Seduta n.322 del 12/03/2003 

CCCXXII SEDUTA

Mercoledì 12 Marzo 2003

(POMERIDIANA)

Presidenza del Presidente SERRENTI

indi

del Vicepresidente Salvatore SANNA

indi

del Presidente SERRENTI

La seduta è aperta alle ore 16 e 03.

ORTU, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 6 marzo 2003, che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Antonio Cappai ha chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 12 marzo 2003. Se non vi sono osservazioni il congedo si intende accordato.

Considerata la scarsa presenza di consiglieri ritengo opportuno sospendere la seduta per quindici minuti.

SANNA EMANUELE (D.S.). Considerata l'assenza della Giunta.

PRESIDENTE. Della Giunta e mi pare anche di buona parte del Consiglio.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 04, viene ripresa alle ore 16 e 26.)

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2003)" (383/A)

PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che è all'ordine del giorno il disegno di legge 383/A e che siamo in sede di votazione dell'articolo 2. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALIA (S.D.I.-S.U.). Presidente, prima ancora di fare la dichiarazione di voto sull'articolo 2, mi consenta quantomeno una considerazione: stamani lei ha convocato la Conferenza dei Capigruppo per vedere modalità, forme e procedure per il prosieguo dell'esame degli articoli della finanziaria. Credo che tutti i Capigruppo presenti, ivi compresi naturalmente quelli di maggioranza, anzi a partire dai Capigruppo di maggioranza, abbiano preso atto della disponibilità totale con la quale i Capigruppo di opposizione hanno accolto la proposta di organizzazione dei lavori che tendeva a imprimere, per quanto possibile, un'accelerazione all'esame della finanziaria e si è stabilito che tutti i giorni, a partire da martedì, i lavori si svolgano dalle ore 10 alle ore 13, con ripresa dalle ore 16 sino alle ore 20 e 30. Cioè, signor Presidente, abbiamo anticipato l'inizio dei lavori e ne abbiamo posticipato la conclusione. Non solo, ma vi è stata quasi una minaccia da parte della Giunta regionale che sollecitava le opposizioni a un più rapido esame limitando gli interventi su ogni singolo articolo. Vi è stato persino un tentativo del Presidente della Giunta regionale, onorevole Pili, di valutare la possibilità di contingentare gli interventi, sostenendo che, se così non fosse stato, e così naturalmente non poteva essere, sarebbe stata riconvocata, su richiesta della Giunta, una Conferenza dei Capigruppo per riprogrammare i lavori ed eventualmente prevedere una dilatazione dell'orario di lavoro.

Presidente Serrenti, lei deve prendere atto della disponibilità che in quella occasione l'opposizione ha dimostrato, così come dai banchi della opposizione non possiamo non prendere atto che sebbene l'Aula sia stata riconvocata per le ore 16, così come avevamo programmato, i banchi della Giunta regionale alle ore 16 erano desolatamente e sconsolatamente vuoti e il Presidente della Giunta regionale è arrivato in aula soltanto alle 16 e 25.

PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della Regione. Ma cosa stai dicendo? Tu eri al ristorante quando io ero qui!

BALIA (S.D.I.-S.U.). Onorevole Pili, io l'ho vista entrare in aula alle 16 e 25. Presidente, ma perché è così nervoso? Abbia pazienza, sia un po' più pacato, eventualmente avrà la possibilità di replicare poi. Le chiedo scusa formalmente, se così non fosse, però presidente Pili sta di fatto che i lavori dell'Aula avrebbero dovuto iniziare alle ore 16, invece sono iniziati alle ore 16 e 25. Almeno su questo credo che lei non abbia alcuna contestazione da muovere. Comunque poi lei avrà possibilità di replica.

CORONA (F.I.-Sardegna). Non è arrivato in ritardo.

COGODI (R.C.). L'ho visto io, era al bar.

BALIA (S.D.I.-S.U.). Me ne dispiace, comunque poi lei eventualmente avrà possibilità di replica. Il bar, onorevole Cogodi, non è l'aula del Consiglio regionale.

Invece, nel merito dell'articolo 2, Presidente, è evidente…

PRESIDENTE. Onorevole Balia, il tempo a sua disposizione è scaduto, le do nuovamente la parola purché arrivi velocemente a una conclusione.

BALIA (S.D.I.-S.U.). Sarò assolutamente rapido, Presidente, ma tenga conto che sono stato anche interrotto.

Nel merito dell'articolo 2 naturalmente il nostro voto non potrà che essere contrario. Svolgo solo un'argomentazione: non comprendiamo per quale motivo la Giunta regionale introduca all'interno della finanziaria un'ipotesi di nuova metodica, quando sarebbe bastato che predisponesse un progetto di legge e lo presentasse al Consiglio. Questo ci porta a dire che presumibilmente non hanno alcuna intenzione di procedere davvero in quella direzione, ma di dare solo un po' di incarichi e di convenzioni. Mi auguro, presidente Pili, visto che lei è arrivato in ritardo, che il ritardo se non altro lo abbia utilizzato per predisporre gli elenchi degli incarichi da fornire a quest'Aula.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Rinuncio.

PRESIDENTE. L'onorevole Marrocu rinuncia. E' iscritto a parlare il consigliere Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRU' (d.s.). Rinuncio.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi lei ha già fatto la sua dichiarazione di voto? Non l'ha fatta? Allora chiedo scusa e le do la parola.

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Presidente, il collega Cogodi ha fatto la sua dichiarazione di voto, la ricordo perfettamente perché ho avuto il piacere di essere chiamato..

COGODI (R.C.). La tolgo io dall'imbarazzo…

PRESIDENTE. Colleghi, anche gli Uffici mi dicono che l'onorevole Cogodi non ha fatto la sua dichiarazione di voto, pertanto ha la parola.

COGODI (R.C.). La tolgo io dall'imbarazzo, rinuncio all'intervento. Caro Giorgio, stamattina non ho fatto alcuna dichiarazione di voto sull'articolo, ma rinuncio ad intervenire perché non voglio turbare l'equilibrio psichico del collega Balletto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Lei non mi ha difeso. Chi è che fa ostruzionismo?

PRESIDENTE. Lei non ha la parola, onorevole Cogodi, si sieda. Prego, onorevole Balletto, faccia la sua dichiarazione di voto.

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Signor Presidente, mi dispiace se prendendo la parola di tanto in tanto creo problemi all'opposizione. Io vorrei avare la capacità di poter intervenire 30 volte, 35 volte, 40 volte come fanno loro; questa capacità non ce l'ho e mi limito a parlare le poche volte che posso e che il Regolamento me lo consente. Il Regolamento che io...

MARROCU (D.S.). Lui l'ha fatta la dichiarazione di voto.

FADDA (La Margherita-D.L.). Sì, l'ha già fatta.

PRESIDENTE. Non ha fatto la dichiarazione di voto.

PIRISI (D.S.). Presidente, controlli perché l'ha già fatta.

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, sono state fatte dichiarazioni di voto in occasione di diverse votazioni, adesso sono in corso le dichiarazioni di voto sull'articolo. Il Servizio Resoconti mi ha fornito l'elenco di coloro che sono già intervenuti per dichiarare il voto, non c'era né l'onorevole Cogodi, al quale ho dato la parola e ha rinunciato, né l'onorevole Balletto, al quale ho dato la parola. Onorevole Balletto, faccia la sua dichiarazione di voto. Io ho concesso di intervenire a tutti quelli che l'hanno chiesto, non vedo perché non dovrei concedere di fare la sua dichiarazione di voto all'onorevole Balletto, che ha diritto e titolo per dichiarare il suo voto. Prego.

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Presidente, è una questione di educazione che dovrebbe essere obbligatoria per tutti, lo stile invece è qualche cosa in più dell'educazione. Se qualcuno non ce l'ha, non gli si può fare una colpa, per la mancanza di educazione invece sì, però ognuno risponderà a se stesso e alla propria coscienza. Capisco che si possano innervosire, ma è nelle caratteristiche dell'opposizione essere nervosa, intollerante, arrogante, offensiva, però non ci sposta più di tanto dal nostro proposito.

Perché faccio una dichiarazione di voto favorevole all'articolo? Per i motivi che sono emersi nel corso degli interventi fatti dalla maggioranza, ribaditi dall'assessore Masala e ancora di più mi convince a votare favorevolmente l'articolo l'inconcludenza delle argomentazioni che sono state addotte dall'opposizione, e non ho difficoltà a ribadire che i colleghi dell'opposizione anche in questa circostanza hanno utilizzato tutto il tempo loro concesso da un Regolamento che viene il più delle volte non usato, ma abusato, per esercitare su una maggioranza effettivamente debole quell'arma di pressione che poi deve condurre a quell'accordo che sostanzialmente porterà a dare soddisfazione alle loro istanze.

Non c'è assolutamente relazione tra l'articolo 2 e l'articolo 17, che è stato invocato più volte negli interventi dei colleghi Cogodi e Vassallo - chiedo scusa se mi sto sbagliando -, perché l'articolo 17 prevede solamente il riordino e l'inventariazione del patrimonio della Regione e la parte che è stata cassata in Commissione riguarda solo ed esclusivamente la possibilità per la Regione, attraverso il trasferimento dei beni immobili di proprietà degli enti strumentali e degli enti pubblici, di acquisirli direttamente nel proprio patrimonio.

Quindi non c'è nessun nesso, nessuna attinenza, la richiesta di sospensione dell'articolo è stata accordata dalla Presidenza ieri quando, nell'ambito della discussione, erano emerse ipotesi di un possibile accordo sulla condivisione di alcuni temi che dovevano essere frutto di una ulteriore interlocuzione. L'interlocuzione c'è stata, le posizioni sono rimaste tali e quali e distanti, quindi non capisco perché stamani si continui ancora a proporre lo stesso problema, a ripetizione di quanto è stato detto e stradetto nel corso di queste ultime trentasei ore, con un esito che era pressoché scontato. Non rimane che votare e spiegare le ragioni per le quali si vota a favore o contro, augurandomi che, per il futuro, ogni qualvolta si deve fare una dichiarazione di voto non si ritorni a discutere di tutta la manovra finanziaria, argomento, questo, riservato alla discussione generale a al più a quella sugli articoli, ma non certamente alla fase della votazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CORDA (A.N.). Signor Presidente, siamo impegnati in questa importante discussione per un gioco delle parti, che è certamente legittimo, comprensibile, ognuno per sua parte interviene per cercare di portare le proprie ragioni. Noi, dal nostro punto di vista, evidentemente, essendo a favore di questo articolo 2 e a favore, complessivamente, della legge finanziaria, naturalmente interveniamo per cercare di salvare questo articolo. Francamente, visti anche i contenuti dell'articolo, che indicano procedure amministrative obbligatorie per legge, con leggi citate e sopracitate, non capisco la ragione per la quale si faccia questa opposizione. La ragione è semplicemente questa: è la stessa ragione che ha indotto l'opposizione a svolgere il suo ruolo utilizzando un sistema discutibile, cercando cioè di fare opposizione non per migliorare la manovra ma per distruggerla. Il vostro obiettivo è quello di distruggere qualunque cosa venga costruita da questa maggioranza!

Allora, francamente, io dico che in queste condizioni non si fanno certamente gli interessi della Sardegna. Sono intervenuto, onorevole Spissu, visto che lei mi apostrofa, si altera ogni volta che io apro bocca, perché dico le cose che penso, e sono cose che spesso non condividete, me ne rendo conto.

spissu (d.s.). Sono sempre le stesse.

CORDA (A.N.). Sono sempre le stesse perché voi siete monotoni, voi perseguite un unico scopo, che è quello di azzerare tutto, di distruggere tutto.

Noi siamo del parere, invece, che vada migliorato tutto e salvato quello che è salvabile, e questa è la ragione per la quale io esprimo il mio voto a favore. Ora i miei colleghi e anche i vostri colleghi che erano assenti sono arrivati e pertanto termino la mia dichiarazione di voto a favore.

spissu (d.s.). Nel merito del conto patrimoniale sei stato chiarissimo!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Signor Presidente, io credo che se ce ne fosse ancora bisogno, abbiamo avuto una rappresentazione dello spirito che anima la maggioranza, ed è quello di creare intralci, disturbare i lavori dell'Aula, cercando in qualche misura di attribuire questo intento all'opposizione. L'onorevole Corda adesso ha confessato pubblicamente la sua vera intenzione, dando un contributo notevole sull'articolo 2,e dicendo che stava facendo melina affinché arrivassero i propri colleghi ritardatari in Aula....

CORDA (A.N.). No, correggo, anche i vostri.

PIRISI (D.S.). Adesso lei ha detto, onorevole Corda, visto…

(Interruzione del consigliere Corda)

PRESIDENTE. Onorevole Corda, la prego di non interrompere.

CORDA (A.N.). Dovete smetterla di dire bugie!

PRESIDENTE. Onorevole Corda!

PIRISI (D.S.). Onorevole Corda…

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Corda! La prego stia seduto e non interrompa.

PIRISI (D.S.). Onorevole Corda, se lei si tira troppo, si spezza.

PRESIDENTE. Onorevole Corda, mi scusi. Onorevole Corda!

PIRISI (D.S.). Presidente, chiedo scusa…

PRESIDENTE. Onorevole Corda!

CORDA (A.N.). Avete una vocazione speciale per le bugie!

PRESIDENTE. Onorevole Corda!

PIRISI (D.S.). Presidente, siccome io mi devo rivolgere a lei e non posso interloquire con il collega Corda…

PRESIDENTE. Sì, ma la prego di non interrompere, onorevole Corda.

(Interruzione del consigliere Corda)

Lei non è stato interrotto e quindi non interrompa gli altri, abbia pazienza!

(Interruzione del consigliere Corda)

PIRISI (D.S.). Devo dire che se il collega Corda si tira troppo, poi si spezza! Deve stare un attimo calmo, come siamo stati calmi e sereni noi nell'ascoltare il grande contributo che ci ha dato. Ieri il collega Licandro intervenendo ha detto che era stata soppressa la pazienza - non vedo il collega Licandro che compare in certi momenti, fa l'intervento e poi però abbandona l'Aula - in tutti i casi ha detto che era stata soppressa la pazienza; noi ne abbiamo tanta pazienza, collega Corda, e io dico anche che la pazienza è la virtù dei forti, quindi non si deve agitare il collega Corda che ogni tanto ci fa un pistolotto, ci dice come ci si deve comportare e poi si comporta in maniera diametralmente opposta ai propri enunciati. Noto una sorta di dissociazione nella sua persona, una qualità, questa, che non attiene però a me, ma ad altri che sono presenti in quest'Aula.

Presidente, noi abbiamo detto che siamo parzialmente soddisfatti perché tutto sommato è passato il principio di questo articolo che era stato condiviso dal collega Falconi, dal collega Selis e da altri colleghi che sono intervenuti. Sono stati attribuiti alla Giunta anche dei meriti, cioè è stato detto che la Giunta ha dimostrato una sorta di dilettantismo legislativo, io riporto queste affermazioni fatte da altri perché non ho gli strumenti per poterlo valutare in maniera adeguata; ma si è cercato in quest'Aula di affermare che noi sostanzialmente, se non ricordo male questa affermazione è venuta dai banchi dei Riformatori, avremmo dato dei "dilettanti" ai consulenti giuridici della Giunta. Capisco che il collega Capelli si senta toccato, però non è consulente giuridico, ma io mi sto fermando in ossequio al contributo che...

(Interruzioni)

Presidente, mi fermo sino a che non è finita questa consulenza.

PRESIDENTE. Onorevole Capelli, non intralci i lavori grazie!

PIRISI (D.S.). Dicevo che è stato affermato in quest'Aula che noi avremmo dato dei "dilettanti" ai consulenti giuridici, non è così! Noi questa valutazione l'abbiamo rivolta alla Giunta, al potere esecutivo, che avrebbe dovuto dare le indicazioni affinché non si cadesse in un dilettantismo di tal fatta. Ma abbiamo dimostrato, e quest'Aula tutta l'ha dimostrato bocciando il comma 5, che noi abbiamo una grande considerazione dell'apparato della Regione, certamente superiore a quella che ne ha l'Esecutivo, perché abbiamo detto che certe cose possono essere fatte all'interno, e l'unica cosa che abbiamo fatto è evitare le incursioni clientelari che voi pensavate di poter fare con i quindici miliardi che vi eravate messi da parte.

Credo che questo debba essere salutato in maniera positiva, in tutti i casi credo che da questo momento in poi sarebbe opportuno che, dai banchi della maggioranza, non arrivasse alcun tipo di rimbrotto nei confronti dell'opposizione che ha portato a casa dei risultati che fanno onore a quest'Aula e che dicono quanto fosse sbagliata la posizione della Giunta, dell'assessore Masala, del Presidente Pili, nel difendere uno stanziamento che poteva essere utilizzato per fini di carattere, lo ribadisco, clientelare. Però, se avessimo avuto modo di sapere dal Presidente e dell'Assessore quali sono i consulenti, se ci defisse stata data questa possibilità forse noi in ossequio al fatto che voi siete persone che dicono sempre la verità e, quindi, siete persone d'onore, avremmo potuto presentare un emendamento aggiuntivo, chiedendo all'Aula non 15 miliardi ma magari 30 o di più, purché fossero utilizzati in maniera corretta. Questo non è avvenuto, stiamo aspettando ancora che ci forniate l'elenco dei consulenti, ed eventualmente che possiate anche raccontarci quali sono state le nefandezze del passato, documentate però, e quali sono le cose giuste che state facendo nel presente. Concludo dicendo che nonostante noi abbiamo ottenuto un risultato positivo per quest'Aula e per la Sardegna, dichiaro il mio voto contrario sul testo complessivo dell'articolo 2

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Usai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

USAI (A.N.). Penso di non occupare tutto il tempo dei cinque minuti, però, facevo una riflessione: ogni anno il buon Dio ci dà la primavera, ogni anno - non so se sia il buon Dio o meno - abbiamo la legge finanziaria.

