Seduta n.37 del 10/11/2004 

XXXVII SEDUTA

Mercoledì 10 novembre 2004

Presidenza del Vicepresidente FADDA

indi

del Presidente SPISSU

indi

del Vicepresidente FADDA

La seduta è aperta alle ore 10 e 41.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 7 novembre 2004, che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri Masia, Licandro e Giorico hanno chiesto rispettivamente un giorno, tre giorni e sei giorni di congedo a far data dal 10 novembre 2004. Se non ci sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza le seguenti proposte di legge:

PISU - AMADU - CALIGARIS - SANJUST - CASSANO - CERINA - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - SANNA Franco - SANNA Simonetta: "Istituzione del Comitato regionale per le comunicazioni della Sardegna (CORECOM). (54)

(Pervenuta il 3 novembre 2004 ed assegnata alla seconda Commissione.)

BALIA - CALIGARIS - IBBA - MASIA: "Norme per l'utilizzo della carta riciclata e per la raccolta differenziata della carta di rifiuto negli uffici pubblici regionali. (55)

(Pervenuta il 4 novembre 2004 ed assegnata alla quinta Commissione.)

BALIA - MANICHEDDA - CORRIAS - CUCCU Giuseppe - CUGINI - ORRU' - SANNA Francesco - URAS: "Norme generali sul referendum. (56)

(Pervenuta il 7 novembre 2004 ed assegnata alla prima Commissione.)

FLORIS Vincenzo - MARROCU - BARRACCIU - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - CORRIAS - CUGINI - LAI - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PIRISI - SANNA Alberto - SANNA Franco: "Testo unico degli interventi regionali a sostegno delle attività produttive". (57)

(Pervenuta il 7 novembre 2004 ed assegnata alla sesta Commissione.)

PACIFICO - MASIA - PISU - ADDIS - CALIGARIS - CERINA - COCCO - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - IBBA - LAI - LANZI - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA: "Proposta di legge sulla tutela del diritto alla salute dei detenuti e degli internati negli Istituti penitenziari ubicati in Sardegna". (58)

(Pervenuta l'8 novembre 2004 ed assegnata alla settima Commissione.)

PACIFICO - MASIA - PISU - ADDIS - CALIGARIS - CERINA - COCCO - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - IBBA - LAI - LANZI - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA: "Istituzione dell'Autorità garante delle persone private della libertà personale". (59)

(Pervenuta l'8 novembre 2004 ed assegnata alla seconda Commissione.)

Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato del disegno di legge "Norme urgenti di provvisoria salvaguardia per la pianificazione paesistica e la tutela del territorio regionale" (20/A), della proposta di legge Balia - Masia: "Norme in materia di pianificazione paesistica, gestione del vincolo paesaggistico di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004 n. 42 ed alla legge regionale n. 45 del 1989 e successive modifiche e provvisorie misure di salvaguardia paesistico-ambientale" (24/A) e della proposta di legge Milia - Onida - Biancareddu - Pili - La Spisa - Sanciu - Lombardo - Sanjust - Sanna Paolo Terzo - Petrini - Rassu - Licandro - Capelli - Oppi - Amadu - Cuccu - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo - Ladu - Pisano - Diana - Murgioni - Randazzo - Cappai - Dedoni - Vargiu - Cassano: "Modifiche ed integrazioni alla Legge regionale 22 dicembre 1989, n. 45, recante: Norme per l'uso e la tutela del territorio regionale" (28/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato del disegno di legge numero 20/A e delle proposte di legge numero 24/A e 28/A. Siamo all'emendamento numero 58.

Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Signor Presidente, intervengo per dichiarare il mio voto favorevole a questo emendamento che ripropone in termini diretti l'intervento delle autonomie locali nel governo della pianificazione territoriale e in particolar modo nella predisposizione del Piano territoriale paesaggistico regionale. Abbiamo inteso, con questo emendamento, proporre una visione della Regione non centralistica, ma capace di raccogliere le indicazioni che verranno dai territori, cosa che è assolutamente dimenticata dalla proposta di legge. Però, nel votare a favore di questo emendamento, credo che sia doveroso non dimenticare quello che è successo stamani alle 2 del mattino, quando due fulgidi interventi, quello del Presidente della Regione e quello dell'onorevole Cugini, che voi ricorderete, in altri tempi si erano scambiati "apprezzamenti" reciproci e che durante la notte, invece, hanno dato corso a una prova d'amore, hanno difeso ad oltranza questo testo in modo davvero privo di qualsiasi contegno. Si è arrivati alle parole dell'onorevole Cugini, che ha rievocato ben più famose copiature, cercando di dimostrare, se ce ne fosse ancora bisogno, la scarsa concretezza dei suoi ragionamenti. L'onorevole Cugini, che nella storia autonomistica sarà ricordato sicuramente come il segretario più divertente della sinistra, è stato anche il segretario che, negli ultimi cinquant'anni, ha fatto perdere più voti al suo partito.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Pili, continui.

PILI (F.I.). E, così come dicevo, abbiamo assistito alla sfiducia nei confronti dell'Assessore della programmazione, avvenuta anch'essa durante la notte, quando un lungimirante Presidente della Regione ha tracciato un DPEF per i prossimi cinquecento anni! E' evidente che quando si assiste...

(Interruzioni)

PILI (F. I.). Onorevole Cugini e onorevole Pirisi, la vostra rilassatezza è assolutamente motivo di buonumore anche di buon mattino e quindi noi la accogliamo come tale, sapendo che siete persone ironiche, capaci non soltanto di far ridere, ma anche di sorridere.

Credo davvero che questo emendamento che è proposto all'attenzione del Consiglio faccia rimettere un po' i piedi per terra a chi è abituato a sognare con la testa per aria. La necessità che i comuni svolgano un ruolo attivo nel governo della pianificazione è davvero uno degli elementi cardine della proposta che stiamo cercando di avanzare a questo Consiglio. Ma se sono vere le dichiarazioni di ieri del Presidente della Regione, cioè che non si cambia nulla, parole testuali, è evidente che siamo portati, per analogia, con un ragionamento assolutamente diverso, con presupposti assolutamente diversi, a perseguire la strada della necessità di lasciare agli atti di questo Consiglio le posizioni di ognuno di noi, sperando che i vincoli forti che sono stati richiamati stanotte in quest'Aula, segnino davvero una presa di coscienza del popolo sardo, che possa valutare con più compiutezza, con maggiore convincimento, i principi devastanti per lo sviluppo economico della Sardegna contenuti in questa legge: principi senza equilibrio, senza capacità di analisi economica, principi di un progetto che non tiene in alcun modo conto della società dei sardi che vivono oggi, che vivranno domani e non fra cinquecento anni, che certamente non può essere pianificata con una legge che si approva nel 2004.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Vorrei dire due cose a proposito specificamente dell'emendamento numero 58, che quando è stato da noi steso ci ha portato proprio a riflettere su questo fatto e cioè che alcune delle nostre proposte dovevano corrispondere a un'esigenza reale. Io mi rivolgo ai colleghi e anche all'Assessore su questo punto, perché credo che possa essere più facilmente compreso anche che questo non è un emendamento di disturbo, ma è uno di quegli emendamenti che hanno almeno l'intenzione, più o meno riuscita, di porre un problema reale, serio, cioè se nel procedimento di elaborazione del Piano paesaggistico, si parte già con un piano che è elaborato a tavolino, predisposto in una serie di stanze o della pubblica amministrazione o di studi professionali facenti capo alla Regione, se proprio l'atto più rilevante sulla gestione del governo del territorio a livello regionale, che ha un'incidenza sul territorio evidentemente molto forte, sarà predisposto secondo la procedura disegnata nell'articolo 2, sicuramente agirà in maniera facilmente indiscriminata. Ma è possibile che non si possa almeno cercare di capire dai protagonisti della gestione del territorio, attraverso una preventiva consultazione - che non sia quella finta, che tutti conosciamo, delle grandi assemblee, degli incontri con tutti i sindaci, i soggetti locali in cui ciascuno, tutto sommato, porta tutte le grandi valutazioni che vanno dalla A alla Z delle problematiche esistenti sul territorio - il lavoro da loro svolto in questa materia, cioè: "Abbiamo fatto nella politica urbanistica del nostro comune queste cose, abbiamo i nostri piani urbanistici, gli strumenti urbanistici di livello generale a questo punto, quelli di tipo attuativo a quest'altro, abbiamo un problema, abbiamo fatto un'analisi dello sviluppo economico che ci porta a dire che bisogna sviluppare più in questo settore produttivo piuttosto che in un altro". E' così irrealistico pensare di perdere sessanta giorni o trenta, quel che volete voi, per dare agli amministratori locali la possibilità di dire a che punto è la gestione del territorio degli ambiti territoriali di loro competenza? Questa è una proposta, credo di contenuto, che sicuramente migliorerebbe la legge, sicuramente darebbe a voi stessi anche la possibilità, quanto meno, di dimostrare agli enti locali, la disponibilità, la voglia di sentirli, ma di sentirli non in maniera formale, cosa che non produce effetti nelle decisioni che contano, ma una disponibilità a sentirli preventivamente per dire: "Abbiamo diciotto mesi di tempo per l'approvazione, l'adozione dei piani paesaggistici? Dedichiamo qualche giorno, qualche settimana, per acquisire documenti". Non arriveranno da tutte le centinaia di comuni della Sardegna, arriveranno forse da dieci, da venti, da cinquanta comuni documenti ben fatti che indicano lo stato dell'arte nella politica territoriale? Sarebbe comunque un contributo prezioso per voi e per tutta la Sardegna, per noi del Consiglio regionale e per voi della Giunta regionale che dovete elaborare e adottare l'atto. Sarebbe comunque un segnale interessantissimo della volontà di conoscere davvero cosa accade capillarmente sul territorio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, questo emendamento, che praticamente mira a migliorare il testo di legge presentato dalla maggioranza, ha un obiettivo preciso, che è quello di un maggiore coinvolgimento degli enti locali, in particolare dei comuni. Questo perché noi - l'abbiamo già detto in premessa - riteniamo che il testo della legge sia troppo centralistico, non solo perché, come abbiamo avuto modo di sostenere anche ieri, c'è un ridotto coinvolgimento del Consiglio regionale, che secondo me è un limite della legge stessa; noi riteniamo che coinvolgendo i comuni e dando loro la possibilità di intervenire relazionando sulla situazione del proprio territorio, credo che ciò arricchisca la legge stessa, si offra a chi emette i provvedimenti, una serie di dati utili al miglioramento stesso della legge, ma soprattutto ad una più approfondita conoscenza della situazione urbanistica in tutti i comuni della Sardegna e in modo particolare della situazione relativa alle aree più pregiate oggi presenti in questi comuni.

D'altronde, voglio dire, è un'opzione che si offre, si danno sessanta giorni di tempo ai comuni, non vi è un obbligo per essi di avanzare proposte, e i comuni entro questi sessanta giorni hanno la possibilità di fare una proposta, di fare un esame più approfondito della situazione e, naturalmente, poi la Regione, a seconda delle situazioni che sono diversificate da zona a zona, e dico da comune a comune, perché bisogna dire che oggi praticamente ci sono comuni che hanno esaurito tutte le cubature, che hanno praticamente costruito tutto, mentre in altre situazioni ci sono ampi spazi ancora da sfruttare, pertanto quei comuni potrebbero avere delle grandi possibilità e quindi noi dobbiamo mettere i comuni nelle condizioni di recuperare il tempo perduto, soprattutto in quelle zone in cui per tutta una serie di motivazioni non hanno avuto la possibilità di fare interventi prima di adesso. Pertanto io credo che questo sia un modo importante e significativo per rimettere questi comuni nelle condizioni di poter concorrere alla programmazione regionale, che in questo caso è soprattutto programmazione comunale, e però, voglio dire, stiamo dando una chance in più a questi comuni, mi riferisco soprattutto a quelli che sono rimasti indietro.

Io mi pongo veramente il problema di una situazione che, se la legge dovesse passare così com'è, vedrebbe appunto soltanto il 20 per cento dei comuni che possono camminare e correre come dovrebbero, mentre l'80 per cento dei comuni rimarrebbe indietro. Allora questo è un problema che si deve porre questo Consiglio regionale. L'80 per cento dei comuni costieri, che probabilmente per quattro anni dovranno rimanere bloccati, non potranno sviluppare, non potranno programmare il proprio territorio, questo è un fatto che ci dovrebbe far riflettere e, per dire la verità, ci preoccupa anche.

Credo che comunque questo sia un segnale da dare, più che a questo Consiglio, ai comuni offrendo loro la possibilità di un maggiore coinvolgimento che serve anche a completare la programmazione della Regione stessa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Signor Presidente del Consiglio, signor Assessore, onorevoli colleghi, preliminarmente intendo chiedere scusa ai miei colleghi dell'opposizione per il voto che distrattamente ho espresso ieri al termine della giornata di lavori, me ne dolgo sinceramente. E me ne dolgo tanto più che è stato espresso dopo aver sentito il Presidente della Regione, che dopo una premessa, secondo me condivisibilissima, sullo stato di abbandono, di degrado dei nostri paesi - dovuto in parte all'incolpevole ignoranza degli amministratori locali di allora, ma in parte anche alla mancanza di una programmazione regionale, perché il problema non è di oggi - è arrivato a delle considerazioni che suonano offensive per quest'Aula. E anche di questo mi dolgo moltissimo, perché non si può pensare di essere i depositari di tutto lo scibile, di tutto il sapere e di avere la capacità di fare il meglio sempre e comunque e rifiutare aprioristicamente la collaborazione e i suggerimenti dell'opposizione, che talora possono essere scartati, ma tal altra debbono essere accettati quando si fa politica. Comunque, tant'è.

Entriamo nel merito dell'emendamento 58, che intende rendere i comuni partecipi della programmazione nel proprio territorio, fornendo dati e proposte, che devono partire dal basso, alla redazione di un piano paesistico regionale. Come non prendere in considerazione un emendamento di questo tipo? Com'è pensabile che si abbia la presunzione di redigere un piano paesistico e di avere la conoscenza di ciò che è da tutelare in un paese - alle volte non basta una vita per chi ci abita, per persone di qualità, per amministratori che si dedicano con sacrificio per decenni all'amministrazione della cosa pubblica - inviando dal Consiglio regionale un tecnico o chiunque si voglia inviare e pensando in questo modo di fare il massimo per quella comunità.

Io credo che sia un qualcosa di impossibile, signor Presidente, onorevoli colleghi, ecco perché a questo emendamento bisognerebbe aggiungere altri emendamenti, che prevedano che gli organi istituzionali che hanno competenza in materia di programmazione nel territorio, decidano quali suggerimenti dare a un Consiglio regionale, a una Giunta regionale distratta, a una Giunta regionale sorda e cieca che non vuole né vedere né sentire le ragioni degli altri. Questa è la negazione della politica, onorevoli colleghi. Non è assolutamente tollerabile un atteggiamento come quello assunto dal presidente Soru ieri, perché questo atteggiamento che suona di presunzione ed è offensivo nei confronti degli altri, presuppone sempre che si abbia un'altissima concezione di sé stessi e una pessima concezione degli altri. Da questa parte non c'è soltanto ignoranza e affarismo. Da questa parte esiste altrettanta intelligenza, altrettanta attenzione, altrettanta sensibilità della maggioranza e della Giunta ai temi dell'ecologia, ai temi del paesaggio, ai temi della politica, e quindi un atteggiamento come quello del presidente Soru è assolutamente censurabile. Se poi volesse venire in Aula ad affrontare un dibattito con noi su questi temi, anche terminata questa legge, io credo che avrebbe modo di ricredersi il presidente Soru.

Vedo che comunque il mio tempo è finito, mi dispiace di aver abusato anche per pochi secondi, però sinceramente queste cose andavano dette.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Signor Presidente del Consiglio, assessore Sanna, colleghi, io credo che questo sia proprio un emendamento che suggerisce fattivamente e positivamente uno strumento per rendere compiuta l'istruttoria. In questi giorni ho letto le varie proposte di legge che erano state presentate in Commissione. Non nascondo che la proposta numero 28, la proposta numero 11, ma anche il disegno di legge numero 20 disciplinavano in modo completo l'iter di pianificazione. Bene, in tutte e tre, ma principalmente nella proposta di legge numero 11, mi ricordo, all'articolo 6, venivano proprio coinvolti, in una concertazione univoca, gli enti locali in modo tale che le loro proposte risultavano essere indispensabili ed erano alla base pianificazione. Ecco, in questo caso, dal momento che innanzitutto c'è un numero limitato di comuni, mi sembra che siano in totale 380, la legge coinvolgerà una settantina di comuni costieri, però io credo anche un pari numero di comuni non costieri, credo che la Giunta, che è l'esecutivo che darà poi il via allo strumento vero e proprio di pianificazione territoriale, non possa fare a meno dell'apporto indispensabile, vuoi per la conoscenza del territorio, vuoi perché le amministrazioni in questi decenni hanno man mano aggiornato i loro strumenti urbanistici, vuoi per la diversificazione delle realtà economiche e sociali delle varie zone dell'Isola, proposto con l'emendamento numero 28, cioè una relazione compiuta sullo stato del territorio, con particolare riferimento chiaramente agli strumenti urbanistici vigenti, dove appunto vengono indicati i siti con particolare rilevanza ambientale storica, archeologica, architettonica e quindi culturale. Probabilmente è nell'intenzione stessa della Giunta fare questo una volta approvato questo strumento e ancor prima di redigere il Piano paesaggistico territoriale, ma non sarebbe male, anzi, sarebbe, riteniamo, indispensabile e opportuno che ciò fosse previsto dalla legge, affinché gli amministratori e i comuni già si preoccupino di attuare questa norma entro i sessanta giorni di tempo previsti.

Ecco perché voterò a favore di questo emendamento, che non stravolge in alcun modo la pianificazione paesaggistica, bensì la integra fattivamente e costruttivamente. Invito quindi i colleghi della maggioranza a pensarci e a vedere se in questo caso non sia possibile e utile integrare con questo emendamento la legge in esame.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANJUST (F.I.). Non vorrei che dovessero passare altri otto o nove giorni prima di aprire una riflessione positiva tra i banchi del centrosinistra su un emendamento presentato da noi. Mi auguro che questo avvenga molto prima, che avvenga da oggi, che avvenga da adesso, collega Pirisi. Penso che nessuno possa dire che questo sia un emendamento che vada contro il sistema previsto dalla legge; penso che nessuno possa dire che questo sia un emendamento che voglia far perdere del tempo una volta approvata questa legge, ma sono assolutamente convinto del fatto che invece sia un emendamento, un contributo, come l'ho voluto chiamare ieri, della opposizione per cercare di far capire quanto sia importante la cooperazione, che questo Consiglio regionale deve assolutamente avere in una materia come questa, con le autonomie locali. Gli interventi dei giorni scorsi, fatti da autorevoli colleghi, che, tra l'altro, hanno anche il piacevolissimo compito di essere sindaci delle loro realtà, a me personalmente hanno colpito in alcune delle loro parti, e precisamente quando mi hanno fatto conoscere certe zone, certe caratteristiche, certe peculiarità del loro territorio che mai, probabilmente, sarei riuscito a conoscere se non dalla viva voce di chi vive in quei territori, nelle loro parti anche più remote, più anguste, più nascoste. E questo è un altro dei motivi, a mio parere forse il motivo cardine, che mi spinge ad avallare questo emendamento; come si può non tener conto di chi conosce in una maniera assolutamente attenta tutte le parti del proprio territorio? Come si può non tener conto di chi non può far altro, con le sue conoscenze, con le conoscenze dell'intero Consiglio comunale al quale appartiene, che dare un contributo fattivo per il miglioramento di questa legge? Queste motivazioni, mi creda, onorevole Pirisi, mi creda Assessore, non sono fatte per perdere i cinque minuti a disposizione per poterle illustrare, ma sono veramente fatte per migliorare questa legge che, come ha detto il presidente Soru, ieri - anche se era sera tardi penso che fosse assolutamente lucido nel suo ragionamento - è da migliorare, è sicuramente da migliorare, è perfettibile come tutte le cose. Questo è un emendamento che dà la possibilità a tutti noi di migliorare la legge.

Ripeto, prima di terminare, l'invito e l'appello fatto all'inizio: non aspettiamo altri otto o nove giorni prima di veder approvato, prima di veder recepito un suggerimento, un consiglio, un contributo che il centrodestra sta cercando di dare a questa legge.

PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Milia, per gentilezza, dichiarate subito il voto, perché dal ragionamento alcune volte non si riesce a comprendere come voterete.

SANJUST (F.I.). Favorevole.

PRESIDENTE. La ringrazio. Ha domandato di parlare il consigliere Milia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Milia (F.I.). Signor Presidente, preliminarmente, vista l'Aula, al di là della sonnolenza che attanaglia un po' tutti, chiederei la verifica del numero legale se fosse possibile, ai termini del Regolamento.

PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri CAPPAI, AMADU, LA SPISA, SANJUST.)

Prima verifica del numero legale

PRESIDENTE. Sono trascorsi dieci minuti dall'inizio della seduta. Procediamo alla verifica del numero legale con procedimento elettronico.

Risultato della verifica

PRESIDENTE. Sono presenti 43 consiglieri, quindi c'è il numero legale.

(Sono presenti i consiglieri: ADDIS - ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Mario - FLORIS Vincenzo - GESSA - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MATTANA - MILIA - ONIDA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SCARPA - SECCI - SERRA - URAS.)

Ha domandato di parlare il consigliere Milia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Milia (F.I.). Grazie, Presidente, chiedo scusa all'Aula, ma credo che questo emendamento di cui discutiamo abbia non tanto nella forma quanto nella sostanza una... Presidente, io non riesco a...

PRESIDENTE. Ha ragione lei, onorevole.

Milia (F.I.). Abbia non tanto nella forma quanto nella sostanza un'importanza rilevantissima. Mi fa recuperare, Presidente?

PRESIDENTE. Sì. Ecco, io permetterò adesso al collega Milia di recuperare il tempo che gli avete fatto perdere. Invito i colleghi, anche quelli della sua coalizione a fare silenzio, anzi, se il collega Cappai non va fuori non la faccio neanche recuperare, perché chi stava disturbando era lui.

Milia (F.I.). Io non ho nemmeno guardato chi disturbava.

PRESIDENTE. Sto guardando io. Lei sa che io sono molto attento, comunque recuperiamo questi pochi secondi.

Milia (F. I.). Grazie. Dicevo, sostanza e non forma, perché se due indizi fanno una prova mi pare che in questa legge di indizi in direzione opposta a quella che è la volontà espressa col nostro emendamento ve ne siano anche troppi, ve ne siano anche troppi in relazione al ruolo non solo che gli enti locali debbono svolgere nella pianificazione, ma a un ruolo generale che viene di fatto conculcato in tutto questo disegno di legge, quasi non si volesse disturbare il manovratore. Io arrivo alle conclusioni: non vorrei che in viale Trento ci fosse un unico architetto che decidesse un domani, a seconda dei suoi estri e dei suoi umori, se magari la pineta di Maria Pia di Alghero non possa avere uno sviluppo turistico, se le coste di Villanova Monteleone debbano rimanere così per il resto dei secoli, dei millenni, e se la partecipazione debba essere impedita, in contrasto con quanto prevede l'articolo 118 della Costituzione, perché, cari amici della maggioranza, se voi avete deciso di abdicare a qualsiasi tipo di ruolo, e insieme a voi pensate che debbano abdicare anche le amministrazioni locali, noi a questo ragionamento non ci stiamo. L'articolo 118 della Costituzione dice che il Comune è il soggetto primario del governo del territorio ed esercita le proprie funzioni. Questa è la sostanza dell'articolo 118 della Costituzione. Qua mi pare che se l'indirizzo è quello che abbiamo ascoltato ieri alle due di notte, fra un po' si provvederà a presentare anche una legge costituzionale da parte di questo Consiglio regionale per eliminare anche gli articoli che garantiscono questi diritti sacrosanti.

Io credo che qualcuno dovrà iniziare a fare un ragionamento in quest'Aula, seppur con fastidio, fastidio forse dovuto anche alla nostra opposizione, però mi pare che non si possa far finta di niente in una situazione in cui il CTRU inizia a perdere le funzioni che ha sempre svolto, i piani urbanistici provinciali non si sa chi li utilizzerà e se saranno utilizzati, la concertazione preventiva alla pianificazione sembrerebbe un optional, e il succo di tutti questi ragionamenti è che ci sarà un aumento vertiginoso del contenzioso, perché è chiaro che chi non è chiamato a partecipare alla elaborazione degli atti pianificatori avrà come unico strumento quello di rivolgersi alle sedi opportune una volta che i termini, bontà della legge, perché almeno questo non è stato impedito, lo permetteranno.

Io vorrei ricordarvi che le sentenze prima del TAR poi del Consiglio di Stato, che hanno bocciato i Piani territoriali paesistici, fra le righe della motivazione parlavano non solo di carenza di tutele, ma individuavano anche un eccesso di tutele in alcuni casi, mi riferisco alle motivazioni del Consiglio di Stato. Io non vorrei che a questo eccesso di tutele, secondo la visione che abbiamo capito che alberga in quest'Aula, si dovesse arrivare anche in questa futura pianificazione proprio per la volontà di evitare di coinvolgere i soggetti interessati. Annuncio il mio voto favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cassano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CASSANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, onorevoli Assessori, colleghi consiglieri, intervengo per dichiarare il voto favorevole a questo emendamento, un emendamento che riteniamo, come Riformatori, debba essere preso in considerazione dall'Aula.

Poc'anzi parlavo a me stesso e dicevo: forse sono più le cose che ci uniscono che quelle che ci dividono in quest'Aula. E allora mi domando, e mi rivolgo al presidente Pirisi: è mai possibile che non si riesca a trovare punti d'intesa, perché a volte basterebbe anche un'apertura, un assenso anche a un emendamento, in questo caso a questo emendamento, che ritengo abbia la sua valenza, forse anche per riaprire il dialogo, per cercare di trovare eventualmente soluzioni diverse che diano giuste e immediate risposte - come dicevo l'altra sera - alle rivendicazioni ed alle richieste di altri settori produttivi della nostra Isola.

Voglio subito sottolineare l'importanza di questo emendamento per dire che non potevo fare a meno di intervenire, quale amministratore locale per tanti anni, per decenni, per dire che in tantissime occasioni ci siamo ribellati, come sindaci, come amministratori locali, alle decisioni che gli altri assumevano sulla testa degli amministratori, degli enti locali, degli amministrati che noi rappresentavamo, perché più di una volta la Regione invia ai comuni perché provvedano, come sempre avviene, ad affiggerli all'albo pretorio, perfino le autorizzazioni di cava, delle miniere, giusto perché i sindaci o i cittadini stessi poi possano fare eventualmente opposizione. Bene, noi ci ribelliamo, l'abbiamo sempre detto, noi siamo favorevoli a che gli amministratori locali abbiano maggiore autonomia. Chi più di loro conosce i nostri territori? Allora per quale ragione non si dà voce agli enti locali, ai sindaci, agli amministratori che chiedono, con questo emendamento, di essere coinvolti non dopo, prima, preventivamente? Qual è la difficoltà, cari colleghi della maggioranza, a recepire questo principio? Noi vogliamo essere protagonisti della pianificazione territoriale.

I sindaci che si sono riuniti a suo tempo a Villanova, che rappresentavano diversi comuni della costa - noi non abbiamo questa esigenza, lo voglio dire e sottolineare - rivendicavano un maggiore coinvolgimento, questo volevano ottenere. Con questa legge, con questo articolo almeno, si vuole praticamente esautorare, eliminare addirittura, il loro ruolo, non si vuol tenere conto delle loro indicazioni, dei loro suggerimenti. Allora cerchiamo di venire incontro anche alle loro richieste. Io non sto dicendo che dovete cambiare l'impostazione della legge. Io credo che ci siano le condizioni, tutte, per rivedere le vostre posizioni, quindi anche accogliere un suggerimento dell'opposizione se è buono. Quindi ribadisco e sottolineo ancora il nostro voto favorevole a questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Grazie signor Presidente, annuncio il voto favorevole a questo emendamento che mi pare importante perché riafferma il ruolo e l'importanza del Consiglio regionale e l'importanza della concertazione del legislatore regionale con le autonomie locali. Il mio voto sarà un sì.

Vorrei aggiungere anche qualche considerazione dopo quello che è successo ieri notte, intorno alle due in quest'Aula, e confessare a lei, signor Presidente, e ai colleghi, che ieri notte sono andato a letto stanco ma felice per le notizie che ci ha dato il Presidente e per aver constatato che per cinquecento anni siamo tranquilli, e credo che con il suo intervento la letteratura, la grande letteratura messianica si arricchisca di un nuovo importante capitolo. Potrò dire, per quanto ancora camperò, un anno, dieci anni, cinquant'anni: "Quella notte c'ero anche io", e i miei nipoti e i pronipoti dei pronipoti dei miei pronipoti diranno: "Quella notte il bisnonno di mio trisnonno di mio trisnonno c'era, quando il Presidente della Regione ha salvato in un colpo la Sardegna per cinquecento anni". È una grande soddisfazione; credo che, ripeto, non ci troviamo soltanto davanti a un Presidente della Regione ma a qualcosa di più, perché a chi ha simili poteri taumaturgici va riconosciuto un ruolo che va ben oltre quello istituzionale di Presidente della Giunta regionale.

LIORI (A.N.). Portiamolo in processione.

ARTIZZU (A.N.). A proposito di processione però, io credo che qualcun'altro invece si debba un po' preoccupare perché il Presidente ha detto: "La legge è questa, non c'è storia, non se ne parla neanche perché è la legge migliore del mondo e vi salverò per cinquecento anni". Che il Presidente della Regione dica no all'opposizione è una cosa normale, rientra nel normale gioco delle parti, ma a me pare che il Presidente della Regione, dicendo che la legge è perfetta così com'è, abbia inteso dare un segnale forte ai colleghi della maggioranza. Di quali aperture si continua a parlare, di quali possibilità di accordo si continua a parlare quando ieri notte, anzi, sette - otto ore fa il Presidente qui ha detto: "Non si cambia nulla". Allora non è una mancanza di volontà da parte nostra, non è una mancanza di volontà da parte vostra, perché la vostra buona volontà è quella di ricercare l'intesa, e lo dico senza ombra di ironia, ci credo, ma c'è una impossibilità oggettiva di trattare su questa legge perché il monarca ha stabilito che questa legge è perfetta e non può essere cambiata. Il mio collega Liori diceva: "Lo portiamo in processione". Io non voglio arrivare a questa idolatria, però a proposito di processione mi viene in mente un detto cagliaritano della zona di Stampace, dove ad uno a cui si vuol dare un ruolo che non può avere gli si dice: "Tui non ses germanu, e bolis pigai sa gandela", cioè "Non fai parte della Confraternita, non hai potere decisionale, però vuoi andare in processione col cero acceso", e mi pare, purtroppo, colleghi della maggioranza, che le dichiarazioni del Presidente Soru vi dicano più o meno questo. E allora accettiamo questo atto messianico, ne prendiamo atto, la legge consente al Presidente Soru anche - visto che ha una maggioranza che è compatta e lo sostiene - queste fughe messianiche, continuiamo ad accettare gli assessori che vengono dal continente, i direttori degli enti che arrivano dalla Calabria - le prossime nomine arriveranno magari dalla più esotica repubblica delle banane - continuiamo ad accettare tutto e vi chiedo, e chiedo a tutti: fino a quando?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). La natura di questo emendamento parrebbe ancora una volta affermare l'idea che ci sia da parte della minoranza un'attenzione particolare, che invece è completamente assente nella maggioranza, verso le istanze del sistema delle autonomie locali e punta ad affermare ancora una volta l'idea che la Regione debba attuare, attraverso il piano paesaggistico regionale, una sorta di funzione di coordinamento della pianificazione urbanistica in capo agli enti locali. Quest'idea è assolutamente sbagliata, è sbagliata dal punto di vista giuridico dell'attribuzione, a ciascuna delle istituzioni, di un compito distinto.

Ho avuto già modo di dirlo in questa Aula, parte della competenza in materia paesistica e di salvaguardia del patrimonio ambientale nazionale sta in capo allo Stato, parte sta in capo alla Regione, che ha funzioni ordinamentali, e parte sta anche in capo agli enti locali, i quali devono operare nell'ambito di prescrizioni che sono definite dal livello istituzionale più elevato. Questo perché? Perché c'è un problema: non sempre chi è vicino ad un patrimonio, anche importante, valuta la sua capacità di essere risorsa economica da rispettare e non da consumare, perché è portato a valutare la risorsa economica più come uno strumento funzionale all'immediato arricchimento, al soddisfacimento del bisogno contingente, né può condividersi l'idea che parte del patrimonio naturalistico e ambientale della nostra Regione possa essere considerato quasi proprietà di una piccola realtà locale, prescindendo dal valore, spesso universale, di quel patrimonio.

Questa concezione, c'è nel diritto statuale, c'è nel diritto internazionale: su molte delle bellezze naturali, dei compendi, penso alle zone umide, ma mi verrebbe da dire anche su altro, interviene l'UNESCO addirittura a dichiarare parti di territori assolutamente pregiate patrimonio dell'umanità, in modo da inibirle ad un utilizzo a fini di immediato arricchimento o di valorizzazione di tipo economico diretto, da parte anche dei soggetti che ne hanno competenza sul piano territoriale.

Quindi l'idea è completamente opposta, il problema è qui! Noi non pensiamo che questo sia un territorio su cui far affermare la bramosia di arricchimento di qualche proprietario terriero, di qualche speculatore immobiliare, o di qualche altro, prescindendo dal suo valore ambientale, paesistico e naturalistico, quindi impedendo in qualche misura la salvaguardia di questo patrimonio. Pensiamo invece che sia giusto difenderlo perché in un piccolo comune, pensiamo a Domus De Maria, oppure pensiamo ad Arzachena, avete idea di cosa vuol dire per un geometra, per un capo ufficio tecnico di un piccolo Comune come quello, confrontarsi con gli architetti del Master Plan e delle grandi società? Soccombono, soccombono da ogni punto di vista. Ecco perché ritengo l'articolo approvato assolutamente coerente e quindi ….

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

PETRINI (F.I.). Signor Presidente, Assessori e consiglieri, questa legge, secondo me, anche qui un po' zoppica ed è per questo che abbiamo proposto questo emendamento, perché ai comuni, agli enti locali si sta levando anche quel po' che avevano, il proprio territorio. Oggi qui ci sono un sacco di sindaci, abbiamo una decina di sindaci consiglieri regionali. E' possibile che loro non possano fare più progetti, non possano avere delle iniziative? Loro che conoscono il proprio territorio? Non c'é solo la Costa Smeralda, non c'é solo Villasimius, ci sono altri territori meno importanti e lo stesso apprezzati. Allora io mi chiedo perché questa legge vuole penalizzare tutti questi comuni? Assessore, perché? Va beh, io faccio parte del comune di Cagliari, mi interesso della mia città, di Cagliari, però ci sono piccoli comuni che hanno delle risorse importanti sul proprio territorio, dove possono proporre cose importanti e oggi, con questa legge, non è più possibile.

Ieri mi è sembrato che dalla sinistra ci fosse un apertura giusta e questo ci ha fatto piacere, perché c'è stata, comunque c'è stata; anche da parte del Presidente, mi è sembrato, poi alla fine una doccia fredda: ho ancora freddo! Anche voi, cari colleghi di centrosinistra, di maggioranza, penso che la doccia fredda l'abbiate avuta, perché questa apertura non ci sarà più e questo mi dispiace veramente! Io penso che il Presidente ci abbia pensato in queste ore, riflettuto, per dare questa grande possibilità a questa nostra Sardegna, perché penso che le coste e il mare siano la più importante risorsa che ha la nostra Sardegna perché fare turismo costa poco e niente.

Noi abbiamo visto che ci sono un sacco di piccole imprese che si sono messe a creare lavoro nelle coste, piccole imprese familiari che comunque campano da quello, riescono ad andare avanti da quello. E allora, se si può fare poco e niente sulle nostre coste, mi sa che diminuisce tutto! Allora noi come minoranza siamo qui per cercare di portare avanti questi emendamenti, ma, cari colleghi, non ne passa uno, alcuni ieri, perché c'è stata questa apertura. Non ne passa uno! Mi verrebbe voglia di andarmene a casa, però devo stare qui perché mi hanno votato un po' di persone, devo fare i loro interessi; è chiaro che mi chiedono di fare i loro interessi ed è quello che sto facendo, cercando di modificare un po' questa legge, Assessore. Non chiedo il mondo, chiedo di modificarla un po', perché è troppo rigida, poi quello….

PRESIDENTE. Quindi lei è favorevole all'emendamento 58?

PETRINI (F.I.). Sì, sono favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Dichiaro il mio voto favorevole all'emendamento 58.

Ho già avuto modo di esprimere, nel corso della giornata di ieri, l'importanza che riveste secondo noi tutto l'insieme degli emendamenti relativi a questo articolo 2, sia quelli sostitutivi parziali, sia quelli aggiuntivi, perché per noi è di primaria importanza il coinvolgimento non solo degli enti locali, ma anche del comitato tecnico regionale urbanistico e quant'altro. Noi siamo per il massimo coinvolgimento possibile di tutte le persone e tutte le figure interessate. Il Presidente, da una parte dice che si deve concertare tutto con le associazioni, con le forze sociali e dall'altra non vuole mai rivedere le proprie posizioni, così come ha dichiarato ieri notte affermando che questa legge deve andare avanti così.

Io mi rivolgo a quei partiti tradizionalmente di sinistra, cioè a quelli che provengono dal vecchio PCI, ma agli stessi socialisti, cioè quei partiti che 20 - 25 anni fa, ogni virgola che muovevano in politica, la muovevano coinvolgendo gli enti locali. Oggi per loro gli enti locali non esistono più, oggi gli enti locali devono essere estromessi dalla gestione del proprio territorio, quel territorio che per legge devono invece programmare, quel territorio che conoscono più di qualunque altro, quel territorio che vogliono migliorare per creare sviluppo economico più di qualsiasi altro; oggi il centrosinistra, o meglio quella sinistra, sta zitta, non parla, cerca il confronto solo quando viene in Aula il Presidente Soru.

Invito il Presidente della Commissione, invito anche tutti i colleghi del centrosinistra a rileggere con attenzione questo emendamento, che non dice altro se non di consentire ai comuni di venire incontro alla Regione, trasmettendo al Presidente della Regione, perché così è scritto, tutti quegli atti di cui un ente locale è in possesso, che sicuramente rispecchiano la realtà di quel territorio. Se così non fosse questo piano partirebbe male, e siccome mi piace sempre fare esempi, nel mio piccolo comune, che ha anche un ristretto territorio, ho una zona siti che sto modificando in questi giorni, d'accordo con il Ministero, e se la Regione non viene in possesso dei miei atti vuol dire che quando predisporrà il piano si baserà su dati che non corrispondono alla verità. Ecco il senso di questo emendamento.

Come si può affermare - e qualche collega del centrosinistra l'ha affermato - che oggi in Sardegna ci sono circa 50 mila posti letto di cui l'80 per cento viene occupato da seconde case? Io dico che c'è ne sono molti di più, ma in ogni caso perché vietare ad un comune di programmare il proprio territorio, di decidere successivamente, una volta approvato il piano, ragionando con la Regione, con l'ente sovracomunale….

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, stanno riemergendo nel dibattito di stamani, che segue alle affermazioni di stamattina del Presidente Soru, due linee diverse all'interno della maggioranza mentre io credo che la maggioranza intraveda due linee di condotta che non sono due linee separate all'interno della minoranza. Io distinguerei l'atteggiamento che noi riscontriamo in Consiglio, in presenza della Giunta, e gli atteggiamenti che invece riscontriamo in Commissione. Onestamente devo dire che nella terza Commissione c'è stato un confronto corretto, le parti hanno deliberato l'assestamento di bilancio, ognuna con le sue osservazioni, ma in un susseguirsi di confronti corretti e aperti e con la legittimazione da parte della maggioranza della presenza e dell'importanza della minoranza.

Lo stesso credo sia avvenuto, in maniera altrettanto chiara e trasparente, nella prima Commissione dove, grazie alla gestione delle due presidenze, si sono esitati dei provvedimenti urgenti con piena considerazione, con piena legittimazione delle parti e senza scontri frontali quali quelli che si stanno verificando in quest'Aula. Sinceramente credo che l'intervento di stamattina del Presidente non abbia aiutato quel percorso di riavvicinamento, di civile riavvicinamento che si stava compiendo, ma in merito a questo preferisco magari riprendere la parola per alcuni chiarimenti nel momento in cui il Presidente sarà in Aula.

Qualche collega nella giornata di ieri ha parlato di ostaggi, io credo che qui nessuno debba essere ostaggio di nessuno, credo però che qualcuno inizi a soffrire della sindrome di Stoccolma, che è conseguente al sentirsi ostaggio di qualcuno. Questo non avviene sicuramente nel nostro Gruppo politico, che ha dimostrato sempre piena libertà, anche nell'espressione di voto di ieri su alcuni emendamenti, mostrando anche alcuni punti di vista diversi che non vanno però mai oltre il fatto di appartenere ad una coalizione e di aver scelto una linea politica che coerentemente cerchiamo di portare avanti.

Io credo che su questo attenderemo, per la giornata o per il tempo che si riterrà opportuno da parte della maggioranza, dei chiarimenti; noi crediamo che la maggioranza legittimamente, abbia tutto il diritto di esitare le leggi che ritiene opportune con coerenza e a volte, se questa coerenza non ci dovesse essere o non fosse riscontrata, di portarle comunque avanti, e governare secondo le norme, le leggi e i punti di vista e i programmi che sono stati presentati. E' legittimo, e vorrei che qualcuno chiarisse se ritiene altrettanto legittimo da parte della minoranza rispettare l'impegno assunto con gli elettori che qui ci hanno mandato per rappresentare interessi a volte diversi, ma non sempre diversi, e quindi si riconoscesse la nostra legittimazione ad essere qui a discutere con voi, a confrontarci e a cercare di modificare e a volte anche di ostacolare provvedimenti che non riteniamo corretti. Questo è un provvedimento che sicuramente sarà approvato, credo che sarà molto importante per il proseguo dei lavori capire quando.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

AMADU (U.D.C.). Signor Presidente, colleghe e colleghi, intervengo per preannunciare il mio voto favorevole all'emendamento in discussione. Questo emendamento, come è stato ormai chiarito e specificato, nel modificare le procedure previste dall'articolo 2 del disegno di legge ha un obiettivo fondamentale, già alcuni colleghi l'hanno chiarito, vale a dire quello di rimettere in gioco il ruolo, la funzione e, tutto sommato, il significato vero della presenza sul territorio delle amministrazioni comunali e quindi della loro capacità di percepire e di trasmettere gli interessi delle popolazioni locali.

Ho avuto modo di dire anche in altre dichiarazioni di voto, con riferimento alle previsioni dell'articolo 2, che vi è un accavallarsi, un sovrapporsi ed un interferire del ruolo della Giunta regionale rispetto ad altri soggetti amministrativi, istituzionali e tecnici che invece devono concorrere alla predisposizione del piano regionale paesaggistico. Perché questo emendamento è positivo? È positivo perché tende a riportare a livello di autonomie locali, tende a ridare ai sindaci, alle Giunte comunali e ai Consigli comunali, nell'ambito della più generale pianificazione urbanistica, quindi della pianificazione territoriale, un ruolo, una incidenza che ormai ogni legge nazionale e regionale in materia urbanistica in generale ha assegnato ai Comuni, in particolare ai Consigli comunali.Francamente mi fa specie il fatto che ci sia un silenzio, non so se passivo, se è attivo, o se invece denoti la volontà da parte della maggioranza di tener conto di questo suggerimento che noi riteniamo sia importante, sia congruo relativamente alla materia che stiamo trattando; io credo che la maggioranza su questo debba in qualche modo far sentire la sua voce.

È vero, stiamo discutendo della predisposizione di un piano paesaggistico regionale che coinvolge tutta la Regione, e di questo siamo consapevoli come legislatori, per cui non è che dobbiamo e possiamo fare riferimenti a normative che in qualche modo privilegino gli interessi locali rispetto agli interessi generali della Regione, però è anche vero che non possiamo tenere ai margini o addirittura umiliare, sotto il profilo dei rapporti istituzionali, gli enti locali, in particolare i comuni. Quindi, ritornando nel solco dei rilievi che io ho svolto in altra occasione, vale a dire di un rapporto fiduciario che la pubblica amministrazione in genere, ma che l'amministrazione regionale in particolare deve avere con quanti vivono sul territorio, credo che un cenno favorevole della maggioranza avrebbe, a questo punto, un rilievo politico non di poco conto, nel senso di rimettere in gioco il ruolo dei comuni; pur non inducendoci a considerare un'eventualità di questo genere una svolta, sicuramente la valuteremmo una cosa positiva, indice del fatto che questa proposta sarebbe da voi intesa come una proposta non di parte ma finalizzata a tutelare un interesse di carattere generale, come sicuramente è.

Non stiamo limitando il ruolo della Giunta o del Presidente, ma stiamo invece conferendo al Presidente della Giunta, alla Giunta stessa e quindi anche al Consiglio regionale che in ultima analisi, così come è stato detto ieri, dirà la parola finale in riferimento al piano paesaggistico regionale, la possibilità di usufruire di una gamma più ampia di apporti da parte dei soggetti attivi sul territorio, e credo che questo debba essere in qualche modo tenuto presente.

Se questi suggerimenti non dovessero essere valutati positivamente, noi non possiamo che prenderne atto e ritenere che il nostro contributo non viene tenuto presente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Rif. Sardi). Signor Presidente e colleghi della Giunta, voterò a favore dell'emendamento numero 58, del quale condivido la ratio, lo spirito, e l'impostazione testuale. Devo dire che d'ora in poi cercherò di attenermi, quanto più possibile, ai richiami, fatti varie volte dalla Presidenza del Consiglio, che merita di essere aiutata in questo senso, sulla stretta attinenza dell'intervento che viene svolto rispetto all'emendamento. Credo che meriti di essere veramente assecondata perché il brillante intervento che ha svolto il collega Artizzu, che ho avuto occasione di ascoltare, oggi è stato particolarmente ironico e garbato nell'ironia, quindi davvero piacevole da ascoltare; il collega Artizzu ha ricordato un proverbio cagliaritano del quartiere di Stampace, lui ha precisato, che è quello di colui che a ficchidura si introduce in un argomento che non è suo, del germano che non è germano e vuol portare ugualmente candela.

Io ne citerei un altro, sempre cagliaritano, che è quello famoso con cui si commenta un aiuto che va nella direzione opposta rispetto all'obiettivo, e cioè: "S'aggiudu a s'impiccau" che è quello di colui che, volendo aiutare l'impiccato, e quindi volendogli levare il cappio che gli strozza il collo e gli leva la vita, ritiene che il modo migliorare per aiutarlo sia levargli la sedia da sotto.

A me sembra che alcuni interventi di collaborazione, di apertura e di aiuto che in quest'Aula si sono sentiti, poi alla fine rischiano, se non sono organizzati in una più complessiva operazione di ragionamento e confronto reciproco, di essere S'aggiudu a s'impiccau, per cui, d'ora in poi, mi attengo in maniera stretta e rigorosa all'enunciazione delle motivazioni del mio voto sugli articoli e forse se i colleghi della minoranza ci pensano, è il modo migliore per riuscire a garantirci quelle aperture di dialogo che tutti quanti più volte abbiamo auspicato.

Nel caso presente credo sia abbastanza facile attenersi a questo invito ed esprimere il proprio voto favorevole sull'emendamento; è facile perché l'emendamento 58 introduce quella necessità di concertazione con gli enti locali che, analizzando il testo delle legge proposta in Aula, si evince con assoluta chiarezza essere necessaria, ed essere stato anche un problema dello stesso legislatore che ha proposto questo testo all'Aula, nel senso che questo testo, purtroppo, contiene tutta una serie di diversificazioni al suo interno che gli danno un aspetto finale a macchia di leopardo. Perché? L'abbiamo detto, anzi l'avete detto voi stessi varie volte, perché purtroppo un piano paesistico territoriale è rimasto in vigore, quindi c'è una zona della Sardegna che comunque è assoggettata a quelle regole, perché purtroppo si è fotografato l'esistente e quindi sono autorizzati ad avere un regime specifico i comuni che hanno il piano urbanistico comunale approvato, ma quel piano urbanistico comunale è stato approvato, è stato detto varie volte, sulla base dei PTP previgenti, quindi sulla base di quella normativa che è stata annullata e non ha vigenza, mentre noi ne stiamo proponendo un'altra.

C'è quindi il problema, che costantemente si ripresenta nella legge, della garanzia della certezza del diritto e contemporaneamente della garanzia dell'esistente, che è un problema - lo capisco perfettamente - assai difficile e che difficilmente può essere portato ad un ragionamento di sintesi, perché ci sono situazioni che in qualche maniera sono consolidate e che vanno difese perché hanno tutti i crismi dei passaggi burocratici amministrativi e giuridici di legge e ci sono delle situazioni che invece, per essere in ritardo di qualche mese o di qualche giorno rispetto alle altre, rischiano di essere assoggettate ad una normativa completamente differente, con un messaggio sulla certezza del diritto che diventa inquietante, per cui essi….

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Onida per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

ONIDA (Fortza Paris). Signor Presidente, colleghi, io credo di dover esprimere dal profondo della mia coscienza il turbamento per questo avvio di confronto su un tema così delicato e così importante che vede una contrapposizione rigida, una contrapposizione irrazionale tra le parti di questo Consiglio, quasi una divisione manichea, i buoni da una parte e i cattivi dall'altra. Io dirò che i buoni siamo noi e i cattivi siete voi e voi direte che noi siamo i cattivi e che voi siete i buoni.

Questa è una materia che deve essere sottratta al piacere del gioco, questa è una materia di così grande rilievo che non può assolutamente sopportare la divisione delle parti in buoni ed in cattivi. Io, rubando per un attimo un verso alle egloghe di Virgilio, ripeto che: "Concordia parvae res crescunt, discordia maximae dilabuntur"; penso che questo si possa verificare realmente per le questioni che stiamo trattando. E' mai possibile che noi ci avviamo a un confronto di questo genere e che qui non ci sia l'aspetto morale di chi governa, della maggioranza, del Presidente della Giunta, che continua a dire che il suo tallone di Achille è l'urbanistica, per trovare un sistema di mediazione serio? E' mai possibile che, per una distinzione, che io credo nobilissima - voi dite che il Piano paesaggistico regionale è il principale strumento della pianificazione territoriale regionale e va varato al fine di assicurare un'adeguata tutela e valorizzazione del paesaggio; noi diciamo che l'amministrazione regionale adotta, quale strumento di pianificazione generale del territorio, il piano urbanistico di coordinamento elaborato in coerenza con i contenuti della programmazione regionale e articolato su base provinciale - è mai possibile che su due argomenti che, tutto sommato, presentano grandi affinità - poi è vero che noi anteponiamo la programmazione dello sviluppo, dentro la quale mettiamo l'anima del sistema ambientale, voi rovesciate questo argomento e ponete invece il sistema di tutela ambientale come pianificazione primaria, dentro la quale poi innestate qualunque discorso di programmazione, ma queste sono distinzioni attorno alle quali, se ci si siede, se c'è gente seria... Caro presidente Soru, nel '99 anche a me, Assessore dell'ambiente, venne presentata una proposta della società di Scivu che voleva cementificare Piscinas, che voleva cementificare Scivu e Funtanazza: senza comprare Scivu e senza comprare Funtanazza, abbiamo detto no a quella società.

Questo lo dico perché nessuno di noi può pensare di diventare il tutore dei grandi valori della Sardegna comprandoli. Io non sono convinto della buona fede del presidente Soru. Io chiedo scusa, il tempo se ne va, ma credo che questo ragionamento lo continuerò dando, chiaramente, il mio voto favorevole all'emendamento per i motivi che hanno detto i miei colleghi e che riprenderò più avanti, discutendo ancora delle cose che avremo da discutere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI (U.D.C.). Innanzi tutto voterò a favore dell'emendamento numero 58. Ritengo che anche questo emendamento, in effetti, abbia solo il fine di coinvolgere maggiormente le istituzioni prevedendo soltanto un apporto di collaborazione da parte degli enti locali, anche se così non lo si vuol vedere. Credo che sia importante perché, vedete, ieri sera il Presidente certamente non ha contribuito, nel suo intervento a rasserenare gli animi, do atto al presidente Spissu, do atto agli altri ed a noi stessi di aver tenuto fino ad oggi un comportamento particolarmente corretto, anche rispettando i tempi, perché siamo tutti uguali qui dentro, e d'ora in avanti i tempi vanno fatti rispettare a tutti, non vale il fatto che uno venga citato più o meno, né valgono i venti minuti di un'altra volta, né valgono i sermoni offendendo l'Istituzione; parlare di questo cosiddetto parlamento sardo offende l'istituzione. Se poi lui vuole legittimare Pili, lo può fare, non l'abbiamo fatto noi, lo fa lui!

Per quanto riguarda il resto, invece, va detto che noi viviamo quotidiane espropriazioni dei poteri del Consiglio regionale. Mi si dica che significato ha! Innanzitutto gli ordini del giorno, presidente Fadda, le sarei grato se lei si facesse carico, col presidente Spissu, di chiedere il ripristino delle regole nei rapporti con la Giunta regionale, perché far finta che ci sia un fax dell'8 o mandarci, come ieri, in data 9, a firma Soru, l'ordine del giorno della Giunta la cui riunione si e tenuta alle 11, questi sono comportamenti di cui adesso cominciamo ad essere stanchi! Vorremmo che l'ordine del giorno arrivasse prima del giorno in cui la Giunta si riunisce, in modo tale da essere posti in condizione di conoscere prima gli obbrobri! Ieri era all'ordine del giorno una deliberazione, spero non l'abbiano adottata, la deliberazione numero 33 concernente provvedimenti cautelari d'urgenza, che praticamente prevede la reiterazione per altri tre mesi del decreto salva coste. Bene, io ho visto anche l'ordine del giorno presentato che dice che questo è un atto di competenza specifica del Consiglio. Il Consiglio ha deliberato di reiterare, non capisco perché ci sia questa sovrapposizione continua della Giunta a quelle che sono le prerogative del Consiglio.

Io credo, come hanno detto i colleghi, che però non abbiano praticamente deliberato, se ne siano accorti che non potevano deliberare, che non serviva a niente deliberare. Voglio dire che probabilmente questo tipo di atteggiamento da una parte e dall'altra non serve a niente e non porta a niente. Credo che ci siano all'interno di questo Consiglio, il collega Capelli prima ha fatto riferimento a questo, persone, non certamente il Presidente, che hanno dimostrato, in questo periodo, di essere aperte e di essere capaci in tempi rapidissimi di risolvere problemi, vedi in prima e in terza Commissione, come è stato detto, l'amico Maninchedda, l'amico Eliseo Secci, altri autorevoli amici del centrosinistra, che hanno quella capacità di mediazione che ci consente forse di uscire da questa situazione che sta diventando difficile per tutti.

Si è esaltato il ruolo dell'opposizione per dimostrare che essa ha un ruolo qui dentro - questo volevamo dimostrare, che ha un ruolo - con questo Regolamento. Quando sarà modificato il Regolamento probabilmente i ruoli saranno diversi, però ha un ruolo che continuerà a esercitare fin quando subiremo costantemente, ogni giorno, atti di arroganza e prevaricazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RANDAZZO (U.D.C.). Dichiaro il mio voto a favore dell'emendamento 58. Sarò ripetitivo. Questo emendamento dà la possibilità alla Giunta, anzi al Presidente della Giunta, di chiedere ai comuni di partecipare con ciò che stanno studiando e sviluppando nel loro territorio, indicando le bellezze naturali, i vincoli da mettere in quel territorio; infatti, come diceva qualche collega sindaco che mi ha preceduto, i comuni possono avere delle notizie più aggiornate rispetto a quelle che possono avere dei funzionari della Regione che non sanno se vi sono variazioni o sono in corso delle modifiche per lo sviluppo economico di quei paesi. Queste notizie sono a conoscenza dei sindaci e delle amministrazioni comunali, perché è scritto che il piano è approvato e votato dal Consiglio comunale, quindi da maggioranza e opposizione, ci saranno osservazioni fatte da una parte e dall'altra, ed il PUC rappresenta la pianificazione reale di ciascun territorio; ovviamente non deve essere vincolante per la Regione, però devono essere per forza sentiti gli enti primari per la vita democratica delle piccole località e delle località costiere che sono oggi bloccate prima dal decreto salva coste e adesso da questa legge che stiamo approvando.

L'autonomia regionale è una splendida conquista, deve servire ad esaltare la tutela dei beni culturali e ambientali, certo non a distruggerli, su questo siamo d'accordo con quello che dice qualche collega della maggioranza. Pertanto, pensando a ciò che appartiene a tutti i sardi, ma anche al valore universale che il patrimonio ambientale riveste per l'umanità, esso non può essere amministrato da una sola persona, altrimenti saremmo nel periodo in cui governava lo Zar. Tutto questo non è accettabile.

L'impegno nella tutela dei beni paesaggistici richiede attenzione e conoscenza assidua e forse anche conforto per chi improvvisamente si accorge che l'integrità del territorio è minacciata, come dicono colleghi della maggioranza, solo dagli altri, perché sembra che solo noi volevamo rovinare l'ambiente e così via.

La conoscenza reale ce l'ha chi sta davvero in quel territorio che conosce sicuramente più di me, ovviamente la maggioranza conosce tutti i comuni meglio di me, sicuramente li conosce meglio di me. Io non mi permetterei mai di abusare del potere datomi come rappresentante del popolo per ledere interessi di chicchessia, dal primo cittadino all'ultimo. Io sfido chiunque, se per caso viene approvata questa legge, a dirmi che i terreni al di fuori dei 2000 metri non aumentino di valore. La speculazione avverrà in senso inverso. Dopo aver impiegato lunghi anni per approvare i PUC - si sono cambiate delle maggioranze nei comuni per i PUC, sono caduti dei sindaci - adesso vengono bloccati. La discussione si inverte e diamo valore a quelle aree che vanno oltre i 2000 metri. Io personalmente non ho la fortuna di avere terreni né prima né dopo. Se avessi saputo prima che sarebbe stata adottata una legge del genere, magari avrei comprato i terreni situati oltre i 2000 metri e questa sarebbe stata pura speculazione. Se faccio un decreto di vincolo entro i 2000 metri, allora ho la possibilità, io come cittadino che conosco prima la notizia, come diceva il collega Biancareddu l'altro giorno, di trarne beneficio. E mi sembra scorretto, perché oggi gran parte dei territori stanno discutendo della pianificazione dopo i 2000 metri. Mi va bene, però si chiama speculazione. Questo vuol dire che gli interessi si sono spostati dai terreni sulla spiaggia a quelli oltre 2000 metri.

Io mi auguro davvero che si ritorni a ragionare, che la Giunta predisponga una legge seria, perché spero che questo vincolo rimanga come misura di salvaguardia per diciotto mesi, e sono sicuro che quando sostiene questo l'Assessore è in buona fede, però mi auguro che dopo venga ripristinata un po' di legalità e si dia una compensazione. Non siamo per i 300, andiamo sui 500, l'importante che non si …

PRESIDENTE. Onorevole Randazzo, le consiglio di leggere il comma quinto dell'articolo 78 per il prossimo intervento.

Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri LOMBARDO, RASSU, LIORI, ARTIZZU, RANDAZZO, LA SPISA, BIANCAREDDU.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 58.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CASSANO - LA SPISA - LADU - LIORI - LOMBARDO - MILIA - ONIDA - OPPI - PETRINI - PILI - RANDAZZO - RASSU - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FRAU - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - URAS.

Si sono astenuti i consiglieri: ATZERI - CHERCHI Oscar - FLORIS Mario - SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 60

votanti 56

astenuti 4

maggioranza 29

favorevoli 17

contrari 39

(Il Consiglio non approva).

