venga messo in essere.

Credo che a settembre noi possiamo, visto che la Commissione competente per materia non ha un grande carico di lavoro, con l'ausilio della Giunta, rivedere diverse di queste leggi e iniziare anche a delegiferare soprattutto per quanto riguarda il sostegno a diverse associazioni che non hanno finalità di assistenza diretta. Quindi possiamo provare a rivedere tutta la normativa relativa a questo settore.

Ritengo pertanto che, se non l'abbiamo fatto in modo preciso in passato, dobbiamo iniziare adesso a far sì che leggi di questa portata non siano modificate in modo parziale e frettoloso attraverso un emendamento. D'altronde noi, così come avevamo detto in Commissione, non riteniamo che questo emendamento non comporti spese aggiuntive. Non si è stati in grado di dimostrarlo, la difesa rispetto a questo è stata labile e non convincente. Riteniamo, invece, che un emendamento di questo genere comporti un aumento della spesa, pertanto credo che anch'esso rischia di non essere ammissibile per mancanza di copertura finanziaria. Non sarebbe in ogni caso né giusto, né corretto modificare la legge 11/85 in questo modo e attraverso il disegno di legge di assestamento del bilancio.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 115, che sostituisce il 45, credo che sia importante che la Giunta abbia trovato un percorso per poter erogare i finanziamenti all'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna. Mi sento però di dire, molto sinteticamente, che quando si interviene per l'eradicazione della peste suina è necessario tener conto anche di alcuni fattori tecnici, altrimenti non potremo mai porre fine a questi interventi. Infatti, come capita per altre questioni, noi continuiamo a finanziare interventi per far fronte agli effetti della patologia, ma non facciamo prevenzione. Sappiamo bene che la peste suina africana, soprattutto in alcune zone, una volta debellata in alcune aziende, può facilmente rientrare perché non esiste solo la contaminazione dovuta a fattori casuali, come la mancanza di prevenzione, di profilassi o la scarsa igiene, ma esiste anche una contaminazione dolosa.

Ritengo quindi che sia arrivato il momento di attuare una rimodulazione dell'équipe che ha il compito di intervenire in questa situazione, che deve essere formata naturalmente da veterinari e da agenti tecnici. Inoltre, laddove è necessario, deve essere attuato un controllo da parte di una terza forza, che magari opera nel settore dell'ordine pubblico, affinché i veterinari e gli agenti tecnici siano messi in condizioni di svolgere il loro compito, e sia possibile creare un archivio dei casi e conoscere per esempio le patologie che spesso si manifestano negli stessi luoghi.

Ritengo anche necessario che il servizio pubblico veterinario debba ricevere una maggiore collaborazione da parte dei liberi professionisti, per poter svolgere un'attività di controllo ed eventualmente di denuncia dei casi troppo frequenti.

In sintesi, credo che non dobbiamo più, come accade per altre situazioni, finanziare gli interventi per far fronte ai danni causati dalla patologia, ma dobbiamo provare a utilizzare quelle risorse per prevenire ed eventualmente punire quelle aziende che troppo spesso, nell'arco dell'anno, hanno casi ripetuti di peste suina. L'eradicazione della peste suina non può avvenire in modo assistenziale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA (Patto Segni-Rif. Sardi). Signor Presidente, io sono veramente rammaricato di non essere riuscito a farmi capire stasera, evidentemente sono stato troppo sintetico nella illustrazione. Volevo semplicemente rilevare che quando il legislatore opera normalmente fa le cose per bene, altre volte lascia dei vuoti, delle lacune o delle situazioni che per distrazione vengono disciplinate in modo incongruo.

Il problema che i colleghi Fantola, Corona ed io abbiamo voluto sollevare rientra in uno di questi casi. Ringrazio i colleghi che sono intervenuti per la sensibilità dimostrata, in particolare mi pare che abbia colto più di altri il senso del nostro emendamento il collega Emanuele Sanna. Qualcuno ha parlato di sperequazione, ma la sperequazione non può essere determinata da una modifica di legge. Evidentemente una sperequazione esisteva già posto che la legge numero 11/85 concerne appunto provvidenze a favore dei nefropatici.

