Seduta n.194 del 18/05/2006 

CXCIV SEDUTA

(POMERIDIANA)

Giovedì 18 maggio 2006

Presidenza del Presidente Spissu

INDICE

La seduta è aperta alle ore 16 e 42.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di giovedì 11 maggio 2006 (188), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Cachia, Calledda, Giuseppe Cuccu, Frau, Gessa, Licandro e Maninchedda hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 18 maggio 2006.

Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.

Annunzio di mozione

PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza con richiesta di convocazione straordinaria.

MANCA, Segretario:

"Mozione Floris Mario - La Spisa - Oppi - Artizzu - Vargiu - Ladu - Amadu - Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Biancareddu - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Dedoni - Diana - Liori - Milia - Moro - Murgioni - Pili - Pisano - Randazzo - Rassu - Sanciu - Sanjust su un nuovo e più fecondo accordo interistituzionale tra Stato e Regione autonoma della Sardegna dopo l'elezione del Presidente della Repubblica, del Presidente della Camera dei deputati, del Presidente del Senato della XV legislatura e della nomina del Presidente del Consiglio dei ministri, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento". (72)

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Presidente, le volevo chiedere, a nome anche dei colleghi, una sospensione sino alle ore 17 e 30 per una possibile ulteriore interlocuzione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). La mia richiesta invece è della verifica del numero legale.

(Appoggia la richiesta il consigliere La Spisa.)

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Anche per la verifica del numero legale bisogna attendere dieci minuti dall'inizio, quindi vediamo se viene accolta la richiesta...

CUGINI (D.S.). Ma non conosci il Regolamento! Ci sei due anni, Ignazio, non lasciarti coinvolgere.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Sì, dobbiamo attendere almeno dieci minuti, come sapete, però c'è una richiesta di sospensione di tre quarti d'ora. Prego?

(Interruzioni)

Dall'inizio della seduta, così dice il Regolamento.

Va bene, colleghi, poiché non vi sono opposizioni, la richiesta di sospensione dell'onorevole Marrocu viene accolta. Riprendiamo i lavori alle ore 17 e 30. Grazie, colleghi.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 45, viene ripresa alle ore 17 e 31.)

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo la seduta. C'era una richiesta dell'onorevole Artizzu di verifica del numero legale, prego quindi i colleghi di predisporsi per la votazione col sistema elettronico.

Prima verifica del numero legale

PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.

(Segue verifica)

Risultato della verifica

(Risultano presenti i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Biancareddu - Cappai - Cassano - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Fadda Giuseppe - Floris Mario - Gallus - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Manca - Marracini - Milia - Moro - Oppi - Petrini - Pisano - Randazzo - Rassu - Sanjust - Sanna Franco - Sanna Matteo - Scarpa - Spissu - Vargiu.)

PRESIDENTE. Sono presenti 31 consiglieri, constatata la mancanza del numero legale, aggiorno la seduta alle ore 18.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 32, viene ripresa alle ore 18 e 11.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta, invito i colleghi a prendere posto. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Per chiedere ancora la verifica del numero legale.

(Appoggia la richiesta il consigliere La Spisa.)

PRESIDENTE. Va bene, onorevole Artizzu, chiedo ai colleghi di predisporsi alla votazione con sistema elettronico.

Seconda verifica del numero legale

PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.(Segue verifica)

Risultato della verifica

(Risultano presenti i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Balia - Barracciu - Biancareddu - Biancu - Bruno - Caligaris - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Fadda Giuseppe - Floris Vincenzo - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Marracini - Marrocu - Masia- Mattana - Orrù - Pacifico - Pili - Pinna - Pirisi - Pittalis - Porcu - Rassu - Sabatini - Salis - Sanciu - Sanjust - Sanna Francesco - Sanna Franco - Scarpa - Secci - Serra - Spissu - Uggias - Vargiu.)

PRESIDENTE. Sono presenti 49 consiglieri, siamo in numero legale.

Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Presidente, intervengo per chiedere dieci minuti di sospensione per un'ulteriore interlocuzione.

PRESIDENTE. Se non ci sono obiezioni, facciamo dieci minuti di pausa e riprendiamo alle ore 18 e 25.

(La seduta, sospesa alle ore 18 e 14, viene ripresa alle ore 19 e 03.)

(Durante la sospensione i consiglieri appartenenti ai Gruppi A.N., F.I., U.D.C., Riformatori Sardi, Fortza Paris e alla componente UDS - Sardi Uniti, ad eccezione dei consiglieri Vargiu e Capelli, abbandonano l'Aula in segno di protesta come preannunciato in sede di discussione generale della proposta di legge.)

Discussione dell'articolato della proposta di legge Balia - Maninchedda - Orrù - Corrias - Sanna Francesco - Cuccu Giuseppe - Uras: "Iniziative per la predisposizione del nuovo Statuto speciale di autonomia della Regione Sardegna. Istituzione, attribuzioni e disciplina della Consulta regionale per il nuovo statuto" (78/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione dell'articolato della proposta di legge numero 78/A. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Vorrei fare una brevissima dichiarazione di voto. Dispiace constatare che il centrodestra abbia abbandonato i lavori del Consiglio, nonostante la disponibilità manifestata dall'intera coalizione di centrosinistra - sia con gli interventi dei Capigruppo sia con il suo leader Presidente della Giunta - ad accogliere gran parte dei suggerimenti che venivano fatti di modifica della legge.

Il diritto di partecipazione non può essere però un diritto di interdizione ed è per questo che, nonostante queste assenze (lo riteniamo grave rispetto al tema in discussione), si decide comunque di andare avanti con il voto e di approvare la legge; speriamo che, in questi giorni, i colleghi di centrodestra assenti possano riflettere su quanto invece è importante e utile il loro apporto all'interno della Consulta per consentire di avere una proposta di rinnovamento dello Statuto che sia il più condivisibile possibile e che sia espressione dell'intero Consiglio regionale. Per questo, tra l'altro, la Commissione presenterà anche degli emendamenti che rappresentano la sintesi dell'intera maggioranza che raccoglierà molte delle indicazioni che, nei loro interventi anche i colleghi del centrodestra hanno sollecitato, modificative della legge.

Quindi, con la speranza che l'assenza di oggi possa essere recuperata nel più breve tempo possibile e che il centrodestra receda da questa decisione che a noi appare molto grave e ingiustificabile, vista anche la nostra disponibilità a modificare il provvedimento, decidiamo comunque di andare avanti e di votare.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marrocu. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo). Presidente, brevissimamente, per annunciare naturalmente il voto favorevole e per rimarcare che spiace che, dopo l'intervento di stamane e il dibattito molto partecipato in Aula, fondamentalmente dopo l'intervento del Presidente della Regione che ha fatto intendere larghe aperture e larghe disponibilità dichiarando, per parte della maggioranza, la volontà di accogliere tutti quegli emendamenti che fossero stati considerati accoglibili, pur preservando la legge da un percorso eccessivamente lungo, siamo invece incappati in una parte, debbo dire, dell'opposizione e non in tutta (prendiamo atto, naturalmente con piacere, della presenza dei rappresentanti del Partito Sardo d'Azione in Aula), spiace, dicevo, che una parte dell'opposizione, invece, abbia adottato una tattica che alla fine si rivela di carattere esclusivamente dilatorio.

La pretesa, da una parte, era quella di ridare competenze, funzioni e capacità di presentare emendamenti anche al progetto finale eventualmente prodotto dai consultori, di emendarli per parte dell'Aula e dall'altra parte però si voleva che gli stessi consultori venissero eletti a suffragio universale. Una cosa è chiaramente contrastante con l'altra, per cui ciò ci porta a dire che la tattica era tesa a svilire questo percorso e a far sì che, neanche in questa legislatura, venga dato alla Sardegna un nuovo Statuto di autonomia. Naturalmente restiamo fiduciosi e abbiamo predisposto emendamenti che, nonostante questo comportamento, accolgono, almeno parzialmente, alcune delle proposte dell'opposizione. Siamo però determinati ad andare avanti perché riteniamo che lo Statuto sia uno strumento irrinunciabile in quel percorso di riforme a cui questa maggioranza ha fatto riferimento sin dall'inizio e sin dal programma predisposto prima e durante la campagna elettorale.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Balia. Ha domandato di parlare il consigliere Giorico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GIORICO (Gruppo Misto). Per dichiarazione di voto, signor Presidente. Io comprendo l'imbarazzo dei colleghi a sentirmi parlare in algherese, questa bella lingua che appartiene alla nostra città e va difesa come tutte le diversità di quest'Isola. Ho depositato, come richiesto, copia del testo in italiano ma al fine di non procurare disagio a chi mi ascolta, proseguirò l'intervento in italiano.

Lo Statuto è legge costituzionale. Esso, una volta approvato, diventa patrimonio di tutti i Sardi e accompagnerà le nuove generazioni nel difficile cammino dell'avvenire. Con lo Statuto, noi stiamo scrivendo - per usare le parole del presidente Ciampi - la nostra Bibbia civile, alla quale dovremo fare riferimento. In esso devono trovare posto ed evidenza le speranze dei Sardi per una società migliore. Per questo motivo è opportuno, al di là delle schermaglie politiche, che sia scritto da tutti e sia uguale per tutti. E' per questo motivo che ho deciso di intervenire, per sostenere che il patrimonio di una comunità, come quella algherese, sia tutelato.

Alghero è un'isola nell'isola, e la sua storia è stata legata per lungo tempo a quella della Corona d'Aragona. Ha conservato, infatti, tradizioni e aspetti culturali, risorse che vanno rispettate e riconosciute. Il nuovo Statuto, che guarda con interesse all'Europa delle Regioni e, nell'Europa, alle minoranze di popolo e di lingua, dovrà tenere conto di questo problema. Se ne riparlerà.

PRESIDENTE. Prego, onorevole Giorico, concluda.

GIORICO (Gruppo Misto). Se ne riparlerà, e io ne riparlerò, quando discuteremo di contenuti del nuovo Statuto; fin da ora, tuttavia, ritengo doveroso manifestare l'esigenza che Alghero sia presente nella fase costituente, quando si definiranno i diritti delle diversità e delle minoranze, principi che io credo trovino facilmente consenso in quest'Aula.

Non vogliamo essere esclusi fra i cinquanta "piccoli padri" della nuova Carta costituzionale dei sardi, vogliamo che ci sia chi ci rappresenta. Credo che questa esigenza sia sentita anche da altre minoranze e da altre parlate differenti, rispetto alla madre lingua. Anche di questo, nella fase di elaborazione della bozza di Statuto, io credo si debba parlare.

Alghero ha un ruolo importante nell'economia sarda ed in quella turistica in particolare. E' stata per anni la "porta d'oro del turismo". Merita di essere citata la forte identità della sua gente, di quell'antico, vivo e persistente richiamo alle sue origini, quel modo, per metà canzonatorio e per metà reale, d'esser todos caballeros, gente di mare, coraggiosa e paziente, gente di terra, generosa e intraprendente.

A questa gente - e ho concluso - occorre dare un riconoscimento non formale, una considerazione non da cartolina illustrata; ma il rispetto verso il suo modo di essere, così città, così catalana e sarda insieme.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giorico.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Io ritengo che sia giusto dare in quest'Aula una motivazione all'assenza dei Gruppi dell'opposizione. Quindi credo che, nei pochi minuti a disposizione per la dichiarazione di voto, anche se è stato difficile, visti i ripetuti rinvii dell'Aula, cercherò di darla.

Noi riteniamo importante dire che non abbiamo nessuna intenzione di sottrarci al confronto sulla riscrittura dello Statuto dei Sardi; nessuno cerchi di far passare la posizione che hanno assunto i Gruppi di minoranza come una posizione di Aventino, perché posizione di Aventino non sarà. Da parte nostra c'è una scelta diversa, rispetto a voi, su quali siano i luoghi del confronto, lo abbiamo ribadito anche stamattina, quando abbiamo nuovamente proposto il suffragio universale, cioè il voto dei Sardi nella scelta di coloro che si dovranno occupare di discutere di Statuto. A noi questa sembra la discriminante fondamentale, voi ritenete che si possa fare un percorso che abbia un momento forte all'interno di questa Aula con un'elezione di secondo grado che riguarda, comunque, questa Aula.

Noi riteniamo che il percorso vada fatto insieme ai Sardi, quegli stessi Sardi che il presidente Soru e il centrosinistra chiamano in aiuto quando c'è la vertenza sulle entrate, quegli stessi Sardi che vengono chiamati, per il loro spirito forte, quando c'è la vertenza sulle servitù militari. Bene, noi riteniamo che questi stessi Sardi debbano essere coinvolti ad uno ad uno, andandoli a cercare, sensibilizzandoli su quello che sarà il ruolo del nuovo Statuto, che noi andremo a scrivere, che vadano cercati nelle loro case, che si chieda loro di esprimersi sui contenuti dello Statuto, che si chieda loro di manifestare l'opinione su ciò che andremo a riscrivere in nome e per conto loro: questa è la scelta che sarà di confronto nei prossimi mesi su questi argomenti. Non è una scelta di abbandono della contesa, anzi è un rilancio.

Noi vi diciamo che la scelta sarà fuori da questa Aula e sarà coi Sardi. Ci confronteremo e verificheremo chi delle due parti avrà ragione.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu.

Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Rispetto alle aperture che la maggioranza, nella giornata di ieri e questa mattina, ha portato, in quest'Aula, riguardanti il processo di riscrittura dello Statuto e rispetto alla disponibilità manifestata nell'interlocuzione, che è avvenuta anche fuori da quest'Aula, io credo che la risposta che ci viene data dalle opposizioni sia una risposta inadeguata. Una risposta, collega Vargiu, che va in controtendenza rispetto alla sua dichiarazione che non intendete sottrarvi al confronto; di fatto voi vi state sottraendo al confronto.

Abbiamo ribadito che questo processo di riforme noi vogliamo che avvenga in modo condiviso e partecipato. Abbiamo dato la nostra disponibilità, rispetto alle vostre richieste, anche per quanto riguarda una composizione allargata della Commissione autonomia, per quanto riguarda le riforme principali, cioè lo Statuto, la legge statutaria e la legge elettorale. Abbiamo dato la nostra disponibilità anche a modifiche radicali del testo che è stato esaminato ed esitato da parte della Commissione competente. Abbiamo dato la nostra disponibilità anche perché vi fosse un Presidente di garanzia, abbiamo dato inoltre la nostra disponibilità perché la nomina dei consultori fosse rispettosa dei voti presi da ciascuna forza politica alle ultime elezioni regionali.

Io credo che oggi la scelta di questo vostro comportamento sia di fatto un sottrarsi, un evitare il confronto che, in quest'Aula, deve avvenire. Noi oggi andremo avanti, ma io mi auguro, e sono certo, che ci potrà essere un ripensamento perché la volontà che abbiamo è quella di scrivere questa legge, di riscrivere lo Statuto, tutti assieme, attraverso un coinvolgimento ampio dei Sardi, così come previsto nello stesso articolato. Io do atto ai colleghi del Partito Sardo d'Azione, diverse loro rivendicazioni sono state recepite da questa maggioranza, ma, come dicevo prima, sono state accolte anche molte delle richieste pervenute dall'opposizione .Il nostro voto sarà favorevole, ma sarà chiaramente un voto in qualche modo rammaricato per una mancata partecipazione delle forze di opposizione.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Biancu. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Sì, Presidente. Pochi minuti al collega Vargiu non sono bastati per esaurire l'impostazione del suo ragionamento, perciò intervengo io a completamento. Rispondo subito al collega Biancu dicendo che è vero che c'è stata un'ampia apertura e disponibilità su tutta una serie di cose, ma cose che noi non abbiamo chiesto. Noi abbiamo proposto alla vostra attenzione quattro punti precisi e non c'è stata apertura su nessuno di questi punti; abbiamo chiesto di aprire una stagione di riforme, di dichiararla ufficialmente aperta, di condividere con voi e stabilire con voi la chiusura, nei tempi, di tutte le leggi che riguardano gli assetti statutari e le modifiche costituzionali; abbiamo detto anche che siamo disponibili a parlare di legge elettorale, se vorrete. Vorremmo discutere di tutto questo in una sessione di Commissione speciale, paritetica, Non abbiamo chiesto presidenze di sorta, siete voi che vi siete espressi sul Presidente di garanzia, abbiamo detto "sì". Ci teniamo che ci sia una modifica sostanziale del testo di legge in discussione, chiedendovi che una parte dei componenti della Consulta sia eletta, a suffragio universale. Una parte, in modo tale che quello che si dichiara, "riavvicinare la politica al popolo, alla gente, costruire insieme alla gente", sia in qualche modo realizzabile; una parte viene eletta dalla gente, una parte viene eletta dal Consiglio regionale, e al Consiglio regionale rimane comunque l'impegno e la facoltà, il diritto di esitare e definire la legge.

Non credo che abbiamo chiesto cose irrealizzabili; certo, abbiamo colto, in voi e in molti dei vostri interventi, che invece di valorizzare le proposte positive e di apertura, ci si è basati,in modo eccessivo, nel denigrare interventi e parti della nostra minoranza che probabilmente non sono in sintonia con questa Giunta. Chi vuole veramente aprire, chi vuole veramente condividere un percorso, valorizza gli aspetti positivi, non quelli negativi, se negativi questi possono essere giudicati.

Ecco perché noi non scappiamo, noi non vi affianchiamo nel fare una legge sulla quale non siamo d'accordo, lungo un percorso che non condividiamo; ce ne dispiace, è un'occasione persa, da voi, da quest'Aula, per semplici prese di posizione, non per pieno convincimento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda Giuseppe per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FADDA GIUSEPPE (R.C.). Signor Presidente, ieri e oggi c'è stato un lungo dibattito da parte sia della maggioranza che delle minoranze, perché si è cercato di trovare davvero quelle convergenze che ci vedessero uniti nel realizzare questo strumento della Consulta. Io riconosco il diritto della minoranza a esprimere il proprio dissenso, ad argomentare le proprie posizioni e avanzare le critiche, ma ritengo che il diritto al dissenso non può diventare un veto al diritto della maggioranza di scegliere. Credo che ci sia un tempo delle parole, del dialogo, del confronto, ma deve esserci anche il tempo delle decisioni. E siccome il tempo non è infinito, bisogna anche scegliere. Oltre al confronto serve la concretezza, quindi oggi non stiamo discutendo dei contenuti, stiamo scegliendo lo strumento per arrivare finalmente ad una proposta di nuovo Statuto che il Consiglio dovrà discutere e sicuramente migliorare per renderla la più condivisa possibile.

Se davvero vogliamo raggiungere l'obiettivo del nuovo Statuto entro questa legislatura, non possiamo permetterci ulteriori ritardi. Questa proposta di legge deve essere approvata, al più presto, affinché l'istituzione della Consulta e l'avvio dei suoi lavori inizi in tempi molto brevi. Avremo modo e tempi per confrontarci in quest'Aula una volta che il progetto di Statuto sarà assegnato alla Prima commissione e a tutti i consiglieri regionali. Rivolgo un invito, comunque, alle opposizioni a rivedere le proprie posizioni, a collaborare per la definizione del nuovo Statuto. Il pluralismo delle idee può e deve arricchire il risultato finale di questo nostro Statuto. Oggi, dobbiamo evitare, però, mancando l'unanimità, di non decidere. L'errore politico più grosso sarebbe quello di scegliere di non scegliere. Oggi realizziamo lo strumento, poi sforziamoci di cercare quelle convergenze necessarie per definire insieme questo nostro Statuto, uno Statuto moderno, adeguato ai nostri giorni. Dichiaro il voto favorevole del Gruppo della Rifondazione Comunista.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Fadda.

Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Grazie, signor Presidente. Registriamo con tristezza l'assenza di una parte importantissima di questo Consiglio. Manca una parte del centrodestra, perché non si riconosce nella scelta di questo strumento. E' tradizione dei Sardisti non commentare mai ciò che accade in casa altrui, piuttosto noi diciamo che ci asterremo, anche se abbiamo notato grande sensibilità politica verso quegli emendamenti che tendono a migliorare lo strumento. Per noi resta indispensabile e unico lo strumento dell'Assemblea costituente, non l'abbiamo mai rinnegata, però, come ho detto nel discorso generale, accettiamo democraticamente ciò che questo Consiglio ha scelto, cioè la Consulta.

D'altronde, voi siete stati prescelti dal Popolo sardo per modernizzare e far crescere la Sardegna, sentite questo gravoso impegno e dovete portarlo avanti,; noi restiamo in Aula per senso di responsabilità, consapevoli di ciò che il Popolo sardo attende dal Partito Sardo d'Azione, per dare il contributo attraverso i consultori che segnaleremo, per rilanciare questa stella polare, questa madre di tutte le emergenze, che è lo Statuto, attraverso il quale si spera di assicurare alla Sardegna un rilancio per avvicinarsi anche sempre più all'Unione Europea. Per questo ci asterremo, perché non potremmo mai votare contro questo strumento che riteniamo altrettanto importante, pertanto daremo il contributo di cui siamo capaci.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Atzeri.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Questa mattina, il presidente Soru ha fatto sintesi, nella chiarezza, delle posizioni della maggioranza, che sono emerse nel dibattito, facendo un gesto di grande apertura, proprio perché ha ribadito nel suo intervento che la materia non può essere limitata soltanto ad una parte, ma deve costituire oggetto di una forte convergenza tra le forze politiche presenti in quest'Assemblea. Dunque, a fronte di quest'apertura, la risposta qual è stata? Non quella di raccogliere l'invito al dialogo, ma di frapporre, semmai, dei muri, degli steccati, che rendono pressoché impossibile se non, appunto, totalmente impossibile ogni forma serena di dialogo e dunque anche di valutazione sulle cose che io ancora non ho capito, perché la verità la dobbiamo dire con chiarezza.

E' vero, caro Giuseppe Atzeri, che non si entra in casa altrui, ma noi dobbiamo, anche sul piano politico, rilevare che non c'è accordo tra le formazioni dell'opposizione perché sono variegate legittimamente, perché ciascuna esprime un proprio punto di vista e, abbandonando l'Aula, trova il modo, probabilmente, per fare sintesi unitaria. Un atteggiamento che io giudico anacronistico, ricordo quando si votò per l'Assemblea costituente, il centrosinistra, allora, pur andando sotto nella votazione, rimase in Aula e il confronto continuò e perdurò non solo qui in Sardegna ma anche oltre il Tirreno.

Ecco, io penso che la democrazia, in senso partecipativo, sia questo. Non ho da dare lezione a nessuno, riconosco la buona fede, ritengo l'atteggiamento legittimo di parte di consiglieri dell'opposizione, ma individuo molta strumentalità, molto calcolo, che nulla ha di nobile con quello che stiamo discutendo, da parte di settori bene individuati dalla stessa opposizione.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pittalis.

Ha domandato di parlare il consigliere Pinna, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA (Progetto Sardegna). Intervengo per esprimere il voto favorevole mio personale e del Gruppo di Progetto Sardegna, oltre che per esprimere la soddisfazione perchè, dopo alcuni mesi di lavoro, finalmente, licenziamo o iniziamo la discussione di uno strumento che ci porterà ad avere una bozza di Statuto che poi, com'è stato abbondantemente detto, verrà discusso nel Consiglio regionale e successivamente, poi, trasmesso al Parlamento.

Devo dire che, per alcuni versi, noi siamo in presenza di un'astensione annunciata, anzi di un rifiuto annunciato, perché il contatto, il confronto con le forze di opposizione non è di ieri, è di alcuni mesi fa, e abbiamo registrato sistematicamente una posizione, se non di rifiuto aperto, perlomeno di grande indifferenza.

Volevo ricordare che l'Aventino del '24 rappresentò l'inizio della crisi di un'esperienza democratica; concordo con l'onorevole Vargiu quando dice che non siamo in presenza di un nuovo Aventino, perché noi anzi vogliamo per converso che la nuova autonomia si rafforzi. Colgo però un elemento positivo nelle interlocuzioni che ci sono state questo pomeriggio, cioè la consapevolezza - condivisa da tutte le forze, presenti all'interno di questo Consiglio, di maggioranza e di minoranza - che il processo di riforma, il quale caratterizza e legittima questa legislatura, è indispensabile per la crescita della Sardegna. Aver condiviso un percorso, aver stabilito che la Prima commissione autonomia integrata deve rappresentare uno dei luoghi più significativi nei quali si avvia questo grande processo di riforma che vede tutte le forze convergere, mi sembra un segnale positivo. Per cui anche se ci dividiamo in questo momento per lo strumento, credo che le ragioni della nuova autonomia ci uniscano e, in questo momento, noi guardiamo, soprattutto, a ciò che ci potrà unire.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pinna.

Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Nella scorsa legislatura, il Partito Sardo d'Azione è stato uno dei promotori del percorso politico legato alla Costituente. Lo è stato in maniera convinta e all'inizio di questa legislatura, quando abbiamo capito che quel percorso non avrebbe avuto esito, abbiamo presentato un'altra proposta di legge che prevedeva l'elezione di un'Assemblea consultiva credendo che, sempre dal nostro punto di vista, con un processo di vicinanza dei poteri al basso, alla gente, fosse un percorso anche quello utile, migliore. Questa proposta non è stata accolta, per cui abbiamo preso atto che la maggioranza ha scelto un altro percorso, un percorso che non è il nostro, una filosofia di fondo che non è la nostra, che noi non condividiamo, però, nel solco di una tradizione parlamentare del nostro Partito, nell'idea di svolgere un compito di minoranza utile, abbiamo fatto il nostro lavoro e già da ieri abbiamo presentato gli emendamenti alla proposta di legge per migliorarne il testo.

Non c'è stato nessun negoziato del tipo "rimanete in Aula, approviamo questi emendamenti". Noi abbiamo deciso di non sottrarci al confronto su questo tema, perché crediamo che il nuovo Statuto di sovranità del popolo sardo sia una priorità assoluta del Popolo sardo, e quindi dei lavori di quest'Aula. Per questa ragione, come dicevo, io e il collega Atzeri abbiamo deciso di non sottrarci a questo confronto e di cercare di contribuire ai lavori, appunto, del Parlamento sardo su questo argomento.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Scarpa. Votiamo il passaggio all'esame degli articoli. Chiedo scusa, l'assessore Dadea ha chiesto la parola.

Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà

DADEA, Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, la Giunta non può non esprimere rammarico e delusione per l'atteggiamento assunto dalle opposizioni, dalle minoranze. Soprattutto perché questo atteggiamento di disimpegno, su una materia così delicata, così complessa, così importante e così vitale per la nostra Assemblea elettiva, è venuto dopo una manifestazione di grande disponibilità, di grande apertura, di grande attenzione nei confronti delle tematiche che sono state poste all'attenzione del Consiglio da parte dei diversi Gruppi dell'opposizione.

La Giunta regionale ha assistito con grande rispetto, naturalmente, e ha partecipato a un'iniziativa, che è del Consiglio, in materia di individuazione dello strumento che ci deve portare alla riscrittura della nostra Carta Costituzionale. Ha assistito, quindi, a un'iniziativa del Consiglio regionale perché è rispettosa di quello che il Consiglio regionale ha deciso già in precedenza. Il Consiglio regionale ha definito con molta chiarezza quello che sarà il percorso riformatore.

