Seduta n.239 del 12/05/1993 

CCXXXIX SEDUTA

MERCOLEDI'12 MAGGIO 1993

Presidenza del Presidente FLORIS

INDICE

Congedi ...................................

Disegno di legge (Annunzio di presentazione) ……….

Interpellanza (Annunzio) ......

Interrogazioni (Annunzio) ....

Interrogazione (Risposta scritta)

Programma: "Legge 268/74 - Programma di intervento per gli anni 1988-1989-1990 - Modificazioni" (30). (Continuazione della discussione e approvazione):

SELIS, relatore.........................

COGODI .................................

DADEA ...................................

PULIGHEDDU.......................

FADDA FAUSTO ..................

ONNIS ....................................

USAI SANDRO .....................

BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio

RUGGERI ………………

(Votazione per appello nominale dell'emendamento numero 4)

(Risultato della votazione).......

(Votazione per appello nominale) ………….

(Risultato della votazione).......

Proposte di legge (Annunzio di presentazione) ………..

Sull'ordine del giorno:

DADEA ..................................

MANNONI .............................

COGODI.................................

BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio

La seduta è aperta alle ore 17.

MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 5 maggio 1993, che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Corda, Deiana e Manunza hanno chiesto di poter usufruire di due giorni di congedo a far data dal 12 maggio 1993.

Se non ci sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di disegno di legge

PRESIDENTE. Comunico che è pervenuto alla Presidenza il seguente disegno di legge:

"Modifiche alla L.R. 10 settembre 1990, n. 41, concernente: 'Organi di rappresentanza e di tutela dell'artigianato'". (395)

(Pervenuto il 10 maggio 1993 ed assegnato alla sesta Commissione.)

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza le seguenti proposte di legge:

dai consiglieri Deiana - Salis - Casu - Cocco - Atzeni - Degortes - Giagu - Mulas Maria Giovanna - Ortu - Serra:

"Istituzione della giornata del popolo sardo 'Sa die de sa Sardinia'". (392)

(Pervenuta il 30 aprile 1993 ed assegnata all'ottava Commissione.)

dai consiglieri Dadea - Ladu Leonardo - Manca - Zucca - Casu - Cocco - Cuccu - Erittu - Lorelli - Muledda - Pes - Pubusa - Ruggeri - Sardu - Satta Gabriele - Scano - Serri:

"Norme dirette a garantire - contro possibili interferenze di associazioni segrete od occulte - l'imparzialità e la trasparenza dell'azione della Regione, dei suoi organi e dei suoi rappresentanti, in attuazione degli articoli 3a, 23 e 24 dello Statuto e degli articoli 18, 54, 97 e 98 della Costituzione". (393) (Pervenuta il 4 maggio 1993 ed assegnata alla prima Commissione.)

dai consiglieri Serri - Dadea - Casu - Pes - Ruggeri - Manca:

"Istituzione del servizio di telecontrollo-telesoccorso domiciliare". (394)

(Pervenuta il 6 maggio 1993 ed assegnata alla settima Commissione.)

Risposta scritta ad interrogazione

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alla seguente interrogazione:

Interrogazione Serrenti - Ortu sulla immissione abusiva nel mercato di prodotti tipici dell'artigianato orafo sardo. (484)

(Risposta scritta in data 3 maggio 1993.)

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria:

"Interrogazione Serrenti - Puligheddu, con richiesta di risposta scritta, sullo scempio ambientale nel Comune di San Giovanni Suergiu". (542)

"Interrogazione Usai Edoardo, con richiesta di risposta scritta, sulla concessione di un contributo da parte del CIS alla Sardegna Lines". (543)

"Interrogazione Ortu - Demontis - Ladu Giorgio - Meloni - Planetta - Puligheddu - Serrenti, con richiesta di risposta scritta, sui pescatori di Terralba". (544)

"Interrogazione Giagu, con richiesta di risposta scritta, sulla apertura di una casa da gioco (Casinò) nella città di Alghero". (545)

"Interrogazione Serrenti - Ortu - Demontis - Ladu Giorgio - Meloni - Planetta - Puligheddu, con richiesta di risposta scritta, sul parere favorevole del Comitato circoscrizionale di controllo al progetto della società Holdima per Teulada". (546)

"Interrogazione Manca - Casu - Cocco, con richiesta di risposta scritta, sul mancato conferimento dei rifiuti solidi urbani nella discarica controllati di "Monte Muradu" da parte dei Comuni del bacino n. 9, di Macomer". (547)

Annunzio di interpellanza

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interpellanza pervenuta alla Presidenza

MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria:

"Interpellanza Serra Pintus sull'assistenza sanitaria dei turisti in Sardegna". (315)

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del documento numero 36/38.

Ha domandato di parlare l'onorevole Dadea. Ne ha facoltà.

DADEA (P.D.S.). Signor Presidente, per chiedere a lei e ai colleghi consiglieri la possibilità di invertire l'ordine del giorno ed esaminare prima il programma numero 30.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Mannoni. Ne ha facoltà.

MANNONI (P.S.I.). Sulla richiesta sono d'accordo. Vorrei anche sottoporre all'attenzione del Presidente l'opportunità di trattare rapidamente in successione, rispetto alla proposta avanzata dal collega Dadea, la proposta di legge numero 388, riguardante l'articolo che emenda la normativa già approvata a proposito dei trasferimenti agli enti locali.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Per esprimere consenso sulla proposta avanzata dal collega. Vi era un'intesa perché si iniziasse la riunione di oggi partendo da questo provvedimento, previa naturalmente una considerazione che il rinvio a suo tempo, una settimana fa, fu determinato dal fatto che la Giunta regionale si impegnò a presentare una proposta migliorativa rispetto al testo attuale del programma numero 30. Si sono svolti anche degli incontri politici e tecnici, abbiamo saputo che hanno dato buon esito e che quindi ci sarebbe una formulazione diversa e migliorativa di questo emendamento. Vorremmo averlo per conoscerlo e quindi immediatamente passare all'esame, alla discussione e all'approvazione.

PRESIDENTE. Intanto prima di decidere vorrei chiedere alla Giunta regionale se queste intese a cui faceva riferimento l'onorevole Cogodi ci sono per poter così invertire l'ordine del giorno senza poi ritrovarci nella incomoda situazione di ricominciare tutto. Quindi chiederei alla Giunta se è stato distribuito questo emendamento cosiddetto migliorativo e se ci sono le condizioni per poter discutere ed approvare il programma 30/A.

BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, la Giunta è in condizioni di riferire sull'esito degli incontri tecnici, che vi sono stati l'altro giorno a seguito della richiesta del Consiglio con i funzionari della SFIRS, dell'Assessorato dell'industria e della programmazione. La Giunta tenderebbe a mantenere l'emendamento numero 1 che aveva già presentato poiché una serie di problematiche che sono state sollevate durante la discussione generale debbono essere più propriamente affrontate attraverso tre interventi di carattere legislativo: uno di modifica della legge "66" prevedendo l'estensione e la ripetitività dell'intervento attualmente non ammessa; il secondo attraverso una modifica dei parametri della legge "44" sul consolidamento delle esposizioni debitorie delle imprese, prevedendo che possa essere esteso il parametro a imprese anche di carattere medio, mentre attualmente si rivolge ad imprese il cui costo per addetto non supera i 100 milioni; e il terzo, l'istituzione di un fondo anticipazioni per le commesse. A tutti e tre gli interventi si sta lavorando per predisporre uno schema…

(Interruzioni)

SATTA GABRIELE (P.D.S.). Nel merito entriamo dopo.

LADU LEONARDO (P.D.S.). Prima dobbiamo decidere sull'accoglimento della richiesta, altrimenti dirige l'Assemblea l'onorevole Cogodi.

BARRANU, Assessore detta programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Chiedo scusa, io sto riferendo perché mi è stata posta una domanda.

PRESIDENTE. E' il Presidente che ha chiesto alla Giunta di conoscere se gli incontri sono stati produttivi, in modo da verificare se si può invertire l'ordine del giorno dei lavori e andare a discutere il programma numero 30.

BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io appunto stavo riferendo al Consiglio l'esito degli incontri conseguenti alla sospensione dell'altro giorno; si è giunti alla conclusione di introdurre delle modifiche di carattere legislativo - che si stanno già predisponendo da parte degli uffici - le quali peraltro non inciderebbero sull'argomento oggi in discussione relativo al contributo in conto esportazione.

Per quanto riguarda quest'ultimo, l'orientamento della Giunta sarebbe quello di mantenere l'emendamento presentato originariamente, posto che la quantificazione finanziaria è quella che era stata appunto già esplicitata al Consiglio nelle sedute precedenti. In subordine vi sarebbe comunque la disponibilità, da parte della Giunta, a presentare un emendamento tendente a limitare l'estensione del contributo per l'esportazione da 7 a 10 anni alle imprese che hanno un fatturato di almeno il 50 per cento per l'esportazione, attualmente è previsto il 20 per cento. Dunque, se vi è il consenso da parte dei Gruppi consiliari, vi è la disponibilità ad esaminare immediatamente questo provvedimento.

PRESIDENTE. C'è stata la richiesta di invertire l'ordine dei lavori del Consiglio, di tralasciare le disposizioni di omogeneizzazione e di coordinamento dei piani territoriali paesistici e di affrontare il programma 30 e subito dopo la proposta di legge numero 388 che riguarda i trasferimenti delle risorse finanziarie al sistema delle autonomie locali. Se non ci sono opposizioni, invertiamo l'ordine degli argomenti e procediamo all'esame del programma numero 30 della Giunta regionale: "Programma di intervento regionale per gli anni 1988 - 1989 - 1990.

