Seduta n.369 del 17/01/2008
CCCLXIX Seduta
Antimeridiana
Giovedì 17 Gennaio 2008
Presidenza del Presidente Spissu
La seduta è aperta alle ore 10 e 46.
CAPPAI, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di martedì 2 ottobre 2007 (362), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Barracciu, Cachia, Cugini, Mario Floris, hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana di giovedì 17 gennaio 2008.
Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione, in applicazione dell'articolo 24 della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1, ha trasmesso l'elenco delle deliberazioni adottate dalla Giunta regionale nelle sedute del 2, 3, 9, 17, 24, 25 e 31 ottobre 2007.
Comunico che nel BURAS n. 38 del 27 novembre 2007 è stata pubblicata la sentenza della Corte Costituzionale n. 373 del 2007 nella quale: si dichiara l'inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'articolo 3, comma 1, lett. b), della legge regionale 1° giugno 2006, n. 8 (Integrazioni alla legge regionale 17 gennaio 2005, n. 2 (Indizione elezioni comunali e provinciali) e alla legge regionale 7 ottobre 2005, n. 13 (Scioglimento organi enti locali). Interventi per la partecipazione elettorale) e si dichiara non fondatala questione di legittimità costituzionale dell'articolo 3, comma 1, lett. b), dell'articolo 5, commi 1 e 3, dell'articolo 8, comma 3, lett. e), e dell'articolo 11, comma 6, lett. e) della medesima legge regionale n. 8 del 2006.
Comunico che il Gruppo consiliare Forza Italia, in data 29 novembre 2007, ha assunto la nuova denominazione: "Forza Italia - verso il partito dei moderati e dei liberali".
Comunico che i consiglieri Salvatore Amadu e Oscar Cherchi, in data 30 novembre 2007, hanno dichiarato di aver aderito al gruppo consiliare Forza Italia - verso il partito dei moderati e dei liberali.
Comunico che il Presidente della Regione, con nota prot. n. 14404 del 14 dicembre 2007, ha trasmesso copia del protocollo d'intesa tra Regione autonoma della Sardegna e Sorgenia Spa sottoscritto in data 10 dicembre 2007.
Comunico che, in data 14 dicembre 2007, il gruppo consiliare U.D.C. e Democratici di centro ha nominato presidente l'onorevole Roberto Capelli.
Risposta scritta ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
CAPPAI, Segretario:
Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sui mancati adempimenti connessi all'articolo 11 della legge regionale n. 2 del 2007 (legge finanziaria 2007) sul comparto unico Regione - enti locali che prevede miglioramenti economici in favore dei dipendenti degli enti locali della Sardegna. (1022/A)
(Risposta scritta in data 15 novembre 2007
Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sull'esiguità dei collegamenti di trasporto pubblico locale tra le città di Cagliari e Nuoro. (854/A)
(Risposta scritta in data 22 novembre 2007)
Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sulla soppressione dello scalo ferroviario del nord Sardegna. (880/A)
(Risposta scritta in data 22 novembre 2007)
Interrogazione Lai Renato - Marracini - Pittalis, con richiesta di risposta scritta, sui trasferimenti dei passeggeri nella tratta Civitavecchia Porto-Civitavecchia Stazione Ferroviaria.(892/A)
(Risposta scritta in data 22 novembre 2007)
Interrogazione Lai Renato, con richiesta di risposta scritta, sul malfunzionamento del sistema ferroviario del Nord Sardegna. (901/A)
(Risposta scritta in data 22 novembre 2007)
Interrogazione Cuccu Giuseppe, con richiesta di risposta scritta, sulla mancanza di sicurezza e di servizi nella nuova stazione ferroviaria di San Gavino.(982/A)
(Risposta scritta in data 22 novembre 2007)
Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sulle difficoltà dei passeggeri che intendono viaggiare in aereo nelle tratte da e per Alghero e sull'opportunità di ripristinare la tratta Alghero-Ciampino gestita da Ryan Air. (516/A)
(Risposta scritta in data 28 novembre 2007)
Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sui disagi e sulle gravi conseguenze socio-economiche derivati dalla soppressione di due voli giornalieri Alghero-Roma-Alghero e dal mancato ripristino della tratta Alghero-Ciampino della compagnia aerea Ryanair.(678/A)
(Risposta scritta in data 28 novembre 2007)
Interrogazione Liori, con richiesta di risposta scritta, sullo svolgimento delle selezioni interne per dirigenti dell'Ente foreste della Sardegna.(811/A)
(Risposta scritta in data 28 novembre 2007)
Interrogazione Porcu - Corda, con richiesta di risposta scritta, sulle gravi conseguenze delle discutibili modalità con cui si è provveduto agli interventi di asportazione della posidonia da alcune spiagge della Sardegna e da aree di fondale marino.(872/A)
(Risposta scritta in data 28 novembre 2007)
Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sul bando PIA "Turismo e beni culturali".(1060/A)
(Risposta scritta in data 28 novembre 2007)
Interrogazione Contu, con richiesta di risposta scritta, sui lavori di ristrutturazione di un immobile sito in località Pistis nel Comune di Arbus.( 958/A)
(Risposta scritta in data 5 dicembre 2007)
Interrogazione Sanjust, con richiesta di risposta scritta, sui lavori di ampliamento e messa in sicurezza della strada statale n. 195, Sulcitana. 829/A
(Risposta scritta in data 14 dicembre 2007)
Interrogazione La Spisa, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione della Plastwood.(830/A)
(Risposta scritta in data 14 dicembre 2007)
Interrogazione Porcu - Corda, con richiesta di risposta scritta, sulle gravi conseguenze delle discutibili modalità con cui si è provveduto agli interventi di asportazione della poseidonia da alcune spiagge della Sardegna e da aree di fondale marino.(872/A)
(Risposta scritta in data 14 dicembre 2007)
Interrogazione Mattana - Marrocu - Barracciu - Calledda - Cherchi Silvio - Corrias - Floris Vincenzo - Lai Silvio - Orrù - Pacifico - Pirisi - Sanna Alberto - Sanna Franco, con richiesta di risposta scritta, sullo stato dei lavori di messa in sicurezza della strada statale n. 195.(879/A)
(Risposta scritta in data 14 dicembre 2007)
Interrogazione Floris Mario - Cherchi Oscar, con richiesta di risposta scritta, sulla vendita da parte della società Tiscali dell'area del Consorzio Industriale di Cagliari.(894/A)
(Risposta scritta in data 14 dicembre 2007)
Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sui ritardi nei tempi di inizio dei lavori del secondo lotto della strada Sassari-Alghero.(906/A)
(Risposta scritta in data 14 dicembre 2007)
Interrogazione Sanna Matteo, con richiesta di risposta scritta, sui lavori in corso nella strada provinciale Olbia-Murta Maria.(909/A)
(Risposta scritta in data 14 dicembre 2007)
Interrogazione Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sulla decisione della Gestione governativa Ferrovie di Sardegna (FdS) di assumere, con contratto di formazione lavoro, 21 operatori di esercizio.(942/A)
(Risposta scritta in data 14 dicembre 2007)
Interrogazione Floris Mario - Cherchi Oscar, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di crisi delle Ferrovie della Sardegna. (952/A)
(Risposta scritta in data 14 dicembre 2007)
Interrogazione Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sull'inaccettabile decisione della Gestione governativa Ferrovie di Sardegna (FdS) di non assumere 26 assuntori precari da anni ed esclusi dal bando per nuovi autisti.(1007/A)
(Risposta scritta in data 14 dicembre 2007)
Interrogazione Cuccu Giuseppe, con richiesta di risposta scritta, sulla riduzione delle tariffe nella tratta ferroviaria San Gavino-Cagliari.(1034/A)
(Risposta scritta in data 14 dicembre 2007)
Interrogazione Liori - Diana, con richiesta di risposta scritta, sul blocco del trasporto di vagoni merci da e per la Sardegna da parte dei traghetti delle Ferrovie dello Stato. (1062/A)
(Risposta scritta in data 14 dicembre 2007)
Interrogazione Moro, con richiesta di risposta scritta, sulle opere stradali in attesa di completamento nella Provincia di Sassari.(746/A)
(Risposta scritta in data 17 dicembre 2007)
Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sulle procedure relative all'assegnazione dei contributi alle attività commerciali ai sensi della legge regionale 21 maggio 2002, n. 9.(865/A)
(Risposta scritta in data 21 dicembre 2007)
Interrogazione Dedoni, con richiesta di risposta scritta, sull'assegnazione dei contributi per manifestazioni turistiche (deliberazione Giunta regionale del 26 luglio 2007, n. 28/59).(959/A)
(Risposta scritta in data 21 dicembre 2007)
Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sul progetto per la fruizione del Colle di Tuvixeddu commissionato dalla Giunta regionale a tale Gilles Clément.(1045/A)
(Risposta scritta in data 21 dicembre 2007)
Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sui danneggiamenti alla tomba megalitica di Ena 'e muros nel Comune di Ossi.(1048/A)
(Risposta scritta in data 21 dicembre 2007)
Interrogazione Floris Mario, con richiesta di risposta scritta, sulle iniziative edilizie regionali nel compendio di Tuvixeddu.(1049/A)
(Risposta scritta in data 21 dicembre 2007)
Interrogazione Cassano - Pisano, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata attuazione della legge sui centri commerciali naturali.(1078/A)
(Risposta scritta in data 21 dicembre 2007)
Interrogazione Moro, con richiesta di risposta scritta, sui due bandi per la realizzazione del periodico "Il messaggero sardo".(1090/A)
(Risposta scritta in data 21 dicembre 2007)
Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sull'accordo stipulato dalle società Sonatrach, Gazprom e Lukoil avente per oggetto i canali di approvvigionamento di metano dei paesi dell'Unione europea e sulle conseguenze che ne deriverebbero per la Sardegna.(598/A)
(Risposta scritta in data 28 dicembre 2007)
Interrogazione Diana - Lombardo, con richiesta di risposta scritta, sull'utilizzo da parte del Presidente della Regione di attrezzature, personale e risorse finanziarie dell'Amministrazione per scopi personali.(991/A)
(Risposta scritta in data 28 dicembre 2007)
Interrogazione Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sui gravi ritardi nel processo di riconversione dello zuccherificio di Villasor e sull'atteggiamento dilatorio della Eridania-Sadam.(868/A)
(Risposta scritta in data 8 gennaio 2008)
Interrogazione Rassu - Petrini - Contu - La Spisa - Lombardo, con richiesta di risposta scritta, sulla proposta transativa ex articolo 27, commi 9 e 12, della legge regionale n. 4 del 2006, e successive direttive di attuazione.(917/A)
(Risposta scritta in data 8 gennaio 2008)
Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sui lavori in corso e sui disagi della strada statale n. 131 e sui ritardi nell'inizio dei lavori del 2° lotto della strada Sassari-Alghero.(994/A)
(Risposta scritta in data 8 gennaio 2008)
Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sull'aumento indiscriminato del costo del gas in bombola, sul disagio degli operatori del settore, sulle lamentele dei consumatori e sulle iniziative in merito della Giunta regionale. (1081/A)
(Risposta scritta in data 8 gennaio 2008)
Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sui danneggiamenti alla tomba megalitica di Ena 'e muros nel Comune di Ossi.(1048/A)
(Risposta scritta in data 15 gennaio 2008)
Annunzio di presentazione di proposte di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge:
Lanzi - Cugini - Fadda - Licheri - Serra: "Politiche per l'occupazione degli adulti e per l'uguaglianza sociale". (303)
(Pervenuta il 14 novembre 2007 e assegnata alla sesta Commissione.)
Salis: "Norme per la riduzione dei costi della politica e per il contenimento della spesa pubblica". (304)
(Pervenuta il 28 novembre 2007 e assegnata alla prima Commissione.)
Giagu: "Riordino delle funzioni in materia di aree industriali". (305)
(Pervenuta il 28 novembre 2007 e assegnata alla sesta Commissione.)
Caligaris - Ibba: "Politiche regionali di intervento contro la disoccupazione: riduzione dell'IRAP e contributi alle imprese per l'assunzione e per il reinserimento nel mondo del lavoro di lavoratori e di lavoratrici dai 50 anni in su". (306)
(Pervenuta l'11 dicembre 2007 e assegnata alla sesta Commissione.)
Pisano - Vargiu - Dedoni - Cassano: "Disposizioni urgenti relative alla proroga del termine di cui all'articolo 9, comma 4, della legge 21 aprile 2005, n. 7 (legge finanziaria 2005), di validità dell'albo regionale di cui all'articolo 1 della legge regionale 13 giugno 1989, n. 42". (307)
(Pervenuta il 13 dicembre 2007 e assegnata alla ottava Commissione.)
Contu - Diana - Capelli - Vargiu - Ladu - Farigu
Sanjust - La Spisa - Artizzu: "Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2008". (308)
(Pervenuta il 18 dicembre 2007 e assegnata alla terza Commissione.)
Cappai - Licheri - Cucca - Cuccu Giuseppe - Sabatini: "Integrazioni alla legge regionale 29 luglio 1998, n. 23 (Norme per la protezione della fauna selvatica e per l'esercizio della caccia in Sardegna)". (309)
(Pervenuta il 19 dicembre 2007 e assegnata alla quinta Commissione.)
N. 310 Ritirata
Pisano - Dedoni - Cassano - Vargiu: "Norme per l'identificazione, la catalogazione, il recupero e la valorizzazione dei territori tratturali della Sardegna. (311)
(Pervenuta il 10 gennaio 2008 e assegnata alla ottava Commissione.)
Annunzio di presentazione di proposta di legge statutaria
PRESIDENTE: Comunico che è stata presentata la seguente proposta di legge statutaria:
"Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano: "Modifiche alla legge regionale 6 marzo 1979, n. 7, e successive modifiche e integrazioni recante "Norme per l'elezione del Consiglio regionale". (8/STAT)
(Pervenuta il 22 novembre 2007 e assegnata alla prima Commissione.)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza:
CAPPAI, Segretario:
"Interrogazione Corda, con richiesta di risposta scritta, sugli ostacoli che impediscono la compiuta realizzazione della strada a scorrimento veloce Abbasanta-Buddusò-Olbia". (1064)
"Interrogazione Serra, con richiesta di risposta scritta, sulla salvaguardia e garanzia dei livelli occupazionali nell'Isola in materia di trasporti". (1065)
"Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sul mancato finanziamento per l'adeguamento e completamento dell'impianto sportivo "Walter Frau" nel Comune di Ossi". (1066)
"Interrogazione Sanna Matteo, con richiesta di risposta scritta, sul potenziale rischio di scioglimento delle compagnie barracellari a causa dell'obbligo assicurativo imposto dall'INAIL". (1067)
"Interrogazione Lanzi - Cugini - Fadda - Licheri - Serra, con richiesta di risposta scritta, sull'affidamento di incarichi di direttore generale a personale esterno all'Amministrazione regionale e sull'affidamento di incarichi a ex dipendenti in pensione della medesima Amministrazione". (1068)
"Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di disagio dei dipendenti del Servizio agrometeorologico regionale per la Sardegna (SAR) e sulla necessità di una soluzione alla problematica nell'ambito della prossima finanziaria regionale". (1069)
"Interrogazione Calledda - Cherchi Silvio - Cuccu Giuseppe - Lai Silvio, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione della Commissione di accertamento dell'idoneità professionale all'esercizio dell'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto". (1070)
"Interrogazione Rassu, con richiesta di risposta scritta, sulla prevista assunzione presso l'Amministrazione regionale di personale, già assunto a contratto e risultato non idoneo nei recenti concorsi espletati dalla Regione, a discapito di coloro che, negli stessi concorsi, hanno ottenuto l'idoneità". (1071)
"Interrogazione Gallus - Lai Renato - Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sulla illegittimità della bozza di atto aziendale della ASL n. 5 di Oristano". (1072)
"Interrogazione Liori - Diana, con richiesta di risposta scritta, sullo studio di fattibilità per individuare la strategia di sviluppo dei distretti culturali della Sardegna e sui rapporti tra la Regione e la società Goodwill Srl". (1073)
"Interrogazione Serra, con richiesta di risposta scritta, sulla soppressione delle direzioni sanitarie dei presidi ospedalieri San Giuseppe di Isili e San Marcellino di Muravera". (1074)
"Interrogazione Liori - Diana, con richiesta di risposta scritta, sul Piano di ricomposizione fondiaria del Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale". (1075)
"Interrogazione Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione in cui versa la società in house Hydrocontrol, centro di ricerca, assistenza tecnica e formazione". (1076)
"Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sulle direzioni sanitarie nei piccoli ospedali della Sardegna". (1077)
"Interrogazione Cassano - Pisano, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata attuazione della legge sui centri commerciali naturali". (1078)
"Interrogazione Gallus, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione dell'azienda Campulongu di Oristano". (1079)
"Interrogazione Cachia, con richiesta di risposta scritta, sugli effetti negativi derivanti dal drastico taglio dei finanziamenti all'Università diffusa e sulle conseguenze didattiche dell'inevitabile riduzione dei corsi di laurea". (1080)
"Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sull'aumento indiscriminato del costo del gas in bombola, sul disagio degli operatori del settore, sulle lamentele dei consumatori e sulle iniziative in merito della Giunta regionale". (1081)
"Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sulla paventata chiusura del centro zonale ERSAT ubicato presso il Comune di Ossi". (1082)
"Interrogazione Dedoni - Vargiu - Cassano - Pisano, con richiesta di risposta scritta, sulla sospensione dei finanziamenti per i corsi di formazione professionale". (1083)
"Interrogazione Dedoni, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata scelta da parte della Regione Sardegna del fornitore di energia elettrica". (1084)
"Interrogazione Ladu, con richiesta di risposta scritta, sui danni causati dalle piogge alluvionali nel nord Sardegna". (1085)
"Interrogazione Lanzi - Cugini - Fadda - Licheri - Serra, con richiesta di risposta scritta, sulle assunzioni di lavoratori precari tramite le cosiddette short list". (1086)
"Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata erogazione dei contributi alle società sportive di calcio Torres, Nuorese e Olbia". (1087)
"Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sull'assegnazione ad una delle posizioni dirigenziali vacanti del vincitore del concorso per dirigenti del Corpo forestale della Sardegna". (1088)
"Interrogazione Cherchi Oscar - Gallus, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione contabile del Comune di Tresnuraghes". (1089)
"Interrogazione Moro, con richiesta di risposta scritta, sui due bandi per la realizzazione del periodico "Il messaggero sardo"". (1090)
"Interrogazione Marracini - Lai Renato - Pittalis, con richiesta di risposta scritta, sui comuni danneggiati dal maltempo". (1091)
"Interrogazione Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sul grave scempio naturalistico e ambientale nello stagno di Molentargius provocato dai lavori di allargamento della via Fiume disposti dal Comune di Quartu Sant'Elena". (1092)
"Interrogazione Corda - Uggias - Cachia, con richiesta di risposta scritta, sull'esigenza di urgenti azioni di ripristino delle condizioni ambientali e di viabilità nei comuni dell'Alta Gallura e in Baronia colpiti dal nubifragio del 27 e 28 novembre 2007". (1093)
"Interrogazione Liori - Diana, con richiesta di risposta scritta, sulle cause di lavoro intentate dai dipendenti del Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale". (1094)
"Interrogazione Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sulla cessazione dell'attività dell'Unilever Srl e sul licenziamento dei dipendenti riuniti in assemblea permanente". (1095)
"Interrogazione Uras - Davoli - Pisu, con richiesta di risposta scritta, sulla nomina dei membri del consiglio direttivo del Parco nazionale dell'arcipelago di La Maddalena spettante alla Comunità del parco". (1096)
"Interrogazione Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sull'attivazione di impianti di radiodiffusione dell'emittente comunitaria nazionale Radio Padania". (1097)
"Interrogazione Cucca - Sabatini, con richiesta di risposta scritta, sulle modalità di cofinanaziamento delle strade rurali e sui criteri di concessione del beneficio finanziato con la misura 4.20 del POR Sardegna 2000-2006". (1098)
"Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sul Programma d'azione per la zona vulnerabile da nitrati di origine agricola di Arborea". (1099)
"Interrogazione Sanna Matteo, con richiesta di risposta scritta, sull'ipotesi di edificazione nell'area sotto tutela di Coluccia (Santa Teresa di Gallura)". (1100)
"Interrogazione Ladu, con richiesta di risposta scritta, sull'accorpamento della direzione dell'Ufficio tutela del paesaggio di Nuoro". (1101)
"Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sulla paventata chiusura della tipografia Stampacolor Srl con sede in zona industriale di Muros". (1102)
"Interrogazione Licandro, con richiesta di risposta scritta, sull'applicazione delle norme in materia di beni culturali, istituti e luoghi della cultura". (1103)
"Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sul blocco della circolazione sulla strada statale n. 131 per il maltempo". (1104)
"Interrogazione Pisano, con richiesta di risposta scritta, sul conferimento di incarico di staff alla direzione sanitaria aziendale per la riorganizzazione della rete ospedaliera della Asl n. 8 alla dott.ssa Flavia Pirola di Bergamo". (1105)
"Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sullo scadimento della qualità delle prestazioni sanitarie nella Asl n. 7 di Iglesias-Carbonia". (1106)
"Interrogazione Amadu - La Spisa - Contu - Lombardo, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di prorogare i termini di presentazione delle domande di contributo delle imprese artigiane". (1107)
"Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sulla procedura di affidamento dell'incarico di brokeraggio da parte della Asl n. 8 di Cagliari". (1108)
"Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sulla preoccupante situazione di crisi occupazionale e di traffici del Porto industriale di Cagliari". (1109)
"Interrogazione Bruno, con richiesta di risposta scritta, sui lavori di consolidamento del lungomare di Alghero". (1110)
"Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sul commissariamento della Fondazione San Giovanni Battista di Ploaghe". (1111)
"Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sui rapporti esistenti tra la Regione e un noto studio legale cagliaritano". (1112)
"Interrogazione Liori - Diana, con richiesta di risposta scritta, sulla sospensione dei contributi per l'acquisto, la costruzione e il recupero della prima casa di abitazione". (1113)
"Interrogazione Dedoni, con richiesta di risposta scritta, sul declassamento della sede INAIL di Oristano". (1114)
"Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di sbloccare i finanziamenti stanziati nella finanziaria regionale in favore delle società sportive professionistiche". (1115)
"Interrogazione Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sull'urgenza della predisposizione delle linee guida per l'attuazione della legge sull'istituzione dei centri antiviolenza e delle case di accoglienza". (1116)
"Interrogazione Liori - Diana, con richiesta di risposta scritta, sui ritardi nell'erogazione dei contributi alle scuole materne". (1117)
"Interrogazione Floris Mario, con richiesta di risposta scritta, sulle opinioni espresse dall'Assessore regionale degli enti locali, finanze e urbanistica sulle concessioni edilizie bloccate benché regolari e su quelle autorizzate benché di dubbia regolarità in tutti i comuni della Sardegna, pubblicate dal quotidiano Il Sardegna (pagina 12) il 5 gennaio 2008". (1118)
"Interrogazione Pisano, con richiesta di risposta scritta, sul grave fatto di discriminazione verificatosi nelle scuole elementari di Senorbì". (1119)
"Interrogazione Liori - Diana, con richiesta di risposta scritta, sull'imminente sospensione della convenzione tra la Croce rossa italiana e il Servizio 118 della Asl n. 8". (1120)
"Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sul finanziamento erogato dalla Giunta regionale al Comune di Iglesias, con esclusione dei Comuni di Alghero, Ploaghe e Sassari, per il programma straordinario di edilizia abitativa di cui all'articolo 5 della legge regionale n. 1 del 2006, per la costruzione e il recupero di alloggi da attribuire prioritariamente in locazione a canone moderato". (1121)
"Interrogazione Ladu - Gallus - Murgioni, con richiesta di risposta scritta, sui mutui regionali concessi ai sensi della legge regionale n. 32 del 1985". (1122)
"Interrogazione Dedoni - Vargiu - Pisano - Cassano, con richiesta di risposta scritta, sulle criticità dell'Unità spinale unipolare del PO Marino della Asl n. 8 di Cagliari". (1123)
"Interrogazione Scarpa, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione in atto presso la residenza per anziani Rosa del Marganai a Iglesias, sulla procedura in atto per il licenziamento di 33 dipendenti e sulla grave situazione nella quale si trovano i 94 dipendenti licenziati dalle cliniche Lai e Maria Ausiliatrice di Cagliari a seguito della scadenza del trattamento di mobilità". (1124)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza:
CAPPAI, Segretario:
"Interpellanza Farigu - Capelli - Randazzo Alberto - Cuccu Franco Ignazio - Cappai sull'accordo di collaborazione tra la Regione autonoma della Sardegna e la Regione Piemonte in materia di ricerca e innovazione e sul ruolo del CSI Piemonte". (292)
"Interpellanza Cuccu Franco Ignazio - Capelli sul mancato avvio della procedura di scioglimento del consiglio comunale di Tresnuraghes". (293/C-1)
"Interpellanza Uras - Davoli - Pisu - Serra - Lanzi - Licheri - Cugini - Fadda sugli assuntori delle Ferrovie della Sardegna". (294)
"Interpellanza La Spisa sulla chiusura dello stabilimento Unilever Italia di Cagliari". (295)
"Interpellanza Mattana - Pacifico - Barracciu - Cherchi Silvio - Corda - Cuccu Giuseppe - Manca - Pirisi - Sabatini - Sanna Franco - Fadda sullo stato dei lavori di escavo e sistemazione dell'imboccatura del Porto di Perd'e Sali". (296)
"Interpellanza Gallus - Ladu - Murgioni sulla sede INAIL della Città di Oristano". (297)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.
CAPPAI, Segretario:
"Mozione la Spisa - Artizzu - Ladu - Randazzo Alberto - Vargiu - Farigu sulla partecipazione della Regione autonoma della Sardegna al capitale di Abbanoa Spa". (152)
"Mozione Caligaris - Barracciu - Cerina - Cocco - Corrias - Lombardo - Sanna Simonetta - Lanzi - Balia - Ibba - Masia - Marracini - Serra - Fadda - Orrù - Sanna Franco - Uras - Davoli - Pisu - Frau - Atzeri - Maninchedda - Meloni - Floris Vincenzo - Cachia - Sanjust - Gallus - Liori - Diana - Petrini - Cuccu Franco Ignazio - Vargiu - Calledda - Pinna - Licheri - Cugini - Gessa - Lai Silvio - Biancu - Pacifico - Mattana - Porcu - La Spisa - Murgioni - Capelli - Cappai - Scarpa - Cherchi Silvio - Pittalis - Lai Renato - Pisano - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Contu - Cherchi Oscar - Cuccu Giuseppe - Marrocu - Artizzu - Sanna Matteo - Cucca - Moro per contrastare la violenza contro le donne". (153)
"Mozione Uggias - Lai Renato - Cugini - Corda - Cachia - Sanna Matteo - Pileri - Biancu - Lanzi - Porcu - Licheri - Atzeri - Randazzo Alberto - Ladu - Artizzu - Vargiu - La Spisa - Marracini - Caligaris - Scarpa - Murgioni - Capelli - Maninchedda sulla necessità dell'intervento della Regione per scongiurare la chiusura dell'azienda Palmera Spa di Olbia e favorirne il rilancio". (154)
"Mozione Lombardo - La Spisa - Sanjust - Contu - Licandro - Petrini - Pileri - Rassu - Amadu - Artizzu - Diana - Liori - Moro - Sanna Matteo - Randazzo Alberto - Cappai - Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Randazzo Vittorio - Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Ladu - Murgioni - Gallus - Cherchi Oscar - Farigu sulla paventata chiusura dell'Università del Sulcis Iglesiente". (155)
"Mozione Diana - Artizzu - La Spisa - Randazzo Alberto - Vargiu - Ladu - Liori - Moro - Sanna Matteo - Rassu - Lombardo - Contu - Sanjust - Pileri - Petrini - Randazzo Vittorio - Cappai - Amadu - Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Pisano - Cassano - Dedoni - Gallus sugli accordi relativi alla realizzazione del metanodotto Algeria-Sardegna-Italia e alla commercializzazione del metano in Sardegna, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento". (156)
"Mozione Cassano - Vargiu - Dedoni - Pisano - La Spisa - Randazzo Alberto - Artizzu - Ladu - Farigu - Capelli - Amadu - Randazzo Vittorio - Pileri - Licandro - Petrini - Contu - Rassu - Gallus - Lombardo - Sanjust - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Diana - Liori - Moro - Sanna Matteo - Murgioni - Milia - Floris Mario - Cherchi Oscar sull'invito alla presentazione della denuncia di esercizio avanzata dall'INAIL alle compagnie barracellari, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento". (157)
"Mozione Vargiu - La Spisa - Randazzo Alberto - Artizzu - Ladu - Farigu - Capelli - Amadu - Randazzo Vittorio - Pisano - Licandro - Cassano - Petrini - Dedoni - Contu - Rassu - Gallus - Lombardo - Sanjust - Pileri - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Diana - Liori - Moro - Sanna Matteo - Murgioni - Milia sulle short list, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento". (158)
"Mozione Vargiu - Pisano - Dedoni - Cassano sulla grave situazione della continuità territoriale marittima sarda". (159)
"Mozione Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio sull'affidamento da parte dell'Azienda ospedaliera Brotzu in favore del CRS4 Srl del servizio di realizzazione e gestione dei sistemi informatici della medesima Azienda". (160)
"Mozione Diana - Artizzu - La Spisa - Capelli - Vargiu - Ladu - Liori - Moro - Sanna Matteo - Rassu - Lombardo - Contu - Licandro - Sanjust - Pileri - Petrini - Amadu - Cherchi Oscar - Randazzo Vittorio - Cappai - Randazzo Alberto - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Pisano - Cassano - Dedoni - Murgioni - Gallus - Floris Mario - Farigu di solidarietà ai cittadini della Regione Campania per la grave emergenza legata al blocco del sistema di smaltimento dei rifiuti, sul possibile smaltimento in siti attrezzati della Sardegna di una quota dei rifiuti solidi urbani prodotti in Campania e sulla necessità di un piano straordinario per la gestione dei rifiuti in Sardegna, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento". (161)
"Mozione Marrocu - Biancu - Porcu - Uras - Lanzi - Balia - Salis - Serra - Barracciu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corrias - Corda - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Silvio - Manca - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci sulla solidarietà della Regione Sardegna nei confronti delle popolazioni della Campania per la soluzione dell'emergenza rifiuti e sulla gravità dei fatti verificatisi in Sardegna a seguito della disponibilità data dalla Regione a smaltire una quota minima di rifiuti provenienti dalla Campania, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento". (162)
"Mozione Marracini - Pittalis - Lai Renato sull'emergenza rifiuti nella Regione Campania e sulla disponibilità data dal Presidente della Regione Sardegna a smaltire una quota degli stessi rifiuti, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento". (163)
dell'articolo 54 del Regolamento (163)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione delle mozioni numero 161, 162 e 163. Primo firmatario della mozione numero 161 è l'onorevole Diana, della numero 162 primo firmatario è l'onorevole Marrocu, della numero 163 primo firmatario è l'onorevole Marracini, sul medesimo argomento, e per questo facciamo una discussione unificata delle tre mozioni, e cioè quella relativa all'arrivo dei rifiuti solidi urbani prodotti in Campania.
Ricordo ai colleghi presentatori che hanno venti minuti di tempo per l'illustrazione della mozione.
Iniziamo con la mozione numero 161. Primo firmatario è l'onorevole Diana.
(Si riporta di seguito il testo della mozione:
Mozione Diana - Artizzu - La Spisa - Capelli - Vargiu - Ladu - Liori - Moro - Sanna Matteo - Rassu - Lombardo - Contu - Licandro - Sanjust - Pileri - Petrini - Amadu - Cherchi Oscar - Randazzo Vittorio - Cappai - Randazzo Alberto - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Pisano - Cassano - Dedoni - Murgioni - Gallus - Floris Mario - Farigu di solidarietà ai cittadini della Regione Campania per la grave emergenza legata al blocco del sistema di smaltimento dei rifiuti, sul possibile smaltimento in siti attrezzati della Sardegna di una quota dei rifiuti solidi urbani prodotti in Campania e sulla necessità di un piano straordinario per la gestione dei rifiuti in Sardegna, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento.
