Seduta n.220 del 14/03/2002
CCXX SEDUTA
(POMERIDIANA)
Giovedì 14 marzo 2002
Presidenza del Vicepresidente Biggio
indi
del Presidente Serrenti
indi
del Vicepresidente Biggio
La seduta è aperta alle ore 16 e 11.
masia, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di giovedì 7 marzo 2002 (215), che è approvato.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge numero 295. Sono previste dichiarazioni di voto sugli emendamenti numero 200 e 404.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Signor Presidente, a mio avviso non ci sono le condizioni per riprendere il dibattito in Aula, perché la maggioranza è assente quasi completamente.
Chiedo quindi di sospendere i lavori per un quarto d'ora, venti minuti, onde consentire ai consiglieri della maggioranza di prendere posto.
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, i consiglieri presenti hanno chiesto di iniziare la seduta nonostante io avessi rilevato l'esiguità delle presenze.
Io mi sono uniformato alla vostra richiesta.
Se lo ritenete opportuno richiedete pure la sospensione, però credo che questa richiesta non farebbe altro che peggiorare la situazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (F.S.D.). Rinunciamo ad intervenire sull'emendamento e chiediamo immediatamente il voto sullo stesso.
PRESIDENTE. Prima della richiesta avanzata dall'onorevole Balia l'onorevole Sanna Alberto aveva proposto una breve sospensione a cagione della scarsa presenza di consiglieri in Aula.
Sospendo quindi la seduta per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 14, viene ripresa alle ore 16 e 22.)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, io credo che anche il comma 17 dell'articolo 2 sia da annoverare tra le norme intruse che abbiamo detto, a più riprese, non dovrebbero essere ricomprese nella manovra di bilancio e nella legge finanziaria.
Ritengo quindi opportuna la presentazione di questo emendamento numero 200da parte dei colleghi Gian Valerio Sanna, Spissu, Fadda, Dore e Balia.
La mia dichiarazione di voto è pertanto a favoredi questo emendamento e chiudo invitando anche l'Aula a fare altrettanto.
PRESIDENTE. I consiglieri Secci, Scano, Selis, Balia, Fadda e Spissu mi comunicano che rinunciano al loro intervento.
FADDA (Popolari-P.S.). Votiamo.
USAI (A.N.). No, non è così!
BALLETTO (F.I.). Presidente, vorrei intervenire per dichiarazione di voto.
FADDA (Popolari-P.S.). Allora non rinunciamo più.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Pregherei i colleghi della maggioranza di seguire attentamente i lavori per evitare che si creino situazioni incresciose. Chiedo ai signori iscritti a parlare se intendano o meno intervenire .
FADDA (Popolari-P.S.). Sì.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare per dichiarazione di voto il consigliere Secci. Ne ha facoltà.
SECCI (Popolari-P.S.). Rinuncio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Scano.
FADDA (Popolari-P.S.). Parlerà dopo, adesso parlo io.
PRESIDENTE. Che cosa vuol dire che parlerà dopo, signori? Che cosa stiamo facendo qui, un carosello?
Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, la ripresa dei lavori, come lei sa, era prevista per le ore 16. A nostro avviso questa maggioranza vuole fare ostruzionismo, ma poiché ha chiesto la parola l'onorevole Balletto, e quando il relatore di maggioranza chiede la parola noi riteniamo debba dirci qualcosa di importante, le chiediamo di dare la parola all'onorevole Balletto.
Noi manteniamo le nostre iscrizioni a parlare, però siamo consapevoli che chi vuole che questa finanziaria non venga approvata è la maggioranza e non l'opposizione.
PRESIDENTE. Onorevole Fadda, io seguo l'ordine delle iscrizioni a parlare; se lei vuole, io la inserisco e quando sarà il momento le darò la parola.
FADDA (Popolari-P.S.). Non giochiamo, Presidente!
PRESIDENTE. Ripeto che è iscritto a parlare il consigliere Secci, che ha rinunciato; l'onorevole Scano ha rinunciato, è iscritto a parlare l'onorevole Selis.
FADDA (Popolari-P.S.). Lei doveva mettere ai voti e non lo ha fatto, quindi noi parleremo tutti. Non giochiamo!
CAPPAI (C.C.D.). Hanno rinunciato, no?
PRESIDENTE. I lavori sono sospesi per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 29, viene ripresa alle ore 16 e 35.)
PRESIDENTE. Prima di riprendere i lavori voglio ricordare quanto è avvenuto ieri. Io nell'ambito delle iscrizioni a parlare, per favorire un minimo di alternanza, ho cercato di inserire un intervento del centrodestra, ma mi è stato detto che non era il caso di sconvolgere una scaletta ormai predisposta. E io mi sono attenuto a questo desiderio espresso dal centrosinistra. Stasera si sostiene il contrario. A questo punto bisogna che troviamo una via equilibrata per proseguire.
Credo che tutti abbiano, nell'ambito dei tempi concessi dal Regolamento e dalla prassi, l'opportunità di intervenire a favore o contro gli argomenti in discussione. Occorre trovare una soluzione che accontenti tutti, maggioranza e opposizione. Io comunque continuo con l'ordine previsto dalla scaletta. E' iscritto a parlare, dopo l'onorevole Secci che ha rinunciato, l'onorevole Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (D.S.). Rinuncio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Signor Presidente, se fossimo stati in presenza dell'onorevole Serrenti avremmo anche potuto condurre la discussione diversamente, però poiché con lei esiste un rapporto positivo io intervengo proprio perchè vogliamo che questo rapporto rimanga tale.
I miei colleghi del centrosinistra si sono tutti iscritti a parlare stamattina, poi, i colleghi del centrodestra hanno espresso la volontà di rendere anche loro dichiarazioni di voto"; ma ben si comprende che questa decisione è nata dall'esigenza di prendere tempo per consentire la presenza in Aula della maggioranza.
Ora, la presenza dei colleghi del centrodestra è ormai assicurata, quindi io chiedo ai colleghi che hanno chiesto di intervenire per dichiarazione di voto se confermano questa volontà. Qualora volessero confermarla, è chiaro che anche i colleghi del centrosinistra potrebbero rivedere la loro posizione; perché lei sa e mi insegna che alzando la mano si fa una richiesta di dichiarazione di voto dichiarazione che si può poi fare o non fare.
I colleghi del centrosinistra iscritti a parlare vogliono parlare, se ci sono colleghi del centrodestra che intendono fare altrettanto io chiederei di applicare il principio dell'alternanza, in caso contrario è bene che rimanga in piedi il meccanismo che abbiamo adottato questa mattina, quindi chi è iscritto a parlare parla, e chiaramente parlerà una sola volta, di conseguenza la richiesta di iscrizione a parlare da parte dei colleghi del centrodestra si può considerare un fatto di natura tecnico-politica e il discorso si chiude lì.
Cerchiamo di evitare, Presidente Biggio, mi scusi, di chiamare i colleghi che non sono presenti in Aula, e che non possono dire né se parlano né se non parlano. Quando rientreranno in Aula alzeranno la mano e chiederanno di parlare, perché lo potranno fare in qualsiasi momento.
PRESIDENTE. Onorevole Cugini, io non ho chiamato colleghi che erano assenti dall'Aula.
CUGINI (D.S.). Adesso lei ha chiamato il collega Scano che ha ribadito di non voler parlare perché stiamo continuando sulla scia della logica precedente. Io la invito a chiamare i colleghi presenti che non hanno rinunciato a parlare, ma che non sono stati chiamati. Io la sto avvertendo, quando i colleghi rientreranno solleveranno la mano e chiederanno di intervenire. Non è quello comunque il meccanismo. Seguiamo le decisioni assunte questa mattina, perché la discussione di merito va fatta in quanto quello che stiamo trattando è un punto delicato; certo, ci sono opinioni diverse ma convergenti su una determinata esigenza.
Chiedo ancora un secondo per comunicare che il collega Corona, questa mattina, mi ha detto che la maggioranza intendeva proporre un momento di incontro su una proposta relativa alla finanziaria con i colleghi del centrosinistra.
Se quanto detto dal collega Corona dovesse essere confermato verificheremo il momento, le proposte, come si intende procedere. Chiaramente il collega Corona mi ha mi ha fatto questa confidenza contando sulla mia riservatezza e io, infatti, non ne parlo con nessuno
Sempre secondo l'onorevole Corona, su questa ipotesi di lavoro concorderebbe anche il Presidente Pili. Io non ne sto parlando con nessuno, però chiaramente vorrei che venisse effettuata una verifica.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Bravo Renato!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Emanuele Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA EMANUELE (D.S.). Signor Presidente, chiedo scusa, io non voglio intervenire sul tema delicatissimo sollevato dal nostro collega e segretario regionale Cugini, ma approfitto della presenza, anche se sta parlando al telefono, del Presidente Pili, per ricordare che stamattina il Presidente della Giunta si è impegnato col Consiglio e col Presidente dell'Assemblea a fornire ai consiglieri copia dei documenti sulle deliberazioni assunte ieri in sede comunitaria. Io ne ho richiesto copia, pensando fosse stata fornita al Servizio Assemblea o alla Segretaria Generale del Consiglio, ma mi hanno risposto che niente è ancora pervenuto.
Vorrei quindi pregare il Presidente, cortesemente, se può rendere disponibili questi documenti in tempi ragionevolmente brevi.
PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della Giunta. I miei uffici mi hanno comunicato di averli inviati.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola ai colleghi che hanno chiesto di intervenire, io vorrei ricordare, a tutte e due le parti politiche qui presenti, che chiaramente io devo svolgere un certo ruolo. Se c'è la volontà di perdere tempo, io vi faccio perdere tutto il tempo che volete a colpi di rinvii, di mezz'ora in mezz'ora, di quaranta minuti in quaranta minuti, e i segnali di questa volontà potrebbero essere le assenze, i banchi vuoti, o le discussioni fini a sé stesse.
In merito al suo intervento, onorevole Cugini, osservo che le sue deduzioni, peraltro molto logiche come sempre, e i suoi tipi di approccio con le controparti, potrebbero attenere più che alle interlocuzioni proprie dell'Aula, alle discussioni che si tengono fra colleghi, ancorché di parte avversa, fuori dall'Aula. Se poi si verifica l'esigenza di un incontro, comunicate alla Presidenza questa esigenza. Ha domandato di parlare il consigliere Corona. Ne ha facoltà.
CORONA (F.I.-Sardegna). Presidente, sia in Aula che in Conferenza dei Capigruppo, e più di una volta, è stato detto che il centrodestra ha una sua posizione, posizione che è stata esplicitata diverse volte per cui non c'è bisogno di ripeterla.
Va da sé che…
CUGINI (D.S.). Va da sé, dove?
CORONA (F.I.-Sardegna). Va da sé che se ci si chiede se il centrodestra sia assolutamente sordo noi naturalmente rispondiamo che auspichiamo un dialogo che, naturalmente, coinvolga anche il Presidente della Giunta. Questo è stato detto, né più e né meno; ma deve essere altrettanto chiaro che noi abbiamo una posizione e quella posizione la manteniamo ferma.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (C.C.D.). Presidente, chiedo scusa ai colleghi, però vorrei ricordare che eravamo in sede di dichiarazione di voto, ma a me sembra che gli ultimi tre interventi niente abbiano a che fare con le dichiarazioni di voto, per cui richiamerei l'Assemblea ed anche la Presidenza ad attenersi all'andamento dei lavori. A mio avviso i colleghi che non erano presenti in Aula hanno rinunciato alla dichiarazione di voto, di conseguenza si può procedere con i lavori.
PRESIDENTE. Onorevole Cappai, le devo precisare che alle 16 e 20 in Aula c'erano diciotto o diciannove persone. Qualcun altro chiede la parola?
Onorevole Fadda, sull'argomento lei è già intervenuto prima.
FADDA (Popolari-P.S.) Non sono intervenuto.
PRESIDENTE. Sì, è intervenuto prima, la prego. Comunque prima ha chiesto la parola l'onorevole Spissu. Lei, se vuole, interverrà dopo.
Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Presidente, io non riesco più a capire la fase nella quale siamo. Noi siamo arrivati puntuali in Aula, abbiamo acceduto alla sospensione che il Presidente ha proposto, abbiamo rinunciato a parlare per dichiarazione di voto per consentire la velocizzazione dei nostri lavori; mentre noi eravamo pronti a votare si sono iscritti a parlare l'onorevole Balletto e l'onorevole Usai. Poiché non capisco se abbiano rinunciato o meno all'intervento, dichiaro che di fronte alla loro richiesta di intervento io confermo le iscrizioni a parlare, per dichiarazione di voto naturalmente, dei consiglieri del centrosinistra.
Deve essere chiaro comunque che è stato l'atteggiamento della maggioranza ad aver provocato questa situazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS (Rif.Sardi-U.D.R.). Signor Presidente, io avevo chiesto ieri di intervenire in questo dibattito, ma non mi è stato consentito perché l'onorevole Spissu ha ritenuto di dover, giustamente, seguire l'ordine degli interventi.
Da diverse ore stiamo girando attorno ad un argomento che non mi pare sia un argomento sul quale si intravedono divisioni di sostanza. E` un argomento importante che riguarda il patrimonio immobiliare della Regione la cui gestione deve essere improntata ad una estrema chiarezza e trasparenza; non è infatti un patrimonio privato dei consiglieri regionali e noi dobbiamo quindi giustificare i nostri comportamenti perché le norme che regolano le modalità di alienazione del nostro patrimonio interessano tutti i sardi.
Il problema è stato semplicemente rinviato, e direi che è più un aspetto comportamentale che di sostanza, all'emendamento numero 131 presentato dalla Giunta, il cui contenuto io, personalmente, ritengo anche peggiorativo rispetto a come si è trattato l'argomento finora. Io credo che noi, su questa materia, dobbiamo per forza trovare un accordo di sostanza. E' chiaro che ci interessa il valore che dobbiamo dare al nostro patrimonio, per cui sulla questione dobbiamo fare chiarezza, perché è importantissimo, è fondamentale conoscere tutti gli elementi di valutazione.
Io propongo quindi che un ristretto gruppo di persone si riunisca per riformulare l'emendamento presentato dalla Giunta, ricercando possibilmente anche un accordo con l'opposizione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, a lei, come ben sa, mi legano affetto e amicizia, però debbo dirle che in questa circostanza si è comportato più che da Presidente della Assemblea, da Presidente di parte. Questo lo devo dire.
USAI (A.N.). Non è vero, questo non lo devi dire.
PRESIDENTE. Lasciate parlare per cortesia.
FADDA (Popolari-P.S.). Debbo dire che fa onore al collega Usai difendere un Presidente, seppure in questo caso di parte. Le fa onore, onorevole Usai, perché è un fatto questo che non capita spesso all'interno di questa maggioranza. Signor Presidente, sono convinto che le dichiarazioni dell'onorevole Floris debbano far riflettere tutti noi; e riapriremo il dibattito su questo argomento quando sarà in discussione questo emendamento della Giunta regionale. Avrei piacere che fosse presente in Aula il collega Biancareddu.
BIANCAREDDU (F.I.-Sardegna), Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Sono qua, sono seduto sui banchi della Giunta!
FADDA (Popolari-P.S.). Mi fa piacere che il collega Biancareddu sia presente, non lo vedevo perché è seduto all'ala. Mi farebbe piacere se anche il collega Cappai, nella sua qualità di sindaco, mi ascoltasse un attimo . Presidente Pili, io sono convinto che le dichiarazioni che lei ha rilasciato stamattina, di cui siamo grati, presentino almeno una manchevolezza, e mi rivolgo in modo particolare ai Riformatori.
Lei ha ringraziato le forze politiche, di centrodestra e di centrosinistra, per il supporto fornitole nelle battaglie che l'hanno vista protagonista stanotte al fine di consentire il permanere della Sardegna nell'Obiettivo uno. Ma soprattutto, io credo, e lo faccio con molta serenità nonostante non sia un esponente del centrosinistra, che tutti noi dobbiamo ringraziare l'onorevole Segni per le lotte da lui fatte per la soluzione di questa questione. Dobbiamo ringraziare i parlamentari del centrosinistra che hanno presentato delle interrogazioni dopo le dichiarazioni del Presidente Berlusconi. E mi pare che, anche in seguito all'accordo raggiunto, il Governo abbia modificato la propria posizione, e che lo stesso abbia fatto la Giunta regionale. Non ci risulta infatti che la Giunta regionale avesse protestato per gli atteggiamenti del Presidente Berlusconi.
PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della Giunta. Ma stiamo aprendo un dibattito!
FADDA (Popolari-P.S.). Avrei gradito, lo debbo dire, che il Presidente Pili avesse ringraziato, per il lavoro compiuto in fase istruttoria, anche la precedente Giunta. E ci sono documenti, Presidente Pili, che provano il lavoro svolto dalla precedente Giunta per raggiungere questo obiettivo.
PRESIDENTE. Onorevole Fadda, il suo tempo è terminato.
SANNA Alberto (D.S.). Deve recuperare il tempo!
PRESIDENTE. Ha già fatto il recupero. Sono bersagliato questa sera da destra, da sinistra e anche dal fianco. Le concedo qualche minuto ma la prego di concludere.
FADDA (Popolari- P.S.). Chiudo invitando l'Assessore, che ha dichiarato di voler fare il buon padre di famiglia, a non fare il patrigno. Lei, onorevole Biancareddu, è stato amministratore locale, è stato consigliere comunale, ma nonostante queste sue esperienze fino a d'oggi non ha caratterizzato la sua attività da Assessore con efficacia e con produttività .
Io le chiedo, da amministratore locale, di stare attento alle proposte che presenta in Consiglio regionale. Questa non è una proposta che le fa onore, non si possono penalizzare gli enti locali; io mi riferisco al suo assessorato, in quanto è l'assessorato competente, ma se non condivide la proposta la prego di intervenire. Se ci sono delle posizioni diverse esprimetele con chiarezza.
