Seduta n.200 del 24/01/2002 

CC SEDUTA

(ANTIMERIDIANA)

Giovedì 24, gennaio 2002

Presidenza del Vicepresidente Spissu

indi

del Presidente Serrenti

indi

del Vicepresidente Spissu

La seduta è aperta alle ore 11 e 12.

manca, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di giovedì 17 Gennaio 2002, che è approvato.

Assenze per motivi istituzionali

PRESIDENTE. Comunico, ai sensi dell'articolo 58 comma quinto del Regolamento, che i consiglieri Silvestro Ladu e Pietro Fois sono assenti nella seduta del 24 gennaio 2002 in quanto fuori sede per motivi istituzionali.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri Noemi Sanna, Sergio Milia, Alberto Randazzo, Antonio Cappai e Salvatore Piana hanno chiesto un giorno di congedo a far data dal 24 gennaio 2002.

Perchè non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

COGODI (R.C.). Quali sono i motivi?

PRESIDENTE. Gli Assessori sono assenti per motivi istituzionali, mentre per Sanna, Milia, Randazzo, Cappai e Piana l'assenza è determinata da motivi familiari, per conoscere i quali potremmo anche aprire un'indagine, ma non credo che sarebbe utile.

Sul divieto di fumare in aula

PRESIDENTE. Devo pregare i colleghi che, per distrazione, continuano a fumare in Aula, di evitare questa pratica che, oltre ad essere vietata, crea fastidio a tutti noi. Per evitare continui richiami e continue lamentele da parte di chi non tollera il fumo all'interno dell'Aula, invito ancora una volta a rispettare il divieto. Grazie.

Discussione e approvazione del disegno di legge: "Interventi a favore di forme collettive di garanzia fidi nel settore agricolo". (148/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 148. Relatore il consigliere Ortu.

Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Ortu, relatore.

ORTU (R.C.), relatore. Signor Presidente, signor Assessore, il provvedimento che ci apprestiamo a discutere in Aula è di per sè molto semplice. Esso consta di due articoli fondamentali e di una serie di nome che disciplinano gli aspetti di carattere amministrativo. Il provvedimento, che ha lo scopo di agevolare il credito in agricoltura, oltre ad essere un provvedimento semplice impegna anche risorse molto limitate. Infatti, l'impegno finanziario, previsto per il provvedimento in esame, ammonta ad 1 miliardo per il 2002, 1 miliardo per il 2003 e 1 miliardo per il 2004.

Attorno a questo disegno di legge, comunque si è creata una certa attesa, perché ... Presidente, è impossibile parlare con questo brusio.

PRESIDENTE. Invito i colleghi a stare in silenzio per rispetto nei confronti di chi deve svolgere le relazioni in Aula e di chi vuole ascoltare senza essere continuamente disturbato.

Prego onorevole Ortu, continui.

ORTU (R.C.), relatore. Tra l'altro io dirò poche cose, poi eventualmente alcune questioni potranno essere riprese nel merito durante la discussione generale.

Dicevo, è un provvedimento semplice, tuttavia si è creata una certa attesa a causa della situazione drammatica esistente nel comparto dell'agricoltura; attesa che è stata alimentata anche dalle notizie sull'incontro tenuto dalla Giunta, dall'Assessore e dal Presidente Pili nella giornata di martedì a Bruxelles, relativamente agli interventi previsti dalla legge numero 44 del 1988.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Scusate, il Gruppo di Forza Italia si può riunire all'esterno?

ORTU (R.C.), relatore. Quindi l'attesa nasce dall'esigenza di conoscere le risultanze degli incontri che si sono tenuti a Bruxelles, ma anche dalla necessità di affrontare complessivamente una situazione che - ripeto - per il comparto dell'agricoltura si presenta ancora una volta non facile. Siamo forse al quarto anno di calo della produzione agricola; nel comparto si registra una situazione drammatica che tra l'altro è a conoscenza di tutti e che è ben rappresentata dai dati di cui disponiamo.

La produzione lorda vendibile in agricoltura è calata del 7,4 per cento nel 2000, e continua a calare nel 2001 per il persistere della siccità e di tutte quelle condizioni avverse che la affliggono. E calerà purtroppo anche nel 2002, stante il perdurare della situazione climatica. Si tratta di una condizione di estrema difficoltà, sulla quale avremo anche modo di discutere, sia in relazione al provvedimento che stiamo esaminando, sia in relazione ad una serie di proposte che pure attendono di essere discusse in Aula.

Una situazione che si presenta condizionata anche dal credito, se pensiamo che l'indebitamento in agricoltura, secondo i dati forniti dalla Banca d'Italia, ammonta ad una somma pari al 55 per cento della produzione lorda vendibile, e quindi ( stimata la produzione lorda vendibile in 2.705 miliardi di lire), a 1.500 miliardi. Se poi all'indebitamento aggiungiamo la situazione determinatasi nelle nostre campagne, anche a seguito della decisione comunitaria sulla legge numero 44 del 1988, che ha costretto gli agricoltori sardi a subire la beffa di di dover restituire i 60 miliardi in conto interessi che la Regione aveva erogato.

Ne viene fuori un quadro che rende indispensabile l'avvio di una discussione seria che conduca a risposte concrete.

Il provvedimento in esame può costituire un intervento utile in questa direzione; la finalità del disegno di legge è quella di agevolare l'accesso al credito e di contribuire ad abbattere l'alto costo del denaro in agricoltura. La struttura della legge fondamentalmente si poggia su due articoli, il numero 1 e il numero 2.

Nel primo articolo si disciplina l'intervento regionale e si individuano i soggetti. La legge interviene infatti per favorire la creazione di consorzi fidi che avranno il compito di agevolare il credito in agricoltura. I consorzi dovranno prestare garanzie per gli agricoltori e saranno costituiti tra soggetti, cioè tra produttori agricoli. La veste giuridica è quella della cooperativa o del consorzio tra imprese. Le cooperative possono essere costituite - come dicevo poc'anzi - da imprese agricole.

L'intervento è condizionato dalla normativa comunitaria e non potrà andare oltre quanto previsto a livello comunitario per il sostegno in agricoltura. Tant'è che come Commissione abbiamo inserito un articolo che recita: "Gli aiuti istituiti dalla presente legge sono attuati dall'Amministrazione regionale solo dopo la loro approvazione da parte della Commissione europea e solo dopo decorso il termine previsto per l'esame degli aiuti da parte della Commissione stessa".

Gli altri articoli stabiliscono l'ammontare dei contributi che potranno essere assegnati dall'Amministrazione regionale ai consorzi per la gestione della propria attività e per la costituzione delle garanzie fideiussorie per il credito. Seguono poi le norme di sorveglianza e di controllo sull'attività che deve essere svolta dai consorzi.

La legge è tutta qui. Io credo comunque che sarà utile sentire l'Assessore sulle questioni che ha avuto modo di discutere l'altro ieri a Bruxelles in relazione alla legge numero 44.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.

FRAU (A.N.). Onorevole Presidente ed onorevoli colleghi, non credo di dover aggiungere molto a quanto riferito dal relatore a nome della Commissione su questo disegno di legge e sugli interventi a favore di forme collettive di garanzie fidi nel settore agricolo.

