Seduta n.276 del 02/08/2002 

CCLXXVI Seduta

Venerdì 2 agosto 2002

Presidenza del Vicepresidente Salvatore Sanna

indi

del Presidente Serrenti

La seduta è aperta alle ore 10 e 19.

lombardo, Segretaria f.f., dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di giovedì 25 luglio 2002, che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Antonio Granara ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 2 agosto 2002. Se non vi sono opposizioni questo congedo si intende accordato.

Discussione del disegno di legge: "Integrazioni e modifiche alla Legge regionale 22 aprile 2002, n. 7 (Legge finanziaria 2002) e modifiche alla legge regionale 22 aprile 2002, n. 8 (legge di bilancio)" (324/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 324/A "Integrazione e modifica alla legge regionale del 22 aprile 2002 numero 7 (legge finanziaria) e modifica alla legge regionale 22 aprile 2002 numero 8 (legge di bilancio); relatore di maggioranza il consigliere Balletto. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore di maggioranza.

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Signor Presidente, onorevoli colleghi e colleghe, giunge in Aula il disegno di legge numero 324/A portante modifiche alla legge finanziaria, approvata nel corso di quest'anno ed esattamente la legge 22 aprile 2002, numero 7.

Questo provvedimento di legge si propone due distinte funzioni; la prima è quella di reintegrare, se così si può dire, le risorse occorrenti per tutta una serie di opere pubbliche che ormai risultano già programmate e pronte a essere avviate e che, non è stato possibile assegnare, per effetto di un "incidente", in occasione dell'approvazione della legge finanziaria, per la bocciatura di un articolo al quale tutta una serie di emendamenti si riferiva.

Quindi, con questa modifica si tratta di ripristinare quelle dotazioni per consentire, come dicevo poc'anzi, la realizzazione di tutta una serie, di opere pubbliche ritenute essenziali per l'infrastrutturazione di determinati territori della nostra Isola.

Il secondo aspetto al quale facevo riferimento in precedenza è che, con questa disposizione di legge, si attua il trasferimento dall'Assessorato della programmazione a quello degli enti locali della competenza per la concessione di contributi relativi alle sofferenze finanziarie degli enti locali, nonché per la fissazione dei termini per la impegnabilità delle risorse che abbiano destinazioni vincolate e che sono assegnate agli enti locali. Questo perché in passato si è verificato che gli enti locali non hanno impegnato le somme loro destinate per l'esecuzione di opere pubbliche e la mancata fissazione di termini ha consentito che le somme rimanessero a disposizione degli stessi Comuni senza che venissero in alcun modo avviate le opere per le quali quelle somme erano state destinate.

La fissazione dei termini mette le amministrazioni locali nelle condizioni di dover dar corso alle iniziative per le quali quelle somme sono state concesse, pena l'obbligo della restituzione all'amministrazione di provenienza delle somme assegnate.

Questo, a mio modo di vedere, è anche un modo attraverso il quale si stimolano e si educano gli amministratori locali ad una maggiore efficienza in ordine all'utilizzo delle somme. Diciamo che in questo modo si attua, nei confronti degli enti locali, quella disposizione di carattere più ampio che l'Unione Europea riserva alle Regioni, con riferimento ovviamente alle somme che mette a disposizione delle isole per i fondi del quadro comunitario di sostegno, vincolando l'impiego delle somme a precise scadenze temporali.

Nel provvedimento, infine, sono contenute alcune variazioni di bilancio che sono necessarie al fine di apportare quei correttivi e aggiustamenti interni per gli stanziamenti relativi ad alcuni assessorati.

Stante l'importanza del provvedimento e l'urgenza che riveste in ordine alla cantierabilità di tutta una serie di iniziative ed investimenti che sono ormai nella fase della gara d'appalto, la Commissione e il relatore della maggioranza raccomandano all'Aula intera un sereno e approfondito dibattito che possa concludersi all'approvazione di questo provvedimento che è atteso e richiesto.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.

FALCONI (D.S.). Signor Presidente, intervengo brevemente per fare qualche considerazione su questo provvedimento che, come è stato già detto, doveva essere per la maggioranza quasi un atto dovuto, la correzione di un incidente di percorso avvenuto durante la discussione della precedente finanziaria. E noi questo non solo lo consideriamo assolutamente legittimo, ma lo consideriamo - come d'altronde abbiamo riconosciuto in Commissione - in alcuni casi assolutamente indispensabile.

Ciò nonostante, noi vogliamo soffermarci un po' su ciò che è successo prima in Commissione e su ciò che, secondo noi, va corretto in Aula, sempre in merito a questa così detta, secondo il collega Balletto, leggina riparatoria.

L'obiettivo iniziale, dicevo, riguardava esclusivamente l'Assessorato dei lavori pubblici. Si è parlato di incidenti di percorso durante la discussione della legge finanziaria, ma la verità vera è che la maggioranza, per quaranta volte, nell'analisi di quel provvedimento, era andata sotto - e molte norme riguardavano l'Assessorato dei lavori pubblici - non per i nostri voti che non dovevate aspettarvi, ma per i voti dei consiglieri della stessa maggioranza; quindi è in casa vostra che dovreste vedere cosa è successo allora e che cosa può ancora succedere.

Nonostante queste difficoltà manifestatesi non il secolo scorso ma qualche mese fa, avete portato in terza Commissione una proposta della Giunta che ripristina i fondi nei diversi capitoli di spesa dell'Assessorato dei lavori pubblici. Ed abbiamo iniziato la discussione generale su un testo di tre articoli - sto parlando dei lavori della terza Commissione - tanto che quasi tutti i colleghi dell'opposizione del centrosinistra siamo intervenuti in prima battuta in discussione generale e abbiamo dichiarato non un voto favorevole, ma sicuramente un atteggiamento quasi di astensione per permettere alla Giunta di fare un atto dovuto.

Chiusa la discussione generale, o mentre si stava chiudendo la discussione generale, sono arrivati venti emendamenti che cambiano totalmente lo scenario e stravolgono quei tre articolini che la Giunta aveva presentato inizialmente.

Gli emendamenti erano tutti della Giunta, e ciò che cambia radicalmente con questi emendamenti è il fatto che da un piccolo intervento sulla finanziaria, da un provvedimento assolutamente marginale, si passa a un vero e proprio assestamento di bilancio, si passa da un provvedimento che interessa un assessorato a uno che riguarda dieci assessorati più la Presidenza.

Cosa è questo, colleghi, se non un assestamento di bilancio? E dopo essere intervenuti in prima battuta, tra l'altro rilevando alcune cose che voglio successivamente ricordare, noi abbiamo naturalmente, come chiunque ha a cuore la buona amministrazione, bisogno di tempo per analizzare una manovra di bilancio, un assestamento di bilancio, perché di questo stavamo parlando in quella Commissione.

Ebbene, anche in questo caso, e purtroppo non solo in questo, devo denunciare in Aula la rigidità - e mi spiace anche farlo, perché io non mi rivolgo mai alle singole persone - ma chiamarla rigidità, è un eufemismo, Presidente Balletto, perché non concedere alle opposizioni qualche giorno per analizzare compiutamente gli interventi significa poi perdere ulteriore tempo e magari mettere a ulteriore rischio quei punti che rappresentano delle urgenze. Cosa c'era prima?

C'erano degli interventi riguardanti i comuni, c'erano interventi riguardanti la portualità turistica, che peraltro noi condividevamo perché si trattava di interventi volti al completamento di opere già avviate. Gli interventi riguardanti i comuni sono ugualmente interventi urgenti anche se - lo abbiamo detto in Commissione, ma lo diciamo anche in Aula - noi pensiamo sia tempo di finirla con questi modi di fare. Non è pensabile avere ancora oggi, nel 2002, degli assessorati che elargiscono in forma assolutamente discrezionale i finanziamenti agli enti locali. Troviamo molto più corretto, da qualsiasi parte provengano i finanziamenti, che questi avvengano con regole certe, come quelle della legge 25, anche per opere idriche, per opere fognarie, per tutti gli interventi che in questa legge sono previsti.

Altri interventi, ripeto, per l'emergenza idrica, come l'intervento nella diga di Olai, noi in Commissione li abbiamo condivisi. Ma, ripeto, sono stati presentati molti emendamenti e io non voglio soffermarmi ad analizzarli uno per uno. Voglio parlare brevemente di un emendamento che io ritengo molto pericoloso, non se n'è parlato in Commissione perché non se ne è potuto parlare, e di un emendamento presentato in Aula poc'anzi dal collega Rassu.

Badate, io voglio sottoporre all'attenzione dell'Aula l'emendamento numero 19 che tratta dei fondi di rotazione. I fondi di rotazione, come tutti i colleghi sanno, sono dei fondi, che di volta in volta le varie manovre di bilancio vanno a impinguare, per le leggi di sostegno, e da quelle leggi le banche convenzionate attingono per finanziare le imprese che operano nei diversi settori produttivi in Sardegna. Ebbene, questi fondi di rotazione negli ultimi anni sono stati interessati, da parte delle diverse amministrazioni di centrodestra e di centrosinistra, da consistenti prelievi, tanto che, nell'arco di pochi anni, si è passati da una dotazione finanziaria complessiva di millecento miliardi di lire, alla dotazione attuale che è inferiore a quattrocento miliardi, cioè stiamo prelevando anche da questi fondi, in misura consistente e tutti gli anni, ma lo stiamo facendo a seguito di una discussione, a seguito di una proposta al Consiglio, ed è il Consiglio, a maggioranza o all'unanimità, che approva quei prelievi, e li approva discutendone prima nelle Commissioni di merito e successivamente in Aula, e quindi autorizzando la Giunta a prelevare cento miliardi, duecento miliardi, quello che la proposta appunto prevede. Con questo emendamento, badate, la Giunta non ha più bisogno dell'autorizzazione del Consiglio per prelevare dai fondi di rotazione. Io ritengo questo fatto estremamente grave per le prerogative stesse del Consiglio regionale, per cui quando arriveremo a discuterne, se ci arriveremo, io inviterei i colleghi a meditare bene su questi meccanismi che limitano appunto le nostre prerogative.

In ultimo voglio soffermarmi sull'emendamento presentato dal collega Rassu unitamente ai colleghi Frau, Milia e Cassano, sulla modifica alla legge 30 sulle cave,. Badate, è un modo di fare usuale, che alle leggi finanziarie, quindi anche a questo assestamento di bilancio - diamogli il giusto nome - si aggancino delle cose strampalate, diverse, è un po' un assalto alla diligenza, ognuno cerca di sbrigare il suo problemino momentaneo; io ritengo questo assolutamente sbagliato sia che le proposte vengano dal centrosinistra sia che vengano dal centrodestra - ma ahinoi, anche in questo caso vengono dal centrodestra - anche perché, se vengono da quei colleghi che hanno la piena consapevolezza che vi è in Commissione un disegno di legge della Giunta che deve essere discusso, non vedo perché il 2 agosto, improvvisamente, si vuole fare questo blitz per farlo passare in questo assestamento di bilancio.

Concludendo davvero, io penso che la Giunta debba meditare bene, cassare tutto ciò che è possibile cassare di quei venti emendamenti che ha introdotto in sede di Commissione, per lasciare esclusivamente gli interventi urgenti riguardanti i Comuni e nulla più, tutto il resto può essere programmato non in un periodo di ferie come questo ma in tempi meno sospetti e sicuramente con meno forzature rispetto a quelle che sono presenti in questo provvedimento. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

Ricordo ai colleghi che le iscrizioni a parlare debbono avvenire prima della conclusione dell'intervento dell'onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Signor Presidente, colleghi, è già stato detto dal relatore di minoranza della stranezza di questo provvedimento, stranezza che rende pressoché impossibile al Consiglio regionale non dico l'esatta comprensione, ma la minima comprensione della portata, del contenuto, delle conseguenze del provvedimento.

Noi avevamo sentito dire, non avendo in questa fase una nostra diretta rappresentanza nella Commissione Bilancio, che era pervenuta una proposta alla Giunta in materia di opere pubbliche, un adeguamento, un intervento necessitato e urgente. In tal modo la cosa è stata presentata.

Invece, noi troviamo all'esame del Consiglio un provvedimento che assume le caratteristiche non solo formali ma sostanziali di un assestamento del bilancio, peraltro presentato in modo, ancora una volta, come dire, disinvolto e disordinato, anche perché è arrivato in Commissione un provvedimento della Giunta e a seguire un pacco di emendamenti, sempre della Giunta, che non è che cambiano qualcosa, cambiano tutto, e questa è una procedura estremamente strana, estremamente - ripeto - disinvolta e per molti versi anche irregolare.

Quindi io pongo un primo quesito, lo pongo alla Presidenza del Consiglio e a chi in questo momento presiede e quindi garantisce il Consiglio. Se questo è un provvedimento di assestamento del bilancio, ha seguito o no - a noi risulta di no - le procedure previste per l'assestamento di bilancio? C'è stato un qualche esame da parte delle Commissioni di merito, almeno di quelle che principalmente dovrebbero occuparsi, per competenza e per materia, delle questioni che qui sono trattate? Dice il collega Balletto, relatore di maggioranza: "Questa legge si rende utile per riparare alle conseguenze di un incidente che è accaduto nel corso dell'esame della finanziaria"; il problema non è che è accaduto un incidente, sennò Balletto vada all'assicurazione, a farsi risarcire il danno. E' accaduto un atto di volontà politica, un voto del Consiglio, per cui alcune parti della finanziaria e del bilancio sono state bocciate dal Consiglio; non è un incidente, è una decisione del Consiglio regionale; cioè la Giunta non ha avuto il conforto di una maggioranza in Consiglio che sostenesse la sua proposta di bilancio. Non è che questo non porta conseguenze, porta la conseguenza che, in alcuni comparti di amministrazione e di intervento, per un certo tempo, il Governo della Regione non può fare certe cose. Perché non le può fare? Perché non ha una maggioranza che abbia approvato le sue proposte, sennò sarebbe una bella democrazia questa: la Giunta propone, il Consiglio regionale che ha il potere di decidere, decide - può decidere bene o può decidere male, io non credo che la vostra maggioranza decida bene neppure in Aula, decide malissimo, tuttavia decide - e dopo che ha deciso, basta che voi chiamiate incidente quella che invece è una decisione politica, una deliberazione del Consiglio, e bellamente riproponete tutto quello che avevate proposto prima e anche più di tutto.

Questo provvedimento è strano perché, se voi osservate il testo, vedete che la parte sinistra del foglio è spesso vuota, la parte destra è quasi tutta scritta; perché? Perché il disegno di legge inoltrato alla Commissione dalla Giunta inizialmente conteneva poche cose, poi in Commissione non è che c'è stato un contributo, un arricchimento, un'integrazione da parte dei commissari, non ce n'è manco uno di arricchimento proposto dai commissari, dai consiglieri regionali. Sulla parte destra trovate quello che è uscito dalla Commissione che è esattamente la stessa cosa che, in seconda battuta, ha proposto la Giunta, con i molti emendamenti che ha presentato in Commissione. La tecnica è questa: la Giunta, invece di deliberare un provvedimento organico in Giunta - la Giunta c'è per questo - assumendosene la responsabilità, delibera sul recipiente e quattro gocce d'acqua, poi manda il recipiente con quattro gocce d'acqua in Commissione; in Commissione fa pervenire poi cento litri d'acqua e li mette dentro il recipiente, e appare che questo l'abbia integrato la Commissione, e non è così! Voi venite meno anche al vostro dovere istituzionale e alla responsabilità e alla correttezza degli atti, perché non è che la Giunta non possa proporre poi un emendamento, certo che può! Ma deve essere una modifica parziale del testo complessivo che originariamente ha pensato di proporre e che ha inviato al Consiglio. E invece voi continuate, con questa tecnica perversa di confondere, non le idee, perché le idee chi poche le ha, se le tiene, ma di voler confondere o tentare di confondere le procedure e i modi perché alla fine non si comprenda chi propone, chi dispone e perché e per come.

Questo provvedimento non è stato sostanzialmente istruito perché, presentato come leggina, non è stato sottoposto ai vincoli e ai modi e anche ai tempi di esame della normativa finanziaria, la Commissione l'ha approvato al volo. Questa è l'efficienza, cioè fare tutto con superficialità, negare il confronto, non avere la conoscenza puntuale, questa sarebbe l'efficienza della destra, un'efficienza che consiste solo nel fare in fretta, a prescindere da come si fanno le cose, e nel fare in fretta accadono cose incredibili, quali quelle che sono contenute in questo provvedimento. Si aggiungono in Commissione, ma non dalla Commissione, dalla Giunta, la Commissione è il notaio, la Commissione registra, non è Contu il notaio, è la Commissione Bilancio, la Giunta apporta e la Commissione inserisce articoli del tipo "procedure sanzionatorie ai Comuni che non abbiano speso i finanziamenti". Non è che la Regione si pone il problema del perché un Comune destinatario di un finanziamento non abbia potuto spendere, se c'è una difficoltà nelle procedure, se c'è un ritardo di un altro pezzo di Regione, no, la Regione può non spendere per dieci anni, quindici anni, vent'anni, può avere residui che recupera,, un Comune, se al 31 dicembre non ha impegnato, se di lì a poco non ha speso, deve restituire con interessi. Ma quello che la Regione destina a un Comune a chi è destinato? Ad una entità astratta? Non è destinato a una comunità? Non è destinato a una parte dei cittadini? E se quella parte dei cittadini ha diritto a avere il depuratore, perché non ce l'ha? Che sistema è questo, per cui, tipo vigile urbano, esiti all'incrocio e ti multo? La Regione ha il dovere di andare e di chiedere e di vedere, di verificare, di aiutare quel Comune, perché se quei cittadini non hanno il depuratore abbiano il depuratore, e se ci fosse per ipotesi un amministratore responsabile di negligenza la Regione deve richiamare e pubblicamente esporre il fatto perché quell'amministratore abbia un giudizio, un giudizio politico dalla comunità presso cui amministra.

Come si fa a punire i cittadini solo perché, in ipotesi, c'è una difficoltà applicativa o in ipotesi anche - può capitare - ci fosse un amministratore negligente? Come si fa? E con questa disinvoltura, sotto forma di emendamento aggiunto, si inaugura questa bella procedura. Ma la cosa più simpatica è contenuta nell'articolo 3, perché poi gli articoli sono pochi, ma con tutti gli emendamenti che avete presentato il 2 diventa bis, ter, quater, quinquies e quant'altro. Ma l'articolo 3 è veramente il più simpatico, perché si intitola "Rettifiche", e nella relazione - udite udite, leggete leggete - voi scrivete: nel comma 1 si prevede di eliminare alcuni errori materiali, contenuti nel testo della legge finanziaria. Leggete l'articolo 3. Quali sono le correzioni di errori materiali?

L'articolo 3 contiene tre pagine di modifiche sostanziali, di autorizzazioni di spesa. E perché vi nascondete? Perché vi vergognate? Perché chiamate rettifiche e errori materiali quelle che sono modifiche o nuove autorizzazioni? Leggete quelle tre pagine, avete tutte le lettere dell'alfabeto impegnate e c'è di tutto. Errori materiali! Questi non sono errori né materiali né di valutazione, o semmai sono stati errori di valutazione vostri che in finanziaria non avete proposto queste cose. Ma perché titolare l'articolo in questo modo, perché descrivere e giustificare in relazione queste proposte come correzioni di errori materiali? L'errore materiale è quando dico tre e intendo tre e la mano mi scrive due, perché io dico tre, penso tre e voglio tre, e la mano di chi scrive, sbagliando, ha scritto due, quello è l'errore materiale. Ma se tu non hai previsto una cosa e la prevedi dopo, se tu hai previsto una cosa e poi ne prevedi un'altra, perché vuoi dire che è un errore materiale?

Io non voglio usare parole forti, tipo falso in atto pubblico, dico solo procedura disinvolta, superficialità. Più volte ho chiamato tutto questo modo di procedere vostro una strategia del disordine; voi siete disordinati perché volete essere disordinati, voi avete inaugurato in questa Regione una tecnica di governo improntata al disordine voluto, programmato, studiato, perché più disordine c'è meno si capisce e, meno si capisce, più voi fate quello che vi pare, e avete discrezionalità e arbitrio e sfuggite alla responsabilità e alla serietà. Risponda qualcuno e dica perché chiamate errori materiali tutto quello che è contenuto nell'articolo 3, le tre pagine dell'articolo 3 che sono tutte modifiche sostanziali e addirittura cose nuove. Errori materiali! Ma come vi permettete e come - e concludo- anche chi deve garantire la regolarità degli atti - e mi rivolgo ancora alla Presidenza del Consiglio e chiedo un pronunciamento preventivo - non garantisce la regolarità degli atti? Se questo è un assestamento di bilancio, se questa è una manovra di natura finanziaria, come è, devono essere percorsi i passaggi che le regole prevedono per la manovra finanziaria, sennò parrebbe che tutto sia lecito, e non è vero che tutto è lecito. Può esistere qualche volta il legittimo sospetto, che non è quello di Berlusconi e Previti con i giudici, ma in via politica può esistere un legittimo sospetto, cioè un sospetto fondato su elementi fondati e dimostrabili, che si voglia perseguire un obiettivo diverso da quello che si enuncia? Secondo me sì.

Per cui, conclusivamente, io ritengo che debba essere espresso un giudizio di merito totalmente negativo sull'insieme delle proposte, a meno che non si riconduca il provvedimento a quello che inizialmente era stato annunciato, quindi si stralcino quelle poche e utili norme che riguardano il finanziamento delle opere pubbliche in sede locale, quelle che rientrano nei programmi, e allora io credo che responsabilmente il Consiglio possa prendere atto e deliberare in ragione di quell'utilità.

Ma se voi, perché c'è quella utilità, come spesso fate, anzi sempre, insieme a una utilità, ci infilate le cento disutilità, così non va bene e costringete poi, votandosi sui provvedimenti nell'insieme, il Consiglio o parte del Consiglio o singoli consiglieri a essere necessariamente contrari.

Io ho fatto alcuni accenni a alcuni articoli, poi li vedremo articolo per articolo se voi insisterete. C'è anche l'autorizzazione alla soppressione dei fondi di rotazione così, con valutazione della Giunta. Qui sono contenute delle cose che meritano di essere discusse seriamente per verificarne la fondatezza, la percorribilità e l'utilità.

La seconda questione richiama ancora quello che ho già detto in apertura e che ho pure ripreso: chiedo alla Presidenza del Consiglio un accertamento sul rispetto delle procedure e sulle garanzie che il Consiglio deve avere sul rispetto delle procedure in ragione alla natura di questo provvedimento legislativo.

PRESIDENTE. A proposito dell'obiezione sollevata dall'onorevole Cogodi, relativa agli emendamenti che hanno mutato la natura del provvedimento, facendolo diventare sostanzialmente un assestamento di bilancio, questa Presidenza non è stata investita del problema, quindi a questa Presidenza risulta un normale provvedimento.

COGODI (R.C.). Che cosa devo fare per investire la Presidenza? Io l'ho investita, si riservi di verificare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I. - Sardegna). Signor Presidente, illustri colleghi, io non ritengo affatto che questo provvedimento che la Giunta ha portato in Aula sia un provvedimento, come si vuol far credere che sia, effimero, leggero, dettato da esigenze diverse da quelle che la Giunta ha presentato e alle quali appunto il Consiglio è chiamato a rispondere.

A questo provvedimento io ho presentato, come primo firmatario, un emendamento. E' una norma intrusa, è vero, verissimo, ma se il collega che mi ha preceduto dà uno sguardo ai banchi della Presidenza si accorgerà che vi è un altro emendamento identico, intruso, a firma dei suoi stessi colleghi. Questa è una querelle che va avanti dalla discussione della finanziaria, ma non è certamente il sottoscritto, che non ne ha nessuna intenzione, colui il quale usa fare giochi di prestigio in quest'aula né tanto meno vuole assaltare nessuna diligenza, in quanto è convinto, come lo è sempre stato, che le norme riguardanti un settore importante e delicato quale può essere quello delle cave e delle miniere devono essere oggetto di un esame approfondito della Commissione e dell'Aula, oltre che, così come lo sono state, della Giunta regionale. E ne è talmente convinto che si è opposto in occasione dell'esame della finanziaria, pur astenendosi, non votando l'emendamento del collega Morittu, ma ha precisato e relazionato del perché una norma così importante non può essere solo ed esclusivamente oggetto di un emendamento. Ma quando alcuni colleghi, caro amico Bachisio Falconi, del suo Gruppo, percorrono in lungo e in largo le dolci vallate del Logudoro attraversando comune per comune tutti i territori interessati a queste cave, presentandosi come i novelli messia della difesa dell'ambiente e dicendo che risolveranno questo problema immediatamente, che emenderanno, che presenteranno le norme, quelle sì che sono giuste, a difesa dell'ambiente, per la chiusura di queste cave che stanno deturpando l'ambiente; dimentichi forse, caro collega Falconi, che gli stessi colleghi sono quelli che sino all'anno scorso non hanno battuto ciglio e aperto bocca sulle leggi attualmente in vigore, che hanno permesso questo scempio e che non sono senz'altro frutto del lavoro di questa maggioranza. Mi riferisco alla legge numero 30 dell'89, andiamo un poco a ritroso nel tempo, sappiamo tutti chi erano gli Assessori in carica, quelle leggi hanno nomi e cognomi, che non sono certamente nomi e cognomi del centrodestra. Quando non si ha l'obiettività di riconoscere che una o due leggi, fatte da Giunte di centrosinistra, hanno permesso questo scempio e ci si presenta, con la faccia tosta con cui ci si è presentati a queste amministrazioni comunali, come i salvatori della patria e dell'ambiente, quasi facendo capire che è questa Giunta che ha permesso questo - ma la Giunta e i funzionari regionali non possono non permetterlo poiché violerebbero quelle leggi che lo stesso centro sinistra ha portato avanti e ha fatto approvare in questo Consiglio - viene subito la voglia di rispondere e non lo si è fatto. Non lo si è fatto nei comuni, non lo si è fatto neanche ieri quando, sempre i suoi colleghi, di fronte a venti sindaci hanno detto che oggi avrebbero presentato un emendamento a questo stralcio di finanziaria per consentire ai comuni quello che appunto è riportato nel mio emendamento.

Quindi, caro collega Falconi, questo emendamento è nato da quella provocazione. Io so che è una norma intrusa, io so che non si può inserire nella finanziaria una norma così importante su un così delicato settore, ma non sono certamente io che voglio fare l'assalto alla diligenza e presentarmi come il salvatore della patria, ma sono proprio quei colleghi che con tanta demagogia, ripeto ancora, vanno a trovare quei sindaci, a dire che loro salveranno il tutto, però non dicono che loro stessi sino a ieri sono stati complici attivi di quella politica di sfascio ambientale.

Questo è il senso della presentazione di questo emendamento. E' stata un'anticipazione, affinché noi possiamo dire: "L'ho fatto prima io". Se questo è l'unico modo per risolvere un problema così delicato, anche se non lo ritengo certamente un modo adeguato né equilibrato, a questo punto ognuno si deve difendere. Ci si costringe a difenderci con le stesse armi, scorrette, demagogiche, subdole, disequilibrate. Almeno questo consentitecelo!