Continuazione della discussione e approvazione del programma: "Legge 268/74 - Programma di intervento per gli anni 1988-1989-1990 - Modificazioni" (30)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del programma numero 30; relatore l'onorevole Selis.

Metto in votazione il passaggio all'esame del testo del programma.

Ha domandato di parlare l'onorevole Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (D.C.), relatore. Siccome ci eravamo bloccati a livello di discussione generale su alcune considerazioni problematiche, adesso che la Giunta accennava a qualche modifica dell'emendamento in base agli accordi che ci sono stati proposti, prima di passare all'esame degli emendamenti e in modo tale da avere chiaro il quadro della normativa che stiamo per approvare, io vorrei riproporre all'attenzione del Consiglio alcune considerazioni. In caso di valutazione positiva da parte della Giunta, credo che queste considerazioni possano essere ancora predisposte e proposte come emendamenti. In particolare io avevo osservato - mi pareva un'attenzione abbastanza diffusa - che estendere senza alcuna altra condizione il contributo in conto occupazione dai sette ai dieci anni significava non solo e non tanto intervenire in favore di un'azienda in crisi (che tutti comprendiamo e che tutti approviamo come linea di intervento), ma sul sistema industriale complessivo, con uno spreco di risorse la cui utilità era tutt'altro che certa.

Uno spreco o quanto meno un impiego di risorse che assommava ad alcune decine di miliardi o centinaia (il dato è ancora discutibile in quanto la valutazione è legata al calcolo degli incentivi in base alle imprese che hanno già presentato domanda, però io conosco delle imprese che non hanno fatto ancora domanda e che ancora potrebbero accedere). Io intendevo richiamare l'attenzione della Giunta sull'opportunità che essa, valutando l'esigenza citata, proponesse un emendamento che estendesse la percentuale dell'esportazione invece che al 20 per cento ad una cifra molto alta; posto che le imprese interessate sono imprese ad alta esportazione si potrebbe così operare una selezione delle stesse.

La seconda condizione, e richiamo l'attenzione della Giunta che peraltro ne è già a conoscenza, è che sia detto chiaramente che questo contributo sia utilizzato o per un risanamento o per uno sviluppo, perché altrimenti noi stiamo facendo un'operazione di gratuita erogazione che è molto discutibile. A me non sembra così problematico, anzi mi sembra di andare incontro alle esigenze delle imprese, dire che il contributo in conto occupazione viene esteso da sette a dieci anni a favore delle imprese che esportano il 60, 70, 50 per cento, se questo contributo è utile per il risanamento oppure per lo sviluppo.

Io ho anche sintetizzato alcune ipotesi di funzioni per lo sviluppo e per il risanamento. Non legherei in maniera tassativa l'erogazione del contributo "a favore di", ma userei una espressione di questo genere: "quando il contributo sia funzionale per realizzare un piano di risanamento e di sviluppo". Il concetto di funzionalità del contributo al piano di risanamento e sviluppo è una espressione talmente ampia che consente davvero di intervenire.

L'ultima condizione che io proponevo è che il contributo in ogni caso non può essere concesso se non per un numero massimo di 500 dipendenti.

In pratica, riepilogando brevissimamente, io sono favorevole ad un intervento a favore dei punti di crisi e delle imprese che sono state qua citate; secondo, ritengo che noi siamo in grado, con un emendamento finalizzato, di intervenire non su tutto il sistema industriale, ma direttamente per le imprese interessate; terzo, l'intervento sulle imprese che hanno questi problemi si può ottenere elevando la percentuale di esportazione, finalizzando il contributo al risanamento o allo sviluppo e in ogni caso parametrandolo per non più di 500 dipendenti. Tutto ciò mi sembra che renda il previsto contributo molto più mirato verso l'obiettivo che stiamo perseguendo; e ancora più rigoroso e più serio, posto che è un contributo al limite della coerenza con la norma della "268" che lo prevede e quindi ci potrebbe tranquillizzare tutti maggiormente. Queste considerazioni ho lasciato alla valutazione della Giunta, per predisporre un eventuale emendamento, le lascio anche ai colleghi; ripeto che non ritengo che questo tolga nulla all'efficacia dell'intervento, ma anzi lo renda più mirato, più specifico, più selettivo e quindi tutto sommato più efficiente e più efficace.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, lei aveva avanzato queste osservazioni, la Giunta però ritiene di non dover presentare emendamenti al testo del programma numero 30.

Dichiaro aperta la discussione generale sul programma numero 30.

Ha facoltà di parlare l'onorevole Selis, relatore.

SELIS (D.C.), relatore. Ho già parlato, Presidente.

PRESIDENTE. Il relatore ha già parlato.

E' iscritto a parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (Rinascita e Sardismo). In realtà avevo chiesto di parlare sul punto specifico in discussione che era il passaggio all'esame degli articoli perché è noto che, in base al Regolamento...

PRESIDENTE. Le chiedo scusa, onorevole Cogodi, io stavo ponendo in votazione il passaggio all'esame degli articoli perché mi era stato detto che la discussione generale si era già svolta. La discussione generale la volta scorsa invece non è stata fatta, quindi noi dobbiamo esaminare questo provvedimento dall'inizio. Prego onorevole Cogodi.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Io mi attenevo a quello che avevo sentito e non avevo sentito male.

Io avevo sentito che era stato messo in discussione il passaggio all'esame degli articoli e avevo chiesto di intervenire disciplinarmente su questo punto, ma se siamo ancora in fase di discussione generale, torniamo un po' indietro e intervengo sulla discussione generale. Importante è che si sia comunque in un momento precedente alla decisione dell'Aula di deliberare il passaggio all'esame degli articoli, perché in base al Regolamento, a quel punto scatta l'impedimento per la possibile presentazione di emendamenti. Condivido in larga misura le osservazioni poc'anzi espresse dal collega Selis, sulle quali sia alcuni colleghi di altre parti politiche, sia io stesso, abbiamo avuto modo di interloquire; ritengo opportuno che la Giunta tenga fede a quanto si era detto quando si è rinviato l'esame di questo provvedimento e quindi modifichi (accogliendo una indicazione che da più parti il Consiglio ha fatto pervenire dieci giorni fa) un emendamento che risulta presentato al programma adesso che c'è ancora il tempo per modificarlo.

Io dico la Giunta perché è la Giunta che si deve assumere la responsabilità degli atti fondamentali, perché aveva assunto questo impegno e perché, in relazione a questa modifica possibile ed opportuna, non solo c'è stato un rinvio, ma ci sono state diverse riunioni politiche e tecniche per definire un ambito di intervento di questa norma meglio corrispondente all'obiettivo che si dichiara.

E' chiaro che la Giunta può proporre quello che vuole e il Consiglio può approvare quello che ritiene opportuno di approvare, a condizione che si dica esattamente quello che si vuole fare. Ora (io lo dico adesso così non lo dico più, perché non è mia intenzione intervenire due volte, basta una) la Giunta ha proposto un emendamento che è stato presentato come una risposta ad alcune emergenze industriali specifiche, in ispecie e inizialmente si era parlato dell'azienda Gencord, alla quale si è aggiunta nel corso della discussione anche l'azienda Keller meccanica, in ragione di impegni assunti dalla Giunta che necessitano di una copertura finanziaria da parte della Regione. Ma se questo è l'obiettivo, si deve dire che una cosa è Gencord, eventualmente un'altra cosa è Keller e poi ancora tutto il resto che si vorrà nominare.

Quello che si propone al Consiglio è una misura di carattere generale, non sono più alcuni miliardi per Gencord, oppure per Keller; è una misura generale che impegna in una progressione pluriennale le finanze della Regione e introduce una politica di intervento industriale profondamente diversa da quella attuale, cioè si allunga fino a dieci anni l'erogazione dei contributi in conto esportazione; questo vuol dire che ogni impresa che esporta può domandare questo contributo. Il calcolo che è stato avanzato porta le ulteriori annualità del bilancio regionale ad un esborso di 25 miliardi annui, è una cifra presuntiva, perché il Consiglio, approvando questa norma, sta aprendo una porta nella quale in futuro hanno diritto di passare tutti quelli che hanno titolo. Nel sistema regionale degli incentivi industriali, il contributo in conto occupazione era previsto per cinque anni, per qualche emergenza si è portato a sette anni, adesso si vuole estendere a dieci anni; la Regione sarda è nella condizione di poter aprire questa porta con le sue risorse, o non si è detto - forse è necessario ripeterlo - che le risorse regionali, perché diventano sempre meno, debbono essere meglio qualificate, meglio selezionate, più mirate a sostenere davvero i punti di crisi?

Allora, se Keller è punto di crisi, se Gencord è punto di crisi, si accerti con un'istruttoria tecnica quanti miliardi di danaro pubblico sono occorrenti e si diano se la Regione li ha. Così per gli altri punti di crisi che siano nelle analoghe condizioni; se la Regione ha questi danari (e di sicuro ce li ha perché sta impegnando con una regola generale 25 miliardi all'anno in aggiunta a quelli già previsti dal programma "268") li dia. Ma non converrebbe selezionare i punti di crisi e le emergenze sparse per la Regione, effettuare interventi mirati per leggere la produzione e l'occupazione, anziché dire ancora una volta facciamo una misura generale per tutti?

