Seduta n.271 del 13/03/1998
CCLXXI SEDUTA
(Antimeridiana)
Mercoledì 13 marzo 1998
Presidenza del Presidente Selis
indi
del Vicepresidente Zucca
La seduta è aperta alle ore 10 e 15.
CONCAS, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana dell'11 marzo 1998, che è approvato.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
CONCAS, Segretaria:
"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sugli ex dipendenti della Cooperativa COLAS di Sassari". (952)
"Interrogazione BONESU - SANNA Giacomo - SERRENTI, con richiesta di risposta scritta, sul mancato invio alla Presidenza del Consiglio dei Ministri dei dati relativi ad incarichi conferiti a pubblici dipendenti". (953)
"Interrogazione BONESU - SANNA Giacomo - SERRENTI, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata pubblicazione delle zone carenti di medicina generale e pediatrica". (954)
"Interrogazione BONESU - SANNA Giacomo - SERRENTI, con richiesta di risposta scritta, sugli interessi economici gravitanti sui parchi". (955)
"Interrogazione TUNIS Gianfranco, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata attivazione da parte della Tirrenia del servizio di prenotazione della biglietteria". (956)
"Interrogazione MARRACINI - MANUNZA - LOMBARDO, con richiesta di risposta scritta, sui corsi di formazione professionale di assistente di turismo equestre". (957)
"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sugli stanziamenti previsti dalla finanziaria 1998 per il fermo biologico in Sardegna". (958)
"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di ripristinare il limite dei 40 anni per poter accedere ai contratti di formazione lavoro". (959)
"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di trovare una soluzione occupativa per i 16 giovani laureati che hanno portato a termine il corso di formazione CIFDA per agenti di sviluppo rurale finanziato dalla Unione Europea". (960)
"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla chiusura del carcere dell'Asinara e sul personale della stazione navale della Polizia penitenziaria". (961)
"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di operare un monitoraggio da parte della Regione per scoprire le cause dell'altissima incidenza di tumori maligni nel sassarese". (962)
"Interrogazione FRAU - LIORI, con richiesta di risposta scritta, sulla ASL n. 1 di Sassari". (963)
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.
CONCAS, Segretaria:
"Interpellanza LIPPI - FLORIS - BERTOLOTTI - MILIA - BIANCAREDDU sull'attuazione della norma dello Statuto della Regione Sardegna concernente 'Istituzione di punti franchi'". (427)
"Interpellanza MONTIS - CONCAS - VASSALLO sull'inquinamento della spiaggia di Piscinas nel Comune di Arbus". (428)
"Interpellanza MURGIA - DETTORI Ivana - GHIRRA - MANCHINU - SANNA Giacomo - LA ROSA - ARESU - LIPPI sulla situazione che si è creata nell'Agenzia del lavoro e sulle procedure che si intendono adottare per la nomina del direttore della stessa". (429)
Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 1998)" (382)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del disegno di legge numero 382.
Facciamo il punto sulla situazione. Chiedevo all'Assessore Scano che ieri aveva chiesto la sospensione dei due articoli se era riuscito a chiarire la situazione. Mi diceva che ha ancora bisogno di qualche momento per esaminare i problemi dei progetti finalizzati sull'occupazione e invece si può riprendere dall'articolo successivo, che egli stesso aveva chiesto di sospendere per chiarire il contenuto di alcuni emendamenti ed in particolare dell'emendamento numero 151. Quindi possiamo riprendere i lavori dall'articolo 29 quater che riguarda i campi sosta. Abbiamo dato ieri lettura dell'articolo e degli emendamenti 167 e 151 che sono stati anche illustrati. Stavamo giusto chiedendo il parere della Giunta e la Giunta aveva detto che aveva necessità di approfondire il contenuto degli emendamenti e ci aveva chiesto di sospendere. Adesso chiedo alla Giunta se possiamo riprendere col parere della Giunta sugli emendamenti 151 e 167.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Per quanto riguarda l'emendamento numero 151 debbo dire che la Giunta esprime un apprezzamento per il lavoro che è stato fatto nel tragitto dall'emendamento numero 138, che era la prima formulazione, all'emendamento numero 151 che è formulato in termini molto più puntuali e che superano anche alcune delle obiezioni che erano state fatte in Commissione. Detto questo, tuttavia, osservo primo che abbiamo problemi di copertura finanziaria; in secondo luogo che un approfondimento ulteriore a noi sembra indispensabile per capire bene, soprattutto in relazione all'aspetto della retroattività, che cosa questo precedente potrebbe comportare. Io non so se posso chiedere, lo faccio con molto garbo, ai presentatori se possa essere considerata l'ipotesi di un ritiro per consentire, in vista anche dell'assestamento, un approfondimento facendo anche il passaggio in Commissione con molta attenzione di questa materia. Se venisse mantenuto preannuncio che il parere della Giunta oggi non può che essere di non accoglimento, ma mi dispiacerebbe perché vorrei avere la possibilità di approfondirlo.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 167 potrei fare un ragionamento analogo, si tratta di una proposta, perché propone una modifica procedurale, che in linea di principio non ci trova d'accordo, nel senso che togliere il vincolo attualmente vigente, che dice che la spesa per due terzi deve essere dedicata all'attuazione dei programmi e per un terzo alle spese di gestione, togliere questo vincolo in linea generale non ci convince, perché anzi i contributi dovrebbero sempre di più essere dati in relazione all'attuazione dei programmi e non alle spese di gestione. Tuttavia è possibile, per quanto riguarda il tipo di soggetti a cui questo emendamento fa riferimento, che ci sia una situazione specifica, differente, che non abbiamo avuto però la possibilità di approfondire. Anche in questo caso la Giunta vorrebbe riservarsi, dopo la finanziaria, di operare una valutazione più convinta. Non c'è quindi una posizione di chiusura o di rigetto tuttavia, non avendo avuto la possibilità di valutare compiutamente l'impatto di questa modifica procedimentale, allo stato delle cose non possiamo che esprimere un parere di non accoglimento.
PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo 29 quater.
Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (A.N.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, sull'articolo 29 quater, che interessa i campi sosta per nomadi, voglio ricordare che con la legge 9 marzo 1988, la numero 9, fu approvata la legge regionale per la tutela delle etnie e della cultura dei nomadi. Credo che sia stata una legge importante, che serviva per far sì che si evitassero impedimenti al nomadismo e alla sosta nel territorio della Sardegna di queste popolazioni e a garantire la disponibilità e l'utilizzazione di strutture a difesa della salute, della convivenza e del benessere sociale. Ricordo ancora che proprio per questo, all'articolo 3, erano previsti gli interventi, quali l'erogazione di contributi ai comuni per i campi sosta e per i campi di transito e l'organizzazione di corsi di formazione professionale per favorire l'inserimento di queste popolazioni nel campo lavorativo. Non solo, ma credo che sia la parte più importante di tutta la legge, all'articolo 8, punto a), si diceva che era necessaria la scolarizzazione dei bambini nomadi, nell'ambito delle scuole del preobbligo e dell'obbligo scolastico, e le attività di educazione permanente per gli adulti. A tal fine i comuni, conclude l'articolo, promuovono le opportune intese con i competenti uffici periferici del Ministero della pubblica istruzione e per questo, nel primo momento, fu stanziata una somma pari a un miliardo e 50 milioni, e poi vediamo che annualmente, nell'ambito della finanziaria, vengono stanziate altre somme, già nella finanziaria 1997 furono stanziati 800 milioni e adesso si chiedono altri 800 milioni. Non credo che siano cifre alte, anche se sono alte per quanto riguarda la situazione economica e sociale della Sardegna, però io proprio mi chiedo, nel momento in cui la Regione sarda fa questo sforzo, che cosa possiamo dire dell'applicazione di questa legge. E pertanto io mi chiedo, lo chiedo a voi, a dieci anni possiamo fare un primo bilancio della legge stessa, della sua applicazione, dei suoi risultati, perché questo poi è importante, altrimenti questi soldi servono solamente, vengono buttati e basta.
E vorrei anche sapere, onorevole Presidente e onorevoli colleghi, quale sia stata la risposta di queste popolazioni nomadi allo sforzo che la Regione sarda fa, che sta facendo e continua a fare, perché ripeto, le poste non sono molto alte, ma indubbiamente potrebbero essere utilizzate per altre cose. Secondo, quanti campi sosta o di transito siano stati realizzati in questi 10 anni, quale sia stata la gestione e se sia vero che molti di questi campi sosta che sono stati organizzati, così come dice la legge, poi in pratica non sono stati utilizzati o se sono stati utilizzati sono stati malamente distrutti. Ripeto, credo che questo sia importante affinché ognuno di noi possa dare un voto con la massima tranquillità perché, ripeto, non è pensabile che queste popolazioni, che richiedono qualcosa, poi non si adeguino a quella che è la legge. E questo mi porta a chiedere che cosa sia stato fatto principalmente per la scolarizzazione dei bambini. Perché se è vero che qualcosa è stata fatta, sta di fatto che vediamo purtroppo buona parte di questi bambini nomadi che vengono usati per chiedere l'elemosina, che vengono usati per altre cose. E se vengono usati nelle ore scolastiche per chiedere l'elemosina, sicuramente non possono andare a scuola.
E allora la situazione è questa: o queste popolazioni, che sono ospiti della nostra terra, che arrivano nella nostra terra si adeguano a quella che è la legge, ed è stata fatta per loro una legge, allora va tutto bene, oppure se non si adeguano alla legge, cioè non fanno sì che i loro figli possano avere un'istruzione adeguata, che loro stessi non possono avere un'educazione permanente adeguata, io credo, onorevole Presidente, che noi stiamo buttando malamente questi soldi. Ecco, io vorrei qualche risposta, o dall'Assessore del bilancio o dall'Assessore competente, per poter poi dare, con la massima tranquillità, il mio voto per quanto concerne quest'articolo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Nivoli. Ne ha facoltà.
SANNA NIVOLI (A.N.). Parlo a proposito dell'emendamento numero 151, che è stato presentato in sostituzione dell'emendamento numero 138, relativamente alla risposta che mi è stata fornita dalla Giunta che, in un certo senso, ha encomiato il lavoro di A.N., se non altro dal punto di vista della tecnica legislativa che è stata suggerita anche dalle obiezioni che l'Assessore aveva fatto in Commissione rispetto a questo problema. Però, Presidente, noi andiamo anche molto alla sostanza e nella sostanza rimane però un problema sospeso, un problema reale, un problema che rimane in sospeso e che merita un approfondimento, ma al fine di trovare una risposta. Merita quindi un approfondimento che io mi auguro che quest'Aula vorrà fare insieme alla Giunta, prossimamente durante il prossimo appuntamento dell'assestamento. Per cui, ringraziando quindi la disponibilità anche della Giunta, e in questo caso nei confronti di una categoria, che è una categoria produttiva e che attende la risoluzione di questi problemi, io ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 151 è pertanto ritirato.
Passiamo ora all'emendamento numero 167.
Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Posso puntualizzare quanto detto in precedenza. L'argomento proposto dall'emendamento numero 167 è serio. Vorremmo avere, se c'è la disponibilità dei presentatori, la possibilità di valutarne, trattandosi di una norma procedimentale di una certa rilevanza, di valutarne bene l'impatto, cosa che onestamente non abbiamo avuto il tempo di fare. Quindi se viene mantenuto, esigendo un voto oggi, la Giunta non lo accoglie, ma se ci fosse invece questa disponibilità io penso che si possa insieme, prima in Commissione e poi un po' analogamente all'emendamento precedente, valutare. Ripeto, anche in questo caso ci dispiacerebbe che ottenesse un voto contrario dell'Aula senza che ci sia stata questa possibilità di approfondimento, che noi vorremmo approfondire. Oggi però non siamo in grado di dire che va bene.
PRESIDENTE. Domando ai presentatori se intendono mantenerlo.
PITTALIS (F.I.). Non è ancora in aula il primo firmatario, l'onorevole Bertolotti. Se si potesse momentaneamente sospendere...
PRESIDENTE. Dunque, viene richiesta, dall'onorevole Pittalis, per consentire al primo firmatario di valutare la disponibilità dell'onorevole Bertolotti di ritirarlo, mi pare, e questo di confermarlo, di sospendere l'articolo.
Io però farei così: diamo per esaurita tutta la valutazione, il dibattito e il parere, siamo proprio in sede di immediata votazione, se viene confermato votiamo articolo ed emendamento, se non viene confermato...
Scusate, possiamo anche fare... Onorevole Pittalis, per razionalizzare i nostri lavori, siccome è un emendamento aggiuntivo, quindi possiamo votare l'articolo, poi, quando viene il collega Bertolotti, se lo conferma lo mettiamo in votazione, se lo ritira...
Metto in votazione l'articolo 29 quater. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvato)
Quindi rimane sospeso solamente l'emendamento numero 167.
Passiamo ora al capitolo V, disposizioni diverse. Si dia lettura dell'articolo 30.
CONCAS, Segretaria:
CAPO V
DISPOSIZIONI DIVERSE
Art. 30
Attuazione Decreto Legislativo n. 626/94
e successive modificazioni
1. Per le finalità di cui al comma 7 dell'articolo 50 della legge regionale 8 marzo 1997, n. 8 è autorizzata, nell'anno 1998, la spesa di lire 800.000.000. (cap. 02104).
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 133 e 171. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per illustrare l'emendamento numero 133.
BALLETTO (F.I.). L'articolo 30 fa riferimento alle finalità del settimo comma dell'articolo 50 della legge regionale 8 marzo 1997, numero 8, la finanziaria dello scorso anno. Il settimo comma di questo articolo recita: "Per gli adempimenti connessi all'attuazione del decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 626, e successive modifiche e integrazioni, compresa l'attivazione e l'operatività del o dei servizi di prevenzione e protezione, l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione, è autorizzato a stipulare convenzioni con consulenti esterni, finalizzate alla esecuzione di misure urgenti e attuative del predetto decreto legislativo in materia di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro. A tal fine è autorizzata nell'anno 1997 la spesa di lire 1 miliardo". Mentre per il 1998 l'attuale finanziaria dispone un intervento di 800 milioni. Cioè si tratta di spese non tanto per effettuare le opere tecniche relative alla messa in sicurezza di impianti nei luoghi di lavoro, ma si tratta di stipulare l'autorizzazione a stipulare convenzioni con consulenti esterni affinché questo tipo di attività possa essere portata avanti. Allora ci si chiede: all'interno degli assessorati competenti non esistono le professionalità adatte e sufficienti per dar corso a questo tipo di attività? E' possibile che per ogni cosa o per una grandissima parte di necessità, di interventi, si debba ricorrere a consulenze esterne e non ci si possa avvalere di professionalità interne alla stessa amministrazione regionale, che pure a mio modo di vedere devono essere presenti e sono in effetti presenti? La preoccupazione è che anche questa volta si vogliano duplicare funzioni e attività lavorative che potrebbero essere regolarmente svolte con l'utilizzo dei mezzi e dei supporti presenti all'interno dell'amministrazione rivolgendosi all'esterno e così gratificare i beneficiari di turno.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Masala per illustrare l'emendamento numero 171.