Voi dite che ci sono altre categorie che non vengono adeguatamente tutelate. Questo può anche essere vero, così come può essere necessario, come è stato detto, un riordino della normativa su questa materia. Però, per quanto riguarda in particolare la legge concernente le provvidenze a favore dei nefropatici - questo è il problema che io con i colleghi abbiamo voluto sollevare - succede che i nefropatici residenti nel comune dove ha sede il servizio dialisi ricevono un rimborso forfetario di 150 mila lire al mese; quelli che risiedono in comuni distanti oltre 15 chilometri percepiscono una diaria giornaliera di 20 mila lire. I nefropatici che non abitano, per esempio, a Cagliari, ma risiedono in un comune situato entro una fascia di 15 chilometri dal capoluogo, hanno diritto unicamente all'indennità chilometrica. Forse adesso è più chiaro, cioè se un emodializzato risiede a Cagliari percepisce 150 mila lire al mese; se risiede ad Assemini gli viene corrisposta soltanto l'indennità chilometrica, se risiede a Nuraminis riceve invece 20 mila lire al giorno.

Il collega Corona ha evidenziato un aspetto, per quanto riguarda il discorso del rapporto con le altre categorie di malati, che indubbiamente meritano anch'esse di essere tutelate, cioè il fatto che rispetto agli emodializzati i nefropatici sono costretti ad effettuare il trattamento dialitico un giorno sì e un giorno no.

Questo è il problema che si è voluto sollevare, perché la sperequazione che si crea è rilevante e riguarda una fascia di soggetti che, ripeto, risiedono entro i 15 chilometri, che sono totalmente ignorati dalla legge regionale. Ritengo che si sia trattato di una svista da parte del legislatore, e mi rifiuto di pensare che vi fosse il fine di risparmiare sul bilancio regionale, perché se così fosse sarebbe estremamente grave. Siccome così non può essere stato, questo emendamento puntava a correggere proprio questa svista da parte del legislatore.

Raccolgo tuttavia l'invito, insieme ai colleghi Fantola e Corona, di ritirare l'emendamento numero 3, anche per non appesantire la discussione in aula, che si è rivelata già abbastanza faticosa. Il collega Emanuele Sanna suggeriva, e ha dichiarato la sua disponibilità in merito, di esaminare questa materia in tempi rapidi, per cui ripresenteremo questo emendamento in una sede forse più appropriata, dando così la possibilità alla Commissione competente per materia di esprimersi, perché riteniamo che sia un problema minimale, ma serio, derivante da una distrazione a cui il legislatore stesso deve necessariamente porre rimedio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Sanna Nivoli. Ne ha facoltà.

SANNA NIVOLI (A.N.). Signor Presidente, volevo cogliere l'occasione per fare alcune considerazioni sull'emendamento testé ritirato dal collega Cossa, che non faccio mio perché capisco sia lo spirito con il quale esso è stato presentato, sia l'opportunità di ritirarlo dopo il confronto che c'è stato soprattutto fra i colleghi della Commissione sanità, che ringrazio moltissimo perché in questo piccolissimo squarcio di discussione hanno sottolineato gli aspetti fondamentali del problema, soprattutto in merito alla metodologia con la quale ci si deve approcciare al tipo di malattie che stiamo prendendo in considerazione.

Mondino Ibba faceva un preciso riferimento al peso economico che grava sulle famiglie dei nefropatici, che non è quantificabile nella misura in cui purtroppo noi siamo abituati a quantificarlo, cioè un tot a chilometro o un tot a peso.