Siamo all'emendamento numero 37. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Progetto Sardegna). Io intervengo con qualche disagio e a stretto titolo personale. Voterò contro l'emendamento 37, ma non ho vergogna di dire che voto contro perché sto in una maggioranza, perché c'è questo clima che non si sblocca e perché mi fido del mio compaesano e Presidente della Commissione, che segue per noi queste cose e che esprime il parere sulla ragionevolezza degli emendamenti proposti dall'opposizione, indicando quelli accoglibili e quelli no. Però, in questa fase, mi pare sia importante dire tre cose rapidamente. Provo un grande disagio perché ho sentito dall'onorevole Oppi, dall'onorevole Capelli e da altri far riferimento a ciò che è accaduto nella mia Commissione. E' vero, noi in Commissione abbiamo esitato dei provvedimenti all'unanimità, abbiamo lavorato serenamente. Io sono un consigliere regionale e vedo nel parlamento regionale un luogo di sintesi degli interessi legittimi, in una disciplinata dialettica tra maggioranza e opposizione; nessuno può pensare che io sia un consociativista. Io penso che la differenza tra consociativismo e confronto sia questa: che il consociativismo è governare insieme, il confronto è rispettare gli aspetti generali dell'azione di governo di una maggioranza e concorrere, nelle parti di merito, a migliorarle.

Compito della politica è anche il realismo. Io do atto alla minoranza in questo Consiglio di aver raggiunto un grosso risultato politico: state dimostrando che un confronto muscolare, per come è disciplinata la nostra attività, blocca l'attività istituzionale. Vi faccio un appello a titolo esclusivamente personale: considerate che l'ostruzionismo portato alle estreme conseguenze delegittima interamente l'Assemblea, non solo noi, non solo voi, ma tutto il Consiglio regionale. Quando si tira troppo la corda può succedere che sia l'istituzione a farne le spese. Vi rivolgo un appello, ragionate su questo: l'effetto secondario dell'ostruzionismo è la crisi di credibilità del Consiglio. Vi chiedo un altro sforzo, ritroviamo una possibilità. Io vi riconosco di aver segnalato a noi che i metodi del confronto devono essere modulati diversamente; adesso fate uno sforzo voi perché si possa uscire da questa impasse che ci scredita tutti, nel rispetto di maggioranza e opposizione, individuando nell'intervento dell'assessore Sanna le aperture possibili e trovando una modalità di confronto sui contenuti, come vi è stato chiesto dall'onorevole Cugini. Per il futuro certamente questa esperienza, soprattutto per noi che siamo alla prima legislatura, ci porta a capire che, se non vogliamo essere ricordati come il Consiglio regionale più rissoso e verboso della storia, noi dobbiamo trovare un modo di confrontarci, diversi come siamo, che non ci faccia male reciprocamente.

Il senso dell'intervento è il senso di un appello alla ragionevolezza, di un appello alla ragionevolezza reciproca che disciplini non il consociativismo, ma il rispetto reciproco e le modalità successive del confronto politico.

PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Pili, io ringrazio l'Aula perché mi sta permettendo di gestirla nel miglior modo possibile, ed invito ancora tutti i colleghi ad iscriversi a parlare prima che io dichiari aperta la votazione. Questo vale naturalmente per i colleghi della opposizione, ma vale anche per i colleghi della maggioranza.

Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Signor Presidente, nonostante l'ostruzionismo muscolare abbiamo qualche slancio, almeno prima di iscriverci, di capacità di dialogo evidentemente, almeno con la Presidenza del Consiglio.

A me dispiace che l'onorevole Maninchedda abbia sostanzialmente relegato la nostra azione nell'ambito dell'ostruzionismo muscolare, perché se fosse stato attento agli emendamenti proposti, alle valutazioni che tutti i colleghi della opposizione hanno fatto, c'era tutto fuorché l'utilizzo dei muscoli. E se si usano tecniche - passatemelo - psicologiche per far sentire su di noi il peso della delegittimazione dell'Aula, ci domandiamo e mi domando che cosa significhi aver sottratto al Consiglio con una legge, qualsiasi potere in materia di pianificazione territoriale, di sviluppo e di costruzione di un consenso generale delle istituzioni e non semplicemente di una maggioranza.

Così come ha fatto il collega Maninchedda, anch'io voglio parlare a titolo personale, perché credo che qui ognuno di noi abbia una propria coscienza, a prescindere dai ruoli, dalle posizioni, dalla storia personale, e io voglio dire, a titolo personale, che sono convinto di quello che sto facendo e non saranno certamente tecniche psicologiche per farci sentire il gravame di un'Aula bloccata a indurmi a fare un solo passo indietro. Non ci saranno passi indietro, per quanto mi riguarda, perché questa è una battaglia campale per la Sardegna; bisogna far sapere ai sardi chi questa legge la vota e bisogna far sapere chi questa legge non l'ha voluta e l'ha contrastata con tutta la forza possibile e immaginabile. Noi la contrasteremo sino a quando il Regolamento ce lo consentirà, sino a quando, per essere chiari, non saranno posti in essere tentativi contro questo nostro proposito, così come più volte, reiteratamente è stato fatto: ogni volta che c'è stato un barlume minimo, uno spiraglio, una fiammella di speranza di confronto è arrivato puntuale il blitz che andava nella direzione inversa a quella del dialogo, a quella dell'apertura, e dal momento che è stato sancito che questa deve essere l'ultima sessione di lavori del Consiglio regionale che si occuperà di pianificazione territoriale, quindi di sviluppo economico e quindi di crescita sociale della nostra regione, è evidente che noi non possiamo far altro che proporre questo emendamento. Emendamento che ha soltanto un obiettivo, che è quello di dire: raccogliete i risultati dell'istruttoria pubblica, perché nel passaggio marginale dove richiamate l'istruttoria pubblica che è resa obbligatoria dalle norme nazionali ed era già prevista dalla legge regionale 45, non c'è una norma che preveda che le risultanze che ne derivano debbano essere tradotte in un atto concreto.

Noi riteniamo che questo sia un altro di quegli emendamenti non da prova muscolare, ma da prova di idee, prova di disponibilità, di confronto, di dialogo e di un corretto rapporto tra chi ha la volontà di contribuire, così come, io ritengo, gran parte della Sardegna, alla valutazione del piano paesaggistico regionale e di contribuire per essere ascoltati e non, come avete fatto per i piani urbanistici provinciali, per mettere in un cassetto e per dimenticare tutto quello che le autonomie locali hanno fatto. Per questa ragione io voterò a favore di questo emendamento nel quadro di un'azione non muscolare, ma io credo di profonda attenzione all'ambiente e allo sviluppo economico della Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, io credo che nel prosieguo dei nostri confronti, nel pieno rispetto dei ruoli, sarà importante non trascinarci gli errori del passato, quelli di ambo le parti, e quelli della maggioranza di oggi che diverse prove muscolari ha proposto nella passata legislatura. Direi che da questo momento è utile per tutti guardare avanti. Personalmente non soffro di nessun tipo di condizionamento del passato, ma sicuramente dovremo e avremo necessità di correggere i recenti errori.

Tutto quello che il collega Maninchedda ha rappresentato è, a mio avviso - lo dico serenamente - frutto di una impostazione sbagliata in Commissione, nonostante la buona volontà e con la buona gestione del Presidente Credo che questo ci abbia insegnato che instaurare un clima di dialogo in Commissione, senza prove di forza o muscolari, possa servire ad evitare quanto sta succedendo adesso. Tuttavia, poiché questo è successo, guardiamo avanti, vediamo come correggere questa situazione. Nel pieno rispetto delle posizioni, ripeto, e senza voler per questo proporre metodi propri del consociativismo, ritengo che si possa ancora oggi discutere e portare all'attenzione dell'Aula alcuni emendamenti, tra i quali il numero 37, perché c'è una richiesta forte che viene dalle minoranze. Vogliamo, superando i tempi biblici della politica, quindi con tempi certi e definiti, dare dignità al ruolo del Consiglio regionale e delle altre istituzioni, senza che ciò possa travolgere, in qualche modo, obiettivamente, i voleri e gli indirizzi della maggioranza.

Ritengo, infatti, che ci siano degli emendamenti che di fatto migliorano la legge. Voi stessi ne avete proposti, all'articolo 3 e all'articolo 4. Questo è l'argomento di confronto. L'altro punto che vorremmo sottoporre alla vostra attenzione, perché si può sempre tornare indietro, è relativo all'esigenza di trovare un accordo sui tempi per andare avanti e si va avanti se insieme si riesce a fare un passo indietro. Perciò noi riteniamo che ci possano essere le condizioni perché voi approviate la legge entro la fine di questo mese; noi non l'approveremo, perché concettualmente siamo contrari all'impostazione di questa legge, ma comprendiamo che è giusto e corretto che portiate avanti e approviate questa legge, dal vostro punto di vista. Perciò noi siamo nelle condizioni di dire che entro la fine del mese si può approvare questa legge, potrete approvarla. Per fare questo è necessario che altri emendamenti non vengano bruciati dalla situazione di contrapposizione muro contro muro, ma ci si fermi un attimo, senza sospendere l'esame della legge, cosa che, abbiamo capito, non avete nessuna intenzione di fare, per fare un lavoro di raccordo, di esame, di screening degli emendamenti, che può essere fatto in un tempo limitatissimo consentendoci di programmare i lavori perché la legge, nei tempi giusti che ho precedentemente enunciato, possa essere da voi esitata. Se continuerete a bruciare emendamenti come questo, che per noi rivestono una certa importanza e, per quanto riguarda voi, non modificano gli obiettivi che la legge si propone, ma danno dignità a delle istituzioni che noi vogliamo siano presenti nell'iter di formazione del piano, avremo sempre meno motivi che ci inducano a dialogare, e invece penso che ci siano le condizioni e i motivi per farlo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Voto a favore dell'emendamento numero 37, che prosegue un tentativo di apportare alcune modifiche, sia pure limitate e parziali, al testo. Certamente l'efficacia di questo emendamento è inferiore rispetto a quella del precedente, che invece poneva un problema molto più di fondo, quello del coinvolgimento delle autonomie locali.

Proprio riguardo a questi due emendamenti, quello attuale e quello precedente, volevo dire che l'appello alla ragionevolezza fatto dal collega Maninchedda può essere giustamente valutato in termini politici, ma dovrebbe essere in qualche modo confortato da comportamenti conseguenti, cioè sarebbe necessario che su alcune modifiche di sostanza che sono contenute in alcuni emendamenti si dimostrasse una disponibilità effettiva a entrare nel merito e a capire quali possono essere gli effetti positivi dell'accoglimento di una o dell'altra proposta di modifica. Ma il problema è molto più di fondo: noi, sulla base dell'intervento di Maninchedda, avremmo già ottenuto un risultato politico per il fatto che avremmo dimostrato che questa opposizione può paralizzare il Consiglio. Non è questo l'obiettivo; l'obiettivo non è paralizzare il Consiglio né dimostrare che vogliamo o possiamo paralizzare il Consiglio. Io ribadisco che questo tipo di opposizione a questa legge, in questo momento, e certamente non si può abusare di questo strumento, è stato scelto sulla base di alcune valutazioni e non ha come obiettivo quello di paralizzare il Consiglio bensì quello di dimostrare che in quest'aula non si può assolutamente eludere il confronto politico.

Si è pensato di poter arrivare alla discussione su questa legge considerando il Consiglio regionale, tutto sommato, come l'assemblea di una s.p.a., in cui si fanno le proposte, si mettono all'ordine del giorno e poi su quelle proposte si contano le azioni. In politica non è così. Voi stessi, quando eravate all'opposizione, ritenevate indispensabile il confronto politico e comunque per anni, per decenni l'esperienza democratica, anche in questa Regione, è stata basata, almeno da parte di chi l'ha voluta fare con intelligenza, sul fatto che ci si confronta con le forze politiche presenti in un'Aula parlamentare per quello che dicono, per le proposte che fanno, per i contenuti che portano all'attenzione di tutti. E in un'Aula parlamentare la proposta anche di una componente di gran lunga minoritaria può essere importante può avere un contenuto politico su cui soffermarsi. Nella passata legislatura i colleghi della Rifondazione Comunista ci hanno tenuto inchiodati su alcune questioni che riguardavano la politica del lavoro e lo facevano pur essendo in pochi in quest'Aula, ma lo facevano per ottenere un risultato che era di tipo politico.

Anche noi oggi vorremmo porre all'attenzione il fatto che sulla politica del territorio non si può giocare con gli slogan, con i proclami, con i discorsi populisti che abbiamo sentito anche questa notte da parte del Presidente della Regione. La politica territoriale si fa con intelligenza, salvaguardando il territorio, ma cercando di renderlo utilizzabile dall'uomo. E' inutile pensare agli uomini che ci saranno fra cinquecento anni se ci dimentichiamo quelli che abbiamo oggi davanti: i sardi che oggi non hanno lavoro, gli imprenditori che non riescono a lavorare, se non siamo consapevoli che quel territorio che vogliamo tutelare sarà investito da una nuova ondata di emigrazione se non porremo mano a una politica seria, dal punto di vista economico e della politica territoriale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, io ho preso l'impegno nel precedente intervento, impegno che voglio almeno in larga massima mantenere, di parlare esclusivamente degli emendamenti in discussione e di non entrare in altri tipi di argomento che, pur avendo attinenza ovviamente coi lavori dell'Aula, meno ne hanno con gli emendamenti. Quindi esordisco dichiarando il mio voto favorevole all'emendamento 37 e sottolineando come questo emendamento vada sempre nel solco che è stato tracciato dagli emendamenti precedenti e che resta il motivo di fondo dell'azione politica che in questo momento specifico si sta svolgendo nell'Aula, cioè quello di sottolineare come il coinvolgimento di tutte le istituzioni territoriali, di tutte le sedi di decentramento amministrativo, di tutti i soggetti a cui è affidata la gestione del territorio, è fondamentale. Da tale convincimento discende anche la precisazione che viene inserita al comma tre della novella, che indica che non è soltanto necessario fare un'istruttoria pubblica raccogliendo tutte le informazioni necessarie per la programmazione, ma che è poi necessario anche introdurre all'interno degli atti che sono di programmazione, da parte della Regione, le risultanze di questa istruttoria. Sembra una specificazione aggiuntiva, ma in realtà è sempre la sottolineatura di un metodo che, secondo noi, è il metodo che deve informare il percorso di questa legge.

Ciò premesso, credo che qualche considerazione vada fatta sull'intervento dell'onorevole Maninchedda. Qualche collega prendendo la parola, si è rammaricato di alcuni passaggi dell'intervento dell'onorevole Maninchedda; io posso rammaricarmi di una cosa soltanto, onorevole Maninchedda, cioè che lei parli a titolo strettamente personale, nel senso che ciò che lei ha detto io lo sottoscrivo, forse è la prima volta che mi capita in quest'Aula nei confronti di un suo intervento, ma io lo sottoscrivo dalla prima parola all'ultima parola che lei ha detto, nel senso che lei ha sostanzialmente ragionato anche prendendo atto di cose che si sono verificate in quest'Aula, così come noi Riformatori stiamo cercando di ragionare da nove giorni a oggi, cioè da quando si è iniziata la discussione in Aula di questa legge. Lei ha detto: "Noi non siamo per il consociativismo", si figuri se lo siamo noi! Nel senso che noi, che abbiamo fatto una battaglia per il presidenzialismo e per il maggioritario, può ben capire se siamo per il consociativismo! Io ricordo, nella mia lunga militanza all'interno del Partito liberale, di aver combattuto tra il '76 e il '79 una battaglia, che per noi piccolo partito era una battaglia epocale, contro quella che era definita la stagione del compromesso storico. Come risulta da una rilevazione fatta da un istituto di ricerca, in quella stagione, cioè dal 1976 al 1996, il 91 per cento delle leggi nel Parlamento italiano venne approvato con i voti del Partito Comunista Italiano, con la sostanziale partecipazione dei voti del Partito Comunista Italiano. Perché? C'era un clima in cui le leggi comunque andavano concertate, altrimenti avevano difficoltà ad andare avanti. Tutti ricorderete la stagione della finanziaria con 7.800 emendamenti, stagione che si è conclusa quando il Governo ha iniziato a porre la questione di fiducia, facendo decadere gli emendamenti e consentendo alla maggioranza di fare quello che è suo diritto fare, cioè assicurare una gestione dei lavori dell'Aula che comunque comporti la possibilità di legiferare.

Noi non possiamo non riconoscere alla maggioranza, in quest'Aula, il suo ruolo, che è quello di fare le leggi. Non rientra nel nostro ruolo fare leggi. Noi avremmo voluto questo ruolo, ci siamo candidati per avere questo ruolo, non abbiamo avuto i voti sufficienti, il ruolo non è nostro, il ruolo è vostro. L'abbiamo sottolineato tantissime volte in quest'Aula, ma non bastano le sottolineature, non bastano gli interventi a titolo personale, non basta verificare che in questo modo noi stiamo screditando l'Aula, cosa su cui siamo pienamente d'accordo. Stiamo screditando la politica, stiamo dando ragione a quelli che nei bar dicono che i costi della politica sono altissimi, che di 85 consiglieri regionali non ce ne facciamo niente, perché basterebbe un podestà illuminato per fare buone leggi in Sardegna e di questo siamo tutti responsabili.

Se esiste però la possibilità di fare uno sforzo di fantasia per superare questo momento, voi non lo potete chiederlo alla minoranza, che per altro ne ha fatto in questi giorni diversi. In questo momento il cerino è in mano vostra, siete voi che, dal punto di vista del metodo, sulla base delle considerazioni…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Signor Presidente, signor Assessore, onorevoli colleghi, stimolato da vari interventi precedenti, debbo riallacciarmi alla situazione dell'Aula; quest'Aula abbondantemente in crisi, che non si riesce a rimettere in marcia, quest'Aula che oggi più che mai, mi appare chiaro dopo il discorso del Presidente di ieri, non si è ancora interrogata unitariamente, maggioranza e opposizione, sul ruolo che intende darsi.

Guardate che il discorso di ieri è un discorso pericoloso, pericoloso per la vita di quest'Aula, per la vita dei partiti, e la parola partito non e una parolaccia, perché se seguiamo la logica del Presidente, di ieri, tra un po' ci dovrete dire, cari colleghi della maggioranza, se è iniziata l'era Soru, se dobbiamo iniziare dall'anno primo, secondo, terzo, se dobbiamo iniziare dalla sua nascita o dalla sua elezione a conteggiare l'era Soru. Continuando così l'Aula verrà svuotata progressivamente di significato e di ruolo e noi non sappiamo più che cosa fare. Se ciò che il presidente Soru ha preannunciato ieri è un ulteriore rafforzamento di un ruolo che è già forte grazie alla riforma elettorale, che ne prevede l'elezione diretta creando una figura sicuramente nuova, potenziata, che ha diritto di chiedere nuovi poteri e nuove deleghe in virtù di un'elezione che gli deriva direttamente dal popolo e non dall'Aula, i contrappesi che l'Aula si deve attribuire per decidere quali funzioni deve svolgere e quali funzioni deve assegnare all'opposizione devono essere oggetto di un dibattito e di un approfondimento politico quanto mai urgente. Perché se spinti dalla cieca fiducia sulla persona, e la storia ci insegna che tutti possono sbagliare e tutti possono avere ragione qualche volta, se spinti appunto da questa cieca fiducia, dall'entusiasmo di una vittoria elettorale, dal fatto che, per merito di una legge elettorale che prevede un premio di maggioranza, un numero consistente di consiglieri sono stati eletti soltanto in virtù di questa vittoria e non in virtù di un vero consenso popolare dato alla persona, colleghi io credo che tra un po' i partiti possano essere messi in crisi - e parlo soprattutto dei partiti dell'attuale maggioranza - da un partito politico strettamente collegato alla forte personalità politica del Presidente della Giunta Regionale. Non so se sia molto conveniente per i D.S., per la Margherita, per Rifondazione Comunista rinforzare questo partito, a discapito certamente vostro e non a discapito nostro. Perciò credo che sia il momento di decidere le nuove regole.

La politica insegna tante cose, insegna che anche dopo le guerre si trova un dialogo, si trova un modo per convivere e per distribuire ad una parte e all'altra ciò che la politica deve distribuire. Quindi la ricerca del dialogo, la ricerca della collaborazione non è mai tardiva, però segnali chiari ed inequivocabili in tal senso devono arrivare ormai non da noi, non dai partiti dell'opposizione, ma dai partiti della maggioranza. Perciò io intendo ritornare all'emendamento 37 e annuncio il mio voto favorevole. Il mio tempo è purtroppo scaduto, grazie Presidente.

PRESIDENTE. Mi permetto onorevole Liori, vista la sua anzianità, di ricordare anche a lei di leggersi l'articolo 78 al quinto comma in modo particolare, per il prossimo intervento comunque.

ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente chiedo la verifica del numero legale.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri LADU, LA SPISA, SANJUST, LIORI.)

Seconda verifica del numero legale

PRESIDENTE. Si procede alla verifica, con procedimento elettronico, del numero legale.

Risultato della verifica

PRESIDENTE. Sono presenti 38 consiglieri compresi i cinque richiedenti.

(Sono presenti i consiglieri: ADDIS - BALIA - BIANCU - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Oscar - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FRAU - GESSA - LA SPISA -LADU - LIORI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - SABATINI - SANCIU - SANJUST - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta -SCARPA - SERRA - URAS.)

Non essendoci il numero legale aggiorno i nostri lavori alle ore 13 e 15.

(La seduta sospesa alle ore 12 e 46, viene ripresa alle ore 13 e 18)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, signori Assessori, colleghi, in particolare mi rivolgo all'assessore Gian Valerio Sanna, esprimendo ancora una volta il mio apprezzamento per la sua costante permanenza in Aula, per l'attenzione con la quale sta seguendo i lavori e tutti gli interventi che provengono anche dall'opposizione, certamente a costo di una dura prova per la sua pazienza e per la sua capacità di ascolto; però le assicuro, assessore Sanna, che questo suo comportamento non passa inosservato, viene notato e viene apprezzato. Così come io ho avuto modo di apprezzare le parole del Presidente della Commissione Autonomia, il collega Maninchedda, che gradirei in questo momento mi potesse ascoltare. Ho l'impressione che non mi ascolti proprio nessuno.

PRESIDENTE. Invito i colleghi a prendere posto. Onorevole Artizzu recuperiamo il tempo, prego onorevole.

ARTIZZU (A.N.). Dicevo che stiamo apprezzando e sto apprezzando molto in questi giorni il comportamento e la presenza in Aula dell'assessore Gian Valerio Sanna, sempre attento, sempre rispettoso delle voci dell'opposizione, così come ho apprezzato le parole che sono state pronunciate pochi minuti fa in Aula dal Presidente della prima Commissione, dal collega Maninchedda, rammaricandomi di poterle considerare soltanto un auspicio; mi piacerebbe poter considerare le sue parole, Presidente (e lei sa che io parlo molto seriamente in questo momento e sono convinto di ciò che dico, non foss'altro per la nostra lunga conoscenza e posso dire, credo, anche amicizia), come anello di congiunzione tra noi e voi. Temo per altro che così non sarà, ma questo non mi fa cambiare opinione, un'opinione positiva su quanto lei ha detto, sul come lo ha detto e anche, visto che ha fatto riferimento ai lavori della Commissione della quale mi onoro di essere anche vicepresidente, colgo l'occasione per esprimere apprezzamento per come lei sta esercitando il suo ruolo di Presidente della Commissione Autonomia. Purtroppo temo però che queste dichiarazioni di buoni propositi non porteranno a nulla.

Lei dice: "Chi tira troppo la corda alla fine rischia di spezzarla". Bisogna vedere poi chi rimane col pezzo più piccolo, chi col pezzo più grande in mano, però bisognerebbe stabilire chi su questa legge urbanistica sta tirando troppo la corda e chiaramente su questo io la penso in un modo e i colleghi della maggioranza la pensano in un altro. Io credo che, l'ho detto già diverse volte e lo ripeto, non ci possa essere un atteggiamento di apertura da parte dei colleghi della maggioranza e poi arrivi il Presidente e disfi tutto. Questa è una tela di Penelope, durante il giorno voi tessete nella direzione di un'intesa e nella direzione di un dialogo, poi alle nove di sera arriva il principe, prende un paio di forbici e fa a pezzi la tela che voi vi siete sforzati di tessere durante il giorno. Ma così apprezziamo soltanto i vostri intenti, apprezziamo i vostri buoni propositi, ma voi capite bene che poi vince chi può garantire cinquecento anni di prosperità e di salvaguardia delle coste, dicendo allo stesso tempo che la legge rimane tale e quale. Quindi francamente non vedo proprio dove i vostri credibili e rispettabilissimi sforzi di trovare con noi un'intesa, possono portare se poi arriva - ripeto - il Presidente e smonta tutto.

Prenderò la parola dopo, per ora la ringrazio Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Ancora una volta mi rivolgo alla maggioranza per ricordare che su questo emendamento non avete espresso parere negativo. Lo stesso Presidente della Commissione si è rimesso all'Aula, io sostengo che debba essere l'Aula a decidere. Anche questo non può che essere un emendamento che va a garantire la partecipazione degli enti locali e delle associazioni alla formazione del piano paesaggistico regionale, però anch'io, essendo successo un fatto nuovo, voglio riallacciarmi alla dichiarazione del collega Maninchedda ringraziandolo per la calma, per la sicurezza con cui ha cercato di dimostrare un po' di apertura. Mi meraviglia una cosa però: il fatto che lo faccia a titolo personale, e siccome è da un paio di giorni che ogni tanto si butta la ciambella, però poi nessuno riesce a prenderla, sarebbe necessario che il Presidente della Giunta, se fosse qui, a seguito dell'intervento del collega Maninchedda ci enunciasse quali sono i suoi propositi. Per esempio io faccio qualche accenno ad uno degli aspetti più importanti di questo disegno di legge, che è quello del vincolo dei due chilometri dal mare, perché mi viene il dubbio che non sia frutto di una proposta del Presidente Soru.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

(Segue CAPPAI). Perché dico questo? Perché lo stesso Presidente Soru, quando ha costruito a Sa Illetta, non ha costruito a due chilometri dal mare, non ha costruito a un chilometro, non ha costruito neanche a trecento metri dal mare, ha costruito molto più vicino, dimenticandosi della tutela del paesaggio, dimenticandosi dell'ambiente, dimenticandosi del rispetto sotto l'aspetto culturale di ciò che rappresentava per la comunità cagliaritana quella laguna. Allora sarebbe opportuno che ci spiegaste meglio cosa intendete quando fate queste semiaperture, perché può darsi che poi, ragionando nel merito, cioè su quelle che sono a nostro avviso le cose fondamentali di questo disegno di legge, ci si possa anche incontrare ed eventualmente arrivare ad un accordo.

Nel mio intervento precedente non sono riuscito a completare un ragionamento sulla presenza di 50.000 posti letto in Sardegna di cui l'80% occupato dalle seconde case. Leggo un passaggio di un intervento di un collega della maggioranza: "Chi di voi può sostenere che occorre continuare con l'idea delle seconde case?" dice questo collega della maggioranza, "Nessuno di voi lo può sostenere se non lo fa per interessi diretti". Inviterei tutti a valutare con attenzione le accuse che si fanno, perché il sottoscritto non ha interessi diretti, e allora non si può continuare con questo sistema. Aggiunge lo stesso collega: "Qui noi non dobbiamo fare norme per noi stessi, ma per la collettività". Da questa affermazione nasce il mio secondo dubbio, ecco perché sarebbe necessario che ci fosse il Presidente Soru. Se queste norme le stiamo facendo, cioè le state facendo, le state facendo per la collettività o per voi stessi? Ogni tanto ci viene qualche dubbio, perché non si può da una parte accusare e dall'altra dire che non si hanno interessi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, io pur condividendone i contenuti, trovo un certo disagio ad illustrare questo emendamento, anche perché non saprei più in quale modo tentare di spiegare alla maggioranza le nostre ragioni, non riesco a intravedere la via giusta per aprire un varco e per fare in modo che le cose che noi proponiamo vengano accolte da parte della coalizione di maggioranza.

Noi continuiamo a sostenere che l'impianto della legge va migliorato, va reso più adatto alle esigenze del popolo sardo. Questo emendamento, praticamente, dice che il coinvolgimento degli enti locali non dev'essere formale ma dev'essere sostanziale, cioè, se diciamo che viene fatta un'istruttoria pubblica, poi questa istruttoria pubblica va presa seriamente in considerazione da parte di chi governa, perché altrimenti tutte le cose che si dicono poi possono anche non essere prese in considerazione. E quindi torniamo a parlare del ruolo che devono avere gli enti locali, che per noi dev'essere fondamentale, così come il ruolo del Consiglio regionale che non dev'essere svuotato di contenuti ma dev'essere importante e incisivo anche per controbilanciare i poteri oggi conferiti dalla nuova legge elettorale al Presidente della Giunta regionale. E quindi noi tentiamo di fare l'ennesimo sforzo per convincere la maggioranza ad accettare le proposte che noi stiamo tentando di far approvare.

Ogni tanto sembra che ci siano dei segnali importanti di apertura, tipo l'ultimo del collega Maninchedda, il quale, a titolo personale, lancia un appello al senso di responsabilità di questo Consiglio regionale. Io devo dire che lo condivido molto questo appello, perché sono consapevole che probabilmente questo Consiglio regionale sta occupando tanto tempo per fare cose che sicuramente avrebbero necessitato di un tempo di gran lunga inferiore. Però questo appello dev'essere fatto a tutti e deve essere trasformato in una proposta concreta da parte della maggioranza. Allora ci si dica chiaramente chi da parte della maggioranza - io ho proposto che questo compito lo svolga in questo momento l'uomo più autorevole, cioè il Presidente della Giunta regionale, ma non è questo che conta, quello che conta è la sostanza - deve venire a fare una proposta seria e concreta sulla quale poi tentiamo di trovare punti d'incontro per approvare la legge.

Qualcuno ha parlato di quello che è successo in Commissione programmazione, nella quale alla fine siamo arrivati a chiudere una certa situazione, pur fra mille difficoltà da parte di chi faceva la proposta che sapeva di avere determinate risorse e da parte nostra che magari ne chiedevamo di più; però, alla fine, nonostante i problemi, si è arrivati ad una ipotesi di accordo che tutto sommato poteva anche andar bene a tutti. Quello che è successo nella Commissione programmazione, quello che qualche volta mi pare sia successo in Commissione prima, io non ne faccio parte, è così difficile che succeda anche all'interno del Consiglio regionale? Ecco, io veramente chiedo che questa proposta venga formalizzata, perché così facendo, sicuramente i tempi della discussione potranno essere di gran lunga ridotti e questo Consiglio potrà occuparsi di altre cose.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust. Ne ha facoltà.

SANJUST (F.I.). Nel dichiarare il mio voto a favore sull'emendamento, volevo dire che normalmente è diventato quasi un luogo comune parlare della politica come arte della mediazione, mediazione alla quale normalmente si arriva attraverso uno scambio di riflessioni, di punti di vista, ma soprattutto di contributi alla discussione. Non si tratta, sopratutto in una discussione come quella che sta avvenendo quest'oggi, né di legittimare e né di delegittimare chicchessia. Si tratta invece di entrare nel merito degli emendamenti che uno dopo l'altro noi stiamo presentando convinti di apportare un contributo che ieri, almeno per quanto riguarda l'ultimo degli emendamenti, non è stato finalmente mortificato, ma mi pare che stamattina si stia procedendo secondo le abitudini dei precedenti giorni.

Anch'io ho apprezzato l'intervento del collega Maninchedda, e devo dire che parte del mio intervento è stato forse reso vano da quanto ha detto chi mi ha appena preceduto. Anch'io volevo fare un riferimento a ciò che ho potuto vedere con i miei occhi in Commissione programmazione, alla quale un giorno sono stato chiamato a partecipare, e dove devo dire che ho assolutamente apprezzato il tentativo, da parte dell'Assessore, ma da parte anche della maggioranza, di venire incontro a delle proposte dell'opposizione, anche in quel caso finalizzate a migliorare la proposta in esame e non a fare - fatemi passare il termine anche se è brutto - bassa bottega. Questo è quello che si sta cercando di fare, Assessore; si sta cercando, continuerò a ripeterlo fino alla nausea, non perché non abbia altri strumenti, ma perché ne sono assolutamente convinto, di dare un contributo.

È chiaro ed evidente che la modifica che si vuole apportare aggiungendo la dicitura "sulla base delle risultanze dell'istruttoria pubblica di cui al precedente comma1", possa anche probabilmente essere in sé già prevista dalla norma, ma non si tratta, nemmeno in questo caso, di voler stravolgere il testo, di volerne dare un significato diverso, né in questo caso, come in tantissimi altri, si vuole trovare una formula che possa, in un certo qual modo, allungare i tempi, e sono convinto che, sempre partendo dalla considerazione con la quale ho iniziato, e cioè che la politica è l'arte della mediazione, un punto d'incontro, almeno per quanto riguarda i contributi che si sta cercando di dare, si debba e si possa trovare laddove proprio non c'è una radicale e sostanziale modifica del testo in esame. E'da questi piccoli segnali che noi chiediamo che si può vedere la volontà, da parte di chi siede dall'altra parte dell'Aula, di venire incontro a quelle che sono delle legittime esigenze di chi oggi si trova a dover fare un'opposizione ferma, un'opposizione anche, se vogliamo, dura, non certamente nel modo di porla, ma ferma nel voler cercare di portare all'Aula quelle che sono delle considerazioni che noi riteniamo assolutamente giuste e sulle quali stiamo cercando di aprire un dialogo costruttivo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Voterò contro questo emendamento 37, però aveva ragione il collega Pirisi quando diceva che sul contenuto di alcuni emendamenti ci si può confrontare. Io voterò contro perché tutti i colleghi delle opposizioni che sono intervenuti hanno dichiarato che voteranno a favore. Non è vero che c'è la ricerca del confronto, del dialogo, c'è la conferma delle posizioni che si vogliono mantenere. Poi la cosa che più mi incuriosisce è questo tentativo, anche tra di noi, di delegittimare parte del Consiglio, oppure i colleghi che esprimono posizioni critiche, che sono magari frutto di considerazioni interne ai gruppi o tentativi, da parte dei singoli, di dare dei contributi; se c'è una posizione collegiale si dice: "Ma non è la posizione di tutti". A me ieri, questo ragionamento l'ha fatto Capelli, che mi ha chiesto: "A nome di chi parli?", oppure il collega Ladu che dice: "Ci deve dare la risposta il Presidente della Giunta". Io vi vorrei richiamare tutti ad una constatazione semplice: è qui presente l'Assessore dell'Urbanistica, che avantieri ha fatto un intervento di grande disponibilità e di grande apertura al dialogo, al confronto nel merito, a cui dall'altra si risponde con un'insieme di ragionamenti tesi ad affermare che non deve essere lui ad aprire il dialogo, ma il Presidente. Parliamoci chiaramente, l'abbiamo detto ieri, noi siamo tutti colombe se c'è da fare le colombe e siamo tutti falchi se c'è da fare i falchi. Il tentativo di dividerci non può passare, questo dev'essere chiaro.

Detto questo, vorrei ricordare che è vero che nella prima Commissione abbiamo raggiunto una posizione condivisa, ma stiamo parlando della convergenza sulla distribuzione dei comuni ai fini della composizione delle circoscrizioni per le elezioni provinciali, che è un tema che confrontato con questo che stiamo trattando è un'inezia; è vero che nella Commissione terza abbiamo trovato convergenze, ma parliamoci chiaramente: se sull'assestamento di bilancio non si trovano convergenze ci sarà un danno per la Regione, cosa che il collega Oppi ha richiamato tante volte e ha chiaro in testa! È inutile che cerchiamo di strumentalizzare le posizioni. Noi siamo, come ha detto l'Assessore, pronti a dialogare e a confrontarci, ma prima di tutto bisogna accordarci sui tempi. Però ieri c'è stato un minimo di colloquio, poi sui giornali di oggi leggo che qualcuno si è assentato perché è arrossito, perché ha parlato con un'altro collega. Su questo terreno è chiaro che non si possono fare convergenze, le convergenze si fanno sul terreno che ha proposto l'Assessore, che mi sembra essere un terreno limpido e, devo dire, anche ampio per quanto riguarda il lavoro che dobbiamo fare. Facciamo uno sforzo di rispettare le diverse posizioni, perché stamattina, in apertura dei lavori, è stato fatto un intervento - io non sono uno che si offende - sgarbato, rozzo, gretto, inutile, provocatorio e arrogante, per impedire che parliamo tra di noi. E poi ci sono alcuni colleghi della minoranza, dell'idea che è possibile uno scontro all'ultimo voto, per non dire cose più pesanti. E allora la nostra linea della pacatezza, della disponibilità, del ragionamento sul merito, ieri ha portato, seppure in extremis, anche per una nostra sottovalutazione, alla costruzione di una posizione condivisa; ciò vuol dire, cari colleghi, che da parte nostra c'è disponibilità, c'è grande disponibilità. Ma se voi seguite l'idea dello scontro, se seguite la sciagurata iniziativa di Pili, è chiaro che sarà difficile trovare punti di convergenza. Ragioniamo tra di noi: la parte che vuole la legge, che la vuole nel rispetto del testo che la Commissione ha licenziato con la collaborazione di quelli che hanno collaborato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). La ringrazio Presidente. Io spero vivamente, per quanto mi riguarda, che si riesca serenamente a trovare un punto di incontro affinché il disegno di legge ne esca arricchito delle varie esperienze maturate in quest'Aula, dei vari suggerimenti, e quindi che non si debba ancora andare avanti con una contrapposizione muro contro muro, che fa cadere nel nulla le proposte pur costruttive e migliorative. Persino il Presidente Soru ieri, pur difendendo, chiaramente, l'impostazione del disegno di legge, ha affermato che esso può essere migliorato, e da questa parte credo che alcuni emendamenti migliorativi siano stati proposti al di là di qualsiasi strumentalizzazione e di qualsiasi posizione e collocazione personale. Quindi forse è anche bene rasserenare il dibattito lasciando perdere gli scontri personali, i battibecchi che ogni tanto, da una parte o dall'altra, caratterizzano questo dibattito.

Per tornare all'emendamento - perché a me piace sempre stare all'interno, giustamente, del dibattito che riguarda la legge -, emendamento a cui io darò il mio voto favorevole, esso di fatto completa il terzo comma aggiungendo ciò che avrebbe dovuto contenere, e cioè la conseguenza di quanto previsto dal comma uno che appunto prescrive che dopo i sessanta giorni di pubblicazione la Giunta svolge l'istruttoria pubblica ai sensi etc. etc. etc.; dalla quale derivano tutti gli apporti che la Giunta riuscirà ad avere da parte degli enti locali e di tutti i soggetti interessati, convocati per la concertazione. E quindi è necessario che venga ribadito questo concetto, perché c'è un controsenso, che forse denuncia, non dico la fretta con cui questo disegno di legge sia stato redatto, ma probabilmente la poca attenzione, magari con la convinzione che se un principio è previsto in un comma, probabilmente non sia necessario ribadirlo in un'altro, ma non in questo caso, poiché le varie fasi procedimentali sono strettamente connesse ed il terzo comma stabilisce che: "trascorso tale termine la Giunta regionale esamina le osservazioni…". senza dire come. Noi insistiamo nel proporre che debba farlo sulla base, appunto, delle risultanze dell'istruttoria pubblica di cui al precedente comma. In pratica l'emendamento serve a richiamare la Giunta a prendere in esame le risultanze dell'istruttoria pubblica. Inoltre prevedendo in legge tale obbligo, si sottolinea l'importanza fondamentale della concertazione con i poteri locali.

Questo è un principio che noi stiamo portando avanti chiaramente fin dai primi interventi, sempre esclusivamente per rafforzare l'apporto che enti locali e il Consiglio devono dare affinché, giustamente, possa essere limitato non il potere discrezionale di questa Giunta, ma di tutti gli esecutivi che verranno anche a seguire. Quindi dichiaro il mio voto favorevole all'emendamento.

PRESIDENTE. Mi ha chiesto di parlare, anche se è un po' irritualmente perché non può fare una dichiarazione di voto, l'Assessore Sanna, per alcuni chiarimenti su questo emendamento.

Ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. La ringrazio Presidente, interverrò brevemente, non ruberò molto tempo.

Io ripeto e confermo quello che è stato detto: la Giunta mantiene aperta la valutazione complessiva sugli emendamenti, però vorrei anche dire che bisogna stare attenti a non dar luogo ad una sorta di pretestuosa sordità della Giunta rispetto ad alcune affermazioni. Questo emendamento richiama l'esigenza di collegare l'esame delle osservazioni da parte della Giunta alle risultanze dell'istruttoria pubblica. Io non credo che ci sia un problema di merito, ognuno valuti, però bisogna anche leggersi come viene disciplinata l'istruttoria pubblica. L'istruttoria pubblica è un'insieme di riunioni nelle quali tutti, compresi i comuni che ne hanno titolo, e che quindi vengono ascoltati - e rispondo così a tutta la serie di questioni che sono state aperte - tutti coloro che vi abbiano interesse, anche di fatto, possono far pervenire proposte e osservazioni scritte. L'emendamento proposto è una ripetizione inutile perché quando si parla delle osservazioni si intende, per obbligo di legge, per quanto riguarda l'istruttoria pubblica, le osservazioni che attengono a un fatto già previsto al comma 1 che viene ripreso e portato a sintesi al comma 3. Ripeto, sulle questioni di merito che hanno un valore manteniamo la disponibilità a fare una valutazione, ma non su proposte che reiterano passaggi già previsti e che nessuno vuole negare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini. Ne ha facoltà.

PETRINI (F.I.). Signor Presidente, signor Assessore, consiglieri, l'emendamento numero 37 è un emendamento che dovrebbe, secondo me, valorizzare le autonomie locali. La legge in esame non le valorizza proprio niente, non riesce a valorizzare le autonomie locali, perché non c'è un collegamento diretto con madre Regione. Le autonomie locali dovrebbero essere più indipendenti, i sindaci, soprattutto, dovrebbero essere protagonisti delle decisioni relative al loro territorio. Assessore, non lo sono più, non lo sono più! E allora, io mi chiedo, questi sindaci che sono stati eletti dai loro concittadini non hanno più quel piccolo potere, non possono valutare le esigenze dei loro territori e, secondo me, questo li demoralizza. Secondo me è così, li demoralizza, li isola, impedisce loro di esercitare le loro funzioni; mentre i cittadini gli hanno dato il voto per esercitarle, noi con questa legge glielo impediamo, cerchiamo, cioè cercate, voi di minoranza, di maggioranza - scusatemi, non riesco mai a vedermi nella minoranza - cercate, voi di maggioranza, di fare questo ai sindaci.

Io so che in cuor loro molti di voi sono d'accordo con noi, però, chiaramente, siete in maggioranza e allora dovete abbassare la testa e votare magari contro questo emendamento. Io voterò a favore di questo emendamento perché credo nel lavoro dei sindaci e ci credo fermamente, ci credo perché conosco moltissimi sindaci che lavorano veramente per il proprio territorio, e non lo distruggono, assolutamente, lo difendono, con tutti gli strumenti che hanno, lo difendono! Io non capisco perché non si dia la possibilità ai sindaci della Sardegna, ce n'é qualcuno bravo, qualcuno meno bravo, di poter prendere queste decisioni. Ecco perché, secondo me, questa legge zoppica; però, come diceva l'onorevole Cugini, noi ci dobbiamo rivolgere all'Assessore, non al presidente Soru, è giusto, onorevole Cugini, lei ha ragione. E' a lui, al nostro Assessore che dobbiamo rivolgerci, e io mi rivolgo a lei, Assessore: più autonomia, più autonomia ai sindaci, perché loro rappresentano veramente il territorio, sono in prima linea, facciamoli lavorare, e devono lavorare per i sardi e per la Sardegna. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cassano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CASSANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, signori Assessori, colleghe e colleghi consiglieri, io voterò a favore di questo emendamento anche se debbo confessare, mio malgrado, che alla luce delle dichiarazioni espresse poc'anzi dall'assessore Sanna, che ha spiegato il significato di questo articolo, mi sento un po' in difficoltà, lo debbo confessare, in quanto il mio intervento mirava soprattutto a sottolineare che nell'istruttoria pubblica dovevano essere principalmente coinvolti gli enti locali. E, onestamente, non avendo partecipato ai lavori della Commissione, mi ponevo il dubbio se erano o non erano coinvolti preliminarmente gli enti locali.

Bene, io in parte mi riterrei soddisfatto, anche se darò il mio voto favorevole a questo emendamento, perché se è vero come è vero che gli enti locali vengono preventivamente coinvolti, credo che vengano, allo stesso tempo, informati eventualmente di ciò che avverrà successivamente. E' evidente che, comunque, come dicevo in precedenza, spesso più che sul contenuto degli emendamenti ci schieriamo sulla base di posizioni precostituite, sia di maggioranza che di minoranza, nel senso che ciascuno di noi non vorrebbe perdere, anzi, tutti vorremo vincere, e più di una volta ci lasciamo prendere probabilmente più che dalla sostanza dei problemi da aspetti che siamo portati personalmente a evidenziare.

Oggi, è il caso di dirlo, è la giornata di Maninchedda; anche se va sottolineato un aspetto, che è quello che sottolineava anche il collega Cugini, che ciascun consigliere regionale, anche se parla a titolo personale, visto lo stato delle cose, vuole promuovere qualche iniziativa che vada a buon fine e nell'interesse generale, và dato atto a questo collega, consigliere regionale, di aver manifestato la volontà di addivenire a un accordo, onde evitare appunto il muro contro muro, com'è avvenuto in questa settimana e come avverrà probabilmente nei giorni prossimi. Io credo che, come dicevo in occasione della discussione dell'articolo 2, non stiamo dando uno spettacolo molto decoroso ai sardi, che si aspettavano tanto da questa legislatura, da questa maggioranza e da questo Consiglio regionale, perché io ritengo che la dobbiamo smettere di privilegiare gli interessi di parte agli interessi generali dei nostri concittadini che ci hanno mandato qui a rappresentarli. E allora, poiché ho lanciato anch'io lo stesso messaggio che stamani ha lanciato a titolo personale il collega Maninchedda, e poiché lui fa parte del gruppo di maggioranza più autorevole, e dato che la maggioranza ha disatteso le mie proposte, i miei suggerimenti, le mie indicazioni, io mi auguro che, se non altro, a qualcuno di noi, stia a cuore ciò che lui ha detto e che quindi da qui in poi si inizi un percorso diverso, onde evitare appunto il muro contro muro, per cercare, quanto prima, di esitare una legge. A mio avviso è necessario evitare questo modo di procedere, poiché ci impedisce di dare le risposte che dovremo dare, appunto, alle emergenze che abbiamo di fronte: dobbiamo esaminare l'assestamento di bilancio, il DPEF, la stessa legge finanziaria, abbiamo risposte da dare alle categorie produttive, senza le quali probabilmente neanche noi saremmo qui. Grazie.

PRESIDENTE. Colleghi, interrompiamo a questo punto la seduta del mattino, riprendiamo alle ore 16. Ci sono ancora alcuni iscritti a parlare prima di passare al voto di questo emendamento.

(La seduta, sospesa alle ore 14 e 00, viene ripresa alle ore 16 e 07.)

PRESIDENTE. Se i colleghi prendono posto iniziamo i nostri lavori. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Matteo. Ne ha facoltà.

SANNA MATTEO (A.N.). Presidente, prima di iniziare il mio intervento, poiché non mi va di parlare a un'Aula vuota, chiedo la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. Chi sono i colleghi che lo appoggiano?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri LA SPISA, SANCIU, PILI, LIORI, LADU.)

PRESIDENTE. Prego i colleghi di predisporsi alla votazione.

Terza verifica del numero legale

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la votazione per la verifica del numero legale tramite sistema elettronico.

(Segue la votazione)

Chi non ha la postazione che funziona dichiari la propria presenza. Pacifico è fuori e Giagu è dentro. Consideriamo presenti quelli che non sono riusciti a premere il pulsante ed erano dentro. Quindi conteggiamo l'onorevole Lanzi, l'onorevole Giagu.

Risultato della verifica

PRESIDENTE. Siamo in numero legale, ci sono 41 presenti.

(Sono presenti i consiglieri: ADDIS - BALIA - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CASSANO - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIAGU - LA SPISA - LADU - LANZI - LIORI - LICHERI - MANCA - MARROCU - MATTANA - ORRU' - PILI - PINNA - PIRISI - PORCU - SABATINI - SALIS - SANCIU - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Matteo - SECCI - SERRA - SPISSU - URAS.)

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Sanna Matteo. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.) Adesso che parla l'onorevole Sanna io me ne esco. Queste cose non si fanno!

SANNA MATTEO (A.N.). Mi dispiace onorevole Cugini. Presidente, signor Assessore, colleghi presenti in Aula, nell'annunciare il mio voto favorevole all'emendamento numero 37 in esame, voglio fare alcune considerazioni per i pochi presenti che ringrazio per essere rimasti cortesemente in Aula perché dimostrano di avere a cuore la discussione di questa legge, una legge che, lo ribadiamo, riteniamo importante per la nostra Sardegna.

Io stamattina ho seguito con attenzione gli interventi, a differenza di chi adesso è assente, e in particolar modo quello dell'onorevole Cugini, che ho apprezzato, come quello dell'onorevole Maninchedda. Però volevo dire all'onorevole Cugini, che sicuramente sta ascoltando, che qui dentro con ci sono più falchi e colombe, qui siamo rimasti solamente dei "gippetti", perché qui la politica è in via di estinzione. "Gippetti". La politica è in via di estinzione come il "gippetto" sardo, e quindi noi vogliamo dire che la personalizzazione spinta che anche ieri, anzi, stamattina, il Presidente, con sue dichiarazioni, ha voluto imprimere, e vuole imprimere a quest'Aula, porta alla morte dei partiti all'interno dell'Aula, ed in particolar modo di quei partiti tradizionali che hanno fatto del parlamentarismo sardo la loro bandiera e il loro cavallo di battaglia.

Ieri il Presidente - che è l'unica aquila, non è neanche un falco, è l'unica aquila, l'aquila reale rimasta in quest'Aula, che detta i tempi, che con le sue idee e con i suoi progetti fantastici programma addirittura per cinquecento anni - parlava di spopolamento dei centri storici, parlava di impoverimento del territorio, però bene avrebbe fatto a parlare anche delle iperstrutture, qualcuna creata anche da lui, come quella di Olbia, quando era direttore della Monteverdi, quel supermercato Iperstanda che ha favorito non solo lo spopolamento del centro storico di Olbia, ma anche l'impoverimento del territorio con la chiusura di numerose botteghe di artigiani. Noi, invece, sosteniamo la politica, la politica dell'Aula, la politica intesa come capacità di mediare e di programmare per il bene del territorio.

Quindi Presidente, per questo motivo noi voteremo a favore di questo emendamento.

PRESIDENTE. Aveva chiesto di parlare il consigliere Milia che non è in Aula, quindi è decaduto.

Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Presidente, non essendoci ancora il numero legale...

PRESIDENTE. Su che cosa intende parlare?

PILI (F.I.). Intendevo chiedere la verifica del numero legale, ma se non ci sono più iscritti a parlare la votazione nominale dell'emendamento.

PRESIDENTE. Va bene. Chi appoggia la richiesta?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri LOMBARDO, LA SPISA, SANJUST, LADU, CAPPAI, Matteo SANNA, LIORI.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 37.

Rispondono sì i consiglieri: CAPPAI - CASSANO - CORDA - LA SPISA - LADU - LIORI - LOMBARDO - PILI - RASSU - SANJUST - SANNA MATTEO.

Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BALIA - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIAGU - LAI - LANZI - LICHERI - MARROCU - MATTANA - ORRU' - PINNA - PIRISI - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - URAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - CHERCHI Oscar.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 47

Votanti 45

Astenuti 2

Maggioranza 23

Favorevoli 11

Contrari 34

(Il Consiglio non approva).

Come era già stato annunciato gli emendamenti 46 e 38 sono decaduti, quindi si vota l'emendamento 39 che è a pagina 38.

Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). L'emendamento numero 39 riguarda il comma 5 della novella dell'articolo 2, aggiungendo alle parole: "Giunta regionale" la frase "procede ad operare le eventuali integrazioni al piano e approva in via definitiva il piano paesaggistico regionale". L'aggiunta di questa affermazione riguarda, ancora una volta, la possibilità che viene data alla Giunta regionale di introdurre integrazioni che in nessuna parte della legge sono previste; è infatti un monologo della Giunta regionale che ascolta, ascolta per pochissimo tempo, ma alla quale nessuna norma impone che debba raccogliere le proposte che vengono avanzate.

L'intento dei presentatori di questo emendamento è appunto quello di prevedere nella procedura un passaggio istituzionale, formale che consenta di operare eventuali integrazioni al piano. Siamo nella fase della formazione dello strumento di pianificazione paesaggistica che ha necessità, sotto ogni punto di vista, di trovare la condivisione non soltanto nella fase contemplata dal comma uno di questa norma che prevede la partecipazione di tutti i soggetti, ma anche successivamente perché la partecipazione e la concertazione istituzionale non si devono intendere come meri passaggi burocratico-istituzionali, ma necessitano del sostanziale accoglimento di quelle indicazioni che sono state più volte richiamate.

La bocciatura da parte della maggioranza dell'emendamento poc'anzi esaminato, quello relativo alla partecipazione dei Comuni alla fase propedeutica alla predisposizione del piano paesaggistico regionale, se ce ne fosse ancora bisogno, è la testimonianza dell'ottusità con la quale si sta chiudendo il piano paesaggistico regionale in un enclave dove, sicuramente, nessun soggetto, se non il consiglio di amministrazione, potrà interloquire.

È evidente che di fronte alla sottotrazione di competenze che è stata inferta ai Comuni, agli enti locali, alle associazioni, al Consiglio regionale, a tutti i soggetti che sono attivi nella concezione aperta, positiva della pianificazione territoriale come strumento di governo del territorio, con questo emendamento noi vogliamo comunque dare un barlume di speranza a coloro che ritengono si possa attivare una concertazione istituzionale corretta, una concertazione che possa davvero contribuire a raccogliere le idee migliori che possono arrivare dalla società civile, che possono arrivare dalle associazioni, dai soggetti interessati e soprattutto dai poteri locali. Concertazione istituzionale che, come è sottolineato su tutti i quotidiani di queste settimane, alla luce del sole sta evidenziando tutte le lacune culturali, politiche, metodologiche di un governo, di una maggioranza che, certamente, niente possono condividere con la società civile, basti pensare al fatto che la Commissione urbanistica ha sentito le associazioni a lavoro già concluso, già definito, privando l'audizione di qualsiasi valore ai fini della eventuale modifica di questa legge.

La medesima concezione sta alla base dell'intera legge, per questo motivo noi votiamo a favore di questo emendamento che raccoglie un indirizzo crediamo corretto della nostra opposizione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). L'emendamento che è adesso in votazione pone all'attenzione dell'Aula un suggerimento, non si tratta certamente di uno di quegli emendamenti che può modificare il significato di questa legge, né migliorare la qualità del procedimento, la capacità cioè del procedimento finalizzato all'approvazione del piano paesaggistico di cogliere tutti i possibili suggerimenti, tutti le possibili indicazioni, gli indirizzi, le linee guida che potessero contribuire ad elaborare, ad adottare, ad approvare un piano paesaggistico che tenga conto davvero delle prospettive di sviluppo del nostro territorio.

La nostra proposta su questo procedimento, su questo punto prevalentemente, come abbiamo già detto, si centrava su alcuni emendamenti, come il numero 58, con cui noi stavamo proponendo di inserire davvero una modifica sostanziale ed utile per migliorare, rendere più aperto e più partecipato il contenuto dei piani paesaggistici regionali. Emendamento 58, su cui, d'altra parte, debbo dire, l'Assessore non si è minimamente soffermato, mentre ha chiesto di intervenire per precisare che il precedente emendamento che è stato appena respinto, che sostanzialmente dava un'indicazione, quasi faceva una precisazione riguardo al comma tre della novella, non aveva alcun significato innovativo rispetto al procedimento. L'Assessore ha assolutamente sorvolato sulla richiesta ben più importante, più sostanziale ed eventualmente anche capace di apportare modifiche reali al procedimento contenuta nell'emendamento 58.

Perché, io insisto, rinunciare ad avere da parte dei Comuni delle osservazioni che intervengono nel momento in cui il procedimento è già avviato, nel momento in cui la proposta di piano paesaggistico è già formulata, perché non far partire la proposta di piano paesaggistico, la stessa elaborazione con l'indicazione che si dà da parte della Giunta regionale o del Consiglio regionale sulla base del sesto comma già approvato di questo articolo, perché non dare agli studi o agli uffici pubblici che sono incaricati di elaborare il piano delle indicazioni ben precise che nascano dall'osservazione delle dinamiche del territorio?

Stamattina l'onorevole Uras diceva che in alcuni casi l'autonomia locale non è opportuno che venga in qualche modo sviluppata, diceva addirittura che doveva essere sostanzialmente messa in un canto per tener conto di una visione più oggettiva, più lontana da eventuali tentazioni speculative, detto in parole molto povere voleva dire questo sicuramente l'onorevole Uras. Ed allora questa logica porta inevitabilmente ad accentrare tutti i livelli decisionali - anche quelli precedenti al momento deliberativo, anche il momento dell'elaborazione, dell'adozione, prima ancora quindi dell'approvazione definitiva - a concentrare queste responsabilità in capo alla Giunta regionale.

È questo il punto centrale su cui noi abbiamo insistito sia nella discussione sull'articolo, sia nella proposizione e nella discussione degli emendamenti, ma su questo punto non abbiamo avuto nessuna risposta politica, nessuna risposta tesa ad accettare quanto meno che alcune delle nostre argomentazioni fossero condivisibili. Vi siete azzardati a fare interventi sulle tattiche relative a trattative, incontri, intese, accordi, ma non avete detto minimamente nulla sul contenuto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANJUST (F.I.). Anche a nome dei colleghi Milia, La Spisa, Pili, Rassu oltre che del sottoscritto, chiedo la verifica del numero legale.

Quarta verifica del numero legale

PRESIDENTE. Prego i colleghi di predisporsi alla votazione. Colleghi, avverto che le continue richieste di verifica del numero legale alla lunga creano qualche problema anche alla Presidenza, oltre che provocare reazioni volte a contenere questo strumento. Ricordo che si può chiedere il voto segreto per esempio.

PILI (F.I.). Si possono anche fare dichiarazioni di astensione.

PRESIDENTE. Chiedo scusa ai colleghi, siccome siamo in presenza di un chiaro uso strumentale ed eccessivo del Regolamento, siccome si fa un uso ovviamente esagerato della verifica del numero legale la prossima volta metterò in votazione l'emendamento così verificheremo contemporaneamente il numero legale.

(Interruzione del consigliere Pili))

PRESIDENTE. Sarà un abuso onorevole Pili, vedremo.

Procediamo alla verifica del numero legale tramite procedimento elettronico.

Risultato della verifica

PRESIDENTE. L'onorevole Pirisi era fuori, non lo stiamo conteggiando. Comunico ai colleghi che siamo in numero legale.

(Sono presenti i consiglieri: il Presidente SPISSU - ADDIS - ATZERI - BALIA - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIAGU - IBBA - LA SPISA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MARROCU - MATTANA - MILIA - ORRU' - PACIFICO - PILI - PINNA - PORCU - RASSU - SABATINI - SALIS - SANJUST - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS.)

Non mi ricordo più chi stava intervenendo, anzi deve intervenire l'onorevole Ladu, aveva finito l'onorevole La Spisa, prego.

CUGINI (D.S.). Noi usciamo, Presidente, perché ci siamo scocciati di questo comportamento!

PRESIDENTE. Chiedo scusa ai colleghi, anche ai colleghi della maggioranza che stanno per uscire; onorevole Cugini, chiedo a tutti colleghi di restare in Aula e di continuare a comportarsi come correttamente ci si deve comportare. Invito i compagni dell'opposizione ad usare il Regolamento nei limiti consentiti da una prassi parlamentare corretta, non troppo corsara.