IL CONSIGLIO REGIONALE
PREMESSO che:
- secondo notizie apparse sugli organi di informazione, il Governo nazionale si appresterebbe a richiedere la disponibilità volontaria di alcune regioni italiane all'importazione di una quota dei rifiuti solidi urbani indifferenziati prodotti in Campania che non è possibile stoccare e smaltire nelle discariche di detta Regione;
- secondo quanto riportato dagli organi di informazione, la quota eventualmente spettante alla Sardegna partirebbe da un minimo di 60 tonnellate;
CONSIDERATO che:
- l'articolo 6, comma 19, della legge regionale 24 aprile 2001, n. 6, fa divieto di trasportare, stoccare, conferire, trattare o smaltire nel territorio della Sardegna rifiuti, comunque classificati, di origine extra-regionale;
- già nel recente passato si è verificata una situazione analoga e, contro la prospettiva del possibile conferimento dei rifiuti campani presso siti di stoccaggio della Sardegna, si è registrata una forte mobilitazione da parte delle popolazioni interessate e delle loro amministrazioni comunali, con particolare riferimento al Comune di Ozieri, nel cui territorio è ubicata la discarica di Coldianu che anche nel caso attuale potrebbe essere interessata dal conferimento;
- in quell'occasione, il sindaco del Comune di Ozieri ha emesso un'ordinanza che vieta il conferimento nel territorio comunale di rifiuti provenienti da altre regioni;
ATTESTATO che:
- l'autorizzazione al conferimento in una discarica dell'Isola di rifiuti provenienti da un'altra regione italiana, oltre che una violazione di legge, costituisce un pericoloso precedente in grado di mettere a repentaglio l'ambiente e il paesaggio della Sardegna, la sua autonomia e la salute delle popolazioni che vi abitano;
- è noto che, nella Regione Campania, lo smaltimento abusivo dei rifiuti è una delle principali attività di finanziamento della camorra; si rischia pertanto, accettando l'importazione dei rifiuti di cui sopra e dunque agevolando chi si oppone all'adozione di soluzioni strutturali per il superamento della situazione di emergenza che da tempo investe la suddetta Regione, di favorire una delle più ampie, radicate e pericolose organizzazioni criminali di livello internazionale;
- appare, inoltre, evidente come la situazione che si è venuta a creare nella Regione Campania sia da addebitare a precise responsabilità politiche del Presidente della Regione Campania stessa e del sindaco del Comune di Napoli;
SOTTOLINEATO che:
- si apprende dagli organi di informazione di contatti intercorsi tra il Presidente del Consiglio dei ministri e il Presidente della Regione, il quale sarebbe stato informato che il sistema regionale di smaltimento dei rifiuti è insufficiente a soddisfare le esigenze del territorio e che, nel giro di breve tempo, in Sardegna potrebbero verificarsi situazioni analoghe a quelle che si verificano in Campania ormai da diversi anni;
- la soluzione a suo tempo prospettata dall'Amministrazione regionale in carica, vale a dire la realizzazione di un inceneritore/termovalorizzatore nel territorio del Comune di Ottana, si è rivelata impraticabile a causa dell'indisponibilità della popolazione locale, allarmata dal pesante impatto ambientale di una simile soluzione;
- si rende pertanto necessario, alla luce di quanto prospettato dal Presidente del Consiglio dei ministri, individuare immediatamente soluzioni strutturali, diverse dalla realizzazione di inceneritori/termovalorizzatori e di minore impatto ambientale, che permettano al sistema regionale di smaltimento dei rifiuti di garantire la piena autosufficienza della Sardegna non solo nel presente ma anche in prospettiva futura,
dà mandato al Presidente della Regione e all'Assessore regionale della difesa dell'ambiente affinché riferiscano
1) se risponde al vero che tra la Regione e il Consiglio dei ministri sono intercorse comunicazioni relativamente alla possibilità che parte dei rifiuti solidi urbani indifferenziati prodotti nella Regione Campania possano essere smaltiti in Sardegna e, più in generale, sul sistema di smaltimento dei rifiuti nell'Isola;
2) a quanto ammonta la quota di rifiuti provenienti dalla Regione Campania che si intenderebbe smaltire in Sardegna;
3) in quali siti si intenderebbe conferire tali rifiuti;
4) se la Regione ha già dato la propria disponibilità ad accogliere una quota di rifiuti proveniente dalla Campania e, in caso affermativo, per quali ragioni non ha ritenuto di dover attivare precedentemente forme di consultazione delle popolazioni delle località direttamente interessate;
5) se risulta ancora vigente l'ordinanza del sindaco del Comune di Ozieri che vieta il conferimento nel territorio comunale di rifiuti provenienti da altre regioni;
6) se risponde al vero che il sistema regionale di smaltimento dei rifiuti è inadeguato a garantire l'autosufficienza della Sardegna in prospettiva futura;
7) stanti le attuali condizioni, fino a quale data si prevede che il sistema regionale di smaltimento dei rifiuti possa garantire livelli di efficienza accettabili,
dà inoltre mandato al Presidente della Regione e all'Assessore regionale della difesa dell'ambiente affinché
1) esprimano la solidarietà del popolo sardo al popolo campano per l'intollerabile situazione in cui versa a causa delle irresponsabili scelte politiche dei soggetti istituzionali deputati a governare il sistema di smaltimento dei rifiuti;
2) riconosciuti quali responsabili politici della drammatica situazione in cui versa la Regione Campania il Presidente della Regione Campania e il sindaco del Comune di Napoli, concedano la disponibilità al conferimento di una quota dei rifiuti campani nei siti attrezzati della Sardegna unicamente a condizione che i responsabili politici di cui sopra siano rimossi dai loro incarichi e gli enti da loro rappresentati siano sottoposti a commissariamento;
3) la Giunta regionale elabori un piano straordinario per la gestione dei rifiuti che, sulla base delle preoccupazioni espresse dal Presidente del Consiglio dei ministri, individui le misure necessarie al fine di evitare che in Sardegna possano in futuro verificarsi emergenze analoghe a quella che interessa in questi giorni la Regione Campania;
4) siano individuati strumenti adeguati a garantire l'autosufficienza del sistema regionale di smaltimento dei rifiuti in prospettiva futura;
5) gli strumenti di cui sopra siano sottoposti al parere vincolante delle popolazioni dei comuni in cui dovrebbero avere sede attraverso forme di consultazione popolare;
6) pongano in essere quanto è in loro potere al fine di garantire il rispetto da parte di chiunque di quanto disposto dall'articolo 6, comma 19, della legge regionale 24 aprile 2001, n. 6.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione. Uno dei presentatori della mozione numero 161 ha facoltà di illustrarla.
DIANA (A.N.). Grazie, Presidente. Prima di iniziare l'illustrazione della mozione, e tale vuole essere il mio intervento, mi corre l'obbligo di dare tutta la mia personale solidarietà al Presidente della Regione per i fatti che si sono verificati nel piazzale di Bonaria, antistante la casa dello stesso Presidente della Regione. Non era un elemento disponibile nel momento in cui la mozione è stata scritta, e pertanto mi corre l'obbligo di farlo adesso: voglio aggiungere un'ulteriore correzione alla mozione, relativa alla presunta quantità dei rifiuti solidi urbani che sarebbero dovuti provenire dalla Campania, perché le notizie di allora e quindi estremamente frammentarie e parziali, ci davano un numero che ovviamente a chi appena appena si interessa e conosce questi problemi... venivano individuati in 60 tonnellate e ovviamente non c'era una certezza di questo e, alla luce delle cose che abbiamo appreso nei giorni successivi, si parla di 6000 tonnellate.
Bene, io, quando ho predisposto assieme ai colleghi questa mozione, l'ho fatto con un intento che mi sembrava anticipatorio di decisioni che poi il Presidente della Regione ha ritenuto di dover prendere credo nella stessa giornata o nella serata, parlo del giorno mercoledì 9 gennaio. Forse c'era ancora il tempo perché il Presidente della Regione chiedesse una convocazione straordinaria del Consiglio regionale, perché discutessimo tutti quanti sulla opportunità, evidenziata peraltro anche questa anticipatamente nella mozione, di dare solidarietà al popolo campano. Lo abbiamo scritto in tempi non sospetti, anticipando le stesse decisioni che il Presidente della Regione avrebbe preso nel pomeriggio; quindi c'era tutta e c'è tutta la disponibilità di chi ha steso questa mozione di voler comunque dare grande solidarietà ad un popolo che è oppresso, e non posso usare altri termini, anche perché, non sono io il primo a dirlo, ma pensate che il presidente, l'ultimo relatore che è ancora in carica che si è occupato di questa materia alla Camera e al Senato, dice: "Quella della Campania è una emergenza che si protrae ormai da quattordici anni, costituisce un evidente ossimoro". Non l'ho detto io, lo riporto perché si capisca esattamente di che cosa stiamo parlando.
Ora, è ovvio che per le cose che ci ha detto ieri in Commissione ambiente l'Assessore, e apro una parentesi qui e voglio ringraziare il Presidente della Commissione ambiente che con grande equilibrio ieri ha mantenuto una riunione in Commissione ambiente che credo fosse assolutamente fondamentale e indispensabile, e devo dire anche che l'Assessore si è comportato in maniera corretta, riportando quelle che sono le notizie ovviamente in suo possesso.
Noi avremmo voluto, Presidente, condividere con lei la decisione di essere solidali con la Regione Campania, perché io ritengo che la solidarietà la si può dare a titolo individuale - e lo facciamo tutti i giorni, chi più chi meno - ma quando la solidarietà deve essere seguita da atti concreti, fondamentali, importanti, che possono anche creare atti destabilizzanti nella comunità dove si vive, beh a quel punto io credo che non basti più essere eletti direttamente dal popolo, non basti più essere governatori di una Regione, io credo che fosse necessario che il Consiglio regionale fosse fortemente coinvolto in questa decisione. E c'erano i tempi, perché poi qualcuno, lo stesso Assessore ci ha riferito ieri che c'era un'emergenza straordinaria. Voglio solo ricordare a questo Consiglio che giacciono oggi e ancora sulla città di Napoli, e parlo solo della città di Napoli, duecentomila tonnellate di rifiuti indifferenziati e accatastati nelle strade, ma questo è ancora nulla rispetto a quello che sempre la Commissione parlamentare di inchiesta e gli ultimi commissari che si sono avvicendati, prima e dopo Bassolino e prima e... dopo mi auguro che non ce ne saranno più, del commissario de Gennaro, giacciono nei territorio campano, e soprattutto nell'hinterland di Napoli, otto milioni di tonnellate di ecoballe.
Perché faccio questo ragionamento? Per cercare di significare a voi che seimila tonnellate di rifiuti portati dalla Campania alla Sardegna creano molti più problemi alla Sardegna di quanti non ne risolvono alla Campania, ed ecco perché dico che probabilmente, se avessimo avuto la possibilità di interloquire, di dialogare, di decidere, ma chissà che la solidarietà del popolo sardo non potesse andare oltre quelle seimila tonnellate che improbabilmente forse potranno continuare ad arrivare (se non si modificano alcune cose) e che comunque se arriveranno sarà per una scelta che certamente il popolo sardo sta subendo; sta subendo perché non l'ha decisa, perché non è stato chiamato a deciderla. E allora, seimila tonnellate sono una goccia, ma neanche, un'essenza in un maremagnum di rifiuti che sta sommergendo non solo la Campania: territorialmente sommerge la Campania ma io credo che stia sommergendo invece, da un punto di vista che ci mette agli occhi del mondo intero in una situazione veramente di grande, grandissimo degrado. E allora, io capisco e cerco di condividere l'atteggiamento che ha assunto il Presidente della Regione, di voler immediatamente dare solidarietà, non si tocca questo punto; tutto ciò che è avvenuto dopo però in qualche maniera ci sconcerta, e io toccherò anche questo aspetto nella mia relazione perché è importante che si capisca che comunque le leggi vanno rispettate: va rispettata certamente la Costituzione ma vanno rispettate anche le leggi vigenti in Sardegna. E vede, presidente Soru, l'ordinanza del Capo del Governo che rendeva plenipotenziario De Gennaro, ha una firma, sabato 12 gennaio 2008, i rifiuti che sono arrivati in Sardegna sono arrivati a seguito di una ordinanza che non è fatta da De Gennaro, ma ha poca importanza, è fatta da un subcommissario, dal prefetto Cimino, il quale si è avvalso di poteri che non aveva, perché non aveva i poteri che ha oggi De Gennaro, perché De Gennaro non era ancora un plenipotenziario, e quindi si è avvalso della delega di commissario che aveva il presidente Bassolino. E allora, se si è avvalso di poteri che aveva il presidente Bassolino come commissario straordinario per l'emergenza rifiuti in Campania, beh, in tutte le competenze straordinarie che aveva il presidente Bassolino tutto c'era fuorché quello di andare oltre le norme, oltre le leggi, per le quali invece l'ordinanza successiva del Presidente del Consiglio dei Ministri ha derogato. Ha derogato su tutto, colleghi, ieri mi sono permesso di chiedere sommessamente all'assessore Morittu: ma ha derogato su tutto o si è dimenticato di un piccolo particolare, che la Regione Sardegna, oltre ad avere una sua legislazione, ha una norma che non prevede l'ingresso di rifiuti di quel genere? L'Assessore ha riferito in Commissione che, per telefono, il commissario aveva assicurato che i suoi poteri andavano anche oltre la legislazione regionale della Sardegna. E, viva Dio, se sono così le cose, cosa può rimanere ad un Consiglio regionale, che decisioni può prendere il Consiglio regionale, che decisioni può prendere la Regione Sardegna e tutto il popolo sardo? Opposizione no, perché verrebbe vista come una mancanza di solidarietà e invece abbiamo detto che noi vogliamo essere solidali col popolo campano. E allora i casi sono due: o in Sardegna arrivano dei rifiuti che sono simili, ma molto molto simili ai rifiuti che noi smaltiamo per conto nostro, o altrimenti tutto il resto io credo che non debba entrare nel territorio della Sardegna, perché sempre quella famosa Commissione dice: la Campania è sommersa di ecoballe, nel momento in cui i termovalorizzatori dovessero entrare in vigore (cioè era il 2008)... ho già detto che ci sono circa otto milioni e mezzo di tonnellate di ecoballe in Campania. Cosa si dice delle ecoballe in questa famosa relazione? "Nelle ecoballe - continua la relazione - sono state rinvenute percentuali di arsenico superiori ai limiti imposti". Nelle ecoballe sono stati riscontrati non in altri rifiuti. Nell' Ecoballe! Non a caso quelle Ecoballe non possono essere smaltite dai termovalorizzatori. E dove possono essere smaltite queste Ecoballe? Lo dice sempre la Commissione, lo dice l'ultimo Commissario straordinario, dopo Bassolino: "possono essere smaltite di solo in discarica". E allora, c'è un'altra decisione, probabilmente, che deve essere presa. Chi la deve prendere questa decisione? Sempre in nome della solidarietà, può anche essere, però noi vorremmo condividere la solidarietà del Presidente. Noi non vorremmo che fosse solo il Presidente a condividere la solidarietà del popolo campana. Ci teniamo anche noi a dare solidarietà al popolo campano.
Io non arrivo a pensare che si debba fare un gemellaggio con la regione campana, perché mi sembra assolutamente inopportuno in questo periodo, soprattutto rispetto alle cose che stanno accadendo nelle ultime ore, in quella regione, e anche lì grandi solidarietà. Però stamattina, un autorevole esponente del Governo, a proposito di quest'argomento, e di altri, ha chiesto che iI il motivo è questo: ciò che ha detto la Magistratura poche settimane fa, la Procura della Repubblica dice tra le altre cose: "sistematica inerzia del Commissariato straordinario per le emergenze è di Antonio Bassolino che con una partecipazione attiva ed omissiva consentiva e non impediva che le imprese ponessero in essere i raggiri. Non l'ho scritto io, l'ha scritto la Procura della Repubblica questo! E allora quando noi nella mozione abbiamo chiesto, ecome si fa nelle mozioni poi si scrivono per molte cose, salvo poi pensare che in un'Aula come questa qualche volta riusciamo a trovare anche il modo per fare un ordine del giorno unitario, concordato, che possa anche escludere da parte nostra la richiesta delle dimissioni del Presidente Sassolino. Ma certamente il fatto politico importante è questo: noi stiamo andando in soccorso di una Regione ma stiamo andando in soccorso di nostri confratelli italiani, compatrioti, chiamateli come volete, che certamente si trovano sommersi da questa grande sciagura che è di tipo politico! La camorra c'entra dopo cari colleghi! Non è la camorra che ha generato questo, la camorra si infila sempre dove la situazione politica non è stabile, dove non si prendono le decisioni opportune, dove non si fanno le cose che si debbono fare: lì si infila la camorra! Forse sono troppi anni che quella parte del territorio nazionale, abbiamo questo tipo di attività. Allora, Presidente Soru, io sono stato una delle poche persone probabilmente che per un caso abbastanza banale ho avuto l'opportunità di parlare con lei al telefono la sera del giovedì, quando la nave era in radar e quando lei ha fatto una convocazione, io l'ho definita postuma, delle autonomie locali, ma neanche delle autonomie locali, di alcuni sindaci e di alcuni presidenti delle province, certamente ha fatto bene a farlo, forse l'avrebbe dovuto fare prima, meglio tardi che mai! Ma per decidere che cosa? Ha comunicato a questi signori che arrivavano 6000 tonnellate di rifiuti, ha chiesto forse la solidarietà e l'avrà avuta sicuramente, io mi sono preoccupato, perché ero uno di quei curiosi che non ha saltato le transenne del Porto canale. Però ero curioso, come tanti sardi, di capire che cosa stesse avvenendo, e mi sono accorto subito dello Stato di polizia che si era creato attorno a quel sito. Vede, io ho partecipato, da giovane, a tantissime manifestazioni, io, me ne vanto, sono stato uno che ha fatto sgomberare l'Aula magna, in piazza Palazzo, negli anni 60, perché eravamo 45 giorni che non si poteva far lezione, perché allora c'era quel tipo di contestazione, che guarda caso, l'altro giorno, all'Università La Sapienza di Roma ha determinato ciò che ha determinato. Ebbene, quindi sono abituato, però io l'altro giorno, vi dico la sincera verità, che quando ho visto il volto del questore di Cagliari, stravolto, con un'arroganza che non avevo mai vista in nessun funzionario di polizia, mi sono spaventato! E mi sono spaventato adeguatamente perché subito dopo uno degli spettatori ha detto ai sottoposti: "portate giù le armi!" La nave era ancora a 8 miglia, "portate giù le armi!" In Sardegna tu dici portate giù le armi? Davanti a parlamentari, consiglieri regionali, e quanti altri curiosi eravamo lì, non sto dicendo questo perché questo mi abbia creato un problema, mi ha creato il problema a monte, di quali poteri erano stati dati al commissario straordinario in campania sino ad occuparsi anche di intervenire immediatamente con la forza pubblica! Per fatti di quale genere? Per quattro ragazzi che tentavano di mantenere…in mano così … della nave… cerchiamo di non farla attraccare… cose sulle quali si poteva intervenire non con i manganelli ma in altro modo! Sono state, sì e no, 40-50 persone. Ma viva Dio! Se gli ordini erano quelli… gli ordini erano quelli! Ma se quegli ordini valevano per noi non ho capito per quale motivo non valgano in Campania! Certo che non valgono in Campania, perché in Campania la situazione della discarica di Pianura è talmente compromessa da malattie di tutti i generi, ormai è emerso in tutta la sua complessità il problema, ed è certo che lì le forze dell'ordine non possono forzare, vengono forzare in Sardegna, non c'era bisogno di nessuna forzatura! Bastava che il Presidente della Regione fosse venuto qui in Consiglio regionale… Presidente, 6000 tonnellate non sono un'elemosina. Non stiamo dando niente, e come L'Euro che regaliamo per mantenere in vita un bambino del terzo mondo, forse anche meno, 6000 tonnellate… poi, l'Assessore viene ieri in Commissione e ci dice: " però, noi, con tutta calma, come sa fare l'Assessore Morittu da quando è assessore, non gli conoscevo questo carattere che invece gli conoscevo quand'era seduto nei banchi dell'opposizione: piuttosto forte, piuttosto perspicace, piuttosto arrogante, piuttosto… sì Assessore, lo era… se n'è dimenticato, e io sono felice per lei che se ne sia dimenticato. Ci dice: Noi abbiamo un'autonomia nelle discariche di 1.800.000 tonnellate, mi corregga se sbaglio Assessore. Siccome abbiamo una produzione di rifiuti che sta man mano diminuendo, per via della raccolta differenziata, per via dei termovalorizzatori, che non si capisce quali siano, per via di uno stabilimento che dovrebbe nascere nel territorio di Oristano, di Arborea, e che ancora non vede la luce, la vedrà probabilmente nell'arco di 2-3 anni. Non perdete di vista questi 2-3 anni, perché sono importanti, 1.800.000 tonnellate. Quindi 6000 tonnellate che vengono dalla Campania, ma ci fa ridere! Ma ci facevano ridere anche 20.000 tonnellate rapportate a 1.800.000 tonnellate, anche 50.000 tonnellate ci facevano ridere, di fronte 1.800.000 tonnellate che abbiamo disponibili, visto che sta diminuendo la nostra produzione di rifiuti! Non è così! Non è così perché la Sardegna, oltre a quella che è la sua disponibilità, appena appena produce dei rifiuti solidi urbani, guarda caso l'Assessore ieri ha detto che ne produciamo ancora, per la discarica, circa 700.000 tonnellate all'anno, saranno meno? Saranno 400.000? Saranno 300.000? Sono molto meno anche di 300.000? Non ci credo, se così fosse, mi viene da pensare che abbiamo un'autonomia di cinque anni.. salvo che non succeda…. ho terminato Presidente..
PRESIDENTE. Sì, concluda prego.
DIANA (A.N.). Salvo che non succedano emergenze anche in Sardegna, ed è l'unica cosa che non mi auguro, anzi, non auguravo neanche per la Campania.
Certo è che, comunque, e ho concluso veramente, che l'intervento vuole essere un intervento di grande solidarietà al popolo campano. Presidente Soru, lei faccia uno sforzo, si misuri con questo Consiglio regionale! Non faccia, come qualcuno ha detto il confrontanzionale, colui che apparentemente si vuole confrontare ma di fatto cerca lo scontro. Io credo che non sia questo il momento, bisticciamo sulla finanziaria, configgiamo su altre materie, ma su questa materia che interessa certamente molto la Campania, ma interessa ancora di più i cittadini sardi, io credo che ci dev'essere uno sforzo suo, della sua Giunta, della sua maggioranza, soprattutto di quella parte della maggioranza, e voglio dire anche questo, tanto non riesco a tenermelo dentro, di quella parte della maggioranza che è più intransigente perché ho notato che una certa parte della sinistra sta cambiando, che una certa parte della sinistra sta assumendo toni più concilianti, più disposti al dialogo, beh, su questo dobbiamo lavorare se vogliamo far sì che la Sardegna cresca, che la Sardegna non abbia questo tipo di emergenze e soprattutto se possiamo dare una mano agli altri per risolvere le loro.
PRESIDENTE. Mozione numero 162, onorevole Marrocu, Biancu, Porcu e più.
Uno dei presentatori ha facoltà di illustrarla.
MARROCU (D.S.). Sono così strani, un po' contorti, complicati gli argomenti che hanno accompagnato questa vicenda e così gravi i fatti che sono avvenuti a seguito che diventa difficile onestamente non farsi trascinare dalla polemica e mantenere un atteggiamento sobrio ed equilibrato. I fatti che sono avvenuti sono così gravi che non vorrei che l'atteggiamento sobrio ed equilibrato che invece è necessario e che farò, possono apparire ai colleghi e all'esterno, chi ci guarda, come una volontà di minimizzare la gravità di quanto avvenuto. Però, a nome di quei 44 che hanno sottoscritto la mozione di maggioranza e spero anche a nome degli altri colleghi con i quali a conclusione del dibattito mi auguro si possa arrivare ad una risoluzione unitaria sia dei colleghi che hanno presentato una mozione all'interno del centrosinistra, dei diessini qualche collega non ha firmato, la mozione mi auguro che invece anche il Consiglio e anche gli altri colleghi possano ritrovarsi in una risoluzione unitaria. Io penso che sia ancora sotto gli occhi di tutti noi la drammatica situazione che stanno vivendo le popolazioni campane.
Solitamente si dice che le disgrazie col tempo tendono ad apparire meno drammatiche di quelle che sono e che il tempo fa sfumare la drammaticità delle situazioni. Il tempo sta passando e la drammaticità della situazione è ancora lì, sotto gli occhi di tutti e tutti i giorni ci viene ricordata ed è un'emergenza vera.
Dico questo perché sono convinto che i sentimenti di tutti i sardi, ma anche di tutti gli italiani e forse oggi di gran parte del mondo nel vedere quelle situazioni così drammatiche, di emergenza, di scuole completamente coperte di rifiuti, di strade, di case, una situazione così difficile da gestire che penso che ognuno di noi anche nel discutere oggi in quest'Aula, nel dibattere questo tema, non deve mai dimenticare, deve avere sempre sotto gli occhi. Perché è vero che c'è un possibile tentativo, non dico di strumentalizzazione politica, ma di pensare e di trarne da quei fatti convenienza politica che possono portare a quei ragionamenti che ho detto prima, strani, contorti, aggrovigliati, poco chiari. C'è una calamità, e quella campana è una calamità che investe il Paese. E' calamità sia quando la calamità è naturale, sia quando è procurata da incuria o da grave colpa di chi amministra quelle popolazioni e quindi degli uomini. Ma quella campana è una calamità, è una calamità che ha responsabilità politiche, è una calamità grave che oggi investe quelle popolazioni, ed è una calamità che investe l'intero Paese. Solitamente quando si affronta come uno Stato, come una Regione, come una comunità reagisce a quella calamità, le discussioni non sono mai state per le precedenti calamità, quelle che hanno coinvolto il dibattito sardo. Che si tratti di una calamità credo che sia evidente, vedete, anche quelle che sono solitamente definite da noi calamità naturali, anche quelle spesso se andiamo ad approfondirle, hanno sempre una lettura che coinvolge anche altre responsabilità e non solo la natura. Quando c'è un'alluvione che crea situazioni come quelle che crearono in Sardegna e hanno creato anche questi, hanno... penso a quello che avvenne nel '99, penso a quello che è successo poi a Villagrande, sì è una calamità naturale, è una giornata straordinaria di pioggia, però anche allora andammo a verificare che c'erano anche responsabilità che erano anche nostre, che erano di chi aveva responsabilità istituzionale. Perché magari in quel caso si era intervenuto maldestramente modificando la situazione idrogeologica di quel territorio o in altri casi non si è intervenuto lasciando appunto situazioni che hanno poi determinato quei danni. Così come quando si affronta il problema degli incendi, io l'ho vissuto drammaticamente nel mio paese anche peraltro direttamente e personalmente coinvolto con la mia propria abitazione, è comunque una calamità seppur provocata dalla mano delinquente di qualcuno che crea un danno a quella comunità, a quel territorio, a quel bene ambientale naturale. E però di fronte alla calamità, di fronte ad una situazione così grave, non ci si è mai chiesti se le procedure per intervenire di fronte a quelle calamità sono state tutte rispettate, se l'articolo come diceva Mario di questa legge, se i poteri sono o non sono, si interviene e basta. Ed è dovere di tutti intervenire e basta! Quando c'è un incendio si interviene a bloccare l'incendio, quando c'è una calamità, nessuno di noi quando si intervenne con l'ente foreste in quella calamità che colpì Villagrande e tutti i lavoratori della forestale furono mandati lì a liberare le case travolte dal fango, nessuno di noi si era posto il problema di andare a verificare se nello statuto dell'ente c'era o no, tra i compiti dell'ente fare protezione civile, non c'era, non c'era, fu inserito dopo da questo Consiglio modificando la legge istitutiva dell'ente che tra i compiti dell'ente foreste, proprio perché sperimentati in quella vicenda drammatica di quei territori e di quelle comunità, fu sperimentata dall'ente foreste e poteva rispondere anche, anche di quella funzione, ma l'ente foreste intervenne il giorno dopo, non dopo che acquisì il parere del Consiglio regionale, della Giunta e della Commissione e degli altri, il giorno dopo interviene in quella comunità andando a soccorrere quelle popolazioni isolate, andando a liberare quelle case travolte dal fango e poi dopo il Consiglio fece anche una modifica della legge istitutiva attribuendo oggi all'ente foreste anche quel compito. Quando si è di fronte a una calamità che sia naturale o sia una calamità prodotta dall'incuria e dalla grave colpa e io in questo caso colpe ce ne sono tante e le condivido tutte compreso quello che forse chi aveva responsabilità, avrebbe dovuto assumere decisioni importanti e che avrebbero qualificato quelle istituzioni e quegli amministratori. Ma quando si è di fronte a una calamità non si disquisisce su di chi è la responsabilità e sulle procedure da seguire, si interviene e ognuno ha il proprio dovere, come prevede, citato anche nella nostra mozione ripresa dal Presidente, ma immediatamente si interviene assumendosi le proprie responsabilità, non scaricandole ad altri livelli, non scaricandole ad altri. E questo è avvenuto.
Guardate, quello che è preoccupante, non è che qualcuno si è assunto le responsabilità perché capita spesso che nel seguire il consenso è facile alimentare sentimenti che possono esserci, negativi in molti di noi, nella società, è facile strumentalizzare, arrivano rifiuti, napoletani, ma guarda quelli, camorra, sono responsabilità politiche e vogliono scaricare su di noi, vogliono inquinarci la Sardegna, è facile suscitare sentimenti di reazione e pensare che questo poi possa portare un beneficio politico a chi questi sentimenti li suscita. Ma chi ha responsabilità, io ripeto, chi è classe dirigente di un paese, di uno stato, di una regione, di un comune, si assume la responsabilità di fare ciò che può anche essere convinto che in quel momento non raccoglie il consenso della gente, ma sia giusto farlo, se è necessario farlo si assume in pieno la sua responsabilità. La tesi che lo Stato scarica alle regioni, le regioni le scaricano ai comuni, alle province, i quali comuni magari dicono: "Ma io sono Sindaco, non posso decidere da solo, devo convocare il consiglio comunale". Si riunisce il consiglio comunale, dice: " Ma noi cosa possiamo decidere per tutti? C'è il paese che deve decidere, coinvolgiamo le popolazioni", e nel frattempo il fuoco arriva a casa tua, nel frattempo l'alluvione magari ti ha buttato giù la casa, nel frattempo i rifiuti hanno creato ormai situazioni di danno enorme alla salute dei cittadini. Ma di che cosa parliamo quando siamo di fronte a una calamità come questa, di procedure, di contatti, di consensi? Ognuno si assuma la sua responsabilità. Vedete io lo dicevo anche nella Conferenza dei Capigruppo, io critico al contrario. Io dico che è una vergogna per questo paese, per questo stato, per l'Italia, che dopo che sono passati venti giorni - il collega Diana dice: "Ancora oggi ci sono 200 mila tonnellate -, ancora oggi critico lo Stato che deve dare sul serio, non soltanto con i messaggi in tv, la prova che lo Stato c'è. Dopo poche ore avrebbe dovuto utilizzare tutti gli strumenti per liberare quelle comunità e quei paesi dai rifiuti. Dopo poche ore, ma quale consenso delle regioni! L'unico dato che serviva per affrontare quell'emergenza è capire quante possibilità aveva quella regione, quel termovalorizzatore, quella discarica, di accogliere quei rifiuti e imporli, trasferirli il giorno stesso, quei rifiuti in quel inceneritore, in quel termovalorizzatore, in quella discarica. Altrimenti non c'è stato! Altrimenti c'è semplicemente il tentativo di scaricare da un giorno all'altro, da un livello all'altro, dallo Stato alle regioni, delle regioni ai comuni, veniteci incontro, cercate di capire, e nel frattempo però i rifiuti continuano a rimanere lì, in quella comunità, in quel territorio, in quel comune, in quella scuola ancora chiusa dopo 20 giorni. Lo Stato dimostri che lo Stato c'è. E allora anche il ragionamento nostro. Ma che significa? L'unico ragionamento che potrei accettare, che avrebbe senso, è dire: ma la Sardegna è in grado o non è in grado di smaltire quelle 6 mila tonnellate di rifiuti che arrivano? L'unica opposizione che potrei accettare è che quel territorio mi dica: "Ma guarda che non è possibile che nella nostra discarica arrivino rifiuti, perché ormai abbiamo un'emergenza che noi". L'unico ragionamento che potrei accettare è quello di una provincia che dice: "Ma siamo noi in emergenza". Quindi l'unico ragionamento che potrei accettare è: "Attenti, non è che per liberarci di una emergenza ne creiamo un'altra". Ma una volta che è accertato che quel termovalorizzatore, che quella discarica, che quell'impianto, che quella regione è in grado di accogliere, senza creare problemi a quei cittadini, a quelle popolazioni, a quelle regioni, non c'è nessuna ragione che deve impedire che si faccia carico quella regione, quel territorio, quel comune delle proprie responsabilità, utilizzandoli e intervenendo. Quindi, quello che io contesto non è che non si è seguita la procedura, non è che il presidente Soru… o lo Stato… è il contrario! E' che forse è l'unico di cui dovremo andare orgogliosi, almeno credo che tutti, sì sì, l'unico che si assume in pieno la responsabilità; quella responsabilità che forse avrebbe dovuto assumersi dal giorno stesso lo Stato e le altre regioni. Non portando motivazioni politiche, di consenso delle popolazioni, ma portando esclusivamente, accettando solo, qualora ci fossero, motivazioni vere, di impossibilità a trattare quei rifiuti o di accogliere quei rifiuti. Ma la Sardegna, per fortuna nostra, in questi anni ha fatto passi in avanti, la capacità di smaltire questi rifiuti è stata accertata, verificata, prima di dare l'ok che potevano arrivare. La Sardegna per fortuna ha ridotto in tre anni il suo trasferimento a discarica di 200 mila tonnellate di rifiuti all'anno, la Sardegna ha fatto passi in avanti nella raccolta differenziata, e quindi a che servono tutti gli altri ragionamenti? Devo dire poi, a me questa cosa anche dei sindaci che dicono: "Nel mio porto non arrivano". Perché non lo dice anche per i rifiuti che partono? Se nel porto non possono arrivare, non possono neanche partire. Cioè dalla Sardegna i rifiuti possono partire, che poi questi rifiuti addirittura non siano neanche rifiuti solidi urbani, ma siano rifiuti tossici nocivi speciali, ne possono partire in quantità enorme dal porto di Portotorres, di Cagliari, dappertutto, però nel porto io vieto che transitino. E perché vietare che transitino soltanto quelli che arrivano per una emergenza straordinaria, per una calamità nazionale, per una calamità che ci sta mettendo in ridicolo in tutto il mondo? Perché dovrebbero impedire soltanto che transitino quelli e non anche invece quelli che devono uscire dalla Sardegna? Questa è la situazione. Allora a che servono i ragionamenti complicati?