Perché tirare in ballo le imprese medie? Cosa sono le imprese medie? Che cosa producono? Vanno male o così così o anche bene e benissimo. Ma se nessuno ha chiesto questi contributi, perché approvare una norma generale quando abbiamo invece necessità di differenziare, di qualificare, di sostenere i punti deboli dell'economia? La Giunta non può dire: "Voglio accontentare il sistema imprenditoriale". Cosa significa? Se l'emergenza è nata da Keller e da Gencord si risponda a questa emergenza, e se ce ne sono altre sette, otto o dieci, si censiscano e si risponda a queste emergenze, perché una Regione che ha poco deve prima di tutto pensare ai punti di crisi dove si sta per fermare la produzione e dove si sta per mettere fuori i lavoratori.

Questo era il problema sollevato a suo tempo per la soluzione del quale il Presidente della Commissione programmazione e bilancio ha suggerito dei correttivi che non ha inventato solo lui, pur essendo fervida la fantasia e viva l'intelligenza del collega Selis, ma perché sono emersi durante le discussioni della Commissione programmazione e bilancio, alle quali era presente l'Assessore che, in nome della Giunta, aveva assunto l'impegno di provvedere in merito. La Giunta avrebbe dovuto presentare una norma di tipo diverso, più seria, più selettiva, più rigorosa; non si capisce perché, dopo dieci giorni, la Giunta ritenga che questa norma più rigorosa, più seria, più selettiva, non si può presentare. Il collega Selis ha suggerito che nell'emendamento sia tenuto conto delle imprese che abbiano un'esportazione, rispetto al fatturato, non più del 20, ma del 50 per cento, e così si è sicuri che Gencord e Keller ci rientrano perché producono quasi interamente per l'esportazione. Io aggiungerei, però, una condizione ancora rispetto a quella posta da Selis, cioè che vi sia una valutazione sull'utilità dell'intervento. Sono danari pubblici per cui le imprese devono dare affidamento sulla loro spendita. E' compito della Giunta, che ha gli strumenti, provvedere all'apertura di una istruttoria tecnica.

Un ulteriore suggerimento riguarda il numero dei dipendenti (500) per le imprese interessate. Se non mettessimo questo limite, si potrebbe arrivare all'assurdo che la Regione dovrebbe erogare il contributo in conto occupazione addirittura alle imprese di Stato come ENI o IRI che stanno mettendo in crisi il sistema delle partecipazioni statali.

Queste sono le indicazioni, pervenute alla riunione precedente da parte del Consiglio, su cui la Giunta doveva modellare un emendamento. Io consiglierei che ancora questo sforzo si compia e che questo emendamento, non limitativo ma migliorativo di questo sistema, venga presentato. E' un fatto politico, se non si sta rispondendo ad alcuna emergenza industriale e occupazionale. Si coglie ancora una volta l'occasione di un'emergenza, che oggi si chiama Gencord, per emanare una norma di carattere generale, che nessuno ha chiesto, almeno ufficialmente; il Consiglio sappia! Se si vuole rispondere a chi domanda e a chi ha diritto, in altro modo, si risponda; non so perché, non so come, non so dove, ma tante cose sfuggono all'attenzione e alla valutazione del Consiglio regionale. E' necessario che i chiarimenti siano dati prima del passaggio all'esame degli articoli, perché poi non si possono presentare più emendamenti, quindi è adesso che il Consiglio deve orientarsi, richiamare la Giunta, e la Giunta riflettere.

Se dieci giorni non le sono stati sufficienti, è inammissibile che una questione, rinviata dieci giorni fa, torni in Aula esattamente uguale; tanto valeva che si fosse discussa allora, già ne avevamo discusso peraltro, si sarebbe economizzato tempo ed energia, e si sarebbe pervenuti all'approvazione dieci giorni fa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Dadea. Ne ha facoltà.

DADEA (P.D.S.). Presidente, penso che possa essere utile per l'economia dei lavori sospendere brevemente la seduta per trovare una formulazione più incisiva dell'eventuale emendamento da presentare.

PRESIDENTE. Se non vi sono opposizioni alla richiesta del Capogruppo del P.D.S., sospendo i lavori del Consiglio per dieci minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 37, viene ripresa alle ore 18 e 05.)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Puligheddu. Ne ha facoltà.

PULIGHEDDU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, colleghi consiglieri, il mio intervento potrebbe sembrare ripetitivo. I colleghi Selis e Cogodi hanno già parlato, anche a nome della Commissione, è stato lungamente dibattuto questo problema, presente la Giunta con l'assessore Barranu, ma dalla prima volta ad oggi le condizioni non sono cambiate, sono le stesse. E' evidente che la lezione della legge riguardante i contributi ai malati di mente non ci ha insegnato nulla; una legge sbagliata che ha portato contributi a tutti, salvo che a quei malati di mente. Stiamo per ripetere lo stesso errore per l'industria. Non siamo contrari a questo provvedimento, ma solo perché è così generico da rassomigliare quasi fosse una gemella a quella famosa legge di cui parlavo dei malati di mente.

Le leggi devono essere mirate per il raggiungimento degli scopi prefissi. L'emendamento che è stato presentato non soddisfa assolutamente questa esigenza, quindi voteremo contro. Denunceremo questo sistema di concedere tutto a tutti; soprattutto dando a chi non ha diritto, togliendo così la possibilità, invece, a quelli che ne hanno. Signori Assessori, dalle nostre ripetute osservazioni non tenete conto, va bene, è evidente che non troverete certamente il nostro appoggio.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fausto Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA FAUSTO (P.S.I.). Presidente, onorevoli colleghi, in occasione del dibattito che si è svolto in Commissione avevamo rappresentato all'Assessore della programmazione alcune preoccupazioni; in particolare eravamo preoccupati del rapporto tra la domanda che si potrebbe determinare in funzione del provvedimento approvando e la dimensione delle risorse disponibili per garantire poi una adeguata risposta alle richieste che verranno e che terranno conto del nuovo dispositivo. L'Assessore poc'anzi informalmente ci ha confortati dicendoci che i tecnici e gli istituti di credito, che avranno poi in gestione il provvedimento, hanno già dato assicurazioni circa l'adeguato dimensionamento delle risorse in relazione alle possibili domande. L'Assessore ha fatto un ragionamento credibile che riguarda in particolare il pregresso, cioè il volume di domanda che si è determinato negli anni scorsi.

Io credo che l'Assessore in Aula questa sera dovrebbe esprimere ancora una volta le assicurazioni espresse in occasione dell'incontro con la Giunta regionale. La mia preoccupazione fa riferimento soprattutto alla disponibilità che noi annunciamo con questo provvedimento in assenza di direttive e di criteri specifici da parte della Giunta regionale. Io credo che sotto questo aspetto la Giunta regionale debba pensare prima di tutto al riordino della legislazione in materia industriale, ponendo mano ad una revisione della "66", della "44" e del fondo anticipazioni ma, insieme a quest'attività di riorganizzazione dei provvedimenti legislativi, la Giunta dovrebbe pensare anche a predisporre delle direttive che garantiscano una utilizzazione corretta dei fondi, in particolare mirata agli obiettivi che noi abbiamo inteso e intendiamo perseguire.

Sotto questo aspetto, quindi, esprimendo un parere sostanzialmente positivo ma preoccupato circa l'emendamento proposto dalla Giunta, chiederei all'assessore Barranu o all'assessore Catte di rassicurare non solo il Gruppo che rappresento ma anche gli altri colleghi presenti in Consiglio.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Onnis. Ne ha facoltà.

ONNIS (P.S.D.I.). Signor Presidente, questa vicenda, che sta diventando per certi aspetti preoccupante, nasconde qualcosa che mi lascia perplesso: per risolvere un problema particolare si è voluta portare avanti una norma di carattere generale, stravolgendo il sistema col quale solitamente si emanano le leggi. Cioè invece che far discendere la fattispecie dal generale, si parte dalla fattispecie per individuare il generale; il caso concreto è il problema Gencord. Il primo aspetto inquietante è che non ci siamo chiesti, di fronte a un problema di mancate retribuzioni, quale sia l'effettiva capacità dell'impresa di stare sul mercato; cioè quale garanzia abbiamo oggi che, con questa soluzione, tra tre anni, se non prima, ci ritroviamo punto e a capo?

Se noi eroghiamo questi finanziamenti - uso il termine semplicisticamente - così come l'emendamento prevede, senza un programma da far rispettare alle aziende che ovviamente a queste agevolazioni dovessero avvicinarsi, senza avere un piano strategico per giungere alla soluzione definitiva dei problemi, ho la sensazione che rincorriamo, con dei pannicelli caldi, delle situazioni che diventano sempre più gravi, sempre più pressanti, sempre più impellenti. Ecco, allora io voglio capire: dietro questa proposta esiste un piano? Esiste un'idea? Esiste una conoscenza della situazione?

Un altro aspetto ancora più inquietante è che non abbiamo cognizione dell'impegno finanziario al quale Regione viene chiamata.

(Interruzioni)

Io devo votare e vorrei avere la tranquillità di sapere se con questo provvedimento si risolverà non solo il problema contingente, ma anche il problema futuro. Io credo che neanche i diretti interessati, cioè gli operai, chiedano solo una soluzione per avere immediatamente - anche se è una cosa fondamentale - la retribuzione per i mesi arretrati o per alcuni mesi a venire; io penso che ciò che si attendono da questo Consiglio sia un provvedimento valido anche per il futuro, in modo che non abbiano la necessità di dover nuovamente assediare il Consiglio. Noi non possiamo continuare a legiferare in questa maniera! Non sono assolutamente d'accordo su questa proposta; mancano quelle certezze elementari che devono presiedere alla definizione di un provvedimento di legge.

