Seduta n.51 del 05/04/2000 

LI SEDUTA

Mercoledì 5 Aprile 2000

Presidenza del Presidente SERRENTI

indi

del Vicepresidente SPISSU

La seduta è aperta alle ore 10 e 37.

LODDO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di mercoledì 8 marzo 2000 (46), che è approvato .

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Contu ed Onida hanno chiesto di poter usufruire rispettivamente di due giorni e di un giorno di congedo a far data dal 5 aprile 2000.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di disegni di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono pervenuti alla Presidenza i seguenti disegni di legge:

"Modifiche alla legge regionale 9 giugno 1999, n. 24 concernente l'Istituzione dell'Ente foreste della Sardegna, come successivamente modificata dalla legge regionale 31 dicembre 1999, n. 28". (60)

(Pervenuto il 28 marzo 2000 ed assegnato alla prima Commissione.);

"Norme in materia di personale con rapporto di lavoro a tempo determinato". (63)

(Pervenuto il 30 marzo 2000 ed assegnato alla prima Commissione.).

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza le seguenti proposte di legge:

dai consiglieri SELIS - SCANO - CUGINI - SPISSU - PUSCEDDU - BALIA - SANNA Giacomo - COGODI:

"Definizione transitoria delle procedure di incentivazione delle iniziative delle cooperative e società giovanili". (59)

(Pervenuta il 22 marzo 2000 ed assegnata alla sesta Commissione.)

dai consiglieri SANNA Salvatore - CALLEDDA - MORITTU - SANNA Alberto - CUGINI - SANNA Emanuele - ORRU':

"Disciplina regionale delle assegnazioni, gestione e determinazione dei canoni di edilizia residenziale pubblica". (61)

(Pervenuta il 29 marzo 2000 ed assegnata alla quarta Commissione.)

dai consiglieri DETTORI Bruno - DEIANA - DORE - LODDO:

"Istituzione del Servizio meteorologico e di monitoraggio delle risorse ambientali della Regione Sardegna". (62)

(Pervenuta il 29 marzo 2000 ed assegnata alla quinta Commissione.)

Annunzio di presentazione di proposta di legge nazionale

PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta alla Presidenza la seguente proposta di legge nazionale:

Dalla Giunta regionale "Istituzione dell'Assemblea costituente regionale". (2)

(Pervenuta il 9 marzo 2000 ed assegnata alla prima Commissione.)

Risposta scritta ad interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

"Interrogazione PACIFICO-BIANCAREDDU sul rispetto da parte dei manager delle Aziende sanitarie della Sardegna delle disposizioni normative che regolano l'incompatibilità con altri incarichi professionali". (28)

(Risposta scritta in data 15 marzo 2000.)

"Interrogazione FRAU sulla locazione di un immobile da parte della Asl n. 1 di Sassari". (34)

(Risposta scritta in data 15 marzo 2000.)

"Interrogazione SPISSU-SANNA Giacomo-PUSCEDDU-LAI-CUGINI-VASSALLO-DORE-GIAGU sulla situazione dello IACP della provincia di Sassari". (68)

(Risposta scritta in data 15 marzo 2000.)

"Interrogazione MORITTU-CUGINI-LAI-SPISSU-SANNA Alberto sulla sospensione delle procedure di assegnazione dei terreni delle aziende di "Mamuntanas e Surigheddu" in agro di Alghero". (69)

(Risposta scritta in data 15 marzo 2000.)

"Interrogazione GRANARA-RASSU-CORONA-LOMBARDO sui comportamenti dei dirigenti Carbosulcis nei confronti del personale dipendente". (75)

(Risposta scritta in data 15 marzo 2000.)

"Interrogazione AMADU sulla necessità di mantenere ad Ozieri gli Uffici regionali dell'Ispettorato Agrario". (83)

(Risposta scritta in data 15 marzo 2000.)

"Interrogazione FANTOLA sul dimensionamento delle Istituzioni scolastiche nella Provincia di Cagliari". (97)

(Risposta scritta in data 15 marzo 2000.)

"Interrogazione PILO-CORONA-LA SPISA-NUVOLI sul duplice incarico di responsabilità nel CRS4 e nel progetto "Marte"". (104)

(Risposta scritta in data 15 marzo 2000.)

"Interrogazione FRAU sul cantiere forestale di Porto Conte (Alghero)". (113)

(Risposta scritta in data 15 marzo 2000.)

"Interrogazione GRANARA-CORONA-LOMBARDO-LICANDRO-RASSU sui lavori di ripascimento della spiaggia del Poetto". (78)

(Risposta scritta in data 22 marzo 2000.)

"Interrogazione CAPPAI-PIANA sul mancato avvio del progetto "Amici del lavoro" in Comune di Quartu". (15)

(Risposta scritta in data 28 marzo 2000.)

"Interrogazione CASSANO-COSSA-DEMONTIS-FANTOLA sulla situazione della "Fondazione San Giovanni Battista". (24)

(Risposta scritta in data 28 marzo 2000.)

"Interrogazione FRAU sulla Fondazione "San Giovanni Battista" di Ploaghe (SS)". (29)

(Risposta scritta in data 28 marzo 2000.)

"Interrogazione NUVOLI sulla proroga del direttore generale della ASL di Sassari".(114)

(Risposta scritta in data 28 marzo 2000.)

"Interrogazione GRANARA-FLORIS Emilio-CORDA-BALLETTO-BIANCAREDDU-FEDERICI-LA SPISA-LICANDRO-LOMBARDO-NUVOLI-PILO-RASSU-TUNIS Marco sulla grave situazione che andrebbe a crearsi realizzando il gassificatore in prossimità degli abitati di Paringianu e Portoscuso". (115)

(Risposta scritta in data 31 marzo 2000.)

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

LODDO, Segretario:

"Interrogazione TUNIS Marco Fabrizio, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata pubblicazione della graduatoria degli idonei nel concorso per trenta posti di perito agrario (sesta qualifica funzionale) nel ruolo unico dell'Amministrazione regionale". (117)

"Interrogazione DETTORI Ivana - SANNA Emanuele - PACIFICO - IBBA, con richiesta di risposta scritta, sul mancato funzionamento delle Commissioni regionali per la devianza e la criminalità, e per le tossicodipendenze e alcooldipendenze". (118)

"Interrogazione MARROCU - ORRU' - PIRISI, con richiesta di risposta scritta, sul trasferimento dell'attività produttiva della G.T.M. (Gruppo Tessile Mediterraneo) da Villacidro a Macomer". (119)

"Interrogazione MASIA, con richiesta di risposta scritta, su alcuni problemi sorti nell'applicazione del Programma quadriennale 1992/1995 (Legge 17 febbraio 1992, n. 179) "Interventi di edilizia agevolata - Localizzazione interventi e approvazione criteri e modalità di attuazione - Concessione di contributi destinati al recupero di alloggi di civile abitazione"" (120)

