Seduta n.278 del 09/09/1993 

CCLXXVIII SEDUTA

(ANTIMERIDIANA)

GIOVEDI' 9 SETTEMBRE 1993

Presidenza del Presidente FLORIS

indi

del Vicepresidente SERRENTI

indi

del Presidente FLORIS

INDICE

Congedo .................................

Programma: "Quadro comunitario di sostegno per l'Italia (1994-1999) dell'Obiettivo 1 - Proposta di piano regionale" (Progr. n. 48/A). (Continuazione della discussione e approvazione):

COGODI .................................

ORTU ......................................

PILI .........................................

BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio

DEMONTIS ............................

SATTA ANTONIO ................

LADU LEONARDO ..............

ONIDA, relatore......................

MURGIA ................................

MELONI .................................

DADEA ..................................

USAI SANDRO .....................

TAMPONI ..............................

PORCU....................................

(Votazione per appello nominale)

(Risultato della votazione).......

La seduta è aperta alle ore 10 e 02.

PORCU, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 1 settembre 1993, che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Andrea Pubusa ha chiesto un giorno di congedo. Se non vi sono opposizioni, il congedo si intende accordato.

Continuazione della discussione e approvazione del programma: "Quadro comunitario di sostegno per l'Italia (1994-1999) dell'Obiettivo 1 - Proposta di piano regionale" (Progr. n. 48/A)

PRESIDENTE. La Giunta regionale ha chiesto una breve dilazione dell'inizio dei lavori per predisporre le schede che sono necessarie per apportare le opportune modifiche al programma. Se non vi sono obiezioni, sospendo la seduta per trenta minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 03, viene ripresa alle ore 11.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori.

Metto in votazione il passaggio all'esame delle partizioni del programma. Chi l'approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura della parte prima, punto primo: quadro generale.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questa parte, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.

(E' approvata)

Si dia lettura del punto 2: squilibri strutturali e tendenze a medio termine.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sul punto 2, lo pongo in votazione. Chi l'approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura del punto 3: sistema produttivo.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sul punto 3, lo metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura del punto 4: il sistema sociale.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sul punto 4, lo metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura del punto 5: gli squilibri territoriali.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sul punto 5, lo metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura della parte seconda, punto primo: obiettivi e strategie.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sulla parte seconda, punto primo, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.

(E' approvata)

Si dia lettura della parte terza, punto primo: programma operativo FERS.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Alla parte terza, punto primo, sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.

URRACI, Segretaria:

Emendamento sostitutivo totale Giunta regionale

Tabelle 5 e 6 (Parte III - Programma operativo FERS)

Le tabelle n. 5 e 6 (pag. 58 e 59) sono sostituite dalle seguenti tabelle. (3)

(Le tabelle sono agli atti del Consiglio.)

Emendamento all'emendamento numero 3 sostitutivo parziale Satta Antonio - Ladu Leonardo - Pes - Manchinu - Desini - Ferrari - Porcu - Corda - Onida

Alla tabella 5 è introdotta la seguente variazione:

In aumento

ASSE PRIORITARIO SANITA'

Misura costruzione Nuovo ospedale Olbia 20 miliardi (Programmi regionali)

In diminuzione

Incentivi iniziative industriali e turistiche 20 miliardi;

Alla tabella n. 6 è introdotta la seguente variazione:

In aumento

ASSE PRIORITARIO SANITA'

Misura costruzione Nuovo ospedale Olbia 20 miliardi (Programmi regionali)

In diminuzione

Incentivi iniziative industriali e turistiche 20 miliardi. (4)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, io utilizzando anche la dilazione dell'inizio dei lavori del Consiglio, ho tentato e ancora sto tentando di capire esattamente quali siano le modificazioni che sono state introdotte attraverso la sostituzione della tabella che poi costituisce la sostanza di tutto questo voluminoso fascicolo. Questa paginetta scritta a caratteri molto piccoli, che è difficile leggere, sostanzialmente contiene tutto quello che vale in tutto questo provvedimento. E' difficile, anzi è impossibile e non sarebbe neppure riguardoso, ma se si potesse fare un giochino io proporrei di fermare un attimo i lavori del Consiglio e di provare a interpellare i consiglieri regionali perché rispondano ad un quesito-quiz: se hanno capito o non esattamente in che cosa consistono le modifiche sostanziali che sono state introdotte, tra ieri notte e oggi, nel programma relativo al Quadro comunitario di sostegno.

Io sono convintissimo che la stragrande maggioranza, eccetto quei pochissimi che hanno manovrato queste tabelle, non saprebbe rispondere. Il primo che non sa rispondere sono io, nonostante mi stia applicando da qualche ora a capire esattamente che cosa è accaduto. Nonostante le tante richieste di legalità e di chiarezza nei rapporti tra istituzioni e cittadini, questa è un'istituzione che non sa essere chiara neppure al suo interno. Le modificazioni devono essere - e avanzo domanda formale - scritte e descritte anche per differenza con le tabelle precedenti, e si deve capire che cosa esattamente si sta variando, che cosa si sta aggiungendo, quale ragione induce il proponente, cioè la Giunta regionale, a togliere o ad aggiungere e che cosa si sta toccando della proposta che il Consiglio regionale fino a ieri notte ha discusso.

Io intervengo sulla tabella e cerco di dire qualcosa in relazione a quello che ho capito che è una parte del tutto, perché non ho capito tutto. Ho provato anche a chiedere spiegazioni a qualche tecnico, a qualche Assessore, neanche loro mi hanno saputo dare una spiegazione completa, immaginiamo se è possibile che uno da solo si eserciti a penetrare questi misteri. Sono misteri di centinaia di miliardi, sono misteri di opere pubbliche, sono misteri di programmazione regionale, dello sviluppo e direi della dignità e del destino di questa Regione. E' possibile che si proceda in questo modo? E' serio?

Alcune cose, però, mi pare di averle capite. Primo: fino a ieri notte la proposta era quella di mantenere, in tema di schemi idrici, la prima priorità del piano regionale delle acque; la prima proprità che è lo schema della Sardegna Sud orientale, quindi basso Flumendosa, Sarrabus, Gerrei, Sarcidano. Questa è la prima priorità dello studiato, discusso, proposto ma non ancora formalizzato né approvato dal Consiglio, ma comunque finora elaborato, piano delle acque. Nasce in Consiglio una questione; non si tratta della contestazione di quella priorità, ma di una questione portata avanti da alcuni consiglieri e principalmente dal consigliere Pili, il quale dibatte e contesta, con argomenti che il Consiglio non può valutare, perché è una contestazione dialettica, le ragioni tecniche per cui l'adduzione delle acque dal basso Flumendosa al Simbirizzi non deve essere fatta attraverso la catena dei Sette Fratelli; cosa che tra l'altro non può farsi, allo stato delle cose, non solo per ragioni ambientali, ma anche per i costi. Lo dicono i tecnici abilitati, il direttore del Flumendosa, i tecnici di più alta specializzazione, gli stessi che devono essere chiamati perché il politico possa decidere. Però Pili dice che quei dati tecnici sono sbagliati, che non è vero che l'acqua dal basso Flumendosa al Simbirizzi si deve portare, attraverso l'immissione nel lago del Mulargia - che esiste già ed è sempre sotto utilizzato - e quindi, attraverso la condotta di Sarais e Donori, a Cagliari. Il collega Pili dice che bisogna passare attraverso la catena dei Sette Fratelli, perché i dati tecnici sono sbagliati, ma non ha dato al Consiglio altri dati tecnici che spieghino perché mai dal basso Flumendosa l'acqua debba essere portata attraverso una galleria che scavi la catena dei Sette Fratelli. E' bastata questa obiezione e la Giunta risponde dicendo: "Non confermo la scelta che è la prima priorità prevista nel piano delle acque". Non ha detto: "Rispetto le priorità, rispetto l'opinione e il parere dei tecnici, oppure, se questa opinione dei tecnici non è valida contrappongo" - e la Giunta ne ha gli strumenti - "altri studi tecnic". No, semplicemente la Giunta tralascia la prima priorità e passa alla seconda per cui lo schema idrico che vale non è più quello della Sardegna Sud orientale, ma quello della Sardegna occidentale. Così vengono accontentati tutti, perché ci sono altri consiglieri che gravitano di più sul Sud occidente o sull'occidente e va benissimo, anche perché si dice che la proposta dei tecnici, che tra l'altro porterebbe il doppio dell'acqua - è scritto nella scheda tecnica - con la metà della spesa, non è descritta nel piano delle acque. La soluzione proposta da Pili porterebbe, invece, la metà dell'acqua con il doppio della spesa, però andiamo a Ovest. Ma perché la Giunta ha avanzato una proposta e l'ha difesa se poi questa semplice obiezione vale a spostare tutto lo schema da Est a Ovest? Si dice che così si tranquillizza il Consiglio e la proposta passa. Così è troppo facile, questa non è programmazione! Si dice che la soluzione indicata dai tecnici non è descritta nel piano delle acque. Ma il piano delle acque è una proposta, è un progetto in fieri, è una ipotesi di programmazione che dovrà pure essere adattata ai rilievi tecnici. Quindi se il piano delle acque dice che la prima priorità è quella della Sardegna Sud orientale, si vedrà la soluzione migliore per portare l'acqua al Simbirizzi, ma non si può cambiare la scelta di quella priorità. Invece niente Flumendosa! Tutti contenti e felici, la maggioranza può andare avanti tranquilla, la Giunta può navigare. L'opposizione, almeno per quanto ci riguarda, ha scelto di non presentare nessun emendamento a questa proposta; non presentiamo nessun emendamento proprio perché questo nuovo mercato delle strade, dei cavalcavia e delle dighe, questo mercato che si sta ancora una volta consumando non ha nulla a che vedere con la programmazione e con le scelte vere che riguardano lo sviluppo della Sardegna. Questa è la prima cosa che ho capito di questa variazione.