(Interruzione del consigliere Pili)

PRESIDENTE. Volevo dire colleghi, chiedo scusa, è un lapsus, onorevole Pili, un vecchio ricordo.

(Interruzione del consigliere Pili)

PRESIDENTE. No, non registri, è la memoria remota che è venuta a galla guardando lei, appunto, prego. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Devo dire che sono davvero sempre più a disagio in questa situazione, non riesco più a sentirmi a mio agio in una situazione come questa, veramente vorrei che da ambo le parti ci fosse un atteggiamento di maggior rispetto, perché se riuscissimo tutti assieme a trovare un modo per lavorare, credo che staremmo un po' meglio. Non so cosa ancora dobbiamo fare noi, per quanto ci riguarda noi siamo disposti a fare qualcosa, però effettivamente credo che non si possa andare più avanti in questo modo.

Volevo fare un intervento, però non ho molta voglia di continuare a parlare, dico semplicemente che questo emendamento mira ad un maggiore coinvolgimento degli enti locali. Potrei dire tante altre cose, però non ho voglia di continuare a parlare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Non mi esprimo su quello che sta succedendo in Aula perché forse è meglio non parlarne. A proposito di questo emendamento è probabile che magari sia un'aggiunta superflua, tanto una volta emanata la legge l'interpretazione è sempre lasciata ai burocrati e al politico. Ritengo che in sede di approvazione del piano è chiaro che l'Esecutivo debba effettuare delle integrazioni tenendo conto di quanto potrebbe essere emerso dall'istruttoria pubblica, almeno questa è la logica; esplicitare questo passaggio, richiamare le eventuali integrazioni; potrebbe essere un surplus, una cosa superflua o comunque rafforzare il concetto già contenuto nel comma cinque, un richiamo forte nei confronti della Giunta, a tener conto delle integrazioni e dei pareri delle amministrazioni locali, ripeto potrebbe anche essere superfluo, comunque sia rafforza senz'altro il significato politico del comma. Annuncio quindi il mio voto favorevole all'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PORCU (Prog. Sardegna). Grazie. Presidente, colleghi, preannuncio il mio voto non favorevole all'emendamento numero 39 che ritengo abbastanza strumentale, tra l'altro in qualche modo di contenuto analogo a quello di altri emendamenti già in precedenza bocciati in queste giornate.

Vorrei approfittarne per fare una riflessione: condivido, devo dire, l'imbarazzo di qualche collega sia del centrodestra, come l'onorevole Ladu, sia del centrosinistra nel vivere l'esperienza d'Aula di questi giorni, soprattutto ho provato imbarazzo, nella mattinata di oggi, ad ascoltare l'onorevole Oppi che non solo mostrava di non avere le idee chiare, ma in qualche modo ci dava anche la pagella. Io sono qui per accrescere la mia prima esperienza, sto ascoltando tutti, cerco di imparare, perché ho molto da imparare, ma sinceramente trovo in qualche modo imbarazzante sentirmi dare le pagelle da chi in Commissione non c'è neanche stato.

Io ci tengo a dire, Presidente e colleghi, a proposito di tattiche corsare, che le tattiche corsare a cui stiamo assistendo da qualche giorno in quest'Aula, sono le stesse che abbiamo dovuto sperimentare in Commissione, dove tra alcuni colleghi della minoranza, dico alcuni, perché altri hanno avuto un ruolo molto costruttivo, c'era chi teneva un piede in Commissione e un piede in conferenza stampa, un piede dentro e un piede fuori, e ha assunto posizioni muro contro muro proponendo, in maniera assolutamente non legittima e non possibile, l'impossibile.

Alla luce del difficile ruolo che ha dovuto giocare nella nostra Commissione urbanistica, personalmente mi sento di esprimere tutta la mia gratitudine al Presidente della Commissione che, in modo egregio, ha svolto la funzione di buttare acqua sul fuoco e far fronte alle tattiche corsare di qualche collega che continua a perpetuarle anche in quest'Aula.

Devo dire che anche grazie a tutti i colleghi di maggioranza e della maggior parte della minoranza, la Commissione ha esitato un testo in cui io personalmente mi ritrovo ed il cui contenuto credo rappresenti il massimo comune denominatore possibile, un testo che ha migliorato ed integrato quello presentato dalla Giunta; in buona sostanza la Commissione ha saputo riflettere e portare in Aula un disegno di legge che io ritengo fortemente equilibrato. Credo che sia nella maggioranza che nella minoranza stia affiorando, e sono ottimista, la sensazione che dobbiamo assumerci delle responsabilità; questa legge di per sé darebbe senso e dignità a questo Consiglio, è una legge lungamente attesa e io non ho dubbi che sia nella maggioranza, sia nella minoranza, quei colleghi sensibili al ruolo delle istituzioni, non faranno a meno di tutelare la dignità che questo Consiglio deve avere non solo nell'assumere posizioni politiche, ma anche nell'assumersi responsabilità. E quindi sono grato a quei colleghi che hanno dimostrato e stanno dimostrando di avere questa consapevolezza sia da una parte che dall'altra, e credo che se continueremo a farlo tutti insieme questo Consiglio uscirà rafforzato, nel rispetto anche di quel legittimo ruolo della minoranza che noi riconosciamo, così come vogliamo che la minoranza ci riconosca il diritto, il dovere e la responsabilità di tradurre in leggi la nostra azione di governo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). E' indubbio che c'è un forte imbarazzo nell'intervenire questo pomeriggio, credo che da ambo le parti gli abusi non possano che creare situazioni non piacevoli, così come ritengo che comunque stia in capo alla Presidenza di questo Consiglio cercare di tenere in ogni caso un atteggiamento equilibrato, quale è stato fino ad oggi quello dei tre Presidenti che si alternano in questa lunga maratona, cercando di capire comunque le ragioni di tutti.

Premetto che annuncio il mio voto favorevole all'emendamento 39 e le motivazioni sono quelle di sempre. Apprezzo anche chi in quest'Aula, mostrando tutta la disponibilità a cercare un dialogo con l'opposizione e uguale imbarazzo nell'intervenire, dica che è qui per imparare. Gli fa onore perché tutti noi abbiamo qualcosa da imparare da tutti, ma a volte è meglio saltare la lezione e far in modo che alcuni comportamenti adottati in quest'Aula non vengano mai presi ad esempio e non siano fonte di lezione per nessuno. Così come non può essere, e continuo ad insistere su questo, che ci sia una disponibilità da parte della maggioranza a discutere con la minoranza, sempre che si approvi e si discuta solo ed esclusivamente quello che da voi viene proposto.

Ho già detto ieri che andando avanti nell'esame degli emendamenti si stanno perdendo delle occasioni che, probabilmente, ci porteranno ad inasprire gli animi, ad andare sopra le righe e a non produrre quello per cui siamo qua. Io non sono qui per prevalere su nessuno dei colleghi personalmente, sono qui perché una volta usciti da quest'Aula, esitato un provvedimento, ognuno senta di essere a posto con la sua coscienza e abbia rappresentato gli interessi, i diritti e le opinioni di chi lo ha eletto e di cui è portavoce in quest'Aula.

Non mi interessa prevaricare o prevalere su nessuno di voi in questa sede, mi interessa però uscire da quest'Aula, quando si discute una legge che dovrebbe tutelare gli interessi generali dei nostri concittadini e conterranei, soddisfatto e pienamente a posto con la mia coscienza nella convinzione di aver proposto cose serie nell'interesse generale; che poi queste siano accettate o meno dalla maggioranza di questa Aula ha la sua importanza relativa, l'importante è che io abbia condotto la mia battaglia, intendendo il termine battaglia in senso positivo, nell'interesse mio e delle persone che condividono la linea politica che porto avanti.

Perciò continuo a manifestare la mia convinzione circa l'inutilità di questo dibattito, l'inutilità di interventi estemporanei anche del Presidente della Giunta che, alcune volte, distraggono dalla via principale che stiamo cercando di imboccare e sviano il discorso su una filosofia o fantasia di impostazione generale che poi non rispecchiano né la storia Sardegna del passato, né quella del presente e tanto meno quella del futuro.

Continuo a dire che aspettiamo una proposta che possa aprire, come l'emendamento 39 apre, ad una valutazione delle opinioni altrui e delle istanze che da più parti vengono. Questa è una di quelle che non modifica, lo ripeto fino alla nausea, la sostanza del provvedimento che voi intendete portare ad approvazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Onorevole Presidente, Assessori, colleghi. Voglio riprendere il tema delle pagelle evocato dall'onorevole Porcu. Noi pagelle, come è già stato detto, non vogliamo darne a nessuno, né vogliamo dare giudizi personali su nessuno, però è chiaro che la pagella l'Aula, dato che l'abbiamo tanto criticata, io per primo, per carità, non solo l'altra parte, per quello che sta succedendo, la pagella l'Aula se la deve aspettare prima di tutto dai sardi.

Però è chiaro che soprattutto quando si adottano atteggiamenti dettati solo dalla presunzione di essere migliori degli altri, dalla supponenza, dall'autostima che non è stata verificata, da un'autoreferenzialità e basta, dal pregiudizio verso gli altri che si suppone siano per forza peggiori di noi, questo non può che generare l'intolleranza, e quello che è successo in quest'Aula poco fa secondo me è un grave sintomo di intolleranza che, se si continua con questi comportamenti, con queste presunzioni, non può che aggravarsi sempre di più.

A me dispiace vedere quello che è capitato nei confronti di un collega giovane che non l'avrebbe meritato, spiace perché non sono azioni che a me piacerebbe ricevere, né fare nei confronti di nessuno, perché credo che sia giusto tenere un comportamento diverso. Il compito che ci siamo assunti è palese, nessuno di noi vi vuole tenere inchiodati qui il più a lungo possibile, si tratta una lotta politica, non c'è niente di vergognoso, è una cosa che si è sempre fatta, che abbiamo subito per cinque anni nella scorsa legislatura, anche perché i numeri che avete sono diversi rispetto a quelli che avevamo e gli attuali rapporti di forza sono molto diversi, ognuno utilizza il Regolamento come crede per ottenere un fine politico, non è un'offesa verso nessuno. Il disagio che causiamo a voi, ve l'ho già detto, è come quello di un medico che prende la stessa medicina del paziente, la prendiamo anche noi che siamo inchiodati qui e quindi è giusto che ci sia almeno questa considerazione da parte vostra.

Per quanto riguarda le motivazioni del mio assenso all'emendamento 39 sono sempre in linea con la necessità di integrare questa legge e derivano dal fatto che non si può non prevedere una norma che obbliga la Giunta ad integrare il piano sulla base delle osservazioni che vengono dalla Commissione; non si capirebbe altrimenti tutto il discorso che abbiamo fatto prima, perché altrimenti che bisogno ci sarebbe, se non venisse obbligata la Giunta, di impiegare altro tempo, addirittura trenta giorni, se non per valutare l'opportunità di inserire le eventuali modifiche indicate dalla Commissione.

Abbiamo chiesto, tutto qui, di tenere nella dovuta considerazione i lavori della Commissione nella quale per altro noi di A.N. non siamo neanche presenti, per cui chiediamo di essere messi nelle condizioni, in tutti i passaggi, di avere la possibilità di esprimere la nostra voce nel corso dell'iter di un atto importantissimo che regolerà la vita di tutti i sardi, dei vostri elettori così come dei nostri. Non abbiamo paura delle regole, però vogliamo essere presenti nel confronto a tutti i livelli, se è possibile.

L'emendamento è un emendamento che va senz'altro accolto, va valutato in un'ottica costruttiva, potete anche rigettarlo come avete fatto fino ad ora, vi siete messi questo impermeabile che insieme alla pioggia impedisce anche il passaggio delle idee, però la politica è fatta per questo, l'ho già detto, niente è impossibile quando si fa politica, il dialogo, il confronto vincono anche questi atteggiamenti di muro contro muro che non hanno senso in questa Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Nello, abbiamo fatto una proposta, stiamo aspettando una risposta.

SECCI (La Margherita-D.L.). Non aveva finito il suo intervento.

CAPPAI (U.D.C.). Non ho chiuso il mio intervento. Vuole parlare al mio posto, onorevole Secci?

(Interruzione del consigliere Secci)

CAPPAI (U.D.C.). Sicuramente lei fa parte di quella schiera di maestri che possono dare pagelle.

SECCI (La Margherita-D.L.). Io non mi sono mai eretto a maestro!

CAPPAI (U.D.C.). Io non la disturbo, abbia almeno la cortesia di farmi parlare.

PRESIDENTE. Onorevole Secci possiamo proseguire? Onorevole Cappai, svolga il suo intervento.

CAPPAI (U.D.C.). No, grazie, rinuncio al mio intervento.

PRESIDENTE. Onorevole Cappai, la prego, faccia il suo intervento; invito gli altri colleghi a non interrompere.

CAPPAI (U.D.C.). No, Presidente.

PRESIDENTE. Come ritiene. Metto in votazione l'emendamento numero 39. Chiedo scusa, mi dicono che c'era l'iscrizione dell'onorevole Milia che non avevo registrato. Ha domandato di parlare il consigliere Milia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MILIA (F.I.). Grazie Presidente, interverrò con molta calma e, credo, con molta buona volontà; chi parla a quest'Aula non è certo contento di stare qua in questo momento e chissà per quanto. Temo che la condizione che stiamo vivendo tutti assieme per lo meno abbia un unico comune denominatore che è quello della consapevolezza che nessuno dei consiglieri, salvo qualcuno che evidentemente è attratto per motivi particolari da quest'Aula, è contento di svolgere il proprio lavoro in questa maniera, tant'è che io sono uno di quelli che ha fatto un appello al Presidente Soru che era in Aula, sentendo, per tutta risposta, alle due del mattino, una prospettazione di idee che nulla avevano a che vedere con questo disegno normativo, una esplicazione di quello che è il pensiero che poi è racchiuso nelle dichiarazioni programmatiche alle quali nei pochi interventi la maggioranza ha fatto riferimento, ma del tutto priva di risposta rispetto alle esigenze piccole e grandi manifestate da questa opposizione. Non c'è stata risposta mentre sarebbe bastato, e non leggo, riprendere le dichiarazioni programmatiche in materia di governo del territorio e di tutela dell'ambiente da pagina 39 a pagina 43 o 44, mi pare, presentate dal Presidente Soru, per capire che molte di quelle cose che emendamento per emendamento noi chiediamo vi sono contenute, salvo poi arrivare al dunque, e il dunque è l'articolato, e vedere che le cose annunciate e descritte in pagine di dichiarazioni sono escluse dalla norma che oggi è in esame.

Quindi è chiaro che l'emendamento di cui stiamo discutendo fa parte di quegli emendamenti volti a dare ruolo agli enti locali, che sono tutelati dalla Costituzione della Repubblica ma non vengono certamente tutelati da questo disegno di legge, in contrasto con le enunciazioni di principio contenute nelle dichiarazioni programmatiche. La concertazione mi pare venga identificata come metodo nelle dichiarazioni programmatiche, nelle quali si dice che la pianificazione come metodo dell'azione regionale deve basarsi sul raccordo con l'insieme delle istanze politiche attraverso cui si esprime la sovranità popolare, be' questo raccordo con le istanze politiche attraverso cui si esprime la sovranità popolare, che sono certamente questo Consiglio ma più ancora le amministrazioni locali, non lo si vuole codificare. Però seguendo una linea logica, anche se ancora le sorprese certamente dovranno venire, quando si va oltre le dichiarazioni programmatiche e si legge anche che nella mente dell'ideatore, del manovratore, del Presidente - io penso che siano farina del suo sacco - quando fra qualche mese si identificheranno queste strutture pubbliche di pianificazione che in questo paragrafo vengono descritte in maniera abbastanza generale, certamente, capiremo bene che attraverso queste strutture pubbliche di pianificazione si farà a meno degli uffici del piano provinciale di cui abbiamo discusso ampiamente in questi giorni, tant'è che anche in legge gli uffici del piano provinciale vengono tenuti da conto in minima parte, e sono quelle strutture pubbliche di pianificazione - questo mi pare di capire, ma è difficile parlare senza contraddittorio - che dovranno rispondere esclusivamente alla linea politica dettata da chi le vuole creare. Non entro nel merito delle risorse che dovranno essere messe a disposizione per questo, come si sceglierà questo fior fiore di professionisti, quale sarà l'elevatissimo grado di professionalità che dovranno avere coloro che faranno parte di...

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Grazie Signor Presidente, annuncio anch'io il voto favorevole all'emendamento che aggiunge ancora un elemento in più alla strada che noi vorremmo, con gli emendamenti che abbiamo presentato, perseguire, che è quella di un maggiore coinvolgimento degli enti locali nella predisposizione del futuro piano paesistico regionale. Crediamo che sia indispensabile coinvolgere gli enti locali, crediamo che la legislazione, anche quella nazionale, vada in questa direzione delegando i poteri e le competenze principali alle regioni, ma le regioni stesse poi devono trasformare questa loro potestà in una capacità e in un'apertura al dialogo verso le istituzioni più decentrate, quindi verso i comuni, quindi verso le province, quindi verso le categorie dei cittadini che non ci sembra siano state adeguatamente sentite, adeguatamente ascoltate e le cui ragioni non siano state adeguatamente recepite nella predisposizione di questo testo di legge.

Mi pare di poter dire che questo provvedimento legislativo vada in direzione opposta rispetto alle leggi nazionali ed anche al codice dei beni culturali entrato in vigore nel maggio scorso, e vada in una direzione di una maggiore restrittività anche dalla legge Galasso. Nella ex legge Galasso, infatti, la tutela ambientale non era stata perseguita attraverso una preclusione assoluta della possibilità edificatoria e degli interventi edilizi, che potevano essere comunque realizzati previo rilascio di autorizzazione dell'ente locale delegato dalla Regione autorizzazione che, naturalmente, doveva tener conto della compatibilità ambientale, doveva tener conto del territorio in cui l'opera doveva essere realizzata, doveva tener conto anche dell'effettiva utilità e dell'effettiva ricaduta economica e sociale dell'opera stessa.

Quanto al codice dei beni culturali, mi pare che questa norma con esso contrasti, in particolare perché attribuisce un maggiore potere discrezionale alla Giunta regionale. Un potere discrezionale che noi, anche attraverso questo emendamento, vogliamo non certamente cancellare, ma vogliamo almeno limitare, vogliamo rendere più accettabile anche per le autonomie locali decentrate.

Annuncio quindi il mio voto favorevole ringraziando i colleghi della maggioranza di avermi voluto ascoltare, augurandomi che il dibattito sia franco, sia anche duro e partecipato, ma che si mantenga possibilmente nell'ambito di un rispetto reciproco che fino ad ora c'è stato salvo qualche schermaglia, non mi pare che sia necessario arrivare a delle esagerazioni. Questo mi permetto di dirlo ai colleghi che hanno un'anzianità soltanto politica maggiore della mia e quindi dai quali ho tanto da imparare; spero che mi vogliono dare delle buone lezioni, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cassano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CASSANO (Rif. Sardi). Grazie Signor Presidente, signore Assessore, colleghi e colleghe consiglieri. Intervengo per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento numero 39 che prevede la possibilità di operare le eventuali integrazioni al piano dopo i famosi trenta giorni che la Giunta regionale ha a sua disposizione, quindi ribadisco ciò che dicevo stamattina, cioè che noi riteniamo che preventivamente debbano essere coinvolte, cosa che non si è fatto, non si è fatto in toto almeno, le categorie produttive, le associazioni di categoria, principalmente gli enti locali che non vengono minimamente coinvolti. Quindi questo disegno di legge, che invece non contiene ciò che ho detto, mi pare che sia insufficiente rispetto a quanto era e dovrebbe essere la volontà di tutto il Consiglio regionale. Quindi continuerò ad intervenire sino a quando non vedrò uno spiraglio, per assicurare il pieno coinvolgimento delle associazioni di categoria, delle associazioni produttive, in particolar modo degli enti locali, perché ciò che tutti noi affermiamo spesso che è preferibile decentrare, dare maggiore peso agli enti locali, alle Province, ai Comuni, in questo caso non avviene, quindi mi pare che sia stato giusto e doveroso da parte dei proponenti presentare questo emendamento aggiuntivo.

L'altra considerazione che volevo fare è che non è che mi trovo a disagio nell'intervenire, sta di fatto che veramente partecipo con imbarazzo alle sedute consiliari perché ogni tanto, solitamente nel pomeriggio, ma anche nel mattino, mi pare, avvengono degli incidenti tra maggioranza e opposizione. Credo che queste cose si potrebbero evitare, al di là dell'esperienza che ciascuno di noi può o non può avere dentro quest'Aula; credo che sia dovere da parte nostra lavorare seriamente, dare risposte ai sardi e affrontare i problemi che ci attendono perché, ripeto, come dicevo l'altro giorno, i cittadini non è che seguono più di tanto ciò che avviene in quest'Aula. Noi siamo convinti che la stampa, le televisioni diano notizie non complete, più di un volta appaiono sempre i soliti nomi e quindi molti non riescono a capire tutto ciò che avviene all'interno di questa Aula, quindi a che serve rovinarsi il fegato? Forse probabilmente qualcuno è anche iperteso, io stesso lo sono, per cui il medico mi suggerisce di essere prudente, di andare sempre piano, anche se non è nella mia natura, però ho imparato a capire che bisognerebbe tenere sempre i piedi per terra, nel senso di lavorare sì, ma senza voler coinvolgere nella rissa né l'uno, né l'altro schieramento. Credo che sia dovere di tutti noi lavorare e impegnarci a dare risposte ai cittadini.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Matteo. Ne ha facoltà.

SANNA MATTEO (A.N.). Grazie Presidente, grazie colleghi per essere presenti. Nel preannunciare il mio voto favorevole all'emendamento numero 39 che, come da più parti è stato detto, non modifica sostanzialmente l'articolo, ma anzi è in linea con i principi ispiratori dell'articolo 9 della Costituzione che appunto prevede il coinvolgimento degli enti locali, e non sono io a dirlo questo, ma la Costituzione, che appunto devono agire insieme secondo un principio di leale collaborazione a tutela dei beni paesaggistici senza cadere però in una azione di tutela burocratica e restrittiva, come a volte è previsto in leggi come quella che noi oggi stiamo discutendo.

Sono certo che il Consiglio tutto vorrà stasera riflettere su questo importante emendamento, un emendamento che può portare ad una sintesi, sia la tutela sia il coinvolgimento dei nostri enti locali intermedi che hanno un fine comune, quello di tutelare i beni paesaggistici presenti nel territorio. All'onorevole Porcu che ci richiamava a riconoscere il ruolo della maggioranza riconoscendo a noi quello proprio dell'opposizione, dico che noi con massima chiarezza e correttezza cerchiamo di proporre emendamenti migliorativi, come questo che è in linea con i principi ispiratori dell'articolo 9 della Costituzione e che quindi voteremo favorevolmente. Io volevo anche dire questo, onorevole Porcu, che noi siamo opposizione in questo Consiglio, ma non siamo certamente opposizione nel territorio e non siamo certamente opposizione per quanto riguarda in modo particolare le istanze della gente, anche con riferimento a questa legge. Su questa legge noi vogliamo dare un contributo ascoltando gli enti locali, ascoltando le popolazioni interessate, cosa che invece è mancata nella fase preliminare del suo esame. L'onorevole Secci mi guarda male ma è così, onorevole Secci. Noi sappiamo che la tutela ambientale è un interesse generale e che bisogna in qualche modo comunque difendere l'ambiente, ma vorremmo che anche le nostre istanze venissero ascoltate come questo emendamento che, ripeto, è in linea con i principi ispiratori dell'articolo 9 della Costituzione. Grazie Presidente.

PRESIDENTE. Siamo alla votazione dell'emendamento numero 39. Prego onorevole Pili.

PILI (F.I.). Richiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Sette colleghi che appoggino la richiesta dell'onorevole Pili?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri CAPPAI, AMADU, RANDAZZO, ARTIZZU, LIORI, LA SPISA, SANJUST.)

PRESIDENTE. Bene.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 39. Devo insistere con i colleghi segretari, accomodatevi qui, fate i turni e andiamo avanti. Prendo atto che le consigliere Cerina e Cocco hanno votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - LA SPISA - LIORI - LOMBARDO - PILI - RANDAZZO - RASSU - SANJUST - SANNA Matteo.

Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BALIA - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIAGU - IBBA - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MATTANA - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - CERINA - CHERCHI Oscar - SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

Presenti 58

Votanti 53

Astenuti 5

Maggioranza 27

Favorevoli 14

Contrari 39

(Il Consiglio non approva).

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 51. Onorevole Biancu, su cosa intende intervenire?

BIANCU (La Margherita-D.L.). Chiedo il voto segreto.

PRESIDENTE. È stato richiesto il voto segreto sull'emendamento numero 51.

Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Per dichiarazione di voto, ovviamente di astensione. È la prima volta in questa legislatura che un Capogruppo della maggioranza, probabilmente con l'intento di silurare la Giunta, chiede il voto segreto. Noi siamo convinti di poter contribuire invece a sostenere la Giunta astenendoci, lasciando tutta la responsabilità del voto soltanto alla maggioranza che ovviamente voterà compatta per la Giunta, non certamente perché condivide questa legge, ma, come tutti i colleghi sanno, per un timore da scranno traballante di chi può comunque in qualsiasi momento essere messo alla porta.

Quello all'articolo 2, comma 3, è un emendamento che ha infatti bisogno di un voto segreto, perché è un tema talmente rilevante da indurre l'onorevole Biancu ad avanzare questa richiesta. È ovvio che noi ci asterremo in questa votazione. Io mi asterrò perché credo che la risposta a chi usa tutti gli artifizi pur di vietare a quest'Aula di pronunciarsi, a chi vuole cancellare la libertà del Consiglio di pronunciarsi e dei consiglieri di esprimere una propria dichiarazione di voto, è ovvio che sia quella di utilizzare tutti i cinque minuti necessari per astenersi. Astenersi però non significa non rappresentare che siamo favorevoli a quest'emendamento, il cui contenuto è in linea con il percorso tracciato nella proposta di legge avanzata, come primi firmatari, dai colleghi Milia, Onida e Biancareddu, che ha la finalità di attribuire, come correzione della stessa norma che stiamo discutendo…

PRESIDENTE. Chi ha problemi di digestione può andar fuori e sbadigliare; continuo a richiamare tutti al mantenimento, all'interno dell'Aula, di un atteggiamento consono al luogo nel quale stiamo. Prego onorevole Pili.

PILI (F.I.). Io non ho fretta Presidente.

Come dicevo, noi riteniamo che, per quanto riguarda il comma 3 dell'articolo 2, occorra far sì che la Giunta non faccia in proprio il coordinamento e la verifica di coerenza, ma che questo venga attribuito ad un organo tecnico, che è espressione della Giunta regionale ovviamente, ma che ha una funzione che gli è stata affidata sottraendola ai comitati regionale e circoscrizionali di controllo, che nella precedente legislatura abbiamo voluto cancellare per rispetto delle autonomie locali. Abbiamo ritenuto di dover intervenire sulla verifica di coerenza degli strumenti di pianificazione comunale per consentire a noi tutti di rispettare le autonomie locali per il ruolo istituzionale che la Costituzione ha voluto loro riconoscere. Abbiamo voluto prevedere che su proposta del CTRU, del comitato tecnico regionale dell'urbanistica, si possa provvedere appunto al coordinamento e alla verifica di coerenza degli atti di programmazione, rispetto a che cosa? Rispetto al piano paesaggistico regionale: una verifica che si può assolutamente fare solo sul piano tecnico. Io non vedo gli Assessori sovrapporre le carte, verificare la coerenza e quindi la disciplina da voi proposta è chiaramente indice di una volontà di mettere le mani su uno strumento anche di verifica tecnica, riportando indietro la Regione di almeno vent'anni, prima che venissero istituiti i comitati regionali di controllo quando oltre ad un controllo di legittimità veniva effettuato quello di merito che tanti soprusi aveva inferto alle autonomie locali. Per questo motivo io mi astengo, ma ovviamente sono favorevole a quest'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Grazie Presidente. Io credo che si stiano passando anche i limiti della buona educazione in quest'Aula, oltre a non assumere un comportamento consono all'importanza del ruolo che rivestiamo e della sede dove stiamo cercando di esprimerci. Così come, e mi rivolgo in particolare all'onorevole Maninchedda e all'onorevole Porcu, mi sentirei di suggerire spassionatamente alla maggioranza - come già detto in questa sede sono l'ultimo dei consiglieri - di delegare la gestione dell'Aula e la strategia dell'Aula ad altre persone che sanno comprendere quando è il momento della provocazione e quando è il momento del dialogo, perché la strategia basata sulla provocazione, in un momento che io ritengo delicato per il buon fine dei lavori sul disegno di legge e per il proseguo dei rapporti tra maggioranza e opposizione all'interno dell'Aula, fino ad oggi ha ottenuto un pessimo risultato. Ci sono dei momenti in cui è opportuno invece che l'Aula sia gestita da persone, anche non necessariamente esperte, ma che sappiamo far prevalere il buonsenso e la ragione, se no a provocazione si risponde con provocazione, come purtroppo a volte siamo portati a fare, e non sempre si porge l'altra guancia.

Le valutazioni sull'emendamento sono le stesse fatte sull'emendamento precedente, ovviamente, nel senso che il fine di questi ultimi emendamenti è quello di introdurre un coinvolgimento extra Giunta, diciamo, di varie istituzioni ed enti con competenza tecnica, tra i quali il CTRU in modo particolare, ai quali va riconosciuto un ruolo che poi è solo di semplice indirizzo. Questo, a nostro avviso, è necessario soprattutto per rendere lo stesso disegno di legge e la stessa procedura quanto più possibile aperta al confronto con enti e istituzioni che hanno diritto di far sentire la loro opinione e la loro valutazione, tecnica in questo caso, politica in altri casi, come abbiamo già visto nel corso dell'esame degli emendamenti precedenti.

Riproporremo lo stesso argomento nel corso dell'esame degli altri emendamenti aggiuntivi all'articolo 2. Credo che su uno di questi alla fine bisognerà pur ragionare, sempre che, ripeto, si abbia intenzione di far prevalere la ragione in quest'Aula perché io, al contrario di quanto dichiarato da altri, non ho nessun piacere, se non quello umano e personale di ritrovare degli amici, di passare il Natale con voi, tanto meno con altri esponenti della Giunta. Ho piacere di passare il Natale secondo le mie abitudini consolidate e soprattutto passarlo serenamente, avendo, come ho detto precedentemente, la piena consapevolezza di essere arrivato ai festeggiamenti di Natale convinto di avere svolto il mio ruolo in maniera onesta, decente e di avere potuto dare il mio contributo.

Auguro a tutti voi di giungere allo stesso tipo di soddisfazione e che l'interpretazione del ruolo da voi svolto sia la stessa. Ritengo che abbiamo ancora qualche occasione, seppur poche per quanto riguarda l'articolo 2, per poter sentire oltre che la voce di chi decide la strategia dell'Aula o si limita a creare motivi di contrasto, anche quella di chi vuole discutere di possibili variazioni che pur non modificando sostanzialmente l'impianto della legge, possano consentire un allargamento di partecipazione nella definizione di un atto di tale portata e importanza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Grazie Presidente. Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta, assessore Sanna, innanzitutto voglio ringraziare il presidente Spissu per il richiamo che ha fatto all'Aula e anche a me chiaramente, ad un comportamento consono alla dignità e al rispetto dovuto all'Assemblea parlamentare. Molte volte ci si dimentica di questo e questo va sempre a nocumento dell'istituzione ed indebolisce la figura dei consiglieri regionali più di quanto non la si sia vilipesa e indebolita, non certamente per i lavori dell'Aula, in questi ultimi periodi; quindi grazie Presidente.

Torniamo all'argomento, io non mi sposto mai dall'argomento che riguarda l'emendamento. Dice un proverbio sardo: "Su cantadori 'onu a sa pesada tòrrada", cioè ogni buon cantante, s'intende in questo caso un cantatore in rima, un poeta, ritorna sempre al primo verso, perché poi richiama col primo verso le nuove rime. Perché dico questo? Perché non più tardi di ieri, sul comma 3, mi espressi e dissi che era uno di questi commi che poteva essere integrato, ridando al comitato tecnico regionale urbanistico quel ruolo che giustamente gli compete e quel ruolo che la legge urbanistica gli dà; tanto è vero che il collega Cugini raccolse l'invito e disse anche che questa poteva essere l'occasione per un inizio del dialogo che desse uno sbocco ai lavori di quest'Aula su questo provvedimento di legge.

Ora, con questo emendamento si richiama ancora una volta il comitato tecnico regionale urbanistico, al quale la legge, di fatto, in esame sostituisce in toto la Giunta quale organo politico, seppure Governo della Regione. E ieri dissi che era probabilmente necessario nell'emendamento numero 52 non delegare in toto al comitato tecnico urbanistico regionale l'istruttoria del piano, ma almeno sentire la proposta del comitato tecnico urbanistico regionale. Nella sua risposta l'assessore Sanna evidenziò che è chiaro ed evidente, in quanto richiamato poi in altri commi, che il comitato tecnico urbanistico regionale sarebbe stato sentito e sulla proposta quindi sarebbe stato sentito in maniera fondante. Allora io dico questo: questo è un comma abbastanza importante e l'integrazione, secondo me, lo completa, lo migliora e fuga il dubbio, almeno io parlo per me, ma emerge anche da molti degli interventi dell'opposizione, che la Giunta possa e voglia avocare a sé qualsiasi iniziativa e decisione, trascurando e tralasciando, in quanto dice e non dice in determinati commi, le competenze in questo caso del comitato tecnico urbanistico regionale. Quindi, dando il mio voto favorevole a quest'emendamento, credo di non discostarmi dall'opinione che ho espresso ieri; mi scusi, debbo dichiarare la mia astensione perché è stato chiesto il voto segreto. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Rassu.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà. Ricordo che la dichiarazione di voto può essere solo di astensione essendo stato richiesto il voto segreto.

VARGIU (Rif. Sardi). Grazie Presidente. Colleghi del Consiglio, io mi asterrò sull'emendamento 51 e devo dire che la dichiarazione di astensione ovviamente viene stimolata dalla richiesta di voto a scrutinio segreto; probabilmente senza questa richiesta di voto a scrutinio segreto su quest'emendamento, avrei votato favorevolmente, invece, avendo scelto una tecnica di opposizione che comunque m'impone di effettuare la dichiarazione di voto, sono obbligatoriamente costretto ad astenermi.

Però prima di discutere della scelta di astensione voglio veramente col cuore dire al collega che ha fatto la richiesta di voto segreto che è difficile comprendere quale sia la logica per cui si ipotizza continuamente un inasprimento del confronto d'Aula, nel senso che il collega Maninchedda questa mattina, parlando a titolo strettamente personale, ha sottolineato come la soluzione dell'impasse dell'Aula sia una soluzione di tipo politico; lui parlava a titolo personale, quindi ha sottolineato…

CUGINI (D.S.). Però non è stata accolta dalla minoranza.

VARGIU (Rif. Sardi). Che cosa?

CUGINI (D.S.). La disponibilità al confronto.

VARGIU (Rif. Sardi). Non è stata accolta perché, collega Cugini, è stata fatta una valutazione, cioè siamo contrari a che si parli a titolo personale, perché il ragionamento a titolo personale poi è quello…

CUGINI (D.S.). Lei non c'era.

VARGIU (Rif. Sardi). Bene, allora vuol dire che sono stato sfiancato dalla tecnica di opposizione del centrodestra, per cui non ho assistito al momento in cui c'è stata la dichiarazione di chiusura, benissimo. Però, accolta o non accolta, il continuo ricorso a nuovi escamotage d'Aula, che tendono all'inasprimento del confronto, noi riteniamo che non aiuti, che non aiuti il ragionamento, che non aiuti la riflessione, che non aiuti a far andare a buon fine le proposte di mediazione che nascono da forze presenti all'interno dei due schieramenti. Quindi non comprendiamo, e non comprendo personalmente, la richiesta di voto segreto, al quale oltretutto, ricordo, ma questa è una dichiarazione che impegna soltanto e ovviamente i Riformatori, che noi personalmente siamo contrari, non lo abbiamo mai richiesto nella scorsa…

BIANCU (La Margherita-D.L.). Per tre volte è stata chiesta la verifica del numero legale.

FADDA (La Margherita-D.L.): Dì le cose anche agli altri.

VARGIU (Rif. Sardi). Collega, benissimo, io parlo per non aver mai chiesto in quest'Aula in sei anni una votazione a scrutinio segreto e per non aver mai chiesto, né io né nessun altro esponente del mio movimento, in sei anni, alcuna verifica di numero legale, anzi, le dirò una cosa, collega Biancu, che vale anche per il futuro, che personalmente ritengo giusta, cioè che sia noi che il nostro Gruppo siamo impegnati a garantire il numero legale in quest'Aula come consiglieri regionali eletti dalla Sardegna, nel senso che noi rimarremo in Aula a garantire il numero legale quando il numero legale verrà chiesto, esattamente come abbiamo chiesto a voi di farlo nella scorsa legislatura, perché noi non siamo convinti che debba essere solo la maggioranza a garantire il numero legale, siamo convinti che sia del tutta l'Aula a doverla garantire e in questo modo ci siamo comportati sino ad adesso. Tutto ciò premesso…

FADDA (La Margherita-D.L.). Sino ad adesso no.

VARGIU (Rif. Sardi). Collega Fadda, ogni volta che io sono stato in Aula ho votato, sempre.

FADDA (La Margherita-D.L.). Le posso garantire che non è così.

VARGIU (Rif. Sardi). Collega Fadda, sempre, ogni volta che io sono stato presente in quest'Aula ho votato.

(Interruzioni)

VARGIU (Rif. Sardi).Va bene anche per il futuro, certo.

Tornando all'emendamento, così almeno gli ultimi trenta secondi sino a quando non mi spengono il microfono li dedichiamo a quello, avete ragione effettivamente a farci rilevare che con esso si ottiene, per come è formulato, un risultato molto inferiore rispetto a quello che si poteva ottenere con l'emendamento che noi avevamo già proposto, e cioè che la verifica fosse fatta dal CTRU e non che semplicemente avvenisse da parte della Giunta su proposta del CTRU. Quindi, effettivamente, quest'emendamento ha una forza che è modesta, per cui probabilmente avete ragione voi a chiederne la bocciatura e bene facciamo noi, motivando il nostro voto di astensione, a sottolineare come quest'emendamento in realtà sia di molto riduttivo rispetto al precedente; il precedente garantiva la effettiva terzietà di controllo da parte…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AMADU (U.D.C.). Grazie Presidente, colleghe e colleghi, intervengo per dichiarare, più che altro per un fatto tecnico a causa della richiesta di voto segreto, la mia astensione sull'emendamento 51, valutando che in generale l'astensione è un atteggiamento benevolo nei confronti di un atto. Detto questo, e quindi attenendomi chiaramente all'argomento in discussione, e prendendo spunto da alcune considerazioni di colleghi che spesso anche nelle interlocuzioni simpatiche esprimono valutazioni che poi ci consentono di fare ulteriori riflessioni, penso che siamo in presenza di un disegno di legge importante che inciderà nella vita economica e sociale di questa Isola non soltanto per i prossimi anni, ma credo per molto di più. Allora, poiché credo alla politica dell'alternanza e abbiamo preso atto che in questi ultimi tempi chi è al Governo paga le conseguenze di essere al governo e si deve preparare a fare l'opposizione, credo che una valutazione un po' saggia di determinati atti debba indurre a ritenere che un provvedimento di legge così importante, che dispiegherà i suoi effetti nei prossimi anni, troverà applicazione anche quando chi è oggi al Governo potrebbe essere all'opposizione.

Allora, pur ritenendo che questa mia considerazione non induca nessuno a fare valutazioni più lungimiranti e pur pensando che nonostante il Presidente Soru abbia promesso a suo tempo che sarebbe rimasto in politica solo cinque anni, potrebbe anche all'ultimo momento ripensarci e puntare a rimanerci di più, credo che la politica dell'alternanza, con i conseguenti rischi per chi è al Governo di pagare le conseguenze politiche delle proprie scelte, che non sempre sono rispondenti alle attese dei cittadini, debba indurre in tutti i sensi ognuno di noi a fare valutazioni di larga portata e ad approvare leggi equilibrate dal punto di vista dei pesi e dei contrappesi. Se pensiamo all'importanza dell'azione che i soggetti pubblici e privati debbono esplicare nella pianificazione urbanistica, trattandosi poi di pianificazione urbanistica che riguarda le coste, per le conseguenze per quanto riguarda il turismo che è uno dei settori più importanti della nostra economia, e ce ne accorgiamo soprattutto quando i dati delle presenze turistiche, dell'attività turistica assumono il segno negativo, ci dobbiamo rendere conto che non stiamo parlando semplicemente della costruzione di una stanza in più o di qualche metro quadro in più, stiamo parlando di atti che dispiegano i loro effetti non solo sulla pianificazione urbanistica in senso lato, ma anche sul turismo e quindi sullo sviluppo economico e sociale.

PRESIDENTE. Possiamo accomodarci, vi dispiace, colleghi? Chiedo scusa, onorevole Amadu, lo faccio più per lei che per me.

AMADU (U.D.C.). Grazie a lei Presidente. E allora il cuore di quest'emendamento, cioè la rivalutazione della funzione del comitato tecnico regionale per l'urbanistica credo che abbia questa valenza, cioè consentire una meditazione e un approfondimento di tematiche, che devono avere una coerenza di carattere generale non solo politico, ma contemperare la tutela di interessi diffusi che devono essere riconosciuti ma che, in funzione di un ruolo più cogente e più incisivo di un comitato tecnico regionale, possano in qualche modo essere contemperati con i diversi articolati interessi della società civile e della società economica della nostra Regione.

Se questa concezione dovesse in qualche modo non dico prendere piede, perché mi sembra un po' difficile, ma essere tenuta presente almeno negli aspetti più importanti, credo che potremmo anche trovare soluzioni di sintesi comuni e potremmo trovare delle interessanti convergenze su alcune tematiche di fondo, sul modo in cui soggetti amministrativi, politici e tecnici, possono concorrere e collaborare per dar vita al piano urbanistico regionale. Questo mi pare sia un punto importante. In questo modo si evita anche, come dicevo in un'altra occasione, che la Giunta regionale si assuma responsabilità che poi ricadranno su di lei, perché nel momento in cui si accentrano tutte le decisioni sull'organo politico, poi le conseguenze, gli strali e le difficoltà saranno a suo totale e completo carico. Allora, se è vero che il ruolo del Consiglio in qualche modo non è tutelato in modo sufficiente…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Grazie Presidente. Anch'io per un fatto puramente tecnico dichiaro il voto di astensione su questo emendamento, pur condividendone lo spirito, sempre in virtù di quello che abbiamo detto per l'intera giornata ieri e nella giornata di oggi: cercare di attuare il maggior coinvolgimento possibile delle associazioni, in questo caso del comitato tecnico regionale per l'urbanistica.

A questo punto mi viene un dubbio. Noi ci troviamo davanti ad un fatto politico nuovo che consiste nel fatto che la Giunta è formata completamente da tecnici e quindi probabilmente non si vuole introdurre la proposta del comitato tecnico in quanto l'Assessore dell'urbanistica, essendo un tecnico in materia, può fare tranquillamente a meno del supporto di altri organismi e quindi preferisce che sia la sola Giunta a decidere in materia.

Io vorrei riprendere il dibattito, perché in sua assenza, signor Presidente onorevole Soru, c'è stata una semi apertura, a titolo personale, del collega Maninchedda, che probabilmente in cuor suo sente di volere aprire un dialogo con le opposizioni, ma non ci ho creduto stamattina e l'ho anche dichiarato, e stasera infatti ne ho avuto la conferma dopo l'intervento di un altro rappresentante dello stesso Gruppo, e cioè l'onorevole Porcu, che dice il contrario di ciò che ha sostenuto Maninchedda stamattina…

MARROCU (D.S.). Non è così!

PORCU (Prog.Sardegna). Non è esattamente così.

CAPPAI (U.D.C.). Probabilmente ho interpretato male, però ho memorizzato quello che ha detto. Allora vorrei ricordare all'onorevole Porcu che se c'è stato un Gruppo politico che dal primo momento ha dichiarato totale contrarietà a questa legge, per bocca del suo Capogruppo, è quello dell'U.D.C., che non la condivide per niente e quindi sicuramente non la voterà perché già dal secondo articolo, e non solo dal titolo, però per noi il secondo articolo è quello più importante in quanto delinea il procedimento di formazione del piano nel quale avremmo voluto coinvolgere tutti, vi siete arroccati, avete detto: "Non si apre a nessuno, non si apre a niente, questa è la legge, questo è il testo che dovete approvare", allora non può fare contemporaneamente il docente, come ieri, e l'alunno che non accetta le pagelle, come oggi. La politica è l'arte del mediare, onorevole Porcu, la politica è l'arte di dialogare, purtroppo…

PORCU (Prog. Sardegna). Lei non ha ascoltato l'intervento.

CAPPAI (U.D.C.). No, guardi, l'ho ascoltata bene; vede, ho segnato quello che ha detto. Allora si è espresso male lei, onorevole Porcu.

PORCU (Prog. Sardegna). Se lo rilegga!

CAPPAI (U.D.C.). Sono abituato a leggere, ad ascoltare e a commentare quello che dicono gli altri, parto sempre dal discorso che fanno gli altri.

PORCU (Prog. Sardegna). Succede di ascoltare male!

CAPPAI (U.D.C.). Ogni tanto si fanno delle affermazioni, io mi documento, ho ancora qui il discorso dell'onorevole Cugini che dice: "Dobbiamo tornare in Commissione", lo dice lui, "noi siamo disponibili ad un programma di lavoro straordinario nella Commissione, noi siamo disponibili ad un lavoro…

CUGINI (D.S.). Nello, quello non c'è scritto.

CAPPAI (U.D.C.). Porca miseria, è preso da lì, guardi me lo sono sottolineato. Anche noi abbiamo proposto in questi giorni di tornare in Commissione, è la proposta che aveva già anticipato l'onorevole Cugini.

Allora io ripeto l'invito, presidente Soru, forse è preferibile fermarsi un attimo, riflettere, ascoltare anche la minoranza, le opposizioni, e vedere di cercare di tornare indietro su qualche punto, perché probabilmente serve anche a lei. Lo dico perché stamattina ho detto una cosa e sono costretto a ripeterla, mi dispiace che lei non fosse presente.

PRESIDENTE. Onorevole Biancu, su che cosa intende intervenire?

BIANCU (La Margherita-D.L.). Per ritirare la richiesta di voto segreto, anche perché questa richiesta era soltanto rivolta a limitare un utilizzo anomalo della richiesta della verifica del numero legale e non aveva il fine di impedire ai colleghi di potersi esprimere secondo la loro volontà, cosa che invece non sta avvenendo a seguito della richiesta del voto segreto.

Quindi credo che si sia messo a fuoco l'utilizzo anomalo della richiesta della verifica del numero legale; pertanto a questo punto ritengo esaurita la funzione di quella richiesta e quindi la ritiro.

PRESIDENTE. Colleghi, è stata ritirata la richiesta del voto segreto. Naturalmente, i colleghi che si sono già espressi per dichiarazione di voto pronunciandosi per l'astensione in quanto non potevano fare altro, hanno a questo punto la libertà di votare come meglio ritengono non essendo vincolati dalla dichiarazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANJUST (F.I.). Grazie Presidente. Io non pensavo che la mia richiesta potesse provocare una tale reazione, lo dico con estrema sincerità; però devo anche dire con altrettanta sincerità che alcuni interventi dei colleghi mi hanno profondamente colpito, perché non penso di avere perso assolutamente quella che è la mia dignità a seguito di quella richiesta, come non penso che la verifica del numero legale, che io probabilmente anche sbagliando ho richiesto, offendesse la sensibilità di alcuno. Se così fosse, il mio carattere mi consente di chiedere assolutamente scusa all'Aula, però vorrei che nello stesso tempo la mia richiesta non venisse giudicata come la richiesta di un consigliere giovane che non conosce i tempi dell'Aula, ma vorrei che invece ci fosse il rispetto per una richiesta, seppur ripetitiva, di un consigliere che ha fatto ciò che il Regolamento gli consente.

Se l'onorevole Biancu non avesse ritirato la richiesta del voto segreto, così come ha fatto precedendo il mio intervento, avevo già in mente di dire che però questa richiesta mi dava l'opportunità di prestare fede a ciò che durante tutta la campagna elettorale ho sostenuto nelle molteplici riunioni che ho fatto con gli amici e anche con le persone che non mi conoscevano, che poi mi hanno consentito di entrare a far parte del Consiglio regionale, cioè quella di astenermi. Penso di potere qui dichiarare che lo farò se sarà opportuno per tutti i cinque anni, perché sono assolutamente convinto che uno dei mali peggiori che si sono vissuti negli ultimi cinque, ma forse negli ultimi dieci anni, sia stato proprio il voto segreto, cioè la mancata manifestazione in Aula delle ragioni del proprio voto che ognuno di noi invece dovrebbe esternare in maniera assolutamente pubblica.

Questi presumo che siano i vecchi mezzucci della politica e, devo essere sincero, non riuscivo neanche a capire il perché di questa richiesta da parte dell'onorevole Biancu, perché non sarebbe stata utile ad evitare gli interventi che noi avremmo comunque continuato a fare pur astenendoci e, nello stesso tempo, non penso che avesse lo scopo di instaurare una prova di forza di una maggioranza assolutamente compatta su un emendamento che sicuramente non avrebbe creato alcun problema alla maggioranza stessa. Nell'entrare nel merito dell'emendamento, e mi scuso con la Presidenza, anzi, la ringrazio per non avermi richiamato ad attenermi al tema in discussione, purtroppo sono costretto a ripetere quello che ho detto ieri e cioè che resto assolutamente convinto del fatto che nel momento in cui esiste un organismo tecnico, tra l'altro formato da professionalità tali che possono e devono assolutamente dare un loro contributo fattivo in questo caso alla realizzazione del piano, non riesco a capire per quale motivo non si voglia dare dignità a questo organismo.

Ecco il perché del mio voto favorevole all'emendamento che ha lo scopo di sfruttare al meglio le strutture della Regione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cachia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CACHIA (Insieme per la Sardegna). Signor Presidente, io non ricordo bene se fossero due fratelli quelli che nell'antica Grecia, credo si chiamassero Eteocle e Polinice e credo che fossero figli di Edipo, che combattendo tra di loro entrambi perirono, e i tebani vollero giustamente, almeno dopo la morte, che i due fratelli, figli dello stesso padre e della stessa madre, avessero funerali comuni. Allora come lei sa, e come miei dotti colleghi sanno qua dentro, si usavano le pire e, quindi, i due fratelli furono posti su quella catasta di legna e al legno fu dato fuoco. La leggenda e Sofocle narrano che la stessa fiamma si sia divisa e le ceneri di Eteocle bruciassero da una parte e quelle di Polinice dall'altra.

Ora, lei mi potrà dire: cosa c'entra questo con i nostri emendamenti? Che ci azzecca, diceva qualcuno? Ma, secondo il mio modesto parere, questa leggenda, se di leggenda si tratta, ci azzecca molto più di quello che noi pensiamo. E' stato detto qua poco fa da un consigliere regionale che con una mano dà e con l'altra toglie, sembra una di quelle antiche parche greche, che noi resteremo qua sino a Natale, tutti assieme, e ha detto che anche lui non avrebbe piacere di stare assieme a noi a Natale: credo che il piacere sia reciproco; credo anche che continuando in questa maniera non mangeremo neppure assieme; se le due fiamme, quella di Eteocle e Polinice che erano fratelli si divisero, immaginiamo che cosa succederà a Natale a noi, che non siamo fratelli, continuando di questo passo!

Ora, signor Presidente, io non credo di avere l'autorevolezza per poter rivolgere un invito a quest'Aula, certamente ho l'età, però; e mi rivolgo da neofita, come fece qualcuno molto più autorevole e molto più importante di me in un tempo passato, che si rivolse ai forti ed ai coraggiosi, e agli intelligenti e liberi. Ora io credo che tutti siamo coraggiosi, intelligenti e liberi. Signor Presidente, noi ormai questa tragicommedia l'abbiamo portata molto avanti e credo che ormai bisogna, se si siamo effettivamente liberi e forti, liberarci delle scorie che ancora ci attanagliano, cercare di isolare posizioni che chiaramente non sono consone a trovare una risoluzione e quindi a portare a termine l'esame di questa legge, mettendoci di fronte alle nostre responsabilità. E le nostre responsabilità sono enormi; sono enormi perché dobbiamo dare risposte ad un milione e settecentomila sardi che stanno aspettando.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). La ringrazio signor Presidente, e annuncio intanto il voto favorevole all'emendamento. Sono rimasto molto colpito e mi è piaciuto ancora una volta l'intervento del collega Cachia, molto dotto, molto amabile e spiritoso. Io non ricordavo questo episodio, però, ricordo un'altra fiamma, non quella amatissima che sta nel simbolo del partito nel quale mi onoro di militare, ma una fiamma un po' diversa da quella che ha diviso i due fratelli sul rogo, la fiamma di Geppetto. Geppetto era talmente povero che il fuoco ce l'aveva dipinto! E quindi, quando voleva illudersi di potersi scaldare le mani, altro non poteva fare che avvicinarsi a questo caminetto dipinto e s'illudeva così di scaldarsi. E la fiamma di Geppetto è un po', se i colleghi della maggioranza me lo permettono, come la vostra dichiarazione di apertura e di ricerca d'intesa, è solo dipinta; quando qualcuno ha cercato o cerca la fiamma vera, cioè l'intesa vera, cioè la famosa ciambella, poi sbatte su un muro liscio, la ciambella è solo disegnata.

Noi abbiamo cercato di proporre con un numero certamente enorme di emendamenti - ma non conta tanto il numero quanto anche lo spirito che sta dietro gli emendamenti, e non tutti gli emendamenti sono da rigettare, ovviamente, credo che questo sia accettato da tutti voi - abbiamo cercato di proporre dei miglioramenti ad una legge che ovviamente non ci piace, ma, lo ripeto ancora una volta, non è che non ci piaccia per il principio che la ispira, che è condiviso da tutti, non ci piace per come lei, signor Presidente, avvalendosi dei suoi collaboratori, l'ha scritta, e non ci piace neanche per lo stile e l'impostazione, legittimi, con i quali la sta portando avanti.

E così abbiamo sentito ieri notte, ma anche stamattina, da parte di stimati colleghi della maggioranza, autentici e credibili desideri di accordo e d'intesa, che abbiamo visto oggi stesso smentire da altri comportamenti; qui chiaramente ci sono sempre le frange fatte un po' più dai falchi e un po' più dalle colombe, ma già ieri notte, signor Presidente, il suo intervento alle due di notte è servito comunque a fugare qualche dubbio; tanto è vero che io ho detto stamattina nel primo intervento, intorno alle undici credo, che sono andato a letto ieri notte stanco ma felice. Stanco per questo lungo ma gratificante superlavoro parlamentare, ma felice perché abbiamo scoperto che per cinquecento anni le coste della Sardegna saranno tranquille; quindi, io ho pensato ad Abramo, e se anch'io fossi come Abramo e cioè ricevessi da Nostro Signore la promessa di una discendenza "più numerosa delle stelle del cielo e dei granelli della sabbia e del mare", e se anche quindi pensassi che i discendenti dei miei discendenti potessero coprire nelle varie generazioni un arco di cinquecento anni, e se anch'io morissi stanotte, potrei dire: "C'ero anche io il giorno in cui Soru ha salvato la Sardegna"! E i nipoti dei pronipoti, dei miei pronipoti, potranno dire: "Il trisnonno del trisnonno del mio trisnonno c'era il giorno in cui il presidente Soru ha salvato la Sardegna!". Io sarei veramente felice prima di tutto di essere testimone di un evento del genere, epocale; poi, potrei essere felice per loro, per la mia discendenza perché potrebbero senz'altro godere di questa meravigliosa eredità che io potrei lasciare loro.

Però, signor Presidente, naturalmente, io non credo che sarà così. Io non credo che lei salverà le coste della Sardegna con questa legge. Se devo dire la verità io credo anche che questa legge, perlomeno così com'è, non passerà.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Onorevole Presidente del Consiglio, onorevole Presidente della Giunta, onorevoli Assessori e colleghi, l'emendamento numero 51 propone di inserire il CTRU, a cui bisogna dare un giusto ruolo, nella fase procedimentale disciplinata dal comma tre dell'articolo 2; a nostro parere, infatti, la proposta del CTRU assume un'importanza notevole proprio perché tende a rendere credibile questa legge, che è di per sé tutta incredibile. Non sono credibili i tempi, non è credibile anche chi prende le decisioni, perché a parte la mancanza di contenuto politico, almeno quello che possiamo dare noi come Assemblea e soprattutto come opposizione, che è la parte che dentro l'Aula mi interessa soprattutto tutelare, il CTRU è l'unico organismo che ci può dare una garanzia di serietà e di credibilità, anche perché siamo presenti come forze politiche nel CTRU, ai fini del coordinamento ad un piano paesistico che deve essere per forza frutto anche di direttive politiche oltre che tecniche.

Mi sembra inoltre difficile che venga rispettata la previsione del termine addirittura di quindici giorni per prendere una decisione da parte di una Giunta interessata in quel periodo, magari a chissà che cosa, perché se in quei quindici giorni accade qualunque cosa di importante io non credo che la Giunta, possa esimersi dal provvedere; sappiamo tutti che abbiamo vissuto giorni difficili quando si sono verificate calamità naturali, che quando si presentano problemi urgenti che richiedono un impegno superiore agli altri momenti della vita politica qua dentro, è impensabile che i giorni possano essere per forza rispettati.

E quindi, la proposta del CTRU dà anche credibilità alla previsione normativa sul coordinamento e la verifica degli atti di programmazione. Qui non si è preso in esame, per esempio, che so, il piano per il commercio, il piano per la viabilità, il piano della realizzazione delle opere pubbliche, il piano per l'energia, il piano delle acque e credo che, se esistono, coordinarli con il piano paesaggistico non sia una cosa da poco. In ognuno di questi settori si possono realizzare delle opere che hanno un certo impatto sul paesaggio, su come che noi vogliamo disegnare la futura Sardegna, e questo, con tutte le buone intenzioni che possono animare gli estensori di questa legge, certamente può creare difficoltà alla Giunta e non solo. Ecco perché questo emendamento ha una valenza notevole, contribuendo oltretutto a sgravare di lavoro la Giunta, oltre che ad integrarne le capacità e a potenziarne il ruolo, senza sminuirla per questo; ecco, quindi, che diventa importante fare un emendamento come l'emendamento 51 ai cui estensori io sono grato per averlo proposto e che intendo appoggiare e sostenere.

Per quanto riguarda, poi, queste offerte d'amore che si dichiarano e poi si negano, sembra un gioco delle parti che è bene neanche commentare d'ora in avanti perché io ho avuto modo di indignarmi stamattina e non mi ripeterò, però la parola fine a tutto questo discorso l'ha detta ieri notte, l'ho ripeto anche io, l'onorevole Soru. Se ci fosse permesso di influire, di incidere veramente sul piano paesistico come opposizione potremmo anche votare questa legge, ed io personalmente lo farei, voterei questa legge anche se non credo che si possano rispettare questi termini, ma la vera posta in gioco è quella di poter incidere sul piano paesistico difendendo le argomentazioni della politica.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Milia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MILIA (F.I.). Grazie Presidente, annuncio il mio voto favorevole all'emendamento e faccio due riflessioni, che riprendono quanto avevo detto prima in assenza del Presidente della Giunta. Il ruolo del CTRU, non riusciamo a capire come mai il CTRU apparentemente, io mi auguro che non sia così, venga in qualche maniera pretermesso rispetto ai compiti non solo che ha per legge ma anche a quelli che questa opposizione tenta di volergli riconoscere in capo.

Il CTRU è normalmente espressione della Giunta in carica, si compone oltre che di elementi che ne fanno parte per legge come i direttori degli Assessorati competenti, quello dell'urbanistica, quello della tutela del paesaggio e quello dell'ambiente, di tecnici e di esperti di provata affidabilità, è un organismo che comprende responsabili del territorio, è un organismo che ha sempre fatto al meglio il proprio dovere accertando legittimità o illegittimità, consigliando enti locali, privati su quale fosse la strada migliore per arrivare agli obiettivi nell'interesse della tutela del paesaggio e dell'ambiente.

