Seduta n.194 del 16/01/2002 

CXCiV SEDUTA

(POMERIDIANA)

Mercoledì, 16 Gennaio 2002

Presidenza del Vicepresidente CARLONI

indi

del Vicepresidente SPISSU

indi

del Presidente SERRENTI

La seduta è aperta alle ore 16 e 59.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 21 dicembre 2001 (189), che è approvato.

Continuazione della discussione degli articoli del testo unificato delle proposte di legge Selis - Scano - Cugini - Spissu - Pusceddu - Balia - Sanna Giacomo - Cogodi: "Definizione transitoria delle procedure di incentivazione delle iniziative delle cooperative e società giovanili" (59/A); Rassu: "Interventi a favore dell'imprenditoria giovanile" (168/A); Fadda - Cugini - Balia - Dettori Bruno - Sanna Giacomo: "Interventi regionali per lo sviluppo dell'imprenditoria giovanile della Sardegna" (192/A) e del disegno di legge: "Imprenditoria giovanile: provvedimenti urgenti per favorire l'occupazione". (201/A)

PRESIDENTE. Riprendiamo l'esame dell'articolato del disegno di legge numero 201. Siamo arrivati all'articolo 4. Se ne dia lettura.

MANCA, Segretario:

Art. 4

Massimali di intervento

1. I termini di presentazione delle istanze e le misure di aiuto, avuto riguardo ai settori di intervento di cui all'articolo 1 e fatti salvi i vincoli comunitari di cui all'articolo 3 sono definiti dalle direttive di attuazione previste dall'articolo 10.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Intanto, signor Presidente, per tutti quelli, soprattutto di parte di maggioranza, che solo in certe ore del giorno sono affetti da sacro furore, di passare al voto, di andare avanti, di non perdere tempo, di guadagnare il minuto, dico che iniziamo la riunione con più di mezzora di ritardo, perché non c'era nessuno, o quasi, e che i lavori del Consiglio riprendono stentatamente ben sapendo che da qui a qualche mezzora, o ora, arriverà il solito Cesare, il ricorrente Corda e qualche altro a dire: "Bisogna fare in fretta, bisogna votare, i giovani aspettano!". Adesso non aspettano, adesso i giovani sono belli e tranquilli, gli imprenditori pure.

Intervengo sull'articolo 4, per dire una cosa un po' nuova: massimali di intervento. Massimali rispetto a che cosa ed intervento rispetto a chi? Si suppone, posto che stiamo discutendo la parte della legge che è relativa al nuovo regime degli aiuti all'imprenditorialità giovanile e consimili, si suppone massimali di intervento per i nuovi progetti e in favore dei nuovi soggetti che avanzeranno la domanda e il progetto. Ma di che massimali vi preoccupate e di quali destinatari ci si può occupare o preoccupare se non c'è una lira? Non c'è una lira! Io non so quale lingua nuova dobbiamo imparare per riuscire a comunicare con voi della maggioranza e della Giunta perché possiate comprendere una questione così elementare che un bambino appena in età di comprendonio subito capirebbe. Intendo riferirmi al fatto che non ha senso, non dico magnificare, ma neppure affermare di voler approvare una legge se questa legge è priva, totalmente, di copertura finanziaria.

Voi ricorrete ad alcuni arzigogolii, ma badate su questi arzigogolii dobbiamo tornare, perché noi non siamo qui per scherzare, l'Assemblea regionale sarda, l'assemblea legislativa non esiste per scherzare, nessuno ci ha dato questo mandato, ed una legge che sia priva di copertura di finanziaria è illegittima. E se la legge che è priva di copertura finanziaria è illegittima, è illegittima in ogni sua parte, anche in quella relativa alla sanatoria.

Voi state ricorrendo in continuità ad espedienti dialettici per tentare di dimostrare l'indimostrabile, però su questo punto dovrete tornare e, se sarete così ostinati da pensare che comunque approverete la legge così, sappiate già fin d'ora, che siete interamente responsabili del danno ulteriore che deriverà ai nuovi soggetti che avanzassero domanda alla Regione per avere il finanziamento di una nuova impresa, e anche ai soggetti di prima. Non basta essere testardi per avere ragione, voi siete testardi ed avete pienamente torto.

Noi stamani abbiamo presentato un emendamento con il quale, ex professo, quindi in modo intelligibile e chiaro, abbiamo ipotizzato un massimale in riferimento al finanziamento dei progetti di nuova impresa. Noi avevamo ipotizzato un miliardo, poteva essere un miliardo e mezzo, due miliardi, tre milioni, però in legge va ipotizzato un limite, se no in ipotesi si può approvare anche un solo progetto per un finanziamento di settanta miliardi ed escludere tutti gli altri; e voi avete detto: "No, perché un miliardo è poco, perché se si deve costruire un grattacielo non basta un miliardo". E vi abbiamo detto subito, l'ha detto immediatamente anche il collega Ortu: "Ma perché con questa legge volete costruire un grattacielo?".

Qui però tornate sui massimali, e dite che i massimali delle misure di aiuto verranno fissati con direttive di attuazione. In questo articolo c'è una illegittimità grande quanto quel palazzo che voi non riuscirete mai a costruire, quel grattacielo che non farete mai con questa legge. Perché qui c'è un eccesso di delega. Potete prevedere o non prevedere massimale, ma voi non potete dire in una legge che il massimale verrà stabilito con atto amministrativo, perché il massimale attiene alla destinazione delle risorse. Attiene alla utilizzazione possibile delle risorse, che la legge deve definire e definisce, da parte dei soggetti destinatari. E quindi è la legge che può fissare i massimali. Se non sono ristabiliti dalla legge, non ne esistono! E dire che li fisserà la Giunta con direttiva costituisce un eccesso di delega, una illegittimità plateale della legge, perché le direttive, già stamani si accennava, o sono le sole modalità esecutive della legge, ed allora rientrano nel potere di eseguire le leggi della Giunta nell'attuale sistema, oppure sono un atto normativo primario, ed allora sono di rango almeno regolamentare, almeno regolamentare, se non legislativo; ma fossero anche di rango secondario ma direttamente connesso alla normativa principale spetterebbero comunque al Consiglio che detiene il potere regolamentare. Non basta dire che tale norma verrà sottoposta al parere della Commissione. Non c'entra. La Commissione non può sostituire l'Assemblea, non detiene il potere ad essa conferito. Qui qualcuno perché è andato tre volte a Bruxelles, se c'è andato tre volte, ma c'è gente lesta che impara subito, e basta una volta, confonde la Commissione dell'Unione europea con le nostre commissioni, pensando che abbiano gli stessi poteri. Qualcuno aveva ipotizzato, addirittura, che la legge era da considerare già approvata dal Consiglio perché aveva ottenuto il parere della Commissione.

Non basta andare una volta a Bruxelles e parlare con la Commissione dell'Unione europea per confonderla con una Commissione consiliare. La nostra è una Commissione istruttoria, che non può approvazione in via definitiva le leggi, perché non c'è questo potere nel nostro Statuto e nel nostro Regolamento; sempre e comunque la norma legislativa deve essere approvata dal Consiglio regionale. Mentre la Commissione europea, in via tecnica, ha anche il potere di adottare atti che possono essere definitivi. E` un altro sistema, un altro regime. Non basta perciò il parere della Commissione consiliare per supplire alla mancata approvazione del Consiglio: questa norma di sicuro è illegittima e voi avete stamani respinto un emendamento nostro che era giusto; l'entità del massimale si poteva anche, se ritenevate, modificare. Adesso con questo articolo 4 volete demandare alla Giunta, con direttive, il potere di definire i massimali, potere che essa non ha, perché la destinazione delle risorse non può essere deferita ad atto amministrativo successivo della Giunta regionale. Poi torneremo sugli altri punti.

Questa legge, voi dite, è blindata, tenetevi la blindatura, ma anche i blindati saltano qualche volta. Il problema non è che sia blindata, il problema è che la legge sia corretta, ben fatta, giusta, e se c'è da definire ancora qualche aspetto, qualche dettaglio, per favore si definisca per la finalità che si vorrebbe perseguire

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 5.

MANCA, Segretario:

Art. 5

Spese ammissibili

1. Sono ammissibili le spese di investimento in capitale fisso sostenute in data successiva a quella di presentazione della domanda di ammissione alle agevolazioni, per la creazione di nuovi stabilimenti o l'avviamento di nuove attività.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Abbiamo capito dal fatto che non intervenite, che secondo voi basta non ascoltare le obiezioni che si sollevano o gli argomenti che si espongono, oppure ascoltare e far finta che non si è sentito, e tutto va liscio. Fate pure così; se ci fosse un briciolo di rispetto, forse servirebbe non solo a migliorare l'interlocuzione, ma anche a migliorare la legge, forse qualcosa si capirebbe meglio, e rispetto ad obiezioni che non sono certamente peregrine, sarebbe interessante almeno sentire come la Giunta e come la maggioranza ragionano e giustificano le norme che propongono.

Se voi ritenete che la consegna del silenzio valga a risolvere il problema che è in discussione, secondo me sbagliate. In questo articolo 5, sempre per i nuovi progetti, per la nuova, chiamiamola ancora così, legge 28, che avrà un diverso numero, voi parlate di spese ammissibili. Ma quali spese potrete ammettere mai, se non c'è finanziamento per questa legge? Non ce n'è. Voi dite: "Ma perché vuoi parlare, o volete parlare di questa questione nel corso dell'esame degli articoli di merito, quando questa questione è trattata dopo, all'articolo, mi pare, 14?". Ma perché quando arriveremo all'articolo 14, che mi pare è l'ultimo, voi avrete, come dire, ritenuto di avere già la lepre nel carniere, di avere la preda in saccoccia. Perché quello che a voi interessa non è approvare una buona legge, a voi interessa incamerare un risultato propagandistico, far finta che avete approvato una buona legge, una legge vera; l'importante è che i giornali, le televisioni, riportino le vostre dichiarazioni: approvata la nuova legge, sanato tutto il pregresso, grande soddisfazione dei comitati del 31 dicembre '99. Quello che succederà dopo a voi non interessa molto, tanto il giorno dopo inventerete un altro annuncio ad effetto, un'altra battuta propagandistica e così, di propaganda in propaganda, pensate di campare e di lucrare sull'attività politica.