La mia è una dichiarazione formale; voglio che rimanga agli atti che io, come consigliere regionale, non sono stato messo in condizioni di adempiere serenamente al mio dovere. Preannuncio pertanto, a titolo personale, l'astensione.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sandro Usai. Ne ha facoltà.

USAI SANDRO (D.C.). Signor Presidente, colleghi consiglieri, insieme ad altri colleghi la scorsa seduta avevo sollevato l'esigenza che su questo argomento si facesse una riflessione per meglio valutare i dati tecnici forniti dalla Giunta e per verificare se esistevano soluzioni alternative a quella proposta con l'emendamento numero 1. Devo dire che in questi giorni di riflessione sono maturate chiaramente in tanti di noi due valutazioni: la prima, che sia necessario compiere una rivisitazione più attenta per la modificazione del complesso di norme che in qualche modo assistono la piccola e media impresa - parlo della "66", della "44" - e anche per l'introduzione di nuovi strumenti, quali un fondo in conto anticipazioni presso commesse per risolvere alcuni problemi tra cui quello prospettato in questa occasione. La seconda riflessione è che le eventuali modifiche all'emendamento presentato dalla Giunta, invece che semplificare complicano le cose, per cui di tutte le soluzioni prospettate sicuramente quella presentata dalla Giunta è la meno complicata, di più facile approvazione da parte del Governo e di più semplice attuazione.

Chiaramente per poter giustificare il perché si porta da sette a dieci anni questo finanziamento è necessario trovare una motivazione. A mio giudizio, le due modifiche introducibili (quella del 50 per cento dell'esportazione e dei 500 addetti) sono gli elementi che servono a giustificare l'ampliamento dai sette ai dieci anni e in qualche modo permettono una distinzione netta tra la situazione pregressa e la situazione futura. E' chiaro che l'emendamento numero 1 non risolve tutti i problemi, in particolar modo quelli che riguardano la condizione delle piccole e medie aziende.

Tra l'altro, vi leggevo poco fa le riflessioni della Comunità europea quando il 20 maggio 1992 ha dettato una specie di regolamento sulla disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese. Nel leggere questa relazione ho notato, e noto, che la politica della Comunità europea incoraggia le agevolazioni delle piccole e medie imprese e anzi accetta e consente la politica dei Governi nazionali rivolti a questo scopo, per cui io non mi preoccupo che la Regione sarda in qualche modo attui strumenti particolari per aiutare le imprese in difficoltà, al di là dei legami particolari e delle condizioni congiunturali particolari.

Credo comunque, per concludere, che questo provvedimento - che ritengo sicuramente, per certi aspetti, anormale - deve essere velocemente accompagnato da un progetto della Giunta per il riassetto completo e l'adeguamento della normativa che riguarda in qualche modo l'assistenza della piccola e media industria relativa alla "66", alla "44" e al fondo per le nuove commesse.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.

Metto in votazione il passaggio all'esame del testo. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'allegato A.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. A questo allegato sono stati presentati alcuni emendamenti. Se ne dia lettura.

URRACI, Segretaria:

Emendamento aggiuntivo Giunta regionale

Nell'allegato A, prima del paragrafo 2.4. è inserito il seguente:

2.2. Contributi per l'occupazione

Titolo di spesa: 11.2.02/1

Il punto 2) è così sostituito: "Il periodo di riferimento per la concessione dei contributi è aumentato di cinque anni. (1)

Emendamento sostitutivo parziale Giunta regionale

3.5. Grande viabilità

Titolo di spesa: 11.3.05/1

La disposizione relativa al comma a) è così sostituita:

"Nel comma a) del punto 1) lo stanziamento è ridotto da 65.000 milioni a 57.000 milioni. (2)

Emendamento aggiuntivo Giunta regionale

Dopo il paragrafo 3.6. è aggiunto il seguente:

3.7. Interventi per lo sviluppo urbano.

Titolo di spesa: 11.3.07/1

Lo stanziamento è incrementato di lire 4.000 milioni destinato all'attuazione del punto 3 dello stesso paragrafo. Lo stesso punto 3 è sostituito dal seguente:

"Per quanto riguarda l'intervento per il potenziamento dei servizi dell'area urbana di Cagliari questo è finalizzato alla realizzazione del progetto integrato di opere e servizi che insite nel territorio ex aeroporto di Monserrato.

L'obiettivo generale è quello di dotare l'area urbana di Cagliari di un complesso qualificato di servizi sociali e culturali di livello sovracomunale rivolti al miglioramento della qualità della vita delle popolazioni interessate dell'intera conurbazione di Cagliari.

Il progetto generale sarà realizzato per lotti organici e coerenti alle finalità generali con priorità da assegnare alle opere di infrastrutturazione generale ed alla realizzazione dei lotti funzionali che rappresentino la migliore suscettibilità di attuazione esecutiva". (3)

Emendamento aggiuntivo Giunta regionale

Titolo di spesa: 11.2.02/1

Dopo il punto 2 del titolo di spesa 11.2.02/1 del programma di intervento 1988-1989-1990 del Piano di rinascita ex lege 268/74 è aggiunto il seguente:

"La Giunta regionale è autorizzata ad estendere, dai 7 ai 10 anni, il contributo in conto occupazione previsto dall'articolo 11 della legge 268/74 alle imprese che esporranno almeno il 50% della produzione.

Il contributo in ogni caso può essere concesso per un numero massimo di 500 dipendenti". (4)

PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento numero 4 si intende sostitutivo del numero 1. Gli altri emendamenti si danno per illustrati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Ruggeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUGGERI (P.D.S.). Signor Presidente, colleghi, credo giusto preliminarmente affermare che nessuno di noi in quest'Aula vota emendamenti o provvedimenti che interessano il sistema produttivo pensando di dare una soluzione provvisoria; ma osservando le diverse ragioni della crisi vogliamo trovare una soluzione definitiva per le aziende che si trovano in una situazione di difficoltà. Voglio citare il caso della Keller che, date le norme vigenti, rischia di perdere una commessa, ottenuta dopo una lunga battaglia in un contrasto tra grandi gruppi nazionali, o il caso di altre aziende che avendo intrattenuto negli anni scorsi un rapporto commerciale con Paesi dell'Est, hanno difficoltà dal punto di vista finanziario per quanto riguarda la liquidità, e così via. E' chiaro che dobbiamo trovare soluzioni definitive; io ho detto qualche mese fa - e mi duole che non sia stato fatto - che per non vivere una stagione eccessivamente lunga di emergenza, dobbiamo sottoporre il sistema produttivo isolano ad un inventario analitico.

Badate, le notizie provenienti oggi da parte del Ministero del lavoro sono poco rassicuranti; ieri è scaduto il famoso decreto "177" che avrebbe dovuto dare soluzione alla cassa integrazione per circa seimila dipendenti di cui duemila solo in Sardegna. L'attuale Ministro intende modificare quel decreto che, con tanta fatica già approvato alla Camera, in questi giorni col voto favorevole del Senato sarebbe diventato legge definitiva. Il Ministro vuole ripensare l'intera impalcatura, il che vuol dire che verrà danneggiata la Sardegna in quanto verrà rimesso tutto in discussione: la cassa integrazione, l'INSAR, la vicenda di Fiumesanto, che oggi tra l'altro è sui giornali, il Sulcis, i lavoratori del Porto di Cagliari, eccetera.

Siamo davanti non solo a una possibile ulteriore crisi del sistema industriale, ma a una nuova spinta sociale proveniente dalle diverse zone interessate. Io vi voglio elencare una serie di aziende che questi giorni sono al limite dell'assurdità: Sarda Telecomunicazioni, Gencord, Scottin, Meccanica costruzioni, Alcatel, Impelt, Vitrociset, e circa tremila operai dell'Impresa appalti. Siamo in una situazione davvero terribile! Per non farla lunga, noi dobbiamo stare attenti a non provocare, approvando provvedimenti ad hoc, contestazioni da parte di aziende concorrenti. Parliamoci chiaro, se io decido, come legislatore, di privilegiare per una ragione particolare una determinata azienda, automaticamente porto l'imprenditore che non beneficia di quel tale provvedimento a ricorrere alla CEE, è già successo. E' una fuga in avanti. Siccome abbiamo davanti queste due situazioni, ci salviamo l'anima dicendo genericamente di aver trovato una soluzione ad hoc, ma abbiamo alle spalle esperienze che ci dimostrano che neanche se operiamo alla perfezione riusciamo a superare le norme CEE.

In conclusione credo che sia possibile approvare questo provvedimento, però contestualmente in tempi rapidissimi dobbiamo operare nei confronti degli istituti di credito. In questi giorni - e voi lo sapete - il Banco di Sardegna sta rischiando di mandare in fallimento decine e decine di aziende. Dobbiamo affrontare con la necessaria fermezza l'atteggiamento di chiusura delle banche verso il sistema economico sardo. Le banche, come succede in tutti i Paesi d'Europa, hanno una funzione economica, non si possono limitare semplicemente a rastrellare, devono rischiare, e in modo particolare il Banco di Sardegna. Non è possibile che ad aziende con 400 dipendenti, che hanno magari un fatturato di 70-80 miliardi, di fronte a un fido di un miliardo e mezzo venga richiesto senza mezzi termini di rientrare. Questo è strozzinaggio!

E' contro la logica dello sviluppo, abbiate pazienza! In Olanda una richiesta di contributi viene evasa in sette giorni; qui si impiegano anni; vedi il caso di quell'imprenditore, poveraccio, che ha dovuto cedere.