"Interrogazione LIORI, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione dei dipendenti ALCOA provenienti dall'ALUMIX e collocati in cassa integrazione guadagni straordinaria". (121)

"Interrogazione LIORI, con richiesta di risposta scritta, sulle politiche energetiche in Sardegna". (122)

"Interrogazione COSSA - CASSANO - DEMONTIS - FANTOLA, con richiesta di risposta scritta, sulla grave crisi idrica in Sardegna e sulla conseguente necessità di dichiarare lo stato di calamità naturale". (123)

"Interrogazione SANNA Salvatore - CUGINI - COGODI - SANNA Gian Valerio - MARROCU - PUSCEDDU - MORITTU - SANNA Alberto - ORRU' - VASSALLO, con richiesta di risposta scritta, sull'assegnazione dei fondi per la "Casa del Parco"". (124)

"Interrogazione LA SPISA, con richiesta di risposta scritta, sulla metanizzazione" (125)

"Interrogazione ORRU' - MARROCU - ORTU, con richiesta di risposta scritta, sulle inadempienze inerenti la cessione di beni immobili connessi ad attività minerarie". (126)

"Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata erogazione dei contributi regionali per l'acquisto di macchine e attrezzature agricole". (127)

"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sull'applicazione della delibera n. 429/98 dell'ERSAT". (128)

"Interrogazione PINNA - CALLEDDA, con richiesta di risposta scritta, sulle inadempienze della Giunta regionale relative alla cessione del patrimonio immobiliare connesso alle attività minerarie dismesse". (129)

"Interrogazione PINNA - CALLEDDA - PACIFICO, con richiesta di risposta scritta, sull'esigenza di eliminare lo stato di grave pericolo per i cittadini in cui si trova la SS 130 che collega Cagliari con Iglesias". (130)

"Interrogazione SANNA Alberto, con richiesta di risposta scritta, sui gravi ritardi dell'Azienda Foreste Demaniali nel pagamento degli stipendi agli operai di alcuni cantieri in provincia di Oristano". (131)

"Interrogazione SANNA Alberto, con richiesta di risposta scritta, sull'appalto della gestione dell'impianto di potabilizzazione ESAF di Oristano-Silì e le conseguenze sui livelli occupazionali". (132)

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

LODDO, Segretario:

"Interpellanza MORITTU - CUGINI - ORRU' - SANNA Alberto - PIRISI sulla mancata attuazione dell'accordo di Programma-quadro per la metanizzazione della Sardegna per le parti immediatamente attuabili e di sola competenza della Regione Autonoma della Sardegna". (34)

"Interpellanza TUNIS Marco Fabrizio sul caro bollette ESAF per i comuni del Basso Sulcis". (35)

PRESIDENTE. Sospendo la seduta e convoco la Conferenza dei Presidenti di Gruppo.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 45, viene ripresa alle ore 11 e 36.)

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SPISSU

Elezione di un componente del Comitato Regionale di Controllo (CO.RE.CO)
Prima votazione segreta

PRESIDENTE. Poiché gli Assessori interpellati hanno comunicato l'impossibilità di essere presenti per rispondere alle interpellanze, l'esame delle stesse è rinviato.

L'ordine del giorno reca l'elezione di un componente del CO.RE.CO. in sostituzione di Tullio Conti, che ha rinunciato all'incarico.

Comunico che il Presidente della Giunta ha fatto pervenire al Consiglio il decreto recante la pronuncia di nullità della designazione, quale componente del CO.RE.CO. ai sensi dell'articolo 4 comma 1, lettera d), della legge regionale numero 38 del 1994, come modificata dalla legge regionale numero 4 del 1995, di Tullio Conti, che ha rinunciato all'incarico.

Ricordo che la legge regionale numero 38 del 1994 prevede che risulterà eletto chi avrà ottenuto il voto di due terzi dei componenti dell'Assemblea, cioè 54 voti, e a parità di voti il più anziano di età. Qualora nessuno ottenga la prescritta maggioranza, la votazione è ripetuta a distanza di non più di ventiquattr'ore e risulterà eletto colui che abbia ottenuto la maggioranza assoluta, cioè la metà più uno dei voti. Ricordo altresì che copia delle designazioni fornite dagli Ordini professionali previste dalla legge numero 38 del 1994, per i componenti di cui alla lettera d) dell'articolo 4, è stata distribuita a tutti i Gruppi consiliari.

Indico, quindi, ai sensi dell'articolo 9, comma 2, della citata legge regionale, e secondo le modalità di cui all'articolo 8, comma 2, della medesima legge, la votazione a scrutinio segreto per l'elezione di un componente del Comitato Regionale di Controllo in sostituzione di Tullio Conti.

Prego i consiglieri Segretari di procedere alla chiama.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 64

astenuti 64

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CORDA - CORONA - COSSA - CUGINI - DEMONTIS - DEMURU - DETTORI Ivana - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS Emilio - FRAU - GIAGU - IBBA - LA SPISA - LAI - LICANDRO - LIORI - LODDO - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONNIS - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SELIS - SPISSU - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VASSALLO.)

PRESIDENTE. Poiché non è stata raggiunta la prescritta maggioranza, occorre procedere ad una nuova votazione.

Seconda votazione segreta

PRESIDENTE. Indico la seconda votazione a scrutinio segreto per l'elezione di un componente del Comitato Regionale di Controllo, in sostituzione di Tullio Conti.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 70

votanti 60

astenuti 10

schede bianche 15

Hanno ottenuto voti: Aurelio PLANTA, 39; Lucio CORDEDDU, 5; Saverio MURRAU, 1.

Viene proclamato eletto: Aurelio PLANTA.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CORDA - CORONA - COSSA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DORE - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONNIS - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SANNA Alberto - SANNA Salvatore - SCARPA - TUNIS Marco - USAI - VASSALLO.

Si sono astenuti i consiglieri: FADDA - GIAGU - LODDO - MORITTU - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SCANO - SELIS - SPISSU - TUNIS Gianfranco.)

PRESIDENTE. La Conferenza dei Presidenti di Gruppo, che si è tenuta durante la sospensione dei lavori dell'Aula, ha deciso di rinviare l'esame degli argomenti all'ordine del giorno della odierna convocazione del Consiglio alla prossima seduta, martedì 4 maggio 2000.

(La seduta è tolta alle ore 12 e 17)



Allegati seduta

Proteste dalle tribune del pubblico)

Risposta scritta ad interrogazioni

(Inserire testo delle risposte scritte numeri 28, 34, 68, 69, 75, 83, 97, 104, 113, 78, 15, 24, 29, 114, 115)

Testo delle interpellanze e interrogazioni annunziate in apertura di seduta

INTERPELLANZA MORITTU - CUGINI - ORRU' - SANNA Alberto - PIRISI sulla mancata attuazione dell'accordo di Programma-quadro per la metanizzazione della Sardegna per le parti immediatamente attuabili e di sola competenza della Regione autonoma della Sardegna.