Stamani sono state dette in quest'aula cose gravissime, e non dette da noi, mi pare da Mariella Pilo che ha affermato che assumiamo posizioni ideologiche. Ma quale ideologia? Ma chi sta parlando di ideologia, qui? Ma qualcuno ha scomodato un classico della dottrina politica, del pensiero politico? Stiamo parlando di danaro, che ideologia! Stiamo parlando di una legge che è priva di finanziamenti, ma quale ideologia? Sono state dette cose terribili da quelli di voi di maggioranza che hanno parlato. E' stato detto, per esempio, che il fondo di cui si parla dopo - noi insistiamo su questo punto perché per noi è il punto fondamentale - è un fondo previsto in modo indistinto, in modo equivoco. Qualcuno addirittura ha detto in modo furbo, e quel qualcuno è l'assessore Masala, che ha dato atto della furbizia, non dell'intelligenza, di chi ha trattato questa materia e sul piano politico, e sul piano tecnico, che pure merita un riconoscimento di serietà e di intelligenza, non l'insulto della furbizia. Però l'assessore dice: "E' stata trattata con furbizia questa partita con l'Unione Europea perché noi abbiamo parlato di un fondo indistinto, dove ci può rientrare in astratto sia il pregresso, sia il nuovo". Ma se in quel fondo, in quel recipiente, in quel contenitore che raccoglie 600 litri o 600 miliardi è contenuto tanto quanto equivale a quello che voi avete dichiarato, da due anni questa parte, essere l'entità del finanziamento sufficiente a soddisfare le richieste pregresse, lo può ottenere con quanta furbizia vuole quel fondo indistinto, ma se è vero che dovete soddisfare quelle pregresse, per le nuove richieste non rimane nulla. Oppure, se voi ritenete che da lì attingerete anche per le nuovo non è vero che volete soddisfare tutte quelle pregresse. Nell'un caso e nell'altro, siete bugiardi. Siete bugiardi, perché se tu metti 6, e dici che 6 è quello che devi dare a una categoria individuata, non puoi nello stesso tempo dire che da lì attingi per gli altri, perché dovresti frazionare il finanziamento e dividerlo tra le diverse categorie di destinatari. Oppure metti i giovani imprenditori, se giovani tutti sono, di prima a bisticciare con gli imprenditori di dopo? Riaprite un contenzioso a livello sociale fra quelli di prima e quelli di dopo? E prometterete voi a quelli di prima ed anche a quelli di dopo? E attivate un nuovo pregresso per il futuro? Scusate il bisticcio di parole. Pensate per il futuro di attivare sin d'ora un nuovo pregresso, cioè incamerate domande, non ci sono danari e poi fra sei mesi, fra un anno direte che occorrono altri 300 miliardi per soddisfare le richieste pregresse senza regole, senza criterio, senza trasparenza? Questo è il vostro modo di governare, noi lo abbiamo denunciato più volte. Voi avete una strategia precisa, voi, la destra del governo in carica, che è la strategia del disordine.

Prima pensavamo che la destra fosse costituita da gente d'ordine, magari ordine autoritario, ordine poliziesco, ordine militare persino, in certe epoche delle storia. No, voi siete tutti trasferiti nella dimensione della strategia del disordine, più disordine c'è nelle norme, più disordine c'è nell'amministrazione, meno bilanci presentate in termini, più spezzettate, anche per come pensate di fare il bilancio della Regione, quello preventivo, meno si capisce quanti danari ha la Regione, a chi andranno, quando andranno, come andranno! In tutto ciò alligna il clientelismo che voi avete messo in campo, il peggiore, e questa vicenda è un esempio formidabile, forsennato del clientelismo che avete alimentato in quei giorni di fine anno '99, ai quali torneremo qui e fuori di qui, perché qualcuno dovrà rispondere. Tutto quello che è buono in quelle domande dovrà essere salvato, ma quello che non è buono, quello che era un pezzo di carta, e quello che avete legittimato dopo, certamente non è da finanziare! Stamani qui si è detto addirittura che ci sono pratiche ancora in istruttoria, dopo due anni! Lo avete detto voi di maggioranza che ci sono pratiche ancora in istruttoria, ma non erano già definite quelle pratiche del pregresso? Non si era già tirato di conto? Perché dite che ci sono ancora pratiche in istruttoria, o ci sono numeri di protocollo in bianco lasciati a fine dicembre del '99? O ci sono società di progettazione vicine al mondo della politica, vicine al mondo delle banche, vicine al mondo degli uffici, che hanno potuto produrre questa mostruosità? Bisogna rispondere a queste domande, e se non rispondete oggi, e fate finta di non voler rispondere, questa non è una dimostrazione di forza o di avere ragione, è una dimostrazione di debolezza, di essere in torto.

Se avete, durante il pranzo, sorseggiando infine il caffè e l'ammazza caffè, pensato che le nostre ragioni, e ci costa esprimerle e ragionarci e argomentare, voi le ucciderete così stasera, in qualche ora, stando zitti, avete sbagliato! Non è che stando zitti avete più ragione che cercando di esporre argomenti e di rimediare agli errori che questa legge contiene, cercando di trovare una soluzione. Sono due giorni che diciamo: si trovi una soluzione, non è impossibile trovare una soluzione; in una Regione che ha un bilancio di dodicimila miliardi non è possibile ipotizzare un finanziamento per le richieste future? Qualche altro, anche dell'opposizione dice, per intanto si può ipotizzare uno stanziamento di 100, ma voi dite "zero, niente". Prepotentemente dite "niente", e questo non lo potete dire, meno che mai lo potete fare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Questo silenzio stimola gli interventi, nel senso che stimola la richiesta di comprendere il perché di questo atteggiamento, cioè della volontà manifestata di rifiutare a tutti i costi il confronto di merito sul provvedimento. Però affrontare il merito del provvedimento, quello che riguarda il futuro, quello che riguarda la prospettiva, quello che riguarda le aspettative di tanti giovani sardi, significa affrontare il tema centrale, quello di quando gli incentivi previsti dagli articoli che stiamo approvando potranno essere materialmente utilizzati. Questo è il problema. Si è già detto che allo stato attuale il provvedimento potrà entrare a regime nel 2005, cioè a cinque anni dalla sanatoria che verrà operata con l'articolo 12. Ma vi sembra possibile fare un provvedimento di legge atto a incentivare l'imprenditoria giovanile, un provvedimento che dovrebbe favorire l'occupazione, perché il titolo non l'abbiamo cambiato - e forse uno dei motivi per cui lo si voleva cambiare cassando le parole "per favorire l'occupazione" era probabilmente proprio quello di adeguarlo maggiormente alla filosofia che sta andando avanti e che si sta consolidando in questo Consiglio - senza copertura finanziaria? E' chiaro che non potrà esplicare i suoi effetti, pertanto è un provvedimento per l'imprenditoria, dà alcune risposte alle richieste presentate in passato, ma di sicuro non è coerente con l'obiettivo che la legge si propone di favorire l'occupazione per il presente e per il futuro.

Ecco perché insistiamo su questo aspetto su cui non ci è stata data ancora una risposta esauriente. Una risposta che tenga conto delle osservazioni che qua sono state sollevate, non soltanto da noi, ma di diversi colleghi del centrosinistra. Possibile che non si voglia tenere conto di questi aspetti e si pensi che, con questo atteggiamento improntato alla volontà di evitare la discussione, il confronto, la ricerca assieme a noi di una soluzione, tutto possa passare? Noi riteniamo di no.

Il Regolamento ci permette ancora di discutere e di affrontare queste questioni, fin quando il Regolamento ce lo permetterà, non ci stancheremo di ribadire le nostre posizioni e di cercare soprattutto di convincere voi che questa scelta è una scelta sbagliata. E` una scelta che va corretta e va corretta immediatamente. Non possiamo fermarci alle semplici dichiarazioni di volontà che nel futuro si potranno esplicare, perché la norma, così come è stata concepita, e lo stesso emendamento della Giunta alla norma finanziaria lo conferma, è chiaro che prevede l'assorbimento di tutti i fondi, sia quelli stanziati per il 2002 che quelli stanziati dal 2003 al 2004, per finanziare le richieste pregresse.

Per cui è chiaro che già si prevede un assorbimento di tutte le somme anche quelle stanziate per gli anni futuri. Emerge chiaramente la impossibilità di dare attuazione agli articoli che stiamo approvando, in questo caso l'articolo 5 che disciplina le spese ammissibili, ma che non potranno essere ammesse per mancanza di fondi. Per cui stiamo approvando tutta una serie di articoli di carattere virtuale, nel senso che virtualmente possano dare risposte, ma concretamente no.

Badate che noi viviamo non in un paese virtuale, ma in un paese concreto che vive i problemi giorno per giorno, e riteniamo che questa impostazione debba essere sostanzialmente cambiata. E` per questo che anche agli articoli successivi abbiamo presentato una serie di emendamenti modificativi, ma già i colleghi, alcuni colleghi, dicevano che non ne terranno conto. C'è il vincolo dell'Unione Europea, non si può modificare nulla, ci sono gli impegni assunti in Commissione, ma quali impegni? Noi abbiamo sempre detto che è giusto attenersi al vincolo che è stato stabilito insieme all'Unione Europea di rispettare i massimali, e pertanto approvare tutti i requisiti previsti per le nuove domande, comprese le spese ammissibili, che sono indicate nell'articolo 5, ma ancora più giusto è rispondere concretamente alle esigenze di quelli che potenzialmente potrebbero avanzare richieste che con i finanziamenti previsti non potranno essere accolte.

Vedete, se noi continueremo ad approvare gli articoli senza introdurre quelle modifiche già da tempo chieste, sicuramente si formerà un nuovo pregresso perché vi è un articolo che prevede che entro sei mesi la Giunta deve comunque emanare le direttive di attuazione di questa legge, e quindi attivare quegli strumenti che consentano ai giovani di presentare domande. E dato che molta pubblicità si è fatta, i giovani presenteranno le domande, però le domande giaceranno presso gli istituti di credito, presso la Regione, verranno anche istruite, però non potranno essere finanziate con la conseguenza che si creerà un nuovo pregresso, per cui ci sarà un nuovo grande problema da risolvere successivamente. Qualcuno mi dirà che questo non avverrà perché abbiamo lasciato la possibilità di attivare la legge a sportello o tramite bando.. Noi successivamente parleremo anche di questo, perché vogliamo che da subito si precisino le cose. Non è possibile che si faccia una legge che lascia tutti questi elementi imprecisati e pertanto la possibilità di applicarla sia solamente virtuale.

Già nel corso della discussione generale dicevo che questo Consiglio ha necessità di fare delle scelte, che spesso possono essere anche coraggiose, impopolari, per cui noi abbiamo articolato una proposta ipotizzando due soluzioni. Qualora ci sia la possibilità di recuperare altri fondi, come siamo convinti che sia possibile, si dia una risposta concreta da subito. La legge nasca viva e nasca con i fondi necessari per renderla operativa da oggi in poi, oltre che sanare il passato. Se invece i fondi non ci sono perché ritenete che non ci sia la possibilità di stanziarli, ditecelo subito e facciamo una scelta su come rimodulare le somme che abbiamo a disposizione.

Siamo di fronte, invece, ad un atteggiamento della Giunta che non si pronuncia né sull'una, né sull'altra proposta. Addirittura nella giornata odierna, mentre ieri se non sbaglio si affermava che in Commissione sono stati forniti tutti i dati utili per una approfondita analisi del testo che la stessa Commissione stava elaborando, oggi esce fuori che le domande presentate al 31.12.99 non sono ancora tutte istruite. Ma io mi chiedo se stiamo scherzando o giocando. Sono passati due anni dal 31.12.99 e ci venite a dire che ad oggi che le pratiche non sono ancora tutte istruite. Ma cosa vuol dire questo? Che forse gli stessi soggetti che aspettano, le cui richieste rientrano nel novero di quelle pregresse da sanare, una volta approvata questa legge dovranno aspettare un altro anno per attivare l'iniziativa? E che forse questa norma che stiamo approvando non darà nemmeno risposte a coloro che hanno presentato le domande entro il 31.12.99? In questo caso bisognerebbe fare una ulteriore riflessione negativa su quello che stiamo approvando.