La seconda cosa che ho capito è che, rispetto alla proposta originaria, si aggiungono una serie di tronconi di strada, da Olbia verso ogni parte del mondo, a raggiera, la Sassari-Alghero, un tratto immagino, non credo tutta; rimane la questione indefinita della "125" che non si capisce se deve rappresentare il collegamento con l'Ogliastra, perché questo troncone di "125" va a Terra Mala, quindi verso il mare, non verso Muravera e l'Ogliastra. Perché mai quel progetto che era già approvato e condiviso da tutte le amministrazioni locali, cioè quella che era la strada diretta per l'Ogliastra, per Muravera, con le diramazioni a mare, ovviamente, non asse a mare che è un'altra cosa - perché è una strada turistica - perché mai adesso con la scusa dei fondi CEE viene diretta verso Terra Mala e lì si ferma? Poi c'è un altro pezzo a Capo Boi, ma da Capo Boi all'Ogliastra da dove si va? E l'Ogliastra? E Muravera? E il Sarrabus? Cosa c'entrano con tutta questa cosa qui? E' un pasticcio. Ho capito però che si sono aggiunti dei tronconi di strada, in Gallura, soprattutto attorno e per Olbia, ma non ho capito bene da dove vengano presi i danari, perché per aggiungere queste decine e centinaia di miliardi si sono certamente modificate altre parti del programma. Io sto cercando di vedere da dove sono stati tolti i danari. Risulta che i danari sono stati tolti proprio dal punto essenziale rispetto al quale è venuta l'obiezione più articolata e fondata da parte del Consiglio; sono stati tolti dagli interventi produttivi. L'obiezione più rilevante che si è fatta è che questo era sostanzialmente un piano di opere pubbliche e non di sviluppo primario, e invece si toccano proprio la ricerca e gli incentivi alle imprese industriali. La proposta era già sbilanciata e per fare nuovi pezzi di strada si va a tagliare ancora proprio nel settore, che il Consiglio aveva - se si vuol tener conto delle osservazioni del Consiglio - definito il più rilevante. Se si vuole tener conto dei consiglieri influenti, è un'altra cosa! Io finora ho capito, dunque, che si è fatta una operazione pasticciata, peggiorativa della proposta iniziale perché il risultato è, che la Sardegna Sud orientale, che figura come prima priorità per quanto riguarda gli schemi idrici, rimane tagliata fuori, che la strada centrale sarda - con buona pace di Adalberto Sanna e di altri consiglieri che dicono che la percorrono tutti i giorni e ne conoscono meglio di altri la pericolosità - non esiste, e invece da altre parti dove le influenze politiche possono essere più determinanti - e non solo politiche, perché la politica è fatta di tante cose - si prevedono strade, strade, strade sempre. Si chiedeva anche un ospedale per Olbia. Ma allora, se volevate spostare 20-30-50 miliardi in Gallura, perché non fare l'ospedale in quel di Olbia, dove non c'è ospedale pubblico ed è fallita l'idea dell'ospedale privato? Là, un certo Don Verzé, che ha messo a soqquadro mezza Sardegna un paio di anni fa, ha ottenuto che aree che erano agricole, fossero, seduta stante, dal Consiglio comunale, trasformate in zone G perché doveva fare il grande e super specializzato ospedale e non l'ha fatto; si è tenuto le zone G e non ha fatto l'ospedale, e quella parte di popolazione della Sardegna non ha un ospedale. Ma perché ancor strade, strade, strade?

Noi non presentiamo emendamenti, proponiamo, se è possibile, un ulteriore supplemento di riflessione per spostare verso le attività produttive, i servizi, la qualità della vita, questi interventi strutturali, se no non sono strutturali, rimangono sovrastrutturali. Nella discussione impegnata sugli incendi, della settimana scorsa, si è detto: qualità dello sviluppo, non sempre strade e cavalcavia ma interventi che portino al miglioramento della qualità della vita e delle produzioni. Ora si fa la programmazione regionale e si torna solo ed esclusivamente, o quasi, alle strade e ai cavalcavia, peraltro in modo del tutto incoerente. Questa è la sostanza delle modificazioni proposte. Io chiedo però che venga dato al Consiglio un ulteriore supplemento di specificazione, cioè che la tabella venga precisata perché c'è una carenza di informazione. Da questa tabella un consigliere non può capire esattamente qual è il senso esatto della proposta modificativa che si avanza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, onorevoli consiglieri, il dibattito svoltosi la scorsa settimana, sulla questione incendi ha evidenziato le storture, gli squilibri che all'interno del territorio della Sardegna sono presenti, e non solo, ma anche uno squilibrio di ordine demografico che porta le campagne ad essere disabitate, che porta le zone interne della Sardegna a spopolarsi e a desertificarsi, e questo non per volontà divina, né per altri motivi che siano al di fuori della volontà degli uomini. Questo perché nel tempo si è realizzata una politica, si sono assunti provvedimenti che hanno portato a queste condizioni. Bene, gli interventi che il piano FERS ci avrebbe dovuto proporre sarebbero dovuti servire, in coerenza con quei discorsi, a sanare questi squilibri, a dare risposta alle storture, alle carenze che sono state denunciate in quest'Aula. Invece tutto questo non avviene, si è ancora alla ricerca e alla programmazione di opere pubbliche finalizzate non allo sviluppo, finalizzate a dare forse contentini da una parte all'altra della Sardegna, ad accontentare categorie, ad accontentare forse impresari, ma certamente non a risolvere i problemi dello sviluppo in Sardegna.

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego di fare un po' di silenzio e di consentire all'oratore di poter esprimere le proprie opinioni.

ORTU (P.S.d'Az). Io penso che siccome intanto le decisioni sono state prese il dado è tratto, non importa quello che si dice perché si andrà a votare allo stesso modo. Quanto c'era da contrattare alla fiera e in bottega è stato contrattato per cui non c'è niente da sentire e da ascoltare. Mi riferisco allo schema idrico della Sardegna Sud orientale: ora si dice che è saltato. Fare una diga di qua, fare una diga di là, è indifferente; il progettista può farla da una parte o dall'altra e presentare la sua lauta parcella. Non c'è una scelta di priorità per quanto riguarda i bisogni e le esigenze della gente; si ragiona secondo altri termini. Il problema delle disponibilità idriche: si dice che intorno a Cagliari - ed è vero - c'è un terzo e più della popolazione della Sardegna, 700.000 abitanti. Io ho trascorso, ahimè, gran parte dell'estate a Cagliari e ogni qualvolta aprivo il rubinetto l'acqua sgorgava in abbondanza, e non durante la notte, ma nelle ore di punta in cui più alto è il consumo, per cui non so queste esigenze dove si manifestino, dove siano le carenze. Si afferma anche che in Campidano ci sono 70.000 ettari di terreni attrezzati per l'irrigazione e non c'è l'acqua sufficiente. Io mi chiedo se, al momento in cui sono state progettate queste opere, è stato fatto anche un calcolo delle disponibilità idriche necessarie non conteggiandole e verificandole sulle precipitazioni e sulle disponibilità di un anno, ma sulle precipitazioni e le disponibilità di un largo arco di tempo. Le disponibilità irrigue dipendono anche da come l'acqua viene utilizzata nei campi; ci sono vari sistemi di irrigazione, alcuni che utilizzano questo prezioso elemento in modo parsimonioso e razionale, altri invece no. Si continua, per esempio, ad irrigare a scorrimento o si irriga a pioggia o si irriga anche col sistema a goccia. Bene, molti Assessori regionali, consiglieri, consiglieri provinciali, Presidenti di consorzi di bonifica sono andati in Israele. A che cosa sono serviti questi viaggi, se non a dilettarsi, se non a fare una gita più o meno interessante? Nella pratica a che cosa sono serviti questi viaggi? Chiedetelo al popolo sardo. A un bel nulla, perché qui si continua ancora a usare l'acqua secondo sistemi primitivi. In Israele, certamente, con dotazioni idriche di gran lunga inferiori, si irrigano vaste superfici superiori di gran lunga a quelle irrigate in Sardegna. Si parla di siccità, ma la siccità la Sardegna l'ha sempre conosciuta, in periodi ben determinati certamente più accentuata che in altri, ma anche di questo si sarebbe dovuto tener conto. Il fatto è che le opere si progettano e si eseguono senza studi severi. Penso, per esempio, alle falde sotterranee nel Sarrabus che oggi si sono inaridite e l'acqua salmastra del mare si introduce sotto terra portando certamente molto danno agli agrumeti, a tutte le coltivazioni. Ecco perché noi abbiamo presentato l'emendamento numero 2. Ci sono delle zone, delle popolazioni che hanno sacrificato tutto a favore di altre zone e parlo delle zone di Nurri, Orroli, Siurgus Donigala. In quest'ultimo comune non c'è l'acqua per bere e la popolazione è insorta e ha cacciato un'amministrazione, ha invaso il Municipio, ha schiaffeggiato il Segretario comunale e altri; sessanta persone sono state denunciate. Bene, di tutto questo non si tiene assolutamente conto, e le opere si programmano e si realizzano non nell'interesse delle popolazioni ma per altri interessi non ben individuati. Popolazioni che continuano a dare, che hanno dato i terreni di fondo valle, i terreni migliori sottraendoli alle colture; che cosa dovrebbero fare d'ora in poi queste popolazioni? E questo si dice equilibrare le sorti economiche della Sardegna, questo si dice, lo diceva la settimana scorsa, riportare la gente nelle campagne! Il Consiglio regionale sta operando per cacciare le popolazioni dalle campagne, per accentrarle nelle città in pochi grossi agglomerati, ma così certamente non si risolve il problema della Sardegna. Si continua a fare l'operazione che altri Governi fecero in altri tempi, quando con la costruzione del lago del Tirso un intero paese fu cancellato dalla faccia della terra: Zuri. Gli dettero quattro soldi. E ad Arborea dove i braccianti sardi presero la malaria, dove lavoravano quasi da schiavi, la Società bonifiche sarde portò poi i colonizzatori, portò i veneti; a coltivare quelle terre redente, non furono certamente i braccianti di Marrubiu e di Terralba. Noi continuiamo a fare operazioni di questo tipo. E la Società Elettrica Sarda certo lucrò moltissimo, la Società Elettrica Sarda, che poi detiene il monopolio dell'energia elettrica in Sardegna! Oggi forse noi vogliamo rinnovare questi monopoli introducendo privati al 70 per cento, nella gassificazione del carbone, per riprodurre in Sardegna forse quel monopolio di cui un Assessore sardista, Piero Sotgiu, decretò la fine con la costituzione dell'Ente Sardo di Elettricità, primo in Italia a rompere questo monopolio. Ebbene, alle popolazioni del Sarcidano, di Orroli, di Nurri, di Esterzili, con i loro 1.500 ettari e più che attendono l'acqua, dove nessun progetto di riforma agro-pastorale si realizza, che cosa andremo a dire? "Lasciate le vostre case abbandonate, venite giù a Cagliari". A fare che cosa? Perché neanche questo si saprà dire. Ma si realizzano altre opere che non so fino a che punto siano produttive. Si risparmiano cinque minuti nel trenino che va da Sassari a Sorso. Ebbene, che cosa produrrà questo di interessante? Come lo sviluppo si avvantaggerà di tutto questo? E il parco tecnologico: ma veramente noi siamo in grado di fare ricerca e sperimentazione a tale livello da poter introdurre sul mercato prodotti nuovi, tecnologicamente avanzati? Che cosa ha prodotto, quanto abbiamo speso finora in questo settore? Perché si dovrebbe pure ad un certo punto fare un conto dei costi e dei benefici. Nessuno ci ha dato questi conti, si continua a spendere per attrezzare ettari ed ettari di territorio, 300 mila metri cubi da costruire, strade da 10 metri 14 chilometri, da 8 metri 12 chilometri, parcheggi per 800 autovetture e via dicendo. Ma veramente quale ricchezza, quale lavoro darà ai sardi tutto questo? Noi aspettiamo che ci si diano risposte perché giudichiamo questo documento non idoneo allo sviluppo della Sardegna e naturalmente decideremo conseguentemente nel voto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Pili. Ne ha facoltà.