La verità è un'altra, che è una cosa che avrebbe dovuto vedere tutti i sardi uniti nel manifestare, non a parole, la solidarietà. "Eh, io sarei anche d'accordo, però". I distinguo, gli sciocchi distinguo che impediscano realmente che uno si assuma la responsabilità vera di governa. "Io sarei anche d'accordo, però, però, ma sì, vediamo, devo sentire", e nel frattempo quella calamità non si affronta. Allora che una risposta come questa, immediata, il giorno stesso, subito, da parte di queste comunità avesse visto la Sardegna dare un'immagine al mondo di serietà, di coerenza, di equilibrio, per quello che ha sempre caratterizzato questa regione. E invece, un'azione positiva che ci stava mettendo da questo punto di vista all'attenzione nazionale e internazionale, come di una regione che si assume in pieno le sue responsabilità e dà un segnale; magari qualcuno diceva: "ma è una modesta quantità", ma è un segnale! Eppure questa modesta quantità è servita ad azioni di tipo speculativo, strumentale, che poi è degenerata in fatti gravissimi, mai successi prima, che vanno censurati non con un generica solidarietà, ma con una presa di distanza vera, politica, e la presa di distanza non ha mai distinguo, non ha mai: "ma, sì, però", che servono a giustificare. Mai. È netta, ferma, la presa di distanza da questi fatti.
Allora io mi auguro che si lasci perdere, perché voi vedete, non voglio fare e utilizzare anche strumentalmente i fatti gravissimi che sono avvenuti, che non bisogna minimizzare mai, né da una parte né dall'altra, mai, non li voglio strumentalizzare per altre finalità, però se c'è veramente una presa di distanza, se veramente c'è la volontà di riportare un sereno dibattito, equilibrato, sobrio tra di noi, si faccia una risoluzione che sostenga l'azione del governo regionale, in quell'azione già avviata dal Presidente, di solidarietà vera e di assunzione vera di responsabilità, e non si introducano distinguo, non si introduca discussione su passaggi rispettati o non rispettati, su poteri o non poteri, quasi che il Presidente della Regione non avesse i poteri di rappresentare questo Popolo e questa Regione. Si discuta del concreto, di cose avvenute o di che cosa deve avvenire, si stia a quei fatti e si arrivi ad una risoluzione di sostegno nei confronti dell'azione del governo regionale. Solo così si prende realmente distanza da quella strumentalizzazione. Perché, vedete, spesso i fatti non sono quelli che si vorrebbero, ma quando si semina strumentalizzazione, quando ci si rivolge a sentimenti negativi che possono essere nell'animo di persone che in quel momento vengono trascinate da quelle parole d'ordine, poi si rischia che l'odio semina anche quelle reazioni che non si vorrebbero, che si condannano, dalle quali si prende le distanze, ma che hanno comunque avuto origine da una errata analisi dei fatti. Quindi io spero che questo Consiglio regionale sappia affrontare questo tema e possa servire, lo dico, a chiedere che quell'assenso di responsabilità, aggiungendo un impegno agli impegni che ci sono nella mozione, che noi abbiamo assunto a livello regionale, siano assunte anche dalle comunità territoriali del nostro territorio, con quel ragionamento che ho fatto prima: ognuno si assuma la sua responsabilità, e quindi che questa disponibilità che è stata data ad affrontare quella emergenza, sia una disponibilità vera che coinvolge tutta la Sardegna, lasciando le strumentalizzazioni politiche ad altri momenti e ad altri fatti, non certamente utilizzando questa drammatica situazione come si è fatto e in queste ore.
PRESIDENTE. Il consigliere Pittalis ha facoltà di illustrare la mozione numero 163.
PITTALIS (Gruppo Misto). Prendo la parola per illustrare appunto la mozione che reca le firme dei colleghi Marracini, Lai e del sottoscritto che ha lo scopo, innanzitutto, di richiamare a noi stessi un principio spesso disatteso, o qualche volta malinteso, della aurea mediocritas, principio enunciato nelle "Odi" dal poeta latino Orazio che indica la condizione ottimale, intermedia, cioè quella condizione che rifiuta gli eccessi. E credo che di eccessi ideologici, politici e verbali se ne siano scatenati anche troppi in questi ultimi giorni, allorquando il Presidente della Regione, confermando un aspetto che confermiamo anche questa mattina ci vede fortemente critici del modo di intendere e praticare le funzioni di governo della res publica, decide in solitudine di offrire la disponibilità della nostra terra ad accogliere i rifiuti della Regione Campania, sia pure a seguito di tutte le vicende che conosciamo e soprattutto delle conclamate incapacità ed inadeguatezze delle varie gestioni politiche e commissariali di quella Regione, facendola precipitare nel baratro dell'emergenza igienica, sanitaria ed ambientale.
Abbiamo sentito parlare in questi giorni del dovere costituzionale alla solidarietà politica, economica e sociale della Repubblica e dunque degli organi e degli enti che la compongono unitariamente. A nostro avviso, ancor prima di un dovere costituzionale, riteniamo che sia un dovere morale di ogni cittadino, e dunque di ogni istituzione della Repubblica, dare la propria solidarietà ed il proprio concreto contributo per la fattiva risoluzione di un problema che si è voluto ed è diventato un'emergenza, ma è un problema che dura da quindici anni ed è qualcosa di distinto e di diverso da altre calamità naturali che neppure sono paragonabili. Non ho ben compreso la disquisizione testé fatta da chi mi ha preceduto, ma rimanendo al tema, sarebbe da incoscienti non porci il problema nei termini in cui l'abbiamo visto in questi giorni nelle drammatiche immagini televisive che hanno rappresentato, in tutta la loro cruda realtà, il disagio quotidiano di donne e uomini, bambini, anziani, disabili; la loro legittima preoccupazione sugli effetti devastanti dal punto di vista igienico e sanitario. Quindi, non è in discussione, nessuno mette in discussione quel dovere di solidarietà che abbiamo richiamato e che la Presidenza della Giunta, attraverso una pagina a pagamento sui quotidiani locali, ha voluto ricordare ai sardi. Ma sappiamo tutti che appartengono alla tradizione del popolo sardo i valori cristiani della carità e della vicinanza solidale alle popolazioni in difficoltà, perfino fuori dai confini italiani, figuriamoci quindi se non si poteva e non si doveva avere attenzione per una Regione italiana, quale la Campania.
Ma è il modo in cui la decisione da lei assunta, signor Presidente, che non ci piace e che lascia aperti tanti dubbi e tanti interrogativi. Intanto, non sappiamo nulla su quanto da lei concordato con il Governo nazionale, tant'è che anche l'odierno dibattito si sviluppa quasi esclusivamente sulla base delle notizie che abbiamo appreso dalle agenzie di stampa. Mi pare che su un problema di questa natura, signor Presidente, lei non avesse sentito il dovere, l'obbligo direi, di fronte a questa Assemblea, di chiedere una convocazione urgente del Consiglio per riferire al Consiglio regionale, per informare il Consiglio regionale di eventuali intese, accordi raggiunti con il Governo Prodi. Quindi, non è in discussione quello che lei ha concordato con il Governo, il fatto che abbia lasciato fuori completamente da ogni informazione questo Consiglio regionale. Vede, mentre abbiamo notato una certa prudenza istituzionale da parte dei suoi colleghi di altre Regioni, ecco da parte sua c'è stata una incondizionata acquiescenza alla richiesta rivoltale dal Governo nazionale. Noi ci chiediamo: non sarebbe stato forse meglio - ma proprio per supportare la sua azione, per renderla ancora più forte, e certo ancora più fattibile sul piano operativo, quindi - fornire una preventiva informativa, come ho detto, al Consiglio regionale e coinvolgere il sistema delle autonomie locali, i cui territori avrebbero potuto essere interessati alle operazioni di smaltimento? Altrimenti, Presidente, siamo portati a pensare che esista un sistema dei doveri ai quali nessuno può e deve sottrarsi, ma per converso le chiedo e mi chiedo: dove si sono finiti i diritti e soprattutto dove sono finiti i diritti dei sardi. Innanzitutto il diritto, come ho già detto, ad essere correttamente informati, il diritto alla condivisione delle scelte che non possono vedere assenti i Sindaci e i Presidenti delle Province dei territori interessati. Ma se, come pare, nei programmi dell'Assessorato all'ambiente pare siano interessati oltre alla realtà della Provincia di Cagliari, anche qualche realtà del Medio Campidano, come quella di Villacidro, ecco io chiedo semplicemente: sono stati informati i Sindaci, sono stati informati il Presidente della Provincia di Cagliari, sono stati coinvolti nelle decisioni, nelle operazioni, sono stati cioè resi partecipi come è giusto che sia? Altrimenti è ancora fare un esercizio retorico dire che guardiamo con attenzione al sistema delle autonomie, le dobbiamo valorizzare, sono i protagonisti principali nel sistema, anche come riconosce la Costituzione, perché sono i più vicini ai cittadini, poi in concreto davvero releghiamo il loro ruolo, anzi in questo caso c'è un'assenza totale del loro ruolo e della loro funzione.
Vi sono questioni di merito che non possono essere relegate in secondo piano, non possono esserlo neppure sull'onda emozionale di quegli accadimenti, vili quanto ignobili, che si sono verificati davanti alla sua abitazione che noi Presidente, recisamente condanniamo e per i quali ancora le confermiamo la nostra totale e convinta solidarietà. Anzi, a questo proposito, se venissero confermate le dichiarazioni del questore Deiana sull'attività prezzolata di alcuni elementi infiltratisi nella folla manifestante, dando la stura a quei comportamenti che nulla hanno a che vedere con la libera manifestazione del dissenso, le responsabilità andranno non solo stigmatizzate, ma dovranno essere perseguite duramente; le questioni penali eventualmente apparterranno ad altre aule. Ma, tornando alla questione di merito, che signor Presidente, anche a prescindere dal fatto che esista una legge regionale sarda del 2001, condivisibile o no, che fu frutto di una forte iniziativa dell'allora centrosinistra che poneva dei divieti, dei paletti ben precisi al traffico dei rifiuti nella nostra Isola, vorremmo sapere, signor Presidente, se in quelle intese raggiunte con il Governo nazionale o con il Commissario, siano state preventivamente assunte tutte le notizie necessarie, utili per conoscere innanzitutto la natura del materiale di rifiuto che verrà trasportato, o che è stato già trasportato, nel nostro territorio, cioè se si abbia la sicurezza che gli stessi rifiuti non contengano elementi tossici e nocivi per la salute pubblica. Caro collega Marrocu, il problema che siamo di fronte ad una emergenza è scontato, ma c'è un problema, noi abbiamo visto dalle immagini televisive che ci sono discariche, che ci sono una quantità enorme di ecoballe sulla quale, e non sono io a dirlo, l'hanno detto giornalisti coraggiosi che hanno fatto denunce, attività investigative sul traffico, sulle mani che la camorra ha messo. Ma siamo certi che tutto sia assolutamente nei parametri, nelle norme di legge? Che non ci sia ben altro? O dobbiamo ancora una volta metterci la benda agli occhi e far finta che tutto vada bene "madama la marchesa". E cioè, si ha certezza, signor Presidente, che lo smaltimento di questi rifiuti, quindi a prescindere dalla loro natura, ma io non prescindo, anzi, è un aspetto serio sul quale dunque bisognava meditare e bisogna indagare, siamo certi che le strutture presenti in Sardegna siano sufficienti ed adeguate? Vede, questa domanda io la pongo perché oggi ne danno notizia i quotidiani sardi, ma ho avuto anche il testo di una nota che il CASIC, in data 16 gennaio 2008, indirizza all'Assessorato dell'ambiente, e dove leggo testualmente: "Il Consorzio conferma che l'impianto di termovalorizzazione di proprietà di questo stesso Consorzio, non è in condizioni tecniche e giuridiche di ricevere le preannunciate 800 tonnellate di rifiuto pretrattato" cioè le cosiddette "ecoballe". E allora, se non è in condizioni il CASIC, sicuramente, penso che l'Assessore dell'ambiente avrà individuato altri Siti, hanno o no, i sardi, il diritto di sapere quali sono i Siti se non è sufficiente il CASIC? Li porteranno ad Olbia? Li porteranno a Villacidro? Li porteranno nel sassarese? Li porteranno in Ogliastra? Abbiamo il diritto o no di sapere cosa c'è nella programmazione dell'Assessorato dell'ambiente? Perché vede, non vorrei, ma è quasi una mia percezione, che quello slancio di gratuita, e lo dico senza ironia, accondiscendenza alle richieste del Governo nazionale, e sono certo anche della buona fede del presidente Soru che ha combattuto le servitù militari, e che non è certamente nei suoi pensieri quello di istituire una sorta di servitù di pattumiera nella nostra Isola, però, dicevo, o quasi la percezione che quello slancio di generosità possa trasformarsi in una probabile incapacità di adempiere con esposizione della Sardegna ad una brutta figura nazionale. E allora, signor Presidente, per parte nostra la invitiamo ad una maggiore prudenza, e soprattutto, ad un maggior coinvolgimento del sistema delle autonomie locali che, come hanno già dimostrato in una provincia come quella di Nuoro, non sarà assolutamente facile né tollerabile che su materie sensibili come quella di cui oggi dibattiamo, possano essere calate decisioni dall'alto. E un'ultima annotazione mi si consenta, riferita alla situazione propriamente della Campania, perché quella sui rifiuti ormai non è più una notizia neppure per la Campania; i camorristi potranno stare ancora tranquilli e continuare ad operare indisturbati a fare affari sporchi come da 15 anni a questa parte, tanto si grida allo scandalo, si indaga, ma nelle patrie galere, ironia della sorte, vanno a finire persone che certamente hanno sempre combattuto contro questo tipo di malaffare. Ecco, la Magistratura campana, in questi giorni, ha ben altro di cui occuparsi.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pittalis. Iniziamo la discussione, il primo iscritto a parlare è l'onorevole Sanjust.
Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi a parlare non oltre la conclusione del primo intervento.
E' iscritto a parlare il consigliere Sanjust. Ne ha facoltà.
SANJUST (F.I.). Grazie Presidente, care colleghe e colleghi, inizio il mio intervento riaffermando come noi di Forza Italia condanniamo ogni tipo di violenza, ogni atto teppistico che ha il solo obiettivo di fomentare una guerriglia urbana al mero scopo di creare uno scontro frontale con le forze dell'ordine. Condanniamo pertanto la violenza di venerdì notte a Cagliari nella piazza antistante la basilica di Bonaria, come condanniamo ogni forma di guerriglia urbana attorno agli stadi, o provocata da facinorosi disobbedienti dei centri sociali, dei blak blok, che puntualmente si presentano ad ogni riunione del G8 a distruggere, o a quei gruppi di pseudo pacifisti che nelle piazze urlano con violenza: "Uno, dieci, cento, mille Nassiriya". Condanniamo la violenza verbale di un gruppuscolo di facinorosi universitari, fuoricorso da una vita, che hanno impedito la presenza del Papa all'università "La Sapienza" di Roma, e anche per loro, come per gli altri, verrebbe da chiedersi da chi vengono pagati; chi ha interesse a prezzolare queste persone che girano il mondo alla ricerca di occasioni per fomentare il caos e la guerriglia. Ma la violenza di pochi rispetto alla stragrande maggioranza delle persone pacifiche, come è accaduto venerdì notte a Bonaria, non può mettere in ridicolo e screditare una manifestazione nata spontaneamente e che si stava svolgendo pacificamente…
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Scusi onorevole Sanjust, abbiamo qualche difficoltà con il sistema di prenotazione elettronica, poi, quando l'onorevole Sanjust conclude il suo intervento lo spieghiamo e nel frattempo prego i colleghi di stare…
LIORI (A.N.). Funzionate come a Napoli, questa è la verità!
PRESIDENTE Onorevole Liori, recuperiamo la calma. Chiedo scusa…
(Interruzioni dell'onorevole Liori)
Onorevole Liori, glielo spiegheremo se lei non alza le voci e ci consente di spiegare come funziona, peraltro come ha sempre funzionato.
LIORI (A.N.). C'è gente che lo sapeva come funziona, noi non lo sapevamo.
PRESIDENTE. Onorevole Liori, badi che non ci inventiamo le regole di volta in volta. Onorevole Sanjust, prego svolga il suo intervento, invito i colleghi a lasciare che l'onorevole (Liori)Sanjust possa parlare…
SANJUST (F.I.). Mi dispiace che nel frattempo il Presidente, che oggi ci ha degnato della sua presenza, si sia allontanato; mi auguro che non si sia allontanato perché a parlare è la minoranza. Però, Presidente, io inizio il mio intervento, dopo che la Presidenza ha chiarito il problema.
LA SPISA (F.I.). Presidente, perché non sospende due minuti?
PRESIDENTE. Scusate, abbiate pazienza, dovete parlare, quando finisce l'onorevole Sanjust. Chi si deve scrivere, sollevi la mano stando a posto. Così noi registriamo le iscrizioni, e risolviamo questo banale problema. Se qualche segretario di quelli che numerosi devono assistere in Aula si accomoda qui e ci dà una mano per segnare le iscrizioni ci fa una cortesia. Penso che dovremmo assumere una decisione per licenziare i segretari.
LA SPISA (F.I.). Presidente, forse è meglio sospendere un minuto. Presidente.
PRESIDENTE. Colleghi quest'operazione si può fare stando seduti al proprio posto, consentendo che l'onorevole Sanjust faccia il suo intervento con assoluta calma.
LA SPISA (F.I.). Presidente, forse è meglio sospendere un minuto, anche per la questione sollevata dal collega della mancata presenza del Presidente. Solo un minuto.
PRESIDENTE. Della mancata?
LA SPISA (F.I.). Mancata presenza del Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, il Presidente se si deve spostare tre minuti non è che sospendiamo l'Aula, abbiate pazienza, insomma c'è mezza Giunta che ascolta, abbiamo le registrazioni non facciamo, insomma, abbiamo un lungo dibattito per l'intera giornata. Onorevole Sanjust, prego. Grazie, e le chiedo scusa per l'interruzione.
SANJUST (F.I.). Prego.
PRESIDENTE. Chi si deve iscrivere a parlare, lo faccia, un attimo di registrazione delle iscrizioni. Per settori, iniziamo dalla destra. Bene.
(I consiglieri alzano la mano per iscriversi a parlare, i consiglieri segretari Cappai e Corda annotano le stesse.)
PRESIDENTE. La parte centrale.
(I consiglieri alzano la mano per iscriversi a parlare, i consiglieri segretari Cappai e Corda annotano le stesse.)
PRESIDENTE. Va bene, la sinistra.
(I consiglieri alzano la mano per iscriversi a parlare, i consiglieri segretari Cappai e Corda annotano le stesse.)
PRESIDENTE. Va bene colleghi, onorevole Sanjust le do la parola per il suo intervento.
E' iscritto a parlare il consigliere Sanjust. Ne ha facoltà.
SANJUST (F.I.). La ringrazio, e io, nel timore che i colleghi possano aver perso il filo del discorso, ricomincio. Inizio il mio intervento riaffermando come noi di Forza Italia condanniamo ogni tipo di violenza, ogni atto teppistico che ha il solo obiettivo di fomentare una guerriglia urbana, al mero scopo di creare uno scontro frontale con le forze dell'ordine. Condanniamo pertanto la violenza di venerdì notte nella piazza antistante la Basilica di Bonaria, come condanniamo ogni forma di guerriglia urbana attorno agli stadi, o provocata da facinorosi disobbedienti dei centri sociali, dai Black block, che puntualmente si presentano ad ogni riunione del G8 a distruggere, o quei gruppi di pseudo pacifisti che nelle piazze urbano con violenza: "Uno, dieci, cento, mille Nassiriya". Condanniamo la violenza verbale di un gruppuscolo di facinorosi universitari, fuori corso da una vita, che hanno impedito la presenza del Papa all'Università "La Sapienza" di Roma. E anche per loro, come per gli altri, verrebbe da chiedersi da chi vengono pagati, chi ha interesse a prezzolare queste persone che girano il mondo alla ricerca di occasioni per fomentare il caos e la guerriglia. Ma la violenza di pochi, rispetto alla stragrande maggioranza delle persone pacifiche, come è accaduto venerdì notte nella Basilica di Bonaria, non può mettere in ridicolo e screditare una manifestazione nata spontaneamente, e che si stava svolgendo pacificamente, magari nella location sbagliata, perché credo che se le persone avessero scelto la piazza dei Centomila, sotto la scalinata di Bonaria, quale sede del raduno, così come accade spesso per manifestazioni sindacali, sicuramente non ci sarebbero state le reazioni scomposte a cui abbiamo assistito.
Ma ora bisogna riparlare di politica, e cercare di capire i motivi per cui il presidente Soru, in totale solitudine, ha preso la decisione di portare in Sardegna una buona parte dei rifiuti della Campania. Un'inezia per soddisfare l'emergenza, ma tanta per mettere in crisi il sistema regionale dello smaltimento dei rifiuti. Il primo motivo di questa solerzia è da individuare nella richiesta pressante fatta dal Presidente del Consiglio Romano Prodi, impegnato a coprire le malefatte dei Governi della Campania del centrosinistra, che dal 1995 ad oggi si è mangiata una somma pari a 2 miliardi di euro, per non far niente e lasciare l'immondizia nella strada, con un numero di spazzini, ventiquattro a uno rispetto alla Lombardia, pagati da dieci anni, scusatemi se lo dico, ma forse senza lavorare. Il secondo motivo riguarda il nostro Governatore, che sta attraversando un pressante momento di difficoltà, che ha avuto inizio dalle elezioni primarie di ottobre, quando ha perso il confronto per la Segreteria regionale del Partito Democratico. Poi ci sono le difficoltà scaturite da decisioni di giudici, quale ad esempio la Corte dei Conti, sul palese e reiterato falso in bilancio della Regione. Poi, la sconfessione del Governo regionale sull'esito, contestato fin dall'inizio, dell'appalto per l'assegnazione della pubblicità istituzionale, che ha escluso una società tanto cara a qualcuno. Con altri interventi dei giudici, si è dovuto annullare la convenzione con cinque alti dirigenti della Regione, scelti personalmente dal Presidente. Ma l'elenco sulle difficoltà del Governatore potrebbe continuare, se parliamo delle palesi contestazioni alla tassa contro lo sviluppo e il turismo, sulla cancellazione della formazione professionale in Sardegna, per poi, nella conferenza stampa di fine anno, annunciare, quasi come una nuova minaccia ai sardi, la sua ricandidatura alla Presidenza della Regione, nonostante all'inizio avesse dichiarato di voler fare solo un mandato. L'atteggiamento del Governatore, e le sue scelte in solitario imposte a tutta la sua maggioranza, hanno creato una frizione e una contrapposizione interna al centrosinistra tale che, con l'espediente dei rifiuti campani e la manifestazione di buonismo accondiscendente nei confronti di Prodi e del Partito Democratico nazionale e regionale, dovrebbe ricreargli intorno, forse, crede lui, quella solidarietà politica capace di concentrare su lui il consenso del centrosinistra che lentamente sta andando verso il baratro. Il Governatore ha parlato di solidarietà, ma non possiamo pensare che chi si oppone alle sue scelte debba passare come colui che non vuole essere solidale con il popolo campano. Non mettiamo di mezzo il principio di solidarietà, perché la Campania non ha subito né un terremoto né un'inondazione con vittime e dispersi. E sappiamo quanto i sardi siano solidali e si impegnino quando accadono queste calamità naturali. Ma non possiamo neanche accettare che il Presidente, senza coinvolgere alcuna istituzione, e parlo di Consiglio regionale, Amministrazioni provinciali e comunali, possa decidere in solitario sulla testa dei sardi. E non è l'emergenza rifiuti che produce le scelte in solitudine, perché il Governatore, su questo atteggiamento, è recidivo. E' accaduto, e sta accadendo tuttora, come tra il Presidente e l'Assessore all'ambiente si inseguano informazioni talmente discordanti fra di loro, tali da far sapere nulla di certo, né sulla quantità di rifiuti che si è deciso di voler accogliere, ma soprattutto su cosa stia realmente arrivando in Sardegna. I camion che sono sbarcati avrebbero viaggiato con una sola bolla cumulativa di accompagnamento, e non sarebbero stati accompagnati da alcun documento sanitario. La puzza che emanavano appena sbarcati dalla Italroro dava l'impressione che trasportassero cadaveri in putrefazione. Si trattava infatti di rifiuti non differenziati, che per mesi giacevano nelle strade della Campania alla mercé di ratti, animali e batteri di decomposizione, senza alcuna possibilità di capirne l'autentico contenuto. Questo è il vero problema, caro Assessore, visto che il Presidente non è presente, e cioè sapere che cosa stia realmente arrivando in Sardegna con i rifiuti della Campania. Viene da ridere nel pensare che uno dei progetti di rilancio dell'economia turistica della Sardegna pensato da questa Giunta si chiamasse "Sardegna fatti bella", e come sia stato preveggente lo spot utilizzato. Se vi ricordate, cari colleghi, aveva come location una casa, da dove si gettavano fuori dalle mura di cinta del giardino, cioè la Sardegna, dei rifiuti. Che previsione! Ora, con l'arrivo dei rifiuti, questo progetto dovrà necessariamente subire un'inversione, cambiare nome, o assumerne uno certamente più consono alla vicenda che stiamo vivendo. Lo spot, però, cari colleghi, potrà continuare, a maggior ragione, ad essere mandato in onda. La reazione pacifica, ma determinata della gente, è il prodotto della scelta solitaria fatta senza coinvolgere le altre istituzioni. La gente noi tutti sappiamo che mercoledì 9 gennaio, a Palazzo Chigi, era fissata una prima riunione con tutti i Presidenti delle Regioni per le ore 15 del pomeriggio; e la gente sa che, per le ore 19, la prima nave di rifiuti era già stata caricata, e partiva da Napoli alla volta di Cagliari, con oltre 6 cento tonnellate da smaltire. E la gente, siccome non è stupida, come magari qualcuno, penso, vuole far credere, ha capito che il Governatore, fin dai giorni precedenti, aveva già concordato con Prodi la disponibilità ad accogliere rifiuti. Ma in Sardegna nessuno sapeva niente, anzi, dall'Esecutivo, si affrettavano a smentire l'arrivo del rifiuti, sostenendo che nessun carico sarebbe giunto in Sardegna. Ecco perché la manifestazione pacifica, al porto commerciale, di giovedì è significativa della reazione dei cittadini alla scelta del Presidente. Purtroppo, nella manifestazione spontanea di Bonaria, cui hanno partecipato innumerevoli persone, persone libere, si è distinto un gruppuscolo di teppisti, prezzolato idealmente, che, con la voglia di emulare gli scontri di Genova dell'estate 2001, ha rovinato, distrutto, discreditato una pacifica e legittima manifestazione. E, come ho detto all'inizio, noi non possiamo condannare questa atti di teppismo, controproducenti per l'immagine di chi si oppone all'arrivo del rifiuti, e fanno il gioco di chi invece vuole passare per missionario, per benefattore, vittima della violenza, dei prezzolati facinorosi. Ed è sintomatico come siano migliaia i fax e le mail che ancora giungono nelle nostre segreterie, di persone che protestano contro la scelta scellerata del Governatore. Questo è sintomatico di come si stia vivendo in Sardegna il problema dello smaltimento dei rifiuti della Campania.
L'emergenza di Napoli e dintorni è frutto dell'incapacità a governare che ha dimostrato la Campania con Bassolino, che non ha saputo o forse voluto gestire il problema, per non creare conflitti con i verdi di Pecoraro Scanio, il cui primo atto, vorrei ricordarvelo, da Ministro campano del Governo Prodi, è stato quello di bloccare la costruzione del termovalorizzatore di Acerra, autorizzato dal Ministro Matteoli nel 2004. Non è nemmeno possibile pensare che la Iervolino, che da oltre sei anni è sindaco di Napoli, preceduta da dieci anni di Bassolino, non abbia mosso un dito, se non per scrivere inutili lettere al Governo Prodi, per cominciare a fronteggiare l'emergenza già da qualche anno prima, senza attendere l'estate del 2007 quando la spazzatura in strada superava il...
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Sanjust.
SANJUST (F.I.). La Sardegna deve essere solidale con il popolo campano ma non possiamo pensare di accogliere noi i rifiuti che proprio i campani non sono disposti ad accogliere nemmeno in parte. Non è pensabile dichiarare ingenerosi i sardi e beatificare l'inerzia politica degli amministratori campani, da Bassolino, alla Iervolino, a Pecoraro Scanio.
Qual è il prezzo di tutto questo? Non credo che la Sardegna possa avere vantaggi di tipo economico, se si pensa che la Regione Campania da oltre dieci anni è insolvente con Regioni quali Emilia-Romagna, Umbria e Toscana per lo smaltimento dei rifiuti per tutti quegli anni. Eppure soldi, i Governi che si sono succeduti, alla Campania ne hanno dato tantissimi, ma si sono persi nei rivoli delle convenzioni e dei commissariamenti inerti.
Mi fermo qua, capisco che non ci sia più tempo. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sanjust.
Abbiamo iscritti a parlare 53 colleghi, naturalmente se qualcuno pensa di rinunciare ce lo fa sapere, altrimenti io propongo di contenere gli interventi nei cinque minuti e dieci minuti per i Capigruppo, per gli undici Capigruppo che alla fine interverranno.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Sull'ordine dei lavori, direi che la proposta, molto cortese, e cortesemente però considerata inaccettabile da noi.
PRESIDENTE. Insomma, 53 interventi sono tanti, onorevole La Spisa, si capisce l'esigenza di dire...
CAPELLI (U.D.C.). Si cancellino i laici e rimangano i cattolici!
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Capelli, del sostegno convinto alla proposta.
Dieci minuti a testa, chi non è in aula quando viene chiamato decade.
Ha domandato di parlare il consigliere Licheri. Ne ha facoltà.
LICHERI (R.C.). Grazie signor Presidente. Onorevoli colleghi, certo che, volgendo lo sguardo sui banchi del Consiglio, si capisce che il tema dell'emergenza e dei rifiuti è sentito sinceramente da quest'Aula.
Prima di entrare nel merito del contenuto delle mozioni - che io non ho sottoscritto, neanche quella della maggioranza - vorrei esprimere la mia solidarietà e quella di tutti i commissari della quinta Commissione consiliare al Presidente della Giunta regionale Renato Soru, vittima di un attacco personale senza precedenti. Episodi come questi verificatisi a Cagliari sono preoccupanti e devono farci riflettere seriamente: si può dissentire ma il dissenso non deve mai scadere nella violenza. Altresì è doveroso, da parte di questa Assemblea, esprimere solidarietà al popolo campano che vive una condizione di disagio che non ci può lasciare indifferenti.
Il popolo sardo, l'ho ripetuto anche ieri in Commissione, è sempre stato espressione di una grande cultura di solidarietà, di ospitalità, di accoglienza, ma questo aspetto non deve offuscare il nostro giudizio sulle responsabilità della classe politica campana che in questo decennio ha dimostrato inefficienza, pressappochismo nell'affrontare il tema dei rifiuti. Possiamo noi tacere su questo? Credo di no. E' vietato dire che, mentre Bassolino e la Iervolino chiedono solidarietà allo Stato e al resto del Paese, devono allo stesso modo presentare le dimissioni per manifesta incapacità? Possiamo dirlo o è vietato in quest'Aula? E' legittimo chiedersi se, per risolvere il problema dei rifiuti, sia opportuno avviare un piano nazionale dei rifiuti o militarizzare la Campania? Si può dire? Si può dire ad alta voce, almeno per noi della sinistra, che De Gennaro non è la soluzione in Campania? Possiamo dirlo o è vietato? De Gennaro, al quale sono stati ampliati i poteri, infatti gestirà da oggi l'emergenza dei rifiuti tenendo rapporti con lo Stato, con i Ministeri della difesa, dell'ambiente, della salute e con il Viminale. Devo ricordare io ai colleghi del centrosinistra che stiamo parlando della stessa persona per la quale abbiamo chiesto di procedere penalmente per i gravi fatti di Genova? Possiamo dirlo, per non cadere continuamente in contraddizione? Perché c'è una contraddizione palese dentro il centrosinistra su questo tema: non è che a Genova avevamo di fronte un mostro e a Napoli San Gennaro in persona. Questa è la contraddizione, la sinistra deve dire qualcosa, lo deve dire in Parlamento ma deve iniziare a dirlo anche qui, in questo Consiglio regionale, e magari anche nella risoluzione che voteremo alla conclusione di questo dibattito. Su tutto questo non abbiamo speso una parola.
Allo stesso modo la solidarietà che noi tutti esprimiamo ai cittadini campani non autorizza, se pur nei suoi poteri, il Presidente o chi per esso a prendere decisioni di questa dimensione senza coinvolgere l'Assemblea dei sardi. Su questo tema non esistono deleghe in bianco, sarebbe stato necessario aprire in tempi brevissimi un confronto con il Consiglio delle autonomie locali, per esempio, con le Province, con i Capigruppo regionali di maggioranza e opposizione, con il sottoscritto che presiede la Commissione competente. Per trovare una soluzione condivisa che magari avrebbe portato allo stesso risultato, e cioè i rifiuti in Sardegna, ma con una certezza maggiore sui tempi, sui modi, sulla quantità e sulla qualità dei rifiuti da smaltire.
Mi soffermo sulla qualità: le ecoballe vanno bene, perché sono ripulite, cioè ecologiche, differenziate? Lo chiedo a voi della Giunta che avete studiato un po' più di noi il problema. Siamo certi di questo, l'Assessore è certo? Io penso che occorra attenzione, per il semplice fatto che mi devono spiegare come hanno separato e confezionato le ecoballe se a Napoli e in Campania non è stata mai avviata la raccolta differenziata; e proprio in questi giorni alcuni cittadini campani, membri di comitati antirifiuti, hanno aperto le famose ecoballe e si sono resi conto che si tratta di rifiuti esclusivamente compattati, pericolosissimi. Questo è un elemento su cui noi dobbiamo riflettere; poi il Capogruppo dei D.S., me ne dispiace, dice che questi sono sciocchi distinguo, ma se fare ciò che distinguo significa non piegare la testa per me è preferibile essere sciocco in quest'Aula.