PRESIDENTE. Ha domandato il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Noi abbiamo posto, penso anche con precisione, alcuni problemi sui quali a più riprese abbiamo chiesto una interlocuzione con la Giunta e con la maggioranza, rispetto a quella richiesta la risposta che registriamo è la situazione di fatto che si sta determinando in Aula. E' infatti in atto il tentativo di cancellare le nostre richieste, un tentativo di cancellare le nostre sollecitazioni, un tentativo di andare avanti tutto sommato facendo finta di niente.

Noi vi diciamo sin d'ora che non ci stiamo. E con le nostre forze, anche con quelle poche forze di cui disponiamo, in tutti i modi ci opporremo a questo tentativo. Ci opporremo a questo tentativo perché continuiamo a pensare che sia giusto e necessario fare una legge equa, una legge che sia utile per i sardi e per la Sardegna, che sia utile per i molti disoccupati che hanno sempre guardato a questo strumento, la legge 28, come a uno strumento da utilizzare, così abbiamo avuto modo di sottolineare stamani, per far fruttare l'unico patrimonio di cui dispongono, cioè l'idea, il progetto, che altrimenti non sarebbero stati in grado di attuare.

Rispetto a questa nostra richiesta l'Aula diventa sorda e grigia, su di essa è calata una sorta di pacificazione che non sappiamo bene quale finalità abbia, insomma, e che cosa nasconda. E noi sinceramente alle pacificazioni crediamo poco, crediamo invece all'esigenza di discutere, crediamo all'esigenza di fare chiarezza, e non solo, non siamo nemmeno disponibili ad accettare la tesi secondo cui chi chiede di discutere in qualche modo non vorrebbe approvare la legge. Il che non è. Perché stamattina il Consiglio ha perso tempo prezioso: la programmazione della ripresa dei lavori era prevista per le dieci, invece ha ripreso la sua attività con un'ora di ritardo; stasera la seduta doveva riprendere alle 16.30 invece è stata ripresa 17.00. Allora, chi non vuole approvare la legge, ma soprattutto chi non vuole discutere, è chi stamattina ha fatto perdere tempo prezioso a questo Consiglio a discapito della discussione, è chi lo ha fatto perdere stasera, magari per invocare, come accadrà fra poco, così come è stato fatto ieri ed è stato ribadito stamattina, l'esigenza di non perdere tempo, quindi di decidere e di votare a discapito - ripeto - di chi invece vuole chiarezza.

E poiché noi vogliamo chiarezza, torneremo su questi aspetti, sugli aspetti che abbiamo riproposto e non ci faremo condizionare dal clima che si vuole imporre all'Aula. Vogliamo discutere sul merito, vogliamo riproporre l'esigenza di introdurre alcune modifiche, quelle indispensabili, quelle che tra l'altro farebbero un minimo di giustizia. E, badate, avremmo potuto utilizzare anche altri strumenti, avremmo anche potuto chiedere il voto segreto, lo avremmo potuto chiedere, per esempio, nella votazione dell'articolo 4, quando era palese che la maggioranza non sarebbe stata in grado di raccattare un numero sufficiente di consiglieri presenti in Aula. E allora il problema, in qualche misura, è quello di riuscire a discutere anche di questioni concrete, questioni che sono state anche stamattina, nell'ambito della discussione, riconosciute utili per fare in modo che nella legge fossero introdotte delle norme che in qualche misura venissero incontro alle esigenze che pure qui sono state ribadite.

Quali sono queste esigenze? Si può parlare, come stiamo facendo nel corso della discussione dell'articolo 5, sulle spese ammissibili, o come faremo successivamente intervenendo sugli articoli 6 e 7, di modulare sia spese ammissibili, sia interventi successivi? Diviene perfino ridicolo discutere queste norme dal momento che tutti sappiamo che non ci saranno spese ammissibili per il biennio successivo come è indicato in legge, perché non ci sono le risorse disponibili. Perché non ci sono le risorse disponibili! Allora siamo costretti a ribadire questa esigenza: possibile che non sia accoglibile una richiesta seria, che pure noi abbiamo espresso in modo ponderato, di quantificare, e questo sarebbe già stato possibile, l'intervento rispetto anche alle richieste pregresse da soddisfare? Nessuno di noi ha negato l'esigenza di chiudere il pregresso; ma possibile che in due anni, oppure in una mezza mattina, o in una serata, la Giunta regionale non abbia gli strumenti, gli assessori competenti non abbiano gli strumenti per riuscire a quantificare le risorse occorrenti per soddisfare le richieste di finanziamento relative ai 400, o quanti sono, 470 progetti presentati?

La realtà è che la Giunta è in grado di tirar di conto, ma non si vogliono presentare i conti, perché il conto alla fine darebbe ragione a quanto da noi sostenuto, che in realtà stiamo adottando una legge sull'imprenditoria giovanile che stiamo mascherando come provvedimento di riordino, come nuovo provvedimento per lo sviluppo e per favorire l'occupazione che non sortirà nessun effetto, e quindi che tutto sommato si sta realizzando quell'imbroglio di cui abbiamo parlato in mattinata, cioè che si tratta esclusivamente di una legge varata per dare risposte non si sa bene a chi, anche da questo punto di vista sarebbe interessante capirlo, e soprattutto sarebbe interessante capire che cosa contiene questa maggioranza, o stragrande maggioranza di domande che sono state presentate negli ultimi quindici giorni del dicembre del 1999.

Anche questo è fare giustizia, chiedere di poter decidere conoscendo, sapendo, non per escludere, ma per capire esattamente qual è la portata del provvedimento che si vuole adottare, e perché si vuole tutto sommato adottare una normativa che prevede agevolazioni in una direzione escludendo il resto, perfino quelli che hanno continuato a credere nella possibilità che questo Consiglio, ma anche la vostra maggioranza, la vostra Giunta, che si sono sempre riempite la bocca di "impresa" in qualche modo avessero la capacità di ridefinire, così come avevano dichiarato di voler fare, il provvedimento e quindi anche intervenire a favore di chi nel frattempo maturava altre idee nuove ed interessanti, che comunque avrebbero meritato di essere sostenute.

Noi stiamo chiedendo cose assurde, astruse? No, noi stiamo chiedendo giustizia, e continueremo a ribadire la nostra richiesta fin quando questo ci sarà possibile, nonostante su quest'Aula sia scesa una sorta di cappa di piombo, frutto di non so quale patto di pacificazione, perché noi continuiamo a chiedere giustizia nei confronti dei disoccupati. E non solo, chiederemo giustizia e rispetto anche delle finalità della legge che, ripeto, non deve favorire società che utilizzano in modo fittizio i disoccupati. Quando non si accettano i massimali, in realtà si finanziano società nelle quali i disoccupati vengono immessi in modo fittizio, solo per assicurare il rispetto degli eventuali criteri previsti in legge. Ed anche da questo punto di vista, e ho concluso, sarebbe utile, visto che la legge dice che gli Assessorati debbono avere anche una funzione di controllo ispettivo rispetto ai provvedimenti già attuati, capire che cosa è successo.

PRESIDENTE. Poiché non vi sono altri iscritti a parlare per l'articolo 5, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 6.

MANCA, Segretario:

Art. 6

Contributo in conto interessi
ed operazioni di credito a tasso agevolato

1. Il concorso degli interessi è erogato nella misura massima del 64 per cento del tasso di riferimento fissato periodicamente dalla Commissione Europea e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Signor Presidente, onorevoli consiglieri - ogni tanto vi chiamo onorevoli perché così, chiamando voi onorevoli, mi ci metto anch'io, nel senso che mi ritengo anch'io meritevole di un qualche onore - io vorrei intanto chiarire una cosa che possa servire anche come elemento di tranquillizzazione. Abbiamo capito che a dire di questa legge quello che secondo noi deve essere migliorato e quello che secondo noi è mal proposto, siamo rimasti solo noi, di Rifondazione Comunista, tre consiglieri su ottanta. Pochi! Però la parola che voglio dire subito, di tranquillizzazione, è: primo, che noi tre, consiglieri regionali del Gruppo di Rifondazione Comunista, non abbiamo inteso e non intendiamo operare nessuna attività ostruzionistica rispetto alla discussione e all'approvazione della legge. Se avessimo voluto mettere in campo un'attività ostruzionistica, ne siamo anche capaci, e qualche volta la situazione lo merita, avremmo predisposto molti emendamenti, avremmo trovato cioè altri di quegli elementi che i regolamenti parlamentari consentono di mettere in campo. Invece abbiamo predisposto pochissimi ed essenziali emendamenti e, se non basta, dico sin d'ora che noi voteremo la legge. Noi voteremo la legge! Quindi tranquilli tutti. Fra qualche ora questa legge sarà votata e avrà il nostro voto favorevole. Perché nessuno, ma nessuna persona, non dico intelligente, ma solo munita di buona fede e di capacità intellettiva minima, neppure media, nessuno qui e fuori di qui può aver avuto l'impressione che quello che noi affermiamo sia in contrasto rispetto alla legge 28.

In contrasto siete voi, lo siete stati negli anni passati, la legge 28 è una legge, l'abbiamo ricordato, che nacque negli anni '80 come legge per il lavoro, che ha attraversato vicissitudini e difficoltà, che però è stata utile a molti giovani e a risolvere molte situazioni di difficoltà, ha dato anche buoni frutti. Noi non abbiamo fatto mai di tutte le erbe un fascio, voi l'avete boicottata! Noi l'abbiamo salvata, in più circostanze, e noi siamo ancora qui a sostenere che il meglio di quella legge, nei limiti di compatibilità con il sistema normativo italiano ed europeo, pur non essendo di nostra soddisfazione, tuttavia con quelle compatibilità, la legge 28, si chiamerà con il numero che si vuole, dovrà rimanere uno dei possibili strumenti per favorire il progresso economico e sociale della nostra Regione. La legge 28, quella vecchia e quella nuova, ci appartiene più che a tutti voi, perché di più abbiamo contribuito ad idearla, di più ci abbiamo lavorato, di più l'abbiamo difesa negli anni. E in gran parte io stesso, non i giuristi commissionati allora, io stesso con altri consiglieri la scrivemmo, la legge 28! Nell'84. Quindi di che vi preoccupate? E quali strumenti restano a noi per dire una parola, che sia una parola di chiarimento e di miglioramento possibile, quali altri strumenti ci restano? Quelli che abbiamo scelto non presentando molti emendamenti: dieci minuti di intervento per ogni articolo, in una legge che è di pochi articoli, quindi da qui a qualche ora la vicenda sarà finita.

La legge avrà il nostro voto, non eravamo contrari prima, non stiamo contrari adesso, quindi tranquilli! Nessuno avrà avuto l'impressione che Rifondazione Comunista eresia stata contraria ad un tipo di legge che noi vogliamo. Ma vogliamo leggi buone, vogliamo leggi efficaci, non vogliamo specchietti per le allodole, non vogliamo soprattutto leggi che dicano una cosa nobile e perseguano invece finalità talvolta meno nobili ed anche controverse. Per non perdere tempo noi, il Gruppo della Rifondazione Comunista, il giorno prima che si venisse in Aula - quindi il giorno prima, quando ognuno di voi pensava ad altro, e noi già pensavamo a questo - e il Consiglio non era ancora riunito, abbiamo inviato al Presidente del Consiglio, che l'ha girata al Presidente della Giunta, una lettera nella quale chiedevamo elementi conoscitivi, utili, per sapere che cosa si decideva qui. Elementi conoscitivi che in parte ci sono stati dati e in parte no. Ed ancora il Consiglio è tenuto, in gran parte, all'oscuro della materia che sta trattando e che da qui a qualche ora approverà. Noi non cadremo nella trappola di apparire, da sinistra, contrari ad una legge che almeno ancora nel titolo ha salvato la sua finalità di favorire anche l'occupazione, oltre che l'impresa e l'impresa giovanile. Noi non cadiamo in questa trappola! Voi state cadendo nella trappola della reticenza, voi state cadendo nella trappola della confusione, dell'equivoco, che non fa bene alla politica! E non fa bene neppure alla dialettica politica, non fa bene alla maggioranza e non fa bene all'opposizione. Perché quello che è accaduto attorno a questa vicenda deve essere detto, e deve essere conosciuto.