Concludo, e ripeto: questa è una norma intrusa, ma lo è anche l'emendamento presentato dagli altri colleghi, per cui, se si è d'accordo sul fatto che il problema debba essere discusso in Commissione con le proposte e con i disegni di legge che sono presentati su questa materia, è chiaro che, per quanto mi riguarda, da primo firmatario, io ritirerò il mio emendamento, perché la motivazione politica della sua presentazione è quella che ho appena detto. Oppure quell'emendamento resterà agli atti, se il Consiglio lo boccerà chiaramente non se ne farà niente; se il Consiglio lo approverà sarà norma in finanziaria e saremo noi e non alcuni che fanno proprio quello che lei ha appena citato, caro collega Falconi, che se ne assumeranno il merito. Questo è il senso del mio emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.

SECCI (Popolari-P.S.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, faccio alcune brevi considerazioni su questo provvedimento per rimarcare qualche aspetto positivo e parecchi aspetti negativi che hanno caratterizzato l'iter istituzionale di questo provvedimento.

Quando la Commissione bilancio e programmazione ha iniziato l'esame del provvedimento, composto di quattro articoli, tre di merito e uno finanziario, la Giunta ha illustrato soltanto gli aspetti normati dagli articoli a cui facevo riferimento.

Sulla base di quella relazione, in Commissione si è sviluppato un dibattito e in quella circostanza, per bocca mia e di altri colleghi del centrosinistra, dicemmo che sul provvedimento, nel quale c'erano luci e ombre, ci saremmo astenuti, criticando alcuni aspetti secondo noi negativi ma riconoscendo la positività di alcuni interventi. .

Finita la discussione generale sul provvedimento, la Giunta ha presentato, all'improvviso, una cartellina con venti emendamenti o diciannove - poco cambia se sono diciannove o venti - e davanti alla nostra meraviglia e alla nostra richiesta di avere il tempo per esaminare un numero così elevato di emendamenti su un provvedimento di quella natura, ci è stato detto che bisognava esaminarli subito perché non c'era il tempo per esaminare le cose in modo razionale.

Ora, la domanda che ci siamo posti e che poniamo in quest'aula, assessore Masala, assessore Ladu, e chiunque altro è interessato a questa materia, è se è normale che il proponente, cioè la Giunta regionale, di un disegno di legge presenti una serie così elevata di emendamenti - poi ovviamente farò delle considerazioni di merito su alcuni emendamenti - senza che venga dato ai consiglieri, alla Commissione, il tempo di fare un esame attento. Non ci può essere urgenza di nessuna natura. Perché non ci può essere urgenza di nessuna natura, assessore Masala? Perché tutti gli elementi contenuti negli emendamenti non sono - se non uno, che poi evidenzierò, che è positivo -emersi improvvisamente. Sono tutti elementi strutturali, sono tutti elementi che il suo sistema burocratico o il suo sistema di supporto conosceva perfettamente ed era in condizioni di tenere in considerazione quando ha impostato il provvedimento principale. Occorre anche che ci diamo un ordine nel fare le cose. Però la meraviglia delle meraviglie, che ci ha poi costretto ad abbandonare i lavori di una Commissione così importante, lavori per altro fondamentali per il bene delle

nostre comunità, la sorpresa è stata scoprire che cosa conteneva l'emendamento numero 1, che poi è scomparso ed è stato modificato.

L'emendamento numero 1 conteneva una modifica a quanto contenuto nell'articolo 1, e più precisamente al comma 1, "Interventi per lo sviluppo e la razionalizzazione del sistema idrico", dove si inseriva per il 2002 un importo di 10 milioni e 329 mila euro per realizzare attività di emergenza di collegamento di invasi, se non mi ricordo male, da parte dell'Assessore dei lavori pubblici, sull'unità previsionale di base S08.058.

L'emendamento numero 1 conteneva, invece, l'autorizzazione alla modifica di questa spesa, al prelievo, da questo importo di 10 milioni e 329 mila euro, di 2 milioni e 500 mila euro per trasferirli dalla UPB dell'Assessorato dei lavori pubblici alla competenza della UPB 01002, "Interventi del Commissario governativo per l'emergenza idrica". Lo strano fu che non c'era sorpresa soltanto nei commissari dell'opposizione per la presentazione del provvedimento e degli emendamenti in questi termini, ma che lo stesso assessore Ladu parve sorpreso per la presentazione di questo emendamento. La sorpresa fu capire che in Giunta su questi emendamenti, non c'era stata alcuna concertazione. Allora, se la nostra domanda era significativa, diventava molto più importante, perché evidentemente non solo si lavora male nei confronti dell'opposizione, ma evidentemente si lavora male anche all'interno della maggioranza e dell'organo di governo. E questo non è consentito; non è consentito da una politica corretta, non è consentito dalle cose ben fatte, non è consentito da un sacco di altri parametri che qui si potrebbero evidenziare.

Comunque, fatta questa premessa, io penso, così come ho avuto occasione di dire nel corso della discussione in Commissione, che il provvedimento originario contenesse luci e ombre, e le luci erano il tentativo di ripristinare intanto gli importi degli stanziamenti che erano stati indicati in modo erroneo in finanziaria , e della cui vicenda almeno i più attenti hanno un ricordo. E le ombre sono rappresentate dal fatto che c'è un ambito discrezionale di utilizzo di queste risorse, nelle varie unità previsionali di base dell'Assessorato dei lavori pubblici, che è in capo all'Assessore, tant'è che la critica fu e la critica è che bisogna trovare indicatori oggettivi per distribuire queste risorse, di cui pure c'è bisogno, agli enti locali, perché non c'è dubbio - l'ho sostenuto in altre occasioni, anche nella passata legislatura - che la legge 25, che è una buonissima legge, dove si trasferisce tutto in un grande contenitore ai comuni sia per le spese correnti che per gli investimenti, sia stata un passaggio positivo. Ma ho sempre detto e lo dico ancora oggi che la "25" non può esaurire le risorse da destinare agli enti locali per fabbisogni straordinari. Allora, siccome questi fabbisogni straordinari di infrastrutturazione nelle nostre comunità purtroppo esistono ancora, a mio avviso è giusto che ci siano anche interventi straordinari. Il problema è che questi interventi straordinari e queste risorse aggiuntive non possono essere il portafoglio a disposizione di una persona, di una maggioranza o di una Giunta. Devono essere il portafoglio a disposizione per soddisfare i bisogni più impellenti.

Dicevo che c'è un elemento negli emendamenti della Giunta che è positivo. E lo è perché questo emendamento, che è contenuto adesso nell'articolo 2 bis del disegno di legge di cui stiamo discutendo, cioè "Modifiche alla legge regionale numero 7 del 2002", riguarda un'istanza che è stata presentata all'Assessore della programmazione da parte delle Associazioni degli enti locali. La legge finanziaria, negli articoli numero 10, 14, 18 e 25, detta norme confuse, perché sono norme originate da esigenze diverse di ciascun Assessorato, per cui il trasferimento delle risorse finanziarie ai comuni per realizzare opere di interesse comunale è normato in maniera tale che, entro luglio di quest'anno, si dovevano rendere alla Regione i soldi imputati ai capitoli degli stati di previsione della spesa dell'Assessorato dell'ambiente, e dall'anno scorso si dovevano rendere i soldi imputati ai capitoli degli stati di previsione della spesa degli altri Assessorati. Tra l'altro c'è una norma molto buona nella legge finanziaria che dice che la Regione deve fare un monitoraggio sui fondi assegnati agli enti locali e non utilizzati per riassegnarli agli stessi enti locali per la realizzazione degli stessi obiettivi oppure per obiettivi similari che nel frattempo si fossero evidenziati.

Bene, questo emendamento prevede, in pratica, di dare tempo alla Regione prima, e agli enti locali poi, per esperire tutte quelle procedure di cui si stava dicendo. Arrivati al 2 agosto, l'unica domanda che si pone, assessore Masala, è se il termine previsto, del 31 dicembre 2002, sia un termine corretto. Perché, se non ci confondiamo con le procedure, diciamo che tutta questa materia può essere esaminata da parte degli organismi competenti da settembre di quest'anno. E quindi da settembre di quest'anno possono partire le autorizzazioni ai comuni per l'uso diverso delle risorse di cui stiamo parlando. Far partire le procedure a settembre di quest'anno, Assessore, significa che non si possono impegnare le risorse entro il 31 dicembre del 2002, perché la procedura d'impegno è quella di stabilire un contratto con un fornitore o con un esecutore di opere che deve iniziare a eseguire i lavori. E tutti sanno che le procedure burocratiche per l'avvio di una procedura di progettazione, di una procedura d'appalto di un'opera pubblica o comunque di un servizio, richiedono tempi molto più lunghi. Quindi la domanda che mi pongo è se questo termine non possa o non debba essere ulteriormente prorogato.

Il nostro giudizio complessivo quindi è che questo disegno di legge ha luci ed ombre. Di sicuro è pieno di ombre tutto quello che è stato aggiunto oltre alle cose che io ho detto, che è per molti aspetti incomprensibile perché si fa riferimento a norme su norme, e a me hanno insegnato in tecnica legislativa che quando i riferimenti sono troppi e troppo criptici si vogliono nascondere cose che magari non sono utilizzabili in modo trasparente. Perciò sarebbe stato bene, Assessore - e questo avevamo chiesto in Commissione - che sulle rettifiche apportate all'articolo 3 ci fosse stata una puntuale relazione sulla destinazione di queste risorse e sulle ragioni che determinavano, a distanza di pochissimi mesi, la necessità di tutte queste variazioni.

Noi pensiamo che l'assestamento del bilancio della Regione sia uno strumento corretto ed è comunemente utilizzato, perché l'assestamento del bilancio è sempre stato fatto. E' sempre stato fatto per la verità un po' più avanti rispetto all'esercizio finanziario e quindi questo può scontare qualche grado d'improvvisazione. Però l'assestamento di bilancio è una cosa seria; l'assestamento di bilancio deve essere la presa d'atto della individuazione di risorse eccessive destinate ad alcuni usi e la presa d'atto di altrettante necessità che sono sopravvenute o che erano state valutate male. Ci sembra che il provvedimento, fatti salvi gli aspetti che ho giudicato positivi, sia invece frutto, ancora una volta, di interventi occasionali, di interventi a spot, che non giustificano, a nostro avviso, un provvedimento di questa natura.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Onida. Ne ha facoltà.

ONIDA (P.P.S.-Sardistas). Il disegno di legge che siamo chiamati a esaminare è un primo necessario intervento di aggiustamento della finanziaria del 2002. Il tormentato iter consiliare che ha portato all'approvazione della finanziaria ha determinato degli errori meramente tecnici, delle incongruenze che debbono trovare una sollecita e corretta soluzione. Tralascio però i problemi tecnici di natura contabile e finanziaria per concentrare il mio brevissimo intervento sul problema più rilevante, che è quello che riguarda i fondi dell'Assessorato dei lavori pubblici.

Il dato costante nell'intervento del collega del Gruppo dei Popolari, in quello del collega del Partito della Rifondazione Comunista, e in quello del relatore di minoranza, è che essi fanno già da ora un'ipotesi di conclusione dei lavori e di voto finale. Tutti concordano sull'opportunità che gli articoli che riguardano la ricostituzione delle risorse sui capitoli dell'Assessorato dei Lavori Pubblici possano tranquillamente andare avanti, mentre si interrogano sull'opportunità di arrivare al voto anche sugli altri emendamenti. Qualche emendamento aggiuntivo dell'ultima ora probabilmente appesantisce il provvedimento e forse sarebbe opportuno che si trovasse una strada alternativa a quella del confronto di oggi, però io invito la Giunta a tenere in considerazione i suggerimenti che stanno emergendo e che sono anche - l'ho detto in Conferenza di Capigruppo e lo ripeto adesso - il frutto della mia riflessione. Se non è possibile la perfezione si proceda con pragmatismo alla realizzazione dei passi possibili, di quello che sembrerebbe opportuno in questo momento per il Consiglio.

Oggi non è la sede per discutere un voto con il quale il Consiglio sovrano ha stabilito di lasciare privi di qualsiasi copertura finanziaria i capitoli di spesa dei lavori pubblici. Il voto del Consiglio regionale ha sempre un significato politico e, come tale, anche se espresso col voto segreto dev'essere rispettato. Ma proprio la sua natura politica fa sì che oggi tutto questo possa e debba essere ridiscusso. Credo che tutti i consiglieri regionali, espressione dei diversi territori della Sardegna, interpreti delle istanze delle Amministrazioni locali, abbiano coscienza dei problemi che quel voto ha determinato negli enti locali e quindi nei cittadini. Non ritengo necessario oggi ribadire le necessità strutturali che affliggono i nostri Comuni. Esistono caterve di documenti di programmazione regionali, nazionali, comunitari che danno conto in termini inoppugnabili di quanto ho appena affermato. Ma credo che nessuno dei colleghi presenti in quest'Aula abbia bisogno di questi documenti per conoscere le esigenze degli amministratori locali. Spesso si tratta di interventi di piccola entità che, proprio per questo, non possono rientrare nella casistica dei grandi interventi strutturali finanziati con gli strumenti comunitari, ma non per questo meritevoli di minore attenzione.

E` difficile spiegare agli amministratori di piccole realtà locali che la Regione, nella sua legge di bilancio, non ha ritenuto necessario stanziare qualche milione di euro per dare risposte e soluzioni a problemi che incidono fortemente sulla qualità della vita dei cittadini dei piccoli centri. Sono piccole cose, l'assenza di un cimitero capace di raccogliere le salme della gente che muore è un elemento non secondario della fuga dei cittadini dai piccoli centri. E' un esempio clamoroso, un esempio bizzarro, forse un esempio anche inopportuno, ma non è di poco conto. Basta riflettere su queste questioni per valutare con saggezza le cose che dobbiamo fare. Ritengo che queste siano le considerazioni che devono guidare il Consiglio su questa materia. Le risorse che andranno a rimpinguare i capitoli di spesa dell'Assessorato dei lavori pubblici non vanno, colleghi, ad "arricchire" , l'Assessore di turno, ma rappresentano spesso l'unica possibilità per gli enti locali, segnatamente quelli più piccoli, di dare risposte concrete alle esigenze primarie in materia di acqua, di strade, di opere pubbliche necessarie. Ecco le ragioni che spingono verso una sollecita approvazione del provvedimento. Questo non significa che su questo argomento non si possa, anzi non si debba tornare e aprire un dibattito. Questa però non è l'occasione giusta. Ci sarebbe la necessità di valutare se questi fondi non possano trovare strade più dirette per giungere ai destinatari finali: gli enti locali.

Ma questo è un argomento che necessita di un proprio spazio nell'ambito del dibattito più ampio sul decentramento dei poteri. Hanno fatto bene il collega Secci e il collega Cogodi a porre il problema. Può essere che anche questo pezzo di discrezionalità vada tolto alla Giunta, all'Assessore, all'amministratore, per trovare una strada diretta, maestra, di maggiore trasparenza. Io sono convinto che comunque attorno alle così poche ed esigue risorse che si utilizzano nella direzione di questi obiettivi, nessun Assessore sia capace di fare le sue fortune politiche anche utilizzando con discrezionalità questi strumenti e queste risorse.

Oggi siamo chiamati a rispondere ad esigenze immediate che giungono dai territori. Questo provvedimento è una risposta. Forse non è la migliore in assoluto, ma certamente ha il pregio dell'immediata concretezza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Signor Presidente, colleghi, il relatore di maggioranza ha introdotto questo disegno di legge, definendolo un atto riparatore. Con pazienza di chi la pensa diversamente, per chi proviene dalla cultura cattolica, gli atti riparatori fanno seguito ad una adeguata penitenza. Vorrei ricordare a questo proposito che penitenza non c'è stata. E lo vorrei ricordare ai colleghi che, quattro mesi fa, non hanno osservato in quest'Aula quello che l'onorevole Balletto chiama: "Un incidente di percorso", ma sono stati spettatori di una severa censura politica riguardo alla proposta delle politiche sui lavori pubblici di questo Governo regionale. Non si è trattato di un incidente, dunque non può esserci un atto riparatore senza tenere conto delle ragioni per le quali noi ci ponemmo criticamente rispetto a quella ipotesi e degli aspetti che non sono stati minimamente corretti in questi quattro mesi. Io resto dell'avviso che qualcuno in quest'Aula debba spiegarci quale sia la reale strategia nel settore dei lavori pubblici seguita fino ad oggi dall'Assessorato. Noi non solo non l'abbiamo capita ma, in un momento in cui l'aspetto strategico della politica infrastrutturale in Sardegna si fa critico - e si fa critico perché noi scontiamo costantemente non solo un incremento del ritardo rispetto agli standard che altre Regioni stanno rapidamente recuperando, ma anche uno svuotamento di merito, davanti alla riduzione delle risorse - osserviamo quotidianamente un arretramento dei livelli di trasparenza, di conoscenza e di pianificazione delle politiche infrastrutturali in Sardegna.

Lei è stato testimone - non posso dire profeta, perché ne è stato vittima, nel rapporto che la stampa ha riportato a grandi caratteri cubitali - del conflitto tra una politica populista, portata avanti dal Presidente della sua Giunta, e le sue opinioni intorno anche - basta citare l'ultimo esempio - all'esito delle proposte sarde nella legge obiettivo.

Questa è la prova che la nostra Regione non gode di un'ipotesi strategica nel settore dei lavori pubblici e questo perché c'è una dicotomia all'interno della stessa Giunta, perché ci sono ipotesi diverse dentro la stessa Giunta. Immaginiamo se noi possiamo ambire a comprendere quale sia il filo logico della politica di infrastrutturazione nella nostra Regione. E io credo che questa manovra, che maschera un provvedimento di sanatoria, non possa tacitamente sottointendere, assessore Ladu, che lei è libero dall'obbligo di ripristinare un rapporto corretto con il Consiglio regionale su questa materia. La ragione della censura di quattro mesi fa è che questo Consiglio regionale dev'essere messo nelle condizioni di decidere con responsabilità. E decidere con responsabilità su partite di questa entità non significa, se i colleghi mi consentono, invocare astrattamente il bisogno degli amministratori locali, che ben conosciamo, semmai ci sarebbe da chiedersi di quali amministratori locali, con quale logica, verso quali strategie. Questo non si sa, questo è lasciato al libero arbitrio di chi poi deciderà i programmi. Ma noi vogliamo decidere con responsabilità, e le chiedemmo quattro mesi fa di presentarsi in Aula con gli stati di attuazione, con le linee di intervento, con le priorità, con gli strumenti che indicassero che quella strategia portava ad un obiettivo, ad un mezzo obiettivo, a quello che le pare, rispetto al bisogno che tutti noi sentiamo, a prescindere dall'appartenenza politica, di lavorare perché questa Regione, dal punto di vista infrastrutturale, crei le condizioni elementari perché voi possiate parlare di sviluppo, mentre ne state parlando da tre anni confusamente, distrattamente e propagandisticamente e certamente anche inutilmente.

Ma io mi preoccupo ancora di più di questo provvedimento, alla luce della gestione assolutamente confusionaria delle finanze regionali in questi mesi. Io credo che la spendita di 160 miliardi, o quelli che saranno, che fa seguito a ingentissimi finanziamenti che nelle leggi che abbiamo discusso anche di recente sono compresi, non debba portare questo Consiglio ad una passerella continua di interventi, quando abbiamo di fronte gli spettatori che ci costringono e ci mettono nelle condizioni di operare con grande visibilità, mentre quando l'Aula è deserta e non abbiamo pubblico, su provvedimenti di questa entità nessuno si sente nella condizione di andare a vedere a fondo quello che sta avvenendo. Dobbiamo essere coerenti, perché io questo chiedo ai colleghi del Consiglio, se c'è una coerenza nel nostro comportamento. Io vi chiedo quali condizioni sono cambiate rispetto alle politiche dei lavori pubblici da quattro mesi fa ad oggi? E se lei, Assessore, che nella discussione della finanziaria ammise chiaramente l'esistenza di una debolezza della proposta, in esito alla mancanza degli stati di attuazione e di una responsabile conoscenza degli atti propedeutici a una programmazione dei lavori pubblici, viene oggi in Aula in queste condizioni, io credo che abbiamo tutti il dovere e la responsabilità di ricordare a noi stessi che qualche volta le coerenze, soprattutto quando non esiste una strategia, devono essere il punto di riferimento, quanto meno di un comportamento morale, del nostro modo di essere in quest'Aula.

Osservo anche, da un certo punto di vista, la carenza di una visione tesa al riequilibrio territoriale, che lei più di altri, assessore Ladu, avrebbe l'interesse e il dovere di portare avanti, ma basta leggere l'articolo che riguarda il finanziamento alle Province per la manutenzione e la tenuta delle strade provinciali, assegnate sulla base della dotazione chilometrica delle strade rispetto a ogni territorio provinciale, per notare come chi ha già avuto tanto, continua ad avere tanto, quelli che hanno avuto poco e che in relazione alla scarsità di quelle risorse fanno fatica a mantenere in manutenzione le strade, continuano ad avere poco. E' la prova lampante della mancanza di una idea, di un'attenzione costante verso l'esigenza di un riequilibrio che guardi al merito dei problemi, non alla composizione più o meno formale e burocratica delle proposte di legge.

Io credo che, in una visione politica, che bene o male chiunque può avere, ma che io credo che soprattutto le opposizioni debbano avere, mentre ci avviciniamo sempre più alla scadenza di questa legislatura, tutto debba poter essere riportato al filo conduttore di un'esperienza politica di questa maggioranza che dimostra, in questo Consiglio e in questa fase della vita politica regionale, un atteggiamento, non voglio usare la parola antidemocratico, ma certamente golpista rispetto alle regole democratiche. Non ho nessuna vergogna di dirlo, perché, la presenza di una Giunta che va sistematicamente, per due, tre, quattro mesi, sotto, a voto palese e a voto segreto, che non prende atto dei livelli di antidemocraticità con le quali opera e che solo per questo dovrebbe avere la nostra ferma opposizione, indipendentemente dal merito dei provvedimenti, questa condizione istituzionale influisce negativamente non solo sul giudizio sulla politica o sulla pseudopolitica che voi fate, ma ha ricadute negative sulla valutazione complessiva della funzione della politica e della sua credibilità, per tutti quanti noi, e credo che questa situazione debba essere ricondotta ad una sorta di degenerazione della democrazia in quella che un sociologo americano, William Samner, chiamava "la plutocrazia". Essendo uno studioso dei primi del Novecento non ha avuto la fortuna di vedere la chiusura della parabola, che nel nostro caso appartiene all'epoca di questo "berlusconismo" profittatore-affaristico di cui voi siete un surrogato, non so in che misura fedele. Nelle politiche dell'Assessore dei lavori pubblici in particolare, e nella gestione finanziaria complessiva di questa Regione avrebbe potuto avere un modello molto interessante da studiare per spiegare ancora meglio quanto la nostra democrazia stia attraversando un processo di degenerazione plutocratica.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Pilo. Ne ha facoltà.

PILO (F.I.-Sardegna). Rinuncio, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (I DEMOCRATICI). Grazie, Presidente. Io credo che sia evidente e comprensibile la volontà riparatoria della maggioranza, ribadita dal relatore di maggioranza stesso, per quanto non concesso dalla stessa maggioranza, nella finanziaria, all'Assessorato dei lavori pubblici. Non altrettanto bene, però, si evince questa volontà riparatoria nei confronti del sistema delle autonomie locali. Infatti vediamo che anche questo provvedimento, come tutti i provvedimenti che questa maggioranza porta in quest'Aula, va nella direzione opposta rispetto ad un trasferimento di funzioni, deleghe, competenze al sistema delle autonomie locali. In breve possiamo dire che si va contro corrente rispetto all'esigenza di un federalismo interno da realizzare anche nella nostra Regione Sardegna.

Questo lo possiamo evincere in termini concreti, al di là di quelle che possono essere le valutazioni di carattere generale, anche in questo provvedimento sia per quanto concerne gli stanziamenti, sia per quanto riguarda la parte normativa contenuta nel disegno di legge 324/A.

Per quanto riguarda gli stanziamenti, dicevo, abbiamo da una parte, appunto, un aumento della dotazione finanziaria per una gestione discrezionale da parte dell'Assessorato dei lavori pubblici nell'ordine di circa 180 miliardi, d'altra parte all'articolo 3 bis vediamo che, nella variazione di bilancio che ci viene proposta, c'è una contrazione di 5 milioni di euro all'UPB S03042 e nell'articolo 4, sempre relativamente a questa UPB abbiamo una diminuzione di 5.830.000,00 euro - vorrei ricordare che questo stanziamento previsto nell'UPB S03042 riguarda il finanziamento agli enti locali e agli Istituti autonomi case popolari per fronteggiare oneri straordinari derivanti da investimenti, pari a 10.330.000,00 euro - e addirittura vengono tolti anche altri 500.000,00 euro che erano stati stanziati per attivare gli uffici relativi alle espropriazioni la cui procedura è stata recentemente modificata, togliendola dalla competenza regionale e ponendola in capo, appunto, agli enti locali.

Bene, io vorrei anche ricordare che questi due stanziamenti previsti nella legge finanziaria di quest'anno erano stati introdotti nonostante la Giunta non li avesse previsti, e fu l'Aula dopo un acceso dibattito che riuscì a fare inserire sia lo stanziamento relativo agli oneri straordinari derivanti da investimenti, sia per l'attivazione degli uffici comunali o consortili per quanto riguarda le espropriazioni.

La proposta della Giunta che oggi stiamo esaminando mentre da un lato aumenta le risorse dei lavori pubblici a gestione discrezionale, dall'altro lato cancella totalmente uno stanziamento previsto nella legge finanziaria a favore del sistema delle autonomie locali.

L'articolo 2 bis è l'esempio chiaro di quale sia la volontà della Giunta regionale, questa impostazione sanzionatoria nei confronti degli enti locali, e tralascio di leggere il comma 1, il comma 2 e il comma 3 che mostrano questa volontà persecutoria nei confronti degli enti locali. Questo tra l'altro avviene nel momento in cui noi continuiamo a registrare continue inadempienze dei vari Assessorati relativamente alla spendita delle risorse. Io vorrei ricordare ancora una volta, assessore Masala, e lo voglio ricordare perché il suo Assessorato continua a non dare risposte, in particolare per quanto riguarda i decreti relativi ai PIA, accordi di programma firmati nel 1998 per i quali le autonomie locali hanno predisposto i progetti esecutivi, hanno addirittura appaltato i lavori da oltre due anni, ma non possono procedere alla consegna dei lavori perché, nonostante gli impegni assunti negli accordi di programma, si continua a registrare questa inadempienza da parte del suo Assessorato.

Così come, per quanto riguarda i PIT - e abbiamo avuto modo di parlarne recentemente in occasione della discussione del Dpef - le vorrei ricordare, Assessore, che nel mese di luglio e nel mese di agosto tanti amministratori locali e tante imprese hanno saltato le ferie perché dovevano adempiere entro il 10 di settembre alla presentazione dei PIT, mentre il suo Assessorato continua ad essere inadempiente rispetto alla sottoscrizione degli accordi di programma relativamente ai PIT.

Assessore, se la ricerca che voi cercate di portare avanti con l'articolo 2 bis, che io continuo a definire sanzionatorio nei confronti del sistema delle autonomie locali, è quella di una maggiore efficienza, io la condivido. Ma qual è la sanzione dei confronti delle vostre inadempienze?