MASALA (A.N.). Signor Presidente, forse l'emendamento numero 171 porta in quest'aula il tema centrale del lungo e approfondito dibattito che si è svolto sulla finanziaria, perché in realtà racchiude in sé il nodo centrale intorno al quale ci siamo cimentati, perché indica un indirizzo di politica economica che è diverso da quello che sottende alla manovra presentata dalla Giunta.
In tutti questi giorni gli emendamenti presentati dall'opposizione erano sempre e tutti finalizzati a inserire nella finanziaria delle indicazioni e dei risultati finalizzati anche a ottenere risultati concreti nella direzione delle attività produttive. Non si è potuto conseguire se non qualche risultato sporadico, e comunque i risultati si vedranno se saranno conseguibili nella legge di bilancio, e allora, di fronte a questa situazione, di fronte a una finanziaria che si trovava ingessata per proposte della Giunta, ma per voto anche di quest'Aula, perché gli articoli 1 e 2 sono stati votati all'inizio dell'apertura dei lavori, e quindi stabilendo il tetto complessivo della spesa, evidentemente la Giunta, e ritengo la maggioranza intera, ha trovato delle difficoltà ad accogliere determinate richieste fatte dal centrodestra, perché ciò avrebbe potuto fare soltanto mediante la riduzione di stanziamenti già stabiliti e concordati all'interno della maggioranza medesima, e forse avrebbe potuto creare delle situazioni di difficoltà all'interno della maggioranza stessa. E' una ragione politica che noi condividiamo dal punto di vista della maggioranza, nel senso cioè che abbiamo sempre sostenuto l'esigenza che il primo dovere di ciascuna parte politica, prima ancora che sostenere le proprie ragioni, sia quella di sapere ascoltare quelle degli altri. E allora, in quest'ottica, noi ci siamo posti il problema di inviare da quest'aula un messaggio chiaro, preciso, a favore di un indirizzo di politica economica che noi riteniamo debba trovare ospitalità nei prossimi documenti finanziari che questo Consiglio e la Giunta ovviamente dovranno proporre. Mi riferisco al documento di programma, mi riferisco alle dichiarazioni fatte in quest'aula ma anche fuori di quest'aula dal responsabile dell'economia sarda, cioè l'Assessore della programmazione, e cioè che la manovra che egli ha voluto proporre al Consiglio fosse una manovra soltanto…
PRESIDENTE. Chiedo scusa, chiedo ai colleghi per cortesia di prendere posto, credo che sia un punto importante questo.
MASALA (A.N.). soltanto che fosse una manovra che sostanzialmente aveva lasciato invariata rispetto al disegno di legge presentato dal suo predecessore in quest'Aula e che aveva apportato soltanto delle modifiche lievi ma che si riproponeva sia attraverso il documento sia attraverso la legge di assestamento del bilancio una revisione, un insieme di modifiche a questa legge e quindi tale da poter essere considerata nella sostanza se non nella forma la vera manovra economica per il 1998 e per gli anni seguenti. Allora in questa situazione la maggioranza ha sempre affermato e ha richiesto all'opposizione "d'accordo, fatemi delle proposte", quindi la sfida era se dovessimo accettare di cimentarci sul campo delle proposte oppure se limitarci a dire "risolvete, questo è un problema e dovete trovare anche lo strumento per risolvere questo problema". E' a questo punto che il Gruppo di Alleanza Nazionale si è interrogato a lungo su questo problema e ha cercato di trovare una soluzione anche tecnica che per la verità, lo dico così, esistono tanti precedenti nelle leggi finanziarie e non solo nelle leggi finanziarie, ma in questa legge finanziaria esiste un precedente che io di proposito quasi strumentalmente ho chiesto che venisse qui al dibattito in quest'Aula e ho detto a chi voleva mantenere in vita il secondo comma dell'articolo 26 cioè al professor Paolo Fois che l'emendamento soppressivo di quell'articolo era proprio finalizzato a questo scopo, era proprio messo lì a questo scopo, cioè volevo che il Consiglio bocciasse l'emendamento in modo che io potessi fare ricorso allo stesso strumento per inserire questo emendamento. E' chiaro che lo stesso risultato dal punto di vista formale si sarebbe potuto ottenere mediante un ordine del giorno votato dal Consiglio, ma l'ordine del giorno, per quanto impegnativo per la Giunta, non ha la stessa efficacia dal punto di vista giuridico, anche se in termini concreti una posizione programmatica sia pure affermata in legge evidentemente non ha immediata capacità di esser efficace, di avere un'efficacia di incidere perché ha bisogno necessariamente di una sua specificazione e precisazione, ma intanto è la volontà o sarebbe la volontà del Consiglio che si esprime attraverso lo strumento legislativo, quindi ha una forza che sicuramente non può non vincolare l'organo di governo. Ecco perché è stato presentato questo emendamento che vuole proporre all'Aula che venga indicata, che venga dichiarata con la forza della legge alla Giunta regionale perché di questi problemi si faccia carico nella legge di assestamento di bilancio. Non è che noi ci limitiamo, anche se così appare dal testo dell'emendamento, di chiedere l'incremento degli stanziamenti già esistenti alla legge di assestamento, perché abbiamo visto i documenti finanziari nella sua globalità e cioè abbiamo considerato che esiste anche la legge di bilancio nella quale pure si parla di cifre e dove pure è possibile ottenere degli spostamenti, infatti alcune delle voci che sono indicate, nell'elenco che è indicato nell'emendamento proposto trovano riscontro anche nella legge finanziaria con emendamenti modificativi agli stanziamenti di bilancio e per citare quelli di Alleanza Nazionale in modo che non ci siano equivoci che determinati settori indicati in questo elenco sono stati individuati da Alleanza Nazionale in tempo non sospetto, vale a dire il giorno in cui è iniziato il dibattito generale in quest'Aula e cioè esattamente il pomeriggio del martedì successivo all'inizio del dibattito, infatti gli emendamenti relativi portano, e li vedremo in sede di bilancio, i numeri 30, 31, e 59 che risultano presentati all'ora stabilita eccetera e che dall'ordine di presentazione risultano chiaramente che il problema è stato presentato con precedenza da Alleanza Nazionale oppure no. Allora qui si pone questo problema, non è un accordo con la Giunta...
PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Masala, prego i colleghi di prendere posto per cortesia e di non dare le spalle alla Presidenza.
MASALA (A.N.). Non c'è accordo con la Giunta su questo problema anche se evidentemente ci sono stati scambi di opinione su questo terreno, c'è un accordo, l'accordo è esclusivamente su questo terreno in questo momento esclusivamente sulla metodologia, cioè sulla strada da percorrere, cioè l'inserimento in finanziaria di una norma che recepisca la sensibilità dell'Aula di fronte ai problemi che riguardano le categorie produttive e segnatamente quelle dell'agricoltura, del commercio, dell'artigianato, del turismo, della pesca e degli incentivi alle esportazioni, questo è il senso di questo emendamento e nessun altro senso può avere che quello che viene dichiarato qui pubblicamente e formalmente in quest'Aula.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (Popolari), relatore. Sull'emendamento numero 133 la Commissione non accoglie; l'emendamento 171, presentato ieri, non è stato esaminato dalla Commissione ma per gli effetti che contiene, mi sembra che più che il parere della Commissione abbia bisogno di una presa di posizione della Giunta e della maggioranza, per cui la Commissione si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta non accoglie l'emendamento numero 133. Per quanto riguarda l'emendamento numero 171, brevissime considerazioni, semplicemente per dire che, come per altro ha osservato il primo proponente, si tratta di un emendamento che, più che contenuto strettamente normativo, ha un contenuto politico, anche con delle implicanze di carattere normativo, ma sostanzialmente ha un contenuto politico. La Giunta lo considera con estrema attenzione e con apprezzamento, anche per lo spirito di dialogo e di confronto costruttivo che lo anima, ferma restando naturalmente la diversità di opinioni, di progetti politici, di visioni del bilancio e anche della differente prospettazione diciamo rispetto alle linee di sviluppo dell'economia sarda. Quindi la Giunta lo considera con molta attenzione, lo apprezza anche perché noi abbiamo detto dall'inizio, l'ha detto il presidente della Giunta, l'ha detto l'Assessore della programmazione e del bilancio, questa manovra ha un carattere interlocutorio, non un carattere tecnico, perché non può avere un carattere tecnico, l'esame dei documenti di bilancio, ma un carattere interlocutorio sì, abbiamo detto quale progetto, quale strategia si abbia mentre si sia scelto per quanto riguarda l'assestamento, considerato quasi una finanziaria di metà anno e per quanto riguarda anche il documento di programmazione finanziaria, abbiamo detto che andiamo a questo appuntamento importante con il duplice obiettivo da una parte di reperire risorse per dare un sostegno più forte all'occupazione e all'economia reale e dall'altra per mettere a punto una riflessione strategica, il DPEF soprattutto, sulle linee di sviluppo. Questo indirizzo della Giunta, confermiamo, e questo indirizzo viene anche con forza dal dibattito consiliare di questi giorni, e trova puntuale definizione nell'emendamento numero 171. Detto questo, noi riteniamo di dover su questo punto politico di grande rilievo chiedere una breve sospensione, credo che sia sufficiente anche un quarto d'ora, o anche un rinvio, valutiamolo, forse è meglio, un differimento della discussione su questo punto in modo tale che possa essere concordato un testo che abbia sostanzialmente, essenzialmente, lo stesso contenuto, ma che abbia una formulazione che rispetto a questa sia un po' meno rigida, nel senso che questa formulazione è probabilmente un po' troppo vincolante, nel senso che non è in condizioni oggi la Giunta di predeterminare quali saranno gli stanziamenti, gli strumenti ai quali ricorreremo con l'assestamento; non lo fa la Giunta, nessuno può essere in grado oggi di predeterminarlo. Però ripeto, nel convenire invece sullo spirito e sul contenuto essenziale dell'emendamento numero 171.
PRESIDENTE. Potremmo fare così; se la Giunta ha necessità di un attimo di confronto sull'emendamento 171, così come abbiamo fatto poco fa per l'articolo precedente, mettiamo in discussione ed in votazione l'articolo 30 e l'emendamento soppressivo 133, sospendiamo invece l'emendamento numero 171 che è aggiuntivo.
E' aperta la discussione sull'articolo 30 e sull'emendamento numero 133.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Signor Presidente, brevemente per esprimere il mio disappunto in quanto alle questioni che vengono sollevate dall'emendamento numero 133 si è avuta una laconica risposta sia da parte del Presidente della Commissione che da parte della Giunta, per l'esattezza "non si accoglie". Però sarebbe opportuno, io ritengo, che sulle questioni sollevate anche perché tutti i colleghi consiglieri possano valutare, e quindi esprimere un voto ed un giudizio consapevoli, incentrati sulla perfetta conoscenza dei fatti e delle situazioni, questo debba avvenire e cioè la Presidenza della Commissione, o meglio e ancora di più la Giunta, devono indicare i motivi per i quali l'emendamento non si accoglie. Questi motivi possono essere dati da spiegazioni che ribaltano completamente la tesi dei proponenti, perché ci si dimostra che si sbaglia, ed in questa eventualità non ci sarebbe problema alcuno da parte dei proponenti a ritirare l'emendamento; oppure confermare che ragioni di verità e quindi di obiettività sussistono e quindi accogliere l'emendamento. Questo è invece il famoso muro contro muro, è l'atteggiamento di chi dice "andiamo avanti per la nostra strada". Discorso corretto da un punto di vista democratico, e secondo il quale ha la meglio chi ha i numeri dalla propria parte, non certamente corretto dal punto di vista di voler affrontare i problemi per quelli che sono e risolverli nel miglior modo possibile.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà. Chiedo scusa, onorevole Casu, forse l'Assessore mi chiede la parola sull'ordine dei lavori perché ritiene che una motivazione ulteriore vada data rispetto al non accoglimento della proposta dell'onorevole Balletto.
Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, ha ragione chiaramente il consigliere Balletto sull'osservazione che ha fatto; mi debbo scusare io nel senso che mi è sfuggito, all'inizio dei lavori della mattinata non si è ancora perfettamente a regime, questo è il motivo. La materia è l'attuazione del decreto legislativo numero 626; quindi controlli, aspetti sanitari, sicurezza degli impianti, messa in sicurezza, questa è la tematica. Lo stanziamento sull'articolo 50, studi, progetti, ricerche e collaborazioni, era nel 97, mi riferisco al capitolo 05043/01, di un miliardo e 200 milioni. Nel 97 non c'è stata nessuna spesa, ora ciò che stiamo facendo, il senso, la ratio dell'articolo 30 è di instituire per quelle motivazioni sullo stanziamento complessivo una riserva di 800 milioni. Noi riteniamo che sia importante fissare questa riserva anche per rendere più facilmente spendibile lo stanziamento. Ricordo appunto, rilevato poco fa, che nel 97 non c'è stata nessuna spesa. E' un argomento che anche in Commissione, come ricorderanno i colleghi Balletto e Casu, abbiamo trattato a lungo, e riteniamo di non dover modificare l'orientamento della Giunta rispetto a quello espresso in Commissione. Questo è il motivo per cui si dà un parere di non accoglimento dell'emendamento stesso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Signor Presidente, anch'io ho firmato questo emendamento; nel firmare questo emendamento soppressivo di una spesa di 800 milioni per ricerche, collaborazioni, eccetera, in me c'era l'intento di limitare le spese della Regione. Le spese che noi affrontiamo sono a carico del contribuente; il contribuente sta sopportando uno sforzo enorme per affrontare le imposte, le tasse che continuamente gli piovono addosso. Se la spesa non è quindi proprio necessaria, evidentemente se si riesce a farne a meno tanto di guadagnato, perché si chiederanno meno soldi ai contribuenti i quali ne devono già sborsare abbastanza. Ma veramente ero un po' combattuto, non avevo approfondito la motivazione specifica della spesa e dicevo: collaborazioni, chissà che la Giunta attuale non abbia pensato finalmente di porre mano all'inventario della Regione e affidi a consulenti esterni la redazione del bilancio della Regione, cosa che non è riuscita a fare nonostante le ripetute richieste da parte mia, dall'esame del primo rendiconto presentato in questa Regione e in questa legislatura. E da parte anche di tanti altri colleghi. Nulla si muove in tal senso e speravo che questa Giunta avesse già pensato di farlo, perché l'ha premesso, e siccome questa legislatura scade l'anno venturo, se non si affretta sicuramente difficilmente riuscirà ad adempiere a quest'obbligo della Regione che gli impone di presentare, oltre il conto finanziario, anche il conto del patrimonio; cosa che non ha mai fatto. E allora dico, se questa somma è stanziata per collaborazioni in questo senso, allora potremmo anche accettare volentieri la decisione assunta dalla Giunta.