SANNA EMANUELE (D.S.). Dovrebbe essere d'inverno!

USAI (A.N.). Però, ogni cinque anni a primavera, ahimè, ci sono le avanzanti ed imminenti elezioni. Allora, io non voglio dire che ogni cinque anni quest'Aula si trasformi in una grande arena che serve per la campagna elettorale di ciascuno di noi, o mia soltanto. Però, io che sono qua da qualche tempo ho visto persone miti, che io stimo peraltro, diventare improvvisamente aggressive, forti, dure e determinate, forse perché quella maledetta scadenza del 2004 induce queste persone tranquille, miti, per bene, ad assumere toni aggressivi, da guerrigliero e barricadiero.

SPISSU (D.S.). Talebani!

USAI (A.N.). Talebani! I nomi li conosciamo tutti e quindi non c'è bisogno di elencarli, ho parlato di persone per bene e siamo e siete tutti quanti persone per bene. La realtà è un'altra, Presidente, ed è, lo ricordavano ieri, che siamo 15 giorni in quest'Aula ed abbiamo affrontato un articolo e mezzo; insomma come risultato per tutta l'Aula non è da considerarsi positivo, ed anche per l'immagine che dà la maggioranza che, devo dire la verità, io non concordo col mio collega Giorgio Balletto, non è così fragile così come sembrava, perché è una maggioranza un pochino sgangherata, ha qualche difficoltà, talvolta incespica, però tutto sommato le cose non stanno andando malissimo. Dicevo: quindici giorni per un articolo e mezzo. Ma esisterà mai la possibilità - l'ho fatto anche altre volte questo discorso - che le diplomazie armate di grande e buona volontà riescano a trovare una soluzione a quello che sembra un muro invalicabile, uno scontro decisivo e determinante? Anche perché, Presidente, chi come l'onorevole Selis che è una persona mite, ha esperienza di quest'Aula, sa e lo sappiamo tutti che, andando avanti in questo modo per tanti giorni, con tutte le difficoltà che si incontrano, poi, si finisce per fare una trattativa dell'ultimo istante (scusate, forse non sono molto protocollare, ma orecchie interessate ed intelligenti possono capire). Credo che sia invece necessario un confronto serio fra le parti, ferme restando le diversità, fermo restando il fatto che il centrodestra è una cosa e il centrosinistra è un'altra cosa, che il progetto del centrodestra è una cosa e quello del centrosinistra è un'altra cosa, però chiaramente io credo che una situazione di questo genere non porti bene né al centrodestra, né al centrosinistra, né al Consiglio come istituzione. Non parlo di trattativa, intesa come pastrocchio ma come dialogo, interlocuzione. Che non vuole dire diktat da parte di nessuno, né da una parte né dall'altra. L'interlocuzione, secondo la mia modestissima opinione, deve esserci e deve esistere, i ramoscelli di ulivo però, se ci sono, ammesso che si tratti di ramoscelli di ulivo, non devono essere abbattuti con le cannonate.

PRESIDENTE. Onorevole Usai, forse è un mio limite, ma non ho capito come voterà, perché lei aveva chiesto di parlare per dichiarazione di voto.

USAI (A.N.). Ovviamente il mio voto è a favore all'articolo 2.

PRESIDENTE. Non ho altri iscritti a parlare, possiamo passare al voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda sulle modalità di votazione. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. E` stata chiesta la votazione nominale, i sette consiglieri che appoggino la richiesta sollevino la mano.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri DEMURU, PUSCEDDU, MANCA, COGODI, PINNA, SCANO, DETTORI.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 2.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA -FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SELIS - TUNIS - USAI - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO -SECCI - SPISSU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 76

votanti 75

astenuti 1

maggioranza 38

favorevoli 41

contrari 34

(Il Consiglio approva)

Si dia lettura dell'articolo 3.

ORTU, Segretario:

Art. 3

Adempimenti per l'attuazione del POR
e di altri programmi e/o iniziative comunitarie

1. In attuazione dell'articolo 32 del regolamento CE n. 1260/1999 e dell'articolo 9 del regolamento CE n. 438/2001, è autorizzata la realizzazione di un sistema di certificazione mediante verifica della rendicontazione della spesa afferente ai fondi del POR 2000-2006 nonché dei programmi di iniziativa comunitaria; i relativi oneri sono valutati in annui euro 1.000.000.

2. La realizzazione del sistema di cui al comma 1 è coordinata dall'Assessorato della programmazione d'intesa con gli Assessorati regionali ove sono istituite le autorità di pagamento relative ai suddetti programmi ed iniziative comunitarie.

3. L'Assessore della programmazione, di concerto con gli Assessori competenti, presenta alla Giunta regionale un rapporto annuale sullo stato di attuazione del sistema di cui al comma 1.

4. Al fine di garantire l'attività di animazione e assistenza tecnica a supporto del sistema locale, nell'ambito degli interventi previsti dal POR Sardegna 2000-2006, ed in particolare della programmazione negoziata nazionale e comunitaria, è autorizzato, nell'anno 2003, lo stanziamento di euro 1.550.000 a favore del Centro Europeo di Impresa e Innovazione - BIC Sardegna; con deliberazione della Giunta regionale, adottata su proposta dell'Assessore competente in materia di programmazione, sono stabiliti gli adempimenti, le attività, il monitoraggio, il controllo interno e le modalità di trasferimento e rendicontazione delle risorse assegnate (UPB S03.076 - Cap. 03345).

5. Le competenze e le relative risorse finanziarie per la gestione della misura 3.13 del POR Sardegna 2000-2006 possono essere affidate al Consorzio 21, ente regionale non avente natura economica, previa deliberazione della Giunta regionale, adottata su proposta dell'Assessore competente in materia di programmazione; con la stessa deliberazione sono stabiliti gli adempimenti connessi alla gestione dei fondi, l'obbligatorietà dell'attività di monitoraggio e di controllo interno, le modalità di trasferimento e rendicontazione delle risorse assegnate.

6. Le somme recuperate sul programma Leader II 1994/1999 e rinvenienti nell'anno 2003 dalle economie realizzate dai Piani di azione locale dei 17 Gruppi di Azione Locale (GAL) e dai due Operatori Collettivi, possono essere utilizzate per il rimborso per le spese di funzionamento sostenute dai suddetti organismi, dal 1° gennaio al 30 giugno 2002, per gli adempimenti di rendicontazione e chiusura previsti dai vigenti regolamenti comunitari.

PRESIDENTE. All'articolo 3 sono stati presentati gli emendamenti 114 e 115 soppressivi parziali. Gli emendamenti 3 e 609 che sono sostituivi parziali e gli aggiuntivi 610, 596 e 513 che hanno lo stesso contenuto; poi il 655, il 673 e il 675. Se ne dia lettura.

ORTU, Segretario:

Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis

Art. 3

All'articolo 3 il comma 4 è soppresso. (114)

Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis

Art. 3

All'articolo 3 il comma 5 è soppresso. (115)

Emendamento sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE

Art. 3

Adempimenti per l'attuazione del POR e di altri programmi e/o iniziative comunitarie

Il comma 6 è sostituito dal seguente:

Le economie di spesa realizzate sul programma Leader II 1994-1999 e riversate alle entrate regionali da parte dei gruppi di azione locale e degli operatori collettivi, possono essere utilizzate per il rimborso delle spese di funzionamento, sostenute dai suddetti organismi a tutto il 30 giugno 2002, nonché per le spese collegate agli adempimenti di rendicontazione e chiusura del programma Leader II medesimo. (3)

Emendamento sostitutivo parziale Cogodi - Ortu - Vassallo

Art. 3

Nel comma 6 dell'art. 3, le parole "possono essere utilizzate", sono sostituite dalle seguenti: "sono utilizzate". (609)

Emendamento aggiuntivo Cogodi - Ortu - Vassallo

Art. 3

Nel comma 3 dell'art. 3, le parole "Giunta regionale", sono aggiunte le seguenti parole: "ed al Consiglio regionale". (610)

Emendamento aggiuntivo Balia - Ibba - Masia

Art. 3

Dopo il comma 3 e aggiunto il seguente:

"3/bis. Il comma 48 dell'articolo 1 della legge regionale 24 aprile 2001, n. 6, è sostituito dal seguente:

48. Al fine di realizzare la coesione economica e sociale e il riequilibrio territoriale dell'Isola tra zone "forti" e le altre a forte ritardo di sviluppo, le risorse del Programma Operativo Regionale riservate ai Progetti Integrati Territoriali (PIT), sono destinate, nella misura non inferiore al 60 per cento, al finanziamento dei PIT nei territori provinciali di Nuoro e Oristano; al fine di dare impulso all'imprenditorialità delle zone interne ed incentivare l'occupazione, le suddette risorse devono concorrere prioritariamente al finanziamento di iniziative private. (596)

Emendamento aggiuntivo Pirisi - Balia - Falconi - Dettori - Demuru - Spissu

Art. 3

Dopo il comma 3 e aggiunto il seguente:

"3/bis. Il comma 48 dell'articolo 1 della legge regionale 24 aprile 2001, n. 6, è sostituito dal seguente:

48. Al fine di realizzare la coesione economica e sociale e il riequilibrio territoriale dell'Isola tra zone "forti" e le altre a forte ritardo di sviluppo, le risorse del Programma Operativo Regionale riservate ai Progetti Integrati Territoriali (PIT), sono destinate, nella misura non inferiore al 60 per cento, al finanziamento dei PIT nei territori provinciali di Nuoro e Oristano". (513)

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 3

Dopo il 4 comma è inserito il comma 4 bis:

"Gli adempimenti di cui al precedente comma possono essere svolti anche dalle Province. A tal fine è autorizzata l'erogazione di un contributo di 1.000.000 complessivo di euro a valere sui fondi della U.P.B. S03.008 secondo i criteri stabiliti dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore della Programmazione". (655)

Emendamento aggiuntivo Dettori - Balia - Scano - Masia - Pacifico - Pinna - Spissu - Falconi - Orrù

Art. 3

Nell'articolo 3, dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:

6 bis. È autorizzata nell'anno 2003 la spesa di euro 1.000.000 per le spese di funzionamento sostenute dai GAL per l'attuazione del programma LEADER PLUS (UPB S03-071).

In aumento

UPB S03-071

Anno 2003 euro 1.000.000

In diminuzione

UPB S03-008

Anno 2003 euro 1.000.000. (673)

Emendamento aggiuntivo Biancu - Orrù - Pisano - Cappai - Vargiu

Art. 3

Adempimenti per l'attuazione del POR e di altri programmi e/o iniziative comunitarie

Dopo il comma 6 dell'articolo 3, è aggiunto il seguente:

6 bis. Nel comma 1 dell'art. 7, della legge regionale 11 aprile 2002, n. 7, dopo le parole "…a interventi di interesse locale nell'ambito della programmazione negoziata." sono aggiunte le seguenti parole:

", anche interventi per finanziare quote di cofinanziamento, a carico dei soggetti di cui al secondo comma, per favorirne la partecipazione ai bandi di tutte le misure del POR Sardegna 2000-2006 e per la partecipazione agli accordi di programma nell'ambito della programmazione negoziata".

Nel comma 2 dell'art. 7, della legge regionale 11 aprile 2002, n. 7, dopo le parole: "…consorzi composti dai comuni limitrofi" inserire le parole "o viciniori". (675)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per illustrare gli emendamenti di cui è primo firmatario.

Sanna Gian Valerio (La Margherita-D.L.). L'emendamento numero 114 propone la soppressione del comma 4 dell'articolo 3; noi riteniamo che questa modalità di assegnazione di circa 3 miliardi a favore del B.I.C. Sardegna con semplice deliberazione della Giunta regionale, per quanto riguarda l'animazione e l'assistenza tecnica relativa agli interventi del POR, violi le procedure di evidenza pubblica e sia una sorta di aggiramento delle procedure di selezione dei soggetti abilitati ad intervenire in questo genere di attività, significando che in Sardegna sono presenti diverse società che operano in questo campo ed anzi, trattandosi di fondi comunitari probabilmente sarà necessario che la gara abbia un'evidenza anche di carattere più ampio di quella regionale. Nel corso dell'esame della finanziaria vedremo che il B.I.C. Sardegna è stranamente ed improvvisamente, destinatario di numerose risorse regionali a diverso titolo. Noi riteniamo che intanto la Giunta regionale arrivi con molto ritardo ad affrontare il problema dell'animazione e dell'assistenza tecnica al sistema locale, dal momento che ci troviamo di fronte ad una gestione dei PIT totalmente fallimentare, denunciata anche nel rapporto intermedio che dice: "l'attuazione dei programmi integrati territoriali ha rivelato alcune difficoltà di messa a punto delle procedure e dei criteri di selezione, tali da suggerirne una revisione globale". Quindi, mentre può essere importante un'attività di animazione scelta sulla base di un bando con criteri e con livelli di prestazioni adeguate al sistema di assistenza tecnica richiesto, riteniamo che questa modalità di selezione dei soggetti che dovrebbero accompagnare la gestione del POR, violi le leggi vigenti e che, quindi, questa procedura debba avere un'evidenza pubblica proporzionale alla sua importanza.

Tra l'altro si tratta di un'animazione limitata al 2003 e non comprendiamo che funzione dovrebbe avere questa norma dal momento che siamo già al mese di marzo, tra una cosa e l'altra questo finanziamento potrà mettere il soggetto in questione in condizioni operative per non più di sei mesi. Quindi, riteniamo che sia appropriato censurare questo modo di adempiere al dovere di garantire l'attività di animazione, comunque tardivamente se guardiamo ai risultati di questi ultimi tempi; siamo nell'anno che segna il giro di boa del periodo di vigenza del POR Sardegna, quindi, siamo praticamente a metà e ci accorgiamo oggi, anche a seguito dei richiami degli enti di verifica e di controllo, che probabilmente c'è bisogno di un'animazione della quale noi abbiamo già parlato in occasione dell'esame delle precedenti finanziarie, non solo per quanto attiene al POR, ma anche per tutto il sistema della programmazione negoziata che rappresenta un capitolo molto rilevante e che vedremo è prevista in maniera talmente generica da far supporre anche in questo caso una gestione abbastanza personalistica e priva di controlli e di verifiche da parte del Consiglio regionale.

Credo che invece proprio la programmazione negoziata in senso lato avrebbe avuto bisogno già da alcuni anni fa di un'attività di supporto e di animazione, e di un cosiddetto accompagnamento istituzionale che avrebbe certamente aiutato i comuni ed anche i soggetti privati a formulare proposte competitive di sviluppo locale e comunque capaci di conseguire gli obiettivi prefissati. Riteniamo che ci sia un eccesso di delega anche rispetto alla Giunta regionale, perché il soggetto destinatario delle risorse presuppone di poter stabilire gli adempimenti, le attività, il monitoraggio, il controllo interno e le modalità stesse di trasferimento e rendicontazione delle risorse assegnate. Mi sembrano poteri eccessivi anche rispetto a questo incarico perché, se trattasi di animazione ed assistenza tecnica, mi sembra che alcune competenze di quelle qui riportate debbano poter rimanere in capo al Governo regionale.

L'emendamento successivo propone di cassare il quinto comma che appare frutto di una stranissima decisione, quella di trasferire al Consorzio 21 le competenze relative alla gestione di un'intera misura del POR, la 3.13 che voglio ricordare riguarda ricerche e sviluppo tecnologico delle imprese e del territorio, e che ha una dotazione, allocata nell'UPB 03069, fra quota regionale e quota statale pari a circa 29 miliardi; cioè noi con questo comma dovremmo trasferire le intere competenze relative a questa misura ad un ente regionale che tra l'altro non è indicato neanche nel POR in nessun modo come referente dell'attuazione della misura stessa. Anzi il POR dice a questo proposito che gli interventi vengono realizzati, proprio per il loro carattere innovativo, con il coinvolgimento delle università, dei centri di ricerca regionali, delle strutture di trasferimento tecnologico del parco scientifico e tecnologico, chiamati a svolgere un ruolo attivo anche nella partecipazione agli interventi programmati e gestiti dal MURST. Questa formulazione innesca immediatamente un conflitto di competenze, perché fra questi enti che svolgono un ruolo attivo nella partecipazione diretta agli interventi previsti dalla misura è indiscutibilmente compreso il Consorzio 21, per cui è del tutto chiaro che i medesimi soggetti non possono gestire in senso generale competenze ed essere nel contempo destinatari delle stesse misure e relative risorse finanziarie. Anche in questo caso mi sembra che sia una delega sproporzionata, tra l'altro siccome il Consorzio 21 è un ente regionale, come è affermato nell'emendamento, fra i beneficiari finali individuati dalla stessa misura sono indicati la Regione Sardegna, gli enti locali, gli enti pubblici, quindi anche gli enti regionali. Quindi, ci troviamo in una condizione in cui questo soggetto non solo ha una delega amplissima di funzioni che invece dovrebbero rimanere in capo alla Regione, ma è indicato nel contempo sia come un soggetto destinatario dei benefici derivanti dalla partecipazione agli interventi sia come un beneficiario finale.