In ultimo, io vorrei ricordare la coerenza delle politiche della maggioranza rispetto a quanto recentemente presentato ed approvato dalla Giunta e dalla maggioranza di centrodestra relativamente al Dpef, e in particolare vorrei leggere questo passaggio della pagina 66 che era una delle due o tre pagine del Dpef che conteneva il cuore della strategia e delle politiche della maggioranza. Diceva e dice, perché a questo punto è stato approvato: "Non devono essere previsti ulteriori stanziamenti per quelle spese di investimento in conto capitale che presentino consistenti residui o non abbiano raggiunto il limite d'impegno dell'80 per cento previsto dall'articolo 1 comma 20 della lettera A)". Tralascio il resto per chiedere qual è la coerenza, Assessore, tra il Dpef e i residui accertati che abbiamo avuto modo di analizzare in occasione dell'approvazione della finanziaria del 2002 che, vorrei ricordare, è recente - stiamo parlando di tre, quattro mesi fa - dove appunto l'Assessorato dei lavori pubblici registrava un importo di residui passivi accertati pari a 2.249 miliardi. Tra l'altro vorrei ricordare che vi era un ulteriore aumento rispetto anche all'esercizio precedente di circa 200 miliardi. Quindi voi nel Dpef dite che non devono essere concesse ulteriori risorse allorché siano presenti consistenti residui, ed oggi invece ci presentate una proposta che prevede un maggiore stanziamento a favore dell'Assessorato dei lavori pubblici per una gestione discrezionale di ulteriori 180 miliardi.

Concludo, a questo punto, chiedendo come giustificate l'impostazione che avete dato nella finanziaria che avete difeso strenuamente e avete approvato, rispetto a questa ulteriore proposta che oggi invece ci presentate.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Rinuncio, signor Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.

SANNA Giacomo (Gruppo Misto). Rinuncio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.

DORE (I DEMOCRATICI ). Rinuncio.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.

MORITTU (D.S.). Signor Presidente, colleghi, voglio esprimere brevemente alcune considerazioni su questo disegno di legge presentato dalla Giunta.

Intanto appare del tutto evidente che la ratio del provvedimento è quella di cercare di rimediare alla bocciatura delle poste previste in finanziaria soprattutto sul versante dei lavori pubblici ed anche di recuperare qualche emendamento presentato da alcuni consiglieri della maggioranza, in occasione della discussione della legge finanziaria, che non ebbe allora un esito positivo. Mi riferisco in particolare alla spesa di 6 milioni di euro per la concessione di contributi alle province per la manutenzione straordinaria delle strade di loro competenza, allora presentato, mi pare, dall'onorevole Piana e più, che non trovò accoglienza in finanziaria e sollevò non pochi contrasti all'interno della maggioranza. Oggi si cerca in qualche modo di rimediare alla bocciatura della finanziaria recuperandolo in questo disegno di legge che appare anche a me un disegno di legge di assestamento di bilancio piuttosto che un mero provvedimento che tende a integrare ed a modificare la legge finanziaria del 2002.

Dico questo perché il presente provvedimento contiene anche, Presidente e colleghi, alcune norme sostanziali, in particolare in materia di lavori pubblici, ma non solo, che incidono, per esempio, sulle procedure di spesa e che non hanno avuto alcun esame da parte della Commissione di merito. Sollevo questo problema perché, per esempio, l'articolo 2 bis cassa l'articolo 18 della legge finanziaria approvata da questo Consiglio.

Soffermandomi su questo punto, io faccio presente al Consiglio che la Commissione di merito, nell'esame di un disegno di legge proposto dalla Giunta con il titolo "Accelerazione della spesa sulle opere pubbliche", aveva esaminato questo stesso articolo e l'aveva abbondantemente modificato ed emendato rendendolo più rispondente alle esigenze esposte dai comuni e dagli enti locali in genere.

A me pare che questo provvedimento sia volto semplicemente al recupero a man bassa delle risorse giacenti nelle casse degli enti locali, per fare cassa, per recuperare residui da reimpiegare, non certo da utilizzare per il risanamento delle casse regionali.

Ma di questo abbiamo discusso anche in occasioni precedenti a proposito di un'operazione di recupero di residui passivi che poi è stata abbondantemente reimpiegata in occasione della finanziaria del 2001. A me spiace davvero che il lavoro fatto in Commissione sia stato accantonato, non sia stato tenuto in debito conto; e questo perché questo disegno di legge, presentato come un provvedimento di correzione della finanziaria del 2001, in verità è un vero disegno di legge di assestamento di bilancio o lo è sicuramente almeno in parte. Certo noi riconosciamo che vi sono bisogni inevasi da parte della Regione sul versante del finanziamento delle opere pubbliche di interesse locale. Sappiamo anche però che molta della programmazione di questi anni relativa agli enti locali è stata fatta non tenendo in debito conto le esigenze oggettive di comuni e province, ma, come giustamente rilevava e sottolineava il collega Gian Valerio Sanna, tenendo conto degli amici e dei collegi elettorali. Basterebbe dare una scorsa alle delibere dei lavori pubblici assunte in questi ultimi due anni. Per altro alcune delibere vengono adottate e riadottate numerose volte, semplicemente per variare alcune poste relative a qualcuno, raschiando un po' per accontentare qualche altro, forse amico, che era rimasto a suo tempo fuori dai finanziamenti. Fa inoltre meraviglia che, a fronte per esempio di bisogni urgentissimi sul versante dell'emergenza idrica, si accantonino somme consistenti per progettazioni delle quali per altro nessuno ci ha dato davvero informazione precisa e di merito. Non conosciamo gli stati di attuazione della spesa, diciamo insomma che conosciamo ben poco di come si muove la macchina dei lavori pubblici nella Regione, nonostante in Commissione tante volte ne abbiamo chiesto conto. Ma la nostra Commissione, si sa, non è una Commissione che funziona come un orologio, è una Commissione che funziona malino per quanto riguarda l'istruttoria dei provvedimenti esaminati.

Chiudo il mio intervento con una sottolineatura negativa, così come ho brevemente argomentato. Per il resto delle questioni sollevate dall'onorevole Rassu sulle autorizzazioni di cava, i suoi ravvedimenti, se sono operosi, sono bene accetti; se sono, come dire, ravvedimenti demagogici, avremo modo naturalmente di puntualizzare nel seguito della discussione.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Signor Presidente, intervengo sugli aspetti di carattere generale, non so se l'onorevole Ladu voglia poi integrare il mio intervento per gli aspetti particolari che possono riguardare il suo assessorato. Innanzitutto occorre richiamare l'attenzione dell'Aula sul fatto che il disegno di legge numero 324/A ha come titolo: "Integrazione e modifica della legge regionale numero 7 del 2002 e della legge numero 8 del 2002" cioè rispettivamente la legge finanziaria e la legge di bilancio del 2002; operazione che si è resa necessaria per la disponibilità di risorse per le quali non era stata prevista una specifica destinazione neppure attraverso l'ipotesi di disegni di legge alla manovra finanziaria medesima collegati, quindi si rendeva assolutamente necessario indicare la allocazione di queste risorse. Una parte considerevole di queste risorse andava individuata nell'Assessorato dei lavori pubblici per garantire le risorse soprattutto a una serie di programmi che sono stati già posti in essere e quindi sono in corso di realizzazione e occorre quindi che siano finanziati, sia quelli che vengono predisposti direttamente all'assessorato, sia quelli che vengono fatti attraverso una serie di risorse destinate agli enti locali. Altre norme invece riguardavano rettifiche effettive che andavano fatte alla legge finanziaria e alla legge di bilancio e quindi il contenuto del disegno di legge si colloca correttamente all'interno, del titolo che è stato dato al disegno di legge medesimo.

Nelle more sono pervenute delle richieste di integrazione e anche di modifica alla legge finanziaria, non ultime quelle di alcune associazioni di categoria, già citate dall'onorevole Secci, relativamente al contenuto dell'articolo 2 bis che è stato fatto dall'ANCI, come pure altre norme che provengono dalle strutture degli assessorati che sono volte alla migliore razionalizzazione di determinate questioni che tutte, comunque, rientrano nel concetto indicato nel titolo della proposta medesima di integrazione e di modifica alla legge finanziaria e alla legge di bilancio del 2002, quindi non c'è nessun intento di stravolgimento del contenuto della legge medesima, neppure attraverso gli emendamenti che sono stati presentati, tra i quali, come qualcuno ha avuto l'onestà di riconoscere, ci sono anche delle proposte interessanti ed accoglibili, il che vuol dire che la presentazione di questi emendamenti non è stata fatta con l'intento malizioso di stravolgere il disegno di legge ma per dare delle risposte a delle istanze che sono state presentate. Su tutte queste questioni, evidentemente, non esiste nessuna pregiudiziale, la Giunta non intende assolutamente fare una guerra di religione sull'articolo 2 bis, ha voluto soltanto richiamare l'attenzione dell'Aula sul fatto che le questioni che sono state sollevate dall'ANCI sono corrette, e quindi noi riteniamo debbano essere accolte e le sottoponiamo all'Aula, ma se l'Aula vuole impostare una pregiudiziale su queste questioni è chiaro che noi non ne facciamo conto; ho citato l'articolo 2 bis per non citare tutti gli altri, soltanto per far capire che non esiste nessuna pregiudiziale su queste questioni, perché sono argomenti che possono essere tranquillamente risolti in altra sede.

Ne parleremo ancora nella discussione dei vari articoli, in questa fase basti dire che non esiste alcuna pregiudiziale su questo, l'importante è che il concetto fondante, principale di questo disegno di legge, possa essere salvaguardato, e il principio fondamentale è quello contenuto nell'articolo 1 ed anche nell'articolo 2, perché occorre richiamare l'attenzione anche sulle risorse relative alla programmazione negoziata perché occorre ricordare che noi non abbiamo, a livello regionale, uno strumento di programmazione che ci consenta di applicare procedure nazionali per cofinanziare con nostre risorse, accordi di programma nazionali,. Tutte le materie, per esempio - come l'onorevole Spissu ben sa - relative a determinati accordi di programma, possono avere risorse aggiuntive regionali soltanto in presenza di una procedura che consenta alla Regione medesima di poter utilizzare queste risorse. In assenza di questo noi possiamo votare ordini del giorno, possiamo fare tutto quello che vogliamo, però ci troviamo di fronte all'impossibilità tecnica di procedere. Ecco perché nell'articolo 2, in una con la destinazione delle risorse che avanzavano alla programmazione negoziata, è stata inserita anche una norma di carattere sostanziale, ritenendo che essa sia utile per dare un'accelerazione alle spese.

Per quanto concerne poi i ritardi che ci possono essere, ahimè, l'onorevole Biancu ha fatto una citazione specifica, io voglio ricordare all'onorevole Biancu che egli ha avuto da me il massimo della considerazione, tant'è che le pochissime risorse relative al 2000 che erano ferme, riguardano anche il PIA della Marmilla, in relazione al quale la determinazione di spendita, di trasferimento delle risorse relative al 2000 per il PIA della Marmilla è già stata fatta, contrariamente a quanto è accaduto invece per altri PIA. Il collega sa benissimo che io ho già convocato la riunione per la sottoscrizione del patto aggiuntivo per lo stesso PIA, purtroppo per l'impossibilità di riunire tutti i soggetti interessati, perché sono parecchi, non è stato possibile sottoscriverlo, però io mi sono adoperato perché ci fossero delle sottoscrizioni a catena, per cui siamo nelle condizioni, anche prima delle ferie estive, di poter perfezionare la sottoscrizione di questo atto aggiuntivo. Questo a dimostrazione che è vero che ci sono delle difficoltà però, quando c'è la buona volontà da parte di tutti e la comprensione delle ragioni degli altri, io ritengo che si possa giungere a una conclusione positiva. L'importante è che non ci siano delle pregiudizialità preconcette quando si parla di queste cose; per quanto mi riguarda non ne ho avuto né per questo né per altri PIA; sotto questo profilo ritengo di avere la coscienza completamente tranquilla.

Ho terminato, chiedo soltanto che l'Aula possa esaminare e possibilmente licenziare questo provvedimento, poi, nel corso della discussione dell'articolato, esamineremo i punti sui quali ci sono posizioni pregiudiziali, e la Giunta regionale non porrà nessun ostacolo, al fine di spianare il percorso di questo provvedimento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.

LADU (P.P.S. - Sardistas) Assessore dei lavori pubblici. Intervengo per dare qualche chiarimento e qualche risposta in merito all'articolo 1 della proposta di legge che si sta discutendo questa mattina. Intanto voglio chiarire subito il senso di questi interventi, perché sembrerebbe che si siano messe a disposizione delle risorse per gli enti locali e, quello che è più grave, sembrerebbe che ci sia una particolare discrezionalità da parte dell'Assessore competente e quindi che queste risorse possano essere destinate a questa o a quella finalità senza alcuna regola. Questo non è vero, nel senso che intanto bisogna dire subito che queste sono risorse già impegnate; mi dispiace che quattro mesi fa, quando è stata approvata la finanziaria, col voto segreto siano state tolte ai Comuni tutta una serie di risorse che erano state programmate, per i quali i Comuni si erano impegnati per fare la progettazione, e avevano fatto tutta una serie di interventi preliminari, relativamente alla spendita di queste risorse. Bene, questo Consiglio regionale, praticamente, ha tolto fondi ai Comuni, che tra l'altro avevano già impegnato queste risorse e che, dopo il voto di questo Consiglio regionale non hanno avuto più queste disponibilità, tant'è che oggi, quasi quotidianamente, ricevo sindaci e amministratori degli enti locali che chiedono risposte su finanziamenti che erano stati impegnati non da me, ma dagli Assessori che mi hanno preceduto, dai quali hanno avuto la comunicazione che erano stati deliberati per gli enti locali destinatari delle risorse, finanziamenti che poi di fatto sono stati tolti. Quindi devo dire che oltre il 70 per cento delle risorse che oggi stiamo stanziando in questo articolo, sono fondi già impegnati che servono per sanare una situazione che questo Consiglio regionale purtroppo ha creato, una situazione di disagio dei Comuni che si sono visti, da un giorno all'altro, privati di determinate risorse.

Si è parlato anche di equilibrio territoriale, ma intanto bisogna dire che la maggior parte di queste risorse vengono ripartite per aree programma, quindi non c'è la discrezionalità della quale ho sentito parlare stamattina negli interventi di alcuni colleghi. Queste risorse vengono distribuite per aree programma e sulla base delle esigenze prioritarie dei Comuni che ne fanno richiesta e il lavoro che è stato fatto da parte degli uffici dell'Assessorato dei Lavori Pubblici è un lavoro corretto che è stato apprezzato da tutti gli enti locali. Quindi, non mi pare che sia vero che c'è troppa discrezionalità, e comunque dobbiamo capirci, perché certe volte ci si accusa di avere troppa discrezionalità, altre volte, come nel caso, ad esempio, delle risorse impegnate per la viabilità provinciale, si dice che forse diamo risorse alle Province che hanno una viabilità migliore, quindi praticamente diamo risorse in più a quelle zone che forse ne hanno meno bisogno. Bisogna mettersi d'accordo, o si è sempre partigiani nella ripartizione delle risorse o non lo si è. Qualche volta sono stato accusato di difendere con troppo zelo la mia zona, la Provincia di Nuoro, però credo che quelle zone che avrebbero avuto bisogno di maggiore attenzione nel passato l'hanno avuta, e se qualche volta l'ho fatto è perché effettivamente c'era la reale necessità di impegnare risorse in zone che sicuramente avevano un ritardo infrastrutturale di anni, e pertanto un intervento più oculato, più attento e, se vogliamo, anche più forte, credo che fosse in quel momento assolutamente indispensabile.

Voglio dire due cose sui fondi residui. Credo che questo sia un argomento che torna ripetutamente all'attenzione di quest'Aula ma che forse ha bisogno ancora di ulteriori chiarimenti. L'onorevole Biancu parlava di oltre 2.000 miliardi di fondi residui, però voglio dire una cosa importante: l'Assessorato dei Lavori Pubblici ha impegnato quasi il 100 per cento delle risorse del 2001, ha impegnato quasi il 100 per cento delle risorse del 2000, i fondi residui non sono fondi che non ha impegnato o che non ha speso l'Assessorato dei Lavori Pubblici. L'Assessorato dei Lavori Pubblici ha delegato gli Enti Locali per spendere determinate risorse e le risorse non sono state spese dagli Enti Locali e pertanto ci sono situazioni particolari che riguardano i Comuni, le Comunità Montane, le Province, dove per tutta una serie di motivazioni le risorse non sono state spese perché c'erano problemi relativi alla tutela del paesaggio o altri problemi, ebbene oggi quelle risorse figurano tra i fondi residui della Regione. Questo non è assolutamente vero, l'Assessorato dei Lavori Pubblici è uno dei più puntuali nella spendita delle risorse, i fondi residui non riguardano inadempienze dell'Assessorato dei Lavori Pubblici, ma è tutto un sistema che va rivisto e probabilmente va corretto; io ho presentato, onorevole Biancu, una proposta di legge sull'accelerazione della spesa che è ancora ferma nella Commissione dei Lavori Pubblici, credo che a questo argomento sarebbe opportuno dedicare una sessione straordinaria, per vedere come devono essere impegnate le risorse. Però le assicuro, onorevole Biancu, che il fatto che ci siano tanti fondi residui, non è dovuto a inadempienze dell'Assessorato ai Lavori Pubblici, ma è tutto il sistema che va rivisto. Tra i residui ci sono i fondi relativi ai programmi pluriennali, che figurano anch'essi come fondi residui, ma non è giusto mettere in un unico calderone tutte queste risorse non spese, che però rientrano nell'attività di programmazione della Regione Sardegna, però le posso assicurare che, per quanto ci riguarda, non ci sono inadempienze, anzi le posso dimostrare che l'Assessorato dei Lavori Pubblici in questi anni ha speso bene le risorse che ha avuto a disposizione, e comunque, se ci saranno le condizioni, durante la discussione degli articoli del provvedimento che stiamo approvando oggi, darò risposte puntuali sui diversi capitoli anche in ordine ai fondi residui e ad altri problemi che sicuramente riguardano la vita dell'Assessorato dei Lavori Pubblici che credo abbia operato in questi anni in modo corretto e soprattutto trasparente.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto del passaggio all'esame degli articoli.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 71

Votanti 71

Maggioranza 36

Favorevoli 38

Contrari 33

Il Consiglio approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MARROCU - MASALA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.)

Si dia lettura dell'articolo 1.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

LICANDRO, Segretario:

Art. 1

Autorizzazioni e rideterminazioni di spesa

nel settore delle opere pubbliche

1. Per la prosecuzione ed il completamento degli interventi infrastrutturali e per le finalità di cui alle leggi regionali 12 dicembre 1994, n. 36 - articolo 29, 7 aprile 1995, n. 6 - articoli 7, 13 e 15, 8 marzo 1997, n. 8 - articolo 7, 18 gennaio 1999, n. 1 - articolo 34, sono disposte le seguenti autorizzazioni di spesa:

Interventi per lo sviluppo e la razionalizzazione del sistema idrico (UPB S08.058 - Capitolo 08202)

2002 euro 10.329.000

2003 euro 7.747.000

Finanziamenti agli enti locali per opere di loro interesse (UPB S08.044 - Capitolo 08140)

2002: euro 4.132.000

2003: euro 2.582.000

2004: euro 2.582.000

Contratti - Spese correnti - (UPB S08.015 - Capitolo 08028)

2002 euro 516.000

2003 euro 516.000

2004 euro 516.000

Investimenti per la viabilità (UPB S08.035 - Capitolo 08089)

2002 euro 10.329.000

2003 euro 5.165.000

2004 euro 2.582.000

Investimenti nel comparto portuale ivi compresi quelli turistici (UPB S08.041 - Capitolo 08120)

2002 euro 2.582.000

2003 euro 5.165.000

Investimenti per lo sviluppo e la razionalizzazione del sistema idrico (UPB S08.058 - Capitolo 08220)

2002 euro 7.747.000

2003 euro 2.582.000

2. E' autorizzata, per ciascuno degli anni 2002 e 2003, la spesa di euro 2.582.000 per il completamento dei progetti relativi ad opere di grande viabilità (UPB S08.034 - Capitolo 08079)

3. Il limite d'impegno autorizzato dall'articolo 15 della legge regionale 31 maggio 1984, n. 26 (Legge finanziaria 1984) e successive modifiche ed integrazioni è così rideterminato (UPB S08.066 - Capitolo 08268):

2002 euro 3.305.000

2003 euro 2.995.000

2004 euro 2.841.000

4. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 11, comma 2 della legge regionale 20 aprile 2000, n. 4 è così rideterminata (UPB S08.035 - Capitolo 08082):

2002 euro 18.076.000

2003 euro 5.165.000

2004 euro 2.582.000

5. È autorizzata, nell'anno 2002, la spesa di euro 6.000.000 per la concessione di contributi alle Province per la manutenzione straordinaria delle strade di loro competenza; il predetto stanziamento è ripartito fra le province sulla base della lunghezza chilometrica della propria rete stradale (UPB S08.035).

6. È autorizzata la spesa di euro 2.500.000 per la copertura degli interventi urgenti disposti dal Commissario governativo per l'emergenza idrica (UPB S01.002).

PRESIDENTE. All'articolo 1 sono stati presentati 10 emendamenti. Se ne dia lettura.

LICANDRO, Segretario:

Emendamento soppressivo parziale Spissu - Fadda - Balia - Cogodi - Dore - Morittu - Pirisi - Falconi - Calledda - Orrù - Sanna Gian Valerio - Biancu - Sanna Alberto

Art. 1

Il comma 1 dell'articolo 1 è soppresso. (6)

Emendamento soppressivo parziale Spissu - Fadda - Balia - Dore - Cogodi - Morittu - Pirisi - Falconi - Calledda - Orrù - Sanna Gian Valerio - Biancu - Secci

Art. 1

Il comma 3 dell'articolo 1 è soppresso. (7)

Emendamento soppressivo parziale Spissu - Fadda - Balia - Cogodi - Dore - Morittu - Pirisi - Falconi - Calledda - Orrù - Sanna Gian Valerio - Biancu - Secci

Art. 1

Il comma 2 dell'articolo 1 è soppresso. (8)

Emendamento soppressivo parziale Spissu - Fadda - Balia - Dore - Cogodi - Morittu - Pirisi - Falconi - Calledda - Orrù - Sanna Gian Valerio - Biancu - Secci

Art. 1

Il comma 4 dell'articolo 1 è soppresso. (9)

Emendamento soppressivo parziale Morittu - Pirisi - Spissu - Sanna Alberto - Fadda - Dore - Cogodi - Balia

Art. 1

Al comma 1 dell'articolo 1 le parole "Contratti - Spese correnti - (UPB S08.015 - Capitolo 08028)

Anno 2002: Euro 516.000

Anno 2003: Euro 516.000

Anno 2004: Euro 516.000"

sono soppresse. (24)

Emendamento soppressivo parziale Morittu - Pirisi - Spissu - Sanna Alberto - Fadda - Dore - Balia - Cogodi

Art. 1

Al comma 1 dell'articolo 1 le parole "Interventi per lo sviluppo e la razionalizzazione del sistema idrico (UPB S08.058 - Capitolo 08202)

Anno 2002: Euro 10.329.000

Anno 2003: Euro 7.747.000"

sono soppresse. (25)

Emendamento soppressivo parziale Morittu - Pirisi - Spissu - Sanna Alberto - Fadda - Dore - Balia - Cogodi

Art. 1

Al comma 1 dell'articolo 1 le parole "Investimenti per lo sviluppo e la razionalizzazione del sistema idrico (UPB S08.058 - Capitolo 08220)

Anno 2002: Euro 7.747.000

Anno 2003: Euro 2.582.000"

sono soppresse. (26)

Emendamento soppressivo parziale Morittu - Pirisi - Spissu - Sanna Alberto - Fadda - Dore - Balia - Cogodi

Art. 1

Al comma 1 dell'articolo 1 le parole "Finanziamenti agli EE.LL. per opere di loro interesse (UPB S08.044 - Capitolo 08140)

Anno 2002: Euro 4.132.000

Anno 2003: Euro 2.582.000

Anno 2004: Euro 2.582.000"

sono soppresse. (27)

Emendamento soppressivo parziale Morittu - Pirisi - Sanna Alberto - Spissu - Fadda - Dore - Cogodi - Balia

Art. 1

Al comma 1 dell'articolo 1 le parole "Investimenti nel comparto portuale ivi compresi quelli turistici (UPB S08.041 - Capitolo 08120)

Anno 2002: Euro 2.582.000

Anno 2003: Euro 5.165.000"

sono soppresse. (28)

Emendamento soppressivo parziale Morittu - Pirisi - Spissu - Sanna Alberto - Fadda - Dore - Balia - Cogodi

Art. 1

Al comma 1 dell'articolo 1 le parole "Investimenti per la viabilità (UPB S08.035 - Capitolo 08089)

Anno 2002: Euro 10.329.000

Anno 2003: Euro 5.165.000

Anno 2004: Euro 2.582.000"

sono soppresse. (29)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 6 ha facoltà di illustrarlo.

spissu (d.s.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 7 ha facoltà di illustrarlo.

spissu (d.s.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 8 ha facoltà di illustrarlo.

spissu (d.s.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 9 ha facoltà di illustrarlo.

spissu (d.s.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori degli emendamenti numero 24, 25, 26, 27, 28, 29 ha facoltà di illustrarli.

Morittu (d.s.). Si danno per illustrati.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore. Mi rimetto all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta non li accoglie.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 6. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 7. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 8. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Chiedo il voto segreto sull'emendamento numero 8.

SANNA EMANUELE (D.S.). Presidente, di quale emendamento si tratta?

PRESIDENTE. L'emendamento numero 8, presentato dai colleghi Spissu e più, è soppressivo parziale e dice: "Il comma 2 dell'articolo 1 è soppresso." Il comma 2 dell'articolo 1 riguarda tutti gli interventi per lo sviluppo del sistema idrico. Ve lo leggo.

COGODI (R.C.). Siamo in sede di votazione, la legge l'abbiamo già letta.

spissu (d.s.). Sì, va bene.

PRESIDENTE. Un collega ha chiesto un chiarimento. Se un collega ha bisogno di un chiarimento, perché non lo dobbiamo dare?

CORDA (A.N.). E' veramente incredibile che Cogodi metta a tacere il Presidente. E' incredibile!

PRESIDENTE. Il comma 2 recita: "E' autorizzata per ciascuno degli anni 2002 e 2003, la spesa di euro 2.582.000 per il completamento dei progetti relativi ad opere di grande viabilità, UPB S 0804, capitolo 08079". Questo è il contenuto del comma 2.

SANNA EMANUELE (D.S.). Grazie, Presidente.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 8.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 70

Votanti 69

Astenuti 1

Maggioranza 35

Favorevoli 35

Contrari 34

(Il Consiglio approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEMURU - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MARROCU - MASALA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Metto in votazione l'emendamento numero 9. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 24. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 25. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 26.

Morittu (d.s.). Gli emendamenti numero 26, 27, 28 e 29 sono ritirati.

PRESIDENTE. L'Assessore dei lavori pubblici ha chiesto di poter fare una precisazione, prima che si proceda alla votazione dell'articolo. E' una precisazione tecnica. Prego, Assessore, ha facoltà di parlare

LADU (P.P.S.-Sardistas), Assessore dei lavori pubblici. Al comma 1 dell'articolo 1 c'è da fare una modifica perché il servizio della viabilità e porti nel frattempo è stato diviso e quindi si deve modificare l'articolo. Le somme restano invariate, si tratta, con questo emendamento aggiuntivo, di distribuirle tra i due servizi.