Onorevole Capelli, io voglio ricordarle che, per quanto riguarda il percorso riformatore, c'è stata già una presa di posizione del Consiglio, che individua con precisione a chi è demandato il potere di iniziativa in materia di riforme istituzionali. La Giunta regionale ha individuato, nel Consiglio regionale, il motore dell'iniziativa di riforma in materia di Statuto, in materia di legge elettorale; per quanto riguarda la legge statutaria, come ha affermato stamattina il Presidente della Giunta regionale, si tratta di un testo che è sottoposto all'attenzione del Consiglio il quale potrà naturalmente modificarlo in piena autonomia.

C'è quindi tutta la disponibilità perché si verifichino, nella definizione del percorso riformatore, due condizioni essenziali. La prima è che questo percorso riformatore veda la centralità del Consiglio (mentre nell'atteggiamento delle opposizioni c'è un qualche tentativo di non esaltarla), se si vogliono affrontare i temi delle riforme, il Consiglio regionale è la sede più idonea del confronto e questo confronto deve vedere la partecipazione della maggioranza e dell'opposizione. La seconda condizione, per questo percorso riformatore, è che ci sia il massimo consenso, la ricerca della massima convergenza su questi temi che sono, per tradizione, storicamente, di tipo bipartisan, naturalmente non è necessario che si arrivi a una convergenza su di essi, ma devono essere sottratti alla competizione di maggioranza e di opposizione perché riguardano le regole della nostra autonomia.

Il Governo regionale, naturalmente, ribadisce la propria disponibilità a creare tutte le condizioni perché su questi temi ci possa essere il massimo della convergenza e del consenso, ripetendo che, su queste questioni, la centralità del Consiglio è una centralità che non può essere assolutamente sottaciuta.

(Anche i consiglieri VARGIU e CAPELLI abbandonano l'Aula.)

PRESIDENTE. Grazie Assessore.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame del Titolo. Al Titolo è stato presentato un emendamento.

(Si riporta di seguito il testo del Titolo e del relativo emendamento:

Titolo

Istituzione, attribuzioni e disciplina della Consulta regionale per il nuovo statuto di autonomia.

Emendamento sostitutivo totale Scarpa, Atzeri.

Titolo

Il titolo della legge è sostituito dal seguente: "Istituzione, attribuzioni e disciplina della Consulta per il nuovo Statuto di sovranità del popolo sardo". (12).)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (Progetto Sardegna). Avremmo bisogno di una sospensione, perché come Commissione non abbiamo avuto modo di esaminare gli emendamenti; penso che sia assolutamente necessaria mezz'ora. A sas otto.

PRESIDENTE. Va bene, colleghi, sospendiamo i lavori che riprenderanno alle ore 20.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 39, viene ripresa alle ore 20 e 30)

PRESIDENTE. Bene, colleghi, vi prego di prendere posto, stiamo iniziando la seduta.

Passiamo all'esame dell'emendamento numero 12.

Per esprimere il parere sull'emendamento, ha facoltà di parlare il consigliere Pinna.

PINNA (Progetto Sardegna). No, è Balia.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento numero 12, ha facoltà di parlare il consigliere Balia, relatore

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo), relatore. Sull'emendamento numero 12 si esprime parere favorevole proponendo un emendamento orale, dopo "per il nuovo statuto di" aggiungere le parole, prima di sovranità, "autonomia e", "e" congiunzione, "autonomia e sovranità del popolo sardo".

PINNA (Progetto Sardegna). "E" con l'accento?

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo). No, "e" senza accento.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'emendamento numero 12, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

CUGINI (D.S.). Come, modificato?

PRESIDENTE. Così come modificato dalla proposta dell'onorevole Balia.

Passiamo all'esame dell'articolo 1. All'articolo 1 sono stati presentati cinque emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1 e dei relativi emendamenti:

Art. 1

Consulta regionale

1. Il Consiglio regionale istituisce una Consulta per l'elaborazione di un progetto organico di nuovo Statuto speciale di autonomia della Sardegna, al fine di assicurare la più ampia partecipazione della comunità regionale e dei sardi residenti fuori dall'Isola ed il concorso delle autonomie locali.

2. La Consulta ha il compito di definire il progetto, proporlo alla consultazione delle istituzioni locali, delle forze sociali, economiche e culturali, e delle autonomie funzionali presenti nella comunità regionale, e trasmetterlo al Consiglio regionale.

3. I lavori della Consulta si articolano in tre fasi:

a) elaborazione del progetto di base, della durata di quattro mesi;

b) consultazione istituzionale e sociale su tale progetto, prevista dall'articolo 7 bis;

c) definizione e approvazione del testo di Statuto da trasmettere al Consiglio regionale, secondo quanto indicato al comma 4 dell'articolo 7 bis.

4. La trasmissione deve avvenire entro otto mesi dall'insediamento della Consulta.

Emendamento soppressivo parziale Diana.

Art. 1

Il comma 2 è soppresso. (21)

Emendamento soppressivo parziale Diana.

Art. 1

La lettera b) del comma 3 è soppressa. (22)

Emendamento soppressivo parziale Diana.

Art. 1

Alla lettera c) del comma 3 è soppresso "secondo quanto indicato al comma 4 dell'articolo 7 bis". (23)

Emendamento sostitutivo parziale Scarpa, Atzeri.

Art. 1

Al comma 1 dell'articolo 1 le parole "speciale di autonomia della Sardegna" sono sostituite dalle parole "di sovranità del popolo sardo". (13)

Emendamento sostitutivo parziale Caligaris, Barracciu, Cerina, Cocco, Corrias, Lanzi, Sanna Simonetta.

Art. 1

Il comma 2 è sostituito dal seguente:

"2. La Consulta ha il compito di definire il progetto, di proporlo all'esame delle forse sociali, economiche e culturali, delle istituzioni locali, delle autonomie funzionali della comunità regionale, degli organismi di parità e di quelli rappresentativi degli emigrati e degli immigrati. Completata la consultazione, trasmette il progetto al Consiglio regionale.". (8). )

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie Presidente. In due parole vorrei spiegare la ratio della proposta - mi riferisco all'emendamento numero 8 - perché, nonostante si presenti in una veste di sostituzione, in realtà è un emendamento che integra il testo. Secondo il ragionamento che abbiamo fatto nella discussione generale, ovviamente è ispirato all'ottica di genere e allo spirito della legge con cui il Consiglio regionale ha istituito la Consulta dell'immigrazione. In sostanza, con questa integrazione, che è stata sottoscritta da tutte le consigliere regionali di maggioranza, si vuole permettere l'esame del progetto, elaborato dalla Consulta, anche agli organismi di parità e a quelli rappresentativi degli emigrati e degli immigrati.

Credo che questo emendamento sarà accolto dalla Commissione, dalla Giunta e dall'Aula, perché ritengo si sia trattato esclusivamente di una svista. Tutti conosciamo gli organismi di parità che in Sardegna fanno capo alle Commissioni per le parità tra uomini e donne (comunali, provinciali e regionali), alle consigliere di parità provinciale e regionale il cui contributo sicuramente è utile per la predisposizione di uno strumento adeguato a scrivere il nuovo Statuto, guardando, come più volte è stato sottolineato, al presente e al futuro. Anzi, colgo l'occasione per spiegare il perché di questa sottolineatura, mi riferisco in particolare all'onorevole Cugini, il quale nel dibattito generale mi ha rivolto attenzione e considerazione e devo dire che è stato l'unico. Vede, onorevole Cugini, il concetto di quota è l'estrema ratio cui sono pervenute le donne dinanzi alle quote maschili, fisse al 90 per cento circa, questo lo hanno fatto per avere voce nelle istituzioni laddove si procede per elezioni popolari. La Consulta è un organismo che deve svolgere un ruolo predispositivo per il Consiglio, cioè si tratta di scegliere professionalità laddove esistono, e queste professionalità appartengono al mondo femminile e maschile, quindi non vi è alcuna volontà prevaricatrice nel chiedere che donne e uomini contribuiscano a scrivere un testo guida per uno Statuto nuovo, innovato in modo paritario.

Risulta invece con evidenza a tutti che si intende far passare, come giusto, un principio di squilibrio; quando uno ha sete, onorevole Cugini, deve poter bere, e non mi riferisco alla sete di giustizia che non sarà mai del tutto soddisfatta almeno su questa terra. La sua efficace metafora non può nascondere una verità, un goccio d'acqua troppo diradato nel tempo ha effetti devastanti sull'organismo. Al di là di metafora mi chiedo, e vi chiedo, in che rapporto si pone il Consiglio regionale dinanzi all'opinione pubblica laddove riserva, alle professionalità femminili, solo un quarto degli spazi disponibili, facendo intendere che non ha fiducia nella classe intellettuale femminile se non in modo residuale e quando serve.

La proposta delle consigliere del centrosinistra offre quindi all'Assemblea, lo dico anche all'onorevole Secci che mi sembra interessato all'argomento, di scongiurare questo messaggio, specialmente dopo che un candidato Presidente, ora Presidente della Regione, ha voluto e fatto eleggere in Consiglio sette donne, che sicuramente altrimenti non ci sarebbero state, e ha promosso, primo in Italia, una Giunta paritaria. Proporre e sostenere una Consulta discriminante e discriminatoria vuol dire porsi su un terreno davvero difficile da percorrere quando è stata già preparata un'autostrada a quattro corsie. Sarà anche difficile spiegare alle donne perché, avendo studiato di più e con risultati eccellenti, debbano stare ai margini. C'è tutto il tempo per riflettere, spero vivamente che l'Aula voglia cogliere l'occasione per dare una prova di civiltà, un forte segnale di cultura autenticamente democratica e improntata alla ragionevolezza sociale e infine un riconoscimento di cittadinanza culturale alla metà della sua componente sociale.

Con riferimento poi ai miei presunti turbamenti, relativamente all'eccessiva libertà del Presidente della Regione nei lavori della Consulta, vorrei tranquillizzare il presidente Soru, che personalmente - lo affermo - stimo, e ripongo in lui piena fiducia. Ma ho per lui anche molto rispetto. Sono quindi preoccupata da manifestazioni o espressioni di eccessivo protezionismo da parte di alcuni consiglieri, nei riguardi del Presidente, che finiscono col danneggiarlo nei confronti dell'opinione pubblica. Sarebbe stato meglio consentire a entrambi i Presidenti, di Giunta e Consiglio, di essere parte della Consulta anziché scegliere la formula proposta al comma 2 dell'articolo 6.

Sono molto contenta che il Presidente abbia oggi dimostrato in modo chiaro ed inequivocabile ai rappresentanti modesti, in questa Aula, del popolo sardo, tra cui io figuro, che le sue intenzioni non sono quelle che certuni, preoccupati di non fare abbastanza, gli attribuiscono. Ribadisco in chiusura che la fiducia nei confronti del Presidente e della maggioranza, e il rispetto del patto di legislatura diventano più forti e certi nella critica costruttiva, nel dialogo aperto sotto gli occhi di tutti, secondo quanto la società civile vuole e intende fare e secondo le scelte politiche di ciascuno. Le mie sono quelle del Partito de La Rosa nel Pugno a cui aderiscono da socialista. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris.

Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Balia, relatore.

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo), relatore. Si esprime parere contrario per l'emendamento numero 21, per l'emendamento numero 22, per l'emendamento numero 23. Si accoglie l'emendamento numero 13 con una integrazione orale simile a quella proposta prima cioè aggiungere tra le parole "di" e "sovranità" le parole "autonomia e". Si accoglie l'emendamento numero 8 della collega Caligaris che, obiettivamente, non è un sostitutivo parziale, ma è un emendamento solo funzionale e di completamento.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Balia.

Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore degli affari generali personale e riforma della Regione. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore, si dichiara anche d'accordo sull'emendamento orale di integrazione all'emendamento numero 13.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 21. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 22. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 23. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 13, con l'integrazione proposta dall'onorevole Balia conforme al Titolo. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 8. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto ora in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 2. All'articolo 2 sono stati presentati nove emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2 e dei relativi emendamenti:

Art. 2

Progetto di statuto

1. Il progetto di nuovo statuto regionale è redatto sotto forma di articolato, eventualmente preceduto da un preambolo di principi, ed accompagnato da una relazione. Per ciascuna delle parti o per singoli aspetti possono essere previste più ipotesi od opzioni.

2. L'articolato deve considerare indicativamente i seguenti argomenti:

a) principi e caratteri della identità regionale; ragioni fondanti della autonomia speciale; conseguenti obblighi di Stato e Regione in relazione a tali caratteri, individuando idonee forme per promuovere i diritti dei cittadini sardi in relazione a condizioni connesse alla specificità dell'Isola;

b) definizione di competenze e poteri legislativi ed amministrativi della Regione, mediante ricognizione di quelli attualmente attribuiti dallo Statuto e dalla Costituzione e l'individuazione di altre ulteriori o più ampie competenze;

c) autonomia finanziaria attraverso la individuazione di entrate certe sia ordinarie, sia dirette a garantire forme di perequazione ed integrazione al fine di superare situazioni di arretratezza, ridurre le diseconomie derivanti dall'insularità, garantire investimenti sostitutivi per il caso di mancata inclusione nei programmi nazionali di infrastrutturazione; forme di intesa per la definizione delle entrate variabili;

d) rapporti con gli enti locali: limiti e principi in materia di ordinamento degli enti locali, forme di promozione e valorizzazione delle autonomie, principi che devono presiedere alla distribuzione delle funzioni a fini di sussidiarietà, adeguatezza, differenziazione, cooperazione, coesione fra i diversi enti e comunità locali;

e) principi in materia di ordinamento e forma di governo della Regione: fonti, rapporti con i cittadini, forme di partecipazione;

f) poteri regionali rispetto alle politiche statali, forme di intervento ed intesa con organi dello Stato, forme di garanzia e tutela al fine di raggiungere intese per l'attuazione di interventi pubblici nel territorio regionale;

g) poteri esteri regionali e principi in materia di forme di partecipazione riguardo alla definizione delle politiche e della normativa dell'Unione europea;

h) forma e valore dello Statuto, garanzie procedimentali e limiti di revisione.

3. Il progetto può indicare ogni altro argomento ritenuto rilevante al fine di definire l'autonomia regionale e formulare proposte ad essa relative.

4. Il progetto di Statuto, una volta predisposto ed approvato dalla Consulta, è trasmesso al Consiglio regionale, messo a disposizione dei consiglieri regionali ed assegnato alla Prima Commissione permanente che riferisce al Consiglio.

Emendamento soppressivo parziale Atzeri, Scarpa.

Art. 2

Al comma 1 sopprimere la parola "eventualmente". (40)

Emendamento soppressivo parziale Scarpa, Atzeri.

Art. 2

Nella lettera d) le parole "limiti e" sono soppresse. (16)

Emendamento sostitutivo parziale Scarpa, Atzeri.

Art. 2

Alla lettera a) del comma 2 le parole " autonomia speciale" sono sostituite dalle parole "sovranità". (14)

Emendamento sostitutivo parziale Scarpa, Atzeri.

Art. 2

Al comma 2 dell'articolo 2 le parole "autonomia regionale" sono sostituite dalla parola "sovranità". (32)

Emendamento sostitutivo parziale Scarpa, Atzeri.

Art. 2

All'articolo 4 le parole "che riferisce al Consiglio" sono sostituite dalle seguenti:

"alla stregua di proposta di legge, perché abbia inizio l'iter ordinario di approvazione.". (18)

Emendamento sostitutivo parziale Pinna - Balia - Corrias - Cucca Giuseppe - Cugini - Orrù - Pittalis - Sanna Francesco

Art. 2

Alla fine del comma 4, dopo Prima commissione permanente le parole "che riferisce al Consiglio" sono sostituite dalle seguenti "che, sulla base del testo elaborato, presenta al Consiglio regionale una proposta di legge di nuovo Statuto, per il suo esame secondo il normale iter legislativo.". (47)

Emendamento aggiuntivo Scarpa, Atzeri.

Art. 2

Alla lettera c) del comma 2 dell'articolo 2, dopo la parola "finanziaria" sono inserite le parole "e impositiva". (15)

Emendamento aggiuntivo Caligaris.

Art. 2

Nel comma 2, dopo la lettera h), sono inserite le seguenti:

"h bis) significato, valore, ruolo e prospettive dell'emigrazione sarda in Italia e all'estero quale patrimonio imprescindibile dell'identità della comunità isolana;

h ter) rapporti tra la comunità sarda e quelle immigrate nell'ottica dell'affermazione dei valori della convivenza pacifica tra i popoli, dell'uguaglianza, della solidarietà sociale e della integrazione economica e culturale.". (1)

Emendamento aggiuntivo Scarpa - Atzeri.

Art. 2

Dopo la lettera h) del comma 2

È aggiunta la seguente lettera:

"h bis). Principi in materia di adozione di una nuova legge elettorale improntata al principio proporzionale". (17).)

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, io so che l'ora è tarda e che abbiamo lavorato oggi in modo faticoso per tutta una serie di problemi che sono sopravvenuti. Esprimo anche il mio forte dispiacere per l'assenza delle opposizioni, che trovo veramente ingiustificata, e sottolineo l'apprezzamento per la presenza dei colleghi Sardisti. Quindi, chiedo scusa all'Aula. Però ritengo di dover spendere due parole sull'emendamento numero 1, osservando, innanzitutto, che ho molto apprezzato l'articolazione del comma 2, perché mette l'accento sui temi, sui contenuti sui quali indicativamente, e quindi non in maniera predittiva, dovrà esprimersi la Consulta.

Nell'ottica appunto di dare un contributo e ritenendo che il tema dell'emigrazione sia parte integrante ed ineliminabile della nostra identità di popolo, propongo di inserirlo tra gli argomenti che la Consulta dovrà considerare. Sottolineo che sarà l'occasione anche per disegnare, in modo da valorizzarlo, il nuovo ruolo che l'emigrazione sarda, in Italia e all'estero, può e deve poter svolgere con sempre maggiore consapevolezza, anche da parte della comunità isolana. Penso al ruolo per la valorizzazione dei beni, dei prodotti commerciali, ma anche dell'ambiente, che la maggioranza sta cercando di preservare con determinazione. Si è parlato spesso di ambasciatori della Sardegna nel mondo, mi sembra che questa sia l'occasione più valida per definirlo.

L'altro argomento, che mi sembra possa essere oggetto di attenzione da parte dei consultori, è quello del rapporto tra la comunità sarda e quelle immigrate. Anche in questo caso si tratta di prendere in considerazione una realtà di fatto assente dal nostro orizzonte negli anni in cui fu pensato e redatto lo Statuto in vigore. Credo, inoltre, che sia perfettamente in linea con quanto stabilito dalla legge regionale 24 dicembre 1990, numero 46, che ha istituito la Consulta dell'immigrazione; una Consulta che è stata nuovamente insediata circa un anno fa dall'Assessore regionale del lavoro, Maddalena Salerno. Per riprendere un'espressione molto felice del collega Stefano Pinna, dal mito al logos c'è anche questa realtà che deve essere presa in considerazione e valutata attentamente. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Balia, relatore.

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo), relatore. Grazie Presidente. Si esprime parere favorevole per l'emendamento numero 40; parere favorevole per l'emendamento numero 16; parere favorevole per l'emendamento numero 14, sempre con la proposta dell'emendamento orale di far precedere la parola "sovranità" dalle parole "autonomia e"; parere favorevole per l'emendamento aggiuntivo numero 32, anch'esso con un emendamento orale: prima della parola "sovranità", aggiungere le parole "autonomia ed elementi di".

Posso andare avanti, Presidente?

PRESIDENTE. Sì, prego.

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo), relatore. Si invitano i presentatori dell'emendamento numero 18 al ritiro del medesimo perché, di fatto, la proposta è già contenuta all'interno dell'emendamento numero 47. Si accoglie l'emendamento numero 15 che prevede l'inserimento delle parole "e impositiva", come capacità impositiva della Regione che viaggia nella logica della nuova legislazione regionale. Non si accoglie l'emendamento numero 1, ma non perché non se ne condivida la portata, ma per quanto invece appare alla Commissione, cioè che si tratti di argomenti che devono essere contenuti nei principi e non in questo testo di legge. Parere contrario per l'emendamento numero 17.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Balia. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore, anche sugli emendamenti orali di integrazione al "14" e al "32".

PRESIDENTE. Grazie Assessore.

Metto in votazione l'emendamento numero 40. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 16. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 14, nel testo emendato dal relatore. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 32, anche questo nel testo emendato dal relatore. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 18. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Grazie Presidente. L'emendamento aveva il senso di chiarire un dubbio che è sorto anche durante il dibattito, cioè su cosa dovesse succedere dopo i lavori della Consulta. Noi abbiamo presentato l'emendamento, i componenti di maggioranza e della Prima commissione l'hanno riproposto in termini sicuramente più tecnici. Siamo comunque soddisfatti del fatto che la proposta abbia trovato accoglimento, ritiriamo pertanto l'emendamento numero 18.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Scarpa. L'emendamento numero 18 è ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 47. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto ora in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 15. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Posso chiedere la parola?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, intervengo per sottolineare un aspetto. Io apprendo veramente con soddisfazione che questi argomenti saranno oggetto dei principi, chiedo però, se è possibile, di porli come raccomandazione, perché laddove al comma a), chiedo scusa, alla lettera a) del comma 2 si parla di "principi e caratteri della identità regionale" e delle "ragioni fondanti dell'autonomia speciale", credo che debba essere introdotto anche il tema dell'emigrazione, cioè non mi sembra che sia dato per scontato che esso debba apparire nei principi, così come le tematiche dell'immigrazione, che sono assolutamente nuove. Quindi chiedo, se è possibile, che venga considerata come una raccomandazione da inserire tra i principi costitutivi nei lavori della Consulta. Grazie.

PRESIDENTE. Le raccomandazioni naturalmente fanno parte di questo dibattito. Siamo in fase di votazione dell'emendamento numero 1.

SECCI (La Margherita-D.L.). E' ritirato.

PRESIDENTE. Va bene. Metto in votazione l'emendamento numero 17. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'articolo 3 è soppresso.

Passiamo all'esame dell'articolo 4. All'articolo 4 sono stati presentati dieci emendamenti. Il "45" che era inizialmente all'articolo 4 è stato spostato all'articolo 6.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4 e dei relativi emendamenti:

Art. 4

Composizione e formazione della Consulta

1. I componenti della Consulta devono essere esperti di comprovata competenza nelle materie di rilevanza per lo Statuto o rappresentativi delle realtà politiche, sociali, economiche, imprenditoriali, culturali, dell'associazionismo. A tal fine le candidature e le designazioni sono accompagnate dal curriculum e dalla dichiarazione di consenso di ciascuno dei candidati.

2. La Consulta è composta da cinquanta membri, di cui:

a) ventinove eletti dal Consiglio regionale con sistema proporzionale riferito ai risultati delle ultime elezioni regionali con le modalità previste dai commi da 4 a 8;

b) venti eletti fra i soggetti designati dalle Università di Cagliari e Sassari, dal Consiglio regionale dell'economia e del lavoro, dal Consiglio delle autonomie locali, dalla Consulta per l'emigrazione con le modalità previste dai commi 9 e 10;

c) uno nominato dal Presidente del Consiglio regionale ai sensi del comma 12.

3. Nella composizione della Consulta nessun genere può essere rappresentato in misura inferiore ad un quarto: se questa proporzione non viene conseguita, il numero di seggi in tal senso mancante ai rappresentanti del genere meno rappresentato viene loro assegnato sottraendolo ai meno votati dell'altro genere secondo le modalità previste ai commi 8 e 10.

4. Per l'elezione dei componenti di cui alla lettera a) del comma 2, si fa riferimento alle percentuali dei voti ottenuti dalle diverse coalizioni sul totale dei voti espressi nella circoscrizione regionale nelle elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale del 12 giugno 2004. A ciascuna coalizione viene assegnato in seno alla Consulta, sui ventinove previsti, un numero di seggi proporzionale ai voti suindicati.

5. La votazione avviene sulla base di liste presentate da almeno due consiglieri. Ogni lista: indica la coalizione a cui fa riferimento tra quelle di cui al comma 4; contiene un numero di candidati almeno doppio e non superiore al triplo di quelli spettanti alla coalizione cui si riferisce; assicura tra i candidati il rispetto del rapporto fra generi previsto dal comma 3; è depositata presso la Presidenza del Consiglio regionale almeno settantadue ore prima del giorno previsto per la votazione. Qualora vengano presentate più liste che fanno riferimento alla stessa coalizione sono ammesse le liste che contengano un numero di candidati almeno pari a quello dei seggi spettanti alla coalizione cui si riferiscono. Il Presidente del consiglio dà un termine di ventiquattro ore per la eventuale regolarizzazione delle liste; quindi esclude le liste che non presentino i requisiti richiesti.

6. Ogni consigliere indica sulla scheda un nome. I seggi vengono attribuiti ai candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti fino alla concorrenza del numero di componenti assegnato a ciascuna coalizione.

7. Qualora vengano presentate più liste che fanno riferimento alla stessa coalizione, i seggi spettanti alla coalizione vengono ripartiti fra le stesse liste in proporzione ai voti ottenuti. A tal fine si divide il numero dei voti ottenuti da ciascuna lista per 1, 2, 3, 4, …. sino alla concorrenza del numero dei consultori spettanti. Si scelgono quindi, fra i quozienti così ottenuti, i più alti in numero eguale ai seggi spettanti alla coalizione, disponendoli in graduatoria decrescente. Ciascuna lista avrà tanti rappresentanti quanti sono i quozienti ad essa appartenenti compresi nella graduatoria. A parità di quoziente nelle cifre intere e decimali, il seggio è attribuito per sorteggio. All'interno di ciascuna lista i seggi sono assegnati ai candidati che hanno ottenuto più voti fino alla concorrenza dei seggi attribuiti ad ognuna. In caso di parità si procede mediante sorteggio.

8. Qualora al termine delle operazioni dei commi precedenti non risulti salvaguardata la proporzione minima fra generi prevista dal comma 3, le sostituzioni necessarie a questo fine vengono effettuate una per ciascuna lista che abbia ottenuto seggi, a partire da quella che ne abbia ottenuto un maggior numero e in senso decrescente, se necessario ripercorrendo più volte la serie delle liste. Sono escluse le liste cui compete un solo seggio in seno alla Consulta e quelle tra i cui eletti risulti già soddisfatta la prescritta proporzione fra generi.