Noi siamo contrari a questo comma perché siamo convinti che non risolva i problemi della finanza regionale ma rischi, anzi, di compromettere, e qui mi rivolgo al collega Cappai, definitivamente le finanze di alcuni piccoli comuni. Lei immagini, Assessore, se in alcuni piccoli comuni della nostra Isola si dovesse veramente realizzare quello che lei sta dicendo, e dovessimo noi come Regione chiedere il pagamento dei costi delle demolizioni effettuate con mezzi e personale regionale, in che condizioni questi comuni si verrebbero a trovare.
Poichè so che lei è una persona sensibile ai problemi degli enti locali ritengo che abbia sbagliato, in questo caso, a condividere questa proposta; però, per poter mantenere il mio giudizio positivo su di lei, la prego, dica che è d'accordo con il nostro emendamento. Sappia comunque che queste sue proposte non rimarranno fra le pareti di quest'Aula ma, secondo la posizione che lei prenderà, potranno essere diffuse nel territorio per far sapere che genere di Assessore degli enti locali la Sardegna si ritrova.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, ci rendiamo conto, vedendo come si svolgono i lavori, di quanto sia difficile ed arduo il suo compito, e quale lavoro immane lei debba svolgere; però la preghiamo di avere pazienza e di andare avanti; perché è indispensabile e necessario che quest'Aula prima o poi licenzi la legge finanziaria.
Quando poc'anzi ho sollevato la mano per chiedere di intervenire, (ho visto anche il commesso che, diligentemente, le si è avvicinato per segnalarle la mia richiesta), credevo fossimo in un momento in cui nell'Aula si era persa la contezzadi essere nella fase della dichiarazione di voto. Ma io sto intervenendo adesso per dichiarazione di voto perché diversamente, Presidente, lei non mi avrebbe dovuto dare la parola, come non l'avrebbe dovuta dare ai colleghi che mi hanno preceduto, perché io ho sentito finora una sola dichiarazione di voto, e cioè quella del collega Fadda che ha appena finito di parlare.
Quindi intervengo per dichiarazione di voto perché l'articolo 97 del nostro Regolamento stabilisce che è fatto divieto assoluto di dare la parola a chicchessia, dal momento in cui le operazioni di voto sono incominciate. La seduta ha avuto inizio alle 16, ora prevista, è incominciata qualche minuto più tardi per i motivi che tutti conosciamo e non vogliamo stare qui a ricordare, però sta di fatto che un'ora se n'è andata e non abbiamo ancora concluso niente di produttivo.
Sorprende che ambienti dell'opposizione possano sostenere la cancellazione di tutte le iscrizioni a parlare per dichiarazione di voto e di conseguenza pretendere di votare immediatamente. Ora, mentre il Regolamento prescrive, in caso di discussione generale di un provvedimento, che le iscrizioni a parlare debbano avvenire nel corso del primo intervento, questa prescrizione non esiste per ciò che riguarda le dichiarazioni di voto, per cui bene ha fatto l'opposizione, dal suo punto di vista, a iscriversi in massa, ma questo non significa che nel momento in cui un collega della maggioranza intenda esercitare il suo diritto di voto non lo possa fare.
Si è sollevato un putiferio in quest'Aula, si sono inseriti in questo momento elementi di disturbo rispetto alla procedura usuale, quale è prevista dal Regolamento che, all'articolo 97, testualmente recita: "Cominciata la votazione, non è più concessa la parola fino alla proclamazione del voto"; sta di fatto che per un ora non abbiamo lavorato.
Io non voglio attribuire a nessuno la responsabilità di questo fatto, proprio perché non voglio esacerbare gli animi, non voglio stimolare polemiche inutili, ma sta di fatto che chi segue questo dibattito, o chi legge i resoconti consiliari, distribuisce le responsabilità in maniera più o meno uniforme.
Per ciò che riguarda gli emendamenti 200 e 404, entrambi soppressivi del comma 17 dell'articolo 2, io voglio semplicemente dire che sarebbe grave se questo Consiglio non cercasse di modificare situazioni, ormai radicate, che portano, gli apparati burocratici delle nostre amministrazioni a mal funzionare, se non si desse quindi, pur con molte difficoltà all'interno di quest'Aula, che è la principale istituzione della nostra Regione, un segnale di cambiamento.
La legge nazionale stabilisce che i comuni sono gli unici soggetti deputati ad effettuare e a governare il processo di demolizione di opere abusive. Questo non significa che i comuni, quando dispongono coattivamente la demolizione delle opere la debbano fare a proprie spese, perché essi hanno l'obbligo e il dovere morale di rifarsi su chi ha compiuto l'abuso. I comuni molto spesso questo non lo fanno a causa dei legami di parentela, di vicinato, di conoscenza, di appartenenza politica; ma se noi, massima istituzione, non imponessimo ai comuni di restituire le somme, che per la loro inerzia provvediamo noi ad anticipare, questo malvezzo, contribuirebbe a mantenere in piedi un insieme di istituti che possiamo definire arretrati e che tutti noi, maggioranza ed opposizione, dobbiamo combattere.
Sui commi 14 e 15 è stato presentato l'emendamento 131 da parte della Giunta, che ha dato però la sua disponibilità a discutere sulle questioni oggetto dei commi. Voi avete fatto una battaglia su un emendamento soppressivo che non aveva ragione di esistere e sul quale oggi si sono bloccati i lavori in Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (F.S.D.). Signor Presidente, intanto per chiederle scusa, per parte dell'opposizione per i richiami anche un po' aggressivi dell'onorevole Cappai, e per quelli moralisteggianti invece ora espressi dall'onorevole Balletto.
La proposta dell'opposizione in quella fase, nel corso della quale il Presidente del Consiglio si è comportato in maniera assolutamente trasparente e corretta, ineccepibile, era quella di rinunciare a tutti gli interventi per dichiarazione di voto su questo emendamento, nell'eventualità in cui la maggioranza a sua volta perseguisse nel comportamento rinunciatario tenuto sino a quel momento.
I componenti della maggioranza, guarda caso, anche l'onorevole amico Edoardo Usai, si sono iscritta a parlare soltanto per prendere tempo. Onorevole Balletto, non c'è bisogno di mistificare i fatti, la realtà è che alla ripresa dei lavori la maggioranza non era in Aula, era assente, e il comportamento del Presidente del Consiglio è stato assolutamente irreprensibile.
CAPPAI (C.C.D.). Non c'eravate neanche voi.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Nessuno ha criticato il Presidente.
BALIA (F.S.D.). Beh, io direi di sì. Onorevoli colleghi, l'onorevole Sanna nel suo intervento di stamattina si chiedeva come mai in quest'Aula non ci fosse una persona in grado di svolgere un ruolo di cerniera che producesse una accelerazione del percorso. L'onorevole Sanna individuava questa persona nell'onorevole Floris, ed evidentemente avrà avuto i suoi motivi.
L'onorevole Floris stasera ha raccolto l'invito dell'onorevole Sanna, mi pare infatti che abbia esercitato le funzioni che invece sarebbero state proprie dell'onorevole Pili, Presidente della Giunta regionale, riconoscendo che forse vi è l'esigenza di fare il punto sulla situazione.
Io vorrei chiarire unicamente che noi vorremmo che il punto della situazione non lo facessimo, insieme, in uno scambio di idee; voi conoscete in maniera assolutamente chiara quali sono i limiti delle vostre proposte e quali invece i contenuti della nostra opposizione; vi chiedevamo, rispetto a quelle proposte e a quegli emendamenti, da maggioranza, di essere in grado in maniera autorevole ma autonoma rispetto all'opposizione, se volevate accelerare i lavori, di trarne le conclusioni.
Onorevole Floris, non la vedo presente in Aula, ma siccome mi pare che dentro la maggioranza, tolto l'invito generico rivolto anche dall'onorevole Corona, non vi sia chi riesca a tirare le fila e a svolgere una funzione di guida, si incarichi lei di svolgere questa funzione di guida, veda di condurre a sintesi politica questo confronto-scontro che, perdurando questa situazione, non porterà da nessuna parte.
Invece, in merito all'oggetto in discussione, ciò che ci meraviglia è la caparbietà, la determinatezza, la volontà, l'attaccamento da parte della maggioranza a tre-quattro argomenti, quasi fossero argomenti vitali; e poi vi meravigliate se parliamo di clima torbido. Parliamo di clima torbido perché non comprendiamo questo attaccamento. Se volete che nell'Aula si crei un clima diverso e che noi smettiamo di parlare di clima torbido, basterà rinunciare a quegli emendamenti così che la finanziaria riacquisti il valore che le è proprio, perché essendo tutti emendamenti intrusi devono trovare allocazione all'interno delle materie specifiche.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCANO. (D.S.). Io vorrei dare un contributo al rientro del nostro lavoro in una serena ordinarietà, facendo una dichiarazione di voto a favore dell'emendamento numero 200. E mi avvarrò, al termine del mio breve intervento, di una citazione tratta da Lezioni Americane di Italo Calvino, perché in quelle cinque lezioni ce n'è una dedicata alla rapidità.
E allora io voglio fare rapidamente, naturalmente, un elogio della velocità da una parte, ma anche della lentezza dall'altro. La velocità è un valore positivo, se non è eccessiva, c'è il divieto di velocità, ma noi ci teniamo lontani da questo rischio, non solo oggi, in generale diciamo. E' un valore positivo, ma non in tutti i campi, però in generale sì, tant'è che il premio a chi viene dato? A chi è più veloce o a chi è più lento? In generale a chi è più veloce.
Nelle istituzioni velocità sembrerebbe essere sinonimo di efficienza, infatti si parla di velocità della spesa, di velocità nell'amministrazione, anche nell'esame delle leggi la velocità, quando non è frettolosità, credo sia un fatto positivo. Però c'è anche l'altra faccia della medaglia, e quindi si può sviluppare anche un elogio della lentezza e perfino un elogio dell'ostruzionismo, quando è fatto per ragioni valide, per esempio. Perché all'interno della legge finanziaria sono contenute molte cose che non dovrebbero esserci; e, tra queste molte cose, molte potremmo definirle "cianfrusaglie", ma ce ne sono alcune anche pericolose, per esempio l'emendamento numero 88 nell'attuale stesura.
Io credo che potrebbe essere giustificato utilizzare l'ostruzionismo, al di là del fatto che oggi all'opposizione ci sia il centrosinistra e in maggioranza il centrodestra, nell'ambito di una battaglia per il rispetto rigoroso, in termini ragionevoli, dell'articolo 13 della legge di contabilità, che stabilisce che ogni norma ha una sua sede dalla quale non deve fuoriuscire.
Quindi, quando sono in causa principi o questioni importanti, allora la lentezza può essere un valore e l'ostruzionismo può essere giustificato, può essere fondato, può essere indice di passione e può essere indice di battaglia politica autentica. L'importante è, e mi avvio a concludere, che quando si va veloci - elogio della velocità - si vada veloci nella direzione giusta, e quando si va lenti - elogio della lentezza -lo si faccia per non andare nella direzione sbagliata. Quindi l'elogio della velocità e quello della lentezza non sono in contraddizione.
Concludo la mia dichiarazione di voto sull'emendamento numero 200 con la citazione tratta da Calvino: "Tra le molte virtù di Chuang Tzu c'era l'abilità nel disegno. Il re gli chiese il disegno di un animale. Chuang Tzu disse che aveva bisogno di cinque anni di tempo e di una villa con dodici servitori. Dopo cinque anni il disegno non era ancora nemmeno cominciato. 'Ho bisogno di altri cinque anni', disse Chuang Tzu. Il re glieli accordò. Allo scadere dei dieci anni Chuang Tzu prese il pennello e in un istante, con un solo gesto, disegnò un animale, il più perfetto animale che si fosse mai visto. Era un granchio."
Io ho svolto la mia dichiarazione di voto, l'interpretazione non spetta a me, spetta a voi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.
MORITTU (D.S.). Signor Presidente, anch'io stavo riflettendo sull'interpretazione da dare alla citazione dell'onorevole Scano. Nei cinque minuti concessi per la dichiarazione di voto, vorrei svolgere un intervento ostruzionistico, per impedire l'approvazione di una norma che io intendo lesiva non solo della dignità delle autonomie locali, ma di principi ben più importanti, che non riguardano solo l'inasprimento della leva fiscale a danno degli enti locali.
In merito a questo comma 17 dico subito che non riesco a capire le ragioni vere della sua esistenza. Io ho detto in un precedente intervento quale, secondo me, è l'interpretazione da dare al contenuto del comma 17.
Ho sentito, prima dall'onorevole Locci e poi dall'onorevole Balletto, alcune argomentazioni che puntavano a nobilitare il suddetto comma. L'onorevole Locci ha sostenuto che serve per incentivare la prevenzione. Io riconosco all'onorevole Locci serietà personale, anche argomentativa, però devo dire che questa argomentazione ha davvero un forte sapore strumentale, seppure fatta per amore di maggioranza.
L'onorevole Balletto richiamava invece i comuni a una maggiore responsabilità. Chiedo scusa all'architetto Satta, ma gli chiederei di ascoltarmi perché l'argomento lo riguarda. In Costa Smeralda abusi non ce ne sono, perlomeno abusi minori, magari ce ne sono però di altra natura, anche concordati.
Dicevo che l'onorevole Balletto dà al suo intervento un'impronta di tipo moralistico richiamando i comuni ad un principio di responsabilità. Ma io credo che al centrosinistra, non si possa insegnare la cultura della legalità, della trasparenza e della responsabilità, perchè ha dimostrato di possedere questa cultura nella sua azione di governo.
Tanti sindaci espressi dal centrosinistra negli ultimi vent'anni hanno pagato personalmente, essendo stati oggetto di attentati alla loro persona e ai loro beni, la difesa della legalità, la difesa del loro ruolo. Non accettiamo perciò delle lezioni da questo punto di vista.
Peraltro il problema della prevenzione è un problema assai complesso; chi ha fatto l'amministratore locale lo ha vissuto in prima persona. Io sono stato sindaco per lunghissimi anni; nel mio comune di abusi non ce ne sono stati, se non abusi assolutamente minori e dettati dalla necessità, ma la lotta all'abusivismo è comunque un problema complesso.
La Regione, lo ricordava l'onorevole Cogodi, con la legge numero 23 dell'85 ha dotato i comuni di uno strumento legislativo che consente loro di rivolgersi alla Regione per la risoluzione di problemi che per loro presentano gravi difficoltà.
Eppure io ricordo che la costa di Platamona era invasa da casotti abusivi sorti dalla notte al giorno, casotti che vennero buttati giù da un intervento coraggioso di una giunta, allora, di sinistrache governava il comune di Sorso. E potremmo continuare a elencare tantissimi esempi del genere.
Questo strumento che noi ritroviamo nella legge numero 45/89, cioè del ricorso alla Regione,, era stato messo a disposizione dei comuni perché questi, nonostante le ordinanze di demolizione, nonostante le gare di appalto bandite per reperire le imprese che effettuassero le opere di demolizione, non riuscivano a portare avanti le demolizioni. Perché? Perché le imprese mandavano deserte le gare. Questa è "storia", per questo venne previsto il ricorso alla Regione.
Ora, la norma contenuta nel comma 17 mi sembra che, apparentemente, intenda ripristinare una situazione di legalità, ma poi in ultima analisi si trasformi in una norma quasi intimidatoria nei confronti delle amministrazioni locali. Secondo me prelude davvero ad un ulteriore colpo mortale al territorio sardo.
E, guardate, non mi pare che il contesto nazionale vada nella direzione della legalità, almeno stando a vedere le leggi che si approvano in Parlamento. Tra le ultime norme che riguardano il territorio vi è la variante automatica che non è un'invenzione dell'onorevole Pili, è un'invenzione del Ministro dei lavori pubblici Lunardi, che l'ha introdotta nella sua legge obiettivo in discussione alla Camera. E pensiamo alla Regione Sicilia, che ha approvato una legge sull'abusivismo edilizio, per cui il ricordo va alla sanatoria approvata nel '94 da Berlusconi., Il contesto nel quale ci muoviamo è quello della "grande carovana" degli abusivismi in Sardegna, e a questo secondo me punta questo vostro comma 17non a far cassa, o a ripristinare la legalità, la trasparenza o quant'altro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.
PIRISI (D.S.). Signor Presidente, io intervengo per dichiarare il mio voto a favore dell'emendamento numero 200, ed intervengo sulla base dei diritti che mi vengono attribuiti dal nostro Regolamento consiliare, al capo decimo del Regolamento stesso. Nessuna azione ostruzionistica, bensì una opposizione democratica a tentativi di blitz su un tema che è caro, molto, mi pare, al Presidente Pili, al Presidente Berlusconi e alla destra che in questo momento governa la Regione, il tema del mattone, che vede la proposizione di interventi tendenti a delegificare per favorire l'assalto al nostro territorio.
La legge 45 dell'89 è titolata in questo modo: "Norme per l'uso e la tutela del territorio regionale." Le norme promulgate servono per definire un uso appropriato di quello che è considerato, anche dal Presidente Pili e dall'assessore Masala, il bene più prezioso della Sardegna, cioè il suo territorio, l'ambiente, le bellezze che lo compongono.
La legge 45 fornisce linee e direttive per le diverse zone omogenee e norme di salvaguardia e di tutela. Nell'articolo 15 della legge 45, sul quale poi fate la vostra incursione, sono contemplate le modalità di esecuzione delle ordinanze di demolizioni delle opere pubbliche. Con il comma 17 dell'articolo 2 della finanziaria ci troviamo ancora una volta di fronte ad una norma intrusa, di fronte ad un'azione di pirateria istituzionale da parte di questa Giunta, direi anche, se mi è permesso, e chiedo scusa per l'espressione forte, di fronte ad una norma che prevede una sorta di accattonaggio tributario perpetrato ai danni delle autonomie locali. Non ho altre espressioni, altri termini per definire quanto voi vi proponete di fare.