Noi dobbiamo perciò modificare la "66" e la "44" e realizzare il fondo di rotazione. In questo modo noi potremo, favorendo un sistema di anticipazioni, che vuol dire anche restituzione, superare le difficoltà che oggi presenta il sistema bancario sardo.

PRESIDENTE Ha domandato di parlare l'onorevole Selis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SELIS (D.C.), relatore. Presidente, brevissimamente, per ribadire una posizione senza naturalmente riproporre all'Aula tutte le argomentazioni già svolte e ripetute. Ripeto che, come credo la generalità dei colleghi che sono intervenuti, siamo preoccupati per le situazioni di crisi aziendali e riteniamo che la Giunta e il Consiglio debbano fare ogni sforzo per sostenere le imprese in crisi, per intervenire sui punti di crisi. Questo è il punto di partenza che non deve essere sottovalutato, né dimenticato, né messo in dubbio da alcuno. Ribadisco che la consapevolezza e l'esigenza di intervenire a favore delle aziende in crisi non significa intervenire su tutto il sistema delle imprese industriali senza un'adeguata motivazione. Estendere i benefici, proposti a sostegno delle aziende in crisi, alla totalità delle imprese industriali, senza che queste propongano quanto meno un programma di sviluppo produttivo e occupativo, è una dispersione di risorse che poi in una situazione di carenza noi pagheremo amaramente.

Gli emendamenti proposti solo parzialmente intervengono a sostegno delle imprese in crisi, perché non sono in qualche modo, anzi, in nessun modo condizionati alla realizzazione di progetti di risanamento e di sviluppo; non sappiamo se e quanto questa erogazione influirà sul processo di risanamento di queste imprese. Allora da un lato col pretesto, con la causa o partendo dalla considerazione di alcune imprese in crisi, eroghiamo finanziamenti a tutto il sistema delle imprese senza chiedere a queste imprese il benché minimo impegno a migliorare la produzione, l'esportazione, ad assumere qualcuno; da un altro lato diamo queste risorse alle imprese in crisi senza chiedere alcuna garanzia sul loro uso.

Questo elemento non va certo a favore dei lavoratori; lo ripeto per richiamare l'attenzione della Giunta. Dire tutto questo non significa ostacolare l'iter del provvedimento, significa anzi valorizzarlo. Con ciò chiediamo alla Giunta che le risorse che eroghiamo alla Gencord, alla Keller e alle altre imprese, siano quanto meno obbligatoriamente finalizzate alla stabilizzazione dell'occupazione o a processi di risanamento e di sviluppo. Questo a vantaggio dei lavoratori e a tutela dell'occupazione; perché la funzione del Governo regionale, la funzione del Consiglio regionale non è solo quella di erogare qualcosa, ma di verificare quali progetti di risanamento e di sviluppo si finanziano con quelle risorse.

Si dice che queste verifiche non si effettuano perché i funzionari dell'Assessorato, degli enti, degli istituti, non firmano, non si assumono la responsabilità; questo è un altro problema. Perché non si assumono la responsabilità? Perché non si fanno le istruttorie? Cerchiamone le cause. Ma non possiamo dire che siccome i funzionari non si assumono la responsabilità, noi non possiamo verificare che esito hanno le risorse che stanziamo. Significherebbe rinunciare non tanto alla possibilità di stanziare risorse, ma ad essere gli interpreti degli interessi dei lavoratori a favore dei quali emaniamo queste leggi, questi programmi. Ribadisco ancora: dire che le risorse vanno finalizzate ai programmi di risanamento e sviluppo non è un modo per ostacolare il risanamento e lo sviluppo o per ostacolare i lavoratori, è quello invece di essere noi interpreti delle esigenze, degli interessi, dei problemi dei lavoratori, per trovare una soluzione definitiva e non per un mese, per due mesi, per tre mesi.

Io credo che la Giunta oggi con le argomentazioni che abbiamo sentito non sia totalmente in questa linea. La Giunta dice che sta lavorando per addivenire a una nuova strategia di sviluppo, noi ce lo auguriamo, ma per il momento io prendo atto che noi stiamo compiendo un intervento di generalizzazione, di erogazione a tutto il sistema industriale che non risolve il problema totalmente delle aziende in crisi perché rinunciamo a priori a verificare la finalizzazione e l'utilizzazione di queste risorse per la stabilità e lo sviluppo delle imprese. Non vogliamo certamente frapporre ostacoli agli interessi, alle preoccupazioni e alle angosce dei lavoratori, ma invece essere interpreti perché i lavoratori e le imprese ci chiedono di concentrare le risorse sui punti di crisi e di verificare che questa concentrazione sia finalizzata al risanamento, allo sviluppo e a prospettive di lavoro stabile e duraturo.

Presidente, per questo motivo mi astengo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Pochissime considerazioni, signor Presidente, per dire che l'emendamento numero 4, che mi pare sia sostitutivo dell'emendamento numero 1 se ho capito bene, introduce un parziale miglioramento rispetto alla proposta originaria dell'emendamento numero 1. Però deve essere detto - siamo in materia estremamente impegnativa e delicata - che non risponde compiutamente alle indicazioni durante la discussione in Aula.

E' vero che l'emendamento numero 4 introduce alcune limitazioni di carattere quantitativo, però, come poc'anzi ricordavano alcuni colleghi che sono intervenuti, è ugualmente debole, è ugualmente deficitario per quanto riguarda alcuni argini che dovrebbero essere posti sul piano qualitativo; cioè rimane comunque l'indistinzione dei destinatari in ragione dell'essere azienda che esporta seppure in misura superiore a quella che precedentemente si ipotizzava, e senza che si abbia la garanzia richiesta, che è il contributo straordinario.

Chiamiamo le cose con il loro nome, così è più facile per noi capirci ed è più facile anche che qualche cosa capiscano anche all'esterno, noi stiamo deliberando un contributo straordinario. Si è detto e si è fatta, come dire, impostazione e filosofia politica sulla cassazione dei contributi a fondo perduto, sul miglioramento della qualità degli interventi regionali, trasformando tutto in abbattimento di interessi, sulla capacità di moltiplicare le risorse regionali attraverso l'uso del sistema bancario e quindi mobilitare altre risorse in funzione dei tanti bisogni del sistema produttivo di questa Regione.

Con questa norma, tutta questa impostazione - di cui si è fatta grande discussione e grande vanto anche - è contraddetta; questa norma sta introducendo un contributo straordinario, allungando prima da cinque a sette e adesso da sette a dieci gli anni di erogazione di un contributo a fondo perduto. Se questo contributo straordinario, per alcune aziende e per alcuni punti di crisi che rischiano di mettere a repentaglio la condizione e lo stato di vita lavorativa di centinaia di lavoratori, è necessario, io sono il primo a dire insieme agli altri colleghi "si deliberi di darlo", ma pongo una condizione, che sia utile allo scopo. Perché questo è un contributo aggiuntivo straordinario che tradotto in miliardi (nel provvedimento non c'è scritto, però basta chiederlo e i funzionari quantificano il provvedimento in ragione dell'azienda Gencord) vale 4 o 5 miliardi. Servono 4 o 5 miliardi per tenere in piedi l'azienda Gencord, e quindi le condizioni di produzione e di lavoro della Gencord?

Io dico, se serve va bene, ma chi garantisce questo? Perché dalla stesura originaria dell'emendamento è depennato il punto che richiamava poc'anzi il collega Selis, cioè la condizione che questo contributo sia almeno finalizzato, sia almeno funzionale al risanamento e allo sviluppo di un'azienda? Perché se si cancella quest'indicazione vuole dire che si sta ammettendo il contrario, o almeno che si prescinde. Come si fa prescindere? E se tra tre mesi, incamerati 5 miliardi, un'azienda si ritrovasse punto e a capo, e i lavoratori nella stessa condizione, perché dovremmo dare 5 miliardi di danaro pubblico? Diamoli ai lavoratori!

Ci garantisce almeno quest'azienda che non licenzia o che non licenzia per sei mesi, per un anno o per due anni, non dico in eterno? Ma perché non si vuol mettere almeno la condizione che il contributo - sono miliardi! - sia finalizzato alla ragione per la quale le risorse, mica nostre personali, della comunità regionale, siano messe a vantaggio dei lavoratori di questa Regione attraverso l'impresa, attraverso l'azienda, e che sia garantita, attraverso un'istruttoria tecnica, la verifica di queste finalità?

Se dovessimo sapere, fra un mese o due, che Gencord vuol continuare a licenziare, noi, che oggi stiamo approvando in bianco un contributo straordinario di 5 miliardi, avremmo la coscienza a posto? Avremmo risposto bene ai bisogni sociali nei confronti degli stessi lavoratori della Gencord o della Keller meccanica e di tutti i lavoratori sardi? Non si può agire genericamente, debbono essere compiute le azioni giuste, in fretta ma bene. Perché togliere questo punto di finalizzazione? La Giunta sostiene che l'istruttoria è complessa, perché i funzionari non se la sentono di istruire, ma allora questa Regione se non si sente di istruire le pratiche che debbono erogare miliardi, a che cosa serve? A cosa servono gli Uffici? A cosa serve tutta l'impalcatura; a cosa serve tutta l'organizzazione? E poi io non credo che, se ci sono queste condizioni, non possano essere certificate.

La Giunta avrà modo di replicare; io spero che chiarisca questo punto che è fondamentale per la tranquillità di tutti a partire dalla stessa Giunta regionale. Però questo provvedimento, questo emendamento è votato dal Consiglio, perché la Giunta non vota i provvedimenti, e la responsabilità per il momento è di chi li vota; sarà responsabile la Giunta quando lo applicherà, così come lo è quando propone al Consiglio i provvedimenti.