I sottoscritti,

vista l'Intesa Istituzionale di Programma tra il Governo della Repubblica e la Giunta regionale della Sardegna firmata in data 21 aprile 1999, pubblicata nella G.U. n. 127 del 2 giugno 1999, che prevedeva la stipula di un Accordo di Programma-quadro per la metanizzazione della Sardegna con una dotazione finanziaria iniziale di 250 miliardi, di cui 100 miliardi a valere sulla Legge 402/94 (CIPE 6 maggio 1998) e 150 miliardi a valere sulla Legge 266/97 (CIPE 22 dicembre 1998);

vista la deliberazione CIPE del 30 giugno 1999 pubblicata nella G.U. del 16 settembre 1999 con la quale vengono resi disponibili 150 miliardi già previsti nell'accordo di Programma e destinati 227 miliardi alla progettazione, realizzazione di nuove reti di distribuzione ed eventualmente per il completamento di quelle già finanziate per le città capoluogo con delibera CIPE del 25 marzo 1992;

ritenuto che le risorse disponibili (227 miliardi) previste nell'Accordo di Programma, seppure non sufficienti per la realizzazione di tutte le reti cittadine e dei relativi impianti di stoccaggio, sono aggiuntive rispetto a quelle già rese disponibili con precedenti provvedimenti per le città capoluogo dove i relativi lavori sono già iniziati ed a quelle previste per la realizzazione di reti in alcuni comuni del Nuorese con finanziamenti PIA e rappresentano una considerevole dotazione finanziaria alla quale si aggiunge il 45 per cento di cofinanziamento privato per un totale di circa 500 miliardi sufficienti per realizzare le reti di distribuzione nella metà dei Comuni della Sardegna;

considerati i positivi effetti che ne ricaverebbe la Sardegna con l'avvio di una così importante mole di investimenti soprattutto per la positiva ed immediata ricaduta occupazionale sia nella fase esecutiva che nella futura fase gestionale;

considerati, inoltre, i notevoli benefici economici che ne deriverebbero dal minor costo dell'energia per le imprese e per le famiglie: per queste ultime si calcola un risparmio medio di circa 1.000.000/anno per famiglia;

accertato che nell'Intesa di Programma e nella richiamata delibera CIPE del 30 giugno 1999 veniva delegato alla gestione operativa del Piano l'Assessore dell'industria della Regione autonoma della Sardegna,

chiedono di interpellare l'onorevole Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dell'industria per conoscere se e quali iniziative la Giunta regionale abbia già messo o intenda mettere in atto per l'immediato avvio del Programma di metanizzazione e quali siano i motivi del grave ritardo che a tutt'oggi si registra nell'avvio delle procedure di competenza dell'Assessore e della Giunta rispetto agli adempimenti ed ai tempi previsti nella scheda allegata al programma contenuto nell'intesa sottoscritta col Governo. (34)

INTERPELLANZA TUNIS Marco Fabrizio sul caro bollette ESAF per i comuni del Basso Sulcis.

Il sottoscritto,

premesso che nelle scorse settimane a migliaia di famiglie in alcuni comuni del Basso Sulcis (Santadi, Narcao, Piscinas, Tratalias, Masainas, ecc.) sono pervenute bollette milionarie per il consumo di acqua per uso civile relativo al periodo 1996/1998;

osservato che l'ESAF, ente preposto alla distribuzione dell'acqua anche in quel territorio, pare abbia calcolato forfettariamente il consumo dell'acqua, anziché avere provveduto ad un'attenta e puntuale lettura dei contatori installati nel 1996;

evidenziato che le bollette milionarie si basano probabilmente su conteggi erronei dello stesso ESAF ai danni delle popolazioni locali, le quali, peraltro, vivono in uno stato di disagio economico - sociale causato da un tasso di disoccupazione superiore al 30%;

sottolineato che i cittadini "tartassati" protestano giustamente e chiedono che l'ESAF effettui ogni trimestre la lettura dei contatori e invii le bollette relative, onde evitare errori di calcolo che sempre si ripercuotono sul reddito degli utenti,

chiede di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dei lavori pubblici per sapere se non ritengano opportune e necessarie adeguate iniziative affinché diventi realmente un ente efficiente al servizio anche delle comunità sulcitane e non sia invece un ente "sanguisuga" che invia le bollette ogni due anni costringendo centinaia di famiglie sulcitane a pagare una quantità d'acqua - probabilmente - mai consumata e con pagamenti "tecnicamente non in linea" con gli effettivi consumi. (35)

INTERROGAZIONE TUNIS Marco Fabrizio, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata pubblicazione della graduatoria degli idonei del concorso per trenta posti di perito agrario (6a qualifica funzionale) nel ruolo unico dell'Amministrazione regionale.

Il sottoscritto,

premesso che nel mese di maggio dello scorso anno si sono concluse le prove concorsuali per trenta posti di perito agrario (6a qualifica funzionale) nel ruolo unico dell'Amministrazione regionale, concorso bandito il 13 gennaio 1998;

rilevato che immediatamente dopo la conclusione delle prove orali veniva pubblicata la votazione relativa alle 45 persone che avevano superato le medesime;

evidenziato che le persone interessate, le quali si sono conquistata la possibilità di un lavoro, esigono che venga pubblicata la graduatoria degli idonei, un atto dovuto dall'Amministrazione regionale;

sottolineato che gli interessati si sono spesso recati presso gli uffici dell'Assessorato regionale del personale, ove il funzionario competente li ha assicurati varie volte che presto sarebbero stati chiamati in servizio, nonché consegnato loro un foglio con l'elenco degli idonei in ordine di graduatoria;

osservato che fino a questo momento, malgrado le rassicurazioni del funzionario competente, nessuna persona tra quelle interessate è stata chiamata in servizio in quanto risulta che l'iter burocratico si è bloccato a causa di alcuni ricorsi presentati al TAR;

denunciato che, dopo la concessione della sospensiva da parte del TAR, il 4 gennaio la commissione competente si è riunita per ottemperare alle disposizioni del TAR,

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione per sapere per quale misterioso e ingiustificato motivo l'Assessorato non abbia provveduto alla cancellazione dei dati relativi ai compiti - eventualmente riconoscibili - e se intendano intervenire immediatamente in proposito. (117)

INTERROGAZIONE DETTORI Ivana - SANNA Emanuele - PACIFICO - IBBA, con richiesta di risposta scritta, sul mancato funzionamento delle Commissioni regionali per la devianza e la criminalità, e per le tossicodipendenze e alcooldipendenze.

