Seduta n.84 del 31/03/2005 

LXXXIV Seduta

(Pomeridiana)

Giovedì 31 marzo 2005

Presidenza del Presidente SPISSU

indi

del Vicepresidente Paolo FADDA

indi

del Presidente SPISSU

indi

della Vicepresidente LOMBARDO

indi

del Presidente SPISSU

La seduta è aperta alle ore 17 e 05.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 24 marzo 2005, che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Oscar Cerchi e Mario Floris hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 31 marzo e per quella del 1° aprile 2005. Se non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2005)" (91/A).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 91/a. Colleghi, abbiamo concluso la discussione sull'articolo 6 e sugli emendamenti, iniziamo adesso la votazione degli emendamenti. Se i colleghi fanno un po' di silenzio, aiutano anche il lavoro del Presidente.

Emendamento soppressivo parziale numero 4. Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà. Il 4 e il 53 sono uguali.

PILI (F.I.). Grazie, Presidente. Il mio voto all'emendamento 4 è favorevole e credo e spero che possa essere favorevole anche quello dei colleghi più attempati di questo Consiglio, almeno sul piano dell'esperienza, perché è evidente, così come è stato ribadito da più interventi, che non si tratta di un emendamento finanziario, ma un emendamento di forma e di discrezionalità, che viene in questo caso da un atto legislativo demandato a un atto amministrativo. Cioè si dice, in questo primo comma, che la Giunta può discrezionalmente individuare il parametro di contribuzione per quanto riguarda tutta una serie di soggetti che operano, l'ARA e l'APA in particolar modo, a servizio delle attività agricole e zootecniche in particolar modo.

E' una modifica sostanziale che viene proposta, perché è evidente che si vuole tentare di condizionare negativamente un rapporto di diretta dipendenza tra queste associazioni e il mondo agropastorale della Sardegna. E io vorrei richiamare a tutti, così come hanno fatto puntualmente il collega Rassu e il collega Sanciu stamani illustrando gli emendamenti, che si tratta di un soggetto che opera ormai da decenni al servizio del patrimonio genetico della zootecnia regionale, e che esiste un archivio ormai assolutamente importante e determinante per far crescere o per contribuire, così come è stato anche in occasione di alcune epidemie che hanno duramente provato il comparto, per garantire quel supporto scientifico alla ricerca e anche all'individuazione di interventi puntuali nella materia che hanno consentito, come sapete, in Sardegna, di bloccare e di arrestare alcune gravissime epidemie che hanno colpito il settore zootecnico, in particolar modo quello legato ai capi ovini.

E' evidente che la scelta che fa la Giunta di sottrarre al Consiglio l'impostazione di questa norma, significa da una parte eliminare il potenziale legislativo del Consiglio regionale e dall'altra mettere in mano, una mano arbitraria della Giunta, su una partita così rilevante come quella che riguarda la gestione delle associazioni degli allevatori.

Credo sia davvero uno schiaffo al mondo della zootecnia, a tutto quello che in decenni è stato costituito sul piano scientifico, sul piano dell'assistenza tecnica nel settore zootecnico, che non può passare inosservato. Ed è giusto, così come hanno fatto i colleghi che mi hanno preceduto, sottolineare che questo comma dell'articolo 6 va cassato, va cancellato per lasciare un potere al Consiglio regionale di legiferare in questa materia.

E' per questo motivo che io esprimo il mio voto favorevole all'emendamento proposto, a prima firma La Spisa, e poi l'altro, quello a prima firma Rassu.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.

AMADU (U.D.C.). Chiedo il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. Va bene, c'è una richiesta del voto elettronico palese, poi ci torniamo quando finiscono le dichiarazioni di voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Grazie, Presidente. Io intervengo giusto perché il dibattito abbastanza intenso stamattina che ha visto anche degli interventi qualificati e qualificanti da parte della maggioranza impongono una riflessione, come ho detto stamane, anche su questo comma. Stamane nella mia esposizione ho genericamente parlato del mondo agropastorale e dell'economia agropastorale, e anche questo comma che vuole imporre non il 100 per cento, ma sino al 100 per cento dei contributi che competono in questo caso alle APA e alle ARA, è una limitazione ancor più questo quel mondo, verso quel settore che ha oggi più di ieri una necessità di attenzione assoluta ed è un segnale, seppur contenuto in una logica, come ho detto stamattina, del contenimento dell'intervento di spesa per quanto riguarda quelle associazioni, è un segnale che si dà verso un settore economico, che è il settore agricolo e pastorale, negativo. Ecco quindi la mia richiesta di riflessione in merito in quanto queste associazioni e specialmente le APA, tengono i registri della zootecnia regionale, hanno competenza sulle ricerche e su quanto riguarda tutto l'aspetto sanitario del mondo zootecnico, soprassiedono e organizzano le fiere regionali e non solo regionali del settore, io credo che ci voglia un po' d'attenzione. Sinceramente non lo sto dicendo per fini ostruzionistici, tanto meno per fini di interesse. Se veramente questo è un settore che deve essere monitorato e deve essere tenuto nella massima considerazione, diamo almeno questi piccoli segnali, punto e basta. Non credo che il risparmiare, perché sino a 100 vuol dire che se sino a ieri si davano 100 euro, vuol dire che da oggi in poi gliene si daranno 75 e non credo che siano in queste cifre, che chiaramente sono ipotetiche quelle che ho detto, ma come percentuale che un risparmio del 20 per cento, del 15 per cento anche in questo settore possa sinceramente determinare una qualsiasi sensibile variazione dei contenuti del bilancio.

Per cui, se veramente si vuol dare attenzione al settore lo si faccia, basta. Lo si faccia, ma lo si faccia concretamente e non dire: "Abbiamo monitorato, abbiamo la massima attenzione del settore", lo si dimostri con i fatti. Questi è un piccolissimo esempio anche se posso capire la logica, se posso capire la logica dell'intervento, perché da nessuna parte è detto che deve essere dato il 100 per cento, siamo d'accordo, ma lo si lasci stare, vuol dire che il 100 per cento che sino a ieri poteva essere 1.000, d'ora in avanti potrebbe essere anche 80 come stanziamento, ma si lasci il 100 per cento, tutto qui. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Grazie, Presidente. Riprendo dall'ultimo intervento di stamane per giustificare la presentazione di un emendamento che prevede la soppressione del comma 1. La richiesta di soppressione di questo comma è di fatto la richiesta di bocciatura complessiva dell'articolo che riguarda la manovra agricola, ma non per quello che è contenuto, ma per quello che non è contenuto in questo articolo e che invece doveva essere un argomento di grande rilevanza e di grande spessore, che avrebbe dovuto caratterizzare questa grandissima innovazione politica che è stata portata all'attenzione dei sardi.

Non c'è niente di tutto questo e se non ho chiesto all'assessore Addis di dimettersi stamattina e non lo rifarò stasera, perché non rientra tra le mie potestà e tra le mie volontà, per il rispetto che porto a chi rappresenta comunque una istituzione, ma mi sarei aspettato da parte dell'Assessore una protesta vibrata prima della nostra, per ciò che in questo articolo non è stato inserito. E mi sarei ancora adirato di più per ciò che è stato inserito successivamente con l'emendamento che si vuol far passare come la soluzione di tutti i problemi dell'agricoltura in Sardegna, il 353. Non abbiamo sentito parlare di riordino fondiario, non abbiamo sentito parlare di distretti agricoli, non abbiamo sentito parlare di tutela delle produzioni, abbiamo solo sentito parlare delle emergenze storiche dell'agricoltura sarda, solo di questo, e ho detto stamattina che sono emergenze perenni in Sardegna, per le quali noi dobbiamo mentalizzare che comunque avremo tutti gli anni, un anno più un anno meno, problemi da risolvere che non sono dipendenti dalla nostra volontà. Ciò che però è dipendente dalla nostra volontà non emerge, anzi è totalmente assente. E' questo che, come dire, mi preoccupa maggiormente, che non ci sia uno straccio di proposta che ci faccia capire in che direzione deve andare l'agricoltura sarda. Assessore, questi sono i problemi non è il problema dell'emergenza del latte, dei 14 centesimi, o del pecorino romano per il quale i miei colleghi purtroppo conoscono solo una piccolissima parte della verità e forse non la conosce neanche lei. Ma è possibile che non ci sia uno sforzo da parte di questa maggioranza di dirci: "Fermiamoci un attimino, risolviamo questo problema perché noi abbiamo in mente di fare A, B e C"? Qui non si ha in mente di fare niente! Si ha in mente di ascoltare le sollecitazioni che arrivano dalla minoranza, le proteste che arrivano dalle organizzazioni e dopodiché il buon, ottimo Capogruppo dei D.S., onorevole Marrocu, assieme a pochi altri, partorisce un emendamento, gli faccio i complimenti per quello che ha fatto, ma non è la soluzione dei problemi dell'agricoltura sarda. E' su questo che stiamo facendo la battaglia, non sul fatto che destiniate 20, 30 o 40 milioni di euro, non è questo il problema. Il problema è che qui non c'è un'idea di come risolvere i problemi.

Allora, questa è la preoccupazione mia e la preoccupazione dei sardi. Siamo in campagna elettorale è vero, l'ho detto stamattina, questa è la più grande marchetta agricola che sia mai stata concepita negli ultimi vent'anni. Dobbiamo fidarci di questa? Ci si deve aspettare che l'atteggiamento della minoranza sia remissivo, sia un atteggiamento tutto sommato di collaborazione? Non è assolutamente possibile, da parte mia non ci sarà nessun tipo di collaborazione su questa materia, né su questa né sulle materie successive, perché non c'è stata una minima apertura da parte di nessuno dei colleghi. E' possibile che il verbo stia solo da quella parte e da questa parte ci sia la menzogna, l'inganno? Non è assolutamente possibile! Neanche Rifondazione Comunista interviene su questo argomento, avrà da dire nell'emendamento e negli emendamenti successivi sull'articolo del lavoro, ma possibile che sull'agricoltura… E' vero che è un comparto importante, probabilmente esce dalla sfera d'azione di Rifondazione Comunista, ma è possibile che dobbiamo ancora dialogare in questo modo? Assessore, le dimissioni sue non le chiedo io, le sta chiedendo il mondo agricolo, questa è la protesta vibrata che io voglio rappresentare in questa sede.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). L'onorevole Diana ci ha chiamato, noi abbiamo risposto come civilmente siamo abituati nei confronti di tutti, ma in questo specifico caso - non vorrei aver sbagliato come altre volte mi è capitato, mi pare che si parli del primo comma dell'articolo 6 - io apprezzo moltissimo l'onestà intellettuale dell'assessore Pigliaru, che sostiene: "Le dotazioni finanziarie disponibili possono consentirci anche di arrivare a soddisfare la misura di sostegno fino al 100 per cento, però potrebbero anche non consentirci di arrivare a quel limite. Scriviamo nella legge ciò che è possibile fare e impariamo tutti quanti" - lo stesso problema era stato sollevato in ordine alle scuole materne private - "a dire ciò che possiamo fare e a dire nelle leggi esattamente ciò che si può ricevere".

Io sono convinto di questa affermazione, sono assolutamente convinto che le leggi, quando ci sono e hanno una scrittura, una lettera, quella lettera va rispettata e deve essere rispettata sempre, non a tratti, non come si suol dire a intermittenza. La legge, quando esiste, e la legge deve corrispondere ai fatti possibili, deve essere rispettata. Questo ovviamente riguarda anche la legge finanziaria e questa attenzione deve essere sempre, anche nella legge finanziaria, mantenuta. E' una delle ragioni perché io contrasti le cosiddette norme intruse. Se c'è una legge di contabilità e finanza che stabilisce che non ci debbono essere norme attraverso le quali io incremento le retribuzioni del personale dipendente, le retribuzioni del personale dipendente non possono essere inserite come norma nella legge finanziaria, perché bisogna essere coerenti rispetto a questi principi. Il cittadino deve sapere che la certezza del diritto non è una cosa consentita, data di tanto in tanto in qualche misura, diciamo più brevemente concessa. La certezza del diritto è una cosa che va perseguita con costanza, con atteggiamenti che sono da questo punto di vista assolutamente coerenti, perché garantiscono il cittadino sulle regole.

Allora che senso ha dire ai nostri agricoltori: "Lasciamo il 100 per cento, dopo ve ne diamo anche l'80, o il 70, o il 60", quello fa il conto di avere il 100 per cento, perché si è letto le norme, se le è fatte leggere, se le è fatte spiegare, e poi si ritrova il 40, il 30, il 20 per cento in meno di quanto aveva pensato invece di ottenere. Quindi io condivido, da questo punto di vista, l'assunzione di responsabilità fatta dall'Assessore della Giunta, ed è su questo terreno che controllerò che questo tipo di comportamento sia mantenuto costantemente in ogni disposizione, in ogni angolo di disposizione, e mi si dovrà spiegare perché da altre parti non si mantiene questo tipo di tragitto, di percorso, anzi si devia rispetto a questo percorso. Mi si dovrà dire che cosa c'entra la retribuzione del personale cerimoniale della Presidenza della Giunta nella legge finanziaria.

PRESIDENTE. Onorevole Uras, è senza microfono. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Il nostro voto favorevole all'emendamento è determinato dal fatto che questo articolo, e lo ha rilevato anche poco fa il collega Uras, incide su una legge di settore così come nell'articolo 9 si incide sulla legge di settore delle norme sul diritto allo studio, modificando un parametro di contribuzione da parte della Regione rispetto a soggetti terzi. Si può comprendere la logica dell'argomentazione, che cioè la legge dica quel che effettivamente si può fare, ma noi non comprendiamo perché ci si ostini a ritenere queste norme che correggono norme di settore, queste disposizioni inserite nella legge finanziaria, che incidono su leggi di settore, come delle norme che vengano considerate quasi di natura tecnico-finanziaria. Non può essere così, non è così, queste sono norme che, incidendo sul parametro di contribuzione, in questo caso come nell'altro, incidono sul contenuto fondamentale di cui alle leggi di settore ed è evidente che: primo, non sono argomento proprio di legge finanziaria ma riguardano disposizioni che incidono su settori particolari dell'Amministrazione, del rapporto fra la Regione e il sistema produttivo di diversa natura, di diverso tipo, e che quindi modificano l'assetto normativo di quei settori di materie. E' opportuno quindi che queste cose vengano analizzate nelle Commissioni consiliari competenti che riguardano e che quindi trattano normalmente le politiche di settore, che hanno il compito di incidere sulle norme e sulle leggi organiche di settore e che non vengano inserite di soppiatto nella legge finanziaria, discriminando quello e quel settore. Io credo che ad un'analisi più compiuta di tutta la normativa regionale si troveranno molti altri casi di questo tipo. Perché avete scelto questa legge o quell'altra legge sul diritto allo studio? Perché non avviare razionalmente un processo di revisione di tutto l'apparato normativo, settore per settore? Questo ha senso, in quella sede si può discutere se è opportuno mettere in una legge che il contributo è nella misura del 100 per cento o del 75 per cento come nell'altro caso, oppure inserire una formulazione più corretta dal punto di vista della corrispondenza delle norme alle disponibilità di bilancio, una formulazione del tipo nei limiti e fino al 100 per cento o fino al 75 per cento. In quel caso si incide allora su materie per le quali si discute tra chi anche in questo Consiglio regionale ha scelto di dare il suo apporto e di mettere a disposizione dei lavori di quest'Aula e del Consiglio le proprie conoscenze di quel comparto, non inserire tutto in finanziaria dando un segnale, questo è il secondo aspetto fondamentale, che evidentemente assume il significato punitivo nei confronti di quel settore particolarmente colpito come in questo caso, e così come nel caso che poi vedremo a proposito dell'articolo 9. Ed è per questo che noi insistiamo nel chiedere di sopprimere queste norme e di rinviarle ad un esame più proprio riguardante le leggi di settore, che quindi possono riguardare più compiutamente l'argomento in questione.

PRESIDENTE. C'è una richiesta dell'onorevole Amadu di votazione elettronica. Chi sostiene la richiesta?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri RANDAZZO, VARGIU, PISANO, DEDONI, SANJUST, SANCIU, CONTU.)

Prego i colleghi di predisporsi alla votazione col sistema elettronico.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti 4, 53 e 124.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ATZERI - BIANCAREDDU - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - LA SPISA - LICANDRO - LOMBARDO - MURGIONI - PETRINI - PISANO - RANDAZZO - RASSU - SANCIU - SANJUST - SANNA Paolo Terzo - SCARPA - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CHERCHI Silvio - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIAGU - LANZI - LICHERI - MARRACINI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PORCU - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 48

Votanti 47

Astenuti 1

Maggioranza 24

Favorevoli 19

Contrari 28

(Il Consiglio non approva).

Abbiamo votato gli emendamenti 4, 53 e 124.

Metto in votazione l'emendamento numero 127. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 123. Sul "123" c'è un parere positivo del relatore e della Giunta. Metto in votazione l'emendamento numero 123. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Emendamento 121. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.

AMADU (U.D.C.). Palese, grazie.

PRESIDENTE. Voto elettronico palese. Chi sostiene?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri RANDAZZO, ARTIZZU, Matteo SANNA, BIANCAREDDU, SANCIU, SANJUST, LA SPISA.)

Prego i colleghi di predisporsi alla votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 121.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - MURGIONI - PISANO - SANCIU - SANNA Matteo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIAGU - LANZI - LICHERI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 46

Votanti 43

Astenuti 3

Maggioranza 22

Favorevoli 12

Contrari 31

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 122. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 119. Ha domandato di parlare il consigliere Sanciu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANCIU (F.I.). Con questo emendamento si propone di integrare di centomila euro il capitolo relativo ai finanziamenti erogati dalla Regione per costituire fondi di esercizio delle organizzazioni dei produttori, portando così la dotazione a 200 mila euro, anche in relazione alle stime di spesa calcolate originariamente, appunto, dall'Assessorato dell'agricoltura. Le organizzazioni dei produttori e, se vogliamo le OP, sono contemplate nel decreto legislativo numero 228 del 2001, che introduce tutta una serie di misure volte alla riorganizzazione, all'ammodernamento del settore agricolo, tema che è stato sviluppato ulteriormente da provvedimenti legislativi assunti anche di recente. Tra le diverse misure, volte a conferire maggiore dinamismo al settore, viene individuato e precisato il ruolo e la definizione stessa delle organizzazioni dei produttori, che diventano protagoniste e asse portante della riforma. A queste organizzazioni vengono conferiti ruoli strategici e una maggiore autonomia di gestione in considerazione degli scopi che il legislatore gli ha attribuito. La normativa comunitaria ha accresciuto il ruolo delle OP, con l'obiettivo di dar vita ad un sistema di mercato caratterizzato da un maggior equilibrio fra la concentrazione della domanda e quella dell'offerta. Tra le finalità specifiche di queste organizzazioni, ad esempio, c'è la possibilità di intervenire nella programmazione delle produzioni per cercare di adeguare i livelli produttivi alla domanda del mercato, per concentrare l'offerta e la commercializzazione degli associati. Sul piano finanziario le organizzazioni di produttori costituiscono fondi di esercizio alimentati da contributi pubblici e da contributi degli aderenti per la realizzazione di programmi che debbono contemplare e provvedere azioni volte al miglioramento qualitativo dei prodotti, alla loro valorizzazione e promozione, nonché alla diffusione della certificazione di qualità e rintracciabilità dei prodotti e alla realizzazione di accordi di filiera.

Le organizzazioni dei produttori, così come è stato previsto nei diversi provvedimenti di legge, sono avviate con lo scopo di conferire agli operatori dei diversi settori una maggiore forza contrattuale nei confronti degli acquirenti intermediari dei prodotti come le industrie di trasformazione, la distribuzione e nel contempo gli si attribuisce un ruolo più forte anche nell'attuare strategie di mercato e nella determinazione dei prezzi. L'obiettivo è anche quello di ridurre il più possibile il divario che si crea molto spesso tra i prezzi alla produzione e i prezzi al consumo, la spesa valutata in questa finanziaria in euro centomila non può essere considerata adeguata e congrua per le reali necessità di finanziare la costituzione dei fondi di esercizio delle OP, bisogna convogliare gli sforzi superando le strozzature della filiera agro-alimentare e trovare soluzioni alle difficoltà in cui versano molti importanti comparti produttivi sardi. La richiesta è irrisoria ma l'obiettivo è importante e io credo che anche in queste cose si vedano quali sono le volontà politiche, se sostenere veramente il mondo agricolo o se invece, come vedo qua, mi pare che se ne parli poco da parte della maggioranza e non c'è la volontà di percepire anche le piccole cose che invece quel mondo si aspetta.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 119. Ha domandato di parlare il consigliere Sanciu. Ne ha facoltà.

SANCIU (F.I.). Voto elettronico palese per cortesia.

PRESIDENTE. Chi sostiene la richiesta dell'onorevole Sanciu?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri SANJUST, LA SPISA, RASSU, PETRINI, AMADU, CAPPAI, CONTU.)

Prego i colleghi di predisporsi alla votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 119.

Rispondono sì i consiglieri: CAPELLI - CAPPAI - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - LICANDRO - PACIFICO - PETRINI - PISANO - RASSU - SANCIU - SANNA Matteo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIAGU - LAI - LANZI - LICHERI - MARROCU - MATTANA - ORRU' - PINNA - PIRISI - PORCU - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 46

Votanti 45

Astenuti 1

Maggioranza 23

Favorevoli 12

Contrari 33

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 114. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 6.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Grazie Presidente, ovviamente per annunciare il voto contrario all'articolo. Vede, onorevole Uras, io non ho posto neanche per un istante, ma neanche per un istante, problemi di risorse finanziarie, non ho parlato né di dieci né di venti né di trenta milioni di euro. Ho appena sfiorato il problema dei 14 centesimi e ho affrontato stamattina il problema delle risorse che vengono utilizzate e che sono i famosi 190 milioni di euro di residuo. Quindi ho parlato in termini assolutamente generali.

Il mio discorso si è spostato e continuerà a spostarsi su questa materia, solo ed esclusivamente per verificare se c'è lungimiranza in termini di agricoltura in Sardegna. Ho detto e ribadito che i problemi emergenziali sono una costante in Sardegna, è una calamità che purtroppo ci porteremo appresso e che non dipende, se non per questioni eccezionali, dalla nostra volontà né di maggioranza né di opposizione e né della Giunta e né del Presidente Soru voglio dire, parlo di altre questioni che sono i problemi irrisolti e che non si vuole affrontare dell'agricoltura sarda. Questo è il problema che ho sollevato e a questo mi aspettavo delle risposte da questa finanziaria, che doveva essere una nuova finanziaria, innovativa, che si occupasse anche delle emergenze, anche delle calamità, anche della siccità, anche dei consorzi, ma che si occupasse anche del rilancio dell'agricoltura, che non può essere fatta solo di soddisfazione annuale di quei momenti particolari che conosciamo essere presenti in Sardegna storicamente. E' su questo che non ci avete dato risposte e non mi rivolgo tanto a voi quanto all'Assessore, che non si è fatta carico di dirci quali sono le strategie per il futuro dell'agricoltura sarda. Enunciazioni in campagna elettorale del Presidente, ma tutto è rimasto lì, non conosciamo quale sia il futuro dei nostri agricoltori, dei nostri pastori, di un'agricoltura che deve essere adeguata con i tempi, che deve essere più moderna, non c'è una risposta. Ho detto stamattina che la soluzione dei 14 centesimi non risolve minimamente il problema del latte ovino in Sardegna, è un palliativo, è un'emergenza, è un intervento tampone ma non risolve nessuno dei problemi storici dell'agricoltura sarda. Ma noi siamo chiamati qui per prendere delle decisioni che sono quelle della salvaguardia del momento o siamo chiamati qui a vedere di disegnare una nuova strategia oggi per quanto riguarda l'agricoltura, domani per l'industria, più tardi per il lavoro, domani o dopodomani per la pubblica istruzione, lo sport e lo spettacolo e la cultura. Siamo chiamati credo qui per questo. E invece no, in questa finanziaria il parto è stato fatto per gran merito dell'onorevole Marrocu, con l'emendamento che dispone ciò che ha disposto. Questa non è la soluzione dei problemi e l'onorevole Marrocu se ne renderà conto nei prossimi mesi, quando, soddisfatte queste piccole necessità, che piccole sono per le somme che sono state messe in campo, rimarranno tutti gli irrisolti storici dell'agricoltura sarda. E nessuno ne vuole parlare? Ma non ne parliamo perché non ne abbiamo la capacità, perché non ne abbiamo la volontà, perché non ne abbiamo voglia, perché vogliamo andare ad occuparci dei problemi elettorali o per quale motivo? O perché è una materia che non interessa fondamentalmente il nostro governatore? Insomma, qui bisogna fare chiarezza, questo è un popolo che vive fondamentalmente dall'agricoltura, che lo vogliamo o no, in bianco, in nero, in rosso, vive dall'agricoltura e noi siamo qui e ci avvitiamo continuamente da trentacinque, trentotto giorni ormai sono passati anche i canonici trentotto giorni, e ancora non abbiamo trovato non la soluzione, almeno ipotizzato un quadro, un disegno che ci dica: "Questa è la soluzione che il centrosinistra, nuova forza di governo, con un governatore che viene da un mondo esterno alla politica, bene, è in grado di proporre soluzioni alternative che non siano l'E-government, che non siano la nuova tecnologia ma che sia lo storico, il conosciuto, i cinquemila anni di storia". Ma quando è che parliamo di queste cose?

PRESIDENTE. Grazie onorevole Diana. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Ed eccoci al giro di boa finale, all'approvazione dell'articolo che tutti avremmo voluto essere un articolo di legge, stante la pesantezza dell'argomento, compiuto, soddisfacente, appagante o almeno sufficientemente congruo. Non lo è, non contenta l'opposizione tanto meno la maggioranza credo, e ancor di più meno ancora il settore agricolo e pastorale. Questa è la realtà dei fatti perché alla fine il resoconto è questo. Bene ha detto il collega Diana, non si può di volta in volta affrontare le emergenze, ma qui è tutta un'emergenza, c'è l'emergenza dell'industria e si affronta anno per anno con provvedimenti di emergenza ma manca ancora un piano industriale che dica quale futuro avrà la nostra industria, seppure lo avrà.

Manca un piano di sviluppo della nostra agricoltura, non ne dò colpa, l'ho detto stamane, a questa Giunta che comunque opera da un anno e ancora niente si è visto in merito e quindi si affrontano le emergenze con i palliativi; bisogna vedere sino a che punto poi i palliativi sono o no positivamente influenti sulla situazione tragica, io la definisco, di un comparto che ormai è agonizzante.

Manca, quindi, ancora alla base anche la parvenza di un progetto generale di sviluppo di un settore che pure è il settore, se non portante, probabilmente, assieme a quello della piccola e media impresa artigianale e commerciale e industriale, uno senz'altro dei settori trainanti e fondanti della nostra economia, l'ho detto stamattina.

Il collega Sanna mi ha detto: il suo emendamento collega Rassu sul costo di produzione, e ripeto, sul costo di produzione quindi sui fattori che intervengono alla formazione del prezzo e non sul prezzo del latte, sono due cose completamente distinte. Dice che è propaganda, no, caro collega Presidente della Commissione agricoltura, non è propaganda, forse è una provocazione per voler dimostrare che il problema sul prezzo del latte, che poi è il problema come ho detto stamattina sul prezzo, sul costo del prezzo dell'agricoltura, dei prodotti agricoli in Sardegna, non può e non deve essere affrontato appunto con dei palliativi.

E' indispensabile, è ormai improcrastinabile, quindi non più rimandabile al futuro un'analisi seria del comparto, un'analisi che dimostri che il costo della nostra produzione agricola, a partire dal prezzo del latte per arrivare al prezzo cerealicolo, per arrivare al prezzo delle foraggiere, per arrivare al prezzo dei prodotti ortofrutticoli e serricoli in Sardegna è di gran lunga superiore al costo che affrontano gli altri settori agro-pastorali nel territorio nazionale.

E' una cosa di una semplicità estrema, è un fattore che non sono riuscito a far capire alla Giunta di centrodestra, non so perché, vorrei dal momento che in questa Giunta dicono essere presenti dei soloni, dei tecnici, delle persone capaci che sia se non altro capito e affrontato in questo senso il problema, ma manca, questo è il problema, che sulla lettura dell'articolo 6 non c'è nulla che faccia intravedere questa proiezione. Ed è questo che manca, l'elemento fondante che manca è questo, si interviene a spezzetti, si interviene a spezzettini ma non c'è un progetto generale, un progetto condiviso. Questa è la realtà.

Ecco perché diciamo che questo articolo non è sufficiente né tanto meno risponde a quelle che sono le effettive esigenze del settore; tenta di rispondere ad alcune problematiche ben identificate, ben circoscritte e ben - dal punto di vista geografico - identificate, e quindi non è assolutamente sufficiente. Ecco perché il voto non può essere favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Prima mi sono attardato su un concetto, cioè il rispetto delle regole e scrivere le regole che si possono rispettare, nelle leggi i contenuti devono essere chiari, ma le leggi si fanno anche per un'altra cosa, ha ragione in questo senso l'onorevole Diana.

Le leggi si fanno per cogliere obiettivi che prima vengono dichiarati e che devono essere perseguiti attraverso una serie di strumenti, certamente lo strumento normativo, anche quello finanziario e poi anche quello operativo. Ed è vero che i problemi della nostra agricoltura sono problemi antichi; riguardano il settore zootecnico, riguardano il settore agricolo, la trasformazione dei suoi prodotti, la commercializzazione dei suoi prodotti, la possibilità di stare dentro i cosiddetti mercati del consumo alla pari con altre realtà di questo nostro continente europeo e anche di altri continenti molto vicini a noi.

E quanto condizioni l'economia sarda la salute o il malessere del settore agricolo è abbastanza evidente, perché noi rimaniamo una regione che ha una vocazione produttiva soprattutto nel settore dell'allevamento, dell'allevamento ovino, della trasformazione del latte, la produzione di formaggi, formaggi di qualità e formaggi che si sono costruiti, parlo di costruiti anche sul mercato, in funzione di convenienze che ormai sono andate via, di mercati possibili come quello americano dove il prodotto era sufficientemente assorbito, e assorbito anche con prezzi sicuramente competitivi.

La situazione cambiata, è cambiata perché sono cambiate le regole comunitarie in materia agricola, è cambiata perché sono cambiati i mercati, è cambiata perché sono cambiate le modalità di allevamento e di trasformazione dei prodotti, è cambiata perché diverse condizioni in generale, normative ma anche condizioni ambientali, condizioni economiche e commerciali, sono mutate e non c'è, non si vede una politica alternativa in grado non dico di risolvere i problemi antichi cioè della nostra capacità di essere produttori agricoli competitivi, di utilizzare bene il nostro territorio, di renderlo capace di vincere, attraverso l'organizzazione, sfide della produzione che oggi sono necessarie, ma manca anche un'ipotesi di intervento chiaro sull'emergenza e c'è un malessere che si coglie soprattutto attraverso il malessere delle organizzazioni che rappresentano quel tipo d'interessi.

E vi è anche un'abitudine cioè a considerare, ma questa è un'abitudine che purtroppo è stata collaudata ed anche poi organizzata in modo sistematico nella precedente legislatura, la sensazione che non bisogna prendere mai troppo sul serio quello che ci viene in qualche misura rappresentato dalle organizzazioni che rappresentano quegli interessi, quei datori di lavoro, quegli operatori economici, i lavoratori che sono impegnati in quelle aziende e così via.

Ed è in questo che manca la risposta istituzionale. La risposta istituzionale è una risposta capace di ascoltare e di elaborare soluzioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Grazie Presidente. Per annunciare il voto contrario del Gruppo dell'U.D.C. a questo articolo.

CUGINI (D.S.). Ci sei solo tu e parli a nome del Gruppo! Annuncia solo il tuo voto!

CAPPAI (U.D.C). Il suggerimento dell'onorevole Cugini mi impone di far notare…

PRESIDENTE. Prosegua onorevole Cappai, non si lasci distrarre.

CAPPAI (U.D.C.). Mi impone di far notare che questo pomeriggio, grazie ai voti dell'opposizione, non abbiamo sospeso i lavori per due volte, ma siccome è disattento spesso e volentieri, le chiederei di stare più attento, onorevole Cugini, il mio Gruppo è presente in modo anche sostanzioso.

Dicevo per annunciare il nostro voto contrario soprattutto dopo le chiare parole del Presidente della Commissione a difesa di questa manovra.

Il Presidente della Commissione agricoltura stamattina ha detto che forse è la prima volta che si interviene in modo massiccio nel settore; evidentemente non ha ascoltato il mio intervento perché mi costringe a leggerle un passo della sua relazione, Presidente. "La Commissione inoltre ritiene indispensabile lo stanziamento di somme da destinare alle operazioni di ricomposizione fondiaria in quanto è necessario eliminare una delle cause, la frammentazione aziendale che impedisce un ammodernamento" eccetera, eccetera.

Lei avrà notato che non è stata inserita una lira né in Commissione, né tanto meno fra gli emendamenti della Giunta; ciò dimostra che l'Assessore, nonostante i -suggerimenti della sua parte, continua a fare orecchie da mercante. Non interessano i problemi dell'agricoltura a questo Assessore, così come non interessano al Presidente della Giunta che continua a stare assente, che continua ad andare a trovare terreni da acquistare e da acquisire a patrimonio della Regione per poi cercare di capire che cosa?

Dice il Presidente della Commissione: "Il bilancio dell'Assessorato dell'agricoltura e riforma agro pastorale è caratterizzato da un'imponente quantità di residui, tale fatto denuncia una limitata capacità di spesa." Chiedo al Presidente della Commissione, e nel contempo all'Assessore dell'agricoltura, ma chi gestiva l'Assessorato dell'agricoltura negli ultimi vent'anni? Non certo il centrodestra che l'ha seguito bene negli ultimi cinque anni. E che l'abbia seguito bene lo dimostra un fatto, cari colleghi del centrosinistra, che le varie manovre finanziarie degli ultimi cinque anni nel settore agricolo sono state sempre approvate all'unanimità, solo per il settore agricolo, quindi erano condivise anche da voi del centrosinistra.

E quindi se pecche ci sono, se danni sono stati creati, se soluzioni non sono state trovate, bisogna andare a ricercarle nei precedenti 15, 20, 25 anni, e bisogna andare anche a vedere chi gestiva l'Assessorato dell'agricoltura in quegli anni. Ma non è per fare polemiche col Presidente della Commissione che, ripeto, stimo perché pone tutto l'impegno nell'affrontare i problemi; però poi, mi dispiace, si scontra con una realtà diversa che è quella imposta dal presidente Soru, che è quella di non investire più niente in agricoltura, che è quella di trasferire i fondi dall'agricoltura, e non finirò di ripeterlo, all'ambiente, dove anche lì non c'è un progetto.

I 70 miliardi trasferiti all'ambiente a che cosa servono, a che cosa devono servire? Per assumere gente all'Ente foreste? Basta che ce lo diciate! Però fino ad oggi né l'Assessore, né il presidente Soru ci hanno detto a che cosa serviranno quei soldi; e quindi ci preoccupa che i fondi tagliati all'agricoltura siano andati all'ambiente. Dicevo prima a Marracini che minaccia la coalizione, la minacci chiedendo al suo Assessore di dimettersi o altrimenti di ritirare questa parte di manovra per poi riesaminarla.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Guardi Cappai, lei è uno dei pochi che segue le dichiarazioni di Marracini sarà per la convergente militanza nella vecchia Democrazia Cristiana nella quale eravate sesta o ottava fila, perché i dirigenti erano molto più impegnati di lei e di Marracini nel governare la Regione sarda anche con soluzioni positive.

CAPPAI (U.D.C.). Ce l'hanno dimostrato gli elettori!

CUGINI (D.S.). Esatto. Ora lei giustamente ha cercato con il suo intervento intelligente di dire che gli ultimi cinque anni i temi dell'agricoltura non sono stati affrontati solo dal centrodestra, ma c'è sta una partecipazione dell'insieme del Consiglio visti i voti che sono stati espressi. Io accetto questo concetto e devo dire che lo accetto anche in riferimento al passato, e lo accetto soprattutto per dire una cosa semplice e anche breve.

Il presidente Secci, quando ha svolto la relazione per il centrosinistra, ha avanzato una ipotesi di lavoro all'Aula che non è stata accolta, ora lo possiamo dire, siamo all'articolo 8. Il presidente Secci ha detto due cose fondamentali che sono state sottovalutate, se fossero state minimamente discusse dai colleghi del centrodestra forse saremmo stati più vicini alla conclusione di questa discussione sulla finanziaria e più vicini anche a miglioramenti che noi abbiamo dato la disponibilità a proporre, ad accogliere o comunque a costruire assieme. Entro il limite di spesa, abbiamo detto, entro il limite di spesa.

Che il tema dell'agricoltura o del sistema agro-silvo-pastorale sardo sia un tema antico siamo tutti d'accordo, che al di là degli sforzi che sono stati fatti, ingenti sforzi che sono stati fatti dal punto di vista finanziario in Sardegna, non c'è comparto, settore che abbia ottenuto la stessa attenzione che ha ottenuto l'agricoltura in tutti gli anni dell'autonomia della nostra Regione, questo lo dobbiamo riconoscere, non c'è comparto che abbia richiamato l'attenzione della politica o delle risorse della Regione come l'agricoltura. Che nonostante questo grande sforzo il problema dell'agricoltura non sia stato avviato a soluzione è anche questo vero.

Lo dico per il collega Mario Diana che ha fatto un intervento devo dire competente, che deriva dall'esperienza personale e dalla funzione che svolge anche in una realtà agricola importante con la Provincia di Oristano, ma se all'inizio di questa discussione - lo dico al collega Diana - fosse stata accolta l'indicazione che il presidente Secci ha proposto, forse il tema l'avremmo potuto portare non alla conclusione positiva perché è difficile e perché bisogna far coincidere norme regionali con quelle nazionali e con quelle comunitarie, ma forse l'avremmo affrontato con lo spirito collaborativo che altre volte abbiamo dimostrato in Aula richiamando appunto le considerazioni che ha fatto il collega Cappai.

Ora siamo al voto finale, chiaramente noi voteremo a favore dell'articolo, voi come avete detto voterete contro, ma io sto intervenendo per riprendere le considerazioni del collega Secci.

C'è da parte vostra la disponibilità ad un confronto di merito per la parte che rimane della finanziaria entro i limiti che abbiamo detto, che poi sono stati diverse volte richiamati anche da voi dicendo: "Noi non vogliamo alimentare l'indebitamento." C'è la disponibilità ad un confronto di merito che ci permetta di affrontare la parte che rimane della finanziaria cercando di migliorarla come ha detto il presidente Soru nella sua dichiarazione? Se c'è guardate che noi siamo interessati ad aprire questo confronto e a portarlo anche a buona conclusione, diversamente ce lo dobbiamo dire, al di là del modo anche devo dire democraticamente apprezzabile, se non viene confermata una disponibilità, parliamoci chiaramente, c'è una parte di voi che vuole fare l'ostruzionismo, che non vuole lavorare sino alle due di notte per portare avanti il ragionamento della finanziaria

PRESIDENTE. Sì, prego, prego.

CUGINI (D.S.).... che non vuole lavorare domani pomeriggio. Insomma, facciamoci un esame tra di noi, se c'è questo minimo di disponibilità guardate che il Presidente della Commissione, a nome di tutta la maggioranza, conferma quello che ha detto all'inizio della discussione: valutiamo assieme le cose che possiamo fare, facciamole serenamente, facciamole seriamente perché questo serve in questa fase per le cose che dobbiamo fare in Sardegna, anche per quelle di natura politica alle quali siamo tutti interessati.

CAPPAI (U.D.C.). Noi vogliamo una risposta politica da Soru che non è in Aula. Non è in Aula!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Ci apprestiamo ad approvare il sesto articolo di questa finanziaria, di queste disposizioni per la formazione del bilancio 2005 dopo ormai quasi 4 mesi di esercizio provvisorio, stiamo andando verso il quarto mese e forse sarebbe più appropriato, in questi giorni, iniziare a parlare di esercizio 2006, e quindi di finanziaria 2006. Però i tempi sono quelli che forse nessuno di noi avrebbe voluto in quest'Aula.

In effetti è il sesto articolo ma è il settimo che andiamo ad approvare, siamo alla crisi del settimo articolo. Una crisi aspettata, attesa, perché naturalmente l'agricoltura è uno dei nodi storici di questa nostra Regione, dell'economia di questa Isola e, necessariamente, sarebbe dovuta diventare uno scoglio per l'approvazione qui in Aula. E tra il dire il fare, noi sappiamo bene, c'è di mezzo il mare, è risaputo. Il dire era il Dpef, il fare è l'attuale finanziaria e l'attuale bilancio.

Nel Dpef, che noi avevamo anche salutato quasi in maniera positiva per le cose che erano annunciate, l'agricoltura aveva uno spazio rilevante e per il settore dell'agricoltura era annunciata una vera rivoluzione. Diceva la Giunta: una competitività che doveva essere restituita alle imprese agricole della Sardegna per vincere la grande sfida, la grande sfida derivante dai nuovi scenari europei, la grande sfida derivante da tutti quei problemi che frenano l'agricoltura qui in Sardegna. In realtà uno solo dei 39 articoli che compongono questa finanziaria va a parlare di agricoltura, in realtà solo il 2,89 per cento delle risorse messe dentro il bilancio regionale sono delle risorse destinate al settore dell'agricoltura. Eppure ci troviamo di fronte, a detta di tutti gli interventi, sia dei consiglieri di minoranza, sia dei 33 consiglieri di maggioranza qui presenti, e presumo anche dei 22 consiglieri di maggioranza virtualmente presenti, che però per omologazione credo direbbero la stessa cosa dei 33 presenti. Quindi un'economia, quella dell'agricoltura sarda, che davvero non ha impulso, non ha progetto, dentro l'articolo 6 non si intravede alcuna speranza. E quel mare che appunto divide i fatti da ciò che invece veniva annunciato, è un mare di tristezza, la tristezza delle imprese sarde, la tristezza di chi opera in agricoltura e che davvero non trova nemmeno la speranza che qualcosa possa cambiare.

Io vengo da un territorio nel quale vi erano due realtà importanti, lo porto a testimonianza di questa situazione drammatica che in questi mesi, in questi giorni vive l'agricoltura della Sardegna. Un'azienda che aveva 24 dipendenti, che era l'unica in Sardegna a produrre la mozzarella di bufala e che si trovava in tutti i centri commerciali della Sardegna e che oggi ha licenziato tutti i dipendenti, Consorzio caseario del Gerrei con oltre 30 dipendenti che pure ha chiuso definitivamente e per il quale ancora si attengono delle risposte perché possa continuare. Questo è il messaggio che noi portiamo qui dentro, e non possiamo non portarlo; la tristezza di un'agricoltura che aspetta delle risposte e dove dentro l'articolo 6 soprattutto non trova progettualità perché le cose possano cambiare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Matteo per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

SANNA MATTEO (A.N.). Grazie Presidente, colleghe e colleghi. Nel manifestare il mio voto contrario all'articolo in discussione su una materia e su un argomento così complicato e spinoso qual è oggi in Sardegna quello dell'agricoltura, credo che occorra fare una seria discussione e occorra soprattutto partire da lontano, partire dalle lacune che il sistema agricolo sardo ha accumulato negli anni, e partire soprattutto dalle lacune che presenta questa finanziaria, una finanziaria che non dà risposte, che non dà risposte alla politica agricola, che non dà risposte agli oltre 17 mila agricoltori ed operatori del settore che attendevano da questa Giunta, da questa maggioranza che governa la Regione, delle risposte serie su altrettanti problemi. Dico che questa politica agricola regionale non ci piace, e non ci piace perché è una politica regionale che dimentica l'identità sarda, è una politica agricola che dimentica le produzioni tipiche locali, quelle produzioni tipiche locali sbandierate durante la vostra campagna elettorale e che, invece, oggi non trovano spazio nei vostri progetti, nelle vostre strategie e nelle vostre proposte che andate e che andiamo a concretizzare con questa finanziaria.

Quindi dico subito che non ci piace per vari motivi, e ve lo dice uno che fa parte di un partito che a livello nazionale ha l'onere di dirigere un Ministero che è quello dell'agricoltura, che nonostante le grandi difficoltà, le calamità anche incontrate in questo percorso, bene ha operato a livello nazionale, ed è per questo che come partito noi ci sentiamo il dovere di dare anche delle indicazioni, di proporre anche un qualcosa di nuovo ai nostri interlocutori e all'Assessore che è qui presente. Dico che questa finanziaria non dà le risposte agli agricoltori e non dò le colpe all'Assessore, ma dò le colpe all'intero Esecutivo, alla strategia dell'intero Esecutivo e dell'intera maggioranza, perché le responsabilità si condividono insieme e non certamente singolarmente. Dico che occorre una politica diversa, una politica basata sulla specificità, una politica che tenga conto delle varie realtà locali, delle varie produzioni locali. E pertanto il principale obbiettivo deve essere quello di concepire una politica agricola nuova, una politica basata sulle indicazioni che provengono dalle varie associazioni di categoria che più volte hanno manifestato il loro dissenso nei confronti dell'operato di questa Giunta, devo dire non con i metodi con il quale veniva manifestato quando al Governo di questa Regione vi era il centrodestra, ma in maniera più sof. Però credo che questa diciamo elasticità e questa benevolenza nei confronti di questa Giunta non può durare a lungo se l'andazzo rimane questo. Sono convinto che questo settore non rimarrà a guardare, questo settore farà e metterà in atto tutte quelle strategie e tutte quelle pressioni politiche che civilmente e democraticamente sono a disposizione per influire sulla politica di questa Giunta e per incidere soprattutto sulla politica di questa Giunta.

Quindi noi riteniamo che dobbiamo costruire tutti insieme, compatibilmente con le nostre responsabilità che ciascuno di noi ha, ipotesi che siano competitive ed innovative, ma che abbiano per obbiettivo il serio rilancio di un settore che noi riteniamo strategico per la nostra Sardegna. Noi, come partito lo stiamo facendo bene a livello nazionale; noi stiamo cercando di fare proprie le istanze di tutti quei lavoratori e di tutte quelle categorie che non trovano risposte oggi nella politica regionale; noi chiederemo al nostro ministro che si faccia carico delle lacune presenti in questa finanziaria, noi chiederemo al nostro ministro che si occupi della politica agricola della Sardegna, affinché veramente vengano date risposte serie ad un comparto che a noi sta molto a cuore. Per questo il nostro voto a questa finanziaria è negativo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà. Prego i colleghi di contenersi entro i tempi assegnati.

CAPELLI (U.D.C.). Grazie Presidente. Credo che su questo articolo ormai sia stato già detto tutto, tutto e in gran parte condivisibile. Però è l'articolo che probabilmente, proprio l'efficacia della discussione, ha portato ad approfondire i termini di discussione di questa finanziaria.

L'onorevole Cugini ha giustamente, correttamente sottolineato che il confronto in Aula deve pur portare alla fine ad un confronto ulteriore, delegando mi sembra di capire il Presidente della Commissione, che possa in qualche modo fare sintesi delle posizioni delle minoranze, che possa trovare accoglimento da parte della maggioranza nei limiti delle disponibilità di bilancio, ma nessuno in questi emendamenti ha chiesto di aumentare, attraverso un mutuo, ulteriori disponibilità di bilancio. Erroneamente, collega Cugini, lei dice: non si vuole lavorare fino alle due di notte, io non ho sentito in riunione dei Capigruppo nessuna ostativa al fatto che si continui e si aumenti il ritmo di lavoro, perché si possa da un lato approfondire meglio, e dell'altro tenere in considerazione i tempi per una rapida approvazione della finanziaria. Così come è errato, probabilmente mal riferito, che nessuno voglia lavorare di venerdì o nei giorni che voi, tra l'altro, legittimamente avete la possibilità di stabilire. Per cui se qualcuno ha voluto ostare a questo non è sicuramente delle minoranze. Nessuno ha ostato; c'era l'assessore Pigliaru, il Presidente, perché comunque i tempi da voi stabiliti potessero essere subiti, assolutamente nessuno. Si è discusso sul fatto se questo era modo per entrare nel merito della finanziaria o sulla pura esigenza della tempistica della finanziaria dicendo alle minoranze: "Consumate pure il vostro tempo, ma del merito non se ne parla". Questo è stato contestato, perché l'approccio è stato di questo tipo. Se invece c'è la possibilità anche in Aula, o nei modi, nei tempi, nei luoghi deputati, perché ci possa essere un serio confronto che rispetti, ovviamente, chi si siede a discutere di queste cose ben lo sa, che rispetti e non stravolga quello che voi volete e di cui vi assumete le responsabilità, ma che tenga comunque conto delle istanze di una minoranza che oggi rappresenta ben più delle istanze che possono essere direttamente collegate ai voti che questa minoranza ha avuto.

Tolte queste due parti pur significative, ma che per onor di chiarezza era obbligatorio rappresentare, onorevole Cugini e colleghi tutti, credo che ognuno di noi abbia legittimamente rappresentato degli emendamenti in quest'Aula, abbia legittimamente il diritto e dovere di illustrare gli emendamenti, di discuterli, di dichiarare il perché della propria contrarietà o della propria disponibilità, e nessuno può essere tacciato in tal senso di atteggiamenti ostruzionistici, visto anche che fino ad oggi nessuno, in piena unità di pensiero e di azione, o meglio, a volte anche non proprio in pieno unità di pensiero, come è lecito che sia, ha portato avanti in quest'Aula da parte della minoranza degli atteggiamenti ostruzionistici. Se questi sono i termini credo che sarebbe opportuno, finalmente, entrare nel merito della finanziaria, lei dice onorevole Cugini: "Da qui in poi", pur sottolineando che fin qui qualche danno è stato fatto. Per esempio ieri abbiamo votato l'ESAF e sono partite le lettere di licenziamento per tutti i dipendenti delle aziende appaltatrici. Per cui qualche danno lo stiamo già producendo, e di tutti, nessuno escluso, cioè non è che si è fatta una cernita di diminuzione di personale: le ditte hanno ieri sera spedito, e gli operai le hanno ricevute, le lettere di licenziamento.

PRESIDENTE. Grazie Onorevole Capelli. Ha domandato di parlare il consigliere Sanciu per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

SANCIU (F.I.). Grazie Presidente. Onestamente credo che oggi non sia una grande giornata per la politica, e che non sia neanche una grande giornata in modo particolare per l'azione politica che state portando avanti a favore di quel mondo. Ma le colpe non sono solo di oggi, non è che io voglia scaricare le colpe sull'azione politica solo di oggi, però è mortificante, lo dico anche come uomo d'impresa agricola, vedere che per vent'anni in Sardegna non si fa un piano strategico di rilancio dell'agricoltura. Ancora una volta assistiamo, anche questo è importante, si è fatto poco ma si è fatto, dice qualche d'uno, ad un emendamento che pensa di risolvere il problema dell'agricoltura inserendo 20 milioni di euro finalizzati alla valorizzazione del paesaggio agrario regionale, alla gestione attiva dei boschi, finalizzati alla difesa degli stessi dagli incendi, alla manutenzione, al recupero di elementi tipici del paesaggio, quali i muretti a secco e le siepi, e favorire il benessere degli animali e migliorare la qualità. Questo è il piano strategico per il rilancio dell'agricoltura? Con questi 20 milioni di euro per mettere su dei muretti? Credo che forse qualche riflessione la dobbiamo fare. Forse qualche addizione più incisiva, magari che ci veda tutti seduti intorno ad un tavolo per creare quelle condizioni favorevoli e che la politica, almeno su questo argomento, non sempre vada divisa come spesso succede su tanti altri argomenti. Ci sono 17 mila imprese che stanno morendo, abbiamo detto che ci sono centinaia di imprese a cui stanno portando via le aziende, abbiamo parlato di 2100 decreti ingiuntivi appesi nei cancelli delle aziende. Capisco che ci possa essere freddezza, superficialità, che questo argomento non interessa, che l'articolo 6 bisogna andare avanti perché dobbiamo approvare la legge. Credo che noi forse oggi stiamo facendo un servizio giusto da uomini impegnati in politica perché quel mondo non venga dimenticato. L'avete fatto in parte anche voi ma rendiamoci conto che è nulla. Credo che sia importante prendere ad esempio anche alcuni paesi, prendiamo la Francia, prendiamo gli Stati Uniti, prendiamo l'Olanda, Paesi industrializzati che per tenere forte la loro economia hanno difeso sempre e comunque l'agricoltura, ma hanno un piano strategico, sanno cosa devono fare per oggi, per domani e per il futuro. Sanno che è strategico difendere l'agricoltura quindi la sostengono, perché si sa che l'agricoltura non si regge da sola, lo sanno tutti, perché quando si fanno degli accordi che noi non conosciamo, quando si fa la PAC, quando si fa gli accordi GATT, quando si fanno gli accordi WTO, dove noi non siamo presenti, non ne conosciamo gli obbiettivi, non è presente la Regione Sardegna sicuramente, ed è poco presente, o per lo meno sino a poco tempo fa, anche il Governo italiano. Per la prima volta abbiamo inciso nella riforma della politica agricola comunitaria. Per la prima volta siamo riusciti ad anticipare i tempi e a non farci fregare dai Paesi, dal punto di vista agricolo, più forti. Siamo riusciti, a livello nazionale, a fare qualcosa. Vi dico anche, notizia di questi giorni, c'è stata un'interrogazione fatta al ministro per quanto riguarda la calamità naturale in alcune Regioni che hanno subito il maltempo. Insomma, i danni che ha fatto vedi Fonni, eccetera, sappiate che su questo argomento la Regione non ha fatto nulla, Assessore, serviva chiedere uno stato di calamità e saremmo entrati negli interventi fatti dal Governo nazionale per poter avere qualche risorsa che quella povera gente aspetta, e non rispondere a certe gente in un momento così drammatico dicendo che la Regione Sardegna non è un'assicurazione.

Io credo che sia sbagliato l'approccio, credo che sia importante non parlare di agricoltura in momenti in cui serve riempirsi la bocca perché rende dal punto di vista elettorale, ma bisogna dimostrarlo nei fatti che si vuol fare qualcosa, bisogna dimostrarlo nell'impegno quotidiano che si vuol fare qualcosa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Solo due battute per dire che voterò a favore dell'articolo 6 perché risponde alle esigenze che sono presenti nel mondo agricolo oggi, alle esigenze di un'emergenza che va fronteggiata. E ho chiesto la parola per dire anche che nell'atteggiamento della opposizione ci sono due aspetti fortemente contradditori: da un lato si lamenta un atteggiamento di superficialità, di scarsa attenzione, addirittura di non responsabilità della Giunta e della maggioranza sui temi dell'agricoltura, e dall'altro in Commissione agricoltura si abbandono i lavori con motivazioni speciose e prive di qualsiasi fondamento. E quindi, proprio laddove la manovra andava discussa e andava migliorata, si rinuncia a farlo, e poi più o meno lo stesso atteggiamento lo si ripropone in Aula: da un lato si lamenta una proposta carente e inadeguata e dall'altro non si propone niente d'adeguato e di praticabile. Di tutti gli emendamenti proposti dalla opposizione io sinceramente ne ho visto solo uno che sia degno di essere preso in considerazione, ed è quello dell'onorevole Paolo Sanna, che pone un problema serio che riguarda la chiusura dei riordini fondiari in atto e c'è un problema di normativa che va affrontato. Questa è una proposta seria, ma non ne ho viste altre proposte di questo genere. E poi, insomma, diciamoci anche un'altra cosa, un'altra contraddizione: non si può da un lato chiedere alla Giunta di presentare in finanziaria una proposta di rilancio organica dell'agricoltura sarda e dall'altro fare le barricate contro le cosiddette norme intruse, quando poi le poche norme "intruse" dell'articolo 6 sono norme che tendono a dare risposte all'emergenza e che se non si mettono in finanziaria non si capisce dove si possono mettere.

La verità è che questa opposizione non ha un'idea, questo sì, onorevole Diana, non ha nessuna proposta, raramente lo fa in Commissione e in Aula poi vediamo cosa sta facendo. In Aula sta di fatto rallentando l'approvazione della manovra complessiva e quindi danneggiamento anche il settore agricolo, che è fortemente interessato all'approvazione rapida di questa manovra. Certo, c'è bisogno di definire una proposta organica, sono d'accordo, siamo tutti d'accordo, ma non lo facciamo in finanziaria, non è possibile farlo in finanziaria, nonostante in finanziaria, oltre all'emergenza, si diano anche indicazioni importanti su come risolvere problemi strutturali, ma non può essere chiesto che tutto sia contenuto in finanziaria. Ma non siete voi quelli che non vogliono le norme intruse in finanziaria? Sul problema io direi di dedicare una sessione della Commissione e del Consiglio, ma dopo l'approvazione della finanziaria, perché certamente questo settore merita tutta l'attenzione che a mio parere già questa Giunta e questa maggioranza stanno dedicando.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Grazie, Presidente. Io saluto positivamente le parole dell'illuminato onorevole collega Renato Cugini, che grazie alla sua lunga esperienza da Assessore dell'agricoltura nella precedente legislatura, ha voluto cogliere l'occasione di questo articolo per lanciare un messaggio ai colleghi.

Poc'anzi l'onorevole Cugini mi raccontava una storia, che nei suoi due giorni di esperienza la più preoccupata era la sua madre che disse: "In quei due giorni sei riuscito a far morire il maiale di casa".

CUGINI (D.S.). In un giorno! Pensa un po' cosa sarebbe successo se avessi fatto l'Assessore!

PILI (F.I.). In un giorno è riuscito a fare, alla notizia soltanto che era stato nominato Assessore dell'agricoltura era morto il maiale!

Io preferisco il maiale morto dell'onorevole Cugini alla morte dell'agricoltura con questo articolo. E' preferibile la morte del maiale dell'onorevole Cugini piuttosto che la morte dell'agricoltura che diventa una norma intrusa. Il professor Sanna, poc'anzi, Presidente della Commissione agricoltura, ha detto che l'agricoltura è una norma intrusa. Cioè bisogna spiegare agli agricoltori che il settore economico trainante della Sardegna è una norma intrusa nella legge finanziaria! Bisogna spiegare che la legge finanziaria è ancor prima che finanziaria una legge che incide sull'economia e che bene avrebbe fatto l'illustre Presidente della Commissione competente a non ergersi a difensore dell'Assessore, perché quello che si registra, Assessore, l'onorevole Diana è un gentiluomo, un galantuomo e quindi non le ha chiesto le dimissioni, chi gliele ha chieste evidentemente galantuomo non è, però io vorrei schierarmi dalla parte di chi gliele ha chieste per un semplice motivo, perché è più galantuomo rispetto a coloro che hanno già progettato dopo le elezioni provinciali di sostituirla. Io mi auguro, invece, che la tengano, perché così il settore agricolo con lei e con il Presidente della Regione potrà avere tutte le risposte che sta avendo in base a questo articolo: nessuna! Non c'è una risposta compiuta né a quel famoso impegno dei 14 centesimi, non esiste. Gli agricoltori, i pastori della Sardegna non hanno in questa finanziaria nessuna risposta. Le aziende indebitate del mondo dell'agricoltura, che sono state sino all'anno scorso arginate nella loro caduta attraverso un impegno del Consiglio regionale che ci ha consentito di trovare le intese anche con gli istituti di credito, non hanno in questa manovra e in questo articolo nessuna risposta, nemmeno in quell'emendamento, onorevole Marrocu, che è un emendamento farsa. Lei potrà continuare a difenderl, perché è pagato per questo, perché ha il ruolo che ha nel suo Gruppo ed è giusto che lei si erga a difensore dell'indifendibile, però dirci che si può cambiare la storia della Sardegna rifacendo i muretti a secco, perché questo c'è scritto, mica ce lo stiamo inventando, c'è scritto nell'emendamento 353 che voi volete cambiare le sorti dell'agricoltura in Sardegna con 20 ridicoli milioni di euro e ci state dicendo che potete fare i muretti a secco per cambiare la storia dell'economia della Sardegna. Se è questo quello che avete proposto, bene, io vi inviterei a rileggere gli emendamenti proposti dai colleghi della mia coalizione, quello che ha presentato l'onorevole Rassu, per esempio, l'onorevole Sanciu, che hanno posto alcuni elementi di riordino del settore creando le condizioni di trasparenza. Non ci sarà funzionario regionale che finanzierà o che firmerà decreti per pagare indebitamento coperto con muretti a secco. Questa è una fantasia assolutamente impercorribile ed è un inganno, ulteriore inganno al mondo dell'agricoltura. Il mio voto a questo articolo non può essere che contrario, perché questo articolo è contrario all'agricoltura!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Mi ero prenotato prima che venissi chiamato in causa dal collega Pili!

Io sono convinto che quanto approviamo oggi con l'articolo 6 e con gli emendamenti successivi, e quanto approvato ieri dal Consiglio, rappresenta uno dei risultati più significativi di intervento regionale in agricoltura. E lo fa questa Giunta e lo fa questo Assessore senza grandi proclami, senza grandi conferenze stampa, con umiltà e con serietà, guardando al risultato e non alla propaganda.

Ieri abbiamo risolto un problema che era ultradecennale, che ha portato alla paralisi un consorzio che gestisce cinquanta mila ettari di territorio regionale, il secondo in Italia e il più importante della Sardegna, che aveva accumulato 28 milioni di debiti nei confronti di un'altra struttura regionale, l'EAF, che aveva portato al pignoramento di 10 milioni di euro bloccando gli interventi di sistemazione idraulica determinati dall'alluvione, e che portava alla paralisi questa struttura tanto da mettere a rischio la stessa sopravvivenza. L'abbiamo risolto con gli emendamenti 309 e 310, e voi, cari colleghi del centrodestra, non l'avete risolto, pur esprimendo il Presidente del Consorzio di bonifica e pur esprimendo il Presidente dell'EAF, e potevate metterli insieme ed evitare quella vergogna del pignoramento delle risorse e del rischio di non dare gli stipendi ai lavoratori e ai dipendenti, come è avvenuto in questi anni. Non l'avete risolto e l'avete lasciato sino all'ultimo estremo del ricorso giudiziario senza intervenire. Noi l'abbiamo risolto con gli emendamenti 309 e 310 approvati dall'Aula, ponendo fine ad una situazione gravissima di rapporti tra il Consorzio e l'EAF e sanando definitivamente quella situazione debitoria, lasciando ai consorziati esclusivamente 3 milioni di euro da pagare in sette anni e quindi tali da non incidere drammaticamente, cose che, tra l'altro, con l'emendamento che approveremo, il 353, potrebbero essere anche annullate e da non incidere sugli utenti collegati a quel consorzio.

Oggi approviamo un articolo 6 e un emendamento che avvia definitivamente un piano di risanamento dei consorzi di bonifica, che a causa dell'elemento calamitoso si trovano in grave situazione finanziaria ed impegniamo anche la Giunta, oltre a fare il progetto di risanamento finanziario, e quindi di abbattimento dei debiti, impegniamo la Giunta e ci impegniamo ad avviare un processo di riforma dei consorzi per non creare quelle situazioni che rideterminerebbero quella situazione debitoria. E' un'operazione che sappiamo che potrà costare dai 40 ai 50 milioni di euro e la facciamo con coraggio, convinti che se non si risana la situazione debitoria del consorzio a pagarne le conseguenze non sono i Presidenti o i Consigli di amministrazione o le deputazioni, ma sono gli agricoltori che hanno aderito a quei consorzi, che verrebbero chiamati a pagare e a rispondere per loro.

Approviamo un secondo comma con 20 milioni di euro che attiva risorse statali e comunitarie, per risolvere e dare risposte definitive al agropastorale, rispettando un impegno che la Giunta ha assunto con le organizzazioni professionali agricole e attivando risorse per lo sviluppo rurale che nel passato non si sono attivate.

Quindi credo che in silenzio, senza grande propaganda, senza grandi conferenze stampa, questo Consiglio oggi approva con questi emendamenti e con l'articolo 6 quanto non si è fatto negli ultimi dieci anni. E cito anche il periodo nel quale io ero Presidente della Commissione, quindi anche le responsabilità che potevano coinvolgere la stessa Giunta e la stessa maggioranza che ha governato dal 1994 al 1999, e noi lo stiamo facendo nonostante voi continuiate a sostenere con i vostri interventi che invece c'è un atteggiamento di ritardo, è anche offensivo nei confronti dell'Assessore e della Giunta. Invece io credo che quanto noi stiamo facendo, ripeto, ha un significato che è il più importante degli interventi agricoli degli ultimi dieci anni in Sardegna.

CAPPAI (U.D.C.). Ma il progetto per l'agricoltura è risanare i consorzi?

MARROCU (D.S.). Lo facciamo fare ad Antonello Usai e a Felicetto Contu!

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione dell'articolo 6.

Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Chiedo il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. Chi sostiene la richiesta dell'onorevole Pili?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri SANJUST, PETRINI, LICANDRO, RASSU, LA SPISA, Paolo Terzo SANNA, ARTIZZU.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 6.

Rispondono sì i consiglieri: BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - GIAGU - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS.

Rispondono no i consiglieri: ARTIZZU - CAPPAI - DEDONI - DIANA - GESSA - LA SPISA - LICANDRO - MORO - MURGIONI - PETRINI - PILI - PISANO - RASSU - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - DAVOLI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 57

Votanti 55

Astenuti 2

Maggioranza 29

Favorevoli 38

Contrari 17

(Il Consiglio approva).

Emendamento numero 120. Ha domandato di parlare il consigliere Sanciu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANCIU (F.I.). Con questo emendamento si propone di autorizzare la stipula di convenzioni con i CAA operanti in Sardegna per la gestione dell'anagrafe bovina, la cui spesa è quantificata in euro 200 mila. Il Ministro della salute ed il Ministro delle politiche agricole e forestali hanno, come ben sappiamo, introdotto con il decreto del 31 gennaio del 2002, l'anagrafe bovina, provvedimento reso necessario anche a seguito del problema legato al morbo della BSE, la cosiddetta mucca pazza che ha di fatto aumentato la sensibilità dei consumatori nei confronti del tema della sicurezza e qualità delle carni che si consumano nel nostro Paese. Tutto questo ha portato a un'attenta analisi dell'intera filiera produttiva, che va dagli allevatori ai macellai, e degli organi preposti al controllo, in particolare ASL e veterinari. Occorreva sicuramente garantire un accurato controllo sui vari passaggi delle carni e far conoscere agli utilizzatori il percorso di ogni singolo animale. Il decreto si è proposto sostanzialmente due obiettivi: in primis tutelare la salute pubblica e il patrimonio zootecnico e successivamente fornire il basilare supporto per trasmettere informazioni al consumatore e consentire un'etichettatura e tracciabilità adeguata del prodotto. L'Anagrafe zootecnica, che poi è la banca dati nazionale di Teramo, permette di identificare tutti gli allevamenti bovini, ovini e suini presenti su tutto il territorio nazionale. L'Anagrafe bovina nazionale è un'enorme banca dati dove sono monitorati i movimenti di circa nove milioni di bovini esistenti in Italia, esiste anche un sito che consente in tempo reale la registrazione delle nascite, delle vendite, delle macellazioni e il numero dei capi morti distinti a seconda della causa.

Le aziende vengono classificate con un codice identificativo corrispondente a un unico allevatore, anch'egli schedato, dove viene riportata inoltre l'ubicazione dell'azienda, dato non trascurabile, per nulla superfluo, in quanto utile per la prevenzione delle varie epizoozie. La corretta gestione dell'anagrafe bovina riveste notevole importanza nella filiera della tracciabilità delle carni, in quanto è possibile in ogni momento verificare il percorso del singolo capo dalla nascita sino alla macellazione e di conseguenza al momento in cui arriva al banco delle carni, dando ovvie garanzie a tutti i consumatori. Il cattivo aggiornamento, persino la mancata registrazione delle aziende, cosa che avveniva con maggiore frequenza negli anni scorsi, ma che in alcuni casi è ancora presente, ha provocato notevoli danni economici alle aziende. In particolare mi riferisco ai premi comunitari, vacche nutrici, bovini maschi e macellazioni, in quanto le operazioni di registrazione, nascite, vendite e macellazioni non venivano effettuate in maniera corretta e in molti casi tralasciate completamente. Tali operazioni sono ovviamente fondamentali in quanto Agea, l'ente pagatore, prima di procedere ai pagamenti dei premi sopra citati effettua dei controlli incrociati tra i dati inseriti in domanda premio e quelli dell'anagrafe. Quindi la gestione dell'anagrafe da parte delle ASL, negli anni scorsi, sobbarcata peraltro già da tante altre competenze era per così dire, passatemi il termine, un disastro. I centri di assistenza agricola hanno infatti ereditato in alcune aeree una situazione catastrofica e grazie alla competenza e alla professionalità degli operatori sono andati a sanare anomalie di parecchi anni partendo dal 1998 sino ai giorni nostri permettendo così agli allevatori sardi di incassare finalmente quei premi comunitari, i C.A. hanno tutto l'interesse ad effettuare in maniera scrupolosa tutte le operazioni di gestione ed aggiornamento dell'anagrafe bovina in quanto si evita la comparsa di tutte quelle anomalie sulle domande premio inoltrate.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 120. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 128. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento 117. Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Mi dispiace che non ci sia la collega Barracciu, e nemmeno il collega Moro.

(Interruzione)

Pirisi però era assente; non ha le catene per la neve e il giorno a Fonni non è venuto. Ma c'era l'assessore Addis e c'era l'assessore Dessì, i quali, se io non ho mal capito o mal compreso quello che hanno detto è che avrebbero fatto nel giro di quindici giorni una ricognizione dei danni che le nevicate che hanno accompagnato l'inverno delle zone interne avevano colpito quella zona.

Ecco, ad oggi non si ha su quelle nevicate e su quei danni nessun tipo di notizia, ed io credo che le parole con le quali gli amministratori locali di quella zona, Gavoi, Fonni, Desulo e l'alta Gallura, tutta una serie di aree che sono state colpite e aggiungo con una scarsa presenza della stessa Regione nell'intervento immediato che i sindaci hanno richiesto, l'assessore Dessì ha detto: "Non avevamo elicotteri", gli elicotteri quando ci sono calamità di questo genere si fanno arrivare, si fanno arrivare in poche ore, non mi pare che una Regione come la Sardegna si possa dotare di una pattuglia di elicotteri perché forse può capitare che qualche volta ci sono nevicate, quindi il bestiame non può essere approvvigionato del mangime in montagna e che quindi bisogna aspettare che la neve vada via, non è così che si affrontava l'emergenza, ma certamente non si può dire che le nevicate di dicembre, gennaio e febbraio ad oggi non hanno una quantificazione dei danni, anche perché è passato ormai più di un mese da quell'assemblea fatta a Fonni e non c'è alcuna risposta da parte della Giunta, anzi l'assessore Dessì e l'assessore Addis hanno detto lì a Fonni che avrebbero presentato la richiesta delle risorse finanziarie aggiuntive per poter pagare quel tipo di intervento nella legge finanziaria. Tutto sistematicamente ribadito negli articoli di giornale che si possono assolutamente riprendere, ma certamente non compiuto nell'azione dell'Esecutivo nella legge finanziaria. Quindi per questo motivo il mio sarà un voto favorevole all'emendamento 117 che dà una risposta puntuale alla grave situazione di quel mondo agro-pastorale colpito anche da questa ulteriore calamità che mai si era registrata se non nel 1956, credo che sia davvero un'assoluta mancanza di rispetto e soprattutto l'incapacità di dare risposte e mantenere la parola data. Nelle zone interne, ma credo anche in Sardegna, la parola data da parte di un amministratore è una cosa importante, non può essere cancellata la parola data senza dare quelle risposte che invece si attendevano; è per questo motivo che io esprimo su questo emendamento anche il disappunto morale, perché quando alle persone che hanno subito quei danni gli si promette un intervento immediato, poi quell'intervento non arriva, è tardivo, non ha avuto tutte quelle sollecitazioni che forse meritavano anche in tempi non sospetti, credo che oggi il non votare a favore di questo emendamento meriti anche una richiesta, consentitemelo, mi perdoneranno i colleghi, di un voto non dico per appello nominale, ma sicuramente un voto palese che possa consentire di far conoscere a tutti chi ha votato a favore e chi ha votato contro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Se l'emendamento rimane, voterò contro pur non essendo contrario all'emendamento nel suo significato e nelle sue finalità. Lo ritengo, come ho avuto modo di dire stamane, non necessario, nel senso che le nevicate del gennaio e del febbraio sono una calamità e hanno determinato danni, ci sono quelli preposti a verificare quanto sono questi danni, a verificare se il danno supera quella percentuale per cui può intervenire e deve decretare l'evento calamitoso, penso che l'Assessorato, il rapporto con i comuni, con i servizi territoriali e con l'ERSAT e con chi lo ha fatto, abbia già attivato l'eventuale accertamento dei danni, se c'è già questo accertamento l'Assessorato dovrà chiedere che venga decretato per quell'area territoriale ben precisa il fatto calamitoso, e se c'è il fatto calamitoso, come c'è, come è evidente, si ricorrerà con le procedure dell'articolo 23 della legge numero 8 all'eventuale ristoro di quei danni avvalendosi delle risorse che non so se fortunatamente o sfortunatamente comunque quelle risorse sono allocate appositamente per la funzione delle calamità.

Per cui io sinceramente inviterei al ritiro e a farlo proprio come impegno politico della maggioranza ed anche della Giunta il fatto che quella calamità non sarà affrontata diversamente dalle altre calamità, come abbiamo affrontato sempre, credo, le calamità o attraverso provvedimenti di legge o attraverso azioni dell'Assessorato che una volta che queste calamità vengono accertate c'è un danno vero, che può essere territoriale, può essere di settore, di calamità ne abbiamo affrontato e risolto tantissime, sulla tubercolosi bovina gli ultimi che abbiamo fatto una legge, eppure due anni fa c'è stato un caso e c'è stato, addirittura riguardava solo due - tre aziende, eppure si è intervenuto a riconoscere il mancato reddito per quella calamità che veniva in quel momento enunciata, sempre avvalendosi di quei fondi messi a disposizione.

Quindi, io non ho difficoltà a dire che forse l'emendamento va ritirato, ma se l'emendamento viene mantenuto noi votiamo contro perché comunque secondo noi non serve la norma, tra l'altro attiva risorse aggiuntive a risorse che abbiamo già in eccesso, tant'è che le stiamo utilizzando per altre finalità in quella UPB, in quel capitolo, per cui non mi pare che ci sia bisogno neanche della norma finanziaria e quindi direi che io penso che si potrebbe assumere da parte della Giunta l'impegno a considerare quella calamità alla pari delle altre calamità, quindi, superando la polemica: assicurazioni, non assicurazioni, o strumentalizzando un intervento del Presidente in questo o in quell'altro convegno di cui ho sentito solo attraverso la stampa, penso che noi stiamo intervenendo anche con l'emendamento successivo che andrà ad approvare la Giunta sui ripetuti eventi calamitosi, questo è un evento calamitoso e va il trattamento di tutti gli altri eventi calamitosi, seguendo le procedure della legge nazionale e della legge regionale che sono ancora in vigore e che è giusto che vengano seguite. Assumerei quest'impegno, non ne farei su questo, lo dico anche al collega Capelli che lo ha illustrato, una barricata perché credo che l'obiettivo sia quello di fare in modo che queste aziende interessate non abbiano a subirne un danno, non abbiano a subire il fatto che non venga ristorato un eventuale danno accertato in caso di queste calamità. Questo è un impegno che penso possiamo assumere tutti, però, io personalmente non ritengo che serva l'emendamento e quindi se si mantiene voterò contro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Non so se qualche collega firmatario di questo emendamento voglia ritirare questa proposta, se qualcuno la ritirasse ci sarebbe sicuramente qualcun altro, ed io tra quelli, che lo farebbe ancora proprio perché la maggioranza su questo argomento, su questa proposta, deve dire concretamente che lo respinge e deve rimanere in Aula il pungolo, la sollecitazione concreta e reale che l'unico reale, vero segno di sensibilità politica che è stata data alle persone colpite da questa calamità, perché non si può dire che si respinge l'emendamento ma si è d'accordo sul suo contenuto quando essendo passate diverse settimane dagli eventi, da questa situazione di emergenza, dopo ripetute richieste di intervento, ci sono interrogazioni presentate dai nostri colleghi a cui non è stata data una risposta. L'Assessore nella replica a conclusione della discussione sull'articolo e sugli emendamenti avrebbe potuto fare un cenno almeno su questo argomento, che non è stato fatto; non è possibile che adesso soltanto nel momento in cui si mette in votazione questa sollecitazione ad intervenire non arrivi neanche una parola su questo e si chiede addirittura il ritiro dicendo che tutto verrà affrontato, si affronterà questo problema, ma con i tempi che la burocrazia ordinaria, che le leggi e le procedure amministrative impongono.Questo è un bel ragionamento di chi governa e quindi dice: "Calma, faremo tutto per tutti, ma lasciateci lavorare in pace". Le emergenze ci sono sempre state e tutti di fronte alle emergenze sono chiamati a reagire prontamente, non a dire: "Mettetevi in fila ed andate allo sportello di competenza". Se è vero, così come è stato detto, che tutti i colleghi anche quelli della maggioranza, in particolare naturalmente i colleghi dei territori colpiti hanno toccato con mano, insieme anche alla Giunta qual è la reale situazione e hanno preso impegni, come è possibile che di fronte ad una proposta di intervento si dica: "C'è una legge, ci sono gli appositi uffici, deve essere quantificato il danno, poi si attiveranno le procedure, si faranno i decreti, si farà tutto quello che con calma si può fare nell'ordinaria amministrazione". Questa è una situazione di emergenza, state governando, dimostrate di saperlo fare affrontando le emergenze reali e non soltanto le vuote enunciazioni di principio di cui questa legge è piena.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Grazie Presidente, io annuncio il mio voto favorevole all'emendamento non avendo mai pensato di ritirarlo, apprezzo le parole e gli impegni assunti dall'onorevole Marrocu; impegni che, mi sarei aspettato nel momento di replica, avesse potuto assumere direttamente la Giunta, valutando quella che è l'emergenza rappresentata dal 117, ma soprattutto probabilmente il 117 non sarebbe mai nato in questa formulazione ed avremmo proposto, così come alla fine dei lavori proporremo un ordine del giorno magari in materia di impegni ben precisi, se sarà il caso, se non fossero giunte alcune affermazioni da parte dell'Assessore, in particolare da parte del Presidente della Giunta regionale che invitava questi allevatori a farsi un'assicurazione per poter evitare danni da possibili calamità future, o che male hanno fatto a non farsele precedentemente; queste non sono affermazioni riportate infedelmente dalla stampa, ma fedelmente dalla stampa.

Se ci fosse stato un accenno all'assunzione di responsabilità e di impegni per un fatto di tale portata che può trovare copertura all'interno della soluzione, a mio avviso, ardita e comunque rappresentata nel 353 che avrebbe potuto trovare ugualmente, come troverà per legge, copertura da quei fondi, sicuramente sul 117 non ci saremmo attardati ed avremmo preso atto dell'impegno della Giunta a risolvere tempestivamente quest'evento, ennesimo evento calamitoso, che si aggiunge a tutta una serie di problematiche che sono state sviscerate durante la discussione dell'agricoltura per quanto riguarda il comparto, questo non è avvenuto; ecco perché l'emendamento deve fare il suo corso, ecco perché l'emendamento non può essere ritirato e sarà portato all'attenzione dei colleghi.

Sicuramente non saranno parole al vento e saranno parole ed impegni che saranno tenuti presenti anche per il proseguo del percorso del disegno di legge, quelle del Capogruppo del partito di maggioranza relativa, della maggioranza stessa appunto. Sono impegni che potevano essere presi anche, onorevole Marrocu, se avessimo potuto accedere ad una discussione in Commissione almeno di alcuni di questi emendamenti e saremmo potuti arrivare in Aula forse con un alleggerimento di argomenti per l'Aula, ed anche questo purtroppo non è avvenuto. Ritengo che l'Aula debba dare risposte a dei territori, a dei settori e a dei comporti nel tempo debito e non si può chiedere assolutamente, ma comunque non si può ottenere il ritiro dell'emendamento, in quanto ognuno di noi deve rappresentare ed essere convinto di ciò che rappresenta, delle esigenze, delle istanze e sicuramente l'emendamento non è nato come una provocazione per assumere o per tirare dentro degli impegni, ma semplicemente perché si rappresenta una situazione d'emergenza, si trova anche una soluzione e una risposta per queste emergenze, credo che l'Aula si debba assumere queste responsabilità e comunque rimarrà agli atti un impegno anche se l'emendamento dovesse essere respinto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanciu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANCIU (F.I.). Non so quanti di voi hanno visto su Videolina quell'approfondimento di quando veniva intervistato quell'allevatore nel suo "Pandino" in mezzo alla neve nelle montagne del Gennargentu e rilasciava tutta una serie di dichiarazioni, ma in modo così equilibrato, da uomo temprato, da uomo di campagna che affronta con grande forza ed umiltà, ma anche con la dovuta energia trasmetteva un messaggio di quel territorio forte e metteva in evidenza l'insensibilità della politica, del palazzo cagliaritano, che poi è il palazzo dove si prendono le grandi decisioni, e diceva che siamo abbandonati da tutti e ha messo in evidenza tutti i danni subiti, il lavoro di una vita a rischio, e in quei giorni veramente di grande dramma vivendo in quelle condizioni ambientali veramente dure, l'uomo metteva appunto in evidenza che nessuno stava affrontando il loro problema.

Non stiamo parlando di due giorni di nevicate, stiamo parlando di tre mesi, di un caso eccezionale e come sempre si dovrebbe affrontare come vorremmo che fosse questo emendamento, penso che sia evidente, non riesco a capire la posizione del Capogruppo dei D.S. perché è sbagliata la forma, perché non ci si vuole confrontare, perché si dice che ci sono procedure e cose, eccetera, ma, caro onorevole Marrocu, cioè, una parte politica come la nostra potrebbe fare nell'interesse generale anche passi indietro, senz'ombra di dubbio, però se queste aperture arrivano dal Capogruppo di una componente politica e non arriva da chi veramente ha in mano l'azione vera che si porta avanti in questa Regione, cioè il controllo delle risorse, quello che esprime il suo parere positivo, quello che alza il dito, lo abbassa, ecco io credo che tutti sappiamo chi è questa persona, cioè il presidente Soru. Credo che anche oggi sia importante se l'Assessore dell'agricoltura manda un messaggio a noi tutti, io credo che le nostre posizioni in qualche modo riguardo a questo argomento possano essere anche riviste.

Certamente nessuno ritira un emendamento e vogliamo vedere anche che il voto sia evidente perché poi sarà giustamente evidenziato in quelle aree, perché è giusto, è dovere politico nostro quello di andare a dire cosa sta succedendo dentro questo palazzo,; quindi, sarà chiaro di chi saranno le responsabilità, sarà chiaro di chi non ha nessuna sensibilità, sarà chiaro chi si è impegnato per andare incontro alle loro esigenze e chi non si è impegnato. Questa è la politica, questo lo dobbiamo fare, è il nostro dovere insomma.

Un'altra cosa che mi piacerebbe sapere che io già da venti giorni, Assessore, e può dirlo anche al Presidente, ho fatto una interrogazione, con richiesta di risposta scritta, sui danni provocati al comparto agro-pastorale appunto dalle prolungate nevicate e gelate di quest'anno. Bene, credo che sia evidente a tutti che i territori colpiti, appunto la Barbagia, una parte dell'Ogliastra, dell'Anglona, del Logudoro, del Marghine, dell'alta Gallura, credo che questo possa interessare a tante persone qua dentro impegnate che ci siano non solo le risposte, ma in qualche modo che ci sia un'apertura per potere discutere nei dovuti modi questo emendamento.

Io credo che l'apertura da parte nostra per parlare delle forme, dopo un intervento dell'Assessore che possa dirci cosa intende fare e cosa indente fare la Giunta, e cosa intende dire Marrocu quando parla di accertamenti attraverso gli enti preposti, diciamo a questo Consiglio almeno come ci s'intende muovere per andare a dare delle risposte a questa povera gente che da tre mesi vive in quelle condizioni.

PRESIDENTE. L'emendamento ricordo che è senza copertura finanziaria, che ha una copertura finanziaria fittizia; così come abbiamo detto l'altro giorno consentiamo che venga in Aula.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanciu. Ne ha facoltà.

SANCIU (F.I.). Per chiedere il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. Chi sostiene la richiesta?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri ARTIZZU, MORO, LIORI, SANJUST, PILI, LA SPISA, RASSU.)

Pongo in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento 117.

Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CAPELLI - CASSANO - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - LA SPISA - LIORI - MORO - PILI - RANDAZZO - RASSU - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo.

Rispondono no i consiglieri: BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - FADDA Giuseppe - FLORIS Vincenzo - GIAGU - LAI - LANZI - LICANDRO - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PINNA - PIRISI - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 49

Votanti 48

Astenuti 1

Maggioranza 25

Favorevoli 14

Contrari 34

(Il Consiglio non approva).

Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento 126. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento 306. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Emendamento numero 50. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Grazie Presidente, alcune parole se possono essere utili, ma ritengo che di fatto trovino l'accoglimento che sino a questo momento hanno trovato tutte le argomentazioni che da parte mia e da parte dei colleghi nell'illustrazione dei precedenti emendamenti hanno avuto occasione di fare.

Bene, io ho presentato questo emendamento, colleghi, dopo aver visto in televisione uno degli imprenditori agricoli dell'Oristanese che si è incatenato ai cancelli della banca che ha messo all'asta e venduto un'azienda agricola del valore di oltre un miliardo per diciottomila euro.

È una legge che ho presentato in Commissione, questo emendamento riguarda proprio questa legge che io presentai in Commissione nella scorsa legislatura e non certamente per colpa dell'attuale maggioranza non ha visto la luce. Vedete, l'ho detto stamattina, non è sufficiente dire che si presta la massima attenzione al settore agricolo, che il settore agricolo è un settore che merita tutta, non solo attenzione, ma tutta una determinata azione politica da parte del Consiglio regionale, "che l'agricoltura" eccetera, eccetera! Di fatto non succede niente!

La madre - usando un termine iracheno - di tutti i problemi dell'agricoltura è l'indebitamento che il settore ha verso il sistema bancario, l'indebitamento che come tutti sappiamo è stato prodotto in questi anni da una congiuntura negativa di mercato che ha costretto le imprese al prestito agrario, a contrarre i mutui sia per investimenti che come credito d'esercizio, dalla famigerata sorte che ha avuto negli anni scorsi la legge 44, tramite la quale i nostri agricoltori si sono indebitati a tasso agevolato per poi rimborsare i soldi alle banche a tasso ordinario, e questo ha determinato il tracollo di buona parte dell'impresa agro-pastorale della Sardegna.

Allora, è presto detto, è facile dire: "È una norma intrusa", norma intrusa non lo è perché l'emendamento cita, o almeno il primo comma: "L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere alle imprese agricole indicate nel comma due un contribuito in conto interessi sui finanziamenti a medio e a lungo termine prestati agli istituti di credito e finalizzati al consolidamento delle passività aziendali", il secondo comma cita e la legge può fermarsi qui, l'emendamento: "Possono beneficiare delle provvidenze previste dal presente articolo le piccole e medie imprese, le cooperative, i consorzi di impresa operanti nel settore agricolo che si trovino in una situazione di difficoltà così come", ripeto "cosi come definita dagli orientamenti comunitari", perché non è che ci si stia inventando niente, "sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà".

L'Unione Europea prescrive e finanzia interventi per il salvataggio delle imprese, così come ho detto stamattina, poiché se crolla un settore economico, per effetto domino, si trascina dietro gli altri settori e crea nel mercato nazionale ed internazionale una situazione di disagio economico e di mercato che può compromettere la stabilità economica stessa non solo di una regione, ma di una nazione, e la Comunità Europea se viene evidenziato questo interviene, altroché se interviene!

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FADDA PAOLO

(Segue RASSU.) Allora io mi domando e dico: la proposta triennale è di dieci milioni di euro all'anno, venti miliardi di vecchie lire, magari per un addetto ai lavori sembrerebbe irrisorio. Venti miliardi di vecchie lire significherebbe al tre per cento coprire in tre anni le oltre duemila imprese che attualmente versano in queste condizioni. Si è parlato di coraggio, si è parlato di attenzione, si è parlato di provvedimenti appropriati, questo è un provvedimento appropriato; certamente è un provvedimento che meriterebbe una legge a parte, un approfondimento, però, scusatemi, se viene dichiarato urgente l'annullamento di tanti enti con tre parole, è soppresso l'ente Tizio, è soppresso l'ente Caio, se viene riportata in finanziaria tutta la parte che riguarda le politiche del lavoro…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Mi pareva di cogliere, ed io credo anche che ci siano le ragioni, una attenzione in questo emendamento sul tema dell'indebitamento di aziende agricole e un intervento finalizzato ad impedire il fenomeno dell'intervento, da parte degli istituti di credito, con azioni legali e il sequestro di quelle aziende e poi la svendita di quelle aziende.

Un tema questo che è stato trattato altre volte, è un tema che in alcune realtà locali, anche della provincia di Cagliari è rilevante, mi pare che non si profili una consistente iniziativa che riduca questo pericolo, cioè di svendita di realtà produttive che possono rimanere in campo se sono liberate dalla condizione debitoria nella quale versano, mi pare che riguardi anche situazioni che dal punto di vista sociale rischiano insieme ad altre… Presidente se facciamo capannello qua non si capisce nulla, già si inizia in ritardo, già questa seduta è abbastanza, diciamo, annoiata.

(Interventi fuori microfono)

PRESIDENTE. Onorevole Giagu si accomodi. Onorevole Diana.

URAS (R.C.). Perché si ha la netta sensazione che qualunque cosa si dica, che sia interessante o meno interessante, non abbia alcuna, diciamo, possibilità di sviluppo. Noi parliamo di gente in carne ed ossa, ma hanno ragione, hanno io credo ragionissima coloro che stanno fuori da questo palazzo.

Questo è un Consiglio che è stato svuotato dei propri poteri, questo è un Consiglio che è oggetto di un attacco, ed è un attacco di matrice qualunquista che gli toglie la possibilità di discutere e decidere così come dovrebbe in questo sistema, che non è quello revisionato dal centrodestra nelle aule parlamentari con la nuova proposta di modifica della Costituzione, non siamo arrivati ancora a quel punto; un punto che noi, che questa maggioranza di centrosinistra dice, e sottolineo dice, di voler osteggiare, di voler impedire e di voler contrastare.

Qua parliamo di situazione debitoria di aziende in crisi, di gente che non ha più da sfamarsi, che si vede portata via la propria casa e il proprio fondo, il proprio sostentamento, la propria attività economica e facciamo capannello perché si capisce benissimo che qualunque cosa si dica e qualunque problema si affacci qua non è degno di risposta perché c'è qualcuno che dice che questo Consiglio non deve avere un ruolo, una funzione ed una capacità di decisione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Grazie Presidente, credo che il silenzio dopo l'intervento del collega Uras fosse comunque necessario per sottolineare anche la dignità politica e morale di chi le ha manifestate, credo che veramente anche noi che siamo all'opposizione e che abbiamo, voglio dire, forse il ruolo di chi deve comunque rappresentare tutti i difetti, tutti i miglioramenti possibili di una manovra sentiamo forte questo disagio che il collega Uras poc'anzi ha sottolineato.

Non ricordo neanche nei momenti, diciamo così più duri dello scontro politico, ed io che seguo da molti anni le vicende politiche regionali, non soltanto da questi banchi, che mai un'interlocuzione tra le parti politiche di quest'Aula abbia raggiunto un livello così basso. Ma non perché i rapporti sono scaduti, perché i rapporti sono tesi, non ci sono più nemmeno i rapporti tesi!

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Si ricordi quando veniva in Consiglio da presidente, il rispetto che aveva del Consiglio!

PILI (F.I.). Onorevole Secci, davvero io siccome la conosco e la stimo non le si addice il ruolo di difensore di chi è perennemente assente, lei è qui che fa il suo lavoro, lo fa seriamente ed è rispettato per questo da tutti questi colleghi che la stanno a seguire. Certo è che forse il nostro lavoro, quello vostro e quello nostro non è rispettato da altri e di questo dobbiamo prenderne atto sapendo che anche in noi molto spesso, anche le assenze nei nostri banchi sono legate a questo disamore che sta nascendo verso il nostro ruolo, verso la funzione di quest'Aula che vede respingere qualsiasi argomento.

Questo emendamento che il collega Rassu ha presentato insieme ad altri colleghi non è un emendamento che si può liquidare con il silenzio, con un Assessore che non risponde perché ha timore di dire una parola in più rispetto a quella di cui è stata autorizzata. Credo che sia assolutamente improponibile che su un tema così importante, come la ristrutturazione finanziaria delle imprese agricole, non ci sia in quest'Aula, nella legge finanziaria, un dibattito serio.

Onorevole Uras noi siamo distanti, politicamente distanti, lei ha una sua posizione, noi ne abbiamo un'altra, ma devo dire che oggi, spero di non farle del male facendo questa affermazione, perché ho visto che ha comunque il coraggio delle sue azioni, di dire con estrema chiarezza che qui forse non si tiene conto di quello che si sta dicendo.

Noi abbiamo proposto nel comma 23, che l'onorevole Rassu ha evidenziato nel suo emendamento, un richiamo dove parla della Commissione Europea. E' inutile voler in tutti i modi cercare di bypassare quel passaggio che invece è fondamentale, non si recupera l'indebitamento agricolo pensando di finanziare muretti a secco, così come è scritto, occorre prendere il toro per le corna e affrontare così come è stato fatto in maniera bipartisan.

Le leggi sull'agricoltura, le ha ricordate stamattina l'onorevole Marrocu, in uno slancio di onestà intellettuale nel richiamo di quei passaggi in cui si condividevano elementi importanti per il futuro agricolo, non è vero che non è stato fatto niente, onorevole Marrocu, se lei avesse usato un senso critico, avrebbe visto che tutte le leggi sul settore agricolo nella precedente legislatura hanno avuto il voto di tutto il Consiglio, nessuno escluso, dalle leggi sulla siccità, dei danni e delle calamità sino ad arrivare a quelle delle incentivazioni che sono state richiamate.

Bene, questo silenzio è assordante ma è assordante su un settore come quello dell'agricoltura che avrebbe meritato più attenzione dalla maggioranza e anche da chi non si degna di essere presente in questa Aula per dare, se lo potrà dare, un contributo fattivo ad un settore che invece, senza queste risposte, rischia di andare ancora più in crisi di quanto già non lo sia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, anche io intervengo principalmente non in maniera strumentale ma in maniera molto affettuosa per esprimere vicinanza al tono che ha usato poc'anzi l'onorevole Uras richiamando quest'Aula ai doveri che impongono un consesso serio quale questo del Consiglio regionale ha di fronte ad una proposta di un emendamento che io definirei molto ma molto serio. Ventiquattro punti che qualificano un intervento poco oneroso ma finalizzato davvero ad una ristrutturazione finanziaria delle aziende, delle imprese sarde, che consentirebbe loro di uscire finalmente da una situazione di guado, di difficoltà, di estremo imbarazzo nel quale versano in questo difficile momento, che caratterizza l'intero settore dell'agricoltura, e che davvero non può definirsi finalmente, come anche strategicamente rassegnato nel Dpef di questa Giunta, un intervento cosiddetto a contributo, a fondo perduto. Cioè si tratta di intervenire a sostegno dell'abbattimento degli interessi in una misura, che è quella del 64 per cento del tasso di riferimento e quindi inferiore al limite dei due terzi che le normative europee indicano e che quindi, a mio giudizio, tra l'altro faciliterebbe enormemente, anche in maniera quasi automatica, quella che è la notifica all'Unione Europea di un sostegno con questa finalità e che però davvero anche va ad incidere su quella che è la micronizzazione delle imprese agricole qui in Sardegna, che mancano di uno strumento così immediato di sostegno per superare la difficoltà nella quale si battono.

Io ho l'esempio che citai proprio nell'intervento precedente di due aziende importanti che si ricollocano nel mio territorio, dico che alla luce di questo emendamento e di questa ipotesi di intervento, che è di ristrutturazione finanziaria, ripeto, probabilmente troveremmo delle soluzioni che ben si adatterebbero al superamento di questo tipo di difficoltà, che non dimentichiamola, è una difficoltà principalmente finanziaria, principalmente organizzativa. È detto infatti in uno dei punti di questo emendamento che gli obiettivi e la finalità non è quella di incentivare una maggiore produzione, ma una riorganizzazione strutturale finanziaria dell'azienda, e questo è proprio in sintonia con quel principio che voi stessi avete enunciato, che è quello di restituire competitività alle aziende sarde.

Ben venga una proposta di questo genere, e io credo che diventa veramente difficile per questa Aula rispondere no ad un emendamento così importante, un emendamento che, ripeto, non provoca alcun grosso sacrificio, anche da un punto di vista finanziario, ma che restituisce lo strumento finalmente snello, finalmente quasi cantierabile da quelli che sono gli enti istruttori che verrebbero poi individuati come enti gestori di questo importante nuovo strumento e che, davvero, potrebbe risolvere quella che è la qualificazione delle nostre aziende verso le quali, tra l'altro, si dice di voler andare ma che di fatto davvero diventa difficile pensare che si vada realmente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Presidente, io intervengo per sostenere l'emendamento 50 e per non esprimere la mia solidarietà al collega Uras, nel senso che io non sono per niente solidale con lui. Si è accorto in ritardo, con molto ritardo, e non sarà un eventuale accordo sul piano del lavoro che potrà far cambiare idea e metodo alla gestione, al ruolo di questo Consiglio o a chi intende riportare ad un ruolo marginale questo Consiglio, il fatto che ci possa essere un accordo, in itinere magari, su alcune parti di questa finanziaria. Il vero attacco al sistema di normale confronto democratico è già iniziato da tempo; la finanziaria non è che un figlio di questo metodo per alcune parti, per altre la finanziaria è un legittimo atto di intervento programmatorio delle finanze regionali. All'interno di questo atto si è voluto manifestare, attraverso soprattutto le cosiddette norme intruse, accenno un attimo al significato di queste norme intruse, le norme intruse non sono altro, per comprenderci e per farci capire, che una volontà di scavalcare il normale iter democratico per affermare la propria potestà sul Consiglio e sull'indirizzo della politica regionale utilizzando lo strumento della finanziaria. Questo è il significato che dò a queste norme intruse, e non sono solidale con il collega Uras perché le battaglie vanno portate fino a termine, costi quel che costi, purché si ottenga un risultato. Il risultato non può essere, in questo caso, per il senso e per il peso e il valore che si può dare al concetto di democrazia e di rapporto democratico, l'ottenimento o meno di uno sconto sulla finanziaria; è ben altro. Così come questo emendamento poteva far parte di quelli che l'onorevole Cugini ha prima enunciato dicendo: "Da qui in poi iniziamo a discutere". Che il sistema bancario sia il padre della crisi, di molte crisi di settori della nostra Isola, essendo il socio di maggioranza che da subito riceve gli utili dell'impresa, di tutte le strutture produttive sarde, visto il costo del denaro, visto il rapporto con il credito, visto il tasso elevato di garanzie che si chiedono, visto il sistema iugulatorio che le banche classiche, soprattutto le nostre, quelle che prima erano regionali, hanno impostato in Sardegna. Dall'altra parte c'è il socio occulto, che con una eccessiva pressione fiscale gravava sempre sulle imprese, e grava tutt'oggi, per una ancora alta pressione fiscale, sulle imprese.

Quando si propone di intervenire, e anche qui io ritengo che sia una soluzione strutturale per il credito quella proposta, anche se ben altro bisognerebbe fare per regolamentare il rapporto del credito e i sardi più in generale. Però non credo che appartenga solo ed esclusivamente ad un'azione da trasferirsi all'interno di una norma. Anche quello è, a mio avviso, un atteggiamento culturale che va modificato, anche perché generalmente i nostri imprenditori pensano, quando propongono un conto economico, la prima voce in alto del loro bilancio del conto economico preventivo non è quanto guadagnerò o quanto questa azienda produrrà, ma cosa la Regione mi darà e cosa riuscirò ad ottenere dalle banche. Con questo sistema probabilmente non andremo mai in attivo, ma questo è un contributo per iniziare un percorso, un percorso a cui deve seguire, dopo l'azione proposta dall'emendamento 50, sicuramente un'azione culturale e strutturale per il comparto.

PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento numero 50.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Chiederei il voto elettronico palese.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri RASSU, SANJUST, LA SPISA, SANCIU, MORO, BIANCAREDDU, DIANA.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 50.

Rispondono sì i consiglieri: BIANCAREDDU - CAPELLI - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - LIORI - MORO - PILI - PISANO - RANDAZZO - RASSU - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo.

Rispondono no i consiglieri: BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - GESSA - GIAGU - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - PACIFICO - PINNA - PIRISI - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS.

Si sono astenuti i consiglieri: ATZERI - FLORIS Vincenzo.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 51

Votanti 49

Astenuti 2

Maggioranza 25

Favorevoli 15

Contrari 34

(Il Consiglio non approva).

Emendamento numero 105. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Chiedo il voto segreto.

Votazione a scrutinio segreto

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 37

Votanti 37

Maggioranza 19

Favorevoli 1

Contrari 36

Poiché manca il numero legale, sospendo la seduta per 30 minuti. I lavori riprenderanno alle ore venti e dieci.

(La seduta, sospese alle ore 19 e 38, viene ripresa alle ore 20 e 11.)

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

PRESIDENTE. Invito i colleghi a prendere posto. Riprendiamo i nostri lavori. Era stato chiesto il voto segreto, lo conferma onorevole Pili?

PILI (F.I.). Confermo.

Seconda votazione segreta

PRESIDENTE. Indico la seconda votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 105.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 37

Votanti 37

Maggioranza 19

Contrari 37

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPELLI - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUGINI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIAGU - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PINNA - PIRISI - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - UGGIAS.)

Poiché manca il numero legale i lavori riprenderanno alle ore 20 e 45.

(La seduta, sospese alle ore 20 e 15, viene ripresa alle ore 20 e 45.)

PRESIDENTE. Bene, colleghi, riprendiamo posto e riprendiamo anche il lavoro.

Metto in votazione l'emendamento numero 115. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 116. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 118. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 353, che è sostitutivo totale del 336 e su cui è stato espresso parere positivo dalla Giunta. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Emendamento 347. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Signor Presidente, cari colleghi, questo emendamento è stato presentato non certamente per fare propaganda, come un amico carissimo e collega ha detto, bensì provocatoriamente perché io credo che possa anche essere presa in considerazione, ho parlato con l'Assessore poc'anzi, la possibilità dell'Aula, o da parte della Giunta, proprio di studiare una legge sui costi di produzione del settore agricolo. In questo caso io ho fatto riferimento al prezzo del latte in quanto questo non rappresenta un incentivo per aumentare il prezzo del latte, ma riguarda solo ed esclusivamente l'intervento sui costi di produzione se non del prezzo del latte del settore agricolo. E' necessario comunque prestare attenzione a questo, perché su questo tema è possibile spuntarla con la Comunità Europea trattando, e quindi credo sia un'iniziativa che debba e possa essere portata avanti con esito positivo. Grazie.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 347. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Si dia lettura dell'articolo 8.

MANCA, Segretario:

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, volevo fare una proposta all'Aula chiedendo che venga sospeso l'esame dell'articolo 8, per una serie di perplessità, e che si proceda a un'interlocuzione tra Giunta, Presidente di Commissione bilancio, maggioranza e opposizione e si riprenda l'esame dell'articolo non appena sarà trovato un accordo più soddisfacente, con particolare riferimento all'emendamento 321 e comunque a tutti i contenuti dell'articolo. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Grazie, Presidente. Credo che la proposta dell'onorevole Caligaris sia assolutamente plausibile, non foss'altro perché è da appena ventiquattro ore che abbiamo iniziato la discussione della legge finanziaria. Siamo ormai a quattro mesi, onorevole Caligaris, quindi non credo che possa esserci possibilità di ripensamento. Il Presidente ha in questo momento aperto la discussione e la presentazione degli emendamenti sull'articolo 8, io credo che non ci siano emendamenti di sorta che possano più essere presentati. Lo dico per chiarezza regolamentare, perché è evidente che gli emendamenti che sono in ballo sull'articolo 8 devono essere tutti illustrati e discussi, ognuno si assuma le responsabilità sui testi presentati. Quindi su questo noi crediamo che non si possa più tenere aperto il termine dell'articolo 8 e del tema centrale di questa manovra finanziaria e della cancellazione di quello che poi vedremo punto per punto. Quindi esprimo la mia contrarietà a un rinvio e chiedo al Presidente di avviare l'illustrazione degli emendamenti.

PRESIDENTE. Quindi lei ha parlato contro?

PILI (F.I.). Contro.

PRESIDENTE. Onorevole Caligaris, se ci fosse un'esigenza condivisa di sospensione io non avrei difficoltà ad accoglierla, ma evidentemente, come emerge anche dall'intervento del collega Pili, non c'è una volontà condivisa di sospendere e quindi, eventualmente, di procedere alla definizione di proposte modificative dell'articolo 8. Quindi sono costretto a procedere sull'articolo 8.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Vorrei fare una diversa proposta, a termini di Regolamento, di sospensione, ma sulla base di un'altra motivazione su una parte specifica dell'articolo, comunque una pausa sospensiva che riguarda cioè l'articolo 8 limitatamente al settimo e all'ottavo comma, che riguardano la quantificazione di spesa e le norme riguardanti i dipendenti degli enti di formazione professionale per i quali abbiamo avuto, credo tutti i partiti, la segnalazione di un problema improvvisamente manifestatosi a seguito di alcuni provvedimenti amministrativi della Giunta che renderebbero, sulla base di quanto dichiarato dai sindacati, insufficienti le risorse stanziate previste proprio nel settimo comma dell'articolo 8.

Quindi la questione sospensiva sarebbe limitata a questo punto, innanzitutto per avere dalla Giunta notizie precise su questo aspetto, cioè se risponda al vero e se condivide la valutazione che fa il sindacato su imminenti licenziamenti per circa 750 operatori inseriti nell'albo della legge regionale 42. Tutti i partiti politici, tutti i segretari hanno avuto una comunicazione che ho avuto anche io. Credo che sia opportuno che la Giunta possa in qualche modo relazionare in Aula, può essere vero o può non essere vero, noi tutti speriamo che non sia vero che ci sia questo pericolo. Se fosse vero potrebbe essere una cosa opportuna che questa parte soltanto dell'articolo possa essere sospesa, o al limite rinviata a un altro articolo per consentire anche tecnicamente di fare delle modifiche emendative.

PRESIDENTE. Colleghi, se facciamo un lungo dibattito sull'ordine dei lavori! La proposta dell'onorevole La Spisa è quella di sospendere i commi 7 e 8 dell'articolo 8. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Credo che l'articolo 8 abbia un suo senso generale. Peraltro rispetto al dibattito politico e alle posizioni politiche discuterlo per pezzi o discuterlo tutto intero, incominciarlo stanotte, proseguirlo domani o concluderlo anche stanotte non cambia minimamente gli effetti. Quello è l'articolo presentato dall'onorevole Pigliaru nel disegno di legge che riguarda l'Assessorato del lavoro, io non vedo neppure l'Assessore qua, c'è un comportamento che dilaga di scarso rispetto nei confronti dell'Aula, penso che il Presidente sia impegnato, ma quando si discute di un tema che riguarda un Assessorato ritengo che l'Assessore debba essere presente in aula. Se si deve iniziare la discussione si inizia adesso per tutto l'articolo, prosegua regolarmente, così come deve avvenire. Io esprimo il mio parere contrario a una sospensione per parti.

PRESIDENTE. Colleghi, in qualunque momento è possibile sospendere, se c'è un'esigenza fino al momento nel quale non votiamo, quindi noi registriamo la richiesta dell'onorevole La Spisa, che è una richiesta che può essere tenuta in piedi fino al comma 8, fino a quando arriviamo al comma 8. Nel frattempo si può fare il lavoro di presentazione dei numerosissimi emendamenti che sono stati presentati all'articolo 8, la discussione sull'articolo e sugli emendamenti e poi eventualmente si arriva al punto di cui parla l'onorevole La Spisa, sul quale, se c'è una convergenza, si può anche adottare una sospensione, una richiesta di chiarimento sulla base delle notizie che l'onorevole La Spisa ha ricevuto. Quindi io direi che procediamo alla presentazione degli emendamenti all'articolo 8. Se ne dia lettura.

MANCA, Segretario:

Capo III

Disposizioni in materia di lavoro, di istruzione

e attività culturali e socio-sanitarie

Art. 8

Disposizioni in materia di lavoro

1. L'articolo 34 della legge regionale 24 ottobre 1988, n. 33 (Politica attiva del lavoro) è sostituito dal seguente:

"Art. 34 (Valutazione tecnica) - 1. La valutazione tecnica in ordine agli interventi finanziati è svolta da un gruppo di lavoro costituito con decreto dell'Assessore competente, composto da cinque funzionari dipendenti dell'Agenzia regionale del lavoro e dell'Assessorato del lavoro, formazione professionale, cooperazione sociale.".

2. L'articolo 6 della legge regionale 15 ottobre 1997, n. 27 (Riconoscimento del ruolo sociale delle società di mutuo soccorso ed interventi a tutela del loro patrimonio storico e culturale), è abrogato.

3. A valere sullo stanziamento iscritto in conto dell'UPB S10.040 é autorizzata, nell'anno 2005, la spesa di euro 1.760.000 per l'erogazione di contributi a favore delle organizzazione cooperativistiche legalmente riconosciute per le finalità di cui ai punti 1, 2, 3, 4 e 5 dell'articolo 4 della legge regionale 27 febbraio 1957, n. 5 (Abrogazione della legge regionale 11 novembre 1949, n. 4, e costituzione di un fondo per favorire in Sardegna lo sviluppo dell'attività cooperativistica) e legge regionale 6 agosto 1970, n. 17 (Modifiche alla legge regionale 27 febbraio 1957, n. 5, concernente la costituzione di un fondo per favorire in Sardegna lo sviluppo della attività cooperativistica), relative all'anno 2004.

4. Le risorse impegnate nell'esercizio 2004 ai sensi degli articoli 1 e 11 della legge regionale 24 dicembre 1998, n. 36 (Politiche attive sul costo del lavoro) possono essere destinate per l'emanazione di un relativo bando di almeno euro 12.000.000 per gli anni 2005-2006.

5. Il bando di cui al comma 4 deve incentivare le assunzioni secondo le seguenti priorità:

a) assunzione di soggetti delle categorie protette e svantaggiate di cui alla Legge 12 marzo 1999, n. 68 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili), in eccedenza rispetto alla quota obbligatoria, e degli ultraquarantacinquenni;

b) contratti a tempo indeterminato full-time;

c) contratti a tempo indeterminato part-time orizzontale.

6. Nella predisposizione della graduatoria di merito del bando di cui al comma 4, rispettando i criteri di priorità del comma 5, devono avere ulteriore priorità dal punto di vista della tipologia societaria "le imprese".

7. È autorizzata, nell'anno 2005, la spesa di euro 22.231.000 per la realizzazione del programma di formazione professionale (UPB S10.049).

8. Al fine di garantire entro il termine massimo del 31 dicembre 2007 la cessazione degli effetti previsti dalla legge regionale 13 giugno 1989, n. 42 (Assunzione di personale docente presso i centri degli enti privati e presso i centri regionali di formazione professionale), la Giunta regionale, entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, approva un disegno di legge che preveda modalità di incentivo all'esodo e di ricollocazione presso altre istituzioni o enti, del personale inserito nell'Albo di cui all'articolo 1 della suddetta legge regionale n. 42 del 1989.

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati trenta emendamenti. Se ne dia lettura.

MANCA, Segretario:

EMENDAMENTO soppressivo parziale LICANDRO - DIANA - CAPELLI - OPPI - LA SPISA - SANCIU - CAPPAI - VARGIU - LADU - MURGIONI - LIORI - ARTIZZU

Art. 8

Il comma 2 è soppresso. (135)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale DIANA - OPPI - CAPELLI - LA SPISA - SANCIU - CAPPAI - VARGIU - LADU - MURGIONI - LIORI - ARTIZZU

Art. 8

Nel comma 3 dell'art. 8 sostituire la somma di euro 1.760.000 con la somma di euro 2.000.000.

In aumento

UPB S10.040

2005 euro 240.000

In diminuzione

UPB S12.028

2005 euro 240.000 (133)

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - CONTU - LICANDRO - PETRINI - SANNA Paolo Terzo

Art. 8

All'art. 8 bis, al comma 1, dopo la lettera c) è aggiunto il seguente punto:

? Recupero, restauro, riqualificazione, rifunzionalizzazione di immobili storici per archivi e biblioteche ed immobili da utilizzare per attività culturali e di spettacolo. (354)

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - CONTU - PETRINI - LICANDRO - SANNA Paolo Terzo

Art. 8

All'art. 8 bis, al comma 1, dopo la lettera c) è aggiunto il seguente punto:

? Interventi di acquisizione, recupero, ampliamento e riqualificazione di strutture e/o spazi all'aperto per l'allestimento di spettacoli dal vivo e di immobili di valore storico destinati ad attività culturali. (355)

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - LICANDRO - PETRINI - CONTU - SANNA Paolo Terzo

Art. 8

All'art. 8 bis, al comma 1, dopo la lettera c) è aggiunto il seguente punto:

? l'integrazione e la messa in rete dell'offerta di eventi culturale e di spettacolo regionale con la promozione, organizzazione e realizzazione di eventi culturali e di spettacolo. (356)

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - LICANDRO - CONTU - PETRINI - SANNA Paolo Terzo

Art. 8

All'art. 8 bis, al comma 1, dopo la lettera c) è aggiunto il seguente punto:

? Al recupero e la valorizzazione del patrimonio culturale regionale (edifici di particolare valore storico, aree archeologiche e siti di archeologia industriale, musei, complessi architettonici di pregio e aree di centri e borghi storici abbandonati, etc.).( misura 2.a). (357)

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - CONTU - LICANDRO - PETRINI - SANNA Paolo Terzo

Art. 8

All'art. 8 bis, al comma 1, dopo la lettera c) è aggiunto il seguente punto:

? Alla realizzazione dì un insieme di azioni materiali e immateriali per la messa a sistema, la valorizzazione e la fruizione integrata degli elementi specifici del patrimonio culturale all'interno di itinerari e parchi tematici (es. archeologia nuragica e prenuragica, itinerari religiosi, parchi letterari, etc). Misura 2.1.b. (358)

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - CONTU - LICANDRO - PETRINI - SANNA Paolo Terzo

Art. 8

All'art. 8 bis, al comma 1, dopo la lettera c) è aggiunto il seguente punto:

? Alla realizzazione di un insieme di azioni finalizzate a sviluppare l'imprenditorialità e la crescita delle organizzazioni che operano per la valorizzazione e la diffusione della conoscenza del patrimonio culturale. Misura 2.1.c. (359)

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - LICANDRO - PETRINI - CONTU - SANNA Paolo Terzo

Art. 8

All'art. 8 bis, al comma 1, dopo la lettera c) è aggiunto il seguente punto:

"? realizzazione e/o trasformazione delle opere, e degli impianti che costituiranno le stazioni e gli itinerari di visita;". (360)

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - LICANDRO - CONTU - PETRINI - SANNA Paolo Terzo

Art. 8

All'art. 8 bis, al comma 1, dopo la lettera c) è aggiunto il seguente punto:

"? realizzazione delle infrastrutture e degli impianti per i servizi complementari (informazione, ristorazione, etc);". (361)

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - CONTU - LICANDRO - PETRINI - SANNA Paolo Terzo

Art. 8

All'art. 8 bis, al comma 1, dopo la lettera c) è aggiunto il seguente punto:

? interventi di catalogazione di beni e materiale bibliografico e dì archivio direttamente funzionali ai progetti di recupero del patrimonio di archeologia industriale. (362)

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - CONTU - LICANDRO - PETRINI - SANNA Paolo Terzo

Art. 8

All'art. 8 bis, al comma 1, dopo la lettera c) è aggiunto il seguente punto:

"? recupero e rifunzionalizzazione dei singoli beni culturali da sottoporre, ove necessario, al vincolo dì destinazione. Gli interventi saranno integrati con interventi finalizzati a dotare i beni di impianti complementari per migliorarne le condizioni di sicurezza, accesso e fruibilità;". (363)

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - LICANDRO - PETRINI - CONTU - SANNA Paolo Terzo

Art. 8

All'art. 8 bis, al comma 1, dopo la lettera c) è aggiunto il seguente punto:

? realizzazione delle infrastrutture e degli impianti, nel rispetto dei vincoli di tutela e conservazione, per i servizi e le attività complementari di valorizzazione (attività culturali, erogazione di servizi al turismo culturale e naturalistico, localizzazione di book shop, etc). (364)

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - LICANDRO - PETRINI - CONTU - SANNA Paolo Terzo

Art. 8

All'art. 8 bis, al comma 1, dopo la lettera c) è aggiunto il seguente punto:

? creazione, all'interno degli edifici e delle aree recuperati con l'Azione 2.1.a, di centri di informazione, promozione e servizio dei sistemi e delle reti culturali. (365)

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - CONTU - LICANDRO - PETRINI - SANNA Paolo Terzo

Art. 8

All'art. 8 bis, al comma 1, dopo la lettera c) è aggiunto il seguente punto:

? programmi di promozione e marketing delle reti e dei sistemi culturali orientati agli specifici mercati turistici nazionali e internazionali, anche attraverso la produzione dei relativi materiali informativi, in stretta integrazione con le operazioni previste nella Misura 4.5.. (366)

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - LICANDRO - CONTU - PETRINI - SANNA Paolo Terzo

Art. 8

All'art. 8 bis, al comma 1, dopo la lettera c) è aggiunto il seguente punto:

"? programmi di comunicazione e sensibilizzazione della popolazione locale sulla tutela e sulla fruizione del patrimonio culturale;". (367)

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - CONTU - LICANDRO - PETRINI - SANNA Paolo Terzo

Art. 8

All'art. 8 bis, al comma 1, dopo la lettera c) è aggiunto il seguente punto:

"? creazione di laboratori innovativi coerenti con i tematismi delle reti e dei sistemi culturali di riferimento e collocati all'interno degli edifici recuperati con l'Azione 2.1.a. con riferimento a laboratori di ricerca-animazione a carattere culturale e delle tradizioni culturali locali, nonché a laboratori i restauro del patrimonio culturale (es. Polo regionale specialistico finalizzato alla conservazione e valorizzazione dei beni culturali, in raccordo con il sistema museale);". (368)

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - LICANDRO - PETRINI - CONTU - SANNA Paolo Terzo

Art. 8

All'art. 8 bis, al comma 1, dopo la lettera c) è aggiunto il seguente punto:

"? sviluppo di sistemi multimediali interattivi e portali telematici accessibili sulla rete internet per la valorizzazione delle reti e dei sistemi culturali, con riferimento tanto alle utenze remote che alla fruizione diretta in parchi archeologici, musei, siti, biblioteche, archivi etc;". (369)

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - PETRINI - LICANDRO - CONTU - SANNA Paolo Terzo

Art. 8

All'art. 8 bis, al comma 1, dopo la lettera c) è aggiunto il seguente punto:

"? costruzione ed all'avvio delle reti e dei sistemi culturali attraverso interventi di affrancamento consulenziale e di training on-the-job dei soggetti gestori e dei singoli operatori per rafforzare ulteriormente, in fase realizzativa, l'integrazione e l'efficacia dei progetti e la capacità di gestione dei servizi di fruizione in fase di avvio;". (370)

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - LICANDRO - PETRINI - CONTU - SANNA Paolo Terzo

Art. 8

All'art. 8 bis, al comma 1, dopo la lettera c) è aggiunto il seguente punto:

"? le raccolte discografiche, videoteche, mediateche e biblioteche museali;

? i servizi di accoglienza, ivi inclusi quelli di assistenza e di intrattenimento per l'infanzia, i servizi di informazione, di guida e assistenza didattica, i centri di incontro e gli internet point;

? l'organizzazione di mostre e manifestazioni culturali, di eventi, di iniziative promozionali;

? la realizzazione di iniziative e forme innovative di valorizzazione e gestione." (371)

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - CONTU - LICANDRO - PETRINI - SANNA Paolo Terzo

Art. 8

All'art. 8 bis, al comma 1, dopo la lettera c) è aggiunto il seguente punto:

? introduzione del regime di aiuto de minimis per le seguenti tipologie di attività imprenditoriali:

c) Iniziative imprenditoriali nel settore del restauro, della conservazione e della valorizzazione del patrimonio culturale attraverso incentivi per le imprese e i lavoratori autonomi che partecipano ai bandi di selezione pubblica per l'acquisto di impianti e attrezzature - coerenti con le attività di restauro e conservazione del patrimonio culturale - e per la produzione di strumenti e oggetti caratteristici della cultura locale. (372)

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - CONTU - LICANDRO - PETRINI - SANNA Paolo Terzo

Art. 8

All'art. 8 bis, al comma 1, dopo la lettera c) è aggiunto il seguente punto:

? introduzione del regime di aiuto de minimis per le seguenti tipologie di attività imprenditoriali:

h) Servizi di rete per la valorizzazione e la gestione integrata del patrimonio culturale.

I servizi sono finalizzati alla valorizzazione integrata delle reti e dei sistemi culturali regionali e locali. Essi dovranno essere erogati da soggetti privati, in forma singola o associata, interessati a forme di gestione, promozione e valorizzazione delle reti e dei sistemi culturali individuati nell'Azione 2.1.b. I servizi riguardano le medesime tipologie di cui al precedente punto a). (373)

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - CONTU - LICANDRO - PETRINI - SANNA Paolo Terzo

Art. 8

All'art. 8 bis, al comma 1, dopo la lettera c) è aggiunto il seguente punto:

"? introduzione del regime di aiuto de minimis per le seguenti tipologie di attività imprenditoriali:

a) Servizi per la gestione e la valorizzazione di singoli elementi del patrimonio culturale.

I servizi sono finalizzati alla valorizzazione, da parte di soggetti privati, del patrimonio culturale di proprietà privata e pubblica.

I servizi riguardano in particolare:

? il servizio editoriale e di vendita riguardante i cataloghi e i sussidi catalografici, audiovisivi e informatici, ogni altro materiale informativo e didattico, e le riproduzioni di beni culturali;". (374)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE

Art. 8

I commi 4,5,6 dell'articolo 8 sono sostituiti dal seguente articolo:

Articolo 8 bis

Interventi integrati per il lavoro

1. Gli interventi a favore del Lavoro, nel corso del 2005, sono adottati attraverso un piano integrato comprendente le seguenti azioni:

a) Emanazione di un Bando -per gli anni 2005 e 2006-, ai sensi degli articoli 1 e 11 della Legge Regionale 24 dicembre 1998, n. 36 (Politiche attive sul costo del lavoro) per il quale sono destinate le risorse impegnate nell'anno 2004 a valere sull'UPB S10.025-(Cap. 10073), per un importo complessivamente pari a euro 12.000.000, in ragione di euro 6.000.000 per ciascuno degli anni 2005 e 2006.

Il bando, di cui sopra, deve incentivare le assunzioni secondo le seguenti priorità:

• assunzione di soggetti delle categorie protette e svantaggiate di cui alla Legge 12 marzo 1999, n. 68 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili), in eccedenza rispetto alla quota obbligatoria, e degli ultraquarantacinquenni;

• contratti a tempo indeterminato full-time;

• contratti a tempo indeterminato part-time orizzontale.

Nella predisposizione della graduatoria di merito del citato bando, rispettando i criteri di priorità suindicati, devono avere ulteriore priorità dal punto di vista della tipologia societaria "le imprese".

b) Finanziamento dell'articolo 19 della Legge Regionale 24 dicembre 1998, n. 37 (norme concernenti Interventi finalizzati all'occupazione e allo sviluppo del Sistema produttivo Regionale e di assestamento e rimodulazione del Bilancio), da destinare agli interventi di cui ai punti a) e b) del medesimo articolo; la concessione di finanziamenti "de minimis" è consentita solo per la costituzione di nuove imprese.

Per gli interventi di cui sopra è autorizzata , a valere sulla UPB S04.017 la spesa di € 30.000.000 per ciascuno degli anni 2005-2006-2007.

c) Interventi a sostegno di iniziative locali di sviluppo e occupazione diretti:

• Alla prosecuzione delle attività dei Centri Servizi per l'inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati;

• all'erogazione di piccoli sussidi ( ai sensi del Regolamento FSE 1262/99.);

• all'erogazione di prestiti d'onore;

• alle attività di assistenza e accompagnamento alle imprese.

Interventi per la promozione e l'adeguamento dei centri rurali minori diretti a:

• Restauro conservativo di aree di particolare interesse;

• Realizzazione dei centri d'informazione e dei percorsi turistici;

• Recupero dei borghi e delle case rurali per la valorizzazione turistica;

• Incentivi "de minimis" per la promozione del turismo rurale.

Interventi a sostegno di nuove iniziative imprenditoriali, individuate nell'ambito della nuova programmazione integrata territoriale, promossi prioritariamente dai giovani nei seguenti settori: Tutela e valorizzazione dell'ambiente, promozione e valorizzazione del patrimonio culturale, iniziative imprenditoriali innovative e ad alto contenuto tecnologico, iniziative imprenditoriali per la messa in rete di sistemi territoriali di imprese, iniziative imprenditoriali nel settore del turismo, iniziative imprenditoriali nel settore agricolo e per lo sviluppo delle aree rurali, iniziative imprenditoriali per la trasformazione e la commercializzazione delle produzioni tipiche regionali.

Per tali iniziative è finalizzata la spesa di € 110.000.000 per ciascuno degli anni 2005 e 2006 a valere sui fondi del POR Sardegna 2000-2006.

2. In attuazione del principio di coesione territoriale ed al fine di assicurare la più equilibrata distribuzione delle risorse in tutto il territorio regionale, i fondi predetti sono ripartiti e spesi attraverso delle procedure definite nel Complemento di Programmazione del POR Sardegna 2000-2006, avuto riguardo alle finalità di cui all'articolo 19 della Legge Regionale n. 37/98 e dell'art. 44 dello Statuto della Regione Sarda.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S04.017

2006 € 30.000.000

2007 € 30.000.000

In diminuzione

UPB S12.028

2006 € 30.000.000

2007 € 30.000.000 (321)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CONTU - DIANA - CAPELLI - OPPI - LA SPISA - SANCIU - CAPPAI - VARGIU - LADU - MURGIONI - LIORI - ARTIZZU

Art. 8

Al comma 5° lettera a dell'art. 8 dopo la parola "obbligatoria," la frase : ".... e degli ultraquarantacinquenni;" è sostituita dalia seguente :

"e degli ultratrentacinquenni;". (136)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale SANJUST - LA SPISA - DIANA - CAPELLI - OPPI - SANCIU - CAPPAI - LIORI - VARGIU - LADU - MURGIONI - ARTIZZU

Art. 8

All'art. 8 nel comma 8 le parole "entro novanta giorni dall'entrata in vigore…" sono sostituite dalle parole "entro trenta giorni dall'entrata in vigore". (132)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - OPPI - CAPELLI - LA SPISA - SANCIU - CAPPAI - VARGIU - LADU - MURGIONI - LIORI - ARTIZZU

Art. 8

Dopo il comma 3 è inserito il seguente:

3 bis. All'art. 5 della L.R. n. 5 del 27.2.1957 il quinto comma è cosi sostituito:

Cinque rappresentanti delle organizzazioni cooperativistiche legalmente riconosciute. (134)

EMENDAMENTO aggiuntivo PISANO - CASSANO - DEDONI - VARGIU

Art. 8

Dopo il comma 8 dell'articolo 8 è aggiunto il seguente comma :

8 bis. Al fine di garantire la realizzazione dei percorsi di cui alla Legge 53/03, viene autorizzata la spesa di 18.625.000 per l'avvio del primo ciclo e per il completamento del II e del III ciclo dell'anno formativo 2005/2006.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

10-Lavoro

UPB S10.049 - Programmazione e politica della formazione e del sistema formativo.

Anno 2005 euro 18.625.000,00

In diminuzione

03 Programmazione

UPB S03.008 - Fondo per la Programmazione negoziata

Anno 2005 euro 3.500.000 (54)

EMENDAMENTO aggiuntivo SECCI - MARROCU - BIANCU - LICHERI - PINNA - CACHIA - BALIA

Art. 8

All'articolo 8 dopo il comma 8 è aggiunto il seguente:

8/bis. Al fine di evitare l'insorgere di controversie ovvero per la risoluzione di liti pendenti in materia di agevolazioni concesse ai sensi della L.R. 11.08.1983, n. 16, l'Amministrazione Regionale può, in fase di transazione, rinunciare anche al recupero degli interessi dovuti dalle Cooperative beneficiarle se ciò è reputato conveniente per l'economicità dell'azione amministrativa". (337)

EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 8

Dopo l'art. 8, è aggiunto il seguente:

L'articolo 8 della Legge Regionale 29 aprile 2003, n. 3 è sostituito dal seguente:

Art. 8bis

Istituzione dei regimi di aiuto a sostegno delle attività produttive

in applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE

e relativi regolamenti commutati di attuazione.

1. La Regione Sardegna promuove lo sviluppo del sistema produttivo regionale tramite l'istituzione di strumenti di intervento e regimi di aiuto regionali cofinanziabili con risorse comunitarie, statali e private per favorire la coesione interna e la competitività dei sistemi regionali attraverso la concentrazione e l'integrazione degli interventi nella logica delle filiere produttive, dei contratti di investimento e dei pacchetti integrati di agevolazioni.

2. I regimi di aiuto istituiti con le procedure previste dal presente articolo, nonché qualsiasi aiuto accordabile nell'ambito di ogni singolo regime, sono istituiti in applicazione e nel rispetto delle condizioni previste dai regolamenti di esenzione approvati dalla Commissione europea di cui al Regolamento (CE) n. 68/2001 del 12 gennaio 2001 relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE degli aiuti destinati alla formazione, di cui al Regolamento (CE) n. 69/2001 del 12 gennaio 2001 relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di importanza minore e di cui al Regolamento (CE) n. 70/2001 del 12 gennaio 2001 relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese pubblicati nella G.U.C.E. serie L. 13 gennaio 2001, n. 10, di cui al Regolamento (CE) n. 1/2004 del 23 dicembre 2003 relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese attive nel settore della produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli pubblicato nella G.U.U.E. 3 gennaio 2004, n. L 1 e successive modifiche e integrazioni.

3. In osservanza e nei limiti previsti dalla "Carta degli aiuti a finalità regionale per il periodo 2000-2006 in Italia" pubblicati nella G.U.C.E. 2000/C 175/05, dai succitati regolamenti, dalla vigente normativa comunitaria di settore, nonché dal DLgs. 31 marzo 1998T n. 123, e dell'articolo 19 della legge 24 novembre 2000, n. 340. della Giunta regionale con propria deliberazione assunta su proposta dell'Assessore competente per materia e di concerto con l'Assessore della Programmazione, sentito il partenariato istituzionale, economico e sociale, definisce con apposite direttive di attuazione per le specifiche finalità indicate delle leggi di settore vigenti, POR Sardegna 2000-2006 e relativo Complemento di Programmazione e per le finalità indicate nel primo comma del presente articolo dando priorità alle attività produttive inserite negli strumenti della programmazione integrata, le modalità e i criteri di attuazione degli strumenti e dei regimi di cui ai precedenti commi, nonché i massimali di intensità degli aiuti, le limitazioni ed i vincoli per i soggetti beneficiari. Le direttive sono trasmesse alla competente Commissione consiliare che su di esse esprime il proprio parere entro trenta giorni, decorsi i quali si prescinde dal parere.

4. Al fine dell'applicazione del presente articolo sono utilizzate le risorse statali, le risorse del POR Sardegna 2000-2006 iscritte nel bilancio regionale destinate a finanziare interventi di incentivazione, le risorse individuate in specifici Accordi di Programma Quadro stipulati con lo Stato nonché, attraverso la stipula di specifici accordi di programma o procedure di programmazione integrata, le risorse finalizzate allo sviluppo locale nella disponibilità di altri soggetti.

Nel caso in cui i regimi di aiuto di cui ai commi precedenti siano già previsti in leggi regionali di settore le stesse continuano ad operare fino alla data di entrata in vigore delle direttive. (308)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 135 ha facoltà di illustrarlo.

LICANDRO (F.I.). Presidente, colleghi, con questo emendamento noi proviamo a effettuare un'operazione che si preannuncia disperata, viste le premesse di questi giorni di discussione in Aula. Ma siccome la buona volontà non ci manca, come avete potuto intuire, e non potendo sapere esattamente a chi rivolgerci, noi indirizziamo queste poche parole a tutta la maggioranza, e in particolare a quelle che sono le componenti più sensibili a questi temi sociali, ben sapendo che un conto sono le parole, e in questo, colleghi della maggioranza, non vi mancano i maestri, un altro sono gli atti coerenti.

Dunque, se non abbiamo capito male, a qualcuno è venuto in mente di sopprimere, con l'ennesimo colpo di accetta, le società di mutuo soccorso della Sardegna, che non sono, per chi non avesse particolare confidenza con il tema, organizzazioni criminali, ma benemerite e antiche istituzioni dell'Isola: una è a Cagliari, una, la conosco molto bene, è a Oristano, una è a Sassari, e così via. Ma cosa fanno da più di cento anni queste società che voi intendete sciogliere nell'acido della riforma assoluta? Aiutano le persone, ecco cosa fanno, però qualche buontempone, certamente, fra voi, ha pensato: "Ma sì, facciamole fuori queste società di mutuo soccorso, tanto ricevono contributi dalla Regione e siccome i soldi scarseggiano e l'imperativo oggi è quello di risparmiare, allora cancelliamole tutte, senza nessuna ombra di eutanasia".

Ma che cosa volete cancellare colleghi? A Oristano e dappertutto è così, le società di mutuo soccorso esercitano un ruolo, e svolgono un ruolo che forse chi ha proposto di sopprimerle forse nemmeno immagina. Io credo che siano, in questo momento, l'unico luogo attrezzato per gli anziani che altrimenti non avrebbero che il bar o le panchine di qualche parco.

Sono centri sportivi di livello nazionale, sono centri di cultura, di solidarietà ma di quella attiva, di divertimento e anche di festa nelle diverse stagioni dell'anno. Sono insomma delle occasioni di reciproca assistenza tra famiglie e tra lavoratori che solo a Oristano riguardano almeno un migliaio di persone. Allora io vorrei capire: voi volete lo sfascio o la coesione sociale? Basta dirlo, basta parlare chiaro, del resto cosa cambierà in positivo per l'economia sarda se riuscirete nell'impresa, e sono certo che ci riuscirete, di estinguere le società di mutuo soccorso? Nulla, assolutamente nulla, non cambierà in positivo assolutamente nulla.

Ora, io credo invece che questa ansia di risparmio che vi sta contagiando tutti non ottiene assolutamente effetti benefici per la collettività se si manifesta, fra l'altro, nelle cose piccole, colleghi, cose piccole che non vanno ad intaccare il sistema generale, ma proprio queste cose piccole, come proprio le organizzazioni di mutuo soccorso, rappresentano istituzioni e veri valori nella memoria collettiva.

Approvare questa norma, avere il coraggio di approvare questa norma, significa non conoscere nemmeno un pezzetto della cultura sociale della nostra isola. Ritirate questo articolo, colleghi della maggioranza, è un articolo barbaro, vandalico, che fa scempio delle nostre tradizioni antiche senza ottenere assolutamente il minimo effetto benefico. Dedicate le vostre preziose energie a scrivere norme generali, anche astratte, come dovrebbero essere le buone norme del buon legislatore. Grazie.

PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato l'emendamento 133. Si dà per illustrato. Emendamento 321 della Giunta regionale.

Ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica per illustrare l'emendamento numero 321.

SANNA GIANVALERIO, Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, l'emendamento 321, che è iscritto nello stato della spesa dell'Assessorato degli enti locali, descrive ancorché parzialmente una rilettura della strategia degli interventi a favore del lavoro per il 2005, perché ne descrive una parte, altre parti sono descritte in capitoli a se stanti e separati da questi, e in pratica si articola tecnicamente in tre punti il cui primo introduce delle novità rispetto agli interventi relativi alla legge 36/98 favorendo assunzione di imprese e categorie di lavoratori dalle aree più svantaggiate che complessivamente riporta un importo complessivo pari a 12 milioni di euro. Il punto b) fa propria la rilettura della possibilità di finanziamento dell'articolo 19, limitatamente alle voci a) e b) in relazione alla non più sostenibilità del finanziamento con mutui di questa parte della legge 37 per 30 milioni di euro. L'ultima parte prevede una manovra di 110 milioni di euro a valere sui fondi comunitari per i quali le istituzioni di nuovi regimi di aiuto già modificati e ai quali si legherà ulteriormente e per i quali è possibile applicare molti regimi di aiuto già previsti dall'articolo 19, che sono già attivabili, e con le ulteriori modifiche che sono in corso di approvazione da parte della Commissione che saranno probabilmente conclusi entro il 15 giugno di questo anno, ulteriori perfezionamenti chiesti per allargare i regimi di aiuto alle imprese, secondo modalità e attività che sono contenute in questo articolo.

La parte significativa di questo emendamento è contenuta nel comma 2, dove sostanzialmente viene confermata la triennalità dell'intervento, triennalità che ha un particolare rilievo relativamente alla voce b) che, pur prevedendo 30 milioni di euro si pone l'obiettivo di sostenere, con quote di cofinanziamento, strategie dei comuni volti all'integrazione dei finanziamenti comunitari e che si presterà ad un monitoraggio annuale per valutare la sufficienza o meno di questo stanziamento che noi riteniamo, quindi in questa specie, un finanziamento minimo.

L'altro aspetto contenuto nel comma 2 è la conferma che la strategia indicata in questo emendamento si svolge in stretta correlazione con lo spirito e le finalità iscritte nell'articolo 19 della legge 37 e accompagnate anche dal richiamo del ruolo dei comuni e delle comunità sarde nell'approntamento delle strategie di sviluppo della Regione contenute nell'articolo 44 del nostro statuto.

Questo è sostanzialmente ciò che rileva rispetto alla situazione di oggi, vorrei dire brevemente che in tutto questo non esiste nessun giudizio sul passato di questa legge e su quello che ha prodotto, certamente fattori positivi, ma crediamo che le analisi che devono essere rigorose, complesse e anche correttamente contestualizzate nel quadro storico e sociale nelle quali hanno svolto la loro funzione, meritino approfondimenti che nessuno in questo momento, e neanche nei momenti precedenti a questo può fare con serietà e con il rispetto che questa legislazione, nata nel '98, ha svolto in questi anni.

Non c'è neppure un superamento di questa legge, perché anzi vi è la ricerca di una continuità della sua funzione, tenendo conto che c'è oggi, chiarissima, l'esigenza di saldare, entro una congiuntura particolarissima di carattere economico, politico e anche strategico, sul piano delle finanze regionali, la strategia regionale del lavoro a condizioni e contesti economico sociali che sono più veloci di quelli che erano nel '98, molto modificati rispetto a quelli che erano nel '98, e assolutamente più globalizzati sì da rendere la nostra riflessione su quella che dovrà essere l'evoluzione logica di questa importante legge nel futuro, patrimonio di una riflessione più attenta e più rigorosa. La Giunta ha avuto, e ripeto, mantiene un atteggiamento aperto e disponibile pur nel rispetto dei vincoli generali della manovra che sono noti e ripetuti più volte.

Vorremmo però poter continuare a rispondere alle esigenze di migliaia di disoccupati rispettandoli prioritariamente, usando meno parole di circostanza, demagogie di occasione e realizzando invece atti concreti, coerenti con i principi di una buona amministrazione che fa i conti con quello che è disponibile, sapendo che ogni nostro gesto grava, in termini di debito, su ogni creatura che nasce in questa Sardegna nei prossimi anni, e che quindi non ci appartiene nel diritto di esercitarlo, ed è il più possibile rivolta ad atti tangibili e capaci di incidere positivamente nel mutamento della condizione di vita di questi disoccupati. Lo dico perché se fossero state decisive le nostre parole disseminate in questi anni sul tema della disoccupazione la Sardegna registrerebbe da tempo la piena occupazione; così non è e bisogna essere nel tempo dato, nelle condizioni mutevoli della storia umana, all'altezza delle sfide, che non sempre appaiono con le vesti di uno sfuggente appagamento politico che tale resterà a dispetto dei veri problemi della Sardegna.

PRESIDENTE. All'emendamento numero 321 sono stati presentati emendamenti aggiuntivi dal 354 al 374 a firma Pili e più.

SECCI (La Margherita-D.L.). Pili e basta, Presidente.

PRESIDENTE. No, c'è un'integrazione di firme. Glielo sto comunicando, onorevole Secci, perché l'ho avuta anch'io in questo momento la stampa con le firme ulteriori. Quindi Pili e più. Chiedevo ai colleghi se possiamo contingentare un tempo per la illustrazione di tutti questi emendamenti che altrimenti avrebbero bisogno di 400 minuti. Siccome sono emendamenti che riguardano lo stesso tema contenuto nell'emendamento numero 321 della Giunta, io penso che i colleghi della minoranza, se accolgono questa mia proposta, possano, suddividendosi il lavoro, illustrarlo in molti meno minuti della somma dei minuti occorrenti per l'illustrazione per ciascun emendamento. Quindi io propongo ai colleghi di trovare insieme a me un modo per illustrare questi emendamenti per blocchi.

Alcuni riguardano le risorse culturali, quindi si potrebbero illustrare quelli riguardanti l'asse risorse culturali, sono tutti dell'asse risorse culturali per la verità, quindi insomma io propongo di suddividerli in due o tre blocchi, onorevole Pili, e di contingentare il tempo, 30 minuti a blocco credo che sia più che sufficiente per illustrare l'opinione della minoranza su questo tema.

Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Io intervengo per dirle che intanto se, così come io chiedo di poter illustrare uno per uno tutti gli emendamenti, il tempo che lei ha preannunciato all'Aula è dimezzato, perché siamo nell'ambito non di 400 minuti ma di 200 minuti, e quindi la moltiplicazione di 10 minuti per 20...

PRESIDENTE. Sì, ha ragione lei.

PILI (F.I.). Porta a 200 minuti.

PRESIDENTE. Quindi 75 minuti.

PILI (F.I.). No, Presidente, io non accolgo la sua richiesta perché do a ognuno di questi una dignità di emendamento all'emendamento e in base al Regolamento lei mi insegna che non si può contingentare sempre tutto. Questi sono emendamenti che non hanno, rispetto alle argomentazioni che noi poniamo alla base di questi stessi emendamenti, motivo di essere contingentati, perché parlano di azioni che puntualmente devono essere specificate, non soltanto nella natura e nella sostanza ma soprattutto nelle procedure, perché vogliamo spiegare punto per punto quello che contemplano le procedure europee in materia di spesa dei fondi comunitari, perché tutti possano essere edotti puntualmente su quello che è contenuto nell'emendamento 321. Quindi riteniamo, Presidente, di doverli illustrare uno per uno.

PRESIDENTE. Bene, andiamo avanti, onorevole Pili. Ha facoltà di parlare il consigliere Pili per illustrare l'emendamento numero 354.

PILI (F.I.). Grazie Presidente. La ratio di questo emendamento è legato, come lei ben potrà comprendere, assessore Sanna, assessore Pigliaru e l'assente Assessore della cultura, riguarda l'attuazione di un'azione comunitaria che ha il suo riferimento nei fondi FERST nell'asse 2 risorse culturali. Le procedure che regolano l'attuazione del piano operativo regionale, approvato nel 2000, e poi modificato a giugno del 2004 con procedure e approvazione da parte della Commissione Europea, prevede l'articolazione dei complementi di programmazione. All'interno dei complementi di programmazione sono previsti i punti essenziali, ma anche attuativi delle procedure di spesa ed è evidente che il motivo di questo emendamento è quello di ribadire che il 321, presentato dalla Giunta regionale, non ha nessuna copertura finanziaria aggiuntiva che costituisce sul piano della sostanza e della forma una copertura delle azioni delle politiche sul lavoro assolutamente inesistente. Si spiegano così gli emendamenti che seguiranno che riguardano l'impossibilità di realizzare qualsiasi tipo di azione concreta sulle politiche attive del lavoro. Io cercherò di percorrere tutti gli elementi che sono alla base del documento che la Giunta ha predisposto, cercando di imbonire una parte della maggioranza per far credere a qualcuno che probabilmente i fondi comunitari si potessero spendere nell'articolo 19 o quelli che nel grande calderone pasticcio si vuole definire "interventi integrati per il lavoro".

Gli interventi integrati per il lavoro hanno una ratio che parte dall'obiettivo alla base del piano straordinario del lavoro che, nelle argomentazioni di tutti i colleghi, negli anni passati, era fondata sulla necessità di dare continuità all'articolo 19 della legge 37 del 24 dicembre 1998. E' evidente che non si può in alcun modo eludere la sostanza di questo emendamento. La sostanza è che i fondi stanziati per il piano straordinario del lavoro passano da 172 milioni di euro ad appena 30 milioni di euro.

Chiunque abbia la bontà di guardare l'emendamento della Giunta lo può capire non soltanto leggendolo, ma lo può guardare nel prospetto della copertura finanziaria. La copertura finanziaria, infatti, che è quella a cui non si può sfuggire, dove i tecnici, per esempio, che devono contabilizzare le entrate e le uscite, registrano in aumento: 30 milioni di euro, in diminuzione: 30 milioni di euro. Cioè la cifra dei 110 milioni di euro è una cifra fittizia che già esiste nei complementi di programmazione, che è già individuata in ogni singola misura di ogni singolo asse e che consente puntualmente la spesa rispetto a parametri che niente hanno a che vedere con i parametri dell'articolo 37. Qual è la prima differenza? La prima differenza è che i fondi della 37 vengono distribuiti in base a parametri certi che sono quelli della superficie territoriale, del numero degli abitanti, dei parametri correttivi che sono stati introdotti in quella norma.

I fondi comunitari hanno una diversa impostazione che è quella dei bandi. Cioè, soltanto i comuni più attrezzati, i comuni più ricchi potranno partecipare e prendere i soldi e tutti quelli poveri con maggior numero di disoccupati non potranno partecipare ai bandi. Questa è la prima sostanziale differenza tra i fondi stanziati nell'articolo 19 della 37 e quelli invece in capo ai fondi comunitari. Non si può ingannare il Consiglio regionale, perché si parla di inganno, io mi permetto di parlare di inganno contabile, finanziario iscrivendo poste di 110 milioni di euro, ma soprattutto non si possono ingannare i cittadini sardi e i tanti comuni.

Per essere chiari, stiamo parlando di un taglio ai comuni della Sardegna di 300 miliardi di vecchie lire; e mi riferisco al collega Paolo Pisu - sindaco di Laconi, al sindaco Sergio Pisano, a Nello Cappai che vedo qui, a tanti altri sindaci che vedo in questa'Aula.

Che cosa significa tagliare 300 miliardi delle vecchie lire dai bilanci dei comuni che ormai dal '98, e quindi praticamente da sette anni, hanno messo a regime queste risorse? Io vorrei che l'assessore Pigliaru domandasse ai comuni della Sardegna che cosa significa togliere queste risorse dai bilanci dei propri comuni.

Li hanno utilizzati per fare opere pubbliche? Non lo so. Non c'è un monitoraggio tale per capire se tutti sono stati utilizzati per opere pubbliche. Io so che molto spesso con le opere pubbliche si utilizzano due risultati. Il primo: l'occupazione di cantiere che è comunque importante, che ha fatto crescere tutti i livelli occupazionali in questi ultimi quattro anni creando un abbassamento del livello di disoccupazione in Sardegna assolutamente superiore a qualsiasi altra regione italiana. Ed è legato anche all'articolo 19 della 37, ma soprattutto non si possono fare biblioteche nei comuni per assumere bibliotecari, assistenti se non ci sono le biblioteche, quindi bisogna fare l'immobile. Bisogna restaurarlo, bisogna metterlo in funzione. bisogna cioè investire su quell'opera per consentire di creare occupazione stabile per creare servizi.

Non si può cancellare una previsione che è discutibile. Io l'ho detto più volte: l'articolo 19 della 37 può essere riletto, può essere modificato, ma non può essere fatto con un colpo di accetta sulla finanziaria e certamente non può essere fatto senza pianificare ulteriori interventi che possono in qualche modo sostituirsi, in termini di impatto economico e soprattutto sociale, per quanto riguarda i temi del lavoro.

E allora che cosa vuol dire che in questa lettera c) - c'era anche prima la lettera c), c'era la a), la b) e la c) - era avversata nelle critiche che sono state poste la lettera dedicata ai lavori pubblici, ma non si è mai parlato dell'altra lettera, della lettera a) sui programmi di sviluppo che consentivano di cofinanziare ai Comuni tutte le partecipazioni ai PIA, agli strumenti di programmazione negoziata che erano fondamentali, perché se i Comuni non avessero avuto quei fondi, anche per la partecipazione ai bandi comunitari, non avrebbero potuto attivare in alcun modo tutta la spesa comunitaria.

Quindi, praticamente, con quello che si sta progettando oggi, e cioè il taglio netto di 300 miliardi di vecchie lire sul piano straordinario dell'occupazione, si crea un sistema indotto per cui si bloccherà anche la spesa comunitaria perché i Comuni non potranno partecipare al bando - perché l'Assessore me lo insegna - occorre una quota di cofinanziamento del 10 per cento che i comuni non sapranno da che parte prendere e che avevano pianificato di prendere, come contributo sulla lettera a) dell'articolo 19 della 37, proprio dai fondi di questo piano straordinario che oggi gli viene totalmente cassato e totalmente cancellato. Non in parte, totalmente, totalmente cancellato!

E aggiungo, come è possibile che noi pensiamo di utilizzare i fondi comunitari per l'erogazione, per l'attività dei centri di servizio per l'inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati? Sbaglio, o collega Uras, lei che oltre che essere consigliere regionale attento è funzionario storico, io la ricordo da quando ero sindaco che venivo da lei per cercare di risolvere qualche problema proprio dell'articolo 19, mi domando: ma l'attività dei centri di servizio per l'inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati non è dentro già una misura dei fondi comunitari? Esiste una misura dei fondi comunitari che prevede questo? E per quale motivo si reitera questo stanziamento proprio, o questa richiesta, o questa presunta indicazione di parametri di soggetti che possono definire…

PRESIDENTE. Emendamento 355. Ha domandato di parlare il consigliere Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Sull'ordine dei lavori, Presidente, volevo essere messa a conoscenza degli orari che sono previsti per la serata di stasera, se è possibile, perché so che c'è stata una Conferenza dei Capigruppo però non ho sentito se ci sono novità in merito ai lavori di oggi e di domani. Grazie.

PRESIDENTE. La conferenza dei Capigruppo ha confermato l'orario di lavoro per l'intera giornata di oggi fino alle 22.00 per l'intera giornata di domani.

Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Io penso che ci sia una novità sostanziale dal momento in cui ci si è incontrati nella Conferenza dei Capigruppo al momento attuale. La novità sta proprio in una volontà manifesta di bloccare i lavori dell'Aula e di impedirci di approvare in tempi utili la manovra finanziaria. Io penso quindi che quell'impegno che abbiamo assunto non può essere mantenuto e noi chiediamo di andare avanti sino a che l'articolo 8 non venga concluso, indipendentemente dall'orario in cui si conclude il voto sull'articolo 8, stasera.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Noi non abbiamo, il mio partito ed io, una grande difficoltà a rimanere ad oltranza, però gradiremmo che i colleghi di tutti i Gruppi, di maggioranza e di opposizione, ma soprattutto di quelli di maggioranza che devono garantire la presenza la mattina, lo facciano, perché noi siamo arrivati qua puntualmente alle 9 e 30 e siamo qua impegnati ormai da circa dodici ore, e non è corretto che i Capigruppo - nella loro funzione - modifichino senza alcuna informazione, non dico senza una richiesta di parere, ma senza alcuna informazione nei confronti dei colleghi che sono qua puntualmente impegnati, sia la ripresa pomeridiana che la mattina, decidano cose diverse da quelle che sono state decise e sono state comunicate.

PRESIDENTE. Non c'è nessuna modifica. Non è stato comunicato niente all'Aula perché nessuna modifica è stata adottata dalla Conferenza dei Capigruppo. Quindi siamo all'interno del calendario dei lavori e degli orari che erano previsti per tutte le giornate nelle quali stiamo discutendo di finanziaria. Adesso c'è una proposta per questa sera che viene avanzata formalmente dal Presidente del Gruppo dei Democratici di Sinistra che dice di andare oltre le ore 22.00, se non ho capito male, onorevole Marrocu.

MARROCU (D.S.). Ad oltranza.

PRESIDENTE. L'oltranza penso che non sia possibile perché ci sono problemi anche di organizzazione dell'assistenza da parte degli uffici e quindi l'oltranza va preparata, organizzata anche con turnazioni del personale. Quindi, se l'oltranza diventa una richiesta di lavoro fino ad un'ora nella quale sia consentito anche agli uffici di assistere adeguatamente il Consiglio, si può affrontare e valutare. All'oltranza stasera non siamo preparati, avrei difficoltà ad organizzare l'ufficio assemblea. Quindi, onorevole Marrocu, la proposta di oltranza diventa?

MARROCU (D.S.) Alle due. Se si finisce prima l'articolo 8 si può valutare di interrompere.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, se è una proposta formale uno parla a favore e uno parla contro poi la devo mettere in votazione perché non possiamo aprire un dibattito sull'ordine dei lavori.

(Interruzioni)

Onorevole Pili, proviamo a svolgere con calma il nostro lavoro. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà. Ha chiesto di intervenire contro?

CAPELLI (U.D.C.). È lo stesso, Presidente. Devo andare contro?

PRESIDENTE. Lo stesso non è. Uno a favore e uno contro. Se lei interviene a favore, naturalmente interviene a favore.

CAPELLI (U.D.C.). Io pregiudizialmente non sono contrario, però mi esprimo contro perché sennò non potrei prendere la parola, anche perché, onorevole Marrocu, noi abbiamo cercato e devo dire che è stato stimolante l'intervento dell'onorevole Cugini che ora non c'è, di sfidarvi sul piano intellettuale e cerebrale. L'onorevole Marrocu ci rimanda a una prova di forza muscolare.

MARROCU (D.S.). E' l'onorevole Pili che fa questo.

CAPELLI (U.D.C.). Onorevole Marrocu, Io ho sentito la sua proposta e non quella dell'onorevole Pili, perciò noi siamo d'accordo anche ad andare ad oltranza, se fossero le 4.00 è meglio, o le 5.00, perché noi siamo qui per lavorare, contrariamente a voi che solo stasera, grazie alle vostre continue assenze, avete perso soltanto con due rinvii sessantacinque minuti per mancanza di numero legale. Mi sembra una contraddizione assurda, cioè si perde tempo, decidete quando iniziare, decidete quando finire, decidete quando sospendere, decidete quando esserci o non esserci e adesso ci dite: "Andiamo alle 2.00".

Fate, continuate a fare quello che state facendo fin dall'inizio: decidete, fate, ma noi lo scontro o meglio il confronto, nessuno vuole scontri, continuiamo a provocarlo e a chiedervelo a livello cerebrale. É una cosa che probabilmente può sfuggire a qualcuno, intellettuale, ecco, diciamo intellettuale. Stiamo continuando a chiedervi di parlare di merito. Voi non rispondete, avete delegato il Presidente della Commissione. Siamo qui per parlare di merito.

Probabilmente ora anche questa proposta viene ritirata perché c'è paura di poter esprimere un qualche parere. Stranamente ora siete tutti qui. Dunque, è chiaro che la richiesta di numero legale sarà fatta puntualmente, è chiaro che giustamente - come diceva il collega Uras - dovete esserci, ma mi auguro che non ci siate solo fisicamente ma con qualcosa in più.

PRESIDENTE. A favore? È sufficiente l'intervento dell'onorevole Marrocu?

Pongo in votazione la proposta di lavorare fino alle ore 02.00. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Chiedo che si voti con scrutinio segreto.

PRESIDENTE. E' per alzata di mano, onorevole Pili. Solo per alzata di mano.

Poiché nessuno domanda di parlare sulla proposta pregiudiziale sull'organizzazione dei lavori fatta dall'onorevole Marrocu, la metto in votazione. Chi la approva alzi la mano.

(È approvata)

Va bene colleghi, proseguiamo così come da esito della votazione.

Emendamento 355. Ha facoltà di parlare il consigliere Pili per illustrare l'emendamento.

PILI (F.I.). Presidente, questo voto che ha preceduto l'esame e l'illustrazione di questo emendamento mi consente ancora una volta di richiamare il modo, il metodo, passatemi anche questo termine a quest'ora ci sta tutto, l'arroganza con la quale il gruppo dei D.S. guidato dall'onorevole Marrocu in maniera prostrata di fronte al Governo regionale, non riesce ad interloquire sul tema del lavoro.

I D.S. vogliono tagliare 300 miliardi delle vecchie lire ai comuni, vogliono cancellare con questa azione - che stanno portando avanti - 300 miliardi di lire sul piano dell'occupazione in Sardegna con ripercussioni che sono già tutte evidenti, non perché le dichiariamo noi, ma perché sono già puntualmente iscritte nelle comunicazioni che ci arrivano.

Il segretario comunale della C.I.S.L. ci comunica e comunica ai segretari che a seguito delle decisioni della Giunta regionale sono in partenza 750 preavvisi di licenziamento sugli operatori della formazione professionale. Sapete e sanno tutti i sindaci che sono in quest'Aula, ma soprattutto quelli che sono fuori, che cosa comporterà il taglio di 300 miliardi dai bilanci dei propri comuni. Io credo che se l'onorevole Marrocu volesse e avesse voluto con questo blitz per consentirci di lavorare tutta la notte sull'articolo 8, abbia ottenuto l'effetto contrario perché possiamo sin da subito esaminare punto per punto le contraddizioni, non soltanto sostanziali ma anche formali, nella predisposizione di questo emendamento 321 che con questi emendamenti si vorrebbe correggere.

Correggere per fare che cosa? Per dichiarare - così come stavo facendo poc'anzi - la inconsistenza di questo emendamento. Quando si propone, attraverso i fondi comunitari, l'erogazione di piccoli sussidi si sta dicendo che vogliamo utilizzare i fondi comunitari che sono disciplinati da norme puntuali in termini di procedura attraverso invenzioni che non hanno nessuna regolamentazione. Quando si cita: ai sensi del Regolamento del fondo sociale europeo, bisogna leggerlo e bisogna andare a capire che cosa significa "erogazione di piccoli sussidi". Ma stiamo parlando di assistenzialismo o stiamo parlando di creazione di occupazione? Ecco la differenza, la Giunta vorrebbe sottolineare con "erogazione di piccoli sussidi" quegli elementi che prevalgono nel concetto della pianificazione attiva del lavoro rispetto all'assistenza.

"Erogazione di prestiti d'onore". Ma come è possibile con i fondi comunitari? Ci sono misure che sono contenute nei complementi di programmazione? Io vorrei vedere se sono contenute nei complimenti di programmazione, perché mi pare che questa Giunta regionale sia andata, io voglio portare subito il documento fondamentale di una delle discussioni che affronteremo in queste ore, c'è un verbale del comitato di sorveglianza del 21 dicembre 2004? C'è? Conosce il presidente Paolo Pisu della Commissione politiche comunitarie un verbale del comitato di sorveglianza? Bene, io ce l'ho.

Questo verbale dice che durante la seduta è stata proposta la modifica del complemento di programmazione e si dice: "Il rappresentante del M.E.F. del Ministero dell'economia e finanze e del dipartimento politiche di sviluppo, dichiara che in considerazione del ritardo con cui è pervenuta la documentazione relativa al comitato di sorveglianza, il servizio Fondi strutturali del M.E.F. non ha avuto il tempo materiale per effettuare una lettura/analisi approfondita della proposta di modifica del complemento di programmazione. Tuttavia" dice il rappresentante del Ministero dell'economia "nel corso della riunione tecnica sono state già fatte alcune correzioni al testo del complemento di programmazione, talune di carattere relazionale e altre per renderlo coerente con il testo del QCS e del POR".

Per essere chiari i due elementi principali che caratterizzano la programmazione economica comunitaria sono il QCS nazionale, l'impostazione delle politiche di sviluppo che il paese ha scelto per quanto riguarda i fondi comunitari e poi il POR che è l'attuazione nel dettaglio sardo delle grandi linee di intervento. A quelle seguono le politiche dei complementi di programmazione, e sempre il verbale dice: "Oltre alle suddette correzioni", alcune riportate nella nota esplicativa distribuita dal comitato "in particolare il Ministero dell'Economia richiede di tenere in conto quanto segue: 1) eliminare dal testo del complemento di programmazione (esempio: linee di intervento aggiuntive) qualsiasi riferimento alla successiva proposta di modifica del POR che avanzerà l'autorità di gestione nel corso del 2005". Ma sapete che cosa vuole dire questo? Vuol dire che qualsiasi proposta di nuovo investimento, di nuova spesa, di nuove linee di indirizzo vi dice il comitato di sorveglianza: "Non potete in alcun modo proporlo perché quello va inquadrato se sono linee di intervento non contenute nel QCS e non sono contenute nel POR, devono essere sottoposte a modifica del POR. E siccome la Sardegna è già andata alla modifica intermedia del periodo intermedio del POR, deve avviare una procedura di modifica che dura minimo due anni". Quindi onorevole Uras, onorevole Pisu, onorevole Davoli, auguri! Se voi aspettate, così come aspetteranno questi Comuni, la possibilità di spendere in maniera che poi nel dettaglio vedremo, quei 110 milioni di euro, i Comuni non riceveranno niente. E quel dato occupazionale che noi attendiamo per dimostrare come già in Sardegna, con le linee del lucchetto, del blocco, di tutto ciò che tocchiamo blocchiamo, avranno già dato sull'effetto più importante che era il tema fondamentale di questa legislatura, cioè l'occupazione, i risultati drammatici di aver fatto riprendere la crescita della disoccupazione. Ebbene, io cercherò nei vari emendamenti, di vedere perché non è pensabile che si possa introdurre in maniera surrettizia gli interventi per la promozione e l'adeguamento dei centri rurali minori diretti a; che cosa c'entra con i piani straordinari del lavoro l'introduzione della promozione e l'adeguamento dei centri rurali minori? E gli altri centri? Quali sono quelli minori? La legge di cui stiamo parlando, l'articolo 19 della 37, aveva una distribuzione dei fondi proporzionale, Comune per Comune, con alcuni parametri che le grandi città hanno chiesto di modificare a loro favore e i piccoli comuni che hanno chiesto di modificare a loro. In realtà era un punto di equilibrio, con l'ANCI si è discusso anni, io parlo dal '98 sino ad oggi - io ne ho discusso prima da sindaco poi da amministratore regionale - credo che il punto di equilibrio sia difficile da modificare rispetto a quello che è stato trovato nel '98 dall'allora assessore Cogodi, ma credo che quella concertazione di allora fosse valsa a trovare un principio, il principio è che i fondi non li distribuisce né il Presidente della Regione, né l'assessore della programmazione, né quello degli enti locali, né quello dei lavori pubblici, ma c'è un criterio, per cui se io sono sindaco con la tessera in tasca di Rifondazione Comunista e governa un presidente di destra, ho i soldi che mi spettano in base al numero degli abitanti e al numero dei disoccupati al territorio di mia pertinenza.

Qui si vuole introdurre un sistema e io cito il restauro conservativo che è riportato anche nel primo emendamento e nel secondo, che abbiamo sottoposto e stiamo sottoponendo all'esame dell'Aula, perché è evidente che quei fondi hanno una procedura di spesa. Chiunque dica il contrario dice il falso sapendo di dire il falso! Quei fondi vengono ripartiti in base a dei bandi, quei bandi vengono articolati con procedure precise, con progetti. Cioè i comuni devono avere progetti per essere presentati alla Regione entro tot temi e poi la Commissione, non sempre una Commissione al di sopra delle parti, esamina e dedica a quel Comune che avrà ottenuto il punteggio; molto spesso basta vedere i fondi Cipe. Io leggevo poc'anzi l'Ansa come la Giunta regionale avrebbe, uso il condizionale perché l'Ansa non lo dava come comunicato ufficiale, utilizzato i fondi. Ne da una parte a Carbonia, né da una parte a qualche altro comune, a Guspini, guardando gli interessi particolari, diverso da quello che è successo nei bandi precedenti, per esempio sulle aree di archeologia mineraria, cioè sottraendo la competenza dei Comuni di utilizzare parametri di ripartizione che fossero certi. É per questa ragione che questo emendamento anche al 355 va a integrare quella logica con interventi di acquisizione e recupero, perché se ci sono anche quei fondi possiamo tranquillamente utilizzare anche gli altri.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Pili per illustrare l'emendamento numero 356.

PILI (F.I.). Perché è evidente che noi non possiamo in alcun modo accettare questa logica. La logica cioè di chi prevede di realizzare il restauro conservativo di aree di particolare interesse ed ipotizzare la creazione di occupazione. Non si crea occupazione con il restauro conservativo, si possono dare risposte ad un certo tipo di occupazione specializzata, di un'occupazione qualificata che pure ha bisogno, ma che è già presente. Io ho riprodotto e coi colleghi che hanno firmato gli emendamenti abbiamo riprodotto le misure dell'asse risorse culturali, l'asse 2, e abbiamo visto che tutto quello che voi prevedete nel 321 è già abbondantemente contenuto nei complementi di programmazione. Ma perché introdurre un emendamento omnibus che possa contenere tutto lo scibile umano per dire: Va beh, compagni di Rifondazione, vi abbiamo messo 110 milioni di euro". Ma quali 110 milioni? Se passa quel principio in base a quello che scriviamo noi negli emendamenti, possiamo arrivare a 300 milioni di euro. Ma sono soldi che sono già dentro i fondi comunitari, che non sono in alcun modo aggiuntivi, che sono assolutamente previsti nella pianificazione di tutto quello che deve essere fatto in termini di articolazione della risposta da dare alla partita più importante dell'occupazione.

Ebbene, colleghi, io non so quanto possa essere plausibile che nei fondi comunitari possa trovarsi ristoro di quei fondi che vengono sottratti ai Comuni per esempio per la realizzazione dei centri di formazione e dei percorsi turistici. Anche perché, mi pare, non vorrei sbagliarmi, ma i fondi comunitari sono caratterizzati da due numeri: 2000 e 2006. Ma vi pare che si possa aprire un centro di formazione di percorsi turistici da parte di un Comune e tenerli aperti per due anni? Quale tipo di pianificazione? Forse era meglio utilizzare principi anche di de minimis coinvolgendo cooperative sociali, cooperative che potevano essere anche con lo sprint che in molti casi le amministrazioni comunali danno in un territorio che ha avuto alcuni corsi di formazione professionale ad hoc e che quindi può collocare quelle figure professionali disponibili in quell'area. Ma non si può dire che noi, nei due anni prossimi, diamo le risorse finanziarie, perché se è vero come è vero che sull'asse 2 - risorse culturali - sono nella misura 2 e 3, e cito soltanto le strutture e i servizi per attività culturali di spettacolo, sono previsti 23 milioni e 370 mila euro nel 2005 e 23 milioni nel 2006, se il responsabile di quella misura, ad oggi, non avesse pianificato ancora quei bandi, e io vorrei vedere l'elenco dei bandi, vorrei vedere la sottrazione degli impegni di spesa, perché voi sapete che quando un bando viene attivato costituisce impegno di spesa vincolante che non può essere in alcun modo modificato, a meno che non ci siano atti che, così come abbiamo visto, possono in qualche modo vedere la Giunta regionale impegnata in un arrampicamento privo di qualsiasi logica e di qualsiasi rispetto di norma, allora può essere plausibile. Ma certamente i bandi già avviati non possono essere modificati, non possono essere modificati e quindi è evidente che se i fondi del 2005, e presumibilmente, essendo molti di questi bandi biennali o triennali, se i bandi del 2005 sono già avviati sono impegnate le risorse del 2005 e del 2006 in maniera ineludibile. Non si può dichiarare il contrario.

Allora è evidente che noi non possiamo in alcun modo tollerare che vengano iscritte realizzazioni di centri di formazione dei percorsi turistici attraverso l'articolo 19 della 37. Non si può finanziare né con i fondi della 37, perché non li hanno messi, perché li hanno cancellati, né tanto meno con i fondi comunitari che sono già belli ed iscritti nel fondo strutturale interessato nel FERST che garantisce l'articolazione della spesa.

"Recupero dei borghi e delle case rurali per la valorizzazione turistica". Che tipo di occupazione dobbiamo fare qui? Siccome si dice che siamo contro le seconde case, che siamo contro i camerieri "recupero dei borghi e delle case rurali per la valorizzazione turistica". Ma se anche individuassimo un borgo, cito per tutti Monte Vecchio, consideriamo Monte Vecchio un borgo, o Ingurtosu o Bindua o Monte Agruxiau o San Giovanni, borghi minerari, perché non mi vengono in mente i bordi delle case Etfas di qualche area importante di Castiadas, di qualche altro comune della Sardegna, di Alghero. Noi pensiamo con uno stanziamento così irrilevante di poter recuperare i borghi? Possiamo avviare un processo. Ma perché non è stata scritta qui la misura 5.1? Perché ai sindaci vorrei ricordare che nella passata legislatura, con il presidente Masala, fu avviato un processo per cui tutta la progettazione esecutiva disponibile da parte dei comuni è stata attivata attraverso la misura 5.1 che ha consentito l'impegno di risorse importanti per quanto riguarda la gestione di quei fondi. La sinergia dei fondi comunitari è elemento fondante del QCS da una parte e del POR dall'altra, cosa che qui invece non è stata assolutamente tenuta in considerazione. Così come gli incentivi de minimis per la promozione del turismo rurale. Sono contenuti questi nei complementi di programmazione? Se sono contenuti ci sono già e se non sono contenuti significa che non possono essere introdotti, perché è la norma comunitaria che ci dice che non possono essere introdotti.