Riteniamo che anche in questo caso si appalesi una violazione delle norme che tutelano la concorrenza ed anche di quella che disciplinano l'individuazione di soggetti che non vertano in conflitto di competenze; tra l'altro il Consorzio 21 dovrebbe avere competenza diretta nell'incentivazione alle imprese e nell'azione di promozione ed animazione, non si sa bene in virtù di questa delega con quali priorità, con quale equilibrio, e sulla base di quali criteri se non quelli che vengono demandati in via generale alla delibera della Giunta regionale che indica gli adempimenti connessi alla gestione dei fondi.

Riteniamo che siano due scelte che possono essere condivise in linea generale, che finalmente in via indiretta confessano l'incapacità dell'Assessorato della programmazione a svolgere questo importante ruolo di attuazione del POR, seppure in maniera tardiva, ma risolvono il problema in maniera irrituale, un po' in violazione di legge e saltando - come al solito - le usuali procedure di evidenza pubblica, così come abbiamo ricordato anche stamattina, procedure che credo prevedano una certificazione pubblica da attribuire attraverso una pubblica selezione delle capacità imprenditoriali di questi soggetti in relazione all'attività che dovrebbero svolgere, anche perché in difetto, questa attribuzione di competenze potrebbe configurarsi come una modalità attraverso la quale vengono indirettamente assegnate consulenze, che a loro volta questi enti per mancanza di competenze specifiche potrebbero attivare. Comunque riteniamo ingiustificati ed inappropriati questi oneri rispetto a queste competenze. Anche in questo caso per poter ricorrere all'esterno sarebbe necessario, come si è soliti fare anche negli enti locali, che la Giunta regionale dichiarasse al Consiglio di non avere al proprio interno le capacità tecniche ed amministrative per poter svolgere queste funzioni. Ora tutto questo sembra non evincersi.

Noi che politicamente abbiamo seguito questa travagliata prima fase di attuazione del POR, abbiamo riscontrato che è segnata da un insieme di croci stradali nel rapporto che ci è stato trasmesso il 12 febbraio 2003 da parte del valutatore intermedio, che dovrebbe essere un soggetto terzo rispetto all'ente Regione ed ai soggetti interessati. In questa logica noi proponiamo la soppressione di questi commi, disponibili a valutare una proposta più corretta, nel senso della trasparenza e del rispetto delle normative vigenti, che possa portare ad ottenere lo stesso risultato.

PRESIDENTE. Le do pochi secondi per concludere, le ho concesso 10 minuti. Prego.

Sanna GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Noi siamo favorevoli a trattare questa materia in questi termini, ma se non ci fosse una disponibilità in questo senso riteniamo di dover mantenere gli emendamenti soppressivi in ragione delle motivazioni che abbiamo addotto.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 3 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio credito e assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio credito e assetto del territorio. Signor Presidente si tratta solo di una riformulazione del testo originario del comma 6 dell'articolo 3.

PRESIDENTE. Gli emendamenti 609 e 610 sono stati presentati dai colleghi Cogodi, Ortu, Vassallo. Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per illustrare l'emendamento numero 609.

VASSALLO (R.C.). Signor Presidente, illustrerò l'emendamento numero 609 che riguarda il comma 6 che dispone l'utilizzo delle somme recuperate del programma Leader 1994/1999. Sul suo scopo ed anche sulla destinazione di queste risorse noi concordiamo, nel senso che questi soldi debbono essere utilizzati per il rimborso delle spese di funzionamenti sostenute dai soggetti che hanno attivato gli stessi programmi. Tuttavia, a nostro avviso, è necessaria una formulazione più precisa, nel senso che il presente comma usa la dicitura: "Possono essere utilizzate". Noi riteniamo che bisogna togliere l'equivoco, per cui se si ritiene - come è giusto ritenere - che questi soldi siano da utilizzare per questa finalità, noi pensiamo che invece di "possono" si debba usare la dizione "devono", che chiarisce la reale volontà del Consiglio, per cui abbiamo proposto questo emendamento per evitare qualunque equivoco di fondo.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per illustrare l'emendamento 610.

COGODI (R.C.). Il comma 3 dell'articolo 3 prescrive che l'Assessore della programmazione, di concerto con gli assessori competenti, che non si sa quali siano, però ipotizziamo che siano tutti competenti- quindi l'Assessore della programmazione con gli assessori competenti, cioè tutti, a meno che qualcuno non si voglia dichiarare incompetente - presenta alla Giunta - cioè a sé stessi perché sono tutti competenti - un rapporto annuale sullo stato di attuazione del sistema di cui al comma 1. Che cosa dice il comma 1? Il comma 1 dice una cosa che se non si dice è lo stesso, cioè dice zero, niente! Salvo una riga che indica una cifra, un milione di euro. Dice il comma 3 che per giustificare l'enorme sforzo che deve fare l'Assessore della programmazione, insieme a tutti i suoi colleghi competenti, di riferire a sé stessi quello che è prescritto al comma 1, cioè che la Regione, in attuazione di numeri che contrassegnano regolamenti della Comunità europea - oggi sarebbe Unione Europea - è autorizzata a realizzare un sistema di certificazione, parliamo degli adempimenti per l'attuazione dei POR, mediante la verifica della rendicontazione della spesa che è stata effettuata.

Cioè, parliamoci chiaro, chi effettua la spesa dovrà pur dare conto che ha speso, o no? Quel rendiconto della spesa dovrà pur essere verificato da qualcuno o no? Cioè dalla Regione! Quella ovvia verifica di una spesa ovviamente fatta (sennò non c'è un rendiconto di spesa) assume il grande significato e valore di una certificazione. La certificazione equivale al fatto che qualcuno verifica che chi ha rendicontato la spesa, l'abbia effettivamente effettuata. Ma che cosa è questo sistema? E` nulla di più di quello che ordinariamente tutti gli uffici fanno. Se si dà a qualcuno la possibilità di spendere e quello deve dimostrare che ha speso, chi ha autorizzato a spendere dovrà verificare se davvero quello che dice l'ha fatto. Però in questo caso assume il grande rilievo e significato di sistema di certificazione; così denominato ha un diverso valore e perciò gli si dà un panettone a Capodanno: un milione di euro, due miliardi. Allora questa attività che non è nulla di più di quello che di norma si deve fare, è fatta per dare due miliardi, due miliardi per verificare se la spesa che uno ha dichiarato che ha fatto, davvero è stata fatta.

Di tutto questo poi, bontà loro, gli assessori, che lo dovrebbero già fare, riferiscono alla Giunta (cioè a sé stessi). Allora noi con il nostro emendamento diciamo: "Visto che pensate di fare questa grande operazione di contabilità e di ingegneria istituzionale, per favore, anziché riferire a voi stessi in Giunta volete almeno inviare questo rapporto annuale anche al Consiglio regionale, che forse è l'unico soggetto che ha diritto di sapere, posto che la funzione di indirizzo e controllo sul POR la deve svolgere il Consiglio? Perché voi che già sapete tutto, che siete tenuti a controllare (voi finché siete voi, chiunque sia), inviate a voi stessi i rapporti?" Questa relazione annuale, se ha un significato, ha un significato perché diviene strumento di cognizione pubblica, e in ogni caso di controllo istituzionale da parte del soggetto, il Consiglio regionale, che ha appunto dato le direttive, gli indirizzi, che indicato le metodologie della programmazione.

Questo è il senso dell'emendamento rispetto al quale noi non abbiamo dubbi che voi che chiacchierate - quelli della destra che siete presenti mentre gli assenti chiacchierano altrove - fra un po' direte: "Ma anche questo è un emendamento dilatorio, le vostre proposte servono solo a farvi guadagnare tempo". No, le nostre proposte servono a guadagnare danaro, non tempo, o meglio a non sperperare danaro, a recuperare danaro della Regione ai buoni usi perché comunque poi arriveremo ad un punto nel quale quando discuteremo delle cose più importanti, ci direte che non ci sono risorse! Ma badate che non sfuggirete a questo confronto, noi delle leggi per il lavoro che voi avete mutilato, dei finanziamenti agli enti locali che avete dimezzato, della spesa sociale che volete taglieggiare, ne parleremo, sarà di giorno, sarà di notte, sarà a marzo, sarà ad aprile, forse a maggio però ne parleremo! Che nessuno pensi che siccome il tempo voi l'avete fatto passare, cinque, sei mesi rispetto alla data in cui il bilancio si doveva presentare - adesso tutto diventa urgente, tutto crolla, il mondo economico è in subbuglio, la Sardegna sprofonda. No! Voi la state facendo sprofondare! - ci impedirete di discuterne, noi ne discuteremo state tranquilli; fate gli appelli che vi pare, dateci il tempo di discuterne e pensateci un po' prima anche voi, perché noi del merito della finanziaria, di quella parte di società sarda esclusa dai benefici minimi delle risorse pubbliche che sono di tutti noi, ne parleremo! Non abbiate dubbi! Altro che ostruzione, altro che tempo che vola, volerà altro qui e altrove! Noi ne parleremo a fondo e fino a quando non avremo risposte che siano appaganti.

Ci sono altri miliardi in questo articolo, quindici nel triennio, li abbiamo già segnati nel nostro foglietto, ce ne sono altri due all'articolo 1 e ci sono ancora miliardi al comma 1 e miliardi nei commi successivi e ne parleremo. C'è un altro gruzzoletto di miliardi qui, anche di questi adesso discutiamo perché noi stiamo facendo il lavoro della formica, stiamo raccogliendo grano su grano e dicendovi, visto che dite che per il lavoro, per gli operai licenziati, per quel dramma umano non c'è danaro pubblico, ecco dov'è, e ve lo diremo articolo per articolo, comma per comma perché tireremo di somma, sulla base delle risorse previste nelle norme da voi proposte, solo da questo non dall'altro che qui non si vede, e poi faremo un ragionamento di carattere generale che non è sepolto dall'articolo 1 che avete voluto approvare in quel modo, ché ben altro la Regione potrà fare.

Quindi con questo emendamento 610, noi proponiamo per intanto che questo rapporto informativo venga trasmesso al Consiglio regionale che è il destinatario di questo tipo di informazioni e di notizie almeno per sapere che cosa sta accadendo in questo comparto decisivo per lo sviluppo, nei territori della Sardegna. Poi tratteremo il merito e partitamente le modalità attraverso cui tutto ciò deve necessariamente o dovrebbe opportunamente avvenire.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per illustrare l'emendamento numero 596. Ne ha facoltà.

BALIA (S.D.I. - S.U.). Presidente, la problematica che viene trattata in questo emendamento è una problematica conosciuta e storicamente datata. Nasce dalla consapevolezza che se la Sardegna ancora oggi e sino al 2006 permane nell'obiettivo 1, vi permane fondamentalmente, purtroppo, per il fatto che alcuni suoi territori hanno un tasso di sviluppo molto modesto, molto contenuto. Già nel passato in occasione dell'esame della finanziaria che risale a due anni or sono, la problematica era di assoluta chiarezza ed evidenza ed allora, come opposizioni, avevamo proposto un emendamento che tendeva a vincolare una quota dei finanziamenti POR a favore dei PIT, e una quota delle risorse destinate ai PIT a favore di quei territori a basso tasso di sviluppo e cioè di quei territori marginali in Sardegna. In quella occasione ci rendemmo conto che l'indicazione diretta delle province a basso tasso di sviluppo avrebbe potuto comportare qualche malumore, e allora facemmo direttamente riferimento al parametro del prodotto interno lordo. Ciò però, come ci fu spiegato dall'allora assessore Pittalis, non avrebbe consentito, per le difficoltà di determinazione del prodotto interno lordo di ogni singolo territorio provinciale, un esito felice rispetto alle aspettative che l'emendamento avrebbe determinato nei nostri territori. Allora, per accordo unanime - voglio rammentare che quell'emendamento concordato era stato approvato all'unanimità dall'intero Consiglio regionale - si era ricorsi ad un emendamento che garantiva, almeno ad avviso di tutti noi che lo avevamo formulato, i territori più poveri della Sardegna partendo da una consapevolezza: che questi stavano con assoluta certezza nella provincia di Nuoro e di Oristano e che alcuni altri territori, l'Anglona e altri che tutti conosciamo, erano in ogni caso territori marginali ed avevamo, in quell'emendamento, fatto riferimento al tasso di occupazione e al tasso di spopolamento perché pareva questo l'unico modo per garantire e il buon esito e il rispetto dell'obiettivo verso cui la normativa era rivolta.

Bene, l'ex assessore Pittalis e chi lo ha sostituito in Giunta nell'incarico, l'assessore Masala, ben sanno, così come tutti noi sappiamo, che non solo quell'obiettivo non è stato centrato ma se avessimo consentito che le risorse fossero state spese nei territori sulla base della vecchia normativa, quella sulle zone omogenee, i territori più fragili avrebbero avuto, con assoluta certezza, un quantitativo di risorse di gran lunga superiore rispetto a quello che di fatto hanno avuto. Questo cosa vuol dire? Vuol dire che o l'emendamento, seppure allora formulato con l'intento di perseguire e di centrare gli obiettivi che ci si era proposti di raggiungere, conteneva qualche elemento di incertezza o di ambiguità interpretativa, o che gli assessori della Giunta regionale in ogni caso hanno interpretato quell'emendamento sui PIT anziché in maniera favorevole per i territori marginali, in maniera decisamente sfavorevole e decisamente contraria a garantire risorse volte allo sviluppo in quei territori.

L'emendamento che ora si propone, il numero 596, è rivolto a correggere quelle storture e stabilisce - senza fare riferimento al prodotto interno lordo, senza parlare di zone marginali in maniera generica, o di zone deboli, senza consentire cioè una distorta interpretazione - in maniera inequivocabilmente chiara che una quota pari al 60 per cento delle risorse stanziate per il finanziamento dei PIT, deve, non può, deve obbligatoriamente essere destinata alle province di Nuoro e di Oristano, province che in assoluto determinano, per il loro livello di povertà, il permanere della Regione sarda all'intero dell'obiettivo 1 sino al 2006. Naturalmente i proponenti dell'emendamento sono ben consapevoli che in Sardegna esistono altri territori fragili. Tant'è che solo una quota del totale delle risorse riservate ai PIT viene obbligatoriamente destinata alle province di Nuoro e Oristano, lasciando poi all'interpretazione non discrezionale ma ottimale, logica, della Giunta regionale, che l'altro 40 per cento non venga disperso in tutto il territorio della Sardegna ma venga fondamentalmente utilizzato negli altri territori ricadenti in province diverse dall'attuale delimitazione di Nuoro e di Oristano, ma che notoriamente, in maniera scontata, al di là della ricerca di indici, per conoscenza comune, per comune consapevolezza, in ogni caso sono territori fragili, territori poveri, territori che, unitamente agli altri richiamati, hanno concorso a mantenere la Regione sarda all'interno di questo obiettivo.

Ecco, Presidente e assessore Masala, questo è lo scopo dell'emendamento, mi pare abbastanza trasparente così come è trasparente l'obiettivo che si intende perseguire e noi riteniamo, assessore Masala, e per questo l'abbiamo previsto nella parte conclusiva dell'emendamento, che le suddette risorse debbano prioritariamente concorrere al finanziamento di iniziative private, perché sino a questo momento le risorse PIT, non solo sono state mal spese, mal indirizzate, rivolte a territori sbagliati ma non hanno neanche consentito l'ingresso di iniziative private e noi siamo assolutamente convinti che le iniziative private in un...

PRESIDENTE. Onorevole Balia, la prego di arrivare alla conclusione.

BALIA (S.D.I. - S.U.). La ringrazio Presidente, concludo subito. Dicevo che le iniziative private in uno con le iniziative riservate a livello istituzionale, sono in grado di mobilitare risorse, sono capaci di costruire impresa e lavoro mentre il livello istituzionale da solo lo è in misura decisamente inferiore. Ecco, la logica dell'emendamento è questa, mi auguro che la Giunta regionale lo tenga in conto e siccome prima ho visto l'assessore Masala al telefono, così come ora vedo il presidente Pili, mi auguro che l'uno e l'altro stiano sollecitando i propri uffici a predisporre quei famosi elenchi degli incarichi, perché l'invito a rendere edotto questo Consiglio dei comportamenti e degli incarichi assegnati, si badi bene, non era rivolto solo al Presidente Pili, ma a tutta la Giunta regionale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per illustrare l'emendamento numero 513.

PIRISI (D.S.). Signor Presidente, il collega Balia ha già chiarito il contenuto dell'emendamento precedente, io prendo la parola per illustrare il numero 513 che sostanzialmente ricalca il contenuto del precedente. Io in tutti i casi voglio richiamare l'emendamento citato prima dal collega Balia, cioè quello che è diventato poi il comma 48 dell'articolo 1 della legge finanziaria del 2001 che recita: "Al fine di realizzare la coesione economica e sociale dell'Isola, le risorse del programma operativo regionale 2000/2006 riservate ai progetti integrati territoriali (PIT) sono destinati nella misura non inferiore al 60 per cento, al finanziamento di programmi nei territori provinciali il cui prodotto interno lordo non risulta inferiore al 75 per cento del prodotto interno lordo europeo, ed in altri ambiti territoriali nei quali si registrano i maggiori ritardi nello sviluppo identificabili prioritariamente dal tasso di disoccupazione e spopolamento". Questo Consiglio regionale ha inteso di dover intervenire per dare un giusto ausilio e soccorso ai territori con maggiore ritardo di sviluppo.