I sottoscritti

preso atto dell'acuirsi anche drammatico dei fenomeni e delle problematiche connesse al disagio giovanile, in particolare in conseguenza dell'uso di sostanze stupefacenti e della recrudescenza della microcriminalità , soprattutto nelle città e nelle grandi aree urbane;

considerato che:

- con decreto dell'Assessore dell'igiene e sanità del 17 luglio 1995, n. 2883/8131 è stata costituita la Commissione consultiva per le tossicodipendenze e alcoodipendenze, prevista nel Piano per le tossicodipendenze, con il compito di elaborare le linee per l'impostazione di un programma regionale annuale che serva da supporto per le attività che saranno intraprese su tutto il territorio regionale dai competenti servizi;

- con decreto dell'Assessore dell'igiene e sanità del 17 ottobre 1994, n. 2978/9813 è stata costituita la Commissione regionale per i problemi della devianza e della criminalità - in collegamento con la Commissione nazionale consultiva e di coordinamento per i rapporti con le Regioni e con gli enti locali - col compito di provvedere al rilevamento, alla documentazione e allo studio dei problemi inerenti il coordinamento, l'integrazione, la programmazione degli interventi di rispettiva competenza a livello regionale e locale del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, dell'Ufficio centrale per la giustizia minorile, della Regione e degli enti locali nel campo della prevenzione della devianza, nonché degli interventi nell'area penale minorile e per adulti, e di provvedere altresì alla elaborazione di protocolli di intesa e alla valutazione periodica della loro attuazione;

sottolineato che i programmi elaborati dalle due Commissioni avrebbero dovuto:

1) prevedere l'integrazione dei diversi settori (sanità, educazione, giustizia, famiglia, protezione sociale, lavoro, etc.), il coordinamento degli interventi pubblici e privati, e l'impostazione di programmi strategici permanenti;

2) consentire di verificare lo stato di attuazione della legge 309/'90 nel campo delle tossicodipendenze e alcooldipendenze,

chiedono di interrogare l'Assessore dell'igiene e sanità per sapere:

1) quali atti abbia posto o intenda porre in essere per rendere pubblici i programmi e l'attività svolta nel corso di questi anni dalle Commissioni per le tossicodipendenze e alcooldipendenze e per i problemi della devianza e della criminalità;

2) quali programmi e linee d'indirizzo intenda sottoporre al vaglio ed eventualmente all'approvazione delle due Commissioni. (118)

INTERROGAZIONE MARROCU - ORRU' - PIRISI, con richiesta di risposta scritta, sul trasferimento dell'attività produttiva della G.T.M. (Gruppo Tessile Mediterraneo) da Villacidro a Macomer.

I sottoscritti,

venuti a conoscenza, da notizie riportate da una emittente regionale, del possibile trasferimento dell'attività produttiva della G.T.M. (Gruppo Tessile Mediterraneo) da Villacidro a Macomer con il conseguente licenziamento degli operai del polo tessile- chimico di Villacidro;

sottolineata la grave situazione di crisi che attraversa la zona industriale di Villacidro a causa dello smantellamento delle realtà produttive più importanti (SNIA-ENICHEM-FILATI INDUSTRIALI) e la mancanza di futuro per altre realtà come la KELLER e la SCAINI, che ha determinato una caduta di oltre 3.000 occupati negli ultimi dieci anni;

considerato che la G.T.M. opera a Villacidro da circa dieci anni nei capannoni della ex Sardinian Moquette, avuti in comodato d'uso gratuiti con l'unico onere di mantenere l'occupazione e garantire la manutenzione straordinaria e ordinaria della struttura, e che, in tutto questo periodo, non ha mantenuto fede agli impegni assunti nel contratto di comodato, non investendo neanche una lira nelle manutenzioni determinando, perciò, un degrado e un depauperamento delle strutture al punto di mettere a rischio la salute e l'incolumità degli stessi dipendenti;

preoccupati delle prospettive future sia dei lavoratori di Villacidro, che perderanno il lavoro a seguito di questa decisione assunta dalla G.T.M. e dalla Giunta regionale, sia di quelli della TEXAL di Macomer in quanto non viene escluso che la G.T.M., dopo aver acquisito gratuitamente un patrimonio pubblico dalla SIGMA, operi a Macomer perseguendo le finalità e i comportamenti messi in atto a Villacidro,

chiedono di interrogare l'Assessore regionale dell'industria per sapere quali atti abbia compiuto o intenda compiere, per conoscere quali programmi industriali la G.T.M. ha presentato, quali garanzie finanziarie ha esibito e quali siano le motivazioni che hanno determinato la decisione della SIGMA e della Giunta regionale ad accogliere una proposta di privatizzazione che si conclude con la chiusura di una attività produttiva e il conseguente licenziamento dei lavoratori. (119)

INTERROGAZIONE MASIA, con richiesta di risposta scritta, su alcuni problemi sorti nell'applicazione del Programma quadriennale 1992/1995 (Legge 17 febbraio 1992, n. 179) "Interventi di edilizia agevolata - Localizzazione interventi e approvazione criteri e modalità di attuazione - Concessione di contributi destinati al recupero di alloggi di civile abitazione.".

Il sottoscritto,

visto il programma quadriennale 1992/1995 (Interventi di edilizia agevolata - Localizzazione interventi e approvazione criteri e modalità di attuazione) approvato dalla Giunta regionale il 15 giugno 1998, con deliberazione n. 82/22, resa esecutiva con decreto dell'Assessore dei lavori pubblici 29 giugno 1998, n. 290/2;

preso atto che i Comuni destinatari dei previsti contributi per le diverse categorie di intervento (nuova costruzione; recupero; risanamento parti comuni) hanno predisposto i bandi comunali di concorso per la concessione dei medesimi ai cittadini aventi diritto;

rilevato che tali amministrazioni comunali hanno predisposto un modulo per la richiesta di concessione dei contributi nel quale viene, tra l'altro, richiesta l'indicazione meramente presuntiva del costo complessivo convenzionale dell'intervento da realizzare, su cui commisurare la concessione del contributo pubblico;

constatato come tra la documentazione richiesta per l'effettiva erogazione del contributo ci sia la compilazione del progetto esecutivo dell'intervento corredato del Quadro tecnico economico nel quale sono indicati tutti gli elementi tecnici e l'ammontare preciso del costo complessivo dell'intervento previsto;

osservato inoltre come, a causa del protrarsi delle necessarie formalità burocratiche (pubblicazione del Programma nel supplemento straordinario al BURAS n. 26 del 31 agosto 1998 e determinazione comunale definitiva gennaio-febbraio 2000) numerosi cittadini abbiano già intrapreso la realizzazione degli interventi di recupero, sovente necessitati e improcrastinabili, dopo la semplice presentazione della domanda di richiesta di contributo, senza attendere l'atto formale di determinazione del comune,

chiede di interrogare l'Assessore regionale dei lavori pubblici:

a) per sapere se è a conoscenza che molti dei comuni destinatari dei previsti contributi per le diverse categorie di intervento prendano come punto irremovibile di riferimento l'importo, indicato presuntivamente nel modulo di presentazione della domanda, piuttosto che la più puntuale e precisa indicazione contenuta nel Quadro tecnico economico, così come previsto anche nel testo del Programma regionale;

b) per sapere se i Comuni, nella corretta applicazione della legge e del Programma, riconoscano il contributo a coloro che, in possesso dei requisiti previsti dal bando di concorso, abbiano iniziato i lavori dopo la richiesta di partecipazione, ma prima della formulazione delle graduatorie definitive;

c) per conoscere quali iniziative e misure l'Assessorato intenda assumere per assicurare una corretta, legittima applicazione delle disposizioni del Programma, nonché la puntuale realizzazione tecnica degli interventi;

d) per sapere se l'Assessorato abbia deliberato di procedere ad una verifica dei concreti risultati conseguiti dal Programma, con particolare riferimento alla certezza dell'effettiva erogazione dei contributi per gli interventi di recupero più urgenti. (120)