Dicevo, l'onorevole Balletto però, immediatamente, ha fatto ricorso all'articolo richiamato nella legge e mi ha un po' buttato addosso una doccia fredda. Quindi non può trattarsi di collaborazione per la Ragioneria generale della Regione per la compilazione del conto economico. Comunque io colgo ugualmente l'occasione per dire alla Giunta che attendo la compilazione, anche perché, come ho riscontrato e ho detto nella relazione di minoranza, ho visto che le rendite del patrimonio della Regione, nonostante esso sia di 5 o 600 miliardi, ammontano a 400 milioni. Ma sarei lieto di poter constatare nel conto del patrimonio, con maggiore precisione, quali sono i beni di questa Regione, qual è l'ammontare dei beni immobili, dei crediti, dei debiti e così via di seguito. Quindi in tal senso una spesa per la collaborazione esterna io dico che poteva essere anche salutata benevolmente, anche se la Regione dovrebbe avere le energie interne e le persone che hanno la capacità e hanno la preparazione professionale per farlo. Comunque io spero che quest'anno, entro il 30 giugno, ci venga presentato il rendiconto del 97 e anche il conto del patrimonio per gli anni dal 90 al 97 compreso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto sull'articolo 30.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio, segreto con procedimento elettronico, dell'articolo 30.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 63
Votanti 62
Astenuti 1
Maggioranza 32
Favorevoli 39
Contrari 23
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FANTOLA - FERRARI - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - LA ROSA - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - TUNIS MARCO - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Si è astenuto: il Presidente SELIS.)
L'emendamento numero 171 era sospeso. L'emendamento numero 167 è stato chiesto dalla Giunta se era possibile ritirarlo per una migliore valutazione, onorevole Bertolotti...
BERTOLOTTI (F.I.). Dopo le assicurazioni fatte in quest'Aula dall'assessore Scano sul fatto che sarà attentamente valutata la possibilità di inserire questa disposizione nei prossimi documenti di programmazione economica e/o di assestamento di bilancio, credo che posso consentire che l'emendamento sia ritirato per consentire una più approfondita analisi.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 167 è ritratto. Si dia lettura dell'articolo 31.
CONCAS, Segretaria:
Art. 31
Fondo accordi sindacali
1. Gli stanziamenti da iscrivere al fondo di cui all'articolo 5 della legge regionale 25 giugno 1984, n. 33, relativo agli oneri derivanti dall'applicazione delle norme contenute negli accordi sindacali per i dipendenti dell'amministrazione regionale e degli enti strumentali, relativamente al triennio 1997-1999, di cui all'articolo 52 della legge regionale 8 marzo 1997, n. 8, sono rideterminati in lire 34.000.000.000 per l'anno 1998 ed in lire 27.000.000.000 per l'anno 1999 (cap.03014).
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 165 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento, che comporta una rideterminazione in diminuzione di 10 miliardi, ha questa motivazione: abbiamo accertato un'eccedenza rispetto al fabbisogno reale per questa finalità, in quanto sono a residuo e quindi sono utilizzabili per questa finalità 14 iscritti nell'esercizio 1997, e che quindi possono integrare - questi 14 miliardi - le disponibilità dell'esercizio 1998. Di questi 14 miliardi 4 li abbiamo destinati alla copertura dei disegni di legge di riforma del personale, il 101 che è stato o sta per essere esitato dalla prima Commissione, con i restanti 10 miliardi, invece, riteniamo di fare cosa saggia con l'integrare il fondo delle perenzioni, in quanto abbiamo notizia certa che in sede di chiusura della ragioneria c'è una forte crescita delle perenzioni. Diciamo che è una operazione tecnica di rideterminazione per consentire l'utilizzazione, che reputiamo più proficua, dei 14 miliardi che sono, ripeto, reperiti a residuo e che sono utilizzabili per integrare le disponibilità '98. Quindi abbiamo legato 10 miliardi con i quali si avrebbe una eccedenza di disponibilità.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 172 ha facoltà di parlare il consigliere Bonesu.
BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, al di là della formulazione che parla di indennità agli assessori regionali, l'emendamento praticamente riguarda soltanto l'indennità agli assessori che non sono consiglieri. È stato necessario modificare anche il comma 1 dell'articolo 2 della legge numero 2 del 49, semplicemente per una questione formale, cioè per specificare che la particolare indennità prevista dal successivo articolo 4 si applica soltanto agli assessori regionali che sono anche consiglieri regionali. Per cui la posizione degli assessori che sono consiglieri non subisce nella realtà alcun effetto. L'emendamento, invece, ha la finalità di rendere credo più omogeneo e conforme a una certa razionalità il trattamento degli assessori regionali che non sono consiglieri. Occorre spiegare come si è arrivati all'attuale situazione con norme fra loro sicuramente non coordinate.
Nel 1949 con la legge numero 2, praticamente alla nascita della Regione autonoma della Sardegna, si stabilì per gli assessori una indennità rapportata a quella del Presidente della Giunta che era completamente separata dall'indennità dei consiglieri. Per cui l'Assessore consigliere sommava le due indennità, mentre l'Assessore non consigliere non prendeva ovviamente l'indennità di consigliere ma prendeva soltanto quella di assessore. Nel 1954, invece, il trattamento dei consiglieri venne esteso anche agli assessori non consiglieri, ma ricordiamo che era un trattamento profondamente diverso da quello odierno, perché consisteva in una indennità, più medaglie di presenza, rimborsi spese varie, e così via. Successivamente l'indennità ai consiglieri regionali ha avuto l'inquadramento con l'articolo 1 della legge 7 aprile 1966, numero 2 che ha conglobato in un unica indennità, che è quella che oggi i consiglieri percepiscono, non solo l'indennità ma anche il rimborso delle spese di segreteria e rappresentanza spettanti ai consiglieri. Tra l'altro noto, per inciso, che questa formulazione di portare tutto dentro l'indennità sta danneggiando i consiglieri dal punto di vista fiscale, perché quelli che sono i rimborsi spese, non sono evidenziati come tali, ma compresi nell'indennità. Ora, cosa avviene con questo sistema? Avviene che l'Assessore non consigliere, per effetto del cumulo di queste norme, sta prendendo il rimborso spese di segreteria e il rimborso spese di rappresentanza che spettano ai consiglieri, nonostante agli assessori competa una apposita segreteria di nove persone e un fondo di rappresentanza che viene stabilito ogni anno con la legge di bilancio e che per quest'anno è di 12 milioni. Per cui si sta realizzando un cumulo di indennità che mi sembra assolutamente ingiustificato, perché in effetti l'Assessore non consigliere non mi sembra che abbia diritto al rimborso spese di segreteria e di rappresentanza come consigliere, perché queste vengono date ai consiglieri per tenere rapporti con l'elettorato. l'Assessore non consigliere chiaramente non deve tenere rapporti con l'elettorato e le spese di segreteria e di rappresentanza che ha come assessore gli vengono chiaramente pagate sul bilancio regionale. Per cui ,in effetti, sta conseguendo un utile senza nessuna causale, ma questo deriva dal fatto che l'assimilazione degli assessori non consiglieri ai consiglieri avvenne nel 54 in un'ottica completamente diversa. L'emendamento si propone a questo punto di sganciare il trattamento degli assessori non consiglieri da quello dei consiglieri, proprio perché ha questa assurdità che applicando il trattamento ai consiglieri spettano rimborsi spese che i consiglieri hanno e gli assessori non consiglieri non hanno. Per cui l'unico criterio razionale sembra ai componenti quello di ragguagliare l'indennità dell'assessore non consigliere, anziché le due attuali indennità, un unica indennità, all'effettivo guadagno che l'assessore non consigliere ha conseguito negli ultimi anni prima di andare a fare l'Assessore. Credo che questo sia un giusto ristoro e per di più, considerato che fare l'Assessore ha sicuramente qualche inconveniente in più, si propone l'aumento di questa somma del 10 per cento. Ovviamente questo può portare, nel caso di assessore non consigliere che abbia una notevole affermazione professionale, a cifre estremamente elevate, per cui si propone un tetto, che cioè l'Assessore non consigliere per effetto di questa norma non possa comunque superare il trattamento che compete al Presidente della Giunta. Il che mi sembra che premi la professionalità e ponga un tetto alle spese, e credo sia anche un problema di dignità che nessun assessore possa ricevere una indennità superiore a quella del Presidente della Giunta.
In questo quadro io credo che l'istituto sia razionalizzato attribuendo appunto agli assessori non consiglieri un trattamento economico adeguato, in particolare adeguato anche alla loro professionalità, staccando completamente le indennità che a loro competono da quelle che competono ai consiglieri del Consiglio che sono tali per un voto popolari e hanno spese in relazione appunto al rapporto che devono avere con gli elettori.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (Popolari), relatore. La Commissione accoglie l'emendamento numero 165. Sul 172 non si esprime, salvo per fare una domanda. Chiedo al collega Bonesu, che è uno che apprezza sicuramente la giustizia e l'eguaglianza tra i cittadini, di quanto sarebbe l'aumento del 10 per cento per i cittadini disoccupati che venissero chiamati a fare gli assessori.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il 165 è della Giunta per cui nulla da dire. Per quanto riguarda l'emendamento numero 172 io sarei tentato di fare qualche battuta, ma insomma va detto su un terreno serio, la Giunta con tutta evidenza non si pronuncia per un fatto di stile, però due considerazioni, proponendo che l'indennità sia fissata non in base alla funzione, ma in base alla professione e al reddito di provenienza, ebbe' si introdurrebbe una modifica non di poco conto per quanto riguarda lo status del rappresentante del popolo, con l'ovvia conseguenza per esempio che ne trae il Presidente della Commissione, i poveri e i disoccupati non potrebbero fare l'Assessore. E' giusto, o non è giusto, e se fosse giusto perché applicarlo agli Assessori e non ai consiglieri? Se il principio è giusto non si vede perché non applicarlo anche ai consiglieri. Ancora: è pensabile... ai sindaci, a tutti, perché si introdurrebbe nell'ordinamento una considerazione diversa, e poi è pensabile, e qui la chiudo perché si potrebbe andare molto a lungo, è pensabile avere due regimi di trattamento diversi per i membri della Giunta? Forse, un attento giurista dovrebbe coglierlo, c'è anche un profilo di illegittimità costituzionale che tra gli altri principi comporta e contiene un principio di uguaglianza che non dovrebbe consentire trattamenti differenziati per lo svolgimento della stessa funzione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Zucca. Ne ha facoltà.
ZUCCA (Progr. Fed.). Io intervengo su un aspetto di questo emendamento...
PRESIDENTE. Onorevole Zucca, non siamo ancora in discussione sull'emendamento numero 172.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.
MARTEDDU (Popolari). Solo dopo le dichiarazioni della Giunta e dopo la presentazione degli emendamenti e in particolare dell'emendamento numero 172, chiedo di sospendere appunto il "172" per un approfondimento perché mi sono oscure tantissime cose, chiedo la sospensione e che venga riportato alla fine della discussione della finanziaria.
PRESIDENTE. Si chiede la sospensione dell'emendamento numero 172, credo, come per il precedente articolo, possiamo discutere l'articolo 31 e il sostitutivo parziale 165, il 172 è aggiuntivo e quindi si può sospendere. Metto in discussione l'articolo 31 e l'emendamento sostituivo parziale numero 165 sempre della Giunta regionale, chi domanda di parlare? Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Io voglio fare solo una breve considerazione in relazione all'articolo 31 e all'emendamento numero 165; l'articolo 31 dice: "gli stanziamenti da iscrivere al fondo di cui all'articolo 5 della legge regionale 25 giugno 1984 numero 33 e relativo agli oneri derivanti dall'applicazione delle norme contenute negli accordi sindacali per i dipendenti dell'amministrazione regionale e degli enti strumentali, relativamente al triennio 1997/1999 di cui all'articolo 52 della legge regionale 8 marzo 1997 numero 8, sono rideterminati in lire 34 miliardi per il 1998 e 27 miliardi per il 1999". Subito si presenta qui un emendamento che modifica l'importo relativo all'anno 1998 portandolo da 34 miliardi a 24 miliardi. Ecco mi sorge il dubbio, forse l'onorevole Scano una qualche spiegazione l'ha anche data ma in quest'Aula non si riesce a percepire quanto si afferma anche dai banchi della Giunta perché ci sono certi settori dell'Aula, siccome non hanno alcun interesse a seguire la legge finanziaria perché deve esser blindata, bloccata, chiusa, senza alcuna apertura allora chiacchierano in continuazione e noi non sentiamo e gli altri non sentono quanto noi diciamo.
PRESIDENTE. Chiedo scusa onorevole Casu. Prego i colleghi che devono scambiare delle idee, è anche comprensibile, però di farlo... Prego.
CASU (F.I.). La mia osservazione era questa: trattandosi di un bilancio di previsione redatto poco tempo fa, di una legge finanziaria fatta da poco, ecco come mai nel tempo intercorso tra la data di presentazione della finanziaria e la data adesso della discussione, ci sia stata questa necessità di modificare e di ridurre di 10 miliardi gli stanziamenti, considerato anche il fatto che gli stanziamenti qui venivano da accordi sindacali, quindi sono delle previsioni che grosso modo dovrebbero essere molto precise alla realtà, non si tratta di previsioni basate su elementi incerti, ma sono elementi che possono essere con facilità calcolati senza variazioni di notevoli dimensioni. Ecco perché è chiaro che la previsione deve essere fatta con cura e con attenzione diversamente il nostro bilancio risulta non essere più attendibile. Grazie.
PRESIDENTE. Chiedo alla Giunta se vuole dire qualcos'altro, siamo in sede di votazione sull'articolo 31 e sull'emendamento numero 165.
Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione prima l'emendamento numero 165. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 31. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 32.
CONCAS, Segretaria:
Art. 32
Rideterminazione di limiti d'impegno
1. Il limite d'impegno di lire 2.100.000.000 autorizzato dall'articolo 55 della legge regionale 29 gennaio 1994, n. 2 e successive modificazioni ed integrazioni è rideterminato in lire 400.000.000, ferme restando le relative annualità (cap.04019/01).
2. Per le finalità di cui all'articolo 3 della legge regionale 14 settembre 1993, n. 40 è istituito l'ulteriore limite d'impegno di lire 5.000.000.000 con annualità dal 1998 al 2013, per le stesse finalità é autorizzato, nell'anno 1998, l'ulteriore stanziamento di lire 10.000.000.000 (cap.07021).