In ultima analisi, io non vorrei che le discussioni di questi giorni siano il preludio per riproporre la termovalorizzazione in Sardegna. Io sono contrario, non serve, noi dobbiamo sperimentare forme di smaltimento ecocompatibili, avviando un confronto con diverse esperienze presenti nel mondo, presenti in alcune realtà europee; penso alla lavorazione a secco, quella che viene fatta a San Francisco, a Sydney, in Giappone. E invece di stare seduti qui, magari iniziare ad aprire un confronto, a girare, a confrontarsi con le altre realtà. Dobbiamo avere rispetto delle popolazioni che si sono già espresse nel merito e che sono scese in piazza contro questa idea. Dobbiamo rafforzare la raccolta differenziata, il riutilizzo, il riciclo, la trasformazione dei materiali.
La mozione presentata dalla mia coalizione, dal centrosinistra, non contiene questi elementi, non entra nel merito, e io spero che in un documento finale, unitario, del Consiglio regionale, siano comprese almeno alcune di queste riflessioni, in caso contrario il mio voto sarà un voto di astensione convinta.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Licheri.
Su che cosa intende parlare, onorevole Artizzu?
Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). La parola, grazie, signor Presidente, per ricordarle che in Conferenza dei Capigruppo le è stata chiesta, e lei mi pare che abbia fornito una assicurazione sulla presenza in aula del Presidente della Regione per la discussione delle mozioni, vedo che da circa mezzora il Presidente è assente, quindi le chiedo di rispettare nei confronti del Consiglio, la parola data ai Capigruppo e anche nei confronti del prestigio dell'Istituzione l'impegno che lei ha preso affinché il Presidente partecipi come è giusto, doveroso, ed ineludibile che sia, ai lavori del Consiglio regionale.
PRERSIDENTE. Confermo le cose che ci siamo detti, il Presidente parteciperà ai lavori del Consiglio, si è dovuto allontanare perché aveva un altro impegno istituzionale, ma sta rientrando in aula.
Come ho detto, c'è una grande rappresentanza della Giunta quindi, insomma, ha ascoltato le relazioni alle mozioni, penso che siamo in condizioni di proseguire il dibattito. Comunque la ringrazio, le assicuro che sta rientrando e confermo l'impegno assunto in conferenza dei Capigruppo.
2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (163)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cerchi Oscar. Ne ha facoltà.
CHERCHI OSCAR (F.I.). Grazie Signor Presidente, colleghi, anche a me avrebbe fatto piacere parlare con il Presidente di fronte, apprezzo comunque le giustificazioni del nostro Presidente del Consiglio, credo che il dibattito e il confronto che oggi stanno animando l'Aula, francamente non possono che farci riflettere, fermiamoci un attimo a pensare a quanto sarebbe bello se si potesse portare il calendario indietro di una decina di giorni. Se il Consiglio regionale fosse trattato e considerato come merita e non fosse di fatto delegittimato da un Presidente autoritario e in questo caso addirittura assenteista, certo, sarebbe stato bello, bellissimo, si sarebbero potuti evitare tutti gli spiacevoli episodi che in questi ultimi giorni hanno riempito le pagine dei giornali. Ora, con il coinvolgimento dell'Assemblea, tutto avrebbe potuto prendere una piega decisamente diversa, ma così non è stato! Non è la prima volta che questo succede, anzi, in questi tre anni e mezzo di legislatura abbiamo avuto soltanto prove chiare e inequivocabili delle fughe solitarie del Presidente Soru che vuole accentrare in se tutti i poteri e si assume a volte anche responsabilità che non possono, che non sono, assolutamente le sue.
Ora, sulla questione dei rifiuti, si è toccato, presumo, veramente il fondo, anzi addirittura stiamo iniziando a scavare, se possiamo utilizzare quest'eufemismo, forse peggio di così non si poteva veramente fare. Ora, in nome della solidarietà verso la popolazione della Campania, si è addirittura arrogato il diritto di decidere, lui da solo, per tutti i sardi, per tutta la Sardegna, e ha fatto arrivare questi benedetti rifiuti senza dire o chiedere nulla, senza neanche informare il Consiglio regionale, io credo che sia un vero atto di generosità, però peccato che in questo modo abbia innanzitutto infranto una legge del 2001 che impedisce di accogliere e smaltire rifiuti che siano provenienti da altre regioni. Poi magari il Presidente ci spiegherà come ha fatto, o magari il suo Assessore all'ambiente.
In più, e credo che sia l'aspetto più importante, ha addirittura tradito la fiducia dei sardi, non ha tenuto minimamente in considerazione la volontà e le richieste del popolo sardo. Allora mi chiedo: dove sta la solidarietà verso questa gente? Verso quale gente? Verso i campani o verso i sardi? Ce lo chiediamo e non ci sembra rispettoso verso l'intelligenza dei sardi, oltretutto dopo l'intervento del Capogruppo dei D.S., l'onorevole Marrocu, e che mi lascia ancora più perplesso, dicevo l'intelligenza dei sardi, sciolinare la Costituzione addirittura far finta di nulla su tutto il resto. Forse il Presidente dimentica, spero che qualcuno glielo riferisca, dimentica la situazione che si è in Sardegna in fatto di rifiuti, probabilmente l'Assessore che è qui presente che non ascolta, ma non fa nulla, probabilmente la essere l'Assessore stesso ci spiegherà, magari in un altro momento, qual è la reale situazione d ei rifiuti. Noi sappiamo benissimo che nell'oristanese non daranno…
MORITTU, Assessore tecnico della difesa e dell'ambiente. Ho le orecchie attente e non si preoccupi!
…meglio così… non daranno. l'ok per ampliare…però, Assessore, non si offenda… però non c'è il Presidente, lei non ascolta, io ho capito a chi stiamo parlando! L'Aula è praticamente vuota, non credo che sia un'offesa un richiamo all'Assessore in questa circostanza…
MORITTU, Assessore tecnico della difesa e dell'ambiente. Chi le dice che non sto ascoltando?
CHERCHI OSCAR (F.I.). Ah, va bene, va bene, allora le chiedo scusa pubblicamente davanti a quest'Aula se lei ritiene di aver ascoltato, bene, le chiedo scusa, pubblicamente, come però lei dovrà chiedere scusa ai sardi nel momento in cui le risposte comunque non arrivano. Volevo arrivare a questo, a spiegare questo, nella discarica di …….. come è stato richiesto da moltissimi sindaci, attraverso una firma, il suo ampliamento, e lì ancora orecchie da mercante, e sordo, da parte del nostro Assessore. Allora noi vogliamo sapere, e queste credo che siano le risposte che dovrà dare oggi a quest'Aula, chi accoglierà i rifiuti dell'oristanese? Si cercherà allora di andare incontro ai comuni per il trasporto di rifiuti o saranno previsti eventuali sgravi sulle tariffe della nettezza urbana? Io sto sollevando questo problema perché chiaramente fa parte di un argomento generale che all'interno dell'arrivo dei rifiuti in Sardegna non potranno pensarci soltanto i comuni, e allora, visto che il Presidente sta dando una così grande prova di generosità verso il territorio di Napoli ci aspettiamo tutti che un'altrettanta solidarietà e disponibilità sia mostrata verso, addirittura, i comuni della nostra Isola. Eppure, mi assalgono i dubbi, finora questo Governo non ha dimostrato un grande amore per la propria terra, con tutti quei provvedimenti di riforma che stanno mettendo in ginocchio l'Isola, addirittura in certe circostanze ammettere e affermare che l'idea della Regione è quella di portare al 70 percento della differenziata, quindi il conferimento di differenziata, io credo che sia un'affermazione assurda, di incompetenti, di persone che non sanno neanche cosa siano i rifiuti in Sardegna.
Pensiamo soltanto, puoi in più, a quello che è il PPR, a quelli che sono i salvacoste, da sempre, il nostro Presidente, si proclama un grande ambientalista, poi, con il suo via libera, dà addirittura la possibilità di far arrivare i rifiuti dalla Campania. Io credo che vada ribadita la condanna più totale verso la violenza ottusa e cieca in cui purtroppo siamo stati costretti ad assistere. A quegli atti ingiustificabili e assolutamente vili ed indegni per un popolo democratico. Non si può quindi non fermarsi a riflettere e a farsi un piccolissimo, un minimo di esame di coscienza. Io credo così, che il Presidente, tutta la sua Giunta, devono riflettere, e trovare un minimo di accordo per proseguire e per assumersi tutte quelle che sono le responsabilità in questa vicenda e che purtroppo non sembra ancora essersi conclusa. Non sappiamo se arriveranno altre navi, i giornali di oggi ci dicono che ne stanno arrivando altre, ora però, non credo che sia questo l'elemento fondamentale e l'aspetto più importante. Io credo che sia venuto per il Presidente il momento di riferire su quelli che sono gli accordi reali presi a Roma, che ci spieghi che cosa accadrà, che tipo di rifiuti continueranno ad arrivare, che cosa realmente è arrivato, e soprattutto vorremmo conoscere anche l'esito delle prime analisi effettuate sui rifiuti già arrivati. L'onorevole Diana ha già dato delle sue risposte, noi però lo chiediamo direttamente al Presidente e alla sua Giunta.
Quindi credo che non possiamo continuare a giocare alla roulette russa, credo che il confronto con la popolazione, ma soprattutto con l'Aula consiliare sia, diciamo così, il momento massimo di dimostrare che esiste veramente e che si è veramente in una gestione democratica, io credo che sia necessario comunque cambiare la politica ambientale. Serve un approccio differente e soprattutto decisioni condivise. Io vorrei dire anche qualcosa sul termovalorizzatore di Ottana, che forse avrebbe potuto risolvere gran parte dei problemi, non lo so, c'è stato però il veto della popolazione locale. Credo che perciò sia necessario decidere definitivamente, è stata fatta una gara d'appalto, addirittura è stata vinta ed aggiudicata, non sappiamo più niente, credo sia arrivato anche in questo caso il momento di dare delle risposte ai sardi, alla Sardegna, ma soprattutto anche a questo Consiglio regionale. Allora, la domanda finale è: che cosa si farà? Credo che i fatti di questi giorni siano l'ennesima prova del vostro fallimento, io credo che la mozione di sfiducia del Centrodestra vuole e può essere interpretata meglio come una provocazione, una "estremizzazione" chiaramente del gioco delle parti politiche ma in realtà è la conseguenza più naturale della gravissima situazione che voi avete creato in Sardegna. Non è necessaria la sfiducia dell'opposizione, la sfiducia non vi arrivava chiaramente da questo Consiglio regionale ma vi arriva direttamente dalla piazza, è la gente che non crede in voi e che vi ha chiesto a chiare lettere di andare a casa. Io credo che probabilmente anche il centrodestra ha una colpa in questo momento, quello forse di avere esagerato in un momento particolare dando la possibilità al presidente Soru probabilmente di uscirne forse visto dall'esterno, magari o visto da parte vostra anche vittorioso, certo che per chi è abile nella comunicazione sa che venir fuori per una giornata intera sui telegiornali di Sky e su tutte le reti nazionali sia una grande pubblicità, una buona pubblicità, anche perché poi alla fine si è sentita solo la voce del Presidente e non certamente quella dei sardi e di tutta la Sardegna.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Dedoni. Non è in Aula, decade.
E' iscritto a parlare il consigliere Silvio Cherchi. Non è in Aula, decade.
E' iscritto a parlare il consigliere Pileri. NNe ha facoltà.
PILERI (F.I.). Presidente, ma, innanzitutto come hanno fatto i colleghi che mi hanno preceduto, ritengo doveroso esprimere solidarietà per gli atti vandalici che si sono verificati nei confronti del Presidente, del Presidente inteso come persona, ma anche come istituzione. Però questo non ovviamente mi sottrae dal fare delle valutazioni molto critiche sull'operato politico del Presidente e della Giunta. Il problema dei rifiuti campani merita una valutazione iniziale che esce dall'ambito regionale perché io credo che il problema principale, soprattutto per il Governo, è quello di mantenere il potere in una Regione chiave come la Campania governata da più di 10 anni dal centrosinistra, e che rischia di franare miseramente di fronte all'emergenza rifiuti. Prodi è preoccupato non tanto delle conseguenze sanitarie sulla popolazione campana, perché questo è un problema che va avanti da moltissimi anni, ma semplicemente perché tutto il mondo ci guarda e non vuole che l'Italia dia questa immagine negativa. Io ho provato a documentarmi leggendo alcuni quotidiani anche campani, e ad esempio "Il Mattino" del 12 gennaio del 2008 tratta alcune problematiche dove si dice, come spesso succede nel nostro Paese, la discussione sui rifiuti napoletani si svolge eludendo i termini concreti della questione e le vicende storiche che stanno provocando il disastro. E' necessario quindi ricostruire la catena degli errori e responsabilità che hanno portato alla attuale situazione, già dal 1994 ma poi con i commissariamenti nel '98, concluso con il commissariamento di Bassolino nel 2000, erano state appaltati i lavori per creare i termovalorizzatori e i CDR necessari per utilizzare il combustibile derivato dai rifiuti. In questi appalti vinse un'impresa molto importante che però propose il sistema meno avanzato. Da questi impianti della Campania esce un prodotto e un rifiuto che è chiamato "tal quale", cioè rifiuto triturato, impacchettato ma tale e quale a quello che è entrato che non può essere, non può essere trattato nel termovalorizzatore, e questo è uno dei motivi principali per cui il territorio campano è pieno di ecoballe che non potranno essere smaltite con sistemi moderni ma finiranno e finiscono in discarica. Un accumulo quindi di 6 milioni e mezzo di tonnellate di ecoballe per le quali non c'è certezza sulla qualità e nelle quali c'è la probabilità che siano contenuti dei rifiuti tossici industriali, illegali, impossibili da smaltire e bruciare. Leggendo, si sa e si può ricostruire, si possono ricostruire i fatti che sono stati oggetto di interessamento puntuale da parte della giustizia napoletana. In poche parole è stato stabilito che questi 6 milioni e mezzo di tonnellate di ecoballe non possono essere incenerite poiché fuori legge. La domanda a questo punto è: "Ma com'è possibile che nessuno in questi 15 anni si sia accorto che queste ecoballe erano fuori norma e che oggi arrivano in Sardegna?" Ha fatto bene il CASIC a rifiutare lo stoccaggio perché non potevano essere appunto incenerite. E questo è avvenuto semplicemente perché nessuno controllava, e lo stoccaggio delle ecoballe che in Campania rappresentava un enorme affare per chi investiva nella filiera del trasporto e della messa in discarica temporanea, costava più che trasferire agli inceneritori della Germania, quindi un grande traffico economico dietro questa storia delle ecoballe. Quindi io chiedo alla Giunta, all'Assessore, di valutare, di verificare attentamente queste problematiche. Le ecoballe, chiude "Il Mattino", dice, sono appunto una immensa discarica imballata e dunque, mentre la Giunta della Regione Sardegna, l'ha citato qualcuno, Assessore, in qualche modo deroga ad una propria legge, la numero 6 del 24 aprile 2001 che impedisce lo stoccaggio, lo smaltimento, il trattamento, il trasporto all'interno del territorio regionale di rifiuti provenienti da altre Regioni, mentre con una politica che è sicuramente una politica importante, accorta, per la raccolta differenziata, si impongono alle amministrazioni comunali sarde e si impone il raggiungimento di percentuali di raccolta differenziata con premialità, ma anche con penalità e sanzioni consistenti, Assessore, chiedo la sua attenzione su questo punto che mi pare importante... dicevo quindi, mentre la Regione giustamente punta e lavora molto per far raggiungere ai sardi percentuali di raccolta differenziata, applicando, come ho detto anche delle sanzioni importanti ai comuni che gravano quindi poi sui cittadini qualora non vengano raggiunte le percentuali di raccolta differenziata, dall'altra parte si fa scaricare sul proprio territorio spazzatura che per 14 anni la Regione Campania non è riuscita per gravi responsabilità politiche a gestire. Ecco, quindi su questo argomento ci vuole molta attenzione che va ben al di là della solidarietà. Si è detto, per tornare al campo nazionale, che c'è un'emergenza, però c'è anche un'immagine distorta della verità perché si dice che il problema della spazzatura napoletana è una questione di ordine pubblico da risolvere con la polizia e in qualche caso con i manganelli, qualche volta anche su persone che manifestano pacificamente, e questo è da condannare, non è ammissibile che le forze istituzionali debbano in qualche modo colpire i cittadini che manifestano in maniera civile, mentre sono da condannare quelli che fanno atti vandalici nelle case dei Presidenti. In realtà, invece, tale strategia, dove si dice che è una questione di ordine pubblico e di emergenza, ha come primo obiettivo urgente quello di far sparire l'immagine della spazzatura dai teleschermi, sulla quale rischia di cadere il Governo e la sua credibilità in Europa. Tant'è vero che, come ho detto prima, in Campania si dice che il problema dei rifiuti è diventato forse irrisolvibile per la loro abnorme quantità e per la loro micidiale qualità; dove spesso i rifiuti tossici vengono mescolati con i rifiuti normali. E quindi dico, Assessore, e mi rivolgo alla Giunta, visto che il Presidente è assente, fermo restando la solidarietà, io credo che prima della solidarietà, che è un atto che va verso non la politica napoletana, ma verso i cittadini napoletani, la Regione Sardegna debba prestare molta attenzione negli atti che compie, spesso anche con ordinanza, sentendo i cittadini, sentendo gli enti locali. Questo è un problema molto delicato e io credo che, in riferimento alle mozioni che sono state presentate, sia doveroso, possibilmente, trovare un unanime posizione, che possa sì esprime la solidarietà dei sardi, ma che possa anche garantire la salute degli stessi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (Progetto Sardegna). Grazie Presidente. Mi sembra di assistere, a volte, a ragionamenti abbastanza surreali, dopo quello che è accaduto nella nostra Regione, soprattutto nella nostra città. E soprattutto mi sembra di assistere a manifestazioni di generosità pelosa, che in questo momento probabilmente è opportuno tenere, ma che accomuna molto della nostra minoranza a quanto in Italia c'è di più vergognoso. Perché le posizioni che sono state assunte dalla nostra minoranza, probabilmente in Italia solo la lega è riuscita a tenerle. E questo negando, prima di tutto, perché questa è la tecnica, anche di molti mezzi di informazione della nostra Regione, negando quelli che sono i dati obiettivi dai quali unicamente si può partire per discutere in materia di rifiuti e di smaltimento dei rifiuti. Io credo che quanto il Presidente dei sardi, perché dai sardi è stato eletto, ha fatto in un momento di grande emergenza, quale era è qual è purtroppo la situazione della raccolta dei rifiuti nella regione Campania, sia motivo di orgoglio per tutta la nostra Regione. Orgoglio sia per la prontezza con la quale noi ci siamo resi disponibili a questa emergenza, ma orgoglio soprattutto perché questa prontezza è derivata dal fatto che noi avessimo in qualche modo, e devo dire in questi anni, cominciato a mettere a posto il problema dei rifiuti, che è stato sempre trascurato e abbandonato da chi adesso si fa paladino di questo problema. Ricordava l'onorevole Oscar Cherchi, che non ha a disposizione dei dati, io credo che qualunque consigliere regionale e qualunque cittadino possa avere tutti i dati che vuole per quanto riguarda la raccolta dei rifiuti nella nostra Regione ed avere i dati più aggiornati al 31/12/2006. Ma i dati più importanti sono quelli che riguardano il paragone fra, tre anni fa, 2004, in cui solo il 5,3 percento dei nostri rifiuti venivano differenziati, in confronto a quelli che sono i dati di oggi, con circa il 26 percento. E col materiale che andava a discarica nel 2004, quasi il 56 percento dei rifiuti che andava discarica, contro il 34 attuale del materiale. Io credo che da questi e con le capacità che hanno i nostri centri di raccolta, fino al 2012, di accogliere i rifiuti prodotti dalla nostra Regione, circa un milione e 861 mila metri cubi di rifiuti. Allora si è creata una polemica, ovviamente strumentale, che ha messo ovviamente in pessima luce la nostra Regione, per 432 tonnellate di rifiuti arrivati a Cagliari, il 30 percento dei quali rifiuti organici e 70 percento bruciati in sole sette ore di tempo. 400 tonnellate che è la quantità che produce la città di Cagliari in una settimana. E che peraltro è una delle poche città, insieme ad Oristano, che non fa la differenziata, e Olbia. Cioè tutte città, paradossalmente, grandi città, che sono le più grandi produttrici di rifiuti che non fanno la raccolta differenziata, e casualmente tutte amministrate da chi adesso, in questo Consiglio regionale, pretende di fare lezioni sullo smaltimento dei rifiuti. Però la solidarietà pelosa che io oggi vedo, anche per i fatti che sono successi venerdì notte, io credo che non debba passare sotto silenzio, perché io credo che quanto è successo venerdì davanti alla Basilica di Bonaria e alla casa del Presidente, io credo che col problema dei rifiuti non abbia nulla a che fare col problema dei rifiuti e col problema del loro smaltimento. Credo che, invece, quello fosse un problema di come difendere da noi la democrazia, come difendere le istituzioni, come difendere la nostra stessa costituzione da un modo di fare politica barbaro, incivile, e oltre il limite della delinquenza. Perché ce lo dobbiamo dire, adesso tutti si giustificano, noi siamo andati a fare una manifestazione pacifica, ma quando mai si è visto nella storia della nostra autonomia che manifestazioni pacifiche o violente si tenessero sotto la casa di un privato cittadino? Se così dovessimo ragionare io credo che la casa del sindaco Floris dovrebbe essere sommersa dai sacchetti di spazzatura, e mi auguro che questo non succeda mai. Abbiamo assistito in questi anni a migliaia di legittime manifestazioni di protesta, alcune anche molto dure che si sono svolte sotto il Consiglio regionale, sotto la sede della Presidenza, nei comuni. Ma io credo che si sia arrivati ad aggredire in questo modo l'abitazione privata di un rappresentante politico, per giunta, del massimo rappresentante del governo regionale, eletto come dicevo dai cittadini, e allora quando la politica scende a questi livelli, quando la politica scende a questi livelli, non i teppisti, ma la politica scende a questi livelli, allora si giustificano anche le sparatorie e le bombe di cui spesso sono oggetto i sindaci della nostra regione. E invece io voglio essere solidale con questi sindaci, anche con quelli che hanno subito attentati recentemente, anche con coloro che sono il più lontano possibile da me politicamente, ma con tutti gli altri amministratori che subiscono atti intimidatori, e con tutti coloro che spesso da noi rischiano la vita per adempiere al proprio dovere. Però, un simile imbarbarimento, una lotta politica che si trasforma in guerriglia urbana, mina alla base quelli che sono i principi di una civile convivenza, di solidarietà, di civiltà. E oggi tutti, piratescamente, cercano di tirarsi fuori dalle pesanti responsabilità che gravano come macigni sul loro modo di fare politica. Un quartiere della nostra città è stato messo a ferro e fuoco da manipoli di fascisti resuscitati, da manipoli di ultrà da stadio assoldati, come ha affermato il questore di Cagliari, e mescolati con la destra più impresentabile, però io non è con questi che me la voglio prendere, ma con i mandanti di questi disordini, sono i mandanti di questi disordini a doversi giustificare per la deviazione e per la devastazione che la città ha dovuto subire, e per il clima di preoccupazione se non di autentico terrore che in quelle ore la città ha vissuto. Tra i mandanti io vedo prima di tutto il Sindaco di Cagliari, il principale responsabile della…
(Interruzioni dai banchi del centrodestra)
ARTIZZU (A.N.). Presidente, queste sono calunnie e non lo deve consentire.
SANJUST (F.I.). Sei un servo e anche ignorante!
ARTIZZU (A.N.). Presidente, deve prendere la parola lei.
Frau non meriti di essere qua dentro!
SANJUST (F.I.). Fallo continuare!
(La seduta, sospesa alle ore 13 e 05, viene ripresa alle ore 13 e 20.)
PRESIDENTE. Colleghi, prendiamo posto per piacere?
Colleghi, siccome mentre l'onorevole Frau svolgeva il suo intervento, quella parte di intervento su cui poi è stata provocata di interruzione, ascoltavo un altro collega non ho avuto modo di sentire le parole che ha pronunciato e ha atteso la trascrizione del suo intervento, dalla parte del suo intervento svolto in quel momento, e giudico le affermazioni che l'onorevole ha fatto e di cui ovviamente assumere per intero la responsabilità se bene svolte in un contesto politico, ma il contesto politico non ci mette al riparo dall'attenzione che le dobbiamo usare nelle parole e dall'attenzione che deve essere rivolta e le persone soprattutto quelle che ricoprono incarichi istituzionali modo particolare in una vicenda nella quale la magistratura indaga su fatti poco chiari su cui si dice e si stanno anche dei mandanti o comunque si diceva che alcuni dei manifestanti fossero prezzolati da ignoti in questo momento. Io credo che le parole vadano misurate vadano pesate tanto più se pronunciate in una sede istituzionale come questa. Quindi, io credo che l'onorevole Frau abbia commesso un errore a individuare, immagino, responsabilità politica non mandanti di altro genere, in ogni caso penso che debba, sia a sindaco di Cagliari e al consiglio regionale della Sardegna,1 spiegazione e le scuse per il modo in cui queste parole sono state pronunciate. Poi, naturalmente,sta in capo a chi e destinatario di queste affermazioni decidere se usarle in altre sedi. Questa la sede politica e ovviamente le decisioni sono di tipo politico.
Onorevole Frau, prego.
SANJUST (F.I.). no, no… chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Sanjust, si accomodi.
SANJUST (F.I.). Mi deve cacciare, il Consiglio non riprende, mi cacci dall'Aula!
PRESIDENTE. Onorevole Sanjust, si accomodi. Colleghi… prendiamo posto per piacere?
(Interruzioni dai banchi del centrodestra)
SANJUST (F.I.). Lei sta usando due pesi e due misure io da qua non mi muovo. Mi stanno cacciando fuori e lui continua a parlare.
(Interruzioni dai banchi del centrodestra)
SANJUST (F.I.). Cacciatemi dall'Aula, io insisto!
PRESIDENTE. Se lei insiste la possiamo anche accompagnare fuori.
SANJUST (F.I.). Lei sta usando due pesi e due misure, come fa dall'inizio della legislatura.
PRESIDENTE. La smetta onorevole Sanjust, per cortesia. Lei sta dicendo cose non vere… lo accompagnate fuori? Per cortesia. I questori facciano quel che devono fare
SANJUST (F.I.). Lei non si deve permettere!
PRESIDENTE. Onorevole Sanjust, si accomodi altrimenti la faccio accomodare fuori, anche perché sta dicendo…
SANJUST (F.I.). Abbia il coraggio di farmi accomodare fuori!
ARTIZZU (A.N.). Va fuori lui! Chi deve andare fuori e chi ha dato del criminale a una persona per bene!
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Ma di cosa state parlando! Onorevole Artizzu! Smettetela di dire cose che non aiutano… per cortesia!
SANJUST (F.I.). Mi mandi fuori se ha coraggio!
PRESIDENTE. Non c'è bisogno di coraggio per mandarla fuori, basta semplicemente ciò che lei sta facendo. Quindi, o lei sta zitto o la faccio mandare fuori.
Va bene! Per cortesia, fate accomodare fuori l'onorevole Sanjust.
SANJUST (F.I.). Bravissimo!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (Progetto Sardegna). Presidente, grazie per avermi dato questa opportunità. Io non ho nessun motivo a chiedere le mie scuse ai colleghi che si sono sentiti offesi dalle mie affermazioni, non ho nessun problema a chiedere scusa al Sindaco di Cagliari che, ovviamente…
CAPELLI (U.D.C.). Ma quindi non chiede scusa?...
PRESIDENTE. Onorevole Frau, io le ho dato la parola perché lei chiedesse scusa…
FRAU (Progetto Sardegna). E cosa sto facendo…
PRESIDENTE. Se conferma…
FRAU (Progetto Sardegna). Sto chiedendo scusa! Sto chiedendo scusa ai colleghi dell'opposizione.
PRESIDENTE. Mi dia una mano… Va bene.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Colleghi, vogliamo… onorevole Frau, svolga il suo intervento come si deve.
FRAU (Progetto Sardegna). Allora, Presidente, non era mia intenzione, e chiedo scusa se ho usato… chiedo scusa all'Aula, chiedo scusa ai colleghi della minoranza e chiedo scusa al sindaco di Cagliari se ho usato questa espressione che certamente non aveva il significato che purtroppo gli è stato attribuito…
MORO (A.N.). Le parole hanno un significato!
FRAU (Progetto Sardegna). Le parole hanno certamente un significato e io chiedo scusa per la parola che ho usato…
(Interruzioni)
MARROCU (D.S.). Ma cosa deve fare? Ha sbagliato e sta chiedendo scusa!
PRESIDENTE. Va bene, grazie Onorevole Frau. La parola all'onorevole Contu… cosa dobbiamo fare colleghi?... si prosegue nel dibattito, non è che dobbiamo fare altro. Non è che dobbiamo prolungare l'incidente, dopodiché ognuno fa ciò che deve fare.
Onorevole La Spisa, di che cosa intende parlare?
LA SPISA (F.I.). Sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Presidente, noi su questa vicenda abbiamo vissuto in questi giorni ore difficili, nella nostra città e anche in altre parti della Sardegna si è vissuto una situazione difficile che ha rischiato anche di degenerare, in certi casi ha degenerato veramente. Ora, non è pensabile che in un dibattito fatto esattamente per riportare nella sede opportuna una discussione sul merito delle questioni, per assumerci tutti, responsabilmente, l'onere di fare politica e non altro, qualcuno, in questo caso l'onorevole Frau, che poi si scusa, ma dice parole che sono di una pesantezza incredibile, ciascuno di noi, qui, in qualche modo, è un rappresentante ufficiale, lei Presidente lo è innanzitutto. Lei ha sentito, come tutti noi, dichiarazioni che sono, da un certo punto di vista, delle notizie di reato che poi possono essere smentite, di cui si può chiedere scusa, ma in un clima in cui le dichiarazioni quando escono oltrepassano immediatamente la cerchia delle persone che ascoltano e arrivano immediatamente all'esterno, arrivano anche a chi poi può utilizzare queste parole e trasformarle in altri atti, non è pensabile che questa Aula si accontenti delle semplici scuse del consigliere Frau. Io non ho nulla di personale con il collega, ma questa Aula non può passare oltre, passare oltre queste parole così come se niente fosse accaduto, con un collega che protestando è stato allontanato dall'aula, mentre rimane al suo posto l'onorevole Frau. Io credo che questa questione non ci possa consentire in questi ultimi minuti dalla mattina di proseguire, e che la presidenza debba valutare, anche a termini di regolamento, quel che deve fare di fronte a pronunciamenti di questo tipo.
PRESIDENTE. Dunque, onorevole La Spisa, la Presidenza farà tutto quello che deve fare a termini regolamentari, e per quanto mi riguarda, stamattina la Presidenza ha fatto molto censurando immediatamente l'intervento dell'onorevole Frau e chiedendogli di pronunziarsi con le scuse verso il sindaco e verso questa Assemblea. Se poi altri provvedimenti devono essere assunti, questi, come lei sa, verranno valutati nell'Ufficio di Presidenza in applicazione del regolamento, non diversamente da come abbiamo fatto in altre situazioni. La discussione continua e ognuno si assuma la responsabilità delle cose che dice. Il collega è stato allontanato perché impediva la corretta discussione, non perché si esprimeva. Questo non è consentito a nessuno, neanche al collega quand'anche avesse ragione, come in questo caso aveva ragione. La discussione deve proseguire proprio perché il clima qui dentro dev'essere quello di un confronto politico che anche nell'asprezza delle posizioni tuttavia non trascenda. Se trascende e assume valenza, in altre sedi, ovviamente, la Presidenza del Consiglio non può andare oltre ciò che ha fatto perché non si possono allontanare, come sapete, i consiglieri regionali o parlamentari per affermazioni svolte in quest'Aula nell'ambito dell'esercizio della loro funzione politica. Io le giudico gravissime, l'ho già detto, ma questo ci deve consentire di proseguire il dibattito possibilmente sulla linea di confronto civile su cui si stava svolgendo. Ed è per questo che chiedo all'onorevole Contu, nel suo intervento, di riportare la discussione nel merito delle mozioni e di consentirci, questo pomeriggio, di continuare la discussione che sarà, come sappiamo, molto lunga e molto articolata. Quindi lo chiedo all'onorevole Contu proprio perché appartiene al Gruppo del collega che è stato allontanato dall'aula ma, naturalmente niente di personale, ricordava male, non è stato censurato nessuno fino ad oggi da questa Presidenza e da questo Consiglio regionale. Va bene.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). A questo punto chiedo pochissimi minuti, cinque minuti di sospensione perché l'opposizione ha la necessità di valutare questa situazione.
PRESIDENTE. Propongo questo, se siete d'accordo propongo invece di fare una Conferenza dei Capigruppo così valutiamo, tutti insieme, maggioranza e opposizione, e a questo punto riprendiamo questa sera alle ore 16. Onorevole Dedoni, lei mi aveva chiesto la parola sull'ordine dei lavori. Le chiedo scusa.
Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). L'avevo chiesta perché per motivi naturali ero assente dall'aula e sono stato cancellato, ma avrei voluto dire che se fosse stato presente il presidente Soru, e se la conduzione fosse stata diversa, nel senso che avesse comunicato, il presidente Soru, all'Aula le cose che effettivamente poi sarebbero dovute essere in discussione in aula forse, forse avremo tolto questa sintonia maldestra che si è verificata fra alcune accuse da una parte all'altra. Ma probabilmente bisogna fare una richiesta specifica la magistratura perché faccia chiarezza piena, perché le dichiarazioni in libera uscita anche fatte da un funzionario dello Stato non possono lasciare l'onbra in nessun punto sarebbero dovute essere in discussione in Aula
PRESIDENTE. Grazie onorevole Dedoni. Stiamo sospendendo. Brevemente.
Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Sull'ordine dei lavori. Solo per chiedere, considerate le circostanze se sia possibile consentire al collega il rientro in Aula.
PRESIDENTE. Certo che è possibile, se il collega sta alle regole dell'Aula non c'è nessun problema.
La seduta è tolta alle ore 13 e 35.