Io immagino che ci siano già, leggendo, scorrendo il complemento di programmazione si evince che alcuni passaggi possono autorizzare l'incentivo de minimis per la promozione del turismo rurale. C'è nel piano dello sviluppo rurale, in alcuni passaggi e c'è in alcuni passaggi nella stessa misura che riguarda lo sviluppo turistico del nostro paesaggio rurale. Ma mi domando: e se questi fondi ci sono ancora? Perché sono stati ancora inseriti lì nel complemento di programmazione? Perché lì si vorrebbe far gravare nell'immaginario collettivo dei fondi per l'occupazione? Semplicemente per mistificare, semplicemente per cancellare quell'articolo 19 che è frutto, io non ho vergogna di dirlo, di una battaglia civile e politica anche criticata dall'onorevole Cogodi in quest'Aula, che ha avuto la sensibilità di contrapporsi anche a parte della sua coalizione. Io ricordo che mentre c'erano i moderati che dicevano: "Bisogna utilizzare i fondi in maniera più puntuale", c'era una parte, noi, che dicevamo: "Bisogna utilizzarli più sui cantieri finalizzati all'occupazione perché creino occupazione diretta, immediata, gestione dei servizi, dalle biblioteche ai centri sociali, alla creazione del verde pubblico attrezzato, alla gestione di servizi comuni tra più entità territoriali". Ebbene, l'onorevole Cogodi qui ha portato avanti una battaglia intanto finanziaria. Ha detto: "Bisogna allocare in Sardegna, di fronte alla grave crisi, una risorsa finanziaria che vada comunque destinata ai comuni perché producano". L'assessore richiamava Keynes nei giorni scorsi, io mi riferisco invece all'onorevole Cogodi che mi sembra più concreto e più attinente a questo tema, investiamo qualcosa nelle autonomie locali perché qualcosa produrremo. Allora se c'è un progetto alternativo, possiamo cancellare l'articolo 19 della 37, ma siccome non c'è nessun progetto alternativo all'articolo 19 della 37, bisogna assolutamente farsi carico di quella competenza finanziaria che merita risorse concrete e non finte. Le risorse dei 110 milioni di euro, così come sono state indicate e ripeto: la posta finanziaria, la copertura finanziaria posta davanti al prospetto finale dell'emendamento dimostra tutto che quei 110 milioni sono risorse fittizie, che non esistono, che non posso in alcun modo dare risposte alla partita più importante del lavoro. È scaduto il tempo?

PRESIDENTE. Quasi. Mancano 20 secondi. Ha facoltà di parlare il consigliere Pili per illustrare l'emendamento numero 357.

PILI (F.I.). Noi con l'emendamento 357 e l'emendamento 321 all'articolo 8 bis presentato dalla Giunta al comma 1 dopo la lettera C abbiamo aggiunto: "il recupero e valorizzazione del patrimonio culturale regionale". Ci riferiamo a edifici di particolare valore storico, aree archeologiche, siti di archeologia industriale, musei, complessi architettonici di pregio e aree di centri e borghi storici abbandonati.

PRESIDENTE. Sono i venti secondi di prima. Adesso ripartiamo. Prego.

PILI (F.I.). Perché abbiamo voluto riprodurre la misura? Per due ordini di motivi: la prima per dire che c'è stata una modifica di sintesi, cioè nell'emendamento della Giunta c'è scritto "recupero dei borghi e delle case rurali per la valorizzazione turistica". Nella misura prevista nei fondi POR è scritto invece: "Recupero e valorizzazione del patrimonio culturale regionale", c'è un'aperta parentesi (edifici di particolare valore storico, aree archeologiche e siti di archeologia industriale, musei complessi architettonici, centri e borghi storici abbandonati). Perché è stato messo soltanto il termine "dei borghi" e non, invece, quello dei complessi architettonici di pregio, perché non sono state messe aree di centri, perché non sono stati messi gli edifici di particolare valore storico? Per un semplice motivo: perché si voleva in qualche modo cercare di annacquare, di nascondere da dove proveniva questo termine "recupero dei borghi". Proviene dall'Asse 2, risorse culturali; professor Gessa lei dovrebbe essere, in qualità di Presidente della Commissione competente, chiamato a verificare l'attuazione di questo Asse. Io vorrei chiedere a lei, professor Gessa, si è mai sentito col collega Pisu per capire se quelle risorse del 2005/2006 hanno già una pianificazione su questo tema? Io glielo consiglio di fare questa riunione comparata delle due Commissioni che verificano gli obiettivi, da una parte, della valorizzazione del patrimonio culturale regionale e, dall'altra, della spesa. Perché ci accorgeremo che i fondi per questo tipo di obiettivo non ce ne sono più, perché i progetti obbligatoriamente i responsabili di misura devono averli già avviati, perché nei fondi comunitari esiste un principio che è quello del disimpegno automatico, e se non sono stati utilizzati i fondi per progetti nuovi sono stati sicuramente utilizzate quelle risorse per i cosiddetti "Progetti sponda", e cioè con la capacità di coprire quelle risorse che devono essere impegnate per evitare il disimpegno. E quindi è evidente che stiamo millantando risorse che dovrebbero essere già impegnate, e se comunque non fossero impegnate sono risorse che già esistono e che quindi non possono essere in alcun modo millantate come aggiuntive perché aggiuntive non esistono. Nell'Asse 2 c'è riportato "Borghi storici abbandonati". Il richiamo "Recupero dei borghi e delle case rurali" passa attraverso questo concetto che è puntualmente riportato anche in questo emendamento. Allora, come si può pensare di articolare una manovra finanziaria senza avere visto le procedure che regolano ogni singolo bando. E se i comuni non hanno i borghi? Assessore Pigliaru, e se ci sono comuni che non hanno borghi? Quante realtà in Sardegna costituiscono comune da borgo 100 abitanti; ci sono comuni in Sardegna con meno di 100 abitanti, li consideriamo comuni o borghi? Perché è evidente che se noi non abbiamo, così come le è stato chiesto Assessore in Commissione, l'analitica articolazione promessaci già un mese fa, in cui individuare puntualmente le risorse, 110 milioni da quale misura arrivano? Perché se noi avessimo la possibilità di vedere da quale misura arrivano potremmo immediatamente risalire al fatto che queste siano risorse aggiuntive o sostitutive o complementari, che in qualche modo possono dare ristoro alla cancellazione dei fondi della 37. Ebbene, la realtà è tutta un'altra, perché di fatto nei fondi comunitari noi leggiamo tutti quelli che sono i passaggi, le procedure. Sarebbe utile l'articolazione per singola misura, sarebbe importante per ogni singola misura capire le procedure di spesa di ogni singola risorsa rimasta, cioè 2005/2006 che ci diano risposta compiuta, non si può assolutamente pensare che ci sia una mancanza di risposta puntuale sulla partita delle procedure avviate.

L'Assessore Pigliaru ha detto: "I fondi comunitari non sono stati spesi bene"; io invito a produrre dei documenti, invito a dimostrare a quest'Aula come la Sardegna sia la peggiore Regione italiana nella spesa europea. I dati che ho io, collega Sanna, che sono quelli pubblicati dalla Banca d'Italia, e quindi non credo che siano artefatti, Fazio l'abbiamo portato a restare alla Banca d'Italia ma era già abbondantemente schierato politicamente, non certo dalla nostra parte, quindi certamente non si sarà occupato del conto dell'economia della Sardegna, ma ha scritto la Banca d'Italia che nel 2002/2003 la Sardegna ha speso più risorse nei fondi comunitari di quante messe insieme avessero speso tutte le altre regioni del Mezzogiorno d'Italia. Onorevole Sanna, la invito a prendersi il resoconto, glielo farò vedere tra poco e quindi credo che lei dovrà rimettere il suo giudizio all'atto concreto. Ma, aggiungo, la spesa dei fondi comunitari è certificata ed è certificata in tutti quei documenti, compresi quelli dell'ultima seduta del Comitato di sorveglianza, che dice che i disimpegni non si sono verificati se non per una misura, mi pare quella della pesca, in maniera e in misura assolutamente minimale e invece su tutti i fondi comunitari anche la premialità è arrivata in Sardegna. Certo non è arrivata tutta, poteva arrivare molta di più se avessimo avuto un Consiglio regionale agibile sul piano di una maggioranza concreta, esistente, di una legge elettorale che consentisse di governare. Ma con i provvedimenti commissariali, dall'acqua all'ambiente, si è riusciti a recuperare il 70 per cento della premialità e a concorrere fino al 30 settembre 2003 su tutti gli altri parametri che dovevano regolamentare. Cito per tutti i centri dello sportello unico, che dovevano essere uno dei parametri raggiunti, il 70 per cento doveva essere raggiunto immediatamente entro il 31 dicembre del 2003. Gli sportelli unici non li faceva la Regione, era un'articolazione più vasta dei comuni e quindi non vi era quella copertura. Per dire questo: non si può pensare che la Regione non abbia previsto meccanismi per evitare il disimpegno automatico, e se ha previsto meccanismi e se ha evitato il disimpegno automatico ha automaticamente previsto meccanismi di spesa, comunque di impegno delle risorse e quindi quell'impegno delle risorse lasca a tutti capire che non possono essere iscritti 110 milioni di euro che non esistono, che non sono aggiuntivi in alcun modo e che puntualmente, emendamento per emendamento, vedremo. Perché se è vero come è vero che al 357 noi riportiamo le aeree archeologiche e i siti di archeologia industriale, mi dovete spiegare se è vero che sui siti di archeologia industriale c'è stato un bando che si è compiuto e i cui lavori sono già avviati e in molti casi anche completati.

Onorevole Calledda, le risulta che i comuni di Narcao, Carbonia, Iglesias, Guspini, Arbus, Sassari, abbiano ottenuto fondi sull'archeologia industriale? Non mi pare che siano fondi del primo triennio, mi pare che siano fondi destinati a essere spesi e computati nella chiusura del ciclo della spesa comunitaria entro il 2006 e sono gli stessi fondi, cioè il calderone che qui è stato...

PRESIDENTE. Onorevole Pili, può illustrare l'emendamento numero 358, se è lei che continua a illustrare.

PILI (F.I.). Ed è evidente che, così come per quanto riguarda la parte di archeologia industriale, tutta finanziata, cioè i progetti che dovevano avere un grado di esecutività cantierabile, vuol dire che la Regione ha valutato soltanto i progetti che il giorno dopo l'approvazione del bando potevano essere messi in cantiere. Bando, gara d'appalto, affidamento della esecuzione delle opere e avvio delle stesse. Ma vi risulta che nello stesso Asse e nella misura 2.1 ci sia la realizzazione di un insieme di azioni materiali e immateriali per la messa a sistema, la valorizzazione, la funzione integrata degli elementi specifici del patrimonio culturale all'interno di itinerari e parchi tematici? Sì, sono previsti. Sono previsti per lo sviluppo di quelle azioni e iniziative imprenditoriali che voi ponete nella parte 2 della lettera c), dove parlate di promozione e valorizzazione del patrimonio culturale. Cioè quel termine talmente generico, nemmeno puntato, messo tra due virgole, che ha un significato ben preciso, cioè la confusione, un periodo lungo dieci righe per riportare tutti gli elementi, tutti i passaggi che in qualche modo sono la base di quel concetto generalista privo di qualsiasi diritto, di qualsiasi centralità, non solo delle politiche del lavoro, ma anche delle politiche di sviluppo. Vi risulta che sia stata attivata una misura di itinerari religiosi in Sardegna? Vi risulta che ci sia stato un accordo sottoscritto dalla Conferenza episcopale sarda e la Giunta regionale sulla spendita dei fondi comunitari della misura 2.1, lettera b), relativamente agli itinerari religiosi? C'è stato, c'è stato il bando, sono state attribuite tutte le risorse, nessuna esclusa, che in qualche modo non possono essere rinvenute nei 110 milioni di euro, salvo i fondi che possono essere rimasti.

La stessa cosa vale per i parchi tematici. Mi domando: avete previsto nella legge finanziaria la previsione di spesa per parchi tematici? Sì, ho letto alcuni parchi tematici, se così possiamo definirli, alcuni settori, alcune aeree, alcuni personaggi che, da Dessì alla stessa Deledda, hanno avuto un riconoscimento importante sul piano dei parchi tematici in Sardegna. E perché avete messo i fondi sulla finanziaria? E perché non li avete previsti nei fondi comunitari? Sarebbe utile sapere perché non c'è stata questa compenetrazione di risorse finanziarie per motivazioni più plausibili con questo tipo di processo di spendita, perché se avessimo fatto una misura così come era prevista per i parchi tematici, probabilmente un po' di quelle risorse che avete previsto, e che vedremo nell'articolo 9 della finanziaria, non sarebbe stato necessario finanziarle con risorse proprie della Regione, e avremmo svincolato risorse, così come vi abbiamo indicato sin dall'inizio, sin dal primo emendamento di questa legge finanziaria, da altre parti.

Tutto questo argomentare serve soltanto per dimostrare che avete proposto un taglio senza aver fatto nessuno sforzo politico, nessuno sforzo puntuale per individuare risorse alternative. Noi ve le abbiamo indicate puntualmente, abbiamo indicato nei fondi della 268, i fondi di riserva che sono stati iscritti, 85 milioni di euro, abbiamo indicato in una contrazione di un mutuo, nell'ammontare complessivo di 3 milioni e 600 mila euro, che consentivano una ripartita, un recupero già nel primo calcolo di 70 milioni di euro che consentivano di dare già una puntuale risposta in termini sostanziali alla partita relativa al dato che vi stiamo pronunciando.

E' evidente che quando voi parlate di "interventi a sostegno di nuove iniziative imprenditoriali, individuate nell'ambito della nuova programmazione integrata territoriale, promossi prioritariamente dai giovani nei seguenti settori…", collega Pisu, le risulta che ci sia la legge regionale numero 1 del 2002? Una legge che questo Consiglio regionale ha approvato all'unanimità, che prevede lo stanziamento di 1.000 miliardi delle vecchie lire per dire: "Spendiamo queste risorse per creare nuova occupazione". La nuova 28, si è detto, una legge che serviva e che doveva servire per dare delle risposte importanti. Importanti per fare che cosa? Per creare impresa! Tutte cose che con questi fondi, che non esistono, non si potrà mai creare. E avete ragione, colleghi della maggioranza, a tenere il silenzio, perché se è vero come è vero che non vi sarà consentito modificare niente di questa legge finanziaria e di questo articolato, noi abbiamo voluto avviare subito, da stasera, il dibattito sull'articolo 8, perché siamo certi che non c'è possibilità di ulteriori inganni. Solo oggi ci può essere un emendamento orale della Giunta che porta i 30 milioni di euro a 172, non ce ne possono essere altri emendamenti orali. Ci può essere solo quello sostanziale delle risorse finanziarie che ci consentono e che ci dovranno consentire di dare quelle risposte che non riguardano una parte politica.

Vedete, il taglio dei fondi per quanto riguarda i comuni avrà ricadute sull'economia in termini immediati. Quando si dice che si utilizzeranno i residui passivi di questi fondi, forse ad alcuni sfugge che i comuni sono soggetti a una programmazione della 37, che ha la procedura della disciplina per la programmazione dei lavori pubblici pari a quella dei fondi della 37. Quindi con fondi che nel dettaglio devono essere attivati con un duplice passaggio consiliare, il programma di indirizzi, il programma operativo e l'attuazione, misura per misura, di tutte le singole azioni.

E' evidente che l'onorevole Marrocu non si porrà il problema di spiegare ai suoi comuni, ai comuni del suo territorio, perché il passaggio sarà: "È colpa del Presidente della Regione, noi D.S. non c'entriamo niente". Onorevole Marrocu, lei non solo c'entra, lei è complice, compartecipe del taglio e non mi stancherò di ripeterglielo e quindi è inutile, in qualche modo, la sufficienza con la quale lei si sta atteggiando rispetto all'intera partita della finanziaria, dando a tutti una giustificazione: "Siamo in termini di restrizione finanziaria". No, non è così, c'è una puntuale azione che mira a tagliare e a cancellare le risorse su questa materia.

Ebbene, se noi dovessimo tenere conto di quanto è previsto nell'emendamento della Giunta, in cui si dice: "Iniziative imprenditoriali innovative e ad alto contenuto tecnologico", cioè vogliamo con i fondi comunitari finanziare iniziative imprenditoriali innovative e ad alto contenuto tecnologico. Che io sappia queste misure sono puntualmente contenute nel POR Sardegna e sono nella misura 3.13, che avevano una puntuale previsione e per il quale io non so se la Giunta regionale in carica abbia bloccato quel bando, ma sul quale c'era un vizio di fondo, che era il de minimis, cioè si pensava di utilizzare la misura 3.13 col de minimis. Errore! Errore alla fonte, e la fonte, perché non vorrei che i compagni, amici, i democristiani del centrosinistra mi dicessero: "L'avete fatto voi il POR". Attenzione, l'onorevole Secci sa che nel passaggio tra la legislatura 1994-1999 e 1999-2004 il POR Sardegna...

PRESIDENTE. Onorevole Pili, ripartiamo con l'emendamento numero 359.

PILI (F.I.). L'importante è che lei non mi freghi qualche secondo!

PRESIDENTE. No, è tutto automatico, stia tranquillo!

PILI (F.I.). Mi dà la garanzia da sassarese.

PRESIDENTE. Semmai poi le faccio fare un recupero: tre secondi alla fine.

PILI (F.I.). Va bene, la ringrazio per questa sua gentile concessione. Quindi credo che sia assolutamente evidente che nel 1994/1999, a fine legislatura, l'assessore Scano allora proponesse all'Aula l'approvazione del POR. L'Aula era già sciolta, però bisognava strasmettere a Bruxelles il POR, e bisognava fare in fretta assessore Pigliaru. Allora cosa hanno fatto il suo predecessore, il predecessore dell'assessore Pittalis, dell'assessore Masala, dell'assessore Cappellacci? Hanno riunito la Commissione politiche comunitarie e hanno fatto esprimere un parere formale, che esiste, che è agli atti, che quindi testimonia che il POR in questo Consiglio non c'è mai passato, e che è passato direttamente, emanato dalla Giunta Palomba, alla Commissione Europea. Questo per dire che se c'è una miriade di errori nel POR non possono essere attribuiti alla parte politica che ha governato cinque anni. Certo noi abbiamo cercato di modificarlo con la valutazione intermedia e con la successiva modifica di metà mandato dello stesso POR, però è evidente che sulla 3.13 c'era questa incombenza, non si era negoziato un termine che consentisse di funzionalizzare quegli investimenti su progetti più importanti e che invece non venisse frantumato, frammentato in mille rivoli.

"Iniziative imprenditoriali per la messa in rete di sistemi territoriali di imprese". L'onorevole Davoli, l'onorevole Pisu, che credo abbiano studiato puntualmente, mi dovrebbero dire dove e come queste iniziative imprenditoriali per la messa in rete di sistemi territoriali di imprese potranno creare occupazione! Non è un compito demandato alle associazioni di categoria? Non è demandato al consorzio 21? Non è demandato al Parco scientifico e tecnologico, mi riferisco alla società che probabilmente andava già da tempo dismessa? Mi domando: tutte queste forme di iniziative imprenditoriali nel settore del turismo attraverso queste risorse fondamentali dei 110 milioni sono col de minimis o possono utilizzare in maniera assolutamente diversa queste risorse finanziarie? L'assessore Pigliaru sa che la stragrande maggioranza di queste risorse sono de minimis. Mi domando: qual è il giovane sardo che preferisce questa soluzione per la sua iniziativa imprenditoriale piuttosto che la legge 1 del 2002? E chi preferisce, per avviare una nuova iniziativa, questa procedura dei fondi comunitari piuttosto che una dannosissima, nei suoi tempi, legge 9, martoriata dai ricorsi, dalle stringenti norme comunitarie, dagli errori che pure sono stati commessi, di cui ci assumiamo totalmente, purtroppo, la responsabilità? Bene, allora mi domando: se tutte queste iniziative che sono state indicate una per una sono prive di qualsiasi riscontro in termini occupazionali, per quale motivo è stato inserito nell'emendamento della Giunta regionale? Chi ha scritto, assessore Pigliaru, questo emendamento? Un politico, non un tecnico. Assessore Pigliaru, io non credo che questo emendamento porti la sua concezione della economia e non credo che abbia la sua esperienza, diciamo così, contabile, ragionieristica, l'esperienza di chi sa che sul piano finanziario ad entrate corrispondono uscite e ad uscite corrispondono entrate. In questo caso, in questa norma che voi proponete non ci sono le entrate né sono puntualmente individuate le uscite, e quindi è evidente che è stato scritto da chi ha esperienza politica, da chi vorrebbe nascondere. Io ho pensato a dire il vero che i compagni, mi passino questo termine in termini amichevoli, di Rifondazione Comunista...

CUGINI (D.S.). L'importante è che tu non lo dica per offendere "compagni", poi lo puoi dire.

PILI (F.I.). Tu, caro Renato, sai bene che quel termine è un termine che io rispetto e che non posso assolutamente, di fronte a una persona come te, utilizzare in termini dispregiativi. Magari qualcun altro potrebbe anche attribuirgli questo, ma non sono io. Io dai compagni mi sono sempre fatto dare del "tu" e mai del "lei". E credo che l'onorevole Uras bene possa comprendere che quella parola che è richiamata nella parte seconda della lettera c) è contenuta esattamente la dizione nella misura 2.1, Asse prioritario di riferimento, Asse 2, risorse culturali, che dice: "Sviluppare imprenditorialità e la crescita delle organizzazioni che operano per la valorizzazione e la diffusione della conoscenza del patrimonio culturale", è contenuto, perché vi hanno detto che è aggiuntivo se invece...? E quindi credo che bene abbiano fatto, ma non perché ci faccia piacere, io sono convinto che alla fine tre o quattro voti in meno a questa maggioranza non facciano assolutamente niente, quindi fare tifo per i compagni di Rifondazione Comunista che tengono alta la bandiera delle politiche del lavoro avanzata da Cogodi non cambi la storia di questa Giunta regionale, non sarete voi a incidere se ne infischiano abbondantemente anche di voi, certo è però che non possiamo non assumere tutti la responsabilità di dire quello che succederà, e la nostra vuole essere semplicemente una testimonianza. Non possiamo fare altro in questo Consiglio regionale; in altri tempi, quando io ero da quell'altra parte sapevo che bastava che un Gruppo consiliare il più piccolo presentasse dieci emendamenti perché tutta la mia maggioranza mi imponesse giustamente di aprire un dialogo, perché se c'è una forza politica che pone minimamente una questione di sostanza su temi di lavoro non un si apre un muro, un non si eleva un muro, si apre un dialogo. Così è stato. Anch'io avevo Assessori che mi dicevano: "Non trattiamo, teniamo la barra dritta", "Teniamo la barra dritta" per fare che cosa? Per fare un danno ai comuni...

SECCI (La Margherita-D.L.). Non sei venuto per mesi in Consiglio!

PILI (F.I.). Onorevole Secci, domani mattina se ci arriveremo, o anche stanotte, se ci arriveremo, se chi avrà le risorse anche non solo materiali ma anche fisiche…

SECCI (La Margherita-D.L.). Noi siamo allenati, veniamo da una scuola buona.

PILI (F.I.). Lei so che è allenato e quindi le auguro di trascorrere con noi una bella nottata. Però è anche evidente...

SECCI (La Margherita-D.L.). Preferirei altro.

PILI (F.I.). Come? Io non so cosa sia l'altro per lei, però penso di potere comprendere e quindi condividere.

SECCI (La Margherita-D.L.). Andare a casa a dormire.

PILI (F.I.). Però è certo che l'onorevole Secci ha presentato nel 2003 e 2004 un emendamento per iscrivere la triennalità dei fondi della 37 dell'articolo 19, c'è la firma dell'onorevole Secci in cui diceva: "Nel 2005 bisogna stanziare 172 milioni di euro con prima firma", non quella dell'onorevole Cogodi, l'onorevole Cogodi quando capiva che aveva raggiunto il risultato faceva un passo indietro, lo faceva firmare a coloro che avevano ceduto, tra virgolette, e lasciato il passo nella battaglia politica. Ed allora perché allora 172 milioni ed oggi trenta? Perché ci sono la compensazione di 110 milioni. L'onorevole Secci, oltre che svolgere...

(Interruzione del consigliere Secci)

PILI (F.I.). Lei è già importante, la chiamano già Presidente e già essere chiamati Presidente le posso garantire che...

SECCI (La Margherita-D.L.). Grazie, mi riempie di orgoglio.

PILI (F.I.). Lei credo che l'orgoglio non abbia confini. Però volevo dirle questo, che forse l'aspetto più importante della sua attività politica è l'esperienza da sindaco, e io mi permetto di richiamarla anche a lei, onorevole Secci, perché credo che abbia fatto in tempo anche lei ad utilizzare la legge 37 da sindaco. E mi domando: se, di punto in bianco, al Sindaco di Decimomannu oggi togliessero risorse, non voglio esagerare, ma intorno ad un miliardo e mezzo o due miliardi che possono spettare al suo comune, che ha un bilancio, non so a grandi cifre 30 miliardi, 20 miliardi o 10 miliardi…

SECCI (La Margherita-D.L.). Quindici miliardi

PILI (F.I.). Quindici miliardi. Le tolgono il 10 per cento di fondi che lei può utilizzare pianificando, la gestione di biblioteche, l'apertura di cantieri comunali, la capacità di finanziare e cofinanziare, questo è un altro aspetto, tutti i fondi comunitari, questo...

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Pili per illustrare l'emendamento numero 360. Sempre lei, onorevole Pili? Prego.

CUGINI (D.S.). C'è democrazia al centrodestra, parla solo lui!

CAPELLI (U.D.C.). Noi aggiungiamo le firme!

(Interruzioni)

PILI (F.I.). Come dicevo, onorevole Secci, è comprensibile il suo imbarazzo, lei sosterrà a pieno titolo l'emendamento 321, non ne ho il ben che minimo dubbio.

SECCI (La Margherita-D.L.). Non dubiti!

PILI (F.I.). So che lei lo farà dimostrando con le sue arti oratorie tutto il suo convincimento. Ma io so che in coscienza lei non solo non è convinto ma disapprova questo emendamento. Lei poi con la coscienza risponderà a se stesso, risponderà ai suoi elettori, ma deve rispondere anche a chi evidentemente le ha attribuito ed assegnato anche un ruolo importante, quindi lei come Presidente della Commissione non può dire quello che pensa, deve essere un po' la sintesi delle esigenze, diciamo così, della maggioranza. Ma mi domando: l'onorevole Linetta Serri che in questo Consiglio è stata Vicepresidente del Consiglio regionale e che è Presidente dei sindaci della Sardegna e in queste ore ha detto: "Questa manovra è un danno epocale per i comuni della Sardegna, il taglio dell'articolo 19 della 37 costituisce un fronte preoccupante per le finanze dei comuni e costituirà un blocco fondamentale di tutte le potenzialità di politiche attive del lavoro dei comuni e quindi dell'articolazione nella cellula più importante dell'autonomia regionale, che sono appunto gli enti locali". Nell'articolo, nel comma 1 dell'articolo 8 bis avete previsto la previsione di spesa che riguarda anche la trasformazione e commercializzazione delle produzioni tipiche regionali. Questo processo può essere avviato per creare occupazione o deve essere mirato a creare supporti per la commercializzazione? Questi non possono essere inquadrati in politiche attive del lavoro. Quello che si sta confondendo è proprio questo, le politiche attive del lavoro servono per dare risposte immediate, per dare subito una risposta puntuale che può essere quella del cantiere, il tanto avversato cantiere è quello che consente di investire in un settore strategico, che è quello dell'edilizia, che consente di sviluppare a margine tutta una serie di iniziative economiche correlate che possono creare un indotto immediato sia in termini occupazionali che economici diretti e ricadenti sull'economia regionale. E' evidente che, per quanto riguarda questo aspetto, questo articolo che avete proposto, questo emendamento all'emendamento è la dimostrazione palese di come non credete nelle politiche attive del lavoro. E so che potete anche non capire il fatto che ci siano 22 emendamenti e so che la forzatura che l'onorevole Marrocu ha fatto di voler andare ad oltranza è frutto di una valutazione puntuale, è quella di mettere il silenziatore a questo tema. L'onorevole Marrocu si è convinto che, siccome lo tratterremo di notte, tutti saremo stanchi, tutti saremo un po' pronti a cedere alla profonda notte che ci sta per accogliere per dire "va be''", non è mica preoccupato di noi, non gliene importa niente, sa che siamo minuzia in questo Consiglio regionale, ma certo all'esterno faremo la nostra parte. E' preoccupato del fatto che le tesi coincidano con una parte importante politica seppur minimale sul piano numerico della sua maggioranza, cioè preoccupato di non fare uscire all'esterno, cioè di mettere il silenziatore a quei componenti della sua maggioranza che dicono: "Questo punto non può essere sostenuto". Io ho letto con interesse l'intervista che l'onorevole Cogodi ha rilasciato ad un quotidiano regionale, mi pare l'Unione Sarda, in cui dice che è un bluff, che il 321 è un bluff, e se lo dice il padre dell'articolo 19 della 37, io mi domando ma perché io non dovrei crederci? Di questo ha paura l'onorevole Marrocu, non di chi magari parla qui 200 minuti, ma figuriamoci 200 minuti cosa sono per tanti di quei giovani che perderanno da domani, da quando questo articolo 8 sarà approvato, anche la speranza, quella flebile fiammella di speranza per creare una opportunità di lavoro nel proprio comune. Ebbene, voi fate questa scelta, la portate in maniera tracotante, arrogante, senza nessun confronto, anzi avete presentato un emendamento all'articolo 8, pensate che prima mi pare che il piano straordinario del lavoro fosse l'articolo 34, in uno degli ultimi articoli quando era più corretto forse individuare fin dall'inizio quale fosse la priorità di questa manovra finanziaria che non era per voi né economica e né sociale, questa è una manovra contro l'economia della Sardegna e contro l'impatto sociale che una manovra deve avere. E' una manovra finanziaria, è semplicemente una manovra finanziaria che punta soltanto a rendere i conti più agevoli per chi sa quali altri giochi e giochetti che sul piano finanziario si vogliono permettere. Io li ho soltanto elencati nell'articolo 2 e nell'articolo 3 come molti fondi che vengono chiusi poi invece diventano un foraggiamento di alcune UPB di spesa che sfuggiranno al controllo del Consiglio perché i più illuminati di quest'Aula possano passare dei bigliettini e suggerire, così come si è sempre fatto col centrodestra, col centrosinistra, per suggerire qualche investimento di marciapiede in qualche comune in cui magari si va al voto e si vorrebbe dare una lustrata al pavimento del proprio comune. Ebbene, questo è quello che sta accadendo. Avete scelto la strada più difficile, avete scelto la strada che sicuramente dimostra il distacco dalla realtà sarda.

Ecco, se la Giunta regionale si permette di fare un taglio così rilevante al bilancio dei comuni, significa che non ha nessun collegamento con la realtà delle autonomie locali della Sardegna. Perché sarebbe stato semplice per chiunque capire che, se c'era la priorità, così come c'è stata in questi ultimi sette anni di autonomia regionale, per dare oggi con questo, ma io credo che molti di voi si ricorderanno la legge 11, gli articoli 92 e 94, che costituivano due perni del decennio precedente a quello dell'articolo 19 della 37, cioè politiche attive del lavoro che hanno conosciuto dal 1984 in poi in Sardegna un periodo florido in cui le risorse finanziarie non sono mai venute meno, perché si è sempre detto in assenza di altre dinamiche di sviluppo, di altre dinamiche sociali, è preferibile fare un sacrificio piuttosto che non dare nemmeno quella minima risposta che il Governo regionale deve chiamato a dare. Ma è possibile che nelle pieghe di un bilancio comunque così cospicuo, non si rinvenissero 172 milioni di euro? Non è possibile. E' evidente che questa Giunta non ha scelto il lavoro come sua priorità, ha scelto altro, magari la banda larga, magari ha scelto altre priorità che esamineremo lungo questo tipo di processo di analisi di questa manovra finanziaria, ma certamente non ha dato nessuna risposta compiuta sul piano del lavoro, ha creato un primo blocco dello sviluppo...

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Contu per illustrare l'emendamento numero 361.

CONTU (F.I.). L'articolo 8 trattando il tema del lavoro mi ha sollecitato l'interesse per aver vissuto alcuni passaggi da Assessore provinciale al lavoro sui quali penso di aver potuto dare il contributo personale all'avviamento di tutta una serie di processi tra i quali quello che sta andando in onda oggi, quello dell'avviamento sperimentale dei centri per l'impiego. Progetto che è stato finanziato con i fondi POR che, alla fine, noi sappiamo benissimo sono contenuti nell'articolato dell'8 bis, fondi POR ai quali si è attinto anche per finanziare questi progetti. Sono senza dubbio certo del fatto che la presentazione dell'emendamento 362 come del 363 vanno a ricercare nei contenuti dell'articolo 8 bis una serie di misure che, al lato pratico, dovrebbero avere la certezza di finanziamento perché davvero sono indirizzi sui quali necessariamente quelli che sono i contenuti del punto a) dell'articolo e del punto b) dell'articolo ovvero uno degli sforzi più grossi che oggi si sta compiendo in Europa in merito all'utilizzazione delle risorse europee per favorire l'inserimento, quello che oggi viene definito, non solo dalla Commissione europea, ma viene definito anche dal Ministero del Lavoro, quello che è il processo di inclusione sociale, processo di inclusione sociale di cui non ho ancora avuto modo di sentire parola nell'ambito di questo Consiglio regionale.

Abbiamo e continuiamo a parlare e a usare la terminologia che dal punto di vista sociale ed etico forse oggi può risultare offensiva, perché se considero, e devo considerare, i nostri concittadini svantaggiati, ancora handicappati, sinceramente io mi vergogno un po', e invece continuiamo a leggere questa terminologia che sinceramente rispetto ai nostri concittadini diversamente abili molto probabilmente dovremmo dal punto di vista intellettuale proprio noi dare i primi esempi e pensare che i nostri concittadini diversamente abili abbiano una dignità dove il riconoscimento dell'inclusione sociale possa trovare appunto in questa finanziaria la collocazione, ma soprattutto le risorse finanziarie per garantire appunto questi processi che, al lato pratico, proprio in Sardegna non hanno trovato fino ad oggi grande espressione.

Noi, l'inclusione sociale in Sardegna, non riusciamo ad attivarla soprattutto negli enti pubblici. Neanche la Regione è riuscita ad attivare questo processo e neanche la Regione in questi anni ha attivato e favorito questi processi. Sono lusingato dal fatto che questa sia un'occasione dove davvero potersi cimentare su questi temi, potersi confrontare, e soprattutto poter avere l'opportunità di portare all'attenzione del Consiglio temi quali questi, e sono convinto che tutti i processi e tutti quei progetti che, al lato pratico, possono portare attraverso i contenuti non solo dell'emendamento 362, ma del 363, del 364 e a seguire, tutta una serie di interventi dove davvero l'inclusione sociale sarebbe possibile portarla a compimento. Portarla a compimento quando?

Quando questi nostri concittadini siano stati messi anche nelle condizioni non solo di presentare progetti ma di avere anche quella formazione necessaria perché questi stessi soggetti abbiano la possibilità di un inserimento lavorativo in settori specifici quali quelli contenuti appunto nell'emendamento numero 362.

Noi sappiamo benissimo; anche su questo tema della catalogazione dei beni e materiali bibliografici o di archivio, sono dei lavori dove...

PRESIDENTE. Stiamo illustrando il 361 onorevole, non vorrei darle un dispiacere ma...

CONTU (F.I.). 361 e 362; sto parlando...

PRESIDENTE. Li illustra tutti e due?

CONTU (F.I.). Ho citato il 361, il 362 e il 363 per questo motivo, dove davvero l'articolazione degli emendamenti prevede appunto iniziative diverse, dove davvero l'inclusione sociale, dicevo e ripeto, l'inclusione sociale potrebbe essere favorita. Sono processi certo di non facile soluzione, del resto anche i progetti EQUAL, finanziati dal ministero del Welfare, hanno portato alla promozione di alcune iniziative a livello regionale tese a creare appunto questa nuova cultura, ma a creare soprattutto momenti di formazione, di formazione per i nostri diversamente abili.

Arriviamo buoni ultimi anche in questo settore, perché nel resto d'Europa, così mi consta dai dati ricevuti a Catania nella primavera scorsa, i processi che sono stati avviati nel resto d'Europa oggi hanno portato praticamente ad avere dei percorsi di garanzia per i diversamente abili che partono nella formazione, partono dai primi anni di vita, e che conducono questi cittadini a poter avere dei percorsi guidati, dei percorsi che prevedono per loro appunto un futuro di inserimento sociale, di inserimento lavorativo, ma di inserimento soprattutto in quella che è la realizzazione della loro vita.

Noi anche in questi giorni stiamo assistendo, purtroppo tutti i giorni, a questo intervento di eutanasia… Presidente, lei è autorizzato a dare l'avanti se qualcuno deve entrare, visto che bussano, o quanto meno a far smettere il collega che non sa che la batteria la può suonare in piazza molto probabilmente a quest'ora ancora, non di sicuro in Consiglio. Non sono io che devo riprendere il collega, Presidente.

PRESIDENTE. Ha ragione, infatti lei prosegua, ci penso io onorevole; io adesso ero distratto un secondo. Prego i colleghi di non disturbare l'onorevole.

CONTU (F.I.). Del resto ci sono anche altri momenti di relax, non è necessario... sennò mi ricorda... Aspetto che qualcuno canti anche dopo il suono della batteria Presidente.

PRESIDENTE. Onorevole Contu, prosegua.

CONTU (F.I.). Perché devo dire, cari colleghi, io da qualche anno a questa parte...

PRESIDENTE. Va bene scherzare a quest'ora...

CONTU (F.I.). Avendo dei bambini molto piccoli sono abituato a non dormire, quindi non è che la cosa mi disturbi più di tanto, sinceramente mi lascia un po' indifferente.

Devo dire quindi, che molto probabilmente c'è bisogno, e questo sta a dimostrare quanto tra i colleghi della maggioranza ci sia interesse verso problematiche quali quelle di cui stiamo parlando; molto probabilmente fa più comodo a qualcuno distrarsi perché sono temi che obbligano a pensare.

Il collega Capelli parlava di concettualità e di confronto intellettuale, ma molto probabilmente io devo riferirmi invece a sordi e non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire, perché fa comodo, perché fa comodo spesso e volentieri dimenticarsi che, purtroppo, nella nostra società abbiamo dei problemi irrisolti, dei problemi sui quali si imbattono e possiamo imbatterci da un giorno all'altro tutti quanti, perché un incidente stradale, perché un incidente domestico può portare a trovarci in casa un soggetto diversamente abile.

Non credo siano problemi di cui possiamo dimenticare l'esistenza perché magari qualcuno non si è ancora imbattuto. Io non sono menagramo, però qualcuno potrebbe trovarsi purtroppo invischiato in queste cose.

PRESIDENTE. Onorevole Contu, abbiamo illustrato il 361, il 362 e il 363?

CONTU (F.I.). Il 361 e il 362.

PRESIDENTE. Quindi siamo al 363. Come 362?

Siccome parlava del 362 io gliel'ho fatto notare e lei mi ha detto: "No, illustro il 361, il 362 e il 363".

(Interruzione del consigliere Contu)

PRESIDENTE. No, non sono distratto, sono un po' stanco ma...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Proviamo ad andare con ordine. Quando parliamo del 361 parliamo del 361, poi il 362...

Io avevo capito che ne stesse già parlando del 362. Quindi siamo al 362 onorevole Contu, prego.

CONTU (F.I.). Io vorrei ricordare al collega che si diverte a battere il tamburo che ho avuto un preside al Liceo Siotto che si chiamava Professor Marongiu e che...

(Interruzioni)

CONTU (F.I.). Sì, ho avuto la fortuna di fare il Liceo.

(Interruzioni)

CONTU (F.I.). Con buona fortuna mia e per riprendere il concetto che qualche giornalista ha espresso oggi sulla stampa che, sinceramente, condivide la carica intellettuale e non so che cosa di non più di dieci consiglieri regionali, quindi mi può trovare d'accordo con lui soprattutto quando ci troviamo di fronte ad atteggiamenti di intolleranza e ad atteggiamenti che professor Marongiu definì di deficienza. Poi dal punto di vista intellettuale deficienza può significare un sacco di cose. Detto questo, vorrei continuare Presidente, e poi vorrei recuperare anche il tempo che ho dovuto perdere, grazie.

Dicevo, Presidente, che ho citato gli emendamenti 362, 363 e 364 perché nei contenuti era ripresa tutta una serie di interventi che potevano essere quelli più favorevoli all'inserimento lavorativo dei diversamente abili.

PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE LOMBARDO

(Segue CONTU.) Sono convinto che alcuni progetti che hanno portato anche alla riscoperta di un patrimonio immenso per noi sardi, alcuni progetti che sono stati finanziati dalla Regione ma anche dagli enti locali possano aver aperto una pista soprattutto nella valorizzazione del materiale bibliografico e archivistico.

Noi abbiamo avuto, nel recente passato, la pubblicazione di tutta una serie di atti e di documenti che la dicono lunga su quello che è ancora il patrimonio archivistico sconosciuto ai più dei sardi, e che oggi, invece, è a disposizione della nostra collettività, e cito per esempio i primi documenti in lingua sarda, in lingua campidanese e in lingua logudorese, peraltro documenti integri e completi, che risalgono all'inizio dell'undicesimo secolo, e che vengono prima in ordine almeno storico dei primi documenti in lingua italiana.

Detto questo, anche il riconoscimento e la catalogazione di tutta la documentazione in lingua sarda che è stata catalogata di recente in possesso delle amministrazioni pubbliche della Sardegna, molto probabilmente sono solo una parte di tutta quella documentazione che ancora deve essere non solo catalogata ma anche studiata e a disposizione dei nostri studiosi e dei nostri studenti.

Detto questo, sono convinto che una ricerca, ma soprattutto il sostegno ad iniziative...

(Interruzione del consigliere Uras)

PRESIDENTE. Onorevole Uras, ha ragione, prego i colleghi di avere più rispetto nei confronti di chi interviene. Prego onorevole Contu.

(Interruzione del consigliere Secci)

PRESIDENTE. Onorevole Secci! Onorevole Secci! Prego onorevole Contu, prosegua nel suo intervento.

CONTU (F.I.). Molto probabilmente è l'ora che porta più facilmente a distrarsi o a cercare motivazioni per distrarsi e di sicuro qualche collega davvero farebbe bene ad andare a prendersi qualche boccata d'aria fresca per ossigenarsi il cervello, perché non credo che, sinceramente io non avevo mai, non mi era mai capitato di sentire che nell'Aula, in quest'Aula, si potessero assumere atteggiamenti quali quelli riscontrati questa sera.

Comunque, tornando all'emendamento numero 362, dicevo che il recupero del patrimonio archivistico può essere un filone attraverso il quale poter avere appunto l'inserimento lavorativo di tante persone, di tante persone che magari oggi davvero trovano difficoltà a un inserimento lavorativo in questo settore perché i progetti indirizzati su questo campo sono davvero pochi e sono davvero progetti raramente finanziati. Per andare a verificare poi quelle che possono essere, invece, i momenti in cui si può agire sul recupero del patrimonio dell'archeologia industriale. Pagine, pagine, forse libri di atti del Consiglio regionale sono pieni di discorsi sostenuti in quest'Aula a favore della valorizzazione dell'archeologia industriale. Devo dire che molto probabilmente questo potrebbe essere il momento di inizio di questi percorsi con il finanziamento di progetti in questa direzione destinati.

Noi non possiamo pensare che l'archeologia industriale debba restare soltanto nei contenuti degli atti del Consiglio; dobbiamo davvero iniziare tutti quei percorsi che portino alla fruizione del nostro patrimonio di archeologia industriale e, grazie a tanti lavoratori, a tante imprese, a tanti anni, forse a tante centinaia di anni di investimenti nell'industria, soprattutto in quella mineraria, noi possiamo oggi avere tanto patrimonio di archeologia industriale, compreso quello derivato da tante azioni politiche condotte in quest'Aula che hanno creato le cosiddette cattedrali nel deserto per quegli investimenti sull'industria che non hanno mai prodotto niente e di cui qualcuno qui è artefice delle scelte e dove davvero, dove davvero non bisogna allontanarsi molto neanche da quest'Aula per avere a disposizione tanta ferraglia e niente più che domani molto probabilmente potranno essere ricondotti come insediamenti mai entrati in produzione e che costituiranno, comunque sia, altrettanto patrimonio di archeologia industriale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Pili per illustrare l'emendamento numero 363.

PILI (F.I.). Grazie onorevole Presidente. Credo che sia assolutamente necessario riprendere anche un altro aspetto che in questo emendamento proposto dalla Giunta è stato sottovalutato; mi riferisco all' aspetto che mira al comma b), alla lettera b) del comma 1, alla cancellazione di una parte dell'articolo 19. E chi va a rivedersi l'articolo 19 leggerà che erano previsti tre punti: il punto a), il punto b) e il punto c). Nel dispositivo emendativo proposto dalla Giunta regionale alla lettera b) del comma 1 si legge che il finanziamento dell'articolo 19 della 37 è da destinare agli interventi di cui ai punti a) e b) del medesimo articolo. E cioè stanno e si sta cancellando totalmente la lettera c).

Perché si cancella la lettera c)? Perché sono quella maledizione delle opere pubbliche, perché sono quel fattore aberrante dell'investimento in conto capitali, perché sono la peggior cosa che possa succedere in un comune, e cioè le opere pubbliche. Dobbiamo bandire ovunque le opere pubbliche, perché non ne servono opere pubbliche. E a cosa servono in Sardegna le opere pubbliche?

A cosa possono servire i principi della riqualificazione urbana, il concetto elementare in Europa della qualità della vita urbana. E forse qualcuno si è reso conto di che cosa significa riqualificazione urbana nella spesa dei fondi dal 1998 ad oggi? È forse negativo il fatto che nella legge 37 e nell'articolo 19 si dicesse che le opere pubbliche erano funzionali, funzionali a un solo aspetto, che era quello di creare opportunità di sviluppo attraverso le opere pubbliche. E dice la lettera c) dell'articolo 19: "La realizzazione di opere pubbliche necessarie, funzionali alle attività di cui alle lettere a) e b)".

Per essere chiari, assessore Pigliaru, gran parte dei comuni hanno utilizzato i fondi della 37 per cofinanziare le richieste di bando avanzate dalla Regione in tutte le misure, nessuna esclusa, relativa alla spesa comunitaria. Perché? Perché c'era la lettera c), perché la lettera c) serviva per il cofinanziamento di quel dieci per cento che serviva per attivare la spesa comunitaria. Cioè state votando i fondi comunitari al suicidio. State dicendo che i comuni che pure per alcune parti non hanno speso, ma state dicendo che non hanno speso per propria responsabilità. Non è così!

Se qualcuno di voi avesse sale per capire che il finanziamento era funzionale a un unico processo, quello di attivare il bando, ma il bando ha procedure che durano anche un anno e mezzo - due anni, e se quindi c'è sempre stato negli ultimi quattro - cinque anni un ritardo di un'annualità nella concessione dei finanziamenti, arrivano due anni dopo ai comuni; i comuni hanno tempi di pianificazione più lunghi di quelli che hanno solitamente se hanno risorse proprie. Questi dovranno entrare in un piano di spesa. E allora perché voi state cancellando la possibilità ai comuni di cofinanziare i bandi comunitari? Sapete che cosa significa questo? Che state immobilizzando il prossimo triennio di spesa comunitaria. Cito il triennio perché, come voi sapete, sarà possibile fino al 2007 la spesa compiuta, seppure esistono soltanto due annualità di impegno di spesa. Ebbene, vi assumete un'altra responsabilità, e lo dico a colleghi che hanno esperienza amministrativa, perché dovete suggerirlo in queste ore, perché venga reintrodotta la lettera C, perché senza di quella non ci potrà essere nei comuni cofinanziamento. I comuni non hanno nella... La 25, che è la legge di ripartizione dei fondi comunali trasferiti dalla Regione, in quello stesso fondo sono stati trasferiti tutti i fondi, dal fondo per i piani socio-assistenziali, dalla pubblica istruzione per arrivare fino agli incendi, alla pulizia delle spiagge. Cioè nel contenitore della 25, che è rimasto sempre lo stesso da molti anni, incrementato devo dire dal 2003 con una percentuale consistente, ma sicuramente non certamente corrispondente alle funzioni e agli obiettivi che nella 25 sono stati introdotti. E allora qui noi stiamo dicendo che i comuni della Sardegna nei prossimi due anni non potranno più partecipare alla spesa comunitaria, perché state cancellando la lettera C, che era stata concepita per spinta dei moderati, perché Rifondazione Comunista la lettera C non la voleva, per essere chiari.

La parte moderata, onorevole Secci, e lei era un alfiere della parte moderata, disse: "Serve quel dieci per cento, un polmone di investimento, che consenta ai comuni di partecipare"; già allora, nel 1998, io ricordo l'incontro con l'Assessore Cogodi allora, io sindaco e lui Assessore, che si poneva questo problema: "Dateci in questo quadro finanziario una potenzialità per incidere nella pianificazione di investimento dei comuni della Sardegna". La state cancellando, ma non perché non mettete le risorse, perché state cancellando la lettera C, cioè la fattispecie puntuale che prevede l'investimento dei comuni. E chi presenterà le richieste per i bandi?

Attenzione, perché qui niente, niente nasce per caso. Io, siccome ne ho ancora alcuni di emendamenti da illustrare, vi leggerò, perché molte di queste risorse che vengono dichiarate nei fondi comunitari, centodieci milioni, non passeranno attraverso i comuni, ma finanzieranno iniziative private. Chi sul settore dell'alta tecnologia potrà presentare progetti? Quali comuni e quali società giovanili potranno presentare domande sui bandi? I comuni non hanno più i soldi; non possono cioè, i comuni, attivare le domande per finanziare i propri progetti, perché non li hanno previsti in bilancio. Se li hanno previsti, li hanno previsti in base alla 37. Gran parte dei comuni della Sardegna, nel quadro finanziario già approvato, se non ci sarà la proroga per il 30 aprile i comuni avranno già tutti fatto entro il 30 marzo i propri bilanci, hanno previsto le spese di investimento, cioè i cofinanziamenti di programmi comunitari, in base al dieci per cento proveniente dalla legge 37, dall'articolo 19 e dal suo rifinanziamento.

E allora i comuni, enti locali, non potranno partecipare ai bandi; la Regione che interesse ha a partecipare ai bandi? Sono tutti denari propri che deve obbligatoriamente in base al POR far diventare soggetti attuatori, soggetti terzi. I comuni non parteciperanno, le comunità montane le stiamo cancellando con anche il consenso di molti di noi. Non ci sono le province, perché le province non hanno, su molti di questi temi, competenza primaria, e allora ci sono le società privata. E quando si introduce il termine che io vi ho citato qui, cioè iniziative imprenditoriali innovative e ad alto contenuto tecnologico, io sono convinto che i disoccupati di Iglesias che cercano lavoro non possano mettere su un'iniziativa ad alto contenuto tecnologico. Sono sicuro che coloro che sono capaci di questo hanno già trovato un'occupazione. Chi ha raggiunto una professionalità in un settore di alta tecnologia non cerca l'occupazione che può dare la politica attiva del lavoro, la cerca da altre parti e la trova, perché se è vero che la crescita esponenziale del settore dell'innovazione tecnologica della ricerca scientifica...

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Pili per illustrare l'emendamento numero 364.

PILI (F.I.). È evidente che proprio da questo assunto si può evincere come non è possibile pensare che la lettera C venga eliminata, perché l'effetto che si provoca è duplice. Il primo: si blocca l'effetto occupazionale dei fondi della 37; il secondo: si blocca l'effetto domino che la spesa dei fondi comunitari può provocare sul piano dell'investimento e sul piano sociale. Quindi, con questo colpo di accetta che voi date a questi trecento miliardi che cancellate, sottraete, togliete, rubate ai comuni della Sardegna, avete scelto di bloccare la spesa comunitaria, cioè da questa azione che voi avete messo in piedi, voi, o meglio, quelli che hanno concepito, io ripeto, l'Assessore Pigliaru mi pare non predisposto a queste alchimie; mi è sembrato, dalle cose che abbiamo visto anche in Commissione, un uomo trasparente e concreto, e lui sa che è costretto a proporre questo emendamento per cercare di soddisfare le esigenze di equilibrio politico che qualche suggeritore della politica con la p minuscola, quella politica che serve per rimettere insieme i cocci soltanto perché all'esterno ci si presenti tutti uniti, ma poi si è separati in casa. Ma ciò che più conta non è che voi siete separati in casa, è che i comuni della Sardegna perdono trecento miliardi di opportunità di vecchie lire di investimento sui fondi per l'occupazione e per gli investimenti. È questo il nocciolo della questione, non è una bandiera di Rifondazione Comunista, di Forza Italia, di Tizio e di Caio, è un problema vero della Sardegna, di trecento miliardi che cancellano opportunità di ulteriore investimento che sarebbe assolutamente presente nelle attività che con queste risorse sono state più volte attivate. E allora, colleghi, è pensabile che non ci sia, così come proponiamo, all'emendamento numero 364, quello di cui stiamo illustrando, una misura comunitaria? Perché se è vero come è vero che introducete i centodieci milioni di euro e limitate, io credo in maniera scientifica, in maniera puntuale; chi ha scritto l'emendamento è un politico, ma un attento lettore dello scenario di interessi che si muovono in Sardegna, e credo che non possa sfuggire a nessuno che nella misura 2.1 dell'Asse prioritario di riferimento numero 2, risorse culturali dei fondi FERST, dove sono segnati trentasei milioni di euro per il 2005 e trentasette milioni di euro per il 2006, ci fosse questa postilla, questo punto che vi leggo: "Realizzazione delle infrastrutture e degli impianti nel rispetto dei vincoli di tutela e conservazione per i servizi e le attività complementari di valorizzazione. Perché non c'è questo? I fondi comunitari nella loro progettazione integrata della spesa, dicevano: "Bisogna realizzare delle infrastrutture", perché è inutile che io apra un museo all'aria aperta che posso utilizzare soltanto d'estate. Per fare un museo bisogna fare la struttura, e se non c'è la struttura bisogna recuperarne una vecchia, una desueta, una che assolutamente necessita di un piano di ristrutturazione se non di restauro, e mettere a condizione quella struttura di essere fruibile. Ecco, tutto questo non è possibile perché è stata cancellata la lettera C da una parte, quella dell'articolo 37, e nelle previsioni della spesa comunitaria avete totalmente volutamente, pianificandolo, cancellato la possibilità di investimenti infrastrutturali, di questa parola così negativa, "infrastrutture", l'autonomia regionale si è riempita la bocca per cinquant'anni di un tema che oggi non esiste più. Le infrastrutture non servono più. Perché fare un'azione che possa servire a un comune a riqualificarsi?

La 5.1, l'Assessore Sanna dovrebbe esserne pienamente a conoscenza, non è una misura per fare i giardinetti, per fare le piazzette. L'onorevole Pirisi, che non vedo purtroppo in Aula, è un architetto e sa bene che la qualità del paesaggio, la qualità delle città, la qualità dei paesi si misura anche nella qualità della vita, nella qualità urbana che viene proposta. Ebbene, quelle misure sono state cancellate. Guarda caso, tutto quello che era previsto nella misura 2.1 è stato cancellate, è stato cancellato perché si è preferito mettere e introdurre la promozione di iniziative imprenditoriali innovative ad alto contenuto tecnologico per proporre una grande occupazione, per rispondere a quel 17 per cento di disoccupati, 16,9 che c'è in Sardegna.

Se avesse dovuto fare la Giunta una proposta seria, e questa non lo è, avrebbe dovuto fare una semplice comparazione. Avrebbe dovuto analizzare quel 16,9 per cento, capire quali erano le professionalità di quel 16,9 per cento e cercare di dare il maggior numero di risposte a chi è disponibile sul mercato del lavoro e nel settore agricolo e nel settore dell'edilizia e nel settore della piccola e media impresa, e in base a quello avrebbe dovuto assumere l'iniziativa di dire: "Queste sono le priorità di spesa dei fondi comunitari per quanto riguarda i fondi comunitari", quindi la misura che si vuole proporre nella spesa dei fondi comunitari. E per quanto riguarda le politiche attive del lavoro avrebbe dovuto mettere tre punti su cui colpire, su cui incidere.

Noi, che abbiamo fatto una valutazione con macronumeri, abbiamo detto tre cose. La riqualificazione urbana, chiunque la faccia, comporta una crescita immediata rispondente alle esigenze professionali sul mercato del lavoro esistente oggi in Sardegna. E dobbiamo forse dire che chi è manovale, chi è operaio specializzato perché non è laureato non deve più lavorare e che da qui a domani quello che non è laureato, non è specializzato non può trovare lavoro? Il problema è oggi. Abbiamo il compito di porci il problema del 16,9 per cento oggi, non fra cinque anni! E abbiamo bisogno di dare risposte sul piano sociale oggi e non domani. Le politiche attive del lavoro servono per questo, le politiche economiche di sviluppo servono per creare le precondizioni perché i giovani sardi di oggi possano prepararsi per le nuove aperture di scenari che possono offrirsi nel futuro della nostra Regione e della nostra economia.

Tutto questo oggi non è possibile. Non è pensabile che oggi si fondi lo sviluppo economico sull'alto contenuto tecnologico in Sardegna, per giunta non per trovare occupazione, addirittura per creare impresa. Quante imprese in Sardegna si possono creare di iniziative imprenditoriali innovative ad alto contenuto tecnologico? Domanda: abbiamo un elenco di giovani, di iniziative proposte sulla legge numero 1? O le abbiamo sulla 15, o l'abbiamo sulla 3.13? Perché se è sulla 3.13, che è la misura funzionale a quello, che c'è già un bando, e fossero state raggiunte la copertura totale delle risorse finanziarie e quindi ne servirebbero altre capirei, ma dalle notizie che io ho, la 3.13 non sarà utilizzata completamente, e se anche dovesse essere utilizzata completamente non può andare oltre quella misura, quella soglia minima che è necessaria del de minimis che è stata autorizzata, e quindi purtroppo non autorizza tutto quello che, invece, è necessario.

E la 3.13 , che era dedicata alla ricerca scientifica tecnologica ed applicata per quanto riguarda il POR Sardegna, non può dare le risposte in termini occupazionali perché è quel settore che consente di creare le precondizioni. La ricerca, da che mondo è mondo, non crea occupazione immediata, crea le prospettive per creare una applicazione di ciò che si ricerca nel futuro economico imprenditoriale dell'attività produttiva della Regione che sta in quello investendo. Non dà risposte immediate. Qui stiamo parlando di politiche attive del lavoro, di un'altra cosa, di una cosa immediata sulla quale occorre tutti concentrarci e dare le risposte puntuali.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Pili per illustrare l'emendamento numero 365.

PILI (F.I.). La misura 2.1, che è quella che è stata saccheggiata per argomentare l'emendamento numero 321, dico "saccheggiata" ovviamente per sottolineare il fatto che è soltanto un saccheggio terminologico, non sostanziale, perché, ripeto, le risorse sono tutte, gran parte impegnate. Io mi permetterò di dire qui che le risorse sono impegnate per questo tipo di progetti. Leggo: "Sulla misura 2.1 sono stati attivati gli itinerari delle città regie: Sassari, Alghero, Castelsardo, Bosa, Oristano, Iglesias e Cagliari; progetti attivati e finanziati; itinerari di archeologia nuragica e prenuragica: Barumini, Serri, Orroli, Laconi, se non sbaglio il consorzio di Sa Perda e' Iddocca (mi corregga onorevole Paolo Pisu), Morgongiori, Consorzio Parco Monte Arci, Villanovaforru col consorzio Sa Corona Arrubia. Perché rimettete questa voce nel 321? Sono soldi spesi. E perché ci dite che gli itinerari religiosi possono rientrare nella tutela, valorizzazione, promozione del patrimonio culturale? Sono stati spesi perché ci sono decine di comuni che hanno ricevuto i fondi attraverso l'accordo con la Conferenza episcopale. Parchi tematici: parco Grazia Deledda, che riguarda i comuni di Nuoro, di Galtellì, di Orosei, di Orune, di Bitti, di Ittiri, di Mara, di Romana, di Villanovamonteleone, di Monteleone Rocca Doria. Sono comuni che hanno beneficiato, e come vedete sono comuni ben individuati, cioè questi fondi erano individuati nel complemento di programmazione in quanto destinatari di una misura ad hoc per il parco Grazia Deledda. C'è il parco storico Giuseppe Dessì, Villacidro, Buggerru, Flumini Maggiore, Arbus, Guspini e San Gavino. E allora perché i comuni che non hanno un parco letterario devono essere tagliati fuori? Perché chiunque vada a vedere cosa prevede la procedura per queste risorse avrà la sorpresa che vi dicevo prima.

Io vorrei leggervi quali sono le procedure che sono state previste. La misura 2.1 è cosiddetta a regia regionale, cioè già questo è il passaggio fondamentale. I fondi dell'articolo 19 della 37 sono a regia di dati demografici e sociali, numero di abitanti e numero di disoccupati, territorio, capacità di incidere nella perimetrazione che era stata decisa allora su questo dato e ripartire i fondi, regia comunale. Erano i comuni che decidevano come utilizzare i propri fondi. Qui si cambia, si inverte un processo che era stato avviato non dal sottoscritto, non dal centrodestra, ma avviato già nel 1984, che diceva: "Sui comuni incominciamo a evitare che l'Assessore dei lavori pubblici di turno possa gestire i fondi in base alle proprie richieste, alle richieste che arrivano dai partiti, da quant'altro, e stabiliamo un criterio, e ci fu un momento tale in cui l'autonomia regionale si incontrò da una parte e dall'altra, e disse: "Bene, facciamo nascere la 25"; sulla 25 nacque poi l'articolo 19 della 37, e qui il primo cambio, il primo salto. Prima si pianificavano le risorse finanziarie con una ripartizione puntuale attraverso parametri della legge 25 e qui si cambia regia regionale, che prevede: 1) pubblicazione di bandi, 2) selezione e realizzazione delle operazioni attraverso le seguenti fasi procedurali: 1) predisposizione e pubblicazione del bando e raccolta dei progetti; 2) istruttoria delle domande e pubblicazione della graduatoria finale; 3) provvedimento di concessione ai soggetti incaricati, appalto e consegna dei lavori, esecuzione dei lavori. Cioè, per essere chiari, gran parte dei comuni della Sardegna non avranno questi fondi.

Se anche passasse il concetto che quei 110 milioni esistessero, ma non esistono, quei fondi andrebbero soltanto ai comuni che potrebbero partecipare al bando se avessero le risorse per parteciparvi. Non ci possono più partecipare, perché avete cancellato la lettera c) e se io nel mio comune devo recuperare una chiesa con annesso archivio storico della chiesa stessa non lo posso più fare, perché essendo un'opera maledetta pubblica, e quell'opera maledetta pubblica ha bisogno di un finanziamento del 90 per cento dei fondi comunitari e del 10 per cento dei fondi regionali, non ce l'ho quel 10 per cento e quindi non posso parteciparvi. La mia chiesa non sarà più trasformata in un museo, i giovani che avrei dovuto assumere per gestire quel museo, per creare sviluppo culturale anche nelle zone dell'interno non potranno essere assunti, né quelli del cantiere né quelli per la gestione del museo.

E allora è evidente che occorre che tutti, l'onorevole Cugini per primo, che è all'esterno un profondo sostenitore della Giunta regionale, ma è anche una coscienza critica che nei momenti difficili può essere, per la sua esperienza politica, chiamato a far riflettere, può essere quello che non dà un colpo di freno a mano, magari un colpo sul freno a pedale per dire: "Rallentiamo, capiamo quello che stiamo facendo". Perché io vorrei dirvi che tutti i fondi che sono stati previsti qui riguardano la misura 2.1, che sono azioni di recupero e valorizzazione del patrimonio culturale regionale, e dice alla lettera a): "Criteri di ammissibilità: 1) completezza e conformità della documentazione richiesta; 2) pertinenza con gli obiettivi e le tipologie di operazioni indicate; 3) presenza di studio di fattibilità economico-finanziaria dell'intervento. E aggiunge: quota di partecipazione degli enti locali proponenti (almeno 10 per cento). Mi dite i comuni della Sardegna per partecipare a queste misure da dove prendono i soldi? Io credo che ognuno di voi in coscienza sappia che forse è il caso di fermarsi un attimo. Io vi invito a prendere coscienza, coraggio per dirlo, per dirlo a voi! Noi possiamo anche lasciare il campo aperto, possiamo dirvi: "Approvatevi oggi la finanziaria", ma che senso ha che una maggioranza di governo si candidi a fare del male a dei comuni, ai comuni della Sardegna, che si candidi a fare del male alle politiche sociali? Perché, vedete, l'ammissibilità del soggetto proponente passa attraverso il rispetto delle modalità e dei tempi previsti dal bando, e voi sapete benissimo che entro quest'anno, se eventualmente ci fossero dei bandi ancora da avviare, questi potranno essere avviati entro il 2005, e i comuni non potranno da qui al 2005 fare nessun tipo di progettazione per partecipare a concorrere a quei 110 milioni di euro. Cioè si creerà in Sardegna una ulteriore forte discrepanza nella ripartizione dei fondi. Cosa che si sta mettendo in discussione, assessore Pigliaru, anche per quanto riguarda i PIT. I PIT, che erano nati male, per un'impostazione errata, ripeto, dalla lettura del POR del 1999, prevedevano i bandi. Noi abbiamo cercato di correggere, abbiamo detto: "Il primo bando si è fatto, ma le risorse devono essere ripartite, le seconde, per quei territori che non hanno preso nel primo bando", creando principi e criteri di ottimizzazione delle risorse che consentissero di dare le risposte puntuali in quel settore. Questo non è stato fatto e il risultato è che ci sono parti della Sardegna che ancora oggi non hanno nessun tipo di progettualità su quel settore. E io credo che questo sia l'ennesimo misfatto che si va a compiere ai danni dei comuni della Sardegna.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 366 ha facoltà di illustrarlo.

MARROCU (D.S.). Si dà per illustrato!

PILI (F.I.). Se l'onorevole Marrocu, che a quest'ora ci può ancora allietare con delle battute spiritose, volesse aiutarmi a illustrare questi emendamenti, sono convinto che avrebbe più argomentazioni di quante ne ho io. La differenza tra me e lei è che in questa posizione io posso permettermi di esternarle e lei no.

"Programmi di promozione di marketing delle reti dei sistemi culturali orientate agli specifici mercati turistici nazionali e internazionali", è la voce che è riprodotta puntualmente nella "Promozione e valorizzazione del patrimonio culturale". E perché questa è iscritta nell'asse prioritario di riferimento 2, risorse culturali? Sono risorse che ci sono già e sono risorse in gran parte già spese, perché, Assessore, ripeto, era fondamentale prima di questa discussione in Commissione, avere quel prospetto di comparazione di ciò che avete scritto, di ciò che realmente esiste in quanto a risorse finanziarie, darci delle risposte che in qualche modo avrebbero potuto fugare qualche dubbio che abbiamo, ma anche confermare qualche certezza, la certezza che quei 110 milioni di euro che voi iscrivete lì non si possono utilizzare per le politiche attive del lavoro. Perché se è vero come è vero che voi ipotizzate di perseguire con questi 110 milioni tutti questi obiettivi, e vorrei elencarli gli obiettivi che con 110 milioni di euro volete perseguire: erogazione di piccoli sussidi; attività di assistenza e accompagnamento alle imprese; restauro conservativo di aree di particolare interesse; realizzazione dei centri di informazione dei percorsi turistici; recupero dei borghi e delle case rurali per la valorizzazione turistica; incentivi de minimis per la promozione del turismo rurale; tutela e valorizzazione dell'ambiente; promozione e valorizzazione del patrimonio culturale; iniziative imprenditoriali innovative ad alto contenuto tecnologico; iniziative imprenditoriali per la creazione e la messa in rete di sistemi territoriali di imprese; iniziative imprenditoriali nel settore del turismo; iniziative imprenditoriali nel settore agricolo; nelle aree rurali; iniziative imprenditoriali per la trasformazione e la commercializzazione delle produzioni tipiche regionali. Tutto questo volete fare!

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Pili. Vorrei pregare i colleghi di smetterla di battere sul tavolo, perché altrimenti sospendiamo la seduta. Prego, onorevole Pili.

PILI (F.I.). Ho il legittimo sospetto che si possa individuare chi è che fa chiasso, perché dall'alto si vede molto di più quanto si possa vedere dal basso, e siccome non mi pare una persona giovane per compiere questi gesti, lo inviterei a non farli perché sarei costretto a fare nome e cognome di chi si diverte a sbattere il cestino per terra, perché credo che si possano fare nelle scuole elementari, ma non nelle scuole superiori, o meglio in qualche università, considerato che è anche laureato e puntualmente istruito e quindi potrebbe anche evitare di giocare su queste cose. Però credo che la politica del lavoro possa...

OPPI (U.D.C.). Ce l'hai con me?

PILI (F.I.). Con te? Tu sei laureato in pietre, quindi non puoi essere tu.

E quindi dicevo che probabilmente non può sfuggire, come non è sfuggito ai compagni di Rifondazione Comunista, quelli che almeno dimostrano di voler tenere alta la bandiera del lavoro non soltanto in questo Consiglio regionale, ma anche all'esterno, che questa era una finzione. Io sul piano politico, non mi stancherò di ripeterlo, apprezzo il coraggio intellettuale di chi sta in una maggioranza e ha il coraggio non dico di dissentire, ma di esprimere un'opinione diversa, che aiuta il dibattito, che aiuta il dialogo che in questo Consiglio regionale si può assolutamente aprire. Se ci fosse un'iniziativa non di chiusura, ma di apertura, il fatto che il Capogruppo dei D.S. sia in netto contrasto con l'onorevole Cugini, che ci ha invitato… onorevole Cugini, lei più volte è intervenuto con qualche battuta, con la solita ironia sagace che la contraddistingue, per richiamarci comunque a un confronto: "Fateci le proposte". E noi abbiamo fatto le proposte, le abbiamo messe al primo punto di questa legge finanziaria: sono state tutte, nessuna esclusa, cassate, perché si diceva che sono strumentali. Era strumentale mettere 172 milioni di euro per l'occupazione! La differenza tra chi fa l'opposizione oggi e chi la faceva ieri è che chi era prima all'opposizione otteneva i risultati perché c'era una maggioranza dialogante. Su questo tema non c'è stato mai il voto segreto, c'è stata un'intesa raggiunta in quella stanzetta, sistematicamente magari si cercava di limare: facciamo sei mesi di verifica su quello che doveva essere speso, facciamo sei mesi di monitoraggio, e però si arrivava sempre alla cifra finale necessaria per dare ai comuni quel polmone d'ossigeno finanziario necessario per dare un minimo di progettualità alle autonomie locali.

Ecco, oggi voi con la possibilità che state gettando al vento di prevedere, noi siamo pronti ovviamente a ritirare tutti gli emendamenti, per noi fare le dichiarazioni di voto stanotte, domani mattina su tutti questi emendamenti è un proscenio che non esiste. Se fosse la mattina, chi conosce i meccanismi della comunicazione sa che a quest'ora non incide più niente nella comunicazione. Ma siamo pronti a ritirarli in qualsiasi ora della giornata a condizione che su quella cifra messa alla fine, cioè risorsa finanziaria, ci sia uno sforzo politico per dire che il lavoro è al primo punto del Consiglio regionale. Non vi chiediamo altro. Io per quanto mi riguarda, se ho firmato altri emendamenti su altri capitoli li ritiro tutti, dal primo all'ultimo, però una riflessione politica per dirvi: attenzione, quei 30 milioni di euro significa bloccare la spesa dei fondi comunitari, significa mettere in ginocchio i comuni della Sardegna, 378 comuni della Sardegna, e significa bloccare un processo economico e sociale di straordinaria importanza, che ha visto la Sardegna ribaltare quel dato della disoccupazione che è partito da oltre il 19,8 per cento nel 1999 ed è arrivato al 16,9 nel 2004.

Credo che sia un dato che non può essere sottaciuto e che ha bisogno di un'attenta riflessione, perché oggi fate un'azione di forza, approvate la finanziaria così com'è, ma fra qualche mese gli indicatori dell'ISTAT dovranno dare il risultato, il risultato sui termini occupazionali del PIL, e allora forse col senno di poi direte: "Forse abbiamo fatto un errore". Ecco, prima che quell'errore succeda… per esempio la continuità territoriale, vi abbiamo detto: "Guardate, sulla continuità territoriale manca una postilla, che nel caso partecipino due compagnie non avete previsto che tipo di azione svolgere". "Non esiste! Siamo nel giusto! Abbiamo fatto le cose bene, corrette, puntuali, non modifichiamo niente!" puntualmente, qual è il punto di attacco che tutte le compagnie utilizzano per impugnare questo? Quel punto che noi abbiamo messo a verbale scritto, denunciato all'assessore Broccia con una tracotanza che lo contraddistingue nelle azioni che ha perseguito insieme al Presidente, e ha detto: "Andiamo avanti, siamo più forti noi di voi, abbiamo più numeri, abbiamo più tenacia, più coraggio, siamo decisionisti, siamo tutto". E infatti la continuità territoriale è bloccata. Così state perseguendo la strada nella stessa misura per l'articolo 19 della 37. Andate avanti, andate avanti, avanti, avanti, perché alla fine poi sbatterete la testa di fronte ai dati che diranno che non solo non si sarà inciso sul piano sociale, ma si sarà inciso in termini negativi.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

(Segue PILI.) E' acclarato, è assolutamente documentato e questo lo ha detto un professore universitario nelle scorse giornate, su un editoriale pubblicato due o tre giorni fa su L'Unione Sarda, spiegando le dinamiche di una manovra finanziaria rispetto all'impatto economico sociale. E voi non credete a questo, partite dal presupposto che bisogna tout court risanare, sapendo che quel tipo di risanamento che voi imputate al centrodestra è frutto di investimenti che hanno prodotto prodotto interno lordo e che hanno prodotto occupazione e che hanno creato quello svincolo dalle dinamiche internazionali che avevano negativamente influito sullo sviluppo dell'intero Paese.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 367 ha facoltà di illustrarlo.

PILI (F.I.). Io credo che sia assolutamente necessario, colleghi, valutare tutto quello che sostanzialmente voi proponete con questo articolo 321, che riassume la finanziaria. Voi potevate dimenticarvi tutta una serie di capitoli in cui la valutazione della opposizione, ma consentitemi, anche dei corridoi della maggioranza, è stata assolutamente negativa. Cito per tutti il dato dei trasporti, due commi, poverini, poverelli, con questo povero Assessore dei trasporti, espressione dell'onorevole Cugini, e assolutamente indifeso. Non è sua espressione?

CUGINI (D.S.). No!

PILI (F.I.). Del suo partito.

CUGINI (D.S.). Io sono della minoranza, io rappresento la minoranza lui la maggioranza.

PILI (F.I.). Quindi ho capito che l'onorevole Cugini non intende associarsi con la chiusura della tratta Iglesias-Desulo. Quindi lei non è responsabile? Caro Antonello, hai un buon alleato nel mantenimento dell'asse tra Iglesias e Desulo, perché l'onorevole Cugini non difende… Così come per l'agricoltura, io credo che un dibattito così piccolo sull'agricoltura, che la maggioranza ci ha voluto offrire, senza darci nemmeno una risposta su temi fondanti dello sviluppo di un settore così importante come quello agricolo, sia la sintesi che in qualche modo nel 321 voi proponete, cioè togliete le risorse, dimostrate, elencando venti obiettivi, sono venti gli obiettivi, eh! Cioè nell'emendamento 321 ponete venti obiettivi! Quando uno si pone venti obiettivi nelle politiche attive del lavoro significa che non ne ha nemmeno uno, perché uno degli errori storici della pianificazione regionale e della programmazione integrata è stato quello per cui si dava una priorità all'inizio. Io voglio ricordare il POP 1994-1999: il primo obiettivo era la gassificazione del carbone Sulcis, si poneva come primo obiettivo. A un anno e mezzo dalla chiusura si era visto che non si era posta non una pietra, non era stato chiuso un atto che avevate gestito integralmente. Io vi ricordo la presidenza del comitato, evito i nomi perché sarebbe troppo facile richiamarli qui. Ebbene, si cambiò la programmazione dalla A alla Z all'ultimo momento. Così siete voi: non avete progetti, non avete idee, non avete priorità di intervento, cioè non avete scelto in questa manovra finanziaria, ma si vedeva già dalle dichiarazioni programmatiche, una priorità che era quella del lavoro, sulla quale poteva coincidere l'intero Consiglio regionale. Io credo che non ci fosse nessun collega del centrodestra che non avrebbe votato a favore del rifinanziamento del piano straordinario del lavoro, con tutte le sue criticità. Ma io sono sicuro che noi avremmo condiviso quella proposta sapendo che anche se il centrosinistra avesse avuto il consenso dei comuni sarebbe stato giusto e corretto dare quella risposta in termini autonomistici, senza elevare bandiere e qualche volta, come serve, dimenticandosi di far parte di una minoranza o di una maggioranza.

Questo è uno di quei temi, colleghi, dove anche nel recente passato abbiamo dimostrato che non esistevano maggioranza e minoranza, ma esisteva una proposta comune. E io vi ricordo che la prima legge del 2002 è la legge numero 1, quella sulla imprenditorialità giovanile. Sapete perché è nata la legge sull'imprenditorialità giovanile? Per due motivi, il primo: per sanare la ex legge 28. C'erano tanti progetti di tanti giovani che da tre anni aspettavano il rifinanziamento della 28, progetti presentati che aspettavano delle risposte. Non sono arrivate! Abbiamo finanziato la legge numero 1 dicendo: "Chiudiamo tutta la partita pregressa e ne apriamo una nuova", che doveva, in termini di sostituzione, prima complementari e poi sostitutivi, intervenire sull'articolo 19 della 37. L'obiettivo qual era? Era quello di passare dalle politiche attive del lavoro, l'articolo 19 della 37, a dinamiche del lavoro svolto attraverso il processo di sviluppo economico della Sardegna.

Ecco, c'era un filo logico che legava la legge numero 1 del 2002 alla sostituzione lenta, graduale, ma inesorabile del fondo delle politiche attive con azioni economiche forti. Non è che abbiamo detto "siamo arrivati, cancelliamo l'aspetto fondamentale", abbiamo messo, qui cito per tutti, perché questo è anche tema di questo articolo, la formazione professionale. Hanno detto: "Tagliamo, tagliamo, settecentocinquanta lavoratori per strada"! Ma con quale senso politico e sociale si può permettere la Sardegna di fare politiche che tagliano tout court settecentocinquanta operatori? Noi allora abbiamo messo a correre quaranta milioni di euro. Collega Secci, collega Lai, colleghi del centrosinistra, voi sapete che il segretario generale della CISL sul tavolo della concertazione disse: "Noi abbiamo bisogno di salvaguardare una fascia di giovani sardi che non trovano spazio, per mille e una ragione nella scuola pubblica, perché non c'è un solo genitore che vuole spostare il suo figliolo dalla scuola pubblica ad una scuola di formazione professionale". Tutti vorrebbero andare alla scuola pubblica, vorrebbero che i propri figli avessero una carriera scolastica puntuale e precisa, ma molti non se lo possono permettere e sappiamo che quell'esclusione di quei giovani poteva essere recuperata attraverso il processo di obbligo formativo; qualcuno magari ne ha anche approfittato, ma la sostanza di quei quaranta milioni di euro serviva per creare quella transizione.

Quello che manca a questa Giunta regionale è la posizione che consente di passare da un processo ad un altro; si pretende di gestire politiche sociali così come si gestiscono le azioni finanziarie. Non è così! Quando ci sono in ballo famiglie, quando ci sono in ballo giovani che aspettano un'occupazione, non si può in alcun modo pensare di cancellare opportunità importanti per il proprio futuro. Ebbene, questo comma che noi proponiamo e che proponiamo nelle misure attuative dell'Asse 2, che è quello di provenienza dei 110 milioni di euro, se non abbiamo sbagliato, possiamo dire tutto e il contrario di tutto perché la Giunta dice nel suo emendamento tutto e il contrario di tutto; fa questo calderone di 110 milioni di euro, non ci dice quali sono impegnati, non ci dice quali sono spesi, non ci dice da quali misure arrivano e pretende che noi accogliamo a braccia aperte questa manna di 110 milioni di euro.

Pensate, prima non c'era una lira, prima trenta milioni di euro, di punto in bianco, senza che manchi una sola risorsa dal bilancio regionale, escono 110 milioni di euro. Accipicchia! Centodieci milioni di euro recuperati da chi riesce, con equilibrismi, giocolieri, di tutto, a recuperare centodieci milioni di euro! Io posso credere a tutto, ma so che quei funzionari che hanno lavorato tanti anni in Regione, con la Giunta di centrosinistra, con quella di centrodestra, tutto possono fare, ma non miracoli e centodieci milioni di euro non si trovano dall'oggi al domani.

So che questo è un artifizio politico, che però oggi è svelato, ma non perché lo dice un povero consigliere d'opposizione, noi siamo poco credibili, siamo schierati, abbiamo perso anche le elezioni, che senso ha che noi possiamo avere credibilità in quest'Aula? La prima cosa che ci si dice è: "Avete perso, tu Pili hai perso più degli altri, non ha senso che parli". Infatti, non siamo noi che parliamo, è anche una parte della vostra maggioranza che dice che è un bluff, allora ritiratelo! Se tutti abbiamo scoperto che è un bluff, poteva la nostra argomentazione essere priva di contenuto, priva di sostanza, priva di comunicazione all'esterno se non avessimo avuto un supporto di chi onestamente, sul piano intellettuale, ha detto: "Guardate che è un bluff, non ci crede nessuno che ci sono centodieci milioni di euro". Lo dice una parte importante che è figlia di quel padre che ha scritto, insieme ai sindaci... perché io vorrei ricordare che l'articolo 19 della 37 è stato scritto dai sindaci insieme all'assessore Cogodi, conferenze tra sindaci e amministratori...

DESSI', Assessore della difesa dell'ambiente. L'abbiamo scritto io e Secci.

SECCI (La Margherita-D.L.). "Ita ses narendi". E' lei che non si ricorda.

(Interruzione)

SECCI (La Margherita-D.L.). Non sono smemorato. Ricordo le origini e anche i presupposti.

PRESIDENTE. Emendamento 368. Ha facoltà di parlare il consigliere Pili per illustrare l'emendamento. Onorevole Pili, le ricordo che stiamo sempre illustrando gli emendamenti, non è una discussione generale.

PILI (F.I.). E' evidente che quella parte politica che oggi ha svelato, più di quanto potessimo fare noi il misfatto, ha reso vano l'articolo 321; il comma 321 è privo di concretezza, è privo di qualsiasi copertura finanziaria, quindi è giusto che la Giunta regionale ci ripensi.

All'esterno il messaggio che uscirà è che avete cancellato trecento miliardi di vecchie lire per i comuni della Sardegna ed è evidente che aver tagliato trecento miliardi per i comuni della Sardegna avrà una ripercussione: i comuni della Sardegna, quelli di centrosinistra per primi, sapranno che tutti i consiglieri, nessuno escludo, dal professor Gessa alla professoressa Cerina hanno contribuito a cancellare i trecento miliardi e quella politica innovativa, che vi ha portato a sedere sui banchi di questo Consiglio regionale, che avete proposto, non solo non è stata innovativa, è stata regressiva. Proponete alla Sardegna di regredire anziché andare avanti ed è per questo che noi all'articolo 8, al comma 1, proponiamo di creare anche laboratori innovativi coerenti con i tematismi delle reti di sistemi culturali di riferimento, laboratori di ricerca, di animazione a carattere culturale e tradizioni culturali locali. Perché, onorevole Gessa, proponiamo di introdurre anche questo? Perché non vorremmo che la Commissione che lei presiede non si occupasse di questi temi. Abbiamo voluto ricordarlo a lei, professor Gessa che, nella sua maggioranza, è persona ancora non, mi permetta, infettata dalla politica vecchia e quindi capace di discernere quelle che sono le azioni positive e quelle che positive non sono.

Io mi domando: "La sua Commissione ha valutato le somme che sono state spese nell'azione 2.1 dell'Asse prioritario di riferimento risorse culturali dei fondi FERST"? Mi domando: "Sono state fatte queste verifiche"? Ma perché le avete scritte nell'emendamento 321, assessore Pigliaru? L'Assessore della cultura non sappiamo dove sia, anche lei sparita in qualche biblioteca della Sardegna…

(Interruzioni)

Eh?

PRESIDENTE. Onorevole Pili, si rivolga all'Aula.