PRESIDENTE. Lei si riferisce a un emendamento che non è stato presentato. Se si tratta di una modifica tecnica la specifichi e vediamo se è accoglibile, ma non è stato presentato nessun emendamento di modifica, né tecnica, sé sostanziale.

LADU (P.P.S.-Sardistas), Assessore dei lavori pubblici.Posso leggerlo?

PRESIDENTE. Ma è stata presentato?

LADU (P.P.S.-Sardistas), Assessore dei lavori pubblici.No, sto chiedendo di presentarlo.

PRESIDENTE. Ma non può essere ricevuto, Assessore.

LADU (P.P.S.-Sardistas), Assessore dei lavori pubblici.Va bene.

PRESIDENTE. Se si tratta di un errore materiale non c'è bisogno di presentare nessun emendamento. E' stato segnalato, è agli atti. Ci dica esattamente qual è l'errore.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La modifica tecnica da apportare è la seguente: nel comma 1 la UPB S08.035 assume la seguente denominazione e numerazione: "Finanziamenti agli enti locali per la realizzazione di opere di loro interesse (UPB S08.044 capitolo 08.089)", mentre nei commi 4 e 5 la UPB S08.035 è modificata in S08.044. Le medesime modifiche sono da riportare nell'articolo 4 relativo alla copertura finanziaria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Chiedo il voto segreto sull'articolo 1.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 71

Votanti 70

Astenuti 1

Maggioranza 36

Favorevoli 40

Contrari 30

(Il Consiglio approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MARROCU - MASALA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Si dia lettura dell'articolo 2.

LICANDRO, Segretario:

Art. 2

Fondo per la programmazione negoziata

1. Per le finalità di cui alle leggi regionali 26 febbraio 1996, n. 14 e 5 settembre 2000, n. 17, sono disposte le seguenti autorizzazioni di spesa (UPB S03.008 - Capitolo 03026-00):

2002 euro 38.115.000

2003 euro 3.858.000

2004 euro 8.028.000

2. Nella legge regionale 24 aprile 2001, n. 6, nell'articolo 1, dopo il comma 49 è inserito il seguente:

"49 bis. Nel fondo di cui al comma 49 trovano copertura anche gli accordi di programma approvati dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.".

PRESIDENTE. All'articolo 2 non sono stati presentati emendamenti. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 2 bis.

LICANDRO, Segretario:

Art. 2 bis

Modifiche alla legge regionale n. 7

del 2002

1. I finanziamenti regionali a destinazione vincolata direttamente assegnati agli enti locali, ovvero ad essi affidati con provvedimenti di concessione o di delega, devono essere impegnati entro il 31 dicembre dell'anno successivo a quello di erogazione dei fondi ovvero del secondo anno successivo quando la loro utilizzazione richieda l'approvazione di un progetto esecutivo delle opere da realizzare. Gli enti locali dispongono il pagamento delle somme ricevute entro l'anno successivo ovvero entro i diversi termini contrattualmente previsti.

2. In caso di mancato impegno dei fondi di cui al comma 1 entro i termini in esso previsti, è disposta la revoca della loro assegnazione; le somme già erogate, comprensive degli interessi maturati, sono restituite dagli enti detentori entro due mesi, mediante versamento alla tesoreria regionale. Con le modalità ed entro i termini anzidetti gli enti locali provvedono alla restituzione delle eventuali economie ove non abbiano richiesto ed ottenuto l'autorizzazione ad utilizzarle per gli stessi o per altri scopi ai sensi della normativa che disciplina l'intervento regionale. Ai versamenti effettuati oltre il termine dei due mesi si applicano gli interessi legali.

3. In sede di prima applicazione il termine per l'impegno dei fondi regionali attualmente detenuti dagli enti locali è prorogato al 31 dicembre 2002. L'obbligo di versamento previsto dall'articolo 10, comma 10, scade il 28 febbraio 2003.

4. A decorrere dalla data di pubblicazione della presente legge devono intendersi abrogati e sostituiti da quelli indicati nel precedente comma 1 i diversi termini previsti dalle leggi regionali che dispongono assegnazioni, anche in regime di delega o di concessione, di fondi regionali a favore degli enti locali.

5. Sono altresì abrogate le seguenti disposizioni della legge regionale 22 aprile 2002, n. 7:

- articolo 10, comma 11;

- articolo 14, comma 8;

- articolo 18;

- articolo 25, commi 15 e 16, nella parte in cui estendono agli enti locali gli effetti delle loro disposizioni.

PRESIDENTE. All'articolo 2 bis è stato un emendamento. Se ne dia lettura.

LICANDRO, Segretario:

Emendamento sostitutivo parziale Spissu - Fadda - Dore - Balia - Cogodi - Morittu - Pirisi - Falconi - Calledda - Orrù - Sanna Gian Valerio - Biancu - Secci

Art. 2 bis

Al comma 3 sono apportate le seguenti modifiche:

i termini 31-12-2002 e 28-02-2003 sono rispettivamente modificati in 31-12-2003 e 28-02-2004. (22)

PRESIDENTE. L'emendamento si dà per illustrato.

Per esprimere il parere sull'emendamento numero 22 ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore. Mi rimetto all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Chiedo al proponente che illustri brevemente l'emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. L'Assessore chiede che venga illustrato brevemente l'emendamento.

Ha facoltà di parlare il consigliere Biancu per illustrare l'emendamento numero 22.

(Interruzioni)

BIANCU (I DEMOCRATICI). Grazie, Presidente. Assessore Masala, sostanzialmente questo emendamento in parte è stato illustrato nell'intervento che ho fatto precedentemente. L'esigenza è quella di allungare i termini previsti nel comma 3 dell'articolo 2 bis, in quanto il termine del 31 dicembre 2002 per l'impegno dei fondi erogati nel 2001, è in qualche modo in contrasto con lo stesso comma 1 nel quale praticamente viene dato un termine ulteriore, trattandosi di una prima applicazione. Noi riteniamo che il termine che si sta dando agli enti locali per le somme erogate entro il 31 dicembre 2001 sia inadeguato rispetto a quelli che sono i tempi di programmazione e di impegno degli stessi enti locali. Quindi si chiede che, in fase di prima applicazione, il termine del 31 dicembre 2002 venga prorogato al 31 dicembre 2003 e quindi conseguentemente anche la data del versamento alle casse della Regione venga spostato al 28 febbraio 2004.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie Presidente, io ho chiesto l'illustrazione dell'emendamento perché in realtà il termine indicato nel terzo comma dell'articolo coincide con quello indicato nel primo comma. Dobbiamo essere consapevoli di questo, noi stiamo, in sede di prima applicazione, facendo coincidere per gli enti locali una doppia scadenza, il 31 dicembre del 2003 scadranno i termini relativi sia alle erogazioni del 2002 che a quelle precedenti. Non vorrei che questo aggravasse la situazione dei Comuni con una sovrabbondanza di pratiche, perché potrebbe essere estremamente gravoso.

Con questa consapevolezza, l'emendamento viene accolto.

PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sull'emendamento. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Io ho già detto, nel corso della discussione generale, della incongruità e anche della sostanziale ingiustizia che si rappresenta con questo articolo 2 bis sotto l'apparenza della speditezza, dell'efficienza, del buon uso delle risorse pubbliche e quant'altro - tutta materia che andrebbe meglio considerata e meglio istruita e applicata - qui si esercita o ci si propone di esercitare un'azione punitiva nei confronti degli enti locali. Quando un ente locale, un Comune riceve un finanziamento a destinazione vincolata, vuol dire che a quel Comune, cioè a quella comunità, a quei cittadini spetta di soddisfare il diritto relativamente a quell'opera pubblica o a quell'intervento che deve essere effettuato. I destinatari di quel finanziamento pubblico sono i cittadini di quel Comune, accade però che quel Comune, non i cittadini che non possono spendere, ma gli amministratori di quel Comune, non abbiano utilizzato in un anno quei finanziamenti, non li abbiano impegnati e non li abbiamo ovviamente spesi.

Revocare il finanziamento chi punisce? Punisce gli amministratori o punisce i cittadini che sono destinatari di quell'intervento pubblico? Vedo che l'argomento interessa poco! Ed è un guaio che interessi poco perché...

PRESIDENTE. Colleghi, io vi devo richiamare ad essere un po' più attenti, per cortesia.

COGODI (R.C.). Uno può essere attento o disattento, l'importante è che si veda, che si capisca, non stiamo parlando di cosette! Qui stiamo parlando di finanziamenti regionali a destinazione vincolata, cioè dove non c'è la discrezionalità della Giunta di decidere che a Tizio, cioè a quella comunità, dà e all'altra non dà.

Qui c'è un vincolo e un criterio imparziale di attribuzione. Cosa vuol dire revocare i finanziamenti? Vuol dire passare dal sistema oggettivo, cioè vincolato, al sistema discrezionale; come si fa a non porsi il problema del perché quel Comune, o meglio quell'amministratore pubblico non ha speso? Perché, ripeto, può non avere speso per diverse ragioni; ammettiamo che quella somma non l'abbia potuta spendere perché ha avuto il finanziamento per una determinata opera e vi sia una pratica che deve sbrigare...

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, mi scusi un secondo.

Colleghi, onorevole Sanna, onorevole Cugini, onorevole Giagu, vi prego! Si sente il brusio e certamente dà fastidio anche agli altri. Onorevole Biancu! La prego, prenda posto.

COGODI (R.C.). Io chiedo scusa, l'unica causa di fastidio sono io evidentemente, perché pare che discutere le leggi sia un ingombro, eppure qui stiamo parlando di una cosa delicata; cioè prima che la Regione stabilisca con legge che si revochino i finanziamenti a destinazione vincolata a un ente locale deve accertare la ragione per la quale quell'ente locale non ha potuto impegnare e poi spendere quella somma, perché può accadere anche che, mentre l'Assessorato del bilancio e programmazione dice che bisogna restituire i danari, può essere che un altro pezzo di Regione o di ente regionale o di istituzione regionale o di potere pubblico sia in ritardo, per esempio, su un procedimento, su un assenso, su un nullaosta. Come si fa a prescindere da ogni cosa e a dire: "Decorso il tempo i soldi tornano nel calderone e da lì poi la Giunta decide cosa farne.". O può esservi anche un amministratore negligente, ma il destinatario di un finanziamento pubblico a destinazione vincolata ad un Comune non è l'amministratore, il destinatario è il cittadino, e allora si richiami l'amministratore negligente. Certo la Regione non può destituire il sindaco, però può fare una nota pubblica, può pubblicare nel B.U.R.A.S. elementi di ritenuto e giustificato ritardo, perché i cittadini sappiano e giudichino sul piano politico la negligenza degli amministratori, se ci fosse, e se sia motivata e motivabile, ma non per questo deve essere punito il cittadino. Ma che democrazia e che autonomia sarebbe questa che riduce l'uso del danaro pubblico, addirittura delle risorse vincolate, a un gioco burocratico di tempi e di modalità di spesa?

La finalità del finanziamento di attività pubbliche è di rispondere ai bisogni dei cittadini e quei bisogni devono essere garantiti, costi quel che costi. Capisco che possa esserci un intervento sostitutivo della Regione e, prima dell'intervento sostituivo, la Regione deve compiere tutti gli atti di ausilio, di aiuto, di sostegno delle attività dei Comuni, perché funzionino le attività, perché i danari si spendano nella direzione giusta e presto e bene. Non possiamo dire ragionieristicamente, burocraticamente, autoritariamente: "Il finanziamento è revocato". Il finanziamento deve essere utilizzato, se la finalità è giusta, se è buona, se deve rispondere a un bisogno del cittadino, per la finalità per cui è stato pensato e per cui è stato dato.

Quando parliamo di ordinamento autonomistico, parliamo di una Regione e degli enti locali che sono autonomi ed hanno pari dignità rispetto alla Regione. Se lo Stato e l'Unione Europea avessero revocato tutti i fondi assegnati alla Regione e non spesi entro i termini, visto che ogni tanto dite che ci sono ancora fondi, non dell'ultimo e neppure del penultimo, ma persino del primo Piano di rinascita, lo stesso sarebbe potuto accadere in danno alla comunità sarda. Quindi, in buona sostanza, qui è in gioco la relazione politica tra la Regione e gli enti locali.

Dico di più: è in gioco la concezione della politica e dell'autonomia. Se l'ordinamento autonomistico deve essere un sistema di relazioni buone o un sistema poliziesco, caporalesco, dove l'Assessore invece di essere un dirigente politico è un caporale di giornata. E ve lo immaginate Ladu caporale? Il caporale Ladu, a quel Comune che non ha realizzato l'opera pubblica, perché magari non ha avuto un assenso, un nullaosta, una procedura sbrigata, o non ha potuto avere un tecnico che invece la Ragione deve garantire, dice: "Restituisci i soldi", e si parla di finanziamenti a destinazione vincolata, cioè necessari per raggiungere un obiettivo. E non sono cosette.

Io non so se, per quanto riguarda i fondi derivanti dall'articolo 19, i fondi per lo sviluppo locale, i fondi dell'intervento straordinario per il lavoro, per cui la Regione deve fare in favore dei Comuni cose che non sta facendo, la Regione possa dire, al 31 dicembre ai comuni: "Restituite i soldi". Si tratta di finanziamenti a destinazione vincolata, e spesso ci sono enormi ritardi perché i Comuni non hanno quel sostegno che la Regione dovrebbe dare loro e non dà, però dice, per altro verso, per altra mano e per altro caporale: "Restituite i soldi". Questo è un meccanismo perverso.

Conclusivamente noi riteniamo che questo articolo debba essere bocciato dal Consiglio regionale con consapevole determinazione e chiediamo la votazione nominale perché il Consiglio responsabilmente questa misura vessatoria...

PRESIDENTE. Qualche secondo ancora all'onorevole Cogodi perché concluda.

COGODI (R.C.). Perché il Consiglio regionale, questa misura, che non è punitiva degli amministratori ma è vessatoria nei confronti dei cittadini e delle comunità, non ritenga che possa essere approvata in questo modo.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cogodi.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Io capisco che l'Aula sia stanca, distratta e se vogliamo anche svogliata, però, quando si tratta di legiferare, credo che ognuno di noi sia in grado di far riemergere il proprio senso di responsabilità.

Non voglio ripetere ciò che ha detto il collega Cogodi che condivido appieno anche perché questo è il secondo tentativo di attivare procedure come queste che oggi stiamo discutendo sull'articolo 2 bis. Questo tentativo è stato evitato in precedenza nella quarta Commissione, oggi si ripresenta in egual misura all'interno di quest'Aula, ma voglio ricordare che, all'interno della Commissione, oltre ciò che ha detto il collega Cogodi, fu evidenziata una cosa importante, dato che molti di noi si riempiono la bocca della politica del riequilibrio.

Possiamo immaginare di rastrellare i denari assegnati ai Comuni che non hanno speso, senza considerare tutto ciò che ha fatto osservare il collega Cogodi, e possiamo consentire, attraverso questo articolo 2 bis, di riposizionarli dove l'Assessore di turno vuole? È pensabile che i denari, ad esempio, assegnati attraverso le suddivisioni previste nelle aree programma possano essere tolti a quelle aree programma e assegnati ad altre realtà, facendo venire meno la politica del riequilibrio e il tentativo di dare una possibilità di ripresa con la suddivisione delle risorse? Allora, io credo che l'attenzione necessaria che si deve dare a questo articolo non possa...

(Interruzioni)

Presidente, se questo è un circolo ricreativo, mi metto a passeggiare sul tavolo con i piedi, forse in qualche circolo ricreativo si riesce a ballare anche qualche ballo non consono!

E` impensabile continuare a parlare in queste condizioni! Stiamo parlando di cose serie, stiamo cercando di legiferare. Vedo che l'interesse è massimo anche da parte della Giunta, la Giunta farebbe bene ad ascoltare, ma visto e considerato che l'attenzione non è quella che dovrebbe essere, rinuncio a parlare.

(Interruzioni)

SANNA Giacomo (Gruppo Misto). Capelli, tu sei quello della politica del riequilibrio e qui il riequilibrio sta venendo meno! Diamo soldi al caporale, come dice il collega Cogodi, così li distribuisce come vuole lui!

PRESIDENTE. Non usiamo parole offensive nei confronti dei colleghi. Per cortesia!

COGODI (R.C.). L'offesa principale è non discutere la legge.

PRESIDENTE. Non c'è bisogno di offendere nessuno.

COGODI (R.C.). I finanziamenti verranno dati a due o tre comuni e offendiamo quelli che non avranno niente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.

DORE (I DEMOCRATICI). Presidente, io chiedo che venga nuovamente data la parola al collega Sanna perché possa svolgere il suo intervento con la dovuta attenzione da parte di tutti.

PRESIDENTE . Do volentieri la parola al collega Sanna se ha intenzione di riprenderla, pregandolo di scusare tutti quanti, me compreso, che in quel momento chiedevo informazioni ad un funzionario sulle cose delle quali stiamo discutendo, naturalmente, non parlavamo d'altro.

La prego onorevole Sanna, riprenda la parola.

SANNA Giacomo (Gruppo Misto). Non serve ripetere in quest'Aula, Presidente. Ma, se repetita iuvant, faccio osservare semplicemente e molto brevemente che questo sistema di rastrellamento delle risorse non spese, a parte quello che diceva il collega Cogodi, cioè che le motivazioni possono essere le più disparate, e le responsabilità possono anche non essere degli amministratori locali, è pericoloso perché la maggior parte delle risorse vengono distribuite attraverso una procedura che conosciamo benissimo, che è quella delle aree programma, e il rischio che si corrererebbe con questo articolo 2 bis è che si prendano i denari non spesi da una provincia e si distribuiscano nelle altre province, penalizzando ulteriormente non solo la realtà alla quale quelle risorse erano destinate, e cioè il singolo Comune, ma bensì tutta la provincia di appartenenza, perché quelle percentuali le abbiamo decise noi con legge.

Nel momento in cui non si modifica la legge, le percentuali assegnate a una determinata provincia lì devono restare. E` impensabile penalizzarla due volte, questo è un argomento che abbiamo già trattato in Commissione e che l'Assessore conosce benissimo, ma che oggi sta riproponendo dopo che questo tipo di soluzione è stato respinto in Commissione diverso tempo fa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.

MORITTU (D.S.). Presidente, voglio dire brevemente due battute intanto per esprimermi a favore dell'emendamento che ha come primo firmatario il collega Spissu, che proroga ulteriormente i termini dal 31 dicembre 2002 al 31 dicembre 2003, perché riconosco l'esigenza di prorogare i termini.

Guardate, l'impegno di spesa significa che l'ente locale deve aver risolto tutti i problemi, deve avere approvato il progetto esecutivo e nell'approvazione del progetto esecutivo impegna la spesa.

Ora, in moltissimi casi, l'approvazione del progetto esecutivo, perché magari vincolato a pareri e nullaosta vari, tarda a venire non per responsabilità dell'ente locale ma, come dire, per una situazione oggettiva che si è venuta a creare.

Io, nel mio intervento nella discussione generale di questa legge, ho detto che in Commissione, sull'articolato di questo disegno di legge presentato dalla Giunta, c'è stata discussione ed è stato elaborato un testo emendato rispetto a quello presentato dalla Giunta che in qualche modo prevedeva un po' tutte le situazioni; in particolare prevedeva la convocazione della conferenza dei servizi da parte dell'ente locale per sciogliere i nodi che si sono dimostrati ostici da sciogliere, durante l'iter procedurale e, come dire, scandiva il tempo attraverso una serie di momenti particolari, ivi compresa la conferenza dei servizi, e prevedeva la revoca del finanziamento solo nei casi in cui fosse comprovata l'inerzia dell'amministrazione locale e fosse evidente che all'amministrazione locale poco importava di quel finanziamento, perché non aveva mosso dito o comunque aveva adottato atti tali che ne comprovassero l'assoluta inerzia e il disinteresse.

Negli altri casi, evidentemente, bisogna tenere conto di situazioni oggettive che pure si verificano nell'adozione di atti da parte dell'ente locale.

Ora, io ho espresso la mia meraviglia per questo disinteresse da parte della Giunta rispetto al lavoro della Commissione di merito che pure aveva approntato un suo testo. Leggendo bene il testo in discussione noto inoltre che, al comma quinto di questo articolo 2 bis, si cassano tutta una serie di norme, approvate recentemente da questo Consiglio regionale, mi riferisco in particolare all'articolo 18 della finanziaria del 2002 che prevedeva per l'appunto la proroga dei termini di impegnabilità ed in questo articolo 18 era definita una procedura che prevedeva le fattispecie che poc'anzi io ricordavo, e cioè la mancata impegnabilità dei fondi dovuta a impedimenti oggettivi ascrivibili per esempio al ritardo nella concessione del nullaosta da parte di altre amministrazioni pubbliche; basterebbe pensare al campo, per esempio, dei beni architettonici e culturali, dove i nullaosta tardano tantissimo ad arrivare o comunque sono oggetto di una contrattazione continua da parte dell'ente locale con la sovrintendenza architettonica o archeologica.

Io mi associo quindi alla richiesta fatta dal collega Cogodi; stiamo attenti prima di andare a prendere questi danari, per altro comprensivi di interessi e quant'altro, pensiamoci bene. Anche la formulazione del primo e del secondo comma dell'articolo 2 bis è una formulazione non solo prescrittiva, ma quasi minacciosa nei confronti degli enti locali.

Proroghiamo, quanto meno dal 31 dicembre 2002 al 2003, il termine per la impegnabilità, io però sarei dall'avviso, approvata una norma di proroga, di sospendere tutte le altre procedure che sono previste nell'articolo 2 bis per andare a un lavoro serio su questa materia. E la cosa più seria da fare è a monte, nella programmazione della spesa da parte dell'Assessorato dei lavori pubblici e degli altri assessorati. Si programmino e si diano danari agli enti locali in possesso di progetti avanzati, quanto meno di progetti definitivi così dichiarati da parte dei responsabili del procedimento dei comuni. Se continuiamo a programmare la spesa con criteri molto discrezionali, noi rischiamo che, anziché accelerare la spesa, davvero si continui di proroga in proroga a conservare, magari, finanziamenti iscritti in bilancio dieci o quindici anni fa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.

DORE (I DEMOCRATICI). Signor Presidente, vorrei con un brevissimo intervento associarmi a quanto è stato esposto in precedenza dai colleghi che hanno parlato poco fa. Si ha l'impressione di una norma che vuole essere, almeno negli intenti, segno di efficienza, segno di razionalità, ma in realtà è una norma becera, una norma punitiva, una norma che dà quasi l'impressione di voler far giustizia sommaria senza, come è già stato detto, risalire alla causa delle disfunzioni che si verificano in questo settore.

Tra l'altro i termini sono brevissimi, c'è l'estate di mezzo, e certamente queste situazioni che hanno una radice ben più profonda di quella che si vorrebbe far credere, non potrebbero comunque essere definite in così poco tempo.

Per cui, questa per me sarebbe una norma da sopprimere e da rimodulare, da rivedere con maggiore razionalità e soprattutto con maggiore realismo, cercando di capire quali sono le origini di queste disfunzioni, però ritengo che quanto meno questo emendamento debba essere accolto nel senso che almeno il termine possa essere ragionevolmente prorogato rispetto a quello indicato che è veramente insufficiente e determinerebbe tutta una serie di problemi ai danni di chi veramente non se lo merita.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.

SECCI (Popolari-P.S). Signor Presidente, su questo articolo 2 bis vorrei fare un attimo di chiarezza e ricordarne le origini e ricordare le ragioni, che ho già indicato nel mio intervento nella discussione generale, che hanno portato alla presentazione dell'emendamento numero 22.

E` da molti anni - e quando dico molti anni, parlo naturalmente della mia memoria, che non può andare oltre il 1994 - che si è posto all'attenzione del Consiglio regionale e del Governo della Regione, in più di una circostanza, il tema dell'accelerazione della spesa.

In più di una circostanza si sono fatti dei tentativi, con le leggi finanziarie, di accelerazione della spesa dando termini perentori agli enti locali per utilizzare le risorse, e sistematicamente, con gli assestamenti di bilancio o in chiusura dell'esercizio finanziario si sono fatte leggine di proroga di questi termini.

Dico queste cose per ricordare che siamo stati sempre combattuti tra l'esigenza di disporre di un sistema velocissimo di spesa delle risorse e la constatazione dell'esistenza di tutto un sistema burocratico, e quando parlo di sistema burocratico non sto parlando dei dipendenti degli enti locali, sto parlando di complesso del sistema burocratico che in qualche maniera ha fatto dilatare i tempi di utilizzo di queste risorse.

Vi potrei fare un esempio banalissimo che riguarda il mio comune, ma che riguarda sicuramente tantissime altre realtà. Il finanziamento assegnato al comune dall'Assessorato dell'ambiente, per una destinazione specifica, non può essere utilizzato in maniera corretta perché l'opera che si chiedeva di modificare non serve più, ma si è reso necessario per il completamento della realizzazione del collettore di adduzione delle acque reflue al depuratore del Casic; da due anni ho chiesto all'Assessorato dell'ambiente che modifichi la destinazione di questo finanziamento per poter realizzare un'opera utile e non ampliare un impianto di depurazione che non è più utile.

Questo è il sistema, la finanziaria di quest'anno, prevedeva - perché è stata fatta, se mi consentono i puristi del linguaggio, con i piedi - che ogni assessorato predisponesse per il suo stato di previsione, per la sua normativa di settore, delle norme di accelerazione della spesa, che in qualche maniera prevedessero il reincameramento delle risorse da parte della Regione, dando i termini più diversi, l'Assessorato dell'ambiente a giugno, un altro Assessorato in un altro periodo e quant'altro.

Leggendo questa finanziaria, il sistema delle autonomie locali, l'ANCI Sardegna ha prodotto una proposta, trasmessa come richiesta all'Assessore della programmazione perché mettesse ordine in questa materia, e desse attuazione a due concetti fondamentali. Uno è quello di dire alla gente che le risorse che vengono assegnate devono essere spese in tempi certi - e a me sembra che questo sia un principio validissimo, chiunque governi - l'altro è quello di dare il tempo adesso perché si metta ordine a tutte quelle risorse che sono sparse in Sardegna e che non possono essere correttamente utilizzate. C'era in questa proposta un difetto che è stato colmato, proponendo di fissare al 31 dicembre 2003 il termine per mettere a posto tutto. Questo significa che la Regione deve monitorare le risorse già assegnate, gli Assessori devono farsi carico di comunicare alle amministrazioni locali i termini per realizzare le opere previste, gli enti locali devono avere il tempo di dotarsi degli strumenti di progettazione e di appalto delle opere, perché chi parla di progetti definitivi, cari amici, dimentica che noi abbiamo una normativa che non consente alle amministrazioni locali, in assenza di risorse assegnate, di fare progetti. Chi parla oggi di progettazione definitiva o esecutiva dice fesserie, perché fare dei progetti per miliardi senza avere negli stati di previsione una lira per la progettazione, significa dire che solo i furbi ricevono i soldi, solo chi imbroglia riceve i soldi, solo chi incarica progettisti senza avere fatto atti deliberativi riceve i soldi, gli altri comuni, i comuni seri, per poter fare progetti e per poter arrivare alla prestazione definitiva, devono avere le risorse nei propri capitoli di bilancio.

Io sfido chiunque a sostenere che un qualunque comune, piccolo o medio, possa avere dotazioni finanziarie per far fare progetti che superano i cento milioni, che non bastano neppure per il progetto preliminare di un'opera di tre miliardi.