Ora, da una parte c'è questo CTRU che noi vogliamo far assurgere ad un ruolo più importante rispetto a quello in cui è relegato da questo disegno di legge; dall'altra parte esiste in fieri un disegno della Giunta regionale se, ritorno a dire, le dichiarazioni programmatiche dovranno essere osservate strettamente, su quella che dovrebbe essere una struttura pubblica di pianificazione. Leggo che da decenni la migliore cultura urbanistica sostiene quello che sostiene. Ora, da una parte il CTRU viene pretermesso e dall'altra parte si vuol creare, con nobile intento, questa struttura pubblica di pianificazione. Ma, dato che stiamo parlando di tempi, e i tempi si allungano sempre di più, la domanda che mi sorge spontanea è questa: è più facile in questo momento dare al CTRU valenze diverse, introdurre degli elementi per cui il CTRU possa partecipare attivamente alla pianificazione integrandolo, aumentando il numero degli esperti, oppure è più facile fare concorsi pubblici per creare una struttura pubblica di pianificazione?

Mi sembra che i fatti degli ultimi giorni propendano per la prima ipotesi, perché prima di riuscire a creare una struttura pubblica di pianificazione, per la quale dovranno essere individuate professionalità di grandissimo livello, credo che passerà quasi un lustro; i concorsi sono concorsi, nella Pubblica Amministrazione si accede solamente per concorso e, quindi, siccome di buone intenzioni sono lastricate alcune strade, evidentemente si andrà ad attingere tramite il solito istituto che è quello delle convenzioni, a quei professionisti di altissimo livello.

Da una parte c'è una nostra idea: CTRU come strumento effettivamente operativo, braccio armato della Giunta non solo per quello che è il suo compito istituzionale ma anche per la pianificazione; e dall'altra parte c'è un programma ambizioso ma irrealizzabile, Presidente, perché io credo che si possa realizzare più avanti, ma in questo momento non credo che la Giunta riesca a metter su, nel giro di pochi mesi, una struttura pubblica di pianificazione seguendo l'iter normale che è quello del concorso pubblico. Si metterà su una struttura ma attraverso, ripeto, le modalità che ho già in qualche maniera enunciato.

Quindi, tornando al CTRU, qual è l'ostacolo ad accogliere un emendamento come questo? Non ne ho idea! Non ne ho idea perché il CTRU politicamente, dato che i direttori generali sono nominati dalla Giunta, gli esperti sono nominati dagli Assessori componenti della Giunta, politicamente mi sembra che sia omologo alla Giunta, seppure costituito da alte professionalità, così almeno dovrebbero essere le professionalità che ne fanno parte, quindi, crediamo che questo emendamento, con molta tranquillità, potrebbe essere accolto. Ma noi continuiamo a provare a lanciare dei sassolini che, evidentemente, non fanno neanche rumore. Annuncio il mio voto favorevole a questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, signor Presidente della Giunta, signori Assessori, diventa sempre più difficile intervenire in quest'Aula, soprattutto quando non si hanno argomenti così allettanti come quelli dell'onorevole Cachia. Però, vorrei premettere, annunciando il voto contrario all'emendamento, che non voto in questo modo per le ragioni del centrosinistra, ma per quelle che ha espresso anche adesso l'onorevole Milia, e poco prima l'onorevole Vargiu, perché il contenuto è inconsistente è ancora un emendamento tanto per dire e appartiene ad un gruppo molto numeroso.

Tuttavia, onorevole Capelli, parlando a titolo personale, e non volendo assolutamente essere provocatoria, come non lo sono mai stata nei miei interventi, intendo richiamare alcuni aspetti della giornata di oggi che sono molto significativi, ed in particolare l'intervento dell'onorevole Maninchedda che ha espresso un disagio e un malessere da me totalmente condivisi, e anche una volontà sottolineata successivamente dall'assessore Gian Valerio Sanna, e perfino dell'onorevole Cugini, al quale invece si attribuiscono sempre notoriamente atteggiamenti molto rigidi e intransigenti.

Io nella mia inesperienza noto che il centrodestra da alcuni giorni svolge un compito molto importante; l'opposizione va rispettata, l'opposizione è sacrosanta. Mi pregio di sedere tra i banchi della tradizione socialista che sa bene cosa significa fare opposizione e che storicamente ha dato esempi veramente significativi. Ciò nonostante credo che oggi l'opposizione abbia raggiunto ciò che voleva, si è posta all'attenzione dell'opinione pubblica, dei cittadini che l'hanno sostenuta, del Presidente della Giunta e di tutta l'Isola. Forse, e ritengo questo importante, è arrivato il momento - anche all'interno del centrosinistra, per carità, ma certamente all'interno del centrodestra - di guardarsi bene intorno perché questa legge elettorale non ha creato un bipolarismo perfetto, in realtà ci sono diverse identità che vanno rispettate. Stamattina l'onorevole Onida ha parlato di un personale malessere, questo malessere è stato espresso anche chiaramente dai Riformatori.

Io credo che, pur continuando i lavori, se si guarda all'interno dei due schieramenti e si fanno magari delle riunioni all'interno del centrodestra e del centrosinistra, rispettando le identità di ciascuno, forse si può trovare un'altra strada, una strada di ragionevolezza. Dimostrata la forza dell'opposizione è necessario superare questa impasse; non possiamo, dal mio modesto punto di vista, continuare ad esasperarci reciprocamente e a non giungere a una seria conclusione, perché tutti avete riconosciuto l'importanza e le validità dell'impostazione del provvedimento.

Ed allora, andiamo oltre, superiamo questa difficoltà con una maggiore attenzione e un maggiore ascolto all'interno. Non ci sono monoliti, ci sono espressioni diverse, sentiamole tutte.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole, ha parlato poco dell'emendamento vorrebbe dirci almeno come intende votare?

CALIGARIS (Gruppo Misto). L'ho detto all'inizio, Presidente, voterò contro.

SECCI (La Margherita-D.L.). Sarebbe bene che tutti ritornassero all'emendamento, perché ci stiamo allontanando di nuovo dall'argomento in discussione.

PRESIDENTE. Ogni tanto sono costretto a richiamarvi al rispetto del tema in discussione.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, io dichiaro di votare a favore di questo emendamento unicamente per una motivazione politica. La questione del CTRU è del tutto secondaria in questo momento, ma io credo che questa votazione abbia un significato in riferimento a questioni che attengono alla politica complessiva che stiamo vivendo in questa Regione ed in quest'Aula, e che le sue motivazioni attengono al confronto che c'è oggi tra maggioranza ed opposizione su questa importantissima legge; ci sono stati degli interventi significativi che io apprezzo e rispetto, che hanno richiamato il vero significato politico di questo scontro, chiamiamolo con la parola che merita. Stamattina un collega del centrosinistra ha detto "riconosciamo il risultato politico che il centrodestra sta raggiungendo con questa opposizione"; mi sembra una dichiarazione onesta, anche se la valutazione che ha fatto l'onorevole Maninchedda era molto limitata, ma ha già un significato questo.

Ma perché proseguire il confronto con questi toni? Io dico che occorre, da parte nostra, proseguire ancora perché ci sono ancora motivazioni politiche, certamente non chiarite, che sono emerse in maniera molto evidente dall'intervento del Presidente della Regione di questa notte per dichiarazione di voto, su due punti fondamentali. Il primo è l'affermazione fatta dal Presidente a proposito del ruolo del Consiglio regionale così come sta emergendo in questo dibattito. Ha detto, se non ricordo male, così almeno io ho annotato, "Questo non è un comportamento consono alla dignità del Parlamento dei Sardi" - più o meno questo è il significato che almeno è apparso - accompagnando questa affermazione con una considerazione conseguente: "un comportamento consentito da un Regolamento assurdo che, non vi preoccupate, modificheremo presto". L'altro punto riguarda invece di politica urbanistica, di governo del territorio: "Questa è una buona legge - ha detto il Presidente - è stata una legge sulla quale abbiamo riflettuto e il motivo fondamentale per cui l'abbiamo proposta ora è che l'urgenza è dettata dallo scempio del nostro territorio, dallo scempio dei nostri comuni", ha parlato di centri storici distrutti, che non sarebbero arrivati a questo punto se in passato la politica fosse stata più attenta, e mi sembra che abbia affermato che l'attuale intervento riuscirà a salvaguardare le coste fino a cinquecento anni dalla data di oggi.

Io credo che su queste cose non si possa non riflettere, le ha affermate perché riflettessimo. All'impostazione che dà il Presidente a questo disegno di legge - già il fatto che si parta soltanto e principalmente dall'esigenza di fermare lo scempio, di conservare il territorio costiero facendo il paragone con i centri storici che costituiscono una fattispecie molto diversa è altamente significativo - io rispondo questo: il territorio è un bene in evoluzione, la posizione che noi stiamo cercando con difficoltà, con fatica di affermare in quest'Aula, è che il territorio non va solo conservato va vissuto, va costruito, va disciplinato puntando sulla qualità e non solo sulla quantità, mentre i vincoli costituiscono un intervento solo quantitativo.

E poi vorrei dire un'ultima cosa: pensare ai sardi del 2504 è molto nobile, Presidente, non vorremmo che si dimenticasse che ci sono anche i sardi del 2004 che oggi stanno mendicando lavoro, libertà d'impresa, regole certe che vengono violate dagli atti amministrativi sull'urbanistica emanati in questi mesi, da questo decreto che voi avete reiterato, e dalla legge che tenderà anche a sanare le illegittimità di questa delibera. Noi non possiamo pensare solo alla storia, ogni tanto bisogna piegarsi anche alla cronaca, signor Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Matteo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA MATTEO (A.N.). Grazie. Presidente, signor Presidente della Giunta, signori Assessori ed onorevoli colleghi, nel dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento numero 51 che riguarda il CTRU dico subito che questo Consiglio, signor Presidente, deve avere la capacità oggi di aprire un dibattito che vada al di là della legge che stiamo discutendo; un dibattito serrato, un confronto serio, anche di molti giorni e di qualche mese, o forse anche di molti mesi se continuiamo a discutere in questo modo emendamento per emendamento, articolo per articolo, perché questa è la democrazia e questo è il lavoro dell'Aula parlamentare sarda. E quando noi, Presidente, parliamo di tutela e governo del territorio, come poc'anzi ha fatto bene il collega La Spisa, lo facciamo soprattutto per il rapporto che il territorio ha con l'antropizzazione, con l'uomo che vive nel territorio, la sua storia, la sua cultura, i suoi processi culturali, oppure come molti di noi stanno facendo in quest'Aula, si pone un problema soltanto di sigle, di codici che devono coordinare le nuove iniziative e gli insediamenti che si dovrebbero andare a costruire. Credo, invece, che noi dobbiamo fare una riflessione su questo ed è qui che passa quel percorso che la Caligaris ha prontamente ribadito anche oggi in Aula, noi vogliamo salvare il nostro territorio e sviluppare il nostro territorio in funzione però del cittadino sardo che vive e vuole costruire il suo avvenire in questa regione e non nel 2504 ma magari nel 2010 o nel 2014. Altrimenti noi falliamo! Fallisce il ruolo di quest'Assemblea; fallisce il nostro compito e diventiamo semplicemente degli aridi tecnici, aride persone che pensano a come organizzare quelli che una volta si chiamavano i piani regolatori e adesso hanno nuove sigle e non ci poniamo, però, il problema reale dello sviluppo.

Credo anche che noi dobbiamo tentare di fare, in questi giorni, un ragionamento non soltanto di tecnica urbanistica, quella lasciamola fare alle persone competenti, perché quando parliamo di territorio non esiste soltanto la costruzione, parliamo di interessi. Dobbiamo parlare di interessi e quando parliamo, per esempio, dell'uso del territorio da parte dei privati o dell'impresa agricola mi pongo un problema: l'imprenditore agricolo di un'area di montagna in che senso intende fare impresa? Intende fare impresa privata che interviene sul territorio per speculare sul bene collettivo in termini di turismo, per speculare sul territorio? Noi dobbiamo avere la capacità di guardare all'individuo e di determinare le scelte che privilegiano il pubblico e il privato nelle dimensioni in cui il privato e il pubblico sono al servizio del cittadino e della Sardegna. Credo, collega Caligaris, che il significato di questo dibattito sia proprio questo.

Noi dobbiamo cercare in questi giorni non l'unanimismo su fatti che costituiscono una brutta mediazione che quasi rasenta il consociativismo, e noi siamo contrari al consociativismo e lo siamo stati sempre, ma dobbiamo vedere le opzioni che si possono costruire e gli interessi verso le aree di questa nostra Sardegna. L'area archeologica, l'area marina, quella montana, i vecchi centri storici che ieri il Presidente ha menzionato in aula, dove si possa costruire, dove si possa abitare e in qualche modo dove si possa anche abbattere qualche obbrobrio che è stato fatto in passato e dove si deve regolamentare la vita dei sardi, sempre tenendo presente, però, che in quelle aree vive un uomo, un uomo che produce ricchezza e per quell'uomo noi dobbiamo agire. Credo che questo ragionamento debba essere posto alla base della nostra discussione odierna, un ragionamento che deve essere in primo luogo politico e subito dopo tecnico al di là poi della nostra collocazione su questi banchi. Perché io credo che fra un anno, fra un anno e mezzo se questa legge verrà approvata, questa maggioranza dovrà comunque rivederla perché scoppieranno le contraddizioni, perché i comuni non sono nelle condizioni di gestirla, perché ci sono meccanismi speculativi imprevisti che possono scoppiare e così si rischierà di mettere veramente la Sardegna e le nostre coste a repentaglio. Credo che questa sia l'argomento da discutere e questo è l'invito che chiedo a tutti di accogliere sapendo che non voterò così come è questa legge, ma tenterò senz'altro di migliorarla portando un contributo con questi emendamenti che noi oggi stiamo discutendo e votando.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cassano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CASSANO (Rif. Sardi). Signor Presidente, signor Presidente della Giunta, signori Assessori, colleghi e colleghe consiglieri, intervengo per dichiarare il mio voto favorevole a quest'emendamento che i proponenti prevedono di inserire in aggiunta all'articolo 2 comma 3, proponendo che dopo l'approvazione del piano paesaggistico regionale debba essere sentito il CTRU; un organismo che dovrebbe esprimere il parere di coerenza che, quindi, dovrebbe certificare eventualmente la regolarità dello stesso provvedimento in questione. Bene, qual è la difficoltà Presidente Soru dal momento che quest'organismo è espressione della stessa Giunta regionale? Non riesco a capire il perché non ci possa essere una disponibilità, non solo da parte sua, ma soprattutto da parte della Commissione che intende invece rigettare tutto ciò che i proponenti chiedono. Se è vero come è vero che oggi l'assessore Sanna ha chiarito su alcuni aspetti alcune cose e, quindi, ha dato la possibilità agli stessi consiglieri regionali, a me per primo, di comprendere qualche correzione che si poteva eventualmente apportare, credo che questo sia un momento favorevole per trovare un punto d'incontro tra maggioranza ed opposizione evitando tutti, compreso me, sia chiaro, che faccio parte dell'opposizione, di contrapporsi muro contro muro.

Presidente Soru, io colgo l'occasione ed approfitto anche della sua presenza per ricordarle che se è vero come è vero che in campagna elettorale lei insieme ai componenti della sua maggioranza avete fatto di questo argomento un cavallo di battaglia perché volevate comunque disciplinare e normare il disordine, così chiamato tra virgolette, delle edificazioni sulle coste in Sardegna, un argomento al quale volete a tutti i costi dare priorità perfino tralasciando e trascurando l'assestamento di bilancio e gli altri provvedimenti che poi successivamente dovremo essere chiamati ad esaminare, bene, nello stesso modo avevate assicurato che se aveste vinto le elezioni, così come è stato, mai e poi mai avreste chiesto in Aula il voto segreto; ebbene, io posso ricordare a lei, ma anche a tutti i sardi, che oggi in quest'Aula, un Capogruppo della maggioranza ha rispolverato il voto segreto in Aula, cosa che io francamente ero convinto che avessimo dimenticato, perché eravamo stufi di assistere al continuo ricorso a questo strumento nella passata legislatura.

MARROCU (D.S.). Ha già ritirato la richiesta!

BIANCU (La Margherita-D.L.). Ma dov'eri?

CASSANO (Rif. Sardi). Sta di fatto che il reato si è consumato, perché avanzare e poi ritirare la richiesta è ancora più grave, nel senso che è come quello che prende il fucile, spara per uccidere e poi, magari, non riesce nel proprio intento perché sbaglia mira. Quindi, io credo, per dovere di coerenza, che questa richiesta poteva essere anche risparmiata, e quindi non doveva essere neppure avanzata, perché se l'avessimo avanzata noi come opposizione, avrebbe potuto essere anche giustificata, però fatta da un Capogruppo della maggioranza mi pare che sia un tantino eccessiva. Quindi confermo il mio voto favorevole a quest'emendamento, nella speranza che da oggi in poi il Presidente Soru autorevolmente riesca a trovare qualche intesa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PETRINI (F.I.). All'emendamento 51 il mio voto sarà favorevole. Il CTRU è un comitato del territorio... Non si sente?

PRESIDENTE. Onorevole Petrini, prego.

PETRINI (F.I.). Ho detto che sono favorevole a questo emendamento…

PRESIDENTE. Un po' di audio all'onorevole Petrini.

PETRINI (F.I.). Sono favorevole all'emendamento 51; il CTRU è un comitato molto specialistico con competenze su tutto il territorio - Sassari, Cagliari, Nuoro, Oristano - ne abbiamo eletto i componenti un mese e mezzo fa; ciascun Gruppo ha dato i nominativi di professionisti illustri. Oggi per questa legge, questo comitato, Assessore, serve e non serve perchè non esercita le sue funzioni. Le sue funzioni sono ridotte al minimo, a questo punto non capisco perché ci avete fatto votare, perché abbiamo perso una giornata sia noi del centrodestra sia voi del centrosinistra, per eleggere i suoi componenti. Visto che stamattina ci hanno detto di rivolgerci all'assessore, che adotta queste grandi decisioni, e non al Presidente, oggi mi rivolgo all'Assessore anche se c'è il Presidente perchè è giusto quello che ci hanno detto, l'Assessore dovrà attuare questa legge, è giusto che ci risponda l'Assessore, non sempre il Presidente Soru. Ieri, il Presidente Soru, alla fine della serata, ha fatto delle dichiarazioni, dichiarazioni poco allegre per noi, forse per tutti; Presidente, una piccola doccia fredda, meno male che c'era un po' di caldo! Però io ho detto anche stamattina, nell'intervento che ho fatto, che mi auguro che il Presidente ci rifletta e che queste ore di sonno abbiano prodotto qualche decisione positiva per quest'Aula. Me lo auguro.

Dunque, tornando a questo comitato, non gli rimane più niente da fare ed allora perché lo lasciamo in piedi, Assessore? È inutile lasciarlo in piedi, maggiore garanzia ai cittadini gliela dà lei, Assessore? Lei e la sua Giunta, Presidente? Lei e la sua Giunta, Assessore? Io penso che questo comitato sarebbe una garanzia per il centrodestra e per il centrosinistra e soprattutto per i nostri cittadini sardi, per il nostro territorio, perché questo comitato conosce veramente a fondo questo territorio - non la sua Giunta, Presidente - questo comitato conosce il territorio, perchè inserito nel territorio. Ecco perchè do immenso valore a questi grandi esperti, a questi grandi professionisti. Mi è dispiaciuto un po', ecco perché io sono favorevole a questo emendamento, fortemente favorevole.

E mi fa piacere che ci sia un'apertura da parte di qualcuno della maggioranza,. Anche ieri c'è stata un'apertura, un'apertura monca, Presidente, un'apertura all'acqua di rose, chiamiamola così, perché aperture non ce ne sono state. Allora...

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Rif. Sardi). Grazie Presidente, io annuncio il nostro voto favorevole all'emendamento numero 51, se fosse rimasta in piedi la richiesta del voto segreto naturalmente avremmo annunciato il voto di astensione e credo che meriti qualche attimo di riflessione questa richiesta che, seppur ritirata, naturalmente non può essere ritenuta accettabile da noi Riformatori Sardi.

MARROCU (D.S.). Il tuo comportamento è inaccettabile!!

PISANO (Rif. Sardi). Noi abbiamo...

PIRISI (D.S.). State facendo filibustering.

PISANO (Rif. Sardi). Onorevole Marrocu...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Pisano, prosegua il suo intervento.

PISANO (Rif. Sardi). Mi fa recuperare i pochi secondi che mi hanno fatto perdere?

PRESIDENTE. Glieli faccio recuperare senza problemi.

PISANO (Rif. Sardi). Dicevo che non è accettabile perché noi conosciamo tutti quali sono state le posizioni anche nella legislatura trascorsa su quest'argomento e quindi credo che però sia anche molto apprezzabile il fatto che poi la richiesta del voto segreto sia stata ritirata. Io la interpreto naturalmente come una doppia scorrettezza nel senso che oltre ad essere una contraddizione relativa all'utilizzo di uno strumento che, a nostro giudizio, voi sapete, non è democratico, aveva anche un secondo fine recondito, probabilmente ancora meno accettabile, che era quello di porre il bavaglio all'opposizione e quindi di impedirle di poter intervenire nel senso che avrebbe dovuto necessariamente astenersi. Comunque apprezzabile...

(Interruzioni)

PISANO (Rif. Sardi). Comunque apprezzabile e nobile...

(Interruzione del consigliere Pirisi)

PRESIDENTE. Onorevole Pirisi!

PISANO (Rif. Sardi). Non si scaldi, onorevole Pirisi!

PRESIDENTE. Onorevole Pisano, prosegua il suo intervento.

PISANO (Rif. Sardi). Non si scaldi, io debbo riconoscere che è apprezzabile il fatto che questa posizione sia stata assolutamente rivista. Penso che l'approvazione di quest'emendamento restituisca veramente correttezza anche alla procedura con la quale si vuole pervenire alla verifica di coerenza del piano paesaggistico regionale.

Diceva bene qualche collega che mi ha preceduto, questa è una norma che introduce una riforma epocale, è una riforma che tra l'altro veicola uno spostamento di cosiddetto valore patrimoniale enorme perché se i colleghi, come penso abbiano già fatto, hanno potuto verificare l'entità del valore patrimoniale che viene a spostarsi per effetto di un provvedimento simile, si chiama esattamente effetto dinamico del patrimonio, è una cifra che, espressa in euro, ha dodici zeri. Quindi questo significa che improvvisamente stiamo andando a spostare un valore patrimoniale relativo ai tremila chilometri quadri della costa nel retrocosta, è quindi evidente che creerà degli effetti di proporzioni vastissime, sicuramente mai registrate in Sardegna. Necessaria quindi la presenza tecnica di un organismo come il comitato tecnico regionale per l'urbanistica che ci consentirebbe di avere anche maggiori garanzie come supporto tecnico, ripeto, alla corretta verifica di questa coerenza.

Io debbo anche riferire un altro nostro disagio che è quello che è stato espresso qui dalla carissima collega, onorevole Caligaris, che ha detto: "Adesso avete ottenuto il risultato che cercavate, avete dimostrato la vostra forza di fronte all'opinione pubblica". Naturalmente è un'osservazione che non possiamo certo condividere; il nostro obiettivo non era certo quello di farci osservare dall'opinione pubblica, né tanto meno quello di dimostrare la nostra forza. Il nostro obiettivo è quello di poter migliorare insieme a voi questa importante riforma, una riforma di notevole portata, che si cala nel territorio della Sardegna, naturalmente sempre distinguendo la responsabilità di chi governa dalla responsabilità di chi si confronta con il governo in questo momento.

Per ultimo voglio dire questo: Presidente, io approfitto della sua presenza davvero per chiederle di non lasciare niente di intentato laddove le è possibile per fare in modo che questo dialogo, questa concertazione tra maggioranza e opposizione....

PRESIDENTE. Le concedo qualche secondo per concludere, onorevole.

PISANO (Rif. Sardi). Perchè lei possa, scusi, Presidente, utilizzare tutti gli strumenti che le sono consentiti per fare in modo che davvero ci sia questo arricchimento attraverso il contributo dell'opposizione.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 51.

L'onorevole Pili ha chiesto la votazione nominale. Chi sostiene la richiesta?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri LOMBARDO, RASSU, PETRINI, RANDAZZO, SANNA Paolo Terzo, LA SPISA, MILIA.)

PRESIDENTE. Bene.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 51. Prendo atto che il consigliere Davoli ha votato contro ed anche la consigliera Cocco. Come mai non votate? Cosa è successo? Non funziona la postazione? Il voto dell'onorevole Maninchedda risulta nullo. Va bene.

Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CAPELLI - CASSANO - LA SPISA - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MURGIONI - PETRINI - PILI - PISANO - RANDAZZO - RASSU - SANJUST - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo.

Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BALIA - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA -MARRACINI - MARROCU - MATTANA - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SORU - URAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - CAPPAI - CHERCHI Oscar - SCARPA - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 64

Votanti 58

Astenuti 6

Maggioranza 30

Favorevoli 16

Contrari 42

(Il Consiglio non approva).

PRESIDENTE. Nella postazione dell'onorevole Maninchedda ci risulta un voto nullo che quindi non conteggiamo.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Andiamo avanti, colleghi. Se dovessimo accertare che qualcuno vota in luogo di un altro, naturalmente annulleremmo il voto. Non ci risulta che ci siano pianisti, infatti il voto è nullo e nullo è rimasto.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Proseguiamo. Siamo alla votazione dell'emendamento numero 40. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Grazie Presidente. Il comma 4 dice testualmente che, al fine di conseguire l'aggiornamento periodico del piano paesaggistico regionale, la Giunta provvede al monitoraggio delle trasformazioni territoriali e della qualità del paesaggio. E questa è senz'altro una norma importantissima ed è una competenza ed un intervento che la Giunta meritoriamente deve fare. Ciò che ci si domanda è questo: quali sono gli strumenti che la Giunta deve utilizzare per poter conseguire questo scopo? Ecco quindi che l'emendamento numero 40 propone di istituire una struttura chiamata Osservatorio regionale per la qualità del paesaggio prevedendo che la Giunta, al fine di raggiungere l'obiettivo dell'aggiornamento periodico del piano paesaggistico, si doti dell'Osservatorio regionale per la qualità del paesaggio in collaborazione - importante questo - con le università della Sardegna, il Ministero beni culturali. L'Osservatorio dovrebbe essere composto da due esperti in materia paesaggistica ambientale nominati da questo Consiglio, due esperti in materia paesaggistica ambientale designati dalla Giunta regionale, due docenti in rappresentanza delle università sarde, un rappresentante della sezione sarda dell'istituto nazionale di urbanistica, un esperto in materia paesaggistica ambientale nominato dagli enti locali, oltre al direttore regionale dei beni ambientali e culturali, ai sovrintendenti delle sovrintendenze archeologiche ed ai beni ambientali e culturali provinciali.

Io credo che questo sia un emendamento che possa essere senz'altro recepito poiché sennò non si capirebbe, in quanto il disegno di legge non lo dice, di chi si serva e che strumenti utilizzi la Giunta, appunto, per provvedere al monitoraggio delle trasformazioni del territorio. Io vorrei che poi si concentrasse l'attenzione sulla denominazione di questa struttura: "Osservatorio regionale per la qualità del paesaggio"; che non a caso è stata così chiamata, non è assolutamente a caso perché i componenti stessi dell'organismo che viene proposto, a partire dall'università per finire agli enti locali e alle sovrintendenze, hanno titolo, vuoi per la competenza scientifica, vuoi per la competenza territoriale, vuoi per la competenza politica che è demandata ai rappresentanti della Giunta e del Consiglio, ad esercitare al meglio le funzioni ad essa assegnate.

Quindi, io ritengo che questo emendamento sia un emendamento non ostruzionistico ma un suggerimento che si dà all'Esecutivo regionale proponendo questo strumento che è l'Osservatorio regionale per la qualità del paesaggio che deve giustamente, collaborando con la Giunta, fare tutte le indagini necessarie, le ricerche ed elaborare la documentazione necessaria affinché la Giunta possa, in ossequio al comma 4, monitorare la trasformazione del territorio.

Il disegno di legge non dice di cosa la Giunta si servirà per raggiungere questo scopo e questo obiettivo; ecco quindi il suggerimento avanzato dall'emendamento numero 40. Si può dire tutto, ma credo che non ci sia ombra di dubbio che questo sia un emendamento migliorativo della legge. Ora, non voglio tornare indietro però, scusate un attimo, da una parte non si cita il Comitato tecnico urbanistico regionale se non in una rara occasione, dall'altra non si specifica quale sia l'organismo che deve sovrintendere al continuo monitoraggio della trasformazione del territorio che giustamente è stato previsto; io credo che questo sia uno di quegli emendamenti che possano essere presi in considerazione per migliorare il disegno di legge e costruttivamente andare, io spero al più presto, a definire questo importantissimo strumento. Ecco perché voterò a favore di questo emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Milia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MILIA (F.I.). Grazie Presidente. L'emendamento 40 segue logicamente e non solo cronologicamente, l'emendamento 51, l'emendamento in materia di Comitato tecnico regionale urbanistico di cui abbiamo discusso poc'anzi. Lasciando da parte le critiche non recepite dalla Giunta e dalla maggioranza in ordine a quella che sarà la procedura che si userà per la pianificazione, fatte le osservazioni sulle dichiarazioni programmatiche, anche con questo emendamento viene posta in evidenza l'assoluta mancanza di chiarezza si quella che sarà l'azione pianificatrice di questa Giunta. L'assoluta mancanza di chiarezza per quanto riguarda metodo, mezzi, strutture dalle quali dovrà essere affiancata la Giunta in un compito, la cui importanza e rilevanza è tanto più grande quanto più è scarsa la chiarezza che a monte questo disegno di legge porta con sé. Ed allora l'emendamento numero 40 propone di istituire l'Osservatorio regionale per la qualità del paesaggio Tutti diciamo, non tutti, ma anche e soprattutto il Presidente della Giunta, che il progetto urbanistico, paesistico, economico e di valorizzazione del territorio deve essere un progetto di qualità perchè la Sardegna oltre alle qualità intrinseche deve avere una valorizzazione che punti esclusivamente sulla qualità, non sulla quantità; si dice nelle dichiarazioni programmatiche che non bisogna consumare più un metro quadro di territorio, ma bisogna recuperare nella qualità quello che già esiste. Come la recupera la Giunta questa qualità? Di chi si avvarrà? Di queste strutture di cui ho parlato poc'anzi che sono strutture pubbliche di pianificazione? L'assessore Dadea si metterà fra poco a fare dei concorsi per grandi esperti? Non credo! Allora noi abbiamo fatto una proposta molto semplice che, oltre ad ovviare questo problema e a dare una mano a chi dovrà pianificare, coinvolge non solo degli esperti che noi ci auguriamo siano i migliori, ma coinvolge delle istituzioni che sono state dimenticate da questo progetto di legge, in primis l'università; non si capisce perchè quando questa maggioranza era all'opposizione quando si parlava di cultura e di istruzione qualsiasi battaglia era fatta giustamente nell'interesse delle due Università della Sardegna, fiore all'occhiello di quest'Isola mentre oggi in un momento fondamentale per il governo del territorio, quando vi è necessità di avere non solo il conforto e l'aiuto ma soprattutto un'azione sinergica di tutte le istituzioni primarie della Sardegna, ci si dimentica delle università - e dire che anche in Giunta l'università mi parrebbe rappresentata; questa è una dimenticanza che sinceramente non comprendiamo! - dei rappresentanti dei beni ambientali, delle sovrintendenze! Questa pianificazione deve rifarsi, anche se qualcuno non lo gradisce, alla disciplina dettata dal decreto legislativo Urbani, del Ministero dei beni culturali; quale certificazione può essere più idonea di quella fornita dai componenti nominati, appunto, direttamente dal Ministero in questo Osservatorio che, oltre a perseguire la qualità, deve anche verificare la sua conformità alle linee dettate da questo decreto Urbani?

Noi crediamo di aver dato un aiuto alla Giunta e alla maggioranza proponendo questo emendamento, parrebbe invece che questa pianificazione debba essere fatta non si sa da chi, o perlomeno quello si sa, ma non come, in che modo e con quali strutture. Questo vuol dire che evidentemente esistono già dei gruppi composti e compositi che, oltre sostenere politicamente questa Giunta, credono di poter trarre beneficio da eventuali consulenze, incarichi...

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Grazie Presidente. L'emendamento numero 40 rappresenta l'ennesimo tentativo di far rispettare il vostro programma di governo. Dico questo nella disattenzione più assoluta della Giunta, e a comprova di ciò che affermo vi leggo i passi del vostro più volte richiamato programma di governo e vorrei chiedere, sempre se si avrà la possibilità di avere una risposta, se quanto scritto negli articoli 1 e 2 di questa legge in materia di predisposizione del piano paesaggistico, su cui noi più volte abbiamo chiesto un coinvolgimento maggiore delle parti istituzionali e voi avete rifiutato qualsiasi tipo di apporto, corrisponda a quanto avete affermato in quel documento: "Un sistema regionale di competenze urbanistiche di piani non conflittuale, coerente con gli obiettivi e valori della pari dignità dei diversi livelli istituzionali e con un principio della sussidiarietà costruito attraverso un percorso di cooperazione istituzionale con i comuni e con le province, con l'assunzione e la garanzia del metodo della cooperazione urbanistica e della concertazione sociale con tutti i soggetti a diverso titolo interessati al piano".

Bene. Gli articoli 1 e 2 prevedono soltanto una figura istituzionale che propone, controlla, decide: la Giunta regionale. Avete rifiutato qualsiasi tipo di interlocuzione con altri livelli istituzionali, dagli enti locali alla provincia, al CTRU, organo tecnico della Giunta, per arrivare oggi, presumo, al rigetto anche della proposta di Osservatorio che coinvolge ancora, attraverso la nomina dei suoi componenti effettuata democraticamente, le varie istituzioni e tra le altre richiama le università sarde, l'Istituto nazionale di urbanistica e quant'altro. Allora c'è coerenza tra il vostro progetto programma di governo e quanto esplicitato nell'articolo 1 e 2? C'è una centralità assoluta, unica della Giunta: sistema monocratico di governo.

Queste sono le motivazioni per le quali voterò l'emendamento 40 e del perché continuo a non comprendervi. Tanto non vi comprendo che vorrei cambiare immediatamente argomento e dare qualche piccola, brevissima risposta, per far vedere che in qualche modo l'ho ascoltato, all'onorevole Cachia che ha descritto quanto avviene in quest'Aula come una tragicommedia. Io credo che l'attore principale di questa tragicommedia possa diventare lui. Perché dico questo, onorevole Cachia? Perché il suo intervento dimostra che per portare a buon fine un dialogo e un confronto bisogna essere in due e in questo caso mi sembra evidente che c'è la carenza del recettore perché evidentemente lei, spinto dal suo alto intervento in stile classico, classico anche nel senso che rivela la servile cultura meridionale, non ha compreso il benché minimo senso dell'intervento di apertura e di confronto con il Consiglio regionale che io ho fatto. Per cui io non avrò sicuramente il piacere di passare il Natale con lei, ma questo non era inteso in senso offensivo ma semplicemente per richiamare l'Aula ai tempi che la Sardegna ci richiede per un confronto leale, corretto e produttivo. Però comprendo la difficoltà da parte sua di recepire alcune di queste frasi e alcuni di questi inviti.

CACHIA (Insieme per la Sardegna). Non sono intelligente come lei!

CAPELLI (U.D.C.). Comunque coglieremo sempre di più gli inviti che ci state facendo per condurre avanti una sana, convinta e sempre più dura opposizione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanciu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANCIU (F.I.). A me come ad altri colleghi il compito di fare maggiori approfondimenti sugli emendamenti anche in qualità di vicepresidente della Commissione urbanistica. Ho già avuto modo di sottolineare il ruolo centrale che il paesaggio va assumendo rispetto alle istanze di trasformazione e che questo riflette la necessità di considerare il territorio quale sistema unitario per il quale vanno adottate strategie integrate di intervento, sicuramente per un periodo inferiore ai cinquecento anni, che assicurino la compatibilità delle trasformazioni; la nozione di qualità paesistica a cui si fa riferimento tiene conto delle reciproche relazioni esistenti tra componenti naturali ed antropiche, delle trasformazioni in atto nel territorio e conseguentemente dei suoi caratteri evolutivi. Il paesaggio non può essere considerato come semplice immagine della realtà, ma va inteso come espressione della complessità del reale e come tale richiede, senza tentennamento alcuno, la costituzione dell'Osservatorio regionale per la qualità del paesaggio al fine di perseguire gli obiettivi di qualità paesistica nell'esercizio dell'attività di tutela e valorizzazione.

Le attuali trasformazioni del territorio sono caratterizzate da una forte dinamicità che impone una costante verifica al fine di mantenere una forte integrazione tra le trasformazioni reali e le azioni di governo. E' opportuno verificare sul campo e quindi monitorare l'efficacia degli strumenti di regolamentazione delle trasformazioni territoriali attraverso l'osservazione degli effetti determinati dalle diverse politiche di settore, al fine di poterne eventualmente correggere in tempo utile gli effetti indesiderati e non prevedibili. Risulta indispensabile, quindi, l'istituzione dell'Osservatorio che, insieme al controllo della pianificazione fisica, si occupi anche dello stato dei vari paesaggi regionali che rappresentano il patrimonio della società regionale, il tratto distintivo della nostra storia e della nostra cultura. Un monitoraggio che, partendo dai valori condivisi, valuti quanto la politica di settore, e più in generale la programmazione dell'attività di tutela, si discostino o si avvicinino alla trasformazione o alla valorizzazione di tali identità.

Per quanto riguarda nello specifico la composizione dell'Osservatorio, potrà vedere al suo interno oltre ad esperti in materia paesistica ed ambientale designati dal Consiglio, dalla Giunta, dalle associazioni degli enti locali, anche la figura di docenti in rappresentanza delle università sarde, di rappresentanti della sezione sarda dell'INU.

Mi rivolgo quindi in particolare al Presidente ma anche all'Assessore, ma in modo particolare al Presidente che nel suo progetto politico, lo dico anche a Maninchedda che è uno stratega del progetto politico del Presidente, il Progetto Sardegna: nel vostro progetto politico vi siete circondati di tante intelligenze, alcune delle quali provenienti anche dal mondo universitario, per valorizzare in modo eterogeneo il vostro Gruppo politico: non pensate che questo emendamento debba trovare quindi ampio accoglimento, non stravolgendo il testo della legge ma arricchendolo in modo costruttivo? Annuncio il mio favorevole a quest'emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Grazie Presidente. Annuncio il mio voto favorevole all'emendamento 40. Io mi rivolgo principalmente agli amici di Progetto Sardegna; secondariamente all'amico segretario regionale del partito di maggioranza relativa, il partito più numeroso all'interno di quest'Aula, che in una sua dichiarazione ha detto di aver partecipato alla stesura del programma di Progetto Sardegna o meglio del Presidente Soru.

PIRISI (D.S.). Sardegna Insieme!

CAPPAI (U.D.C.). Di Progetto Sardegna. Leggo gli strumenti di cui...

(Interruzioni)

CAPPAI (U.D.C.). Ma insomma, ragazzi! Noi stiamo parlando di sviluppo economico, stiamo parlando di piano paesaggistico, stiamo parlando di coste, stiamo parlando di ambiente e nell'illustrare il programma il presidente Soru dice anche alcune cose che andrebbero rispettate in questa legge. Dice che per evitare che le scelte di breve periodo danneggiano le prospettive future la Regione sarda deve innanzitutto dotarsi, a livello legislativo, di regole certe e predefinite, nonché sul piano più operativo di un'autorità di coordinamento per il turismo sostenibile capace di governare la risorsa ambientale.

Andiamo ad esaminare il testo del disegno di legge e al comma 4 dell'articolo 2, questa maggioranza ci propone che "Al fine di conseguire l'aggiornamento periodico la Giunta provvede eccetera..." Quindi è sempre la Giunta che decide, è una contraddizione continua quella che si perpetua.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE PAOLO FADDA

(Segue CAPPAI.) Nel programma dite una cosa, nella legge ne proponete un'altra. Ed allora dico: non siete credibili; dovreste votare a favore di questo emendamento che è coerente con quello che avete scritto a pagina 23 del programma.

Io ringrazio l'Assessore che vedo che mi ascolta, probabilmente potrebbe fare maggiormente tesoro delle cose che stiamo dicendo. Ma a pagina 22 il presidente Soru e i suoi collaboratori, gli estensori di questo programma, dicono anche un'altra cosa, dicono che il Presidente farà quanto nelle sue competenze per istituire il Conservatore delle coste. Lo dichiara Soru. L'hai sognato, amico mio? Però nel testo di legge non è istituito neanche questo.

Allora mi chiedo: quanti di voi del centrosinistra che difendete a spada tratta questo disegno di legge, avete letto il programma e avete riflettuto su ciò che proponete col disegno di legge? Io vi invito a rileggervi l'uno e l'altro perché, ripeto, ci sono contraddizioni continue.

CUGINI (D.S.). E' il sistema corso

CAPPAI (U.D.C.). Allora non può il presidente Soru proporre una cosa agli elettori, se è vero che gli elettori l'hanno votato per il contenuto del suo programma, e poi nel primo atto vero che è quello su cui voi scommettete per questa legislatura, fare tutto il contrario di quello che ha scritto nel programma. Io vi invito a leggere il programma a pagina 22 e 23.

CUCCU (La Margherita-D.L.). E poi ci fai qualche lezione!

CAPPAI (U.D.C.). Io non do voti, vi invito a rileggere. Non ho mai fatto il professore, ho sempre fatto l'alunno e chi mi conosce lo sa. Molti in quest'Aula mi conoscono, ho sempre fatto l'alunno, qualche volta l'alunno ha superato anche il professore.

(Interruzioni)

CAPPAI (U.D.C.). Comunque ribadisco il mio voto favorevole a questo emendamento rinnovando al centrosinistra l'invito di votare anch'esso a favore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Grazie signor Presidente. I colleghi del centrodestra si sono lamentati perché poc'anzi il collega Cassano che come al solito è assente dall'Aula, sta parlando... Lo faccio notare, lo dico al collega Pisano, chiedo scusa, perché quando si muovono obiezioni bisogna essere conseguenti e coerenti. Lei non è sufficiente perché di voi è presente uno su quattro e avete cercato in tutti i modi di creare un supplemento di ostruzionismo.

Il Capogruppo della Margherita, l'onorevole Biancu, e noi tutti stiamo dimostrandovi che questi metodi sono dei metodi non accettabili, scorretti. Allora non possiamo accettare che da parte dei Riformatori, da parte del collega Cassano, vengano fatte queste prediche. È inaccettabile e devo anche dire che l'onorevole Cassano faceva parte della Commissione urbanistica - lo dico a voce bassa - ma appena ha visto i ritmi di lavoro di quella Commissione ha preferito andare a pensare le riforme da altre parti, cioè non dove si dovevano fare limitandosi ad ipotizzarle come al solito, collega Pisano.

Ebbene io, cari colleghi, credo che se veramente ci fosse una volontà, lo dico al collega Cappai, agli altri colleghi che hanno parlato di chiusure e così via, di confrontarci realmente sulle questioni specifiche che stiamo discutendo, da parte nostra c'è tutta la disponibilità. Non si può venire a raccontare qui, come ha fatto qualche collega del centrodestra, che nella Commissione non abbiamo voluto approfondire, non abbiamo voluto accettare nessuno degli emendamenti proposti. Gli emendamenti proposti sono stati una decina e in sostanza volevano riscrivere la legge riproponendoci il testo della proposta di legge che il centrodestra ha presentato. Siccome molti parlano non avendo vissuto le cose e qualcuno forse le ha vissute male, ho avuto la sensazione, dagli interventi fatti, che fossero comunque assenti, allora forse è il caso di ripristinare un minimo di correttezza e di verità sulle cose.

Non ho il tempo per poter fare tutto questo, però voglio ricordare una cosa: è stato proposto qui - Presidente non mi sto discostando dal contenuto dell'emendamento 40, stia tranquillo, perché ce l'ho ben presente il 40 e anche il 41 perchè sono da considerare insieme - l'emendamento numero 1 e il 42 sul quale è stato detto da parte di tutti voi, cari colleghi, che la sua approvazione sarebbe stata per voi una sorta di viatico per un confronto serio. Noi l'abbiamo fatto. Voi non siete stati conseguenti.

Noi abbiamo previsto, secondo la formulazione che ci è stata richiesta, un ruolo centrale del Consiglio regionale e voi invece non accedete al confronto perché c'è una strategia ostruzionistica da parte di qualcuno, che apparentemente vuol essere considerato colomba ma fondamentalmente è sempre falco, per il semplice motivo che deve comunque cercare di giustificare la propria sconfitta e il baratro nel quale è precipitato.

Cari colleghi, è un terreno che non ci porta da nessuna parte questo, però dateci atto che esistono delle questioni capziose che state sollevando, come il problema del Comitato tecnico regionale: è come se io dicessi al sindaco che deve essere scritto in legge che le osservazioni devono essere fatte al capo dell'ufficio tecnico. È ridicolo! Sono organi della Giunta, del Consiglio che verranno utilizzati tutti. Bisognerebbe aggiungere anche che non solo il Comitato regionale urbanistico, ma anche gli uffici degli Assessorati possono lavorare.

Presidente volevo fare una proposta, chiedo scusa, sugli emendamenti numero 40 e 41. Io chiedo ai colleghi che l'emendamento 40 venga ritirato, perché noi accetteremo, rivedendo anche il parere che abbiamo precedentemente espresso, l'emendamento numero 41.

Non voglio che ci venga mossa l'accusa di voler abusare o fare dei favoritismi, voglio semplicemente rappresentare all'Aula il fatto che l'osservatorio che viene proposto con l'emendamento 40 è diverso dall'osservatorio proposto nella P.L. 28 dei colleghi del centrodestra, allora noi chiediamo che venga ritirato l'emendamento 40 e proponiamo l'accoglimento dell'emendamento 41, che non è altro, in sostanza, che l'esplicitazione del comma quarto dell'articolo 132 del Codice Urbani. Noi, proprio per dimostrare che non abbiamo pregiudiziali di sorta, siamo disponibili all'accoglimento ma siccome c'è una differenza tra l'ipotesi di osservatorio che avete previsto nella vostra proposta di legge e quella che è contenuta, invece, nell'emendamento 40, vi chiediamo, cari colleghi, di ritirarlo e di far sì che poi questo osservatorio comunque venga messo in essere immediatamente.

PRESIDENTE. Credo che la proposta che ha fatto il collega Pirisi all'Aula sia abbastanza chiara. Se noi poniamo in votazione l'emendamento numero 40 e viene bocciato decade il 41, perché il 41 è agganciato al 40.

PILI (F.I.). Il numero 41 è tutta un'altra cosa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Dunque, l'emendamento numero 40 e l'emendamento numero 41 contengono due proposte che sono sicuramente considerabili nell'ambito dell'esigenza di dare all'Amministrazione regionale, nel processo di elaborazione e di approvazione del piano paesaggistico, due punti di riferimento, con carattere di osservatorio, per puntare a migliorare in qualche modo i contenuti della pianificazione. Però, almeno come prima risposta, non mi sentirei di dire che sono la stessa cosa. Credo, tra l'altro, essendo numerosi i presentatori, che sia opportuna, anche per noi, una sospensione di cinque, dieci minuti per valutare la proposta, perché possiamo anche pensarla diversamente su questa cosa, e poi riprende la discussione.

PRESIDENTE. Se non ci sono osservazioni accorderei i cinque minuti di sospensione che sono stati richiesti dal collega La Spisa. Dieci minuti. Riprendiamo i nostri lavori fra dieci minuti alle ore 19 e 30.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 19, viene ripresa alle ore 19 e 34.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Grazie Presidente. La proposta avanzata poc'anzi dal Presidente della Commissione urbanistica, onorevole Pirisi, di accorpare sostanzialmente gli emendamenti 40 e 41 è accoglibile integrando il secondo, cioè prevedendo tra i suoi compiti insieme al monitoraggio della pianificazione urbanistica, se ho capito bene quello accolto è il 41, anche quello della qualità del paesaggio.

Questo perché l'intento dell'emendamento era quello di introdurre, come elemento fondante dell'attività dell'osservatorio regionale, quello della verifica della qualità del passaggio come elemento non di quantità, ma di qualità stessa dell'intervento della pianificazione paesaggistica, della tutela e della valorizzazione ambientale. Quindi, in questa direzione noi siamo disponibili ad accogliere questa formulazione e passare direttamente all'esame dell'emendamento 41 con questa integrazione.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Pili. Chiederei al relatore e alla Giunta formalmente se condividono o meno la proposta di sintesi che ha fatto l'onorevole Pili. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi, relatore.

PIRISI (D.S.), relatore. Presidente, la proposta è accolta perché è evidente che nella proposta che è stata avanzata, nel disegno di legge della Giunta e nel dibattito che c'è stato, lo dico all'onorevole Pili comunque e a tutti i colleghi del centrodestra, che noi siamo assolutamente favorevoli a che si metta in campo tutto ciò che è utile per salvaguardare l'ambiente ed il nostro paesaggio.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. La Giunta lo accoglie.

PRESIDENTE. Allora, il 40 viene ritirato. Poniamo in votazione l'emendamento 41 con la modifica orale che è stata avanzata dall'onorevole Pili, inserendo dopo le parole "dell'attività di pianificazione urbanistica, generale ed attuativa," le parole "e qualità del passaggio".

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Dichiaro il voto favorevole a questo emendamento che è il 41, modificato così come d'accordo, in modo da integrarlo con l'obiettivo che era posto e contenuto nell'emendamento numero 40. Il voto favorevole è motivato dal fatto che un osservatorio può essere sicuramente un utile strumento di approfondimento sui contenuti della pianificazione, uno strumento che assicuri un'occasione di approfondimento e di confronto preliminare, poi sta alla discrezionalità della Giunta utilizzarlo come e quando ritiene opportuno. Quindi, un utile strumento per approfondire preventivamente i contenuti dell'attività pianificatoria e dall'altra anche la sottolineatura invece contenuta principalmente nell'emendamento 41, che è quella di avviare e di istituire un organismo di elaborazione continua, di confronto, di monitoraggio, così come spesso si dice, sull'attività pianificatoria di tutti i livelli istituzionali, da quello regionale a quello locale.

Potrebbe anche essere uno strumento attraverso cui, in qualche modo, recuperare i contributi preventivamente avanzati da parte degli enti locali, dipende molto dalla buona volontà, dall'intelligenza, dall'apertura con cui il governo regionale utilizza questi strumenti. Dico anche per inciso, ma in maniera molto determinata, che di osservatori e commissioni ce ne sono tanti in Regione come negli enti locali, e molto spesso non funzionano o non funzionano adeguatamente. Io sottolineo il fatto che non funzionano quegli organismi che o non vengono convocati, oppure non vengono in realtà motivati ad andare a fondo sulle realtà che sono sottoposte al loro monitoraggio. L'esperienza fatta in altre fasi del governo regionale dimostra che in certi casi questi strumenti sono utilissimi.

Termino la mia dichiarazione di voto con un riferimento al Codice Urbani che riguardo al tema della salvaguardia dei valori del paesaggio ed anche alla definizione dei beni paesaggistici, dice, con una definizione normativa molto importante, che per paesaggio si intende una parte omogenea di territorio i cui carattere derivano dalla natura, dalla storia umana o dalle reciproche interrelazioni.Questo significa che uno studio serio sul valore, sulla qualità del paesaggio a nostro parere potrebbe anche portare a superare certi luoghi comuni, attraverso cui si esprimono gli opposti integralismi in materia di politica urbanistica e del paesaggio che vanno dalla conservazione più assoluta alla assoluta, invece, deregulation nella disciplina delle attività positive di edificazione.

Il Codice dice che per paesaggio si intendono le parti omogenee di territorio i cui caratteri derivano sia dalla natura, ma anche dalla storia umana. Provocatoriamente direi: le torri medievali, non so se siano spagnole o di quale origine dal punto di vista della nazione, edificate nei promontori delle nostre coste, sono uno scempio? E se, quindi, nel 2504 qualche cosa ancora sulle coste potrà esserci, il fatto che non sia considerato uno scempio e che si possa definire compatibile con l'ambiente, dipende esattamente dalla qualità del lavoro che sapremo fare, che sapranno fare il Consiglio e la Giunta senza un pregiudiziale giudizio negativo su tutto quello che è stato fatto e su tutto quello che si potrà ancora fare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Rif. Sardi). Noi votiamo a favore dell'emendamento 41, così come modificato tramite l'accoglimento degli obiettivi che erano previsti anche all'interno dell'emendamento 40. Anche se ci sembra che il metodo resti farraginoso riteniamo che aver accolto questo emendamento sia un passo avanti importante.

Ha ragione il collega La Spisa, questo emendamento, anzi questi due emendamenti accorpati, sembrano due emendamenti sostanzialmente di poco conto nel contesto complessivo della legge, invece probabilmente il collega Pirisi, con la sensibilità che spesso usa, ha colto che possono essere due emendamenti che consentono quel raccordo e quella partecipazione alla gestione del territorio da parte delle rappresentanze della società sarda, che sono importanti per il funzionamento della legge e che noi varie volte in quest'Aula abbiamo detto di perseguire. Nel senso che anche quando abbiamo parlato dei meccanismi di controllo, della terzietà, di chi avrebbe dovuto verificare la compatibilità tra la programmazione e il piano, sottolineando l'esigenza che non fosse lo stesso potere politico che attuasse questa verifica, ma che fosse un organismo di carattere tecnico, in realtà il messaggio era sempre lo stesso, cioè creiamo degli anelli di raccordo con la società, che posso essere rappresentati dagli ordini professionali, possono essere rappresentati dagli enti locali, possono essere rappresentati da quelle istituzioni che sono ricordate dagli emendamenti numero 40 e 41, che di per sé non costituiscono per forza la garanzia del buon funzionamento della legge, nel senso che sappiamo tutti che lo stesso tipo di comitato può avere un'utilità diversa a seconda di come viene impostato il suo funzionamento, la nomina dei suoi componenti, a seconda di quelle che sono le funzioni che gli vengono assegnate, però è evidente che noi sentiamo che in questo momento stiamo entrando in una nuova fase della politica regionale, quindi stiamo entrando in una fase della politica regionale in cui riteniamo che i comitati non siano più dei comitati da gettone di presenza, ma che stiano diventando dei comitati veri, cioè dei comitati di partecipazione reale. Cioè stiano diventando degli strumenti reali di governo complessivo della politica regionale. Noi vogliamo crederci, collega Pirisi, che stiamo entrando in questa fase. Allora, non pensiamo che voi abbiate colto la possibilità di istituire un carrozzone dove mettere amici vostri, noi pensiamo il contrario. Quindi, siamo convinti che ci sia da parte vostra la buonafede e la convinzione che realmente attraverso questi strumenti noi riusciamo a creare quei raccordi con la società sarda che ci consentono anche di superare delle spigolosità che altrimenti ci sarebbero, probabilmente, nell'approvazione della legge e che consentano anche di mettere a regime la legge.

Nel senso che è possibile che ci siano delle cose che in itinere ci accorgiamo che necessitano di cambiamenti, noi sosteniamo che siano tante, voi sostenete che siano poche. Magari la presenza di questi strumenti di raccordo con gli enti locali, con gli ordini professionali, con la società civile, fra virgolette, nel suo complesso, ci possono consentire di migliorare anche in itinere quello che dalla legge scaturirà.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento 41. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non approva alzi la mano.

(E' approvato)

Prima di passare all'emendamento numero 55, siccome si sta andando, e devo dare atto all'opposizione, con una certa velocità, se dovessimo terminare l'articolo 2 potremmo chiudere la seduta.

Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Presidente potrebbe esplicitare meglio questa sua proposta?

PRESIDENTE. Sì, onorevole Pili. Noi avevamo due emendamenti, il 40 e il 41, e saremmo dovuto rimanere, secondo i ritmi sino ad oggi messi in atto, sino alle 23.00 - 23 e 30, se noi dovessimo completare l'esame degli emendamenti all'articolo 2 termineremmo i nostri lavori e andremmo a domani mattina alle ore 9.30; alle 10.00.

Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). È in discussione l'emendamento 55 sul quale io personalmente annuncio il mio voto favorevole. Credo che ci fosse un'ipotesi di accoglimento anche da parte del Presidente della Commissione. Questo riguarda il termine dei dodici mesi indicato in legge, dato ai comuni per approvare il piano urbanistico comunale.

La richiesta che viene fatta è di far decorrere i dodici mesi dal momento in cui i comuni hanno ricevuto il decreto, e sottolineo questo perché resti a verbale ai fini dell'interpretazione autentica dell'emendamento, di stanziamento delle risorse finanziarie, quindi al momento dell'effettiva erogazione delle risorse che sono previste in legge per l'adeguamento del piano urbanistico comunale al piano paesaggistico regionale. Questo per non incorrere in una duplice sanzione che più volte abbiamo richiamato in quest'Aula, cioè che vi sia la possibilità di "consumare" i dodici mesi a disposizione senza aver adempiuto all'obbligo di effettivo adeguamento per la mancanza delle risorse finanziarie.

Quindi, per questo motivo voteremo a favore, considerato che nell'impianto della legge i comuni, che sono stati più volte sacrificati, non abbiano anche a patire l'assenza delle risorse finanziarie che hanno già dovuto abbondantemente anticipare, per il 25-30 per cento, per l'adeguamento dei PUC ai vecchi PTP. Quindi, per questi motivi voteremo a favore di quest'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori. In relazione alla sua proposta di interrompere alla conclusione dell'esame di questi due emendamenti. Io penso che per i lavori di stasera questa proposta possa essere accolta, anche perché avremmo forse chiesto noi stessi, successivamente alla votazione di questi emendamenti, un'interruzione per poter procedere ad una interlocuzione di cui abbiamo bisogno come coalizione. Però ritengo che debba considerarsi un'eccezione e che comunque l'organizzazione dei lavori, lo dico con molto garbo ovviamente, debba essere sempre e comunque affidata alla Conferenza dei Capigruppo.

Quindi, per quanto mi riguarda, per oggi sono d'accordo sulla proposta di sospensione dopo l'approvazione di questi emendamenti, però manterrei intatto il programma di lavoro già concordato che prevede la ripresa per le 9 e 30 di domani e per domani ritengo necessario mantenere l'orario già programmato: 9 e 30 - 14.00, ripresa alle 16.00, interruzione alle 21.00, ripresa alle 22.00 sino alle 0.3, salvo una diversa programmazione dei lavori che, ovviamente domani, potrà essere definita e concordata in sede di Conferenza dei Capigruppo.

Quindi, per oggi credo di poter dichiarare che concordo con l'esigenza di interrompere i lavori dopo l'approvazione degli emendamenti aggiuntivi all'articolo 2, perché ripeto anche noi avvertiamo l'esigenza di fare una riflessione al nostro interno, però proporrei la ripresa domani alle 9 e 30.

PRESIDENTE. Onorevole Marrocu il Presidente ha già concordato la ripresa alle ore 10.00, quindi si riprende alle ore 10.00 di domani mattina.

(Interruzione del consigliere Marrocu)

PRESIDENTE. Proseguendo con la programmazione. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 55. Chi lo approva alzi la mano? (Viene richiesta la controprova) Chi è contrario alzi la mano? Chi si astiene?

(È approvato)

PRESIDENTE. Emendamento numero 56. Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Dichiaro che voterò a favore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Io inviterei i colleghi a ritirare questo emendamento.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 56. Chi lo approva alzi la mano? (Viene richiesta la controprova.) Chi è contrario?

(Non è approvato)

L'emendamento numero 43 è decaduto.

I lavori riprenderanno domani mattina alle ore 10.00. Alle ore 9.30 si riunirà la Conferenza dei Capigruppo.

La seduta è tolta alle ore 19 e 56.