Allegati seduta
CCCLXIX Seduta
Antimeridiana
Giovedì 17 Gennaio 2008
Presidenza del Presidente Spissu
La seduta è aperta alle ore 10 e 46.
CAPPAI, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di martedì 2 ottobre 2007 (362), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Barracciu, Cachia, Cugini, Mario Floris, hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana di giovedì 17 gennaio 2008.
Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione, in applicazione dell'articolo 24 della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1, ha trasmesso l'elenco delle deliberazioni adottate dalla Giunta regionale nelle sedute del 2, 3, 9, 17, 24, 25 e 31 ottobre 2007.
Comunico che nel BURAS n. 38 del 27 novembre 2007 è stata pubblicata la sentenza della Corte Costituzionale n. 373 del 2007 nella quale: si dichiara l'inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'articolo 3, comma 1, lett. b), della legge regionale 1° giugno 2006, n. 8 (Integrazioni alla legge regionale 17 gennaio 2005, n. 2 (Indizione elezioni comunali e provinciali) e alla legge regionale 7 ottobre 2005, n. 13 (Scioglimento organi enti locali). Interventi per la partecipazione elettorale) e si dichiara non fondatala questione di legittimità costituzionale dell'articolo 3, comma 1, lett. b), dell'articolo 5, commi 1 e 3, dell'articolo 8, comma 3, lett. e), e dell'articolo 11, comma 6, lett. e) della medesima legge regionale n. 8 del 2006.
Comunico che il Gruppo consiliare Forza Italia, in data 29 novembre 2007, ha assunto la nuova denominazione: "Forza Italia - verso il partito dei moderati e dei liberali".
Comunico che i consiglieri Salvatore Amadu e Oscar Cherchi, in data 30 novembre 2007, hanno dichiarato di aver aderito al gruppo consiliare Forza Italia - verso il partito dei moderati e dei liberali.
Comunico che il Presidente della Regione, con nota prot. n. 14404 del 14 dicembre 2007, ha trasmesso copia del protocollo d'intesa tra Regione autonoma della Sardegna e Sorgenia Spa sottoscritto in data 10 dicembre 2007.
Comunico che, in data 14 dicembre 2007, il gruppo consiliare U.D.C. e Democratici di centro ha nominato presidente l'onorevole Roberto Capelli.
Risposta scritta ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
CAPPAI, Segretario:
Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sui mancati adempimenti connessi all'articolo 11 della legge regionale n. 2 del 2007 (legge finanziaria 2007) sul comparto unico Regione - enti locali che prevede miglioramenti economici in favore dei dipendenti degli enti locali della Sardegna. (1022/A)
(Risposta scritta in data 15 novembre 2007
Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sull'esiguità dei collegamenti di trasporto pubblico locale tra le città di Cagliari e Nuoro. (854/A)
(Risposta scritta in data 22 novembre 2007)
Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sulla soppressione dello scalo ferroviario del nord Sardegna. (880/A)
(Risposta scritta in data 22 novembre 2007)
Interrogazione Lai Renato - Marracini - Pittalis, con richiesta di risposta scritta, sui trasferimenti dei passeggeri nella tratta Civitavecchia Porto-Civitavecchia Stazione Ferroviaria.(892/A)
(Risposta scritta in data 22 novembre 2007)
Interrogazione Lai Renato, con richiesta di risposta scritta, sul malfunzionamento del sistema ferroviario del Nord Sardegna. (901/A)
(Risposta scritta in data 22 novembre 2007)
Interrogazione Cuccu Giuseppe, con richiesta di risposta scritta, sulla mancanza di sicurezza e di servizi nella nuova stazione ferroviaria di San Gavino.(982/A)
(Risposta scritta in data 22 novembre 2007)
Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sulle difficoltà dei passeggeri che intendono viaggiare in aereo nelle tratte da e per Alghero e sull'opportunità di ripristinare la tratta Alghero-Ciampino gestita da Ryan Air. (516/A)
(Risposta scritta in data 28 novembre 2007)
Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sui disagi e sulle gravi conseguenze socio-economiche derivati dalla soppressione di due voli giornalieri Alghero-Roma-Alghero e dal mancato ripristino della tratta Alghero-Ciampino della compagnia aerea Ryanair.(678/A)
(Risposta scritta in data 28 novembre 2007)
Interrogazione Liori, con richiesta di risposta scritta, sullo svolgimento delle selezioni interne per dirigenti dell'Ente foreste della Sardegna.(811/A)
(Risposta scritta in data 28 novembre 2007)
Interrogazione Porcu - Corda, con richiesta di risposta scritta, sulle gravi conseguenze delle discutibili modalità con cui si è provveduto agli interventi di asportazione della posidonia da alcune spiagge della Sardegna e da aree di fondale marino.(872/A)
(Risposta scritta in data 28 novembre 2007)
Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sul bando PIA "Turismo e beni culturali".(1060/A)
(Risposta scritta in data 28 novembre 2007)
Interrogazione Contu, con richiesta di risposta scritta, sui lavori di ristrutturazione di un immobile sito in località Pistis nel Comune di Arbus.( 958/A)
(Risposta scritta in data 5 dicembre 2007)
Interrogazione Sanjust, con richiesta di risposta scritta, sui lavori di ampliamento e messa in sicurezza della strada statale n. 195, Sulcitana. 829/A
(Risposta scritta in data 14 dicembre 2007)
Interrogazione La Spisa, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione della Plastwood.(830/A)
(Risposta scritta in data 14 dicembre 2007)
Interrogazione Porcu - Corda, con richiesta di risposta scritta, sulle gravi conseguenze delle discutibili modalità con cui si è provveduto agli interventi di asportazione della poseidonia da alcune spiagge della Sardegna e da aree di fondale marino.(872/A)
(Risposta scritta in data 14 dicembre 2007)
Interrogazione Mattana - Marrocu - Barracciu - Calledda - Cherchi Silvio - Corrias - Floris Vincenzo - Lai Silvio - Orrù - Pacifico - Pirisi - Sanna Alberto - Sanna Franco, con richiesta di risposta scritta, sullo stato dei lavori di messa in sicurezza della strada statale n. 195.(879/A)
(Risposta scritta in data 14 dicembre 2007)
Interrogazione Floris Mario - Cherchi Oscar, con richiesta di risposta scritta, sulla vendita da parte della società Tiscali dell'area del Consorzio Industriale di Cagliari.(894/A)
(Risposta scritta in data 14 dicembre 2007)
Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sui ritardi nei tempi di inizio dei lavori del secondo lotto della strada Sassari-Alghero.(906/A)
(Risposta scritta in data 14 dicembre 2007)
Interrogazione Sanna Matteo, con richiesta di risposta scritta, sui lavori in corso nella strada provinciale Olbia-Murta Maria.(909/A)
(Risposta scritta in data 14 dicembre 2007)
Interrogazione Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sulla decisione della Gestione governativa Ferrovie di Sardegna (FdS) di assumere, con contratto di formazione lavoro, 21 operatori di esercizio.(942/A)
(Risposta scritta in data 14 dicembre 2007)
Interrogazione Floris Mario - Cherchi Oscar, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di crisi delle Ferrovie della Sardegna. (952/A)
(Risposta scritta in data 14 dicembre 2007)
Interrogazione Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sull'inaccettabile decisione della Gestione governativa Ferrovie di Sardegna (FdS) di non assumere 26 assuntori precari da anni ed esclusi dal bando per nuovi autisti.(1007/A)
(Risposta scritta in data 14 dicembre 2007)
Interrogazione Cuccu Giuseppe, con richiesta di risposta scritta, sulla riduzione delle tariffe nella tratta ferroviaria San Gavino-Cagliari.(1034/A)
(Risposta scritta in data 14 dicembre 2007)
Interrogazione Liori - Diana, con richiesta di risposta scritta, sul blocco del trasporto di vagoni merci da e per la Sardegna da parte dei traghetti delle Ferrovie dello Stato. (1062/A)
(Risposta scritta in data 14 dicembre 2007)
Interrogazione Moro, con richiesta di risposta scritta, sulle opere stradali in attesa di completamento nella Provincia di Sassari.(746/A)
(Risposta scritta in data 17 dicembre 2007)
Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sulle procedure relative all'assegnazione dei contributi alle attività commerciali ai sensi della legge regionale 21 maggio 2002, n. 9.(865/A)
(Risposta scritta in data 21 dicembre 2007)
Interrogazione Dedoni, con richiesta di risposta scritta, sull'assegnazione dei contributi per manifestazioni turistiche (deliberazione Giunta regionale del 26 luglio 2007, n. 28/59).(959/A)
(Risposta scritta in data 21 dicembre 2007)
Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sul progetto per la fruizione del Colle di Tuvixeddu commissionato dalla Giunta regionale a tale Gilles Clément.(1045/A)
(Risposta scritta in data 21 dicembre 2007)
Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sui danneggiamenti alla tomba megalitica di Ena 'e muros nel Comune di Ossi.(1048/A)
(Risposta scritta in data 21 dicembre 2007)
Interrogazione Floris Mario, con richiesta di risposta scritta, sulle iniziative edilizie regionali nel compendio di Tuvixeddu.(1049/A)
(Risposta scritta in data 21 dicembre 2007)
Interrogazione Cassano - Pisano, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata attuazione della legge sui centri commerciali naturali.(1078/A)
(Risposta scritta in data 21 dicembre 2007)
Interrogazione Moro, con richiesta di risposta scritta, sui due bandi per la realizzazione del periodico "Il messaggero sardo".(1090/A)
(Risposta scritta in data 21 dicembre 2007)
Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sull'accordo stipulato dalle società Sonatrach, Gazprom e Lukoil avente per oggetto i canali di approvvigionamento di metano dei paesi dell'Unione europea e sulle conseguenze che ne deriverebbero per la Sardegna.(598/A)
(Risposta scritta in data 28 dicembre 2007)
Interrogazione Diana - Lombardo, con richiesta di risposta scritta, sull'utilizzo da parte del Presidente della Regione di attrezzature, personale e risorse finanziarie dell'Amministrazione per scopi personali.(991/A)
(Risposta scritta in data 28 dicembre 2007)
Interrogazione Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sui gravi ritardi nel processo di riconversione dello zuccherificio di Villasor e sull'atteggiamento dilatorio della Eridania-Sadam.(868/A)
(Risposta scritta in data 8 gennaio 2008)
Interrogazione Rassu - Petrini - Contu - La Spisa - Lombardo, con richiesta di risposta scritta, sulla proposta transativa ex articolo 27, commi 9 e 12, della legge regionale n. 4 del 2006, e successive direttive di attuazione.(917/A)
(Risposta scritta in data 8 gennaio 2008)
Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sui lavori in corso e sui disagi della strada statale n. 131 e sui ritardi nell'inizio dei lavori del 2° lotto della strada Sassari-Alghero.(994/A)
(Risposta scritta in data 8 gennaio 2008)
Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sull'aumento indiscriminato del costo del gas in bombola, sul disagio degli operatori del settore, sulle lamentele dei consumatori e sulle iniziative in merito della Giunta regionale. (1081/A)
(Risposta scritta in data 8 gennaio 2008)
Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sui danneggiamenti alla tomba megalitica di Ena 'e muros nel Comune di Ossi.(1048/A)
(Risposta scritta in data 15 gennaio 2008)
Annunzio di presentazione di proposte di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge:
Lanzi - Cugini - Fadda - Licheri - Serra: "Politiche per l'occupazione degli adulti e per l'uguaglianza sociale". (303)
(Pervenuta il 14 novembre 2007 e assegnata alla sesta Commissione.)
Salis: "Norme per la riduzione dei costi della politica e per il contenimento della spesa pubblica". (304)
(Pervenuta il 28 novembre 2007 e assegnata alla prima Commissione.)
Giagu: "Riordino delle funzioni in materia di aree industriali". (305)
(Pervenuta il 28 novembre 2007 e assegnata alla sesta Commissione.)
Caligaris - Ibba: "Politiche regionali di intervento contro la disoccupazione: riduzione dell'IRAP e contributi alle imprese per l'assunzione e per il reinserimento nel mondo del lavoro di lavoratori e di lavoratrici dai 50 anni in su". (306)
(Pervenuta l'11 dicembre 2007 e assegnata alla sesta Commissione.)
Pisano - Vargiu - Dedoni - Cassano: "Disposizioni urgenti relative alla proroga del termine di cui all'articolo 9, comma 4, della legge 21 aprile 2005, n. 7 (legge finanziaria 2005), di validità dell'albo regionale di cui all'articolo 1 della legge regionale 13 giugno 1989, n. 42". (307)
(Pervenuta il 13 dicembre 2007 e assegnata alla ottava Commissione.)
Contu - Diana - Capelli - Vargiu - Ladu - Farigu
Sanjust - La Spisa - Artizzu: "Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2008". (308)
(Pervenuta il 18 dicembre 2007 e assegnata alla terza Commissione.)
Cappai - Licheri - Cucca - Cuccu Giuseppe - Sabatini: "Integrazioni alla legge regionale 29 luglio 1998, n. 23 (Norme per la protezione della fauna selvatica e per l'esercizio della caccia in Sardegna)". (309)
(Pervenuta il 19 dicembre 2007 e assegnata alla quinta Commissione.)
N. 310 Ritirata
Pisano - Dedoni - Cassano - Vargiu: "Norme per l'identificazione, la catalogazione, il recupero e la valorizzazione dei territori tratturali della Sardegna. (311)
(Pervenuta il 10 gennaio 2008 e assegnata alla ottava Commissione.)
Annunzio di presentazione di proposta di legge statutaria
PRESIDENTE: Comunico che è stata presentata la seguente proposta di legge statutaria:
"Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano: "Modifiche alla legge regionale 6 marzo 1979, n. 7, e successive modifiche e integrazioni recante "Norme per l'elezione del Consiglio regionale". (8/STAT)
(Pervenuta il 22 novembre 2007 e assegnata alla prima Commissione.)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza:
CAPPAI, Segretario:
"Interrogazione Corda, con richiesta di risposta scritta, sugli ostacoli che impediscono la compiuta realizzazione della strada a scorrimento veloce Abbasanta-Buddusò-Olbia". (1064)
"Interrogazione Serra, con richiesta di risposta scritta, sulla salvaguardia e garanzia dei livelli occupazionali nell'Isola in materia di trasporti". (1065)
"Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sul mancato finanziamento per l'adeguamento e completamento dell'impianto sportivo "Walter Frau" nel Comune di Ossi". (1066)
"Interrogazione Sanna Matteo, con richiesta di risposta scritta, sul potenziale rischio di scioglimento delle compagnie barracellari a causa dell'obbligo assicurativo imposto dall'INAIL". (1067)
"Interrogazione Lanzi - Cugini - Fadda - Licheri - Serra, con richiesta di risposta scritta, sull'affidamento di incarichi di direttore generale a personale esterno all'Amministrazione regionale e sull'affidamento di incarichi a ex dipendenti in pensione della medesima Amministrazione". (1068)
"Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di disagio dei dipendenti del Servizio agrometeorologico regionale per la Sardegna (SAR) e sulla necessità di una soluzione alla problematica nell'ambito della prossima finanziaria regionale". (1069)
"Interrogazione Calledda - Cherchi Silvio - Cuccu Giuseppe - Lai Silvio, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione della Commissione di accertamento dell'idoneità professionale all'esercizio dell'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto". (1070)
"Interrogazione Rassu, con richiesta di risposta scritta, sulla prevista assunzione presso l'Amministrazione regionale di personale, già assunto a contratto e risultato non idoneo nei recenti concorsi espletati dalla Regione, a discapito di coloro che, negli stessi concorsi, hanno ottenuto l'idoneità". (1071)
"Interrogazione Gallus - Lai Renato - Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sulla illegittimità della bozza di atto aziendale della ASL n. 5 di Oristano". (1072)
"Interrogazione Liori - Diana, con richiesta di risposta scritta, sullo studio di fattibilità per individuare la strategia di sviluppo dei distretti culturali della Sardegna e sui rapporti tra la Regione e la società Goodwill Srl". (1073)
"Interrogazione Serra, con richiesta di risposta scritta, sulla soppressione delle direzioni sanitarie dei presidi ospedalieri San Giuseppe di Isili e San Marcellino di Muravera". (1074)
"Interrogazione Liori - Diana, con richiesta di risposta scritta, sul Piano di ricomposizione fondiaria del Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale". (1075)
"Interrogazione Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione in cui versa la società in house Hydrocontrol, centro di ricerca, assistenza tecnica e formazione". (1076)
"Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sulle direzioni sanitarie nei piccoli ospedali della Sardegna". (1077)
"Interrogazione Cassano - Pisano, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata attuazione della legge sui centri commerciali naturali". (1078)
"Interrogazione Gallus, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione dell'azienda Campulongu di Oristano". (1079)
"Interrogazione Cachia, con richiesta di risposta scritta, sugli effetti negativi derivanti dal drastico taglio dei finanziamenti all'Università diffusa e sulle conseguenze didattiche dell'inevitabile riduzione dei corsi di laurea". (1080)
"Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sull'aumento indiscriminato del costo del gas in bombola, sul disagio degli operatori del settore, sulle lamentele dei consumatori e sulle iniziative in merito della Giunta regionale". (1081)
"Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sulla paventata chiusura del centro zonale ERSAT ubicato presso il Comune di Ossi". (1082)
"Interrogazione Dedoni - Vargiu - Cassano - Pisano, con richiesta di risposta scritta, sulla sospensione dei finanziamenti per i corsi di formazione professionale". (1083)
"Interrogazione Dedoni, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata scelta da parte della Regione Sardegna del fornitore di energia elettrica". (1084)
"Interrogazione Ladu, con richiesta di risposta scritta, sui danni causati dalle piogge alluvionali nel nord Sardegna". (1085)
"Interrogazione Lanzi - Cugini - Fadda - Licheri - Serra, con richiesta di risposta scritta, sulle assunzioni di lavoratori precari tramite le cosiddette short list". (1086)
"Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata erogazione dei contributi alle società sportive di calcio Torres, Nuorese e Olbia". (1087)
"Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sull'assegnazione ad una delle posizioni dirigenziali vacanti del vincitore del concorso per dirigenti del Corpo forestale della Sardegna". (1088)
"Interrogazione Cherchi Oscar - Gallus, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione contabile del Comune di Tresnuraghes". (1089)
"Interrogazione Moro, con richiesta di risposta scritta, sui due bandi per la realizzazione del periodico "Il messaggero sardo"". (1090)
"Interrogazione Marracini - Lai Renato - Pittalis, con richiesta di risposta scritta, sui comuni danneggiati dal maltempo". (1091)
"Interrogazione Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sul grave scempio naturalistico e ambientale nello stagno di Molentargius provocato dai lavori di allargamento della via Fiume disposti dal Comune di Quartu Sant'Elena". (1092)
"Interrogazione Corda - Uggias - Cachia, con richiesta di risposta scritta, sull'esigenza di urgenti azioni di ripristino delle condizioni ambientali e di viabilità nei comuni dell'Alta Gallura e in Baronia colpiti dal nubifragio del 27 e 28 novembre 2007". (1093)
"Interrogazione Liori - Diana, con richiesta di risposta scritta, sulle cause di lavoro intentate dai dipendenti del Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale". (1094)
"Interrogazione Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sulla cessazione dell'attività dell'Unilever Srl e sul licenziamento dei dipendenti riuniti in assemblea permanente". (1095)
"Interrogazione Uras - Davoli - Pisu, con richiesta di risposta scritta, sulla nomina dei membri del consiglio direttivo del Parco nazionale dell'arcipelago di La Maddalena spettante alla Comunità del parco". (1096)
"Interrogazione Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sull'attivazione di impianti di radiodiffusione dell'emittente comunitaria nazionale Radio Padania". (1097)
"Interrogazione Cucca - Sabatini, con richiesta di risposta scritta, sulle modalità di cofinanaziamento delle strade rurali e sui criteri di concessione del beneficio finanziato con la misura 4.20 del POR Sardegna 2000-2006". (1098)
"Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sul Programma d'azione per la zona vulnerabile da nitrati di origine agricola di Arborea". (1099)
"Interrogazione Sanna Matteo, con richiesta di risposta scritta, sull'ipotesi di edificazione nell'area sotto tutela di Coluccia (Santa Teresa di Gallura)". (1100)
"Interrogazione Ladu, con richiesta di risposta scritta, sull'accorpamento della direzione dell'Ufficio tutela del paesaggio di Nuoro". (1101)
"Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sulla paventata chiusura della tipografia Stampacolor Srl con sede in zona industriale di Muros". (1102)
"Interrogazione Licandro, con richiesta di risposta scritta, sull'applicazione delle norme in materia di beni culturali, istituti e luoghi della cultura". (1103)
"Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sul blocco della circolazione sulla strada statale n. 131 per il maltempo". (1104)
"Interrogazione Pisano, con richiesta di risposta scritta, sul conferimento di incarico di staff alla direzione sanitaria aziendale per la riorganizzazione della rete ospedaliera della Asl n. 8 alla dott.ssa Flavia Pirola di Bergamo". (1105)
"Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sullo scadimento della qualità delle prestazioni sanitarie nella Asl n. 7 di Iglesias-Carbonia". (1106)
"Interrogazione Amadu - La Spisa - Contu - Lombardo, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di prorogare i termini di presentazione delle domande di contributo delle imprese artigiane". (1107)
"Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sulla procedura di affidamento dell'incarico di brokeraggio da parte della Asl n. 8 di Cagliari". (1108)
"Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sulla preoccupante situazione di crisi occupazionale e di traffici del Porto industriale di Cagliari". (1109)
"Interrogazione Bruno, con richiesta di risposta scritta, sui lavori di consolidamento del lungomare di Alghero". (1110)
"Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sul commissariamento della Fondazione San Giovanni Battista di Ploaghe". (1111)
"Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sui rapporti esistenti tra la Regione e un noto studio legale cagliaritano". (1112)
"Interrogazione Liori - Diana, con richiesta di risposta scritta, sulla sospensione dei contributi per l'acquisto, la costruzione e il recupero della prima casa di abitazione". (1113)
"Interrogazione Dedoni, con richiesta di risposta scritta, sul declassamento della sede INAIL di Oristano". (1114)
"Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di sbloccare i finanziamenti stanziati nella finanziaria regionale in favore delle società sportive professionistiche". (1115)
"Interrogazione Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sull'urgenza della predisposizione delle linee guida per l'attuazione della legge sull'istituzione dei centri antiviolenza e delle case di accoglienza". (1116)
"Interrogazione Liori - Diana, con richiesta di risposta scritta, sui ritardi nell'erogazione dei contributi alle scuole materne". (1117)
"Interrogazione Floris Mario, con richiesta di risposta scritta, sulle opinioni espresse dall'Assessore regionale degli enti locali, finanze e urbanistica sulle concessioni edilizie bloccate benché regolari e su quelle autorizzate benché di dubbia regolarità in tutti i comuni della Sardegna, pubblicate dal quotidiano Il Sardegna (pagina 12) il 5 gennaio 2008". (1118)
"Interrogazione Pisano, con richiesta di risposta scritta, sul grave fatto di discriminazione verificatosi nelle scuole elementari di Senorbì". (1119)
"Interrogazione Liori - Diana, con richiesta di risposta scritta, sull'imminente sospensione della convenzione tra la Croce rossa italiana e il Servizio 118 della Asl n. 8". (1120)
"Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sul finanziamento erogato dalla Giunta regionale al Comune di Iglesias, con esclusione dei Comuni di Alghero, Ploaghe e Sassari, per il programma straordinario di edilizia abitativa di cui all'articolo 5 della legge regionale n. 1 del 2006, per la costruzione e il recupero di alloggi da attribuire prioritariamente in locazione a canone moderato". (1121)
"Interrogazione Ladu - Gallus - Murgioni, con richiesta di risposta scritta, sui mutui regionali concessi ai sensi della legge regionale n. 32 del 1985". (1122)
"Interrogazione Dedoni - Vargiu - Pisano - Cassano, con richiesta di risposta scritta, sulle criticità dell'Unità spinale unipolare del PO Marino della Asl n. 8 di Cagliari". (1123)
"Interrogazione Scarpa, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione in atto presso la residenza per anziani Rosa del Marganai a Iglesias, sulla procedura in atto per il licenziamento di 33 dipendenti e sulla grave situazione nella quale si trovano i 94 dipendenti licenziati dalle cliniche Lai e Maria Ausiliatrice di Cagliari a seguito della scadenza del trattamento di mobilità". (1124)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza:
CAPPAI, Segretario:
"Interpellanza Farigu - Capelli - Randazzo Alberto - Cuccu Franco Ignazio - Cappai sull'accordo di collaborazione tra la Regione autonoma della Sardegna e la Regione Piemonte in materia di ricerca e innovazione e sul ruolo del CSI Piemonte". (292)
"Interpellanza Cuccu Franco Ignazio - Capelli sul mancato avvio della procedura di scioglimento del consiglio comunale di Tresnuraghes". (293/C-1)
"Interpellanza Uras - Davoli - Pisu - Serra - Lanzi - Licheri - Cugini - Fadda sugli assuntori delle Ferrovie della Sardegna". (294)
"Interpellanza La Spisa sulla chiusura dello stabilimento Unilever Italia di Cagliari". (295)
"Interpellanza Mattana - Pacifico - Barracciu - Cherchi Silvio - Corda - Cuccu Giuseppe - Manca - Pirisi - Sabatini - Sanna Franco - Fadda sullo stato dei lavori di escavo e sistemazione dell'imboccatura del Porto di Perd'e Sali". (296)
"Interpellanza Gallus - Ladu - Murgioni sulla sede INAIL della Città di Oristano". (297)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.
CAPPAI, Segretario:
"Mozione la Spisa - Artizzu - Ladu - Randazzo Alberto - Vargiu - Farigu sulla partecipazione della Regione autonoma della Sardegna al capitale di Abbanoa Spa". (152)
"Mozione Caligaris - Barracciu - Cerina - Cocco - Corrias - Lombardo - Sanna Simonetta - Lanzi - Balia - Ibba - Masia - Marracini - Serra - Fadda - Orrù - Sanna Franco - Uras - Davoli - Pisu - Frau - Atzeri - Maninchedda - Meloni - Floris Vincenzo - Cachia - Sanjust - Gallus - Liori - Diana - Petrini - Cuccu Franco Ignazio - Vargiu - Calledda - Pinna - Licheri - Cugini - Gessa - Lai Silvio - Biancu - Pacifico - Mattana - Porcu - La Spisa - Murgioni - Capelli - Cappai - Scarpa - Cherchi Silvio - Pittalis - Lai Renato - Pisano - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Contu - Cherchi Oscar - Cuccu Giuseppe - Marrocu - Artizzu - Sanna Matteo - Cucca - Moro per contrastare la violenza contro le donne". (153)
"Mozione Uggias - Lai Renato - Cugini - Corda - Cachia - Sanna Matteo - Pileri - Biancu - Lanzi - Porcu - Licheri - Atzeri - Randazzo Alberto - Ladu - Artizzu - Vargiu - La Spisa - Marracini - Caligaris - Scarpa - Murgioni - Capelli - Maninchedda sulla necessità dell'intervento della Regione per scongiurare la chiusura dell'azienda Palmera Spa di Olbia e favorirne il rilancio". (154)
"Mozione Lombardo - La Spisa - Sanjust - Contu - Licandro - Petrini - Pileri - Rassu - Amadu - Artizzu - Diana - Liori - Moro - Sanna Matteo - Randazzo Alberto - Cappai - Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Randazzo Vittorio - Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Ladu - Murgioni - Gallus - Cherchi Oscar - Farigu sulla paventata chiusura dell'Università del Sulcis Iglesiente". (155)
"Mozione Diana - Artizzu - La Spisa - Randazzo Alberto - Vargiu - Ladu - Liori - Moro - Sanna Matteo - Rassu - Lombardo - Contu - Sanjust - Pileri - Petrini - Randazzo Vittorio - Cappai - Amadu - Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Pisano - Cassano - Dedoni - Gallus sugli accordi relativi alla realizzazione del metanodotto Algeria-Sardegna-Italia e alla commercializzazione del metano in Sardegna, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento". (156)
"Mozione Cassano - Vargiu - Dedoni - Pisano - La Spisa - Randazzo Alberto - Artizzu - Ladu - Farigu - Capelli - Amadu - Randazzo Vittorio - Pileri - Licandro - Petrini - Contu - Rassu - Gallus - Lombardo - Sanjust - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Diana - Liori - Moro - Sanna Matteo - Murgioni - Milia - Floris Mario - Cherchi Oscar sull'invito alla presentazione della denuncia di esercizio avanzata dall'INAIL alle compagnie barracellari, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento". (157)
"Mozione Vargiu - La Spisa - Randazzo Alberto - Artizzu - Ladu - Farigu - Capelli - Amadu - Randazzo Vittorio - Pisano - Licandro - Cassano - Petrini - Dedoni - Contu - Rassu - Gallus - Lombardo - Sanjust - Pileri - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Diana - Liori - Moro - Sanna Matteo - Murgioni - Milia sulle short list, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento". (158)
"Mozione Vargiu - Pisano - Dedoni - Cassano sulla grave situazione della continuità territoriale marittima sarda". (159)
"Mozione Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio sull'affidamento da parte dell'Azienda ospedaliera Brotzu in favore del CRS4 Srl del servizio di realizzazione e gestione dei sistemi informatici della medesima Azienda". (160)
"Mozione Diana - Artizzu - La Spisa - Capelli - Vargiu - Ladu - Liori - Moro - Sanna Matteo - Rassu - Lombardo - Contu - Licandro - Sanjust - Pileri - Petrini - Amadu - Cherchi Oscar - Randazzo Vittorio - Cappai - Randazzo Alberto - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Pisano - Cassano - Dedoni - Murgioni - Gallus - Floris Mario - Farigu di solidarietà ai cittadini della Regione Campania per la grave emergenza legata al blocco del sistema di smaltimento dei rifiuti, sul possibile smaltimento in siti attrezzati della Sardegna di una quota dei rifiuti solidi urbani prodotti in Campania e sulla necessità di un piano straordinario per la gestione dei rifiuti in Sardegna, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento". (161)
"Mozione Marrocu - Biancu - Porcu - Uras - Lanzi - Balia - Salis - Serra - Barracciu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corrias - Corda - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Silvio - Manca - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci sulla solidarietà della Regione Sardegna nei confronti delle popolazioni della Campania per la soluzione dell'emergenza rifiuti e sulla gravità dei fatti verificatisi in Sardegna a seguito della disponibilità data dalla Regione a smaltire una quota minima di rifiuti provenienti dalla Campania, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento". (162)
"Mozione Marracini - Pittalis - Lai Renato sull'emergenza rifiuti nella Regione Campania e sulla disponibilità data dal Presidente della Regione Sardegna a smaltire una quota degli stessi rifiuti, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento". (163)
dell'articolo 54 del Regolamento (163)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione delle mozioni numero 161, 162 e 163. Primo firmatario della mozione numero 161 è l'onorevole Diana, della numero 162 primo firmatario è l'onorevole Marrocu, della numero 163 primo firmatario è l'onorevole Marracini, sul medesimo argomento, e per questo facciamo una discussione unificata delle tre mozioni, e cioè quella relativa all'arrivo dei rifiuti solidi urbani prodotti in Campania.
Ricordo ai colleghi presentatori che hanno venti minuti di tempo per l'illustrazione della mozione.
Iniziamo con la mozione numero 161. Primo firmatario è l'onorevole Diana.
(Si riporta di seguito il testo della mozione:
Mozione Diana - Artizzu - La Spisa - Capelli - Vargiu - Ladu - Liori - Moro - Sanna Matteo - Rassu - Lombardo - Contu - Licandro - Sanjust - Pileri - Petrini - Amadu - Cherchi Oscar - Randazzo Vittorio - Cappai - Randazzo Alberto - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Pisano - Cassano - Dedoni - Murgioni - Gallus - Floris Mario - Farigu di solidarietà ai cittadini della Regione Campania per la grave emergenza legata al blocco del sistema di smaltimento dei rifiuti, sul possibile smaltimento in siti attrezzati della Sardegna di una quota dei rifiuti solidi urbani prodotti in Campania e sulla necessità di un piano straordinario per la gestione dei rifiuti in Sardegna, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento.