Io vedo quindi, in questo articolo e in questo emendamento, un tentativo da me totalmente condiviso di porre ordine in una materia che è ora che venga ordinata.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento 22.

Ricordo che la Giunta lo ha accolto. Metto in votazione l'emendamento numero 22. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 2 bis.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Poi dite che la gente non alza la mano! Nel mio intervento avevo chiesto su questo articolo la votazione nominale con sistema elettronico, cioè con la registrazione dei nominativi dei votanti, perché ho espresso la valutazione che il Consiglio, responsabilmente, palesemente, dovrebbe rinunciare per ora a questa norma.

PRESIDENTE. La richiesta deve essere appoggiata da sette consiglieri.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri LAI, MORITTU, BIANCU, DEMURU, ORTU, Giacomo SANNA, PIRISI.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'articolo 2 bis.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - SECCI - TUNIS - USAI - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: COGODI - DORE - ORTU - SANNA Giacomo - VASSALLO.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - BALIA - BIANCU - CALLEDDA - CUGINI - DEMURU - DETTORI - FADDA - IBBA - LAI - MARROCU - MORITTU - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Salvatore - SCANO - SPISSU.)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione dell'articolo 2 bis del disegno di legge 324/A:

Presenti 69

Votanti 47

Astenuti 22

Maggioranza 24

Favorevoli 42

Contrari 5

(Il Consiglio approva).

Si dia lettura dell'articolo 2 ter.

LICANDRO, Segretario:

Art. 2 ter

Sofferenze finanziarie degli enti locali

1. A decorrere dall'anno 2002, la competenza in materia di sofferenze finanziarie di cui all'articolo 6, comma 15, della legge regionale 24 aprile 2001, n. 6 è attribuita all'Assessorato degli enti locali, finanze ed urbanistica.

2. L'Assessorato della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio già competente alla spesa di cui al comma 1 continua a disporre i pagamenti relativi al programma dell'anno 2001.

3. Le somme residue del programma di intervento relativo all'annualità 2001 possono essere utilizzate per quello dell'anno 2002; a tal fine le autorizzazioni di spesa di cui all'articolo 6, comma 15, della legge regionale n. 6 del 2001, così come integrato dall'articolo 1, comma 9, della legge regionale 22 aprile 2002, n. 7, sono rideterminate come segue:

anno 2002 euro 500.000

anno 2003 euro 3.000.000

anni 2004-2017 euro 10.000.000

anno 2018 euro 8.000.000

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 2 ter, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 2 quater.

LICANDRO, Segretario:

Art. 2 quater

Interventi nel settore dei trasporti

1. È autorizzato nell'anno 2002, lo stanziamento di euro 1.033.000 da versare sul titolo di spesa 12.5.01 del programma di intervento per gli anni 1998-1999 di cui alla legge 23 giugno 1994, n. 402 per la realizzazione di interventi destinati all'abbattimento delle barriere architettoniche nelle strutture trasportistiche (UPB S03.029 - Cap. 03052).

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 2 quater, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 2 quinquies.

LICANDRO, Segretario:

Art. 2 quinquies

Piano stralcio protezione civile

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata, nelle more della predisposizione del Piano pluriennale della protezione civile, di cui all'articolo 2 della legge regionale 17 gennaio 1989, n. 3, a procedere con piani stralcio approvati dalla Giunta regionale.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 2 quinquies lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 3.

LICANDRO, Segretario:

Art. 3

Rettifiche

1. Nella Legge regionale 22 aprile 2002, n. 7, sono apportate le seguenti rettifiche:

a) nell'articolo 7, comma 8 il riferimento all'UPB è rettificato in (UPB S03.025 - Cap. 03046);

b) nell'articolo 1, comma 13, nella lettera b) le parole "Punto 3" sono sostituite dalle seguenti: "lett. c)";

c) nell'articolo 1, dopo il comma 13, è istituito il seguente: "13 bis. È autorizzato, nell'anno 2002, lo stanziamento di euro 7.000.000 da riversare al titolo di spesa 12.3.01/I lett. b) della contabilità speciale di cui alla Legge 23 giugno 1994, n. 402 per la realizzazione degli interventi previsti dall'articolo 2, comma 5 della stessa Legge (UPB S03.029)";

d) nell'articolo 10, comma 9 il riferimento all'UPB è rettificato in: (UPB S03.016 - Cap. 03034);

e) nell'articolo 14, comma 4 le parole "per ciascuno degli anni 2002, 2003 e 2004" sono sostituite con "per l'anno 2002";

f) nell'articolo 16, comma 7 il riferimento all'UPB S04.033 è rettificato in "(UPB S04.027)";

g) nell'articolo 20, comma 2, il riferimento all'UPB è rettificato in: (UPB S13.007 - Capitolo 13011);

h) nell'articolo 22, comma 5, lett. c) le parole: "per ciascuno degli anni 2002, 2003 e 2004, la spesa di euro 517.000" sono sostituite da "per ciascuno degli anni 2002 e 2003 e per l'anno 2004, rispettivamente, euro 517.000 ed euro 516.000".

i) nell'articolo 22, comma 5, lett. b) e c) il riferimento all'UPB è rettificato in: (UPB S01.046 - Cap. 01116);

l) nell'articolo 30, comma 13, le parole "all'annualità 1999", sono sostituite con : "all'annualità 2001; le somme sussistenti nel conto dei residui dell'UPB S05.046 - capitolo 05149 possono essere utilizzate ad integrazione delle annualità pregresse, nei limiti delle autorizzazioni al risarcimento per anno determinato con la legge regionale 19 luglio 2000, n. 14, articoli 10 e 11";

m) nella Tabella E sono eliminati i seguenti riferimenti legislativi:

- legge regionale n. 18 del 1989, art. 5 - Porti UPB S08.041 - Cap. 08120

- legge regionale n. 4 del 1993 - Diga Monte Crispu -UPB S08.075 - Cap.08294

- legge regionale n.11 del 1998 - Funzionamento BIC Sardegna - UPB S09.010 - Cap. 09015

- legge regionale n. 31 del 1984 - Nuove norme diritto allo studio - UPB S11.041 - Cap. 11176

- legge regionale n. 4 del 2000, art. 41 - Manifestazioni di interesse regionale - UPB S11.031 - Cap. 11031;

n) nella Tabella E l'importo, per l'anno 2002, relativo alla legge regionale n. 9 del 1996 -art. 2 "Norme sulla tesoreria regionale" è sostituito con quello di euro 3.033.000.

2. Nell'articolo 5 della legge regionale n. 7 del 2002 dopo la lettera a) è inserita la seguente:

"a bis) nell'articolo 13 le lettere c), d) ed e) del comma 1, sono sostituite dalla seguente: "b bis) la determinazione, in apposita tabella, delle quote da iscrivere in bilancio relativamente alle spese di cui le vigenti norme determinano gli stanziamenti o fanno rinvio alla legge finanziaria, nonché la rideterminazione delle spese autorizzate da precedenti disposizioni:"

3. Nell'articolo 12 della legge regionale 22 aprile 2002, n. 8 prima del riferimento all'UPB S02.035 sono inserite le seguenti parole: "ed al capitolo 02054".

PRESIDENTE. All'articolo 3 sono stati presentati 15 emendamenti. Se ne dia lettura.

LICANDRO, Segretario:

Emendamento soppressivo parziale Spissu - Fadda - Dore - Balia - Cogodi - Morittu - Pirisi - Falconi - Calledda - Orrù - Sanna Gian Valerio - Biancu - Secci

Art. 3

Il comma 1 dell'articolo 3 è soppresso. (14)

Emendamento soppressivo parziale Spissu - Fadda - Dore - Balia - Cogodi - Morittu - Pirisi - Falconi - Calledda - Orrù - Sanna Gian Valerio - Biancu - Secci

Art. 3

Il punto a) del comma 1 dell'articolo 3 è soppresso. (12)

Emendamento soppressivo parziale Spissu - Fadda - Dore - Balia - Cogodi - Morittu - Pirisi - Falconi - Calledda - Orrù - Sanna Gian Valerio - Biancu - Secci

Art. 3

Il punto b) del comma 1 dell'articolo 3 è soppresso. (15)

Emendamento soppressivo parziale Spissu - Fadda - Dore - Balia - Cogodi - Morittu - Falconi - Orrù - Calledda - Sanna Gian Valerio - Biancu

Art. 3

Il punto c) del comma 1 dell'articolo 3 è soppresso. (16)

Emendamento soppressivo parziale Spissu - Fadda - Dore - Balia - Cogodi - Morittu - Falconi - Pirisi - Orrù - Calledda - Biancu - Sanna Gian Valerio - Sanna Alberto

Art. 3

Il punto d) del comma 1 dell'articolo 3 è soppresso. (18)

Emendamento soppressivo parziale Spissu - Fadda - Dore - Balia - Cogodi - Morittu - Falconi - Pirisi - Orrù - Calledda - Sanna Gian Valerio - Sanna Alberto - Biancu

Art. 3

Il punto e) del comma 1 dell'articolo 3 è soppresso. (19)

Emendamento soppressivo parziale Spissu - Fadda - Dore - Balia - Cogodi - Morittu - Pirisi - Falconi - Calledda - Orrù - Sanna Gian Valerio - Biancu - Secci

Art. 3

Il punto f) del comma 1 dell'articolo 3 è soppresso. (11)

Emendamento soppressivo parziale Spissu - Fadda - Dore - Balia - Cogodi - Morittu - Pirisi - Falconi - Calledda - Orrù - Sanna Gian Valerio - Biancu - Secci

Art. 3

Il punto g) del comma 1 dell'articolo 3 è soppresso. (10)

Emendamento soppressivo parziale Spissu - Fadda - Dore - Balia - Cogodi - Morittu - Pirisi - Falconi - Calledda - Orrù - Sanna Gian Valerio - Biancu - Secci

Art. 3

Il punto h) del comma 1 dell'articolo 3 è soppresso. (13)

Emendamento soppressivo parziale Spissu - Fadda - Dore - Balia - Cogodi - Morittu - Pirisi - Falconi - Calledda - Orrù - Sanna Gian Valerio - Biancu - Secci

Art. 3

Il comma 2 dell'articolo 3 è soppresso. (17)

Emendamento aggiuntivo Rassu - Frau - Milia - Cassano

Dopo l'articolo 3 è inserito il seguente:

Art. 3 bis

1. All'articolo 31 della L.R. 18 gennaio 1999, n. 1, è aggiunto il seguente comma 2 bis:

"2 bis. Le concessioni minerarie e le autorizzazioni per attività di cava accordate successivamente al 14 marzo 1999 e rientranti nelle caratteristiche di cui agli allegati a) e b) del D.P.R. 12 aprile 1996 così come integrato dal DPCM 3 settembre 1999 (atti di indirizzo e coordinamento per l'attuazione dell'art. 40, comma 1 della L.R. 22 febbraio 1994, n. 146, concernente disposizioni in materia di valutazione di impatto ambientale) e ai commi 1 e 2 del presente articolo, sulle quali non siano state esperite le procedure di valutazione di impatto ambientale o la verifica di cui al ridetto D.P.R. 12 aprile 1996 sono revocate su istanza motivata del Comune sul cui territorio ricade anche parzialmente l'iniziativa, previa conforme delibera del Consiglio Comunale.

Le concessioni e autorizzazioni revocate potranno essere oggetto di nuovo provvedimento autorizzativi nel rispetto delle nuove norme." (1)

Emendamento aggiuntivo Morittu - Giagu - Spissu - Sanna Gian Valerio - Fadda - Lai - Masia

Dopo l'articolo 3 è inserito il seguente:

Art. 3 bis

1. Le concessioni minerarie e le autorizzazioni per attività di cava di cui alla legge regionale n. 30 del 1989, rilasciate dall'Amministrazione regionale, dopo l'entrata in vigore del DPCM 3.09.1999 e della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1, in assenza di VIA o di verifica di cui al DPR 12.04.1996, sono sospese fino al completamento positivo della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale.

2. Fino all'approvazione del Piano regionale delle attività estrattive i permessi di ricerca, le autorizzazioni di cava e le concessioni minerarie non possono essere rilasciate dall'Amministrazione regionale in presenza di un parere contrario da parte del Comune territorialmente competente, reso in coerenza con la pianificazione urbanistica vigente." (2)

Emendamento aggiuntivo Pinna - Dettori - Pacifico - Scano - Sanna Giacomo

Dopo l'articolo 3 è inserito il seguente:

Art. 3 bis

1. Nelle more dell'emanazione di una normativa organica per la disciplina dell'attività mineraria e di cava nel territorio regionale, il rilascio da parte dell'Amministrazione regionale di autorizzazioni, permessi e concessioni per l'esercizio dell'attività di ricerca e coltivazione di sostanze minerarie e di cava, come classificate dalla normativa vigente, è sottoposto al parere vincolante del Comune territorialmente interessato.

2. La disposizione di cui al comma 1 è applicata dalla data di entrata in vigore della presente legge. (3)

Emendamento aggiuntivo Vassallo - Cogodi - Ortu

Art. 3

Dopo l'art. 3 è aggiunto il seguente art. 3 bis

Integrazione alle norme di disciplina sull'attività estrattiva

Nelle more di una revisione organica della disciplina delle attività estrattive e delle relative leggi regionali n. 15 del 07.05.1957, n. 30 del 07.06.1989, n. 16 dell'11.06.1990 e successive modifiche ed integrazioni, l'Assessore all'Industria in concerto con il Presidente della Giunta regionale, a seguito di deliberazione assunta, con maggioranza dei 2/3 dei componenti, dal Consiglio comunale o dai Consigli se trattasi di attività estrattiva o di ricerca che è localizzata nei territori di più Comuni, può disporre la sospensione in tutto o in parte della concessione o dell'autorizzazione dell'attività estrattiva o della campagna di ricerca per un periodo complessivo non superiore ai 12 mesi. Nell'ambito della sospensione, l'Assessore all'Industria attiva una specifica istruttoria, sente tutte le parti interessate e predispone, se possibile, una proposta conciliatrice. Qualora ciò non risultasse attuabile per indisponibilità di una delle parti, con la scadenza della sospensione l'autorizzazione all'esercizio dell'attività estrattiva o di ricerca si intende revocata, considerato prevalente l'interesse pubblico su quello privato. (4)

Emendamento aggiuntivo Balletto - Scano - Secci - Pilo - Lombardo - Sanna Giacomo - Balia - Lai - Vassallo - Biancu - vargiu - Onida - Sanna Noemi

Art. 3

Dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:

2 bis. Ad integrazione della disposizione di cui all'articolo 27, comma 14 della legge regionale n. 7 del 2002, è autorizzata per l'anno 2002 l'ulteriore spesa di euro 50.000 per l'avvio della struttura (UPB S12.047)

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S12.047 (cap. 12171) Investimenti nel settore socio-assistenziale

Anno 2002 euro 50.000

In diminuzione

UPB S03.038 (cap. 03083) Interessi su rate mutuo

Anno 2002 euro 50.000 (5)

PRESIDENTE. Gli emendamenti vengono dati per illustrati dai presentatori.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.

BALLETTO (F.I. - Sardegna), relatore. Mi rimetto all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

MASALA (A.N.) Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta esprime parere contrario sugli emendamenti dal numero 10 al 19, esprime parere contrario anche sugli emendamenti numero 1, 2, 3 e 4 per le motivazioni dette. Per quanto riguarda l'emendamento numero 4 chiedo però ai presentatori di ritirarlo perché la materia non può essere trattata in questa sede.

L'emendamento numero 5 viene accolto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Sull'insieme dell'articolo 3 che, sotto il titolo "Rettifiche", contiene una miriade di innovazioni e configura, nel suo insieme, un vero e proprio assestamento di bilancio, per dire innanzitutto che è vero che l'ora è quella che è, siamo a fine settimana, ci rendiamo conto della delicatezza della fase del lavoro in cui siamo, però c'è da essere preoccupati, non dico sconfortati, perché qualche elemento di conforto si può sempre avere. Ma preoccupati sul piano politico si può essere, perché un provvedimento di questa rilevanza si sta discutendo - per quanto si discute - valutando, comunque approvando con estrema disinvoltura.

Questo è un assestamento di bilancio abbastanza rilevante che per intanto non ha seguito le procedure delle leggi di bilancio e non si capisce perché. L'opposizione, in Commissione Bilancio, ha abbandonato, mi pare, per protesta, la riunione, perché essendo questo un assestamento di bilancio, non sono state garantite le procedure, a partire dalla valutazione dei pareri di merito che avrebbero dovuto dare le Commissioni competenti.

La Giunta aveva presentato un provvedimento chiamato "provvedimentino" di lavori pubblici in Commissione Bilancio poi, a seguire, un pacco di emendamenti che hanno cambiato la natura di quel provvedimento: da legge di settore è diventata un assestamento di bilancio, cammin facendo. A quel punto chi ha il dovere di provvedere doveva provvedere e il Consiglio doveva essere garantito che le procedure potessero essere rispettate. Se un Gruppo, non troppo consistente numericamente come il nostro, non ha un componente in Commissione Bilancio, però in alcune Commissioni di merito è presente, in quelle Commissioni di merito aveva il diritto di valutare gli interventi che si riferivano a quei settori e a quelle materie. C'è un modo di procedere in questo Consiglio regionale, non solo in quest'Aula, ma anche fuori di qua dentro, nel palazzo, nell'insieme che, a furia di sottovalutare o di tradurla in battuta, in realtà finisce per costituire, e in gran parte ha già costituito, un attentato serio, politico e istituzionale rispetto al dovere della correttezza nell'esame delle leggi.

Quest'articolo 3 contiene veri e propri falsi materiali. Ognuno di voi può far finta di non capire, quelli che non vogliono capire, ognuno di voi della maggioranza, intendo. La Giunta può far finta che non sia così, ma il Presidente del Consiglio non può far finta che non sia così, in quest'articolo sono contenuti dei falsi materiali.

Il titolo è "rettifiche". Quello che c'è dentro non sono rettifiche, ci sono alcune rettifiche e ci sono innovazioni, materie nuove. Questo articolo 3, intitolato "rettifiche", è così descritto nella relazione della Giunta: "si provvede ad eliminare alcuni errori materiali contenuti nel testo della legge finanziaria." Cioè voi dite che sono rettifiche e che le rettifiche consistono nell'eliminare alcuni errori materiali e invece non è così! Che cosa si può fare? Si può discutere quando si fa finta che in un testo di legge non ci sia una cosa palesemente falsa,? Si può discutere? Ci sono argomenti per convincere qualcuno? Non ce n'è, possiamo solo dire, perché rimanga certificato, che un Consiglio regionale, una Giunta, una maggioranza, una Presidenza che dovrebbe garantire la realtà almeno di quello che si scrive nelle leggi, uffici compresi, non rilevano che per esempio il punto C di quest'articolo 3, dove si dice: dopo il comma 13 dell'articolo 1, è istituito il seguente 13 bis: è autorizzato eccetera eccetera, Euro 7 milioni, quindi 14 miliardi di lire.

"Dopo il comma 13 è istituito il seguente 13 bis." Questa è una norma nuova, perché dite che è una rettifica? Cosa sta rettificando? E' una norma nuova, dovete scrivere: articolo tal dei tali, la Regione fa la seguente norma. Lo potete fare! Ma perché vi dovete nascondere? Solo chi si vergogna delle cose che propone si nasconde, chi non si vergogna non si nasconde! Perché dite: "rettifica"? Perché dite: "correzione di errori materiali"? Perché volevate negare la natura di assestamento di bilancio a questo provvedimento. Questa dizione è irricevibile, questa dizione è indiscutibile, questa dizione è invotabile. Qualcuno deve pur garantire in qualche modo, non è che la dialettica politica può convincere qualcuno che quel tabellone nero, se si vota che è bianco, diventerà bianco; no, se è nero resterà nero, anche col voto del Consiglio.

Noi ve l'abbiamo detto prima ma è come se non l'avessimo detto, voi dovete togliere il titolo "rettifiche", dovete cancellare dalla relazione il falso che vi è contenuto, che sarebbero cioè "correzioni di errori materiali", dovete tradurre in norme esplicite e in articoli di legge queste disposizioni e poi chiedere il voto del Consiglio. Avete la maggioranza e quindi ve le votate, ma non si può procedere in questo modo, perché c'è un dovere di serietà anche nei comportamenti, e c'è innanzitutto il dovere, del rispetto della legalità! Con una disinvoltura che è inammissibile si continuano a calpestare i diritti elementari dell'Assemblea legislativa, cioè la natura stessa di questo Consiglio regionale, nella disattenzione e nella sottovalutazione di queste cose. A me non preoccupa il fatto che questo diventi un precedente, perché ogni volta che accadrà noi protesteremo, a noi preoccupa il fatto che ci siano persone in questa maggioranza, non che non capiscano, ma che facciano finta di non capire, non so se animate dallo spirito di calpestare - ma in questo caso non calpesterebbero l'opposizione o le minoranze, calpesterebbero le istituzioni - o animate dallo spirito di lasciarsi calpestare, di lasciarsi calpestare dalla disinvoltura della Giunta o di parte della Giunta e dall'idea che le leggi, tutto sommato, siano cose che valgono come altre cose leggere. Le leggi non sono cose leggere.

Andando oltre in quest'elencazione di due pagine di rettifiche presunte che non sono rettifiche, si potrebbero fare innumerevoli esempi di cose nuove, di istituzioni di nuove UPB, di introduzione di nuove autorizzazioni che non c'entrano nulla né con le rettifiche né con gli errori materiali. Io ho posto la questione ancora una volta, l'avevamo già posta prima in discussione generale, si vuole ancora far finta di non capire: fate quello che più vi aggrada!

PRESIDENTE. Sono le 13.32 colleghi, per decidere come procedere ho bisogno di sentire i Capigruppo. Possiamo chiudere qui e riprendere i lavori martedì o chiudere qui e riprendere alle quattro, quindi convoco una breve conferenza dei Capigruppo.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 33, viene ripresa alle ore 14 e 13.)

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della Giunta. Signor Presidente, credo che la decisione assunta dalla Conferenza dei Capigruppo non possa soddisfare gli obiettivi che la Giunta aveva posto nell'ordine del giorno dei lavori. Vi è l'esigenza di completare entro questa tornata tutti i provvedimenti legislativi che avevano una priorità assoluta, e mi riferisco in particolar modo a questo dei lavori pubblici, del quale i comuni hanno sottolineato l'urgenza appellandosi - mi pare che i lavori dell'Aula lo abbiano confermato anche stamani - al senso di responsabilità di ambo le parti, e vi è un provvedimento che non può rischiare di essere spostato alla settimana prossima, quando tutti sappiamo che ci saranno difficoltà operative della stessa Aula ad approvare il provvedimento relativo all'EMSA.

Ho manifestato alla Conferenza dei Capigruppo la disponibilità a rispondere già stasera alla mozione che il centrosinistra ha proposto sulle note vicende della presunta compravendita di strutture turistiche della Costa Smeralda, credo sia opportuno proseguire i lavori del Consiglio, dandoci qualche minuto di tempo per richiamare i colleghi che si sono allontanati, per votare in Aula sulla proposta di proseguire i lavori stasera per approvare questi due provvedimenti.

PRESIDENTE. Colleghi, ha chiesto la parola l'onorevole Cogodi. Consentitemi prima di dire una cosa: io ho sentito la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi, abbiamo assunto, io stesso ho assunto una posizione che il presidente Pili non condivide, ne capisco le ragioni, io stesso ho tentato una mediazione che non è riuscita, perché, se fossimo riusciti a concludere i lavori entro stasera e poi chiudere il Consiglio, sarebbe stata la cosa migliore, ma pare che questo sia estremamente difficile.

Io non so se ci siano ancora i margini per una trattativa per arrivare a questo tipo di conclusione. Se ci fossero io sarei per sondarli. Il presidente Pili ha fatto un appello, prima di sottoporre il quesito all'Aula vorrei tentare di verificare ancora se sia possibile raggiungere un accordo, se no io non vedo altra strada che rinviare i lavori a martedì.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Io ritengo e credo tutti dovremmo ritenere che queste cose debbano essere trattate con molta serietà. Nessuno nega l'urgenza dei provvedimenti che sono iscritti all'ordine del giorno, e i provvedimenti iscritti all'ordine del giorno non sono sicuramente tali da poter essere discussi seriamente questo pomeriggio, se è vero quello che si è detto, perché se non è vero quello che la Giunta annuncia, la Giunta deve dire pubblicamente che annuncia cose non vere. Sono due settimane che la Giunta, in tutte le sedi, in tutte le Conferenze dei Presidenti di Gruppo, che servono a organizzare i lavori del Consiglio e non a disorganizzarli, enuncia che la legge sull'EMSA è una priorità. La vogliamo discutere? Badate, priorità non significa saltare l'esame delle leggi; priorità vuol dire che un provvedimento è urgente e viene prima di un altro, quindi va bene, dobbiamo discutere il provvedimento sull'EMSA, con quello che vi è annesso e connesso.

L'istituzione dell'Agenzia per l'ambiente avete detto che era una priorità, ma è una legge complessa, non pretenderete che non si discuta! Bisogna discuterla. La legge sull'albo degli appaltatori, sulla qualifica delle imprese, è urgente, bisogna discuterla e bisogna discutere altri provvedimenti che sono stati concordati. In più c'è il diritto di chi, usando il Regolamento, ha chiesto che entro dieci giorni vi sia la convocazione straordinaria del Consiglio per discutere la vicenda della "cordata Master Plan", chiamiamola così. Il Presidente della Giunta, fino a questo istante, non ha mai ancora manifestato, nonostante gli sia stato ripetutamente richiesto, la disponibilità a dire quando era disponibile a rispondere. Tant'è che pochi minuti fa, poiché il Regolamento fissa il termine di dieci giorni, abbiamo chiesto al Presidente del Consiglio di fissare il decimo giorno, disponibili ad anticipare al nono o all'ottavo giorno, quando vi fosse la buona disponibilità del Presidente. Improvvisamente il Presidente dice: "Posso rispondere stanotte". Non basta che rispondere! E' una mozione che richiede una convocazione straordinaria del Consiglio, che si deve svolgere nei termini regolamentari.

Quindi tutti questi giochini non servono a niente. Per altro la programmazione dei lavori prevedeva che si lavorasse fino a stamane anche ad ora tarda e che poi si aggiornassero i lavori a martedì alle ore 10. Questo è stato deciso e comunicato ai colleghi già qualche giorno fa, quindi chi pensa di andare in ferie senza che i lavori del Consiglio siano finiti è in torto, chi avesse pensato di assumere un impegno per stasera, quando già si era programmato che non c'era Aula, quel collega non è in torto, però si può sempre fare un torto, qui si può prima annunciare una cosa e poi mettere in difficoltà i colleghi. Però non si faccia finta di voler fare tutto se non ci si vuole dare il tempo per fare tutto. Per fare tutto bisogna darsi il tempo e farlo in modo ordinato e programmato e avere la possibilità di discutere seriamente le leggi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S). Noi abbiamo chiuso la Conferenza dei Capigruppo, anzi non noi, lei, la Presidenza del Consiglio ha chiuso la Conferenza dicendo che il Consiglio sarebbe stato riconvocato per martedì per il proseguo dell'esame dell'ordine del giorno. Torniamo in aula e il Presidente della Giunta prende la parola. E' una innovazione totale, anche dal punto di vista delle prerogative che il Presidente ha nella organizzazione dei lavori del Consiglio, che durante tutta la settimana sono stati organizzati dieci volte, l'ultima ieri.