Allegati seduta

XXXVII SEDUTA

Mercoledì 10 novembre 2004

Presidenza del Vicepresidente FADDA

indi

del Presidente SPISSU

indi

del Vicepresidente FADDA

La seduta è aperta alle ore 10 e 41.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 7 novembre 2004, che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri Masia, Licandro e Giorico hanno chiesto rispettivamente un giorno, tre giorni e sei giorni di congedo a far data dal 10 novembre 2004. Se non ci sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza le seguenti proposte di legge:

PISU - AMADU - CALIGARIS - SANJUST - CASSANO - CERINA - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - SANNA Franco - SANNA Simonetta: "Istituzione del Comitato regionale per le comunicazioni della Sardegna (CORECOM). (54)

(Pervenuta il 3 novembre 2004 ed assegnata alla seconda Commissione.)

BALIA - CALIGARIS - IBBA - MASIA: "Norme per l'utilizzo della carta riciclata e per la raccolta differenziata della carta di rifiuto negli uffici pubblici regionali. (55)

(Pervenuta il 4 novembre 2004 ed assegnata alla quinta Commissione.)

BALIA - MANICHEDDA - CORRIAS - CUCCU Giuseppe - CUGINI - ORRU' - SANNA Francesco - URAS: "Norme generali sul referendum. (56)

(Pervenuta il 7 novembre 2004 ed assegnata alla prima Commissione.)

FLORIS Vincenzo - MARROCU - BARRACCIU - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - CORRIAS - CUGINI - LAI - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PIRISI - SANNA Alberto - SANNA Franco: "Testo unico degli interventi regionali a sostegno delle attività produttive". (57)

(Pervenuta il 7 novembre 2004 ed assegnata alla sesta Commissione.)

PACIFICO - MASIA - PISU - ADDIS - CALIGARIS - CERINA - COCCO - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - IBBA - LAI - LANZI - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA: "Proposta di legge sulla tutela del diritto alla salute dei detenuti e degli internati negli Istituti penitenziari ubicati in Sardegna". (58)

(Pervenuta l'8 novembre 2004 ed assegnata alla settima Commissione.)

PACIFICO - MASIA - PISU - ADDIS - CALIGARIS - CERINA - COCCO - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - IBBA - LAI - LANZI - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA: "Istituzione dell'Autorità garante delle persone private della libertà personale". (59)

(Pervenuta l'8 novembre 2004 ed assegnata alla seconda Commissione.)

Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato del disegno di legge "Norme urgenti di provvisoria salvaguardia per la pianificazione paesistica e la tutela del territorio regionale" (20/A), della proposta di legge Balia - Masia: "Norme in materia di pianificazione paesistica, gestione del vincolo paesaggistico di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004 n. 42 ed alla legge regionale n. 45 del 1989 e successive modifiche e provvisorie misure di salvaguardia paesistico-ambientale" (24/A) e della proposta di legge Milia - Onida - Biancareddu - Pili - La Spisa - Sanciu - Lombardo - Sanjust - Sanna Paolo Terzo - Petrini - Rassu - Licandro - Capelli - Oppi - Amadu - Cuccu - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo - Ladu - Pisano - Diana - Murgioni - Randazzo - Cappai - Dedoni - Vargiu - Cassano: "Modifiche ed integrazioni alla Legge regionale 22 dicembre 1989, n. 45, recante: Norme per l'uso e la tutela del territorio regionale" (28/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato del disegno di legge numero 20/A e delle proposte di legge numero 24/A e 28/A. Siamo all'emendamento numero 58.

Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Signor Presidente, intervengo per dichiarare il mio voto favorevole a questo emendamento che ripropone in termini diretti l'intervento delle autonomie locali nel governo della pianificazione territoriale e in particolar modo nella predisposizione del Piano territoriale paesaggistico regionale. Abbiamo inteso, con questo emendamento, proporre una visione della Regione non centralistica, ma capace di raccogliere le indicazioni che verranno dai territori, cosa che è assolutamente dimenticata dalla proposta di legge. Però, nel votare a favore di questo emendamento, credo che sia doveroso non dimenticare quello che è successo stamani alle 2 del mattino, quando due fulgidi interventi, quello del Presidente della Regione e quello dell'onorevole Cugini, che voi ricorderete, in altri tempi si erano scambiati "apprezzamenti" reciproci e che durante la notte, invece, hanno dato corso a una prova d'amore, hanno difeso ad oltranza questo testo in modo davvero privo di qualsiasi contegno. Si è arrivati alle parole dell'onorevole Cugini, che ha rievocato ben più famose copiature, cercando di dimostrare, se ce ne fosse ancora bisogno, la scarsa concretezza dei suoi ragionamenti. L'onorevole Cugini, che nella storia autonomistica sarà ricordato sicuramente come il segretario più divertente della sinistra, è stato anche il segretario che, negli ultimi cinquant'anni, ha fatto perdere più voti al suo partito.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Pili, continui.

PILI (F.I.). E, così come dicevo, abbiamo assistito alla sfiducia nei confronti dell'Assessore della programmazione, avvenuta anch'essa durante la notte, quando un lungimirante Presidente della Regione ha tracciato un DPEF per i prossimi cinquecento anni! E' evidente che quando si assiste...

(Interruzioni)

PILI (F. I.). Onorevole Cugini e onorevole Pirisi, la vostra rilassatezza è assolutamente motivo di buonumore anche di buon mattino e quindi noi la accogliamo come tale, sapendo che siete persone ironiche, capaci non soltanto di far ridere, ma anche di sorridere.

Credo davvero che questo emendamento che è proposto all'attenzione del Consiglio faccia rimettere un po' i piedi per terra a chi è abituato a sognare con la testa per aria. La necessità che i comuni svolgano un ruolo attivo nel governo della pianificazione è davvero uno degli elementi cardine della proposta che stiamo cercando di avanzare a questo Consiglio. Ma se sono vere le dichiarazioni di ieri del Presidente della Regione, cioè che non si cambia nulla, parole testuali, è evidente che siamo portati, per analogia, con un ragionamento assolutamente diverso, con presupposti assolutamente diversi, a perseguire la strada della necessità di lasciare agli atti di questo Consiglio le posizioni di ognuno di noi, sperando che i vincoli forti che sono stati richiamati stanotte in quest'Aula, segnino davvero una presa di coscienza del popolo sardo, che possa valutare con più compiutezza, con maggiore convincimento, i principi devastanti per lo sviluppo economico della Sardegna contenuti in questa legge: principi senza equilibrio, senza capacità di analisi economica, principi di un progetto che non tiene in alcun modo conto della società dei sardi che vivono oggi, che vivranno domani e non fra cinquecento anni, che certamente non può essere pianificata con una legge che si approva nel 2004.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Vorrei dire due cose a proposito specificamente dell'emendamento numero 58, che quando è stato da noi steso ci ha portato proprio a riflettere su questo fatto e cioè che alcune delle nostre proposte dovevano corrispondere a un'esigenza reale. Io mi rivolgo ai colleghi e anche all'Assessore su questo punto, perché credo che possa essere più facilmente compreso anche che questo non è un emendamento di disturbo, ma è uno di quegli emendamenti che hanno almeno l'intenzione, più o meno riuscita, di porre un problema reale, serio, cioè se nel procedimento di elaborazione del Piano paesaggistico, si parte già con un piano che è elaborato a tavolino, predisposto in una serie di stanze o della pubblica amministrazione o di studi professionali facenti capo alla Regione, se proprio l'atto più rilevante sulla gestione del governo del territorio a livello regionale, che ha un'incidenza sul territorio evidentemente molto forte, sarà predisposto secondo la procedura disegnata nell'articolo 2, sicuramente agirà in maniera facilmente indiscriminata. Ma è possibile che non si possa almeno cercare di capire dai protagonisti della gestione del territorio, attraverso una preventiva consultazione - che non sia quella finta, che tutti conosciamo, delle grandi assemblee, degli incontri con tutti i sindaci, i soggetti locali in cui ciascuno, tutto sommato, porta tutte le grandi valutazioni che vanno dalla A alla Z delle problematiche esistenti sul territorio - il lavoro da loro svolto in questa materia, cioè: "Abbiamo fatto nella politica urbanistica del nostro comune queste cose, abbiamo i nostri piani urbanistici, gli strumenti urbanistici di livello generale a questo punto, quelli di tipo attuativo a quest'altro, abbiamo un problema, abbiamo fatto un'analisi dello sviluppo economico che ci porta a dire che bisogna sviluppare più in questo settore produttivo piuttosto che in un altro". E' così irrealistico pensare di perdere sessanta giorni o trenta, quel che volete voi, per dare agli amministratori locali la possibilità di dire a che punto è la gestione del territorio degli ambiti territoriali di loro competenza? Questa è una proposta, credo di contenuto, che sicuramente migliorerebbe la legge, sicuramente darebbe a voi stessi anche la possibilità, quanto meno, di dimostrare agli enti locali, la disponibilità, la voglia di sentirli, ma di sentirli non in maniera formale, cosa che non produce effetti nelle decisioni che contano, ma una disponibilità a sentirli preventivamente per dire: "Abbiamo diciotto mesi di tempo per l'approvazione, l'adozione dei piani paesaggistici? Dedichiamo qualche giorno, qualche settimana, per acquisire documenti". Non arriveranno da tutte le centinaia di comuni della Sardegna, arriveranno forse da dieci, da venti, da cinquanta comuni documenti ben fatti che indicano lo stato dell'arte nella politica territoriale? Sarebbe comunque un contributo prezioso per voi e per tutta la Sardegna, per noi del Consiglio regionale e per voi della Giunta regionale che dovete elaborare e adottare l'atto. Sarebbe comunque un segnale interessantissimo della volontà di conoscere davvero cosa accade capillarmente sul territorio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, questo emendamento, che praticamente mira a migliorare il testo di legge presentato dalla maggioranza, ha un obiettivo preciso, che è quello di un maggiore coinvolgimento degli enti locali, in particolare dei comuni. Questo perché noi - l'abbiamo già detto in premessa - riteniamo che il testo della legge sia troppo centralistico, non solo perché, come abbiamo avuto modo di sostenere anche ieri, c'è un ridotto coinvolgimento del Consiglio regionale, che secondo me è un limite della legge stessa; noi riteniamo che coinvolgendo i comuni e dando loro la possibilità di intervenire relazionando sulla situazione del proprio territorio, credo che ciò arricchisca la legge stessa, si offra a chi emette i provvedimenti, una serie di dati utili al miglioramento stesso della legge, ma soprattutto ad una più approfondita conoscenza della situazione urbanistica in tutti i comuni della Sardegna e in modo particolare della situazione relativa alle aree più pregiate oggi presenti in questi comuni.

D'altronde, voglio dire, è un'opzione che si offre, si danno sessanta giorni di tempo ai comuni, non vi è un obbligo per essi di avanzare proposte, e i comuni entro questi sessanta giorni hanno la possibilità di fare una proposta, di fare un esame più approfondito della situazione e, naturalmente, poi la Regione, a seconda delle situazioni che sono diversificate da zona a zona, e dico da comune a comune, perché bisogna dire che oggi praticamente ci sono comuni che hanno esaurito tutte le cubature, che hanno praticamente costruito tutto, mentre in altre situazioni ci sono ampi spazi ancora da sfruttare, pertanto quei comuni potrebbero avere delle grandi possibilità e quindi noi dobbiamo mettere i comuni nelle condizioni di recuperare il tempo perduto, soprattutto in quelle zone in cui per tutta una serie di motivazioni non hanno avuto la possibilità di fare interventi prima di adesso. Pertanto io credo che questo sia un modo importante e significativo per rimettere questi comuni nelle condizioni di poter concorrere alla programmazione regionale, che in questo caso è soprattutto programmazione comunale, e però, voglio dire, stiamo dando una chance in più a questi comuni, mi riferisco soprattutto a quelli che sono rimasti indietro.

Io mi pongo veramente il problema di una situazione che, se la legge dovesse passare così com'è, vedrebbe appunto soltanto il 20 per cento dei comuni che possono camminare e correre come dovrebbero, mentre l'80 per cento dei comuni rimarrebbe indietro. Allora questo è un problema che si deve porre questo Consiglio regionale. L'80 per cento dei comuni costieri, che probabilmente per quattro anni dovranno rimanere bloccati, non potranno sviluppare, non potranno programmare il proprio territorio, questo è un fatto che ci dovrebbe far riflettere e, per dire la verità, ci preoccupa anche.

Credo che comunque questo sia un segnale da dare, più che a questo Consiglio, ai comuni offrendo loro la possibilità di un maggiore coinvolgimento che serve anche a completare la programmazione della Regione stessa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Signor Presidente del Consiglio, signor Assessore, onorevoli colleghi, preliminarmente intendo chiedere scusa ai miei colleghi dell'opposizione per il voto che distrattamente ho espresso ieri al termine della giornata di lavori, me ne dolgo sinceramente. E me ne dolgo tanto più che è stato espresso dopo aver sentito il Presidente della Regione, che dopo una premessa, secondo me condivisibilissima, sullo stato di abbandono, di degrado dei nostri paesi - dovuto in parte all'incolpevole ignoranza degli amministratori locali di allora, ma in parte anche alla mancanza di una programmazione regionale, perché il problema non è di oggi - è arrivato a delle considerazioni che suonano offensive per quest'Aula. E anche di questo mi dolgo moltissimo, perché non si può pensare di essere i depositari di tutto lo scibile, di tutto il sapere e di avere la capacità di fare il meglio sempre e comunque e rifiutare aprioristicamente la collaborazione e i suggerimenti dell'opposizione, che talora possono essere scartati, ma tal altra debbono essere accettati quando si fa politica. Comunque, tant'è.

Entriamo nel merito dell'emendamento 58, che intende rendere i comuni partecipi della programmazione nel proprio territorio, fornendo dati e proposte, che devono partire dal basso, alla redazione di un piano paesistico regionale. Come non prendere in considerazione un emendamento di questo tipo? Com'è pensabile che si abbia la presunzione di redigere un piano paesistico e di avere la conoscenza di ciò che è da tutelare in un paese - alle volte non basta una vita per chi ci abita, per persone di qualità, per amministratori che si dedicano con sacrificio per decenni all'amministrazione della cosa pubblica - inviando dal Consiglio regionale un tecnico o chiunque si voglia inviare e pensando in questo modo di fare il massimo per quella comunità.

Io credo che sia un qualcosa di impossibile, signor Presidente, onorevoli colleghi, ecco perché a questo emendamento bisognerebbe aggiungere altri emendamenti, che prevedano che gli organi istituzionali che hanno competenza in materia di programmazione nel territorio, decidano quali suggerimenti dare a un Consiglio regionale, a una Giunta regionale distratta, a una Giunta regionale sorda e cieca che non vuole né vedere né sentire le ragioni degli altri. Questa è la negazione della politica, onorevoli colleghi. Non è assolutamente tollerabile un atteggiamento come quello assunto dal presidente Soru ieri, perché questo atteggiamento che suona di presunzione ed è offensivo nei confronti degli altri, presuppone sempre che si abbia un'altissima concezione di sé stessi e una pessima concezione degli altri. Da questa parte non c'è soltanto ignoranza e affarismo. Da questa parte esiste altrettanta intelligenza, altrettanta attenzione, altrettanta sensibilità della maggioranza e della Giunta ai temi dell'ecologia, ai temi del paesaggio, ai temi della politica, e quindi un atteggiamento come quello del presidente Soru è assolutamente censurabile. Se poi volesse venire in Aula ad affrontare un dibattito con noi su questi temi, anche terminata questa legge, io credo che avrebbe modo di ricredersi il presidente Soru.

Vedo che comunque il mio tempo è finito, mi dispiace di aver abusato anche per pochi secondi, però sinceramente queste cose andavano dette.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Signor Presidente del Consiglio, assessore Sanna, colleghi, io credo che questo sia proprio un emendamento che suggerisce fattivamente e positivamente uno strumento per rendere compiuta l'istruttoria. In questi giorni ho letto le varie proposte di legge che erano state presentate in Commissione. Non nascondo che la proposta numero 28, la proposta numero 11, ma anche il disegno di legge numero 20 disciplinavano in modo completo l'iter di pianificazione. Bene, in tutte e tre, ma principalmente nella proposta di legge numero 11, mi ricordo, all'articolo 6, venivano proprio coinvolti, in una concertazione univoca, gli enti locali in modo tale che le loro proposte risultavano essere indispensabili ed erano alla base pianificazione. Ecco, in questo caso, dal momento che innanzitutto c'è un numero limitato di comuni, mi sembra che siano in totale 380, la legge coinvolgerà una settantina di comuni costieri, però io credo anche un pari numero di comuni non costieri, credo che la Giunta, che è l'esecutivo che darà poi il via allo strumento vero e proprio di pianificazione territoriale, non possa fare a meno dell'apporto indispensabile, vuoi per la conoscenza del territorio, vuoi perché le amministrazioni in questi decenni hanno man mano aggiornato i loro strumenti urbanistici, vuoi per la diversificazione delle realtà economiche e sociali delle varie zone dell'Isola, proposto con l'emendamento numero 28, cioè una relazione compiuta sullo stato del territorio, con particolare riferimento chiaramente agli strumenti urbanistici vigenti, dove appunto vengono indicati i siti con particolare rilevanza ambientale storica, archeologica, architettonica e quindi culturale. Probabilmente è nell'intenzione stessa della Giunta fare questo una volta approvato questo strumento e ancor prima di redigere il Piano paesaggistico territoriale, ma non sarebbe male, anzi, sarebbe, riteniamo, indispensabile e opportuno che ciò fosse previsto dalla legge, affinché gli amministratori e i comuni già si preoccupino di attuare questa norma entro i sessanta giorni di tempo previsti.

Ecco perché voterò a favore di questo emendamento, che non stravolge in alcun modo la pianificazione paesaggistica, bensì la integra fattivamente e costruttivamente. Invito quindi i colleghi della maggioranza a pensarci e a vedere se in questo caso non sia possibile e utile integrare con questo emendamento la legge in esame.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANJUST (F.I.). Non vorrei che dovessero passare altri otto o nove giorni prima di aprire una riflessione positiva tra i banchi del centrosinistra su un emendamento presentato da noi. Mi auguro che questo avvenga molto prima, che avvenga da oggi, che avvenga da adesso, collega Pirisi. Penso che nessuno possa dire che questo sia un emendamento che vada contro il sistema previsto dalla legge; penso che nessuno possa dire che questo sia un emendamento che voglia far perdere del tempo una volta approvata questa legge, ma sono assolutamente convinto del fatto che invece sia un emendamento, un contributo, come l'ho voluto chiamare ieri, della opposizione per cercare di far capire quanto sia importante la cooperazione, che questo Consiglio regionale deve assolutamente avere in una materia come questa, con le autonomie locali. Gli interventi dei giorni scorsi, fatti da autorevoli colleghi, che, tra l'altro, hanno anche il piacevolissimo compito di essere sindaci delle loro realtà, a me personalmente hanno colpito in alcune delle loro parti, e precisamente quando mi hanno fatto conoscere certe zone, certe caratteristiche, certe peculiarità del loro territorio che mai, probabilmente, sarei riuscito a conoscere se non dalla viva voce di chi vive in quei territori, nelle loro parti anche più remote, più anguste, più nascoste. E questo è un altro dei motivi, a mio parere forse il motivo cardine, che mi spinge ad avallare questo emendamento; come si può non tener conto di chi conosce in una maniera assolutamente attenta tutte le parti del proprio territorio? Come si può non tener conto di chi non può far altro, con le sue conoscenze, con le conoscenze dell'intero Consiglio comunale al quale appartiene, che dare un contributo fattivo per il miglioramento di questa legge? Queste motivazioni, mi creda, onorevole Pirisi, mi creda Assessore, non sono fatte per perdere i cinque minuti a disposizione per poterle illustrare, ma sono veramente fatte per migliorare questa legge che, come ha detto il presidente Soru, ieri - anche se era sera tardi penso che fosse assolutamente lucido nel suo ragionamento - è da migliorare, è sicuramente da migliorare, è perfettibile come tutte le cose. Questo è un emendamento che dà la possibilità a tutti noi di migliorare la legge.

Ripeto, prima di terminare, l'invito e l'appello fatto all'inizio: non aspettiamo altri otto o nove giorni prima di veder approvato, prima di veder recepito un suggerimento, un consiglio, un contributo che il centrodestra sta cercando di dare a questa legge.

PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Milia, per gentilezza, dichiarate subito il voto, perché dal ragionamento alcune volte non si riesce a comprendere come voterete.

SANJUST (F.I.). Favorevole.

PRESIDENTE. La ringrazio. Ha domandato di parlare il consigliere Milia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Milia (F.I.). Signor Presidente, preliminarmente, vista l'Aula, al di là della sonnolenza che attanaglia un po' tutti, chiederei la verifica del numero legale se fosse possibile, ai termini del Regolamento.

PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri CAPPAI, AMADU, LA SPISA, SANJUST.)

Prima verifica del numero legale

PRESIDENTE. Sono trascorsi dieci minuti dall'inizio della seduta. Procediamo alla verifica del numero legale con procedimento elettronico.

Risultato della verifica

PRESIDENTE. Sono presenti 43 consiglieri, quindi c'è il numero legale.

(Sono presenti i consiglieri: ADDIS - ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Mario - FLORIS Vincenzo - GESSA - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MATTANA - MILIA - ONIDA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SCARPA - SECCI - SERRA - URAS.)

Ha domandato di parlare il consigliere Milia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Milia (F.I.). Grazie, Presidente, chiedo scusa all'Aula, ma credo che questo emendamento di cui discutiamo abbia non tanto nella forma quanto nella sostanza una... Presidente, io non riesco a...

PRESIDENTE. Ha ragione lei, onorevole.

Milia (F.I.). Abbia non tanto nella forma quanto nella sostanza un'importanza rilevantissima. Mi fa recuperare, Presidente?

PRESIDENTE. Sì. Ecco, io permetterò adesso al collega Milia di recuperare il tempo che gli avete fatto perdere. Invito i colleghi, anche quelli della sua coalizione a fare silenzio, anzi, se il collega Cappai non va fuori non la faccio neanche recuperare, perché chi stava disturbando era lui.

Milia (F.I.). Io non ho nemmeno guardato chi disturbava.

PRESIDENTE. Sto guardando io. Lei sa che io sono molto attento, comunque recuperiamo questi pochi secondi.

Milia (F. I.). Grazie. Dicevo, sostanza e non forma, perché se due indizi fanno una prova mi pare che in questa legge di indizi in direzione opposta a quella che è la volontà espressa col nostro emendamento ve ne siano anche troppi, ve ne siano anche troppi in relazione al ruolo non solo che gli enti locali debbono svolgere nella pianificazione, ma a un ruolo generale che viene di fatto conculcato in tutto questo disegno di legge, quasi non si volesse disturbare il manovratore. Io arrivo alle conclusioni: non vorrei che in viale Trento ci fosse un unico architetto che decidesse un domani, a seconda dei suoi estri e dei suoi umori, se magari la pineta di Maria Pia di Alghero non possa avere uno sviluppo turistico, se le coste di Villanova Monteleone debbano rimanere così per il resto dei secoli, dei millenni, e se la partecipazione debba essere impedita, in contrasto con quanto prevede l'articolo 118 della Costituzione, perché, cari amici della maggioranza, se voi avete deciso di abdicare a qualsiasi tipo di ruolo, e insieme a voi pensate che debbano abdicare anche le amministrazioni locali, noi a questo ragionamento non ci stiamo. L'articolo 118 della Costituzione dice che il Comune è il soggetto primario del governo del territorio ed esercita le proprie funzioni. Questa è la sostanza dell'articolo 118 della Costituzione. Qua mi pare che se l'indirizzo è quello che abbiamo ascoltato ieri alle due di notte, fra un po' si provvederà a presentare anche una legge costituzionale da parte di questo Consiglio regionale per eliminare anche gli articoli che garantiscono questi diritti sacrosanti.

Io credo che qualcuno dovrà iniziare a fare un ragionamento in quest'Aula, seppur con fastidio, fastidio forse dovuto anche alla nostra opposizione, però mi pare che non si possa far finta di niente in una situazione in cui il CTRU inizia a perdere le funzioni che ha sempre svolto, i piani urbanistici provinciali non si sa chi li utilizzerà e se saranno utilizzati, la concertazione preventiva alla pianificazione sembrerebbe un optional, e il succo di tutti questi ragionamenti è che ci sarà un aumento vertiginoso del contenzioso, perché è chiaro che chi non è chiamato a partecipare alla elaborazione degli atti pianificatori avrà come unico strumento quello di rivolgersi alle sedi opportune una volta che i termini, bontà della legge, perché almeno questo non è stato impedito, lo permetteranno.

Io vorrei ricordarvi che le sentenze prima del TAR poi del Consiglio di Stato, che hanno bocciato i Piani territoriali paesistici, fra le righe della motivazione parlavano non solo di carenza di tutele, ma individuavano anche un eccesso di tutele in alcuni casi, mi riferisco alle motivazioni del Consiglio di Stato. Io non vorrei che a questo eccesso di tutele, secondo la visione che abbiamo capito che alberga in quest'Aula, si dovesse arrivare anche in questa futura pianificazione proprio per la volontà di evitare di coinvolgere i soggetti interessati. Annuncio il mio voto favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cassano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CASSANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, onorevoli Assessori, colleghi consiglieri, intervengo per dichiarare il voto favorevole a questo emendamento, un emendamento che riteniamo, come Riformatori, debba essere preso in considerazione dall'Aula.

Poc'anzi parlavo a me stesso e dicevo: forse sono più le cose che ci uniscono che quelle che ci dividono in quest'Aula. E allora mi domando, e mi rivolgo al presidente Pirisi: è mai possibile che non si riesca a trovare punti d'intesa, perché a volte basterebbe anche un'apertura, un assenso anche a un emendamento, in questo caso a questo emendamento, che ritengo abbia la sua valenza, forse anche per riaprire il dialogo, per cercare di trovare eventualmente soluzioni diverse che diano giuste e immediate risposte - come dicevo l'altra sera - alle rivendicazioni ed alle richieste di altri settori produttivi della nostra Isola.

Voglio subito sottolineare l'importanza di questo emendamento per dire che non potevo fare a meno di intervenire, quale amministratore locale per tanti anni, per decenni, per dire che in tantissime occasioni ci siamo ribellati, come sindaci, come amministratori locali, alle decisioni che gli altri assumevano sulla testa degli amministratori, degli enti locali, degli amministrati che noi rappresentavamo, perché più di una volta la Regione invia ai comuni perché provvedano, come sempre avviene, ad affiggerli all'albo pretorio, perfino le autorizzazioni di cava, delle miniere, giusto perché i sindaci o i cittadini stessi poi possano fare eventualmente opposizione. Bene, noi ci ribelliamo, l'abbiamo sempre detto, noi siamo favorevoli a che gli amministratori locali abbiano maggiore autonomia. Chi più di loro conosce i nostri territori? Allora per quale ragione non si dà voce agli enti locali, ai sindaci, agli amministratori che chiedono, con questo emendamento, di essere coinvolti non dopo, prima, preventivamente? Qual è la difficoltà, cari colleghi della maggioranza, a recepire questo principio? Noi vogliamo essere protagonisti della pianificazione territoriale.

I sindaci che si sono riuniti a suo tempo a Villanova, che rappresentavano diversi comuni della costa - noi non abbiamo questa esigenza, lo voglio dire e sottolineare - rivendicavano un maggiore coinvolgimento, questo volevano ottenere. Con questa legge, con questo articolo almeno, si vuole praticamente esautorare, eliminare addirittura, il loro ruolo, non si vuol tenere conto delle loro indicazioni, dei loro suggerimenti. Allora cerchiamo di venire incontro anche alle loro richieste. Io non sto dicendo che dovete cambiare l'impostazione della legge. Io credo che ci siano le condizioni, tutte, per rivedere le vostre posizioni, quindi anche accogliere un suggerimento dell'opposizione se è buono. Quindi ribadisco e sottolineo ancora il nostro voto favorevole a questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Grazie signor Presidente, annuncio il voto favorevole a questo emendamento che mi pare importante perché riafferma il ruolo e l'importanza del Consiglio regionale e l'importanza della concertazione del legislatore regionale con le autonomie locali. Il mio voto sarà un sì.

Vorrei aggiungere anche qualche considerazione dopo quello che è successo ieri notte, intorno alle due in quest'Aula, e confessare a lei, signor Presidente, e ai colleghi, che ieri notte sono andato a letto stanco ma felice per le notizie che ci ha dato il Presidente e per aver constatato che per cinquecento anni siamo tranquilli, e credo che con il suo intervento la letteratura, la grande letteratura messianica si arricchisca di un nuovo importante capitolo. Potrò dire, per quanto ancora camperò, un anno, dieci anni, cinquant'anni: "Quella notte c'ero anche io", e i miei nipoti e i pronipoti dei pronipoti dei miei pronipoti diranno: "Quella notte il bisnonno di mio trisnonno di mio trisnonno c'era, quando il Presidente della Regione ha salvato in un colpo la Sardegna per cinquecento anni". È una grande soddisfazione; credo che, ripeto, non ci troviamo soltanto davanti a un Presidente della Regione ma a qualcosa di più, perché a chi ha simili poteri taumaturgici va riconosciuto un ruolo che va ben oltre quello istituzionale di Presidente della Giunta regionale.

LIORI (A.N.). Portiamolo in processione.

ARTIZZU (A.N.). A proposito di processione però, io credo che qualcun'altro invece si debba un po' preoccupare perché il Presidente ha detto: "La legge è questa, non c'è storia, non se ne parla neanche perché è la legge migliore del mondo e vi salverò per cinquecento anni". Che il Presidente della Regione dica no all'opposizione è una cosa normale, rientra nel normale gioco delle parti, ma a me pare che il Presidente della Regione, dicendo che la legge è perfetta così com'è, abbia inteso dare un segnale forte ai colleghi della maggioranza. Di quali aperture si continua a parlare, di quali possibilità di accordo si continua a parlare quando ieri notte, anzi, sette - otto ore fa il Presidente qui ha detto: "Non si cambia nulla". Allora non è una mancanza di volontà da parte nostra, non è una mancanza di volontà da parte vostra, perché la vostra buona volontà è quella di ricercare l'intesa, e lo dico senza ombra di ironia, ci credo, ma c'è una impossibilità oggettiva di trattare su questa legge perché il monarca ha stabilito che questa legge è perfetta e non può essere cambiata. Il mio collega Liori diceva: "Lo portiamo in processione". Io non voglio arrivare a questa idolatria, però a proposito di processione mi viene in mente un detto cagliaritano della zona di Stampace, dove ad uno a cui si vuol dare un ruolo che non può avere gli si dice: "Tui non ses germanu, e bolis pigai sa gandela", cioè "Non fai parte della Confraternita, non hai potere decisionale, però vuoi andare in processione col cero acceso", e mi pare, purtroppo, colleghi della maggioranza, che le dichiarazioni del Presidente Soru vi dicano più o meno questo. E allora accettiamo questo atto messianico, ne prendiamo atto, la legge consente al Presidente Soru anche - visto che ha una maggioranza che è compatta e lo sostiene - queste fughe messianiche, continuiamo ad accettare gli assessori che vengono dal continente, i direttori degli enti che arrivano dalla Calabria - le prossime nomine arriveranno magari dalla più esotica repubblica delle banane - continuiamo ad accettare tutto e vi chiedo, e chiedo a tutti: fino a quando?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). La natura di questo emendamento parrebbe ancora una volta affermare l'idea che ci sia da parte della minoranza un'attenzione particolare, che invece è completamente assente nella maggioranza, verso le istanze del sistema delle autonomie locali e punta ad affermare ancora una volta l'idea che la Regione debba attuare, attraverso il piano paesaggistico regionale, una sorta di funzione di coordinamento della pianificazione urbanistica in capo agli enti locali. Quest'idea è assolutamente sbagliata, è sbagliata dal punto di vista giuridico dell'attribuzione, a ciascuna delle istituzioni, di un compito distinto.

Ho avuto già modo di dirlo in questa Aula, parte della competenza in materia paesistica e di salvaguardia del patrimonio ambientale nazionale sta in capo allo Stato, parte sta in capo alla Regione, che ha funzioni ordinamentali, e parte sta anche in capo agli enti locali, i quali devono operare nell'ambito di prescrizioni che sono definite dal livello istituzionale più elevato. Questo perché? Perché c'è un problema: non sempre chi è vicino ad un patrimonio, anche importante, valuta la sua capacità di essere risorsa economica da rispettare e non da consumare, perché è portato a valutare la risorsa economica più come uno strumento funzionale all'immediato arricchimento, al soddisfacimento del bisogno contingente, né può condividersi l'idea che parte del patrimonio naturalistico e ambientale della nostra Regione possa essere considerato quasi proprietà di una piccola realtà locale, prescindendo dal valore, spesso universale, di quel patrimonio.

Questa concezione, c'è nel diritto statuale, c'è nel diritto internazionale: su molte delle bellezze naturali, dei compendi, penso alle zone umide, ma mi verrebbe da dire anche su altro, interviene l'UNESCO addirittura a dichiarare parti di territori assolutamente pregiate patrimonio dell'umanità, in modo da inibirle ad un utilizzo a fini di immediato arricchimento o di valorizzazione di tipo economico diretto, da parte anche dei soggetti che ne hanno competenza sul piano territoriale.

Quindi l'idea è completamente opposta, il problema è qui! Noi non pensiamo che questo sia un territorio su cui far affermare la bramosia di arricchimento di qualche proprietario terriero, di qualche speculatore immobiliare, o di qualche altro, prescindendo dal suo valore ambientale, paesistico e naturalistico, quindi impedendo in qualche misura la salvaguardia di questo patrimonio. Pensiamo invece che sia giusto difenderlo perché in un piccolo comune, pensiamo a Domus De Maria, oppure pensiamo ad Arzachena, avete idea di cosa vuol dire per un geometra, per un capo ufficio tecnico di un piccolo Comune come quello, confrontarsi con gli architetti del Master Plan e delle grandi società? Soccombono, soccombono da ogni punto di vista. Ecco perché ritengo l'articolo approvato assolutamente coerente e quindi ….

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

PETRINI (F.I.). Signor Presidente, Assessori e consiglieri, questa legge, secondo me, anche qui un po' zoppica ed è per questo che abbiamo proposto questo emendamento, perché ai comuni, agli enti locali si sta levando anche quel po' che avevano, il proprio territorio. Oggi qui ci sono un sacco di sindaci, abbiamo una decina di sindaci consiglieri regionali. E' possibile che loro non possano fare più progetti, non possano avere delle iniziative? Loro che conoscono il proprio territorio? Non c'é solo la Costa Smeralda, non c'é solo Villasimius, ci sono altri territori meno importanti e lo stesso apprezzati. Allora io mi chiedo perché questa legge vuole penalizzare tutti questi comuni? Assessore, perché? Va beh, io faccio parte del comune di Cagliari, mi interesso della mia città, di Cagliari, però ci sono piccoli comuni che hanno delle risorse importanti sul proprio territorio, dove possono proporre cose importanti e oggi, con questa legge, non è più possibile.

Ieri mi è sembrato che dalla sinistra ci fosse un apertura giusta e questo ci ha fatto piacere, perché c'è stata, comunque c'è stata; anche da parte del Presidente, mi è sembrato, poi alla fine una doccia fredda: ho ancora freddo! Anche voi, cari colleghi di centrosinistra, di maggioranza, penso che la doccia fredda l'abbiate avuta, perché questa apertura non ci sarà più e questo mi dispiace veramente! Io penso che il Presidente ci abbia pensato in queste ore, riflettuto, per dare questa grande possibilità a questa nostra Sardegna, perché penso che le coste e il mare siano la più importante risorsa che ha la nostra Sardegna perché fare turismo costa poco e niente.

Noi abbiamo visto che ci sono un sacco di piccole imprese che si sono messe a creare lavoro nelle coste, piccole imprese familiari che comunque campano da quello, riescono ad andare avanti da quello. E allora, se si può fare poco e niente sulle nostre coste, mi sa che diminuisce tutto! Allora noi come minoranza siamo qui per cercare di portare avanti questi emendamenti, ma, cari colleghi, non ne passa uno, alcuni ieri, perché c'è stata questa apertura. Non ne passa uno! Mi verrebbe voglia di andarmene a casa, però devo stare qui perché mi hanno votato un po' di persone, devo fare i loro interessi; è chiaro che mi chiedono di fare i loro interessi ed è quello che sto facendo, cercando di modificare un po' questa legge, Assessore. Non chiedo il mondo, chiedo di modificarla un po', perché è troppo rigida, poi quello….

PRESIDENTE. Quindi lei è favorevole all'emendamento 58?

PETRINI (F.I.). Sì, sono favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Dichiaro il mio voto favorevole all'emendamento 58.

Ho già avuto modo di esprimere, nel corso della giornata di ieri, l'importanza che riveste secondo noi tutto l'insieme degli emendamenti relativi a questo articolo 2, sia quelli sostitutivi parziali, sia quelli aggiuntivi, perché per noi è di primaria importanza il coinvolgimento non solo degli enti locali, ma anche del comitato tecnico regionale urbanistico e quant'altro. Noi siamo per il massimo coinvolgimento possibile di tutte le persone e tutte le figure interessate. Il Presidente, da una parte dice che si deve concertare tutto con le associazioni, con le forze sociali e dall'altra non vuole mai rivedere le proprie posizioni, così come ha dichiarato ieri notte affermando che questa legge deve andare avanti così.

Io mi rivolgo a quei partiti tradizionalmente di sinistra, cioè a quelli che provengono dal vecchio PCI, ma agli stessi socialisti, cioè quei partiti che 20 - 25 anni fa, ogni virgola che muovevano in politica, la muovevano coinvolgendo gli enti locali. Oggi per loro gli enti locali non esistono più, oggi gli enti locali devono essere estromessi dalla gestione del proprio territorio, quel territorio che per legge devono invece programmare, quel territorio che conoscono più di qualunque altro, quel territorio che vogliono migliorare per creare sviluppo economico più di qualsiasi altro; oggi il centrosinistra, o meglio quella sinistra, sta zitta, non parla, cerca il confronto solo quando viene in Aula il Presidente Soru.

Invito il Presidente della Commissione, invito anche tutti i colleghi del centrosinistra a rileggere con attenzione questo emendamento, che non dice altro se non di consentire ai comuni di venire incontro alla Regione, trasmettendo al Presidente della Regione, perché così è scritto, tutti quegli atti di cui un ente locale è in possesso, che sicuramente rispecchiano la realtà di quel territorio. Se così non fosse questo piano partirebbe male, e siccome mi piace sempre fare esempi, nel mio piccolo comune, che ha anche un ristretto territorio, ho una zona siti che sto modificando in questi giorni, d'accordo con il Ministero, e se la Regione non viene in possesso dei miei atti vuol dire che quando predisporrà il piano si baserà su dati che non corrispondono alla verità. Ecco il senso di questo emendamento.

Come si può affermare - e qualche collega del centrosinistra l'ha affermato - che oggi in Sardegna ci sono circa 50 mila posti letto di cui l'80 per cento viene occupato da seconde case? Io dico che c'è ne sono molti di più, ma in ogni caso perché vietare ad un comune di programmare il proprio territorio, di decidere successivamente, una volta approvato il piano, ragionando con la Regione, con l'ente sovracomunale….

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, stanno riemergendo nel dibattito di stamani, che segue alle affermazioni di stamattina del Presidente Soru, due linee diverse all'interno della maggioranza mentre io credo che la maggioranza intraveda due linee di condotta che non sono due linee separate all'interno della minoranza. Io distinguerei l'atteggiamento che noi riscontriamo in Consiglio, in presenza della Giunta, e gli atteggiamenti che invece riscontriamo in Commissione. Onestamente devo dire che nella terza Commissione c'è stato un confronto corretto, le parti hanno deliberato l'assestamento di bilancio, ognuna con le sue osservazioni, ma in un susseguirsi di confronti corretti e aperti e con la legittimazione da parte della maggioranza della presenza e dell'importanza della minoranza.

Lo stesso credo sia avvenuto, in maniera altrettanto chiara e trasparente, nella prima Commissione dove, grazie alla gestione delle due presidenze, si sono esitati dei provvedimenti urgenti con piena considerazione, con piena legittimazione delle parti e senza scontri frontali quali quelli che si stanno verificando in quest'Aula. Sinceramente credo che l'intervento di stamattina del Presidente non abbia aiutato quel percorso di riavvicinamento, di civile riavvicinamento che si stava compiendo, ma in merito a questo preferisco magari riprendere la parola per alcuni chiarimenti nel momento in cui il Presidente sarà in Aula.

Qualche collega nella giornata di ieri ha parlato di ostaggi, io credo che qui nessuno debba essere ostaggio di nessuno, credo però che qualcuno inizi a soffrire della sindrome di Stoccolma, che è conseguente al sentirsi ostaggio di qualcuno. Questo non avviene sicuramente nel nostro Gruppo politico, che ha dimostrato sempre piena libertà, anche nell'espressione di voto di ieri su alcuni emendamenti, mostrando anche alcuni punti di vista diversi che non vanno però mai oltre il fatto di appartenere ad una coalizione e di aver scelto una linea politica che coerentemente cerchiamo di portare avanti.

Io credo che su questo attenderemo, per la giornata o per il tempo che si riterrà opportuno da parte della maggioranza, dei chiarimenti; noi crediamo che la maggioranza legittimamente, abbia tutto il diritto di esitare le leggi che ritiene opportune con coerenza e a volte, se questa coerenza non ci dovesse essere o non fosse riscontrata, di portarle comunque avanti, e governare secondo le norme, le leggi e i punti di vista e i programmi che sono stati presentati. E' legittimo, e vorrei che qualcuno chiarisse se ritiene altrettanto legittimo da parte della minoranza rispettare l'impegno assunto con gli elettori che qui ci hanno mandato per rappresentare interessi a volte diversi, ma non sempre diversi, e quindi si riconoscesse la nostra legittimazione ad essere qui a discutere con voi, a confrontarci e a cercare di modificare e a volte anche di ostacolare provvedimenti che non riteniamo corretti. Questo è un provvedimento che sicuramente sarà approvato, credo che sarà molto importante per il proseguo dei lavori capire quando.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

AMADU (U.D.C.). Signor Presidente, colleghe e colleghi, intervengo per preannunciare il mio voto favorevole all'emendamento in discussione. Questo emendamento, come è stato ormai chiarito e specificato, nel modificare le procedure previste dall'articolo 2 del disegno di legge ha un obiettivo fondamentale, già alcuni colleghi l'hanno chiarito, vale a dire quello di rimettere in gioco il ruolo, la funzione e, tutto sommato, il significato vero della presenza sul territorio delle amministrazioni comunali e quindi della loro capacità di percepire e di trasmettere gli interessi delle popolazioni locali.

Ho avuto modo di dire anche in altre dichiarazioni di voto, con riferimento alle previsioni dell'articolo 2, che vi è un accavallarsi, un sovrapporsi ed un interferire del ruolo della Giunta regionale rispetto ad altri soggetti amministrativi, istituzionali e tecnici che invece devono concorrere alla predisposizione del piano regionale paesaggistico. Perché questo emendamento è positivo? È positivo perché tende a riportare a livello di autonomie locali, tende a ridare ai sindaci, alle Giunte comunali e ai Consigli comunali, nell'ambito della più generale pianificazione urbanistica, quindi della pianificazione territoriale, un ruolo, una incidenza che ormai ogni legge nazionale e regionale in materia urbanistica in generale ha assegnato ai Comuni, in particolare ai Consigli comunali.Francamente mi fa specie il fatto che ci sia un silenzio, non so se passivo, se è attivo, o se invece denoti la volontà da parte della maggioranza di tener conto di questo suggerimento che noi riteniamo sia importante, sia congruo relativamente alla materia che stiamo trattando; io credo che la maggioranza su questo debba in qualche modo far sentire la sua voce.

È vero, stiamo discutendo della predisposizione di un piano paesaggistico regionale che coinvolge tutta la Regione, e di questo siamo consapevoli come legislatori, per cui non è che dobbiamo e possiamo fare riferimenti a normative che in qualche modo privilegino gli interessi locali rispetto agli interessi generali della Regione, però è anche vero che non possiamo tenere ai margini o addirittura umiliare, sotto il profilo dei rapporti istituzionali, gli enti locali, in particolare i comuni. Quindi, ritornando nel solco dei rilievi che io ho svolto in altra occasione, vale a dire di un rapporto fiduciario che la pubblica amministrazione in genere, ma che l'amministrazione regionale in particolare deve avere con quanti vivono sul territorio, credo che un cenno favorevole della maggioranza avrebbe, a questo punto, un rilievo politico non di poco conto, nel senso di rimettere in gioco il ruolo dei comuni; pur non inducendoci a considerare un'eventualità di questo genere una svolta, sicuramente la valuteremmo una cosa positiva, indice del fatto che questa proposta sarebbe da voi intesa come una proposta non di parte ma finalizzata a tutelare un interesse di carattere generale, come sicuramente è.

Non stiamo limitando il ruolo della Giunta o del Presidente, ma stiamo invece conferendo al Presidente della Giunta, alla Giunta stessa e quindi anche al Consiglio regionale che in ultima analisi, così come è stato detto ieri, dirà la parola finale in riferimento al piano paesaggistico regionale, la possibilità di usufruire di una gamma più ampia di apporti da parte dei soggetti attivi sul territorio, e credo che questo debba essere in qualche modo tenuto presente.

Se questi suggerimenti non dovessero essere valutati positivamente, noi non possiamo che prenderne atto e ritenere che il nostro contributo non viene tenuto presente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Rif. Sardi). Signor Presidente e colleghi della Giunta, voterò a favore dell'emendamento numero 58, del quale condivido la ratio, lo spirito, e l'impostazione testuale. Devo dire che d'ora in poi cercherò di attenermi, quanto più possibile, ai richiami, fatti varie volte dalla Presidenza del Consiglio, che merita di essere aiutata in questo senso, sulla stretta attinenza dell'intervento che viene svolto rispetto all'emendamento. Credo che meriti di essere veramente assecondata perché il brillante intervento che ha svolto il collega Artizzu, che ho avuto occasione di ascoltare, oggi è stato particolarmente ironico e garbato nell'ironia, quindi davvero piacevole da ascoltare; il collega Artizzu ha ricordato un proverbio cagliaritano del quartiere di Stampace, lui ha precisato, che è quello di colui che a ficchidura si introduce in un argomento che non è suo, del germano che non è germano e vuol portare ugualmente candela.

Io ne citerei un altro, sempre cagliaritano, che è quello famoso con cui si commenta un aiuto che va nella direzione opposta rispetto all'obiettivo, e cioè: "S'aggiudu a s'impiccau" che è quello di colui che, volendo aiutare l'impiccato, e quindi volendogli levare il cappio che gli strozza il collo e gli leva la vita, ritiene che il modo migliorare per aiutarlo sia levargli la sedia da sotto.

A me sembra che alcuni interventi di collaborazione, di apertura e di aiuto che in quest'Aula si sono sentiti, poi alla fine rischiano, se non sono organizzati in una più complessiva operazione di ragionamento e confronto reciproco, di essere S'aggiudu a s'impiccau, per cui, d'ora in poi, mi attengo in maniera stretta e rigorosa all'enunciazione delle motivazioni del mio voto sugli articoli e forse se i colleghi della minoranza ci pensano, è il modo migliore per riuscire a garantirci quelle aperture di dialogo che tutti quanti più volte abbiamo auspicato.

Nel caso presente credo sia abbastanza facile attenersi a questo invito ed esprimere il proprio voto favorevole sull'emendamento; è facile perché l'emendamento 58 introduce quella necessità di concertazione con gli enti locali che, analizzando il testo delle legge proposta in Aula, si evince con assoluta chiarezza essere necessaria, ed essere stato anche un problema dello stesso legislatore che ha proposto questo testo all'Aula, nel senso che questo testo, purtroppo, contiene tutta una serie di diversificazioni al suo interno che gli danno un aspetto finale a macchia di leopardo. Perché? L'abbiamo detto, anzi l'avete detto voi stessi varie volte, perché purtroppo un piano paesistico territoriale è rimasto in vigore, quindi c'è una zona della Sardegna che comunque è assoggettata a quelle regole, perché purtroppo si è fotografato l'esistente e quindi sono autorizzati ad avere un regime specifico i comuni che hanno il piano urbanistico comunale approvato, ma quel piano urbanistico comunale è stato approvato, è stato detto varie volte, sulla base dei PTP previgenti, quindi sulla base di quella normativa che è stata annullata e non ha vigenza, mentre noi ne stiamo proponendo un'altra.

C'è quindi il problema, che costantemente si ripresenta nella legge, della garanzia della certezza del diritto e contemporaneamente della garanzia dell'esistente, che è un problema - lo capisco perfettamente - assai difficile e che difficilmente può essere portato ad un ragionamento di sintesi, perché ci sono situazioni che in qualche maniera sono consolidate e che vanno difese perché hanno tutti i crismi dei passaggi burocratici amministrativi e giuridici di legge e ci sono delle situazioni che invece, per essere in ritardo di qualche mese o di qualche giorno rispetto alle altre, rischiano di essere assoggettate ad una normativa completamente differente, con un messaggio sulla certezza del diritto che diventa inquietante, per cui essi….

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Onida per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

ONIDA (Fortza Paris). Signor Presidente, colleghi, io credo di dover esprimere dal profondo della mia coscienza il turbamento per questo avvio di confronto su un tema così delicato e così importante che vede una contrapposizione rigida, una contrapposizione irrazionale tra le parti di questo Consiglio, quasi una divisione manichea, i buoni da una parte e i cattivi dall'altra. Io dirò che i buoni siamo noi e i cattivi siete voi e voi direte che noi siamo i cattivi e che voi siete i buoni.

Questa è una materia che deve essere sottratta al piacere del gioco, questa è una materia di così grande rilievo che non può assolutamente sopportare la divisione delle parti in buoni ed in cattivi. Io, rubando per un attimo un verso alle egloghe di Virgilio, ripeto che: "Concordia parvae res crescunt, discordia maximae dilabuntur"; penso che questo si possa verificare realmente per le questioni che stiamo trattando. E' mai possibile che noi ci avviamo a un confronto di questo genere e che qui non ci sia l'aspetto morale di chi governa, della maggioranza, del Presidente della Giunta, che continua a dire che il suo tallone di Achille è l'urbanistica, per trovare un sistema di mediazione serio? E' mai possibile che, per una distinzione, che io credo nobilissima - voi dite che il Piano paesaggistico regionale è il principale strumento della pianificazione territoriale regionale e va varato al fine di assicurare un'adeguata tutela e valorizzazione del paesaggio; noi diciamo che l'amministrazione regionale adotta, quale strumento di pianificazione generale del territorio, il piano urbanistico di coordinamento elaborato in coerenza con i contenuti della programmazione regionale e articolato su base provinciale - è mai possibile che su due argomenti che, tutto sommato, presentano grandi affinità - poi è vero che noi anteponiamo la programmazione dello sviluppo, dentro la quale mettiamo l'anima del sistema ambientale, voi rovesciate questo argomento e ponete invece il sistema di tutela ambientale come pianificazione primaria, dentro la quale poi innestate qualunque discorso di programmazione, ma queste sono distinzioni attorno alle quali, se ci si siede, se c'è gente seria... Caro presidente Soru, nel '99 anche a me, Assessore dell'ambiente, venne presentata una proposta della società di Scivu che voleva cementificare Piscinas, che voleva cementificare Scivu e Funtanazza: senza comprare Scivu e senza comprare Funtanazza, abbiamo detto no a quella società.

Questo lo dico perché nessuno di noi può pensare di diventare il tutore dei grandi valori della Sardegna comprandoli. Io non sono convinto della buona fede del presidente Soru. Io chiedo scusa, il tempo se ne va, ma credo che questo ragionamento lo continuerò dando, chiaramente, il mio voto favorevole all'emendamento per i motivi che hanno detto i miei colleghi e che riprenderò più avanti, discutendo ancora delle cose che avremo da discutere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI (U.D.C.). Innanzi tutto voterò a favore dell'emendamento numero 58. Ritengo che anche questo emendamento, in effetti, abbia solo il fine di coinvolgere maggiormente le istituzioni prevedendo soltanto un apporto di collaborazione da parte degli enti locali, anche se così non lo si vuol vedere. Credo che sia importante perché, vedete, ieri sera il Presidente certamente non ha contribuito, nel suo intervento a rasserenare gli animi, do atto al presidente Spissu, do atto agli altri ed a noi stessi di aver tenuto fino ad oggi un comportamento particolarmente corretto, anche rispettando i tempi, perché siamo tutti uguali qui dentro, e d'ora in avanti i tempi vanno fatti rispettare a tutti, non vale il fatto che uno venga citato più o meno, né valgono i venti minuti di un'altra volta, né valgono i sermoni offendendo l'Istituzione; parlare di questo cosiddetto parlamento sardo offende l'istituzione. Se poi lui vuole legittimare Pili, lo può fare, non l'abbiamo fatto noi, lo fa lui!

Per quanto riguarda il resto, invece, va detto che noi viviamo quotidiane espropriazioni dei poteri del Consiglio regionale. Mi si dica che significato ha! Innanzitutto gli ordini del giorno, presidente Fadda, le sarei grato se lei si facesse carico, col presidente Spissu, di chiedere il ripristino delle regole nei rapporti con la Giunta regionale, perché far finta che ci sia un fax dell'8 o mandarci, come ieri, in data 9, a firma Soru, l'ordine del giorno della Giunta la cui riunione si e tenuta alle 11, questi sono comportamenti di cui adesso cominciamo ad essere stanchi! Vorremmo che l'ordine del giorno arrivasse prima del giorno in cui la Giunta si riunisce, in modo tale da essere posti in condizione di conoscere prima gli obbrobri! Ieri era all'ordine del giorno una deliberazione, spero non l'abbiano adottata, la deliberazione numero 33 concernente provvedimenti cautelari d'urgenza, che praticamente prevede la reiterazione per altri tre mesi del decreto salva coste. Bene, io ho visto anche l'ordine del giorno presentato che dice che questo è un atto di competenza specifica del Consiglio. Il Consiglio ha deliberato di reiterare, non capisco perché ci sia questa sovrapposizione continua della Giunta a quelle che sono le prerogative del Consiglio.

Io credo, come hanno detto i colleghi, che però non abbiano praticamente deliberato, se ne siano accorti che non potevano deliberare, che non serviva a niente deliberare. Voglio dire che probabilmente questo tipo di atteggiamento da una parte e dall'altra non serve a niente e non porta a niente. Credo che ci siano all'interno di questo Consiglio, il collega Capelli prima ha fatto riferimento a questo, persone, non certamente il Presidente, che hanno dimostrato, in questo periodo, di essere aperte e di essere capaci in tempi rapidissimi di risolvere problemi, vedi in prima e in terza Commissione, come è stato detto, l'amico Maninchedda, l'amico Eliseo Secci, altri autorevoli amici del centrosinistra, che hanno quella capacità di mediazione che ci consente forse di uscire da questa situazione che sta diventando difficile per tutti.

Si è esaltato il ruolo dell'opposizione per dimostrare che essa ha un ruolo qui dentro - questo volevamo dimostrare, che ha un ruolo - con questo Regolamento. Quando sarà modificato il Regolamento probabilmente i ruoli saranno diversi, però ha un ruolo che continuerà a esercitare fin quando subiremo costantemente, ogni giorno, atti di arroganza e prevaricazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RANDAZZO (U.D.C.). Dichiaro il mio voto a favore dell'emendamento 58. Sarò ripetitivo. Questo emendamento dà la possibilità alla Giunta, anzi al Presidente della Giunta, di chiedere ai comuni di partecipare con ciò che stanno studiando e sviluppando nel loro territorio, indicando le bellezze naturali, i vincoli da mettere in quel territorio; infatti, come diceva qualche collega sindaco che mi ha preceduto, i comuni possono avere delle notizie più aggiornate rispetto a quelle che possono avere dei funzionari della Regione che non sanno se vi sono variazioni o sono in corso delle modifiche per lo sviluppo economico di quei paesi. Queste notizie sono a conoscenza dei sindaci e delle amministrazioni comunali, perché è scritto che il piano è approvato e votato dal Consiglio comunale, quindi da maggioranza e opposizione, ci saranno osservazioni fatte da una parte e dall'altra, ed il PUC rappresenta la pianificazione reale di ciascun territorio; ovviamente non deve essere vincolante per la Regione, però devono essere per forza sentiti gli enti primari per la vita democratica delle piccole località e delle località costiere che sono oggi bloccate prima dal decreto salva coste e adesso da questa legge che stiamo approvando.

L'autonomia regionale è una splendida conquista, deve servire ad esaltare la tutela dei beni culturali e ambientali, certo non a distruggerli, su questo siamo d'accordo con quello che dice qualche collega della maggioranza. Pertanto, pensando a ciò che appartiene a tutti i sardi, ma anche al valore universale che il patrimonio ambientale riveste per l'umanità, esso non può essere amministrato da una sola persona, altrimenti saremmo nel periodo in cui governava lo Zar. Tutto questo non è accettabile.

L'impegno nella tutela dei beni paesaggistici richiede attenzione e conoscenza assidua e forse anche conforto per chi improvvisamente si accorge che l'integrità del territorio è minacciata, come dicono colleghi della maggioranza, solo dagli altri, perché sembra che solo noi volevamo rovinare l'ambiente e così via.

La conoscenza reale ce l'ha chi sta davvero in quel territorio che conosce sicuramente più di me, ovviamente la maggioranza conosce tutti i comuni meglio di me, sicuramente li conosce meglio di me. Io non mi permetterei mai di abusare del potere datomi come rappresentante del popolo per ledere interessi di chicchessia, dal primo cittadino all'ultimo. Io sfido chiunque, se per caso viene approvata questa legge, a dirmi che i terreni al di fuori dei 2000 metri non aumentino di valore. La speculazione avverrà in senso inverso. Dopo aver impiegato lunghi anni per approvare i PUC - si sono cambiate delle maggioranze nei comuni per i PUC, sono caduti dei sindaci - adesso vengono bloccati. La discussione si inverte e diamo valore a quelle aree che vanno oltre i 2000 metri. Io personalmente non ho la fortuna di avere terreni né prima né dopo. Se avessi saputo prima che sarebbe stata adottata una legge del genere, magari avrei comprato i terreni situati oltre i 2000 metri e questa sarebbe stata pura speculazione. Se faccio un decreto di vincolo entro i 2000 metri, allora ho la possibilità, io come cittadino che conosco prima la notizia, come diceva il collega Biancareddu l'altro giorno, di trarne beneficio. E mi sembra scorretto, perché oggi gran parte dei territori stanno discutendo della pianificazione dopo i 2000 metri. Mi va bene, però si chiama speculazione. Questo vuol dire che gli interessi si sono spostati dai terreni sulla spiaggia a quelli oltre 2000 metri.

Io mi auguro davvero che si ritorni a ragionare, che la Giunta predisponga una legge seria, perché spero che questo vincolo rimanga come misura di salvaguardia per diciotto mesi, e sono sicuro che quando sostiene questo l'Assessore è in buona fede, però mi auguro che dopo venga ripristinata un po' di legalità e si dia una compensazione. Non siamo per i 300, andiamo sui 500, l'importante che non si …

PRESIDENTE. Onorevole Randazzo, le consiglio di leggere il comma quinto dell'articolo 78 per il prossimo intervento.

Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri LOMBARDO, RASSU, LIORI, ARTIZZU, RANDAZZO, LA SPISA, BIANCAREDDU.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 58.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CASSANO - LA SPISA - LADU - LIORI - LOMBARDO - MILIA - ONIDA - OPPI - PETRINI - PILI - RANDAZZO - RASSU - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FRAU - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - URAS.

Si sono astenuti i consiglieri: ATZERI - CHERCHI Oscar - FLORIS Mario - SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 60

votanti 56

astenuti 4

maggioranza 29

favorevoli 17

contrari 39

(Il Consiglio non approva).