3. Per la concessione dei mutui a tasso agevolato previsti dal comma 5.1 dell'articolo 9 della legge regionale 7 giugno 1984, n. 28, e successive modifiche ed integrazioni è autorizzato l'ulteriore limite d'impegno di lire 300.000.000 con annualità dal 1998 al 2012 (cap.07070).
4. Il limite d'impegno autorizzato dall'articolo 15 della legge regionale 31 maggio 1984, n. 26 e successive modificazioni ed integrazioni, è rideterminato, per ciascuno degli anni 1998, 1999 e 2000 in lire 15.000.000.000 ed è prorogato all'anno 2014, con le ultime due annualità in lire 7.000.000.000 (cap.08109).
5. Il limite d'impegno autorizzato dall'articolo 8 della legge regionale 30 aprile 1991, n. 13 e successive modificazioni ed integrazioni, è rideterminato per l'anno 1998, in lire 14.000.000.000 e per ciascuno degli anni dal 1999 al 2010 in lire 5.000.000.000 (cap.08056).
6. Il limite d'impegno di lire 10.000.000.000, autorizzato dal comma 7 dell'articolo 14 della legge regionale 8 marzo 1997, n. 8, è rideterminato in lire 3.000.000.000 con annualità dal 2000 al 2014 (cap.09042/03).
7. Le annualità dei limiti d'impegno autorizzate per le finalità di cui alla legge regionale 28 aprile 1993, n. 21, relative agli anni 1998 e 1999 sono modificate come segue (cap.09042/03):
anno 1998: lire 3.000.000.000
anno 1999: soppressa
PRESIDENTE. All'articolo 32 sono stati presentati due emendamenti, l'emendamento numero 134 e l'emendamento numero 170. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 134 ha facoltà di illustrarlo.
BALLETTO (F.I.). Signor Presidente, con questo articolo vengono rivisti e modificati taluni limiti di impegno stabiliti con precedenti disposizioni normative. La rideterminazione di impegni disposta dal secondo comma ci trova consenzienti in quanto prevede un ulteriore limite di impegno di 10 miliardi per il 98 e di 5 miliardi per ciascuna delle annualità successive fino al 2013, relativamente al settore turistico alberghiero con un consistente, seppure ancora inadeguato, rifinanziamento della legge numero 40 del 93. Non è invece assolutamente condivisibile il comma 4 laddove è stata prevista una riduzione dei limiti d'impegno di 2 miliardi per gli anni 1998, 1999 e 2000, con una ulteriore riduzione per le annualità relative al 2013 e al 2014 di 8 miliardi ciascuna. Gli stanziamenti di cui trattasi riguardano interventi a sostegno del programma straordinario di edilizia agevolata previsti dall'articolo 15 della legge finanziaria del 1984 e riguarda finanziamenti a favore delle cooperative edilizie, assegnatarie di aree comunali. La riduzione dello stanziamento non può giustificarsi in nessun modo, posto che esso assolve ad una duplice finalità, la prima di natura sociale, consentendo ai soci delle cooperative di diventare proprietari di un'abitazione altrimenti non ottenibile; la seconda di ordine economico, poiché si dà impulso o quanto meno sostegno al settore delle costruzioni da anni in crisi, considerato questo settore non a torto trainante per l'economia.
Presidenza del Vicepresidente Zucca
(Segue BALLETTO.) In una Regione che spende e sperpera miliardi e miliardi in contributi ad associazioni culturali, a soggetti diversi per consulenze, studi e ricerche, nella quasi totalità dei casi inutili, che spreca centinaia di miliardi in una formazione professionale insufficiente, inadeguata ai reali bisogni delle imprese, come mai è possibile negare per questo programma di intervento la modesta somma di 2 miliardi. Questi sono i misteri dell'attività di amministrazione condita in salsa ulivista.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 170 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento deriva dalla necessità di adeguare l'autorizzazione alla spesa contenuta nel comma secondo dell'articolo che stiamo esaminando alle esigenze non eludibili di copertura degli oneri finanziari derivanti dalla legge regionale numero 9 dell'11 marzo 98, recentemente approvata dal Consiglio, promulgata ma non ancora pubblicata. Per fare fronte a tali esigenze dunque è stata istituita nel fondo "nuovi oneri" un'apposita riserva, alla voce 8 bis, che verrà utilizzata in corso di esercizio con provvedimento amministrativo, cioè con decreto dell'Assessore della programmazione di recepimento nel bilancio della succitata legge regionale. Quindi questa manovra che, ripetiamo, analogamente per quanto disgiuntamente anche per la recente legge approvata dal Consiglio contenente interventi in agricoltura, è di carattere meramente tecnico. Cioè stiamo dando copertura finanziaria alle due leggi approvate in febbraio dal Consiglio.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (Popolari), relatore. La Commissione non accoglie l'emendamento numero 134, accoglie l'emendamento numero 170.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento numero 134 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Conformemente al parere della Commissione, è di non accoglimento.
PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo 32 e sugli emendamenti numero 134 e 170.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Signor Presidente, io voglio intervenire anche sul primo comma. Siamo nella discussione generale dell'articolo, il primo comma prevedeva ai sensi dell'articolo 55 della legge regionale 29 gennaio 1994, un limite di impegno di 2 miliardi e 100 milioni che viene, per effetto dell'articolo 32 in discussione, rideterminato in 400 milioni ferme restando le relative annualità. Se andiamo a guardare l'articolo 55 della legge regionale numero 2 del 94 questo recita: "l'amministrazione regionale è autorizzata a concedere ai consorzi fra i comuni e ai consorzi industriali contributi in conto interesse dovuti per mutui contratti con enti di credito per la costruzione, l'ammodernamento, l'ampliamento e la ristrutturazione di impianti per la depurazione delle acque reflue e delle relative condotte di raccordo con le reti fognarie, nonché per la realizzazione di impianti di smaltimento dei rifiuti solidi urbani di pertinenza dei comuni consorziati e dei consorzi industriali medesimi". Ora io mi chiedo come è possibile che, a meno che il fatto non sia giustificato da un errore di previsione, quindi da un errore di programmazione, e con questo si conferma che gli errori di programmazione e di previsione sono alquanto diffusi all'interno di questa amministrazione, un impegno di spesa così rilevante per quanto riguarda gli effetti in termini di interventi e di realizzazioni, possa essere ridotto di un importo così consistente, passando da 2 miliardi e 100 a 400 milioni. Per ciò che riguarda invece il quarto comma, non si capisce il perché della riduzione, perché anche in questa circostanza si è assistito al laconico intervento sia della Presidenza della Commissione, sia dell'Assessore della programmazione, limitandosi ad affermare: non si accoglie. Eppure mi sembra di dire che le motivazioni, o perlomeno le argomentazioni che sono state portate a sostegno dell'emendamento, abbiano un qualche fondo di credibilità e di logicità di ragionamento.
Sarebbe stato più piacevole sentirsi dire che ciò che andiamo sostenendo è errato, perché non è affatto vero e non è affatto utile che si voglia favorire l'acquisizione della casa a quei soggetti che ne fanno domanda e che hanno esigenza di ottenere una casa in proprietà attraverso lo strumento delle cooperative edilizie, una delle forme di cooperazione che io vedo favorevolmente per due ordini di motivi: uno di tipo preminentemente e prettamente sociale, perché con i costi attuali delle abitazioni è evidente che l'accesso alla proprietà non può essere facile per tutti i soggetti, considerato anche il livello di povertà che esiste e che è abbastanza diffuso o, se vogliamo parlare non di povertà, parlando di reddito medio ci rendiamo conto quanto questo sia basso e quanto difficile sia la possibilità per i cittadini appartenenti a questa categoria di accedere alla proprietà. Quindi il sistema delle cooperative edilizie favorisce e avvantaggia, proprio con finalità sociali, l'acquisizione in proprietà della casa. E badate bene che questa norma di riferimento non si rivolge a tutte le cooperative edilizie in senso lato, ma si rivolge esclusivamente a quelle cooperative che si vedono assegnatarie, da parte dei comuni, delle aree nelle quali realizzare il progetto, e quindi la possibilità di acquisire la propria abitazione. Quindi c'è un collegamento diretto tra ente locale e cooperativa edilizia, quindi non è un'attività a fini speculativi, perché è proprio oggetto del controllo da parte dell'ente locale. Allora, se è vero come è vero, e come si sostiene da più parti, che uno dei settori trainanti dell'economia, uno dei motori principali dell'impulso e della crescita è rappresentato dal settore delle costruzioni, sia quello privato che quello pubblico, per quale motivo si vogliono, con quest'articolo che prevede la rideterminazione dei limiti di impegno, in quel particolare settore incidere negativamente. Lo si dica chiaro e tondo; quest'amministrazione, questa maggioranza di centro sinistra che non vuole favorire il processo di acquisizione della casa da parte dei ceti sociali più deboli. Lo si dica apertamente e in questo modo i beneficiari del provvedimento o i soggetti che aspirano a questo tipo di intervento sappiano che questa maggioranza, che dovrebbe tutelarli e proteggerli, ha fatto scelte in direzione completamente opposta. Complimenti e congratulazioni.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 134. Chi lo approva alzi la mano.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 134.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 44
Votanti 44
Maggioranza 23
Favorevoli 7
Contrari 37
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione consiglieri: BALIA - BALLERO - BERRIA - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEMONTIS - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FERRARI - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - LA ROSA - LOCCI - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MONTIS - MURGIA - OBINO - PALOMBA - PETRINI - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Metto in votazione l'emendamento numero 170.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Chiedo la votazione segreta.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 170.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 38
Votanti 38
Maggioranza
Favorevoli 36
Contrari 2
Qui ho una nota dei Segretari che hanno preceduto come è nelle loro competenze, alla verifica, risulta alla verifica dei Segretari che controfirmano questa dichiarazione che l'onorevole Pittalis, l'onorevole Balletto e l'onorevole Tunis erano presenti in Aula e quindi, ai sensi dell'articolo 57, ai fini del numero legale, sono considerati astenuti. Dimenticavo di dire che oltretutto c'è un consigliere in regolare congedo, il che fa abbassare il quorum.
Sul Regolaneto
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). No, sono 38. Presidente, si è applicata finora una regola e cioè dare per certo il risultato della votazione elettronica. Ora si sta introducendo un'altra regola, mi pare che questo non sia assolutamente il caso, anche perché al momento della votazione, d'accordo può essere sopraggiunto il collega Balletto o qualunque altro al momento della chiusura, quindi fa testo il risultato della votazione elettronica secondo quel metodo che si è finora utilizzato. Quindi, se si deve modificare la regola, Presidente, lo si dica prima anche della votazione. Non si può modificare il risultato, quindi su questo noi insistiamo.
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, io ho l'obbligo di attenermi alle procedure che sono sancite dagli articoli e non posso trascurare, non lo voglio e non lo posso, ciò che è stato comunicato riguardo a un problema analogo a questo dal presidente Selis in apertura di una recentissima seduta. Il presidente Selis comunicò all'Aula che la presenza in aula, e in particolare la presenza di chi richiedeva la votazione segreta, aveva come automatica conseguenza il conteggio del richiedente lo scrutinio segreto ai fini della verifica del numero legale e a questo mi sono correttamente attenuto, non ho inventato niente e non ho aggiunto niente.
Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, non mi sembra corretta l'interpretazione, perché qua va computato sicuramente tra i presenti l'onorevole Pittalis, perché ha chiesto lui il voto segreto, ma non si possono computare presenti i consiglieri che non hanno fatto nessuna dichiarazione e non hanno voluto attestare la presenza col mezzo elettronico. Quando la votazione è elettronica occorre seguire i criteri delle votazioni elettroniche; se si vuole mettere in contestazione il sistema elettronico ritorniamo al vecchio sistema delle palline, però anche in quel caso chi non metteva la pallina non era computato presente. Qua uno deve dichiarare la presenza premendo il tasto di presenza. La procedura prevede il controllo dei presenti eccezione va fatta per il consigliere Pittalis, che ha fatto una dichiarazione, per cui va considerato comunque astenuto, per cui i partecipanti alla votazione o votanti o astenuti sono 39, quindi è mancato il numero legale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (F.D.S. - Progr. Sard.). Presidente, io credo che noi non possiamo assolutamente lasciare alle libere interpretazioni problemi che a livello regolamentare sono espressi in maniera assolutamente chiara e la cui interpretazione non lascia adito a dubbi di sorta. Ecco, Presidente, l'ho già detto in un'altra occasione e sempre relativamente a questo tipo di interpretazione, all'articolo 57, ultimo comma, punto 8, leggo testualmente: "Nelle votazioni per la cui validità sia necessaria la constatazione del numero legale i consiglieri presenti, i quali prima che si dia inizio alla votazione abbiano dichiarato di astenersi, sono computati ai fini del numero legale. Agli effetti del computo del numero legale i consiglieri presenti nell'aula, i quali non partecipino ad una votazione, sono considerati come astenuti".
Mi pare, Presidente, che non vi possano essere interpretazioni alternative rispetto all'interpretazione letterale che è espressa in maniera assolutamente chiara. Peraltro è evidente che pure nella votazione elettronica occorre in ogni caso il concorso e la vigilanza dei Segretari. Adesso faccio un esempio assurdo: se un consigliere assente dall'aula lascia inserita la scheda…Presidente la pregherei, sto facendo un esempio, a dimostrazione dell'assoluta esigenza di fondere il voto elettronico con la vigilanza e l'attenzione da parte dei Segretari e quindi delle persone, dicevo, se per assurdo un consigliere si assenta dall'aula, lascia inserita la scheda elettronica nella propria postazione, un altro dei consiglieri presenti esprime per conto del consigliere assente il voto, io mi chiedo, signor Presidente, se solo perché è stato premuto il tasto verde che segnala la presenza accompagnata dal voto, quello non sia un voto contestabile dalla vigilanza dei Segretari, così come in qualche occasione all'interno di quest'aula è avvenuto. Quindi, questo sta a dimostrare che le due metodiche devono essere fuse e interpretate l'una assieme all'altra. In ogni caso il punto 8 dell'articolo 57 non mi pare che lasci adito ad interpretazioni differenti da questa che i consiglieri, se presenti in aula, devono essere computati come astenuti.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Casu e all'onorevole Marteddu mi corre l'obbligo di leggere testualmente il testo del processo verbale numero 266, relativo alla seduta del 10 marzo, martedì, verbale regolarmente approvato da questo Consiglio regionale, cioè da tutti noi. In questo verbale c'è scritto che il Presidente, che era l'onorevole Milia: "accoglie la richiesta di applicazione rigida dell'articolo 96, comma 3" e segue "per quanto attiene il primo problema posto dal consigliere Balia" problema identico a quella che si sta ponendo oggi "stabilisce che deve essere considerato presente in Aula qualunque consigliere che una volta aperta la votazione non esca prima che la votazione venga dichiarata chiusa". Questo verbale è stato approvato unanimemente, senza obiezioni da questo Consiglio regionale. Quindi non mi si venga a dire che sto sovvertendo le regole, che sto cambiando le regole; se il Consiglio regionale vuole ricredersi su ciò che ha deciso unanimemente, può farlo, ma non può addebitare al Presidente di turno per l'ennesima volta delle colpe che non ha, ne avrà tante altre, ma non quella di inventare delle cose che non ci sono. Questo verbale, lo ripeto, è stato approvato all'unanimità di questo Consiglio regionale. Mi pare che se ci basassimo sulla logica elementare protrarre una discussione su questo potrebbe essere considerata davvero una spendita di tempo non la migliore. Comunque chi ha chiesto la parola ha diritto di parlare, ed io continuerò a dare la parola.
Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Signor Presidente, se non ricordo male, in una votazione fatta mi pare la settimana scorsa si verificò il caso di 41 presenti secondo la votazione elettronica, mentre materialmente in aula erano presenti 38 persone. In quella circostanza si disse che la votazione elettronica faceva fede. Allora se in quella circostanza la votazione elettronica doveva far fede, anche adesso deve far fede la votazione elettronica. Siccome la votazione elettronica dà 38 presenze, più l'onorevole Pittalis che ha chiesto la votazione segreta, i presenti sono 39; non possiamo invertire, cambiare il metodo di misura da un giorno all'altro. Questo è capitato durante questa sessione dei lavori, 38 presenti materialmente in aula, mentre secondo il tabellone i presenti erano 41. La votazione venne considerata valida. Siccome allora venne considerata valida ora con 39 presenze non può essere considerata valida.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.
MARTEDDU (Popolari). Signor Presidente, per dire che concordo appieno con quanto detto intanto dall'onorevole Balia, poi per chiedere quanti sono i consiglieri in congedo e cioè quindi qual è la maggioranza che occorre per la validità della seduta; poi per chiedere anche l'autentica interpretazione del comma 3 dell'articolo 96, laddove si dice che il voto segreto può essere chiesto da un quarto dei componenti, cioè da 20 consiglieri, oppure da un Gruppo consiliare tramite il suo Presidente. Io ho avuto sempre questa fortissima curiosità di sapere se quando un Presidente di Gruppo chiede un voto segreto, la sua richiesta equivale a 20 componenti del Consiglio regionale oppure al numero dei componenti quel Gruppo consiliare. E' solo una mia curiosità ma io vorrei saperlo con esattezza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Piras. Ne ha facoltà.
MARTEDDU (Popolari). Signor Presidente vorrei saperlo subito, non ho fatto un intervento, ho fatto due domande precise alle quali vorrei una risposta.
PIRAS (Popolari). Signor Presidente, siccome si sta sempre discutendo soprattutto quando c'è questo tipo di maggioranza di presenti in aula e non votano, questo problema è legato soprattutto al Regolamento. Il Regolamento era stato fatto per quando si votava con le palline; i segretari chiamavano in aula, chiamavano anche quelli che si astenevano e pertanto la cosa era pacifica e tutto andava bene. Adesso il problema è che i segretari non possono contemporaneamente votare e fare anche una panoramica visiva, perché la panoramica visiva può essere fatta anche dopo che è chiusa la votazione. Non c'è un Regolamento chiaro su questo. Pertanto, a parer mio, se usiamo il tabellone elettronico e non modifichiamo il Regolamento quello che vale è il risultato della votazione elettronica, non quello che succede in aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Signor Presidente, a me sembra di poter dire che le affermazioni del collega Balia, e l'adesione che ne ha fatto al contenuto il collega Marteddu, non siano pertinenti alla fattispecie alla quale noi ci rivolgiamo. Perché la procedura dell'articolo 8 è relativa a quelle votazioni per le quali è necessaria la constatazione preliminare del numero legale; quando è richiesta cioè durante le operazioni di voto la verifica del numero legale. Allora se è richiesta la verifica del numero legale, le persone che sono presenti in aula si considerano presenti perché la votazione non è ancora avvenuta, si sta constatando se esiste il numero legale prima della votazione, durante la fase dell'operazione. Questo vuol dire...
Presidente, lei non mi ha sentito, perciò io ripeto.
PRESIDENTE. L'ho sentita, onorevole Balletto, non sono uno che ha bisogno di sentire le cose tre volte.
BALLETTO (F.I.). Io comunque siccome l'ho vista parlare con il Segretario Generale ho la presunzione, così come l'ha avuta lei scherzosamente prima di capire che cosa volesse dirle il Presidente del mio Gruppo, io ho la presunzione, sempre scherzosamente, di ritenere che quando uno parla con altri non stia ascoltando. Quindi io voglio ribadire il mio pensiero. La posizione e le affermazioni del collega Balia non sono condivisibili perché riguardano altra fattispecie; riguardano esattamente la fattispecie che ricorre allorquando durante le operazioni di voto viene chiesta la verifica del numero legale. In quella circostanza il Presidente del Consiglio, avvalendosi dell'intervento dei Questori ordina la chiusura degli accessi e verifica l'esistenza del numero legale attraverso l'appello nominale. Punto e basta. Qua invece siamo in un'operazione di voto che si è esercitata e la validità è dipendente, è collegata ed è subordinata all'esistenza del numero legale, cioè la metà più uno, punto e basta. Quindi sono due fattispecie completamente distinte, non si può mischiare la procedura di cui all'articolo 8 con le operazioni di votazione per le quali solamente il responso della votazione indica se il numero legale esisteva o non esisteva. D'altro canto quando vi era la votazione con il sistema delle palline i presenti in aula se non votavano perché chiamati non ricevevano le palline, quindi non votavano, non erano computati nel numero legale. I presenti in aula potevano essere computati solo se si fosse avviata la procedura dell'articolo 8 con la richiesta della verifica del numero legale. Le fattispecie sono completamente diverse, quella che ci riguarda nel caso concreto non afferisce al comma 8 dell'articolo 57, per cui la interpretazione che ne ha dato la Presidenza a mio modo di vedere, è completamente fuori luogo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (Progr. Fed.). Molto brevemente, Presidente. Io concordo con la sua interpretazione, non mi diffondo sul ragionamento delle palline perché l'ho già fatto in una seduta precedente, penso che tra di noi, lo dico ai colleghi Pittalis e Balletto, tra di noi dobbiamo anche rispettarci e avere un po' di buon senso insomma, è stato fatto il verbale, ma per quanto mi riguarda, siccome vi ho visti, siccome eravamo assieme, eravate presenti in Aula, se si è presenti, si è presenti, è inutile fare tra di noi tutte queste operazioni che servono solo per creare fra di noi qualche problema nella gestione dei lavori. Comunque Presidente, concordo con la sua risposta, con la sua valutazione e con la sua decisione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tunis. Ne ha facoltà.
TUNIS MARCO (F.I.). Sull'ordine dei lavori, signor Presidente, e per fatto personale perché riconosco che avete attribuito un'unità in più attribuendola al sottoscritto. C'è stato un momento in cui in Aula io ero presente però ho avuto necessità di problemi urgenti e impellenti fisiologici che mi hanno portato fuori immediatamente, non ho fatto altro che togliere la scheda e andare, però quando sono uscito non ho sentito che si dicesse la votazione è chiusa. Adesso io mi ritrovo invece con una certificazione sua e dei suoi collaboratori che certificano ufficialmente la mia presenza. Io penso che sia una forzatura perché nel momento in cui uno ha necessità di uscire non mi può attribuire la presenza anche se io ho voglia di uscire. Mi ha capito Presidente?
PRESIDENTE. Non dubiti mai della mia capacità di capire, se no mi offenderebbe anche.
TUNIS MARCO (F.I.). Io voglio dire che riconosco onestamente che non si era dichiarata ancora e nelle orecchie non le ho sentite, le parole "è chiusa la votazione", io ho sentito la necessità di uscire e quindi non può lei, Presidente, mi creda, arbitrariamente attribuirmi una presenza, quando sono assente sono assente perché sono rientrato ora. Quindi io non lo so per gli altri, io parlo per me, Presidente, ho avuto delle necessità, infatti la mia presenza non è stata dichiarata perché non era chiusa ancora la votazione, Ecco io ho avuto dei problemi, volevo certificarli, grazie.
PRESIDENTE. Su questo rispondo immediatamente, risulta ai segretari che sono garanti e che controfirmano anche ciò che dichiarano, che al momento della votazione l'onorevole Tunis era presente, si possono leggere anche i nastri, io ho dichiarato chiusa la votazione e su questo non ci piove né ci nevica.
Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Fois. Ne ha facoltà.
FOIS PAOLO (Progr. Fed.). Grazie Presidente, un breve intervento per richiamare l'attenzione di tutti noi sul fatto che questa situazione che si ripropone ahimè da una settimana conferma l'urgenza di una revisione del Regolamento su questo aspetto e su altri aspetti. Io ho svolto due interventi credo in Aula in questo senso e ho scritto una lettera, credo avant'ieri, al Presidente del Consiglio, ai Presidenti dei Gruppi consiliari e ai componenti della Giunta per il Regolamento, data l'importanza della questione. Qual è il mio pensiero che credo dovrebbe formare oggetto di un'attenta considerazione? Innanzitutto non si è formata una prassi e proprio per questo, per contestare il principio che si stesse formando una prassi io ho scritto questa lettera, non si è formata una prassi, onorevole Casu, quando c'è stato il 5 marzo, quella diciamo così convalida del voto in base alle risultanze, c'è stato questo fatto, ma non si è formata una prassi, e proprio per evitare che si consolidasse una prassi così pericolosa io ho preso la parola e ho scritto una lettera alle persone a cui ho fatto riferimento. Io sostengo che su un piano generale non si possa utilizzare il tabulato per controllare l'esistenza o meno del numero legale, e questo per due ragioni, prima di tutto perché appunto questo può portare per le ragioni che ho esplicitato in Aula e ho precisato poi nella lettera, può arrivare a limitare la segretezza del voto, in secondo luogo perché il Regolamento contiene una norma molto precisa che è quella del comma 4 dell'articolo 57 che non subisce eccezioni né deroghe in base al Regolamento che dice che per verificare se il Consiglio è in numero legale il presidente ordina l'appello. Qualcuno può dire che non è stata chiesto il controllo o meno dell'esistenza del numero legale, però non va dimenticato che il secondo comma dell'articolo 57 dice che la Presidenza non è tenuta a verificare se il Consiglio sia oppure no in numero legale per deliberare. Allora questo vuol dire che indipendentemente che ci sia stata la richiesta dell'esistenza o meno del numero legale, la Presidenza può d'ufficio applicare la norma del comma 4 dell'articolo 57 per verificare se...
PRESIDENTE. Chiedo ai colleghi di seguire con attenzione questa interessante discussione.
FOIS PAOLO (Progr. Fed.). ...la procedura da seguire quindi è soltanto quella dell'appello ordinato dal Presidente, non si può utilizzare il tabulato per verificare l'esistenza del numero legale. Questo è un principio generalissimo che tutela la segretezza del voto e io sono attestato su queste posizioni e desidero confermare la mia interpretazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu. Ne ha facoltà.
BIANCAREDDU (F.I.). Signor Presidente, colleghi, noi tutti sappiamo che per i consiglieri assenti è prevista una penale di 300 mila lire, onde evitare l'assenza, uno degli strumenti che noi abbiamo è quello di votare o durante la seduta antimeridiana o durante la seduta pomeridiana. Chi non risulta votante deve pagare la penale, quindi se valesse la sua interpretazione basterebbe che un Segretario vedesse un consigliere che circola per l'Aula e la penale non sarebbe più applicabile. Quindi non è che un consigliere risulta assente per pagare la penale, e risulta presente per il numero legale dell'Aula, o vale per tutte e due le cose la presenza sancita dai Segretari o non vale per nessuna. Quindi se lei mi spiega questo, d'ora in avanti non voterò più, andrò dal Segretario e gli dirò che sono qua e multa non ne prendo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Edoardo Usai. Ne ha facoltà.
USAI EDOARDO (A.N.). Presidente, io le riconfermo la mia stima, però ho l'impressione che lei in questa occasione abbia preso una topica, perché? Perché la votazione elettronica è predisposta in questo modo, lo ricordo a me stesso, non a lei che sa benissimo come è predisposta, vi è un tasto, il primo tasto sulla sinistra, che dà la presenza, ora se in Aula io sono fisicamente presente ma non premo il tasto della mia presenza, la Presidenza e i Segretari non possono aver contezza della mia presenza stessa, quando poi io leggo presenti 39, vuol dire che i presenti sono 39, non possono essere 44, in virtù del fatto che io mi aggiro senza meta all'interno dell'Aula, c'è scritto presenti 39, i presenti devono essere calcolati e valutati in base allo schiacciamento del pulsante che da la presenza. Quando poi l'articolo 57 dice: per verificare se il Consiglio è in numero legale il Presidente ordina l'appello, bé questo è un articolo di Regolamento che prescindeva dalla votazione elettronica. Non se ne parlava, non era possibile; grazie a questo Collegio dei Questori, esistente dal 1994, è stata attivata la votazione elettronica, però il Regolamento prescindeva dalla votazione elettronica. Per cui appello o non appello non serve a niente invocare, se qualcuno ha invocato, l'articolo 57, perché la presenza viene data dal pulsante. Se uno attiva il pulsante è presente, se non l'attiva è assente, e come tale deve essere considerato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cadoni. Ne ha facoltà.
CADONI (A.N.). Io avrei condiviso le osservazioni fatte dal collega Balia, sempre che quel famoso conto si facesse nell'intervallo tra l'apertura e la chiusura della votazione o subito dopo, non quando viene fatto dopo le risultanze della votazione stessa. Infatti c'è stato un ritardo nel cartellone elettronico delle votazioni perché si vedevano dei numeri strani. Adesso nessuno impedisce, una volta chiusa la votazione, di rientrare in aula, così come di allontanarsi. Allora io vorrei sapere in quel momento chi erano quelli che sono rientrati e quelli che si sono allontanati, perché senz'altro i Segretari avranno fatto il conto dopo che è venuto fuori quel risultato strano. E allora in quel momento forse avete voi guardato da questa parte e non da quella perché i voti che mancavano erano da questa parte, perché quelli si dava per scontato che hanno votato. Dunque se si vuole adottare questo sistema, tanto vale ritornare al vecchio, cioè quando si davano le palline, c'è la chiamata nominale, uno va e mette le palline dentro. E chi impedisce di essere chiamato e di non mettere le palline dentro? Io posso lasciarmele in tasca e le metto nella votazione successiva, oppure ne butto quattro tutte insieme, vado la seconda volta, prendo le altre due palline, vado là perché non sono 80 o 160 esatte le palline, sono di più, vado lì e ne butto quattro e dunque falsifico la prima votazione e falsifico anche la seconda votazione, perché nessuno controlla la mia mano se lascio cadere le palline o se invece le palline me le porto appresso e poi le ributto, anziché due quattro la seconda volta. Dunque potrei anche, col sistema delle palline, falsare la votazione in un modo o nell'altro.