Il contenuto di questo articolo fu condiviso dalla Giunta per bocca dell'allora Assessore al bilancio e programmazione, onorevole Pittalis, che disse di condividerne sia lo spirito che la lettera cioè a dire contenuto e principio. L'ha già detto il collega Balia, lo voglio ribadire, che è appena il caso di richiamare quella che fu la volontà dell'Unione europea quando intervenne per favorire un allineamento verso il punto alto delle regioni più povere, cioè di quelle regioni con un forte ritardo di sviluppo. Una omologazione cioè, potremo dire, verso il punto alto, per fare in modo che le regioni più povere potessero raggiungere un livello di sviluppo più alto. Le regioni dell'obiettivo 1 sono quelle che hanno un gap di sviluppo molto forte rispetto a quelle più ricche e progredite. La Sardegna ha raggiunto questo obiettivo grazie, tra virgolette, alla povertà delle province di Nuoro e di Oristano. Il nostro PIL, il nostro prodotto interno lordo, è al di sotto del 75 per cento perché Cagliari e Sassari sono state trascinate al di sotto di questo dato in virtù della povertà e del PIL molto basso delle province di Nuoro e di Oristano. E` stato giusto quindi che questo Consiglio regionale desse il segnale di voler applicare alla Regione gli indirizzi posti a base delle politiche comunitarie, attraverso un solidarismo interno verso le province più povere.

Tuttavia, pur essendo consapevoli che le aree a forte ritardo di sviluppo non sono purtroppo, devo dire, contenute soltanto all'interno delle province di Nuoro e di Oristano, sappiamo bene che ci sono zone deboli e povere anche in provincia di Cagliari e anche nella provincia di Sassari, avevamo presentato all'inizio un emendamento che si riferiva solo al PIL delle province di Nuoro e Oristano, riteniamo che invece la Giunta - questo argomento non interessa certamente al collega Murgia che ha condiviso tutto quello che è stato fatto finora, poi magari gli chiederò...

MURGIA (A.N.). Sto cercando di capire quello che dici tu.

PIRISI (D.S.). No, non è una operazione facile quella di collegare insieme due cose in questo modo collega Murgia! Allora qual è stato il risultato di questa scelta? Il risultato di questa scelta è che c'è stata una applicazione distorta e fuorviante che non ha centrato l'obiettivo. In sostanza sono stati finanziati con queste risorse per i piani integrati territoriali, il cento per cento dei comuni dalla provincia di Nuoro, il cento per cento della provincia di Oristano, 78 comuni della provincia di Cagliari su 109 e 67 della provincia di Sassari su 90. Mi pare che non rappresenti la fotografia precisa del livello di povertà e di debolezza che c'è nelle diverse zone dalla nostra Isola. Se si fosse utilizzato, lo ricordava il collega Balia, il criterio delle aree programma, ci sarebbe stata una distribuzione più equa. Però io voglio ricordare che quest'Aula disse a suo tempo che avremmo dovuto utilizzare le risorse dell'obiettivo 1 per favorire lo sviluppo in modo particolare delle aree più deboli e più povere.

Ora io credo che se usassimo i termini "presa in giro" non saremo molto lontani da quello che è stato il risultato ottenuto rispetto alla volontà espressa dal Consiglio; assessore Masala, lei l'ha sbandierato questo discorso in tutta la Sardegna, però la verità vera è che non ha tenuto conto dell'intenzione di quest'Aula e del legislatore che ha proposto quella norma all'interno della finanziaria. Se questo lo dicessi io che sono un componente dell'opposizione non creerebbe tanto scalpore, ma c'è un articolo che è comparso su il Corsivo di venerdì 7 marzo 2003, in cui sostanzialmente viene detto che praticamente si è trattato di una sorta di presa in giro, che questa Giunta si è comportata come una mamma che ha una bella torta e che della prima metà dà una grossa fetta ad un figlio e una grossa fetta ad un altro dicendo: "Vedremo di rimediare in seguito". Quando va a tagliare la seconda metà continua a darne un pezzo a quelli che ne avevano già preso e a quelli che sono rimasti in coda poco gli ha dato. E, dice ancora il Corsivo, che il risultato di questa distribuzione distorta delle risorse - che evidentemente piace ai consiglieri Bruno Murgia, Roberto Capelli, Pietro Pittalis e Silvestro Ladu, tutti nuoresi - è che se si fa uno specchietto si trova che la provincia di Nuoro è ultima.

CAPELLI (U.D.C.). Per aiutarti, c'è anche Murgia.

PIRISI (D.S.). No, no, ho citato anche Bruno Murgia. Non lo dico io, lo dice il Corsivo.

PRESIDENTE. Colleghi, vi invito a non dialogare tra voi.

PIRISI (D.S.). Collega Capelli, lo dice il Corsivo. E dice anche che Nuoro nelle risorse assegnate pro capite risulta ultima, e diciamo Cagliari, secondo questo criterio, lo stesso è un po' sotto, sorride Oristano che si vede assegnati 6 euro in più ad abitante, ride della grossa Sassari con 30 euro in più a cittadino. Presidente, riteniamo che sia stato un affronto da parte di una giunta avrebbe dovuto avere un'attenzione particolare e avendo, tra l'altro, chi in qualità di Assessore della programmazione di allora avrebbe potuto a suo tempo, dare un'interpretazione autentica dello spirito di quell'emendamento. Invece sentiamo che di volta in volta viene detto: "Abbiamo ottenuto il risultato di assegnare 20 milioni di euro alle zone interne, con un emendamento fatto da Capelli, Pittalis e Murgia!" Complimenti! Ma non sarebbe stato più lineare stanziare queste risorse nella legge finanziaria? Certamente non l'avrei potuto proporre io che sono all'opposizione! Potevate suggerire al vostro assessore Masala che mettesse qualche danaretto anziché poi dover correre voi ai ripari per dichiarare alla stampa: "Grande vittoria del centrodestra", cioè prima non si stanziano le risorse nella sede propria per far vedere che si ottengono poi. Così è stato il discorso sui PIT. Io credo, Assessore, e lo dico all'Aula, che noi non possiamo più accettare comportamenti di questa natura, che tendono semplicemente a buttare cortine di fumo. Addirittura ho sentito dire da qualche autorevolissimo collega del centrodestra della provincia di Nuoro, tra i quattro citati, ne mancava uno, che la colpa del fatto che le risorse dei PIT non sarebbero arrivate in provincia di Nuoro era di chi ha presentato quell'emendamento che l'onorevole Pittalis ha condiviso nella lettera e nello spirito e però poi è andato a dire: "La colpa è di Balia, Pirisi e gli altri che hanno proposto quell'emendamento". E' veramente assurdo! Noi crediamo che oggi quest'Aula debba fare giustizia e correggere quella scorrettezza veramente inaccettabile e quel danno nei confronti dei territori più poveri della nostra Isola.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 655 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio credito e assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio credito e assetto del territorio. Signor Presidente, si tratta di estendere, per quanto è possibile, la competenza relativa all'assistenza tecnica, con riferimento ai progetti PIT, anche alle province.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 673 ha facoltà di illustrarlo.

DETTORI (Gruppo Misto). Presidente, colleghi, sarò bravissima perché ho qualche difficoltà a parlare. Come potete vedere questo emendamento è stato proposto perché riteniamo che i GAL, con le dotazioni finanziarie che hanno, non siano in grado di svolgere la loro azione e che pertanto, essendo dei soggetti importantissimi per lo sviluppo locale, debbano essere incrementate le risorse destinate loro. Come potete vedere le risorse che noi proponiamo di stanziare sono in fondo modeste, ma garantirebbero il funzionamento dei GAL. Credo che sia anche nell'interesse degli amministratori regionali che i GAL vengano finanziati in modo che altri possano in realtà spendere al meglio le risorse che vengono loro assegnate.

Chiedo che venga preso in seria considerazione perché solo in questo modo riusciremo a fare proposte concrete capaci di utilizzare a pieno questi strumenti di programmazione dello sviluppo locale. Grazie.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 675 ha facoltà di illustrarlo.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, l'emendamento numero 675 ha lo scopo di integrare la norma contenuta nell'articolo 7 della finanziaria 2002, titolata "Interventi a favore degli enti locali", e in particolare il comma 1 che prevede, al fine di sostenere le autonomie locali nella valorizzazione delle risorse del territorio e nel soddisfacimento dei bisogni primari delle popolazioni, coerentemente con i principi di sussidiarietà e di decentramento, nonché per garantire l'efficacia e il raccordo tra la programmazione regionale e le esigenze locali, che: "L'Amministrazione regionale finanzia gli studi di fattibilità e le relative progettazioni inerenti a interventi di interesse locale nell'ambito della programmazione negoziata". L'emendamento numero 675 prevede di utilizzare le risorse che erano state allocate con la riserva prevista nello stesso articolo, non solo per gli studi e la progettazione, ma anche come quota di cofinanziamento degli interventi da parte degli stessi soggetti previsti nel medesimo articolo 7, che sono appunto i consorzi di comuni, le comunità montane e includendo non solo i comuni limitrofi, ma anche quelli viciniori. Credo che sia opportuno tra l'altro, in questo contesto, rimarcare l'inadempienza da parte della Giunta regionale perché l'articolo 7 faceva rimando ad una delibera della Giunta stessa, che avrebbe dovuto dettare i criteri per beneficiare di questi interventi, delibera che non è stata mai emanata da parte della Giunta regionale, per cui mi risulta che a tutt'oggi l'articolo 7 non abbia trovato alcuna attuazione e quindi non siano state impegnate, né tanto meno spese, le risorse previste. Pertanto con questo emendamento, con l'allargamento delle opportunità di utilizzo delle risorse previste nell'articolo 7, si vuole anche sollecitare la Giunta regionale a dare adempimento fornendo gli indirizzi agli enti che possono beneficiarne.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione su tutti gli emendamenti illustrati ha facoltà di parlare il consigliere Balletto.

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Signor Presidente, l'emendamento numero 114 non si accoglie; il numero 115 non si accoglie; l'emendamento numero 3 si accoglie; l'emendamento numero 609 non si accoglie; il numero 610 non si accoglie, così come gli emendamenti numero 596, 513, 673 e 675 mentre il numero 655 si accoglie. Presidente, scusi, poi può, avvalendosi degli Uffici, indicarci l'ordine di votazione?

PRESIDENTE. L'ordine di votazione è il medesimo che ha usato per esprimere il suo parere, perché i primi due emendamenti sono soppressivi parziali, i secondi due sono sostitutivi parziali, poi si vota l'articolo e infine tutti gli emendamenti aggiuntivi.

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Grazie.

PRESIDENTE. S'immagini. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio credito e assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio credito e assetto del territorio. Signor Presidente, relativamente agli emendamenti numero 114 e 115 su cui il parere è negativo, occorre fare qualche precisazione, nel senso che ritengo necessario illustrare il contenuto dei commi ai quali gli emendamenti si riferiscono. Ora il quarto comma dall'articolo 3 indica la possibilità, non l'obbligo, che la Regione Sardegna, nell'esercizio dell'attività relativa all'attuazione del POR, possa affidare il compito dell'animazione al BIC Sardegna. Cioè non stiamo parlando di un soggetto che arriva dal mondo extraterrestre, si tratta del BIC Sardegna, così come il quinto comma prevede la possibilità di affidare la gestione della misura 3.13 del POR al Consorzio 21, che è un ente strumentale della Regione; ambedue gli enti collaborano con la regione Sardegna e probabilmente hanno i requisiti per essere agenzie governative secondo le norme comunitarie. Ora, si dà il caso che questo Consiglio abbia votato una legge proprio sull'attribuzione della qualifica di agenzia governativa agli enti strumentali della Regione e agli enti regionali che ne facciano domanda e che abbiano i requisiti previsti dalla legge. E qualora questi enti o eventualmente altri enti avessero la qualità di agenzie governative è evidente che la Regione potrebbe affidare ad essi compiti di attuazione delle misure POR, perché è previsto dai complementi di programma, è previsto dal POR, quindi non vi è niente di allarmistico, niente di eclatante, in queste norme. Ora, piuttosto, spesso l'illustrazione degli emendamenti, che dovrebbe servire a far capire a chi ascolta il significato dell'emendamento stesso, la sua finalità, si trasforma, invece, in una discussione di tutto, tant'è che si ha l'impressione molte volte, questo lo dico soprattutto agli avvocati penalisti presenti in numero discreto in quest'aula, si ha l'impressione non di essere in un'aula consiliare, ma di essere quasi in un'aula di giustizia, perché si parla di illegalità, di illegittimità, di violazioni di legge a ogni piè sospinto.

Se la Giunta nell'esercizio delle sue funzioni viola le leggi, chiunque ha il diritto di ricorrere ai tribunali per fare annullare gli atti illegittimi, e se la violazione ha carattere penale sappiamo benissimo che c'è un'altra sede presso la quale agire in giudizio. Quindi questa non è una sede di giustizia è una sede in cui si fanno valutazioni politiche che sono sempre ben accette. Ora, l'emendamento numero 609, per quanto io comprenda lo spirito con il quale è stato presentato, tuttavia, a un'attenta valutazione - onorevole Cogodi, lei sa, per aver già sentito questo parere in sede di Commissione - non può essere accolto, perché la sostituzione delle parole "possono essere utilizzate", con le parole "sono utilizzate" significa vincolare comunque la somma a questo scopo. L'emendamento della Giunta numero 3, prevede l'utilizzabilità dei risparmi che sono stati realizzati nella gestione dei Gal, risparmi già accertati pari a 2 milioni e mezzo di euro e che già sono stati previsti nel bilancio, per le spese per l'attività svolta fino al 30 giugno che però sono pari a un milione di euro, mentre per il le spese di funzionamento relative al periodo successivo, come ben sa l'onorevole Dettori, che ha presentato un correttissimo emendamento, si provvede con le risorse del programma Leader Plus. Quindi, l'emendamento 609 non può essere accolto per questa ragione, non perché non ne comprendiamo lo spirito, ma perché creerebbe delle difficoltà perché imporrebbe l'utilizzazione non di 1 milione di euro ma di 2 milioni e mezzo di euro.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 610 occorre tener presente che in realtà il Consiglio nel momento stesso in cui la Giunta regionale adotta una deliberazione viene informato, perché le delibere non sono atti segreti, sono atti pubblici. Perché in questo caso non dev'essere data l'informazione alla Giunta nel senso richiesto dal proponente? Perché si tratta di un'attività di controllo di primo livello, e cioè di un'attività di natura schiettamente amministrativa, e il fatto che sia riferita al comma 1, che prevede lo stanziamento di 1 milione, non significa niente, perché bisogna che i proponenti ed anche gli altri sappiano che vige la legge 31, e sappiamo perfettamente tutti, e mi sorprende che persone che hanno fatto parte della Giunta, sia pure per sei mesi, in vigenza della legge 31, non si siano accorte che il potere di gestione non spetta alla Giunta e agli Assessori, ma ai dirigenti, e quindi sono loro che gestiscono le risorse regionali.

Per quanto riguarda le vicende di cui si occupano gli emendamenti numero 596 e 513 occorre sinceramente ristabilire un pochino la verità dei fatti. Io non ce l'ho con i consiglieri oristanesi e i nuoresi, non con quelli di maggioranza che sono stati indicati come rei di aver commesso o di voler commettere chissà quale danno nei confronti dei territori che rappresentano, né con coloro che hanno riportato questo argomento all'ordine del giorno, ma perché non siamo un pochino seri su certe cose? Il Pil che è stato valutato ai fini del mantenimento nell'Obiettivo 1 non è il Pil della provincia di Nuoro o di quella di Oristano, è il Pil della Sardegna, oh, benissimo! Allora, se il Pil della Sardegna, dell'intera Sardegna, è risultato inferiore al 75 per cento della media europea non è solo perché la provincia di Nuoro o di Oristano hanno un PIL inferiore al 75 per cento, ma anche perché nella provincia di Cagliari, per esempio, era al 76 per cento, perché il Sarrabus-Gerrei aveva un Pil di gran lunga inferiore a quello della provincia di Nuoro, perché quello del Goceano, in provincia di Sassari, era ancora al di sotto, e che facciamo lasciamo tutti questi territori senza niente? Non è possibile. E allora, destinare il 60 per cento delle risorse Pit a favore delle aree della provincia di Nuoro e di Oristano, cosa che è stata prevista dalla legge, è correttissimo, ma bisogna estendere questo beneficio, come dice la legge finanziaria del 2001, anche alle aree deboli delle altre province, perché se noi andiamo a guardare il tasso di disoccupazione sappiamo, per esempio, che la città di Cagliari ha un tasso alto, eppure non è è stata beneficiata perché abbiamo utilizzato anche il correttivo del PIL, cioè si è utilizzato un criterio che naturalmente è in via di applicazione, perché le annualità del 2000 sono state distribuite con il criterio della concorrenza tra territori, e quindi il risultato è stato che i PIT di alcuni territori hanno avuto l'approvazione e altri no. Ma le risorse del 2002 e del 2003 sono state attribuite nel rispetto integrale della norma che è prevista dalla legge finanziaria del 2001 che riserva a quei territori il 60 per cento di esse. Onorevole, si lasci guidare sotto questo profilo.