Il collega Locci ha affrontato il problema esponendo un punto di vista, secondo me non condivisibile, forse anche sbagliato secondo altri colleghi che sono intervenuti, ed anche secondo me, ma apprezzabile per la serietà con cui è stato posto, soprattutto per la serietà della persona che l'ha posto.
Altri colleghi hanno argomentato sull'aspetto vessatorio di questa norma, l'ultimo è stato il collega Morittu, nei confronti degli enti locali, dei comuni appunto, che non debbono essere iniziati all'osservanza della norma, caro collega Balletto; sono comuni nei quali stanno esplodendo bombe alla faccia di quanto sostenuto da Berlusconi, e cioè che oggi la criminalità sarebbe stata estirpata. Nel nuorese esplodono bombe e fucilate, invece, e anche di questo ne parleremo quando arriveremo al punto specifico, egregio Presidente.
Rimando a quanto già sostenuto dai colleghi del centrosinistra che mi hanno preceduto per quanto riguarda gli aspetti specifici del problema. Credo comunque, signor Presidente, che sia oramai evidente la necessità di procedere a un'azione di delegificazione, semplificazione e riordino della materia urbanistica con l'obiettivo di formulare una nuova legge quadro, concreta nel delineare gli obiettivi da perseguire, chiara e semplice nella definizione degli stessi, e che introducendo la certezza del diritto in materia consenta una decisa contrazione dei tempi necessari per i provvedimenti autorizzativi, a beneficio dei programmi e delle azioni di sviluppo economico e sociale del nostro territorio e delle singole esigenze dei cittadini.
Io spero, cari colleghi, che siate tutti d'accordo, mi rivolgo soprattutto al centrodestra e al Presidente Pili in modo particolare, su questa impostazione; e penso anche che il Presidente Pili si alzerà a parlare a favore di quello che io sto dicendo adesso, cioè del fatto che debba esserci un approccio corretto alle problematiche urbanistiche della nostra Regione. Se così non fosse io credo che starebbe contraddicendo se stesso, il Presidente Pili che non ascolta, perché è collegato certamente con Bruxelles e perché la sua preoccupazione è quella di poter fare tutti i suoi interventi mediatici, non certo quella di confrontarsi con l'opposizione democratica che qui in questo momento sta parlando.
E` evidente che il Presidente Pili non potrà ricordarsi di averle scritte lui queste cose, di essere stato lui a dire che ci doveva essere ordine nel procedere, certamente si ricorderà, forse, di qualche cosa, perché non mi ricordo se questa era una dichiarazione del ponte-passerella, e quindi un po' con influenze lombarde, oppure se si trattava di cose contenute nelle ultime sue dichiarazioni programmatiche.
Allora credo sia fondamentale rimandare a ciò che voi stessi, colleghi del centrodestra, avete detto; per cui vi invito a fare di tutto per ritirare quelle norme intruse, inaccettabili, e tali considerate anche da voi, che costituiscono una prassi assolutamente deleteria per la Sardegna. Ritengo invece corretto ed opportuno muoversi, secondo criteri di correttezza, all'interno di un sistema di norme che siano certe e chiare per tutti e che non servano a favorire i vostri amici e gli amici dei vostri amici. Presidente, vedo la segnalazione di tempo scaduto, ma le chiedo altri dieci secondi.
PRESIDENTE. Lei ha già superato anche il tempo in più concesso, le concedo tuttavia ancora dieci secondi per concludere. Prego.
PIRISI (D.S.). La ringrazio, Presidente, non voglio abusare della sua cortesia. Avremo modo di ritornare sull'argomento. Il mio augurio è che ci sia un atto di resipiscenza da parte di coloro che un giorno predicano bene e il giorno dopo razzolano male, affinché siano coerenti con i loro enunciati e quindi ritirino quelle norme assolutamente indecenti per la Sardegna e per tutti i sardi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della Regione. Signor Presidente, intervengo su un argomento, certamente marginale, ma che indubbiamente presenta, come emerge anche dalle considerazioni svolte dai colleghi del centrosinistra, delle valenze particolari, specifiche, e su alcune di queste vorrei fare delle considerazioni.
Al comma 17 dell'articolo 2 che la Giunta, anzi, che la Commissione ha esitato, vi è in effetti una incongruenza, chiamiamola anche una illegittimità sostanziale, laddove si dice che i comuni rimborsano le spese sostenute dall'amministrazione regionale per la demolizione di opere abusive entro due anni dall'esecuzione dei lavori. La norma così formulata non è corretta, e in base al principio di sussidiarietà assolutamente in controtendenza.
Quindi noi riteniamo che i comuni non possano, non debbano rimborsare le spese sostenute per la demolizione di opere abusive. Ed è per questo motivo che la Giunta ha predisposto e presentato un emendamento, il 133, che specifica e chiarisce l'unica soluzione possibile sul piano della legalità e della legittimità amministrativa. Occorre prima di tutto ricordare che i comuni sono il soggetto istituzionalmente preposto alle ordinanze di demolizione, l'unico soggetto competente in merito, e all'interno dei comuni la competenza è in capo non all'amministratore locale ma ai dirigenti. Le ordinanze di demolizione hanno anche un potere sanzionatorio che è esclusivo delle autonomie locali che, conseguentemente, hanno anche il potere di riscossione. Quindi con l'emendamento 133 l'amministrazione regionale è autorizzata ad anticipare le spese relative alla esecuzione delle ordinanze di demolizione di cui al comma 1.
Quindi, quando i comuni sostengono di non poter ordinare le demolizioni perché non hanno le risorse finanziarie necessarie, è evidente che vogliono proteggere gli abusi che invece questa Giunta regionale, ma credo l'intero Consiglio, vuole sconfiggere. Quindi, nel momento in cui diciamo che bisogna fare le demolizioni, bisogna dire ai comuni che le risorse per dare luogo alle ordinanze di demolizione le anticipa la Regione.
E' anche evidente però che i comuni devono mettere in essere tutti quegli atti che l'ordinanza prescrive per attivare le procedure di riscossione, e cioè la fissazione dei termini e dei vari gradi di giudizio relativi al recupero di quelle somme. Se così non si facesse certamente non andremmo incontro ai comuni, né certamente renderemmo un buon servizio alla nostra Regione.
Dico questo perché se noi accettassimo il ragionamento proposto, noi potremmo in teoria approvare il vostro emendamento e ritirare il nostro, il 133. Ma sapete quale sarebbe il risultato? Che i comuni non potrebbero fare una sola demolizione! Vorrebbe dire salvaguardare tutti coloro che hanno commesso degli abusi!
Allora riflettiamo se fare una battaglia campale su questo tema. Io credo che il vostro emendamento possa essere superato grazie all'indicazione che la Giunta ha posto con estrema chiarezza nell'emendamento numero 133; la Regione anticipa, ma i comuni per legge sono obbligati al recupero delle spese sostenute per la demolizione, altrimenti ci faremmo invece carico di una soluzione…
PIRISI (D.S.). C'è la legge numero 45, l'articolo 15!
PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della Regione. Scusate, io ho cercato di svolgere un ragionamento; se questo non vi soddisfa, credo che la responsabilità politica della maggioranza e della Giunta sia comunque quella, e qui faccio la mia dichiarazione di voto, di respingere l'emendamento dell'opposizione, e di mantenere in ogni caso anche il 133, perché non riteniamo di poter lasciare i comuni senza una copertura finanziaria che gli consenta di ordinare la demolizione degli abusi!
PIRISI (D.S.). C'è già la legge della Regione!
PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della Regione. Allora perché la volete modificare?
PIRISI (D.S.). L'articolo 15 della legge 45 dice chiaramente che cosa fare.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, per dichiarazione di voto, il consigliere Dore. Ne ha facoltà.
DORE (I DEMOCRATICI). Mi fa piacere che l'intervento del Presidente Pili si sia svolto mentre sono ancora in corso le dichiarazioni di voto.
Presidente, io mi sto rivolgendo anche al Presidente Pili, anche se spero che il colloquio in corso con l'onorevole Satta serva a chiarire qualche cosa.
PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della Regione. E' servito a confermare quanto ho detto.
DORE (I DEMOCRATICI). Appena il Presidente Pili ha espresso il primo concetto, io, come pure credo gli altri colleghi del centrosinistra che sono intervenuti prima di me e quelli che si preparano ad intervenire, speravamo che ci fosse stata una resipiscenza, invece evidentemente non solo la resipiscenza non c'è stata, ma purtroppo il Presidente Pili, che però è solito non seguire... Presidente, per cortesia! Io rinunzio a parlare.
PRESIDENTE. Prego il Presidente di prestare un po' di attenzione, visto che lei lo sta chiedendo, però l'oratore parla all'Assemblea.
DORE (I DEMOCRATICI). L'oratore parla ed ha diritto che non ci siano dei disturbi e soprattutto che uno dei destinatari principali di quello che si dice stia ascoltando, perché se no non serve assolutamente a nulla. Non stiamo parlando per le telecamere o per altre cose, stiamo parlando perché si tratta di un problema grave, preciso, concreto, eccetera.
Presidente Pili, io ho avuto la sensazione che lei si trovi in uno stato confusionale, forse perché stanco dal viaggio; perché, mi scusi, il fatto che la Regione debba anticipare le spese è implicito nella legge, nella previsione della legge, non state inventando nulla! Il problema è un altro. Il problema è che la Regione non può chiamarsi fuori da questo tipo di interventi.
Il rispetto delle norme urbanistiche, in quanto riguardanti il territorio e spesso, anzi, normalmente il paesaggio e l'ambiente, è un interesse primario della Repubblica e della Regione, la quale ha una competenza esclusiva in materia di urbanistica. Adesso arrivano altri lumi!
PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della Regione. Ma parli, onorevole Dore!
DORE (I DEMOCRATICI). Vorrei che ci fosse un minimo di ordine, perché questo non è rispetto per le istituzioni! E con questo atteggiamento, siccome evidentemente non serve a nulla, andate incontro alle conseguenze alle quali volete andare incontro, e i sindaci, che sono le vittime di questa situazione, si renderanno conto di quali personaggi si trovano davanti!
COGINI (D.S.). Interrompiamo cinque minuti se hanno bisogno di consultarsi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
(Interruzioni)
CUGINI (D.S.). Ma qual è la vostra posizione?
PILI (F.I.-Sardegna). Presidente della Regione. E' quella che è stata espressa.
SELIS (Popolari-P.S.). Io mi rifiuto di parlare se non c'è un'attenzione da parte della Giunta e se si prosegue questo dibattito; un dibattito che oltre che improduttivo è una perdita di tempo!
PRESIDENTE. Chiedo a tutti i colleghi di stare un po' calmi. Se c'è bisogno di sospendere due minuti, sospendiamo.
spissu (d.s.). E certo! E' il caso di restare qui?
PRESIDENTE. Onorevole Spissu, lei può chiedere una sospensione a nome del suo Gruppo , ma non a nome della Giunta. Abbia pazienza!
Prego, onorevole Selis.
SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, al di là delle battute, del nervosismo e della stanchezza, credo che sia per chi parla (questo non è più un fatto politico, è un fatto di buon gusto e di educazione), e quando parliamo di fatti così delicati…
(Brusio in Aula)
SELIS (Popolari-P.S.). Non si può parlare!
FADDA (Popolari-P.S.). Presidente, interrompiamo!
PRESIDENTE. Colleghi, siamo in condizione di riprendere? Sta parlando l'onorevole Gian Mario Selis.
FADDA (Popolari-P.S.). Non sta parlando, è seduto.
PRESIDENTE. L'opposizione sta chiedendo di interrompere per cinque minuti?
FADDA (Popolari-P.S.). No.
PRESIDENTE. Se l'opposizione chiede cinque minuti, io non ho nessun problema, ma non può chiedere sospensioni a nome della Giunta!
L'onorevole Cugini mi chiede di interrompere per cinque minuti.
Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (F.S.D.). Presidente Pili, abbiamo ascoltato con molta attenzione, nonostante le turbolenze finali, il suo intervento, laddove parrebbe tutto proteso a garantire che in Sardegna non possano essere consentiti scempi edilizi, ma che a fronte di scempi edilizi sia normata una potestà di intervento; parrebbe essere questo l'intento della Giunta che lei ha sintetizzato.
Questa potestà di intervento avviene riconoscendo ai comuni la possibilità di chiedere la concessione dei mezzi per l'opera di demolizione; dall'altra parte, con un altro emendamento, mi pare, della Giunta regionale, viene riconosciuto il diritto dei comuni ad esercitare il potere di rivalsa per reincamerare le somme eventualmente anticipate.
Se lo spirito che vuole perseguire la Giunta regionale è realmente questo, e non invece quello che a noi è apparso, e cioè di ledere la potestà operativa del comune che avrebbe difficoltà ad intervenire con mezzi propri anticipando le somme necessarie, anche nell'eventualità del recupero, chiediamo alla Giunta regionale, all'onorevole Presidente Pili, di verificare rapidamente se le norme contenute nella legge 45 e a seguire, ivi compresa la legge 23, già non prevedessero queste condizioni e, in caso di loro non presenza, come quelle leggi possano essere migliorate.
Non ci pare allo stato delle cose che la norma proposta dalla Giunta e l'emendamento conseguente introducano un elemento migliorativo; a nostro avviso introducono invece un ulteriore elemento di disordine e di preoccupazione.
Chiediamo al Presidente e alla Giunta regionale di effettuare questa verifica, per compiere la quale non riteniamo necessaria una sospensione. Se la Giunta regionale è di diverso avviso richieda la sospensione di dieci minuti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, tenuto conto anche dell'intervento del Presidente Pili su una materia così delicata, ritengo non sia il caso di farne una questione di bandiera di destra, di sinistra o di centro.
COGODI (R.C.). La sinistra lasciala stare.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Presidente, ha ragione l'onorevole Gian Mario Selis quando, richiamando anche qualche Assessore, pone un problema di educazione. Io mi associo e lo dico all'onorevole Cogodi e agli altri onorevoli di quest'Aula che, quando parla qualcuno dei colleghi, sistematicamente interrompono. E` una questione di buona creanza e di buona educazione, me lo consenta!
Non è assolutamente possibile che, su qualunque problema, l'onorevole Cogodi debba regolarmente interloquire! A questo punto lo lasciamo solo in Aula, che prenda anche il nostro tempo a disposizione!
Presidente, raccogliendo l'invito, sicuramente rivolto con spirito giusto e costruttivo, del Presidente Pili, concordo per una breve sospensione, anche di dieci minuti, che può contribuire a facilitare l'iter successivo di discussione.
PRESIDENTE. E' stata avanzata una richiesta di sospensione; siccome è stata chiesta anche per cortesia, non posso che accordare una sospensione di cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 50, viene ripresa alle ore 18.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, colleghi, io non chiedo attenzione, chiedo semplicemente di non essere disturbato, e quando il disturbo proviene soprattutto dai banchi della Giunta è inaccettabile.
Qualcuno di noi, nel suo intervento, ricordava che il Presidente Pili nelle prime dichiarazioni programmatiche si era presentato come il "presidente passerella"; ma non è che tutta la legislatura debba essere una passerella, un'andata e ritorno, un movimento continuo. Al di là delle battute, con molto rigore, noi chiediamo al Presidente e alla Giunta di essere attenti ai lavori dell'Aula; altrimenti abbiamo un Presidente che va via, che poi ritorna, che fa delle dichiarazioni, che dovrebbe darci della documentazione che non ci ha dato, poi, dopo che stiamo discutendo una giornata su questo tema dice che la discussione sul comma 17 è inutile, perché c'è l'emendamento presentato dalla Giunta in merito
Insomma, abbiamo necessità di un interlocutore per semplificare i lavori, perché questo modo di fare, questo svilire l'Aula, questo rendere solamente l'Aula un momento di passaggio, un fatto transitorio, non è rispettoso, non per le persone, non è rispettoso per la democrazia che quest'Aula rappresenta.
Seconda considerazione, l'articolo 15 della legge 45 prevede già che l'Assessore regionale competente in materia urbanistica sia autorizzato a concedere ai Comuni che ne facciano richiesta l'utilizzo dei mezzi, e di tutti gli strumenti necessari per effettuare opere di demolizione. Il comma 17 in discussione prevede invece che queste spese vengano rimborsate dai comuni.
A mio e a nostro avviso questa previsione legislativa intanto penalizza i comuni, penalizza gli amministratori che sono già esposti ad aggressioni, incomprensioni e mortificazioni, ma soprattutto li induce ad una estrema cautela nell'autorizzare le demolizioni. E non aggiunge nulla, anzi, per certi versi peggiora la situazione lo stesso emendamento a cui faceva riferimento l'onorevole Pili, perché anticipare le spese o anticipare le opere è la stessa cosa, e quindi il risultato è che i comuni sono penalizzati qualunque soluzione si adotti.
Se la violazione della normativa urbanistica e la violazione dei beni ambientali e territoriali è un problema che non riguarda il singolo Comune ma riguarda la Regione, è evidente che il costo di un eventuale ripristino ambientale deve essere recuperato in una logica regionale.
Anche su questo argomento un dialogo, un confronto, una seria convergenza o discussione sarebbe potuta essere possibile, invece ci troviamo di fronte ad una Giunta distratta che arriva, cambia linea, fa discutere, interrompe, fa poi la voce grossa o cerca di essere rigorosa, o rigida che dir si voglia, sulle proprie posizioni convinta che questo le dia quel prestigio che sta perdendo all'interno e all'esterno di quest'Aula.