9. I venti componenti della Consulta di cui alla lettera b) del comma 2, vengono eletti dal Consiglio regionale su proposte di nomi di numero doppio rispetto ai membri da eleggere, formulate nel rispetto del rapporto di genere previsto dal comma 3, dai Senati accademici delle Università di Cagliari e Sassari, cui competono due membri eletti per ciascuna, dal CREL, cui competono sei membri, dal Consiglio delle autonomie locali, cui competono otto membri, dalla Consulta dell'emigrazione cui competono due membri di cui uno in rappresentanza dei circoli e delle loro federazioni, l'altro in rappresentanza delle associazioni di tutela. Le designazioni devono pervenire entro quindici giorni successivi all'entrata in vigore della presente legge e comunque non oltre il termine previsto per il deposito delle liste ai sensi del comma 5. A tal fine il Presidente del Consiglio invita gli organismi a provvedere.

10. Le elezioni dei componenti di cui al comma 9 avvengono separatamente per ciascuna categoria di designati. Ciascun consigliere indica nella scheda un solo nome. Vengono dichiarati eletti coloro che hanno riportato più voti. In caso di parità si procede a sorteggio. Qualora al termine delle operazioni non risulti salvaguardata la proporzione minima fra generi prevista dal comma 3, le sostituzioni necessarie a questo fine vengono effettuate una per ciascuna categoria, a partire da quella cui competono più seggi e in senso decrescente, se necessario ripercorrendo più volte la serie delle designazioni.

11. Valgono per i componenti della Consulta le incompatibilità previste per i consiglieri regionali, salvo quanto previsto dal presente comma. La carica è compatibile con quella di sindaco, quale che sia il numero di abitanti del comune. Non sono eleggibili i consiglieri e gli assessori regionali, i componenti degli uffici di gabinetto, nonché i dipendenti regionali.

12. Il Presidente del Consiglio regionale nomina il componente di cui alla lettera c) del comma 2 al fine di consentire la rappresentanza della coalizione che ha presentato alle ultime elezioni regionali un proprio candidato a Presidente della Regione, senza che nessun candidato delle liste ad esso collegate venisse eletto consigliere regionale.

13. Il Presidente del Consiglio regionale provvede alla nomina dei componenti entro i dieci giorni successivi alle votazioni del Consiglio regionale. Entro lo stesso termine rileva, anche d'ufficio, eventuali incompatibilità, assegnando un termine di cinque giorni per rimuoverle.

14. In caso di dimissioni o impedimento subentra il più votato delle medesima lista o categoria, salvaguardando preliminarmente il rapporto fra generi di cui al comma 3.

Emendamento sostitutivo parziale Caligaris, Barracciu, Cerina, Cocco, Corrias, Lanzi, Sanna Simonetta.

Art. 4

Nel comma 3 le parole "in misura inferiore a un quarto" sono sostituite dalle seguenti: "in misura inferiore ad un mezzo". (9)

Emendamento sostitutivo parziale Pinna - Balia - Corrias - Cucca Giuseppe - Cugini - Orru' - Pittalis - Sanna Francesco

Art. 4

Nel comma 4 dell'articolo 4 il primo periodo è sostituito dal seguente:

"4. Per l'elezione dei componenti di cui alla lettera a) del comma 2, si fa riferimento alle percentuali dei voti ottenuti dalle diverse coalizioni che hanno ottenuto seggi nella circoscrizione regionale, sul totale dei voti conseguiti nelle circoscrizioni provinciali dalle liste ad esse collegate nelle elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale del 12 giugno 2004.". (42)

Emendamento soppressivo parziale Atzeri, Scarpa.

Art. 4

Al comma 9, dopo le parole "Consulta dell'emigrazione", sostituire le parole da "cui competono" sino alle parole "di tutela" con le parole "cui compete un membro". (36)

Emendamento sostitutivo parziale Atzeri, Scarpa.

Art. 4

Al comma 9, dopo le parole "CREL, cui competono", sostituire alla parola "sei" la parola "tre. (37)

Emendamento aggiuntivo Atzeri, Scarpa.

Art. 4

Alla lettera b) del comma 2, dopo la parola "Sassari," aggiungere le parole: "dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative e dal sindacato etnico,". (39)

Emendamento aggiuntivo Pinna, Balia, Corrias, Cucca Giuseppe, Cugini, Orrù, Pittalis, Sanna Francesco

Art. 4

Dopo il comma 6 dell'articolo 4 aggiungere il seguente:

"6 bis. Esaurite le operazioni di voto, qualora non vengano attribuiti tutti i 29 seggi di cui alla lettera a), quelli mancanti sono assegnati attingendo dai designati delle proposte di cui al comma 9, seguendo l'elenco del comma stesso e l'ordine previsto dalle proposte attribuendo un seggio per ciascuna rappresentanza ed eventualmente ripetendo l'operazione fino alla concorrenza dei seggi da attribuire". (44)

Emendamento aggiuntivo Scarpa - Atzeri

Art. 4

Dopo il comma 8 viene aggiunto il seguente:

8 bis. "Nella nomina dei componenti di cui alla lettera a) del comma 2 dell'articolo 2, si dovrà garantire la rappresentanza dei partiti che si sono presentati con proprie liste alle elezioni regionali del 2004 ed alle elezioni politiche del 2006, non avendo eletto Consiglieri regionali. I candidati potranno essere inseriti nelle liste presentate dai Consiglieri regionali eletti in liste collegate alle elezioni regionali del 2004.". (19)

Emendamento aggiuntivo Atzeri - Scarpa.

Art. 4

Al comma 9, dopo le parole "eletti per ciascuna," aggiungere la frase "dalle organizzazioni sindacali maggiormente (?manca rappresentative?) e dal sindacato etnico, cui competono quattro membri,". (38)

Emendamento aggiuntivo Pinna - Balia - Corrias - Cucca Giuseppe - Cugini - Orrù - Pittalis - Sanna Francesco

Art. 4

Nel comma 11 dell'articolo 4 dopo l'espressione "è compatibile con quella" si aggiunge il termine "di Senatore a vita". (43)

Emendamento sostitutivo parziale Atzeri, Scarpa.

Art. 4

Al comma 9 le parole "Università di Cagliari e Sassari, cui competono due membri eletti per ciascuna," sono sostituite dalle seguenti: " Università di Cagliari e Sassari cui compete un membro eletto per ciascuna,". (41))

PRESIDENTE. L'emendamento numero 41 è stato ritirato.

E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Intervengo solo per sottolineare che, ad ispirare questo emendamento che chiede, appunto, la parità all'interno della Consulta, è stata la lettura di un testo, che riporto fedelmente. "Dopo oltre un secolo è ancora attuale, e deve servire da monito, la citazione di John Stuart Mill del 1869, tratta da 'L'asservimento delle donne': 'Se per loro natura le donne non possono fare una certa cosa, è assolutamente superfluo proibirgliela. Se c'è qualcosa che riescono sì a fare ma a confronto con gli uomini non altrettanto bene, basterà la concorrenza ad escluderle; nessuno vuole chiedere gabbie protezionistiche o premi di incentivazione a favore delle donne; si chiede solo che vengano revocati i premi e le quote attualmente vigenti in favore degli uomini'."

Riporto adesso una parte della relazione della proposta di legge numero 39 presentata da me e dai colleghi Balia, Ibba e Masia il 7 ottobre 2004: "Il primo Assessorato regionale a una donna, con incarico alla pubblica istruzione, viene conferito nel 1955 e riconfermato nel 1957; poi trascorrono ben 30 anni" - un'altra delle gocce d'acqua che ci proponeva l'onorevole Cugini - "e solo nel 1992 viene nominata una donna in qualità di Assessore tecnico alla sanità; ancora tre Assessori rosa nel 1994, sia pure per un breve periodo di tempo, nessuna nella Giunta precedente, oggi per la prima volta, sono sei.

I dati forniti, peraltro abbondantemente conosciuti, fotografano una situazione che non necessita di alcun commento: la popolazione femminile è "una specie minoritaria nel genere antropologico della classe politica"; (spero di non annoiare troppo i colleghi) "anche l'Unione europea - dopo alcuni tentennamenti, indicazioni generiche e dichiarazioni di principio - ha invitato i Paesi membri ad elaborare progetti concreti per rimuovere gli ostacoli che impediscano alle donne l'effettiva partecipazione alla vita politica: la tutela dei diritti umani non può prescindere da una reale tutela dei diritti delle donne.

C'è, di fatto, nel nostro sistema un deficit di democrazia che trova ulteriore riscontro nella 'invisibilità' politica delle donne la cui presenza sui media - che sappiamo bene quanto concorrono a formare le opinioni - è assolutamente irrisoria. Infatti, se esaminiamo i dati dei tempi di parola maschili e femminili nel periodo delle elezioni regionali del 16 aprile 2000, registriamo che, nella prima fase della campagna elettorale, dal 2 al 18 marzo 2000 (indizione dei comizi, presentazione delle candidature), nei telegiornali Rai gli uomini in quanto soggetti politici e istituzionali parlano per due ore e mezza (in quanto membri del Governo per un'ora), le donne per 14 minuti (in quanto membri del Governo per 3 minuti); nelle reti Mediaset rispettivamente per un'ora e 22 minuti, le donne per un minuto, (in quanto membri del governo 11 minuti e un minuto).

Nella seconda fase della campagna elettorale, dal 19 marzo al 14 aprile, nei TG Rai, i maschi in quanto soggetti politici e istituzionali parlano per quasi 6 ore, le donne per 25 minuti; nei TG Mediaset, gli uomini parlano per 5 ore e 13 minuti, le donne per 6 minuti."

Questa è una proposta di legge presentata il 7 ottobre 2004 in questo Consiglio regionale, da me sottoscritta, che ha come primo firmatario l'onorevole Balia, relatore in Aula della Consulta, l'onorevole Masia e l'onorevole Ibba, essa sostiene la composizione paritaria donna-uomo negli enti, nelle commissioni e nei comitati facenti capo all'amministrazione regionale. Io capisco perché questa legge non è ancora approdata in Aula né mai approderà e dico che stasera stiamo perdendo ancora una volta l'occasione per compiere un atto di civiltà, stabilendo (al di là dell'ilarità che in Aula, forse, può anche aleggiare) veramente un principio che è quello che non si possono presentare proposte di legge per la parità per poi - quando ci si trova davanti alla scelta - vedere che questa parità non è sentita, praticata e tanto meno accolta da un'Assemblea regionale, come quella sarda, che aspira a scrivere nuovi principi, nuove regole di convivenza, nuovi valori per il futuro che verrà.

Noi torneremo ad eleggere una Consulta e a scrivere uno Statuto, non so fra quanti anni, non credo a breve. Prima non c'eravamo, se dobbiamo aspettare altri 60 anni per poter aspirare ad essere considerate al pari degli uomini anche quando ci sono le competenze… non stiamo parlando di materia elettorale, colleghi, non stiamo parlando di materia elettorale, stiamo parlando di un comitato che deve dare dei consigli, scusate il gioco di parole, all'Assemblea, al Consiglio regionale; ebbene in questo comitato hanno diritto di entrare per le competenze, non per altre ragioni, donne e uomini allo stesso modo. Mi dispiace che questo aspetto non sia stato colto nella sua interezza, comunque mi riservo, eventualmente abbiate accolto l'emendamento, perché l'onorevole Cugini poco fa mi diceva di non parlare sugli emendamenti che sono stati accolti, ma su quelli che non stati accolti, siccome io ho il sospetto che questo non sia stato accolto, parlo adesso e parlerò anche dopo. Grazie.

PIRISI (D.S.). Bei consigli che le dai!

CUGINI (D.S.). Noi li abbiamo accolti quasi tutti!

PRESIDENTE. Infatti consiglieremo all'onorevole Cugini di lasciar perdere, non vorremmo che lei si sentisse provocata dall'onorevole Cugini, quindi grazie, onorevole Cugini, sappiamo, capiamo quanto lei sta mettendo per la causa! Grazie, onorevole Caligaris.

E' iscritto a parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Grazie Presidente, avrei voluto fare una dichiarazione di voto sull'emendamento numero 17 che abbiamo bocciato poc'anzi, per cui approfitto, diciamo, della parola che ho ora per dire che noi abbiamo sentito con piacere, stamattina, negli interventi di alcuni Capigruppo, il riferimento alla necessità che l'Aula, che il Consiglio affronti la questione della legge elettorale. L'abbiamo sentito con piacere perché crediamo che anche questa sia un'urgenza da mettere nella nostra agenda; naturalmente, per quanto riguarda i lavori sulla Consulta, il fatto che questo emendamento sia stato bocciato ci indurrà a cercare, con gli strumenti che avremo in seguito, di introdurre questo argomento anche in quei lavori, in ogni caso speriamo davvero che la stagione di riforme, che è stata auspicata stamattina da molti colleghi, anche durante le riunioni che ci sono state nella tarda mattinata, comprenda anche un dibattito franco e aperto sulla questione della nuova legge elettorale.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Scarpa. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Balia, relatore.

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo), relatore. Si, Presidente, prima di esprimere il parere, mi consenta in maniera irrituale - tanto è una battuta, ho evitato di iscrivermi nel dibattito per evitare ulteriori prolungamenti della seduta - di dire che quel progetto di legge, a cui si è fatto riferimento e di cui sono primo firmatario, non modifica una volontà rispetto al parere espresso per l'emendamento numero 9 che non è, naturalmente, un parere personale ma è ovviamente un parere della Commissione. Per fortuna, oggi, Maria Grazia ha recuperato quei tempi morti che invece le donne non si vedono assegnate nelle altre televisioni, perché sono sicuramente superiori gli interventi al femminile che non quelli al maschile in Aula.

Relativamente all'emendamento numero 9, la misura che viene prevista è la misura minima, non la misura massima, per cui il parere è contrario. Si accoglie l'emendamento numero 42, si invitano gli onorevoli Atzeri e Scarpa al ritiro degli emendamenti numero 36, numero 37 e numero 39 che, pur comprendendone la portata e la filosofia, rischiano di appesantire e di creare un livello di confusione nella legge, diversamente il parere sarebbe contrario. Si esprime parere favorevole per l'emendamento numero 45 e per l'emendamento numero 44; si invitano sempre gli onorevoli Atzeri e Scarpa al ritiro degli emendamenti numero 19 e il numero 38, diversamente il parere sarebbe contrario; si esprime parere favorevole per l'emendamento numero 43.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Balia. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Bene, colleghi, mettiamo in votazione l'emendamento numero 9. Onorevole Scarpa...

SCARPA (Gruppo Misto). Era per dopo.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 9. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 42. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 36.

Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, ritiro gli emendamenti numero 36, 37, 38 e 39 perché le argomentazioni che abbiamo affrontato in Commissione ci costringono al ritiro.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Atzeri.

Metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 43. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 44. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Chiedo scusa, onorevole Atzeri, l'emendamento numero 19 è stato ritirato?

Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Presidente, l'emendamento numero 19 è stato presentato per una ragione politica ben precisa. Durante le riunioni della giornata abbiamo avuto modo di illustrarla ai componenti della Commissione e anche ai Capigruppo della maggioranza. Ora, la sensibilità mostrata verso la questione che abbiamo posto ci induce a ritirare questo emendamento, confidando che le cose che ci siamo detti avranno il loro seguito. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Scarpa. L'emendamento numero 19 è ritirato.

Siamo all'articolo 4 bis.

MARROCU (D.S.). Il "45"!

PRESIDENTE. L'emendamento numero 45 è stato spostato all'articolo 6, perché era assegnato per errore all'articolo 4, per il resto abbiamo votato tutti gli emendamenti.

Passiamo all'esame dell'articolo 4 bis. All'articolo 4 bis sono stati presentati due emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4 bis e dei relativi emendamenti:

Art. 4 bis

Organi

1. La Consulta elegge al suo interno un Presidente. Il Presidente assicura l'ordine dei lavori e dirige la discussione.

2. Il Presidente è coadiuvato da un Ufficio di coordinamento, composto da due vicepresidenti ed altri sei consultori, da lui presieduto. I vice presidenti e gli altri sei componenti sono eletti dalla Consulta in due distinte votazioni; ogni votante indica sulla scheda un solo nome.

3. Alle riunioni dell'Ufficio di coordinamento possono partecipare il Presidente ed il Vice Presidente della prima Commissione permanente del Consiglio regionale.

4. L'Ufficio di coordinamento stabilisce il programma dei lavori, assume le determinazioni necessarie al buon funzionamento della Consulta, provvede all'attuazione dei suoi deliberati assicurando il necessario raccordo col Consiglio regionale, propone alla Presidenza del Consiglio regionale le eventuali iniziative che comportino spese.

Emendamento aggiuntivo Caligaris, Barracciu, Cerina, Cocco, Corrias, Lanzi, Sanna Simonetta.

Art. 4 bis

Alla fine del comma 2 aggiungere la frase "Deve essere comunque rispettato il rapporto paritario tra generi previsto dal comma 3 dell'articolo 4". (10)

Emendamento aggiuntivo Caligaris.

Art. 4 bis

Dopo il comma 4 è inserito il seguente:

"4 bis. La Consulta e il relativo Ufficio di coordinamento cessano l'attività con la trasmissione al Consiglio regionale del progetto di Statuto. Decadono, comunque, dopo un anno dall'insediamento.". (2).)

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). L'emendamento numero 10 è decaduto!

CALIGARIS (Gruppo Misto). No, il numero 10 non è decaduto perché appartiene all'articolo 4 bis e non al precedente. Quindi…

(Interruzioni)

Va bene, allora parlo in generale sull'articolo 4 bis, Presidente, e in ogni caso volevo sottolineare questo aspetto: oggi c'è il nuovo Governo, Presidente, lei lo saprà come lo sanno tutti i parlamentari sardi.

PRESIDENTE. Aspetti un secondo, così per darci un po' di ordine perché altrimenti ognuno parla a tema libero.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Stiamo parlando dell'Ufficio di coordinamento, Presidente.

PRESIDENTE. Un attimo, un attimo, un attimo. Se lei intende intervenire sull'articolo, va bene. Stiamo valutando se l'emendamento numero 10 è un emendamento attribuibile all'articolo 4 bis come è nel frontespizio e non invece all'articolo 4. Lei può intervenire sull'articolo, prego onorevole.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie Presidente, approfitto perché al "4 bis" è stato presentato anche l'emendamento numero 2 che attiene la cessazione dell'attività della Consulta e dell'Ufficio di coordinamento. Mi è parso che anche qui ci sia una svista, e cioè che fosse opportuno comunque inserire, com'era nel testo originario, la cessazione dell'attività prevedendo il termine di un anno.

Presidente, per completare il discorso sugli aspetti che sono legati alla logica con cui sono stati presentati gli emendamenti sottoscritti da tutte le rappresentanti in Aula del centrosinistra, dicevo che non vorrei che anche il Consiglio regionale, il suo Presidente, o il suo premier, dovendosi trovare a giustificare il motivo per cui in una Consulta non c'è una rappresentanza paritaria, dovessero finire col dichiarare che non possono pretendere di più, come hanno fatto, così riportano oggi i giornali, Veltroni e Mussi, i quali hanno lamentato la scarsa presenza di donne nel Governo, così come Prodi che, davanti a un dato di fatto (ricordo che qui la percentuale non raggiunge neanche il famoso 30 per cento che ormai è dato quasi per scontato essendo una quota accessibile alle donne), dice (secondo me da parte di un premier nazionale rasenta veramente il ridicolo): "Anche io mi aspettavo di più". Speravo che un rappresentante così autorevole di una coalizione di governo non dovesse esprimersi con queste parole davanti al fatto che, anche se è sempre colpa dei partiti, si devono trovare i sistemi, soprattutto laddove le assemblee, laddove i parlamenti richiedono a se stessi maggior autorevolezza, per poter essere veramente protagonisti in queste scelte.

Quindi, esprimendo rammarico per quello che è successo prima in Aula perché mi è saltata la prenotazione e ritenendo che, comunque, il Consiglio regionale sta commettendo un grave errore nel limitare l'accesso alle donne ad un quarto, ritengo che bisognerebbe non aspettare solo le grandi occasioni per fare dichiarazioni di principio ma praticarle costantemente. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Non si preoccupino i colleghi, userò solo trenta secondi.

Io vorrei rivolgermi alla collega Caligaris, che ha ricordato qui che il centrosinistra si è presentato con un listino di sole donne e che il presidente Soru ha presentato una Giunta al 50 per cento di donne, senza che ci fosse nessuna norma e nessun paletto che imponesse che il listino fosse di sole donne e che la Giunta per il 50 per cento fosse di donne.

Non sono i paletti fissati per legge, ma la volontà politica di rappresentare il mondo femminile quello che incide realmente nella sostanza e da questo punto di vista noi riteniamo che il nostro comportamento come Gruppo sarà coerente; aggiungo inoltre che in nessuna norma c'è scritto che le donne devono essere un quarto e che quello è il limite massimo della presenza femminile perché fa riferimento ai generi, potrebbe essere anche il contrario, un quarto di maschi e tre quarti di donne, quindi non c'è nessuno che vieta alle forze politiche di questo Consiglio regionale di consentire una presenza femminile più adeguata e non è certamente un emendamento portato in Aula all'ultimo minuto che consentirà questo. Per cui noi bocciamo questo emendamento, come abbiamo bocciato l'altro, ma non certamente perché non vogliamo un'adeguata presenza femminile che invece dal nostro Gruppo sarà garantito nella Consulta, nel rispetto di quella norma che non impedisce la possibilità di aver un'adeguata presenza femminile superiore al 50 per cento, come da voi indicato, o addirittura anche da tre quarti di donne che possono rappresentarci nella Consulta. Anch'io credo che ci siano tante donne che possano adeguatamente rappresentare questo Consiglio e la Sardegna all'interno della Consulta.

Ripeto, è già avvenuto che il centrosinistra abbia dimostrato attenzione senza che ci fosse nessuna norma e nessun paletto che lo imponessero ma la volontà politica del centrosinistra e del Presidente ha fatto sì che le donne fossero presenti nel listino e poi anche nella Giunta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Rinuncio al mio intervento data l'ora tarda, Presidente.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Balia, relatore.

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo), relatore. Sì, Presidente. Si esprime parere contrario per l'emendamento numero 10, si accoglie parzialmente l'emendamento numero 2 sino alla parola "Statuto", mentre chiediamo un voto separato per la seconda parte "Decadano, comunque, dopo un anno dall'insediamento".

PRESIDENTE. Va bene, colleghi. L'emendamento numero 10, per essere votato, ha necessità che venga eliminata la parola "paritario" perché altrimenti modifichiamo una decisione che il Consiglio ha assunto un attimo prima. Invito pertanto l'onorevole Caligaris al ritiro, altrimenti lo votiamo, onorevole Caligaris, ma senza la parola "paritario".

CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, per conto mio, tengo quel "paritario" perché nell'ispirazione …

PRESIDENTE. No, non è che lei lo tiene, a questo punto se lei lo tiene l'emendamento decade perché abbiamo votato nell'articolo precedente una cosa contraria, ha capito? Il Consiglio si è già espresso.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Allora dobbiamo mettere "un quarto"?

PRESIDENTE. Il Consiglio si è già espresso. Quindi, senza "paritario", l'emendamento potrebbe essere proposto al Consiglio, altrimenti decade perché è in conflitto con quanto...

CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, allora tolgo la parola "paritario" perché consente a un quarto di essere presente nell'ufficio di presidenza.

PRESIDENTE. Va bene, quindi votiamo l'emendamento numero 10 senza la parola "paritario".

Mettiamo prima in votazione l'articolo 4 bis, gli emendamenti sono aggiuntivi.

Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 4 bis, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 10, senza il termine "paritario". Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Procediamo adesso alla votazione per parti dell'emendamento numero 2.

Metto in votazione la prima parte dell'emendamento numero 2 fino alla parola " Statuto". Chi l'approva alzi la mano..

(E' approvata)

".

Metto in votazione la seconda parte dell'emendamento numero 2 da "Decadono" sino a "insediamento". Chi l'approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova) Chi non l'approva alzi la mano.

(Non è approvata)

Passiamo all'esame dell'articolo 5. All'articolo 5 sono stati presentati tre emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5 e dei relativi emendamenti:

Art. 5

Sede della Consulta

1. La Consulta si riunisce nella città di Cagliari, in una sede definita dalla Presidenza del Consiglio regionale.

2. Nella fase di consultazione possono essere svolte riunioni in altre sedi nel territorio regionale.

Emendamento soppressivo parziale Diana

Art. 5

Il comma 2 è soppresso. (25)

Emendamento soppressivo parziale Caligaris

Art. 5

Alla fine del comma 2 sono soppresse le parole "nel territorio regionale". (3)

Emendamento sostitutivo parziale Diana

Art. 5

Al comma 1 sostituire la parola "Cagliari" con "Oristano". (24).)

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, l'emendamento numero 3 intende porre l'accento sul fatto che la Consulta potrebbe avere necessità di riunirsi non solo nel territorio regionale ma anche al di fuori di esso, per esempio, nel caso in cui dovesse avere un incontro a Bruxelles per poter entrare in rapporto con dei funzionari. Ecco ha questa finalità.

Sull'articolo 6 torno dopo; volevo invece rilevare con soddisfazione che il Capogruppo del maggiore Gruppo in Aula ha fatto un'affermazione molto importante e significativa, pur sapendo di mentire però; perché, io ritengo che bisogna osservare con chiarezza che se non ci fosse stata una forte volontà da parte del Presidente di esprimere, nel listino, delle donne, benché siano stati i partiti…

(Interruzione)

No, ma non ve ne pentirete, non ve ne state pentendo, io credo.

Allora, se non ci fosse stata una forte volontà da parte del candidato allora Presidente nella costituzione di un listino al femminile, io ho motivo di dubitare seriamente che i partiti avrebbero proposto, in un listino blindato, nomi femminili. Mi perdoni l'onorevole Siro Marrocu, per cui nutro sincera stima, analogamente nulla di questo sarebbe accaduto se non ci fosse stata la decisione di avere in Giunta delle donne in modo paritario. Quindi io, per onestà intellettuale, dico questo come dico che si è trattata di una valorizzazione che credo debba avere anche un futuro; ma non basta dire che, con un quarto, noi garantiamo la rappresentanza di genere, perché io dubito fortemente che saranno in numero maggioritario le donne in questa Consulta, se non altro perché i partiti hanno al loro vertice sempre degli uomini e tutti gli organismi in generale vedono al vertice degli uomini.

Io so che questo è un ragionamento che dà fastidio e so anche che stasera mi sto assumendo un ruolo non facile, però è necessario cambiare la cultura e occorre essere onesti sino in fondo nel riconoscere che lasciare uno spazio a una donna significa sottrarlo ad un uomo e questo è difficile farlo anche quando la cultura, l'esperienza di vita, i rapporti relazionali che si hanno nei diversi ambienti di lavoro fanno riconoscere la validità delle persone che stanno intorno. Grazie.

PRESIDENTE. Io, con garbo, vi richiamo a stare al tema, adesso stiamo discutendo della sede della Consulta, cioè degli emendamenti all'articolo 5, altrimenti insomma ognuno può approfittare della parola del diritto di tribuna, come si dice, per parlare di qualunque cosa. Vi invito a stare al tema perché altrimenti è più complicato il nostro lavoro.

E' iscritta a parlare la consigliera Corrias. Ne ha facoltà.