Quindi colgo l'occasione prima di tutto per accogliere, in qualità di Presidente della Commissione sanità, che dovrà affrontare il problema, le indicazioni dei colleghi Ibba e Ivana Dettori, la quale molto opportunamente ha ricordato che si deve fare chiarezza in questo campo, laddove neanche noi esperti del settore siamo più in grado di orientarci, in secondo luogo invito l'Assessore, in coda all'invito che gli è stato fatto dall'onorevole Ibba, a sollecitare la stesura del piano sanitario, che, lo sappiamo tutti, ci aiuterebbe a dare risposte in termini di prevenzione, e non più risposte estemporanee.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.

OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ho ascoltato argomentazioni certamente importanti, ma superflue, perché nel momento in cui l'amico Pili è accusato di copiare, io ho voluto precisare ai proponenti dell'emendamento numero 45 che evidentemente non conoscevano quello che era già stato fatto. Infatti essi hanno presentato un emendamento che destina all'Istituto zooprofilattico 1 miliardo e 600 milioni, casualmente identico a un provvedimento che la Giunta ha adottato due mesi fa. Siccome, in qualunque caso, questo emendamento, che non avrebbe dovuto essere neanche esaminato perché quanto in esso previsto è già operativo, non avrebbe risolto il problema del quale tanto abbiamo parlato, abbiamo creato le condizioni per accelerare le procedure.

Trenta secondi sono dunque sufficienti per dimostrare che si è presentato un emendamento copiando persino l'importo esatto di un provvedimento assunto dalla Giunta il 20 giugno 2000 e per il quale è stata pubblicata sul BURAS, in data 7 luglio 2000, anche la determinazione del Direttore generale.

Prescindendo da questo aspetto, perché è superato, il problema è ben diverso e riguarda soltanto l'esigenza di ripristinare con degli agenti tecnici, che hanno già acquisito esperienza e che, in caso contrario, sarebbero licenziati, l'avvio di questo piano, che è garantito da quelle risorse. Siccome non si era potuto individuare un capitolo di spesa, l'abbiamo individuato oggi per dare concretezza e snellezza al provvedimento in questione.

Per quanto riguarda invece l'emendamento numero 3, voglio dire a tutti come stanno le cose. Io credo che voi possiate fare legittimamente tutto e il contrario di tutto. Bisogna razionalizzare? Nessuno dice che lo debba fare la Giunta. Ci sono leggi specifiche e voi avete la possibilità singolarmente o come Commissione di modificarle o di elaborarne di nuove, in modo da rendere la normativa in materia più adeguata alle necessità, visto che perché diverse sono le patologie e le esigenze.

Però stiamo attenti, lo dico all'amico Cossa e agli altri proponenti: se oggi approviamo questo emendamento significa che stiamo prendendo in giro la gente, perché in qualsiasi caso non potremo fare nessuna erogazione, posto che i comuni che hanno anticipato i soldi per i nefropatici nel '97-'98 non sono stati ancora rimborsati. E' una legge alla quale non si è ottemperato. Il debito nei confronti di questi comuni, relativo all'assistenza ai nefropatici, agli ex manicomiali e agli interventi previsti dalle leggi 15 e 20, è esattamente di 21 miliardi e 800 milioni. Si stanno destinando in questa fase 10 miliardi che praticamente non possono far fronte neanche ai debiti pregressi nei confronti dei comuni.

E' stato constatato che quando un funzionario va via, chi lo sostituisce si dimentica le carte in un cassetto, oppure la carte stesse spariscono, per cui un'analisi di dettaglio, che si è potuta fare grazie alla collaborazione dei comuni, ha evidenziato che dal 1997 al 1998 è stato accumulato esattamente questo debito.

Perché ho voluto dire questo? Perché fare provvedimenti senza conoscere l'entità della relativa spesa è pericoloso, trattandosi di debiti. Vi sono tanti tentativi di inserire voci nuove, di dare un contributo a Tizio, Caio e Sempronio, resta il fatto che i comuni devono ancora avere 11 miliardi e 800 milioni, che noi non possiamo dargli. Le esigenze in materia socio-assistenziale sono tante e con i fondi di quel capitolo specifico non possiamo far fronte alle richieste dei comuni, che sono almeno dieci volte superiori alla disponibilità finanziaria.