Siamo all'emendamento numero 37. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Progetto Sardegna). Io intervengo con qualche disagio e a stretto titolo personale. Voterò contro l'emendamento 37, ma non ho vergogna di dire che voto contro perché sto in una maggioranza, perché c'è questo clima che non si sblocca e perché mi fido del mio compaesano e Presidente della Commissione, che segue per noi queste cose e che esprime il parere sulla ragionevolezza degli emendamenti proposti dall'opposizione, indicando quelli accoglibili e quelli no. Però, in questa fase, mi pare sia importante dire tre cose rapidamente. Provo un grande disagio perché ho sentito dall'onorevole Oppi, dall'onorevole Capelli e da altri far riferimento a ciò che è accaduto nella mia Commissione. E' vero, noi in Commissione abbiamo esitato dei provvedimenti all'unanimità, abbiamo lavorato serenamente. Io sono un consigliere regionale e vedo nel parlamento regionale un luogo di sintesi degli interessi legittimi, in una disciplinata dialettica tra maggioranza e opposizione; nessuno può pensare che io sia un consociativista. Io penso che la differenza tra consociativismo e confronto sia questa: che il consociativismo è governare insieme, il confronto è rispettare gli aspetti generali dell'azione di governo di una maggioranza e concorrere, nelle parti di merito, a migliorarle.

Compito della politica è anche il realismo. Io do atto alla minoranza in questo Consiglio di aver raggiunto un grosso risultato politico: state dimostrando che un confronto muscolare, per come è disciplinata la nostra attività, blocca l'attività istituzionale. Vi faccio un appello a titolo esclusivamente personale: considerate che l'ostruzionismo portato alle estreme conseguenze delegittima interamente l'Assemblea, non solo noi, non solo voi, ma tutto il Consiglio regionale. Quando si tira troppo la corda può succedere che sia l'istituzione a farne le spese. Vi rivolgo un appello, ragionate su questo: l'effetto secondario dell'ostruzionismo è la crisi di credibilità del Consiglio. Vi chiedo un altro sforzo, ritroviamo una possibilità. Io vi riconosco di aver segnalato a noi che i metodi del confronto devono essere modulati diversamente; adesso fate uno sforzo voi perché si possa uscire da questa impasse che ci scredita tutti, nel rispetto di maggioranza e opposizione, individuando nell'intervento dell'assessore Sanna le aperture possibili e trovando una modalità di confronto sui contenuti, come vi è stato chiesto dall'onorevole Cugini. Per il futuro certamente questa esperienza, soprattutto per noi che siamo alla prima legislatura, ci porta a capire che, se non vogliamo essere ricordati come il Consiglio regionale più rissoso e verboso della storia, noi dobbiamo trovare un modo di confrontarci, diversi come siamo, che non ci faccia male reciprocamente.

Il senso dell'intervento è il senso di un appello alla ragionevolezza, di un appello alla ragionevolezza reciproca che disciplini non il consociativismo, ma il rispetto reciproco e le modalità successive del confronto politico.

PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Pili, io ringrazio l'Aula perché mi sta permettendo di gestirla nel miglior modo possibile, ed invito ancora tutti i colleghi ad iscriversi a parlare prima che io dichiari aperta la votazione. Questo vale naturalmente per i colleghi della opposizione, ma vale anche per i colleghi della maggioranza.

Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Signor Presidente, nonostante l'ostruzionismo muscolare abbiamo qualche slancio, almeno prima di iscriverci, di capacità di dialogo evidentemente, almeno con la Presidenza del Consiglio.

A me dispiace che l'onorevole Maninchedda abbia sostanzialmente relegato la nostra azione nell'ambito dell'ostruzionismo muscolare, perché se fosse stato attento agli emendamenti proposti, alle valutazioni che tutti i colleghi della opposizione hanno fatto, c'era tutto fuorché l'utilizzo dei muscoli. E se si usano tecniche - passatemelo - psicologiche per far sentire su di noi il peso della delegittimazione dell'Aula, ci domandiamo e mi domando che cosa significhi aver sottratto al Consiglio con una legge, qualsiasi potere in materia di pianificazione territoriale, di sviluppo e di costruzione di un consenso generale delle istituzioni e non semplicemente di una maggioranza.

Così come ha fatto il collega Maninchedda, anch'io voglio parlare a titolo personale, perché credo che qui ognuno di noi abbia una propria coscienza, a prescindere dai ruoli, dalle posizioni, dalla storia personale, e io voglio dire, a titolo personale, che sono convinto di quello che sto facendo e non saranno certamente tecniche psicologiche per farci sentire il gravame di un'Aula bloccata a indurmi a fare un solo passo indietro. Non ci saranno passi indietro, per quanto mi riguarda, perché questa è una battaglia campale per la Sardegna; bisogna far sapere ai sardi chi questa legge la vota e bisogna far sapere chi questa legge non l'ha voluta e l'ha contrastata con tutta la forza possibile e immaginabile. Noi la contrasteremo sino a quando il Regolamento ce lo consentirà, sino a quando, per essere chiari, non saranno posti in essere tentativi contro questo nostro proposito, così come più volte, reiteratamente è stato fatto: ogni volta che c'è stato un barlume minimo, uno spiraglio, una fiammella di speranza di confronto è arrivato puntuale il blitz che andava nella direzione inversa a quella del dialogo, a quella dell'apertura, e dal momento che è stato sancito che questa deve essere l'ultima sessione di lavori del Consiglio regionale che si occuperà di pianificazione territoriale, quindi di sviluppo economico e quindi di crescita sociale della nostra regione, è evidente che noi non possiamo far altro che proporre questo emendamento. Emendamento che ha soltanto un obiettivo, che è quello di dire: raccogliete i risultati dell'istruttoria pubblica, perché nel passaggio marginale dove richiamate l'istruttoria pubblica che è resa obbligatoria dalle norme nazionali ed era già prevista dalla legge regionale 45, non c'è una norma che preveda che le risultanze che ne derivano debbano essere tradotte in un atto concreto.

Noi riteniamo che questo sia un altro di quegli emendamenti non da prova muscolare, ma da prova di idee, prova di disponibilità, di confronto, di dialogo e di un corretto rapporto tra chi ha la volontà di contribuire, così come, io ritengo, gran parte della Sardegna, alla valutazione del piano paesaggistico regionale e di contribuire per essere ascoltati e non, come avete fatto per i piani urbanistici provinciali, per mettere in un cassetto e per dimenticare tutto quello che le autonomie locali hanno fatto. Per questa ragione io voterò a favore di questo emendamento nel quadro di un'azione non muscolare, ma io credo di profonda attenzione all'ambiente e allo sviluppo economico della Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, io credo che nel prosieguo dei nostri confronti, nel pieno rispetto dei ruoli, sarà importante non trascinarci gli errori del passato, quelli di ambo le parti, e quelli della maggioranza di oggi che diverse prove muscolari ha proposto nella passata legislatura. Direi che da questo momento è utile per tutti guardare avanti. Personalmente non soffro di nessun tipo di condizionamento del passato, ma sicuramente dovremo e avremo necessità di correggere i recenti errori.

Tutto quello che il collega Maninchedda ha rappresentato è, a mio avviso - lo dico serenamente - frutto di una impostazione sbagliata in Commissione, nonostante la buona volontà e con la buona gestione del Presidente Credo che questo ci abbia insegnato che instaurare un clima di dialogo in Commissione, senza prove di forza o muscolari, possa servire ad evitare quanto sta succedendo adesso. Tuttavia, poiché questo è successo, guardiamo avanti, vediamo come correggere questa situazione. Nel pieno rispetto delle posizioni, ripeto, e senza voler per questo proporre metodi propri del consociativismo, ritengo che si possa ancora oggi discutere e portare all'attenzione dell'Aula alcuni emendamenti, tra i quali il numero 37, perché c'è una richiesta forte che viene dalle minoranze. Vogliamo, superando i tempi biblici della politica, quindi con tempi certi e definiti, dare dignità al ruolo del Consiglio regionale e delle altre istituzioni, senza che ciò possa travolgere, in qualche modo, obiettivamente, i voleri e gli indirizzi della maggioranza.

Ritengo, infatti, che ci siano degli emendamenti che di fatto migliorano la legge. Voi stessi ne avete proposti, all'articolo 3 e all'articolo 4. Questo è l'argomento di confronto. L'altro punto che vorremmo sottoporre alla vostra attenzione, perché si può sempre tornare indietro, è relativo all'esigenza di trovare un accordo sui tempi per andare avanti e si va avanti se insieme si riesce a fare un passo indietro. Perciò noi riteniamo che ci possano essere le condizioni perché voi approviate la legge entro la fine di questo mese; noi non l'approveremo, perché concettualmente siamo contrari all'impostazione di questa legge, ma comprendiamo che è giusto e corretto che portiate avanti e approviate questa legge, dal vostro punto di vista. Perciò noi siamo nelle condizioni di dire che entro la fine del mese si può approvare questa legge, potrete approvarla. Per fare questo è necessario che altri emendamenti non vengano bruciati dalla situazione di contrapposizione muro contro muro, ma ci si fermi un attimo, senza sospendere l'esame della legge, cosa che, abbiamo capito, non avete nessuna intenzione di fare, per fare un lavoro di raccordo, di esame, di screening degli emendamenti, che può essere fatto in un tempo limitatissimo consentendoci di programmare i lavori perché la legge, nei tempi giusti che ho precedentemente enunciato, possa essere da voi esitata. Se continuerete a bruciare emendamenti come questo, che per noi rivestono una certa importanza e, per quanto riguarda voi, non modificano gli obiettivi che la legge si propone, ma danno dignità a delle istituzioni che noi vogliamo siano presenti nell'iter di formazione del piano, avremo sempre meno motivi che ci inducano a dialogare, e invece penso che ci siano le condizioni e i motivi per farlo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Voto a favore dell'emendamento numero 37, che prosegue un tentativo di apportare alcune modifiche, sia pure limitate e parziali, al testo. Certamente l'efficacia di questo emendamento è inferiore rispetto a quella del precedente, che invece poneva un problema molto più di fondo, quello del coinvolgimento delle autonomie locali.

Proprio riguardo a questi due emendamenti, quello attuale e quello precedente, volevo dire che l'appello alla ragionevolezza fatto dal collega Maninchedda può essere giustamente valutato in termini politici, ma dovrebbe essere in qualche modo confortato da comportamenti conseguenti, cioè sarebbe necessario che su alcune modifiche di sostanza che sono contenute in alcuni emendamenti si dimostrasse una disponibilità effettiva a entrare nel merito e a capire quali possono essere gli effetti positivi dell'accoglimento di una o dell'altra proposta di modifica. Ma il problema è molto più di fondo: noi, sulla base dell'intervento di Maninchedda, avremmo già ottenuto un risultato politico per il fatto che avremmo dimostrato che questa opposizione può paralizzare il Consiglio. Non è questo l'obiettivo; l'obiettivo non è paralizzare il Consiglio né dimostrare che vogliamo o possiamo paralizzare il Consiglio. Io ribadisco che questo tipo di opposizione a questa legge, in questo momento, e certamente non si può abusare di questo strumento, è stato scelto sulla base di alcune valutazioni e non ha come obiettivo quello di paralizzare il Consiglio bensì quello di dimostrare che in quest'aula non si può assolutamente eludere il confronto politico.

Si è pensato di poter arrivare alla discussione su questa legge considerando il Consiglio regionale, tutto sommato, come l'assemblea di una s.p.a., in cui si fanno le proposte, si mettono all'ordine del giorno e poi su quelle proposte si contano le azioni. In politica non è così. Voi stessi, quando eravate all'opposizione, ritenevate indispensabile il confronto politico e comunque per anni, per decenni l'esperienza democratica, anche in questa Regione, è stata basata, almeno da parte di chi l'ha voluta fare con intelligenza, sul fatto che ci si confronta con le forze politiche presenti in un'Aula parlamentare per quello che dicono, per le proposte che fanno, per i contenuti che portano all'attenzione di tutti. E in un'Aula parlamentare la proposta anche di una componente di gran lunga minoritaria può essere importante può avere un contenuto politico su cui soffermarsi. Nella passata legislatura i colleghi della Rifondazione Comunista ci hanno tenuto inchiodati su alcune questioni che riguardavano la politica del lavoro e lo facevano pur essendo in pochi in quest'Aula, ma lo facevano per ottenere un risultato che era di tipo politico.

Anche noi oggi vorremmo porre all'attenzione il fatto che sulla politica del territorio non si può giocare con gli slogan, con i proclami, con i discorsi populisti che abbiamo sentito anche questa notte da parte del Presidente della Regione. La politica territoriale si fa con intelligenza, salvaguardando il territorio, ma cercando di renderlo utilizzabile dall'uomo. E' inutile pensare agli uomini che ci saranno fra cinquecento anni se ci dimentichiamo quelli che abbiamo oggi davanti: i sardi che oggi non hanno lavoro, gli imprenditori che non riescono a lavorare, se non siamo consapevoli che quel territorio che vogliamo tutelare sarà investito da una nuova ondata di emigrazione se non porremo mano a una politica seria, dal punto di vista economico e della politica territoriale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, io ho preso l'impegno nel precedente intervento, impegno che voglio almeno in larga massima mantenere, di parlare esclusivamente degli emendamenti in discussione e di non entrare in altri tipi di argomento che, pur avendo attinenza ovviamente coi lavori dell'Aula, meno ne hanno con gli emendamenti. Quindi esordisco dichiarando il mio voto favorevole all'emendamento 37 e sottolineando come questo emendamento vada sempre nel solco che è stato tracciato dagli emendamenti precedenti e che resta il motivo di fondo dell'azione politica che in questo momento specifico si sta svolgendo nell'Aula, cioè quello di sottolineare come il coinvolgimento di tutte le istituzioni territoriali, di tutte le sedi di decentramento amministrativo, di tutti i soggetti a cui è affidata la gestione del territorio, è fondamentale. Da tale convincimento discende anche la precisazione che viene inserita al comma tre della novella, che indica che non è soltanto necessario fare un'istruttoria pubblica raccogliendo tutte le informazioni necessarie per la programmazione, ma che è poi necessario anche introdurre all'interno degli atti che sono di programmazione, da parte della Regione, le risultanze di questa istruttoria. Sembra una specificazione aggiuntiva, ma in realtà è sempre la sottolineatura di un metodo che, secondo noi, è il metodo che deve informare il percorso di questa legge.

Ciò premesso, credo che qualche considerazione vada fatta sull'intervento dell'onorevole Maninchedda. Qualche collega prendendo la parola, si è rammaricato di alcuni passaggi dell'intervento dell'onorevole Maninchedda; io posso rammaricarmi di una cosa soltanto, onorevole Maninchedda, cioè che lei parli a titolo strettamente personale, nel senso che ciò che lei ha detto io lo sottoscrivo, forse è la prima volta che mi capita in quest'Aula nei confronti di un suo intervento, ma io lo sottoscrivo dalla prima parola all'ultima parola che lei ha detto, nel senso che lei ha sostanzialmente ragionato anche prendendo atto di cose che si sono verificate in quest'Aula, così come noi Riformatori stiamo cercando di ragionare da nove giorni a oggi, cioè da quando si è iniziata la discussione in Aula di questa legge. Lei ha detto: "Noi non siamo per il consociativismo", si figuri se lo siamo noi! Nel senso che noi, che abbiamo fatto una battaglia per il presidenzialismo e per il maggioritario, può ben capire se siamo per il consociativismo! Io ricordo, nella mia lunga militanza all'interno del Partito liberale, di aver combattuto tra il '76 e il '79 una battaglia, che per noi piccolo partito era una battaglia epocale, contro quella che era definita la stagione del compromesso storico. Come risulta da una rilevazione fatta da un istituto di ricerca, in quella stagione, cioè dal 1976 al 1996, il 91 per cento delle leggi nel Parlamento italiano venne approvato con i voti del Partito Comunista Italiano, con la sostanziale partecipazione dei voti del Partito Comunista Italiano. Perché? C'era un clima in cui le leggi comunque andavano concertate, altrimenti avevano difficoltà ad andare avanti. Tutti ricorderete la stagione della finanziaria con 7.800 emendamenti, stagione che si è conclusa quando il Governo ha iniziato a porre la questione di fiducia, facendo decadere gli emendamenti e consentendo alla maggioranza di fare quello che è suo diritto fare, cioè assicurare una gestione dei lavori dell'Aula che comunque comporti la possibilità di legiferare.

Noi non possiamo non riconoscere alla maggioranza, in quest'Aula, il suo ruolo, che è quello di fare le leggi. Non rientra nel nostro ruolo fare leggi. Noi avremmo voluto questo ruolo, ci siamo candidati per avere questo ruolo, non abbiamo avuto i voti sufficienti, il ruolo non è nostro, il ruolo è vostro. L'abbiamo sottolineato tantissime volte in quest'Aula, ma non bastano le sottolineature, non bastano gli interventi a titolo personale, non basta verificare che in questo modo noi stiamo screditando l'Aula, cosa su cui siamo pienamente d'accordo. Stiamo screditando la politica, stiamo dando ragione a quelli che nei bar dicono che i costi della politica sono altissimi, che di 85 consiglieri regionali non ce ne facciamo niente, perché basterebbe un podestà illuminato per fare buone leggi in Sardegna e di questo siamo tutti responsabili.

Se esiste però la possibilità di fare uno sforzo di fantasia per superare questo momento, voi non lo potete chiederlo alla minoranza, che per altro ne ha fatto in questi giorni diversi. In questo momento il cerino è in mano vostra, siete voi che, dal punto di vista del metodo, sulla base delle considerazioni…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Signor Presidente, signor Assessore, onorevoli colleghi, stimolato da vari interventi precedenti, debbo riallacciarmi alla situazione dell'Aula; quest'Aula abbondantemente in crisi, che non si riesce a rimettere in marcia, quest'Aula che oggi più che mai, mi appare chiaro dopo il discorso del Presidente di ieri, non si è ancora interrogata unitariamente, maggioranza e opposizione, sul ruolo che intende darsi.

Guardate che il discorso di ieri è un discorso pericoloso, pericoloso per la vita di quest'Aula, per la vita dei partiti, e la parola partito non e una parolaccia, perché se seguiamo la logica del Presidente, di ieri, tra un po' ci dovrete dire, cari colleghi della maggioranza, se è iniziata l'era Soru, se dobbiamo iniziare dall'anno primo, secondo, terzo, se dobbiamo iniziare dalla sua nascita o dalla sua elezione a conteggiare l'era Soru. Continuando così l'Aula verrà svuotata progressivamente di significato e di ruolo e noi non sappiamo più che cosa fare. Se ciò che il presidente Soru ha preannunciato ieri è un ulteriore rafforzamento di un ruolo che è già forte grazie alla riforma elettorale, che ne prevede l'elezione diretta creando una figura sicuramente nuova, potenziata, che ha diritto di chiedere nuovi poteri e nuove deleghe in virtù di un'elezione che gli deriva direttamente dal popolo e non dall'Aula, i contrappesi che l'Aula si deve attribuire per decidere quali funzioni deve svolgere e quali funzioni deve assegnare all'opposizione devono essere oggetto di un dibattito e di un approfondimento politico quanto mai urgente. Perché se spinti dalla cieca fiducia sulla persona, e la storia ci insegna che tutti possono sbagliare e tutti possono avere ragione qualche volta, se spinti appunto da questa cieca fiducia, dall'entusiasmo di una vittoria elettorale, dal fatto che, per merito di una legge elettorale che prevede un premio di maggioranza, un numero consistente di consiglieri sono stati eletti soltanto in virtù di questa vittoria e non in virtù di un vero consenso popolare dato alla persona, colleghi io credo che tra un po' i partiti possano essere messi in crisi - e parlo soprattutto dei partiti dell'attuale maggioranza - da un partito politico strettamente collegato alla forte personalità politica del Presidente della Giunta Regionale. Non so se sia molto conveniente per i D.S., per la Margherita, per Rifondazione Comunista rinforzare questo partito, a discapito certamente vostro e non a discapito nostro. Perciò credo che sia il momento di decidere le nuove regole.

La politica insegna tante cose, insegna che anche dopo le guerre si trova un dialogo, si trova un modo per convivere e per distribuire ad una parte e all'altra ciò che la politica deve distribuire. Quindi la ricerca del dialogo, la ricerca della collaborazione non è mai tardiva, però segnali chiari ed inequivocabili in tal senso devono arrivare ormai non da noi, non dai partiti dell'opposizione, ma dai partiti della maggioranza. Perciò io intendo ritornare all'emendamento 37 e annuncio il mio voto favorevole. Il mio tempo è purtroppo scaduto, grazie Presidente.

PRESIDENTE. Mi permetto onorevole Liori, vista la sua anzianità, di ricordare anche a lei di leggersi l'articolo 78 al quinto comma in modo particolare, per il prossimo intervento comunque.

ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente chiedo la verifica del numero legale.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri LADU, LA SPISA, SANJUST, LIORI.)

Seconda verifica del numero legale

PRESIDENTE. Si procede alla verifica, con procedimento elettronico, del numero legale.

Risultato della verifica

PRESIDENTE. Sono presenti 38 consiglieri compresi i cinque richiedenti.

(Sono presenti i consiglieri: ADDIS - BALIA - BIANCU - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Oscar - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FRAU - GESSA - LA SPISA -LADU - LIORI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - SABATINI - SANCIU - SANJUST - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta -SCARPA - SERRA - URAS.)

Non essendoci il numero legale aggiorno i nostri lavori alle ore 13 e 15.

(La seduta sospesa alle ore 12 e 46, viene ripresa alle ore 13 e 18)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, signori Assessori, colleghi, in particolare mi rivolgo all'assessore Gian Valerio Sanna, esprimendo ancora una volta il mio apprezzamento per la sua costante permanenza in Aula, per l'attenzione con la quale sta seguendo i lavori e tutti gli interventi che provengono anche dall'opposizione, certamente a costo di una dura prova per la sua pazienza e per la sua capacità di ascolto; però le assicuro, assessore Sanna, che questo suo comportamento non passa inosservato, viene notato e viene apprezzato. Così come io ho avuto modo di apprezzare le parole del Presidente della Commissione Autonomia, il collega Maninchedda, che gradirei in questo momento mi potesse ascoltare. Ho l'impressione che non mi ascolti proprio nessuno.

PRESIDENTE. Invito i colleghi a prendere posto. Onorevole Artizzu recuperiamo il tempo, prego onorevole.

ARTIZZU (A.N.). Dicevo che stiamo apprezzando e sto apprezzando molto in questi giorni il comportamento e la presenza in Aula dell'assessore Gian Valerio Sanna, sempre attento, sempre rispettoso delle voci dell'opposizione, così come ho apprezzato le parole che sono state pronunciate pochi minuti fa in Aula dal Presidente della prima Commissione, dal collega Maninchedda, rammaricandomi di poterle considerare soltanto un auspicio; mi piacerebbe poter considerare le sue parole, Presidente (e lei sa che io parlo molto seriamente in questo momento e sono convinto di ciò che dico, non foss'altro per la nostra lunga conoscenza e posso dire, credo, anche amicizia), come anello di congiunzione tra noi e voi. Temo per altro che così non sarà, ma questo non mi fa cambiare opinione, un'opinione positiva su quanto lei ha detto, sul come lo ha detto e anche, visto che ha fatto riferimento ai lavori della Commissione della quale mi onoro di essere anche vicepresidente, colgo l'occasione per esprimere apprezzamento per come lei sta esercitando il suo ruolo di Presidente della Commissione Autonomia. Purtroppo temo però che queste dichiarazioni di buoni propositi non porteranno a nulla.

Lei dice: "Chi tira troppo la corda alla fine rischia di spezzarla". Bisogna vedere poi chi rimane col pezzo più piccolo, chi col pezzo più grande in mano, però bisognerebbe stabilire chi su questa legge urbanistica sta tirando troppo la corda e chiaramente su questo io la penso in un modo e i colleghi della maggioranza la pensano in un altro. Io credo che, l'ho detto già diverse volte e lo ripeto, non ci possa essere un atteggiamento di apertura da parte dei colleghi della maggioranza e poi arrivi il Presidente e disfi tutto. Questa è una tela di Penelope, durante il giorno voi tessete nella direzione di un'intesa e nella direzione di un dialogo, poi alle nove di sera arriva il principe, prende un paio di forbici e fa a pezzi la tela che voi vi siete sforzati di tessere durante il giorno. Ma così apprezziamo soltanto i vostri intenti, apprezziamo i vostri buoni propositi, ma voi capite bene che poi vince chi può garantire cinquecento anni di prosperità e di salvaguardia delle coste, dicendo allo stesso tempo che la legge rimane tale e quale. Quindi francamente non vedo proprio dove i vostri credibili e rispettabilissimi sforzi di trovare con noi un'intesa, possono portare se poi arriva - ripeto - il Presidente e smonta tutto.

Prenderò la parola dopo, per ora la ringrazio Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Ancora una volta mi rivolgo alla maggioranza per ricordare che su questo emendamento non avete espresso parere negativo. Lo stesso Presidente della Commissione si è rimesso all'Aula, io sostengo che debba essere l'Aula a decidere. Anche questo non può che essere un emendamento che va a garantire la partecipazione degli enti locali e delle associazioni alla formazione del piano paesaggistico regionale, però anch'io, essendo successo un fatto nuovo, voglio riallacciarmi alla dichiarazione del collega Maninchedda ringraziandolo per la calma, per la sicurezza con cui ha cercato di dimostrare un po' di apertura. Mi meraviglia una cosa però: il fatto che lo faccia a titolo personale, e siccome è da un paio di giorni che ogni tanto si butta la ciambella, però poi nessuno riesce a prenderla, sarebbe necessario che il Presidente della Giunta, se fosse qui, a seguito dell'intervento del collega Maninchedda ci enunciasse quali sono i suoi propositi. Per esempio io faccio qualche accenno ad uno degli aspetti più importanti di questo disegno di legge, che è quello del vincolo dei due chilometri dal mare, perché mi viene il dubbio che non sia frutto di una proposta del Presidente Soru.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

(Segue CAPPAI). Perché dico questo? Perché lo stesso Presidente Soru, quando ha costruito a Sa Illetta, non ha costruito a due chilometri dal mare, non ha costruito a un chilometro, non ha costruito neanche a trecento metri dal mare, ha costruito molto più vicino, dimenticandosi della tutela del paesaggio, dimenticandosi dell'ambiente, dimenticandosi del rispetto sotto l'aspetto culturale di ciò che rappresentava per la comunità cagliaritana quella laguna. Allora sarebbe opportuno che ci spiegaste meglio cosa intendete quando fate queste semiaperture, perché può darsi che poi, ragionando nel merito, cioè su quelle che sono a nostro avviso le cose fondamentali di questo disegno di legge, ci si possa anche incontrare ed eventualmente arrivare ad un accordo.

Nel mio intervento precedente non sono riuscito a completare un ragionamento sulla presenza di 50.000 posti letto in Sardegna di cui l'80% occupato dalle seconde case. Leggo un passaggio di un intervento di un collega della maggioranza: "Chi di voi può sostenere che occorre continuare con l'idea delle seconde case?" dice questo collega della maggioranza, "Nessuno di voi lo può sostenere se non lo fa per interessi diretti". Inviterei tutti a valutare con attenzione le accuse che si fanno, perché il sottoscritto non ha interessi diretti, e allora non si può continuare con questo sistema. Aggiunge lo stesso collega: "Qui noi non dobbiamo fare norme per noi stessi, ma per la collettività". Da questa affermazione nasce il mio secondo dubbio, ecco perché sarebbe necessario che ci fosse il Presidente Soru. Se queste norme le stiamo facendo, cioè le state facendo, le state facendo per la collettività o per voi stessi? Ogni tanto ci viene qualche dubbio, perché non si può da una parte accusare e dall'altra dire che non si hanno interessi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, io pur condividendone i contenuti, trovo un certo disagio ad illustrare questo emendamento, anche perché non saprei più in quale modo tentare di spiegare alla maggioranza le nostre ragioni, non riesco a intravedere la via giusta per aprire un varco e per fare in modo che le cose che noi proponiamo vengano accolte da parte della coalizione di maggioranza.

Noi continuiamo a sostenere che l'impianto della legge va migliorato, va reso più adatto alle esigenze del popolo sardo. Questo emendamento, praticamente, dice che il coinvolgimento degli enti locali non dev'essere formale ma dev'essere sostanziale, cioè, se diciamo che viene fatta un'istruttoria pubblica, poi questa istruttoria pubblica va presa seriamente in considerazione da parte di chi governa, perché altrimenti tutte le cose che si dicono poi possono anche non essere prese in considerazione. E quindi torniamo a parlare del ruolo che devono avere gli enti locali, che per noi dev'essere fondamentale, così come il ruolo del Consiglio regionale che non dev'essere svuotato di contenuti ma dev'essere importante e incisivo anche per controbilanciare i poteri oggi conferiti dalla nuova legge elettorale al Presidente della Giunta regionale. E quindi noi tentiamo di fare l'ennesimo sforzo per convincere la maggioranza ad accettare le proposte che noi stiamo tentando di far approvare.

Ogni tanto sembra che ci siano dei segnali importanti di apertura, tipo l'ultimo del collega Maninchedda, il quale, a titolo personale, lancia un appello al senso di responsabilità di questo Consiglio regionale. Io devo dire che lo condivido molto questo appello, perché sono consapevole che probabilmente questo Consiglio regionale sta occupando tanto tempo per fare cose che sicuramente avrebbero necessitato di un tempo di gran lunga inferiore. Però questo appello dev'essere fatto a tutti e deve essere trasformato in una proposta concreta da parte della maggioranza. Allora ci si dica chiaramente chi da parte della maggioranza - io ho proposto che questo compito lo svolga in questo momento l'uomo più autorevole, cioè il Presidente della Giunta regionale, ma non è questo che conta, quello che conta è la sostanza - deve venire a fare una proposta seria e concreta sulla quale poi tentiamo di trovare punti d'incontro per approvare la legge.

Qualcuno ha parlato di quello che è successo in Commissione programmazione, nella quale alla fine siamo arrivati a chiudere una certa situazione, pur fra mille difficoltà da parte di chi faceva la proposta che sapeva di avere determinate risorse e da parte nostra che magari ne chiedevamo di più; però, alla fine, nonostante i problemi, si è arrivati ad una ipotesi di accordo che tutto sommato poteva anche andar bene a tutti. Quello che è successo nella Commissione programmazione, quello che qualche volta mi pare sia successo in Commissione prima, io non ne faccio parte, è così difficile che succeda anche all'interno del Consiglio regionale? Ecco, io veramente chiedo che questa proposta venga formalizzata, perché così facendo, sicuramente i tempi della discussione potranno essere di gran lunga ridotti e questo Consiglio potrà occuparsi di altre cose.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust. Ne ha facoltà.

SANJUST (F.I.). Nel dichiarare il mio voto a favore sull'emendamento, volevo dire che normalmente è diventato quasi un luogo comune parlare della politica come arte della mediazione, mediazione alla quale normalmente si arriva attraverso uno scambio di riflessioni, di punti di vista, ma soprattutto di contributi alla discussione. Non si tratta, sopratutto in una discussione come quella che sta avvenendo quest'oggi, né di legittimare e né di delegittimare chicchessia. Si tratta invece di entrare nel merito degli emendamenti che uno dopo l'altro noi stiamo presentando convinti di apportare un contributo che ieri, almeno per quanto riguarda l'ultimo degli emendamenti, non è stato finalmente mortificato, ma mi pare che stamattina si stia procedendo secondo le abitudini dei precedenti giorni.

Anch'io ho apprezzato l'intervento del collega Maninchedda, e devo dire che parte del mio intervento è stato forse reso vano da quanto ha detto chi mi ha appena preceduto. Anch'io volevo fare un riferimento a ciò che ho potuto vedere con i miei occhi in Commissione programmazione, alla quale un giorno sono stato chiamato a partecipare, e dove devo dire che ho assolutamente apprezzato il tentativo, da parte dell'Assessore, ma da parte anche della maggioranza, di venire incontro a delle proposte dell'opposizione, anche in quel caso finalizzate a migliorare la proposta in esame e non a fare - fatemi passare il termine anche se è brutto - bassa bottega. Questo è quello che si sta cercando di fare, Assessore; si sta cercando, continuerò a ripeterlo fino alla nausea, non perché non abbia altri strumenti, ma perché ne sono assolutamente convinto, di dare un contributo.

È chiaro ed evidente che la modifica che si vuole apportare aggiungendo la dicitura "sulla base delle risultanze dell'istruttoria pubblica di cui al precedente comma1", possa anche probabilmente essere in sé già prevista dalla norma, ma non si tratta, nemmeno in questo caso, di voler stravolgere il testo, di volerne dare un significato diverso, né in questo caso, come in tantissimi altri, si vuole trovare una formula che possa, in un certo qual modo, allungare i tempi, e sono convinto che, sempre partendo dalla considerazione con la quale ho iniziato, e cioè che la politica è l'arte della mediazione, un punto d'incontro, almeno per quanto riguarda i contributi che si sta cercando di dare, si debba e si possa trovare laddove proprio non c'è una radicale e sostanziale modifica del testo in esame. E'da questi piccoli segnali che noi chiediamo che si può vedere la volontà, da parte di chi siede dall'altra parte dell'Aula, di venire incontro a quelle che sono delle legittime esigenze di chi oggi si trova a dover fare un'opposizione ferma, un'opposizione anche, se vogliamo, dura, non certamente nel modo di porla, ma ferma nel voler cercare di portare all'Aula quelle che sono delle considerazioni che noi riteniamo assolutamente giuste e sulle quali stiamo cercando di aprire un dialogo costruttivo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Voterò contro questo emendamento 37, però aveva ragione il collega Pirisi quando diceva che sul contenuto di alcuni emendamenti ci si può confrontare. Io voterò contro perché tutti i colleghi delle opposizioni che sono intervenuti hanno dichiarato che voteranno a favore. Non è vero che c'è la ricerca del confronto, del dialogo, c'è la conferma delle posizioni che si vogliono mantenere. Poi la cosa che più mi incuriosisce è questo tentativo, anche tra di noi, di delegittimare parte del Consiglio, oppure i colleghi che esprimono posizioni critiche, che sono magari frutto di considerazioni interne ai gruppi o tentativi, da parte dei singoli, di dare dei contributi; se c'è una posizione collegiale si dice: "Ma non è la posizione di tutti". A me ieri, questo ragionamento l'ha fatto Capelli, che mi ha chiesto: "A nome di chi parli?", oppure il collega Ladu che dice: "Ci deve dare la risposta il Presidente della Giunta". Io vi vorrei richiamare tutti ad una constatazione semplice: è qui presente l'Assessore dell'Urbanistica, che avantieri ha fatto un intervento di grande disponibilità e di grande apertura al dialogo, al confronto nel merito, a cui dall'altra si risponde con un'insieme di ragionamenti tesi ad affermare che non deve essere lui ad aprire il dialogo, ma il Presidente. Parliamoci chiaramente, l'abbiamo detto ieri, noi siamo tutti colombe se c'è da fare le colombe e siamo tutti falchi se c'è da fare i falchi. Il tentativo di dividerci non può passare, questo dev'essere chiaro.

Detto questo, vorrei ricordare che è vero che nella prima Commissione abbiamo raggiunto una posizione condivisa, ma stiamo parlando della convergenza sulla distribuzione dei comuni ai fini della composizione delle circoscrizioni per le elezioni provinciali, che è un tema che confrontato con questo che stiamo trattando è un'inezia; è vero che nella Commissione terza abbiamo trovato convergenze, ma parliamoci chiaramente: se sull'assestamento di bilancio non si trovano convergenze ci sarà un danno per la Regione, cosa che il collega Oppi ha richiamato tante volte e ha chiaro in testa! È inutile che cerchiamo di strumentalizzare le posizioni. Noi siamo, come ha detto l'Assessore, pronti a dialogare e a confrontarci, ma prima di tutto bisogna accordarci sui tempi. Però ieri c'è stato un minimo di colloquio, poi sui giornali di oggi leggo che qualcuno si è assentato perché è arrossito, perché ha parlato con un'altro collega. Su questo terreno è chiaro che non si possono fare convergenze, le convergenze si fanno sul terreno che ha proposto l'Assessore, che mi sembra essere un terreno limpido e, devo dire, anche ampio per quanto riguarda il lavoro che dobbiamo fare. Facciamo uno sforzo di rispettare le diverse posizioni, perché stamattina, in apertura dei lavori, è stato fatto un intervento - io non sono uno che si offende - sgarbato, rozzo, gretto, inutile, provocatorio e arrogante, per impedire che parliamo tra di noi. E poi ci sono alcuni colleghi della minoranza, dell'idea che è possibile uno scontro all'ultimo voto, per non dire cose più pesanti. E allora la nostra linea della pacatezza, della disponibilità, del ragionamento sul merito, ieri ha portato, seppure in extremis, anche per una nostra sottovalutazione, alla costruzione di una posizione condivisa; ciò vuol dire, cari colleghi, che da parte nostra c'è disponibilità, c'è grande disponibilità. Ma se voi seguite l'idea dello scontro, se seguite la sciagurata iniziativa di Pili, è chiaro che sarà difficile trovare punti di convergenza. Ragioniamo tra di noi: la parte che vuole la legge, che la vuole nel rispetto del testo che la Commissione ha licenziato con la collaborazione di quelli che hanno collaborato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). La ringrazio Presidente. Io spero vivamente, per quanto mi riguarda, che si riesca serenamente a trovare un punto di incontro affinché il disegno di legge ne esca arricchito delle varie esperienze maturate in quest'Aula, dei vari suggerimenti, e quindi che non si debba ancora andare avanti con una contrapposizione muro contro muro, che fa cadere nel nulla le proposte pur costruttive e migliorative. Persino il Presidente Soru ieri, pur difendendo, chiaramente, l'impostazione del disegno di legge, ha affermato che esso può essere migliorato, e da questa parte credo che alcuni emendamenti migliorativi siano stati proposti al di là di qualsiasi strumentalizzazione e di qualsiasi posizione e collocazione personale. Quindi forse è anche bene rasserenare il dibattito lasciando perdere gli scontri personali, i battibecchi che ogni tanto, da una parte o dall'altra, caratterizzano questo dibattito.

Per tornare all'emendamento - perché a me piace sempre stare all'interno, giustamente, del dibattito che riguarda la legge -, emendamento a cui io darò il mio voto favorevole, esso di fatto completa il terzo comma aggiungendo ciò che avrebbe dovuto contenere, e cioè la conseguenza di quanto previsto dal comma uno che appunto prescrive che dopo i sessanta giorni di pubblicazione la Giunta svolge l'istruttoria pubblica ai sensi etc. etc. etc.; dalla quale derivano tutti gli apporti che la Giunta riuscirà ad avere da parte degli enti locali e di tutti i soggetti interessati, convocati per la concertazione. E quindi è necessario che venga ribadito questo concetto, perché c'è un controsenso, che forse denuncia, non dico la fretta con cui questo disegno di legge sia stato redatto, ma probabilmente la poca attenzione, magari con la convinzione che se un principio è previsto in un comma, probabilmente non sia necessario ribadirlo in un'altro, ma non in questo caso, poiché le varie fasi procedimentali sono strettamente connesse ed il terzo comma stabilisce che: "trascorso tale termine la Giunta regionale esamina le osservazioni…". senza dire come. Noi insistiamo nel proporre che debba farlo sulla base, appunto, delle risultanze dell'istruttoria pubblica di cui al precedente comma. In pratica l'emendamento serve a richiamare la Giunta a prendere in esame le risultanze dell'istruttoria pubblica. Inoltre prevedendo in legge tale obbligo, si sottolinea l'importanza fondamentale della concertazione con i poteri locali.

Questo è un principio che noi stiamo portando avanti chiaramente fin dai primi interventi, sempre esclusivamente per rafforzare l'apporto che enti locali e il Consiglio devono dare affinché, giustamente, possa essere limitato non il potere discrezionale di questa Giunta, ma di tutti gli esecutivi che verranno anche a seguire. Quindi dichiaro il mio voto favorevole all'emendamento.

PRESIDENTE. Mi ha chiesto di parlare, anche se è un po' irritualmente perché non può fare una dichiarazione di voto, l'Assessore Sanna, per alcuni chiarimenti su questo emendamento.

Ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. La ringrazio Presidente, interverrò brevemente, non ruberò molto tempo.

Io ripeto e confermo quello che è stato detto: la Giunta mantiene aperta la valutazione complessiva sugli emendamenti, però vorrei anche dire che bisogna stare attenti a non dar luogo ad una sorta di pretestuosa sordità della Giunta rispetto ad alcune affermazioni. Questo emendamento richiama l'esigenza di collegare l'esame delle osservazioni da parte della Giunta alle risultanze dell'istruttoria pubblica. Io non credo che ci sia un problema di merito, ognuno valuti, però bisogna anche leggersi come viene disciplinata l'istruttoria pubblica. L'istruttoria pubblica è un'insieme di riunioni nelle quali tutti, compresi i comuni che ne hanno titolo, e che quindi vengono ascoltati - e rispondo così a tutta la serie di questioni che sono state aperte - tutti coloro che vi abbiano interesse, anche di fatto, possono far pervenire proposte e osservazioni scritte. L'emendamento proposto è una ripetizione inutile perché quando si parla delle osservazioni si intende, per obbligo di legge, per quanto riguarda l'istruttoria pubblica, le osservazioni che attengono a un fatto già previsto al comma 1 che viene ripreso e portato a sintesi al comma 3. Ripeto, sulle questioni di merito che hanno un valore manteniamo la disponibilità a fare una valutazione, ma non su proposte che reiterano passaggi già previsti e che nessuno vuole negare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini. Ne ha facoltà.

PETRINI (F.I.). Signor Presidente, signor Assessore, consiglieri, l'emendamento numero 37 è un emendamento che dovrebbe, secondo me, valorizzare le autonomie locali. La legge in esame non le valorizza proprio niente, non riesce a valorizzare le autonomie locali, perché non c'è un collegamento diretto con madre Regione. Le autonomie locali dovrebbero essere più indipendenti, i sindaci, soprattutto, dovrebbero essere protagonisti delle decisioni relative al loro territorio. Assessore, non lo sono più, non lo sono più! E allora, io mi chiedo, questi sindaci che sono stati eletti dai loro concittadini non hanno più quel piccolo potere, non possono valutare le esigenze dei loro territori e, secondo me, questo li demoralizza. Secondo me è così, li demoralizza, li isola, impedisce loro di esercitare le loro funzioni; mentre i cittadini gli hanno dato il voto per esercitarle, noi con questa legge glielo impediamo, cerchiamo, cioè cercate, voi di minoranza, di maggioranza - scusatemi, non riesco mai a vedermi nella minoranza - cercate, voi di maggioranza, di fare questo ai sindaci.

Io so che in cuor loro molti di voi sono d'accordo con noi, però, chiaramente, siete in maggioranza e allora dovete abbassare la testa e votare magari contro questo emendamento. Io voterò a favore di questo emendamento perché credo nel lavoro dei sindaci e ci credo fermamente, ci credo perché conosco moltissimi sindaci che lavorano veramente per il proprio territorio, e non lo distruggono, assolutamente, lo difendono, con tutti gli strumenti che hanno, lo difendono! Io non capisco perché non si dia la possibilità ai sindaci della Sardegna, ce n'é qualcuno bravo, qualcuno meno bravo, di poter prendere queste decisioni. Ecco perché, secondo me, questa legge zoppica; però, come diceva l'onorevole Cugini, noi ci dobbiamo rivolgere all'Assessore, non al presidente Soru, è giusto, onorevole Cugini, lei ha ragione. E' a lui, al nostro Assessore che dobbiamo rivolgerci, e io mi rivolgo a lei, Assessore: più autonomia, più autonomia ai sindaci, perché loro rappresentano veramente il territorio, sono in prima linea, facciamoli lavorare, e devono lavorare per i sardi e per la Sardegna. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cassano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CASSANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, signori Assessori, colleghe e colleghi consiglieri, io voterò a favore di questo emendamento anche se debbo confessare, mio malgrado, che alla luce delle dichiarazioni espresse poc'anzi dall'assessore Sanna, che ha spiegato il significato di questo articolo, mi sento un po' in difficoltà, lo debbo confessare, in quanto il mio intervento mirava soprattutto a sottolineare che nell'istruttoria pubblica dovevano essere principalmente coinvolti gli enti locali. E, onestamente, non avendo partecipato ai lavori della Commissione, mi ponevo il dubbio se erano o non erano coinvolti preliminarmente gli enti locali.

Bene, io in parte mi riterrei soddisfatto, anche se darò il mio voto favorevole a questo emendamento, perché se è vero come è vero che gli enti locali vengono preventivamente coinvolti, credo che vengano, allo stesso tempo, informati eventualmente di ciò che avverrà successivamente. E' evidente che, comunque, come dicevo in precedenza, spesso più che sul contenuto degli emendamenti ci schieriamo sulla base di posizioni precostituite, sia di maggioranza che di minoranza, nel senso che ciascuno di noi non vorrebbe perdere, anzi, tutti vorremo vincere, e più di una volta ci lasciamo prendere probabilmente più che dalla sostanza dei problemi da aspetti che siamo portati personalmente a evidenziare.

Oggi, è il caso di dirlo, è la giornata di Maninchedda; anche se va sottolineato un aspetto, che è quello che sottolineava anche il collega Cugini, che ciascun consigliere regionale, anche se parla a titolo personale, visto lo stato delle cose, vuole promuovere qualche iniziativa che vada a buon fine e nell'interesse generale, và dato atto a questo collega, consigliere regionale, di aver manifestato la volontà di addivenire a un accordo, onde evitare appunto il muro contro muro, com'è avvenuto in questa settimana e come avverrà probabilmente nei giorni prossimi. Io credo che, come dicevo in occasione della discussione dell'articolo 2, non stiamo dando uno spettacolo molto decoroso ai sardi, che si aspettavano tanto da questa legislatura, da questa maggioranza e da questo Consiglio regionale, perché io ritengo che la dobbiamo smettere di privilegiare gli interessi di parte agli interessi generali dei nostri concittadini che ci hanno mandato qui a rappresentarli. E allora, poiché ho lanciato anch'io lo stesso messaggio che stamani ha lanciato a titolo personale il collega Maninchedda, e poiché lui fa parte del gruppo di maggioranza più autorevole, e dato che la maggioranza ha disatteso le mie proposte, i miei suggerimenti, le mie indicazioni, io mi auguro che, se non altro, a qualcuno di noi, stia a cuore ciò che lui ha detto e che quindi da qui in poi si inizi un percorso diverso, onde evitare appunto il muro contro muro, per cercare, quanto prima, di esitare una legge. A mio avviso è necessario evitare questo modo di procedere, poiché ci impedisce di dare le risposte che dovremo dare, appunto, alle emergenze che abbiamo di fronte: dobbiamo esaminare l'assestamento di bilancio, il DPEF, la stessa legge finanziaria, abbiamo risposte da dare alle categorie produttive, senza le quali probabilmente neanche noi saremmo qui. Grazie.

PRESIDENTE. Colleghi, interrompiamo a questo punto la seduta del mattino, riprendiamo alle ore 16. Ci sono ancora alcuni iscritti a parlare prima di passare al voto di questo emendamento.

(La seduta, sospesa alle ore 14 e 00, viene ripresa alle ore 16 e 07.)

PRESIDENTE. Se i colleghi prendono posto iniziamo i nostri lavori. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Matteo. Ne ha facoltà.

SANNA MATTEO (A.N.). Presidente, prima di iniziare il mio intervento, poiché non mi va di parlare a un'Aula vuota, chiedo la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. Chi sono i colleghi che lo appoggiano?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri LA SPISA, SANCIU, PILI, LIORI, LADU.)

PRESIDENTE. Prego i colleghi di predisporsi alla votazione.

Terza verifica del numero legale

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la votazione per la verifica del numero legale tramite sistema elettronico.

(Segue la votazione)

Chi non ha la postazione che funziona dichiari la propria presenza. Pacifico è fuori e Giagu è dentro. Consideriamo presenti quelli che non sono riusciti a premere il pulsante ed erano dentro. Quindi conteggiamo l'onorevole Lanzi, l'onorevole Giagu.

Risultato della verifica

PRESIDENTE. Siamo in numero legale, ci sono 41 presenti.

(Sono presenti i consiglieri: ADDIS - BALIA - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CASSANO - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIAGU - LA SPISA - LADU - LANZI - LIORI - LICHERI - MANCA - MARROCU - MATTANA - ORRU' - PILI - PINNA - PIRISI - PORCU - SABATINI - SALIS - SANCIU - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Matteo - SECCI - SERRA - SPISSU - URAS.)

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Sanna Matteo. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.) Adesso che parla l'onorevole Sanna io me ne esco. Queste cose non si fanno!

SANNA MATTEO (A.N.). Mi dispiace onorevole Cugini. Presidente, signor Assessore, colleghi presenti in Aula, nell'annunciare il mio voto favorevole all'emendamento numero 37 in esame, voglio fare alcune considerazioni per i pochi presenti che ringrazio per essere rimasti cortesemente in Aula perché dimostrano di avere a cuore la discussione di questa legge, una legge che, lo ribadiamo, riteniamo importante per la nostra Sardegna.

Io stamattina ho seguito con attenzione gli interventi, a differenza di chi adesso è assente, e in particolar modo quello dell'onorevole Cugini, che ho apprezzato, come quello dell'onorevole Maninchedda. Però volevo dire all'onorevole Cugini, che sicuramente sta ascoltando, che qui dentro con ci sono più falchi e colombe, qui siamo rimasti solamente dei "gippetti", perché qui la politica è in via di estinzione. "Gippetti". La politica è in via di estinzione come il "gippetto" sardo, e quindi noi vogliamo dire che la personalizzazione spinta che anche ieri, anzi, stamattina, il Presidente, con sue dichiarazioni, ha voluto imprimere, e vuole imprimere a quest'Aula, porta alla morte dei partiti all'interno dell'Aula, ed in particolar modo di quei partiti tradizionali che hanno fatto del parlamentarismo sardo la loro bandiera e il loro cavallo di battaglia.

Ieri il Presidente - che è l'unica aquila, non è neanche un falco, è l'unica aquila, l'aquila reale rimasta in quest'Aula, che detta i tempi, che con le sue idee e con i suoi progetti fantastici programma addirittura per cinquecento anni - parlava di spopolamento dei centri storici, parlava di impoverimento del territorio, però bene avrebbe fatto a parlare anche delle iperstrutture, qualcuna creata anche da lui, come quella di Olbia, quando era direttore della Monteverdi, quel supermercato Iperstanda che ha favorito non solo lo spopolamento del centro storico di Olbia, ma anche l'impoverimento del territorio con la chiusura di numerose botteghe di artigiani. Noi, invece, sosteniamo la politica, la politica dell'Aula, la politica intesa come capacità di mediare e di programmare per il bene del territorio.

Quindi Presidente, per questo motivo noi voteremo a favore di questo emendamento.

PRESIDENTE. Aveva chiesto di parlare il consigliere Milia che non è in Aula, quindi è decaduto.

Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Presidente, non essendoci ancora il numero legale...

PRESIDENTE. Su che cosa intende parlare?

PILI (F.I.). Intendevo chiedere la verifica del numero legale, ma se non ci sono più iscritti a parlare la votazione nominale dell'emendamento.

PRESIDENTE. Va bene. Chi appoggia la richiesta?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri LOMBARDO, LA SPISA, SANJUST, LADU, CAPPAI, Matteo SANNA, LIORI.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 37.

Rispondono sì i consiglieri: CAPPAI - CASSANO - CORDA - LA SPISA - LADU - LIORI - LOMBARDO - PILI - RASSU - SANJUST - SANNA MATTEO.

Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BALIA - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIAGU - LAI - LANZI - LICHERI - MARROCU - MATTANA - ORRU' - PINNA - PIRISI - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - URAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - CHERCHI Oscar.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 47

Votanti 45

Astenuti 2

Maggioranza 23

Favorevoli 11

Contrari 34

(Il Consiglio non approva).

Come era già stato annunciato gli emendamenti 46 e 38 sono decaduti, quindi si vota l'emendamento 39 che è a pagina 38.

Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). L'emendamento numero 39 riguarda il comma 5 della novella dell'articolo 2, aggiungendo alle parole: "Giunta regionale" la frase "procede ad operare le eventuali integrazioni al piano e approva in via definitiva il piano paesaggistico regionale". L'aggiunta di questa affermazione riguarda, ancora una volta, la possibilità che viene data alla Giunta regionale di introdurre integrazioni che in nessuna parte della legge sono previste; è infatti un monologo della Giunta regionale che ascolta, ascolta per pochissimo tempo, ma alla quale nessuna norma impone che debba raccogliere le proposte che vengono avanzate.

L'intento dei presentatori di questo emendamento è appunto quello di prevedere nella procedura un passaggio istituzionale, formale che consenta di operare eventuali integrazioni al piano. Siamo nella fase della formazione dello strumento di pianificazione paesaggistica che ha necessità, sotto ogni punto di vista, di trovare la condivisione non soltanto nella fase contemplata dal comma uno di questa norma che prevede la partecipazione di tutti i soggetti, ma anche successivamente perché la partecipazione e la concertazione istituzionale non si devono intendere come meri passaggi burocratico-istituzionali, ma necessitano del sostanziale accoglimento di quelle indicazioni che sono state più volte richiamate.

La bocciatura da parte della maggioranza dell'emendamento poc'anzi esaminato, quello relativo alla partecipazione dei Comuni alla fase propedeutica alla predisposizione del piano paesaggistico regionale, se ce ne fosse ancora bisogno, è la testimonianza dell'ottusità con la quale si sta chiudendo il piano paesaggistico regionale in un enclave dove, sicuramente, nessun soggetto, se non il consiglio di amministrazione, potrà interloquire.

È evidente che di fronte alla sottotrazione di competenze che è stata inferta ai Comuni, agli enti locali, alle associazioni, al Consiglio regionale, a tutti i soggetti che sono attivi nella concezione aperta, positiva della pianificazione territoriale come strumento di governo del territorio, con questo emendamento noi vogliamo comunque dare un barlume di speranza a coloro che ritengono si possa attivare una concertazione istituzionale corretta, una concertazione che possa davvero contribuire a raccogliere le idee migliori che possono arrivare dalla società civile, che possono arrivare dalle associazioni, dai soggetti interessati e soprattutto dai poteri locali. Concertazione istituzionale che, come è sottolineato su tutti i quotidiani di queste settimane, alla luce del sole sta evidenziando tutte le lacune culturali, politiche, metodologiche di un governo, di una maggioranza che, certamente, niente possono condividere con la società civile, basti pensare al fatto che la Commissione urbanistica ha sentito le associazioni a lavoro già concluso, già definito, privando l'audizione di qualsiasi valore ai fini della eventuale modifica di questa legge.

La medesima concezione sta alla base dell'intera legge, per questo motivo noi votiamo a favore di questo emendamento che raccoglie un indirizzo crediamo corretto della nostra opposizione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). L'emendamento che è adesso in votazione pone all'attenzione dell'Aula un suggerimento, non si tratta certamente di uno di quegli emendamenti che può modificare il significato di questa legge, né migliorare la qualità del procedimento, la capacità cioè del procedimento finalizzato all'approvazione del piano paesaggistico di cogliere tutti i possibili suggerimenti, tutti le possibili indicazioni, gli indirizzi, le linee guida che potessero contribuire ad elaborare, ad adottare, ad approvare un piano paesaggistico che tenga conto davvero delle prospettive di sviluppo del nostro territorio.

La nostra proposta su questo procedimento, su questo punto prevalentemente, come abbiamo già detto, si centrava su alcuni emendamenti, come il numero 58, con cui noi stavamo proponendo di inserire davvero una modifica sostanziale ed utile per migliorare, rendere più aperto e più partecipato il contenuto dei piani paesaggistici regionali. Emendamento 58, su cui, d'altra parte, debbo dire, l'Assessore non si è minimamente soffermato, mentre ha chiesto di intervenire per precisare che il precedente emendamento che è stato appena respinto, che sostanzialmente dava un'indicazione, quasi faceva una precisazione riguardo al comma tre della novella, non aveva alcun significato innovativo rispetto al procedimento. L'Assessore ha assolutamente sorvolato sulla richiesta ben più importante, più sostanziale ed eventualmente anche capace di apportare modifiche reali al procedimento contenuta nell'emendamento 58.

Perché, io insisto, rinunciare ad avere da parte dei Comuni delle osservazioni che intervengono nel momento in cui il procedimento è già avviato, nel momento in cui la proposta di piano paesaggistico è già formulata, perché non far partire la proposta di piano paesaggistico, la stessa elaborazione con l'indicazione che si dà da parte della Giunta regionale o del Consiglio regionale sulla base del sesto comma già approvato di questo articolo, perché non dare agli studi o agli uffici pubblici che sono incaricati di elaborare il piano delle indicazioni ben precise che nascano dall'osservazione delle dinamiche del territorio?

Stamattina l'onorevole Uras diceva che in alcuni casi l'autonomia locale non è opportuno che venga in qualche modo sviluppata, diceva addirittura che doveva essere sostanzialmente messa in un canto per tener conto di una visione più oggettiva, più lontana da eventuali tentazioni speculative, detto in parole molto povere voleva dire questo sicuramente l'onorevole Uras. Ed allora questa logica porta inevitabilmente ad accentrare tutti i livelli decisionali - anche quelli precedenti al momento deliberativo, anche il momento dell'elaborazione, dell'adozione, prima ancora quindi dell'approvazione definitiva - a concentrare queste responsabilità in capo alla Giunta regionale.

È questo il punto centrale su cui noi abbiamo insistito sia nella discussione sull'articolo, sia nella proposizione e nella discussione degli emendamenti, ma su questo punto non abbiamo avuto nessuna risposta politica, nessuna risposta tesa ad accettare quanto meno che alcune delle nostre argomentazioni fossero condivisibili. Vi siete azzardati a fare interventi sulle tattiche relative a trattative, incontri, intese, accordi, ma non avete detto minimamente nulla sul contenuto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANJUST (F.I.). Anche a nome dei colleghi Milia, La Spisa, Pili, Rassu oltre che del sottoscritto, chiedo la verifica del numero legale.

Quarta verifica del numero legale

PRESIDENTE. Prego i colleghi di predisporsi alla votazione. Colleghi, avverto che le continue richieste di verifica del numero legale alla lunga creano qualche problema anche alla Presidenza, oltre che provocare reazioni volte a contenere questo strumento. Ricordo che si può chiedere il voto segreto per esempio.

PILI (F.I.). Si possono anche fare dichiarazioni di astensione.

PRESIDENTE. Chiedo scusa ai colleghi, siccome siamo in presenza di un chiaro uso strumentale ed eccessivo del Regolamento, siccome si fa un uso ovviamente esagerato della verifica del numero legale la prossima volta metterò in votazione l'emendamento così verificheremo contemporaneamente il numero legale.

(Interruzione del consigliere Pili))

PRESIDENTE. Sarà un abuso onorevole Pili, vedremo.

Procediamo alla verifica del numero legale tramite procedimento elettronico.

Risultato della verifica

PRESIDENTE. L'onorevole Pirisi era fuori, non lo stiamo conteggiando. Comunico ai colleghi che siamo in numero legale.

(Sono presenti i consiglieri: il Presidente SPISSU - ADDIS - ATZERI - BALIA - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIAGU - IBBA - LA SPISA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MARROCU - MATTANA - MILIA - ORRU' - PACIFICO - PILI - PINNA - PORCU - RASSU - SABATINI - SALIS - SANJUST - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS.)

Non mi ricordo più chi stava intervenendo, anzi deve intervenire l'onorevole Ladu, aveva finito l'onorevole La Spisa, prego.

CUGINI (D.S.). Noi usciamo, Presidente, perché ci siamo scocciati di questo comportamento!

PRESIDENTE. Chiedo scusa ai colleghi, anche ai colleghi della maggioranza che stanno per uscire; onorevole Cugini, chiedo a tutti colleghi di restare in Aula e di continuare a comportarsi come correttamente ci si deve comportare. Invito i compagni dell'opposizione ad usare il Regolamento nei limiti consentiti da una prassi parlamentare corretta, non troppo corsara.