Posso dire questo: che la legge è attesa da tempo da tutto il mondo della campagna, purtroppo interessato in tutti questi anni da calamità naturali, ambientali, sanitarie nonchè da problemi bancari. A questo proposito ho appreso - mi è stato comunicato dall'assessore Contu - della visita effettuata a Bruxelles dallo stesso Assessore insieme al Presidente della Giunta e a due componenti della Commissione agricoltura (il Vicepresidente onorevole Sanna e il collega onorevole Cappai che sostituiva il Presidente), per discutere della legge numero 44 del 1988.

Credo che bene abbia fatto l'Assessore ad aprire un confronto con i signori di Bruxelles, che sono sicuramente molto lontani, per illustrargli in quale situazione versi l'agricoltura della nostra terra, colpita - come ho detto prima - dalla siccità e da altre calamità naturali, anche di natura sanitaria. A questo proposito credo che l'Assessore alla fine ci riferirà qualche cosa anche in relazione all'ultima legge sulla blue tongue che abbiamo approvato, la legge numero 16 del 2001, perché sembrerebbe che anche sui 20 miliardi che con questa legge la Regione sarda vuole concedere per la mancata movimentazione dei bovini, la Commissione europea abbia qualche cosa da dire. Anche su questo punto sarebbe opportuno che l'Assessore riferisse al Consiglio.

Ritengo però sia importante che questo confronto resti sempre aperto, per evidenziare che una delle specificità della Sardegna, purtroppo è quella di essere un'isola interessata da tante calamità.

Il disegno di legge è stato approvato in tempi brevi, e per questo ringrazio tutti i componenti della Commissione, che hanno così mostrato la sensibilità delle istituzioni regionali verso i problemi di un mondo che rappresenta uno dei pilastri dell'economia della nostra Isola. Questa legge costituirà sicuramente uno strumento utile per erogare una boccata di ossigeno alle imprese agricole nell'osservanza delle normative europee.

Le associazioni di categoria chiesero in più occasioni, ma principalmente alcuni mesi fa durante un'audizione in Commissione, di intervenire con urgenza sul problema del credito, sia per quanto riguarda l'eccesso, sia per quanto riguarda i tassi. Giova ricordare, infatti, che gli imprenditori agricoli della Sardegna sono quelli che pagano gli interessi più alti rispetto a tutti gli altri imprenditori della Penisola. E` importante pertanto che anche il mondo della campagna, al pari del settore industriale, dell'artigianato e del commercio, venga dotato di forme collettive e di garanzie fidi che in altri comparti stanno dando risultati ottimali.

L'intervento della nostra Regione consentirà il decollo di questo strumento al servizio delle piccole e medie imprese agricole, che da sole non potrebbero confrontarsi con il mondo bancario. In questo modo poi, cari colleghi, la Sardegna potrà mettersi al passo con altre regioni italiane quali: l'Emilia Romagna, l'Abruzzo, la Basilicata e la Liguria che già da tempo, ed ottenendo il via libera dall'Unione europea, hanno legiferato in merito, a dimostrazione dell'importanza che anche in quelle regioni riveste il comparto agricolo.

Infine è opportuno che la Giunta regionale, una volta approvata la legge, si attivi presso l'Unione europea per ottenere il placet in tempi brevi, in modo da rendere la legge operativa al più presto. Esprimo pertanto la mia personale soddisfazione per la celerità con cui si è pervenuti all'approvazione in tempi brevi in Commissione di questo disegno di legge e annuncio il voto favorevole di Alleanza Nazionale all'articolato stesso.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Signor Presidente, prendo la parola in questo dibattito, non tanto per pronunciare critiche, quanto per riconoscere la positività costituita dalla presentazione del disegno di legge numero 148. Però, ciò che mi lascia perplesso, è che ancora come in tante altre circostanze, quando si tratta di proposte, di disegni di legge, anziché abbattere la barriera insormontabile che da anni ostacola questa regione, si tende ad aggirarlo. In pratica si fa finta di niente, continuiamo a pagare ed andiamo avanti.

Nella stessa relazione del disegno di legge, affermate che il problema del credito è ancora irrisolto, che mediamente i nostri agricoltori pagano l'1,5 per cento di interesse in più rispetto a chi fa lo stesso lavoro in altre realtà italiane. Prendo per buono il dato dell'1,5 per cento (anche se credo che il tasso sia più alto) però sembra quasi che ci si limiti ad una presa d'atto, c'è come una sorta di rassegnazione: la situazione del credito in Sardegna, della nostra economia, dell'agricoltura o di qualsiasi altro comparto, viene vista come un fatto ineluttabile di cui non si può che prendere atto. Questa è la rassegnazione a cui faccio riferimento.

Possibile che non ci sia la volontà politica da parte di questo Consiglio, di questa Giunta, di questa maggioranza, di aprire finalmente un dibattito serio ed assumere quelle decisioni e quegli atti necessari per far capire che in Sardegna il sistema creditizio non può più essere questo? Conosciamo la situazione, non è che non la conosciamo, se parliamo in continuazione, tuttavia continuiamo a pagare - perché questo è il sistema - continuiamo a pagare noi ciò che gli altri in modo più che inopportuno continuano ad incassare. E questo succede in tutti i comparti, ad iniziare dal credito concesso per la costruzione della prima casa (i mutui ex legge numero 32 del 1985) dove l'Assessore dei lavori pubblici… non c'è, peccato! Se no servitoli mio intervento avrebbe potuto rinfrescargli la memoria.

La ricontrattazione dei mutui in Sardegna può quindi portare ad un risparmio superiore rispetto al resto d'Italia. Ma il problema creditizio non si risolve con la conferenza sul credito; si è tenuta anche nella passata legislatura e il problema non è stato risolto. Non sarà certo una giornata di lavoro e di passerella, magari degli economisti di grido del momento, a risolvere il problema; è necessaria una precisa volontà politica, che quest'Aula deve esprimere fino in fondo, e lo deve fare al più presto, se no questo sistema creditizio ci dissanguerà, perché si arriverà al punto in cui non saremo più in grado di continuare a pagare i loro guadagni, il loro modo di fare credito in quest'Isola.

Un'ultima osservazione riguarda il contenuto della relazione. Da un lato affermiamo che non esiste un precedente a livello nazionale che disciplini il regime di aiuto a consorzi e cooperative di garanzia all'agricoltura, e in seguito, invece, citiamo due leggi del '97, (una dell'Emilia Romagna e l'altra della Liguria) approvate senza osservazioni da parte dalla Unione europea. Cioè, quelle regioni approvano due leggi analoghe alla nostra nel '97, e l'Unione europea le approva senza osservazioni; noi le approviamo nel '98 e l'Unione europea ce le boccia.Ora, o non coincidono le date, o siamo distratti, o c'è un livello di incapacità che oramai si attesta anche ai massimi livelli. Almeno in sede di stesura delle relazioni, o cerchiamo di non dichiarare il contrario di quello che è, o se non altro rispettiamo l'ordine temporale per evitare che la gente non riesca neanche a comprendere quello che c'è scritto.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, certo, di quello oggi in discussione è un provvedimento importante, anche se costituisce una piccola cosa rispetto all'enormità della questione credito. Il problema non investe, infatti, come giustamente ha osservato l'onorevole Giacomo Sanna che mi ha preceduto, soltanto l'agricoltura, ma interessa tutto il "sistema Sardegna". Questo è l'approccio corretto dal quale l'amministrazione regionale, la Giunta regionale, deve partire per affrontare il problema.