PILI (F.I.). E' evidente, professor Gessa e professoressa Cerina, che non si può dire che questi soldi possono essere utilizzati per il piano straordinario del lavoro perché se voi foste stati attenti consiglieri della maggioranza avreste già dovuto vedere che le somme poste nel bilancio della Regione sui capitoli della cultura sono minimali rispetto ai fondi che sono presenti nei fondi comunitari, che sono tanti. Pensate che nel 2005 la vostra Commissione sarebbe dovuta essere chiamata a guardare, controllare, non più dare indirizzi perché quelli sono già scritti, la spesa di 36 milioni di euro. Vi risulta che il vostro Assessore vi abbia portato una verifica di questo? Non ve la può portare perché se no l'arcano dello stanziamento dei 110 milioni crolla. Nel momento in cui vi porterà e vi dirà che questi soldi del 2005 sono tutti impegnati in bandi già attivati, è chiaro che i compagni di Rifondazione Comunista già sono convinti di quello che sostengono, con il dato effettivo numerico contabile e finanziario hanno anche la dimostrazione contabile e finanziaria.

Però vi invito a farlo, perché molto spesso ci si riempie la bocca di progetti innovativi, alternativi, valorizzazione del patrimonio culturale, non avete inventato niente! E' l'acqua calda! E' scritto nel QCS dello Stato italiano ed è assunto come linea prioritaria del complemento di programmazione del POR Sardegna. Cioè quella politica culturale che voi dite di voler sviluppare è già scritta, è già attuata in molti comuni della Sardegna, però con il principio dei bandi è stato attivato.

Ebbene, se i colleghi della maggioranza...

(Interruzione)

Onorevole Oppi, anche lei è preoccupato dell'assenza del suo Assessore di riferimento? Pare che non venga neanche per lei, ha già comunicato che non verrà. Risponderà a tutto il Presidente Soru, anche sulla sanità.

Quindi, credo che su questo tema bene farebbe... Il collega Davoli, che ha un'esperienza amministrativa - credo - importante alle spalle o anche nel presente potrebbe aiutare la professoressa Cerina e il professor Gessa perché se lui che ha capito il meccanismo di quei 110 milioni cogliesse l'occasione per unire l'utile al dilettevole…

CAPELLI (U.D.C.). Lui chi?

PILI (F.I.). L'onorevole Davoli. Potrebbe consentire di verificare se queste risorse finanziarie sono andate a buon esito, se cioè è stata fatta una puntuale spesa di questi fondi comunitari e dare al Consiglio una prima lettura.

La richiesta che io avanzo rispetto a tutte queste misure, professor Gessa, è che la Commissione presenti all'Aula un piano di verifica, cioè la valutazione ex ante, in itinere ed ex post, bisogna verificare a che punto siamo. Credo che siamo in quella in itinere e quindi si possa proporre una verifica di attuazione di queste risorse. Chieda formalmente all'Assessore della programmazione se può avere uno schema finanziario di queste misure, gliele ripeto, della misura 2.1 dell'Asse 2 delle risorse culturali. Se lei avesse questo riscontro - e può averlo per l'autorevolezza più di quanto possa averlo un consigliere d'opposizione - gliene saremo assolutamente grati, grati così come siamo all'introduzione nel primo comma della lettera c) di riferimento di quella partita che riguarda le nuove iniziative imprenditoriali nel settore del turismo.

Quale turismo? Fino a prova contraria in Sardegna non si parla più di turismo. Se non erro si parla di turismi. L'Assessore del turismo, quello attuale, o meglio quello che abbiamo visto qualche volta passare in quest'Aula, ha parlato di turismi. Vorremmo sapere queste nuove iniziative sono quelle che dobbiamo sviluppare nella qualificazione dell'esistente o sono nuove iniziative imprenditoriali nel settore del turismo? Sono costiere o sono zone interne? Perché in quelle costiere non possono essere svolte e nelle zone interne non possono essere svolte. Nelle zone interne non possono essere svolte perché queste risorse finanziarie appartengono tutte, e nessuna esclusa, a quella progettualità che nel POR Sardegna è legata ad una contribuzione solo ed esclusivamente alle iniziative pubbliche. Voi ricorderete su questo tema un emendamento del collega Falconi, vi ricordate che nei PIT erano previste le iniziative private? E poi perché non sono state contenute? Perché c'è stato un emendamento dei colleghi Marrocu-Falconi che proponevano l'introduzione di una procedura di spesa dei fondi delle leggi di settore, prioritariamente destinata alle iniziative dei PIT. Qui si prevedono iniziative imprenditoriali nel settore del turismo, con quali procedure? Quali sono le procedure per dare risorse alle iniziative imprenditoriali nel settore del turismo? Io che ho velocemente letto tutti gli aspetti procedurali della misura 2.1 mi sono reso conto che non c'è un criterio di ammissibilità, non c'è soprattutto, ciò che più conta, un grado...

PRESIDENTE. Emendamento 369. Ha facoltà di parlare il consigliere Pili per illustrare l'emendamento.

PILI (F.I.). Non esiste in nessuna parte dei fondi della misura 2.1, richiamati per i sistemi culturali e turistici, la possibilità di finanziare imprese giovanili per il settore turistico. Onorevole Uras, lei che è più tecnico di tutti noi qua dentro, le risulta che sui fondi comunitari nella misura 2.1, Asse 2, risorse culturali possano essere finanziate iniziative imprenditoriali per quanto riguarda il settore turistico? C'è questa possibilità? Io credo che lei sappia che non esiste questa possibilità, non c'è da nessuna parte. Perché scrivete che c'è una previsione di spesa di 110 milioni ed includete una cosa soltanto per gratificare qualche parte politica che vi ha posto giustamente il problema politico? A chi volete darla a bere - mi passi questo termine Assessore, mi perdoni, l'ora è tarda e quindi si può anche qualche volta uscire fuori dai canoni del linguaggio istituzionale - che ci sono le risorse per iniziative imprenditoriali nel settore del turismo? Non c'è da nessuna parte. E se così fosse, non saremmo nell'ambito del de minimis perché non credo che ci siano iniziative dette imprenditoriali nel settore del turismo praticabili con centomila euro. Perché se è vero come è vero per fare una valutazione puntuale, occorre, per tutti i criteri di selezione della proposta rispetto ai bandi, uno studio di fattibilità economico-finanziaria dell'intervento. Quindi, cosa vogliamo finanziare? Chioschetti? Vogliamo fare in Sardegna iniziative imprenditoriali fondate sui chioschetti? Se è questo il merito della proposta turistica, è una proposta assolutamente priva e destituita di ogni fondamento.

Sarebbe utile che si guardasse quali sono tutti i criteri di valutazione contenuti nei progetti di valorizzazione della misura 2.1 ed in particolar modo se è vero come è vero che c'è un chiaro richiamo al miglioramento del capitale umano locale. Allora, mi dovete spiegare in base a quale progetto i comuni della Sardegna dovrebbero migliorare il capitale umano locale. Non ce n'è nemmeno uno e siamo assolutamente certi che qualsiasi alchimia nella lettura e nell'impostazione di questo progetto possa dare alcun tipo di risposta esaustiva.

Vedete, colleghi, l'onorevole Marrocu è stato artefice di alcune battaglie trasparenti su alcune leggi di incentivazione sul settore agricolo; e quelle battaglie si sono vinte per due ordini di motivi. Uno, perché si è con chiarezza individuato il problema e con altrettanta chiarezza si è individuata la soluzione, senza percorsi che fossero tortuosi o assolutamente privi di trasparenza, perché con l'Unione Europea bisogna trattare con la chiarezza degli obiettivi e la dimostrazione che si tratta di riequilibrio e non invece di un vantaggio che va a turbare il mercato.

In questa direzione, questi stanziamenti di centodieci milioni di euro, che voi proponete, inesistenti, rispetto a questo tipo di iniziativa vorrebbero turbare quelle regole comunitarie; ed è per questo motivo che non si possono assolutamente utilizzare queste risorse nella direzione che l'assessore Pigliaru ha voluto avanzare.

Bene, io credo che ci sia davvero da parte di tutti voi, colleghi della maggioranza, la consapevolezza che non si possono creare posti di lavoro attraverso processi che hanno una scarsa (trenta milioni di euro) prevaricazione su progetti seri di investimenti che invece erano stati previsti in base all'articolo 19 della legge numero 37. Avete scelto una strada rischiosa, una strada che non ha via d'uscita!

Io lo ribadisco, non mi stancherò di ripeterlo anche in quest'Aula, abbiamo davvero la consapevolezza che l'unica proposta che si può assolutamente avanzare è quella di dare una indicazione puntuale al Consiglio per modificare la cifra. È chiaro che se questa modifica della cifra, il cui emendamento noi non abbiamo proposto. Per essere chiari, noi potevamo proporre l'emendamento al rialzo, non vogliamo rubare la scena politica alla Giunta regionale e alla maggioranza, vogliamo che l'aumento da trenta a centosettantadue milioni venga proposto dalla Giunta.

Onorevole Uras, ho apprezzato molto che anche il vostro Gruppo non abbia voluto fare quel mercimonio a chi la spara più grande; io credo che la sensibilità politica delle parti in gioco possa assolutamente partire da questo presupposto, il presupposto di dare delle risposte compiute in termini finanziari. Perché se è vero come è vero che avete ricopiato le misure previste, copiandole dall'Asse 2 risorse culturali, è anche vero che tutte queste risorse finanziarie sono state assolutamente spese. E quindi in questa direzione io credo che non possano essere assolutamente reiterate nel proseguo di questa azione che voi proponete.

Presidente, io ho concluso l'illustrazione di questo emendamento.

PRESIDENTE. Emendamento 370. Ha facoltà di parlare il consigliere Pili per illustrare l'emendamento.

PILI (F.I.). In questa direzione è evidente che occorre guardare quanto è stato previsto dalla identificazione della misura 2.1, che erano le ex 2.1 e 2.2, ed è evidente che i settori di classificazione che l'Unione Europea ha dato e cioè valorizzazione dei beni culturali con il recupero, la conservazione del patrimonio culturale, la promozione della conoscenza e della fruizione del patrimonio culturale rappresentino obiettivi specifici dei fondi comunitari e che in quanto previsti puntualmente dal QCS e dal POR Sardegna sono abbondantemente disciplinati e sono individuati in tutti i capitoli finanziari, misura per misura.

Esiste per ognuna delle misure - troppe aggiungo io - un funzionario incaricato, responsabile di misura, che ha il compito e il dovere di articolare le risposte a tutte le azioni di spesa che devono essere caratterizzate appunto nella spesa di questi fondi.

È evidente che l'assessore Pigliaru ha voluto proporre un'azione studiata a tavolino dalla parte politica...

(Interruzioni)

PILI (F.I.). Colleghi, non c'è fretta! Onorevole Secci, lei a quest'ora ha uno spirito, non dico clericale perché non vorrei offendere i clericali, però sicuramente di un "vogliamoci bene" che potrebbe essere molto più importante se utilizzato ad incrementare le poste di bilancio piuttosto che ad impedire a questo povero oratore di dare delle risposte.

Ci sono coloro che patiscono già le prime risposte che arrivano dal mondo della formazione professionale, onorevole Secci, perché credo che lei abbia ricevuto, così come avrà ricevuto l'onorevole Lai... Ho visto che qualche Assessore si è alzato anche infastidito, lo stesso Presidente ha cominciato ad agitarsi quando si è cominciato a parlare di formazione professionale, quasi si fosse toccato un nervo aperto...

(Interruzioni)

Sì, è un nervo aperto perché non siete riusciti a chiuderlo, perché, onorevole Lai, lei ha preferito il silenzio delle segrete stanze a quello di quest'Aula! Perché lei, forse più di altri, era titolato in quest'Aula a rappresentare un settore che anche politicamente l'ha espressa e che forse avrebbe meritato un'attenzione non nelle segrete stanze, ma nelle pubbliche assemblee, così come è questa.

Perché se è vero, onorevole Secci, che a quest'ora ore sarebbe meglio stare a casa, magari a letto, magari a riposo, magari guardandosi la televisione, forse però sarebbe stato utile qualche settimana fa, qualche mese fa occuparsi del fatto che le azioni che la Giunta regionale metteva in campo avrebbero portato a far spedire...

(Interruzione del consigliere Secci)

PILI (F.I.). Io credo che i risultati siano talmente positivi, così come quelli che l'assessore Mannoni ha preannunciato ieri per i lavoratori dell'Esaf, infatti faranno sciopero tra qualche ora.

(Interruzioni)

Infatti hanno licenziato tutti anche lì! Ecco, questo ottimismo dell'obbedienza mi pare assolutamente privo veramente di risposte. Non credo che Mario Medde, che ricordo come persona equilibrata, possa avanzare ai segretari regionali dei partiti una lettera in data 31 marzo in cui dice che c'è un imminente invio dei preavvisi di licenziamento per 750 operatori inseriti nell'albo della legge regionale numero 42; perchè se ci fosse qualche buona notizia bisognerebbe darla subito, perchè quelle famiglie dei 750 lavoratori oggi avranno la comunicazione di questo preavviso.

Onorevole Secci, lei non può liquidare la lettera del Segretario generale della C.I.S.L. con atteggiamenti di sufficienza. Credo che sia una lettera con tutti i fondamenti del caso e che quindi forse è meglio che, con quella superficialità con la quale la Giunta ha proposto soluzioni o, meglio, con le quali ha creato problemi ai settori più svariati della Regione sarda forse è meglio che le persone sagge, onorevole Cugini a lei mi rivolgo, considerata anche la sua esperienza amministrativa, mi riferisco quegli a quei due giorni di Assessore dell'agricoltura nella giunta Selis, possano assolutamente dare delle risposte puntuali per mettere un minimo il piede sul freno per evitare che si incorra ancora e sistematicamente in tanti tanti errori. È per questo che anche l'emendamento 370 rappresenta l'obiettivo che abbiamo riprodotto dai fondi comunitari.

Io spero, onorevole, professor Gessa, lei sa bene la stima che le ho sempre rivolto, possa essere partecipe del dibattito. Io credo che a lei neanche il presidente Soru la possa sgridare se interviene in quest'Aula a dire ciò che pensa; e magari potrebbe intervenire come presidente della commissione, considerato che parliamo di questo tema, a riferirci delle questioni che stiamo affrontando, cioè sull'avvio e la costruzione delle reti e dei sistemi culturali.

È previsto dai fondi comunitari, però l'assessore Pigliaru, vorrebbe far intendere a lei e anche a noi, o meglio ai compagni di Rifondazione, che questi fondi sono tutti da gestire; sono già pianificati, sono tutti elencati puntualmente in tutte le misure comunitarie e quindi non c'è niente di cui pianificare. Sono tutti soldi impegnati, tutti soldi in gran parte già spesi.

Con questo, onorevole Presidente, ho concluso la mia illustrazione del comma dell'emendamento 370 e se lei mi dà il tempo potrei passare al 371.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Pili per illustrare l'emendamento numero 371.

PILI (F.I.). La ringrazio onorevole Presidente, la ringrazio per la sopportazione che ha nei miei confronti, nonostante l'ora...

(Interruzione del consigliere Lai)

PILI (F.I.). La ringrazio, onorevole Lai, lei è sempre puntuale e preciso a qualsiasi ora del giorno e della notte. Mi dispiace che l'Assessore del lavoro, che se non ho capito bene è espressione del collega Uras...

(Interruzioni)

PILI (F.I.). Non si capisce più niente! L'onorevole Cugini rinnega l'assessore Broccia, l'onorevole Uras rinnega l'assessore Salerno, è una rinnegazione totale degli esponenti della Giunta! Non importa, l'importante è che rinneghiate questo articolo. Potete rinnegare gli assessori, ma rinnegate questi commi di questo articolo che è davvero provvidenziale per i comuni della Sardegna.

Il sindaco di Sardara, io mi domando come farà il comune di Sardara a non avere più i fondi della legge numero 37. Sei contento? Io non credo che tu sia contento, perché se dicessi in quest'Aula di essere contento, non so se sarebbero contenti i tuoi concittadini di Sardara o tutti coloro che hanno avuto in questi anni dal tuo comune quelle risposte.

Io se fossi sindaco di un comune piccolo o grande, in quest'Aula siccome devo rispondere innanzitutto a chi mi ha espresso, chi ma ha dato un mandato, qui non farei elevare le barricate ad un oppositore, per giunta sconfitto, le eleverei io, sarei il primo a dire: "Ma come...", e sareste molto più autorevoli di quanto lo possa essere il sottoscritto! Se i sindaci del centrosinistra presenti in quest'Aula, dall'onorevole Paolo Fadda che è prima che consigliere regionale sindaco, orgogliosamente sindaco nella storia...

(Interruzioni)

PILI (F.I.). Lei è sindaco..., l'onorevole Secci, sindaco; l'onorevole Mattana sindaco, ma perché siete tutti contenti che vi tolgono i soldi dal bilancio dei comuni? Io non lo so, se siamo di fronte a sistemi giapponesi...

(Interruzione del consigliere Secci)

PILI (F.I.). Mi dica onorevole Secci?

(Interruzione del consigliere Secci)

PRESIDENTE. Prosegua onorevole Pili, poi eventualmente...

PILI (F.I.). Guardi, onorevole Lai, lei di bond se ne dovrebbe occupare in maniera più attenta e oculata, perché lei parla senza sapere, parla senza sapere ciò che dice!

PRESIDENTE. Onorevole Lai, prego.

PILI (F.I.). Onorevole Secci, quell'indebitamento passa anche per quei 40 milioni di euro sulla formazione professionale, onorevole Lai, e lei sa bene che è meglio che quel capitolo lo teniamo chiuso. Lei non è abilitato a parlare di indebitamento, perché se guardassimo gli emendamenti che ha presentato nella precedente legislatura di tutto lei potrebbe essere alfiere fuorché della corretta gestione...

(Interruzione del consigliere Lai)

PRESIDENTE. Onorevole Lai, posso chiedere di interrompere la polemica, lei onorevole Pili torni all'emendamento per cortesia. Andiamo avanti...

(Interruzione del consigliere Cugini)

PILI (F.I.). Io accetto il richiamo, onorevole Cugini perchè lei me lo fa con la cortesia che gli è nota e con l'ironia che tutti le riconoscono. Credo che assolutamente, così come mi richiama qualcuno, sarebbe utile valutare quanto in questi anni, a proposito di indebitamento, sia stato speso in alcuni settori dell'economia regionale; e mi riferisco in particolar modo a tutta quella parte che per esempio viene disciplinata nella partita approvata oggi dalla Giunta sui fondi Cipe. Io mi domando, l'onorevole Pirisi è già partito a Macomer, e non potrà essere chiamato in causa, ma da quello che ricordo...

(Interruzioni)

PII (F.I.). Dov'è, non si vede. Prego, Luciano...

(Interruzioni)

PILI (F.I.). Dicevo che si sono, onorevole Cugini, alcune affermazioni che lei in qualità di esponente di spicco di questa maggioranza, nelle ultime tre righe del lancio dell'Ansa relativamente al...?.. della Giunta potrebbe spiegarci, perchè qui, per esempio, parliamo di Internet point. Cioè nei fondi comunitari è previsto che sulle ricorse culturali vengano attivate tutta una serie di circuiti e di reti importanti. Ci domandiamo, come è possibile che stasera la Giunta regionale abbia potuto stanziare delle risorse sui fondi CIPE secondo le notizie dell'Ansa per la banda larga? La banda larga. Fondi CIPE, dice l'Ansa, notizie non confermate, della banda larga. Che non è una bandana!

(Interruzione del consigliere Lai)

PILI (F.I.). Quasi. Quasi. Onorevole Lai, c'è arrivato vicino anche se anche questa volta non ha colpito nel segno. Credo che sia assolutamente improponibile per tutto quello che stiamo dicendo che le politiche dell'indebitamento possano essere attribuite a questo passaggio che voi state oggi subendo e, vorrei dire, mi perdonerà il sindaco di Sardara che ho richiamato, però c'è anche il collega Biancu, che per un attimo mi è sfuggito, è Capogruppo, è ancora Capogruppo, onorevole Biancu. Ma è sindaco ancora?

Lei è contento che le abbiano tolto di soldi della 37, perchè sennò non starebbe sorridendo e non starebbe in silenzio. Lei sta sorridendo, contento e per giunta silente di fronte al taglio dei fondi della 37. Spero che lei avrà l'accortezza di spiegare che questo taglio non è frutto dell'indebitamento contratto negli anni passati, perché sarebbe facile per chi era in quegli anni in questi banchi individuare l'emendamento anche a sua firma, onorevole Biancu, in cui diceva: "Stanziamento triennale di 172milioni di euro per il piano straordinario del lavoro". Mi domando: perché si pone oggi il problema dell'indebitamento quando allora, devo dire che l'artefice, professore di quegli emendamenti era l'attuale Assessore degli Enti Locali, guardate come si ribalta la storia, l'onorevole Gianvalerio Sanna era professore, guida politica, amministrativa della coalizione di centrosinistra che scriveva gli emendamenti, li pensava, li congegnava in ogni singolo particolare, dall'emendamento soppressivo parziale a quello totale e per giunta scriveva le cifre! Ed era talmente bravo, presidente Soru, che non c'era un solo emendamento dell'onorevole Sanna che non avesse copertura finanziaria, compreso quello dei 172 milioni di euro, dei tre anni. Stranamente adesso viene mandato dall'altra parte a spiegare che non ci sono più i soldi. Perché nel 2002-2003-2004, c'erano i soldi e adesso onorevole Sanna, assessore degli enti locali, sono spariti i soldi? Cioè quando trovava la copertura finanziaria nel 2002-2003-2004 c'era la copertura e adesso che siete al Governo non c'è più?

LAI (D.S.). Li ha portati via a Buenos Aires.

PILI (F.I.). Li ha portati via a Buenos Aires! Non sappiamo chi onorevole Lai, lei fa troppo richiamo al tango, ma non credo che abbia la stazza del ballerino del tango. Quindi, lasci perdere il tema del ballo perchè non le appartiene, né il tango e né l'argentino. Però credo, davvero, che non si possa lasciare alla provocazione di chi come...

CUGINI (D.S.). È primo aprile; non ti crede nessuno!

PILI (F.I.). Onorevole Cugini, lei..

PRESIDENTE. Onorevole Pili, prosegua. Faccia la cortesia. Onorevole Cugini, lasciamo proseguire.

CUGINI (D.S.). È uno scherzo del primo aprile.

PILI (F.I.). L'onorevole Cugini è un professore di ironia, ma è anche sottile nelle cose che dice, lei sa perchè mi sta sottolineando che è il 1° aprile...

PRESIDENTE. Siamo al 372, onorevole Pili.

PILI (F.I. ). Non perché è il giorno in cui non bisogna credere alle cose, mi sta sottolineando questo per ricordarmi che questa maggioranza...

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Pili, posso interrompere?

PILI (F.I.). Prego Presidente.

PRESIDENTE. La prego di restare all'illustrazione degli emendamenti, invito i colleghi, anche quelli che hanno difficoltà a restare seri, data l'ora, che c'è una rotazione costante, di consentirci di proseguire, perché ci stanchiamo tutti. Prego onorevole Pili.

PILI (F.I.). Grazie onorevole Presidente. L'onorevole Cugini, dopo avere rinnegato l'assessore Broccia adesso vorrebbe negare il fatto che mi richiama al 1° aprile per ricordarmi che siamo al quarto mese di esercizio provvisorio., e che è un merito che ovviamente l'onorevole Cugini non vorrà assolutamente assumersi pur sapendo di averlo tutto. Perché, vedete colleghi, avere scelto in questi mesi la strada in qualche modo arrogante di volere portare avanti un progetto e un disegno di tutto ciò che tocchiamo blocchiamo, siate riusciti a bloccare per giunta l'unica cosa che si poteva in questa legislatura compiere nei tempi previsti. L'onorevole Scano, Assessore della Progammazione nella sesta, settima Giunta Palomba, non ricordiamo più quante, era riuscito a provare, primo caso, il bilancio e la legge finanziaria in tempo utile. Poi l'avete sostituito, non l'avete ricandidato, non so cosa avete fatto, comunque era riuscito a fare quello e l'avete punito.

(Interruzione del consigliere Cugini)

PILI (F.I.). Poi infatti non l'avete ricandidato e se n'é andato via dal vostro partito.

PRESIDENTE. Prosegua onorevole Pili, non si lasci interrompere, risponda, vada avanti, lei. Sta seguendo un filo logico.

PILI (F.I.). Si immagini Presidente, se posso lasciare perdere l'onorevole Cugini. Credo che l'onorevole Cugini sappia bene l'arte della politica e quindi ben capirà che essere riusciti con una maggioranza di 50-55 non ricordo più quanti, di essere arrivati al quarto mese di esercizio provvisorio, credo nemmeno la più scalcagnata giunta da me presieduta sia riuscita a fare tanto, nessuna. Non credo di essere, a memoria di quasi cinque anni, riusciti ad arrivare al quarto mese di esercizio provvisorio. Voi in 50 e passa, con 20-22 che non ci sono mai, quelli che ci sono degli stacanovisti, gli altri 22 non si sa dove sono, quando ci sono, sono zitti come gli altri 30, però certo è che non date nessuna risposta al nuovo sistema elettorale che vi ha caratterizzato, è un sistema elettorale che vi ha portato al quarto mese di esercizio provvisorio!

OPPI (U.D.C.). Sono 51.

PILI (F.I.). 51. Stai contando anche il professor Gessa che però dal cenno del viso mi sembra dissidente.

PRESIDENTE. Onorevole Pili, capisco che lei abbia bisogno di riempire i vuoti, però andiamo avanti.

PILI (F.I.). No, onorevole Presidente, si immagini onorevole Presidente se abbiamo...

(Interruzioni)

PILI (F.I.). Perché se anziché aspettare che noi leggessimo in Aula la misura 2.1, fosse stato il professor Gessa ad illustrarci l'attuazione probabilmente non ci sarebbe stato neanche il 321. Se nella prima attività di ricognizione del primo semestre avessimo fatto una verifica puntuale della misura 2.1 oggi non saremmo qui a discutere, avremmo detto: "Ci sono 30 milioni di euro, non ce ne sono altri". Sarebbe stata una argomentazione plausibile, incontrastabile sul piano della risorsa finanziaria, ma ciò che invece è più grave è che si vuole indurre questo Consiglio, maggioranza e opposizione, a ritenere che ci sono 110 milioni, quando tutti sappiamo che così non è. Quei 110 milioni non esistono, quei 110 milioni sono fittizi e così come, Presidente illustro il 372, considerato che il tempo sta per scadere, è previsto l'introduzione del regime di aiuto de minimis per le seguenti tipologie di attività imprenditoriali.

Quando, onorevole Uras, nell'emendamento numero 321 la Giunta propone il de minimis, lo propone come norma ex novo? No. La propone perché è contenuta nella misura 2.1, e ritiene che questa colleganza, questo collegamento tra la parte relativa all'emendamento 321 e l'articolo 19/37 possa in qualche modo indurre a pensare che ci sono risorse finanziarie. Vi leggo per che cosa sono previsti i de minimis, della misura 2.1: iniziative imprenditoriali nel settore del restauro della conservazione e della valorizzazione del patrimonio culturale attraverso incentivi per le imprese e i lavoratori autonomi che partecipano ai bandi di selezione pubblica per l'acquisto di impianti e attrezzature coerenti con l'attività di restauro e conservazione del patrimonio culturale. Allora, è pensabile che siano fondi aggiuntivi ai fondi della 37? I de minimis è già previsto, sono soldi che già esistono, che sono già pianificati, che hanno già un indirizzo di spesa, che hanno già una procedura ben individuata che vi ho elencato per quanto riguarda anche il de minimis della misura 2.1, e che nessuno può pensare di asseverare alle logiche di ripartizione dei fondi della 37 e tanto meno della 25, e quindi è evidente, colleghi, che non si può certamente pensare che voi possiate in questo caso inventare niente, così come allo stesso emendamento 373 sono servizi finalizzati alla valorizzazione integrata delle reti e dei sistemi culturali e regionali e locali e quindi anche in questo caso è previsto, secondo i fondi comunitari, l'introduzione del regime di aiuto de minimis. In questo caso i servizi di rete per la valorizzazione e gestione integrata del patrimonio culturale previsti nella misura di 2.1 sono puntualmente disciplinati attraverso i bandi, cioè non c'è una ripartizioni omogenea per tutti i comuni, per tutti i soggetti, ma si concorre, quindi comuni che saranno primi, comuni che saranno secondi e comuni che saranno esclusi. E credo che davvero si possa dire a tutti noi che non è pensabile assolutamente creare le condizioni per dare delle risposte puntuali in questo settore.

Colleghi, l'onorevole Cugini mi sottolinea l'orario, evidentemente avrà qualche altro impegno, io onorevole Cugini accetto il suo richiamo, dico soltanto, onorevole Presidente, che per quanto riguarda l'emendamento 374, illustro questo, ci sono anche in questo caso previste le misure de minimis. Vedete colleghi, qualcuno di voi può essersi divertito, qualcuno può avere pensato allo sfogo di uno che ha perso le elezioni, qualche altro può pensare che probabilmente siamo alla ricerca dello scontro. Siete così soddisfatti di questo articolo 8 che lo voterete con tutta tranquillità. Ecco, molto spesso le azioni di opposizione servono anche per convincere chi è a sostegno di...

(Interruzione del consigliere Secci)

PILI (F.I.). Onorevole Secci, non credo che sarebbe cambiato qualcosa, lei sa bene che in Commissione Programmazione lei ha avuto tutti gli esponenti dell'opposizione pronti a dialogare. Lei ha scelto di, anche in quell'occasione, non far passare un solo punto sui temi fondamentali, perché lei aveva l'autorevolezza per dire al Presidente della Regione che forse su questo tema del lavoro era meglio evitare che si arrivasse in Aula senza una intesa con tutte le parti politiche del Consiglio regionale, se fossimo stati in qualche modo nel clima che poi ha caratterizzato dal '98 fino ad oggi le politiche attive del lavoro e forse avrebbe potuto suggerire che qualche soluzione si poteva trovare. Questa soluzione non è stata trovata, avete scelto di erigere un muro e quel muro credo che sia ormai invalicabile, cioè ci sono gli emendamenti, voi li boccerete, i comuni avranno 300 miliardi in meno di vecchie lire, avrete proposto dei soldi che non esistono, 110 milioni di euro che sono già impegnati attraverso le misure previste dai complementi di programmazione che sono già pianificate nelle procedure, avete reso un servizio alla Sardegna che produrrà più disoccupati, che metterà le casse dei comuni in condizioni di non poter predisporre nessun bando per i fondi comunitari, avrete bloccato anche la spesa comunitaria e sarete riusciti in questa opera immaginifica che...

PRESIDENTE. Prego concluda onorevole Pili.

PILI (F.I.). Vi renderà capaci di assumervi in toto le responsabilità su questo articolo 8 che non solo non crea e non dà risposte sul piano occupazionale, ma che invece inverte in Sardegna una tendenza che ha visto diminuire la disoccupazione e con questo articolo 8 perseguite l'esatto contrario di quello che ha caratterizzato questi ultimi anni della storia, seppure tormentata, della Regione Autonoma della Sardegna.

È una scelta che fate, è una scelta di cui vi assumete tutta la responsabilità e di cui certamente l'opposizione non potrà far altro che sottolineare costantemente con quel richiamo interno in quest'Aula di cui ovviamente potete fare a meno di ascoltare, di rendere conto ma sicuramente, cosa più importante, credo l'esterno, perché questa cifra dei 300 miliardi che voi cancellate sarà una cifra che avrà ripercussioni, che non avrà bisogno di megafoni. Vedete, è come l'acqua, l'acqua quando non c'è uno se ne accorge direttamente a casa. Non c'è l'acqua nel rubinetto. Così è per questo piano del lavoro: da domani i comuni della Sardegna, 378, si accorgeranno che gli avete tagliato risorse fondamentali per la pianificazione delle politiche attive del lavoro, si accorgeranno i comuni che gli avete tolto i soldi necessari per partecipare a tutti i bandi europei, cioè avete messo in ginocchio le casse dei comuni della Sardegna e avete creato nuovi disoccupati per la nostra terra.

PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 136, 132 e 134 vengono dati per illustrati dai presentatori. Ha facoltà di parlare il consigliere Pisano per illustrare l'emendamento numero 54.

PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, con l'emendamento numero 54 intendiamo porre all'attenzione dell'Aula e in particolare il tentativo è quello di riuscire a calare dentro l'articolo 8 un'esigenza che è emersa anche questa sera attraverso il documento che l'onorevole Pili poco fa ha citato ed è attribuito al Segretario Regionale della C.I.S.L. Mario Medde, documento con il quale si richiama lo stato di grave tensione che oggi vige all'interno degli enti di formazione professionale.

Noi crediamo che quest'Aula non possa rimanere insensibile di fronte ad un precipitare di problemi così gravi che portano anche ad una minaccia di licenziamenti di ben 760 dipendenti che oggi sono dipendenti degli enti di formazione cosiddetti enti storici.

SECCI (La Margherita-D.L.). In base a che cosa?

PISANO (Riformatori Sardi). In base a che cosa lo dice il documento... Onorevole Secci, sono talmente corretto, non ho mai disturbato nessuno, né intendo disturbare nel futuro, però la prego davvero di farmi dire queste quattro parole.

(Interruzioni)

PISANO (Riformatori Sardi).Dopo questo sfogo mi faccia recuperare questi pochi secondi, perché davvero anche questa forma di insensibilità ad un problema così diffuso per il quale ci sono state delle manifestazioni abbastanza eclatanti, vistose, non credo che non possiamo...

SECCI (La Margherita-D.L.). Nasconditi!

PRESIDENTE. Scusi onorevole Pisano, chiedo scusa, non è che è l'ora degli schiamazzi? Onorevole Secci ci dà una mano? Grazie. Siccome sono cose molto serie, avrà modo di...

(Interruzione del consigliere Secci)

PRESIDENTE. Onorevole Secci, lei nell'espressione del parere del relatore, potrà eventualmente dire la sua, con calma, senza interrompere nessuno.

PISANO (Riformatori Sardi). Presidente, il clima sembrava così assopito, non vorrei essere responsabile di questa improvvisa tensione. Credo che non parlare di queste cose invece quasi possa essere una forma di ignavia. Io non me la sento di non interpretare questa tensione che è vistosamente presente nel mondo della formazione professionale.

Noi non vogliamo nemmeno mettere in croce né una Giunta regionale che oggi appare in maniera non adeguata a dare risposte, né tanto meno un Consiglio regionale che potrebbe trovare difficoltà effettivamente al reperimento delle risorse. Noi diciamo questo, che attraverso questo emendamento è possibile inventare una sorta di partita di giro, che è quella di introdurre 18 milioni e 625 mila euro che potrebbero, in funzione del decreto approvato quattro giorni fa dal Consiglio dei Ministri, e che è il decreto attuativo del cosiddetto obbligo di istruzione, davvero confrontarci in maniera forte, cosa che avevamo già detto anche in questa sede, perché la Regione Sardegna ha tutta la possibilità di rivendicare un accreditamento di risorse in maniera ben superiore a quelle finora riconosciutele. Perché diciamo questo? Perché noi conosciamo purtroppo e tristemente i parametri, lo sa bene chi è un tecnico di questa materia, secondo i quali i fondi dell'articolo 68 della legge 144 fino a questo momento sono stati ripartiti. Parametri totalmente errati nel senso che non si teneva conto della dispersione scolastica, non si teneva conto assolutamente di quello che era il grado di scolarizzazione dei nostri ragazzi, nel senso che non si teneva conto del parametro prioritario che era l'indice di disoccupazione. Si teneva conto, in maniera paradossale - chi conosce questi parametri lo sa bene - di quella che era l'entità della dimensione delle aziende, perché quello era il parametro utilizzato per riconoscere la formazione degli articoli 68 e 69 relativi anche agli apprendisti, e quindi la Regione Lombardia riusciva a prendersi quasi il 40 per cento delle risorse a discapito invece dei 6 milioni appena attribuiti alla Regione Sarda. Oggi, con questo nuovo decreto, che sicuramente l'Assessore al lavoro avrà già fatto proprio, ci sono tutte le indicazioni in maniera precisa perché in conferenza Stato-Regioni la Regione Sardegna possa rivendicare davvero un accreditamento di fondi che fino a questo momento non ha potuto avere. Però diamo la sicurezza che dal 1° di settembre ci possa essere l'avvio del primo ciclo relativo naturalmente all'obbligo di istruzione, il completamento del secondo e il completamento del terzo ciclo. Non sono delle ricorse ingenti, ma sono delle risorse che, a mio giudizio, potrebbero essere soltanto figurative, per poi essere reincamerate attraverso questo criterio al quale noi davvero facciamo riferimento di riconoscimento di risorse da parte dello Stato.

Nello stesso decreto che abbiamo appena letto è indicato che per l'annualità 2005, oltre ai 30 miliardi che sono in capo all'articolo 68 della 144, ci sono 10 milioni di euro che sono proprio per la cosiddetta sperimentazione dell'alternanza scuola-lavoro. Ma non solo: per il 2006 ci sono invece 30 milioni di euro che verranno ripartiti, appunto secondo le indicazioni della conferenza Stato-Regioni, tra le Regioni italiane. Noi crediamo che si possa uscire da questo stato di impasse nel quale davvero gli enti di formazione professionale oggi sono. Possiamo restituire serenità ai 760 dipendenti degli enti, che hanno, tra l'altro, una normativa molto anomala, che si chiama legge 42 del '99, che davvero potrebbe rischiare di mettere in contenzioso con la Regione sarda un rapporto di lavoro che non si capisce bene come potrebbe essere altrimenti risolto, e allo stesso tempo possiamo anche finalmente restituire quei diritti che in parte sono stati negati ai ragazzi che oggi sono fuori sia dal sistema formativo che da quello scolastico, vuoi per negligenze naturalmente dell'organizzazione complessiva di questo obbligo formativo in questo anno formativo, vuoi anche per le inadempienze che il sistema scolastico ha messo in piedi nel non saper recuperare i tremila ragazzi che noi pensavamo di poter restituire alla scuola e che invece purtroppo soltanto in seicento hanno potuto rifrequentare i corsi scolastici e quindi essere di nuovo titolari di quel diritto che viene loro riconosciuto in funzione delle leggi.

Credo che 18 milioni e 625 mila euro possano costituire una soluzione di questo grande problema. Possiamo fare uno sforzo tutti insieme eventualmente anche per migliorare questo emendamento, ma in linea di massima l'esigenza è davvero talmente elevata che non possiamo restare sordi a questo grido enorme che ormai da mesi ci viene manifestato anche attraverso iniziative molto forti. Non possiamo davvero non vedere dentro un quadro complessivo dei diritti che sono propri di questi ragazzi ma che sono anche di chi lavora, di chi opera in questo sistema, una sorta di giustizia che questo Consiglio deve necessariamente riconoscere.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 337 ha facoltà di illustrarlo.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Presidente, più che per illustrarlo, per chiedere a lei e all'Aula la possibilità di spostare sia l'emendamento 337 che l'emendamento 23, che era trasferito all'articolo 8 dall'articolo 3, all'articolo 37 perché riguarda la materia delle transazioni sul sistema di indebitamento di vari settori, dove c'è bisogno di approfondimenti tecnici che ancora non siamo riusciti a dirimere. Per cui, se fosse possibile, chiederei a lei e all'Aula appunto la cortesia di spostare questi due emendamenti all'articolo 37.

PRESIDENTE. Va bene, onorevole Secci quindi gli emendamenti numero 337 e 23, che ci trasciniamo dall'articolo 3, si spostano all'articolo 37.

Per illustrare l'emendamento numero 308 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie, Presidente. E' un emendamento importante, merita almeno pochissimi minuti di presentazione, perché questo è un emendamento che prevede l'istituzione di regimi di aiuto a sostegno delle attività produttive in un regime di esenzione dalla notifica, così come previsto dal Regolamento della Comunità Europea numero 70.

In questo emendamento si propone quindi di istituire regimi di aiuto in applicazione e nel rispetto delle condizioni previste dai Regolamenti di esenzione approvati dalla Commissione Europea, di cui al Regolamento 68/2001 e così via, c'è un lungo elenco di riferimenti alla normativa europea.

Il punto essenziale per cui richiamo per un attimo l'attenzione dell'Aula è che l'effettiva istituzione di tali regimi consente soprattutto di rendere più flessibile la programmazione dei fondi per i privati presenti nel POR Sardegna, nel senso che possiamo, in questo modo, orientarne più coerentemente l'utilizzo verso le finalità previste dalla programmazione integrata, sulla quale questa Giunta e questa maggioranza stanno puntando con molta attenzione. Infatti, i regimi di aiuto attualmente in vigore sono quasi esclusivamente di carattere regionale, mentre i nuovi regimi potranno essere modulati per territorio e per settore, col coinvolgimento assai maggiore di prima delle comunità locali e in particolare dei comuni. Quindi questo emendamento è coerente con l'intera impostazione che qui si propone ed è coerente soprattutto con l'idea di poter accelerare e migliorare efficienza ed efficacia della spesa di fondi comunitari ai fini dello sviluppo locale e della corretta percezione delle esigenze dei singoli territori e degli specifici vantaggi competitivi di ogni territorio.

Infine l'emendamento specifica quali sono i modi attraverso i quali verranno definiti questi regimi di aiuto e si dice che la Giunta, con propria deliberazione, definisce con apposite direttive di attuazione le modalità e i criteri di attuazione degli strumenti e dei regimi di cui ai precedenti commi. E' importante sottolineare che le direttive sono trasmesse alla competente Commissione consiliare che su di esse esprime il proprio parere entro trenta giorni.

PRESIDENTE. Abbiamo concluso l'illustrazione degli emendamenti all'articolo 8. Per esprimere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Presidente, grazie. Sull'emendamento 135 il parere è negativo; è negativo il parere sul 133; il parere sul 321 è positivo; gli emendamenti dal 354 al 374 non sono stati esaminati dalla Commissione, però, non essendo coerenti con l'articolo approvato e con l'emendamento presentato dalla Giunta regionale che condividiamo, posso tranquillamente esprimere per tutti questi emendamenti il parere negativo. Il parere sull'emendamento 136 è negativo, il parere sull'emendamento 132 è negativo; il parere sul 134 è negativo; il parere sul 54 è negativo. Il parere sul 308 è positivo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme al parere espresso dal Presidente della Commissione bilancio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Intanto volevo chiedere scusa a tutte le persone che sono impegnate stasera nel lavoro, quindi cercherò di essere breve e le chiedo, Presidente, di farsi garante, ogni volta che ci sono dei cambiamenti, di informarci in tempo utile, in modo tale che si possano affrontare i lavori più serenamente e con maggiore disponibilità anche ad ascoltare e a recepire le cose che vengono dette in Aula.

Ho letto con molto interesse l'articolo 8 della legge finanziaria che detta disposizioni in materia di lavoro. Proporrò quindi una serie di considerazioni, a partire dall'emendamento numero 321, proposto dalla Giunta, che istituendo l'articolo 8 bis prevede interventi integrati per il lavoro. Devo dire che, pur avendo apprezzato fin dall'inizio gli sforzi della Giunta regionale e in particolare degli assessori Pigliaru e Gian Valerio Sanna, e della Commissione presieduta dall'onorevole Eliseo Secci, per migliorare con idonei finanziamenti le azioni positive per il lavoro, la principale emergenza della nostra Isola secondo quanto costantemente sostenuto dalla coalizione e dal presidente Soru, non posso tuttavia esimermi dall'avanzare qualche perplessità sul quadro generale di riferimento.

Assessore Sanna, lo dico con grande umiltà, la Sardegna in questa delicata fase congiunturale ha un estremo bisogno di certezze, proprio ricordando gli anni che ci hanno preceduto, in cui molte delle prerogative che tutti pensavano di veder realizzate poi sono venute meno. In attesa di una nuova legislazione regionale di riforma delle politiche del lavoro bisogna tenere ben presenti, come peraltro evidenziato nel programma, leggo appunto dal testo "Per cambiare la Sardegna insieme", sono necessari interventi selettivi, elaborati e indirizzati con obiettivi specifici, che coinvolgano in maniera articolata le istituzioni locali e gli altri soggetti interessati. Per me, che ho riportato, appunto, con queste parole il programma sottoscritto dall'intera coalizione, compresi i Socialisti, significa utilizzare al meglio con consistenti finanziamenti certi e subito spendibili il piano straordinario per il lavoro.

Del resto, una forte richiesta in tal senso ci viene dagli amministratori locali e dalle parti sociali, è quindi opportuna un'ulteriore riflessione su questo delicato argomento, non tanto per evitare lacerazioni interne alla maggioranza, ma soprattutto per avere uno strumento idoneo a far fronte all'attuale gravissima emergenza. Si tratta, come si sottolinea ancora nel programma della nostra coalizione, di farsi carico delle esigenze di quanti sono privi di un lavoro e garantire le risorse indispensabili per il sostentamento. Per me, socialista, questo progetto rappresenta, è un imperativo categorico. Per questo motivo ho chiesto una sospensione dei lavori con l'intento di trovare l'occasione giusta per migliorare il testo dell'emendamento 321 e da questo punto di vista credo che anche il contributo delle opposizioni possa essere preso in considerazione se veramente e seriamente si intende intervenire su questa questione.

Detto questo, e mi scuso con i colleghi, perché sto portando via qualche minuto prezioso, non posso non rilevare qualche elemento all'interno dell'articolo 8 che, a mio avviso, è davvero contraddittorio. In particolare mi ha sorpreso leggere i contenuti dei commi 1 e 2. Quest'ultimo, il comma 2, in quanto socialista, mi pone un serio caso di coscienza e in quanto insegnante me ne pone uno ancora maggiore: non mi sembra in linea con la tradizione del centrosinistra né tanto meno del mio partito e della cultura che mi sono formata nel tempo, sopprimere il centro per lo studio e la documentazione delle società di mutuo soccorso. Mi sarei aspettata, al contrario, un serio intervento di sostegno e di tutela del nostro patrimonio storico e culturale.

Mi pare di poter dire che una società civile è tale solo se lascia, conserva, preserva un patrimonio di idee e di opere che testimoniano nel tempo il suo percorso culturale. La memoria storica, in particolare quella delle lotte operaie, non può essere trascurata, sarebbe tra l'altro una grave perdita proprio per le più giovani generazioni.

In occasione del 138° anno di vita della Società di mutuo soccorso degli operai di Cagliari, che quest'anno celebra i 150 anni della sua esistenza, il deputato Antonello Cabras, allora Presidente della Regione, auspicava il mantenimento e quindi la salvaguardia del patrimonio delle istituzioni secolari, che disse: "Non risentono del peso del tempo e traggono anzi dal fluire degli anni vitalità e vigore nuovi"; non mi sembra francamente che siamo all'interno di questa logica. Ritengo quindi che questo comma debba essere rivisitato nella formulazione. Dal mio punto di vista ancora di più, ritengo che debba francamente essere abrogato.

Esprimo infine perplessità sulla modifica dell'articolo 34 della legge che disciplina la politica attiva del lavoro; condivido la riduzione da sette a cinque degli esperti, condivido che i componenti il comitato di valutazione non siano esterni. Mi chiedo però come è possibile attivare un organismo tecnico senza che questo possa esprimere pareri obbligatori sulla rispondenza delle attività per le quali è stato richiesto il finanziamento con le indicazioni del piano triennale e dei programmi di attività dell'agenzia. Dal mio punto di vista lo renderei addirittura un parere vincolante, proprio perché tecnico. Ripropongo quindi che si rifletta su questo articolo 8, sull'emendamento 321, che si trovi il modo per apportare delle modifiche perché credo che sia importante per tutti noi guardando soprattutto i cittadini che ci osservano. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Avrei preferito intervenire con tono e con parole diverse. Sono deluso del fatto di non essere riuscito in quanto altri prima di me, meglio di me, sono riusciti, cioè a dare una risposta forse piena di difetti, sicuramente migliore del nulla, del niente assoluto che ci si prospetta di volta in volta, costantemente; di non essere riuscito, dico, a difendere elaborazioni ventennali, corrette, migliorate, difese con le unghie e con i denti, riproposte, ridiscusse, arrangiate, che hanno visto movimento di istituzioni, di organizzazioni sociali, di popolo, di giovani disoccupati dalla marcia del lavoro del 1984, da uno strappo forte all'interno del movimento sindacale tra la C.G.I.L. ed altre organizzazioni, dalla legge 28; cioè una cultura che è la cultura del lavoro, del lavoro come espressione umana, del lavoro come valore, di questo schieramento politico forse di qualcuno oltre il nostro partito, di qualche altro partito oltre il nostro, un patrimonio di valori che all'una di notte viene seppellito e non a caso ed anche in questo non apprezzo, anche nel modo. E' un modo intollerabile, anche nel modo in cui si seppellisce quel sistema di valori. Non è 30 milioni di euro, 60 milioni di euro, l'articolo 19. E' l'insieme! L'abbiamo detto: "Badate che non c'è, ma non c'era", l'abbiamo detto nel Dpef , non c'era, qualcuno si è sollevato, ha detto: "Abbiate fede, abbiate fiducia, noi faremo", non avete fatto! Avete coerentemente perseguito anche qualche volta con mestiere, in questo aiutati, non v'è dubbio, da chi mai avremmo potuto pensare che vi aiutasse. Da chi mai avremmo potuto pensare che vi aiutasse, anche con mestiere. Quando più di nove mesi fa, nove mesi è in carica questa Giunta, politiche sociali non ne vedo, politiche del lavoro si cancellano, l'impegno di relazione produttiva che non c'era stata col centrodestra, con le organizzazioni sociali, del lavoro, dell'impresa, col terzo settore, cioè con quell'attività che è più orientata verso quelle fasce di popolazioni più deboli, più bisognose che hanno esigenze fondamentali da soddisfare. Non c'è nulla, in questa finanziaria non ce n'è. Non ce n'è!

Io ho provato a cercare, ho preso l'articolo 8. L'articolo 8 è competenza dell'Assessore del lavoro. Gli Assessori li nomina il Presidente, gli Assessori li nomina il Presidente e se ne assume la responsabilità, per cui questo è il sistema, questo è il sistema. Se ne assume in pieno la responsabilità, anche di registrare un dissenso che è profondo, che è profondo! Che non è strumentale, che non è personale, ma che è un dissenso profondo ed è un dissenso politico. Su questa strada il percorso diventa difficile. Insieme per la Sardegna vuol dire insieme, insieme non siamo stati, insieme non siamo stati e questi sono i risultati.

L'articolo 8 ha un primo comma che è di una inutilità, direi, scandalosa. Basta scrivere che è abolito l'organo tecnico di valutazione dell'agenzia regionale del lavoro, non vogliamo pagare altre indennità, siamo d'accordo. Ma che bisogno c'è di scrivere che cinque funzionari faranno il lavoro che era compito... basta un ordine di servizio, lasciamo le norme alle norme; basta un ordine di servizio!

Ma l'agenzia regionale del lavoro è qualcosa di più. Era lo strumento di politica attiva del lavoro, per le politiche attive del lavoro, quelle che già si cancellavano nel Dpef ed è gestita male, è gestita in modo illegittimo perché non è stato fatto il bando per il nuovo direttore? Perché non è stato fatto? Perché si mantiene una situazione provvisoria che rende a rischio gli atti di spesa perché non possono essere emessi da coloro che li emettono. Perché una procedura c'è, una legge lo prevede, che si faccia una cosa; l'abbiamo segnalato, l'abbiamo detto ma le leggi sono cose scritte che tali devono rimanere e possibilmente non si devono applicare, questo sto imparando giorno dopo giorno.

Il successivo articolo lo diceva la collega, una cosettina sull'erogazione di provvidenze e poi una gran bella scrittura sulla legge 36 che io non sono riuscito a capire. Se fossi funzionario avrei difficoltà ad applicare, cosa vuol dire: "Nella predisposizione delle graduatorie di merito hanno ulteriore priorità la tipologia societaria, tra virgolette, le imprese. Se io avessi scritto a suo tempo una norma così per il mio Assessore, sarei stato cacciato via dal mio posto di lavoro. E' una porcheria! E' una porcheria, sono deluso. Sono deluso perché non ci sono politiche del lavoro, sono deluso perché non si risponde ai disoccupati, sono deluso perché per arrivare a questo si usa il mestiere d'Aula e faccio i miei complimenti a chi lo sa usare, non se ne farà merito durante la prossima campagna elettorale. Non se ne farà merito, anzi si nasconderà, anzi dirà altro nella prossima campagna elettorale. Sono deluso per come si applicano le leggi, sono deluso per come si scrivono le leggi.

Se io dovessi interpretare questa norma significa che dall'articolo 2 della 36 l'unica parte che io effettivamente cancello è tutto il terzo settore, cioè le organizzazioni prive di lucro. Cioè quelli che dovrebbero stare più vicino alle fasce di popolazione più bisognose, cioè quelli che dovrebbero fare la politica sociale, sostenere la politica sociale anche del sistema pubblico, e perché? L'abbiamo segnalato all'Assessore, l'abbiamo riscritto anche questo comma, non c'era una lira in più, ma non si poteva accertare perché siamo tutti bravi sempre e comunque in ogni caso più degli altri, anche se gli altri si prestano con buona volontà a dare il contributo, visto che il contributo quando è stato dato per sostenere questa maggioranza, per far sì che divenisse maggioranza, non è stato rifiutato. Sono deluso perché chi doveva difendere insieme a me ha fatto il ventre molle di un attacco mortale alle politiche del lavoro in Sardegna, alla cultura che abbiamo tentato di esprimere in polemica forte, spesso decisiva, anche per le sorti dell'amministrazione regionale contro il centrodestra nella passata legislatura, una polemica forte fatta di ostruzionismo, altro che due del mattino, settimane e settimane, tutti insieme, anche quelli che oggi dicono che nulla vale e che si può cambiare comunque opinione perché tutto si digerisce nella società della comunicazione. Io non credo che si digerisca tutto, non credo, non apprezzo, sono deluso. Ma essere delusi non significa cedere. Noi la battaglia la faremo ancora, se riusciremo a farla dentro la maggioranza la faremo dentro la maggioranza, se non sarà possibile la faremo in altro modo, se sarà possibile in quest'Aula la faremo in quest'Aula, se non sarà possibile la faremo nella società.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanciu. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Non c'era un ordine di prenotazione? C'era l'onorevole Licheri prima.

PRESIDENTE. Vale sempre l'alternanza che fa il Presidente tra maggioranza e opposizione. Le prenotazioni vanno fatte perché è giusto farle, non l'abbiamo abolito il Regolamento.

(Interruzioni)

E quindi? L'abbiamo visto, è qui. Il Presidente fa l'alternanza tra un Gruppo e un altro, in base al Regolamento.

CAPPAI (U.D.C.). Ne prendiamo atto.

OPPI (U.D.C.). A che cosa serve la macchinetta allora?

PRESIDENTE. Serve per iscriversi la macchinetta, onorevole Oppi. Prego onorevole Sanciu.

SANCIU (F.I.). Leggo un pezzo dell'intervista ieri all'onorevole Cogodi che dice: "Il piano straordinario per il lavoro non è una bella idea, sarebbe indifendibile e invece a difenderla con i sindacati ci sono i sindaci di tutti e 377 Comuni". Poi dice anche: "Investendo un quinto delle risorse disponibili ha prodotto diecimila posti di lavoro stabili, una media di 20 mila euro per posto. Riceviamo encomi in sede comunitaria, se la Regione avesse aiutato e non ostacolato". Poi chiede il giornalista: "Si spieghi meglio". "Se un quinto fa diecimila, l'investimento completo fa cinquantamila posti di lavoro, cinquantamila contribuenti che producono fiscalità. Una Regione oculata può anche pagarsi la rata del mutuo". Poi fa anche un altro passaggio, ma non per un puntiglio, cioè non si sostiene così tanto per, ma perché è la migliore misura di politica economica e sociale che sia mai stata programmata. Chiude infine dicendo: "Quella che lanciamo è una sfida di coerenza, nessuno aveva detto prima agli elettori che avrebbe superato il piano straordinario per il lavoro. Il popolo e io stesso abbiamo creduto a chi ha detto che le politiche del lavoro non sarebbero state toccate". Credo che sia chiaro a chi fa riferimento. L'articolo 8 che riguarda appunto le disposizioni in materia di lavoro che stiamo ora affrontando con serenità e spirito propositivo nonostante la prova di forza a cui l'onorevole Marrocu e tutti coloro che ancora una volta sommessamente hanno deciso di uniformarsi sottoponendo questa assise a un proseguimento dei lavori fino alle due del mattino, cosa volete che rappresentino per noi queste ulteriori ore di lavoro rispetto alle attese dei comuni, rispetto alle attese dei sardi che auspicavano interventi concreti per il mondo del lavoro? Noi non siamo affatto preoccupati di rimanere qui a discutere in merito alle disposizioni in materia di lavoro, siamo qui per lavorare e per testimoniare ai sardi tutto quello che sta succedendo e quindi si propone di fare con questa finanziaria o meglio ancora quello che si propone di non fare. Noi siamo qui per dare il nostro apporto costruttivo all'intera manovra finanziaria. Vorrei solo ricordarvi che nei lavori odierni questa minoranza ha garantito per oltre due ore il numero legale e per altrettante ore i lavori sono stati sospesi a seguito dell'assenza sostanziosa di molti colleghi di maggioranza, non certo di quelli come l'onorevole Uras che sono qui da stamane e che a differenza nostra abbaiano ma purtroppo non riescono a mordere, nel senso politico lo voglio dire.

Onorevole Uras, è chiaro che non potete incidere. Oggi ho assistito anche a una cosa che mi ha colpito, visto che al vostro Assessore non è stato permesso di illustrare i passaggi fondamentali dell'articolo 8, addirittura assente in questo momento. Colleghi, l'articolo 8 rappresenta un altro caposaldo di questa manovra economica finanziaria, è un articolo - se vogliamo chiave - per tutta la programmazione finanziaria del 2005 e questo è uno tra gli articoli più attesi per gli effetti che avrebbe potuto avere sul futuro lavorativo di tantissimi giovani sardi, e purtroppo anche meno giovani e meno fortunati che si è rivelato invece, passatemi il termine, un bluff, l'ennesimo fallimento programmatico di questa Giunta e l'ennesima delusione per la Sardegna. Questa è una delusione in primo luogo per coloro che hanno votato questa maggioranza nella speranza che il rinnovamento annunciato in campagna elettorale desse il via a una stagione di governo caratterizzata da una rinnovata azione a sostegno delle fasce sociali in difficoltà e che da questa Giunta regionale si attendevano delle risposte efficaci. Tra gli interventi previsti in questa finanziaria, tra le sue norme più o meno intruse, non vedo progetti chiari né programmi concreti al fine di favorire la vera ripresa economica e occupazionale nel nostro territorio. Non vedo un programma di interventi per il sistema del lavoro. Dai dibattiti e dalle dichiarazioni che abbiamo avuto modo di ascoltare e leggere sui giornali, l'articolo 8 e le politiche per il lavoro assunte da questa Giunta rappresentano una profonda delusione anche e soprattutto per alcune forze politiche che siedono tra i banchi della maggioranza. Ne dà riprova anche quel piccolo dibattito che si è aperto sull'ordine dei lavori prima di passare alla discussione di questo articolo, ma soprattutto prima dell'arrivo del Presidente che ha il potere di ammansire i colleghi della maggioranza.

Alle politiche del lavoro strettamente legate agli interventi a sostegno dello sviluppo economico della nostra Isola, quest'Aula ha avuto modo di dedicare ampie porzioni di tempo, discutendo le proposte del centrodestra nei primi giorni di dibattito della finanziaria; proposte che sono state frettolosamente liquidate dalla maggioranza come strumentali.

Ho avuto modo di ascoltare i quasi duecento minuti che l'onorevole Pili ha dedicato a illustrare a quest'Aula gli emendamenti. Ho avuto modo di ascoltare anche gli interventi dei colleghi della coalizione che, con forme più o meno colorite, con maggiore o minore veemenza hanno cercato di porre all'attenzione di questa assise la necessità di affrontare i temi del lavoro con spirito più costruttivo. Ebbene, colleghi, avete lasciato cadere le nostre proposte nel più completo disinteresse, ma oggi in cambio cosa ricevete? Forse e dico forse, solo l'ennesimo contentino.

L'articolo 8 non offre nulla ai sardi, ma non offre nulla neanche a voi, colleghi, che con il vostro silenzio strenuamente state difendendo l'indifendibile. Dal primo articolo di questa finanziaria fino all'articolo 7 abbiamo assistito a una lenta e dannosa azione di tagli e demolizioni.

L'onorevole Cogodi nell'intervista di ieri ha detto che la Regione può correre solo sulle due gambe, quelle del risanamento delle finanze regionali e quelle delle politiche sociali. Nella sua considerazione, evidentemente motivata da un suo giudizio positivo dell'azione di risanamento e negativo per la scarsa attenzione riposta agli aspetti sociali, l'onorevole Cogodi ha detto che la Regione non solo non può correre, ma neanche camminare perché con una sola gamba non si va da nessuna parte, intendendo dire probabilmente che si è risanato o che si sta risanando, ma che si sta facendo ben poco sul fronte delle politiche sociali.

Io non condivido questa considerazione se non a metà; io credo che questa Regione non sia in grado né di camminare né di zoppicare perché, e l'abbiamo visto dall'esame della finanziaria, non c'è risanamento e non c'è attenzione per il sociale, come non c'è attenzione e sensibilità in questi giorni e in queste ore.

L'alternativa, onorevole Uras, sarebbe il semplice contentino rappresentato dall'emendamento 321? Per lei, in base agli impegni presi in campagna elettorale, lo ritiene sufficiente? È questa l'alternativa programmatica che il suo partito auspica per le politiche del mondo del lavoro? Se così è, la difenda apertamente e a spada tratta, così come Forza Italia, la nostra coalizione che ha finanziato il piano straordinario del lavoro, vessillo anche di voi di Rifondazione Comunista, ieri e oggi continua a difenderlo in quest'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licheri. Ne ha facoltà.

LICHERI (R.C.). L'articolo 8 della manovra finanziaria affronta un tema fondamentale perché traccia le linee e le disposizioni in materia di lavoro. Le note di programma per il 2005 (spero che i colleghi le abbiano lette con attenzione) sintetizzano bene gli intenti di questa maggioranza in materia di sviluppo.

Viene sottolineato che l'obiettivo principale rimane quello della crescita occupazionale in Sardegna e che questo passa attraverso la realizzazione di una nuova stagione di programmazione pubblica, economica e sociale che coinvolga le parti sociali e le autonomie locali per promuovere uno sviluppo forte basato sulle risorse locali, sull'innovazione, sull'integrazione tra i settori produttivi, sull'ambiente e la tutela del territorio.

Questo aspetto, a mio giudizio, dimostra che non c'è discontinuità rispetto alle cose che fino ad oggi abbiamo fatto. La legge salvacoste, per esempio, io la interpreto come elemento positivo che consente una nuova fase di sviluppo attraverso la nascita di servizi che garantiscano il miglioramento della qualità della vita. C'è continuità nella nostra azione di governo. Nessuna confusione come ha sostenuto più volte l'onorevole Pili in quest'Aula.

Io penso, lo dico con molta tranquillità, che l'unico confuso in quest'Aula sia lei, onorevole Pili, non so se è una confusione voluta o congenita, ma so che lei oggi ha parlato per tre ore su un documento datato;e non si è reso conto che ha presentato alcuni emendamenti, li potrei citare: dal 359 al 371, al 372, al 373, al 374 sulla misura 2.1, senza rendersi conto che ha preso in considerazione la vecchia versione del complemento di programmazione sottoposto al comitato di sorveglianza il 21 dicembre del 2004.

Lei come sempre ha copiato e questa volta ha copiato male, ha preso quel complemento di programmazione sottoposto all'approvazione del comitato di sorveglianza che è presente nel sito della Regione. Allora io la inviterei a rivedere, a aggiornare la sua ricerca e si renderebbe conto che sono cambiate le misure, sono cambiate le procedure di attuazione, ci sono elementi innovativi, nuovi, ci sono risorse aggiuntive rispetto alle singole misure.

Ma il tema fondamentale di questo articolo sono le politiche attive del lavoro che rappresentano per tutti noi quello strumento essenziale di uguaglianza e di giustizia sociale, al fine di avviare proprio un percorso innovativo che consenta di poter intervenire sulle aree in cui maggiore è il disagio sociale, è necessario un serio monitoraggio delle politiche attive del lavoro.

Questo non significa cancellare la legge 37 del '98, o i contributi in via diretta attraverso l'articolo 19 agli enti locali, o mortificare il padre e padroni di tale normativa, ma avviare un ragionamento forte come abbiamo già fatto con l'emendamento 321 per trovare nuovi strumenti finanziari che consentano di mantenere viva la strategia del piano straordinario del lavoro e allo stesso tempo consentire a tanti giovani disoccupati di poter diventare i nuovi protagonisti dello sviluppo in Sardegna. Mi riserverò di intervenire su questo punto quando passeremo al voto dell'emendamento presentato dalla Giunta regionale.

L'articolo 8 non è solo piano straordinario del lavoro e politiche attive del lavoro ma lo strumento che deve affrontare anche i temi riguardanti l'inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati. Il comma 4 dell'articolo 8 afferma che le risorse impegnate nell'esercizio 2004 ai sensi dell'articolo 1 e 11 della legge regionale numero 36 possono essere destinati all'emanazione di un relativo bando di almeno 12 milioni di euro in due annualità.

Al comma 5 alla lettera a) è specificato che è prioritario incentivare le assunzioni di soggetti delle categorie protette e svantaggiate di cui alla legge numero 68 che rappresenta il diritto al lavoro dei disabili. È chiaro allora che diventa necessario, come sottolineato nelle note di programma, l'approvazione di una legge organica che disciplini le modalità per l'erogazione di un salario sociale, pensato come una serie di misure integrate: formazione, inserimento lavorativo, l'accesso gratuito ai servizi essenziali.

L'articolo 8 pone un altro problema, un'altra questione, quello della formazione professionale attraverso i commi 7 e 8 che sono stati richiamati da più parti da vari colleghi, materia su cui bisogna aprire un confronto subito dopo l'approvazione della manovra finanziaria, perché anche in questo caso diventa fondamentale approvare una proposta organica di riforma di legge che preveda il trasferimento delle competenze gestionali alle Province lasciando alla Regione sarda compiti di programmazione.

L'articolo 8 allora nella sostanza deve essere letto come propedeutico per avviare una prospettiva di riforma attraverso il confronto con le parti sociali interessate e con gli enti locali. Personalmente voterò a favore dell'articolo 8 perché in linea con la strategia di cambiamento che questa maggioranza ha assunto di fronte ai sardi che, nell'esprimere il proprio voto, hanno chiesto a noi, a quest'Aula, a questo Consiglio, di avviare un progetto di sviluppo che dia definitiva stabilità alla Sardegna.

Anche questo passaggio lo faccio con molta tranquillità e serenità, io penso che non c'è qualunquismo in tutto questo, lo dico all'amico, al compagno, al collega Luciano Uras, non c'è qualunquismo in tutto questo. Si è qualunquisti quando non si è rispettosi dei colleghi della maggioranza con cui si è costruito un percorso politico programmatico; si è qualunquisti quando si abbandona l'Aula e non si vota per far mancare il numero legale non consentendo la discussione democratica in Aula; si è qualunquisti quando non si assume la responsabilità dei propri atti fino alla fine. Non c'è da parte mia, da parte del partito che rappresento, da parte di questa maggioranza, disattenzione sulle condizioni reali della nostra gente, ma la consapevolezza che diventa necessario, in un momento difficile come questo, trovare gli strumenti e le azioni politiche che invertano, lo dico da comunista, lo stato delle cose presenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu. Ne ha facoltà.

BIANCAREDDU (U.D.C.). Presidente e colleghi, volevo preliminarmente ringraziare l'onorevole Marrocu che, vista l'importanza della materia, ci ha consentito di poter ragionare subito in modo che stanotte possiamo riflettere e poi votare l'articolo domani mattina, però volevo complimentarmi col collega Pili perché non solo ha fatto una prova fisica ma questa volta, a volte come a tutti capita di voler perdere tempo, nel merito è stato impeccabile.

Infatti noi tutti lo abbiamo ascoltato, molti di voi non ribatteranno perché alle cose giuste viene male ribattere, il collega Uras gli ha dato ragione, mentre il collega Licheri, giustamente nel suo ruolo di uomo di maggioranza ma non di comunista, ha fatto una difesa d'ufficio, una difesa forse, mi permetta collega, in cui neanche lei crede, perché come quando gli avvocati non credono in quello che dicono, rischiano di far prendere l'ergastolo anche ad uno che ha rubato un grappolo d'uva.

Però, visto che siamo entrati nella materia anch'io ho qualcosa da dire come memoria storica, io intervengo poco però qualche volta ascolto. E mi ricordo quando, seduti a Villa Devoto proprio per il piano del lavoro, venivano la C.G.I.L., la C.I.S.L., la U.I.L., tutti venivano, e dicevano quanto era importante che si trovassero le risorse, bisognava fare di tutto per trovarle e noi dicevamo, come ha detto l'altra volta il Presidente Soru: "Indicateci da dove".

Mi ricordo il segretario all'epoca della C.G.I.L, che rispose: "Questo non è compito nostro, noi vi diciamo che servono soldi, però trovateli voi." Poi arrivavamo in Aula col collega Cogodi che faceva le battaglie, col collega Sanna che faceva le battaglie, con tutti i colleghi che ora sono in maggioranza che facevano le battaglie, ed ora le fanno invece in senso opposto.

Non è più facile dire: preferiamo risparmiare - anche se è una cosa giusta, così dite la verità - invece di voler convincere noi e forse anche voi perché non siete convinti che questa sia la strada migliore? Perché la sostanza è questa, che il centrodestra ha fatto il piano per il lavoro e il centrosinistra lo sta cancellando. Dove è la solidarietà che andate a sbandierare per le piazze, è questa? Tagliare ai poveri per dare ai ricchi, come quel fumetto di Alan Ford, dove c'era Superciuc che aveva la passione di rubare ai poveri per dare ai ricchi. Mi ricordo la famiglia che era inginocchiata di fronte a un frigorifero, è arrivato lui, glielo ha rubato perché dice che non erano degni di averlo.

Voi state facendo quasi così, in piazza siete per le classi deboli, nei fatti invece le rovinate completamente. In piazza siete per gli enti locali, nei fatti li affamati e non gli consentite neanche di poter accedere ai fondi comunitari.

Ma non è solo qua la contraddizione. Siccome sono intervenuto poco, Presidente, mi consenta qualche divagazione. Mi ricordo quando come Assessore proposi la vendita e la cartolarizzazione dei beni della Regione. Fui accusato di svendere i beni, che non si potevano fare queste cose, che le cartolarizzazioni le faceva solo Berlusconi. Oggi lo fa anche Soru, cosa è cambiato? È cambiato Presidente, non c'è più Pili, c'é Soru e allora si possono fare.

Diciamoci anche questo: aveva ragione Biancareddu, ci siamo pentiti, ora si fa così. Quei soldi che avete messo in bilancio sui ricavi delle vendite degli immobili sulla base di cosa li avete messi? Non sapete che per alienare un immobile in Sardegna con la legge attuale ci vogliono anni? Sapete che la Commissione di valutazione degli immobili è una Commissione perfetta? Ma non perfetta perché funziona bene, perché per funzionare devono essere presenti tutti i componenti, non esiste il numero legale e per riunirla ci vogliono mesi perché ogni volta se ne ammala uno. Quindi bisogna cambiare questa legge come volevo fare io, però non si poteva fare perché era una norma intrusa allora, allora era intrusa e adesso non è più intrusa.

Le comunità montane, ha proposto Biancareddu la riforma e la soppressione: scandalo! Le comunità montane sono intoccabili, adesso volete riformarle voi. L'articolo 2 della legge 4/97 recita: "L'unico ente intermedio tra Regione e Comuni sono le Province." Cosa vuol dire? Che le Comunità montane non esistono e lo sapete anche voi che sono enti inutili, che servono soltanto per collocare gente che non entra nelle giunte comunali e allora si mettono in Comunità montana, l'abbiamo sempre fatto. Se vi servono per questo in quanto ce n'è di tutti i colori, abbiate il coraggio di dirlo!

Cosa è questa riforma dove è montano il comune che ha un picco di 600 metri e il territorio a metà 400, ma che cos'è? Con questa riforma criticabile dove c'è il porto è comune montano, Aglientu è comune montano con Portobello e Vignola. Che riforma è!

Poi si passano alle riforme degli enti, riforme anche queste. Si decapitano otto consigli d'amministrazione per farne uno; si decapita l'autonomia amministrativa di enti storici come l'Incremento Ippico e la Sezione Sperimentale del Sughero per cosa? Questa è riforma? Riformare significa cambiare la finalità, cambiare l'oggetto, cambiare il funzionamento, non tagliare la testa alla gente. Questo lo facevano i Daihaki nel film di Sandokan che quando vedevano uno che non era del loro colore gli tagliavano la testa. Questa è la vostra politica.

La verità è che anche voi, come tutti quelli che iniziano a guidare una macchina complicata, non sono capaci, ci vuole tempo, quindi può darsi che nei cinque anni qualcosa migliorerà, adesso siete come uno che vuole guidare la Ferrari con la patente A e può guidare solo la Vespa o la moto carrozzella.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Matteo Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA MATTEO (A.N.). Grazie Presidente, colleghe e colleghi, nel leggere e rileggere l'articolo 8 in queste ore mi sono convinto sempre di più che questo articolo 8 sia in sintesi la fotografia di questa amministrazione, di questo esecutivo. Un esecutivo e una maggioranza raccogliticcia e le spaccature anche di stasera lo dimostrano.

(Interruzioni)

SANNA MATTEO (A.N.). Non c'ero. Presidente, gradirei non essere interrotto. Una maggioranza dei mille proclami e delle poche e concrete realizzazioni. Nel parlare di lavoro dico subito che il lavoro rappresenta per il centrodestra, e lo ha dimostrato quando ha governato questa Regione, la più alta espressione della personalità dell'uomo. Infatti il principale obiettivo di chi amministra un ente è quello di assicurare ai cittadini lavoro e con essi pari dignità sociale.

Quella pari dignità sociale che il collega Uras e la collega Caligaris, nei propri interventi, hanno messo in risalto. Quella pari dignità sociale che con questo articolo 8 viene calpestata e, oserei dire, cancellata.

È un articolo che in maniera azzardata definirei quasi anticostituzionale. E' un articolo che viola i principi dell'articolo 1 della Costituzione, della nostra Costituzione Repubblicana. L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. E la concezione del lavoro, così come l'ha manifestata stasera anche il collega Uras, come momento di vertice dell'azione politica, è patrimonio della destra e del centrodestra già da tanti anni, lo abbiamo dimostrato e l'hanno dimostrato i nostri colleghi nella precedente legislatura e noi continueremo a dimostrarlo oggi da questi banchi pur essendo nell'opposizione.

Avete calpestato uno dei baluardi della vostra campagna elettorale, avete tradito il vostro elettorato. E quando il collega Licheri, in contrapposizione al proprio collega di partito, onorevole Uras, dice ed afferma serenamente, come se niente fosse successo oggi in quest'Aula, che il programma che avevate presentato ai vostri elettori, ai sardi, è in linea con l'articolo 8, bene noi diciamo che qui il confuso allora è l'onorevole Licheri, è questa maggioranza la confusa, non è certamente il collega Pili o chi mi ha preceduto e tanto meno il collega Uras che le idee in materia di lavoro le ha molto molto chiare, molto più chiare di quanto le ha invece il proprio Capogruppo, che è capace di dire tutto e il contrario di tutto. Quindi per questo noi siamo contrari a quest'articolo 8, siamo contrari alla vostra politica del lavoro, siamo contrari al tentativo di svuotare di contenuti la legge 37, siamo contrari al vostro tentativo di affossare i nostri comuni, siamo contrari al vostro tentativo di negare un futuro alle nuove generazioni. Da questi banchi oggi noi esprimiamo anche la solidarietà ai 760 dipendenti che rischiano, per colpa della vostra politica del lavoro e della formazione, di perdere il proprio posto di lavoro.

Stamattina ho trovato un volantino, è il volantino di Progetto Sardegna e dice in alto, il titolo è ben scritto in giallo: "Invece di emigrare esportiamoci". Invece di esportare emigriamo, con questa politica che voi state imponendo e che state sottoponendo all'attenzione dei sardi è ovvio che i nostri giovani hanno un'unica speranza,: quella di emigrare. La prossima campagna elettorale fatela con questo volantino.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Poche parole spero per puntualizzare alcune cose. Colgo la delusione appassionata dell'onorevole Uras e alcune sue puntualizzazioni. Mi spiace non sia qui l'Assessore del Lavoro, avrebbe potuto anche meglio puntualizzare lei alcuni aspetti. L'Assessore del Lavoro che fa con diligenza, con impegno il suo lavoro, il suo compito, svolge il suo compito con responsabilità e ha avuto una parte importante nella scrittura dell'articolo 8 così come nella presentazione di questa legge finanziaria. La scelta dell'Assessore del Lavoro, come di tutti gli Assessori, è stata mia responsabilità, però forse è utile ricordare che io sono il Presidente di una coalizione, di una coalizione Sardegna Insieme che si è data un programma per governare la Sardegna insieme, è stato ricordato, e questo "insieme" è rappresentato anche nella Giunta, e nella Giunta sono rappresentate tutte le forze che hanno contribuito e che contribuiscono ancora a questa maggioranza, compreso il partito della Rifondazione Comunista che lei onorevole Uras rappresenta. L'Assessore del Lavoro è stato scelto attraverso una rosa di nomi che mi è stata presentata dagli organi del partito della Rifondazione Comunista, e quindi è una responsabilità che condivido col partito della Rifondazione Comunista, questa scelta, di cui per altro sono soddisfatto. Ha detto che è deluso, io non sono deluso, sono dispiaciuto per non essere riuscito, io e l'Assessore Pigliaru, tutti quanti, a spiegarci sufficientemente bene in queste settimane di approfondimento della proposta di legge finanziaria che è stata presentata, soprattutto in merito all'articolo, perché ce lo siamo detti, e quello che ci siamo detti vale e quello che abbiamo detto, soprattutto ai nostri elettori, vale. Il tema del lavoro non è una bandiera o il tema più importante solo per una parte di questa coalizione, il tema del lavoro è la bandiera prima di tutta questa coalizione, il tema del lavoro libero, del lavoro non piatito, del lavoro non regalato, del lavoro non dovuto, poi ci sono anche altri lavori, altri tipi di lavori, c'è - è vero - il tipo di lavoro che è stato offerto ad ampie mani dalla precedente Giunta, anche magari le settimane prima di andarsene, magari anche in maniera un pochino irregolare, magari assumendo qualche decina di persone nel SAR qualche giorno prima di andarsene, o magari facendo diventare direttori generali tutti, alla maniera di Carlo Quinto, todos caballeros, dal momento in cui si parte, o magari assumendo un po' di gente all'improvviso, come un debito, al Centro Regionale di Programmazione, o magari avendo portato avanti una politica del lavoro clientelare per anni. Noi quel tipo di lavoro non lo stiamo facendo, facciamo altre politiche del lavoro, magari quella del lavoro dignitoso, del lavoro non dovuto, o magari del lavoro in campagna elettorale nelle A.S.L.. Noi quel tipo di politiche attive del lavoro non le facciamo.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi possiamo… ci sono venti iscritti a parlare, onorevole Liori. Possiamo proseguire?

OPPI (U.D.C.). Qual è l'A.S.L. che ha assunto? Nel SAR non hanno assunto nessuno.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Magari le politiche attive del lavoro di rappresentanti, di strumenti importanti del Governo del territorio e delle politiche di sviluppo come nel Sulcis, che finora non hanno creato nessun posto di lavoro se non quello di un ex capo di Gabinetto nonché nipote, nel ruolo di direttore generale. Quelle politiche attive del lavoro non le stiamo facendo, quelle politiche attive del lavoro non le stiamo facendo, però cerchiamo di arrivare un pochino al punto. Abbiamo finanziato con soldi veri che esistono, perché i conti si possono fare anche al Centro Regionale di Programmazione, si possono anche fare all'Assessorato del Bilancio e la realtà è che al 31 dicembre 2004, tolti i progetti sponda che quindi non rappresentano un impegno definitivo ma rappresentano necessariamente, ma si riferiscono necessariamente a fondi che dovranno essere spesi, se non dovranno essere disimpegnati, al 31 dicembre 2004 è stato speso il 15 per cento delle risorse comunitarie e quelle risorse saranno disimpegnate se non verranno spese per tempo. Ed allora credo che responsabilmente abbiamo cercato di attirare l'attenzione sulla necessità di spendere queste risorse che verranno disimpegnate, che non gravano nel bilancio della Regione sarda nel momento in cui verranno spese e abbiamo fatto in modo che queste risorse possano essere spese secondo gli stessi criteri, le stesse finalità, gli stessi principi perseguiti all'articolo 19. Di questo si tratta. Per spendere meglio questa risorsa abbiamo chiesto il sostegno, i contributi di tutta la coalizione e di tutte le forze sociali deella Regione sarda; continuiamo e lo continuiamo a chiedere ostinatamente il sostegno delle forze sociali, delle organizzazioni di categoria, del mondo dell'agricoltura, dell'artigianato, dell'impresa, del sindacato ed auspichiamo che questo accadrà in maniera sempre più collaborativa nel futuro.

Circa le politiche attive del lavoro, ancora non vengono attivate dai numeri scritti sui pezzi di carta, gli investimenti non vengono attivati da un numero scritto sui pezzi di carta, e un numero scritto sulla carta non genera nessun posto di lavoro, i posti di lavoro li generano i soldi spesi e possibilmente i soldi spesi bene. E non è stato ricordato oggi che solo a dicembre del 2004, quindi pochi mesi fa che è stata autorizzata la contrazione di un mutuo di 172 milioni per finanziare appunto l'annualità 2004 del piano straordinario per il lavoro. Quindi quei soldi lì non sono stati ancora spesi e quindi quei soldi lì potranno essere ancora spesi e i soldi per il piano straordinario del lavoro sono ancora da spendere per l'intera annualità del 2004 e in parte importante per il 2003 ed addirittura anche importante per il 2002. E allora non è stato ricordato e non è stato ripreso da nessuno. Occorre innanzitutto spendere quei soldi e poi spendere anche quelli del POR e spenderli anche bene perché non bisogna solo spenderli, bisogna anche spenderli bene perché le politiche attive del lavoro si riferiscono a persone possibilmente assunte a tempo indeterminato, a veri posti di lavoro e non ad occupazioni instabili di sei mesi o di un anno. E occorre non confondere tra l'occupazione per un anno e l'occupazione a tempo indeterminato. E credo che responsabilmente valga la pena di considerare che sia prioritario spendere soldi europei, spendere annualità non ancora spese e verificare prima che cosa succede con questi strumenti e se ci sarà ancora bisogno. Tutto quello che risparmieremo oggi nel bilancio regionale sarà a disposizione a partire dal 2007, quando i fondi del POR diminuiranno di due terzi, quando avremmo solo un terzo dei soldi che siamo abituati a spendere fino ad oggi, a disposizione per promuovere lo sviluppo della Sardegna. Ogni euro non speso oggi sarà un euro che potremmo spendere nel 2007, nel 2008, nel 2009, per continuare a promuovere lo sviluppo della Sardegna. Io faccio un ragionamento molto molto semplice: le risorse vanno risparmiate un pochino e spese in maniera equilibrata, e noi dobbiamo risparmiare un pochino di risorse per spenderle nel futuro, perché ce ne sarà bisogno ancora, ed è inutile sciuparle oggi nel periodo di abbondanza di risorse e magari di continuare a spenderle male o non spenderle affatto e non avere risorse da spendere per quando ci serviranno.

PRESIDENTE. Prego Presidente concluda.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Serviranno soprattutto ai disoccupati, ai più deboli, a tutti quelli che appunto vogliamo difendere e ci siamo impegnati a difendere. Termino in un secondo.

I numeri scritti sui pezzi di carta non producono neanche un posto di lavoro, quando questi numeri diventano investimenti ed investimenti produttivi ed utili, diventano posti di lavoro, duraturi, veri. Noi oggi siamo discusso di numeri e stiamo discutendo di numeri perché ancora i finanziamenti del 2002, 2003 e tutto il 2004 è ancora un numero e dobbiamo occuparci di trasformare i numeri in investimenti.

PRESIDENTE. Va bene colleghi, abbiamo raggiunto l'ora nella quale avevamo previsto di terminare il lavoro di questa serata.

PILI (F.I.). Non è a oltranza?

PRESIDENTE. Avevamo detto fino alle 02 onorevole Pili.

PILI (F.I.). La proposta passata è quella dell'oltranza.

PRESIDENTE. La proposta passata è quella che ho proposto io, quindi è quella la proposta che è stata messa ai voti, quella di proseguire fino alle 02. E si finisce così come abbiamo detto e come abbiamo votato. I lavori si concludono qui, riprenderanno domani alle ore 10.00.

La seduta è tolta alle ore 1 e 56 di venerdì 1° aprile.