Secondo me la votazione più giusta è quella elettronica, perché proprio calcando il tasto uno dà la presenza o l'assenza, perché uno può essere presente o assente. Dunque se si vuol fare quel conto l'unica cosa è l'appello nominale, la verifica prima della votazione a scrutinio segreto, la verifica delle persone che sono in aula, che rispondono sì perché io anche essendo presente posso dire no, e voi, non rispondendo, dite assente. Dunque qui bisogna mettersi d'accordo: o è valida a tutti gli effetti oppure si fa prima l'appello nominale e poi, in base all'appello nominale si fa la votazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Onorevole Presidente, io penso che in questa lunga vicenda interpretativa dell'articolo 57 non si sia andati nella lettura fino alla fine dell'articolo stesso. E allora se noi avessimo letto fino all'ottavo comma, avremmo fatto una scoperta: e cioè che i presenti che non partecipano al voto sono considerati astenuti. Allora che cosa significa questo? Che se dal verbale che l'Ufficio di Presidenza ha redatto...
PRESIDENTE. Scusi, siccome è un lapsus il suo, i consiglieri presenti nell'aula, i quali non partecipano sono considerati astenuti; lei ha detto "assenti". Ha sbagliato nel dire?
MASALA (A.N.). Non so, se io ho detto assenti, volevo dire astenuti. Allora il problema può essere risolto agevolmente sul piano tecnico in modo inconfutabile. Se dal verbale risulta l'elenco degli astenuti allora non c'è problema; cioè se io fossi stato presente in aula e non avessi partecipato al voto e risulto nell'elenco degli astenuti allora io non discuto. Bisogna vedere se in questo tabulato io risulto come astenuto. Perché se io non risulto come astenuto, vuol dire che sono assente, perché o ho votato a favore o ho votato contro o mi sono astenuto. Se io non sono nell'elenco degli astenuti vuole dire che ero assente.
PRESIDENTE. Do un chiarimento all'onorevole Masala, è doveroso farlo perché non era presente quando ho dato le spiegazioni precedenti. I Segretari, controfirmando la dichiarazione, hanno scritto che l'onorevole Pittalis e l'onorevole Balletto e l'onorevole Tunis erano presenti in Aula al momento della votazione. Questo è firmato dai Segretari.
PIRAS (Popolari). Ma come fanno a sapere se c'è una scheda infilata...
PRESIDENTE. Onorevole Piras, non le ho dato la parola.
PIRAS (Popolari). Siccome non mi dà la parola voglio sapere come fanno i Segretari; non lo possono controllare, allora bisogna fare l'appello.
PRESIDENTE. La prego di dare il buon esempio, essendo membro dell'Ufficio di Presidenza. La prego di parlare quando le avrò dato la parola. La Segretaria che dichiara di aver visto presente in Aula ha controfirmato. Io non ho nessun motivo per dubitare e non lo farei mai, di una dichiarazione firmata dalla Segretaria di turno.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Signor Presidente, a mio avviso non è corretto che i Segretari diano conto soltanto di ciò che pare a loro nel momento. Ha ragione il Segretario Piras e io non vedo perché non si debba tenere nella dovuta considerazione l'opinione espressa dal Segretario, onorevole Silvio Piras, membro dell'Ufficio di Presidenza.
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, lei ha già parlato su questo argomento, mi avete chiesto l'interpretazione, io l'ho data, lei il Regolamento lo sta travalicando più volte. Sullo stesso argomento si parla una volta e lei ha già parlato, io glielo dico garbatamente ma anche fermamente. Non è che per taluno chiede il rispetto del Regolamento e per altri no. Lei ha già parlato su questo argomento, mi è stata chiesta un'interpretazione, l'ho data, ho letto integralmente il testo del verbale, unanimemente votato dal Consiglio regionale, nel quale si dava un'interpretazione e si poteva considerare chiusa la discussione. Abbiamo continuato a farlo ma non nel senso che uno parla quante volte vuole sullo stesso argomento. Onorevole Pittalis, concluda per gentilezza.
PITTALIS (F.I.). Siccome ella cortesemente mi ha dato la parola volevo brevemente concludere il mio ragionamento. Se si vota col sistema elettronico io voglio ricordare a me stesso che ci sono diversi tasti che indicano la presenza, indicano poi, il tasto verde, il voto favorevole, il tasto rosso il voto contrario e mi pare il tasto giallo l'astensione. Allora, o l'astensione viene certificata col sistema elettronico o, altrimenti, Presidente, nessuno, né lei né il Segretario può assumere come voto di astensione anche la mera occasionale presenza in aula di un consigliere. Altrimenti, Presidente, questa è la richiesta che a nome di Forza Italia preannuncio, se la tesi fosse quella che lei ha dato, noi chiederemo ,d'ora in poi, nel rigoroso rispetto del Regolamento, l'applicazione del quarto comma dell'articolo 57 e chiederemo sempre, prima di ogni votazione, l'appello nominale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.-Progr.). Signor Presidente, signori consiglieri, ognuno è legittimato qua, sulla base del Regolamento, a chiedere quello che può chiedere, per cui nessuno vuole sindacale le richieste. Rispetto alla legittimità delle richieste quello che provocano non lo giudicheremo noi, ma lo giudicheranno quelli che non sono qua, ma sono fuori di quest'aula. Mi sembra comunque di dover intervenire sull'ordine dei lavori, nel senso che non è possibile che una volta espressa un'opinione del Presidente, convalidata dal Segretario di turno, che è lì in quella sede, che non era in giro, che è lì, si possa continuare su una questione che di sicuro è molto articolata, complessa, in relazione al fatto che si è introdotto il sistema elettronico in un Regolamento che ancora non si è adeguato, per cui forse è necessario che il Polo di centro destra, Forza Italia, se ha bisogno di ulteriori chiarimenti e specificazioni si attivi per convocare una Conferenza apposita in cui si stabiliscano norme precise, però non si può in questa sede, in questo momento, in questa fattispecie, mettere in discussione una decisione assunta dal Presidente di quest'Assemblea a cui, a mio avviso, va dato rispetto e soprattutto comprensione per la pazienza che ha a sopportare i continui interventi, a mio avviso ostruzionistici, che vengono dai banchi di Forza Italia.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lombardo. Ne ha facoltà.
LOMBARDO (F.I.). Signor Presidente, è prerogativa di un consigliere regionale la facoltà di non partecipare ad una votazione pur essendo in Aula, perché se un consigliere regionale si volesse astenere potrebbe benissimo calcare il tasto previsto dalla votazione. Ora, mi sembra che i Segretari, nel momento in cui attestano la partecipazione dei consiglieri regionali come astenuti a una votazione, stiano andando al di là delle prerogative, si stanno sovrapponendo ad una precisa facoltà riconosciuta al consigliere regionale di non risultare ad una votazione, e non mi sembra giusto, non possono loro andare al di là delle prerogative che ci sono riconosciute.
PRESIDENTE. Onorevole Lombardo, mi avvalgo della facoltà di Presidente per dichiarare chiusa la discussione e non do più la parola a nessuno. Sono il Presidente dell'Assemblea, non sono obbligato, non do più la parola a nessuno. La discussione è chiusa, chi vuole urlare, urli per conto suo, la discussione è chiusa.
(Interruzioni)
BOERO (A.N.). Lei è un Presidente bolscevico… questo è un sopruso.
PRESIDENTE. La discussione è chiusa, non do la parola su quest'argomento. Quando si sarà rilassato, onorevole Boero, ne guadagnerà la sua salute, mi preoccupo per la sua salute. L'interpretazione è stata data, il risultato della votazione è quello che ho proclamato, punto e basta. Se poi avete altri mezzi ricorrete alla Corte Costituzionale.
Passiamo all'articolo successivo. Su questo argomento la discussione è chiusa. Su cosa chiede di parlare, onorevole Pittalis?
PITTALIS (F.I.). Presidente, le ricordo che sono Presidente di un Gruppo…
PRESIDENTE. Su cosa chiede di parlare?
PITTALIS (F.I.). Glielo dico subito, chiedo che venga convocata una Conferenza dei Capigruppo.
PRESIDENTE. Convoco la Conferenza dei Capigruppo.
(La seduta, sospesa alle ore 12 e 40, viene ripresa alle ore 13 e 05.)
Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 1998)" (382)
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Dobbiamo votare il testo dell'articolo 32 della finanziaria. L'emendamento è il numero 170, che ha causato tutte le discussioni e che è stato approvato, è quello al quale si riferiva la votazione fonte di lunga e interessante discussione, adesso dobbiamo votare invece il testo dell'articolo 32 della finanziaria.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Boero. Ne ha facoltà.
BOERO (A.N.). Signor Presidente, sull'ordine dei lavori. Brevemente, intanto per scusarmi non del contenuto, ma della veemenza della mia lamentazione precedente e per chiedere a lei se, quando un collega, nella fattispecie è toccato a me prima, da svariato tempo non avendo mai preso la parola al contrario di altri che a torto o a ragione, non mi interessa, l'hanno presa più volte, chiede di poter parlare sullo stesso argomento, se ci sia un regolamento che dica che dopo un certo numero di interventi, uno, anche se non ha mai preso la parola, questa non le viene concessa, non le viene data perché c'è una possibilità di regolamento, mi interessa conoscerlo, perché così magari la prossima volta se esiste un regolamento che sancisce questo modo decisionale del Presidente di turno, non ne faccio una questione personale, così io mi metto l'anima in pace, cercherò di prenotarmi per primo se ho cosa da dire, di non essere tra gli ultimi che parlano, ma desidero sapere non per me ma per tutti i colleghi se il diritto alla parola nella fattispecie mi è garantito o meno, tornando a scusarmi per la mia caratterialità, perché lì vedevo negato il mio diritto alla parola, sono, mi conoscono tutti qua dentro, spesso calmo ma quando presumo che si consumi un sopruso nei miei confronti, la mia caratterialità al pari di quella di qualcun altro qua dentro, esplode e quindi me ne scuso perché comunque non porto mai neanche rancore a nessuno e desidero quindi questa spiegazione per potermi comportare di conseguenza nel proseguo dei lavori. Grazie.
PRESIDENTE. La ringrazio del tono pacato e l'assicuro che avrà diritto alla parola, era una situazione del tutto eccezionale nel corso della quale in base non ad un articolo ma ad un principio generale la Presidenza ha ritenuto di concludere quella discussione. Avrà la parola ogni qualvolta la chiederà.
Passiamo alla votazione dell'articolo 32.
Ha domandato di parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS (F.I.). Sulla necessità che abbiamo di fare per la prossima votazione una votazione per appello nominale di verifica del numero legale ai sensi dell'articolo 57.
Verifica del numero legale
PRESIDENTE. Adesso la votazione era iniziata sulla base di una procedura continuiamo a svolgerla sulla base di quella procedura. Certo, abbiamo discusso tanto...State chiedendo la verifica del numero legale? Procediamo alla verifica del numero legale, sì, sì, facciamo l'appello, non avevo capito bene.
PIRAS (Popolari). Come si fa?
PRESIDENTE. Facciamo l'appello.
(La consigliera Segretaria CONCAS, effettua la conta dei consiglieri presenti e dichiara che essi sono 65. (Vpv.))
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Presidente, io in segno di protesta ho abbandonato l'aula perché trovo assurdo questo appello nominale prima di una votazione che deve avvenire con scrutinio elettronico. Se l'opposizione di destra l'ha chiesta evidentemente è per evidenziare i limiti del Regolamento e l'assurdo a cui si può arrivare. Perché nelle votazioni elettroniche l'attestazione di presenza è inserita nella procedura elettronica, per cui in effetti questo appello nominale preventivo non ha nessuna funzione, nessuna utilità, mentre occorre nelle votazioni elettroniche attenersi ai dati delle votazioni elettroniche. Ne guadagniamo in tempo e in serietà.
PRESIDENTE. Non sono io a sollevare queste questioni. All'articolo 57 si dice che non può essere richiesta la verifica del numero legale prima della approvazione del processo verbale e non prima di votazioni che si devono fare per alzata di mano per espressa disposizione del Regolamento. Il che implica che tutte le altre volte possono essere chieste. Il numero legale da una verifica risulta esserci. Diciamo il numero dei presenti, ma mi sembrava che essendo lo scopo quello di verificare il numero legale, se io dico che il numero legale c'è vuole dire che c'è, comunque diamo il numero esatto: sono presenti 65 consiglieri.
Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 1998)" (382)
PRESIDENTE. Procediamo alla votazione dell'articolo 32. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Chiediamo la votazione per parti dell'articolo 32 con la procedura della votazione segreta.
PRESIDENTE. Specifichi meglio, onorevole Pittalis.
PITTALIS (F.I.). Per commi.
PRESIDENTE. Stiamo verificando in base alle votazioni che ci sono già state come può praticamente farsi la votazione per parti, in relazione ad alcuni emendamenti sui quali si è già votato. Ad evitare possibili equivoci, essendo tutti i commi autonomi, avendo cioè ciascun comma la propria autonomia, possono essere votati in successione e sono indipendenti. L'eventuale rigetto di uno dei commi non significa che decadono gli altri.
SECCI (Popolari), relatore. I commi due e quattro sono stati già votati con emendamento soppressivo.
PRESIDENTE. Si devono votare comunque, io debbo avvalermi della collaborazione dei tecnici perché nasce ogni secondo un problema nuovo. Tranne il comma due che non può essere messo in votazione. L'emendamento soppressivo del comma 2 è stato respinto, quindi il comma 2 non può essere soppresso, ed è approvato.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico del comma 1 dell'articolo 32.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 71
Votanti 71
Maggioranza 36
Favorevoli 40
Contrari 31
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione: BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU -BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, del comma 3 dell'articolo 32.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 70
Votanti 70
Maggioranza 36
Favorevoli 42
Contrari 28
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione: BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU -BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, del comma 4 dell'articolo 32.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 67
Votanti 67
Maggioranza 34
Favorevoli 40
Contrari 27
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione: BALIA - BALLERO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO.)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, del comma 5 dell'articolo 32.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 68
Votanti 67
Astenuti 1
Maggioranza 34
Favorevoli 41
Contrari 25
Voti nulli 1
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione: BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Si è astenuto: MILIA.)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico del comma 6 dell'articolo 32.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 68
Votanti 68
Maggioranza 35
Favorevoli 41
Contrari 27
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione: BALIA - BALLERO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico del comma 7 dell'articolo 32.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 70
Votanti 57
Astenuti 13
Maggioranza 29
Favorevoli 44
Contrari 13
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione: BALIA - BALLERO - BERRIA - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - LA ROSA - LIORI - LOCCI - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Si sono astenuti i consiglieri: BALLETTO - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - CASU - FLORIS - GIORDO - GRANARA - LIPPI - LOMBARDO - MARRAS - MILIA - PIRASTU - PITTALIS.)