(Interruzione del consigliere Pili)

PRESIDENTE. Volevo dire colleghi, chiedo scusa, è un lapsus, onorevole Pili, un vecchio ricordo.

(Interruzione del consigliere Pili)

PRESIDENTE. No, non registri, è la memoria remota che è venuta a galla guardando lei, appunto, prego. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Devo dire che sono davvero sempre più a disagio in questa situazione, non riesco più a sentirmi a mio agio in una situazione come questa, veramente vorrei che da ambo le parti ci fosse un atteggiamento di maggior rispetto, perché se riuscissimo tutti assieme a trovare un modo per lavorare, credo che staremmo un po' meglio. Non so cosa ancora dobbiamo fare noi, per quanto ci riguarda noi siamo disposti a fare qualcosa, però effettivamente credo che non si possa andare più avanti in questo modo.

Volevo fare un intervento, però non ho molta voglia di continuare a parlare, dico semplicemente che questo emendamento mira ad un maggiore coinvolgimento degli enti locali. Potrei dire tante altre cose, però non ho voglia di continuare a parlare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Non mi esprimo su quello che sta succedendo in Aula perché forse è meglio non parlarne. A proposito di questo emendamento è probabile che magari sia un'aggiunta superflua, tanto una volta emanata la legge l'interpretazione è sempre lasciata ai burocrati e al politico. Ritengo che in sede di approvazione del piano è chiaro che l'Esecutivo debba effettuare delle integrazioni tenendo conto di quanto potrebbe essere emerso dall'istruttoria pubblica, almeno questa è la logica; esplicitare questo passaggio, richiamare le eventuali integrazioni; potrebbe essere un surplus, una cosa superflua o comunque rafforzare il concetto già contenuto nel comma cinque, un richiamo forte nei confronti della Giunta, a tener conto delle integrazioni e dei pareri delle amministrazioni locali, ripeto potrebbe anche essere superfluo, comunque sia rafforza senz'altro il significato politico del comma. Annuncio quindi il mio voto favorevole all'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PORCU (Prog. Sardegna). Grazie. Presidente, colleghi, preannuncio il mio voto non favorevole all'emendamento numero 39 che ritengo abbastanza strumentale, tra l'altro in qualche modo di contenuto analogo a quello di altri emendamenti già in precedenza bocciati in queste giornate.

Vorrei approfittarne per fare una riflessione: condivido, devo dire, l'imbarazzo di qualche collega sia del centrodestra, come l'onorevole Ladu, sia del centrosinistra nel vivere l'esperienza d'Aula di questi giorni, soprattutto ho provato imbarazzo, nella mattinata di oggi, ad ascoltare l'onorevole Oppi che non solo mostrava di non avere le idee chiare, ma in qualche modo ci dava anche la pagella. Io sono qui per accrescere la mia prima esperienza, sto ascoltando tutti, cerco di imparare, perché ho molto da imparare, ma sinceramente trovo in qualche modo imbarazzante sentirmi dare le pagelle da chi in Commissione non c'è neanche stato.

Io ci tengo a dire, Presidente e colleghi, a proposito di tattiche corsare, che le tattiche corsare a cui stiamo assistendo da qualche giorno in quest'Aula, sono le stesse che abbiamo dovuto sperimentare in Commissione, dove tra alcuni colleghi della minoranza, dico alcuni, perché altri hanno avuto un ruolo molto costruttivo, c'era chi teneva un piede in Commissione e un piede in conferenza stampa, un piede dentro e un piede fuori, e ha assunto posizioni muro contro muro proponendo, in maniera assolutamente non legittima e non possibile, l'impossibile.

Alla luce del difficile ruolo che ha dovuto giocare nella nostra Commissione urbanistica, personalmente mi sento di esprimere tutta la mia gratitudine al Presidente della Commissione che, in modo egregio, ha svolto la funzione di buttare acqua sul fuoco e far fronte alle tattiche corsare di qualche collega che continua a perpetuarle anche in quest'Aula.

Devo dire che anche grazie a tutti i colleghi di maggioranza e della maggior parte della minoranza, la Commissione ha esitato un testo in cui io personalmente mi ritrovo ed il cui contenuto credo rappresenti il massimo comune denominatore possibile, un testo che ha migliorato ed integrato quello presentato dalla Giunta; in buona sostanza la Commissione ha saputo riflettere e portare in Aula un disegno di legge che io ritengo fortemente equilibrato. Credo che sia nella maggioranza che nella minoranza stia affiorando, e sono ottimista, la sensazione che dobbiamo assumerci delle responsabilità; questa legge di per sé darebbe senso e dignità a questo Consiglio, è una legge lungamente attesa e io non ho dubbi che sia nella maggioranza, sia nella minoranza, quei colleghi sensibili al ruolo delle istituzioni, non faranno a meno di tutelare la dignità che questo Consiglio deve avere non solo nell'assumere posizioni politiche, ma anche nell'assumersi responsabilità. E quindi sono grato a quei colleghi che hanno dimostrato e stanno dimostrando di avere questa consapevolezza sia da una parte che dall'altra, e credo che se continueremo a farlo tutti insieme questo Consiglio uscirà rafforzato, nel rispetto anche di quel legittimo ruolo della minoranza che noi riconosciamo, così come vogliamo che la minoranza ci riconosca il diritto, il dovere e la responsabilità di tradurre in leggi la nostra azione di governo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). E' indubbio che c'è un forte imbarazzo nell'intervenire questo pomeriggio, credo che da ambo le parti gli abusi non possano che creare situazioni non piacevoli, così come ritengo che comunque stia in capo alla Presidenza di questo Consiglio cercare di tenere in ogni caso un atteggiamento equilibrato, quale è stato fino ad oggi quello dei tre Presidenti che si alternano in questa lunga maratona, cercando di capire comunque le ragioni di tutti.

Premetto che annuncio il mio voto favorevole all'emendamento 39 e le motivazioni sono quelle di sempre. Apprezzo anche chi in quest'Aula, mostrando tutta la disponibilità a cercare un dialogo con l'opposizione e uguale imbarazzo nell'intervenire, dica che è qui per imparare. Gli fa onore perché tutti noi abbiamo qualcosa da imparare da tutti, ma a volte è meglio saltare la lezione e far in modo che alcuni comportamenti adottati in quest'Aula non vengano mai presi ad esempio e non siano fonte di lezione per nessuno. Così come non può essere, e continuo ad insistere su questo, che ci sia una disponibilità da parte della maggioranza a discutere con la minoranza, sempre che si approvi e si discuta solo ed esclusivamente quello che da voi viene proposto.

Ho già detto ieri che andando avanti nell'esame degli emendamenti si stanno perdendo delle occasioni che, probabilmente, ci porteranno ad inasprire gli animi, ad andare sopra le righe e a non produrre quello per cui siamo qua. Io non sono qui per prevalere su nessuno dei colleghi personalmente, sono qui perché una volta usciti da quest'Aula, esitato un provvedimento, ognuno senta di essere a posto con la sua coscienza e abbia rappresentato gli interessi, i diritti e le opinioni di chi lo ha eletto e di cui è portavoce in quest'Aula.

Non mi interessa prevaricare o prevalere su nessuno di voi in questa sede, mi interessa però uscire da quest'Aula, quando si discute una legge che dovrebbe tutelare gli interessi generali dei nostri concittadini e conterranei, soddisfatto e pienamente a posto con la mia coscienza nella convinzione di aver proposto cose serie nell'interesse generale; che poi queste siano accettate o meno dalla maggioranza di questa Aula ha la sua importanza relativa, l'importante è che io abbia condotto la mia battaglia, intendendo il termine battaglia in senso positivo, nell'interesse mio e delle persone che condividono la linea politica che porto avanti.

Perciò continuo a manifestare la mia convinzione circa l'inutilità di questo dibattito, l'inutilità di interventi estemporanei anche del Presidente della Giunta che, alcune volte, distraggono dalla via principale che stiamo cercando di imboccare e sviano il discorso su una filosofia o fantasia di impostazione generale che poi non rispecchiano né la storia Sardegna del passato, né quella del presente e tanto meno quella del futuro.

Continuo a dire che aspettiamo una proposta che possa aprire, come l'emendamento 39 apre, ad una valutazione delle opinioni altrui e delle istanze che da più parti vengono. Questa è una di quelle che non modifica, lo ripeto fino alla nausea, la sostanza del provvedimento che voi intendete portare ad approvazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Onorevole Presidente, Assessori, colleghi. Voglio riprendere il tema delle pagelle evocato dall'onorevole Porcu. Noi pagelle, come è già stato detto, non vogliamo darne a nessuno, né vogliamo dare giudizi personali su nessuno, però è chiaro che la pagella l'Aula, dato che l'abbiamo tanto criticata, io per primo, per carità, non solo l'altra parte, per quello che sta succedendo, la pagella l'Aula se la deve aspettare prima di tutto dai sardi.

Però è chiaro che soprattutto quando si adottano atteggiamenti dettati solo dalla presunzione di essere migliori degli altri, dalla supponenza, dall'autostima che non è stata verificata, da un'autoreferenzialità e basta, dal pregiudizio verso gli altri che si suppone siano per forza peggiori di noi, questo non può che generare l'intolleranza, e quello che è successo in quest'Aula poco fa secondo me è un grave sintomo di intolleranza che, se si continua con questi comportamenti, con queste presunzioni, non può che aggravarsi sempre di più.

A me dispiace vedere quello che è capitato nei confronti di un collega giovane che non l'avrebbe meritato, spiace perché non sono azioni che a me piacerebbe ricevere, né fare nei confronti di nessuno, perché credo che sia giusto tenere un comportamento diverso. Il compito che ci siamo assunti è palese, nessuno di noi vi vuole tenere inchiodati qui il più a lungo possibile, si tratta una lotta politica, non c'è niente di vergognoso, è una cosa che si è sempre fatta, che abbiamo subito per cinque anni nella scorsa legislatura, anche perché i numeri che avete sono diversi rispetto a quelli che avevamo e gli attuali rapporti di forza sono molto diversi, ognuno utilizza il Regolamento come crede per ottenere un fine politico, non è un'offesa verso nessuno. Il disagio che causiamo a voi, ve l'ho già detto, è come quello di un medico che prende la stessa medicina del paziente, la prendiamo anche noi che siamo inchiodati qui e quindi è giusto che ci sia almeno questa considerazione da parte vostra.

Per quanto riguarda le motivazioni del mio assenso all'emendamento 39 sono sempre in linea con la necessità di integrare questa legge e derivano dal fatto che non si può non prevedere una norma che obbliga la Giunta ad integrare il piano sulla base delle osservazioni che vengono dalla Commissione; non si capirebbe altrimenti tutto il discorso che abbiamo fatto prima, perché altrimenti che bisogno ci sarebbe, se non venisse obbligata la Giunta, di impiegare altro tempo, addirittura trenta giorni, se non per valutare l'opportunità di inserire le eventuali modifiche indicate dalla Commissione.

Abbiamo chiesto, tutto qui, di tenere nella dovuta considerazione i lavori della Commissione nella quale per altro noi di A.N. non siamo neanche presenti, per cui chiediamo di essere messi nelle condizioni, in tutti i passaggi, di avere la possibilità di esprimere la nostra voce nel corso dell'iter di un atto importantissimo che regolerà la vita di tutti i sardi, dei vostri elettori così come dei nostri. Non abbiamo paura delle regole, però vogliamo essere presenti nel confronto a tutti i livelli, se è possibile.

L'emendamento è un emendamento che va senz'altro accolto, va valutato in un'ottica costruttiva, potete anche rigettarlo come avete fatto fino ad ora, vi siete messi questo impermeabile che insieme alla pioggia impedisce anche il passaggio delle idee, però la politica è fatta per questo, l'ho già detto, niente è impossibile quando si fa politica, il dialogo, il confronto vincono anche questi atteggiamenti di muro contro muro che non hanno senso in questa Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Nello, abbiamo fatto una proposta, stiamo aspettando una risposta.

SECCI (La Margherita-D.L.). Non aveva finito il suo intervento.

CAPPAI (U.D.C.). Non ho chiuso il mio intervento. Vuole parlare al mio posto, onorevole Secci?

(Interruzione del consigliere Secci)

CAPPAI (U.D.C.). Sicuramente lei fa parte di quella schiera di maestri che possono dare pagelle.

SECCI (La Margherita-D.L.). Io non mi sono mai eretto a maestro!

CAPPAI (U.D.C.). Io non la disturbo, abbia almeno la cortesia di farmi parlare.

PRESIDENTE. Onorevole Secci possiamo proseguire? Onorevole Cappai, svolga il suo intervento.

CAPPAI (U.D.C.). No, grazie, rinuncio al mio intervento.

PRESIDENTE. Onorevole Cappai, la prego, faccia il suo intervento; invito gli altri colleghi a non interrompere.

CAPPAI (U.D.C.). No, Presidente.

PRESIDENTE. Come ritiene. Metto in votazione l'emendamento numero 39. Chiedo scusa, mi dicono che c'era l'iscrizione dell'onorevole Milia che non avevo registrato. Ha domandato di parlare il consigliere Milia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MILIA (F.I.). Grazie Presidente, interverrò con molta calma e, credo, con molta buona volontà; chi parla a quest'Aula non è certo contento di stare qua in questo momento e chissà per quanto. Temo che la condizione che stiamo vivendo tutti assieme per lo meno abbia un unico comune denominatore che è quello della consapevolezza che nessuno dei consiglieri, salvo qualcuno che evidentemente è attratto per motivi particolari da quest'Aula, è contento di svolgere il proprio lavoro in questa maniera, tant'è che io sono uno di quelli che ha fatto un appello al Presidente Soru che era in Aula, sentendo, per tutta risposta, alle due del mattino, una prospettazione di idee che nulla avevano a che vedere con questo disegno normativo, una esplicazione di quello che è il pensiero che poi è racchiuso nelle dichiarazioni programmatiche alle quali nei pochi interventi la maggioranza ha fatto riferimento, ma del tutto priva di risposta rispetto alle esigenze piccole e grandi manifestate da questa opposizione. Non c'è stata risposta mentre sarebbe bastato, e non leggo, riprendere le dichiarazioni programmatiche in materia di governo del territorio e di tutela dell'ambiente da pagina 39 a pagina 43 o 44, mi pare, presentate dal Presidente Soru, per capire che molte di quelle cose che emendamento per emendamento noi chiediamo vi sono contenute, salvo poi arrivare al dunque, e il dunque è l'articolato, e vedere che le cose annunciate e descritte in pagine di dichiarazioni sono escluse dalla norma che oggi è in esame.

Quindi è chiaro che l'emendamento di cui stiamo discutendo fa parte di quegli emendamenti volti a dare ruolo agli enti locali, che sono tutelati dalla Costituzione della Repubblica ma non vengono certamente tutelati da questo disegno di legge, in contrasto con le enunciazioni di principio contenute nelle dichiarazioni programmatiche. La concertazione mi pare venga identificata come metodo nelle dichiarazioni programmatiche, nelle quali si dice che la pianificazione come metodo dell'azione regionale deve basarsi sul raccordo con l'insieme delle istanze politiche attraverso cui si esprime la sovranità popolare, be' questo raccordo con le istanze politiche attraverso cui si esprime la sovranità popolare, che sono certamente questo Consiglio ma più ancora le amministrazioni locali, non lo si vuole codificare. Però seguendo una linea logica, anche se ancora le sorprese certamente dovranno venire, quando si va oltre le dichiarazioni programmatiche e si legge anche che nella mente dell'ideatore, del manovratore, del Presidente - io penso che siano farina del suo sacco - quando fra qualche mese si identificheranno queste strutture pubbliche di pianificazione che in questo paragrafo vengono descritte in maniera abbastanza generale, certamente, capiremo bene che attraverso queste strutture pubbliche di pianificazione si farà a meno degli uffici del piano provinciale di cui abbiamo discusso ampiamente in questi giorni, tant'è che anche in legge gli uffici del piano provinciale vengono tenuti da conto in minima parte, e sono quelle strutture pubbliche di pianificazione - questo mi pare di capire, ma è difficile parlare senza contraddittorio - che dovranno rispondere esclusivamente alla linea politica dettata da chi le vuole creare. Non entro nel merito delle risorse che dovranno essere messe a disposizione per questo, come si sceglierà questo fior fiore di professionisti, quale sarà l'elevatissimo grado di professionalità che dovranno avere coloro che faranno parte di...

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Grazie Signor Presidente, annuncio anch'io il voto favorevole all'emendamento che aggiunge ancora un elemento in più alla strada che noi vorremmo, con gli emendamenti che abbiamo presentato, perseguire, che è quella di un maggiore coinvolgimento degli enti locali nella predisposizione del futuro piano paesistico regionale. Crediamo che sia indispensabile coinvolgere gli enti locali, crediamo che la legislazione, anche quella nazionale, vada in questa direzione delegando i poteri e le competenze principali alle regioni, ma le regioni stesse poi devono trasformare questa loro potestà in una capacità e in un'apertura al dialogo verso le istituzioni più decentrate, quindi verso i comuni, quindi verso le province, quindi verso le categorie dei cittadini che non ci sembra siano state adeguatamente sentite, adeguatamente ascoltate e le cui ragioni non siano state adeguatamente recepite nella predisposizione di questo testo di legge.

Mi pare di poter dire che questo provvedimento legislativo vada in direzione opposta rispetto alle leggi nazionali ed anche al codice dei beni culturali entrato in vigore nel maggio scorso, e vada in una direzione di una maggiore restrittività anche dalla legge Galasso. Nella ex legge Galasso, infatti, la tutela ambientale non era stata perseguita attraverso una preclusione assoluta della possibilità edificatoria e degli interventi edilizi, che potevano essere comunque realizzati previo rilascio di autorizzazione dell'ente locale delegato dalla Regione autorizzazione che, naturalmente, doveva tener conto della compatibilità ambientale, doveva tener conto del territorio in cui l'opera doveva essere realizzata, doveva tener conto anche dell'effettiva utilità e dell'effettiva ricaduta economica e sociale dell'opera stessa.

Quanto al codice dei beni culturali, mi pare che questa norma con esso contrasti, in particolare perché attribuisce un maggiore potere discrezionale alla Giunta regionale. Un potere discrezionale che noi, anche attraverso questo emendamento, vogliamo non certamente cancellare, ma vogliamo almeno limitare, vogliamo rendere più accettabile anche per le autonomie locali decentrate.

Annuncio quindi il mio voto favorevole ringraziando i colleghi della maggioranza di avermi voluto ascoltare, augurandomi che il dibattito sia franco, sia anche duro e partecipato, ma che si mantenga possibilmente nell'ambito di un rispetto reciproco che fino ad ora c'è stato salvo qualche schermaglia, non mi pare che sia necessario arrivare a delle esagerazioni. Questo mi permetto di dirlo ai colleghi che hanno un'anzianità soltanto politica maggiore della mia e quindi dai quali ho tanto da imparare; spero che mi vogliono dare delle buone lezioni, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cassano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CASSANO (Rif. Sardi). Grazie Signor Presidente, signore Assessore, colleghi e colleghe consiglieri. Intervengo per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento numero 39 che prevede la possibilità di operare le eventuali integrazioni al piano dopo i famosi trenta giorni che la Giunta regionale ha a sua disposizione, quindi ribadisco ciò che dicevo stamattina, cioè che noi riteniamo che preventivamente debbano essere coinvolte, cosa che non si è fatto, non si è fatto in toto almeno, le categorie produttive, le associazioni di categoria, principalmente gli enti locali che non vengono minimamente coinvolti. Quindi questo disegno di legge, che invece non contiene ciò che ho detto, mi pare che sia insufficiente rispetto a quanto era e dovrebbe essere la volontà di tutto il Consiglio regionale. Quindi continuerò ad intervenire sino a quando non vedrò uno spiraglio, per assicurare il pieno coinvolgimento delle associazioni di categoria, delle associazioni produttive, in particolar modo degli enti locali, perché ciò che tutti noi affermiamo spesso che è preferibile decentrare, dare maggiore peso agli enti locali, alle Province, ai Comuni, in questo caso non avviene, quindi mi pare che sia stato giusto e doveroso da parte dei proponenti presentare questo emendamento aggiuntivo.

L'altra considerazione che volevo fare è che non è che mi trovo a disagio nell'intervenire, sta di fatto che veramente partecipo con imbarazzo alle sedute consiliari perché ogni tanto, solitamente nel pomeriggio, ma anche nel mattino, mi pare, avvengono degli incidenti tra maggioranza e opposizione. Credo che queste cose si potrebbero evitare, al di là dell'esperienza che ciascuno di noi può o non può avere dentro quest'Aula; credo che sia dovere da parte nostra lavorare seriamente, dare risposte ai sardi e affrontare i problemi che ci attendono perché, ripeto, come dicevo l'altro giorno, i cittadini non è che seguono più di tanto ciò che avviene in quest'Aula. Noi siamo convinti che la stampa, le televisioni diano notizie non complete, più di un volta appaiono sempre i soliti nomi e quindi molti non riescono a capire tutto ciò che avviene all'interno di questa Aula, quindi a che serve rovinarsi il fegato? Forse probabilmente qualcuno è anche iperteso, io stesso lo sono, per cui il medico mi suggerisce di essere prudente, di andare sempre piano, anche se non è nella mia natura, però ho imparato a capire che bisognerebbe tenere sempre i piedi per terra, nel senso di lavorare sì, ma senza voler coinvolgere nella rissa né l'uno, né l'altro schieramento. Credo che sia dovere di tutti noi lavorare e impegnarci a dare risposte ai cittadini.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Matteo. Ne ha facoltà.

SANNA MATTEO (A.N.). Grazie Presidente, grazie colleghi per essere presenti. Nel preannunciare il mio voto favorevole all'emendamento numero 39 che, come da più parti è stato detto, non modifica sostanzialmente l'articolo, ma anzi è in linea con i principi ispiratori dell'articolo 9 della Costituzione che appunto prevede il coinvolgimento degli enti locali, e non sono io a dirlo questo, ma la Costituzione, che appunto devono agire insieme secondo un principio di leale collaborazione a tutela dei beni paesaggistici senza cadere però in una azione di tutela burocratica e restrittiva, come a volte è previsto in leggi come quella che noi oggi stiamo discutendo.

Sono certo che il Consiglio tutto vorrà stasera riflettere su questo importante emendamento, un emendamento che può portare ad una sintesi, sia la tutela sia il coinvolgimento dei nostri enti locali intermedi che hanno un fine comune, quello di tutelare i beni paesaggistici presenti nel territorio. All'onorevole Porcu che ci richiamava a riconoscere il ruolo della maggioranza riconoscendo a noi quello proprio dell'opposizione, dico che noi con massima chiarezza e correttezza cerchiamo di proporre emendamenti migliorativi, come questo che è in linea con i principi ispiratori dell'articolo 9 della Costituzione e che quindi voteremo favorevolmente. Io volevo anche dire questo, onorevole Porcu, che noi siamo opposizione in questo Consiglio, ma non siamo certamente opposizione nel territorio e non siamo certamente opposizione per quanto riguarda in modo particolare le istanze della gente, anche con riferimento a questa legge. Su questa legge noi vogliamo dare un contributo ascoltando gli enti locali, ascoltando le popolazioni interessate, cosa che invece è mancata nella fase preliminare del suo esame. L'onorevole Secci mi guarda male ma è così, onorevole Secci. Noi sappiamo che la tutela ambientale è un interesse generale e che bisogna in qualche modo comunque difendere l'ambiente, ma vorremmo che anche le nostre istanze venissero ascoltate come questo emendamento che, ripeto, è in linea con i principi ispiratori dell'articolo 9 della Costituzione. Grazie Presidente.

PRESIDENTE. Siamo alla votazione dell'emendamento numero 39. Prego onorevole Pili.

PILI (F.I.). Richiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Sette colleghi che appoggino la richiesta dell'onorevole Pili?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri CAPPAI, AMADU, RANDAZZO, ARTIZZU, LIORI, LA SPISA, SANJUST.)

PRESIDENTE. Bene.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 39. Devo insistere con i colleghi segretari, accomodatevi qui, fate i turni e andiamo avanti. Prendo atto che le consigliere Cerina e Cocco hanno votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - LA SPISA - LIORI - LOMBARDO - PILI - RANDAZZO - RASSU - SANJUST - SANNA Matteo.

Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BALIA - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIAGU - IBBA - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MATTANA - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - CERINA - CHERCHI Oscar - SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

Presenti 58

Votanti 53

Astenuti 5

Maggioranza 27

Favorevoli 14

Contrari 39

(Il Consiglio non approva).

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 51. Onorevole Biancu, su cosa intende intervenire?

BIANCU (La Margherita-D.L.). Chiedo il voto segreto.

PRESIDENTE. È stato richiesto il voto segreto sull'emendamento numero 51.

Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Per dichiarazione di voto, ovviamente di astensione. È la prima volta in questa legislatura che un Capogruppo della maggioranza, probabilmente con l'intento di silurare la Giunta, chiede il voto segreto. Noi siamo convinti di poter contribuire invece a sostenere la Giunta astenendoci, lasciando tutta la responsabilità del voto soltanto alla maggioranza che ovviamente voterà compatta per la Giunta, non certamente perché condivide questa legge, ma, come tutti i colleghi sanno, per un timore da scranno traballante di chi può comunque in qualsiasi momento essere messo alla porta.

Quello all'articolo 2, comma 3, è un emendamento che ha infatti bisogno di un voto segreto, perché è un tema talmente rilevante da indurre l'onorevole Biancu ad avanzare questa richiesta. È ovvio che noi ci asterremo in questa votazione. Io mi asterrò perché credo che la risposta a chi usa tutti gli artifizi pur di vietare a quest'Aula di pronunciarsi, a chi vuole cancellare la libertà del Consiglio di pronunciarsi e dei consiglieri di esprimere una propria dichiarazione di voto, è ovvio che sia quella di utilizzare tutti i cinque minuti necessari per astenersi. Astenersi però non significa non rappresentare che siamo favorevoli a quest'emendamento, il cui contenuto è in linea con il percorso tracciato nella proposta di legge avanzata, come primi firmatari, dai colleghi Milia, Onida e Biancareddu, che ha la finalità di attribuire, come correzione della stessa norma che stiamo discutendo…

PRESIDENTE. Chi ha problemi di digestione può andar fuori e sbadigliare; continuo a richiamare tutti al mantenimento, all'interno dell'Aula, di un atteggiamento consono al luogo nel quale stiamo. Prego onorevole Pili.

PILI (F.I.). Io non ho fretta Presidente.

Come dicevo, noi riteniamo che, per quanto riguarda il comma 3 dell'articolo 2, occorra far sì che la Giunta non faccia in proprio il coordinamento e la verifica di coerenza, ma che questo venga attribuito ad un organo tecnico, che è espressione della Giunta regionale ovviamente, ma che ha una funzione che gli è stata affidata sottraendola ai comitati regionale e circoscrizionali di controllo, che nella precedente legislatura abbiamo voluto cancellare per rispetto delle autonomie locali. Abbiamo ritenuto di dover intervenire sulla verifica di coerenza degli strumenti di pianificazione comunale per consentire a noi tutti di rispettare le autonomie locali per il ruolo istituzionale che la Costituzione ha voluto loro riconoscere. Abbiamo voluto prevedere che su proposta del CTRU, del comitato tecnico regionale dell'urbanistica, si possa provvedere appunto al coordinamento e alla verifica di coerenza degli atti di programmazione, rispetto a che cosa? Rispetto al piano paesaggistico regionale: una verifica che si può assolutamente fare solo sul piano tecnico. Io non vedo gli Assessori sovrapporre le carte, verificare la coerenza e quindi la disciplina da voi proposta è chiaramente indice di una volontà di mettere le mani su uno strumento anche di verifica tecnica, riportando indietro la Regione di almeno vent'anni, prima che venissero istituiti i comitati regionali di controllo quando oltre ad un controllo di legittimità veniva effettuato quello di merito che tanti soprusi aveva inferto alle autonomie locali. Per questo motivo io mi astengo, ma ovviamente sono favorevole a quest'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Grazie Presidente. Io credo che si stiano passando anche i limiti della buona educazione in quest'Aula, oltre a non assumere un comportamento consono all'importanza del ruolo che rivestiamo e della sede dove stiamo cercando di esprimerci. Così come, e mi rivolgo in particolare all'onorevole Maninchedda e all'onorevole Porcu, mi sentirei di suggerire spassionatamente alla maggioranza - come già detto in questa sede sono l'ultimo dei consiglieri - di delegare la gestione dell'Aula e la strategia dell'Aula ad altre persone che sanno comprendere quando è il momento della provocazione e quando è il momento del dialogo, perché la strategia basata sulla provocazione, in un momento che io ritengo delicato per il buon fine dei lavori sul disegno di legge e per il proseguo dei rapporti tra maggioranza e opposizione all'interno dell'Aula, fino ad oggi ha ottenuto un pessimo risultato. Ci sono dei momenti in cui è opportuno invece che l'Aula sia gestita da persone, anche non necessariamente esperte, ma che sappiamo far prevalere il buonsenso e la ragione, se no a provocazione si risponde con provocazione, come purtroppo a volte siamo portati a fare, e non sempre si porge l'altra guancia.

Le valutazioni sull'emendamento sono le stesse fatte sull'emendamento precedente, ovviamente, nel senso che il fine di questi ultimi emendamenti è quello di introdurre un coinvolgimento extra Giunta, diciamo, di varie istituzioni ed enti con competenza tecnica, tra i quali il CTRU in modo particolare, ai quali va riconosciuto un ruolo che poi è solo di semplice indirizzo. Questo, a nostro avviso, è necessario soprattutto per rendere lo stesso disegno di legge e la stessa procedura quanto più possibile aperta al confronto con enti e istituzioni che hanno diritto di far sentire la loro opinione e la loro valutazione, tecnica in questo caso, politica in altri casi, come abbiamo già visto nel corso dell'esame degli emendamenti precedenti.

Riproporremo lo stesso argomento nel corso dell'esame degli altri emendamenti aggiuntivi all'articolo 2. Credo che su uno di questi alla fine bisognerà pur ragionare, sempre che, ripeto, si abbia intenzione di far prevalere la ragione in quest'Aula perché io, al contrario di quanto dichiarato da altri, non ho nessun piacere, se non quello umano e personale di ritrovare degli amici, di passare il Natale con voi, tanto meno con altri esponenti della Giunta. Ho piacere di passare il Natale secondo le mie abitudini consolidate e soprattutto passarlo serenamente, avendo, come ho detto precedentemente, la piena consapevolezza di essere arrivato ai festeggiamenti di Natale convinto di avere svolto il mio ruolo in maniera onesta, decente e di avere potuto dare il mio contributo.

Auguro a tutti voi di giungere allo stesso tipo di soddisfazione e che l'interpretazione del ruolo da voi svolto sia la stessa. Ritengo che abbiamo ancora qualche occasione, seppur poche per quanto riguarda l'articolo 2, per poter sentire oltre che la voce di chi decide la strategia dell'Aula o si limita a creare motivi di contrasto, anche quella di chi vuole discutere di possibili variazioni che pur non modificando sostanzialmente l'impianto della legge, possano consentire un allargamento di partecipazione nella definizione di un atto di tale portata e importanza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Grazie Presidente. Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta, assessore Sanna, innanzitutto voglio ringraziare il presidente Spissu per il richiamo che ha fatto all'Aula e anche a me chiaramente, ad un comportamento consono alla dignità e al rispetto dovuto all'Assemblea parlamentare. Molte volte ci si dimentica di questo e questo va sempre a nocumento dell'istituzione ed indebolisce la figura dei consiglieri regionali più di quanto non la si sia vilipesa e indebolita, non certamente per i lavori dell'Aula, in questi ultimi periodi; quindi grazie Presidente.

Torniamo all'argomento, io non mi sposto mai dall'argomento che riguarda l'emendamento. Dice un proverbio sardo: "Su cantadori 'onu a sa pesada tòrrada", cioè ogni buon cantante, s'intende in questo caso un cantatore in rima, un poeta, ritorna sempre al primo verso, perché poi richiama col primo verso le nuove rime. Perché dico questo? Perché non più tardi di ieri, sul comma 3, mi espressi e dissi che era uno di questi commi che poteva essere integrato, ridando al comitato tecnico regionale urbanistico quel ruolo che giustamente gli compete e quel ruolo che la legge urbanistica gli dà; tanto è vero che il collega Cugini raccolse l'invito e disse anche che questa poteva essere l'occasione per un inizio del dialogo che desse uno sbocco ai lavori di quest'Aula su questo provvedimento di legge.

Ora, con questo emendamento si richiama ancora una volta il comitato tecnico regionale urbanistico, al quale la legge, di fatto, in esame sostituisce in toto la Giunta quale organo politico, seppure Governo della Regione. E ieri dissi che era probabilmente necessario nell'emendamento numero 52 non delegare in toto al comitato tecnico urbanistico regionale l'istruttoria del piano, ma almeno sentire la proposta del comitato tecnico urbanistico regionale. Nella sua risposta l'assessore Sanna evidenziò che è chiaro ed evidente, in quanto richiamato poi in altri commi, che il comitato tecnico urbanistico regionale sarebbe stato sentito e sulla proposta quindi sarebbe stato sentito in maniera fondante. Allora io dico questo: questo è un comma abbastanza importante e l'integrazione, secondo me, lo completa, lo migliora e fuga il dubbio, almeno io parlo per me, ma emerge anche da molti degli interventi dell'opposizione, che la Giunta possa e voglia avocare a sé qualsiasi iniziativa e decisione, trascurando e tralasciando, in quanto dice e non dice in determinati commi, le competenze in questo caso del comitato tecnico urbanistico regionale. Quindi, dando il mio voto favorevole a quest'emendamento, credo di non discostarmi dall'opinione che ho espresso ieri; mi scusi, debbo dichiarare la mia astensione perché è stato chiesto il voto segreto. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Rassu.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà. Ricordo che la dichiarazione di voto può essere solo di astensione essendo stato richiesto il voto segreto.

VARGIU (Rif. Sardi). Grazie Presidente. Colleghi del Consiglio, io mi asterrò sull'emendamento 51 e devo dire che la dichiarazione di astensione ovviamente viene stimolata dalla richiesta di voto a scrutinio segreto; probabilmente senza questa richiesta di voto a scrutinio segreto su quest'emendamento, avrei votato favorevolmente, invece, avendo scelto una tecnica di opposizione che comunque m'impone di effettuare la dichiarazione di voto, sono obbligatoriamente costretto ad astenermi.

Però prima di discutere della scelta di astensione voglio veramente col cuore dire al collega che ha fatto la richiesta di voto segreto che è difficile comprendere quale sia la logica per cui si ipotizza continuamente un inasprimento del confronto d'Aula, nel senso che il collega Maninchedda questa mattina, parlando a titolo strettamente personale, ha sottolineato come la soluzione dell'impasse dell'Aula sia una soluzione di tipo politico; lui parlava a titolo personale, quindi ha sottolineato…

CUGINI (D.S.). Però non è stata accolta dalla minoranza.

VARGIU (Rif. Sardi). Che cosa?

CUGINI (D.S.). La disponibilità al confronto.

VARGIU (Rif. Sardi). Non è stata accolta perché, collega Cugini, è stata fatta una valutazione, cioè siamo contrari a che si parli a titolo personale, perché il ragionamento a titolo personale poi è quello…

CUGINI (D.S.). Lei non c'era.

VARGIU (Rif. Sardi). Bene, allora vuol dire che sono stato sfiancato dalla tecnica di opposizione del centrodestra, per cui non ho assistito al momento in cui c'è stata la dichiarazione di chiusura, benissimo. Però, accolta o non accolta, il continuo ricorso a nuovi escamotage d'Aula, che tendono all'inasprimento del confronto, noi riteniamo che non aiuti, che non aiuti il ragionamento, che non aiuti la riflessione, che non aiuti a far andare a buon fine le proposte di mediazione che nascono da forze presenti all'interno dei due schieramenti. Quindi non comprendiamo, e non comprendo personalmente, la richiesta di voto segreto, al quale oltretutto, ricordo, ma questa è una dichiarazione che impegna soltanto e ovviamente i Riformatori, che noi personalmente siamo contrari, non lo abbiamo mai richiesto nella scorsa…

BIANCU (La Margherita-D.L.). Per tre volte è stata chiesta la verifica del numero legale.

FADDA (La Margherita-D.L.): Dì le cose anche agli altri.

VARGIU (Rif. Sardi). Collega, benissimo, io parlo per non aver mai chiesto in quest'Aula in sei anni una votazione a scrutinio segreto e per non aver mai chiesto, né io né nessun altro esponente del mio movimento, in sei anni, alcuna verifica di numero legale, anzi, le dirò una cosa, collega Biancu, che vale anche per il futuro, che personalmente ritengo giusta, cioè che sia noi che il nostro Gruppo siamo impegnati a garantire il numero legale in quest'Aula come consiglieri regionali eletti dalla Sardegna, nel senso che noi rimarremo in Aula a garantire il numero legale quando il numero legale verrà chiesto, esattamente come abbiamo chiesto a voi di farlo nella scorsa legislatura, perché noi non siamo convinti che debba essere solo la maggioranza a garantire il numero legale, siamo convinti che sia del tutta l'Aula a doverla garantire e in questo modo ci siamo comportati sino ad adesso. Tutto ciò premesso…

FADDA (La Margherita-D.L.). Sino ad adesso no.

VARGIU (Rif. Sardi). Collega Fadda, ogni volta che io sono stato in Aula ho votato, sempre.

FADDA (La Margherita-D.L.). Le posso garantire che non è così.

VARGIU (Rif. Sardi). Collega Fadda, sempre, ogni volta che io sono stato presente in quest'Aula ho votato.

(Interruzioni)

VARGIU (Rif. Sardi).Va bene anche per il futuro, certo.

Tornando all'emendamento, così almeno gli ultimi trenta secondi sino a quando non mi spengono il microfono li dedichiamo a quello, avete ragione effettivamente a farci rilevare che con esso si ottiene, per come è formulato, un risultato molto inferiore rispetto a quello che si poteva ottenere con l'emendamento che noi avevamo già proposto, e cioè che la verifica fosse fatta dal CTRU e non che semplicemente avvenisse da parte della Giunta su proposta del CTRU. Quindi, effettivamente, quest'emendamento ha una forza che è modesta, per cui probabilmente avete ragione voi a chiederne la bocciatura e bene facciamo noi, motivando il nostro voto di astensione, a sottolineare come quest'emendamento in realtà sia di molto riduttivo rispetto al precedente; il precedente garantiva la effettiva terzietà di controllo da parte…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AMADU (U.D.C.). Grazie Presidente, colleghe e colleghi, intervengo per dichiarare, più che altro per un fatto tecnico a causa della richiesta di voto segreto, la mia astensione sull'emendamento 51, valutando che in generale l'astensione è un atteggiamento benevolo nei confronti di un atto. Detto questo, e quindi attenendomi chiaramente all'argomento in discussione, e prendendo spunto da alcune considerazioni di colleghi che spesso anche nelle interlocuzioni simpatiche esprimono valutazioni che poi ci consentono di fare ulteriori riflessioni, penso che siamo in presenza di un disegno di legge importante che inciderà nella vita economica e sociale di questa Isola non soltanto per i prossimi anni, ma credo per molto di più. Allora, poiché credo alla politica dell'alternanza e abbiamo preso atto che in questi ultimi tempi chi è al Governo paga le conseguenze di essere al governo e si deve preparare a fare l'opposizione, credo che una valutazione un po' saggia di determinati atti debba indurre a ritenere che un provvedimento di legge così importante, che dispiegherà i suoi effetti nei prossimi anni, troverà applicazione anche quando chi è oggi al Governo potrebbe essere all'opposizione.

Allora, pur ritenendo che questa mia considerazione non induca nessuno a fare valutazioni più lungimiranti e pur pensando che nonostante il Presidente Soru abbia promesso a suo tempo che sarebbe rimasto in politica solo cinque anni, potrebbe anche all'ultimo momento ripensarci e puntare a rimanerci di più, credo che la politica dell'alternanza, con i conseguenti rischi per chi è al Governo di pagare le conseguenze politiche delle proprie scelte, che non sempre sono rispondenti alle attese dei cittadini, debba indurre in tutti i sensi ognuno di noi a fare valutazioni di larga portata e ad approvare leggi equilibrate dal punto di vista dei pesi e dei contrappesi. Se pensiamo all'importanza dell'azione che i soggetti pubblici e privati debbono esplicare nella pianificazione urbanistica, trattandosi poi di pianificazione urbanistica che riguarda le coste, per le conseguenze per quanto riguarda il turismo che è uno dei settori più importanti della nostra economia, e ce ne accorgiamo soprattutto quando i dati delle presenze turistiche, dell'attività turistica assumono il segno negativo, ci dobbiamo rendere conto che non stiamo parlando semplicemente della costruzione di una stanza in più o di qualche metro quadro in più, stiamo parlando di atti che dispiegano i loro effetti non solo sulla pianificazione urbanistica in senso lato, ma anche sul turismo e quindi sullo sviluppo economico e sociale.

PRESIDENTE. Possiamo accomodarci, vi dispiace, colleghi? Chiedo scusa, onorevole Amadu, lo faccio più per lei che per me.

AMADU (U.D.C.). Grazie a lei Presidente. E allora il cuore di quest'emendamento, cioè la rivalutazione della funzione del comitato tecnico regionale per l'urbanistica credo che abbia questa valenza, cioè consentire una meditazione e un approfondimento di tematiche, che devono avere una coerenza di carattere generale non solo politico, ma contemperare la tutela di interessi diffusi che devono essere riconosciuti ma che, in funzione di un ruolo più cogente e più incisivo di un comitato tecnico regionale, possano in qualche modo essere contemperati con i diversi articolati interessi della società civile e della società economica della nostra Regione.

Se questa concezione dovesse in qualche modo non dico prendere piede, perché mi sembra un po' difficile, ma essere tenuta presente almeno negli aspetti più importanti, credo che potremmo anche trovare soluzioni di sintesi comuni e potremmo trovare delle interessanti convergenze su alcune tematiche di fondo, sul modo in cui soggetti amministrativi, politici e tecnici, possono concorrere e collaborare per dar vita al piano urbanistico regionale. Questo mi pare sia un punto importante. In questo modo si evita anche, come dicevo in un'altra occasione, che la Giunta regionale si assuma responsabilità che poi ricadranno su di lei, perché nel momento in cui si accentrano tutte le decisioni sull'organo politico, poi le conseguenze, gli strali e le difficoltà saranno a suo totale e completo carico. Allora, se è vero che il ruolo del Consiglio in qualche modo non è tutelato in modo sufficiente…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Grazie Presidente. Anch'io per un fatto puramente tecnico dichiaro il voto di astensione su questo emendamento, pur condividendone lo spirito, sempre in virtù di quello che abbiamo detto per l'intera giornata ieri e nella giornata di oggi: cercare di attuare il maggior coinvolgimento possibile delle associazioni, in questo caso del comitato tecnico regionale per l'urbanistica.

A questo punto mi viene un dubbio. Noi ci troviamo davanti ad un fatto politico nuovo che consiste nel fatto che la Giunta è formata completamente da tecnici e quindi probabilmente non si vuole introdurre la proposta del comitato tecnico in quanto l'Assessore dell'urbanistica, essendo un tecnico in materia, può fare tranquillamente a meno del supporto di altri organismi e quindi preferisce che sia la sola Giunta a decidere in materia.

Io vorrei riprendere il dibattito, perché in sua assenza, signor Presidente onorevole Soru, c'è stata una semi apertura, a titolo personale, del collega Maninchedda, che probabilmente in cuor suo sente di volere aprire un dialogo con le opposizioni, ma non ci ho creduto stamattina e l'ho anche dichiarato, e stasera infatti ne ho avuto la conferma dopo l'intervento di un altro rappresentante dello stesso Gruppo, e cioè l'onorevole Porcu, che dice il contrario di ciò che ha sostenuto Maninchedda stamattina…

MARROCU (D.S.). Non è così!

PORCU (Prog.Sardegna). Non è esattamente così.

CAPPAI (U.D.C.). Probabilmente ho interpretato male, però ho memorizzato quello che ha detto. Allora vorrei ricordare all'onorevole Porcu che se c'è stato un Gruppo politico che dal primo momento ha dichiarato totale contrarietà a questa legge, per bocca del suo Capogruppo, è quello dell'U.D.C., che non la condivide per niente e quindi sicuramente non la voterà perché già dal secondo articolo, e non solo dal titolo, però per noi il secondo articolo è quello più importante in quanto delinea il procedimento di formazione del piano nel quale avremmo voluto coinvolgere tutti, vi siete arroccati, avete detto: "Non si apre a nessuno, non si apre a niente, questa è la legge, questo è il testo che dovete approvare", allora non può fare contemporaneamente il docente, come ieri, e l'alunno che non accetta le pagelle, come oggi. La politica è l'arte del mediare, onorevole Porcu, la politica è l'arte di dialogare, purtroppo…

PORCU (Prog. Sardegna). Lei non ha ascoltato l'intervento.

CAPPAI (U.D.C.). No, guardi, l'ho ascoltata bene; vede, ho segnato quello che ha detto. Allora si è espresso male lei, onorevole Porcu.

PORCU (Prog. Sardegna). Se lo rilegga!

CAPPAI (U.D.C.). Sono abituato a leggere, ad ascoltare e a commentare quello che dicono gli altri, parto sempre dal discorso che fanno gli altri.

PORCU (Prog. Sardegna). Succede di ascoltare male!

CAPPAI (U.D.C.). Ogni tanto si fanno delle affermazioni, io mi documento, ho ancora qui il discorso dell'onorevole Cugini che dice: "Dobbiamo tornare in Commissione", lo dice lui, "noi siamo disponibili ad un programma di lavoro straordinario nella Commissione, noi siamo disponibili ad un lavoro…

CUGINI (D.S.). Nello, quello non c'è scritto.

CAPPAI (U.D.C.). Porca miseria, è preso da lì, guardi me lo sono sottolineato. Anche noi abbiamo proposto in questi giorni di tornare in Commissione, è la proposta che aveva già anticipato l'onorevole Cugini.

Allora io ripeto l'invito, presidente Soru, forse è preferibile fermarsi un attimo, riflettere, ascoltare anche la minoranza, le opposizioni, e vedere di cercare di tornare indietro su qualche punto, perché probabilmente serve anche a lei. Lo dico perché stamattina ho detto una cosa e sono costretto a ripeterla, mi dispiace che lei non fosse presente.

PRESIDENTE. Onorevole Biancu, su che cosa intende intervenire?

BIANCU (La Margherita-D.L.). Per ritirare la richiesta di voto segreto, anche perché questa richiesta era soltanto rivolta a limitare un utilizzo anomalo della richiesta della verifica del numero legale e non aveva il fine di impedire ai colleghi di potersi esprimere secondo la loro volontà, cosa che invece non sta avvenendo a seguito della richiesta del voto segreto.

Quindi credo che si sia messo a fuoco l'utilizzo anomalo della richiesta della verifica del numero legale; pertanto a questo punto ritengo esaurita la funzione di quella richiesta e quindi la ritiro.

PRESIDENTE. Colleghi, è stata ritirata la richiesta del voto segreto. Naturalmente, i colleghi che si sono già espressi per dichiarazione di voto pronunciandosi per l'astensione in quanto non potevano fare altro, hanno a questo punto la libertà di votare come meglio ritengono non essendo vincolati dalla dichiarazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANJUST (F.I.). Grazie Presidente. Io non pensavo che la mia richiesta potesse provocare una tale reazione, lo dico con estrema sincerità; però devo anche dire con altrettanta sincerità che alcuni interventi dei colleghi mi hanno profondamente colpito, perché non penso di avere perso assolutamente quella che è la mia dignità a seguito di quella richiesta, come non penso che la verifica del numero legale, che io probabilmente anche sbagliando ho richiesto, offendesse la sensibilità di alcuno. Se così fosse, il mio carattere mi consente di chiedere assolutamente scusa all'Aula, però vorrei che nello stesso tempo la mia richiesta non venisse giudicata come la richiesta di un consigliere giovane che non conosce i tempi dell'Aula, ma vorrei che invece ci fosse il rispetto per una richiesta, seppur ripetitiva, di un consigliere che ha fatto ciò che il Regolamento gli consente.

Se l'onorevole Biancu non avesse ritirato la richiesta del voto segreto, così come ha fatto precedendo il mio intervento, avevo già in mente di dire che però questa richiesta mi dava l'opportunità di prestare fede a ciò che durante tutta la campagna elettorale ho sostenuto nelle molteplici riunioni che ho fatto con gli amici e anche con le persone che non mi conoscevano, che poi mi hanno consentito di entrare a far parte del Consiglio regionale, cioè quella di astenermi. Penso di potere qui dichiarare che lo farò se sarà opportuno per tutti i cinque anni, perché sono assolutamente convinto che uno dei mali peggiori che si sono vissuti negli ultimi cinque, ma forse negli ultimi dieci anni, sia stato proprio il voto segreto, cioè la mancata manifestazione in Aula delle ragioni del proprio voto che ognuno di noi invece dovrebbe esternare in maniera assolutamente pubblica.

Questi presumo che siano i vecchi mezzucci della politica e, devo essere sincero, non riuscivo neanche a capire il perché di questa richiesta da parte dell'onorevole Biancu, perché non sarebbe stata utile ad evitare gli interventi che noi avremmo comunque continuato a fare pur astenendoci e, nello stesso tempo, non penso che avesse lo scopo di instaurare una prova di forza di una maggioranza assolutamente compatta su un emendamento che sicuramente non avrebbe creato alcun problema alla maggioranza stessa. Nell'entrare nel merito dell'emendamento, e mi scuso con la Presidenza, anzi, la ringrazio per non avermi richiamato ad attenermi al tema in discussione, purtroppo sono costretto a ripetere quello che ho detto ieri e cioè che resto assolutamente convinto del fatto che nel momento in cui esiste un organismo tecnico, tra l'altro formato da professionalità tali che possono e devono assolutamente dare un loro contributo fattivo in questo caso alla realizzazione del piano, non riesco a capire per quale motivo non si voglia dare dignità a questo organismo.

Ecco il perché del mio voto favorevole all'emendamento che ha lo scopo di sfruttare al meglio le strutture della Regione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cachia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CACHIA (Insieme per la Sardegna). Signor Presidente, io non ricordo bene se fossero due fratelli quelli che nell'antica Grecia, credo si chiamassero Eteocle e Polinice e credo che fossero figli di Edipo, che combattendo tra di loro entrambi perirono, e i tebani vollero giustamente, almeno dopo la morte, che i due fratelli, figli dello stesso padre e della stessa madre, avessero funerali comuni. Allora come lei sa, e come miei dotti colleghi sanno qua dentro, si usavano le pire e, quindi, i due fratelli furono posti su quella catasta di legna e al legno fu dato fuoco. La leggenda e Sofocle narrano che la stessa fiamma si sia divisa e le ceneri di Eteocle bruciassero da una parte e quelle di Polinice dall'altra.

Ora, lei mi potrà dire: cosa c'entra questo con i nostri emendamenti? Che ci azzecca, diceva qualcuno? Ma, secondo il mio modesto parere, questa leggenda, se di leggenda si tratta, ci azzecca molto più di quello che noi pensiamo. E' stato detto qua poco fa da un consigliere regionale che con una mano dà e con l'altra toglie, sembra una di quelle antiche parche greche, che noi resteremo qua sino a Natale, tutti assieme, e ha detto che anche lui non avrebbe piacere di stare assieme a noi a Natale: credo che il piacere sia reciproco; credo anche che continuando in questa maniera non mangeremo neppure assieme; se le due fiamme, quella di Eteocle e Polinice che erano fratelli si divisero, immaginiamo che cosa succederà a Natale a noi, che non siamo fratelli, continuando di questo passo!

Ora, signor Presidente, io non credo di avere l'autorevolezza per poter rivolgere un invito a quest'Aula, certamente ho l'età, però; e mi rivolgo da neofita, come fece qualcuno molto più autorevole e molto più importante di me in un tempo passato, che si rivolse ai forti ed ai coraggiosi, e agli intelligenti e liberi. Ora io credo che tutti siamo coraggiosi, intelligenti e liberi. Signor Presidente, noi ormai questa tragicommedia l'abbiamo portata molto avanti e credo che ormai bisogna, se si siamo effettivamente liberi e forti, liberarci delle scorie che ancora ci attanagliano, cercare di isolare posizioni che chiaramente non sono consone a trovare una risoluzione e quindi a portare a termine l'esame di questa legge, mettendoci di fronte alle nostre responsabilità. E le nostre responsabilità sono enormi; sono enormi perché dobbiamo dare risposte ad un milione e settecentomila sardi che stanno aspettando.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). La ringrazio signor Presidente, e annuncio intanto il voto favorevole all'emendamento. Sono rimasto molto colpito e mi è piaciuto ancora una volta l'intervento del collega Cachia, molto dotto, molto amabile e spiritoso. Io non ricordavo questo episodio, però, ricordo un'altra fiamma, non quella amatissima che sta nel simbolo del partito nel quale mi onoro di militare, ma una fiamma un po' diversa da quella che ha diviso i due fratelli sul rogo, la fiamma di Geppetto. Geppetto era talmente povero che il fuoco ce l'aveva dipinto! E quindi, quando voleva illudersi di potersi scaldare le mani, altro non poteva fare che avvicinarsi a questo caminetto dipinto e s'illudeva così di scaldarsi. E la fiamma di Geppetto è un po', se i colleghi della maggioranza me lo permettono, come la vostra dichiarazione di apertura e di ricerca d'intesa, è solo dipinta; quando qualcuno ha cercato o cerca la fiamma vera, cioè l'intesa vera, cioè la famosa ciambella, poi sbatte su un muro liscio, la ciambella è solo disegnata.

Noi abbiamo cercato di proporre con un numero certamente enorme di emendamenti - ma non conta tanto il numero quanto anche lo spirito che sta dietro gli emendamenti, e non tutti gli emendamenti sono da rigettare, ovviamente, credo che questo sia accettato da tutti voi - abbiamo cercato di proporre dei miglioramenti ad una legge che ovviamente non ci piace, ma, lo ripeto ancora una volta, non è che non ci piaccia per il principio che la ispira, che è condiviso da tutti, non ci piace per come lei, signor Presidente, avvalendosi dei suoi collaboratori, l'ha scritta, e non ci piace neanche per lo stile e l'impostazione, legittimi, con i quali la sta portando avanti.

E così abbiamo sentito ieri notte, ma anche stamattina, da parte di stimati colleghi della maggioranza, autentici e credibili desideri di accordo e d'intesa, che abbiamo visto oggi stesso smentire da altri comportamenti; qui chiaramente ci sono sempre le frange fatte un po' più dai falchi e un po' più dalle colombe, ma già ieri notte, signor Presidente, il suo intervento alle due di notte è servito comunque a fugare qualche dubbio; tanto è vero che io ho detto stamattina nel primo intervento, intorno alle undici credo, che sono andato a letto ieri notte stanco ma felice. Stanco per questo lungo ma gratificante superlavoro parlamentare, ma felice perché abbiamo scoperto che per cinquecento anni le coste della Sardegna saranno tranquille; quindi, io ho pensato ad Abramo, e se anch'io fossi come Abramo e cioè ricevessi da Nostro Signore la promessa di una discendenza "più numerosa delle stelle del cielo e dei granelli della sabbia e del mare", e se anche quindi pensassi che i discendenti dei miei discendenti potessero coprire nelle varie generazioni un arco di cinquecento anni, e se anch'io morissi stanotte, potrei dire: "C'ero anche io il giorno in cui Soru ha salvato la Sardegna"! E i nipoti dei pronipoti, dei miei pronipoti, potranno dire: "Il trisnonno del trisnonno del mio trisnonno c'era il giorno in cui il presidente Soru ha salvato la Sardegna!". Io sarei veramente felice prima di tutto di essere testimone di un evento del genere, epocale; poi, potrei essere felice per loro, per la mia discendenza perché potrebbero senz'altro godere di questa meravigliosa eredità che io potrei lasciare loro.

Però, signor Presidente, naturalmente, io non credo che sarà così. Io non credo che lei salverà le coste della Sardegna con questa legge. Se devo dire la verità io credo anche che questa legge, perlomeno così com'è, non passerà.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Onorevole Presidente del Consiglio, onorevole Presidente della Giunta, onorevoli Assessori e colleghi, l'emendamento numero 51 propone di inserire il CTRU, a cui bisogna dare un giusto ruolo, nella fase procedimentale disciplinata dal comma tre dell'articolo 2; a nostro parere, infatti, la proposta del CTRU assume un'importanza notevole proprio perché tende a rendere credibile questa legge, che è di per sé tutta incredibile. Non sono credibili i tempi, non è credibile anche chi prende le decisioni, perché a parte la mancanza di contenuto politico, almeno quello che possiamo dare noi come Assemblea e soprattutto come opposizione, che è la parte che dentro l'Aula mi interessa soprattutto tutelare, il CTRU è l'unico organismo che ci può dare una garanzia di serietà e di credibilità, anche perché siamo presenti come forze politiche nel CTRU, ai fini del coordinamento ad un piano paesistico che deve essere per forza frutto anche di direttive politiche oltre che tecniche.

Mi sembra inoltre difficile che venga rispettata la previsione del termine addirittura di quindici giorni per prendere una decisione da parte di una Giunta interessata in quel periodo, magari a chissà che cosa, perché se in quei quindici giorni accade qualunque cosa di importante io non credo che la Giunta, possa esimersi dal provvedere; sappiamo tutti che abbiamo vissuto giorni difficili quando si sono verificate calamità naturali, che quando si presentano problemi urgenti che richiedono un impegno superiore agli altri momenti della vita politica qua dentro, è impensabile che i giorni possano essere per forza rispettati.

E quindi, la proposta del CTRU dà anche credibilità alla previsione normativa sul coordinamento e la verifica degli atti di programmazione. Qui non si è preso in esame, per esempio, che so, il piano per il commercio, il piano per la viabilità, il piano della realizzazione delle opere pubbliche, il piano per l'energia, il piano delle acque e credo che, se esistono, coordinarli con il piano paesaggistico non sia una cosa da poco. In ognuno di questi settori si possono realizzare delle opere che hanno un certo impatto sul paesaggio, su come che noi vogliamo disegnare la futura Sardegna, e questo, con tutte le buone intenzioni che possono animare gli estensori di questa legge, certamente può creare difficoltà alla Giunta e non solo. Ecco perché questo emendamento ha una valenza notevole, contribuendo oltretutto a sgravare di lavoro la Giunta, oltre che ad integrarne le capacità e a potenziarne il ruolo, senza sminuirla per questo; ecco, quindi, che diventa importante fare un emendamento come l'emendamento 51 ai cui estensori io sono grato per averlo proposto e che intendo appoggiare e sostenere.

Per quanto riguarda, poi, queste offerte d'amore che si dichiarano e poi si negano, sembra un gioco delle parti che è bene neanche commentare d'ora in avanti perché io ho avuto modo di indignarmi stamattina e non mi ripeterò, però la parola fine a tutto questo discorso l'ha detta ieri notte, l'ho ripeto anche io, l'onorevole Soru. Se ci fosse permesso di influire, di incidere veramente sul piano paesistico come opposizione potremmo anche votare questa legge, ed io personalmente lo farei, voterei questa legge anche se non credo che si possano rispettare questi termini, ma la vera posta in gioco è quella di poter incidere sul piano paesistico difendendo le argomentazioni della politica.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Milia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MILIA (F.I.). Grazie Presidente, annuncio il mio voto favorevole all'emendamento e faccio due riflessioni, che riprendono quanto avevo detto prima in assenza del Presidente della Giunta. Il ruolo del CTRU, non riusciamo a capire come mai il CTRU apparentemente, io mi auguro che non sia così, venga in qualche maniera pretermesso rispetto ai compiti non solo che ha per legge ma anche a quelli che questa opposizione tenta di volergli riconoscere in capo.

Il CTRU è normalmente espressione della Giunta in carica, si compone oltre che di elementi che ne fanno parte per legge come i direttori degli Assessorati competenti, quello dell'urbanistica, quello della tutela del paesaggio e quello dell'ambiente, di tecnici e di esperti di provata affidabilità, è un organismo che comprende responsabili del territorio, è un organismo che ha sempre fatto al meglio il proprio dovere accertando legittimità o illegittimità, consigliando enti locali, privati su quale fosse la strada migliore per arrivare agli obiettivi nell'interesse della tutela del paesaggio e dell'ambiente.