CORRIAS (D.S.). Presidente, solo per...

(Interruzione)

Il mio Capogruppo non ha bisogno di essere difeso, però mi corre l'obbligo, visto che anche altre donne sono dotate di parola, di dire una parola su questo argomento. Siamo figli del nostro tempo, io credo che questa maggioranza, questo centrosinistra abbia fatto molto di più di passate maggioranze per quanto riguarda le donne, bisogna riconoscerlo; i DS, per quanto mi riguarda, hanno votato per scegliere delle donne nel listino all'interno di un organismo. Non è in discussione qui, stasera, mi richiamo per questo all'ordine del giorno, il ruolo della donna nella società moderna e nella politica, credo che quello che è stato detto della percentuale minima del 25 per cento sia un buon inizio, in quanto, ripeto, siamo figli del nostro tempo.

A volte, è vero, servono delle forzature, sono però dei percorsi culturali; bisogna prendere atto delle cose che stanno cambiando e non serve forse essere - diciamo - sempre con la bandiera delle donne in mano per dimostrare che siamo dalla parte delle donne insomma. Io credo che, a volte, bisogna saper lavorare nelle Commissioni e, sapendo quanto è stata difficilissima una composizione delle percentuali, delle quote, in grado di rappresentare tutto il mondo sardo, ritengo che bisogna dare atto al lavoro enorme che è stato fatto in Commissione anche per quanto riguarda questo aspetto. Grazie.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Balia, relatore.

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo), relatore. Esprimo parere contrario per l'emendamento numero 25, idem per il "3", la stessa cosa per l'emendamento numero 24.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 25. Chi lo approva alzi la mano.(Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

( Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 24. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 5. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 6. All'articolo 6 sono stati presentati sei emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6 e dei relativi emendamenti:

Art. 6

Attività della Consulta

1. Ciascun componente della Consulta, ciascun consigliere regionale e ciascun deputato o senatore eletto in Sardegna, entro il termine stabilito dal calendario dei lavori, ha facoltà di presentare proposte articolate per la formazione del progetto di Statuto, riguardanti anche solo parte degli argomenti previsti.

2. Il Presidente della Regione può, in qualsiasi fase dei lavori della Consulta, nei termini previsti dal comma 1, partecipare ed intervenire, presentare documenti e formulare proposte sui temi in discussione.

3. La Consulta e il Presidente della Regione possono, d'intesa fra loro, prevedere la partecipazione di uno o più componenti della Giunta regionale per aspetti specifici.

4. La prima Commissione del Consiglio regionale è puntualmente informata su ogni fase dei lavori della Consulta e può proporre alla stessa integrazioni sui temi da trattare.

5. La Consulta può procedere ad audizioni, sollecitare contributi di singole personalità e di centri o istituti di studio e ricerca, formulare quesiti e richieste, assumere ogni iniziativa utile coinvolgendo organismi culturali, sociali ed economici, il mondo del volontariato e dell'associazionismo, ivi compresi i sardi residenti fuori dall'Isola per il più ampio esame delle proposte.

6. La Consulta tiene una seduta speciale nella quale intervengono i deputati e senatori eletti in Sardegna.

7. Possono essere istituiti gruppi di lavoro su singoli aspetti.

8. Ciascun componente della Consulta può presentare emendamenti e chiedere che siano votati o inclusi nel documento finale.

9. La Consulta delibera a maggioranza.

10. Decorso il termine di cui al comma 1, la Consulta procede all'esame delle diverse proposte e predispone un progetto di Statuto ai sensi dell'articolo 2, che viene proposto alla consultazione finale disciplinata dall'articolo 7 bis.

11. La Consulta può nominare uno o più relatori. Nella relazione è dato conto dell'attività svolta dalla Consulta, dei documenti e delle proposte raccolti.

Emendamento soppressivo parziale Caligaris

Art. 6

Il comma 2 è soppresso. (4)

Emendamento soppressivo parziale Caligaris

Art. 6

Il comma 3 è soppresso. (5)

Emendamento soppressivo parziale Diana

Art. 6

Il comma 5 è soppresso. (26)

Emendamento aggiuntivo Scarpa, Atzeri

Art. 6

Dopo il comma 4 è aggiunto il seguente:

"4 bis. Per lo svolgimento di tutte le attività di cui al precedente comma 4 la composizione della Prima Commissione del Consiglio regionale viene integrata con componenti effettivi in modo che tutti i partiti politici rappresentati all'interno del Consiglio regionale abbiano almeno un proprio rappresentante all'interno della Prima Commissione.". (20)

Emendamento aggiuntivo Pinna, Balia, Corrias, Cucca Giuseppe, Cugini, Orrù, Pittalis, Sanna Francesco

Art. 6

Dopo il comma è aggiunto il seguente:

" 4 bis. Per lo svolgimento di tutte le attività di cui al comma 4, la Prima Commissione è integrata in modo da assicurare la presenza di tutti i Gruppi consiliari e di un rappresentante eletto per ogni lista che ha partecipato alle elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale del 12 giugno 2004, ove non presente in Commissione. Per le designazioni, il numero legale ed il voto si applicano le norme del Regolamento interno del Consiglio regionale per le Commissioni in sede redigente". (46)

Emendamento aggiuntivo Pinna - Balia - Corrias - Cucca Giuseppe - Cugini - Orrù - Pittalis - Sanna Francesco

Art. 6

Nel comma 6 dell'articolo 6 dopo l'espressione "la Consulta tiene" si aggiunge il termine "una o più sedute speciali". (45).)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Sanna Francesco. Ne ha facoltà.

SANNA FRANCESCO )(La Margherita-D.L.).Presidente, chiedo di poter brevemente illustrare l'emendamento numero 46 ma, soprattutto, proporre un emendamento orale, una piccola integrazione, che adesso riferisco. Si tratta di uno di quei punti che, nel negoziato con l'opposizione, è stato richiesto come momento significativo di ripresa di un dialogo fra la maggioranza e l'opposizione, uscita dal voto del 2004, su tutti i punti qualificanti delle riforme istituzionali che riguardano l'ordinamento regionale a cui noi abbiamo detto di sì; si trattava semplicemente di percorrere un tratto di strada che vedesse l'organismo consiliare, la Prima commissione, integrata eccezionalmente in forma praticamente paritaria, quindi prescindendo dalla composizione che viene a determinarsi oggi sulla base di rapporti di forza che vengono orientati anche dal premio di maggioranza e consentendo a tutti i Gruppi (oggi non è così per effetto del nostro Regolamento consiliare), a tutti i rappresentanti delle liste, che hanno ottenuto eletti, di essere presenti nella Prima commissione quando si trattano temi di Statuto, di legge statutaria, di legge elettorale.

Noi iniziamo a farlo, come atto autonomo di buona volontà politica, per quanto riguarda le competenze della Prima commissione, limitatamente ai lavori della Prima commissione, che vengono previsti dalla legge, di affiancamento, di accompagnamento e di recepimento dell'esito del lavoro della Consulta statutaria. Chiedo di aggiungere dopo le parole "e di un rappresentante", la parola "eletto" per ogni lista, quindi va letto: "la Prima commissione è integrata in modo da assicurare la presenza di tutti i Gruppi consiliari e di un rappresentante eletto per ogni lista che ha partecipato alle elezioni per il Consiglio regionale; cioè praticamente integriamo con i consiglieri regionali, non diamo il diritto a chi non è stato eletto di essere parte di un organismo consiliare. Questo ci sembrava troppo. Grazie.

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, io ho forti riserve su questo emendamento, fortissime, nel senso che modifichiamo per legge, anche se limitatamente a quanto previsto dal comma 4, il Regolamento di funzionamento del Consiglio regionale, il che introduce una modifica anche per quanto riguarda i sistemi di voto; se io l'avessi visto prima che venisse accolto, non l'avrei giudicato ammissibile pertanto vi invito a pensare che non è questo il modo per risolvere un problema politico che è sorto, perché, altrimenti, questo modo potrebbe essere utilizzato ogni volta che la situazione politica lo richieda.

Quindi, vi invito a riflettere sul ritiro dell'emendamento; la Commissione, ai fini dell'informazione sul procedimento del lavoro della Consulta, può essere informata e si può integrare nei modi e nelle forme che meglio si ritiene opportuno. Se dobbiamo modificare il Regolamento del Consiglio, lo facciamo attraverso le strade opportune, che sono quelle della Giunta per il Regolamento e della discussione. Io capisco, mi dispiace, insomma, che lo abbia visto a questo punto, ne avremmo potuto parlare prima se avessero richiesto il mio parere prima della ammissione in Aula. Quindi, vi prego di valutare le cose che ho detto. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, io credo di aver illustrato con sufficiente chiarezza il senso sia dell'emendamento numero 4 che dell'emendamento numero 5 che appunto non voleva essere inteso come una limitazione, ma come un atteggiamento di attenzione nei confronti anche del testo, perché, a mio avviso, rispetto al comma 1 e al comma 2 c'è una sorta di contraddizione, come ho anche spiegato all'onorevole Pinna.

Colgo l'occasione, però, visto che mi ha dato la parola, Presidente, per chiedere scusa all'onorevole Corrias, se mai, con qualche mia espressione, ho, diciamo così, messo alla prova la sua sensibilità, perché, l'ho detto nella relazione introduttiva, io ho apprezzato molto il lavoro che è stato fatto dalla Commissione e so quanto l'onorevole Corrias ha lavorato per questi aspetti, non era mia intenzione, nella misura più assoluta, in qualche modo richiamare la sensibilità di qualcuno in quest'Aula, mi stavo riferendo solo ad un ragionamento generale. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). La ringrazio, Presidente, in effetti, le considerazioni che ha fatto lei erano in parte presenti nella discussione che abbiamo svolto, perché si capisce che non possiamo modificare il Regolamento. Presi forse anche dalla volontà di stabilire un rapporto - purtroppo poi è andata com'è andata - con i colleghi dell'opposizione, noi avevamo introdotto anche questo argomento; comunque ritiriamo l'emendamento, però ci teniamo a confermare in Aula che c'è un'esigenza politica che deve essere risolta "politicamente", per un rapporto più ravvicinato con i colleghi dell'opposizione, con i colleghi del Consiglio, per fare in modo che l'apporto dei colleghi, presenti in Aula e non presenti in Commissione, possa essere in qualche modo recuperato. In attesa di una modifica, qualora dovessimo accedere a una modifica del Regolamento, ci impegniamo politicamente a trovare punti di convergenza nella Commissione, ma anche nel rapporto con i colleghi, per fare in modo che il contributo che viene proposto all'attenzione del Consiglio trovi corrispondenza, poi, nell'attività della Commissione.

Faccio un esempio, per comprenderci con i colleghi e compagni del Partito Sardo d'Azione: qualora ci dovessero essere delle posizioni non proponibili, perché avanzate da qualcuno non facente parte della Commissione, un componente della Commissione - potrei essere anche io - si farà carico di esprimere quelle valutazioni e conseguentemente assumerà anche un impegno pratico, per fare in modo che quella posizione venga comunque portata all'attenzione della Commissione, in attesa, chiaramente, di una soluzione…

(Interruzione)

Possono essere invitati, ma adesso stiamo anche dicendo qualcosa in più, riferita al fatto che, se i colleghi non possono votare perché solo invitati, qualche collega del centrosinistra si farà portatore, perché convinto chiaramente, non in modo formale, si farà portatore di quella posizione politica sino al sostegno anche attraverso il voto.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Grazie, Presidente, io e il collega Atzeri abbiamo presentato l'emendamento numero 20, perché nel momento in cui abbiamo ritenuto indispensabile la nostra partecipazione ai lavori su questo tema così importante come lo Statuto, la riforma e il nuovo Statuto di sovranità del Popolo sardo, abbiamo anche pensato che la nostra partecipazione ai lavori della Commissione autonomia fosse necessaria. Noi siamo entrambi componenti del Gruppo Misto e il Gruppo Misto è composto da nove consiglieri regionali, per una questione di, come dire, cortesia nei confronti di altri colleghi più anziani di legislatura, abbiamo dovuto rinunciare ad essere presenti formalmente nella Prima commissione, quindi, per questa ragione, noi non abbiamo potuto seguire, da dentro la Commissione, tutti i lavori preparatori del testo che stiamo esaminando oggi.

Allora, è stato detto (anche da Capigruppo della maggioranza, e l'ho apprezzato molto) che, per questo processo, in una stagione di riforme, di grandi riforme, la Prima commissione deve avere un ruolo importante e che, quindi, l'esigenza che tutte le identità politiche siano rappresentate in questa Commissione non riguarda solo lo Statuto, ma anche le altre riforme. Quindi, io, Presidente, faccio formalmente presente a lei, come garante delle prerogative dei consiglieri, l'esigenza, che il Partito Sardo d'Azione pone, di essere presente durante i lavori della Prima commissione. Noi abbiamo tentato di individuare una strada con questo emendamento, se lei ci comunica che l'emendamento è inammissibile, le chiedo di prendersi carico di questo problema che le poniamo e di verificare con quali modalità il Partito Sardo d'Azione possa partecipare ai lavori della Prima commissione. Quindi, per questa ragione, se lo deve dichiarare inammissibile, prima di farlo decadere, lo ritiriamo.

PRESIDENTE. Sì, io ho evidenziato le ragioni sulle quali si fonda questa mia opinione. Capisco le ragioni politiche che stanno alla base della formulazione sia dell'emendamento numero 20 sia del numero 46, è un problema politico che deve essere affrontato nella sede propria, anche in quella regolamentare e, quindi, l'obiezione è al fatto che la questione si sta affrontando in questa legge. Sono disponibile a farmi carico, insieme ai Gruppi politici, di un'eventuale modifica regolamentare da introdurre, mi sembra la via più semplice, anche soltanto con una norma transitoria che duri per il tempo di vita della Consulta, senza costituire il precedente che, con le leggi, modifichiamo il Regolamento interno di funzionamento che avrebbe bisogno di una sedimentazione diversa e anche di una maggiore riflessione.

Allora, se questo è l'impegno che lei mi chiede, io l'assumo: convocherò i Capigruppo, per trovare insieme una strada da sottoporre alla Giunta per il Regolamento, e quindi conclusivamente all'Aula. E' un impegno che io assumo senz'altro.

E' iscritto a parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Penso che non sia sfuggito a nessuno l'atteggiamento assunto dai rappresentanti di un partito nobile come il Partito Sardo d'Azione su una materia rispetto alla quale registriamo un fattivo contributo; per quanto mi riguarda e ci riguarda, penso che il problema si possa risolvere già nell'ambito di un ottimo rapporto che esiste all'interno del Gruppo Misto con i rappresentanti del Partito Sardo d'Azione.

Io assicuro i colleghi, onorevoli Scarpa e Atzeri, per quanto riguarda i Popolari - U.D.E.U.R., che rappresento nella Prima commissione ma quale componente del Gruppo Misto, che io cedo ben volentieri a loro il mio posto in modo che il Partito Sardo d'Azione abbia la rappresentanza nella Commissione autonomia appunto per la trattazione della materia in discussione, per il tempo in cui questa sua partecipazione sarà necessaria e indispensabile, in attesa che il presidente Spissu, come stasera ci riferisce, possa trovare gli strumenti per dare una soluzione definitiva al problema.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo). Presidente, l'ultimo intervento dell'onorevole Pittalis ha praticamente almeno parzialmente smorzato un po' il senso della mia proposta che prevedeva, oltre una possibile modificazione del Regolamento, a cui lei aveva accennato e che richiede in ogni caso dei tempi, dentro l'Aula, anche un impegno di tipo politico, che possa andare oltre quello che già l'onorevole Cugini ha enunciato. Se io adesso non interpreto male il Regolamento, per l'intanto, ogni consigliere è libero di partecipare alle sedute delle Commissioni, all'interno delle quali ha anche diritto di proposta, non ha il diritto di voto; il diritto di voto sugli argomenti che sono all'ordine del giorno verrà in qualche maniera esercitato nel senso che avremo la necessaria sensibilità politica per raccogliere eventuali indicazioni da chi della Commissione non facesse parte.

Io credo, Presidente, che possiamo in ogni caso assumere in questa sede un impegno, che può essere quello che il presidente Pinna informi in ogni caso i rappresentanti del P.S.d'Az. o altri, perché possano partecipare ai lavori della Commissione, sia pure con i limiti a cui si è accennato. Naturalmente, alla luce delle considerazioni che il Presidente faceva, non ha senso d'essere l'emendamento numero 46, per cui viene ritirato.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Sì, intervengo molto brevemente, Presidente, perché io credo che il problema, sollevato con questi due emendamenti, uno dei quali è quello che poc'anzi l'onorevole Balia ha comunicato di ritirare, sia importante, in quanto si tratta di garantire la massima partecipazione al processo riformatore, in particolare a quello relativo alla riscrittura dello Statuto, alla legge statutaria e alla legge elettorale. Io penso che, prima di avviare il processo di riscrittura dello Statuto, sia necessario procedere per trovare una soluzione. Credo che sia nell'interesse di tutti garantire il massimo della partecipazione già nei lavori della Commissione, per cui io credo che la proposta, che in qualche modo annunciava il Presidente, di una modifica, di una norma transitoria, per quanto riguarda l'esame per la riforma dello Statuto, possa e debba essere approvata perché, ripeto, la partecipazione più ampia possibile è nell'interesse di tutti e quindi in qualche modo noi la dobbiamo favorire per non lasciare nessuno fuori da questo processo.

PRESIDENTE. Sì, colleghi, mi sembra che siamo d'accordo sul senso della richiesta e sulla esigenza politica che sta alla base degli emendamenti, in parte la questione è risolta nel Regolamento, con il comma 6 dell'articolo 28, nel senso che si può partecipare alle riunioni delle Commissioni avendo sia la comunicazione preventiva sulla data della riunione sia il diritto di parola, tranne che il diritto di voto. Stiamo parlando di una materia sulla quale eventualmente si vota un attimo prima che il provvedimento venga trasmesso in Aula, quindi c'è anche tutto il tempo perché questo aspetto possa essere affrontato e risolto.

Il diritto di partecipazione e di informazione, anche quello di espressione della propria volontà, è garantito in ogni caso; conclusivamente, io mantengo e confermo l'impegno ad affrontare insieme il problema per trovare una modalità di organizzazione nell'immediato e anche nella prospettiva più lunga di una sua risoluzione rendendomi conto che è un problema politico prima che regolamentare.

Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Balia, relatore.

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo), relatore. Esprimo parere contrario per l'emendamento numero 4, per l'emendamento numero 5 e per l'emendamento numero 26. Si accoglie invece l'emendamento numero 45.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. La Giunta intende discostarsi rispetto al parere espresso dal relatore relativamente agli emendamenti numero 4 e 5, perché intende rimettersi in questo caso al parere dell'Aula; sugli altri emendamenti invece è conforme.

PRESIDENTE. Grazie Assessore.

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 4, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 5. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 26. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'articolo 6. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 45. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'articolo 7. All'articolo 7 sono stati presentati due emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7 e dei relativi emendamenti:

Art. 7

Forme di pubblicità

1. Le sedute della Consulta sono pubbliche.

2. Gli atti e i documenti della Consulta, in ogni fase di attività, sono resi pubblici mediante strumenti telematici accessibili a tutti.

3. La Consulta può promuovere forme di consultazione telematiche; dei risultati è data notizia nella relazione finale.

EMENDAMENTO aggiuntivo CALIGARIS

Art. 7

Nel comma 2, dopo "resi pubblici" è aggiunto "anche". (6)

EMENDAMENTO aggiuntivo CALIGARIS

Art. 7

Nel comma 3 dopo "promuovere" è aggiunto "anche". (7).)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Balia, relatore.

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo), relatore. Si accoglie l'emendamento numero 6, si esprime parere contrario per l'emendamento numero 7.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Parereconforme.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 7. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 6. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 7. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 7 bis. All'articolo 7 bis sono stati presentati sette emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7 bis e dei relativi emendamenti:

Art. 7 bis

Consultazione finale

1. Il progetto di Statuto, prima di essere trasmesso al Consiglio regionale, è reso noto alla comunità regionale, fatto oggetto della massima diffusione, trasmesso ai comuni ed alle province della Sardegna i quali possono inviare alla Consulta, entro quarantacinque giorni, documenti di indirizzo e proposte di modifica.

2. Entro lo stesso termine i residenti nell'Isola, i sardi emigrati anche tramite le loro organizzazioni, le associazioni ed altri soggetti operanti in Sardegna, possono far pervenire alla Consulta pareri, osservazioni e proposte modificative.

3. Al fine di promuovere il coinvolgimento del sistema delle autonomie locali della Sardegna, nei trenta giorni successivi, il presidente della Consulta d'intesa con i presidenti delle province, convoca un'assemblea territoriale dei consigli provinciale e comunali in ciascuna delle otto province.

4. Nei quarantacinque giorni successivi la Consulta, tenuto conto delle risultanze delle assemblee, definisce il progetto di Statuto, lo approva e lo trasmette al Consiglio regionale.

EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA.

Art. 7 bis

L'articolo 7 bis è soppresso. (27)

EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA.

Art. 7 bis

Il comma 1 è soppresso. (28)

EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA.

Art. 7 bis

Il comma 2 è soppresso. (29)

EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA.

Art. 7 bis

Il comma 3 è soppresso. (30)

EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA.

Art. 7 bis

Il comma 4 è soppresso. (31)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale ATZERI, SCARPA.

Art. 7 bis

Nel comma 1 sostituire la parola "quarantacinque" con la parola "trentacinque". (34)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CALIGARIS, BARRACCIU, CERINA, COCCO, CORRIAS, LANZI, SANNA Simonetta.

Art. 7 bis

Il comma 2 è così sostituito:

"2. Entro lo stesso termine, i residenti nell'Isola, i sardi emigrati e gli immigrati, anche tramite le loro organizzazioni, le associazioni, gli organismi di parità ed altri soggetti operanti in Sardegna, possono far pervenire alla Consulta pareri, osservazioni e proposte modificative.". (11).)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Balia, relatore.

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo), relatore. Si esprime parere contrario per gli emendamenti numero 27, 28, 29, 30, 31; si invitano i presentatori al ritiro dell'emendamento numero 34, diversamente il parere sarebbe contrario per considerazioni che abbiamo fatto con i presentatori stessi all'interno della Commissione; parere contrario all'emendamento numero 11 perché è già ricompreso nel comma 2.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere della Giunta è conforme. Si associa all'invito del relatore nei confronti dei presentatori dell'emendamento numero 34 perché possa essere ritirato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). L'emendamento è ritirato.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 34 è stato ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 27. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 28. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 29. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 30. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 31. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 11. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'articolo 7 bis. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

L'articolo 8 e l'articolo 9 sono stati soppressi.

Passiamo all'esame dell'articolo 10.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 10:

Art. 10

Insediamento

1. Il Presidente del Consiglio convoca la Consulta per l'insediamento entro quindici giorni dalle votazioni di cui all'articolo 4. Apre i lavori e presiede la seduta.

2. Alla seduta partecipa il Presidente della Regione.

3. Si procede quindi all'elezione del Presidente della Consulta e dell'Ufficio di coordinamento.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 11. All'articolo 11 è stato presentato un emendamento.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 11 e del relativo emendamento:

Art. 11

Supporto e segreteria

1. Il supporto per l'attività istruttoria e di segreteria è assicurato dal Consiglio regionale, eventualmente ricorrendo, per le sole funzioni inferiori a quelle dirigenziali, a convenzioni e contratti di lavoro a tempo determinato secondo quanto previsto dalla legislazione vigente, assicurando in ogni caso un'adeguata selezione del personale.

2. Tutte le spese necessarie per l'attività della Consulta sono disposte dall'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale su proposta dell'Ufficio di coordinamento.

EMENDAMENTO soppressivo parziale ATZERI, SCARPA

Art. 11

Nel comma 1 sopprimere le parole da "eventualmente ricorrendo" a "selezione del personale". (33).)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento, ha facoltà di parlare il consigliere Balia, relatore.

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo), relatore. Si esprime parere contrario.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA,Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Parere conforme.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 33. Chi lo approva alzi la mano.(Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'articolo 11. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 12.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 12:

Art 12

Rimborsi

1. Ai componenti della Consulta compete un gettone di presenza per ogni giornata di seduta, della assemblea plenaria o dei gruppi di lavoro formalmente costituiti, indipendentemente dal numero di sedute, di ammontare pari alla diaria giornaliera dei consiglieri regionali.

2. Nel caso in cui al componente della Consulta lavoratore dipendente siano concessi permessi retribuiti, l'amministrazione del Consiglio regionale su richiesta dei datori di lavoro provvede al rimborso delle spese secondo quanto previsto dall'articolo 80 del decreto legislativo 18 agosto 2000, numero 267 (Testo unico degli enti locali).

3. Nel caso in cui il componente della Consulta sia posto in aspettativa non retribuita, l'amministrazione del Consiglio regionale provvede, dandone tempestiva comunicazione ai datori di lavoro, al versamento a proprio carico degli oneri assistenziali, previdenziali ed assicurativi per il relativo periodo. Per i componenti della Consulta che non siano lavoratori dipendenti si provvede secondo le modalità previste dal comma 2 dell'articolo 86 del decreto legislativo 267 del 2000.

4. I componenti della Consulta posti in aspettativa non retribuita e quelli che non siano lavoratori dipendenti possono optare per la trasformazione del gettone di presenza in indennità di funzione mensile, il cui ammontare è forfettariamente fissato in misura pari a ventisei giorni di diaria. È prevista la detrazione di un ammontare pari ad una giornata di diaria per ogni assenza non giustificata.

5. Per quanto non previsto si applicano in quanto compatibili le disposizioni previste per i consiglieri comunali dagli articoli 79, 80, 81, 82 e 86 del decreto legislativo n. 267 del 2000.

6. Il trattamento è erogato dall'amministrazione del Consiglio regionale, che provvede a tutti gli adempimenti relativi.

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 13.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 13:

Art. 13

Norma finanziaria

1. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge sono valutati in euro 2.500.000.

2. Nel bilancio della Regione per l'anno 2006 è apportata la seguente variazione:

in diminuzione

03 - PROGRAMMAZIONE

UPB S03.006

FNOL - parte corrente

2006 euro 2.500.000

mediante riduzione della riserva di cui alla voce 12 (Interventi di parte corrente) della tabella A allegata al disegno di legge finanziaria.

in aumento

04 - PRESIDENZA DELLA GIUNTA

Servizio 02 - UPB S01.013

Consiglio regionale

2006 euro 2.500.000.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Procediamo adesso alla votazione finale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di legge numero 78/A.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il presidente Soru e il consigliere Giorico hanno votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Giagu - Giorico - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uggias.

Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Scarpa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 46

Votanti 44

Astenuti 2

Maggioranza 23

Favorevoli 44

(Il Consiglio approva).

I lavori odierni si concludono qui, il Consiglio è convocato per domani, venerdì 19 maggio, alle ore 10, per la prosecuzione dell'ordine del giorno.

La seduta è tolta alle ore 21 e 52.