Ha domandato di parlare il consigliere Edoardo Usai. Ne ha facoltà.
USAI EDOARDO (A.N.). Presidente, sarò brevissimo, le voglio dire che chiedo il suo soccorso, non per polemica, ma perché mi trovo in una situazione di forte disagio. Cioè, attraverso una grave crisi di identità: non so se sono presente o se sono assente, perché sono stato computato tra gli assenti quando è stato fatto l'appello nominale nonostante fossi fisicamente presente, ho votato in queste votazioni, non ho capito se sono presente o assente. E' vero che, non in questo Consesso, per carità, c'è tanta gente presente che è assente e tanti assenti che sono presenti. Io le chiedo di venirmi in aiuto e che la sua Presidenza, che è sempre così illuminata, mi risolva questo problemino.
PRESIDENTE. Preannuncio che chiudo la seduta perché la Commissione bilancio si riunirà alle ore 15 e 30. I lavori del Consiglio riprenderanno quindi alle ore 17. Quindi do la parola brevemente all'onorevole Bertolotti, poi devo chiudere.
BERTOLOTTI (F.I.). Signor Presidente, solo per chiedere una correzione della votazione sul quinto comma perché, per una mia materiale distrazione, pur essendo presente non ho inserito bene la scheda, per cui vorrei essere considerato astenuto. Grazie.
PRESIDENTE. Sarà affrontato il problema e sarà data soluzione; al dubbio amletico dell'onorevole Usai penso che risponderà da sé.
La seduta è tolta alle ore 13 e 45.
Allegati seduta
Testo delle interpellanze e interrogazioni annunziate in apertura di seduta
INTERPELLANZA LIPPI - FLORIS - BERTOLOTTI - MILIA - BIANCAREDDU sull'attuazione della norma dello Statuto della Regione Sardegna concernente "Istituzione di punti franchi".
I sottoscritti,
considerato che in data 4 settembre 1997 la Commissione paritetica per le norme di attuazione della Regione Sardegna (componenti della Commissione il Prof. Allegretti e il Prof. Ciarlo in rappresentanza dello Stato e l'Avv. Campus e il Dott. Sechi per la Regione) ha elaborato uno schema di norme di attuazione dell'articolo 12 dello Statuto speciale, in base al quale vengono istituiti punti franchi doganali nei porti di Cagliari, Olbia, Oristano, Porto Torres, Portovesme e Arbatax e in altri porti e aree industriali ad essi funzionalmente collegati o collegabili;
constatato che l'attuazione di questa norma è attesa dai sardi e dalla Sardegna da quasi cinquant'anni e considerato anche che tra gli Statuti regionali soltanto quello sardo espressamente contiene questa norma nel già citato articolo 12;
rilevato che pur restando obiettivo principale e irrinunciabile quello di creare una zona franca fiscale estesa a tutta la regione, il conseguimento del riconoscimento dei punti franchi doganali resta sempre un primo e importante risultato;
constatato che:
- con l'ordine del giorno approvato all'unanimità dal Consiglio regionale in data 18 settembre 1997 si invitava la Giunta regionale affinché intervenisse nei confronti del Governo per sollecitare una rapida applicazione della disposizione in questione, visto che con lo schema di norma di attuazione dell'articolo 12 si manifestava la chiara e incondizionata volontà di procedere verso l'effettiva costituzione di punti franchi in Sardegna;
- nello stesso ordine del giorno, in coerenza con quanto stabilito dal protocollo d'intesa Stato - Regione del 21 aprile 1997, si impegnava la Giunta regionale a presentare al Consiglio regionale entro il 31 ottobre 1997, sentiti i Consorzi della aree industriali, una proposta di delimitazione dei punti franchi individuati nella norma di attuazione, escluso quello di Cagliari, al fine di acquisire il parere delle competenti commissioni;
- si impegnava la Giunta a presentare, entro due mesi al Governo, una proposta organica di zona franca fiscale, individuando le attività che potrebbero trarre giovamento da tali benefici e i tributi su cui gli sgravi fiscali possono essere operati;
appreso a seguito dell'interrogazione presentata al Parlamento dai parlamentari sardi di Forza Italia Ciccu, Massidda e Marras che il Ministro delle finanze Visco non intende riconoscere alla Sardegna nessuna soluzione di zona franca fiscale,
chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale per sapere:
1) se sia intervenuto nei confronti del Consiglio dei Ministri per accelerare l'approvazione delle norme stabilite dalla Commissione paritetica e garantire l'emanazione del decreto del Presidente della Repubblica;
2) se, in linea con gli impegni assunti nei confronti del Consiglio regionale, abbia convocato i Consorzi delle aree industriali e conseguentemente approntato una proposta di delimitazione dei punti franchi;
3) se abbia presentato al Governo una proposta organica di zona franca fiscale nei tempi e nei modi previsti dall'ordine del giorno del Consiglio regionale;
4) se sia intenzione della Giunta regionale aprire una vertenza con lo Stato per rivendicare quello che la Sardegna e i sardi attendono da quasi cinquant'anni, una zona franca estesa a tutto il territorio capace di garantire sgravi fiscali a chi intenda investire nella nostra Regione. (427)
INTERPELLANZA MONTIS - CONCAS - VASSALLO sull'inquinamento della spiaggia di Piscinas nel Comune di Arbus.
I sottoscritti,
premesso l'impegno di affrontare con piani e risorse finanziarie adeguate il disinquinamento e il recupero dei territori ex minerari, sia ai fini di un riequilibrio produttivo zonale, sia per opere destinate a produrre occupazione per le popolazioni ivi residenti fra le più penalizzate della Sardegna;
considerato che nonostante le numerose sollecitazioni con atti istituzionali presentati al Consiglio da più parti politiche, ed in particolare dal nostro Gruppo, non si sono avute risposte circa la volontà della Giunta di affrontare i problemi sollecitati;
considerato altresì che l'inquinamento di gran parte dei territori a valle dei vecchi impianti minerari non ha registrato alcun regresso positivo per responsabilità dell'ente minerario preposto anche a questa incombenza;
chiede di interpellare gli Assessori dell'industria e della difesa dell'ambiente per sapere:
1) se non intendano impegnare la propria autorità e le risorse le finanziarie necessarie per impedire l'ulteriore devastazione della spiaggia di "Piscinas" in territorio di Arbus causata dalla fuoriuscita dai pozzi delle ex miniere di "Gennamari-Ingurtosu" di enormi quantità di acque contenenti materiali inquinanti residuati dei processi di estrazione;
2) se non ritengano opportuno disporre con urgenza una ricognizione per approfondire eventuali analoghi pericoli anche in altre ex miniere come nei cantieri di levante delle miniere di Montevecchio. (428)
INTERPELLANZA MURGIA - DETTORI Ivana - GHIRRA - MANCHINU - SANNA Giacomo - LA ROSA - ARESU - LIPPI sulla situazione che si è creata nell'Agenzia del lavoro e sulle procedure che si intendono adottare per la nomina del direttore della stessa.
I sottoscritti,
premesso che l'Agenzia del lavoro è uno strumento fondamentale di qualsiasi politica attiva del lavoro e che sarebbe lecito attendersi un suo potenziamento e una sua valorizzazione da parte di una Giunta che afferma di avere il problema del lavoro al centro della propria attività;
ricordato che l'Agenzia sarda ha avuto una lunga e tormentata vicenda che autorizza a ritenere che non ci sia stato un reale interesse ad un suo effettivo funzionamento, ma al contrario ci sono sempre stati pesanti ingerenze dell'Assessorato sulla sua autonomia. L'Agenzia, infatti, istituita sulla carta nel 1988 solo successivamente ha preso a funzionare con la parziale copertura dell'organico avvenuta a fine 1996 al termine di un faticoso processo iniziato nel marzo 1995 con la presentazione da parte del direttore della proposta di dotazione di personale e, nonostante le condizioni logistiche assolutamente inadeguate, che costringono i pur volenterosi giovani dipendenti a lavorare in condizioni precarie per colmare i ritardi accumulati negli anni scorsi;
considerato che disinteresse, ostilità e prevaricazione nei confronti di questo strumento di governo si sono manifestate più volte escludendolo dalla partecipazione, per esempio, alla elaborazione e alla verifica delle "politiche" di formazione professionale, di analisi degli effetti della legge regionale n. 28 del 1984, di elaborazione di disegni di legge in materia;
sottolineato che l'aspetto più grave della vicenda riguarda
l'esautoramento di fatto del Comitato del lavoro, al quale la legge
istitutiva all'articolo 32 affida i compiti di governo
dell'Agenzia. In particolare, a più riprese, l'Assessorato ha
provveduto a conferimenti di incarichi interni all'Agenzia stessa
ignorando il ruolo del Comitato e dello stesso direttore,
determinando così inutili e dannose tensioni.
Da ultimo si sta assistendo a una sorta di espropriazione dei
poteri del Comitato per quanto riguarda il problema della scadenza
del contratto del direttore dell'Agenzia. Nonostante infatti
l'articolo 31 della legge regionale n. 33 del 1988 preveda che il
Comitato sia convocato almeno ogni due mesi, nonostante ripetute
sollecitazioni da parte di autorevoli componenti del Comitato
stesso, nonostante la gravissima situazione creatasi con la
decadenza di un organo fondamentale dell'Agenzia, il Comitato non
viene convocato dal 3 dicembre scorso, cioè da ben tre mesi, con
l'evidente intento di evitare che si pronunci sulla questione del
direttore;
rilevato che tale atteggiamento appare ancor più inopportuno in considerazione del fatto che il Comitato del lavoro è composto in gran parte da rappresentanti di forze sindacali e imprenditoriali, da esperti qualificati che non possono essere espropriati dalle loro funzioni per dar luogo a lottizzazioni di vecchia memoria;
deplorato che il commissariamento di fatto si iscrive in un processo di centralizzazione burocratica, contraddittorio con le esigenze di decentramento, flessibilità, snellezza della attività regionale,
chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale per sapere cosa intendano fare per ripristinare il pieno rispetto della norma e dello spirito della legge regionale n. 33 del 1988, per restituire in particolare pienezza di poteri al Comitato del lavoro e quindi ripristinare il rispetto per le organizzazioni in esso rappresentate, per evitare un'ulteriore fase di incertezza di direzione a un'organizzazione, quale l'Agenzia del lavoro, già duramente provata da ostilità e inefficienza dei responsabili politici. (429)
INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sugli ex dipendenti della Cooperativa COLAS di Sassari.
Il sottoscritto, premesso che:
I. da alcuni giorni 9 lavoratori ex dipendenti della Cooperativa COLAS hanno occupato l'anticamera dell'ufficio del Sindaco di Sassari per protestare per la loro mancata assunzione da parte della Società SLIA, che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani;
II. questi lavoratori sono gli unici - tra tutti quelli che operavano a Sassari in numerose cooperative della nettezza urbana - a non aver trovato lavoro, nonostante il capitolato d'appalto prevedesse esplicitamente l'assunzione di tutti gli operatori ecologici già in organico alle cooperative;
III. questi lavoratori nel 1993 misero in luce e denunciarono - con alto senso civico - truffe nei confronti dell'Amministrazione comunale di Sassari ed estorsioni e violenza privata all'interno di varie cooperative, portando all'arresto a più riprese di numerosi dirigenti delle stesse cooperative operanti in città per conto del Comune;
IV. come "ringraziamento" per aver fatto scoppiare un bubbone purulento questi ex soci della Cooperativa COLAS persero il posto di lavoro, ed alla aggiudicazione del nuovo appalto sono stati ancora esclusi dall'organico, mentre molti di coloro che furono arrestati e condannati sono stati "premiati" ed oggi sono regolarmente al lavoro;
V. nonostante le ripetute promesse di molti amministratori comunali, niente in concreto è stato fatto per la positiva soluzione del problema,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore del lavoro per sapere:
1) se siano a conoscenza di quanto succitato;
2) quali iniziative intendano assumere nei riguardi dell'Amministrazione comunale di Sassari, interessando del problema anche la Prefettura e l'Ufficio provinciale del lavoro, affinché si faccia rispettare il capitolato d'appalto da parte della SLIA ed addivenire ad una felice soluzione di tutta la vicenda, perché non è pensabile che restino disoccupati proprio coloro che iniziarono alcuni anni orsono l'opera di moralizzazione denunciando principalmente le truffe milionarie ai danni del Comune. (952)
INTERROGAZIONE BONESU - SANNA Giacomo - SERRENTI, con richiesta di risposta scritta, sul mancato invio alla Presidente del Consiglio dei Ministri dei dati relativi ad incarichi conferiti a pubblici dipendenti.
I sottoscritti chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione per conoscere perché, in ottemperanza del comma 8 dell'articolo 58 del D.L. 3 febbraio 1993, n. 29, la Regione, a differenza di tutte le altre Regioni, escluso il Lazio, non abbia fatto pervenire alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per la funzione pubblica, i dati relativi agli incarichi conferiti dalla Regione a dipendenti di altre amministrazioni e i dati relativi alle autorizzazioni rilasciate a dipendenti regionali per prestazioni a favore di altre amministrazioni.
Infatti è obbligatorio comunicare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, con aggiornamento al 31 dicembre di ogni anno, il numero degli incarichi e l'ammontare dei compensi conferiti e autorizzati, relativi a incarichi arbitrali e di docenza, a nomine in consigli di amministrazione, in collegi sindacali, in commissioni e comitati, a commissario ad acta, nonché gli incarichi di collaudo e di direzione di lavori, le consulenze, gli studi, i progetti e ogni altro tipo di prestazione professionale.
Considerata la rilevanza di tali dati, sotto il profilo della rilevanza della spesa e quali indicatori dell'efficienza dell'Amministrazione regionale, si chiede di conoscere, per l'anno 1997, quanto non comunicato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, e cioè il numero e l'importo dei compensi relativi agli incarichi conferiti, distinti per tipologia e l'amministrazione richiedente, relativi agli incarichi autorizzati per i dipendenti. (953)
INTERROGAZIONE BONESU - SANNA Giacomo - SERRENTI, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata pubblicazione delle zone carenti di medicina generale e pediatrica.
I sottoscritti chiedono di interrogare l'Assessore regionale dell'igiene, sanità e assistenza sociale per conoscere se l'Assessorato abbia preso in esame la grave situazione di numerosi ambiti per l'assistenza medica generica e pediatrica in cui medici deceduti o rinunzianti non sono stati sostituiti.