Noi, come Commissione agricoltura, io parlo per la parte del centro sinistra, abbiamo svolto ruolo molto importante anche su questa vicenda. Certo, ci rendiamo conto che, considerati i 1.500 miliardi di indebitamento complessivi del comparto, questo provvedimento non riuscirà certamente a risolvere i drammatici problemi delle nostre imprese agricole, però rappresenta ugualmente una risposta importante, un segnale significativo per queste aziende che, rispetto al problema del credito, soffrono di una doppia situazione negativa.

Del resto il costo del danaro ed anche tutta la vicenda della legge numero 44 del 1988, della quale parleremo presto anche in Consiglio, lo stanno a dimostrare. Voglio ricordare, infatti, che quella legge nasceva proprio per offrire una risposta al mondo delle campagne, "strozzato" (scusate il termine forte) da un sistema bancario isolano, ancora oggi sostanzialmente gestito con criteri monopolistici, che non solo non aiuta le imprese, ma costituisce uno degli ostacoli principali allo sviluppo delle stesse.

L'obiettivo che intendiamo perseguire con questo provvedimento di tipo parziale, è quindi, l'estensione alle imprese agricole dei provvedimenti in vigore per l'industria e l'artigianato. Vogliamo fare in modo che operi un fondo di garanzia, e che, attraverso le associazioni degli agricoltori, ci sia la possibilità di garantire meglio l'agricoltore e di farlo sentire meno solo rispetto al sistema bancario, di dargli più forza, di fargli pagare meno interessi, di aiutarlo nella consulenza finanziaria, nell'impostazione delle pratiche, e in tutto ciò che attiene ai suoi rapporti con il mondo bancario. Questo è l'obiettivo che con questo provvedimento ci siamo proposti di perseguire.

Il nostro atteggiamento - del centrosinistra e delle opposizioni nel loro insieme - è, anche in questa occasione, un atteggiamento di grande responsabilità, e la circostanza che il relatore in aula sia l'onorevole Ortu sta a significare, appunto, che da parte delle opposizioni c'è, rispetto a questo problema e, debbo dire, rispetto a tutti i problemi che angustiano e assillano il mondo delle campagne, un atteggiamento di grande responsabilità. E questo lo facciamo per gli agricoltori, non certo per una maggioranza che dimostra, anche su questi problemi, di non avere sufficiente senso di responsabilità, di essere inadeguata. Noi non possiamo certamente, come centrosinistra, far pagare agli agricoltori le inadeguatezze e l'incapacità di questa amministrazione regionale di rispondere alle esigenze del mondo delle campagne.

Questo è il nostro modo di pensare anche su questo problema, da questa impostazione siamo partiti per offrire il nostro fattivo contributo sia alla definizione del provvedimento in Commissione, sia alla sua approvazione in Aula.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi consiglieri, anch'io, quale componente della Commissione agricoltura facente parte della maggioranza di centrodestra, vorrei fornire una testimonianza sul disegno di legge oggi in discussione. E' un provvedimento che ha incontrato l'assenso di tutti i componenti della Commissione perché si muove in sintonia con i problemi di un settore che in questo momento sta soffrendo più degli altri.

E' in questi ultimi giorni che ho avvertito in particolare il grido proveniente dal mondo delle campagne. C'è molta preoccupazione tra gli agricoltori per le conseguenze della vicenda della legge numero 44, per la paura di dover restituire le somme percepite, nonostante abbiano presentato tutti i ricorsi possibili. La situazione si è particolarmente aggravata perché la Sardegna, per ragioni climatiche, soffre di più rispetto alle altre regioni.

Noi abbiamo un clima bellissimo che ci consente poter dedicare tutte le nostre forze al turismo, e su quello dobbiamo puntare per almeno dieci dodicesimi dell'anno. Però spesso, in autunno le gelate arrivano improvvisamente e bloccano la produzione. Oppure, altrettanto improvvisamente, assistiamo al fenomeno degli allagamenti per cui magari si verifica che in una stessa annata gli agricoltori chiedano la dichiarazione di pubblica calamità per le gelate e per la siccità. E' una situazione che apparentemente sa di paradosso; ma è successo anche in quest'ultimo anno. Tutto ciò ha determinato una situazione debitoria enorme, alla quale nel 1998 si è tentato di porre rimedio con un piano di risanamento.

Purtroppo, però, non abbiamo avuto la fortuna di vedere approvata la normativa, nonostante le pressioni effettuate dagli amministratori regionali del periodo perché nei confronti dell'Unione europea. Vi erano dei problemi, infatti, per quanto riguarda il risanamento di queste 5.000 aziende sarde che soffrono in maniera particolare. La situazione, quindi, si è ulteriormente aggravata, gli agricoltori sono molto preoccupati e non riescono neanche a far fronte alle necessità quotidiane.

Con questo provvedimento si cerca pertanto di intervenire, come recita l'articolo 1, per "lo sviluppo di organismi collettivi di garanzia" al fine di consentire agli agricoltori una boccata di ossigeno in una situazione particolare. Noi della maggioranza di centrodestra intendiamo, con questo provvedimento, recare un contributo a un settore che soffre. Naturalmente il problema non è esclusivo del settore agricolo; ci sono tanti altri comparti che necessitano di un accesso facilitato al credito.

Comunque, riteniamo questo provvedimento un passaggio necessario per assicurare a questo settore uno sviluppo migliore. Per questo abbiamo espresso parere positivo su questo disegno di legge, non incontrando, finalmente, contrapposizioni in Commissione.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

CONTU (C.C.D.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, io non spenderò molte parole sull'argomento oggi in discussione perché riscontro favorevolmente che esiste l'unanimità dei consensi. Ringrazio la maggioranza, ma anche l'opposizione, per aver lavorato unitariamente per portare a conclusione una problematica che indubbiamente andava risolta.

Il comparto agricolo, infatti, è l'unico che non dispone dello strumento contemplato dal disegno di legge. Abbiamo il consorzio fidi nel settore del commercio, dell'artigianato e anche delle piccole imprese industriali, mancava nel comparto agricolo. Quindi con questo provvedimento stiamo colmando una lacuna che ha contribuito ad aggravare una situazione, quella debitoria (a cui hanno accennato soprattutto i colleghi Ortu, Giacomo Sanna, Alberto Sanna e Tunis) veramente spaventosa e che richiede senz'altro un momento di valutazione e di attenzione da parte della Giunta e del Consiglio.

Certo, il problema del credito non riguarda solo il settore agricolo, riguarda anche altri settori, ma non vi è dubbio che la situazione debitoria del comparto agricolo (1500 miliardi rapportati sempre al prodotto lordo vendibile) richieda un'attenzione particolarissima.