Però rimane questo ambito di incertezza e per quanto è possibile precisare, io dico per tranquillità di tutti, la Giunta deve chiarire meglio la norma di questo provvedimento, che è pur sempre un provvedimento monco, perché tendente a risolvere una emergenza che non sapremo mai se risponda al vero. Io auspico che vi risponda davvero; non posso avere fiducia cieca nella bontà del provvedimento perché si poteva fare meglio. La nostra non sarà una obiezione, come dire, che disturbi in qualche modo l'approvazione del provvedimento, lasciamo che chi è tanto certo e sicuro che il provvedimento andrà a buon fine, lo approvi; il nostro sarà un voto di astensione, che rivela però nessuna fiducia nella Giunta e nella maggioranza, che avevano tutto il tempo di formulare meglio l'emendamento, anzi era già formulato meglio, bastava non cancellare quelle righe che invece si vogliono cancellare.

Non si capisce perché quando si possono compiere gli interventi giusti, si preferisca invece farli piuttosto male, tenendoli sempre sul generico, perché nel generico tutto è possibile ma, come insegna la vicenda politica e non solo politica, qualche volta oltre a buoni risultati sono possibili anche cattive sorprese. Speriamo di no.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, colleghi del Consiglio, credo che le sospensioni alle quali è stato costretto il Consiglio in questi giorni testimonio la complessità e la delicatezza del provvedimento che si sta approvando. Credo che la Giunta debba dare atto che la discussione intervenuta in Consiglio e le riflessioni conseguenti sono state di grande utilità per la Giunta stessa, anche perché hanno consentito di effettuare un esame tecnico con i funzionari della SFIRS molto puntuale sullo stato di attuazione di questa parte cruciale della legge numero 268 che viene spesso trascurata. Non dimentichiamo che questa parte della legge "268" esercita un ruolo decisivo nella politica di incentivazione industriale in Sardegna, da vari anni; quindi direi che la discussione di questi giorni è stata utile anche per fare il punto sullo stato di attuazione della incentivazione regionale.

Credo che sia stata anche molto utile perché la proposta formulata con l'emendamento numero 4, sostitutivo dell'emendamento numero 1, recependo le preoccupazioni e le osservazioni del tutto legittime espresse dai consiglieri appartenenti a vari gruppi politici di maggioranza e di opposizione, consente di raggiungere gli obiettivi che ci si propone con la modifica a questa parte del programma della legge numero 268 nel modo migliore possibile.

Debbo dire anche che la discussione, della quale ringrazio il Consiglio, consente di precisare alcuni aspetti importanti. Nel momento in cui ci preoccupiamo di evitare che un uso a maglie troppo larghe di un contributo di questo tipo possa provocare un salasso per le risorse regionali (voglio ricordare al Consiglio che, nella mia veste di Assessore del bilancio, questo è un aspetto che statutariamente, istituzionalmente mi preoccupa, anche qualitativamente) vorrei che tutti noi tenessimo conto che l'erogazione di questo contributo non è così semplice; cioè non è che avviene con un timbro, uno fa la domanda, calcolatrice a fianco, 20 per cento di esportazione, tot occupati, timbro e pagamento; non è così, lo sappiamo tutti.

Il programma '82-'84, che ha finalizzato - introducendo un primo limite che non esisteva, quello appunto del 20 per cento di esportazione - il contributo per l'occupazione, stabilisce con dovizia di pagine e di punti quali debbano essere i meccanismi di erogazione del contributo in relazione ai progetti di ampliamento, ristrutturazione, riconversione, secondo lo stato attuale previsto dell'occupazione e così via. Io cito per sintesi; non è che tutte le imprese per il fatto di esportare il 20 per cento hanno diritto al contributo. Non è così, il contributo deve essere erogato a unità manifatturiere (pagina 22, punto 14 del programma '82-'84) che realizzino programmi di investimento rivolti al miglioramento dell'efficienza economica attraverso innovazioni sia in senso quantitativo che qualitativo tali da assicurare la stabilità dei livelli occupativi (l'entità degli investimenti deve essere non inferiore al 30 per cento del capitale fisso preesistente al netto degli ammortamenti tecnici) e ad unità manifatturiere di trasformazione produttrici di beni finali, di investimento o di consumo, impegnate nella realizzazione di programmi di espansione poggianti su mercati di sbocco extraregionali.

Tale requisito deve essere documentato sulla base dell'andamento delle esportazioni - questo è un punto decisivo - effettive degli ultimi dodici mesi antecedenti la data di presentazione della domanda di contributo, l'entità dei prodotti esportati deve essere accertata con idonea documentazione. La SFIRS e il CIS, che esaminano le domande di contributo, non devono valutare semplicemente se l'impresa ha esportato nell'anno precedente il 20 per cento, ma se l'impresa è una unità manifatturiera che ha avviato programmi di riqualificazione, di riconversione, se ha quel minimo di investimenti del 30 per cento; cioè tutte le cose, di cui ci stiamo preoccupando giustamente nel dibattito, sono stabilite dal primo programma che istituì questo meccanismo, quello dell'82-'84. Nei programmi successivi si è proceduto semplicemente, fermo restando quei parametri del paragrafo 14 appunto, a incrementare da cinque anni a sette anni la durata del contributo e ad una piccola modifica relativa al fatto che la formulazione iniziale nel calcolo del contributo, un problema di cambio, poteva danneggiare il calcolo del contributo stesso. Questo è il primo elemento, quindi c'è una selezione qualitativa sulla base di determinati parametri che deve essere valutata dalla SFIRS e dal CIS che sono i due istituti che predispongono l'istruttoria per questo contributo.

Il secondo aspetto importante è che questo contributo può avere una durata massima finora di sette anni, ma vi è una verifica annuale di gestione dell'azienda, cioè se un'impresa nell'anno precedente non è andata bene, per esempio non ha esportato il previsto 20 per cento, non è in grado di documentare con la certificazione richiesta dal programma l'andamento positivo, non ha diritto, per quell'anno, al contributo. E' il programma che lo specifica, tanto è vero che questo contributo, onorevole Selis, si differenzia da quello per investimenti, cioè l'altro segmento, quello sì va rivisto, in quanto il contributo per l'occupazione calcolato sulla quota investimenti è dato tutto assieme, cioè è per sette anni e lo si dà in blocco per decreto; è un contributo di vecchio tipo, il vecchio classico contributo a fondo perduto che si dà quando l'iniziativa sorge senza avere la verifica dell'attività e dello sviluppo dell'azienda. Io ricordo il dibattito di allora ed anche il motivo per cui si approvò questa modifica; il programma '82-'84 introdusse una selezione anno per anno sull'andamento qualitativo dell'azienda, tanto è vero che può accadere che a una azienda che ha già preso tre annualità di contributo, le venga sospesa, per l'ultimo anno andato male, l'erogazione del contributo, che riprendera l'anno successivo qualora si ripresentino i dovuti parametri; cioè è un contributo che viene dato a rendicontazione dell'attività andata bene, secondo i parametri stabiliti dal programma.

Per cui sotto questo profilo la Giunta (la quale preoccupata si è consultata con gli istituti istruttori) vorrebbe essere rassicurata sul fatto che non si complichi il meccanismo di selezione; il contributo non è automatico, è abbastanza semplice come erogazione, però è collegato già ad una istruttoria stabilita dal programma stesso. Ora, nell'emendamento bisogna precisare meglio (in realtà non è sostitutivo, ma è aggiuntivo rispetto al paragrafo 2 del programma 1988-1989-1990) che la modifica introduce una ulteriore selezione - che la Giunta condivide - per l'aggiuntiva erogazione di tre annualità da sette a dieci anni solo per quelle imprese che hanno un parametro di esportazione superiore, non più del 20 per cento, ma del 50 per cento, ponendo anche il limite dei 500 dipendenti che attualmente non esiste; non ci sono domande per ora di imprese che superino questo parametro, teoricamente però potrebbero esserci, quindi è giusto porre questo limite. Vorrei dire poi che quelle questioni qualitative, di cui si parlava prima, sono inserite già nel programma ed è giusto forse averle riprese nel corso di questa discussione; vorrei chiarire che la preoccupazione è comune a tutti noi.

Per concludere, la Giunta riconferma l'impegno sui provvedimenti di più ampia portata che sono stati sollecitati nel dibattito in Consiglio, come l'estensione dell'applicabilità della legge sul consolidamento dell'esposizione debitoria, la revisione della legge numero 66 in relazione alla ripetitività dell'intervento e l'innovazione con nuova norma legislativa collegata alla possibilità di istituire un fondo di anticipazioni per le commesse. Abbiamo avuto, proprio oggi, dai funzionari la consegna di una prima bozza che ovviamente come Assessorato della programmazione e dell'industria ci riserviamo di valutare, ma siamo pronti a presentare.

Non ripeto quindi tutto ciò che abbiamo detto nei dibattiti precedenti, gli elementi sono stati già forniti. Credo che, sulla base di queste valutazioni, l'emendamento proposto dalla Giunta possa essere accolto dal Consiglio perché contiene la sostanza della discussione che si è sviluppata in queste settimane su questo punto.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 2. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione il testo del programma numero 30 (Allegato A). Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Ha domandato di parlare l'onorevole Puligheddu. Ne ha facoltà.

PULIGHEDDU (P.S.d'Az.). Sull'emendamento numero 4 chiediamo la votazione per appello nominale.