Per quanto riguarda quei due o tre punti in più che anche dalle notizie riportate dalla stampa vengono indicati a favore della provincia di Sassari, occorre ricordare che le risorse sono state assegnate non alle province, ma alle aree PIT, e si da il caso che in un'area PIT della provincia di Sassari sia compresa la città di Bosa che fa parte della provincia di Nuoro, quindi prima di dire che Sassari ha avuto di più, bisogna scorporare le risorse assegnate a Bosa ed attribuirle alla provincia di Nuoro, e vediamo che il dato riportato viene riequilibrato in quella direzione, perché i calcoli non vanno fatti per provincia ma comune per comune perché nelle aree PIT vengano considerati i singoli comuni.

Relativamente all'emendamento numero 673, chiedo scusa, Presidente, ma questo vorrei dirlo perché l'onorevole Dettori ha presentato un emendamento che è corretto dal punto di vista tecnico ed è positivo, però non può essere accolto, non perché non concordiamo sulla sua sostanza, ma perché è assorbito dall'emendamento numero 3 della Giunta, e quindi io pregherei l'onorevole Dettori di ritirarlo in quanto è compreso nell'emendamento 3 della Giunta.

Sull'emendamento numero 675, in questo momento devo dare il parere negativo, però, essendo un emendamento aggiuntivo, mi riprometto nel corso della discussione di approfondirne meglio i contenuti per vedere se non sia possibile modificare il mio orientamento prima del voto.

PRESIDENTE. In apertura dei lavori, avevo comunicato il congedo dell'onorevole Cappai che però è ora presente, pertanto quel congedo vale per alcune ore.

Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (Gruppo Misto). Io, come altri colleghi di opposizione, e per la verità qualcuno anche di maggioranza, in vari momenti, in questi anni, abbiamo sostenuto l'esigenza di potenziare i sistemi di monitoraggio, di certificazione e di rendicontazione della spesa, pertanto devo dire che il primo comma dell'articolo 3 è uno di quei punti della finanziaria su cui si può discutere e che potrebbe anche rappresentare, con adeguate intese sugli indirizzi relativi alla sua attuazione amministrativa, un argomento di convergenza tra la maggioranza e l'opposizione.

Dell'articolo 3 però ci sono 2 commi, invece, in particolare il quarto e il quinto, che suscitano perplessità abbastanza serie, per motivi che non sarà nemmeno necessario illustrare più di tanto perché si evincono immediatamente dalla lettura del testo. Nel comma 4 si stanzia una certa somma a favore del Centro Europeo d'Impresa Innovazione - B.i.c. Sardegna, per finalità che andrebbe dimostrato che rientrino nelle attuali competenze di questo organismo; io ho i miei dubbi e quindi non sarei d'accordo sull'approvazione del comma quattro.

Il comma quinto estrapola una misura del Por Sardegna e dice "l'affidiamo al Consorzio 21", è una logica che non mi convince per cui, a mio avviso si dovrebbe fare una distinzione netta tra i diversi commi; come ho detto sul primo si potrebbe, con opinioni magari differenti, discutere seriamente, mentre i commi quarto e quinto, invece, non si pongono diciamo su un terreno coerente con gli indirizzi di una gestione efficace e saggia delle finanze pubbliche.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SANNA SALVATORE

(Segue SCANO.). Ho preso, però, la parola per dire anche qualcosa, brevemente, sugli emendamenti numero 3 della Giunta e 673, prima firmataria Ivana Dettori, per dire questo: io, Assessore, la ringrazio per le espressioni che ha avuto di attenzione verso l'emendamento 673, personalmente ritengo però che non sia giusto dire che l'emendamento 3 assorbe l'emendamento 673, perché mentre l'emendamento 3 fa esplicito riferimento all'utilizzo delle economie di spesa realizzate sul programma Leader II '94/'99 nell'ambito degli adempimenti di rendicontazione e di chiusura dello stesso, il numero 673 fa riferimento invece al programma Leader plus, quindi non sono esattamente la stessa cosa. Pertanto la pregherei, Assessore, di riservare ancora qualche attenzione a questo emendamento perché la riflessione che sta alla base del 673 è questa: i Gal che cosa sono? Sono delle agenzie per lo sviluppo locale che attraversano delle difficoltà nei periodi di transizione da un programma comunitario all'altro, e che qualora, come in altri stati ed anche in altre regioni italiane dove operano i programmi Leader, si ritenga di adottare una linea di sostegno e di potenziamento delle reti delle agenzie di sviluppo locale, i Gal, appunto, potrebbero essere sostenuti al di là del singolo programma perché siano nel territorio presidio, punto di riferimento, strutture per le politiche dello sviluppo locale. Questo è il senso dell'emendamento 673 che, quindi, sia come ispirazione, che anche per la previsione di ulteriori finanziamenti che potrebbero essere loro destinati, va oltre l'emendamento numero 3.

Io insisto sul fatto che i Gal come altre forme di attivizzazione ed organizzazione delle strutture locali possono rappresentare nel territorio, oltre il singolo programma comunitario, un importante attore e fattore dello sviluppo locale. E, quindi, credo che l'accoglimento dell'emendamento 673 metterebbe i Gal della Sardegna nella possibilità di funzionare positivamente anche per fini di interesse generale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Siamo in sede di discussione dell'articolo 3 e dei relativi emendamenti e quindi io mi appresto ad esprimere alcune valutazioni di ordine complessivo, rinviando al momento dell'esame dei singoli emendamenti, che poi si riferiscono ai diversi istituti che sono contenuti in questo articolo 3, alcuni elementi di specificazione, se non proprio di approfondimento. Ma questo articolo 3, pur esso, è indicativo di quella particolare configurazione che ormai assume la finanziaria regionale - cosa che da ogni parte è criticata, anche da componenti importanti della stessa maggioranza, e che però rimane ugualmente praticata dalla maggioranza - cioè quella di essere chiamata a svolgere il ruolo di una sorta di convoglio su cui si caricano tutti i bagagli che partono per tutto il mondo, invece di pensare che la Regione avendo il Consiglio quale organo legislativo debba partitamente, argomento per argomento, quelli più rilevanti, procedere all'esame di leggi che disciplinino ciascun settore o ambito.

Questo articolo 3 è un esempio preclaro di questo tentativo di caricare sul treno che passa, che è la finanziaria, tutte le merci possibili ed immaginabili, anche quelle che hanno una destinazione diversa da quella del treno che passa. Alcuni colleghi parlano spesso di sussulto di dignità, badate, colleghi, di stare attenti al sussulto che vi muove, ed anche alla dignità che invocate perché se c'è un modo di far valere la propria dignità da parte di un organo legislativo è quello di essere geloso delle proprie prerogative e di svolgere il ruolo che è chiamato a ricoprire. Io non so quanti - non voglio offendere nessuno, neppure, come dire, col pensiero leggero, io immagino e vorrei sbagliare - non so quanti colleghi comprendano qual è per esempio il significato, la portata di questo articolo 3, alcuni lo sapranno ma la gran parte no e voteranno per atto di fede, ma quanta fede meritano questa maggioranza e questa Giunta! si finisce per dire: "siamo in maggioranza noi e quindi dobbiamo votare", ma sapete che cosa state votando? Se si facesse un interpello semplice, minimo, anche per quiz, per chiedere che cosa significano alcune norme previste in questo articolo, io sono sicuro che la gran parte non saprebbe rispondere; io credo che anche il collega Corona che è molto attento a queste cose, non abbia neanche - come dire - approfondito bene il tema. Così penso, me ne scuso, mi piacerebbe se non fosse così, perché vorrei che lo capisse, anche lui lo voterebbe. Dico questo, e non sembri una battuta polemica, perché non è facile comprendere i meccanismi attraverso cui si compone una finanziaria di tal fatta e tutto quello che è contenuto in questo articolo 3.

Siccome il tempo a mia disposizione è quasi scaduto, mi riferirò principalmente al richiamo che in questo articolo si fa con il comma quarto e con il comma quinto a due organismi regionali, il B.i.c. Sardegna e il Consorzio 21, che non sono marziani, non sono esseri extraterrestri, dice l'Assessore del bilancio, no, sono abbastanza terrestri, però, hanno delle finalità che sono definite nei loro statuti e nella legge che ha definito i loro compiti e le loro funzioni e voi con questo articolo 3 attribuite a questi organismi, a suo tempo disciplinati con leggi che li hanno inseriti nell'insieme dell'ordinamento regionale per determinati fini e con determinati compiti, non solo altri danari, e quanti lo vedremo subito, ma anche altri compiti. Senza aver messo mai in discussione l'utilità di cambiare la loro natura di enti strumentali della Regione, in base a quella tendenza, che poi è un vizio, di volere, come dire, dare a tutti un po', per cui nessuno più in questo mondo, neppure nel mondo politico istituzionale della Regione, fa il suo mestiere e quando nessuno è chiamato a fare il suo mestiere è chiaro che nessuno è tenuto neanche a rispondere se le cose le fa bene o le fa male.

Non c'è il tempo per divagare, faccio un cenno. Io ricordo che qualche anno fa fu finanziato en passant un consorzio, una cooperativa, non so, una società, che doveva specializzarsi nel definire le previsioni del tempo a vantaggio delle colture agricole, cioè interpretare le previsioni meteorologiche a vantaggio degli agricoltori. Sapete cosa è diventato quell'organismo che doveva interpretare le previsioni meteorologiche a vantaggio degli agricoltori? E' diventato un altro ente che fa previsioni meteorologiche e che compete - come potrà competere mai? - che comunque fa previsioni meteorologiche così come le fa l'Aeronautica Militare. Tant'è che ci sono alcuni giornali ed emittenti locali, che pubblicano le previsioni meteorologiche di un consorzio pagato dalla Regione; in finanziaria ogni anno si stanziano miliardi, e che c'entra più l'agricoltura, mi domando io? Che c'entra più l'esplicazione di quella funzione, come dire, che sembrava buona? La tendenza attuale è che tutti debbano fare di tutto, non c'è più specializzazione, non c'è più divisione di compiti, quindi non c'è più nemmeno ordine e non c'è più neppure controllo vero, reale e possibile.

Così fate voi in questo articolo a proposito del B.i.c. Sardegna, che era nato per essere l'incubatrice d'impresa. Esistono un sacco di strumenti ma nessuno di noi si è mai spaventato se esistono diversi strumenti, perché diversi sono anche i compiti cui attendere in una società organizzata e complessa com'è la società moderna per cui non bastano pochi strumenti factotum, ma ne servono diversi a condizione che ognuno faccia il suo mestiere. Ora il B.i.c. era nato come incubatrice di impresa, cioè doveva essere un luogo protetto dove l'imprenditore bravo, capace, promettente, veniva in qualche modo tutelato, allenato per essere poi immesso in campo aperto, cioè doveva essere un po' allevato in serra per poi affrontare una volta cresciuto, come dire, l'inclemenza del tempo e del mercato, nel quale si sarebbe dovuto misurare. Quel B.i.c. è diventato un'altra cosa, magari sono rimaste le stesse lettere iniziali, si sono aggiunte altre connotazioni, adesso con questo comma 4 diventa ente di animazione ed assistenza tecnica a supporto del sistema locale. Il Bic non ha questo tra suoi fini istituzionali; ci sono altri enti, altri istituti, altri uffici che possono avere questo compito, ma l'animazione e l'assistenza tecnica e il supporto al sistema locale non rientra tra le funzioni che il BIC può essere chiamato a svolgere. E però voi dite: tre miliardi al Bic per fare una cosa che non dovrebbe fare, per cui non è specializzato, per cui non è attrezzato e però stanziate tre miliardi per fargli fare una cosa che quell'ente non dovrebbe fare, ma glieli date perché magari è diretto da qualcuno che dice: "voglio soldi anch'io", per qualcuno intendo non una persona, ma una parte politica di riferimento.

Nello stesso modo il comma quinto, enuncio solo la questione, attribuisce funzioni e risorse al Consorzio 21. Su questo torneremo quando si discuterà dei singoli emendamenti, perché badate affidare l'attuazione e le relative risorse della misura 3.13 del Por Sardegna 2000-2006 al Consorzio 21 vuol dire affidare al Consorzio 21 la bellezza, se andiamo alle tabelle, di 82 milioni e rotti di euro, cioè 160 miliardi, per competenze che non ha. Enuncio solo il titolo perché torneremo sui 160 miliardi che si affidano ad un ente che ha un'altra finalità, quella di fare assistenza alle imprese, e non ha affatto quella di attuare la misura 3.13 del Por. Qui c'è lo stravolgimento di ogni cosa ed ecco perché siamo costretti a discutere nel merito questa finanziaria, siamo obbligati a farlo e lo faremo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis che non è presente in Aula. Il suo sarebbe stato l'ultimo intervento. Prego onorevole Capelli. Su che cosa chiede di parlare?

CAPELLI (U.D.C.). Sull'argomento in discussione.

PRESIDENTE. Le iscrizioni alla discussione sull'articolo erano già chiuse.

Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Chiedo il voto segreto sull'emendamento 114.

PRESIDENTE. E` stato chiesto il voto segreto sull'emendamento 114. Onorevole Pittalis, su che cosa vuole intervenire?

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Sull'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Siamo in sede di votazione.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Chiedo scusa ai colleghi, l'onorevole Pittalis sta interloquendo con il Presidente.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Presidente, io mi ero iscritto a parlare.

PRESIDENTE. L'ho chiamata, onorevole Pittalis, ho atteso anche qualche secondo e lei non è arrivata.

PITTALIS. (F.I.-Sardegna). Lo so benissimo, infatti intervengo sull'ordine dei lavori, perché io ho chiesto al Presidente che l'ha preceduta quanti interventi risultavano prima del mio, risultavano iscritti altri colleghi, ero qua proprio nelle adiacenze dell'Aula, quando si verifica che alcuni oratori rinuncino ad intervenire, quanto meno, si dia il tempo di poter arrivare in Aula. Quindi, chiedo Presidente, prima che si voti, di poter svolgere il mio intervento perché ritengo che sia assolutamente nei termini.

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, io comprendo le sue ragioni, l'ho chiamata regolarmente ad intervenire, non è responsabilità della Presidenza se dei consiglieri iscritti a parlare rinunciano a svolgere il loro intervento. Lei non può far carico di questo tipo di responsabilità a questa Presidenza; per cui adesso non posso concederle di intervenire perché siamo in fase di votazione.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento 114.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 78

Votanti 78

Maggioranza 40

Favorevoli 43

Contrari 35

(Il Consiglio approva).

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda, sulle modalità di votazione. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Chiedo il voto segreto sull'emendamento 115.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento 115.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 77

Votanti 77

Maggioranza 39

Favorevoli 38

Contrari 39

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento sostitutivo parziale numero 3. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 609. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Non riesco a capire perché non possa essere accolto l'emendamento 609, dal momento che, come anche l'assessore Masala ha sostenuto, sono state stanziate le risorse; nell'emendamento 3 c'è scritto: "Possono essere utilizzate", i colleghi chiedono che venga scritto "sono utilizzate", siccome le risorse servono per le finalità indicate, chiedo che l'emendamento 609 sia accolto.

PRESIDENTE. Onorevole Marrocu, l'onorevole Assessore ha spiegato i motivi per i quali la Giunta ritiene di non dover accogliere questo emendamento; non possiamo adesso, in fase di votazione, riaprire la discussione su questo punto.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Una breve dichiarazione di voto per richiamare il concetto che poc'anzi il collega Marrocu, credo ugualmente in sede di dichiarazione di voto, ha esposto, e cioè che posto che ci sono delle risorse che si dice, e su questo si può anche convenire, che siano utili ad una certa finalità, che poi sono risorse - come dire - che risultano dal mancato utilizzo precedente per le stesse attività, perché questa dizione "possono"? Ecco "il possono" introduce sempre un elemento di discrezionalità per cui se la condizione è favorevole, se la persona ha i capelli neri e ricci e non rossi e lisci, la Giunta può usare quelle risorse; se si verifica il contrario può non utilizzarle. Dire che si utilizzano vuol dire che si utilizzano, ovviamente, nei limiti delle utilità e della funzionalità, sennò siccome sono economie rimarranno nelle economie, cioè verranno prima o poi riassunte dalla Regione per le sue finalità complessive. Ma se si tratta di utilizzare delle economie di spesa per delle finalità precise, allora si dica che "devono" perché così ognuno che ha titolo ad attingere a quelle risorse sa che vi può attingere; il "possono", così come tutti i "possono" successivi sui quali torneremo, ivi compreso il "possono" dei troppi miliardi al Consorzio 21, di cui poi diremo, per l'attuazione della misura POR, i "possono" in materia come dire così delicata soprattutto di uso delle risorse, in cui la certezza delle procedure, la certezza dei diritti è fondamentale, sono da evitare. L'Assessore può avere detto quello che lui ritiene di dover dire o non dire, per legittimare la possibilità di avere un ulteriore ambito di discrezionalità nell'uso delle risorse. Noi, però, insistiamo, voteremo in modo palese, chiediamo un piccolo segno, non so come dire, quasi di maturità politica; il Consiglio, non è che si stravolge nulla, può dire: queste sono economie che possono sì essere utilizzate, ma se sono utili, si utilizzino; quindi non più la discrezionalità, ma la certezza della direzione di spesa e quindi dell'utilizzazione per quella finalità, in questo modo c'è una garanzia, chi ha titolo farà richiesta ed otterrà soddisfazione alla sua richiesta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Io oggi non sono intervenuto, chiedo al collega Masala di valutare con una maggiore attenzione prima di dire di no, perché il voto su questo emendamento lo considero in linea con quello che abbiamo espresso noi prima. Sull'emendamento della Giunta i colleghi della maggioranza hanno votato a favore, i colleghi dell'opposizione non hanno votato contro. Ossia c'è stato un atteggiamento di non contrarietà su un punto che si riteneva utile per l'insieme delle cose che abbiamo detto, per cui chiedo al collega assessore Masala di adottare lo stesso comportamento che abbiamo tenuto noi sull'emendamento precedente.