Quindi credo che, in termini tecnici, entro settembre saremo in grado di dare delle risposte, lo stiamo già facendo, ma bisogna pur dire che le A.S.L. sono state sorde, tranne qualche ASL di Cagliari, alla nostra richiesta di inviarci i dati richiesti; i budget sono stati bocciati, perché conoscete lo sforamento di 407 miliardi rispetto all'anno precedente, e questo ha creato una serie di disfunzioni, che sono sfociate nelle assemblee tenutesi ieri e avant'ieri in case di cura che, dovendo ancora pagare le spese relative al '99, non riescono a pagare le competenze, tranne gli stipendi dei dipendenti, dei primi mesi del 2000.

Allora credo che abbiamo il tempo necessario per fare un'attenta valutazione dei costi e delle altre patologie che meritano particolare attenzione. Voglio però dire, per amore di verità, che noi abbiamo incaricato un gruppo di lavoro di rivisitare il piano sanitario regionale. Diamogli il tempo di svolgere questo compito, e al più presto consegneremo alla Commissione i dati analitici che ci ha chiesto in ordine alle spese, ovviamente con le difficoltà obiettive che ci sono state derivanti dall'insediamento dei nuovi commissari, che avverrà nei prossimi giorni, mentre il 10 e 11 agosto prenderanno servizio i tre nuovi direttori generali delle A.S.L. di Lanusei, Sassari e Nuoro.

Compatibilmente con queste situazioni di obiettiva difficoltà, noi daremo tutta la documentazione che serve alla Commissione, perché possa eventualmente apportare delle modifiche.

Concludendo, voglio dire che in passato abbiamo riscontrato che settori che sembrava non avessero grosse disfunzioni e che non potessero creare grossi problemi dal punto di vista della spendita di risorse, hanno portato via 200 miliardi. Mi riferisco alla legge numero 44, quindi al passato. Certamente in questo caso la cifra sarà inconsistente, ma anche alla luce delle cose che ha detto Paolo Fadda per quanto riguarda alcune patologie specifiche credo che ci saranno le condizioni perché si possa collaborare attivamente per cercare di risolvere questi problemi.

Concludo dicendo che, per quanto riguarda i malati terminali, non è vero che non ci sia una particolare attenzione verso di loro. Stiamo infatti concludendo un accordo con la Lega Nazionale per la lotta contro i tumori e con l'Associazione Ghirotti, proprio per predisporre un progetto, attraverso l'impiego di fondi CIPE, finalizzato all'assistenza ai malati terminali, che riteniamo di poter esitare entro il mese di ottobre. Credo che anche questo sia un fatto fondamentale. Certamente le risorse finanziarie, come il mio predecessore sa bene, sono insufficienti rispetto alle reali aspettative, perché si tratta di fare valutazioni molto obiettive sulle singole ASL, cercando di entrare nel merito di problematiche molto complesse. Se non riusciremo ad attuare la centralizzazione degli acquisti, se non riusciremo ad adottare alcuni accorgimenti di un certo spessore, certamente la spesa tenderà a dilatarsi, con ripercussioni negative sul bilancio della Regione.

Annuncio anche, in termini non provocatori, che l'Istituto Zooprofilattico è l'unico ente che abbia avuto da parte dello Stato un incremento di 1 miliardo del finanziamento spettante. Quindi, questo specifico settore rispetto all'anno scorso ha ottenuto un consistente incremento, non più 16, ma 18 miliardi. Per quanto riguarda invece l'azione che noi stiamo conducendo vi sono degli aspetti negativi: la mancanza di informatizzazione che vi è a livello regionale ha determinato un'ulteriore decurtazione dei trasferimenti statali alla Regione, nella misura di 20 miliardi, che dovrà essere compensata dalla Regione stessa.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 7 quater. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto sull'emendamento numero 115. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Signor Presidente, desidero fare una brevissima dichiarazione chiaramente per esprimere un voto a favore dell'emendamento che è stato presentato dalla Giunta e che sostituisce l'emendamento numero 45. Credo che nessuno di noi si sarebbe aspettato da parte dell'Assessore della sanità un plauso per aver presentato un emendamento che ha consentito alla Giunta di rimediare a una manchevolezza che evidentemente c'era stata, ma in questo caso le sue bacchettate erano assolutamente fuori luogo.

OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Erano complimenti.

PIRISI (D.S.). Assessore, nell'emendamento noi avremmo potuto indicare la cifra di 1 miliardo e 550 milioni, 1 miliardo e 630 milioni, ma che cosa c'entra la copiatura? Abbiamo evidenziato semplicemente l'opportunità che la Giunta intervenisse, così come ha fatto, con uno stanziamento di 300 milioni quale quota di cofinanziamento, perché fossero stanziate le risorse che erano necessarie ed indispensabili. Quindi, l'emendamento numero 45 non solo è stato utile, ma direi indispensabile per consentire alla Giunta, dopo una fase di interlocuzione, di presentare l'emendamento 115 che stiamo per votare.

Quindi, Assessore, credo che il suo intervento, sotto questo profilo - glielo dico con molto garbo - sia assolutamente inaccettabile, perché dovevamo comunque risolvere un problema che era rimasto aperto. Volevo semplicemente sottolineare che senza l'emendamento 45 tecnicamente non sarebbe stato proponibile l'emendamento che la Giunta ha successivamente presentato. Quindi, non pretendevamo che lei ci ringraziasse pubblicamente per questo, ma certamente un minimo di accortezza in più da parte sua nell'affrontare questo argomento sarebbe stata gradita dai presentatori dell'emendamento 45, che poi è stato ritirato.

Nel confermare il voto favorevole all'emendamento 115, ribadisco che la reprimenda che l'Assessore ha fatto non aveva nessuna ragion d'essere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Salvatore Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA SALVATORE (D.S.). Intervengo per esprimere il mio voto favorevole e per lasciare interamente, assessore Oppi, le questioni di copiatura interamente alla sua parte, perché non sono cose che ci riguardano.

Il 7 giugno, quindi molto prima del 20 giugno, i consiglieri regionali Manca, Giacomo Sanna, Ivana Dettori, Masia, Salvatore Sanna e Giagu, presentarono una interrogazione, con richiesta di risposta urgente, proprio su questo problema, per evidenziare tra l'altro una questione alla quale qui non è stata comunque data risposta, perché si è parlato di tutto, e soprattutto di agenti tecnici, ma non si è parlato ancora di veterinari, o per lo meno io non ne ho ancora sentito parlare.

Allora, caro assessore Oppi, io prendo atto del fatto che la Giunta, in ritardo rispetto a quella interrogazione, ha assunto una decisione, forse sollecitata dall'interrogazione stessa, quindi, per cortesia, si risparmi le battute sulle copiature!

OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. la deliberazione è del 20 giugno, quindi il provvedimento è stato presentato almeno quindici giorni prima.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 115, lo pongo in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 7 quinquies.

LICANDRO, Segretario:

Art. 7 quinquies

Contributi a enti operanti nel settore sociale

1. Lo stanziamento iscritto in conto del capitolo 10021 è attribuito nella misura del 45 per cento agli enti di cui alla legge regionale 23 febbraio 1968, n. 14, del 15 per cento agli enti di cui all'articolo 29, comma 1, della legge regionale 10 novembre 1995, n. 28 con le stesse modalità di erogazione previste dalla normativa vigente e del 40 per cento all'Istituto Europeo Ricerca di Formazione Orientamento Professionale I.E.R.F.O.P. - Onlus operante in Sardegna e riconosciuto con decreto del Presidente della Giunta regionale 19 giugno 1997, n. 147, il quale è tenuto a presentare, entro il 30 settembre di ciascun anno, all'Assessorato regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale, il programma di attività che intende svolgere nell'anno successivo ed entro il 31 marzo di ciascun anno il resoconto dell'attività svolta nell'anno precedente.