Allegati seduta

CXCIV SEDUTA

(POMERIDIANA)

Giovedì 18 maggio 2006

Presidenza del Presidente Spissu

INDICE

La seduta è aperta alle ore 16 e 42.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di giovedì 11 maggio 2006 (188), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Cachia, Calledda, Giuseppe Cuccu, Frau, Gessa, Licandro e Maninchedda hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 18 maggio 2006.

Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.

Annunzio di mozione

PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza con richiesta di convocazione straordinaria.

MANCA, Segretario:

"Mozione Floris Mario - La Spisa - Oppi - Artizzu - Vargiu - Ladu - Amadu - Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Biancareddu - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Dedoni - Diana - Liori - Milia - Moro - Murgioni - Pili - Pisano - Randazzo - Rassu - Sanciu - Sanjust su un nuovo e più fecondo accordo interistituzionale tra Stato e Regione autonoma della Sardegna dopo l'elezione del Presidente della Repubblica, del Presidente della Camera dei deputati, del Presidente del Senato della XV legislatura e della nomina del Presidente del Consiglio dei ministri, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento". (72)

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Presidente, le volevo chiedere, a nome anche dei colleghi, una sospensione sino alle ore 17 e 30 per una possibile ulteriore interlocuzione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). La mia richiesta invece è della verifica del numero legale.

(Appoggia la richiesta il consigliere La Spisa.)

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Anche per la verifica del numero legale bisogna attendere dieci minuti dall'inizio, quindi vediamo se viene accolta la richiesta...

CUGINI (D.S.). Ma non conosci il Regolamento! Ci sei due anni, Ignazio, non lasciarti coinvolgere.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Sì, dobbiamo attendere almeno dieci minuti, come sapete, però c'è una richiesta di sospensione di tre quarti d'ora. Prego?

(Interruzioni)

Dall'inizio della seduta, così dice il Regolamento.

Va bene, colleghi, poiché non vi sono opposizioni, la richiesta di sospensione dell'onorevole Marrocu viene accolta. Riprendiamo i lavori alle ore 17 e 30. Grazie, colleghi.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 45, viene ripresa alle ore 17 e 31.)

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo la seduta. C'era una richiesta dell'onorevole Artizzu di verifica del numero legale, prego quindi i colleghi di predisporsi per la votazione col sistema elettronico.

Prima verifica del numero legale

PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.

(Segue verifica)

Risultato della verifica

(Risultano presenti i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Biancareddu - Cappai - Cassano - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Fadda Giuseppe - Floris Mario - Gallus - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Manca - Marracini - Milia - Moro - Oppi - Petrini - Pisano - Randazzo - Rassu - Sanjust - Sanna Franco - Sanna Matteo - Scarpa - Spissu - Vargiu.)

PRESIDENTE. Sono presenti 31 consiglieri, constatata la mancanza del numero legale, aggiorno la seduta alle ore 18.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 32, viene ripresa alle ore 18 e 11.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta, invito i colleghi a prendere posto. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Per chiedere ancora la verifica del numero legale.

(Appoggia la richiesta il consigliere La Spisa.)

PRESIDENTE. Va bene, onorevole Artizzu, chiedo ai colleghi di predisporsi alla votazione con sistema elettronico.

Seconda verifica del numero legale

PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.(Segue verifica)

Risultato della verifica

(Risultano presenti i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Balia - Barracciu - Biancareddu - Biancu - Bruno - Caligaris - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Fadda Giuseppe - Floris Vincenzo - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Marracini - Marrocu - Masia- Mattana - Orrù - Pacifico - Pili - Pinna - Pirisi - Pittalis - Porcu - Rassu - Sabatini - Salis - Sanciu - Sanjust - Sanna Francesco - Sanna Franco - Scarpa - Secci - Serra - Spissu - Uggias - Vargiu.)

PRESIDENTE. Sono presenti 49 consiglieri, siamo in numero legale.

Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Presidente, intervengo per chiedere dieci minuti di sospensione per un'ulteriore interlocuzione.

PRESIDENTE. Se non ci sono obiezioni, facciamo dieci minuti di pausa e riprendiamo alle ore 18 e 25.

(La seduta, sospesa alle ore 18 e 14, viene ripresa alle ore 19 e 03.)

(Durante la sospensione i consiglieri appartenenti ai Gruppi A.N., F.I., U.D.C., Riformatori Sardi, Fortza Paris e alla componente UDS - Sardi Uniti, ad eccezione dei consiglieri Vargiu e Capelli, abbandonano l'Aula in segno di protesta come preannunciato in sede di discussione generale della proposta di legge.)

Discussione dell'articolato della proposta di legge Balia - Maninchedda - Orrù - Corrias - Sanna Francesco - Cuccu Giuseppe - Uras: "Iniziative per la predisposizione del nuovo Statuto speciale di autonomia della Regione Sardegna. Istituzione, attribuzioni e disciplina della Consulta regionale per il nuovo statuto" (78/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione dell'articolato della proposta di legge numero 78/A. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Vorrei fare una brevissima dichiarazione di voto. Dispiace constatare che il centrodestra abbia abbandonato i lavori del Consiglio, nonostante la disponibilità manifestata dall'intera coalizione di centrosinistra - sia con gli interventi dei Capigruppo sia con il suo leader Presidente della Giunta - ad accogliere gran parte dei suggerimenti che venivano fatti di modifica della legge.

Il diritto di partecipazione non può essere però un diritto di interdizione ed è per questo che, nonostante queste assenze (lo riteniamo grave rispetto al tema in discussione), si decide comunque di andare avanti con il voto e di approvare la legge; speriamo che, in questi giorni, i colleghi di centrodestra assenti possano riflettere su quanto invece è importante e utile il loro apporto all'interno della Consulta per consentire di avere una proposta di rinnovamento dello Statuto che sia il più condivisibile possibile e che sia espressione dell'intero Consiglio regionale. Per questo, tra l'altro, la Commissione presenterà anche degli emendamenti che rappresentano la sintesi dell'intera maggioranza che raccoglierà molte delle indicazioni che, nei loro interventi anche i colleghi del centrodestra hanno sollecitato, modificative della legge.

Quindi, con la speranza che l'assenza di oggi possa essere recuperata nel più breve tempo possibile e che il centrodestra receda da questa decisione che a noi appare molto grave e ingiustificabile, vista anche la nostra disponibilità a modificare il provvedimento, decidiamo comunque di andare avanti e di votare.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marrocu. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo). Presidente, brevissimamente, per annunciare naturalmente il voto favorevole e per rimarcare che spiace che, dopo l'intervento di stamane e il dibattito molto partecipato in Aula, fondamentalmente dopo l'intervento del Presidente della Regione che ha fatto intendere larghe aperture e larghe disponibilità dichiarando, per parte della maggioranza, la volontà di accogliere tutti quegli emendamenti che fossero stati considerati accoglibili, pur preservando la legge da un percorso eccessivamente lungo, siamo invece incappati in una parte, debbo dire, dell'opposizione e non in tutta (prendiamo atto, naturalmente con piacere, della presenza dei rappresentanti del Partito Sardo d'Azione in Aula), spiace, dicevo, che una parte dell'opposizione, invece, abbia adottato una tattica che alla fine si rivela di carattere esclusivamente dilatorio.

La pretesa, da una parte, era quella di ridare competenze, funzioni e capacità di presentare emendamenti anche al progetto finale eventualmente prodotto dai consultori, di emendarli per parte dell'Aula e dall'altra parte però si voleva che gli stessi consultori venissero eletti a suffragio universale. Una cosa è chiaramente contrastante con l'altra, per cui ciò ci porta a dire che la tattica era tesa a svilire questo percorso e a far sì che, neanche in questa legislatura, venga dato alla Sardegna un nuovo Statuto di autonomia. Naturalmente restiamo fiduciosi e abbiamo predisposto emendamenti che, nonostante questo comportamento, accolgono, almeno parzialmente, alcune delle proposte dell'opposizione. Siamo però determinati ad andare avanti perché riteniamo che lo Statuto sia uno strumento irrinunciabile in quel percorso di riforme a cui questa maggioranza ha fatto riferimento sin dall'inizio e sin dal programma predisposto prima e durante la campagna elettorale.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Balia. Ha domandato di parlare il consigliere Giorico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GIORICO (Gruppo Misto). Per dichiarazione di voto, signor Presidente. Io comprendo l'imbarazzo dei colleghi a sentirmi parlare in algherese, questa bella lingua che appartiene alla nostra città e va difesa come tutte le diversità di quest'Isola. Ho depositato, come richiesto, copia del testo in italiano ma al fine di non procurare disagio a chi mi ascolta, proseguirò l'intervento in italiano.

Lo Statuto è legge costituzionale. Esso, una volta approvato, diventa patrimonio di tutti i Sardi e accompagnerà le nuove generazioni nel difficile cammino dell'avvenire. Con lo Statuto, noi stiamo scrivendo - per usare le parole del presidente Ciampi - la nostra Bibbia civile, alla quale dovremo fare riferimento. In esso devono trovare posto ed evidenza le speranze dei Sardi per una società migliore. Per questo motivo è opportuno, al di là delle schermaglie politiche, che sia scritto da tutti e sia uguale per tutti. E' per questo motivo che ho deciso di intervenire, per sostenere che il patrimonio di una comunità, come quella algherese, sia tutelato.

Alghero è un'isola nell'isola, e la sua storia è stata legata per lungo tempo a quella della Corona d'Aragona. Ha conservato, infatti, tradizioni e aspetti culturali, risorse che vanno rispettate e riconosciute. Il nuovo Statuto, che guarda con interesse all'Europa delle Regioni e, nell'Europa, alle minoranze di popolo e di lingua, dovrà tenere conto di questo problema. Se ne riparlerà.

PRESIDENTE. Prego, onorevole Giorico, concluda.

GIORICO (Gruppo Misto). Se ne riparlerà, e io ne riparlerò, quando discuteremo di contenuti del nuovo Statuto; fin da ora, tuttavia, ritengo doveroso manifestare l'esigenza che Alghero sia presente nella fase costituente, quando si definiranno i diritti delle diversità e delle minoranze, principi che io credo trovino facilmente consenso in quest'Aula.

Non vogliamo essere esclusi fra i cinquanta "piccoli padri" della nuova Carta costituzionale dei sardi, vogliamo che ci sia chi ci rappresenta. Credo che questa esigenza sia sentita anche da altre minoranze e da altre parlate differenti, rispetto alla madre lingua. Anche di questo, nella fase di elaborazione della bozza di Statuto, io credo si debba parlare.

Alghero ha un ruolo importante nell'economia sarda ed in quella turistica in particolare. E' stata per anni la "porta d'oro del turismo". Merita di essere citata la forte identità della sua gente, di quell'antico, vivo e persistente richiamo alle sue origini, quel modo, per metà canzonatorio e per metà reale, d'esser todos caballeros, gente di mare, coraggiosa e paziente, gente di terra, generosa e intraprendente.

A questa gente - e ho concluso - occorre dare un riconoscimento non formale, una considerazione non da cartolina illustrata; ma il rispetto verso il suo modo di essere, così città, così catalana e sarda insieme.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giorico.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Io ritengo che sia giusto dare in quest'Aula una motivazione all'assenza dei Gruppi dell'opposizione. Quindi credo che, nei pochi minuti a disposizione per la dichiarazione di voto, anche se è stato difficile, visti i ripetuti rinvii dell'Aula, cercherò di darla.

Noi riteniamo importante dire che non abbiamo nessuna intenzione di sottrarci al confronto sulla riscrittura dello Statuto dei Sardi; nessuno cerchi di far passare la posizione che hanno assunto i Gruppi di minoranza come una posizione di Aventino, perché posizione di Aventino non sarà. Da parte nostra c'è una scelta diversa, rispetto a voi, su quali siano i luoghi del confronto, lo abbiamo ribadito anche stamattina, quando abbiamo nuovamente proposto il suffragio universale, cioè il voto dei Sardi nella scelta di coloro che si dovranno occupare di discutere di Statuto. A noi questa sembra la discriminante fondamentale, voi ritenete che si possa fare un percorso che abbia un momento forte all'interno di questa Aula con un'elezione di secondo grado che riguarda, comunque, questa Aula.

Noi riteniamo che il percorso vada fatto insieme ai Sardi, quegli stessi Sardi che il presidente Soru e il centrosinistra chiamano in aiuto quando c'è la vertenza sulle entrate, quegli stessi Sardi che vengono chiamati, per il loro spirito forte, quando c'è la vertenza sulle servitù militari. Bene, noi riteniamo che questi stessi Sardi debbano essere coinvolti ad uno ad uno, andandoli a cercare, sensibilizzandoli su quello che sarà il ruolo del nuovo Statuto, che noi andremo a scrivere, che vadano cercati nelle loro case, che si chieda loro di esprimersi sui contenuti dello Statuto, che si chieda loro di manifestare l'opinione su ciò che andremo a riscrivere in nome e per conto loro: questa è la scelta che sarà di confronto nei prossimi mesi su questi argomenti. Non è una scelta di abbandono della contesa, anzi è un rilancio.

Noi vi diciamo che la scelta sarà fuori da questa Aula e sarà coi Sardi. Ci confronteremo e verificheremo chi delle due parti avrà ragione.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu.

Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Rispetto alle aperture che la maggioranza, nella giornata di ieri e questa mattina, ha portato, in quest'Aula, riguardanti il processo di riscrittura dello Statuto e rispetto alla disponibilità manifestata nell'interlocuzione, che è avvenuta anche fuori da quest'Aula, io credo che la risposta che ci viene data dalle opposizioni sia una risposta inadeguata. Una risposta, collega Vargiu, che va in controtendenza rispetto alla sua dichiarazione che non intendete sottrarvi al confronto; di fatto voi vi state sottraendo al confronto.

Abbiamo ribadito che questo processo di riforme noi vogliamo che avvenga in modo condiviso e partecipato. Abbiamo dato la nostra disponibilità, rispetto alle vostre richieste, anche per quanto riguarda una composizione allargata della Commissione autonomia, per quanto riguarda le riforme principali, cioè lo Statuto, la legge statutaria e la legge elettorale. Abbiamo dato la nostra disponibilità anche a modifiche radicali del testo che è stato esaminato ed esitato da parte della Commissione competente. Abbiamo dato la nostra disponibilità anche perché vi fosse un Presidente di garanzia, abbiamo dato inoltre la nostra disponibilità perché la nomina dei consultori fosse rispettosa dei voti presi da ciascuna forza politica alle ultime elezioni regionali.

Io credo che oggi la scelta di questo vostro comportamento sia di fatto un sottrarsi, un evitare il confronto che, in quest'Aula, deve avvenire. Noi oggi andremo avanti, ma io mi auguro, e sono certo, che ci potrà essere un ripensamento perché la volontà che abbiamo è quella di scrivere questa legge, di riscrivere lo Statuto, tutti assieme, attraverso un coinvolgimento ampio dei Sardi, così come previsto nello stesso articolato. Io do atto ai colleghi del Partito Sardo d'Azione, diverse loro rivendicazioni sono state recepite da questa maggioranza, ma, come dicevo prima, sono state accolte anche molte delle richieste pervenute dall'opposizione .Il nostro voto sarà favorevole, ma sarà chiaramente un voto in qualche modo rammaricato per una mancata partecipazione delle forze di opposizione.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Biancu. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Sì, Presidente. Pochi minuti al collega Vargiu non sono bastati per esaurire l'impostazione del suo ragionamento, perciò intervengo io a completamento. Rispondo subito al collega Biancu dicendo che è vero che c'è stata un'ampia apertura e disponibilità su tutta una serie di cose, ma cose che noi non abbiamo chiesto. Noi abbiamo proposto alla vostra attenzione quattro punti precisi e non c'è stata apertura su nessuno di questi punti; abbiamo chiesto di aprire una stagione di riforme, di dichiararla ufficialmente aperta, di condividere con voi e stabilire con voi la chiusura, nei tempi, di tutte le leggi che riguardano gli assetti statutari e le modifiche costituzionali; abbiamo detto anche che siamo disponibili a parlare di legge elettorale, se vorrete. Vorremmo discutere di tutto questo in una sessione di Commissione speciale, paritetica, Non abbiamo chiesto presidenze di sorta, siete voi che vi siete espressi sul Presidente di garanzia, abbiamo detto "sì". Ci teniamo che ci sia una modifica sostanziale del testo di legge in discussione, chiedendovi che una parte dei componenti della Consulta sia eletta, a suffragio universale. Una parte, in modo tale che quello che si dichiara, "riavvicinare la politica al popolo, alla gente, costruire insieme alla gente", sia in qualche modo realizzabile; una parte viene eletta dalla gente, una parte viene eletta dal Consiglio regionale, e al Consiglio regionale rimane comunque l'impegno e la facoltà, il diritto di esitare e definire la legge.

Non credo che abbiamo chiesto cose irrealizzabili; certo, abbiamo colto, in voi e in molti dei vostri interventi, che invece di valorizzare le proposte positive e di apertura, ci si è basati,in modo eccessivo, nel denigrare interventi e parti della nostra minoranza che probabilmente non sono in sintonia con questa Giunta. Chi vuole veramente aprire, chi vuole veramente condividere un percorso, valorizza gli aspetti positivi, non quelli negativi, se negativi questi possono essere giudicati.

Ecco perché noi non scappiamo, noi non vi affianchiamo nel fare una legge sulla quale non siamo d'accordo, lungo un percorso che non condividiamo; ce ne dispiace, è un'occasione persa, da voi, da quest'Aula, per semplici prese di posizione, non per pieno convincimento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda Giuseppe per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FADDA GIUSEPPE (R.C.). Signor Presidente, ieri e oggi c'è stato un lungo dibattito da parte sia della maggioranza che delle minoranze, perché si è cercato di trovare davvero quelle convergenze che ci vedessero uniti nel realizzare questo strumento della Consulta. Io riconosco il diritto della minoranza a esprimere il proprio dissenso, ad argomentare le proprie posizioni e avanzare le critiche, ma ritengo che il diritto al dissenso non può diventare un veto al diritto della maggioranza di scegliere. Credo che ci sia un tempo delle parole, del dialogo, del confronto, ma deve esserci anche il tempo delle decisioni. E siccome il tempo non è infinito, bisogna anche scegliere. Oltre al confronto serve la concretezza, quindi oggi non stiamo discutendo dei contenuti, stiamo scegliendo lo strumento per arrivare finalmente ad una proposta di nuovo Statuto che il Consiglio dovrà discutere e sicuramente migliorare per renderla la più condivisa possibile.

Se davvero vogliamo raggiungere l'obiettivo del nuovo Statuto entro questa legislatura, non possiamo permetterci ulteriori ritardi. Questa proposta di legge deve essere approvata, al più presto, affinché l'istituzione della Consulta e l'avvio dei suoi lavori inizi in tempi molto brevi. Avremo modo e tempi per confrontarci in quest'Aula una volta che il progetto di Statuto sarà assegnato alla Prima commissione e a tutti i consiglieri regionali. Rivolgo un invito, comunque, alle opposizioni a rivedere le proprie posizioni, a collaborare per la definizione del nuovo Statuto. Il pluralismo delle idee può e deve arricchire il risultato finale di questo nostro Statuto. Oggi, dobbiamo evitare, però, mancando l'unanimità, di non decidere. L'errore politico più grosso sarebbe quello di scegliere di non scegliere. Oggi realizziamo lo strumento, poi sforziamoci di cercare quelle convergenze necessarie per definire insieme questo nostro Statuto, uno Statuto moderno, adeguato ai nostri giorni. Dichiaro il voto favorevole del Gruppo della Rifondazione Comunista.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Fadda.

Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Grazie, signor Presidente. Registriamo con tristezza l'assenza di una parte importantissima di questo Consiglio. Manca una parte del centrodestra, perché non si riconosce nella scelta di questo strumento. E' tradizione dei Sardisti non commentare mai ciò che accade in casa altrui, piuttosto noi diciamo che ci asterremo, anche se abbiamo notato grande sensibilità politica verso quegli emendamenti che tendono a migliorare lo strumento. Per noi resta indispensabile e unico lo strumento dell'Assemblea costituente, non l'abbiamo mai rinnegata, però, come ho detto nel discorso generale, accettiamo democraticamente ciò che questo Consiglio ha scelto, cioè la Consulta.

D'altronde, voi siete stati prescelti dal Popolo sardo per modernizzare e far crescere la Sardegna, sentite questo gravoso impegno e dovete portarlo avanti,; noi restiamo in Aula per senso di responsabilità, consapevoli di ciò che il Popolo sardo attende dal Partito Sardo d'Azione, per dare il contributo attraverso i consultori che segnaleremo, per rilanciare questa stella polare, questa madre di tutte le emergenze, che è lo Statuto, attraverso il quale si spera di assicurare alla Sardegna un rilancio per avvicinarsi anche sempre più all'Unione Europea. Per questo ci asterremo, perché non potremmo mai votare contro questo strumento che riteniamo altrettanto importante, pertanto daremo il contributo di cui siamo capaci.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Atzeri.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Questa mattina, il presidente Soru ha fatto sintesi, nella chiarezza, delle posizioni della maggioranza, che sono emerse nel dibattito, facendo un gesto di grande apertura, proprio perché ha ribadito nel suo intervento che la materia non può essere limitata soltanto ad una parte, ma deve costituire oggetto di una forte convergenza tra le forze politiche presenti in quest'Assemblea. Dunque, a fronte di quest'apertura, la risposta qual è stata? Non quella di raccogliere l'invito al dialogo, ma di frapporre, semmai, dei muri, degli steccati, che rendono pressoché impossibile se non, appunto, totalmente impossibile ogni forma serena di dialogo e dunque anche di valutazione sulle cose che io ancora non ho capito, perché la verità la dobbiamo dire con chiarezza.

E' vero, caro Giuseppe Atzeri, che non si entra in casa altrui, ma noi dobbiamo, anche sul piano politico, rilevare che non c'è accordo tra le formazioni dell'opposizione perché sono variegate legittimamente, perché ciascuna esprime un proprio punto di vista e, abbandonando l'Aula, trova il modo, probabilmente, per fare sintesi unitaria. Un atteggiamento che io giudico anacronistico, ricordo quando si votò per l'Assemblea costituente, il centrosinistra, allora, pur andando sotto nella votazione, rimase in Aula e il confronto continuò e perdurò non solo qui in Sardegna ma anche oltre il Tirreno.

Ecco, io penso che la democrazia, in senso partecipativo, sia questo. Non ho da dare lezione a nessuno, riconosco la buona fede, ritengo l'atteggiamento legittimo di parte di consiglieri dell'opposizione, ma individuo molta strumentalità, molto calcolo, che nulla ha di nobile con quello che stiamo discutendo, da parte di settori bene individuati dalla stessa opposizione.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pittalis.

Ha domandato di parlare il consigliere Pinna, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA (Progetto Sardegna). Intervengo per esprimere il voto favorevole mio personale e del Gruppo di Progetto Sardegna, oltre che per esprimere la soddisfazione perchè, dopo alcuni mesi di lavoro, finalmente, licenziamo o iniziamo la discussione di uno strumento che ci porterà ad avere una bozza di Statuto che poi, com'è stato abbondantemente detto, verrà discusso nel Consiglio regionale e successivamente, poi, trasmesso al Parlamento.

Devo dire che, per alcuni versi, noi siamo in presenza di un'astensione annunciata, anzi di un rifiuto annunciato, perché il contatto, il confronto con le forze di opposizione non è di ieri, è di alcuni mesi fa, e abbiamo registrato sistematicamente una posizione, se non di rifiuto aperto, perlomeno di grande indifferenza.

Volevo ricordare che l'Aventino del '24 rappresentò l'inizio della crisi di un'esperienza democratica; concordo con l'onorevole Vargiu quando dice che non siamo in presenza di un nuovo Aventino, perché noi anzi vogliamo per converso che la nuova autonomia si rafforzi. Colgo però un elemento positivo nelle interlocuzioni che ci sono state questo pomeriggio, cioè la consapevolezza - condivisa da tutte le forze, presenti all'interno di questo Consiglio, di maggioranza e di minoranza - che il processo di riforma, il quale caratterizza e legittima questa legislatura, è indispensabile per la crescita della Sardegna. Aver condiviso un percorso, aver stabilito che la Prima commissione autonomia integrata deve rappresentare uno dei luoghi più significativi nei quali si avvia questo grande processo di riforma che vede tutte le forze convergere, mi sembra un segnale positivo. Per cui anche se ci dividiamo in questo momento per lo strumento, credo che le ragioni della nuova autonomia ci uniscano e, in questo momento, noi guardiamo, soprattutto, a ciò che ci potrà unire.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pinna.

Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Nella scorsa legislatura, il Partito Sardo d'Azione è stato uno dei promotori del percorso politico legato alla Costituente. Lo è stato in maniera convinta e all'inizio di questa legislatura, quando abbiamo capito che quel percorso non avrebbe avuto esito, abbiamo presentato un'altra proposta di legge che prevedeva l'elezione di un'Assemblea consultiva credendo che, sempre dal nostro punto di vista, con un processo di vicinanza dei poteri al basso, alla gente, fosse un percorso anche quello utile, migliore. Questa proposta non è stata accolta, per cui abbiamo preso atto che la maggioranza ha scelto un altro percorso, un percorso che non è il nostro, una filosofia di fondo che non è la nostra, che noi non condividiamo, però, nel solco di una tradizione parlamentare del nostro Partito, nell'idea di svolgere un compito di minoranza utile, abbiamo fatto il nostro lavoro e già da ieri abbiamo presentato gli emendamenti alla proposta di legge per migliorarne il testo.

Non c'è stato nessun negoziato del tipo "rimanete in Aula, approviamo questi emendamenti". Noi abbiamo deciso di non sottrarci al confronto su questo tema, perché crediamo che il nuovo Statuto di sovranità del popolo sardo sia una priorità assoluta del Popolo sardo, e quindi dei lavori di quest'Aula. Per questa ragione, come dicevo, io e il collega Atzeri abbiamo deciso di non sottrarci a questo confronto e di cercare di contribuire ai lavori, appunto, del Parlamento sardo su questo argomento.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Scarpa. Votiamo il passaggio all'esame degli articoli. Chiedo scusa, l'assessore Dadea ha chiesto la parola.

Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà

DADEA, Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, la Giunta non può non esprimere rammarico e delusione per l'atteggiamento assunto dalle opposizioni, dalle minoranze. Soprattutto perché questo atteggiamento di disimpegno, su una materia così delicata, così complessa, così importante e così vitale per la nostra Assemblea elettiva, è venuto dopo una manifestazione di grande disponibilità, di grande apertura, di grande attenzione nei confronti delle tematiche che sono state poste all'attenzione del Consiglio da parte dei diversi Gruppi dell'opposizione.

La Giunta regionale ha assistito con grande rispetto, naturalmente, e ha partecipato a un'iniziativa, che è del Consiglio, in materia di individuazione dello strumento che ci deve portare alla riscrittura della nostra Carta Costituzionale. Ha assistito, quindi, a un'iniziativa del Consiglio regionale perché è rispettosa di quello che il Consiglio regionale ha deciso già in precedenza. Il Consiglio regionale ha definito con molta chiarezza quello che sarà il percorso riformatore.