PILI (P.S.I.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, le nuove proposte presentate dalla Giunta modificano, in maniera rilevante, quella parte che più mi ha interessato nell'intervento della discussione generale, cioè gli schemi idrici. Sono ancora convinto che un programma di questa portata avrebbe richiesto da parte della Giunta scelte politiche più decise su grandi schemi e proprio per questo motivo, assieme ad altri colleghi, abbiamo presentato un emendamento che tendeva a ripristinare una decisione della Giunta contenuta nel piano acque sul grande schema del Rio Picocca, che è uno schema rilevante dal punto di vista dell'apporto idrico, 300 milioni di metri cubi d'acqua, è rilevante anche sotto l'aspetto finanziario e come tale andava affrontato sia pure con lotti funzionali come veniva proposto. Questo non è stato fatto, avevo suggerito e ripropongo all'attenzione della Giunta il discorso del grande schema del Tirso. Nessuno, soprattutto qua dentro, può ignorare che la diga del Tirso sta per essere ultimata. Nel giro di un anno e mezzo, la diga del Tirso sarà ultimata e cominceranno gli invasi provvisori. Si tratta di un invaso tra i più grandi d'Europa, invaserà 800 milioni di metri cubi d'acqua, cioè il 70 per cento del nostro deficit idrico regionale, e non si sta ancora seriamente pensando alla rete di adduzione per utilizzare quest'acqua, facendo l'errore che anche l'onorevole Ortu poco fa richiamava, cioè di fare talvolta le reti idriche senza avere gli invasi, talaltra gli invasi senza avere le reti per utilizzare l'acqua. Questi sono problemi fondamentali. Va, una volta per tutte, affrontato anche lo schema del Temo. Però, quello che è lo schema più deficitario del bacino idrografico unico regionale, il bacino del Sulcis e dell'Iglesiente, non è stato interessato da questo programma. Nel pour parler fra colleghi e anche con la Giunta, avevo suggerito un qualcosa che è stato accolto solo parzialmente; se non si procede con lo schema del Picocca in questa fase, si può comunque alleggerire i prelievi dal sistema Flumendosa, facendo la diga di Monte Nieddu e risanando il bacino del Cixerri, per utilizzare un'opera esistente, collaudata con un invaso pieno che è la diga Genna e s'abis sul basso Cixerri, che però è una diga con una qualità d'acqua pessima, in quanto riceve gli scarichi di Iglesias, Villamassargia, Musei, Domusnovas e Siliqua che non hanno impianti di depurazione. E' stata costruita quest'opera che invasa 25 milioni di metri cubi d'acqua, che ha un deflusso di 100 milioni di metri cubi d'acqua, quindi almeno 75 milioni da utilizzare nell'arco di un anno, ma che non può essere utilizzata. L'abbiamo utilizzata in un momento di emergenza idrica importando permanganato a tonnellate per poterla depurare. Noi non possiamo assistere passivamente a questo; il bacino dell'Iglesiente e del Sulcis è il bacino, in tutto il sistema idrografico regionale, maggiormente deficitario. La Giunta ha accolto solo una parte, questa della diga del Monti Nieddu, una scelta che per altro era sia definita prioritaria già da diversi anni - c'è un progetto esecutivo pronto e cantierabile - per cui tutti siamo d'accordo su questa scelta, però poi non ha fatto l'intervento peraltro di minor costo dal punto di vista finanziario, perché credo che occorreranno 20-25 miliardi da aggiungere agli altri 8 già finanziati dalla Giunta Floris con la legge numero 183, per fare gli impianti di depurazione e risanare questo bacino. Io credo che la Giunta possa fare uno sforzo in questo programma se è ancora possibile, e se no io chiedo che l'assessore Barranu dichiari in quest'Aula l'impegno solenne della Giunta a finanziare nella prossima manovra di bilancio, in qualsiasi forma, il risanamento di questo bacino perché non è pensabile che un'opera di questo genere non venga utilizzata per questi motivi; è come tenere capitali fermi.

Quindi il mio voto che, come avevo annunciato, sarebbe stato contrario, se non si fosse posto rimedio a tutte queste cose, può ora trasformarsi in astensione e può diventare un voto a favore soltanto se c'è l'impegno di intervenire sul bacino maggiormente deficitario, che è quello che ho suggerito. Resta un problema che ho cercato di segnalare e di porre all'attenzione della Giunta, ma mi pare che l'assessore Barranu lo abbia ripreso soltanto con un riferimento. Si tratta del problema del finanziamento delle grandi opere pubbliche. La Giunta prima o poi dovrà dirci qualche cosa, perché a malapena adesso riusciamo a finanziare Monte Nieddu e qualche schema idrico della Sardegna centrale e del Nord Sardegna, tutti giustissimi, però non riusciremo a fare quei grandi schemi se qui non ci poniamo il problema di come reperire le risorse finanziarie per realizzarli. La Giunta una proposta la dovrà fare e io chiedo che si impegni a presentarla al Consiglio nei tempi più rapidi possibili, anche, se vuole, prendendo a riferimento le proposte, già avanzate tre anni fa dalla Giunta Floris, sul reperimento di 3.000 miliardi sul mercato internazionale attraverso la B.E.I., il F.I.O., la C.E.E., la Cassa depositi e prestiti e così via, perché ormai rimane l'unico modo per poter risolvere questi grandi problemi. Se ci sarà da parte della Giunta questo impegno, anziché dare un voto contrario, o astenermi, voterò a favore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

BARRANU, Assessore della programmazione bilancio, credito e assetto del territorio. Io posso illustrare il senso dell'emendamento anche perché alcuni consiglieri hanno chiesto una spiegazione delle cifre che, in effetti, possono non essere chiaramente leggibili. La posizione della Giunta, espressa ieri in Aula e riconfermata nell'incontro informale che si è tenuto con la seconda Commissione, anche con la presenza dei Presidenti di vari Gruppi consiliari, è quella di mantenere intatta l'impalcatura del programma, cioè quattro assi, sei sottoassi e misure molto selettive, di mantenere gli interventi all'interno degli assi già definiti senza aggiungerne degli altri, e quindi di valutare interventi aggiuntivi o sostitutivi che comunque rientrino sempre negli assi e sottoassi già definiti. Un programma cioè che non prevede ad esempio finanziamenti diretti a comuni, che non prevede interventi per opere pubbliche pure rilevanti, ma che non rientrino nella scelta generale, che la Giunta regionale ha inteso proporre al Consiglio, di utilizzare il programma per quei grandi interventi nel settore energetico nelle grandi infrastrutture, cioè quelle dei trasporti e quelle idriche, nel settore dell'innovazione e dell'ambiente che di per sé non sono rivendicazioni di singoli soggetti, ma rispondono a esigenze strategiche di valenza generale, contenute nel piano di sviluppo regionale. Cioè questo programma è la proiezione di una parte rilevante, direi della parte strategica del piano di sviluppo regionale, è una parte evidentemente perché ci sono tutti gli altri interventi che debbono essere portati avanti, dal programma di sviluppo regionale, dall'utilizzo dei fondi dell'articolo 13, dalla riprogrammazione delle risorse. Detto questo, non dichiarandosi la Giunta disponibile ad accettare inserimenti pur rilevanti - perché ci sono richieste rilevanti di ciascuna singola realtà, provincia o comune, ma che non rientrano in questi criteri di carattere generale - ha dichiarato però la sua disponibilità, l'ha confermata, ed è contenuta qui dentro, a recepire suggerimenti che consentono di proiettare comunque, in aree territoriali diffuse sul territorio regionale, scelte strategiche di ordine generale, perché non è giusto che i progetti strategici, che certo hanno valenza regionale, si localizzino però soltanto in due o tre aree fondamentali della Sardegna. Si è cercato, dunque, di tener conto anche di altre esigenze di carattere strategico che comunque consentano una diffusione più equilibrata sul territorio regionale.