PRESIDENTE. Dovrei dare ora la parola al consigliere Pinna, che non essendo presente in Aula perde il diritto ad intervenire.
Ha domandato di parlare il consigliere Spissu sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Signor Presidente, su richiesta dall'onorevole Pittalis abbiamo sospeso la seduta per dieci minuti, perché evidentemente era necessario approfondire la questione in discussione, almeno per capire l'interpretazione conclusiva che viene data alla norma controversa. Quindi dopo la sospensione ci attenderemmo una risposta da parte della maggioranza, perché altrimenti continuare a lavorare in questo modo è un fatto veramente desolante.
Mi rivolgo a lei, Presidente, perché naturalmente è lei che guida i nostri lavori e indirettamente è un invito alla Giunta perché ci dica quale decisione è stata maturata.
PRESIDENTE. Onorevole Selis, in merito ai documenti richiesti al Presidente della Giunta, e che sono stati consegnati purtroppo è inadempiente la Presidenza che ha dimenticato di segnalare l'avvenuta consegna dei documenti; documenti che sono stati fotocopiati e lasciati a disposizione. Quindi prego i colleghi che fossero interessati di venire a ritirarli, o se preferite, li facciamo distribuire. Però l'onorevole Presidente della Giunta ha effettivamente ottemperato alla richiesta dei consiglieri. Questo lo devo dire ad onor del vero.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, mi scuso innanzitutto col collega Biancareddu perchè sto intervenendo al suo posto in questa materia. Io pregherei tutti coloro che sono interessati a questo comma 17, siano esponenti della opposizione, che hanno sollevato il problema in modo vivace, ma anche esponenti della maggioranza, che necessitano di un chiarimento su questo argomento di prestare un attimo di attenzione.
Se noi leggiamo con attenzione l'emendamento numero 133 vediamo che, innanzitutto, l'emendamento viene qualificato come emendamento aggiuntivo, ma non tanto e non solo sotto il profilo tecnico della legge in discussione, quindi aggiuntivo rispetto all'articolo 2 della legge finanziaria, ma è sostanzialmente aggiuntivo all'articolo 15 della legge 45, in realtà con questo emendamento stiamo aggiungendo un quarto comma all'articolo 15 della legge 45. Il testo dell'articolo 15, che scaturirebbe quindi dall'approvazione dell'emendamento numero 133 avrebbe quindi oltre ad un primo comma in cui si parla di ordinanze di demolizione, di un secondo e di un terzo comma che disciplinano alcune modalità per l'esecuzione delle ordinanze di demolizione, anche un quarto comma che dovrebbe disciplinare un'ipotesi non prevista.
Nel caso di una attuazione scrupolosa dell'articolo 15 della legge 45, che cosa succederebbe? La Regione, con i propri mezzi, assume i propri impegni, all'inizio dell'anno può stipulare delle convenzioni per tutto il territorio regionale, ma un sindaco che si trova nella necessità di dover intervenire con urgenza è costretto a chiamare la ruspa del Comune e senza l'autorizzazione di spesa, in mancanza cioè di quanto previsto da questa norma, il Comune medesimo deve sostenere le spese, perché l'intervento non è stato compiuto direttamente dalla Regione.
Noi, con questo emendamento, intendiamo affermare che in tutte le ipotesi in cui il Comune deve eseguire delle ordinanze che comportano un onere per l'amministrazione, le somme necessarie vengono anticipate dalla Regione. Perché si usa la parola "anticipare"? Si usa la parola anticipare non con riferimento ai Comuni, ma perché così si definiscono giuridicamente le somme che vengono pagate oggi per conto di terzi, posto che il costo finale dev'essere comunque a carico del violatore della norma.
Questo si propone l'emendamento numero 133. Mi pare che sia assolutamente ovvio che ci debba essere la massima collaborazione da parte dei Comuni nel recuperare le somme, questo è evidente.
Io so di non avere il dono dell'eloquio, ma ho cercato di esporre nel modo più semplice possibile il concetto contenuto nell'emendamento, e credo che chi ha voluto capire, abbia capito; il risultato nel lasciare le cose come stanno sarebbe quello di impedire al Comune di Guamaggiore, per esempio, di procedere alla demolizione di un abuso, perché si chiederà alla Regione l'invio della ruspa, si metterà in lista d'attesa e quando arriverà la ruspa, arriverà, perché questo è il risultato pratico. Questa è un'esigenza di carattere anche tecnico, perché una cosa è utilizzare una ruspa...
FADDA (Popolari-P.S.). Assessore, non esageriamo!
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.L'onorevole Selis poc'anzi ha detto una cosa che mi ha molto colpito, perché la condivido, cioè condivido tutte le sue preoccupate affermazioni in ordine alla diminuzione del prestigio del Consiglio; e la diminuzione del prestigio del Consiglio non deriva soltanto dalla bagarre che vi è spesso in Aula, ma deriva dall'uso, e anche dall'abuso che noi facciamo dello strumento dell'ironia. Molte volte ironizzando, banalizziamo troppo
Su questo tutti noi dovremmo riflettere, nel rispetto reciproco, nell'accettazione dei ruoli che occasionalmente vengono svolti, sia di maggioranza che di opposizione, sia di Giunta che di Consiglio.
Ora se noi non facciamo un attimo di attenzione a queste cose, non è che poi ne dovrà rispondere solo la maggioranza. Quante volte l'ho sentita parlare in questi termini, onorevole Selis! Non è solo la maggioranza del momento che viene accusata dall'opinione pubblica dell'inefficienza del Consiglio, è tutto il Consiglio ad essere messo sotto accusa, maggioranza ed opposizione. Poi sappiamo benissimo come le cose vanno a finire, perché non dipende da noi.
Io ho onestamente e lealmente, secondo quanto mi dettano la mia scienza e coscienza, illustrato il senso dell'emendamento numero 133, il che non significa che debba o possa essere condiviso. Se l'emendamento non dovesse passare saranno i Comuni che si troveranno in difficoltà a giudicare. Senza l'autorizzazione di spesa infatti la Regione non potrebbe stornare risorse, o meglio denaro contante per rimborsare i Comuni, perché l'articolo 15 prevede soltanto l'utilizzo di mezzi o direttamente ad opera della Regione o tramite convenzioni, non prevede altro.
Qualora occorresse utilizzare qualche altro strumento, dovrà essere pagato e, in questo caso, se viene bocciato l'emendamento, l'onere ricadrà sul Comune interessato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PINNA (D.S.). Signor Presidente, ho cercato di seguire con attenzione l'intervento dell'assessore Masala, e tuttavia devo dire che non mi ha convinto; infatti, se la Regione non ha la possibilità di fare intervenire le ruspe, direttamente o tramite appalto, ancora meno mi pare che questa possibilità ce l'abbiano i Comuni. Quindi non stiamo risolvendo il problema.
Noi, anche dopo questa precisazione, abbiamo la convinzione che quei Comuni, quei sindaci, siano costretti, senza mezzi, senza risorse, al silenzio, ad abbassare la testa, a contribuire insomma al vostro tentativo, per lo meno a noi sembra tale, di demolire le regole atte a combattere l'abusivismo. Questa è la nostra forte preoccupazione; ma ci preoccupa anche l'altro problema sul quale abbiamo discusso per un giorno e mezzo, e cioè la cessione del patrimonio immobiliare attraverso criteri e decisioni che restano tutte in capo alla Giunta regionale e agli appositi uffici. E infine arriviamo all'altra norma intrusa che avete inserito in questa legge finanziaria, e cioè la modifica dell'istituto degli accordi di programma.
Tutto questo, caro Assessore e signor Presidente, nasce da una logica che noi non condividiamo, da una filosofia volta a destrutturare il sistema del controllo pubblico sulla cessione del patrimonio, in un caso, e ad impedire un sistema reale di lotta contro l'abusivismo in questo caso.
Questa è la grande differenza che esiste tra noi e voi; per questa ragione non possiamo condividere questa posizione perché, come nel caso dell'applicazione della legge 35/95, anche in questo caso si tratta semplicemente di confermare la volontà di combattere davvero l'abusivismo così come è stato fatto finora. Ma, nonostante le rilevanti risorse che questa manovra finanziariamette in campo, non avete reperito quei pochi milioni di euro necessari a coprire questa spesa, ancorché vada comunque recuperata mettendola in capo a chi compie l'abuso.
Ma se questo problema non lo risolve la Regione, come possiamo pensare che i Comuni prevedano nel loro bilancio queste spese? E` una contraddizione. In questo caso quindi non si tratta soltanto di assumere un atteggiamento vessatorio nei confronti dei Comuni, ma si tratta di metterli davvero in gravi difficoltà non consentendo di porre un freno all'abusivismo. A mio avviso stiamo perdendo tempo inutilmente, perché, se voi mantenete l'ipotesi formulata nell'emendamento 133, non risolvete il problema e state, soltanto voi, facendo effettivamente ostruzionismo in questo Consiglio regionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SECCI (Popolari-P.S.). Signor Presidente, sarò brevissimo, anche perché esprimerò sul comma 17 e sull'emendamento numero 133, per quanto gli stessi non siano formalmente in discussione, un giudizio che è praticamente simile, Assessore e Presidente della Giunta, a quello espresso precedentemente sui commi 14 e 15.
Io ho la sensazione che anche questa norma sia stata inserita nella finanziaria in modo quanto meno distratto. E, se mi è consentito, vorrei spiegare il perché. L'articolo 2, comma 17, prevede che all'articolo 15 della legge 45 si aggiunga un comma 3 bis che sancisce l'obbligo per i Comuni di rimborsare le spese sostenute dall'amministrazione regionale per la demolizione di opere abusive entro due anni dall'esecuzione dei lavori.
L'emendamento 133 dice che l'amministrazione regionale è autorizzata ad anticipare le spese relative alla esecuzione delle ordinanze di demolizione di cui al comma 1, sempre dell'articolo 15 della legge 45.
Chi ha un minimo di dimestichezza in tema di amministrazione locale, sa che abbiamo di fronte due provvedimenti che nulla hanno a che vedere tra di loro. Il primo dice che la Regione deve rifarsi sui comuni dei soldi spesi per l'impiego delle ruspe, e i comuni poi faranno i loro passi; l'altro invece dice che siccome i Comuni non hanno i soldi, la Regione li anticipa e poi chi ripagherà ripagherà.
Assessore, la contraddizione è palese, ed era già emersa, in maniera abbastanza significativa, nella discussione svolta su questo tema in Commissione. Io non so se sussistano effettivamente, Assessore, i pericoli che qualcuno paventava per cui la Regione sarebbe obbligata a dotarsi di questi strumenti, ma se questo fosse anche vero, se questo fosse anche vero, la materia delle demolizioni, nei paesi soprattutto, è una materia talmente delicata che va trattata con molta prudenza, con molta attenzione, con molto riguardo. Con molto riguardo degli amministratori che quotidianamente corrono dei rischi che non sto qui a richiamare; con riguardo a tutta una serie di atti posti in essere da parte dei cittadini, perché dobbiamo ricordare che l'abusivismo, Assessore, Presidente, onorevoli colleghi, non è soltanto la costruzione delle ville sulle coste, con la loro conseguente demolizione.
Nei nostri paesi l'abusivismo, purtroppo, è anche altro, e chi lo vive quotidianamente ne ha consapevolezza, chi lo vive quotidianamente sa anche che cosa deve fare, che sforzi deve fare la pubblica amministrazione per cercare di ottemperare ad un dovere al quale nessuno vuole sottrarsi e che nessuno vuole non rispettare, il dovere cioè di uno sviluppo ordinato dei propri paesi, delle proprie comunità e dell'edificazione dei propri territori.
Però insieme a questo, mi sembra che le normative che oggi vigono, Assessore, Presidente, onorevoli colleghi, si siano consolidate nel tempo perché la legge 45, al cui articolo 15 vogliamo aggiungere adesso un ulteriore comma , è del 1989.
Le leggi dello Stato che regolano la materia risalgono addirittura all'85, la legge 23 e la legge 47; ma, improvvisamente nel corso della discussione di una finanziaria noi avvertiamo la necessità di introdurre dei correttivi in materia urbanistica; non è in corso quindi la discussione di uno strumento legislativo specifico che attenga al riordino, che forse è necessario, in materia urbanistica, perché la normativa in vigore può per alcuni aspetti considerarsi superata.
La Giunta si faccia carico perciò di proporre un riesame complessivo della materia, introducendo anche tutti quei pesi e contrappesi che ritiene di dover inserire.
Non possono essere ancora una volta l'imprudenza, la generosità, l'interesse di qualcuno a creare caos, aggiungo io, perché mi sembra che si stiano introducendo in questa finanziaria diverse norme da parte di chi non ha interesse a fare una buona finanziaria, ma ha interesse (non so chi sia, non so se sia interno o esterno a quest'Aula) a far sviluppare il dibattito in questo modo anziché adoperarsi, ed è questa la ragione vera per cui siamo chiamati qui a discutere, per varare una manovra finanziaria seria per il 2002 e per i prossimi anni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, per dichiarazioni di voto, il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (C.C.D.),Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Presidente, onorevoli colleghi, ovviamente intervengo nella veste di consigliere regionale e non di Assessore, un consigliere regionale che tra pochi istanti dovrà esprimere il proprio voto.
Io preannuncio il mio voto favorevole all'emendamento 133 e dirò brevemente le motivazioni.
SECCI (Popolari-P.S.). Siamo al 200, io l'ho citato per convenienza.
CONTU (C.C.D.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Chiedo scusa, è stato un mio sbaglio , e ringrazio il collega per la correzione perchè quando uno sbaglia è bene che lo riconosca. Però, come consiglieri regionali non siamo tutti nati ieri, e sappiamo benissimo che è stato presentato anche un altro emendamento sostitutivo parziale, il133 appunto, altrimenti qui stiamo discutendo del sesso degli angeli.
La Giunta si è resa conto (e su questo do ragione a chi ha parlato prima) che effettivamente la dizione contenuta nel comma 17 era sbagliata. Però date atto alla Giunta di aver immediatamente presentato un emendamento, l'emendamento 133, che sostituisce il comma 17 introducendo la possibilità per la Regione di anticipare le somme che necessitano ai comuni per poter utilizzare le ruspe.
La legge numero 45 prevede che l'Assessorato regionale competente in materia urbanistica sia autorizzato a concedere ai comuni che ne facciano richiesta l'utilizzo dei mezzi meccanici di proprietà della Regione e degli enti strumentali, eccetera. Perfetto, va benissimo, manca però la previsione del caso in cui il sindaco di un paese, non essendo obbligato, non intenda assolutamente servirsi, del mezzo della Regione, che avendone soltanto quattro a disposizione ha tempi di autorizzazione lunghi, anche tre mesi, ma decida di avvalersi dell'opera di un'impresa del suo paese che possiede le ruspe. Io mi chiedo che cosa impedisce a me, giuridicamente parlando, di utilizzare la ruspa di un'impresa privata? Facciamo anche l'ipotesi che io, sindaco di un piccolo paese, - io per esempio sono sindaco di Siddi, duecento abitanti, non abbia i soldi per pagare la ruspa di quell'impresa privata. E` così delittuoso che noi prevediamo che la Regione, in questo caso, possa anticipare le somme occorrenti perché si possa utilizzare l'impresa privata?
E` un caso che purtroppo - diciamola tutta - ci siamo dimenticati di inserire nella legge; legge che ha previsto l'utilizzo dei mezzi pubblici, ma non ha previsto invece l'uso dei mezzi privati. Io so che tutti i sindaci normalmente chiedono l'utilizzo dei mezzi pubblici, è ovvio, però ci può essere anche un sindaco che ha il coraggio civile di chiedere all'impresa del proprio paesedi distruggere un manufatto che non è condonabile. Naturalmente l'impresa va pagata, anche se la legge urbanistica imputa a colui che ha commesso il reato l'onere di restituire a me, sindaco, a me comune, i soldi utilizzati per pagare l'impresa.
A me sembra che si possa trovare un'intesa. Vorrei sottolineare velocemente, però ne parleremo in fase di discussione del 133, che non è corretto parlare di "demolizione di cui al comma 1", perché il comma 1 parla di mezzi pubblici, bisogna parlare di demolizione sic et simpliciter, oppure di "demolizione di cui all'articolo 15".
SECCI (Popolari-P.S.). Questo è un altro emendamento. Meglio ancora!
CONTU (C.C.D.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Io capisco anche che l'opposizione debba fare il suo mestiere, sono troppo vecchio per non sapere, e il mestiere di oppositori lo fate benissimo, lo fate in maniera meravigliosa, a mio giudizio, ma qualche volta, lasciatemelo dire, è troppo evidente che questo tipo di opposizione non sempre è logica, non sempre è razionale.
In questo caso, onestamente, se ignoriamo che esiste anche l'emendamento 133 avete ragione voi, se però voi stessi dite che bisogna tenere presente anche l'emendamento 133 vi renderete conto che, tutto sommato, a tutela dei sindaci conviene prevedere anche il caso dell'utilizzo di una ruspa privata.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà. Onorevole Cugini, l'Assessore chiede di fare una precisazione che le consiglierei di sentire.
CUGINI (D.S.). Presidente, siccome ci stiamo avvicinando a una possibile conclusione, io propongo di sospendere un attimo e di trovare un punto di incontro.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'Assessore, voglio pregare tutti i colleghi, e anche la Giunta, di ricordare che siamo in sede di dichiarazione di voto e che intervenendo in questo modo si corre il rischio di riaprire un dibattito. A me pare un atteggiamento del tutto inutile e superato, ci stiamo avvitando su noi stessi e non arriviamo da nessuna parte.
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento numero 133, come emerge chiaramente dal testo…
(Interruzioni)
CAPPAI (C.C.D.). Presidente non capisco perché interrompono; non hanno la parola.
spissu (d.s.). Ma per che cosa interviene?