Allegati seduta

LXXXIV Seduta

(Pomeridiana)

Giovedì 31 marzo 2005

Presidenza del Presidente SPISSU

indi

del Vicepresidente Paolo FADDA

indi

del Presidente SPISSU

indi

della Vicepresidente LOMBARDO

indi

del Presidente SPISSU

La seduta è aperta alle ore 17 e 05.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 24 marzo 2005, che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Oscar Cerchi e Mario Floris hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 31 marzo e per quella del 1° aprile 2005. Se non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2005)" (91/A).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 91/a. Colleghi, abbiamo concluso la discussione sull'articolo 6 e sugli emendamenti, iniziamo adesso la votazione degli emendamenti. Se i colleghi fanno un po' di silenzio, aiutano anche il lavoro del Presidente.

Emendamento soppressivo parziale numero 4. Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà. Il 4 e il 53 sono uguali.

PILI (F.I.). Grazie, Presidente. Il mio voto all'emendamento 4 è favorevole e credo e spero che possa essere favorevole anche quello dei colleghi più attempati di questo Consiglio, almeno sul piano dell'esperienza, perché è evidente, così come è stato ribadito da più interventi, che non si tratta di un emendamento finanziario, ma un emendamento di forma e di discrezionalità, che viene in questo caso da un atto legislativo demandato a un atto amministrativo. Cioè si dice, in questo primo comma, che la Giunta può discrezionalmente individuare il parametro di contribuzione per quanto riguarda tutta una serie di soggetti che operano, l'ARA e l'APA in particolar modo, a servizio delle attività agricole e zootecniche in particolar modo.

E' una modifica sostanziale che viene proposta, perché è evidente che si vuole tentare di condizionare negativamente un rapporto di diretta dipendenza tra queste associazioni e il mondo agropastorale della Sardegna. E io vorrei richiamare a tutti, così come hanno fatto puntualmente il collega Rassu e il collega Sanciu stamani illustrando gli emendamenti, che si tratta di un soggetto che opera ormai da decenni al servizio del patrimonio genetico della zootecnia regionale, e che esiste un archivio ormai assolutamente importante e determinante per far crescere o per contribuire, così come è stato anche in occasione di alcune epidemie che hanno duramente provato il comparto, per garantire quel supporto scientifico alla ricerca e anche all'individuazione di interventi puntuali nella materia che hanno consentito, come sapete, in Sardegna, di bloccare e di arrestare alcune gravissime epidemie che hanno colpito il settore zootecnico, in particolar modo quello legato ai capi ovini.

E' evidente che la scelta che fa la Giunta di sottrarre al Consiglio l'impostazione di questa norma, significa da una parte eliminare il potenziale legislativo del Consiglio regionale e dall'altra mettere in mano, una mano arbitraria della Giunta, su una partita così rilevante come quella che riguarda la gestione delle associazioni degli allevatori.

Credo sia davvero uno schiaffo al mondo della zootecnia, a tutto quello che in decenni è stato costituito sul piano scientifico, sul piano dell'assistenza tecnica nel settore zootecnico, che non può passare inosservato. Ed è giusto, così come hanno fatto i colleghi che mi hanno preceduto, sottolineare che questo comma dell'articolo 6 va cassato, va cancellato per lasciare un potere al Consiglio regionale di legiferare in questa materia.

E' per questo motivo che io esprimo il mio voto favorevole all'emendamento proposto, a prima firma La Spisa, e poi l'altro, quello a prima firma Rassu.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.

AMADU (U.D.C.). Chiedo il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. Va bene, c'è una richiesta del voto elettronico palese, poi ci torniamo quando finiscono le dichiarazioni di voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Grazie, Presidente. Io intervengo giusto perché il dibattito abbastanza intenso stamattina che ha visto anche degli interventi qualificati e qualificanti da parte della maggioranza impongono una riflessione, come ho detto stamane, anche su questo comma. Stamane nella mia esposizione ho genericamente parlato del mondo agropastorale e dell'economia agropastorale, e anche questo comma che vuole imporre non il 100 per cento, ma sino al 100 per cento dei contributi che competono in questo caso alle APA e alle ARA, è una limitazione ancor più questo quel mondo, verso quel settore che ha oggi più di ieri una necessità di attenzione assoluta ed è un segnale, seppur contenuto in una logica, come ho detto stamattina, del contenimento dell'intervento di spesa per quanto riguarda quelle associazioni, è un segnale che si dà verso un settore economico, che è il settore agricolo e pastorale, negativo. Ecco quindi la mia richiesta di riflessione in merito in quanto queste associazioni e specialmente le APA, tengono i registri della zootecnia regionale, hanno competenza sulle ricerche e su quanto riguarda tutto l'aspetto sanitario del mondo zootecnico, soprassiedono e organizzano le fiere regionali e non solo regionali del settore, io credo che ci voglia un po' d'attenzione. Sinceramente non lo sto dicendo per fini ostruzionistici, tanto meno per fini di interesse. Se veramente questo è un settore che deve essere monitorato e deve essere tenuto nella massima considerazione, diamo almeno questi piccoli segnali, punto e basta. Non credo che il risparmiare, perché sino a 100 vuol dire che se sino a ieri si davano 100 euro, vuol dire che da oggi in poi gliene si daranno 75 e non credo che siano in queste cifre, che chiaramente sono ipotetiche quelle che ho detto, ma come percentuale che un risparmio del 20 per cento, del 15 per cento anche in questo settore possa sinceramente determinare una qualsiasi sensibile variazione dei contenuti del bilancio.

Per cui, se veramente si vuol dare attenzione al settore lo si faccia, basta. Lo si faccia, ma lo si faccia concretamente e non dire: "Abbiamo monitorato, abbiamo la massima attenzione del settore", lo si dimostri con i fatti. Questi è un piccolissimo esempio anche se posso capire la logica, se posso capire la logica dell'intervento, perché da nessuna parte è detto che deve essere dato il 100 per cento, siamo d'accordo, ma lo si lasci stare, vuol dire che il 100 per cento che sino a ieri poteva essere 1.000, d'ora in avanti potrebbe essere anche 80 come stanziamento, ma si lasci il 100 per cento, tutto qui. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Grazie, Presidente. Riprendo dall'ultimo intervento di stamane per giustificare la presentazione di un emendamento che prevede la soppressione del comma 1. La richiesta di soppressione di questo comma è di fatto la richiesta di bocciatura complessiva dell'articolo che riguarda la manovra agricola, ma non per quello che è contenuto, ma per quello che non è contenuto in questo articolo e che invece doveva essere un argomento di grande rilevanza e di grande spessore, che avrebbe dovuto caratterizzare questa grandissima innovazione politica che è stata portata all'attenzione dei sardi.

Non c'è niente di tutto questo e se non ho chiesto all'assessore Addis di dimettersi stamattina e non lo rifarò stasera, perché non rientra tra le mie potestà e tra le mie volontà, per il rispetto che porto a chi rappresenta comunque una istituzione, ma mi sarei aspettato da parte dell'Assessore una protesta vibrata prima della nostra, per ciò che in questo articolo non è stato inserito. E mi sarei ancora adirato di più per ciò che è stato inserito successivamente con l'emendamento che si vuol far passare come la soluzione di tutti i problemi dell'agricoltura in Sardegna, il 353. Non abbiamo sentito parlare di riordino fondiario, non abbiamo sentito parlare di distretti agricoli, non abbiamo sentito parlare di tutela delle produzioni, abbiamo solo sentito parlare delle emergenze storiche dell'agricoltura sarda, solo di questo, e ho detto stamattina che sono emergenze perenni in Sardegna, per le quali noi dobbiamo mentalizzare che comunque avremo tutti gli anni, un anno più un anno meno, problemi da risolvere che non sono dipendenti dalla nostra volontà. Ciò che però è dipendente dalla nostra volontà non emerge, anzi è totalmente assente. E' questo che, come dire, mi preoccupa maggiormente, che non ci sia uno straccio di proposta che ci faccia capire in che direzione deve andare l'agricoltura sarda. Assessore, questi sono i problemi non è il problema dell'emergenza del latte, dei 14 centesimi, o del pecorino romano per il quale i miei colleghi purtroppo conoscono solo una piccolissima parte della verità e forse non la conosce neanche lei. Ma è possibile che non ci sia uno sforzo da parte di questa maggioranza di dirci: "Fermiamoci un attimino, risolviamo questo problema perché noi abbiamo in mente di fare A, B e C"? Qui non si ha in mente di fare niente! Si ha in mente di ascoltare le sollecitazioni che arrivano dalla minoranza, le proteste che arrivano dalle organizzazioni e dopodiché il buon, ottimo Capogruppo dei D.S., onorevole Marrocu, assieme a pochi altri, partorisce un emendamento, gli faccio i complimenti per quello che ha fatto, ma non è la soluzione dei problemi dell'agricoltura sarda. E' su questo che stiamo facendo la battaglia, non sul fatto che destiniate 20, 30 o 40 milioni di euro, non è questo il problema. Il problema è che qui non c'è un'idea di come risolvere i problemi.

Allora, questa è la preoccupazione mia e la preoccupazione dei sardi. Siamo in campagna elettorale è vero, l'ho detto stamattina, questa è la più grande marchetta agricola che sia mai stata concepita negli ultimi vent'anni. Dobbiamo fidarci di questa? Ci si deve aspettare che l'atteggiamento della minoranza sia remissivo, sia un atteggiamento tutto sommato di collaborazione? Non è assolutamente possibile, da parte mia non ci sarà nessun tipo di collaborazione su questa materia, né su questa né sulle materie successive, perché non c'è stata una minima apertura da parte di nessuno dei colleghi. E' possibile che il verbo stia solo da quella parte e da questa parte ci sia la menzogna, l'inganno? Non è assolutamente possibile! Neanche Rifondazione Comunista interviene su questo argomento, avrà da dire nell'emendamento e negli emendamenti successivi sull'articolo del lavoro, ma possibile che sull'agricoltura… E' vero che è un comparto importante, probabilmente esce dalla sfera d'azione di Rifondazione Comunista, ma è possibile che dobbiamo ancora dialogare in questo modo? Assessore, le dimissioni sue non le chiedo io, le sta chiedendo il mondo agricolo, questa è la protesta vibrata che io voglio rappresentare in questa sede.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). L'onorevole Diana ci ha chiamato, noi abbiamo risposto come civilmente siamo abituati nei confronti di tutti, ma in questo specifico caso - non vorrei aver sbagliato come altre volte mi è capitato, mi pare che si parli del primo comma dell'articolo 6 - io apprezzo moltissimo l'onestà intellettuale dell'assessore Pigliaru, che sostiene: "Le dotazioni finanziarie disponibili possono consentirci anche di arrivare a soddisfare la misura di sostegno fino al 100 per cento, però potrebbero anche non consentirci di arrivare a quel limite. Scriviamo nella legge ciò che è possibile fare e impariamo tutti quanti" - lo stesso problema era stato sollevato in ordine alle scuole materne private - "a dire ciò che possiamo fare e a dire nelle leggi esattamente ciò che si può ricevere".

Io sono convinto di questa affermazione, sono assolutamente convinto che le leggi, quando ci sono e hanno una scrittura, una lettera, quella lettera va rispettata e deve essere rispettata sempre, non a tratti, non come si suol dire a intermittenza. La legge, quando esiste, e la legge deve corrispondere ai fatti possibili, deve essere rispettata. Questo ovviamente riguarda anche la legge finanziaria e questa attenzione deve essere sempre, anche nella legge finanziaria, mantenuta. E' una delle ragioni perché io contrasti le cosiddette norme intruse. Se c'è una legge di contabilità e finanza che stabilisce che non ci debbono essere norme attraverso le quali io incremento le retribuzioni del personale dipendente, le retribuzioni del personale dipendente non possono essere inserite come norma nella legge finanziaria, perché bisogna essere coerenti rispetto a questi principi. Il cittadino deve sapere che la certezza del diritto non è una cosa consentita, data di tanto in tanto in qualche misura, diciamo più brevemente concessa. La certezza del diritto è una cosa che va perseguita con costanza, con atteggiamenti che sono da questo punto di vista assolutamente coerenti, perché garantiscono il cittadino sulle regole.

Allora che senso ha dire ai nostri agricoltori: "Lasciamo il 100 per cento, dopo ve ne diamo anche l'80, o il 70, o il 60", quello fa il conto di avere il 100 per cento, perché si è letto le norme, se le è fatte leggere, se le è fatte spiegare, e poi si ritrova il 40, il 30, il 20 per cento in meno di quanto aveva pensato invece di ottenere. Quindi io condivido, da questo punto di vista, l'assunzione di responsabilità fatta dall'Assessore della Giunta, ed è su questo terreno che controllerò che questo tipo di comportamento sia mantenuto costantemente in ogni disposizione, in ogni angolo di disposizione, e mi si dovrà spiegare perché da altre parti non si mantiene questo tipo di tragitto, di percorso, anzi si devia rispetto a questo percorso. Mi si dovrà dire che cosa c'entra la retribuzione del personale cerimoniale della Presidenza della Giunta nella legge finanziaria.

PRESIDENTE. Onorevole Uras, è senza microfono. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Il nostro voto favorevole all'emendamento è determinato dal fatto che questo articolo, e lo ha rilevato anche poco fa il collega Uras, incide su una legge di settore così come nell'articolo 9 si incide sulla legge di settore delle norme sul diritto allo studio, modificando un parametro di contribuzione da parte della Regione rispetto a soggetti terzi. Si può comprendere la logica dell'argomentazione, che cioè la legge dica quel che effettivamente si può fare, ma noi non comprendiamo perché ci si ostini a ritenere queste norme che correggono norme di settore, queste disposizioni inserite nella legge finanziaria, che incidono su leggi di settore, come delle norme che vengano considerate quasi di natura tecnico-finanziaria. Non può essere così, non è così, queste sono norme che, incidendo sul parametro di contribuzione, in questo caso come nell'altro, incidono sul contenuto fondamentale di cui alle leggi di settore ed è evidente che: primo, non sono argomento proprio di legge finanziaria ma riguardano disposizioni che incidono su settori particolari dell'Amministrazione, del rapporto fra la Regione e il sistema produttivo di diversa natura, di diverso tipo, e che quindi modificano l'assetto normativo di quei settori di materie. E' opportuno quindi che queste cose vengano analizzate nelle Commissioni consiliari competenti che riguardano e che quindi trattano normalmente le politiche di settore, che hanno il compito di incidere sulle norme e sulle leggi organiche di settore e che non vengano inserite di soppiatto nella legge finanziaria, discriminando quello e quel settore. Io credo che ad un'analisi più compiuta di tutta la normativa regionale si troveranno molti altri casi di questo tipo. Perché avete scelto questa legge o quell'altra legge sul diritto allo studio? Perché non avviare razionalmente un processo di revisione di tutto l'apparato normativo, settore per settore? Questo ha senso, in quella sede si può discutere se è opportuno mettere in una legge che il contributo è nella misura del 100 per cento o del 75 per cento come nell'altro caso, oppure inserire una formulazione più corretta dal punto di vista della corrispondenza delle norme alle disponibilità di bilancio, una formulazione del tipo nei limiti e fino al 100 per cento o fino al 75 per cento. In quel caso si incide allora su materie per le quali si discute tra chi anche in questo Consiglio regionale ha scelto di dare il suo apporto e di mettere a disposizione dei lavori di quest'Aula e del Consiglio le proprie conoscenze di quel comparto, non inserire tutto in finanziaria dando un segnale, questo è il secondo aspetto fondamentale, che evidentemente assume il significato punitivo nei confronti di quel settore particolarmente colpito come in questo caso, e così come nel caso che poi vedremo a proposito dell'articolo 9. Ed è per questo che noi insistiamo nel chiedere di sopprimere queste norme e di rinviarle ad un esame più proprio riguardante le leggi di settore, che quindi possono riguardare più compiutamente l'argomento in questione.

PRESIDENTE. C'è una richiesta dell'onorevole Amadu di votazione elettronica. Chi sostiene la richiesta?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri RANDAZZO, VARGIU, PISANO, DEDONI, SANJUST, SANCIU, CONTU.)

Prego i colleghi di predisporsi alla votazione col sistema elettronico.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti 4, 53 e 124.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ATZERI - BIANCAREDDU - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - LA SPISA - LICANDRO - LOMBARDO - MURGIONI - PETRINI - PISANO - RANDAZZO - RASSU - SANCIU - SANJUST - SANNA Paolo Terzo - SCARPA - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CHERCHI Silvio - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIAGU - LANZI - LICHERI - MARRACINI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PORCU - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 48

Votanti 47

Astenuti 1

Maggioranza 24

Favorevoli 19

Contrari 28

(Il Consiglio non approva).

Abbiamo votato gli emendamenti 4, 53 e 124.

Metto in votazione l'emendamento numero 127. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 123. Sul "123" c'è un parere positivo del relatore e della Giunta. Metto in votazione l'emendamento numero 123. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Emendamento 121. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.

AMADU (U.D.C.). Palese, grazie.

PRESIDENTE. Voto elettronico palese. Chi sostiene?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri RANDAZZO, ARTIZZU, Matteo SANNA, BIANCAREDDU, SANCIU, SANJUST, LA SPISA.)

Prego i colleghi di predisporsi alla votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 121.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - MURGIONI - PISANO - SANCIU - SANNA Matteo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIAGU - LANZI - LICHERI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 46

Votanti 43

Astenuti 3

Maggioranza 22

Favorevoli 12

Contrari 31

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 122. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 119. Ha domandato di parlare il consigliere Sanciu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANCIU (F.I.). Con questo emendamento si propone di integrare di centomila euro il capitolo relativo ai finanziamenti erogati dalla Regione per costituire fondi di esercizio delle organizzazioni dei produttori, portando così la dotazione a 200 mila euro, anche in relazione alle stime di spesa calcolate originariamente, appunto, dall'Assessorato dell'agricoltura. Le organizzazioni dei produttori e, se vogliamo le OP, sono contemplate nel decreto legislativo numero 228 del 2001, che introduce tutta una serie di misure volte alla riorganizzazione, all'ammodernamento del settore agricolo, tema che è stato sviluppato ulteriormente da provvedimenti legislativi assunti anche di recente. Tra le diverse misure, volte a conferire maggiore dinamismo al settore, viene individuato e precisato il ruolo e la definizione stessa delle organizzazioni dei produttori, che diventano protagoniste e asse portante della riforma. A queste organizzazioni vengono conferiti ruoli strategici e una maggiore autonomia di gestione in considerazione degli scopi che il legislatore gli ha attribuito. La normativa comunitaria ha accresciuto il ruolo delle OP, con l'obiettivo di dar vita ad un sistema di mercato caratterizzato da un maggior equilibrio fra la concentrazione della domanda e quella dell'offerta. Tra le finalità specifiche di queste organizzazioni, ad esempio, c'è la possibilità di intervenire nella programmazione delle produzioni per cercare di adeguare i livelli produttivi alla domanda del mercato, per concentrare l'offerta e la commercializzazione degli associati. Sul piano finanziario le organizzazioni di produttori costituiscono fondi di esercizio alimentati da contributi pubblici e da contributi degli aderenti per la realizzazione di programmi che debbono contemplare e provvedere azioni volte al miglioramento qualitativo dei prodotti, alla loro valorizzazione e promozione, nonché alla diffusione della certificazione di qualità e rintracciabilità dei prodotti e alla realizzazione di accordi di filiera.

Le organizzazioni dei produttori, così come è stato previsto nei diversi provvedimenti di legge, sono avviate con lo scopo di conferire agli operatori dei diversi settori una maggiore forza contrattuale nei confronti degli acquirenti intermediari dei prodotti come le industrie di trasformazione, la distribuzione e nel contempo gli si attribuisce un ruolo più forte anche nell'attuare strategie di mercato e nella determinazione dei prezzi. L'obiettivo è anche quello di ridurre il più possibile il divario che si crea molto spesso tra i prezzi alla produzione e i prezzi al consumo, la spesa valutata in questa finanziaria in euro centomila non può essere considerata adeguata e congrua per le reali necessità di finanziare la costituzione dei fondi di esercizio delle OP, bisogna convogliare gli sforzi superando le strozzature della filiera agro-alimentare e trovare soluzioni alle difficoltà in cui versano molti importanti comparti produttivi sardi. La richiesta è irrisoria ma l'obiettivo è importante e io credo che anche in queste cose si vedano quali sono le volontà politiche, se sostenere veramente il mondo agricolo o se invece, come vedo qua, mi pare che se ne parli poco da parte della maggioranza e non c'è la volontà di percepire anche le piccole cose che invece quel mondo si aspetta.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 119. Ha domandato di parlare il consigliere Sanciu. Ne ha facoltà.

SANCIU (F.I.). Voto elettronico palese per cortesia.

PRESIDENTE. Chi sostiene la richiesta dell'onorevole Sanciu?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri SANJUST, LA SPISA, RASSU, PETRINI, AMADU, CAPPAI, CONTU.)

Prego i colleghi di predisporsi alla votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 119.

Rispondono sì i consiglieri: CAPELLI - CAPPAI - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - LICANDRO - PACIFICO - PETRINI - PISANO - RASSU - SANCIU - SANNA Matteo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIAGU - LAI - LANZI - LICHERI - MARROCU - MATTANA - ORRU' - PINNA - PIRISI - PORCU - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 46

Votanti 45

Astenuti 1

Maggioranza 23

Favorevoli 12

Contrari 33

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 114. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 6.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Grazie Presidente, ovviamente per annunciare il voto contrario all'articolo. Vede, onorevole Uras, io non ho posto neanche per un istante, ma neanche per un istante, problemi di risorse finanziarie, non ho parlato né di dieci né di venti né di trenta milioni di euro. Ho appena sfiorato il problema dei 14 centesimi e ho affrontato stamattina il problema delle risorse che vengono utilizzate e che sono i famosi 190 milioni di euro di residuo. Quindi ho parlato in termini assolutamente generali.

Il mio discorso si è spostato e continuerà a spostarsi su questa materia, solo ed esclusivamente per verificare se c'è lungimiranza in termini di agricoltura in Sardegna. Ho detto e ribadito che i problemi emergenziali sono una costante in Sardegna, è una calamità che purtroppo ci porteremo appresso e che non dipende, se non per questioni eccezionali, dalla nostra volontà né di maggioranza né di opposizione e né della Giunta e né del Presidente Soru voglio dire, parlo di altre questioni che sono i problemi irrisolti e che non si vuole affrontare dell'agricoltura sarda. Questo è il problema che ho sollevato e a questo mi aspettavo delle risposte da questa finanziaria, che doveva essere una nuova finanziaria, innovativa, che si occupasse anche delle emergenze, anche delle calamità, anche della siccità, anche dei consorzi, ma che si occupasse anche del rilancio dell'agricoltura, che non può essere fatta solo di soddisfazione annuale di quei momenti particolari che conosciamo essere presenti in Sardegna storicamente. E' su questo che non ci avete dato risposte e non mi rivolgo tanto a voi quanto all'Assessore, che non si è fatta carico di dirci quali sono le strategie per il futuro dell'agricoltura sarda. Enunciazioni in campagna elettorale del Presidente, ma tutto è rimasto lì, non conosciamo quale sia il futuro dei nostri agricoltori, dei nostri pastori, di un'agricoltura che deve essere adeguata con i tempi, che deve essere più moderna, non c'è una risposta. Ho detto stamattina che la soluzione dei 14 centesimi non risolve minimamente il problema del latte ovino in Sardegna, è un palliativo, è un'emergenza, è un intervento tampone ma non risolve nessuno dei problemi storici dell'agricoltura sarda. Ma noi siamo chiamati qui per prendere delle decisioni che sono quelle della salvaguardia del momento o siamo chiamati qui a vedere di disegnare una nuova strategia oggi per quanto riguarda l'agricoltura, domani per l'industria, più tardi per il lavoro, domani o dopodomani per la pubblica istruzione, lo sport e lo spettacolo e la cultura. Siamo chiamati credo qui per questo. E invece no, in questa finanziaria il parto è stato fatto per gran merito dell'onorevole Marrocu, con l'emendamento che dispone ciò che ha disposto. Questa non è la soluzione dei problemi e l'onorevole Marrocu se ne renderà conto nei prossimi mesi, quando, soddisfatte queste piccole necessità, che piccole sono per le somme che sono state messe in campo, rimarranno tutti gli irrisolti storici dell'agricoltura sarda. E nessuno ne vuole parlare? Ma non ne parliamo perché non ne abbiamo la capacità, perché non ne abbiamo la volontà, perché non ne abbiamo voglia, perché vogliamo andare ad occuparci dei problemi elettorali o per quale motivo? O perché è una materia che non interessa fondamentalmente il nostro governatore? Insomma, qui bisogna fare chiarezza, questo è un popolo che vive fondamentalmente dall'agricoltura, che lo vogliamo o no, in bianco, in nero, in rosso, vive dall'agricoltura e noi siamo qui e ci avvitiamo continuamente da trentacinque, trentotto giorni ormai sono passati anche i canonici trentotto giorni, e ancora non abbiamo trovato non la soluzione, almeno ipotizzato un quadro, un disegno che ci dica: "Questa è la soluzione che il centrosinistra, nuova forza di governo, con un governatore che viene da un mondo esterno alla politica, bene, è in grado di proporre soluzioni alternative che non siano l'E-government, che non siano la nuova tecnologia ma che sia lo storico, il conosciuto, i cinquemila anni di storia". Ma quando è che parliamo di queste cose?

PRESIDENTE. Grazie onorevole Diana. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Ed eccoci al giro di boa finale, all'approvazione dell'articolo che tutti avremmo voluto essere un articolo di legge, stante la pesantezza dell'argomento, compiuto, soddisfacente, appagante o almeno sufficientemente congruo. Non lo è, non contenta l'opposizione tanto meno la maggioranza credo, e ancor di più meno ancora il settore agricolo e pastorale. Questa è la realtà dei fatti perché alla fine il resoconto è questo. Bene ha detto il collega Diana, non si può di volta in volta affrontare le emergenze, ma qui è tutta un'emergenza, c'è l'emergenza dell'industria e si affronta anno per anno con provvedimenti di emergenza ma manca ancora un piano industriale che dica quale futuro avrà la nostra industria, seppure lo avrà.

Manca un piano di sviluppo della nostra agricoltura, non ne dò colpa, l'ho detto stamane, a questa Giunta che comunque opera da un anno e ancora niente si è visto in merito e quindi si affrontano le emergenze con i palliativi; bisogna vedere sino a che punto poi i palliativi sono o no positivamente influenti sulla situazione tragica, io la definisco, di un comparto che ormai è agonizzante.

Manca, quindi, ancora alla base anche la parvenza di un progetto generale di sviluppo di un settore che pure è il settore, se non portante, probabilmente, assieme a quello della piccola e media impresa artigianale e commerciale e industriale, uno senz'altro dei settori trainanti e fondanti della nostra economia, l'ho detto stamattina.

Il collega Sanna mi ha detto: il suo emendamento collega Rassu sul costo di produzione, e ripeto, sul costo di produzione quindi sui fattori che intervengono alla formazione del prezzo e non sul prezzo del latte, sono due cose completamente distinte. Dice che è propaganda, no, caro collega Presidente della Commissione agricoltura, non è propaganda, forse è una provocazione per voler dimostrare che il problema sul prezzo del latte, che poi è il problema come ho detto stamattina sul prezzo, sul costo del prezzo dell'agricoltura, dei prodotti agricoli in Sardegna, non può e non deve essere affrontato appunto con dei palliativi.

E' indispensabile, è ormai improcrastinabile, quindi non più rimandabile al futuro un'analisi seria del comparto, un'analisi che dimostri che il costo della nostra produzione agricola, a partire dal prezzo del latte per arrivare al prezzo cerealicolo, per arrivare al prezzo delle foraggiere, per arrivare al prezzo dei prodotti ortofrutticoli e serricoli in Sardegna è di gran lunga superiore al costo che affrontano gli altri settori agro-pastorali nel territorio nazionale.

E' una cosa di una semplicità estrema, è un fattore che non sono riuscito a far capire alla Giunta di centrodestra, non so perché, vorrei dal momento che in questa Giunta dicono essere presenti dei soloni, dei tecnici, delle persone capaci che sia se non altro capito e affrontato in questo senso il problema, ma manca, questo è il problema, che sulla lettura dell'articolo 6 non c'è nulla che faccia intravedere questa proiezione. Ed è questo che manca, l'elemento fondante che manca è questo, si interviene a spezzetti, si interviene a spezzettini ma non c'è un progetto generale, un progetto condiviso. Questa è la realtà.

Ecco perché diciamo che questo articolo non è sufficiente né tanto meno risponde a quelle che sono le effettive esigenze del settore; tenta di rispondere ad alcune problematiche ben identificate, ben circoscritte e ben - dal punto di vista geografico - identificate, e quindi non è assolutamente sufficiente. Ecco perché il voto non può essere favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Prima mi sono attardato su un concetto, cioè il rispetto delle regole e scrivere le regole che si possono rispettare, nelle leggi i contenuti devono essere chiari, ma le leggi si fanno anche per un'altra cosa, ha ragione in questo senso l'onorevole Diana.

Le leggi si fanno per cogliere obiettivi che prima vengono dichiarati e che devono essere perseguiti attraverso una serie di strumenti, certamente lo strumento normativo, anche quello finanziario e poi anche quello operativo. Ed è vero che i problemi della nostra agricoltura sono problemi antichi; riguardano il settore zootecnico, riguardano il settore agricolo, la trasformazione dei suoi prodotti, la commercializzazione dei suoi prodotti, la possibilità di stare dentro i cosiddetti mercati del consumo alla pari con altre realtà di questo nostro continente europeo e anche di altri continenti molto vicini a noi.

E quanto condizioni l'economia sarda la salute o il malessere del settore agricolo è abbastanza evidente, perché noi rimaniamo una regione che ha una vocazione produttiva soprattutto nel settore dell'allevamento, dell'allevamento ovino, della trasformazione del latte, la produzione di formaggi, formaggi di qualità e formaggi che si sono costruiti, parlo di costruiti anche sul mercato, in funzione di convenienze che ormai sono andate via, di mercati possibili come quello americano dove il prodotto era sufficientemente assorbito, e assorbito anche con prezzi sicuramente competitivi.

La situazione cambiata, è cambiata perché sono cambiate le regole comunitarie in materia agricola, è cambiata perché sono cambiati i mercati, è cambiata perché sono cambiate le modalità di allevamento e di trasformazione dei prodotti, è cambiata perché diverse condizioni in generale, normative ma anche condizioni ambientali, condizioni economiche e commerciali, sono mutate e non c'è, non si vede una politica alternativa in grado non dico di risolvere i problemi antichi cioè della nostra capacità di essere produttori agricoli competitivi, di utilizzare bene il nostro territorio, di renderlo capace di vincere, attraverso l'organizzazione, sfide della produzione che oggi sono necessarie, ma manca anche un'ipotesi di intervento chiaro sull'emergenza e c'è un malessere che si coglie soprattutto attraverso il malessere delle organizzazioni che rappresentano quel tipo d'interessi.

E vi è anche un'abitudine cioè a considerare, ma questa è un'abitudine che purtroppo è stata collaudata ed anche poi organizzata in modo sistematico nella precedente legislatura, la sensazione che non bisogna prendere mai troppo sul serio quello che ci viene in qualche misura rappresentato dalle organizzazioni che rappresentano quegli interessi, quei datori di lavoro, quegli operatori economici, i lavoratori che sono impegnati in quelle aziende e così via.

Ed è in questo che manca la risposta istituzionale. La risposta istituzionale è una risposta capace di ascoltare e di elaborare soluzioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Grazie Presidente. Per annunciare il voto contrario del Gruppo dell'U.D.C. a questo articolo.

CUGINI (D.S.). Ci sei solo tu e parli a nome del Gruppo! Annuncia solo il tuo voto!

CAPPAI (U.D.C). Il suggerimento dell'onorevole Cugini mi impone di far notare…

PRESIDENTE. Prosegua onorevole Cappai, non si lasci distrarre.

CAPPAI (U.D.C.). Mi impone di far notare che questo pomeriggio, grazie ai voti dell'opposizione, non abbiamo sospeso i lavori per due volte, ma siccome è disattento spesso e volentieri, le chiederei di stare più attento, onorevole Cugini, il mio Gruppo è presente in modo anche sostanzioso.

Dicevo per annunciare il nostro voto contrario soprattutto dopo le chiare parole del Presidente della Commissione a difesa di questa manovra.

Il Presidente della Commissione agricoltura stamattina ha detto che forse è la prima volta che si interviene in modo massiccio nel settore; evidentemente non ha ascoltato il mio intervento perché mi costringe a leggerle un passo della sua relazione, Presidente. "La Commissione inoltre ritiene indispensabile lo stanziamento di somme da destinare alle operazioni di ricomposizione fondiaria in quanto è necessario eliminare una delle cause, la frammentazione aziendale che impedisce un ammodernamento" eccetera, eccetera.

Lei avrà notato che non è stata inserita una lira né in Commissione, né tanto meno fra gli emendamenti della Giunta; ciò dimostra che l'Assessore, nonostante i -suggerimenti della sua parte, continua a fare orecchie da mercante. Non interessano i problemi dell'agricoltura a questo Assessore, così come non interessano al Presidente della Giunta che continua a stare assente, che continua ad andare a trovare terreni da acquistare e da acquisire a patrimonio della Regione per poi cercare di capire che cosa?

Dice il Presidente della Commissione: "Il bilancio dell'Assessorato dell'agricoltura e riforma agro pastorale è caratterizzato da un'imponente quantità di residui, tale fatto denuncia una limitata capacità di spesa." Chiedo al Presidente della Commissione, e nel contempo all'Assessore dell'agricoltura, ma chi gestiva l'Assessorato dell'agricoltura negli ultimi vent'anni? Non certo il centrodestra che l'ha seguito bene negli ultimi cinque anni. E che l'abbia seguito bene lo dimostra un fatto, cari colleghi del centrosinistra, che le varie manovre finanziarie degli ultimi cinque anni nel settore agricolo sono state sempre approvate all'unanimità, solo per il settore agricolo, quindi erano condivise anche da voi del centrosinistra.

E quindi se pecche ci sono, se danni sono stati creati, se soluzioni non sono state trovate, bisogna andare a ricercarle nei precedenti 15, 20, 25 anni, e bisogna andare anche a vedere chi gestiva l'Assessorato dell'agricoltura in quegli anni. Ma non è per fare polemiche col Presidente della Commissione che, ripeto, stimo perché pone tutto l'impegno nell'affrontare i problemi; però poi, mi dispiace, si scontra con una realtà diversa che è quella imposta dal presidente Soru, che è quella di non investire più niente in agricoltura, che è quella di trasferire i fondi dall'agricoltura, e non finirò di ripeterlo, all'ambiente, dove anche lì non c'è un progetto.

I 70 miliardi trasferiti all'ambiente a che cosa servono, a che cosa devono servire? Per assumere gente all'Ente foreste? Basta che ce lo diciate! Però fino ad oggi né l'Assessore, né il presidente Soru ci hanno detto a che cosa serviranno quei soldi; e quindi ci preoccupa che i fondi tagliati all'agricoltura siano andati all'ambiente. Dicevo prima a Marracini che minaccia la coalizione, la minacci chiedendo al suo Assessore di dimettersi o altrimenti di ritirare questa parte di manovra per poi riesaminarla.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Guardi Cappai, lei è uno dei pochi che segue le dichiarazioni di Marracini sarà per la convergente militanza nella vecchia Democrazia Cristiana nella quale eravate sesta o ottava fila, perché i dirigenti erano molto più impegnati di lei e di Marracini nel governare la Regione sarda anche con soluzioni positive.

CAPPAI (U.D.C.). Ce l'hanno dimostrato gli elettori!

CUGINI (D.S.). Esatto. Ora lei giustamente ha cercato con il suo intervento intelligente di dire che gli ultimi cinque anni i temi dell'agricoltura non sono stati affrontati solo dal centrodestra, ma c'è sta una partecipazione dell'insieme del Consiglio visti i voti che sono stati espressi. Io accetto questo concetto e devo dire che lo accetto anche in riferimento al passato, e lo accetto soprattutto per dire una cosa semplice e anche breve.

Il presidente Secci, quando ha svolto la relazione per il centrosinistra, ha avanzato una ipotesi di lavoro all'Aula che non è stata accolta, ora lo possiamo dire, siamo all'articolo 8. Il presidente Secci ha detto due cose fondamentali che sono state sottovalutate, se fossero state minimamente discusse dai colleghi del centrodestra forse saremmo stati più vicini alla conclusione di questa discussione sulla finanziaria e più vicini anche a miglioramenti che noi abbiamo dato la disponibilità a proporre, ad accogliere o comunque a costruire assieme. Entro il limite di spesa, abbiamo detto, entro il limite di spesa.

Che il tema dell'agricoltura o del sistema agro-silvo-pastorale sardo sia un tema antico siamo tutti d'accordo, che al di là degli sforzi che sono stati fatti, ingenti sforzi che sono stati fatti dal punto di vista finanziario in Sardegna, non c'è comparto, settore che abbia ottenuto la stessa attenzione che ha ottenuto l'agricoltura in tutti gli anni dell'autonomia della nostra Regione, questo lo dobbiamo riconoscere, non c'è comparto che abbia richiamato l'attenzione della politica o delle risorse della Regione come l'agricoltura. Che nonostante questo grande sforzo il problema dell'agricoltura non sia stato avviato a soluzione è anche questo vero.

Lo dico per il collega Mario Diana che ha fatto un intervento devo dire competente, che deriva dall'esperienza personale e dalla funzione che svolge anche in una realtà agricola importante con la Provincia di Oristano, ma se all'inizio di questa discussione - lo dico al collega Diana - fosse stata accolta l'indicazione che il presidente Secci ha proposto, forse il tema l'avremmo potuto portare non alla conclusione positiva perché è difficile e perché bisogna far coincidere norme regionali con quelle nazionali e con quelle comunitarie, ma forse l'avremmo affrontato con lo spirito collaborativo che altre volte abbiamo dimostrato in Aula richiamando appunto le considerazioni che ha fatto il collega Cappai.

Ora siamo al voto finale, chiaramente noi voteremo a favore dell'articolo, voi come avete detto voterete contro, ma io sto intervenendo per riprendere le considerazioni del collega Secci.

C'è da parte vostra la disponibilità ad un confronto di merito per la parte che rimane della finanziaria entro i limiti che abbiamo detto, che poi sono stati diverse volte richiamati anche da voi dicendo: "Noi non vogliamo alimentare l'indebitamento." C'è la disponibilità ad un confronto di merito che ci permetta di affrontare la parte che rimane della finanziaria cercando di migliorarla come ha detto il presidente Soru nella sua dichiarazione? Se c'è guardate che noi siamo interessati ad aprire questo confronto e a portarlo anche a buona conclusione, diversamente ce lo dobbiamo dire, al di là del modo anche devo dire democraticamente apprezzabile, se non viene confermata una disponibilità, parliamoci chiaramente, c'è una parte di voi che vuole fare l'ostruzionismo, che non vuole lavorare sino alle due di notte per portare avanti il ragionamento della finanziaria

PRESIDENTE. Sì, prego, prego.

CUGINI (D.S.).... che non vuole lavorare domani pomeriggio. Insomma, facciamoci un esame tra di noi, se c'è questo minimo di disponibilità guardate che il Presidente della Commissione, a nome di tutta la maggioranza, conferma quello che ha detto all'inizio della discussione: valutiamo assieme le cose che possiamo fare, facciamole serenamente, facciamole seriamente perché questo serve in questa fase per le cose che dobbiamo fare in Sardegna, anche per quelle di natura politica alle quali siamo tutti interessati.

CAPPAI (U.D.C.). Noi vogliamo una risposta politica da Soru che non è in Aula. Non è in Aula!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Ci apprestiamo ad approvare il sesto articolo di questa finanziaria, di queste disposizioni per la formazione del bilancio 2005 dopo ormai quasi 4 mesi di esercizio provvisorio, stiamo andando verso il quarto mese e forse sarebbe più appropriato, in questi giorni, iniziare a parlare di esercizio 2006, e quindi di finanziaria 2006. Però i tempi sono quelli che forse nessuno di noi avrebbe voluto in quest'Aula.

In effetti è il sesto articolo ma è il settimo che andiamo ad approvare, siamo alla crisi del settimo articolo. Una crisi aspettata, attesa, perché naturalmente l'agricoltura è uno dei nodi storici di questa nostra Regione, dell'economia di questa Isola e, necessariamente, sarebbe dovuta diventare uno scoglio per l'approvazione qui in Aula. E tra il dire il fare, noi sappiamo bene, c'è di mezzo il mare, è risaputo. Il dire era il Dpef, il fare è l'attuale finanziaria e l'attuale bilancio.

Nel Dpef, che noi avevamo anche salutato quasi in maniera positiva per le cose che erano annunciate, l'agricoltura aveva uno spazio rilevante e per il settore dell'agricoltura era annunciata una vera rivoluzione. Diceva la Giunta: una competitività che doveva essere restituita alle imprese agricole della Sardegna per vincere la grande sfida, la grande sfida derivante dai nuovi scenari europei, la grande sfida derivante da tutti quei problemi che frenano l'agricoltura qui in Sardegna. In realtà uno solo dei 39 articoli che compongono questa finanziaria va a parlare di agricoltura, in realtà solo il 2,89 per cento delle risorse messe dentro il bilancio regionale sono delle risorse destinate al settore dell'agricoltura. Eppure ci troviamo di fronte, a detta di tutti gli interventi, sia dei consiglieri di minoranza, sia dei 33 consiglieri di maggioranza qui presenti, e presumo anche dei 22 consiglieri di maggioranza virtualmente presenti, che però per omologazione credo direbbero la stessa cosa dei 33 presenti. Quindi un'economia, quella dell'agricoltura sarda, che davvero non ha impulso, non ha progetto, dentro l'articolo 6 non si intravede alcuna speranza. E quel mare che appunto divide i fatti da ciò che invece veniva annunciato, è un mare di tristezza, la tristezza delle imprese sarde, la tristezza di chi opera in agricoltura e che davvero non trova nemmeno la speranza che qualcosa possa cambiare.

Io vengo da un territorio nel quale vi erano due realtà importanti, lo porto a testimonianza di questa situazione drammatica che in questi mesi, in questi giorni vive l'agricoltura della Sardegna. Un'azienda che aveva 24 dipendenti, che era l'unica in Sardegna a produrre la mozzarella di bufala e che si trovava in tutti i centri commerciali della Sardegna e che oggi ha licenziato tutti i dipendenti, Consorzio caseario del Gerrei con oltre 30 dipendenti che pure ha chiuso definitivamente e per il quale ancora si attengono delle risposte perché possa continuare. Questo è il messaggio che noi portiamo qui dentro, e non possiamo non portarlo; la tristezza di un'agricoltura che aspetta delle risposte e dove dentro l'articolo 6 soprattutto non trova progettualità perché le cose possano cambiare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Matteo per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

SANNA MATTEO (A.N.). Grazie Presidente, colleghe e colleghi. Nel manifestare il mio voto contrario all'articolo in discussione su una materia e su un argomento così complicato e spinoso qual è oggi in Sardegna quello dell'agricoltura, credo che occorra fare una seria discussione e occorra soprattutto partire da lontano, partire dalle lacune che il sistema agricolo sardo ha accumulato negli anni, e partire soprattutto dalle lacune che presenta questa finanziaria, una finanziaria che non dà risposte, che non dà risposte alla politica agricola, che non dà risposte agli oltre 17 mila agricoltori ed operatori del settore che attendevano da questa Giunta, da questa maggioranza che governa la Regione, delle risposte serie su altrettanti problemi. Dico che questa politica agricola regionale non ci piace, e non ci piace perché è una politica regionale che dimentica l'identità sarda, è una politica agricola che dimentica le produzioni tipiche locali, quelle produzioni tipiche locali sbandierate durante la vostra campagna elettorale e che, invece, oggi non trovano spazio nei vostri progetti, nelle vostre strategie e nelle vostre proposte che andate e che andiamo a concretizzare con questa finanziaria.

Quindi dico subito che non ci piace per vari motivi, e ve lo dice uno che fa parte di un partito che a livello nazionale ha l'onere di dirigere un Ministero che è quello dell'agricoltura, che nonostante le grandi difficoltà, le calamità anche incontrate in questo percorso, bene ha operato a livello nazionale, ed è per questo che come partito noi ci sentiamo il dovere di dare anche delle indicazioni, di proporre anche un qualcosa di nuovo ai nostri interlocutori e all'Assessore che è qui presente. Dico che questa finanziaria non dà le risposte agli agricoltori e non dò le colpe all'Assessore, ma dò le colpe all'intero Esecutivo, alla strategia dell'intero Esecutivo e dell'intera maggioranza, perché le responsabilità si condividono insieme e non certamente singolarmente. Dico che occorre una politica diversa, una politica basata sulla specificità, una politica che tenga conto delle varie realtà locali, delle varie produzioni locali. E pertanto il principale obbiettivo deve essere quello di concepire una politica agricola nuova, una politica basata sulle indicazioni che provengono dalle varie associazioni di categoria che più volte hanno manifestato il loro dissenso nei confronti dell'operato di questa Giunta, devo dire non con i metodi con il quale veniva manifestato quando al Governo di questa Regione vi era il centrodestra, ma in maniera più sof. Però credo che questa diciamo elasticità e questa benevolenza nei confronti di questa Giunta non può durare a lungo se l'andazzo rimane questo. Sono convinto che questo settore non rimarrà a guardare, questo settore farà e metterà in atto tutte quelle strategie e tutte quelle pressioni politiche che civilmente e democraticamente sono a disposizione per influire sulla politica di questa Giunta e per incidere soprattutto sulla politica di questa Giunta.

Quindi noi riteniamo che dobbiamo costruire tutti insieme, compatibilmente con le nostre responsabilità che ciascuno di noi ha, ipotesi che siano competitive ed innovative, ma che abbiano per obbiettivo il serio rilancio di un settore che noi riteniamo strategico per la nostra Sardegna. Noi, come partito lo stiamo facendo bene a livello nazionale; noi stiamo cercando di fare proprie le istanze di tutti quei lavoratori e di tutte quelle categorie che non trovano risposte oggi nella politica regionale; noi chiederemo al nostro ministro che si faccia carico delle lacune presenti in questa finanziaria, noi chiederemo al nostro ministro che si occupi della politica agricola della Sardegna, affinché veramente vengano date risposte serie ad un comparto che a noi sta molto a cuore. Per questo il nostro voto a questa finanziaria è negativo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà. Prego i colleghi di contenersi entro i tempi assegnati.

CAPELLI (U.D.C.). Grazie Presidente. Credo che su questo articolo ormai sia stato già detto tutto, tutto e in gran parte condivisibile. Però è l'articolo che probabilmente, proprio l'efficacia della discussione, ha portato ad approfondire i termini di discussione di questa finanziaria.

L'onorevole Cugini ha giustamente, correttamente sottolineato che il confronto in Aula deve pur portare alla fine ad un confronto ulteriore, delegando mi sembra di capire il Presidente della Commissione, che possa in qualche modo fare sintesi delle posizioni delle minoranze, che possa trovare accoglimento da parte della maggioranza nei limiti delle disponibilità di bilancio, ma nessuno in questi emendamenti ha chiesto di aumentare, attraverso un mutuo, ulteriori disponibilità di bilancio. Erroneamente, collega Cugini, lei dice: non si vuole lavorare fino alle due di notte, io non ho sentito in riunione dei Capigruppo nessuna ostativa al fatto che si continui e si aumenti il ritmo di lavoro, perché si possa da un lato approfondire meglio, e dell'altro tenere in considerazione i tempi per una rapida approvazione della finanziaria. Così come è errato, probabilmente mal riferito, che nessuno voglia lavorare di venerdì o nei giorni che voi, tra l'altro, legittimamente avete la possibilità di stabilire. Per cui se qualcuno ha voluto ostare a questo non è sicuramente delle minoranze. Nessuno ha ostato; c'era l'assessore Pigliaru, il Presidente, perché comunque i tempi da voi stabiliti potessero essere subiti, assolutamente nessuno. Si è discusso sul fatto se questo era modo per entrare nel merito della finanziaria o sulla pura esigenza della tempistica della finanziaria dicendo alle minoranze: "Consumate pure il vostro tempo, ma del merito non se ne parla". Questo è stato contestato, perché l'approccio è stato di questo tipo. Se invece c'è la possibilità anche in Aula, o nei modi, nei tempi, nei luoghi deputati, perché ci possa essere un serio confronto che rispetti, ovviamente, chi si siede a discutere di queste cose ben lo sa, che rispetti e non stravolga quello che voi volete e di cui vi assumete le responsabilità, ma che tenga comunque conto delle istanze di una minoranza che oggi rappresenta ben più delle istanze che possono essere direttamente collegate ai voti che questa minoranza ha avuto.

Tolte queste due parti pur significative, ma che per onor di chiarezza era obbligatorio rappresentare, onorevole Cugini e colleghi tutti, credo che ognuno di noi abbia legittimamente rappresentato degli emendamenti in quest'Aula, abbia legittimamente il diritto e dovere di illustrare gli emendamenti, di discuterli, di dichiarare il perché della propria contrarietà o della propria disponibilità, e nessuno può essere tacciato in tal senso di atteggiamenti ostruzionistici, visto anche che fino ad oggi nessuno, in piena unità di pensiero e di azione, o meglio, a volte anche non proprio in pieno unità di pensiero, come è lecito che sia, ha portato avanti in quest'Aula da parte della minoranza degli atteggiamenti ostruzionistici. Se questi sono i termini credo che sarebbe opportuno, finalmente, entrare nel merito della finanziaria, lei dice onorevole Cugini: "Da qui in poi", pur sottolineando che fin qui qualche danno è stato fatto. Per esempio ieri abbiamo votato l'ESAF e sono partite le lettere di licenziamento per tutti i dipendenti delle aziende appaltatrici. Per cui qualche danno lo stiamo già producendo, e di tutti, nessuno escluso, cioè non è che si è fatta una cernita di diminuzione di personale: le ditte hanno ieri sera spedito, e gli operai le hanno ricevute, le lettere di licenziamento.

PRESIDENTE. Grazie Onorevole Capelli. Ha domandato di parlare il consigliere Sanciu per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

SANCIU (F.I.). Grazie Presidente. Onestamente credo che oggi non sia una grande giornata per la politica, e che non sia neanche una grande giornata in modo particolare per l'azione politica che state portando avanti a favore di quel mondo. Ma le colpe non sono solo di oggi, non è che io voglia scaricare le colpe sull'azione politica solo di oggi, però è mortificante, lo dico anche come uomo d'impresa agricola, vedere che per vent'anni in Sardegna non si fa un piano strategico di rilancio dell'agricoltura. Ancora una volta assistiamo, anche questo è importante, si è fatto poco ma si è fatto, dice qualche d'uno, ad un emendamento che pensa di risolvere il problema dell'agricoltura inserendo 20 milioni di euro finalizzati alla valorizzazione del paesaggio agrario regionale, alla gestione attiva dei boschi, finalizzati alla difesa degli stessi dagli incendi, alla manutenzione, al recupero di elementi tipici del paesaggio, quali i muretti a secco e le siepi, e favorire il benessere degli animali e migliorare la qualità. Questo è il piano strategico per il rilancio dell'agricoltura? Con questi 20 milioni di euro per mettere su dei muretti? Credo che forse qualche riflessione la dobbiamo fare. Forse qualche addizione più incisiva, magari che ci veda tutti seduti intorno ad un tavolo per creare quelle condizioni favorevoli e che la politica, almeno su questo argomento, non sempre vada divisa come spesso succede su tanti altri argomenti. Ci sono 17 mila imprese che stanno morendo, abbiamo detto che ci sono centinaia di imprese a cui stanno portando via le aziende, abbiamo parlato di 2100 decreti ingiuntivi appesi nei cancelli delle aziende. Capisco che ci possa essere freddezza, superficialità, che questo argomento non interessa, che l'articolo 6 bisogna andare avanti perché dobbiamo approvare la legge. Credo che noi forse oggi stiamo facendo un servizio giusto da uomini impegnati in politica perché quel mondo non venga dimenticato. L'avete fatto in parte anche voi ma rendiamoci conto che è nulla. Credo che sia importante prendere ad esempio anche alcuni paesi, prendiamo la Francia, prendiamo gli Stati Uniti, prendiamo l'Olanda, Paesi industrializzati che per tenere forte la loro economia hanno difeso sempre e comunque l'agricoltura, ma hanno un piano strategico, sanno cosa devono fare per oggi, per domani e per il futuro. Sanno che è strategico difendere l'agricoltura quindi la sostengono, perché si sa che l'agricoltura non si regge da sola, lo sanno tutti, perché quando si fanno degli accordi che noi non conosciamo, quando si fa la PAC, quando si fa gli accordi GATT, quando si fanno gli accordi WTO, dove noi non siamo presenti, non ne conosciamo gli obbiettivi, non è presente la Regione Sardegna sicuramente, ed è poco presente, o per lo meno sino a poco tempo fa, anche il Governo italiano. Per la prima volta abbiamo inciso nella riforma della politica agricola comunitaria. Per la prima volta siamo riusciti ad anticipare i tempi e a non farci fregare dai Paesi, dal punto di vista agricolo, più forti. Siamo riusciti, a livello nazionale, a fare qualcosa. Vi dico anche, notizia di questi giorni, c'è stata un'interrogazione fatta al ministro per quanto riguarda la calamità naturale in alcune Regioni che hanno subito il maltempo. Insomma, i danni che ha fatto vedi Fonni, eccetera, sappiate che su questo argomento la Regione non ha fatto nulla, Assessore, serviva chiedere uno stato di calamità e saremmo entrati negli interventi fatti dal Governo nazionale per poter avere qualche risorsa che quella povera gente aspetta, e non rispondere a certe gente in un momento così drammatico dicendo che la Regione Sardegna non è un'assicurazione.

Io credo che sia sbagliato l'approccio, credo che sia importante non parlare di agricoltura in momenti in cui serve riempirsi la bocca perché rende dal punto di vista elettorale, ma bisogna dimostrarlo nei fatti che si vuol fare qualcosa, bisogna dimostrarlo nell'impegno quotidiano che si vuol fare qualcosa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Solo due battute per dire che voterò a favore dell'articolo 6 perché risponde alle esigenze che sono presenti nel mondo agricolo oggi, alle esigenze di un'emergenza che va fronteggiata. E ho chiesto la parola per dire anche che nell'atteggiamento della opposizione ci sono due aspetti fortemente contradditori: da un lato si lamenta un atteggiamento di superficialità, di scarsa attenzione, addirittura di non responsabilità della Giunta e della maggioranza sui temi dell'agricoltura, e dall'altro in Commissione agricoltura si abbandono i lavori con motivazioni speciose e prive di qualsiasi fondamento. E quindi, proprio laddove la manovra andava discussa e andava migliorata, si rinuncia a farlo, e poi più o meno lo stesso atteggiamento lo si ripropone in Aula: da un lato si lamenta una proposta carente e inadeguata e dall'altro non si propone niente d'adeguato e di praticabile. Di tutti gli emendamenti proposti dalla opposizione io sinceramente ne ho visto solo uno che sia degno di essere preso in considerazione, ed è quello dell'onorevole Paolo Sanna, che pone un problema serio che riguarda la chiusura dei riordini fondiari in atto e c'è un problema di normativa che va affrontato. Questa è una proposta seria, ma non ne ho viste altre proposte di questo genere. E poi, insomma, diciamoci anche un'altra cosa, un'altra contraddizione: non si può da un lato chiedere alla Giunta di presentare in finanziaria una proposta di rilancio organica dell'agricoltura sarda e dall'altro fare le barricate contro le cosiddette norme intruse, quando poi le poche norme "intruse" dell'articolo 6 sono norme che tendono a dare risposte all'emergenza e che se non si mettono in finanziaria non si capisce dove si possono mettere.

La verità è che questa opposizione non ha un'idea, questo sì, onorevole Diana, non ha nessuna proposta, raramente lo fa in Commissione e in Aula poi vediamo cosa sta facendo. In Aula sta di fatto rallentando l'approvazione della manovra complessiva e quindi danneggiamento anche il settore agricolo, che è fortemente interessato all'approvazione rapida di questa manovra. Certo, c'è bisogno di definire una proposta organica, sono d'accordo, siamo tutti d'accordo, ma non lo facciamo in finanziaria, non è possibile farlo in finanziaria, nonostante in finanziaria, oltre all'emergenza, si diano anche indicazioni importanti su come risolvere problemi strutturali, ma non può essere chiesto che tutto sia contenuto in finanziaria. Ma non siete voi quelli che non vogliono le norme intruse in finanziaria? Sul problema io direi di dedicare una sessione della Commissione e del Consiglio, ma dopo l'approvazione della finanziaria, perché certamente questo settore merita tutta l'attenzione che a mio parere già questa Giunta e questa maggioranza stanno dedicando.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Grazie, Presidente. Io saluto positivamente le parole dell'illuminato onorevole collega Renato Cugini, che grazie alla sua lunga esperienza da Assessore dell'agricoltura nella precedente legislatura, ha voluto cogliere l'occasione di questo articolo per lanciare un messaggio ai colleghi.

Poc'anzi l'onorevole Cugini mi raccontava una storia, che nei suoi due giorni di esperienza la più preoccupata era la sua madre che disse: "In quei due giorni sei riuscito a far morire il maiale di casa".

CUGINI (D.S.). In un giorno! Pensa un po' cosa sarebbe successo se avessi fatto l'Assessore!

PILI (F.I.). In un giorno è riuscito a fare, alla notizia soltanto che era stato nominato Assessore dell'agricoltura era morto il maiale!

Io preferisco il maiale morto dell'onorevole Cugini alla morte dell'agricoltura con questo articolo. E' preferibile la morte del maiale dell'onorevole Cugini piuttosto che la morte dell'agricoltura che diventa una norma intrusa. Il professor Sanna, poc'anzi, Presidente della Commissione agricoltura, ha detto che l'agricoltura è una norma intrusa. Cioè bisogna spiegare agli agricoltori che il settore economico trainante della Sardegna è una norma intrusa nella legge finanziaria! Bisogna spiegare che la legge finanziaria è ancor prima che finanziaria una legge che incide sull'economia e che bene avrebbe fatto l'illustre Presidente della Commissione competente a non ergersi a difensore dell'Assessore, perché quello che si registra, Assessore, l'onorevole Diana è un gentiluomo, un galantuomo e quindi non le ha chiesto le dimissioni, chi gliele ha chieste evidentemente galantuomo non è, però io vorrei schierarmi dalla parte di chi gliele ha chieste per un semplice motivo, perché è più galantuomo rispetto a coloro che hanno già progettato dopo le elezioni provinciali di sostituirla. Io mi auguro, invece, che la tengano, perché così il settore agricolo con lei e con il Presidente della Regione potrà avere tutte le risposte che sta avendo in base a questo articolo: nessuna! Non c'è una risposta compiuta né a quel famoso impegno dei 14 centesimi, non esiste. Gli agricoltori, i pastori della Sardegna non hanno in questa finanziaria nessuna risposta. Le aziende indebitate del mondo dell'agricoltura, che sono state sino all'anno scorso arginate nella loro caduta attraverso un impegno del Consiglio regionale che ci ha consentito di trovare le intese anche con gli istituti di credito, non hanno in questa manovra e in questo articolo nessuna risposta, nemmeno in quell'emendamento, onorevole Marrocu, che è un emendamento farsa. Lei potrà continuare a difenderl, perché è pagato per questo, perché ha il ruolo che ha nel suo Gruppo ed è giusto che lei si erga a difensore dell'indifendibile, però dirci che si può cambiare la storia della Sardegna rifacendo i muretti a secco, perché questo c'è scritto, mica ce lo stiamo inventando, c'è scritto nell'emendamento 353 che voi volete cambiare le sorti dell'agricoltura in Sardegna con 20 ridicoli milioni di euro e ci state dicendo che potete fare i muretti a secco per cambiare la storia dell'economia della Sardegna. Se è questo quello che avete proposto, bene, io vi inviterei a rileggere gli emendamenti proposti dai colleghi della mia coalizione, quello che ha presentato l'onorevole Rassu, per esempio, l'onorevole Sanciu, che hanno posto alcuni elementi di riordino del settore creando le condizioni di trasparenza. Non ci sarà funzionario regionale che finanzierà o che firmerà decreti per pagare indebitamento coperto con muretti a secco. Questa è una fantasia assolutamente impercorribile ed è un inganno, ulteriore inganno al mondo dell'agricoltura. Il mio voto a questo articolo non può essere che contrario, perché questo articolo è contrario all'agricoltura!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Mi ero prenotato prima che venissi chiamato in causa dal collega Pili!

Io sono convinto che quanto approviamo oggi con l'articolo 6 e con gli emendamenti successivi, e quanto approvato ieri dal Consiglio, rappresenta uno dei risultati più significativi di intervento regionale in agricoltura. E lo fa questa Giunta e lo fa questo Assessore senza grandi proclami, senza grandi conferenze stampa, con umiltà e con serietà, guardando al risultato e non alla propaganda.

Ieri abbiamo risolto un problema che era ultradecennale, che ha portato alla paralisi un consorzio che gestisce cinquanta mila ettari di territorio regionale, il secondo in Italia e il più importante della Sardegna, che aveva accumulato 28 milioni di debiti nei confronti di un'altra struttura regionale, l'EAF, che aveva portato al pignoramento di 10 milioni di euro bloccando gli interventi di sistemazione idraulica determinati dall'alluvione, e che portava alla paralisi questa struttura tanto da mettere a rischio la stessa sopravvivenza. L'abbiamo risolto con gli emendamenti 309 e 310, e voi, cari colleghi del centrodestra, non l'avete risolto, pur esprimendo il Presidente del Consorzio di bonifica e pur esprimendo il Presidente dell'EAF, e potevate metterli insieme ed evitare quella vergogna del pignoramento delle risorse e del rischio di non dare gli stipendi ai lavoratori e ai dipendenti, come è avvenuto in questi anni. Non l'avete risolto e l'avete lasciato sino all'ultimo estremo del ricorso giudiziario senza intervenire. Noi l'abbiamo risolto con gli emendamenti 309 e 310 approvati dall'Aula, ponendo fine ad una situazione gravissima di rapporti tra il Consorzio e l'EAF e sanando definitivamente quella situazione debitoria, lasciando ai consorziati esclusivamente 3 milioni di euro da pagare in sette anni e quindi tali da non incidere drammaticamente, cose che, tra l'altro, con l'emendamento che approveremo, il 353, potrebbero essere anche annullate e da non incidere sugli utenti collegati a quel consorzio.

Oggi approviamo un articolo 6 e un emendamento che avvia definitivamente un piano di risanamento dei consorzi di bonifica, che a causa dell'elemento calamitoso si trovano in grave situazione finanziaria ed impegniamo anche la Giunta, oltre a fare il progetto di risanamento finanziario, e quindi di abbattimento dei debiti, impegniamo la Giunta e ci impegniamo ad avviare un processo di riforma dei consorzi per non creare quelle situazioni che rideterminerebbero quella situazione debitoria. E' un'operazione che sappiamo che potrà costare dai 40 ai 50 milioni di euro e la facciamo con coraggio, convinti che se non si risana la situazione debitoria del consorzio a pagarne le conseguenze non sono i Presidenti o i Consigli di amministrazione o le deputazioni, ma sono gli agricoltori che hanno aderito a quei consorzi, che verrebbero chiamati a pagare e a rispondere per loro.

Approviamo un secondo comma con 20 milioni di euro che attiva risorse statali e comunitarie, per risolvere e dare risposte definitive al agropastorale, rispettando un impegno che la Giunta ha assunto con le organizzazioni professionali agricole e attivando risorse per lo sviluppo rurale che nel passato non si sono attivate.

Quindi credo che in silenzio, senza grande propaganda, senza grandi conferenze stampa, questo Consiglio oggi approva con questi emendamenti e con l'articolo 6 quanto non si è fatto negli ultimi dieci anni. E cito anche il periodo nel quale io ero Presidente della Commissione, quindi anche le responsabilità che potevano coinvolgere la stessa Giunta e la stessa maggioranza che ha governato dal 1994 al 1999, e noi lo stiamo facendo nonostante voi continuiate a sostenere con i vostri interventi che invece c'è un atteggiamento di ritardo, è anche offensivo nei confronti dell'Assessore e della Giunta. Invece io credo che quanto noi stiamo facendo, ripeto, ha un significato che è il più importante degli interventi agricoli degli ultimi dieci anni in Sardegna.

CAPPAI (U.D.C.). Ma il progetto per l'agricoltura è risanare i consorzi?

MARROCU (D.S.). Lo facciamo fare ad Antonello Usai e a Felicetto Contu!

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione dell'articolo 6.

Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Chiedo il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. Chi sostiene la richiesta dell'onorevole Pili?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri SANJUST, PETRINI, LICANDRO, RASSU, LA SPISA, Paolo Terzo SANNA, ARTIZZU.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 6.

Rispondono sì i consiglieri: BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - GIAGU - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS.

Rispondono no i consiglieri: ARTIZZU - CAPPAI - DEDONI - DIANA - GESSA - LA SPISA - LICANDRO - MORO - MURGIONI - PETRINI - PILI - PISANO - RASSU - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - DAVOLI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 57

Votanti 55

Astenuti 2

Maggioranza 29

Favorevoli 38

Contrari 17

(Il Consiglio approva).

Emendamento numero 120. Ha domandato di parlare il consigliere Sanciu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANCIU (F.I.). Con questo emendamento si propone di autorizzare la stipula di convenzioni con i CAA operanti in Sardegna per la gestione dell'anagrafe bovina, la cui spesa è quantificata in euro 200 mila. Il Ministro della salute ed il Ministro delle politiche agricole e forestali hanno, come ben sappiamo, introdotto con il decreto del 31 gennaio del 2002, l'anagrafe bovina, provvedimento reso necessario anche a seguito del problema legato al morbo della BSE, la cosiddetta mucca pazza che ha di fatto aumentato la sensibilità dei consumatori nei confronti del tema della sicurezza e qualità delle carni che si consumano nel nostro Paese. Tutto questo ha portato a un'attenta analisi dell'intera filiera produttiva, che va dagli allevatori ai macellai, e degli organi preposti al controllo, in particolare ASL e veterinari. Occorreva sicuramente garantire un accurato controllo sui vari passaggi delle carni e far conoscere agli utilizzatori il percorso di ogni singolo animale. Il decreto si è proposto sostanzialmente due obiettivi: in primis tutelare la salute pubblica e il patrimonio zootecnico e successivamente fornire il basilare supporto per trasmettere informazioni al consumatore e consentire un'etichettatura e tracciabilità adeguata del prodotto. L'Anagrafe zootecnica, che poi è la banca dati nazionale di Teramo, permette di identificare tutti gli allevamenti bovini, ovini e suini presenti su tutto il territorio nazionale. L'Anagrafe bovina nazionale è un'enorme banca dati dove sono monitorati i movimenti di circa nove milioni di bovini esistenti in Italia, esiste anche un sito che consente in tempo reale la registrazione delle nascite, delle vendite, delle macellazioni e il numero dei capi morti distinti a seconda della causa.

Le aziende vengono classificate con un codice identificativo corrispondente a un unico allevatore, anch'egli schedato, dove viene riportata inoltre l'ubicazione dell'azienda, dato non trascurabile, per nulla superfluo, in quanto utile per la prevenzione delle varie epizoozie. La corretta gestione dell'anagrafe bovina riveste notevole importanza nella filiera della tracciabilità delle carni, in quanto è possibile in ogni momento verificare il percorso del singolo capo dalla nascita sino alla macellazione e di conseguenza al momento in cui arriva al banco delle carni, dando ovvie garanzie a tutti i consumatori. Il cattivo aggiornamento, persino la mancata registrazione delle aziende, cosa che avveniva con maggiore frequenza negli anni scorsi, ma che in alcuni casi è ancora presente, ha provocato notevoli danni economici alle aziende. In particolare mi riferisco ai premi comunitari, vacche nutrici, bovini maschi e macellazioni, in quanto le operazioni di registrazione, nascite, vendite e macellazioni non venivano effettuate in maniera corretta e in molti casi tralasciate completamente. Tali operazioni sono ovviamente fondamentali in quanto Agea, l'ente pagatore, prima di procedere ai pagamenti dei premi sopra citati effettua dei controlli incrociati tra i dati inseriti in domanda premio e quelli dell'anagrafe. Quindi la gestione dell'anagrafe da parte delle ASL, negli anni scorsi, sobbarcata peraltro già da tante altre competenze era per così dire, passatemi il termine, un disastro. I centri di assistenza agricola hanno infatti ereditato in alcune aeree una situazione catastrofica e grazie alla competenza e alla professionalità degli operatori sono andati a sanare anomalie di parecchi anni partendo dal 1998 sino ai giorni nostri permettendo così agli allevatori sardi di incassare finalmente quei premi comunitari, i C.A. hanno tutto l'interesse ad effettuare in maniera scrupolosa tutte le operazioni di gestione ed aggiornamento dell'anagrafe bovina in quanto si evita la comparsa di tutte quelle anomalie sulle domande premio inoltrate.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 120. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 128. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento 117. Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Mi dispiace che non ci sia la collega Barracciu, e nemmeno il collega Moro.

(Interruzione)

Pirisi però era assente; non ha le catene per la neve e il giorno a Fonni non è venuto. Ma c'era l'assessore Addis e c'era l'assessore Dessì, i quali, se io non ho mal capito o mal compreso quello che hanno detto è che avrebbero fatto nel giro di quindici giorni una ricognizione dei danni che le nevicate che hanno accompagnato l'inverno delle zone interne avevano colpito quella zona.

Ecco, ad oggi non si ha su quelle nevicate e su quei danni nessun tipo di notizia, ed io credo che le parole con le quali gli amministratori locali di quella zona, Gavoi, Fonni, Desulo e l'alta Gallura, tutta una serie di aree che sono state colpite e aggiungo con una scarsa presenza della stessa Regione nell'intervento immediato che i sindaci hanno richiesto, l'assessore Dessì ha detto: "Non avevamo elicotteri", gli elicotteri quando ci sono calamità di questo genere si fanno arrivare, si fanno arrivare in poche ore, non mi pare che una Regione come la Sardegna si possa dotare di una pattuglia di elicotteri perché forse può capitare che qualche volta ci sono nevicate, quindi il bestiame non può essere approvvigionato del mangime in montagna e che quindi bisogna aspettare che la neve vada via, non è così che si affrontava l'emergenza, ma certamente non si può dire che le nevicate di dicembre, gennaio e febbraio ad oggi non hanno una quantificazione dei danni, anche perché è passato ormai più di un mese da quell'assemblea fatta a Fonni e non c'è alcuna risposta da parte della Giunta, anzi l'assessore Dessì e l'assessore Addis hanno detto lì a Fonni che avrebbero presentato la richiesta delle risorse finanziarie aggiuntive per poter pagare quel tipo di intervento nella legge finanziaria. Tutto sistematicamente ribadito negli articoli di giornale che si possono assolutamente riprendere, ma certamente non compiuto nell'azione dell'Esecutivo nella legge finanziaria. Quindi per questo motivo il mio sarà un voto favorevole all'emendamento 117 che dà una risposta puntuale alla grave situazione di quel mondo agro-pastorale colpito anche da questa ulteriore calamità che mai si era registrata se non nel 1956, credo che sia davvero un'assoluta mancanza di rispetto e soprattutto l'incapacità di dare risposte e mantenere la parola data. Nelle zone interne, ma credo anche in Sardegna, la parola data da parte di un amministratore è una cosa importante, non può essere cancellata la parola data senza dare quelle risposte che invece si attendevano; è per questo motivo che io esprimo su questo emendamento anche il disappunto morale, perché quando alle persone che hanno subito quei danni gli si promette un intervento immediato, poi quell'intervento non arriva, è tardivo, non ha avuto tutte quelle sollecitazioni che forse meritavano anche in tempi non sospetti, credo che oggi il non votare a favore di questo emendamento meriti anche una richiesta, consentitemelo, mi perdoneranno i colleghi, di un voto non dico per appello nominale, ma sicuramente un voto palese che possa consentire di far conoscere a tutti chi ha votato a favore e chi ha votato contro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Se l'emendamento rimane, voterò contro pur non essendo contrario all'emendamento nel suo significato e nelle sue finalità. Lo ritengo, come ho avuto modo di dire stamane, non necessario, nel senso che le nevicate del gennaio e del febbraio sono una calamità e hanno determinato danni, ci sono quelli preposti a verificare quanto sono questi danni, a verificare se il danno supera quella percentuale per cui può intervenire e deve decretare l'evento calamitoso, penso che l'Assessorato, il rapporto con i comuni, con i servizi territoriali e con l'ERSAT e con chi lo ha fatto, abbia già attivato l'eventuale accertamento dei danni, se c'è già questo accertamento l'Assessorato dovrà chiedere che venga decretato per quell'area territoriale ben precisa il fatto calamitoso, e se c'è il fatto calamitoso, come c'è, come è evidente, si ricorrerà con le procedure dell'articolo 23 della legge numero 8 all'eventuale ristoro di quei danni avvalendosi delle risorse che non so se fortunatamente o sfortunatamente comunque quelle risorse sono allocate appositamente per la funzione delle calamità.

Per cui io sinceramente inviterei al ritiro e a farlo proprio come impegno politico della maggioranza ed anche della Giunta il fatto che quella calamità non sarà affrontata diversamente dalle altre calamità, come abbiamo affrontato sempre, credo, le calamità o attraverso provvedimenti di legge o attraverso azioni dell'Assessorato che una volta che queste calamità vengono accertate c'è un danno vero, che può essere territoriale, può essere di settore, di calamità ne abbiamo affrontato e risolto tantissime, sulla tubercolosi bovina gli ultimi che abbiamo fatto una legge, eppure due anni fa c'è stato un caso e c'è stato, addirittura riguardava solo due - tre aziende, eppure si è intervenuto a riconoscere il mancato reddito per quella calamità che veniva in quel momento enunciata, sempre avvalendosi di quei fondi messi a disposizione.

Quindi, io non ho difficoltà a dire che forse l'emendamento va ritirato, ma se l'emendamento viene mantenuto noi votiamo contro perché comunque secondo noi non serve la norma, tra l'altro attiva risorse aggiuntive a risorse che abbiamo già in eccesso, tant'è che le stiamo utilizzando per altre finalità in quella UPB, in quel capitolo, per cui non mi pare che ci sia bisogno neanche della norma finanziaria e quindi direi che io penso che si potrebbe assumere da parte della Giunta l'impegno a considerare quella calamità alla pari delle altre calamità, quindi, superando la polemica: assicurazioni, non assicurazioni, o strumentalizzando un intervento del Presidente in questo o in quell'altro convegno di cui ho sentito solo attraverso la stampa, penso che noi stiamo intervenendo anche con l'emendamento successivo che andrà ad approvare la Giunta sui ripetuti eventi calamitosi, questo è un evento calamitoso e va il trattamento di tutti gli altri eventi calamitosi, seguendo le procedure della legge nazionale e della legge regionale che sono ancora in vigore e che è giusto che vengano seguite. Assumerei quest'impegno, non ne farei su questo, lo dico anche al collega Capelli che lo ha illustrato, una barricata perché credo che l'obiettivo sia quello di fare in modo che queste aziende interessate non abbiano a subirne un danno, non abbiano a subire il fatto che non venga ristorato un eventuale danno accertato in caso di queste calamità. Questo è un impegno che penso possiamo assumere tutti, però, io personalmente non ritengo che serva l'emendamento e quindi se si mantiene voterò contro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Non so se qualche collega firmatario di questo emendamento voglia ritirare questa proposta, se qualcuno la ritirasse ci sarebbe sicuramente qualcun altro, ed io tra quelli, che lo farebbe ancora proprio perché la maggioranza su questo argomento, su questa proposta, deve dire concretamente che lo respinge e deve rimanere in Aula il pungolo, la sollecitazione concreta e reale che l'unico reale, vero segno di sensibilità politica che è stata data alle persone colpite da questa calamità, perché non si può dire che si respinge l'emendamento ma si è d'accordo sul suo contenuto quando essendo passate diverse settimane dagli eventi, da questa situazione di emergenza, dopo ripetute richieste di intervento, ci sono interrogazioni presentate dai nostri colleghi a cui non è stata data una risposta. L'Assessore nella replica a conclusione della discussione sull'articolo e sugli emendamenti avrebbe potuto fare un cenno almeno su questo argomento, che non è stato fatto; non è possibile che adesso soltanto nel momento in cui si mette in votazione questa sollecitazione ad intervenire non arrivi neanche una parola su questo e si chiede addirittura il ritiro dicendo che tutto verrà affrontato, si affronterà questo problema, ma con i tempi che la burocrazia ordinaria, che le leggi e le procedure amministrative impongono.Questo è un bel ragionamento di chi governa e quindi dice: "Calma, faremo tutto per tutti, ma lasciateci lavorare in pace". Le emergenze ci sono sempre state e tutti di fronte alle emergenze sono chiamati a reagire prontamente, non a dire: "Mettetevi in fila ed andate allo sportello di competenza". Se è vero, così come è stato detto, che tutti i colleghi anche quelli della maggioranza, in particolare naturalmente i colleghi dei territori colpiti hanno toccato con mano, insieme anche alla Giunta qual è la reale situazione e hanno preso impegni, come è possibile che di fronte ad una proposta di intervento si dica: "C'è una legge, ci sono gli appositi uffici, deve essere quantificato il danno, poi si attiveranno le procedure, si faranno i decreti, si farà tutto quello che con calma si può fare nell'ordinaria amministrazione". Questa è una situazione di emergenza, state governando, dimostrate di saperlo fare affrontando le emergenze reali e non soltanto le vuote enunciazioni di principio di cui questa legge è piena.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Grazie Presidente, io annuncio il mio voto favorevole all'emendamento non avendo mai pensato di ritirarlo, apprezzo le parole e gli impegni assunti dall'onorevole Marrocu; impegni che, mi sarei aspettato nel momento di replica, avesse potuto assumere direttamente la Giunta, valutando quella che è l'emergenza rappresentata dal 117, ma soprattutto probabilmente il 117 non sarebbe mai nato in questa formulazione ed avremmo proposto, così come alla fine dei lavori proporremo un ordine del giorno magari in materia di impegni ben precisi, se sarà il caso, se non fossero giunte alcune affermazioni da parte dell'Assessore, in particolare da parte del Presidente della Giunta regionale che invitava questi allevatori a farsi un'assicurazione per poter evitare danni da possibili calamità future, o che male hanno fatto a non farsele precedentemente; queste non sono affermazioni riportate infedelmente dalla stampa, ma fedelmente dalla stampa.

Se ci fosse stato un accenno all'assunzione di responsabilità e di impegni per un fatto di tale portata che può trovare copertura all'interno della soluzione, a mio avviso, ardita e comunque rappresentata nel 353 che avrebbe potuto trovare ugualmente, come troverà per legge, copertura da quei fondi, sicuramente sul 117 non ci saremmo attardati ed avremmo preso atto dell'impegno della Giunta a risolvere tempestivamente quest'evento, ennesimo evento calamitoso, che si aggiunge a tutta una serie di problematiche che sono state sviscerate durante la discussione dell'agricoltura per quanto riguarda il comparto, questo non è avvenuto; ecco perché l'emendamento deve fare il suo corso, ecco perché l'emendamento non può essere ritirato e sarà portato all'attenzione dei colleghi.

Sicuramente non saranno parole al vento e saranno parole ed impegni che saranno tenuti presenti anche per il proseguo del percorso del disegno di legge, quelle del Capogruppo del partito di maggioranza relativa, della maggioranza stessa appunto. Sono impegni che potevano essere presi anche, onorevole Marrocu, se avessimo potuto accedere ad una discussione in Commissione almeno di alcuni di questi emendamenti e saremmo potuti arrivare in Aula forse con un alleggerimento di argomenti per l'Aula, ed anche questo purtroppo non è avvenuto. Ritengo che l'Aula debba dare risposte a dei territori, a dei settori e a dei comporti nel tempo debito e non si può chiedere assolutamente, ma comunque non si può ottenere il ritiro dell'emendamento, in quanto ognuno di noi deve rappresentare ed essere convinto di ciò che rappresenta, delle esigenze, delle istanze e sicuramente l'emendamento non è nato come una provocazione per assumere o per tirare dentro degli impegni, ma semplicemente perché si rappresenta una situazione d'emergenza, si trova anche una soluzione e una risposta per queste emergenze, credo che l'Aula si debba assumere queste responsabilità e comunque rimarrà agli atti un impegno anche se l'emendamento dovesse essere respinto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanciu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANCIU (F.I.). Non so quanti di voi hanno visto su Videolina quell'approfondimento di quando veniva intervistato quell'allevatore nel suo "Pandino" in mezzo alla neve nelle montagne del Gennargentu e rilasciava tutta una serie di dichiarazioni, ma in modo così equilibrato, da uomo temprato, da uomo di campagna che affronta con grande forza ed umiltà, ma anche con la dovuta energia trasmetteva un messaggio di quel territorio forte e metteva in evidenza l'insensibilità della politica, del palazzo cagliaritano, che poi è il palazzo dove si prendono le grandi decisioni, e diceva che siamo abbandonati da tutti e ha messo in evidenza tutti i danni subiti, il lavoro di una vita a rischio, e in quei giorni veramente di grande dramma vivendo in quelle condizioni ambientali veramente dure, l'uomo metteva appunto in evidenza che nessuno stava affrontando il loro problema.

Non stiamo parlando di due giorni di nevicate, stiamo parlando di tre mesi, di un caso eccezionale e come sempre si dovrebbe affrontare come vorremmo che fosse questo emendamento, penso che sia evidente, non riesco a capire la posizione del Capogruppo dei D.S. perché è sbagliata la forma, perché non ci si vuole confrontare, perché si dice che ci sono procedure e cose, eccetera, ma, caro onorevole Marrocu, cioè, una parte politica come la nostra potrebbe fare nell'interesse generale anche passi indietro, senz'ombra di dubbio, però se queste aperture arrivano dal Capogruppo di una componente politica e non arriva da chi veramente ha in mano l'azione vera che si porta avanti in questa Regione, cioè il controllo delle risorse, quello che esprime il suo parere positivo, quello che alza il dito, lo abbassa, ecco io credo che tutti sappiamo chi è questa persona, cioè il presidente Soru. Credo che anche oggi sia importante se l'Assessore dell'agricoltura manda un messaggio a noi tutti, io credo che le nostre posizioni in qualche modo riguardo a questo argomento possano essere anche riviste.

Certamente nessuno ritira un emendamento e vogliamo vedere anche che il voto sia evidente perché poi sarà giustamente evidenziato in quelle aree, perché è giusto, è dovere politico nostro quello di andare a dire cosa sta succedendo dentro questo palazzo,; quindi, sarà chiaro di chi saranno le responsabilità, sarà chiaro di chi non ha nessuna sensibilità, sarà chiaro chi si è impegnato per andare incontro alle loro esigenze e chi non si è impegnato. Questa è la politica, questo lo dobbiamo fare, è il nostro dovere insomma.

Un'altra cosa che mi piacerebbe sapere che io già da venti giorni, Assessore, e può dirlo anche al Presidente, ho fatto una interrogazione, con richiesta di risposta scritta, sui danni provocati al comparto agro-pastorale appunto dalle prolungate nevicate e gelate di quest'anno. Bene, credo che sia evidente a tutti che i territori colpiti, appunto la Barbagia, una parte dell'Ogliastra, dell'Anglona, del Logudoro, del Marghine, dell'alta Gallura, credo che questo possa interessare a tante persone qua dentro impegnate che ci siano non solo le risposte, ma in qualche modo che ci sia un'apertura per potere discutere nei dovuti modi questo emendamento.

Io credo che l'apertura da parte nostra per parlare delle forme, dopo un intervento dell'Assessore che possa dirci cosa intende fare e cosa indente fare la Giunta, e cosa intende dire Marrocu quando parla di accertamenti attraverso gli enti preposti, diciamo a questo Consiglio almeno come ci s'intende muovere per andare a dare delle risposte a questa povera gente che da tre mesi vive in quelle condizioni.

PRESIDENTE. L'emendamento ricordo che è senza copertura finanziaria, che ha una copertura finanziaria fittizia; così come abbiamo detto l'altro giorno consentiamo che venga in Aula.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanciu. Ne ha facoltà.

SANCIU (F.I.). Per chiedere il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. Chi sostiene la richiesta?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri ARTIZZU, MORO, LIORI, SANJUST, PILI, LA SPISA, RASSU.)

Pongo in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento 117.

Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CAPELLI - CASSANO - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - LA SPISA - LIORI - MORO - PILI - RANDAZZO - RASSU - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo.

Rispondono no i consiglieri: BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - FADDA Giuseppe - FLORIS Vincenzo - GIAGU - LAI - LANZI - LICANDRO - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PINNA - PIRISI - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 49

Votanti 48

Astenuti 1

Maggioranza 25

Favorevoli 14

Contrari 34

(Il Consiglio non approva).

Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento 126. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento 306. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Emendamento numero 50. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Grazie Presidente, alcune parole se possono essere utili, ma ritengo che di fatto trovino l'accoglimento che sino a questo momento hanno trovato tutte le argomentazioni che da parte mia e da parte dei colleghi nell'illustrazione dei precedenti emendamenti hanno avuto occasione di fare.

Bene, io ho presentato questo emendamento, colleghi, dopo aver visto in televisione uno degli imprenditori agricoli dell'Oristanese che si è incatenato ai cancelli della banca che ha messo all'asta e venduto un'azienda agricola del valore di oltre un miliardo per diciottomila euro.

È una legge che ho presentato in Commissione, questo emendamento riguarda proprio questa legge che io presentai in Commissione nella scorsa legislatura e non certamente per colpa dell'attuale maggioranza non ha visto la luce. Vedete, l'ho detto stamattina, non è sufficiente dire che si presta la massima attenzione al settore agricolo, che il settore agricolo è un settore che merita tutta, non solo attenzione, ma tutta una determinata azione politica da parte del Consiglio regionale, "che l'agricoltura" eccetera, eccetera! Di fatto non succede niente!

La madre - usando un termine iracheno - di tutti i problemi dell'agricoltura è l'indebitamento che il settore ha verso il sistema bancario, l'indebitamento che come tutti sappiamo è stato prodotto in questi anni da una congiuntura negativa di mercato che ha costretto le imprese al prestito agrario, a contrarre i mutui sia per investimenti che come credito d'esercizio, dalla famigerata sorte che ha avuto negli anni scorsi la legge 44, tramite la quale i nostri agricoltori si sono indebitati a tasso agevolato per poi rimborsare i soldi alle banche a tasso ordinario, e questo ha determinato il tracollo di buona parte dell'impresa agro-pastorale della Sardegna.

Allora, è presto detto, è facile dire: "È una norma intrusa", norma intrusa non lo è perché l'emendamento cita, o almeno il primo comma: "L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere alle imprese agricole indicate nel comma due un contribuito in conto interessi sui finanziamenti a medio e a lungo termine prestati agli istituti di credito e finalizzati al consolidamento delle passività aziendali", il secondo comma cita e la legge può fermarsi qui, l'emendamento: "Possono beneficiare delle provvidenze previste dal presente articolo le piccole e medie imprese, le cooperative, i consorzi di impresa operanti nel settore agricolo che si trovino in una situazione di difficoltà così come", ripeto "cosi come definita dagli orientamenti comunitari", perché non è che ci si stia inventando niente, "sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà".

L'Unione Europea prescrive e finanzia interventi per il salvataggio delle imprese, così come ho detto stamattina, poiché se crolla un settore economico, per effetto domino, si trascina dietro gli altri settori e crea nel mercato nazionale ed internazionale una situazione di disagio economico e di mercato che può compromettere la stabilità economica stessa non solo di una regione, ma di una nazione, e la Comunità Europea se viene evidenziato questo interviene, altroché se interviene!

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FADDA PAOLO

(Segue RASSU.) Allora io mi domando e dico: la proposta triennale è di dieci milioni di euro all'anno, venti miliardi di vecchie lire, magari per un addetto ai lavori sembrerebbe irrisorio. Venti miliardi di vecchie lire significherebbe al tre per cento coprire in tre anni le oltre duemila imprese che attualmente versano in queste condizioni. Si è parlato di coraggio, si è parlato di attenzione, si è parlato di provvedimenti appropriati, questo è un provvedimento appropriato; certamente è un provvedimento che meriterebbe una legge a parte, un approfondimento, però, scusatemi, se viene dichiarato urgente l'annullamento di tanti enti con tre parole, è soppresso l'ente Tizio, è soppresso l'ente Caio, se viene riportata in finanziaria tutta la parte che riguarda le politiche del lavoro…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Mi pareva di cogliere, ed io credo anche che ci siano le ragioni, una attenzione in questo emendamento sul tema dell'indebitamento di aziende agricole e un intervento finalizzato ad impedire il fenomeno dell'intervento, da parte degli istituti di credito, con azioni legali e il sequestro di quelle aziende e poi la svendita di quelle aziende.

Un tema questo che è stato trattato altre volte, è un tema che in alcune realtà locali, anche della provincia di Cagliari è rilevante, mi pare che non si profili una consistente iniziativa che riduca questo pericolo, cioè di svendita di realtà produttive che possono rimanere in campo se sono liberate dalla condizione debitoria nella quale versano, mi pare che riguardi anche situazioni che dal punto di vista sociale rischiano insieme ad altre… Presidente se facciamo capannello qua non si capisce nulla, già si inizia in ritardo, già questa seduta è abbastanza, diciamo, annoiata.

(Interventi fuori microfono)

PRESIDENTE. Onorevole Giagu si accomodi. Onorevole Diana.

URAS (R.C.). Perché si ha la netta sensazione che qualunque cosa si dica, che sia interessante o meno interessante, non abbia alcuna, diciamo, possibilità di sviluppo. Noi parliamo di gente in carne ed ossa, ma hanno ragione, hanno io credo ragionissima coloro che stanno fuori da questo palazzo.

Questo è un Consiglio che è stato svuotato dei propri poteri, questo è un Consiglio che è oggetto di un attacco, ed è un attacco di matrice qualunquista che gli toglie la possibilità di discutere e decidere così come dovrebbe in questo sistema, che non è quello revisionato dal centrodestra nelle aule parlamentari con la nuova proposta di modifica della Costituzione, non siamo arrivati ancora a quel punto; un punto che noi, che questa maggioranza di centrosinistra dice, e sottolineo dice, di voler osteggiare, di voler impedire e di voler contrastare.

Qua parliamo di situazione debitoria di aziende in crisi, di gente che non ha più da sfamarsi, che si vede portata via la propria casa e il proprio fondo, il proprio sostentamento, la propria attività economica e facciamo capannello perché si capisce benissimo che qualunque cosa si dica e qualunque problema si affacci qua non è degno di risposta perché c'è qualcuno che dice che questo Consiglio non deve avere un ruolo, una funzione ed una capacità di decisione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Grazie Presidente, credo che il silenzio dopo l'intervento del collega Uras fosse comunque necessario per sottolineare anche la dignità politica e morale di chi le ha manifestate, credo che veramente anche noi che siamo all'opposizione e che abbiamo, voglio dire, forse il ruolo di chi deve comunque rappresentare tutti i difetti, tutti i miglioramenti possibili di una manovra sentiamo forte questo disagio che il collega Uras poc'anzi ha sottolineato.

Non ricordo neanche nei momenti, diciamo così più duri dello scontro politico, ed io che seguo da molti anni le vicende politiche regionali, non soltanto da questi banchi, che mai un'interlocuzione tra le parti politiche di quest'Aula abbia raggiunto un livello così basso. Ma non perché i rapporti sono scaduti, perché i rapporti sono tesi, non ci sono più nemmeno i rapporti tesi!

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Si ricordi quando veniva in Consiglio da presidente, il rispetto che aveva del Consiglio!

PILI (F.I.). Onorevole Secci, davvero io siccome la conosco e la stimo non le si addice il ruolo di difensore di chi è perennemente assente, lei è qui che fa il suo lavoro, lo fa seriamente ed è rispettato per questo da tutti questi colleghi che la stanno a seguire. Certo è che forse il nostro lavoro, quello vostro e quello nostro non è rispettato da altri e di questo dobbiamo prenderne atto sapendo che anche in noi molto spesso, anche le assenze nei nostri banchi sono legate a questo disamore che sta nascendo verso il nostro ruolo, verso la funzione di quest'Aula che vede respingere qualsiasi argomento.

Questo emendamento che il collega Rassu ha presentato insieme ad altri colleghi non è un emendamento che si può liquidare con il silenzio, con un Assessore che non risponde perché ha timore di dire una parola in più rispetto a quella di cui è stata autorizzata. Credo che sia assolutamente improponibile che su un tema così importante, come la ristrutturazione finanziaria delle imprese agricole, non ci sia in quest'Aula, nella legge finanziaria, un dibattito serio.

Onorevole Uras noi siamo distanti, politicamente distanti, lei ha una sua posizione, noi ne abbiamo un'altra, ma devo dire che oggi, spero di non farle del male facendo questa affermazione, perché ho visto che ha comunque il coraggio delle sue azioni, di dire con estrema chiarezza che qui forse non si tiene conto di quello che si sta dicendo.

Noi abbiamo proposto nel comma 23, che l'onorevole Rassu ha evidenziato nel suo emendamento, un richiamo dove parla della Commissione Europea. E' inutile voler in tutti i modi cercare di bypassare quel passaggio che invece è fondamentale, non si recupera l'indebitamento agricolo pensando di finanziare muretti a secco, così come è scritto, occorre prendere il toro per le corna e affrontare così come è stato fatto in maniera bipartisan.

Le leggi sull'agricoltura, le ha ricordate stamattina l'onorevole Marrocu, in uno slancio di onestà intellettuale nel richiamo di quei passaggi in cui si condividevano elementi importanti per il futuro agricolo, non è vero che non è stato fatto niente, onorevole Marrocu, se lei avesse usato un senso critico, avrebbe visto che tutte le leggi sul settore agricolo nella precedente legislatura hanno avuto il voto di tutto il Consiglio, nessuno escluso, dalle leggi sulla siccità, dei danni e delle calamità sino ad arrivare a quelle delle incentivazioni che sono state richiamate.

Bene, questo silenzio è assordante ma è assordante su un settore come quello dell'agricoltura che avrebbe meritato più attenzione dalla maggioranza e anche da chi non si degna di essere presente in questa Aula per dare, se lo potrà dare, un contributo fattivo ad un settore che invece, senza queste risposte, rischia di andare ancora più in crisi di quanto già non lo sia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, anche io intervengo principalmente non in maniera strumentale ma in maniera molto affettuosa per esprimere vicinanza al tono che ha usato poc'anzi l'onorevole Uras richiamando quest'Aula ai doveri che impongono un consesso serio quale questo del Consiglio regionale ha di fronte ad una proposta di un emendamento che io definirei molto ma molto serio. Ventiquattro punti che qualificano un intervento poco oneroso ma finalizzato davvero ad una ristrutturazione finanziaria delle aziende, delle imprese sarde, che consentirebbe loro di uscire finalmente da una situazione di guado, di difficoltà, di estremo imbarazzo nel quale versano in questo difficile momento, che caratterizza l'intero settore dell'agricoltura, e che davvero non può definirsi finalmente, come anche strategicamente rassegnato nel Dpef di questa Giunta, un intervento cosiddetto a contributo, a fondo perduto. Cioè si tratta di intervenire a sostegno dell'abbattimento degli interessi in una misura, che è quella del 64 per cento del tasso di riferimento e quindi inferiore al limite dei due terzi che le normative europee indicano e che quindi, a mio giudizio, tra l'altro faciliterebbe enormemente, anche in maniera quasi automatica, quella che è la notifica all'Unione Europea di un sostegno con questa finalità e che però davvero anche va ad incidere su quella che è la micronizzazione delle imprese agricole qui in Sardegna, che mancano di uno strumento così immediato di sostegno per superare la difficoltà nella quale si battono.

Io ho l'esempio che citai proprio nell'intervento precedente di due aziende importanti che si ricollocano nel mio territorio, dico che alla luce di questo emendamento e di questa ipotesi di intervento, che è di ristrutturazione finanziaria, ripeto, probabilmente troveremmo delle soluzioni che ben si adatterebbero al superamento di questo tipo di difficoltà, che non dimentichiamola, è una difficoltà principalmente finanziaria, principalmente organizzativa. È detto infatti in uno dei punti di questo emendamento che gli obiettivi e la finalità non è quella di incentivare una maggiore produzione, ma una riorganizzazione strutturale finanziaria dell'azienda, e questo è proprio in sintonia con quel principio che voi stessi avete enunciato, che è quello di restituire competitività alle aziende sarde.

Ben venga una proposta di questo genere, e io credo che diventa veramente difficile per questa Aula rispondere no ad un emendamento così importante, un emendamento che, ripeto, non provoca alcun grosso sacrificio, anche da un punto di vista finanziario, ma che restituisce lo strumento finalmente snello, finalmente quasi cantierabile da quelli che sono gli enti istruttori che verrebbero poi individuati come enti gestori di questo importante nuovo strumento e che, davvero, potrebbe risolvere quella che è la qualificazione delle nostre aziende verso le quali, tra l'altro, si dice di voler andare ma che di fatto davvero diventa difficile pensare che si vada realmente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Presidente, io intervengo per sostenere l'emendamento 50 e per non esprimere la mia solidarietà al collega Uras, nel senso che io non sono per niente solidale con lui. Si è accorto in ritardo, con molto ritardo, e non sarà un eventuale accordo sul piano del lavoro che potrà far cambiare idea e metodo alla gestione, al ruolo di questo Consiglio o a chi intende riportare ad un ruolo marginale questo Consiglio, il fatto che ci possa essere un accordo, in itinere magari, su alcune parti di questa finanziaria. Il vero attacco al sistema di normale confronto democratico è già iniziato da tempo; la finanziaria non è che un figlio di questo metodo per alcune parti, per altre la finanziaria è un legittimo atto di intervento programmatorio delle finanze regionali. All'interno di questo atto si è voluto manifestare, attraverso soprattutto le cosiddette norme intruse, accenno un attimo al significato di queste norme intruse, le norme intruse non sono altro, per comprenderci e per farci capire, che una volontà di scavalcare il normale iter democratico per affermare la propria potestà sul Consiglio e sull'indirizzo della politica regionale utilizzando lo strumento della finanziaria. Questo è il significato che dò a queste norme intruse, e non sono solidale con il collega Uras perché le battaglie vanno portate fino a termine, costi quel che costi, purché si ottenga un risultato. Il risultato non può essere, in questo caso, per il senso e per il peso e il valore che si può dare al concetto di democrazia e di rapporto democratico, l'ottenimento o meno di uno sconto sulla finanziaria; è ben altro. Così come questo emendamento poteva far parte di quelli che l'onorevole Cugini ha prima enunciato dicendo: "Da qui in poi iniziamo a discutere". Che il sistema bancario sia il padre della crisi, di molte crisi di settori della nostra Isola, essendo il socio di maggioranza che da subito riceve gli utili dell'impresa, di tutte le strutture produttive sarde, visto il costo del denaro, visto il rapporto con il credito, visto il tasso elevato di garanzie che si chiedono, visto il sistema iugulatorio che le banche classiche, soprattutto le nostre, quelle che prima erano regionali, hanno impostato in Sardegna. Dall'altra parte c'è il socio occulto, che con una eccessiva pressione fiscale gravava sempre sulle imprese, e grava tutt'oggi, per una ancora alta pressione fiscale, sulle imprese.

Quando si propone di intervenire, e anche qui io ritengo che sia una soluzione strutturale per il credito quella proposta, anche se ben altro bisognerebbe fare per regolamentare il rapporto del credito e i sardi più in generale. Però non credo che appartenga solo ed esclusivamente ad un'azione da trasferirsi all'interno di una norma. Anche quello è, a mio avviso, un atteggiamento culturale che va modificato, anche perché generalmente i nostri imprenditori pensano, quando propongono un conto economico, la prima voce in alto del loro bilancio del conto economico preventivo non è quanto guadagnerò o quanto questa azienda produrrà, ma cosa la Regione mi darà e cosa riuscirò ad ottenere dalle banche. Con questo sistema probabilmente non andremo mai in attivo, ma questo è un contributo per iniziare un percorso, un percorso a cui deve seguire, dopo l'azione proposta dall'emendamento 50, sicuramente un'azione culturale e strutturale per il comparto.

PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento numero 50.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Chiederei il voto elettronico palese.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri RASSU, SANJUST, LA SPISA, SANCIU, MORO, BIANCAREDDU, DIANA.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 50.

Rispondono sì i consiglieri: BIANCAREDDU - CAPELLI - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - LIORI - MORO - PILI - PISANO - RANDAZZO - RASSU - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo.

Rispondono no i consiglieri: BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - GESSA - GIAGU - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - PACIFICO - PINNA - PIRISI - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS.

Si sono astenuti i consiglieri: ATZERI - FLORIS Vincenzo.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 51

Votanti 49

Astenuti 2

Maggioranza 25

Favorevoli 15

Contrari 34

(Il Consiglio non approva).

Emendamento numero 105. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Chiedo il voto segreto.

Votazione a scrutinio segreto

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 37

Votanti 37

Maggioranza 19

Favorevoli 1

Contrari 36

Poiché manca il numero legale, sospendo la seduta per 30 minuti. I lavori riprenderanno alle ore venti e dieci.

(La seduta, sospese alle ore 19 e 38, viene ripresa alle ore 20 e 11.)

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

PRESIDENTE. Invito i colleghi a prendere posto. Riprendiamo i nostri lavori. Era stato chiesto il voto segreto, lo conferma onorevole Pili?

PILI (F.I.). Confermo.

Seconda votazione segreta

PRESIDENTE. Indico la seconda votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 105.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 37

Votanti 37

Maggioranza 19

Contrari 37

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPELLI - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUGINI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIAGU - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PINNA - PIRISI - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - UGGIAS.)

Poiché manca il numero legale i lavori riprenderanno alle ore 20 e 45.

(La seduta, sospese alle ore 20 e 15, viene ripresa alle ore 20 e 45.)

PRESIDENTE. Bene, colleghi, riprendiamo posto e riprendiamo anche il lavoro.

Metto in votazione l'emendamento numero 115. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 116. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 118. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 353, che è sostitutivo totale del 336 e su cui è stato espresso parere positivo dalla Giunta. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Emendamento 347. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Signor Presidente, cari colleghi, questo emendamento è stato presentato non certamente per fare propaganda, come un amico carissimo e collega ha detto, bensì provocatoriamente perché io credo che possa anche essere presa in considerazione, ho parlato con l'Assessore poc'anzi, la possibilità dell'Aula, o da parte della Giunta, proprio di studiare una legge sui costi di produzione del settore agricolo. In questo caso io ho fatto riferimento al prezzo del latte in quanto questo non rappresenta un incentivo per aumentare il prezzo del latte, ma riguarda solo ed esclusivamente l'intervento sui costi di produzione se non del prezzo del latte del settore agricolo. E' necessario comunque prestare attenzione a questo, perché su questo tema è possibile spuntarla con la Comunità Europea trattando, e quindi credo sia un'iniziativa che debba e possa essere portata avanti con esito positivo. Grazie.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 347. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Si dia lettura dell'articolo 8.

MANCA, Segretario:

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, volevo fare una proposta all'Aula chiedendo che venga sospeso l'esame dell'articolo 8, per una serie di perplessità, e che si proceda a un'interlocuzione tra Giunta, Presidente di Commissione bilancio, maggioranza e opposizione e si riprenda l'esame dell'articolo non appena sarà trovato un accordo più soddisfacente, con particolare riferimento all'emendamento 321 e comunque a tutti i contenuti dell'articolo. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Grazie, Presidente. Credo che la proposta dell'onorevole Caligaris sia assolutamente plausibile, non foss'altro perché è da appena ventiquattro ore che abbiamo iniziato la discussione della legge finanziaria. Siamo ormai a quattro mesi, onorevole Caligaris, quindi non credo che possa esserci possibilità di ripensamento. Il Presidente ha in questo momento aperto la discussione e la presentazione degli emendamenti sull'articolo 8, io credo che non ci siano emendamenti di sorta che possano più essere presentati. Lo dico per chiarezza regolamentare, perché è evidente che gli emendamenti che sono in ballo sull'articolo 8 devono essere tutti illustrati e discussi, ognuno si assuma le responsabilità sui testi presentati. Quindi su questo noi crediamo che non si possa più tenere aperto il termine dell'articolo 8 e del tema centrale di questa manovra finanziaria e della cancellazione di quello che poi vedremo punto per punto. Quindi esprimo la mia contrarietà a un rinvio e chiedo al Presidente di avviare l'illustrazione degli emendamenti.

PRESIDENTE. Quindi lei ha parlato contro?

PILI (F.I.). Contro.

PRESIDENTE. Onorevole Caligaris, se ci fosse un'esigenza condivisa di sospensione io non avrei difficoltà ad accoglierla, ma evidentemente, come emerge anche dall'intervento del collega Pili, non c'è una volontà condivisa di sospendere e quindi, eventualmente, di procedere alla definizione di proposte modificative dell'articolo 8. Quindi sono costretto a procedere sull'articolo 8.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Vorrei fare una diversa proposta, a termini di Regolamento, di sospensione, ma sulla base di un'altra motivazione su una parte specifica dell'articolo, comunque una pausa sospensiva che riguarda cioè l'articolo 8 limitatamente al settimo e all'ottavo comma, che riguardano la quantificazione di spesa e le norme riguardanti i dipendenti degli enti di formazione professionale per i quali abbiamo avuto, credo tutti i partiti, la segnalazione di un problema improvvisamente manifestatosi a seguito di alcuni provvedimenti amministrativi della Giunta che renderebbero, sulla base di quanto dichiarato dai sindacati, insufficienti le risorse stanziate previste proprio nel settimo comma dell'articolo 8.

Quindi la questione sospensiva sarebbe limitata a questo punto, innanzitutto per avere dalla Giunta notizie precise su questo aspetto, cioè se risponda al vero e se condivide la valutazione che fa il sindacato su imminenti licenziamenti per circa 750 operatori inseriti nell'albo della legge regionale 42. Tutti i partiti politici, tutti i segretari hanno avuto una comunicazione che ho avuto anche io. Credo che sia opportuno che la Giunta possa in qualche modo relazionare in Aula, può essere vero o può non essere vero, noi tutti speriamo che non sia vero che ci sia questo pericolo. Se fosse vero potrebbe essere una cosa opportuna che questa parte soltanto dell'articolo possa essere sospesa, o al limite rinviata a un altro articolo per consentire anche tecnicamente di fare delle modifiche emendative.

PRESIDENTE. Colleghi, se facciamo un lungo dibattito sull'ordine dei lavori! La proposta dell'onorevole La Spisa è quella di sospendere i commi 7 e 8 dell'articolo 8. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Credo che l'articolo 8 abbia un suo senso generale. Peraltro rispetto al dibattito politico e alle posizioni politiche discuterlo per pezzi o discuterlo tutto intero, incominciarlo stanotte, proseguirlo domani o concluderlo anche stanotte non cambia minimamente gli effetti. Quello è l'articolo presentato dall'onorevole Pigliaru nel disegno di legge che riguarda l'Assessorato del lavoro, io non vedo neppure l'Assessore qua, c'è un comportamento che dilaga di scarso rispetto nei confronti dell'Aula, penso che il Presidente sia impegnato, ma quando si discute di un tema che riguarda un Assessorato ritengo che l'Assessore debba essere presente in aula. Se si deve iniziare la discussione si inizia adesso per tutto l'articolo, prosegua regolarmente, così come deve avvenire. Io esprimo il mio parere contrario a una sospensione per parti.

PRESIDENTE. Colleghi, in qualunque momento è possibile sospendere, se c'è un'esigenza fino al momento nel quale non votiamo, quindi noi registriamo la richiesta dell'onorevole La Spisa, che è una richiesta che può essere tenuta in piedi fino al comma 8, fino a quando arriviamo al comma 8. Nel frattempo si può fare il lavoro di presentazione dei numerosissimi emendamenti che sono stati presentati all'articolo 8, la discussione sull'articolo e sugli emendamenti e poi eventualmente si arriva al punto di cui parla l'onorevole La Spisa, sul quale, se c'è una convergenza, si può anche adottare una sospensione, una richiesta di chiarimento sulla base delle notizie che l'onorevole La Spisa ha ricevuto. Quindi io direi che procediamo alla presentazione degli emendamenti all'articolo 8. Se ne dia lettura.

MANCA, Segretario:

Capo III

Disposizioni in materia di lavoro, di istruzione

e attività culturali e socio-sanitarie

Art. 8

Disposizioni in materia di lavoro

1. L'articolo 34 della legge regionale 24 ottobre 1988, n. 33 (Politica attiva del lavoro) è sostituito dal seguente:

"Art. 34 (Valutazione tecnica) - 1. La valutazione tecnica in ordine agli interventi finanziati è svolta da un gruppo di lavoro costituito con decreto dell'Assessore competente, composto da cinque funzionari dipendenti dell'Agenzia regionale del lavoro e dell'Assessorato del lavoro, formazione professionale, cooperazione sociale.".

2. L'articolo 6 della legge regionale 15 ottobre 1997, n. 27 (Riconoscimento del ruolo sociale delle società di mutuo soccorso ed interventi a tutela del loro patrimonio storico e culturale), è abrogato.

3. A valere sullo stanziamento iscritto in conto dell'UPB S10.040 é autorizzata, nell'anno 2005, la spesa di euro 1.760.000 per l'erogazione di contributi a favore delle organizzazione cooperativistiche legalmente riconosciute per le finalità di cui ai punti 1, 2, 3, 4 e 5 dell'articolo 4 della legge regionale 27 febbraio 1957, n. 5 (Abrogazione della legge regionale 11 novembre 1949, n. 4, e costituzione di un fondo per favorire in Sardegna lo sviluppo dell'attività cooperativistica) e legge regionale 6 agosto 1970, n. 17 (Modifiche alla legge regionale 27 febbraio 1957, n. 5, concernente la costituzione di un fondo per favorire in Sardegna lo sviluppo della attività cooperativistica), relative all'anno 2004.

4. Le risorse impegnate nell'esercizio 2004 ai sensi degli articoli 1 e 11 della legge regionale 24 dicembre 1998, n. 36 (Politiche attive sul costo del lavoro) possono essere destinate per l'emanazione di un relativo bando di almeno euro 12.000.000 per gli anni 2005-2006.

5. Il bando di cui al comma 4 deve incentivare le assunzioni secondo le seguenti priorità:

a) assunzione di soggetti delle categorie protette e svantaggiate di cui alla Legge 12 marzo 1999, n. 68 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili), in eccedenza rispetto alla quota obbligatoria, e degli ultraquarantacinquenni;

b) contratti a tempo indeterminato full-time;

c) contratti a tempo indeterminato part-time orizzontale.

6. Nella predisposizione della graduatoria di merito del bando di cui al comma 4, rispettando i criteri di priorità del comma 5, devono avere ulteriore priorità dal punto di vista della tipologia societaria "le imprese".

7. È autorizzata, nell'anno 2005, la spesa di euro 22.231.000 per la realizzazione del programma di formazione professionale (UPB S10.049).

8. Al fine di garantire entro il termine massimo del 31 dicembre 2007 la cessazione degli effetti previsti dalla legge regionale 13 giugno 1989, n. 42 (Assunzione di personale docente presso i centri degli enti privati e presso i centri regionali di formazione professionale), la Giunta regionale, entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, approva un disegno di legge che preveda modalità di incentivo all'esodo e di ricollocazione presso altre istituzioni o enti, del personale inserito nell'Albo di cui all'articolo 1 della suddetta legge regionale n. 42 del 1989.

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati trenta emendamenti. Se ne dia lettura.

MANCA, Segretario:

EMENDAMENTO soppressivo parziale LICANDRO - DIANA - CAPELLI - OPPI - LA SPISA - SANCIU - CAPPAI - VARGIU - LADU - MURGIONI - LIORI - ARTIZZU

Art. 8

Il comma 2 è soppresso. (135)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale DIANA - OPPI - CAPELLI - LA SPISA - SANCIU - CAPPAI - VARGIU - LADU - MURGIONI - LIORI - ARTIZZU

Art. 8

Nel comma 3 dell'art. 8 sostituire la somma di euro 1.760.000 con la somma di euro 2.000.000.

In aumento

UPB S10.040

2005 euro 240.000

In diminuzione

UPB S12.028

2005 euro 240.000 (133)

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - CONTU - LICANDRO - PETRINI - SANNA Paolo Terzo

Art. 8

All'art. 8 bis, al comma 1, dopo la lettera c) è aggiunto il seguente punto:

? Recupero, restauro, riqualificazione, rifunzionalizzazione di immobili storici per archivi e biblioteche ed immobili da utilizzare per attività culturali e di spettacolo. (354)

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - CONTU - PETRINI - LICANDRO - SANNA Paolo Terzo

Art. 8

All'art. 8 bis, al comma 1, dopo la lettera c) è aggiunto il seguente punto:

? Interventi di acquisizione, recupero, ampliamento e riqualificazione di strutture e/o spazi all'aperto per l'allestimento di spettacoli dal vivo e di immobili di valore storico destinati ad attività culturali. (355)

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - LICANDRO - PETRINI - CONTU - SANNA Paolo Terzo

Art. 8

All'art. 8 bis, al comma 1, dopo la lettera c) è aggiunto il seguente punto:

? l'integrazione e la messa in rete dell'offerta di eventi culturale e di spettacolo regionale con la promozione, organizzazione e realizzazione di eventi culturali e di spettacolo. (356)

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - LICANDRO - CONTU - PETRINI - SANNA Paolo Terzo

Art. 8

All'art. 8 bis, al comma 1, dopo la lettera c) è aggiunto il seguente punto:

? Al recupero e la valorizzazione del patrimonio culturale regionale (edifici di particolare valore storico, aree archeologiche e siti di archeologia industriale, musei, complessi architettonici di pregio e aree di centri e borghi storici abbandonati, etc.).( misura 2.a). (357)

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - CONTU - LICANDRO - PETRINI - SANNA Paolo Terzo

Art. 8

All'art. 8 bis, al comma 1, dopo la lettera c) è aggiunto il seguente punto:

? Alla realizzazione dì un insieme di azioni materiali e immateriali per la messa a sistema, la valorizzazione e la fruizione integrata degli elementi specifici del patrimonio culturale all'interno di itinerari e parchi tematici (es. archeologia nuragica e prenuragica, itinerari religiosi, parchi letterari, etc). Misura 2.1.b. (358)

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - CONTU - LICANDRO - PETRINI - SANNA Paolo Terzo

Art. 8

All'art. 8 bis, al comma 1, dopo la lettera c) è aggiunto il seguente punto:

? Alla realizzazione di un insieme di azioni finalizzate a sviluppare l'imprenditorialità e la crescita delle organizzazioni che operano per la valorizzazione e la diffusione della conoscenza del patrimonio culturale. Misura 2.1.c. (359)

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - LICANDRO - PETRINI - CONTU - SANNA Paolo Terzo

Art. 8

All'art. 8 bis, al comma 1, dopo la lettera c) è aggiunto il seguente punto:

"? realizzazione e/o trasformazione delle opere, e degli impianti che costituiranno le stazioni e gli itinerari di visita;". (360)

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - LICANDRO - CONTU - PETRINI - SANNA Paolo Terzo

Art. 8

All'art. 8 bis, al comma 1, dopo la lettera c) è aggiunto il seguente punto:

"? realizzazione delle infrastrutture e degli impianti per i servizi complementari (informazione, ristorazione, etc);". (361)

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - CONTU - LICANDRO - PETRINI - SANNA Paolo Terzo

Art. 8

All'art. 8 bis, al comma 1, dopo la lettera c) è aggiunto il seguente punto:

? interventi di catalogazione di beni e materiale bibliografico e dì archivio direttamente funzionali ai progetti di recupero del patrimonio di archeologia industriale. (362)

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - CONTU - LICANDRO - PETRINI - SANNA Paolo Terzo

Art. 8

All'art. 8 bis, al comma 1, dopo la lettera c) è aggiunto il seguente punto:

"? recupero e rifunzionalizzazione dei singoli beni culturali da sottoporre, ove necessario, al vincolo dì destinazione. Gli interventi saranno integrati con interventi finalizzati a dotare i beni di impianti complementari per migliorarne le condizioni di sicurezza, accesso e fruibilità;". (363)

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - LICANDRO - PETRINI - CONTU - SANNA Paolo Terzo

Art. 8

All'art. 8 bis, al comma 1, dopo la lettera c) è aggiunto il seguente punto:

? realizzazione delle infrastrutture e degli impianti, nel rispetto dei vincoli di tutela e conservazione, per i servizi e le attività complementari di valorizzazione (attività culturali, erogazione di servizi al turismo culturale e naturalistico, localizzazione di book shop, etc). (364)

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - LICANDRO - PETRINI - CONTU - SANNA Paolo Terzo

Art. 8

All'art. 8 bis, al comma 1, dopo la lettera c) è aggiunto il seguente punto:

? creazione, all'interno degli edifici e delle aree recuperati con l'Azione 2.1.a, di centri di informazione, promozione e servizio dei sistemi e delle reti culturali. (365)

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - CONTU - LICANDRO - PETRINI - SANNA Paolo Terzo

Art. 8

All'art. 8 bis, al comma 1, dopo la lettera c) è aggiunto il seguente punto:

? programmi di promozione e marketing delle reti e dei sistemi culturali orientati agli specifici mercati turistici nazionali e internazionali, anche attraverso la produzione dei relativi materiali informativi, in stretta integrazione con le operazioni previste nella Misura 4.5.. (366)

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - LICANDRO - CONTU - PETRINI - SANNA Paolo Terzo

Art. 8

All'art. 8 bis, al comma 1, dopo la lettera c) è aggiunto il seguente punto:

"? programmi di comunicazione e sensibilizzazione della popolazione locale sulla tutela e sulla fruizione del patrimonio culturale;". (367)

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - CONTU - LICANDRO - PETRINI - SANNA Paolo Terzo

Art. 8

All'art. 8 bis, al comma 1, dopo la lettera c) è aggiunto il seguente punto:

"? creazione di laboratori innovativi coerenti con i tematismi delle reti e dei sistemi culturali di riferimento e collocati all'interno degli edifici recuperati con l'Azione 2.1.a. con riferimento a laboratori di ricerca-animazione a carattere culturale e delle tradizioni culturali locali, nonché a laboratori i restauro del patrimonio culturale (es. Polo regionale specialistico finalizzato alla conservazione e valorizzazione dei beni culturali, in raccordo con il sistema museale);". (368)

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - LICANDRO - PETRINI - CONTU - SANNA Paolo Terzo

Art. 8

All'art. 8 bis, al comma 1, dopo la lettera c) è aggiunto il seguente punto:

"? sviluppo di sistemi multimediali interattivi e portali telematici accessibili sulla rete internet per la valorizzazione delle reti e dei sistemi culturali, con riferimento tanto alle utenze remote che alla fruizione diretta in parchi archeologici, musei, siti, biblioteche, archivi etc;". (369)

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - PETRINI - LICANDRO - CONTU - SANNA Paolo Terzo

Art. 8

All'art. 8 bis, al comma 1, dopo la lettera c) è aggiunto il seguente punto:

"? costruzione ed all'avvio delle reti e dei sistemi culturali attraverso interventi di affrancamento consulenziale e di training on-the-job dei soggetti gestori e dei singoli operatori per rafforzare ulteriormente, in fase realizzativa, l'integrazione e l'efficacia dei progetti e la capacità di gestione dei servizi di fruizione in fase di avvio;". (370)

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - LICANDRO - PETRINI - CONTU - SANNA Paolo Terzo

Art. 8

All'art. 8 bis, al comma 1, dopo la lettera c) è aggiunto il seguente punto:

"? le raccolte discografiche, videoteche, mediateche e biblioteche museali;

? i servizi di accoglienza, ivi inclusi quelli di assistenza e di intrattenimento per l'infanzia, i servizi di informazione, di guida e assistenza didattica, i centri di incontro e gli internet point;

? l'organizzazione di mostre e manifestazioni culturali, di eventi, di iniziative promozionali;

? la realizzazione di iniziative e forme innovative di valorizzazione e gestione." (371)

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - CONTU - LICANDRO - PETRINI - SANNA Paolo Terzo

Art. 8

All'art. 8 bis, al comma 1, dopo la lettera c) è aggiunto il seguente punto:

? introduzione del regime di aiuto de minimis per le seguenti tipologie di attività imprenditoriali:

c) Iniziative imprenditoriali nel settore del restauro, della conservazione e della valorizzazione del patrimonio culturale attraverso incentivi per le imprese e i lavoratori autonomi che partecipano ai bandi di selezione pubblica per l'acquisto di impianti e attrezzature - coerenti con le attività di restauro e conservazione del patrimonio culturale - e per la produzione di strumenti e oggetti caratteristici della cultura locale. (372)

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - CONTU - LICANDRO - PETRINI - SANNA Paolo Terzo

Art. 8

All'art. 8 bis, al comma 1, dopo la lettera c) è aggiunto il seguente punto:

? introduzione del regime di aiuto de minimis per le seguenti tipologie di attività imprenditoriali:

h) Servizi di rete per la valorizzazione e la gestione integrata del patrimonio culturale.

I servizi sono finalizzati alla valorizzazione integrata delle reti e dei sistemi culturali regionali e locali. Essi dovranno essere erogati da soggetti privati, in forma singola o associata, interessati a forme di gestione, promozione e valorizzazione delle reti e dei sistemi culturali individuati nell'Azione 2.1.b. I servizi riguardano le medesime tipologie di cui al precedente punto a). (373)

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - CONTU - LICANDRO - PETRINI - SANNA Paolo Terzo

Art. 8

All'art. 8 bis, al comma 1, dopo la lettera c) è aggiunto il seguente punto:

"? introduzione del regime di aiuto de minimis per le seguenti tipologie di attività imprenditoriali:

a) Servizi per la gestione e la valorizzazione di singoli elementi del patrimonio culturale.

I servizi sono finalizzati alla valorizzazione, da parte di soggetti privati, del patrimonio culturale di proprietà privata e pubblica.

I servizi riguardano in particolare:

? il servizio editoriale e di vendita riguardante i cataloghi e i sussidi catalografici, audiovisivi e informatici, ogni altro materiale informativo e didattico, e le riproduzioni di beni culturali;". (374)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE

Art. 8

I commi 4,5,6 dell'articolo 8 sono sostituiti dal seguente articolo:

Articolo 8 bis

Interventi integrati per il lavoro

1. Gli interventi a favore del Lavoro, nel corso del 2005, sono adottati attraverso un piano integrato comprendente le seguenti azioni:

a) Emanazione di un Bando -per gli anni 2005 e 2006-, ai sensi degli articoli 1 e 11 della Legge Regionale 24 dicembre 1998, n. 36 (Politiche attive sul costo del lavoro) per il quale sono destinate le risorse impegnate nell'anno 2004 a valere sull'UPB S10.025-(Cap. 10073), per un importo complessivamente pari a euro 12.000.000, in ragione di euro 6.000.000 per ciascuno degli anni 2005 e 2006.

Il bando, di cui sopra, deve incentivare le assunzioni secondo le seguenti priorità:

• assunzione di soggetti delle categorie protette e svantaggiate di cui alla Legge 12 marzo 1999, n. 68 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili), in eccedenza rispetto alla quota obbligatoria, e degli ultraquarantacinquenni;

• contratti a tempo indeterminato full-time;

• contratti a tempo indeterminato part-time orizzontale.

Nella predisposizione della graduatoria di merito del citato bando, rispettando i criteri di priorità suindicati, devono avere ulteriore priorità dal punto di vista della tipologia societaria "le imprese".

b) Finanziamento dell'articolo 19 della Legge Regionale 24 dicembre 1998, n. 37 (norme concernenti Interventi finalizzati all'occupazione e allo sviluppo del Sistema produttivo Regionale e di assestamento e rimodulazione del Bilancio), da destinare agli interventi di cui ai punti a) e b) del medesimo articolo; la concessione di finanziamenti "de minimis" è consentita solo per la costituzione di nuove imprese.

Per gli interventi di cui sopra è autorizzata , a valere sulla UPB S04.017 la spesa di € 30.000.000 per ciascuno degli anni 2005-2006-2007.

c) Interventi a sostegno di iniziative locali di sviluppo e occupazione diretti:

• Alla prosecuzione delle attività dei Centri Servizi per l'inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati;

• all'erogazione di piccoli sussidi ( ai sensi del Regolamento FSE 1262/99.);

• all'erogazione di prestiti d'onore;

• alle attività di assistenza e accompagnamento alle imprese.

Interventi per la promozione e l'adeguamento dei centri rurali minori diretti a:

• Restauro conservativo di aree di particolare interesse;

• Realizzazione dei centri d'informazione e dei percorsi turistici;

• Recupero dei borghi e delle case rurali per la valorizzazione turistica;

• Incentivi "de minimis" per la promozione del turismo rurale.

Interventi a sostegno di nuove iniziative imprenditoriali, individuate nell'ambito della nuova programmazione integrata territoriale, promossi prioritariamente dai giovani nei seguenti settori: Tutela e valorizzazione dell'ambiente, promozione e valorizzazione del patrimonio culturale, iniziative imprenditoriali innovative e ad alto contenuto tecnologico, iniziative imprenditoriali per la messa in rete di sistemi territoriali di imprese, iniziative imprenditoriali nel settore del turismo, iniziative imprenditoriali nel settore agricolo e per lo sviluppo delle aree rurali, iniziative imprenditoriali per la trasformazione e la commercializzazione delle produzioni tipiche regionali.

Per tali iniziative è finalizzata la spesa di € 110.000.000 per ciascuno degli anni 2005 e 2006 a valere sui fondi del POR Sardegna 2000-2006.

2. In attuazione del principio di coesione territoriale ed al fine di assicurare la più equilibrata distribuzione delle risorse in tutto il territorio regionale, i fondi predetti sono ripartiti e spesi attraverso delle procedure definite nel Complemento di Programmazione del POR Sardegna 2000-2006, avuto riguardo alle finalità di cui all'articolo 19 della Legge Regionale n. 37/98 e dell'art. 44 dello Statuto della Regione Sarda.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S04.017

2006 € 30.000.000

2007 € 30.000.000

In diminuzione

UPB S12.028

2006 € 30.000.000

2007 € 30.000.000 (321)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CONTU - DIANA - CAPELLI - OPPI - LA SPISA - SANCIU - CAPPAI - VARGIU - LADU - MURGIONI - LIORI - ARTIZZU

Art. 8

Al comma 5° lettera a dell'art. 8 dopo la parola "obbligatoria," la frase : ".... e degli ultraquarantacinquenni;" è sostituita dalia seguente :

"e degli ultratrentacinquenni;". (136)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale SANJUST - LA SPISA - DIANA - CAPELLI - OPPI - SANCIU - CAPPAI - LIORI - VARGIU - LADU - MURGIONI - ARTIZZU

Art. 8

All'art. 8 nel comma 8 le parole "entro novanta giorni dall'entrata in vigore…" sono sostituite dalle parole "entro trenta giorni dall'entrata in vigore". (132)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - OPPI - CAPELLI - LA SPISA - SANCIU - CAPPAI - VARGIU - LADU - MURGIONI - LIORI - ARTIZZU

Art. 8

Dopo il comma 3 è inserito il seguente:

3 bis. All'art. 5 della L.R. n. 5 del 27.2.1957 il quinto comma è cosi sostituito:

Cinque rappresentanti delle organizzazioni cooperativistiche legalmente riconosciute. (134)

EMENDAMENTO aggiuntivo PISANO - CASSANO - DEDONI - VARGIU

Art. 8

Dopo il comma 8 dell'articolo 8 è aggiunto il seguente comma :

8 bis. Al fine di garantire la realizzazione dei percorsi di cui alla Legge 53/03, viene autorizzata la spesa di 18.625.000 per l'avvio del primo ciclo e per il completamento del II e del III ciclo dell'anno formativo 2005/2006.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

10-Lavoro

UPB S10.049 - Programmazione e politica della formazione e del sistema formativo.

Anno 2005 euro 18.625.000,00

In diminuzione

03 Programmazione

UPB S03.008 - Fondo per la Programmazione negoziata

Anno 2005 euro 3.500.000 (54)

EMENDAMENTO aggiuntivo SECCI - MARROCU - BIANCU - LICHERI - PINNA - CACHIA - BALIA

Art. 8

All'articolo 8 dopo il comma 8 è aggiunto il seguente:

8/bis. Al fine di evitare l'insorgere di controversie ovvero per la risoluzione di liti pendenti in materia di agevolazioni concesse ai sensi della L.R. 11.08.1983, n. 16, l'Amministrazione Regionale può, in fase di transazione, rinunciare anche al recupero degli interessi dovuti dalle Cooperative beneficiarle se ciò è reputato conveniente per l'economicità dell'azione amministrativa". (337)

EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 8

Dopo l'art. 8, è aggiunto il seguente:

L'articolo 8 della Legge Regionale 29 aprile 2003, n. 3 è sostituito dal seguente:

Art. 8bis

Istituzione dei regimi di aiuto a sostegno delle attività produttive

in applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE

e relativi regolamenti commutati di attuazione.

1. La Regione Sardegna promuove lo sviluppo del sistema produttivo regionale tramite l'istituzione di strumenti di intervento e regimi di aiuto regionali cofinanziabili con risorse comunitarie, statali e private per favorire la coesione interna e la competitività dei sistemi regionali attraverso la concentrazione e l'integrazione degli interventi nella logica delle filiere produttive, dei contratti di investimento e dei pacchetti integrati di agevolazioni.

2. I regimi di aiuto istituiti con le procedure previste dal presente articolo, nonché qualsiasi aiuto accordabile nell'ambito di ogni singolo regime, sono istituiti in applicazione e nel rispetto delle condizioni previste dai regolamenti di esenzione approvati dalla Commissione europea di cui al Regolamento (CE) n. 68/2001 del 12 gennaio 2001 relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE degli aiuti destinati alla formazione, di cui al Regolamento (CE) n. 69/2001 del 12 gennaio 2001 relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di importanza minore e di cui al Regolamento (CE) n. 70/2001 del 12 gennaio 2001 relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese pubblicati nella G.U.C.E. serie L. 13 gennaio 2001, n. 10, di cui al Regolamento (CE) n. 1/2004 del 23 dicembre 2003 relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese attive nel settore della produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli pubblicato nella G.U.U.E. 3 gennaio 2004, n. L 1 e successive modifiche e integrazioni.

3. In osservanza e nei limiti previsti dalla "Carta degli aiuti a finalità regionale per il periodo 2000-2006 in Italia" pubblicati nella G.U.C.E. 2000/C 175/05, dai succitati regolamenti, dalla vigente normativa comunitaria di settore, nonché dal DLgs. 31 marzo 1998T n. 123, e dell'articolo 19 della legge 24 novembre 2000, n. 340. della Giunta regionale con propria deliberazione assunta su proposta dell'Assessore competente per materia e di concerto con l'Assessore della Programmazione, sentito il partenariato istituzionale, economico e sociale, definisce con apposite direttive di attuazione per le specifiche finalità indicate delle leggi di settore vigenti, POR Sardegna 2000-2006 e relativo Complemento di Programmazione e per le finalità indicate nel primo comma del presente articolo dando priorità alle attività produttive inserite negli strumenti della programmazione integrata, le modalità e i criteri di attuazione degli strumenti e dei regimi di cui ai precedenti commi, nonché i massimali di intensità degli aiuti, le limitazioni ed i vincoli per i soggetti beneficiari. Le direttive sono trasmesse alla competente Commissione consiliare che su di esse esprime il proprio parere entro trenta giorni, decorsi i quali si prescinde dal parere.

4. Al fine dell'applicazione del presente articolo sono utilizzate le risorse statali, le risorse del POR Sardegna 2000-2006 iscritte nel bilancio regionale destinate a finanziare interventi di incentivazione, le risorse individuate in specifici Accordi di Programma Quadro stipulati con lo Stato nonché, attraverso la stipula di specifici accordi di programma o procedure di programmazione integrata, le risorse finalizzate allo sviluppo locale nella disponibilità di altri soggetti.

Nel caso in cui i regimi di aiuto di cui ai commi precedenti siano già previsti in leggi regionali di settore le stesse continuano ad operare fino alla data di entrata in vigore delle direttive. (308)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 135 ha facoltà di illustrarlo.

LICANDRO (F.I.). Presidente, colleghi, con questo emendamento noi proviamo a effettuare un'operazione che si preannuncia disperata, viste le premesse di questi giorni di discussione in Aula. Ma siccome la buona volontà non ci manca, come avete potuto intuire, e non potendo sapere esattamente a chi rivolgerci, noi indirizziamo queste poche parole a tutta la maggioranza, e in particolare a quelle che sono le componenti più sensibili a questi temi sociali, ben sapendo che un conto sono le parole, e in questo, colleghi della maggioranza, non vi mancano i maestri, un altro sono gli atti coerenti.

Dunque, se non abbiamo capito male, a qualcuno è venuto in mente di sopprimere, con l'ennesimo colpo di accetta, le società di mutuo soccorso della Sardegna, che non sono, per chi non avesse particolare confidenza con il tema, organizzazioni criminali, ma benemerite e antiche istituzioni dell'Isola: una è a Cagliari, una, la conosco molto bene, è a Oristano, una è a Sassari, e così via. Ma cosa fanno da più di cento anni queste società che voi intendete sciogliere nell'acido della riforma assoluta? Aiutano le persone, ecco cosa fanno, però qualche buontempone, certamente, fra voi, ha pensato: "Ma sì, facciamole fuori queste società di mutuo soccorso, tanto ricevono contributi dalla Regione e siccome i soldi scarseggiano e l'imperativo oggi è quello di risparmiare, allora cancelliamole tutte, senza nessuna ombra di eutanasia".

Ma che cosa volete cancellare colleghi? A Oristano e dappertutto è così, le società di mutuo soccorso esercitano un ruolo, e svolgono un ruolo che forse chi ha proposto di sopprimerle forse nemmeno immagina. Io credo che siano, in questo momento, l'unico luogo attrezzato per gli anziani che altrimenti non avrebbero che il bar o le panchine di qualche parco.

Sono centri sportivi di livello nazionale, sono centri di cultura, di solidarietà ma di quella attiva, di divertimento e anche di festa nelle diverse stagioni dell'anno. Sono insomma delle occasioni di reciproca assistenza tra famiglie e tra lavoratori che solo a Oristano riguardano almeno un migliaio di persone. Allora io vorrei capire: voi volete lo sfascio o la coesione sociale? Basta dirlo, basta parlare chiaro, del resto cosa cambierà in positivo per l'economia sarda se riuscirete nell'impresa, e sono certo che ci riuscirete, di estinguere le società di mutuo soccorso? Nulla, assolutamente nulla, non cambierà in positivo assolutamente nulla.

Ora, io credo invece che questa ansia di risparmio che vi sta contagiando tutti non ottiene assolutamente effetti benefici per la collettività se si manifesta, fra l'altro, nelle cose piccole, colleghi, cose piccole che non vanno ad intaccare il sistema generale, ma proprio queste cose piccole, come proprio le organizzazioni di mutuo soccorso, rappresentano istituzioni e veri valori nella memoria collettiva.

Approvare questa norma, avere il coraggio di approvare questa norma, significa non conoscere nemmeno un pezzetto della cultura sociale della nostra isola. Ritirate questo articolo, colleghi della maggioranza, è un articolo barbaro, vandalico, che fa scempio delle nostre tradizioni antiche senza ottenere assolutamente il minimo effetto benefico. Dedicate le vostre preziose energie a scrivere norme generali, anche astratte, come dovrebbero essere le buone norme del buon legislatore. Grazie.

PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato l'emendamento 133. Si dà per illustrato. Emendamento 321 della Giunta regionale.

Ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica per illustrare l'emendamento numero 321.

SANNA GIANVALERIO, Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, l'emendamento 321, che è iscritto nello stato della spesa dell'Assessorato degli enti locali, descrive ancorché parzialmente una rilettura della strategia degli interventi a favore del lavoro per il 2005, perché ne descrive una parte, altre parti sono descritte in capitoli a se stanti e separati da questi, e in pratica si articola tecnicamente in tre punti il cui primo introduce delle novità rispetto agli interventi relativi alla legge 36/98 favorendo assunzione di imprese e categorie di lavoratori dalle aree più svantaggiate che complessivamente riporta un importo complessivo pari a 12 milioni di euro. Il punto b) fa propria la rilettura della possibilità di finanziamento dell'articolo 19, limitatamente alle voci a) e b) in relazione alla non più sostenibilità del finanziamento con mutui di questa parte della legge 37 per 30 milioni di euro. L'ultima parte prevede una manovra di 110 milioni di euro a valere sui fondi comunitari per i quali le istituzioni di nuovi regimi di aiuto già modificati e ai quali si legherà ulteriormente e per i quali è possibile applicare molti regimi di aiuto già previsti dall'articolo 19, che sono già attivabili, e con le ulteriori modifiche che sono in corso di approvazione da parte della Commissione che saranno probabilmente conclusi entro il 15 giugno di questo anno, ulteriori perfezionamenti chiesti per allargare i regimi di aiuto alle imprese, secondo modalità e attività che sono contenute in questo articolo.

La parte significativa di questo emendamento è contenuta nel comma 2, dove sostanzialmente viene confermata la triennalità dell'intervento, triennalità che ha un particolare rilievo relativamente alla voce b) che, pur prevedendo 30 milioni di euro si pone l'obiettivo di sostenere, con quote di cofinanziamento, strategie dei comuni volti all'integrazione dei finanziamenti comunitari e che si presterà ad un monitoraggio annuale per valutare la sufficienza o meno di questo stanziamento che noi riteniamo, quindi in questa specie, un finanziamento minimo.

L'altro aspetto contenuto nel comma 2 è la conferma che la strategia indicata in questo emendamento si svolge in stretta correlazione con lo spirito e le finalità iscritte nell'articolo 19 della legge 37 e accompagnate anche dal richiamo del ruolo dei comuni e delle comunità sarde nell'approntamento delle strategie di sviluppo della Regione contenute nell'articolo 44 del nostro statuto.

Questo è sostanzialmente ciò che rileva rispetto alla situazione di oggi, vorrei dire brevemente che in tutto questo non esiste nessun giudizio sul passato di questa legge e su quello che ha prodotto, certamente fattori positivi, ma crediamo che le analisi che devono essere rigorose, complesse e anche correttamente contestualizzate nel quadro storico e sociale nelle quali hanno svolto la loro funzione, meritino approfondimenti che nessuno in questo momento, e neanche nei momenti precedenti a questo può fare con serietà e con il rispetto che questa legislazione, nata nel '98, ha svolto in questi anni.

Non c'è neppure un superamento di questa legge, perché anzi vi è la ricerca di una continuità della sua funzione, tenendo conto che c'è oggi, chiarissima, l'esigenza di saldare, entro una congiuntura particolarissima di carattere economico, politico e anche strategico, sul piano delle finanze regionali, la strategia regionale del lavoro a condizioni e contesti economico sociali che sono più veloci di quelli che erano nel '98, molto modificati rispetto a quelli che erano nel '98, e assolutamente più globalizzati sì da rendere la nostra riflessione su quella che dovrà essere l'evoluzione logica di questa importante legge nel futuro, patrimonio di una riflessione più attenta e più rigorosa. La Giunta ha avuto, e ripeto, mantiene un atteggiamento aperto e disponibile pur nel rispetto dei vincoli generali della manovra che sono noti e ripetuti più volte.

Vorremmo però poter continuare a rispondere alle esigenze di migliaia di disoccupati rispettandoli prioritariamente, usando meno parole di circostanza, demagogie di occasione e realizzando invece atti concreti, coerenti con i principi di una buona amministrazione che fa i conti con quello che è disponibile, sapendo che ogni nostro gesto grava, in termini di debito, su ogni creatura che nasce in questa Sardegna nei prossimi anni, e che quindi non ci appartiene nel diritto di esercitarlo, ed è il più possibile rivolta ad atti tangibili e capaci di incidere positivamente nel mutamento della condizione di vita di questi disoccupati. Lo dico perché se fossero state decisive le nostre parole disseminate in questi anni sul tema della disoccupazione la Sardegna registrerebbe da tempo la piena occupazione; così non è e bisogna essere nel tempo dato, nelle condizioni mutevoli della storia umana, all'altezza delle sfide, che non sempre appaiono con le vesti di uno sfuggente appagamento politico che tale resterà a dispetto dei veri problemi della Sardegna.

PRESIDENTE. All'emendamento numero 321 sono stati presentati emendamenti aggiuntivi dal 354 al 374 a firma Pili e più.

SECCI (La Margherita-D.L.). Pili e basta, Presidente.

PRESIDENTE. No, c'è un'integrazione di firme. Glielo sto comunicando, onorevole Secci, perché l'ho avuta anch'io in questo momento la stampa con le firme ulteriori. Quindi Pili e più. Chiedevo ai colleghi se possiamo contingentare un tempo per la illustrazione di tutti questi emendamenti che altrimenti avrebbero bisogno di 400 minuti. Siccome sono emendamenti che riguardano lo stesso tema contenuto nell'emendamento numero 321 della Giunta, io penso che i colleghi della minoranza, se accolgono questa mia proposta, possano, suddividendosi il lavoro, illustrarlo in molti meno minuti della somma dei minuti occorrenti per l'illustrazione per ciascun emendamento. Quindi io propongo ai colleghi di trovare insieme a me un modo per illustrare questi emendamenti per blocchi.

Alcuni riguardano le risorse culturali, quindi si potrebbero illustrare quelli riguardanti l'asse risorse culturali, sono tutti dell'asse risorse culturali per la verità, quindi insomma io propongo di suddividerli in due o tre blocchi, onorevole Pili, e di contingentare il tempo, 30 minuti a blocco credo che sia più che sufficiente per illustrare l'opinione della minoranza su questo tema.

Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Io intervengo per dirle che intanto se, così come io chiedo di poter illustrare uno per uno tutti gli emendamenti, il tempo che lei ha preannunciato all'Aula è dimezzato, perché siamo nell'ambito non di 400 minuti ma di 200 minuti, e quindi la moltiplicazione di 10 minuti per 20...

PRESIDENTE. Sì, ha ragione lei.

PILI (F.I.). Porta a 200 minuti.

PRESIDENTE. Quindi 75 minuti.

PILI (F.I.). No, Presidente, io non accolgo la sua richiesta perché do a ognuno di questi una dignità di emendamento all'emendamento e in base al Regolamento lei mi insegna che non si può contingentare sempre tutto. Questi sono emendamenti che non hanno, rispetto alle argomentazioni che noi poniamo alla base di questi stessi emendamenti, motivo di essere contingentati, perché parlano di azioni che puntualmente devono essere specificate, non soltanto nella natura e nella sostanza ma soprattutto nelle procedure, perché vogliamo spiegare punto per punto quello che contemplano le procedure europee in materia di spesa dei fondi comunitari, perché tutti possano essere edotti puntualmente su quello che è contenuto nell'emendamento 321. Quindi riteniamo, Presidente, di doverli illustrare uno per uno.

PRESIDENTE. Bene, andiamo avanti, onorevole Pili. Ha facoltà di parlare il consigliere Pili per illustrare l'emendamento numero 354.

PILI (F.I.). Grazie Presidente. La ratio di questo emendamento è legato, come lei ben potrà comprendere, assessore Sanna, assessore Pigliaru e l'assente Assessore della cultura, riguarda l'attuazione di un'azione comunitaria che ha il suo riferimento nei fondi FERST nell'asse 2 risorse culturali. Le procedure che regolano l'attuazione del piano operativo regionale, approvato nel 2000, e poi modificato a giugno del 2004 con procedure e approvazione da parte della Commissione Europea, prevede l'articolazione dei complementi di programmazione. All'interno dei complementi di programmazione sono previsti i punti essenziali, ma anche attuativi delle procedure di spesa ed è evidente che il motivo di questo emendamento è quello di ribadire che il 321, presentato dalla Giunta regionale, non ha nessuna copertura finanziaria aggiuntiva che costituisce sul piano della sostanza e della forma una copertura delle azioni delle politiche sul lavoro assolutamente inesistente. Si spiegano così gli emendamenti che seguiranno che riguardano l'impossibilità di realizzare qualsiasi tipo di azione concreta sulle politiche attive del lavoro. Io cercherò di percorrere tutti gli elementi che sono alla base del documento che la Giunta ha predisposto, cercando di imbonire una parte della maggioranza per far credere a qualcuno che probabilmente i fondi comunitari si potessero spendere nell'articolo 19 o quelli che nel grande calderone pasticcio si vuole definire "interventi integrati per il lavoro".

Gli interventi integrati per il lavoro hanno una ratio che parte dall'obiettivo alla base del piano straordinario del lavoro che, nelle argomentazioni di tutti i colleghi, negli anni passati, era fondata sulla necessità di dare continuità all'articolo 19 della legge 37 del 24 dicembre 1998. E' evidente che non si può in alcun modo eludere la sostanza di questo emendamento. La sostanza è che i fondi stanziati per il piano straordinario del lavoro passano da 172 milioni di euro ad appena 30 milioni di euro.

Chiunque abbia la bontà di guardare l'emendamento della Giunta lo può capire non soltanto leggendolo, ma lo può guardare nel prospetto della copertura finanziaria. La copertura finanziaria, infatti, che è quella a cui non si può sfuggire, dove i tecnici, per esempio, che devono contabilizzare le entrate e le uscite, registrano in aumento: 30 milioni di euro, in diminuzione: 30 milioni di euro. Cioè la cifra dei 110 milioni di euro è una cifra fittizia che già esiste nei complementi di programmazione, che è già individuata in ogni singola misura di ogni singolo asse e che consente puntualmente la spesa rispetto a parametri che niente hanno a che vedere con i parametri dell'articolo 37. Qual è la prima differenza? La prima differenza è che i fondi della 37 vengono distribuiti in base a parametri certi che sono quelli della superficie territoriale, del numero degli abitanti, dei parametri correttivi che sono stati introdotti in quella norma.

I fondi comunitari hanno una diversa impostazione che è quella dei bandi. Cioè, soltanto i comuni più attrezzati, i comuni più ricchi potranno partecipare e prendere i soldi e tutti quelli poveri con maggior numero di disoccupati non potranno partecipare ai bandi. Questa è la prima sostanziale differenza tra i fondi stanziati nell'articolo 19 della 37 e quelli invece in capo ai fondi comunitari. Non si può ingannare il Consiglio regionale, perché si parla di inganno, io mi permetto di parlare di inganno contabile, finanziario iscrivendo poste di 110 milioni di euro, ma soprattutto non si possono ingannare i cittadini sardi e i tanti comuni.

Per essere chiari, stiamo parlando di un taglio ai comuni della Sardegna di 300 miliardi di vecchie lire; e mi riferisco al collega Paolo Pisu - sindaco di Laconi, al sindaco Sergio Pisano, a Nello Cappai che vedo qui, a tanti altri sindaci che vedo in questa'Aula.

Che cosa significa tagliare 300 miliardi delle vecchie lire dai bilanci dei comuni che ormai dal '98, e quindi praticamente da sette anni, hanno messo a regime queste risorse? Io vorrei che l'assessore Pigliaru domandasse ai comuni della Sardegna che cosa significa togliere queste risorse dai bilanci dei propri comuni.

Li hanno utilizzati per fare opere pubbliche? Non lo so. Non c'è un monitoraggio tale per capire se tutti sono stati utilizzati per opere pubbliche. Io so che molto spesso con le opere pubbliche si utilizzano due risultati. Il primo: l'occupazione di cantiere che è comunque importante, che ha fatto crescere tutti i livelli occupazionali in questi ultimi quattro anni creando un abbassamento del livello di disoccupazione in Sardegna assolutamente superiore a qualsiasi altra regione italiana. Ed è legato anche all'articolo 19 della 37, ma soprattutto non si possono fare biblioteche nei comuni per assumere bibliotecari, assistenti se non ci sono le biblioteche, quindi bisogna fare l'immobile. Bisogna restaurarlo, bisogna metterlo in funzione. bisogna cioè investire su quell'opera per consentire di creare occupazione stabile per creare servizi.

Non si può cancellare una previsione che è discutibile. Io l'ho detto più volte: l'articolo 19 della 37 può essere riletto, può essere modificato, ma non può essere fatto con un colpo di accetta sulla finanziaria e certamente non può essere fatto senza pianificare ulteriori interventi che possono in qualche modo sostituirsi, in termini di impatto economico e soprattutto sociale, per quanto riguarda i temi del lavoro.

E allora che cosa vuol dire che in questa lettera c) - c'era anche prima la lettera c), c'era la a), la b) e la c) - era avversata nelle critiche che sono state poste la lettera dedicata ai lavori pubblici, ma non si è mai parlato dell'altra lettera, della lettera a) sui programmi di sviluppo che consentivano di cofinanziare ai Comuni tutte le partecipazioni ai PIA, agli strumenti di programmazione negoziata che erano fondamentali, perché se i Comuni non avessero avuto quei fondi, anche per la partecipazione ai bandi comunitari, non avrebbero potuto attivare in alcun modo tutta la spesa comunitaria.

Quindi, praticamente, con quello che si sta progettando oggi, e cioè il taglio netto di 300 miliardi di vecchie lire sul piano straordinario dell'occupazione, si crea un sistema indotto per cui si bloccherà anche la spesa comunitaria perché i Comuni non potranno partecipare al bando - perché l'Assessore me lo insegna - occorre una quota di cofinanziamento del 10 per cento che i comuni non sapranno da che parte prendere e che avevano pianificato di prendere, come contributo sulla lettera a) dell'articolo 19 della 37, proprio dai fondi di questo piano straordinario che oggi gli viene totalmente cassato e totalmente cancellato. Non in parte, totalmente, totalmente cancellato!

E aggiungo, come è possibile che noi pensiamo di utilizzare i fondi comunitari per l'erogazione, per l'attività dei centri di servizio per l'inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati? Sbaglio, o collega Uras, lei che oltre che essere consigliere regionale attento è funzionario storico, io la ricordo da quando ero sindaco che venivo da lei per cercare di risolvere qualche problema proprio dell'articolo 19, mi domando: ma l'attività dei centri di servizio per l'inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati non è dentro già una misura dei fondi comunitari? Esiste una misura dei fondi comunitari che prevede questo? E per quale motivo si reitera questo stanziamento proprio, o questa richiesta, o questa presunta indicazione di parametri di soggetti che possono definire…

PRESIDENTE. Emendamento 355. Ha domandato di parlare il consigliere Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Sull'ordine dei lavori, Presidente, volevo essere messa a conoscenza degli orari che sono previsti per la serata di stasera, se è possibile, perché so che c'è stata una Conferenza dei Capigruppo però non ho sentito se ci sono novità in merito ai lavori di oggi e di domani. Grazie.

PRESIDENTE. La conferenza dei Capigruppo ha confermato l'orario di lavoro per l'intera giornata di oggi fino alle 22.00 per l'intera giornata di domani.

Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Io penso che ci sia una novità sostanziale dal momento in cui ci si è incontrati nella Conferenza dei Capigruppo al momento attuale. La novità sta proprio in una volontà manifesta di bloccare i lavori dell'Aula e di impedirci di approvare in tempi utili la manovra finanziaria. Io penso quindi che quell'impegno che abbiamo assunto non può essere mantenuto e noi chiediamo di andare avanti sino a che l'articolo 8 non venga concluso, indipendentemente dall'orario in cui si conclude il voto sull'articolo 8, stasera.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Noi non abbiamo, il mio partito ed io, una grande difficoltà a rimanere ad oltranza, però gradiremmo che i colleghi di tutti i Gruppi, di maggioranza e di opposizione, ma soprattutto di quelli di maggioranza che devono garantire la presenza la mattina, lo facciano, perché noi siamo arrivati qua puntualmente alle 9 e 30 e siamo qua impegnati ormai da circa dodici ore, e non è corretto che i Capigruppo - nella loro funzione - modifichino senza alcuna informazione, non dico senza una richiesta di parere, ma senza alcuna informazione nei confronti dei colleghi che sono qua puntualmente impegnati, sia la ripresa pomeridiana che la mattina, decidano cose diverse da quelle che sono state decise e sono state comunicate.

PRESIDENTE. Non c'è nessuna modifica. Non è stato comunicato niente all'Aula perché nessuna modifica è stata adottata dalla Conferenza dei Capigruppo. Quindi siamo all'interno del calendario dei lavori e degli orari che erano previsti per tutte le giornate nelle quali stiamo discutendo di finanziaria. Adesso c'è una proposta per questa sera che viene avanzata formalmente dal Presidente del Gruppo dei Democratici di Sinistra che dice di andare oltre le ore 22.00, se non ho capito male, onorevole Marrocu.

MARROCU (D.S.). Ad oltranza.

PRESIDENTE. L'oltranza penso che non sia possibile perché ci sono problemi anche di organizzazione dell'assistenza da parte degli uffici e quindi l'oltranza va preparata, organizzata anche con turnazioni del personale. Quindi, se l'oltranza diventa una richiesta di lavoro fino ad un'ora nella quale sia consentito anche agli uffici di assistere adeguatamente il Consiglio, si può affrontare e valutare. All'oltranza stasera non siamo preparati, avrei difficoltà ad organizzare l'ufficio assemblea. Quindi, onorevole Marrocu, la proposta di oltranza diventa?

MARROCU (D.S.) Alle due. Se si finisce prima l'articolo 8 si può valutare di interrompere.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, se è una proposta formale uno parla a favore e uno parla contro poi la devo mettere in votazione perché non possiamo aprire un dibattito sull'ordine dei lavori.

(Interruzioni)

Onorevole Pili, proviamo a svolgere con calma il nostro lavoro. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà. Ha chiesto di intervenire contro?

CAPELLI (U.D.C.). È lo stesso, Presidente. Devo andare contro?

PRESIDENTE. Lo stesso non è. Uno a favore e uno contro. Se lei interviene a favore, naturalmente interviene a favore.

CAPELLI (U.D.C.). Io pregiudizialmente non sono contrario, però mi esprimo contro perché sennò non potrei prendere la parola, anche perché, onorevole Marrocu, noi abbiamo cercato e devo dire che è stato stimolante l'intervento dell'onorevole Cugini che ora non c'è, di sfidarvi sul piano intellettuale e cerebrale. L'onorevole Marrocu ci rimanda a una prova di forza muscolare.

MARROCU (D.S.). E' l'onorevole Pili che fa questo.

CAPELLI (U.D.C.). Onorevole Marrocu, Io ho sentito la sua proposta e non quella dell'onorevole Pili, perciò noi siamo d'accordo anche ad andare ad oltranza, se fossero le 4.00 è meglio, o le 5.00, perché noi siamo qui per lavorare, contrariamente a voi che solo stasera, grazie alle vostre continue assenze, avete perso soltanto con due rinvii sessantacinque minuti per mancanza di numero legale. Mi sembra una contraddizione assurda, cioè si perde tempo, decidete quando iniziare, decidete quando finire, decidete quando sospendere, decidete quando esserci o non esserci e adesso ci dite: "Andiamo alle 2.00".

Fate, continuate a fare quello che state facendo fin dall'inizio: decidete, fate, ma noi lo scontro o meglio il confronto, nessuno vuole scontri, continuiamo a provocarlo e a chiedervelo a livello cerebrale. É una cosa che probabilmente può sfuggire a qualcuno, intellettuale, ecco, diciamo intellettuale. Stiamo continuando a chiedervi di parlare di merito. Voi non rispondete, avete delegato il Presidente della Commissione. Siamo qui per parlare di merito.

Probabilmente ora anche questa proposta viene ritirata perché c'è paura di poter esprimere un qualche parere. Stranamente ora siete tutti qui. Dunque, è chiaro che la richiesta di numero legale sarà fatta puntualmente, è chiaro che giustamente - come diceva il collega Uras - dovete esserci, ma mi auguro che non ci siate solo fisicamente ma con qualcosa in più.

PRESIDENTE. A favore? È sufficiente l'intervento dell'onorevole Marrocu?

Pongo in votazione la proposta di lavorare fino alle ore 02.00. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Chiedo che si voti con scrutinio segreto.

PRESIDENTE. E' per alzata di mano, onorevole Pili. Solo per alzata di mano.

Poiché nessuno domanda di parlare sulla proposta pregiudiziale sull'organizzazione dei lavori fatta dall'onorevole Marrocu, la metto in votazione. Chi la approva alzi la mano.

(È approvata)

Va bene colleghi, proseguiamo così come da esito della votazione.

Emendamento 355. Ha facoltà di parlare il consigliere Pili per illustrare l'emendamento.

PILI (F.I.). Presidente, questo voto che ha preceduto l'esame e l'illustrazione di questo emendamento mi consente ancora una volta di richiamare il modo, il metodo, passatemi anche questo termine a quest'ora ci sta tutto, l'arroganza con la quale il gruppo dei D.S. guidato dall'onorevole Marrocu in maniera prostrata di fronte al Governo regionale, non riesce ad interloquire sul tema del lavoro.

I D.S. vogliono tagliare 300 miliardi delle vecchie lire ai comuni, vogliono cancellare con questa azione - che stanno portando avanti - 300 miliardi di lire sul piano dell'occupazione in Sardegna con ripercussioni che sono già tutte evidenti, non perché le dichiariamo noi, ma perché sono già puntualmente iscritte nelle comunicazioni che ci arrivano.

Il segretario comunale della C.I.S.L. ci comunica e comunica ai segretari che a seguito delle decisioni della Giunta regionale sono in partenza 750 preavvisi di licenziamento sugli operatori della formazione professionale. Sapete e sanno tutti i sindaci che sono in quest'Aula, ma soprattutto quelli che sono fuori, che cosa comporterà il taglio di 300 miliardi dai bilanci dei propri comuni. Io credo che se l'onorevole Marrocu volesse e avesse voluto con questo blitz per consentirci di lavorare tutta la notte sull'articolo 8, abbia ottenuto l'effetto contrario perché possiamo sin da subito esaminare punto per punto le contraddizioni, non soltanto sostanziali ma anche formali, nella predisposizione di questo emendamento 321 che con questi emendamenti si vorrebbe correggere.

Correggere per fare che cosa? Per dichiarare - così come stavo facendo poc'anzi - la inconsistenza di questo emendamento. Quando si propone, attraverso i fondi comunitari, l'erogazione di piccoli sussidi si sta dicendo che vogliamo utilizzare i fondi comunitari che sono disciplinati da norme puntuali in termini di procedura attraverso invenzioni che non hanno nessuna regolamentazione. Quando si cita: ai sensi del Regolamento del fondo sociale europeo, bisogna leggerlo e bisogna andare a capire che cosa significa "erogazione di piccoli sussidi". Ma stiamo parlando di assistenzialismo o stiamo parlando di creazione di occupazione? Ecco la differenza, la Giunta vorrebbe sottolineare con "erogazione di piccoli sussidi" quegli elementi che prevalgono nel concetto della pianificazione attiva del lavoro rispetto all'assistenza.

"Erogazione di prestiti d'onore". Ma come è possibile con i fondi comunitari? Ci sono misure che sono contenute nei complementi di programmazione? Io vorrei vedere se sono contenute nei complimenti di programmazione, perché mi pare che questa Giunta regionale sia andata, io voglio portare subito il documento fondamentale di una delle discussioni che affronteremo in queste ore, c'è un verbale del comitato di sorveglianza del 21 dicembre 2004? C'è? Conosce il presidente Paolo Pisu della Commissione politiche comunitarie un verbale del comitato di sorveglianza? Bene, io ce l'ho.

Questo verbale dice che durante la seduta è stata proposta la modifica del complemento di programmazione e si dice: "Il rappresentante del M.E.F. del Ministero dell'economia e finanze e del dipartimento politiche di sviluppo, dichiara che in considerazione del ritardo con cui è pervenuta la documentazione relativa al comitato di sorveglianza, il servizio Fondi strutturali del M.E.F. non ha avuto il tempo materiale per effettuare una lettura/analisi approfondita della proposta di modifica del complemento di programmazione. Tuttavia" dice il rappresentante del Ministero dell'economia "nel corso della riunione tecnica sono state già fatte alcune correzioni al testo del complemento di programmazione, talune di carattere relazionale e altre per renderlo coerente con il testo del QCS e del POR".

Per essere chiari i due elementi principali che caratterizzano la programmazione economica comunitaria sono il QCS nazionale, l'impostazione delle politiche di sviluppo che il paese ha scelto per quanto riguarda i fondi comunitari e poi il POR che è l'attuazione nel dettaglio sardo delle grandi linee di intervento. A quelle seguono le politiche dei complementi di programmazione, e sempre il verbale dice: "Oltre alle suddette correzioni", alcune riportate nella nota esplicativa distribuita dal comitato "in particolare il Ministero dell'Economia richiede di tenere in conto quanto segue: 1) eliminare dal testo del complemento di programmazione (esempio: linee di intervento aggiuntive) qualsiasi riferimento alla successiva proposta di modifica del POR che avanzerà l'autorità di gestione nel corso del 2005". Ma sapete che cosa vuole dire questo? Vuol dire che qualsiasi proposta di nuovo investimento, di nuova spesa, di nuove linee di indirizzo vi dice il comitato di sorveglianza: "Non potete in alcun modo proporlo perché quello va inquadrato se sono linee di intervento non contenute nel QCS e non sono contenute nel POR, devono essere sottoposte a modifica del POR. E siccome la Sardegna è già andata alla modifica intermedia del periodo intermedio del POR, deve avviare una procedura di modifica che dura minimo due anni". Quindi onorevole Uras, onorevole Pisu, onorevole Davoli, auguri! Se voi aspettate, così come aspetteranno questi Comuni, la possibilità di spendere in maniera che poi nel dettaglio vedremo, quei 110 milioni di euro, i Comuni non riceveranno niente. E quel dato occupazionale che noi attendiamo per dimostrare come già in Sardegna, con le linee del lucchetto, del blocco, di tutto ciò che tocchiamo blocchiamo, avranno già dato sull'effetto più importante che era il tema fondamentale di questa legislatura, cioè l'occupazione, i risultati drammatici di aver fatto riprendere la crescita della disoccupazione. Ebbene, io cercherò nei vari emendamenti, di vedere perché non è pensabile che si possa introdurre in maniera surrettizia gli interventi per la promozione e l'adeguamento dei centri rurali minori diretti a; che cosa c'entra con i piani straordinari del lavoro l'introduzione della promozione e l'adeguamento dei centri rurali minori? E gli altri centri? Quali sono quelli minori? La legge di cui stiamo parlando, l'articolo 19 della 37, aveva una distribuzione dei fondi proporzionale, Comune per Comune, con alcuni parametri che le grandi città hanno chiesto di modificare a loro favore e i piccoli comuni che hanno chiesto di modificare a loro. In realtà era un punto di equilibrio, con l'ANCI si è discusso anni, io parlo dal '98 sino ad oggi - io ne ho discusso prima da sindaco poi da amministratore regionale - credo che il punto di equilibrio sia difficile da modificare rispetto a quello che è stato trovato nel '98 dall'allora assessore Cogodi, ma credo che quella concertazione di allora fosse valsa a trovare un principio, il principio è che i fondi non li distribuisce né il Presidente della Regione, né l'assessore della programmazione, né quello degli enti locali, né quello dei lavori pubblici, ma c'è un criterio, per cui se io sono sindaco con la tessera in tasca di Rifondazione Comunista e governa un presidente di destra, ho i soldi che mi spettano in base al numero degli abitanti e al numero dei disoccupati al territorio di mia pertinenza.

Qui si vuole introdurre un sistema e io cito il restauro conservativo che è riportato anche nel primo emendamento e nel secondo, che abbiamo sottoposto e stiamo sottoponendo all'esame dell'Aula, perché è evidente che quei fondi hanno una procedura di spesa. Chiunque dica il contrario dice il falso sapendo di dire il falso! Quei fondi vengono ripartiti in base a dei bandi, quei bandi vengono articolati con procedure precise, con progetti. Cioè i comuni devono avere progetti per essere presentati alla Regione entro tot temi e poi la Commissione, non sempre una Commissione al di sopra delle parti, esamina e dedica a quel Comune che avrà ottenuto il punteggio; molto spesso basta vedere i fondi Cipe. Io leggevo poc'anzi l'Ansa come la Giunta regionale avrebbe, uso il condizionale perché l'Ansa non lo dava come comunicato ufficiale, utilizzato i fondi. Ne da una parte a Carbonia, né da una parte a qualche altro comune, a Guspini, guardando gli interessi particolari, diverso da quello che è successo nei bandi precedenti, per esempio sulle aree di archeologia mineraria, cioè sottraendo la competenza dei Comuni di utilizzare parametri di ripartizione che fossero certi. É per questa ragione che questo emendamento anche al 355 va a integrare quella logica con interventi di acquisizione e recupero, perché se ci sono anche quei fondi possiamo tranquillamente utilizzare anche gli altri.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Pili per illustrare l'emendamento numero 356.

PILI (F.I.). Perché è evidente che noi non possiamo in alcun modo accettare questa logica. La logica cioè di chi prevede di realizzare il restauro conservativo di aree di particolare interesse ed ipotizzare la creazione di occupazione. Non si crea occupazione con il restauro conservativo, si possono dare risposte ad un certo tipo di occupazione specializzata, di un'occupazione qualificata che pure ha bisogno, ma che è già presente. Io ho riprodotto e coi colleghi che hanno firmato gli emendamenti abbiamo riprodotto le misure dell'asse risorse culturali, l'asse 2, e abbiamo visto che tutto quello che voi prevedete nel 321 è già abbondantemente contenuto nei complementi di programmazione. Ma perché introdurre un emendamento omnibus che possa contenere tutto lo scibile umano per dire: Va beh, compagni di Rifondazione, vi abbiamo messo 110 milioni di euro". Ma quali 110 milioni? Se passa quel principio in base a quello che scriviamo noi negli emendamenti, possiamo arrivare a 300 milioni di euro. Ma sono soldi che sono già dentro i fondi comunitari, che non sono in alcun modo aggiuntivi, che sono assolutamente previsti nella pianificazione di tutto quello che deve essere fatto in termini di articolazione della risposta da dare alla partita più importante dell'occupazione.

Ebbene, colleghi, io non so quanto possa essere plausibile che nei fondi comunitari possa trovarsi ristoro di quei fondi che vengono sottratti ai Comuni per esempio per la realizzazione dei centri di formazione e dei percorsi turistici. Anche perché, mi pare, non vorrei sbagliarmi, ma i fondi comunitari sono caratterizzati da due numeri: 2000 e 2006. Ma vi pare che si possa aprire un centro di formazione di percorsi turistici da parte di un Comune e tenerli aperti per due anni? Quale tipo di pianificazione? Forse era meglio utilizzare principi anche di de minimis coinvolgendo cooperative sociali, cooperative che potevano essere anche con lo sprint che in molti casi le amministrazioni comunali danno in un territorio che ha avuto alcuni corsi di formazione professionale ad hoc e che quindi può collocare quelle figure professionali disponibili in quell'area. Ma non si può dire che noi, nei due anni prossimi, diamo le risorse finanziarie, perché se è vero come è vero che sull'asse 2 - risorse culturali - sono nella misura 2 e 3, e cito soltanto le strutture e i servizi per attività culturali di spettacolo, sono previsti 23 milioni e 370 mila euro nel 2005 e 23 milioni nel 2006, se il responsabile di quella misura, ad oggi, non avesse pianificato ancora quei bandi, e io vorrei vedere l'elenco dei bandi, vorrei vedere la sottrazione degli impegni di spesa, perché voi sapete che quando un bando viene attivato costituisce impegno di spesa vincolante che non può essere in alcun modo modificato, a meno che non ci siano atti che, così come abbiamo visto, possono in qualche modo vedere la Giunta regionale impegnata in un arrampicamento privo di qualsiasi logica e di qualsiasi rispetto di norma, allora può essere plausibile. Ma certamente i bandi già avviati non possono essere modificati, non possono essere modificati e quindi è evidente che se i fondi del 2005, e presumibilmente, essendo molti di questi bandi biennali o triennali, se i bandi del 2005 sono già avviati sono impegnate le risorse del 2005 e del 2006 in maniera ineludibile. Non si può dichiarare il contrario.

Allora è evidente che noi non possiamo in alcun modo tollerare che vengano iscritte realizzazioni di centri di formazione dei percorsi turistici attraverso l'articolo 19 della 37. Non si può finanziare né con i fondi della 37, perché non li hanno messi, perché li hanno cancellati, né tanto meno con i fondi comunitari che sono già belli ed iscritti nel fondo strutturale interessato nel FERST che garantisce l'articolazione della spesa.

"Recupero dei borghi e delle case rurali per la valorizzazione turistica". Che tipo di occupazione dobbiamo fare qui? Siccome si dice che siamo contro le seconde case, che siamo contro i camerieri "recupero dei borghi e delle case rurali per la valorizzazione turistica". Ma se anche individuassimo un borgo, cito per tutti Monte Vecchio, consideriamo Monte Vecchio un borgo, o Ingurtosu o Bindua o Monte Agruxiau o San Giovanni, borghi minerari, perché non mi vengono in mente i bordi delle case Etfas di qualche area importante di Castiadas, di qualche altro comune della Sardegna, di Alghero. Noi pensiamo con uno stanziamento così irrilevante di poter recuperare i borghi? Possiamo avviare un processo. Ma perché non è stata scritta qui la misura 5.1? Perché ai sindaci vorrei ricordare che nella passata legislatura, con il presidente Masala, fu avviato un processo per cui tutta la progettazione esecutiva disponibile da parte dei comuni è stata attivata attraverso la misura 5.1 che ha consentito l'impegno di risorse importanti per quanto riguarda la gestione di quei fondi. La sinergia dei fondi comunitari è elemento fondante del QCS da una parte e del POR dall'altra, cosa che qui invece non è stata assolutamente tenuta in considerazione. Così come gli incentivi de minimis per la promozione del turismo rurale. Sono contenuti questi nei complementi di programmazione? Se sono contenuti ci sono già e se non sono contenuti significa che non possono essere introdotti, perché è la norma comunitaria che ci dice che non possono essere introdotti.