Nella giornata di ieri, nel rifare l'ordine delle priorità da discutere prima delle ferie, si è stabilito, su richiesta della Giunta, che avremmo terminato i nostri lavori alle ore 14, essendo la Giunta impegnata in un'importante attività istituzionale. Quindi ieri abbiamo chiuso con questo accordo.

L'attività istituzionale non era un fatto privato, era un incontro importante con la CGIL, la CISL e la UIL, programmato, così come ci ha detto chi rappresentava la Giunta in Conferenza dei Capigruppo. Abbiamo acceduto a questa ipotesi, abbiamo detto ieri di essere disponibili anche a lavorare questa sera, in considerazione del fatto che il provvedimento sull'agricoltura ha richiesto più tempo di quello che si era previsto, perché siamo ancora a metà dell'esame del provvedimento sull'assestamento di bilancio, perché gli altri provvedimenti che si dice siano urgenti non saranno né semplici né facili da affrontare e da licenziare. Inoltre abbiamo chiesto di esaminare la mozione in uno spazio di tempo congruo, i termini per l'esame della mozione scadono venerdì prossimo, noi siamo disponibili a esaminarla prima della scadenza del decimo giorno, quando il Presidente del Consiglio concorderà col Presidente della Giunta la giornata che va meglio per lui.

Quindi abbiamo dato la più ampia disponibilità al lavoro. Le forzature servono a poco, adesso vogliamo fare ricorso all'Aula, si faccia ricorso all'Aula; noi stiamo alle cose che ci diciamo, non è che le cambiamo ogni dieci minuti, perché ognuno di noi poi organizza la propria attività e i propri impegni privati e pubblici sulla base delle decisioni che assumiamo in Conferenza dei Capigruppo.

In ogni caso noi vogliamo tornare qui la settimana prossima per discutere la mozione. Si ritiene che stasera si possa decidere di continuare a lavorare con un voto di maggioranza dell'Aula? Noi chiediamo in anticipo di sapere a che ora termineranno i lavori, perché l'oltranza non esiste, chiediamo di sapere a che ora termineremo i nostri lavori, così che possiamo organizzare la nostra attività.

Non ho altro da dire, Presidente, se non che c'è un continuo rimettere in discussione le decisioni che vengono assunte in una sede che oramai vale assai poco se non per perdere del tempo.

PRESIDENTE. Colleghi, intanto devo dire che non c'è nessuna innovazione su questa materia, perché l'articolo 82, onorevole Spissu, dice: "I richiami riguardanti l'ordine del giorno, il Regolamento o la priorità delle votazioni hanno la precedenza sulle questioni principali. In questi casi, dopo la proposta, possono parlare solo un oratore contro e uno a favore, motivando il proprio punto di vista, e per non più di dieci minuti ciascuno. L'Assemblea decide per alzata di mano". Se la Conferenza dei Capigruppo prende una decisione che poi non è condivisa dall'Aula, l'Aula può cambiarla. Il Presidente Pili chiede che l'Aula si pronunci sulla sua richiesta, io non osserverei il Regolamento se dicessi al Presidente Pili che la decisione è già presa. Quindi non posso aprire la discussione sulla richiesta del Presidente, devo applicare l'articolo 82 del Regolamento. Può intervenire ora un consigliere a favore, dopo di che metterò in votazione la richiesta del Presidente Pili.

Vorrei però dire prioritariamente due brevissime cose: credo che sia necessario comunque che noi fissiamo un orario entro il quale terminare i lavori. Non possiamo lavorare senza avere un orario di riferimento. Possiamo decidere di terminare entro le ore 20.

OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale (intervenendo dai banchi dei consiglieri). No, lavoriamo a oltranza!

PRESIDENTE. L'Aula deciderà anche questo. Si lavora a oltranza?

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Spissu, la richiesta non è quella di lavorare stasera, è quella di lavorare ad oltranza. Lo sottolineo perché sia chiaro, perché non ci siano motivi di scontro dopo.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare a favore delle richiesta il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Grazie, Presidente. Io volevo ricordarle, appunto, ma lei mi ha preceduto nel suo intervento, quanto previsto dal Regolamento che in questo momento è stato, su volontà dei colleghi del centrosinistra, per l'ennesima volta modificato: hanno parlato due consiglieri contro e adesso a noi è concesso che parli uno a favore. Queste modifiche sono correnti in quest'Aula, bloccata per una settimana dalle mozioni dei colleghi del centrosinistra…

COGODI (R.C.). Sono un diritto le mozioni!

SANNA ALBERTO (D.S.). Cosa stai dicendo?

CARLONI (A.N.). Sta illustrando un pensiero suo, lasciaglielo dire!

CAPELLI (U.D.C.). …non consentendo a chi vuol parlare di parlare e, soprattutto, tenendo la Giunta in Aula, non consentendole di poter operare e non consentendo a quest'Aula di legiferare. Allora noi riteniamo che la proposta...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia!

CAPELLI (U.D.C.). Un'altra particolarità è che quando hanno parlato i colleghi Cogodi e Spissu noi abbiamo ascoltato, pensando che per una volta potessero dire cose condivisibili. E abbiamo ascoltato in silenzio, altrettanto non mi sembra faccia parte dell'educazione dei colleghi.

Perciò riteniamo che la proposta fatta dal presidente Pili sia totalmente da condividere, quindi che non si debba stabilire neanche un orario di conclusione, ma che si debba lavorare sino alla conclusione dell'esame degli argomenti proposti.

(Interruzioni)

CAPELLI (U.D.C.). Io, guardi, non prendo neanche tutti i dieci minuti a mia disposizione perché mi sembra di parlare al vento per una parte di questo Consiglio, che non accetta di potersi confrontare con quella che è la volontà del Consiglio. La Conferenza dei Capigruppo ha modificato l'ordine del giorno decine di volte, non ultima, per esempio, con l'inserimento all'ordine del giorno della proposta di legge sulle sponsorizzazioni sportive, che è stata richiesta dal centrosinistra, senza che nessuno obiettasse. Sono maestri nel modificare il Regolamento e l'ordine del giorno di quest'Aula e, aggiungo, anche nel non consentire uno svolgimento corretto dei lavori e la libera espressione di quest'Aula.

PRESIDENTE. Bene, io ho bisogno di un altro Segretario.

Onorevole Floris, non posso darle la parola.

FLORIS (Rif. Sardi-U.D.R.). Sì, me la può dare.

PRESIDENTE. Io ho bisogno di un altro Segretario perché dobbiamo procedere a una votazione delicata e voglio un Segretario dell'opposizione.

FLORIS (Rif. Sardi-U.D.R.). Chiedo di parlare sulla votazione.

PRESIDENTE. Io voglio trovare una soluzione ma, se si arriva a questo punto, io devo applicare il Regolamento. Stiamo votando ormai.

FADDA (Popolari-P.S.). La proposta qual è?

PRESIDENTE. La proposta...

FLORIS (Rif. Sardi-U.D.R.). Chiedo di parlare. Ci sono due proposte.

PRESIDENTE. Onorevole Floris, come faccio a darle la parola? Poi la dovrei dare a tutti. E' stabilito dal Regolamento, non c'è una possibilità diversa.

Onorevole Floris, non le posso dare la parola.

(Interruzione del consigliere Floris)

PRESIDENTE. Do la parola all'onorevole Floris, perché non sento che cosa sta dicendo. La prego, onorevole Floris, non mi metta in difficoltà.

FLORIS (Rif. Sardi-U.D.R.). Ci sono due proposte, non c'è una sola proposta. Io condivido le osservazioni fatte dal Presidente della Giunta, pregherei di mettere in votazione soltanto la proposta di andare avanti e di discutere della legge di cui stiamo discutendo, perché è strano che si interrompa la discussione di una legge per fare una Conferenza dei capigruppo per venire in Aula poi a porre quale tipo di problema?

Io dico: mettiamo in votazione il proseguo della discussione sulla legge in esame poi vediamo.

Io ripeto che sono d'accordo con quello che dice il Presidente, sulla necessità di mettere in discussione gli altri punti ma non sul continuare a lavorare ad oltranza adesso, che non vuol dire nulla, perché sappiamo che poi ci dobbiamo ritornare. Quindi andiamo avanti nei nostri lavori stasera con questo argomento sapendo che gli altri argomenti proposti dalla Giunta noi li condividiamo.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Questa è una proposta diversa che non è la proposta di andare ad oltranza. Se l'onorevole Pili l'accetta.

(Interruzioni)

Votiamo tutte e due le proposte. L'onorevole Pili chiede che si discuta anche il provvedimento sull'EMSA, ma io devo mettere in votazione anche questa proposta.

(Interruzioni)

Sì, ma se ci sono due proposte...

(Interruzioni)

Colleghi, credetemi io ho fatto un grande sforzo per trovare un accordo. Purtroppo non è possibile. Procediamo alla votazione per alzata di mano, come stabilisce l'articolo 82 del Regolamento.

Chi è d'accordo sulla proposta del Presidente Pili di lavorare ad oltranza?

(Interruzioni)

Possiamo interrompere e riprendere dopo un'interruzione di un'ora e mezza per mangiare.

(Interruzioni)

Anche senza interruzione.

(Interruzioni)

Ad oltranza senza interruzione!

(Interruzioni)

Ad oltranza senza interruzione!

(Interruzioni)

L'interruzione la stabiliamo dopo, se è necessario. Si vota per lavorare stasera ad oltranza.

Chi vota a favore della richiesta del Presidente Pili alzi la mano.

(Interruzioni)

Chi è contrario?

(Interruzioni)

Chi si astiene? Nessuno si astiene.

Allora il Consiglio accoglie la richiesta del Presidente Pili di lavorare ad oltranza. Io propongo una sospensione.

(Interruzioni)

Una sospensione di mezz'ora per mangiare qualche cosa, sennò io svengo. Abbiate pazienza.

(Interruzioni)

Io ho bisogno di sospendere mezz'ora perché devo prendere un bicchiere di latte.

(Interruzioni)

I lavori riprenderanno alle ore 15.00.

(La seduta, sospesa alle ore 14 e 34 , viene ripresa alle ore 15 e 24.)

Sul Regolamento

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori.

COGODI (R.C.). Io avevo chiesto la parola prima.

PRESIDENTE. Lei aveva già parlato, onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Voglio parlare sul Regolamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi sul Regolamento. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Io credo che sia un'utilità per noi, per noi di questa parte e per noi sicuramente del nostro Gruppo, ma un'utilità per tutto il Consiglio e per i singoli consiglieri, sapere, a norma di Regolamento, e richiamandoci all'articolo 82 del Regolamento, quale sia il vincolo che deriva dal voto che prima è stato richiesto e che il Consiglio ha espresso. Perché noi vogliamo ritenerci vincolati dal voto del Consiglio, rispettosamente vincolati. E siccome l'articolo 82 del Regolamento prevede tre fattispecie di pronunciamento di voto del Consiglio, noi vorremmo sapere quale di queste tre fattispecie ci vincola.

La prima, in tema di richiamo pregiudiziale, è relativa all'ordine del giorno; la seconda è relativa al Regolamento; la terza è relativa alla priorità nelle votazioni. Ora, ordine del giorno vuole dire l'ordine di trattazione degli argomenti. L'ordine del giorno è quello che è affisso all'albo ufficiale dell'Aula ed è l'ordine della trattazione degli argomenti. Vogliamo sapere se il voto precedentemente espresso ci vincola e come ad un ordine nella trattazione degli argomenti.

La seconda fattispecie contenuta nell'articolo 82 è quella del richiamo pregiudiziale al Regolamento e quindi, relativamente a un'interpretazione, o ad una applicazione del Regolamento, vorremmo sapere qual è l'interpretazione e l'applicazione che ci vincola. La terza fattispecie è la priorità nelle votazioni. Vorremmo conoscere qual è il vincolo che deriva in capo ad ognuno di noi per il voto del Consiglio circa l'ordine delle votazioni, perché la priorità nelle votazioni vuol dire l'ordine con cui si vota.

Ogni altra cosa, ivi compreso l'atteggiamento discinto di Rassu…… (Interruzioni)

Mi domando se sia corretto, Presidente, o chi qui ne fa le veci. Possiamo anche fare lo spogliarello, possiamo fare quello che vogliamo.

Ogni altra cosa che non appartenga a queste tre fattispecie elencate tassativamente, in via esclusiva, dall'articolo 82 non ci può vincolare. Io vorrei capire in che cosa attenga l'articolo 82 all'oltranza.

Io vorrei capire da quale di queste tre fattispecie giuridiche contenute nell'articolo 82, cioè l'ordine del giorno, il Regolamento e quindi l'applicazione del Regolamento, o la priorità nelle votazioni, da quale di queste tre categorie tassativamente elencate deriva l'imposizione di una prosecuzione dei lavori del Consiglio ad oltranza. Senza definire che cosa vuole dire ad oltranza! Perché anche l'oltranza dovrà essere in qualche modo regolata.

Siccome a noi è parso che il collega Floris abbia avanzato una proposta esplicitamente saggia, ma implicitamente anche correttiva di quella deviazione che si stava per produrre, in ogni caso noi riteniamo che debba essere data una spiegazione al Consiglio perché o i Regolamenti vincolano, e noi vogliamo sapere - ripeto - in che cosa siamo vincolati, o i Regolamenti vengono, come dire, in modo astruso evocati, e l'astruseria non ci può vincolare.

Io per ora non voglio dire niente altro. Però se cade il principio che una riunione, non uso più le espressioni "massima espressione del popolo sardo", "assemblea elettiva, primaria", "consesso sommo", è troppo, dico qualsiasi riunione, abbia chi regola l'andamento della riunione, questo legittima ognuno a fare quello che vuole. Anche il condominio ha un regolamento di condominio. Questo è il nostro Regolamento. Io voglio capire, in base all'articolo 82, che c'entra l'oltranza? E vorrei ancora capire in che cosa consista, posto che oltranza vuole dire andare oltre, in via continuativa. Dopo il voto del Consiglio si sono interrotti i lavori per un'ora. Si doveva riprendere alle 15.00 sono le 15 e 30. Dobbiamo andare oltre fino a mezzanotte? Dobbiamo andare oltre fino a domani mattina? Badate, voi potete dire: "quel che sarà sarà" ma non è possibile! Perché una maggioranza qualsiasi potrebbe anche dormire tre giorni e poi ricattare una minoranza qualsiasi che qui lavora mattina e sera e profittare di questo. C'è un limite anche fisico. Con questo non stiamo affermando una nostra debolezza. Credo che avremo energia e fiato sufficienti per esserci fino all'attimo nel quale qui ci starà l'ultimo della maggioranza. L'ultimo! Quello che resisterà di più, vivo. Vivo, i morti riguardano i necrofili. Noi siamo per la vita.

(Interruzioni)

Fino a quando resisterà Cesare Corda che voleva l'oltranza, e ancora non è in Aula! E tanti altri! Noi pensiamo di stare qui a svolgere il nostro compito e il nostro dovere fino a quel momento, però se non c'è nessuno che regola o vuole regolare o sa regolare i lavori, nessuno ci richiami alle regole. Nessuno ci richiami alle regole da questo momento, fino a quando non si chiarirà qual è la regola. Qual è la regola! Io voglio capire, in base all'articolo 82, da dov'è che deriva l'oltranza. Voglio capire in base al buon senso e alla ragione in che cosa consista l'oltranza.

Io ho diritto di dosare le mie forze per fare il mio dovere di consigliere regionale eletto dal popolo. E dopo che avete deciso ieri, ed ancora un minuto prima, stamane, che il Consiglio avrebbe lavorato fino ad una certa ora e si sarebbe aggiornato fino a un'altra ora, con un'alzata di mano voi credete di violare le regole, di violentare le persone. Non è consentito! Per quanto ci riguarda non lo consentiamo, a chi piace si faccia violare e violentare. A noi non piace.

Chiedo e chiediamo, come Gruppo consiliare costituito regolarmente e garantito in questo Consiglio, di avere risposta da chi la può dare, e chi non la può dare sparisca. Chiediamo risposta da chi la può dare. Qual è l'ordine prossimo dei lavori del Consiglio e da quale norma regolamentare deriva un'ipotesi di oltranza, e in che cosa consiste l'oltranza e come si prefigura?.

PRESIDENTE. Il consigliere Cogodi solleva un problema e lo ringrazio, perché non era mai stato sollevato, e forse è opportuno su questo fare qualche chiarimento. La decisione presa dal Presidente in base all'articolo 82 riguarda i richiami riguardanti l'ordine del giorno. E spiegherò perché. Se i colleghi hanno notato, e possono andare a prendere tutti gli ordini del giorno fin dalla prima seduta di questo Consiglio dal '48 ad oggi, gli ordini del giorno contengono le materie da trattare e l'ora di inizio dei lavori e non contengono mai l'ora di chiusura del Consiglio. Vale a dire che tutte le riunioni del Consiglio sono convocate ad oltranza. Tutte le riunioni del Consiglio sono convocate ad oltranza, salvo, in un rapporto di correttezza tra maggioranza ed opposizione, e in un rapporto di mediazione tra il Presidente e il Consiglio, stabilire un orario giornaliero normale, umano. Perché, ha ragione l'onorevole Cogodi, le persone dopo un po' si stancano, perdono lucidità. Questo almeno succede a me, non so quanti altri colleghi siano tanto più forti da riuscire a reggere. Io non ce la faccio a lavorare ad oltranza. Pertanto trovo giusto e normale, come avviene in tutte le assemblee, che si concordi un orario. Concordato l'orario, che il Presidente decide, sentita la Conferenza dei Capigruppo, questo non vieta però al Presidente della Giunta, così come ha fatto, non concordando sulla decisione del Presidente, di chiedere all'Aula che è sovrana su tutte le questioni, di lavorare ad oltranza. L'Aula può modificare l'ordine del giorno, il Regolamento dice qual è la maggioranza richiesta, l'Aula è sovrana su tutto. Il Presidente della Giunta ha voluto che l'Aula si pronunciasse e, in base al Regolamento, io non potevo privare di questo diritto il Presidente della Giunta e ho accettato la richiesta. L'Aula si è pronunciata, dobbiamo lavorare ad oltranza, stabiliremo, in raccordo con i Capigruppo, con la mediazione ancora, se necessaria, del Presidente, un'ora civile nella quale finire i nostri lavori ed andare a casa. A questo punto io, però, proporrei di continuare a lavorare.

DORE (I DEMOCRATICI). Chiedo di intervenire.

PRESIDENTE. Su questo non apro un dibattito. È stato posto un problema sull'ordine dei lavori, le posso dare la parola sull'ordine del giorno, però si attenga all'argomento, se no le toglierò la parola, perché adesso non voglio aprire una discussione su questo. Va bene?

DORE (I DEMOCRATICI ). In quest'Aula dittatori non ce ne sono. Non può fare quello che vuole.

PRESIDENTE. No, non faccio quello che voglio, faccio quello che devo, onorevole Dore, non se la prenda. Lei mi ha chiesto la parola sull'ordine del giorno e io gliela do, perché il Regolamento dice che gliela devo dare. Le chiedo di attenersi all'argomento per il quale lei chiede di parlare.

Ha domandato di parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.

DORE (I DEMOCRATICI). L'argomento all'ordine del giorno è quello che è segnato lì, e su questo non ci sono dubbi. E' un problema sul quale non c'è stata alcuna contestazione, salvo qualche tentativo di scavalcamenti più o meno giustificati, più o meno corretti.

Lei ha esposto delle considerazioni quanto meno opinabili, Presidente, sono interpretazioni che lasciano assolutamente il tempo che trovano, sono interpretazioni molto personali e direi molto di parte.

Allora, io le dico, e lo dico davanti a tutti, che si è ancora una volta avuta la prova che la Conferenza dei Capigruppo è una farsa.

Di conseguenza, da questo momento, noi del Gruppo non parteciperemo più alla Conferenza dei Capigruppo, visto che serve solo a perdere tempo e che non vengono rispettati gli impegni assunti, perché qui c'è gente che è andata via per impegni legittimi - qualche sindaco per esempio - sapendo che oggi si terminava alle 14. Io sono qui e non ho problemi, ma qui viene tolto ad alcuni Consiglieri il diritto di partecipare alla riunione.

Questa è una gravissima violazione delle regole e qualcuno ne dovrà rendere conto. Io comunque non parteciperò più alla Conferenza dei Capigruppo se non avrò delle spiegazioni adeguate, e soprattutto se non verrà ripristinato il corretto svolgimento dei lavori e il rispetto degli impegni assunti, e così faranno i miei compagni di Gruppo.

PRESIDENTE. Lei è libero di fare ciò che lei ritiene giusto, onorevole Dore. Io adesso devo continuare nei lavori.

Continuazione della discussione del disegno di legge: "Integrazioni e modifiche alla Legge regionale 22 aprile 2002, n. 7 (Legge finanziaria 2002) e modifiche alla legge regionale 22 aprile 2002, n. 8 (legge di bilancio)" (324/A)

PRESIDENTE. Siamo in sede di discussione dell'articolo 3 e degli emendamenti.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Io credo che si stiano sottovalutando tutti gli accadimenti e che questo possa creare dei precedenti ai quali poi ognuno di noi si sentirà in diritto di far riferimento. Sulla Conferenza dei Capigruppo non ho niente da dire perché ho rimarcato troppe volte la nullità di quelle riunioni. Se c'è una riunione dove non si decide è la Conferenza dei Capigruppo, perché ogni qualvolta ci si è riuniti e si è decisa qualcosa, automaticamente in Aula chi di dovere ha disatteso le decisioni prese. Ne abbiamo il classico esempio questa mattina. Si decide di chiudere i lavori e di aggiornarli a martedì prossimo, si entra in Aula, si dovrebbe informare l'Aula di questa decisione, questo non avviene, prende immediatamente la parola il Presidente della Giunta e chiede, essendo un suo diritto, una cosa completamente diversa dalla decisione presa nella Conferenza dei Capigruppo. Stante la situazione, l'Aula continua ad essere disinformata. Qualcuno chiama questa una farsa perché siamo alla farsa, e voler portare delle modifiche così negative a quella che è la normale procedura sia nei rapporti, sia nella dialettica politica fra i Gruppi presenti in quest'Aula, credo che avveleni ancora di più un ambiente che non ha bisogno di essere avvelenato e ha necessità non di chi un giorno vuole interpretare le leggi o i regolamenti e il giorno successivo dice di doverli solo applicare. Un giorno si interpretano e il secondo giorno si applicano! Questo rende impraticabile l'Aula e certamente non ne migliora la produttività. Sono precedenti che, trasformando quest'Aula in una palestra, non possono portare niente di positivo per il semplice motivo che poi resta agli atti, resta nella memoria di ognuno di noi e, come si suol dire, la ruota gira, e chi era opposizione nella passata legislatura oggi è maggioranza, ma siccome non si resta maggioranza per tutta la vita, dobbiamo capire che voler essere furbi non aiuta nessuno. Ne abbiamo il classico esempio nella discussione in atto. Si è partiti anni addietro, col parlare di mini assestamento, l'onorevole Pittalis mi è buon testimone, per poi arrivare all'assestamento. Ricordo che quel mini assestamento, in Commissione, si trasformò, e la trasformazione aumentò ulteriormente in Aula, in un assestamento vero e proprio, tanto che quell'anno di assestamento non se ne parlò.

Oggi è peggio. L'assessore Masala svolge oggi il ruolo di assessore alla programmazione, credo che questa Regione non abbia necessità di un assessore alla programmazione, perché l'unica cosa che si continua a non fare è programmare. E` pensabile che, in modo furbesco, si porti un disegno di legge di pochi articoli all'attenzione della Commissione, che poi la stessa Giunta trasformi quel disegno di legge in un assestamento di bilancio e che il tutto possa essere accettato passivamente? Ma che interesse avete a portare avanti questo tipo di comportamento? Avete paura di fare un assestamento, di percorrere le strade normali, le procedure che tutti conosciamo, e di arrivare al confronto dando la possibilità all'Aula e ad ogni singolo Consigliere, di poter svolgere a pieno il proprio ruolo? Da oggi io prendo atto - ed ognuno di noi lo deve fare, perché questo oggi state certificando - che l'assestamento di bilancio non esiste più, è un passaggio superfluo, oggi abbiamo accorciato i tempi. Lo si fa in modo completamente diverso, in termini completamente differenti da quelli previsti da una prassi consolidata, e di conseguenza è possibile qualsiasi ripetizione di questo scenario. È pensabile che chi governerà nella prossima legislatura sia tenuto ad avere un simile comportamento, perché oggi questo sta accadendo nell'Aula: state facendo l'assestamento di bilancio in modo completamente diverso da come, nella storia di questa Regione autonoma, si è fatto negli anni. Questa è una trasformazione furbesca, non utile, perché chi ha i numeri è in grado di farla nel modo migliore, con la trasparenza dovuta, nei tempi dovuti. Voi oggi invece avete attivato questo modo di fare, e il programmare le cose in questo modo non vi aiuterà nei prossimi passaggi. Nel prossimo futuro questo continuare a voler necessariamente modificare le impostazioni, a stravolgere le regole, non vi potrà aiutare. Vi si ribalterà tutto contro, perché è un fatto naturale. Siete voi gli artefici di una situazione insostenibile, e se la funzionalità di quest'Aula, e io vado dicendo questo dall'inizio della legislatura - non si è mai realizzata, ed è un dato di fatto, lo dimostra la produttività del Consiglio, lo dimostrano gli atti che siamo riusciti a portare avanti in questi anni. Provate a leggere quante proposte e disegni di legge quest'Aula ha approvato in questi tre anni, rispetto al lavoro svolto nel quadro complessivo delle altre regioni d'Italia. Anche in questo siamo bravi, nell'essere gli ultimi, siamo bravi anche in questo. Un motivo c'è, e il motivo è che quest'Aula non ha la produttività che dovrebbe avere.

LIORI (A.N.). Le mozioni dell'opposizione!

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Le mozioni dell'opposizione! Onorevole Liori, all'opposizione ci sono rimasto gli ultimi due anni della passata legislatura insieme a lei, e sono all'opposizione anche in questi tre anni, con grande dignità, e le mozioni le facevamo nella passata legislatura, e non erano dei fulmini, e le facciamo in questa legislatura. È come la questione del voto segreto, uguale e identica. Quando lo utilizzavamo noi all'opposizione, nella passata legislatura, era motivo di orgoglio, oggi che lo utilizziamo ancora noi dall'opposizione è un qualcosa che va necessariamente eliminato, punito, condannato, e perché no, crocefisso! Questo è...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi, io vi chiedo scusa, c'è un collega che sta parlando.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Se siamo in queste condizioni alle quattro meno un quarto, vi posso garantire che dopo le nove sarà ben peggio. Dovete portare pazienza.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Cugini, la prego.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Io continuo a dire - e questa ne è la dimostrazione - che sinché non c'è l'autorevolezza per ripristinare le regole e farle rispettare in quest'Aula, credo che più che un'Aula questa possa apparire una palestra, e comunque non ci spaventa il fatto che voi la vogliate necessariamente trasformare in una palestra. Se palestra è ci ambienteremo immediatamente. Io mi auguro che non sia così, che quest'Aula ritorni a ritrovare a pieno il proprio ruolo e che si possa smettere di fare proposte oscene come quelle fatte prima dell'interruzione. Credo che andare alle due del mattino non serva a nessuno, che stasera, comunque, si continuerà a parlare perché almeno questo vedo che non ci viene proibito, ma un giorno o l'altro anche su questo avrete da ridire.