INTERROGAZIONE LIORI, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione dei dipendenti ALCOA provenienti dall'ALUMIX e collocati in cassa integrazione guadagni straordinaria.

Il sottoscritto,

premesso che negli anni 1995 e 1996 vennero stipulati atti di vendita del patrimonio della ALUMIX S.p.A. e di sue società controllate; l'acquirente (l'ALCOA S.p.A.) assunse, tra i suoi impegni, il "mantenimento degli impianti principali" per un periodo di cinque anni successivo alla data del closing, nonché di impiegare nella sua attività, sempre per cinque anni, i dipendenti provenienti dalla ALUMIX sino ad un numero di 2.701 (in parte sardi) con espresso obbligo di non effettuare un declassamento dei livelli di impiego; in seguito, prima della scadenza del termine quinquennale, la società collocò parte del personale in cassa integrazione guadagni straordinaria e a breve distanza di tempo propose agli stessi dipendenti la riassunzione con qualifica e mansioni inferiori a quelle inizialmente previste;

considerato che la vicenda, penalizzante per i lavoratori, appare discutibile sotto vari aspetti:

1) secondo quanto affermato da alcuni dipendenti (anche in sede giudiziale), il trattamento ad essi riservato presentava, fin dall'inizio, profili di illiceità e di ingiustizia: infatti l'ALUMIX, unilateralmente ed arbitrariamente, separava il personale in due gruppi: uno da riassorbire (e di fatto riassorbito) presso pubbliche amministrazioni (ex art. 10, comma 6 bis, Legge 27 dicembre 1994, n. 738); l'altro veniva destinato all'ALCOA; quest'ultima, da una parte condizionava l'acquisto dei siti industriali (la cui attività produttiva non era mai cessata) alla disponibilità del personale della ALUMIX ad accettare la riassunzione alle sue dipendenze, onde garantire la prosecuzione ininterrotta dell'attività; dall'altra parte si dichiarava indisponibile a subentrare tout court nei rapporti di lavoro con la parte venditrice, preferendo lasciare tutte le passività all'ALUMIX (quali, ad esempio il TFR maturato) e instaurare, ex novo, un rapporto di lavoro con lo stesso personale (in parte assolutamente indispensabile per garantire l'attività di quel periodo);

2) i dipendenti destinatari di tale operazione venivano convocati presso l'ufficio del personale dell'ALUMIX e ricevevano una lettera contenente la proposta di assunzione dell'ALCOA e una lettera di dimissioni indirizzata all'ALUMIX, lettere mancanti solo della sottoscrizione dei lavoratori; ad essi veniva prospettato che, se non avessero accettato di rassegnare immediatamente le dimissioni ed avessero contemporaneamente rinunciato ad essere riassunti dall'ALCOA, sarebbero stati immediatamente licenziati; è naturale comprendere che gran parte dei dipendenti, di fronte alla prospettiva di una perdita del posto di lavoro e alla contemporanea difficoltà nel trovare nuove prospettive occupazionali, nonché alla necessità di mantenere le proprie famiglie (già in grave difficoltà finanziaria), è stata costretta ad accettare;

3) si ravvisano dunque dei profili di illiceità e prevaricazione già in questa prima fase della vicenda:

- la minaccia di licenziamento che provoca una pressione psicologica nei confronti di questi lavoratori tale da farne venir meno l'autonomia delle scelte;

- l'arbitraria scelta del personale da espellere in totale spregio dei criteri di selezione imposti dalla legge;

- la sottrazione di tali scelte ad ogni controllo, sindacale e giudicale;

4) ai vizi iniziali, si aggiungono quelli successivi:

- la collocazione in cassa integrazione, nonostante esistesse l'obbligo di non ridurre i livelli occupazionali per un quinquennio, nonostante il valore del patrimonio acquistato superasse di gran lunga il prezzo pattuito, nonostante la chiusura in attivo dei bilanci negli ulti anni;

- la proposta di riassunzione con qualifica e mansioni di livello inferiore a quelle iniziali (con pericolo di licenziamento in caso di rifiuto);

- il doppio danno della perdita del posto di lavoro e della prospettiva di usufruire - come è stato invece per gli altri - della assunzione presso enti pubblici (ex Legge 27 dicembre 1994, n. 738);

constatato che negli accordi iniziali e in base alle disposizioni governative era prevista la vendita del solo settore industriale e invece sono stati ceduti (leggasi "regalati"), invece, anche altri comparti quali quello immobiliare e il settore ricerca (per esempio, le 14 ville a Portofaietta e Portoscuso e una villa seicentesca in Veneto, il tutto per un valore di 20 miliardi circa),

chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'industria per conoscere:

1) se corrisponda al vero quanto in premessa;

2) se risponda a verità che i dipendenti amministrativi ALCOA addetti alla contabilità siano "esuberi strutturali";

3) se esistano ragioni per le quali i citati dipendenti non vennero collocati presso enti pubblici ai sensi della Legge 27 dicembre 1994, n. 738, come accadde invece per altri loro colleghi, e se tale soluzione non sia ora possibile;

4) se, condividendo la preoccupazione dell'interrogante per la sorte di questi lavoratori sardi e delle loro famiglie, non intenda intervenire con ogni mezzo a disposizione per assicurarne una più ampia tutela e garanzia dei loro diritti, così come è avvenuto, per situazioni medesime, in altre regioni;

5) se e come intenda tutelare i diritti di quei lavoratori che non volessero accettare proposte di riduzione di qualifica per poter continuare a mantenere il posto di lavoro. (121)

INTERROGAZIONE LIORI, con richiesta di risposta scritta, sulle politiche energetiche in Sardegna.