Oggi dobbiamo però limitarci all'esame di questo provvedimento; credo che ci sarà tempo, nelle sedute future, per discutere sul quadro generale del credito in Sardegna. Io stesso ho le mie opinioni, che vorrei poter successivamente manifestare, soprattutto sul problema del credito agrario.

Per esempio, lo dico en passant, noi abbiamo sbagliato nel consentire che le Casse comunali di credito agrario venissero progressivamente meno alla loro funzione, così utile per i nostri contadini, di erogazione del cosiddetto credito di esercizio annuale. Si tratta di un tipo di credito che ormai nessuno esercita più, e che pertanto rende necessario, a mio giudizio, un riesame del ruolo giocato in passato dalle casse. Certamente non è il caso di discuterne oggi, perché, ripeto, non è all'ordine del giorno, però, siccome i colleghi hanno fatto notare che questo provvedimento si inserisce in un problema più generale (quello di alleviare in qualche maniera la situazione debitoria del comparto agricolo) io mi sono permesso di accennarne.

Vorrei però approfittare dell'occasione per fornire un'informazione ai colleghi che me l'hanno chiesta, circa il nostro incontro a Bruxelles con le autorità comunitarie. I colleghi conoscono certamente il problema, quindi io non lo illustrerò. Si tratta della famosa legge numero 44 del 1988, attraverso la quale la Regione era intervenuta per abbattere il tasso di interesse sui mutui concessi agli agricoltori; legge che non fu notificata alla Unione europea e successivamente considerata, dalla stessa, lesiva della concorrenza.

L'incontro - lo dico subito per non creare facili illusioni - non è stato certamente del tutto positivo. Però è anche vero che questo inizio di dialogo, questo inizio, diciamo pure, di discussione, è stato apprezzato, e senza dubbio successivamente recherà anche qualche risultato. Devo ringraziare i colleghi Alberto Sanna e Cappai che hanno voluto con me conferire un impulso a questa trattativa difficile; devo anche ringraziare il parlamentare europeo Mario Segni, che ha voluto ugualmente darci una mano, collaborando sia per quanto riguarda gli incontri, sia per quanto concerne le proposte.

In conclusione, seppure rimane fermo il principio - sul quale l'Unione europea non vuole transigere - della restituzione dei contributi in conto interessi (perché se questo principio venisse leso secondo l'Autorità europea potrebbe aprirsi un varco attraverso il quale potrebbero passare altre situazioni consimili) tuttavia è stata recepita la difficoltà per la Sardegna di onorare un diktat di questo tipo. Come giustamente anche l'onorevole Alberto Sanna ha voluto significare al Commissario, noi ci troviamo infatti in una situazione veramente difficile: circa 4.960 ditte dovrebbero restituire circa 60 miliardi, e di queste circa 3.400 sono piccole aziende con un'esposizione debitoria inferiore ai dieci milioni. Quindi si tratta di cifre non eccessive che però incidono sulla situazione agricola attuale.

Noi abbiamo fatto notare la quasi impossibilità per la Regione sarda di proseguire in un'azione diretta a dare esecuzione al diktat europeo. In poche parole abbiamo fatto capire che è per noi particolarmente difficile promuovere 4.967 cause per recuperare questi contributi. Con i funzionari abbiamo anche esaminato la possibilità di percorrere altre strade, ma non è facile. Ci è stato suggerito, per esempio, di prevedere qualche provvidenza indiretta che serva, se non ad eliminare totalmente il problema, almeno ad alleviarlo.

Noi ci siamo impegnati a inviare nei tempi più brevi possibili un rapporto alla Commissione europea contenente il punto sulla situazione, fornendo un quadro esatto, sia dei debitori, sia delle possibilità di recupero dei crediti. In quel rapporto faremo notare che ad oggi sono stati presentati 162 ricorsi al Tribunale Regionale Amministrativo, sono presenti 2.600 azioni giudiziarie presso i tribunali ordinarie circa una cinquantina di cause presso l'Autorità europea, precisamente presso il Tribunale di Lussemburgo.

Cercheremo di vedere anche che cosa accade in sede giurisdizionale, perché è chiaro che se da un lato siamo tenuti ad osservare le disposizioni comunitarie, dall'altra parte siamo tenuti ad osservare domani le sentenze dei nostri tribunali o del Tribunale europeo del Lussemburgo.

La cosa che più mi preoccupa - e lo dico con molta franchezza - non è tanto la restituzione quanto il fatto che in base a una norma europea i 4.967 agricoltori colpiti da questa ingiunzione, se non restituiranno la somma richiesta, non avranno più diritto ad alcun aiuto dello Stato. Il che vuole dire che noi non potremmo più intervenire con provvidenze regionali ad hoc (per esempio, se uno di questi agricoltori debitori dovesse presentarci un progetto di miglioramento fondiario) fino a quando il singolo agricoltore non rimborserà alla Unione europea, e per essa alla Regione, la somma che è stata stabilita. Questo è forse l'aspetto più negativo di tutta la problematica.

Conclusione: credo che gli spazi di manovra siano limitati, credo però anche che sia possibile, una volta che invieremo questo rapporto a Bruxelles, continuare la trattativa perché sono anche convinto che qualche spiraglio sia stato aperto. Quindi io sono, allo stesso tempo, moderatamente ottimista e moderatamente pessimista sull'argomento. E` chiaro che continueremo a informare l'Assemblea delle situazioni che successivamente si verranno a creare, chiederemo all'Assemblea di essere supportati del suo consenso perché trattasi di un problema che, a mio giudizio, non riguarda esclusivamente né la maggioranza né l'opposizione, ma tutta l'amministrazione regionale nella sua interezza. Credo che se la trattativa così aperta dovesse continuare, potrà scaturire qualche risultato utile ad alleviare la terribile situazione in cui questi agricoltori oggi si trovano.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto sul passaggio all'esame degli articoli.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, chiedo qualche minuto di attesa in modo da consentire ai colleghi che sono nel palazzo di raggiungere l'Aula.

CUGINI (D.S.). Quale palazzo?

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Questo palazzo! Del resto si tratta della prima votazione. So che i colleghi dell'opposizione comprenderanno.

PRESIDENTE. Aspettiamo che i colleghi che sono nei corridoi rientrino in Aula. Tuttavia vorrei ricordare ai colleghi che, siccome siamo costantemente in fase di votazione su provvedimenti legislativi, è bene che stiano in Aula e che si muniscano delle schede per la votazione elettronica.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, sul passaggio all'esame degli articoli.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 35

Votanti 34

Astenuti 1

Maggioranza 18

Favorevoli 34

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - OPPI - PILI - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RASSU - SATTA - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.

Si è astenuto: il consigliere FADDA.)

Constatata l'assenza del numero legale, dichiaro nulla la votazione.

CUGINI (D.S.). Non c'è la maggioranza!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Vorrei avere un chiarimento, siccome ci sono numerosi colleghi in congedo...

COGODI (R.C.). La maggioranza è 37.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). No, lo voglio sapere dal Presidente: Cogodi, stai zitto!