Gli atti che il Regolamento consente di poter produrre in quest'Aula, stando sui banchi della maggioranza o stando sui banchi dell'opposizione, credo che nessuno ce li potrà impedire. Continueremo a lavorare con precisione e puntualità e perdendo tempo se necessario, ripetendo, se è necessario, insistendo, se è necessario, ma certamente non venendo meno alla libertà che ognuno di noi deve avere in questa situazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari - P.S.). Presidente, come probabilmente è diventato evidente in questi tre anni, io non ho mai avuto molta passione per le polemiche procedurali. L'articolo 3, tuttavia, ha un nesso logico, a mio giudizio, col comportamento della maggioranza e del Presidente della Giunta. L'articolo 3, come hanno ben detto alcuni colleghi, è la prova di una sottovalutazione che erroneamente la Giunta e la maggioranza fanno dell'intelligenza dei Consiglieri regionali. Voler far passare per rettifiche, norme sostanziali o norme che aboliscono la copertura finanziaria degli anni successivi recuperando somme e facendole passare per rettifiche è una sottovalutazione della nostra intelligenza. E dunque la Giunta e la maggioranza tentano prima di prenderci per ignoranza; poiché non ci riescono il Presidente Pili non ha altre risorse che tentare di prenderci per stanchezza. E' del tutto evidente che questa strategia non esalta le funzioni del Consiglio, Questo tipo di proposta Presidente Pili avrebbe dovuto farla fare a qualcun altro, essendo lei in persona, non da ora, Presidente Pili, ma prima ancora che facesse il Presidente, sia fisicamente che politicamente uno dei più grandi assenteisti di quest'Aula. Che venga lei a dire a noi di andare ad oltranza o di cimentarci in un lavoro quando è del tutto evidente...

(Interruzioni)

Io sono uscito mezz'ora per mangiare un boccone, ho incontrato una persona che non c'entra niente col Consiglio regionale: stanno ridendo di noi. Dopo un anno di improduttività, a causa del vostro assenteismo nelle commissioni e nell'Aula, che oggi veniate a fare questo tipo di propaganda, è un elemento che sta facendo ridere la Sardegna.

Tra l'altro, se voi notate, in questi ultimi mesi, gli articoli che riguardano il lavoro del Consiglio stanno assumendo dimensioni sempre più ridotte; man mano che andiamo avanti, le cronache del nostro lavoro, anche negli interessi dell'opinione pubblica occupano uno spazio sempre più limitato; avanzano problemi di diverso genere: la questione della rivolta delle coscienze per la battaglia sui diritti, la questione del ruolo mondiale nel riconoscimento degli interessi e dei punti di riferimento della società mondiale svolto dal Santo Padre nei suoi viaggi. Pagine intere dedicate a questi temi, a noi riquadri sempre più piccoli! Fatevi un esame di coscienza, quale parte avete svolto voi per portare l'attenzione dell'opinione pubblica nei confronti del nostro lavoro a questi livelli? Siamo forse alla stessa stregua di commercianti ambulanti, siamo un luogo di ritrovo di questuanti, che chiedono risposte fuori da ogni strategia e fuori da qualunque logica che guardi ai problemi centrali dello sviluppo della nostra Regione che non avete voluto affrontare nella finanziaria e nel Dpef, perché eravate impegnati a fare i vostri affari, e che ci riproponete oggi con un ritardo credo oramai, anche per l'anno finanziario in corso, sostanzialmente insanabile.

Io credo che adottare queste strategie non serva, perché, nel rispetto delle regole che disciplinano la nostra convivenza in quest'Aula, sarebbe più utile parlare dei problemi che abbiamo, sapere, assessore Ladu, che c'è il pericolo che martedì molti di voi non ci siano, affrontare i problemi con la schiettezza e con la sincerità che questo nostro, per certi versi obbligato, stare assieme in questo lavoro ci impone, e concordare le cose. Ma che da una Giunta assente di fronte ai problemi della Sardegna ci venga un richiamo a lavorare ad oltranza, quando avevamo i tempi e i modi per farlo, al di là delle mozioni che, badate, sono l'unico modo che noi abbiamo ancora in quest'Aula di sottoporvi i problemi per i quali voi avete dimostrato una sordità totale, l'unico modo per portare all'attenzione dell'opinione pubblica argomenti e problemi che la vostra natura golpista vi impedisce di affrontare correttamente in quest'Aula nei momenti giusti.

Pensate di aver dato una lezione di impegno e di maturità politica, ma avete dato un esempio di mediocrità e una dimostrazione ancor più macroscopica delle vostre debolezze e delle vostre inefficienze.

Io credo che tutto abbia una fine e credo che, alla fine, non possiamo più consentirci molto a lungo - lo dico soprattutto ai miei colleghi dell'opposizione - di dare in comodato gratuito a voi la nostra responsabilità politica, per portare avanti una legislatura abusiva, abusiva perché Pili sta seduto in quella poltrona, nonostante sappia benissimo di non avere la legittimazione per restarci, dopo quaranta - cinquanta - sessanta volte che non raccoglie il consenso della sua maggioranza, e si alza per intervenire su un unico articolo, quello più pieno di ombre e di illegittimità e che rasenta livelli di immoralità mai visti in quest'Aula, l'articolo 11, e ci costringe oggi a stare qua per recuperare il tempo perduto.

Io credo che ci abbiate dato la possibilità, ancora una volta, di dimostrare la pochezza e l'inconsistenza del vostro modo di interpretare la responsabilità pubblica.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (S.D.I. - S.U.). Presidente, io credo che lei, così come l'intero Consiglio regionale, già dal momento in cui ha visto il disegno di legge 324 A, che oggi è all'esame dell'Aula, abbia avuto piena e totale consapevolezza che si trattava e si tratta, così come altri colleghi hanno detto, di un provvedimento mascherato, ma mascherato malamente, perché tutti, sin dal primo momento - e lo abbiamo ribadito in una Conferenza di Capigruppo - ci siamo convinti che si trattava di fatto di un vero assestamento di bilancio.

Noi abbiamo avvertito che non era un provvedimento cosiddetto leggero, ma che avrebbe richiesto, proprio perché quella era l'interpretazione che noi ne davamo, tutta la massima attenzione ed il massimo impegno da parte dell'Aula.

Si dice che le forzature, i tempi, le costrizioni, le decisioni di lavorare ad oltranza, lo ribadiva poco fa sottovoce l'onorevole Liori, derivano dal fatto che l'opposizione presenta un numero eccessivo di mozioni. Potremmo, evidentemente, onorevole Liori, in qualunque momento, verificare il numero delle mozioni, delle interrogazioni, delle interpellanze e di quant'altro, e il tipo di obiezioni che l'onorevole Liori, al pari dell'onorevole Masala, allora molto legalitario, allora molto preciso, allora molto puntuale, faceva nei confronti della maggioranza di allora. Ma io per intanto voglio ricordare che, per le ultime mozioni che sono state presentate, l'opposizione ha adottato un comportamento di grande, di forte, di totale, di piena ragionevolezza, perché non ha chiesto che venissero discusse entro dieci giorni, chiedendo la convocazione straordinaria del Consiglio, così come di fatto avrebbe potuto fare, ma ha consentito, ovviamente, che nell'Aula si sviluppasse prima il dibattito in maniera seria, ponderata, con i tempi necessari, sul Documento di programmazione economica e finanziaria, rinviando, a una fase successiva, la richiesta che venissero inserite all'ordine del giorno del Consiglio regionale.

L'onorevole Pili vuole una prova di forza, decide, chiede che si metta ai voti la richiesta che l'Aula continui a lavorare a oltranza, senza fissazione alcuna di orario, e appena naturalmente viene richiamato dall'onorevole Gian Valerio Sanna alle proprie responsabilità, richiamando alla memoria di tutti noi che l'unico intervento che il Presidente della Giunta in quella occasione aveva fatto era riferito a un aspetto per noi fortemente discutibile, quello dell'accelerazione di grandi opere pubbliche - accelerazione, poi, naturalmente, tutta da vedere e tutta da verificare - attraverso provvedimenti che, a nostro avviso, non rasentavano, ma erano di forte illegittimità,

bene, l'onorevole Pili, che si appella al senso di responsabilità, che svolge quei ruoli, appena si sente minimamente toccato da quel richiamo dell'onorevole Sanna, non trova niente di meglio da fare se non alzarsi e abbandonare l'Aula.

A me pare che questo comportamento, in risposta a un richiamo di un consigliere regionale, per giusto o ingiusto che esso possa essere, debba in ogni caso essere deplorato.

Signor Presidente, mi consenta, è grave, a mio avviso - lo dico con molta pacatezza, ma anche con molta serietà - che le affermazioni dell'onorevole Dore, che attengono alla funzionalità, ai compiti, alle funzioni, all'insieme delle competenze che gravano sulla Conferenza dei Capigruppo, vengano liquidate, licenziate, snobbate, non tenute in conto, e gli si risponda semplicemente: "Beh, prima o poi, spetta a te, onorevole Dore, cambiare idea". Poco importa e poco conta se un Gruppo politico che siede in questo Consiglio regionale dice che, attraverso queste metodiche introdotte da questa maggioranza, si sta svilendo e snaturando in maniera forte e definitiva il rapporto Giunta-Consiglio regionale. Badate che è un fatto grave, è un fatto che è di nocumento per tutti, che non serve a niente e a nessuno.

Io chiedo, signor Presidente, per ciò che lei rappresenta, per il livello di responsabilità che su di lei ricade, che non si possano liquidare in modo così semplicistico le affermazioni fatte dall'onorevole Dore, che rappresentano un atto di condanna forte rispetto a certi comportamenti. Badate, io voglio chiedere a tutti voi in maniera tranquilla: ma come è possibile che, ancora ieri, per bocca del Presidente della Giunta regionale, si sia sostenuto che oggi i lavori dell'Aula avrebbero impegnato i consiglieri sino alle ore 14, perché da quell'ora in poi la Giunta regionale aveva impegni di natura istituzionale, e oggi si affermi che, siccome quegli impegni di natura istituzionale sono stati disdetti o rinviati, non si tengono nel minimo conto gli impegni degli altri, e non si raccoglie neanche la proposta di buon senso fatta dall'onorevole Floris, che tendeva a dire: "Possiamo pure decidere per adesso di lavorare al provvedimento che è alla nostra attenzione, di arrivare a una sua definizione, per poi valutare in maniera serena e consapevole, se a quel punto non valga la pena di aggiornare i lavori". Non si tiene in conto niente, il Presidente della Giunta regionale è forte dei numeri, numeri che però, badate, mancano già, perché già a questo punto in Aula ci sono solo dieci, dodici persone della maggioranza, vorrei sapere dove sono andate le altre, vorrei sapere se l'importante era la presenza al momento di quel voto.

L'onorevole Pili, peraltro, ha usato la disponibilità dell'opposizione in più occasioni, quando, persino a Consiglio regionale già convocato, ha chiesto che venisse disdetto e rinviato ad altra data perché aveva impegni legittimi, impegni di natura istituzionale, ma ha trovato da parte dell'opposizione disponibilità e comprensione. Disponibilità e comprensione che invece in questa sede egli non manifesta.

Badate, abbiamo all'ordine del giorno una serie di argomenti, tutti impegnativi.. Nessuno si illuda che possano essere licenziati...

PRESIDENTE. Qualche secondo ancora perché concluda.

FADDA (Popolari-P.S.). Dov'è il Presidente della Giunta che ha chiesto l'oltranza?

PRESIDENTE. Non mi ha chiesto il permesso né mi ha lasciato detto dove andava!

FADDA (Popolari-P.S.). Va bene, ma se chiede l'oltranza, che sia qui! Se non c'è il Presidente non andiamo avanti.

GIAGU (Popolari-P.S.). Che è? Armiamoci e partite?

BALIA (S.D.I.-S.U.). E' uscito per protesta.

FADDA (Popolari-P.S.). Sospenda dieci minuti per dargli il tempo di andare dove vuole.

DORE (I DEMOCRATICI). Ha chiesto a noi di stare in Aula, ci resti anche lui!

FADDA (Popolari-P.S.). O se ha da fare ce lo dica. Se è in Costa Smeralda ce lo dica, se è a Forte Village ce lo dica!

PRESIDENTE. Colleghi, per favore.

BALIA (S.D.I.-S.U.). E' una vergogna, Presidente.

PRESIDENTE. Qualcuno cerchi il presidente Pili e gli chieda di venire in Aula.

PIRISI (D.S.). Se il presidente Pili non c'è non andiamo avanti. L'oltranza l'ha chiesta lui.

BALIA (S.D.I.-S.U.). Posso parlare per qualche secondo, Presidente?

PRESIDENTE. Continui, la prego, qualche secondo.

FADDA (Popolari-P.S.). No, ha chiesto l'oltranza il Presidente della Giunta.

PRESIDENTE. Onorevole Fadda, la Giunta è presente.

FADDA (Popolari-P.S.). Presidente, può assentarsi l'assessore Masala, ma non il presidente Pili.

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, la Giunta è presente, tuttavia sto facendo cercare il presidente Pili e gli sto chiedendo la cortesia di venire in aula, ma intanto continuiamo a lavorare.

FADDA (Popolari-P.S.). Siamo stanchi anche noi, che venga qui!

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Io vi devo chiedere, però, la cortesia di lasciar concludere l'intervento all'onorevole Balia.

BALIA (S.D.I.-S.U.). Presidente, comunque è perlomeno deplorevole che lei ci abbia costretto a una sospensione di venti minuti e che poi, una volta ripresi i lavori dell'Aula, il presidente Pili, forse offeso, ripeto, dall'intervento dell'onorevole Sanna, li abbandoni e probabilmente lo troveremo alla buvette del Consiglio. E' perlomeno deplorevole!

Comunque, Presidente, per concludere, dicevo che abbiamo un carico di lavoro abbastanza imponente, almeno se la maggioranza parte dal presupposto, così come ci è parso che volesse fare, che quei quattro o cinque argomenti, la cui discussione e definizione prima delle ferie ha dichiarato irrinunciabile, debbano restare all'ordine del giorno. La maggioranza non si illuda che noi facciamo sconti e che siamo disponibili ad accelerare i lavori. Serve solo a creare e a far aumentare, onorevole Masala, un clima di tensione che è già abbastanza alto per colpa vostra.

Mentre i banchi della maggioranza si svuotano, e li vedremo poi alla prova dei fatti, voglio dire un'altra cosa all'assente onorevole Pili, che se tutto ciò viene fatto perché spera con questo di svuotare, di fatto, i contenuti della mozione sul Master Plan, così come l'abbiamo definito, si sbaglia e si sbaglia di grosso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Il Presidente Pili, ha chiesto lui l'oltranza! Sospenda per dieci minuti.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Sospendo i lavori per dieci minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 14, viene ripresa alle ore 16 e 34.)

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Mi permetta, Presidente, prima di articolare il mio intervento, di fare un inciso su quello che è avvenuto poc'anzi. Lei, Presidente, diceva, nel suo intervento, rispondendo a una serie di quesiti posti dall'onorevole Cogodi, che in un rapporto di correttezza tra maggioranza e minoranza queste cose non accadono. Implicitamente, con le sue parole, ha certificato la scorrettezza di quanto è avvenuto e della maggioranza.

Vede, Presidente, fin qui tutto bene, quello che ci disturba e che mi sconcerta è l'avallo che poi lei ha dato all'interpretazione, a mio avviso alquanto discutibile, del Regolamento, avallando una scorrettezza implicitamente da lei certificata nel ragionamento che ha esposto in quest'Aula. Così non va, e non va nemmeno il modo in cui si risponde ai rappresentanti di un Gruppo, quando, rispetto a questioni così importanti e delicate, come l'interpretazione del Regolamento, si permette, dalla sua alta poltrona di Presidente, di dare un'interpretazione a mio avviso discutibile, senza nemmeno sentirsi in dovere, forse, di consultarsi con i suoi collaboratori e con l'Ufficio di Presidenza stesso.

E' una questione che rimane aperta, perché si è introdotto un principio a mio avviso pericoloso, di grande illegittimità rispetto a possibili scenari futuri e anche comportamenti e furbizie che la maggioranza pone in essere pur di far valere, in questo caso, i numeri.

Detto questo, si rileva il comportamento discutibile anche del Presidente della Giunta, che prima chiede di lavorare a oltranza, per cui chiede la presenza di tutti i consiglieri per varare celermente i provvedimenti, e poi, alla prima discussione, abbandona l'aula lasciandoci tutti a bocca aperta. Questo comportamento non va bene, Presidente, anche perché se c'è uno che cambia le carte in tavola qua è proprio lei, presidente Pili! E' lei che qualche giorno fa ha proposto ufficialmente, nella Conferenza dei Capigruppo, quando si è concordato l'ordine dei lavori, di lavorare sino alle 14 di oggi, e poi, visto che probabilmente è riuscito a cambiare i suoi impegni, oggi decide che bisogna andare a oltranza.

Noi non ci spaventiamo di stare qua, di lavorare, di continuare a fare il nostro dovere fino in fondo. Il nostro dovere dobbiamo farlo fino in fondo e vogliamo farlo fino in fondo. E allora veniamo al merito della questione, veniamo al merito di questo articolo 3, e soprattutto veniamo al merito di questo provvedimento, che attraverso una furbizia - ma le furbizie ormai hanno le gambe corte - avete fatto passare per un provvedimento ordinario, un semplice disegno di legge, mentre è un vero e proprio assestamento di bilancio. E lei sa benissimo che per i provvedimenti finanziari la procedura prevista è completamente diversa, le prerogative dell'Aula sono completamente diverse e anche gli interventi che maggioranza e opposizione possono attuare sono completamente diversi da quelli previsti per gli altri provvedimenti.

Avete fatto una furbizia, questa volta è passata, non pensiate di poterla replicare un'altra volta. Noi pensavamo di avere a che fare con persone serie, che non usano furbizie e marchingegni solamente per cercare di recuperare qualche ora. Peraltro non si comprende questo atteggiamento arrogante nei confronti dell'intera opposizione ma, dirò di più, a mio avviso, dell'intero Consiglio regionale, compresa la sua maggioranza, quando attraverso questo atteggiamento e questo suo modo di fare cerca di costringere il Consiglio regionale ad approvare i provvedimenti senza discuterli.

Noi siamo per discutere e siamo per approfondire ogni singolo argomento, ogni singolo articolo, ogni singolo emendamento, perché questa è la facoltà che il Regolamento ci dà e a questa facoltà non vogliamo rinunciare. Per cui non ci mancherà la parola, anche se oggi leggevo sul giornale che sembra che chi parla troppo viva meno. Questo non preoccupa, nel senso che questa teoria di famosi ricercatori è facilmente smentibile, anche perché abbiamo nozione di grandi parlatori che sono vissuti quasi un secolo, per cui siamo qua per affrontare le questioni.

Vede, noi nell'articolo 3, oltreché rilevare che non si tratta di semplici rettifiche, così come già altri colleghi hanno precisato, abbiamo indicato in modo preciso i vari punti nei quali si interviene in maniera profonda nella finanziaria recentemente approvata.

Noi abbiamo presentato un emendamento aggiuntivo a questo articolo, e l'abbiamo presentato dopo che abbiamo rilevato che la maggioranza aveva presentato un emendamento che riguardava la regolamentazione delle concessioni sulle cave.

Ritenevamo che questo argomento fosse un argomento delicato da affrontare nella sede specifica, anche in maniera veloce, con una procedura di urgenza, abbiamo visto che la maggioranza ha presentato l'emendamento e ci siamo premurati, dato che sulla materia abbiamo un'idea molto precisa, di presentare anche noi un emendamento.

Fa specie che l'assessore Masala, esprimendo il parere della Giunta sugli emendamenti presentati, dica di non accogliere gli emendamenti numero 1, 2, 3 e che l'emendamento numero 4, che riguarda lo stesso argomento, debba essere ritirato in quanto non pertinente con l'argomento che stiamo discutendo.

Fa specie perché non si capisce perché l'Assessore della Programmazione ritenga che siano ammissibili gli emendamenti 1, 2 e 3 e non lo sia l'emendamento numero 4, che tratta della stessa materia.

Vogliamo inoltre precisare che, proprio perché preoccupati che l'Assessore potesse dire questo, argomentando e chiedendo con queste motivazioni la non accettazione dell'emendamento, abbiamo provveduto in sede di presentazione dell'emendamento numero 4 alla presentazione anche di un altro emendamento, che propone la modifica del titolo, nel senso che la norma che stavamo discutendo non trattava soltanto di norme di carattere finanziario, ma precisava anche le leggi a cui noi intendevamo fare riferimento attraverso l'emendamento numero 4. Dico queste cose per precisare che l'ufficio Assemblea ha ritenuto l'emendamento che cambiava il titolo, non tanto non pertinente, ma superfluo in quanto se fosse passato l'emendamento numero 4 automaticamente sarebbe stato modificato anche...

PRESIDENTE. Qualche secondo per concludere, onorevole Vassallo.

VASSALLO (R.C.). Sarebbe stato modificato anche il titolo, per cui in sede di coordinamento si sarebbero aggiustate le cose. Dico queste cose, soprattutto a lei, Presidente del Consiglio, perché faccia in modo che anche la Giunta, nell'esprimere il proprio parere, sia rispettosa del Regolamento e usi lo stesso metro di giudizio su tutti gli emendamenti che vengono presentati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (Gruppo Misto). Presidente, anche io non posso che esprimere tutta la mia perplessità per il modo, che assomiglia molto al sotterfugio, che è stato trovato dalla maggioranza per portare in Aula un assestamento di bilancio camuffato come questo.

Sono molto perplesso perché quanto si è verificato segnala una forte mancanza di rispetto per un organismo importante come la Conferenza dei Capigruppo. Molti in passato hanno espresso forti dubbi sul suo funzionamento e sulla sua funzione, e quanto è stato fatto oggi credo sia la conferma che, in questo Consiglio, la Conferenza dei Capigruppo la si vuole davvero trasformare in un organismo che nulla decide o quando decide la sua decisione non viene rispettata a cominciare dal Presidente del Consiglio e dal Presidente della Giunta.

Perché se lei, Presidente Serrenti, riteneva e ritiene che si dovesse esprimere l'Aula, io credo che quest'Aula prima di tutto avesse il diritto di conoscere la decisione della Conferenza dei Capigruppo, cosa che non è assolutamente avvenuta, perché lei ha immediatamente lasciato spazio alla richiesta del Presidente della Giunta, senza dare all'Aula la comunicazione di quanto aveva deciso la Conferenza dei Capigruppo, con un convincimento suo, mi pare, abbastanza netto e deciso.

Io credo che in questo modo non si possa che alterare la serenità dell'Aula e i rapporti tra maggioranza ed opposizione, e non si capisce poi con quale obiettivo, con un ordine del giorno che trovava, sulle priorità, sostanzialmente d'accordo tutti, con una decisione che attraversava un po' tutti i Gruppi ad eccezione di qualcuno, come l'onorevole Corda, che era molto deciso e determinato ad andare avanti, ma che non vediamo in Aula. Se questa è la sua resistenza e il suo lavoro ad oltranza diventa davvero poco credibile quando si esprime su questi concetti. E dunque non so dove si voglia arrivare perché tutti eravamo d'accordo sulla necessità di esitare i provvedimenti, nei tempi programmati per la chiusura del Consiglio, e cioè entro la settimana prossima, così come era stato deciso dalla Conferenza dei Capigruppo nella programmazione dei lavori prima delle ferie.

Non so a cosa si voglia arrivare perché tutti quanti, per aspetti diversi e con posizioni diverse, riteniamo che i provvedimenti siano urgenti e vadano esitati prima delle ferie, però certamente questo non è il modo per raggiungere l'obiettivo, perché credo che, andando avanti di questo passo, alle due di notte staremo ancora discutendo ed affrontando questi problemi, posto che il Presidente Pili abbia la costanza di ascoltarci e di stare in Aula come sta facendo in questo momento, perché la sua assenza dall'Aula è francamente inaccettabile dopo che ha proposto lui di lavorare ad oltranza. Per cui mi auguro che possiamo avere l'onore di averlo in Aula fino alle due, alle tre, alle quattro del mattino, perché ovviamente noi resisteremo, soprattutto per i problemi che ci sono da affrontare, e cercheremo di utilizzare le nostre prerogative di consiglieri per esprimere il nostro parere su tutti i punti che verranno sollevati, perché riteniamo che questo modo di agire sia un sistema - dicevo prima - per alterare i rapporti e la serenità di quest'Aula, e credo che non siamo a livello di quanto è successo al Senato ieri - una decisione scandalosa quella presa dalla maggioranza che governa il Paese, con un provvedimento fatto per il padrone - e quindi non arriveremo al tumulto che c'è stato ieri al Senato della Repubblica; certamente noi, usando tutte le prerogative del Regolamento, chiedendo di essere rispettati, perché ci mancherebbe che proprio chi chiede di andare avanti ad oltranza poi pretenda che solo gli altri vadano avanti ad oltranza, faremo in modo che si approfondiscano davvero tutti gli aspetti necessari.

Relativamente a questo provvedimento e all'articolo 3, ho già detto, ribadendo le posizioni espresse dai colleghi, come siamo di fronte ad un assestamento di bilancio camuffato, ad un provvedimento mascherato, perché non si tratta di un intervento ordinario per aggiustare qualche svista grossolana che c'è stata nella predisposizione e nell'approvazione della legge finanziaria, ma si tratta di un provvedimento nel quale pretendete di mettere tutto, di cambiare addirittura le norme e non soltanto di aggiustare gli errori e le sviste del bilancio.

Dunque, anche su questo, non possiamo che continuare a far notare alla maggioranza che questo provvedimento è privo di senso, così come è stato formulato, e che probabilmente si farebbe più in fretta a chiuderla qui, perché se volevate intervenire sui lavori pubblici, questi sono definiti, è inutile che si voglia fare in modo che vengano approvate altre norme che stravolgono il provvedimento originario, così come ha voluto la Commissione.

In relazione poi agli emendamenti numero 1, 2 e 3 e 4 - avremo modo di ritornarci, successivamente, nel corso del dibattito - anche io sono del parere che sia davvero singolare la decisione di non considerare ammissibile l'emendamento 4, e soprattutto, a mio avviso, è davvero inconcepibile come in modo molto sbrigativo l'assessore Masala non abbia accolto questi emendamenti, soprattutto per quanto attiene alle concessioni già rilasciate che io non ho voluto inserire nell'emendamento numero 3 di cui io sono primo firmatario, perché erano già presenti nell'emendamento numero 1, presentato dal collega Rassu, e nell'emendamento numero 2 di Morittu ed altri. L'assessore Masala non ritiene accoglibili neanche questi emendamenti.

Si tratta di una norma, quella di rivedere e di provvedere alla revoca delle concessioni e dei permessi pregressi concessi in precedenza, che non erano stati accompagnati da un'adeguata valutazione di impatto ambientale, ebbene, affrontare...

PRESIDENTE. Concluda, la prego, onorevole Pinna.

PINNA (Gruppo Misto). Sto concludendo, Presidente, ci ritorneremo successivamente per sviluppare questo concetto. Sarebbe stata l'occasione buona per non far perdere definitivamente la faccia al Presidente della Giunta regionale, il quale si è presentato a quelle comunità che vivono un forte disagio per dire che appena tornato a Cagliari avrebbe revocato la concessione.