Io immagino che ci siano già, leggendo, scorrendo il complemento di programmazione si evince che alcuni passaggi possono autorizzare l'incentivo de minimis per la promozione del turismo rurale. C'è nel piano dello sviluppo rurale, in alcuni passaggi e c'è in alcuni passaggi nella stessa misura che riguarda lo sviluppo turistico del nostro paesaggio rurale. Ma mi domando: e se questi fondi ci sono ancora? Perché sono stati ancora inseriti lì nel complemento di programmazione? Perché lì si vorrebbe far gravare nell'immaginario collettivo dei fondi per l'occupazione? Semplicemente per mistificare, semplicemente per cancellare quell'articolo 19 che è frutto, io non ho vergogna di dirlo, di una battaglia civile e politica anche criticata dall'onorevole Cogodi in quest'Aula, che ha avuto la sensibilità di contrapporsi anche a parte della sua coalizione. Io ricordo che mentre c'erano i moderati che dicevano: "Bisogna utilizzare i fondi in maniera più puntuale", c'era una parte, noi, che dicevamo: "Bisogna utilizzarli più sui cantieri finalizzati all'occupazione perché creino occupazione diretta, immediata, gestione dei servizi, dalle biblioteche ai centri sociali, alla creazione del verde pubblico attrezzato, alla gestione di servizi comuni tra più entità territoriali". Ebbene, l'onorevole Cogodi qui ha portato avanti una battaglia intanto finanziaria. Ha detto: "Bisogna allocare in Sardegna, di fronte alla grave crisi, una risorsa finanziaria che vada comunque destinata ai comuni perché producano". L'assessore richiamava Keynes nei giorni scorsi, io mi riferisco invece all'onorevole Cogodi che mi sembra più concreto e più attinente a questo tema, investiamo qualcosa nelle autonomie locali perché qualcosa produrremo. Allora se c'è un progetto alternativo, possiamo cancellare l'articolo 19 della 37, ma siccome non c'è nessun progetto alternativo all'articolo 19 della 37, bisogna assolutamente farsi carico di quella competenza finanziaria che merita risorse concrete e non finte. Le risorse dei 110 milioni di euro, così come sono state indicate e ripeto: la posta finanziaria, la copertura finanziaria posta davanti al prospetto finale dell'emendamento dimostra tutto che quei 110 milioni sono risorse fittizie, che non esistono, che non posso in alcun modo dare risposte alla partita più importante del lavoro. È scaduto il tempo?

PRESIDENTE. Quasi. Mancano 20 secondi. Ha facoltà di parlare il consigliere Pili per illustrare l'emendamento numero 357.

PILI (F.I.). Noi con l'emendamento 357 e l'emendamento 321 all'articolo 8 bis presentato dalla Giunta al comma 1 dopo la lettera C abbiamo aggiunto: "il recupero e valorizzazione del patrimonio culturale regionale". Ci riferiamo a edifici di particolare valore storico, aree archeologiche, siti di archeologia industriale, musei, complessi architettonici di pregio e aree di centri e borghi storici abbandonati.

PRESIDENTE. Sono i venti secondi di prima. Adesso ripartiamo. Prego.

PILI (F.I.). Perché abbiamo voluto riprodurre la misura? Per due ordini di motivi: la prima per dire che c'è stata una modifica di sintesi, cioè nell'emendamento della Giunta c'è scritto "recupero dei borghi e delle case rurali per la valorizzazione turistica". Nella misura prevista nei fondi POR è scritto invece: "Recupero e valorizzazione del patrimonio culturale regionale", c'è un'aperta parentesi (edifici di particolare valore storico, aree archeologiche e siti di archeologia industriale, musei complessi architettonici, centri e borghi storici abbandonati). Perché è stato messo soltanto il termine "dei borghi" e non, invece, quello dei complessi architettonici di pregio, perché non sono state messe aree di centri, perché non sono stati messi gli edifici di particolare valore storico? Per un semplice motivo: perché si voleva in qualche modo cercare di annacquare, di nascondere da dove proveniva questo termine "recupero dei borghi". Proviene dall'Asse 2, risorse culturali; professor Gessa lei dovrebbe essere, in qualità di Presidente della Commissione competente, chiamato a verificare l'attuazione di questo Asse. Io vorrei chiedere a lei, professor Gessa, si è mai sentito col collega Pisu per capire se quelle risorse del 2005/2006 hanno già una pianificazione su questo tema? Io glielo consiglio di fare questa riunione comparata delle due Commissioni che verificano gli obiettivi, da una parte, della valorizzazione del patrimonio culturale regionale e, dall'altra, della spesa. Perché ci accorgeremo che i fondi per questo tipo di obiettivo non ce ne sono più, perché i progetti obbligatoriamente i responsabili di misura devono averli già avviati, perché nei fondi comunitari esiste un principio che è quello del disimpegno automatico, e se non sono stati utilizzati i fondi per progetti nuovi sono stati sicuramente utilizzate quelle risorse per i cosiddetti "Progetti sponda", e cioè con la capacità di coprire quelle risorse che devono essere impegnate per evitare il disimpegno. E quindi è evidente che stiamo millantando risorse che dovrebbero essere già impegnate, e se comunque non fossero impegnate sono risorse che già esistono e che quindi non possono essere in alcun modo millantate come aggiuntive perché aggiuntive non esistono. Nell'Asse 2 c'è riportato "Borghi storici abbandonati". Il richiamo "Recupero dei borghi e delle case rurali" passa attraverso questo concetto che è puntualmente riportato anche in questo emendamento. Allora, come si può pensare di articolare una manovra finanziaria senza avere visto le procedure che regolano ogni singolo bando. E se i comuni non hanno i borghi? Assessore Pigliaru, e se ci sono comuni che non hanno borghi? Quante realtà in Sardegna costituiscono comune da borgo 100 abitanti; ci sono comuni in Sardegna con meno di 100 abitanti, li consideriamo comuni o borghi? Perché è evidente che se noi non abbiamo, così come le è stato chiesto Assessore in Commissione, l'analitica articolazione promessaci già un mese fa, in cui individuare puntualmente le risorse, 110 milioni da quale misura arrivano? Perché se noi avessimo la possibilità di vedere da quale misura arrivano potremmo immediatamente risalire al fatto che queste siano risorse aggiuntive o sostitutive o complementari, che in qualche modo possono dare ristoro alla cancellazione dei fondi della 37. Ebbene, la realtà è tutta un'altra, perché di fatto nei fondi comunitari noi leggiamo tutti quelli che sono i passaggi, le procedure. Sarebbe utile l'articolazione per singola misura, sarebbe importante per ogni singola misura capire le procedure di spesa di ogni singola risorsa rimasta, cioè 2005/2006 che ci diano risposta compiuta, non si può assolutamente pensare che ci sia una mancanza di risposta puntuale sulla partita delle procedure avviate.

L'Assessore Pigliaru ha detto: "I fondi comunitari non sono stati spesi bene"; io invito a produrre dei documenti, invito a dimostrare a quest'Aula come la Sardegna sia la peggiore Regione italiana nella spesa europea. I dati che ho io, collega Sanna, che sono quelli pubblicati dalla Banca d'Italia, e quindi non credo che siano artefatti, Fazio l'abbiamo portato a restare alla Banca d'Italia ma era già abbondantemente schierato politicamente, non certo dalla nostra parte, quindi certamente non si sarà occupato del conto dell'economia della Sardegna, ma ha scritto la Banca d'Italia che nel 2002/2003 la Sardegna ha speso più risorse nei fondi comunitari di quante messe insieme avessero speso tutte le altre regioni del Mezzogiorno d'Italia. Onorevole Sanna, la invito a prendersi il resoconto, glielo farò vedere tra poco e quindi credo che lei dovrà rimettere il suo giudizio all'atto concreto. Ma, aggiungo, la spesa dei fondi comunitari è certificata ed è certificata in tutti quei documenti, compresi quelli dell'ultima seduta del Comitato di sorveglianza, che dice che i disimpegni non si sono verificati se non per una misura, mi pare quella della pesca, in maniera e in misura assolutamente minimale e invece su tutti i fondi comunitari anche la premialità è arrivata in Sardegna. Certo non è arrivata tutta, poteva arrivare molta di più se avessimo avuto un Consiglio regionale agibile sul piano di una maggioranza concreta, esistente, di una legge elettorale che consentisse di governare. Ma con i provvedimenti commissariali, dall'acqua all'ambiente, si è riusciti a recuperare il 70 per cento della premialità e a concorrere fino al 30 settembre 2003 su tutti gli altri parametri che dovevano regolamentare. Cito per tutti i centri dello sportello unico, che dovevano essere uno dei parametri raggiunti, il 70 per cento doveva essere raggiunto immediatamente entro il 31 dicembre del 2003. Gli sportelli unici non li faceva la Regione, era un'articolazione più vasta dei comuni e quindi non vi era quella copertura. Per dire questo: non si può pensare che la Regione non abbia previsto meccanismi per evitare il disimpegno automatico, e se ha previsto meccanismi e se ha evitato il disimpegno automatico ha automaticamente previsto meccanismi di spesa, comunque di impegno delle risorse e quindi quell'impegno delle risorse lasca a tutti capire che non possono essere iscritti 110 milioni di euro che non esistono, che non sono aggiuntivi in alcun modo e che puntualmente, emendamento per emendamento, vedremo. Perché se è vero come è vero che al 357 noi riportiamo le aeree archeologiche e i siti di archeologia industriale, mi dovete spiegare se è vero che sui siti di archeologia industriale c'è stato un bando che si è compiuto e i cui lavori sono già avviati e in molti casi anche completati.

Onorevole Calledda, le risulta che i comuni di Narcao, Carbonia, Iglesias, Guspini, Arbus, Sassari, abbiano ottenuto fondi sull'archeologia industriale? Non mi pare che siano fondi del primo triennio, mi pare che siano fondi destinati a essere spesi e computati nella chiusura del ciclo della spesa comunitaria entro il 2006 e sono gli stessi fondi, cioè il calderone che qui è stato...

PRESIDENTE. Onorevole Pili, può illustrare l'emendamento numero 358, se è lei che continua a illustrare.

PILI (F.I.). Ed è evidente che, così come per quanto riguarda la parte di archeologia industriale, tutta finanziata, cioè i progetti che dovevano avere un grado di esecutività cantierabile, vuol dire che la Regione ha valutato soltanto i progetti che il giorno dopo l'approvazione del bando potevano essere messi in cantiere. Bando, gara d'appalto, affidamento della esecuzione delle opere e avvio delle stesse. Ma vi risulta che nello stesso Asse e nella misura 2.1 ci sia la realizzazione di un insieme di azioni materiali e immateriali per la messa a sistema, la valorizzazione, la funzione integrata degli elementi specifici del patrimonio culturale all'interno di itinerari e parchi tematici? Sì, sono previsti. Sono previsti per lo sviluppo di quelle azioni e iniziative imprenditoriali che voi ponete nella parte 2 della lettera c), dove parlate di promozione e valorizzazione del patrimonio culturale. Cioè quel termine talmente generico, nemmeno puntato, messo tra due virgole, che ha un significato ben preciso, cioè la confusione, un periodo lungo dieci righe per riportare tutti gli elementi, tutti i passaggi che in qualche modo sono la base di quel concetto generalista privo di qualsiasi diritto, di qualsiasi centralità, non solo delle politiche del lavoro, ma anche delle politiche di sviluppo. Vi risulta che sia stata attivata una misura di itinerari religiosi in Sardegna? Vi risulta che ci sia stato un accordo sottoscritto dalla Conferenza episcopale sarda e la Giunta regionale sulla spendita dei fondi comunitari della misura 2.1, lettera b), relativamente agli itinerari religiosi? C'è stato, c'è stato il bando, sono state attribuite tutte le risorse, nessuna esclusa, che in qualche modo non possono essere rinvenute nei 110 milioni di euro, salvo i fondi che possono essere rimasti.

La stessa cosa vale per i parchi tematici. Mi domando: avete previsto nella legge finanziaria la previsione di spesa per parchi tematici? Sì, ho letto alcuni parchi tematici, se così possiamo definirli, alcuni settori, alcune aeree, alcuni personaggi che, da Dessì alla stessa Deledda, hanno avuto un riconoscimento importante sul piano dei parchi tematici in Sardegna. E perché avete messo i fondi sulla finanziaria? E perché non li avete previsti nei fondi comunitari? Sarebbe utile sapere perché non c'è stata questa compenetrazione di risorse finanziarie per motivazioni più plausibili con questo tipo di processo di spendita, perché se avessimo fatto una misura così come era prevista per i parchi tematici, probabilmente un po' di quelle risorse che avete previsto, e che vedremo nell'articolo 9 della finanziaria, non sarebbe stato necessario finanziarle con risorse proprie della Regione, e avremmo svincolato risorse, così come vi abbiamo indicato sin dall'inizio, sin dal primo emendamento di questa legge finanziaria, da altre parti.

Tutto questo argomentare serve soltanto per dimostrare che avete proposto un taglio senza aver fatto nessuno sforzo politico, nessuno sforzo puntuale per individuare risorse alternative. Noi ve le abbiamo indicate puntualmente, abbiamo indicato nei fondi della 268, i fondi di riserva che sono stati iscritti, 85 milioni di euro, abbiamo indicato in una contrazione di un mutuo, nell'ammontare complessivo di 3 milioni e 600 mila euro, che consentivano una ripartita, un recupero già nel primo calcolo di 70 milioni di euro che consentivano di dare già una puntuale risposta in termini sostanziali alla partita relativa al dato che vi stiamo pronunciando.

E' evidente che quando voi parlate di "interventi a sostegno di nuove iniziative imprenditoriali, individuate nell'ambito della nuova programmazione integrata territoriale, promossi prioritariamente dai giovani nei seguenti settori…", collega Pisu, le risulta che ci sia la legge regionale numero 1 del 2002? Una legge che questo Consiglio regionale ha approvato all'unanimità, che prevede lo stanziamento di 1.000 miliardi delle vecchie lire per dire: "Spendiamo queste risorse per creare nuova occupazione". La nuova 28, si è detto, una legge che serviva e che doveva servire per dare delle risposte importanti. Importanti per fare che cosa? Per creare impresa! Tutte cose che con questi fondi, che non esistono, non si potrà mai creare. E avete ragione, colleghi della maggioranza, a tenere il silenzio, perché se è vero come è vero che non vi sarà consentito modificare niente di questa legge finanziaria e di questo articolato, noi abbiamo voluto avviare subito, da stasera, il dibattito sull'articolo 8, perché siamo certi che non c'è possibilità di ulteriori inganni. Solo oggi ci può essere un emendamento orale della Giunta che porta i 30 milioni di euro a 172, non ce ne possono essere altri emendamenti orali. Ci può essere solo quello sostanziale delle risorse finanziarie che ci consentono e che ci dovranno consentire di dare quelle risposte che non riguardano una parte politica.

Vedete, il taglio dei fondi per quanto riguarda i comuni avrà ricadute sull'economia in termini immediati. Quando si dice che si utilizzeranno i residui passivi di questi fondi, forse ad alcuni sfugge che i comuni sono soggetti a una programmazione della 37, che ha la procedura della disciplina per la programmazione dei lavori pubblici pari a quella dei fondi della 37. Quindi con fondi che nel dettaglio devono essere attivati con un duplice passaggio consiliare, il programma di indirizzi, il programma operativo e l'attuazione, misura per misura, di tutte le singole azioni.

E' evidente che l'onorevole Marrocu non si porrà il problema di spiegare ai suoi comuni, ai comuni del suo territorio, perché il passaggio sarà: "È colpa del Presidente della Regione, noi D.S. non c'entriamo niente". Onorevole Marrocu, lei non solo c'entra, lei è complice, compartecipe del taglio e non mi stancherò di ripeterglielo e quindi è inutile, in qualche modo, la sufficienza con la quale lei si sta atteggiando rispetto all'intera partita della finanziaria, dando a tutti una giustificazione: "Siamo in termini di restrizione finanziaria". No, non è così, c'è una puntuale azione che mira a tagliare e a cancellare le risorse su questa materia.

Ebbene, se noi dovessimo tenere conto di quanto è previsto nell'emendamento della Giunta, in cui si dice: "Iniziative imprenditoriali innovative e ad alto contenuto tecnologico", cioè vogliamo con i fondi comunitari finanziare iniziative imprenditoriali innovative e ad alto contenuto tecnologico. Che io sappia queste misure sono puntualmente contenute nel POR Sardegna e sono nella misura 3.13, che avevano una puntuale previsione e per il quale io non so se la Giunta regionale in carica abbia bloccato quel bando, ma sul quale c'era un vizio di fondo, che era il de minimis, cioè si pensava di utilizzare la misura 3.13 col de minimis. Errore! Errore alla fonte, e la fonte, perché non vorrei che i compagni, amici, i democristiani del centrosinistra mi dicessero: "L'avete fatto voi il POR". Attenzione, l'onorevole Secci sa che nel passaggio tra la legislatura 1994-1999 e 1999-2004 il POR Sardegna...

PRESIDENTE. Onorevole Pili, ripartiamo con l'emendamento numero 359.

PILI (F.I.). L'importante è che lei non mi freghi qualche secondo!

PRESIDENTE. No, è tutto automatico, stia tranquillo!

PILI (F.I.). Mi dà la garanzia da sassarese.

PRESIDENTE. Semmai poi le faccio fare un recupero: tre secondi alla fine.

PILI (F.I.). Va bene, la ringrazio per questa sua gentile concessione. Quindi credo che sia assolutamente evidente che nel 1994/1999, a fine legislatura, l'assessore Scano allora proponesse all'Aula l'approvazione del POR. L'Aula era già sciolta, però bisognava strasmettere a Bruxelles il POR, e bisognava fare in fretta assessore Pigliaru. Allora cosa hanno fatto il suo predecessore, il predecessore dell'assessore Pittalis, dell'assessore Masala, dell'assessore Cappellacci? Hanno riunito la Commissione politiche comunitarie e hanno fatto esprimere un parere formale, che esiste, che è agli atti, che quindi testimonia che il POR in questo Consiglio non c'è mai passato, e che è passato direttamente, emanato dalla Giunta Palomba, alla Commissione Europea. Questo per dire che se c'è una miriade di errori nel POR non possono essere attribuiti alla parte politica che ha governato cinque anni. Certo noi abbiamo cercato di modificarlo con la valutazione intermedia e con la successiva modifica di metà mandato dello stesso POR, però è evidente che sulla 3.13 c'era questa incombenza, non si era negoziato un termine che consentisse di funzionalizzare quegli investimenti su progetti più importanti e che invece non venisse frantumato, frammentato in mille rivoli.

"Iniziative imprenditoriali per la messa in rete di sistemi territoriali di imprese". L'onorevole Davoli, l'onorevole Pisu, che credo abbiano studiato puntualmente, mi dovrebbero dire dove e come queste iniziative imprenditoriali per la messa in rete di sistemi territoriali di imprese potranno creare occupazione! Non è un compito demandato alle associazioni di categoria? Non è demandato al consorzio 21? Non è demandato al Parco scientifico e tecnologico, mi riferisco alla società che probabilmente andava già da tempo dismessa? Mi domando: tutte queste forme di iniziative imprenditoriali nel settore del turismo attraverso queste risorse fondamentali dei 110 milioni sono col de minimis o possono utilizzare in maniera assolutamente diversa queste risorse finanziarie? L'assessore Pigliaru sa che la stragrande maggioranza di queste risorse sono de minimis. Mi domando: qual è il giovane sardo che preferisce questa soluzione per la sua iniziativa imprenditoriale piuttosto che la legge 1 del 2002? E chi preferisce, per avviare una nuova iniziativa, questa procedura dei fondi comunitari piuttosto che una dannosissima, nei suoi tempi, legge 9, martoriata dai ricorsi, dalle stringenti norme comunitarie, dagli errori che pure sono stati commessi, di cui ci assumiamo totalmente, purtroppo, la responsabilità? Bene, allora mi domando: se tutte queste iniziative che sono state indicate una per una sono prive di qualsiasi riscontro in termini occupazionali, per quale motivo è stato inserito nell'emendamento della Giunta regionale? Chi ha scritto, assessore Pigliaru, questo emendamento? Un politico, non un tecnico. Assessore Pigliaru, io non credo che questo emendamento porti la sua concezione della economia e non credo che abbia la sua esperienza, diciamo così, contabile, ragionieristica, l'esperienza di chi sa che sul piano finanziario ad entrate corrispondono uscite e ad uscite corrispondono entrate. In questo caso, in questa norma che voi proponete non ci sono le entrate né sono puntualmente individuate le uscite, e quindi è evidente che è stato scritto da chi ha esperienza politica, da chi vorrebbe nascondere. Io ho pensato a dire il vero che i compagni, mi passino questo termine in termini amichevoli, di Rifondazione Comunista...

CUGINI (D.S.). L'importante è che tu non lo dica per offendere "compagni", poi lo puoi dire.

PILI (F.I.). Tu, caro Renato, sai bene che quel termine è un termine che io rispetto e che non posso assolutamente, di fronte a una persona come te, utilizzare in termini dispregiativi. Magari qualcun altro potrebbe anche attribuirgli questo, ma non sono io. Io dai compagni mi sono sempre fatto dare del "tu" e mai del "lei". E credo che l'onorevole Uras bene possa comprendere che quella parola che è richiamata nella parte seconda della lettera c) è contenuta esattamente la dizione nella misura 2.1, Asse prioritario di riferimento, Asse 2, risorse culturali, che dice: "Sviluppare imprenditorialità e la crescita delle organizzazioni che operano per la valorizzazione e la diffusione della conoscenza del patrimonio culturale", è contenuto, perché vi hanno detto che è aggiuntivo se invece...? E quindi credo che bene abbiano fatto, ma non perché ci faccia piacere, io sono convinto che alla fine tre o quattro voti in meno a questa maggioranza non facciano assolutamente niente, quindi fare tifo per i compagni di Rifondazione Comunista che tengono alta la bandiera delle politiche del lavoro avanzata da Cogodi non cambi la storia di questa Giunta regionale, non sarete voi a incidere se ne infischiano abbondantemente anche di voi, certo è però che non possiamo non assumere tutti la responsabilità di dire quello che succederà, e la nostra vuole essere semplicemente una testimonianza. Non possiamo fare altro in questo Consiglio regionale; in altri tempi, quando io ero da quell'altra parte sapevo che bastava che un Gruppo consiliare il più piccolo presentasse dieci emendamenti perché tutta la mia maggioranza mi imponesse giustamente di aprire un dialogo, perché se c'è una forza politica che pone minimamente una questione di sostanza su temi di lavoro non un si apre un muro, un non si eleva un muro, si apre un dialogo. Così è stato. Anch'io avevo Assessori che mi dicevano: "Non trattiamo, teniamo la barra dritta", "Teniamo la barra dritta" per fare che cosa? Per fare un danno ai comuni...

SECCI (La Margherita-D.L.). Non sei venuto per mesi in Consiglio!

PILI (F.I.). Onorevole Secci, domani mattina se ci arriveremo, o anche stanotte, se ci arriveremo, se chi avrà le risorse anche non solo materiali ma anche fisiche…

SECCI (La Margherita-D.L.). Noi siamo allenati, veniamo da una scuola buona.

PILI (F.I.). Lei so che è allenato e quindi le auguro di trascorrere con noi una bella nottata. Però è anche evidente...

SECCI (La Margherita-D.L.). Preferirei altro.

PILI (F.I.). Come? Io non so cosa sia l'altro per lei, però penso di potere comprendere e quindi condividere.

SECCI (La Margherita-D.L.). Andare a casa a dormire.

PILI (F.I.). Però è certo che l'onorevole Secci ha presentato nel 2003 e 2004 un emendamento per iscrivere la triennalità dei fondi della 37 dell'articolo 19, c'è la firma dell'onorevole Secci in cui diceva: "Nel 2005 bisogna stanziare 172 milioni di euro con prima firma", non quella dell'onorevole Cogodi, l'onorevole Cogodi quando capiva che aveva raggiunto il risultato faceva un passo indietro, lo faceva firmare a coloro che avevano ceduto, tra virgolette, e lasciato il passo nella battaglia politica. Ed allora perché allora 172 milioni ed oggi trenta? Perché ci sono la compensazione di 110 milioni. L'onorevole Secci, oltre che svolgere...

(Interruzione del consigliere Secci)

PILI (F.I.). Lei è già importante, la chiamano già Presidente e già essere chiamati Presidente le posso garantire che...

SECCI (La Margherita-D.L.). Grazie, mi riempie di orgoglio.

PILI (F.I.). Lei credo che l'orgoglio non abbia confini. Però volevo dirle questo, che forse l'aspetto più importante della sua attività politica è l'esperienza da sindaco, e io mi permetto di richiamarla anche a lei, onorevole Secci, perché credo che abbia fatto in tempo anche lei ad utilizzare la legge 37 da sindaco. E mi domando: se, di punto in bianco, al Sindaco di Decimomannu oggi togliessero risorse, non voglio esagerare, ma intorno ad un miliardo e mezzo o due miliardi che possono spettare al suo comune, che ha un bilancio, non so a grandi cifre 30 miliardi, 20 miliardi o 10 miliardi…

SECCI (La Margherita-D.L.). Quindici miliardi

PILI (F.I.). Quindici miliardi. Le tolgono il 10 per cento di fondi che lei può utilizzare pianificando, la gestione di biblioteche, l'apertura di cantieri comunali, la capacità di finanziare e cofinanziare, questo è un altro aspetto, tutti i fondi comunitari, questo...

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Pili per illustrare l'emendamento numero 360. Sempre lei, onorevole Pili? Prego.

CUGINI (D.S.). C'è democrazia al centrodestra, parla solo lui!

CAPELLI (U.D.C.). Noi aggiungiamo le firme!

(Interruzioni)

PILI (F.I.). Come dicevo, onorevole Secci, è comprensibile il suo imbarazzo, lei sosterrà a pieno titolo l'emendamento 321, non ne ho il ben che minimo dubbio.

SECCI (La Margherita-D.L.). Non dubiti!

PILI (F.I.). So che lei lo farà dimostrando con le sue arti oratorie tutto il suo convincimento. Ma io so che in coscienza lei non solo non è convinto ma disapprova questo emendamento. Lei poi con la coscienza risponderà a se stesso, risponderà ai suoi elettori, ma deve rispondere anche a chi evidentemente le ha attribuito ed assegnato anche un ruolo importante, quindi lei come Presidente della Commissione non può dire quello che pensa, deve essere un po' la sintesi delle esigenze, diciamo così, della maggioranza. Ma mi domando: l'onorevole Linetta Serri che in questo Consiglio è stata Vicepresidente del Consiglio regionale e che è Presidente dei sindaci della Sardegna e in queste ore ha detto: "Questa manovra è un danno epocale per i comuni della Sardegna, il taglio dell'articolo 19 della 37 costituisce un fronte preoccupante per le finanze dei comuni e costituirà un blocco fondamentale di tutte le potenzialità di politiche attive del lavoro dei comuni e quindi dell'articolazione nella cellula più importante dell'autonomia regionale, che sono appunto gli enti locali". Nell'articolo, nel comma 1 dell'articolo 8 bis avete previsto la previsione di spesa che riguarda anche la trasformazione e commercializzazione delle produzioni tipiche regionali. Questo processo può essere avviato per creare occupazione o deve essere mirato a creare supporti per la commercializzazione? Questi non possono essere inquadrati in politiche attive del lavoro. Quello che si sta confondendo è proprio questo, le politiche attive del lavoro servono per dare risposte immediate, per dare subito una risposta puntuale che può essere quella del cantiere, il tanto avversato cantiere è quello che consente di investire in un settore strategico, che è quello dell'edilizia, che consente di sviluppare a margine tutta una serie di iniziative economiche correlate che possono creare un indotto immediato sia in termini occupazionali che economici diretti e ricadenti sull'economia regionale. E' evidente che, per quanto riguarda questo aspetto, questo articolo che avete proposto, questo emendamento all'emendamento è la dimostrazione palese di come non credete nelle politiche attive del lavoro. E so che potete anche non capire il fatto che ci siano 22 emendamenti e so che la forzatura che l'onorevole Marrocu ha fatto di voler andare ad oltranza è frutto di una valutazione puntuale, è quella di mettere il silenziatore a questo tema. L'onorevole Marrocu si è convinto che, siccome lo tratterremo di notte, tutti saremo stanchi, tutti saremo un po' pronti a cedere alla profonda notte che ci sta per accogliere per dire "va be''", non è mica preoccupato di noi, non gliene importa niente, sa che siamo minuzia in questo Consiglio regionale, ma certo all'esterno faremo la nostra parte. E' preoccupato del fatto che le tesi coincidano con una parte importante politica seppur minimale sul piano numerico della sua maggioranza, cioè preoccupato di non fare uscire all'esterno, cioè di mettere il silenziatore a quei componenti della sua maggioranza che dicono: "Questo punto non può essere sostenuto". Io ho letto con interesse l'intervista che l'onorevole Cogodi ha rilasciato ad un quotidiano regionale, mi pare l'Unione Sarda, in cui dice che è un bluff, che il 321 è un bluff, e se lo dice il padre dell'articolo 19 della 37, io mi domando ma perché io non dovrei crederci? Di questo ha paura l'onorevole Marrocu, non di chi magari parla qui 200 minuti, ma figuriamoci 200 minuti cosa sono per tanti di quei giovani che perderanno da domani, da quando questo articolo 8 sarà approvato, anche la speranza, quella flebile fiammella di speranza per creare una opportunità di lavoro nel proprio comune. Ebbene, voi fate questa scelta, la portate in maniera tracotante, arrogante, senza nessun confronto, anzi avete presentato un emendamento all'articolo 8, pensate che prima mi pare che il piano straordinario del lavoro fosse l'articolo 34, in uno degli ultimi articoli quando era più corretto forse individuare fin dall'inizio quale fosse la priorità di questa manovra finanziaria che non era per voi né economica e né sociale, questa è una manovra contro l'economia della Sardegna e contro l'impatto sociale che una manovra deve avere. E' una manovra finanziaria, è semplicemente una manovra finanziaria che punta soltanto a rendere i conti più agevoli per chi sa quali altri giochi e giochetti che sul piano finanziario si vogliono permettere. Io li ho soltanto elencati nell'articolo 2 e nell'articolo 3 come molti fondi che vengono chiusi poi invece diventano un foraggiamento di alcune UPB di spesa che sfuggiranno al controllo del Consiglio perché i più illuminati di quest'Aula possano passare dei bigliettini e suggerire, così come si è sempre fatto col centrodestra, col centrosinistra, per suggerire qualche investimento di marciapiede in qualche comune in cui magari si va al voto e si vorrebbe dare una lustrata al pavimento del proprio comune. Ebbene, questo è quello che sta accadendo. Avete scelto la strada più difficile, avete scelto la strada che sicuramente dimostra il distacco dalla realtà sarda.

Ecco, se la Giunta regionale si permette di fare un taglio così rilevante al bilancio dei comuni, significa che non ha nessun collegamento con la realtà delle autonomie locali della Sardegna. Perché sarebbe stato semplice per chiunque capire che, se c'era la priorità, così come c'è stata in questi ultimi sette anni di autonomia regionale, per dare oggi con questo, ma io credo che molti di voi si ricorderanno la legge 11, gli articoli 92 e 94, che costituivano due perni del decennio precedente a quello dell'articolo 19 della 37, cioè politiche attive del lavoro che hanno conosciuto dal 1984 in poi in Sardegna un periodo florido in cui le risorse finanziarie non sono mai venute meno, perché si è sempre detto in assenza di altre dinamiche di sviluppo, di altre dinamiche sociali, è preferibile fare un sacrificio piuttosto che non dare nemmeno quella minima risposta che il Governo regionale deve chiamato a dare. Ma è possibile che nelle pieghe di un bilancio comunque così cospicuo, non si rinvenissero 172 milioni di euro? Non è possibile. E' evidente che questa Giunta non ha scelto il lavoro come sua priorità, ha scelto altro, magari la banda larga, magari ha scelto altre priorità che esamineremo lungo questo tipo di processo di analisi di questa manovra finanziaria, ma certamente non ha dato nessuna risposta compiuta sul piano del lavoro, ha creato un primo blocco dello sviluppo...

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Contu per illustrare l'emendamento numero 361.

CONTU (F.I.). L'articolo 8 trattando il tema del lavoro mi ha sollecitato l'interesse per aver vissuto alcuni passaggi da Assessore provinciale al lavoro sui quali penso di aver potuto dare il contributo personale all'avviamento di tutta una serie di processi tra i quali quello che sta andando in onda oggi, quello dell'avviamento sperimentale dei centri per l'impiego. Progetto che è stato finanziato con i fondi POR che, alla fine, noi sappiamo benissimo sono contenuti nell'articolato dell'8 bis, fondi POR ai quali si è attinto anche per finanziare questi progetti. Sono senza dubbio certo del fatto che la presentazione dell'emendamento 362 come del 363 vanno a ricercare nei contenuti dell'articolo 8 bis una serie di misure che, al lato pratico, dovrebbero avere la certezza di finanziamento perché davvero sono indirizzi sui quali necessariamente quelli che sono i contenuti del punto a) dell'articolo e del punto b) dell'articolo ovvero uno degli sforzi più grossi che oggi si sta compiendo in Europa in merito all'utilizzazione delle risorse europee per favorire l'inserimento, quello che oggi viene definito, non solo dalla Commissione europea, ma viene definito anche dal Ministero del Lavoro, quello che è il processo di inclusione sociale, processo di inclusione sociale di cui non ho ancora avuto modo di sentire parola nell'ambito di questo Consiglio regionale.

Abbiamo e continuiamo a parlare e a usare la terminologia che dal punto di vista sociale ed etico forse oggi può risultare offensiva, perché se considero, e devo considerare, i nostri concittadini svantaggiati, ancora handicappati, sinceramente io mi vergogno un po', e invece continuiamo a leggere questa terminologia che sinceramente rispetto ai nostri concittadini diversamente abili molto probabilmente dovremmo dal punto di vista intellettuale proprio noi dare i primi esempi e pensare che i nostri concittadini diversamente abili abbiano una dignità dove il riconoscimento dell'inclusione sociale possa trovare appunto in questa finanziaria la collocazione, ma soprattutto le risorse finanziarie per garantire appunto questi processi che, al lato pratico, proprio in Sardegna non hanno trovato fino ad oggi grande espressione.

Noi, l'inclusione sociale in Sardegna, non riusciamo ad attivarla soprattutto negli enti pubblici. Neanche la Regione è riuscita ad attivare questo processo e neanche la Regione in questi anni ha attivato e favorito questi processi. Sono lusingato dal fatto che questa sia un'occasione dove davvero potersi cimentare su questi temi, potersi confrontare, e soprattutto poter avere l'opportunità di portare all'attenzione del Consiglio temi quali questi, e sono convinto che tutti i processi e tutti quei progetti che, al lato pratico, possono portare attraverso i contenuti non solo dell'emendamento 362, ma del 363, del 364 e a seguire, tutta una serie di interventi dove davvero l'inclusione sociale sarebbe possibile portarla a compimento. Portarla a compimento quando?

Quando questi nostri concittadini siano stati messi anche nelle condizioni non solo di presentare progetti ma di avere anche quella formazione necessaria perché questi stessi soggetti abbiano la possibilità di un inserimento lavorativo in settori specifici quali quelli contenuti appunto nell'emendamento numero 362.

Noi sappiamo benissimo; anche su questo tema della catalogazione dei beni e materiali bibliografici o di archivio, sono dei lavori dove...

PRESIDENTE. Stiamo illustrando il 361 onorevole, non vorrei darle un dispiacere ma...

CONTU (F.I.). 361 e 362; sto parlando...

PRESIDENTE. Li illustra tutti e due?

CONTU (F.I.). Ho citato il 361, il 362 e il 363 per questo motivo, dove davvero l'articolazione degli emendamenti prevede appunto iniziative diverse, dove davvero l'inclusione sociale, dicevo e ripeto, l'inclusione sociale potrebbe essere favorita. Sono processi certo di non facile soluzione, del resto anche i progetti EQUAL, finanziati dal ministero del Welfare, hanno portato alla promozione di alcune iniziative a livello regionale tese a creare appunto questa nuova cultura, ma a creare soprattutto momenti di formazione, di formazione per i nostri diversamente abili.

Arriviamo buoni ultimi anche in questo settore, perché nel resto d'Europa, così mi consta dai dati ricevuti a Catania nella primavera scorsa, i processi che sono stati avviati nel resto d'Europa oggi hanno portato praticamente ad avere dei percorsi di garanzia per i diversamente abili che partono nella formazione, partono dai primi anni di vita, e che conducono questi cittadini a poter avere dei percorsi guidati, dei percorsi che prevedono per loro appunto un futuro di inserimento sociale, di inserimento lavorativo, ma di inserimento soprattutto in quella che è la realizzazione della loro vita.

Noi anche in questi giorni stiamo assistendo, purtroppo tutti i giorni, a questo intervento di eutanasia… Presidente, lei è autorizzato a dare l'avanti se qualcuno deve entrare, visto che bussano, o quanto meno a far smettere il collega che non sa che la batteria la può suonare in piazza molto probabilmente a quest'ora ancora, non di sicuro in Consiglio. Non sono io che devo riprendere il collega, Presidente.

PRESIDENTE. Ha ragione, infatti lei prosegua, ci penso io onorevole; io adesso ero distratto un secondo. Prego i colleghi di non disturbare l'onorevole.

CONTU (F.I.). Del resto ci sono anche altri momenti di relax, non è necessario... sennò mi ricorda... Aspetto che qualcuno canti anche dopo il suono della batteria Presidente.

PRESIDENTE. Onorevole Contu, prosegua.

CONTU (F.I.). Perché devo dire, cari colleghi, io da qualche anno a questa parte...

PRESIDENTE. Va bene scherzare a quest'ora...

CONTU (F.I.). Avendo dei bambini molto piccoli sono abituato a non dormire, quindi non è che la cosa mi disturbi più di tanto, sinceramente mi lascia un po' indifferente.

Devo dire quindi, che molto probabilmente c'è bisogno, e questo sta a dimostrare quanto tra i colleghi della maggioranza ci sia interesse verso problematiche quali quelle di cui stiamo parlando; molto probabilmente fa più comodo a qualcuno distrarsi perché sono temi che obbligano a pensare.

Il collega Capelli parlava di concettualità e di confronto intellettuale, ma molto probabilmente io devo riferirmi invece a sordi e non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire, perché fa comodo, perché fa comodo spesso e volentieri dimenticarsi che, purtroppo, nella nostra società abbiamo dei problemi irrisolti, dei problemi sui quali si imbattono e possiamo imbatterci da un giorno all'altro tutti quanti, perché un incidente stradale, perché un incidente domestico può portare a trovarci in casa un soggetto diversamente abile.

Non credo siano problemi di cui possiamo dimenticare l'esistenza perché magari qualcuno non si è ancora imbattuto. Io non sono menagramo, però qualcuno potrebbe trovarsi purtroppo invischiato in queste cose.

PRESIDENTE. Onorevole Contu, abbiamo illustrato il 361, il 362 e il 363?

CONTU (F.I.). Il 361 e il 362.

PRESIDENTE. Quindi siamo al 363. Come 362?

Siccome parlava del 362 io gliel'ho fatto notare e lei mi ha detto: "No, illustro il 361, il 362 e il 363".

(Interruzione del consigliere Contu)

PRESIDENTE. No, non sono distratto, sono un po' stanco ma...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Proviamo ad andare con ordine. Quando parliamo del 361 parliamo del 361, poi il 362...

Io avevo capito che ne stesse già parlando del 362. Quindi siamo al 362 onorevole Contu, prego.

CONTU (F.I.). Io vorrei ricordare al collega che si diverte a battere il tamburo che ho avuto un preside al Liceo Siotto che si chiamava Professor Marongiu e che...

(Interruzioni)

CONTU (F.I.). Sì, ho avuto la fortuna di fare il Liceo.

(Interruzioni)

CONTU (F.I.). Con buona fortuna mia e per riprendere il concetto che qualche giornalista ha espresso oggi sulla stampa che, sinceramente, condivide la carica intellettuale e non so che cosa di non più di dieci consiglieri regionali, quindi mi può trovare d'accordo con lui soprattutto quando ci troviamo di fronte ad atteggiamenti di intolleranza e ad atteggiamenti che professor Marongiu definì di deficienza. Poi dal punto di vista intellettuale deficienza può significare un sacco di cose. Detto questo, vorrei continuare Presidente, e poi vorrei recuperare anche il tempo che ho dovuto perdere, grazie.

Dicevo, Presidente, che ho citato gli emendamenti 362, 363 e 364 perché nei contenuti era ripresa tutta una serie di interventi che potevano essere quelli più favorevoli all'inserimento lavorativo dei diversamente abili.

PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE LOMBARDO

(Segue CONTU.) Sono convinto che alcuni progetti che hanno portato anche alla riscoperta di un patrimonio immenso per noi sardi, alcuni progetti che sono stati finanziati dalla Regione ma anche dagli enti locali possano aver aperto una pista soprattutto nella valorizzazione del materiale bibliografico e archivistico.

Noi abbiamo avuto, nel recente passato, la pubblicazione di tutta una serie di atti e di documenti che la dicono lunga su quello che è ancora il patrimonio archivistico sconosciuto ai più dei sardi, e che oggi, invece, è a disposizione della nostra collettività, e cito per esempio i primi documenti in lingua sarda, in lingua campidanese e in lingua logudorese, peraltro documenti integri e completi, che risalgono all'inizio dell'undicesimo secolo, e che vengono prima in ordine almeno storico dei primi documenti in lingua italiana.

Detto questo, anche il riconoscimento e la catalogazione di tutta la documentazione in lingua sarda che è stata catalogata di recente in possesso delle amministrazioni pubbliche della Sardegna, molto probabilmente sono solo una parte di tutta quella documentazione che ancora deve essere non solo catalogata ma anche studiata e a disposizione dei nostri studiosi e dei nostri studenti.

Detto questo, sono convinto che una ricerca, ma soprattutto il sostegno ad iniziative...

(Interruzione del consigliere Uras)

PRESIDENTE. Onorevole Uras, ha ragione, prego i colleghi di avere più rispetto nei confronti di chi interviene. Prego onorevole Contu.

(Interruzione del consigliere Secci)

PRESIDENTE. Onorevole Secci! Onorevole Secci! Prego onorevole Contu, prosegua nel suo intervento.

CONTU (F.I.). Molto probabilmente è l'ora che porta più facilmente a distrarsi o a cercare motivazioni per distrarsi e di sicuro qualche collega davvero farebbe bene ad andare a prendersi qualche boccata d'aria fresca per ossigenarsi il cervello, perché non credo che, sinceramente io non avevo mai, non mi era mai capitato di sentire che nell'Aula, in quest'Aula, si potessero assumere atteggiamenti quali quelli riscontrati questa sera.

Comunque, tornando all'emendamento numero 362, dicevo che il recupero del patrimonio archivistico può essere un filone attraverso il quale poter avere appunto l'inserimento lavorativo di tante persone, di tante persone che magari oggi davvero trovano difficoltà a un inserimento lavorativo in questo settore perché i progetti indirizzati su questo campo sono davvero pochi e sono davvero progetti raramente finanziati. Per andare a verificare poi quelle che possono essere, invece, i momenti in cui si può agire sul recupero del patrimonio dell'archeologia industriale. Pagine, pagine, forse libri di atti del Consiglio regionale sono pieni di discorsi sostenuti in quest'Aula a favore della valorizzazione dell'archeologia industriale. Devo dire che molto probabilmente questo potrebbe essere il momento di inizio di questi percorsi con il finanziamento di progetti in questa direzione destinati.

Noi non possiamo pensare che l'archeologia industriale debba restare soltanto nei contenuti degli atti del Consiglio; dobbiamo davvero iniziare tutti quei percorsi che portino alla fruizione del nostro patrimonio di archeologia industriale e, grazie a tanti lavoratori, a tante imprese, a tanti anni, forse a tante centinaia di anni di investimenti nell'industria, soprattutto in quella mineraria, noi possiamo oggi avere tanto patrimonio di archeologia industriale, compreso quello derivato da tante azioni politiche condotte in quest'Aula che hanno creato le cosiddette cattedrali nel deserto per quegli investimenti sull'industria che non hanno mai prodotto niente e di cui qualcuno qui è artefice delle scelte e dove davvero, dove davvero non bisogna allontanarsi molto neanche da quest'Aula per avere a disposizione tanta ferraglia e niente più che domani molto probabilmente potranno essere ricondotti come insediamenti mai entrati in produzione e che costituiranno, comunque sia, altrettanto patrimonio di archeologia industriale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Pili per illustrare l'emendamento numero 363.

PILI (F.I.). Grazie onorevole Presidente. Credo che sia assolutamente necessario riprendere anche un altro aspetto che in questo emendamento proposto dalla Giunta è stato sottovalutato; mi riferisco all' aspetto che mira al comma b), alla lettera b) del comma 1, alla cancellazione di una parte dell'articolo 19. E chi va a rivedersi l'articolo 19 leggerà che erano previsti tre punti: il punto a), il punto b) e il punto c). Nel dispositivo emendativo proposto dalla Giunta regionale alla lettera b) del comma 1 si legge che il finanziamento dell'articolo 19 della 37 è da destinare agli interventi di cui ai punti a) e b) del medesimo articolo. E cioè stanno e si sta cancellando totalmente la lettera c).

Perché si cancella la lettera c)? Perché sono quella maledizione delle opere pubbliche, perché sono quel fattore aberrante dell'investimento in conto capitali, perché sono la peggior cosa che possa succedere in un comune, e cioè le opere pubbliche. Dobbiamo bandire ovunque le opere pubbliche, perché non ne servono opere pubbliche. E a cosa servono in Sardegna le opere pubbliche?

A cosa possono servire i principi della riqualificazione urbana, il concetto elementare in Europa della qualità della vita urbana. E forse qualcuno si è reso conto di che cosa significa riqualificazione urbana nella spesa dei fondi dal 1998 ad oggi? È forse negativo il fatto che nella legge 37 e nell'articolo 19 si dicesse che le opere pubbliche erano funzionali, funzionali a un solo aspetto, che era quello di creare opportunità di sviluppo attraverso le opere pubbliche. E dice la lettera c) dell'articolo 19: "La realizzazione di opere pubbliche necessarie, funzionali alle attività di cui alle lettere a) e b)".

Per essere chiari, assessore Pigliaru, gran parte dei comuni hanno utilizzato i fondi della 37 per cofinanziare le richieste di bando avanzate dalla Regione in tutte le misure, nessuna esclusa, relativa alla spesa comunitaria. Perché? Perché c'era la lettera c), perché la lettera c) serviva per il cofinanziamento di quel dieci per cento che serviva per attivare la spesa comunitaria. Cioè state votando i fondi comunitari al suicidio. State dicendo che i comuni che pure per alcune parti non hanno speso, ma state dicendo che non hanno speso per propria responsabilità. Non è così!

Se qualcuno di voi avesse sale per capire che il finanziamento era funzionale a un unico processo, quello di attivare il bando, ma il bando ha procedure che durano anche un anno e mezzo - due anni, e se quindi c'è sempre stato negli ultimi quattro - cinque anni un ritardo di un'annualità nella concessione dei finanziamenti, arrivano due anni dopo ai comuni; i comuni hanno tempi di pianificazione più lunghi di quelli che hanno solitamente se hanno risorse proprie. Questi dovranno entrare in un piano di spesa. E allora perché voi state cancellando la possibilità ai comuni di cofinanziare i bandi comunitari? Sapete che cosa significa questo? Che state immobilizzando il prossimo triennio di spesa comunitaria. Cito il triennio perché, come voi sapete, sarà possibile fino al 2007 la spesa compiuta, seppure esistono soltanto due annualità di impegno di spesa. Ebbene, vi assumete un'altra responsabilità, e lo dico a colleghi che hanno esperienza amministrativa, perché dovete suggerirlo in queste ore, perché venga reintrodotta la lettera C, perché senza di quella non ci potrà essere nei comuni cofinanziamento. I comuni non hanno nella... La 25, che è la legge di ripartizione dei fondi comunali trasferiti dalla Regione, in quello stesso fondo sono stati trasferiti tutti i fondi, dal fondo per i piani socio-assistenziali, dalla pubblica istruzione per arrivare fino agli incendi, alla pulizia delle spiagge. Cioè nel contenitore della 25, che è rimasto sempre lo stesso da molti anni, incrementato devo dire dal 2003 con una percentuale consistente, ma sicuramente non certamente corrispondente alle funzioni e agli obiettivi che nella 25 sono stati introdotti. E allora qui noi stiamo dicendo che i comuni della Sardegna nei prossimi due anni non potranno più partecipare alla spesa comunitaria, perché state cancellando la lettera C, che era stata concepita per spinta dei moderati, perché Rifondazione Comunista la lettera C non la voleva, per essere chiari.

La parte moderata, onorevole Secci, e lei era un alfiere della parte moderata, disse: "Serve quel dieci per cento, un polmone di investimento, che consenta ai comuni di partecipare"; già allora, nel 1998, io ricordo l'incontro con l'Assessore Cogodi allora, io sindaco e lui Assessore, che si poneva questo problema: "Dateci in questo quadro finanziario una potenzialità per incidere nella pianificazione di investimento dei comuni della Sardegna". La state cancellando, ma non perché non mettete le risorse, perché state cancellando la lettera C, cioè la fattispecie puntuale che prevede l'investimento dei comuni. E chi presenterà le richieste per i bandi?

Attenzione, perché qui niente, niente nasce per caso. Io, siccome ne ho ancora alcuni di emendamenti da illustrare, vi leggerò, perché molte di queste risorse che vengono dichiarate nei fondi comunitari, centodieci milioni, non passeranno attraverso i comuni, ma finanzieranno iniziative private. Chi sul settore dell'alta tecnologia potrà presentare progetti? Quali comuni e quali società giovanili potranno presentare domande sui bandi? I comuni non hanno più i soldi; non possono cioè, i comuni, attivare le domande per finanziare i propri progetti, perché non li hanno previsti in bilancio. Se li hanno previsti, li hanno previsti in base alla 37. Gran parte dei comuni della Sardegna, nel quadro finanziario già approvato, se non ci sarà la proroga per il 30 aprile i comuni avranno già tutti fatto entro il 30 marzo i propri bilanci, hanno previsto le spese di investimento, cioè i cofinanziamenti di programmi comunitari, in base al dieci per cento proveniente dalla legge 37, dall'articolo 19 e dal suo rifinanziamento.

E allora i comuni, enti locali, non potranno partecipare ai bandi; la Regione che interesse ha a partecipare ai bandi? Sono tutti denari propri che deve obbligatoriamente in base al POR far diventare soggetti attuatori, soggetti terzi. I comuni non parteciperanno, le comunità montane le stiamo cancellando con anche il consenso di molti di noi. Non ci sono le province, perché le province non hanno, su molti di questi temi, competenza primaria, e allora ci sono le società privata. E quando si introduce il termine che io vi ho citato qui, cioè iniziative imprenditoriali innovative e ad alto contenuto tecnologico, io sono convinto che i disoccupati di Iglesias che cercano lavoro non possano mettere su un'iniziativa ad alto contenuto tecnologico. Sono sicuro che coloro che sono capaci di questo hanno già trovato un'occupazione. Chi ha raggiunto una professionalità in un settore di alta tecnologia non cerca l'occupazione che può dare la politica attiva del lavoro, la cerca da altre parti e la trova, perché se è vero che la crescita esponenziale del settore dell'innovazione tecnologica della ricerca scientifica...

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Pili per illustrare l'emendamento numero 364.

PILI (F.I.). È evidente che proprio da questo assunto si può evincere come non è possibile pensare che la lettera C venga eliminata, perché l'effetto che si provoca è duplice. Il primo: si blocca l'effetto occupazionale dei fondi della 37; il secondo: si blocca l'effetto domino che la spesa dei fondi comunitari può provocare sul piano dell'investimento e sul piano sociale. Quindi, con questo colpo di accetta che voi date a questi trecento miliardi che cancellate, sottraete, togliete, rubate ai comuni della Sardegna, avete scelto di bloccare la spesa comunitaria, cioè da questa azione che voi avete messo in piedi, voi, o meglio, quelli che hanno concepito, io ripeto, l'Assessore Pigliaru mi pare non predisposto a queste alchimie; mi è sembrato, dalle cose che abbiamo visto anche in Commissione, un uomo trasparente e concreto, e lui sa che è costretto a proporre questo emendamento per cercare di soddisfare le esigenze di equilibrio politico che qualche suggeritore della politica con la p minuscola, quella politica che serve per rimettere insieme i cocci soltanto perché all'esterno ci si presenti tutti uniti, ma poi si è separati in casa. Ma ciò che più conta non è che voi siete separati in casa, è che i comuni della Sardegna perdono trecento miliardi di opportunità di vecchie lire di investimento sui fondi per l'occupazione e per gli investimenti. È questo il nocciolo della questione, non è una bandiera di Rifondazione Comunista, di Forza Italia, di Tizio e di Caio, è un problema vero della Sardegna, di trecento miliardi che cancellano opportunità di ulteriore investimento che sarebbe assolutamente presente nelle attività che con queste risorse sono state più volte attivate. E allora, colleghi, è pensabile che non ci sia, così come proponiamo, all'emendamento numero 364, quello di cui stiamo illustrando, una misura comunitaria? Perché se è vero come è vero che introducete i centodieci milioni di euro e limitate, io credo in maniera scientifica, in maniera puntuale; chi ha scritto l'emendamento è un politico, ma un attento lettore dello scenario di interessi che si muovono in Sardegna, e credo che non possa sfuggire a nessuno che nella misura 2.1 dell'Asse prioritario di riferimento numero 2, risorse culturali dei fondi FERST, dove sono segnati trentasei milioni di euro per il 2005 e trentasette milioni di euro per il 2006, ci fosse questa postilla, questo punto che vi leggo: "Realizzazione delle infrastrutture e degli impianti nel rispetto dei vincoli di tutela e conservazione per i servizi e le attività complementari di valorizzazione. Perché non c'è questo? I fondi comunitari nella loro progettazione integrata della spesa, dicevano: "Bisogna realizzare delle infrastrutture", perché è inutile che io apra un museo all'aria aperta che posso utilizzare soltanto d'estate. Per fare un museo bisogna fare la struttura, e se non c'è la struttura bisogna recuperarne una vecchia, una desueta, una che assolutamente necessita di un piano di ristrutturazione se non di restauro, e mettere a condizione quella struttura di essere fruibile. Ecco, tutto questo non è possibile perché è stata cancellata la lettera C da una parte, quella dell'articolo 37, e nelle previsioni della spesa comunitaria avete totalmente volutamente, pianificandolo, cancellato la possibilità di investimenti infrastrutturali, di questa parola così negativa, "infrastrutture", l'autonomia regionale si è riempita la bocca per cinquant'anni di un tema che oggi non esiste più. Le infrastrutture non servono più. Perché fare un'azione che possa servire a un comune a riqualificarsi?

La 5.1, l'Assessore Sanna dovrebbe esserne pienamente a conoscenza, non è una misura per fare i giardinetti, per fare le piazzette. L'onorevole Pirisi, che non vedo purtroppo in Aula, è un architetto e sa bene che la qualità del paesaggio, la qualità delle città, la qualità dei paesi si misura anche nella qualità della vita, nella qualità urbana che viene proposta. Ebbene, quelle misure sono state cancellate. Guarda caso, tutto quello che era previsto nella misura 2.1 è stato cancellate, è stato cancellato perché si è preferito mettere e introdurre la promozione di iniziative imprenditoriali innovative ad alto contenuto tecnologico per proporre una grande occupazione, per rispondere a quel 17 per cento di disoccupati, 16,9 che c'è in Sardegna.

Se avesse dovuto fare la Giunta una proposta seria, e questa non lo è, avrebbe dovuto fare una semplice comparazione. Avrebbe dovuto analizzare quel 16,9 per cento, capire quali erano le professionalità di quel 16,9 per cento e cercare di dare il maggior numero di risposte a chi è disponibile sul mercato del lavoro e nel settore agricolo e nel settore dell'edilizia e nel settore della piccola e media impresa, e in base a quello avrebbe dovuto assumere l'iniziativa di dire: "Queste sono le priorità di spesa dei fondi comunitari per quanto riguarda i fondi comunitari", quindi la misura che si vuole proporre nella spesa dei fondi comunitari. E per quanto riguarda le politiche attive del lavoro avrebbe dovuto mettere tre punti su cui colpire, su cui incidere.

Noi, che abbiamo fatto una valutazione con macronumeri, abbiamo detto tre cose. La riqualificazione urbana, chiunque la faccia, comporta una crescita immediata rispondente alle esigenze professionali sul mercato del lavoro esistente oggi in Sardegna. E dobbiamo forse dire che chi è manovale, chi è operaio specializzato perché non è laureato non deve più lavorare e che da qui a domani quello che non è laureato, non è specializzato non può trovare lavoro? Il problema è oggi. Abbiamo il compito di porci il problema del 16,9 per cento oggi, non fra cinque anni! E abbiamo bisogno di dare risposte sul piano sociale oggi e non domani. Le politiche attive del lavoro servono per questo, le politiche economiche di sviluppo servono per creare le precondizioni perché i giovani sardi di oggi possano prepararsi per le nuove aperture di scenari che possono offrirsi nel futuro della nostra Regione e della nostra economia.

Tutto questo oggi non è possibile. Non è pensabile che oggi si fondi lo sviluppo economico sull'alto contenuto tecnologico in Sardegna, per giunta non per trovare occupazione, addirittura per creare impresa. Quante imprese in Sardegna si possono creare di iniziative imprenditoriali innovative ad alto contenuto tecnologico? Domanda: abbiamo un elenco di giovani, di iniziative proposte sulla legge numero 1? O le abbiamo sulla 15, o l'abbiamo sulla 3.13? Perché se è sulla 3.13, che è la misura funzionale a quello, che c'è già un bando, e fossero state raggiunte la copertura totale delle risorse finanziarie e quindi ne servirebbero altre capirei, ma dalle notizie che io ho, la 3.13 non sarà utilizzata completamente, e se anche dovesse essere utilizzata completamente non può andare oltre quella misura, quella soglia minima che è necessaria del de minimis che è stata autorizzata, e quindi purtroppo non autorizza tutto quello che, invece, è necessario.

E la 3.13 , che era dedicata alla ricerca scientifica tecnologica ed applicata per quanto riguarda il POR Sardegna, non può dare le risposte in termini occupazionali perché è quel settore che consente di creare le precondizioni. La ricerca, da che mondo è mondo, non crea occupazione immediata, crea le prospettive per creare una applicazione di ciò che si ricerca nel futuro economico imprenditoriale dell'attività produttiva della Regione che sta in quello investendo. Non dà risposte immediate. Qui stiamo parlando di politiche attive del lavoro, di un'altra cosa, di una cosa immediata sulla quale occorre tutti concentrarci e dare le risposte puntuali.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Pili per illustrare l'emendamento numero 365.

PILI (F.I.). La misura 2.1, che è quella che è stata saccheggiata per argomentare l'emendamento numero 321, dico "saccheggiata" ovviamente per sottolineare il fatto che è soltanto un saccheggio terminologico, non sostanziale, perché, ripeto, le risorse sono tutte, gran parte impegnate. Io mi permetterò di dire qui che le risorse sono impegnate per questo tipo di progetti. Leggo: "Sulla misura 2.1 sono stati attivati gli itinerari delle città regie: Sassari, Alghero, Castelsardo, Bosa, Oristano, Iglesias e Cagliari; progetti attivati e finanziati; itinerari di archeologia nuragica e prenuragica: Barumini, Serri, Orroli, Laconi, se non sbaglio il consorzio di Sa Perda e' Iddocca (mi corregga onorevole Paolo Pisu), Morgongiori, Consorzio Parco Monte Arci, Villanovaforru col consorzio Sa Corona Arrubia. Perché rimettete questa voce nel 321? Sono soldi spesi. E perché ci dite che gli itinerari religiosi possono rientrare nella tutela, valorizzazione, promozione del patrimonio culturale? Sono stati spesi perché ci sono decine di comuni che hanno ricevuto i fondi attraverso l'accordo con la Conferenza episcopale. Parchi tematici: parco Grazia Deledda, che riguarda i comuni di Nuoro, di Galtellì, di Orosei, di Orune, di Bitti, di Ittiri, di Mara, di Romana, di Villanovamonteleone, di Monteleone Rocca Doria. Sono comuni che hanno beneficiato, e come vedete sono comuni ben individuati, cioè questi fondi erano individuati nel complemento di programmazione in quanto destinatari di una misura ad hoc per il parco Grazia Deledda. C'è il parco storico Giuseppe Dessì, Villacidro, Buggerru, Flumini Maggiore, Arbus, Guspini e San Gavino. E allora perché i comuni che non hanno un parco letterario devono essere tagliati fuori? Perché chiunque vada a vedere cosa prevede la procedura per queste risorse avrà la sorpresa che vi dicevo prima.

Io vorrei leggervi quali sono le procedure che sono state previste. La misura 2.1 è cosiddetta a regia regionale, cioè già questo è il passaggio fondamentale. I fondi dell'articolo 19 della 37 sono a regia di dati demografici e sociali, numero di abitanti e numero di disoccupati, territorio, capacità di incidere nella perimetrazione che era stata decisa allora su questo dato e ripartire i fondi, regia comunale. Erano i comuni che decidevano come utilizzare i propri fondi. Qui si cambia, si inverte un processo che era stato avviato non dal sottoscritto, non dal centrodestra, ma avviato già nel 1984, che diceva: "Sui comuni incominciamo a evitare che l'Assessore dei lavori pubblici di turno possa gestire i fondi in base alle proprie richieste, alle richieste che arrivano dai partiti, da quant'altro, e stabiliamo un criterio, e ci fu un momento tale in cui l'autonomia regionale si incontrò da una parte e dall'altra, e disse: "Bene, facciamo nascere la 25"; sulla 25 nacque poi l'articolo 19 della 37, e qui il primo cambio, il primo salto. Prima si pianificavano le risorse finanziarie con una ripartizione puntuale attraverso parametri della legge 25 e qui si cambia regia regionale, che prevede: 1) pubblicazione di bandi, 2) selezione e realizzazione delle operazioni attraverso le seguenti fasi procedurali: 1) predisposizione e pubblicazione del bando e raccolta dei progetti; 2) istruttoria delle domande e pubblicazione della graduatoria finale; 3) provvedimento di concessione ai soggetti incaricati, appalto e consegna dei lavori, esecuzione dei lavori. Cioè, per essere chiari, gran parte dei comuni della Sardegna non avranno questi fondi.

Se anche passasse il concetto che quei 110 milioni esistessero, ma non esistono, quei fondi andrebbero soltanto ai comuni che potrebbero partecipare al bando se avessero le risorse per parteciparvi. Non ci possono più partecipare, perché avete cancellato la lettera c) e se io nel mio comune devo recuperare una chiesa con annesso archivio storico della chiesa stessa non lo posso più fare, perché essendo un'opera maledetta pubblica, e quell'opera maledetta pubblica ha bisogno di un finanziamento del 90 per cento dei fondi comunitari e del 10 per cento dei fondi regionali, non ce l'ho quel 10 per cento e quindi non posso parteciparvi. La mia chiesa non sarà più trasformata in un museo, i giovani che avrei dovuto assumere per gestire quel museo, per creare sviluppo culturale anche nelle zone dell'interno non potranno essere assunti, né quelli del cantiere né quelli per la gestione del museo.

E allora è evidente che occorre che tutti, l'onorevole Cugini per primo, che è all'esterno un profondo sostenitore della Giunta regionale, ma è anche una coscienza critica che nei momenti difficili può essere, per la sua esperienza politica, chiamato a far riflettere, può essere quello che non dà un colpo di freno a mano, magari un colpo sul freno a pedale per dire: "Rallentiamo, capiamo quello che stiamo facendo". Perché io vorrei dirvi che tutti i fondi che sono stati previsti qui riguardano la misura 2.1, che sono azioni di recupero e valorizzazione del patrimonio culturale regionale, e dice alla lettera a): "Criteri di ammissibilità: 1) completezza e conformità della documentazione richiesta; 2) pertinenza con gli obiettivi e le tipologie di operazioni indicate; 3) presenza di studio di fattibilità economico-finanziaria dell'intervento. E aggiunge: quota di partecipazione degli enti locali proponenti (almeno 10 per cento). Mi dite i comuni della Sardegna per partecipare a queste misure da dove prendono i soldi? Io credo che ognuno di voi in coscienza sappia che forse è il caso di fermarsi un attimo. Io vi invito a prendere coscienza, coraggio per dirlo, per dirlo a voi! Noi possiamo anche lasciare il campo aperto, possiamo dirvi: "Approvatevi oggi la finanziaria", ma che senso ha che una maggioranza di governo si candidi a fare del male a dei comuni, ai comuni della Sardegna, che si candidi a fare del male alle politiche sociali? Perché, vedete, l'ammissibilità del soggetto proponente passa attraverso il rispetto delle modalità e dei tempi previsti dal bando, e voi sapete benissimo che entro quest'anno, se eventualmente ci fossero dei bandi ancora da avviare, questi potranno essere avviati entro il 2005, e i comuni non potranno da qui al 2005 fare nessun tipo di progettazione per partecipare a concorrere a quei 110 milioni di euro. Cioè si creerà in Sardegna una ulteriore forte discrepanza nella ripartizione dei fondi. Cosa che si sta mettendo in discussione, assessore Pigliaru, anche per quanto riguarda i PIT. I PIT, che erano nati male, per un'impostazione errata, ripeto, dalla lettura del POR del 1999, prevedevano i bandi. Noi abbiamo cercato di correggere, abbiamo detto: "Il primo bando si è fatto, ma le risorse devono essere ripartite, le seconde, per quei territori che non hanno preso nel primo bando", creando principi e criteri di ottimizzazione delle risorse che consentissero di dare le risposte puntuali in quel settore. Questo non è stato fatto e il risultato è che ci sono parti della Sardegna che ancora oggi non hanno nessun tipo di progettualità su quel settore. E io credo che questo sia l'ennesimo misfatto che si va a compiere ai danni dei comuni della Sardegna.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 366 ha facoltà di illustrarlo.

MARROCU (D.S.). Si dà per illustrato!

PILI (F.I.). Se l'onorevole Marrocu, che a quest'ora ci può ancora allietare con delle battute spiritose, volesse aiutarmi a illustrare questi emendamenti, sono convinto che avrebbe più argomentazioni di quante ne ho io. La differenza tra me e lei è che in questa posizione io posso permettermi di esternarle e lei no.

"Programmi di promozione di marketing delle reti dei sistemi culturali orientate agli specifici mercati turistici nazionali e internazionali", è la voce che è riprodotta puntualmente nella "Promozione e valorizzazione del patrimonio culturale". E perché questa è iscritta nell'asse prioritario di riferimento 2, risorse culturali? Sono risorse che ci sono già e sono risorse in gran parte già spese, perché, Assessore, ripeto, era fondamentale prima di questa discussione in Commissione, avere quel prospetto di comparazione di ciò che avete scritto, di ciò che realmente esiste in quanto a risorse finanziarie, darci delle risposte che in qualche modo avrebbero potuto fugare qualche dubbio che abbiamo, ma anche confermare qualche certezza, la certezza che quei 110 milioni di euro che voi iscrivete lì non si possono utilizzare per le politiche attive del lavoro. Perché se è vero come è vero che voi ipotizzate di perseguire con questi 110 milioni tutti questi obiettivi, e vorrei elencarli gli obiettivi che con 110 milioni di euro volete perseguire: erogazione di piccoli sussidi; attività di assistenza e accompagnamento alle imprese; restauro conservativo di aree di particolare interesse; realizzazione dei centri di informazione dei percorsi turistici; recupero dei borghi e delle case rurali per la valorizzazione turistica; incentivi de minimis per la promozione del turismo rurale; tutela e valorizzazione dell'ambiente; promozione e valorizzazione del patrimonio culturale; iniziative imprenditoriali innovative ad alto contenuto tecnologico; iniziative imprenditoriali per la creazione e la messa in rete di sistemi territoriali di imprese; iniziative imprenditoriali nel settore del turismo; iniziative imprenditoriali nel settore agricolo; nelle aree rurali; iniziative imprenditoriali per la trasformazione e la commercializzazione delle produzioni tipiche regionali. Tutto questo volete fare!

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Pili. Vorrei pregare i colleghi di smetterla di battere sul tavolo, perché altrimenti sospendiamo la seduta. Prego, onorevole Pili.

PILI (F.I.). Ho il legittimo sospetto che si possa individuare chi è che fa chiasso, perché dall'alto si vede molto di più quanto si possa vedere dal basso, e siccome non mi pare una persona giovane per compiere questi gesti, lo inviterei a non farli perché sarei costretto a fare nome e cognome di chi si diverte a sbattere il cestino per terra, perché credo che si possano fare nelle scuole elementari, ma non nelle scuole superiori, o meglio in qualche università, considerato che è anche laureato e puntualmente istruito e quindi potrebbe anche evitare di giocare su queste cose. Però credo che la politica del lavoro possa...

OPPI (U.D.C.). Ce l'hai con me?

PILI (F.I.). Con te? Tu sei laureato in pietre, quindi non puoi essere tu.

E quindi dicevo che probabilmente non può sfuggire, come non è sfuggito ai compagni di Rifondazione Comunista, quelli che almeno dimostrano di voler tenere alta la bandiera del lavoro non soltanto in questo Consiglio regionale, ma anche all'esterno, che questa era una finzione. Io sul piano politico, non mi stancherò di ripeterlo, apprezzo il coraggio intellettuale di chi sta in una maggioranza e ha il coraggio non dico di dissentire, ma di esprimere un'opinione diversa, che aiuta il dibattito, che aiuta il dialogo che in questo Consiglio regionale si può assolutamente aprire. Se ci fosse un'iniziativa non di chiusura, ma di apertura, il fatto che il Capogruppo dei D.S. sia in netto contrasto con l'onorevole Cugini, che ci ha invitato… onorevole Cugini, lei più volte è intervenuto con qualche battuta, con la solita ironia sagace che la contraddistingue, per richiamarci comunque a un confronto: "Fateci le proposte". E noi abbiamo fatto le proposte, le abbiamo messe al primo punto di questa legge finanziaria: sono state tutte, nessuna esclusa, cassate, perché si diceva che sono strumentali. Era strumentale mettere 172 milioni di euro per l'occupazione! La differenza tra chi fa l'opposizione oggi e chi la faceva ieri è che chi era prima all'opposizione otteneva i risultati perché c'era una maggioranza dialogante. Su questo tema non c'è stato mai il voto segreto, c'è stata un'intesa raggiunta in quella stanzetta, sistematicamente magari si cercava di limare: facciamo sei mesi di verifica su quello che doveva essere speso, facciamo sei mesi di monitoraggio, e però si arrivava sempre alla cifra finale necessaria per dare ai comuni quel polmone d'ossigeno finanziario necessario per dare un minimo di progettualità alle autonomie locali.

Ecco, oggi voi con la possibilità che state gettando al vento di prevedere, noi siamo pronti ovviamente a ritirare tutti gli emendamenti, per noi fare le dichiarazioni di voto stanotte, domani mattina su tutti questi emendamenti è un proscenio che non esiste. Se fosse la mattina, chi conosce i meccanismi della comunicazione sa che a quest'ora non incide più niente nella comunicazione. Ma siamo pronti a ritirarli in qualsiasi ora della giornata a condizione che su quella cifra messa alla fine, cioè risorsa finanziaria, ci sia uno sforzo politico per dire che il lavoro è al primo punto del Consiglio regionale. Non vi chiediamo altro. Io per quanto mi riguarda, se ho firmato altri emendamenti su altri capitoli li ritiro tutti, dal primo all'ultimo, però una riflessione politica per dirvi: attenzione, quei 30 milioni di euro significa bloccare la spesa dei fondi comunitari, significa mettere in ginocchio i comuni della Sardegna, 378 comuni della Sardegna, e significa bloccare un processo economico e sociale di straordinaria importanza, che ha visto la Sardegna ribaltare quel dato della disoccupazione che è partito da oltre il 19,8 per cento nel 1999 ed è arrivato al 16,9 nel 2004.

Credo che sia un dato che non può essere sottaciuto e che ha bisogno di un'attenta riflessione, perché oggi fate un'azione di forza, approvate la finanziaria così com'è, ma fra qualche mese gli indicatori dell'ISTAT dovranno dare il risultato, il risultato sui termini occupazionali del PIL, e allora forse col senno di poi direte: "Forse abbiamo fatto un errore". Ecco, prima che quell'errore succeda… per esempio la continuità territoriale, vi abbiamo detto: "Guardate, sulla continuità territoriale manca una postilla, che nel caso partecipino due compagnie non avete previsto che tipo di azione svolgere". "Non esiste! Siamo nel giusto! Abbiamo fatto le cose bene, corrette, puntuali, non modifichiamo niente!" puntualmente, qual è il punto di attacco che tutte le compagnie utilizzano per impugnare questo? Quel punto che noi abbiamo messo a verbale scritto, denunciato all'assessore Broccia con una tracotanza che lo contraddistingue nelle azioni che ha perseguito insieme al Presidente, e ha detto: "Andiamo avanti, siamo più forti noi di voi, abbiamo più numeri, abbiamo più tenacia, più coraggio, siamo decisionisti, siamo tutto". E infatti la continuità territoriale è bloccata. Così state perseguendo la strada nella stessa misura per l'articolo 19 della 37. Andate avanti, andate avanti, avanti, avanti, perché alla fine poi sbatterete la testa di fronte ai dati che diranno che non solo non si sarà inciso sul piano sociale, ma si sarà inciso in termini negativi.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

(Segue PILI.) E' acclarato, è assolutamente documentato e questo lo ha detto un professore universitario nelle scorse giornate, su un editoriale pubblicato due o tre giorni fa su L'Unione Sarda, spiegando le dinamiche di una manovra finanziaria rispetto all'impatto economico sociale. E voi non credete a questo, partite dal presupposto che bisogna tout court risanare, sapendo che quel tipo di risanamento che voi imputate al centrodestra è frutto di investimenti che hanno prodotto prodotto interno lordo e che hanno prodotto occupazione e che hanno creato quello svincolo dalle dinamiche internazionali che avevano negativamente influito sullo sviluppo dell'intero Paese.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 367 ha facoltà di illustrarlo.

PILI (F.I.). Io credo che sia assolutamente necessario, colleghi, valutare tutto quello che sostanzialmente voi proponete con questo articolo 321, che riassume la finanziaria. Voi potevate dimenticarvi tutta una serie di capitoli in cui la valutazione della opposizione, ma consentitemi, anche dei corridoi della maggioranza, è stata assolutamente negativa. Cito per tutti il dato dei trasporti, due commi, poverini, poverelli, con questo povero Assessore dei trasporti, espressione dell'onorevole Cugini, e assolutamente indifeso. Non è sua espressione?

CUGINI (D.S.). No!

PILI (F.I.). Del suo partito.

CUGINI (D.S.). Io sono della minoranza, io rappresento la minoranza lui la maggioranza.

PILI (F.I.). Quindi ho capito che l'onorevole Cugini non intende associarsi con la chiusura della tratta Iglesias-Desulo. Quindi lei non è responsabile? Caro Antonello, hai un buon alleato nel mantenimento dell'asse tra Iglesias e Desulo, perché l'onorevole Cugini non difende… Così come per l'agricoltura, io credo che un dibattito così piccolo sull'agricoltura, che la maggioranza ci ha voluto offrire, senza darci nemmeno una risposta su temi fondanti dello sviluppo di un settore così importante come quello agricolo, sia la sintesi che in qualche modo nel 321 voi proponete, cioè togliete le risorse, dimostrate, elencando venti obiettivi, sono venti gli obiettivi, eh! Cioè nell'emendamento 321 ponete venti obiettivi! Quando uno si pone venti obiettivi nelle politiche attive del lavoro significa che non ne ha nemmeno uno, perché uno degli errori storici della pianificazione regionale e della programmazione integrata è stato quello per cui si dava una priorità all'inizio. Io voglio ricordare il POP 1994-1999: il primo obiettivo era la gassificazione del carbone Sulcis, si poneva come primo obiettivo. A un anno e mezzo dalla chiusura si era visto che non si era posta non una pietra, non era stato chiuso un atto che avevate gestito integralmente. Io vi ricordo la presidenza del comitato, evito i nomi perché sarebbe troppo facile richiamarli qui. Ebbene, si cambiò la programmazione dalla A alla Z all'ultimo momento. Così siete voi: non avete progetti, non avete idee, non avete priorità di intervento, cioè non avete scelto in questa manovra finanziaria, ma si vedeva già dalle dichiarazioni programmatiche, una priorità che era quella del lavoro, sulla quale poteva coincidere l'intero Consiglio regionale. Io credo che non ci fosse nessun collega del centrodestra che non avrebbe votato a favore del rifinanziamento del piano straordinario del lavoro, con tutte le sue criticità. Ma io sono sicuro che noi avremmo condiviso quella proposta sapendo che anche se il centrosinistra avesse avuto il consenso dei comuni sarebbe stato giusto e corretto dare quella risposta in termini autonomistici, senza elevare bandiere e qualche volta, come serve, dimenticandosi di far parte di una minoranza o di una maggioranza.

Questo è uno di quei temi, colleghi, dove anche nel recente passato abbiamo dimostrato che non esistevano maggioranza e minoranza, ma esisteva una proposta comune. E io vi ricordo che la prima legge del 2002 è la legge numero 1, quella sulla imprenditorialità giovanile. Sapete perché è nata la legge sull'imprenditorialità giovanile? Per due motivi, il primo: per sanare la ex legge 28. C'erano tanti progetti di tanti giovani che da tre anni aspettavano il rifinanziamento della 28, progetti presentati che aspettavano delle risposte. Non sono arrivate! Abbiamo finanziato la legge numero 1 dicendo: "Chiudiamo tutta la partita pregressa e ne apriamo una nuova", che doveva, in termini di sostituzione, prima complementari e poi sostitutivi, intervenire sull'articolo 19 della 37. L'obiettivo qual era? Era quello di passare dalle politiche attive del lavoro, l'articolo 19 della 37, a dinamiche del lavoro svolto attraverso il processo di sviluppo economico della Sardegna.

Ecco, c'era un filo logico che legava la legge numero 1 del 2002 alla sostituzione lenta, graduale, ma inesorabile del fondo delle politiche attive con azioni economiche forti. Non è che abbiamo detto "siamo arrivati, cancelliamo l'aspetto fondamentale", abbiamo messo, qui cito per tutti, perché questo è anche tema di questo articolo, la formazione professionale. Hanno detto: "Tagliamo, tagliamo, settecentocinquanta lavoratori per strada"! Ma con quale senso politico e sociale si può permettere la Sardegna di fare politiche che tagliano tout court settecentocinquanta operatori? Noi allora abbiamo messo a correre quaranta milioni di euro. Collega Secci, collega Lai, colleghi del centrosinistra, voi sapete che il segretario generale della CISL sul tavolo della concertazione disse: "Noi abbiamo bisogno di salvaguardare una fascia di giovani sardi che non trovano spazio, per mille e una ragione nella scuola pubblica, perché non c'è un solo genitore che vuole spostare il suo figliolo dalla scuola pubblica ad una scuola di formazione professionale". Tutti vorrebbero andare alla scuola pubblica, vorrebbero che i propri figli avessero una carriera scolastica puntuale e precisa, ma molti non se lo possono permettere e sappiamo che quell'esclusione di quei giovani poteva essere recuperata attraverso il processo di obbligo formativo; qualcuno magari ne ha anche approfittato, ma la sostanza di quei quaranta milioni di euro serviva per creare quella transizione.

Quello che manca a questa Giunta regionale è la posizione che consente di passare da un processo ad un altro; si pretende di gestire politiche sociali così come si gestiscono le azioni finanziarie. Non è così! Quando ci sono in ballo famiglie, quando ci sono in ballo giovani che aspettano un'occupazione, non si può in alcun modo pensare di cancellare opportunità importanti per il proprio futuro. Ebbene, questo comma che noi proponiamo e che proponiamo nelle misure attuative dell'Asse 2, che è quello di provenienza dei 110 milioni di euro, se non abbiamo sbagliato, possiamo dire tutto e il contrario di tutto perché la Giunta dice nel suo emendamento tutto e il contrario di tutto; fa questo calderone di 110 milioni di euro, non ci dice quali sono impegnati, non ci dice quali sono spesi, non ci dice da quali misure arrivano e pretende che noi accogliamo a braccia aperte questa manna di 110 milioni di euro.

Pensate, prima non c'era una lira, prima trenta milioni di euro, di punto in bianco, senza che manchi una sola risorsa dal bilancio regionale, escono 110 milioni di euro. Accipicchia! Centodieci milioni di euro recuperati da chi riesce, con equilibrismi, giocolieri, di tutto, a recuperare centodieci milioni di euro! Io posso credere a tutto, ma so che quei funzionari che hanno lavorato tanti anni in Regione, con la Giunta di centrosinistra, con quella di centrodestra, tutto possono fare, ma non miracoli e centodieci milioni di euro non si trovano dall'oggi al domani.

So che questo è un artifizio politico, che però oggi è svelato, ma non perché lo dice un povero consigliere d'opposizione, noi siamo poco credibili, siamo schierati, abbiamo perso anche le elezioni, che senso ha che noi possiamo avere credibilità in quest'Aula? La prima cosa che ci si dice è: "Avete perso, tu Pili hai perso più degli altri, non ha senso che parli". Infatti, non siamo noi che parliamo, è anche una parte della vostra maggioranza che dice che è un bluff, allora ritiratelo! Se tutti abbiamo scoperto che è un bluff, poteva la nostra argomentazione essere priva di contenuto, priva di sostanza, priva di comunicazione all'esterno se non avessimo avuto un supporto di chi onestamente, sul piano intellettuale, ha detto: "Guardate che è un bluff, non ci crede nessuno che ci sono centodieci milioni di euro". Lo dice una parte importante che è figlia di quel padre che ha scritto, insieme ai sindaci... perché io vorrei ricordare che l'articolo 19 della 37 è stato scritto dai sindaci insieme all'assessore Cogodi, conferenze tra sindaci e amministratori...

DESSI', Assessore della difesa dell'ambiente. L'abbiamo scritto io e Secci.

SECCI (La Margherita-D.L.). "Ita ses narendi". E' lei che non si ricorda.

(Interruzione)

SECCI (La Margherita-D.L.). Non sono smemorato. Ricordo le origini e anche i presupposti.

PRESIDENTE. Emendamento 368. Ha facoltà di parlare il consigliere Pili per illustrare l'emendamento. Onorevole Pili, le ricordo che stiamo sempre illustrando gli emendamenti, non è una discussione generale.

PILI (F.I.). E' evidente che quella parte politica che oggi ha svelato, più di quanto potessimo fare noi il misfatto, ha reso vano l'articolo 321; il comma 321 è privo di concretezza, è privo di qualsiasi copertura finanziaria, quindi è giusto che la Giunta regionale ci ripensi.

All'esterno il messaggio che uscirà è che avete cancellato trecento miliardi di vecchie lire per i comuni della Sardegna ed è evidente che aver tagliato trecento miliardi per i comuni della Sardegna avrà una ripercussione: i comuni della Sardegna, quelli di centrosinistra per primi, sapranno che tutti i consiglieri, nessuno escludo, dal professor Gessa alla professoressa Cerina hanno contribuito a cancellare i trecento miliardi e quella politica innovativa, che vi ha portato a sedere sui banchi di questo Consiglio regionale, che avete proposto, non solo non è stata innovativa, è stata regressiva. Proponete alla Sardegna di regredire anziché andare avanti ed è per questo che noi all'articolo 8, al comma 1, proponiamo di creare anche laboratori innovativi coerenti con i tematismi delle reti di sistemi culturali di riferimento, laboratori di ricerca, di animazione a carattere culturale e tradizioni culturali locali. Perché, onorevole Gessa, proponiamo di introdurre anche questo? Perché non vorremmo che la Commissione che lei presiede non si occupasse di questi temi. Abbiamo voluto ricordarlo a lei, professor Gessa che, nella sua maggioranza, è persona ancora non, mi permetta, infettata dalla politica vecchia e quindi capace di discernere quelle che sono le azioni positive e quelle che positive non sono.

Io mi domando: "La sua Commissione ha valutato le somme che sono state spese nell'azione 2.1 dell'Asse prioritario di riferimento risorse culturali dei fondi FERST"? Mi domando: "Sono state fatte queste verifiche"? Ma perché le avete scritte nell'emendamento 321, assessore Pigliaru? L'Assessore della cultura non sappiamo dove sia, anche lei sparita in qualche biblioteca della Sardegna…

(Interruzioni)

Eh?

PRESIDENTE. Onorevole Pili, si rivolga all'Aula.