COGODI (R.C.). Sino a 37 sai contare? Non ci siete!

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Allora voglio sapere da lei, Presidente, qual è il numero legale e se è stato computato anche chi ha chiesto il voto segreto, ai fini della regolarità della votazione.

Se l'onorevole Cogodi sta zitto posso avere la risposta da lei Presidente.

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, il numero legale, computato sottraendo coloro i quali hanno richiesto il congedo per la seduta odierna, è di 37 consiglieri. I presenti sono 34; è stato naturalmente computato anche chi ha chiesto il voto segreto che è il 35° consigliere presente, e comunque siamo al di sotto del numero richiesto.

Sospendo la seduta per trenta minuti.

I lavori del Consiglio riprenderanno alle 12 e 40.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 06, viene ripresa alle ore 12 e 44.)

Presidenza del Presidente Serrenti

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Prima abbiamo votato e la maggioranza non è stata in grado di garantire il numero legale. Ieri, in Conferenza dei Presidenti di Gruppo, avevamo avvertito i colleghi della maggioranza di ciò e abbiamo chiesto ai Capigruppo della maggioranza di lavorare perché quella parte di noi che conferma di essere pelandrona, potesse essere questa mattina in Aula. Questo non è avvenuto.

Ora dobbiamo votare di nuovo. Si potrebbe ripetere la stessa situazione di prima, ma noi la vogliamo evitare e quindi voteremo a favore. Però, insomma, anche lei si dovrebbe attivare per richiamare questi colleghi che normalmente non vengono in aula. Invece non lo fa e il fatto che non assuma questa iniziativa sembra quasi un'autorizzazione tacita a non venire in Consiglio. Quindi è anche lei responsabile di questo fatto, oltre ai Capigruppo della maggioranza.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Cugini, soprattutto per avermi chiarito un po' la situazione, ma le posso assicurare che i miei richiami e sono costanti e naturalmente…

CUGINI (D.S.). Non risultano.

PRESIDENTE. Sa, non è facile, ci sono colleghi che hanno anche altri impegni.

Bene, detto questo, mi pare di capire che non viene mantenuta la richiesta di voto segreto.

FADDA (Popolari-P.S.). No, viene mantenuta.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 62

Votanti 61

Astenuti 1

Maggioranza 31

Favorevoli 59

Contrari 1

Voti nulli 1

(Il Consiglio approva.)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FRAU - GIAGU - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LICANDRO - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RASSU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 1.

MANCA, Segretario:

Art. 1

Finalità

1. La Regione Sardegna, per favorire l'accesso al credito da parte delle imprese agricole, concorre allo sviluppo di organismi collettivi di garanzia, in seguito denominati consorzi fidi.

2. A tal fine l'Amministrazione regionale concede ai consorzi fidi:

a) contributi per la formazione e l'integrazione del fondo rischi e del patrimonio di garanzia destinati alla prestazione, alle imprese socie, di garanzie per l'accesso al credito;

b) contributi per l'attività di assistenza e consulenza tecnico finanziaria alle imprese agricole; l'attività di consulenza è prestata anche alle imprese non associate.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Signor Presidente, solo poche battute, per tornare sulla discussione e sull'intervento conclusivo dell'Assessore. Noi concordiamo con le considerazioni espresse dal collega Giacomo Sanna: dobbiamo avere consapevolezza che questa non è una legge che affronta il problema del credito, altrimenti corriamo il rischio, ancora una volta, di seminare illusioni.

Questa è una legge che consente di dotarci di uno strumento, che dovrebbe agevolare l'accesso al credito (poi il credito andrà contrattato) mediante la concessione di garanzie a favore dei mutui accesi dai produttori agricoli. E` infatti proprio l'impossibilità di garantire il credito che rende spesso difficile contrarre mutui.

Lo strumento previsto è semplice, e la dimostrazione dell'efficacia e della portata della strumento è data anche dalla sua dotazione finanziaria, costituita da un miliardo di lire. Si tratta di una dotazione finanziaria forse insufficiente a fare in modo che lo strumento poi possa operare concretamente, tant'è che in sede di bilancio occorrerà tornare sulla questione. Occorre infatti costituire dei consorzi che siano in grado di fornire le garanzie, che siano in grado di disporre delle risorse necessarie per costituire le garanzie che consentiranno ai produttori, attraverso i consorzi, di accedere al credito.

Noi speriamo che questo strumento contribuisca a migliorare la situazione, però rimane tutto intero il problema del credito e dell'esigenza di una normativa di livello nazionale. Manca infatti una normativa quadro, perchè la normativa esistente a livello nazionale, per quanto riguarda il comparto agricolo, è abbondantemente superata. Ed è un comparto che, tra l'altro, incontra maggiori difficoltà rispetto agli altri, perché vengono chieste maggiori garanzie in quanto il rischio viene considerato maggiore.

Anche a livello regionale è necessario porre mano a questa materia intervenendo sia per diminuire il costo del denaro, sia per sollevare l'agricoltura sarda da quel fardello, costituito dall'indebitamento, che la condiziona in modo drammatico.

Per risolvere quest'ultimo problema possono essere diversi strumenti, c'è anche la legge numero 8 del 1998, che ha ipotizzato uno strumento complesso, però su queste questioni occorrerà tornare in seguito compiendo un esame approfondito.

Presidenza del Vicepresidente SPISSU

(Segue ORTU.) Tra l'altro va posta anche un'altra questione: quella della ricontrattazione dei mutui. Anche qui bisognerebbe capire che cosa ha fatto la Giunta, oppure, visto che abbiamo un assessore che si è insediato da poco, che cosa intende fare, perché anche rispetto a questo problema vi è un complessivo ritardo. C'è una legge nazionale che viene generalmente disattesa e tanto più questo avviene relativamente ai mutui del comparto agricolo.. Sono pochissimi i casi in cui le banche hanno concesso di ricontrattare i tassi dei mutui accesi dagli agricoltori.

Ciò che però spaventa dell'indebitamento in agricoltura non è la cifra in sé (1.500 miliardi), ma la cifra rapportata alla produzione lorda vendibile, che ammonta al 55 per cento della ricchezza prodotta. Ecco, questo dato pone l'esigenza, da un lato, di ripensare al problema del credito, rivedendo le norme per favorire l'accesso e la diminuzione dei costi, dall'altro di affrontare il problema del risanamento, iniziando un ragionamento con l'Unione europea che abbia come obiettivo finale la rimodulazione di tutto il credito in agricoltura, perché questo è il nodo di fondo.

Ormai è dimostrato che la redditività della nostra agricoltura non consente di ammortizzare i capitali investiti grazie a mutui decennali o quindicinali. E' necessario concordare con l'Unione europea la ricontrattazione di tutto l'indebitamento in agricoltura diluendo l'ammortamento in unarco di tempo superiore ai quindici anni. Del resto una durata di venti, venticinque anni è conforme agli orientamenti attuali relativamente alla durata dei debiti in generale.