Onorevole Capelli, io voglio ricordarle che, per quanto riguarda il percorso riformatore, c'è stata già una presa di posizione del Consiglio, che individua con precisione a chi è demandato il potere di iniziativa in materia di riforme istituzionali. La Giunta regionale ha individuato, nel Consiglio regionale, il motore dell'iniziativa di riforma in materia di Statuto, in materia di legge elettorale; per quanto riguarda la legge statutaria, come ha affermato stamattina il Presidente della Giunta regionale, si tratta di un testo che è sottoposto all'attenzione del Consiglio il quale potrà naturalmente modificarlo in piena autonomia.

C'è quindi tutta la disponibilità perché si verifichino, nella definizione del percorso riformatore, due condizioni essenziali. La prima è che questo percorso riformatore veda la centralità del Consiglio (mentre nell'atteggiamento delle opposizioni c'è un qualche tentativo di non esaltarla), se si vogliono affrontare i temi delle riforme, il Consiglio regionale è la sede più idonea del confronto e questo confronto deve vedere la partecipazione della maggioranza e dell'opposizione. La seconda condizione, per questo percorso riformatore, è che ci sia il massimo consenso, la ricerca della massima convergenza su questi temi che sono, per tradizione, storicamente, di tipo bipartisan, naturalmente non è necessario che si arrivi a una convergenza su di essi, ma devono essere sottratti alla competizione di maggioranza e di opposizione perché riguardano le regole della nostra autonomia.

Il Governo regionale, naturalmente, ribadisce la propria disponibilità a creare tutte le condizioni perché su questi temi ci possa essere il massimo della convergenza e del consenso, ripetendo che, su queste questioni, la centralità del Consiglio è una centralità che non può essere assolutamente sottaciuta.

(Anche i consiglieri VARGIU e CAPELLI abbandonano l'Aula.)

PRESIDENTE. Grazie Assessore.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame del Titolo. Al Titolo è stato presentato un emendamento.

(Si riporta di seguito il testo del Titolo e del relativo emendamento:

Titolo

Istituzione, attribuzioni e disciplina della Consulta regionale per il nuovo statuto di autonomia.

Emendamento sostitutivo totale Scarpa, Atzeri.

Titolo

Il titolo della legge è sostituito dal seguente: "Istituzione, attribuzioni e disciplina della Consulta per il nuovo Statuto di sovranità del popolo sardo". (12).)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (Progetto Sardegna). Avremmo bisogno di una sospensione, perché come Commissione non abbiamo avuto modo di esaminare gli emendamenti; penso che sia assolutamente necessaria mezz'ora. A sas otto.

PRESIDENTE. Va bene, colleghi, sospendiamo i lavori che riprenderanno alle ore 20.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 39, viene ripresa alle ore 20 e 30)

PRESIDENTE. Bene, colleghi, vi prego di prendere posto, stiamo iniziando la seduta.

Passiamo all'esame dell'emendamento numero 12.

Per esprimere il parere sull'emendamento, ha facoltà di parlare il consigliere Pinna.

PINNA (Progetto Sardegna). No, è Balia.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento numero 12, ha facoltà di parlare il consigliere Balia, relatore

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo), relatore. Sull'emendamento numero 12 si esprime parere favorevole proponendo un emendamento orale, dopo "per il nuovo statuto di" aggiungere le parole, prima di sovranità, "autonomia e", "e" congiunzione, "autonomia e sovranità del popolo sardo".

PINNA (Progetto Sardegna). "E" con l'accento?

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo). No, "e" senza accento.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'emendamento numero 12, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

CUGINI (D.S.). Come, modificato?

PRESIDENTE. Così come modificato dalla proposta dell'onorevole Balia.

Passiamo all'esame dell'articolo 1. All'articolo 1 sono stati presentati cinque emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1 e dei relativi emendamenti:

Art. 1

Consulta regionale

1. Il Consiglio regionale istituisce una Consulta per l'elaborazione di un progetto organico di nuovo Statuto speciale di autonomia della Sardegna, al fine di assicurare la più ampia partecipazione della comunità regionale e dei sardi residenti fuori dall'Isola ed il concorso delle autonomie locali.

2. La Consulta ha il compito di definire il progetto, proporlo alla consultazione delle istituzioni locali, delle forze sociali, economiche e culturali, e delle autonomie funzionali presenti nella comunità regionale, e trasmetterlo al Consiglio regionale.

3. I lavori della Consulta si articolano in tre fasi:

a) elaborazione del progetto di base, della durata di quattro mesi;

b) consultazione istituzionale e sociale su tale progetto, prevista dall'articolo 7 bis;

c) definizione e approvazione del testo di Statuto da trasmettere al Consiglio regionale, secondo quanto indicato al comma 4 dell'articolo 7 bis.

4. La trasmissione deve avvenire entro otto mesi dall'insediamento della Consulta.

Emendamento soppressivo parziale Diana.

Art. 1

Il comma 2 è soppresso. (21)

Emendamento soppressivo parziale Diana.

Art. 1

La lettera b) del comma 3 è soppressa. (22)

Emendamento soppressivo parziale Diana.

Art. 1

Alla lettera c) del comma 3 è soppresso "secondo quanto indicato al comma 4 dell'articolo 7 bis". (23)

Emendamento sostitutivo parziale Scarpa, Atzeri.

Art. 1

Al comma 1 dell'articolo 1 le parole "speciale di autonomia della Sardegna" sono sostituite dalle parole "di sovranità del popolo sardo". (13)

Emendamento sostitutivo parziale Caligaris, Barracciu, Cerina, Cocco, Corrias, Lanzi, Sanna Simonetta.

Art. 1

Il comma 2 è sostituito dal seguente:

"2. La Consulta ha il compito di definire il progetto, di proporlo all'esame delle forse sociali, economiche e culturali, delle istituzioni locali, delle autonomie funzionali della comunità regionale, degli organismi di parità e di quelli rappresentativi degli emigrati e degli immigrati. Completata la consultazione, trasmette il progetto al Consiglio regionale.". (8). )

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie Presidente. In due parole vorrei spiegare la ratio della proposta - mi riferisco all'emendamento numero 8 - perché, nonostante si presenti in una veste di sostituzione, in realtà è un emendamento che integra il testo. Secondo il ragionamento che abbiamo fatto nella discussione generale, ovviamente è ispirato all'ottica di genere e allo spirito della legge con cui il Consiglio regionale ha istituito la Consulta dell'immigrazione. In sostanza, con questa integrazione, che è stata sottoscritta da tutte le consigliere regionali di maggioranza, si vuole permettere l'esame del progetto, elaborato dalla Consulta, anche agli organismi di parità e a quelli rappresentativi degli emigrati e degli immigrati.

Credo che questo emendamento sarà accolto dalla Commissione, dalla Giunta e dall'Aula, perché ritengo si sia trattato esclusivamente di una svista. Tutti conosciamo gli organismi di parità che in Sardegna fanno capo alle Commissioni per le parità tra uomini e donne (comunali, provinciali e regionali), alle consigliere di parità provinciale e regionale il cui contributo sicuramente è utile per la predisposizione di uno strumento adeguato a scrivere il nuovo Statuto, guardando, come più volte è stato sottolineato, al presente e al futuro. Anzi, colgo l'occasione per spiegare il perché di questa sottolineatura, mi riferisco in particolare all'onorevole Cugini, il quale nel dibattito generale mi ha rivolto attenzione e considerazione e devo dire che è stato l'unico. Vede, onorevole Cugini, il concetto di quota è l'estrema ratio cui sono pervenute le donne dinanzi alle quote maschili, fisse al 90 per cento circa, questo lo hanno fatto per avere voce nelle istituzioni laddove si procede per elezioni popolari. La Consulta è un organismo che deve svolgere un ruolo predispositivo per il Consiglio, cioè si tratta di scegliere professionalità laddove esistono, e queste professionalità appartengono al mondo femminile e maschile, quindi non vi è alcuna volontà prevaricatrice nel chiedere che donne e uomini contribuiscano a scrivere un testo guida per uno Statuto nuovo, innovato in modo paritario.

Risulta invece con evidenza a tutti che si intende far passare, come giusto, un principio di squilibrio; quando uno ha sete, onorevole Cugini, deve poter bere, e non mi riferisco alla sete di giustizia che non sarà mai del tutto soddisfatta almeno su questa terra. La sua efficace metafora non può nascondere una verità, un goccio d'acqua troppo diradato nel tempo ha effetti devastanti sull'organismo. Al di là di metafora mi chiedo, e vi chiedo, in che rapporto si pone il Consiglio regionale dinanzi all'opinione pubblica laddove riserva, alle professionalità femminili, solo un quarto degli spazi disponibili, facendo intendere che non ha fiducia nella classe intellettuale femminile se non in modo residuale e quando serve.

La proposta delle consigliere del centrosinistra offre quindi all'Assemblea, lo dico anche all'onorevole Secci che mi sembra interessato all'argomento, di scongiurare questo messaggio, specialmente dopo che un candidato Presidente, ora Presidente della Regione, ha voluto e fatto eleggere in Consiglio sette donne, che sicuramente altrimenti non ci sarebbero state, e ha promosso, primo in Italia, una Giunta paritaria. Proporre e sostenere una Consulta discriminante e discriminatoria vuol dire porsi su un terreno davvero difficile da percorrere quando è stata già preparata un'autostrada a quattro corsie. Sarà anche difficile spiegare alle donne perché, avendo studiato di più e con risultati eccellenti, debbano stare ai margini. C'è tutto il tempo per riflettere, spero vivamente che l'Aula voglia cogliere l'occasione per dare una prova di civiltà, un forte segnale di cultura autenticamente democratica e improntata alla ragionevolezza sociale e infine un riconoscimento di cittadinanza culturale alla metà della sua componente sociale.

Con riferimento poi ai miei presunti turbamenti, relativamente all'eccessiva libertà del Presidente della Regione nei lavori della Consulta, vorrei tranquillizzare il presidente Soru, che personalmente - lo affermo - stimo, e ripongo in lui piena fiducia. Ma ho per lui anche molto rispetto. Sono quindi preoccupata da manifestazioni o espressioni di eccessivo protezionismo da parte di alcuni consiglieri, nei riguardi del Presidente, che finiscono col danneggiarlo nei confronti dell'opinione pubblica. Sarebbe stato meglio consentire a entrambi i Presidenti, di Giunta e Consiglio, di essere parte della Consulta anziché scegliere la formula proposta al comma 2 dell'articolo 6.

Sono molto contenta che il Presidente abbia oggi dimostrato in modo chiaro ed inequivocabile ai rappresentanti modesti, in questa Aula, del popolo sardo, tra cui io figuro, che le sue intenzioni non sono quelle che certuni, preoccupati di non fare abbastanza, gli attribuiscono. Ribadisco in chiusura che la fiducia nei confronti del Presidente e della maggioranza, e il rispetto del patto di legislatura diventano più forti e certi nella critica costruttiva, nel dialogo aperto sotto gli occhi di tutti, secondo quanto la società civile vuole e intende fare e secondo le scelte politiche di ciascuno. Le mie sono quelle del Partito de La Rosa nel Pugno a cui aderiscono da socialista. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris.

Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Balia, relatore.

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo), relatore. Si esprime parere contrario per l'emendamento numero 21, per l'emendamento numero 22, per l'emendamento numero 23. Si accoglie l'emendamento numero 13 con una integrazione orale simile a quella proposta prima cioè aggiungere tra le parole "di" e "sovranità" le parole "autonomia e". Si accoglie l'emendamento numero 8 della collega Caligaris che, obiettivamente, non è un sostitutivo parziale, ma è un emendamento solo funzionale e di completamento.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Balia.

Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore degli affari generali personale e riforma della Regione. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore, si dichiara anche d'accordo sull'emendamento orale di integrazione all'emendamento numero 13.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 21. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 22. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 23. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 13, con l'integrazione proposta dall'onorevole Balia conforme al Titolo. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 8. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto ora in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 2. All'articolo 2 sono stati presentati nove emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2 e dei relativi emendamenti:

Art. 2

Progetto di statuto

1. Il progetto di nuovo statuto regionale è redatto sotto forma di articolato, eventualmente preceduto da un preambolo di principi, ed accompagnato da una relazione. Per ciascuna delle parti o per singoli aspetti possono essere previste più ipotesi od opzioni.

2. L'articolato deve considerare indicativamente i seguenti argomenti:

a) principi e caratteri della identità regionale; ragioni fondanti della autonomia speciale; conseguenti obblighi di Stato e Regione in relazione a tali caratteri, individuando idonee forme per promuovere i diritti dei cittadini sardi in relazione a condizioni connesse alla specificità dell'Isola;

b) definizione di competenze e poteri legislativi ed amministrativi della Regione, mediante ricognizione di quelli attualmente attribuiti dallo Statuto e dalla Costituzione e l'individuazione di altre ulteriori o più ampie competenze;

c) autonomia finanziaria attraverso la individuazione di entrate certe sia ordinarie, sia dirette a garantire forme di perequazione ed integrazione al fine di superare situazioni di arretratezza, ridurre le diseconomie derivanti dall'insularità, garantire investimenti sostitutivi per il caso di mancata inclusione nei programmi nazionali di infrastrutturazione; forme di intesa per la definizione delle entrate variabili;

d) rapporti con gli enti locali: limiti e principi in materia di ordinamento degli enti locali, forme di promozione e valorizzazione delle autonomie, principi che devono presiedere alla distribuzione delle funzioni a fini di sussidiarietà, adeguatezza, differenziazione, cooperazione, coesione fra i diversi enti e comunità locali;

e) principi in materia di ordinamento e forma di governo della Regione: fonti, rapporti con i cittadini, forme di partecipazione;

f) poteri regionali rispetto alle politiche statali, forme di intervento ed intesa con organi dello Stato, forme di garanzia e tutela al fine di raggiungere intese per l'attuazione di interventi pubblici nel territorio regionale;

g) poteri esteri regionali e principi in materia di forme di partecipazione riguardo alla definizione delle politiche e della normativa dell'Unione europea;

h) forma e valore dello Statuto, garanzie procedimentali e limiti di revisione.

3. Il progetto può indicare ogni altro argomento ritenuto rilevante al fine di definire l'autonomia regionale e formulare proposte ad essa relative.

4. Il progetto di Statuto, una volta predisposto ed approvato dalla Consulta, è trasmesso al Consiglio regionale, messo a disposizione dei consiglieri regionali ed assegnato alla Prima Commissione permanente che riferisce al Consiglio.

Emendamento soppressivo parziale Atzeri, Scarpa.

Art. 2

Al comma 1 sopprimere la parola "eventualmente". (40)

Emendamento soppressivo parziale Scarpa, Atzeri.

Art. 2

Nella lettera d) le parole "limiti e" sono soppresse. (16)

Emendamento sostitutivo parziale Scarpa, Atzeri.

Art. 2

Alla lettera a) del comma 2 le parole " autonomia speciale" sono sostituite dalle parole "sovranità". (14)

Emendamento sostitutivo parziale Scarpa, Atzeri.

Art. 2

Al comma 2 dell'articolo 2 le parole "autonomia regionale" sono sostituite dalla parola "sovranità". (32)

Emendamento sostitutivo parziale Scarpa, Atzeri.

Art. 2

All'articolo 4 le parole "che riferisce al Consiglio" sono sostituite dalle seguenti:

"alla stregua di proposta di legge, perché abbia inizio l'iter ordinario di approvazione.". (18)

Emendamento sostitutivo parziale Pinna - Balia - Corrias - Cucca Giuseppe - Cugini - Orrù - Pittalis - Sanna Francesco

Art. 2

Alla fine del comma 4, dopo Prima commissione permanente le parole "che riferisce al Consiglio" sono sostituite dalle seguenti "che, sulla base del testo elaborato, presenta al Consiglio regionale una proposta di legge di nuovo Statuto, per il suo esame secondo il normale iter legislativo.". (47)

Emendamento aggiuntivo Scarpa, Atzeri.

Art. 2

Alla lettera c) del comma 2 dell'articolo 2, dopo la parola "finanziaria" sono inserite le parole "e impositiva". (15)

Emendamento aggiuntivo Caligaris.

Art. 2

Nel comma 2, dopo la lettera h), sono inserite le seguenti:

"h bis) significato, valore, ruolo e prospettive dell'emigrazione sarda in Italia e all'estero quale patrimonio imprescindibile dell'identità della comunità isolana;

h ter) rapporti tra la comunità sarda e quelle immigrate nell'ottica dell'affermazione dei valori della convivenza pacifica tra i popoli, dell'uguaglianza, della solidarietà sociale e della integrazione economica e culturale.". (1)

Emendamento aggiuntivo Scarpa - Atzeri.

Art. 2

Dopo la lettera h) del comma 2

È aggiunta la seguente lettera:

"h bis). Principi in materia di adozione di una nuova legge elettorale improntata al principio proporzionale". (17).)

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, io so che l'ora è tarda e che abbiamo lavorato oggi in modo faticoso per tutta una serie di problemi che sono sopravvenuti. Esprimo anche il mio forte dispiacere per l'assenza delle opposizioni, che trovo veramente ingiustificata, e sottolineo l'apprezzamento per la presenza dei colleghi Sardisti. Quindi, chiedo scusa all'Aula. Però ritengo di dover spendere due parole sull'emendamento numero 1, osservando, innanzitutto, che ho molto apprezzato l'articolazione del comma 2, perché mette l'accento sui temi, sui contenuti sui quali indicativamente, e quindi non in maniera predittiva, dovrà esprimersi la Consulta.

Nell'ottica appunto di dare un contributo e ritenendo che il tema dell'emigrazione sia parte integrante ed ineliminabile della nostra identità di popolo, propongo di inserirlo tra gli argomenti che la Consulta dovrà considerare. Sottolineo che sarà l'occasione anche per disegnare, in modo da valorizzarlo, il nuovo ruolo che l'emigrazione sarda, in Italia e all'estero, può e deve poter svolgere con sempre maggiore consapevolezza, anche da parte della comunità isolana. Penso al ruolo per la valorizzazione dei beni, dei prodotti commerciali, ma anche dell'ambiente, che la maggioranza sta cercando di preservare con determinazione. Si è parlato spesso di ambasciatori della Sardegna nel mondo, mi sembra che questa sia l'occasione più valida per definirlo.

L'altro argomento, che mi sembra possa essere oggetto di attenzione da parte dei consultori, è quello del rapporto tra la comunità sarda e quelle immigrate. Anche in questo caso si tratta di prendere in considerazione una realtà di fatto assente dal nostro orizzonte negli anni in cui fu pensato e redatto lo Statuto in vigore. Credo, inoltre, che sia perfettamente in linea con quanto stabilito dalla legge regionale 24 dicembre 1990, numero 46, che ha istituito la Consulta dell'immigrazione; una Consulta che è stata nuovamente insediata circa un anno fa dall'Assessore regionale del lavoro, Maddalena Salerno. Per riprendere un'espressione molto felice del collega Stefano Pinna, dal mito al logos c'è anche questa realtà che deve essere presa in considerazione e valutata attentamente. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Balia, relatore.

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo), relatore. Grazie Presidente. Si esprime parere favorevole per l'emendamento numero 40; parere favorevole per l'emendamento numero 16; parere favorevole per l'emendamento numero 14, sempre con la proposta dell'emendamento orale di far precedere la parola "sovranità" dalle parole "autonomia e"; parere favorevole per l'emendamento aggiuntivo numero 32, anch'esso con un emendamento orale: prima della parola "sovranità", aggiungere le parole "autonomia ed elementi di".

Posso andare avanti, Presidente?

PRESIDENTE. Sì, prego.

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo), relatore. Si invitano i presentatori dell'emendamento numero 18 al ritiro del medesimo perché, di fatto, la proposta è già contenuta all'interno dell'emendamento numero 47. Si accoglie l'emendamento numero 15 che prevede l'inserimento delle parole "e impositiva", come capacità impositiva della Regione che viaggia nella logica della nuova legislazione regionale. Non si accoglie l'emendamento numero 1, ma non perché non se ne condivida la portata, ma per quanto invece appare alla Commissione, cioè che si tratti di argomenti che devono essere contenuti nei principi e non in questo testo di legge. Parere contrario per l'emendamento numero 17.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Balia. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore, anche sugli emendamenti orali di integrazione al "14" e al "32".

PRESIDENTE. Grazie Assessore.

Metto in votazione l'emendamento numero 40. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 16. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 14, nel testo emendato dal relatore. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 32, anche questo nel testo emendato dal relatore. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 18. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Grazie Presidente. L'emendamento aveva il senso di chiarire un dubbio che è sorto anche durante il dibattito, cioè su cosa dovesse succedere dopo i lavori della Consulta. Noi abbiamo presentato l'emendamento, i componenti di maggioranza e della Prima commissione l'hanno riproposto in termini sicuramente più tecnici. Siamo comunque soddisfatti del fatto che la proposta abbia trovato accoglimento, ritiriamo pertanto l'emendamento numero 18.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Scarpa. L'emendamento numero 18 è ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 47. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto ora in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 15. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Posso chiedere la parola?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, intervengo per sottolineare un aspetto. Io apprendo veramente con soddisfazione che questi argomenti saranno oggetto dei principi, chiedo però, se è possibile, di porli come raccomandazione, perché laddove al comma a), chiedo scusa, alla lettera a) del comma 2 si parla di "principi e caratteri della identità regionale" e delle "ragioni fondanti dell'autonomia speciale", credo che debba essere introdotto anche il tema dell'emigrazione, cioè non mi sembra che sia dato per scontato che esso debba apparire nei principi, così come le tematiche dell'immigrazione, che sono assolutamente nuove. Quindi chiedo, se è possibile, che venga considerata come una raccomandazione da inserire tra i principi costitutivi nei lavori della Consulta. Grazie.

PRESIDENTE. Le raccomandazioni naturalmente fanno parte di questo dibattito. Siamo in fase di votazione dell'emendamento numero 1.

SECCI (La Margherita-D.L.). E' ritirato.

PRESIDENTE. Va bene. Metto in votazione l'emendamento numero 17. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'articolo 3 è soppresso.

Passiamo all'esame dell'articolo 4. All'articolo 4 sono stati presentati dieci emendamenti. Il "45" che era inizialmente all'articolo 4 è stato spostato all'articolo 6.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4 e dei relativi emendamenti:

Art. 4

Composizione e formazione della Consulta

1. I componenti della Consulta devono essere esperti di comprovata competenza nelle materie di rilevanza per lo Statuto o rappresentativi delle realtà politiche, sociali, economiche, imprenditoriali, culturali, dell'associazionismo. A tal fine le candidature e le designazioni sono accompagnate dal curriculum e dalla dichiarazione di consenso di ciascuno dei candidati.

2. La Consulta è composta da cinquanta membri, di cui:

a) ventinove eletti dal Consiglio regionale con sistema proporzionale riferito ai risultati delle ultime elezioni regionali con le modalità previste dai commi da 4 a 8;

b) venti eletti fra i soggetti designati dalle Università di Cagliari e Sassari, dal Consiglio regionale dell'economia e del lavoro, dal Consiglio delle autonomie locali, dalla Consulta per l'emigrazione con le modalità previste dai commi 9 e 10;

c) uno nominato dal Presidente del Consiglio regionale ai sensi del comma 12.

3. Nella composizione della Consulta nessun genere può essere rappresentato in misura inferiore ad un quarto: se questa proporzione non viene conseguita, il numero di seggi in tal senso mancante ai rappresentanti del genere meno rappresentato viene loro assegnato sottraendolo ai meno votati dell'altro genere secondo le modalità previste ai commi 8 e 10.

4. Per l'elezione dei componenti di cui alla lettera a) del comma 2, si fa riferimento alle percentuali dei voti ottenuti dalle diverse coalizioni sul totale dei voti espressi nella circoscrizione regionale nelle elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale del 12 giugno 2004. A ciascuna coalizione viene assegnato in seno alla Consulta, sui ventinove previsti, un numero di seggi proporzionale ai voti suindicati.

5. La votazione avviene sulla base di liste presentate da almeno due consiglieri. Ogni lista: indica la coalizione a cui fa riferimento tra quelle di cui al comma 4; contiene un numero di candidati almeno doppio e non superiore al triplo di quelli spettanti alla coalizione cui si riferisce; assicura tra i candidati il rispetto del rapporto fra generi previsto dal comma 3; è depositata presso la Presidenza del Consiglio regionale almeno settantadue ore prima del giorno previsto per la votazione. Qualora vengano presentate più liste che fanno riferimento alla stessa coalizione sono ammesse le liste che contengano un numero di candidati almeno pari a quello dei seggi spettanti alla coalizione cui si riferiscono. Il Presidente del consiglio dà un termine di ventiquattro ore per la eventuale regolarizzazione delle liste; quindi esclude le liste che non presentino i requisiti richiesti.

6. Ogni consigliere indica sulla scheda un nome. I seggi vengono attribuiti ai candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti fino alla concorrenza del numero di componenti assegnato a ciascuna coalizione.

7. Qualora vengano presentate più liste che fanno riferimento alla stessa coalizione, i seggi spettanti alla coalizione vengono ripartiti fra le stesse liste in proporzione ai voti ottenuti. A tal fine si divide il numero dei voti ottenuti da ciascuna lista per 1, 2, 3, 4, …. sino alla concorrenza del numero dei consultori spettanti. Si scelgono quindi, fra i quozienti così ottenuti, i più alti in numero eguale ai seggi spettanti alla coalizione, disponendoli in graduatoria decrescente. Ciascuna lista avrà tanti rappresentanti quanti sono i quozienti ad essa appartenenti compresi nella graduatoria. A parità di quoziente nelle cifre intere e decimali, il seggio è attribuito per sorteggio. All'interno di ciascuna lista i seggi sono assegnati ai candidati che hanno ottenuto più voti fino alla concorrenza dei seggi attribuiti ad ognuna. In caso di parità si procede mediante sorteggio.

8. Qualora al termine delle operazioni dei commi precedenti non risulti salvaguardata la proporzione minima fra generi prevista dal comma 3, le sostituzioni necessarie a questo fine vengono effettuate una per ciascuna lista che abbia ottenuto seggi, a partire da quella che ne abbia ottenuto un maggior numero e in senso decrescente, se necessario ripercorrendo più volte la serie delle liste. Sono escluse le liste cui compete un solo seggio in seno alla Consulta e quelle tra i cui eletti risulti già soddisfatta la prescritta proporzione fra generi.