Voglio dire, in termini diversi, che mi pare un errore bocciare questo emendamento; mi sembra un contributo utile per la gestione di queste eventuali risorse, quindi, rivolgendomi all'Assessore lo dico anche ai colleghi della maggioranza, facciamolo passare se volete con il voto dei proponenti del centrosinistra, però è un errore bocciarlo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Approfitto della cortesia del Presidente per chiarire ulteriormente il pensiero della Giunta su questo argomento, per cercare di intenderci sui termini, perché io sono convinto che se si approccia l'argomento con spirito costruttivo il discorso cambia, perché due più due fa quattro per tutti e non c'è possibilità di errore! Il senso dell'emendamento numero 3 che è stato approvato è di utilizzare una parte, e solo una parte, delle economie realizzate. Infatti se noi leggiamo il testo dell'emendamento nel contesto complessivo della manovra e cioè andiamo a guardare le poste di bilancio, vediamo che abbiamo inserito in entrata 2 milioni e mezzo, le economie, ed in uscita 1 milione, perché dobbiamo spendere nei limiti di 1 milione. Quindi, quando noi diciamo "possono essere utilizzati", intendiamo dire che le economie di spesa possono essere utilizzate per le finalità che abbiamo indicato "nei limiti di". Ora, se noi ne facciamo una questione di lana caprina ed usiamo la parola "sono utilizzate " anziché "possono" nel senso che sono utilizzate nei limiti del milione, è chiaro che stiamo dicendo la stessa cosa. Per cui il discorso mi sembra addirittura...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi per cortesia non è possibile proseguire in questo modo!

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ora, poiché non tutto quello che viene detto qua viene utilizzato dagli interpreti, perché il parere e l'opinione delle commissioni, i resoconti dei lavori d'aula, noi lo sappiamo, sono utili per l'interpretazione, ma molte volte di fronte al freddo testo, la legge si interpreta in modo rigorosamente letterale, ed allora il rischio che noi riteniamo si possa verificare in futuro è che l'interprete possa intendere la norma nel senso di dover utilizzare tutte le risorse per quella finalità, mentre noi intendiamo limitarle alla copertura delle sole spese effettivamente sostenute sulla base delle relazioni e delle valutazioni che sono state fatte agli uffici competenti.

Quindi, onorevole Cogodi, stiamo dicendo la stessa cosa con parole diverse, solo che io mi preoccupo dell'attuazione della norma e non vorrei che qualche zelante funzionario, non dico domani, magari dopodomani o fra un anno, nell'interpretare questa norma pensi di poter soddisfare richieste che invece non hanno diritto di essere soddisfatte, perché poi c'è sempre il rischio che si presenti successivamente un rendiconto perché ci si era dimenticati di inserire alcune spese e siccome i soldi ci sono, allora, sì, l'Assessore o la Giunta sono autorizzati a dire: "tanto i soldi ci sono, glieli diamo lo stesso", perché in realtà è questo che si verificherebbe! Mentre noi vogliamo dire: questo è il tetto, perché l'abbiamo accertato.

Io credo che onestamente possa essere tranquillamente ritirato l'emendamento, onorevole Cogodi, gliel'ho detto anche in Commissione, perché stiamo dicendo tutti e due la stessa cosa, perché noi due vogliamo la stessa cosa però non siamo certi, né lei né io, che domani a seconda della formula che si usa qualcuno non possa accampare dei diritti che noi riteniamo in questo momento non debba avere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (La Margherita-D.L.). Presidente, anche a proposito dell'argomento in discussione vorrei fare solo una brevissima considerazione per dire che il Consiglio è chiamato a votare stanziamenti per animazione economica prevista dal Por, d io mi chiedo che cosa sia l'animazione economica, poi cerchiamo di investire di tali funzioni il bic, anche se quel comma è stato soppresso, e di altre il Consorzio 21, è possibile che la Giunta faccia un po' il punto su tutti gli enti che devono fare animazione economica, promozione industriale, sulle finanziarie regionali e le sub finanziarie regionali, e ci dica quanto ci costano? Io faccio notare all'Assemblea, senza polemiche e molto serenamente, che insomma ci troviamo a votare consulenze, incarichi, finanziamenti a questi enti, Bic e Consorzio 21 per fare attività di assistenza, di promozione, ma che c'entra tutto questo? Allora, siccome i soggetti beneficiari di queste attività di promozione dovrebbero essere gli imprenditori e gli enti locali, chiedete agli imprenditori se sono d'accordo che i soldi pubblici siano spesi per questo genere di attività di promozione e di assistenza. Chiedete agli enti locali se sono d'accordo che i soldi pubblici siano spesi per questo tipo di animazione! Secondo me stiamo gonfiando il bilancio con queste provvidenze, ogni tanto c'è da finanziare una nuova iniziativa o un po' di consulenza, o un po' di assistenza e poi si stanziano i fondi per un ente o per un altro ente, ma il bilancio della Regione sta andando in spese che non si capisce come qualificare, ma sicuramente non sono produttive, sicuramente non sono gradite visto i pareri che sono stati dati dalle forze produttive, dagli enti locali e dalle organizzazioni sociali. Santa Maria, facciamo quanto meno il punto della situazione!

E poi dite che la spesa sta lievitando, probabilmente la riqualificazione, la bonifica del bilancio passa anche attraverso una verifica di queste risorse; lo dico qua sommessamente, senza polemiche, valutatelo, ma è possibile che ogni volta che c'è un'iniziativa ci debba essere un nuovo stanziamento, se la Giunta facesse il conto dei soldi che stiamo spendendo per queste cose, io credo che tutti quanti saremmo grati alla Giunta prima di tutto perché ci informerebbe, in secondo luogo probabilmente ci porremmo tutti il problema di come asciugare e ridurre queste spese. Non mi sembra che questo sia un modo molto produttivo di impegnare le risorse pubbliche, lo abbiamo detto, lo ripetiamo, aspettiamo anche che ci siano risposte adeguate da parte della Giunta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Tanto per essere molto chiari, assessore Masala, non stiamo dicendo la stessa cosa; noi con l'emendamento 609 intendevamo dire esattamente quello che abbiamo detto, nel senso che noi sapevamo benissimo che le disponibilità finanziarie assommano a più di 1 milione di Euro, così come riteniamo che per l'azione da voi proposta attraverso l'emendamento numero 3 che modifica il comma 6 dell'articolo 3, sia necessaria una somma superiore a 1 milione di Euro; ecco perché noi riteniamo che si debba cambiare quel termine, perché se lo cambiamo, diamo certezza di diritto a tutti quei soggetti che hanno svolto attività per le finalità indicate in legge, mentre nell'emendamento da voi proposto, i fondi si possono utilizzare sino a concorrenza della cifra indicata. Voi dite "no", "basta 1 milione di Euro", "noi più di 1 milione di Euro non diamo". Constatiamo che siamo in disaccordo, voi dite una cosa, noi ne diciamo un'altra, dico questo per essere molto chiaro, altrimenti sembrerebbe che non ci capiamo, invece ci capiamo bene, c'è una parte del Consiglio che privilegia queste azioni, c'è la Giunta e un'altra parte del Consiglio cui sembra, invece che queste azioni non debbano essere privilegiate o considerate un po' di più di quanto voi le considerate. Non ci rimane che votare questo emendamento e vedere l'esito della votazione. Per cui io chiedo la votazione nominale di questo emendamento.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri COGODI, MANCA, PUSCEDDU, IBBA, PIRISI, DETTORI, MORITTU.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, io approfitto adesso visto che prima non ha avuto modo di dire una parola nonostante fossi iscritto a parlare, però in quest'Aula ci sono tante occasioni per parlare, dire e fare cose anche poco produttive. Ovviamente voterò contro questo emendamento, ma utilizzo strumentalmente questa occasione in quanto ho da dire qualcos'altro. Su questo argomento mi sembra che nel centro sinistra si siano divisi le parti e si continui a parlare di consulenze; adesso è stato tirato fuori un altro argomento, quello degli enti, perché bisogna cancellare o riformare gli enti della Regione. Sicuramente si arriverà a parlare, per quanto siano argomenti insignificanti, delle macchine blu e di altri sprechi che fanno parte della vita quotidiana della pubblica amministrazione e che sono argomenti da campagna elettorale più che da finanziaria. Una campagna elettorale che è decisamente partita da molto lontano e che non si sta arricchendo di argomenti interessanti; si vuole provocare la rissa ed io spero che i colleghi, anche quelli che poco fa hanno votato stupidamente contro approfittando della votazione segreta, facendo esercizio di bassa politica, non cedano volgarmente allo scontro e alla rissa con i colleghi del centro sinistra. Si è discusso tanto del Consorzio 21, abbiamo bocciato la norma sui BIC, probabilmente tutte azioni che tendono a provocare delle reazioni in modo particolare dei gruppi di centro, che invece continuano a fare politica; per cui i poveracci che utilizzano il voto segreto, e parlo della componente del centro destra che sta abusando di questo mezzo, non riusciranno a provocare in noi una reazione contro il Presidente Pili e contro questa Giunta. Magari anche alcuni componenti della Giunta tentano di provocare questa reazione, non sapendo magari premere il tasto giusto, ma noi continuiamo a perseguire un progetto politico, all'occasione sapremo reagire anche a voto palese, perché apparteniamo ad un partito di governo, un partito che ha senso di responsabilità. Riusciremo a dimostrare e ad argomentare le ragioni del nostro dissenso su alcune scelte che non condividiamo ma per senso di responsabilità che ci deriva dal fatto che facciamo parte di una coalizione, dove non si può essere sempre tutti d'accordo, si può essere anche minoranza in una dialettica politica interna, spiegheremo le nostre ragioni ma poi voteremo sicuramente contro in modo palese o a scrutinio segreto. Si vuole ovviamente provocare una reazione da parte nostra; avverto subito che la reazione non ci sarà, o meglio ci sarà nei termini che ho poc'anzi esposto. Quando invece anche i colleghi di questa coalizione, di questa maggioranza, vorranno parlare di politica e confrontarsi sulla politica, sia che siedano sui banchi della Giunta, sia che siedano sui banchi del Consiglio, noi siamo sempre pronti a parlarne, ovviamente non siamo pronti a perdere del tempo con delle stupidaggini!

Torniamo al discorso di prima. Non va bene niente, anzi si dice che abbiamo perso tempo. Ho visto che l'onorevole Pirisi legge molto attentamente la rassegna stampa, ha anche spiegato con delle argomentazioni valide perché la provincia di Nuoro e la provincia di Oristano dovrebbero beneficiare di qualche finanziamento in più da parte della Regione Sardegna; io condivido alcune argomentazioni, condivido un pochino meno alcune spiegazioni, assessore Masala, che lei ha portato, che non mi sembra siano proprio in linea con quanto è successo a proposito della permanenza della Sardegna nell'obiettivo 1, ma questa è una mia libera interpretazione. Però, questa Giunta e questa maggioranza, nonostante tutto, sono riuscite a fare qualcosa, quelli che lavorano in questa maggioranza o che ci stanno provando in qualche modo e soprattutto quelli che lo sanno fare. Perché nella stessa rassegna stampa, vede onorevole Pirisi, lei potrà leggere che i disoccupati sardi...

PRESIDENTE. Concluda onorevole Capelli.

CAPELLI (U.D.C.). Prenderò la parola sul prossimo emendamento.

PRESIDENTE. Avrà sicuramente l'opportunità di farlo.

Ricordo ai colleghi che siamo in fase di votazione sull'emendamento 609, Cogodi - Ortu - Vassallo, su questo emendamento è stata chiesta la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico dell'emendamento numero 609.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 74

Votanti 74

Maggioranza 38

Favorevoli 32

Contrari 42

(Il Consiglio non approva).

Mettiamo in votazione l'articolo 3.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita - D.L.). Chiedo il voto segreto.

PRESIDENTE. Sull'articolo 3 è stato chiesto il voto segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'articolo 3.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 76

Votanti 76

Maggioranza 39

Favorevoli 37

Contrari 39

(Il Consiglio non approva).

Gli emendamenti aggiuntivi numero 610, 596 513, 655, 673, 675 sono decaduti.

Si dia lettura dell'articolo 4.

ORTU, Segretario:

Art. 4

Recupero dei fondi di rotazione

1. È disposto, nell'anno 2003, il versamento in conto entrate del bilancio regionale della somma di euro 41.800.000 proveniente dai sottoelencati fondi di rotazione (UPB E03.031 - Cap. 36103):

a) euro 1.500.000 dal fondo destinato alla trasformazione delle passività agricole di cui all'articolo 40 della legge regionale 7 maggio 1981, n. 14, costituito presso il Banco di Sardegna S.p.A.;

b) euro 4.300.000 dal fondo per la concessione di provvidenze a favore delle imprese di navigazione, di cui alla legge regionale 15 maggio 1951, n. 20, costituito presso la Banca CIS S.p.A.;

c) euro 6.000.000 dal fondo per la concessione di prestiti di esercizio a favore delle medie imprese industriali, di cui alla legge regionale 18 maggio 1957, n. 23, costituito presso la Banca CIS S.p.A.;

d) euro 20.000.000 dal fondo per la concessione di provvidenze alle imprese artigiane, di cui all'articolo 10 della legge regionale 19 ottobre 1993, n. 51, costituito presso l'Artigiancassa;

e) euro 4.000.000 dal fondo per la concessione di provvidenze all'artigianato sardo di cui alla legge regionale 21 luglio 1986, n. 40, costituto presso la Banca CIS S.p.A.;

f) euro 6.000.000 dal fondo per la tutela dei livelli occupativi nel settore industriale, di cui alla legge regionale 10 dicembre 1976, n. 66, costituto presso la Banca CIS S.p.A..

2. Al recupero dei fondi provvede l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

PRESIDENTE. All'articolo 4 sono stati presentati gli emendamenti numero 419 soppressivo totale; 420 e 603, uguali, 421 e 422 soppressivi parziali; 657 modificativo. Se ne dia lettura.

ORTU, Segretario:

Emendamento soppressivo totale Falconi - Spissu - Demuru - Pirisi

Art. 4

L'articolo 4 è soppresso. (419)

Emendamento soppressivo parziale Falconi - Spissu - Demuru - Pirisi

Art. 4

La lettera d) del comma 1 è soppressa. (420)

Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Dore - Selis - Secci - Biancu - Granella - Giagu

Art. 4

Il punto d) dell'art. 4 comma 1 è cassato. (603)

Emendamento soppressivo parziale Falconi - Spissu - Demuru - Pirisi

Art. 4

La lettera e) del comma 1 è soppressa. (421)

Emendamento soppressivo parziale Falconi - Spissu - Demuru - Pirisi

Art. 4

La lettera f) del comma 1 è soppressa. (422)

Emendamento modificativo GIUNTA REGIONALE

Art. 4

Recupero dai fondi di rotazione

Nel comma 1 l'importo di euro 41.800.000 è sostituito con quello di euro 47.800.0000 ed è inserita la seguente lettera:

d) Euro 6.000.000 dal fondo per la concessione degli incentivi a favore delle piccole medie imprese di cui alla legge regionale 21/93 art. 1, costituito presso la Banca CIS S.p.A..

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB E03.031

Anno 2003 euro 6.000.000

UPB S03.002

Anno 2003 euro 6.000.000. (657)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Falconi per illustrare l'emendamento numero 419.

FALCONI (D.S.). Anch'io tornerò sugli argomenti trattati nella discussione del precedente articolo perché sono state fatte alcune affermazioni interessanti, le ha riprese poco fa il collega Capelli, avremo modo nel proseguo della discussione di approfondire il discorso su chi lavora seriamente nella maggioranza e nell'opposizione e chi lavora in modo meno serio.

Avremo modo di ritornare su quegli argomenti, intanto prendiamo atto del fatto che con la caduta dell'articolo 4 sono decaduti anche i relativi emendamenti aggiuntivi...

PRESIDENTE. Onorevole Falconi, si riferisce all'articolo 3; dell'articolo 4 stiamo iniziando a discutere adesso.

FALCONI (D.S.). Dell'articolo 3, dicevo, quegli argomenti li riprenderemo magari presentando emendamenti agli emendamenti. Ma questo argomento non è adesso all'ordine del giorno, io vorrei esporre i motivi che ci hanno indotto a presentare un emendamento soppressivo dell'articolo 4.