Su questa base sono state introdotte le modifiche. La prima è quella che avevo già annunciato in Aula; di fronte alla divergenza di valutazione tecnica sui costi e benefici tra la prima proposta della stessa Giunta che riprendeva la prima priorità del piano delle acque, la diga del Rio Picocca, e la proposta sostitutiva, che però non è contenuta nel piano delle acque, la Giunta propone di inserire per la stessa area la seconda priorità del piano delle acque che è la diga di Monte Nieddu, in modo tale da non creare il precedente - questo ho chiarito anche ieri e ripeto qui - di inserire un intervento, seppure a parere della Giunta tecnicamente supportato, che necessita di un approfondimento che in questa sede non può essere fatto, che però non è contenuto nel piano delle acque deliberato dalla Giunta regionale.

Quindi si propone questo intervento che tra l'altro ha tutte le autorizzazioni già definite e quindi consente di intervenire nell'invasamento della risorsa idrica per la Sardegna meridionale. Contemporaneamente vengono proposti schemi idrici, tutti contenuti nel piano delle acque, nell'ottica che dicevo prima di una distribuzione territoriale, quindi tutti interventi contenuti nel piano acque e che rientrano negli assi prioritari determinati dalla Giunta ma equamente distribuiti anche dal punto di vista dell'impatto finanziario su scala regionale. Gli schemi idrici quindi sono quattro: quello del Nord Sardegna che praticamente completa gli schemi di approvvigionamento idrico del Nord Sardegna dall'area di Alghero fino ad Arzachena, S. Teresa, lo schema idrico della Sardegna centrale fino alla Gallura, cioè Govossai, Goceano - e in questo senso va corretta la seconda tabella, lo dirò in sede di coordinamento - Baronia, Gallura, fino a San Teodoro, lo schema idrico del Tirso, Flumineddu, che riguarda l'asse dell'Oristanese, e Marmilla, lo schema idrico oltre Monte Nieddu della litoranea di Cagliari, Quartu, Sinnai, Capitana che credo - non c'è qui l'Assessore ai lavori pubblici - che si rifaccia allo schema idrico del Rio Corongiu. In questo modo sono stati inseriti schemi idrici tutti previsti nel piano delle acque, con opere già progettate e con una distribuzione territoriale. A questo riguardo ritengo di poter dire all'onorevole Pili che ovviamente nei programmi successivi, o nei programmi di spesa della manovra di bilancio e in quelli di riprogrammazione delle risorse, verrà ancora affrontato il discorso dell'utilizzo ottimale delle acque, in particolare per gli interventi del Cixerri, ma ritengo anche con gli interventi successivi che dovranno essere finanziati dallo Stato, per quanto riguarda tutte le opere di adduzione per l'utilizzo delle acque invasate dalla diga del Tirso, e dovrà pure essere ripreso il discorso del progetto strategico poi cancellato dal defunto Ministro del tesoro De Carli. Sono tutte questioni sulle quali la Giunta non può che assumere un impegno concreto, nel senso che rientrano in un discorso organico per affrontare il problema dell'approvvigionamento idrico e della distribuzione in Sardegna. Del resto - non ricordo chi lo ha accennato ieri - ricordo perfettamente che quando si affrontò la questione della progettazione degli schemi idrici, negli anni '80, la scelta, non della Giunta regionale in carica di allora, ma del Consiglio regionale, che era rappresentato nel Comitato delle Regioni meridionali, fu quella di privilegiare il finanziamento di tutte le progettazioni degli schemi idrici proprio per cercare di superare la divaricazione che si era realizzata concretamente in Sardegna, che ha portato determinate aree ad avere reti di adduzione sovradimensionate o non alimentate da invasi e altre aree, invece, dove si è realizzato esattamente il contrario: sovrabbondanza di invasi e scarse reti di adduzione. Fondamentalmente abbiamo proposto una modifica e un incremento negli schemi idrici, e un incremento nella rete stradale, recependo le indicazioni di priorità che sono emerse ieri nella discussione in Consiglio regionale, e che sono state riproposte nella riunione informale che è stata fatta ieri notte.

Per quanto riguarda la rete stradale, si tratta di interventi relativi a tratte di rilevante importanza, come l'Alghero-Sassari e la Sassari-Olbia o di grande rilievo per il collegamento tra zone interne, mi riferisco all'Abbasanta-Olbia, inserite come incremento alle misure già previste ma sempre nell'ambito della rete trasporti. Noi abbiamo previsto nel primo triennio un incremento globale di 40 miliardi per le strade, nel secondo triennio 46 miliardi sempre per quanto riguarda la rete stradale e queste risorse sono ottenute con una diminuzione corrispondente di 80 miliardi, non dai settori produttivi, 60 nei sei anni dal parco tecnologico che è infrastrutture.

COGODI (Rinascita e Sardismo). E' ricerca.

BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. No, non è ricerca, è solo parco tecnologico, strutture, non si prevedono qui finanziamenti per la ricerca.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Ma la struttura sarà funzionale alla ricerca.

BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Va bene, certo, ma la coperta quella è e quindi non è che si possono togliere da altre parti. Si sono tolti 60 miliardi da strutture e 20 miliardi, è vero, dal finanziamento di tre leggi di incentivazione.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Dalla ricerca e dall'incentivazione.

BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio credito e assetto del territorio. Tu hai detto tutti dall'incentivazione. No, sono 20 miliardi su 80. Il totale dei finanziamenti per l'incentivazione invece di essere di 981 miliardi, sarà di 961 miliardi. E la cifra di gran lunga superiore, anche se la leggiamo dal punto di vista degli investimenti che vengono mobilitati. Ho già detto ieri che la metà dei finanziamenti sono per infrastrutture, ricomprendendo anche il parco tecnologico e l'ambiente fra le infrastrutture, e l'altra metà sono per incentivi industriali.

PRESIDENTE. Onorevole Barranu, la prego di concludere.

BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sto chiudendo. Per quanto riguarda gli schemi idrici tutte le manovre sono interne agli schemi idrici stessi.

Nella seconda tabella proposta dalla Giunta, vedete la voce: riassetto funzionale sistema Flumendosa. 180 miliardi erano previsti nel secondo triennio dei programmi multi regionali, di questi 180 ne vengono lasciati 70 per la diga di Monte Nieddu, gli altri vengono ridistribuiti tra gli altri schemi idrici: Nord Sardegna, Siniscola, Govossai-Goceano e lo schema del Tirso-Oristano. Quindi per quanto riguarda gli schemi idrici, il saldo è interno, è una redistribuzione di risorse all'interno degli schemi idrici, mentre per quanto riguarda la rete stradale, poiché non si toccano i finanziamenti previsti né per la dorsale, né per la 125, perché si tratta di progetti esecutivi e non si può toccare una lira, si è fatta quell'operazione.

L'ultima cosa che voglio sottolineare è che in questo modo mi pare che si sia mantenuta intatta l'impalcatura fondamentale del programma e si sia giustamente recepito il senso della discussione che si è avuta in Consiglio regionale. Come ultimo chiarimento voglio dire al collega Cogodi che i progetti della 125 sono quattro e riguardano tutta la 125, uno è già finanziato, l'unico finanziato dall'ANAS, ed è quello che riguarda purtroppo la zona di San Priamo-Muravera. Gli altri tre progetti sono quelli che devono essere finanziati e che sono inseriti qui. In questo modo si completa tutta la progettazione delle modifiche fondamentali alla 125, che erano state progettate peraltro da lungo tempo coinvolgendo anche i paesi vicini.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Demontis. Ne ha facoltà.

DEMONTIS (P.S.d'Az.). Signor Presidente, molto brevemente, vorrei innanzitutto dire che il nostro emendamento non verrà ritirato. Vorrei fare inoltre alcune considerazioni sul modo in cui si sono svolti i lavori dal giorno 7 fino ad oggi. Abbiamo creduto che questo programma veramente contenesse gli interventi prioritari per dotare la Sardegna di queste strutture così importanti e abbiamo pensato, per come si sono svolti i lavori, che veramente fosse stato fatto uno studio, anche se celermente, comunque appropriato per gli interessi dei sardi, pensando anche che gli interventi sul basso Flumendosa si potessero realizzare immediatamente. Invece le cose non stanno veramente così, perché anche sulla base dell'emendamento proposto dal Gruppo socialista, che indicava come opere da realizzare prioritariamente gli interventi sul rio Picocca, ci siamo permessi…

PRESIDENTE. Onorevole Demontis, non siamo agli emendamenti numero 1 e numero 2, siamo agli emendamenti numero 3 e 4, il programma operativo FERS. Scusi, ma lei sta parlando su altro.

DEMONTIS (P.S.d'Az.). Ero convinto che fosse così. Mi avvio a concludere.

Voglio solo dire alcune cose, molto brevemente; perché non mi sembra giusta la nuova proposta, che è quella di spostare l'intervento dal Sarrabus-Gerrei al Sulcis, con motivazioni che per me non sono valide, e mi scuserà l'Assessore, perché non è vero che esistono tutte le autorizzazioni per l'intervento sul Monte Nieddu. Pare che esista ben poco, addirittura non è stato fatto nemmeno un minimo studio di impatto ambientale, contrariamente quanto è stato fatto per il Picocca, per cui c'è un progetto pronto ad essere appaltato da domani. Io non riesco a capire veramente quali sono i criteri seguiti da questa Giunta per individuare le opere e indicare la priorità.

Una segnalazione invece a favore, lo ripeto, delle opere sul Flumendosa perché le amministrazioni regionali le hanno promesse centinaia di volte, e le popolazioni che soffrono per i disagi procurati dai grossi bacini del Flumendosa e del Mulargia, per fornire acqua all'intera Sardegna, ancora continuano a soffrire la sete e a non avere le strutture che altri invece, forse in maniera anche spregiudicata, riescono a ottenere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Antonio Satta. Ne ha facoltà.