Questi sono i problemi che noi abbiamo posto e che vogliamo sottolineare per ricondurre alla sua dimensione naturale questo provvedimento. Sappiamo quali erano le attese degli agricoltori rispetto a questa ingiustizia, che comunque rimane tale, al di là dei comportamenti comunitari, al di là delle inadempienze che pure ci sono state, ma che non possono essere scaricate o attribuite agli operatori agricoli; un'ingiustizia che si cala in una situazione di malessere complessivo molto grave delle nostre campagne e che sarà anche difficile gestire. Badate, sarà difficile da gestire per tutti, sia per le istituzioni sia per le organizzazioni professionali agricole, perché nelle nostre campagne non si produce ormai da anni, i redditi sono falcidiati dalle mancate produzioni e, non solo, nonostante tutta la polemica sui prezzi dei prodotti ortofrutticoli il prezzo corrisposto al produttore continua a scendere, causa la globalizzazione e l'allargamento del mercato.

Tra l'altro, su questo fronte le notizie continuano a non essere positive. L'allargamento dell'Unione europea, la contrattazione con i paesi dell'area mediterranea, allargheranno il mercato dei prodotti agricoli, e ciò comporterà un'ulteriore diminuzione della redditività in agricoltura. Quindi a maggior ragione bisogna porre mano al problema dell'indebitamento e del credito in agricoltura, avendo la consapevolezza che con l'approvazione del disegno di legge in esame si agevolerà l'accesso al credito, ma resta sempre uno strumento molto limitato e non risolutivo del problema.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 2.

MANCA, Segretario:

Art. 2

Requisiti dei consorzi fidi

1. I consorzi fidi per beneficiare dei contributi della presente legge devono:

a) essere costituiti sotto forma di cooperativa o di consorzi tra imprese, anche di secondo grado;

b) essere costituiti da imprese agricole;

c) avere operatività regionale o almeno provinciale;

d) avere sede operativa nel territorio della Regione;

e) avere fine di mutualità tra gli aderenti;

f) concedere garanzie ed agevolazioni con valutazioni di merito indipendenti ed egualitarie.

2. Ai consorzi fidi possono aderire, in qualità di sostenitori, anche enti pubblici e privati.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 3.

MANCA, Segretario:

Art. 3

Ammontare dei contributi e rispetto della normativa comunitaria

1. I contributi di cui alla lettera a) del comma 2 dell'articolo 1 sono concessi, nel rispetto della normativa comunitaria:

a) proporzionalmente al valore del fondo rischi e del patrimonio di garanzia già costituiti;

b) in misura adeguata all'ammontare dei finanziamenti garantiti ed effettivamente erogati o in fase di erogazione e per i quali i consorzi fidi abbiano deliberato la concessione di garanzia.

2. L'ammontare dei contributi di cui al comma 1 non può essere superiore all'ammontare dei finanziamenti per i quali i consorzi fidi hanno rilasciato garanzia.

3. La garanzia prestata con l'utilizzo del contributo regionale:

a) deve rispettare le condizioni contenute nella Comunicazione della Commissione europea sull'applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato CE agli aiuti di Stato concessi sotto forma di garanzie;

b) è cumulata con altri eventuali aiuti per garantire il rispetto dei massimali di aiuto previsti per il settore agricolo dalla normativa comunitaria;

c) è concessa esclusivamente per operazioni conformi a quanto previsto dalla normativa comunitaria.

4. I contributi di cui alla lettera b) del comma 2 dell'articolo 1 sono concessi nei limiti e nel rispetto delle condizioni previste dagli orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato nel settore agricolo.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 4.

MANCA, Segretario:

Art. 4

Competenze della Giunta regionale

1. La Giunta regionale con propria deliberazione determina:

a) la misura dei contributi;

b) i criteri di ammissione delle domande e le modalità di erogazione dei contributi;

c) le priorità nella erogazione dei contributi;

d) i criteri cui devono attenersi, nel rispetto dei principi contenuti nella Legge n. 241 del 1990, i consorzi fidi nella erogazione delle garanzie e nell'attività di consulenza;

e) gli obblighi dei consorzi fidi nei confronti dell'Amministrazione regionale;

f) le modalità di controllo da parte dell'Amministrazione regionale sull'utilizzo dei contributi regionali.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 5.

MANCA, Segretario:

Art. 5

Scioglimento o liquidazione

1. In caso di scioglimento o liquidazione del consorzio fidi il rappresentante legale comunica, immediatamente e comunque entro 15 giorni, all'Amministrazione regionale i motivi e le cause dei provvedimenti ed entro 120 giorni restituisce i contributi regionali non utilizzati.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 6.

MANCA, Segretario:

Art. 6

Sanzioni

1. La violazione degli obblighi stabiliti dalla presente legge e dalle disposizioni di attuazione comporta:

a) la revoca e il recupero dei contributi concessi e non utilizzati;

b) la revoca e il recupero dei contributi utilizzati in contrasto con tali obblighi;

c) l'esclusione dall'accesso ai contributi per un periodo da uno a cinque anni.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 7.

MANCA, Segretario:

Art. 7

Relazioni informative

1. I consorzi fidi comunicano all'Amministrazione regionale, con periodicità annuale, eventuali variazioni statutarie, organizzative, amministrative e logistiche.

2. I consorzi fidi comunicano all'Amministrazione regionale, con periodicità annuale, le modalità di utilizzo dei contributi regionali.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 8.

MANCA, Segretario:

Art. 8

Attuazione degli aiuti

1. Gli aiuti istituiti dalla presente legge sono attuati dall'Amministrazione regionale solo dopo la loro approvazione da parte della Commissione europea o solo dopo decorso il termine previsto per l'esame degli aiuti da parte della Commissione stessa.

PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento aggiuntivo. Se ne dia lettura.

MANCA, Segretario:

Emendamento aggiuntivo Lai - Secci - Marrocu - Sanna Alberto - Morittu

Dopo l'articolo 8 è aggiunto il seguente:

"Articolo 8/bis

1. Le disposizioni di cui al comma 21 dell'articolo 6 della L.R. n. 6/2001 sono

abrogate". (2)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 2 ha facoltà di illustrarlo.

SECCI (Popolari-P.S.). Si dà per illustrato.

Presidente. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Ortu, relatore.

ORTU (R.C.), relatore. Io, essendo tra l'altro relatore di minoranza, non posso fare altro che rimettermi all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale.

CONTU (C.C.D.)., Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, io sono contrario a questo emendamento, per due motivi. Il primo motivo riguarda l'estraneità del contenuto dell'emendamento alla materia che col disegno di legge si vuole disciplinare.

Esiste una norma del nostro Regolamento che vieta che siano presentati emendamenti estranei all'oggetto della discussione. Con questo regolamento, infatti, si intende disciplinare in maniera differente l'erogazione dei contributi alle associazioni agricole, e ciò non ha nulla a che vedere con la legge sui consorzi di garanzia Quindi, se si vuole modificare l'articolo 6 della legge regionale numero 6 del 2001 si può fare, ma con un altro progetto di legge.