Anche approvandosi la nuova legge, essa non potrà sanare così, miracolisticamente, tutto quello che c'è e che deve essere invece conosciuto, capito e, quando è storto, anche raddrizzato. Voi potete non dare risposte oggi e per molto tempo, potrete stare zitti quanto vorrete, ma non riuscirete a mettere una cappa di silenzio su un punto di domanda al quale nessuno qui vuole rispondere, almeno con una deduzione logica! Come è stato possibile che in questa Regione, in quindici anni di esistenza di una legge che dava finanziamenti super agevolati alle società giovanili, si siano stanziati mediamente, per quindici anni 106 miliardi all'anno? Perché così ha certificano il Presidente della Giunta Floris, nel mese di agosto dell'anno scorso, rispondendo ad una domanda specifica dell'Unione europea. E come è possibile che quella stessa legge, proprio nel momento nel quale non era più operante, proprio nel momento nel quale non avrebbe più potuto e dovuto produrre effetti, proprio nel momento in cui la Giunta regionale precedente, presieduta dal Presidente Palomba, quindi la Giunta del centrosinistra, in data 30 luglio del '99, deliberava - è anche quella una delibera del Governo della Regione - che "in riferimento alle istanze già presentate ed ammesse a istruttoria, nei limiti degli stanziamenti di bilancio attualmente disponibili" - cioè allora, alla data di pubblicizzazione della sospensione del regime in atto - si sarebbe fermato allora il sistema in essere e si sarebbe dovuto procedere ad una nuova normativa del sistema di aiuti conforme alla normativa comunitaria, che sarebbe dovuta decorrere dal primo gennaio 2000. Anche questa è una delibera della Giunta regionale. Come è stato possibile che invece in pochi mesi, ma no, abbiamo detto e ripetiamo in pochi giorni, fra Natale e Capodanno del '99, si siano accumulate richieste di finanziamento pari all'importo di quattro, cinque, seicento miliardi? Come è possibile? Tolta l'agricoltura e tolta la pesca, l'importo è pari a 15, 10 volte tanto la cifra stanziata per ciascuna annualità dei 15 anni precedenti. E' successo qualcosa rispetto alla quale qualcuno deve, se non sa dare una risposta, almeno mettersi un punto di domanda. Ed è a questo punto di domanda che noi ci riferiamo e al quale, ancora per un po', ci riferiremo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Intervengo soltanto per approfondire un aspetto che mi sembra sia importante in questo caso, non soltanto per la prospettiva futura, ma anche per la sanatoria del pregresso. E mi riferisco alle poche cose, per la verità, che in quest'aula sono state dette dall'Assessore della programmazione e da un'autorevole esponente della maggioranza, fino a poco tempo fa Presidente della Regione, l'onorevole Floris.

Presidenza del vicepresidente Spissu

(Segue VASSALLO.) La Giunta ha affermato che le istruttorie non erano ancora concluse, e per questo motivo non era possibile fare una quantificazione esatta dello stanziamento necessario, e nemmeno comunicare a questo Consiglio i dati relativi ad una ricognizione di tutte le domande presentate prima del 31 dicembre del '99.

L'ex presidente Floris, invece, ha tenuto a rimarcare, per ben due volte nei due interventi che ha fatto, che all'epoca della deliberazione della Giunta Floris la quantificazione di circa 600 miliardi era stata fatta sulla base delle domande presentate e istruite. E' chiaro che siamo di fronte a due dichiarazioni di autorevoli esponenti della maggioranza che dicono sostanzialmente due cose diverse. La domanda che dobbiamo porci è perché vi sia questa contraddizione e perché alle domande che si pongono non vengono date risposte. Probabilmente la mancanza di risposte non deriva tanto dal fatto che la Giunta non è in condizione di farci una relazione dettagliata sulle esigenze; probabilmente deriva dal fatto che la necessità finanziaria per esaudire le richieste pregresse supera abbondantemente i circa 600 miliardi messi a disposizione, per cui ci troveremo nella condizione in cui nemmeno quelli a cui è stata assicurata una risposta positiva, in quanto rientranti nel novero delel richieste per cui è stata prevista la sanatoria, possono essere completamente tutti soddisfatti. Per cui si predispone una legge che non soltanto, sulla base delle cose che sono state dette, non dà prospettiva per il futuro, ma non dà nemmeno prospettiva rispetto a tutto il pregresso, perché le somme a disposizione non sono sufficienti per far fronte a tutte le domande presentate e non ancora istruite al 31 dicembre del 1999.

Io sto ponendo un ulteriore quesito, che risponde non soltanto all'esigenza di soddisfare le future richieste ma richiede una risposta chiara anche in relazione a quelle del passato. E questa risposta chiara mi sembra che non sia stata data, in riferimento proprio alle argomentazioni e alle motivazioni che hanno portato diversi consiglieri a illustrare quello che è avvenuto, diciamo, negli ultimi mesi del '99. Per cui vi sono state dichiarazioni di onorevoli colleghi che esercitavano un ruolo di primo piano nella politica programmatoria regionale, come il Presidente della Giunta regionale. Ci volete spiegare se questa nostra preoccupazione corrisponde alla realtà? E' plausibile l'ipotesi che gli stessi soldi che abbiamo messo a disposizione per sanare il pregresso non siano sufficienti a rispondere a tutte le richieste? Anche perché, se non vado errato, in un confronto che ci fu in Commissione programmazione, ma anche nella Commissione Sesta, si fece l'ipotesi dell'insufficienza dei circa 600 miliardi messi a disposizione della Regione per far fronte alle richieste pregresse. Allora la domanda che poniamo, dato che queste questioni furono già allora ventilate, è questa: è legittimo da parte nostra conoscere i dati anche rispetto a quelle richieste che si vogliono sanare? Conoscere se questo provvedimento rispetto al passato dà una risposta concreta, per cui veramente soddisfa l'insieme delle aspettative, o se invece non sia inefficace, persino rispetto all'obiettivo di sanare il pregresso, che tanto ritenete di dover difendere? Queste sono questioni, a nostro avviso, non secondarie e sono domande che si dovrebbe porre non soltanto la minoranza, ma anche la maggioranza, quelli che si erigono a paladini del salvataggio di tutte le pratiche.

Vedete, io non mi illudo che a questi interrogativi che stiamo ponendo all'Aula e soprattutto alla Giunta sia data risposta; io mi auguro soltanto che ci sia da parte vostra un momento di riflessione e, al limite, un attimo di rammarico rispetto a quello che succederà domani. Perché non potrete dire domani che non lo sapevate, non potrete dire domani che qualcuno non vi aveva ventilato questa possibilità, non potrete dire che non vi era la possibilità di approfondire, di conoscere e di pretendere anche la documentazione, e invece non avete fatto nulla per averla. Anzi, avete fatto scena muta per fare in modo che le stesse nostre argomentazioni, le nostre rivendicazioni finiscano nel vuoto.

Noi ci rammarichiamo di questo fatto, ma nonostante il rammarico intendiamo fare la nostra parte fino in fondo e non per una ragione di parte, quindi per una ragione di partito, ma soprattutto per gli interessi della collettività, in questo caso dei giovani sardi, sia quelli che le intraprese le hanno già attivate attraverso la presentazione delle domande, sia quelli che le devono ancora attivare e che non avranno la possibilità di farlo sino al 2005.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Noi abbiamo detto, ripeto, con chiarezza, che siamo disponibili e voteremo il provvedimento. Siamo disponibili e affronteremo, così come prevede la legge, il problema della sanatoria, nonostante i distinguo, i chiarimenti chiesti e le sottolineature che pure abbiamo fatto in quest'aula. Abbiamo detto che sono altre le cose che noi vogliamo discutere; abbiamo richiesto, l'abbiamo chiesto ieri, abbiamo rinnovato la richiesta stamattina, un'interlocuzione con la Giunta che pure si è espressa in aula, ma in modo vago e anche improprio - me lo consenta assessore Masala - richiamando, tra l'altro, parti della legge in modo non appropriato, per lo meno rispetto alle questioni da noi poste. Abbiamo anche ottenuto una interlocuzione con la maggioranza, anche con alcuni riferimenti, per certi aspetti in parte interessanti; altri hanno dato risposte stizzite, e non si capisce perché. Per esempio non si capisce perché l'onorevole Pilo se la debba prendere quando noi parliamo e poniamo un problema di limite al finanziamento, e quindi di budget complessivo, da utilizzare per ogni singolo progetto. Lei, che tra l'altro conosce bene la legge 28, anche in questo caso avrebbe dovuto capire il significato della nostra richiesta e, se non vi erano preoccupazione di altra natura, lo avrebbe anche potuto cogliere, infatti noi abbiamo chiesto un'interlocuzione e abbiamo avanzato alcune preoccupazioni, soprattutto perché vogliamo una legge che possa funzionare, questo è il punto. Vogliamo una legge che possa operare, e che possa operare in un regime normale, vogliamo evitare quanto ha indicato nella sua lettera l'ex Presidente Floris - anche lui conosce bene la 28, perché l'ha amministrata e gestita in tante fasi, anche, tra l'altro, in qualità do amministratore regionale - in sostanza vogliamo una legge a regime che non produca i mostri e le distorsioni che sono emersi dai dati, o da quella informazione parziale che c'è stata data, cioè di un'impennata di richieste che tendono a prosciugare i seicento miliardi che costituiscono l'intera dotazione finanziaria di questa legge. Ripeto, seicento miliardi, una dotazione di non poco conto, che andrebbe anche soppesata per gli effetti che poi produrrà nei singoli settori, perché anche qui noi sappiamo spesso cosa sia accaduto in passato, e quali fenomeni distorsivi siano stati prodotti da interventi che sono stati finanziati in modo eccessivo rispetto anche alla situazione che ogni settore era in grado di assorbire e di poter sopportare.

Noi chiediamo una legge che possa operare nella normalità, quindi diventa assurdo per noi constatare, rispetto a questo aspetto che riteniamo importante per un'amministrazione seria, e tanto più per un governo serio della Regione, l'indisponibilità, o la sordità, che è stata manifestata in Aula. Noi avevamo anche indicato alcune strade per ricondurre l'intervento alla sua normalità, per fare in modo che la legge funzioni a regime, in modo ordinario, che sia in grado di dare risposte a tutti. E avevamo anche detto: "Si affronti pure il problema del pregresso, ma si dia una dotazione che consenta di intervenire, già da subito, non solo per sanare il pregresso accumulato al 31 dicembre del '99, ma anche quello che già esiste per il 2000". Abbiamo detto: "Dobbiamo uscire dalle sanatorie", ebbene il centrodestra opera e sa operare solo attraverso la sanatorie perché questo mezzo consente di cancellare tutto, o si può e si vuole cancellare tutto. Ecco, il centrodestra pensa di poter amministrare e di governare questa Regione ricorrendo costantemente a questi strumenti, come già preannunciato anche per altri aspetti e come, tra l'altro, è uso fare il Governo anche a livello nazionale. Annuncia ormai sanatorie per tutto e non si sa bene per che cosa!