SATTA ANTONIO (D.C.). Presidente, onorevoli colleghi, per quanto riguarda l'emendamento numero 3 proposto dalla Giunta, chiedo agli onorevoli Assessori, siccome è stato introdotto il completamento dello schema idrico del Govossai, che questo schema idrico possa essere spinto fino all'intero Goceano. Perché è vero che, secondo quello che è stato detto, il Goceano non rientra nel piano acque perché era stata prevista un serie di dighe; c'era la contrapposizione tra la diga di Sa terra mala e la diga di Sa Contra Ruja. Nel momento in cui c'è la scelta di carattere tecnico-operativo di non portare avanti le dighe, è evidente che il piano acque proposto, che non è certamente un vangelo, un testo intoccabile, debba essere esteso necessariamente anche all'intero Goceano. Questo credo che sia nelle cose anche se poi lo schema idrico dovrebbe anche collegarsi con il nuovo invaso sul rio Mannu di Pattada. Per il resto, sull'emendamento numero 3, concordo con la proposta del Giunta, con questo chiarimento che vorrei che l'Assessore facesse. E' evidente che andrebbe nel secondo triennio perché non esistono in questo caso i cosiddetti progetti cantierabili.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 4, noi abbiamo inteso proporre questo emendamento per riproporre all'attenzione del Consiglio regionale un'autentica emergenza dell'intera Sardegna, con risvolti oltre questa isola. Da molti anni si parla dell'esigenza fondamentale di dotare Olbia di un ospedale che tale si possa chiamare. Attualmente Olbia, che serve un territorio piuttosto vasto, e che ha un impegno nei confronti di un'utenza enorme in molti periodi dell'anno, valutabile intorno alle cinquecentomila unità, oggi è provvisto di un quasi poliambulatorio, per il quale è previsto un ampliamento, che non si sa quando avverrà, sui fondi per l'edilizia sanitaria, che renderebbe i servizi appena usufruibili. Oggi questa struttura si regge solo per l'impegno costante del personale medico e paramedico.

C'è una deliberazione della Giunta regionale dell'89, che sancisce l'esigenza prioritaria di dotare Olbia di un nuovo ospedale. Si rimanda sempre ai piani di edilizia ospedaliera. Oggi c'è questa emergenza e noi la riportiamo all'attenzione del Consiglio, certo rendendoci conto che togliere fondi agli incentivi per le iniziative industriali-turistiche è un fatto che preoccupa. Bisogna dire comunque che i fondi strutturali hanno a loro fondamento il fatto che occorre eliminare le cause di arretramento che impediscono uno sviluppo ordinato dei territori della Sardegna. Per questo, Assessore, io credo che questo emendamento vada recepito. Non è un discorso di natura territoriale, ma è un discorso di carattere generale trattandosi di una emergenza autentica che deve avere risposte in tempi brevi. Esiste il progetto esecutivo, si tratta soltanto di aggiornare i prezzi; esiste la disponibilità dell'area ceduta gratuitamente all'Unità sanitaria locale. Quindi ci sono tutti i presupposti perché questo progetto possa in tempi brevi decollare, soprattutto dopo il fallimento almeno momentaneo dell'iniziativa privata che non intende a quanto pare, riprendere i lavori per la costruzione dell'ospedale di cui si era parlato negli anni passati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Leonardo Ladu. Ne ha facoltà.

LADU LEONARDO (P.D.S.). Sull'emendamento numero 4 che, con alcuni colleghi di tutti i Gruppi, abbiamo voluto presentare, assolutamente convinti che nel merito questo Consiglio ritiene questa scelta, la realizzazione del nuovo ospedale di Olbia, assolutamente convincente e necessaria. Di questo siamo convinti. Naturalmente siamo anche rispettosi di preoccupazioni e osservazioni che nel merito svolgono alcuni colleghi. Ma nella nostra riflessione, nella nostra proposta, intendiamo rimuoverle svolgendo alcune considerazioni che vorremmo che il Consiglio stesso e la Giunta considerassero attentamente. Non può essere questa richiesta considerata una richiesta di tipo localistico. Stiamo facendo, e ne siamo convinti, un programma che ha il segno e il carattere delle scelte strategiche. Abbiamo verificato nel dibattito in Consiglio che queste scelte sono coerenti con quelle decise e assunte allorché abbiamo approvato il programma triennale, che insieme alla politica che interessa il territorio per le aree programma propone però un impegno di risorse in direzione dell'attuazione dei progetti strategici. Noi non vogliamo in alcun modo stravolgere questa impostazione, né questo emendamento può essere letto e interpretato in questo modo, però un'osservazione e una lettura attenta delle ricadute sul territorio, in termini di investimento, della proposta originaria di programma sugli obiettivi strategici, oggi parzialmente corretta dalla Giunta, evidenzia un aspetto in parte già corretto e rimosso: un'intera area programma, non una zona, non una città - questo non avrebbe grande importanza - una intera area programma nella proposta originaria è esclusa dagli interventi. E' inimmaginabile e impensabile che non vi sia una opportunità di investimento in ogni area programma, finalizzata a realizzare infrastrutture e servizi primari di valenza regionale, non localistica. Questa è la prima ragione per cui parliamo dell'area programma di Olbia. Ripeto, la Giunta corregge l'impostazione con qualche emendamento che riguarda la viabilità, le indicazioni sono estremamente coerenti, in particolare per quel che riguarda la Sassari-Olbia, perché vanno in direzione dell'attuazione di una infrastruttura di primaria importanza in Sardegna per la viabilità commerciale, e non solo commerciale (è forse la strada più importante dopo la "131"), ma nel contempo pensiamo che occorre rafforzare in direzione di investimenti estremamente selezionati in quest'area con una logica e un interesse regionale e per questo abbiamo proposto la realizzazione di un nuovo ospedale a Olbia. Vi è quindi una valutazione riferita alla logica e all'impostazione della programmazione regionale, perché non vogliamo sfuggire a questa logica, non vogliamo entrare nella logica della sollecitazione particolaristica, perché sicuramente anche altri territori hanno proposte ed esigenze di pari o forse più grande rilevanza. Questo non lo nascondiamo in alcun modo, ma la programmazione ha una impostazione unitaria e va attuata appieno, secondo la logica dell'impostazione che si è data in Consiglio. Quindi vi è un'esigenza di risposta nella programmazione anche in direzione delle aree programma, ed è questo l'aspetto preminente mentre parliamo dell'ospedale di Olbia, perché in quell'area riteniamo che questa sia una delle scelte fondamentali con valenza però anche di interesse più generale.

Mi sembra poi di poter aggiungere a questa considerazione, che è la principale, considerazioni riferite all'opportunità di questa scelta, perché a nessuno può sfuggire che vi sono ragioni di emergenza in una zona di alta intensità di sviluppo ma anche di altissima presenza demografica, soprattutto in alcuni periodi stagionali, in funzione di attività economiche primarie e fondamentali per la Sardegna, che richiedono che vi facciamo fronte con servizi qualificati e adeguati. Quindi vi è una emergenza che non può essere in alcun modo sottovalutata e non considerata. Certo non possiamo in questa sede, perché questo Consiglio regionale e tutte le maggioranze hanno responsabilità, non sottolineare come anche rispetto a questa scelta, in ambito locale, ad Olbia, si siano fatte scelte sbagliate di impostazione di programma anche nella politica sanitaria. Qualche anno fa non solo noi non eravamo convinti, ma abbiamo contrastato la linea che il sindaco la sua maggioranza e forse un po' tutti hanno perseguito della sanità privata: ricorderete sicuramente Don Verzé, il San Raffaele e così via dicendo. Quella scelta si è dimostrata inconcludente e non ha portato risultati, però sicuramente vi è necessità che la Regione a questo punto, anche rispetto a questa carenza di ordine politico, a questa valutazione inadeguata, si dia una risposta estremamente qualificata.

Queste sono quindi le ragioni per cui, già nel dibattito, il nostro Gruppo e altri hanno posto questo problema fondamentale che può essere realisticamente e seriamente affrontato da tutto il Consiglio nell'approvazione di questo programma. Con questo emendamento vogliamo rafforzare questa sollecitazione.

Per queste ragioni, invitiamo il Consiglio e la Giunta ad una valutazione obiettiva e a considerare appunto l'importanza e il significato della proposta che formalizziamo perché, ripeto, e concludo, non è in alcun modo una scelta localistica, ma risponde a esigenze di impostazione di programmazione corretta e affronta uno dei nodi cruciali della vita sociale della nostra terra e della nostra Sardegna

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti numero 3 e 4, ha facoltà di parlare l'onorevole Onida, relatore.

ONIDA (D.C.), relatore. Il relatore concorda sull'emendamento della Giunta. Per quanto attiene invece all'emendamento proposto dai colleghi Satta, Ladu e più, recuperando l'esigenza che è emersa nel dibattito in Consiglio ieri e poi ancora nell'incontro informale, che durante la notte abbiamo continuato, su questo piano e su questo programma, noi riteniamo che non essendo il piano sui fondi culturali l'unico piano che finanzia obiettivi di rilievo per la Sardegna, possa essere trovata un'altra strada, un'altra fonte finanziaria e su questo possiamo assumere un impegno per dare una risposta seria ad una domanda che è sembrata seria al Consiglio e alla Commissione.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento numero 4, ha facoltà di parlare l'Assessore alla programmazione, bilancio e assetto del territorio.

BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Voglio fare una precisazione. Come avevo già detto, nella seconda tabella dell'emendamento numero 3 si deve intendere schema Govossai-Goceano. Per quanto riguarda l'emendamento numero 4, la Giunta condivide, e ha avuto modo anche di parlarne ieri nella riunione informale della Commissione, il senso e le argomentazioni che sono state addotte per la proposta in questione, cioè quella di realizzare una struttura pubblica in un centro di grande rilievo come la città di Olbia. Del resto sono stati ripresi anche stamane i termini del problema, sia dai presentatori dell'emendamento sia da altri colleghi del Consiglio, soprattutto in relazione al fatto che è venuta meno l'aspettativa che si era creata, per la verità non in tutti, sull'apertura di una struttura privata.