Grandi titoli sui giornali, grande assemblea, grandi annunci a quelle comunità, ma se non si approvano questi emendamenti o uno di questi emendamenti, soprattutto per la parte pregressa, io credo che ci sia davvero l'ammissione ufficiale che il Presidente Pili ha preso in giro quelle comunità. Quando è ritornato a verificare le cose ha scoperto che quella revoca non poteva farla se non si cambiava la norma, oggi se si cambia la norma quella revoca la può fare. Se questa maggioranza non accoglie questi emendamenti, veramente i sardi sapranno che quando il Presidente della Regione dice una cosa bisogna pensare che farà l'esatto contrario perché non fa mai quello che dice.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

(Interruzioni)

CUGINI (D.S.). Se c'è uno che non può essere raccomandato è il collega Fadda, perché è libero da queste considerazioni, quindi nessuna raccomandazione.

E` chiaro, mi pare, al Presidente Serrenti, però siamo qui per verificare se abbiamo ben capito o se invece c'è bisogno di qualche modificazione nelle nostre considerazioni.

Questa mattina il collega Cogodi in apertura, dopo la relazione di Falconi, che ha comunque evidenziato il problema, ha detto che questo è un provvedimento che è stato modificato in corso d'opera e forse la Presidenza del Consiglio non ha colto questo fatto perché se l'avesse colto di questo provvedimento oggi non si sarebbe discusso, perché è stata cambiata la natura del provvedimento e da provvedimento che originariamente era stato previsto per rispondere a delle esigenze, nel corso del viaggio tra Villa Devoto e la Commissione, è invece diventato una norma finanziaria.

Se la Presidenza del Consiglio fosse stata avvertita e se avesse avuto la possibilità di fare una verifica, siamo convinti che questo provvedimento sarebbe tornato in Commissione. Noi non abbiamo insistito su questa tesi questa mattina perché ci siamo resi conto che questo era un provvedimento, almeno per una parte, così come si è visto nel corso della discussione, che rispondeva a delle esigenze e a delle attese reali da parte dei comuni. E abbiamo fatto rientrare questo provvedimento in altre considerazioni che sono state svolte in riferimento alla urgenza di trattare la questione dell'EMSA ed anche altre questioni e abbiamo detto: "Facciamo un pacchetto richiamando i vari argomenti all'ordine del giorno, per chiudere prima delle ferie rispondendo alle emergenze". Così abbiamo proceduto per tutta la mattina, avendo ieri ed avant'ieri trattato degli argomenti estremamente interessanti fino a portarli, con il concorso di tutto il Consiglio, a conclusione positiva. Questo lo sto dicendo perché c'è stata una interlocuzione poco fa nella quale non si riconosceva questo fatto.

Noi rimaniamo fedeli a quella impostazione di serietà e di confronto e ritenendo che si tratti adesso prevalentemente di un assestamento di bilancio, pensiamo che abbia ragione - e il Presidente Pili non si deve offendere - il collega Gian Valerio Sanna che, quando somma questo fatto al comportamento del Presidente della Giunta e alla copertura che è stata data al Presidente del Consiglio, tratta questa fase della nostra discussione con il termine di "golpe" riferito a tanti aspetti del nostro confronto in atto. Ma ce n'è uno che il collega Sanna non ha evidenziato, però è scritto all'articolo 3 al punto c) - lo dico soprattutto per i colleghi che hanno prodotto, nell'interruzione per il pranzo, la proposta della seduta ad oltranza - al punto c) dell'articolo 3 c'è una perla che è bene che noi richiamiamo, visto che la mozione che abbiamo presentato e che si discuterà nei prossimi giorni pone l'esigenza di fare chiarezza sull'assetto che si intende dare alla Costa Smeralda. Al punto c) si dice che è autorizzato nell'anno 2002 lo stanziamento di Euro 7 milioni. Questi 7 milioni di Euro - è bene che anche i colleghi di Alleanza Nazionale, sebbene non frequentino la Costa Smeralda, seguano - questi 7 milioni di Euro vengono messi a disposizione della Sfirs per operare nel settore dei servizi e del turismo. Si mettono in capo alla Sfirs 7 milioni di Euro per operare nel settore del turismo. Io non credo, Presidente Serrenti, che il Presidente Pili non conoscesse il testo della legge, ma se non lo conosceva è ancora più grave e ha ragione ancora di più il collega Sanna che dice che siamo in presenza di un golpe.

(Interruzioni)

Siamo in presenza di un golpe! E` nella legge, Giorgio, è nella legge della quale stiamo discutendo, e vedo che, nonostante anche tu frequenti nel fine settimana la Gallura come me, non sai che c'è una connessione tra i balli, i canti, quello strano spettacolo che viene dato settimanalmente e le risorse pubbliche che vengono messe a disposizione dalla Sfirs per partecipare all'iniziativa della quale discuteremo nei prossimi giorni.

Allora io credo che siamo ancora in tempo, Presidente Serrenti, perché lei è Presidente non per garantire la maggioranza dell'Aula, che ha i numeri per garantirsi da sola, lei presiede e le norme vengono fatte per questo, perché le norme devono tutelare la minoranza. Lei, con un'operazione molto discutibile, ha interrotto i lavori all'ora di pranzo, con un voto per dire che l'Aula ha sempre ragione; no, l'Aula non può sopraffare la minoranza e lei non si deve prestare a questa operazione. Io vi invito perciò a trattare il merito degli argomenti e a farlo da subito per rispondere a questa parte dell'articolo in discussione, il punto c dell'articolo 3, perché siamo in presenza dell'esigenza di un aggiornamento della discussione, perché si tratta di una norma finanziaria non prevista precedentemente, che altera la natura della legge e che impone a lei, Presidente, a meno che anche lei non sia coinvolto nella stesura di questo testo, di permetterci una riflessione.

Allora, siccome noi avevamo concordato una ipotesi di lavoro per trattare anche la questione dell'Ente Minerario, vi chiedo se non sia il caso di accogliere la proposta che faceva il collega Edoardo Usai, di tornare ad un confronto sul merito delle cose e di produrre la stessa convergenza che si è prodotta ieri ed avant'ieri su due leggi importanti e di andare ad una verifica da qui a martedì, come giustamente proponeva, in modo tale che si ristabilisca un rapporto corretto nel Consiglio, che si discuta il merito e si trovino delle soluzioni che ci permettano di licenziare quei testi che abbiamo ritenuto essere licenziabili perché attesi.

Presidente; lei, inconsapevolmente, credo - pure essendo io uno che diffida molto di lei - ha permesso che si potesse fare un'operazione da golpe come è stata definita. Ora io la chiedo di permettere al Consiglio di partecipare direttamente alla discussione e alla produzione delle leggi, e di accogliere la proposta che è stata fatta in diversi momenti, di permettere un attimo di pausa per riportare serenità all'interno del Consiglio, di rinviare a martedì i lavori, per licenziare i provvedimenti che sono all'ordine del giorno, e mercoledì si discuta di questa parte, perché questa parte è parte importante della mozione che noi abbiamo proposto all'attenzione del Consiglio, e non si può rispondere con una operazione che tende a nascondere la natura del provvedimento che è diventato un assestamento di bilancio. Questa è una considerazione che noi proponiamo alla vostra attenzione, perché la valutiate serenamente, cercando di uscire dalla difficoltà nella quale siamo stati precipitati, per un comportamento di Pili, che è il responsabile, e di tanti colleghi che l'hanno seguito, che invece di produrre una convergenza hanno voluto produrre una rottura.

Ci sono, dentro quest'Aula, le intelligenze sufficienti per recuperare una situazione di difficoltà, io avanzo quella considerazione che a me è stata proposta dal collega Usai come una possibile strada per rispondere positivamente alla difficoltà nella quale siamo.

PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Morittu è giusto che io dica alcune cose.

Io condivido, onorevole Cugini, la considerazione che il ricorso al voto dell'Aula sia uno strumento non di grande garanzia, tuttavia è uno strumento previsto nel Regolamento e io devo osservare il Regolamento per intero, poi nel merito ha davvero ragione lei. Io cerco di evitarlo, per quanto è possibile, e non lo chiedo mai di mia iniziativa, ma se c'è una richiesta esplicita ai sensi del Regolamento io non posso sottrarmi. Spero che quando andremo a modificare il Regolamento terremo conto anche di questo e si eviterà di scaricare in questo modo le tensioni sull'Aula, ma il Regolamento vigente questo ci impone di fare.

CUGINI (D.S.). C'è la proposta che è stata fatta e che vorrei che lei valutasse.

PRESIDENTE. Mi faccia dire, onorevole Cugini. Nel merito della questione che stiamo discutendo, lei certamente saprà che la Presidenza del Consiglio, riceve tutti i progetti di legge, che vengano dalla Giunta o vengano da singoli Consiglieri, ma non può e non entra mai nel merito. Questo viene fatto nella Commissione e nell'Aula, però nel caso specifico io ricordo che questo provvedimento è stato regolarmente inviato in Commissione e che in Commissione ha visto una partecipazione piuttosto forte…

(Interruzioni)

Poi non conosco i termini perché io non partecipo ai lavori delle Commissioni. È stato in Commissione, è stato esitato dalla Commissione, perché mi dice di no?

FADDA (Popolari - P.S.). Sì, ma non con una partecipazione "forte".

PRESIDENTE. Cancelliamo questa parola. Non forte. Ha visto comunque svolgersi regolarmente un confronto in Commissione. Onorevole Cugini, nessuno ha mai segnalato alla Presidenza eventuali...

CUGINI (D.S.). Stamattina è stato fatto.

PRESIDENTE. Ma quando il provvedimento è in Aula. Onorevole Cugini, dopo che è stato esaminato, non posso rimettere in discussione le decisioni prese dalle Commissioni, da organi che sono, per Regolamento, abilitati a valutare tutto delle leggi, lei lo comprende. Da una parte non si può pretendere che il Presidente sia onnipotente e metta in discussione tutto, e dall'altra poi si dice che il Presidente agisce con arroganza. Non è possibile. Io sono del parere, lo ero stamattina e lo sono ancora, che in certi casi bisogna trovare le giuste mediazioni. Devo riconoscere, e lo dico a merito dell'opposizione, che l'opposizione aveva concordato un percorso che ci avrebbe consentito di risolvere alcuni problemi urgenti, però io non so per quale ragione si è rotto l'incantesimo e questo accordo è venuto meno.

A questo punto, non essendoci più un accordo che consente al Presidente di mandare avanti le cose, io non posso fare altro che applicare le regole che ho a disposizione e andare avanti. E` chiaro? Quindi dobbiamo andare avanti. Lei però ha fatto una proposta che io credo possa essere valutata, ma non da me; io credo che, se è necessario, possiamo fermarci anche dieci minuti; se non viene recepita, io devo dare la parola a chi viene dopo, con la speranza che magari, durante il corso della discussione, qualcosa di nuovo accada. Detto questo do la parola all'onorevole…

(Interruzione)

Ma io non posso deciderlo, io non posso rimandare, non posso fermare questa discussione, non ho questo potere.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Ha gli strumenti per concludere la valutazione.

PRESIDENTE. No, non ce li ho, non ce li ho e non sono qui per caso, onorevole Sanna, ognuno di noi nella vita è da qual qualche parte per caso, io qui e lei lì, non mi faccia dire altro. E la smetta! Lei è più per caso lì di quanto io sia per caso qui!

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Che lei sia abusivo non c'è dubbio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.

MORITTU (D.S.). Signor Presidente, io proverò a svolgere il mio intervento con pacatezza, facendo una premessa naturalmente, che è questa: io mi ritrovo pienamente, né ho altre considerazioni da aggiungere rispetto a quelle svolte, nelle proposte fatte dall'onorevole Cugini nel suo intervento.

Pongo a me e all'Aula, al Presidente del Consiglio e al Presidente Pili, qualche domanda. Ma davvero ha senso imporre una decisione di maggioranza al Consiglio così come è stata imposta? Ma davvero giova a qualcuno? Giova - come usiamo dire qualche volta, con grande enfasi - davvero alla Sardegna? A me pare di no. Io ho provato anche, per un attimo, a mettermi nei panni del Presidente della Giunta, lui ha necessità di incassare, come dire, dei risultati, che sono i provvedimenti approvati, e però i provvedimenti che noi abbiamo esaminato in questa tornata, due provvedimenti importanti, quello sull'Ente Foreste e quello sulla siccità, che sono stati varati grazie non solo al contributo ma alla maggioranza espressa in Commissione, non soltanto maggioranza numerica ma maggioranza di governo, maggioranza propositiva, hanno da un lato l'imprimatur della prima Commissione, dove noi abbiamo, come centro sinistra, la presidenza, dall'altro, - quello sull'Ente Foreste - l'imprimatur di una maggioranza del centro sinistra dentro la Commissione competente. Ma allora perché si è rotto, come diceva poc'anzi il Presidente, l'incantesimo? Perché non si è accolta la proposta saggia fatta da una persona che ha una sua esperienza, che fa parte del centro destra, che stamattina ha detto: "Esitiamo stasera il provvedimento e riaggiorniamoci per discutere serenamente di provvedimenti che sono importanti, urgenti, ma che richiedono consapevolezza da parte dei singoli consiglieri e dell'intero Consiglio".

Io ho provato anche ad immaginare l'onorevole Pili nel ruolo di sindaco del Comune di Iglesias, e mi sono chiesto: ma al Comune di Iglesias, il sindaco Pili si comportava in questo modo? Imponeva le soluzioni a colpi di maggioranza? Io personalmente ho una lunga esperienza di sindaco alle spalle, e non mi sono mai sognato di imporre provvedimenti che ritenevo urgenti, dal mio punto di vista, alla minoranza, perché le imposizioni non producono mai niente di buono. Però, se devo ricordare qualche episodio della mia fanciullezza, mi pare che qui si stia facendo quasi il giochino di quando eravamo piccoli che ci mettevamo, si dice in sardo "sa buca" sulla spalla e provocatoriamente chiedevamo al compagno col quale volevamo scatenare la rissa: se hai il coraggio toglimi "sa buca". Mi pare davvero un giochino da ragazzi quello che si è inscenato stamattina nella tarda mattinata in questo Consiglio. Ma giova davvero ai lavori del Consiglio, giova davvero agli interessi della Sardegna tutto questo? A me non pare proprio, salvo che non vi sia quasi una volontà di emulazione di ciò che è capitato in Senato proprio ieri notte in uno scontro frontale tra la maggioranza di centro destra e il centro sinistra. Naturalmente quello scontro frontale aveva, come si dice, motivi molto forti da parte di chi l'ha scatenato, soprattutto da parte del Presidente Berlusconi, che doveva salvarsi oltreché l'anima anche qualcos'altro. Ma non mi pare che in questo caso, davvero, ci sia in gioco una partita così importante. Ma allora ritorno alla mia domanda: perché vogliamo governare a colpi di maggioranza con una prepotenza che poi richiama naturalmente l'opposizione ferma, rigida, un'opposizione che sicuramente, se non si troveranno punti di convergenza, andrà a finire in una opposizione ad oltranza, anche di tipo ostruzionistico naturalmente. E allora davvero si può governare seriamente a colpi di articolo 82? Io non credo. Guardate, io non mancherò, così come ho fatto in Commissione, di riproporre la questione dell'articolo 82, perché questo articolo 82 è stato utilizzato in quarta Commissione per approvare in contumacia un provvedimento importante senza la presenza della minoranza, anzi, in contrasto, con una assenza annunciata della minoranza che è stata anche notificata formalmente con una lettera. Allora a me pare davvero che questo vizietto dell'articolo 82 si stia diffondendo in maniera pericolosa. Noi non faremo sconti, ve lo stiamo dimostrando, e analizzeremo l'articolo 3 nel merito, punto su punto, lo sviscereremo in tutte le sue parti, leggendo bene numeri, riferimenti di legge, che sono anche copiosi, e che nascondono non soltanto correzioni innocenti e tecniche alla manovra di bilancio, peraltro esitata qualche mese fa in questo Consiglio, ma come ha rilevato l'onorevole Cugini, il nostro segretario regionale, nascondono nelle virgole dei demonietti, e un demonietto è il finanziamento di quattordici miliardi di vecchie lire alla Sfirs. Qualcuno ci dovrà dire che cosa ne farà la Sfirs di questi quattordici miliardi di vecchie lire, il Presidente ce lo dovrebbe dire, perché io credo che al Presidente la notizia delle decisioni della Sfirs sia ormai arrivata, lui ci dovrà dire che cosa ne farà la Sfirs di questi quattordici miliardi di vecchie lire.

Noi all'articolo 3 abbiamo anche collegato alcuni emendamenti, qualcuno ne ha già parlato prima di me, e sono emendamenti sui quali la Giunta si è espressa in maniera nettamente contraria. Io vorrei anche capire come mai la Giunta si sia espressa in maniera nettamente contraria su emendamenti presentati dal centro destra e su emendamenti non simili, ma che comunque tendono a risolvere lo stesso problema, presentati dal centro sinistra.

Io non capisco davvero perché questa contrarietà, perché io ricordo bene - ho anche su questo punto risposto pubblicamente sulla stampa - ricordo bene una improvvisa apparizione del Presidente Pili, con uno stuolo di consiglieri regionali del centro destra, a Muros, un venerdì o un sabato mi pare, nella quale apparizione il Presidente Pili, che è il capo della Giunta, e quindi credo che non abbia parlato tanto per parlare, ha annunciato ai sindaci lì riuniti che immediatamente avrebbe assunto i provvedimenti ritenuti necessari, perché lui condivideva il merito della battaglia degli abitanti di Muros, per rimuovere il problema. Ebbene, noi presentiamo degli emendamenti, peraltro li avevamo già presentati in finanziaria, e in finanziaria il presidente Pili assieme alla maggioranza di centrodestra ha votato contro quegli emendamenti che avrebbero risolto il problema e avrebbero consentito a quella comunità di non occupare, come sta occupando ancora, dopo novanta giorni, il territorio su cui grava l'attività di cava. Avrebbe consentito anche che alcuni episodi, che pure stanno capitando, e possono essere pericolosi sotto il profilo dell'ordine pubblico, capitassero. A volte la tempestività nell'azione di governo è non solo necessaria e auspicabile ma, se non viene fatta, si ha pure qualche responsabilità. Non possiamo dire che la maggioranza non ha responsabilità se capitano le cose che sono capitate e ancor peggio ne possono capitare.

Io entrerò nel merito della questione quando si discuterà, o meglio, quando dovremo esprimerci per dichiarazione di voto, e dirò qual è la nostra posizione, illustrando, poiché non ho potuto farlo prima, l'emendamento e ragionando sugli emendamenti.

PRESIDENTE. Un secondo per concludere.

MORITTU (D.S.). Lo faremo più in là. Io spero davvero che il presidente Pili comunque ci degni di una sua risposta.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.

OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale(intervenendo dai banchi dei consiglieri). Io riscontro che molte cose che sono state dette corrispondono al vero. Noi siamo qui precettati da circa venticinque giorni, accusati di fare cose che molte volte non sono corrette, dobbiamo dibattere problemi, non li dibattiamo, li rinviamo, abbiamo prodotto poco, abbiamo sempre prodotto poco in questo Consiglio.

Signor Presidente, peraltro noi operiamo in condizioni non certo confortevoli. Quando uno viene qui dentro per alcuni giorni potrebbe supplire a eventuali saune e bagni turchi, perché tutti quanti siamo in condizioni tali per cui stiamo veramente male. Allora, siccome non ce l'ha detto nessuno che dobbiamo venire qui per sacrificarci e subire sudate fuori luogo, in condizioni fuori da ogni norma, probabilmente, io credo che la situazione sia questa: ho detto oggi che in effetti il centrosinistra fa la sua parte, dice: "Che vergogna, che vergogna!", su tutto, su quello che è positivo e su quello che è negativo, ovviamente attribuendosi tutti i meriti di quello che viene fatto di positivo e attribuendo alla maggioranza - questo è il ruolo classico -tutto quello che non va bene. Questo certamente non può essere fatto, non può essere accettato. Però, di fatto, oggi riscontriamo, anche in questi ultimi atti, che ci sono dei problemi che affronteremo, cioè i 400 miliardi, i 300 miliardi, che la Regione non ha mai stanziato per la sanità e che non ci sono, poi attraverso cavilli e cavillini, arrivano richieste di fondi per la cooperativa "Il Samaritano", o per altre cose che non c'entrano niente, e quindi attraverso canali trasversali - per essere chiari - introduciamo norme sui PIP, eccetera, magari anche all'ultimo, di cui il Presidente non sa niente, ma non sanno niente neanche gli altri, che di fatto, in questo momento contingente, sembrerebbero essere quasi ad hoc, un'anomalia.

Siccome non concludiamo niente, e siccome in ogni caso, andremo avanti per qualche ora, e io ho detto stamattina che aveva ragione l'onorevole Floris, e che il presidente Pili non ha chiesto l'oltranza, l'ho chiesta io urlando, mentre il Presidente Pili ha detto semplicemente: "Andiamo avanti, poi verificheremo l'esito dei lavori e chiederemo anche l'oltranza"; siccome la riunione è defatigante, inutile, improduttiva, è buona cosa - e io faccio questa proposta - che noi aggiorniamo i lavori a martedì sera, visto che il Presidente ha dato la disponibilità al confronto sulla mozione. Si lavori martedì sera, non martedì mattina, perché fa caldo, si lavori mercoledì, e fra la serata di mercoledì e giovedì mattina si discuta anche la mozione. Se questa proposta, senza vincitori né vinti, viene accettata, senza però strumentalizzazioni da parte dell'opposizione, penso che sia cosa saggia, se no piano piano, io per primo e altri, ce ne andremo, quindi arriveremo alle 19 e 30, ma in un modo anomalo.

Quindi io propongo, Presidente, che metta ai voti la proposta di andare a martedì sera alle 17, per definire quei tre o quattro argomenti sui quali c'è l'accordo e poi discutere la mozione. Se questa proposta viene accettata e si prendono impegni in tal senso, non andiamo poi su ogni provvedimento a parlare per settantasei giorni, perché magari poi non si può discutere la mozione, perché se andiamo a giovedì o a venerdì la mozione non si discute, se andiamo oltre i termini la responsabilità non è di nessuno e certamente non è neanche del Presidente. Quindi, se siamo d'accordo, facciamo una cosa sensata, perdiamo meno tempo qui e dedichiamolo a cose più intelligenti, magari al Billionaire - io non vado al Billionaire ma vado da altre parti - e anche questa serata può diventare una serata intelligente.

PRESIDENTE. Onorevole Oppi, la sua proposta è che si interrompano i lavori adesso e si vada a martedì sera, con all'ordine del giorno i seguenti argomenti: il provvedimento in discussione, l'EMSA, l'albo degli appaltatori...

FADDA (Popolari-P.S.). Secondo l'ordine del giorno.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno contiene anche altre cose, quindi va chiarito. L'onorevole Oppi, per esempio, ha acconsentito a rinviare anche la discussione sulla sanità, a settembre, e però anche questo tema è inserito nell'ordine del giorno.

OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. L'ARPAS può essere fatta a settembre.

PRESIDENTE. Allora, onorevole Oppi, ripeta le tre cose che dobbiamo fare.

OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell''assistenza sociale. Prosecuzione lavori pubblici, EMSA, albo appaltatori e sport.

PRESIDENTE. In più la mozione.

BIANCAREDDU (F.I.-Sardegna), Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica. C'è un articolo sui centri storici.

FADDA (Popolari-P.S.). Non è all'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Onorevole Biancareddu, non è mai stato discusso, non abbiamo mai posto il problema neanche in Conferenza dei Capigruppo.

Allora, sulla proposta dell'onorevole Oppi, possono parlare un consigliere a favore e uno contro. Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). È di tutta evidenza che a questo punto non ci sarà un intervento a favore e uno contro, ci saranno, se sono due, due interventi a favore o più di due, per cui la questione potrebbe sembrare risolta e tutto il resto superfluo. Non è così! Che ci sia aria di "squagliamento" nella maggioranza è di tutta evidenza, ma io voglio comprendere com'è possibile che alle 14 e 30 la compagine macedone costituita da quella maggioranza…

RASSU (F.I.-Sardegna). La falange!

COGODI (R.C.). La falange macedone abbia espresso un voto rifiutando addirittura di porre un termine di orario alla presunta oltranza. Neppure un termine! Infatti, quando avete alzato la mano io ho detto: "Facciamo la foto ricordo per farvela vedere a mezzanotte", e voi avete detto: "A mezzanotte saremo qui". Sono le 17 e 31 e ve ne state andando. Pili e Masala sono già usciti. Allora la proposta del collega Oppi va bene, perché prende atto di questa novità che è intervenuta, cioè che la maggioranza se n'è andata o se ne sta andando. Siccome le cose che accadono qua dentro hanno un senso…

Io trovo un'enorme difficoltà a riferirmi a chi svolge le funzioni di Presidente. Io, come comprendete, essendo anche ammonito, trovo una certa difficoltà a rivolgermi a chi svolge le funzioni di Presidente, però sono costretto e devo rivolgermi a lui. Se però avesse ogni tanto la compiacenza di far finta che almeno ascolta!

Noi abbiamo posto stamani tutta una serie di questioni di metodo e di merito, non ci è stata data risposta, avete fatto una forzatura, adesso prendete atto che quella forzatura era dannosa per voi e per tutti e tornate sui vostri passi. La proposta che avanza il collega Oppi, seppure tardiva, è comunque saggia, per cui esprimo una valutazione favorevole. La stessa proposta l'aveva fatta due ore fa il collega Usai, che pure è anche esperto di grandi eventi, ma non era un grande evento quando l'ha fatta Usai; adesso è un evento sufficiente perché la fa Oppi, che ha più voce nell'equilibrio di maggioranza. Va tutto bene, però, sia chiaro che alla mercé di nessuna maggioranza mai e poi mai noi ci staremo. Prendiamo atto della riflessione intervenuta, prendiamo atto della resa alla quale vi accingete, prendiamo atto che avete fatto perdere tempo a noi e anche a voi stessi, avete consumato inutilmente corrente elettrica che paga il popolo sardo. Va bene tutto, noi siamo d'accordo.

PRESIDENTE. Onorevole Biancareddu, stiamo ancora discutendo della proposta di Giorgio Oppi. Se lei deve parlare contro le do la parola, se invece deve parlare a favore lo ritengo superfluo, visto che si è già parlato a favore, e chiudo la seduta.

BIANCAREDDU (F.I.-Sardegna), Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica. Parlo contro.

FADDA (Popolari-P.S.). Un Assessore che parla contro!

PRESIDENTE. Lei parla contro? Prego.

BIANCAREDDU [S1] (F.I.-Sardegna), Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica. Parlo contro nel senso che la proposta di Giorgio Oppi non è sufficiente, perché all'ordine del giorno ci dovrebbe essere anche, come concordato in Conferenza dei Capigruppo e come sottoscritto da tutti i Capigruppo del Consiglio all'epoca della finanziaria, un disegno di legge di un articolo su cui c'è, credo, o perlomeno c'era, la convergenza di tutte le forze politiche, che è quello sui centri storici. Quindi chiedo che venga messo all'ordine del giorno. E' un articolo.

PRESIDENTE. Sulla sua proposta non ci sono osservazioni, onorevole Biancareddu, vedremo se sarà possibile esaminare anche questo disegno di legge.

I lavori del Consiglio riprenderanno martedì sera alle ore 17.

La seduta è tolta alle ore 17 e 35.


[S1] Dai banchi dei consiglieri