Ho già detto in Commissione e non ho difficoltà di ribadirlo in Aula, che da sempre, soprattutto dal 1997, i fondi di rotazione sono diventati per tutte le Giunte, e quindi sto parlando delle Giunte di centro sinistra della scorsa legislatura e delle Giunte di centro destra di questa legislatura, una sorta di riserva di cassa che all'occorrenza le varie Giunte hanno utilizzato. Nel 1997 l'allora assessore Antonio Sassu raschiò dai 1200 miliardi in dotazione dei fondi di rotazione giacenti presso le banche, qualcosa come 450 miliardi di vecchie lire. Via via negli anni quella somma si andò assottigliando sino ad un residuo veramente inconsistente. Questo articolo ci propone, nonostante questo, di raschiare una ulteriore somma dalla pentola dei fondi di rotazione giacenti presso le banche destituiti dalle leggi di sostegno che la Regione Sardegna, nel corso di questi decenni, ha fatto. Di per sé l'attingere le somme da leggi che non sono operative non è sbagliato, anzi è assolutamente corretto, perché se voi andate a verificare nell'articolo 4 sono indicati fondi le cui somme vanno assolutamente riutilizzate, perché sono previsti da leggi non operative; non operative significa che quelle leggi o sono superate o non sono state notificate all'Unione europea e comunque sono superate da altre leggi molto più aggiornate, mi riferisco alle legge 23 del 1957 sul credito per le scorte che prevedeva l'erogazione di mutui alle imprese. I ratei dei mutui erogati stanno rientrando in quei fondi di rotazione e, quindi, o vengono utilizzati o altrimenti restano a disposizione della banca che li gestisce.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi, non ci possono essere tre riunioni in contemporanea in quest'Aula. Vi invito a prendere posto.

FALCONI (D.S.). Comprendiamo l'amarezza ma dobbiamo andare avanti e tentare di cassare anche l'articolo 4, Presidente, con l'emendamento soppressivo che noi abbiamo predisposto! Alcuni fondi devono essere assolutamente rivisti e riprogrammati; ma come intendiamo noi questa programmazione? Per esempio ho citato la legge numero 23 del 1957 che fino a qualche anno fa era usata dal mondo imprenditoriale ed era anche particolarmente efficace, finanziava il credito scorte delle imprese che di scorte avevano bisogno, dava sotto forma di mutuo a tasso agevolato la possibilità di approvvigionarsi di materia prima. Questo beneficio non c'è più. E` previsto nel Testo Unico che il centro sinistra ha presentato all'inizio della legislatura e che giace ancora nei meandri di questo Consiglio regionale, non discusso dai colleghi del centro destra, non si capisce neanche in questo caso per quale motivo! Quella buona legge non è più utilizzata, però esiste il fondo per cui quel fondo va riprogrammato. Ciò significa che le relative risorse vanno riutilizzate per le stesse finalità; questo discorso non può essere valido per nessuna delle leggi non notificate dalla Regione Sardegna alla Comunità Europea. In questo modo, però, si perdono via via nel tempo alcune azzioni efficaci a favore dell'impresa, a favore del mondo della produzione, e non si recuperano con altre leggi, non solo non si recuperano in termini legislativi ma le relative risorse vengono riutilizzate per altre finalità; in questo caso stiamo togliendo al mondo delle imprese altri 80 miliardi di lire, raschiando da quel barile, per destinarli ad altro. Ma non è questa la cosa più grave che io voglio sottolineare, assessore Masala e Presidente Pili, voi non attingete solamente da fondi di rotazione previsti da leggi non operative, voi attingete anche da fondi di rotazione di leggi che sono operative, come la legge 51, o addirittura come legge 66 che dopo due o tre anni di inattività è stata riapprovata dalla Commissione Europea qualche mese fa. Cioè, togliete risorse a leggi per le quali sarebbero invece necessari ulteriori finanziamenti! Togliete tra l'altro una cifra abbastanza consistente dai fondi di rotazione dell'Artigiancassa previsti dalla legge 51, 20 milioni di euro, 40 miliardi di lire, e poi andate a sbandierare il fatto che i fondi per la legge 51 sono garantiti! Badate, io penso che nessuno dei sardi che sappia leggere e scrivere creda a questa affermazione, perché non si può togliere da quel fondo e poi dire che ci sono le stesse risorse dell'anno scorso. Ma ancora di più fate con la legge 66, che, ripeto, è stata riapprovata qualche mese fa, una legge non operativa da due o tre anni, che però ha creato delle aspettative, un po' come le ha create la legge 28, come le sta creando la legge 9, sul commercio, che non riuscite a far decollare, pur essendo ugualmente dotata di ingenti somme. Quelle leggi creano aspettative perché i destinatari sanno che hanno una cospicua dotazione finanziaria, che sono notificate alla Comunità Europea, che sono quindi pronte ad operare a beneficio delle imprese. Bene, queste aspettative voi le mortificate togliendo 12 miliardi, cioè togliendo pressoché tutta la dotazione prevista presso la Banca CIS, detentrice dell'unico fondo istituito con quella legge, per cui prima svuotate completamente quel fondo e poi dite che ci rimetterete le stesse somme con la legge finanziaria. Badate, cercate di essere seri; io ho premesso che sono d'accordo se voi togliete dei fondi da leggi che non sono operative e li riprogrammate, meglio di come sono programmati oggi, per le stesse finalità, sono assolutamente d'accordo. Non sono d'accordo sulla decurtazione dei fondi previsti dalle leggi 51 e 66, da dove complessivamente togliete qualcosa come 52 miliardi, lì davvero l'Aula, non l'opposizione, a questi modi di fare deve dire nuovamente no. Come lo ha detto poco fa sull'articolo 3. Penso che anche l'articolo 4 debba essere cassato.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 420, onorevole Falconi, si intende illustrato?

FALCONI (D.S.). Sì, si intende illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 603 ha facoltà di illustrarlo.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, l'emendamento 603 si inquadra nel ragionamento testé fatto dal collega Falconi anche se, prevedendo la soppressione della lettera d) del comma 1, vuole in qualche modo mettere in evidenza un elemento eclatante. Non più tardi della scorsa finanziaria, noi conducemmo una battaglia in quest'aula per incrementare i fondi della legge 51 per le imprese artigiane, avendo rilevato, e insieme a voi avendo condiviso l'idea, che questa era una legge che negli anni trascorsi aveva garantito una performance interessante in termini di rapporto tra somme investite e occupazione generata.

Qui sembra essere, di fatto, il fondo di rotazione maggiormente colpito, con la sottrazione di una cifra enorme rispetto al contesto generale e poi ad aggravare la situazione c'è l'emendamento 657 della Giunta, che, non paga di aver rastrellato 41 milioni e 800 mila euro dai fondi di rotazione, prevede di decurtare anche gli incentivi a favore delle piccole e medie imprese, di cui alla legge 21/93, di altri 12 miliardi. Su questa norma un ragionamento va fatto, non è pensabile che una strategia come quella perseguita da queste leggi possa esaurirsi nell'arco di un esercizio finanziario. Su questo dovete dare delle risposte, non tanto a noi che solleviamo questo problema, ma le dovete dare alle imprese. Non a caso tutto il sistema imprenditoriale su questa partita ha rilevato una contraddizione e ha accusato pesantemente la Giunta regionale di operare contro gli interessi dello sviluppo, dell'impresa e dell'occupazione.

Io credo che sia abbastanza evidente come questa operazione di recuperare entrate dai fondi di rotazione abbia avuto, in questi anni, un andamento che denota come ormai si preferisce questo genere di operazioni alla ricerca di entrate certe, magari aprendo una vertenza con lo Stato, per garantire la copertura del bilancio regionale. Nel 2000 sono stati rastrellati 276 miliardi; nel 2001, 105; nel 2002, 108; quest'anno prevedete di rastrellarne 94, è chiaro che così facendo non poniamo in essere interventi di sostegno all'economia isolana anzi spogliamo leggi di settore così importanti in questo momento congiunturale dell'economia regionale, sui cui influisce non poco l'andamento recessivo dell'economia nazionale che, a nostro giudizio, considerati i contesti internazionali che si intravedono all'orizzonte, non lascia sperare in quella famigerata ripresa che il presidente Berlusconi, in maniera demagogica, ha annunciato per la metà del 2003. La ripresa non ci sarà, perché nel 2003 molto probabilmente ci sarà la guerra e le condizioni complessive dall'economia si complicheranno in senso negativo, facendo ricadere sulle regioni un ulteriore inasprimento delle condizioni e diminuendo le loro opportunità di sviluppo.

A questo punto l'Assessore non può venirci a dire che siccome facciamo delle osservazioni sulla trasparenza e le modalità di attuazione di determinati provvedimenti dovremmo proporle ai tribunali dello Stato. A lui chiediamo le motivazioni delle scelte operate dalla Giunta, e non ce ne ha data una fino adesso, salvo quella di difendere d'ufficio provvedimenti senza entrare nel merito delle questioni da noi sollevate e che anche in questo caso vogliamo sollevare. Voi date una risposta contraddittoria al sistema produttivo regionale: un anno, versando delle somme sulla base di una riconosciuta necessità, e l'anno dopo togliendole, per reinvestirle, guarda caso, in questa finanziaria. Tutto a favore di un sistema poco chiaro di incarichi, di consulenze, di comportamenti clientelari che abbiamo già criticato nella prima parte, ma che, vorrei sottolineare, andranno complicandosi man mano che ci addentriamo nell'esame della finanziaria e degli interventi che riguardano i diversi settori e che, in qualche modo, cercano di preparare la Giunta regionale, sfiancata della mancanza di idee e dalla mancanza di coesione e di progetto, ad incassare un risultato meno drammatico nelle elezioni dell'anno prossimo.

E' un atteggiamento che non denunciamo noi, ma che tra le righe è stato criticato dalle confederazioni sindacali, dal sistema delle imprese, dalla Confindustria e dagli enti locali. A questa domanda non avete dato risposta: dove stanno le politiche di sviluppo? Tutto quello che avete detto nella relazione di maggioranza, è che questa, nonostante i tagli, è una manovra finanziaria che si proietta in avanti dando opportunità; dove sono le opportunità? Spiegatecelo, perché al di là di qualche inesattezza, come quella che riguarda la legge sull'imprenditoria giovanile, nulla è stato fatto nel senso da voi affermato; andiamo a vedere che cosa sta succedendo per quanto attiene l'attuazione di alcune leggi: la numero 215, sull'imprenditoria femminile, da poco un articolo di un giornale ha denunciato il fatto che le domande sono enormemente superiori rispetto alle disponibilità finanziarie; oggi si tagliano i fondi delle imprese artigiane; la legge numero 9/02, dotata di scarsissime risorse rispetto al fabbisogno, non è stata neanche sperimentata, una legge che abbiamo insieme condiviso, che interviene nel settore del commercio, la cui capacità di incidere su quel settore questa maggioranza non si è data modo neanche di sperimentare e, dopo che per anni non abbiamo varato una legge specifica, oggi ci si accorge che non ci sono risorse per dare attuazione a quella da poco approvata.

Questo è un po' il senso della critica che noi muoviamo a questo modo di operare, soprattutto nel caso di leggi che stanno ben operando e che avrebbero avuto bisogno di ben altra considerazione da parte di una Giunta che pur di raggiungere i suoi obiettivi strumentali ed utilitaristici non guarda in faccia nessuno, meno che mai bada alle possibilità di sviluppo della Sardegna.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 421 ha facoltà di illustrarlo.

FALCONI (D.S.). Signor Presidente, io illustro brevemente gli emendamenti numero 421 e 422 che sostanzialmente sono simili, ma non uguali. Poco fa ho detto che noi siamo d'accordo sulla riduzione dei fondi di rotazione che non riguardano leggi operative, ma che siamo assolutamente contrari a decurtare i fondi in particolare della legge 51 del 1993 che finanzia le imprese artigiane, e della legge 66 che finanzia le piccole e medie imprese in difficoltà finanziarie operanti in Sardegna. In subordine al primo emendamento, che prevede l'abrogazione dell'articolo 4, abbiamo presentato degli emendamenti che cassano la possibilità di togliere risorse dai fondi di leggi operative. Io penso che questo non sia difficile da capire neanche da parte dei colleghi della maggioranza, anzi io ritengo che loro debbano essere forse più attenti e sensibili rispetto ad altri, proprio perché il mondo imprenditoriale è un loro riferimento sociale, e anche questo è stato già ricordato nei giorni scorsi.

A noi questa scelta preoccupa perché si interviene su quei fondi in un momento particolarmente difficile per tutti i comparti tranne che per l'artigianato, sul quale anch'io la penso in un certo modo, anche se l'impetuosa crescita che ha visto l'artigianato sardo passare dalle 36 mila alle 39 mila imprese, un po' lo ha sbandierato poco fa anche il collega Capelli, se analizzata con una certa attenzione può anche essere considerata frutto della crisi degli altri comparti, perché quello potrebbe essere una sorta di "comparto rifugio", chi non sa in che settore e come inventarsi un lavoro, tenta di istituire una piccola impresa artigiana. Questa è la ragione per cui si è avuta questa esplosione di richieste di finanziamento sulla legge 51, che peraltro era ferma da anni, ma esiste da dieci ed ha iniziato a rifunzionare bene quando l'articolo 3 della legge 37 del 1998 l'ha modificata in meglio prevedendo anche per le imprese artigiane il contributo in conto capitale, parificandole, come intervento, alle imprese industriali. In questa fase di crescita, in cui è necessario dare risposta positiva alle richieste delle imprese artigiane voi non trovate niente di meglio da fare che tagliare i fondi, e non mi si venga a dire che poi sono nel bilancio, perché nel bilancio vi è un ulteriore decremento dell'8,5 per cento, ma a quello ci arriveremo al momento opportuno.

Sui tagli alla legge 66: anche in questo caso le domande arriveranno e stanno arrivando proprio perché, dopo anni, quella legge è operativa, e quindi è importante intervenire bene e intervenire subito, perché con quella legge stiamo intervenendo in un settore che ha subìto una profonda trasformazione in Sardegna: il passaggio dalla grande e media industria, peraltro per lo più petrolchimica, alla piccola e media impresa diffusa in tutta la Sardegna. Questo ha creato sicuramente degli effetti positivi, ma anche delle difficoltà. Una delle difficoltà che si manifesta un po' di più nelle piccole imprese è la cosiddetta moria di imprese, che può essere arginata; a volte non c'è niente da fare e bisogna lasciarle andare, a volte con poche lire o con minori finanziamenti rispetto a quelli necessari per finanziare un'impresa nuova, una vecchia si salva e la si fa andare avanti. La legge 66 serve esattamente a questo: salvare imprese in difficoltà.

Noi in questi decenni in Sardegna, checché se ne dica, ne abbiamo create tante, non ancora a sufficienza, ma ce ne sono molte e diffuse in tutto il territorio regionale. Se non si interviene subito a favore di queste imprese c'è il pericolo che si trovino in gravi difficoltà, proprio perché a livello bancario, come ben sa la Giunta, sono state emanate delle direttive europee che non permettono in alcuni casi nessuna dilazione, nessun beneficio a favore di un'impresa in difficoltà; per cui o la mano pubblica salva quell'impresa o altrimenti la banca è tenuta, proprio in applicazione di queste direttive bancarie comunitarie, a chiudere i cordoni della borsa. Noi intendiamo salvaguardare questo meccanismo di salvataggio, voi, invece, lo volete colpire con la lettera f) - che noi, con questo emendamento, chiediamo di abrogare - togliendo da quei fondi qualcosa come 6 milioni di euro o se preferite 12 miliardi di lire.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 657 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. L'emendamento 419 non si accoglie; l'emendamento 420 non si accoglie; l'emendamento 603 non si accoglie; l'emendamento 421 non si accoglie; l'emendamento 422 non si accoglie; l'emendamento della Giunta 657 si accoglie. Presidente, vorrei motivare questo parere.

L'articolo 4 prevede globalmente il recupero di 41 milioni e 800 mila euro, oltre 80 miliardi. Poi, l'emendamento aggiuntivo della Giunta, introducendo un'ulteriore lettera, la d) - però probabilmente qui c'è un errore perché la lettera d) è già compresa nel testo dell'articolo e quindi dovrebbe avere, per una più corretta formulazione, un'indicazione di lettera differente - recupera ulteriori 6 milioni di euro per un totale di 47 milioni e 800 mila euro. Quindi dicevo che sono risorse che vengono rese disponibili e che poi nell'ambito degli stati di previsione della spesa sono spalmate a copertura di dotazioni e di stanziamenti in cui si articola la spesa. La Giunta, così come ha riferito in Commissione, e la maggioranza di questo ne è convinta, ha spiegato che si tratta di recupero di somme che non intaccano la funzionalità dei fondi di rotazione che per definizione si alimentano attraverso i rientri delle somme che hanno trovato impiego in applicazione delle leggi di incentivazione dei vari settori. Quindi, da un punto di vista formale ed anche sostanziale si tratta di una norma che fa pulizia e fa chiarezza, recuperando somme che altrimenti non sarebbero utilizzate così come non sono state utilizzate in passato, e che farebbero, come in passato è avvenuto, la sola fortuna dei soggetti che gestiscono quelle risorse che, essendo poste a loro disposizione, possono far entrare nei circuiti di credito per loro fortemente remunerativi. Voglio ancora dire a proposito anche di quello che è avvenuto poc'anzi con la bocciatura dell'articolo 3, che la bocciatura di questo articolo creerebbe problemi di copertura di svariate U.P.B. che essendo contemplate dalla legge finanziaria si troverebbero a questo punto scoperte.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Il parere è di non accoglimento degli emendamenti soppressivi numero 419, 420, 603, 421, 422; il 657 è della Giunta. Questo articolo "recupero dei fondi di rotazione" che in questo disegno di legge è il numero 4, magari in quello dell'anno scorso il 3, in quelli del 1990, 1996, 1997 era l'articolo 4 o l'articolo 5, è un articolo che viene riproposto ogni anno sulla base delle valutazioni che vengono fatte dei fondi di rotazione con riferimento ai movimenti che si realizzano nel corso dell'anno. Il primo ad utilizzare questo strumento fu l'assessore Sassu, mi pare nel 1995, recuperando dai fondi di rotazione una cifra pari a circa 400 miliardi di lire. Questa iniziativa fu poi imitata ad ogni successiva legge finanziaria sempre nel rispetto dell'equilibrio dei movimenti dei singoli fondi di rotazione che sono presso gli istituti di credito.