Io facevo parte allora, con un altro incarico, della Giunta regionale. Devo dire che personalmente avevo parecchie perplessità sulla scelta che però alla fine si era condivisa di puntare su una struttura privata di grande qualificazione che però, per varie ragioni, non è decollata. Questo ha reso ancora più urgente l'esigenza di affrontare, non solo per una città, ma per un'area di grande rilievo come la Gallura, la questione della dotazione di una struttura ospedaliera che sia degna di questo nome. E' giusto quindi che il problema sia affrontato con l'urgenza dovuta, anche tenendo presente che si tratta di un intervento di significato più ampio, che va al di là di una semplice area programma e che quindi si possano individuare altri strumenti di carattere finanziario, a cominciare dalla stessa legge finanziaria che per operazioni di questo genere è stata utilizzata anche altre volte. Laddove si tratta non di interventi di poco conto ma di interventi di portata più ampia, credo che possa essere individuato un altro strumento per affrontare un problema il cui rilievo è condiviso pienamente dalla Giunta regionale. La Giunta condivide il parere del Presidente della seconda Commissione, che si debba mantenere l'impalcatura del programma già definita con gli assi prioritari già individuati, senza introdurne di ulteriori e senza modificare l'impostazione di fondo del programma. Quindi riteniamo che questo emendamento non debba essere accolto, ma che se ne possano accogliere lo spirito, il contenuto e l'indicazione politico-programmatica, individuando appunto un altro strumento. Con questo impegno che io posso assumere anche a nome del Presidente della Giunta, col quale ho parlato e discusso dell'emendamento in questione, io invito i presentatori a ritirarlo e dichiaro di accoglierlo come raccomandazione per la Giunta stessa perché possa affrontare il problema con gli strumenti più appropriati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Murgia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MURGIA (Rinascita e Sardismo). Signor Presidente, per annunciare, visto il decadimento tra il dibattito sviluppatosi ieri e le conclusioni e le modifiche che sono state apportate oggi, il nostro deciso voto contrario a questi provvedimenti, perché rimanga agli atti e nessuno tenti di attribuirne paternità e responsabilità anche al Gruppo Rinascita e Sardismo, che attraverso il proprio rappresentante non è stato presente nella fase in cui si è attivato questo mercato, a cui impropriamente dall'Assessore si è cercato di dare dignità, definendo l'incontro, non so bene fra quali esponenti e in qual sede, una riunione informale della seconda Commissione. Smentisco nella maniera più categorica che la seconda Commissione ieri si sia riunita si pure informalmente. Se si vuol recuperare dignità al mercanteggiamento che è avvenuto e i cui nefasti risultati si sono visti si cerchino altre sedi e altre motivazioni. Il dibattito ha espresso chiaramente ieri quali sono le posizioni dei vari Gruppi e in particolare del nostro Gruppo, posizioni che confermo oggi, ancora più convinto, annunciando, il passaggio da un'astensione, sia pure perplessa, con tutte le osservazioni che sono state fatte ieri, ad un voto decisamente contrario. Votiamo contro l'emendamento numero 4, nonostante i tentativi, con tutto il rispetto per i colleghi, abbastanza ingenui, di estrapolarlo dalla logica geopolitica che si è ancora più accentuata nello sconvolgimento di fatto anche della filosofia e di qualche principio che era stato introdotto. Con l'emendamento numero 4 si vuole l'uovo e la gallina, da parte di alcuni colleghi e di settori del Consiglio che, guarda caso, si rifanno a precise zone geografiche; si vuole la botte piena e la moglie ubriaca e, soprattutto, si tenta, direi in termini patetici, di convincersi e tentare di convincere gli altri della bontà di queste tabelle che, ancora oggi e soprattutto oggi, si sono confermate completamente al di sotto di qualsiasi criterio di scelta che risponda a esigenze di opzioni sul piano strategico che siano serie e che diano prospettive, pur trattandosi di provvedimenti parziali. Si prenda atto che il nostro voto è decisamente contrario e, tengo a precisare ancora che in nessuna sede il Gruppo Rinascita e Sardismo ha partecipato a logiche spartitorie, né tanto meno a queste logiche parteciperemo nell'immediato futuro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Meloni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MELONI (P.S.d'Az.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio è un breve intervento per annunciare il mio personale voto contrario al programma che viene oggi sottoposto all'Assemblea. Voto contrario per diversi motivi: primo, per il modo in cui si è giunti alla formulazione definitiva di questo programma, che ritengo assolutamente irrispettoso del ruolo e della dignità dei singoli consiglieri. Io personalmente non avevo finito di leggere il programma di cento e più pagine, di sentire la discussione che, stamattina, mi sono ritrovato per gli accordi - come è stato detto - raggiunti nel corso della notte tra componenti della maggioranza e componenti della Commissione con una proposta che, in gran parte, stravolge il programma stesso e quello che era stato il frutto di mesi - a quanto si dice - di lavoro, sottoposto all'esame anche del Governo, secondo quanto riferito dall'assessore Barranu, e approvato nella sua gran parte. Sono state stravolte delle logiche in un modo che assolutamente non è stato spiegato in modo chiaro e accettabile al Consiglio regionale. Una delle cose più evidenti è, per esempio, il fatto che il programma presente sino a ieri, del quale si chiedeva l'approvazione immediata perché doveva partire per Roma immancabilmente due giorni fa, prevedeva come priorità nella realizzazione degli schemi idrici una certa diga e oggi quella diga è scomparsa completamente, non si realizza più. Cioè c'è una Giunta che sostiene all'interno del Consiglio delle priorità, che fa una battaglia per esse sostenendole tecnicamente e politicamente, e che nel corso della notte, da un giorno all'altro, si rimangia tutto quello che ha detto, tutto quello che ha sostenuto, per cui un'opera pubblica che era definita prioritaria sino a ieri non si fa più. Questo è il sistema, e si vuol fare credere che verrà finanziata tutta un'altra serie di opere previste nel piano delle acque. La realtà è che, per come viene riproposto il piano, nessuna di quelle opere verrà realizzata. Al di là del gioco di parole che si vuol far credere comprenda la realizzazione di taluni progetti, quando si va a dire che per Govossai si intende il bacino Govossai-Goceano, la realtà è che oggi stiamo dicendo cose delle quali non siamo convinti e che non è serio dire.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SERRENTI

(Segue MELONI.) Per esempio oggi stiamo prendendo atto che la famosa diga del Goceano, la famosa diga di Sa Contra Ruja non verrà realizzata, perché è irrealizzabile. E allora, quegli Assessori che sono andati a dire, non più di qualche anno fa, che si sarebbero persino dimessi se quell'opera non avesse avuto inizio entro un certo periodo, e quegli altri colleghi della mia provincia, che hanno ripetutamente assicurato a quelle popolazioni che Sa diga de Sa Contra Ruja era ormai in via di appalto e di realizzazione, devono avere anche il coraggio di dire oggi, di fronte all'opinione pubblica, di fronte a quelle popolazioni che quell'opera viene definitivamente cancellata dalla realizzazione e persino dell'ipotesi di una successiva introduzione nel piano delle acque. Bisogna avere il coraggio di dirle queste cose. Non si può continuare a fare demagogia e a prendere in giro la gente. Questo è quello che stiamo facendo; prendiamone atto, prendetene atto.

L'ultima osservazione riguarda il problema dell'ospedale di Olbia. Mi sembrava poco fa, durante l'intervento del collega Ladu, di sentire il sindaco di Olbia con gli occhiali e la barba. Mi sembrava il sindaco Scano con gli occhiali e la barba. Sarà, evidentemente, il frutto di questo governissimo che vede insieme, inspiegabilmente, due forze che non possono andare insieme, che stanno preparandosi a dividersi e che però dicono il contrario. Questa Assemblea ha a lungo dibattuto il problema dell'apertura del San Raffaele a Olbia. Siamo stati coinvolti tutti circa l'utilità e la necessità di consentire la realizzazione di quell'ospedale, le opere sono decollate. E' stata persino spianata l'area, è stata distrutta una collina per realizzare il San Raffaele e oggi ci si viene a dire, sotto banco, per sentito dire che quel famoso ospedale non verrà più realizzato. Viene davvero il dubbio che la realizzazione di quell'ospedale fosse collegata alla realizzazione di talune imprese turistiche, tipo Costa Turchese o Sa Contra Ruja o Razza de Juncu e che il venir meno della realizzazione di talune opere turistiche, chiamiamole tali, per non dare loro altro nome, ha fatto venire meno anche la necessità di realizzare l'ospedale. Ma è possibile che noi, che abbiamo fatto certe scelte sulla spinta di un'intera popolazione, di un intero Consiglio comunale - dal P.D.S. al Movimento Sociale, tutti sono venuti insieme a portare la richiesta di Olbia perché venisse consentito di realizzare il San Raffaele - oggi non chiediamo di accertare prima di ogni altra cosa il motivo e non andiamo a renderci conto noi stessi del perché oggi il San Raffaele non si realizza, del perché non si è realizzato, del perché allora si è fatta quella scelta sapendo che si metteva da parte la realizzazione dell'ospedale pubblico. Noi non possiamo oggi non valutare queste cose, non discuterle, non approfondirle, non indagare su che cosa c'era dietro quell'operazione, e prendere solo atto che non si farà più. Io credo che di questo dobbiamo discutere e dobbiamo discutere a lungo, prima di andare a fare proposte o approvare delle cose che stravolgono scelte precedenti che avevano altre motivazioni, di fronte a questa poca chiarezza, di fronte a questo capovolgimento di situazioni, a questo che mi fa pensare al gioco delle carte che oggi ci sono e domani no, perché tale si sta dimostrando questo programma.

Ci sarebbe molto da dire sulla strada di Alghero, perché a questo punto voglio capire veramente se si realizzerà, perché l'introduzione del progetto del finanziamento delle strade di Alghero...

(Interruzioni)

A me questo fa veramente pensare che un'opera che invece era già avviata, corre il rischio di non realizzarsi e comunque di non arrivare a compimento prima del Duemila. Quindi il mio voto è contrario.

Su tutti questi argomenti, almeno per quanto mi riguarda, solleciterò nuovi interventi e nuove discussioni perché veramente non si può procedere più in questo modo.