Il secondo motivo, invece, è di natura sostanziale, perché mi pare giusto che si faccia riferimento al Copa (Comitato delle organizzazioni professionali agricole), che rappresenta tutte le associazioni agricole ed è riconosciuto dall'Unione europea, piuttosto che al Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro, per quanto riguarda l'individuazione delle associazioni agricole destinatarie dei contributi. Quindi, sia per motivi di forma sia per motivi di sostanza, la Giunta esprime parere contrario sull'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

Marrocu (D.S.). Signor Presidente, poiché il collega Lai era assente quando doveva essere illustrato l'emendamento, lo illustrerò io, spiegando anche perché non può considerarsi estraneo al disegno di legge.

Nella legge finanziaria (lì davvero poteva considerarsi intrusa) è stata approvata una norma che, di fatto, ha escluso una delle quattro grandi organizzazioni agricole (la Copagri) dal possibile accesso ai finanziamenti regionali.E' stato realizzato un meccanismo in forza del quale le risorse vengono messe a disposizione esclusivamente della Coldiretti, della Confagricoltura e della Cia. La Copagri, con quel riferimento a livello europeo, veniva esclusa. La Copagri è un'organizzazione importante nel mondo agricolo, anche se non ha la stessa forza organizzativa che hanno le altre associazioni; è un'importante organizzazione agricola, perché nasce dal raggruppamento di quattro importanti organizzazioni agricole, tra cui l'Uci, la Uilmec e l'organizzazione dei lavoratori autonomi della C.I.S.L..

Con quell'emendamento che era stato presentato - tra l'altro noi esprimemmo le nostre perplessità fin da allora - di fatto un'organizzazione agricola importante come la Copagri rimaneva esclusa. Ora noi, col meccanismo proposto dal nostro emendamento, vogliamo ripristinare la possibilità della Copagri di accedere ai finanziamenti, attribuendo alla Giunta la possibilità di determinare i criteri di accesso delle organizzazioni, senza prevedere meccanismi che escludano un'organizzazione agricola importante, comunque presente nel territorio regionale. Ciò peraltro non avviene a livello nazionale, dove la Copagri è riconosciuta perché è presente nel CNEL.

Perché questa norma può essere inserita in questa legge? Perché questa legge esalta il ruolo delle organizzazioni. Il consorzio fidi è uno strumento che viene messo quasi nelle mani delle organizzazioni professionali agricole; è un istituto che esalta il mondo professionale delle organizzazioni agricole. Non vedo quindi perché, in una legge che comunque tende ad attribuire un ruolo importante alle organizzazioni professionali agricole dentro il consorzio fidi, non si possa porre rimedio a una norma ingiusta che è stata introdotta, secondo me in modo sbagliato, nella finanziaria. E devo dire che mi dispiace anche sentire un uomo, l'Assessore Contu, che proviene dal mondo dell'agricoltura, e che è tra l'altro dirigente di una di quelle importanti organizzazioni, esprimere delle perplessità che francamente non comprendo.

Del resto questa è la prima legge in materia agricola che arriva all'attenzione del Consiglio dopo l'approvazione della legge finanziaria, e ci sembra pertanto la sede più giusta per risover eil problema e porre fine a un'ingiustizia. .

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale. Ne ha facoltà.

CONTU (C.C.D.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Signor Presidente, anche a seguito dei chiarimenti forniti dall'onorevole Marrocu, l'Assessore non può accogliere la richiesta, perché le perplessità onestamente rimangono. E illustro anche i motivi: questa è una legge che riguarda i fidi, non ha nulla a che vedere con le leggi che noi abbiamo approvato a favore delle organizzazioni professionali.

Vorrei ricordare all'onorevole Marrocu che questa legge deve prima passare al vaglio di Bruxelles, perché abbiamo scritto che gli aiuti istituiti da questa legge verranno attuati solo dopo l'approvazione comunitaria. A questo punto appesantire la legge con una norma sulla quale poi alla fine si potrebbe anche essere d'accordo, ma che potrebbe esporla a pericoli in sede comunitaria, non mi pare proprio opportuno. E comunque mi sembra necessario che siano sentite in merito le organizzazioni professionali, che ci sia almeno un minimo di consenso, un minimo di dibattito tra le stesse. Per queste ragioni non posso astenermi dall'esprimere le mie perplessità e pertanto mi rimetto al parere dell'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lai. Ne ha facoltà.

LAI (D.S.). Signor Presidente, io capisco le ragioni di pulizia, tra virgolette, della legge, cioè la necessità che nel disegno di legge non vengano inserite norme estranee all'oggetto della discussione. E` vero però che si tratta semplicemente di un emendamento che abroga una norma che era stata presentata, quella volta sì, in maniera surrettizia, nel disegno di legge finanziaria e che non regolamentava in maniera diversa, bensì surrettiziamente escludeva dall'accesso ai finanziamenti la Copagri, cioè una organizzazione che non è certo l'ultima arrivata e che ha un suo rappresentante all'interno del Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro.

Quindi un emendamento di questo genere (che peraltro tende a uniformare la normativa in questione a quella di tutte le altre Regioni italiane ed anche agli stessi criteri adottati dal Ministero dell'Agricoltura) non mi sembra sia opportuno sottoporlo alle organizzazioni professionali. Perché sottoporre alle organizzazioni professionali l'esclusione di una di loro mi sembra già un procedimento che con la democrazia, con la rappresentanza e con le modalità anche di ascolto della rappresentanza degli interessi dei lavoratori e degli agricoltori non ha niente a che fare. Allora, questa norma, che era già intrusa nella legge finanziaria e che è unica in tutto il panorama italiano, bisogna eliminarla.

Nella proposta che noi avanziamo, si torna addirittura indietro rispetto alla legge del 1986, lasciando la possibilità all'Assessore di dettare gli indirizzi per determinare le modalità di accesso ai contributi. Modalità di accesso che però, Assessore, devono essere assolutamente conformi alla prassi ministeriale e a quella esistente in altre Regioni italiane.

Noi possiamo anche accedere al ritiro dell'emendamento, ma avendoselo dietro garanzia, da parte dell'Assessore, che la questione verrà ripresa immediatamente con una modalità ancora da individuare, ma che non preveda la sottoposizione all'approvazione o meno delle altre organizzazioni, e sia analoga a quella adottata dal Ministero e dalle altre Regioni. A queste condizioni possiamo accedere al ritiro dell'emendamento, fermo restando, però, che questo criterio (chiamiamolo estetico) di evitare l'inserimento di norme eterogenee venga mantenuto anche per altre questioni che potranno emergere nel corso della discussione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Deiana. Ne ha facoltà.

DEIANA (I DEMOCRATICI). Presidente, mi sembra che l'emendamento numero 2 sia stato ritirato ed allora chiedo il voto segreto sull'articolo a nome del Gruppo de I DEMOCRATICI.

PRESIDENTE. L'emendamento viene ritirato se l'Assessore accoglie la proposta che è stata avanzata dall'onorevole Lai.