PILI (F.I.). E' evidente, professor Gessa e professoressa Cerina, che non si può dire che questi soldi possono essere utilizzati per il piano straordinario del lavoro perché se voi foste stati attenti consiglieri della maggioranza avreste già dovuto vedere che le somme poste nel bilancio della Regione sui capitoli della cultura sono minimali rispetto ai fondi che sono presenti nei fondi comunitari, che sono tanti. Pensate che nel 2005 la vostra Commissione sarebbe dovuta essere chiamata a guardare, controllare, non più dare indirizzi perché quelli sono già scritti, la spesa di 36 milioni di euro. Vi risulta che il vostro Assessore vi abbia portato una verifica di questo? Non ve la può portare perché se no l'arcano dello stanziamento dei 110 milioni crolla. Nel momento in cui vi porterà e vi dirà che questi soldi del 2005 sono tutti impegnati in bandi già attivati, è chiaro che i compagni di Rifondazione Comunista già sono convinti di quello che sostengono, con il dato effettivo numerico contabile e finanziario hanno anche la dimostrazione contabile e finanziaria.

Però vi invito a farlo, perché molto spesso ci si riempie la bocca di progetti innovativi, alternativi, valorizzazione del patrimonio culturale, non avete inventato niente! E' l'acqua calda! E' scritto nel QCS dello Stato italiano ed è assunto come linea prioritaria del complemento di programmazione del POR Sardegna. Cioè quella politica culturale che voi dite di voler sviluppare è già scritta, è già attuata in molti comuni della Sardegna, però con il principio dei bandi è stato attivato.

Ebbene, se i colleghi della maggioranza...

(Interruzione)

Onorevole Oppi, anche lei è preoccupato dell'assenza del suo Assessore di riferimento? Pare che non venga neanche per lei, ha già comunicato che non verrà. Risponderà a tutto il Presidente Soru, anche sulla sanità.

Quindi, credo che su questo tema bene farebbe... Il collega Davoli, che ha un'esperienza amministrativa - credo - importante alle spalle o anche nel presente potrebbe aiutare la professoressa Cerina e il professor Gessa perché se lui che ha capito il meccanismo di quei 110 milioni cogliesse l'occasione per unire l'utile al dilettevole…

CAPELLI (U.D.C.). Lui chi?

PILI (F.I.). L'onorevole Davoli. Potrebbe consentire di verificare se queste risorse finanziarie sono andate a buon esito, se cioè è stata fatta una puntuale spesa di questi fondi comunitari e dare al Consiglio una prima lettura.

La richiesta che io avanzo rispetto a tutte queste misure, professor Gessa, è che la Commissione presenti all'Aula un piano di verifica, cioè la valutazione ex ante, in itinere ed ex post, bisogna verificare a che punto siamo. Credo che siamo in quella in itinere e quindi si possa proporre una verifica di attuazione di queste risorse. Chieda formalmente all'Assessore della programmazione se può avere uno schema finanziario di queste misure, gliele ripeto, della misura 2.1 dell'Asse 2 delle risorse culturali. Se lei avesse questo riscontro - e può averlo per l'autorevolezza più di quanto possa averlo un consigliere d'opposizione - gliene saremo assolutamente grati, grati così come siamo all'introduzione nel primo comma della lettera c) di riferimento di quella partita che riguarda le nuove iniziative imprenditoriali nel settore del turismo.

Quale turismo? Fino a prova contraria in Sardegna non si parla più di turismo. Se non erro si parla di turismi. L'Assessore del turismo, quello attuale, o meglio quello che abbiamo visto qualche volta passare in quest'Aula, ha parlato di turismi. Vorremmo sapere queste nuove iniziative sono quelle che dobbiamo sviluppare nella qualificazione dell'esistente o sono nuove iniziative imprenditoriali nel settore del turismo? Sono costiere o sono zone interne? Perché in quelle costiere non possono essere svolte e nelle zone interne non possono essere svolte. Nelle zone interne non possono essere svolte perché queste risorse finanziarie appartengono tutte, e nessuna esclusa, a quella progettualità che nel POR Sardegna è legata ad una contribuzione solo ed esclusivamente alle iniziative pubbliche. Voi ricorderete su questo tema un emendamento del collega Falconi, vi ricordate che nei PIT erano previste le iniziative private? E poi perché non sono state contenute? Perché c'è stato un emendamento dei colleghi Marrocu-Falconi che proponevano l'introduzione di una procedura di spesa dei fondi delle leggi di settore, prioritariamente destinata alle iniziative dei PIT. Qui si prevedono iniziative imprenditoriali nel settore del turismo, con quali procedure? Quali sono le procedure per dare risorse alle iniziative imprenditoriali nel settore del turismo? Io che ho velocemente letto tutti gli aspetti procedurali della misura 2.1 mi sono reso conto che non c'è un criterio di ammissibilità, non c'è soprattutto, ciò che più conta, un grado...

PRESIDENTE. Emendamento 369. Ha facoltà di parlare il consigliere Pili per illustrare l'emendamento.

PILI (F.I.). Non esiste in nessuna parte dei fondi della misura 2.1, richiamati per i sistemi culturali e turistici, la possibilità di finanziare imprese giovanili per il settore turistico. Onorevole Uras, lei che è più tecnico di tutti noi qua dentro, le risulta che sui fondi comunitari nella misura 2.1, Asse 2, risorse culturali possano essere finanziate iniziative imprenditoriali per quanto riguarda il settore turistico? C'è questa possibilità? Io credo che lei sappia che non esiste questa possibilità, non c'è da nessuna parte. Perché scrivete che c'è una previsione di spesa di 110 milioni ed includete una cosa soltanto per gratificare qualche parte politica che vi ha posto giustamente il problema politico? A chi volete darla a bere - mi passi questo termine Assessore, mi perdoni, l'ora è tarda e quindi si può anche qualche volta uscire fuori dai canoni del linguaggio istituzionale - che ci sono le risorse per iniziative imprenditoriali nel settore del turismo? Non c'è da nessuna parte. E se così fosse, non saremmo nell'ambito del de minimis perché non credo che ci siano iniziative dette imprenditoriali nel settore del turismo praticabili con centomila euro. Perché se è vero come è vero per fare una valutazione puntuale, occorre, per tutti i criteri di selezione della proposta rispetto ai bandi, uno studio di fattibilità economico-finanziaria dell'intervento. Quindi, cosa vogliamo finanziare? Chioschetti? Vogliamo fare in Sardegna iniziative imprenditoriali fondate sui chioschetti? Se è questo il merito della proposta turistica, è una proposta assolutamente priva e destituita di ogni fondamento.

Sarebbe utile che si guardasse quali sono tutti i criteri di valutazione contenuti nei progetti di valorizzazione della misura 2.1 ed in particolar modo se è vero come è vero che c'è un chiaro richiamo al miglioramento del capitale umano locale. Allora, mi dovete spiegare in base a quale progetto i comuni della Sardegna dovrebbero migliorare il capitale umano locale. Non ce n'è nemmeno uno e siamo assolutamente certi che qualsiasi alchimia nella lettura e nell'impostazione di questo progetto possa dare alcun tipo di risposta esaustiva.

Vedete, colleghi, l'onorevole Marrocu è stato artefice di alcune battaglie trasparenti su alcune leggi di incentivazione sul settore agricolo; e quelle battaglie si sono vinte per due ordini di motivi. Uno, perché si è con chiarezza individuato il problema e con altrettanta chiarezza si è individuata la soluzione, senza percorsi che fossero tortuosi o assolutamente privi di trasparenza, perché con l'Unione Europea bisogna trattare con la chiarezza degli obiettivi e la dimostrazione che si tratta di riequilibrio e non invece di un vantaggio che va a turbare il mercato.

In questa direzione, questi stanziamenti di centodieci milioni di euro, che voi proponete, inesistenti, rispetto a questo tipo di iniziativa vorrebbero turbare quelle regole comunitarie; ed è per questo motivo che non si possono assolutamente utilizzare queste risorse nella direzione che l'assessore Pigliaru ha voluto avanzare.

Bene, io credo che ci sia davvero da parte di tutti voi, colleghi della maggioranza, la consapevolezza che non si possono creare posti di lavoro attraverso processi che hanno una scarsa (trenta milioni di euro) prevaricazione su progetti seri di investimenti che invece erano stati previsti in base all'articolo 19 della legge numero 37. Avete scelto una strada rischiosa, una strada che non ha via d'uscita!

Io lo ribadisco, non mi stancherò di ripeterlo anche in quest'Aula, abbiamo davvero la consapevolezza che l'unica proposta che si può assolutamente avanzare è quella di dare una indicazione puntuale al Consiglio per modificare la cifra. È chiaro che se questa modifica della cifra, il cui emendamento noi non abbiamo proposto. Per essere chiari, noi potevamo proporre l'emendamento al rialzo, non vogliamo rubare la scena politica alla Giunta regionale e alla maggioranza, vogliamo che l'aumento da trenta a centosettantadue milioni venga proposto dalla Giunta.

Onorevole Uras, ho apprezzato molto che anche il vostro Gruppo non abbia voluto fare quel mercimonio a chi la spara più grande; io credo che la sensibilità politica delle parti in gioco possa assolutamente partire da questo presupposto, il presupposto di dare delle risposte compiute in termini finanziari. Perché se è vero come è vero che avete ricopiato le misure previste, copiandole dall'Asse 2 risorse culturali, è anche vero che tutte queste risorse finanziarie sono state assolutamente spese. E quindi in questa direzione io credo che non possano essere assolutamente reiterate nel proseguo di questa azione che voi proponete.

Presidente, io ho concluso l'illustrazione di questo emendamento.

PRESIDENTE. Emendamento 370. Ha facoltà di parlare il consigliere Pili per illustrare l'emendamento.

PILI (F.I.). In questa direzione è evidente che occorre guardare quanto è stato previsto dalla identificazione della misura 2.1, che erano le ex 2.1 e 2.2, ed è evidente che i settori di classificazione che l'Unione Europea ha dato e cioè valorizzazione dei beni culturali con il recupero, la conservazione del patrimonio culturale, la promozione della conoscenza e della fruizione del patrimonio culturale rappresentino obiettivi specifici dei fondi comunitari e che in quanto previsti puntualmente dal QCS e dal POR Sardegna sono abbondantemente disciplinati e sono individuati in tutti i capitoli finanziari, misura per misura.

Esiste per ognuna delle misure - troppe aggiungo io - un funzionario incaricato, responsabile di misura, che ha il compito e il dovere di articolare le risposte a tutte le azioni di spesa che devono essere caratterizzate appunto nella spesa di questi fondi.

È evidente che l'assessore Pigliaru ha voluto proporre un'azione studiata a tavolino dalla parte politica...

(Interruzioni)

PILI (F.I.). Colleghi, non c'è fretta! Onorevole Secci, lei a quest'ora ha uno spirito, non dico clericale perché non vorrei offendere i clericali, però sicuramente di un "vogliamoci bene" che potrebbe essere molto più importante se utilizzato ad incrementare le poste di bilancio piuttosto che ad impedire a questo povero oratore di dare delle risposte.

Ci sono coloro che patiscono già le prime risposte che arrivano dal mondo della formazione professionale, onorevole Secci, perché credo che lei abbia ricevuto, così come avrà ricevuto l'onorevole Lai... Ho visto che qualche Assessore si è alzato anche infastidito, lo stesso Presidente ha cominciato ad agitarsi quando si è cominciato a parlare di formazione professionale, quasi si fosse toccato un nervo aperto...

(Interruzioni)

Sì, è un nervo aperto perché non siete riusciti a chiuderlo, perché, onorevole Lai, lei ha preferito il silenzio delle segrete stanze a quello di quest'Aula! Perché lei, forse più di altri, era titolato in quest'Aula a rappresentare un settore che anche politicamente l'ha espressa e che forse avrebbe meritato un'attenzione non nelle segrete stanze, ma nelle pubbliche assemblee, così come è questa.

Perché se è vero, onorevole Secci, che a quest'ora ore sarebbe meglio stare a casa, magari a letto, magari a riposo, magari guardandosi la televisione, forse però sarebbe stato utile qualche settimana fa, qualche mese fa occuparsi del fatto che le azioni che la Giunta regionale metteva in campo avrebbero portato a far spedire...

(Interruzione del consigliere Secci)

PILI (F.I.). Io credo che i risultati siano talmente positivi, così come quelli che l'assessore Mannoni ha preannunciato ieri per i lavoratori dell'Esaf, infatti faranno sciopero tra qualche ora.

(Interruzioni)

Infatti hanno licenziato tutti anche lì! Ecco, questo ottimismo dell'obbedienza mi pare assolutamente privo veramente di risposte. Non credo che Mario Medde, che ricordo come persona equilibrata, possa avanzare ai segretari regionali dei partiti una lettera in data 31 marzo in cui dice che c'è un imminente invio dei preavvisi di licenziamento per 750 operatori inseriti nell'albo della legge regionale numero 42; perchè se ci fosse qualche buona notizia bisognerebbe darla subito, perchè quelle famiglie dei 750 lavoratori oggi avranno la comunicazione di questo preavviso.

Onorevole Secci, lei non può liquidare la lettera del Segretario generale della C.I.S.L. con atteggiamenti di sufficienza. Credo che sia una lettera con tutti i fondamenti del caso e che quindi forse è meglio che, con quella superficialità con la quale la Giunta ha proposto soluzioni o, meglio, con le quali ha creato problemi ai settori più svariati della Regione sarda forse è meglio che le persone sagge, onorevole Cugini a lei mi rivolgo, considerata anche la sua esperienza amministrativa, mi riferisco quegli a quei due giorni di Assessore dell'agricoltura nella giunta Selis, possano assolutamente dare delle risposte puntuali per mettere un minimo il piede sul freno per evitare che si incorra ancora e sistematicamente in tanti tanti errori. È per questo che anche l'emendamento 370 rappresenta l'obiettivo che abbiamo riprodotto dai fondi comunitari.

Io spero, onorevole, professor Gessa, lei sa bene la stima che le ho sempre rivolto, possa essere partecipe del dibattito. Io credo che a lei neanche il presidente Soru la possa sgridare se interviene in quest'Aula a dire ciò che pensa; e magari potrebbe intervenire come presidente della commissione, considerato che parliamo di questo tema, a riferirci delle questioni che stiamo affrontando, cioè sull'avvio e la costruzione delle reti e dei sistemi culturali.

È previsto dai fondi comunitari, però l'assessore Pigliaru, vorrebbe far intendere a lei e anche a noi, o meglio ai compagni di Rifondazione, che questi fondi sono tutti da gestire; sono già pianificati, sono tutti elencati puntualmente in tutte le misure comunitarie e quindi non c'è niente di cui pianificare. Sono tutti soldi impegnati, tutti soldi in gran parte già spesi.

Con questo, onorevole Presidente, ho concluso la mia illustrazione del comma dell'emendamento 370 e se lei mi dà il tempo potrei passare al 371.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Pili per illustrare l'emendamento numero 371.

PILI (F.I.). La ringrazio onorevole Presidente, la ringrazio per la sopportazione che ha nei miei confronti, nonostante l'ora...

(Interruzione del consigliere Lai)

PILI (F.I.). La ringrazio, onorevole Lai, lei è sempre puntuale e preciso a qualsiasi ora del giorno e della notte. Mi dispiace che l'Assessore del lavoro, che se non ho capito bene è espressione del collega Uras...

(Interruzioni)

PILI (F.I.). Non si capisce più niente! L'onorevole Cugini rinnega l'assessore Broccia, l'onorevole Uras rinnega l'assessore Salerno, è una rinnegazione totale degli esponenti della Giunta! Non importa, l'importante è che rinneghiate questo articolo. Potete rinnegare gli assessori, ma rinnegate questi commi di questo articolo che è davvero provvidenziale per i comuni della Sardegna.

Il sindaco di Sardara, io mi domando come farà il comune di Sardara a non avere più i fondi della legge numero 37. Sei contento? Io non credo che tu sia contento, perché se dicessi in quest'Aula di essere contento, non so se sarebbero contenti i tuoi concittadini di Sardara o tutti coloro che hanno avuto in questi anni dal tuo comune quelle risposte.

Io se fossi sindaco di un comune piccolo o grande, in quest'Aula siccome devo rispondere innanzitutto a chi mi ha espresso, chi ma ha dato un mandato, qui non farei elevare le barricate ad un oppositore, per giunta sconfitto, le eleverei io, sarei il primo a dire: "Ma come...", e sareste molto più autorevoli di quanto lo possa essere il sottoscritto! Se i sindaci del centrosinistra presenti in quest'Aula, dall'onorevole Paolo Fadda che è prima che consigliere regionale sindaco, orgogliosamente sindaco nella storia...

(Interruzioni)

PILI (F.I.). Lei è sindaco..., l'onorevole Secci, sindaco; l'onorevole Mattana sindaco, ma perché siete tutti contenti che vi tolgono i soldi dal bilancio dei comuni? Io non lo so, se siamo di fronte a sistemi giapponesi...

(Interruzione del consigliere Secci)

PILI (F.I.). Mi dica onorevole Secci?

(Interruzione del consigliere Secci)

PRESIDENTE. Prosegua onorevole Pili, poi eventualmente...

PILI (F.I.). Guardi, onorevole Lai, lei di bond se ne dovrebbe occupare in maniera più attenta e oculata, perché lei parla senza sapere, parla senza sapere ciò che dice!

PRESIDENTE. Onorevole Lai, prego.

PILI (F.I.). Onorevole Secci, quell'indebitamento passa anche per quei 40 milioni di euro sulla formazione professionale, onorevole Lai, e lei sa bene che è meglio che quel capitolo lo teniamo chiuso. Lei non è abilitato a parlare di indebitamento, perché se guardassimo gli emendamenti che ha presentato nella precedente legislatura di tutto lei potrebbe essere alfiere fuorché della corretta gestione...

(Interruzione del consigliere Lai)

PRESIDENTE. Onorevole Lai, posso chiedere di interrompere la polemica, lei onorevole Pili torni all'emendamento per cortesia. Andiamo avanti...

(Interruzione del consigliere Cugini)

PILI (F.I.). Io accetto il richiamo, onorevole Cugini perchè lei me lo fa con la cortesia che gli è nota e con l'ironia che tutti le riconoscono. Credo che assolutamente, così come mi richiama qualcuno, sarebbe utile valutare quanto in questi anni, a proposito di indebitamento, sia stato speso in alcuni settori dell'economia regionale; e mi riferisco in particolar modo a tutta quella parte che per esempio viene disciplinata nella partita approvata oggi dalla Giunta sui fondi Cipe. Io mi domando, l'onorevole Pirisi è già partito a Macomer, e non potrà essere chiamato in causa, ma da quello che ricordo...

(Interruzioni)

PII (F.I.). Dov'è, non si vede. Prego, Luciano...

(Interruzioni)

PILI (F.I.). Dicevo che si sono, onorevole Cugini, alcune affermazioni che lei in qualità di esponente di spicco di questa maggioranza, nelle ultime tre righe del lancio dell'Ansa relativamente al...?.. della Giunta potrebbe spiegarci, perchè qui, per esempio, parliamo di Internet point. Cioè nei fondi comunitari è previsto che sulle ricorse culturali vengano attivate tutta una serie di circuiti e di reti importanti. Ci domandiamo, come è possibile che stasera la Giunta regionale abbia potuto stanziare delle risorse sui fondi CIPE secondo le notizie dell'Ansa per la banda larga? La banda larga. Fondi CIPE, dice l'Ansa, notizie non confermate, della banda larga. Che non è una bandana!

(Interruzione del consigliere Lai)

PILI (F.I.). Quasi. Quasi. Onorevole Lai, c'è arrivato vicino anche se anche questa volta non ha colpito nel segno. Credo che sia assolutamente improponibile per tutto quello che stiamo dicendo che le politiche dell'indebitamento possano essere attribuite a questo passaggio che voi state oggi subendo e, vorrei dire, mi perdonerà il sindaco di Sardara che ho richiamato, però c'è anche il collega Biancu, che per un attimo mi è sfuggito, è Capogruppo, è ancora Capogruppo, onorevole Biancu. Ma è sindaco ancora?

Lei è contento che le abbiano tolto di soldi della 37, perchè sennò non starebbe sorridendo e non starebbe in silenzio. Lei sta sorridendo, contento e per giunta silente di fronte al taglio dei fondi della 37. Spero che lei avrà l'accortezza di spiegare che questo taglio non è frutto dell'indebitamento contratto negli anni passati, perché sarebbe facile per chi era in quegli anni in questi banchi individuare l'emendamento anche a sua firma, onorevole Biancu, in cui diceva: "Stanziamento triennale di 172milioni di euro per il piano straordinario del lavoro". Mi domando: perché si pone oggi il problema dell'indebitamento quando allora, devo dire che l'artefice, professore di quegli emendamenti era l'attuale Assessore degli Enti Locali, guardate come si ribalta la storia, l'onorevole Gianvalerio Sanna era professore, guida politica, amministrativa della coalizione di centrosinistra che scriveva gli emendamenti, li pensava, li congegnava in ogni singolo particolare, dall'emendamento soppressivo parziale a quello totale e per giunta scriveva le cifre! Ed era talmente bravo, presidente Soru, che non c'era un solo emendamento dell'onorevole Sanna che non avesse copertura finanziaria, compreso quello dei 172 milioni di euro, dei tre anni. Stranamente adesso viene mandato dall'altra parte a spiegare che non ci sono più i soldi. Perché nel 2002-2003-2004, c'erano i soldi e adesso onorevole Sanna, assessore degli enti locali, sono spariti i soldi? Cioè quando trovava la copertura finanziaria nel 2002-2003-2004 c'era la copertura e adesso che siete al Governo non c'è più?

LAI (D.S.). Li ha portati via a Buenos Aires.

PILI (F.I.). Li ha portati via a Buenos Aires! Non sappiamo chi onorevole Lai, lei fa troppo richiamo al tango, ma non credo che abbia la stazza del ballerino del tango. Quindi, lasci perdere il tema del ballo perchè non le appartiene, né il tango e né l'argentino. Però credo, davvero, che non si possa lasciare alla provocazione di chi come...

CUGINI (D.S.). È primo aprile; non ti crede nessuno!

PILI (F.I.). Onorevole Cugini, lei..

PRESIDENTE. Onorevole Pili, prosegua. Faccia la cortesia. Onorevole Cugini, lasciamo proseguire.

CUGINI (D.S.). È uno scherzo del primo aprile.

PILI (F.I.). L'onorevole Cugini è un professore di ironia, ma è anche sottile nelle cose che dice, lei sa perchè mi sta sottolineando che è il 1° aprile...

PRESIDENTE. Siamo al 372, onorevole Pili.

PILI (F.I. ). Non perché è il giorno in cui non bisogna credere alle cose, mi sta sottolineando questo per ricordarmi che questa maggioranza...

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Pili, posso interrompere?

PILI (F.I.). Prego Presidente.

PRESIDENTE. La prego di restare all'illustrazione degli emendamenti, invito i colleghi, anche quelli che hanno difficoltà a restare seri, data l'ora, che c'è una rotazione costante, di consentirci di proseguire, perché ci stanchiamo tutti. Prego onorevole Pili.

PILI (F.I.). Grazie onorevole Presidente. L'onorevole Cugini, dopo avere rinnegato l'assessore Broccia adesso vorrebbe negare il fatto che mi richiama al 1° aprile per ricordarmi che siamo al quarto mese di esercizio provvisorio., e che è un merito che ovviamente l'onorevole Cugini non vorrà assolutamente assumersi pur sapendo di averlo tutto. Perché, vedete colleghi, avere scelto in questi mesi la strada in qualche modo arrogante di volere portare avanti un progetto e un disegno di tutto ciò che tocchiamo blocchiamo, siate riusciti a bloccare per giunta l'unica cosa che si poteva in questa legislatura compiere nei tempi previsti. L'onorevole Scano, Assessore della Progammazione nella sesta, settima Giunta Palomba, non ricordiamo più quante, era riuscito a provare, primo caso, il bilancio e la legge finanziaria in tempo utile. Poi l'avete sostituito, non l'avete ricandidato, non so cosa avete fatto, comunque era riuscito a fare quello e l'avete punito.

(Interruzione del consigliere Cugini)

PILI (F.I.). Poi infatti non l'avete ricandidato e se n'é andato via dal vostro partito.

PRESIDENTE. Prosegua onorevole Pili, non si lasci interrompere, risponda, vada avanti, lei. Sta seguendo un filo logico.

PILI (F.I.). Si immagini Presidente, se posso lasciare perdere l'onorevole Cugini. Credo che l'onorevole Cugini sappia bene l'arte della politica e quindi ben capirà che essere riusciti con una maggioranza di 50-55 non ricordo più quanti, di essere arrivati al quarto mese di esercizio provvisorio, credo nemmeno la più scalcagnata giunta da me presieduta sia riuscita a fare tanto, nessuna. Non credo di essere, a memoria di quasi cinque anni, riusciti ad arrivare al quarto mese di esercizio provvisorio. Voi in 50 e passa, con 20-22 che non ci sono mai, quelli che ci sono degli stacanovisti, gli altri 22 non si sa dove sono, quando ci sono, sono zitti come gli altri 30, però certo è che non date nessuna risposta al nuovo sistema elettorale che vi ha caratterizzato, è un sistema elettorale che vi ha portato al quarto mese di esercizio provvisorio!

OPPI (U.D.C.). Sono 51.

PILI (F.I.). 51. Stai contando anche il professor Gessa che però dal cenno del viso mi sembra dissidente.

PRESIDENTE. Onorevole Pili, capisco che lei abbia bisogno di riempire i vuoti, però andiamo avanti.

PILI (F.I.). No, onorevole Presidente, si immagini onorevole Presidente se abbiamo...

(Interruzioni)

PILI (F.I.). Perché se anziché aspettare che noi leggessimo in Aula la misura 2.1, fosse stato il professor Gessa ad illustrarci l'attuazione probabilmente non ci sarebbe stato neanche il 321. Se nella prima attività di ricognizione del primo semestre avessimo fatto una verifica puntuale della misura 2.1 oggi non saremmo qui a discutere, avremmo detto: "Ci sono 30 milioni di euro, non ce ne sono altri". Sarebbe stata una argomentazione plausibile, incontrastabile sul piano della risorsa finanziaria, ma ciò che invece è più grave è che si vuole indurre questo Consiglio, maggioranza e opposizione, a ritenere che ci sono 110 milioni, quando tutti sappiamo che così non è. Quei 110 milioni non esistono, quei 110 milioni sono fittizi e così come, Presidente illustro il 372, considerato che il tempo sta per scadere, è previsto l'introduzione del regime di aiuto de minimis per le seguenti tipologie di attività imprenditoriali.

Quando, onorevole Uras, nell'emendamento numero 321 la Giunta propone il de minimis, lo propone come norma ex novo? No. La propone perché è contenuta nella misura 2.1, e ritiene che questa colleganza, questo collegamento tra la parte relativa all'emendamento 321 e l'articolo 19/37 possa in qualche modo indurre a pensare che ci sono risorse finanziarie. Vi leggo per che cosa sono previsti i de minimis, della misura 2.1: iniziative imprenditoriali nel settore del restauro della conservazione e della valorizzazione del patrimonio culturale attraverso incentivi per le imprese e i lavoratori autonomi che partecipano ai bandi di selezione pubblica per l'acquisto di impianti e attrezzature coerenti con l'attività di restauro e conservazione del patrimonio culturale. Allora, è pensabile che siano fondi aggiuntivi ai fondi della 37? I de minimis è già previsto, sono soldi che già esistono, che sono già pianificati, che hanno già un indirizzo di spesa, che hanno già una procedura ben individuata che vi ho elencato per quanto riguarda anche il de minimis della misura 2.1, e che nessuno può pensare di asseverare alle logiche di ripartizione dei fondi della 37 e tanto meno della 25, e quindi è evidente, colleghi, che non si può certamente pensare che voi possiate in questo caso inventare niente, così come allo stesso emendamento 373 sono servizi finalizzati alla valorizzazione integrata delle reti e dei sistemi culturali e regionali e locali e quindi anche in questo caso è previsto, secondo i fondi comunitari, l'introduzione del regime di aiuto de minimis. In questo caso i servizi di rete per la valorizzazione e gestione integrata del patrimonio culturale previsti nella misura di 2.1 sono puntualmente disciplinati attraverso i bandi, cioè non c'è una ripartizioni omogenea per tutti i comuni, per tutti i soggetti, ma si concorre, quindi comuni che saranno primi, comuni che saranno secondi e comuni che saranno esclusi. E credo che davvero si possa dire a tutti noi che non è pensabile assolutamente creare le condizioni per dare delle risposte puntuali in questo settore.

Colleghi, l'onorevole Cugini mi sottolinea l'orario, evidentemente avrà qualche altro impegno, io onorevole Cugini accetto il suo richiamo, dico soltanto, onorevole Presidente, che per quanto riguarda l'emendamento 374, illustro questo, ci sono anche in questo caso previste le misure de minimis. Vedete colleghi, qualcuno di voi può essersi divertito, qualcuno può avere pensato allo sfogo di uno che ha perso le elezioni, qualche altro può pensare che probabilmente siamo alla ricerca dello scontro. Siete così soddisfatti di questo articolo 8 che lo voterete con tutta tranquillità. Ecco, molto spesso le azioni di opposizione servono anche per convincere chi è a sostegno di...

(Interruzione del consigliere Secci)

PILI (F.I.). Onorevole Secci, non credo che sarebbe cambiato qualcosa, lei sa bene che in Commissione Programmazione lei ha avuto tutti gli esponenti dell'opposizione pronti a dialogare. Lei ha scelto di, anche in quell'occasione, non far passare un solo punto sui temi fondamentali, perché lei aveva l'autorevolezza per dire al Presidente della Regione che forse su questo tema del lavoro era meglio evitare che si arrivasse in Aula senza una intesa con tutte le parti politiche del Consiglio regionale, se fossimo stati in qualche modo nel clima che poi ha caratterizzato dal '98 fino ad oggi le politiche attive del lavoro e forse avrebbe potuto suggerire che qualche soluzione si poteva trovare. Questa soluzione non è stata trovata, avete scelto di erigere un muro e quel muro credo che sia ormai invalicabile, cioè ci sono gli emendamenti, voi li boccerete, i comuni avranno 300 miliardi in meno di vecchie lire, avrete proposto dei soldi che non esistono, 110 milioni di euro che sono già impegnati attraverso le misure previste dai complementi di programmazione che sono già pianificate nelle procedure, avete reso un servizio alla Sardegna che produrrà più disoccupati, che metterà le casse dei comuni in condizioni di non poter predisporre nessun bando per i fondi comunitari, avrete bloccato anche la spesa comunitaria e sarete riusciti in questa opera immaginifica che...

PRESIDENTE. Prego concluda onorevole Pili.

PILI (F.I.). Vi renderà capaci di assumervi in toto le responsabilità su questo articolo 8 che non solo non crea e non dà risposte sul piano occupazionale, ma che invece inverte in Sardegna una tendenza che ha visto diminuire la disoccupazione e con questo articolo 8 perseguite l'esatto contrario di quello che ha caratterizzato questi ultimi anni della storia, seppure tormentata, della Regione Autonoma della Sardegna.

È una scelta che fate, è una scelta di cui vi assumete tutta la responsabilità e di cui certamente l'opposizione non potrà far altro che sottolineare costantemente con quel richiamo interno in quest'Aula di cui ovviamente potete fare a meno di ascoltare, di rendere conto ma sicuramente, cosa più importante, credo l'esterno, perché questa cifra dei 300 miliardi che voi cancellate sarà una cifra che avrà ripercussioni, che non avrà bisogno di megafoni. Vedete, è come l'acqua, l'acqua quando non c'è uno se ne accorge direttamente a casa. Non c'è l'acqua nel rubinetto. Così è per questo piano del lavoro: da domani i comuni della Sardegna, 378, si accorgeranno che gli avete tagliato risorse fondamentali per la pianificazione delle politiche attive del lavoro, si accorgeranno i comuni che gli avete tolto i soldi necessari per partecipare a tutti i bandi europei, cioè avete messo in ginocchio le casse dei comuni della Sardegna e avete creato nuovi disoccupati per la nostra terra.

PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 136, 132 e 134 vengono dati per illustrati dai presentatori. Ha facoltà di parlare il consigliere Pisano per illustrare l'emendamento numero 54.

PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, con l'emendamento numero 54 intendiamo porre all'attenzione dell'Aula e in particolare il tentativo è quello di riuscire a calare dentro l'articolo 8 un'esigenza che è emersa anche questa sera attraverso il documento che l'onorevole Pili poco fa ha citato ed è attribuito al Segretario Regionale della C.I.S.L. Mario Medde, documento con il quale si richiama lo stato di grave tensione che oggi vige all'interno degli enti di formazione professionale.

Noi crediamo che quest'Aula non possa rimanere insensibile di fronte ad un precipitare di problemi così gravi che portano anche ad una minaccia di licenziamenti di ben 760 dipendenti che oggi sono dipendenti degli enti di formazione cosiddetti enti storici.

SECCI (La Margherita-D.L.). In base a che cosa?

PISANO (Riformatori Sardi). In base a che cosa lo dice il documento... Onorevole Secci, sono talmente corretto, non ho mai disturbato nessuno, né intendo disturbare nel futuro, però la prego davvero di farmi dire queste quattro parole.

(Interruzioni)

PISANO (Riformatori Sardi).Dopo questo sfogo mi faccia recuperare questi pochi secondi, perché davvero anche questa forma di insensibilità ad un problema così diffuso per il quale ci sono state delle manifestazioni abbastanza eclatanti, vistose, non credo che non possiamo...

SECCI (La Margherita-D.L.). Nasconditi!

PRESIDENTE. Scusi onorevole Pisano, chiedo scusa, non è che è l'ora degli schiamazzi? Onorevole Secci ci dà una mano? Grazie. Siccome sono cose molto serie, avrà modo di...

(Interruzione del consigliere Secci)

PRESIDENTE. Onorevole Secci, lei nell'espressione del parere del relatore, potrà eventualmente dire la sua, con calma, senza interrompere nessuno.

PISANO (Riformatori Sardi). Presidente, il clima sembrava così assopito, non vorrei essere responsabile di questa improvvisa tensione. Credo che non parlare di queste cose invece quasi possa essere una forma di ignavia. Io non me la sento di non interpretare questa tensione che è vistosamente presente nel mondo della formazione professionale.

Noi non vogliamo nemmeno mettere in croce né una Giunta regionale che oggi appare in maniera non adeguata a dare risposte, né tanto meno un Consiglio regionale che potrebbe trovare difficoltà effettivamente al reperimento delle risorse. Noi diciamo questo, che attraverso questo emendamento è possibile inventare una sorta di partita di giro, che è quella di introdurre 18 milioni e 625 mila euro che potrebbero, in funzione del decreto approvato quattro giorni fa dal Consiglio dei Ministri, e che è il decreto attuativo del cosiddetto obbligo di istruzione, davvero confrontarci in maniera forte, cosa che avevamo già detto anche in questa sede, perché la Regione Sardegna ha tutta la possibilità di rivendicare un accreditamento di risorse in maniera ben superiore a quelle finora riconosciutele. Perché diciamo questo? Perché noi conosciamo purtroppo e tristemente i parametri, lo sa bene chi è un tecnico di questa materia, secondo i quali i fondi dell'articolo 68 della legge 144 fino a questo momento sono stati ripartiti. Parametri totalmente errati nel senso che non si teneva conto della dispersione scolastica, non si teneva conto assolutamente di quello che era il grado di scolarizzazione dei nostri ragazzi, nel senso che non si teneva conto del parametro prioritario che era l'indice di disoccupazione. Si teneva conto, in maniera paradossale - chi conosce questi parametri lo sa bene - di quella che era l'entità della dimensione delle aziende, perché quello era il parametro utilizzato per riconoscere la formazione degli articoli 68 e 69 relativi anche agli apprendisti, e quindi la Regione Lombardia riusciva a prendersi quasi il 40 per cento delle risorse a discapito invece dei 6 milioni appena attribuiti alla Regione Sarda. Oggi, con questo nuovo decreto, che sicuramente l'Assessore al lavoro avrà già fatto proprio, ci sono tutte le indicazioni in maniera precisa perché in conferenza Stato-Regioni la Regione Sardegna possa rivendicare davvero un accreditamento di fondi che fino a questo momento non ha potuto avere. Però diamo la sicurezza che dal 1° di settembre ci possa essere l'avvio del primo ciclo relativo naturalmente all'obbligo di istruzione, il completamento del secondo e il completamento del terzo ciclo. Non sono delle ricorse ingenti, ma sono delle risorse che, a mio giudizio, potrebbero essere soltanto figurative, per poi essere reincamerate attraverso questo criterio al quale noi davvero facciamo riferimento di riconoscimento di risorse da parte dello Stato.

Nello stesso decreto che abbiamo appena letto è indicato che per l'annualità 2005, oltre ai 30 miliardi che sono in capo all'articolo 68 della 144, ci sono 10 milioni di euro che sono proprio per la cosiddetta sperimentazione dell'alternanza scuola-lavoro. Ma non solo: per il 2006 ci sono invece 30 milioni di euro che verranno ripartiti, appunto secondo le indicazioni della conferenza Stato-Regioni, tra le Regioni italiane. Noi crediamo che si possa uscire da questo stato di impasse nel quale davvero gli enti di formazione professionale oggi sono. Possiamo restituire serenità ai 760 dipendenti degli enti, che hanno, tra l'altro, una normativa molto anomala, che si chiama legge 42 del '99, che davvero potrebbe rischiare di mettere in contenzioso con la Regione sarda un rapporto di lavoro che non si capisce bene come potrebbe essere altrimenti risolto, e allo stesso tempo possiamo anche finalmente restituire quei diritti che in parte sono stati negati ai ragazzi che oggi sono fuori sia dal sistema formativo che da quello scolastico, vuoi per negligenze naturalmente dell'organizzazione complessiva di questo obbligo formativo in questo anno formativo, vuoi anche per le inadempienze che il sistema scolastico ha messo in piedi nel non saper recuperare i tremila ragazzi che noi pensavamo di poter restituire alla scuola e che invece purtroppo soltanto in seicento hanno potuto rifrequentare i corsi scolastici e quindi essere di nuovo titolari di quel diritto che viene loro riconosciuto in funzione delle leggi.

Credo che 18 milioni e 625 mila euro possano costituire una soluzione di questo grande problema. Possiamo fare uno sforzo tutti insieme eventualmente anche per migliorare questo emendamento, ma in linea di massima l'esigenza è davvero talmente elevata che non possiamo restare sordi a questo grido enorme che ormai da mesi ci viene manifestato anche attraverso iniziative molto forti. Non possiamo davvero non vedere dentro un quadro complessivo dei diritti che sono propri di questi ragazzi ma che sono anche di chi lavora, di chi opera in questo sistema, una sorta di giustizia che questo Consiglio deve necessariamente riconoscere.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 337 ha facoltà di illustrarlo.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Presidente, più che per illustrarlo, per chiedere a lei e all'Aula la possibilità di spostare sia l'emendamento 337 che l'emendamento 23, che era trasferito all'articolo 8 dall'articolo 3, all'articolo 37 perché riguarda la materia delle transazioni sul sistema di indebitamento di vari settori, dove c'è bisogno di approfondimenti tecnici che ancora non siamo riusciti a dirimere. Per cui, se fosse possibile, chiederei a lei e all'Aula appunto la cortesia di spostare questi due emendamenti all'articolo 37.

PRESIDENTE. Va bene, onorevole Secci quindi gli emendamenti numero 337 e 23, che ci trasciniamo dall'articolo 3, si spostano all'articolo 37.

Per illustrare l'emendamento numero 308 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie, Presidente. E' un emendamento importante, merita almeno pochissimi minuti di presentazione, perché questo è un emendamento che prevede l'istituzione di regimi di aiuto a sostegno delle attività produttive in un regime di esenzione dalla notifica, così come previsto dal Regolamento della Comunità Europea numero 70.

In questo emendamento si propone quindi di istituire regimi di aiuto in applicazione e nel rispetto delle condizioni previste dai Regolamenti di esenzione approvati dalla Commissione Europea, di cui al Regolamento 68/2001 e così via, c'è un lungo elenco di riferimenti alla normativa europea.

Il punto essenziale per cui richiamo per un attimo l'attenzione dell'Aula è che l'effettiva istituzione di tali regimi consente soprattutto di rendere più flessibile la programmazione dei fondi per i privati presenti nel POR Sardegna, nel senso che possiamo, in questo modo, orientarne più coerentemente l'utilizzo verso le finalità previste dalla programmazione integrata, sulla quale questa Giunta e questa maggioranza stanno puntando con molta attenzione. Infatti, i regimi di aiuto attualmente in vigore sono quasi esclusivamente di carattere regionale, mentre i nuovi regimi potranno essere modulati per territorio e per settore, col coinvolgimento assai maggiore di prima delle comunità locali e in particolare dei comuni. Quindi questo emendamento è coerente con l'intera impostazione che qui si propone ed è coerente soprattutto con l'idea di poter accelerare e migliorare efficienza ed efficacia della spesa di fondi comunitari ai fini dello sviluppo locale e della corretta percezione delle esigenze dei singoli territori e degli specifici vantaggi competitivi di ogni territorio.

Infine l'emendamento specifica quali sono i modi attraverso i quali verranno definiti questi regimi di aiuto e si dice che la Giunta, con propria deliberazione, definisce con apposite direttive di attuazione le modalità e i criteri di attuazione degli strumenti e dei regimi di cui ai precedenti commi. E' importante sottolineare che le direttive sono trasmesse alla competente Commissione consiliare che su di esse esprime il proprio parere entro trenta giorni.

PRESIDENTE. Abbiamo concluso l'illustrazione degli emendamenti all'articolo 8. Per esprimere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Presidente, grazie. Sull'emendamento 135 il parere è negativo; è negativo il parere sul 133; il parere sul 321 è positivo; gli emendamenti dal 354 al 374 non sono stati esaminati dalla Commissione, però, non essendo coerenti con l'articolo approvato e con l'emendamento presentato dalla Giunta regionale che condividiamo, posso tranquillamente esprimere per tutti questi emendamenti il parere negativo. Il parere sull'emendamento 136 è negativo, il parere sull'emendamento 132 è negativo; il parere sul 134 è negativo; il parere sul 54 è negativo. Il parere sul 308 è positivo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme al parere espresso dal Presidente della Commissione bilancio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Intanto volevo chiedere scusa a tutte le persone che sono impegnate stasera nel lavoro, quindi cercherò di essere breve e le chiedo, Presidente, di farsi garante, ogni volta che ci sono dei cambiamenti, di informarci in tempo utile, in modo tale che si possano affrontare i lavori più serenamente e con maggiore disponibilità anche ad ascoltare e a recepire le cose che vengono dette in Aula.

Ho letto con molto interesse l'articolo 8 della legge finanziaria che detta disposizioni in materia di lavoro. Proporrò quindi una serie di considerazioni, a partire dall'emendamento numero 321, proposto dalla Giunta, che istituendo l'articolo 8 bis prevede interventi integrati per il lavoro. Devo dire che, pur avendo apprezzato fin dall'inizio gli sforzi della Giunta regionale e in particolare degli assessori Pigliaru e Gian Valerio Sanna, e della Commissione presieduta dall'onorevole Eliseo Secci, per migliorare con idonei finanziamenti le azioni positive per il lavoro, la principale emergenza della nostra Isola secondo quanto costantemente sostenuto dalla coalizione e dal presidente Soru, non posso tuttavia esimermi dall'avanzare qualche perplessità sul quadro generale di riferimento.

Assessore Sanna, lo dico con grande umiltà, la Sardegna in questa delicata fase congiunturale ha un estremo bisogno di certezze, proprio ricordando gli anni che ci hanno preceduto, in cui molte delle prerogative che tutti pensavano di veder realizzate poi sono venute meno. In attesa di una nuova legislazione regionale di riforma delle politiche del lavoro bisogna tenere ben presenti, come peraltro evidenziato nel programma, leggo appunto dal testo "Per cambiare la Sardegna insieme", sono necessari interventi selettivi, elaborati e indirizzati con obiettivi specifici, che coinvolgano in maniera articolata le istituzioni locali e gli altri soggetti interessati. Per me, che ho riportato, appunto, con queste parole il programma sottoscritto dall'intera coalizione, compresi i Socialisti, significa utilizzare al meglio con consistenti finanziamenti certi e subito spendibili il piano straordinario per il lavoro.

Del resto, una forte richiesta in tal senso ci viene dagli amministratori locali e dalle parti sociali, è quindi opportuna un'ulteriore riflessione su questo delicato argomento, non tanto per evitare lacerazioni interne alla maggioranza, ma soprattutto per avere uno strumento idoneo a far fronte all'attuale gravissima emergenza. Si tratta, come si sottolinea ancora nel programma della nostra coalizione, di farsi carico delle esigenze di quanti sono privi di un lavoro e garantire le risorse indispensabili per il sostentamento. Per me, socialista, questo progetto rappresenta, è un imperativo categorico. Per questo motivo ho chiesto una sospensione dei lavori con l'intento di trovare l'occasione giusta per migliorare il testo dell'emendamento 321 e da questo punto di vista credo che anche il contributo delle opposizioni possa essere preso in considerazione se veramente e seriamente si intende intervenire su questa questione.

Detto questo, e mi scuso con i colleghi, perché sto portando via qualche minuto prezioso, non posso non rilevare qualche elemento all'interno dell'articolo 8 che, a mio avviso, è davvero contraddittorio. In particolare mi ha sorpreso leggere i contenuti dei commi 1 e 2. Quest'ultimo, il comma 2, in quanto socialista, mi pone un serio caso di coscienza e in quanto insegnante me ne pone uno ancora maggiore: non mi sembra in linea con la tradizione del centrosinistra né tanto meno del mio partito e della cultura che mi sono formata nel tempo, sopprimere il centro per lo studio e la documentazione delle società di mutuo soccorso. Mi sarei aspettata, al contrario, un serio intervento di sostegno e di tutela del nostro patrimonio storico e culturale.

Mi pare di poter dire che una società civile è tale solo se lascia, conserva, preserva un patrimonio di idee e di opere che testimoniano nel tempo il suo percorso culturale. La memoria storica, in particolare quella delle lotte operaie, non può essere trascurata, sarebbe tra l'altro una grave perdita proprio per le più giovani generazioni.

In occasione del 138° anno di vita della Società di mutuo soccorso degli operai di Cagliari, che quest'anno celebra i 150 anni della sua esistenza, il deputato Antonello Cabras, allora Presidente della Regione, auspicava il mantenimento e quindi la salvaguardia del patrimonio delle istituzioni secolari, che disse: "Non risentono del peso del tempo e traggono anzi dal fluire degli anni vitalità e vigore nuovi"; non mi sembra francamente che siamo all'interno di questa logica. Ritengo quindi che questo comma debba essere rivisitato nella formulazione. Dal mio punto di vista ancora di più, ritengo che debba francamente essere abrogato.

Esprimo infine perplessità sulla modifica dell'articolo 34 della legge che disciplina la politica attiva del lavoro; condivido la riduzione da sette a cinque degli esperti, condivido che i componenti il comitato di valutazione non siano esterni. Mi chiedo però come è possibile attivare un organismo tecnico senza che questo possa esprimere pareri obbligatori sulla rispondenza delle attività per le quali è stato richiesto il finanziamento con le indicazioni del piano triennale e dei programmi di attività dell'agenzia. Dal mio punto di vista lo renderei addirittura un parere vincolante, proprio perché tecnico. Ripropongo quindi che si rifletta su questo articolo 8, sull'emendamento 321, che si trovi il modo per apportare delle modifiche perché credo che sia importante per tutti noi guardando soprattutto i cittadini che ci osservano. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Avrei preferito intervenire con tono e con parole diverse. Sono deluso del fatto di non essere riuscito in quanto altri prima di me, meglio di me, sono riusciti, cioè a dare una risposta forse piena di difetti, sicuramente migliore del nulla, del niente assoluto che ci si prospetta di volta in volta, costantemente; di non essere riuscito, dico, a difendere elaborazioni ventennali, corrette, migliorate, difese con le unghie e con i denti, riproposte, ridiscusse, arrangiate, che hanno visto movimento di istituzioni, di organizzazioni sociali, di popolo, di giovani disoccupati dalla marcia del lavoro del 1984, da uno strappo forte all'interno del movimento sindacale tra la C.G.I.L. ed altre organizzazioni, dalla legge 28; cioè una cultura che è la cultura del lavoro, del lavoro come espressione umana, del lavoro come valore, di questo schieramento politico forse di qualcuno oltre il nostro partito, di qualche altro partito oltre il nostro, un patrimonio di valori che all'una di notte viene seppellito e non a caso ed anche in questo non apprezzo, anche nel modo. E' un modo intollerabile, anche nel modo in cui si seppellisce quel sistema di valori. Non è 30 milioni di euro, 60 milioni di euro, l'articolo 19. E' l'insieme! L'abbiamo detto: "Badate che non c'è, ma non c'era", l'abbiamo detto nel Dpef , non c'era, qualcuno si è sollevato, ha detto: "Abbiate fede, abbiate fiducia, noi faremo", non avete fatto! Avete coerentemente perseguito anche qualche volta con mestiere, in questo aiutati, non v'è dubbio, da chi mai avremmo potuto pensare che vi aiutasse. Da chi mai avremmo potuto pensare che vi aiutasse, anche con mestiere. Quando più di nove mesi fa, nove mesi è in carica questa Giunta, politiche sociali non ne vedo, politiche del lavoro si cancellano, l'impegno di relazione produttiva che non c'era stata col centrodestra, con le organizzazioni sociali, del lavoro, dell'impresa, col terzo settore, cioè con quell'attività che è più orientata verso quelle fasce di popolazioni più deboli, più bisognose che hanno esigenze fondamentali da soddisfare. Non c'è nulla, in questa finanziaria non ce n'è. Non ce n'è!

Io ho provato a cercare, ho preso l'articolo 8. L'articolo 8 è competenza dell'Assessore del lavoro. Gli Assessori li nomina il Presidente, gli Assessori li nomina il Presidente e se ne assume la responsabilità, per cui questo è il sistema, questo è il sistema. Se ne assume in pieno la responsabilità, anche di registrare un dissenso che è profondo, che è profondo! Che non è strumentale, che non è personale, ma che è un dissenso profondo ed è un dissenso politico. Su questa strada il percorso diventa difficile. Insieme per la Sardegna vuol dire insieme, insieme non siamo stati, insieme non siamo stati e questi sono i risultati.

L'articolo 8 ha un primo comma che è di una inutilità, direi, scandalosa. Basta scrivere che è abolito l'organo tecnico di valutazione dell'agenzia regionale del lavoro, non vogliamo pagare altre indennità, siamo d'accordo. Ma che bisogno c'è di scrivere che cinque funzionari faranno il lavoro che era compito... basta un ordine di servizio, lasciamo le norme alle norme; basta un ordine di servizio!

Ma l'agenzia regionale del lavoro è qualcosa di più. Era lo strumento di politica attiva del lavoro, per le politiche attive del lavoro, quelle che già si cancellavano nel Dpef ed è gestita male, è gestita in modo illegittimo perché non è stato fatto il bando per il nuovo direttore? Perché non è stato fatto? Perché si mantiene una situazione provvisoria che rende a rischio gli atti di spesa perché non possono essere emessi da coloro che li emettono. Perché una procedura c'è, una legge lo prevede, che si faccia una cosa; l'abbiamo segnalato, l'abbiamo detto ma le leggi sono cose scritte che tali devono rimanere e possibilmente non si devono applicare, questo sto imparando giorno dopo giorno.

Il successivo articolo lo diceva la collega, una cosettina sull'erogazione di provvidenze e poi una gran bella scrittura sulla legge 36 che io non sono riuscito a capire. Se fossi funzionario avrei difficoltà ad applicare, cosa vuol dire: "Nella predisposizione delle graduatorie di merito hanno ulteriore priorità la tipologia societaria, tra virgolette, le imprese. Se io avessi scritto a suo tempo una norma così per il mio Assessore, sarei stato cacciato via dal mio posto di lavoro. E' una porcheria! E' una porcheria, sono deluso. Sono deluso perché non ci sono politiche del lavoro, sono deluso perché non si risponde ai disoccupati, sono deluso perché per arrivare a questo si usa il mestiere d'Aula e faccio i miei complimenti a chi lo sa usare, non se ne farà merito durante la prossima campagna elettorale. Non se ne farà merito, anzi si nasconderà, anzi dirà altro nella prossima campagna elettorale. Sono deluso per come si applicano le leggi, sono deluso per come si scrivono le leggi.

Se io dovessi interpretare questa norma significa che dall'articolo 2 della 36 l'unica parte che io effettivamente cancello è tutto il terzo settore, cioè le organizzazioni prive di lucro. Cioè quelli che dovrebbero stare più vicino alle fasce di popolazione più bisognose, cioè quelli che dovrebbero fare la politica sociale, sostenere la politica sociale anche del sistema pubblico, e perché? L'abbiamo segnalato all'Assessore, l'abbiamo riscritto anche questo comma, non c'era una lira in più, ma non si poteva accertare perché siamo tutti bravi sempre e comunque in ogni caso più degli altri, anche se gli altri si prestano con buona volontà a dare il contributo, visto che il contributo quando è stato dato per sostenere questa maggioranza, per far sì che divenisse maggioranza, non è stato rifiutato. Sono deluso perché chi doveva difendere insieme a me ha fatto il ventre molle di un attacco mortale alle politiche del lavoro in Sardegna, alla cultura che abbiamo tentato di esprimere in polemica forte, spesso decisiva, anche per le sorti dell'amministrazione regionale contro il centrodestra nella passata legislatura, una polemica forte fatta di ostruzionismo, altro che due del mattino, settimane e settimane, tutti insieme, anche quelli che oggi dicono che nulla vale e che si può cambiare comunque opinione perché tutto si digerisce nella società della comunicazione. Io non credo che si digerisca tutto, non credo, non apprezzo, sono deluso. Ma essere delusi non significa cedere. Noi la battaglia la faremo ancora, se riusciremo a farla dentro la maggioranza la faremo dentro la maggioranza, se non sarà possibile la faremo in altro modo, se sarà possibile in quest'Aula la faremo in quest'Aula, se non sarà possibile la faremo nella società.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanciu. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Non c'era un ordine di prenotazione? C'era l'onorevole Licheri prima.

PRESIDENTE. Vale sempre l'alternanza che fa il Presidente tra maggioranza e opposizione. Le prenotazioni vanno fatte perché è giusto farle, non l'abbiamo abolito il Regolamento.

(Interruzioni)

E quindi? L'abbiamo visto, è qui. Il Presidente fa l'alternanza tra un Gruppo e un altro, in base al Regolamento.

CAPPAI (U.D.C.). Ne prendiamo atto.

OPPI (U.D.C.). A che cosa serve la macchinetta allora?

PRESIDENTE. Serve per iscriversi la macchinetta, onorevole Oppi. Prego onorevole Sanciu.

SANCIU (F.I.). Leggo un pezzo dell'intervista ieri all'onorevole Cogodi che dice: "Il piano straordinario per il lavoro non è una bella idea, sarebbe indifendibile e invece a difenderla con i sindacati ci sono i sindaci di tutti e 377 Comuni". Poi dice anche: "Investendo un quinto delle risorse disponibili ha prodotto diecimila posti di lavoro stabili, una media di 20 mila euro per posto. Riceviamo encomi in sede comunitaria, se la Regione avesse aiutato e non ostacolato". Poi chiede il giornalista: "Si spieghi meglio". "Se un quinto fa diecimila, l'investimento completo fa cinquantamila posti di lavoro, cinquantamila contribuenti che producono fiscalità. Una Regione oculata può anche pagarsi la rata del mutuo". Poi fa anche un altro passaggio, ma non per un puntiglio, cioè non si sostiene così tanto per, ma perché è la migliore misura di politica economica e sociale che sia mai stata programmata. Chiude infine dicendo: "Quella che lanciamo è una sfida di coerenza, nessuno aveva detto prima agli elettori che avrebbe superato il piano straordinario per il lavoro. Il popolo e io stesso abbiamo creduto a chi ha detto che le politiche del lavoro non sarebbero state toccate". Credo che sia chiaro a chi fa riferimento. L'articolo 8 che riguarda appunto le disposizioni in materia di lavoro che stiamo ora affrontando con serenità e spirito propositivo nonostante la prova di forza a cui l'onorevole Marrocu e tutti coloro che ancora una volta sommessamente hanno deciso di uniformarsi sottoponendo questa assise a un proseguimento dei lavori fino alle due del mattino, cosa volete che rappresentino per noi queste ulteriori ore di lavoro rispetto alle attese dei comuni, rispetto alle attese dei sardi che auspicavano interventi concreti per il mondo del lavoro? Noi non siamo affatto preoccupati di rimanere qui a discutere in merito alle disposizioni in materia di lavoro, siamo qui per lavorare e per testimoniare ai sardi tutto quello che sta succedendo e quindi si propone di fare con questa finanziaria o meglio ancora quello che si propone di non fare. Noi siamo qui per dare il nostro apporto costruttivo all'intera manovra finanziaria. Vorrei solo ricordarvi che nei lavori odierni questa minoranza ha garantito per oltre due ore il numero legale e per altrettante ore i lavori sono stati sospesi a seguito dell'assenza sostanziosa di molti colleghi di maggioranza, non certo di quelli come l'onorevole Uras che sono qui da stamane e che a differenza nostra abbaiano ma purtroppo non riescono a mordere, nel senso politico lo voglio dire.

Onorevole Uras, è chiaro che non potete incidere. Oggi ho assistito anche a una cosa che mi ha colpito, visto che al vostro Assessore non è stato permesso di illustrare i passaggi fondamentali dell'articolo 8, addirittura assente in questo momento. Colleghi, l'articolo 8 rappresenta un altro caposaldo di questa manovra economica finanziaria, è un articolo - se vogliamo chiave - per tutta la programmazione finanziaria del 2005 e questo è uno tra gli articoli più attesi per gli effetti che avrebbe potuto avere sul futuro lavorativo di tantissimi giovani sardi, e purtroppo anche meno giovani e meno fortunati che si è rivelato invece, passatemi il termine, un bluff, l'ennesimo fallimento programmatico di questa Giunta e l'ennesima delusione per la Sardegna. Questa è una delusione in primo luogo per coloro che hanno votato questa maggioranza nella speranza che il rinnovamento annunciato in campagna elettorale desse il via a una stagione di governo caratterizzata da una rinnovata azione a sostegno delle fasce sociali in difficoltà e che da questa Giunta regionale si attendevano delle risposte efficaci. Tra gli interventi previsti in questa finanziaria, tra le sue norme più o meno intruse, non vedo progetti chiari né programmi concreti al fine di favorire la vera ripresa economica e occupazionale nel nostro territorio. Non vedo un programma di interventi per il sistema del lavoro. Dai dibattiti e dalle dichiarazioni che abbiamo avuto modo di ascoltare e leggere sui giornali, l'articolo 8 e le politiche per il lavoro assunte da questa Giunta rappresentano una profonda delusione anche e soprattutto per alcune forze politiche che siedono tra i banchi della maggioranza. Ne dà riprova anche quel piccolo dibattito che si è aperto sull'ordine dei lavori prima di passare alla discussione di questo articolo, ma soprattutto prima dell'arrivo del Presidente che ha il potere di ammansire i colleghi della maggioranza.

Alle politiche del lavoro strettamente legate agli interventi a sostegno dello sviluppo economico della nostra Isola, quest'Aula ha avuto modo di dedicare ampie porzioni di tempo, discutendo le proposte del centrodestra nei primi giorni di dibattito della finanziaria; proposte che sono state frettolosamente liquidate dalla maggioranza come strumentali.

Ho avuto modo di ascoltare i quasi duecento minuti che l'onorevole Pili ha dedicato a illustrare a quest'Aula gli emendamenti. Ho avuto modo di ascoltare anche gli interventi dei colleghi della coalizione che, con forme più o meno colorite, con maggiore o minore veemenza hanno cercato di porre all'attenzione di questa assise la necessità di affrontare i temi del lavoro con spirito più costruttivo. Ebbene, colleghi, avete lasciato cadere le nostre proposte nel più completo disinteresse, ma oggi in cambio cosa ricevete? Forse e dico forse, solo l'ennesimo contentino.

L'articolo 8 non offre nulla ai sardi, ma non offre nulla neanche a voi, colleghi, che con il vostro silenzio strenuamente state difendendo l'indifendibile. Dal primo articolo di questa finanziaria fino all'articolo 7 abbiamo assistito a una lenta e dannosa azione di tagli e demolizioni.

L'onorevole Cogodi nell'intervista di ieri ha detto che la Regione può correre solo sulle due gambe, quelle del risanamento delle finanze regionali e quelle delle politiche sociali. Nella sua considerazione, evidentemente motivata da un suo giudizio positivo dell'azione di risanamento e negativo per la scarsa attenzione riposta agli aspetti sociali, l'onorevole Cogodi ha detto che la Regione non solo non può correre, ma neanche camminare perché con una sola gamba non si va da nessuna parte, intendendo dire probabilmente che si è risanato o che si sta risanando, ma che si sta facendo ben poco sul fronte delle politiche sociali.

Io non condivido questa considerazione se non a metà; io credo che questa Regione non sia in grado né di camminare né di zoppicare perché, e l'abbiamo visto dall'esame della finanziaria, non c'è risanamento e non c'è attenzione per il sociale, come non c'è attenzione e sensibilità in questi giorni e in queste ore.

L'alternativa, onorevole Uras, sarebbe il semplice contentino rappresentato dall'emendamento 321? Per lei, in base agli impegni presi in campagna elettorale, lo ritiene sufficiente? È questa l'alternativa programmatica che il suo partito auspica per le politiche del mondo del lavoro? Se così è, la difenda apertamente e a spada tratta, così come Forza Italia, la nostra coalizione che ha finanziato il piano straordinario del lavoro, vessillo anche di voi di Rifondazione Comunista, ieri e oggi continua a difenderlo in quest'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licheri. Ne ha facoltà.

LICHERI (R.C.). L'articolo 8 della manovra finanziaria affronta un tema fondamentale perché traccia le linee e le disposizioni in materia di lavoro. Le note di programma per il 2005 (spero che i colleghi le abbiano lette con attenzione) sintetizzano bene gli intenti di questa maggioranza in materia di sviluppo.

Viene sottolineato che l'obiettivo principale rimane quello della crescita occupazionale in Sardegna e che questo passa attraverso la realizzazione di una nuova stagione di programmazione pubblica, economica e sociale che coinvolga le parti sociali e le autonomie locali per promuovere uno sviluppo forte basato sulle risorse locali, sull'innovazione, sull'integrazione tra i settori produttivi, sull'ambiente e la tutela del territorio.

Questo aspetto, a mio giudizio, dimostra che non c'è discontinuità rispetto alle cose che fino ad oggi abbiamo fatto. La legge salvacoste, per esempio, io la interpreto come elemento positivo che consente una nuova fase di sviluppo attraverso la nascita di servizi che garantiscano il miglioramento della qualità della vita. C'è continuità nella nostra azione di governo. Nessuna confusione come ha sostenuto più volte l'onorevole Pili in quest'Aula.

Io penso, lo dico con molta tranquillità, che l'unico confuso in quest'Aula sia lei, onorevole Pili, non so se è una confusione voluta o congenita, ma so che lei oggi ha parlato per tre ore su un documento datato;e non si è reso conto che ha presentato alcuni emendamenti, li potrei citare: dal 359 al 371, al 372, al 373, al 374 sulla misura 2.1, senza rendersi conto che ha preso in considerazione la vecchia versione del complemento di programmazione sottoposto al comitato di sorveglianza il 21 dicembre del 2004.

Lei come sempre ha copiato e questa volta ha copiato male, ha preso quel complemento di programmazione sottoposto all'approvazione del comitato di sorveglianza che è presente nel sito della Regione. Allora io la inviterei a rivedere, a aggiornare la sua ricerca e si renderebbe conto che sono cambiate le misure, sono cambiate le procedure di attuazione, ci sono elementi innovativi, nuovi, ci sono risorse aggiuntive rispetto alle singole misure.

Ma il tema fondamentale di questo articolo sono le politiche attive del lavoro che rappresentano per tutti noi quello strumento essenziale di uguaglianza e di giustizia sociale, al fine di avviare proprio un percorso innovativo che consenta di poter intervenire sulle aree in cui maggiore è il disagio sociale, è necessario un serio monitoraggio delle politiche attive del lavoro.

Questo non significa cancellare la legge 37 del '98, o i contributi in via diretta attraverso l'articolo 19 agli enti locali, o mortificare il padre e padroni di tale normativa, ma avviare un ragionamento forte come abbiamo già fatto con l'emendamento 321 per trovare nuovi strumenti finanziari che consentano di mantenere viva la strategia del piano straordinario del lavoro e allo stesso tempo consentire a tanti giovani disoccupati di poter diventare i nuovi protagonisti dello sviluppo in Sardegna. Mi riserverò di intervenire su questo punto quando passeremo al voto dell'emendamento presentato dalla Giunta regionale.

L'articolo 8 non è solo piano straordinario del lavoro e politiche attive del lavoro ma lo strumento che deve affrontare anche i temi riguardanti l'inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati. Il comma 4 dell'articolo 8 afferma che le risorse impegnate nell'esercizio 2004 ai sensi dell'articolo 1 e 11 della legge regionale numero 36 possono essere destinati all'emanazione di un relativo bando di almeno 12 milioni di euro in due annualità.

Al comma 5 alla lettera a) è specificato che è prioritario incentivare le assunzioni di soggetti delle categorie protette e svantaggiate di cui alla legge numero 68 che rappresenta il diritto al lavoro dei disabili. È chiaro allora che diventa necessario, come sottolineato nelle note di programma, l'approvazione di una legge organica che disciplini le modalità per l'erogazione di un salario sociale, pensato come una serie di misure integrate: formazione, inserimento lavorativo, l'accesso gratuito ai servizi essenziali.

L'articolo 8 pone un altro problema, un'altra questione, quello della formazione professionale attraverso i commi 7 e 8 che sono stati richiamati da più parti da vari colleghi, materia su cui bisogna aprire un confronto subito dopo l'approvazione della manovra finanziaria, perché anche in questo caso diventa fondamentale approvare una proposta organica di riforma di legge che preveda il trasferimento delle competenze gestionali alle Province lasciando alla Regione sarda compiti di programmazione.

L'articolo 8 allora nella sostanza deve essere letto come propedeutico per avviare una prospettiva di riforma attraverso il confronto con le parti sociali interessate e con gli enti locali. Personalmente voterò a favore dell'articolo 8 perché in linea con la strategia di cambiamento che questa maggioranza ha assunto di fronte ai sardi che, nell'esprimere il proprio voto, hanno chiesto a noi, a quest'Aula, a questo Consiglio, di avviare un progetto di sviluppo che dia definitiva stabilità alla Sardegna.

Anche questo passaggio lo faccio con molta tranquillità e serenità, io penso che non c'è qualunquismo in tutto questo, lo dico all'amico, al compagno, al collega Luciano Uras, non c'è qualunquismo in tutto questo. Si è qualunquisti quando non si è rispettosi dei colleghi della maggioranza con cui si è costruito un percorso politico programmatico; si è qualunquisti quando si abbandona l'Aula e non si vota per far mancare il numero legale non consentendo la discussione democratica in Aula; si è qualunquisti quando non si assume la responsabilità dei propri atti fino alla fine. Non c'è da parte mia, da parte del partito che rappresento, da parte di questa maggioranza, disattenzione sulle condizioni reali della nostra gente, ma la consapevolezza che diventa necessario, in un momento difficile come questo, trovare gli strumenti e le azioni politiche che invertano, lo dico da comunista, lo stato delle cose presenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu. Ne ha facoltà.

BIANCAREDDU (U.D.C.). Presidente e colleghi, volevo preliminarmente ringraziare l'onorevole Marrocu che, vista l'importanza della materia, ci ha consentito di poter ragionare subito in modo che stanotte possiamo riflettere e poi votare l'articolo domani mattina, però volevo complimentarmi col collega Pili perché non solo ha fatto una prova fisica ma questa volta, a volte come a tutti capita di voler perdere tempo, nel merito è stato impeccabile.

Infatti noi tutti lo abbiamo ascoltato, molti di voi non ribatteranno perché alle cose giuste viene male ribattere, il collega Uras gli ha dato ragione, mentre il collega Licheri, giustamente nel suo ruolo di uomo di maggioranza ma non di comunista, ha fatto una difesa d'ufficio, una difesa forse, mi permetta collega, in cui neanche lei crede, perché come quando gli avvocati non credono in quello che dicono, rischiano di far prendere l'ergastolo anche ad uno che ha rubato un grappolo d'uva.

Però, visto che siamo entrati nella materia anch'io ho qualcosa da dire come memoria storica, io intervengo poco però qualche volta ascolto. E mi ricordo quando, seduti a Villa Devoto proprio per il piano del lavoro, venivano la C.G.I.L., la C.I.S.L., la U.I.L., tutti venivano, e dicevano quanto era importante che si trovassero le risorse, bisognava fare di tutto per trovarle e noi dicevamo, come ha detto l'altra volta il Presidente Soru: "Indicateci da dove".

Mi ricordo il segretario all'epoca della C.G.I.L, che rispose: "Questo non è compito nostro, noi vi diciamo che servono soldi, però trovateli voi." Poi arrivavamo in Aula col collega Cogodi che faceva le battaglie, col collega Sanna che faceva le battaglie, con tutti i colleghi che ora sono in maggioranza che facevano le battaglie, ed ora le fanno invece in senso opposto.

Non è più facile dire: preferiamo risparmiare - anche se è una cosa giusta, così dite la verità - invece di voler convincere noi e forse anche voi perché non siete convinti che questa sia la strada migliore? Perché la sostanza è questa, che il centrodestra ha fatto il piano per il lavoro e il centrosinistra lo sta cancellando. Dove è la solidarietà che andate a sbandierare per le piazze, è questa? Tagliare ai poveri per dare ai ricchi, come quel fumetto di Alan Ford, dove c'era Superciuc che aveva la passione di rubare ai poveri per dare ai ricchi. Mi ricordo la famiglia che era inginocchiata di fronte a un frigorifero, è arrivato lui, glielo ha rubato perché dice che non erano degni di averlo.

Voi state facendo quasi così, in piazza siete per le classi deboli, nei fatti invece le rovinate completamente. In piazza siete per gli enti locali, nei fatti li affamati e non gli consentite neanche di poter accedere ai fondi comunitari.

Ma non è solo qua la contraddizione. Siccome sono intervenuto poco, Presidente, mi consenta qualche divagazione. Mi ricordo quando come Assessore proposi la vendita e la cartolarizzazione dei beni della Regione. Fui accusato di svendere i beni, che non si potevano fare queste cose, che le cartolarizzazioni le faceva solo Berlusconi. Oggi lo fa anche Soru, cosa è cambiato? È cambiato Presidente, non c'è più Pili, c'é Soru e allora si possono fare.

Diciamoci anche questo: aveva ragione Biancareddu, ci siamo pentiti, ora si fa così. Quei soldi che avete messo in bilancio sui ricavi delle vendite degli immobili sulla base di cosa li avete messi? Non sapete che per alienare un immobile in Sardegna con la legge attuale ci vogliono anni? Sapete che la Commissione di valutazione degli immobili è una Commissione perfetta? Ma non perfetta perché funziona bene, perché per funzionare devono essere presenti tutti i componenti, non esiste il numero legale e per riunirla ci vogliono mesi perché ogni volta se ne ammala uno. Quindi bisogna cambiare questa legge come volevo fare io, però non si poteva fare perché era una norma intrusa allora, allora era intrusa e adesso non è più intrusa.

Le comunità montane, ha proposto Biancareddu la riforma e la soppressione: scandalo! Le comunità montane sono intoccabili, adesso volete riformarle voi. L'articolo 2 della legge 4/97 recita: "L'unico ente intermedio tra Regione e Comuni sono le Province." Cosa vuol dire? Che le Comunità montane non esistono e lo sapete anche voi che sono enti inutili, che servono soltanto per collocare gente che non entra nelle giunte comunali e allora si mettono in Comunità montana, l'abbiamo sempre fatto. Se vi servono per questo in quanto ce n'è di tutti i colori, abbiate il coraggio di dirlo!

Cosa è questa riforma dove è montano il comune che ha un picco di 600 metri e il territorio a metà 400, ma che cos'è? Con questa riforma criticabile dove c'è il porto è comune montano, Aglientu è comune montano con Portobello e Vignola. Che riforma è!

Poi si passano alle riforme degli enti, riforme anche queste. Si decapitano otto consigli d'amministrazione per farne uno; si decapita l'autonomia amministrativa di enti storici come l'Incremento Ippico e la Sezione Sperimentale del Sughero per cosa? Questa è riforma? Riformare significa cambiare la finalità, cambiare l'oggetto, cambiare il funzionamento, non tagliare la testa alla gente. Questo lo facevano i Daihaki nel film di Sandokan che quando vedevano uno che non era del loro colore gli tagliavano la testa. Questa è la vostra politica.

La verità è che anche voi, come tutti quelli che iniziano a guidare una macchina complicata, non sono capaci, ci vuole tempo, quindi può darsi che nei cinque anni qualcosa migliorerà, adesso siete come uno che vuole guidare la Ferrari con la patente A e può guidare solo la Vespa o la moto carrozzella.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Matteo Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA MATTEO (A.N.). Grazie Presidente, colleghe e colleghi, nel leggere e rileggere l'articolo 8 in queste ore mi sono convinto sempre di più che questo articolo 8 sia in sintesi la fotografia di questa amministrazione, di questo esecutivo. Un esecutivo e una maggioranza raccogliticcia e le spaccature anche di stasera lo dimostrano.

(Interruzioni)

SANNA MATTEO (A.N.). Non c'ero. Presidente, gradirei non essere interrotto. Una maggioranza dei mille proclami e delle poche e concrete realizzazioni. Nel parlare di lavoro dico subito che il lavoro rappresenta per il centrodestra, e lo ha dimostrato quando ha governato questa Regione, la più alta espressione della personalità dell'uomo. Infatti il principale obiettivo di chi amministra un ente è quello di assicurare ai cittadini lavoro e con essi pari dignità sociale.

Quella pari dignità sociale che il collega Uras e la collega Caligaris, nei propri interventi, hanno messo in risalto. Quella pari dignità sociale che con questo articolo 8 viene calpestata e, oserei dire, cancellata.

È un articolo che in maniera azzardata definirei quasi anticostituzionale. E' un articolo che viola i principi dell'articolo 1 della Costituzione, della nostra Costituzione Repubblicana. L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. E la concezione del lavoro, così come l'ha manifestata stasera anche il collega Uras, come momento di vertice dell'azione politica, è patrimonio della destra e del centrodestra già da tanti anni, lo abbiamo dimostrato e l'hanno dimostrato i nostri colleghi nella precedente legislatura e noi continueremo a dimostrarlo oggi da questi banchi pur essendo nell'opposizione.

Avete calpestato uno dei baluardi della vostra campagna elettorale, avete tradito il vostro elettorato. E quando il collega Licheri, in contrapposizione al proprio collega di partito, onorevole Uras, dice ed afferma serenamente, come se niente fosse successo oggi in quest'Aula, che il programma che avevate presentato ai vostri elettori, ai sardi, è in linea con l'articolo 8, bene noi diciamo che qui il confuso allora è l'onorevole Licheri, è questa maggioranza la confusa, non è certamente il collega Pili o chi mi ha preceduto e tanto meno il collega Uras che le idee in materia di lavoro le ha molto molto chiare, molto più chiare di quanto le ha invece il proprio Capogruppo, che è capace di dire tutto e il contrario di tutto. Quindi per questo noi siamo contrari a quest'articolo 8, siamo contrari alla vostra politica del lavoro, siamo contrari al tentativo di svuotare di contenuti la legge 37, siamo contrari al vostro tentativo di affossare i nostri comuni, siamo contrari al vostro tentativo di negare un futuro alle nuove generazioni. Da questi banchi oggi noi esprimiamo anche la solidarietà ai 760 dipendenti che rischiano, per colpa della vostra politica del lavoro e della formazione, di perdere il proprio posto di lavoro.

Stamattina ho trovato un volantino, è il volantino di Progetto Sardegna e dice in alto, il titolo è ben scritto in giallo: "Invece di emigrare esportiamoci". Invece di esportare emigriamo, con questa politica che voi state imponendo e che state sottoponendo all'attenzione dei sardi è ovvio che i nostri giovani hanno un'unica speranza,: quella di emigrare. La prossima campagna elettorale fatela con questo volantino.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Poche parole spero per puntualizzare alcune cose. Colgo la delusione appassionata dell'onorevole Uras e alcune sue puntualizzazioni. Mi spiace non sia qui l'Assessore del Lavoro, avrebbe potuto anche meglio puntualizzare lei alcuni aspetti. L'Assessore del Lavoro che fa con diligenza, con impegno il suo lavoro, il suo compito, svolge il suo compito con responsabilità e ha avuto una parte importante nella scrittura dell'articolo 8 così come nella presentazione di questa legge finanziaria. La scelta dell'Assessore del Lavoro, come di tutti gli Assessori, è stata mia responsabilità, però forse è utile ricordare che io sono il Presidente di una coalizione, di una coalizione Sardegna Insieme che si è data un programma per governare la Sardegna insieme, è stato ricordato, e questo "insieme" è rappresentato anche nella Giunta, e nella Giunta sono rappresentate tutte le forze che hanno contribuito e che contribuiscono ancora a questa maggioranza, compreso il partito della Rifondazione Comunista che lei onorevole Uras rappresenta. L'Assessore del Lavoro è stato scelto attraverso una rosa di nomi che mi è stata presentata dagli organi del partito della Rifondazione Comunista, e quindi è una responsabilità che condivido col partito della Rifondazione Comunista, questa scelta, di cui per altro sono soddisfatto. Ha detto che è deluso, io non sono deluso, sono dispiaciuto per non essere riuscito, io e l'Assessore Pigliaru, tutti quanti, a spiegarci sufficientemente bene in queste settimane di approfondimento della proposta di legge finanziaria che è stata presentata, soprattutto in merito all'articolo, perché ce lo siamo detti, e quello che ci siamo detti vale e quello che abbiamo detto, soprattutto ai nostri elettori, vale. Il tema del lavoro non è una bandiera o il tema più importante solo per una parte di questa coalizione, il tema del lavoro è la bandiera prima di tutta questa coalizione, il tema del lavoro libero, del lavoro non piatito, del lavoro non regalato, del lavoro non dovuto, poi ci sono anche altri lavori, altri tipi di lavori, c'è - è vero - il tipo di lavoro che è stato offerto ad ampie mani dalla precedente Giunta, anche magari le settimane prima di andarsene, magari anche in maniera un pochino irregolare, magari assumendo qualche decina di persone nel SAR qualche giorno prima di andarsene, o magari facendo diventare direttori generali tutti, alla maniera di Carlo Quinto, todos caballeros, dal momento in cui si parte, o magari assumendo un po' di gente all'improvviso, come un debito, al Centro Regionale di Programmazione, o magari avendo portato avanti una politica del lavoro clientelare per anni. Noi quel tipo di lavoro non lo stiamo facendo, facciamo altre politiche del lavoro, magari quella del lavoro dignitoso, del lavoro non dovuto, o magari del lavoro in campagna elettorale nelle A.S.L.. Noi quel tipo di politiche attive del lavoro non le facciamo.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi possiamo… ci sono venti iscritti a parlare, onorevole Liori. Possiamo proseguire?

OPPI (U.D.C.). Qual è l'A.S.L. che ha assunto? Nel SAR non hanno assunto nessuno.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Magari le politiche attive del lavoro di rappresentanti, di strumenti importanti del Governo del territorio e delle politiche di sviluppo come nel Sulcis, che finora non hanno creato nessun posto di lavoro se non quello di un ex capo di Gabinetto nonché nipote, nel ruolo di direttore generale. Quelle politiche attive del lavoro non le stiamo facendo, quelle politiche attive del lavoro non le stiamo facendo, però cerchiamo di arrivare un pochino al punto. Abbiamo finanziato con soldi veri che esistono, perché i conti si possono fare anche al Centro Regionale di Programmazione, si possono anche fare all'Assessorato del Bilancio e la realtà è che al 31 dicembre 2004, tolti i progetti sponda che quindi non rappresentano un impegno definitivo ma rappresentano necessariamente, ma si riferiscono necessariamente a fondi che dovranno essere spesi, se non dovranno essere disimpegnati, al 31 dicembre 2004 è stato speso il 15 per cento delle risorse comunitarie e quelle risorse saranno disimpegnate se non verranno spese per tempo. Ed allora credo che responsabilmente abbiamo cercato di attirare l'attenzione sulla necessità di spendere queste risorse che verranno disimpegnate, che non gravano nel bilancio della Regione sarda nel momento in cui verranno spese e abbiamo fatto in modo che queste risorse possano essere spese secondo gli stessi criteri, le stesse finalità, gli stessi principi perseguiti all'articolo 19. Di questo si tratta. Per spendere meglio questa risorsa abbiamo chiesto il sostegno, i contributi di tutta la coalizione e di tutte le forze sociali deella Regione sarda; continuiamo e lo continuiamo a chiedere ostinatamente il sostegno delle forze sociali, delle organizzazioni di categoria, del mondo dell'agricoltura, dell'artigianato, dell'impresa, del sindacato ed auspichiamo che questo accadrà in maniera sempre più collaborativa nel futuro.

Circa le politiche attive del lavoro, ancora non vengono attivate dai numeri scritti sui pezzi di carta, gli investimenti non vengono attivati da un numero scritto sui pezzi di carta, e un numero scritto sulla carta non genera nessun posto di lavoro, i posti di lavoro li generano i soldi spesi e possibilmente i soldi spesi bene. E non è stato ricordato oggi che solo a dicembre del 2004, quindi pochi mesi fa che è stata autorizzata la contrazione di un mutuo di 172 milioni per finanziare appunto l'annualità 2004 del piano straordinario per il lavoro. Quindi quei soldi lì non sono stati ancora spesi e quindi quei soldi lì potranno essere ancora spesi e i soldi per il piano straordinario del lavoro sono ancora da spendere per l'intera annualità del 2004 e in parte importante per il 2003 ed addirittura anche importante per il 2002. E allora non è stato ricordato e non è stato ripreso da nessuno. Occorre innanzitutto spendere quei soldi e poi spendere anche quelli del POR e spenderli anche bene perché non bisogna solo spenderli, bisogna anche spenderli bene perché le politiche attive del lavoro si riferiscono a persone possibilmente assunte a tempo indeterminato, a veri posti di lavoro e non ad occupazioni instabili di sei mesi o di un anno. E occorre non confondere tra l'occupazione per un anno e l'occupazione a tempo indeterminato. E credo che responsabilmente valga la pena di considerare che sia prioritario spendere soldi europei, spendere annualità non ancora spese e verificare prima che cosa succede con questi strumenti e se ci sarà ancora bisogno. Tutto quello che risparmieremo oggi nel bilancio regionale sarà a disposizione a partire dal 2007, quando i fondi del POR diminuiranno di due terzi, quando avremmo solo un terzo dei soldi che siamo abituati a spendere fino ad oggi, a disposizione per promuovere lo sviluppo della Sardegna. Ogni euro non speso oggi sarà un euro che potremmo spendere nel 2007, nel 2008, nel 2009, per continuare a promuovere lo sviluppo della Sardegna. Io faccio un ragionamento molto molto semplice: le risorse vanno risparmiate un pochino e spese in maniera equilibrata, e noi dobbiamo risparmiare un pochino di risorse per spenderle nel futuro, perché ce ne sarà bisogno ancora, ed è inutile sciuparle oggi nel periodo di abbondanza di risorse e magari di continuare a spenderle male o non spenderle affatto e non avere risorse da spendere per quando ci serviranno.

PRESIDENTE. Prego Presidente concluda.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Serviranno soprattutto ai disoccupati, ai più deboli, a tutti quelli che appunto vogliamo difendere e ci siamo impegnati a difendere. Termino in un secondo.

I numeri scritti sui pezzi di carta non producono neanche un posto di lavoro, quando questi numeri diventano investimenti ed investimenti produttivi ed utili, diventano posti di lavoro, duraturi, veri. Noi oggi siamo discusso di numeri e stiamo discutendo di numeri perché ancora i finanziamenti del 2002, 2003 e tutto il 2004 è ancora un numero e dobbiamo occuparci di trasformare i numeri in investimenti.

PRESIDENTE. Va bene colleghi, abbiamo raggiunto l'ora nella quale avevamo previsto di terminare il lavoro di questa serata.

PILI (F.I.). Non è a oltranza?

PRESIDENTE. Avevamo detto fino alle 02 onorevole Pili.

PILI (F.I.). La proposta passata è quella dell'oltranza.

PRESIDENTE. La proposta passata è quella che ho proposto io, quindi è quella la proposta che è stata messa ai voti, quella di proseguire fino alle 02. E si finisce così come abbiamo detto e come abbiamo votato. I lavori si concludono qui, riprenderanno domani alle ore 10.00.

La seduta è tolta alle ore 1 e 56 di venerdì 1° aprile.