PRESIDENTE. Onorevole Spissu…
CAPPAI (C.C.D.). E' una vergogna, sei poco rispettoso!
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Possiamo continuare? Assessore le ho dato la parola, faccia la sua precisazione.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie Presidente, la precisazione attiene alla formulazione dell'emendamento 133; formulazione corretta perché si dice: "L'amministrazione regionale è autorizzata ad anticipare le spese relative all'esecuzione delle ordinanze di demolizione di cui al comma 1", cioè l'unico comma nel quale vengono citate le ordinanze di demolizione, è il comma 1, e quindi è chiaro che è riferito alle ordinanze di cui al... Chiaro il concetto?
FADDA (Popolari-P.S.). Ma l'emendamento è sostitutivo parziale o totale?
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il comma è' interamente sostituito dal 133. Ma sappiamo leggere o non sappiamo leggere?
PRESIDENTE. Colleghi scusate, per chiarire questo punto: l'emendamento soppressivo totale è quando viene abolito l'articolo. In questo caso l'emendamento deve abolire un comma, quindi una parte dell'articolo, ecco perché è parziale.
Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.
FALCONI (D.S.). Grazie Presidente. Io vorrei svolgere le mie dichiarazioni di voto sull'emendamento 200, non sull'emendamento 133, sul quale parleremo quando sarà in discussione.
PRESIDENTE. Ricordo che sono in discussione il 200 e il 404.
FALCONI (D.S.). Esatto, e al contenuto di questi emendamenti dobbiamo riportare la discussione, anche alla luce delle dichiarazioni rese dal Presidente Pili che ha parzialmente riconosciuto la bontà delle nostre argomentazioni e delle nostre preoccupazioni. A seguito di queste considerazioni, è stata decisa un'interruzione ma, al rientro in Aula, la Giunta e la maggioranza hanno tenuto le posizioni precedenti, e quindi su queste dobbiamo continuare la nostra discussione.
Io condivido appieno, in particolare, le affermazioni del collega Secci perché ha parlato da sindaco che sente e ha coscienza dei problemi; e io da ex sindaco, che comunque presta attenzione a queste tematiche, mi rivolgo ai sindaci particolarmente sensibili a queste materie molto delicate, sindaci che sono sicuramente presenti anche nel centrodestra.,. Dove emergono queste questioni molto delicate? Qual è la fascia debole del nostro territorio? E` chiaro che è la fascia costiera, è chiaro che sono coinvolti alcuni piccoli comuni che subiscono una forte pressione turistica. Villasimius ha tremila abitanti, ma ha un numero di posti letto, chiaramente nel settore alberghiero, pari a quelli dell'intera provincia di Oristano, e potrei continuare a portare esempi simili.
E` chiaro che il comune di Villasimius non può correre il rischio di eseguire svariate demolizioni che metterebbero a repentaglio il suo bilancio futuro. Di questo stiamo parlando, e questo pericolo i sindaci lo avvertono e qualora non lo avvertissero, gli deve essere chiaro con questi argomenti. Quindi questa è la nostra preoccupazione.
Ma, brevemente, anche se mi ero ripromesso di non farlo, vorrei riandare all'emendamento che ha riproposto la Giunta, il 133. Perché anche questo emendamento è pericoloso? Perché comunque introduce il concetto che alla fine sono i Comuni a dover pagare. Questo è il concetto nuovo che viene introdotto nella legge 45, un concetto sul quale non concordiamo e che quindi non vogliamo che si introduca.
Poi si è dettoche se le cose restano così, non si fanno le demolizioni. Come è possibile? Proprio quando si stanno iniziando le opere di demolizione (e si stanno demolendo fior di alberghi, anche in questi giorni, e di ville), si vuole intervenire per scardinare ciò che di buono si sta facendo.
Allora, in conclusione, io penso che sia molto più ragionevole che anche la maggioranza, visto che ha voluto ragionare su questo piano, compia un ulteriore sforzo in tal senso e quindi non solo accetti l'emendamento 200, ma ritiri l'emendamento 133, che è anche esso pericoloso. Naturalmente ha ragione l'assessore Masala nel sostenere che l'emendamento sostituisce interamente il comma 17, quindi è sostitutivo totale del comma suddetto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Carloni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CARLONI (A.N.). Signor Presidente, non avevo intenzione di intervenire su questa discussione. Ho seguito con attenzione la battaglia, che hanno fatto i colleghi dell'opposizione, di critica, fondata da diversi punti di vista, ai commi 14 e 15, che si è svolta ieri e stamattina. Quanto dico lo sanno anche i miei colleghi che conoscono come ho vissuto questa vicenda parziale, ma non seguo e non comprendo in questa vicenda la posizione degli amici dell'opposizione; mi sembra che si stia, in questa vicenda, pestando acqua nel mortaio.
Non conosco appieno tutti i termini della vicenda, però corre l'obbligo a me, come a qualche collega, che un po' di diritto abbiamo masticato, e per ricordare a me stesso più che agli altri, che quando si commette una violazione ediliziasi incorre in una sanzione amministrativa ed in una penale alla quale devono sottostare sia colui che ha commesso l'abuso, sia colui il quale doveva vigilare che l'abuso non venisse commesso.
Tanto che se l'ente pubblico o chi amministra l'ente pubblico non adempie all'obbligo di demolire, a sua volta l'amministratore pubblico commette un reato se non vi provvede o se non giustifica al giudice il perché non vi ha provveduto.
Allora devo ricordare ai colleghi che l'ente pubblico a fronte di un'accertata violazione del diritto urbanistico ha due opzioni. Con la prima acquisisce al patrimonio dell'ente pubblico il manufatto abusivo: e nessuno può impedirgli di fare questo; e quindi questa ipotesi stravolge e supera tutte le altre, perché nel momento in cui l'ente pubblico decide di far proprio il manufatto abusivo ha risolto alla radice il problema in ordine alla demolizione. Con la seconda, invece, opta per la demolizione dell'immobile, ordinando al costruttore abusivo di demolire; e se costui non vi adempie, alla esecuzione della demolizione si surroga l'ente pubblico.
La legge vuole che se non adempie il debitore al suo obbligo, si surroga l'ente pubblico anticipando per lui le relative spese. La norma statale dice questo: che se tu debitore non adempi, mi surrogo io, ente pubblico, e mi adopero con i mezzi che voglio e ritengo opportuni. E questo non è solo un diritto, ma è anche un dovere, sanzionato penalmente, nei confronti dell'ente pubblico che a sua volta non provveda a demolire.
L'altro aspetto civilistico e amministrativo della demolizione è che una volta che io, ente pubblico, ho demolito a mie spese facendo quello che non hai fatto tu abusivista, allora divento titolare di un diritto di credito che posso eseguire con tutti i sistemi del diritto civile. Questa è la situazione generale di diritto: c'è un debitore e c'è un creditore che ha diritto di esigere la sua prestazione in caso si surroghi a colui che non ha demolito. Quando la Regione Sardegna, si è occupata di queste cose con l'articolo 15 della legge numero 45/1989, l'ha fatto andando oltre quelle che erano le norme della legge nazionale sulla demolizione; essa ha sostanzialmente fatto una norma di favore verso i Comuni, dicendo: "Metto a disposizione tua, comune, i mezzi miei e degli enti strumentali miei, per eseguire la demolizione". Ovvero quando, al terzo comma, dello stesso articolo dice: "Se non si verifica questa ipotesi, posso anche stipulare delle convenzioni con terzi che demoliscono per conto mio".
Ma non è scritto da nessuna parte che, né nell'ipotesi del primo comma né in quella del terzo comma, la prestazione surrogatoria debba essere gratuita. Cioè non vi è nessuna norma che dica che colui che ha commesso l'illecito, siccome c'è un ente pubblico che in seconda battuta si obbliga a demolire...
PRESIDENTE. Solo un secondo, onorevole Carloni, prego.
CARLONI (A.N.). Se c'è una norma che consente all'ente pubblico di surrogarsi all'altro che non ha voluto o potuto adempiere, non c'è però scritto da nessuna parte che colui che ha dato luogo a tutta questa situazione, cioè colui che ha commesso l'infrazione, non debba alla fine pagare.
Quindi, anche nell'ipotesi dell'articolo 15 della legge, di cui stiamo discutendo l'emendamento, non c'è scritto che io Regione non mi debba rivalere su te Comune, - né che poi il Comune a sua volta si rivalga su colui che ha commesso l'infrazione. Quindi, l'ente pubblico Regione con le sue surrogazioni sta facendo un doppio favore, ma non è detto che non debba essere rimborsato sia in un'ipotesi che nell'altra.
Quindi, ecco perché dicevo che pestiamo l'acqua nel mortaio; perché anche se non approvassimo tale ulteriore norma di favore per gli enti locali, rimarrebbe in piedi l'articolo 15 che consente ai Comuni, che sono i primi interessati, di attivarsi per conto proprio a recuperare le spese nei confronti di coloro che hanno commesso gli illeciti..
Poi se non lo faranno, incorreranno nelle sanzioni del diritto amministrativo e penale e ognuno correrà la propria alea. Di più non si può dire.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Calledda. Ne ha facoltà.
CALLEDDA (D.S.). Signor Presidente, colleghi, io credo che il discutere, oggi, una norma così importante derivi dal fatto che in due anni e mezzo la Commissione quarta, della quale io ho fatto parte nei primi due anni e mezzo della legislatura e che si sarebbe dovuta occupare di questi problemi, ha prodotto poco; l'unica cosa che ha prodotto costantemente è stato l'assenteismo da parte della maggioranza. Forse sarebbe stato il caso, vista la delicatezza della materia, che la Giunta presentasse un disegno di legge di modifica della legge 45 o della legge 23, su cui la Commissione competente a sua volta avrebbe potuto apportare eventuali modifiche....
PRESIDENTE. Io devo chiedere scusa ai colleghi. Tutti i consiglieri regionali hanno gli stessi diritti, hanno diritto di parlare e di essere ascoltati. Onorevole Calledda, la prego di riprendere.
CALLEDDA (D.S.). Questo non è stato fatto perchè in quella Commissione non era presente la maggioranza e quindila Giunta, così come avvenne nella scorsa finanziaria, sceglie la scorciatoiadi introdurre appunto in finanziaria modifiche di leggi ondamentali.
Inoltre, poiché stiamo parlando di abusi e di demolizioni, io riterrei che si dovrebbe affrontare nella sede dovuta, possibilmente in Commissione, il problema del ripristino ambientale.
Questo è un altro aspetto del problema al quale nessuno di noi sta facendo riferimenti precisi. Il collega Carloni, che mi ha preceduto, nel suo intervento ha sostenuto che l'amministrazione comunale ha l'opportunità e la possibilità di entrare nel merito delle questioni e, quindi, eventualmente di acquisire la proprietà degli immobili. Però possono verificarsi anche situazioni diverse, per cui si ordina la demolizione dell'abuso, magari l'azienda che ha costruito nel frattempo fallisce e nessuno è responsabile.
Poichè, come ho già detto, la materia è molto delicata, sarebbe il caso - molti colleghi l'hanno già proposto - , di interrompere la discussione e invitare le persone di buona volontà della maggioranza e della minoranza a trovare una soluzione.
Io credo infatti che utilizzare lo strumento della finanziaria per affrontare problemi la cui risoluzione non compete alla legge finanziaria, sia un errore gravissimo, ma soprattutto sia un errore non offrire la possibilità di un incontro alle persone che vogliono discutere ed affrontare questi problemi e ricercare una soluzione agli stessiunitaria. Badate, se non si arriva a una soluzione di questo tipo, io credo che saremo in grado solo di fare ulteriori pasticci, e fare pasticci significa creare problemi agli amministratori locali.
Per questo motivo io ritengosia mio dovere votare a favore degli emendamenti 200 e 404 con la speranza che la Giunta, rispetto all'emendamento che propone, accolga i suggerimenti emersi nel corso della nostra discussione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, le delucidazioni fornite nei loro interventi dagli assessori Masala e Contu le avrei proposte anche io nel mio intervento. Ora, dal momento che gli emendamenti 404, 200 e 133 riguardano la stessa materia, e da interventi di esponenti sia del centrodestra che di alcuni del centrosinistra mi è parso di capire che si possa formulare un emendamento che tenga conto delle due posizioni, io proporrei di unificare appunto i tre emendamenti e, di concerto con la Giunta, definire un nuovo emendamento che rispecchi le riflessioni che in quest'Aula per tutta la sera sono state fatte.
La formulazione dell'emendamento da una parte dovrà rispecchiare l'indirizzo contenuto al comma 17 dell'articolo 2 del provvedimento di legge in discussione, , e dall'altra dovrà comunque tutelare le esigenze dei Comuni perché soprattutto nell'ultimo capoverso dell'emendamento 133, dove dice "di cui al comma 1", pur essendo evidente che si parla dell'anticipazione delle spese sulle ordinanze di demolizione, mancano però i riferimenti ai Comuni. Cioè manca a mio avviso la specificazione che l'anticipazione deve essere destinata ai Comuni.
Quindi la formulazione dell'emendamento sarebbe più completa se si cassasse quel " di cui al comma 1"e si riportasse solo il riferimento all'articolo 15. Io spero che si trovi una soluzione che sia veramente nell'interesse dei Comuni e nell'interesse della Regione, perché questo era l'auspicio formulato negli interventi svolti stasera da esponenti sia del centrosinistra che del centrodestra.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIANCU (I DEMOCRATICI). Signor Presidente, io credo che l'articolo 2 e gli emendamenti proposti dalla maggioranza all'articolo suddetto esprimano la filosofia della maggioranza di centrodestra e nel contempo certifichino la sua coerenza. La maggioranza ha annunciato di essere contro l'indebitamento, nel 2002 il risultato che abbiamo di fronte, a seguito anche degli emendamenti presentati dopo che la Commissione bilancio ha esitato il documento, è un disavanzo di esercizio di oltre quattromila miliardi, pari, anzi superiore al disavanzo consolidato a tutto il 1999.
La maggioranza ha annunciato inoltre di voler realizzare la riforma interna della Regione. Ebbene, sempre all'interno dell'articolo 2 affida le dismissioni del patrimonio, anzichè alla struttura interna, al fine di valorizzare le professionalità esistenti, ad un soggetto privato gestore di servizi. Ancora, la maggioranza ha dichiarato di voler sostenere il federalismo interno, però con il comma 17, quello appunto in discussione, noi non esprimiamo solidarietà ai nostri amministratori locali per i rischi personali che, soprattutto in questi ultimi mesi, anche a causa degli attentati compiuti contro di loro, stanno correndo; non esprimiamo loro solidarietà neanche per l'importante e spesso umile servizio che rendono alle nostre popolazioni, garantendo il rispetto della legge urbanistica e, quando è necessario, anche emettendo le ordinanze per la demolizione delle opere abusive.
E ancorché, come giustamente ricordava il Presidente nel suo intervento, oggi la competenza in merito sia dei funzionari, noi sappiamo che questi ultimi certamente agiscono seguendo una linea data dagli amministratori più illuminati.
Manca quindi questa solidarietà pur in presenza delle notevoli difficoltà che spesso sono causate dalla stessa amministrazione regionale che si ostina nel portare avanti il suo neo-centralismo, nonostante il varo di numerose leggi nazionali di riforma.
Di fatto il comma 17 è un'istigazione. Sì. Io, in genere, non uso termini forti, però credo in questo caso di poterlo fare. E` un'istigazione a cercare di sottrarsi all'emissione di ordinanze di demolizione anche per evitare i rischi personali, conseguenti al rispetto delle leggi. Io credo che i fatti ultimi a cui facevo riferimento prima, non siano del tutto estranei appunto a una posizione di richiamo alla legalitàda parte degli amministratori locali. E` un'istigazione anche a non emettere le ordinanze, per evitare di far gravare sul Comune le spese a volte difficili da recuperare.
Noi sappiamo che il recupero delle spese conseguenti alle demolizioni in alcuni casi può essere facile, ma in molti altri casi può prospettarsi oltremodo difficile, nonostante il richiamo alle procedure del collega Carloni. E il mancato recupero graverebbe sui cittadini amministrati.
Assessore Biancareddu, il federalismo interno non si realizza trasferendo con fare intimidatorio gli oneri di competenza regionale ai Comuni. Io sono d'accordo con il collega Carloni quando dice che il legislatore regionale, nel 1989, ha fatto qualcosa di più di quanto era in suo dovere fare. Io dico infatti che oltre ad aver fatto il proprio dovere, ha avuto una maggiore sensibilità rispetto a quella che sta dimostrando in questo momento questa maggioranza di centrodestra.
Il federalismo interno, assessore Biancareddu, si realizza trasferendo le competenze e le funzioni, funzioni e risorse, agli enti locali anche nel rispetto della riforma del Titolo V della Costituzione.
Per queste motivazioni voto a favore dell'emendamento numero 200 e dell'emendamento numero 404 che tendono a sopprimere l'inaccettabile formulazione del comma 17 dell'articolo 2.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Io, Presidente, dichiaro che voterò a favore dell'emendamento numero 200, così risolviamo i problemi anche di verbalizzazione dei nostri interventi dal punto di vista regolamentare. Io sono d'accordo con l'onorevole e assessore Masala - che non vedo in Aula - quando ci richiama al rispetto che dobbiamo all'Istituzione evitando l'abuso dell'ironia, ed evitando le scene più penose di cui qualche volta ci rendiamo responsabili.
Io sono assolutamente d'accordo. Credo che l'assessore Masala converrà con me che dovremo dare conto ai sardi, a tutti noi che siamo qui anche oggi a lavorare per l'intera giornata, che non si può stare tutto il giorno a discutere su niente. Noi l'abbiamo detto da stamani che questo comma 17, per il modo in cui è scritto, e questo vale anche per l'emendamento che la Giunta ha tardivamente proposto, non aveva nessun senso di esistere, almeno non così come era rappresentato.