Noi siamo contro la filosofia delle sanatorie, ecco perché chiediamo un funzionamento a regime della legge, e quindi vorremmo evitare che si accumuli un ulteriore pregresso sul quale poi intervenire a sanatoria a prescindere anche dal merito. E avevamo anche indicato, al di là delle risorse, un altro strumento che poteva essere utilizzato, che era quello di introdurre un tetto al finanziamento ammissibile che, in qualche misura, avrebbe avuto una funzione regolatrice, che magari avrebbe consentito di finanziare le richieste già presentate, ma anche di liberare risorse per assicurare, attraverso tutti gli strumenti che riterrete voi più opportuni, il funzionamento ordinario della legge, in modo da poter rispondere a chi, apprendendo dalla stampa del fatto che il Consiglio regionale approva - come viene detto nel titolo - una legge che rinnova la normativa in materia di interventi per favorire l'occupazione e l'imprenditoria giovanile, sapendo di poter disporre di uno strumento che diventa nuovamente operante, poi possa concretizzare la sua idea, presentando un progetto e chiedendo che venga valutato ed eventualmente finanziato. Perché badate, anche qui, in quest'Aula, si è discusso di questo problema in termini inaccettabili. Quando uno presenta una richiesta di finanziamento di un progetto, chiede che esso venga valutato e che gli venga data risposta. Non solo, le domande debbono essere presentate in vigenza di dotazione finanziaria, altrimenti non avrebbe senso, altrimenti si agevola l'artificio, si agevola la furbizia; in realtà poi si alimenta ben altra cosa rispetto ad una gestione corretta e seria dell'amministrazione pubblica.

Quindi noi abbiamo anche indicato alcuni strumenti che potevano essere utilizzati, dicendo anche che volevamo evitare la presenza anche di altre distorsioni in legge cosa di cui eravamo consapevoli e lo abbiamo anche denunciato. Abbiamo detto: "Si affronti pure il problema della sanatoria", eppure la sanatoria non tiene conto, per esempio, della ripartizione territoriale delle risorse e dei settori che vengono esclusi, ma - e ho concluso per quanto riguarda questo aspetto - soprattutto noi abbiamo affermato di voler porre una condizione, quella di evitare ancora una volta di dare molto a pochi nulla ai molti, ai tanti che, una volta approvata la legge, si troverebbero di fronte alla brutta sorpresa di non trovare disponibilità finanziarie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (F.S.D.). Chiedo la votazione nominale con il procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Onorevole Balia, chiedo quali siano i sette consiglieri che insieme a lei appoggiano la richiesta.

(I consiglieri SCANO, DETTORI, MASIA, PUSCEDDU, DEMURU, COGODI, ORTU si levano in piedi per appoggiare la proposta)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con il procedimento elettronico dell'articolo 6.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CORONA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GRANARA - LADU - LICANDRO - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - ONIDA - ORRU' - PILI - PILO - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SATTA - SCANO - SECCI - TUNIS - USAI - VARGIU.

Si è astenuto: il Vicepresidente SPISSU.

(I consiglieri PIANA, FANTOLA, MORITTU e PINNA, non essendo riusciti ad esprimere il proprio voto per malfunzionamento del sistema elettronico, dichiarano di aver votato a favore).

Risultato della votazione

Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 53

Votanti 52

Astenuti 1

Maggioranza 27

Favorevoli 52

(Il Consiglio approva).

Invito i colleghi a stare in aula oppure nelle sue vicinanze, a tenere le schede per la votazione elettronica a portata di mano perché le votazioni si susseguiranno fino all'approvazione della legge, e non possiamo ad ogni votazione far trascorrere tre o quattro minuti in attesa che tutti i colleghi tornino in aula. Questa è una raccomandazione che vi faccio per non far carico al Presidente di turno di un problema di cui non si può far carico.

Si dia lettura dell'articolo 7.

MANCA, Segretario:

Art. 7

Spese di gestione

1. Alle imprese beneficiarie ammesse alle agevolazioni può essere concesso un contributo a copertura delle spese di gestione effettivamente sostenute e documentate, nei primi due anni di attività, riguardanti i costi per:

a) trasporti e magazzinaggi esterni alla Sardegna;

b) trasporti interni alla Sardegna;

c) acquisto o produzione di energia, per approvvigionamento idrico e depurazione acque reflue, per smaltimento rifiuti industriali;

d) acquisto di materie prime;

e) costi bancari ed oneri finanziari esclusi quelli relativi a finanziamento agevolato.

2. Tra le spese di gestione ammesse a contributo sono escluse quelle inerenti al personale (stipendi e salari) ed i rimborsi ai soci.

3. I contributi per le spese di gestione sono rapportati alla tipologia dell'attività. Essi sono determinati, in sede di approvazione dello studio di fattibilità, per le domande presentate nel biennio 2001-2002 nella misura del 50 per cento delle spese ammissibili, per il primo anno di attività e del 45 per cento delle spese ammissibili, per il secondo anno di attività.

4. Per le domande presentate nei successivi bienni 2003-2004 e 2005-2006, la misura massima del contributo erogabile è fissata, in decremento, rispettivamente, nel 40 per cento delle spese ammissibili per il primo anno di attività, e nel 35 per cento delle spese ammissibili per il secondo anno di attività (2° biennio) e nella misura del 30 per cento delle spese ammissibili per il primo anno di attività e del 25 per cento delle spese ammissibili per il secondo anno di attività (3° biennio).

5. In ogni caso, in tutto il periodo di vigenza del regime di aiuto, il contributo non può eccedere, nel biennio di attività, la misura massima del 50 per cento degli investimenti fissi e non può eccedere, altresì, la misura massima di seicento milioni per il primo anno di attività e di quattrocento milioni per il secondo anno di attività.

6. A seguito di dichiarazione di inizio di attività può essere concessa una anticipazione delle spese di gestione pari al 50 per cento del contributo concesso per il primo anno di attività.

7. L'aiuto di cui al presente articolo è incompatibile con altri analoghi aiuti già percepiti per la medesima iniziativa, è concesso una sola volta ed è incompatibile con analoghi aiuti, aventi qualsiasi finalità, previsti in base ad altre disposizioni comunitarie, nazionali o regionali.

8. Lo stanziamento inerente al regime di aiuto di cui al presente articolo è decrementato, rispetto a quello iniziale, statuito in sede di prima applicazione della presente legge, nella misura del 5 per cento ogni anno sino alla data di scadenza di cui all'articolo 11.

PRESIDENTE. All'articolo 7 è stato presentato l'emendamento numero 5. Se ne dia lettura.

MANCA, Segretario:

Emendamento sostitutivo parziale Rassu - Granara - Falconi - Orrù - Capelli - Biggio - Pisano - Vassallo - Pinna

Art. 7

All'art. 7, comma 3, le parole "biennio 2001-2002" sono sostituite da "biennio 2002-2003".

All'art. 7, comma 4, le parole "bienni 2003-2004 e 2005-2006 " sono sostituite dalle seguenti "bienni 2004-2005 e 2006-2007". (5)

PRESIDENTE. Comunico all'Assemblea che il secondo comma dell'emendamento numero 5 è stato ritirato. Quindi resta in piedi il primo comma dell'emendamento.

Ha facoltà di parlare il consigliere Rassu per illustrare l'emendamento.

RASSU (F.I.-Sardegna). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Se l'Aula consente, io vorrei proporre un emendamento orale relativo al quinto comma dell'articolo 7, nel senso di sostituire gli importi in lire nei corrispondenti importi in euro. E più precisamente i seicento milioni diventano 309,874 euro e i quattrocento milioni diventano 206,583 euro.

PRESIDENTE. L'emendamento dell'Assessore è chiaro, al comma 5 si fa riferimento alla misura massima di seicento milioni di lire per il primo anno di attività e di quattrocento milioni di lire per il secondo anno di attività. Queste cifre, che sono espresse in lire, perché le lire erano in corso nel momento in cui la legge è stata licenziata dalla Commissione, si intendono convertite nei corrispettivi euro.

Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta lo accoglie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.-Sardegna) Presidente della Giunta. Chiedo una breve sospensione della seduta e la convocazione della Conferenza dei Capigruppo per organizzare i lavori in modo da concluderli nella serata o, eventualmente, domani.

PRESIDENTE. Se i colleghi del Consiglio sono d'accordo, io farei una brevissima interruzione di dieci minuti per riunire la Conferenza dei Presidenti di Gruppo per organizzare i lavori della serata. Quindi riprenderemo i lavori alle 18.35.

(La seduta, sospesa alle ore 18 e 22, viene ripresa alle ore 18 e 45.)

Presidenza del Presidente SERRENTI

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Ricordo che siamo in sede di discussione dell'articolo 7 e dell'emendamento 5.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Intanto, posto che c'è stata un'interruzione dei lavori del Consiglio per una interlocuzione dei Presidenti dei Gruppi, o si dà il tempo ad ogni Presidente di Gruppo di informare i rispettivi Gruppi, o il Presidente del Consiglio informi succintamente il Consiglio sulle decisioni assunte dalla Conferenza, altrimenti non si capirebbe che cosa stiamo facendo.

PRESIDENTE. Non avendo io assistito ai lavori della Conferenza, mi dicono che è stata raggiunta un'intesa tra la Giunta e i consiglieri che hanno sollevato alcune questioni e che pertanto si può procedere con l'esame della legge che cercheremo di concludere stasera, e mi pare di capire, se ci fosse spazio, anche del provvedimento che viene dopo. E naturalmente si è anche deciso di proseguire domani regolarmente.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Più propriamente, in conclusione dell'interlocuzione in sede di Conferenza dei Capigruppo, noi - io ho riferito ai colleghi del Gruppo - abbiamo inteso che si annuncia - per ora che non è definita, e però auspichiamo che si definisca quanto prima, se fosse avvenuto nel corso della giornata sarebbe stato meglio, se avviene immediatamente è utile, altrimenti veda la Giunta e veda la maggioranza quando intendono concretamente farlo - di definire una norma giuridica che apra verso quella indicazione che noi da due giorni, discutendo questa legge, abbiamo avanzato e che avanzeremo, nel tempo tecnico che ancora rimane di esame dei successivi articoli di questa legge. Una norma, ci è parso di capire, che la Giunta accetterebbe di configurare come norma programmatica, da inserire nella legge, quindi norma giuridica, che non rappresenta ancora tecnicamente e formalmente copertura finanziaria della nuova legge sulla imprenditorialità giovanile, ma una norma di carattere programmatico, quindi con efficacia giuridica, che si definisca nella sua portata finanziaria nella manovra finanziaria della Regionne, che sarà discussa nei prossimi mesi o nelle prossime settimane.

Se si risponde in modo però puntuale, preciso ed appagante alla domanda che noi abbiamo avanzato in questo tempo, ed ancora reiteriamo, cioè che si dia sostegno finanziario sicuro anche alla nuova legge sulla imprenditorialità giovanile, noi riteniamo che questo sia un fatto positivo, quindi attendiamo, e quanto prima la Giunta provvederà ad avanzare questa proposta prima la si potrà esaminare e prima noi potremo valutare e dire se la cosa è rispondente in tutto o in parte alla domanda politica che noi, seppure con qualche fatica, però doverosamente stiamo continuando ad avanzare.