Il sottoscritto,

premesso che

- negli ultimi 40 anni l'ENEL, oltre ad essere divenuto un colosso mondiale nel suo campo, ha contribuito in maniera determinante allo sviluppo dell'industria italiana e al miglioramento della qualità della vita;

- il decreto Bersani n. 79/98 e l'attuale Governo nazionale, hanno stravolto una realtà già di per sé difficile da affrontare, quale la giusta privatizzazione e la liberalizzazione del mercato elettrico;

- non solo l'interpretazione unilaterale della normativa UE ma gli stessi processi temporali d'applicazione incomprensibilmente troppo veloci, sono da rigettare;

considerata la specificità della nostra Isola, data la posizione geografica dalla quale derivano particolari esigenze,

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dell'industria per conoscere per quale motivo:

- la Sardegna sia estromessa da tutti i circuiti nazionali ed internazionali;

- progressivamente stiano scomparendo, e la fase di completamento è vicina, tutte le sedi decisionali;

- la nostra Isola sia penalizzata, a vantaggio di altri siti, per ciò che riguarda le opportunità di sviluppo e lavoro;

- permangano inutilizzate alte e qualificate professionalità;

- non venga completata l'elettrificazione nelle zone interne, rurali ed anche costiere;

- l'ENEL assuma una posizione ambigua circa le problematiche del settore idrico sardo;

- rimanga un semplice sogno la continuità territoriale del servizio elettrico;

- la Sardegna non venga valorizzata a livello nazionale ed internazionale, anche per i servizi più delicati e ad alto valore aggiunto, proprio per la situazione antisismica di cui gode;

- soltanto alcuni parlamentari di colore politico ben preciso siano chiamati a partecipare agli incontri nazionali con il Governo;

- e, soprattutto, se non intendano procedere ad una convocazione consiliare apposita a breve termine, ove poter rivendicare nei confronti del Governo nazionale, la piena dignità dell'autonomia sarda, la difesa delle professionalità e dell'occupazione e la ridiscussione di vincoli e privilegi di cui alcuni concorrenti beneficiano per decreto. (122)

INTERROGAZIONE COSSA - CASSANO - DEMONTIS - FANTOLA, con richiesta di risposta scritta, sulla grave crisi idrica in Sardegna e sulla conseguente necessità di dichiarare lo stato di calamità naturale.

I sottoscritti,

vista l'interrogazione n. 30/A datata 18 ottobre 1999 di pari oggetto e gli elementi di risposta inviata agli scriventi dal Presidente della Giunta regionale contenuti nella nota tecnica informativa dell'Ente Autonomo del Flumendosa sulla situazione (aggiornata al mese di ottobre 1999);

considerato che:

- i dati statistici ivi riportati evidenziano come i cinque anni più secchi nella storia delle osservazioni sulla piovosità si concentrano negli ultimi undici anni (1988-1989; 1989-1990; 1994-1995; 1997-1998; 1998-1999), a riprova che è in atto una modifica climatica dalle conseguenze devastanti sull'agricoltura isolana;

- dal mese di ottobre ad oggi la situazione è andata peggiorando, non essendoci stati significativi apporti idrici al termine del periodo più favorevole dal punto di vista della piovosità;

- in conseguenza di ciò, non è stato possibile rivedere l'ordinanza n. 158 del 12 agosto 1999 del Commissario governativo per l'emergenza idrica, che ha disposto la totale interruzione dell'erogazione dell'acqua per l'irrigazione a decorrere dal 1° gennaio 2000;

- l'approssimarsi del periodo di minore piovosità non consente di riporre fondate speranze su un miglioramento delle riserve idriche nel sistema Flumendosa - Campidano e alla Nurra di Sassari e che comunque sarà inevitabile dare la preminenza all'uso domestico e igienico sanitario;

tenuto conto della conseguente progressiva riduzione delle prospettive economiche di migliaia di aziende agricole e di famiglie sarde, che vivono oggi nella disperazione a causa del danno emergente e del pregiudizio per i raccolti futuri,

chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale per sapere se non ritenga opportuno attivare con urgenza presso il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro per le politiche agricole tutte le procedure necessarie a far dichiarare lo stato di calamità naturale per l'intero territorio della Sardegna a causa della siccità. (123)

INTERROGAZIONE SANNA Salvatore - CUGINI - COGODI - SANNA Gian Valerio - MARROCU - PUSCEDDU - MORITTU - SANNA Alberto - ORRU' - VASSALLO, con richiesta di risposta scritta, sulla assegnazione dei fondi per la "Casa del Parco".

I sottoscritti,

premesso che la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore della difesa dell'ambiente, con deliberazione adottata nel luglio 1999, ha deliberato di programmare i fondi impegnati per la realizzazione della "Casa per il Parco" per un importo complessivo pari a lire 9.260.000.000 per attività di studio, progettazione di massima ed esecutività, esecuzione di interventi per la realizzazione della "Casa del Parco" nei Comuni di:

- Ales (Monte Arci);

- Isola dell'Asinara (Parco Isola dell'Asinara);

- La Maddalena (Parco dell'Arcipelago della Maddalena);

- Cabras (area marina protetta a Sini Mal di Ventre);

- Villasimius (area marina protetta Capo Carbonara);

- Alghero (Parco regionale Porto Conte);

- Cagliari (Parco regionale Molentargius);

valutato che nella fase di avvio della istituzione delle aree marine protette i suddetti interventi costituiscono un elemento di valorizzazione delle risorse del territorio ed una concreta offerta di servizio ai possibili fruitori;

considerato che i suddetti fondi sono stati inutilizzati per quasi dieci anni;

considerato inoltre che sono trascorsi circa 7 mesi dalla adozione della delibera della Giunta regionale;

sottolineato che i provvedimenti di esecuzione della delibera della Giunta regionale sono atti obbligati non soggetti a valutazioni discrezionali del dirigente,

chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore della difesa dell'ambiente per conoscere:

a) le ragioni che hanno impedito di assegnare i fondi agli enti gestori;

b) i tempi di assegnazione delle somme;

c) i provvedimenti che intendono assumere per evitare il ripetersi delle situazioni sopra descritte. (124)

INTERROGAZIONE LA SPISA, con richiesta di risposta scritta, sulla metanizzazione.

Il sottoscritto, premesso che:

- un certo numero di aziende in Sardegna ha fatto ingenti investimenti nel settore industriale per l'acquisizione e l'innovazione di impianti nella prospettiva dell'imminente avvio della legge sulla metanizzazione;

- il costo del GPL per K/cal è quantificabile nella misura del 122% rispetto al costo per K/cal del metano combustibile utilizzato da tutti i competitori del resto d'Italia e d'Europa;

- tale divario nel costo energetico comporta un maggiore onere talmente elevato da non poter essere trasferito sui prezzi di vendita;

considerato che le agevolazioni fiscali previste dall'articolo 6 della Legge n. 73 del 1998 sono state vanificate dai divieti imposti dalla UE in materia di aiuti dello Stato,

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale per conoscere:

1) quali iniziative abbia assunto o intenda assumere per negoziare con l'Unione Europea una possibile deroga a favore delle imprese sarde, in modo che vengano ripristinate le condizioni di parità rispetto a tutte le altre aziende operanti nel territorio europeo;

2) se intenda valutare la possibilità di promuovere accordi con i produttori locali di combustibili per compensare almeno i picchi dei costi unitari di combustibile. (125)

INTERROGAZIONE ORRU' - MARROCU - ORTU, con richiesta di risposta scritta, sulle inadempienze inerenti la cessione di beni immobili connessi ad attività minerarie.