Ora, da una parte c'è questo CTRU che noi vogliamo far assurgere ad un ruolo più importante rispetto a quello in cui è relegato da questo disegno di legge; dall'altra parte esiste in fieri un disegno della Giunta regionale se, ritorno a dire, le dichiarazioni programmatiche dovranno essere osservate strettamente, su quella che dovrebbe essere una struttura pubblica di pianificazione. Leggo che da decenni la migliore cultura urbanistica sostiene quello che sostiene. Ora, da una parte il CTRU viene pretermesso e dall'altra parte si vuol creare, con nobile intento, questa struttura pubblica di pianificazione. Ma, dato che stiamo parlando di tempi, e i tempi si allungano sempre di più, la domanda che mi sorge spontanea è questa: è più facile in questo momento dare al CTRU valenze diverse, introdurre degli elementi per cui il CTRU possa partecipare attivamente alla pianificazione integrandolo, aumentando il numero degli esperti, oppure è più facile fare concorsi pubblici per creare una struttura pubblica di pianificazione?

Mi sembra che i fatti degli ultimi giorni propendano per la prima ipotesi, perché prima di riuscire a creare una struttura pubblica di pianificazione, per la quale dovranno essere individuate professionalità di grandissimo livello, credo che passerà quasi un lustro; i concorsi sono concorsi, nella Pubblica Amministrazione si accede solamente per concorso e, quindi, siccome di buone intenzioni sono lastricate alcune strade, evidentemente si andrà ad attingere tramite il solito istituto che è quello delle convenzioni, a quei professionisti di altissimo livello.

Da una parte c'è una nostra idea: CTRU come strumento effettivamente operativo, braccio armato della Giunta non solo per quello che è il suo compito istituzionale ma anche per la pianificazione; e dall'altra parte c'è un programma ambizioso ma irrealizzabile, Presidente, perché io credo che si possa realizzare più avanti, ma in questo momento non credo che la Giunta riesca a metter su, nel giro di pochi mesi, una struttura pubblica di pianificazione seguendo l'iter normale che è quello del concorso pubblico. Si metterà su una struttura ma attraverso, ripeto, le modalità che ho già in qualche maniera enunciato.

Quindi, tornando al CTRU, qual è l'ostacolo ad accogliere un emendamento come questo? Non ne ho idea! Non ne ho idea perché il CTRU politicamente, dato che i direttori generali sono nominati dalla Giunta, gli esperti sono nominati dagli Assessori componenti della Giunta, politicamente mi sembra che sia omologo alla Giunta, seppure costituito da alte professionalità, così almeno dovrebbero essere le professionalità che ne fanno parte, quindi, crediamo che questo emendamento, con molta tranquillità, potrebbe essere accolto. Ma noi continuiamo a provare a lanciare dei sassolini che, evidentemente, non fanno neanche rumore. Annuncio il mio voto favorevole a questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, signor Presidente della Giunta, signori Assessori, diventa sempre più difficile intervenire in quest'Aula, soprattutto quando non si hanno argomenti così allettanti come quelli dell'onorevole Cachia. Però, vorrei premettere, annunciando il voto contrario all'emendamento, che non voto in questo modo per le ragioni del centrosinistra, ma per quelle che ha espresso anche adesso l'onorevole Milia, e poco prima l'onorevole Vargiu, perché il contenuto è inconsistente è ancora un emendamento tanto per dire e appartiene ad un gruppo molto numeroso.

Tuttavia, onorevole Capelli, parlando a titolo personale, e non volendo assolutamente essere provocatoria, come non lo sono mai stata nei miei interventi, intendo richiamare alcuni aspetti della giornata di oggi che sono molto significativi, ed in particolare l'intervento dell'onorevole Maninchedda che ha espresso un disagio e un malessere da me totalmente condivisi, e anche una volontà sottolineata successivamente dall'assessore Gian Valerio Sanna, e perfino dell'onorevole Cugini, al quale invece si attribuiscono sempre notoriamente atteggiamenti molto rigidi e intransigenti.

Io nella mia inesperienza noto che il centrodestra da alcuni giorni svolge un compito molto importante; l'opposizione va rispettata, l'opposizione è sacrosanta. Mi pregio di sedere tra i banchi della tradizione socialista che sa bene cosa significa fare opposizione e che storicamente ha dato esempi veramente significativi. Ciò nonostante credo che oggi l'opposizione abbia raggiunto ciò che voleva, si è posta all'attenzione dell'opinione pubblica, dei cittadini che l'hanno sostenuta, del Presidente della Giunta e di tutta l'Isola. Forse, e ritengo questo importante, è arrivato il momento - anche all'interno del centrosinistra, per carità, ma certamente all'interno del centrodestra - di guardarsi bene intorno perché questa legge elettorale non ha creato un bipolarismo perfetto, in realtà ci sono diverse identità che vanno rispettate. Stamattina l'onorevole Onida ha parlato di un personale malessere, questo malessere è stato espresso anche chiaramente dai Riformatori.

Io credo che, pur continuando i lavori, se si guarda all'interno dei due schieramenti e si fanno magari delle riunioni all'interno del centrodestra e del centrosinistra, rispettando le identità di ciascuno, forse si può trovare un'altra strada, una strada di ragionevolezza. Dimostrata la forza dell'opposizione è necessario superare questa impasse; non possiamo, dal mio modesto punto di vista, continuare ad esasperarci reciprocamente e a non giungere a una seria conclusione, perché tutti avete riconosciuto l'importanza e le validità dell'impostazione del provvedimento.

Ed allora, andiamo oltre, superiamo questa difficoltà con una maggiore attenzione e un maggiore ascolto all'interno. Non ci sono monoliti, ci sono espressioni diverse, sentiamole tutte.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole, ha parlato poco dell'emendamento vorrebbe dirci almeno come intende votare?

CALIGARIS (Gruppo Misto). L'ho detto all'inizio, Presidente, voterò contro.

SECCI (La Margherita-D.L.). Sarebbe bene che tutti ritornassero all'emendamento, perché ci stiamo allontanando di nuovo dall'argomento in discussione.

PRESIDENTE. Ogni tanto sono costretto a richiamarvi al rispetto del tema in discussione.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, io dichiaro di votare a favore di questo emendamento unicamente per una motivazione politica. La questione del CTRU è del tutto secondaria in questo momento, ma io credo che questa votazione abbia un significato in riferimento a questioni che attengono alla politica complessiva che stiamo vivendo in questa Regione ed in quest'Aula, e che le sue motivazioni attengono al confronto che c'è oggi tra maggioranza ed opposizione su questa importantissima legge; ci sono stati degli interventi significativi che io apprezzo e rispetto, che hanno richiamato il vero significato politico di questo scontro, chiamiamolo con la parola che merita. Stamattina un collega del centrosinistra ha detto "riconosciamo il risultato politico che il centrodestra sta raggiungendo con questa opposizione"; mi sembra una dichiarazione onesta, anche se la valutazione che ha fatto l'onorevole Maninchedda era molto limitata, ma ha già un significato questo.

Ma perché proseguire il confronto con questi toni? Io dico che occorre, da parte nostra, proseguire ancora perché ci sono ancora motivazioni politiche, certamente non chiarite, che sono emerse in maniera molto evidente dall'intervento del Presidente della Regione di questa notte per dichiarazione di voto, su due punti fondamentali. Il primo è l'affermazione fatta dal Presidente a proposito del ruolo del Consiglio regionale così come sta emergendo in questo dibattito. Ha detto, se non ricordo male, così almeno io ho annotato, "Questo non è un comportamento consono alla dignità del Parlamento dei Sardi" - più o meno questo è il significato che almeno è apparso - accompagnando questa affermazione con una considerazione conseguente: "un comportamento consentito da un Regolamento assurdo che, non vi preoccupate, modificheremo presto". L'altro punto riguarda invece di politica urbanistica, di governo del territorio: "Questa è una buona legge - ha detto il Presidente - è stata una legge sulla quale abbiamo riflettuto e il motivo fondamentale per cui l'abbiamo proposta ora è che l'urgenza è dettata dallo scempio del nostro territorio, dallo scempio dei nostri comuni", ha parlato di centri storici distrutti, che non sarebbero arrivati a questo punto se in passato la politica fosse stata più attenta, e mi sembra che abbia affermato che l'attuale intervento riuscirà a salvaguardare le coste fino a cinquecento anni dalla data di oggi.

Io credo che su queste cose non si possa non riflettere, le ha affermate perché riflettessimo. All'impostazione che dà il Presidente a questo disegno di legge - già il fatto che si parta soltanto e principalmente dall'esigenza di fermare lo scempio, di conservare il territorio costiero facendo il paragone con i centri storici che costituiscono una fattispecie molto diversa è altamente significativo - io rispondo questo: il territorio è un bene in evoluzione, la posizione che noi stiamo cercando con difficoltà, con fatica di affermare in quest'Aula, è che il territorio non va solo conservato va vissuto, va costruito, va disciplinato puntando sulla qualità e non solo sulla quantità, mentre i vincoli costituiscono un intervento solo quantitativo.

E poi vorrei dire un'ultima cosa: pensare ai sardi del 2504 è molto nobile, Presidente, non vorremmo che si dimenticasse che ci sono anche i sardi del 2004 che oggi stanno mendicando lavoro, libertà d'impresa, regole certe che vengono violate dagli atti amministrativi sull'urbanistica emanati in questi mesi, da questo decreto che voi avete reiterato, e dalla legge che tenderà anche a sanare le illegittimità di questa delibera. Noi non possiamo pensare solo alla storia, ogni tanto bisogna piegarsi anche alla cronaca, signor Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Matteo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA MATTEO (A.N.). Grazie. Presidente, signor Presidente della Giunta, signori Assessori ed onorevoli colleghi, nel dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento numero 51 che riguarda il CTRU dico subito che questo Consiglio, signor Presidente, deve avere la capacità oggi di aprire un dibattito che vada al di là della legge che stiamo discutendo; un dibattito serrato, un confronto serio, anche di molti giorni e di qualche mese, o forse anche di molti mesi se continuiamo a discutere in questo modo emendamento per emendamento, articolo per articolo, perché questa è la democrazia e questo è il lavoro dell'Aula parlamentare sarda. E quando noi, Presidente, parliamo di tutela e governo del territorio, come poc'anzi ha fatto bene il collega La Spisa, lo facciamo soprattutto per il rapporto che il territorio ha con l'antropizzazione, con l'uomo che vive nel territorio, la sua storia, la sua cultura, i suoi processi culturali, oppure come molti di noi stanno facendo in quest'Aula, si pone un problema soltanto di sigle, di codici che devono coordinare le nuove iniziative e gli insediamenti che si dovrebbero andare a costruire. Credo, invece, che noi dobbiamo fare una riflessione su questo ed è qui che passa quel percorso che la Caligaris ha prontamente ribadito anche oggi in Aula, noi vogliamo salvare il nostro territorio e sviluppare il nostro territorio in funzione però del cittadino sardo che vive e vuole costruire il suo avvenire in questa regione e non nel 2504 ma magari nel 2010 o nel 2014. Altrimenti noi falliamo! Fallisce il ruolo di quest'Assemblea; fallisce il nostro compito e diventiamo semplicemente degli aridi tecnici, aride persone che pensano a come organizzare quelli che una volta si chiamavano i piani regolatori e adesso hanno nuove sigle e non ci poniamo, però, il problema reale dello sviluppo.

Credo anche che noi dobbiamo tentare di fare, in questi giorni, un ragionamento non soltanto di tecnica urbanistica, quella lasciamola fare alle persone competenti, perché quando parliamo di territorio non esiste soltanto la costruzione, parliamo di interessi. Dobbiamo parlare di interessi e quando parliamo, per esempio, dell'uso del territorio da parte dei privati o dell'impresa agricola mi pongo un problema: l'imprenditore agricolo di un'area di montagna in che senso intende fare impresa? Intende fare impresa privata che interviene sul territorio per speculare sul bene collettivo in termini di turismo, per speculare sul territorio? Noi dobbiamo avere la capacità di guardare all'individuo e di determinare le scelte che privilegiano il pubblico e il privato nelle dimensioni in cui il privato e il pubblico sono al servizio del cittadino e della Sardegna. Credo, collega Caligaris, che il significato di questo dibattito sia proprio questo.

Noi dobbiamo cercare in questi giorni non l'unanimismo su fatti che costituiscono una brutta mediazione che quasi rasenta il consociativismo, e noi siamo contrari al consociativismo e lo siamo stati sempre, ma dobbiamo vedere le opzioni che si possono costruire e gli interessi verso le aree di questa nostra Sardegna. L'area archeologica, l'area marina, quella montana, i vecchi centri storici che ieri il Presidente ha menzionato in aula, dove si possa costruire, dove si possa abitare e in qualche modo dove si possa anche abbattere qualche obbrobrio che è stato fatto in passato e dove si deve regolamentare la vita dei sardi, sempre tenendo presente, però, che in quelle aree vive un uomo, un uomo che produce ricchezza e per quell'uomo noi dobbiamo agire. Credo che questo ragionamento debba essere posto alla base della nostra discussione odierna, un ragionamento che deve essere in primo luogo politico e subito dopo tecnico al di là poi della nostra collocazione su questi banchi. Perché io credo che fra un anno, fra un anno e mezzo se questa legge verrà approvata, questa maggioranza dovrà comunque rivederla perché scoppieranno le contraddizioni, perché i comuni non sono nelle condizioni di gestirla, perché ci sono meccanismi speculativi imprevisti che possono scoppiare e così si rischierà di mettere veramente la Sardegna e le nostre coste a repentaglio. Credo che questa sia l'argomento da discutere e questo è l'invito che chiedo a tutti di accogliere sapendo che non voterò così come è questa legge, ma tenterò senz'altro di migliorarla portando un contributo con questi emendamenti che noi oggi stiamo discutendo e votando.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cassano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CASSANO (Rif. Sardi). Signor Presidente, signor Presidente della Giunta, signori Assessori, colleghi e colleghe consiglieri, intervengo per dichiarare il mio voto favorevole a quest'emendamento che i proponenti prevedono di inserire in aggiunta all'articolo 2 comma 3, proponendo che dopo l'approvazione del piano paesaggistico regionale debba essere sentito il CTRU; un organismo che dovrebbe esprimere il parere di coerenza che, quindi, dovrebbe certificare eventualmente la regolarità dello stesso provvedimento in questione. Bene, qual è la difficoltà Presidente Soru dal momento che quest'organismo è espressione della stessa Giunta regionale? Non riesco a capire il perché non ci possa essere una disponibilità, non solo da parte sua, ma soprattutto da parte della Commissione che intende invece rigettare tutto ciò che i proponenti chiedono. Se è vero come è vero che oggi l'assessore Sanna ha chiarito su alcuni aspetti alcune cose e, quindi, ha dato la possibilità agli stessi consiglieri regionali, a me per primo, di comprendere qualche correzione che si poteva eventualmente apportare, credo che questo sia un momento favorevole per trovare un punto d'incontro tra maggioranza ed opposizione evitando tutti, compreso me, sia chiaro, che faccio parte dell'opposizione, di contrapporsi muro contro muro.

Presidente Soru, io colgo l'occasione ed approfitto anche della sua presenza per ricordarle che se è vero come è vero che in campagna elettorale lei insieme ai componenti della sua maggioranza avete fatto di questo argomento un cavallo di battaglia perché volevate comunque disciplinare e normare il disordine, così chiamato tra virgolette, delle edificazioni sulle coste in Sardegna, un argomento al quale volete a tutti i costi dare priorità perfino tralasciando e trascurando l'assestamento di bilancio e gli altri provvedimenti che poi successivamente dovremo essere chiamati ad esaminare, bene, nello stesso modo avevate assicurato che se aveste vinto le elezioni, così come è stato, mai e poi mai avreste chiesto in Aula il voto segreto; ebbene, io posso ricordare a lei, ma anche a tutti i sardi, che oggi in quest'Aula, un Capogruppo della maggioranza ha rispolverato il voto segreto in Aula, cosa che io francamente ero convinto che avessimo dimenticato, perché eravamo stufi di assistere al continuo ricorso a questo strumento nella passata legislatura.

MARROCU (D.S.). Ha già ritirato la richiesta!

BIANCU (La Margherita-D.L.). Ma dov'eri?

CASSANO (Rif. Sardi). Sta di fatto che il reato si è consumato, perché avanzare e poi ritirare la richiesta è ancora più grave, nel senso che è come quello che prende il fucile, spara per uccidere e poi, magari, non riesce nel proprio intento perché sbaglia mira. Quindi, io credo, per dovere di coerenza, che questa richiesta poteva essere anche risparmiata, e quindi non doveva essere neppure avanzata, perché se l'avessimo avanzata noi come opposizione, avrebbe potuto essere anche giustificata, però fatta da un Capogruppo della maggioranza mi pare che sia un tantino eccessiva. Quindi confermo il mio voto favorevole a quest'emendamento, nella speranza che da oggi in poi il Presidente Soru autorevolmente riesca a trovare qualche intesa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PETRINI (F.I.). All'emendamento 51 il mio voto sarà favorevole. Il CTRU è un comitato del territorio... Non si sente?

PRESIDENTE. Onorevole Petrini, prego.

PETRINI (F.I.). Ho detto che sono favorevole a questo emendamento…

PRESIDENTE. Un po' di audio all'onorevole Petrini.

PETRINI (F.I.). Sono favorevole all'emendamento 51; il CTRU è un comitato molto specialistico con competenze su tutto il territorio - Sassari, Cagliari, Nuoro, Oristano - ne abbiamo eletto i componenti un mese e mezzo fa; ciascun Gruppo ha dato i nominativi di professionisti illustri. Oggi per questa legge, questo comitato, Assessore, serve e non serve perchè non esercita le sue funzioni. Le sue funzioni sono ridotte al minimo, a questo punto non capisco perché ci avete fatto votare, perché abbiamo perso una giornata sia noi del centrodestra sia voi del centrosinistra, per eleggere i suoi componenti. Visto che stamattina ci hanno detto di rivolgerci all'assessore, che adotta queste grandi decisioni, e non al Presidente, oggi mi rivolgo all'Assessore anche se c'è il Presidente perchè è giusto quello che ci hanno detto, l'Assessore dovrà attuare questa legge, è giusto che ci risponda l'Assessore, non sempre il Presidente Soru. Ieri, il Presidente Soru, alla fine della serata, ha fatto delle dichiarazioni, dichiarazioni poco allegre per noi, forse per tutti; Presidente, una piccola doccia fredda, meno male che c'era un po' di caldo! Però io ho detto anche stamattina, nell'intervento che ho fatto, che mi auguro che il Presidente ci rifletta e che queste ore di sonno abbiano prodotto qualche decisione positiva per quest'Aula. Me lo auguro.

Dunque, tornando a questo comitato, non gli rimane più niente da fare ed allora perché lo lasciamo in piedi, Assessore? È inutile lasciarlo in piedi, maggiore garanzia ai cittadini gliela dà lei, Assessore? Lei e la sua Giunta, Presidente? Lei e la sua Giunta, Assessore? Io penso che questo comitato sarebbe una garanzia per il centrodestra e per il centrosinistra e soprattutto per i nostri cittadini sardi, per il nostro territorio, perché questo comitato conosce veramente a fondo questo territorio - non la sua Giunta, Presidente - questo comitato conosce il territorio, perchè inserito nel territorio. Ecco perchè do immenso valore a questi grandi esperti, a questi grandi professionisti. Mi è dispiaciuto un po', ecco perché io sono favorevole a questo emendamento, fortemente favorevole.

E mi fa piacere che ci sia un'apertura da parte di qualcuno della maggioranza,. Anche ieri c'è stata un'apertura, un'apertura monca, Presidente, un'apertura all'acqua di rose, chiamiamola così, perché aperture non ce ne sono state. Allora...

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Rif. Sardi). Grazie Presidente, io annuncio il nostro voto favorevole all'emendamento numero 51, se fosse rimasta in piedi la richiesta del voto segreto naturalmente avremmo annunciato il voto di astensione e credo che meriti qualche attimo di riflessione questa richiesta che, seppur ritirata, naturalmente non può essere ritenuta accettabile da noi Riformatori Sardi.

MARROCU (D.S.). Il tuo comportamento è inaccettabile!!

PISANO (Rif. Sardi). Noi abbiamo...

PIRISI (D.S.). State facendo filibustering.

PISANO (Rif. Sardi). Onorevole Marrocu...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Pisano, prosegua il suo intervento.

PISANO (Rif. Sardi). Mi fa recuperare i pochi secondi che mi hanno fatto perdere?

PRESIDENTE. Glieli faccio recuperare senza problemi.

PISANO (Rif. Sardi). Dicevo che non è accettabile perché noi conosciamo tutti quali sono state le posizioni anche nella legislatura trascorsa su quest'argomento e quindi credo che però sia anche molto apprezzabile il fatto che poi la richiesta del voto segreto sia stata ritirata. Io la interpreto naturalmente come una doppia scorrettezza nel senso che oltre ad essere una contraddizione relativa all'utilizzo di uno strumento che, a nostro giudizio, voi sapete, non è democratico, aveva anche un secondo fine recondito, probabilmente ancora meno accettabile, che era quello di porre il bavaglio all'opposizione e quindi di impedirle di poter intervenire nel senso che avrebbe dovuto necessariamente astenersi. Comunque apprezzabile...

(Interruzioni)

PISANO (Rif. Sardi). Comunque apprezzabile e nobile...

(Interruzione del consigliere Pirisi)

PRESIDENTE. Onorevole Pirisi!

PISANO (Rif. Sardi). Non si scaldi, onorevole Pirisi!

PRESIDENTE. Onorevole Pisano, prosegua il suo intervento.

PISANO (Rif. Sardi). Non si scaldi, io debbo riconoscere che è apprezzabile il fatto che questa posizione sia stata assolutamente rivista. Penso che l'approvazione di quest'emendamento restituisca veramente correttezza anche alla procedura con la quale si vuole pervenire alla verifica di coerenza del piano paesaggistico regionale.

Diceva bene qualche collega che mi ha preceduto, questa è una norma che introduce una riforma epocale, è una riforma che tra l'altro veicola uno spostamento di cosiddetto valore patrimoniale enorme perché se i colleghi, come penso abbiano già fatto, hanno potuto verificare l'entità del valore patrimoniale che viene a spostarsi per effetto di un provvedimento simile, si chiama esattamente effetto dinamico del patrimonio, è una cifra che, espressa in euro, ha dodici zeri. Quindi questo significa che improvvisamente stiamo andando a spostare un valore patrimoniale relativo ai tremila chilometri quadri della costa nel retrocosta, è quindi evidente che creerà degli effetti di proporzioni vastissime, sicuramente mai registrate in Sardegna. Necessaria quindi la presenza tecnica di un organismo come il comitato tecnico regionale per l'urbanistica che ci consentirebbe di avere anche maggiori garanzie come supporto tecnico, ripeto, alla corretta verifica di questa coerenza.

Io debbo anche riferire un altro nostro disagio che è quello che è stato espresso qui dalla carissima collega, onorevole Caligaris, che ha detto: "Adesso avete ottenuto il risultato che cercavate, avete dimostrato la vostra forza di fronte all'opinione pubblica". Naturalmente è un'osservazione che non possiamo certo condividere; il nostro obiettivo non era certo quello di farci osservare dall'opinione pubblica, né tanto meno quello di dimostrare la nostra forza. Il nostro obiettivo è quello di poter migliorare insieme a voi questa importante riforma, una riforma di notevole portata, che si cala nel territorio della Sardegna, naturalmente sempre distinguendo la responsabilità di chi governa dalla responsabilità di chi si confronta con il governo in questo momento.

Per ultimo voglio dire questo: Presidente, io approfitto della sua presenza davvero per chiederle di non lasciare niente di intentato laddove le è possibile per fare in modo che questo dialogo, questa concertazione tra maggioranza e opposizione....

PRESIDENTE. Le concedo qualche secondo per concludere, onorevole.

PISANO (Rif. Sardi). Perchè lei possa, scusi, Presidente, utilizzare tutti gli strumenti che le sono consentiti per fare in modo che davvero ci sia questo arricchimento attraverso il contributo dell'opposizione.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 51.

L'onorevole Pili ha chiesto la votazione nominale. Chi sostiene la richiesta?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri LOMBARDO, RASSU, PETRINI, RANDAZZO, SANNA Paolo Terzo, LA SPISA, MILIA.)

PRESIDENTE. Bene.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 51. Prendo atto che il consigliere Davoli ha votato contro ed anche la consigliera Cocco. Come mai non votate? Cosa è successo? Non funziona la postazione? Il voto dell'onorevole Maninchedda risulta nullo. Va bene.

Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CAPELLI - CASSANO - LA SPISA - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MURGIONI - PETRINI - PILI - PISANO - RANDAZZO - RASSU - SANJUST - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo.

Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BALIA - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA -MARRACINI - MARROCU - MATTANA - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SORU - URAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - CAPPAI - CHERCHI Oscar - SCARPA - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 64

Votanti 58

Astenuti 6

Maggioranza 30

Favorevoli 16

Contrari 42

(Il Consiglio non approva).

PRESIDENTE. Nella postazione dell'onorevole Maninchedda ci risulta un voto nullo che quindi non conteggiamo.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Andiamo avanti, colleghi. Se dovessimo accertare che qualcuno vota in luogo di un altro, naturalmente annulleremmo il voto. Non ci risulta che ci siano pianisti, infatti il voto è nullo e nullo è rimasto.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Proseguiamo. Siamo alla votazione dell'emendamento numero 40. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Grazie Presidente. Il comma 4 dice testualmente che, al fine di conseguire l'aggiornamento periodico del piano paesaggistico regionale, la Giunta provvede al monitoraggio delle trasformazioni territoriali e della qualità del paesaggio. E questa è senz'altro una norma importantissima ed è una competenza ed un intervento che la Giunta meritoriamente deve fare. Ciò che ci si domanda è questo: quali sono gli strumenti che la Giunta deve utilizzare per poter conseguire questo scopo? Ecco quindi che l'emendamento numero 40 propone di istituire una struttura chiamata Osservatorio regionale per la qualità del paesaggio prevedendo che la Giunta, al fine di raggiungere l'obiettivo dell'aggiornamento periodico del piano paesaggistico, si doti dell'Osservatorio regionale per la qualità del paesaggio in collaborazione - importante questo - con le università della Sardegna, il Ministero beni culturali. L'Osservatorio dovrebbe essere composto da due esperti in materia paesaggistica ambientale nominati da questo Consiglio, due esperti in materia paesaggistica ambientale designati dalla Giunta regionale, due docenti in rappresentanza delle università sarde, un rappresentante della sezione sarda dell'istituto nazionale di urbanistica, un esperto in materia paesaggistica ambientale nominato dagli enti locali, oltre al direttore regionale dei beni ambientali e culturali, ai sovrintendenti delle sovrintendenze archeologiche ed ai beni ambientali e culturali provinciali.

Io credo che questo sia un emendamento che possa essere senz'altro recepito poiché sennò non si capirebbe, in quanto il disegno di legge non lo dice, di chi si serva e che strumenti utilizzi la Giunta, appunto, per provvedere al monitoraggio delle trasformazioni del territorio. Io vorrei che poi si concentrasse l'attenzione sulla denominazione di questa struttura: "Osservatorio regionale per la qualità del paesaggio"; che non a caso è stata così chiamata, non è assolutamente a caso perché i componenti stessi dell'organismo che viene proposto, a partire dall'università per finire agli enti locali e alle sovrintendenze, hanno titolo, vuoi per la competenza scientifica, vuoi per la competenza territoriale, vuoi per la competenza politica che è demandata ai rappresentanti della Giunta e del Consiglio, ad esercitare al meglio le funzioni ad essa assegnate.

Quindi, io ritengo che questo emendamento sia un emendamento non ostruzionistico ma un suggerimento che si dà all'Esecutivo regionale proponendo questo strumento che è l'Osservatorio regionale per la qualità del paesaggio che deve giustamente, collaborando con la Giunta, fare tutte le indagini necessarie, le ricerche ed elaborare la documentazione necessaria affinché la Giunta possa, in ossequio al comma 4, monitorare la trasformazione del territorio.

Il disegno di legge non dice di cosa la Giunta si servirà per raggiungere questo scopo e questo obiettivo; ecco quindi il suggerimento avanzato dall'emendamento numero 40. Si può dire tutto, ma credo che non ci sia ombra di dubbio che questo sia un emendamento migliorativo della legge. Ora, non voglio tornare indietro però, scusate un attimo, da una parte non si cita il Comitato tecnico urbanistico regionale se non in una rara occasione, dall'altra non si specifica quale sia l'organismo che deve sovrintendere al continuo monitoraggio della trasformazione del territorio che giustamente è stato previsto; io credo che questo sia uno di quegli emendamenti che possano essere presi in considerazione per migliorare il disegno di legge e costruttivamente andare, io spero al più presto, a definire questo importantissimo strumento. Ecco perché voterò a favore di questo emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Milia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MILIA (F.I.). Grazie Presidente. L'emendamento 40 segue logicamente e non solo cronologicamente, l'emendamento 51, l'emendamento in materia di Comitato tecnico regionale urbanistico di cui abbiamo discusso poc'anzi. Lasciando da parte le critiche non recepite dalla Giunta e dalla maggioranza in ordine a quella che sarà la procedura che si userà per la pianificazione, fatte le osservazioni sulle dichiarazioni programmatiche, anche con questo emendamento viene posta in evidenza l'assoluta mancanza di chiarezza si quella che sarà l'azione pianificatrice di questa Giunta. L'assoluta mancanza di chiarezza per quanto riguarda metodo, mezzi, strutture dalle quali dovrà essere affiancata la Giunta in un compito, la cui importanza e rilevanza è tanto più grande quanto più è scarsa la chiarezza che a monte questo disegno di legge porta con sé. Ed allora l'emendamento numero 40 propone di istituire l'Osservatorio regionale per la qualità del paesaggio Tutti diciamo, non tutti, ma anche e soprattutto il Presidente della Giunta, che il progetto urbanistico, paesistico, economico e di valorizzazione del territorio deve essere un progetto di qualità perchè la Sardegna oltre alle qualità intrinseche deve avere una valorizzazione che punti esclusivamente sulla qualità, non sulla quantità; si dice nelle dichiarazioni programmatiche che non bisogna consumare più un metro quadro di territorio, ma bisogna recuperare nella qualità quello che già esiste. Come la recupera la Giunta questa qualità? Di chi si avvarrà? Di queste strutture di cui ho parlato poc'anzi che sono strutture pubbliche di pianificazione? L'assessore Dadea si metterà fra poco a fare dei concorsi per grandi esperti? Non credo! Allora noi abbiamo fatto una proposta molto semplice che, oltre ad ovviare questo problema e a dare una mano a chi dovrà pianificare, coinvolge non solo degli esperti che noi ci auguriamo siano i migliori, ma coinvolge delle istituzioni che sono state dimenticate da questo progetto di legge, in primis l'università; non si capisce perchè quando questa maggioranza era all'opposizione quando si parlava di cultura e di istruzione qualsiasi battaglia era fatta giustamente nell'interesse delle due Università della Sardegna, fiore all'occhiello di quest'Isola mentre oggi in un momento fondamentale per il governo del territorio, quando vi è necessità di avere non solo il conforto e l'aiuto ma soprattutto un'azione sinergica di tutte le istituzioni primarie della Sardegna, ci si dimentica delle università - e dire che anche in Giunta l'università mi parrebbe rappresentata; questa è una dimenticanza che sinceramente non comprendiamo! - dei rappresentanti dei beni ambientali, delle sovrintendenze! Questa pianificazione deve rifarsi, anche se qualcuno non lo gradisce, alla disciplina dettata dal decreto legislativo Urbani, del Ministero dei beni culturali; quale certificazione può essere più idonea di quella fornita dai componenti nominati, appunto, direttamente dal Ministero in questo Osservatorio che, oltre a perseguire la qualità, deve anche verificare la sua conformità alle linee dettate da questo decreto Urbani?

Noi crediamo di aver dato un aiuto alla Giunta e alla maggioranza proponendo questo emendamento, parrebbe invece che questa pianificazione debba essere fatta non si sa da chi, o perlomeno quello si sa, ma non come, in che modo e con quali strutture. Questo vuol dire che evidentemente esistono già dei gruppi composti e compositi che, oltre sostenere politicamente questa Giunta, credono di poter trarre beneficio da eventuali consulenze, incarichi...

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Grazie Presidente. L'emendamento numero 40 rappresenta l'ennesimo tentativo di far rispettare il vostro programma di governo. Dico questo nella disattenzione più assoluta della Giunta, e a comprova di ciò che affermo vi leggo i passi del vostro più volte richiamato programma di governo e vorrei chiedere, sempre se si avrà la possibilità di avere una risposta, se quanto scritto negli articoli 1 e 2 di questa legge in materia di predisposizione del piano paesaggistico, su cui noi più volte abbiamo chiesto un coinvolgimento maggiore delle parti istituzionali e voi avete rifiutato qualsiasi tipo di apporto, corrisponda a quanto avete affermato in quel documento: "Un sistema regionale di competenze urbanistiche di piani non conflittuale, coerente con gli obiettivi e valori della pari dignità dei diversi livelli istituzionali e con un principio della sussidiarietà costruito attraverso un percorso di cooperazione istituzionale con i comuni e con le province, con l'assunzione e la garanzia del metodo della cooperazione urbanistica e della concertazione sociale con tutti i soggetti a diverso titolo interessati al piano".

Bene. Gli articoli 1 e 2 prevedono soltanto una figura istituzionale che propone, controlla, decide: la Giunta regionale. Avete rifiutato qualsiasi tipo di interlocuzione con altri livelli istituzionali, dagli enti locali alla provincia, al CTRU, organo tecnico della Giunta, per arrivare oggi, presumo, al rigetto anche della proposta di Osservatorio che coinvolge ancora, attraverso la nomina dei suoi componenti effettuata democraticamente, le varie istituzioni e tra le altre richiama le università sarde, l'Istituto nazionale di urbanistica e quant'altro. Allora c'è coerenza tra il vostro progetto programma di governo e quanto esplicitato nell'articolo 1 e 2? C'è una centralità assoluta, unica della Giunta: sistema monocratico di governo.

Queste sono le motivazioni per le quali voterò l'emendamento 40 e del perché continuo a non comprendervi. Tanto non vi comprendo che vorrei cambiare immediatamente argomento e dare qualche piccola, brevissima risposta, per far vedere che in qualche modo l'ho ascoltato, all'onorevole Cachia che ha descritto quanto avviene in quest'Aula come una tragicommedia. Io credo che l'attore principale di questa tragicommedia possa diventare lui. Perché dico questo, onorevole Cachia? Perché il suo intervento dimostra che per portare a buon fine un dialogo e un confronto bisogna essere in due e in questo caso mi sembra evidente che c'è la carenza del recettore perché evidentemente lei, spinto dal suo alto intervento in stile classico, classico anche nel senso che rivela la servile cultura meridionale, non ha compreso il benché minimo senso dell'intervento di apertura e di confronto con il Consiglio regionale che io ho fatto. Per cui io non avrò sicuramente il piacere di passare il Natale con lei, ma questo non era inteso in senso offensivo ma semplicemente per richiamare l'Aula ai tempi che la Sardegna ci richiede per un confronto leale, corretto e produttivo. Però comprendo la difficoltà da parte sua di recepire alcune di queste frasi e alcuni di questi inviti.

CACHIA (Insieme per la Sardegna). Non sono intelligente come lei!

CAPELLI (U.D.C.). Comunque coglieremo sempre di più gli inviti che ci state facendo per condurre avanti una sana, convinta e sempre più dura opposizione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanciu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANCIU (F.I.). A me come ad altri colleghi il compito di fare maggiori approfondimenti sugli emendamenti anche in qualità di vicepresidente della Commissione urbanistica. Ho già avuto modo di sottolineare il ruolo centrale che il paesaggio va assumendo rispetto alle istanze di trasformazione e che questo riflette la necessità di considerare il territorio quale sistema unitario per il quale vanno adottate strategie integrate di intervento, sicuramente per un periodo inferiore ai cinquecento anni, che assicurino la compatibilità delle trasformazioni; la nozione di qualità paesistica a cui si fa riferimento tiene conto delle reciproche relazioni esistenti tra componenti naturali ed antropiche, delle trasformazioni in atto nel territorio e conseguentemente dei suoi caratteri evolutivi. Il paesaggio non può essere considerato come semplice immagine della realtà, ma va inteso come espressione della complessità del reale e come tale richiede, senza tentennamento alcuno, la costituzione dell'Osservatorio regionale per la qualità del paesaggio al fine di perseguire gli obiettivi di qualità paesistica nell'esercizio dell'attività di tutela e valorizzazione.

Le attuali trasformazioni del territorio sono caratterizzate da una forte dinamicità che impone una costante verifica al fine di mantenere una forte integrazione tra le trasformazioni reali e le azioni di governo. E' opportuno verificare sul campo e quindi monitorare l'efficacia degli strumenti di regolamentazione delle trasformazioni territoriali attraverso l'osservazione degli effetti determinati dalle diverse politiche di settore, al fine di poterne eventualmente correggere in tempo utile gli effetti indesiderati e non prevedibili. Risulta indispensabile, quindi, l'istituzione dell'Osservatorio che, insieme al controllo della pianificazione fisica, si occupi anche dello stato dei vari paesaggi regionali che rappresentano il patrimonio della società regionale, il tratto distintivo della nostra storia e della nostra cultura. Un monitoraggio che, partendo dai valori condivisi, valuti quanto la politica di settore, e più in generale la programmazione dell'attività di tutela, si discostino o si avvicinino alla trasformazione o alla valorizzazione di tali identità.

Per quanto riguarda nello specifico la composizione dell'Osservatorio, potrà vedere al suo interno oltre ad esperti in materia paesistica ed ambientale designati dal Consiglio, dalla Giunta, dalle associazioni degli enti locali, anche la figura di docenti in rappresentanza delle università sarde, di rappresentanti della sezione sarda dell'INU.

Mi rivolgo quindi in particolare al Presidente ma anche all'Assessore, ma in modo particolare al Presidente che nel suo progetto politico, lo dico anche a Maninchedda che è uno stratega del progetto politico del Presidente, il Progetto Sardegna: nel vostro progetto politico vi siete circondati di tante intelligenze, alcune delle quali provenienti anche dal mondo universitario, per valorizzare in modo eterogeneo il vostro Gruppo politico: non pensate che questo emendamento debba trovare quindi ampio accoglimento, non stravolgendo il testo della legge ma arricchendolo in modo costruttivo? Annuncio il mio favorevole a quest'emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Grazie Presidente. Annuncio il mio voto favorevole all'emendamento 40. Io mi rivolgo principalmente agli amici di Progetto Sardegna; secondariamente all'amico segretario regionale del partito di maggioranza relativa, il partito più numeroso all'interno di quest'Aula, che in una sua dichiarazione ha detto di aver partecipato alla stesura del programma di Progetto Sardegna o meglio del Presidente Soru.

PIRISI (D.S.). Sardegna Insieme!

CAPPAI (U.D.C.). Di Progetto Sardegna. Leggo gli strumenti di cui...

(Interruzioni)

CAPPAI (U.D.C.). Ma insomma, ragazzi! Noi stiamo parlando di sviluppo economico, stiamo parlando di piano paesaggistico, stiamo parlando di coste, stiamo parlando di ambiente e nell'illustrare il programma il presidente Soru dice anche alcune cose che andrebbero rispettate in questa legge. Dice che per evitare che le scelte di breve periodo danneggiano le prospettive future la Regione sarda deve innanzitutto dotarsi, a livello legislativo, di regole certe e predefinite, nonché sul piano più operativo di un'autorità di coordinamento per il turismo sostenibile capace di governare la risorsa ambientale.

Andiamo ad esaminare il testo del disegno di legge e al comma 4 dell'articolo 2, questa maggioranza ci propone che "Al fine di conseguire l'aggiornamento periodico la Giunta provvede eccetera..." Quindi è sempre la Giunta che decide, è una contraddizione continua quella che si perpetua.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE PAOLO FADDA

(Segue CAPPAI.) Nel programma dite una cosa, nella legge ne proponete un'altra. Ed allora dico: non siete credibili; dovreste votare a favore di questo emendamento che è coerente con quello che avete scritto a pagina 23 del programma.

Io ringrazio l'Assessore che vedo che mi ascolta, probabilmente potrebbe fare maggiormente tesoro delle cose che stiamo dicendo. Ma a pagina 22 il presidente Soru e i suoi collaboratori, gli estensori di questo programma, dicono anche un'altra cosa, dicono che il Presidente farà quanto nelle sue competenze per istituire il Conservatore delle coste. Lo dichiara Soru. L'hai sognato, amico mio? Però nel testo di legge non è istituito neanche questo.

Allora mi chiedo: quanti di voi del centrosinistra che difendete a spada tratta questo disegno di legge, avete letto il programma e avete riflettuto su ciò che proponete col disegno di legge? Io vi invito a rileggervi l'uno e l'altro perché, ripeto, ci sono contraddizioni continue.

CUGINI (D.S.). E' il sistema corso

CAPPAI (U.D.C.). Allora non può il presidente Soru proporre una cosa agli elettori, se è vero che gli elettori l'hanno votato per il contenuto del suo programma, e poi nel primo atto vero che è quello su cui voi scommettete per questa legislatura, fare tutto il contrario di quello che ha scritto nel programma. Io vi invito a leggere il programma a pagina 22 e 23.

CUCCU (La Margherita-D.L.). E poi ci fai qualche lezione!

CAPPAI (U.D.C.). Io non do voti, vi invito a rileggere. Non ho mai fatto il professore, ho sempre fatto l'alunno e chi mi conosce lo sa. Molti in quest'Aula mi conoscono, ho sempre fatto l'alunno, qualche volta l'alunno ha superato anche il professore.

(Interruzioni)

CAPPAI (U.D.C.). Comunque ribadisco il mio voto favorevole a questo emendamento rinnovando al centrosinistra l'invito di votare anch'esso a favore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Grazie signor Presidente. I colleghi del centrodestra si sono lamentati perché poc'anzi il collega Cassano che come al solito è assente dall'Aula, sta parlando... Lo faccio notare, lo dico al collega Pisano, chiedo scusa, perché quando si muovono obiezioni bisogna essere conseguenti e coerenti. Lei non è sufficiente perché di voi è presente uno su quattro e avete cercato in tutti i modi di creare un supplemento di ostruzionismo.

Il Capogruppo della Margherita, l'onorevole Biancu, e noi tutti stiamo dimostrandovi che questi metodi sono dei metodi non accettabili, scorretti. Allora non possiamo accettare che da parte dei Riformatori, da parte del collega Cassano, vengano fatte queste prediche. È inaccettabile e devo anche dire che l'onorevole Cassano faceva parte della Commissione urbanistica - lo dico a voce bassa - ma appena ha visto i ritmi di lavoro di quella Commissione ha preferito andare a pensare le riforme da altre parti, cioè non dove si dovevano fare limitandosi ad ipotizzarle come al solito, collega Pisano.

Ebbene io, cari colleghi, credo che se veramente ci fosse una volontà, lo dico al collega Cappai, agli altri colleghi che hanno parlato di chiusure e così via, di confrontarci realmente sulle questioni specifiche che stiamo discutendo, da parte nostra c'è tutta la disponibilità. Non si può venire a raccontare qui, come ha fatto qualche collega del centrodestra, che nella Commissione non abbiamo voluto approfondire, non abbiamo voluto accettare nessuno degli emendamenti proposti. Gli emendamenti proposti sono stati una decina e in sostanza volevano riscrivere la legge riproponendoci il testo della proposta di legge che il centrodestra ha presentato. Siccome molti parlano non avendo vissuto le cose e qualcuno forse le ha vissute male, ho avuto la sensazione, dagli interventi fatti, che fossero comunque assenti, allora forse è il caso di ripristinare un minimo di correttezza e di verità sulle cose.

Non ho il tempo per poter fare tutto questo, però voglio ricordare una cosa: è stato proposto qui - Presidente non mi sto discostando dal contenuto dell'emendamento 40, stia tranquillo, perché ce l'ho ben presente il 40 e anche il 41 perchè sono da considerare insieme - l'emendamento numero 1 e il 42 sul quale è stato detto da parte di tutti voi, cari colleghi, che la sua approvazione sarebbe stata per voi una sorta di viatico per un confronto serio. Noi l'abbiamo fatto. Voi non siete stati conseguenti.

Noi abbiamo previsto, secondo la formulazione che ci è stata richiesta, un ruolo centrale del Consiglio regionale e voi invece non accedete al confronto perché c'è una strategia ostruzionistica da parte di qualcuno, che apparentemente vuol essere considerato colomba ma fondamentalmente è sempre falco, per il semplice motivo che deve comunque cercare di giustificare la propria sconfitta e il baratro nel quale è precipitato.

Cari colleghi, è un terreno che non ci porta da nessuna parte questo, però dateci atto che esistono delle questioni capziose che state sollevando, come il problema del Comitato tecnico regionale: è come se io dicessi al sindaco che deve essere scritto in legge che le osservazioni devono essere fatte al capo dell'ufficio tecnico. È ridicolo! Sono organi della Giunta, del Consiglio che verranno utilizzati tutti. Bisognerebbe aggiungere anche che non solo il Comitato regionale urbanistico, ma anche gli uffici degli Assessorati possono lavorare.

Presidente volevo fare una proposta, chiedo scusa, sugli emendamenti numero 40 e 41. Io chiedo ai colleghi che l'emendamento 40 venga ritirato, perché noi accetteremo, rivedendo anche il parere che abbiamo precedentemente espresso, l'emendamento numero 41.

Non voglio che ci venga mossa l'accusa di voler abusare o fare dei favoritismi, voglio semplicemente rappresentare all'Aula il fatto che l'osservatorio che viene proposto con l'emendamento 40 è diverso dall'osservatorio proposto nella P.L. 28 dei colleghi del centrodestra, allora noi chiediamo che venga ritirato l'emendamento 40 e proponiamo l'accoglimento dell'emendamento 41, che non è altro, in sostanza, che l'esplicitazione del comma quarto dell'articolo 132 del Codice Urbani. Noi, proprio per dimostrare che non abbiamo pregiudiziali di sorta, siamo disponibili all'accoglimento ma siccome c'è una differenza tra l'ipotesi di osservatorio che avete previsto nella vostra proposta di legge e quella che è contenuta, invece, nell'emendamento 40, vi chiediamo, cari colleghi, di ritirarlo e di far sì che poi questo osservatorio comunque venga messo in essere immediatamente.

PRESIDENTE. Credo che la proposta che ha fatto il collega Pirisi all'Aula sia abbastanza chiara. Se noi poniamo in votazione l'emendamento numero 40 e viene bocciato decade il 41, perché il 41 è agganciato al 40.

PILI (F.I.). Il numero 41 è tutta un'altra cosa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Dunque, l'emendamento numero 40 e l'emendamento numero 41 contengono due proposte che sono sicuramente considerabili nell'ambito dell'esigenza di dare all'Amministrazione regionale, nel processo di elaborazione e di approvazione del piano paesaggistico, due punti di riferimento, con carattere di osservatorio, per puntare a migliorare in qualche modo i contenuti della pianificazione. Però, almeno come prima risposta, non mi sentirei di dire che sono la stessa cosa. Credo, tra l'altro, essendo numerosi i presentatori, che sia opportuna, anche per noi, una sospensione di cinque, dieci minuti per valutare la proposta, perché possiamo anche pensarla diversamente su questa cosa, e poi riprende la discussione.

PRESIDENTE. Se non ci sono osservazioni accorderei i cinque minuti di sospensione che sono stati richiesti dal collega La Spisa. Dieci minuti. Riprendiamo i nostri lavori fra dieci minuti alle ore 19 e 30.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 19, viene ripresa alle ore 19 e 34.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Grazie Presidente. La proposta avanzata poc'anzi dal Presidente della Commissione urbanistica, onorevole Pirisi, di accorpare sostanzialmente gli emendamenti 40 e 41 è accoglibile integrando il secondo, cioè prevedendo tra i suoi compiti insieme al monitoraggio della pianificazione urbanistica, se ho capito bene quello accolto è il 41, anche quello della qualità del paesaggio.

Questo perché l'intento dell'emendamento era quello di introdurre, come elemento fondante dell'attività dell'osservatorio regionale, quello della verifica della qualità del passaggio come elemento non di quantità, ma di qualità stessa dell'intervento della pianificazione paesaggistica, della tutela e della valorizzazione ambientale. Quindi, in questa direzione noi siamo disponibili ad accogliere questa formulazione e passare direttamente all'esame dell'emendamento 41 con questa integrazione.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Pili. Chiederei al relatore e alla Giunta formalmente se condividono o meno la proposta di sintesi che ha fatto l'onorevole Pili. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi, relatore.

PIRISI (D.S.), relatore. Presidente, la proposta è accolta perché è evidente che nella proposta che è stata avanzata, nel disegno di legge della Giunta e nel dibattito che c'è stato, lo dico all'onorevole Pili comunque e a tutti i colleghi del centrodestra, che noi siamo assolutamente favorevoli a che si metta in campo tutto ciò che è utile per salvaguardare l'ambiente ed il nostro paesaggio.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. La Giunta lo accoglie.

PRESIDENTE. Allora, il 40 viene ritirato. Poniamo in votazione l'emendamento 41 con la modifica orale che è stata avanzata dall'onorevole Pili, inserendo dopo le parole "dell'attività di pianificazione urbanistica, generale ed attuativa," le parole "e qualità del passaggio".

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Dichiaro il voto favorevole a questo emendamento che è il 41, modificato così come d'accordo, in modo da integrarlo con l'obiettivo che era posto e contenuto nell'emendamento numero 40. Il voto favorevole è motivato dal fatto che un osservatorio può essere sicuramente un utile strumento di approfondimento sui contenuti della pianificazione, uno strumento che assicuri un'occasione di approfondimento e di confronto preliminare, poi sta alla discrezionalità della Giunta utilizzarlo come e quando ritiene opportuno. Quindi, un utile strumento per approfondire preventivamente i contenuti dell'attività pianificatoria e dall'altra anche la sottolineatura invece contenuta principalmente nell'emendamento 41, che è quella di avviare e di istituire un organismo di elaborazione continua, di confronto, di monitoraggio, così come spesso si dice, sull'attività pianificatoria di tutti i livelli istituzionali, da quello regionale a quello locale.

Potrebbe anche essere uno strumento attraverso cui, in qualche modo, recuperare i contributi preventivamente avanzati da parte degli enti locali, dipende molto dalla buona volontà, dall'intelligenza, dall'apertura con cui il governo regionale utilizza questi strumenti. Dico anche per inciso, ma in maniera molto determinata, che di osservatori e commissioni ce ne sono tanti in Regione come negli enti locali, e molto spesso non funzionano o non funzionano adeguatamente. Io sottolineo il fatto che non funzionano quegli organismi che o non vengono convocati, oppure non vengono in realtà motivati ad andare a fondo sulle realtà che sono sottoposte al loro monitoraggio. L'esperienza fatta in altre fasi del governo regionale dimostra che in certi casi questi strumenti sono utilissimi.

Termino la mia dichiarazione di voto con un riferimento al Codice Urbani che riguardo al tema della salvaguardia dei valori del paesaggio ed anche alla definizione dei beni paesaggistici, dice, con una definizione normativa molto importante, che per paesaggio si intende una parte omogenea di territorio i cui carattere derivano dalla natura, dalla storia umana o dalle reciproche interrelazioni.Questo significa che uno studio serio sul valore, sulla qualità del paesaggio a nostro parere potrebbe anche portare a superare certi luoghi comuni, attraverso cui si esprimono gli opposti integralismi in materia di politica urbanistica e del paesaggio che vanno dalla conservazione più assoluta alla assoluta, invece, deregulation nella disciplina delle attività positive di edificazione.

Il Codice dice che per paesaggio si intendono le parti omogenee di territorio i cui caratteri derivano sia dalla natura, ma anche dalla storia umana. Provocatoriamente direi: le torri medievali, non so se siano spagnole o di quale origine dal punto di vista della nazione, edificate nei promontori delle nostre coste, sono uno scempio? E se, quindi, nel 2504 qualche cosa ancora sulle coste potrà esserci, il fatto che non sia considerato uno scempio e che si possa definire compatibile con l'ambiente, dipende esattamente dalla qualità del lavoro che sapremo fare, che sapranno fare il Consiglio e la Giunta senza un pregiudiziale giudizio negativo su tutto quello che è stato fatto e su tutto quello che si potrà ancora fare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Rif. Sardi). Noi votiamo a favore dell'emendamento 41, così come modificato tramite l'accoglimento degli obiettivi che erano previsti anche all'interno dell'emendamento 40. Anche se ci sembra che il metodo resti farraginoso riteniamo che aver accolto questo emendamento sia un passo avanti importante.

Ha ragione il collega La Spisa, questo emendamento, anzi questi due emendamenti accorpati, sembrano due emendamenti sostanzialmente di poco conto nel contesto complessivo della legge, invece probabilmente il collega Pirisi, con la sensibilità che spesso usa, ha colto che possono essere due emendamenti che consentono quel raccordo e quella partecipazione alla gestione del territorio da parte delle rappresentanze della società sarda, che sono importanti per il funzionamento della legge e che noi varie volte in quest'Aula abbiamo detto di perseguire. Nel senso che anche quando abbiamo parlato dei meccanismi di controllo, della terzietà, di chi avrebbe dovuto verificare la compatibilità tra la programmazione e il piano, sottolineando l'esigenza che non fosse lo stesso potere politico che attuasse questa verifica, ma che fosse un organismo di carattere tecnico, in realtà il messaggio era sempre lo stesso, cioè creiamo degli anelli di raccordo con la società, che posso essere rappresentati dagli ordini professionali, possono essere rappresentati dagli enti locali, possono essere rappresentati da quelle istituzioni che sono ricordate dagli emendamenti numero 40 e 41, che di per sé non costituiscono per forza la garanzia del buon funzionamento della legge, nel senso che sappiamo tutti che lo stesso tipo di comitato può avere un'utilità diversa a seconda di come viene impostato il suo funzionamento, la nomina dei suoi componenti, a seconda di quelle che sono le funzioni che gli vengono assegnate, però è evidente che noi sentiamo che in questo momento stiamo entrando in una nuova fase della politica regionale, quindi stiamo entrando in una fase della politica regionale in cui riteniamo che i comitati non siano più dei comitati da gettone di presenza, ma che stiano diventando dei comitati veri, cioè dei comitati di partecipazione reale. Cioè stiano diventando degli strumenti reali di governo complessivo della politica regionale. Noi vogliamo crederci, collega Pirisi, che stiamo entrando in questa fase. Allora, non pensiamo che voi abbiate colto la possibilità di istituire un carrozzone dove mettere amici vostri, noi pensiamo il contrario. Quindi, siamo convinti che ci sia da parte vostra la buonafede e la convinzione che realmente attraverso questi strumenti noi riusciamo a creare quei raccordi con la società sarda che ci consentono anche di superare delle spigolosità che altrimenti ci sarebbero, probabilmente, nell'approvazione della legge e che consentano anche di mettere a regime la legge.

Nel senso che è possibile che ci siano delle cose che in itinere ci accorgiamo che necessitano di cambiamenti, noi sosteniamo che siano tante, voi sostenete che siano poche. Magari la presenza di questi strumenti di raccordo con gli enti locali, con gli ordini professionali, con la società civile, fra virgolette, nel suo complesso, ci possono consentire di migliorare anche in itinere quello che dalla legge scaturirà.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento 41. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non approva alzi la mano.

(E' approvato)

Prima di passare all'emendamento numero 55, siccome si sta andando, e devo dare atto all'opposizione, con una certa velocità, se dovessimo terminare l'articolo 2 potremmo chiudere la seduta.

Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Presidente potrebbe esplicitare meglio questa sua proposta?

PRESIDENTE. Sì, onorevole Pili. Noi avevamo due emendamenti, il 40 e il 41, e saremmo dovuto rimanere, secondo i ritmi sino ad oggi messi in atto, sino alle 23.00 - 23 e 30, se noi dovessimo completare l'esame degli emendamenti all'articolo 2 termineremmo i nostri lavori e andremmo a domani mattina alle ore 9.30; alle 10.00.

Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). È in discussione l'emendamento 55 sul quale io personalmente annuncio il mio voto favorevole. Credo che ci fosse un'ipotesi di accoglimento anche da parte del Presidente della Commissione. Questo riguarda il termine dei dodici mesi indicato in legge, dato ai comuni per approvare il piano urbanistico comunale.

La richiesta che viene fatta è di far decorrere i dodici mesi dal momento in cui i comuni hanno ricevuto il decreto, e sottolineo questo perché resti a verbale ai fini dell'interpretazione autentica dell'emendamento, di stanziamento delle risorse finanziarie, quindi al momento dell'effettiva erogazione delle risorse che sono previste in legge per l'adeguamento del piano urbanistico comunale al piano paesaggistico regionale. Questo per non incorrere in una duplice sanzione che più volte abbiamo richiamato in quest'Aula, cioè che vi sia la possibilità di "consumare" i dodici mesi a disposizione senza aver adempiuto all'obbligo di effettivo adeguamento per la mancanza delle risorse finanziarie.

Quindi, per questo motivo voteremo a favore, considerato che nell'impianto della legge i comuni, che sono stati più volte sacrificati, non abbiano anche a patire l'assenza delle risorse finanziarie che hanno già dovuto abbondantemente anticipare, per il 25-30 per cento, per l'adeguamento dei PUC ai vecchi PTP. Quindi, per questi motivi voteremo a favore di quest'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori. In relazione alla sua proposta di interrompere alla conclusione dell'esame di questi due emendamenti. Io penso che per i lavori di stasera questa proposta possa essere accolta, anche perché avremmo forse chiesto noi stessi, successivamente alla votazione di questi emendamenti, un'interruzione per poter procedere ad una interlocuzione di cui abbiamo bisogno come coalizione. Però ritengo che debba considerarsi un'eccezione e che comunque l'organizzazione dei lavori, lo dico con molto garbo ovviamente, debba essere sempre e comunque affidata alla Conferenza dei Capigruppo.

Quindi, per quanto mi riguarda, per oggi sono d'accordo sulla proposta di sospensione dopo l'approvazione di questi emendamenti, però manterrei intatto il programma di lavoro già concordato che prevede la ripresa per le 9 e 30 di domani e per domani ritengo necessario mantenere l'orario già programmato: 9 e 30 - 14.00, ripresa alle 16.00, interruzione alle 21.00, ripresa alle 22.00 sino alle 0.3, salvo una diversa programmazione dei lavori che, ovviamente domani, potrà essere definita e concordata in sede di Conferenza dei Capigruppo.

Quindi, per oggi credo di poter dichiarare che concordo con l'esigenza di interrompere i lavori dopo l'approvazione degli emendamenti aggiuntivi all'articolo 2, perché ripeto anche noi avvertiamo l'esigenza di fare una riflessione al nostro interno, però proporrei la ripresa domani alle 9 e 30.

PRESIDENTE. Onorevole Marrocu il Presidente ha già concordato la ripresa alle ore 10.00, quindi si riprende alle ore 10.00 di domani mattina.

(Interruzione del consigliere Marrocu)

PRESIDENTE. Proseguendo con la programmazione. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 55. Chi lo approva alzi la mano? (Viene richiesta la controprova) Chi è contrario alzi la mano? Chi si astiene?

(È approvato)

PRESIDENTE. Emendamento numero 56. Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Dichiaro che voterò a favore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Io inviterei i colleghi a ritirare questo emendamento.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 56. Chi lo approva alzi la mano? (Viene richiesta la controprova.) Chi è contrario?

(Non è approvato)

L'emendamento numero 43 è decaduto.

I lavori riprenderanno domani mattina alle ore 10.00. Alle ore 9.30 si riunirà la Conferenza dei Capigruppo.

La seduta è tolta alle ore 19 e 56.