Per cui, allo stato delle cose, i lavori del Consiglio, mi pare di aver capito, proseguono regolarmente per concludersi entro l'orario consueto, e proseguirebbero regolarmente domani per concludere l'esame di questa e altre possibili leggi.

Noi abbiamo detto, e ci pare opportuno ancora precisarlo, che abbiamo la volontà, l'intenzione positiva di vedere questa legge approvata quanto prima e che ciò accadrà sicuramente da qui a qualche ora, forse, se la Giunta avrà provveduto alla sua proposta nell'immediato, stasera, o forse nelle ore tra stasera e domattina; noi siamo animati dallo spirito positivo di vedere questa legge approvata ed operante. Ugualmente noi siamo, però, animati dallo spirito positivo di precisare la richiesta che più volte abbiamo avanzato ed ancora tenteremo di avanzare e di motivare perchè questa legge sia davvero efficace e davvero operativa.

Abbiamo impegnato nella giornata di oggi grosso modo cinque, sei ore per discutere il merito della legge, ricordando che cinque, sei ore, per il valore di 600 miliardi, sono grossomodo cento miliardi all'ora. Cinque, sei ore, per un ritardo di più di novecento giorni, cioè un ritardo che data dal 30 luglio del '99, quando la Giunta regionale deliberò il passaggio fisiologico dalla legge 28 di allora al nuovo sistema, che avrebbe dovuto essere disciplinato dalla nuova legge entro l'autunno del '99 per essere in linea col nuovo sistema del regime di aiuti dell'Unione europea dal primo gennaio 2000. Da allora sono passati 800 e più giorni di ritardo, che appartengono tutti interamente alle giunte e alle maggioranze di centro destra, perchè dall'autunno '99 ad oggi voi avete la responsabilità del Governo, voi avete ritardato, voi avete traccheggiato, voi, solo nella giornata di ieri siete stati in grado di fare approdare questa legge in Aula.

Noi esercitiamo quindi il nostro dovere, nei limiti entro i quali ci è consentito di farlo, in Aula, esprimendo oggi la nostra volontà di approvare la legge e possibilmente di migliorarla dando efficacia a tutte le sue parti. La maggioranza, da ultimo anche la Giunta, pare che esprimano, o almeno annunciano, una volontà positiva di intervento in tal senso; io credo che si debba immediatamente porre mano a definire questa proposta che aiuti il Consiglio a procedere più speditamente e a vedere quanto prima approvata la legge medesima.

Perché se così non fosse accadrebbe una cosa semplice: la legge si approverebbe comunque, e si approverà, si approverebbe e si approverà anche col nostro voto favorevole, nonostante la nostra critica severa, severissima, però sarebbe una legge esposta a tutti i venti e a troppi rischi, perché sarebbe una legge che nella sua parte fondamentale e soprattutto nella sua parte di innovazione normativa non avrebbe copertura finanziaria. La qual cosa, l'abbiamo detto e insistiamo su questo punto, comporterebbe non solo una sostanziale ingiustizia, ma si concreterebbe anche in una formale illegittimità della legge. Una legge che non ha sostegno finanziario è un pezzo di carta scritto da qualche parte, non è una vera legge, e anche per questa ragione sarebbe esposta al rischio di giudizio di illegittimità in diverse sedi. Ecco perché è utile e conveniente per tutti che noi questo completamento normativo e finanziario abbiamo la possibilità di conseguirlo. Avremo modo, se non sarà data questa risposta che noi attendiamo, di motivare ancora le ragioni che sostengono questa nostra opinione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, io non rispondo alle affermazioni in ordine alla copertura, o alla non copertura della legge, perché di questo si parlerà quando si dovrà discutere dell'articolo 14, che io ho davanti, e mi dice che garantisce la copertura con 87.797.673 euro per il 2002 e 103.290.000 euro per ciascuno degli anni 2002-2004, e poi ci sono anche quelli fino al 2006, quindi la copertura c'è.

Debbo, invece, prendere la parola solo per confermare quello che è stato detto in Conferenza dei Capigruppo, nel senso cioè che la Giunta si è dichiarata disponibile alla formulazione di una norma programmatica. In realtà non è possibile tecnicamente inserire questa norma programmatica nel contesto di questa legge, perché equivale a una modificazione della legge stessa, mentre noi dobbiamo comunicare all'Unione Europea di aver approvato la legge nello stesso testo notificato a suo tempo, diversamente si aprirbbe la strada a nuovi esami, nuove valutazioni eccetera, col rischio che in sede di nuova valutazione si possano rimettere in discussione le norme che già hanno superato il vaglio nel precedente esame. Poiché però l'impegno è politico, io non ho difficoltà alcuna a sottoscrivere davanti al notaio, e non credo che vi sia sede più autorevole di questo Consiglio regionale, nel quale risiede la sovranità del popolo sardo, la dichiarazione politica secondo la quale questa Giunta stanzierà insieme al Consiglio, durante la discussione della legge finanziaria e del bilancio, tutte le risorse occorrenti per finanziare questa e altre leggi; io più di questo non posso dire. Se poi vogliamo scrivere una dichiarazione secondo la quale la Giunta assume l'impegno di inserire nella legge finanziaria una norma volta a garantire il finanziamento della ex legge 28 fino al 2006, come enunciato qua, io non ho alcuna difficoltà, però non chiedete alla Giunta di aiutare a fare una legge che possa essere bocciata dall'Unione Europea, mettendo a rischio quello che è stato ottenuto fino a questo momento. Questo dico in piena coscienza e, per quanto concerne la scienza, utilizzando quella degli esperti dell'Assessorato.

PRESIDENTE. Onorevole Fadda, in genere l'Assessore parla per ultimo, però le do la parola perché ormai siamo in sede di votazione. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari - P.S.). Assessore Masala, lei non faccia passare l'idea che il centrosinistra o l'opposizione stanno chiedendo di inserire delle norme che possano far rischiare la bocciatura della nuova legge sull'imprenditoria. Lei ha detto: "Non chiedetemi" ed era riferito chiaramente, perché è il centrosinistra che ha sollevato il problema delle risorse finanziarie per la nuova legge, era riferito in modo particolare al centrosinistra.

Noi abbiamo tentato e stiamo tentando di far capire alla Giunta regionale che dobbiamo dotare di risorse finanziarie la legge per soddisfare le richieste che verranno presentate dal primo gennaio del 2000, perché dobbiamo dare, e lo ripeto, certezze a quelli che hanno presentato le domande sino al dicembre del '99 e poi trovare le risorse per le successive richieste. La manovra finanziaria da parte della Giunta regionale è stata già approvata, voi conoscete l'ammontare delle risorse disponibili per questa legge, diteci quali sono, perché prevederle oggi in questa legge o fra una settimana, fra dieci giorni, nella manovra finanziaria non riesco a comprendere che cosa cambi. Noi manteniamo, per quanto mi riguarda, l'emendamento che abbiamo presentato e credo che questo serva a far sì che questa legge dia una risposta anche alle richieste provenienti dalla nuova imprenditoria giovanile che si dovrebbe creare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Io avevo gradito che l'assessore Masala intervenisse, anche perché a me era sembrato che la Conferenza dei Capigruppo fosse stata produttiva, nel senso che avesse aperto un varco a una prospettiva che poteva portare a una formulazione più completa di questa legge. Perché ritenevo che lo stesso intervento, andando verso la soluzione prospettata dall'onorevole Cogodi, discussa nella Conferenza dei Capigruppo, avrebbe potuto gettare le basi per una interlocuzione produttiva.

Invece, dall'intervento tenuto dall'assessore Masala apprendo che vi è una apertura di principio, ma un'apertura puramente virtuale, nel senso che ha affermato la disponibilità ad intervenire ma solo in futuro, perché introdurre una modifica alla legge potrebbe pregiudicare l'intero provvedimento. Per cui si tratta di un'apertura di principio virtuale, così come virtuali vi sono altri articoli che stiamo approvando, compreso l'articolo 7: "Spese di gestione" che, senza l'opportuna dotazione finanziaria, rimane anche lui un articolo fine a se stesso.

Mi domando quali siano queste motivazioni tecniche che impediscono di articolare in modo diverso rispetto a come è articolata oggi la dotazione finanziaria da qua al 2004, con la prospettiva del 2006. Perchè si violino le normative e l'accordo con l'Unione Europea, quando tutti abbiamo affermato che nessuno mette in discussione i parametri e i limiti stabiliti nella stessa normativa che consentono il rispetto del regime di concorrenza rispetto ad altre imprese. Noi non stiamo discutendo di questo, noi stiamo discutendo di modificare la normativa finanziaria introducendo eventualmente una norma di principio che renda chiaro che anche le pratiche presentate post 31.12.1999 possano avere una qualche speranza di essere finanziate prima del gennaio 2005. Questo è il problema che stiamo ponendo. Mi sembra strano che a questa nostra richiesta sia data una risposta di disponibilità politica assolutamente virtuale, ma che in realtà non si concretizza in provvedimenti che possano soddisfare le aspettative dei giovani disoccupati della nostra Sardegna che su questo provvedimento contavano molto, e non ci contavano molto soltanto coloro che avevano presentato le pratiche a quella data, per i quali era giusto adottare una sanatoria, capace di dare risposta concreta alle aspettative che si erano create, ma oltre a questi, tutti gli altri ed anche i consiglieri che nel passato in quest'aula hanno dichiarato che questa era una legge veramente positiva, per cui andava subito riattivata per consentire che producesse gli stessi effetti positivi che aveva prodotto nel passato.

Ma in questo modo, se non introduciamo qualche modifica, questi effetti positivi si potranno avere soltanto nel 2005. Ma forse noi riteniamo che i provvedimenti che incentivano l'occupazione, possano aspettare fino al gennaio 2005? O forse non è opportuno che si trovi comunque il modo per finanziare un provvedimento che inizi ad esplicare i propri effetti a iniziare dal 2002?

Io penso che questa sia una richiesta che corrisponda a tutta una serie di dichiarazioni che qua sono state fatte non soltanto dall'opposizione, da Rifondazione, dal centrosinistra e quant'altro, ma che sono state fatte anche dalla stessa maggioranza. Le stesse dichiarazioni programmatiche dei diversi Presidenti che si sono succeduti hanno cercato di rimarcare la necessità che questo Consiglio attivi tutti gli strumenti a disposizione per favorire l'occupazione, soprattutto quella giovanile, e pertanto approvi provvedimenti efficaci capaci di dare una risposta a questo grande mondo in difficoltà, soprattutto nella nostra isola.

Ma, forse, con l'approvazione di questo provvedimento diamo quella risposta che anche voi avete previsto nelle vostre dichiarazioni programmatiche? A noi sembra assolutamente di no. Per cui, assessore Masala, io apprezzo l'apertura politica che lei ha fatto, però noi le chiediamo di superare l'apertura virtuale, nel senso di passare alla concretezza, al limite di trovare un momento di sintesi, anche di confronto con quei funzionari che le hanno detto che non era assolutamente possibile modificare la legge, un confronto un po' più aperto e che coinvolga anche altri soggetti, per verificare se questa modifica, che lei dice che è impossibile introdurre riportando il parere degli Uffici, per cui probabilmente nemmeno lei è convinto della possibilità di fare cose diverse, è invece proponibile.