9. I venti componenti della Consulta di cui alla lettera b) del comma 2, vengono eletti dal Consiglio regionale su proposte di nomi di numero doppio rispetto ai membri da eleggere, formulate nel rispetto del rapporto di genere previsto dal comma 3, dai Senati accademici delle Università di Cagliari e Sassari, cui competono due membri eletti per ciascuna, dal CREL, cui competono sei membri, dal Consiglio delle autonomie locali, cui competono otto membri, dalla Consulta dell'emigrazione cui competono due membri di cui uno in rappresentanza dei circoli e delle loro federazioni, l'altro in rappresentanza delle associazioni di tutela. Le designazioni devono pervenire entro quindici giorni successivi all'entrata in vigore della presente legge e comunque non oltre il termine previsto per il deposito delle liste ai sensi del comma 5. A tal fine il Presidente del Consiglio invita gli organismi a provvedere.

10. Le elezioni dei componenti di cui al comma 9 avvengono separatamente per ciascuna categoria di designati. Ciascun consigliere indica nella scheda un solo nome. Vengono dichiarati eletti coloro che hanno riportato più voti. In caso di parità si procede a sorteggio. Qualora al termine delle operazioni non risulti salvaguardata la proporzione minima fra generi prevista dal comma 3, le sostituzioni necessarie a questo fine vengono effettuate una per ciascuna categoria, a partire da quella cui competono più seggi e in senso decrescente, se necessario ripercorrendo più volte la serie delle designazioni.

11. Valgono per i componenti della Consulta le incompatibilità previste per i consiglieri regionali, salvo quanto previsto dal presente comma. La carica è compatibile con quella di sindaco, quale che sia il numero di abitanti del comune. Non sono eleggibili i consiglieri e gli assessori regionali, i componenti degli uffici di gabinetto, nonché i dipendenti regionali.

12. Il Presidente del Consiglio regionale nomina il componente di cui alla lettera c) del comma 2 al fine di consentire la rappresentanza della coalizione che ha presentato alle ultime elezioni regionali un proprio candidato a Presidente della Regione, senza che nessun candidato delle liste ad esso collegate venisse eletto consigliere regionale.

13. Il Presidente del Consiglio regionale provvede alla nomina dei componenti entro i dieci giorni successivi alle votazioni del Consiglio regionale. Entro lo stesso termine rileva, anche d'ufficio, eventuali incompatibilità, assegnando un termine di cinque giorni per rimuoverle.

14. In caso di dimissioni o impedimento subentra il più votato delle medesima lista o categoria, salvaguardando preliminarmente il rapporto fra generi di cui al comma 3.

Emendamento sostitutivo parziale Caligaris, Barracciu, Cerina, Cocco, Corrias, Lanzi, Sanna Simonetta.

Art. 4

Nel comma 3 le parole "in misura inferiore a un quarto" sono sostituite dalle seguenti: "in misura inferiore ad un mezzo". (9)

Emendamento sostitutivo parziale Pinna - Balia - Corrias - Cucca Giuseppe - Cugini - Orru' - Pittalis - Sanna Francesco

Art. 4

Nel comma 4 dell'articolo 4 il primo periodo è sostituito dal seguente:

"4. Per l'elezione dei componenti di cui alla lettera a) del comma 2, si fa riferimento alle percentuali dei voti ottenuti dalle diverse coalizioni che hanno ottenuto seggi nella circoscrizione regionale, sul totale dei voti conseguiti nelle circoscrizioni provinciali dalle liste ad esse collegate nelle elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale del 12 giugno 2004.". (42)

Emendamento soppressivo parziale Atzeri, Scarpa.

Art. 4

Al comma 9, dopo le parole "Consulta dell'emigrazione", sostituire le parole da "cui competono" sino alle parole "di tutela" con le parole "cui compete un membro". (36)

Emendamento sostitutivo parziale Atzeri, Scarpa.

Art. 4

Al comma 9, dopo le parole "CREL, cui competono", sostituire alla parola "sei" la parola "tre. (37)

Emendamento aggiuntivo Atzeri, Scarpa.

Art. 4

Alla lettera b) del comma 2, dopo la parola "Sassari," aggiungere le parole: "dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative e dal sindacato etnico,". (39)

Emendamento aggiuntivo Pinna, Balia, Corrias, Cucca Giuseppe, Cugini, Orrù, Pittalis, Sanna Francesco

Art. 4

Dopo il comma 6 dell'articolo 4 aggiungere il seguente:

"6 bis. Esaurite le operazioni di voto, qualora non vengano attribuiti tutti i 29 seggi di cui alla lettera a), quelli mancanti sono assegnati attingendo dai designati delle proposte di cui al comma 9, seguendo l'elenco del comma stesso e l'ordine previsto dalle proposte attribuendo un seggio per ciascuna rappresentanza ed eventualmente ripetendo l'operazione fino alla concorrenza dei seggi da attribuire". (44)

Emendamento aggiuntivo Scarpa - Atzeri

Art. 4

Dopo il comma 8 viene aggiunto il seguente:

8 bis. "Nella nomina dei componenti di cui alla lettera a) del comma 2 dell'articolo 2, si dovrà garantire la rappresentanza dei partiti che si sono presentati con proprie liste alle elezioni regionali del 2004 ed alle elezioni politiche del 2006, non avendo eletto Consiglieri regionali. I candidati potranno essere inseriti nelle liste presentate dai Consiglieri regionali eletti in liste collegate alle elezioni regionali del 2004.". (19)

Emendamento aggiuntivo Atzeri - Scarpa.

Art. 4

Al comma 9, dopo le parole "eletti per ciascuna," aggiungere la frase "dalle organizzazioni sindacali maggiormente (?manca rappresentative?) e dal sindacato etnico, cui competono quattro membri,". (38)

Emendamento aggiuntivo Pinna - Balia - Corrias - Cucca Giuseppe - Cugini - Orrù - Pittalis - Sanna Francesco

Art. 4

Nel comma 11 dell'articolo 4 dopo l'espressione "è compatibile con quella" si aggiunge il termine "di Senatore a vita". (43)

Emendamento sostitutivo parziale Atzeri, Scarpa.

Art. 4

Al comma 9 le parole "Università di Cagliari e Sassari, cui competono due membri eletti per ciascuna," sono sostituite dalle seguenti: " Università di Cagliari e Sassari cui compete un membro eletto per ciascuna,". (41))

PRESIDENTE. L'emendamento numero 41 è stato ritirato.

E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Intervengo solo per sottolineare che, ad ispirare questo emendamento che chiede, appunto, la parità all'interno della Consulta, è stata la lettura di un testo, che riporto fedelmente. "Dopo oltre un secolo è ancora attuale, e deve servire da monito, la citazione di John Stuart Mill del 1869, tratta da 'L'asservimento delle donne': 'Se per loro natura le donne non possono fare una certa cosa, è assolutamente superfluo proibirgliela. Se c'è qualcosa che riescono sì a fare ma a confronto con gli uomini non altrettanto bene, basterà la concorrenza ad escluderle; nessuno vuole chiedere gabbie protezionistiche o premi di incentivazione a favore delle donne; si chiede solo che vengano revocati i premi e le quote attualmente vigenti in favore degli uomini'."

Riporto adesso una parte della relazione della proposta di legge numero 39 presentata da me e dai colleghi Balia, Ibba e Masia il 7 ottobre 2004: "Il primo Assessorato regionale a una donna, con incarico alla pubblica istruzione, viene conferito nel 1955 e riconfermato nel 1957; poi trascorrono ben 30 anni" - un'altra delle gocce d'acqua che ci proponeva l'onorevole Cugini - "e solo nel 1992 viene nominata una donna in qualità di Assessore tecnico alla sanità; ancora tre Assessori rosa nel 1994, sia pure per un breve periodo di tempo, nessuna nella Giunta precedente, oggi per la prima volta, sono sei.

I dati forniti, peraltro abbondantemente conosciuti, fotografano una situazione che non necessita di alcun commento: la popolazione femminile è "una specie minoritaria nel genere antropologico della classe politica"; (spero di non annoiare troppo i colleghi) "anche l'Unione europea - dopo alcuni tentennamenti, indicazioni generiche e dichiarazioni di principio - ha invitato i Paesi membri ad elaborare progetti concreti per rimuovere gli ostacoli che impediscano alle donne l'effettiva partecipazione alla vita politica: la tutela dei diritti umani non può prescindere da una reale tutela dei diritti delle donne.

C'è, di fatto, nel nostro sistema un deficit di democrazia che trova ulteriore riscontro nella 'invisibilità' politica delle donne la cui presenza sui media - che sappiamo bene quanto concorrono a formare le opinioni - è assolutamente irrisoria. Infatti, se esaminiamo i dati dei tempi di parola maschili e femminili nel periodo delle elezioni regionali del 16 aprile 2000, registriamo che, nella prima fase della campagna elettorale, dal 2 al 18 marzo 2000 (indizione dei comizi, presentazione delle candidature), nei telegiornali Rai gli uomini in quanto soggetti politici e istituzionali parlano per due ore e mezza (in quanto membri del Governo per un'ora), le donne per 14 minuti (in quanto membri del Governo per 3 minuti); nelle reti Mediaset rispettivamente per un'ora e 22 minuti, le donne per un minuto, (in quanto membri del governo 11 minuti e un minuto).

Nella seconda fase della campagna elettorale, dal 19 marzo al 14 aprile, nei TG Rai, i maschi in quanto soggetti politici e istituzionali parlano per quasi 6 ore, le donne per 25 minuti; nei TG Mediaset, gli uomini parlano per 5 ore e 13 minuti, le donne per 6 minuti."

Questa è una proposta di legge presentata il 7 ottobre 2004 in questo Consiglio regionale, da me sottoscritta, che ha come primo firmatario l'onorevole Balia, relatore in Aula della Consulta, l'onorevole Masia e l'onorevole Ibba, essa sostiene la composizione paritaria donna-uomo negli enti, nelle commissioni e nei comitati facenti capo all'amministrazione regionale. Io capisco perché questa legge non è ancora approdata in Aula né mai approderà e dico che stasera stiamo perdendo ancora una volta l'occasione per compiere un atto di civiltà, stabilendo (al di là dell'ilarità che in Aula, forse, può anche aleggiare) veramente un principio che è quello che non si possono presentare proposte di legge per la parità per poi - quando ci si trova davanti alla scelta - vedere che questa parità non è sentita, praticata e tanto meno accolta da un'Assemblea regionale, come quella sarda, che aspira a scrivere nuovi principi, nuove regole di convivenza, nuovi valori per il futuro che verrà.

Noi torneremo ad eleggere una Consulta e a scrivere uno Statuto, non so fra quanti anni, non credo a breve. Prima non c'eravamo, se dobbiamo aspettare altri 60 anni per poter aspirare ad essere considerate al pari degli uomini anche quando ci sono le competenze… non stiamo parlando di materia elettorale, colleghi, non stiamo parlando di materia elettorale, stiamo parlando di un comitato che deve dare dei consigli, scusate il gioco di parole, all'Assemblea, al Consiglio regionale; ebbene in questo comitato hanno diritto di entrare per le competenze, non per altre ragioni, donne e uomini allo stesso modo. Mi dispiace che questo aspetto non sia stato colto nella sua interezza, comunque mi riservo, eventualmente abbiate accolto l'emendamento, perché l'onorevole Cugini poco fa mi diceva di non parlare sugli emendamenti che sono stati accolti, ma su quelli che non stati accolti, siccome io ho il sospetto che questo non sia stato accolto, parlo adesso e parlerò anche dopo. Grazie.

PIRISI (D.S.). Bei consigli che le dai!

CUGINI (D.S.). Noi li abbiamo accolti quasi tutti!

PRESIDENTE. Infatti consiglieremo all'onorevole Cugini di lasciar perdere, non vorremmo che lei si sentisse provocata dall'onorevole Cugini, quindi grazie, onorevole Cugini, sappiamo, capiamo quanto lei sta mettendo per la causa! Grazie, onorevole Caligaris.

E' iscritto a parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Grazie Presidente, avrei voluto fare una dichiarazione di voto sull'emendamento numero 17 che abbiamo bocciato poc'anzi, per cui approfitto, diciamo, della parola che ho ora per dire che noi abbiamo sentito con piacere, stamattina, negli interventi di alcuni Capigruppo, il riferimento alla necessità che l'Aula, che il Consiglio affronti la questione della legge elettorale. L'abbiamo sentito con piacere perché crediamo che anche questa sia un'urgenza da mettere nella nostra agenda; naturalmente, per quanto riguarda i lavori sulla Consulta, il fatto che questo emendamento sia stato bocciato ci indurrà a cercare, con gli strumenti che avremo in seguito, di introdurre questo argomento anche in quei lavori, in ogni caso speriamo davvero che la stagione di riforme, che è stata auspicata stamattina da molti colleghi, anche durante le riunioni che ci sono state nella tarda mattinata, comprenda anche un dibattito franco e aperto sulla questione della nuova legge elettorale.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Scarpa. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Balia, relatore.

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo), relatore. Si, Presidente, prima di esprimere il parere, mi consenta in maniera irrituale - tanto è una battuta, ho evitato di iscrivermi nel dibattito per evitare ulteriori prolungamenti della seduta - di dire che quel progetto di legge, a cui si è fatto riferimento e di cui sono primo firmatario, non modifica una volontà rispetto al parere espresso per l'emendamento numero 9 che non è, naturalmente, un parere personale ma è ovviamente un parere della Commissione. Per fortuna, oggi, Maria Grazia ha recuperato quei tempi morti che invece le donne non si vedono assegnate nelle altre televisioni, perché sono sicuramente superiori gli interventi al femminile che non quelli al maschile in Aula.

Relativamente all'emendamento numero 9, la misura che viene prevista è la misura minima, non la misura massima, per cui il parere è contrario. Si accoglie l'emendamento numero 42, si invitano gli onorevoli Atzeri e Scarpa al ritiro degli emendamenti numero 36, numero 37 e numero 39 che, pur comprendendone la portata e la filosofia, rischiano di appesantire e di creare un livello di confusione nella legge, diversamente il parere sarebbe contrario. Si esprime parere favorevole per l'emendamento numero 45 e per l'emendamento numero 44; si invitano sempre gli onorevoli Atzeri e Scarpa al ritiro degli emendamenti numero 19 e il numero 38, diversamente il parere sarebbe contrario; si esprime parere favorevole per l'emendamento numero 43.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Balia. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Bene, colleghi, mettiamo in votazione l'emendamento numero 9. Onorevole Scarpa...

SCARPA (Gruppo Misto). Era per dopo.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 9. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 42. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 36.

Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, ritiro gli emendamenti numero 36, 37, 38 e 39 perché le argomentazioni che abbiamo affrontato in Commissione ci costringono al ritiro.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Atzeri.

Metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 43. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 44. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Chiedo scusa, onorevole Atzeri, l'emendamento numero 19 è stato ritirato?

Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Presidente, l'emendamento numero 19 è stato presentato per una ragione politica ben precisa. Durante le riunioni della giornata abbiamo avuto modo di illustrarla ai componenti della Commissione e anche ai Capigruppo della maggioranza. Ora, la sensibilità mostrata verso la questione che abbiamo posto ci induce a ritirare questo emendamento, confidando che le cose che ci siamo detti avranno il loro seguito. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Scarpa. L'emendamento numero 19 è ritirato.

Siamo all'articolo 4 bis.

MARROCU (D.S.). Il "45"!

PRESIDENTE. L'emendamento numero 45 è stato spostato all'articolo 6, perché era assegnato per errore all'articolo 4, per il resto abbiamo votato tutti gli emendamenti.

Passiamo all'esame dell'articolo 4 bis. All'articolo 4 bis sono stati presentati due emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4 bis e dei relativi emendamenti:

Art. 4 bis

Organi

1. La Consulta elegge al suo interno un Presidente. Il Presidente assicura l'ordine dei lavori e dirige la discussione.

2. Il Presidente è coadiuvato da un Ufficio di coordinamento, composto da due vicepresidenti ed altri sei consultori, da lui presieduto. I vice presidenti e gli altri sei componenti sono eletti dalla Consulta in due distinte votazioni; ogni votante indica sulla scheda un solo nome.

3. Alle riunioni dell'Ufficio di coordinamento possono partecipare il Presidente ed il Vice Presidente della prima Commissione permanente del Consiglio regionale.

4. L'Ufficio di coordinamento stabilisce il programma dei lavori, assume le determinazioni necessarie al buon funzionamento della Consulta, provvede all'attuazione dei suoi deliberati assicurando il necessario raccordo col Consiglio regionale, propone alla Presidenza del Consiglio regionale le eventuali iniziative che comportino spese.

Emendamento aggiuntivo Caligaris, Barracciu, Cerina, Cocco, Corrias, Lanzi, Sanna Simonetta.

Art. 4 bis

Alla fine del comma 2 aggiungere la frase "Deve essere comunque rispettato il rapporto paritario tra generi previsto dal comma 3 dell'articolo 4". (10)

Emendamento aggiuntivo Caligaris.

Art. 4 bis

Dopo il comma 4 è inserito il seguente:

"4 bis. La Consulta e il relativo Ufficio di coordinamento cessano l'attività con la trasmissione al Consiglio regionale del progetto di Statuto. Decadono, comunque, dopo un anno dall'insediamento.". (2).)

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). L'emendamento numero 10 è decaduto!

CALIGARIS (Gruppo Misto). No, il numero 10 non è decaduto perché appartiene all'articolo 4 bis e non al precedente. Quindi…

(Interruzioni)

Va bene, allora parlo in generale sull'articolo 4 bis, Presidente, e in ogni caso volevo sottolineare questo aspetto: oggi c'è il nuovo Governo, Presidente, lei lo saprà come lo sanno tutti i parlamentari sardi.

PRESIDENTE. Aspetti un secondo, così per darci un po' di ordine perché altrimenti ognuno parla a tema libero.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Stiamo parlando dell'Ufficio di coordinamento, Presidente.

PRESIDENTE. Un attimo, un attimo, un attimo. Se lei intende intervenire sull'articolo, va bene. Stiamo valutando se l'emendamento numero 10 è un emendamento attribuibile all'articolo 4 bis come è nel frontespizio e non invece all'articolo 4. Lei può intervenire sull'articolo, prego onorevole.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie Presidente, approfitto perché al "4 bis" è stato presentato anche l'emendamento numero 2 che attiene la cessazione dell'attività della Consulta e dell'Ufficio di coordinamento. Mi è parso che anche qui ci sia una svista, e cioè che fosse opportuno comunque inserire, com'era nel testo originario, la cessazione dell'attività prevedendo il termine di un anno.

Presidente, per completare il discorso sugli aspetti che sono legati alla logica con cui sono stati presentati gli emendamenti sottoscritti da tutte le rappresentanti in Aula del centrosinistra, dicevo che non vorrei che anche il Consiglio regionale, il suo Presidente, o il suo premier, dovendosi trovare a giustificare il motivo per cui in una Consulta non c'è una rappresentanza paritaria, dovessero finire col dichiarare che non possono pretendere di più, come hanno fatto, così riportano oggi i giornali, Veltroni e Mussi, i quali hanno lamentato la scarsa presenza di donne nel Governo, così come Prodi che, davanti a un dato di fatto (ricordo che qui la percentuale non raggiunge neanche il famoso 30 per cento che ormai è dato quasi per scontato essendo una quota accessibile alle donne), dice (secondo me da parte di un premier nazionale rasenta veramente il ridicolo): "Anche io mi aspettavo di più". Speravo che un rappresentante così autorevole di una coalizione di governo non dovesse esprimersi con queste parole davanti al fatto che, anche se è sempre colpa dei partiti, si devono trovare i sistemi, soprattutto laddove le assemblee, laddove i parlamenti richiedono a se stessi maggior autorevolezza, per poter essere veramente protagonisti in queste scelte.

Quindi, esprimendo rammarico per quello che è successo prima in Aula perché mi è saltata la prenotazione e ritenendo che, comunque, il Consiglio regionale sta commettendo un grave errore nel limitare l'accesso alle donne ad un quarto, ritengo che bisognerebbe non aspettare solo le grandi occasioni per fare dichiarazioni di principio ma praticarle costantemente. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Non si preoccupino i colleghi, userò solo trenta secondi.

Io vorrei rivolgermi alla collega Caligaris, che ha ricordato qui che il centrosinistra si è presentato con un listino di sole donne e che il presidente Soru ha presentato una Giunta al 50 per cento di donne, senza che ci fosse nessuna norma e nessun paletto che imponesse che il listino fosse di sole donne e che la Giunta per il 50 per cento fosse di donne.

Non sono i paletti fissati per legge, ma la volontà politica di rappresentare il mondo femminile quello che incide realmente nella sostanza e da questo punto di vista noi riteniamo che il nostro comportamento come Gruppo sarà coerente; aggiungo inoltre che in nessuna norma c'è scritto che le donne devono essere un quarto e che quello è il limite massimo della presenza femminile perché fa riferimento ai generi, potrebbe essere anche il contrario, un quarto di maschi e tre quarti di donne, quindi non c'è nessuno che vieta alle forze politiche di questo Consiglio regionale di consentire una presenza femminile più adeguata e non è certamente un emendamento portato in Aula all'ultimo minuto che consentirà questo. Per cui noi bocciamo questo emendamento, come abbiamo bocciato l'altro, ma non certamente perché non vogliamo un'adeguata presenza femminile che invece dal nostro Gruppo sarà garantito nella Consulta, nel rispetto di quella norma che non impedisce la possibilità di aver un'adeguata presenza femminile superiore al 50 per cento, come da voi indicato, o addirittura anche da tre quarti di donne che possono rappresentarci nella Consulta. Anch'io credo che ci siano tante donne che possano adeguatamente rappresentare questo Consiglio e la Sardegna all'interno della Consulta.

Ripeto, è già avvenuto che il centrosinistra abbia dimostrato attenzione senza che ci fosse nessuna norma e nessun paletto che lo imponessero ma la volontà politica del centrosinistra e del Presidente ha fatto sì che le donne fossero presenti nel listino e poi anche nella Giunta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Rinuncio al mio intervento data l'ora tarda, Presidente.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Balia, relatore.

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo), relatore. Sì, Presidente. Si esprime parere contrario per l'emendamento numero 10, si accoglie parzialmente l'emendamento numero 2 sino alla parola "Statuto", mentre chiediamo un voto separato per la seconda parte "Decadano, comunque, dopo un anno dall'insediamento".

PRESIDENTE. Va bene, colleghi. L'emendamento numero 10, per essere votato, ha necessità che venga eliminata la parola "paritario" perché altrimenti modifichiamo una decisione che il Consiglio ha assunto un attimo prima. Invito pertanto l'onorevole Caligaris al ritiro, altrimenti lo votiamo, onorevole Caligaris, ma senza la parola "paritario".

CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, per conto mio, tengo quel "paritario" perché nell'ispirazione …

PRESIDENTE. No, non è che lei lo tiene, a questo punto se lei lo tiene l'emendamento decade perché abbiamo votato nell'articolo precedente una cosa contraria, ha capito? Il Consiglio si è già espresso.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Allora dobbiamo mettere "un quarto"?

PRESIDENTE. Il Consiglio si è già espresso. Quindi, senza "paritario", l'emendamento potrebbe essere proposto al Consiglio, altrimenti decade perché è in conflitto con quanto...

CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, allora tolgo la parola "paritario" perché consente a un quarto di essere presente nell'ufficio di presidenza.

PRESIDENTE. Va bene, quindi votiamo l'emendamento numero 10 senza la parola "paritario".

Mettiamo prima in votazione l'articolo 4 bis, gli emendamenti sono aggiuntivi.

Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 4 bis, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 10, senza il termine "paritario". Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Procediamo adesso alla votazione per parti dell'emendamento numero 2.

Metto in votazione la prima parte dell'emendamento numero 2 fino alla parola " Statuto". Chi l'approva alzi la mano..

(E' approvata)

".

Metto in votazione la seconda parte dell'emendamento numero 2 da "Decadono" sino a "insediamento". Chi l'approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova) Chi non l'approva alzi la mano.

(Non è approvata)

Passiamo all'esame dell'articolo 5. All'articolo 5 sono stati presentati tre emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5 e dei relativi emendamenti:

Art. 5

Sede della Consulta

1. La Consulta si riunisce nella città di Cagliari, in una sede definita dalla Presidenza del Consiglio regionale.

2. Nella fase di consultazione possono essere svolte riunioni in altre sedi nel territorio regionale.

Emendamento soppressivo parziale Diana

Art. 5

Il comma 2 è soppresso. (25)

Emendamento soppressivo parziale Caligaris

Art. 5

Alla fine del comma 2 sono soppresse le parole "nel territorio regionale". (3)

Emendamento sostitutivo parziale Diana

Art. 5

Al comma 1 sostituire la parola "Cagliari" con "Oristano". (24).)

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, l'emendamento numero 3 intende porre l'accento sul fatto che la Consulta potrebbe avere necessità di riunirsi non solo nel territorio regionale ma anche al di fuori di esso, per esempio, nel caso in cui dovesse avere un incontro a Bruxelles per poter entrare in rapporto con dei funzionari. Ecco ha questa finalità.

Sull'articolo 6 torno dopo; volevo invece rilevare con soddisfazione che il Capogruppo del maggiore Gruppo in Aula ha fatto un'affermazione molto importante e significativa, pur sapendo di mentire però; perché, io ritengo che bisogna osservare con chiarezza che se non ci fosse stata una forte volontà da parte del Presidente di esprimere, nel listino, delle donne, benché siano stati i partiti…

(Interruzione)

No, ma non ve ne pentirete, non ve ne state pentendo, io credo.

Allora, se non ci fosse stata una forte volontà da parte del candidato allora Presidente nella costituzione di un listino al femminile, io ho motivo di dubitare seriamente che i partiti avrebbero proposto, in un listino blindato, nomi femminili. Mi perdoni l'onorevole Siro Marrocu, per cui nutro sincera stima, analogamente nulla di questo sarebbe accaduto se non ci fosse stata la decisione di avere in Giunta delle donne in modo paritario. Quindi io, per onestà intellettuale, dico questo come dico che si è trattata di una valorizzazione che credo debba avere anche un futuro; ma non basta dire che, con un quarto, noi garantiamo la rappresentanza di genere, perché io dubito fortemente che saranno in numero maggioritario le donne in questa Consulta, se non altro perché i partiti hanno al loro vertice sempre degli uomini e tutti gli organismi in generale vedono al vertice degli uomini.

Io so che questo è un ragionamento che dà fastidio e so anche che stasera mi sto assumendo un ruolo non facile, però è necessario cambiare la cultura e occorre essere onesti sino in fondo nel riconoscere che lasciare uno spazio a una donna significa sottrarlo ad un uomo e questo è difficile farlo anche quando la cultura, l'esperienza di vita, i rapporti relazionali che si hanno nei diversi ambienti di lavoro fanno riconoscere la validità delle persone che stanno intorno. Grazie.

PRESIDENTE. Io, con garbo, vi richiamo a stare al tema, adesso stiamo discutendo della sede della Consulta, cioè degli emendamenti all'articolo 5, altrimenti insomma ognuno può approfittare della parola del diritto di tribuna, come si dice, per parlare di qualunque cosa. Vi invito a stare al tema perché altrimenti è più complicato il nostro lavoro.

E' iscritta a parlare la consigliera Corrias. Ne ha facoltà.