IL CONSIGLIO REGIONALE
PREMESSO che:
- secondo notizie apparse sugli organi di informazione, il Governo nazionale si appresterebbe a richiedere la disponibilità volontaria di alcune regioni italiane all'importazione di una quota dei rifiuti solidi urbani indifferenziati prodotti in Campania che non è possibile stoccare e smaltire nelle discariche di detta Regione;
- secondo quanto riportato dagli organi di informazione, la quota eventualmente spettante alla Sardegna partirebbe da un minimo di 60 tonnellate;
CONSIDERATO che:
- l'articolo 6, comma 19, della legge regionale 24 aprile 2001, n. 6, fa divieto di trasportare, stoccare, conferire, trattare o smaltire nel territorio della Sardegna rifiuti, comunque classificati, di origine extra-regionale;
- già nel recente passato si è verificata una situazione analoga e, contro la prospettiva del possibile conferimento dei rifiuti campani presso siti di stoccaggio della Sardegna, si è registrata una forte mobilitazione da parte delle popolazioni interessate e delle loro amministrazioni comunali, con particolare riferimento al Comune di Ozieri, nel cui territorio è ubicata la discarica di Coldianu che anche nel caso attuale potrebbe essere interessata dal conferimento;
- in quell'occasione, il sindaco del Comune di Ozieri ha emesso un'ordinanza che vieta il conferimento nel territorio comunale di rifiuti provenienti da altre regioni;
ATTESTATO che:
- l'autorizzazione al conferimento in una discarica dell'Isola di rifiuti provenienti da un'altra regione italiana, oltre che una violazione di legge, costituisce un pericoloso precedente in grado di mettere a repentaglio l'ambiente e il paesaggio della Sardegna, la sua autonomia e la salute delle popolazioni che vi abitano;
- è noto che, nella Regione Campania, lo smaltimento abusivo dei rifiuti è una delle principali attività di finanziamento della camorra; si rischia pertanto, accettando l'importazione dei rifiuti di cui sopra e dunque agevolando chi si oppone all'adozione di soluzioni strutturali per il superamento della situazione di emergenza che da tempo investe la suddetta Regione, di favorire una delle più ampie, radicate e pericolose organizzazioni criminali di livello internazionale;
- appare, inoltre, evidente come la situazione che si è venuta a creare nella Regione Campania sia da addebitare a precise responsabilità politiche del Presidente della Regione Campania stessa e del sindaco del Comune di Napoli;
SOTTOLINEATO che:
- si apprende dagli organi di informazione di contatti intercorsi tra il Presidente del Consiglio dei ministri e il Presidente della Regione, il quale sarebbe stato informato che il sistema regionale di smaltimento dei rifiuti è insufficiente a soddisfare le esigenze del territorio e che, nel giro di breve tempo, in Sardegna potrebbero verificarsi situazioni analoghe a quelle che si verificano in Campania ormai da diversi anni;
- la soluzione a suo tempo prospettata dall'Amministrazione regionale in carica, vale a dire la realizzazione di un inceneritore/termovalorizzatore nel territorio del Comune di Ottana, si è rivelata impraticabile a causa dell'indisponibilità della popolazione locale, allarmata dal pesante impatto ambientale di una simile soluzione;
- si rende pertanto necessario, alla luce di quanto prospettato dal Presidente del Consiglio dei ministri, individuare immediatamente soluzioni strutturali, diverse dalla realizzazione di inceneritori/termovalorizzatori e di minore impatto ambientale, che permettano al sistema regionale di smaltimento dei rifiuti di garantire la piena autosufficienza della Sardegna non solo nel presente ma anche in prospettiva futura,
dà mandato al Presidente della Regione e all'Assessore regionale della difesa dell'ambiente affinché riferiscano
1) se risponde al vero che tra la Regione e il Consiglio dei ministri sono intercorse comunicazioni relativamente alla possibilità che parte dei rifiuti solidi urbani indifferenziati prodotti nella Regione Campania possano essere smaltiti in Sardegna e, più in generale, sul sistema di smaltimento dei rifiuti nell'Isola;
2) a quanto ammonta la quota di rifiuti provenienti dalla Regione Campania che si intenderebbe smaltire in Sardegna;
3) in quali siti si intenderebbe conferire tali rifiuti;
4) se la Regione ha già dato la propria disponibilità ad accogliere una quota di rifiuti proveniente dalla Campania e, in caso affermativo, per quali ragioni non ha ritenuto di dover attivare precedentemente forme di consultazione delle popolazioni delle località direttamente interessate;
5) se risulta ancora vigente l'ordinanza del sindaco del Comune di Ozieri che vieta il conferimento nel territorio comunale di rifiuti provenienti da altre regioni;
6) se risponde al vero che il sistema regionale di smaltimento dei rifiuti è inadeguato a garantire l'autosufficienza della Sardegna in prospettiva futura;
7) stanti le attuali condizioni, fino a quale data si prevede che il sistema regionale di smaltimento dei rifiuti possa garantire livelli di efficienza accettabili,
dà inoltre mandato al Presidente della Regione e all'Assessore regionale della difesa dell'ambiente affinché
1) esprimano la solidarietà del popolo sardo al popolo campano per l'intollerabile situazione in cui versa a causa delle irresponsabili scelte politiche dei soggetti istituzionali deputati a governare il sistema di smaltimento dei rifiuti;
2) riconosciuti quali responsabili politici della drammatica situazione in cui versa la Regione Campania il Presidente della Regione Campania e il sindaco del Comune di Napoli, concedano la disponibilità al conferimento di una quota dei rifiuti campani nei siti attrezzati della Sardegna unicamente a condizione che i responsabili politici di cui sopra siano rimossi dai loro incarichi e gli enti da loro rappresentati siano sottoposti a commissariamento;
3) la Giunta regionale elabori un piano straordinario per la gestione dei rifiuti che, sulla base delle preoccupazioni espresse dal Presidente del Consiglio dei ministri, individui le misure necessarie al fine di evitare che in Sardegna possano in futuro verificarsi emergenze analoghe a quella che interessa in questi giorni la Regione Campania;
4) siano individuati strumenti adeguati a garantire l'autosufficienza del sistema regionale di smaltimento dei rifiuti in prospettiva futura;
5) gli strumenti di cui sopra siano sottoposti al parere vincolante delle popolazioni dei comuni in cui dovrebbero avere sede attraverso forme di consultazione popolare;
6) pongano in essere quanto è in loro potere al fine di garantire il rispetto da parte di chiunque di quanto disposto dall'articolo 6, comma 19, della legge regionale 24 aprile 2001, n. 6.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione. Uno dei presentatori della mozione numero 161 ha facoltà di illustrarla.
DIANA (A.N.). Grazie, Presidente. Prima di iniziare l'illustrazione della mozione, e tale vuole essere il mio intervento, mi corre l'obbligo di dare tutta la mia personale solidarietà al Presidente della Regione per i fatti che si sono verificati nel piazzale di Bonaria, antistante la casa dello stesso Presidente della Regione. Non era un elemento disponibile nel momento in cui la mozione è stata scritta, e pertanto mi corre l'obbligo di farlo adesso: voglio aggiungere un'ulteriore correzione alla mozione, relativa alla presunta quantità dei rifiuti solidi urbani che sarebbero dovuti provenire dalla Campania, perché le notizie di allora e quindi estremamente frammentarie e parziali, ci davano un numero che ovviamente a chi appena appena si interessa e conosce questi problemi... venivano individuati in 60 tonnellate e ovviamente non c'era una certezza di questo e, alla luce delle cose che abbiamo appreso nei giorni successivi, si parla di 6000 tonnellate.
Bene, io, quando ho predisposto assieme ai colleghi questa mozione, l'ho fatto con un intento che mi sembrava anticipatorio di decisioni che poi il Presidente della Regione ha ritenuto di dover prendere credo nella stessa giornata o nella serata, parlo del giorno mercoledì 9 gennaio. Forse c'era ancora il tempo perché il Presidente della Regione chiedesse una convocazione straordinaria del Consiglio regionale, perché discutessimo tutti quanti sulla opportunità, evidenziata peraltro anche questa anticipatamente nella mozione, di dare solidarietà al popolo campano. Lo abbiamo scritto in tempi non sospetti, anticipando le stesse decisioni che il Presidente della Regione avrebbe preso nel pomeriggio; quindi c'era tutta e c'è tutta la disponibilità di chi ha steso questa mozione di voler comunque dare grande solidarietà ad un popolo che è oppresso, e non posso usare altri termini, anche perché, non sono io il primo a dirlo, ma pensate che il presidente, l'ultimo relatore che è ancora in carica che si è occupato di questa materia alla Camera e al Senato, dice: "Quella della Campania è una emergenza che si protrae ormai da quattordici anni, costituisce un evidente ossimoro". Non l'ho detto io, lo riporto perché si capisca esattamente di che cosa stiamo parlando.
Ora, è ovvio che per le cose che ci ha detto ieri in Commissione ambiente l'Assessore, e apro una parentesi qui e voglio ringraziare il Presidente della Commissione ambiente che con grande equilibrio ieri ha mantenuto una riunione in Commissione ambiente che credo fosse assolutamente fondamentale e indispensabile, e devo dire anche che l'Assessore si è comportato in maniera corretta, riportando quelle che sono le notizie ovviamente in suo possesso.
Noi avremmo voluto, Presidente, condividere con lei la decisione di essere solidali con la Regione Campania, perché io ritengo che la solidarietà la si può dare a titolo individuale - e lo facciamo tutti i giorni, chi più chi meno - ma quando la solidarietà deve essere seguita da atti concreti, fondamentali, importanti, che possono anche creare atti destabilizzanti nella comunità dove si vive, beh a quel punto io credo che non basti più essere eletti direttamente dal popolo, non basti più essere governatori di una Regione, io credo che fosse necessario che il Consiglio regionale fosse fortemente coinvolto in questa decisione. E c'erano i tempi, perché poi qualcuno, lo stesso Assessore ci ha riferito ieri che c'era un'emergenza straordinaria. Voglio solo ricordare a questo Consiglio che giacciono oggi e ancora sulla città di Napoli, e parlo solo della città di Napoli, duecentomila tonnellate di rifiuti indifferenziati e accatastati nelle strade, ma questo è ancora nulla rispetto a quello che sempre la Commissione parlamentare di inchiesta e gli ultimi commissari che si sono avvicendati, prima e dopo Bassolino e prima e... dopo mi auguro che non ce ne saranno più, del commissario de Gennaro, giacciono nei territorio campano, e soprattutto nell'hinterland di Napoli, otto milioni di tonnellate di ecoballe.
Perché faccio questo ragionamento? Per cercare di significare a voi che seimila tonnellate di rifiuti portati dalla Campania alla Sardegna creano molti più problemi alla Sardegna di quanti non ne risolvono alla Campania, ed ecco perché dico che probabilmente, se avessimo avuto la possibilità di interloquire, di dialogare, di decidere, ma chissà che la solidarietà del popolo sardo non potesse andare oltre quelle seimila tonnellate che improbabilmente forse potranno continuare ad arrivare (se non si modificano alcune cose) e che comunque se arriveranno sarà per una scelta che certamente il popolo sardo sta subendo; sta subendo perché non l'ha decisa, perché non è stato chiamato a deciderla. E allora, seimila tonnellate sono una goccia, ma neanche, un'essenza in un maremagnum di rifiuti che sta sommergendo non solo la Campania: territorialmente sommerge la Campania ma io credo che stia sommergendo invece, da un punto di vista che ci mette agli occhi del mondo intero in una situazione veramente di grande, grandissimo degrado. E allora, io capisco e cerco di condividere l'atteggiamento che ha assunto il Presidente della Regione, di voler immediatamente dare solidarietà, non si tocca questo punto; tutto ciò che è avvenuto dopo però in qualche maniera ci sconcerta, e io toccherò anche questo aspetto nella mia relazione perché è importante che si capisca che comunque le leggi vanno rispettate: va rispettata certamente la Costituzione ma vanno rispettate anche le leggi vigenti in Sardegna. E vede, presidente Soru, l'ordinanza del Capo del Governo che rendeva plenipotenziario De Gennaro, ha una firma, sabato 12 gennaio 2008, i rifiuti che sono arrivati in Sardegna sono arrivati a seguito di una ordinanza che non è fatta da De Gennaro, ma ha poca importanza, è fatta da un subcommissario, dal prefetto Cimino, il quale si è avvalso di poteri che non aveva, perché non aveva i poteri che ha oggi De Gennaro, perché De Gennaro non era ancora un plenipotenziario, e quindi si è avvalso della delega di commissario che aveva il presidente Bassolino. E allora, se si è avvalso di poteri che aveva il presidente Bassolino come commissario straordinario per l'emergenza rifiuti in Campania, beh, in tutte le competenze straordinarie che aveva il presidente Bassolino tutto c'era fuorché quello di andare oltre le norme, oltre le leggi, per le quali invece l'ordinanza successiva del Presidente del Consiglio dei Ministri ha derogato. Ha derogato su tutto, colleghi, ieri mi sono permesso di chiedere sommessamente all'assessore Morittu: ma ha derogato su tutto o si è dimenticato di un piccolo particolare, che la Regione Sardegna, oltre ad avere una sua legislazione, ha una norma che non prevede l'ingresso di rifiuti di quel genere? L'Assessore ha riferito in Commissione che, per telefono, il commissario aveva assicurato che i suoi poteri andavano anche oltre la legislazione regionale della Sardegna. E, viva Dio, se sono così le cose, cosa può rimanere ad un Consiglio regionale, che decisioni può prendere il Consiglio regionale, che decisioni può prendere la Regione Sardegna e tutto il popolo sardo? Opposizione no, perché verrebbe vista come una mancanza di solidarietà e invece abbiamo detto che noi vogliamo essere solidali col popolo campano. E allora i casi sono due: o in Sardegna arrivano dei rifiuti che sono simili, ma molto molto simili ai rifiuti che noi smaltiamo per conto nostro, o altrimenti tutto il resto io credo che non debba entrare nel territorio della Sardegna, perché sempre quella famosa Commissione dice: la Campania è sommersa di ecoballe, nel momento in cui i termovalorizzatori dovessero entrare in vigore (cioè era il 2008)... ho già detto che ci sono circa otto milioni e mezzo di tonnellate di ecoballe in Campania. Cosa si dice delle ecoballe in questa famosa relazione? "Nelle ecoballe - continua la relazione - sono state rinvenute percentuali di arsenico superiori ai limiti imposti". Nelle ecoballe sono stati riscontrati non in altri rifiuti. Nell' Ecoballe! Non a caso quelle Ecoballe non possono essere smaltite dai termovalorizzatori. E dove possono essere smaltite queste Ecoballe? Lo dice sempre la Commissione, lo dice l'ultimo Commissario straordinario, dopo Bassolino: "possono essere smaltite di solo in discarica". E allora, c'è un'altra decisione, probabilmente, che deve essere presa. Chi la deve prendere questa decisione? Sempre in nome della solidarietà, può anche essere, però noi vorremmo condividere la solidarietà del Presidente. Noi non vorremmo che fosse solo il Presidente a condividere la solidarietà del popolo campana. Ci teniamo anche noi a dare solidarietà al popolo campano.
Io non arrivo a pensare che si debba fare un gemellaggio con la regione campana, perché mi sembra assolutamente inopportuno in questo periodo, soprattutto rispetto alle cose che stanno accadendo nelle ultime ore, in quella regione, e anche lì grandi solidarietà. Però stamattina, un autorevole esponente del Governo, a proposito di quest'argomento, e di altri, ha chiesto che iI il motivo è questo: ciò che ha detto la Magistratura poche settimane fa, la Procura della Repubblica dice tra le altre cose: "sistematica inerzia del Commissariato straordinario per le emergenze è di Antonio Bassolino che con una partecipazione attiva ed omissiva consentiva e non impediva che le imprese ponessero in essere i raggiri. Non l'ho scritto io, l'ha scritto la Procura della Repubblica questo! E allora quando noi nella mozione abbiamo chiesto, ecome si fa nelle mozioni poi si scrivono per molte cose, salvo poi pensare che in un'Aula come questa qualche volta riusciamo a trovare anche il modo per fare un ordine del giorno unitario, concordato, che possa anche escludere da parte nostra la richiesta delle dimissioni del Presidente Sassolino. Ma certamente il fatto politico importante è questo: noi stiamo andando in soccorso di una Regione ma stiamo andando in soccorso di nostri confratelli italiani, compatrioti, chiamateli come volete, che certamente si trovano sommersi da questa grande sciagura che è di tipo politico! La camorra c'entra dopo cari colleghi! Non è la camorra che ha generato questo, la camorra si infila sempre dove la situazione politica non è stabile, dove non si prendono le decisioni opportune, dove non si fanno le cose che si debbono fare: lì si infila la camorra! Forse sono troppi anni che quella parte del territorio nazionale, abbiamo questo tipo di attività. Allora, Presidente Soru, io sono stato una delle poche persone probabilmente che per un caso abbastanza banale ho avuto l'opportunità di parlare con lei al telefono la sera del giovedì, quando la nave era in radar e quando lei ha fatto una convocazione, io l'ho definita postuma, delle autonomie locali, ma neanche delle autonomie locali, di alcuni sindaci e di alcuni presidenti delle province, certamente ha fatto bene a farlo, forse l'avrebbe dovuto fare prima, meglio tardi che mai! Ma per decidere che cosa? Ha comunicato a questi signori che arrivavano 6000 tonnellate di rifiuti, ha chiesto forse la solidarietà e l'avrà avuta sicuramente, io mi sono preoccupato, perché ero uno di quei curiosi che non ha saltato le transenne del Porto canale. Però ero curioso, come tanti sardi, di capire che cosa stesse avvenendo, e mi sono accorto subito dello Stato di polizia che si era creato attorno a quel sito. Vede, io ho partecipato, da giovane, a tantissime manifestazioni, io, me ne vanto, sono stato uno che ha fatto sgomberare l'Aula magna, in piazza Palazzo, negli anni 60, perché eravamo 45 giorni che non si poteva far lezione, perché allora c'era quel tipo di contestazione, che guarda caso, l'altro giorno, all'Università La Sapienza di Roma ha determinato ciò che ha determinato. Ebbene, quindi sono abituato, però io l'altro giorno, vi dico la sincera verità, che quando ho visto il volto del questore di Cagliari, stravolto, con un'arroganza che non avevo mai vista in nessun funzionario di polizia, mi sono spaventato! E mi sono spaventato adeguatamente perché subito dopo uno degli spettatori ha detto ai sottoposti: "portate giù le armi!" La nave era ancora a 8 miglia, "portate giù le armi!" In Sardegna tu dici portate giù le armi? Davanti a parlamentari, consiglieri regionali, e quanti altri curiosi eravamo lì, non sto dicendo questo perché questo mi abbia creato un problema, mi ha creato il problema a monte, di quali poteri erano stati dati al commissario straordinario in campania sino ad occuparsi anche di intervenire immediatamente con la forza pubblica! Per fatti di quale genere? Per quattro ragazzi che tentavano di mantenere…in mano così … della nave… cerchiamo di non farla attraccare… cose sulle quali si poteva intervenire non con i manganelli ma in altro modo! Sono state, sì e no, 40-50 persone. Ma viva Dio! Se gli ordini erano quelli… gli ordini erano quelli! Ma se quegli ordini valevano per noi non ho capito per quale motivo non valgano in Campania! Certo che non valgono in Campania, perché in Campania la situazione della discarica di Pianura è talmente compromessa da malattie di tutti i generi, ormai è emerso in tutta la sua complessità il problema, ed è certo che lì le forze dell'ordine non possono forzare, vengono forzare in Sardegna, non c'era bisogno di nessuna forzatura! Bastava che il Presidente della Regione fosse venuto qui in Consiglio regionale… Presidente, 6000 tonnellate non sono un'elemosina. Non stiamo dando niente, e come L'Euro che regaliamo per mantenere in vita un bambino del terzo mondo, forse anche meno, 6000 tonnellate… poi, l'Assessore viene ieri in Commissione e ci dice: " però, noi, con tutta calma, come sa fare l'Assessore Morittu da quando è assessore, non gli conoscevo questo carattere che invece gli conoscevo quand'era seduto nei banchi dell'opposizione: piuttosto forte, piuttosto perspicace, piuttosto arrogante, piuttosto… sì Assessore, lo era… se n'è dimenticato, e io sono felice per lei che se ne sia dimenticato. Ci dice: Noi abbiamo un'autonomia nelle discariche di 1.800.000 tonnellate, mi corregga se sbaglio Assessore. Siccome abbiamo una produzione di rifiuti che sta man mano diminuendo, per via della raccolta differenziata, per via dei termovalorizzatori, che non si capisce quali siano, per via di uno stabilimento che dovrebbe nascere nel territorio di Oristano, di Arborea, e che ancora non vede la luce, la vedrà probabilmente nell'arco di 2-3 anni. Non perdete di vista questi 2-3 anni, perché sono importanti, 1.800.000 tonnellate. Quindi 6000 tonnellate che vengono dalla Campania, ma ci fa ridere! Ma ci facevano ridere anche 20.000 tonnellate rapportate a 1.800.000 tonnellate, anche 50.000 tonnellate ci facevano ridere, di fronte 1.800.000 tonnellate che abbiamo disponibili, visto che sta diminuendo la nostra produzione di rifiuti! Non è così! Non è così perché la Sardegna, oltre a quella che è la sua disponibilità, appena appena produce dei rifiuti solidi urbani, guarda caso l'Assessore ieri ha detto che ne produciamo ancora, per la discarica, circa 700.000 tonnellate all'anno, saranno meno? Saranno 400.000? Saranno 300.000? Sono molto meno anche di 300.000? Non ci credo, se così fosse, mi viene da pensare che abbiamo un'autonomia di cinque anni.. salvo che non succeda…. ho terminato Presidente..
PRESIDENTE. Sì, concluda prego.
DIANA (A.N.). Salvo che non succedano emergenze anche in Sardegna, ed è l'unica cosa che non mi auguro, anzi, non auguravo neanche per la Campania.
Certo è che, comunque, e ho concluso veramente, che l'intervento vuole essere un intervento di grande solidarietà al popolo campano. Presidente Soru, lei faccia uno sforzo, si misuri con questo Consiglio regionale! Non faccia, come qualcuno ha detto il confrontanzionale, colui che apparentemente si vuole confrontare ma di fatto cerca lo scontro. Io credo che non sia questo il momento, bisticciamo sulla finanziaria, configgiamo su altre materie, ma su questa materia che interessa certamente molto la Campania, ma interessa ancora di più i cittadini sardi, io credo che ci dev'essere uno sforzo suo, della sua Giunta, della sua maggioranza, soprattutto di quella parte della maggioranza, e voglio dire anche questo, tanto non riesco a tenermelo dentro, di quella parte della maggioranza che è più intransigente perché ho notato che una certa parte della sinistra sta cambiando, che una certa parte della sinistra sta assumendo toni più concilianti, più disposti al dialogo, beh, su questo dobbiamo lavorare se vogliamo far sì che la Sardegna cresca, che la Sardegna non abbia questo tipo di emergenze e soprattutto se possiamo dare una mano agli altri per risolvere le loro.
PRESIDENTE. Mozione numero 162, onorevole Marrocu, Biancu, Porcu e più.
Uno dei presentatori ha facoltà di illustrarla.
MARROCU (D.S.). Sono così strani, un po' contorti, complicati gli argomenti che hanno accompagnato questa vicenda e così gravi i fatti che sono avvenuti a seguito che diventa difficile onestamente non farsi trascinare dalla polemica e mantenere un atteggiamento sobrio ed equilibrato. I fatti che sono avvenuti sono così gravi che non vorrei che l'atteggiamento sobrio ed equilibrato che invece è necessario e che farò, possono apparire ai colleghi e all'esterno, chi ci guarda, come una volontà di minimizzare la gravità di quanto avvenuto. Però, a nome di quei 44 che hanno sottoscritto la mozione di maggioranza e spero anche a nome degli altri colleghi con i quali a conclusione del dibattito mi auguro si possa arrivare ad una risoluzione unitaria sia dei colleghi che hanno presentato una mozione all'interno del centrosinistra, dei diessini qualche collega non ha firmato, la mozione mi auguro che invece anche il Consiglio e anche gli altri colleghi possano ritrovarsi in una risoluzione unitaria. Io penso che sia ancora sotto gli occhi di tutti noi la drammatica situazione che stanno vivendo le popolazioni campane.
Solitamente si dice che le disgrazie col tempo tendono ad apparire meno drammatiche di quelle che sono e che il tempo fa sfumare la drammaticità delle situazioni. Il tempo sta passando e la drammaticità della situazione è ancora lì, sotto gli occhi di tutti e tutti i giorni ci viene ricordata ed è un'emergenza vera.
Dico questo perché sono convinto che i sentimenti di tutti i sardi, ma anche di tutti gli italiani e forse oggi di gran parte del mondo nel vedere quelle situazioni così drammatiche, di emergenza, di scuole completamente coperte di rifiuti, di strade, di case, una situazione così difficile da gestire che penso che ognuno di noi anche nel discutere oggi in quest'Aula, nel dibattere questo tema, non deve mai dimenticare, deve avere sempre sotto gli occhi. Perché è vero che c'è un possibile tentativo, non dico di strumentalizzazione politica, ma di pensare e di trarne da quei fatti convenienza politica che possono portare a quei ragionamenti che ho detto prima, strani, contorti, aggrovigliati, poco chiari. C'è una calamità, e quella campana è una calamità che investe il Paese. E' calamità sia quando la calamità è naturale, sia quando è procurata da incuria o da grave colpa di chi amministra quelle popolazioni e quindi degli uomini. Ma quella campana è una calamità, è una calamità che ha responsabilità politiche, è una calamità grave che oggi investe quelle popolazioni, ed è una calamità che investe l'intero Paese. Solitamente quando si affronta come uno Stato, come una Regione, come una comunità reagisce a quella calamità, le discussioni non sono mai state per le precedenti calamità, quelle che hanno coinvolto il dibattito sardo. Che si tratti di una calamità credo che sia evidente, vedete, anche quelle che sono solitamente definite da noi calamità naturali, anche quelle spesso se andiamo ad approfondirle, hanno sempre una lettura che coinvolge anche altre responsabilità e non solo la natura. Quando c'è un'alluvione che crea situazioni come quelle che crearono in Sardegna e hanno creato anche questi, hanno... penso a quello che avvenne nel '99, penso a quello che è successo poi a Villagrande, sì è una calamità naturale, è una giornata straordinaria di pioggia, però anche allora andammo a verificare che c'erano anche responsabilità che erano anche nostre, che erano di chi aveva responsabilità istituzionale. Perché magari in quel caso si era intervenuto maldestramente modificando la situazione idrogeologica di quel territorio o in altri casi non si è intervenuto lasciando appunto situazioni che hanno poi determinato quei danni. Così come quando si affronta il problema degli incendi, io l'ho vissuto drammaticamente nel mio paese anche peraltro direttamente e personalmente coinvolto con la mia propria abitazione, è comunque una calamità seppur provocata dalla mano delinquente di qualcuno che crea un danno a quella comunità, a quel territorio, a quel bene ambientale naturale. E però di fronte alla calamità, di fronte ad una situazione così grave, non ci si è mai chiesti se le procedure per intervenire di fronte a quelle calamità sono state tutte rispettate, se l'articolo come diceva Mario di questa legge, se i poteri sono o non sono, si interviene e basta. Ed è dovere di tutti intervenire e basta! Quando c'è un incendio si interviene a bloccare l'incendio, quando c'è una calamità, nessuno di noi quando si intervenne con l'ente foreste in quella calamità che colpì Villagrande e tutti i lavoratori della forestale furono mandati lì a liberare le case travolte dal fango, nessuno di noi si era posto il problema di andare a verificare se nello statuto dell'ente c'era o no, tra i compiti dell'ente fare protezione civile, non c'era, non c'era, fu inserito dopo da questo Consiglio modificando la legge istitutiva dell'ente che tra i compiti dell'ente foreste, proprio perché sperimentati in quella vicenda drammatica di quei territori e di quelle comunità, fu sperimentata dall'ente foreste e poteva rispondere anche, anche di quella funzione, ma l'ente foreste intervenne il giorno dopo, non dopo che acquisì il parere del Consiglio regionale, della Giunta e della Commissione e degli altri, il giorno dopo interviene in quella comunità andando a soccorrere quelle popolazioni isolate, andando a liberare quelle case travolte dal fango e poi dopo il Consiglio fece anche una modifica della legge istitutiva attribuendo oggi all'ente foreste anche quel compito. Quando si è di fronte a una calamità che sia naturale o sia una calamità prodotta dall'incuria e dalla grave colpa e io in questo caso colpe ce ne sono tante e le condivido tutte compreso quello che forse chi aveva responsabilità, avrebbe dovuto assumere decisioni importanti e che avrebbero qualificato quelle istituzioni e quegli amministratori. Ma quando si è di fronte a una calamità non si disquisisce su di chi è la responsabilità e sulle procedure da seguire, si interviene e ognuno ha il proprio dovere, come prevede, citato anche nella nostra mozione ripresa dal Presidente, ma immediatamente si interviene assumendosi le proprie responsabilità, non scaricandole ad altri livelli, non scaricandole ad altri. E questo è avvenuto.
Guardate, quello che è preoccupante, non è che qualcuno si è assunto le responsabilità perché capita spesso che nel seguire il consenso è facile alimentare sentimenti che possono esserci, negativi in molti di noi, nella società, è facile strumentalizzare, arrivano rifiuti, napoletani, ma guarda quelli, camorra, sono responsabilità politiche e vogliono scaricare su di noi, vogliono inquinarci la Sardegna, è facile suscitare sentimenti di reazione e pensare che questo poi possa portare un beneficio politico a chi questi sentimenti li suscita. Ma chi ha responsabilità, io ripeto, chi è classe dirigente di un paese, di uno stato, di una regione, di un comune, si assume la responsabilità di fare ciò che può anche essere convinto che in quel momento non raccoglie il consenso della gente, ma sia giusto farlo, se è necessario farlo si assume in pieno la sua responsabilità. La tesi che lo Stato scarica alle regioni, le regioni le scaricano ai comuni, alle province, i quali comuni magari dicono: "Ma io sono Sindaco, non posso decidere da solo, devo convocare il consiglio comunale". Si riunisce il consiglio comunale, dice: " Ma noi cosa possiamo decidere per tutti? C'è il paese che deve decidere, coinvolgiamo le popolazioni", e nel frattempo il fuoco arriva a casa tua, nel frattempo l'alluvione magari ti ha buttato giù la casa, nel frattempo i rifiuti hanno creato ormai situazioni di danno enorme alla salute dei cittadini. Ma di che cosa parliamo quando siamo di fronte a una calamità come questa, di procedure, di contatti, di consensi? Ognuno si assuma la sua responsabilità. Vedete io lo dicevo anche nella Conferenza dei Capigruppo, io critico al contrario. Io dico che è una vergogna per questo paese, per questo stato, per l'Italia, che dopo che sono passati venti giorni - il collega Diana dice: "Ancora oggi ci sono 200 mila tonnellate -, ancora oggi critico lo Stato che deve dare sul serio, non soltanto con i messaggi in tv, la prova che lo Stato c'è. Dopo poche ore avrebbe dovuto utilizzare tutti gli strumenti per liberare quelle comunità e quei paesi dai rifiuti. Dopo poche ore, ma quale consenso delle regioni! L'unico dato che serviva per affrontare quell'emergenza è capire quante possibilità aveva quella regione, quel termovalorizzatore, quella discarica, di accogliere quei rifiuti e imporli, trasferirli il giorno stesso, quei rifiuti in quel inceneritore, in quel termovalorizzatore, in quella discarica. Altrimenti non c'è stato! Altrimenti c'è semplicemente il tentativo di scaricare da un giorno all'altro, da un livello all'altro, dallo Stato alle regioni, delle regioni ai comuni, veniteci incontro, cercate di capire, e nel frattempo però i rifiuti continuano a rimanere lì, in quella comunità, in quel territorio, in quel comune, in quella scuola ancora chiusa dopo 20 giorni. Lo Stato dimostri che lo Stato c'è. E allora anche il ragionamento nostro. Ma che significa? L'unico ragionamento che potrei accettare, che avrebbe senso, è dire: ma la Sardegna è in grado o non è in grado di smaltire quelle 6 mila tonnellate di rifiuti che arrivano? L'unica opposizione che potrei accettare è che quel territorio mi dica: "Ma guarda che non è possibile che nella nostra discarica arrivino rifiuti, perché ormai abbiamo un'emergenza che noi". L'unico ragionamento che potrei accettare è quello di una provincia che dice: "Ma siamo noi in emergenza". Quindi l'unico ragionamento che potrei accettare è: "Attenti, non è che per liberarci di una emergenza ne creiamo un'altra". Ma una volta che è accertato che quel termovalorizzatore, che quella discarica, che quell'impianto, che quella regione è in grado di accogliere, senza creare problemi a quei cittadini, a quelle popolazioni, a quelle regioni, non c'è nessuna ragione che deve impedire che si faccia carico quella regione, quel territorio, quel comune delle proprie responsabilità, utilizzandoli e intervenendo. Quindi, quello che io contesto non è che non si è seguita la procedura, non è che il presidente Soru… o lo Stato… è il contrario! E' che forse è l'unico di cui dovremo andare orgogliosi, almeno credo che tutti, sì sì, l'unico che si assume in pieno la responsabilità; quella responsabilità che forse avrebbe dovuto assumersi dal giorno stesso lo Stato e le altre regioni. Non portando motivazioni politiche, di consenso delle popolazioni, ma portando esclusivamente, accettando solo, qualora ci fossero, motivazioni vere, di impossibilità a trattare quei rifiuti o di accogliere quei rifiuti. Ma la Sardegna, per fortuna nostra, in questi anni ha fatto passi in avanti, la capacità di smaltire questi rifiuti è stata accertata, verificata, prima di dare l'ok che potevano arrivare. La Sardegna per fortuna ha ridotto in tre anni il suo trasferimento a discarica di 200 mila tonnellate di rifiuti all'anno, la Sardegna ha fatto passi in avanti nella raccolta differenziata, e quindi a che servono tutti gli altri ragionamenti? Devo dire poi, a me questa cosa anche dei sindaci che dicono: "Nel mio porto non arrivano". Perché non lo dice anche per i rifiuti che partono? Se nel porto non possono arrivare, non possono neanche partire. Cioè dalla Sardegna i rifiuti possono partire, che poi questi rifiuti addirittura non siano neanche rifiuti solidi urbani, ma siano rifiuti tossici nocivi speciali, ne possono partire in quantità enorme dal porto di Portotorres, di Cagliari, dappertutto, però nel porto io vieto che transitino. E perché vietare che transitino soltanto quelli che arrivano per una emergenza straordinaria, per una calamità nazionale, per una calamità che ci sta mettendo in ridicolo in tutto il mondo? Perché dovrebbero impedire soltanto che transitino quelli e non anche invece quelli che devono uscire dalla Sardegna? Questa è la situazione. Allora a che servono i ragionamenti complicati?