Mi rendo conto che vi possono essere anche difficoltà nella formulazione, che possiate anche avere difficoltà di trasformare questo impegno politico virtuale in una norma concreta, ma se il problema è questo, sospendiamo per cinque minuti i lavori e discutiamo la nostra proposta anche con i funzionari che le hanno riferito di questa impossibilità per vedere se questa impossibilità si può trasformare invece in possibilità di operare una scelta di tipo diverso. Questo solleverebbe anche noi dal dubbio che l'impegno sia un impegno puramente generico, perchè, vedete, se si ritiene che oggi sia impossibile variare il testo perchè questo violerebbe le norme comunitarie, c'è da capire perchè questa cosa è invece possibile farla domani in un altro testo, salvo che non si vogliano fare le cose di nascosto, fare il gioco delle tre carte, nascondendo i provvedimenti anche all'Unione Europea, altrimenti non si capisce come si possa far domani, una cosa che oggi non si può fare. Penso che se una cosa è possibile farla oggi, è possibile farla anche domani. Probabilmente si tratta soltanto di intenderci su come farla. E' un ulteriore invito che rivolgiamo alla Giunta, e ci auguriamo che questa volta venga accolto in maniera concreta. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Presidente, io ritengo che per poter continuare a discutere ci sia bisogno dell'interlocuzione. L'interlocutore era l'assessore Masala, perché è l'unico che ha seguito il provvedimento, e tra l'altro è quello che ha avanzato…

PRESIDENTE. Onorevole Ortu, lei ha ragione, anche se è comprensibile che anche gli Assessori si stanchino un po'.

ORTU (R.C.). Sì, si stancano gli Assessori e ci stanchiamo tutti!

PRESIDENTE. Però è opportuno che l'Assessore ci sia perché non può proseguire il dibattito, se no a chi parlano i colleghi?

ORTU (R.C.). Almeno per rendere possibile che prosegua il dibattito.

PRESIDENTE. Certo.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Assessore Masala!

ORTU (R.C.). Allora noi abbiamo posto, ripeto, alcuni problemi. L'assessore Masala, intervenendo rispetto alle questioni poste da noi e all'interlocuzione avvenuta con i Capigruppo, ha ribadito che la legge sarebbe blindata e che la blindatura riguarderebbe in sostanza i contenuti presenti nell'attuale provvedimento. E ha ribadito poi una eventuale disponibilità, una apertura che noi apprezziamo, all'approvazione di una non meglio precisata norma programmatica che, al di là dell'impegno politico che lui ha ribadito in Aula, non si capisce dove dovrebbe essere inserita e quando dovrebbe essere poi approvata dal Consiglio. A questo punto tornano le questioni che noi abbiamo posto, che alimentano ulteriormente i dubbi sollevati.

Assessore Masala, lei ha parlato di una trattativa con la Comunità Economica Europea che stabilirebbe rigidi confini, soprattutto in materia di massimali di intervento riguardanti i contributi sia per l'investimento sia per la gestione, questi sono i requisiti ai quali bada con estrema attenzione la Comunità . Noi non abbiamo posto alcun problema e non abbiamo avanzato alcuna richiesta per modificare le percentuali del finanziamento pubblico rispetto all'ammontare dell'intervento. Noi non abbiamo posto problemi di questo tipo; si è detto che si potrebbe porre anche una questione in relazione alla dotazione finanziaria complessiva, perché la Comunità Economica Europea poi, tutto sommato, valuta anche il complesso dell'intervento, la quantità di risorse che vengono stanziate. Se dovessimo tener presente anche questo aspetto noi ci chiediamo cosa si sta combinando, tenendo presente che la Comunità Economica Europea, così come abbiamo abbondantemente sottolineato e richiamato, ha dato il suo assenso ad una proposta di finanziamento complessivo di gran lunga maggiore rispetto a quello che, sulla base di una comunicazione effettuata dall'ex Presidente della Giunta regionale Floris, se la memoria non mi inganna, indicava una media di intervento annuo pari a 106 miliardi.

Qui siamo di fronte ad un provvedimento che imbocca un'altra strada, come noi abbiamo sottolineato. Sinceramente noi vogliamo anche capire a che cosa si riferisce l'assessore Masala, e se è davvero consapevole di quello che sta accadendo e delle conseguenze che potrebbero derivarne, perchè se lui afferma che quanto concordato in sede comunitaria non può essere in ogni caso modificato, ciò vale anche per il finanziamento complessivo nei termini in cui la stessa Regione autonoma della Sardegna lo ha comunicato in sede europea. Invece concentrare l'intervento, così come è previsto in legge, in modo massiccio per far fronte alle richieste pregresse accumulate a fine del 1999 potrebbe già costituire un elemento che comunque in sede comunitaria, in un modo o in un altro, potrebbe portare anche in fase successiva, come noi abbiamo qui ripetutamente ribadito, a inficiare la legge. Abbiamo detto che non basta approvare la legge, che non si può, nell'approvare la legge, pensare di fare i furbi, lo abbiamo sottolineato e ribadito, perchè quando la legge introduce delle ingiustizie poi può anche verificarsi che chi ha subito l'ingiustizia la impugni, così come è accaduto.

Noi torniamo a ribadire la richiesta che abbiamo avanzato, che siano rivisti sia i criteri di intervento, sia la dotazione finanziaria in modo che la legge possa funzionare anche a regime ordinario. Tra l'altro è perfino assurdo che proprio noi vi sollecitiamo a consentire che in questa Regione tutti, non quelli che hanno presentato domanda entro il 1999, anche loro, perchè abbiamo detto che non siamo contrari ad affrontare e a risolvere il problema delle richieste pregresse, ma tutti possono fare impresa. Ma proprio noi vi dobbiamo sollecitare in questa direzione? Cioè che tutti abbiano uguali diritti e che tutti possano fare impresa e possano avere il diritto di usufruire delle agevolazioni previste dalla normativa che viene approvata da questo Consiglio. Proprio noi di Rifondazione Comunista vi dobbiamo sollecitare ad andare in questa direzione? E quando facciamo questo diciamo una cosa assurda? Noi pensiamo di no.

Chi per un motivo o per un altro è chiamato anche spesso a valutare le decisioni che vengono assunte in sede comunitaria, e quindi è anche consapevole di come i provvedimenti devono essere adottati perché è andato a ricercare le informazioni che sono necessarie per poter assumere decisioni, sa benissimo che la Comunità Economica Europea ha a cuore le quantità che riguardano gli abbattimenti, le agevolazioni che vengono concesse, che ha a cuore il funzionamento di un provvedimento a regime, che di solito non accetta provvedimenti straordinari, così come è accaduto per gli interventi in agricoltura, che in realtà poi finiscono in qualche modo, per la dimensione e per la straordinarietà dell'intervento, per influire in termini negativi sul mercato; ma proprio in riferimento a questo aspetto, tra l'altro, la Comunità Economica Europea ha affermato che in Sardegna ci sono condizioni straordinarie di arretratezza socio-economica, tanto è che essa fa parte delle regioni incluse nell'obiettivo 1, per cui l'intervento è consentito e deve essere garantito ordinariamente. Tenendo conto di tutto questo, ciò che abbiamo chiesto e che continuiamo a chiedere, è fare giustizia per il passato, ma fare anche giustizia per il futuro.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di intervenire, metto in votazione l'emendamento numero 5. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.

SANNA Giacomo (Gruppo Misto). Chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, sette consiglieri devono appoggiare la sua richiesta.

(I consiglieri SPISSU, PUSCEDDU MORITTU, DEMURU, DETTORI, LAI, MASIA, appoggiano la richiesta)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione con procedimento elettronico dell'emendamento numero 5, primo capoverso, perchè il secondo è stato ritirato.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GRANARA - GRANELLA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - SECCI - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:

Presenti 72

Votanti 71

Astenuti 1

Maggioranza 36

Favorevoli 71

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'articolo 7. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 8.

MANCA, Segretario:

Art. 8

Modalità di erogazione e revoca dei contributi

1. L'erogazione del contributo è così regolamentata:

a) 50 per cento come anticipazione al momento dell'emanazione del decreto di concessione;

b) 30 per cento a seguito di verifica della realizzazione della metà del programma di investimento ammesso;

c) 20 per cento a completamento dell'investimento, a seguito di avvenuto collaudo.

2. I contributi concessi dalla presente legge possono essere revocati dall'Assessorato competente per il settore cui appartengono i soggetti beneficiari, per il venire meno di uno o più dei requisiti previsti per la concessione dei contributi.

3. A tal fine gli Assessorati competenti per la concessione dei contributi possono disporre ispezioni e verifiche presso i soggetti beneficiari.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Vorrei preliminarmente sottoporre all'attenzione del Consiglio e anche all'attenzione del Presidente del Consiglio, che regola i lavori d'Aula, una questione che a noi personalmente non ci tocca, ma neppure politicamente, ma che sicuramente non è molto stimabile, commendevole, debbo dire neppure stilisticamente corretta; rientra nella libertà di ognuno, la cosa che sto per sottolineare, ma sicuramente non è indicativa delle migliori intenzioni con cui attorno a quest'Aula, ma anche in parte dentro quest'Aula, si discute questa legge. C'è un numero di persone che assiste ai lavori del Consiglio, è loro diritto, questo numero di persone da qualche tempo, nel momento nel quale prendono la parola i consiglieri di questa parte politica escono dall'Aula, se parlano i consiglieri della maggioranza rientrano in Aula. Queste persone sono quelle che a tutti noi hanno chiesto di approvare questa legge, sono quelle che aspettano la gran parte dei miliardi pubblici che sono contemplati in questa legge. Voi pensate che sia davvero politicamente corretto? Voi pensate che vi sia una sincerità di propositi? Voi pensate che vi sia una riconoscenza nei confronti dell'Istituto autonomistico della nostra Regione, che con la fatica che è necessaria tuttavia le leggi le pensa, le elabora, le discute e le approva?

Se passa in qualche parte della società sarda l'idea della contrattazione diretta e immediata fra pezzi di società e pezzi di istituzione, altro che poli nazionalitari, altro che nuovi statuti, altro che prospettive federaliste! Davvero, badate, questo vuol dire che la nostra autonomia, ma anche la politica, quella con la "p" maiuscola, è in grave sofferenza. Chi ha dato questo consiglio e chi ordina in tal modo il comportamento di chi assiste ai lavori del Consiglio io credo che debba riflettere un attimo; per noi non è ragione di onta alcuna, però io dico, se fossero colleghi all'interno di quest'Aula o persone attorno a quest'Aula che organizzano questo tipo di cose, ci riflettano un attimo: fanno danno, non a noi, alla Regione, all'autonomia, a loro stessi.

Tuttavia noi svolgiamo il nostro compito, esercitiamo il nostro dovere, esprimiamo la nostra critica, contribuiamo, per quanto ci è possibile, a migliorare le leggi della Regione sostenendo il punto di vista, legittimamente, che a noi pare giusto, accettiamo il confronto, accettiamo anche le mediazioni, accettiamo i risultati possibili, però con questo spirito, democratico, autonomistico e di tolleranza. Nel merito noi stiamo tentando solo di dire una parola, non di più, che valga a dare legittimità e soprattutto valga a dare efficacia alla legge che stiamo discutendo.