La Giunta nel corso della giornata, attraverso approssimazioni successive, ha via via modificato la sua posizione avvicinandosi alle nostre tesi, ma c'è voluta l'intera giornata! Abbiamo sprecato una giornata di lavoro, ci siamo innervositi.
Vi abbiamo chiesto da questa mattina di sospendere questa inutile discussione, così come era inutile quella sugli immobili e sulla loro cessione, e di fermarci un attimino per trovare una formulazione della tesi che voi rappresentate, e della quale noi teniamo conto, che però non può essere quella estrinsecata nel comma 17 e poi aggiustata nell'emendamento della Giunta.
A me fa piacere che molti colleghi intervenendo oggi, per ultimo l'onorevole Rassu chiedano di sospendere brevemente questa discussione per consentire a tre o quattro persone, di ricercare una formulazione che salvaguardi sia l'articolo 15 della legge numero 45, sia questa nuova posizione che la maggioranza vuole introdurre. - Posizione alla quale noi non siamo impermeabili onorevole Pili - ma che vorremmo capire e scrivere in maniera adeguata per migliorare la qualità dell'intervento della Regione in questa materia.
Allora ci si chiede a che pro questa prova di forza muscolare che durante tutta la giornata è stata offerta da numerosissimi colleghi della maggioranza,; prova di forza alla quale noi possiamo rispondere attraverso l'utilizzo dello strumento regolamentare che ci consente di ripetere all'infinito le stesse cose finché non le comprendete. Se evitiamo invece le dimostrazioni di muscolarità e di forza numerica, e se prenderà il sopravvento questa volontà di confrontarsi seriamente, probabilmente potremo varare questa finanziaria in tempi che non siano quelli che si prefigurano da queste prime battute, perché siamo ancora all'inizio dell'articolo 2, come ben sapete.
Presidente. Questo era l'ultimo intervento per dichiarazione di voto. Passiamo al voto. Prego i colleghi di prendere posto.
SPISSU (D.S.). Presidente, io avevo capito che ci sarebbe stato un momento di riflessione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Onorevole Fadda, lei ha già fatto la sua dichiarazione di voto. Su che cosa vuole parlare?
FADDA (Popolari-P.S.). Sul Regolamento.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Fadda.
FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, poiché mi è parso di capire che alcune nostre osservazioni siano state recepite dalla Giunta regionale, vorremmo sapere se procediamo alla votazione per poi passare all'emendamento della Giunta. In caso di votazione, a meno che la Giunta non debba fare altre dichiarazioni, chiedo il voto palese con il procedimento elettronico.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Onorevole Fadda, come si può chiedere il voto palese in contrapposizione al voto segreto.
FADDA (Popolari-P.S). Onorevole Balletto, ma da quanti anni c'è lei qua dentro?
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Pochissimi!
PRESIDENTE. Onorevole Balletto, è previsto dal Regolamento il voto palese elettronico, anziché per alzata di mano. Non è ovvio per niente, perché lo scrutinio può essere elettronico e segreto, per alzata di mano, o palese con sistema elettronico!
Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Signor Presidente, vorremmo capire (perché ancora non l'abbiamo capito) se abbiamo mal interpretato alcune affermazioni che sono state fatte, e alcune interlocuzioni che sono avvenute. Vorremmo capire in definitiva se il comma 17, con i relativi emendamenti della Giunta e dell'opposizione, può essere sospeso per essere meglio definito e votato domani mattina.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ne ha facoltà.
Biancareddu (F.I.-Sardegna), Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Io credo in primo luogo che certe valutazioni, quando è all'esame dell'Assemblea una marea di emendamenti, vadano fatte anche in termini sistematici. Quindi, non si può continuare a discutere della lesività verso i comuni del comma 17, quando anche la Giunta ha dimostrato di essere d'accordo su questo concetto proponendo un emendamento che è sostitutivo totale di questo comma.
Quindi, tutti siamo d'accordo che questo comma vada soppresso. La differenza, secondo me minima che però è stata resa eclatante in quest'Aula, era che noi lo volevamo sopprimere per essere sostituito e voi all'inizio volevate sopprimere e basta.
Ora, mi è sembrato di capire che siamo tutti d'accordo sul fatto che i primi tre commi dell'articolo 15 della legge 45, costituiscano la norma primaria in materia di demolizioni. Apportando qualche correttivo in termini di sussidiarietà o di scelta a favore dei sindaci, stavamo pensando - e mi è parso che su questo ci sia una larga intesa - di consentire anche, sempre in termini sussidiari, ferme restando le competenze previste nei primi tre commi, la possibilità per l'amministrazione regionale di anticipare delle somme; ed uso il termine "anticipare", qualcuno mi suggeriva il termine" pagare" perché non sono soldi che la Regione può pagare, perché sono debiti a carico di chi ha commesso la violazione, quindi, è corretto scrivere "anticipare".
Eliminando la dizione "spese relative all'ordinanza di demolizione di cui al comma 1" noi siamo autorizzati ad anticipare i soldi ai Comuni per qualsiasi ordinanza di demolizione, poi sarà il Comune stesso a scegliere se implorare l'Assessorato di mandare le ruspe regionali, o se chiedere i soldi per provvedere direttamente.
Io ho già predisposto per iscritto iltesto che vi ho esposto, possiamo rivederlo insieme e, se va bene, possiamo ritirare tutti gli altri emendamenti e presentare questo come emendamento del Consiglio e non più della Giunta.
PRESIDENTE. Onorevole Dore, lei mi sta chiedendo di intervenire ma io non posso darle la parola in questa fase, abbia pazienza!
SPISSU (D.S.). Presidente, sospendiamo la votazione.
PRESIDENTE. L'onorevole Spissu ha avanzato una richiesta, l'Assessore a sua volta ha fatto una proposta; a questo punto dobbiamo dire o "sì" o "no". Se c'è questa possibilità, io mi fermo un momento.
DORE (I DEMOCRATICI). Devo chiedere un chiarimento all'Assessore.
PRESIDENTE. Consigliere Dore, lei mi capisce, poi devo dare la parola a tutti. Abbia pazienza!
DORE (I DEMOCRATICI). Presidente, non mi è chiaro un punto! Dev'essere chiaro per tutti. Non penso di essere particolarmente cretino!
PRESIDENTE. Ma si avvicini e glielo chieda se ha bisogno di una spiegazione!
Ha domandato di parlare il consigliere Dore, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DORE (I Democratici). Quello che non è chiaro, assessore Biancareddu e vorremmo che lei lo chiarisse è chi è che paga alla fine dei conti. Questo è il punto! Cioè la Regione, fermo restando che può rifarsi su colui che ha commesso l'abuso, si può rifare sul Comune? Questa è la domanda. E questo punto allora bisogna chiarirlo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Mi pare che la proposta dell'assessore Biancareddu sia una proposta chiara, L'Assessore infatti chiede che si sospenda 10 minuti per vedere il testo proposto; è necessario quindi sospendere la votazione su questo emendamento che può essere ritirato se si arriva a una formulazione convergente.
Mi sembra chiarissimo, così come è chiaro che gli emendamenti successivi verranno agevolati dal lavoro che possiamo fare adesso. Questo è quanto ho capito.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento 133 modificato, integrato sotto forma di emendamento di sintesi, così come previsto dal Regolamento, sarebbe formulato nel modo seguente: "Salvo quanto disposto dai precedenti commi, l'Amministrazione regionale è autorizzata ad anticipare ai Comuni le spese relative all'esecuzione delle ordinanze di demolizione (UPB S04.061-Capitolo 041 87)".
PRESIDENTE. L'Assessore parla dell'emendamento 133, che non è in discussione, ma è pertinente.
PIRISI (D.S.). Domando di parlare a norma dell'articolo 82 del Regolamento.
PRESIDENTE. Decidiamo che riapriamo la discussione? Io non posso darle la parola onorevole Pirisi!
C'è da parte dell'Assessore Masala un emendamento orale che potrebbe superare le questioni che ci stanno inchiodando. Io do la parola a lei perché sulla proposta dell'Assessore ci sia una risposta.
PIRISI (D.S.). Grazie Presidente. Mi pare che in questo momento siamo esattamente nella fattispecie prevista dal comma 12 dell'articolo 84, e cioè che: "E' sempre ammessa la possibilità, per i proponenti di emendamenti che riguardino lo stesso argomento, di presentare," - e poi credo che possa essere interpretato in maniera estensiva quello che viene dopo - "prima della votazione dell'articolo a cui si riferiscono, un emendamento che unifichi i testi".
Ma questo iter non si può percorrere all'interno dell'Aula, Presidente, altrimenti dovremmo fare una discussione! Quindi, mi pare che il modo corretto di procedere sia quello avanzato dal collega Capogruppo del mio Gruppo, onorevole Spissu, che chiedeva di sospendere la votazione degli emendamenti per arrivare ad un testo unificato. Quindi se s'è l'accordo su questo poi potranno essere ritirati gli altri emendamenti.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, lei ha sicuramente perso forse qualche passaggio delle cose che ha detto l'onorevole Pirisi. In buona sostanza ci fermiamo due minuti per scrivere l'emendamento in maniera corretta.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Io non ho perso niente.
PILO (F.I.-Sardegna). Io me ne vado a casa.
FADDA (Popolari-P.S.). Mariella, no!
COGODI (R.C.). Brava, brava, brava!.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Avete ragione. State portando all'esasperazione
i più deboli. I più deboli stanno cominciando a cedere.
PRESIDENTE. Onorevole Balletto, colleghi, l'onorevole Cogodi è molto paziente, però non ne possiamo approfittare! Onorevole Balletto, la prego. Continui onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Io comprendo, non voglio chiamarla crisi di nervi, la reazione e la protesta vibrata della collega Pilo. La comprendo perché c'è davvero da far saltare i nervi a tutti a causa di questa condotta esasperante adottata dalla Giunta regionale e dalla maggioranza nel trattare la finanziaria sotto il profilo del metodo e, soprattutto, dei contenuti. Chi però ha più motivi di essere offesa è l'opposizione, perché è da oltre un mese dall'istruttoria in Commissione, che si va avanti così. PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, la debbo pregare di arrivare alla proposta perché dovremmo sospendere brevemente.
COGODI (R.C.). Siccome l'emendamento 133 non è in votazione, o meglio non era in votazione, pnon ci formalizziamo. Se c'è una ipotesi, buona, di soluzione, che passi anche attraverso la modifica orale del 133, che è della Giunta, va bene purché si superi la questione.
Noi però non siamo ancora convinti che quella che propone oralmente la Giunta sia una soluzione buona, si metta per iscritto e si veda, perché le norme vanno anche lette, capite in forma scritta. Noi è da un oltre un mese, fin dalla istruttoria del provvedimento in Commissione, che vi diciamo che l'impostazione della norma nasce da un'idea vessatoria e punitiva nei confronti dei comuni ai quali si intendeva chiedere indietro le spese di demolizione sostenute dalla Regione negli anni", per cui il messaggio era: " Guai a voi comuni se procederete a nuove demolizioni, sennò pagherete voi i danni!". E ci avete sempre detto che non avevamo ragione.
Avevamo torto in Commissione, abbiamo avuto torto in Aula nel dibattito generale, abbiamo avuto torto ieri ed oggi discutendo di questo, poi questa sera intervengono il Presidente e alcuni Assessori che danno ragione all'opposizione in quanto riconoscono che quel comma 17 è incongruente - così ha detto il Presidente della Giunta - e contiene una illegittimità sostanziale.
Abbiamo discusso un mese su questo punto, e dite oggi in Aula che è incongruente e che contiene un'illegittimità sostanziale. Abbiate pazienza! Noi pazienza ne abbiamo, ma vorremmo sapere il perché di questo atteggiamento.
Se ci tenete giorni a discutere sostenendo, prima, che quello che noi vi diciamo è sbagliato e poi dopo due giorni che è giusto, siete voi che dovete rispondere a qualcuno! Conclusione: avete riconosciuto che quella norma era illegittima nella sostanza, non nella forma, e meno male! E allora se è illegittima nella sostanza, bisogna o cassarla o sostituirla con un'altra. Però, non fate i furbi! Si riscriva l'emendamento 133, ma che non sia un modo prima di uccidere e poi di risuscitare la stessa cosa! Perché valuteremo il modo in cui riscriverete il 133 sul quale, non essendo in votazione, noi non abbiamo potuto esprimere la nostra valutazione.
Intanto nell'emendamento 133 si parla di "anticipare" e non si capisce a chi; adesso chiarite che intendevate anticipare ai comuni perché noi vi abbiamo detto che questa indicazione mancava. Ma ai comuni che cosa volevate anticipare? Le spese di cui al comma 1, che erano spese già sostenute dalla Regione? E come facevate ad anticipare non si sa a chi le spese che erano già pagate dalla Regione? Per cui sostenete di aver sbagliato anche con quella dizione. Avete sbagliato tutto allora, dall'inizio alla fine, dalla proposta iniziale all'emendamento, alla correzione dell'emendamento. E allora è meglio sospendere.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, abbia pazienza, io non ho fatto partire l'orologio ma lei ha superato anche i cinque minuti, doveva essere una interlocuzione breve; poi è chiaro che i colleghi protestano!
COGODI (R.C.). I colleghi del centrodestra farebbero bene a prendersela con sé stessi, perché ci hanno fatto perdere due giorni su questo punto per dire che avevamo ragione! E allora, si corregga, però non si dica che siamo noi a fare perdere tempo.
Presidente. Adesso sospendiamo due minuti.
COGODI (R.C.). Sospendete quello che volete, però dovevamo dirlo!
PRESIDENTE. E' l'Assessore che dice che è d'accordo, anzi l'Assessore dice che è utile.
Colleghi, la breve sospensione può servire anche per calmarci. Sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 23, viene ripresa alle ore 19 e 55.)
PRESIDENTE. Io devo, nel rispetto di tutti i consiglieri regionali, riprendere i lavori. Abbiamo sospeso per più di venti minuti, ma evidentemente non si è trovato un accordo. Io a questo punto devo mettere in votazione gli emendamenti; sarà l'Aula nella sua sovranità a decidere. La votazione, come richiesto dall'onorevole Fadda, sarà una votazione palese con procedimento elettronico.
Voglio ricordare ai colleghi che stiamo votando, non essendo stata raggiunta un'ipotesi di accordo, gli emendamenti numero 200 e 404. Li abbiamo discussi insieme e li voteremo insieme in un'unica votazione. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-P.S.). Siccome credo che l'interlocuzione proceda abbastanza bene, e io voglio aiutare il Presidente, se qualche volta senza fare commenti mi dà la parola, ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Fadda, lei ha ritirato l'emendamento 200, ma è ancora in piedi l'emendamento 404 a firma Cogodi e più. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Signor Presidente, colleghi, noi, ugualmente, procediamo al ritiro dell'emendamento numero 404, nello spirito, di agevolare una soluzione di questa vicenda, in ragione di quanto è stato dichiarato dalla Giunta regionale di voler trovare, attraverso l'emendamento numero 133, ancora da emendare, una soluzione che agevoli l'intervento dei Comuni in materia di contrasto dell'abuso edilizio; una soluzione che non sia comunque alternativa, ma rafforzativa del sistema legislativo regionale vigente in base alle leggi della Regione.
PRESIDENTE. Questa disponibilità per altro era stata data dall'Assessore, quindi, suppongo che continueremo così.
Passiamo ora alla votazione degli emendamenti numero 450 e 451, emendamenti all'emendamento numero 128.
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, intervengo per precisare, con riferimento all'emendamento numero 128, che ovviamente eventuali variazioni agli importi, di cui tabella indicata nell'emendamento, verranno apportate in sede di coordinamento finale del provvedimento qualora rese necessarie da eventuali modifiche apportate alla legge di bilancio, e che eventuali residui dovranno confluire nel fondo unico della programmazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Per chiedere un chiarimento perché c'era stato un malinteso tra noi. E` stato ritirato il 404, ma è stato ritirato anche il 200?
PRESIDENTE. Sì, sono stati ritirati il 200, il 204, e il 404. L'emendamento numero 200 l'ha ritirato l'onorevole Fadda.
SPISSU (D.S.). Presidente, potrebbe ripetere che cosa stiamo per votare?
PRESIDENTE. Lo ripeto ancora una volta, stiamo votando l'emendamento 450, emendamento che emenda l'emendamento 128. Sono presentatori gli onorevoli Secci, Sanna Gian Valerio e Fadda.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Presidente, il collega Corona deve chiedere qualche cosa.
PRESIDENTE. Perché parla lei al posto dell'onorevole Corona?
Mi scusi, onorevole Sanna, ma la dichiarazione dell'onorevole Corona potrebbe essere anche utile allo svolgimento dei lavori.
Ha domandato di parlare il consigliere Corona. Ne ha facoltà.
CORONA (F.I.-Sardegna). Chiedo il voto segreto sugli emendamenti 450 e 451.
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). E' intempestivo, ero già in piedi.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Effettivamente l'onorevole Gian Valerio Sanna aveva già chiesto di parlare per dichiarazione di voto. Di conseguenza la richiesta del voto segreto vale per l'emendamento 451 che ancora non è in votazione, sul 450 io devo consentire le dichiarazioni di voto.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). No, Presidente, non è così.
PRESIDENTE. Colleghi, bisogna chiedere le cose per tempo, non parlare dopo. Se io ho già dato la parola ad un consigliere per dichiarazione di voto, un altro consigliere non può dopo chiedere il voto segreto.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Presidente, la ringrazio e non sono affatto meravigliato delle posizioni del collega Balletto, l'isteria che attribuiva agli altri sta colpendo anche lui e continua ad essere colpevolmente, nonostante sia Presidente di una importantissima Commissione, disinteressato a confrontarsi nel merito, e questa è una cosa assai grave.