In tali località il numero dei medici restati in servizio non garantisce un adeguato servizio ai cittadini. Infatti pur se i medici raggiungessero il numero di assistiti massimo previsto dal contratto resterebbero comunque dei cittadini, spesso bambini, privi di assistenza.
Viene comunque frustrato il diritto dell'assistito di scegliere liberamente il medico poiché in molti casi la scelta è obbligatoria a favore dell'unico medico che non raggiunge il massimale di assistiti.
Considerato che la Giunta regionale, con delibera n. 53/105 del 30 dicembre 1997, ha rideterminato, rendendoli più ampi, gli ambiti territoriali per l'assistenza primaria, si chiede per quali motivi non siano stati pubblicati gli ambiti territoriali carenti, per procedere ai trasferimenti e all'inserimento di nuovi medici. (954)
INTERROGAZIONE BONESU - SANNA Giacomo - SERRENTI, con richiesta di risposta scritta, sugli interessi economici gravitanti sui parchi.
I sottoscritti, premesso che:
- qualche giorno fa una delegazione della Lega delle Cooperative, proveniente da Bologna, ha fatto visita all'isola dell'Asinara accolta, ossequiata e trasportata da appartenenti al Corpo Forestale regionale;
- non risulta che tale delegazione avesse particolari interessi ambientalistici, né manifestasse curiosità di conoscere l'assetto carcerario, ormai in fase di finale smantellamento organizzativo;
- la visita alle strutture immobiliari e alle strutture produttive, quali il caseificio, ha invece dimostrato che l'interesse dei cooperatori emiliani era verso l'utilizzazione a fini economici del parco,
chiedono di interrogare l'Assessore della difesa dell'ambiente per sapere:
1) se sia stata accordata qualche preferenza alla Lega delle Cooperative e da chi sia partita la sponsorizzazione e perché, se nel parco vi sono da gestire strutture aventi valenza economica, non si sia fatto un pubblico avviso rivolto in particolare agli imprenditori locali, al fine di creare un rapporto costruttivo fra l'economica locale e il territorio strutturato a parco;
2) quali garanzie di trasparenza intenda assicurare, fino all'insediamento degli organi di gestione, di fronte agli appetiti che si stanno scatenando dall'Asinara al Gennargentu, da Molentargius al Sinis, considerato che in questi ultimi tempi, senza peraltro dare adeguate informative al Consiglio, l'Assessorato sta firmando intese per l'istituzione di parchi e riserve, terrestri e marine. (955)
INTERROGAZIONE TUNIS Gianfranco, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata attivazione da parte della Tirrenia del servizio di prenotazione della biglietteria.
Il sottoscritto,
premesso che il ritardo nell'attivazione del servizio di prenotazione della biglietteria della Tirrenia sta causando legittime preoccupazioni e lamentele, sia presso la popolazione sarda che tra gli addetti del comparto turistico che operano nell'Isola;
considerato che tale inadempienza limita e pregiudica fortemente un armonico sviluppo del comparto turistico, mortificando nel contempo il diritto della popolazione sarda e dei tanti emigrati a poter programmare a proprio piacimento i viaggi da e per la Sardegna;
atteso che tale dissenso si manifesta puntualmente ogni anno, senza che per tempo vengano adottati i necessari adempimenti;
rilevato che questo disservizio nella gestione "in monopolio" del trasporto marittimo è l'ennesimo di una lunga lista che causa a tanti sardi molteplici disagi e rende sempre più lontana la realizzazione pratica della cosiddetta "continuità territoriale" con la Penisola,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale dei trasporti per conoscere quali iniziative siano state adottate, o si intendano adottare, per risolvere i problemi lamentati da tanti sardi e dagli operatori turistici che lavorano nell'isola e per sapere inoltre, se nei confronti della Tirrenia sia stato programmato un serio confronto per contrattare migliori servizi e quant'altro possa evitare ai sardi ulteriori penalizzazioni ed aumenti tariffari. (956)
INTERROGAZIONE MARRACINI - MANUNZA - LOMBARDO, con richiesta di risposta scritta, sui corsi di formazione professionale di assistente di turismo equestre.
I sottoscritti,
apprese le notizie apparse in queste ultime settimane sulla stampa relative ai bandi promozionali dei corsi di formazione professionale, pubblicati dai vari enti isolani che organizzano tali corsi;
vista in particolare l'attuazione di un considerevole numero di corsi di assistente di turismo equestre, per ognuno dei quali si prevede la partecipazione di quindici allievi;
tenuto conto che non esiste l'effettiva esigenza nel mercato del lavoro isolano di un così cospicui numero di tali figure;
constatato, quindi, che si tratta dell'ennesimo bluff architettato per la distribuzione mirata di fondi, contrabbandando per formazione professionale l'elargizione di denari pubblici;
appurato che esiste in Italia un'associazione che, sotto il controllo della FISE (Federazione Italiana Sport Equestri) e quindi del CONI, controlla e disciplina il turismo equestre in Italia chiamata ANTE (Associazione Nazionale Turismo Equestre);
considerato che tra tutte le figure che l'ANTE prevede (guida, maestro, accompagnatore) non esiste quella di assistente di turismo equestre; tale qualifica, infatti, appare inventata dalla mente insana di chissà chi e non trova nessun riscontro in campo nazionale ed europeo,
chiedono di interrogare l'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale per sapere:
- se è a conoscenza di chi abbia avuto l'idea di coniare una qualifica che non ha riscontro nel resto d'Italia e quindi d'Europa;
- quanti corsi di questo tipo sono stati realizzati nell'ultimo quinquennio e quanti assistenti di turismo equestre ha formato la Regione;
- quanto costa ogni corso, e quindi ogni addetto, e quanti hanno trovato negli ultimi anni occupazione nel mercato del lavoro;
- quali e quante saranno le aziende che assumeranno tali figure destinate, a nostro avviso, ad assistere al proprio inglorioso e sicuro insuccesso professionale, propedeutico esclusivamente a chi deve alimentare il proprio serbatoio di voti. (957)
INTERROGAZIONE AMADU, con richiesta di risposta scritta, sugli stanziamenti previsti dalla finanziaria 1998 per il fermo biologico in Sardegna.
Il sottoscritto,
premesso che vi è viva preoccupazione nelle associazioni del settore pesca per il problema dello stanziamento all'interno della finanziaria 1998 destinato al cosiddetto fermo biologico;
considerato che si sono già avuti grossi problemi per i pagamenti degli indennizzi per il fermo 1997 e l'esiguità degli stanziamenti per il 1998 non fa ben sperare per tutte le attività di ristrutturazione e l'incentivazione del settore pesca, così importante per l'economia sarda;
ritenute legittime le preoccupazioni in premessa espresse dagli addetti del settore già penalizzati a causa della spietata concorrenza degli armatori delle altre regioni italiane e paesi stranieri gravitanti nell'area del Mediterraneo, più attrezzati rispetto ai nostri e operanti nelle nostre acque;
non compresa la ragione per cui il settore della pesca, già penalizzato anche lo scorso anno, debba ancora subire nella manovra finanziaria in corso tagli che pregiudicano pesantemente la sopravvivenza degli addetti al settore,
chiede di interpellare l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente affinché la Giunta regionale operi, in sede di finanziaria 1998, una revisione dei criteri di finanziamento per l'intero settore della pesca che preveda stanziamenti più consistenti per il rilancio e lo sviluppo dell'importante settore economico, facendo altresì immediata chiarezza sui problemi legati al fermo biologico. (958)
INTERROGAZIONE AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di ripristinare il limite dei 40 anni per poter accedere ai contratti di formazione lavoro.
Il sottoscritto,
premesso che lo scorso 31 dicembre sono stati riportati da 40 a 32 anni i limiti di età per poter accedere all'occupazione con contratto di formazione lavoro;
considerato che questo fatto nuoce ulteriormente e gravemente all'occupazione, in particolare alla già compromessa situazione occupazionale sarda, in quanto viene esclusa dalla possibilità di accedere a posti di lavoro con contratto di formazione lavoro una notevole fascia di interessati e viene preclusa ai quarantenni la possibilità di trovare un'occupazione;
ritenuta la decisione in premessa lesiva degli interessi di molti cittadini che hanno il diritto di poter trovare un'occupazione anche alle soglie dei 40 anni, tenuto conto, oltretutto, del grave tasso di disoccupazione presente in Sardegna;
ritenuto, altresì, necessario che venga urgentemente convocata la Commissione regionale per l'impiego, affinché valuti l'opportunità di riportare il limite d'età per accedere ai contratti di formazione lavoro ai 40 anni,
chiede di interrogare l'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale per conoscere quali iniziative intenda adottare e, in particolare, se intenda promuovere una convocazione della Commissione regionale per l'impiego, affinché il limite d'età per accedere ai contratti di formazione lavoro venga ripristinato dai 32 anni ai 40, al fine di permettere ai numerosi interessati che hanno un'età superiore ai 32 anni di poter usufruire di un'occupazione. (959)
INTERROGAZIONE AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di trovare una soluzione occupativa per i 16 giovani laureati che hanno portato a termine il corso di formazione CIFDA per agenti di sviluppo rurale finanziato dalla Unione Europea.
Il sottoscritto,
premesso che il CIFDA ha promosso un corso di formazione professionale biennale finanziato dalla UE per laureati in agraria che è stato portato a termine da 16 giovani laureati, i quali hanno conseguito la qualifica di agente di sviluppo rurale;
considerato che la Regione autonoma della Sardegna ha investito in questo progetto formativo coofinaziato dall'UE risorse umane e finanziarie e che il corso è stato di notevole livello qualitativo sia per la collaborazione di docenti altamente qualificati, sia per il l'importante impegno in termini di tempo (corso biennale, 1.600 ore di lezioni teorico - pratiche, 4 stage sul territorio);
rilevato che la figura professionale dell'agente di sviluppo rurale rappresenta una evoluzione della professionalità dell'agronomo in quanto è impegnato nel monitoraggio delle risorse fisico-ambientali, sociali e culturali che possono caratterizzare un'area territoriale, utile specialmente nel quadro di sviluppo dei parchi naturali in Sardegna;
ritenuto, quindi, importante permettere a queste nuove professionalità di svolgere le attività per le quali si sono formate con grande dispendio di impegno e di tempo,
chiede di interrogare gli Assessori regionali dell'agricoltura, della difesa dell'ambiente, della programmazione, del lavoro e degli enti locali per conoscere quali iniziative intendono assumere congiuntamente al fine di studiare soluzioni occupative adeguate alla nuova figura professionale di agente di sviluppo rurale, considerandone l'utilità specifica, la formazione accurata e l'impegno in termini finanziari e temporali profuso per conseguire questo risultato. (960)
INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla chiusura del carcere dell'Asinara e sul personale della stazione navale della Polizia penitenziaria.
Il sottoscritto, premesso che:
a) il 28 febbraio scorso è stato definitivamente chiuso il carcere dell'Asinara, col trasferimento degli ultimi detenuti e col passaggio di tutti i beni mobili e immobili al Ministero dell'ambiente;
b) purtroppo, però, niente di concreto è stato posto in essere per la sistemazione dei sessantasei agenti della Polizia penitenziaria che hanno operato per moltissimi anni per la stazione navale;
c) i sessantasei agenti hanno chiesto di poter restare in Sardegna perché un loro trasferimento in sedi del continente nazionale li allontanerebbe dalle loro famiglie, dai loro affetti e dai loro interessi;
d) nonostante le molte assicurazioni in merito (basti ricordare l'incontro con un alto funzionario della Direzione generale dell'Amministrazione penitenziaria) i sessantasei agenti continuano a non avere certezze sul loro futuro,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore della difesa dell'ambiente per sapere:
1) se siano a conoscenza degli intendimenti dell'Amministrazione carceraria in merito alla sistemazione di questi agenti;
2) se non sia necessario e urgente intervenire presso il Ministero di grazia e giustizia affinché i sessantasei agenti del servizio navale possano restare in Sardegna ed effettuare il loro servizio o presso i porti dell'Isola per il servizio di traduzione dei carcerati oppure direttamente nei vari istituti di pena dislocati nel nostro territorio, perché non è pensabile che a pagare per la liberalizzazione dell'isola dell'Asinara siano questi servitori dello Stato che per anni si sono sobbarcati un lavoro duro e difficile. (961)
INTERROGAZIONE AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di operare un monitoraggio da parte della Regione per scoprire le cause dell'altissima incidenza di tumori maligni nel sassarese.
Il sottoscritto,
premesso che da un recente studio portato avanti dall'Università di Sassari - Istituto di Anatomia Patologica e Servizio di Epidemiologia, come segnalato da un articolo comparso in data odierna su "Il Quotidiano di Sassari", emerge un inquietante dato sull'incidenza dei tumori maligni in Provincia di Sassari;
appreso che nel periodo dal 1992 al 1994 si sono registrati nella Provincia di Sassari oltre 5600 casi di tumore maligno, cifra che si riferisce esclusivamente ai residenti;
considerate sconcertanti tali cifre che si pongono ai primi posti nelle statistiche delle varie Province italiane, come indicato da illustri studiosi dell'Ateneo sassarese;
ritenuto necessario da parte della Regione sarda operare un monitoraggio, in collaborazione con l'Università e con l'A.S.L. n.1 di Sassari, per scoprire se le cause di tale alta incidenza di neoplasie nel sassarese siano da ricercarsi nello specifico delle attività industriali della zona, dato ipotizzato dal recente studio in materia,
chiede di interrogare l'Assessore regionale della sanità per conoscere quali iniziative intenda assumere al fine di verificare con un'indagine accurata e specifica sui luoghi di lavoro, portata avanti con la collaborazione dell'Università di Sassari e dell'A.S.L. n. 1 di Sassari, da quali fattori dipenda il dato sconcertante dell'altissima frequenza di tumori maligni nel sassarese e al fine di attuare una politica di prevenzione e sperimentazione affinché si attenui questo negativo fenomeno. (962)
INTERROGAZIONE FRAU - LIORI, con richiesta di risposta scritta, sulla ASL n. 1 di Sassari.
Il sottoscritto chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere:
1) per quali motivi, a circa due anni dall'insediamento, il Direttore generale della ASL n. 1 di Sassari non abbia ancora provveduto all'affidamento degli incarichi di responsabile di servizio, di struttura distrettuale e di presidio ospedaliero, e se sia vero invece che, in aperto contrasto con la legge regionale n. 5 del 1995 e col Regolamento interno dell'Azienda, vengano preposti a tempo per tali incarichi altre persone con minori titoli e, pertanto, con aggravio finanziario notevole;
2) se non sia opportuno un suo autorevole intervento al fine di sanare una situazione che sta provocando molto malumore all'interno dell'Azienda. (963)
Versione per la stampa