I sottoscritti,

preso atto delle ricorrenti manifestazioni di disagio sociale, sfociante talvolta in atti clamorosi, ultimo in ordine di tempo l'occupazione del municipio di Guspini da parte dei disoccupati per la mancata concessione di 300 ettari al Comune da parte dell'IGEA per l'attivazione di un cantiere forestale;

considerato che tali situazioni di malessere sociale derivano non solo da ragioni e motivi di carattere generale, ma anche e soprattutto dall'incuria sinora mostrata dalla Giunta regionale nel procedere alla dismissione dei beni immobili, secondo quanto previsto dall'articolo 8 della legge regionale 4 dicembre 1998, n. 33;

sottolineato che numerosi comuni, così come previsto dalla suddetta legge regionale n. 33 del 1998, hanno avanzato formale richiesta all'EMSA e alle società consociate per la utilizzazione dei beni immobili connessi ad attività minerarie dismesse ricadenti nei loro territori, utilizzazione che consentirebbe di avviare nuove attività produttive, servizi in grado di creare nuove opportunità di lavoro in aree interessate da drastici processi di deindustrializzazione, con altissimo tasso di disoccupazione;

sottolineato, inoltre, che tutto ciò è vanificato dalla mancata approvazione delle apposite direttive da parte della Giunta regionale, secondo quanto previsto dal comma 3 dell'articolo 8 della legge regionale n. 33 del 1998,

chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale dell'industria per conoscere:

1) quali siano le ragioni che hanno finora impedito l'attuazione di una precisa disposizione di legge;

2) quali iniziative la Giunta regionale abbia assunto o intenda assumere per dare risposte alle richieste dei Comuni ed alle aspettative delle popolazioni interessate. (126)

INTERROGAZIONE CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata erogazione dei contributi regionali per l'acquisto di macchine e attrezzature agricole.

Il sottoscritto,

premesso che la Regione sarda, oramai da diversi anni, non eroga più contributi per l'acquisto di macchine e attrezzature agricole;

considerato che il settore agricolo risulta già fortemente penalizzato per la scarsa attenzione che le precedenti Giunte regionali di centrosinistra gli hanno riservato;

evidenziato che esistono in Sardegna migliaia di famiglie che traggono sostentamento esclusivamente dall'attività di produzione agricola;

ritenuto che solo l'utilizzo di attrezzature e macchine agricole moderne e perfettamente funzionanti può permettere agli agricoltori sardi di competere con i mercati internazionali, sempre più presenti nell'economia sarda;

visto che molti agricoltori, nell'attesa dell'erogazione dei contributi suindicati, hanno contratto debiti con gli istituti di credito,

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per sapere:

1) quali provvedimenti intendano intraprendere al fine di ripristinare la regolare erogazione dei contributi in oggetto, alleggerendo così la drammatica situazione degli agricoltori sardi, già pesantemente compromessa dalla siccità;

2) se non ritengano, inoltre, di dover procedere quanto prima all'erogazione dei contributi dando la precedenza a coloro che traggono sostentamento in via principale dall'attività di coltivazione dei fondi agricoli. (127)

INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla applicazione della delibera n. 429/98 dell'ERSAT.

Il sottoscritto, chiede di interrogare l'Assessore dell'agricoltura per sapere:

1) se sia a conoscenza che, nonostante il commissariamento dell'ERSAT, il direttore generale, con nota del 2 marzo 2000, n. 5504, ha emanato "disposizioni per la gestione del personale" a seguito dell'applicazione della delibera n. 42/98 (assunta dal vecchio Consiglio di amministrazione e tanto contestata all'interno della struttura), per lo spostamento di personale, indicato negli allegati a) e b) dai circondari ai centri zonali e viceversa;

2) se sia a conoscenza che lo stesso ente sta ricercando dei locali, per una superficie di 400 mq., per il trasferimento del centro zonale di Sassari a Ittiri (trasferimento contestato dai Consigli comunali di Sassari, Porto Torres, Sorso, Osilo, Ossi e Usini), atto conseguente sempre alla delibera n. 429/98, in cui si prefigurava la nuova struttura dell'ERSAT, tanto cara al c.d.a. mandato a casa;

3) se non sia opportuno intervenire nei riguardi del Commissario straordinario, affinché blocchi tutte le iniziative messe in essere sia dal vecchio c.d.a. che dall'attuale direttore generale, per demandare al futuro c.d.a. le scelte organizzative e strutturali dell'ente, che potranno anche essere diverse da quelle adottate precedentemente. (128)

INTERROGAZIONE PINNA - CALLEDDA, con richiesta di risposta scritta, sulle inadempienze della Giunta regionale relative alla cessione del patrimonio immobiliare connesso alle attività minerarie dismesse.

I sottoscritti,

premesso che con i contratti sottoscritti nel 1997 con la società Agricoltura e nel 1998 con la SNAM è stata portata a positiva conclusione l'operazione di acquisizione al patrimonio della Regione Sarda dei compendi immobiliari ex minerari ancora detenuti dalle società del Gruppo ENI;

precisato che l'acquisizione dei compendi immobiliari dalle richiamate società del Gruppo ENI, assieme a quello disponibile delle società SIM, ex Piombozincifera Sarda e RIMISA, ha consentito alla Regione sarda, dopo oltre vent'anni di rivendicazioni, di poter disporre, attraverso la società IGEA S.p.A., controllata dall'EMSA, dell'intero complesso immobiliare direttamente e indirettamente connesso alle attività minerarie dismesse;

rilevato che il patrimonio in argomento riveste uno straordinario interesse sotto il profilo storico, culturale, architettonico e dell'archeologia industriale e un rilevante valore di carattere più strettamente immobiliare (6.700 ettari di territorio - circa 1950 unità tra fabbricati civili, industriali e ruderi);

constatato che il complesso immobiliare in argomento può essere utilizzato per favorire la realizzazione di un piano generale per la riconversione economica e sociale delle aree minerarie dismesse;

considerato che, allo scopo di dare concreto avvio al richiamato piano di riconversione, sono state presentate numerose richieste da parte dei Comuni interessati e di altri soggetti pubblici e privati;

ricordato che la Giunta regionale, a seguito della delibera n. 38/22 del 27 agosto 1998, aveva impartito direttive all'Ente Minerario Sardo per la cessione dei beni immobili connessi alle attività minerarie dismesse che avevano consentito di soddisfare le prime richieste di alcune Amministrazioni comunali (Domusnovas, Narcao) e di alcuni imprenditori privati;