Noi abbiamo presentato questo emendamento e votiamo a favore di questo emendamento, anche se io sono un po' a disagio, come tutti i colleghi, perché nell'elencazione di tutti questi emendamenti all'articolo 2 stiamo facendo una specie di slalom tra la prima e la seconda parte, quindi ci atteniamo a questa oscillazione sugli argomenti, però avremo modo di tornare sulle dismissioni, avremo modo di tornare sulla legge 45.
Presidente, se il Gruppo di Forza Italia ha un problema che nasce dal dover "mettere a posto" la funzione del Presidente della Commissione, la funzione del Capogruppo virtuale e la funzione del Capogruppo reale lo risolva ma fuori da qui.
CORDA (A.N.). Perché non pensate ai problemi vostri?
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Corda, io non ho voluto parlare delle tragedie che affliggono te, ho parlato di alcuni problemi, ti chiedo quindi di rispettarmi perché io non ti ho mai interrotto.
(Interruzioni)
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Io sono uno che viene dalla formazione cattolica e ho un senso di rispetto per le tragedie.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Devo chiedere ai colleghi un po' di calma se no, badate, non riusciamo a concludere. Ho dato la parola all'onorevole Sanna Gian Valerio che prego di portare a termine la sua dichiarazione.
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Signor Presidente, noi voteremo a favore di questo emendamento che ripropone il tema dell'indebitamento suggerendo e prospettando una diminuzione del tetto di indebitamento per la terza volta ulteriormente incrementato dalla Giunta con l'emendamento numero 128.
(Interruzioni)
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S). Posso continuare?
PRESIDENTE. La prego di continuare, onorevole Sanna.
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Dicevo che il nostro emendamento propone una riduzione al tetto di indebitamento determinato dall'emendamento numero 128; un emendamento che possiamo facilmente definire l'emendamento dell'intruppamento della maggioranza…
FOIS (P.P.S.-C.D.U.Sardi), Assessore degli affari del personale e della riforma della Regione. Del…?
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Dell'intruppamento della maggioranza, che ti riguarda molto da vicino, e che consente, a questaa maggioranza, in maniera ripetuta, a partire dal primo testo trasmesso al Consiglio regionale, seguito dalla trattativa nel corso dell'esame della Commissione, e infine in Aula a sorpresa appunto con l'emendamento numero 128, di quadrare un cerchio di insoddisfazione e determinare il collante vero per il quale i "soldatini di Pili" sono tutti allineati per votare acriticamente qualunque cosa la Giunta gli abbia proposto.
Noi abbiamo presentato il nostro emendamento per due ragioni; la prima perché riteniamo che la presunzione del debito, del disavanzo meriti una considerazione un po' più prudenziale. La seconda ragione è legata al fatto che quando si sono aperte nei giorni scorsi alcune ipotesi, molto vaghe, di trattativa con l'opposizione, ci stato offerto di ragionare su una partita grossolana, di cento, centocinquanta miliardi di risorse. Dal tenore dell'offerta noi deduciamo come questo incremento di debito sia il frutto di un margine di riserva che la Giunta si è creata in maniera illegittima, e quindi non giustificata, e dalla parte di soddisfacimento dei bisogni della maggioranza.
Noi con questo emendamento reiteriamo la proposta, Assessore, di essere disponibili a partecipare ad una mediazione che preveda la sommatoria della nostra disponibilità con l'altrettanta disponibilità di rinuncia da parte della maggioranza per mettere insieme un pacchetto finanziario sufficiente per ridurre proporzionalmente il debito della Regione.
Mi sembra una proposta seria, perché il provvedimento è pieno di cianfrusaglie che vedremo una per una nel corso di questa, che si annuncia, come una lunghissima finanziaria, perché priva degli elementi di base quali il dialogo e la comprensione reciproca. Basta dire che c'è voluta una giornata intera per capire che cosa c'era dietro il comma 17.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, per dichiarazione di voto, il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, vorrei porre brevissimamente tre questioni. La prima, Presidente vorrei che si garantisse, per oggi e per il futuro, poiché mi pare sia stata introdotta come regola oggi, che nel momento in cui qualcuno chiede di poter fare una dichiarazione di voto questa richiesta prevalga anche sulla richiesta di voto segreto. Su questo lei è stato chiaro, noi ci atterremo a questa nuova regola di condotta.
La seconda questione attiene all'intervento dell'onorevole Gian Valerio Sanna. E' facile discettare sulle questioni interne ai partiti ed ai Gruppi; infatti io le assicuro che avremmo tantissimi argomenti da proporre, ma abbiamo grande rispetto delle persone ed anche delle vicende e delle storie, ahimè non felici, di tanti partiti gloriosi, come lo è stato il Partito popolare italiano, che si è dissolto nel nulla. Ma noi evitiamo questioni di questa natura.
Le assicuro comunque che non esiste quanto da lei paventato, e che io, così come tutti i consiglieri del Gruppo di Forza Italia, collaboriamo con il massimo rispetto, per il ruolo svolto, con il mio Presidente del Gruppo, l'onorevole Corona.
Mi preoccuperei forse di più per quello che sta succedendo oggi all'interno dell'ex Partito popolare italiano. Mi riferisco alle vicende della Fondazione del Banco di Sardegna, allo schiaffo sonoro dato ad una parte, quella sassarese appunto dell'ex Partito popolare italiano, e alle diatribe tutte interne al centrosinistra tra voi e i D.S.. Di questo mi preoccuperei molto di più.
Per quanto riguarda la terza questione, che attiene all'emendamento in discussione, mi pare, onorevole Sanna, che vi sia una evidente contraddizione tra questo emendamento e le cose che lei ha detto, e che sono anche in parte condivisibili, sulla necessità di un maggior governo della spesa e quindi dello stesso indebitamento. Ma perché sia credibile questa sua impostazione, questo suo ragionamento, lei deve essere coerente e quindi invitare se stesso e i suoi colleghi del centrosinistra a ritirare la mole di emendamenti che invece comporterebbero addirittura qualcosa come mille miliardi aggiuntivi di nuovo indebitamento.
Se lei dovesse fare questo io mi assumo la responsabilità, per il Gruppo di Forza Italia, e sono il primo a farlo, anche di valutare seriamente le proposte che lei non ha esplicitato, ma che ritengo fosse in animo suo di esplicitare, invitandola prima di tutto a ritirare gli emendamenti e a discutere sulle altre questioni.
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, relativamente alla prima questione da lei posta nel suo intervento, lo dico senza polemica, per chiarezza, quando si richiede il voto segreto effettivamente si va alla votazione, punto e basta. Però se il voto segreto viene chiesto dopo che un collega ha chiesto di poter fare la dichiarazione di voto e io gli ho concesso la parola, e se c'è una dichiarazione di voto, il voto segreto non è più tale, non esiste più.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Non c'era la richiesta.
PRESIDENTE. No, c'era. Questo glielo dico io, guardi ho chiesto conforto anche ai segretari che sono qui. Mi perdoni, una volta che io ho concesso la parola per dichiarazione di voto non posso sapere che cosa il consigliere deve dichiarare; se fa una dichiarazione l'astensione è chiaro che il voto segreto non è ancora pregiudicato e se ne può parlare, ma una volta che un consigliere dichiara il voto favorevole non esiste più il voto segreto. Aveva chiesto la parola e io gliela avevo data. Abbiate pazienza.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Lei, Presidente, la parola la sta dando a tutti per ogni cosa.
PRESIDENTE. Onorevole Balletto lei stia attento, perché l'onorevole Sanna ha chiesto la parola per dichiarazione di voto, l'ha esplicitato, è scritto negli atti. BALLETTO (F.I.-Sardegna). Qua si sta intervenendo su tutto eccetto che per dichiarazione di voto!
PRESIDENTE. Onorevole Balletto, non bisogna distrarsi e occorre invece stare attenti alla formulazione delle richieste; l'onorevole Sanna Gian Valerio ha chiesto di parlare, e alla mia richiesta di giustificazione ha risposto che intendeva intervenire per dichiarazione di voto. Lo ha detto: Quindi la vostra richiesta di votazione a scrutinio segreto è venuta dopo.
Io mi auguro che la prossima volta possa essere eletto lei Presidente del Consiglio, farà sicuramente meglio di quanto stia facendo io, mi creda, anche con sforzi notevoli.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Di questo gliene do atto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis sul Regolamento. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Premesso quanto il Presidente ha testé certificato, che avevamo già chiesto la parola per dichiarazione di voto, e quindi mi pare che da questo punto di vista non ci siano discussioni, salvo a voler fare ulteriori polemiche e continuare ad esasperare il clima che, francamente, non mi pare abbia necessità di ulteriori tensioni, voglio però precisare, perché sia chiaro, e perché ognuno di noi abbia il senso del Regolamento, e perché soprattutto venga fugata nella mente di qualcuno l'idea di vivere la vicenda parlamentare con atteggiamenti di furbizia, che non è pensabile che per il fatto che uno di loro si alzi e faccia una dichiarazione di voto poi non si possa più richiedere il voto segreto. E' chiaro che non vota chi ha dichiarato il proprio voto, perché altrimenti in questo modo verrebbe precluso il diritto della opposizione di poter richiedere votazioni a scrutinio segreto.
Al di là di queste due considerazioni, proprio per la delicatezza del momento che stiamo vivendo, anche se il Presidente non ha bisogno di questo suggerimento, io credo che se andiamo con calma e diamo la possibilità ai Gruppi di poter esprimere la propria volontà, evitiamo anche che ci siano malintesi, la calma che c'è stata proprio nel chiedere da parte del Presidente chi volesse intervenire e da parte nostra nel chiedere la parola per dichiarazione di voto, credo che questa calma debba essere manifestata in tutte le successive occasioni di votazione dell'articolo e dell'emendamento perché non ci siano da parte di nessuno colpi di mano.
Ne approfitto solamente per dire al collega Pittalis che il Partito popolare non si è dissolto nel nulla; si è dissolto, meglio, spero che si dissolva, in una formazione di grande rilievo che vi potrà dare - mi auguro - grandi dispiaceri. Ma non voglio utilizzare la cortesia del Presidente per introdurre un altro argomento, cosa che sarebbe facilissima, peraltro, visto che l'ha introdotto inizialmente il collega Pittalis.
Per quanto riguarda la vostra volontà di ritirare gli emendamenti dimostratela, avevate chiesto un giorno di tempo, che abbiamo perso, perché dovevate studiare chissà quale strategia di ritiro degli emendamenti; noi non solo non abbiamo visto emendamenti ritirati, ma abbiamo visto aumentare gli emendamenti stessi.
I vostri emendamenti sono talmente numerosi da andare contro la tradizione, normalmente infatti è l'opposizione che non potendo partecipare alla formulazione della finanziaria o alla sua rimodulazione in commissione presenta in Aula gli emendamenti. Ora ci troviamo di fronte al singolare caso che la Giunta, con molta calma e con mesi di ritardo, ha predisposto la finanziaria; la maggioranza con molta calma l'ha riformulata, riscritta, non so se migliorata o peggiorata, ognuno di noi ha le proprie opinioni in merito, in Commissione. Infine, arrivati in Aula, ci siamo trovati di fronte una caterva di emendamenti della maggioranza e della stessa Giunta che sono all'origine reale delle difficoltà che stiamo e state incontrando nel portare avanti i lavori della finanziaria.. E molti di questi emendamenti, questo è il punto, hanno un contenuto del tutto eterogeneo, cioè in contrasto con le prescrizioni della legge di contabilità.
La battaglia che stiamo facendo è una battaglia di coerenza legislativa, se non vogliamo proprio chiamarla di legalità, e vi invitiamo ancora una volta a questa coerenza legislativa, se volete essere credibili.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCANO (D.S.). Io dichiaro il voto favorevole all'emendamento 450 la cui ratio è la diminuzione dell'entità dell'indebitamento ed è a sua volta un sub emendamento al 128 della Giunta che invece, come è chiaro, incrementa l'indebitamento di circa 360 miliardi.
Colgo l'occasione per rispondere, lo faceva poc'anzi anche il collega Selis, al collega Pittalis il quale sostiene che l'opposizione non può da una parte presentare emendamenti che incrementano gli stanziamenti e dall'altra parlare o addirittura proporre un emendamento che prevede la riduzione dell'indebitamento medesimo.
Presidenza del Vicepresidente BIGGIO
(Segue SCANO.) Io rispondo che da che mondo è mondo gli emendamenti, e non solo quelli dell'opposizione, sicuramente quelli delle opposizioni, prevedono degli stanziamenti aggiuntivi, è una cosa comprensibile, assolutamente naturale che non mette nemmeno conto di spiegare oltre.
Ma voglio cogliere anche l'occasione per rispondere all'argomento fondamentale che è stato portato dalla maggioranza in risposta alla nostra polemica su questa prassi di ricorso, assolutamente esorbitante, al debito negli ultimi anni.
Voi in sostanza dite che è colpa di quelli che c'erano prima. Io dimostro che l'attribuire la colpa a quelli che c'erano prima è una tesi assolutamente infondata; e non lo dimostro con miei ragionamenti, che poco valore avrebbero o comunque un valore relativo, non lo dimostro con giudizi, lo dimostro con dati, ed uso naturalmente i dati vostri, non uso dati miei.
Prendo questi dati, dati elementari peraltro, dalla pagina 102 del Documento di programmazione economica e finanziaria, dove per ogni anno è riportato in una colonna il risultato di gestione e, nell'altra colonna, il risultato di amministrazione. Basta leggerli, una pura, semplice, elementare lettura senza commenti. Anno 1998: meno 2 mila miliardi e 585 milioni. Anno 1999: meno 3 mila miliardi e 200 milioni e rotti. Anno 2000: meno 4 mila miliardi e 468 milioni.- Anno 2001: meno 7 mila miliardi e 351 e 058. Dove è il pregresso? Il pregresso è già inglobato nei risultati d'amministrazione, così come vengono elencati con il relativo anno a fianco, non bisogna giocare con le cifre!
Per completare il ragionamento occorre specificare che quando il debito è di 4 mila miliardi la rata annua è grosso modo di 400 miliardi, e siamo al 1999; quando il debito è 7500 miliardi la rata annua è di circa 750 miliardi; quando il debito è, come sarà, se non di più, di 11 mila e 500 miliardi la rata sarà di 1.150 miliardi. Cosa c'entra il pregresso? Il pregresso certo, incide, ma per una quota modesta; la realtà è che a partire dal 2000 in termini di nuovo indebitamento, non di oneri relativi a quello pregresso, c'è stata una accelerazione che ha portato in tre anni il debito da 4 mila a 12 mila miliardi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BAlletto (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, intanto voglio scusarmi con il Presidente Serrenti per il tono concitato che ho usato poc'anzi nel momento in cui il Presidente ha deciso di non accedere alla richiesta di voto segreto che aveva avanzato il mio Capogruppo. Ovviamente ritengo che la decisione non sia coerente con lo spirito del Regolamento, perché basterebbe che da questi banchi nel momento della dichiarazione di voto un consigliere si alzi, sollevi la mano e dica "voglio intervenire per dichiarazione di voto", che sarebbe precluso il voto segreto a chicchessia.
Ma se questa è l'interpretazione che ne viene data a noi sta bene, perché in questo modo il voto segreto evidentemente viene eliminato anzi tempo dal nostro Regolamento.
Nel merito dell'emendamento 450, del quale stiamo discutendo, vorrei far osservare alla Presidenza e agli uffici che hanno indicato le modalità di votazione, che l'emendamento 450 è un emendamento aggiuntivo all'emendamento 128 che, quindi, dovrebbe essere votato prima, soprattutto perché l'emendamento 128 dispone un determinato intervento nella misura in cui è indicato nell'articolo al quale si riferisce; è l'emendamento cardine e per come si è sempre applicato il Regolamento in questo Consiglio, si deve votare prima l'emendamento 128, e dopo l'emendamento 450 che è aggiuntivo.
Chiaramente si può poi interpretare e votare come si vuole però, ancora una volta, si dimostrerebbe che questo Regolamento è carta straccia all'interno di questo Consiglio.
Ovviamente il mio voto è contrario all'emendamento 450.
PRESIDENTE. Onorevole Balletto, l'articolo 85, comma cinque, del Regolamento recita: "Gli emendamenti ad un emendamento sono votati prima dello stesso", senza specificare il tipo di emendamento. Ritengo che non possa esserci altra interpretazione se non quella di far votare prima gli emendamenti all'emendamento.
Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Il collega Gian Valerio Sanna ha spiegato bene il contenuto del nostro emendamento; io sento l'esigenza di rivolgermi al collega Pittalis perché alla esposizione che ha svolto il collega Sanna c'è stata una risposta e la risposta mi pare che confermi la spiegazione che il collega Sanna ha dato sull'esigenza di ridurre l'indebitamento. Perché facciamo riferimento a un indebitamento presunto, quello richiamato nell'articolo e nel capoverso terzo, a pagina 10, e il collega Pittalis diceche se l'opposizione ritira gli emendamenti che possono produrre indebitamento, la maggioranza è disponibile a ritirare i propri.
Se il collega Pittalis ha fatto questa dichiarazione vuol dire che siamo in presenza di una disponibilità, però vorremmo verificare se questa disponibilità a ridurre l'esposizione, a ridurre l'indebitamento come è stato adesso precisato dal collega Scano, relativamente alla quantità, è una disponibilità concreta.