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 29 e 59, che sono identici, e gli emendamenti numero 110 e 111. PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). L'emendamento numero 111 è ritirato.

PRESIDENTE. Si dia lettura degli emendamenti numero 29, 59 e 110.

LICANDRO, Segretario:

Emendamento aggiuntivo Biggio - Usai - Cossa - Pinna - Biancareddu - Frau - Onnis - Murgia - Sanna N. - Scarpa - Corda - Randazzo.

Dopo l'articolo 7 quinquies è aggiunto il seguente:

Art. 7 quinquies/1

Progetti speciali finalizzati all'occupazione

1. In deroga a quanto disposto per l'anno 2000 dall'articolo 18 della legge regionale 24 dicembre 1998, n. 37, la misura dell'aiuto regionale per le finalità previste dal comma 1 del predetto articolo è determinata nel 100 per cento; la relativa spesa è incrementata, per l'anno 2000, di lire 3.000.000.000 (cap. 01080).

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 01080 Fondo per l'attuazione di progetti orientati all'occupazione (e art. 7 della presente legge)

Anno 2000 lire 3.000.000.000

In diminuzione

Cap. 04024 Funzionamento degli Uffici centrali e periferici dell'amministrazione regionale

Anno 2000 lire 3.000.000.000 (29)

Emendamento aggiuntivo Balia - Scano - Selis - Biancu - Orrù - Masia.

Dopo l'articolo 7 quinquies è aggiunto il seguente:

Art. 7 quinquies/1

Progetti speciali finalizzati all'occupazione

1. In deroga a quanto disposto per l'anno 2000 dall'articolo 18 della legge regionale 24 dicembre 1998, n. 37, la misura dell'aiuto regionale per le finalità previste dal comma 1 del predetto articolo è determinata nel 100 per cento; la relativa spesa è incrementata, per l'anno 2000, di lire 3.000.000.000 (cap. 01080).

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 01080 Fondo per l'attuazione di progetti orientati all'occupazione (e art. 7 quinquies/1 della presente legge)

Anno 2000 lire 3.000.000.000

In diminuzione

Cap. 04024 Funzionamento degli Uffici centrali e periferici dell'amministrazione regionale

Anno 2000 lire 3.000.000.000 (59)

Emendamento aggiuntivo Fadda - Sanna E. - Sanna G.V. - Giagu - Selis.

Dopo l'articolo 7 quinquies è aggiunto il seguente:

Art. 7 quinquies/1

Contributi alle Associazioni di rappresentanza e di tutela di malattie

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere contributi alle associazioni di rappresentanza e di tutela di malattie, legalmente riconosciute ed aventi sede legale in Sardegna, per l'espletamento dei compiti d'istituto. La misura del contributo è determinata in lire 30.000.000 annue per ciascuna associazione ed è concessa sulla base di una domanda da presentarsi, entro il 31 dicembre dell'anno precedente a quello di finanziamento, unitamente al rendiconto dell'esercizio precedente, all'Assessorato dell?giene, Sanità e Assistenza sociale; per l'anno 2000 la domanda deve essere presentata entro 30 giorni dall'entrata in vigore della presente legge.

2. Le spese previste per l'attuazione del presente articolo sono valutate in lire 600.000.000 annue (cap. 12058/01).

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

12 - SANITA'

cap. 12058/01 (NI) (1.1.1.6.2.2.08.08)(05.01)

Contributi alle associazioni di rappresentanza e di tutela di malattie per l'espletamento dei compiti d'istituto (art. 7 quinquies/1 della presente legge).

Anno 2000 lire 600.000.000

Anno 2001 lire 600.000.000

Anno 2002 lire 600.000.000

In diminuzione

04 - EE.LL.

Cap. 04110 Acquisto beni immobili

Anno 2000 lire 600.000.000

Anno 2001 lire 600.000.000

Anno 2002 lire 600.000.000 (110)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 29 ha facoltà di illustrarlo.