La verità è un'altra, che è una cosa che avrebbe dovuto vedere tutti i sardi uniti nel manifestare, non a parole, la solidarietà. "Eh, io sarei anche d'accordo, però". I distinguo, gli sciocchi distinguo che impediscano realmente che uno si assuma la responsabilità vera di governa. "Io sarei anche d'accordo, però, però, ma sì, vediamo, devo sentire", e nel frattempo quella calamità non si affronta. Allora che una risposta come questa, immediata, il giorno stesso, subito, da parte di queste comunità avesse visto la Sardegna dare un'immagine al mondo di serietà, di coerenza, di equilibrio, per quello che ha sempre caratterizzato questa regione. E invece, un'azione positiva che ci stava mettendo da questo punto di vista all'attenzione nazionale e internazionale, come di una regione che si assume in pieno le sue responsabilità e dà un segnale; magari qualcuno diceva: "ma è una modesta quantità", ma è un segnale! Eppure questa modesta quantità è servita ad azioni di tipo speculativo, strumentale, che poi è degenerata in fatti gravissimi, mai successi prima, che vanno censurati non con un generica solidarietà, ma con una presa di distanza vera, politica, e la presa di distanza non ha mai distinguo, non ha mai: "ma, sì, però", che servono a giustificare. Mai. È netta, ferma, la presa di distanza da questi fatti.
Allora io mi auguro che si lasci perdere, perché voi vedete, non voglio fare e utilizzare anche strumentalmente i fatti gravissimi che sono avvenuti, che non bisogna minimizzare mai, né da una parte né dall'altra, mai, non li voglio strumentalizzare per altre finalità, però se c'è veramente una presa di distanza, se veramente c'è la volontà di riportare un sereno dibattito, equilibrato, sobrio tra di noi, si faccia una risoluzione che sostenga l'azione del governo regionale, in quell'azione già avviata dal Presidente, di solidarietà vera e di assunzione vera di responsabilità, e non si introducano distinguo, non si introduca discussione su passaggi rispettati o non rispettati, su poteri o non poteri, quasi che il Presidente della Regione non avesse i poteri di rappresentare questo Popolo e questa Regione. Si discuta del concreto, di cose avvenute o di che cosa deve avvenire, si stia a quei fatti e si arrivi ad una risoluzione di sostegno nei confronti dell'azione del governo regionale. Solo così si prende realmente distanza da quella strumentalizzazione. Perché, vedete, spesso i fatti non sono quelli che si vorrebbero, ma quando si semina strumentalizzazione, quando ci si rivolge a sentimenti negativi che possono essere nell'animo di persone che in quel momento vengono trascinate da quelle parole d'ordine, poi si rischia che l'odio semina anche quelle reazioni che non si vorrebbero, che si condannano, dalle quali si prende le distanze, ma che hanno comunque avuto origine da una errata analisi dei fatti. Quindi io spero che questo Consiglio regionale sappia affrontare questo tema e possa servire, lo dico, a chiedere che quell'assenso di responsabilità, aggiungendo un impegno agli impegni che ci sono nella mozione, che noi abbiamo assunto a livello regionale, siano assunte anche dalle comunità territoriali del nostro territorio, con quel ragionamento che ho fatto prima: ognuno si assuma la sua responsabilità, e quindi che questa disponibilità che è stata data ad affrontare quella emergenza, sia una disponibilità vera che coinvolge tutta la Sardegna, lasciando le strumentalizzazioni politiche ad altri momenti e ad altri fatti, non certamente utilizzando questa drammatica situazione come si è fatto e in queste ore.
PRESIDENTE. Il consigliere Pittalis ha facoltà di illustrare la mozione numero 163.
PITTALIS (Gruppo Misto). Prendo la parola per illustrare appunto la mozione che reca le firme dei colleghi Marracini, Lai e del sottoscritto che ha lo scopo, innanzitutto, di richiamare a noi stessi un principio spesso disatteso, o qualche volta malinteso, della aurea mediocritas, principio enunciato nelle "Odi" dal poeta latino Orazio che indica la condizione ottimale, intermedia, cioè quella condizione che rifiuta gli eccessi. E credo che di eccessi ideologici, politici e verbali se ne siano scatenati anche troppi in questi ultimi giorni, allorquando il Presidente della Regione, confermando un aspetto che confermiamo anche questa mattina ci vede fortemente critici del modo di intendere e praticare le funzioni di governo della res publica, decide in solitudine di offrire la disponibilità della nostra terra ad accogliere i rifiuti della Regione Campania, sia pure a seguito di tutte le vicende che conosciamo e soprattutto delle conclamate incapacità ed inadeguatezze delle varie gestioni politiche e commissariali di quella Regione, facendola precipitare nel baratro dell'emergenza igienica, sanitaria ed ambientale.
Abbiamo sentito parlare in questi giorni del dovere costituzionale alla solidarietà politica, economica e sociale della Repubblica e dunque degli organi e degli enti che la compongono unitariamente. A nostro avviso, ancor prima di un dovere costituzionale, riteniamo che sia un dovere morale di ogni cittadino, e dunque di ogni istituzione della Repubblica, dare la propria solidarietà ed il proprio concreto contributo per la fattiva risoluzione di un problema che si è voluto ed è diventato un'emergenza, ma è un problema che dura da quindici anni ed è qualcosa di distinto e di diverso da altre calamità naturali che neppure sono paragonabili. Non ho ben compreso la disquisizione testé fatta da chi mi ha preceduto, ma rimanendo al tema, sarebbe da incoscienti non porci il problema nei termini in cui l'abbiamo visto in questi giorni nelle drammatiche immagini televisive che hanno rappresentato, in tutta la loro cruda realtà, il disagio quotidiano di donne e uomini, bambini, anziani, disabili; la loro legittima preoccupazione sugli effetti devastanti dal punto di vista igienico e sanitario. Quindi, non è in discussione, nessuno mette in discussione quel dovere di solidarietà che abbiamo richiamato e che la Presidenza della Giunta, attraverso una pagina a pagamento sui quotidiani locali, ha voluto ricordare ai sardi. Ma sappiamo tutti che appartengono alla tradizione del popolo sardo i valori cristiani della carità e della vicinanza solidale alle popolazioni in difficoltà, perfino fuori dai confini italiani, figuriamoci quindi se non si poteva e non si doveva avere attenzione per una Regione italiana, quale la Campania.
Ma è il modo in cui la decisione da lei assunta, signor Presidente, che non ci piace e che lascia aperti tanti dubbi e tanti interrogativi. Intanto, non sappiamo nulla su quanto da lei concordato con il Governo nazionale, tant'è che anche l'odierno dibattito si sviluppa quasi esclusivamente sulla base delle notizie che abbiamo appreso dalle agenzie di stampa. Mi pare che su un problema di questa natura, signor Presidente, lei non avesse sentito il dovere, l'obbligo direi, di fronte a questa Assemblea, di chiedere una convocazione urgente del Consiglio per riferire al Consiglio regionale, per informare il Consiglio regionale di eventuali intese, accordi raggiunti con il Governo Prodi. Quindi, non è in discussione quello che lei ha concordato con il Governo, il fatto che abbia lasciato fuori completamente da ogni informazione questo Consiglio regionale. Vede, mentre abbiamo notato una certa prudenza istituzionale da parte dei suoi colleghi di altre Regioni, ecco da parte sua c'è stata una incondizionata acquiescenza alla richiesta rivoltale dal Governo nazionale. Noi ci chiediamo: non sarebbe stato forse meglio - ma proprio per supportare la sua azione, per renderla ancora più forte, e certo ancora più fattibile sul piano operativo, quindi - fornire una preventiva informativa, come ho detto, al Consiglio regionale e coinvolgere il sistema delle autonomie locali, i cui territori avrebbero potuto essere interessati alle operazioni di smaltimento? Altrimenti, Presidente, siamo portati a pensare che esista un sistema dei doveri ai quali nessuno può e deve sottrarsi, ma per converso le chiedo e mi chiedo: dove si sono finiti i diritti e soprattutto dove sono finiti i diritti dei sardi. Innanzitutto il diritto, come ho già detto, ad essere correttamente informati, il diritto alla condivisione delle scelte che non possono vedere assenti i Sindaci e i Presidenti delle Province dei territori interessati. Ma se, come pare, nei programmi dell'Assessorato all'ambiente pare siano interessati oltre alla realtà della Provincia di Cagliari, anche qualche realtà del Medio Campidano, come quella di Villacidro, ecco io chiedo semplicemente: sono stati informati i Sindaci, sono stati informati il Presidente della Provincia di Cagliari, sono stati coinvolti nelle decisioni, nelle operazioni, sono stati cioè resi partecipi come è giusto che sia? Altrimenti è ancora fare un esercizio retorico dire che guardiamo con attenzione al sistema delle autonomie, le dobbiamo valorizzare, sono i protagonisti principali nel sistema, anche come riconosce la Costituzione, perché sono i più vicini ai cittadini, poi in concreto davvero releghiamo il loro ruolo, anzi in questo caso c'è un'assenza totale del loro ruolo e della loro funzione.
Vi sono questioni di merito che non possono essere relegate in secondo piano, non possono esserlo neppure sull'onda emozionale di quegli accadimenti, vili quanto ignobili, che si sono verificati davanti alla sua abitazione che noi Presidente, recisamente condanniamo e per i quali ancora le confermiamo la nostra totale e convinta solidarietà. Anzi, a questo proposito, se venissero confermate le dichiarazioni del questore Deiana sull'attività prezzolata di alcuni elementi infiltratisi nella folla manifestante, dando la stura a quei comportamenti che nulla hanno a che vedere con la libera manifestazione del dissenso, le responsabilità andranno non solo stigmatizzate, ma dovranno essere perseguite duramente; le questioni penali eventualmente apparterranno ad altre aule. Ma, tornando alla questione di merito, che signor Presidente, anche a prescindere dal fatto che esista una legge regionale sarda del 2001, condivisibile o no, che fu frutto di una forte iniziativa dell'allora centrosinistra che poneva dei divieti, dei paletti ben precisi al traffico dei rifiuti nella nostra Isola, vorremmo sapere, signor Presidente, se in quelle intese raggiunte con il Governo nazionale o con il Commissario, siano state preventivamente assunte tutte le notizie necessarie, utili per conoscere innanzitutto la natura del materiale di rifiuto che verrà trasportato, o che è stato già trasportato, nel nostro territorio, cioè se si abbia la sicurezza che gli stessi rifiuti non contengano elementi tossici e nocivi per la salute pubblica. Caro collega Marrocu, il problema che siamo di fronte ad una emergenza è scontato, ma c'è un problema, noi abbiamo visto dalle immagini televisive che ci sono discariche, che ci sono una quantità enorme di ecoballe sulla quale, e non sono io a dirlo, l'hanno detto giornalisti coraggiosi che hanno fatto denunce, attività investigative sul traffico, sulle mani che la camorra ha messo. Ma siamo certi che tutto sia assolutamente nei parametri, nelle norme di legge? Che non ci sia ben altro? O dobbiamo ancora una volta metterci la benda agli occhi e far finta che tutto vada bene "madama la marchesa". E cioè, si ha certezza, signor Presidente, che lo smaltimento di questi rifiuti, quindi a prescindere dalla loro natura, ma io non prescindo, anzi, è un aspetto serio sul quale dunque bisognava meditare e bisogna indagare, siamo certi che le strutture presenti in Sardegna siano sufficienti ed adeguate? Vede, questa domanda io la pongo perché oggi ne danno notizia i quotidiani sardi, ma ho avuto anche il testo di una nota che il CASIC, in data 16 gennaio 2008, indirizza all'Assessorato dell'ambiente, e dove leggo testualmente: "Il Consorzio conferma che l'impianto di termovalorizzazione di proprietà di questo stesso Consorzio, non è in condizioni tecniche e giuridiche di ricevere le preannunciate 800 tonnellate di rifiuto pretrattato" cioè le cosiddette "ecoballe". E allora, se non è in condizioni il CASIC, sicuramente, penso che l'Assessore dell'ambiente avrà individuato altri Siti, hanno o no, i sardi, il diritto di sapere quali sono i Siti se non è sufficiente il CASIC? Li porteranno ad Olbia? Li porteranno a Villacidro? Li porteranno nel sassarese? Li porteranno in Ogliastra? Abbiamo il diritto o no di sapere cosa c'è nella programmazione dell'Assessorato dell'ambiente? Perché vede, non vorrei, ma è quasi una mia percezione, che quello slancio di gratuita, e lo dico senza ironia, accondiscendenza alle richieste del Governo nazionale, e sono certo anche della buona fede del presidente Soru che ha combattuto le servitù militari, e che non è certamente nei suoi pensieri quello di istituire una sorta di servitù di pattumiera nella nostra Isola, però, dicevo, o quasi la percezione che quello slancio di generosità possa trasformarsi in una probabile incapacità di adempiere con esposizione della Sardegna ad una brutta figura nazionale. E allora, signor Presidente, per parte nostra la invitiamo ad una maggiore prudenza, e soprattutto, ad un maggior coinvolgimento del sistema delle autonomie locali che, come hanno già dimostrato in una provincia come quella di Nuoro, non sarà assolutamente facile né tollerabile che su materie sensibili come quella di cui oggi dibattiamo, possano essere calate decisioni dall'alto. E un'ultima annotazione mi si consenta, riferita alla situazione propriamente della Campania, perché quella sui rifiuti ormai non è più una notizia neppure per la Campania; i camorristi potranno stare ancora tranquilli e continuare ad operare indisturbati a fare affari sporchi come da 15 anni a questa parte, tanto si grida allo scandalo, si indaga, ma nelle patrie galere, ironia della sorte, vanno a finire persone che certamente hanno sempre combattuto contro questo tipo di malaffare. Ecco, la Magistratura campana, in questi giorni, ha ben altro di cui occuparsi.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pittalis. Iniziamo la discussione, il primo iscritto a parlare è l'onorevole Sanjust.
Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi a parlare non oltre la conclusione del primo intervento.
E' iscritto a parlare il consigliere Sanjust. Ne ha facoltà.
SANJUST (F.I.). Grazie Presidente, care colleghe e colleghi, inizio il mio intervento riaffermando come noi di Forza Italia condanniamo ogni tipo di violenza, ogni atto teppistico che ha il solo obiettivo di fomentare una guerriglia urbana al mero scopo di creare uno scontro frontale con le forze dell'ordine. Condanniamo pertanto la violenza di venerdì notte a Cagliari nella piazza antistante la basilica di Bonaria, come condanniamo ogni forma di guerriglia urbana attorno agli stadi, o provocata da facinorosi disobbedienti dei centri sociali, dei blak blok, che puntualmente si presentano ad ogni riunione del G8 a distruggere, o a quei gruppi di pseudo pacifisti che nelle piazze urlano con violenza: "Uno, dieci, cento, mille Nassiriya". Condanniamo la violenza verbale di un gruppuscolo di facinorosi universitari, fuoricorso da una vita, che hanno impedito la presenza del Papa all'università "La Sapienza" di Roma, e anche per loro, come per gli altri, verrebbe da chiedersi da chi vengono pagati; chi ha interesse a prezzolare queste persone che girano il mondo alla ricerca di occasioni per fomentare il caos e la guerriglia. Ma la violenza di pochi rispetto alla stragrande maggioranza delle persone pacifiche, come è accaduto venerdì notte a Bonaria, non può mettere in ridicolo e screditare una manifestazione nata spontaneamente e che si stava svolgendo pacificamente…
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Scusi onorevole Sanjust, abbiamo qualche difficoltà con il sistema di prenotazione elettronica, poi, quando l'onorevole Sanjust conclude il suo intervento lo spieghiamo e nel frattempo prego i colleghi di stare…
LIORI (A.N.). Funzionate come a Napoli, questa è la verità!
PRESIDENTE Onorevole Liori, recuperiamo la calma. Chiedo scusa…
(Interruzioni dell'onorevole Liori)
Onorevole Liori, glielo spiegheremo se lei non alza le voci e ci consente di spiegare come funziona, peraltro come ha sempre funzionato.
LIORI (A.N.). C'è gente che lo sapeva come funziona, noi non lo sapevamo.
PRESIDENTE. Onorevole Liori, badi che non ci inventiamo le regole di volta in volta. Onorevole Sanjust, prego svolga il suo intervento, invito i colleghi a lasciare che l'onorevole (Liori)Sanjust possa parlare…
SANJUST (F.I.). Mi dispiace che nel frattempo il Presidente, che oggi ci ha degnato della sua presenza, si sia allontanato; mi auguro che non si sia allontanato perché a parlare è la minoranza. Però, Presidente, io inizio il mio intervento, dopo che la Presidenza ha chiarito il problema.
LA SPISA (F.I.). Presidente, perché non sospende due minuti?
PRESIDENTE. Scusate, abbiate pazienza, dovete parlare, quando finisce l'onorevole Sanjust. Chi si deve scrivere, sollevi la mano stando a posto. Così noi registriamo le iscrizioni, e risolviamo questo banale problema. Se qualche segretario di quelli che numerosi devono assistere in Aula si accomoda qui e ci dà una mano per segnare le iscrizioni ci fa una cortesia. Penso che dovremmo assumere una decisione per licenziare i segretari.
LA SPISA (F.I.). Presidente, forse è meglio sospendere un minuto. Presidente.
PRESIDENTE. Colleghi quest'operazione si può fare stando seduti al proprio posto, consentendo che l'onorevole Sanjust faccia il suo intervento con assoluta calma.
LA SPISA (F.I.). Presidente, forse è meglio sospendere un minuto, anche per la questione sollevata dal collega della mancata presenza del Presidente. Solo un minuto.
PRESIDENTE. Della mancata?
LA SPISA (F.I.). Mancata presenza del Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, il Presidente se si deve spostare tre minuti non è che sospendiamo l'Aula, abbiate pazienza, insomma c'è mezza Giunta che ascolta, abbiamo le registrazioni non facciamo, insomma, abbiamo un lungo dibattito per l'intera giornata. Onorevole Sanjust, prego. Grazie, e le chiedo scusa per l'interruzione.
SANJUST (F.I.). Prego.
PRESIDENTE. Chi si deve iscrivere a parlare, lo faccia, un attimo di registrazione delle iscrizioni. Per settori, iniziamo dalla destra. Bene.
(I consiglieri alzano la mano per iscriversi a parlare, i consiglieri segretari Cappai e Corda annotano le stesse.)
PRESIDENTE. La parte centrale.
(I consiglieri alzano la mano per iscriversi a parlare, i consiglieri segretari Cappai e Corda annotano le stesse.)
PRESIDENTE. Va bene, la sinistra.
(I consiglieri alzano la mano per iscriversi a parlare, i consiglieri segretari Cappai e Corda annotano le stesse.)
PRESIDENTE. Va bene colleghi, onorevole Sanjust le do la parola per il suo intervento.
E' iscritto a parlare il consigliere Sanjust. Ne ha facoltà.
SANJUST (F.I.). La ringrazio, e io, nel timore che i colleghi possano aver perso il filo del discorso, ricomincio. Inizio il mio intervento riaffermando come noi di Forza Italia condanniamo ogni tipo di violenza, ogni atto teppistico che ha il solo obiettivo di fomentare una guerriglia urbana, al mero scopo di creare uno scontro frontale con le forze dell'ordine. Condanniamo pertanto la violenza di venerdì notte nella piazza antistante la Basilica di Bonaria, come condanniamo ogni forma di guerriglia urbana attorno agli stadi, o provocata da facinorosi disobbedienti dei centri sociali, dai Black block, che puntualmente si presentano ad ogni riunione del G8 a distruggere, o quei gruppi di pseudo pacifisti che nelle piazze urbano con violenza: "Uno, dieci, cento, mille Nassiriya". Condanniamo la violenza verbale di un gruppuscolo di facinorosi universitari, fuori corso da una vita, che hanno impedito la presenza del Papa all'Università "La Sapienza" di Roma. E anche per loro, come per gli altri, verrebbe da chiedersi da chi vengono pagati, chi ha interesse a prezzolare queste persone che girano il mondo alla ricerca di occasioni per fomentare il caos e la guerriglia. Ma la violenza di pochi, rispetto alla stragrande maggioranza delle persone pacifiche, come è accaduto venerdì notte nella Basilica di Bonaria, non può mettere in ridicolo e screditare una manifestazione nata spontaneamente, e che si stava svolgendo pacificamente, magari nella location sbagliata, perché credo che se le persone avessero scelto la piazza dei Centomila, sotto la scalinata di Bonaria, quale sede del raduno, così come accade spesso per manifestazioni sindacali, sicuramente non ci sarebbero state le reazioni scomposte a cui abbiamo assistito.
Ma ora bisogna riparlare di politica, e cercare di capire i motivi per cui il presidente Soru, in totale solitudine, ha preso la decisione di portare in Sardegna una buona parte dei rifiuti della Campania. Un'inezia per soddisfare l'emergenza, ma tanta per mettere in crisi il sistema regionale dello smaltimento dei rifiuti. Il primo motivo di questa solerzia è da individuare nella richiesta pressante fatta dal Presidente del Consiglio Romano Prodi, impegnato a coprire le malefatte dei Governi della Campania del centrosinistra, che dal 1995 ad oggi si è mangiata una somma pari a 2 miliardi di euro, per non far niente e lasciare l'immondizia nella strada, con un numero di spazzini, ventiquattro a uno rispetto alla Lombardia, pagati da dieci anni, scusatemi se lo dico, ma forse senza lavorare. Il secondo motivo riguarda il nostro Governatore, che sta attraversando un pressante momento di difficoltà, che ha avuto inizio dalle elezioni primarie di ottobre, quando ha perso il confronto per la Segreteria regionale del Partito Democratico. Poi ci sono le difficoltà scaturite da decisioni di giudici, quale ad esempio la Corte dei Conti, sul palese e reiterato falso in bilancio della Regione. Poi, la sconfessione del Governo regionale sull'esito, contestato fin dall'inizio, dell'appalto per l'assegnazione della pubblicità istituzionale, che ha escluso una società tanto cara a qualcuno. Con altri interventi dei giudici, si è dovuto annullare la convenzione con cinque alti dirigenti della Regione, scelti personalmente dal Presidente. Ma l'elenco sulle difficoltà del Governatore potrebbe continuare, se parliamo delle palesi contestazioni alla tassa contro lo sviluppo e il turismo, sulla cancellazione della formazione professionale in Sardegna, per poi, nella conferenza stampa di fine anno, annunciare, quasi come una nuova minaccia ai sardi, la sua ricandidatura alla Presidenza della Regione, nonostante all'inizio avesse dichiarato di voler fare solo un mandato. L'atteggiamento del Governatore, e le sue scelte in solitario imposte a tutta la sua maggioranza, hanno creato una frizione e una contrapposizione interna al centrosinistra tale che, con l'espediente dei rifiuti campani e la manifestazione di buonismo accondiscendente nei confronti di Prodi e del Partito Democratico nazionale e regionale, dovrebbe ricreargli intorno, forse, crede lui, quella solidarietà politica capace di concentrare su lui il consenso del centrosinistra che lentamente sta andando verso il baratro. Il Governatore ha parlato di solidarietà, ma non possiamo pensare che chi si oppone alle sue scelte debba passare come colui che non vuole essere solidale con il popolo campano. Non mettiamo di mezzo il principio di solidarietà, perché la Campania non ha subito né un terremoto né un'inondazione con vittime e dispersi. E sappiamo quanto i sardi siano solidali e si impegnino quando accadono queste calamità naturali. Ma non possiamo neanche accettare che il Presidente, senza coinvolgere alcuna istituzione, e parlo di Consiglio regionale, Amministrazioni provinciali e comunali, possa decidere in solitario sulla testa dei sardi. E non è l'emergenza rifiuti che produce le scelte in solitudine, perché il Governatore, su questo atteggiamento, è recidivo. E' accaduto, e sta accadendo tuttora, come tra il Presidente e l'Assessore all'ambiente si inseguano informazioni talmente discordanti fra di loro, tali da far sapere nulla di certo, né sulla quantità di rifiuti che si è deciso di voler accogliere, ma soprattutto su cosa stia realmente arrivando in Sardegna. I camion che sono sbarcati avrebbero viaggiato con una sola bolla cumulativa di accompagnamento, e non sarebbero stati accompagnati da alcun documento sanitario. La puzza che emanavano appena sbarcati dalla Italroro dava l'impressione che trasportassero cadaveri in putrefazione. Si trattava infatti di rifiuti non differenziati, che per mesi giacevano nelle strade della Campania alla mercé di ratti, animali e batteri di decomposizione, senza alcuna possibilità di capirne l'autentico contenuto. Questo è il vero problema, caro Assessore, visto che il Presidente non è presente, e cioè sapere che cosa stia realmente arrivando in Sardegna con i rifiuti della Campania. Viene da ridere nel pensare che uno dei progetti di rilancio dell'economia turistica della Sardegna pensato da questa Giunta si chiamasse "Sardegna fatti bella", e come sia stato preveggente lo spot utilizzato. Se vi ricordate, cari colleghi, aveva come location una casa, da dove si gettavano fuori dalle mura di cinta del giardino, cioè la Sardegna, dei rifiuti. Che previsione! Ora, con l'arrivo dei rifiuti, questo progetto dovrà necessariamente subire un'inversione, cambiare nome, o assumerne uno certamente più consono alla vicenda che stiamo vivendo. Lo spot, però, cari colleghi, potrà continuare, a maggior ragione, ad essere mandato in onda. La reazione pacifica, ma determinata della gente, è il prodotto della scelta solitaria fatta senza coinvolgere le altre istituzioni. La gente noi tutti sappiamo che mercoledì 9 gennaio, a Palazzo Chigi, era fissata una prima riunione con tutti i Presidenti delle Regioni per le ore 15 del pomeriggio; e la gente sa che, per le ore 19, la prima nave di rifiuti era già stata caricata, e partiva da Napoli alla volta di Cagliari, con oltre 6 cento tonnellate da smaltire. E la gente, siccome non è stupida, come magari qualcuno, penso, vuole far credere, ha capito che il Governatore, fin dai giorni precedenti, aveva già concordato con Prodi la disponibilità ad accogliere rifiuti. Ma in Sardegna nessuno sapeva niente, anzi, dall'Esecutivo, si affrettavano a smentire l'arrivo del rifiuti, sostenendo che nessun carico sarebbe giunto in Sardegna. Ecco perché la manifestazione pacifica, al porto commerciale, di giovedì è significativa della reazione dei cittadini alla scelta del Presidente. Purtroppo, nella manifestazione spontanea di Bonaria, cui hanno partecipato innumerevoli persone, persone libere, si è distinto un gruppuscolo di teppisti, prezzolato idealmente, che, con la voglia di emulare gli scontri di Genova dell'estate 2001, ha rovinato, distrutto, discreditato una pacifica e legittima manifestazione. E, come ho detto all'inizio, noi non possiamo condannare questa atti di teppismo, controproducenti per l'immagine di chi si oppone all'arrivo del rifiuti, e fanno il gioco di chi invece vuole passare per missionario, per benefattore, vittima della violenza, dei prezzolati facinorosi. Ed è sintomatico come siano migliaia i fax e le mail che ancora giungono nelle nostre segreterie, di persone che protestano contro la scelta scellerata del Governatore. Questo è sintomatico di come si stia vivendo in Sardegna il problema dello smaltimento dei rifiuti della Campania.
L'emergenza di Napoli e dintorni è frutto dell'incapacità a governare che ha dimostrato la Campania con Bassolino, che non ha saputo o forse voluto gestire il problema, per non creare conflitti con i verdi di Pecoraro Scanio, il cui primo atto, vorrei ricordarvelo, da Ministro campano del Governo Prodi, è stato quello di bloccare la costruzione del termovalorizzatore di Acerra, autorizzato dal Ministro Matteoli nel 2004. Non è nemmeno possibile pensare che la Iervolino, che da oltre sei anni è sindaco di Napoli, preceduta da dieci anni di Bassolino, non abbia mosso un dito, se non per scrivere inutili lettere al Governo Prodi, per cominciare a fronteggiare l'emergenza già da qualche anno prima, senza attendere l'estate del 2007 quando la spazzatura in strada superava il...
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Sanjust.
SANJUST (F.I.). La Sardegna deve essere solidale con il popolo campano ma non possiamo pensare di accogliere noi i rifiuti che proprio i campani non sono disposti ad accogliere nemmeno in parte. Non è pensabile dichiarare ingenerosi i sardi e beatificare l'inerzia politica degli amministratori campani, da Bassolino, alla Iervolino, a Pecoraro Scanio.
Qual è il prezzo di tutto questo? Non credo che la Sardegna possa avere vantaggi di tipo economico, se si pensa che la Regione Campania da oltre dieci anni è insolvente con Regioni quali Emilia-Romagna, Umbria e Toscana per lo smaltimento dei rifiuti per tutti quegli anni. Eppure soldi, i Governi che si sono succeduti, alla Campania ne hanno dato tantissimi, ma si sono persi nei rivoli delle convenzioni e dei commissariamenti inerti.
Mi fermo qua, capisco che non ci sia più tempo. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sanjust.
Abbiamo iscritti a parlare 53 colleghi, naturalmente se qualcuno pensa di rinunciare ce lo fa sapere, altrimenti io propongo di contenere gli interventi nei cinque minuti e dieci minuti per i Capigruppo, per gli undici Capigruppo che alla fine interverranno.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Sull'ordine dei lavori, direi che la proposta, molto cortese, e cortesemente però considerata inaccettabile da noi.
PRESIDENTE. Insomma, 53 interventi sono tanti, onorevole La Spisa, si capisce l'esigenza di dire...
CAPELLI (U.D.C.). Si cancellino i laici e rimangano i cattolici!
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Capelli, del sostegno convinto alla proposta.
Dieci minuti a testa, chi non è in aula quando viene chiamato decade.
Ha domandato di parlare il consigliere Licheri. Ne ha facoltà.
LICHERI (R.C.). Grazie signor Presidente. Onorevoli colleghi, certo che, volgendo lo sguardo sui banchi del Consiglio, si capisce che il tema dell'emergenza e dei rifiuti è sentito sinceramente da quest'Aula.
Prima di entrare nel merito del contenuto delle mozioni - che io non ho sottoscritto, neanche quella della maggioranza - vorrei esprimere la mia solidarietà e quella di tutti i commissari della quinta Commissione consiliare al Presidente della Giunta regionale Renato Soru, vittima di un attacco personale senza precedenti. Episodi come questi verificatisi a Cagliari sono preoccupanti e devono farci riflettere seriamente: si può dissentire ma il dissenso non deve mai scadere nella violenza. Altresì è doveroso, da parte di questa Assemblea, esprimere solidarietà al popolo campano che vive una condizione di disagio che non ci può lasciare indifferenti.
Il popolo sardo, l'ho ripetuto anche ieri in Commissione, è sempre stato espressione di una grande cultura di solidarietà, di ospitalità, di accoglienza, ma questo aspetto non deve offuscare il nostro giudizio sulle responsabilità della classe politica campana che in questo decennio ha dimostrato inefficienza, pressappochismo nell'affrontare il tema dei rifiuti. Possiamo noi tacere su questo? Credo di no. E' vietato dire che, mentre Bassolino e la Iervolino chiedono solidarietà allo Stato e al resto del Paese, devono allo stesso modo presentare le dimissioni per manifesta incapacità? Possiamo dirlo o è vietato in quest'Aula? E' legittimo chiedersi se, per risolvere il problema dei rifiuti, sia opportuno avviare un piano nazionale dei rifiuti o militarizzare la Campania? Si può dire? Si può dire ad alta voce, almeno per noi della sinistra, che De Gennaro non è la soluzione in Campania? Possiamo dirlo o è vietato? De Gennaro, al quale sono stati ampliati i poteri, infatti gestirà da oggi l'emergenza dei rifiuti tenendo rapporti con lo Stato, con i Ministeri della difesa, dell'ambiente, della salute e con il Viminale. Devo ricordare io ai colleghi del centrosinistra che stiamo parlando della stessa persona per la quale abbiamo chiesto di procedere penalmente per i gravi fatti di Genova? Possiamo dirlo, per non cadere continuamente in contraddizione? Perché c'è una contraddizione palese dentro il centrosinistra su questo tema: non è che a Genova avevamo di fronte un mostro e a Napoli San Gennaro in persona. Questa è la contraddizione, la sinistra deve dire qualcosa, lo deve dire in Parlamento ma deve iniziare a dirlo anche qui, in questo Consiglio regionale, e magari anche nella risoluzione che voteremo alla conclusione di questo dibattito. Su tutto questo non abbiamo speso una parola.
Allo stesso modo la solidarietà che noi tutti esprimiamo ai cittadini campani non autorizza, se pur nei suoi poteri, il Presidente o chi per esso a prendere decisioni di questa dimensione senza coinvolgere l'Assemblea dei sardi. Su questo tema non esistono deleghe in bianco, sarebbe stato necessario aprire in tempi brevissimi un confronto con il Consiglio delle autonomie locali, per esempio, con le Province, con i Capigruppo regionali di maggioranza e opposizione, con il sottoscritto che presiede la Commissione competente. Per trovare una soluzione condivisa che magari avrebbe portato allo stesso risultato, e cioè i rifiuti in Sardegna, ma con una certezza maggiore sui tempi, sui modi, sulla quantità e sulla qualità dei rifiuti da smaltire.
Mi soffermo sulla qualità: le ecoballe vanno bene, perché sono ripulite, cioè ecologiche, differenziate? Lo chiedo a voi della Giunta che avete studiato un po' più di noi il problema. Siamo certi di questo, l'Assessore è certo? Io penso che occorra attenzione, per il semplice fatto che mi devono spiegare come hanno separato e confezionato le ecoballe se a Napoli e in Campania non è stata mai avviata la raccolta differenziata; e proprio in questi giorni alcuni cittadini campani, membri di comitati antirifiuti, hanno aperto le famose ecoballe e si sono resi conto che si tratta di rifiuti esclusivamente compattati, pericolosissimi. Questo è un elemento su cui noi dobbiamo riflettere; poi il Capogruppo dei D.S., me ne dispiace, dice che questi sono sciocchi distinguo, ma se fare ciò che distinguo significa non piegare la testa per me è preferibile essere sciocco in quest'Aula.