E' chiaro quindi che il ragionamento che abbiamo fatto questa mattina, e che è stato ripreso in una certa fase della nostra discussione dal collega Murgia, torna all'attenzione dell'Aula. Se questa impostazione dovesse essere confermata è chiaro che ci sarebbero ripercussioni positive sul confrontoin atto sulla finanziaria; e se questa impostazione dovesse essere confermata e dovesse estendersi alle due indicazioni di lavoro principali, che noi abbiamo dato e che i colleghi conoscono, allora il confronto potrebbe essere anche più serrato. Si riduce l'indebitamento, si risponde a una esigenza che noi abbiamo proposto in Commissione e il confronto diventa un confronto di merito.
Io avevo previsto, forse sbagliando, che questa fase di confronto si sarebbe determinata nei prossimi giorni, poiché invece c'è una possibilità di anticiparla, fateci capire meglio su che cosa siete disponibili a confrontarvi. Se siete disponibili, per esempio, a ragionare anche sulla variante automatica, su cui noi abbiamo insistito anche nei giorni scorsi, ditelo; noi infatti, l'abbiamo detto anche nella nostra relazione introduttiva svolta dal collega Secci, siamo interessati a produrre una convergenza vera per ridurre l'indebitamento.
Io voto chiaramente a favore dell'emendamento 450, ma Presidente Biggio noi, come centrosinistra, siamo disponibili a una verifica sulla portata delle argomentazioni del collega Pittalis e che questa mattina aveva già proposto alla nostra attenzione il collega Murgia.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà. Poiché non è presente in Aula decade dalla facoltà di intervenire.
CUGINI (D.S.). Dia la parola a un altro dei nostri.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Demuru. Ne ha facoltà.
Demuru (D.S.). Sostituisco l'onorevole Cogodi, che interverrà dopo.
Io intervengo per dichiarare il mio voto a favore dell'emendamento 450, perché questo emendamento mira a un maggiore governo della spesa e a ridurre l'indebitamento. Pertanto, siccome queste argomentazioni sono state portate nella discussione più volte, non voglio aggiungere altro.
L'emendamento numero 450, che è un emendamento all'emendamento 128, mi ha fatto sorgere una curiosità rispetto all'emendamento 128. Infatti in questo emendamento della Giunta, oltre a un incremento della spesa, e quindi a un aumento dell'indebitamento, mi è sembrato di cogliere una specie di contraddizione nell'azione dell'esecutivo. Infatti si aumentano le risorse e l'indebitamento con un mutuo che poi si prevede di coprire nella annualità 2003-2004, sottraendo le risorse all'unità previsionale di base 12027 relativa alle spese per il Servizio sanitario regionale, parte corrente, per un importo di circa 13 milioni di euro nel 2003 e 18 milioni di euro nel 2004.
Però, con un altro emendamento la Giunta, ed è l'emendamento 169, che ancora non abbiamo esaminato, stranamente fa l'operazione inversa, e cioè si tolgono risorse pari a 12 milioni di euro dal fondo nuovi oneri legislativi, proprio l'inverso, e le si trasferisce, guarda caso, all'unità previsionale di base 12027, incrementando le spese per il Servizio sanitario regionale, parte corrente. Intendevo sottolineare, con un po' di meraviglia, che trovo per lo meno strano questo modo di operare, della Giunta. Detto questo, confermo il mio voto favorevole all'emendamento 450.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Signor Presidente, dichiaro anch'io il voto favorevole a questo emendamento che è in discussione, perché si propone non solo una riduzione quantitativa della ipotesi di indebitamento ulteriore della Regione, ma anche di proseguire in quel ragionamento che vorrebbe portare, se ci fossero le condizioni, speriamo che prima o poi queste condizioni si verifichino nel Consiglio regionale, a orientare meglio la spesa regionale e quindi a far corrispondere il sostegno finanziario a effettivi programmi e progetti di sviluppo e di crescita complessiva della Regione.
Noi, dal nostro punto di vista, abbiamo detto già, e non possiamo che ribadirlo ancora, che quello che ci preoccupa non è tanto l'indebitamento in sé, quanto l'utilizzo che delle risorse acquisibili attraverso l'indebitamento ci si propone di fare. Se noi avessimo un programma regionale di ricorso al credito, e quindi di indebitamento che fosse di carattere virtuoso, potremmo ritenere che gli impieghi utili, la maggiore ricchezza prodotta, l'estensione della base occupativa, sarebbero tutti fattori positivi tali da consentire il rientro sicuro del rateo di mutuo, e atti a garantire una crescita complessiva della Regione senza che, permanentemente nel tempo, si sia esposti a debito.
Peraltro tutto questo non c'è nella proposta complessiva di finanziaria e di bilancio, tanto non c'è che voi stessi lo riconoscete, e questo è il punto nodale del confronto politico che è in atto. Voi avete ammesso di aver presentato, sì, il bilancio con quattro mesi di ritardo, ma sostenendo che non fosse una cosa così grave. Vi siete auto assolti, quasi che non sia importante che le risorse della Regione, disponibili nell'esercizio finanziario 2002, possano essere utilizzate dal primo di gennaio o possano essere utilizzate dal sistema produttivo e quant'altro dal primo di giugno, se ciò potrà accadere. Per voi tutto è uguale, tanto con l'arroganza e la superficialità, ma a questo punto c'è da dire l'incapacità prevalente che vi contraddistingue, voi rendete un pessimo servizio alla Regione e, riteniamo, alla lunga anche un pessimo servizio a voi stessi, perché dimostrate una sostanziale incapacità di governo.
Dopo aver ammesso di aver presentato il bilancio in ritardo, e di ciò non vi siete neanche scusati, avete sostenuto di aver aumentato la disponibilità delle risorse, e la disponibilità delle risorse l'avete aumentata aumentando il debito, che bello sforzo che fate! In questo modo le risorse si possono aumentare anche di dieci volte tanto!.
Avete anche riconosciuto che rimane ancora un'operazione da fare, quella di mettere mano alla pulizia del bilancio; questo l'avete ripetuto più volte, Balletto l'ha detto in Aula in diversi interventi, l'ha detto in manifestazioni pubbliche del suo pensiero, alto e competente, in materia finanziaria.
Signori della maggioranza e signori della Giunta, se voi non avete ancora posto mano alla pulizia del bilancio, di quei bilanci che da tre anni a questa parte voi state presentando, il contrario della pulizia è la sporcizia e voi con ciò state confermando che ancora una volta state presentando un bilancio sporco, sporco magari tra virgolette, però chiaramente contraddittorio, dispersivo di risorse, che sono risorse regionali delle quali ben sapete anche voi quanto bisogno c'è che vengano utilizzate in modo adeguato per favorire lo sviluppo e non invece in modo dispersivo e il più delle volte clientelare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, io ho chiesto la parola ormai da tanto di quel tempo che il mio intervento è stato superato da quello che ha dichiarato in Aula l'onorevole Balletto; l'onorevole Selis nel suo, come al solito, garbato intervento ha dato una interpretazione probabilmente corretta del Regolamento, ma purtroppo è stato esattamente l'opposto quello che si è verificato in Aula. Pertanto credo che il Presidente di turno, questo è un invito, dovrà fare molta attenzione anche alle nostre richieste di dichiarazione di voto tutte le volte che ci si appresterà a votare, e quindi per prevenire l'intervento con richiesta di voto segreto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, l'attenzione e la calma sono invocate da noi per evitare che ci siano malintesi, tensioni e colpi di mano (usiamo questa espressione che non è bella, non è parlamentare), in modo tale che tutti siano garantiti nei loro diritti e nelle loro prerogative parlamentari.
Io mi auguro, lo auguro non per me, lo auguro per questa Assemblea, che l'andamento del dibattito induca davvero la maggioranza e la Giunta a rivisitare la quantità enorme di emendamenti che hanno proposto, e a capire che c'è una attività ostruzionistica della maggioranza e della Giunta che non è comprensibile, di cui non comprendiamo né la ragione, né la prospettiva.
La quantità infatti di norme intruse rispetto al dettato della legge di contabilità, di problemi che di volta in volta si incontrano in quest'Aula, la difficoltà di rendere coerenti gli emendamenti con le norme sostanziali a cui si riferiscono, sta creando una serie di ostacoli nell'iter dei lavori dell'Aula.
E' quindi un problema di speditezza, e se volete anche di legalità, perché rispettare le leggi della Regione è un dovere che abbiamo tutti, che in primo luogo ha la maggioranza e soprattutto la Giunta; ma se la Giunta comincia essa stessa a non rispettare le leggi quadro come la legge di contabilità, se comincia essa stessa a non rispettare le norme, i criteri, gli indirizzi, le strategie, per esempio sul debito che si è data nel Dpef, come può pensare la Giunta di essere credibile e poi di fare appello a quest'Aula perché quest'Aula sia rispettosa essa stessa delle norme vigenti?
Voi, avete votato due mesi fa, non tre anni fa, un documento di programmazione economica che stabiliva un certo livello di indebitamento; sono passate poche settimane e vi siete rimangiati tutto. Avete violato, avete contrastato, avete smentito le vostre strategie sul debito che è una delle componenti fondamentali delle strategie di sviluppo. Ma questa è coerenza, è correttezza, è rispetto? Se siete così poco rispettosi voi delle vostre strategie di crescita o, anzi, di sottosviluppo, come pensate che lo possiamo essere noi?
Noi stiamo assistendo ad una crescita abnorme dell'indebitamento, lo ripeto, in tre anni il debito è stato triplicato. Permettetemi a questo punto una considerazione che non è di destra né di sinistra, non è politica, ma è di buon senso. Triplicare il debito in una situazione di entrate decrescenti e di competenze crescenti significa l'impossibilità di sopportare la rata di mutuo già contabilizzata in bilancio. Questo significa che i governanti e la maggioranza, triplicando il debito in questa legislatura, stanno ipotecando le risorse delle generazioni future.
Stiamo utilizzando, per strategie non ben identificate, le risorse delle generazioni future e stiamo condannando le generazioni future non solo a non poter fare politiche di sviluppo ma a non essere in grado, dobbiamo essere consapevoli di questo, di far fronte alle spese correnti, dalla sanità, alla formazione, all'assistenza e via dicendo
La strategia di indebitamento quindi è un suicidio; non c'entra in questo caso l'essere di destra o di sinistra, il mio è un appello ad essere più rigorosi, ad essere da questo punto di vista più attenti, a fare uno sforzo di buona volontà per eliminare dal bilancio la presenza di una quantità abnorme di spese inefficienti e inefficaci, spese che vi faremo notare nel corso dei lavori del Consiglio se ci sarà da parte vostra un momento di attenzione e anche un momento di confronto serio. Non sto parlando di compromessi, che non ci interessano e che rigettiamo, ma di un momento di confronto sulle date, sulle strategie, sulle politiche.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORITTU (D.S.). Intervengo anch'io per esprimere il voto a favore dell'emendamento numero 450.
Qualcuno prima di me ha messo in evidenza, attraverso una semplice lettura dei numeri, la realtà drammatica della finanza pubblica regionale, stabilendo anche le responsabilità.
E` davvero curioso, onorevole Pittalis, che lei avanzi in maniera provocatoria, come suo solito e con la sua verve anche simpatica, all'opposizione la proposta di ritirare i suoi emendamenti; la maggior parte dei nostri emendamenti non attengono alla spesa, e lo dimostreremo nel seguito della discussione, ma lo dimostra soprattutto l'emendamento 450, del quale stiamo parlando, che si pone l'obiettivo di fissare effettivamente un tetto serio alla spesa e all'indebitamento regionale.
Sull'indebitamento si è detto molto, anche da parte nostra avanzando riflessioni, io credo, serie e concrete. L'indebitamento non è un male in sé, è stato detto; è vero, non è un male in sé se rispetta essenzialmente due condizioni: da una parte la misura dell'indebitamento, dall'altra la qualità dell'indebitamento, cioè gli obiettivi che questo si pone. Non mi pare che in questi due anni e mezzo queste condizioni siano state rispettate.
Secondo me voi avete considerato la finanza regionale, la presunta finanza regionale, come una sorta di pozzo di San Patrizio. Avete attinto da questo pozzo pensando che le sue sorgenti fossero inesauribili. Poi delle sorgenti poco vi importa, tanto è vero che sulle politiche delle entrate non mi pare che l'assessore Masala, per quanto da me sollecitato, per esempio, su un paio di questioni, abbia fatto conoscere al Consiglio quali siano i numeri che riguardano i residui attivi relativi all'alienazione dei beni patrimoniali, o altre partite di residui attivi consistenti che non si capisce se sussistono o non sussistono.
Io gradirei conoscere dall'assessore Masala non soltanto il livello dell'indebitamento, che conosciamo perchè è scritto nei numeri non tanto del Dpef, sicuramente non rispettati, quanto in quelli di questa finanziaria, ma lo stato della pulizia del bilancio che deriva dalla pulizia dei residui attivi, e quindi dalla acclarazione se i residui siano sussistenti o insussistenti, e in che misura lo siano anche questi. Secondo me la pulizia del bilancio, fatta sui due versanti dei residui attivi e di quelli passivi, probabilmente ci porterà qualche sorpresa.
Insomma, davvero non si può chiedere all'opposizione di ritirare gli emendamenti se poi la Giunta presenta un emendamento che porta ad un ulteriore indebitamento di 360 miliardi nell'esercizio corrente.
Vi ricordo molto sommessamente che il Dpef prevedeva un indebitamento di 1200 miliardi, ma ricordo anche che il primo Dpef, la prima finanziaria della Giunta Floris prevedeva anche essa un indebitamento basso. Dopo quindici giorni abbiamo appreso che l'indebitamento del bilancio del 2000 è lievitato di tantissimo e nel 2001 abbiamo davvero raggiunto il top di tremila miliardi di disavanzo, nel 2002 i 2.100 miliardi di disavanzo, prevedete 1.200 miliardi nel 2003 e 800 nel 2004. Queste cifre non sono veritiere perché sul 2003 e sul 2004 dovete aggiungere i mille miliardi di restituzione del rateo del mutuo che questa finanziaria prevede.
Allora, secondo i miei modesti calcoli, anche prevedendo un'azione di risanamento seria, l'indebitamento va a finire a 13.900 miliardi, con tendenza a salire a 15.000 miliardi alla fine dell'esercizio 2004.
A mio avviso questa tendenza all'indebitamento, che è stata propria del vostro governo in questi due anni e mezzo, sta portando o ha portato ad una situazione di dissesto finanziario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, per dichiarazione di voto, il consigliere Orrù. Ne ha facoltà.
ORRU' (D.S.). Signor Presidente, anch'io intervengo per esprimere il mio voto favorevole all'emendamento 450, che penso risponda a quella che sta diventando e diventerà sempre di più la priorità delle priorità del nostro sistema regionale, cioè la riduzione di un indebitamento che, comunque lo si guardi, qualunque sia l'aggettivazione che se ne dia, drammatico o altro, è qualcosa di abnorme. Così come lo è il fatto che in tre anni il disavanzo è cresciuto ad un ritmo del cento per cento all'anno.
Io mi chiedo se il nostro livello di indebitamento possa essere in accordo col patto di stabilità; io non credo infatti che riscuoterebbe molti consensi chiunque dovesse presentarsi in un consesso nazionale, europeo o internazionale dicendo che intende ampliare il suo disavanzo del cento per cento all'anno. Io credo, al contrario, che susciterebbe molti allarmi.
Questo allarme che noi da diversi giorni cerchiamo, non di suscitare perché è già presente, ma di rimarcare, credo venga sottovalutato.
Io penso che qualsiasi governo, prima di porsi il problema di un ulteriore indebitamento di 180 milioni di euro, come dispone l'emendamento 128, debba porsi il problema di come ridurre progressivamente questa esposizione finanziaria con l'obiettivo di raggiungere un ragionevole equilibrio.
E' evidente che queste valutazioni e le scelte conseguenti andavano fatte prime, andavano fatte a monte, con una chiara assunzione di responsabilità che dovrebbe essere propria di una compagine di governo che si rispetti, a qualsiasi livello istituzionale. Perché un qualsiasi comune non può indebitarsi, ha le paratie strette. Qui invece c'è una comoda, apparentemente, via d'uscita.
Ora, dal momento che tutti comprendiamo che non è molto popolare e non crea molti consensi contrarre le uscite, , poiché non è possibile aumentare le entrate derivanti da altri livelli istituzionali, l'unica via di uscita politica che in modo indolore consente ad una maggioranza politica, per quanto è possibile, di aumentare le entrate proprie è quella di ricorrere al credito. In questo modo si cerca di superare l'ostacolo della finanziaria 2002, quindi non si guarda al 2003, al 2004, ma si pone una ipoteca a fino al 2016. A nostro avviso si poteva intervenire sia sul versante delle entrate, lasciando da parte la ridicola vessazione sui comuni e altre perle che troveremo man mano nella finanziaria, sia sul versante della contrazione e della razionalizzazione della spesa, facendo scelte che, eliminando i vari rivoli propri dei feudi assessoriali, privilegiassero lo sviluppo e il lavoro. Certo, fare questo avrebbe comportato sacrifici, ma è di questo che si è prevalentemente discusso in queste settimane? E' di questo che si sta discutendo in questi giorni?
Sulla riduzione delle spese si poteva avviare un confronto serio in Consiglio, anche con l'opposizione; la maggior parte dei nostri emendamenti, come è emerso dal dibattito svoltosi in questi primi giorni, non comporta infatti aumenti di spesa, ma è prevalentemente concentrata su aspetti di carattere normativo.
Il problema dell'indebitamento che noi non affrontiamo insieme, oggi, dovranno affrontarlo altri, presumibilmente, ma la responsabilità sarà stata tutta nostra. Dopo di che se ci affideremo al duo Tremonti-Bossi, penso che non faremo molta strada.
PRESIDENTE. La seduta è tolta. Il Consiglio è convocato per domani mattina alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 21 e 02.
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