BIGGIO (A.N.). L'emendamento numero 29 intende intervenire in riferimento alle operazioni ed attività relative alle azioni 7A/1 e 7A/4 del programma approvato dal Consiglio regionale il 27 aprile 1989, sui progetti speciali finalizzati a favorire l'occupazione, di cui questo Consiglio si è già occupato negli anni precedenti. Nasce dal fatto che fin dal '98 si era affrontata la situazione definendo i tempi entro i quali si dovevano esaurire queste operazioni, per le quali era previsto l'aiuto regionale nella misura del 100 per cento per il primo anno di attività, 80 per cento per il secondo anno e 60 per cento per il terzo anno.

L'amministrazione regionale aveva ipotizzato l'apertura di nuove strutture nelle quali le società operanti nei vari settori (archeologico, beni culturali, biblioteche, eccetera) potevano svolgere i servizi aggiuntivi. La richiesta pressante da parte degli operatori è nata dalla lettura della manovra di assestamento, se così finalmente vogliamo definirla (visto che inizialmente non la si definiva neppure così), dalla quale si è rilevata una disparità di trattamento tra le organizzazioni che hanno stipulato un contratto con i comuni e quelle che hanno stipulato un contratto direttamente con la Regione. Quindi si rende necessaria una copertura finanziaria per realizzare la parità di trattamento tra tutti gli operatori.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 59 ha facoltà di illustrarlo.

SCANO (D.S.). L'emendamento numero 59 è simile, o forse addirittura identico, al 29, infatti nasce da una riflessione comune fatta in terza Commissione.

Come diceva il collega Biggio, l'emendamento punta a risolvere per il 2000 un problema: nella legge numero 37/98, concernente i progetti speciali, il Consiglio adottò, io credo giustamente, un meccanismo a scalare, cioè stabilì che la misura del contributo regionale per il primo anno fosse del 100 per cento, 80 per cento per il secondo anno e 60 per cento per il terzo anno, che è appunto l'anno 2000. Nel proporre un'integrazione per l'annualità 2000 non si intende sconfessare la validità del meccanismo adottato con la legge 37. Personalmente credo che quel meccanismo vada riconfermato, anche se va ripensato e rimodulato per quanto riguarda i tempi, tuttavia si rende necessario, per il 2000, adottare una norma che integri i finanziamenti, perché nel frattempo né la Regione né i comuni si sono adoperati per mettere cooperative e società in condizioni di procedere senza l'intervento regionale.

Noi abbiamo sollevato questa questione in sede di terza Commissione, la maggioranza l'ha respinta, ma il fatto che sia stato presentato un emendamento simile al nostro da parte del collega Biggio e di diversi altri ci fa pensare che la maggioranza abbia riflettuto e intenda correggere l'impostazione iniziale, e che si possa raggiungere un accordo sugli emendamenti numero 29 e 59.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 110 ha facoltà di illustrarlo.

FADDA (Popolari-P.S.). La Commissione bilancio ha approvato un emendamentto, che è stato presentato in Aula, che prevede l'aumento da 20 milioni a 30 milioni del contributo a favore di un'associazione che si occupa di tutela dei malati. Debbo dire che durante il mio mandato assessoriale io ridussi questa somma, per le ragioni di cui ha parlato anche l'assessore Oppi, da 30 a 20 milioni, perché comunque ritenevo che anche in questo settore fosse necessario cercare di razionalizzare un po' tutto il sistema. Però, visto e considerato che ci sono i fondi, io ritengo che sia giusto portare la misura del contributo a 30 milioni e dare la possibilità a tutte le associazioni di tutela dei malati di fare domanda poter avere i finanziamenti. Quindi diamo a tutti 30 milioni, sono d'accordo che anche per l'Associazione dei nefropatici il contributo venga di nuovo portato da 20 a 30 milioni, però credo che non dobbiamo fare discriminazioni in questo delicatissimo settore, perché non è né corretto né giusto, e nessuno di noi può speculare in questa direzione. Quindi diamo questi fondi (le associazioni interessate sono una ventina, per una spesa complessiva di 600 milioni) in modo che tutti riescano a organizzarsi e a far sentire la propria voce anche in Consiglio regionale e presso la Giunta regionale.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Sugli emendamenti numero 29 e 59 il parere è favorevole. Per quanto riguarda l'emendamento 110 il relatore si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Nella sostanza gli emendamenti sono sicuramente accoglibili, ma la Giunta non li può accogliere per mancanza di copertura finanziaria.