In ultima analisi, io non vorrei che le discussioni di questi giorni siano il preludio per riproporre la termovalorizzazione in Sardegna. Io sono contrario, non serve, noi dobbiamo sperimentare forme di smaltimento ecocompatibili, avviando un confronto con diverse esperienze presenti nel mondo, presenti in alcune realtà europee; penso alla lavorazione a secco, quella che viene fatta a San Francisco, a Sydney, in Giappone. E invece di stare seduti qui, magari iniziare ad aprire un confronto, a girare, a confrontarsi con le altre realtà. Dobbiamo avere rispetto delle popolazioni che si sono già espresse nel merito e che sono scese in piazza contro questa idea. Dobbiamo rafforzare la raccolta differenziata, il riutilizzo, il riciclo, la trasformazione dei materiali.
La mozione presentata dalla mia coalizione, dal centrosinistra, non contiene questi elementi, non entra nel merito, e io spero che in un documento finale, unitario, del Consiglio regionale, siano comprese almeno alcune di queste riflessioni, in caso contrario il mio voto sarà un voto di astensione convinta.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Licheri.
Su che cosa intende parlare, onorevole Artizzu?
Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). La parola, grazie, signor Presidente, per ricordarle che in Conferenza dei Capigruppo le è stata chiesta, e lei mi pare che abbia fornito una assicurazione sulla presenza in aula del Presidente della Regione per la discussione delle mozioni, vedo che da circa mezzora il Presidente è assente, quindi le chiedo di rispettare nei confronti del Consiglio, la parola data ai Capigruppo e anche nei confronti del prestigio dell'Istituzione l'impegno che lei ha preso affinché il Presidente partecipi come è giusto, doveroso, ed ineludibile che sia, ai lavori del Consiglio regionale.
PRERSIDENTE. Confermo le cose che ci siamo detti, il Presidente parteciperà ai lavori del Consiglio, si è dovuto allontanare perché aveva un altro impegno istituzionale, ma sta rientrando in aula.
Come ho detto, c'è una grande rappresentanza della Giunta quindi, insomma, ha ascoltato le relazioni alle mozioni, penso che siamo in condizioni di proseguire il dibattito. Comunque la ringrazio, le assicuro che sta rientrando e confermo l'impegno assunto in conferenza dei Capigruppo.
2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (163)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cerchi Oscar. Ne ha facoltà.
CHERCHI OSCAR (F.I.). Grazie Signor Presidente, colleghi, anche a me avrebbe fatto piacere parlare con il Presidente di fronte, apprezzo comunque le giustificazioni del nostro Presidente del Consiglio, credo che il dibattito e il confronto che oggi stanno animando l'Aula, francamente non possono che farci riflettere, fermiamoci un attimo a pensare a quanto sarebbe bello se si potesse portare il calendario indietro di una decina di giorni. Se il Consiglio regionale fosse trattato e considerato come merita e non fosse di fatto delegittimato da un Presidente autoritario e in questo caso addirittura assenteista, certo, sarebbe stato bello, bellissimo, si sarebbero potuti evitare tutti gli spiacevoli episodi che in questi ultimi giorni hanno riempito le pagine dei giornali. Ora, con il coinvolgimento dell'Assemblea, tutto avrebbe potuto prendere una piega decisamente diversa, ma così non è stato! Non è la prima volta che questo succede, anzi, in questi tre anni e mezzo di legislatura abbiamo avuto soltanto prove chiare e inequivocabili delle fughe solitarie del Presidente Soru che vuole accentrare in se tutti i poteri e si assume a volte anche responsabilità che non possono, che non sono, assolutamente le sue.
Ora, sulla questione dei rifiuti, si è toccato, presumo, veramente il fondo, anzi addirittura stiamo iniziando a scavare, se possiamo utilizzare quest'eufemismo, forse peggio di così non si poteva veramente fare. Ora, in nome della solidarietà verso la popolazione della Campania, si è addirittura arrogato il diritto di decidere, lui da solo, per tutti i sardi, per tutta la Sardegna, e ha fatto arrivare questi benedetti rifiuti senza dire o chiedere nulla, senza neanche informare il Consiglio regionale, io credo che sia un vero atto di generosità, però peccato che in questo modo abbia innanzitutto infranto una legge del 2001 che impedisce di accogliere e smaltire rifiuti che siano provenienti da altre regioni. Poi magari il Presidente ci spiegherà come ha fatto, o magari il suo Assessore all'ambiente.
In più, e credo che sia l'aspetto più importante, ha addirittura tradito la fiducia dei sardi, non ha tenuto minimamente in considerazione la volontà e le richieste del popolo sardo. Allora mi chiedo: dove sta la solidarietà verso questa gente? Verso quale gente? Verso i campani o verso i sardi? Ce lo chiediamo e non ci sembra rispettoso verso l'intelligenza dei sardi, oltretutto dopo l'intervento del Capogruppo dei D.S., l'onorevole Marrocu, e che mi lascia ancora più perplesso, dicevo l'intelligenza dei sardi, sciolinare la Costituzione addirittura far finta di nulla su tutto il resto. Forse il Presidente dimentica, spero che qualcuno glielo riferisca, dimentica la situazione che si è in Sardegna in fatto di rifiuti, probabilmente l'Assessore che è qui presente che non ascolta, ma non fa nulla, probabilmente la essere l'Assessore stesso ci spiegherà, magari in un altro momento, qual è la reale situazione d ei rifiuti. Noi sappiamo benissimo che nell'oristanese non daranno…
MORITTU, Assessore tecnico della difesa e dell'ambiente. Ho le orecchie attente e non si preoccupi!
…meglio così… non daranno. l'ok per ampliare…però, Assessore, non si offenda… però non c'è il Presidente, lei non ascolta, io ho capito a chi stiamo parlando! L'Aula è praticamente vuota, non credo che sia un'offesa un richiamo all'Assessore in questa circostanza…
MORITTU, Assessore tecnico della difesa e dell'ambiente. Chi le dice che non sto ascoltando?
CHERCHI OSCAR (F.I.). Ah, va bene, va bene, allora le chiedo scusa pubblicamente davanti a quest'Aula se lei ritiene di aver ascoltato, bene, le chiedo scusa, pubblicamente, come però lei dovrà chiedere scusa ai sardi nel momento in cui le risposte comunque non arrivano. Volevo arrivare a questo, a spiegare questo, nella discarica di …….. come è stato richiesto da moltissimi sindaci, attraverso una firma, il suo ampliamento, e lì ancora orecchie da mercante, e sordo, da parte del nostro Assessore. Allora noi vogliamo sapere, e queste credo che siano le risposte che dovrà dare oggi a quest'Aula, chi accoglierà i rifiuti dell'oristanese? Si cercherà allora di andare incontro ai comuni per il trasporto di rifiuti o saranno previsti eventuali sgravi sulle tariffe della nettezza urbana? Io sto sollevando questo problema perché chiaramente fa parte di un argomento generale che all'interno dell'arrivo dei rifiuti in Sardegna non potranno pensarci soltanto i comuni, e allora, visto che il Presidente sta dando una così grande prova di generosità verso il territorio di Napoli ci aspettiamo tutti che un'altrettanta solidarietà e disponibilità sia mostrata verso, addirittura, i comuni della nostra Isola. Eppure, mi assalgono i dubbi, finora questo Governo non ha dimostrato un grande amore per la propria terra, con tutti quei provvedimenti di riforma che stanno mettendo in ginocchio l'Isola, addirittura in certe circostanze ammettere e affermare che l'idea della Regione è quella di portare al 70 percento della differenziata, quindi il conferimento di differenziata, io credo che sia un'affermazione assurda, di incompetenti, di persone che non sanno neanche cosa siano i rifiuti in Sardegna.
Pensiamo soltanto, puoi in più, a quello che è il PPR, a quelli che sono i salvacoste, da sempre, il nostro Presidente, si proclama un grande ambientalista, poi, con il suo via libera, dà addirittura la possibilità di far arrivare i rifiuti dalla Campania. Io credo che vada ribadita la condanna più totale verso la violenza ottusa e cieca in cui purtroppo siamo stati costretti ad assistere. A quegli atti ingiustificabili e assolutamente vili ed indegni per un popolo democratico. Non si può quindi non fermarsi a riflettere e a farsi un piccolissimo, un minimo di esame di coscienza. Io credo così, che il Presidente, tutta la sua Giunta, devono riflettere, e trovare un minimo di accordo per proseguire e per assumersi tutte quelle che sono le responsabilità in questa vicenda e che purtroppo non sembra ancora essersi conclusa. Non sappiamo se arriveranno altre navi, i giornali di oggi ci dicono che ne stanno arrivando altre, ora però, non credo che sia questo l'elemento fondamentale e l'aspetto più importante. Io credo che sia venuto per il Presidente il momento di riferire su quelli che sono gli accordi reali presi a Roma, che ci spieghi che cosa accadrà, che tipo di rifiuti continueranno ad arrivare, che cosa realmente è arrivato, e soprattutto vorremmo conoscere anche l'esito delle prime analisi effettuate sui rifiuti già arrivati. L'onorevole Diana ha già dato delle sue risposte, noi però lo chiediamo direttamente al Presidente e alla sua Giunta.
Quindi credo che non possiamo continuare a giocare alla roulette russa, credo che il confronto con la popolazione, ma soprattutto con l'Aula consiliare sia, diciamo così, il momento massimo di dimostrare che esiste veramente e che si è veramente in una gestione democratica, io credo che sia necessario comunque cambiare la politica ambientale. Serve un approccio differente e soprattutto decisioni condivise. Io vorrei dire anche qualcosa sul termovalorizzatore di Ottana, che forse avrebbe potuto risolvere gran parte dei problemi, non lo so, c'è stato però il veto della popolazione locale. Credo che perciò sia necessario decidere definitivamente, è stata fatta una gara d'appalto, addirittura è stata vinta ed aggiudicata, non sappiamo più niente, credo sia arrivato anche in questo caso il momento di dare delle risposte ai sardi, alla Sardegna, ma soprattutto anche a questo Consiglio regionale. Allora, la domanda finale è: che cosa si farà? Credo che i fatti di questi giorni siano l'ennesima prova del vostro fallimento, io credo che la mozione di sfiducia del Centrodestra vuole e può essere interpretata meglio come una provocazione, una "estremizzazione" chiaramente del gioco delle parti politiche ma in realtà è la conseguenza più naturale della gravissima situazione che voi avete creato in Sardegna. Non è necessaria la sfiducia dell'opposizione, la sfiducia non vi arrivava chiaramente da questo Consiglio regionale ma vi arriva direttamente dalla piazza, è la gente che non crede in voi e che vi ha chiesto a chiare lettere di andare a casa. Io credo che probabilmente anche il centrodestra ha una colpa in questo momento, quello forse di avere esagerato in un momento particolare dando la possibilità al presidente Soru probabilmente di uscirne forse visto dall'esterno, magari o visto da parte vostra anche vittorioso, certo che per chi è abile nella comunicazione sa che venir fuori per una giornata intera sui telegiornali di Sky e su tutte le reti nazionali sia una grande pubblicità, una buona pubblicità, anche perché poi alla fine si è sentita solo la voce del Presidente e non certamente quella dei sardi e di tutta la Sardegna.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Dedoni. Non è in Aula, decade.
E' iscritto a parlare il consigliere Silvio Cherchi. Non è in Aula, decade.
E' iscritto a parlare il consigliere Pileri. NNe ha facoltà.
PILERI (F.I.). Presidente, ma, innanzitutto come hanno fatto i colleghi che mi hanno preceduto, ritengo doveroso esprimere solidarietà per gli atti vandalici che si sono verificati nei confronti del Presidente, del Presidente inteso come persona, ma anche come istituzione. Però questo non ovviamente mi sottrae dal fare delle valutazioni molto critiche sull'operato politico del Presidente e della Giunta. Il problema dei rifiuti campani merita una valutazione iniziale che esce dall'ambito regionale perché io credo che il problema principale, soprattutto per il Governo, è quello di mantenere il potere in una Regione chiave come la Campania governata da più di 10 anni dal centrosinistra, e che rischia di franare miseramente di fronte all'emergenza rifiuti. Prodi è preoccupato non tanto delle conseguenze sanitarie sulla popolazione campana, perché questo è un problema che va avanti da moltissimi anni, ma semplicemente perché tutto il mondo ci guarda e non vuole che l'Italia dia questa immagine negativa. Io ho provato a documentarmi leggendo alcuni quotidiani anche campani, e ad esempio "Il Mattino" del 12 gennaio del 2008 tratta alcune problematiche dove si dice, come spesso succede nel nostro Paese, la discussione sui rifiuti napoletani si svolge eludendo i termini concreti della questione e le vicende storiche che stanno provocando il disastro. E' necessario quindi ricostruire la catena degli errori e responsabilità che hanno portato alla attuale situazione, già dal 1994 ma poi con i commissariamenti nel '98, concluso con il commissariamento di Bassolino nel 2000, erano state appaltati i lavori per creare i termovalorizzatori e i CDR necessari per utilizzare il combustibile derivato dai rifiuti. In questi appalti vinse un'impresa molto importante che però propose il sistema meno avanzato. Da questi impianti della Campania esce un prodotto e un rifiuto che è chiamato "tal quale", cioè rifiuto triturato, impacchettato ma tale e quale a quello che è entrato che non può essere, non può essere trattato nel termovalorizzatore, e questo è uno dei motivi principali per cui il territorio campano è pieno di ecoballe che non potranno essere smaltite con sistemi moderni ma finiranno e finiscono in discarica. Un accumulo quindi di 6 milioni e mezzo di tonnellate di ecoballe per le quali non c'è certezza sulla qualità e nelle quali c'è la probabilità che siano contenuti dei rifiuti tossici industriali, illegali, impossibili da smaltire e bruciare. Leggendo, si sa e si può ricostruire, si possono ricostruire i fatti che sono stati oggetto di interessamento puntuale da parte della giustizia napoletana. In poche parole è stato stabilito che questi 6 milioni e mezzo di tonnellate di ecoballe non possono essere incenerite poiché fuori legge. La domanda a questo punto è: "Ma com'è possibile che nessuno in questi 15 anni si sia accorto che queste ecoballe erano fuori norma e che oggi arrivano in Sardegna?" Ha fatto bene il CASIC a rifiutare lo stoccaggio perché non potevano essere appunto incenerite. E questo è avvenuto semplicemente perché nessuno controllava, e lo stoccaggio delle ecoballe che in Campania rappresentava un enorme affare per chi investiva nella filiera del trasporto e della messa in discarica temporanea, costava più che trasferire agli inceneritori della Germania, quindi un grande traffico economico dietro questa storia delle ecoballe. Quindi io chiedo alla Giunta, all'Assessore, di valutare, di verificare attentamente queste problematiche. Le ecoballe, chiude "Il Mattino", dice, sono appunto una immensa discarica imballata e dunque, mentre la Giunta della Regione Sardegna, l'ha citato qualcuno, Assessore, in qualche modo deroga ad una propria legge, la numero 6 del 24 aprile 2001 che impedisce lo stoccaggio, lo smaltimento, il trattamento, il trasporto all'interno del territorio regionale di rifiuti provenienti da altre Regioni, mentre con una politica che è sicuramente una politica importante, accorta, per la raccolta differenziata, si impongono alle amministrazioni comunali sarde e si impone il raggiungimento di percentuali di raccolta differenziata con premialità, ma anche con penalità e sanzioni consistenti, Assessore, chiedo la sua attenzione su questo punto che mi pare importante... dicevo quindi, mentre la Regione giustamente punta e lavora molto per far raggiungere ai sardi percentuali di raccolta differenziata, applicando, come ho detto anche delle sanzioni importanti ai comuni che gravano quindi poi sui cittadini qualora non vengano raggiunte le percentuali di raccolta differenziata, dall'altra parte si fa scaricare sul proprio territorio spazzatura che per 14 anni la Regione Campania non è riuscita per gravi responsabilità politiche a gestire. Ecco, quindi su questo argomento ci vuole molta attenzione che va ben al di là della solidarietà. Si è detto, per tornare al campo nazionale, che c'è un'emergenza, però c'è anche un'immagine distorta della verità perché si dice che il problema della spazzatura napoletana è una questione di ordine pubblico da risolvere con la polizia e in qualche caso con i manganelli, qualche volta anche su persone che manifestano pacificamente, e questo è da condannare, non è ammissibile che le forze istituzionali debbano in qualche modo colpire i cittadini che manifestano in maniera civile, mentre sono da condannare quelli che fanno atti vandalici nelle case dei Presidenti. In realtà, invece, tale strategia, dove si dice che è una questione di ordine pubblico e di emergenza, ha come primo obiettivo urgente quello di far sparire l'immagine della spazzatura dai teleschermi, sulla quale rischia di cadere il Governo e la sua credibilità in Europa. Tant'è vero che, come ho detto prima, in Campania si dice che il problema dei rifiuti è diventato forse irrisolvibile per la loro abnorme quantità e per la loro micidiale qualità; dove spesso i rifiuti tossici vengono mescolati con i rifiuti normali. E quindi dico, Assessore, e mi rivolgo alla Giunta, visto che il Presidente è assente, fermo restando la solidarietà, io credo che prima della solidarietà, che è un atto che va verso non la politica napoletana, ma verso i cittadini napoletani, la Regione Sardegna debba prestare molta attenzione negli atti che compie, spesso anche con ordinanza, sentendo i cittadini, sentendo gli enti locali. Questo è un problema molto delicato e io credo che, in riferimento alle mozioni che sono state presentate, sia doveroso, possibilmente, trovare un unanime posizione, che possa sì esprime la solidarietà dei sardi, ma che possa anche garantire la salute degli stessi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (Progetto Sardegna). Grazie Presidente. Mi sembra di assistere, a volte, a ragionamenti abbastanza surreali, dopo quello che è accaduto nella nostra Regione, soprattutto nella nostra città. E soprattutto mi sembra di assistere a manifestazioni di generosità pelosa, che in questo momento probabilmente è opportuno tenere, ma che accomuna molto della nostra minoranza a quanto in Italia c'è di più vergognoso. Perché le posizioni che sono state assunte dalla nostra minoranza, probabilmente in Italia solo la lega è riuscita a tenerle. E questo negando, prima di tutto, perché questa è la tecnica, anche di molti mezzi di informazione della nostra Regione, negando quelli che sono i dati obiettivi dai quali unicamente si può partire per discutere in materia di rifiuti e di smaltimento dei rifiuti. Io credo che quanto il Presidente dei sardi, perché dai sardi è stato eletto, ha fatto in un momento di grande emergenza, quale era è qual è purtroppo la situazione della raccolta dei rifiuti nella regione Campania, sia motivo di orgoglio per tutta la nostra Regione. Orgoglio sia per la prontezza con la quale noi ci siamo resi disponibili a questa emergenza, ma orgoglio soprattutto perché questa prontezza è derivata dal fatto che noi avessimo in qualche modo, e devo dire in questi anni, cominciato a mettere a posto il problema dei rifiuti, che è stato sempre trascurato e abbandonato da chi adesso si fa paladino di questo problema. Ricordava l'onorevole Oscar Cherchi, che non ha a disposizione dei dati, io credo che qualunque consigliere regionale e qualunque cittadino possa avere tutti i dati che vuole per quanto riguarda la raccolta dei rifiuti nella nostra Regione ed avere i dati più aggiornati al 31/12/2006. Ma i dati più importanti sono quelli che riguardano il paragone fra, tre anni fa, 2004, in cui solo il 5,3 percento dei nostri rifiuti venivano differenziati, in confronto a quelli che sono i dati di oggi, con circa il 26 percento. E col materiale che andava a discarica nel 2004, quasi il 56 percento dei rifiuti che andava discarica, contro il 34 attuale del materiale. Io credo che da questi e con le capacità che hanno i nostri centri di raccolta, fino al 2012, di accogliere i rifiuti prodotti dalla nostra Regione, circa un milione e 861 mila metri cubi di rifiuti. Allora si è creata una polemica, ovviamente strumentale, che ha messo ovviamente in pessima luce la nostra Regione, per 432 tonnellate di rifiuti arrivati a Cagliari, il 30 percento dei quali rifiuti organici e 70 percento bruciati in sole sette ore di tempo. 400 tonnellate che è la quantità che produce la città di Cagliari in una settimana. E che peraltro è una delle poche città, insieme ad Oristano, che non fa la differenziata, e Olbia. Cioè tutte città, paradossalmente, grandi città, che sono le più grandi produttrici di rifiuti che non fanno la raccolta differenziata, e casualmente tutte amministrate da chi adesso, in questo Consiglio regionale, pretende di fare lezioni sullo smaltimento dei rifiuti. Però la solidarietà pelosa che io oggi vedo, anche per i fatti che sono successi venerdì notte, io credo che non debba passare sotto silenzio, perché io credo che quanto è successo venerdì davanti alla Basilica di Bonaria e alla casa del Presidente, io credo che col problema dei rifiuti non abbia nulla a che fare col problema dei rifiuti e col problema del loro smaltimento. Credo che, invece, quello fosse un problema di come difendere da noi la democrazia, come difendere le istituzioni, come difendere la nostra stessa costituzione da un modo di fare politica barbaro, incivile, e oltre il limite della delinquenza. Perché ce lo dobbiamo dire, adesso tutti si giustificano, noi siamo andati a fare una manifestazione pacifica, ma quando mai si è visto nella storia della nostra autonomia che manifestazioni pacifiche o violente si tenessero sotto la casa di un privato cittadino? Se così dovessimo ragionare io credo che la casa del sindaco Floris dovrebbe essere sommersa dai sacchetti di spazzatura, e mi auguro che questo non succeda mai. Abbiamo assistito in questi anni a migliaia di legittime manifestazioni di protesta, alcune anche molto dure che si sono svolte sotto il Consiglio regionale, sotto la sede della Presidenza, nei comuni. Ma io credo che si sia arrivati ad aggredire in questo modo l'abitazione privata di un rappresentante politico, per giunta, del massimo rappresentante del governo regionale, eletto come dicevo dai cittadini, e allora quando la politica scende a questi livelli, quando la politica scende a questi livelli, non i teppisti, ma la politica scende a questi livelli, allora si giustificano anche le sparatorie e le bombe di cui spesso sono oggetto i sindaci della nostra regione. E invece io voglio essere solidale con questi sindaci, anche con quelli che hanno subito attentati recentemente, anche con coloro che sono il più lontano possibile da me politicamente, ma con tutti gli altri amministratori che subiscono atti intimidatori, e con tutti coloro che spesso da noi rischiano la vita per adempiere al proprio dovere. Però, un simile imbarbarimento, una lotta politica che si trasforma in guerriglia urbana, mina alla base quelli che sono i principi di una civile convivenza, di solidarietà, di civiltà. E oggi tutti, piratescamente, cercano di tirarsi fuori dalle pesanti responsabilità che gravano come macigni sul loro modo di fare politica. Un quartiere della nostra città è stato messo a ferro e fuoco da manipoli di fascisti resuscitati, da manipoli di ultrà da stadio assoldati, come ha affermato il questore di Cagliari, e mescolati con la destra più impresentabile, però io non è con questi che me la voglio prendere, ma con i mandanti di questi disordini, sono i mandanti di questi disordini a doversi giustificare per la deviazione e per la devastazione che la città ha dovuto subire, e per il clima di preoccupazione se non di autentico terrore che in quelle ore la città ha vissuto. Tra i mandanti io vedo prima di tutto il Sindaco di Cagliari, il principale responsabile della…
(Interruzioni dai banchi del centrodestra)
ARTIZZU (A.N.). Presidente, queste sono calunnie e non lo deve consentire.
SANJUST (F.I.). Sei un servo e anche ignorante!
ARTIZZU (A.N.). Presidente, deve prendere la parola lei.
Frau non meriti di essere qua dentro!
SANJUST (F.I.). Fallo continuare!
(La seduta, sospesa alle ore 13 e 05, viene ripresa alle ore 13 e 20.)
PRESIDENTE. Colleghi, prendiamo posto per piacere?
Colleghi, siccome mentre l'onorevole Frau svolgeva il suo intervento, quella parte di intervento su cui poi è stata provocata di interruzione, ascoltavo un altro collega non ho avuto modo di sentire le parole che ha pronunciato e ha atteso la trascrizione del suo intervento, dalla parte del suo intervento svolto in quel momento, e giudico le affermazioni che l'onorevole ha fatto e di cui ovviamente assumere per intero la responsabilità se bene svolte in un contesto politico, ma il contesto politico non ci mette al riparo dall'attenzione che le dobbiamo usare nelle parole e dall'attenzione che deve essere rivolta e le persone soprattutto quelle che ricoprono incarichi istituzionali modo particolare in una vicenda nella quale la magistratura indaga su fatti poco chiari su cui si dice e si stanno anche dei mandanti o comunque si diceva che alcuni dei manifestanti fossero prezzolati da ignoti in questo momento. Io credo che le parole vadano misurate vadano pesate tanto più se pronunciate in una sede istituzionale come questa. Quindi, io credo che l'onorevole Frau abbia commesso un errore a individuare, immagino, responsabilità politica non mandanti di altro genere, in ogni caso penso che debba, sia a sindaco di Cagliari e al consiglio regionale della Sardegna,1 spiegazione e le scuse per il modo in cui queste parole sono state pronunciate. Poi, naturalmente,sta in capo a chi e destinatario di queste affermazioni decidere se usarle in altre sedi. Questa la sede politica e ovviamente le decisioni sono di tipo politico.
Onorevole Frau, prego.
SANJUST (F.I.). no, no… chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Sanjust, si accomodi.
SANJUST (F.I.). Mi deve cacciare, il Consiglio non riprende, mi cacci dall'Aula!
PRESIDENTE. Onorevole Sanjust, si accomodi. Colleghi… prendiamo posto per piacere?
(Interruzioni dai banchi del centrodestra)
SANJUST (F.I.). Lei sta usando due pesi e due misure io da qua non mi muovo. Mi stanno cacciando fuori e lui continua a parlare.
(Interruzioni dai banchi del centrodestra)
SANJUST (F.I.). Cacciatemi dall'Aula, io insisto!
PRESIDENTE. Se lei insiste la possiamo anche accompagnare fuori.
SANJUST (F.I.). Lei sta usando due pesi e due misure, come fa dall'inizio della legislatura.
PRESIDENTE. La smetta onorevole Sanjust, per cortesia. Lei sta dicendo cose non vere… lo accompagnate fuori? Per cortesia. I questori facciano quel che devono fare
SANJUST (F.I.). Lei non si deve permettere!
PRESIDENTE. Onorevole Sanjust, si accomodi altrimenti la faccio accomodare fuori, anche perché sta dicendo…
SANJUST (F.I.). Abbia il coraggio di farmi accomodare fuori!
ARTIZZU (A.N.). Va fuori lui! Chi deve andare fuori e chi ha dato del criminale a una persona per bene!
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Ma di cosa state parlando! Onorevole Artizzu! Smettetela di dire cose che non aiutano… per cortesia!
SANJUST (F.I.). Mi mandi fuori se ha coraggio!
PRESIDENTE. Non c'è bisogno di coraggio per mandarla fuori, basta semplicemente ciò che lei sta facendo. Quindi, o lei sta zitto o la faccio mandare fuori.
Va bene! Per cortesia, fate accomodare fuori l'onorevole Sanjust.
SANJUST (F.I.). Bravissimo!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (Progetto Sardegna). Presidente, grazie per avermi dato questa opportunità. Io non ho nessun motivo a chiedere le mie scuse ai colleghi che si sono sentiti offesi dalle mie affermazioni, non ho nessun problema a chiedere scusa al Sindaco di Cagliari che, ovviamente…
CAPELLI (U.D.C.). Ma quindi non chiede scusa?...
PRESIDENTE. Onorevole Frau, io le ho dato la parola perché lei chiedesse scusa…
FRAU (Progetto Sardegna). E cosa sto facendo…
PRESIDENTE. Se conferma…
FRAU (Progetto Sardegna). Sto chiedendo scusa! Sto chiedendo scusa ai colleghi dell'opposizione.
PRESIDENTE. Mi dia una mano… Va bene.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Colleghi, vogliamo… onorevole Frau, svolga il suo intervento come si deve.
FRAU (Progetto Sardegna). Allora, Presidente, non era mia intenzione, e chiedo scusa se ho usato… chiedo scusa all'Aula, chiedo scusa ai colleghi della minoranza e chiedo scusa al sindaco di Cagliari se ho usato questa espressione che certamente non aveva il significato che purtroppo gli è stato attribuito…
MORO (A.N.). Le parole hanno un significato!
FRAU (Progetto Sardegna). Le parole hanno certamente un significato e io chiedo scusa per la parola che ho usato…
(Interruzioni)
MARROCU (D.S.). Ma cosa deve fare? Ha sbagliato e sta chiedendo scusa!
PRESIDENTE. Va bene, grazie Onorevole Frau. La parola all'onorevole Contu… cosa dobbiamo fare colleghi?... si prosegue nel dibattito, non è che dobbiamo fare altro. Non è che dobbiamo prolungare l'incidente, dopodiché ognuno fa ciò che deve fare.
Onorevole La Spisa, di che cosa intende parlare?
LA SPISA (F.I.). Sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Presidente, noi su questa vicenda abbiamo vissuto in questi giorni ore difficili, nella nostra città e anche in altre parti della Sardegna si è vissuto una situazione difficile che ha rischiato anche di degenerare, in certi casi ha degenerato veramente. Ora, non è pensabile che in un dibattito fatto esattamente per riportare nella sede opportuna una discussione sul merito delle questioni, per assumerci tutti, responsabilmente, l'onere di fare politica e non altro, qualcuno, in questo caso l'onorevole Frau, che poi si scusa, ma dice parole che sono di una pesantezza incredibile, ciascuno di noi, qui, in qualche modo, è un rappresentante ufficiale, lei Presidente lo è innanzitutto. Lei ha sentito, come tutti noi, dichiarazioni che sono, da un certo punto di vista, delle notizie di reato che poi possono essere smentite, di cui si può chiedere scusa, ma in un clima in cui le dichiarazioni quando escono oltrepassano immediatamente la cerchia delle persone che ascoltano e arrivano immediatamente all'esterno, arrivano anche a chi poi può utilizzare queste parole e trasformarle in altri atti, non è pensabile che questa Aula si accontenti delle semplici scuse del consigliere Frau. Io non ho nulla di personale con il collega, ma questa Aula non può passare oltre, passare oltre queste parole così come se niente fosse accaduto, con un collega che protestando è stato allontanato dall'aula, mentre rimane al suo posto l'onorevole Frau. Io credo che questa questione non ci possa consentire in questi ultimi minuti dalla mattina di proseguire, e che la presidenza debba valutare, anche a termini di regolamento, quel che deve fare di fronte a pronunciamenti di questo tipo.
PRESIDENTE. Dunque, onorevole La Spisa, la Presidenza farà tutto quello che deve fare a termini regolamentari, e per quanto mi riguarda, stamattina la Presidenza ha fatto molto censurando immediatamente l'intervento dell'onorevole Frau e chiedendogli di pronunziarsi con le scuse verso il sindaco e verso questa Assemblea. Se poi altri provvedimenti devono essere assunti, questi, come lei sa, verranno valutati nell'Ufficio di Presidenza in applicazione del regolamento, non diversamente da come abbiamo fatto in altre situazioni. La discussione continua e ognuno si assuma la responsabilità delle cose che dice. Il collega è stato allontanato perché impediva la corretta discussione, non perché si esprimeva. Questo non è consentito a nessuno, neanche al collega quand'anche avesse ragione, come in questo caso aveva ragione. La discussione deve proseguire proprio perché il clima qui dentro dev'essere quello di un confronto politico che anche nell'asprezza delle posizioni tuttavia non trascenda. Se trascende e assume valenza, in altre sedi, ovviamente, la Presidenza del Consiglio non può andare oltre ciò che ha fatto perché non si possono allontanare, come sapete, i consiglieri regionali o parlamentari per affermazioni svolte in quest'Aula nell'ambito dell'esercizio della loro funzione politica. Io le giudico gravissime, l'ho già detto, ma questo ci deve consentire di proseguire il dibattito possibilmente sulla linea di confronto civile su cui si stava svolgendo. Ed è per questo che chiedo all'onorevole Contu, nel suo intervento, di riportare la discussione nel merito delle mozioni e di consentirci, questo pomeriggio, di continuare la discussione che sarà, come sappiamo, molto lunga e molto articolata. Quindi lo chiedo all'onorevole Contu proprio perché appartiene al Gruppo del collega che è stato allontanato dall'aula ma, naturalmente niente di personale, ricordava male, non è stato censurato nessuno fino ad oggi da questa Presidenza e da questo Consiglio regionale. Va bene.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). A questo punto chiedo pochissimi minuti, cinque minuti di sospensione perché l'opposizione ha la necessità di valutare questa situazione.
PRESIDENTE. Propongo questo, se siete d'accordo propongo invece di fare una Conferenza dei Capigruppo così valutiamo, tutti insieme, maggioranza e opposizione, e a questo punto riprendiamo questa sera alle ore 16. Onorevole Dedoni, lei mi aveva chiesto la parola sull'ordine dei lavori. Le chiedo scusa.
Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). L'avevo chiesta perché per motivi naturali ero assente dall'aula e sono stato cancellato, ma avrei voluto dire che se fosse stato presente il presidente Soru, e se la conduzione fosse stata diversa, nel senso che avesse comunicato, il presidente Soru, all'Aula le cose che effettivamente poi sarebbero dovute essere in discussione in aula forse, forse avremo tolto questa sintonia maldestra che si è verificata fra alcune accuse da una parte all'altra. Ma probabilmente bisogna fare una richiesta specifica la magistratura perché faccia chiarezza piena, perché le dichiarazioni in libera uscita anche fatte da un funzionario dello Stato non possono lasciare l'onbra in nessun punto sarebbero dovute essere in discussione in Aula
PRESIDENTE. Grazie onorevole Dedoni. Stiamo sospendendo. Brevemente.
Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Sull'ordine dei lavori. Solo per chiedere, considerate le circostanze se sia possibile consentire al collega il rientro in Aula.
PRESIDENTE. Certo che è possibile, se il collega sta alle regole dell'Aula non c'è nessun problema.
La seduta è tolta alle ore 13 e 35.
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