CORRIAS (D.S.). Presidente, solo per...

(Interruzione)

Il mio Capogruppo non ha bisogno di essere difeso, però mi corre l'obbligo, visto che anche altre donne sono dotate di parola, di dire una parola su questo argomento. Siamo figli del nostro tempo, io credo che questa maggioranza, questo centrosinistra abbia fatto molto di più di passate maggioranze per quanto riguarda le donne, bisogna riconoscerlo; i DS, per quanto mi riguarda, hanno votato per scegliere delle donne nel listino all'interno di un organismo. Non è in discussione qui, stasera, mi richiamo per questo all'ordine del giorno, il ruolo della donna nella società moderna e nella politica, credo che quello che è stato detto della percentuale minima del 25 per cento sia un buon inizio, in quanto, ripeto, siamo figli del nostro tempo.

A volte, è vero, servono delle forzature, sono però dei percorsi culturali; bisogna prendere atto delle cose che stanno cambiando e non serve forse essere - diciamo - sempre con la bandiera delle donne in mano per dimostrare che siamo dalla parte delle donne insomma. Io credo che, a volte, bisogna saper lavorare nelle Commissioni e, sapendo quanto è stata difficilissima una composizione delle percentuali, delle quote, in grado di rappresentare tutto il mondo sardo, ritengo che bisogna dare atto al lavoro enorme che è stato fatto in Commissione anche per quanto riguarda questo aspetto. Grazie.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Balia, relatore.

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo), relatore. Esprimo parere contrario per l'emendamento numero 25, idem per il "3", la stessa cosa per l'emendamento numero 24.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 25. Chi lo approva alzi la mano.(Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

( Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 24. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 5. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 6. All'articolo 6 sono stati presentati sei emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6 e dei relativi emendamenti:

Art. 6

Attività della Consulta

1. Ciascun componente della Consulta, ciascun consigliere regionale e ciascun deputato o senatore eletto in Sardegna, entro il termine stabilito dal calendario dei lavori, ha facoltà di presentare proposte articolate per la formazione del progetto di Statuto, riguardanti anche solo parte degli argomenti previsti.

2. Il Presidente della Regione può, in qualsiasi fase dei lavori della Consulta, nei termini previsti dal comma 1, partecipare ed intervenire, presentare documenti e formulare proposte sui temi in discussione.

3. La Consulta e il Presidente della Regione possono, d'intesa fra loro, prevedere la partecipazione di uno o più componenti della Giunta regionale per aspetti specifici.

4. La prima Commissione del Consiglio regionale è puntualmente informata su ogni fase dei lavori della Consulta e può proporre alla stessa integrazioni sui temi da trattare.

5. La Consulta può procedere ad audizioni, sollecitare contributi di singole personalità e di centri o istituti di studio e ricerca, formulare quesiti e richieste, assumere ogni iniziativa utile coinvolgendo organismi culturali, sociali ed economici, il mondo del volontariato e dell'associazionismo, ivi compresi i sardi residenti fuori dall'Isola per il più ampio esame delle proposte.

6. La Consulta tiene una seduta speciale nella quale intervengono i deputati e senatori eletti in Sardegna.

7. Possono essere istituiti gruppi di lavoro su singoli aspetti.

8. Ciascun componente della Consulta può presentare emendamenti e chiedere che siano votati o inclusi nel documento finale.

9. La Consulta delibera a maggioranza.

10. Decorso il termine di cui al comma 1, la Consulta procede all'esame delle diverse proposte e predispone un progetto di Statuto ai sensi dell'articolo 2, che viene proposto alla consultazione finale disciplinata dall'articolo 7 bis.

11. La Consulta può nominare uno o più relatori. Nella relazione è dato conto dell'attività svolta dalla Consulta, dei documenti e delle proposte raccolti.

Emendamento soppressivo parziale Caligaris

Art. 6

Il comma 2 è soppresso. (4)

Emendamento soppressivo parziale Caligaris

Art. 6

Il comma 3 è soppresso. (5)

Emendamento soppressivo parziale Diana

Art. 6

Il comma 5 è soppresso. (26)

Emendamento aggiuntivo Scarpa, Atzeri

Art. 6

Dopo il comma 4 è aggiunto il seguente:

"4 bis. Per lo svolgimento di tutte le attività di cui al precedente comma 4 la composizione della Prima Commissione del Consiglio regionale viene integrata con componenti effettivi in modo che tutti i partiti politici rappresentati all'interno del Consiglio regionale abbiano almeno un proprio rappresentante all'interno della Prima Commissione.". (20)

Emendamento aggiuntivo Pinna, Balia, Corrias, Cucca Giuseppe, Cugini, Orrù, Pittalis, Sanna Francesco

Art. 6

Dopo il comma è aggiunto il seguente:

" 4 bis. Per lo svolgimento di tutte le attività di cui al comma 4, la Prima Commissione è integrata in modo da assicurare la presenza di tutti i Gruppi consiliari e di un rappresentante eletto per ogni lista che ha partecipato alle elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale del 12 giugno 2004, ove non presente in Commissione. Per le designazioni, il numero legale ed il voto si applicano le norme del Regolamento interno del Consiglio regionale per le Commissioni in sede redigente". (46)

Emendamento aggiuntivo Pinna - Balia - Corrias - Cucca Giuseppe - Cugini - Orrù - Pittalis - Sanna Francesco

Art. 6

Nel comma 6 dell'articolo 6 dopo l'espressione "la Consulta tiene" si aggiunge il termine "una o più sedute speciali". (45).)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Sanna Francesco. Ne ha facoltà.

SANNA FRANCESCO )(La Margherita-D.L.).Presidente, chiedo di poter brevemente illustrare l'emendamento numero 46 ma, soprattutto, proporre un emendamento orale, una piccola integrazione, che adesso riferisco. Si tratta di uno di quei punti che, nel negoziato con l'opposizione, è stato richiesto come momento significativo di ripresa di un dialogo fra la maggioranza e l'opposizione, uscita dal voto del 2004, su tutti i punti qualificanti delle riforme istituzionali che riguardano l'ordinamento regionale a cui noi abbiamo detto di sì; si trattava semplicemente di percorrere un tratto di strada che vedesse l'organismo consiliare, la Prima commissione, integrata eccezionalmente in forma praticamente paritaria, quindi prescindendo dalla composizione che viene a determinarsi oggi sulla base di rapporti di forza che vengono orientati anche dal premio di maggioranza e consentendo a tutti i Gruppi (oggi non è così per effetto del nostro Regolamento consiliare), a tutti i rappresentanti delle liste, che hanno ottenuto eletti, di essere presenti nella Prima commissione quando si trattano temi di Statuto, di legge statutaria, di legge elettorale.

Noi iniziamo a farlo, come atto autonomo di buona volontà politica, per quanto riguarda le competenze della Prima commissione, limitatamente ai lavori della Prima commissione, che vengono previsti dalla legge, di affiancamento, di accompagnamento e di recepimento dell'esito del lavoro della Consulta statutaria. Chiedo di aggiungere dopo le parole "e di un rappresentante", la parola "eletto" per ogni lista, quindi va letto: "la Prima commissione è integrata in modo da assicurare la presenza di tutti i Gruppi consiliari e di un rappresentante eletto per ogni lista che ha partecipato alle elezioni per il Consiglio regionale; cioè praticamente integriamo con i consiglieri regionali, non diamo il diritto a chi non è stato eletto di essere parte di un organismo consiliare. Questo ci sembrava troppo. Grazie.

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, io ho forti riserve su questo emendamento, fortissime, nel senso che modifichiamo per legge, anche se limitatamente a quanto previsto dal comma 4, il Regolamento di funzionamento del Consiglio regionale, il che introduce una modifica anche per quanto riguarda i sistemi di voto; se io l'avessi visto prima che venisse accolto, non l'avrei giudicato ammissibile pertanto vi invito a pensare che non è questo il modo per risolvere un problema politico che è sorto, perché, altrimenti, questo modo potrebbe essere utilizzato ogni volta che la situazione politica lo richieda.

Quindi, vi invito a riflettere sul ritiro dell'emendamento; la Commissione, ai fini dell'informazione sul procedimento del lavoro della Consulta, può essere informata e si può integrare nei modi e nelle forme che meglio si ritiene opportuno. Se dobbiamo modificare il Regolamento del Consiglio, lo facciamo attraverso le strade opportune, che sono quelle della Giunta per il Regolamento e della discussione. Io capisco, mi dispiace, insomma, che lo abbia visto a questo punto, ne avremmo potuto parlare prima se avessero richiesto il mio parere prima della ammissione in Aula. Quindi, vi prego di valutare le cose che ho detto. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, io credo di aver illustrato con sufficiente chiarezza il senso sia dell'emendamento numero 4 che dell'emendamento numero 5 che appunto non voleva essere inteso come una limitazione, ma come un atteggiamento di attenzione nei confronti anche del testo, perché, a mio avviso, rispetto al comma 1 e al comma 2 c'è una sorta di contraddizione, come ho anche spiegato all'onorevole Pinna.

Colgo l'occasione, però, visto che mi ha dato la parola, Presidente, per chiedere scusa all'onorevole Corrias, se mai, con qualche mia espressione, ho, diciamo così, messo alla prova la sua sensibilità, perché, l'ho detto nella relazione introduttiva, io ho apprezzato molto il lavoro che è stato fatto dalla Commissione e so quanto l'onorevole Corrias ha lavorato per questi aspetti, non era mia intenzione, nella misura più assoluta, in qualche modo richiamare la sensibilità di qualcuno in quest'Aula, mi stavo riferendo solo ad un ragionamento generale. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). La ringrazio, Presidente, in effetti, le considerazioni che ha fatto lei erano in parte presenti nella discussione che abbiamo svolto, perché si capisce che non possiamo modificare il Regolamento. Presi forse anche dalla volontà di stabilire un rapporto - purtroppo poi è andata com'è andata - con i colleghi dell'opposizione, noi avevamo introdotto anche questo argomento; comunque ritiriamo l'emendamento, però ci teniamo a confermare in Aula che c'è un'esigenza politica che deve essere risolta "politicamente", per un rapporto più ravvicinato con i colleghi dell'opposizione, con i colleghi del Consiglio, per fare in modo che l'apporto dei colleghi, presenti in Aula e non presenti in Commissione, possa essere in qualche modo recuperato. In attesa di una modifica, qualora dovessimo accedere a una modifica del Regolamento, ci impegniamo politicamente a trovare punti di convergenza nella Commissione, ma anche nel rapporto con i colleghi, per fare in modo che il contributo che viene proposto all'attenzione del Consiglio trovi corrispondenza, poi, nell'attività della Commissione.

Faccio un esempio, per comprenderci con i colleghi e compagni del Partito Sardo d'Azione: qualora ci dovessero essere delle posizioni non proponibili, perché avanzate da qualcuno non facente parte della Commissione, un componente della Commissione - potrei essere anche io - si farà carico di esprimere quelle valutazioni e conseguentemente assumerà anche un impegno pratico, per fare in modo che quella posizione venga comunque portata all'attenzione della Commissione, in attesa, chiaramente, di una soluzione…

(Interruzione)

Possono essere invitati, ma adesso stiamo anche dicendo qualcosa in più, riferita al fatto che, se i colleghi non possono votare perché solo invitati, qualche collega del centrosinistra si farà portatore, perché convinto chiaramente, non in modo formale, si farà portatore di quella posizione politica sino al sostegno anche attraverso il voto.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Grazie, Presidente, io e il collega Atzeri abbiamo presentato l'emendamento numero 20, perché nel momento in cui abbiamo ritenuto indispensabile la nostra partecipazione ai lavori su questo tema così importante come lo Statuto, la riforma e il nuovo Statuto di sovranità del Popolo sardo, abbiamo anche pensato che la nostra partecipazione ai lavori della Commissione autonomia fosse necessaria. Noi siamo entrambi componenti del Gruppo Misto e il Gruppo Misto è composto da nove consiglieri regionali, per una questione di, come dire, cortesia nei confronti di altri colleghi più anziani di legislatura, abbiamo dovuto rinunciare ad essere presenti formalmente nella Prima commissione, quindi, per questa ragione, noi non abbiamo potuto seguire, da dentro la Commissione, tutti i lavori preparatori del testo che stiamo esaminando oggi.

Allora, è stato detto (anche da Capigruppo della maggioranza, e l'ho apprezzato molto) che, per questo processo, in una stagione di riforme, di grandi riforme, la Prima commissione deve avere un ruolo importante e che, quindi, l'esigenza che tutte le identità politiche siano rappresentate in questa Commissione non riguarda solo lo Statuto, ma anche le altre riforme. Quindi, io, Presidente, faccio formalmente presente a lei, come garante delle prerogative dei consiglieri, l'esigenza, che il Partito Sardo d'Azione pone, di essere presente durante i lavori della Prima commissione. Noi abbiamo tentato di individuare una strada con questo emendamento, se lei ci comunica che l'emendamento è inammissibile, le chiedo di prendersi carico di questo problema che le poniamo e di verificare con quali modalità il Partito Sardo d'Azione possa partecipare ai lavori della Prima commissione. Quindi, per questa ragione, se lo deve dichiarare inammissibile, prima di farlo decadere, lo ritiriamo.

PRESIDENTE. Sì, io ho evidenziato le ragioni sulle quali si fonda questa mia opinione. Capisco le ragioni politiche che stanno alla base della formulazione sia dell'emendamento numero 20 sia del numero 46, è un problema politico che deve essere affrontato nella sede propria, anche in quella regolamentare e, quindi, l'obiezione è al fatto che la questione si sta affrontando in questa legge. Sono disponibile a farmi carico, insieme ai Gruppi politici, di un'eventuale modifica regolamentare da introdurre, mi sembra la via più semplice, anche soltanto con una norma transitoria che duri per il tempo di vita della Consulta, senza costituire il precedente che, con le leggi, modifichiamo il Regolamento interno di funzionamento che avrebbe bisogno di una sedimentazione diversa e anche di una maggiore riflessione.

Allora, se questo è l'impegno che lei mi chiede, io l'assumo: convocherò i Capigruppo, per trovare insieme una strada da sottoporre alla Giunta per il Regolamento, e quindi conclusivamente all'Aula. E' un impegno che io assumo senz'altro.

E' iscritto a parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Penso che non sia sfuggito a nessuno l'atteggiamento assunto dai rappresentanti di un partito nobile come il Partito Sardo d'Azione su una materia rispetto alla quale registriamo un fattivo contributo; per quanto mi riguarda e ci riguarda, penso che il problema si possa risolvere già nell'ambito di un ottimo rapporto che esiste all'interno del Gruppo Misto con i rappresentanti del Partito Sardo d'Azione.

Io assicuro i colleghi, onorevoli Scarpa e Atzeri, per quanto riguarda i Popolari - U.D.E.U.R., che rappresento nella Prima commissione ma quale componente del Gruppo Misto, che io cedo ben volentieri a loro il mio posto in modo che il Partito Sardo d'Azione abbia la rappresentanza nella Commissione autonomia appunto per la trattazione della materia in discussione, per il tempo in cui questa sua partecipazione sarà necessaria e indispensabile, in attesa che il presidente Spissu, come stasera ci riferisce, possa trovare gli strumenti per dare una soluzione definitiva al problema.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo). Presidente, l'ultimo intervento dell'onorevole Pittalis ha praticamente almeno parzialmente smorzato un po' il senso della mia proposta che prevedeva, oltre una possibile modificazione del Regolamento, a cui lei aveva accennato e che richiede in ogni caso dei tempi, dentro l'Aula, anche un impegno di tipo politico, che possa andare oltre quello che già l'onorevole Cugini ha enunciato. Se io adesso non interpreto male il Regolamento, per l'intanto, ogni consigliere è libero di partecipare alle sedute delle Commissioni, all'interno delle quali ha anche diritto di proposta, non ha il diritto di voto; il diritto di voto sugli argomenti che sono all'ordine del giorno verrà in qualche maniera esercitato nel senso che avremo la necessaria sensibilità politica per raccogliere eventuali indicazioni da chi della Commissione non facesse parte.

Io credo, Presidente, che possiamo in ogni caso assumere in questa sede un impegno, che può essere quello che il presidente Pinna informi in ogni caso i rappresentanti del P.S.d'Az. o altri, perché possano partecipare ai lavori della Commissione, sia pure con i limiti a cui si è accennato. Naturalmente, alla luce delle considerazioni che il Presidente faceva, non ha senso d'essere l'emendamento numero 46, per cui viene ritirato.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Sì, intervengo molto brevemente, Presidente, perché io credo che il problema, sollevato con questi due emendamenti, uno dei quali è quello che poc'anzi l'onorevole Balia ha comunicato di ritirare, sia importante, in quanto si tratta di garantire la massima partecipazione al processo riformatore, in particolare a quello relativo alla riscrittura dello Statuto, alla legge statutaria e alla legge elettorale. Io penso che, prima di avviare il processo di riscrittura dello Statuto, sia necessario procedere per trovare una soluzione. Credo che sia nell'interesse di tutti garantire il massimo della partecipazione già nei lavori della Commissione, per cui io credo che la proposta, che in qualche modo annunciava il Presidente, di una modifica, di una norma transitoria, per quanto riguarda l'esame per la riforma dello Statuto, possa e debba essere approvata perché, ripeto, la partecipazione più ampia possibile è nell'interesse di tutti e quindi in qualche modo noi la dobbiamo favorire per non lasciare nessuno fuori da questo processo.

PRESIDENTE. Sì, colleghi, mi sembra che siamo d'accordo sul senso della richiesta e sulla esigenza politica che sta alla base degli emendamenti, in parte la questione è risolta nel Regolamento, con il comma 6 dell'articolo 28, nel senso che si può partecipare alle riunioni delle Commissioni avendo sia la comunicazione preventiva sulla data della riunione sia il diritto di parola, tranne che il diritto di voto. Stiamo parlando di una materia sulla quale eventualmente si vota un attimo prima che il provvedimento venga trasmesso in Aula, quindi c'è anche tutto il tempo perché questo aspetto possa essere affrontato e risolto.

Il diritto di partecipazione e di informazione, anche quello di espressione della propria volontà, è garantito in ogni caso; conclusivamente, io mantengo e confermo l'impegno ad affrontare insieme il problema per trovare una modalità di organizzazione nell'immediato e anche nella prospettiva più lunga di una sua risoluzione rendendomi conto che è un problema politico prima che regolamentare.

Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Balia, relatore.

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo), relatore. Esprimo parere contrario per l'emendamento numero 4, per l'emendamento numero 5 e per l'emendamento numero 26. Si accoglie invece l'emendamento numero 45.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. La Giunta intende discostarsi rispetto al parere espresso dal relatore relativamente agli emendamenti numero 4 e 5, perché intende rimettersi in questo caso al parere dell'Aula; sugli altri emendamenti invece è conforme.

PRESIDENTE. Grazie Assessore.

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 4, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 5. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 26. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'articolo 6. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 45. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'articolo 7. All'articolo 7 sono stati presentati due emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7 e dei relativi emendamenti:

Art. 7

Forme di pubblicità

1. Le sedute della Consulta sono pubbliche.

2. Gli atti e i documenti della Consulta, in ogni fase di attività, sono resi pubblici mediante strumenti telematici accessibili a tutti.

3. La Consulta può promuovere forme di consultazione telematiche; dei risultati è data notizia nella relazione finale.

EMENDAMENTO aggiuntivo CALIGARIS

Art. 7

Nel comma 2, dopo "resi pubblici" è aggiunto "anche". (6)

EMENDAMENTO aggiuntivo CALIGARIS

Art. 7

Nel comma 3 dopo "promuovere" è aggiunto "anche". (7).)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Balia, relatore.

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo), relatore. Si accoglie l'emendamento numero 6, si esprime parere contrario per l'emendamento numero 7.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Parereconforme.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 7. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 6. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 7. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 7 bis. All'articolo 7 bis sono stati presentati sette emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7 bis e dei relativi emendamenti:

Art. 7 bis

Consultazione finale

1. Il progetto di Statuto, prima di essere trasmesso al Consiglio regionale, è reso noto alla comunità regionale, fatto oggetto della massima diffusione, trasmesso ai comuni ed alle province della Sardegna i quali possono inviare alla Consulta, entro quarantacinque giorni, documenti di indirizzo e proposte di modifica.

2. Entro lo stesso termine i residenti nell'Isola, i sardi emigrati anche tramite le loro organizzazioni, le associazioni ed altri soggetti operanti in Sardegna, possono far pervenire alla Consulta pareri, osservazioni e proposte modificative.

3. Al fine di promuovere il coinvolgimento del sistema delle autonomie locali della Sardegna, nei trenta giorni successivi, il presidente della Consulta d'intesa con i presidenti delle province, convoca un'assemblea territoriale dei consigli provinciale e comunali in ciascuna delle otto province.

4. Nei quarantacinque giorni successivi la Consulta, tenuto conto delle risultanze delle assemblee, definisce il progetto di Statuto, lo approva e lo trasmette al Consiglio regionale.

EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA.

Art. 7 bis

L'articolo 7 bis è soppresso. (27)

EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA.

Art. 7 bis

Il comma 1 è soppresso. (28)

EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA.

Art. 7 bis

Il comma 2 è soppresso. (29)

EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA.

Art. 7 bis

Il comma 3 è soppresso. (30)

EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA.

Art. 7 bis

Il comma 4 è soppresso. (31)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale ATZERI, SCARPA.

Art. 7 bis

Nel comma 1 sostituire la parola "quarantacinque" con la parola "trentacinque". (34)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CALIGARIS, BARRACCIU, CERINA, COCCO, CORRIAS, LANZI, SANNA Simonetta.

Art. 7 bis

Il comma 2 è così sostituito:

"2. Entro lo stesso termine, i residenti nell'Isola, i sardi emigrati e gli immigrati, anche tramite le loro organizzazioni, le associazioni, gli organismi di parità ed altri soggetti operanti in Sardegna, possono far pervenire alla Consulta pareri, osservazioni e proposte modificative.". (11).)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Balia, relatore.

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo), relatore. Si esprime parere contrario per gli emendamenti numero 27, 28, 29, 30, 31; si invitano i presentatori al ritiro dell'emendamento numero 34, diversamente il parere sarebbe contrario per considerazioni che abbiamo fatto con i presentatori stessi all'interno della Commissione; parere contrario all'emendamento numero 11 perché è già ricompreso nel comma 2.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere della Giunta è conforme. Si associa all'invito del relatore nei confronti dei presentatori dell'emendamento numero 34 perché possa essere ritirato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). L'emendamento è ritirato.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 34 è stato ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 27. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 28. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 29. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 30. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 31. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 11. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'articolo 7 bis. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

L'articolo 8 e l'articolo 9 sono stati soppressi.

Passiamo all'esame dell'articolo 10.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 10:

Art. 10

Insediamento

1. Il Presidente del Consiglio convoca la Consulta per l'insediamento entro quindici giorni dalle votazioni di cui all'articolo 4. Apre i lavori e presiede la seduta.

2. Alla seduta partecipa il Presidente della Regione.

3. Si procede quindi all'elezione del Presidente della Consulta e dell'Ufficio di coordinamento.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 11. All'articolo 11 è stato presentato un emendamento.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 11 e del relativo emendamento:

Art. 11

Supporto e segreteria

1. Il supporto per l'attività istruttoria e di segreteria è assicurato dal Consiglio regionale, eventualmente ricorrendo, per le sole funzioni inferiori a quelle dirigenziali, a convenzioni e contratti di lavoro a tempo determinato secondo quanto previsto dalla legislazione vigente, assicurando in ogni caso un'adeguata selezione del personale.

2. Tutte le spese necessarie per l'attività della Consulta sono disposte dall'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale su proposta dell'Ufficio di coordinamento.

EMENDAMENTO soppressivo parziale ATZERI, SCARPA

Art. 11

Nel comma 1 sopprimere le parole da "eventualmente ricorrendo" a "selezione del personale". (33).)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento, ha facoltà di parlare il consigliere Balia, relatore.

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo), relatore. Si esprime parere contrario.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA,Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Parere conforme.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 33. Chi lo approva alzi la mano.(Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'articolo 11. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 12.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 12:

Art 12

Rimborsi

1. Ai componenti della Consulta compete un gettone di presenza per ogni giornata di seduta, della assemblea plenaria o dei gruppi di lavoro formalmente costituiti, indipendentemente dal numero di sedute, di ammontare pari alla diaria giornaliera dei consiglieri regionali.

2. Nel caso in cui al componente della Consulta lavoratore dipendente siano concessi permessi retribuiti, l'amministrazione del Consiglio regionale su richiesta dei datori di lavoro provvede al rimborso delle spese secondo quanto previsto dall'articolo 80 del decreto legislativo 18 agosto 2000, numero 267 (Testo unico degli enti locali).

3. Nel caso in cui il componente della Consulta sia posto in aspettativa non retribuita, l'amministrazione del Consiglio regionale provvede, dandone tempestiva comunicazione ai datori di lavoro, al versamento a proprio carico degli oneri assistenziali, previdenziali ed assicurativi per il relativo periodo. Per i componenti della Consulta che non siano lavoratori dipendenti si provvede secondo le modalità previste dal comma 2 dell'articolo 86 del decreto legislativo 267 del 2000.

4. I componenti della Consulta posti in aspettativa non retribuita e quelli che non siano lavoratori dipendenti possono optare per la trasformazione del gettone di presenza in indennità di funzione mensile, il cui ammontare è forfettariamente fissato in misura pari a ventisei giorni di diaria. È prevista la detrazione di un ammontare pari ad una giornata di diaria per ogni assenza non giustificata.

5. Per quanto non previsto si applicano in quanto compatibili le disposizioni previste per i consiglieri comunali dagli articoli 79, 80, 81, 82 e 86 del decreto legislativo n. 267 del 2000.

6. Il trattamento è erogato dall'amministrazione del Consiglio regionale, che provvede a tutti gli adempimenti relativi.

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 13.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 13:

Art. 13

Norma finanziaria

1. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge sono valutati in euro 2.500.000.

2. Nel bilancio della Regione per l'anno 2006 è apportata la seguente variazione:

in diminuzione

03 - PROGRAMMAZIONE

UPB S03.006

FNOL - parte corrente

2006 euro 2.500.000

mediante riduzione della riserva di cui alla voce 12 (Interventi di parte corrente) della tabella A allegata al disegno di legge finanziaria.

in aumento

04 - PRESIDENZA DELLA GIUNTA

Servizio 02 - UPB S01.013

Consiglio regionale

2006 euro 2.500.000.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Procediamo adesso alla votazione finale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di legge numero 78/A.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il presidente Soru e il consigliere Giorico hanno votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Giagu - Giorico - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uggias.

Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Scarpa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 46

Votanti 44

Astenuti 2

Maggioranza 23

Favorevoli 44

(Il Consiglio approva).

I lavori odierni si concludono qui, il Consiglio è convocato per domani, venerdì 19 maggio, alle ore 10, per la prosecuzione dell'ordine del giorno.

La seduta è tolta alle ore 21 e 52.