preso atto che le richiamate direttive della Giunta regionale sono diventate inapplicabili a seguito dell'entrata in vigore della legge regionale 4 dicembre 1998, n. 33, che prevede nuove disposizioni per la cessione dei beni immobili alle quali la Giunta regionale non ha ancora dato attuazione con l'emissione delle relative direttive, secondo quanto previsto al comma 3 dell'articolo 8 della stessa legge regionale n. 33/98;

evidenziato che numerose iniziative di carattere economico-produttivo da realizzare nelle aree minerarie dismesse ad opera di diverse piccole e medie aziende, singoli imprenditori, cooperative giovanili, associazioni culturali ed altri soggetti pubblici e privati, non hanno potuto essere avviate per la mancata cessione dei beni immobili, causando ulteriori disagi sociali al già grave stato di crisi economica che attraversano i territori interessati;

sottolineato che numerosi Comuni hanno avanzato richieste per acquisire diversi beni immobili ex minerari da destinare a finalità sociali e di pubblica utilità;

tenuto conto che la cessione ai dipendenti ed agli ex dipendenti delle società minerarie degli immobili destinati a civile abitazione, già avviata negli anni '70-'80, necessita di essere completata al fine di risolvere definitivamente i numerosi contenziosi derivanti dalle precedenti cessioni,

chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dell'Industria per sapere:

1) quali iniziative intenda assumere la Giunta regionale per recuperare i gravi ritardi finora accumulati nell'attuazione di una disposizione di legge;

2) se non ritengano, nel rispetto delle procedure previste dalla legge, di impartire apposite direttive all'Ente Minerario Sardo per riattivare con la massima sollecitudine le procedure di cessione del patrimonio immobiliare minerario per soddisfare, contemporaneamente e in modo organico e unitario, le richieste avanzate da diversi soggetti pubblici e privati, da numerosi Comuni, nonché da dipendenti ed ex dipendenti, finalizzate alla realizzazione di nuove iniziative economico-produttive, alla creazione di attività sociali e di pubblica utilità ed alla definitiva cessione degli immobili utilizzabili per civile abitazione;

3) se non ritengano di impartire specifiche direttive all'Ente Minerario Sardo affinché predisponga, nelle more della cessione definitiva dell'intero patrimonio immobiliare ex minerario, un costante servizio di custodia dello stesso patrimonio al fine di porre fine allo stato di abbandono e di devastazione in cui si trova l'intero complesso immobiliare. (129)

INTERROGAZIONE PINNA - CALLEDDA - PACIFICO, con richiesta di risposta scritta, sull'esigenza di eliminare lo stato di grave pericolo per i cittadini in cui si trova la SS 130 che collega Cagliari con Iglesias.

I sottoscritti,

rilevato che la strada statale 130 che collega Cagliari con Iglesias si trova in uno stato di grave pericolo per la sicurezza dei passeggeri (mancanza dei guard rail centrali e la presenza di numerosi incroci a raso);

constatato che le condizioni in cui si trova la strada statale 130 sono la causa principale dei gravi incidenti che si verificano quotidianamente;

ricordato che negli ultimi cinque anni nel tratto di strada tra Siliqua e Iglesias sono morte 12 persone a seguito di gravissimi incidenti stradali che hanno fatto attribuire alla statale la macabra denominazione della "strada della morte",

chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dei lavori pubblici per sapere quali provvedimenti intendano intraprendere, direttamente nei confronti del Governo e dell'ANAS, per:

1) eliminare il grave stato di pericolo per i cittadini presente nella statale 130;

2) dare immediato avvio ai lavori per la realizzazione del guard rail centrale e per l'eliminazione dei numerosi incroci a raso che rappresentano gli interventi più urgenti per evitare ulteriori incidenti e perdite di vite umane. (130)

INTERROGAZIONE SANNA Alberto, con richiesta di risposta scritta, sui gravi ritardi dell'Azienda Foreste Demaniali nel pagamento degli stipendi agli operai di alcuni cantieri in provincia di Oristano.

Il sottoscritto,

premesso che i cantieri di Fordongianus, Allai, Siamanna, Siapiccia, Ruinas, Neoneli, Nughedu Santa Vittoria, Austis e Santulussurgiu sono ricompresi nella perizia del 1999 interamente finanziata con il bilancio 1999;

considerato che:

- gli operai dei cantieri suddetti - circa 200 - non hanno percepito lo stipendio del mese di dicembre 1999 e relativa tredicesima e gli stipendi dei mesi di gennaio e febbraio 2000;

- la ragioneria dell'Amministrazione regionale ha già proceduto a fare quanto di sua competenza perché le banche (BNL e Banco di Sardegna) procedano ad effettuare i pagamenti in oggetto;

- la gravità della situazione economica in cui si trovano i lavoratori e le rispettive famiglie a seguito di questa gravissima inadempienza,

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale al fine di:

1) conoscere quali siano i motivi di questo gravissimo ritardo nel pagamento degli stipendi ai lavoratori dei cantieri richiamati in premessa;

2) intervenire immediatamente per rimuovere gli ostacoli che hanno impedito i pagamenti in questione;

3) individuare le eventuali responsabilità e assumere i provvedimenti competenti. (131)

INTERROGAZIONE SANNA Alberto, con richiesta di risposta scritta, sull'appalto della gestione dell'impianto di potabilizzazione ESAF di Oristano-Silì e le conseguenze sui livelli occupazionali.

Il sottoscritto,

premesso che l'ESAF ha recentemente proceduto ad appaltare la gestione dell'impianto di potabilizzazione di Oristano-Silì all'impresa "Idrotecnica" S.r.L. di Vibo Valentia;

considerato che per la gestione dell'impianto in oggetto, al momento dell'appalto, erano occupate 12 persone con mansioni diverse;

considerato, inoltre, che l'impresa "Idrotecnica" S.r.L. contravvenendo al capitolato d'oneri dell'appalto in oggetto e al contratto collettivo nazionale di lavoro non ha attivato il passaggio diretto ed immediato del personale dell'impresa cessante in forza sei mesi prima della scadenza dell'appalto, ma avrebbe preteso che i lavoratori si licenziassero per poter essere assunti ex-novo;

visto che cinque lavoratori non hanno accettato la procedura messa in atto dall'impresa appaltatrice, perché ritenuta illegittima, la stessa impresa a tutt'oggi non ha proceduto alla loro assunzione;

considerato che nei precedenti appalti ESAF le imprese appaltatrici avevano dato corso al passaggio diretto e immediato del personale dipendente dall'impresa cessante;

tutto ciò premesso chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dei lavori pubblici per conoscere quali iniziative abbiano o intendano assumere perché le norme contrattuali e di capitolato siano pienamente rispettate e i lavoratori vengano assunti tutti, compresi i cinque finora discriminati dall'impresa, secondo quanto previsto dalle norme vigenti in materia. (132)