PRESIDENTE. Ha domandato di palare l'onorevole Dadea per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DADEA (P.D.S.). Signor Presidente, colleghi consiglieri, io non capisco perché si meni tanto scandalo riguardo al fatto, che mi sembra assolutamente normale e fisiologico, che sulla base di una discussione e di un confronto quanto mai interessante e importante e quanto mai fecondo, la Giunta regionale e la maggioranza abbiano pensato di trarre delle conclusioni dalle indicazioni che sono emerse. Sarebbe stato semmai motivo di scandalo se il dibattito, che si è sviluppato nella giornata di ieri, non si fosse in qualche modo concluso anche con delle indicazioni concrete e con l'accoglimento delle indicazioni più positive che quel dibattito e quel confronto hanno fatto emergere. Così come non capisco per quale motivo si debba pensare allo scandalo se la Commissione competente ha organizzato una riunione informale. Si era pensato di convocare la Commissione formalmente, ma c'è stato un disguido di carattere tecnico e questo era a conoscenza di tutti i Gruppi consiliari, tant'è che una parte dei Gruppi consiliari dell'opposizione ha partecipato a questa riunione informale della Commissione. In quella sede, ripeto, in maniera informale, e anche alla presenza di alcuni Gruppi dell'opposizione, si sono anche messe a punto delle proposte che rappresentano la sintesi del dibattito e del confronto che si è sviluppato nella giornata di ieri. Non capisco dove sia lo scandalo, non capisco quali siano le motivazioni di tanto stupore e di tanta meraviglia.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 4, io penso che il Consiglio regionale, anche alla luce delle chiarificazioni che sono venute da parte della Giunta regionale, abbia accolto il senso e la finalità di questo emendamento che prevede la costruzione del nuovo ospedale di Olbia. Come è stato più volte detto, si tratta di una risposta ad una situazione di estremo degrado sanitario di quella realtà, di un degrado sanitario e ospedaliero in forte contrasto con una realtà, quella di Olbia e della Gallura, che per altri versi invece presenta un dinamismo dal punto di vista economico che è tra i più positivi della nostra regione. Si tratta quindi di superare l'inadeguatezza di una struttura ospedaliera, quella attuale, che è assolutamente insufficiente rispetto ai bisogni di salute dei cittadini. Quindi penso che questo Consiglio regionale, proprio perché si tratta di una struttura che non ha un carattere localistico, ma rientra tra gli interventi di carattere strutturale rispettosa ad un'esigenza sociale e sanitaria che interessa l'intera Sardegna, o comunque porzioni importanti di questo territorio, debba dare risposta a questa esigenza.

Voglio anche ricordare che esiste una delibera della Giunta regionale che risale agli anni 1986-1987 in cui si prevede la costruzione del nuovo ospedale di Olbia, dell'ospedale pubblico di Olbia, e voglio anche ricordare a chi avesse memoria corta che noi contrastammo allora il progetto della costruzione di una clinica privata, la clinica del San Raffaele del Don Verzé, scelta che noi contrastammo proprio per il suo carattere privatistico e per i riflessi che poteva determinare sulla struttura pubblica di quella realtà. Voglio ricordare che da questo punto di vista noi abbiamo la coscienza a posto e che quindi la nostra posizione riguardo a questo aspetto era e continua ad essere completamente diversa, anzi opposta a quella del Sindaco di Olbia. Così come dobbiamo anche dire che esiste un intervento a favore dell'ospedale di Olbia nel piano triennale per l'edilizia sanitaria, ma voglio ricordare che quell'intervento, che riguarda soltanto un aspetto che è quello dell'ampliamento del pronto soccorso e della ristrutturazione delle sale operatorie, è veramente un tipo di intervento che ormai è sorpassato. Non si tratta di porre rattoppi ad una struttura che è assolutamente inadeguata. Quella struttura è inadeguata ed insufficiente, bisogna sostituirla con una nuova struttura, tant'è che nelle schede che accompagnano il piano triennale si dice che la ristrutturazione del pronto soccorso rappresenta una risposta nel breve e medio termine alle esigenze di un miglior decoro e di funzionalità di un nosocomio che dovrebbe essere realizzato interamente e costruito di nuovo. Deve essere un nuovo nosocomio, un nuovo ospedale.

Per queste considerazioni noi accogliamo l'impegno dell'Assessore alla programmazione, che è l'impegno naturalmente di tutta la Giunta regionale. Mi è sembrato di capire, Assessore, che l'impegno da lei assunto consista nel fatto che, a cominciare dalla prossima finanziaria, si inizi a dare risposte a questa esigenza che è diventata assolutamente ineludibile. E' sulla base di questo impegno così chiaro e così determinato della Giunta regionale che noi ci sentiamo di chiedere ai firmatari dell'emendamento di ritirarlo, visto che esiste una volontà abbastanza diffusa da parte del Consiglio regionale e soprattutto c'è un impegno abbastanza determinato da parte della Giunta regionale perché a questo problema si dia una risposta in tempi quanto mai brevi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Sandro Usai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

USAI SANDRO (D.C.). Premetto che parlo a titolo personale e non a nome del Gruppo. Nel mio intervento di ieri io ho sollevato una serie di interrogativi ai quali non è stata data risposta da parte della Giunta e dell'Assessore, ma in particolare io ho chiesto perché sono state sottoposte all'esame del Consiglio solo e semplicemente le schede relative ai primi tre assi, cioè alle infrastrutture, e niente invece viene detto sull'intervento ben più importante di 1.136 miliardi per l'asse relativo al rafforzamento della struttura produttiva. Chiedo all'Assessore se la Giunta, manderà a Roma solo queste schede relative alle infrastrutture o anche altre schede che sono in lavorazione nel suo Assessorato. Ci vuole spiegare l'Assessore che intenzioni ha la Giunta per quanto riguarda il comprato produttivo e quali sono gli orientamenti che intende seguire? Mentre prendo atto degli sforzi che la Giunta ha fatto per quanto riguarda i primi tre assi, accogliendo e accettando anche una mia proposta relativa alla diga di Monte Nieddu, voglio sapere qual è l'orientamento della Giunta sulla parte sostanziale. Tra l'altro non vorrei che venissero mandate a Roma delle schede, dei progetti, dei dettagli, delle misure relative al quarto asse senza che il Consiglio ne fosse investito. Quindi in questo momento io non posso votare a favore di queste misure, di queste schede, e dichiaro quindi che mi asterrò perché, facendo parte della maggioranza, ho sicuramente un certo riguardo nei confronti della Giunta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Tamponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TAMPONI (D.C.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, per affermare il voto favorevole del nostro Gruppo sull'emendamento numero 3 e per fare alcune considerazioni sull'emendamento numero 4.

Noi riteniamo che il dibattito che si è svolto in Aula e in Commissione in via informale ieri sia stato estremamente produttivo, come dobbiamo dare atto alla seconda Commissione del Consiglio regionale di avere svolto per la prima volta, visto che è una nuova Commissione, un lavoro estremamente qualificato e unitario, portando tutto lo sforzo a cercare veramente di rappresentare complessivamente le esigenze della Sardegna e a dare alcune risposte che con questo programma si possono dare, in una valutazione che poi ieri è stata precisata, sia nel dibattito sia in quella riunione informale, che vuole essere una valutazione complessiva e unitaria dei bisogni della Sardegna e di alcune risposte che si vogliono dare. In questo senso, non possiamo dire che quando negli schemi idrici viene reinserita la diga del Monte Nieddu, oppure il sistema per il litorale della Sardegna Sud orientale, o quando si precisa che il sistema idrico comprende anche il Goceano per la parte relativa al Govossai, non si fa un intervento che riguarda l'intera Sardegna. Altrettanto quando si parla di viabilità e di strade, quando si spendono e si programmano tanti miliardi per la 125, per tentare di dare una risposta a un problema storico di isolamento di quelle zone nel collegamento con il Nord della Sardegna e con la metropoli di Cagliari, non si può dire che sia un intervento parziale, un intervento campanilistico; è un intervento che muove i propri passi dalla esigenza complessiva del sistema sociale e politico della Sardegna di dare una risposta a dei fenomeni e a delle problematiche storiche. Altrettanto vale quando si parla della Sassari-Olbia, dell'Alghero-Sassari. Sono tutti problemi che vanno inquadrati in una logica complessiva del sistema di crescita della Sardegna.E' per questo che noi diamo questi giudizi positivi sull'azione che è stata fatta, sul dibattito e sulle proposte.

Un aspetto particolare riveste la politica degli interventi nel settore sanitario. Non si può disconoscere quale sia l'importanza, soprattutto in certi periodi dell'anno, del sistema sanitario della zona di Olbia, che non serve solo la città di Olbia, ricordiamolo, ma tutta la Sardegna Nord orientale sino anche a delle propaggini che affondano, direi, nella provincia di Nuoro con un'utenza che è in parte solo sarda, ma in gran parte è anche un'utenza di carattere nazionale e internazionale. Rappresenta, quindi, il primo messaggio che la Sardegna, in un momento delicato come quello nel quale si richiede l'assistenza sanitaria, dà a coloro che vengono ad usufruire delle nostre bellezze naturali, della nostra offerta turistica, sulla efficienza di un servizio fondamentale nel processo di crescita che vogliamo instaurare in Sardegna, facendo affidamento anche sul settore turistico.