Tutte le leggi per il lavoro che questa Regione ha prodotto sono segnate da una strana vicenda; c'è chi per questi leggi fatica di più, anche intellettualmente, cioè ci crede di più, le rivendica, le propone, le ottiene; c'è una parte della società che le aspetta e c'è un'altra parte che le avversa, una parte politica, una parte sociale, le avversano, perché si dice che le leggi che prevedono interventi, principalmente in economia, principalmente nel settore sociale dell'occupazione, del lavoro, o lo sono già o rischiano di divenire strumenti di assistenzialismo. C'è chi pensa, e io ritengo anche che possa pensarlo legittimamente, che tali leggi rientrino in una politica interventista che lede il principio della libera concorrenza, della competitività, che lo sviluppo dell'economia e del lavoro deve essere affidato alle aziende, le quali, capaci di produrre e di offrire occasioni di lavoro, risolverebbero i problemi sociali. Chi pensa così pensa dal suo punto di vista una cosa che ritiene legittima, giusta. Però otteniamo ogni tanto una legge per il lavoro, e abbiamo ottenuto anche la legge 28, e senza quella legge 28 quelli che entrano ed escono dalle tribune del pubblico non sarebbero lì ad aspettare questi miliardi! Perchè questi miliardi li aspettano perchè c'è la legge 28, che noi abbiamo voluto tutti insieme a suo tempo.

E invece le leggi per il lavoro, arrivati ad un certo punto della loro vigenza, della loro esistenza, vengono prese, accaparrate, non diventano alberi sani di questa foresta verde, no, diventano l'albero della cuccagna, diventano come diligenze da assaltare! Diventano uno strumento di accesso facile al finanziamento superagevolato. Chi ha diritto a usufruire delle leggi della Regione deve chiedere di usufruirne a testa alta e con dignità! Ma qui non c'è albero di cuccagna, non c'è nessuno che offre, non c'è nessuno che regala, né di opposizione né di maggioranza, né di oggi e né di ieri. Le leggi della Regione sono della comunità sarda, i danari tutti, quelli che servono a soddisfare le richieste pregresse e future, sono della comunità regionale, e bisognerebbe essere più rispettosi quando si chiede una cosa che dalla titolarità comune passa nella titolarità privata, anche con buon diritto!

E invece imperversa la maleducazione sociale, la rivendicazione personalistica, l'egoismo individuale, contro altri che hanno pari diritti; e noi siamo qui ad affermare che si debbano soddisfare le richieste di chi ha fatto domanda e buona domanda e ha diritto di avere, e abbiamo detto che siamo d'accordo e che voteremo pure la legge. Cosa volete di più? Che votiamo solo la legge a favore una parte e dimentichiamo altri che hanno pari diritti? Cosa volete, che diamo i 600 miliardi, un intero piano di rinascita - a 600 miliardi ammontava il finanziamento dell'ultimo piano di rinascita per tutta la Regione per dieci anni - che qui si decide di mettere immediatamente in disponibilità 600 miliardi e non dovremmo discuterne! E gli altri giovani e gli altri imprenditori e gli altri disoccupati che insieme, alla pari, per fare meglio, in modo convergente, potrebbero avere forse anche loro un'opportunità, sono posti in contrapposizione rispetto a chi chiede danari alla Regione o sarebbero eventualmente anche loro presi in considerazione? Perché ci dev'essere contestato questo buon diritto e questa buona fede che noi abbiamo di essere dalla parte di tutti coloro che hanno una legittima aspettativa?

La legge la approveremo e vorremmo approvarla migliorata per soddisfare il buon diritto di chi ha fatto domanda ieri e soddisfare il pari buon diritto di chi farà domanda domani. E' proibito. Qualcuno, da quella parte, pensa di fare politica dando questo tipo di indicazioni. Auguri! Non farete molta strada, intendo nella bontà della produzione politica. Noi abbiamo affermato, affermiamo ancora, e cercheremo di dire che dobbiamo dare copertura finanziaria anche alla parte innovativa della legge, per dare corpo, sostanza, filosofia, dignità all'insieme del provvedimento.

PRESIDENTE. Onorevole Comodi, il tempo a sua disposizione è scaduto. La invito a concludere.

COGODI (R.C.). E non solo legittimare formalmente, ma anche per dare più forza all'intero provvedimento che il Consiglio ha in discussione e che dev'essere validamente approvato e reso produttivo di tutti gli effetti possibili.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Chi conosce e segue i lavori del Consiglio regionale sa bene che le tribune del pubblico di questo Consiglio, salvo rare occasioni, diciamo in occasione dell'elezione del Presidente della Giunta, in occasione di cerimonie particolari, sono sempre sguarnite, e questo ci duole, nel senso che forse anche noi come consiglieri, come Presidenza del Consiglio, dovremmo trovare il modo non tanto di organizzare meglio i lavori, ma di meglio promuovere l'attività e anche la partecipazione democratica dei cittadini ai lavori di quest'Aula.

Detto questo, dato che siamo abituati a non vedere mai nessuno nelle tribune del pubblico, questo fatto non ci ha mai portati a rinunciare alla possibilità che il Regolamento ci da, di interloquire e di far valere le nostre ragioni, a prescindere dalla presenza del pubblico. Anzi, a maggior forza e a maggior ragione, quando questi posti sono completamente sguarniti, questo fatto ci convince ancora di più della necessità da parte nostra di meglio rappresentare anche quelli che qua non ci sono. E' questo il nostro compito. Il compito del legislatore non può essere soltanto quello di rispondere ad alcune logiche, ad alcune lobby, ad alcune pressioni che molte volte intervengono. Se le pressioni sono giuste è anche logico, ragionevole e giusto rispondere alle richieste per le quali si battono, come in questo caso; però noi non ci possiamo piegare alla logica secondo la quale chi grida di più dev'essere ascoltato di più e riverito di più, per cui deve avere di più rispetto a quelli che invece qua non ci sono. Per cui il nostro dovere dovrebbe essere di trovare il modo di incentivare una partecipazione democratica più ampia ai lavori di questo Consiglio e anche fare in modo che vi sia una maggiore conoscenza delle varie posizioni che vi sono all'interno di questo Consiglio, nei confronti dei più, di quelli che qua non ci sono, anche attraverso resoconti che siano il più fedele possibile rispetto alla realtà. Poi, chiaramente, il popolo è libero di giudicare, di votare, di apprezzare o di non apprezzare i discorsi che qua si fanno, o che una parte o l'altra parte politica fanno. Questo avviene in democrazia, non ci scandalizziamo di questo, e nemmeno chiediamo di essere compresi. Noi vogliamo essere compresi da chi riteniamo di rappresentare, che sono quelli che qua probabilmente oggi non ci sono, sono quelli che sono fuori da quest'aula sorda, sono quelli che aspettano ancora oggi delle risposte, risposte che non arriveranno nemmeno con questo provvedimento, perché questo provvedimento ha il pregio di sanare le richieste precedentemente presentate che ci fa piacere vengano sanate, una voragine che noi stessi abbiamo provocato con il nostro modo di legiferare, con il nostro modo di fare, per cui è giusto che ci prendiamo anche gli insulti e le colpe, però abbiamo anche il dovere di correggere gli errori del passato.

E allora, dato che stiamo facendo un provvedimento per favorire l'occupazione giovanile, deve essere perseguito questo obiettivo dal momento dell'entrata in vigore della legge: l'occupazione giovanile non può essere incentivata solo a partire dal 2005. Noi chiediamo interventi concreti che possano esplicare i loro effetti già dal 2002, che possano proseguire nel 2003, che possano proseguire ancora nel 2004 fino ad arrivare al 2006, data di scadenza di questa legge. Vedete, in questo modo si rischia non soltanto di fare una legge virtuale, ma si rischia che lo stesso stanziamento fatto per quegli anni venga meno, per cui si farebbe proprio un'azione puramente propagandistica, che non produrrebbe alcun effetto di natura positiva.

Allora, assessore Masala, lei diceva: "Possiamo stanziare i soldi in finanziaria". Intanto se questa possibilità c'è concretamente, e dato che non ha intenzione di accogliere la proposta di inserire in legge una norma di principio che dia risposte alle domande che noi abbiamo posto, avrei gradito che invece di rimanere nel vago quantificasse le risorse disponibili per presentare a questo Consiglio una legge finanziaria che contenga già da subito, nella proposta da voi formulata, un'articolazione diversa dello stanziamento finanziario qua indicato. Invece si continuano a fare affermazioni vaghe su disponibilità di natura virtuale. Noi vogliamo superare questo elemento, vogliamo che si comprenda che bisogna riuscire a fare un passo in avanti. Io non so come farvi recepire questo concetto. Probabilmente, se sapessimo le lingue, diverse lingue, potremmo esplicitarlo in diversi modi. Noi conosciamo soltanto l'italiano e per quanto mi riguarda anche in maniera nemmeno molto corretta, perchè non ho avuto la possibilità di fare grandi studi quando ero ragazzo; però, nonostante questo semplice linguaggio, dato che voi siete molto più acculturati, io penso che abbiate capito il senso di questa proposta e delle cose che diciamo.

E allora, se l'avete capito, dato che siete molto più avanti di noi, perchè non volete interloquire e ragionare insieme per trovare concretamente una soluzione? Perchè continuate a rimanere nel vago? Perchè vi nascondete dietro l'impossibilità di fare alcune cose perchè non avete i dati, non avete i numeri, non avete le conoscenze, nonostante siano passati due anni dal 31 dicembre 1999? Perché continuate a trovare scusanti che non sono basate su dati di fatto, sulla concretezza, per continuare ad eludere le domande e i quesiti che qua si pongono? Noi non ci stancheremo di riaffermare questa posizione, e non ci stancheremo perchè ci sentiamo in dovere di rimarcare questi concetti, proprio perchè assistiamo a questo ostruzionismo, questo sì, da parte vostra, che non permette nessuna interlocuzione democratica all'interno di quest'Aula.

Vi sembra poco questo? Vi sembra che sia il modo di far funzionare un Consiglio regionale? Vi sembra che eludere la possibilità che il Regolamento dà a tutti noi di esercitare a pieno il nostro ruolo, che rinunciare al proprio ruolo sia un fatto positivo? Io mi meraviglio dell'onorevole Rassu che, fino a ieri, su ogni questione interveniva, precisava - e questo è positivo, perché attraverso il dialogo e il confronto si possono comprendere alcuni errori commessi anche da parte nostra - oggi invece l'onorevole Rassu non si sente più; silenzio; muto;, eppure l'onorevole Rassu è il Presidente della Commissione, è quello che più di altri potrebbe dare una giusta indicazione, un giusto apporto per risolvere le questioni che noi poniamo; onorevole Rassu, la invito a svolgere appieno il suo ruolo, non segua questa onda di rinuncia che quest'Aula sta lanciando. E' un invito che mi auguro che accoglierà nel corso della discussione del prossimo articolo.

PRESIDENTE. Onorevole Ortu, lei chiede di poter intervenire, però faccio una proposta a lei ed ai colleghi, manca un minuto alle ore venti, io proporrei di interrompere i lavori e riprendere la seduta domani mattina, anche perchè vedo visi stanchi. Colleghi, i lavori riprenderanno domani mattina alle ore 10. Dichiaro chiusa la seduta.

La seduta è tolta alle ore 19 e 59.