PRESIDENTE. Quindi il problema si ripresenta. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Anch'io stamattina ho avanzato la richiesta, visto che la Giunta comunque è disponibile ad accogliere l'emendamento da me presentato, perché ne condivide la sostanza, di rivedere alcuni punti della finanziaria, perché non ho altri capitoli a disposizione e non comprendo in quali ci sia ancora giacenza.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Stiamo parlando degli emendamenti numero 29 e 59. Il 110 invece non lo si accoglie.

PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 29 e 59 non hanno copertura, per cui si ripropone lo stesso problema di prima.

Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.). Il problema lo risolviamo nello stesso modo in cui la Giunta poc'anzi ha risolto il caso di un emendamento che nel frattempo aveva perso la sua copertura. Cioè abbiamo necessità di un minuto per poter trovare una copertura alternativa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.

CAPPAI (C.C.D.). Signor Presidente, a mio avviso non approvare gli emendamenti 29 e 59 significherebbe creare una disparità di trattamento fra due categorie di lavoratori, una delle quali verrebbe avvantaggiata, perché si troverebbe con i progetti riapprovati, mentre l'altra dovrebbe andare a casa per mancanza di finanziamenti.

Stasera abbiamo votato, sempre per quanto riguarda gli interventi nei settori dei beni culturali e ambientali, l'articolo 5 ter, che prevede uno stanziamento, per l'anno 2000, di 8 miliardi e 500 milioni. Io non so se sia possibile togliere da questi 8 miliardi e mezzo i 3 miliardi necessari per dare copertura finanziaria agli emendamenti in esame. Comunque faccio questa proposta e, se è realizzabile, chiedo che gli emendamenti numero 29 e 59 siano approvati .

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sulla proposta dell'onorevole Cappai ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il capitolo di riferimento è il numero 11129, ed è chiaro che questa riduzione di risorse determina l'impegno, che assumiamo fin d'ora, di reintegrare questo capitolo nella prossima manovra di assestamento che ci sarà nel mese di settembre. Questo ci consente di coprire anche le azioni previste negli emendamenti 29 e 59.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). L'articolo 7 quinquies è stato messo in discussione?

PRESIDENTE. La discussione sull'articolo e sugli emendamenti non è stata ancora aperta. Ritengo che possiamo aggiornare i lavori a domani mattina. Però c'è una complicazione: il Gruppo dei Riformatori aveva da tempo informato il Consiglio che domani ha un impegno politico. Quindi, prima di chiudere, vorrei che facessimo una breve riunione per stabilire come procedere. Poiché all'impegno politico dei Riformatori è interessato anche l'Assessore dell'agricoltura, e domani verrà discussa una parte dell'assestamento di bilancio che lo riguarda, potremmo metterci d'accordo per posticiparne l'esame. Convoco pertanto la Conferenza dei Presidenti di Gruppo.

(La seduta, sospesa alle ore 21 e 30, viene ripresa alle ore 22 e 05.)

PRESIDENTE. In merito all'esigenza del Gruppo dei Riformatori, che aveva posto il problema da una decina di giorni, si è raggiunta un'intesa. Poiché questo Gruppo ha necessità di assentarsi soltanto per qualche ora i lavori del Consiglio proseguiranno come stabilito. L'eventuale esame di parti del disegno di legge in discussione che dovesse richiedere la presenza dell'Assessore dell'agricoltura verrà rinviato.

I lavori del Consiglio riprenderanno domani mattina alle ore 10 e 30.

La seduta è tolta alle ore 22 e 05.


[SP1] Verificare emendamento art 7 bis