Ebbene, se come sembra c'è un impegno così preciso della Giunta nell'accettare l'emendamento come raccomandazione affinché nella finanziaria si dia una risposta effettiva e tangibile all'esigenza di dotare Olbia di una struttura ospedaliera confacente al suo ruolo, al suo sviluppo e alla realtà che rappresenta, io credo di poter invitare a nome di tutto il Gruppo i firmatari democratici cristiani di questo emendamento a ritirarlo. In questo quadro noi ci pronunciamo favorevolmente sull'emendamento numero 3 e invitiamo i firmatari dell'emendamento numero 4, con queste precisazioni, a ritirarlo e il nostro Gruppo si impegnerà affinché questa promessa della Giunta e dell'intero Consiglio regionale sia mantenuta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PORCU (M.S.I.-D.N.). Signor Presidente, colleghi, per annunciare il voto contrario del Movimento Sociale Italiano-Destra nazionale alla proposta che ci viene fatta dalla Giunta e questo per ragioni di merito, ma anche per ragioni di forma. Infatti non ci convincono del tutto le risposte date ieri dall'assessore Barranu circa l'istruttoria di questo provvedimento nelle varie Commissioni del Consiglio regionale. Fatto sta che, nonostante l'iter sia apparentemente formalmente corretto e normale, la stragrande maggioranza dei consiglieri ha avuto il testo di un provvedimento di questa importanza e di questa rilevanza solo poche ore prima che esso venisse portato in discussione in Aula. Questa è la sostanza delle cose. Che poi questo non sia dipeso da colpa esclusiva della Giunta è forse un altro tipo di discorso, ma la sostanza di questa vicenda è che i consiglieri regionali non hanno avuto il tempo materiale per poter approfondire una tematica così rilevante e così importante e dobbiamo dire che il prosieguo della vicenda, della discussione in Aula, delle affannose e notturne riunioni, anche informali, della Commissione ci ha ancora di più convinto in quest'atteggiamento negativo. Noi diffidiamo dell'ansia che si crea nelle riunioni notturne. Sì, è vero, può darsi che i Gruppi di opposizione abbiano partecipato, ma più che altro è una partecipazione di carattere passivo e toccava alla maggioranza sciogliere i nodi politici che stanno a monte anche di questa vicenda.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE FLORIS

(Segue PORCU.) Perché la conclusione politica è questa, onorevoli colleghi, che anche in questa vicenda dei fondi strutturali della CEE la maggioranza ha dimostrato di essere grandissima nei numeri ma piccolissima nella sostanza politica, molto piccola perché non è riuscita a coordinare i rapporti tra Giunta e Consiglio e non è riuscita nemmeno a coordinare i rapporti al suo interno. Tanto è vero che molti consiglieri di maggioranza e di opposizione hanno presentato emendamenti che modificano radicalmente la questione e che cambino totalmente la sostanza del progetto. Badate bene, io non mi scandalizzo, a differenza di quanto hanno fatto ieri altri consiglieri anche di opposizione, sul fatto che l'opposizione presenti emendamenti in Aula o in Commissione - li deve presentare - e io certamente non mi pento di aver posto la mia firma sull'emendamento numero 4 che chiede una risposta produttiva e concreta all'esigenza drammatica della sanità nella Gallura e a Olbia in particolare. Non mi pento certamente, anzi mi dolgo che si stia profilando il ritiro da parte degli altri firmatari di questo emendamento sulla base di vaghe promesse di ripensamento in legge finanziaria, perché la situazione della sanità a Olbia è veramente drammatica, e d'estate, ma non soltanto d'estate, ogni anno rileviamo quanto sia forte il divario che esiste tra la sanità in Gallura e nelle altre zone della Sardegna.

Ma non è questo il problema. Il problema è che manca il coordinamento politico a questa maggioranza, che è una maggioranza che esiste solo di nome, che è pronta a squagliarsi quando le cose si fanno stringenti, i rapporti politici diventano rapporti politici che devono dare risposte concrete alla gente, quando la logica delle aree geografiche di provenienza dei consiglieri e la logica delle cose che essi sentono maggiormente come abbisognevoli di essere tutelate prende il sopravvento. Quindi uno zero spaccato per la condotta politica della Giunta e, dato che questo è il primo appuntamento importante del Consiglio nella fase autunnale che precede la formazione delle liste per le elezioni regionali ed il grande appuntamento elettorale della primavera, un convinto incitamento alla Giunta ad andare a casa, a sciogliere il nodo di questa vicenda politica che si trascina ormai già da lungo tempo, e più va avanti più aumenta la confusione e la stagnazione del quadro politico regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Antonio Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA ANTONIO (D.C.). Presidente, per dire che dopo le affermazioni dell'Assessore alla programmazione di un impegno ad affrontare il problema dell'ospedale di Olbia, che ha trovato anche oggi consenso largo in questo Consiglio come fatto di grave emergenza, come anche sottolineava il collega Ladu e dopo le dichiarazioni dei Capigruppo del P.D.S. Dadea e della D.C. Tamponi, credo che ci siano i presupposti perché, attraverso l'inserimento di una norma specifica in finanziaria, possa avviarsi a soluzione un problema così importante, in tempi anche più rapidi di quanto non possa avvenire lasciandolo inserito in questo programma dei fondi strutturali. Se questo è l'impegno, credo debba essere confermato, io ritiro l'emendamento, in accordo con gli altri presentatori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Per quanto riguarda quest'ultimo aspetto riconfermo quello che dicevo prima. La Giunta regionale conferma l'impegno, in omaggio anche alla discussione tenuta dal Consiglio, di affrontare la questione nella legge finanziaria. Per quanto riguarda il problema che è stato posto dal collega Usai, chiedo scusa perché nel suo rilievo relativo al settore produttivo mi era sfuggito l'aspetto relativo alle schede. In ogni caso preciso che, per quanto riguarda le schede per gli incentivi industriali, verranno definite anche queste, però si tratta semplicemente di elencazione di leggi, perché gli incentivi industriali per la quota nazionale li definisce lo Stato. E' la legge 488, ed è la cosa che noi abbiamo contestato.

(Interruzioni)

Infatti nella Tabella la maggior parte dei finanziamenti sono inseriti nella Tabella programmi multiregionali.

(Interruzioni)

Su quelli regionali sono le tre leggi approvate dal Consiglio regionale. Li dobbiamo mettere chiaramente. Manderemo al Consiglio le schede. Non sono ancora pronte; sono schede di una pagina dove si dice che per la legge nazionale, per la "488", chiediamo che la Regione sarda possa concorrere, anche attraverso gli accordi e i contratti di programma alla determinazione e alla finalizzazione degli incentivi, questo per la quota nazionale. Per la quota regionale definiremo le leggi da cofinanziare che sono esattamente quelle che dicevo: la legge 21, per quanto riguarda l'industria e la legge approvata di recente in Consiglio in materia di contributi in conto interessi per artigianato, turismo e commercio. Però le schede sono solo queste e ovviamente sono diverse dalle schede in materia di opere pubbliche che specificano quantificazione finanziaria, modalità di intervento e così via. Mi è sfuggita ieri la domanda, per questa ragione non ho potuto rispondere.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene.

(E' approvato)

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. E' chiaro che le schede vanno adeguate alla Tabella che abbiamo approvato. Chiedo quindi che le schede non vengano messe in votazione perché devono essere adeguate alle modifiche alla Tabella che sono state introdotte con l'emendamento approvato. Per esempio, per la proposta della diga sul Monte Nieddu, va preso il progetto già esistente, e va fatta la scheda. La scheda è un puro fatto tecnico, è una proiezione tecnica delle Tabelle che sono state approvate. Naturalmente la Giunta regionale si impegna trasmettere alla Commissione competente tutte le schede che saranno definite.

PRESIDENTE. Quindi la parte relativa alle schede va cassata.

Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Per chiarezza, ed anche per capire meglio. In realtà non si possono votare le schede, perché le schede non ci sono. Questo perché, modificata la Tabella che indica le poste finanziarie e le opere che si dovrebbero realizzare, non si è fatto il lavoro - evidentemente non si poteva farlo, notte tempo perché si stava contrattando altro - di adeguare la descrizione puntuale delle opere, come richiesto dalla CEE e come è nel programma. La scheda non è un fatto puramente consequenziale. Ogni scheda, se andiamo a vedere, indica l'opera e, definita la posta finanziaria, prevede tutte le modalità operative ed esecutive che possono anche variare nelle diverse direzioni perché possono variare la natura e la qualità dell'intervento che si deve operare. Queste schede non ci sono. A rigore, il Consiglio regionale, secondo me, non potrebbe votare questo programma perché è monco a questo punto; perché per tutta una serie di indicazioni finanziarie e programmatiche, manca un requisito indispensabile che è la specificazione operativa che è contenuta, appunto, nelle schede. Però, siccome è invalso l'orientamento di fare così si faccia pure, si voti la Tabella e tutto il resto segue. Tanto abbiamo già sentito e capito che il programma è stato già inviato a Roma e può essere che da Roma sia stato già inviato alla CEE, poi la Giunta interloquirà.

(Interruzioni)

Quindi quello che il Consiglio sta facendo non serve a gran che per cui anche le schede che l'Assessore alla programmazione curerà, sottoporrà ai Ministeri, ai Governi, alle Comunità internazionali saranno cose molto opinabili e relative. Però, di fatto, adesso il Consiglio regionale non vota una parte essenziale del programma cioè la specificazione operativa, cioè le schede, perché non sono agli atti, perché, modificata l'indicazione delle opere da fare, le schede non sono state predisposte.

Votazione per appello nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale del programma numero 48.

Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì; coloro i quali sono contrari risponderanno no. Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello nominale. (E' estratto il numero 23 corrispondente al nome del consigliere Fadda Paolo.) Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello iniziando dal consigliere Fadda Paolo.

URRACI, Segretaria, procede all'appello.

Rispondono sì i consiglieri: Fadda Paolo - Fantola - Ferrari - Giagu - Ladu Giorgio - Ladu Leonardo - Lombardo - Lorelli - Lorettu - Manca - Manchinu - Mannoni - Manunza - Marteddu - Merella - Mereu Orazio - Mereu Salvatore - Mulas Franco Mariano- Mulas Maria Giovanna - Muledda - Onida - Onnis - Pau - Pes - Pili - Piras - Pusceddu - Ruggeri - Sardu - Satta Antonio - Satta Gabriele - Scano - Sechi - Selis - Serra - Serra Pintus - Serri - Soro - Tamponi - Tarquini - Tidu - Zucca - Amadu - Atzeni - Baghino - Baroschi - Cabras - Carusillo - Casu - Cocco - Corda - Cuccu - Dadea - Degortes - Deiana - Desini - Dettori - Erittu - Fadda Antonio - Fadda Fausto.

Rispondono no i consiglieri: Meloni - Murgia - Ortu - Planetta - Porcu - Puligheddu - Salis - Serrenti - Urraci - Usai Edoardo - Cadoni - Cogodi - Demontis.

Si sono astenuti: il Presidente Floris e i consiglieri: Sanna e Usai Sandro.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 76

votanti 73

astenuti 3

maggioranza 37

favorevoli 60

contrari 13

(Il Consiglio approva).

Il Consiglio sarà riconvocato a domicilio. Convoco la Conferenza dei Capigruppo.

La seduta è tolta alle ore 12 e 58.