Ha domandato di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

CONTU (C.C.D.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Signor Presidente, io ho ascoltato con attenzione l'intervento del collega Lai, un intervento abbastanza logico e razionale e, secondo me, condivisibile. Le mie perplessità derivano dal fatto che mi è sembrato un po' strano introdurre in questa legge un argomento simile, però riconosco anch'io che le argomentazioni sostanziali portate non sono peregrine. Tra l'altro l'Assessorato dell'agricoltura, come lei sa, quando si riunisce al tavolo verde con le organizzazioni agricole invita anche la Copagri; cioè de facto la Copagri fa parte a pieno titolo del tavolo verde. Si tratta ora di vedere se dobbiamo anche erogarle i contributi, e questo si può esaminare.

Io ho detto che vorrei sentire anche le associazioni sindacali perché queste cose si fanno sempre con un certo buon senso ed anche di comune accordo, se mi è consentito di dirlo. Non perché io voglia abdicare alla mia funzione di legislatore; io come Assessore assumo l'impegno, qualora l'emendamento che è stato presentato venisse ritirato per essere riipresentato in sede di esame della legge finanziaria, di rimettermi all'Aula o di esprimere parere favorevole. Invito pertanto il consigliere Lai, se si ritiene soddisfatto delle mie dichiarazioni, a ritirare l'emendamento per evitare che ciò possa turbare il felice esito della legge presso l'Unione europea..

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lai. Ne ha facoltà.

LAI (D.S.). Va bene, ritiriamo l'emendamento.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 2 all'articolo 8 è stato ritirato. Sull'articolo 8 è stata richiesta la votazione a scrutinio segreto dall'onorevole Deiana.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'articolo 8:

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 38

Votanti 36

Astenuti 2

Maggioranza 19

Favorevoli 34

Voti nulli 2

(Il Consiglio approva.)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LICANDRO - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RASSU - SATTA - SCARPA - SECCI - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU.

Si sono astenuti i consiglieri: CALLEDDA - DEIANA.)

Si dia lettura dell'articolo 9.

MANCA, Segretario:

Art. 9

Norma finanziaria

1. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge sono valutati in annue lire 1.000.000.000 e gravano sulla U.P.B. S 06.025 del bilancio della Regione per gli anni 2001/2003 e su quella corrispondente dei bilanci per gli anni successivi.

2. Nel bilancio della Regione per gli anni 2001/2003 sono introdotte le seguenti variazioni:

In diminuzione

03 - PROGRAMMAZIONE

UPB S03.007 - Fondo per nuovi oneri legislativi per investimenti mediante utilizzazione della riserva di cui alla voce 4 della Tabella B allegata alla legge regionale 24 aprile 2001, n. 6

COMPETENZA

2001 euro 516.456,9

lire 1.000.000.000

2002 euro 516.456,9

lire 1.000.000.000

2003 euro 516.456,9

lire 1.000.000.000

In aumento

03 - AGRICOLTURA

UPB S06.025 - Potenziamento dell'impresa agricola.

Opere di miglioramento fondiario e di trasformazione aziendale.

COMPETENZA

2001 euro 516.456,9

lire 1.000.000.000

2002 euro 516.456,9

lire 1.000.000.000

2003 euro 516.456,9

lire 1.000.000.000

PRESIDENTE. All'articolo 9 è stato presentato l'emendamento numero 1.

Se ne dia lettura.

MANCA, Segretario:

Emendamento sostitutivo totale Frau - Ortu - Demuru - Giagu - Sanna Aalberto - Marrocu - Locci - Granella - Tunis - Rassu - Cappai - Milia - Piana - Manca.

L'articolo 9 è sostituito dal seguente:

Art. 9

Copertura finanziaria

1.Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge sono valutati in euro 516.456,00 annui e fanno carico alla UPB S06.025 (Potenziamento dell'impresa agricola - Opere di miglioramento fondiario e di trasformazione aziendale) del bilancio della Regione per gli anni 2002, 2003 e 2004 ed a quella corrispondente dei bilanci per gli anni successivi; alla relativa spesa si fa fronte:

- quanto all'anno 2002 con il prelevamento, ai sensi dell'articolo 30, comma 6, della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, dalla voce 4 della tabella B allegata alla legge regionale 24 aprile 2001, n. 6;

- quanto agli anni 2003 e 2004 con le risorse del bilancio pluriennale della Regione per gli anni 2002 - 2004. (1)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento ha facoltà di illustrarlo.

FRAU (A.N). Signor Presidente, l'emendamento ha una natura eminentemente tecnica. Innanzitutto la posta in lire è stata corretta in euro, e poi è stata inserita una variazione per quanto riguarda gli anni di intervento: non più 2001, essendo già trascorso, ma 2002, 2003 e 2004. Solo che, per una svista, l'emendamento contiene esclusivamente l'indicazione degli anni 2003-2004; pertanto chiedo che venga corretto aggiungendo anche l'anno 2002.A dimostrazione che si tratta di una svista basta considerare che nel proseguo dell'emendamento si fa riferimento a questi tre anni.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Ortu, relatore.

ORTU (R.C.), relatore. Il parere è favorevole. Non può essere diversamente.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

CONTU (C.C.D.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. La Giunta lo accoglie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Voglio richiamare con esattezza i termini dell'emendamento orale presentato dall'onorevole Frau. Cioè in quarta riga, dove si legge: "del bilancio regionale per gli anni 2003-2004", deve intendersi: "2002-2003-2004".

PRESIDENTE. Abbiamo registrato questa correzione. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.), relatore. Signor Presidente, è già stato ricordato che la dotazione finanziaria della legge (un miliardo di lire) è estremamente esigua. Con tale cifra si corre il rischio di avviare le procedure senza riuscire a portarle a compimento, e quindi di non sortire alcun risultato. Pertanto ripropongo all'Assessore della programmazione di assumere l'impegno di adeguare, in sede di bilancio, la dotazione finanziaria all'obiettivo che essersi intende perseguire con l'approvazione di questo strumento.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 9 bis.

MANCA, Segretario:

Art. 9 bis

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione.

PRESIDENTE. Poichè nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 148.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FRAU - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LAI - LICANDRO - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - OPPI - ORTU - PACIFICO - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Gian Valerio - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.

L'onorevole COGODI, privo di scheda, ha dichiarato verbalmente il proprio voto favorevole.

Risultato della votazione

Presenti 61

Votanti 61

Maggioranza 31

Favorevoli 61

(Il Consiglio approva)

I lavori del Consiglio proseguiranno questo pomeriggio con la discussione del disegno di legge numero 144, qualora esitato dalla Commissione, o con il successivo argomento all'ordine del giorno.

Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). In Conferenza dei Presidenti di Gruppo avevamo concordato unanimemente che, dopo l'approvazione di questa legge, avremmo esaminato la mozione numero 53. pertanto io chiedo che, come concordato, questa sera si riprendano i lavori con l'illustrazione della mozione.

PRESIDENTE. Onorevole Cugini, chiedo scusa. Io avevo capito diversamente. Il Segretario Manca mi conferma che la decisione è stata quella da lei riferita. I lavori del Consiglio, pertanto, proseguiranno questo pomeriggio, alle ore 16 e 30, con l'esame della mozione numero 53 alla presenza dell'Assessore dell'Agricoltura.

La seduta è tolta alle ore 13 e 28.