PRESIDENTE. La votazione per appello nominale deve essere richiesta da otto consiglieri.

(Otto consiglieri si levano in piedi)

Votazione per appello nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale dell'emendamento numero 4. Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì; coloro i quali sono contrari risponderanno no. Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello.

(E' estratto il numero 26, corrispondente al nome del consigliere Floris.)

Prego il Segretario di procedere all'appello iniziando dal consigliere Floris.

MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria, procede all'appello.

Rispondono sì i consiglieri: Ladu Leonardo - Lombardo - Lorelli - Manca - Manchinu - Mannoni - Marteddu - Merella - Mereu Orazio - Mereu Salvatorangelo - Mulas Maria Giovanna - Muledda - Onida - Pau - Pes - Pili - Pubusa - Pusceddu - Ruggeri - Sardu - Scano - Sechi - Serra - Serri - Soro -Tamponi - Tidu - Usai Sandro - Zucca - Amadu - Atzeni - Baghino - Baroschi - Cabras - Carusillo - Casu - Cocco - Dadea - Degortes - Erittu - Fadda Antonio - Fadda Fausto - Fantola - Ferrari.

Si sono astenuti: il Presidente Floris - Ladu Giorgio - Lorettu - Murgia - Onnis - Oppi - Ortu -Planetta - Porcu - Puligheddu - Sanna - Satta Antonio - Selis - Serrenti - Urraci - Usai Edoardo - Cadoni - Cogodi - Demontis - Desini - Dettori.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 65

votanti 44

astenuti 21

maggioranza 23

favorevoli 44

(Il Consiglio approva).

Votazione per appello nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale del programma numero 30. Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì; coloro i quali sono contrari risponderanno no. Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello.

(E' estratto il numero 30, corrispondente al nome del consigliere Lombardo.)

Prego il Segretario di procedere all'appello iniziando dal consigliere Lombardo.

MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria, procede all'appello.

Rispondono sì i consiglieri: Lombardo - Lorelli - Lorettu - Manca - Manchinu - Mannoni - Marteddu - Meloni - Mereu Orazio - Mereu Salvatorangelo - Mulas Maria Giovanna - Muledda - Onida - Onnis - Oppi - Ortu - Pau - Pes - Pili - Planetta - Pubusa - Pusceddu - Ruggeri - Sanna - Sardu - Satta Antonio - Scano - Sechi - Selis - Serra - Serrenti - Serri - Soro - Tamponi - Tarquini - Tidu - Usai Sandro - Zucca - Amadu - Atzeni - Baghino - Baroschi - Cabras - Casu - Cocco - Cuccu - Dadea - Degortes - Demontis - Desini - Dettori - Erittu - Fadda Antonio - Fadda Fausto - Fantola - Ferrari - Ladu Giorgio - Ladu Leonardo.

Si sono astenuti: il Presidente Floris - Murgia - Porcu - Urraci - Usai Edoardo - Cadoni - Cogodi.

Risultato della votazione

PRESIDENTE Proclamo il risultato della votazione:

presenti 65

votanti 58

astenuti 7

maggioranza 30

favorevoli 58

(Il Consiglio approva).

I lavori del Consiglio riprenderanno domani mattina alle ore 10. Primo argomento all'ordine del giorno è la proposta di legge numero 388 "Trasferimento di risorse finanziarie al sistema delle autonomie locali"; secondo argomento "Disposizioni di omogeneizzazione e di coordinamento dei piani territoriali paesistici".

La seduta è tolta alle ore 19 e 20.



Allegati seduta

Risposta scritta ad interrogazioni

Risposta scritta dell'Assessore del turismo, artigianato e commercio all'interrogazione Serrenti - Ortu sulla immissione abusiva nel mercato di prodotti tipici dell'artigianato orafo sardo. (484)

In riferimento alla interrogazione n. 484/A concernente l'immissione abusiva nel mercato di prodotti tipici dell'artigianato orafo sardo, si precisa che il grave problema denunciato cominciò a delinearsi alcuni anni fa e che al fine di arginarlo o comunque contenerlo, fu promulgata la L.R. 27/4/1984, n. 14 "Norme relative al marchio di origine qualità dei prodotti dell'artigianato tipico della Sardegna".

Tale marchio consiste in un contrassegno in cui appare in forma stilizzata un cavallino e la dicitura "Artigianato Sardegna".

La relativa disciplina è contenuta, oltre che nella legge istitutiva, nel regolamento di attuazione della stessa (D.P.G. 20/5/1987, n. 83), nel disciplinare e, per quanto non previsto e non contrastante con essi, nella legislazione nazionale sui marchi d'impresa

Lo scopo del marchio dei prodotti dell'artigianato tipico della Sardegna è duplice:

1) promuovere la conoscenza dei prodotti dell'artigianato tipico sardo;

2) garantire l'autentica originalità, la qualità dei materiali, il rispetto della tradizione.

Il marchio si configura come un marchio collettivo accessibile a chiunque nel settore dell'artigianato artistico e tradizionale e prescinde da qualsiasi logica concorrenziale.

Per ottenere la concessione all'uso del marchio, la cui titolarità spetta all'I.S.O.L.A., sono necessari i seguenti requisiti:

1) gli elaborati per i quali si richiede l'uso del marchio devono essere tipici e tradizionali;

2) l'iscrizione in forma associativa o individuale all'Albo delle imprese artigiane.

Il marchio viene concesso per tipologia di manufatti dietro specifica domanda.

L'I.S.O.L.A., come previsto dalla legge, ha provveduto alla realizzazione del simbolo grafico del marchio ed alla sua registrazione presso l'Ufficio Centrale Brevetti.

Attualmente la registrazione è stata richiesta ed ottenuta per l'Italia e per quei Paesi esteri che mostrano maggior interesse per l'artigianato sardo e quindi dove è più opportuno tutelarsi: Austria - Benelux - Francia - Germania - Marocco - Liechtenstein - Monaco - Polonia - Portogallo - Spagna - Svizzera - U.R.S.S. (ora con diversa denominazione) - Jugoslavia - Ungheria.

Le domande, presentate dalle imprese artigiane per ottenere la concessione all'uso del marchio, devono essere inoltrare all'I.S.O.L.A. che ne cura l'istruttoria, quindi vengono trasmesse allo specifico "Comitato per il marchio di origine e qualità" che sulle stesse esprime il proprio parere vincolante.

Il Comitato si è insediato ufficialmente il 20/5/1988.

Superata la fase preliminare e preparatoria necessaria per l'attuazione del disposto legislativo, l'I.S.O.L.A. ha provveduto con mezzi divulgativi, quali la stampa e la distribuzione di un apposito opuscolo agli artigiani, a comunicare che dall' l/10/1992 possono essere inoltrate all'I.S.O.L.A. le domande per la concessione all'uso del marchio.

Testo dell'interpellanza e interrogazioni annunziate in apertura di seduta

Interpellanza Serra Pintus sull'assistenza sanitaria dei turisti in Sardegna.

La sottoscritta chiede di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale del turismo, artigianato e commercio, in ordine all'assistenza sanitaria in favore dei turisti che si trovano in Sardegna.

L'interpellante ricorda che il citato intervento è stato deliberato dalla Giunta regionale in data 5 giugno 1990 e affidato alla Società Europ Assistance Italia SpA Milano; segnala l'alto costo della polizza assicurativa che ammonta a lire 892.500.000 per anno, oltre alla errata campagna di pubblicizzazione della iniziativa fatta sui soli quotidiani locali per una ulteriore spesa di circa 40 milioni annui.

L'interpellante chiede al Presidente della Giunta regionale e all'Assessore regionale competente la verifica dell'utilizzo della polizza assicurativa da parte dei turisti; chiede altresì di sapere se la Giunta non intenda interrompere l'intervento che oltre a non apparire idoneo ad un utile incremento dei servizi in favore dei turisti, non è sicuramente proficuo allo sviluppo del turismo in Sardegna. (315)

Interrogazione Serrenti - Puligheddu, con richiesta di risposta scritta, sullo scempio ambientale nel Comune di San Giovanni Suergiu.

I sottoscritti,

PREMESSO che si è avuta notizia di uno scempio ambientale avvenuto, circa un mese fa, in località "Bucch'e Foxi" sulla foce del Rio Palmas, nel Comune di San Giovanni Suergiu, dove risulta siano stati asportati grossi quantitativi di sabbia con l'ausilio di pale meccaniche ed escavatori.

RILEVATO che detti quantitativi di sabbia parrebbe siano stati trasferiti presso il cantiere aperto per i lavori di costruzione di un impianto di idroallevamento, sempre presso il Comune di San Giovanni Suergiu,

chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale dell'ambiente per sapere se intendano avviare solleciti accertamenti volti a verificare i responsabili e l'entità dello scempio ambientale per procedere alle iniziative legali ed amministrative del caso. (542)

Interrogazione Usai Edoardo, con richiesta di risposta scritta, sulla concessione di un contributo da parte del CIS alla Sardegna Lines.