Il Consiglio è stato dotato di un elaborato che io naturalmente non leggerò voce per voce, che è elenco dei fondi di rotazione ed assimilati, con i dati sulla relativa movimentazione e quindi si dà contezza delle giacenze per ogni fondo di rotazione presso gli istituti di credito. Quindi con l'articolo in questione non si sta depauperando la risorsa a favore di questo o quel settore, di questa o di quella legge eccetera, perché non è così! Chi dice questo, dice una cosa che non corrisponde a verità, perché in realtà si sottrae una dotazione finanziaria che giace nelle casse delle banche, a disposizione delle stesse banche per investimenti di diversa natura, è liquidità delle banche e non certamente della Regione. Quindi diciamo che il meccanismo previsto dall'articolo 4 è né più né meno una fonte di finanziamento degli stati di previsione delle entrate dei singoli Assessorati, al pari delle entrate tributarie e al pari delle entrate che derivano dall'autorizzazione al ricorso al mutuo, perché tre sono le voci principali che concorrono a formare le entrate, poi utilizzate per far fronte agli stati di previsione della spesa - perché senza entrate corrispondenti non si possono sostenere le spese, quindi, non si possono finanziare tutti i capitoli di spesa che sono stati previsti e quelli che verranno previsti dagli emendamenti - e sono: le entrate tributarie, che sono quelle che sono, non le determiniamo noi; i mutui e li abbiamo visti nell'articolo 1, e le somme che derivano dai fondi di rotazione che sono quelli previsti dall'articolo 4. Quindi nessun allarmismo, le leggi di settore trovano i finanziamenti negli stati previsionali della spesa, questi sono i soldi che si trovano nelle casse delle banche e che vengono di volta in volta, anno per anno - diciamo così - riciclati, tra virgolette.

Non mi meraviglio delle osservazioni fatte da alcuni colleghi, perché quando io ero nei banchi dell'opposizione facevo le stesse osservazioni, le stesse identiche osservazioni. L'unica differenza è questa, che io non ero mai stato dalla parte del Governo, neanche indirettamente, perché ero all'opposizione, non lo sapevo e credevo in buona fede che effettivamente fossero soldi sottratti al sistema delle imprese, non è così! Ho toccato con mano che non è così, chi invece dice queste cose avendo avuto esperienza di governo, non lo dice in perfetta buona fede.

PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti. Per evitare problemi, ricordo ai colleghi che le iscrizioni a parlare devono pervenire a questa Presidenza entro il primo intervento.

Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Ieri il collega Cugini nel suo intervento invitava la maggioranza a riflettere e a modificare questa finanziaria. Ricordava che a questa finanziaria sono stati presentati oltre 700 emendamenti, un record! e che tanti di questi emendamenti sono stati presentati dalla stessa maggioranza e lo ricordava per dire che questa finanziaria non piace. Non piace all'opposizione, non piace a gran parte della stessa maggioranza, non piace alle forze sociali che ripetutamente ed in più occasioni hanno chiesto di modificarla, non piace al sistema delle autonomie locali; in più occasioni, anche autorevoli esponenti del centrodestra, hanno definito indecorosa la finanziaria proposta; e il collega Cugini diceva: "O la cambiate o noi vi terremo a lungo in questo dibattito.". Questo invito a modificare la manovra finanziaria è stato preso per un invito a trattare con il centrosinistra e per una minaccia di ostruzionismo da parte del centrosinistra.

Io credo che sia stato travisato il concetto che è stato espresso, quello che invece è stato detto è che questa maggioranza deve avere il coraggio di modificare una proposta che anche noi definiamo indecorosa, e che non ha la forza né la capacità di mostrare i muscoli in Aula. Più passa il tempo, più mi pare che sia obbligatorio per la maggioranza accogliere l'invito che le è stato rivolto da Cugini. Il collega Balletto, che viene mandato sempre in avanscoperta, dice: "non si accoglie, non si accoglie, non si accoglie", puntualmente l'Aula accoglie smentendo il collega Balletto, smentendo quelli che invitano il collega Balletto a dire "non si accoglie", io lo inviterei ad essere meno incauto e a rimettersi caso mai all'Aula, visto il clima nel quale è stata avviata la discussione su questa manovra finanziaria.

Allora, credo che il voto sull'articolo 3 debba far riflettere la maggioranza che deve capire che l'opposizione fa sul serio. Continuerà questa sua battaglia e la continuerà sino a che non ci saranno delle proposte modificative, e c'è poco da trattare, perché non è con noi che dovete trattare, ma con quelli che hanno chiesto in queste settimane, in questi mesi, di poter concertare con la maggioranza e che la maggioranza non ha voluto incontrare, disattendendo le loro richieste. La maggioranza non ha voluto far accordi, non con Cugini, con Marrocu, Fadda, Cogodi eccetera, ma con gli enti locali che in più occasioni, negli incontri in Commissione ed anche nelle ore in cui si è avviata la discussione sulla finanziaria, hanno chiesto di avere quelle risorse che voi volete sottrarre, le risorse della legge 25, le risorse dell'articolo 19 e le risorse aggiuntive, perché vogliono che siano trasferite competenze e risorse, che voi non volete dare, e con le forze sociali che hanno chiesto di sapere perché si tagliano le risorse alle leggi che incentivano le attività produttive ed invece si pensa di incentivare le consulenze; abbiamo recuperato un po' di miliardi dai fondi stanziati per le consulenze e da altre cose. Si possono incominciare a utilizzare quelli. Quindi il voto sull'articolo 3 deve farvi riflettere in fretta perché la battaglia che il centrosinistra ha avviato sarà una battaglia dura ed ha il fine a modificare questa manovra finanziaria.

Per quanto riguarda l'articolo 4, mi fermo soltanto a ricordare che l'emendamento soppressivo della lettera d), risponde ad una rivendicazione che viene dalle associazioni degli artigiani e riprendo quello che diceva il collega Falconi, cioè che mentre può essere compreso che si intervenga sui fondi di rotazione previsti da leggi non più operanti, ci sembra veramente incomprensibile che si tolgano 40 miliardi di vecchie lire dalla dotazione della legge 51 sull'artigianato, che è una delle poche leggi che sta funzionando, e vorrei che l'Assessore dell'artigianato spiegasse il perché vengono sottratte le risorse all'artigianato, tra l'altro le risorse sottratte alla legge 51 sull'artigianato non vengono destinate allo stesso settore magari impiegandole per un diverso tipo di intervento; al mondo dell'artigianato non si destinano queste risorse, si sottraggono e basta.

Per questo stesso motivo noi anche sull'articolo 4 continueremo a fare la nostra opposizione, così come faremo con tutti i 700 emendamenti, sino a che accogliendo quello che è stato chiesto dalle istituzioni e dalle forze sociali, e non solo da noi, non verrà modificata questa manovra finanziaria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Grazie Presidente, io colgo l'occasione per continuare ad argomentare quanto dicevo prima anche riferendomi comunque ai fondi di rotazione di cui parla l'articolo 4. Riprendo da dove ho lasciato poc'anzi, mi permetto di sollecitare l'attenzione del collega Falconi, nel senso che ho parlato della nostra maggioranza e di chi lavora nella nostra maggioranza. Non mi permetto di giudicare il lavoro di nessuno e tanto meno dei colleghi dell'opposizione, sempre che anche i colleghi dell'opposizione siano, come dire, leali e corretti nel riconoscere il ruolo di chi lavora in questa maggioranza. Si tratta solo una precisazione perché ho capito, dal tenore degli interventi successivi, che forse non mi sono spiegato bene nel mio primo intervento. In fase di conclusione del precedente intervento, parlavo degli attacchi, che - secondo me - non trovano riscontro, dei colleghi dell'opposizione. Dicevo che leggendo bene la nota stampa, oltre a quello che ha rilevato l'onorevole Pirisi e che merita sicuramente un maggior approfondimento - però l'articolo 3 è stato bocciato, onorevole Pirisi, anche grazie alla vostra collaborazione, nonché grazie alla collaborazione, come dicevo, di qualche sprovveduto di questa maggioranza che non ha capito che almeno parte di quell'articolo andava salvata perché importante tecnicamente per questa finanziaria, ed erano il comma 1 e il comma 2 dell'articolo 3; tant'è che anche i nostri colleghi purtroppo non si sono accorti che non era stato presentato alcun emendamento soppressivo dei commi 1 e 2. Questo voleva dire che la stessa opposizione riconosceva la necessità tecnica di quei due commi. Ma si è voluto, come al solito, buttar via il bambino con l'acqua sporca - dicevo che leggendo bene la nota stampa, perché si deve legger tutto e dire tutto, non solo una parte, un dato significativo riportato dalla stampa è quello relativo ai disoccupati. Quando abbiamo iniziato a governare questa Regione i disoccupati erano 350 mila, oggi ce ne sono 123 mila, è un dato di fatto che - secondo me - dovrebbe far riflettere diversi; l'occupazione femminile aumenta e contestualmente diminuisce la disoccupazione femminile. Ci sono alcuni segnali positivi dovuti al calo del tasso di disoccupazione globale. Ecco, qualcuno sarà pure intervenuto, qualche atto sarà pur stato fatto perché si riscontrino oggi queste statistiche che non sono sicuramente felici perché relegano la Sardegna sempre nelle zone basse, ma bisogna pur dare atto che qualcosa ha funzionato e che se si riesce a lavorare serenamente e se serenamente si riesce a programmare forse si può fare di più.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

(Segue CAPELLI.). così come non riscontro coerenza nelle affermazioni circa la necessità di ascoltare le associazioni imprenditoriali, e mi rivolgo al collega Selis che specificatamente sul comma 4 dell'articolo 3 richiamava le associazioni imprenditoriali, invitandolo a leggere attentamente, cosa che avrà fatto, ma probabilmente se ne è dimenticato, la nota delle associazioni delle piccole e medie imprese sarde in merito al comma 4 dell'articolo 3 di cui ha chiesto la soppressione, probabilmente a voi le piccole e medie imprese sarde non interessano. Se leggete attentamente i documenti che ci sono stati forniti, in fase di concertazione prima e in Commissione dopo, probabilmente potreste cambiare opinione.

Così come non trovo coerenti le affermazioni sul Consorzio 21, che fino a quando è stato governato dai colleghi dell'opposizione era un ente deputato a fare tutto e di più, con grandi meriti ed eccellenze, adesso il Consorzio 21 non è più in grado di fare quello per il quale invece il centrosinistra ha fatto barricate nel passato, dimenticando anche che il Parco scientifico e tecnologico è stato voluto dai colleghi del Consorzio 21, ma allora andava bene ed in merito alle consulenze, sulle quali si vogliono risposte, vorrei dire che bisognerebbe andare a vedere anche le consulenze di progettazione che sono state fatte dal Consorzio 21. Sicuramente atti leciti, atti scelti dal Governo in carica in quel momento, così come il Governo attualmente in carica adotta i suoi.

Poi, si dimentica un'altra cosa: che tutti questi enti sono inutili meno l'Osservatorio industriale, tant'è che quando si parlerà del finanziamento ad esso destinato per l'anno 2003, sto anticipando un po' la discussione dell'articolo 11 che vedremo, l'Osservatorio industriale non sarà probabilmente considerato un ente inutili, perché? Perché casualmente è ancora governato dal centrosinistra; perciò ben si guardano i colleghi dal proporre emendamenti soppressivi con le stesse argomentazioni che sono state espresse sia per il Consorzio 21 che per il BIC Sardegna; ma, ovviamente, essere obiettivi non è da tutti.

Torniamo a quanto ci interessa. Io credo, Presidente Pili, che questa maggioranza si sia comportata bene finora ma che purtroppo, continuo a dire, ha a che fare anche con chi la politica la fa occasionalmente e per caso, anche chi siede su questi banchi, perché dobbiamo vedere anche i nostri limiti, le inefficienze del centrosinistra, la demagogia e l'ostruzionismo che fa parte anche di chi sceglie questa linea di opposizione, deve interessarci poco. Il danno l'ha fatto il centrodestra, l'abbiamo fatto noi! Quindi io mi permetto umilmente di consigliare una breve sospensione o un'anticipata chiusura dei lavori per oggi, perché si possa riflettere e si possa far capire a chi ha necessità ancora di capire che il centro, l'U.D.C. fa parte di questa coalizione, sostiene lei Presidente; non ci sarà nessuna reazione a quanto messo in atto dai nostri cari amici "franchi tiratori", ma sarà pur importante riflettere un attimino, affinché l'articolo 4, l'articolo 5, non subiscano la stessa sorte dell'articolo 3 di cui probabilmente neanche i colleghi dell'opposizione avrebbero voluto la cancellazione, quanto meno dei commi 1 e 2. Per questo ritengo che sia opportuno riflettere un attimino, senza prestare orecchio alle insinuazioni di basso profilo che mi giungono da questa parte, ma semplicemente per cercare di ricondurre tutto al senso di responsabilità, alla capacità di governo, alla capacità di sostenere una Giunta e un Presidente negli interessi esclusivi della Sardegna e di quanti aspettano l'approvazione di questa finanziaria.

E` chiaro anche che, se non ci sono le condizioni per poter andare avanti serenamente, sarebbe meglio non dare questo spettacolo poco degno di quest'Aula e di questa maggioranza, che può fare meglio e di più, come abbiamo già detto, che è in grado di farlo, che è in grado di seguire i passi dell'esecutivo a sostegno dell'esecutivo. Basta con questo teatrino! Il voto segreto c'è ed è legittimamente usato, a noi spetta dare le giuste risposte se siamo in grado di darle.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Ci sono 22 iscritti a parlare, il prossimo è l'onorevole Spissu, l'ultimo è Calledda, però, naturalmente lei capisce che se si sono iscritti anche consiglieri di maggioranza io devo garantire l'alternanza.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). A me era sembrato di capire che nella discussione degli articoli e degli emendamenti l'iscrizione a parlare fosse sempre consentita. Il Presidente che l'ha preceduta ha detto che l'iscrizione deve essere fatta entro il primo intervento. Vorremmo sapere come ci dobbiamo comportare.

PRESIDENTE. Credo di poter dire questo, non a beneficio della maggioranza, mi dispiace, in questa fase del dibattito ci si può iscrivere sempre, quindi, se ci sono colleghi da una parte o dall'altra che si vogliono iscrivere possono sempre farlo; solo in fase di discussione generale è prescritta l'iscrizione entro il primo intervento.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Intendo intervenire sull'ordine dei lavori, Presidente.

PRESIDENTE. Prego, svolga il suo intervento.

SPISSU (D.S.). Io non voglio entrare nel merito della proposta politica sulla maggioranza che ha fatto l'onorevole Capelli perché non è nostra competenza, naturalmente ne parleremo dopo le elezioni di questo tema. Invece volevo dichiararmi disponibile ad accogliere la proposta che l'onorevole Capelli ha fatto di una sospensione dei lavori perché si possa avviare una riflessione all'interno della maggioranza, e credo che se un autorevole Capogruppo della maggioranza lo richiede, noi non possiamo che essere d'accordo su questa richiesta.

PRESIDENTE. Onorevole Spissu, il problema è che l'onorevole Capelli si rivolgeva alla maggioranza, adesso la maggioranza deve decidere, dopodiché io chiederò all'Aula se è d'accordo.

OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità. Capelli ha fatto una proposta e chiediamo che venga posta in votazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corona sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.

CORONA (F.I.-Sardegna). Siamo d'accordo con l'onorevole Capelli, Presidente, sulla richiesta di sospensione.

PRESIDENTE. C'è una richiesta della maggioranza, l'opposizione è d'accordo, sospendiamo, un quarto d'ora sarà sufficiente? Chiedete di chiudere ora la seduta?

OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità. Presidente, Capelli fa parte della maggioranza.

PRESIDENTE. Non è questo il problema! Capelli, almeno se io non ho inteso male, ma potrei aver inteso male, mi è parso che si rivolgesse alla maggioranza, se Capelli si rivolgeva all'Aula era un altro discorso! Comunque, non c'è bisogno neanche di porre in votazione la richiesta perché mi pare che siano tutti d'accordo, quindi lavori riprenderanno domani mattina alla ore 10. Onorevole Cugini, adesso non apriamo una discussione su questo.

Ha chiesto di parlare l'onorevole Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Si può rinviare direttamente al pomeriggio.

PRESIDENTE. No, mi pare esagerato. I lavori riprenderanno domani mattina ore 10.

La seduta è tolta alle ore 19 e 52.