Il sottoscritto,

in relazione a notizie circa la erogazione da parte del CIS alla Sardegna Lines di un contributo di nove miliardi e seicento milioni per l'acquisto della nave "Moby Dream";

RICHIAMATA l'interrogazione del sottoscritto in data 22 gennaio 1993, tuttora inspiegabilmente rimasta senza risposta;

SOTTOLINEATO che il silenzio della Regione determina il legittimo insorgere di dubbi quanto meno in ordine alla chiarezza dell'operazione, se non anche alla correttezza della pratica di finanziamento ed alla stessa imparzialità della pubblica amministrazione;

RIBADITA la assoluta necessità di conoscere i particolari di una vicenda che si sarebbe conclusa con l'erogazione di nove miliardi e seicento milioni di denari pubblici ad un privato per l'acquisto di una nave che varrebbe meno di un quarto del prezzo assunto per la concessione del contributo,

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale per conoscere:

- quali motivi abbiano impedito al Presidente di fornire i chiarimenti richiesti con l'interrogazione del sottoscritto del 22 gennaio 1993, ed inoltre

- nella ipotesi risponda al vero che la concessione del contributo in parola sia avvenuta, in quale data precisa sia stata effettuata la relativa erogazione;

- se risulti al Presidente che presso la Pretura di Cagliari sia depositato un ricorso ex articolo 700 c.p.c. tendente ad inibire l'erogazione in parola;

- se risponda al vero che la concessione del contributo fosse subordinata alla messa in linea della "Moby Dream";

- se risponda al vero che la festa di inaugurazione della nave si sia già svolta ed, in caso affermativo, se si sia svolta prima o dopo la messa in linea della "Moby Dream". (543)

Interrogazione Ortu - Demontis - Ladu Giorgio - Meloni - Planetta - Puligheddu - Serrenti, con richiesta di risposta scritta, sui pescatori di Terralba.

I sottoscritti,

PREMESSO che la base Nato del Poligono militare di Capofrasca ha imposto un ulteriore aggravio del divieto di navigazione nel tratto di mare prospiciente il compendio ittico di Marceddì;

CONSIDERATO che ai pescatori di Terralba con questo ulteriore sfratto esecutivo vengono ridotti gli spazi e la possibilità di esercitare il loro lavoro, già abbastanza precario;

RILEVATO che il Consorzio della cooperativa di Marceddì, gestore degli stagni di "Corru s'Ittiri" e "San Giovanni", non ha rilasciato nessuna licenza di pesca, così come gli altri due consorzi della zona, impedendo ai pescatori di svolgere la propria attività che costituisce l'unico reddito per tante famiglie;

RILEVATO che nella provincia di Oristano ai pescatori non è stato corrisposto il contributo regionale per il fermo biologico, corrisposto invece in altre zone della Sardegna,

chiedono di interrogare l'Assessore regionale dell'ambiente per sapere:

- se non ritenga opportuno intervenire presso le competenti autorità al fine di ottenere una riduzione dello specchio di acqua inibito alla navigazione, tale da consentire lo svolgimento dell'attività di pesca nel compendio di Marceddì;

- quali giustificati motivi abbiano impedito all'Amministrazione regionale di erogare i contributi per il fermo biologico ai pescatori dell'Oristanese. (544)

Interrogazione Giagu, con richiesta di risposta scritta, sulla apertura di una casa da gioco (Casinò) nella città di Alghero.

Il sottoscritto chiede di interrogare l'Assessore regionale del turismo, dopo le numerose notizie contraddittorie, apparse sulla stampa, in merito alla apertura di una casa da gioco nella città di Alghero.

In particolare sarebbe opportuno conoscere quale sia al momento il preciso stato della pratica, cioè se siano intervenute le deliberazioni degli organi centrali dello Stato e se la Regione, e quindi l'Assessorato del turismo, abbia espresso il suo parere in merito all'iniziativa e se abbiano notizie circa l'affidamento, e a chi, della gestione della iniziativa che se attuata potrebbe esercitare un benefico effetto economico nella città sardo-catalana, oggi anch'essa investita da una crisi di particolare gravità. E' fuor di dubbio che a questa iniziativa si dovrebbe accompagnare anche altre iniziative, in particolare quelle finalizzate ad attenuare il fenomeno della disoccupazione che si appalesa anch'esso di dimensioni preoccupanti.

L'interrogante, nella circostanza, ritiene di dover rappresentare l'esigenza che l'iniziativa in argomento abbia il carattere della continuità nel tempo e cioè sia sottratta alle carenze di una attività intermittente legata quindi solo magari al solo periodo estivo o ad altre frazioni di tempo aggiunte per ragioni contingenti. Questo fatto renderebbe meno convincente, sotto il profilo della economicità, l'iniziativa e presenterebbe aspetti assai negativi sotto il profilo della utilizzazione del personale addetto, che verrebbe assoggettato a tutti i limiti delle attività stagionali.

L'interrogante chiede, infine, quale sia l'esatta situazione esistente e quali decisioni abbia in animo l'Assessore di adottare per portare a compimento positivo questa iniziativa da molti attesa con speranza di ricadute positive sul piano economico e sociale. (545)

Interrogazione Serrenti - Ortu - Demontis - Ladu Giorgio - Meloni - Planetta - Puligheddu, con richiesta di risposta scritta, sul parere favorevole del Comitato circoscrizionale di controllo al progetto della società Holdima per Teulada.

I sottoscritti,

PREMESSO che il Comitato circoscrizionale di controllo ha rigettato il ricorso presentato dal P.S.d'Az. e da alcune associazioni ambientalistiche avverso la concessione del nulla osta al progetto della Holdima SpA per il comune di Teulada;

CONSIDERATO che i lavori inerenti il progetto della Holdima riguardano la costruzione di un complesso alberghiero di 1.000 posti letto nella zona che va da Torre del Budello a Porto Tramatzu, zona sottoposta al rigido vincolo della fascia di tutela dei 300 metri, recentemente approvato dal Consiglio regionale;

RILEVATO che l'articolo 3 della legge regionale n. 22/92 sancisce la sospensione dei nulla osta concessi per le costruzioni lungo le coste che ricadono nella fascia di tutela ambientale, in attesa che vengano approvati dal Consiglio regionale i P.T.P., e che la stessa Giunta regionale ha provveduto a sospendere tutti i nulla osta concessi;

EVIDENZIATO che la zona di cui trattasi (Porto Tramatzu - Torre del Budello) non è stata oggetto di alcuna deroga da parte della Regione,

chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e gli Assessori della difesa dell'ambiente e dell'urbanistica per sapere quali concerete iniziative intendano adottare al fine di impedire che l'approvazione del Comitato circoscrizionale di controllo al progetto dell'Holdima SpA possa costituire un serio pericolo per la tutela ambientale della zona, posto che detta approvazione è in stridente contrasto con le leggi regionali e nazionali in materia. (546)

Interrogazione Manca - Casu - Cocco, con richiesta di risposta scritta, sul mancato conferimento dei rifiuti solidi urbani nella discarica controllati di "Monte Muradu" da parte dei Comuni del bacino n. 9, di Macomer.

I sottoscritti,

PREMESSO che, in data 1° marzo 1993, il Consorzio per la zona industriale di Macomer ha finalmente attivato la prevista discarica controllata di prima categoria, localizzata in zona Monte Muradu del Comune di Macomer;

CONSIDERATO che, alla fine del trascorso mese di aprile, gli unici conferitori risultavano essere soltanto i Comuni di Abbasanta, Borore, Lei, Norbello, Scano Montiferro, Tadasuni e Tresnuraghes, mentre la maggior parte di quelli inclusi nel bacino territoriale di riferimento continuavano tranquillamente ad utilizzare le rispettive discariche comunali inadeguate ed abusive;

EVIDENZIATO che, già dal primo giorno di apertura della discarica consortile, i Comuni interessati avrebbero dovuto procedere alla chiusura delle rispettive discariche prive di autorizzazione o autorizzate solo fino all'apertura di quella di Monte Muradu ;

RIMARCATO che, per il servizio di gestione della discarica consortile affidata alla ditta Impresar SpA di Nuoro, la convenzione approvata dall'Assessorato regionale dell'ambiente e sottoscritta dai Comuni prevede una tariffa di lire 26.243 per tonnellata di rifiuti solidi urbani per un conferimento complessivo dei 47 Comuni interessati di almeno 38.000 tonnellate;

SOTTOLINEATO che è previsto un progressivo aumento della tariffa in rapporto alla riduzione dei conferimenti comunali rispetto al limite minimo concordato e vincolante per il perseguimento dell'obiettivo del pareggio fra costi e ricavi;

OSSERVATO che, per il meccanismo sopradescritto, i sette Comuni più diligenti dovranno sopportare un aumento della tariffa che sia in grado di ricostituire l'equilibrio compromesso dal comportamento degli altri 40 Comuni del bacino territoriale interessato;

RITENUTO che la situazione segnalata non possa essere ulteriormente sopportata dalle poche amministrazioni che, nel rispetto della legge, onorano la convenzione sottoscritta e garantiscono l'osservanza delle prescrizioni regionali;

PREOCCUPATI che l'avvio di un aspro contenzioso fra i Comuni danneggiati e quelli inadempienti possa coinvolgere anche il Consorzio titolare della discarica, l'impresa affidataria della gestione e l'Assessorato regionale dell'ambiente, determinando di fatto una crisi gestionale che porterebbe alla chiusura della discarica consortile,

chiedono di interrogare l'Assessore della difesa dell'ambiente:

- per conoscere i motivi della mancata formale notifica ai Comuni del bacino n. 9, di Macomer, dell'ordinanza di chiusura delle rispettive discariche abusive e della mancata formale diffida a proseguire nella utilizzazione quotidiana;

- per conoscere quale sia la disponibilità del competente Assessorato regionale dell'ambiente a farsi direttamente carico delle quote tariffarie pagate dai Comuni conferitori all'impresa affidataria della gestione della discarica consortile di Macomer per sopperire al mancato conferimento dei Comuni che continuano abusivamente ad utilizzare discariche irregolari e non autorizzate. (547)